View Full Version : REGGIO EMILIA | Area Nord


maximilianus
May 9th, 2010, 06:45 PM
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http://www.comune.re.it/areanord

Progetti importanti, dedicati alle eccellenze di Reggio, per l’Area Nord. E’ questo il perno dello schema di Masterplan dell’Area Nord, presentato di recente dal sindaco Graziano Delrio al Centro internazionale Loris Malaguzzi. Nel luogo che è punto di riferimento mondiale per chi vuole conoscere il Reggio Approach, cioè i nidi e le scuole d’infanzia di Reggio Emilia, il sindaco ha parlato agli Stati generali della città (una platea di oltre 300 interlocutori) di un nuovo modello “emiliano-europeo”, proponendo di concentrare le risorse sulle competenze distintive reggiane, in particolare l’educazione, la meccatronica, la ricerca nella green economy.

Dal gennaio 2009 – quando il sindaco convocò la prima volta gli Stati generali dedicati a ‘La nostra città’ – ad oggi sono stati compiuti significativi passi avanti in ciascuna di queste competenze. Nel disegno di Masterplan proposto dal sindaco c’è l’ambizione a fare di più. Progetti strategici come il Parco della conoscenza e dell’Innovazione alle Reggiane e un Expo mediopadano di nuova generazione alle Fiere. Progetti che debbono trovare spazio in un’Area nord riqualificata, in cui si estendono l’effetto città e l’effetto comunità adottati con buoni risultati nelle riqualificazioni della città storica, con spazi pubblici per la comunità, con la stazione Mediopadana fulcro di una mobilità di area vasta (le vicine province emiliane e lombarde), collegata direttamente all’autostrada del Sole con un’area sosta e al centro storico con una tramvia.

“Abbiamo bisogno di strategie chiare, condivise e del coraggio delle scelte, per il nostro futuro, per innovare, riorientare il nostro modello di sviluppo anche per uscire più rafforzati dalla crisi attuale, preservando l’identità di comunità educante, dell’etica della responsabilità e del buon lavoro: termini di cui si è servito Howard Gardner per descrivere Reggio”, ha detto Delrio.
Obiettivo: lanciare una sfida di rinnovamento per la città, un contributo per i prossimi 15-20 anni, da portare avanti insieme perché, ha messo in chiaro il sindaco, “non possiamo e non vogliamo decidere da soli. Vogliamo che l’Area nord sia una risorsa al servizio di tutto il sistema. Vogliamo che il suo sviluppo sia un’opportunità di crescita a beneficio e in dialogo con tutto il territorio. Per questo vogliamo proporre un percorso di lavoro comune. Dobbiamo sfruttare questa grande potenzialità di crescita insieme”.

Area nord e città
Nell’Area nord di Reggio – una vasta porzione di territorio che nasce a ridosso del centro storico, comprende il Centro internazionale Malaguzzi e le ex Reggiane che ospiteranno il Tecnopolo, e si estende alla nuova ferrovia Alta velocità e all’autostrada del Sole, al quartiere fieristico e alla zona industriale di Mancasale – insistono potenzialità tali da fungere da traino per rafforzare le eccellenze reggiane, per attrarne di nuove e per consentire alla città di divenire più competitiva a livello non solo regionale, ma anche nazionale ed europeo, a partire da quelli che a Reggio sono gli ambiti di consolidata esperienza: l’educazione, la meccatronica, l’agroalimentare, i servizi, le fonti energetiche rinnovabili.
“Qui batte il cuore delle nostre competenze distintive. L’Area nord è la nostra porta verso la modernità”, ha sottolineato Delrio.
Un’Area nord complessa, in cui si estendono anche i quartieri storici di Santa Croce, San Prospero Strinati, Villa Mancasale (dove abitano oltre 12mila persone) da mettere in maggior relazione con la città. Perciò i criteri guida individuati dal sindaco sono: educazione diffusa, interculturalità e apertura al cambiamento, etica dello sviluppo, lavoro e slow economy per una migliore qualità di vita, accanto a sostenibilità ambientale e qualità urbana.
Non si vuole dare vita infatti a una seconda città o a una nuova zona di espansione, ma conferire a questo territorio un senso strategico che lo leghi alla città, ricucendo i diversi elementi del territorio, per creare uno spazio organico con le realtà preesistenti.
Tre le linee tematiche di sviluppo proposte dal sindaco: i grandi progetti, le infrastrutture, i quartieri. Su questi temi, ciascuno per le proprie competenze, dovranno confrontarsi nei prossimi mesi i quattro gruppi di lavoro identificati per il percorso di elaborazione dei destini dell’Area: il gruppo di progetto sull’educazione (guidato da Reggio Children), il gruppo sulla meccatronica (Club della Meccatronica), il gruppo di progetto energia (Enìa) e il gruppo di lavoro infrastrutture e progetti urbani (condotto in maniera trasversale agli altri ambiti dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia). Il percorso dei quattro gruppi di lavoro sull’Area nord si articola in tre fasi – analisi e diagnosi dei bisogni e delle opportunità, pianificazione e programmazione, valutazione preventiva – su un arco di sei mesi. Appuntamento quindi in autunno per l’aggiornamento dei programmi sull’Area nord.

Competenze e referenti
I referenti di questi ambiti sono intervenuti al ‘Malaguzzi’, insieme ad altri ospiti, in occasione degli Stati generali per l’Area nord fornendo le prime indicazioni sulle rispettive idee di sviluppo del proprio settore a beneficio della città e tracciando bilanci su quanto realizzato nell’ultimo anno. Carla Rinaldi, presidente di Reggio Children, ha dato un ritratto del Centro Malaguzzi, punto di riferimento internazionale per il settore Educazione, capace di attrarre a Reggio 72mila visitatori italiani e stranieri da tutto il mondo ogni anno, tra cui anche premi Nobel. Andrea Viero, amministratore delegato di Enìa, ha illustrato i progetti di sviluppo della multiutility nel campo delle rinnovabili, annunciando l’interesse dell’azienda ad acquisire e recuperare un’area di duemila metri quadrati dove insediare il centro di ricerca sulle nuove fonti energetiche. Aimone Storchi, presidente del Club Meccatronica, ha parlato delle potenzialità di sviluppo del settore ed evidenziato la necessità di fare rete tra le giovani realtà reggiane che si occupano di questo ambito. Mauro Dell’Amico, direttore del dipartimento Scienze e metodi dell’ingegneria all’Università di Modena e Reggio Emilia, ha annunciato fra l’altro per il Tecnopolo, inserito nella rete regionale, l’impegno di quasi cento ricercatori per un investimento di 20 milioni di euro. Ivan Trenti, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria Nuova, ha ricordato l’imminente trasformazione dell’azienda in Istituto di ricerca e cura di carattere scientifico. Mentre Paolo Borzatta della The European House Ambrosetti ha citato città di medie dimensioni Poitier (Francia), Scheffield (Gran Bretagna) e Kobe (Giappone) come esempi riusciti nel “reinventarsi” un’identità basata su competenze specifiche e a creare nuovo sviluppo territoriale. Un’opportunità strategica che oggi anche Reggio potrebbe cogliere, partendo proprio dall’Area nord e dall’attivazione della fermata mediopadana dell’Alta velocità, così come ha fatto Lille, che da città di passaggio, a metà strada tra Parigi e Bruxelles, ha fatto della stazione dell’alta velocità e dell’essere nodo facilmente raggiungibile un’occasione per pianificare in maniera strategica il suo futuro e oggi è tra le città prese ad esempio del sistema europeo.

I cantieri attualmente in corso
Nella sua relazione, il sindaco Delrio ha ricordato che nell’Area nord sono già in corso importanti interventi di riqualificazione e trasformazione del territorio, grazie anche all’Unità di progetto dedicata, istituita dall’Amministrazione comunale. Sono in fase di realizzazione o completamento: il Parco progetti Calatrava (ponti, casello autostradale, stazione Alta velocità); il percorso di masterplan delle Reggiane, che ha sviluppato un disegno comune di riqualificazione urbana a piazzale Europa tra la stazione storica e il Centro integrato di Mobilità; il Centro internazionale Malaguzzi, sede di Reggio Children, in corso di completamento con l’allestimento di un Atelier del gusto dedicato alla cultura del cibo; il Tecnopolo, con la stipula il 23 dicembre scorso dell’accordo per la riqualificazione del capannone 19 destinato a sede del Tecnopolo stesso, che dal 2012 ospiterà i centri di ricerca; il progetto per la riqualificazione della Villa Omi Reggiane, dove avranno sede associazioni e realtà imprenditoriali legate all’economia della creatività; il progetto Reggio Emilia Territorio Esteso.
Lo schema di Masterplan, ha spiegato Delrio, si articola su tre assi strategici per raggiungere gli obiettivi.

1) Le infrastrutture: la stazione Alta velocità, lo snodo treno-autostrada e la tramvia
L’Area nord è sede del nodo intermodale mediopadano, un nodo della mobilità di rilevo per un’area vasta comprendente le province emiliane e lombarde vicine, il cui fulcro è composto dalla stazione Mediopadana e dai ponti progettati dall’architetto Santiago Calatrava, dal casello autostradale e, in ambito più locale, dal collegamento con il centro città e il territorio circostante.
Il sindaco Delrio ha spiegato che “l’attivazione della fermata Mediopadana – i cui lavori sono iniziati e che a partire dal 2012 sarà l’unica fermata in linea tra Milano e Bologna in grado di offrire un vantaggio competitivo di 30 minuti di percorrenza in meno rispetto alle fermate delle altre città emiliane – deve essere occasione per ripensare i collegamenti e la mobilità non solo dell’Area nord, ma dell’intera città e delle connessioni tra Reggio e l’Italia”.
“Per questo vogliamo realizzare una connessione diretta tra la ferrovia Alta velocità e l’autostrada, cioè unire le due infrastrutture con un’area di sosta dedicata, che permetta di arrivare da altre città ai treni senza uscire dalla tratta autostradale, passando direttamente dall’autostrada in stazione. La realizzazione della quarta corsia autostradale rappresenta un’occasione unica per una contestuale realizzazione di quest’area di sosta a beneficio di entrambe le infrastrutture e con ricadute positive sul nostro territorio. Grazie alla multimodalità dell’area si amplia il bacino di utenza della stazione, attingendo ad esempio anche dall’A22. Vogliamo creare un luogo accogliente, che dia l’idea della qualità di vita, sia una reception adeguata alla nostra città. Nella logica dell’estensione dell’effetto città, la stazione sarà rivolta a nord e a sud, verso la città esistente, di cui è parte”.
Il nodo mediopadano deve essere inoltre al centro di una rete di mobilità cittadina organizzata, a servizio del territorio, “una mobilità integrata, sostenibile ed efficiente, che coniughi il rispetto dell’ambiente con l’efficienza. E quindi occorre realizzare progetti di: mobilità logica e ottimizzazione della rete stradale, con la definizione di via Morandi come asse di distribuzione principale nord–sud e politiche di riqualificazione e moderazione delle velocità per le strade di quartiere, trasformando le strade residenziali in spazi sicuri e di qualità; mobilità eco-compatibile, con la realizzazione nell’Area nord di cinque ciclovie portanti e di tre greenway, tra cui ad esempio via Petrella, per la mobilità di svago e per vivere il territorio rurale di quest’area; mobilità pubblica, con la realizzazione di un efficiente sistema di trasporto pubblico che prevede la realizzazione di una tramvia, che colleghi centro storico e stazione Mediopadana passando per piazzale Europa”.

2) I progetti urbani: qualità nei quartieri
“I quartieri e le ville dell’Area nord – ha detto Delrio – come Mancasale, San Prospero Strinati, Santa Croce devono essere riqualificati attraverso azioni che creino qualità diffusa e generino l’effetto città e l’effetto comunità, che negli ultimi anni ha guidato le opere di riqualificazione del centro storico. È necessario lavorare per la rigenerazione urbana delle aree prive di identità e qualità e per la trasformazione delle grandi aree dismesse con interventi di riqualificazione dello spazio pubblico, delle funzioni e con il potenziamento della rete dei servizi alla comunità.
Al centro della strategia di rigenerazione urbana del quartiere c’è lo spazio pubblico. In questo contesto, la tramvia può essere la struttura portante su cui si possono ricostruire le centralità dei quartieri, come parchi o piazze. Perché questa nuova infrastruttura non deve essere concepita come un elemento che crea cesura e discontinuità, ma come un’opportunità per creare connessioni e rafforzare le relazioni tra le diverse parti della città”.

3) I grandi progetti: il Parco della conoscenza e l’Expo Mediopadano
Creare nell’Area nord realtà che possano potenziare le competenze distintive del territorio, come l’educazione, la meccatronica, le energie intelligenti e l’edilizia sostenibile, è la terza linea strategica. Gli ambiti di realizzazione per questi progetti sono, in questa prima fase, le Reggiane e le Fiere.
Le Reggiane, un luogo a ridosso del centro storico che ha rappresentato molto per il passato della città, lo sviluppo economico e sociale, e a cui è stato dedicato un masterplan specifico, saranno “cuore pulsante” delle competenze di Reggio. L’idea, ha detto il sindaco, “è infatti quella di fare dell’area un Parco della conoscenza, dell’innovazione e della creatività, una grande piazza delle idee a beneficio delle eccellenze e di tutto il nostro sistema”.
Le Fiere di Reggio Emilia possono invece ambire a diventare un Expo mediopadano sulle competenze distintive, tra cui l’eccellenza agroalimentare del nostro territorio che va ben oltre i confini provinciali e regionali. Sulle Fiere di Reggio è necessario investire e non disinvestire, come sistema e territorio. “Per questo – ha detto Delrio – stiamo lavorando, con gli enti coinvolti, a un nuovo progetto e piano industriale. Inoltre le fiere vanno collegate meglio alla stazione Mediopadana con un collegamento stradale più diretto che renda più fluida la relazione tra le due infrastrutture”.
“Vorremo creare – ha sottolineato il sindaco – un Expo mediopadano di nuova generazione, estremamente tecnologico e in sinergia con il parco della conoscenza, innovazione e creatività di Reggio.
Un luogo dello scambio, non dei prodotti ma delle idee, una fiera salotto, con show room leggeri per aziende piccole e grandi, studi, singoli professionisti”.

La condivisione del progetto Area nord
“Questi sono gli assi strategici del masterplan, gli obiettivi, i progetti per la nostra vision – ha concluso il sindaco Delrio – Per realizzare tutto questo (il collegamento con l’autostrada, la tramvia, il parco della conoscenza, i progetti industriali delle nostre eccellenze) occorre, naturalmente, la condivisione e il supporto della città e del territorio, ciascuno per il proprio ruolo, le proprie responsabilità e il proprio contributo. E’ su questi progetti ambiziosi che chiediamo alla città di mettersi in dialogo e in relazione”.

(Dal sito http://reggiocomune.it/2010/05/04/area-nord-una-fucina-per-il-futuro-di-reggio/)

Rhoy
August 2nd, 2010, 02:31 PM
Mwtto qui.


Stazione mediopadana, iniziati i lavori
20/7/10 • Grandi progetti, Mobilità, Trasporto pubblico

Dopo la fase di bonifica delle aree e le prime operazioni di insediamento del cantiere, è iniziato il conto alla rovescia che porterà all’ultimazione dei lavori della stazione Mediopadana di Reggio Emilia, unica in linea per i treni ad Alta velocità, entro il 2012. La durata dei lavori è fissata in 871 giorni, con una riduzione di 120 giorni rispetto alle tempistiche

Con l’approvazione del progetto esecutivo della stazione Mediopadana e con la firma dell’ultimo atto contrattuale, il 18 maggio scorso la ditta Cimolai ha dato ufficialmente infatti inizio alle lavorazioni in cantiere. La durata dei lavori è fissata in 871 giorni, con una sensibile riduzione di 120 giorni delle tempistiche rispetto ai 991 giorni definiti in fase di gara. La riduzione dei tempi di lavoro è dovuta alle ottimizzazioni studiate durante l’elaborazione del progetto esecutivo. In cantiere procederanno i lavori di allestimento e di preparazione, mentre il telaio in acciaio della stazione continuerà a essere realizzato nelle officine della Cimolai, per arrivare a iniziare la fase di montaggio nell’estate 2011.

«Stiamo proseguendo nelle fasi di realizzazione della stazione Mediopadana – dice il sindaco Graziano Delrio – che vedrà in due anni la concreta possibilità di spostarsi in tempi brevi verso le maggiori città italiane ed europee. E confidiamo che la fermata dei treni possa realizzarsi anche prima dell’ultimazione dei lavori. Per tutta l’Area vasta si apriranno nuove prospettive economiche, sociali e culturali».
La stazione Mediopadana – parte del parco progetti di Santiago Calatrava, indicata dal sindaco Graziano Delrio agli Stati generali del marzo scorso quale elemento cruciale dell’Area nord di Reggio e nodo intermodale fondamentale per i trasporti di Area vasta in rapporto all’Autostrada del Sole (A1) – avrà una lunghezza complessiva di 483 metri, la copertura sarà costituita da una successione ripetuta di 13 portali a sezione chiusa, fra loro geometricamente differenti, per complessivi 457, che in sequenza determineranno l’andamento sinusoidale che caratterizza l’infrastruttura. Il peso complessivo della fornitura d’acciaio arriverà a circa 14.000 tonnellate, quasi una volta e mezzo il peso della Tour Eiffel, ma la struttura interamente dipinta di bianco – colore distintivo della maggior parte delle opere dell’architetto Calatrava nel mondo – sarà comunque percepita come estremamente leggera.

Dov’è la stazione
Percorrendo via Gramsci, dopo aver superato l’abitato di Mancasale e aver sottopassato il tracciato dell’Alta velocità e la linea dell’Autostrada A1, l’infrastruttura sarà raggiungibile prendendo la prima uscita della rotatoria di via Gramsci – via Filangieri. Sorgerà sul viadotto esistente della linea dell’Alta velocità parallela all’Autostrada e ben visibile da essa: si stima che 400.000 occhi vedranno ogni giorno la stazione percorrendo l’Autosole. Vista la sua localizzazione, la stazione sarà facilmente raggiungibile: dal centro storico mediante tutte le tipologie di trasporto (autobus, automobili, biciclette, taxi); dalla stazione storica tramite la linea Fer Reggio Emilia – Bagnolo; dal casello autostradale (distante circa un chilometro) percorrendo viale dei Trattati di Roma, su cui si collocano i tre ponti progettati da Calatrava.

I numeri di Km 129
Lo sviluppo dei lavori del cantiere della stazione Mediopadana – analogamente a quanto fatto per i tre ponti – sarà seguito in un’ottica di “cantiere partecipato” da Km 129 (piazza Prampolini 1/f), lo spazio di progetti e relazioni che ha il compito di raccontare la trasformazione urbana in corso nell’Area nord. Lo spazio, nato nel 2005 come mostra e laboratorio di attività dove poter visionare schizzi e plastici dei cantieri delle opere di Santiago Calatrava, nel tempo si è trasformato. Ora è sede dell’Ufficio progetti e si occupa di cantieri dell’Area nord; è anche un luogo di costante confronto e dialogo con i cittadini, grazie a incontri, visite guidate, laboratori didattici e workshop organizzati. Di recente, con l’ingresso di una classe dei bambini della Scuola dell’infanzia Otto Marzo (che ha svolto un laboratorio didattico sperimentale), lo spazio ha raggiunto quota 100.000 visitatori. Gli altri numeri di Km 129: quasi 5.000 partecipanti alle visite guidate, oltre 4.500 bambini partecipanti ai laboratori didattici, oltre 50 gli studenti e i laureati seguiti tramite attività di tutoraggio.

reggiocomune.it

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Rhoy
October 22nd, 2010, 12:31 PM
«La stazione pronta nell'estate 2012»
Andrea Salemme (ad di Tav) spegne polemiche e timori sul futuro della Mediopadana

reggio emilia..+-di Marco Martignoni
zoom . REGGIO. Maggio 2009, posa virtuale della prima pietra della stazione Mediopadana. Le Ferrovie dello Stato annunciano l'inaugurazione dell'opera di Calatrava per il novembre 2011. Settembre 2010, in prefettura. Andrea Salemme, amministratore delegato di Tav, dichiara che la stazione sarà pronta entro l'estate del 2012. Sarà l'ultimo rinvio? Se non ci saranno intoppi durante i lavori, la Mediopadana dovrebbe essere completata entro la data annunciata ieri mattina dal funzionario Tav. A confermarlo anche il direttore tecnico di Cimolai - l'azienda di Pordenone che ha vinto l'appalto - Marco Sciarra. Che spiega anche i motivi che hanno spostato in avanti la consegna della quarta opera reggiana dell'architetto Calatrava. «Abbiamo svolto approfondimenti e valutato con precisione tutto il lavoro - spiega - e nelle nostra officine siamo pronti per assemblare le prime parti della stazione».
SORPRESE NEL 2011. Per vedere da vicino quello che sorgerà a Mancasale, bisognerà però attendere gennaio del prossimo anno, quando dalle officine del gruppo friulano verranno trasferiti a Reggio i primi «tronconi» della stazione che verranno assemblati a terra, per poi essere sollevati e fissati durante la notte. Come era già accaduto per la realizzazione dei tre ponti di Calatrava che compongono viale Trattati di Roma, realizzati a loro volta dalla Cimolai.
DIRETTIVA MARONI. Il direttore tecnico della Cimolai e l'amministratore delegato di Tav, ieri mattina erano in città, per firmare un protocollo di intesa in prefettura sul controllo degli appalti sulle opere pubbliche. Verifiche che riguarderanno tutte le ditte - sono circa 150 - che concorrono insieme alla Cimolai alla nascita della stazione della Tav. «E' un passaggio importante - ha detto il prefetto Antonella De Miro dopo la firma dell'accordo - che ci consente di avere un controllo diretto sugli appalti di grandi opere come quella che sorgerà a Mancasale. Un modo per controllare anche il rispetto delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e per evitare eventuali infiltrazioni di soggetti legati alla malavita organizzata». All'incontro erano presenti anche il questore Domenico Savi, il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Giovanni Fichera, e il comandante provinciale della Finanza, il colonnello Alfonso Di Vito.

I PASSAGGI. Sono già iniziate a Mancasale, cone le operazioni di cantierizzazione, i primi passaggi preparatori per l'inizio dei lavori. Intanto alla Cimolai sono già stati prodotti campioni degli scatolari metallici a sezione rettangolare (dimensione 20 per 120 centimetri), di altezza variabile fra 7,5 e 14,5 metri, che andranno a costituire i segmenti verticali (pilastri) dei singoli portali che compongono la copertura d'acciaio dell'infrastruttura. I campioni realizzati sono stati già visionati e approvati anche dallo studio dell'architetto Calatrava. La copertura della stazione Mediopadana, della lunghezza complessiva di 483 metri, sarà costituita da una successione ripetuta di 13 portali a sezione chiusa, fra loro geometricamente differenti, per complessivi 457, che in sequenza determineranno l'andamento sinusoidale che caratterizza l'infrastruttura. «Con l'architetto Calatrava - spiega il direttore tecnico della Cimolai - siamo sempre in contatto, non solo per quanto riguardo la stazione Mediopadana da lui desiganata, ma anche per la realizzazione di altre opere da lui disegnata». Il rappresentante dell'azienda di Pordenone, poi svela qualche particolare in più rispetto alla costruzione della stazione. «Adotteremo nuove tecnologie di lavoro - dice - che ci consentiranno di ridurre i tempi di lavorazione da 28 a 24 mesi. Così come abbiamo studiato attentamente le fasi e l'organizzazione migliore sull'aspetto sicurezza dei lavoratori che saranno impiegati nel cantiere di Mancasale, dove è già attiva la linea Alta velocità e i treni corrono veloci».
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17 settembre 2010
gazzettadireggio.it