maximilianus
May 9th, 2010, 06:45 PM
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http://www.comune.re.it/areanord
Progetti importanti, dedicati alle eccellenze di Reggio, per l’Area Nord. E’ questo il perno dello schema di Masterplan dell’Area Nord, presentato di recente dal sindaco Graziano Delrio al Centro internazionale Loris Malaguzzi. Nel luogo che è punto di riferimento mondiale per chi vuole conoscere il Reggio Approach, cioè i nidi e le scuole d’infanzia di Reggio Emilia, il sindaco ha parlato agli Stati generali della città (una platea di oltre 300 interlocutori) di un nuovo modello “emiliano-europeo”, proponendo di concentrare le risorse sulle competenze distintive reggiane, in particolare l’educazione, la meccatronica, la ricerca nella green economy.
Dal gennaio 2009 – quando il sindaco convocò la prima volta gli Stati generali dedicati a ‘La nostra città’ – ad oggi sono stati compiuti significativi passi avanti in ciascuna di queste competenze. Nel disegno di Masterplan proposto dal sindaco c’è l’ambizione a fare di più. Progetti strategici come il Parco della conoscenza e dell’Innovazione alle Reggiane e un Expo mediopadano di nuova generazione alle Fiere. Progetti che debbono trovare spazio in un’Area nord riqualificata, in cui si estendono l’effetto città e l’effetto comunità adottati con buoni risultati nelle riqualificazioni della città storica, con spazi pubblici per la comunità, con la stazione Mediopadana fulcro di una mobilità di area vasta (le vicine province emiliane e lombarde), collegata direttamente all’autostrada del Sole con un’area sosta e al centro storico con una tramvia.
“Abbiamo bisogno di strategie chiare, condivise e del coraggio delle scelte, per il nostro futuro, per innovare, riorientare il nostro modello di sviluppo anche per uscire più rafforzati dalla crisi attuale, preservando l’identità di comunità educante, dell’etica della responsabilità e del buon lavoro: termini di cui si è servito Howard Gardner per descrivere Reggio”, ha detto Delrio.
Obiettivo: lanciare una sfida di rinnovamento per la città, un contributo per i prossimi 15-20 anni, da portare avanti insieme perché, ha messo in chiaro il sindaco, “non possiamo e non vogliamo decidere da soli. Vogliamo che l’Area nord sia una risorsa al servizio di tutto il sistema. Vogliamo che il suo sviluppo sia un’opportunità di crescita a beneficio e in dialogo con tutto il territorio. Per questo vogliamo proporre un percorso di lavoro comune. Dobbiamo sfruttare questa grande potenzialità di crescita insieme”.
Area nord e città
Nell’Area nord di Reggio – una vasta porzione di territorio che nasce a ridosso del centro storico, comprende il Centro internazionale Malaguzzi e le ex Reggiane che ospiteranno il Tecnopolo, e si estende alla nuova ferrovia Alta velocità e all’autostrada del Sole, al quartiere fieristico e alla zona industriale di Mancasale – insistono potenzialità tali da fungere da traino per rafforzare le eccellenze reggiane, per attrarne di nuove e per consentire alla città di divenire più competitiva a livello non solo regionale, ma anche nazionale ed europeo, a partire da quelli che a Reggio sono gli ambiti di consolidata esperienza: l’educazione, la meccatronica, l’agroalimentare, i servizi, le fonti energetiche rinnovabili.
“Qui batte il cuore delle nostre competenze distintive. L’Area nord è la nostra porta verso la modernità”, ha sottolineato Delrio.
Un’Area nord complessa, in cui si estendono anche i quartieri storici di Santa Croce, San Prospero Strinati, Villa Mancasale (dove abitano oltre 12mila persone) da mettere in maggior relazione con la città. Perciò i criteri guida individuati dal sindaco sono: educazione diffusa, interculturalità e apertura al cambiamento, etica dello sviluppo, lavoro e slow economy per una migliore qualità di vita, accanto a sostenibilità ambientale e qualità urbana.
Non si vuole dare vita infatti a una seconda città o a una nuova zona di espansione, ma conferire a questo territorio un senso strategico che lo leghi alla città, ricucendo i diversi elementi del territorio, per creare uno spazio organico con le realtà preesistenti.
Tre le linee tematiche di sviluppo proposte dal sindaco: i grandi progetti, le infrastrutture, i quartieri. Su questi temi, ciascuno per le proprie competenze, dovranno confrontarsi nei prossimi mesi i quattro gruppi di lavoro identificati per il percorso di elaborazione dei destini dell’Area: il gruppo di progetto sull’educazione (guidato da Reggio Children), il gruppo sulla meccatronica (Club della Meccatronica), il gruppo di progetto energia (Enìa) e il gruppo di lavoro infrastrutture e progetti urbani (condotto in maniera trasversale agli altri ambiti dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia). Il percorso dei quattro gruppi di lavoro sull’Area nord si articola in tre fasi – analisi e diagnosi dei bisogni e delle opportunità, pianificazione e programmazione, valutazione preventiva – su un arco di sei mesi. Appuntamento quindi in autunno per l’aggiornamento dei programmi sull’Area nord.
Competenze e referenti
I referenti di questi ambiti sono intervenuti al ‘Malaguzzi’, insieme ad altri ospiti, in occasione degli Stati generali per l’Area nord fornendo le prime indicazioni sulle rispettive idee di sviluppo del proprio settore a beneficio della città e tracciando bilanci su quanto realizzato nell’ultimo anno. Carla Rinaldi, presidente di Reggio Children, ha dato un ritratto del Centro Malaguzzi, punto di riferimento internazionale per il settore Educazione, capace di attrarre a Reggio 72mila visitatori italiani e stranieri da tutto il mondo ogni anno, tra cui anche premi Nobel. Andrea Viero, amministratore delegato di Enìa, ha illustrato i progetti di sviluppo della multiutility nel campo delle rinnovabili, annunciando l’interesse dell’azienda ad acquisire e recuperare un’area di duemila metri quadrati dove insediare il centro di ricerca sulle nuove fonti energetiche. Aimone Storchi, presidente del Club Meccatronica, ha parlato delle potenzialità di sviluppo del settore ed evidenziato la necessità di fare rete tra le giovani realtà reggiane che si occupano di questo ambito. Mauro Dell’Amico, direttore del dipartimento Scienze e metodi dell’ingegneria all’Università di Modena e Reggio Emilia, ha annunciato fra l’altro per il Tecnopolo, inserito nella rete regionale, l’impegno di quasi cento ricercatori per un investimento di 20 milioni di euro. Ivan Trenti, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria Nuova, ha ricordato l’imminente trasformazione dell’azienda in Istituto di ricerca e cura di carattere scientifico. Mentre Paolo Borzatta della The European House Ambrosetti ha citato città di medie dimensioni Poitier (Francia), Scheffield (Gran Bretagna) e Kobe (Giappone) come esempi riusciti nel “reinventarsi” un’identità basata su competenze specifiche e a creare nuovo sviluppo territoriale. Un’opportunità strategica che oggi anche Reggio potrebbe cogliere, partendo proprio dall’Area nord e dall’attivazione della fermata mediopadana dell’Alta velocità, così come ha fatto Lille, che da città di passaggio, a metà strada tra Parigi e Bruxelles, ha fatto della stazione dell’alta velocità e dell’essere nodo facilmente raggiungibile un’occasione per pianificare in maniera strategica il suo futuro e oggi è tra le città prese ad esempio del sistema europeo.
I cantieri attualmente in corso
Nella sua relazione, il sindaco Delrio ha ricordato che nell’Area nord sono già in corso importanti interventi di riqualificazione e trasformazione del territorio, grazie anche all’Unità di progetto dedicata, istituita dall’Amministrazione comunale. Sono in fase di realizzazione o completamento: il Parco progetti Calatrava (ponti, casello autostradale, stazione Alta velocità); il percorso di masterplan delle Reggiane, che ha sviluppato un disegno comune di riqualificazione urbana a piazzale Europa tra la stazione storica e il Centro integrato di Mobilità; il Centro internazionale Malaguzzi, sede di Reggio Children, in corso di completamento con l’allestimento di un Atelier del gusto dedicato alla cultura del cibo; il Tecnopolo, con la stipula il 23 dicembre scorso dell’accordo per la riqualificazione del capannone 19 destinato a sede del Tecnopolo stesso, che dal 2012 ospiterà i centri di ricerca; il progetto per la riqualificazione della Villa Omi Reggiane, dove avranno sede associazioni e realtà imprenditoriali legate all’economia della creatività; il progetto Reggio Emilia Territorio Esteso.
Lo schema di Masterplan, ha spiegato Delrio, si articola su tre assi strategici per raggiungere gli obiettivi.
1) Le infrastrutture: la stazione Alta velocità, lo snodo treno-autostrada e la tramvia
L’Area nord è sede del nodo intermodale mediopadano, un nodo della mobilità di rilevo per un’area vasta comprendente le province emiliane e lombarde vicine, il cui fulcro è composto dalla stazione Mediopadana e dai ponti progettati dall’architetto Santiago Calatrava, dal casello autostradale e, in ambito più locale, dal collegamento con il centro città e il territorio circostante.
Il sindaco Delrio ha spiegato che “l’attivazione della fermata Mediopadana – i cui lavori sono iniziati e che a partire dal 2012 sarà l’unica fermata in linea tra Milano e Bologna in grado di offrire un vantaggio competitivo di 30 minuti di percorrenza in meno rispetto alle fermate delle altre città emiliane – deve essere occasione per ripensare i collegamenti e la mobilità non solo dell’Area nord, ma dell’intera città e delle connessioni tra Reggio e l’Italia”.
“Per questo vogliamo realizzare una connessione diretta tra la ferrovia Alta velocità e l’autostrada, cioè unire le due infrastrutture con un’area di sosta dedicata, che permetta di arrivare da altre città ai treni senza uscire dalla tratta autostradale, passando direttamente dall’autostrada in stazione. La realizzazione della quarta corsia autostradale rappresenta un’occasione unica per una contestuale realizzazione di quest’area di sosta a beneficio di entrambe le infrastrutture e con ricadute positive sul nostro territorio. Grazie alla multimodalità dell’area si amplia il bacino di utenza della stazione, attingendo ad esempio anche dall’A22. Vogliamo creare un luogo accogliente, che dia l’idea della qualità di vita, sia una reception adeguata alla nostra città. Nella logica dell’estensione dell’effetto città, la stazione sarà rivolta a nord e a sud, verso la città esistente, di cui è parte”.
Il nodo mediopadano deve essere inoltre al centro di una rete di mobilità cittadina organizzata, a servizio del territorio, “una mobilità integrata, sostenibile ed efficiente, che coniughi il rispetto dell’ambiente con l’efficienza. E quindi occorre realizzare progetti di: mobilità logica e ottimizzazione della rete stradale, con la definizione di via Morandi come asse di distribuzione principale nord–sud e politiche di riqualificazione e moderazione delle velocità per le strade di quartiere, trasformando le strade residenziali in spazi sicuri e di qualità; mobilità eco-compatibile, con la realizzazione nell’Area nord di cinque ciclovie portanti e di tre greenway, tra cui ad esempio via Petrella, per la mobilità di svago e per vivere il territorio rurale di quest’area; mobilità pubblica, con la realizzazione di un efficiente sistema di trasporto pubblico che prevede la realizzazione di una tramvia, che colleghi centro storico e stazione Mediopadana passando per piazzale Europa”.
2) I progetti urbani: qualità nei quartieri
“I quartieri e le ville dell’Area nord – ha detto Delrio – come Mancasale, San Prospero Strinati, Santa Croce devono essere riqualificati attraverso azioni che creino qualità diffusa e generino l’effetto città e l’effetto comunità, che negli ultimi anni ha guidato le opere di riqualificazione del centro storico. È necessario lavorare per la rigenerazione urbana delle aree prive di identità e qualità e per la trasformazione delle grandi aree dismesse con interventi di riqualificazione dello spazio pubblico, delle funzioni e con il potenziamento della rete dei servizi alla comunità.
Al centro della strategia di rigenerazione urbana del quartiere c’è lo spazio pubblico. In questo contesto, la tramvia può essere la struttura portante su cui si possono ricostruire le centralità dei quartieri, come parchi o piazze. Perché questa nuova infrastruttura non deve essere concepita come un elemento che crea cesura e discontinuità, ma come un’opportunità per creare connessioni e rafforzare le relazioni tra le diverse parti della città”.
3) I grandi progetti: il Parco della conoscenza e l’Expo Mediopadano
Creare nell’Area nord realtà che possano potenziare le competenze distintive del territorio, come l’educazione, la meccatronica, le energie intelligenti e l’edilizia sostenibile, è la terza linea strategica. Gli ambiti di realizzazione per questi progetti sono, in questa prima fase, le Reggiane e le Fiere.
Le Reggiane, un luogo a ridosso del centro storico che ha rappresentato molto per il passato della città, lo sviluppo economico e sociale, e a cui è stato dedicato un masterplan specifico, saranno “cuore pulsante” delle competenze di Reggio. L’idea, ha detto il sindaco, “è infatti quella di fare dell’area un Parco della conoscenza, dell’innovazione e della creatività, una grande piazza delle idee a beneficio delle eccellenze e di tutto il nostro sistema”.
Le Fiere di Reggio Emilia possono invece ambire a diventare un Expo mediopadano sulle competenze distintive, tra cui l’eccellenza agroalimentare del nostro territorio che va ben oltre i confini provinciali e regionali. Sulle Fiere di Reggio è necessario investire e non disinvestire, come sistema e territorio. “Per questo – ha detto Delrio – stiamo lavorando, con gli enti coinvolti, a un nuovo progetto e piano industriale. Inoltre le fiere vanno collegate meglio alla stazione Mediopadana con un collegamento stradale più diretto che renda più fluida la relazione tra le due infrastrutture”.
“Vorremo creare – ha sottolineato il sindaco – un Expo mediopadano di nuova generazione, estremamente tecnologico e in sinergia con il parco della conoscenza, innovazione e creatività di Reggio.
Un luogo dello scambio, non dei prodotti ma delle idee, una fiera salotto, con show room leggeri per aziende piccole e grandi, studi, singoli professionisti”.
La condivisione del progetto Area nord
“Questi sono gli assi strategici del masterplan, gli obiettivi, i progetti per la nostra vision – ha concluso il sindaco Delrio – Per realizzare tutto questo (il collegamento con l’autostrada, la tramvia, il parco della conoscenza, i progetti industriali delle nostre eccellenze) occorre, naturalmente, la condivisione e il supporto della città e del territorio, ciascuno per il proprio ruolo, le proprie responsabilità e il proprio contributo. E’ su questi progetti ambiziosi che chiediamo alla città di mettersi in dialogo e in relazione”.
(Dal sito http://reggiocomune.it/2010/05/04/area-nord-una-fucina-per-il-futuro-di-reggio/)
http://www.comune.re.it/areanord
Progetti importanti, dedicati alle eccellenze di Reggio, per l’Area Nord. E’ questo il perno dello schema di Masterplan dell’Area Nord, presentato di recente dal sindaco Graziano Delrio al Centro internazionale Loris Malaguzzi. Nel luogo che è punto di riferimento mondiale per chi vuole conoscere il Reggio Approach, cioè i nidi e le scuole d’infanzia di Reggio Emilia, il sindaco ha parlato agli Stati generali della città (una platea di oltre 300 interlocutori) di un nuovo modello “emiliano-europeo”, proponendo di concentrare le risorse sulle competenze distintive reggiane, in particolare l’educazione, la meccatronica, la ricerca nella green economy.
Dal gennaio 2009 – quando il sindaco convocò la prima volta gli Stati generali dedicati a ‘La nostra città’ – ad oggi sono stati compiuti significativi passi avanti in ciascuna di queste competenze. Nel disegno di Masterplan proposto dal sindaco c’è l’ambizione a fare di più. Progetti strategici come il Parco della conoscenza e dell’Innovazione alle Reggiane e un Expo mediopadano di nuova generazione alle Fiere. Progetti che debbono trovare spazio in un’Area nord riqualificata, in cui si estendono l’effetto città e l’effetto comunità adottati con buoni risultati nelle riqualificazioni della città storica, con spazi pubblici per la comunità, con la stazione Mediopadana fulcro di una mobilità di area vasta (le vicine province emiliane e lombarde), collegata direttamente all’autostrada del Sole con un’area sosta e al centro storico con una tramvia.
“Abbiamo bisogno di strategie chiare, condivise e del coraggio delle scelte, per il nostro futuro, per innovare, riorientare il nostro modello di sviluppo anche per uscire più rafforzati dalla crisi attuale, preservando l’identità di comunità educante, dell’etica della responsabilità e del buon lavoro: termini di cui si è servito Howard Gardner per descrivere Reggio”, ha detto Delrio.
Obiettivo: lanciare una sfida di rinnovamento per la città, un contributo per i prossimi 15-20 anni, da portare avanti insieme perché, ha messo in chiaro il sindaco, “non possiamo e non vogliamo decidere da soli. Vogliamo che l’Area nord sia una risorsa al servizio di tutto il sistema. Vogliamo che il suo sviluppo sia un’opportunità di crescita a beneficio e in dialogo con tutto il territorio. Per questo vogliamo proporre un percorso di lavoro comune. Dobbiamo sfruttare questa grande potenzialità di crescita insieme”.
Area nord e città
Nell’Area nord di Reggio – una vasta porzione di territorio che nasce a ridosso del centro storico, comprende il Centro internazionale Malaguzzi e le ex Reggiane che ospiteranno il Tecnopolo, e si estende alla nuova ferrovia Alta velocità e all’autostrada del Sole, al quartiere fieristico e alla zona industriale di Mancasale – insistono potenzialità tali da fungere da traino per rafforzare le eccellenze reggiane, per attrarne di nuove e per consentire alla città di divenire più competitiva a livello non solo regionale, ma anche nazionale ed europeo, a partire da quelli che a Reggio sono gli ambiti di consolidata esperienza: l’educazione, la meccatronica, l’agroalimentare, i servizi, le fonti energetiche rinnovabili.
“Qui batte il cuore delle nostre competenze distintive. L’Area nord è la nostra porta verso la modernità”, ha sottolineato Delrio.
Un’Area nord complessa, in cui si estendono anche i quartieri storici di Santa Croce, San Prospero Strinati, Villa Mancasale (dove abitano oltre 12mila persone) da mettere in maggior relazione con la città. Perciò i criteri guida individuati dal sindaco sono: educazione diffusa, interculturalità e apertura al cambiamento, etica dello sviluppo, lavoro e slow economy per una migliore qualità di vita, accanto a sostenibilità ambientale e qualità urbana.
Non si vuole dare vita infatti a una seconda città o a una nuova zona di espansione, ma conferire a questo territorio un senso strategico che lo leghi alla città, ricucendo i diversi elementi del territorio, per creare uno spazio organico con le realtà preesistenti.
Tre le linee tematiche di sviluppo proposte dal sindaco: i grandi progetti, le infrastrutture, i quartieri. Su questi temi, ciascuno per le proprie competenze, dovranno confrontarsi nei prossimi mesi i quattro gruppi di lavoro identificati per il percorso di elaborazione dei destini dell’Area: il gruppo di progetto sull’educazione (guidato da Reggio Children), il gruppo sulla meccatronica (Club della Meccatronica), il gruppo di progetto energia (Enìa) e il gruppo di lavoro infrastrutture e progetti urbani (condotto in maniera trasversale agli altri ambiti dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia). Il percorso dei quattro gruppi di lavoro sull’Area nord si articola in tre fasi – analisi e diagnosi dei bisogni e delle opportunità, pianificazione e programmazione, valutazione preventiva – su un arco di sei mesi. Appuntamento quindi in autunno per l’aggiornamento dei programmi sull’Area nord.
Competenze e referenti
I referenti di questi ambiti sono intervenuti al ‘Malaguzzi’, insieme ad altri ospiti, in occasione degli Stati generali per l’Area nord fornendo le prime indicazioni sulle rispettive idee di sviluppo del proprio settore a beneficio della città e tracciando bilanci su quanto realizzato nell’ultimo anno. Carla Rinaldi, presidente di Reggio Children, ha dato un ritratto del Centro Malaguzzi, punto di riferimento internazionale per il settore Educazione, capace di attrarre a Reggio 72mila visitatori italiani e stranieri da tutto il mondo ogni anno, tra cui anche premi Nobel. Andrea Viero, amministratore delegato di Enìa, ha illustrato i progetti di sviluppo della multiutility nel campo delle rinnovabili, annunciando l’interesse dell’azienda ad acquisire e recuperare un’area di duemila metri quadrati dove insediare il centro di ricerca sulle nuove fonti energetiche. Aimone Storchi, presidente del Club Meccatronica, ha parlato delle potenzialità di sviluppo del settore ed evidenziato la necessità di fare rete tra le giovani realtà reggiane che si occupano di questo ambito. Mauro Dell’Amico, direttore del dipartimento Scienze e metodi dell’ingegneria all’Università di Modena e Reggio Emilia, ha annunciato fra l’altro per il Tecnopolo, inserito nella rete regionale, l’impegno di quasi cento ricercatori per un investimento di 20 milioni di euro. Ivan Trenti, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria Nuova, ha ricordato l’imminente trasformazione dell’azienda in Istituto di ricerca e cura di carattere scientifico. Mentre Paolo Borzatta della The European House Ambrosetti ha citato città di medie dimensioni Poitier (Francia), Scheffield (Gran Bretagna) e Kobe (Giappone) come esempi riusciti nel “reinventarsi” un’identità basata su competenze specifiche e a creare nuovo sviluppo territoriale. Un’opportunità strategica che oggi anche Reggio potrebbe cogliere, partendo proprio dall’Area nord e dall’attivazione della fermata mediopadana dell’Alta velocità, così come ha fatto Lille, che da città di passaggio, a metà strada tra Parigi e Bruxelles, ha fatto della stazione dell’alta velocità e dell’essere nodo facilmente raggiungibile un’occasione per pianificare in maniera strategica il suo futuro e oggi è tra le città prese ad esempio del sistema europeo.
I cantieri attualmente in corso
Nella sua relazione, il sindaco Delrio ha ricordato che nell’Area nord sono già in corso importanti interventi di riqualificazione e trasformazione del territorio, grazie anche all’Unità di progetto dedicata, istituita dall’Amministrazione comunale. Sono in fase di realizzazione o completamento: il Parco progetti Calatrava (ponti, casello autostradale, stazione Alta velocità); il percorso di masterplan delle Reggiane, che ha sviluppato un disegno comune di riqualificazione urbana a piazzale Europa tra la stazione storica e il Centro integrato di Mobilità; il Centro internazionale Malaguzzi, sede di Reggio Children, in corso di completamento con l’allestimento di un Atelier del gusto dedicato alla cultura del cibo; il Tecnopolo, con la stipula il 23 dicembre scorso dell’accordo per la riqualificazione del capannone 19 destinato a sede del Tecnopolo stesso, che dal 2012 ospiterà i centri di ricerca; il progetto per la riqualificazione della Villa Omi Reggiane, dove avranno sede associazioni e realtà imprenditoriali legate all’economia della creatività; il progetto Reggio Emilia Territorio Esteso.
Lo schema di Masterplan, ha spiegato Delrio, si articola su tre assi strategici per raggiungere gli obiettivi.
1) Le infrastrutture: la stazione Alta velocità, lo snodo treno-autostrada e la tramvia
L’Area nord è sede del nodo intermodale mediopadano, un nodo della mobilità di rilevo per un’area vasta comprendente le province emiliane e lombarde vicine, il cui fulcro è composto dalla stazione Mediopadana e dai ponti progettati dall’architetto Santiago Calatrava, dal casello autostradale e, in ambito più locale, dal collegamento con il centro città e il territorio circostante.
Il sindaco Delrio ha spiegato che “l’attivazione della fermata Mediopadana – i cui lavori sono iniziati e che a partire dal 2012 sarà l’unica fermata in linea tra Milano e Bologna in grado di offrire un vantaggio competitivo di 30 minuti di percorrenza in meno rispetto alle fermate delle altre città emiliane – deve essere occasione per ripensare i collegamenti e la mobilità non solo dell’Area nord, ma dell’intera città e delle connessioni tra Reggio e l’Italia”.
“Per questo vogliamo realizzare una connessione diretta tra la ferrovia Alta velocità e l’autostrada, cioè unire le due infrastrutture con un’area di sosta dedicata, che permetta di arrivare da altre città ai treni senza uscire dalla tratta autostradale, passando direttamente dall’autostrada in stazione. La realizzazione della quarta corsia autostradale rappresenta un’occasione unica per una contestuale realizzazione di quest’area di sosta a beneficio di entrambe le infrastrutture e con ricadute positive sul nostro territorio. Grazie alla multimodalità dell’area si amplia il bacino di utenza della stazione, attingendo ad esempio anche dall’A22. Vogliamo creare un luogo accogliente, che dia l’idea della qualità di vita, sia una reception adeguata alla nostra città. Nella logica dell’estensione dell’effetto città, la stazione sarà rivolta a nord e a sud, verso la città esistente, di cui è parte”.
Il nodo mediopadano deve essere inoltre al centro di una rete di mobilità cittadina organizzata, a servizio del territorio, “una mobilità integrata, sostenibile ed efficiente, che coniughi il rispetto dell’ambiente con l’efficienza. E quindi occorre realizzare progetti di: mobilità logica e ottimizzazione della rete stradale, con la definizione di via Morandi come asse di distribuzione principale nord–sud e politiche di riqualificazione e moderazione delle velocità per le strade di quartiere, trasformando le strade residenziali in spazi sicuri e di qualità; mobilità eco-compatibile, con la realizzazione nell’Area nord di cinque ciclovie portanti e di tre greenway, tra cui ad esempio via Petrella, per la mobilità di svago e per vivere il territorio rurale di quest’area; mobilità pubblica, con la realizzazione di un efficiente sistema di trasporto pubblico che prevede la realizzazione di una tramvia, che colleghi centro storico e stazione Mediopadana passando per piazzale Europa”.
2) I progetti urbani: qualità nei quartieri
“I quartieri e le ville dell’Area nord – ha detto Delrio – come Mancasale, San Prospero Strinati, Santa Croce devono essere riqualificati attraverso azioni che creino qualità diffusa e generino l’effetto città e l’effetto comunità, che negli ultimi anni ha guidato le opere di riqualificazione del centro storico. È necessario lavorare per la rigenerazione urbana delle aree prive di identità e qualità e per la trasformazione delle grandi aree dismesse con interventi di riqualificazione dello spazio pubblico, delle funzioni e con il potenziamento della rete dei servizi alla comunità.
Al centro della strategia di rigenerazione urbana del quartiere c’è lo spazio pubblico. In questo contesto, la tramvia può essere la struttura portante su cui si possono ricostruire le centralità dei quartieri, come parchi o piazze. Perché questa nuova infrastruttura non deve essere concepita come un elemento che crea cesura e discontinuità, ma come un’opportunità per creare connessioni e rafforzare le relazioni tra le diverse parti della città”.
3) I grandi progetti: il Parco della conoscenza e l’Expo Mediopadano
Creare nell’Area nord realtà che possano potenziare le competenze distintive del territorio, come l’educazione, la meccatronica, le energie intelligenti e l’edilizia sostenibile, è la terza linea strategica. Gli ambiti di realizzazione per questi progetti sono, in questa prima fase, le Reggiane e le Fiere.
Le Reggiane, un luogo a ridosso del centro storico che ha rappresentato molto per il passato della città, lo sviluppo economico e sociale, e a cui è stato dedicato un masterplan specifico, saranno “cuore pulsante” delle competenze di Reggio. L’idea, ha detto il sindaco, “è infatti quella di fare dell’area un Parco della conoscenza, dell’innovazione e della creatività, una grande piazza delle idee a beneficio delle eccellenze e di tutto il nostro sistema”.
Le Fiere di Reggio Emilia possono invece ambire a diventare un Expo mediopadano sulle competenze distintive, tra cui l’eccellenza agroalimentare del nostro territorio che va ben oltre i confini provinciali e regionali. Sulle Fiere di Reggio è necessario investire e non disinvestire, come sistema e territorio. “Per questo – ha detto Delrio – stiamo lavorando, con gli enti coinvolti, a un nuovo progetto e piano industriale. Inoltre le fiere vanno collegate meglio alla stazione Mediopadana con un collegamento stradale più diretto che renda più fluida la relazione tra le due infrastrutture”.
“Vorremo creare – ha sottolineato il sindaco – un Expo mediopadano di nuova generazione, estremamente tecnologico e in sinergia con il parco della conoscenza, innovazione e creatività di Reggio.
Un luogo dello scambio, non dei prodotti ma delle idee, una fiera salotto, con show room leggeri per aziende piccole e grandi, studi, singoli professionisti”.
La condivisione del progetto Area nord
“Questi sono gli assi strategici del masterplan, gli obiettivi, i progetti per la nostra vision – ha concluso il sindaco Delrio – Per realizzare tutto questo (il collegamento con l’autostrada, la tramvia, il parco della conoscenza, i progetti industriali delle nostre eccellenze) occorre, naturalmente, la condivisione e il supporto della città e del territorio, ciascuno per il proprio ruolo, le proprie responsabilità e il proprio contributo. E’ su questi progetti ambiziosi che chiediamo alla città di mettersi in dialogo e in relazione”.
(Dal sito http://reggiocomune.it/2010/05/04/area-nord-una-fucina-per-il-futuro-di-reggio/)