View Full Version : ROMA | Salita di Sant'Onofrio


cristiano romano
June 30th, 2010, 07:34 AM
Ciao Ragazzi.E' il mio primo thread e scusate l'impertinenza. Ieri passegiando come spesso mi accade con la mia bici sono andato dalle parti di via del gianicolo salita di sant'onofrio non so se la conoscete,sicuramente i romani si. E bene ho visto tutto un cantiere aperto e sopratutto ho notato dei pezzi di vecchi palazzi, alcuni già ricostruiti. Qualcuno sa qualcosa della loro distruzione? Bombardamenti sventramenti o qualcos'altro? Grazie e ancora e mi scuso ancora se ho disturbato.

Civis Fede
June 30th, 2010, 08:31 AM
umh.... ho ben capito quali intendi.... bombardamenti certamente no, un bombardamento così prossimo al vaticano avrebbe destato ben più di una protesta....

mi vengono in mente due soluzioni probabili, parziali demolizioni per aprire il vicino tunnel verso gregorio VII nonchè l'entrata del terminal gianicolo;
parziali demolizioni ( o più che altro mancate ricostruzioni, almeno per ora) per scavi archeologici ( lì c'era la famosa villa di non mi ricordo chi, per buona parte distrutta con la costruzione del terminal gianicolo per il giubileo MM).....
anche se, per quanto riguarda tutto lo spazio che dà su via del gianicolo non sono ben sicuro che prima vi fosse qualcosa ( e so che presto qualcosa vi sarà.....), proprio per l'area sul curvone di sant'onofrio invece.... amenochè adirittura prima non c'era semplicemente qualche palazzo abbandonato ( tipo le case popolari davanti al palazzaccio sonda sinistra o quelle tra via dei fori imperiali e monti), il quale si è deciso di abbattere e ricostruire....

cristiano romano
June 30th, 2010, 04:05 PM
umh.... ho ben capito quali intendi.... bombardamenti certamente no, un bombardamento così prossimo al vaticano avrebbe destato ben più di una protesta....

mi vengono in mente due soluzioni probabili, parziali demolizioni per aprire il vicino tunnel verso gregorio VII nonchè l'entrata del terminal gianicolo;
parziali demolizioni ( o più che altro mancate ricostruzioni, almeno per ora) per scavi archeologici ( lì c'era la famosa villa di non mi ricordo chi, per buona parte distrutta con la costruzione del terminal gianicolo per il giubileo MM).....
anche se, per quanto riguarda tutto lo spazio che dà su via del gianicolo non sono ben sicuro che prima vi fosse qualcosa ( e so che presto qualcosa vi sarà.....), proprio per l'area sul curvone di sant'onofrio invece.... amenochè adirittura prima non c'era semplicemente qualche palazzo abbandonato ( tipo le case popolari davanti al palazzaccio sonda sinistra o quelle tra via dei fori imperiali e monti), il quale si è deciso di abbattere e ricostruire....

Incredibile come scrivendo e cercando qualcosa a riguardo abbia trovato un sito dove cè una foto o meglio varie foto fra cui quella che ci interessa che parlo propio di sant'onofrio, il sito è questo http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=248&Itemid=79 e parla della location del film i soliti ignoti. E' la quarta foto partendo dall'inizio. Ciò significa che fino a fine anni 50 li qualcosa c'era oggi non più. Il palazzo si vede tramite google maps su via del gianicolo scendendo verso il lungotevere. E chissà il motivo. Tornando ai bombardamenti, ma il Vaticano non fu colpito? Ci sono video su internet e altre notizie che ne parlano. Senza parlare del bombardamento su Castel Gandolfo comunque territorio vaticano.

Civis Fede
July 1st, 2010, 08:14 AM
Incredibile come scrivendo e cercando qualcosa a riguardo abbia trovato un sito dove cè una foto o meglio varie foto fra cui quella che ci interessa che parlo propio di sant'onofrio, il sito è questo http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=248&Itemid=79 e parla della location del film i soliti ignoti. E' la quarta foto partendo dall'inizio. Ciò significa che fino a fine anni 50 li qualcosa c'era oggi non più. Il palazzo si vede tramite google maps su via del gianicolo scendendo verso il lungotevere. E chissà il motivo. Tornando ai bombardamenti, ma il Vaticano non fu colpito? Ci sono video su internet e altre notizie che ne parlano. Senza parlare del bombardamento su Castel Gandolfo comunque territorio vaticano.

per il palazzo non so ancora bene che dire; il bombardamento del palazzo di propaganda fide di castel gandolfo fu una specia di errore del comando alleato, che su informazione aveva stimato essere questo palazzo, vicino al palazzo pontificio, covo di nazisti ( e non era così); la cosa destò molto scalpore perchè si attaccava la dipendenza di uno stato neutrale ( ma non potrei giurare fosse extra-territoriale) su informazioni peraltro sbagliate...

no a roma gli unici bombardamenti furono a san lorenzo ( e l'unica chiesa di rilievo colpita fu san lorenzo al verano), e ringraziando dio bisogna dire, in quanto proprio la presenza del neutrale e comunque carismatico vaticano impedì ulteriori devastazioni ( una volta vidi un filmato con una mappa di roma che veniva spiegata agli avieri dei bombardieri: le uniche tre grandi aree con scritto a caratteri cubitali: must not bombed erano il vaticano il colosseo e il pantheon...)


piccolo riassunto degli sforzi vaticani ( riusciti) di salvare la città eterna... gratificarono pio XII non a caso col titolo di defensor civitas...

Il Vaticano decise quindi di riprendere con costanza e determinazione l'azione diplomatica per risparmiare la Città Eterna dalle bombe.

Il 3 giugno il cardinal Maglione in un colloquio con il conte Ciano, ricordò le promesse fatte dal governo italiano; l'ambasciatore, parlando ufficialmente, disse che i Comandi militari erano stati trasferiti altrove, non diede però notizia circa il promesso trasferimento del Capo Supremo delle Armi (il duce) e del suo Stato Maggiore; al cardinale che gli faceva questa osservazione, Ciano rispose, parlando in via "confidenzialissima": "Mussolini non ha intenzione di lasciare Roma. L'aveva promesso è vero: ma una lettera violenta di Cianetti, che affermava dovere Roma -come le altre città italiane- avere l'onore di essere bombardata, gli ha fatto cambiare consiglio" (2). La lettera che il duce aveva ricevuto da Tullio Cianetti, presidente della Confederazione fascista dei lavoratori dell'industria, membro del Gran Consiglio e ministro delle Corporazioni dall'aprile '43, è indicativa dell'atteggiamento che i fascisti intransigenti nutrivano, ancora in quei giorni, nei confronti del Vaticano e della guerra in genere : "Negli ambienti papalini e nei circoli della aristocrazia nera ci si sforza a propagare che il Papa salverà Roma e si fa capire con aria fratesca che, poichè il Duce è il capo delle Forze armate, anche il Duce dovrà lasciare Roma.

Voi dovete lasciare Roma !?!?

No Duce questo non può essere, non deve essere. (...)

Che il Papato cerchi, dopo settanta anni, di prendersi la rivincita morale, è cosa che non fa meraviglia. (...) Ma che vi siano degli Italiani e peggio ancora dei fascisti e dei soldati che, in nome di non so quali sentimenti di umanitarismo o di responsabilità storica, si prestino alla più antifascista delle insidie è veramente sconfortante!

Ed è sconfortante soprattutto per Voi Duce, perché nessun italiano ha amato Roma come voi l'avete amata e l'amate fino ai limiti di ogni possibilità umana!

Io, nella mia pochezza e nella mia ignoranza diplomatica e strategica, sono convinto che gli anglosassoni, pur avendo un gran desiderio di bombardare la Capitale del Fascismo, hanno anche molti scrupoli e probabilmente pensano che sia meglio astenersene pur mantenendo in potenza una minaccia costante.

Ma sarebbero sciocchi gli inglesi se, dinanzi al pietismo papalino avallato da italiani più o meno ufficiali, non approfittassero per umiliare il Fascismo e il suo Duce!

Ed una volta che essi avessero raggiunto lo scopo, chi potrebbe reagire seriamente alla loro propaganda basata sui confronti tra la sorte delle grandi città italiane e quella differente di Roma dove continuerebbero a vivere tutte le alte gerarchie del Regime, protette dal Papa, dai ruderi dell'Impero e dai monumenti della Rinascenza?

Voi sapete Duce, perché qualcuno avrà avuto l'onestà di dirvelo, che fin da ora a Napoli ed a Milano, per uno di quei fenomeni psicologici che sono facilmente intuibili, si impreca contro i romani che non sono bombardati! (...)

Duce, frustate a sangue tutti i cortigiani pietisti ed i servitori infedeli perché gli italiani che lavorano e combattono non fanno l'alta politica, non reclamano il salvataggio dei ruderi e dei musei a troppo caro prezzo, ma Vi chiedono una sola cosa: la Vittoria." (3).


Da parte italiana non giungevano dunque buone notizie; la Santa Sede si diede perciò da fare nuovamente per tentare, nei limiti del possibile, di convincere gli Alleati a rispettare Roma. Già Pio XII aveva toccato l'argomento nella lettera del 19 maggio inviata a Roosevelt insistendo nel rispetto delle "preziose reliquie della Religione e dell'Arte"; accanto all'autorevole intervento del papa vi era la costante azione della Segreteria di Stato che attraverso monsignor Cicognani non perdeva occasione di sollecitare il problema. Negli Stati Uniti il Vaticano trovò un prezioso alleato in Myron Taylor che, nonostante avesse rilasciato dichiarazioni minacciose per l'Italia e per Roma, in patria si impegnava per convincere a risparmiare la capitale italiana. Il 29 giugno scriveva al presidente queste parole: " Mi chiedo se sia utile che diciamo al Vaticano che se la Santa Sede garantisse che tutte le installazioni, le attività e il personale militare fossero allontanati da Roma e l'uso della ferrovia per scopi militari fosse abbandonato, la città non sarebbe bombardata. Sarebbe meno efficace ma meno costoso del bombardamento stesso. Potreste considerare questa idea" (4); il 9 luglio, dopo un incontro con Cicognani, ricordava al segretario di Stato americano Hull le conseguenze che il bombardamento di Roma avrebbe potuto avere:

"a. disapprovazione, se non condanna universale, ma specialmente cristiana;

b. condanna papale, preannunciata come inevitabile dal Vaticano nei suoi messaggi;

c. ritorno di malumore nei circoli cattolici in America, specialmente tra i cattolici irlandesi;

d. disapprovazione dei paesi dell'America latina;

e. somministrazione all'Asse di una grande opportunità di fare propaganda in senso antiamericano in Italia e aiuto alla coesione tra le potenze dell'Asse, nel senso che noi siamo assetati di sangue e spietati come gli inglesi. La mia personale opinione è in un certo senso analoga, ma io aggiungerei prima, che per arrestare la produzione industriale e i servizi ferroviari in Italia sarebbe più efficace il bombardamento nel nord delle centrali elettriche. (...) Dobbiamo anche considerare che il Vaticano garantisca l'allontanamento da Roma di tutti gli impianti militari." (5).

Ugualmente di rilievo fu il ruolo dell'arcivescovo di Philadelphia, Dougherty, di origine irlandese, che inviò il 30 giugno una lettera al presidente, in cui toccava alcuni argomenti, a cui Roosevelt non era insensibile: "E'stato detto che saranno le esigenze di guerra a decidere quello che converrà fare. Ma come potrà apparire conveniente ai fini militari un attacco che amareggerebbe tutti i soldati cattolici che militano sotto le bandiere alleate? E' opportuno qui ricordare che i cattolici sono presenti nelle forze armate americane in proporzione molto maggiore della loro consistenza numerica come cittadini, che centinaia di migliaia di cattolici nati ed educati in Irlanda militano nell'esercito britannico,(...) Come si può stimolare il loro patriottismo e la loro lealtà assicurandoli che noi combattiamo per la religione, la civiltà e la cultura, se poi le bombardiamo e le distruggiamo nel loro centro più augusto?..."(6). Questi tentativi erano però vani, il bombardamento di Roma era già stato progettato dagli Stati Uniti, il 14 giugno l'ammiraglio William D. Leahy, Capo di Stato Maggiore dell'esercito americano, aveva infatti scritto a Hull questa comunicazione: " Il generale Eisenhower è stato autorizzato a compiere bombardamenti diurni sui seguenti obiettivi in prossimità di Roma che non dovrebbero essere divulgati:

il nodo ferroviario di S. Lorenzo,

lo smistamento di S. Lorenzo,

lo smistamento del Littorio.

Si desidera che il Dipartimento di Stato informi il Vaticano che i piloti alleati che opereranno su Roma sono stati perfettamente informati della localizzazione del Vaticano e hanno ricevuto istruzioni di evitare che le bombe cadano sulla città del Vaticano.

Si desidera che il Vaticano sia al pari informato che non abbiamo nessuna ragione per essere sicuri che aerei dell'Asse non bombardino il Vaticano allo scopo di incolpare aerei alleati per l'oltraggio." (7).

Anche da parte inglese non si era mutata posizione rispetto al precedente inverno e Osborne aveva ribadito al segretario di Stato che gli Alleati si impegnavano solamente a non colpire la Città del Vaticano, aggiungendo anch'egli però il sospetto che una tale azione potesse essere compiuta da aerei dell'Asse per incolpare gli anglo-americani (8). Monsignor Tardini ai primi di luglio descriveva così la situazione: " Il governo italiano (...) sembra voler far il possibile per attirare i bombardamenti su Roma. La continua propaganda dell'odio; gli insulti all'Inghilterra, la presenza in Roma di veri e propri obbiettivi militari (checchè si dica il contrario) (...).

La Santa Sede, da parte sua è finora riuscita ad impedire che Roma fosse bombardata. E' questa una incontestata benemerenza del Santo Padre: la vox populi la proclama altamente. ...". Tardini poi analizzava gli impedimenti che rendevano il compito del Vaticano particolarmente arduo: il primo era la difficoltà di poter definire chiaramente cosa si intendesse per obiettivo militare; a dar ragione all'opinione del sostituto alla Segreteria di Stato era l'atteggiamento del governo italiano che contestava il fatto che gli Alleati considerassero obiettivo militare la stazione di Roma. Il secondo problema era la "fede fascista", cioè le promesse fatte e non mantenute e l'idea di ritenere il bombardamento quasi come un onore. Infine l'ultima difficoltà era rappresentata dalla posizione degli alleati che "non saranno mai soddisfatti: più obbiettivi militari saranno allontanati da Roma e più ne troveranno. Più che riconoscere Roma quale città aperta, essi vogliono tenerla sempre, per lo meno, sotto la minaccia e l'incubo dei bombardamenti." (9).

Di fronte a questi problemi la Santa Sede non poteva fare più di tanto; il 7 luglio il governo italiano fece sapere, in una comunicazione ufficiale fatta da Ciano a Maglione, che i Comandi militari italiani e tedeschi erano stati trasferiti (o si "accingevano" ad esserlo), ma nulla sarebbe stato fatto riguardo alla stazione ferroviaria poiché non veniva ritenuta di alcuna importanza strategica, e il considerarla tale era solo un pretesto. Il segretario di Stato, preso atto della comunicazione, fece però notare con molto tatto come vi fosse "l'impressione disgraziatamente diffusa che il Governo italiano non fa(cesse) tutto il necessario per togliere ogni motivo al bombardamento di Roma: che prometta... e non mantenga" (10).

Il 19 luglio, la stessa data in cui secondo la tradizione, nel 64 d.C. Nerone aveva dato fuoco a Roma, fu il giorno del tanto temuto bombardamento della capitale. Gli Alleati, nonostante le suppliche della diplomazia vaticana lo ritenevano indispensabile per due motivi: interrompere i rifornimenti al fronte meridionale, facendo saltare il sistema di comunicazione e fiaccare il morale e la resistenza italiana.

L'operazione denominata Crosspoint fu una delle più imponenti di tutta la guerra, vi parteciparono più di 500 aerei che in sei ondate successive bombardarono la città per circa tre ore a partire dalle undici di mattina. Alla fine del bombardamento erano state scaricate su Roma più di 1000 tonnellate di bombe, erano stati 0sconvolti i quartieri attorno alla stazione, era stata distrutta la chiesa di S.Lorenzo, erano stati gravemente danneggiati la città universitaria con gli aeroporti di Ciampino e del Littorio ed erano morte più di 1500 persone. La reazione di Pio XII fu immediata: poco dopo la fine delle incursioni aeree si recò in macchina accompagnato da monsignor Montini nei quartieri colpiti. A San Lorenzo, circondato da una folla commossa si inginocchiò sulle rovine e recitò il De profundis. Anche Vittorio Emanuele si era recato poco prima del pontefice nelle zone colpite, trovò macerie e caos , e nessuno tra le autorità che avesse avviato le operazioni di soccorso. La reazione del popolo nei suoi confronti fu muta e ostile e si levarono anche delle contestazioni (11). Mussolini durante l'incursione sulla capitale era invece a Feltre, in provincia di Belluno, dove si stava incontrando con Hitler. I due dittatori avrebbero dovuto discutere della situazione della guerra, ma nel corso della riunione, durata dalle 11 alle 13 del 19 luglio, parlò praticamente solo Hitler che fece un lungo e risentito monologo su come l'Italia stava conducendo le operazioni militari. Il duce, che avrebbe dovuto ricordare al suo interlocutore le difficoltà enormi cui si trovava di fronte il paese e invitarlo a esaminare attentamente la gravità della situazione (12), rimase immobile ad ascoltare le parole del Führer. Verso mezzogiorno il lungo monologo di Hitler fu interrotto dal segretario particolare del duce, Nicola De Cesare, che portava una comunicazione. Mussolini la lesse e la tradusse in tedesco: "In questo momento il nemico sta violentemente bombardando Roma". Vi fu una pausa di silenzio. Hitler rimase impassibile, Mussolini ordinò al suo segretario di fornirgli notizie più particolareggiate. "Ho già cercato di farlo. Ma a Roma i telefoni sono isolati: non abbiamo una linea diretta; le comunicazioni sono praticamente impossibili" fu la risposta di De Cesare. "Insistete" ribadì contrariato Mussolini. Hitler ricominciò a parlare, finché non riapparve De Cesare con un foglio che il duce gli strappò quasi dalle mani, lo lesse e lo tradusse ad alta voce in tedesco: "Il violento bombardamento continua; circa 400 apparecchi volano a bassissima quota; quartieri della periferia ed anche edifici del centro gravemente colpiti; scarsa reazione delle batterie antiaeree". Mussolini si rivolse poi al generale Ambrosio, che presenziava all'incontro con Hitler, dicendogli: "Bisogna dare comunicazione di ciò nell'odierno bollettino di guerra. Tutta l'Italia e il mondo devono sapere...". "Per oggi non siamo più in tempo" rispose il militare. Mussolini insisteva: "Si ritardi la diramazione del bollettino; ma è necessario dare ampi particolari: la durata del bombardamento, il numero degli apparecchi, la reazione delle artiglierie, il contegno stoico della popolazione. Non bisogna adesso pubblicare il numero -neppure approssimativo- delle vittime". Ambrosio rispose seccato: "Tutto ciò è compito di chi, allo Stato Maggiore, è incaricato di redigere il bollettino. E' inutile che in questo momento stiamo qui a perdere il tempo in simili particolari" (13).

La diplomazia vaticana aveva sempre ammonito che in caso di bombardamento di Roma il papa non avrebbe taciuto; il 22 luglio comparve sull'Osservatore Romano una lettera aperta del pontefice al cardinal Vicario di Roma Marchetti Selvaggiani (14).

La lettera, molto sentita, ricordava lo sforzo compiuto a difesa della pace, l'importanza di Roma per la cristianità e per tutta la civiltà e constatava amaramente come la Santa Sede avesse avuto ragione nell'ammonire gli Alleati, dicendo che bombardare Roma significava inevitabilmente danneggiare parte del suo patrimonio artistico-religioso. Era una protesta, ma molto moderata in cui la sofferenza per il bombardamento era solo un aspetto della condanna alla guerra in genere. La dichiarazione, quindi, se stigmatizzava il comportamento degli Alleati, non poteva comunque essere utilizzata dai loro avversari a fini propagandistici, o essere considerata una presa di posizione del Vaticano a favore di una parte.

" ... Ricordammo ai belligeranti," scriveva il papa "da qualunque parte militassero, che se volevano tenere alta la dignità delle loro Nazioni e l'onore delle loro armi, rispettassero la incolumità dei pacifici cittadini e i monumenti della fede e della civiltà. (...) Considerate che l'odio non fu mai padre della pace, e il risentimento originato dalle vaste e non necessarie distruzioni fa sorgere più tardi e meno stabile e sereno il giorno di un pacifico incontro, il quale non può consistere nella umiliazione dei vinti, ma riposa e si consolida soltanto nella fraterna concordia conciliatrice degli spiriti e moderatrice delle passioni e dei rancori. ..." (15). In queste parole Pio XII esprimeva i suoi timori per le conseguenze di una guerra portata ai suoi estremi, fatale risultato del principio della resa incondizionata. Il 20 luglio il papa decise di rispondere al messaggio che Roosevelt gli aveva inviato dieci giorni prima, al momento dello sbarco delle truppe alleate sul territorio italiano. La lettera di Pio XII risentiva ovviamente delle suggestioni di quei momenti; veniva rinnovato l'appello a difesa delle popolazioni civili e veniva ribadito il significato dell'impegno a favore di Roma: " ... Dio sa quanto abbiamo sofferto fin dai primi giorni della guerra per il gran numero di città che sono state esposte ai bombardamenti aerei, soprattutto per quelle che lo furono non per un giorno, ma per settimane e mesi senza tregua ( è chiaro in questo punto il riferimento a Londra). Ma dacchè la divina Provvidenza Ci ha posto a capo della Chiesa Cattolica e Ci ha fatti Vescovo di questa città così ricca di reliquie sacre e di memorie sante e immortali, sentiamo Nostro dovere levare la voce in una preghiera particolare, nella speranza che tutti possano riconoscere che una città, di cui ogni quartiere, e in ogni quartiere ogni strada ha i suoi insostituibili monumenti di fede di arte o di cultura cristiana, non può essere attaccata senza infliggere una incomparabile perdita al patrimonio della Religione e della Civiltà". Infine Pio XII ricordava nuovamente che "il tempio glorioso della pace (...) sorgerà e durerà solo se fondato sulle fondamenta di una carità cristiana, ancora più che umana, non corrotta da passioni di vendetta o da alcun elemento d'odio. ..." (16).

La protesta dalla Santa Sede toccò anche il governo italiano. Il marchese d'Ajeta si era recato in udienza da Maglione e aveva chiesto al segretario di Stato quali sarebbero state le reazioni del Vaticano al bombardamento. Il cardinale fu evasivo nel rispondere all'inviato del governo italiano e gli rimproverò il fatto che i Comandi militari non fossero mai stati trasferiti, che Mussolini non avesse abbandonato la città e che vi fossero ancora a Roma molti obbiettivi militari. Aggiunse poi : "Tutto ciò è risaputo ed universalmente si dà colpa al governo italiano per la sua parte di responsabilità nel bombardamento di Roma"; Maglione richiese infine in via ufficiale di provvedere a liberare finalmente Roma dal pericolo dei bombardamenti e invitò ancora il governo a riflettere sulle sue "gravissime responsabilità" (17). Pochi giorni dopo la Segreteria di Stato in un comunicato ufficiale all'ambasciata d'Italia insisteva nuovamente sull'importanza di "rendere Roma assolutamente priva di obiettivi militari in modo che possa essere dichiarata e considerata città aperta", tuttavia la fiducia nelle promesse italiane era venuta meno e il comunicato aggiungeva: "Naturalmente tale demilitarizzazione dovrebbe essere effettiva e completa e munita, se occorra, delle opportune garanzie. ..." (18).

cristiano romano
July 1st, 2010, 02:42 PM
per il palazzo non so ancora bene che dire; il bombardamento del palazzo di propaganda fide di castel gandolfo fu una specia di errore del comando alleato, che su informazione aveva stimato essere questo palazzo, vicino al palazzo pontificio, covo di nazisti ( e non era così); la cosa destò molto scalpore perchè si attaccava la dipendenza di uno stato neutrale ( ma non potrei giurare fosse extra-territoriale) su informazioni peraltro sbagliate...

no a roma gli unici bombardamenti furono a san lorenzo ( e l'unica chiesa di rilievo colpita fu san lorenzo al verano), e ringraziando dio bisogna dire, in quanto proprio la presenza del neutrale e comunque carismatico vaticano impedì ulteriori devastazioni ( una volta vidi un filmato con una mappa di roma che veniva spiegata agli avieri dei bombardieri: le uniche tre grandi aree con scritto a caratteri cubitali: must not bombed erano il vaticano il colosseo e il pantheon...)


piccolo riassunto degli sforzi vaticani ( riusciti) di salvare la città eterna... gratificarono pio XII non a caso col titolo di defensor civitas...

Il Vaticano decise quindi di riprendere con costanza e determinazione l'azione diplomatica per risparmiare la Città Eterna dalle bombe.

Il 3 giugno il cardinal Maglione in un colloquio con il conte Ciano, ricordò le promesse fatte dal governo italiano; l'ambasciatore, parlando ufficialmente, disse che i Comandi militari erano stati trasferiti altrove, non diede però notizia circa il promesso trasferimento del Capo Supremo delle Armi (il duce) e del suo Stato Maggiore; al cardinale che gli faceva questa osservazione, Ciano rispose, parlando in via "confidenzialissima": "Mussolini non ha intenzione di lasciare Roma. L'aveva promesso è vero: ma una lettera violenta di Cianetti, che affermava dovere Roma -come le altre città italiane- avere l'onore di essere bombardata, gli ha fatto cambiare consiglio" (2). La lettera che il duce aveva ricevuto da Tullio Cianetti, presidente della Confederazione fascista dei lavoratori dell'industria, membro del Gran Consiglio e ministro delle Corporazioni dall'aprile '43, è indicativa dell'atteggiamento che i fascisti intransigenti nutrivano, ancora in quei giorni, nei confronti del Vaticano e della guerra in genere : "Negli ambienti papalini e nei circoli della aristocrazia nera ci si sforza a propagare che il Papa salverà Roma e si fa capire con aria fratesca che, poichè il Duce è il capo delle Forze armate, anche il Duce dovrà lasciare Roma.

Voi dovete lasciare Roma !?!?

No Duce questo non può essere, non deve essere. (...)

Che il Papato cerchi, dopo settanta anni, di prendersi la rivincita morale, è cosa che non fa meraviglia. (...) Ma che vi siano degli Italiani e peggio ancora dei fascisti e dei soldati che, in nome di non so quali sentimenti di umanitarismo o di responsabilità storica, si prestino alla più antifascista delle insidie è veramente sconfortante!

Ed è sconfortante soprattutto per Voi Duce, perché nessun italiano ha amato Roma come voi l'avete amata e l'amate fino ai limiti di ogni possibilità umana!

Io, nella mia pochezza e nella mia ignoranza diplomatica e strategica, sono convinto che gli anglosassoni, pur avendo un gran desiderio di bombardare la Capitale del Fascismo, hanno anche molti scrupoli e probabilmente pensano che sia meglio astenersene pur mantenendo in potenza una minaccia costante.

Ma sarebbero sciocchi gli inglesi se, dinanzi al pietismo papalino avallato da italiani più o meno ufficiali, non approfittassero per umiliare il Fascismo e il suo Duce!

Ed una volta che essi avessero raggiunto lo scopo, chi potrebbe reagire seriamente alla loro propaganda basata sui confronti tra la sorte delle grandi città italiane e quella differente di Roma dove continuerebbero a vivere tutte le alte gerarchie del Regime, protette dal Papa, dai ruderi dell'Impero e dai monumenti della Rinascenza?

Voi sapete Duce, perché qualcuno avrà avuto l'onestà di dirvelo, che fin da ora a Napoli ed a Milano, per uno di quei fenomeni psicologici che sono facilmente intuibili, si impreca contro i romani che non sono bombardati! (...)

Duce, frustate a sangue tutti i cortigiani pietisti ed i servitori infedeli perché gli italiani che lavorano e combattono non fanno l'alta politica, non reclamano il salvataggio dei ruderi e dei musei a troppo caro prezzo, ma Vi chiedono una sola cosa: la Vittoria." (3).


Da parte italiana non giungevano dunque buone notizie; la Santa Sede si diede perciò da fare nuovamente per tentare, nei limiti del possibile, di convincere gli Alleati a rispettare Roma. Già Pio XII aveva toccato l'argomento nella lettera del 19 maggio inviata a Roosevelt insistendo nel rispetto delle "preziose reliquie della Religione e dell'Arte"; accanto all'autorevole intervento del papa vi era la costante azione della Segreteria di Stato che attraverso monsignor Cicognani non perdeva occasione di sollecitare il problema. Negli Stati Uniti il Vaticano trovò un prezioso alleato in Myron Taylor che, nonostante avesse rilasciato dichiarazioni minacciose per l'Italia e per Roma, in patria si impegnava per convincere a risparmiare la capitale italiana. Il 29 giugno scriveva al presidente queste parole: " Mi chiedo se sia utile che diciamo al Vaticano che se la Santa Sede garantisse che tutte le installazioni, le attività e il personale militare fossero allontanati da Roma e l'uso della ferrovia per scopi militari fosse abbandonato, la città non sarebbe bombardata. Sarebbe meno efficace ma meno costoso del bombardamento stesso. Potreste considerare questa idea" (4); il 9 luglio, dopo un incontro con Cicognani, ricordava al segretario di Stato americano Hull le conseguenze che il bombardamento di Roma avrebbe potuto avere:

"a. disapprovazione, se non condanna universale, ma specialmente cristiana;

b. condanna papale, preannunciata come inevitabile dal Vaticano nei suoi messaggi;

c. ritorno di malumore nei circoli cattolici in America, specialmente tra i cattolici irlandesi;

d. disapprovazione dei paesi dell'America latina;

e. somministrazione all'Asse di una grande opportunità di fare propaganda in senso antiamericano in Italia e aiuto alla coesione tra le potenze dell'Asse, nel senso che noi siamo assetati di sangue e spietati come gli inglesi. La mia personale opinione è in un certo senso analoga, ma io aggiungerei prima, che per arrestare la produzione industriale e i servizi ferroviari in Italia sarebbe più efficace il bombardamento nel nord delle centrali elettriche. (...) Dobbiamo anche considerare che il Vaticano garantisca l'allontanamento da Roma di tutti gli impianti militari." (5).

Ugualmente di rilievo fu il ruolo dell'arcivescovo di Philadelphia, Dougherty, di origine irlandese, che inviò il 30 giugno una lettera al presidente, in cui toccava alcuni argomenti, a cui Roosevelt non era insensibile: "E'stato detto che saranno le esigenze di guerra a decidere quello che converrà fare. Ma come potrà apparire conveniente ai fini militari un attacco che amareggerebbe tutti i soldati cattolici che militano sotto le bandiere alleate? E' opportuno qui ricordare che i cattolici sono presenti nelle forze armate americane in proporzione molto maggiore della loro consistenza numerica come cittadini, che centinaia di migliaia di cattolici nati ed educati in Irlanda militano nell'esercito britannico,(...) Come si può stimolare il loro patriottismo e la loro lealtà assicurandoli che noi combattiamo per la religione, la civiltà e la cultura, se poi le bombardiamo e le distruggiamo nel loro centro più augusto?..."(6). Questi tentativi erano però vani, il bombardamento di Roma era già stato progettato dagli Stati Uniti, il 14 giugno l'ammiraglio William D. Leahy, Capo di Stato Maggiore dell'esercito americano, aveva infatti scritto a Hull questa comunicazione: " Il generale Eisenhower è stato autorizzato a compiere bombardamenti diurni sui seguenti obiettivi in prossimità di Roma che non dovrebbero essere divulgati:

il nodo ferroviario di S. Lorenzo,

lo smistamento di S. Lorenzo,

lo smistamento del Littorio.

Si desidera che il Dipartimento di Stato informi il Vaticano che i piloti alleati che opereranno su Roma sono stati perfettamente informati della localizzazione del Vaticano e hanno ricevuto istruzioni di evitare che le bombe cadano sulla città del Vaticano.

Si desidera che il Vaticano sia al pari informato che non abbiamo nessuna ragione per essere sicuri che aerei dell'Asse non bombardino il Vaticano allo scopo di incolpare aerei alleati per l'oltraggio." (7).

Anche da parte inglese non si era mutata posizione rispetto al precedente inverno e Osborne aveva ribadito al segretario di Stato che gli Alleati si impegnavano solamente a non colpire la Città del Vaticano, aggiungendo anch'egli però il sospetto che una tale azione potesse essere compiuta da aerei dell'Asse per incolpare gli anglo-americani (8). Monsignor Tardini ai primi di luglio descriveva così la situazione: " Il governo italiano (...) sembra voler far il possibile per attirare i bombardamenti su Roma. La continua propaganda dell'odio; gli insulti all'Inghilterra, la presenza in Roma di veri e propri obbiettivi militari (checchè si dica il contrario) (...).

La Santa Sede, da parte sua è finora riuscita ad impedire che Roma fosse bombardata. E' questa una incontestata benemerenza del Santo Padre: la vox populi la proclama altamente. ...". Tardini poi analizzava gli impedimenti che rendevano il compito del Vaticano particolarmente arduo: il primo era la difficoltà di poter definire chiaramente cosa si intendesse per obiettivo militare; a dar ragione all'opinione del sostituto alla Segreteria di Stato era l'atteggiamento del governo italiano che contestava il fatto che gli Alleati considerassero obiettivo militare la stazione di Roma. Il secondo problema era la "fede fascista", cioè le promesse fatte e non mantenute e l'idea di ritenere il bombardamento quasi come un onore. Infine l'ultima difficoltà era rappresentata dalla posizione degli alleati che "non saranno mai soddisfatti: più obbiettivi militari saranno allontanati da Roma e più ne troveranno. Più che riconoscere Roma quale città aperta, essi vogliono tenerla sempre, per lo meno, sotto la minaccia e l'incubo dei bombardamenti." (9).

Di fronte a questi problemi la Santa Sede non poteva fare più di tanto; il 7 luglio il governo italiano fece sapere, in una comunicazione ufficiale fatta da Ciano a Maglione, che i Comandi militari italiani e tedeschi erano stati trasferiti (o si "accingevano" ad esserlo), ma nulla sarebbe stato fatto riguardo alla stazione ferroviaria poiché non veniva ritenuta di alcuna importanza strategica, e il considerarla tale era solo un pretesto. Il segretario di Stato, preso atto della comunicazione, fece però notare con molto tatto come vi fosse "l'impressione disgraziatamente diffusa che il Governo italiano non fa(cesse) tutto il necessario per togliere ogni motivo al bombardamento di Roma: che prometta... e non mantenga" (10).

Il 19 luglio, la stessa data in cui secondo la tradizione, nel 64 d.C. Nerone aveva dato fuoco a Roma, fu il giorno del tanto temuto bombardamento della capitale. Gli Alleati, nonostante le suppliche della diplomazia vaticana lo ritenevano indispensabile per due motivi: interrompere i rifornimenti al fronte meridionale, facendo saltare il sistema di comunicazione e fiaccare il morale e la resistenza italiana.

L'operazione denominata Crosspoint fu una delle più imponenti di tutta la guerra, vi parteciparono più di 500 aerei che in sei ondate successive bombardarono la città per circa tre ore a partire dalle undici di mattina. Alla fine del bombardamento erano state scaricate su Roma più di 1000 tonnellate di bombe, erano stati 0sconvolti i quartieri attorno alla stazione, era stata distrutta la chiesa di S.Lorenzo, erano stati gravemente danneggiati la città universitaria con gli aeroporti di Ciampino e del Littorio ed erano morte più di 1500 persone. La reazione di Pio XII fu immediata: poco dopo la fine delle incursioni aeree si recò in macchina accompagnato da monsignor Montini nei quartieri colpiti. A San Lorenzo, circondato da una folla commossa si inginocchiò sulle rovine e recitò il De profundis. Anche Vittorio Emanuele si era recato poco prima del pontefice nelle zone colpite, trovò macerie e caos , e nessuno tra le autorità che avesse avviato le operazioni di soccorso. La reazione del popolo nei suoi confronti fu muta e ostile e si levarono anche delle contestazioni (11). Mussolini durante l'incursione sulla capitale era invece a Feltre, in provincia di Belluno, dove si stava incontrando con Hitler. I due dittatori avrebbero dovuto discutere della situazione della guerra, ma nel corso della riunione, durata dalle 11 alle 13 del 19 luglio, parlò praticamente solo Hitler che fece un lungo e risentito monologo su come l'Italia stava conducendo le operazioni militari. Il duce, che avrebbe dovuto ricordare al suo interlocutore le difficoltà enormi cui si trovava di fronte il paese e invitarlo a esaminare attentamente la gravità della situazione (12), rimase immobile ad ascoltare le parole del Führer. Verso mezzogiorno il lungo monologo di Hitler fu interrotto dal segretario particolare del duce, Nicola De Cesare, che portava una comunicazione. Mussolini la lesse e la tradusse in tedesco: "In questo momento il nemico sta violentemente bombardando Roma". Vi fu una pausa di silenzio. Hitler rimase impassibile, Mussolini ordinò al suo segretario di fornirgli notizie più particolareggiate. "Ho già cercato di farlo. Ma a Roma i telefoni sono isolati: non abbiamo una linea diretta; le comunicazioni sono praticamente impossibili" fu la risposta di De Cesare. "Insistete" ribadì contrariato Mussolini. Hitler ricominciò a parlare, finché non riapparve De Cesare con un foglio che il duce gli strappò quasi dalle mani, lo lesse e lo tradusse ad alta voce in tedesco: "Il violento bombardamento continua; circa 400 apparecchi volano a bassissima quota; quartieri della periferia ed anche edifici del centro gravemente colpiti; scarsa reazione delle batterie antiaeree". Mussolini si rivolse poi al generale Ambrosio, che presenziava all'incontro con Hitler, dicendogli: "Bisogna dare comunicazione di ciò nell'odierno bollettino di guerra. Tutta l'Italia e il mondo devono sapere...". "Per oggi non siamo più in tempo" rispose il militare. Mussolini insisteva: "Si ritardi la diramazione del bollettino; ma è necessario dare ampi particolari: la durata del bombardamento, il numero degli apparecchi, la reazione delle artiglierie, il contegno stoico della popolazione. Non bisogna adesso pubblicare il numero -neppure approssimativo- delle vittime". Ambrosio rispose seccato: "Tutto ciò è compito di chi, allo Stato Maggiore, è incaricato di redigere il bollettino. E' inutile che in questo momento stiamo qui a perdere il tempo in simili particolari" (13).

La diplomazia vaticana aveva sempre ammonito che in caso di bombardamento di Roma il papa non avrebbe taciuto; il 22 luglio comparve sull'Osservatore Romano una lettera aperta del pontefice al cardinal Vicario di Roma Marchetti Selvaggiani (14).

La lettera, molto sentita, ricordava lo sforzo compiuto a difesa della pace, l'importanza di Roma per la cristianità e per tutta la civiltà e constatava amaramente come la Santa Sede avesse avuto ragione nell'ammonire gli Alleati, dicendo che bombardare Roma significava inevitabilmente danneggiare parte del suo patrimonio artistico-religioso. Era una protesta, ma molto moderata in cui la sofferenza per il bombardamento era solo un aspetto della condanna alla guerra in genere. La dichiarazione, quindi, se stigmatizzava il comportamento degli Alleati, non poteva comunque essere utilizzata dai loro avversari a fini propagandistici, o essere considerata una presa di posizione del Vaticano a favore di una parte.

" ... Ricordammo ai belligeranti," scriveva il papa "da qualunque parte militassero, che se volevano tenere alta la dignità delle loro Nazioni e l'onore delle loro armi, rispettassero la incolumità dei pacifici cittadini e i monumenti della fede e della civiltà. (...) Considerate che l'odio non fu mai padre della pace, e il risentimento originato dalle vaste e non necessarie distruzioni fa sorgere più tardi e meno stabile e sereno il giorno di un pacifico incontro, il quale non può consistere nella umiliazione dei vinti, ma riposa e si consolida soltanto nella fraterna concordia conciliatrice degli spiriti e moderatrice delle passioni e dei rancori. ..." (15). In queste parole Pio XII esprimeva i suoi timori per le conseguenze di una guerra portata ai suoi estremi, fatale risultato del principio della resa incondizionata. Il 20 luglio il papa decise di rispondere al messaggio che Roosevelt gli aveva inviato dieci giorni prima, al momento dello sbarco delle truppe alleate sul territorio italiano. La lettera di Pio XII risentiva ovviamente delle suggestioni di quei momenti; veniva rinnovato l'appello a difesa delle popolazioni civili e veniva ribadito il significato dell'impegno a favore di Roma: " ... Dio sa quanto abbiamo sofferto fin dai primi giorni della guerra per il gran numero di città che sono state esposte ai bombardamenti aerei, soprattutto per quelle che lo furono non per un giorno, ma per settimane e mesi senza tregua ( è chiaro in questo punto il riferimento a Londra). Ma dacchè la divina Provvidenza Ci ha posto a capo della Chiesa Cattolica e Ci ha fatti Vescovo di questa città così ricca di reliquie sacre e di memorie sante e immortali, sentiamo Nostro dovere levare la voce in una preghiera particolare, nella speranza che tutti possano riconoscere che una città, di cui ogni quartiere, e in ogni quartiere ogni strada ha i suoi insostituibili monumenti di fede di arte o di cultura cristiana, non può essere attaccata senza infliggere una incomparabile perdita al patrimonio della Religione e della Civiltà". Infine Pio XII ricordava nuovamente che "il tempio glorioso della pace (...) sorgerà e durerà solo se fondato sulle fondamenta di una carità cristiana, ancora più che umana, non corrotta da passioni di vendetta o da alcun elemento d'odio. ..." (16).

La protesta dalla Santa Sede toccò anche il governo italiano. Il marchese d'Ajeta si era recato in udienza da Maglione e aveva chiesto al segretario di Stato quali sarebbero state le reazioni del Vaticano al bombardamento. Il cardinale fu evasivo nel rispondere all'inviato del governo italiano e gli rimproverò il fatto che i Comandi militari non fossero mai stati trasferiti, che Mussolini non avesse abbandonato la città e che vi fossero ancora a Roma molti obbiettivi militari. Aggiunse poi : "Tutto ciò è risaputo ed universalmente si dà colpa al governo italiano per la sua parte di responsabilità nel bombardamento di Roma"; Maglione richiese infine in via ufficiale di provvedere a liberare finalmente Roma dal pericolo dei bombardamenti e invitò ancora il governo a riflettere sulle sue "gravissime responsabilità" (17). Pochi giorni dopo la Segreteria di Stato in un comunicato ufficiale all'ambasciata d'Italia insisteva nuovamente sull'importanza di "rendere Roma assolutamente priva di obiettivi militari in modo che possa essere dichiarata e considerata città aperta", tuttavia la fiducia nelle promesse italiane era venuta meno e il comunicato aggiungeva: "Naturalmente tale demilitarizzazione dovrebbe essere effettiva e completa e munita, se occorra, delle opportune garanzie. ..." (18).

Purtroppo il Papa riusci solo se cosi si può dire perchè era già tantissimo a non far distruggere quindi a non far combattere i tedeschi entro certi limiti di zona. Purtroppo i bombardamenti furono molti a Roma e in varie zone fu colpita e su questo ci sono anche prove la mia zona cioè monte mario ecc. Fu bombardata almeno 50 volte.Tornando al vaticano e questo filmato dunque è falso ? http://www.youtube.com/watch?v=hcXDtt4BfbE . Comunque grazie per avermi risposto. :)

Civis Fede
July 2nd, 2010, 08:32 AM
Purtroppo il Papa riusci solo se cosi si può dire perchè era già tantissimo a non far distruggere quindi a non far combattere i tedeschi entro certi limiti di zona. Purtroppo i bombardamenti furono molti a Roma e in varie zone fu colpita e su questo ci sono anche prove la mia zona cioè monte mario ecc. Fu bombardata almeno 50 volte.Tornando al vaticano e questo filmato dunque è falso ? http://www.youtube.com/watch?v=hcXDtt4BfbE . Comunque grazie per avermi risposto. :)

non avevo mai sentito una simile notizia, comunque considerarlo bombardamento è un pò forzato... 4 bombe, che vedendone gli effetti, dovevano essere anche di scarsa potenza....insomma quando decisero di bombardare montecassino su un area più piccola sganciarono non so quanti quintali di esplosivo...

io ho sempre conosciuto solo il bombardamento di san lorenzo- tiburtino e dintorni; se ce ne sono altri proviamo ad elencarli...

cristiano romano
July 2nd, 2010, 03:53 PM
non avevo mai sentito una simile notizia, comunque considerarlo bombardamento è un pò forzato... 4 bombe, che vedendone gli effetti, dovevano essere anche di scarsa potenza....insomma quando decisero di bombardare montecassino su un area più piccola sganciarono non so quanti quintali di esplosivo...

io ho sempre conosciuto solo il bombardamento di san lorenzo- tiburtino e dintorni; se ce ne sono altri proviamo ad elencarli...

Bhe fu colpito anche i vari aeroporti tra cui quello di Roma urbe, non solo girando su internet si trova anche questo : “Il Messaggero” sabato 4/3/44 - Ieri mattina venerdì 3/3 bombardamento su Roma dalle 11 alle 12 ½ al Tiburtino, Ostiense, Pietralata, Testaccio Trionfale, .Servirebbe qualcuno che ne sa qualcosa più di noi ma ad esempio via di acquafredda cè villa focaccia e sul sito si trova il racconto del conte fogaccia che racconta la guerra : Ricorda il Conte Fogaccia: “Sembra miracoloso. La guerra fu qui combattuta. Il cannone tuonava: dalla Pineta Sacchetti gli Alleati, dalla Borgata i Tedeschi. Le pallottole fischiavano. Il giardino era disseminato di proiettili. Carri armati, mitragliatrici, relitti vari nei viali, nei prati, sotto le piante. Porte e finestre sforacchiate. La Villa ha resistito e la bufera della guerra, dalla quale fu investito, lo lasciò intatto. Solo la portineria ed il cancello d’ingresso furono distrutti da una bomba”. Un appartamento della Villa, era abitato dalla figlia del Conte Fogaccia, Giulia con il marito Principe Giovanelli ed i figli. Alla partenza da Roma nel Luglio 1943, la reliquia della Santa Croce - proveniente dalla Chiesa di San Fermo e Rustico nella Villa Giovanelli a Lonigo (Vi) - e che era nell'appartamento dei Principi Giovanelli, venne, nella fretta, lasciata in un armadio con la giacca del pigiama sopra. Quando i Tedeschi spogliarono la Villa di tutto quello che vi era, non si accorsero della reliquia e - così si tramanda - la Villa fu protetta dalla reliquia. Infatti il 6 giugno 1944, gli Americani superarono lo sbarramento dei Tedeschi al bivio della borgata Fogaccia, dove gli stessi avevano installato il quartiere generale. Prima di ritirarsi, le truppe naziste minarono la Villa con bombe a orologeria. Il caso volle che gli Americani arrivassero anzi tempo: disinnescarono gli ordigni, salvando la Villa dalla distruzione.
Quindi la guerra a Roma fu combattuta e non poco.

Ingegné
September 27th, 2011, 10:44 PM
Suppongo che si stia parlando di questo fabbricato.

http://1.bp.blogspot.com/-ueNXsrcOQxU/TlU7yHNB5TI/AAAAAAAAYaQ/UM1OqDK-bI8/s1600/parking%2Bgianicolo.png
immagine presa dal sito del comitato PRO PUP!!!! (http://www.propuproma.com/2011/08/per-la-serie-parcheggi-enormi-di-cui.html)

Allora, si tratta del "Conservatorio Torlonia". Una parte, sulla salita di S. Onofrio fu a suo tempo donata alla chiesa dal principe Torlonia

http://www.romasegreta.it/images/conservatorio_torlonia.jpg
immagine presa dal sito Roma segreta (http://www.romasegreta.it/salita_di_sonofrio.html)

La parte rimanente rimase in totale abbandono per decenni, tanto da sembrare un edificio bombardato.
Da circa 10 anni i Torlonia decisero di farne un albergo, destinato a diventare il "Gran Melià" di Roma (http://gran-melia-rome.com/en/index.html).
Restaurate le facciate, i lavori subirono un fermo prolungato per ritrovamenti archeologici ed altri problemi. I lavori sono ripresi da un paio di anni e l'albergo dovrebbe aprire nei primi mesi dell'anno prossimo.
Questo è lo stato dei lavori, visti dal cancello su via del Gianicolo (provvidenzialmente aperto)

http://img3.imageshack.us/img3/8603/20110908003f.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/3/20110908003f.jpg/)
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L'architettura di interni è stata progettata dallo Studio Transit (http://www.studiotransit.it/) di Roma (lo stesso di Eurotower). Camera campione:

http://gran-melia-rome.com/en/img/section_en_2644.jpg
Immagine presa dal sito delGran Melia (http://gran-melia-rome.com/en/rooms.html)

Se vi interessa, posso seguire i progressi per voi.

terminal
September 28th, 2011, 12:38 AM
^^^^^^
Si Ingegnè perfavore segui i lavori almeno a me interessa moltissimo
Grazie

cristiano romano
September 28th, 2011, 03:37 PM
Grande ingegne, molto bello, domani prendo la bici e vado a impicciarmi un pò. Grazie. http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=248&Itemid=79 , Gassman esce di prigone,io intendevo più precisamente questo che poi ho trovato. Comunque molto interessante seguire questo progetto. Grazie ancora.

Paxromana
September 28th, 2011, 03:43 PM
Interesse massimo!!!

Ingegné
September 29th, 2011, 12:44 AM
Allora, si tratta del "Conservatorio Torlonia". Una parte, sulla salita di S. Onofrio fu a suo tempo donata alla chiesa dal principe Torlonia

Approfondito l'argomento: la scritta è rimasta ma l'ospizio non c'è più. Anche quest'ala dell'edificio farà parte dell'albergo.

Se avrete qualche euro da buttare, potete prenotare una suite con terrazza con vista mozzafiato su roma e piscina idromassaggio privata. Magari è meglio aspettare maggio perché l'acqua è riscaldata ma fuori potrebbe fare freschino.

http://d2p65vgzoeytng.cloudfront.net/img/hoteles/6403/6403-gallery-044.jpg

Questo è quello che potreste godere stando a mollo (la vasca è capiente, si può stare in compagnia, anche numerosa). Per soli 753 euro a notte (fine maggio - colazione inclusa) che pretendete di più?

http://img839.imageshack.us/img839/25/romabanner.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/839/romabanner.jpg/)
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Dal Cupolone alla Lungara (muovendosi sul terrazzo si arriva oltre i 270° di panoramica, anche se Melià la spaccia per 360°). Avevo preparato un banner e l'ho mandato a Jan. Non so ancora se lo abbia gradito o meno.

http://img20.imageshack.us/img20/7126/20110908001.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/20/20110908001.jpg/)
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Ingegné
September 29th, 2011, 12:55 AM
Mentre aspettate aggiornamenti, ditemi che ne pensate del "bagno nell'acquario". Per pubblicarlo su una rivista di design è perfetto, ma nell'uso reale?
Se gli ospiti sono giovani, belli e innamorati la cosa può essere eccitante. Ma se uno dei due è un cesso immondo e si salva solo perché normalmente si mette in pigiama nello spogliatoio e poi fa l'amore al buio, come la mettiamo?
Le vostre opinioni mi interessano veramente perché lavoro spesso alla costruzione di alberghi (non questo, purtroppo) ed è un argomento di discussione aperto. Ovviamente gli ingegneri sono contro (anche per problemi e costi di manutenzione e pulizia) e gli architetti a favore (fa scena e non ci devono dormire mica loro. E neanche dovranno pulire e sistemare tutto ogni mattina).

settantasette
September 29th, 2011, 11:56 AM
Mentre aspettate aggiornamenti, ditemi che ne pensate del "bagno nell'acquario". Per pubblicarlo su una rivista di design è perfetto, ma nell'uso reale?
Se gli ospiti sono giovani, belli e innamorati la cosa può essere eccitante. Ma se uno dei due è un cesso immondo e si salva solo perché normalmente si mette in pigiama nello spogliatoio e poi fa l'amore al buio, come la mettiamo?
Le vostre opinioni mi interessano veramente perché lavoro spesso alla costruzione di alberghi (non questo, purtroppo) ed è un argomento di discussione aperto. Ovviamente gli ingegneri sono contro (anche per problemi e costi di manutenzione e pulizia) e gli architetti a favore (fa scena e non ci devono dormire mica loro. E neanche dovranno pulire e sistemare tutto ogni mattina).

Cesso no, doccia si.

Civis Fede II
September 29th, 2011, 12:27 PM
bellissimo reportage ingegnè!

e poi te ne volevi andare da ssc... ma te possino...

comunque, assolutamente contrario.

non solo perchè talvolta potrebbe capitare anche che in quelle stanze non dormano coppie di innamorati (presumo che le stanze che non siano suite, ma per comuni civili, non abbiano sta roba...), ma perchè comunque l'intimità è una cosa sempre importante, anche nelle coppie, e alcune cose, anche nelle coppie di innamorati strafighi, non credo sia sensato farle in piena pubblicità.

Ingegné
September 29th, 2011, 01:33 PM
bellissimo reportage ingegnè!
e poi te ne volevi andare da ssc... ma te possino...
Grazie. Non volevo assolutamente andarmene, ho parafrasato VE II, «Questa condizione non è scevra di pericoli, giacché, nel mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi!». Ho adottato un metodo di lotta non violenta per far notare che quelli che ho definito "le iene" (scoprendo poi che il termine corrente era "la cricca") non rispettavano le regole del forum e, in attesa dei nuovi moderatori, molti utenti, i threads e la civiltà ne soffrivano.
Mi sembra che il clima in SSC sia già notevolmente migliore e spero che una piccola parte del merito sia anche mia.

presumo che le stanze che non siano suite, ma per comuni civili, non abbiano sta roba...
Presumi male.
La soluzione è estesa a tutte le camere dell'albergo. Ovviamente non tutte hanno il bagno così grande, con vasca e doccia. La normalità è la sola vasca e la doccia è sorretta da uno stelo esterno. Lo vedo e lo piango, e compiango la cameriera che dovrà asciugare tutto intorno alla vasca.

Tra tecnici si direbbe: "è una camera da due ore" intendendo che ci vorranno almeno due ore di lavoro per rassettarla (il buon senso, la prassi e l'economicità di gestione suggeriscono di considerare 20-25" per gli alberghi spartani fino a 45"-1h per la categoria superiore).
Pensa solo quanto tempo ci vuole a pulire tutti i vetri dentro (gocce d'acqua) e fuori (ditate). E non dirmi che la mamma usa Viakal e così il vetro si pulisce da solo!

Comunque pare stiano considerando di installare delle veneziane :ohno:

Edit: @ Cristiano romano, settantasette e Civis - potete editare i vostri post precedenti cancellando il "Quote" e sostituendolo con ^^? Tanto basta leggere sopra e così la lettura risulta molto più agevole.

P.S. Suggerirei di chiedere ai moderatori di cambiare il titolo del thread in Roma | Salita di S. Onofrio - Hotel Gran Melià U/C

alex81
September 29th, 2011, 03:43 PM
Io devo utilizzare un bagno dove, per ottenere un punto di luce, è stato messo il vetrocemento con la stanza finestrata confinante. Ma si vede praticamente tutto. Ogni volta che passa qualcuno cerco di nascondermi abbassando la testa ma il risultato è che vedono un tizio che caca con la testa sulle ginocchia.

Ingegné
September 29th, 2011, 05:54 PM
^^
Bruxelles: hotel 4 stelle superiore, junior suite. Gabinetto con porta scorrevole in vetro sul disimpegno di ingresso della camera (ombre cinesi e spiacevoli rumori assicurati). No bidet, No lavandino.
Il bagno vero e proprio stava dall'altro lato della camera!

http://img809.imageshack.us/img809/897/immagine048i.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/809/immagine048i.jpg/)
Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Civis Fede II
September 29th, 2011, 09:39 PM
^^ beh ma allora è tradizione belga!

anche il mio hotel a bruxelles (hotel cinese peraltro) aveva il gabinetto accanto la porta della stanza e il resto del bagno (tranne il water) dall'altro lato della stanza (che peraltro era una stanza in realtà doppia, ovvero entrato nella porta vi era subito il water nello stanzino, poi due stanze con tanto di porta chiudibile, e in fondo il resto del bagno e la porta comunicante con la stanza accanto.

se aprivi la porta comunicante praticamente univi 4 camere doppie...

Civis Fede II
September 29th, 2011, 09:41 PM
Grazie. Non volevo assolutamente andarmene, ho parafrasato VE II, «Questa condizione non è scevra di pericoli, giacché, nel mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi!». Ho adottato un metodo di lotta non violenta per far notare che quelli che ho definito "le iene" (scoprendo poi che il termine corrente era "la cricca") non rispettavano le regole del forum e, in attesa dei nuovi moderatori, molti utenti, i threads e la civiltà ne soffrivano.
Mi sembra che il clima in SSC sia già notevolmente migliore e spero che una piccola parte del merito sia anche mia.


Presumi male.
La soluzione è estesa a tutte le camere dell'albergo. Ovviamente non tutte hanno il bagno così grande, con vasca e doccia. La normalità è la sola vasca e la doccia è sorretta da uno stelo esterno. Lo vedo e lo piango, e compiango la cameriera che dovrà asciugare tutto intorno alla vasca.

Tra tecnici si direbbe: "è una camera da due ore" intendendo che ci vorranno almeno due ore di lavoro per rassettarla (il buon senso, la prassi e l'economicità di gestione suggeriscono di considerare 20-25" per gli alberghi spartani fino a 45"-1h per la categoria superiore).
Pensa solo quanto tempo ci vuole a pulire tutti i vetri dentro (gocce d'acqua) e fuori (ditate). E non dirmi che la mamma usa Viakal e così il vetro si pulisce da solo!

Comunque pare stiano considerando di installare delle veneziane :ohno:

Edit: @ Cristiano romano, settantasette e Civis - potete editare i vostri post precedenti cancellando il "Quote" e sostituendolo con ^^? Tanto basta leggere sopra e così la lettura risulta molto più agevole.

P.S. Suggerirei di chiedere ai moderatori di cambiare il titolo del thread in Roma | Salita di S. Onofrio - Hotel Gran Melià U/C


non so bene che editare...

sulla prima parte: ho ben capito e sai che apprezzo, malgrado su alcune cose sia meno rigido.

sulla seconda: è una follia.
ma se vai in famiglia? o con amici? o con colleghi?
oltre che le considerazioni da te fatte sulla pulizia.

paoloroma
September 29th, 2011, 09:56 PM
io non ho problemi al cesso (scusate la finezza, ma se parlo di bagno si potrebbe pensare che intenda la vasca o la doccia). questo mese a ny la camera aveva la porta del bagno scorrevole (con specchio difronte, quindi se la lasci aperta vedi il riflesso praticamente da tutta la camera) e non l'ho chiusa una volta che sia una. questione di abitudini.

a me il vetro non dispiace, in realtà si potrebbe anche pensare al vetro acidato, a fare i ganzi anche il vetro con i cristalli liquidi, magari ecco non la veneziana tra due vetri che fa un tantino troppo veranda abusiva.

a me non piacciono gli spazi piccoli, mi piace poter guardare oltre e attraverso, mi rendo conto che c'è chi vive il gabinetto come un momento più intimo e quindi usa strani stratagemmi (l'acqua che scorre per coprire i rumori, come fanno i giapponesi) ma per me non è mai stato un problema. per altri si, quindi coprite quei vetri! :-P

terminal
September 29th, 2011, 10:14 PM
Io Ingegnè sono asssssssolutamente favorevole al cristallo di saparazione tra bagno e camera....effettivamente è una soluzione un po ardita il cristallo trasparente.....visto che di per se non è proprio una novità dal momento che ci sono molti esempi simili in comunui interventi di ristrutturazioni di interni anche piu fighi di quello, ma con vetri satinati che quindi creano un effetto visivo differente.....immagino che probabilmente per coloro più formali vi saranno degli oscuranti a saliscendi da poter utlizzare...anche se escludo come ha scritto Civis che colleghi di lavoro pernottino insieme sotto le stesse coperte....magari la famiglia con il figlio piccolo.....tra amici sicuramente sarà pure divertente :)
mi domando piuttosto visto in quella foto il bagno appare lindo e pinto è perfetto .....ma nel caso diventi una specie di sauna quel bagno con la condensa sui cristalli ..gli asciugami buttati qui e la ..perderebbe totalmente il suo fascino
P.s.
meno male che ci hai ripensato anche tu come Bear e non lasciare il forum ;)

Ingegné
September 30th, 2011, 12:32 AM
non so bene che editare...
Nel caso in specie, cancella tutto il quote e sostituiscilo con ^^
In quest'ultimo post potevi selezionare solo le parti che ti interessavano, come sto facendo io ora. Devo farti un disegnino?
Io Ingegnè sono asssssssolutamente favorevole al cristallo di saparazione tra bagno e camera....ma con vetri satinati che quindi creano un effetto visivo differente.....i
Non è solo un problema di privacy. Se vai al bagno di notte, accendi la luce e illumini tutta la stanza. Se dividi la camera con qualcuno, potrebbe non essere felice di essere svegliato in quel modo.
.. escludo come ha scritto Civis che colleghi di lavoro pernottino insieme sotto le stesse coperte....
Sotto le stesse coperte no, ma esistono le camere a due letti.
Molte ditte stanno tagliando le spese e i dipendenti devono dividere la stanza, salvo pagare di tasca propria la differenza per l'occupazione singola. Poi ci sono i gruppi, che sono una fetta importante della clientela (magari non di questo albergo, ma non è detto, perché in bassa stagione si piglia tutto ed a prezzi stracciati) e quando si viaggia in gruppo capita spesso di dover dividere la stanza con un perfetto sconosciuto.

mi domando piuttosto visto in quella foto il bagno appare lindo e pinto è perfetto .....ma nel caso diventi una specie di sauna quel bagno con la condensa sui cristalli ..gli asciugami buttati qui e la ..perderebbe totalmente il suo fascino
Ottima osservazione. Vedo che se ne accorge anche un non addetto ai lavori. E' comunque necessario pulire un vetro su cui si è formata la condensa, ma se il cliente lo ha pulito con le mani per aprire uno spiraglio sono cavoli amari. Per non parlare degli anelli con brillanti, che lasciano artistiche ed indelebili rigature.
P.s.
meno male che ci hai ripensato anche tu come Bear e non lasciare il forum ;)
Grazie. Non sapevo che anche Bear si fosse preso una pausa di riflessione.

Civis Fede II
September 30th, 2011, 08:32 AM
Nel caso in specie, cancella tutto il quote e sostituiscilo con ^^
In quest'ultimo post potevi selezionare solo le parti che ti interessavano, come sto facendo io ora. Devo farti un disegnino?

.

perbacco, lo gradirei....

terminal
September 30th, 2011, 08:41 AM
Ottima osservazione. Vedo che se ne accorge anche un non addetto ai lavori. E' comunque necessario pulire un vetro su cui si è formata la condensa, ma se il cliente lo ha pulito con le mani per aprire uno spiraglio sono cavoli amari. Per non parlare degli anelli con brillanti, che lasciano artistiche ed indelebili rigature.
.

Ingegnè....veramente sono il tuo contrapposto visto che sto finendo di progettare un albergo proprio ora (e non è il primo) è per questo il motivo del mio interesse :)

Ingegné
September 30th, 2011, 04:38 PM
^^
Potremmo avere un proficuo scambio di esperienze in altra sede. Oppure aprire un thread sulla progettazione architettonicstrutturalfunzionle delle strutture alberghiere.

Contrapposto in che senso? Io non mi contrappongo a nessuno e, di solito, nessuno si contrappone a me.
Se intendi dire che sei un architetto, stai tranquillo, io sono un fautore delle sinergie.

terminal
September 30th, 2011, 04:51 PM
^^
Potremmo avere un proficuo scambio di esperienze in altra sede. Oppure aprire un thread sulla progettazione architettonicstrutturalfunzionle delle strutture alberghiere.

Contrapposto in che senso? Io non mi contrappongo a nessuno e, di solito, nessuno si contrappone a me.
Se intendi dire che sei un architetto, stai tranquillo, io sono un fautore delle sinergie.

ben volentieri......se le "sinergie" sono giuste e non ci scorna da prima di subito :)