View Full Version : PADOVA | Restauro ex-Ospedale di S. Francesco Grande - Museo della Storia della Medicina e della Salute
Gioven September 12th, 2010, 12:42 PM Questo thread è stato aperto per offrire, per quanto possibile, un luogo di discussione dove trovare notizie ed immagini sullo stato di avanzamento dei lavori relativi al restauro dell’antico Ospedale di San Francesco Grande di Padova e all’allestimento del Museo della Storia della Medicina e della Salute, situato nell’omonima strada.
L’istituzione del Museo della Storia della Medicina ha consentito di strappare al degrado in cui versavano i portici quattrocenteschi di Via San Francesco, forse i più belli di Padova. Mi auguro che il restauro del vecchio Spedale avvii un circolo virtuoso, che permetta anche il recupero del bellissimo porticato della chiesa.
Ciò permetterebbe di rivitalizzare la via,che collega Porta Pontecorvo direttamente al cuore della città, (Università e Piazze), a mio avviso una delle strade più belle e caratteristiche di Padova, che versa purtroppo in uno stato di evidente trascuratezza, nonostante da qualche anno sia stata parzialmente chiusa al traffico.
____________________________________________________________
Sta procedendo a Padova il restauro dell’ex Ospedale di San Francesco Grande, di proprietà della Provincia, destinato ad accogliere il Museo di Storia della Medicina e della Salute.
Padova, sede di un’antica università che tanta parte ha avuto nello sviluppo della scienza medica moderna a partire dal XVI secolo, e che vanta già monumenti illustri quali l’Orto Botanico (sotto tutela UNESCO) e il cinquecentesco Teatro Anatomico (presso l’antico Palazzo del BO), con il restauro del quattrocentesco Ospedale di San Francesco Grande vedrà accrescere il suo patrimonio storico-artistico universitario.
Il progetto del restauro dell’ospedale quattrocentesco è stato affidato agli architetti Camillo Bianchi e Gianfranco Privileggio di Padova, quello dell’allestimento museale sempre allo Studio Privileggio, con l’architetto Heinz Tesar quale capogruppo.
E’ già possibile osservare i prospetti restaurati su Via San Francesco, mentre bisognerà attendere ancora per vedere completato tutto il lavoro e per l’apertura della nuova sede museale, che avrebbe dovuto aprire i battenti già quest’estate.
http://i56.************/347tams.jpg
http://i54.************/ieh3zl.jpg
http://i53.************/wlx6l0.jpg
http://i56.************/vrf3sy.jpg
http://i54.************/5n4q2o.jpg
Di seguito il link al sito del Museo della Storia della Medicina con l’esposizione del progetto di restauro dell’ospedale e dell’allestimento museale.
http://www.musme.padova.it/luogo-restauro.aspx (http://www.musme.padova.it/luogo-restauro.aspx)
Perché a Padova un Museo della Storia della Medicina e della salute.
La Scuola Medica Padovana ebbe un ruolo di rilievo nel contesto delle università europee nel 1400 e 1500, dove i più grandi maestri insegnarono e produssero i loro migliori lavori.
Su queste basi, nel 2000 la Provincia di Padova, l’Università, la Regione, il Comune, l’Azienda Ospedaliera e l’Azienda Sanitaria Territoriale N. 16, decisero di ristrutturare la sede dell’ex Ospedale San Francesco Grande, per realizzare un Museo di Storia della Medicina e della Salute, raccogliendo la memoria storica di un ateneo che illuminò con il proprio sapere medico tutta l’Europa.
Si ritiene che l’ospedale di San Francesco Grande sia stato il luogo in cui Giambattista da Monte, primo al mondo, avrebbe iniziato alla metà del Cinquecento l’insegnamento clinico: il professore, finita la lezione nell’aula universitaria, conduceva i propri allievi all’Ospedale affinché questi potessero apprendere direttamente “sul campo” ciò che al medico era dato di osservare e praticare a vantaggio dei suoi malati.
Dal sito del Museo della Storia della medicina e della Salute:
“L’antico “ospitale” di S. Francesco Grande, testimonianza esemplare di come Padova si era data già dal ‘400 una organizzazione assistenziale sanitaria degna delle iniziative più evolute dell’Europa prerinascimentale, è certamente la sede più prestigiosa per ospitare una serie articolata di funzioni, tra di loro collegate, tutte rivolte a testimoniare l’origine e l’evoluzione nell’ultimo mezzo millennio della scienza medica da un lato e dell’organizzazione sanitaria dall’altro.
Il complesso edilizio dell’antico ospedale è stato oggetto per cinque secoli di una continua involuzione che l’ha portato ad ospitare via via le più disparate funzioni da quella assistenziale ospedaliera a quella di caserma, a quella di appartamenti fino a quella di magazzino per tessuti installata nel non lontano 1953. Con l’acquisto dell’immobile da parte della Provincia nel 1959 si sono create le condizioni per arrestare questo processo di degrado che nel frattempo aveva invaso tutti gli edifici e che purtroppo doveva ancor peggiorare in quanto vittima del fatto che non si riusciva a portare a conclusione una qualsiasi realistica iniziativa atta a riconquistare quella grande dignità storica e architettonica che il complesso aveva meritato nel ‘400. ……….. non poteva essere trovata una sede che per la sua memoria storica e per la sua configurazione architettonica potesse ospitare meglio una tale attività raggiungendo il duplice obiettivo di recuperare un importante monumento abbandonato e dall’altro dar vita ad una rinnovata e compatibile funzione certamente trainante per la cultura, e per le attività economiche indotte sia a livello di città che di Regione. “
S. Francesco Grande, la cui vicenda edilizia iniziò nella seconda metà del Trecento, occupava sul finire del Settecento pressoché l'intero isolato triangolare delimitato dalle attuali via Galileo Galilei, Santo e S. Francesco
http://i51.************/2zztagi.jpg
“La prima pietra dell'Ospedale di San Francesco venne posata il 25 ottobre 1414, in un terreno dell'omonima via di fronte all'attuale chiesetta di Santa Margherita. Due anni dopo venne dato inizio alla costruzione di una chiesa, anch'essa dedicata al Santo di Assisi.
Nel corso del Quattrocento l'"Hospedal de san Franzescho de la Osservantia" e l'annesso omonimo convento si svilupparono fino ad occupare una vasta porzione del grande isolato triangolare delimitato come sopra indicato. Il complesso di edifici laici e religiosi comprendeva fabbricati principali e accessori, chiostri, cortili, broli e orti che giustificano ampiamente l'attribuzione popolare del nome di "San Francesco Grande".
Tutte queste impegnative realizzazioni - ospedale, chiesa e convento, senza dimenticare la vicina sede della Confraternita di Santa Maria della Carità - furono dovute all'impegno morale e allo sforzo economico di due privati cittadini: i coniugi Baldo da Piombino, detto "Bonafari", e Sibilia de' Cetto
Tra i numerosi aspetti da tener presenti ne ricordiamo alcuni:
L'Ospedale di San Francesco fu una realizzazione ex novo; non fu cioè un adattamento di edifici preesistenti - che, anzi, là dove esistevano vennero abbattuti - né come accadeva nella maggioranza di casi, ebbe origine come filiazione o propaggine di una già esistente istituzione religiosa o laica. Come accennato, la costruzione della chiesa e del convento fu successiva, seppure di pochi anni, a quella dell'ospedale
Altro elemento degno di nota è la scelta del luogo dove realizzare la struttura. Nel caso specifico venne trascurata la prassi ormai consolidata di "confinare" le strutture destinate ad accogliere ammalati all'esterno della cinta muraria o, se all'interno, esclusivamente nelle immediate vicinanze delle porte cittadine.
L'ospedale venne invece costruito in una zona che, se pure ancora dotata di ampi spazi verdi, aveva una già chiara e, per certi versi, ben definita destinazione abitativa. Ne fa fede il fatto che gli stessi fondatori non solo vi possedessero numerosi immobili, ma anche vi risiedessero. Tale ubicazione urbana ci consente di ipotizzare che il nuovo ospedale fosse destinato soprattutto alla popolazione stanziale, senza per altro che fosse negata ospitalità ai pellegrini, ai viandanti e ai mendicanti girovaghi.
Ancor più caratterizzante è il fatto che l'Ospitale venne creato per fornire un'assistenza prevalentemente sanitaria, a differenza delle numerose altre analoghe iniziative religiose e laiche che, al di là delle denominazioni e dei propositi, offrivano quasi esclusivamente una generica ospitalità ai bisognosi di tutto. Va comunque sottolineato che anche questa "specializzazione" non precludeva il ricovero a chi fosse "solo" indigente; si deve anzi tener conto che all'epoca i confini tra povertà e malattia erano particolarmente sfumati, e che le due condizioni molto spesso coincidevano in un circolo vizioso di cause ed effetti. “
http://www.unipd.it/1000annidiscienza/visita/sanfrancesco.html (http://www.unipd.it/1000annidiscienza/visita/sanfrancesco.html)
Immagini tratte dal sito del museo riguardanti il cantiere del restauro dell’antico ospedale:
Interno scale biblioteca:
http://i54.************/2m82xhw.jpg
Tetto biblioteca:
http://i54.************/2hd6xvm.jpg
Tetto dei laboratori; sullo sfondo la chiesa di S. Francesco, e ancora più indietro, sulla destra una delle cupole e i due campanili della Basilica del Santo:
http://i53.************/2sbsig3.jpg
Restauro del prospetto interno:
http://i54.************/2yuwxop.jpg
Altre immagini:
http://i55.************/2zroo48.jpg
http://i55.************/2lt68p4.jpg
http://i54.************/v5fhb5.jpg
http://i56.************/2f0d1tk.jpg
(segue)
Gioven September 12th, 2010, 12:52 PM RESTAURO (estratto dal sito dedicato al museo)
1 Recupero dei setti medioevali
Recupero dei setti medioevali perpendicolari alla Via S. Francesco mediante la loro liberazione dagli interventi estranei aggiunti sia orizzontali che verticali.
2 Proposta di un percorso museale
Proposta di un percorso museale lungo una lenta rampa porticata che, riprendendo virtualmente la presenza dell’antico porticato, realizzi una passeggiata d’accesso ai vari piani fino al salone del piano nobile parzialmente recuperato alla sua doppia altezza originale.
3 Creazione di un simulacro del loggiato
Creazione di un simulacro del loggiato documentato dalla iconografia storica che con la leggerezza delle strutture metalliche e la trasparenza dei parapetti e della copertura da un lato consenta la percezione dell’antica spazialità e dall’altro garantisca la lettura delle facciate e della loro forometria così come si presenta attualmente.
4 Elementi caratterizzanti l’intervento
1 Il “Salone”
La connotazione più caratterizzante del progetto è l’evocazione dell’antico salone quattrocentesco al piano nobile, documentato dalla famosa pianta del Cerato. Attualmente esso risulta soverchiato dagli speculativi interventi post settecenteschi che hanno portato all’ammezzamento dell’intero piano nobile, per raddoppiarne la superficie, e alla suddivisione in numerose proprioetà immobiliari servite dall’irrispettoso inserimento di diversi vani scale che hanno stravolto l’antico assetto storico dell’edificio.
Eliminate le superfetazioni delle scale, il progetto propone la contestuale lettura spaziale del salone originario con quella dell’assetto strutturale ottocentesco del quale vengono conservate le porzioni più significative dei solai e dei setti murari.
2 La facciata su via San Francesco
La composizione del prospetto principale, su via San Francesco, rimane uno dei problemi più difficili e delicati del progetto di restauro di tutto il complesso museale.
Anche qui le trasformazioni avvenute nelle varie epoche sono molteplici e, probabilmente, secondo le teorie più attuali sul restauro e/o sul ripristino dei manufatti, hanno tutte pari diritto di essere conservate.
La formazione del porticato neo-gotico; le strutture verticali e orizzontali interne dell’edificio, che interferiscono con l’apertura forzata delle vetrine-negozio nel sottoportico; il conseguente innalzamento di parte del solaio del mezzanino; la chiusura delle quattro grandi finestre di facciata che si aprivano in corrispondenza del salone a doppia altezza al 1° piano; la successiva apertura del doppio ordine di fori più piccoli a denunciare anche all’esterno l’avvenuta costruzione del solaio nuovo (“soler de novo”) al 2° piano; infine l’abbassamento del colmo della copertura che da tetto a capanna diviene a tre falde verso la chiesa di San Francesco, in conseguenza della distruzione delle due ultime capriate “palladiane” originali; sono tutti elementi delicati che interferiscono tra loro nella problematica conservazione del prospetto nord.
La perdita dei quattro grandi finestroni, nella composizione della facciata, è il prezzo più alto pagato dall’edificio nell’intervento ottocentesco.
D’altra parte la rievocazione della doppia altezza del salone è contraddittoria con il mantenimento del doppio ordine di piccole finestre in questo grande ambiente.
Si è ritenuto di rispettare la situazione della attuale forometria, affidando a leggeri trattamenti di superficie la segnalazione della memoria storica delle quattro grandi finestre di cui possediamo un preciso rilievo quotato e che sono ancor oggi leggibili in quanto murate con mattoni biancastri anziché rosati come il resto della parete.
Anche all’interno della grande sala la originaria presenza dei finestroni potrà venir richiamata da delicati interventi di arredo, a livello di tende formate da semplici pannelli tesi, di tessuto bianco trasparente.
3 La “casa del fornaio”
La “casa del fornaio”, punto di minor pregio del complesso museale, ha subìto negli anni, continuamente, trasformazioni ancora più invasive. Poichè è il primo manufatto che si incontra venendo dal centro, dovrà assumere notevole importanza, come “effetto soglia”, d’ingresso per alcune funzioni interattive tra città e museo, quali: il centro informatico, le sale conferenze, le esposizioni temporanee, nonchè la Biblioteca Pinali.
Per dare visibilità a tale significato la facciata della piccola costruzione verrà caratterizzata, nella assoluta conservazione del muro e della forometria esistente, da un intonaco di particolare raffinatezza materica.
Solai e strutture verticali, pur ricalcando fedelmente gli allineamenti planimetrici e altimetrici originari, dato il loro fatiscente stato attuale, saranno realizzati ex novo con tecniche costruttive contemporanee, mentre il manto di copertura sarà costituito, omogeneamente con gli edifici limitrofi, da coppi canali tradizionali.
4 Le sale di riunione
Un elemento edilizio di nuova costruzione alto un solo piano, che ospiterà due sale di riunione, andrà a sostituire alcuni volumi incongrui che occupano disordinatamente lo spazio pressoché vuoto esistente lungo il confine ovest del complesso.
5 Il Loggiato
Alcuni saggi scavati fino ad una profondità di un metro e cinquanta sotto l’attuale pavimento del cortile hanno messo a nudo la fondazione dell’antico loggiato, ora inesistente, confermandone inequivocabilmente la sua esistenza e la sua configurazione planimetrica.
A questo punto l’ impegno progettuale è stato indirizzato a perseguire i seguenti obiettivi.
Ricreare la spazialità interna dell’antico ospedale.
Evitare la riproduzione di qualsiasi modello stilistico del passato che in assenza di riscontri documentali non poteva che essere falsa e arbitraria.
Recuperare la funzione distributiva di collegamento delle quattro ali dell’ edificio che contornano il cortile.
Per raggiungere questi obiettivi viene proposto un “simulacro” di loggiato a doppia altezza che con la leggerezza delle sue strutture metalliche e la trasparenza dei parapetti e della copertura consenta: la percezione dell’antica spazialità del cortile interno; la lettura delle facciate e della loro attuale forometria ; ed infine la realizzazione di un percorso museale lungo una lenta rampa porticata che consenta l’accesso ai vari piani fino al salone del piano nobile.
6 Gli elementi costruttivi
Tutta l’opera di restauro del Complesso del Museo della Storia della Medicina e della Salute nell’ex Ospedale di San Francesco Grande, sarà al tempo stesso molto rispettosa delle strutture e dei materiali originali che verranno conservati con tutte le cure del caso e coerente con le tecnologie proprie dell’architettura contemporanea ove i nuovi interventi sono necessari per garantire l’ adeguamento funzionale del vecchio edificio alla destinazione museale. La scelta dei particolari costruttivi e materici sarà ricorrente in modo da proporre un chiaro linguaggio espressivo che consenta in qualsiasi momento una facile lettura delle diverse fasi storiche, ivi compresa quella attuale. Così come nel restauro degli elementi originari verrà denunciato il massimo rispetto delle tecnologie coeve così nei dettagli dei nuovi interventi verrà usato senza mistificazioni ed infingimenti l’acciaio e il vetro, secondo le tecnologie più attuali e avanzate.
Fotografie:
Alcune miei scatti sull’attuale situazione dei prospetti esterni su Via San Francesco.
Il contesto; nella prima immagine, sulla destra il cantiere del Museo, nella seconda immagine, la chiesa di San Francesco:
http://i53.************/2i0q4pu.jpg
http://i56.************/2c0gow.jpg
Il prospetto restaurato:
http://i53.************/24qrfcg.jpg
Il restauro del sottoportico neogotico:
http://i52.************/idy8ig.jpg
http://i55.************/2ahz2w4.jpg
La “casa del fornaio”:
http://i54.************/34s5r2u.jpg
La giunzione tra il prospetto dello Spedale e il portico della chiesa di San francesco:
http://i55.************/2db3qqf.jpg
Particolari delle finestre, con la soluzione adottata per
evidenziare i quattro finestroni originari:
http://i53.************/tajy9u.jpg
http://i54.************/23k89sg.jpg
Il portico della Chiesa di San Francesco, strettamente collegato a quello dell’ex-Ospedale:
http://i55.************/2w52jkh.jpg
Sulla destra, il prospetto dell’ex-Ospedale raccordato agli altri edifici del fronte strada tramite la cosiddetta “casa del fornaio”
http://i53.************/20sygdz.jpg
(segue)
Gioven September 12th, 2010, 12:59 PM ORGANIGRAMMA DEL MUSEO
1 Esposizioni permanenti:
La funzione di questo settore è quella di esporre la documentazione storico-documentale degli eventi, dei protagonisti, dei siti relativi alla teoria e alla pratica della scienza medica fuori e dentro l’Ateneo patavino attraverso un ragionato percorso espositivo che illustri i rarissimi materiali e reperti esistenti e/o delle loro riproduzioni, con l’ausilio di testi didascalici e strumenti audiovisivi.
2 Esposizioni temporanee:
Il settore museale ad esse dedicato potrà ospitare sia eventi espositivi specialistici che gruppi di pubblico specializzato interessato a partecipare a conferenze e a tavole rotonde.
Queste manifestazioni aperte ad una svariata e sempre mutevole categoria di pubblico e di enti organizzatori si attueranno attraverso esposizioni periodiche a soggetto su tematiche di attualità, su eventi, traguardi scientifici, ricerche in atto, materiali e tecnologie specialistiche applicate a medicina, chirurgia e alle tecniche diagnostiche in occasione dello svolgimento di convegni internazionali e nazionali organizzati periodicamente.
3 Biblioteca Pinali:
Al primo e secondo piano dell’ala Ovest, sopra alle Esposizioni permanenti, e per una superficie di 482 mq verrà ospitata la Biblioteca medica Pinali, patrimonio bibliografico di rarissimo valore. Essa sarà organizzata in due sezioni: l’ultimo piano sarà destinato alla custodia e alla conservazione protetta della rara collezione di libri antichi di medicina con saletta riservata e vigilata di consultazione degli studiosi internazionali; al piano primo invece troverà luogo quella sezione relativa alla produzione libraria dall’Ottocento in poi con sale di lettura, di consultazione e riproduzione
4 Attività di interscambio con il mondo esterno:
Per non affidare la vitalità di questo complesso solo ad una funzione meramente storico-contemplativa, confortati dalle varie iniziative museali moderne nel mondo, si è ritenuto destinare una parte dell’edificio, pari a mq 738 a funzioni di comunicazione, promozione e interazione attiva utilizzando tutti quegli strumenti di attrazione, di confort, di offerta di servizi e articoli che sollecitando ed amplificando l’interesse dei potenziali utenti attivi un circolo virtuoso e autodinamico di scambio tra il raggiungimento degli obiettivi strettamente culturali e il finanziamento del costo della loro gestione.
Se in realtà tutto il complesso è pensato con questo spirito, (anche nel settore dedicato alle esposizioni permanenti è previsto il funzionamento di un bar e di una cafeteria) le parti di edificio deputate in maniera specifica a questa importante funzione sono quelle cui si accederà dal lato destro dell’androne di ingresso del palazzo, esse avranno soprattutto un rapporto intenso e privilegiato con la Via S. Francesco e con tutto il portico che su di essa i nostri edifici prospettano. Infatti le attività che si svolgeranno tra il piano terra e gli ammezzati, (anche nella casetta priva di portico), tendono a ripristinare quella vitalità di comunicazione che gli edifici di un tempo offrivano tra le attività artigianali in essi ospitate e la vita della città che scorreva davanti ad esse.
In questi spazi troveranno posto ritrovi e centri di incontro e di scambio interattivo con il mondo esterno come cafeterie; librerie; emeroteche specialistiche; ambienti per esposizione e promozione di prodotti variamente legati alla sanità come quelli farmaceutici, quelli sanitari; centri di mappatura e monitoraggio delle strutture sanitarie; centri di informazione a servizio della popolazione sulla logistica sanitaria diretta e indiretta nel territorio e così via.
A l e x September 14th, 2010, 06:28 PM Grazie Gioven. Uno dei cantieri di più lunga gestazione della città.
La chiesa di San Francesco è molto bella dentro, e i suoi portici caratterizzano tutta la via.
Rimango perplesso per la sistemazione della facciata del museo.
Era proprio necessario quel rosa con gli intarsi neri? Ha qualche significato particolare dal punto di vista storico?
Gioven September 14th, 2010, 08:00 PM Sulla lunga gestazione hai perfettamente ragione, mi pare che il cantiere fosse stato avviato nel 2004 con ultimazione dei lavori prevista nel 2007.
Purtroppo non sono riuscito a trovare alcuna documantazione sullo stato della facciata dell'Ospedale antecedenti il restauro, nemmeno uno straccio di foto.
Però ricordo bene che si presentava priva di intonaco, tanto da sembrare una prosecuzione quasi diroccata del portico della chiesa.
I negozi al piano terra giacevano nel più completo abbandono con le serrande abbassate completamente arrugginite.
Stupisce anche me ritrovare un edificio completamente intonacato e di quel colore, ma nel sito del museo non si riscontra alcuna notizia in merito alla soluzione adottata.
Quegli inserti neri invece credo siano i richiami ai 4 vecchi finestroni esistenti, poi persi nei vari rifacimenti.
La soluzione adottata lascia anche me perplesso, ma mi riservo di sospendere il giudizio fino all'ultimazione dei lavori.
Certo se potessimo vedere la chiesa restaurata nello splendore del suo porticato, senza quei muretti ahimè necessari al suo consolidamento ma inesistenti fino alla metà degli anni ottanta, magari avremmo una percezione diversa di tutto quel bel pezzo di strada.
Il porticato della chiesa nel suo stato originario
http://i51.************/4lpsa9.jpg
A l e x September 15th, 2010, 01:02 PM ^^
Non sapevo nulla dei muretti. Fa un effetto strano vedere le colonne libere in quel punto.
Ad ogni modo questi non mi dispiacciono, e la sera è sempre pieno di coppiette e gruppetti di ragazzi seduti lì.
Sarebbe piuttosto ora che riaprissero il portico nella sua continuità, quel cantiere dà un'aria di precarietà a tutta la via. Il che è un peccato, perché via San Francesco è una delle più belle e autentiche di tutto il centro storico.
Purtroppo è anche molto lasciata a se stessa.
Gioven September 15th, 2010, 02:51 PM Era proprio necessario quel rosa con gli intarsi neri? Ha qualche significato particolare dal punto di vista storico?
Forse questo potrebbe fornire una spiegazione (foto tratta dal sito del museo)
http://i53.************/23m1xck.jpg
e, inoltre,
2 La facciata su via San Francesco
La composizione del prospetto principale, su via San Francesco, rimane uno dei problemi più difficili e delicati del progetto di restauro di tutto il complesso museale.
.......................................................
Si è ritenuto di rispettare la situazione della attuale forometria, affidando a leggeri trattamenti di superficie la segnalazione della memoria storica delle quattro grandi finestre di cui possediamo un preciso rilievo quotato e che sono ancor oggi leggibili in quanto murate con mattoni biancastri anziché rosati come il resto della parete.
Anche all’interno della grande sala la originaria presenza dei finestroni potrà venir richiamata da delicati interventi di arredo, a livello di tende formate da semplici pannelli tesi, di tessuto bianco trasparente
La scelta dell'intonaco rosa quindi potrebbe richiamare una situazione originaria, come ben evidente dalla foto inserita in questo post e, comunque, rifarsi al colore rosato dei mattoni. Magari si è dovuto reintonacare perché non si poteva fare altrimenti, scegliendo il colore visibile ora.
Gioven September 15th, 2010, 02:58 PM ^^
Non sapevo nulla dei muretti. Fa un effetto strano vedere le colonne libere in quel punto.
Ad ogni modo questi non mi dispiacciono, e la sera è sempre pieno di coppiette e gruppetti di ragazzi seduti lì.
Sarebbe piuttosto ora che riaprissero il portico nella sua continuità, quel cantiere dà un'aria di precarietà a tutta la via. Il che è un peccato, perché via San Francesco è una delle più belle e autentiche di tutto il centro storico.
Purtroppo è anche molto lasciata a se stessa.
Concordo, come d'altronde ho già detto nel post di apertura.
A volte mi immagino la via perfettamente rimessa a posto, vivacizzata dalla presenza di banchetti per la vendita dei libri sotto il porticato della chiesa e di qualche locale dove magari recarsi ad ascoltare della musica.
Tzaziky September 15th, 2010, 11:49 PM M limito ad un laconico: era ora..
Ecco perchè noi Italiani odierni siamo un esempio di fanfaroneria assoluto..
Padova:
- La prima (o quasi) città al mondo ad istituire un'università
- La prima città al mondo ad istituire un orto botanico
- La prima città al mondo che ha accolto scoperte quali: l'anatomia (Vesalio), la circolazione sanguigna (William Harvey), La riproduzione femminile ( D'Acqupendente,Falloppio), L'anatomia patologica (Morgagni, Ramazzini).
- La prima città al mondo ad avere accolto uno dei padri della scienza moderna (Galileo)
- E tanto altro..
Insomma, anche chi non è del mestiere dovrà ammettere che non sono robette da poco.. eppure tutto è stato ben dimenticato; ditemi in città, in Italia e nel mondo se c'è almeno qualcuno, non della materia, che sa queste cose..
- Avete per caso mai visto per Padova un monumento commemorativo a Galileo & Co?
- Un museo della storia della medicina serio e centrale dove si possono ammirare le centinaia di libri antichi che attestano le scoperte avvenute a Padova (ItaGlia)??
- Un orto botanico ben tenuto, ampliato e visitato??
- Un'università all'avanguardia nel mondo che fa concorrenza ad Oxford, Cambridge o Harvard (ma anche Tor Vergata:lol:)?
- Un ospedale all'avanguardia nella ricerca in Italia e nel mondo?
- Una facoltà (e per facoltà intendo Sede) di medicina??
A Padova non c'è niente di tutto questo.
All'estero un 'cretino' che ha scoperto la gravità con una mela che cadeva ha fatto di Cambridge una delle università più famose e prestigiose al mondo, e gli Inglesi sono ancora là a tirarsela...per non parlare degli USA.
Questo è l'ennesimo esempio della nostra fanfaronagine Italiota.. Qua gente non si tratta di non saper valorizzare il nostro patrimonio, si tratta proprio di sputare nel piatto dove si mangia. Scusate lo sfogo OT.
Per rimanere IT.. la nuova sede a S.Francesco per il museo di medicina e per i libri della Pinali antica comunque mi pare un'ottima scelta, bisognerà però vedere come e da chi sarà gestita (sperando non sia gestita dall' 'organizzatissima' Università Patacchina)..
Tuttavia dati gli antefatti storici (vedi sopra), dopo tutte le peripezie che sono occorse per fargli vedere la luce e dopo aver visto gli intonaci non mi aspetto nulla di buono..:ohno:
Gioven September 16th, 2010, 12:22 AM Tzaziki, prima di tutto non darei a Padova primati che non ha.... quella della prima università al mondo (è del 1222); potremmo dire che è la più antica d'Italia dopo Bologna; per quanto riguarda l'Orto Botanico, per amore di precisone è necessario far notare che si tratta del più antico nella sua posizione ORIGINALE, altrimenti quello di Pisa lo precede mi pare di 1 o 2 anni.
Che si stia arrivando ad una conclusione dei lavori mi fa tirare un sospiro di sollievo, ricordo che già tre anni fa qui nel forum mi interrogavo sul destino di quel cantiere completamente bloccato, sul quale nessuna istituzione padovana sapeva o voleva dare spiegazioni.
Al di là dell'intonaco che può sembrare azzardato (ma poi interverrà il tempo a smorzarne i toni, semmai mi lasciano perplesso gli inserti neri), non vedo perchè questo debba per forza far presagire un'organizzazione museale scadente.
Stiamo a vedere, io sono molto curioso di poter apprezzare il risultato finale.
Vorrei aggiungere che, purtroppo , la scarsa fama di Padova riguardo al suo ruolo fondamentale nella nascita e sviluppo della scienza moderna va a braccetto con la poca conoscenza, da parte del grande pubblico, dei capolavori artistici di livello assoluto accolti da secoli tra le mura cittadine, .
Del resto, per tornare a parale di istituzioni scientifiche, basti vedere com'è tenuto il Cortile Antico del Bo, bellissimo chiostro laico rinascimentale: a parte gli stemmi recentemente restaurati, da schifo. E' vergognoso che lo stesso ateneo non provveda alla perfetta cura e manutenzione del palazzo simbolo del proprio prestigio, o che non ci sia qualche altra istituzione padovana che se ne prenda a cuore la sorte.
A l e x September 16th, 2010, 03:49 AM E' vergognoso che lo stesso ateneo non provveda alla perfetta cura e manutenzione del palazzo simbolo del proprio prestigio, o che non ci sia qualche altra istituzione padovana che se ne prenda a cuore la sorte.
Spero solo che inizino dopo che mi sono laureato, altrimenti mi sbattono in qualche stanzina anonima a discuter la tesi :D
A parte gli scherzi, al Bo stanno gradualmente restaurando tutti i cortili. Dopo quello della Minerva (di recentissima conclusione) stanno attaccando i "portici", le aree sotto le strutture a ponte tra un cortile e l'altro. Il prossimo sarà il cortile delle meridiale o quello antico, in quest'ultima ipotesi presumo si tratterà di un lavoro particolarmente lungo, basti pensare alla quantità di fregi che vi si trovano. Io lo vedrei bene con una copertura di vetro, a mò di piazza interna. Ma forse esagero.
Gioven September 16th, 2010, 09:23 AM Spero solo che inizino dopo che mi sono laureato, altrimenti mi sbattono in qualche stanzina anonima a discuter la tesi :D
A parte gli scherzi, al Bo stanno gradualmente restaurando tutti i cortili. Dopo quello della Minerva (di recentissima conclusione) stanno attaccando i "portici", le aree sotto le strutture a ponte tra un cortile e l'altro. Il prossimo sarà il cortile delle meridiale o quello antico, in quest'ultima ipotesi presumo si tratterà di un lavoro particolarmente lungo, basti pensare alla quantità di fregi che vi si trovano. Io lo vedrei bene con una copertura di vetro, a mò di piazza interna. Ma forse esagero.
Bella notizia, è quello a cui mi riferivo.
Magari potresti monitorare la situazione per nostro conto ;)
In bocca al lupo per la tesi!
Tzaziky September 16th, 2010, 09:44 AM Tzaziki, prima di tutto non darei a Padova primati che non ha.... quella della prima università al mondo (è del 1222); potremmo dire che è la più antica d'Italia dopo Bologna; per quanto riguarda l'Orto Botanico, per amore di precisone è necessario far notare che si tratta del più antico nella sua posizione ORIGINALE, altrimenti quello di Pisa lo precede mi pare di 1 o 2 anni.
Che si stia arrivando ad una conclusione dei lavori mi fa tirare un sospiro di sollievo, ricordo che già tre anni fa qui nel forum mi interrogavo sul destino di quel cantiere completamente bloccato, sul quale nessuna istituzione padovana sapeva o voleva dare spiegazioni.
Al di là dell'intonaco che può sembrare azzardato (ma poi interverrà il tempo a smorzarne i toni, semmai mi lasciano perplesso gli inserti neri), non vedo perchè questo debba per forza far presagire un'organizzazione museale scadente.
Stiamo a vedere, io sono molto curioso di poter apprezzare il risultato finale.
Vorrei aggiungere che, purtroppo , la scarsa fama di Padova riguardo al suo ruolo fondamentale nella nascita e sviluppo della scienza moderna va a braccetto con la poca conoscenza, da parte del grande pubblico, dei capolavori artistici di livello assoluto accolti da secoli tra le mura cittadine, .
Del resto, per tornare a parale di istituzioni scientifiche, basti vedere com'è tenuto il Cortile Antico del Bo, bellissimo chiostro laico rinascimentale: a parte gli stemmi recentemente restaurati, da schifo. E' vergognoso che lo stesso ateneo non provveda alla perfetta cura e manutenzione del palazzo simbolo del proprio prestigio, o che non ci sia qualche altra istituzione padovana che se ne prenda a cuore la sorte.
Beh se vogliamo parlare di Bologna, prima università al mondo per fondazione, potremmmo fare le medesime considerazioni in termini di prestigio e gestione universitaria odierna della benemertia Università Patacchina: uno schifo.
Resta di fatto che Padova ha dei meriti superiori a quella di Bologna in quanto a scoperte scientifiche..scoperte che nessuno o pochi conoscono essere avvenute proprio a Padova:
- D'acquapendente ha fondato l'embriologia a Padova cazzo..mica a Boston o alla Sorbonne.
- Harvey l'inglese ha scoperto la fisiologia della circolazione sanguigna a Padova (rifacendosi ad osservazioni di D'acquapendente) cazzo, mica a Bologna, Cambridge od Oxford..
- Vesalio ha pubblicato il primo trattato di anatomia umana studiando a Padova, cazzo.
- L'anatomia patologica è stata fondata a Padova da Morgagni, mica a Canicattì cazzo..
- La medicina del lavoro è stata fondata a Padova da Ramazzini mica a Eaton o Harvard cazzo..
- Galileo, ha fatto le sue più straordinarie scoperte a Padova..
(Ovviamente tutto è stato possibile grazie al patrocinio e al Placet della Serenissima.. :D)
Insomma motivi di vanto da parte della Patacchina universitas e dei Padovani ce ne sono, ma ahimè tutto è stato gettato nel dimenticatoio. Non un museo, uno spazio commemorativo dedicato alle scoperte padovane da parte del comune o dell'Università.
Il monumento alle torri gemelle o il ponte dedicato a Darwin però.. quello si che è figo. Ma per favore..:ohno:
Per quanto riguarda l'orto.. beh è il più antico orto botanico universitario del mondo ancora esistente di fatto, dato che Pisa ha cambiato sede più volte. Inoltre a differenza di Pisa è patrimonio Unesco, con queste motivazioni: "L'Orto botanico di Padova è all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia."
Ora non voglio polemizzare uletriormente, tuttavia qualche motivo di tenerlo a lucido e in bella mostra ci sarà, data la sua enorme rilevanza storica e culturale... Invece niente, nulla, nisba, nada.
La settimana scorsa ci sono stato, perchè è un posto che amo e con mio rammarico è tutto sgarruppato e ci sono ancora le didascalie delle piante anni '70 con errori di battitura.. Ho detto tutto.
Per quanto riguarda il museo della medicina, spero vivamente che riesca ad essere un qualcosa di serio... i pezzi d'autore ci sono,tra tutti spicca il primo trattato di anatomia umana al mondo del Vesalio "De humani corporis fabrica", nonchè numerosissimi libri originali degli autori sopra citati.
La rilevanza di quei libri è inestimabile, qualsiasi medico, anche straniero, anche proveniente dai tanto avanzati USA davanti a tali opere per lo meno si piscerebbe in braga dall'emozione.. altro che Grey's Anatomy:lol:
Eppure da noi chi le conosce??? Chi ha accesso alla sezione antica della Pinali?? Ve lo dico io.. Nessuno.
Questo è uno scandalo. Questo è masochismo. Questa è cultura negata.. il bello è che sono tutte cose di proprietà dell'Univeristà di Padova, l'istituzione che dovrebbe promuoverle. :ohno:
A l e x September 16th, 2010, 09:53 AM Beh, non è vero che Galileo sia propriamente sconosciuto. Oltre all'omonima scuola, al premio scientifico, alla cattedra, alla mostra e alle varie targhe in giro per la città ci sono almeno due monumenti, uno nel cortile nuovo del Bo e uno prospiciente l'ingresso del dipartimento di Fisica.
Per quanto riguarda il resto hai ragione, sicuramente la medicina a Padova deve alcune scoperte molto importanti, e infatti nel museo che stanno preparando di certo non mancherebbe il materiale.
A l e x September 16th, 2010, 09:57 AM Bella notizia, è quello a cui mi riferivo.
Magari potresti monitorare la situazione per nostro conto ;)
In bocca al lupo per la tesi!
Lo farò sicuramente. In fondo ci passo quasi più tempo in quel posto che a casa ultimamente. Il problema grosso, per quanto riguarda il Bo, non è comunque l'aspetto esteriore, ma l'interno, indegno di un'università a nord del Mediterraneo.
(Per la tesi manca ancora un bel po', ma crepi comunque il lupo. :D)
Tzaziky September 16th, 2010, 10:01 AM Beh, non è vero che Galileo sia propriamente sconosciuto. Oltre all'omonima scuola, al premio scientifico, alla cattedra, alla mostra e alle varie targhe in giro per la città ci sono almeno due monumenti, uno nel cortile nuovo del Bo e uno prospiciente l'ingresso del dipartimento di Fisica.
Per quanto riguarda il resto hai ragione, sicuramente la medicina a Padova deve alcune scoperte molto importanti, e infatti nel museo che stanno preparando di certo non mancherebbe il materiale.
Non parlo di targhe commemorative, busti premi o cazzatine universitarie che spesso passano inosservate ai più.. parlo di un bel monumento/museo in zona centrale o semicentrale BEN visibile, che testimoni la storia passata per Padova.
E poi cazzo.. quel cavalcavia proprio a Darwin dovevano intitolarlo??? Proprio non mi va giù..
Tzaziky September 16th, 2010, 10:06 AM Lo farò sicuramente. In fondo ci passo quasi più tempo in quel posto che a casa ultimamente. Il problema grosso, per quanto riguarda il Bo, non è comunque l'aspetto esteriore, ma l'interno, indegno di un'università a nord del Mediterraneo.
(Per la tesi manca ancora un bel po', ma crepi comunque il lupo. :D)
Sinceramente se hanno ristrutturato qualcosa al Bo proprio non l'ho notato.. ma che lavori avrebbero fatto di grazia??
Gioven September 16th, 2010, 10:37 AM Non parlo di targhe commemorative, busti premi o cazzatine universitarie che spesso passano inosservate ai più.. parlo di un bel monumento/museo in zona centrale o semicentrale BEN visibile, che testimoni la storia passata per Padova.
E poi cazzo.. quel cavalcavia proprio a Darwin dovevano intitolarlo??? Proprio non mi va giù..
La stele di Pomodoro dedicata a Galileo era stata concepita per essere collocata tra Municipio e Bo, ed in effetti lì è rimasta per gran parte degli anni '90, monumento visibilissimo nel punto più rappresentativo della città.
Poi a Sgarbi, consulente della giunta Destro, la scultura non piaceva, e quindi fu spostata all'interno del Bo.
In quanto agli spazi museali... in zona centrale ormai ce ne sono diversi, lo stesso Museo della Storia della Medicina in Via San Francesco è in posizione centralisima a due passi dal Bo, non lontano dall'Orto Botanico, direi che non è male per offrire ad un visitatore la possibilità di raggiungere con una comoda passeggiata tutti i punti di maggior interesse riguardanti la storia della scuola medica padovana.
Gioven September 16th, 2010, 10:43 AM Lo farò sicuramente. In fondo ci passo quasi più tempo in quel posto che a casa ultimamente. Il problema grosso, per quanto riguarda il Bo, non è comunque l'aspetto esteriore, ma l'interno, indegno di un'università a nord del Mediterraneo.
(Per la tesi manca ancora un bel po', ma crepi comunque il lupo. :D)
Purtroppo il patrimonio edilizio dell'Università di Padova è enorme, ci sono interi palazzi del centro storico di Padova, a volte anche molto belli, che giacciono nel più completo abbandono.
Mi viene da pensare, ad esempio, a Palazzo Maldura, oppure alle sedi universitarie di Via del Santo, tenute da far schifo, solo per citarne qualcuno.
Il Vichingo September 16th, 2010, 11:55 AM Studio medicina alla Seconda Università di Napoli (che ha un museo di anatomia, ovviamente difficilmente visitabile) e vi dico che il valore di Padova e degli studiosi da voi nominati è conosciuto, sopratutto in campo anatomico.
Sono contento che ci sia l' intenzione di creare un percorso museale sulla storia della medicina a Padova. In Italia abbiamo ospedali storici che hanno un notevole rilievo culturale e che troppo spesso si vedono nel degrado (specie se affrescati)
Gioven September 16th, 2010, 12:02 PM Studio medicina alla Seconda Università di Napoli (che ha un museo di anatomia, ovviamente difficilmente visitabile) e vi dico che il valore di Padova e degli studiosi da voi nominati è conosciuto, sopratutto in campo anatomico.
Sono contento che ci sia l' intenzione di creare un percorso museale sulla storia della medicina a Padova. In Italia abbiamo ospedali storici che hanno un notevole rilievo culturale e che troppo spesso si vedono nel degrado (specie se affrescati)
Grazie! :cheers:
Tzaziky September 16th, 2010, 12:45 PM La stele di Pomodoro dedicata a Galileo era stata concepita per essere collocata tra Municipio e Bo, ed in effetti lì è rimasta per gran parte degli anni '90, monumento visibilissimo nel punto più rappresentativo della città.
Poi a Sgarbi, consulente della giunta Destro, la scultura non piaceva, e quindi fu spostata all'interno del Bo.
In quanto agli spazi museali... in zona centrale ormai ce ne sono diversi, lo stesso Museo della Storia della Medicina in Via San Francesco è in posizione centralisima a due passi dal Bo, non lontano dall'Orto Botanico, direi che non è male per offrire ad un visitatore la possibilità di raggiungere con una comoda passeggiata tutti i punti di maggior interesse riguardanti la storia della scuola medica padovana.
Vedremo Gioven, vedremo.. Devo ammettere che la sede della Pinali nuova è stata ben ristrutturata e rifinita. Purtroppo lo spazio è poco per tutti gli studenti di medicina e la gestione è pessima.
Sono curioso di vedere come organizano il museo.. potenzialmente potrebbe venire fuori un'ottima cosa in quanto la sede è centrale, lo spazio espositivo in preparazione è ottimo, così come la collezione da esporre.
Tuttavia anche qua tutto dipenderà dalla gestione e dalla visibilità che gli si vuol dare..
Gioven September 16th, 2010, 02:08 PM Vedremo Gioven, vedremo.. Devo ammettere che la sede della Pinali nuova è stata ben ristrutturata e rifinita. Purtroppo lo spazio è poco per tutti gli studenti di medicina e la gestione è pessima.
Sono curioso di vedere come organizano il museo.. potenzialmente potrebbe venire fuori un'ottima cosa in quanto la sede è centrale, lo spazio espositivo in preparazione è ottimo, così come la collezione da esporre.
Tuttavia anche qua tutto dipenderà dalla gestione e dalla visibilità che gli si vuol dare..
Ma la Pinali attualemnte dove si trova?
A l e x September 16th, 2010, 03:07 PM Sinceramente se hanno ristrutturato qualcosa al Bo proprio non l'ho notato.. ma che lavori avrebbero fatto di grazia??
L'anno scorso hanno concluso il restauro del cortile che si vede in secondo piano nella foto, detto della Minerva. Ora stanno restaurando il portico centrale e quello laterale, che si intravede in fondo sulla sinistra.
Aspetto di vedere se seguirà il cortile delle meridiane oppure il cortile antico.
foto di xiquinhosilva (http://www.flickr.com/photos/xiquinho/) da flickr (http://www.flickr.com/photos/xiquinho/)
http://farm4.static.flickr.com/3622/3448876133_0986fd7ccf_o.jpg
A l e x September 16th, 2010, 03:09 PM Ma la Pinali attualemnte dove si trova?
Fa parte del complesso dell'ospedale civile.
E l'edificio al centro della foto, di fianco al parcheggio.
A l e x September 16th, 2010, 03:21 PM Non dimentichiamoci che all'inizio di via S. Francesco c'è Palazzo Zabarella, sede delle mostre di tutto rispetto. E lì di fianco ci sono la tomba di Antenore e il ponte romano. Oltre al Bo stesso, che da solo attira un numero significativo di turisti nel corso dell'anno.
Quoto su palazzo Maldura e sulle sedi di via del Santo, ma a ben vedere negli ultimi anni di restauri e riqualificazioni di stabili dell'Università ce ne sono state parecchi. L'anno scorso si è restaurata la facciata e il salone del Liviano, attualmente stanno sistemando il polo di Chimica in via Marzolo, in tempi recenti si è messo mano a Statistica in via S. Biagio, e ve ne sono sicuramente altri.
Di certo se chiudessero un po' di quelle costosissime e inutili sedi distaccate (Chioggia, Vicenza, Rovigo...) qualche soldo in più l'avrebbero a disposizione.
Gioven September 17th, 2010, 02:29 PM Non dimentichiamoci che all'inizio di via S. Francesco c'è Palazzo Zabarella, sede delle mostre di tutto rispetto. E lì di fianco ci sono la tomba di Antenore e il ponte romano. Oltre al Bo stesso, che da solo attira un numero significativo di turisti nel corso dell'anno.
Quoto su palazzo Maldura e sulle sedi di via del Santo, ma a ben vedere negli ultimi anni di restauri e riqualificazioni di stabili dell'Università ce ne sono state parecchi. L'anno scorso si è restaurata la facciata e il salone del Liviano, attualmente stanno sistemando il polo di Chimica in via Marzolo, in tempi recenti si è messo mano a Statistica in via S. Biagio, e ve ne sono sicuramente altri.
Di certo se chiudessero un po' di quelle costosissime e inutili sedi distaccate (Chioggia, Vicenza, Rovigo...) qualche soldo in più l'avrebbero a disposizione.
La proliferazione delle sedi accontenta solo il desiderio di prestigio di qualche cittadina... come se bastasse il distaccamento di qualche corso di laurea a farne una vera città universitaria.
Che poi, quale bacino d'utenza potrà mai avere una sede univeristaria a Rovigo, schiacciata com'è tra Venezia, Padova e Verona da una parte, Ferrara e Bologna dall'altra?
R1188BS September 25th, 2010, 01:55 PM Non dimentichiamoci che all'inizio di via S. Francesco c'è Palazzo Zabarella, sede delle mostre di tutto rispetto. E lì di fianco ci sono la tomba di Antenore e il ponte romano. Oltre al Bo stesso, che da solo attira un numero significativo di turisti nel corso dell'anno.
Quoto su palazzo Maldura e sulle sedi di via del Santo, ma a ben vedere negli ultimi anni di restauri e riqualificazioni di stabili dell'Università ce ne sono state parecchi. L'anno scorso si è restaurata la facciata e il salone del Liviano, attualmente stanno sistemando il polo di Chimica in via Marzolo, in tempi recenti si è messo mano a Statistica in via S. Biagio, e ve ne sono sicuramente altri.
Di certo se chiudessero un po' di quelle costosissime e inutili sedi distaccate (Chioggia, Vicenza, Rovigo...) qualche soldo in più l'avrebbero a disposizione.
Gli affreschi dell'altrio del liviano non sono stati restaurati, solo due piccole parti sono state "semi-restaurate"
Il liviano è solo stato restaurato all'esterno, purtroppo ogni due o tre settimane viene "graffitato" per bene... :(
ricpast April 28th, 2011, 11:29 PM Pd all'attacco sul
museo della medicina
29/03/2011 10:34
Non si placano le polemiche dopo le clamorose dimissioni di Vittorio Casarin da presidente della Fondazione Museo della Medicina. “Sono anni che la Provincia di Padova promette l’inaugurazione del Museo della Medicina: adesso i lavori di ristrutturazione sono terminati e il Palazzo e’ di fatto una scatola vuota, priva di risorse e priva di destinazione. A questo si aggiungono le dimissioni di Vittorio Casarin: un fulmine a ciel sereno, non riusciamo davvero a capire come mai si sia fatto da parte dopo che molti anni si era dedicato alla realizzazione di questo progetto. - a portare alla luce le difficolta’ della Provincia di Padova, ente capofila della Fondazione e’ Paolo Giacon, consigliere provinciale del Partito Democratico.
“Sono personalmente dispiaciuto che Casarin abbia gettato la spugna e non vorrei che sia rimasto vittima di un gioco di correnti e di potere tutto interno al PdL. In questo caso non potremmo che inviargli la nostra piu’ completa solidarieta’. Adesso il presidente Barbara Degani deve assumersi tutte le sue responsabilita’ e deve fare immediatamente chiarezza su risorse, tempi e volonta’ politica di chiudere questo progetto con l’allestimento e l’apertura effettiva del Museo”.
Il Consigliere democratico non si limita solo a polemizzare e chiedere chiarezza ma detta l’Agenda all’Amministrazione Provinciale: ”Attulmente –spiega Giacon – la Fondazione e’ priva delle risorse per l’allestimento. Il Comune di Padova ha stanziato 40.000 euro, mentre la Regione Veneto 50.000. Ma per allestire il Museo servono centinaia di migliaia di euro. A questo punto riteniamo indispensabile che intervenga con un contributo straordinario il neo ministro della cultura Giancarlo Galan che sicuramente conosce bene il valore dell’opera ed il ruolo della citta’ di Padova e del suo Ateneo nella storia della Medicina.”
“Vi e’ inoltre la questione degli spazi didattici e per la convegnistica che deve essere risolto il prima possibile. – prosegue il consigliere democratico - Con i fondi dell’utilizzo di queste sale infatti sara’ possibile coprire parte dei costi gestionali del futuro museo. E’ necessario discutere e condividere il business plan elaborato dalla Fondazione, e a questo proposito il presidente Degani in tempi brevissimi deve farsi carico di una sintesi e di un progetto condiviso. Non e’ possibile – conclude Giacon – che uno spazio cosi’ prestigioso rimanga vuoto ed inutilizzato. “
Cori April 29th, 2011, 12:09 AM A questo punto riteniamo indispensabile che intervenga con un contributo straordinario il neo ministro della cultura Giancarlo Galan che sicuramente conosce bene il valore dell’opera ed il ruolo della citta’ di Padova e del suo Ateneo nella storia della Medicina.”
:lol::lol::lol:
Il PD all'attacco e si attacca a Galan?! Ma che pagliacci!:lol:
Cori April 29th, 2011, 12:22 AM Sulla lunga gestazione hai perfettamente ragione, mi pare che il cantiere fosse stato avviato nel 2004 con ultimazione dei lavori prevista nel 2007.
Purtroppo non sono riuscito a trovare alcuna documantazione sullo stato della facciata dell'Ospedale antecedenti il restauro, nemmeno uno straccio di foto.
Però ricordo bene che si presentava priva di intonaco, tanto da sembrare una prosecuzione quasi diroccata del portico della chiesa.
I negozi al piano terra giacevano nel più completo abbandono con le serrande abbassate completamente arrugginite.
Stupisce anche me ritrovare un edificio completamente intonacato e di quel colore, ma nel sito del museo non si riscontra alcuna notizia in merito alla soluzione adottata.
Quegli inserti neri invece credo siano i richiami ai 4 vecchi finestroni esistenti, poi persi nei vari rifacimenti.
La soluzione adottata lascia anche me perplesso, ma mi riservo di sospendere il giudizio fino all'ultimazione dei lavori.
Certo se potessimo vedere la chiesa restaurata nello splendore del suo porticato, senza quei muretti ahimè necessari al suo consolidamento ma inesistenti fino alla metà degli anni ottanta, magari avremmo una percezione diversa di tutto quel bel pezzo di strada.
Il porticato della chiesa nel suo stato originario
http://i51.************/4lpsa9.jpg
I muretti sono stati messi per paura di crolli nel 1995. Così come la travatura di metallo al posto del legno marcito dal guano dei piccioni. Le serrande abbassate per una quindicina d'anni contenevano i negozi di tessuti ed un bar,mentre la vecchia drogheria boscaro ha fatto posto ad un palazzetto posticcio con vetrate nero pece. Non originali in nessun documento. E' impossibile visto che si trattava del granaio degli Zabarella poi,degli Obizzi prima ideatori,finanziatori e costruttori assieme ai Cornèr dell'ospedale degli innocenti a fianco la chiesa di S.Francesco,nata dalle porcherie degli Scrovegni.
Il lavoro sebbene discutibile (lo trovo un pelo pacchiano) è fatto con criterio,i dolori arriveranno con la terribile umidità della zona.
Se lo restauravano come palazzo Polcastro jera mejo....
ricpast April 29th, 2011, 11:49 PM :lol::lol::lol:
Il PD all'attacco e si attacca a Galan?! Ma che pagliacci!:lol:
rispondi nel merito semmai.
altrimenti qualcuno potrebbe iniziare a pensare che sei schierato politicamente...
:lol::lol::lol::lol:
perchè....tu...non sei schierato...vero?
:lol::lol::lol::lol:
Io leggo da sempre, non solo nell'articolo da me postato, che la Provincia ha una competenza determinante nel completamento e apertra del museo. E' così o no?
Se è così, allora è giusto che la provincia ne risponda.
E' vero che i lavori sono di fatto terminati o no?
perchè il mueseo allora non apre?
Tu, cori, sei in grado di rispondere nel merito.
Ripeto: nel merito.
Non mettermi i soliti 10 link che non c'entrano un kaiser, grazie.
Gioven April 30th, 2011, 04:03 PM Ragazzi, evitate di rovinare il thread con discussioni di carattere politico, grazie.
A l e x May 2nd, 2011, 05:38 PM :(
Speravo ci fossero aggiornamenti...
Cori May 2nd, 2011, 06:23 PM rispondi nel merito semmai.
altrimenti qualcuno potrebbe iniziare a pensare che sei schierato politicamente...
:lol::lol::lol::lol:
perchè....tu...non sei schierato...vero?
:lol::lol::lol::lol:
Io leggo da sempre, non solo nell'articolo da me postato, che la Provincia ha una competenza determinante nel completamento e apertra del museo. E' così o no?
Se è così, allora è giusto che la provincia ne risponda.
E' vero che i lavori sono di fatto terminati o no?
perchè il mueseo allora non apre?
Tu, cori, sei in grado di rispondere nel merito.
Ripeto: nel merito.
Non mettermi i soliti 10 link che non c'entrano un kaiser, grazie.
La Provincia ha messo in copartecipazione il danè.La provincia non ha la competenza vincolante.Il restauro,si può dire concluso. Non lo aprono per cambio di gestione. Non lo aprono per ovvie speculazioni. Questa è la stitica risposta di merito.
Ero schierato,ora non credo che la politica locale come quella nazionale possa rappresentare qualcuno e per converso rappresentarmi. Tu piuttosto amico del PD,cosa ne pensi nel merito? Non ho ancora ricevuto alcuna risposta nemmeno da te. E pensare che su molte cose mi trovo in accordo proprio con te. Pensa te. :okay:
Edito Ricpast,i pagliacci sono sia quelli del PD che del PDL. Galan è un uomo che mi manda di traverso la minestra. Se hai capito male,mi scuso io,perchè ho omesso stavolta non volontariamente su dove porre l'accento circense. Galan alla cultura è come premiare LaRussa nobel per la pace.
Cori May 2nd, 2011, 06:28 PM :(
Speravo ci fossero aggiornamenti...
Quando si leverà Zaccaria avrai gli aggiornamenti :okay:
Sonic from Padova May 3rd, 2011, 09:33 AM quando inaugurano sto cosetto?
Il Vichingo September 3rd, 2011, 08:20 PM ci sono novità sui lavori?
A l e x September 4th, 2011, 04:55 PM Ricognizione visiva di un mese fa: no.
R1188BS September 5th, 2011, 11:05 PM passato di li oggi.. niente di nuovo
ricpast December 14th, 2011, 02:26 PM Museo della Medicina, lavori a rilento: spuntano i reperti
Dal cantiere di via San Francesco riaffiora l’ospedale del ’400. Si profila una gara per affidare ai privati la gestione
PADOVA. Reperti tutelati dalla Soprintendenza, sepolture e pavimentazione. L’ospedale del ’400 «rispunta» nel cantiere di via San Francesco. Slitta inevitabilmente l’apertura del Museo della Medicina, impegno assunto il 19 settembre 2001 nell’accordo di programma firmato da Regione, Provincia, Comune, Università, Azienda ospedaliera e Usl 16.
LAVORI. Scattati nell’estate 2008 (e affidati a Prerao Costruzioni Srl di Codevigo e Sicer Impianti Srl di Rubano) hanno comportato oltre 7 milioni di euro per il recupero del complesso. L’edificio destinato a Museo è stato ristrutturato per complessivi 2500 metri quadri. Collaudo effettuato l’agosto scorso.
Restava da sistemare l’area esterna dove sorgeva l’antico ospedale di San Francesco Grande: altri 800 mila euro di lavori affidati a City Design Spa di Ormelle. Il contratto prevedeva 120 giorni di cantiere. Ma lo scavo ha restituito piccoli e grandi tesori.
SOVRINTENDENZA. Dal cortile che doveva subire il restyling necessario alla funzione museale sono spuntati cadaveri perfettamente conservati, reperti archeologici e interi segmenti di pavimentazione. La Provincia ha immediatamente coinvolto la Sovrintendenza per la tutela delle scoperte, ma anche per rimodulare il progetto: lo spazio architettonico terrà ben presente l’«eredità» dell’ospedale originale.
Ciò che è venuto alla luce durante le operazioni di scavo ha imposto di «stoppare» il cronoprogramma originale. «L’ultimazione del cantiere era indicata a fine novembre. Presumibilmente, lo slittamento dei lavori sarà di circa tre mesi» conferma l’ingegner Francesco Valastro, responsabile del procedimento per la Provincia.
CONSEGNE. Il complesso di via San Francesco è di proprietà della Provincia che lo ha conferito a titolo gratuito alla Fondazione Museo di Storia della medicina e della salute, nata con atto notarile del 10 ottobre 2008 in vista della riapertura dell’edificio restaurato.
La presidente Barbara Degani ha già avviato la fase del passaggio di consegne. La delibera di giunta del 22 novembre fissa il quadro di riferimento della concessione.
Lo schema di convenzione fra Provincia e Fondazione (otto articoli) comporta la concessione gratuita dell’immobile per 20 anni «dalla data di consegna». Ma alla Fondazione spettano l’allestimento, l’arredamento e la dotazione informatica del Museo; le spese di gestione e manutenzione ordinaria; il pagamento delle utenze e delle polizze assicurative.
GESTIONE IN GARA. Per il Museo della Medicina si profila, del resto, una gestione privata: i costi sarebbero una zavorra insopportabile per il pool di enti pubblici che dieci anni fa hanno avviato il progetto.
Sarebbe interessata al complesso di via San Francesco una «cordata» di società, gruppi e aziende interessata ad uno spazio prestigioso in chiave medico-scientifica. Ma il nuovo Museo si presta anche alla formazione e alla didattica multimediale. Di certo, si farà una gara di evidenza pubblica per decidere la gestione.
Fonte: Il Mattino di Padova - 14 Dicembre 2011
http://farm8.staticflickr.com/7006/6510503115_af7d60ec17.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510503115/)
2011-12-14 10 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510503115/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
http://farm8.staticflickr.com/7018/6510502889_8e3c5ef823.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502889/)
2011-12-14 9 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502889/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
http://farm8.staticflickr.com/7011/6510502681_3ece9a4394.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502681/)
2011-12-14 8 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502681/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
http://farm8.staticflickr.com/7033/6510502461_2132295b86.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502461/)
2011-12-14 7 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502461/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
http://farm8.staticflickr.com/7033/6510502269_70fcc67148.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502269/)
2011-12-14 6 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502269/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
http://farm8.staticflickr.com/7162/6510502073_051894f3b8.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502073/)
2011-12-14 5 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510502073/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
http://farm8.staticflickr.com/7033/6510501881_9b62563dee.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510501881/)
2011-12-14 4 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510501881/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
http://farm8.staticflickr.com/7034/6510501617_188e3493e1.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510501617/)
2011-12-14 3 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510501617/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
http://farm8.staticflickr.com/7015/6510501397_3059ecc897.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510501397/)
2011-12-14 2 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510501397/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
http://farm8.staticflickr.com/7025/6510501133_04bfe88f5b.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510501133/)
2011-12-14 1 (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/6510501133/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
ricpast May 30th, 2012, 03:04 PM E la provincia guidata dalla Degani dorme dorme dorme.....
appalta e non verifica che si rispettino i tempi....
che vergogna di Provincia!!
:bash::ohno::ohno:
http://img62.imageshack.us/img62/3766/2musme.jpg
By ricpast (http://profile.imageshack.us/user/ricpast) at 2012-05-30
http://img834.imageshack.us/img834/475/1musme.jpg
By ricpast (http://profile.imageshack.us/user/ricpast) at 2012-05-30
Cori June 5th, 2012, 07:20 PM E la provincia guidata dalla Degani dorme dorme dorme.....
appalta e non verifica che si rispettino i tempi....
che vergogna di Provincia!!
:bash::ohno::ohno:
http://img62.imageshack.us/img62/3766/2musme.jpg
By ricpast (http://profile.imageshack.us/user/ricpast) at 2012-05-30
I tempi sono stati rispettati infatti la partenza dei lavori è stata dilatata dalla firma di Luglio al novembre 2011....Per restauri del genere possono passare 2 anni. Visti i reperti poi ancor più a ragione.
Non c'è scritto il giorno della consegna quindi....Manco leggere un opuscolo ora? :ohno:
ricpast June 5th, 2012, 10:32 PM Non c'è scritto il giorno della consegna quindi....
quindi: :banana::banana::banana:
Cori June 6th, 2012, 01:28 AM quindi: :banana::banana::banana:
Stavolta la colpa è di uno che sta all'Ulss. :okay:
ricpast August 28th, 2012, 06:08 PM Passato oggi e fotografato di sfuggita mettendo il telefono attraverso il cancello....
il cortile pare finito.
la struttura è completa solo che se la provincia non termina l'appalto della gestione già iniziano a vedersi i primi vandalismi....
http://farm9.staticflickr.com/8284/7881053118_040daa2b4a_c.jpg (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/7881053118/)
musme cantiere (http://www.flickr.com/photos/50565579@N06/7881053118/) di ricpast (http://www.flickr.com/people/50565579@N06/), su Flickr
|
|