maximilianus
October 25th, 2010, 07:34 PM
http://www.notiziediprato.it/wp-content/uploads/2010/10/VISTA-GENERALE-piano-strutturale-prato-città-1024x302.jpg
Un passo verso il nuovo piano strutturale. Dello strumento che dovrà tracciare le linee strategiche per la Prato dei futuri decenni si comincia a conoscere alcune idee cardine. Sono due i temi forti che l’amministrazione comunale ha deciso di mandare avanti nella programmazione: la trasformazione del Macrolotto Zero ed il nuovo assetto della Declassata. La linea guida valida per la città è di ridurre al minimo il consumo del suolo, ma ancora non è ben chiaro quante superfici e volumetrie dovremmo attenderci in più. Va tenuto anche ben presente che le idee per queste due aree della città sono al momento delle ipotesi strategiche da far divenire realtà nei prossimi 5-10 anni. Nel mezzo, infatti, sta l’incognita dell’approvazione in consiglio comunale del piano strutturale nella sua interezza dopo il percorso partecipativo previsto per legge e soprattutto il regolamento urbanistico, che cercherà di passare dai disegni teorici e ideali alla fase attuativa. In definitiva non sarà un percorso facile, perché per usare un’espressione molto cara all’assessore all’Urbanistica Gianni Cenni “il piano strutturale fissa delle linee guida, non è quindi un piano quinquennale staliniano”.
Preso coscienza di questi limiti restano da vedere le potenzialità massime del piano strutturale. Prendiamo il Macrolotto Zero, la zona della città definita dalla giunta con la maggiore emergenza sociale e umana. Qui il progetto coordinato dal progettista Gianfranco Gorelli e dall’ingegnere Riccardo Pecorario, conscio di intervenire nell’area più densa di Prato, vorrebbe tagliare con l’accetta la superficie occupata dagli edifici: l’obiettivo massimo è di passare da 510.500 metriquadrati a soli 263.500. Lo spazio risparmiato diventerebbe un luogo pubblico. Il punto di riferimento è un grande parco lineare, dove il verde verrà interrotto da fasce pavimentate a disposizione di parcheggi, piazze e spazi dedicati allo sport. Il parco prendere forma in una nuova strada urbana, che si snoda dalla tangenziale e raccoglie il traffico di via Galcianese, via Filzi e via Pistoiese. A nord della strada viene immaginato il nuovo margine di San Paolo con edifici in parte residenziali, in parte destinati a negozi e servizi pubblici. A sud, invece, verrà riqualificata l’area tra via Galcianese e la declassata destinandola alle attività produttive.
Per rendere fattibile l’intera operazione la via da seguire sarà quella della perequazione. I proprietari dei capannoni in via Pistoiese abbatteranno i capannoni ed in campio avranno dei diritti edificatori in altre parti della città, oppure potranno ristrutturare una parte di questi immobili facendoli crescere in altezza fino ad un massimo di circa quattro piani. Per la prima volta, quindi, viene instillata in Prato un’idea di espansione urbana per verticale e questo rappresenta il vero segno di discontinuità rispetto al passato. Sì, perché nel Macrolotto Zero rinnovato non verrà meno l’idea di commistione delle funzioni, la tanto sbandierata mixité pensata dall’allora piano regolatore Secchi nel 1996. A cambiare è piuttosto la modulazione: il 57% del totale degli edifici dell’area viene riservato alle funzioni produttive avanzate, ovvero terziario, servizi e artigianato, mentre il 39% spetta alle residenze ed un 4% scarso all’Housing sociale con la formula delle case ad affitto calmierato o ad affitto con diritto di riscatto. L’ostacolo maggiore una volta terminato l’iter della pianificazione urbanistica sarà convincere tutti i numerosissimi proprietari di capannoni ad abbandonare il porto sicuro dell’affitto ben remunerato dagli imprenditori cinesi per tentare nuove scommesse imprenditoriali o l’investimento classico sulla costruzione di nuovi appartamenti. In questa cornice a contare probabilmente di più sarà la generosità del diritto edificatorio da concedere al momento della perequazione.
Nella declassata, invece, a modificare maggiormente il cammino futuro saranno il progetto dell’interramento, dato per certo una volta giunti i finanziamenti dal governo almeno nella zona del Soccorso, e la realizzazione di un ponte che congiunga il museo Pecci con un parco espositivo d’arte contemporanea nell’area oggi occupata dal McDonald’s con parcheggio annesso. Anche in questo caso, le velleità di rinnovamento dovranno confrontarsi con gli interessi privati. Per uscire dall’impasse potrebbe essere proposto lo spostamento del parcheggio, per fare posto non solo al parco artistico, ma anche al nuovo deposito Cap annunciato nei mesi scorsi.
http://www.notiziediprato.it/2010/10/la-prato-che-verramacrolotto-zero-e-area-declassata-i-punti-cardine-del-piano-strutturale/
Un passo verso il nuovo piano strutturale. Dello strumento che dovrà tracciare le linee strategiche per la Prato dei futuri decenni si comincia a conoscere alcune idee cardine. Sono due i temi forti che l’amministrazione comunale ha deciso di mandare avanti nella programmazione: la trasformazione del Macrolotto Zero ed il nuovo assetto della Declassata. La linea guida valida per la città è di ridurre al minimo il consumo del suolo, ma ancora non è ben chiaro quante superfici e volumetrie dovremmo attenderci in più. Va tenuto anche ben presente che le idee per queste due aree della città sono al momento delle ipotesi strategiche da far divenire realtà nei prossimi 5-10 anni. Nel mezzo, infatti, sta l’incognita dell’approvazione in consiglio comunale del piano strutturale nella sua interezza dopo il percorso partecipativo previsto per legge e soprattutto il regolamento urbanistico, che cercherà di passare dai disegni teorici e ideali alla fase attuativa. In definitiva non sarà un percorso facile, perché per usare un’espressione molto cara all’assessore all’Urbanistica Gianni Cenni “il piano strutturale fissa delle linee guida, non è quindi un piano quinquennale staliniano”.
Preso coscienza di questi limiti restano da vedere le potenzialità massime del piano strutturale. Prendiamo il Macrolotto Zero, la zona della città definita dalla giunta con la maggiore emergenza sociale e umana. Qui il progetto coordinato dal progettista Gianfranco Gorelli e dall’ingegnere Riccardo Pecorario, conscio di intervenire nell’area più densa di Prato, vorrebbe tagliare con l’accetta la superficie occupata dagli edifici: l’obiettivo massimo è di passare da 510.500 metriquadrati a soli 263.500. Lo spazio risparmiato diventerebbe un luogo pubblico. Il punto di riferimento è un grande parco lineare, dove il verde verrà interrotto da fasce pavimentate a disposizione di parcheggi, piazze e spazi dedicati allo sport. Il parco prendere forma in una nuova strada urbana, che si snoda dalla tangenziale e raccoglie il traffico di via Galcianese, via Filzi e via Pistoiese. A nord della strada viene immaginato il nuovo margine di San Paolo con edifici in parte residenziali, in parte destinati a negozi e servizi pubblici. A sud, invece, verrà riqualificata l’area tra via Galcianese e la declassata destinandola alle attività produttive.
Per rendere fattibile l’intera operazione la via da seguire sarà quella della perequazione. I proprietari dei capannoni in via Pistoiese abbatteranno i capannoni ed in campio avranno dei diritti edificatori in altre parti della città, oppure potranno ristrutturare una parte di questi immobili facendoli crescere in altezza fino ad un massimo di circa quattro piani. Per la prima volta, quindi, viene instillata in Prato un’idea di espansione urbana per verticale e questo rappresenta il vero segno di discontinuità rispetto al passato. Sì, perché nel Macrolotto Zero rinnovato non verrà meno l’idea di commistione delle funzioni, la tanto sbandierata mixité pensata dall’allora piano regolatore Secchi nel 1996. A cambiare è piuttosto la modulazione: il 57% del totale degli edifici dell’area viene riservato alle funzioni produttive avanzate, ovvero terziario, servizi e artigianato, mentre il 39% spetta alle residenze ed un 4% scarso all’Housing sociale con la formula delle case ad affitto calmierato o ad affitto con diritto di riscatto. L’ostacolo maggiore una volta terminato l’iter della pianificazione urbanistica sarà convincere tutti i numerosissimi proprietari di capannoni ad abbandonare il porto sicuro dell’affitto ben remunerato dagli imprenditori cinesi per tentare nuove scommesse imprenditoriali o l’investimento classico sulla costruzione di nuovi appartamenti. In questa cornice a contare probabilmente di più sarà la generosità del diritto edificatorio da concedere al momento della perequazione.
Nella declassata, invece, a modificare maggiormente il cammino futuro saranno il progetto dell’interramento, dato per certo una volta giunti i finanziamenti dal governo almeno nella zona del Soccorso, e la realizzazione di un ponte che congiunga il museo Pecci con un parco espositivo d’arte contemporanea nell’area oggi occupata dal McDonald’s con parcheggio annesso. Anche in questo caso, le velleità di rinnovamento dovranno confrontarsi con gli interessi privati. Per uscire dall’impasse potrebbe essere proposto lo spostamento del parcheggio, per fare posto non solo al parco artistico, ma anche al nuovo deposito Cap annunciato nei mesi scorsi.
http://www.notiziediprato.it/2010/10/la-prato-che-verramacrolotto-zero-e-area-declassata-i-punti-cardine-del-piano-strutturale/