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Eletrix
January 13th, 2005, 11:02 PM
Ho fatto un thread nel forum base!

I monitor servono per visualizzare notizie varie (cronaca, viabilità, economia, finanza, meteo...)

SdR
January 13th, 2005, 11:12 PM
hai capito che robba!!! :) io non ricordo di aver mai visto vagoni della metro con dei monitor istallati ne a londra, parigi, madrid ... insomma un bel salto di qualità! ora ci mancano solo 5 o 6 linee metropolitane e siamo a posto!

Eletrix
January 13th, 2005, 11:17 PM
Si...era scandaloso viaggiare coi treni vecchi! Entro l'anno prossimo i convogli arriveranno a quota 22 e la stessa sorte toccherà alla LINEA B!

Eletrix
January 13th, 2005, 11:20 PM
hai capito che robba!!! :) io non ricordo di aver mai visto vagoni della metro con dei monitor istallati ne a londra, parigi, madrid ... insomma un bel salto di qualità! ora ci mancano solo 5 o 6 linee metropolitane e siamo a posto!

Io qualcosa di simile l'ho visto a berlino su alcune linee della metro....

CAESARS-PALACe
January 13th, 2005, 11:34 PM
mooooolto bello i nuovi treni !!!
:cucumber: :carrot: :banana: :pepper: :banana2:



ma sono stato inseguito dai vigilantes che mi hanno vietato di farne altre ... chissa perchè poi?

probabilmente pensano che anche i terroristi fanno foto per preparare attentati, sebbene che si puo trovare migliaia di foto sul web di treni e grattacieli... :banned: :dunno:


un articolo su questo problema :
http://www.ilmondodeitreni.it/rem90.htm

Eletrix
January 13th, 2005, 11:40 PM
Anche a palermo mi hanno fatto problemi per fare le foto della metro e non credo che i Terroristi abbiamo nella loro scaletta delle priorità PALERMO :lol:

Se vi può interessare -> http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=168887

GENIUS LOCI
January 14th, 2005, 01:44 AM
Credo che sia un problema di una vecchia legge secondo la quale è proibito fotografare impianti aeroportuali, ferroviari o militari in quanto ritenuti degli "obbiettivi militari" :hilarious
Avete mai notato che sulle aerofotogrammetrie molte volte vengono "mascherati" gli impianti tipo gli scali ferroviari e gli aeroporti? (ed anche lì: a volte sì, a volte no :dunno: )
Comunque, credo che bisogna chiedere l'autorizzazione (non so a chi, però) e poi dovrebbero lasciarti fotografare tranquillamente...

Paxromana
January 14th, 2005, 06:03 PM
21/12/2004
Un acquario per il Parco del lago all'Eur

Roma, 20 dicembre 2004 - Per la riqualificazione del Laghetto, EUR S.p.A., guidata da Paolo Cuccia Presidente e Mauro Miccio Amministratore Delegato, in occasione del C.d.A. odierno ha deliberato un’importante progetto: “Mare Nostrum Aquarium”, museo acquatico-multimediale del Mediterraneo che realizzerà con il soggetto privato promotore dell’iniziativa, il Consorzio Expo-Med/R.R.Service Virtual Project. ‘Mare Nostrum Aquarium’ sorgerà nei pressi della stazione metro Palasport: una struttura che con i suoi 16.500 mq ha come obiettivo quello di attirare migliaia di visitatori al mese, ai quali oltre ad un’esposizione permanente offrirà anche mostre temporanee, spettacoli e incontri. ‘Un progetto ambizioso che vede EUR S.p.A. proseguire nell’impegno di tutela del patrimonio artistico e paesaggistico del territorio: doteremo l’Eur e la Capitale di un nuovo centro di valorizzazione ambientale, di ricerca scientifica e intrattenimento. - dichiara il presidente Paolo Cuccia - Per la sua realizzazione, come già sperimentato sia per il Palalottomatica che per il futuro Centro Congressi Italia, ci avvarremo ancora una volta della formula del project-financing, per il quale abbiamo calcolato un valore complessivo degli investimenti pari a 55 milioni di euro: una parte sarà impiegata per la costruzione del “complesso Acquario”, un’altra per gli interventi di bonifica del Lago, per la realizzazione di parcheggi, per l’installazione di impianti ed attrezzature per servizi, come anche per la presentazione e lo start-up della struttura.’ EUR S.p.A. ricorda inoltre la valenza sul piano occupazionale di un progetto come ‘Mare Nostrum Aquarium’, che al suo interno ospiterà anche diverse attività commerciali, dal merchandising alla ristorazione, creando nuova occupazione nel quartiere per lavoratori diretti, collaboratori esterni e unità impegnate nei servizi in out-sourcing. ‘Un progetto come quello del « Mare Nostrum Aquarium » - prosegue il presidente di EUR S.p.A. - ci consentirà di emancipare l’Eur dal ruolo esclusivo di polo direzionale della città, e avvicinarlo ulteriormente ai cittadini riaffermandolo come vero centro storico’
Fonte: relazione esterne EUR.

Sonic from Padova
January 14th, 2005, 06:28 PM
anche a me ha detto su un portiere mentre stavo facendo delle foto ad un grattacielo, mi ha detto : arda toso non stà fotografare, che magari te si parente de bin ladem... (con qualche bestemmione).

Bella notizia Paolo!

Pavlvs
January 14th, 2005, 11:28 PM
SQUILLO DI TROMBA
RULLO DI TAMBURI
UDITE UDITE: GRATTACIELI A ROMA!!!

Roma, 14 gennaio 2004 - Una "Defense" alla romana, nel cuore dell'Eur. Anche la Capitale avrà infatti il suo quartiere futuristico, proprio come il celebre quartiere parigino. L'area scelta per costruirlo è quella dell'Eur, dove troveranno spazio due grattacieli-torre di 100 metri. Saranno le più alte di Roma, costruite in uno stile "semplice e severo" perché a Roma, secondo il progettista, "non si possono immaginare altrimenti".

I due edifici faranno da "porte" a una enorme piazza, più grande di piazza Navona, rigorosamente pedonale. Nella prima torre saranno ospitate residenze private, mentre nell'altra uffici di servizi. Si tratta dell'Europarco, una sorta di Defense capitolina, che sorgera' subito dopo il Palasport, uscendo dalla citta': 800 mila metri cubi, caratterizzato da due torri di 100 metri, destinate a diventare i grattacieli piu' alti della citta'. Dai palazzi, che avranno grandi superfici vetrate, sarà possibile indubbiamente godere di una vista unica su tutta la città.

Ideatore delle strutture, l'architetto Franco Purini, per lo studio Transit. Le strutture inoltre sono una sorta di sipario anche dell'Europarco nella nuova "centralità" del Castellaccio prevista dal nuovo piano regolatore.

All'interno del megaquartiere quest'anno inizieranno a partire i cantieri dello "Shopping Mall", uno dei centri commerciali più grandi della città e il prossimo anno dovrebbe aprire il cantiere della prima torre. Un buon auspicio per Roma, si spera.

Ma a Roma ogni slancio verso il futuro deve fare i conti anche con un grande passato. Cosi' mentre si lavora per la Defense capitolina, e' spuntato anche un tratto di 60 metri di strada romana, che, nell'ambito del progetto, si vorra' valorizzare proprio per farne simbolicamente un segno di relazione tra passato e futuro.

Pavlvs
January 15th, 2005, 03:25 PM
IMPORTANTE CONVEGNO:


Il Comune di Roma ha organizzato un grande convegno per predisporre un "progetto Roma" , ovvero una valutazione di come sarà la capitale trascorsi i prossimi dieci anni: nel 2015.
Le die giornate di confronto (18 e 19) si terranno nella prestigiosa cornice dell'Auditorium.
L'incontro è l'esito di un lavoro di 8 mesi condotto dal Censis e dall'istituto Cles.
I dati base indicano per Roma una crescita demografica fino a 2,750 milioni di persone per la riduzione della fuga dalla città nell'hinterland e per l'immigrazione ( gli stranieri saliranno dal 6 all'11% dei residenti).
Già con il primato nazionale nel settore terziario privato, Roma in dieci anni aumenterà di 255-312 mila addetti nei settori più dinamici e di 434/514mila posti di lavoro nel complesso dell'economia cittadina (??MAH!!??).
Si è sottolineata la favorevole condizione di partenza della Capitale, che in un' inchiesta specifica è risultata ottimistica sul futuro, forse anche perchè il PIL locale sale più rapidamente che in Italia insieme ad altri parametri che indicano lo sviluppo.
Le uniche preoccupazoini dal settore dell'edilizia, per la saturazione del fabbisogno abitativo e per l'andamento dei costi .

Pavlvs
January 15th, 2005, 05:34 PM
Sta per cominciare la costruzione all'Eur di un quartiere che avrà come simbolo 2 torri.
Si tratta dell'Europarco, una sorte di Defense Capitolina, che sorgerà subito dopo il Palasport: 800.000 metri cubi, caratterizzata da 2 torri di 100 metri, destinati a diventare i grattacieli più alti della città.
Nei primi giorni del prossimo mese di marzo verrà posata la prima pietra dello "shopping mall", il cuore commerciale dell'Europarco.
Sono previsti almeno 5 o 6 anni perchè l'Europarco acquisti la sua fisionomia definitiva.
L'avveneristico progetto prevede una grande piazza pedonale, più grande di piazza Navona, dotata di parcheggi sotterranei, che farà da cornice a sculture d'artisti di livello internazionale :applause:
Vi si accederà passando tra le due torri, semplici e severe, così come, secondo gli architetti, devono essere le torri a Roma.
Due strutture in ferro e cemento armato, con grandi superfici vetrate e rivestimenti in travertino :applause: ma soprattutto con l'aggiunta del verde, terrazze fioriere, che daranno loro l'aspetto di giardini in verticale.
Una torre sarà destinata ad appartamenti, l'altra ad uffici.

SdR
January 16th, 2005, 10:44 PM
finalmente si riparla dell'europarco!!! in effetti ultimamente ho visto un movimento maggiore nei cantieri che si intravedono dalla colombo ... evidentemente qualcosa si è sbloccato!
anche se non sono tempi brevi abbiamo anche delle date e sopratutto sappiamo con certezza che il progetto definitivo è quello dello studio transit ... quindi ripropongo le foto dei rendering del progetto prese dal sito www.studiotransit.it:

http://www.studiotransit.it/projects/img_foto/big_castellaccio_00.jpg

http://www.studiotransit.it/projects/img_foto/big_castellaccio_01.jpg

http://www.studiotransit.it/projects/img_foto/big_castellaccio_02.jpg

http://www.studiotransit.it/projects/img_foto/big_castellaccio_03.jpg

http://www.studiotransit.it/projects/img_foto/big_castellaccio_04.jpg

http://www.studiotransit.it/projects/img_foto/big_castellaccio_05.jpg

certo per paragonarlo a la defanse ce ne vuole ... ma per roma è un buon passo, inutile dire che aspetto con ansia il cantiere delle torri!

SdR
January 16th, 2005, 11:57 PM
ops ... sono mancato qualche giorno e non mi ero accorto che caesar aveva già ripostato le foto dell'europarco in un'altro thread ... vabbè male non fanno!

CAESARS-PALACe
January 17th, 2005, 03:11 PM
vecchio articolo :

Roma, 24 marzo 2004
- La febbre del multiplex continua a contagiare la Capitale.

Dovrebbe infatti aprire i battenti il prossimo Natale, nella zona di Ponte Galeria , a Fiumicino, il più grande multisala romano, tra le più grandi strutture in Europa. Con le sue 24 sale per 6100 posti complessivi, la "Ugc Cine Cité Parco Leonardo" contribuirà ad allargare notevolmente l'offerta cinematografica della città. L'"Ugc" è una società francese leader nel settore: "Siamo la terza via tra il multiplex di puro intrattenimento e il cinema di essai - spiegano il direttore Huges Borgia e il responsabile per l'Italia Michele Latora - il nostro punto di forza è la diversificazione dell'offerta". Il nuovo multiplex romano, in costruzione a Parco Leonardo, quartiere progettato dall'architetto spagnolo Ricardo Bofill, e realizzato dal costruttore romano Leonardo Caltagirone, garantirà un'offerta per tutti i gusti: dai kolossal americani ai film d'autore, dalle pellicole in versione originale a festival e rassegne. Ma il sapore parigino si gusterà anche per altri aspetti: la presenza di mostre di pittura o fotografia, la cura architettonica del complesso e delle sale, che andranno dai 150 ai 400 posti, con lo schermo gigante e il suono digitale a fare da protagonisti, la fascia oraria della programmazione che si cercherà di estendere in futuro anche alla "matinèe", di norma in Francia. E ancora, film in versione originale, mentre in contemporanea, in un'altra sala, verrà proiettata quella in italiano. Il tutto senza intervallo. La struttura avrà un grande foyer, caratterizzato da una struttura a forma di cubo (600 metri quadri e 15 metri di altezza) con vetrate e ampi giochi di luce. La multisala parigina che per posizione e caratteristica richiama di più quella in arrivo a Roma si trova a Bercy. Una zona non centrale, dove il cinema, che conta 18 schermi è stato motore di riqualificazione dell'area e con non distanti altre due strutture della concorrenza (Mk2 e Pathé). Anche nel quadrante di Roma dove sorgerà la multisala, che sarà
collegata anche con un nuova fermata sulla linea ferroviaria per Fiumicino, si trovano "Cineland" a Ostia e "Warner Parco dei Medici". ''Qui a Parigi - ha osservato Borgia - non ci sono stati problemi perché la diversificazione dell'offerta ha aumentato la domanda complessiva''. E' la ricetta su cui punta anche a Roma la Ugc, dopo la positiva esperienza già fatta in Italia a Rimini e quella in arrivo a Torino. Nella Capitale gli ingressi al cinema ogni anno si attestano sui 12-13 milioni, con una media annua per abitante di 3,5 ingressi (più alta del resto d'Italia che è a 2, ma più bassa rispetto ad altre capitali europee come Madrid, Parigi o Dublino attestate a 5), la Ugc ha come obiettivo, a medio termine, di raggiungere con la multisala un milione e mezzo di ingressi l'anno. Secondo la società francese nei prossimi 10 anni anche Roma potrà arrivare ai livelli delle
altre capitali europee con 18 milioni di ingressi l'anno pari al 4,8 pro capite. L' "Ugc Cine Cité" porta già nel nome un riferimento all'Italia: "E' stato un omaggio a Cinecittà, simbolo del cinema europeo. Ma anche un gioco di parole per dire "il cinema nella città", un luogo vitale in cui la gente si riconosce e insieme la città del cinema", ha spiegato ancora il direttore del gruppo francese Huges Borgia.


E' già pronto questo multiplex ? E anche il quartiere PARCO LEONARDO di Ricardo Bofill dovrebbe essere quasi pronto ? :dunno:

CAESARS-PALACe
January 17th, 2005, 03:24 PM
PARCO LEONARDO di Ricardo Bofill

http://www.bofill.com/change/proyectos/fiumicino/fiumicino2.jpg

http://www.bofill.com/change/proyectos/fiumicino/fiumicino1.jpg

http://www.bofill.com/change/proyectos/fiumicino/fiumicino3.jpg

http://www.bofill.com/change/proyectos/fiumicino/fiumicino4.jpg

"A new district on a site in the immediate vicinity of Rome airport. Layout of streets, plazas and green zones, apartment blocks, cultural and sports facilities, and a shopping centre."

Client Gruppo Caltagirone
Gross area 1,210,000 m2

:)

SdR
January 17th, 2005, 03:25 PM
.........

E' gia pronto questo multiplex ? E anche il quartiere PARCO LEONARDO di Ricardo Bofill dovrebbe essere quasi pronto ? :dunno:

le zone adiacenti alla via portuense tra fiumicino e ponte galeria "pullulano" di cantieri, presumo che uno di questi sia quello relativo al multiplex dell'articolo .... ma sinceramente non so dirti quele di questi cantieri sia e sopratutto a che punto stanno i lavori ...

Pavlvs
January 17th, 2005, 04:02 PM
Quando l'abuso è a lieto fine - LA VERANDA E IL FISCHIETTO

Capita talvolta che le storture si raddrizzino in corso d'opera. Questa, per esempio, è una storia che comincia storta ma finisce dritta. E si raddrizza perché, da un certo momento in poi, ciascuno decide di fare la propria parte, come da copione. Inizia, in un giorno di tarda primavera dell'anno scorso, con uno sconosciuto politico del Primo Municipio - la circoscrizione del centro storico dove ogni mattone tirato su vale una pepita d'oro - che, passeggiando dalle parti del Pantheon, solleva il naso e resta di stucco: in cima al palazzo della Minerva, da poco restaurato e dedicato alla biblioteca Spadolini, è nata una specie di ciclopica veranda con affaccio sulla piazza. Dentro il verandone, i vertici di palazzo Madama intendono mettere la buvette per i senatori: un bello sfregio alle più elementari regole di tutela urbanistica, aggirate a norma di legge - grazie a un privilegio di Stato - in nome della secretazione e della sicurezza. Ciò che per gli altri sarebbe abuso insanabile, per Lorsignori diventa lecito sfizio. Quanto di meglio, insomma, per infondere nei cittadini amore per la cosa pubblica e fiducia nei rappresentanti eletti. Lo sconosciuto politico del Primo Municipio fa ciò che ogni politico di quartiere dovrebbe fare quando vede il marcio sotto casa sua: lancia l'allarme. In America li chiamano whistleblower, suonatori di fischietto, questi cani da guardia della società civile che ancora posseggono il dono dello stupore e fanno scoppiare gli scandali. Nel nostro caso, il suonatore di fischietto bussa alla porta di un giornale. E il giornale fa a sua volta ciò che ogni giornale deve fare: verifica e poi pubblica la notizia.

Seguono, per settimane, commenti sdegnati. Parte una campagna di stampa.
Il presidente del Senato, Marcello Pera, mostra stupore e, a sua volta, sdegno. Il manufatto non gli piace per nulla e meno ancora gli aggrada l'onda d'indignazione che cresce tra la gente. L'anno prima aveva, in effetti, scritto la prefazione a un ponderoso volume in cui il Senato illustrava il restauro del palazzo. E nel volume c'era un bel servizio con immagini elaborate al computer su come sarebbe venuta su la buvette di lì a poco. Ma tant'è. Nella lunga estate 2004, il presidente Pera fa esattamente ciò che la seconda carica dello Stato deve fare di fronte agli abusi (sia pure «regali»): fuoco e fiamme. Pera chiede ai suoi lo smantellamento della buvette. Certo, non tutto fila liscio. Un primo pronunciamento del Consiglio di presidenza è interlocutorio. Ma, batti e ribatti, il 28 settembre si decide per la rimozione della veranda senatoriale.

Il finale, di cui leggerete la cronaca del nostro Giuseppe Pullara su queste pagine, parrebbe superare le previsioni più ottimistiche. Salvo sorprese dell'ultimo minuto, il verandone, smontato dal palazzo della Minerva, verrà rimontato come sala giochi per i bambini ricoverati in un ospedale. L'abuso diventa opera di bene. Qualche fischietto e un pizzico di stupore in più non sembrano del tutto inutili nell'anno che va a iniziare.

SdR
January 17th, 2005, 07:32 PM
Quando l'abuso è a lieto fine - LA VERANDA E IL FISCHIETTO

Capita talvolta che le storture si raddrizzino in corso d'opera. Questa, per esempio, è una storia che comincia storta ma finisce dritta. E si raddrizza perché, da un certo momento in poi, ciascuno decide di fare la propria parte, come da copione. Inizia, in un giorno di tarda primavera dell'anno scorso, con uno sconosciuto politico del Primo Municipio - la circoscrizione del centro storico dove ogni mattone tirato su vale una pepita d'oro - che, passeggiando dalle parti del Pantheon, solleva il naso e resta di stucco: in cima al palazzo della Minerva, da poco restaurato e dedicato alla biblioteca Spadolini, è nata una specie di ciclopica veranda con affaccio sulla piazza. Dentro il verandone, i vertici di palazzo Madama intendono mettere la buvette per i senatori: un bello sfregio alle più elementari regole di tutela urbanistica, aggirate a norma di legge - grazie a un privilegio di Stato - in nome della secretazione e della sicurezza. Ciò che per gli altri sarebbe abuso insanabile, per Lorsignori diventa lecito sfizio. Quanto di meglio, insomma, per infondere nei cittadini amore per la cosa pubblica e fiducia nei rappresentanti eletti. Lo sconosciuto politico del Primo Municipio fa ciò che ogni politico di quartiere dovrebbe fare quando vede il marcio sotto casa sua: lancia l'allarme. In America li chiamano whistleblower, suonatori di fischietto, questi cani da guardia della società civile che ancora posseggono il dono dello stupore e fanno scoppiare gli scandali. Nel nostro caso, il suonatore di fischietto bussa alla porta di un giornale. E il giornale fa a sua volta ciò che ogni giornale deve fare: verifica e poi pubblica la notizia.

Seguono, per settimane, commenti sdegnati. Parte una campagna di stampa.
Il presidente del Senato, Marcello Pera, mostra stupore e, a sua volta, sdegno. Il manufatto non gli piace per nulla e meno ancora gli aggrada l'onda d'indignazione che cresce tra la gente. L'anno prima aveva, in effetti, scritto la prefazione a un ponderoso volume in cui il Senato illustrava il restauro del palazzo. E nel volume c'era un bel servizio con immagini elaborate al computer su come sarebbe venuta su la buvette di lì a poco. Ma tant'è. Nella lunga estate 2004, il presidente Pera fa esattamente ciò che la seconda carica dello Stato deve fare di fronte agli abusi (sia pure «regali»): fuoco e fiamme. Pera chiede ai suoi lo smantellamento della buvette. Certo, non tutto fila liscio. Un primo pronunciamento del Consiglio di presidenza è interlocutorio. Ma, batti e ribatti, il 28 settembre si decide per la rimozione della veranda senatoriale.

Il finale, di cui leggerete la cronaca del nostro Giuseppe Pullara su queste pagine, parrebbe superare le previsioni più ottimistiche. Salvo sorprese dell'ultimo minuto, il verandone, smontato dal palazzo della Minerva, verrà rimontato come sala giochi per i bambini ricoverati in un ospedale. L'abuso diventa opera di bene. Qualche fischietto e un pizzico di stupore in più non sembrano del tutto inutili nell'anno che va a iniziare.

una notizia col doppio lieto fine! niente male!

fcom1
January 17th, 2005, 08:03 PM
Il parco Leonardo sembra stupendo! E a proposito di multisala, non ne aveva progettato uno Renzo Piano?

Pavlvs
January 17th, 2005, 09:15 PM
Una scena di vendemmia a 13 metri di profondità: è quel che è apparso agli speleologi al lavoro nell'area delle Terme di Traiano, a Roma. Un frammento di mosaico di 3 metri per 2, con la scena di cinque uomini, tre dei quali nudi, le teste circondate da foglie di vite, mentre pigiano l'uva, un altro suona il flauto, il quinto raccoglie i grappoli in un cesto. Il mosaico si trovava in un edificio sigillato nel 109 d.C, con la costruzione delle Terme.

http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/mosaico/cultura56832021701190620_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/mosaico/omniroma56821461701190623_big.jpg

Alter-Ego
January 18th, 2005, 09:29 AM
questo nuovo progetto non mi entusiasma + di tanto, cmq è un inizio!
io per l'EUR non pretendo chissa quali torri o una specie di defense, ma guardate queste immagini di Libona e il suo nuovo C.D. niente di eccesivamente alto ma che effetto

http://tinypic.com/1e1cty

http://tinypic.com/1e1cuc

SdR
January 18th, 2005, 11:58 AM
Ostiense-Marconi via ai cantieri
Roma Tre va all'ex Mattatoio

Sottoscritto dalla Regione il piano del Comune. L'assessore all'Urbanistica Morassut: "Finalmente può partire la riconversione di un quadrante strategico della città".

Una firma che vuol dire cantieri aperti per 250.000 metri quadrati in un territorio dove vivono 115.000 abitanti. La grande protagonista è soprattutto l'università Roma Tre, che si guadagna il lasciapassare per insediarsi in nuovi spazi: l'ex Mattatoio, l'ente comunale di consumo sulla via Ostiense, l'area della stazione della metro B Garbatella, il Cinodromo.

Ieri il governatore del Lazio Francesco Storace ha sottoscritto i due accordi di programma per la riqualificazione dei quartieri Ostiense e Marconi e ha diffuso un dettagliato comunicato sugli interventi previsti. La mossa del comunicato non è piaciuta affatto al Campidoglio, che rivendica la paternità dei progetti e si aspettava dunque un'iniziativa condivisa. «Storace non ha niente da festeggiare - dice il capogruppo della maggioranza in Comune Silvio Di Francia - La sua firma arriva dopo sei mesi da quella del sindaco Veltroni e del rettore di Roma Tre Fabiani». «Il visto della Regione era un atto dovuto - aggiunge il presidente dell'XI municipio Massimiliano Smeriglio - La realtà è che il municipio XI e il Comune lavorano da tre anni a questo programma».

Ma insieme alle polemiche c'è anche la soddisfazione. «Finalmente può partire la riconversione di un quadrante strategico della città, che si trasformerà in uno straordinario laboratorio urbano», dichiara l'assessore comunale al Territorio Roberto Morassut. «E' la prima fase dello sviluppo edilizio della Terza Università», dice il rettore Guido Fabiani. «Su un fabbisogno complessivo di 100.000 metri quadrati, il Comune per adesso ne ha assegnati all'università 65.000», specifica Umberto Marroni, consigliere comunale Ds.

Oltre agli interventi di Roma Tre, che l'università realizzerà per proprio conto e con propri fondi, c'è l´immensa area di 80.000 metri quadrati degli ex Mercati generali, che ospiterà la Città dei giovani, secondo il progetto dell'olandese Rem Koolhaas: a settembre iniziano i lavori, nel marzo del 2006 il Comune conta di aprirne una parte alla città. C'è poi via Giustiniano Imperatore dove saranno compiuti i primi interventi di demolizione e ricostruzione di edifici privati in Italia. «I due accordi di programma - spiega Morassut - consentono tredici varianti urbanistiche per altrettanti progetti. Non tutti sono cantierabili da subito, ma gli accordi creano le premesse per la loro realizzazione».

di Cecilia Gentile
da La Repubblica del 29.12.04

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Ostiense, tra sei mesi il restyling. Dal mattatoio ai mercati generali: sarà tutto un grande cantiere. Approvato l'accordo di programma tra le polemiche: Comune e Regione si attribuiscono i meriti.

Via libera ai cantieri dell'ex Mattatoio e degli ex Mercati generali «che potrebbero avviarsi a metà del 2005», secondo le previsioni dell'assessore capitolino all'urbanistica Roberto Morassut.

E una forte accelerazione a una serie di progetti per il quadrante Ostiense-Marconi, dal prolungamento del lungotevere su entrambe le rive alla creazione di un nuovo parcheggio di scambio alla fermata Marconi della metropolitana, fino alla ristrutturazione dell'ex cinodromo, con un nuovo deposito Atac per i tram e il prolungamento dei binari in viale Marconi.

A far partire il completo restyling di un'area popolosa e in grande trasformazione è arrivata la firma del presidente della Regione Francesco Storace, che ieri ha sottoscritto due accordi di programma nell'ambito del progetto urbano Ostiense-Marconi. Un passo avanti decisivo, che però ha portato con sé una coda di polemiche. Con il Comune di Roma che, per bocca del coordinatore della maggioranza capitolina Silvio Di Francia, denuncia «il palese ritardo della firma».

Il primo accordo, firmato da Regione e Comune, ha come obiettivi l'approvazione di un nuovo schema della viabilità dentro il perimetro dell'area in questione e l'approvazione del programma sul "Nodo di scambio Marconi". In questo intervento si prevede la realizzazione dell'intersezione tra viale Marconi, via del Mare e il nuovo asse stradale previsto dal piano regolatore lungo il Tevere, un parcheggio di scambio interrato alla fermata Marconi della metro B, uno spazio pubblico attrezzato e servizi commerciali, la riqualificazione ambientale dell'area.

Interventi sono in cantiere anche per l'area ex Consorzi agricoli, mentre per via dei Papareschi sono previste la demolizione di edifici che chiudono parzialmente l'accesso alla scuola Pascoli, la sistemazione a verde attrezzato dell'area antistante la scuola e la realizzazione di un'area residenziale. Per via Benzoni sono stati approvati, tra l'altro, la realizzazione di una piazza pubblica e l'incremento dei parcheggi pubblici.

Il secondo accordo, sottoscritto con il Comune e l'università Roma Tre, si concentra sul programma per le aree destinate all'ateneo e l'approvazione del nuovo piano di utilizzazione dell'ex Mattatoio. Il documento, in particolare, prevede lo stralcio dal programma di localizzazione degli insediamenti universitari dell'area degli ex Mercati generali e quello per l'area Ostiense-Garbatella, con interventi destinati prevalentemente a Roma Tre.

Giudizi favorevoli sulla firma degli accordi di programma alla Regione arrivano dal capogruppo di An alla Provincia di Roma Piergiorgio Benvenuti, secondo cui «in questo modo saranno soddisfatte in piano le esigenze dei residenti del quadrante Marconi-Ostiense, di chi vive i due quartieri per lavoro o per studio e di chi vi passa per raggiungere il centro della città».

«È incredibile e maldestro - replica Di Francia - il tentativo di Storace di appropriarsi dei meriti per l'accordo di programma. La firma del presidente della Regione arriva dopo ben sei mesi quella del sindaco Veltroni e del rettore di Roma Tre Fabiani, in palese ritardo». «Speriamo che sul piano delle risorse finanziarie la Regione partecipi con più puntualità e attenzione», chiosa Morassut.



di Fabio Rossi
da Il Messaggero del 29.12.04

SdR
January 18th, 2005, 12:13 PM
Oggi i romani sono 2.697.000 (più 150.000 rispetto al 2001), nel 2015 si stima che saranno 2.750.000, con più bambini e adolescenti. Roma è la città leader nel campo del terziario privato in Italia; sommando al privato il pubblico, si ottiene una spinta allo sviluppo economico tra le più forti su scala nazionale, per cui si stima – di qui al 2015 – una crescita economica cittadina tra il 2% e il 2,3% ogni anno. Come ricaduta sul mondo del lavoro, tra dieci anni Roma potrebbe avere tra i 250.000 e i 312.000 occupati in più, con notevole aumento del lavoro femminile: le romane lavoratrici potrebbero passare dal 45,5% sul totale degli occupati nel 2003 al 67,2%. Gli immigrati potranno aumentare dal 6% all'11%, ma potrà essere boom di presenze dall'Europa. E cosa pensano, i residenti, del futuro della capitale? Il 65% si dice ottimista, e la percentuale sale al 68,5% tra i giovani. Sono alcuni dati tratti da una ponderosa ricerca sulle dinamiche demografiche, sociali ed economiche a Roma di qui al 2015, condotta dal Censis e dal CLES. L'indagine farà da base di dibattito al convegno nazionale 'Roma 2015 – Gli scenari per il futuro della città', in programma oggi, martedì 18, e mercoledì 19 gennaio nella Sala Petrassi dell'Auditorium (viale De Coubertin 20). Due giorni di confronto e approfondimento – tra autorità locali e nomi di primo piano del mondo accademico, dell'industria, dell'economia e del sociale – su come cambia e come cambierà la capitale. Il convegno è aperto al pubblico ed è un'occasione unica per conoscere le prospettive più aggiornate sulla Roma che sarà.
Tra gli iscritti a prendere la parola: il sindaco Veltroni e il vicesindaco Maria Pia Garavaglia, il presidente della Regione Storace e quello della Provincia Gasbarra; l'assessore capitolino al bilancio Causi; il ministro dell'Economia Siniscalco; il segretario generale della Cisl Pezzotta; i presidenti Cimoli (Alitalia), Catania (Ferrovie dello Stato), Montezemolo (Confindustra), Tronchetti Provera (Telecom), Pontremoli (IBM Italia), Della Seta (Legambiente); la ricercatrice Barbara Ensoli.

SdR
January 18th, 2005, 12:21 PM
apparte le notizie sulle decine di migliaia di posti di lavoro in più (ma 'ndo stanno??? speriamo!!!) mi sorprende il fatto che ci sia un'inversione di tendenza del numero degli abitanti +150.000 e di nuovo sopra i 2.500.000 abitanti nel comune.

Eletrix
January 18th, 2005, 12:39 PM
Cavolo, parliamo di Lisbona, portogallo (con tutto il ripetto per carità)!!!!! E noi, l'Italia, R O M A non riusciamo a fare di meglio?????? Che sconforto!

SdR
January 18th, 2005, 12:49 PM
ehmmm scusate ... forse davvero non riesco ad essere obbiettivo ... ma anche l'eur attuale a me sembra essere molto meglio di questo quartiere di lisbona ...

Eletrix
January 18th, 2005, 12:54 PM
SDR, L' EUR ha bisogno di un rilancio in tutti i sensi, ha bisogno di un grande landmark che sprigioni IMPATTO, APPEAL visivo che si imprima nelle testoline delle persone e che attiri turismo! L'EUR ha grandi potenzialità che vanno sfruttate! Pensa ad una città come Roma piena di storia , di stili architettonici diversi con un quartiere d'arte moderna e contemporanea...non le mancherebbe nulla, proprio NULLA!

SdR
January 18th, 2005, 01:49 PM
ma certamente, hai ragione! però già ora l'eur ha un'architettura interessantissima! sono io il primo a dire che si deve fare molto di più ... e pare che si stia facendo (centro congressi, europarco, velodromo) ... ma ritengo che anche ora sia molto migliore del quartiere di lisbona di qui sopra!

pampero
January 18th, 2005, 03:01 PM
apparte le notizie sulle decine di migliaia di posti di lavoro in più (ma 'ndo stanno??? speriamo!!!) mi sorprende il fatto che ci sia un'inversione di tendenza del numero degli abitanti +150.000 e di nuovo sopra i 2.500.000 abitanti nel comune.

Alla tendenza di crescita della popolazione devi aggiungere anche il fatto che sono stati regolarizzati molti cittadini senza permesso di soggiorno e che quindi prima non risultavano.

Alter-Ego
January 18th, 2005, 03:23 PM
ehmmm scusate ... forse davvero non riesco ad essere obbiettivo ... ma anche l'eur attuale a me sembra essere molto meglio di questo quartiere di lisbona ...
a me personalmente con tutto il rispetto per l'EUR a paragon di foto preferisco Lisbona!

Sonic from Padova
January 18th, 2005, 03:33 PM
Pure io!

SdR
January 18th, 2005, 04:18 PM
mha ... come si dice? .... de gustibus! :)

CAESARS-PALACe
January 18th, 2005, 05:44 PM
Eur

Velodromo----------->Acquacenter

una presentazione Flash sul sito del Eur spa :

http://www.romaeur.it/valori/velodromo.htm

:)

Pavlvs
January 18th, 2005, 06:47 PM
Il nuovo quartiere di Lisbona è un banalissimo centro direzionale, uno di quelli che si trova in qualsiasi città del primo come del terzo mondo, fatto di anonimi palazzoni di vetro (grattacieli mi sembra eccessivo) come ce ne sono a decine di migliaia nel mondo.

L' Eur è il capolavoro del razionalismo fascista Italiano, un complesso unico al mondo che presenta opere che sintetizzano l'estetica di un periodo storico, quello a cavallo tra le due grandi guerre, trai più importanti dell'epoca moderna.

La differenza tra Lisbona, il centro direzionale di Napoli, la defense di Parigi con l'eccezione del grande arco e tutti gli altri centri direzionali moderni del mondo rispetto all'Eur, sta nel fatto che questi sono completamente anonimi, l'Eur no.
Il centro direzionale di Napoli ad es, nonostante i suoi 2 grattacieli da 125 metri, i più alti d'Italia, è un corpo estraneo alla città se non addirittura la negazione della città di Napoli.
Potrebbe essere il centro direzionale di una qualsiasi città del mondo, lo potremmo prendere di peso e trasferirlo a Milano come a Bogotà, a Buffalo come a Pechino, potrebbe stare ovunque tanto è anonimo.
E sempre ad esempio, cosa ha di Lisbona e del suo stile caratteristico, il manuelino, questo centro direzionale che Roma dovrebbe invidiare?
Se andate in uno qualsiasi di quegli angoli d'inferno del mondo, da Sao Paolo a Città del Messico, da Riad a Lagos, da Manila a Calcutta, di centri direzionali così ne trovate a bizzeffe anzi, ne trovate di meglio.

L' Eur invece è caratteristico, è unico, è rispettoso della storia della città, è simbolico, è evocativo (molto evocativo).
Uno guarda l'Eur e pensa "un quartiere così può sorgere solo a Roma".
Uno guarda il centro direzionale di Lisbona e pensa "potrebbe essere a Johannesburg?"

Adoro l'Eur.
Spero solo che le nuove opere che vi faranno riescano a trasmettere il valore di quella Romanità che Piacentini seppe magnificamente cogliere.
Se vi faranno palazzi anonimi stile periferia di Seoul, avranno distrutto l'Eur ed annichilito per sempre il suo fascino, anche se si dovesse trattare di veri grattacieli, roba da 200 metri e più.

PALAZZO DELLA CIVILTA' DEL LAVORO
http://www.andrew.cmu.edu/user/rps/RYAN01-Images/45.jpg

Pavlvs
January 18th, 2005, 07:38 PM
Malgrado tutto appare roseo il futuro della Capitale. La Città Eterna crede nel suo futuro, è capace di integrare le diversità e ha prospettive di crescita economica e occupazionale. Questo l'identikit Roma del 2015, emerso dalle due indagini, rispettivamente del Censis e del Cles al centro del convegno dal titolo ''Roma al 2015. Gli scenari per il futuro della città'', in corso al nuovo Auditorium della capitale.

Secondo l'indagine del Censis, condotta su un campione di mille romani e illustrata dal direttore generale Giuseppe Roma, i cittadini della capitale, per il 92%, sono ''molto-abbastanza soddisfatti'' della vita in città. Un dato questo che colloca Roma al primo posto, rispetto al club della cinque più grandi città europee che comprende Parigi, Londra, Berlino e Madrid.

La stragrande maggioranza, oltre il 78%, sente di appartenere a una comunità cittadina e l'identità romana è sentita dal 58,6% degli intervistati. Il luogo più rappresentativo della città è il Colosseo, indicato dal 49,2%, seguito da San Pietro (19,1%). Uno dei principali problemi avvertiti dai romani resta quello della mobilità. In media i romani impiegano quasi mezz'ora per andare al lavoro o a scuola. Il mezzo più usato è l'auto (48%), seguito dall'autobus (25,8%) e da un 24,3% che va a piedi, un 18,6% che sceglie le due ruote e un 9% che va in metro.

Secondo il Censis, per il 57,3% dei romani la città nel 2015 offrirà ''buone opportunità per chi ha idee e voglia di fare''. Per il 56,1%, inoltre, Roma sarà in grado di realizzare una buona integrazione tra etnie e culture diverse. Elevata è anche la percezione della sicurezza: il 62,5% dei romani intervistati dice di sentirsi ''sempre sicuro''. La vitalità di Roma sarà dovuta, ha sottolineato il direttore del Censis, anche per l'aumento della popolazione specie quella di bambini e giovani, dovuta in gran parte all'immigrazione.

Secondo la ricerca del Cles, illustrata dall'economista Paolo Leon, Roma ha anche buone prospettive di crescita economica ed occupazionale, specie nel settore del terziario. Nel 2015 si stima nell'area della provincia di Roma un incremento dai 255mila ai 312mila addetti. L'economia romana nel suo complesso aumenterebbe tra i 434mila addetti e i 514mila (tra il 2% e il 2,3% l'anno). I settori in espansione risultano essere quelli dei servizi pubblici e privati alla persona. A beneficiare dell'incremento dell'occupazione saranno soprattutto giovani, immigrati e donne.

"Se i romani sono orgogliosi della loro città vorremmo che tutti gli italiani fossero consapevoli di avere una grande capitale", ha detto aprendo il convegno il sindaco di Roma Walter Veltroni. Ad ascoltarlo c'era pure il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, che uscendo ha commentato: "Troppo spesso si è levato un vento che è sembrato voler ferire Roma. Onestà vuole che si possa anche ammettere che c'e' stata una levata di scudi a difesa di Roma".

Il presidente della Camera di Commercio di Roma, Andrea Mondello, ha fatto invece notare che "l'unica strada percorribile per garantire a Roma e al Lazio un percorso di crescita è la collaborazione tra le Istituzioni e la coesione fra le forze sociali". "E' fondamentale - ha osservato Mondello - la ricerca della collaborazione delle organizzazioni sindacali nel processo di definizione delle strategie della Camera di Commercio per lo sviluppo dell' economia locale. Bisogna superare la logica dei veti incrociati che purtroppo aver fatto ritorno in questi ultimi tempi nella nostra città e costituisce l'ostacolo maggiore per la realizzazione di grandi progetti di sviluppo. Una visione omplessiva e strategica comune, basata su un'effettiva unità di intenti, potrà realizzarsi però solo a patto che sia adotti per la capitale un' adeguata forma istituzionale: quella di Roma Regione Metropolitana".

Pavlvs
January 18th, 2005, 10:45 PM
RIQUALIFICAZIONE PIAZZA CAIROLI E PIAZZA GARIBALDI - VELLETRI.

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Pavlvs
January 18th, 2005, 10:50 PM
AMPLIAMENTO GALLERIA NAZIONALE ARTE MODERNA di Diener

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Pavlvs
January 18th, 2005, 10:58 PM
PARCO TALENTI


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Pavlvs
January 18th, 2005, 11:02 PM
TEATRO DI POMEZIA

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Pavlvs
January 18th, 2005, 11:11 PM
CASERMA SALVO D'ACQUISTO

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Eletrix
January 18th, 2005, 11:12 PM
Le costruzioni del parco Talenti sono bizzarre ma azzeccate! Approvo...un tono colorito (ma sembre di buon livello) non guasta mai:)
Grazie per le foto Paulus!:)

capitan harlock
January 19th, 2005, 12:13 AM
concordo con Pavlus..
il punto è che le costruzioni del "ventennio" , e quelle che son venute dopo , pur essendo molto di valore,ora come ora non esprimono il presente della modernita'..
una citta' che si rispetti deve esprimere anche l' oggi oltre al ieri o all' altro ieri..
certo visto che di Roma si tratta le nuove opere devono essere all'altezza e devono affiancarsi a quelle simbolo della citta'...
speriamo che si segua questa direzione....

Alter-Ego
January 19th, 2005, 08:40 AM
Il nuovo quartiere di Lisbona è un banalissimo centro direzionale, uno di quelli che si trova in qualsiasi città del primo come del terzo mondo, fatto di anonimi palazzoni di vetro (grattacieli mi sembra eccessivo) come ce ne sono a decine di migliaia nel mondo.

L' Eur è il capolavoro del razionalismo fascista Italiano, un complesso unico al mondo che presenta opere che sintetizzano l'estetica di un periodo storico, quello a cavallo tra le due grandi guerre, trai più importanti dell'epoca moderna.

La differenza tra Lisbona, il centro direzionale di Napoli, la defense di Parigi con l'eccezione del grande arco e tutti gli altri centri direzionali moderni del mondo rispetto all'Eur, sta nel fatto che questi sono completamente anonimi, l'Eur no.
Il centro direzionale di Napoli ad es, nonostante i suoi 2 grattacieli da 125 metri, i più alti d'Italia, è un corpo estraneo alla città se non addirittura la negazione della città di Napoli.
Potrebbe essere il centro direzionale di una qualsiasi città del mondo, lo potremmo prendere di peso e trasferirlo a Milano come a Bogotà, a Buffalo come a Pechino, potrebbe stare ovunque tanto è anonimo.
E sempre ad esempio, cosa ha di Lisbona e del suo stile caratteristico, il manuelino, questo centro direzionale che Roma dovrebbe invidiare?
Se andate in uno qualsiasi di quegli angoli d'inferno del mondo, da Sao Paolo a Città del Messico, da Riad a Lagos, da Manila a Calcutta, di centri direzionali così ne trovate a bizzeffe anzi, ne trovate di meglio.

L' Eur invece è caratteristico, è unico, è rispettoso della storia della città, è simbolico, è evocativo (molto evocativo).
Uno guarda l'Eur e pensa "un quartiere così può sorgere solo a Roma".
Uno guarda il centro direzionale di Lisbona e pensa "potrebbe essere a Johannesburg?"

Adoro l'Eur.
Spero solo che le nuove opere che vi faranno riescano a trasmettere il valore di quella Romanità che Piacentini seppe magnificamente cogliere.
Se vi faranno palazzi anonimi stile periferia di Seoul, avranno distrutto l'Eur ed annichilito per sempre il suo fascino, anche se si dovesse trattare di veri grattacieli, roba da 200 metri e più.



io non nego l'importanza e la bellezza dell'EUR sotto alcuni punti di vista, ma non tutto mi sembra cosi bello e splendente da meritare ROMA.

http://tinypic.com/1e7xuu

http://tinypic.com/1e7xva

http://tinypic.com/1e7xvs

ps. (guarda bene il CD di Lisbona e vedrai che non è cosi banala come sostieni Tu)

cmq sappi che l'accusa + grande alla citta di Roma espressa da quasi tutti è quella di non avere un centro direzionale all'alltezza

pampero
January 19th, 2005, 10:05 AM
cmq sappi che l'accusa + grande alla citta di Roma espressa da quasi tutti è quella di non avere un centro direzionale all'alltezza

Scusate l'ignoranza ma cosa si intende esattamente per Centro Direzionale?

Pavlvs
January 19th, 2005, 01:07 PM
Dopo la guerra all' Eur sono state costruite schifezze che stonerebbero a Calcutta, sono d'accordo!
Ma quello è stato il periodo nero dell'architettura Italiana, un periodo che non avrebbe senso replicare.
Apprezzo molto ad esempio che il progetto dei 2 nuovi grattacieli all'Eur preveda coperture in travertino, una pietra romana caratteristica della città.
Quanto ai centri direzionali, sono un falso mito.
Centri direzionali li hanno le città americane, che possono benissimo dividersi in città/giorno e città/notte.
Di giorno la vita scorre nei centri direzionali.
Chiusi gli uffici, sciamano tutti nei quartieri periferici.
Questo è un modello di città che, benchè trovi molti imitatori, non ultima Parigi, non mi convince affatto.
E soprattutto è un modello di città per nulla aderente alla storia delle città europee, e di Roma in particolare.
Non dico che non debbano perseguirsi politiche di decentramento nelle periferie, ma ritengo che il centro direzionale di Roma, alla faccia dei moderni urbanisti, sia e debba rimanere l'immenso centro storico della città, uno dei più vasti del mondo se non il più grande tout court.
Centro storico che potrà continuare a vivere solo se conserverà quelle funzioni amministrative che da sempre gli sono proprie.
All'estero hanno dovuto supplire, costruendo centri direzionali moderni, l'esigua dimensione del centro storico.
A Roma ci sono centinaia e centinaia di palazzi che potrebbero benissimo svolgere funzioni direzionali.
Penso a complessi monumentali come il San Michele a Ripa, come il carcere di Regina Coeli, le caserme di Viale delle Milizie, l'immensa struttura dell'ospedale Umberto I°, il più grande d'Europa.
Spazi che andrebbero svuotati delle attuali funzioni e riconvertiti a centri direzionali... nel centro.

Alter-Ego
January 19th, 2005, 03:02 PM
Dopo la guerra all' Eur sono state costruite schifezze che stonerebbero a Calcutta, sono d'accordo!
Ma quello è stato il periodo nero dell'architettura Italiana, un periodo che non avrebbe senso replicare.
Apprezzo molto ad esempio che il progetto dei 2 nuovi grattacieli all'Eur preveda coperture in travertino, una pietra romana caratteristica della città.
Quanto ai centri direzionali, sono un falso mito.
Centri direzionali li hanno le città americane, che possono benissimo dividersi in città/giorno e città/notte.
Di giorno la vita scorre nei centri direzionali.
Chiusi gli uffici, sciamano tutti nei quartieri periferici.
Questo è un modello di città che, benchè trovi molti imitatori, non ultima Parigi, non mi convince affatto.
E soprattutto è un modello di città per nulla aderente alla storia delle città europee, e di Roma in particolare.
Non dico che non debbano perseguirsi politiche di decentramento nelle periferie, ma ritengo che il centro direzionale di Roma, alla faccia dei moderni urbanisti, sia e debba rimanere l'immenso centro storico della città, uno dei più vasti del mondo se non il più grande tout court.
Centro storico che potrà continuare a vivere solo se conserverà quelle funzioni amministrative che da sempre gli sono proprie.
All'estero hanno dovuto supplire, costruendo centri direzionali moderni, l'esigua dimensione del centro storico.
A Roma ci sono centinaia e centinaia di palazzi che potrebbero benissimo svolgere funzioni direzionali.
Penso a complessi monumentali come il San Michele a Ripa, come il carcere di Regina Coeli, le caserme di Viale delle Milizie, l'immensa struttura dell'ospedale Umberto I°, il più grande d'Europa.
Spazi che andrebbero svuotati delle attuali funzioni e riconvertiti a centri direzionali... nel centro.

adesso in parte mi trovi d accordo con te.
cmq il centro di roma va preservato e valorizzato indubbiamente ma non modificato. l'EUR puo e deve fare di +, con architetture contemporanee di pregio (non necessariamente grattacieli) ma non solamente a livello di CD ma come sviluppo della citta, dando dimostrazione di una citta viva e che cresce lasciando sul territorio un segno tangibile del 20°-21° secolo.

Pavlvs
January 19th, 2005, 03:17 PM
NUOVO PORTO COMMERCIALE A FIUMICINO

http://www.fiumicino-online.it/portocommerciale2.jpg

Non ne so molto, chi ne sa di più?

CAESARS-PALACe
January 19th, 2005, 05:07 PM
molto interessante,ho cercato online e sembra un vecchio progetto (1998) ma non è accantonato. Ho trovato questo articolo recente :

PORTI:FIUMICINO;SINDACO,IL NUOVO PORTO GARANTIRA'ESIGENZE CANTIERI
(ANSA) - FIUMICINO (ROMA)- Il nuovo porto commerciale garantira' le esigenze della cantieristica e della nautica locale. E' questa la rassicurazione che il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, ha inteso trasmettere agli operatori portuali in un confronto tenutosi nella sala consiliare sulle problematiche legate alla nuova struttura commerciale, il cui inizio lavori e' atteso nei prossimi mesi. Da parte di diversi operatori sono sorti interrogativi sulle prospettive che l'approdo potra' dare alle realta' locali e su e quali spazi quest'ultime potranno avere. ''Certe preoccupazioni sono infondate - ha spiegato Canapini - vogliamo proseguire in perfetta armonia come abbiamo fatto fino ad ora, perche' sono state proprio le associazioni portuali che hanno avuto un ruolo importante per far capire agli amministratori che esiste una realta' portuale da valorizzare. E proprio per questo, esiste una precisa volonta' da parte nostra di trovare soluzioni che soddisfino le esigenze del settore della cantieristica e della nautica''. Canapini ha inoltre detto che ''per tali ragioni Fiumicino potrebbe divenire il piu' grande distretto nautico della Penisola :omg: e stiamo collaborando attivamente con la Regione Lazio per definire al piu' presto questa iniziativa''.(ANSA). YPG-GB
22/10/2004



ho anche trovato questo :no: :

http://www.mil2002.org/volantini/020613.pdf

CAESARS-PALACe
January 19th, 2005, 09:19 PM
Le contaminazioni del Mercato di Eiffel

L'opera contesa: riflessioni



LA POLEMICA

È spuntata a Natale la bizzarra storia del Mercato di ferro del Perù, architettura transoceanica costruita dall'autore della Tour Eiffel, che migra da Parigi a Lima per ricomparire, un secolo dopo, in un container, a Labico, tra Zagarolo e Valmontone. Dove scatena una gara tra sindaci, principi, cavalieri di Malta: tutti vogliono decidere la sua sede futura, con il colpo di scena del noto architetto competente che si offre di risolvere l'intricato problema.

Si celebrerà la prodigiosa apparizione deponendo la struttura sulle sponde dell'Isola Tiberina o forse, soluzione di riserva, nella zona del Velabro. Ci si aspettava che questa favola, vagamente surreale, si sarebbe conclusa con l'Epifania che, come si sa, «tutte le feste si porta via». E, invece, la favola sembra continuare, divenire un problema reale e sentito, come provano le lettere inviate alla redazione del Corriere. Costringendo a domandarci come mai, tra le infinite possibilità che offrono le terre emerse del nostro pianeta, si possa pensare di far terminare la moderna odissea del mercato di Eiffel proprio sulle rive del Tevere, magari in pieno centro storico, arenato accanto all'altro meteorite che Meier sta costruendo.

Intendiamoci, l'irruzione di forme architettoniche in contesti a loro estranei per storia e cultura può certamente avere, sotto l'inevitabile apparenza kitsch, proprie ragioni e significati. Perfino l'atto di ricostruire un castello francese nella North Carolina poteva comunicare, alla fine dell'Ottocento, il senso di una fuga, testimoniare lo smarrimento di una cultura in cerca delle proprie radici e molto altro ancora.

Ma dell'idea (che speriamo rapidamente accantonata) di trasformare luoghi tra i più densi di significato dell'architettura occidentale calandovi i 1500 metri quadrati di un'astronave di ghisa precipitata da spazi lontani e da tempi remoti si stenta, francamente, a capire il significato.

Certamente più comprensibile è l'ansia del sindaco di Labico che vorrebbe evocare nel proprio comune il fascino della Parigi di Eiffel in astuta versione agrituristica, bizzarra e redditizia. Le esili coperture del mercato di Lima costituiscono, peraltro, il palinsesto di un'architettura meccanica, esportabile, agli albori della civiltà dei consumi.

Nel piccolo universo a ridosso di Valmontone che, ai margini dell'Autostrada, non si riconosce più nella poderosa opera barocca di Mattia De Rossi (la Collegiata, il Palazzo Doria, glorie della città vecchia) queste strutture potrebbero divenire uno straordinario outlet della storia, simbolo di un mondo nuovo e disperso di oggetti che migrano, si dissolvono, si ricompongono.

Sintesi estetica della crisi di un territorio che si va frammentando, dove l'architettura non è più espressione organica di un intorno civile, ma assemblaggio, ibridazione di forme che rispecchia localmente leggi e valori di un mercato planetario.



di Giuseppe Strappa
dal Corriere della sera del 18.01.05



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L'OPERA CONTESA - Anche un principe s'innamora del "mercado" di Eiffel. Il nobile rappresenta i Cavalieri di Malta. Ieri incontro tra proprietario e Ater, oggi sopralluogo degli esperti della Provincia.

Ora si è fatto avanti anche Luigi di Quintana Bellini Trinchi, principe di Cagnano. A nome dei Cavalieri di Malta ha chiesto ufficialmente di rilevare il manufatto attribuibile a Gustave Eiffel. L'intenzione dell'ex Ordine militare è nobile: ristrutturarlo e riportarlo al suo antico splendore. Nei prossimi giorni il principe farà pervenire un'offerta scritta.

Le prime valutazioni degli esperti che hanno esaminato le travi sono concordi: il telaio risale con ogni probabilità proprio al secolo scorso. Lo si evince dalla tecnica utilizzata per costruirlo e dal tipo di attacchi. È bastato grattare la ruggine dai bulloni perché spuntassero fuori le iniziali dei produttori «PC». Potrebbero stare per «Paris Construction». Ma è solo un'ipotesi, molto improbabile. È un fatto invece che tutti la vogliono. Tutti vogliono l'opera salvata dalla demolizione un anno fa da un collezionista romano che l'ha comprata in Perù e portata in Italia a bordo di un avventuroso viaggio in nave.

Secondo Aldo Romano, questo il nome del collezionista, le travi e le colonne furono smontate a Lima su ordine del sindaco. Facevano parte di un Mercato stile liberty commissionato ai primi del Novecento. «Lo ricordo benissimo - aggiunge la sua testimonianza alle altre Sonia Lisa Vega Perez, una peruviana incuriosita dalla vicenda - il Mercato stava nel quartiere Vittoria. Si vendeva di tutto, ma era muy peligroso, era frequentato malissimo». In più occasioni il proprietario ha confermato di non voler scatenare un'asta. E non ha cambiato idea. Ieri ha incontrato il presidente dell'Ater, l'Istituto autonomo case popolari orientato a recuperare la struttura per farne la sede di una sua associazione. Intanto, un gruppo di architetti locali si è riunito e ha deciso di rimettersi all'Ordine degli architetti per valutare il da farsi.

Oggi i tecnici inviati dalla Provincia di Roma e accompagnati dall'assessore alla Cultura Vincenzo Vita esamineranno da vicino il manufatto. Mentre il sindaco di Valmontone Angelo Miele non ha cambiato idea: «Lo prenderemo noi». La pensa così anche il suo collega di Labico, Andrea Galli: «Non possiamo permettere che quest'opera esca di qui. Molti privati in questi giorni si sono offerti come sponsor. Stiamo esaminando varie soluzioni».

L'elenco dei soggetti interessati ad acquistare l'antica struttura costruita dall'ideatore della Tour Eiffel non finisce qui. Dopo Comune di Roma e Regione Lazio, nelle ultime ore si sono fatti avanti anche il titolare di una catena commerciale di Fiumicino e una nota agenzia pubblicitaria. Il vecchio Mercato insomma fa gola a tutti. Anche se per ora i 28 mila chili di ferro e ghisa restano chiusi in un container. Insieme al mistero di Eiffel.



di Claudio Marincola
da Il Messaggero del 22.12.04

:) :) :) :) :)

CAESARS-PALACe
January 19th, 2005, 10:01 PM
Il suo gemello invece è ancora a Quayaquil, in Equador. Intatto, impermeabile agli anni, celebre per il suo autore e per il Mercado do sur che si svolge al suo interno.

è questo :) :


http://gosouthamerica.about.com/library/graphics/19091051MercadoSurGuaya.jpg

http://gosouthamerica.about.com/library/graphics/19091202Eiffel.jpg

http://gosouthamerica.about.com/library/graphics/19091305ironwork.jpg

sarebbe bello vedere un progetto di Fuksas con questo mercato.Un vero tesoro in stile Liberty :happy:

Pavlvs
January 20th, 2005, 11:34 AM
Vista dall'alto la forma della Roma storica appare originata, prima ancora che dalla successione straordinaria dei suoi monumenti, dalle geometrie degli isolati che si susseguono compatti. Anzi, proprio questo alternarsi del pieno degli edifici al vuoto degli spazi pubblici sembrerebbe un'evidente chiave di lettura della città del passato. E tuttavia, a Roma, l'apparenza nasconde sempre ordini più complessi, come strati profondi preformati nella memoria che danno significato a quanto emerge in superficie.

In realtà spesso non è il perimetro degli isolati la matrice che permette di comprendere la città, ma i percorsi, nuovi ed antichi, lungo i quali in origine si addossavano, alleate, le case. Il termine «contrada» esprime bene questa forma di solidarietà architettonica ed umana che univa l'una all'altra, insieme, le case e le vite dei loro abitanti attraverso uno spazio condiviso, accentrante, dove nascite, drammi, amori, morti di ogni famiglia divenivano storie comuni. L'ordine classificatorio dell'isolato contemporaneo, prodotto della densificazione e del traffico convulso, è entrato solo più tardi, prepotentemente, nel nostro modo di leggere la città irrigidendo la vitalità dei tessuti in una disposizione convenzionale, esito della scissione tra il mondo costruito e lo spazio pubblico esterno. Per questo liberare dal fiume d'automobili il centro storico potrebbe significare, nello stesso tempo, un progresso e una riconciliazione: aggiornare i tessuti restituendo, anche, il loro senso più autentico.

L'iniziativa di riservare ai pedoni il Tridente va salutata, dunque, come una fortunata rivoluzione perché qui sono ancora custodite, nel modo più organico, le tracce dell'originario legame tra abitazioni e percorsi, leggibile nel processo formativo di lotti ed edifici il cui orientamento «ruota» nel corso delle fasi d'edificazione che si sono succedute da via Ripetta a via del Babuino. Ma proprio questo legame solidale imporrebbe che il progetto di trasformazione degli spazi pubblici costituisse il centro e il motore di un parallelo recupero edilizio. È quanto verrà sperimentato nell'area di via Margutta dove, anticipando le indicazioni sui «programmi integrati» del nuovo Piano Regolatore, si prevede di accettare come fisiologiche limitate modifiche del tessuto. Sembra questa, peraltro, l'unica strada che consente di non abbandonare l'inevitabile cambiamento alla deregulation del mercato e delle sanatorie: il Comune che coordina e integra tra loro gli interventi non solo su spazi pubblici ma anche, attraverso incentivi, su proprietà private.

Il compito dell'assessore Morassut di far confluire le volontà dei mille abitanti dell'area in un solo progetto condiviso sembra, a Roma, un'impresa epica. Ma ne vale la pena. Gli spazi di case ed atelier fatiscenti, i cortili che partecipano alla vita della città, potrebbero divenire il laboratorio di un nuovo, originale metodo d'intervento estendibile all'immenso patrimonio dell'edilizia storica romana.



di Giuseppe Strappa
dal Corriere della sera del 30.12.04



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Tridente, nuove luci e più spazio ai pedoni - Via del Corso, un ritorno allo stile Ottocento. Ristrutturazione del Tridente: cantieri a primavera. Poi toccherà a via del Babuino e via di Ripetta. L'operazione avverrà in tre fasi: si comincia da via del Corso. Quattro milioni già stanziati, appalto a primavera. Il progetto di riqualificazione prevede marciapiedi ampliati e il recupero di via Margutta. I marciapiedi in basalto grigio saranno ampliati, al centro rimarranno i sanpietrini. L'architetto Gennaro Farina: «Sarà un restauro filologico».

Da piazza del Popolo a largo Goldoni il restyling di via del Corso abbraccia anche via del Babuino, via di Ripetta, oltre al recupero di via Margutta: il progetto, che costerà quasi 4 milioni di euro, è destinato a trasformare profondamente il volto del Tridente, che sarà sempre più riservato ai pedoni. Migliorerà anche l'illuminazione e ogni 50 metri verranno sistemati cartelli segnaletici che indicano il tratto vietato a moto e auto. L'operazione avverrà in tre fasi, con tre diversi appalti: il primo partirà nella primavera del 2005, mentre sta per aprire, entro la fine di gennaio, il cantiere per la riqualificazione di piazza di Spagna. Ma i lavori in centro non sono finiti: stanno per essere costruiti 700 posti auto all'interno della collina sotto piazzale del Pincio. Il progetto finanziato dalla Sta costerà 21 milioni di euro. L'avvio delle procedure di gara è previsto per la primavera del 2005 e l'inizio dei lavori ad ottobre dell'anno prossimo. La conclusione dopo due anni.

Per via del Corso hanno ritrovato i documenti dell'ultima ristrutturazione della strada, quella della metà dell'Ottocento. E a queste carte d'epoca si è attenuto l'ufficio Centro storico per progettare la riqualificazione della strada fra piazza del Popolo e largo Goldoni. Un restyling che abbraccia anche via del Babuino e via di Ripetta, destinato a trasformare profondamente il volto del Tridente, che sarà sempre più riservato ai pedoni. Un'operazione che include via Margutta, con il primo grande «recupero urbano» nel centro della capitale. E così mentre sta per aprire, entro la fine di gennaio, il cantiere per la riqualificazione di piazza di Spagna, va avanti anche il progetto di risistemazione del Tridente. Lavori per 3 milioni e 986 mila euro, già stanziati, oltre un milione e 600 mila euro inseriti nel Bilancio che dovrà essere approvato dal consiglio comunale. «Vogliamo arrivare a un sistema integrato di pedonalizzazioni nel centro storico - afferma l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut - che sia legato ad una concreta riqualificazione delle aree destinate solo a chi va a piedi, come è già via del Corso». Le conferenze dei servizi stanno per partire, ed ecco come cambierà il volto del centro della città.

L'operazione che avverrà in tre fasi, con tre diversi appalti, ed inizierà probabilmente con via del Corso, già da tempo pedonale fra piazza del Popolo e largo Goldoni, ma senza una adeguata ristrutturazione. «Abbiamo ritrovato i documenti ottocenteschi - spiega il direttore dell'ufficio Centro storico, l'architetto Gennaro Farina - e sarà un restauro filologico e conservativo». I marciapiedi in basalto grigio si amplieranno, mentre nella parte centrale verranno conservati i sampietrini; saranno rifatti i sottoservizi e potenziata l'illuminazione. Per questo primo lotto la conferenza dei servizi sarà a gennaio, l'appalto dopo tre mesi. Toccherà poi a via del Babuino, dove sia residenti che commercianti chiedono una minore invasione di auto. Per questo è già stato «ampliato» il marciapiede con una striscia bianca continua disegnata sull'asfalto per quasi tutta la sua lunghezza e con il cartello ogni 50 metri del cerchio blu con l'omino bianco che indica che lo spazio è riservato ai pedoni. «Adesso intendiamo dare a questa linea - spiega Farina - un segno di carattere architettonico con l'allargamento dei marciapiedi». Anche qui basalto grigio e cigli in travertino sardo, con un «cuneo» all'inizio, dove verrà ricavato il parcheggio per i taxi che oggi sono in piazza di Spagna. Verranno risistemate anche tutte le vie laterali che conducono al Corso.

Per ultima toccherà a via di Ripetta, fino a piazza Augusto Imperatore, con una risistemazione che rispecchia le precedenti e che tende ad eliminare la sosta laterale. «In ogni caso - conclude l'assessore Roberto Morassut - Noi intendiamo raggiungere come per le altre pedonalizzazioni già attuate, un accordo generale che tenga conto sia delle prescrizioni delle sovrintendenze e degli enti interessati, che del contributo delle maggiori associazioni dei commercianti e dei residenti».



COINVOLTI GLI ATELIER- Via Margutta, un recupero «d'arte».

Ma la vera scommessa è il piano di recupero urbano di via Margutta. Il primo mai attuato in questo modo per un centro storico, perchè prevede l'impegno oltre che dell'amministrazione comunale di tutte persone interessate ad una nuova vita per una delle strade più famose e amate della città. E se per il momento vi è solo un fondo di 450 mila euro per rifare la pavimentazione della strada, i sottoservizi ed anche in questo caso l'illuminazione (tutte le strade del Tridente interessate dall'intervento la sera sono un po' buie), il progetto più a lungo termine prevede un grande piano di recupero «integrato». In questa strada si è infatti formato un movimento che include sia le botteghe d'arte che i commercianti ed i residenti, con la scommessa di giungere ad un accordo che permetta il recupero degli edifici di grande valore storico che affacciano sulla strada, con un restauro ed una «bonifica igienica» di questi immobili: nonostante siano in uno dei luoghi più fascinosi di Roma sono a volte in condizioni precarie. «L'idea è quella di riattivare questi spazi, dai grandi cortili alle botteghe - spiega Roberto Morassut - per creare un circuito culturale legato agli atelier d'arte che caratterizzano la strada. Per questo siamo in contatto con una "rete" di associazioni che si è già costituita e che è coordinata da Tana De Zulueta, che mira non solo a realizzare un progetto di recupero urbanistico, ma anche di recupero culturale per rilanciare la funzione di via Margutta come strada d'arte». Nei cortili dei grandi palazzi si potrebbero creare spazi per esposizioni, dibattiti culturali, presentazione di libri. E così le botteghe diventare luoghi di aggregazione culturale, o «di mille iniziative che caratterizzano la storia della capitale - aggiunge l'architetto Gennaro Farina - visto che nella via c'è anche la sede dei Fratelli Alinari, con il loro archivio fotografico. È un "Piano di recupero integrato" che stiamo studiando - aggiunge - e che è decisamente complesso. Per questo pensiamo a un piano di che possa essere attuato anche non in contemporanea o tutto insieme, ma perfino per singoli complessi o edifici».

Nello studio che l'ufficio Centro storico sta redigendo si sta valutando perfino la possibilità di riqualificare gli edifici demolendo le «superfetazioni» degli ultimi anni con una riorganizzazione delle cubature interne. In ogni caso, però, non vi saranno aumenti di spazio, ma verranno rispettate le cubature preesistenti.


LA SOSTA - Pincio: due anni per il parcheggio. Quasi tutti i posti saranno riservati ai residenti. Chicco Testa, presidente della Sta: «L'obiettivo è quello di rendere finalmente libere le strade dalle auto».

E per risistemare il piazzale del Pincio, una volta costruito il parcheggio, sono stati ripresi i progetti originali del Valadier. Collegati strettamente l'una agli altri, la pedonalizzazione sempre più avanzata del Tridente ed i circa 700 posti auto all'interno della collina, anche i programmi di realizzazione stanno andando avanti - per quanto possibile - in contemporanea. «L'obiettivo, ma anche il sogno - afferma il presidente della Sta, la società per la mobilità del Campidoglio Chicco Testa - che ci sta spingendo a realizzare il parcheggio sotterraneo del Pincio è quello di rendere finalmente libere le strade del Tridente dalle auto in sosta: Potremo così riassaporare in maniera completa la bellezza di una parte rilevante e così suggestiva della città storica». Nei giorni scorsi, in una prima conferenza dei servizi, il parcheggio ha avuto il via libera di tutti gli uffici comunali interessati: e proprio in questo quadro è stato anche approvato il progetto preliminare per risistemare il piazzale riprendendo i progetti originali. Una sistemazione che prevede perfino la copertura con due metri di terreno vegetale e l'impianto di nuove alberature. Qui fra agosto e settembre sono state anche effettuate cinque trincee grandi più tre minori per le dovute verifiche archeologiche. L'avvio delle procedure di gara è previsto per la primavera del 2005 e l'inizio dei lavori ad ottobre dell'anno prossimo. La conclusione dopo due anni. L'opera del costo di 21 milioni di euro sarà totalmente a carico della Sta, senza spese per l'amministrazione comunale.

Il cantiere sarà il meno invasivo possibile e interesserà soprattutto la terrazza del Pincio su piazzale Napoleone I, cominciando però da una distanza di 15 metri dalla balconata, per mantenerla fruibile per romani e turisti. Su questo piazzale sorgerà poi una delle rampe di accesso, mentre l'altra sarà nel giardino restrostante piazza del Popolo. L'accesso delle macchine avverrà invece da viale Gabriele D' Annunzio, in prossimità del primo tornante a salire. Con un piccolo cambio di circolazione, perchè questo breve tratto del viale oggi a senso unico diventerà a doppio senso.

Il parcheggio sarà costituito da sei livelli destinati alla sosta ed un piano di smistamento. Sarà realizzato nel sottosuolo del piazzale Napoleone I e sarà sostitutivo della sosta su strada, sarà quindi destinato quasi esclusivamente ai residenti del centro storico, con una quota di posti anche a rotazione.

Tra i servizi «integrativi» sono già alo studio una navetta a trazione elettrica da 27 posti, con frequenza ogni sette minuti, che coprirà un percorso di circa due chilometri; nelle ore di minore affluenza sarà invece disponibile un servizio a chiamata con un veicolo elettrico da 5 posti.

Pavlvs
January 20th, 2005, 11:37 AM
Capacità creative, investimenti nelle nuove tecnologie, esaltazione delle risorse turistiche, incentivi alla mobilità. Riparte da qui la scommessa di Roma sul decennio che l'attende. Nuove sfide da affrontare, nuovi traguardi da raggiungere: la Capitale punta su se stessa, ma, quasi a sorpresa, si scopre che le sue armi vincenti si chiamano "periferia" e "immigrazione", ma senza dimenticare il ruolo chiave delle future generazioni, i giovani di oggi, i protagonisti di domani.

Il sindaco Veltroni, giunto alle 9.30 all'Auditorium per la seconda giornata del convegno "Roma 2015", è stato il primo a intervenire e per una buona ora le sue parole hanno colto l'attenzione di una platea sempre crescente.
"Quando otto mesi fa abbiamo pensato a questo convegno - esordisce il sindaco - l'obiettivo era quello di proiettare questa città fra dieci anni: crescere, fare in modo che i cambiamenti migliorino la vita dei cittadini mantenendo l'anima di Roma".
Lungo ma ricco di speranza il cammino della città: "I romani - spiega Veltroni - guardano con fiducia al loro futuro, perché vedono nelle virtù della città qualcosa che il tempo può rendere esplosivo".

Ottimistiche le previsioni per la Città Eterna nei prossimi anni: si attende un'occupazione in crescita fino al 2,4% e in questo cambiamento saranno le donne ad avere un ruolo di primo piano.
Ma le novità sono altre. "Per me - continua il sindaco - è importante sapere che la percezione positiva della città arriva dalla periferia".
Difficile il recupero delle risorse, ad esempio per la realizzazione di 20 nuovi centri anziani. Veltroni tuttavia promette che nè l'Ici, nè l'Irpef, così come i trasporti scolastici e le mense saranno toccati. Ma per far sì che Roma sia artefice del proprio destino Veltroni ribadisce la necessità di poteri regionali alla Capitale. "E' per questo che Regione, province,Comune ed enti locali chiederanno un emendamento"

Appena atterrato da Madrid il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo sposa la causa del sindaco (guarda il video): "Parlare di Roma in modo razionale è difficile, perché questa città emoziona troppo". Messi da parte gli elogi alla Città Eterna Montezemolo riflette sullo sviluppo capitolino: "Qui trovo la fotografia di una città che ha fiducia nel futuro, merito anche del cambio anagrafico della classe dirigente. A Roma - aggiunge - credo che sia stato realizzato il fondamentale rapporto tra industrie e servizi. Ma non dimentichiamo il commercio e il grande ruolo delle Università". E proprio soffermandosi sul futuro degli atenei il presidente di Confindustria suggerisce: "Meglio qualche facoltà in meno ma un centro di eccellenza in più". La competitività e la burocrazia sono i "freni" delle imprese. Ma quando si parla di turismo si illumina il volto del presidente della Fiat: "Se c'è una città che può fare del turismo la propria bandiera è proprio Roma,. L'Italia è al quinto posto come attrazione turistica, dietro paesi come Spagna e Cima. Il turismo è la grande scommessa imprenditoriale, ma la bellezza non basta: serve qualità e un'offerta migliore. Roma ha una grande sfida davanti a sé".

La Capitale per il presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera, invece, non è solo la città della burocrazia e dell'arte, ma anche della tecnologia: "Oggi - spiega - il 93% della popolazione romana può essere raggiunta dalla banda larga senza alcun problema. Ma - aggiunge - nonostante lo sviluppo tecnologico ci sarà sempre una necessità di infrastrutture che permetteranno ai cittadini di muoversi meglio. Roma può dare e ricevere molto".

Ambiente: è ancora uno dei temi più a cuore dell'amministrazione. Per il presidente nazionale di Legambiente, Roberto Della Seta gli interventi passano attraverso la cura del sole, del verde e del silicio. In merito a quest'ultima spiega: "A New York, alle spalle della Biblioteca pubblica, esiste il Byrant park, un parco pubblico dove grazie al wi-fi è possibile collegarsi a internet senza fili. Perché non promuovere una nuova versione anche a Roma?".

Edilizia: I dati rivelano che il fabbisogno abitativo crescerà nei prossimi dieci anni come conseguenza dell'aumento demografico. In materia di buoni casa il Comune ne erogherà da giugno per circa 11 mila famiglie. Ma la città potrà contare anche su 36 milioni di metri cubi previsti dal Piano regolatore per l'edilizia residenziale.

Sanità: "Vorrei che Roma si specializzasse per la tutela dei bambini. Abbiamo - spiega il sindaco - le grandi esperienze del Bambin Gesù e di altre strutture oncologiche". L'obiettivo è soprattutto quello di creare un centro d'accoglienza per i genitori dei piccoli pazienti provenienti da zone lontane.

Mobilità e opere viarie: Veltroni difende il Passante a Nord-Ovest di recente apertura, valorizzandolo come opera strategica della città. Nel bilancio 2005 del Comune la spesa per il trasferimento corrente del trasporto passerà da 382 a 419 milioni di euro.
Via libera del Cipe alla realizzazione della Metro C: la gara d'appalto partirà il 14 febbraio.
"Ma - annuncia Veltroni - entro la primavera del 2006 pubblicheremo l'avviso di project financing per una parte consistente della linea D, da Nuovo Salario a lungotevere Dante, 14 km che serviranno un'utenza di 250 mila cittadini". In questo quadro la nuova Stazione Tiburtina diventerà presto il principale nodo di scambio della rete della mobilità urbana romana. "Quando avremo 4 linee della metropolitana - annuncia il sindaco - potremo chiudere il centro storico alle auto".

Aeroporto di Fiumicino: polo strategico per il Comune che chiede ad Alitalia di rafforzare la sua presenza su Roma, ma anche di rilanciare l'aeroporto di Campino e quello dell'Urbe.

Università: Il sindaco annuncia che La Sapienza troverà nuovi spazi presso l'ex Vetreria Sciarra, nel vecchio edificio della Zecca all'Esquilino e nella ex Snia Viscosa. A Tor Vergata nascerà la sede della nuova agenzia spaziale. Ma nell'area del secondo ateneo romano, con i fondi di Roma Capitale nascerà il nuovo Palazzo dello Sport per basket, volley e nuoto.

Pavlvs
January 20th, 2005, 11:40 AM
Roma, 19 gennaio 2005 - La Capitale che guarda al futuro fa leva sui giovani. E durante "Roma al 2015", convegno dedicato al prossimo decennio della città, passa la parola a undici ragazzi, pronti a fornire quel "punto di vista nuovo, più fresco" che il sindaco Walter Veltroni ha chiamato in causa durante l'inaugurazione della prima giornata. Hanno esposto così il loro piano d'attacco al futuro, undici talenti in erba, giudicati "tra le migliori personalità romane e nazionali", capaci di confrontarsi su idee nuove, che spaziano dalla valorizzazione del patrimonio artistico allo studio delle emergenze sociali, dalla riqualificazione dell'ambiente alla scelta di trasporti ecosostenibili, dallo studio delle nuove professioni all'uso della tecnologia al servizio del design. "Delle teste - come le racconta Andrea Mondello, presidente della Camera di commercio - senza schemi o banalità e senza i vizi del passato". Obiettivo comune, lungo un decennio, quello di indicare una direzione nuova a una città che è già nel "club" delle prime cinque grandi capitali, insieme a Parigi, Londra, Berlino e Madrid. Tutto ciò partendo da una nuova classe dirigente e creativa, cercando spunto nei modelli attuati nelle altre metropoli o puntando su scelte che migliorino la qualità della vita, economica, sociale e culturale.
La sfida lanciata otto mesi fa, ha coinvolto il Censis e il Cles e centinaia di menti al lavoro, durante 5 workshop volutamente lasciati "in ombra", come ha tenuto a precisare Veltroni. Lo spirito era quello di fornire una fotografia del futuro potenziale della città, prendendo in considerazione, oltre all'opera di monitoraggio e alle proiezioni degli istituti di statistica, delle nuove linee di sviluppo. Ecco alcune delle riflessioni, degli auspici e delle proposte più significative esposte durante l'incontro.

EMERGENZE SOCIALI: ROMA CAPITALE APERTA
Attrezzarsi all'accoglienza degli stranieri e delle persone disagiate, perché "melting pot" non sia solo un modo di dire ma diventi un obiettivo di convivenza in una capitale aperta. Questa la proposta di Federico Bonadonna, dirigente della sezione "Emergenza sociale e accoglienza" del Comune di Roma. Per il relatore le baraccopoli metropolitane, in cui "latitano" in condizioni precarie molti dei 200 mila stranieri della Capitale, devono essere sostituite con delle alternative dignitose. Secondo Bonadonna, non è chiudendo le frontiere che si fa crescere una grande città, ma è fornendo interventi mirati. Come quello che ha riguardato il cosidetto "hotel Africa", nei pressi della stazione Tiburtina, dove, fino allo scorso agosto, decine di stranieri di diverse etnie condividevano uno spazio insalubre in condizioni pessime. La soluzione è stata lo spostamento in strutture migliori, in grado di assicurare uno stile di vita più sano e sicuro. Stessa buona sorte è toccata agli 800 rumeni dell'ex Snia Viscosa, in zona Prenestina. E per il futuro, l'auspicio è quello di poter continuare in questa direzione.

PATRIMONIO ARTISTICO: CONIUGARE ANTICO E MODERNO
Far coesistere le anime opposte di Roma, da sempre antica e moderna, locale e globale. Ecco l'auspicio di Maria Marini Clarelli, soprintendente della Galleria d'arte Moderna, la meno giovane fra i partecipanti al meeting, da anni in prima linea per la valorizzazione del patrimonio culturale della Capitale. Per la relatrice le contraddizioni artistiche di Roma vanno protette con delle strategie a lungo termine che prevedono, ad esempio, l'impostazione di un programma serio contro il vandalismo. Per rendere Roma meta di un turismo di qualità non ci si può basare poi solo sui grandi monumenti, icone della città. Sulla scia delle grandi capitali si deve puntare all'ammodernamento dei musei e alla "riconquista" di quegli spazi museali"dimenticati" come la zona dell'Eur. Per evitare che le strutture adibite all'arte chiudano durante le ferie, periodo di maggior afflusso dei turisti, la soluzione indicata è poi quella di passare alla vigilanza privata. Per quanto riguarda le grandi mostre, che hanno subito un incremento in quantità e qualità, si chiede poi uno sforzo di cooperazione fra gli enti che le organizzano, in modo da renderle eventi programmati in un calendario generale, al fine di evitare una dannosa concorrenza. Per finire l'attenzione della Clarelli si sposta sulla valorizzazione dell'arte contemporanea, a partire dal recupero delle periferie come nuovi centri culturali. L'obiettivo per il 2015 è così un programma che riguardi la Quadriennale, le gallerie e le collezioni private e gli investimenti sugli artisti italiani e stranieri.

TRASPORTI: IL FUTURO E' NEL FERRO
"La chiusura al traffico della città avvenuta la scorsa domenica è un po'come la medicina cinese, all'inizio fa un male ma poi cura". Dalla voce di Raimondo Orsini, esperto ambientale di Trenitalia, un messaggio chiaro a favore di provvedimenti che mirano alla limitazione dell'auto privata, cercando un'alternativa valida nella "cura del ferro". L'aupicio perciò è quello di inseguire i modelli di Parigi e Londra, dando vita al progetto, già in cantiere, delle nuove linee metropolitane B1, C e D e della rete di tram. Lo scopo è valorizzire il ruolo dei mezzi pubblici nel futuro della città. La soluzione è quella trovata ad esempio a Vienna, dove, in quattro anni è cambiato completamente il sistema di trasporti cittadino, puntando al pubblico e riducendo fortemente le spese rivolte alla mobilità dei privati. Ma Orsini guarda ancora più avanti, chiedendo a Roma di diventare un esempio per le altre metropoli, in vista della scadenza, nel 2012, degli accordi di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

NUOVO PIANO REGOLATORE: UNA CITTA' POLICENTRICA
Puntare al policentrismo, dotando la città dei nuovi "cuori urbani" della periferia. Questa la direzione indicata da Francesca Rossi, dottoranda in Architettura de La Sapienza, "perché la Capitale, che dal punto di vista geografico è già multicentrica, lo diventi anche dal punto di vista organizzativo". La proposta di suddivisione della città in sottoaree che puntino soprattutto a valorizzare la periferia è già inserita nel nuovo piano regolatore. L'idea convincente nasce dall'assunto che Roma, coi suoi 129mila ettari di territorio, è uno dei comuni più estesi d'Europa. La necessità di una suddivisione territoriale e amministrativa, è quindi una risposta naturale, e nel 2015 potrebbe diventare una realtà per tutti i cittadini.A livello delle istituzioni questa suddivisione "armonica" del territorio, si tradurrebbe in uno stretto rapporto fra i vicini Comuni e la Provincia. Il modello è di nuovo quello parigino, con il coinvolgimento delle ad ampio raggio delle amministrazioni limitrofe e la costruzione "dal basso" della città.

NUOVO CETO DIRIGENTE, LAVORO IN ROSA
"Noi giovani siamo i migliori azionisti del nostro futuro". Con questo motto ha chiuso il suo brillante intervento Emilia Gangemi, presidente dei giovani industriali di Roma, che per il 2015 vede il lavoro in rosa. Puntare sull'aumento dell'occupazione femminile, portandola in dieci anni dall'attuale 45% al 61%, è l'obiettivo indicato. Le soluzioni da sperimentare sono quelle che aprono la strada a una classe dirigente creativa, contro le problematiche dell'invecchiamento urbano. In particolare la Gangemi ha proposto di "valorizzare le tre T, talento, tecnologia e progresso", attraverso una serie di progetti già compiuti e altri a cui si sta lavorando. Fra questi centrale è l'intensificazione dei rapporti fra mondo del lavoro e università, come è avvenuto con il progetto "Joblinker" che ha coinvolto i ricercatori di Tor Vergata. E ancora, il trasferimento del sapere e l'attuazione di adeguate politiche della formazione, puntando al merito e al talento. Altre strade suggerite sono quelle di moltiplicare gli interventi nel sociale e di sostenere l'inserimento dei giovani romani nel contesto europeo, perché Roma sia davvero "città aperta".

therock
January 20th, 2005, 01:02 PM
20/1/2005
Roma: pronta la magna charta del decoro urbano

Roma - Sarà distribuita a partire da domani la Carta del Decoro, scritta dall'Ufficio capitolino per il Decoro Urbano e contenente principi, consigli e norme di repressione per chi sporca e rovina la città e i suoi spazi. L'obiettivo è quello di sensibilizzare la cittadinanza, fornendo un quadro complessivo dei comportamenti che aiutano a migliorare decenza e pulizia in città, di quelli che invece provocano degrado e del lavoro che il Comune svolge quotidianamente nel settore della manutenzione urbana.
Tra giugno 2003 e dicembre 2004, l'Ufficio Decoro Urbano ha ricevuto circa 3.500 richieste di intervento; e in un solo anno il Comune e le aziende collegate hanno speso circa 7 milioni di euro per riparare i danni causati dal vandalismo.

CAESARS-PALACe
January 20th, 2005, 04:56 PM
un altro articolo sul acquario all'EUR

20/01/2005
Un acquario per il Parco del lago all'Eur

http://www.romaeur.it/gest_news/news/acquario2.jpg

Per la riqualificazione del Laghetto, EUR S.p.A., guidata da Paolo Cuccia Presidente e Mauro Miccio Amministratore Delegato, in occasione del C.d.A. odierno ha deliberato un’importante progetto: “Mare Nostrum Aquarium”, museo acquatico-multimediale del Mediterraneo che realizzerà con il soggetto privato promotore dell’iniziativa, il Consorzio Expo-Med/R.R.Service Virtual Project. ‘Mare Nostrum Aquarium’ sorgerà nei pressi della stazione metro Palasport: una struttura che con i suoi 16.500 mq ha come obiettivo quello di attirare migliaia di visitatori al mese, ai quali oltre ad un’esposizione permanente offrirà anche mostre temporanee, spettacoli e incontri. ‘Un progetto ambizioso che vede EUR S.p.A. proseguire nell’impegno di tutela del patrimonio artistico e paesaggistico del territorio: doteremo l’Eur e la Capitale di un nuovo centro di valorizzazione ambientale, di ricerca scientifica e intrattenimento. - dichiara il presidente Paolo Cuccia - Per la sua realizzazione, come già sperimentato sia per il Palalottomatica che per il futuro Centro Congressi Italia, ci avvarremo ancora una volta della formula del project-financing, per il quale abbiamo calcolato un valore complessivo degli investimenti pari a 55 milioni di euro: una parte sarà impiegata per la costruzione del “complesso Acquario”, un’altra per gli interventi di bonifica del Lago, per la realizzazione di parcheggi, per l’installazione di impianti ed attrezzature per servizi, come anche per la presentazione e lo start-up della struttura.’ EUR S.p.A. ricorda inoltre la valenza sul piano occupazionale di un progetto come ‘Mare Nostrum Aquarium’, che al suo interno ospiterà anche diverse attività commerciali, dal merchandising alla ristorazione, creando nuova occupazione nel quartiere per lavoratori diretti, collaboratori esterni e unità impegnate nei servizi in out-sourcing. ‘Un progetto come quello del « Mare Nostrum Aquarium » - prosegue il presidente di EUR S.p.A. - ci consentirà di emancipare l’Eur dal ruolo esclusivo di polo direzionale della città, e avvicinarlo ulteriormente ai cittadini riaffermandolo come vero centro storico.

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Pavlvs
January 21st, 2005, 11:00 AM
A fine dicembre il taglio di nastro fu rimandato causa maltempo; ieri, giovedì 20 gennaio, è stato finalmente inaugurato il restauro dei giardini di Villa Sciarra, a ridosso di Trastevere, tra via Dandolo e via Calandrelli lungo le mura Gianicolensi.
I lavori, avviati lo scorso marzo e conclusi di recente grazie ad un finaziamento di circa 110 mila euro delle Banche Cotesoriere del Comune, hanno restituito il parco alla sua veste settecentesca, ricostruita sui disegni originali, completandolo con nuovi percorsi, nuove panchine e con il ripristino delle fontane. Il recupero ha valorizzato la vegetazione di pregio della villa, nota per la ricchezza e varietà delle specie, tra cui i 120 esemplari di piante esotiche provenienti dall'America e dall'Asia. Ricreata anche la sagomatura delle siepi, eseguita secondo le regole dell' “ars topiaria”.
Realizzati inoltre nuovi impianti (irrigazione e fognature) e trasferite le giostre e la pista di go-kart per ricostruire l’atmosfera d’epoca. Villa Sciarra, tra le più piccole ville storiche romane (sei ettari al confine tra I e XVI Municipio), è stata già oggetto di interventi per il Giubileo del 2000. Furono allora create le aree di sosta, costruite murature di accesso, consolidato il terreno, recuperata nell’essenziale la vegetazione originaria – tra cui i lauri citati da D’Annunzio ne “Il piacere” –.
Intanto il programma di riqualificazione del verde pubblico romano continua nei prossimi due mesi, con la prevista conclusione dei restauri del Parco Nemorense e di Villa Bonelli e con la riapertura a febbraio di Villa Chigi. Nelle prossime settimane saranno aperti i cantieri per il restauro della vegetazione di Villa Torlonia, Villa Mercede, Villa Lais e Villa Carpegna. A maggio, poi, cominceranno i lavori a Villa Flora e al Parco degli Scipioni; a settembre a Villa De Sanctis. L’investimento del Campidoglio (Assessorato all’Ambiente) per questa serie di interventi è di circa cinque milioni di euro.

http://www.comune.roma.it/immagini/villasciarra.jpg

Pavlvs
January 21st, 2005, 11:12 AM
PORTA DEL PARCO DI MONTE MARIO

REALIZZAZIONE DI UN PARCHEGGIO INTERRATO
E DI UN CENTRO POLIFUNZIONALE
SULLA BASE DEGLI STRUMENTI URBANISTICI ED EDILIZI ATTUALMENTE IN VIGORE.

http://www.comune.roma.it/patrimonio/progetti/clodio/prospetto3.jpg

Un parcheggio sotterraneo per 1.500 posti auto e una struttura polifunzionale, anch'essa in parte sotterranea, dedicata allo spettacolo, alla cultura e a studi televisivi, verranno realizzati nell'area situata alle pendici di Monte Mario, proprio a ridosso di piazzale Clodio.

http://www.comune.roma.it/patrimonio/progetti/clodio/verdechiusa.jpg
http://www.comune.roma.it/patrimonio/progetti/clodio/verdeaperta.jpg

E' la Porta del Parco di Monte Mario, il progetto per il quale la giunta comunale il 21/10/2003 ha compiuto il primo passo verso l'approvazione definitiva dell'accordo di programma, e che dovrà poi passare in consiglio comunale.

http://www.comune.roma.it/patrimonio/progetti/clodio/piantasunero.jpg

Successivamente, forse entro 6 mesi, si potrà bandire la gara per l'individuazione del soggetto privato che presenterà il progetto, finanzierà l'opera e la gestirà per il periodo di tempo previsto dalla gara stessa.

"Diamo grande importanza alla qualità del progetto e a come questo si integrerà nel contesto naturale", spiega Claudio Minelli, assessore al Patrimonio e titolare dei Progetti speciali del Comune di Roma, che sottolinea anche come non si sia resa necessaria nessuna variante urbanistica per la realizzazione del progetto, che sorgerà su un'area oggi alquanto degradata e confinante con piazzale Clodio.

Oltre alla compatibilità con il contesto circostante alle opere, che verranno realizzate in gran parte sotto la superficie del terreno per circa 23mila metri quadrati, Minelli assicura anche "l'impegno di seguire l'operazione in grande collaborazione sia con il consorzio di gestione del Parco sia con gli uffici giudiziari".

http://www.comune.roma.it/patrimonio/progetti/clodio/prospetto2.jpg

Dei 1.500 posti auto distribuiti su 2 piani interrati, infatti, circa 600 saranno destinati alle funzioni del tribunale mentre i rimanenti verranno utilizzati a ore.

Sul parcheggio sarà realizzato un edificio polifunzionale destinato ad attività di spettacolo, a studi televisivi e attività culturali, le cui funzioni verranno individuate in concreto nei progetti che parteciperanno alla gara.

Se i parcheggi saranno interamente sotterranei, anche questo edificio sarà in gran parte interrato, emergendo dal terreno per un volume inferiore alla metà.

L'ingombro complessivo della struttura sarà di circa 3mila metri quadrati, all'interno dei quali rientrano anche le superfici da destinare a un ristorante e ad attività commerciali di supporto.

http://www.comune.roma.it/patrimonio/progetti/clodio/sez4_copia.jpg

Il terreno in superficie verrà infine sistemato a verde pubblico.

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I'mBack
January 21st, 2005, 02:40 PM
1,

I'mBack
January 21st, 2005, 02:41 PM
2 et

I'mBack
January 21st, 2005, 02:44 PM
Voila il post ke volevo aggiungere (ho scritto 2 posts "nulli" giusto x cambiare pagina, troppe foto nella precedente, ke rallentano la lettura del thread soprattutto quando il forum e' affollato.... quasi sempre!)

Da "Il Messaggero" di ieri:

«In tre anni faremo 1.500 opere»

Veltroni: «Investimenti da 4,7 miliardi, così cambieremo il volto della Capitale»

di CLAUDIO MARINCOLA «Lo sviluppo di una città non si misura solo dal Pil, ce ne sono alcune che hanno una crescita impetuosa ma che nessuno prenderebbe come esempio». Veltroni cita Robert Kennedy per spiegare la sua idea di «Roma 2015». E subito dopo cita anche Primo Levi, il passaggio in cui lo scrittore torinese definisce i romani come il «popolo meno retorico, idolatrico e fanatico della terra». Roma città futura è un pendolo che oscilla tra queste due definizioni. Un insieme di sogni da realizzare e un’anima da conservare. L’occasione per elencare i sogni e rimetterli in ordine di apparizione è stato ieri la seconda e ultima giornata del convegno organizzato da Zètema all’Auditorium. Titolo: “Roma 2015”, scenari per il futuro della città». Un parterre di industriali e imprenditori, rappresentanti del mondo del lavoro e amministratori locali. «Il nostro sogno per la Roma che verrà è arrivare alla completa chiusura del centro storico», ha iniziato il sindaco - ma chiudere al traffico il centro sarà possibile quando a Roma ci saranno quattro linee della metropolitana e sarà riorganizzato il sistema di trasporto di superficie». Quattro linee metro. Cioè il doppio di quante ne corrono ora sotto il sottosuolo. Veltroni ha indicato i tempi che occorreranno per mettere in cantiere questo sogno underground mentre alle sue spalle scorrevano le diapositive con la mappa delle nuove metro: «Entro la primavera del 2006 sarà pubblicato l'avviso del project financing per una parte consistente della linea D che collegherà il Nuovo Salario a Lungotevere Dante. La linea, con 22 chilometri e 24 stazioni, collegherà la città storica con i quartieri Talenti, Montesacro e Salario a Nord, e Trastevere, San Paolo, Marconi, Magliana ed Eur a Sud». La prima tratta avrà una lunghezza di 14 chilometri con 14 stazioni e ogni giorno permetterà a 250 mila cittadini di spostarsi più agevolmente nella città. L’altra data da mettere nell’agenda è molto più vicina: il 14 febbraio avvieremo le procedure di gara per la metro C». Questa la stretegia per combattere il problema numero uno: il traffico. Il Comune di Roma investirà 4,7 miliardi di euro nel prossimo triennio per realizzare circa 1500 opere. Veltroni ha elencato altri obiettivi: «La nascita a Tor Vergata della nuova Agenzia Spaziale e sempre sui terreni dell’università, con i fondi di Roma capitale, il nuovo palazzo dello sport per basket, volley e nuoto». Il sindaco ha ipotizzato che nello spazio che oggi ospita la vecchia Fiera possa sorgere un Campus universitario. L’Università La Sapienza troverà invece nuovi spazi nel vecchio edificio della Zecca all’Esquilino, nell’ex Snia Viscosa e nell’ex Vetreria Sciarra. Infine il progetto legato ai Fori Imperiali, ancora fumoso e oggetto per anni di dispute accademiche archeologiche. «Organizzeremo un convegno al quale seguirà un concorso e si terrà conto delle indicazioni avanzate dall’ex sovrintendente archeolgico Adriano La Regina».

I'mBack
January 21st, 2005, 02:47 PM
Speriamo solamente ke le cose incomincino a muoversi veramente (ma kissa' quante volte ce lo siamo detto!!)

Cmq, aggiungo anke qui una proposta di Veltroni, ke ho gia' postato su un'altra parte del forum ma ke nn credo verra letta molto! A me questa proposta piace molto:


Accordo con l’Alitalia per una linea low cost di nome Roma

Fare una linea low-cost per migliorare i collegamenti della capitale e chiamarla «Roma». È la proposta che Walter Veltroni ha già rivolto ad Alitalia per potenziare il trasporto aereo a servizio della Capitale. «Se Alitalia non riesce a coprire altre tratte da Roma - ha spiegato Veltroni - la mia proposta è quella di metterci insieme, attorno ad un tavolo, e cercare di immaginare una compagnia low-cost da realizzare, oltre che con Alitalia, insieme a Camera di Commercio e imprenditori romani». Il sindaco ha ribadito il ruolo «strategico» che l'aeroporto di Fiumicino ha per Roma e quindi la necessità che Alitalia «rafforzi le tratte. Penso, ad esempio, alla Cina, ad una serie di collegamenti perchè per andare in Africa non bisogna dover passare da Bruxelles. Da parte del governo deve crescere una maggiore consapevolezza della necessità di assumere impegni concreti sulla infrastrutturazione dell'aeroporto di Fiumicino, di quella che è la “porta internazionale” di Roma e del Paese».

fcom1
January 21st, 2005, 04:25 PM
Ma precisamene cosa faranno in Piazza di Spagna per la riqualificazione?

Pavlvs
January 21st, 2005, 05:33 PM
Quanto a piazza di Spagna, i lavori - del costo di 1.900 mila euro - dureranno dieci- dodici mesi. Il restyling prevede la pavimentazione a sanpientrini e basaltine, compresa la salita di San Sebastianello. L’aiuola dei palmizi, in prossimità di quattro piante, avrà un profilo a semicerchi utilizzabili come panchine. Di fronte è previsto un gazebo in vetro, smontabile, destinato ai vigili urbani, alle forze dell’ordine e per i telefoni pubblici. Dell’attuale parcheggio auto resteranno solo 20 posti per i residenti e altri per le merci merci. I taxi avranno un parcheggio in piazza Mignanelli e potranno circolare, insieme ai mezzi di soccorso, lungo una corsia, contraddistinta da un diverso disegno dei sanpientrini. Potranno transitarvi anche i residenti diretti verso i cortili condominiali. E chissà, forse tornerà ai piedi della scalinata l’edicola dei fiori: «Non abbiamo ancora deciso la collocazione - afferma Gennaro Farina - perché non è necessario stabilirla adesso». Ma i fiori al termine della scalinata, come nelle foto anni cinquanta, sono una tentazione.

I'mBack
January 23rd, 2005, 02:31 PM
Visitando il forum spagnolo ho trovato questo thread a proposito del progetto "Stadio delle Aquile". Io al dire il vero nn l'avevo mai sentito e voi? Il post e' spagnolo ma penso ke sia abbastanza kiaro x tutti. (in ogni caso spero veramente ke si fara@! Ho provato a fare una ricerca su google ma nn e' ke abbiato trovato molto! Qualcuno ha un aggiornamento su questo progetto?

Nuevo STADIO DELLE AQUILE en Roma.

Este es el estadio que pretende construir el Lazio en Roma.

Estudio de diseño: AMAgroup
Arquitecto: ALFONSO MERCURIO

El estadio estará equipado con techo retráctil para ser cubierto si fuese necesario. El techo hecho de un material de ultima generación será semitranspirable para evitar un efecto invernadero. También tendrá células fotovoltáicas para poder ahorrar energía. El estadio tendrá 40.000 localidades aunque podrá ser ampliado hasta las 60.000 en un futuro. El complejo también tiene una piscina olímpica, tiendas, un museo. Con la cubierta cerrada y un suelo especial que se instalaría sobre el cesped, el estadio podrá ser usada como edificio multiusos para conciertos y otro tipo de eventos indoor.

http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/AMAgroup1.jpg

http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/AMAgroup2.jpg

http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/AMAgroup3.jpg

http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/AMAgroup4.jpg

http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/AMAgroup5.jpg

http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/AMAgroup6.jpg

http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/AMAgroup7.jpg

pampero
January 23rd, 2005, 02:41 PM
Visitando il forum spagnolo ho trovato questo thread a proposito del progetto "Stadio delle Aquile". Io al dire il vero nn l'avevo mai sentito e voi? Il post e' spagnolo ma penso ke sia abbastanza kiaro x tutti. (in ogni caso spero veramente ke si fara@! Ho provato a fare una ricerca su google ma nn e' ke abbiato trovato molto! Qualcuno ha un aggiornamento su questo progetto?


Se n'è già parlato nel forum principale italiano. Il progetto probabilmente resterà tale dato che a quanto ho capito la proposta di Lotito è di costruirlo in un *SUO* terreno che risulta *NON* edificabile. Capito il paraculo? :) Lo stadio comunque è stupendo.

Paxromana
January 24th, 2005, 11:00 AM
Ieri con moglie e figlia (5 anni) siamo andati a vedere Villa Sciarra incuriositi dalle notizie realtive all'inaugurazione del restauro del 21 scorso con Veltroni e C.
Che ve lo dico a fare!!! ERA LA SOLITA BUFALA!!! Difatti:
la villa è sempre quella scalcinata del restauro postgiubileo. La parte che degrada verso valle rimane una giungla infrequentabile bisognosa di urgentissimi interventi di disboscamento e restauri di vasche e fontane.
L'unica parte rifatta è il giardinetto davanti alla villa, di per se modesto rispetto alla bisogna. Per fortuna le giostrine sono state scacciate.
Grande delusione insomma!!!!

Pavlvs
January 24th, 2005, 12:15 PM
Beh, i lavori sono stati iniziati, mica finiti :)

Qualche cantiere c'è.

Aspettiamo e vediamo !!

Pavlvs
January 24th, 2005, 05:33 PM
Roma, 24 gennaio 2005 - Un posto dove i corridoi non finiscono mai, dove tutto è di tutti e quindi di nessuno, dove il vandalismo è un atto di rivolta che si ritorce contro se stessi. L'edificio di Corviale, meglio noto come il "Serpentone", è un esperimento architettonico noto in tutto il mondo: un edificio lungo 1000 metri dove vivono 4mila persone in mille e duecento appartamenti. Un posto da cui uscire, come nell'intenzione degli architetti del "gruppo fiorentino", solo per andare a lavorare. In realtà il progetto, nato negli anni '70, ebbe degli effetti disastrosi, di cui è un simbolo il famigerato "quarto piano", occupato abusivamente fin dal 1982.

Per sanare quest'opera colossale - oltre 180mila metri di cubatura, praticamente la stessa del "Pentagono" statunitense - la Regione Lazio ha deciso di avanzare un progetto di riqualificazione grazie all'autorevole collaborazione di due università, la facoltà di Architettura "Ludovico Quartoni" de La Sapienza e la Columbia University of New York. I due istituti lavoreranno insieme grazie a un finanziamento di 150 milioni di euro.

"Da un punto di vista residenziale l'Unità Abitativa di Corviale è un fallimento - spiega il preside della facoltà di Architettura de "La Sapienza" Lucio Barbera - ma è impensabile ormai credere di poter abbattere questo edificio, che ormai è parte integrante dell'identità di migliaia di persone che vi abitano". Piuttosto, spiega Barbera off the records, sarebbe utile dislocare gli abitanti che ne facciano richiesta in edifici circostanti, liberando così spazi per servizi. Originariamente, infatti, gli architetti avevano pensato di integrare nell'edificio anche un centro commerciale, per realizzare il progetto un po' utopistico di una vera "città in miniatura". Ma il progetto saltò proprio perché l'allora Iacp, che aveva commissionato l'opera, non ricevette mai l'autorizzazione a costruirvi altro che unità residenziali: da allora il quarto piano, lasciato vuoto appositamente, fu occupato abusivamente. Oggi invece, grazie all'art.11 sull'edilizia urbana, il piano originario potrebbe effettivamente essere rimesso in piedi. "Il nostro progetto - spiega il presidente dell'Ater ex Iacp, Marco di Cosimo - è quello di ricostruire proprio al quarto piano residenze regolari, spostando tutti i servizi al piano terra. Si potrebbe pensare a un ufficio delle poste, una banca, una postazione dei carabinieri e anche un fast food, perché no". Più in generale, l'idea è quella di dividere il complesso a 5 macroaree, ognuna con i suoi ascensori e i suoi servizi, spezzando la granitica unità dell'edificio.

Il progetto attraverso cui intervenire su questo complesso architettonico sarà discusso in questi due giorni di lavori alla Regione dagli enti coinvolti, ma non dovrebbe avere tempi troppo lunghi: le università contano di raccogliere tutti i dati necessari entro 6 mesi, e di stendere un progetto - fattibile secondo le risorse stanziate - fra gennaio e giugno del 2006. Sentiti gli abitanti, si potrà, a partire dal prossimo autunno, procedere concretamente agli interventi. "E' una riforma urgente, tanto più perché la semplice manutenzione dell'edificio richiede risorse immense - spiega il presidente dell'Ater - solo per cambiare gli ascensori abbiamo speso 2 milioni di euro".

Belsize
January 24th, 2005, 07:13 PM
ma è mostruoso un palazzo lungo un 1km!!! :runaway:
avete delle foto di questo serpentone???

Niger
January 24th, 2005, 08:36 PM
http://www.exibart.com/foto/25882(1).jpg
http://www.emegastore.it/IncubatoreCorviale/Immagini/Corviale.jpg http://www.thatsrome.20m.com/2001_0221aa.jpg http://www.thatsrome.20m.com/pictures/corviale2.jpg

SdR
January 24th, 2005, 08:40 PM
l'ultima foto non è il serpentone, forse è una foto di corviale ma a confronto del serpentone l'ultimo palazzo è un bruco! :)

Pavlvs
January 24th, 2005, 08:55 PM
L'Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia, appresa la notizia della storia del Padiglione di Eiffel,
ne riconosce il grande valore culturale e si rende disponibile, tramite una lettera scritta dal Presidente arch. Amedeo Schiattarella alle autorità competenti sul territorio di Roma, a dare un contributo operativo e di sostegno per qualunque iniziativa si riterrà opportuno intraprendere.

http://www.architettiroma.it/fpdb/notizie/gennaio2005/6793-lastrutturadieiffelinequador.jpg

Questo padiglione è un capolavoro.
NOI ROMANI LO VOGLIAMO....ORA.

Disponibile a montarlo!!
Datemi un cacciavite!!

CAESARS-PALACe
January 24th, 2005, 09:03 PM
Si, Corviale è davvero raccapricciante ma anche incredibile,
1 km !!! :runaway:


queste foto sono di Stefano Latini
(sito : http://digilander.libero.it/78mangu/RomaSole/rf1.html )


http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/Corviale3.jpg

http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/Corviale1.jpg

http://img.photobucket.com/albums/v80/breakfast/Corviale2.jpg

Pavlvs
January 24th, 2005, 09:26 PM
FERROVIE A ROMA

http://www.alessandropardi.it/trasporto_collettivo/mappe/roma_ferro_2003.gif

I'mBack
January 24th, 2005, 09:43 PM
Il serpentone e' talmente mostruoso ke .... a me piace! Ci sono stato qualke volta (ma nn troppe!!) xke' avevo degli amici ke vivevano la. La sera nn e' ke ti senti proprio sicuro, ma di giorno si respira quasi un "aria da paese", poike' all'entrata di ogni blocco c'e' un piccolo piazzale e c'e' sempre gente di ogni eta', raggruppata in piccoli gruppi. Ma la cosa ke mi ha fatto quasi "ridere" e' ke una di queste mie amike si vantava di vivere nel lotto "X" (nn mi ricordo piu' quale!) ke secondo tutti era il meglio tra gli altri, mentre il lotto "Y" era considerato il peggiore x viverci!! Io tutta questa differenza nn l'ho mai vista!? :D

I'mBack
January 24th, 2005, 09:48 PM
Pavlvs, bella cartina! Ma sai ke cosa indicano i numeri accanto ad ogni stazione? (il tempo di percorrenza dal terminale?)

Hai pensato di postarlo anke nel thread dei transporti? Si potrebbe inviare anke a Urbain.rail.net...?

I'mBack
January 25th, 2005, 12:07 AM
Questo padiglione è un capolavoro.
NOI ROMANI LO VOGLIAMO....ORA.

Disponibile a montarlo!!
Datemi un cacciavite!!

CONCORDO!! E' da un mese ke seguo questa storia con passione e spero veramente ke trovino una "degna" collocazione! (al dire il vero la proposta di Fuksas nn e' ke mi attiri molto!)

pampero
January 25th, 2005, 09:36 AM
Per quel che riguarda il raddoppio della Pineta Sacchetti è quasi pronto. Forse ce la fanno entro i tempi promessi (prima settimana di febbraio) dato che sono una decina di giorni che hanno evidentemente accelerato i lavori aumentando anche il personale presente...persino ieri sera mentre rientravo a casa all'1.30 stavano facendo dei lavoretti! Speriamo che questi lavori risolvano definitivamente i problemi di traffico che ci son sempre stati in questa zona...problemi accentuati dall'apertura del Passante NO (anche se c'è da dire che nelle ore di punta la presenza di vigili urbani era notevole e stranamente efficace).

PS: Magari domenica se non ci lavorano faccio qualche foto per farvi vedere come sta venendo.

Paxromana
January 25th, 2005, 11:17 AM
Due parole su Corviale.
Per vedere un intensivo popolare ben tenuto, basta vedere a Trieste il complesso di Rozzol Melara, costruito all'incirca nella stessa epoca con una cubatura di poco inferiore.
Chiedere agli amici di Trieste!!!
Se è possibile poi rinunciare alla parola "serpentone" (coniata da qualche giornalista superficiale, probabilmente Pullara sul Corriere della Sera) che evoca forme lunghe e sinuose sarebbe meglio. Si tratta invece di una rigidissima stecca lunga appunto un chilometro, dalla cui metà parte una stecca più bassa e più corta (quella visibile nell'ultima foto) posizionata a 45° circa!!!

CAESARS-PALACe
January 25th, 2005, 11:42 AM
Firmato da Fuksas, sorgerà all'Eur e costerà 200 milioni. Centro congressi Italia disco verde per i lavori.

Il via ai lavori per il Centro congressi Italia lo darà giovedì il Consiglio comunale. L'opera sarà realizzata all'Eur, con 200 milioni, tra i viali Europa, Colombo, Asia e Shakespeare, con il sistema del project financing che garantirà agli investitori privati la gestione del manufatto per un lustro. Porterà la firma di Massimiliano Fuksas che 5 anni fa vinse un concorso internazionale con un progetto valutato come il migliore da 9 degli 11 commissari. Occorreranno almeno 3 anni per realizzare il Centro che potrà accogliere 11 mila persone, sarà dotato di un hotel con 600 camere e di una hall espositiva di un ettaro sotto la "nuvola" di acciaio, simbolo dell'auditorium "acchiappaturisti".



di Carlo Picozza
da La Repubblica del 24.01.05

:banana: :cucumber: :soon:

Paxromana
January 25th, 2005, 11:53 AM
Maxxi, grande opera senza fondi
A rischio il cantiere di via Reni

Il progetto dell'architetto Zaha Hadid cancellato dalla Finanziaria. Per proseguire servono 15 milioni di euro entro febbraio. Sarà il Museo del contemporaneo. Unico salvataggio possibile nel decreto legge sulla competitività allo studio del ministero dell'Economia.

È a rischio il cantiere del Maxxi, il cantiere del Museo per le arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid nelle ex caserme di via Guido Reni. Le imprese sono al lavoro, impegnate nella realizzazione di un edificio ad altissima tecnologia, enorme, complesso e delicato, il nuovo cuore pulsante di un quartiere che diventerà il centro dell'architettura contemporanea a Roma. I fondi, elargiti due anni fa dal ministero per le Infrastrutture per un'opera commissionata dal ministero per i Beni culturali, sono ormai arrivati agli sgoccioli tanto che se nel tempo di un mese non dovessero esserci novità i lavori dovrebbero inevitabilmente essere interrotti.

Come per tante altre opere grandi e piccole previste per la Capitale, a oggi di sovvenzioni in vista non ce ne sono nemmeno per il museo nelle ex Caserme Montello: nella legge Finanziaria non c'è traccia di ulteriori stanziamenti per consentire al cantiere, giunto in una fase piuttosto delicata, di proseguire. La prima tranche di intervento è stata finanziata con quindici milioni di euro dopo un primo definanziamento della legge istitutiva del museo, la 237 del 1999. Un'opera che i tecnici stessi giudicano «importante e delicata», nata da un'idea di Walter Veltroni da ministro dei Beni culturali e benedetta una simbolica posa della prima pietra da parte del ministro Giuliano Urbani nel marzo 2003 dopo mesi di demolizioni dei vecchi edifici militari.

Il destino del Maxxi, il suo completamento e il rispetto dei tempi di realizzazione, sono appesi a un decreto legge che è una specie di libro dei sogni, nelle cui pagine approda ciò che - in tutta Italia - è stato derubricato dalla Finanziaria: in queste settimane l'allarme per il rischio blocco del cantiere è arrivato negli uffici del ministero dell'Economia su sollecitazione dei Beni culturali. Unica possibile soluzione è inserire un capitolo speciale sul museo nel cosiddetto "decreto legge sulla competitività" che dovrà essere approvato a breve dal Governo.

In questi giorni in via Guido Reni i lavori procedono, è stata già ordinata la magnifica copertura di cristallo, tocco di classe di un progetto tutto concentrato sulla valorizzazione della luce: «Confido che i fondi arriveranno. Si tratta di un cantiere ad altissima tecnologia in cui il fermo dei lavori può portare danni anche pesanti, un po' come potrebbe accadere in una fabbrica dove ci sono elementi deteriorabili», spiega Pio Baldi, direttore generale per l'Architettura e l'arte contemporanee. Meno olimpico il clima sul fronte delle imprese impegnate nella realizzazione dell'opera: «Stiamo lavorando a tutto ritmo, è stata appena ultimata la parte delle fondazioni e il primo livello dell'edificio. È un'opera complessa, fatta con pannelli particolari, con materiali delicati. Adesso abbiamo davanti almeno un anno e mezzo di lavoro - commenta Claudio Cerasi, a capo dell'impresa Sac - I fondi sono agli sgoccioli. Se non arrivano rifinanziamenti da qui a un mese saremo costretti ad interrompere i lavori. Mi chiedo davvero se questo museo arriverà mai alla fine. A oggi posso dire che possiamo proseguire soltanto fino a fine febbraio e comunque non oltre quanto è stato finanziato».

Ancora quindici milioni di euro è la somma necessaria per procedere a pieno ritmo nell'anno in corso, altrettanti soldi servirebbero per l'anno successivo, considerato che l'inaugurazione del Museo, gioiello incastonato nel cuore del Flaminio, tra l'Auditorium di Renzo Piano e non distante dall'area dove sorgerà l'Agenzia spaziale progettata da Massimiliano Fuksas, è prevista per il primo semestre del 2006.

il progetto - Il progetto di Zaha Hadid è tra i più ambiziosi realizzati a Roma. Seimila metri quadri di esposizione solo per le collezioni.
le collezioni - La Darc sta preparando il contenuto del museo: acquisiti cinque archivi di architetti, da Rossi a Scarpa, e opere di artisti viventi.
alta tecnologia - In cantiere lavorano attualmente ottanta operai ogni giorno a cui si aggiungono direttori di lavori e altri tecnici.
opera record - Sessanta milioni di euro è il costo complessivo dell'opera, inizialmente stimato in 125 miliardi di lire.

Fonte: Repubblica 21-1-05 (estratto Ordine architetti Roma homepage)

Pavlvs
January 25th, 2005, 02:24 PM
Pavlvs, bella cartina! Ma sai ke cosa indicano i numeri accanto ad ogni stazione? (il tempo di percorrenza dal terminale?)

Hai pensato di postarlo anke nel thread dei transporti? Si potrebbe inviare anke a Urbain.rail.net...?


Onestamente non mi è chiaro.
Credo sia una mera enumerazione, boh!!
La cartina non è mia.
Per postarla su Urbanrail bisognerebbe almeno chiedere il permesso all'autore (rintracciabile su "proprietà")

I'mBack
January 25th, 2005, 10:07 PM
Parlando di Serpentone, voila' un articolo uscito oggi su "Il Messaggero":

di MARCO GIOVANNELLI Dividere per ...



di MARCO GIOVANNELLI

Dividere per riqualificare. Addio Serpentone di Corviale: il monoblocco di cemento sarà “tagliato” in cinque settori. L’Ater sta mettendo in cantiere progetti per 19 milioni di euro ai quali se ne aggiungeranno altri 6 del secondo contratto di quartiere. Con questi soldi sarà diviso il Serpentone, saranno realizzati marciapiede e piazzette pedonali sulle coperture inclinate della autorimesse, saranno costruiti nuovi ingressi per ogni singola scala ma anche nuove scale e ascensori. La seconda parte del finanziamento servirà invece per costruire 112 nuovi alloggi recuperando tutti gli ambienti non residenziali del piano libero. «Corviale è un esperimento fallito - ha dichiarato Marco Di Cosimo, presidente dell’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale - e noi stiamo lavorando a un’idea di settorializzazione del palazzone in cinque piccole comunità».
Corviale è un mostro urbanistico di oltre 800mila metri cubi, abitato da 1.202 famiglie, cioè circa quattromila persone. Una cittadella che nel ’75 costò l’equivalente di oltre 16 milioni di euro e che doveva diventare un modello di organizzazione abitativa. Il Serpentone (960 metri di lunghezza, alto 37 e profondo 23) rappresentava l’utopia di un progetto che comprendeva scuole e biblioteche, uffici comunali e ambulatori medici, una chiesa, il mercato coperto, negozi e altri servizi. Venne tutto vanificato perché i servizi non trovarono spazio e la caratteristica principale del lungo palazzone è diventata il degrado per il quale sono accorsi architetti ed esperti italiani, americani e cinesi. Il tutto coordinato dalla Regione. «Oggi stiamo firmando la convenzione che permetterà una fattiva collaborazione tra la Regione, l’università italiana e quella degli Stati uniti - ha commentato Lucio Valerio Barbera, preside della facoltà di architettura “Quaroni” dell’università La Sapienza -. Il primo studio sarà completato entro settembre-ottobre di quest’anno. Poi metteremo in campo le strategie urbanistiche e il ventaglio di proposte sarà pronto a metà del 2006. La soluzione migliore è proprio quella di suddividere il Serpentone in 5 mini quartieri con ascensori e servizi indipendenti». La convenzione è stata sottoscritta anche da Richard Plunz, esperto di urbanistica dell’Università Columbia di New York accompagnato da Viren Brahmbhatt, direttore della Housing autority di New York (una specie di istituto per le case popolari) ed ha suscitato l’interesse dell'architetto cinese Liu Kecheng dell’università di X’ian.
«Mai più quartieri ghetto - ha detto Luciano Ciocchetti, assessore regionale all’urbanistica -. La convenzione si inserisce in un quadro di interventi, previsti non solo per Corviale, ma anche in altri quartieri della periferia romana per i quali sono previsti finanziamenti per 50 milioni di euro. L’idea che vogliamo seguire in quartieri come Laurentino 38 e Tor Bella Monaca è quella della demolizione e ricostruzione nella massima trasparenza».

SdR
January 25th, 2005, 10:52 PM
23 Gennaio 2005

Giustiniano Imperatore
Macchine in azione tra 3 mesi per smontare gli edifici: saranno realizzati 111 appartamenti

Gigantesche gru telecomandate smonteranno pezzo a pezzo gli edifici, uno sterminato puzzle di 33 mila metri cubi. Ora che il sindaco Veltroni ha firmato le ordinanze e il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, inserendo il programma di via Giustiniano Imperatore tra le emergenze nazionali, seconda solo agli smottamenti di Sarno, tutto è pronto. L’intervento sarà a carico della Protezione civile e durerà due mesi. I proprietari degli appartamenti hanno ricevuto la notifica dove si dice che «entro 90 giorni» bisognerà provvedere. «Abbiamo già individuato una delle due ditte che eseguiranno i lavori - spiega Gianfilippo Biazzi, direttore dell’Ufficio comunale Stabili pericolanti - non sarà necessario sgomberare la zona e nemmeno il terzo edificio, che non presenta problemi di stabilità. Useremo tecniche sofisticate, sensori, bracci elettronici, cercheremo di non sollevare troppa polvere».
Nel gergo immobiliare quella che sta per iniziare viene definita una speculazione controllata. Verranno realizzati 111 appartamenti, in media di 90 metri quadrati l’uno. Ai proprietari costeranno 950 euro al mq più Iva, un terzo del valore reale. Il costruttore potrà contare su una quota aggiuntiva di edilizia residenziale (circa il 30%). Una sorta di compensazione. Il tessuto residenziale verrà ricucito e ampliato, portato a 7394 abitanti con un incremento di 2041 persone rispetto al 2001. Costo totale: 85 milioni di euro.
Un intervento senza precedenti che al Comune non costerà un euro. E segnerà una pagina nuova dell’urbanistica romana, un terreno dove il tema della demolizione e della ricostruzione di edifici privati ha sempre attecchito poco incontrando granitiche resistenze a causa delle procedure complesse che avrebbe innescato. In altre capitali europee la sostituzione edilizia, sia pubblica che privata, è prassi. Si pensi a Berlino dove interi quartieri anche sulla spinta di eventi storici hanno cambiato volto anche snaturandosi. O a Parigi dove l’accostamento moderno/antico è un leit-motiv architettonico. Piaccia o non piaccia.
La vicenda dei palazzi di via Alessandro Severo e di via di Villa di Lucina, realizzati all’inzio degli anni ’50, impegna da tempo ingegneri, architetti e urbanisti. È esplosa in tutta la sua gravità circa tre anni fa. Quattro immobili di 8/10 piani minati sin dalla nascita da un vizio d’origine, costruiti sull’alveo fluviale di un corso d’acqua. Il dissesto idrogeologico aveva provocato sin dai primi anni in alcune abitazioni l’apertura di piccole crepe. Ma soltanto quando alcuni locali assunsero l’aspetto di un piano inclinato se ne comprese il rischio.
La svolta risale al primo sgombero del 16 novembre 2001, quando furono evacuati gli edifici di via Alessandro Severo 105/a e 105/b. Il 19 dicembre scorso a seguire la stessa sorte furono i vicini della porta accanto, l’isolato di Via Villa di Lucina 26/a e 26/B. In tutto 4 rampe di scale e 110 famiglie costrette a lasciare le proprio e abitazioni per essere ospitate nel complesso ex Iacp di Santa Palomba. Il Comune di Roma ha inserito il progetto dentro un programma di riqualificazione urbana dell’intero quadrante. Un passaggio accompagnato inizialmente dallo scetticismo dei residenti. «È un’esperienza di grande valore non solo per la città ma per tutto il Paese - commenta oggi l’assessore all’Urbanistica, Roberto Morassut - la prima in assoluto se si escludono gli sventramenti del fascismo. Operazione di tutt’altro segno, decisa dall’alto, senza il consenso dei cittadini che anzi durante il Ventennio vennero “deportati” altrove».
In questo caso invece i residenti si sposteranno solo di pochi metri quando - entro il 2007 assicura il Comune - potranno rientrare nelle nuove abitazioni. Sul posto è stato realizzato un Infobox in stretto rapporto con le associazioni locali e i comitati. I proprietari si costituiranno in Consorzio per seguire i lavori. «Un ruolo molto importante è stato quello di Risorse per Roma - riconosce l’architetto Gabriella Raggi, che ha sbloccato la situazione nel momento più delicato - senza una pianificazione economica e finanziaria dell’intervento non sarebbe stato possibile concepire un programma che prevede la cessione e la riorganizzazione di spazi pubblici». Un turbillion di carte bollate tra oneri di concessione, diritti edificatori, incentivi urbanistici, contributi straordinari. Fino al concorso internazionale aggiudicato il 17 luglio scorso agli svizzeri Durig ag Architecs e alla delibera votata dal Consiglio comunale a dicembre. Ora la parola passa alle gru.

Pavlvs
January 26th, 2005, 11:07 AM
Giustiniano Imperatore DEVE diventare una sorta di nuovo paradigma per l'edilizia di Roma.
L'edificazione prossima ventura non deve essere fatta a scapito dell'agro, cementificando gli spazi verdi rimasti ( che grazie a Dio a Roma sono comunque tantissimi).
Dovrà essere un'edilizia di sostituzione, sbaraccando i tanti quartieri-ghetto oggi esistenti, ed edificandovi sopra cubature anche superiori, ma decisamente di migliore qualità.
Si potrebbe cominciare con certe cacate fatte dal duce: San Basilio, Primavalle, Quarticciolo, per poi passare a certi obbrobbri ( con 4 b) fatti da DC e PCI, Torrevecchia, Casilino, Prenestino, Corviale etcetc...
Si radono al suolo quelle miserrime casette terzomondiste o quei palazzoni gulag-style(salvo alcune piazze di un certo rilievo) e si edificano palazzi moderni, in cortina, coi balconi, il box, l'antenna ed il riscaldamento centralizzato ed i pannelli solari sul tetto.
E magari con una viabilità degna di un paese civile ed una architettura accattivante.
Ovviamente si raddoppierebbero le cubature: riallocati i vecchi inquilini, i nuovi vani verrebbero messi in libera vendita.
Al Comune, cioè al contribuente, la cosa non costerebbe nulla ed anzi, ci sarebbe nuova ICI da incassare.
Fremo di vedere come verrà risolta la questione.
Spero diventi di esempio per tutta l'Italia (che di porcherie da abbattere e riedificare è piena la penisola)

Pavlvs
January 26th, 2005, 11:34 AM
Mi piace pure l'idea di dividere il Corviale.
Quando si parla di questo palazzo, la cosa che colpisce immediatamente l'attenzione è la sua lunghezza: UN CHILOMETRO.
Chi ci vive subisce questo dato come una vergogna:
" ahh, abiti a Corviale, il palazzo lungo un chilometro?"
Tutta Italia sa che quelli del Corviale sono quelli che abitano dentro uno scatolone di un chilometro.
Dividere il Corviale, basterebbe anche in 2, forse non sarà la soluzione ottimale, ma certamente, e con relativa poca spesa, darebbe un sostegno psicologico eccezionale a chi ci vive.
Corviale diverrebbe un normale complesso di brutte case popolari come ce ne sono milioni nel mondo, non un caso unico al mondo, quale non è, ma quale è percepito essere.

CAESARS-PALACe
January 26th, 2005, 03:00 PM
Dividere il Corviale, basterebbe anche in 2, forse non sarà la soluzione ottimale, ma certamente, e con relativa poca spesa, darebbe un sostegno psicologico eccezionale a chi ci vive.Corviale diverrebbe un normale complesso di brutte case popolari come ce ne sono milioni nel mondo, non un caso unico al mondo, quale non è, ma quale è percepito essere.

Penso che anche dividere il palazzo non sarà una soluzione perché quando si divide Corviale in cinque, rimane il fatto che tutti conoscono la storià di Corviale. :

" ahh, abiti a Corviale, il palazzo lungo un chilometro?" diventerà --->
" ahh, abiti a Corviale, il palazzo che era lungo un chilometro?"


e poi sarebbe sempre brutto ma non sarebbe più unico. Sarebbe come Tor Bella Monaca, Laurentino 38.... Quasi nessuno parla di questi quartiere ma i problemi rimangono. Invece ci sono mille siti web che parlano di Corviale : architetti, artisti,libri,università,....semplicemente perché è lungo 1 chilometro. Almeno significa che ci sono tante idee per fare qualcosa con Corviale. Senza il senso che Corviale è una rarità, Corviale ed anche i problemi del quartiere saranno dimenticati. Per il comune sarebbe ideale questo scenario che non costa troppo, perché oggi per loro è una vergogna che si parla di Corviale anche in Cina e America. Secondo me è piuttosto un' opportunità per fare una riqualificazione gigantesca, diventerebbe non più il simbolo di degrado urbano ma un esempio internazionale di ristrutturazione riuscita. Corviale è una sfida enorme :) demolire il colosso sarebbe ammettere la sconfitta e dire che non ci sono più idee. Naturalmente una ristrutturazione costerà tantissimo : almeno devono completare il progetto originale di Mario Fiorentino con scuole e biblioteche, uffici comunali e ambulatori medici, una chiesa, il mercato coperto, negozi e altri servizi.....



una pubblicazione interessante :

ROMA: NUOVO CORVIALE
miti, utopie, valutazioni


NICOLETTA CAMPANELLA


L'analisi di Corviale si colloca nel quadro degli studi sulle comunità periferiche metropolitane promossi dalla cattedra di Sociologia urbana e rurale dell' Università di Roma "La Sapienza ".
La ricerca, condotta da Nicoletta Campanella (sociologa e giornalista), è stata pubblicata nel 1995 dall'editore Bulzoni nella collana diretta da Franco Martinelli (Docente Universitario di Sociologia Urbana) Roma società e realizzata in edizione speciale per il Comune di Roma (400 copie) con il contributo di BNL, Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena.
La prefazione: "Un monumento della città teorica" è di Francesco Perego.
Obiettivo della ricerca, durata quattro anni, è stato individuare le condizioni di vita, le aspirazioni, i bisogni, il grado di soddisfazione degli abitanti della periferia romana.
La scelta su cui concentrare l'attenzione è caduta su Nuovo Corviale per un precedente lavoro dell'autrice, svolto sul territorio della XV e sfociato in una pubblicazione promossa dal Consiglio della Circoscrizione stessa.

Il Nuovo Corviale è un complesso edilizio che si sviluppa per la lunghezza di circa un chilometro, la struttura portante è in cemento armato, i tramezzi sono pannelli di gesso prefabbricati.
Il Palazzo Chilometro è alto nove piani, più due per cantine e seminterrato, 1202 appartamenti , in cinque corpi; esiste un edificio più basso in parallelo ed una terza costruzione posta trasversalmente.
Al di là dell'anello stradale principale c è un centro scolastico con una materna, una elementare ed una media. Il complesso comprende un anfiteatro all'aperto (terzo lotto),una sala per riunioni (quarto lotto) e cinque sale condominiali; il quarto piano, per tutta la sua lunghezza, è destinato a botteghe artigiane e servizi.

L'originale edificazione, oggetto di innumerevoli, spesso inopportune, attenzioni da parte della stampa romana, si richiama, come radice culturale, alle teorie dell'architetto francese degli anni venti, Le Corbusier.
Il comprensorio, che fa parte delle aree destinate dalla Legge 167 all'edilizia economica e popolare, è stato edificato dallo IACP della Provincia di Roma che ha affidato il disegno all équipe di 23 progettisti diretta dall'architetto Mario Fiorentino.
La prima pietra venne posta il 12 maggio del 1975, mentre le prime case sono state consegnate nell'ottobre del 1982.
Considerato il fatto che Corviale risulta spesso al centro dell'attenzione da parte di mass media, architetti, urbanisti, oltre che di sociologi, il libro approfondisce le motivazioni, o comunque le varie tappe, che hanno portato alla realizzazione di un tale palazzo.


La ricerca coniuga il metodo qualitativo, condotto per mezzo delle biografie, che dà la possibilità di penetrare la realtà di questi gruppi con la dovuta profondità , con una analisi dei dati demografici che permettono di focalizzare al meglio l'ambiente socioeconomico di cui si parla.
Sono stati così intervistati venti inquilini che hanno avuto l'alloggio legalmente dallo Iacp, chiamati assegnatari , e venti inquilini del quarto piano, gli occupanti . Le domande vertono sui vari aspetti della vita di quartiere e familiare , sui rapporti fra inquilini, sul grado di soddisfazione per l'alloggio, la zona, i servizi.

Il libro inoltre riporta uno studio storico e demografico su tutto il territorio della XV Circoscrizione ed uno più specifico di Corviale con i dati dell'ultimo censimento Istat, il primo per il quartiere. Un riassunto delle vicende di cui Corviale è stato interprete nell ultimo quarto di secolo, cioè da prima che nascesse l'insediamento ad oggi, è il risultato di una ricerca sulla stampa cittadina. Il resoconto sui fatti di Corviale si è reso necessario anche per numerose inesattezze che circondano tutto il chilometro sdraiato .


Tra i documenti: il progetto di riqualificazione architettonica ed urbana "Un'idea per Corviale" degli architetti Francesca Cau, Mauro Riccardi, Paola Antonucci e Giampaolo Galli, del Centro Iniziativa Architettura Urbana della Consulta per la Città, che ha partecipato al Concorso Europeo per nuove architetture, si basa sul confronto con gli stessi abitanti e sull'osservazione diretta di tutte quelle piccole, ma significative , trasformazioni che essi stessi hanno apportato per ricondurre questo edificio ad una scala più umana, con la precisa volontà di rendere identificabili i propri spazi.


Nel ripercorrere le vicende che hanno caratterizzato Corviale sono state descritte le occupazioni di cui è stato oggetto che hanno certamente determinato, insieme ad altre esperienze personali, un preciso atteggiamento degli abitanti verso il problema della casa. Fin dall'epoca della sua edificazione, infatti, il complesso di Nuovo Corviale, è preso di mira da parte di più cittadini con impellente necessità di un abitazione.
La prima occupazione risale al 1983, quando 700 famiglie presero d assalto il palazzo ed entrarono con la forza negli appartamenti e si concluse con l'attendamento nel piazzale sottostante di 150 nuclei per circa un anno e mezzo. La seconda è quella attuale relativa al quarto piano, occupato da autocostruttori che, per insediarsi, hanno approfittato del disservizio delle istituzioni. Il quarto piano di Corviale doveva essere, infatti, quel piano riservato a servizi e impianti collettivi che invece è rimasto per anni inutilizzato, a parte qualche sporadica iniziativa immediatamente rientrata.

Nel testo sono riportati avvenimenti accaduti durante il periodo della ricerca, come la visita del Papa alla chiesa di San Paolo della Croce, parrocchia di Corviale, nel sesto capitolo si trova un resoconto con i vari risvolti che la visita ha avuto.
Delle elezioni politiche, amministrative e dei referendum sono messi a confronto i risultati delle cinque sezioni pure del palazzo-chilometro con quelli della XV Circoscrizione, di Roma, della nazione. Evidenziato anche un parallelo tra i candidati che hanno raccolto un numero maggiore di preferenze, mettendo a nudo particolarità e conformità.

Rilevante è l'importanza che è stata data all'immagine che Corviale ha di sé, a ciò che gli abitanti pensano che gli altri dicano di loro. Gli inquilini del colosso si sentono emarginati, mal considerati, non solo dalla stampa , anche dai vicini di Casetta Mattei.
Loro stessi giudicano l'ambiente misto. Non si sbilanciano troppo, ma tra gli assegnatari pochi danno un parere veramente negativo della società di cui volenti o nolenti fanno parte; gli occupanti sono meno ottimisti.
Il giudizio parzialmente negativo sulla società di Corviale , dato dagli abusivi, sembra sia rivolto all'atteggiamento che gli inquilini regolari hanno verso di loro. Si vendicano, in un certo modo, di quello che ritengono venga detto di loro.
Gli assegnatari sentendosi parte integrante e riconosciuta del luogo, difendono il proprio buon nome.

Gli inquilini di Corviale, soprattutto i regolari , amano il "mostro", non lo capiscono, ma ne sono affascinati. Non vogliono che si parli male di loro, che li si denigri, ma non vogliono neanche che si dica male del palazzo. Non accettano chi gli propone, credendo magari di acquisire consensi, come è capitato a certi politici, di buttarlo giù.
Gli abitanti di Corviale desiderano soltanto che il "transatlantico" sia completato. A chi gli propone la distruzione, o la destinazione ad altro uso (come il Ministero della Sanità ) , gli inquilini di Corviale dicono no . Vogliono servizi, ambulatori, uffici e sicurezza.
Se il progetto originario di Mario Fiorentino fosse rispettato per almeno un terzo il malessere di Corviale cesserebbe. Sono in molti ad avere un senso di fierezza ad abitare un palazzo avveniristico, un posto di cui tutti parlano, i media raccontano, e i pullman di giapponesi fanno meta dei loro giri turistici.

L'ipotesi di lavoro , che si può dire verificata, è stata la seguente:
Nonostante gli inquilini del comprensorio abbiano passato anni più bui, anni in cui, dalla consegna delle case ad oggi, si sono trovati a dover lottare per avere servizi, mezzi pubblici, scuole, allacciamenti di luce, gas e telefono, oggi anche gli abitanti del colosso e del suo IV piano non saranno catalogati come marginali , non troveremo tra questi un estremamente basso livello di educazione scolastica, nè un reddito da fame, e l'abitante del quarto piano non sarà necessariamente disoccupato o operaio manovale, né tantomeno proveniente dal sud d'Italia.
Se l'occupante avvertirà una sua marginalità sarà piuttosto dovuta alla vergogna di non avere un vero appartamento, di doversi adattare alla situazione di fortuna che si è andato a cercare.
Tantopiù inesistente sarà la marginalità dell'assegnatario che riscontrerà un suo disagio solamente per i luoghi comuni tardi a morire.

Dati demografici : I dati dell ultimo censimento effettuato dallo Iacp nel 1992- 93, su dichiarazione degli inquilini stessi, assegnano a Corviale una popolazione di circa 4.500 abitanti. Anche l'Istat, nell'ultimo rilevamento del 1991 (il primo per il complesso), ne registra all'incirca lo stesso numero, ma all'Anagrafe di Roma, negli indirizzi che formano il comprensorio dei 6 lotti, risultano segnati 8.748 abitanti per un totale di 3.018 famiglie.
Il mistero non si risolve includendo i nuclei degli abusivi del IV piano, perchè si tratta di 64 famiglie per un totale di 165 persone. Bisogna ricordare, poi, che gli appartamenti sono appena 1.202 e non più di tremila.
Da una verifica incrociata, in verità, i dati Iacp-Istat vengono in parte confermati dalla quantità degli iscritti alle liste elettorali delle sezioni di via Mazzacurati.
A Corviale i bambini in età prescolare sono il 3,06%, i ragazzi dagli 0 ai 15 anni rappresentano il 14,45% della popolazione Maschile e l 11,74% tra le femmine.
Tra i giovani che vanno dai 15 ai 24 anni troviamo la maggior parte di individui che sono in cerca di prima occupazione (33,04% per i Maschi e 29,1% per le Femmine).
Gli studenti sono il 9,9% M e 8,55 F, dati leggermente inferiori agli standard della città (9,39%).
L'indice di vecchiaia è basso: 52,6 anziani sopra i 65 anni, ogni 100 giovani sotto i 14 anni (per Roma 107,7).

Una grossa difficoltà del Colosso rimane quella della diffusione di notizie. Si è convinti che un apertura di negozio, di un ambulatorio, un avvenimento qualsiasi, diventino presto di dominio pubblico. Non è vero, tutto è nascosto a Corviale, una nuova insegna non può essere avvistata passando con l'auto perchè interna all'edificio, che bisogno avrebbe l'abitante del terzo lotto a passare nei meandri del primo ?

Con questa pubblicazione si intende dunque riscattare Corviale, perché l'indagine evidenzia si le carenze, i bisogni della popolazione insoddisfatti da tanti anni, ma racconta anche puntualmente quella che è una particolarità di questa realtà non di poco conto: nonostante tutto a Corviale si vive bene, la gente si aiuta, non c'è razzismo, vi si trova, invece, solidarietà. Questo, a dispetto di tanti titoloni di cronaca, è uno dei pochi siti di Roma dove:

si è lottato insieme agli zingari invece di manifestargli contro
si sono accolti gli extracomunitari invece di additarli come causa della mancata realizzazione dei servizi perché occupavano i locali che dovevano essere completati allo scopo
si accettano gli occupanti e invece di cacciarli in nome di altri fantomatici servizi si aiutano a stare meglio.

Tutto ciò in un momento quale quello di oggi, un presente che vede riaffiorare le guerre di religione, che vede lo spettro del razzismo che torna a mettere paura, dove ci si accoltella per l'appartenenza a tifoserie diverse.

Il volume racconta, inoltre, delle novità che vedrà il Corviale, nel terzo capitolo, nel paragrafo "Quale futuro" viene descritto ciò che attualmente il Comune di Roma, lo Iacp e la Usl stanno organizzando per il quartiere.


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I'mBack
January 26th, 2005, 03:39 PM
Ma tutti i progetti "sociali" (tipo biblioteca, centro anziani, centro giovani, asili,.....) di cui ne ho sentito parlare x anni, sono stati mai costruiti?

In ogni caso credo ke risolvere l'emarginazione degli abitanti del corviale nn sia facile, se mai si risolvera', soprattutto sara' difficile cambiare la "fama", come dici tu Ceaser, anke se divideranno il corviale in 5, rimarra sempre il palazzo ke "era" lungo un km, o semplicemente Corviale, ke evokera' in ogni caso il .....serpentone!

Pavlvs
January 26th, 2005, 09:25 PM
Al via i lavori per il Corridoio Tirrenico Meridionale e il collegamento della Cisterna-Valmontone


Via libera ai lavori per il Corridoio Tirrenico Meridionale e per il collegamento Cisterna–Valmontone–A1. L’investimento, a oggi, ammonta a quasi 800 milioni di Euro.

La Regione Lazio, dopo il via libera del Cipe del 29 settembre, ha prodotto le progettazioni definitive di un lotto di entrambe le opere, avviando la successiva fase procedurale, che porterà in breve al concreto inizio dei lavori.

Lo scorso 29 dicembre, i progetti definitivi dei due lotti sono stati trasmessi a tutti gli Enti e alle Autorità interessate. Quindi, nel termine di 90 giorni a partire dalla fine dell’anno, le progettazioni saranno nuovamente sottoposte al Cipe, per l’approvazione definitiva: seguiranno la progettazione esecutiva e l’inizio dei lavori, che avverranno con la stessa celerità che ha caratterizzato il passaggio dalla progettazione preliminare a quella definitiva.

I lavori per la realizzazione di questi primi due lotti, dunque, inizieranno entro la prima metà del 2005 e dureranno circa un paio d’anni.

Per il Corridoio Tirrenico Meridionale, la nuova autostrada che collegherà Roma con Formia, si comincerà dallo svincolo di “Aprilia Nord”, proseguendo verso sud per oltre 20 chilometri.

Il primo lotto della Cisterna Valmontone, invece, inizierà proprio dallo svincolo sul Corridoio Tirrenico dopo Aprilia e Campoverde, fino ad arrivare sull’Appia a Cisterna di Latina.

Con il passaggio delle competenze alle Regioni sulla viabilità– la Regione Lazio si è dotata di un’apposita Azienda per la gestione del patrimonio autostradale Regionale, l’ARCEA, che assume la competenza anche su queste due infrastrutture, occupandosi della loro realizzazione.

Le due opere – Corridoio Tirrenico Meridionale e bretella Cisterna-Valmontone – dovranno essere terminate entro il 2012, come stabilito dalla Legge Obiettivo.


BENE.
FINALMENTE ROMA E LATINA SARANNO COLLEGATE.

Pavlvs
January 26th, 2005, 09:27 PM
Un nuovo modello urbanistico per corviale


«La Regione Lazio affida alla prima facoltà di Architettura ‘L. Quaroni’ dell’Università La Sapienza, con il coinvolgimento della Columbia University di New York, la realizzazione degli studi e l’elaborazione di proposte per la soluzione dei problemi urbanistici, gestionali, architettonici e del paesaggio di grandi insediamenti residenziali nell’area metropolitana in particolare dell’unità abitativa di Corviale». Lo ha dichiarato Luciano Ciocchetti, assessore all’Urbanistica e Casa, durante la conferenza di presentazione della convenzione tra la Regione Lazio e la facoltà di Architettura.

«È nostra intenzione avviare un progetto di riqualificazione di Corviale – ha precisato l’assessore - e di trovare soluzioni che ridisegnino l’attuale architettura, che possano dare condizioni di vita migliori ai cittadini che abitano in quel quartiere e poter far diventare la zona un esempio di urbanistica da ricordare. Lo studio di fattibilità di interventi su questa unità abitativa viene portata avanti con gli studenti dei due Atenei, che con la loro esperienza non potranno che aiutarci a trovare le soluzioni migliori. In questa area sono già in corso tre tipi di interventi, quali il Programma di Recupero urbano art. 11, il Contratto di Quartiere di Corviale e un Primo intervento di ristrutturazione del Palazzone da parte dell’ATER, con uno stanziamento totale di circa 50milioni di euro. Questa è la sola prima fase».

«Se per Corviale – ha poi concluso Ciocchetti - prevediamo interventi di riqualificazione, per altre zone di Roma, come Laurentino 38 e Tor Bella Monaca, vogliamo avviare programmi di demolizione e di ricostruzione. La nostra scommessa, quindi, è quella di ridisegnare e di recuperare molte parti della città di Roma con strumenti urbanistici innovativi».

All’incontro hanno partecipato il preside della Facoltà di Architettura dell’Università la Sapienza prof. Lucio Barbera, il Prof. Richard Plunz, direttore dell’Urban Design Program GSPA della Columbia University New Yoprk, il presidente dell’Ater Marco di Cosimo.

Pavlvs
January 26th, 2005, 09:57 PM
CONTRATTO DI QUARTIERE PRIMAVALLE-TORREVECCHIA.

1) RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO CIVICO DI VIA BORROMEO: l'area comunale, già sede di servizi di quartiere, tra via Borromeo ed il futuro Parco Ascalesi sarà riqualificata ristrutturando due edifici occupati da senzacasa, destinandoli a servizi di quartiere:
Saranno inoltre riqualificati gli spazi aperti dell'area ed il giardino scolastico della scuola xxv aprile, realizzando la connessione tra il Centro ed il futuro Parco Ascalesi.

2) RICOSTRUZIONE EDIFICIO ATER VIA GASPARRI: l'edificio, particolarmente degradato, sarà demolito e ricostruito.

3) NUOVO EDIFICIO RESIDENZIALE E COMMERCIALE ATER IN VIA BEMBO.

4) RECUPERO EDILIZIO DI UNA SCUOLA: l'edificio, di proprietà Ater, sarà recuperato e restituito ai cittadini come servizio scolastico.

5) SISTEMAZIONE A VERDE ATTREZZATO SPAZI APERTI VIA TORREVECCHIA.

Pavlvs
January 26th, 2005, 10:53 PM
PIGNETO, IN ARRIVO UN NUOVO VOLTO.

Sono 3 i grandi progetti su cui Comune di Roma e VI Municipio puntano per dare un volto nuovo al Pigneto, e riguardano l'industra farmaceutica Serono, l'ex Snia Viscosa e la realizzazione di 2 fermate della nuova linea C della metropolitana.
La Serono, che occupa un'ampio superficie tra la via Casilina e via del Pigneto, è una costruzione di 30.000 metri quadri di inizio secolo che però da alcuni anni non ha pi il settore produttivo.
Lo stabile, verrà trasformato, a parte un'ala riservata ad un centinaio di dipendenti, in un grande albergo a 4 stelle, e in un centro congressi.

Senza aumenti di cubatura e con l'obbligo di lasciare invariate le facciate storiche, l'ex stabilimento avrà anche una parte aperta al quartiere con un centro civico.
Con gli oneri sarà nuovamente riqualificata ed arredata l'isola pedonale, vero cuore del Pigneto che, con l'apertura della fermata della metropolitanan e del nodo di scambio della Fm1, si troverà al centro di un flusso continuo di persone che favorirà l'apertura di quelle attività commerciali oggi chiuse.
La Serono dovrebbe essere completamente ristrutturata entro il 2006, mentre per la metropolitana bisognerà attendere oltre.
Per la Snia Viscosa, un'area vastissima tra via Prenestina e via Casal Bertone, è già stato avviato il progetto di riqualificazione dell'Università La Sapienza che trasformerà gli ex stabilimenti dismessi nel 1952 nel polo scientifico dell'ateneo (era dal 52 che si attendeva la ristrutturazione, nel frattempo si era formato persino un laghetto dentro gli stabili abbandonati, alla buon ora eh? NDR).
Delle attuali costruzione inizio novecento verranno conservate alcune facciate dell'asse principale come esempio di archeologia industriale.
Ciò naturalmente porterà numerosi studenti nel quartiere con il rischio di nuove impennate nei prezzi, anche se l'università si è impegnata a costruire degli alloggi per i fuorisede ed ad aprire al quartiere il parco di cinque ettari oltre a biblioteche, emeroteche e una ludoteca.
La costruzione del polo scientifico dovrebbe essere ultimata per il 2007.
Se questi sono i grandi progetti, che impegneranno circa 150 milioni di euro, di capitale pubblico e privato, nell'ambito del contratto di quartiere si stanno avviando i cantieri per l'apertura di nuove piazze (una si chiamerà Accattone), per il recupero del Mausoleo Romano del 1° secolo avanti Cristo noto come il Torrione, la nuova pavimentazione con materiali pregiati del tratto di prenestina che va da Piazzale Prenestino a Largo preneste.
Trai progetti più attesi c'è quello che riguarda l'ex cinema l'Aquila, una preziosa architettura anni 30 sequestrata ad alcuni mafiosi ed ora abbandonata.
L'Assessorato alle periferie sta studiando un progetto per trasformarlo in sala per film ad alto contenuto culturale.

Pavlvs
January 27th, 2005, 02:01 PM
A marzo apre il nuovo lungotevere

Ostiense



Il presidente del municipio XV, Gianni Paris: "Si chiama Papareschi, ma vogliamo intitolarlo a Vittorio Gassman". Percorribile in auto il tratto da via Pacinotti a via Fermi
"Rinascerà vicino al Teatro India" L'intera opera costerà 670 mila euro.

Da marzo Roma avrà un nuovo lungotevere. «Sono quasi terminati i lavori per rendere transitabile al traffico di vetture e pullman l'attuale lungotevere Papareschi, che va da via Enrico Fermi a via Pacinotti all'altezza del Ponte dell'Industria» spiega il presidente del municipio XV, Gianni Paris. L'apertura del lungotevere rientra in un progetto più ampio di recupero della riva Papareschi nel quartiere Marconi: l'ex fabbrica Miralanza (che utilizzava per i suoi saponi il grasso che arrivava dal Mattatoio di Testaccio) è diventata il Teatro India, gli ex consorzi agrari ospitano la Città del gusto del Gambero Rosso, nove sale cinematografiche e il nuovo poliambulatorio nel quartiere più densamente popolato della città. «Possiamo parlare davvero di una rive gauche romana, e, anche per questo, stiamo pensando di intitolare il nuovo lungotevere a un grande del teatro italiano. Vogliamo chiamarlo lungotevere Vittorio Gassman» spiega ancora il minisindaco dei Democratici di Sinistra, che ieri ha inaugurato nella stessa zona anche un parco giochi attrezzato.

Paris indica tre obiettivi che si raggiungeranno da marzo, all'apertura del nuovo tratto: «Il primo è trasferire il traffico di attraversamento che ora passa tutto da viale Marconi, rendendo quell'arteria più vivibile e meno inquinata. Il secondo è creare 350 nuovi posti auto per i cittadini di quel quartiere e non solo, sui due lati del lungotevere e su un piazzale che avremo sugli ottocento metri percorribili in auto per la prima volta. Il terzo obiettivo è sottrarre al degrado quell'area, che veniva per lo più utilizzata come discarica. È invece un luogo di straordinario fascino che si affaccia sul Gazometro».

La città avrà quindi una nuova opera, finanziata interamente per 670 mila euro dal municipio XV. «Abbiamo realizzato - conclude Paris - la sede stradale, con la rete di raccolta delle acqua piovane, marciapiedi su entrambi i lati e nuova illuminazione. Non ultimo, all'interno di quest'area avremo anche un ampio spazio che sarà giardino e parco giochi per Marconi».

Pavlvs
January 27th, 2005, 02:06 PM
Quattro persone sono rimaste ferite nello scontro tra due tram nel piazzale di Porta Maggiore a Roma. Uno dei feriti era rimasto incastrato tra le lamiere del trenino proveniente da Grotte Celoni ma è stato liberato dopo qualche minuto dai vigili del fuoco. E' stata la prima carrozza del trenino a uscire, per cause ancora da accertare, dai binari e a finire contro un palo della linea elettrica urtando la parte finale del tram dell'Atac.

http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/tramrom/franceschi57307172701133019_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/tramrom/franceschi57306932701133031_big.jpg

robyk
January 27th, 2005, 02:30 PM
22 Gennaio 2005

Pietralata - Sdo, arriva il concorso


Parte il bando per il concorso del mini-Sdo di Pietralata. Anzi, è giàpartito. Dagli ufficidel Comune di Roma e del ministerodelle Infrastrutture, che lo hanno concordato, diretto alla volta degli Ordini professionali che dovranno “vistarlo”.

A questo indirizzo si può trovare un documento pdf (si parla anche di riferimenti alla Defense o ai docklands londinesi
http://www.urbanistica.comune.roma.it/documenti/dettaglio.asp?id_doc=1535

I'mBack
January 27th, 2005, 03:32 PM
^Pavlvs le foto sono incredibili!!

^Robyk speriamo bene e soprattutto speriamo ke finalmente questo "mini sdo" arrivera', anke se con circa 40 anni di ritardo! ;)

I'mBack
January 27th, 2005, 03:40 PM
Ma 200 ettari nn sono un po' pochini? Direi veramente un "mini-mini SDO", ma continuando a leggere dice ke i Docklands londinesi e La Defense di parigi abbiano superfici inferiori....? Allora mi viene un dubbio, ma 200 ettari nn sono circa 2km*2Km (o forse 2km *1Km)?? Se e' cosi, entrambi i docks ke la defense, credo!, siano piu' vasti! No?

In ogni caso nn penso ke costruiranno dei grattacieli, ma almeno spero ke ci saranno degli edifci moderni e magari ke in futuro potranno diventare dei "landmarks" della Roma moderna!

Un'altra buona notizia leggendo l'articolo e ke si fara' un altro auditorium in zona Acilia! E sembra ke a progettarlo sara' ... Paolo Portoghesi! Speriamo bene!

I'mBack
January 27th, 2005, 03:46 PM
Il via ai lavori per il Centro congressi Italia lo darà giovedì il Consiglio comunale.

Porterà la firma di Massimiliano Fuksas che 5 anni fa vinse un concorso internazionale




E' oggi no ?? :D

ma vi rendete conto ke il progetto era stato approvato .... 5 anni fa!! E il lavori inizieranno solamente oggi! (salvo imprevisti! ;)

fcom1
January 27th, 2005, 03:58 PM
Niente grattacieli quindi??

Pavlvs
January 27th, 2005, 04:46 PM
Benvenuto Salducco ha scelto un compito non semplice da affrontare: governare su un territorio più esteso della città di Milano e con una popolazione, circa 290 mila anime, pari ad un grande capoluogo. Dal Colle Salario alla Bufalotta, passando per quartieri come Prati Fiscali, Montesacro, Tufello e Talenti, fino a toccare le borgate di Fidene e Cinquina, l'ormai ex IV circoscrizione, sulla mappa cittadina occupa quasi da sola il quadrante nord-est della Capitale. Né centro, né periferia, i quartieri in seno a questo territorio negli anni sono cresciuti oltre le attese. Dalle aree ancora desolate nel 1970, oggi il cemento cerca nuovi spazi da "colonizzare": l'ultima frontiera dell'edilizia romana si chiama 'Porte di Roma', e sarà il più grande centro commerciale d'Europa, insomma, un progetto senza precedenti.
Qui sorgeranno, per un totale di 2 milioni e mezzo di metri cubi di immobili: 250 negozi, un bowling, ambiziosi e moderni impianti sportivi, una nuova sede del gruppo Rinascente, un centro commerciale del marchio Auchan, 13 sale cinematografiche. Il primo ad aprire i battenti, il prossimo 15 giugno, sarà il nuovo punto vendita Ikea.
Il presidente Salducco accoglie con entusiasmo questa realtà, ma ribadisce che i servizi al momento sono insufficienti e che la già sofferente mobilità, quando cinema e negozi saranno a regime, potrebbe collassare senza un adeguato piano di trasporto urbano.

Presidente Salducco, lei ha più volte dichiarato che serve un nuovo piano del trasporto urbano per servire al meglio il nuovo centro commerciale che nascerà a breve sulla Bufalotta.
"Il nuovo centro commerciale sarà grandissimo. Sorgerà su via delle Vigne Nuove, quasi all'altezza del Grande Raccordo Anulare. E' lì che per marzo è previsto uno svincolo ad hoc sulla zona. Solo per Ikea è stato costruito un parcheggio di nove mila auto: ciò può dare l'idea del grande flusso di persone che arriveranno. In questo municipio abbiamo problemi di traffico. Basti pensare che il collegamento con il centro è garantito solo attraverso tre arterie: il Ponte Salario, il Ponte delle Valli e il Ponte della Batteria Nomentana. Si tratta di collegamenti insufficienti per permettere le comunicazioni del municipio più popoloso della Capitale".

Quando verrà inaugurato il nuovo centro?
"E' prevista per il 15 giugno prossimo l'apertura di Ikea. Nell'area stanno realizzando anche insediamenti residenziali per circa 10 mila abitanti. Serviranno circa 8 anni per realizzare tutto il complesso".

Come si risolverà questo problema dei collegamenti? Crede che il nuovo progetto della Tangenziale Est vi porterà dei benefici?
"E' con la cura del ferro che si tolgono le auto dalla superficie. Questo significa far arrivare la metropolitana fino al Raccordo Anulare, dove si trovano le grandi zone di espansione. Finora il progetto della linea B1 è stato approvato fino a Conca d'Oro. Così non si risolve il problema. I cantieri dureranno almeno cinque anni e sicuramente creeranno problemi alla zona, perché la stazione sarà posizionata nell'area dei giardini alle spalle di viale Tirreno. Servirebbero altre quattro fermate: Piazzale Ionio, via Monte Cervialto-Ateneo Salesiano, Serpentara e Centro Commerciale, fino a Cinquina (MAGARI SALDUCCO MAGARI ndr)

Come giudica il trasporto pubblico nel IV municipio?
"Siamo percorsi da tre linee espresse ma servirebbe un collegamento tra la stazione FM1 di Fidene e la Tiburtina. E' da diversi anni che inoltre chiediamo di ripristinare un collegamento tra Conca d'Oro e la stazione Termini, il famoso 38/".

Manutenzione delle strade. Il municipio sembra risentire molto di questo problema.
"Il territorio del IV municipio ha 607 km di strade. Nel 2004 ne abbiamo risistemate molte: via Arturo Graf, via Isidoro del Lungo, un tratto di via Ojetti, via Radicofani, viale Adriatico, via Pantelleria, via Isole Curzolane, via Vigne Nuove e molte altre ancora. Attualmente stiamo lavorando su via dei Prati Fiscali, da Largo Valturnanche a piazzale Ionio e su via della Bufalotta, da via della Cecchina a via Bracco. Il problema è che il municipio è grande. Per fare un piano straordinario delle strade servirebbero 20 miliardi di vecchie lire, ma purtroppo queste risorse non le abbiamo. Cerchiamo di ottenere il massimo: in 6 anni non è stato fatto quanto è stato realizzato nel 2004".

Capitolo Pratone delle Valli. E' una risorsa naturale, un autentico polmone verde del IV municipio: a quando il tanto atteso progetto di riqualificazione?
"Il Parco viene finanziato con gli oneri concessori ottenuti su altri lavori eseguiti a Roma. Così abbiamo promosso un progetto che togliesse un po' di cemento e che rientrasse nei fondi: i lavori inizieranno a fine mese. Il costo è di circa un milione di euro. Poco più di un mese fa il progetto è stato approvato anche da Roma Natura. Ora attendiamo che l'assessorato all'ambiente del Comune dia il via ai lavori.
Vorrei aggiungere che qui in passato si è investito molto sul cemento ma non si è pensato alle infrastrutture. Ancora oggi ci sono molte richieste di immobili: le case si vendono sulla carta a 4-5 mila euro a metro quadro. Ci vorrebbero più case da mettere in affitto, ma non ci sono più aree per l'edilizia pubblica convenzionata. I cittadini invece ci segnalano soprattutto problemi legati alla pulizia dei quartieri. Al presidente dell'Ama espressi la mia protesta circa un anno fa. Lui mi dimostrò che i fondi che Roma riceve per la pulizia della città sono in proporzione meno della città di Milano, che ha un territorio più piccolo del nostro municipio. Non c'è dubbio, Roma deve essere trattata dallo Stato come una Capitale".

I'mBack
January 27th, 2005, 04:55 PM
Niente grattacieli quindi??

nn credo proprio :(

Comunque, ho appena trovato quest'articolo, qualkuno sa qualkosa di piu' su quest' "arco di luce"??

Dall’arco di Libera nuova luce sull’Eur
(Fonte: Il Tempo - Autore: Salvatore Italia* - 21/01/2005)

I due articoli pubblicati da «Il Tempo» nei giorni scorsi sull’arco di luce all’Eur offre lo spunto per qualche riflessione su un quartiere che merita maggiore attenzione dopo anni di dimenticanze. In quella zona, intanto, si concentrano alcune tra le più importanti istituzioni museali come il Museo preistorico ed etnologico «Pigorini», ricco di preziose raccolte, il Museo delle arti e tradizioni popolari, unico nel nostro Paese per le testimonianze che racchiude, espressione della cultura popolare e delle magnifiche tradizioni così profondamente radicate nel tessuto sociale. Si tratta di due prestigiose sedi purtroppo poco frequentata e che — invece — per la ricchezza e straordinarietà di oggetti che espongono, dovrebbero costituire un attraente richiamo per le migliaia di turisti che visitano Roma. Altro istituto importante è l’Archivio Centrale dello Stato, luogo che raccoglie — in un monumentale e splendido edificio — la memoria documentale della storia civile e politica del nostro Paese. L’Eur S.p.A. sta facendo un grande sforzo per rivalutare il quartiere e il Ministero per i beni e le attività culturali è partecipe di una serie di iniziative tra le quali il progetto di collocare la Discoteca di Stato e il Museo dell’audiovisivo nel contesto del Palazzo della civiltà italiana, altra sede di straordinario impatto visivo nella zona. Ora non vi è dubbio che la proposta di Aldo Ricci, Sovrintendente dell’Archivio centrale, di riprendere il grande progetto di Adalberto Libera per realizzare un suggestivo e spettacolare arco di luce, è quanto mai interessante perché costituisce uno stimolo ulteriore per la rinascita culturale di una delle zone più belle di Roma. Un arco luminoso visibile da tutta la città sarebbe il richiamo più originale per i romani ed i turisti che aggiungerebbero alle tante mete che Roma offre già un complesso architettonico superbo, capace di garantire servizi ricreativi e culturali di alto livello. Seguiremo con curiosità il dibattito che l’arco di Adalberto Libera potrà aprire tra tecnici, esperti e cittadini.

I'mBack
January 27th, 2005, 05:05 PM
^ niente a ke fare con un vecchio progetto "mussoliniano" di costruire un arco di dimensioni enormi? (soprattutto x quei tempi!)

CAESARS-PALACe
January 27th, 2005, 05:51 PM
Si, abbiamo parlato di questo idea nello thread del Europarco e i nuovi grattacieli di Purini per Eur-Castellaccio. Un thread super-interessante ;)

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=169207&page=1



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fcom1
January 27th, 2005, 06:53 PM
La "Discoteca di Stato"???

I'mBack
January 27th, 2005, 07:57 PM
Avete ragione! Scusate! (ecco xke' sapevo dell'arco mussoliniano! ;)

fcom1
January 27th, 2005, 09:12 PM
Già che ci sono... Come si chiama quel quartiere barocco o rococo,vicino a Viale Regina Margherita?

I'mBack
January 27th, 2005, 09:49 PM
Credo ke sia coppede (?), forse qualke "vero" romano potra' confermare! E' veramente un bel quartiere, nn molto conosciuto dai turisti. Poi faccio una ricerca di foto.

Pavlvs
January 28th, 2005, 12:15 AM
La "Discoteca di Stato"???


La discoteca di Stato è come la biblioteca di Stato.
Un immenso archivio ove viene catalogata ogni emissione discografica edita nel Paese.

pampero
January 28th, 2005, 10:06 AM
Credo ke sia coppede (?), forse qualke "vero" romano potra' confermare! E' veramente un bel quartiere, nn molto conosciuto dai turisti. Poi faccio una ricerca di foto.

Sconosciuto anche ai romani...io l'ho conosciuto qua :)

@ Pavlvs

Ma il nuovo lungotevere sarà solo sul lato di trastevere o anche su quello di testaccio?

Alter-Ego
January 28th, 2005, 11:05 AM
Il presidente del municipio XV, Gianni Paris: "Si chiama Papareschi, ma vogliamo intitolarlo a Vittorio Gassman". Percorribile in auto il tratto da via Pacinotti a via Fermi
"Rinascerà vicino al Teatro India" L'intera opera costerà 670 mila euro.

Da marzo Roma avrà un nuovo lungotevere. «Sono quasi terminati i lavori per rendere transitabile al traffico di vetture e pullman l'attuale lungotevere Papareschi, che va da via Enrico Fermi a via Pacinotti all'altezza del Ponte dell'Industria» spiega il presidente del municipio XV, Gianni Paris. L'apertura del lungotevere rientra in un progetto più ampio di recupero della riva Papareschi nel quartiere Marconi: l'ex fabbrica Miralanza (che utilizzava per i suoi saponi il grasso che arrivava dal Mattatoio di Testaccio) è diventata il Teatro India, gli ex consorzi agrari ospitano la Città del gusto del Gambero Rosso, nove sale cinematografiche e il nuovo poliambulatorio nel quartiere più densamente popolato della città. «Possiamo parlare davvero di una rive gauche romana, e, anche per questo, stiamo pensando di intitolare il nuovo lungotevere a un grande del teatro italiano. Vogliamo chiamarlo lungotevere Vittorio Gassman» spiega ancora il minisindaco dei Democratici di Sinistra, che ieri ha inaugurato nella stessa zona anche un parco giochi attrezzato.

Paris indica tre obiettivi che si raggiungeranno da marzo, all'apertura del nuovo tratto: «Il primo è trasferire il traffico di attraversamento che ora passa tutto da viale Marconi, rendendo quell'arteria più vivibile e meno inquinata. Il secondo è creare 350 nuovi posti auto per i cittadini di quel quartiere e non solo, sui due lati del lungotevere e su un piazzale che avremo sugli ottocento metri percorribili in auto per la prima volta. Il terzo obiettivo è sottrarre al degrado quell'area, che veniva per lo più utilizzata come discarica. È invece un luogo di straordinario fascino che si affaccia sul Gazometro».

La città avrà quindi una nuova opera, finanziata interamente per 670 mila euro dal municipio XV. «Abbiamo realizzato - conclude Paris - la sede stradale, con la rete di raccolta delle acqua piovane, marciapiedi su entrambi i lati e nuova illuminazione. Non ultimo, all'interno di quest'area avremo anche un ampio spazio che sarà giardino e parco giochi per Marconi».



di Gabriele Isman
da La Repubblica del 16.01.05


non so se questo articolo lo abbiate gia letto, ma nel dubbio lo posto

aooooooo :)