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texdago
May 24th, 2010, 10:42 AM
Scusate ragazzi se ogni tanto mi intrometto...

A me personalmente sta' storia della distanza pare ridicola.

Insomma da casa dei miei, nell'oltrepo'pavese, per andare a Malpensa, si impiega appunto un ora ed un quarto, un ora e mezza. Ma di zone cosi', a un'ora e mezza dall'aereoporto, in Italia ce ne sono a decine!

Ma davvero la ritenete una distanza disagevole?

Mah.

Cubo
May 24th, 2010, 10:58 AM
Io sono d'accordo con te. Tanto più che con la nuova fermata RFI il treno diventerà davvero concorrenziale.

Per dire: in ora di punta ci metto più tempo io da Selargius... ^_^

texdago
May 24th, 2010, 11:08 AM
Io sono d'accordo con te. Tanto più che con la nuova fermata RFI il treno diventerà davvero concorrenziale.

Per dire: in ora di punta ci metto più tempo io da Selargius... ^_^

Ah grazie!

Parlare di Sardegna mi piace sempre, e devo dire che ogni volta che chiedo info...mi vengono date.

Ora, per quanto riguarda la gestione delle risorse...mi parrebbe davvero uno spreco finanziare il 4to aereoporto in una isola a bassa densita' abitativa di 1.7 abitanti.

Piuttosto appunto le darei alle ferrovie che verrebbero utilizzate sia dal traffico aereoportuale sia da altri.

Avere un altro aereoprto mi pare una polverizzazione delle risorse..un tirarsi la zappa sui piedi, ecco.

Insomma, guardate a Milano, a Tokyo, al Texas, alla Spagna...in tutto il mondo un'ora/un'ora e 15 per andare in aereoporto sono considerate normali.

Ma anche molto di piu'!

Io da casa mia, fuori Milano se dovessi andare in teno a MXP, considerando le coincidenze ci metto ALMENO 1 h e 30. E mi pare normale.

IMHO

riccardo_m
May 24th, 2010, 11:25 AM
Ah grazie!

Parlare di Sardegna mi piace sempre, e devo dire che ogni volta che chiedo info...mi vengono date.

Ora, per quanto riguarda la gestione delle risorse...mi parrebbe davvero uno spreco finanziare il 4to aereoporto in una isola a bassa densita' abitativa di 1.7 abitanti.

Piuttosto appunto le darei alle ferrovie che verrebbero utilizzate sia dal traffico aereoportuale sia da altri.

Avere un altro aereoprto mi pare una polverizzazione delle risorse..un tirarsi la zappa sui piedi, ecco.

Insomma, guardate a Milano, a Tokyo, al Texas, alla Spagna...in tutto il mondo un'ora/un'ora e 15 per andare in aereoporto sono considerate normali.

Ma anche molto di piu'!

Io da casa mia, fuori Milano se dovessi andare in teno a MXP, considerando le coincidenze ci metto ALMENO 1 h e 30. E mi pare normale.

IMHO

...hai centrato il punto! Se si fa la ferrovia non serve no un aeroporto a Oristano...altrimenti serve eccome a mio avviso!

E' vero che "in continente" le distanze di 1,5 h son considerate normali, ma un conto è essere a 1,5 h da Torino, Verona, Genova e via dicendo...una cosa è essere a 1,5 h da Cagliari e Sassari. Questo, detto da Cagliaritano, non vuole sminuire il valore che possono avere Cagliari o Sassari ma mi pare lampante che non si tratta proprio della stessa cosa.

riccardo_m
May 24th, 2010, 11:34 AM
Fatemi capire. Alcuni di voi non sono favorevoli a un decentramento da CA a Oristano però magari siete d'accordo per una centrale nucleare alle porte della città?
Oristano merita di avere aereoporto e per me dovrebbe diventare centro amministrativo dell'isola. E' piccola? Non ha infrastrutture? Sarebbe l'occasione per voi architetti di sbizzarrirvi. Proprio perchè è piccola si potrebbero avviare dei progetti per ammodernarla e renderla una città degna di una nazione civile. Solamente che qua in Sardegna se non c'è da speculare e fare le cose a cazzo di cane (vedi il cesso Olbia) non si muove nessuno.
Cagliari dovrebbe ridimensionarsi e smetterla di rubare alle spalle del resto della Sardegna. Gli scippi ai danni di Sassari non si contano (banche; Ikea; soprintendenza ecc. ecc.). Fra un po' anche per fare un certificato dobbiamo scendere in Maurria... è ora di finirla.
Quanto alla viabilità, è vero che le strade non sono il massimo con tutte quelle curve però ricordiamoci che in Padania un ora di macchina significa nel maggiore dei casi fare una media di 20 o 30 km contro i 100 nostri, quindi non so chi è messo peggio. Poi non capisco perchè dobbiamo sempre sentirci degli sfigati rispetto al continente. Siamo in un isola, da noi le cose vanno per forza di cose diversamente, non peggio. Altrochè concezione diversa dello spazio-tempo, concezione sballata di noi stessi, direi...italiani immaginari, siamo. Prendere coscenza di questo sarebbe già un passo avanti, non si possono più sentire certe stronzate tipo " il dramma dell'insularità", spesso ripetute da quei cialtroni che ci amministrano.
Sarebbe il caso invece di far tesoro degli errori commesi sulla penisola per quanto riguarda viabilità e urbanizzazione prima che questa terra diventi definitivamente un obbrobrio senza senso e senza rimedio.
Guardatevi la scorsa puntata di report.

1)...ikea???
2)...hai letto qua di persone favorevoli a una centrale nucleare?...a me non sembra (e ci mancherebbe pure)
3) TRANQUILLO....piazza italia ve la lasciamo :lol: ...stronzate a parte: spesso e volentieri quello che dici è vero, si tende a mettere tutto qua a casteddu ma è anche vero che il capoluogo è tale per quel motivo e funziona così in tutti i paesi!
4)...sul fatto che un isola sia qualcosa di diverso SONO PIENAMENTE D'ACCORDO CON TE...anche nel post qui sopra sono di quell'avviso! Noi abbiamo la fortuna di dover ancora fare molte cose...dobbiamo solo stare attenti a farle decentemente!

Cubo
May 24th, 2010, 12:02 PM
4)...sul fatto che un isola sia qualcosa di diverso SONO PIENAMENTE D'ACCORDO CON TE...anche nel post qui sopra sono di quell'avviso! Noi abbiamo la fortuna di dover ancora fare molte cose...dobbiamo solo stare attenti a farle decentemente!

... l'importante è farle, senza inseguire chissà quale ottimizzazione. Non dimentichiamo che l'ottimo è il peggior nemico del buono e spesso porta al nulla. Soprattutto quando nella classe politica (ma neppure tra i cittadini) c'è accordo su cosa sia l'ottimo..

thenightdriver
May 24th, 2010, 12:45 PM
ma cosa cambia prendere la macchina e farsi 1h di autostrada in lombardia da Cremona,Piacenza o Alessandria,oppure nel lazio da Roma per raggiungere fiumicino e prenderla da Oristano,Cabras terralba,arborea e fare 80/90km di superstrada e arrivare a elmas?
Sinceramente mi sembra una spesa eccessiva costruire un 4apt per una zona a bassissima densita abitativa.Se ragioniamo in questo modo allora quelli di Nuoro che devono decidere se andare a Olbia o a Cagliari potrebbero fare lo stesso discorso e pretenderne 1 magari a Siniscola o ad Ottana!!
Siamo realisti,se abitassimo a Roma ci metteremo piu' di 1h per arrivare in apt,con un traffico terribile e tutto il GRA da fare,di sicuro è molto piu' agevole arrivare da Oristano a Ca.Il treno e' un mezzo praticamente sconusciuto a noi Sardi,forse se migliorassimo il sistema ferrovie non ci si porrebbe altri problemi,che comunque non vedo cosi' grandi pure per chi vive nel medio campidano e oristanese.

sardreamer
May 24th, 2010, 03:33 PM
riccardo, si chiama piazza d'Italia! Guà che i sassaresi si incazzano di brutto per questa cosa! :D

Mercuris
May 24th, 2010, 04:34 PM
Scusate se ripeto quel che e' gia' stato detto. Non vedo il senso dell'aeroporto di Oristano quando non c'e' ancora un collegamento ferroviario diretto e veloce Cagliari-Nuoro, ..... o Nuoro-Qualunque altro posto!
Se si vuole decentrare un tantino il flusso dal capoluogo basterebbe il collegamento ferroviario diretto da Oristano ad Alghero anzi che dover salire fino a Sassari e riscendere in trenino fds.
Cosi' Oristano avrebbe l'invidiabile imbarazzo della scelta ;-)
Altro che Fenosu....

w3deco
May 26th, 2010, 11:59 AM
TRASPORTI: SARDINIA FERRIES, OLTRE 10 MLN PASSEGGERI IN 20 ANNI

(AGI) - Cagliari, 26 mag. - Oltre 10 milioni di passeggeri della Sardinia Ferries hanno transitato nel porto di Golfo Aranci dal 1990. Il dato e' stato diffuso in occasione del ventesimo compleanno della compagnia. "Nel 1990 la nostra compagnia ha deciso di puntare sullo sviluppo turistico di questo porto, allora poco conosciuto dai mercati esteri e del Nord Italia, che viaggiavano principalmente su Olbia e Porto Torres" ha commentato Euan Lonmon, amministratore delegato per l'Italia "Sardinia Ferries ha reso possibile, a proprie spese, l'accosto di navi di grande stazza, in accordo con la direzione delle opere marittime ed ha portato il nome di Golfo Aranci in tutta Europa, con una distribuzione capillare in tutte le agenzie di viaggi e in tutte le maggiori fiere turistiche e con una ricca offerta di collegamenti annuali, con navi veloci e confortevoli e con la politica low cost che ci caratterizza".
A fianco ai collegamenti da Livorno, nel 1996 - si legge in una nota - Sardinia Ferries ha inaugurato la prima linea non sovvenzionata su Civitavecchia. Nel 1997 la Compagnia ha finanziato l'adeguamento della banchina commerciale ai mezzi veloci, al fine di poter operare con due navi in contemporanea nel porto di Golfo Aranci e, a partire dal 1999, Sardinia Ferries ha preparato l'arrivo della nuova generazioni di navi Mega Express con ingenti finanziamenti per dragare il fondale e consolidare la banchina. Grazie a questo investimento il porto puo' accogliere tutte le tipologie di navi traghetto. Nel periodo 2003-2005, infine, Sardinia Ferries ha investito, in accordo con l'Autorita' Portuale, risorse finanziarie per rendere agibile uno degli invasi, precedentemente riservato alle Ferrovie, a navi traghetto classiche, con un conseguente aumento delle attivita'. "Sardinia Ferries", ha concluso Lonmon, "ha contribuito allo sviluppo turistico di quest'area con collegamenti continui, anche al di fuori dell'alta stagione. E il nostro impegno e' reso evidente anche dagli ultimi dati di traffico: nel primo quadrimestre del 2010 abbiamo trasportato a Golfo Aranci piu' di 98.600 passeggeri, con un aumento del 18% rispetto agli oltre 83.000 dell'anno prima". (AGI)


A quando una compagnia "low cost" pure a Cagliari?
Odio la Tirrenia.

texdago
May 26th, 2010, 12:58 PM
Deco, ma Sardinia Ferris e' in attivo? Di chi e'?

w3deco
May 26th, 2010, 01:21 PM
^^

Sardinia Ferries fa parte della Corsica Ferries Sardinia Ferries (http://www.corsica-ferries.it/), compagnia di navigazione appartenente all'imprenditore corso Pascal Lota fondata nel 1968.

Con una flotta di 13 traghetti tra navi tradizionale e recenti Cruise Ferries trasporta ogni anno oltre tre milioni di passeggeri.

Collega principalmente la Corsica con l'Italia e la Francia, per quanto riguarda la Sardegna collega solo Golfo Aranci con Livorno e Civitavecchia.

L'ho presa varie volte, costa poco e il servizio è superiore a quel catorcio che si chiama Tirrenia.

Sinceramente non ti so dire se è in attivo, ma presumo proprio di si visto che continua ad espandersi e le sue navi ad essere sempre abbastanza piene anche in bassa stagione.

Tempo fa se non ricordo male si era parlato della possibilità di collegare anche Cagliari. Il sud Sardegna avrebbe proprio bisogno di una compagnia di quel tipo.

texdago
May 26th, 2010, 01:41 PM
Ah grazie Deco. Mi chiedevo se e' in attivo del tutto autonomamente o se e'in qualche modo aiutata.

Non tanto per la Sardegna ma in generale...e' possibile offrire un servizio di traghetti che non dipenda da aiuti pubblici?

Io credevo di no.

Lo classificavo in quei servizi in passivo cronico se non aiutati dallo stato in nome della pubblica utilita'.

(ad. es. in Lombardia le linee bus interurbane/interprovinciali, come quella che talvolta uso io, chiuderebbero quasi tutte senza l'aiuto Regionale).

Pero' non conosco questa realta'.

w3deco
May 26th, 2010, 01:44 PM
ANAS: CIUCCI, IN SARDEGNA 1, 3 MLD LAVORI IN CORSO O PROGRAMMATI

(AGI) - Cagliari, 25 mag. - I lavori in corso o di prossimo avvio (circa 520 milioni di euro, compresa la manutenzione) riguardano, oltre la Statale 125, in particolare le strade Statali 131, 291 e 554.
Per quanto riguarda la 131 'Carlo Felice' sono in corso di realizzazione i lavori di ammodernamento tra i km 32 e 41 (per oltre 53 milioni di euro).
I lavori - in passato fermati sia per ritrovamenti archeologici che per l'opposizione ad espropri - sono ora ripresi e hanno raggiunto una produzione pari a circa il 43%. I lavori di ammodernamento e di adeguamento tra i km 23 e 32 della stessa statale, sono stati consegnati l'11 maggio scorso. Su un totale di 230 km della strada statale 131, 100 km sono stati gia' ammodernati, 20 km sono in corso di esecuzione, mentre per i restanti 110 km, circa 40 km sono in fase avanzata di progettazione, mentre per i restanti 70 km sono stati approvati a livello di progetto preliminare. Entro l'anno verranno completati i lavori della variante esterna all'abitato di Cagliari in alternativa alla strada statale 554 (primo Lotto secondo stralcio lungo le strade statali 554 e 125), con alcuni mesi di ritardo rispetto alle previsioni a causa di problemi connessi ad alcuni importanti ritrovamenti archeologici.
Procedono inoltre i lavori di costruzione del terzo lotto della strada statale 291, bivio Olmedo-Alghero-Aeroporto di Fertilia, che - precedentemente fermati per opposizioni a esproprio - ora hanno raggiunto una produzione di circa il 30%, con programmata apertura al traffico nel luglio 2011. Sono stati poi consegnati i lavori i costruzione del secondo lotto strada statale 291 'della Nurra', bivio Olmedo-Alghero-Aeroporto di Fertilia (tratto raccordo con la viabilita' di Alghero - 2° lotto), per un importo di circa 35 milioni di euro. E' anche in corso di approvazione il progetto esecutivo per i lavori sulla strada statale 195 'Sulcitana', tratto Cagliari-Pula (Lotti primo e terzo), per un importo di 160 milioni di euro. Per quanto riguarda la realizzazione di nuove opere per il prossimo quinquennio, l'Anas ha programmato investimenti per oltre 800 milioni di euro, con interventi di ammodernamento su praticamente tutte le principali statali della Regione: 125, 127, 129, 130, 131, 195, 291, 389 e 554. Per l'ammodernamento dell'Itinerario Sassari-Olbia, l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2010 ha nominato Commissario Delegato il Presidente della Regione Ugo Cappellacci e ha previsto che l'Anas operi come soggetto attuatore dell'opera. "L'Anas - ha dichiarato il presidente Ciucci - e' impegnata ad assicurare la sua massima disponibilita' per una pronta realizzazione della infrastruttura".

w3deco
May 26th, 2010, 01:48 PM
Ah grazie Deco. Mi chiedevo se e' in attivo del tutto autonomamente o se e'in qualche modo aiutata.

Non tanto per la Sardegna ma in generale...e' possibile offrire un servizio di traghetti che non dipenda da aiuti pubblici?

Io credevo di no.

Lo classificavo in quei servizi in passivo cronico se non aiutati dallo stato in nome della pubblica utilita'.

(ad. es. in Lombardia le linee bus interurbane/interprovinciali, come quella che talvolta uso io, chiuderebbero quasi tutte senza l'aiuto Regionale).

Pero' non conosco questa realta'.

Guarda non saprei davvero...dovrei informarmi, ma non è neanche facile.

Potrebbe essere che funzioni come per le compagnie aeree low cost, Ryanair in testa, cioè con sovvenzioni pubbliche.

Ma potrebbe anche essere che non funzioni così.

Il trasporto marittimo è più "flessibile", va molto in base alla domanda. Se non c'è domanda le corse vengono ridotte di molto.

Per poi invece arrivare a fare varie corse al giorno nei periodi caldi.

riccardo_m
May 26th, 2010, 07:33 PM
Guarda non saprei davvero...dovrei informarmi, ma non è neanche facile.

Potrebbe essere che funzioni come per le compagnie aeree low cost, Ryanair in testa, cioè con sovvenzioni pubbliche.

Ma potrebbe anche essere che non funzioni così.

Il trasporto marittimo è più "flessibile", va molto in base alla domanda. Se non c'è domanda le corse vengono ridotte di molto.

Per poi invece arrivare a fare varie corse al giorno nei periodi caldi.

Io penso che siano sovvenzionate...durante l'inverno non so se vanno in pari, spesso mi è capitato di fare la tratta Livorno Olbia con poche decine di persone a bordo...c'era un marinaio ogni 10 persone o forse meno!

Del resto è indispensabile che ci siano i collegamenti giornalieri se no siamo veramente isolati!

Poi va beh...d'estate compaiono tratte e corse come funghi, per esempio Piombino si attiva mentre d'inverno non esiste!

w3deco
May 26th, 2010, 09:29 PM
Turismo, la "lunga estate" della Regione: 18 mln alle imprese che offrono lavoro

La Sardegna cerca di uscire dalla stagione turistica incentrata su tre mesi all'anno dando una mano d'aiuto alle imprese che assumono lavoratori stagionali e che investono nella formazione degli operatori, a partire dalla conoscenza delle lingue straniere.

Complessivamente la Regione ha stanziato 18 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo per due bandi che saranno pubblicati entro due settimane. L'iniziativa è stata illustrata in una conferenza stampa dal governatore Ugo Cappellacci e dagli assessori del Turismo e del Lavoro, Sebastiano Sannitu e Franco Manca. Per il primo bando (11 milioni di euro), “La lunga Estate – contributi”, si prevede di erogare, attraverso lo strumento de minimis, fino a 300 mila euro per ogni singola impresa che assumerà lavoratori stagionali nei mesi “di spalla” aprile, maggio, settembre, ottobre e novembre 2010 e aprile e maggio 2011. Per i primi due mesi il contributo per singolo lavoratore è fissato in 600 euro, mentre per ottobre sale a 700 euro e a novembre a 800 euro. Oltre a questi contributi per l'occupazione, che dovrebbero coinvolgere circa cinquemila lavoratori sui 40 mila stagionali che operano annualmente in Sardegna, la Regione concederà aiuti alla formazione fino all’80% dei costi ammissibili rispettivamente per le grandi, piccole e medie imprese.

Mercoledì 26 maggio 2010 19.04
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/182083

w3deco
May 27th, 2010, 02:02 PM
Lingua sarda, via libera al piano annuale per la promozione e valorizzazione

In particolare, nel settore dell'istruzione saranno finanziati, per un importo complessivo di oltre 600.000 euro, interventi per l'inserimento della lingua nell'orario curricolare, borse di studio e contributi ai due atenei di Cagliari e Sassari per l'espletamento di corsi universitari.

CAGLIARI, 19 MAGGIO 2010 - Ammonta a quasi 1,6 milioni di euro lo stanziamento deliberato per il 2010 dalla Giunta regionale per la promozione e la valorizzazione della cultura e della lingua sarda.

Il piano annuale dei finanziamenti, proposto dall'assessore della Pubblica Istruzione e dei Beni culturali, Maria Lucia Baire, prevede interventi per la pubblicazione nel portale istituzionale della Regione sia di traduzioni dall'italiano, e da altre lingue europee al sardo, di testi editi di prestigio e rilevanza internazionale, mai pubblicati in lingua sarda, sia di opere didattiche in lingua sarda per il suo apprendimento nelle scuole di ogni ordine e grado. In attuazione del progetto.

"Censimento del repertorio linguistico dei sardi", proseguiranno, inoltre, le attività inerenti l'Atlante linguistico della Sardegna, mentre quasi la metà del finanziamento sarà destinata alla promozione, rivitalizzazione e pianificazione linguistica e culturale attraverso interventi a favore della cultura sarda fuori dall’isola e all'estero, la conferenza annuale e l'implementazione dello sportello linguistico, la promozione dell'informazione e comunicazione in lingua sarda e nelle varietà alloglotte.

In particolare, nel settore dell'istruzione saranno finanziati, per un importo complessivo di oltre 600.000 euro, interventi per l'inserimento della lingua nell'orario curricolare, borse di studio e contributi ai due atenei di Cagliari e Sassari per l'espletamento di corsi universitari.
http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=140966&v=2&c=220&t=1


Piccoli passettini verso la rivitalizzazione e pianificazione linguistica del sardo e della cultura sarda. Apprezzabile.

w3deco
May 29th, 2010, 11:43 AM
L'oroscopo della melanzana
Vallermosa, l'agricoltura biodinamica

Era un odontotecnico di successo. Poi ha incontrato il pensiero di Rudolf Steiner e si è innamorato dell'agricoltura biodinamica. Oggi fa il contadino e il presidente regionale dell'associazione. DAL NOSTRO INVIATO LORENZO PAOLINI

VALLERMOSA Carriola, zappa e cronometro. Fino alle 15 di oggi potete seminare lattuga, bietole, cupettone , prezzemolo. Un'oretta per cambiare, dalle 16 si parte con la verdura da frutto, zucchine, peperoni, melanzane. La tempistica vale ovviamente solo per oggi. Da domattina si cambia, tenendo a mente la luna e la posizione degli altri pianeti che picchiano duro sulla rigogliosità di giardini e orti. Per chi ha pazienza, in una settimana il ciclo è compiuto e si può ripartire. Ovviamente non è indispensabile conoscere l'astronomia a menadito, anche se aiuta. C'è un agile manualetto con il calendario della semina attimo per attimo. Ma anche capisaldi dell'astrologia, come il mitico Barbanera, oggi riportano gli essenziali dell'agricoltura biodinamica. In alternativa, nelle campagne di Vallermosa, rivolgersi al presidente regionale dell'associazione.

IL TEMPO DEI DENTI Sergio Lecca ha 59 anni all'anagrafe, una decina in meno reali ed è un contadino atipico. Nella prima esistenza, faceva l'odontotecnico di successo fra Cagliari e Samassi. Con il benessere incluso (allora) nella professione a patto di pagare un prezzo al lavoro, libero professionista, almeno 12 ore al giorno in laboratorio. Mentre ricostruisce il passato prossimo fa le smorfie di chi è scampato a un disastro incombente: il forno della ceramica che fumacchia a 250 gradi, luci e odori, fine serata da emicrania. Seguendo il padre, si trasferisce a Verona. Negli anni Settanta, la passione per biologico e dintorni doveva ancora arrivare. Ma il negozietto di frutta senza pesticidi che apre nel '73 a Verona, diventa subito una tappa. «Era carissimo ma mi ha incuriosito. Nessuno in famiglia aveva mai fatto l'agricoltore, così ho deciso di approfondire per mio conto».

L'INCONTRO CON STEINER Il tempo della svolta, come capita spesso, lo segna l'arrivo dei figli. Anzi, del medico dei bambini. Che, quando si dice il caso, è un pediatra antroposofico, allora (il figlio sta per laurearsi in Economia :shifty:) non esattamente la maggioranza. Da mago delle dentiere, col vizio segreto della lettura, corre a comprarsi un libro di Rudolf Steiner. Ed è subito passione. Il filosofo e pedagogista (e un sacco di altre cose) ha una risposta a tante delle sue domande. «Una rivelazione, c'era tutto quello che speravo di sentire sull'uomo, le cose, la terra». Per intenderci, l'austriaco è l'ispiratore delle scuole in cui studiano gli augusti rampolli delle famiglie (molto) bene, i più celebri sono i giovani Berlusconi. Ma anche di una vita di ricerca interiore in cui l'esoterismo gioca un ruolo mica da ridere.

NUOVO PERCORSO Lecca non ha l'aria di uno che lascia le cose a metà. L'illuminazione antroposofica arriva a uno che era naturalista ante litteram, odiava lo smog delle macchine quand'era ancora considerato quasi profumo, amante di bicicletta e gambe salde e via per le strade del mondo. E i figli fanno parte di quella esclusivissima specie di pargoli che non ha mai guardato la tivù («in realtà, abbiamo comprato un televisore due anni fa quand'erano già adulti»). Nel 1989 si iscrive così al primo corso di agricoltura biodinamica, tenuta della Zelata, sul Ticino, proprietà di Giulia Maria Crespi, mitologica zarina rossa. È una passione ricambiata se in cinque anni diventa responsabile regionale. Finché, un lustro fa, non arriva il momento della svolta dura e pura: dentiere e ponti vanno a farsi benedire, il lavoro diventa la sua campagna («intanto avevo costruito una copertura pensionistica, per me era sufficiente»).

IL SOTTOBOSCO Un centinaio di conferenze l'anno. Lecca non si scompone per i sorrisini degli interlocutori. «Noi ci occupiamo anzitutto della terra. Diamo per scontato che non si usi alcun composto chimico ma sappiamo che una terra viva, vitale, è fondamentale per ciò che mangiamo». Il riferimento sono gli elementi, aria, acqua, terra e fuoco. L'humus che sta sotto le foglie cadute, il parco giochi dei lombrichi, il profumo legato alla prima pioggia estiva che prende alla testa: questo, più o meno, sarebbe il punto d'arrivo ideale. Fa l'esempio di un quintale di lattuga da agricoltura convenzionale, biologica e biodinamica. Quel che resta nel terzo caso, dopo eguale cottura al forno a temperatura altissima, è infinitamente di più: «Segno che negli altri casi la parte da leone la fa l'acqua». La dimensione delle radici segna la differenza. Nei casi comuni, sarebbero cosette di 3, 4 centimetri. Con la biodinamica, roba da querce mignon, 20 centimetri o più. C'è un'autentica liturgia, molto rigorosa, per la preparazione della terra. Manovre su cui in tanti restano perplessi. Il corno pieno di letame di vacca di rientro dal pascolo da seppellire in autunno e dissotterrare in primavera da spruzzare sulla terra per stimolare radicazione e decomposizione. Il medesimo corno da riempire di silice perché il sapore dei frutti sia più gustoso. Preparati a base di erbe, realizzati secondo tassative indicazioni. Un organismo internazionale controlla che non si bari sulle regole per concedere il marchio Demeter. In Sardegna solo 4 aziende sono patentate , una decina sotto esame, alcune di proprietà di stranieri trasferiti nell'Isola. Non esattamente un esercito. «In Sardegna è difficile far passare certi concetti, si preferisce avere tutto e subito. Poi succede che arrivi al frantoio con le tue olive, le uniche di tutto il paese risparmiate dalla temibile mosca, e ti chiedono: come hai fatto? Di certo non ho usato medicinali».

VENERE E IL RAVANELLO Un occhio alle fasi della Luna, l'altro alla posizione degli astri. «L'uomo non si fa influenzare dai pianeti, le piante sì». E gli animali, pare, pure. Perlomeno gli insetti. Lecca produce solo olio e miele («qui c'è poca acqua, bisogna rispettare la vocazione della terra»). Prima di avvicinarsi agli alveari per portare le tisane («le uniche medicine ammesse»), si assicura di dove siano Saturno e Plutone. «In condizioni favorevoli, non succede nulla. Ma se è il momento sbagliato, ti aggrediscono». Anche le api biodinamiche, nel loro piccolo, s'incazzano.

(paolini@unionesarda.it)

Sabato 29 maggio 2010 07.24
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/182424


:D

w3deco
June 3rd, 2010, 05:29 PM
Primo volo dall'aeroporto di Fenosu: folla di curiosi per il decollo inaugurale

E' partito puntuale alle 9.40 il primo Fokker 50 destinazione Fiumicino. A bordo, per il volo inaugurale di cui si parlava da settimane, nove passeggeri e molta emozione; tantissimi i curiosi che si sono dati appuntamento nella struttura Ernesto Campanelli per seguire la partenza dell'aereo.

Il volo di rientro è previsto per le 18.40 da Fiumicino, con arrivo a Fenosu alle 20. Stamattina c'erano anche le autorità locali e l'assessore regionale Lilliana Lorettu. Intanto per domani ci sono già prenotazioni.

Giovedì 03 giugno 2010 12.29
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/183069

thenightdriver
June 4th, 2010, 09:41 AM
Primo volo dall'aeroporto di Fenosu: folla di curiosi per il decollo inaugurale

[I] A bordo, per il volo inaugurale di cui si parlava da settimane, nove passeggeri e molta emozione
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/183069

Ma come si puo' anche solo pensare di aprire un aeroporto per 9 persone??speriamo diventino almeni 15 domani..siamo ridicoli,si buttano i soldi in queste cose anziche' migliorare i collegamenti, una regione di 1 milione e 700 mila abitanti e abbiamo 5 aeroporti..e 1 superstrada!Evviva la politica sarda

Cubo
June 4th, 2010, 10:15 AM
^^

Sfondi una porta aperta con me... E' veramente grottesco. Finita la variante di Serrenti/Villagreca, avremo una Cagliari-Oristano a standard autostradale, e a breve inizieranno i lavori per la fermata Elmas-Aereoporto, nell'ambito di una linea per più di metà a doppio binario.

Con i milioni di euro spesi per Fenosu si potevano rendere più frequenti le corse...

texdago
June 4th, 2010, 11:01 AM
Si quoto thenightdriver e Cubo.

Mi pare sia la classica mossa per accontentare 4 gatti a scapito dell'interesse del'intera isola.

Soldi buttati nel cesso.

Sicuramente ci sara' qualche politico da qualche parte che si sta' battendo il petto "perche' ha fatto grande Fenosu, e dato al territorio l'aereporto che si merita! Altroche'"

IMHO

Alicata Dilecta
June 5th, 2010, 12:33 AM
scusate ma fenosu e' l'areoporto di?

w3deco
June 5th, 2010, 12:35 AM
scusate ma fenosu e' l'areoporto di?

Oristano.

http://www.sogeaor.it/

Alicata Dilecta
June 5th, 2010, 12:38 AM
Oristano.

http://www.sogeaor.it/

grazie mille,quindi dopo tortoli un altro nuovo scalo sardo.

w3deco
June 5th, 2010, 12:42 AM
grazie mille,quindi dopo tortoli un altro nuovo scalo sardo.

Lo scalo esisteva da decenni, così come quello di Tortolì, ed era utilizzato per l'aviazione generale e piccoli voli charter.

anticalcare
June 5th, 2010, 12:41 PM
ma cosa pretendete?! abbiamo 8 province da 2 gatti, perchè privarci di 5 aeroporti?!

w3deco
June 5th, 2010, 01:54 PM
:lol:

Piuttosto, come ti è andata l'avventura elettorale? :D

anticalcare
June 6th, 2010, 01:00 PM
ehhh... purtroppo abbiamo perso di 246 voti
peccato, il progetto era davvero serio e interessante, le persone (praticamente tutti giovani) preparate e motivate

ci hanno penalizzato i personalismi di certi individui che hanno voluto ambire alla poltrona più alta con una propria lista... ma quando si penserà soltanto al bene pubblico e non alle proprie ambizioni???

per non parlare dell'astensione... il nuovo sindaco è stato eletto col 17% dei voti degli elettori di quartucciu...

w3deco
June 6th, 2010, 01:08 PM
ehhh... purtroppo abbiamo perso di 246 voti
peccato, il progetto era davvero serio e interessante, le persone (praticamente tutti giovani) preparate e motivate

ci hanno penalizzato i personalismi di certi individui che hanno voluto ambire alla poltrona più alta con una propria lista... ma quando si penserà soltanto al bene pubblico e non alle proprie ambizioni???

Questo è il vero problema...io comincerei abbassando tutti gli stipendi dei politici. Potrebbe essere un inizio.

per non parlare dell'astensione... il nuovo sindaco è stato eletto col 17% dei voti degli elettori di quartucciu...

Coooooooooooosa?? Così poco??

w3deco
June 6th, 2010, 02:07 PM
Qualche dettaglio in più sull'affair aeroporto di Oristano - Fenosu.

http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/fenosu-finalmente-il-fokker-decolla-e-il-primo-volo-di-linea-dopo-20-anni/2059639
http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/fenosu-finalmente-il-fokker-decolla-e-il-primo-volo-di-linea-dopo-20-anni/2059639/2

w3deco
June 6th, 2010, 02:10 PM
E intanto lo sport sardo...


Crisi, la Regione taglia i fondi

Lo sport sardo traballa. Non dalle fondamenta, ma dal vertice. Le scosse di avvertimento sono note da anni, eppure sono state sottovalutate: il crollo della Torres e della Nuorese, lo smottamento del Tempio fino alla Prima categoria. Piazze storiche come Oristano, Carbonia e Sorso che da lustri non riescono a rialzare, calcisticamente, la testa.
E adesso arriva il terremoto della manovra finanziaria, che dal 2011 vieterà agli enti pubblici di sponsorizzare le società sportive. Un colpo di maglio che va a sbriciolare quelle che sono già macerie sarde di sport, tenute insieme soltanto dalla debole colla degli euro regionali. Finché ci sono. Ne sa qualcosa la Dinamo basket di Sassari, salvata in extremis dal fallimento appena l’estate scorsa. Ne sanno molto Alghero, Villacidrese e Olbia nella Seconda Divisione di calcio, che senza quell’ossigeno avrebbero cercato ben altra salvezza che non quella ottenuta sul campo.
La Seconda Divisione costa un milione e mezzo di euro l’anno, la Legadue di basket grazie e altrettanto. Grazie per i soldi di mamma Regione, che però non sono tutto ma una piccola parte. Gli altri arrivano da sponsor e sponsorini - chi li ha - e dai pochi contributi federali. Senza palazzetti né stadi di proprietà sui quali investire ma con una infinita serie di trasferte e alberghi da pagare e soprattutto con una famiglia da campare: quella dei settori giovanili, dei ragazzi che seguendo l’esempio dei professionisti scelgono lo sport. Andrea Cossu del Cagliari in Nazionale, Massimo Chessa dalla Dinamo alla LegaA di basket. Anche loro sono frutto dei soldi investiti dalla Regione.
Ma non bastano mai. L’Alghero è in ambasce e l’Olbia di Franco Rusconi non ce la fa. Dopo una stagione a pane e acqua il patron ha messo la sua creatura su un mercato senza mercato. Nessuno vuole investire, nessuno può investire e lo sport in una terra senza lavoro diventa un ulteriore fardello. Adesso i presidenti di Alghero, Olbia e Villacidrese si incontreranno per studiare una strategia comune e presentarsi poi uniti davanti alla Regione, il loro unico interlocutore in un’isola che non offre alternative private. E il problema non riguarda solo i grandi, i professionisti. Anche i dilettanti, pure tutelati dalla legge 17 della Regione, hanno i loro guai. Esperia Cagliari e Full Time Sassari in questo fine settimana hanno rinunciato ad andare a Milano per le finali nazionali di serie C di nuoto. Sarebbero serviti 4000 euro, che non ci sono. Così, oltre che a traballare negli stadi e nei palasport, lo sport sardo comincia ad affondare anche in piscina. (Mario Carta)

Quanto costa fare sport a livello professionistico? Dipende dalla categoria. Tenere il Cagliari (dalla Regione ha ricevuto un contributo di un milione e 600mila euro), costa a Cellino poco meno di 5 milioni di euro all’anno. Ma qui entrano i ballo i diritti televisivi, la risorsa che consente ai club “minori” di restare in vita. E la prossima stagione, con la ridistribuzione delle quote, il Cagliari incasserà una somma maggiore. Per disputare il campionato di Seconda Divisione serve una somma che oscilla tra 1,5-2 milioni di euro. Alghero, Olbia e Villacidrese hanno ricevuto da “mamma” Regione 300mila euro a Resta. La società gallurese è quella che ha speso di più (2 milioni abbondanti), quella algherese ha sforato l’1,5 milioni, mentre il club del presidente Siro Marroccu non ha superato il milione, mettendo in campo tanti giovani e ricevendo della Lega una sostanziosa somma per la loro valorizzazione. Dei tre club, la Villacidrese ha i conti a posto. Le altre, sono in difficoltà. Tra le società che hanno beneficiato dei contributi regionali (499mila euro) c’è anche la Dinamo Banco di Sardegna. La squadra sassarese partecipa al campionato di Legadue di basket che costa poco più di 1,5 milioni di euro. (Roberto Muretto)

Si è ballato per una sola grande ed entusiasmante stagione. Ma ora i nodi vengono al pettine e Corrado Sanna e Mauro Parsani, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Polisportiva Alghero, stanno seriamente pensando di mollare. Forse lo hanno già deciso e attendono ancora qualche giorno per ufficializzare l’addio. «Ci hanno lasciati soli - sbotta Sanna - non soltanto nella gestione corrente ma anche per quanto riguarda i debiti del passato che non dovevamo affrontare noi e che abbiamo fiduciosamente ritenuto che sarebbero stati onorati. Oggi dobbiamo prendere necessariamente atto di una situazione che si è addirittura aggravata».
Da uomo esperto di calcio Corrado Sanna bene conosceva costi e rischi di un campionato professionistico. «Non vi è alcun dubbio, ne eravamo a conoscenza. Ma proprio per fronteggiare costi e rischi - precisa - abbiamo individuato una terza via: quella di consentire alla Polisportiva di autofinanziarsi attraverso un importante investimento economico per realizzare la cittadella dello Sport. Ma fino a oggi non abbiamo avuto alcuna risposta». Investimento di diverse decine di milioni di euro: due campi di calcio per allenamento, uno stadio da 5 mila posti, impianti polifunzionali, piscina, foresteria e ricettività tradizionale. L’area prescelta è quella dell’Arenosu, a Fertilia, in una posizione panoramica e ideale dal punto di vista della logistica.
A tormentare Sanna e Parsani contribuisce l’annunciata riduzione, se non eliminazione totale, dei contributi e delle sponsorizzazioni pubbliche. «Significa obbligarci ad andare via - spiega Parsani - anche perchè gli oneri sono spaventosi e non è più sufficiente l’entusiasmo e la volontà di investire nello sport». Al momento non si parla di iscrizione al prossimo campionato, ora è tempo di raccomandate con ricevuta di ritorno, di ingiunzioni, per riuscire a recuperare almeno i debiti delle passate gestioni e non finire nel tritacarne di Equitalia.
«Abbiamo vissuto una stagione straordinaria - conclude Corrado Sanna - combattendo fino alla fine e rischiando perfino la promozione nella serie superiore. Una soddisfazione enorme, gradita soprattutto dai tifosi. Ora per ragioni che tutti possono ben capire questa bellissima esperienza sembra proprio destinata a concludersi e, debbo ammettere, con molto rammarico da parte mia e dell’amico Parsani». (Gianni Olandi)

Fonte: La Nuova Sardegna

anticalcare
June 6th, 2010, 06:16 PM
Questo è il vero problema...io comincerei abbassando tutti gli stipendi dei politici. Potrebbe essere un inizio.



Coooooooooooosa?? Così poco??


non è neanche questione di soldi, il sindaco di quartucciu prende 1400 lordi, gli assessori 1250 lordi
purtroppo alcune persone sono convinte di essere indispensabili e non si accorgono che dopo 30 anni, nel bene e nel male, tutto quello che potevano dare l'hanno dato

ha votato il 58% degli elettori e con 6 liste è bastato il 17.3% degli aventi diritto. noi ci siamo fermati al 15%

sardreamer
June 6th, 2010, 06:47 PM
non è neanche questione di soldi, il sindaco di quartucciu prende 1400 lordi, gli assessori 1250 lordi
purtroppo alcune persone sono convinte di essere indispensabili e non si accorgono che dopo 30 anni, nel bene e nel male, tutto quello che potevano dare l'hanno dato

ha votato il 58% degli elettori e con 6 liste è bastato il 17.3% degli aventi diritto. noi ci siamo fermati al 15%

ma non fanno ballottaggio? anche a quartu l'affluenza è stata del 60% più o meno

anticalcare
June 6th, 2010, 11:07 PM
ma non fanno ballottaggio? anche a quartu l'affluenza è stata del 60% più o meno

sotto i 15 000 abitanti il ballottaggio è previsto solo in caso di parità di voti

sardreamer
June 7th, 2010, 09:33 AM
sotto i 15 000 abitanti il ballottaggio è previsto solo in caso di parità di voti

capisco. forse si fa per risparmiare...ma si rinuncia a un po di democrazia. Un effetto dovrebbe essere quello di favorire l'accorpamento. 6 liste son troppe :ohno:

sardreamer
June 7th, 2010, 08:58 PM
Regione: avviato il percorso per la stesura completa del Piano Paesaggistico regionale

CAGLIARI, 7 GIUGNO 2010 - È partito ufficialmente il percorso avviato dalla Regione, in piena coerenza con le sue strategie di concertazione e condivisione, che porterà alla stesura completa del Piano Paesaggistico Regionale (PPR).

Per raggiungere questo fondamentale traguardo, il presidente Ugo Cappellacci e l’assessore dell'Urbanistica Gabriele Asunis, hanno identificato un processo formativo innovativo rispetto al passato, chiamando gli Enti Locali a unirsi in un’azione attiva e partecipata, al fine di pervenire a una revisione del PPR che renda pienamente condivisi i suoi contenuti e li estenda all’intera Isola.
[...]

http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=142162&v=2&c=117&t=1

w3deco
June 8th, 2010, 11:59 PM
FOTOVOLTAICO: E.ON, INVESTIMENTO DA 250 MLN EURO A PORTO TORRES

(AGI) - Cagliari, 8 giu. - E.on attende soltanto le delibere della giunta regionale per avviare una serie di progetti sul solare fotovoltaico da impiantare nell’area industriale di Porto Torres (Sassari). L’iniziativa e’ stata illustrata stasera nella sede dell’Associazione industriali del nord Sardegna dal direttore generale Risorse umane e sviluppo territoriale di E.on Paolo Venerucci.

L’investimento complessivo cui pensa la multinazionale, che in Sardegna gestisce anche la centrale termoelettrica di Fiumesanto, prevede secondo Venerucci un impegno di circa 250 milioni per una potenza complessiva di circa cento megawatt. L’area interessata, in buona parte ubicata nell’area del Consorzio industriale di Sassari e adiacente alla termocentrale, e’ stata scelta per minimizzare l’impatto ambientale e paesaggistico e sfruttare le infrastrutture di rete gia’ presenti nell’impianto.

Il progetto, ha spiegato Venerucci, e’ stato presentato anche alla Regione e necessita ora, per essere realizzato, del recepimento con una delibera di giunta. L’avallo dell’esecutivo regionale servira’ anche ad ampliare fino al 15% l’utilizzo di aree industriali per la realizzazione di impianti fotovoltaici, il cui limite era stato fissato al 3% con una deliberazione dell’ottobre 2008. La norma, infatti, prevede il superamento della soglia per la produzione di energia da fonti rinnovabili con alto contenuto di innovazione e che presentino come ricaduta lo sviluppo di competenze tecniche e industriali nell’area.

E.on intende per questo realizzare un centro di innovazione fotovoltaica, in collaborazione con l’universita’ di Sassari, che comprenda, oltre all’area produttiva, una parte aperta al pubblico con edifici tecnologici, centri di monitoraggio e laboratori. La ricaduta occupazionale - ha ipotizzato Venerucci - potra’ toccare le 250 unita’ lavorative. (AGI)

texdago
June 9th, 2010, 10:05 AM
FOTOVOLTAICO: E.ON, INVESTIMENTO DA 250 MLN EURO A PORTO TORRES



:banana::banana::banana:

makkillottu
June 9th, 2010, 01:10 PM
E intanto lo sport sardo...


Crisi, la Regione taglia i fondi

Non sono d'accordo sui tagli alle squadre come Dinamo, Alghero, Olbia, ecc... ma mi spiegate che senso ha sponsorizzare magari squadre di eccellenza o di Serie D?

Sono campionati che hanno un ritorno turistico quasi pari a zero. Che si tagliasse su queste micro-società che non portano a nulla (e si rendessero un minimo più autonome, come fanno fuori... che mentalità stato-dipendente!), reinvestendo le risorse su eventi di ben altra portata. C'è il proprietario dell'Autodromo di Mores che aspetta una mano da qualcuno per poter allungare il circuito, ha già contatti con PASQUALE LATTUNEDDU (il braccio destro di Bernie Ecclestone, ad ogni GP di F1 sempre in giro in griglia di partenza) che è pronto ad ottenere il MONDIALE TURISMO (campionato prodotto in HD nativo e con un'audience di 180 mln di telespettatori nel mondo) appena sarà pronta la pista...

...ora, allungare la pista costa diversi mln di euro (tipo una 10ina), ma spalmando la sponsorizzazione su più anni, l'ammortamento sarebbe fattibile e intanto si avrebbe un impianto capace di ospitare grandi eventi motoristici.

Guardate Portimao, sponsorizzato in gran parte dalla politica (Regione dell'Algarve, Comune di Lagos e Comune di Portimao, insieme alle Camere di Commercio), www.autodromodoalgarve.com ...hanno la LE MANS, Mondiale Turismo, SBK... tutti eventi che Mores potrebbe tranquillamente ospitare...

Davanti a una prospettiva di attrazione turistica per l'intera area vasta di Sassari (Mores è a 40 km da Sassari, in 1 quarto d'ora di macchina si arriva...) si continua a tirare lo sciacquone e buttare i soldi su squadrette?

Tutti sceglierebbero i grandi eventi che pubblicizzano la propria terra. Noi andiamo controcorrente, ci pubblicizziamo in Sardegna stesso... certo che il turismo così riceve un grande impulso!!!

Evito di proseguire, perché ogni volta che parlo di questi finanziamenti mi faccio il sangue marcio...

w3deco
June 11th, 2010, 01:54 PM
Aeroporti: inaugurato lo scalo di Tortoli'-Arbatax

Da oggi operativi voli Meridiana per Roma, Milano e Verona

(ANSA) - CAGLIARI, 11 GIU - Con il volo Meridiana Fly partito da Fiumicino e atterrato alle 9.35, e' stato ufficialmente inaugurato l'aeroporto di Tortoli'-Arbatax.

Meridiana Fly colleghera' in estate l'Ogliastra con voli diretti per Roma, Milano Malpensa, Verona e Olbia. Alla cerimonia di inaugurazione, organizzata dalla societa' di gestione dell'aeroporto Gearto, ha partecipato anche il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che subito dopo ha presieduto una riunione di Giunta.(ANSA).


Ricapitolando: quest'estate oltre ai voli da e per Cagliari, Olbia e Alghero ci sono i voli per Roma e Brescia da Oristano e per Roma, Milano e Verona da Tortolì. :nuts:

thenightdriver
June 11th, 2010, 02:41 PM
un aeroporto a castiadas no?? magari lo prendo per andare al mare da cagliari e non faccio la fila in macchina!eddai voglio il 6 aeroporto :ohno:

w3deco
June 11th, 2010, 02:56 PM
un aeroporto a castiadas no?? magari lo prendo per andare al mare da cagliari e non faccio la fila in macchina!eddai voglio il 6 aeroporto :ohno:

Quale, questo? :bash:

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20040115&Categ=12&Voce=5&IdArticolo=839198
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20040115&Categ=12&Voce=5&IdArticolo=849580

sardreamer
June 11th, 2010, 03:07 PM
Quale, questo? :bash:

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20040115&Categ=12&Voce=5&IdArticolo=839198


questa mi sembra una grande coglionata. si sta investendo un mucchio di risorse sulla nuova viabilità e questi sprecano altri soldi pubblici per un altro aeroporto?

thenightdriver
June 11th, 2010, 03:08 PM
Quale, questo? :bash:

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20040115&Categ=12&Voce=5&IdArticolo=839198
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20040115&Categ=12&Voce=5&IdArticolo=849580

esatto, ma guarda che ci vuole una mente esagerata per partorire un piano del genere!..e poi chissa', magari sara' la volte dello scalo di monserrato :lol:

sardreamer
June 11th, 2010, 03:16 PM
esatto, ma guarda che ci vuole una mente esagerata per partorire un piano del genere!..e poi chissa', magari sara' la volte dello scalo di monserrato :lol:

E' saltato tutto, mi auguro..

quello di tortolì ha senso sin tanto che la viabilità rimane proibitiva. Vedremo a fine estate se avrà giovato al turismo e se avrà i numeri per stare in piedi

w3deco
June 11th, 2010, 03:31 PM
Si cmq quello di castiadas è roba vecchia.
Ora con la nuova orientale perderebbe quel minimo di motivi che sarebbero potuti esserci.
Infatti gli articoli sono vecchiotti (2004).

w3deco
June 11th, 2010, 03:36 PM
esatto, ma guarda che ci vuole una mente esagerata per partorire un piano del genere!..e poi chissa', magari sara' la volte dello scalo di monserrato :lol:

Quale, questo? :lol:

http://wikimapia.org/1144213/it/Ex-Aeroporto-Militare-2%C2%B0-Guerra-Mondiale



No dai, li faranno una cittadella sportiva... :D

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/149781

w3deco
June 12th, 2010, 06:23 PM
Aeroporto Tortolì, secondo giorno
Oggi i voli per Malpensa e Verona

Dopo il battesimo di ieri (collegamenti con Olbia e Fiumicino), oggi secondo banco di prova per i voli in continuità territoriale da e per l'aeroporto di Tortolì. Stamani il primo volo per Milano Malpensa, nel pomeriggio per Verona. I primi dati ufficiali del traffico passeggeri saranno diffusi domani, ma Meridiana fly è già in grado di fare un primo bilancio

In tutto, per la stagione estiva, oltre mille passeggeri hanno prenotato già un volo con partenza da Tortolì o arrivo in Ogliastra. Già attivi i contatti con diversi tour operator che dovrebbero garantire un flusso costante nei mesi estivi. La Regione, che ha finanziato i voli a tariffe agevolate da e per l'Ogliastra con 400 mila euro, ritiene i collegamenti estivi un banco di prova importante, in vista del nuovo bando per la continuità territoriale di ottobre. L'Ogliastra è stata inclusa, con l'auspicio di poter avere voli di linea tutto l'anno. Questo l'intendimento espresso ieri dal presidente della Regione Ugo Cappellacci e dall'assessore ai Trasporti Liliana Lorettu, che hanno partecipato all'inaugurazione dell'aeroporto.

Sabato 12 giugno 2010 13.36
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/184198

w3deco
June 13th, 2010, 12:01 AM
^^

SARDEGNA: CAPPELLACCI, PRIMO VOLO DA TORTOLI' E' MOTIVO DI ORGOGLIO

(ASCA) - Cagliari, 11 giu - ''E' per me motivo di orgoglio essere qui oggi, accanto alla comunita' ogliastrina, nel giorno dell'inaugurazione dell'aeroporto Tortoli'-Arbatax''.

Lo ha dichiarato questa mattina il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, nel corso dell'inaugurazione della nuova aereostazione dell'aereoporto di Tortoli', con il volo inaugurale di Meridiana.

''Si tratta di una giornata importante - ha continuato il Presidente -. Aprire i collegamenti aerei equivale a rompere l'isolamento di un territorio e di un'isola. Si delinea una prospettiva nuova per l'economia, per l'industria turistica, per una piu' 'libera' circolazione degli uomini e delle idee''.

''Inizia subito a prendere forma quel nuovo modello di trasporto aereo che avvicina i cittadini della Sardegna all'Europa e l'Europa alla Sardegna'', ha commentato.

''Il primo volo dall'Aeroporto Tortoli'-Arbatax, e' una realta' concreta frutto di una visione strategica della Cabina di Regia regionale sul sistema aeroportuale: uno strumento - ha aggiunto Cappellacci - grazie al quale ci siamo seduti intorno ad un tavolo insieme agli operatori del settore e ai rappresentanti dei territori interessati per trovare soluzioni condivise e positive''.

''Un lavoro fortemente partecipativo che e' ancora piu' apprezzabile, se consideriamo che l'organo di riferimento regionale per il coordinamento e la promozione di iniziative di sviluppo del trasporto aereo sardo e' stato istituito alla fine dello scorso anno'', ha concluso Cappellacci.

res/mcc/alf

(Asca)

w3deco
June 13th, 2010, 12:04 AM
Mare: sardegna al top, campania guadagna 'vele'

La guida legambiente-touring per scoprire il mare migliore in Italia

(di Carlo Di Renzo)

ROMA - 'Guida blu 2010': e' ancora la Sardegna la Regione nettamente prima nella classifica per il numero di spiagge e mari piu' belli, con una media di 3,4 vele per localita' segnalata. Seguono Puglia (3,2) e Toscana (3,1). E una delle maggiori novita' e' il balzo in avanti della Puglia, che superando la pur titolata Toscana, si piazza seconda nella classifica tra regioni: merito, spiega un amministratore regionale, di un lavoro sull'ambiente che dura ormai da anni, con grande attenzione anche alle energie rinnovabili. Altra novita', e' che prima in assoluto tra le localita' che hanno meritato il massimo riconoscimento della Guida blu - ossia le 'cinque vele' - e' Pollica, nel Cilento: ecco dunque emergere, nella Campania spesso citata per la 'munnezza' e le ecomafie, inattese eccellenze per bellezza e uso del territorio.

Su 483 centri balneari indicati dal Touring Club nella guida, Legambiente ne ha selezionati 295 sulla base sia delle caratteristiche ambientali (uso del suolo, biodiversita', energia, rifiuti, ecc.), sia della qualita' dell'ospitalita', integrate dai dati dei prelievi e delle analisi delle acque fatti dalla 'Goletta verde'. Come ormai d'abitudine e' la costa tirrenica a fare la parte del leone nell'offerta turistica balneare. Salgono a 14 (Pollica, Cinque Terre, Ostuni, Capalbio, Castiglione Della Pescaia, Nardo', Capraia, Salina, San Vito lo Capo, Bosa, Baunei, Noto, Posada, Otranto) le localita' che conquistano le 5 vele, segno - sottolinea Legambiente - che sono sempre di piu' le amministrazioni impegnate ad aumentare la qualita' del loro territorio.

La sezione della Guida blu dedicata alla nautica da diporto, realizzata in collaborazione con Ucina (Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini), propone ben 14 itinerari alla portata di tutti, ''alla scoperta di un modo meraviglioso di conoscere il mare e le sue bellezze''.

Per gli amanti dell'acqua dolce anche quest'anno c'e', infine, una parte dedicata ai laghi, altrettanto dettagliata di quella 'marina', con i siti giudicati piu' seducenti per il turismo lacustre. In questo caso e' il Trentino-Alto Adige la regione 'regina' per numero di localita' tra le prime classificate. Sono cinque quelle che conquistano le 5 vele: Appiano sulla Strada del vino (Bz) sul Lago di Monticolo e Fie' allo Sciliar (Bz) sul Lago di Fie' nell'Alto Adige, Molveno (Tn) sull'omonimo Lago in Trentino, Bellagio (Co) sul lago di Como e Massa Marittima (Gr) in Toscana sul Lago dell'Accesa.

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2010/06/11/visualizza_new.html_1821654358.html


Sono ben 11 le località in Sardegna che si aggiudicano 4 vele: Arbus, Domus De Maria, Pula, Villasimius, Sant'Anna Arresi , Orosei, Siniscola, Cabras, Arzachena, Santa Teresa di Gallura e Alghero.

w3deco
June 13th, 2010, 12:05 AM
Le Spin off nell'isola: fenomeno in crescita

Le spin off nell’isola sono di casa. 45 in tutto le aziende nate su progetti innovativi ideati nelle università, con la Sardegna che conquista il secondo posto (dopo la Puglia, 47 aziende) nella classifica della Svimez, associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno.

Il dato sulle spin off è incoraggiante all’interno di un quadro piuttosto negativo per il Sud Italia. L’89 per cento di questo tipo di aziende è nato tra il 2000 e il 2009, il 23 per cento si trova nel Meridione (187 su 806). Un forte impulso, in Sardegna, è stato dato dalla Start Cup, competizione tra idee universitarie finalizzata alla realizzazione di spin off. Un gruppo di ricercatori dell’università di Sassari, guidato da Luca Ruiu, nel 2009 ha vinto il premio nazionale dell’innovazione a Perugia con il progetto «Bioecopest», alternativa ai prodotti chimici rispettosa dell’ambiente.

http://www.sardiniainnovation.it/modules/smartsection/item.php?itemid=410

xxxyyyzzz
June 13th, 2010, 12:58 AM
poche settimane fa a San Basilio è stata finalmente ancorata la parabola del radiotelescopio più grande d' europa,
peso 500 tonnellate, diametro 65 m.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=103107&sez=HOME_SCIENZA

0XtYDkU8exc

E1jUTG2ni4g

sardreamer
June 13th, 2010, 01:26 AM
^^

bellissime immagini! :)

w3deco
June 13th, 2010, 09:28 AM
Wow!

Grazie per aver condiviso!

felis
June 13th, 2010, 06:47 PM
BASTA CRITICHE STERILI :D ecco la mia proposta!

ABOLIZIONE DI TUTTE LE PROVINCE + 2 CITTÀ METROPOLITANE

http://img231.imageshack.us/img231/524/nuovoassettosardo.jpg

AREA METROPOLITANA DI SASSARI: 270.000 abitanti (ALGHERO PORTO TORRES SORSO ITTIRI SENNORI OSSI CASTELSARDO PLOAGHE USINI OLMEDO OSILO URI NULVI TISSI FLORINAS CODRONGIANOS STINTINO MUROS PUTIFIGARI CARGEGHE TERGU)

AREA METROPOLITANA DI CAGLIARI: 470.000 abitanti (QUARTU SANT'ELENA SELARGIUS ASSEMINI CAPOTERRA MONSERRATO SESTU SINNAI QUARTUCCIU DOLIANOVA ELMAS DECIMOMANNU SAN SPERATE MARACALAGONIS UTA PULA VILLASOR SETTIMO SAN PIETRO SARROCH MONASTIR DECIMOPUTZU USANNA SERDIANA VILLASPECIOSA VILLA SAN PIETRO SOLEMINIS)

RESTO DELL'ISOLA: 930.000 abitanti con capoluogo Oristano/Nuoro

Per favore non fissatevi sui dettagli come: perché Burcei NO??? perché Villanova Monteleone FUORI? :D I confini mi sembrano ragionevoli e 5000 abitanti in più o in meno non cambiano molto.. grazie.

Personalmente ritenevo interessante la proposta delle due province autonome (ma purtroppo non si adatta alla grande estensione dell'isola ed alla profonda diversità rispetto alle valli alpine) come le 6 province sardiste (proposta datata). Alla fine credo che questa (con qualche forma di tutela per la comunità ogliastrina e gallurese essendo le due aree marginali) sia la forma migliore.

w3deco
June 13th, 2010, 07:33 PM
Mmmmh non so...non mi convince...
Soprattutto quella grande provincia del RESTO DELL'ISOLA.

Io sarei più propenso alle 3 province: una del sud, una centrale e una del nord.

1) Cagliari + Medio Campidano + Carbonia-Iglesias (795mila abitanti)

2) Oristano + Nuoro + Ogliastra (390mila abitanti)

3) Sassari + Olbia-Tempio (492mila abitanti)

Per quanto riguarda la creazione delle aree metropolitane non vedo il senso di creare quella sassarese. Per via soprattutto dei "pochi" abitanti. (per la mia concezione di area metropolitana Alghero-Castelsardo-Stintino-Sennori-Sorso non fanno parte di alcuna area metropolitana ma semmai area vasta).

Mentre il discorso cambia per quella di Cagliari. Per lo meno Cagliari-Quartu-Quartucciu-Monserrato-Selargius-Elmas collegate da un continuum urbano. Senza contare Settimo-Sinnai-Decimomannu-Assemini-Sestu staccate di pochissimi km.


PS: avete notato la concentrazione di comuni dell'alto campidano?? :nuts:

sardreamer
June 13th, 2010, 09:01 PM
PS: avete notato la concentrazione di comuni dell'alto campidano?? :nuts:

quella è Marmilla!!! :)

ps.
felis, non son mai riuscito a individuare un assetto ottimale. Ma anche il tuo non mi convince

w3deco
June 13th, 2010, 09:18 PM
^^ Vero. Mea culpa! E dire che mia mamma è di quelle parti... :)

C'è anche da dire che però sono tutti mini paesini...insomma, molti paesi ma pochi abitanti. Però colpisce questa vicinanza tra comuni!

sardreamer
June 13th, 2010, 09:36 PM
^^ Vero. Mea culpa! E dire che mia mamma è di quelle parti... :)

C'è anche da dire che però sono tutti mini paesini...insomma, molti paesi ma pochi abitanti. Però colpisce questa vicinanza tra comuni!

trexenta e marmilla erano zone molto coltivate. il granaio della sardegna ( e non solo..)! erano molto popolate perchè fertili e coltivabili, a differenza delle zone montane, e non paludose e infestate da malaria, a differenza delle pianure del campidano. Ecco perchè tutti quei paeselli affastellati! :)

Cubo
June 13th, 2010, 11:11 PM
Basterebbe che si unissero in un comune ogni 2-3 centri per ottimizzarne un po' la gestione...

sardreamer
June 14th, 2010, 12:06 AM
Basterebbe che si unissero in un comune ogni 2-3 centri per ottimizzarne un po' la gestione...

molti micro paesi son già frazioni di altri comuni. Ma al giorno d'oggi accorpare comuni indipendenti è impossibile.

Cubo
June 14th, 2010, 09:05 AM
Perchè?

In fondo lo fecero anche Sicci e S.Pantaleo, 100 anni fa... Ma perchè oggi dovrebbe essere diverso? :)

sardreamer
June 14th, 2010, 09:34 AM
Perchè?

In fondo lo fecero anche Sicci e S.Pantaleo, 100 anni fa... Ma perchè oggi dovrebbe essere diverso? :)

anche siurgus donigala e qualche altro.. Per il campanilismo! perchè si è gelosi delle proprie particolarità e prorogative comunali. Più due paesi sono vicini, tanto più si sentono in competizione. Oggi siamo in democrazia, decisioni di questo tipo è possibile prenderle solo previa espressione della volontà popolare. Non si riuscirebbe a convincere la maggioranza della popolazione dei paesi da sottoporre ad accorpamento ad esprimersi in tal senso.

w3deco
June 14th, 2010, 09:52 AM
^^ Eppure in Trentino l'hanno fatto nel 2009...

I comuni della Valle di Ledro.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ledro

texdago
June 14th, 2010, 09:56 AM
^^ Eppure in Trentino l'hanno fatto nel 2009...

I comuni della Valle di Ledro.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ledro

IMHO e' un processo difficile, burocraticamente e per ragioni "sentimentali".

Nondimeno credo e spero che ne vedremo sempre di piu'. Almeno, io ci spero.

anticalcare
June 14th, 2010, 10:23 AM
qualche passo avanti è già stato fatto con le unioni dei comuni. per esempio, se non sbaglio proprio la marmilla è una di queste.

poi una legge italiana che preveda l'accorpamento dei comuni sotto un tot di abitanti non sarebbe male. dovrebbe esserci il divieto di comuni con meno di 500.

per le aree metropolitane, professor deplano (bonanima) ci disse che è la congestione della mobilità a disegnarne i confini

sardreamer
June 14th, 2010, 10:58 AM
^^ Eppure in Trentino l'hanno fatto nel 2009...

I comuni della Valle di Ledro.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ledro

non so che strana alchimia si sia verificata la, ma io ragiono sulla base della conoscenza che ho delle nostre realtà locali, e di quelle zone in particolare. Dai, chi di voi, in base alla propria esperienza, può pensare altrimenti? fatemi un esempio :lol:

se si obbliga per legge, ammesso che sia possibile, ad esempio si stabilisce l'impossibilità che sussistano comuni sotto un tot di abitanti, sarebbe già diverso. Ma di loro sponte per me è impossibile :lol:

sardreamer
June 14th, 2010, 11:09 AM
qualche passo avanti è già stato fatto con le unioni dei comuni. per esempio, se non sbaglio proprio la marmilla è una di queste.


Le unioni dei comuni sono istituti molto più compatibili con la nostra realta. Sappiamo che in sardegna è molto marcata e avvertita socialmente l'appartenenza alle regioni storiche tradizionali; sarrabus, gerrei, sulcis, marmilla ecc.. Molto più delle province che sono realtà amministrative fittizie, ad eccezione di quelle che in qualche misura ricalcano regioni storiche come ogliastra e gallura. Del resto queste ripartizioni locali hanno radici antiche e profonde (le curatorie giudicali).
Quindi le unioni dei comuni che si riconoscono in queste ripartizioni sono sicuramente esperienze da promuovere e incentivare.

Cubo
June 14th, 2010, 11:24 AM
anche siurgus donigala e qualche altro.. Per il campanilismo! perchè si è gelosi delle proprie particolarità e prorogative comunali. Più due paesi sono vicini, tanto più si sentono in competizione. Oggi siamo in democrazia, decisioni di questo tipo è possibile prenderle solo previa espressione della volontà popolare. Non si riuscirebbe a convincere la maggioranza della popolazione dei paesi da sottoporre ad accorpamento ad esprimersi in tal senso.

Lo stato sta tagliando le risorse degli enti locali. Per una volta ci sarebbe un taglio "giusto" del tipo:
"cari comuni A, B e C, sino a ieri vi trasferivo TOT per le vostre giuntine comunali; da oggi vi trasferisco TOT/3. Se volete riportare il totale a TOT togliendo i soldi dai servizi ai vostri cittadini fatelo pure. Ma forse forse vi conviene riunirvi..."

Dopo un anno di và e vieni dal Piemonte, certe inefficienze sarde mi saltano parecchio all'occhio..

Esempio: Masullas e Mogoro, distanti un cihlometro

http://maps.google.it/maps?oe=utf-8&client=firefox-a&ie=UTF8&q=collinas&fb=1&gl=it&hq=collinas&hnear=Cagliari,+Sardegna&ei=TPQVTPOnGNrbsAbOusj6Cw&ved=0CDUQtgMwBA&ll=39.69322,8.784342&spn=0.015355,0.042272&t=h&z=15

strada con le curve in terreno pianeggiante. Pezzi di terreno coltivato divisi in figure irregolari... ^_^ In piemonte si vedevano... rettangoli a perdita d'occhio!

w3deco
June 14th, 2010, 11:35 AM
Beh se i comuni (si parla di piccolissimi comuni) sono distanti 2-3 km tra di loro, si uniscono i nomi, si cerca di non far sentire meno importante/più importante qualche comune rispetto agli altri, non lo vedo così impossibile.

Da quello che posso constatare io (sono originario di un paese di 2000abitanti) la "rivalità/competizione" con i paesi vicini va via via scemando. Anzi si è sempre più in buoni rapporti e soprattutto di collaborazione.

Ovviamente io parlo di accorpamento di comuni molto piccoli e vicini tra di loro.
In questo momento non vedrei il senso di accorpare comuni di 2000-3000 abitanti distanti 8-10km.

Faccio un esempio:
Io sono di Vallermosa (2mila abitanti) e i paesi più vicini sono Siliqua (4mila) a 7 km, Decimoputzu (4mila) a 11km, Villaspeciosa (2mila) a 14 km, Villasor (7mila) a 15 km e Domusnovas (6mila) a 16 km.
In questo caso non avrebbe senso nessun accorpamento sia per il numero di abitanti che per la distanza tra i paesi che per l'estensione dei territori.

Diversamente, per esempio, Ales (1500 abitanti) ha nei paraggi Pau (300 ab) a 3.8 km, Villa Verde (350 ab) a 5 km, Albagiara (300 ab) a 6 km, Curcuris (300 ab) a 3 km, Morgongiori (900 ab) a 6km, Gonnosnò (800 ab) a 7 km, Usellus (900 ab) a 8 km, Pompu (300 ab) a 7 km, Simala (400 ab) a 6 km, e altri...
In questo caso si che ci vorrebbe un accorpamento!
Sono tutti nel raggio massimo di 7-8 km e, ad eccezione di Ales, sono tutti abbondantemente sotto i 1000 abitanti. Non ha senso.

Se ai cittadini di quei paesi dici che l'idea è quella di accorpare tutto per esempio ad Ales e le altre divengono sue frazioni mantenendo il proprio nome e avendo voce in capitolo nella gestione del comune (6000 abitanti circa) e del territorio.
Che si potrebbe intervenire meglio sui problemi del territorio se si agisse in comune, etc, non la vedo come cosa impossibile.

felis
June 14th, 2010, 04:07 PM
edit

w3deco
June 15th, 2010, 06:50 PM
Dall'1 giugno quasi 500 domande delle imprese per il Microcredito

Dall'1 all'11 giugno la Sfirs (società "in house" della Regione chiamata a gestire il Fondo Microcredito) ha ricevuto 483 domande "a sportello" per un impegno di spesa pari a 11 milioni e 552 mila euro. Il Microcredito è lo strumento che la Regione ha voluto mettere a disposizione delle piccole e medie imprese per sostenerle nella fase dello sviluppo


La provincia di Cagliari ha fatto registrare il 34,16% delle richieste, pari a 165 domande per 3,9 milioni di euro, seguita dalle province di Nuoro (86 domande) e Ogliastra (84), per poco più di due milioni di euro ciascuna. Il settore del commercio di prossimità (115 domande, pari al 23,81 per centi) sembra quello più interessato alla proposta della Regione - è detto in una nota - ma anche i servizi al turismo (93) e il manifatturiero (78) sembrano voler approfittare della proposta. L'importo massimo concedibile è di 25 mila euro per ciascuna impresa. La dotazione finanziaria attualmente è di 41 milioni di euro, ma non è escluso che, in caso di necessità, il fondo possa essere aumentato. "Stiamo andando oltre le previsioni della vigilia - ha commentato l'assessore regionale del Lavoro, Franco Manca - nonostante mi aspettassi comunque un buon riscontro. L'auspicio è quello di registrare un consolidamento del nostro tessuto imprenditoriale che è fatto essenzialmente di piccole e piccolissime aziende". La restituzione del prestito, erogato dalla Sfirs a tasso zero e senza garanzie reali, consentirà di rimettere in circolo ulteriori risorse che dovrebbero sostenere il mercato.

Martedì 15 giugno 2010 11.47
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/184544

w3deco
June 17th, 2010, 10:07 AM
Dopo...

G8, le mani della cricca anche sul Betile (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=58655297&postcount=436)

...anche...

Le mani della cricca sulla Sassari-Olbia (http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/184741)

...e questo...

A Oristano i primi affari della cricca (http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/184780)

:bash:

w3deco
June 17th, 2010, 10:03 PM
Firmata a Palau la lettera d'intenti per la tutela delle Bocche di Bonifacio

"Oggi tocchiamo con mano un obiettivo che è stato raggiunto con l’impegno di battaglie decennali". Le Bocche di Bonifacio per la Sardegna rappresentano un patrimonio importantissimo, dal punto di vista ambientale e quindi dal punto di vista turistico”, ha detto l'assessore Sannitu.

PALAU, 15 GIUGNO 2010 - Firmata a Palau la lettera d’intenti tra i ministri dell’Ambiente italiano e francese, Stefania Pretigiacomo e Jean-Louis Borloo, per la tutela delle Bocche di Bonifacio e l’istituzione di un parco marino internazionale. Il vicepresidente, Sebastiano Sannitu, nel porgere il benvenuto del presidente Ugo Cappellacci alle autorità dei governi nazionali, ha ricordato quanto il territorio e i sindaci abbiano fortemente contribuito al raggiungimento del risultato odierno.

"Oggi tocchiamo con mano un obiettivo che è stato raggiunto con l’impegno di battaglie decennali”, ha ricordato Sannitu. "Le Bocche di Bonifacio per la Sardegna rappresentano un patrimonio importantissimo, dal punto di vista ambientale e quindi dal punto di vista turistico”, ha continuato il vicepresidente, auspicando che la firma di oggi sia un punto di partenza verso il riconoscimento della tutela dell’area marina. Sannitu ha concluso garantendo che la Regione farà tutto ciò che è in suo potere per sostenere l’istanza dei governi italiano e francese per la salvaguardia totale del tratto di mare tra Sardegna e Corsica, con la chiusura al transito di navi con carichi inquinanti, che sarà presto presentata agli organismi competenti internazionali.

I due ministri, alla presenza tra gli altri dell’omologo albanese Fatmir Mediu e del Comandante generale delle Capitanerie di porto Raimondo Pollastrini, hanno siglato una serie di documenti che sanciscono l’impegno dei due paesi per chiedere all’Organizzazione Marittima Internazionale di interdire al transito le merci pericolose nelle Bocche di Bonifacio e per chiedere all’Onu la modifica della convenzione di Montego Bay che regola il sistema delle rotte della marina mercantile.

I due ministri hanno ribadito come l’ecosistema del tratto di mare fra Sardegna e Corsica sia uno dei più preziosi del Mediterraneo e che va quindi protetto da ogni rischio. Anche in considerazione del fatto che ancora oggi 130 mila tonnellate di merci pericolose transitano per lo stretto. Italia e Francia hanno già vietato alle proprie navi di attraversare le Bocche di Bonifacio, obiettivo di Francia e Italia è oggi quello di estendere questo divieto a tutte le imbarcazioni che trasportano merci pericolose a prescindere dalla loro bandiera. Nel corso dell’incontro è stato quindi ribadito l’impegno a finalizzare il processo di creazione del parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio e il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) tra il parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena e la riserva naturale corsa delle Bocche di Bonifacio.

http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=142750&v=2&c=149&t=1

w3deco
June 18th, 2010, 12:33 AM
"Oltre il Mediterraneo", fiera della Sardegna in Austria

Prenderà il via domani, 18 giugno, a Vienna la manifestazione "Oltre il Mediterraneo: colori, sapori, cultura e tradizioni della Sardegna. Progetto triennale di promozione della Sardegna in Austria". L'evento è organizzato da Sardinia Living sotto il patrocinio della presidenza del Consiglio regionale e in compartecipazione con l'assessorato regionale al turismo, con l'assessorato regionale alla Cultura, con il comune di Cagliari e con l'ambasciata d'Italia a Vienna e in collaborazione con l'associazione Sardegna a Vienna Saint Remy e con la Fiat, sede di Vienna.

CAGLIARI - L'obiettivo della manifestazione è quello di collegare la Sardegna e l'Austria, due realtà ancora lontane, attraverso la realizzazione di una collaborazione attiva e produttiva sia dal punto di vista della promozione turistica dell'isola, sia in vista dell'apertura di nuovi mercati per la commercializzazione dei prodotti locali.

La Manifestazione. Il programma di quest'anno prevede tre giorni di incontri e di manifestazioni che si svolgeranno nella Hofburg, un complesso formato da una serie di edifici (sede fino al 1918 della corte imperiale), piazze, cortili e giardini che si trovano nel centro storico della capitale austriaca. Dal 18 giugno fino al 20 i saloni del palazzo, i giardini e gli immensi spazi saranno allestiti con piante, oggetti di artigianato e immagini della Sardegna. L'ente foreste, inoltre, trasformerà l'ingresso e l'atrio del palazzo in un grande giardino con le piante e il verde tipici dell'isola.

Le Giornate. La delegazione sarda, appena arrivata a Vienna, sarà ricevuta dall'ambasciatore italiano Massimo Spinetti che porgerà il benvenuto delle istituzioni austriache. Sempre venerdì saranno inaugurati i due workshop di artigianato e di turismo a cui partecipano operatori del settore provenienti da tutta la Sardegna. Dopo la conferenza stampa si terrà la cerimonia di consegna del premio Saint Remy "grandi cagliaritani" organizzato dall'associazione Sardegna a Vienna Saint Remy. La giornata di venerdì si chiuderà con una cena di gala a base di prodotti sardi. Durante la serata saranno estratti, tra i giornalisti presenti, cinque soggiorni in Sardegna per far conoscere direttamente anche alla stampa specializzata le bellezze della nostra isola. Per tutta la giornata di sabato e di domenica saranno aperte al pubblico la mostra su "Cultura e tradizioni, artigianato, prodotti enogastronomici" e la mostra fotografica di gioielli in filigrana. Alle 10 nella chiesta di Augustenkirche (Sant'Agostino) sarà celebrata la Santa Messa da Don Vincenzo Fois della chiesa di Sant'Agostino di Cagliari. Durante la funzione saranno eseguiti i canti sacri a tenore. Nel pomeriggio sarà allestito un laboratorio dimostrativo di creazione dei gioielli in filigrana. La giornata si concluderà con lo spettacolo della cantante folk Franca Pinna.

http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2010-06-17/14102/Oltre_il_Mediterraneo_fiera_della_Sardegna_in_Austria.html

felis
June 18th, 2010, 07:09 PM
Per chi non lo conoscesse segnalo questo sito meraviglioso che è Sardegna Territorio - Foto Aeree (http://www.sardegnaterritorio.it/webgis/fotoaeree/): un viaggio indietro nel tempo fino al 1954! :)

http://www.sardegnaterritorio.it/webgis/fotoaeree/

w3deco
June 20th, 2010, 12:20 PM
^^ Assurdo guardare le città e cittadine dell'isola confrontando la loro estensione tra il '54 e ora!

Olbia sembra un paesino! Alghero pure è notevolmente più piccola.
Cagliari meno della metà. Sassari invece è già abbastanza edificata ma mancano pezzi consistenti.
Oristano sembra una biddona. Nuoro bene o male non è cresciuta tantissimo.
Nell'area metropolitana di Cagliari, al contrario di oggi, si notano benissimo i confini di Pirri, Monserrato, Selargius e Quartu.

Insomma, un bel viaggio nel tempo! Grazie per avermelo fatto scoprire... :)

sardreamer
June 21st, 2010, 03:05 AM
che ne dite della nuova campagna promozionale "In Sardegna vivi di più (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=139397&v=2&c=3692&t=1")"?

sta girando parecchio.. Oggi occupava una pagina intera del corriere della sera. A me piace :)

http://img404.imageshack.us/img404/8163/insardegnavividipi.png

w3deco
June 21st, 2010, 10:47 AM
^^ Ne avevamo parlato un pò anche alle pagine 8 e 9.

Ribadisco la mia idea. E' senza dubbio una campagna promozionale riuscita. Ma siamo sicuri che sia quella giusta?

Nel senso che per presentare la stagione estiva io avrei fatto altro. "Sardegna quasi un continente" mi sembrava più azzeccata.

"In Sardegna vivi di più" semmai l'avrei fatta come promozione della Sardegna nelle basse stagioni (autunno, inverno e primavera). Per l'estate qualcosa di più solare.

E poi ci vorrebbe qualcosa che attiri tutti. Giovani e meno giovani. Uomini, donne e bambini. "Borghesi" e operai.

In conclusione, alla campagna in se do un 8. Al contesto generale un 6-

sardreamer
June 21st, 2010, 12:44 PM
^^ Ne avevamo parlato un pò anche alle pagine 8 e 9.

Ribadisco la mia idea. E' senza dubbio una campagna promozionale riuscita. Ma siamo sicuri che sia quella giusta?

Nel senso che per presentare la stagione estiva io avrei fatto altro. "Sardegna quasi un continente" mi sembrava più azzeccata.

"In Sardegna vivi di più" semmai l'avrei fatta come promozione della Sardegna nelle basse stagioni (autunno, inverno e primavera). Per l'estate qualcosa di più solare.

E poi ci vorrebbe qualcosa che attiri tutti. Giovani e meno giovani. Uomini, donne e bambini. "Borghesi" e operai.

In conclusione, alla campagna in se do un 8. Al contesto generale un 6-

mah.. guarda, il mare è abbastanza conosciuto e si promuove da se. Soprattutto in italia la sardegna è universalemtne associata al suo mare. .. La Regione vorrebbe lanciare anche il resto dell'offerta e si è puntato su qualcosa di fortemente evocativo..
"Sardegna quasi un continente"non si discosta molto come tipologia di messaggio..

"In sardegna vivi di più" è un bello slogan che ha un doppio senso. Quel "vivi" è solare eccome :)

w3deco
June 21st, 2010, 01:00 PM
Si ma la promozione c'è stata anche nei maggiori quotidiani e riviste europee. Non solo quelle italiane.

Comunque spero ci sia un buon ritorno. :)

anticalcare
June 21st, 2010, 02:12 PM
"In sardegna vivi di più" è un bello slogan che ha un doppio senso. Quel "vivi" è solare eccome :)

il doppio senso sarebbe stato efficace se l'ultima immagine fosse stata quella di due giovani, ovviamente preceduta da quella del vecchietto.

ora il vivere è inteso soprattutto in senso anagrafico, proprio perchè c'è solo la foto del centenario

Josh_Ca
June 21st, 2010, 02:25 PM
Non mi sembra sia stato postato ... ma questo video è girato a Nora da Ligabue :
HSJKuKnIWN0

sardreamer
June 21st, 2010, 02:53 PM
il doppio senso sarebbe stato efficace se l'ultima immagine fosse stata quella di due giovani, ovviamente preceduta da quella del vecchietto.

ora il vivere è inteso soprattutto in senso anagrafico, proprio perchè c'è solo la foto del centenario


fermarsi al senso anagrafico è leggere superficialmente il messaggio. Il messaggio è invece la qualità della vita, l'intensità di un'esperienza. E deriva dall'insieme delle immagini. Temporalità per dire intensità. Dovrebbe passare questo.
Se non passa vorrà dire che hai ragione tu, che non si è riusciti a comunicarlo efficacemente

w3deco
June 21st, 2010, 02:55 PM
Non mi sembra sia stato postato ... ma questo video è girato a Nora da Ligabue :
HSJKuKnIWN0

A 19'' ,e anche in altri punti del video, c'è un'istantanea molto simile a una mia foto... :D

http://farm5.static.flickr.com/4052/4478823433_21230bff2f.jpg
http://www.flickr.com/photos/14589451@N03/4478823433/

w3deco
June 22nd, 2010, 10:44 PM
L'isola, fra mito e realtà

Il primo festival-convegno dedicato al mondo isolano accende i riflettori a Carloforte, in Sardegna. Dal 25 al 27 giugno sul palco anche Umberto Eco

Il mito dell’isola, quella del tesoro, quella sognata e quella che c’è, rivive in un viaggio immaginario di tre giorni a Carloforte, in Sardegna. Protagonista dell'evento è lo scrittore Umberto Eco, che domenica 27 giugno chiuderà, con la conferenza pubblica Perché l’isola non viene mai trovata, il primo festival Uìze ("isole" in carlofortino), organizzato da Franciscu Sedda, docente di semiotica all’Università di Tor Vergata e uno dei fondatori dell’Irs (Indipendentzia Repubrica de Sardigna). Proprio a San Pietro, briciola di terra circondata dal mare all’estremo Sud Ovest della Sardegna, incrocio di culture (genovese, sarda e tunisina), Franciscu ha passato l’infanzia e qui è riuscito a concentrare – da venerdì 25 alle 15.30 a domenica alle 13.30 - ventidue relatori provenienti anche dall’estero.

Si inizia con Arcipelaghi, un confronto che coinvolge Paolo Fabbri, Omar Calabrese, Tarcisio Lancioni, Isabella Pezzini e Jorge Lozano; si prosegue con Paesaggi mediterranei, tra architetti, filosofi e storici dell’arte; e si termina con una tavola rotonda dal titolo La Sardegna è un'isola? Il Mediterraneo è un mare? alla quale partecipano Sergio Frau, Bachisio Bandinu e altri studiosi. Realizzato con il contributo del Comune di Carloforte e del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, il festival ha il patrocinio della Libera Universidade Mediterranea sarda e dell’Associazione Italiana Studi Semiotici.

Per raggiungere Carloforte meglio imbarcarsi da Calasetta (a un’ora e mezza d’auto da Cagliari). I traghetti sono ogni ora circa, anche di notte, e la traversata dura 30 minuti. Per soggiornare sull’isola si consiglia il centrale Hotel Villa Pimpina, un moderno tre stelle arredato con grande gusto (tel. 0781.805411), l’Hotel Gallman, molto tranquillo, a 5 km dal paese e con vista mare (tel. 0781.852088), oppure l’agriturismo Carloforte (cell. 331.5849789). Per assaggiare la cucina carlofortina doc, si va daDa Nicolo (tel. 0781.854048), all’Osteria alla Tonnara (tel. 0781.855734) o al ristorante 1° Maggio presso la pensione da Paola, ottima anche come albergo.

Susanna Lavazza
http://viaggi.corriere.it/viaggi/eventi/2010/festival_carloforte/carloforte.shtml

w3deco
June 23rd, 2010, 05:06 PM
SARDEGNA, REGIONE: TURISMO PUNTA SULL'EUROPA E SUGLI EVENTI NELLE CAPITALI

(IRIS) - CAGLIARI, 23 GIU - In chiusura della campagna promozionale nel mercato europeo, l’assessorato regionale del Turismo ha promosso una serie di importanti eventi in Norvegia, Svezia e Austria, e, nei prossimi giorni, in Slovacchia, Regno Unito, Russia e Germania. A partire dal 25 giugno e sino al 15 luglio, la Sardegna sarà protagonista durante presentazioni, spettacoli, incontri culturali in collaborazione con le istituzioni di rappresentanza italiane all’estero. Le iniziative interessano i principali bacini di provenienza dei flussi turistici nell’isola, serviti da collegamenti aerei diretti.
I Paesi del nord e centro Europa sui quali si sta puntando contano da soli quasi il 50 per cento degli arrivi dei turisti stranieri in Sardegna. Se nel 2009 il totale dei vacanzieri sbarcati dall’estero sfiorava quota 900mila, la somma dei clienti delle destinazioni indicate arriva a 400 mila. Per questo l’assessorato ha rilanciato un’importante iniziativa di promozione con una campagna sui principali quotidiani in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola e con gli eventi in loco.
- Bratislava. Assieme all’Ambasciata italiana di Bratislava, all’Istituto Italiano Commercio Estero e all’Enit, la Sardegna partecipa all’Italian Festival “Dolce Vitaj”. Una serie di eventi dedicata al nostro Paese con degustazioni, convegni, mostre d’arte, rassegne, concerti che richiamerà l’attenzione della popolazione slovacca. Due giorni, il 25 e 26 giugno, saranno riservati all’Isola con una presentazione dell’offerta turistica ai tour operator e una vetrina nell’importante centro commerciale Aupark: 35mila presenze giornaliere. Sarà l’occasione anche per annunciare l’istituzione del collegamento aereo diretto Alghero – Bratislava.
- Londra. Dal 29 giugno al 1 luglio la capitale del Regno Unito ospita tre eventi promossi dalla Regione Sardegna nella residenza ufficiale dell’Ambasciatore italiano e nella sede dell’Istituto di Cultura. Rappresentanti dell’industria e della finanza, del corpo diplomatico, della cultura e delle istituzioni italiane e britanniche, saranno invitati assieme a operatori del settore turistico e giornalisti a degustazioni di specialità sarde e presentazioni della destinazione isolana. Le sedi e la rappresentanza istituzionale coinvolta, a partire dall’Ambasciatore italiano, fanno di questa iniziativa un appuntamento di grande prestigio. Londra è collega con voli diretti da e per Cagliari, Olbia e Alghero.
- Mosca. A conclusione dei progetti promozionali in Russia, il 5 luglio al teatro della Casa della musica, si tiene la prima rappresentazione moscovita di Sonos ’e Memoria, immagini e musica con l’ensemble d’eccezione guidato dal jazzista Paolo Fresu e con la regia di Gianfranco Cabiddu. L’assessorato ha previsto banner pubblicitari nelle principali strade della capitale e nei centri commerciali, mostre fotografiche, degustazioni e workshop anche a San Pietroburgo.
- Monaco e Friedrichshafen. Il 14 luglio l’assessorato presenterà agli operatori tedeschi gli itinerari della Sardegna nel corso di due incontri a Monaco di Baviera. Il titolo dell’iniziativa ricalca lo slogan della campagna promozionale lanciata anche in Germania sulla stampa quotidiana: In Sardinian lebt man mehr, In Sardegna vivi di più. Nell’ottica della destagionalizzazione e promozione del turismo attivo si inserisce il programma “Sardinia outdoor e bike garden” d’Europa. Un ciclo di iniziative per far conoscere l’isola agli amanti della vacanza attiva: un esercito di persone che, secondo le stime del WTO (World Tourism Organisation), genera flussi in crescita in tutto il mondo sino al 20 per cento. In seguito a press tour e incontri preparatori, la Regione parteciperà alla più importante fiera del mondo di outdoor che si tiene dal 15 al 18 luglio a Friedrichshafen, città della Germania meridionale vicino al lago di Costanza. Sarà l’occasione per spiegare alla migliore stampa specializzata e alle industrie di settore che l’isola è una meta esclusiva per il turismo attivo. In contemporanea le prestigiose riviste tedesche dell’editore Motorpresse, Outdoor, Road-bike e Mountain bike, stamperanno allegato in 240mila copie un inserto promozionale sulla Sardegna. A parte con Monaco di Baviera, gli aeroporti dell’isola vantano collegamenti diretti con altre 10 città tedesche.
- Vienna, Oslo, Goteborg. L’assessorato ha appena concluso un’iniziativa di promozione a Vienna. Tre giorni di incontri e di manifestazioni svolta nella Hofburg, un complesso di edifici (sede fino al 1918 della corte imperiale), piazze, cortili e giardini che si trovano nel centro storico della capitale austriaca. I saloni del palazzo, i giardini e gli immensi spazi sono stati allestiti con piante, oggetti di artigianato e immagini della Sardegna. La delegazione sarda è stata ricevuta dall'ambasciatore italiano e si sono tenuti due workshop di artigianato e turismo, cui hanno partecipato operatori provenienti da tutta la Sardegna. La campagna promozionale della Regione a Vienna ha previsto la pubblicazione di manifesti pubblicitari sui tram.
All’inizio dell’anno si sono svolte in collaborazione con l’Enit due presentazioni a operatori e giornalisti nelle città di Oslo e Goteborg, entrambe collegate con voli diretti. Gli incontri sono stati molto utili dal punto di vista dei contatti tra domanda e offerta e stanno consentendo di incrementare i già importanti numeri di turisti provenenti dai Paesi del nord Europa.
http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&Art=86629&Cat=1&I=null&IdTipo=0&TitoloBlocco=Enti%20Locali&Codi_Cate_Arti=24

:cheers:

w3deco
June 24th, 2010, 01:42 PM
Sardegna: Regione firma accordo per punti wireless gratis in porti e aeroporti

Cagliari, 23 giu. - (Adnkronos) - E' stato firmato stamani il protocollo d'intesa tra la Regione Sardegna e le societa' di gestione degli aeroporti sardi per l'attivazione di ''Surf in Sardinia'' che prevede la realizzazione di punti d'accesso a internet wireless e gratuiti in aeroporti, porti e comuni a vocazione turistica. L'assessore degli Affari generali della Regine sarda Maria Paola Corona e l'assessore dei Trasporti Liliana Lorettu hanno sottoscritto l'intesa con la Sogaer, la Geasar, la Gearto, la Sogeaor e la Sogeal, che gestiscono, rispettivamente, gli aeroporti di Cagliari - Elmas, di Olbia, di Tortoli', di Oristano - Fenosu e di Alghero - Fertilia. ''Chi viaggia e sbarca negli aeroporti della Sardegna - spiega l'assessore degli Affari generali Corona - potra' registrarsi al sistema e navigare gratuitamente su internet, accedere ai servizi informativi legati alla mobilita', al turismo e alla valorizzazione del patrimonio culturale - ambientale dell'Isola ed entrare cosi' in contatto con le localita' dove si trova e su quelle nelle vicinanze''. Gli hotspot wifi saranno fruibili tramite registrazione on line, via cellulare, o off line, nei chioschi informativi attrezzati. Il servizio sara' attivo tutto l'anno.

felis
June 24th, 2010, 02:36 PM
Era qui che si parlava di Fenosu? :ohno:

Cosa vogliamo? Chiudere Fenosu! Quando lo vogliamo chiuso? Ora!

Fly Oristano senza licenza dall’Enac diffida a volare :eek:

ORISTANO. Vita sempre difficile per l’aeroporto Oristano-Fenosu. L’Enac ha infatti diffidato Fly Oristano. Le accuse: non ha licenza ed è colpevole di pubblicità ingannevole.


Arriva la diffida dell’Enac: Fly Oristano non ha licenza e quindi non può volare

Dall’ente di controllo sull’aviazione l’accusa: pubblicità ingannevole

ORISTANO. Non solo non ci sono passeggeri, ma c’è persino un fantasma che vende i biglietti. Una fiaba moderna per addormentare i bimbi? No, l’attività della Sogeaor rischia di avere i contorni di una favola per ingannare gli adulti. La vita difficile dell’aeroporto Oristano-Fenosu deve incamerare stavolta nella sua già ragguardevole antologia anche la diffida formalizzata dall’Enac perchè la “Fly Oristano” non ha alcuna licenza per il trasporto aereo quindi non è abilitata a pubblicizzare le linee nè vendere biglietti nè occuparsi ad alcun titolo della questione. O smette questa illegittima passione o partirà la segnalazione all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato per «ingannevolezza della pubblicità».
Quando si dice che non ne va bene una in questa gestione coraggiosa e sfortunata. La notizia arriva nel pomeriggio, mentre si avvicina sempre più la scadenza del primo mese dal volo inaugurale, quando (il 3 luglio) si potrà fare un bilancio sull’indice del traffico nei collegamenti tra Oristano-Fenosu e Brescia-Montichiari, più le sopraggiunte linee di raccordo con Rimini e Pisa. Ma di questo passo sarà difficile spendere sorrisi al giro di boa della stagione estiva per valutare con entusiasmo i benefici al turismo di questo scalo.
Intanto, mentre ancora tanto è da mettere a punto, ecco subito qualcosa da eliminare: il ruolo di flyoristano.com, il brand inventato dalla Sogeaor per governare le attività di supporto ma anche anche quelle operative. L’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) ha inviato ieri alla società di gestione guidata dall’avvocato Giorgio Gaviano la diffida per la “Fly Oristano”. Le ragioni dell’iniziativa: «Attraverso attraverso il sito www.flyoristano.com (di proprietà della stessa SoGeAOr), pubblicizza, vende e fornisce notizie su biglietti per collegamenti di linea tra l’aeroporto di Oristano e quelli di Roma Fiumicino, Brescia, Rimini e Pisa».
La decisione dell’Enac prende forma quando si accerta che la Fly Oristano «non è in possesso di licenza d’esercizio all’attività di trasporto aereo». Ma non solo. L’Enac ha anche ingiunto di cessare ogni forma di pubblicità e di vendita di titoli di viaggio della Fly Oristano, diffidando dal pubblicare sul sito web notizie in qualità di vettore aereo. La situazione rilevata è particolarmente delicata. Spiega l’Enac: «A causa di tale irregolarità le informazioni contenute nel sito relative alla compagnia stessa, alla flotta, ai collegamenti effettuati e le immagini riprodotte di un aereo Fokker 50 con livrea che riporta il logo Fly Oristano, possono essere ingannevoli per l’utente». Un elemento di correttezza a dire il vero c’è ma è parziale e semmai appensatisce l’irregolarità del resto. È sempre l’Enac a spiegare: «Infatti, solo nella pagina del sito dedicata alle prenotazioni del viaggio, o alla consultazione dell’orario dei voli, appare l’informazione, peraltro essenziale, che i voli pubblicizzati sono operati in realtà dal vettore Denim Air».
La Sogeaor dovrà ora rapidamente decollare verso una soluzione che la metta al riparo da provvedimenti ancora più gravi e soprattutto adotti le misure correttive necessarie per assicurare attività legittime agli utenti. Diversamente l’Enac non potrà fare altrimenti: «In caso di inottemperanza alla diffida adotterà gli opportuni provvedimenti a garanzia dell’utenza, avviando la procedura di segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per ingannevolezza della pubblicità di Fly Oristano».
Qualcosa va anche per il verso giusto. Anche Fenosu è tra gli scali compresi nell’accordo firmato ieri tra Regione società di gestione degli aeroporti sardi per l’attivazione di “Surf in Sardinia”, un servizio internet al quale i passeggeri in arrivo potranno accedere per avere tutte le informazioni necessarie sulla mobilità.

^^ L'ultima frase è da applausi.. :shifty:

riccardo_m
June 24th, 2010, 03:09 PM
L'aeroporto di Oristano è probabilmente troppo piccolo per avere lunga vita e forse (probabilmente) tra qualche anno parleremo dei soldi buttati!

Però questo è quello che merita una comunità (nel senso di tutti i sardi) che nel 2010 non riesce a collegare Oristano e Cagliari con una linea ferroviaria decente!!!

w3deco
June 25th, 2010, 01:44 PM
Conoscevate questo sito?

http://www.sardegnatube.it/

w3deco
June 28th, 2010, 12:45 PM
Monte Spada, hotel addio

Lo Sporting club Monte Spada sarà messo in vendita dal Comune di Fonni. L'ambizioso progetto “Arianna” che nel 2008, nell'ambito del bando Posadas aveva puntato gli occhi sullo storico albergo che ha aperto nel Gennargentu la strada del turismo montano, si è arenato insieme all'idea della creazione di un circuito turistico di ospitalità diffusa nelle zone interne e l'ambizione di riqualificare i ruderi del complesso diventato una palla al piede. «Il progetto Posadas non è mai giunto a compimento - ha dichiarato mercoledì scorso in Consiglio comunale il sindaco Tonino Coinu - e il consorzio Arianna ha presentato un ricorso al Tar per ottenere il risarcimento dei danni dalla Regione che, nel frattempo, sta rivedendo le linee guida del bando. Aspetteremo un mese, poi chiederemo alla Regione l'autorizzazione di mettere in vendita lo Sporting club». La struttura turistica, o meglio ciò che di essa rimane, sorse a Monte Spada alla fine degli anni '60 e venne inaugurata nel 1972. Perla del turismo montano e coraggiosa sfida agli alberghi della costa lanciata dall'imprenditore fonnese Carletto Cualbu in un progetto globale abbinato alla stazione sciistica di Bruncuspina, tredici anni dopo però ha dovuto fare i conti con la crisi e chiudere. Per sette anni il complesso è rimasto abbandonato a se stesso. Nel 1992 il Comune decise di acquisirlo al patrimonio pubblico con i fondi della legge regionale 28 e l'anno dopo l'albergo fu dato in gestione alla cooperativa turistica Monte Spada dietro un canone annuo di 70 milioni di lire. Gestione tormentata sfociata in un contenzioso tra Comune e coop che nel 2002 portò alla chiusura dello Sporting. Il colpo di grazia, nel 2004, ad opera di ladri e teppisti che hanno devastato l'albergo.
La legge, fino a qualche tempo fa, imponeva che in caso di vendita della struttura i soldi dovessero andare alla Regione. Una recente modifica consente, ora, al Comune di incassare il danaro. Sulla vendita dell'albergo ha espresso parere positivo anche la minoranza: «Bisogna metterlo sul mercato al più presto - ha detto il capogruppo Franco Cadoni - la struttura è una palla al piede per il Comune». «Più volte in passato - ha ricordato il consigliere Michele Mulas - è stato chiesto la Regione l'assenso per la vendita. Non abbiamo mai ricevuto comunicazioni in merito».

da L'Unione Sarda di Lunedì 28 giugno 2010


Un vero peccato! Spero che spunti fuori un imprenditore ambizioso o una cooperativa seria che rimettano in piedi la struttura.

Marratxo
June 29th, 2010, 12:00 AM
L'aeroporto di Oristano è probabilmente troppo piccolo per avere lunga vita e forse (probabilmente) tra qualche anno parleremo dei soldi buttati!

Però questo è quello che merita una comunità (nel senso di tutti i sardi) che nel 2010 non riesce a collegare Oristano e Cagliari con una linea ferroviaria decente!!!

Straquotissimo.

E sulla campagna pubblicitaria in Sardegna vivi di piu' devo ammettere che forse non è azzeccata per il periodo estivo. Magari piu' per il periodo anti-estivo. Per la bella stagione avrei puntato piu' sulle città con delle foto sulla movida sarda: parlando di cagliari per esempio: il poetto pieno di gente che balla sotto il palco, o la marina dove tutti sono con l'ichnusino in mano. O il bastione con i suoi discutibili (ma cmq d'effetto) locali. Il target di gente che vola sui lowcost spesso va a cercare FIESTA!
Inoltre nell'immaginario italiano le città della sardegna sono viste come grossi paesoni a carattere industriale, bastano un paio di foto spesso per fargli cambiare idea!

w3deco
June 29th, 2010, 12:19 AM
E sulla campagna pubblicitaria in Sardegna vivi di piu' devo ammettere che forse non è azzeccata per il periodo estivo. Magari piu' per il periodo anti-estivo. Per la bella stagione avrei puntato piu' sulle città con delle foto sulla movida sarda: parlando di cagliari per esempio: il poetto pieno di gente che balla sotto il palco, o la marina dove tutti sono con l'ichnusino in mano. O il bastione con i suoi discutibili (ma cmq d'effetto) locali. Il target di gente che vola sui lowcost spesso va a cercare FIESTA!
Inoltre nell'immaginario italiano le città della sardegna sono viste come grossi paesoni a carattere industriale, bastano un paio di foto spesso per fargli cambiare idea!

Perfettamente d'accordo, e infatti se non sbaglio l'avevo detto parlandone con Sardreamer...
"Sardegna vivi di più" è più da bassa stagione. Autunno-inverno-primavera. Mesi "morti" da resuscitare puntando sulla valorizzazione di elementi che magari d'estate non vengono apprezzati. E "Sardegna vivi di più" mi sembra adatta per quello.

w3deco
June 29th, 2010, 12:29 AM
L'Isola riacquista i suoi beni: lo Stato libera 134 immobili

Dagli isolotti di Caprera e le ex batterie militari dell'arcipelago di La Maddalena al supercarcere dell'Asinara occupato dagli operai della Vinyls nella ribattezzata Isola dei Cassintegrati, ma anche una chiesa a Luogosanto in Gallura e un intero villaggio, quello Calik di Fertilia, vicino ad Alghero. Sono 134 i beni dismissibili in Sardegna secondo l'Agenzia del Demanio che ha predisposto un lungo elenco in cui compaiono tutti quei terreni e fabbricati che non vengono più considerati utili dallo Stato e passano nella disponibilità di Regioni ed Enti locali in base al federalismo demaniale. "Pur non conoscendo i contenuti di questo elenco, secondo l'articolo 14 dello Statuto sardo tutti i beni demaniali devono passare dallo Stato alla Regione - spiega il costituzionalista Gianmario Demuro - Vi sono delle procedure codificate che regolano il trasferimento dei beni che devono essere individuati e quantificati". Fabbricati e terreni che Regione, Province e Comuni possono ottenere a titolo gratuito, con l'obiettivo della loro valorizzazione ma anche eventualmente della “alienazione”, ovvero la vendita, a patto che l'introito sia destinato all'abbattimento del debito pubblico. Scorrendo l'elenco della Sardegna si trovano alcune curiosità come le ex aree del demanio marittimo limitrofe al Porto di Cagliari che valgono, secondo la stima dell'Agenzia del Demanio, oltre 9 milioni di euro. Bastano invece circa quattro milioni per acquistare il terreno su cui sorge il centro abitato di Osini, in Ogliastra, poco più di un milione di euro per il Villaggio Calik a Fertilia (Alghero) e circa di 1,5 milioni per le strutture carcerarie di Cala Reale all'Asinara con annessa casermetta della Guardia di Finanza. Il valore dei fabbricati della batteria Arbuticci sull'Isola di Caprera è stimato invece in oltre tre milioni di euro, mentre è poco più di 500 mila euro quello per l'ex ospedale sotterraneo di Cagliari, utilizzato durante la seconda guerra mondiale.

LA MAPPA. Ecco la mappa provvisioria dei beni in Sardegna che l'agenzia del demanio mette a disposizione degli enti locali che possono farne richiesta in base al federalismo demaniale.

PROVINCIA CAGLIARI, MEDIO CAMPIDANO E CARBONIA-IGLESIAS

Un edificio a Cala Mosca in viale S.Bartolomeo; un fabbricato e un terreno in viale S. Bartolomeo 10; Via Monte Grappa 3, ex casermetta; Viale Merello, ex Centro sanitario- ospedale in grotta vico III Merello (anche terreno); ex aree demaniali marittime Su Siccu e La Plaia; Fabbricati eredità famiglia Evelina, via Doberdò (Is Mirrionis); - SANT'ANNA ARRESI: Reliquato di bonifica in loc. Su Giganti. - ASSEMINI: Area agricola ex eredità vacante Emilio Nonnis, loc. Bosco Piredda.

SENORBI': Terreno agricolo, via Sanna.

SEULO: Campo sportivo Genn'e Serra, caserma Carabinieri, via Roma 110.

ISILI: Ex caserma Fanteria.

NARCAO: Caserma Carabinieri, vico I Nazionale.

SERRENTI: Ex caserma Carabinieri, via Nazionale.

GUSPINI: Via Matteotti nove casermette e il terreno; Area di sedime fabbricato via Castaldi.

MURAVERA: Alloggio di servizio di Campo Ferrato (strada provinciale n. 97 Olia Speciosa).

IGLESIAS: Ex sede dell'Ufficio del Registro, via Modena 2.

DOMUS DE MARIA: Sp. 71 snc, n. 5 ex semaforo e alloggio. - VILLACIDRO: Via Giovanni Battista Melis Scuderie militari; semaforisti e terreni circostanti in loc. Campo Spartivento.

PROVINCIA NUORO-OGLIASTRA

LANUSEI: Ex casa riposo alluvionati, via Ilbono. -

PERDASDEFOGU: Terreno in via Grazia Deledda. -

OSINI: Terreno nel centro abitato del Comune.

PROVINCIA ORISTANO

ORISTANO: Ex ufficio telefonico della Marina, via Solferino; Ex canale di irrigazione, loc. Pesada; Reliquati di bonifica, via Capo Manno e via Nuraxeddu; reliquati di bonifica nelle strade comunali per Nuraxeddu; Reliquati di bonifica in varie strade vicinali, comunali, provinciali e statali a Oristano; Casello di bonifica con terreno, via Stella Maris; 3 aree di sedime di canale di bonifica in via Ozieri 18; -

SOLARUSSA: Reliquato di bonifica, strada vicinale Su Uliariu. -

RIOLA SARDO: Reliquato di bonifica, strada comunale Riola Sardo-San Vero Milis. -

CABRAS: Acque esenti da estimo, Strada provinciale n. 1; caselli di bonifica, strada provinciale n. 5; reliquato di bonifica, strada vicinale. - TERRALBA: Baracca sulla strada Campo di Torre Vecchia. -

SIMAXIS: Quattro reliquati di bonifica Pauli Cerbus, strada comunale; - TRAMATZA: Reliquato di bonifica, via Mazzoli. -

PALMAS ARBOREA: Reliquati di bonifica Arborea, via E. Fermi e Gutturu Olionis. - NORBELLO: Reliquati idraulici, SS 131 e via Azuni. - SAN VERO MILIS: Reliquato di bonifica, via Lussoria 7. - SIAMAGGIORE: Reliquati di bonifica in via Roma e via Garibaldi, strada comunale Siamaggiore-Massama. -

ZERFALIU: Ex casello di bonifica con terreno, Strada comunale Zerfaliu-Villanova. -

SAN NICOLO' D'ARCIDANO; Fabbricato e terreno di nuova formazione in località Fonte de Sa Murta. -

TADASUNI: Area di bonifica del Lago Omodeo, Sp. n. 15.

PROVINCIA SASSARI E GALLURA

TEMPIO Rimessa annessa a caserma Zanfarino, via Mazzini; Alloggio sottufficiali reg. Funcedda, via Enrico De Nicola. -

LUOGOSANTO: Chiesa di San Paolo (ex centro ospedaliero), loc. Muzzittu; -

ALGHERO: Villaggio Kalic, Fertilia, via Lungomare Rovigno 2/a; - OLBIA: Casermetta Padrongianus sulla Olbia-Loiri; Ex aereo scalo Santa Cecelia sulla SS Olbia-Arzachena; sedime porzione ex aeroporto di Vena Fiorita; -

LURAS: Terreno Rio Carana; -

PALAU: Area di sedima sulla Sassari-Palau, loc. Isola dei Gabbiani; - PORTO TORRES: Immobili al servizio della Guardia di Finanza e del Ministero di Grazia e Giustizia a Cala Reale nell'isola dell'Asinara; -

LA MADDALENA: Terreno e fabbricato ex batteria di Punta Tegge; nove fabbricati componenti la batteria Arbuticci sull'Isola di Caprera; batteria Candeo e aree limitrofe a Punta Balena; isolotti vicino Isola di Caprera; guardia di Porto Palma e aree limitrofe sull'Isola di Caprera.

Lunedì 28 giugno 2010 22.55
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/186170

riccardo_m
June 29th, 2010, 12:09 PM
O il bastione con i suoi discutibili (ma cmq d'effetto) locali.



???

sardreamer
June 29th, 2010, 12:43 PM
Straquotissimo.

E sulla campagna pubblicitaria in Sardegna vivi di piu' devo ammettere che forse non è azzeccata per il periodo estivo. Magari piu' per il periodo anti-estivo. Per la bella stagione avrei puntato piu' sulle città con delle foto sulla movida sarda: parlando di cagliari per esempio: il poetto pieno di gente che balla sotto il palco, o la marina dove tutti sono con l'ichnusino in mano. O il bastione con i suoi discutibili (ma cmq d'effetto) locali. Il target di gente che vola sui lowcost spesso va a cercare FIESTA!
Inoltre nell'immaginario italiano le città della sardegna sono viste come grossi paesoni a carattere industriale, bastano un paio di foto spesso per fargli cambiare idea!

Si ma i turisti si muovono d'estate per lo più. La questione è che si è scelto di optatare x una campagna che supportasse le aree più deboli, quelle dell'interno.

Cubo
July 1st, 2010, 09:30 AM
Riporto anche qui una notizia postata da un'altra parte.

ul tavolo 10 mln più saldo del debito. Ora si attende via libera dell'advisor Unicredit
Per Tirrenia arriva solo l'offerta di Mediterranea

Per Tirrenia e la controllata siciliana Siremar è arrivata una sola offerta vincolante. E' quella di Mediterranea Holding di navigazione, la cordata composta da Regione Sicilia (37%), l'armatore greco Alexandros Tomasos (30,5%), il Gruppo Lauro (18,5%), Isolemar (8%), Nicola Coccia (3%) e le famiglie Busi-Ferruzzi (3%). Dieci milioni di euro più il debito che, secondo fonti vicine al dossier, è inferiore al patrimonio della società con un saldo positivo di circa 100 milioni. Il capitale sociale di Mediterranea holding è stato aumentato da 1 a 10 milioni di euro proprio per perfezionare l'offerta. L'advisor Unicredit dovrà ora verificare la conformità dell'offerta e, se sarà ritenuta valida, la commissione procederà all'aggiudicazione della gara e si passerà all'esame della proposta economica; se non fosse ritenuta soddisfacente da Fintecna, la finanziaria del Tesoro proprietaria di Tirrenia, si potrebbe aprire una contrattazione. Si è dunque tirato indietro il fondo di investimenti britannico Cinven, l'unico rimasto in lizza fino alla settimana scorsa, mentre altri 14 che avevano presentato manifestazione di interesse il 19 febbraio scorso si sono via via ritirati. I sindacati, intanto, premono per un confronto per arrivare a un piano condiviso che garantisca i livelli occupazionali e il rilancio di Tirrenia, il cui processo di privatizzazione deve essere completato entro il 30 settembre prossimo. "Non si tratta, come molti hanno immaginato, di salvare un rottame - rassicura il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo - ma di dare nuovo impulso con una mission ad un soggetto che potrà contribuire allo sviluppo della Sicilia confermandole il ruolo di epicentro dei traffici marittimi sul Mediterraneo, in grado di guardare oltre il continente europeo, anche verso quello africano". E rispondendo, alle richieste dei sindacati, spiega che "al più presto possibile gli amministratori della holding e la Regione incontreranno le organizzazioni dei lavoratori per dare garanzie sul mantenimento dell'attuale livello dei servizi, occupazionale e salariale, nonché della stabilizzazione del personale precario e per avviare un preventivo confronto sul piano industriale".

Ribadisco anche qui il mio disappunto. La Sicilia farà, appunto, l'interesse dei siciliani. E in ogni caso l'esito di questa gara non mi dà molta fiducia riguardo la mia speranza sulla liberalizzazione della Cagliari-Civitavecchia... (vergognoso monopolio in seguito al quale Tirrenia si sente autorizzata a piazzarvi le sue carrette più lercie..)

w3deco
July 6th, 2010, 06:13 PM
Raccolta differenziata al 35%, i comuni sardi sono i più virtuosi tra quelli del centro-sud grazie alle eccellenze dei piccoli centri

Come ogni anno ecco la classifica del "Comuni ricicloni" stilata da Legambiente. Tre le regioni del Centro Sud, la Sardegna si conferma leader sulla raccolta differenziata per aver raggiunto, a fine 2009, una percentuale regionale del 35% (nel 2002 era al 3%).

A fare da traino sono le cifre considerevoli di differenziazione dei rifiuti raggiunte nei piccoli centri. Tra i 38 comuni sardi premiati oggi a Roma durante la presentazione dello studio, ci sono infatti solo due capoluoghi di Provincia: Oristano e Tortolì.

Le altre amministrazioni premiate sono: Terralba, Capoterra, Ass. Comuni Fonni-Oliena-Orgosolo, Sinnai, Selargius, Unione dei Comuni del Parteolla , Monserrato, Ozieri (Comuni sopra i 10 mila abitanti); insieme a Fonni, Guasila, Donori, Olmedo, Tertenia, Bessude, Pabillonis, S.Nicolò D’Arcidano, Villa S.Pietro, Barrali, Soleminis, Settimo S.Pietro, Pimentel, Serdiana, Osini, Florinas, Decimoputzu, Pozzomaggiore, Dolianova, Arbus, Bosa, Sindia, Loceri, Orgosolo, Domusnovas, Villaputzu, Elmas, Ossi. (Comuni sotto i 10 mila abitanti)

Cubo
July 6th, 2010, 10:44 PM
Confermo che nel trio Selargius-Monserrato-Sinnai (sono consorziati) si lavora molto bene.
Cagliari, Sassari e Quartu pagano la difficoltà di organizzare una raccolta porta a porta nell grosse città, ma sono fiducioso.

Sapete dove trovare la lista dettagliata delle percentuali per comune?

makkillottu
July 7th, 2010, 03:45 PM
Confermo che nel trio Selargius-Monserrato-Sinnai (sono consorziati) si lavora molto bene.
Cagliari, Sassari e Quartu pagano la difficoltà di organizzare una raccolta porta a porta nell grosse città, ma sono fiducioso.

Sapete dove trovare la lista dettagliata delle percentuali per comune?

Quartu già ha adottato il porta a porta, e comunque con certi risultati!

Cubo
July 7th, 2010, 05:36 PM
Beh, intendo nelle percentuali dei comuni piccoli... ;)

Ho trovato un articolo più dettagliato (ma non una classifica) nel sito di legambiente, e mi ha sorpreso la presenza di Salerno (166k abitanti) nella lista dei ricicloni. La città più grande insieme a Reggio Emilia.

w3deco
July 7th, 2010, 06:22 PM
^^ La provincia di Salerno e la città capoluogo stessa sono da parecchi anni in cima alle classifiche della raccolta differenziata. Anche grazie a dei buoni amministratori. Bravi.

w3deco
July 9th, 2010, 10:12 AM
Ambiente: Provincia di Cagliari, presentato progetto di tutela dune costiere e ginepri

Cagliari, 8 lug. - (Adnkronos) - E' stato presentato stamani a Cagliari il progetto 'Providune', finalizzato alla tutela dell'habitat prioritario rappresentato dalle dune costiere con ginepro, uno dei piu' minacciati nell'intera Unione Europea, e che in Provincia di Cagliari coinvolge Porto Campana, lo Stagno di Piscinni', l'Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis.

Si tratta di un'area di 41mila metri quadri di recupero e risanamento degli habitat dunari degradati e sistemi di protezione delle dune stabilizzate, 32 mila di sistemi di intrappolamento della sabbia, 148 mila di raccolta di materiale tassonomico e produzione di piante per la conservazione ''ex situ e in situ'', 3.200 di passerelle rimovibili, 6.200 di aree di sosta veicolare per evitare il raggiungimento delle aree dunari, 4.500 di delimitazione delle arre dunari per scoraggiare l'accesso con le macchine e 600 mila metri quadri di eradicazione delle specie aliene e rinaturazione degli habitat.

Questi i numeri del progetto, che dovrebbe concludersi nel 2013, illustrati dall'assessore provinciale alle Politiche ambientali, Ignazio Tolu. ''Providune e' il progetto dei 10 presentati per la componente Natura e biodiversita' all'interno di Life 2007 Italia - ha spiegato Tolu ricordando che il 2010 e' l'anno internazionale della biodiversita' - che ha avuto il finanziamento piu' elevato, pari a 3.352.392,00 euro con un cofinanziamento della Comunita' europea del 71,47%, pari a 2.396.010,00 euro''.

makkillottu
July 9th, 2010, 10:56 AM
E sulla campagna pubblicitaria in Sardegna vivi di piu' devo ammettere che forse non è azzeccata per il periodo estivo. Magari piu' per il periodo anti-estivo. Per la bella stagione avrei puntato piu' sulle città con delle foto sulla movida sarda: parlando di cagliari per esempio: il poetto pieno di gente che balla sotto il palco, o la marina dove tutti sono con l'ichnusino in mano. O il bastione con i suoi discutibili (ma cmq d'effetto) locali. Il target di gente che vola sui lowcost spesso va a cercare FIESTA!
Inoltre nell'immaginario italiano le città della sardegna sono viste come grossi paesoni a carattere industriale, bastano un paio di foto spesso per fargli cambiare idea!

Esatto, occorre fare due o tre tipi di commercial, possibilmente anche da pochi secondi da mettere "in posizione" nei principali canali televisivi. Penso a Eurosport (canale paneuropeo che trasmette pure in Asia), BBC World e le principali reti tv nazionali (Rai e Mediaset in Italia, TVE, France 1, RTL, NRK, ecc. all'estero) delle grandi città collegate con low-cost da Cagliari.

Trovo assolutamente inutile comprare enormi spazi in giornali, porti, aeroporti sardi... i turisti quando li vedono sono già arrivati, è inutile e sono soldi buttati!
Credo che puntando a una pubblicità penetrante tramite grandi eventi sportivi (il Vuitton Trophy, il Rally d'Italia, ma anche, che ne so... ospitando i mondiali di parapendio o simili!) e i grandi network tv nazionali e internazionali si possa essere molto più efficaci.

w3deco
July 9th, 2010, 02:03 PM
Inaugurato a Cala Gonone l'acquario più grande del centro-sud Italia

http://sardegna.blogosfere.it/images/sito-ufficiale-acquario-cala-gonone-dorgali-sardegna-thumb.JPG

E' stato inaugurato pochi giorni or sono l'Acquario di Cala Gonone, presso Dorgali, in provincia di Nuoro, il più grande di tutta l'Italia del Centro Sud, con le sue ben 25 vasche espositive permetterà di esplorare i fondali del Mar Mediterraneo (con un centinaio delle specie più rappresentative) e dei mari tropicali. La vasca principale poi è davvero enorme ben 450metri cubi ed è una delle più grandi di tutta l'Italia.

Attesi 100 mila visitatori l'anno.

La struttura costata 5 milioni di euro e perfettamente immersa e mimetizzata nell'ambiente circostante è stata realizzata e verrà gestita (fino alla prossima gara pubblica) da un'associazione temporanea d'imprese che fa capo all'Acquario di Genova.

Il complesso, che si candida a divenire un polo scientifico e didattico di eccellenza, dispone, oltre alle vasche, di numerosi spazi come un'area di ricevimento, sale mostre, locali didattici, aree di quarantena per i pesci e un laboratorio per analisi biologiche.

http://www.acquariocalagonone.it/

w3deco
July 13th, 2010, 04:34 PM
Edilizia: Cna Sardegna, meglio riqualificare che costruire

(ANSA) - CAGLIARI, 13 LUG - Piuttosto che puntare su nuove abitazioni bisogna pensare, secondo la Cna Sardegna, alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

E' la formula proposta dalla Cna Costruzioni che ha presentato il nono Rapporto semestrale 2009 e le Stime previsionali per il 2010 del settore costruzioni in Sardegna che vive ancora un momento di crisi (-10% nel 2009). Per la Cna la nuova frontiera e' utilizzare il costruito nelle aree urbane con edilizia di qualita', il risparmio energetico, il riattamento delle facciate dei palazzi nei centri dell'interno. (ANSA).

w3deco
July 13th, 2010, 04:36 PM
SARDEGNA: INTESA TRA REGIONE E AGRICOLTORI SU SERRE FOTOVOLTAICHE

(ASCA) - Cagliari, 13 lug - Fronte compatto tra Regione Sardegna e mondo agricolo per l'introduzione del fotovoltaico in agricoltura. Al termine di un vertice convocato ieri a Cagliari dall'assessore dell'Agricoltura Andrea Prato, Coldiretti, Confagricoltura, il Comitato regionale per le energie rinnovabili (Enri) e i rappresentanti di Confindustria e Api Sarda hanno condiviso la bozza del documento che l'assessorato ha predisposto e che fornisce ulteriori chiarimenti e di semplificazione sulle serre fotovoltaiche, sui relativi requisiti e sui criteri per la loro realizzazione.

Inoltre, un gruppo di lavoro specifico dell'assessorato sta operando per definire e snellire le procedure di autorizzazione. L'obiettivo e' ottenere per il comparto 500 megawatt e il massimo incentivo del Conto energia.

''La promozione e l'utilizzo del fotovoltaico in agricoltura, e in particolare sulle serre produttive - spiega l'assessore Prato - e' uno dei punti decisivi della grande riforma in agricoltura che la Giunta sta portando avanti e lo strumento essenziale per concretizzare la multifunzionalita' energetica, garantendo cosi' per le nostre imprese agricole un'integrazione del reddito aziendale e un abbattimento dei costi di produzione''.

''L'incontro di ieri - aggiunge l'assessore - e' servito per condividere strategia e soprattutto le linee guida da mettere in campo in materia. Tutti hanno convenuto che potranno essere autorizzate le serre fotovoltaiche solo per chi svolge direttamente l'attivita' agricola o abbia la qualifica di socio di maggioranza negli organismi societari produttori, evitando cosi' dannose speculazioni''.

res/cam/bra

w3deco
July 14th, 2010, 02:44 PM
Microcredito, boom di domande: alla Sfirs giunte 1.930 richieste

Sono 1.930 le domande presentate alla Sfirs in 45 giorni per ottenere risorse del Fondo Microcredito, per cui erano stati stanziati 41 milioni di euro, istituito con risorse del Fondo sociale europeo (Fse). E' il bilancio dell'iniziativa illustrato dall'assessore regionale del Lavoro, Franco Manca, e dal presidente della Sfirs, Antonio Tilocca.

Complessivamente le richieste di contributo (da un minimo di cinquemila ad un massimo di 25 mila euro a tasso zero da restituire in cinque anni) hanno sfondato quota 46 milioni, anche se si dovrà tenere conto di un fisiologico 10-15% di domande non conformi che non potranno accedere al Fondo. Le domande sono giunte da 233 su 377 comuni della Sardegna e la Provincia di Cagliari è quella più rappresentata. Sono state presentate in massima parte da uomini (59,2% rispetto al 40,8% di donne). Fra i soggetti più attivi vi sono i giovani entro i 40 anni e i nuovi imprenditori. Complessivamente le nuove imprese rappresentano il 25% del totale, mentre nell'altro 75% si tratta per lo più di ditte individuali (almeno i due terzi). Riguardo la tipologia delle attività economiche le domande riguardano principalmente il commercio di prossimità (32,5%), il settore manifatturiero (16,8%) ed i servizi al turismo (15,4%). Allo strumento hanno fatto ricorso anche 27 stranieri: 16 extracomunitari e 12 europei.

Mercoledì 14 luglio 2010 11.51
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/187960

makkillottu
July 20th, 2010, 10:43 AM
linko pure qui, nel caso in cui non andiate nell'area progetti del forum...

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1176161

sardreamer
July 21st, 2010, 11:13 PM
L'UNIONE SARDA - 21.07.2010

«I piccoli aeroporti sono inutili»
L’Enac promuove Cagliari, Olbia e Alghero

Concentrare. Questa la parola chiave su cui ruota tutto il Rapporto sulle strategie di programmazione per il sistema aeroportuale italiano che l’Enac, ente nazionale dell’aviazione civile, ha trasmesso nei giorni scorsi al ministero delle Infrastrutture e che rischia di mettere ko Fenosu. Il documento, messo a punto da One Works, Kpmg e Nomisma promuove 14 scali “strategici”, fra cui Cagliari- Elmas, 10 recuperabili (Alghero e Olbia compresi). Tortolì e altri 23 aeroporti invece sarebbero da chiudere. Nella lista dei promossi e bocciati, Oristano- Fenosu neppure compare probabilmente perché lo studio era stato messo in piedi ancor prima che lo scalo decollasse. Ma se aeroporti come Tortolì, Montichiari, Cuneo, Foggia, Roma Ciampino sono da chiudere è facile capire che Oristano non può che finire nell’elenco dei bocciati per avere «un bacino di traffico insufficiente o vincoli infrastrutturali insuperabili ».

IL PROGETTO. Chiudere significa essere tagliati fuori da aiuti statali e il traffico dirottato verso scali più efficienti attraverso il potenziamento dei raccordi statali e ferroviari. L’idea chiave è di incentrare il sistema su tre aeroporti maggiori, Fiumicino, Malpensa, Venezia e far ruotare il resto del sistema sui 24 strategici e recuperabili. Il rapporto coordinato da Giulio De Carli, riportato dal Sole 24 Ore, dice che il tempo della proliferazione degli scali è finito per lasciare spazio al sistema evitando campanili e sprechi. Quale futuro allora per Fenosu? Nessuno o molto incerto, se dovessero davvero blindare il rapporto. Appare comunque assurdo lo stop agli aiuti dopo che la Regione ha messo in piedi un progetto aeroportuale sardo in cui Fenosu trova il suo spazio e lo Stato ha comunicato un finanziamento per altre opere infrastrutturali.

IL FUTURO. Certo, i tempi sono quelli che sono e i finanziamenti sempre più difficili da trovare. Anche la Finanziaria chiude i rubinetti per il ripianamento dei debiti delle società collegate. Per Fenosu è un altro serio problema, posto che l’80 per cento del capitale sociale è in mano alla Provincia e al Comune che a loro volta hanno seri problemi di bilancio. Trovare il milione e mezzo di euro che servirà per tappare il solito buco annuale non sarà semplice a meno che non si scopra il privato disposto a mettere mano al portafoglio acquistando una parte delle quote. Un progetto, questo della società pubblica-privata non nuovo: nel maggio 1993 il Nucleo industriale che aveva ricevuto la gestione per 20 anni lo propose senza successo. Poi ci fu il passaggio alla nuova società ma il provato non si mai fatto vivo. A. MASALA

w3deco
July 22nd, 2010, 12:18 PM
Fondi per l'utilizzo della lingua sarda: presidio sotto il Consiglio regionale

Un presidio sotto il Consiglio regionale per contrastare i tagli nella manovra correttiva sui fondi destinati all'utilizzo della lingua sarda, è stato promosso stamattina dal Comutadu pro sa limba sarda, a cui aderiscono varie associazioni.

La richiesta di non eliminare le poste in bilancio verrà rivolta al presidente della commissione bilancio, Paolo Maninchedda, al quale è stato chiesto un incontro. "Sul bilancio regionale i fondi per la limba sarda rappresentano l'1%, su cui si profila un taglio del 18%, cioè circa 700-800 mila euro - dice Michele Pinna, componente del Comitato e presidente dell'Istituto Bellieni - si tratta di una riduzione che va ad incidere sull'inserimento curriculare del sardo nelle scuole che presuppone la formazione dei docenti e le opere didattiche". "Inoltre - ha aggiunto Pinna - non è stato ancora convocato l'osservatorio per la lingua e la cultura che pare possa riunirsi il 30 luglio per esaminare il piano triennale necessario per programmare le politiche sulla lingua sarda che deve essere un punto fondamentale nel nuovo statuto". I manifestanti hanno indossato una maglietta bianca con la scritta: "Ite balet sa limba sarda? 0,0%! Ite balet sa sardigna? Nudda! Sardina Speaks Italian" ("Quanto vale la lingua sarda? 0,0%! Quanto vale la Sardegna? Niente! La Sardegna parla Italiano").

Giovedì 22 luglio 2010 11.41
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/188932

w3deco
July 22nd, 2010, 12:32 PM
"La Sardegna è la regione italiana dove è più difficile fare impresa"

Lo dicono i dati dell'Indice Confartigianato 2010, annuale analisi degli artigiani sulle condizioni ideali per far nascere o mandare avanti un'attività: l'isola è ultima, al ventesimo posto, dietro Calabria, Campania e Sicilia.

Le cause? "Se siamo ai primi posti per la bassa pressione fiscale e per la legalità - ha spiegato stamani in una conferenza stampa il presidente regionale di Confartigianato, Luca Murgianu - la situazione è pessima per quanto riguarda l'accesso al credito, le infrastrutture, il sommerso, il mercato del lavoro, la burocrazia e i servizi pubblici". Nel mirino soprattutto le lungaggini burocratiche: "Il 45 per cento degli utenti - ha detto Murgianu - passa più di venti minuti in coda negli uffici contro l'8 per cento dei trentini. E se si considera che spesso le nostre aziende sono a conduzione familiare si scopre che chi fa la file è il titolare". Oristano la provincia più virtuosa della Sardegna (gli indicatori fanno riferimento ai vecchi enti intermedi) e si colloca al 68/o posto in Italia. Seguono Sassari (71/a), Cagliari (76/a) e Nuoro (77/a). "Ci sono le condizioni - ha detto ancora Murgianu - potenziali per risalire: la Sardegna rispetto al Mezzogiorno, ha il Pil pro capite più alto rispetto alle altre regioni. Inoltre possiamo contare sulla assenza di criminalità organizzata". Luci e ombre nel confronto con la Regione "Abbiamo avuto disponibilità- ha concluso - da parte degli Assessorati al Lavoro e al Bilancio. Stiamo ancora aspettando di essere convocati dall'Assessorato all'Artigianato".

Giovedì 22 luglio 2010 11.38


Bisogna riflettere su questi dati. E' proprio qui che bisogna intervenire, urgentemente.

riccardo_m
July 25th, 2010, 05:07 PM
Villa Certosa, sì ai bungalow grazie al piano casa regionale

Il presidente del Consiglio potrà realizzare nuove unità abitative all'interno della sua residenza estiva di Porto Rotondo. Il via libera è arrivato dalla Commissione paesaggistica sarda: "Nessuna incompatibilità". Ma i Verdi annunciano ricorso al Tar Sardegna.

Il piano casa della Regione Sardegna permetterà al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di realizzare nuovi bungalow abitabili nel complesso di Villa Certosa, la sua residenza estiva a Porto Rotondo.

Il via libera - come riporta oggi il quotidiano La Nuova Sardegna - è arrivato dalla Commissione paesaggistica regionale, che ha esaminato l'istanza di ampliamento della volumetria presentata nel maggio scorso 1 dalla Idra Immobiliare spa, la società del Cavaliere proprietaria di Villa Certosa.

La Commissione, presieduta dallo scultore sardo Pinuccio Sciola (l'inventore delle pietre sonore) non ha rilevato elementi di incompatibilità dal punto di vista paesaggistico. "Si tratta di alcune strutture staccate dal corpo centrale della residenza - ha detto Sciola al quotidiano sardo - inserite in uno spazio immenso. Non c'era alcun motivo per negare il parere positivo". Complessivamente sono 35 le unità edilizie (hotel, villaggi turistici, ville private) che hanno chiesto alla Commissione regionale l'ampliamento delle volumetrie. Una ventina di richieste sono state già bocciate.

L'autorizzazione concessa al premier non ha ovviamente incontrato il favore degli ambientalisti: i Verdi hanno già dichiarato che presenteranno "un ricorso al Tar Sardegna per chiedere che venga annullata l'autorizzazione paesaggistica rilasciata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per l'ampliamento di Villa Certosa e la costruzione di numerosi bungalow".

Il Presidente nazionale del partito, Angelo Bonelli, ha anche aggiunto che "il progetto presentato per Villa Certosa è assolutamente insufficiente e per niente dettagliato, per quel che ne sappiamo. Inoltre, la normativa sul paesaggio in Sardegna vieterebbe anche solo la costruzione di un metro cubo sulle coste".

"In questo caso è evidente il conflitto d'interessi di Berlusconi, che avrà un vantaggio diretto ed economico da una norma da lui fortemente voluta e approvata: il piano casa, a cui ci siamo sempre opposti - ha precisato il leader ecologista - Il valore di Villa Certosa aumenterà di diversi milioni di euro, in barba a tutte le normative a tutela del paesaggio e dell'ambiente. L'assalto del cemento e della speculazione alle coste sarde è iniziato".

Secondo Bonelli, "Berlusconi avrebbe dovuto astenersi dal chiedere l'autoizzazione per questo ampliamento. In questo modo, una volta di più, dimostra di preoccuparsi più dei suoi interessi che di quelli del Paese".

makkillottu
July 25th, 2010, 11:39 PM
L'UNIONE SARDA - 21.07.2010

«I piccoli aeroporti sono inutili»
L’Enac promuove Cagliari, Olbia e Alghero

Concentrare. Questa la parola chiave su cui ruota tutto il Rapporto sulle strategie di programmazione per il sistema aeroportuale italiano che l’Enac, ente nazionale dell’aviazione civile, ha trasmesso nei giorni scorsi al ministero delle Infrastrutture e che rischia di mettere ko Fenosu. Il documento, messo a punto da One Works, Kpmg e Nomisma promuove 14 scali “strategici”, fra cui Cagliari- Elmas, 10 recuperabili (Alghero e Olbia compresi). Tortolì e altri 23 aeroporti invece sarebbero da chiudere. Nella lista dei promossi e bocciati, Oristano- Fenosu neppure compare probabilmente perché lo studio era stato messo in piedi ancor prima che lo scalo decollasse. Ma se aeroporti come Tortolì, Montichiari, Cuneo, Foggia, Roma Ciampino sono da chiudere è facile capire che Oristano non può che finire nell’elenco dei bocciati per avere «un bacino di traffico insufficiente o vincoli infrastrutturali insuperabili ».

IL PROGETTO. Chiudere significa essere tagliati fuori da aiuti statali e il traffico dirottato verso scali più efficienti attraverso il potenziamento dei raccordi statali e ferroviari. L’idea chiave è di incentrare il sistema su tre aeroporti maggiori, Fiumicino, Malpensa, Venezia e far ruotare il resto del sistema sui 24 strategici e recuperabili. Il rapporto coordinato da Giulio De Carli, riportato dal Sole 24 Ore, dice che il tempo della proliferazione degli scali è finito per lasciare spazio al sistema evitando campanili e sprechi. Quale futuro allora per Fenosu? Nessuno o molto incerto, se dovessero davvero blindare il rapporto. Appare comunque assurdo lo stop agli aiuti dopo che la Regione ha messo in piedi un progetto aeroportuale sardo in cui Fenosu trova il suo spazio e lo Stato ha comunicato un finanziamento per altre opere infrastrutturali.

IL FUTURO. Certo, i tempi sono quelli che sono e i finanziamenti sempre più difficili da trovare. Anche la Finanziaria chiude i rubinetti per il ripianamento dei debiti delle società collegate. Per Fenosu è un altro serio problema, posto che l’80 per cento del capitale sociale è in mano alla Provincia e al Comune che a loro volta hanno seri problemi di bilancio. Trovare il milione e mezzo di euro che servirà per tappare il solito buco annuale non sarà semplice a meno che non si scopra il privato disposto a mettere mano al portafoglio acquistando una parte delle quote. Un progetto, questo della società pubblica-privata non nuovo: nel maggio 1993 il Nucleo industriale che aveva ricevuto la gestione per 20 anni lo propose senza successo. Poi ci fu il passaggio alla nuova società ma il provato non si mai fatto vivo. A. MASALA

Giusto chiuderlo, visto che la 131 ormai è quasi pronta per diventare Extraurbana Principale e visto che a livello ferroviario può essere ben collegata.

Quei soldi, comune e provincia, li potrebbero mettere per rilanciare l'economia della zona. Ci sono "colossi" come Pasta Di Sardegna (che produce pure per i francesi del gruppo Leclerc, ecc.) e Latte Arborea, insieme all'azienda di Terralba (che imbusta per Bonduelle e altre marche) che già possono dare tanto e crescere ancora tantissimo!

Ci vedrei bene una zona franca per nuove industrie... che ne so, niente ICI, niente IVA e niente dogana al porto industriale (che sarebbe da rilanciare). Le aziende sarebbero estremamente competitive, in fatto di costi, e avrebbero modo di creare nuovi posti di lavoro e portare capitali in quell'area della Sardegna.

Che ne dite?

Cubo
July 26th, 2010, 09:00 AM
... dico che hai ragione. Ma che purtroppo alcune milionate per quell'aereoporto le hanno già spese. ^_^

makkillottu
July 26th, 2010, 12:09 PM
Ma che purtroppo alcune milionate per quell'aereoporto le hanno già spese. ^_^

Sarà il caso di fermarli, prima di spenderne altrettanti nel prossimo futuro? :lol:

riccardo_m
July 26th, 2010, 01:59 PM
Giusto chiuderlo, visto che la 131 ormai è quasi pronta per diventare Extraurbana Principale e visto che a livello ferroviario può essere ben collegata.

Quei soldi, comune e provincia, li potrebbero mettere per rilanciare l'economia della zona. Ci sono "colossi" come Pasta Di Sardegna (che produce pure per i francesi del gruppo Leclerc, ecc.) e Latte Arborea, insieme all'azienda di Terralba (che imbusta per Bonduelle e altre marche) che già possono dare tanto e crescere ancora tantissimo!

Ci vedrei bene una zona franca per nuove industrie... che ne so, niente ICI, niente IVA e niente dogana al porto industriale (che sarebbe da rilanciare). Le aziende sarebbero estremamente competitive, in fatto di costi, e avrebbero modo di creare nuovi posti di lavoro e portare capitali in quell'area della Sardegna.

Che ne dite?

dico che è giusto a patto che fino quel tuo "a livello ferroviario può essere ben collegata" rimane ipotetico saranno giustificati a chiedere soldi per il loro aeroporto!
Prendetela come provocazione...ma non troppo!!!

w3deco
July 27th, 2010, 02:30 PM
Stamattina sono sbarcato a Olbia e sono tornato a casa, qualche considerazione...

1) ad Olbia dovrebbero organizzare meglio il deflusso delle macchine dal porto alla circonvalazione/131. Ero in coda almeno una ventina di minuti.

2) prima volta che passo dal tunnel di Olbia (saranno 11-12 anni che non mi imbarcavo da Olbia), fatto abbastanza bene. Già me l'immaginavo in via Roma a Cagliari... :D

3) la SS 131 d.c.n. da Olbia a San Teodoro o giù di lì è pressochè perfetta.
Da li fino ad Abbasanta invece è un continuum di lavori (stavano asfaltando in vari punti) e manto stradale bruttino.
Da Abbasanta a poco prima di Oristano nord meglio rispetto alla parte precedente ma c'è sempre qualcosa da migliorare.
Decisamente promosso il pezzo che da Oristano scende giù. Asfalto più o meno nuovo e senza imperfezioni, buona segnalazione stradale e cartellonistica, in lunghi tratti anche una pseudo corsia di emergenza.
Sembrava quasi di essere in certi punti di autostrada a due corsie di senso di marcia. Piacevolemente sospreso! L'ultima volta c'erano un sacco di lavori in corso.

4) stanno lavorando per cambiare lo svincolo di Villasanta (per Samassi/Villamar/Barumini). Sarà un pò prima dell'attuale che in effetti è bruttino e volendo anche un pò pericoloso e nascosto.
Insieme al nuovo svincolo stanno anche costruendo una nuova strada che dovrebbe passare sopra la SS 293.

5) nuova rotonda all'ingresso di Samassi. Prima c'era un incrocio semaforico.

6) come già ho detto nel thread delle ferrovie hanno già completato un cavalcavia che permetterà di eliminare il passaggio a livello di Samassi. Stanno completando la strada, che sarà una sorta di piccola circonvalazione del paese.

w3deco
July 27th, 2010, 02:38 PM
Dalla Regione finanziamento di 6 mln per la riqualificazione dei centri urbani

La Regione ha messo a disposizione dei Comuni del Nuorese oltre sei milioni di euro destinati alla riqualificazione dei centri urbani con attività commerciali.

Gli interventi dovranno riguardare: l'arredo urbano, l'illuminazione pubblica, la sistemazione viaria, la sistemazione di parcheggi, l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle aree destinate ai mercati, la ristrutturazione, l'ampliamento, l'ammodernamento di immobili pubblici e l'allestimento di aree attrezzate da destinare ad attività di animazione, promozione, svago e sport. Il bando prevede che saranno maggiormente premiati i progetti presentati dai comuni con forte spopolamento e di dimensione inferiore ai tremila abitanti. Le domande per il contributo dovranno essere presentate entro il prossimo 21 settembre

Martedì 27 luglio 2010 12.14
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/189531

w3deco
July 29th, 2010, 03:34 PM
Costa Rei, rinasce piazza Italia

Primi segnali di risveglio economico nel salotto buono della località turistica
Sorpresa: sette negozi aperti dopo vent'anni di abbandono

http://edicola.unionesarda.it/CONTROLLI/ImageFromDB.ashx?Tipo=Foto&Id=744478

Rinasce piazza Italia. Dopo vent'anni di abbandono, sette attività commerciali hanno riaperto i battenti nello storico salotto buono di Costa Rei. Per chi vede il bicchiere mezzo pieno è una scommessa che segna il tentativo di rilancio della località turistica. A chi sembra mezzo vuoto, è l'unico segnale positivo di una stagione cominciata con il segno negativo. Meno dieci per cento le presenze da maggio e giugno, il pieno di agosto salverà la stagione che resterà comunque in rosso.
LA PIAZZETTA Nei piani dei primi imprenditori turistici di Costa Rei, piazza Italia era il fulcro, un po' come la vecchia piazzetta di Porto Cervo di cui ricalcava il modello. E negli anni Settanta attorno a quei bar, ristoranti, gelaterie, negozi di maglieria e abbigliamento si svolgeva la movida a Costa Rei. Dalle sfilate di moda ai concorsi di bellezza, passando attraverso i balli sardi e la musica dal vivo.
IL RILANCIO Altri tempi. Poi ci fu l'abbandono. Le serrande dei negozi sono rimaste sprangate per vent'anni. Adesso, da giugno, la rinascita. Sette negozi aperti, mancano ancora il bar, il ristorante o la gelaterie in grado di attirare una passeggiata serale in grande stile, ma resta un segnale importante del tentativo di svolta, voluto da un giovane imprenditore, Maurizio Sarritzu, erede dei fondatori di piazza Italia. Segnale importante, arrivato da un privato, della voglia-necessità di investire di nuovo su Costa Rei. Ormai sofferente in termini di confronto con la vicina Villasimius per quanto riguarda numeri, opportunità, offerte.
IL PUNGOLO L'associazione “Amici di Costa Rei”, gruppo no profit che ha a cuore le sorti della località balneare, ha segnalato alla nuova amministrazione le urgenze: «Fogne insufficienti, l'acqua è razionata, mancano i parcheggi, la pulizia della spiaggia lascia spesso a desiderare», spiegano Cosimo Monopoli e Filippo Cicognani, storici vacanzieri da queste parti. «Tutto dipende dalla crescita urbanistica di Costa Rei - spiega Angelino Farci, uno degli imprenditori più conosciuti e con un recente passato da amministratore comunale - agli inizi i lottizzanti sparivano dopo aver venduto le villette senza realizzare e consegnare al Comune gli impianti elettrici, idrici, fognari, strade e illuminazione. Alla fine a salvare la zona ci ha sempre pensato la natura, un mare unico che fa dimenticare i piccoli e grandi problemi, come la mancanza di attrattive serali per le famiglie reduci da una giornata in spiaggia».
LA SCOMMESSA Massimo Asuni e Cosima Pilia sono i primi ad aver creduto a un possibile rilancio di Piazza Italia e hanno aperto un centro estetico con parruccheria e profumeria: «Si tratta di un investimento, di una scommessa. Siamo gli apripista, speriamo che altri ci seguano perché il discorso deve essere per forza di cosa collettivo». Andrea Marongiu, che vende prodotti tipici sardi, arriva dall'esperienza di Villasimius: «Un'altra realtà, più ricca: Costa rei è soprattutto per famiglie e con la crisi la gente vuol spendere il meno possibile. La passeggiata serale comincia a decollare, grazie anche al cinema all'aperto e al nuovo parcheggio».
MALCOSTUME Imprenditori e esercenti confidano molto nella nuova amministrazione comunale guidata da Marco Fanni, imprenditore turistico con interessi proprio a Costa Rei, che possa continuare la politica di rispetto ambientale avviata dal predecessore Salvatore Piu. E sperano soprattutto in un maggiore senso civico di chi frequenta questo angolo di Paradiso: «I turisti mordi e fuggi domenicali abbandonano spesso i rifiuti per strada - denuncia Angelino Farci - e contro questo malcostume siamo davvero disarmati».

L'Unione Sarda di Giovedì 29 luglio 2010 pag 22


Speriamo bene...Costa Rei ha immense potenzialità non sfruttate.
Ora con la strada nuova e il prossimo completamento avrà tutte le carte in regola per fare la parte del leone.
Io agirei così: forte sinergia Villasimius-Costa Rei (Muravera), potenziamento collegamenti con mezzi pubblici (anche durante la notte) tra i due centri e con Cagliari, nuova spinta imprenditoriale per ciò che riguarda soprattutto attività ristorative, alberghiere, b&b e di svago (una grossa mancanza).

PS: trascorrerò a Costa Rei questo weekend, vi racconterò le impressioni di quest'estate...

Cubo
July 29th, 2010, 06:22 PM
Hai casa a costa rei? Dove? Rispondi pure anche in pm.. ;)

w3deco
July 30th, 2010, 10:41 AM
Il nuovo teleporto satellitare Skylogic Mediterraneo a Macchiareddu

La scorsa settimana è stato inaugurata a Macchiareddu, zona industriale di Cagliari, un’innovativa infrastruttura satellitare capace di sviluppare notevolmente le opportunità per il mercato delle telecomunicazioni in tutto il Mediterraneo.

E’ per questa caratteristica territoriale che l’infrastruttura si chiama Skylogic Mediterraneo, ed è uno dei teleporti satellitari più importanti di tutta Europa, e occupa un’area di circa 35.000 metri quadri.

La scelta della Sardegna come base è data dalla sua posizione estremamente strategica, proprio al centro del bacino del Mediterraneo, che consentirà anche di rafforzare i collegamenti col continente africano. E questo naturalmente rappresenta un’opportunità anche per il territorio isolano, grazie alla capacità di offrire circa 60 posti di lavoro ai professionisti del settore.


La nuova struttura gestirà un nodo cruciale della rete che consente il servizio a banda larga via satellite, utilizzato per la connessione nelle aree non raggiunte dall’ADSL e per i servizi di telecomunicazione all’interno delle navi.

http://www.blogcagliari.it/blog/2010/07/22/il-nuovo-teleporto-satellitare-skylogic-mediterraneo-a-macchiareddu/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+BlogCagliari+(Blog+Cagliari)&utm_content=Google+Reader

w3deco
August 1st, 2010, 07:15 PM
Estate: tornano bus navetta notturni a Torregrande

Si parte sabato 31 luglio. Iniziativa Comune Oristano e Arst

(ANSA) - ORISTANO, 29 LUG - Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, Comune di Oristano e Arst ripetono l'iniziativa dei bus navetta notturni per Torregrande.

Si comincia sabato 31 luglio e domenica 1 agosto, poi si andra' avanti tutti i sabati e tutte le domeniche di agosto piu' la vigilia e il giorno di ferragosto. Sono previste sette corse intervallate di mezz'ora a partire dalla 1,30 e fino alle cinque del mattino. Capolinea cittadino in piazza Roma, costo del biglietto 70 centesimi(ANSA).


Ottima notizia per Oristano e l'oristanese...ma, perchè non lo fanno anche per il Poetto??? :ohno:

w3deco
August 3rd, 2010, 10:27 AM
INFRASTRUTTURE, IL TURISMO PAGA I RITARDI

Un’indagine di Intesa Sanpaolo sul mondo delle vacanze in Sardegna: crescono i passeggeri nei porti di Cagliari e Olbia. «Più investimenti per incentivare l’arrivo di stranieri»

Il ritardo infrastrutturale della Sardegna frena lo sviluppo del turismo internazionale.
In tempo di crisi il turismo sardo non si lascia intimorire: nel 2009 le presenze nell’Isola hanno raggiunto quota 12,27 milioni, sostanzialmente in linea con il 2008. L’unica vera nota dolente resta il ritardo sul fronte delle infrastrutture. La scarsa accessibilità di un’area o di un albergo non aiuta l’offerta turistica. Ed è per questo che la regione presenta un grado di internazionalizzazione ancora contenuto.

L’OFFERTA In Sardegna, insomma, prevale la componente di turisti italiani. L’incidenza degli stranieri sul totale dei flussi è pari al 31,6%, contro una media italiana del 43,4%. Questo è il quadro emerso dal “Primo studio sul turismo della Sardegna” realizzato dal Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. «L’obiettivo dell’indagine», spiega Fabrizio Guelpa, responsabile industry & banking del Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, «è quello di offrire spunti di analisi per individuare prospettive di sviluppo di un settore fondamentale dell’economia sarda».

I NUMERI Sull’importanza del comparto per l’Isola non ci sono dubbi. Parlano i numeri. Gli occupati toccano le 32.416 unità, ossia il 5,7% del totale (569 mila unità). Tra il 2000 e il 2008, si legge nell’indagine, «il numero di turisti nella regione è aumentato a un tasso medio annuo del 4,5% facendo della Sardegna una delle regioni più dinamiche d’Italia. Un forte contributo alla crescita», continua lo studio, «è da ricercarsi negli sviluppi realizzati del traffico aereo low cost e del turismo crocieristico: settori che stanno marciando a ritmi sostenuti».

LA CRISI Nel biennio 2008-2009 la Sardegna ha ben arginato la crisi che ha colpito i mercati internazionali, dimostrando «buone capacità di sfruttamento delle proprie potenzialità turistiche». La crescita delle presenze è stata, nel 2008, intorno al 3,7%, un andamento che si riflette anche in una «tenuta del fatturato medio» delle imprese alberghiere isolane. La crescita è in controtendenza rispetto alla contrazione del 2% che si registra a livello nazionale. Anche il 2009 – l’anno più difficile per l’economia – conferma una buona tenuta delle presenze di turisti, con «una certa vivacità di presenze straniere», nonostante il ritardo infrastrutturale dell’Isola. «Se venissero risolti i problemi di mobilità interna che limitano l’espansione dei flussi turistici», spiega Guelpa, «si potrebbe avere uno sviluppo del turismo meno legato al soggiorno marino e più attraente per gli stranieri, anche al di fuori dell’alta stagione».

LE OPPORTUNITÀ Quindi, un fattore strategico per cogliere nuove opportunità di sviluppo, prosegue lo studio, «è investire in infrastrutture che rendano accessibili le destinazioni turistiche». In Sardegna l’aumento dei voli low cost ha avuto un effetto «decisamente positivo, così come la portualità turistica vede la Sardegna tra le regioni italiane con il maggior numero di infrastrutture per la nautica da diporto e di posti barca». Tuttavia, aggiunge il rapporto curato da Fabrizio Guelpa, «l’accesso a località non solo marine resta difficile e non favorisce l’espansione verso l’interno dei flussi turistici: strade e collegamenti ferroviari non coprono adeguatamente il territorio». Dall’indagine, emergono diverse cause che spiegano i ritardi nella realizzazione delle infrastrutture: «Scarsità di risorse pubbliche disponibili, difficoltà nel gestire rapporti pubblico-privati e distorsioni nei costi di realizzazione con tempi di approvazione spesso molto lunghi». Dunque, una migliore rete di accesso consentirebbe al settore di crescere molto di più.

AEREI E PORTI Notevoli sviluppi, sottolinea lo studio, sono stati realizzati nel low cost: i collegamenti a basso prezzo nell’Isola ricoprono un «ruolo rilevante», sia sulle tratte interne sia sui voli internazionali. La quota di passeggeri low cost sul totale è prossima al 40% a Cagliari, superiore al 70% ad Alghero e vicina al 60% ad Olbia. Anche il turismo crocieristico sta crescendo a ritmi sostenuti: «I passeggeri nei porti di Cagliari e di Olbia sono aumentati rispettivamente del 76% e del 130% dal 2007 al 2009, grazie agli investimenti infrastrutturali effettuati».

LA STAGIONALITÀ In ogni caso, segnala il rapporto, l’industria turistica della regione risente di una stagionalità elevata, meno evidente però nel flusso di turisti stranieri (che spesso preferiscono visitare l’Isola in periodi meno caldi). Il 60% circa delle presenze dei clienti italiani si concentra a luglio e ad agosto, contro il 43% della media nazionale.

LANFRANCO OLIVIERI
L'Unione Sarda di martedì 3 agosto 2010

w3deco
August 3rd, 2010, 02:55 PM
Al via le proposte per la sperimentazione della lingua sarda nelle scuole

L'Assessorato della Pubblica istruzione informa gli istituti primari e secondari di primo e secondo grado della Sardegna che sono aperti i termini per presentare proposte finalizzate alla sperimentazione dell'insegnamento in lingua sarda nel normale orario di lezione.

Saranno finanziati i progetti-pilota capaci non solo di promuovere la diffusione della lingua sarda negli istituti scolastici ma anche di agevolare, quando necessario, l'inserimento di figure professionali esterne, idonee all'insegnamento della stessa lingua.

Le proposte dovranno essere presentate, a mano o tramite raccomandata con avviso di ricevimento, entro le ore 13 del 29 ottobre 2010, al seguente indirizzo:

etc..

http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?s=146117&v=2&c=3&t=1


:cheers:

w3deco
August 6th, 2010, 10:18 PM
Oristano: 5 mln per il porto di Torregrande

Con l'atto aggiuntivo al Programma integrato d'area del Campidano, sottoscritto oggi a Cagliari dal vicesindaco Andrea Lutzu - in rappresentanza del sindaco Angela Nonnis impegnata nella riunione del Consiglio -, il Comune di Oristano avrà dalla Regione cinque milioni e 200 mila euro per l'ampliamento del Porticciolo turistico di Torregrande e tre milioni 500 mila euro per la riqualificazione ubrana della viabilità e degli impianti sportivi. Il progetto per il porticciolo prevede il dragaggio dell'entrata del porto, l'ampliamento attraverso la creazione di un bacino di pesca separato, il recupero al diporto del bacino attualmente destinato dal settore pesca, l'ampliamento del bacino da diporto con la costruzione di una barriera frangiflutti galleggiante, il prolungamento dell'accesso al primo bacino e la riqualificazione degli impianti tecnologici portuali

Venerdì 06 agosto 2010 21.30
http://www.unionesarda.it/Articoli/News/190862

w3deco
August 8th, 2010, 01:05 PM
Fenosu rilancia con Malpensa: a settembre partono i nuovi voli

Archiviato lo scalo di Brescia, Fenosu rilancia con Malpensa. Da settembre l'aeroporto oristanese sarà collegato giornalmente con Milano, una piazza che dovrebbe far crescere ulteriormente il Campanelli.

LA NOVITÀ Voli diretti verso Malpensa (partenza alle 7.30 e rientro alle 19.30), ma a metà mattina ci sarà un altro collegamento con scalo a Genova, poi proseguirà per il capoluogo lombardo. Dal 1 settembre si potranno acquistare i biglietti, i voli dovrebbero partire dalla fine di settembre. Tariffe agevolate per i residenti (159 euro andata e ritorno), i ragazzi e gli anziani (139 euro). C'è la tariffa promotour (179 euro) e quella più flessibile (279 euro andata e ritorno). «Cerchiamo di applicare tariffe basse - ha spiegato Emanuele Rimini, consulente della Sogeaor - anche perché dobbiamo fare i conti con una concorrenza sleale, che ha dato la continuità territoriale agli altri aeroporti sardi dimenticando Fenosu».

IL FUTURO In autunno e in inverno (fino al 31 marzo) si volerà verso Roma, Malpensa, Genova e Pisa. Poi sarà predisposto il piano per l'estate. «Abbiamo contatti con Salerno, Bologna, Foggia, Perugia, Porto Rose - va avanti - ma prima di chiudere qualsiasi accordo esigiamo che ci sia un contributo per il marketing o i passeggeri anche dall'aeroporto di destinazione». Genova ha già garantito (tutto nero su bianco) il proprio impegno. Da giugno a oggi l'aeroporto di Fenosu ha fatto volare 2 mila e cento persone «va molto bene il collegamento con Roma, venerdì sera sono arrivati 48 passeggeri- fa notare Rimini - entro dicembre contiamo di trasportare tra le 10 e le 12 mila persone».

LA POLEMICA A giugno avevano chiesto gli atti della Sogeaor. Due giorni fa la consegna del fascicolo con bilanci, business-plan e delibere. «Manca però il contratto tra la Sogeaor e la Denim Air - sostengono i consiglieri provinciali del Pd Francesco Federico e Mario Tendas - ed è gravissimo che venga negato questo documento». Il gruppo consiliare del Pd va all'attacco, è pronta una diffida e messa in mora della Provincia «entro un mese dovranno darci gli atti, altrimenti ci muoveremo per vie legali». Il contratto non sarebbe stato consegnato «per opportune ragioni di riservatezza», ma il Pd non ci sta. «É assurdo che la Provincia, azionista di maggioranza della Sogeaor, non sia in possesso di questo documento - vanno avanti- É una mancanza di trasparenza della società che è partecipata da enti pubblici e utilizza fondi di tutti noi».

VALERIA PINNA

Domenica 08 agosto 2010 08.10
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/191006


PS: da ieri l'aeroporto ha ufficialmente superato le 30 mila presenze... :lol:

w3deco
August 12th, 2010, 12:07 PM
Le discariche sulla Carlo Felice: l'Anas costretta a pulire la statale 131

Pulizie d'agosto, a tre quarti. Pasqua è unica e lontana. Però per incominciare i 300 mila euro messi in circolo dall'Anas per ripulire da nord a sud le 1.260 discariche fra piazzole e cunette stradali, Carlo Felice in testa, non è male. Più di cinquemila chilometri, 251 mila metri quadrati da restituire alla pubblica decenza. Perché quello che ancora si vede, nonostante proteste e promesse, da Porto Torres a Cagliari, passando per Nuoro e deviando su Lanusei, è davvero roba da vergognarsi. Mini discariche zeppe di ogni porcheria: plastica, batteria, gomme d'auto, barattoli, lattine.

LO SCEMPIO Insomma, di tutto e di più. Lavoro sporco di cittadini poco puliti: maleducati, senza scusanti. Tutto giusto, il problema è però capire chi infila gli euro per azionare la ramazza. L'Anas, stretta e costretta da una sentenza del Tar ribadita dal Consiglio di Stato, ha cacciato fuori 300 mila euro una tantum , poi si vedrà. Non una volta ma ora e sempre, ribatte l'assessore Giuliano Uras che giusto per gradire, ha chiesto all'azienda 10 milioni di danni da inquinamento, rischi di incendi e persino di immagine. «I nostri legali dicono che siamo sulla strada giusta», precisa. L'Anas tace ma fa il compitino, intanto. «Con i 298 mila euro si farà il possibile, non tutto», anticipano dall'azienda di Stato.

LA PULIZIA L'appalto è stato diviso in due parti, il nord è già partito con le prime ramazzate della Eco Olbia srl. Il responsabile Tore Sassu: «Siamo partiti, abbiamo qualche problema con le discariche per via della differenziata ma si procede». Tempo dieci giorni e da Sassari a Macomer le discariche dovrebbero sparire. A sud, l'operazione pulizia è stata affidata alla Geap di Cagliari che inizierà il 16. A fine agosto le piazzole lungo tutta la Carlo Felce dovrebbero cambiare aspetto.

LE STRADE Ramazzate robuste sono annunciate anche nella 554 nei pressi di Cagliari, la 125 zona Olbia, la 291 ad Alghero. Poi Tempio, Buddusò, Iglesias. Chilometri e chilometri di strade, orribilmente sfregiati dalle buste rigonfie di ogni genere di immondezza. «Abbiamo già dato una tranche ai Comuni per i primi interventi», dice ancora l'assessore Giuliano Uras. Il sindaco di Paulilatino, Gianni Demartis, letta la sentenza del Consiglio di Stato, i 100 mila euro li ha tenuti ben stretti in cassa. «Nella Carlo Felice spetta all'Anas che ancora non ha provveduto. Mica possiamo permettere sovraesposizioni, i soldi della Regione saranno utilizzati per lo stesso scopo ma in altri siti». A Monastir, altro punto critico, si sono attrezzati in proprio. «Aspettiamo l'Anas, dalla Regione soldi non ne sono arrivati ancora. Ci siamo dotati di telecamere mobili e qualcuno è stato colpito. Le contravvenzioni sono pesanti, 600 euro come minimo. Però davvero non se ne può più, non c'è angolo che non sia colpito da questi maleducati», dicono gli assessori Carlo Zucca e Giuanluca Cinus.

I VOLONTARI Dove non arriveranno Anas e Regione ci penseranno gli ottomila cittadini degli 80 Comuni lungo la Carlo Felice chiamati a raccolta con tanto di ramazza da “Sardegna pulita”. L'appuntamento è per il 4 settembre per la prima giornata dell'Aliga day. «Organizzeremo una staffetta. In piccoli gruppi andremo di piazzola in piazzola per ripulire la Carlo Felice. Saremo un esercito, ci saranno camion e camion da caricare. Codrongianus e l'Oristanese sono le zone messe peggio ma anche nel Sassarese e nel Cagliaritano c'è da fare per bloccare questa follia collettiva», anticipa Gavino Guido di Macomer. Gira e rigira sempre lì si ritorna, a su connotu. Dalla pulizia lungo casa a quella lungo strada. Aspettando l'Anas, la Regione e le buone maniere delle persone poco per bene.

ANTONIO MASALA

Giovedì 12 agosto 2010 07.44
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/191512

anticalcare
August 12th, 2010, 01:25 PM
ma perchè in italia ci si muove sempre in ritardo?
iniziare prima della stagione turistica sembrava brutto?
così come per le tante campagne promozionali-educative che cominciano sempre intorno alla metà di agosto...

w3deco
August 12th, 2010, 06:19 PM
ma perchè in italia ci si muove sempre in ritardo?
iniziare prima della stagione turistica sembrava brutto?
così come per le tante campagne promozionali-educative che cominciano sempre intorno alla metà di agosto...

Quello che mi chiedo sempre anch'io... :dunno:

w3deco
August 20th, 2010, 02:05 PM
Una nuova strada Burcei-Maracalagonis per uscire dall'isolamento: c'è il progetto

La realizzazione della nuova strada Burcei-Maracalagonis si rende sempre più necessaria per uscire dall'isolamento e per avvicinare il paese all'hinterland cagliaritano e quindi al capoluogo. Alcuni anni fa, è stato realizzato un primo tratto di poche centinaia di metri. Poi, tutto si è fermato.

C'è un progetto in studio, sono seguiti dibattiti, ma la ripresa dei lavori sembra decisamente lontana. Mobilitare Provincia e Regione sarà compito del nuovo consigliere comunale di Burcei Vittorio Monni e dell'amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Pino Caria. La popolazione vuole fortemente questa strada (la lunghezza sarà di 17 chilometri) anche perchè sono tanti i pendolari che ogni giorno per arrivare a Cagliari devono percorrere un lungo e tortuoso tratto di provinciale e poi la vecchia Orientale sarda. Un tragitto lento e anche insidioso.

Venerdì 20 agosto 2010 09.35
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/192451

makkillottu
August 20th, 2010, 03:34 PM
Una nuova strada Burcei-Maracalagonis per uscire dall'isolamento: c'è il progetto

La realizzazione della nuova strada Burcei-Maracalagonis si rende sempre più necessaria per uscire dall'isolamento e per avvicinare il paese all'hinterland cagliaritano e quindi al capoluogo. Alcuni anni fa, è stato realizzato un primo tratto di poche centinaia di metri. Poi, tutto si è fermato.

C'è un progetto in studio, sono seguiti dibattiti, ma la ripresa dei lavori sembra decisamente lontana. Mobilitare Provincia e Regione sarà compito del nuovo consigliere comunale di Burcei Vittorio Monni e dell'amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Pino Caria. La popolazione vuole fortemente questa strada (la lunghezza sarà di 17 chilometri) anche perchè sono tanti i pendolari che ogni giorno per arrivare a Cagliari devono percorrere un lungo e tortuoso tratto di provinciale e poi la vecchia Orientale sarda. Un tragitto lento e anche insidioso.

Venerdì 20 agosto 2010 09.35
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/192451

Spero che questo progetto non coinvolga lo sterrato che sale a Burcei da Tasonis... è una strada molto utilizzata dalle scuderie del MOndiale Rally che creano un grande indotto economico (parliamo di 30-40 mila euro ogni volta che vengono a provare)

w3deco
August 22nd, 2010, 12:09 PM
Incredibile a Santa Maria Navarrese: McDonald's diffida McPuddu's (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/192676)

:lol:

felis
August 22nd, 2010, 03:37 PM
^^ Avevo letto il "censored" sull'insegna ma credevo si trattasse di uno scherzo :shocked: a questo punto credo sia un modo come un altro della McDonald's per farsi pubblicità gratis.

makkillottu
August 23rd, 2010, 11:18 PM
^^ Avevo letto il "censored" sull'insegna ma credevo si trattasse di uno scherzo :shocked: a questo punto credo sia un modo come un altro della McDonald's per farsi pubblicità gratis.


Ci ho fatto un topic apposito... cmq una lettera dagli uffici McDonald's (nessuna lettera legale, eh) era partita già mesi fa... a quanto pare sono alquanto prepotenti!

A luglio sono andato al McPuddu's e ne ho parlato con la fidanzata del proprietario... pensate che pure la gelateria di loro proprietà (McFruttu's) è stata bersaglio degli americani... ora dico: come si può confondere un ristorante fast food con una gelateria?!?!?!? E' evidente che si tratti di pura arroganza e prepotenza!!!!!!

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1200311

anticalcare
August 23rd, 2010, 11:35 PM
vabbè ragazzi, possiamo fare i marxisti campanilisti quanto vogliamo.
sembriamo al liceo quando il prof ci metteva la nota x l'assenza di massa e noi "prof, come fa a sapere che non eravamo tutti malati?"

se questi signori si fossero chiamati mac puddu, allora anche io li stare difendendo. ma non ditemi che il richiamo non è alla catena americana perchè non solo è lampante, ma è stato pure ammesso dai proprietari! anche se per goliardia, la legge non ammette eccezioni! ci sono delle regole (diritti d'autore, diritti di proprietà ecc.) e queste vanno rispettate. e state certi che quelle regole sono state violate, altrimenti non avrebbero coperto l'insegna e cambiato il nome alla cciaa tempestivamente

makkillottu
August 23rd, 2010, 11:43 PM
scusami, ma allora McDonald's dovrebbe denunciare pure tutti gli scozzesi che nel cognome portano "Mc"?

Cmq McDonald's in questi contenziosi non l'ha mai spuntata... chiedete al proprietario del McCurry in Malesia.......... :D :D

anticalcare
August 24th, 2010, 10:26 AM
scusami, ma allora McDonald's dovrebbe denunciare pure tutti gli scozzesi che nel cognome portano "Mc"?

come ho già detto nel post precedente, se i puddu fossero scozzesi e si chiamassero mac puddu, allora sarebbe tutta un'altra storia. avanti, quale motivo spinge un ristoratore a mettere mc prima del tuo cognome e 's dopo se non per fare un chiaro riferimento al mcdonald's?

oggi sull'unione c'è un articolo tutto pisciato ed emozionato per il fatto che di questa storia ne parlano anche i tg regionali. che pena...

w3deco
August 24th, 2010, 06:11 PM
Expo Shanghai: inaugurato stand Regione Sardegna

Slogan "Long life" (vita lunga) per promozione qualità vita

(ANSA) - CAGLIARI, 24 AGO - E' stato inaugurato stamattina nel padiglione italiano all'Expo di Shanghai, lo spazio che per tutta la settimana ospitera' la Regione Sardegna.

L'isola si presenta al pubblico cinese e internazionale con i segreti dell'''Elisir di Lunga Vita'' del popolo sardo, secondo per longevita' solo ai giapponesi. Da ''better life'' (vita migliore) tema dell'Expo cinese, a ''long life'' (vita lunga) che la Sardegna vuole promuovere in Cina con una ricetta fatta di qualita' della vita, bellezza, rispetto per l'ambiente, innovazione, storia e tanto altro ancora.(ANSA).

Cubo
August 25th, 2010, 08:39 PM
scusami, ma allora McDonald's dovrebbe denunciare pure tutti gli scozzesi che nel cognome portano "Mc"?

Cmq McDonald's in questi contenziosi non l'ha mai spuntata... chiedete al proprietario del McCurry in Malesia.......... :D :D
Scherzaci... io avevo letto di un certo Armani, che vendeva non so cosa (non certo abiti firmati) che fu citato da quello più famoso affinchè cambiasse nome al suo negozio. Il giudice diede ragione al femmineo, cosicchè lui, che si chiamava Armani, dovette cambiare nome al suo negozio...

Cubo
August 26th, 2010, 11:31 AM
Scherzaci... io avevo letto di un certo Armani, che vendeva non so cosa (non certo abiti firmati) che fu citato da quello più famoso affinchè cambiasse nome al suo negozio. Il giudice diede ragione al femmineo, cosicchè lui, che si chiamava Armani, dovette cambiare nome al suo negozio...

Mi correggo: questo Armani aveva registrato il dominio Armani.it prima di Giorgio Armani (mi pare fosse un serramentista), e dovette cederlo perchè il secondo era più famoso (= aveva più soldi).

makkillottu
August 27th, 2010, 12:23 PM
Mi correggo: questo Armani aveva registrato il dominio Armani.it prima di Giorgio Armani (mi pare fosse un serramentista), e dovette cederlo perchè il secondo era più famoso (= aveva più soldi).

Per la questione dei domini... c'è poco da fare, chi paga e registra prima, se lo tiene... sta a chi arriva dopo offrire un bel po' di quattrini per cederlo. Quando ho lavorato con una testata web, capitò pressapoco una situazione simile con un portale news americano.

Cubo
August 27th, 2010, 02:28 PM
Non so in effetti se la sentenza che obbligava lo sfigato a liberare il dominio comportasse una contropartita da parte dello stilista. Fatto sta che lui è arrivato prima e l'hanno fatto sloggiare.

Cubo
August 27th, 2010, 02:49 PM
Ecco un articolo che ne parla: trovate facilmente coon google gli altri aricoli sulla vicenda. Era titolare di un timbrificio, ma la sostanza non cambia...

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/124340_luca_armani/

Bidus
August 27th, 2010, 08:52 PM
A me l'iniziativa di questo Puddu nel richiamare il logo mcdonalds sembra una trashata.
I suoi prodotti pare siano anche buoni, tuttavia l'immagine che vuole costruirsi per attirare clienti a me non piace, tenderei a diffidare.
Mi sembra un atteggiamento commerciale poco serio e privo di buon gusto, degno di qualche macchietta degli schetch di Benito Urgu.
Non ho in simpatia il fast-food americano, ma questo Puddu spero ne ricavi una lezione.

anticalcare
September 1st, 2010, 03:25 PM
sito interessante
appena scoperto lo devo ancora spulciare

http://www.providune.eu/

w3deco
September 5th, 2010, 03:29 PM
Infrastrutture, allarme di Matteoli: "Grave la situazione in Sardegna"

"E' ora di attuare un vero riequilibrio infrastrutturale e di porre fine ai privilegi di alcune regioni a scapito di altre - ha detto Pili intervenendo nel corso dell'audizione - lo scorso anno abbiamo approvato la legge sul Federalismo fiscale, che introduce all'articolo 22 un tema rilevante: quello del riequilibrio infrastrutturale nel nostro Paese. Dall'indagine che abbiamo condotto su mia richiesta con gli Uffici studi della Commissione Infrastrutture della Camera - ha detto Pili - emerge un quadro drammatico sul riequilibrio strutturale nel nostro Paese, sia per le risorse pianificate che per la spesa. La Calabria prende 23 mila euro per abitante, la Sardegna 3.423". "Voglio soltanto citare alcuni dati - ha detto il deputato sardo - sui 358 miliardi di opere infrastrutturali programmate nel nostro Paese negli ultimi dieci anni emergono due parametri, uno per la media procapite e l'altro per la superficie (kmq), dai quali si evince una grave discriminazione di alcune regioni, e per prima la Sardegna, a favore di alcune privilegiate. Se prendiamo in esame il parametro della superficie emerge che la media nazionale è di 1.190.000/euro per Kmq. La Calabria prende, invece, 3.074.912 euro/kmq, la Liguria 3.884.719, la Sardegna è ultima con un divario insostenibile: 237.463 euro/kmq". Il ministro Matteoli nella replica a Pili ha dichiarato che "per la Sardegna, Pili ha ragione e sono d'accordo che vanno rivisitate subito le intese generali quadro che riguardano la Regione sarda". "Le Ferrovie in Sardegna - ha detto Matteoli - sono quelle che sono: ho avuto occasione di viverci per un anno della mia vita, quindi le conosco perfettamente. Conosco la Carlo Felice, la Olbia-Sassari che ora finalmente pare cominci a vedere qualche risultato, anche se come tutti sanno sono altri che si occupano di questa opera, anche in questo caso per volontà del Parlamento. Alla luce di questa situazione mi impegno anche con i miei uffici ad avviare subito un'azione per rivisitare le intese quadro per la Sardegna e porre rimedio alla situazione".

Domenica 05 settembre 2010 07.22

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/194338

texdago
September 5th, 2010, 04:14 PM
Infrastrutture, allarme di Matteoli: "Grave la situazione in Sardegna"

"E' ora di attuare un vero riequilibrio infrastrutturale e di porre fine ai privilegi di alcune regioni a scapito di altre - ha detto Pili intervenendo nel corso dell'audizione - lo scorso anno abbiamo approvato la legge sul Federalismo fiscale, che introduce all'articolo 22 un tema rilevante: quello del riequilibrio infrastrutturale nel nostro Paese. Dall'indagine che abbiamo condotto su mia richiesta con gli Uffici studi della Commissione Infrastrutture della Camera - ha detto Pili - emerge un quadro drammatico sul riequilibrio strutturale nel nostro Paese, sia per le risorse pianificate che per la spesa. La Calabria prende 23 mila euro per abitante, la Sardegna 3.423". "Voglio soltanto citare alcuni dati - ha detto il deputato sardo - sui 358 miliardi di opere infrastrutturali programmate nel nostro Paese negli ultimi dieci anni emergono due parametri, uno per la media procapite e l'altro per la superficie (kmq), dai quali si evince una grave discriminazione di alcune regioni, e per prima la Sardegna, a favore di alcune privilegiate. Se prendiamo in esame il parametro della superficie emerge che la media nazionale è di 1.190.000/euro per Kmq. La Calabria prende, invece, 3.074.912 euro/kmq, la Liguria 3.884.719, la Sardegna è ultima con un divario insostenibile: 237.463 euro/kmq". Il ministro Matteoli nella replica a Pili ha dichiarato che "per la Sardegna, Pili ha ragione e sono d'accordo che vanno rivisitate subito le intese generali quadro che riguardano la Regione sarda". "Le Ferrovie in Sardegna - ha detto Matteoli - sono quelle che sono: ho avuto occasione di viverci per un anno della mia vita, quindi le conosco perfettamente. Conosco la Carlo Felice, la Olbia-Sassari che ora finalmente pare cominci a vedere qualche risultato, anche se come tutti sanno sono altri che si occupano di questa opera, anche in questo caso per volontà del Parlamento. Alla luce di questa situazione mi impegno anche con i miei uffici ad avviare subito un'azione per rivisitare le intese quadro per la Sardegna e porre rimedio alla situazione".

Domenica 05 settembre 2010 07.22

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/194338

Scusate, ma secondo me e' un articolo senza senso, che piglia dati a piacimento. Voglio dire, sono dati della spesa infrastrutturale per kmq (vorrei vedere come sono tati elaborati), ma da quando in qua e' un parametro significativo?

Poi si paragonano con una regione piu' piccola dove, in materie di infrastrutture, si sta' costruendo una delle opere piu' costose nella storia della Repubblica, TUTTA in un territorio orograficamente impossibile.

Non so, mi pare giornalismo alla cdc.

Come se i marchigiani, pari in numero ai Sardi, volessero il quinto aereoporto, perche'-senno'-non-e'-giusto.

Invece i marchigiani ne hanno 1, e scarso.

Fare analisi dei numeri cosi'a comodo ed a secondo dell'uditorio mi pare poco serio.

IMHO.

p.s. La vera ragione per cui sono qui, e' che mi interesserebbe parlare di cucina sarda. (cosa mangiate nei giorni di festa, cosa nei giorni normali, cosa mangiavano i vostri vecchi, etc) Ma non e' il posto immagino. Insomma devo andare dall'altra, innominabile, parte?

w3deco
September 8th, 2010, 04:55 PM
E questo bel progetto?


Carbonia sceglie Fulvia Premoli per il nuovo ecoparco

Un intervento per valorizzare la discarica della miniera di Serbariu

10/06/2010 - Si è recentemente concluso con la vittoria del gruppo guidato dall’architetto milanese Fulvia Premoli (http://www.archiportale.com/progetti/carbonia/fulvia-premoli/venaverde_29945.html) il concorso nazionale di idee per la valorizzazione delle aree di discarica della miniera di Serbariu a Carbonia (CI).

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/29945_1.jpg

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/29945_2.jpg

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/29945_3.jpg

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/29945_4.jpg

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/29945_5.jpg

La competizione, bandita dall’amministrazione cittadina assieme al Rotary Club Cagliari, Carbonia e Iglesias, al Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna e alla società LIGESTRA S.r.l chiedava ai concorrenti di formulare proposte per la riconversione della discarica in ecoparco minerario.

“Un criterio di carattere generale, quasi di puro landscaping, è quello di trattare i due grandi accumuli di scarto minerario come due nuove ‘catene collinari’ abitabili, sulle quali attestare la parte sostanziale delle nuove edificazioni di servizio: i laboratori/serre/vivaio e il centro museale-didattico con le collegate strutture di sperimentazione di ricerca e di didattica. Il ‘riscatto’ della discarica è possibile solo se questa diviene un luogo realmente fruibile, non una presenza sovrastante e distaccata, ma che viene percorsa, ‘esperita’ fisicamente - spiegano dal team vincitore, destinatario di un premio pari a 25mila euro.

Per questo una particolare attenzione viene riservata alla rete dei percorsi che, al di là degli attestamenti veicolari nei parcheggi al piede del sistema, invitano alla visita educativa nel parco, ma anche al trekking o al semplice bighellonare, alla sosta in spazi opportunamente segnalati e attrezzati per merende al sacco o per leggersi un giornale in pace; a scorrazzare in bicicletta, magari venendo dal mare in gita nell’interno, attraverso una percorso di alta qualità estetica.

Il parco è proposto in primo luogo come strumento/spazio di ricerca scientifica ed educazione ambientale, di cui sono accuratamente studiati gli assetti funzionali, distributivi, estetici.

La qualità aggiuntiva che intendiamo conferire al parco è il suo essere nodo di una rete che metta in sinergia le diverse valenze del territorio. Oltre alla ricerca e all’educazione, entra in un gioco interrelato il museo minerario già esistente e la comunità che lo promuove e lo fa vivere, portatrice di memorie e di futuro. Per questo la proposta include idee capaci di attivare interessi locali, anche economici, in un’ottica di eco-compatibilità (vivaismo, manutenzione, ospitalità, produzione artigianale…).

Vi è poi il paesaggio peculiare dell’area, che non è riassumibile in un sapiente intervento botanico (sebbene indispensabile, cui il nostro progetto non si sottrae), ma è fatto anche di clima, odori, vedute, artefatti disseminati dall’opera umana nel tempo, siano essi di natura architettonica che di natura vegetale o animale: qualità ambientali che determinano la cifra della fruizione.

Abbiamo già citato la connettibilità con la costa e qui riprendiamo gli aspetti più spiccatamente turistici, per i quali la nostra soluzione propone un resort a bassissimo impatto ambientale lungo il laghetto artificiale previsto proprio alla confluenza tra le due ‘catene collinari’.

L’approccio ambientale e botanico è sviluppato su vari livelli e persegue l’obiettivo di riqualificare l’ambiente vegetale del sito con un programma di tutela e sviluppo della biodiversità applicato a varie specie a rischio. Le colline dell’Ecoparco sono destinate a un vasto orto botanico articolato in tre serre con differenti connotazioni di spazio e di contenuti, cui è annesso un grande vivaio.

Sulle due catene collinari artificiali si sono previste due vasche di fitodepurazione: la maggiore assolve alle esigenze derivanti dai nuovi insediamenti, la minore, integrata nel museo, svolge un ruolo eminentemente didattico - dimostrativo. La didattica della ingegneria ambientale è sviluppata dentro il museo e nelle sue pertinenze esterne. Infine, la loro riqualificazione estetica è affidata alla vegetazione che accompagna, anche ombreggiandoli, i percorsi ciclopedonali.

Particolare attenzione è infine riservata a soluzioni tecnologiche che, sia nei materiali e nelle tecniche costruttive impiegate, sia nella gestione delle risorse energetiche, sia il più possibile attenta al risparmio e tenda a conferire al parco la massima autonomia, in particolare con l’impiego di isolamento termico, solare passivo, fotovoltaico, mini-eolico”.

Quattro menzioni speciali sono state attribuite ai progetti sviluppati dai gruppi rispettivamente guidati dagli architetti Eros Colzani, Maurizio Bosa, Tommaso Franceschi, e Maria Irene Cardillo.
http://www.edilportale.com/news/2010/06/risultati/carbonia-sceglie-fulvia-premoli-per-il-nuovo-ecoparco_19149_37.html

felis
September 9th, 2010, 06:28 PM
(^^ il progetto qui sopra sembra interessante, la grafica delle tavole... :shifty: ora nelle facoltà va di moda lo stile psichedelico?!)

Non so se abbiate letto il PDF di iBinari+CityRailways: Organismi urbani e metropolitani Urbanismi, Cluster urbani e aree metropolitane (http://www.cityrailways.it/libreria-e-pdf-gratuiti/organismi-urbani-e-metropolitani-urbanismi-cluster-urbani-e.html)

Ci sono delle tavole interessanti per quanto riguarda la Sardegna, ve le posto.. le aree metropolitane di Sassari e Olbia sono abbastanza verosimili, a parte qualche piccolo errore come l'esclusione di Palau. Quella di Cagliari, con tutto il rispetto, mi sembra leggermente eccessivo estenderla fino a Cabras e Sant'Antioco.. :nuts: ... vabé che il programma era automatizzato ed imparziale, però..!

http://img13.imageshack.us/img13/70/sardegnacomuni.png (http://img13.imageshack.us/i/sardegnacomuni.png/)

http://img689.imageshack.us/img689/5099/sardegnaurbanismi.png (http://img689.imageshack.us/i/sardegnaurbanismi.png/)

http://img651.imageshack.us/img651/4711/sardegnaclusterurbani.png (http://img651.imageshack.us/i/sardegnaclusterurbani.png/)

http://img545.imageshack.us/img545/9868/sardegnaareemetropolita.png (http://img545.imageshack.us/i/sardegnaareemetropolita.png/)

http://img521.imageshack.us/img521/6476/areemetropolitanesarde.png (http://img521.imageshack.us/i/areemetropolitanesarde.png/)

anticalcare
September 9th, 2010, 09:06 PM
no no, nessuna moda psichedelica per fortuna

glekka
September 10th, 2010, 01:42 AM
(^^ il progetto qui sopra sembra interessante, la grafica delle tavole... :shifty: ora nelle facoltà va di moda lo stile psichedelico?!)

Non so se abbiate letto il PDF di iBinari+CityRailways: Organismi urbani e metropolitani Urbanismi, Cluster urbani e aree metropolitane (http://www.cityrailways.it/libreria-e-pdf-gratuiti/organismi-urbani-e-metropolitani-urbanismi-cluster-urbani-e.html)

Ci sono delle tavole interessanti per quanto riguarda la Sardegna, ve le posto.. le aree metropolitane di Sassari e Olbia sono abbastanza verosimili, a parte qualche piccolo errore come l'esclusione di Palau. Quella di Cagliari, con tutto il rispetto, mi sembra leggermente eccessivo estenderla fino a Cabras e Sant'Antioco.. :nuts: ... vabé che il programma era automatizzato ed imparziale, però..!


per me l'unica vera area metropolitana in sardegna è quella di cagliari, le altre sono perlopiù zone molto popolate..sassari un vero e proprio hinterland continuo non cel'ha.

felis
September 10th, 2010, 08:58 AM
per me l'unica vera area metropolitana in sardegna è quella di cagliari, le altre sono perlopiù zone molto popolate..sassari un vero e proprio hinterland continuo non cel'ha.
Le aree metropolitane non sono per definizione continui urbani, quelli sono gli urbanismi o al massimo i cluster urbani.. ed anche Cagliari secondo questa definizione non andrebbe oltre Quartu ed Elmas. A parte che un'area metropolitana senza vuoti e campi al suo interno sarebbe molto meno bella e vivibile, Sassari ha tutte le caratteristiche di area metropolitana come servizi diffusi sul territorio (porto, aeroporto, etc), infrastrutture e centri di prima, seconda e terza corona urbana con fortissimo pendolarismo scolastico ed economico. Il continuum urbano arriva fino a Porto Torres e Sorso Sennori con l'insediamento diffuso, e a metà strada con Alghero.. fra parentesi, non è certo un vanto. Fosse per me tornerebbero i campi.

glekka
September 10th, 2010, 09:37 AM
Le aree metropolitane non sono per definizione continui urbani, quelli sono gli urbanismi o al massimo i cluster urbani.. ed anche Cagliari secondo questa definizione non andrebbe oltre Quartu ed Elmas. A parte che un'area metropolitana senza vuoti e campi al suo interno sarebbe molto meno bella e vivibile, Sassari ha tutte le caratteristiche di area metropolitana come servizi diffusi sul territorio (porto, aeroporto, etc), infrastrutture e centri di prima, seconda e terza corona urbana con fortissimo pendolarismo scolastico ed economico. Il continuum urbano arriva fino a Porto Torres e Sorso Sennori con l'insediamento diffuso, e a metà strada con Alghero.. fra parentesi, non è certo un vanto. Fosse per me tornerebbero i campi.
premesso che concordo con te riguardo la bellezza di città magari non troppo grandi che riescono a convivere con elementi naturali attorno senza devastarli, credo che però tra cagliari e sassari le differenze siano diverse..cagliari confina con un pò di comuni i quali confinano tra loro e per risolvere problemi seri come la viabilità, i trasporti e la riqualificazione di aree ci voglia un ente che rappresenti i comuni e prenda decisioni come una sorta di provincia. sassari invece per me è una città che deve creare il più possibile interessi dentro se stessa, però non necessita di un ente che rappresenti quei pochi comuni che consideri nell'area mentre cagliari deve cercare di decentrare il più possibile (170000 macchine, compresa la mia, entrano ogni giorno in città :sly: ). un'altra cosa, non mi è sembrato di vedere molte abitazioni tra ss e alghero, mi sembra più che altro come carbonia&iglesias per cagliari (molte persone che si spostano ogni giorno). per me ss potrebbe essere una cittadina studentesca tipo siena, la vedrei bene così :lol:

thenightdriver
September 10th, 2010, 10:12 AM
Le aree metropolitane non sono per definizione continui urbani, quelli sono gli urbanismi o al massimo i cluster urbani.. ed anche Cagliari secondo questa definizione non andrebbe oltre Quartu ed Elmas. .

non conosco bene la realtà di SS, ma per quanto riguarda Cagliari, se parliamo di aree con "continuta' di popolazione" , i confini sono un po diversi. Da una parte non si va oltre Quartu, inglobando prima,Selargius,Monserrato,Quartucciu, dall'altra parte, oltre a Elmas, si deve aggiungere Assemini e Decimo (unite ad elmas in un unica striscia continua) e Sestu, che ad oggi dista da Cagliari appena una collina..inoltre nel breve (5anni) tutta la zona a ridosso della ss 131 che va da Sestu a Monastir,verso nord, diventera' una nuova zona d'espansione abitativa con l'insediamento di altre 10 mila persone circa,la destinazione d'uso dei terreni e' gia' stata modificata e sono gia' stati presentati i progetti. Sarebbe fantastico se con la costruzione della metro (sia in superficie che sotterranea) si ipotizzassero gia da ora fermate in alcuni di questi posti, aiuterebbe tutta l'area metropolitana a funzionare come un unica citta'.

Cubo
September 10th, 2010, 01:40 PM
Inoltre Settimo è virtualmente attaccata a Selargius contando le rispettive aree industriali, tra Settimo e Sinnai ci sono 2-300 effimeri metri lasciati volutamente dalle rispettive amministrazioni e tra Sinnai e Mara ci sarà sempre circa un chilometro.

Virtualmente attaccata a Cagliari è secondo me anche Capoterra, separate solo da acqua e non da campagna. Tutta la costa sud-ovest ha in pratica una continuità di insediamenti sino alla Saras (grossa fonte di traffico sostanzialmente urbano).

Eccessiva l'espansione sino al Sucis, anche se è vero che esiste un forte pendolarismo verso Cagliari (io ho 3 colleghi di Carbonia e uno di Iglesias..).

Mappe molto interessanti comunque.. :)

PS: sarei curioso di conoscere la densità demografica EFFETTIVA di Cagliari. In ogni discussione nazionale sul trasporto pubblico ci sbattono in faccia una densità non altissima. Vai a spiegare che c'è una grossa superficie coperta da stagni e saline...

glekka
September 10th, 2010, 01:56 PM
non conosco bene la realtà di SS, ma per quanto riguarda Cagliari, se parliamo di aree con "continuta' di popolazione" , i confini sono un po diversi. Da una parte non si va oltre Quartu, inglobando prima,Selargius,Monserrato,Quartucciu, dall'altra parte, oltre a Elmas, si deve aggiungere Assemini e Decimo (unite ad elmas in un unica striscia continua) e Sestu, che ad oggi dista da Cagliari appena una collina..inoltre nel breve (5anni) tutta la zona a ridosso della ss 131 che va da Sestu a Monastir,verso nord, diventera' una nuova zona d'espansione abitativa con l'insediamento di altre 10 mila persone circa,la destinazione d'uso dei terreni e' gia' stata modificata e sono gia' stati presentati i progetti. Sarebbe fantastico se con la costruzione della metro (sia in superficie che sotterranea) si ipotizzassero gia da ora fermate in alcuni di questi posti, aiuterebbe tutta l'area metropolitana a funzionare come un unica citta'.
wow, faranno l'n-esimo quartierone-satellite per profughi in fuga da cagliari! dopo il successo di cortexandra, grumo di palazzi senza senso abitato da rumene e frequentato dai loro affezionati clienti, faranno un'altra palazzata che ovviamente (salvo miracoli) non sarà abitata da "nuova gente", ma dai soliti excagliaritani che fuggiranno mentre la città diventerà una kasbah più simile a quelle città americane con un centro di uffici e vuote la notte piuttosto che a una normale città europea. tutto questo per scimmiottare in piccolo quello che succede in città tipo milano o roma...bisogna riprendere a vivere in cttà, creare quartieri-dormitorio non servirà a nulla. poi tra 5 anni sassari supererà cagliari e ci ruberanno la sede della regione :ohno:

thenightdriver
September 10th, 2010, 02:52 PM
cortexandra dovrebbe risarvare ancora qualche sorpresa (palazzo),pensa che in origine dovevano esserci pure 2 laghetti artificiali e verde..ma si sa come vanno ste cose!
Per quanto riguarda i terreni che vanno da sestu a monastir, dovrebbero esserci villini da 2 piani a schiera e piccoli capannoni industriali, simili a quelli che gia si trovano nella parte comprendente la ex ss.131 appunto..purtroppo e' il risultato di una pessima gestione dell'urbanizzazione da parte di Cagliari negli anni 70, adesso ne paghiamo le conseguenze e tutti quei terreni una volta agricoli a ridosso della 131 ora sono troppo ghiotti per i piccoli comuni come monastir, san sperate e sestu (il comune che piu' e' cresciuto in questi anni) per farseli sfuggire.

glekka
September 10th, 2010, 03:27 PM
cortexandra dovrebbe risarvare ancora qualche sorpresa (palazzo),pensa che in origine dovevano esserci pure 2 laghetti artificiali e verde..ma si sa come vanno ste cose!
Per quanto riguarda i terreni che vanno da sestu a monastir, dovrebbero esserci villini da 2 piani a schiera e piccoli capannoni industriali, simili a quelli che gia si trovano nella parte comprendente la ex ss.131 appunto..purtroppo e' il risultato di una pessima gestione dell'urbanizzazione da parte di Cagliari negli anni 70, adesso ne paghiamo le conseguenze e tutti quei terreni una volta agricoli a ridosso della 131 ora sono troppo ghiotti per i piccoli comuni come monastir, san sperate e sestu (il comune che piu' e' cresciuto in questi anni) per farseli sfuggire.

non si potrebbe incentivare con sgravi fiscali chi ristruttura una casa antica, aiutare le giovani coppie a comprare a cagliari sempre con incentivi o robe simili?..10000 persone in meno a cagliari sono 10000 persone che ogni giorno si spostano 4 volte per l'asse mediano e aumentano sempre più il traffico! pensa che io che abito a su planu, quindi in un quartiere attaccato fisicamente a ca non ho 1 amico che non abbia macchina o scooter. pensa anche a quanti soldi buttiamo per girare in macchina ogni giorno, troppi! cagliari necessita al + presto di molte linee di tram e eventualmente di una metro sotterranea, se no tra 10 anni saremo affogati nel traffico

w3deco
September 10th, 2010, 03:51 PM
Non so se abbiate letto il PDF di iBinari+CityRailways: Organismi urbani e metropolitani Urbanismi, Cluster urbani e aree metropolitane (http://www.cityrailways.it/libreria-e-pdf-gratuiti/organismi-urbani-e-metropolitani-urbanismi-cluster-urbani-e.html)

Grazie per aver condiviso...veramente interessante!

per me l'unica vera area metropolitana in sardegna è quella di cagliari, le altre sono perlopiù zone molto popolate..sassari un vero e proprio hinterland continuo non cel'ha.

Pure guardando i link che ha postato felis Sassari non sarebbe compresa tra le aree metropolitane visto che Il Censis aggrega in insiemi metropolitani tutte le unità comunali adiacenti che superano i 200 abitanti per kmq e i 350mila abitanti.
(http://www.cityrailways.it/storage/pdf/01_urbanismi%20italiani_v1-prot.pdf pag 11)

Le aree metropolitane non sono per definizione continui urbani, quelli sono gli urbanismi o al massimo i cluster urbani.. ed anche Cagliari secondo questa definizione non andrebbe oltre Quartu ed Elmas. A parte che un'area metropolitana senza vuoti e campi al suo interno sarebbe molto meno bella e vivibile, Sassari ha tutte le caratteristiche di area metropolitana come servizi diffusi sul territorio (porto, aeroporto, etc), infrastrutture e centri di prima, seconda e terza corona urbana con fortissimo pendolarismo scolastico ed economico. Il continuum urbano arriva fino a Porto Torres e Sorso Sennori con l'insediamento diffuso, e a metà strada con Alghero.. fra parentesi, non è certo un vanto. Fosse per me tornerebbero i campi.

felis, nessuno di noi vuole sminuire Sassari, ma dire che Il continuum urbano arriva fino a Porto Torres e Sorso Sennori con l'insediamento diffuso, e a metà strada con Alghero.. mi sembra un pò troppo...

Conosco abbastanza bene l'hinterland di Sassari (Sassari città purtroppo no, dovrò rimediare) per poter dire che tra Sassari e Porto Torres/Sorso non c'è un ben definito continuum urbano nel vero senso della parola. Insediamento urbano diffuso è già più adatto e veritiero. Per non parlare di Sassari-Alghero. IMHO

Continuum urbano è quello che c'è tra Cagliari e Monserrato, Selargius, Quartucciu, Quartu Sant'Elena.

Poi ovviamente non si nega che ci siano forti pendolarismi scolastici ed economici tra Sassari e le realtà circostanti che fanno di Sassari il fulcro di una sorta di area metropolitana.

glekka
September 10th, 2010, 05:56 PM
Grazie per aver condiviso...veramente interessante!



Pure guardando i link che ha postato felis Sassari non sarebbe compresa tra le aree metropolitane visto che Il Censis aggrega in insiemi metropolitani tutte le unità comunali adiacenti che superano i 200 abitanti per kmq e i 350mila abitanti.
(http://www.cityrailways.it/storage/pdf/01_urbanismi%20italiani_v1-prot.pdf pag 11)



felis, nessuno di noi vuole sminuire Sassari, ma dire che Il continuum urbano arriva fino a Porto Torres e Sorso Sennori con l'insediamento diffuso, e a metà strada con Alghero.. mi sembra un pò troppo...

Conosco abbastanza bene l'hinterland di Sassari (Sassari città purtroppo no, dovrò rimediare) per poter dire che tra Sassari e Porto Torres/Sorso non c'è un ben definito continuum urbano nel vero senso della parola. Insediamento urbano diffuso è già più adatto e veritiero. Per non parlare di Sassari-Alghero. IMHO

Continuum urbano è quello che c'è tra Cagliari e Monserrato, Selargius, Quartucciu, Quartu Sant'Elena.

Poi ovviamente non si nega che ci siano forti pendolarismi scolastici ed economici tra Sassari e le realtà circostanti che fanno di Sassari il fulcro di una sorta di area metropolitana.
la penso come te, e aggiungo che lo siluppo di ca non mi piace per nulla, mentre sassari può ancora creare uno sviluppo sostenibile che nella zona di cagliari, a parte le aree umide, è compromesso. ricordo una bellissima puntata di report dove si confrontavano le città italiane e quelle tedesche. le nostre hanno centri città che si spopolano a causa dei costi alti e periferie piene di città satelliti (tipo cortexandra) e capannoni...mentre in quelle tedesche si nota benissimo la differenza tra il centro abitato e la campagna circostante.. sassari ha il pregio di avere ancora natura, mentre cagliari ha sterrati interrotti da capannoni.

w3deco
September 10th, 2010, 06:03 PM
^^ non dimenticarti i vari parchi urbani...

Parco di Monte Urpinu (247.000 mq)
Parco del colle di San Michele (253.000 mq)
Parco di Terramaini (127.000 mq)
Parco di Monte Claro (250.000 mq)
Parco della ex-vetreria Pirri (25.000 mq)
Giardini pubblici (17.000 mq)

...e la Sella del Diavolo, Molentargius e Santa Gilla!

glekka
September 10th, 2010, 06:20 PM
^^ non dimenticarti i vari parchi urbani...

Parco di Monte Urpinu (247.000 mq)
Parco del colle di San Michele (253.000 mq)
Parco di Terramaini (127.000 mq)
Parco di Monte Claro (250.000 mq)
Parco della ex-vetreria Pirri (25.000 mq)
Giardini pubblici (17.000 mq)

...e la Sella del Diavolo, Molentargius e Santa Gilla!
ci salvano quelli, se no saremo come palermo o catania..se invece consideri la zona nord verso sestu, da salvaguardare non c'è più nulla, la fantomatica piana di san lorenzo al centro ha piazzato un (ex) inceneritore, per non parlare della zona industriale a fianco! ogni volta che ci passo per andare a mediaworld c'è sempre un odore schifoso, dev'essere inquinatissima

w3deco
September 11th, 2010, 01:29 PM
Iniziativa lodevole..


Frutti selvatici, nuovo business

Un rete di raccoglitori in tutta l'Isola e un centro di smistamento in città: sono le linee generali di un progetto presentato ieri dall'associazione «Grazie Terra». Il Comune e la Regione appoggiano l'idea

Una rete di raccoglitori sparsi in tutta l'Isola e un centro di smistamento in città. Mirto, corbezzolo, more, fichi d'India, fichi, cicoria, bietole, rucola, finocchi selvatici, asparagi, carrube così via fino a comprendere duemila prodotti mangerecci che si trovano nelle campagne senza doverli coltivare: non a caso il progetto che li riguarda si chiama "Grazie terra". A lanciarlo è l'omonima associazione no profit guidata da Enrico Marongiu che ha ottenuto il supporto dell'assessorato regionale all'Agricoltura e del Comune.

LA PRESENTAZIONE Ieri all'hotel S'Uliariu, nelle campagne di Bing'e Cresia, l'iniziativa è stata presentata ufficialmente. «Si tratta del classico uovo di Colombo», spiega Marongiu: «Le nostre campagne offrono un'impressionante varietà di prodotti naturali che non vengono utilizzati. Realizzando una rete con aziende no profit che coinvolga ogni Comune, possono essere raccolti e commercializzati: a Quartu è prevista la nascita di un centro che si occuperà di pulire, sezionare e confezionare per poi passare alla fase di commercializzazione in negozi appositi».

POSTI DI LAVORO Se in ogni Comune dovessero operare due aziende con venticinque dipendenti ciascuna, è quanto prevedono i promotori, complessivamente si darebbe lavoro a tanta gente. «Non c'è bisogno di titoli di studio o particolari specializzazioni. Bisogna soltanto superare l'handicap mentale di ritenere la terra troppo bassa e quindi essere costretti a inchinarsi. Noi, al contrario, crediamo che questa sia una scommessa importante per lo sviluppo della nostra Isola e il sostegno alle famiglie».

IL PROGETTO Già oggi parecchie famiglie si reggono o arrotondano proprio con la raccolta di prodotti che crescono spontaneamente nelle campagne e che poi vendono a bordo strada. L'obiettivo è creare una rete di solidarietà che consenta di dare lavoro a persone in difficoltà economiche: i numeri degli occupati devono essere tutti dimostrati sul campo, è proprio il caso di dirlo, mentre per finanziare il progetto verranno utilizzati fondi europei. Il fatto che Regione e Comune abbiano già dato la loro disponibilità a sostenere il progetto rende la strada meno in salita.

IL COMUNE «L'ambiente e il territorio sono beni inestimabili», commenta il sindaco Mauro Contini «che vanno valorizzati e difesi dal degrado. L'amministrazione può svolgere un ruolo di coordinamento in questo progetto che valuteremo con molta attenzione».

ASSESSORI L'assessore alla Programmazione Lucio Falqui, presente all'incontro assieme al presidente della commissione Urbanistica Carlo Melis, ha sottolineato, invece, l'aspetto sociale: «Si creano nuove prospettive di lavoro». Spetterà al Comune, nella fase esecutiva, indicare un'area dove realizzare l'impianto di raccolta e commercializzazione.

LA REGIONE Sostegno anche da parte dell'amministrazione di viale Trento. «E' un progetto», spiega Mimmo Zedda, capo di gabinetto dell'assessorato all'Agricoltura, «che mira alla valorizzazione dei prodotti della terra. Oggi registriamo un tasso di abbandono del sessantacinque per cento delle superfici fertili: eppure sulle nostre tavole i prodotti sardi rappresentano soltanto il venti per cento».
GIOVANNI MANCA DI NISSA

L'Unione Sarda di Venerdì 10 settembre 2010 cronaca di Quartu Sant'Elena

w3deco
September 11th, 2010, 01:59 PM
Se avete tempo e interesse da dedicare a questo documento...è qui


La ragion di stato e il destino della Sardegna

DOMENICA 5 SETTEMBRE 2010

http://2.bp.blogspot.com/_lwmOzudyesE/TIQNbpclv3I/AAAAAAAAAAY/KTK-t85Gets/s640/mur+org.JPG

Premessa

Questo documento rappresenta un momento di riordino di alcune riflessioni compiute nell’ultimo anno da alcuni compagni di Rifondazione Comunista, dal movimento anticolonialista o più precisamente da coloro che si riconoscono nel progetto di una sinistra sarda. Il senso di questo lavoro è di inserire in un contesto più articolato le discussioni e gli studi fatti non da esperti ma da militanti, mettendoli in relazione gli uni con gli altri. È un punto di partenza da cui prendere spunto per analisi più dettagliate, più approfondite.
Ma non ci limitiamo a riordinare e riportare risultati di altre analisi. Vogliamo andare oltre. Offriamo spunti per il futuro, per le lotte che questo movimento si trova ad affrontare, da quella contro l’imposizione nucleare a quella per la sopravivenza linguistica. Lo scontro contro i potenti interessi che muovono il potere politico ed economico è difficilissimo, e il movimento, ancora frammentato e non esente da contraddizioni, sconta un ritardo enorme a tutti i livelli, organizzativo in primo luogo, ma anche politico e di analisi.



1. Seicento anni di sottosviluppo

La Sardegna è un territorio di grande importanza strategica. Lo è sempre stata ed è sempre stata anche una terra di conquista, al centro degli interessi delle grandi potenze del Mediterraneo di ogni epoca. Catalogna, Francia Repubblicana, Corona Spagnola, pirati saraceni, Duchi di Savoia e Repubbliche Marinare, fino ad arrivare allo stato italiano unitario. Molti hanno avuto a che fare con la Sardegna, alcuni hanno provato a conquistarla, e qualcuno c’è riuscito. Per loro la Sardegna è stata una miniera, una postazione militare e uno scalo marittimo, una riserva di legname, una cava di granito, nonché una terra di confino. Insomma, è sempre stata usata per soddisfare qualche interesse dei suoi vari conquistatori. L’economia sarda, dunque, è stata l’economia che di volta in volta hanno imposto gli invasori, è sempre stata un’economia di rapina, finalizzata a impossessarsi di risorse e a trasferire ricchezza dall’isola a Barcellona o a Torino.

Il sottosviluppo non va inteso come una non-evoluzione, un essere rimasti indietro. Si tratta piuttosto di uno sviluppo parallelo deformato, quasi un tumore. È come una malattia, un cancro che cresce, che deforma la società, si nutre di essa fino a consumarla interamente. L’altra faccia del sottosviluppo è la ricchezza, l’opulenza, lo spreco: se questo cancro non fa che assorbire le risorse (non solo economiche, ma anche umane e culturali) di una società, vuol dire che questa ricchezza viene incamerata da qualcuno. Il cancro del sottosviluppo necessita di molte risorse per continuare a espandersi, ma il grosso della ricchezza che assorbe va ad altri, lontano dal luogo di origine. Questa situazione non nasce per via della presunta inferiorità di un popolo. Nasce dalla violenza. E genera l'idea che i dominati siano inferiori. Il sottosviluppo nasce dalle guerre di conquista, dal colonialismo e dall’imperialismo. Anzi, ne è lo strumento; non è dunque figlio di processi economici incontrollabili, ma è la conseguenza di scelte politiche, della volontà umana.

In Sardegna che faccia ha questo cancro? Ne ha avute più d’una. Quando al tramonto del medioevo i catalano-aragonesi riuscirono a sottomettere il Regno giudicale di Arborea e conquistare tutta l’isola il sottosviluppo prese le forme del feudalesimo. In Sardegna per tutto il Medioevo si erano sviluppati i Regni giudicali, che formavano un sistema sociale, economico e politico originale, che poteva essere la base per uno sviluppo autonomo, un’altra “via alla modernità”. In quell’epoca (seconda metà del ‘400), il sistema feudale era in pieno declino in tutta l’Europa, ma nei decenni successivi avvenne qualcosa di curioso: il cuore dell’Europa passò a una organizzazione sociale più evoluta, urbana, commerciale, capitalista, mentre la periferia del continente vide rinascere il feudalesimo, in forma ancora più retrograda e repressiva. Le aree orientali e meridionali del continente si ri-feudalizzarono, divennero la periferia di un unico sistema economico. Olanda, Inghilterra, parte della Francia, Italia del nord, Prussia e per un po’ anche parte del Regno di Spagna divennero il centro del mondo divorando ricchezze prima dalla periferia sottosviluppata, poi dalle Americhe e infine da tutto il mondo.

Ma torniamo a noi. In Sardegna il feudalesimo fu introdotto in quell’epoca dagli invasori catalani. Quel sistema era un cancro che consumava il lavoro dei contadini e dei braccianti sardi, anzi consumava i sardi stessi: feudatari stranieri e sardi, ecclesiastici, mercenari e notabili si impossessavano di tutto ciò che veniva prodotto. Si lavorava per loro. Pur consumando una notevole quantità di risorse quei parassiti non consumavano tutto per sé, anzi sotto varie forme il grosso della ricchezza prendeva la via del mare.
Le cose cambiarono alcuni secoli più avanti: l’isola era stata ceduta ai Duchi di Savoia a seguito di alcuni trattati. Al termine del XVIII secolo il sistema di rapina feudale risultava piuttosto obsoleto, però la Sardegna era un Regno. Così i Duchi di Savoia divennero finalmente Re, Re di Sardegna.
Nei primi decenni del XIX secolo iniziò lo smantellamento del sistema feudale, e pian piano cominciò a configurarsi un nuovo sottosviluppo: più moderno, più capitalista. In Piemonte e nell’Italia settentrionale nasceva il capitalismo industriale. Il motore di quel sistema aveva necessità di enormi quantità di risorse e materie prime: legname, carbone, minerali furono predati in grandi quantità dalla Sardegna, unica terra rapinabile disponibile, almeno fino alla conquista del meridione.

Dopo decenni di sparatorie, impiccagioni, migrazioni e guerre mondiali le cose cambiarono un’altra volta. Con il Piano di Rinascita negli anni ’60 del XX secolo la Sardegna finalmente entrava nella modernità. Finalmente il grande salto, il cambiamento. Ma l’ingresso in questa modernità aveva un prezzo: ci si poteva entrare, ma solo come sottosviluppati. Ogni progetto di sviluppo delle risorse locali venne presto accantonato per far posto alla logica dei “poli industriali di sviluppo”. Una modernità parallela e deformata, ma idealizzata come unica via per lo sviluppo. Ecco quello che venne offerto in cambio del declassamento del modo di vita e della cultura popolare sarda, a suo modo multiforme e raffinata, a simbolo dell'arretratezza da annientare. Questo rapporto distorto con la modernità riguarda molti popoli come il nostro, che hanno assorbito questa modernità in modo passivo dall’Occidente, subendola.

Una caratteristica delle economie sottosviluppate è che si concentrano su poche attività. Attività basilari come l’estrazione di una materia prima o una particolare produzione agricola. Il termine mono-coltura nasce in quelle nazioni quasi interamente coltivate a cacao e caffè per esempio. Non sono economie che bastano a se stesse, non sono in grado di auto-sostentarsi, dipendono da altre economie, da altri stati, da prezzi di mercato determinati da altri. Sottosviluppo ed economia di dipendenza, un matrimonio perfetto, da cui nascerà nel corso dei decenni successivi il debito.

Assieme alla modernità in Sardegna introdussero una nuova “mono-coltura” industriale: la petrol-chimica. Esistevano già altre monocolture: quella legata alle miniere e al carbone e quella legata all’allevamento degli ovini e alle produzioni casearie. Il mondo che viveva attorno alla pastorizia e all’allevamento venne messo sotto attacco e disgregato, messo ai margini. Ormai non serviva più, anzi era un ostacolo alla modernità incalzante. Anche il tempo delle miniere si stava esaurendo, e in maniera non certo indolore si concluse un’epoca nella Sardegna sud-occidentale.

Prima che la modernità facesse il suo ingresso trionfale nell’isola un’altra mono-coltura era stata introdotta nell’immediato dopo guerra. A differenza della petrolchimica fu fatto di soppiatto, senza destare troppi clamori. Si trattava della creazione dei poligoni militari di Quirra, Teulada, Capo Frasca, delle basi USA per i sottomarini nucleari,della marina e della aviazione militare italiana e NATO. Porzioni immense di territorio si trasformarono in aree di sperimentazione, di bombardamento, di grandi manovre di reparti corazzati, di marine militari e aviazioni delle forze NATO e di grandi imprese private, che presto sarebbero diventate multinazionali.

In quegli stessi anni la Sardegna diventò un luogo in cui i segni della propria storia e della propria cultura assunsero, agli occhi dei sardi, la valenza di simbolo di un'arretratezza da liquidare . Sono gli anni in cui il formaggio tradizionale viene venduto come “toscanello”, il pane carasau rinominato “carta da musica”, le abitazioni tradizionali rase al suolo e sostituite da anonime case in cemento, il romanico giudicale diventa, genericamente, “romanico pisano” e in cui, soprattutto, si considera parlare il sardo, e parlarlo nello spazio pubblico, come una pratica disdicevole e da ignoranti.

Intanto il mondo cambiava. Anche la petrolchimica arrivava al suo tramonto e quasi senza accorgersene anche la modernità, i suoi valori e le sue promesse non mantenute, cadevano nell’oblio. Se nel mondo la modernità moriva nel 1989 o nel 1991, da noi, la cosiddetta post-modernità arrivò un po’ dopo, in punta di piedi. Se la modernità era arrivata con la petrolchimica, la post-modernità si presenta nella forma del turismo di massa e della cementificazione, dello smantellamento dell’industria petrol-chimica (ma non tutta), dell’eolico, delle scorie e del nucleare. Come l’epoca precedente questa nuova non scalza completamente la vecchia, e il suo ingresso non è stato certo indolore. Tale avvicendamento è tuttora in corso e i dolori sembrano tutt’altro che finiti.




2. Le tre filiere

La fine della modernità non ha segnato il declino della sperimentazione militare in Sardegna, che anzi ha acquistato una centralità sempre maggiore. Oggi il demanio militare ammonta a 24.000 ettari a fronte dei 16.000 ettari occupati nella penisola italiana. Il 60% di tutte le installazioni militari sono dislocate in Sardegna. A questa cifra si devono sommare 12.000 ettari di terra gravati da servitù militare. In mare le “Zone Interdette o Dichiarate Pericolose per la Navigazione” si estendono per 2.840.000 ettari superando per estensione la superficie dell'intera isola[1]. Il poligono di Capo Teulada è il primo d’Europa per intensità di utilizzo, il secondo di dimensioni (il primo è quello di Quirra), l’unico che possa ospitare esercitazioni a livello di battaglione corazzato.

La “rivoluzione marziale”, maturata nell’ultimo quindicennio nelle forze armate nordamericane, è incentrata sull’idea di una forza militare che possa ridurre gli organici affidandosi sempre più sull’alta tecnologia e ai mercenari professionisti. Quest’idea di guerra rende la sperimentazione e la ricerca un nodo strategico centrale. A questa “rivoluzione marziale” si sono adeguati tutti i principali alleati della NATO e anche Israele.
I poligoni sardi sono divenuti così il punto d’incontro tra gli eserciti dei paesi NATO, d’Israele e le grandi multinazionali produttrici di armamenti quali Finmeccanica, Alenia, Aérospatiale, Thompson, ecc. Chissà quanti problemi in più avrebbero avuto gli Stati Maggiori nel combattere le guerre in Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Palestina e Libano senza i poligoni sardi. Forse questa “rivoluzione marziale” non avrebbe neppure avuto luogo senza poter perfezionare l’uranio impoverito, il fosforo bianco, i missili, le bombe atomiche tattiche, i droni, le bombe cluster, intelligenti, a guida laser o le armi a energia diretta (laser, microonde, raggio del dolore). Sta di fatto che oggi gli Stati Uniti spendono più di mezzo miliardo di dollari all’anno nella ricerca e nello sviluppo di armi ad energia diretta, cioè quanto l’intero budget in materia di difesa di una nazione europea[2].

Le Forze Armate italiane affittano i poligoni ai loro alleati e alle aziende private ad un costo che si aggira intorno ai 50.000 euro l’ora. A quella cifra una settimana costerebbe quasi otto milioni e mezzo di euro. Dunque i poligoni non danno solo un importante vantaggio strategico all’Italia, ma sono anche un business. S’intrecciano, quindi, interessi militari, strategici ed economici.

La post-modernità non ha solo eletto la Sardegna a gran poligono della NATO, ma anche a “piscina d’Italia”. Il turismo di massa, il turismo di lusso, il turismo di cemento: il turismo è tante cose. È una risorsa economica per i sardi, per un tessuto commerciale, alberghiero e micro-imprenditoriale diffuso. È una fonte di lavoro, seppure stagionale e spesso sommerso. Ma il prezzo qual è? Nel 2007 sono stati registrati 2.280.173 arrivi, che mediamente si sono trattenuti per circa 5,2 giorni ognuno per un totale di 11.851.213 presenze (notti trascorse). Queste presenze sono distribuite per il 40,5% nella provincia di Olbia-Tempio, per il 23,9% nella provincia di Cagliari, per il 13,7 % nella provincia di Sassari e il 9,9% in quella di Nuoro[3]. La maggioranza di questi turisti si sono accalcati lungo le coste nei siti maggiormente pubblicizzati e rinomati: Costa Smeralda, Porto Cervo, Palau, Santa Teresa di Gallura, San Teodoro, Alghero, Villasimius, Costa Rey, Cala Gonone, Chia.

Immaginiamo il denaro che quasi due milioni e mezzo di turisti spende in cinque giorni medi di permanenza, e proviamo a vedere dove vanno a finire. Tutto quello che un turista spende per arrivare nella “piscina d’Italia” va in tasca a un numero ristretto di compagnie aeree e navali, che non hanno nulla a che vedere con la Sardegna, a parte la Meridiana, che ha sede a Olbia e la cui proprietà è di Aga Khan. La sola Meridiana nel 2007 ha fatturato 386.995.000 euro, con un utile di 1.115.000 euro[4].
Escludendo le spese del viaggio rimane ancora una consistente fetta di guadagno. I dati sulla dislocazione dei flussi turistici ci indicano un fenomeno interessante, cioè la concentrazione dei turisti grossomodo attorno a due poli: Olbia e Cagliari. Teniamo a mente questo aspetto, perché è straordinariamente coincidente con alcune preoccupanti dinamiche demografiche dell’isola. Il monopolio dei flussi turistici in quelle zone è notoriamente gestito da grandi villaggi turistici, residence, catene alberghiere in mano al grande capitale privato italiano. L’impresa familiare, l’agriturismo, il bed and breakfast, il bar: anche loro riescono a beneficiare di questo business, magari a farci anche dei buoni guadagni, ma di fatto tutto questo sta ai margini del vero flusso di denaro.
Questo non è libero mercato da imprenditori, questo è molto di più. È roba da veri capitalisti italiani, come la Marcegaglia. La concentrazione dei turisti va di pari passo con altri fenomeni: speculazione edilizia, cambio d’uso dei terreni, corruzione, scempio dei paesaggi. La Sardegna oggi è una moda, è una speculazione pubblicitaria decisa a tavolino, con prezzi alle stelle, colate di cemento e fiumi di soldi. Fiumi di soldi che i turisti portano in Sardegna e che dalla Sardegna vanno via prima della fine dell’estate.

Pensiamo all’effetto “Bolkestein-Smeralda”: l’utilizzo nell’industria turistica e delle costruzioni di lusso dei lavoratori stranieri, sempre pagati meno dei locali, sta distruggendo tutta quella parte dell’economia della Sardegna che basava la sua esistenza sulla “stagione”, dove intere economie di piccoli paesi si basavano sugli introiti provenienti dai lavoratori che si spostavano in “costa” e riportavano a casa salari degni (tuttavia quasi sempre il lavoratore veniva pagato in nero).

Il turismo, sebbene faccia parte del settore terziario, si fonda sullo sfruttamento di una risorsa, la bellezza paesaggistica, che non è rinnovabile. Anzi, è altamente deperibile, soprattutto quando non si pongono limiti o regole al suo sfruttamento. Quando tra alcuni anni l’invasione estiva dei 2.280.000 turisti e la speculazione edilizia avranno dissipato il nostro patrimonio paesaggistico, quando sarà finita la moda della Sardegna, a noi cosa rimarrà? Niente, come al solito. Ci resterà il ricordo del turismo come delle miniere e della petrolchimica, come di una monocoltura del passato, una rapina di risorse naturali come le altre. Come sempre ci è stato promesso che questa monocoltura sarebbe stata l’ultima, il definitivo volano di sviluppo. Invece no, si trattava come sempre del metodo più innovativo per rapinarci.

Si è parlato dello smantellamento della petrol-chimica. Non bisogna commettere l’errore di credere che si tratti di tutta la petrol-chimica. Una parte del comparto ha trovato un suo spazio anche nella post-modernità: si tratta della parte che non si limita a produzioni energivore e chimiche, ovvero di chi l’energia la produce, di chi si occupa di petrolio. Al primo posto per fatturati e utili permane con un enorme vantaggio su tutti gli altri la Saras di Sarroch. A un livello più basso, confrontabile con le rimanenti aziende guida, ci sono le controllate Arcola Petrolifera e la Sarlux, entrambe con sede a Sarroch. La ragione sociale? Petrolio, energia elettrica e gas.
Ma quanto pesa il settore petrol-chimico? Nel 2008 (prima del blocco della Vinyls, dell’Eurallumina e quello parziale dell’Alcoa) il peso era considerevole, in particolare per il petrolio:
“Nella graduatoria delle prime dieci merci esportate si evidenziano in particolare i prodotti chimica, gomma, plastica per l’85,1%. I prodotti chimici di base, petrolio, greggio e metalli preziosi risultano tra i primi prodotti esportati. […] Variegato il panorama delle importazioni che vede nell’Africa l’attore principale con circa il 43,5% delle merci; in particolare nelle prime dieci posizioni si trovano Libia, Iran e Iraq”[5].
Siamo in una fase di transizione, in cui la chimica perde importanza e in cui le produzioni energetiche ne acquistano sempre di più. L’Italia è un paese fortemente dipendente dalle importazioni di energia. Se ne produce troppo poca, e i costi sono alti. Il governo italiano ha seguito una linea spregiudicata in politica estera, cercando di garantirsi le importazioni di gas e petrolio vitali. I rapporti coltivati con Russia, Bielorussia, Libia e Venezuela non dipendono da una propensione berlusconiana all’amicizia con leader non allineati. Si tratta di protagonisti del mercato del petrolio e del gas, di cui l’Italia ha fortemente bisogno. D’altronde questo genere di politiche in Italia risalgono almeno alla crisi petrolifera del 1973-74.

La produzione di energia ha quindi una valenza strategica: tanta più energia si produce in Italia, tanto meno il paese avrà bisogno dei suoi “amici” russi o nord africani. E anche qui non si può certo dire che sia liberamente il mercato a determinare quantità e prezzo, vincitori e vinti. Qui non si scherza. C’è in ballo l’indipendenza della nazione, questa è roba da veri capitalisti italiani, come Moratti. Il bello del business energetico, infatti, è che si tratta di una attività fortemente sovvenzionata dallo stato, in cui i guadagni sono garantiti. Anche qua dunque si intrecciano gli interessi del grande capitale privato, dello stato e anche della mafia.
In questa prospettiva strategica di indipendenza energetica, o di riduzione della dipendenza si inseriscono tre nuovi progetti: l’eolico, il nucleare e il gasdotto GALSI. L’eolico, salutato come ultima frontiera del progresso, come salvifico produttore di energia gratuita, nell’isola si deforma come da copione: un’invasione di pale eoliche, una crescita tumorale di parchi eolici, infiltrazioni di capitali mafiosi, corruzione. Lo stato finanzia la costruzione di parchi eolici mastodontici e pervasivi del territorio, per i quali comunque sono necessari capitali consistenti, i quali sono a disposizione dei grandi capitalisti del nord e dei mafiosi del sud[6]. Chiaramente è il capitale privato a intascare i profitti, mentre il pubblico si avvantaggia raramente del costo ridotto di minori importazioni.

Riguardo al nucleare non serve spiegare la sua natura nociva per l’isola, e visto il contesto in cui si inserisce neppure quale sia la sua funzione. Ci limitiamo a sottolineare il carattere non democratico riguardo la sua installazione. Il governo ha infatti più volte fatto sapere che il parere delle regioni non sarà in alcun modo vincolante, tanto più che la corte di cassazione ha recentemente respinto il ricorso effettuato da varie regioni (la Sardegna non aveva fatto ricorso). L’idea manifestata è quella di operare militarizzando l’installazione delle centrali e dei depositi di scorie, meglio ancora costruendole sul demanio militare.
Quante centrali si costruiranno in Sardegna? Per ora non possiamo saperlo, però se sovrapponessimo una carta indicante il rischio sismico delle regioni con una mappa del demanio militare allora avremmo seriamente di che preoccuparci. L’elettrodotto che collega attualmente l’Italia e la Sardegna non sopporta un considerevole aumento del flusso di energia, però pare che si stia già lavorando per il suo raddoppio .
Ma c’è un pericolo ancora maggiore, se possibile, ed è quello dello stoccaggio delle scorie radioattive. La continua movimentazione su strade, porti e ferrovie, lo stoccaggio e la conservazione, sono una serie di pericoli mortali che si correrebbero ogni giorno. In più lo stoccaggio potrebbe essere effettuato sotto segreto militare all’interno dei poligoni. Ma è necessario, al fine del compimento di tali progetti, un capillare controllo del territorio, con relativa compressione delle libertà costituzionali: opinione, dissenso e possibilità di esprimerle con mezzi e metodi democratici.

Il gasdotto GALSI partirà dall’Algeria, attraverserà la Sardegna parallelamente alla 131 e arriverà in continente. Al momento non è prevista alcuna uscita dal gasdotto, per cui la Sardegna continuerebbe a restare sfornita di gas metano. Ma l’aspetto peggiore è la potenziale pericolosità di questo gasdotto, assieme alle servitù (zone interdette) che si accompagnerebbero ad esso. Se anche si trattasse di soli 6 metri, se moltiplicati per la lunghezza costituirebbero l’ennesimo enorme esproprio di territorio e sovranità al popolo sardo. Si tratta come al solito di sottrarre spazi (come per l’eolico, i poligoni ecc.) allo sviluppo dell’economia, dell’agricoltura e di qualsivoglia attività.

Con questi mostri della post-modernità arriviamo a completare il quadro. Tutte queste attività si possono riassumere in tre ambiti principali: la filiera turistica, la filiera militare e la filiera energetica. Abbiamo visto come queste attività necessitino di grandi spazi disabitati, di terra vergine. Sappiamo anche che queste attività necessitano di poca manodopera, con la parziale eccezione del turismo che ne richiede stagionalmente (sarebbe da approfondire e quantificare l’uso di manodopera qualificata proveniente dall’Italia in molte installazioni turistiche). Abbiamo anche visto come storicamente le attività economiche imposte dagli invasori dell’isola abbiano sempre soffocato l’economia autoctona, trasformandosi così in monocolture. Oggi le cose non sembrano essere cambiate, e anzi con l’avvento della post-modernità si intravedono scenari sempre peggiori; le mono-colture odierne impediscono lo sviluppo di qualsiasi altra attività di rilievo, divorando il territorio e svuotandolo del suo tessuto economico e sociale. Soddisfare gli interessi strategici dell’Italia, soddisfare gli appetiti immondi dei capitalisti-parassiti del nord e dei mafiosi del sud ha un prezzo, e quel prezzo lo devono pagare la Sardegna e i sardi. Il capitalismo italiano ha bisogno del suo spazio vitale, uno spazio che deve essere sgomberato da qualsiasi ostacolo, dagli abitanti e dai paesi.
I sardi non servono, serve però il territorio sul quale risiedono.




3. Tendenze attuali

Al di là degli interessi italiani, restano da misurare alcuni processi attualmente in corso, in primo luogo quelli di ordine demografico. Nel 2006 uno studio commissionato dalla regione ha elaborato un indicatore per misurare il malessere demografico, l’SMD (stato di malessere demografico). Questo indicatore possiede cinque intervalli: buono, discreto, precario, grave e gravissimo.
I risultati dello studio sono allarmanti. Il 43,7% dei comuni sardi (164) si trova in stato Grave o Gravissimo, e messi assieme coprono il 37,6% della superficie totale. Aggiungiamo il fatto che: “tra il 1991 ed il 2001 il 71,4% dei comuni della Sardegna hanno perso popolazione […] 32 ne hanno perso più del 20%, e 115 tra il 10% ed il 20%”[7]. Le aree che hanno perso di più sono quelle centrali, interne e meno servite dalla viabilità. I poli di attrazione sono invece le aree attorno a Cagliari e Olbia.
Alla migrazione interna va ad aggiungersi la migrazione verso l’esterno della Sardegna, fenomeno che l’Istat non riesce a rilevare nella sue reali dimensioni, in quanto si basa solamente sul vecchio metodo della misurazione dei cambi di residenza, attualmente inadeguato. Sia per l’estendersi del lavoro precario, e quindi di una residenza precaria (impossibilità di comprarsi una casa), nonché per una caratteristica culturale che vede gli emigrati cercare di mantenere il legame con la loro terra, mantenendo la residenza anche per numerosi anni nel comune d’origine.
Altri studi però hanno utilizzato dei metodi più confacenti alla mutata situazione. Due ricercatori dello Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), ad esempio, hanno recentemente pubblicato uno studio in cui, analizzando anche la differenza tra le residenze e i luoghi di lavoro, hanno concluso che i flussi migratori attuali dal Mezzogiorno (comprendendo anche la Sardegna) sono tornati ai numeri del “grande esodo” del 1961-63[8].

A completare il dissesto demografico si aggiunge il tasso di fertilità: 1 figlio per famiglia, il più basso d’Europa, sostanzialmente uguale a quello del Giappone, la nazione più vecchia al mondo. Nel 2008 il tasso di natalità è stato di 8,1 per la Sardegna, 9,6 per il Mezzogiorno e sempre 9,6 per l’Italia, e quello del Giappone 7,6. Anche l’invecchiamento procede a passo spedito: nel 1992 gli ultrasessantacinquenni erano il 12,6% della popolazione, nel 2009 sono passati al 18,7%.
Infine, alcune ricercatrici dell’università di Cagliari hanno compiuto una proiezione demografica che vede la popolazione ridursi da 1.671.001 del 2008 a 1.230.453 nel 2047. Si tratterebbe di una riduzione del 27% rispetto al 2009.
Questi fenomeni si verificano in molte aree dell’Europa, Italia compresa, ma in Sardegna sono chiaramente eccezionali. Sono talmente intensi da trasformarsi in qualcosa di qualitativamente diverso. Se ad esempio fosse confermata la proiezione del 2047, cioè la perdita del 27% della popolazione in 37 anni, sarebbe possibile parlare di una sorta di genocidio. L’ONU definisce genocidio “ogni atto commesso con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. La distruzione di una parte consistente del gruppo etnico è evidentemente in corso, manca l’atto distruttivo, manca il carnefice. Un’altra obiezione è che un genocidio così diluito nel tempo, senza un carnefice ben definito, non può essere paragonato ai genocidi come quello armeno o degli ebrei. Resta il fatto però che con quel trend, da qui a cinquanta o sessanta anni, il popolo sardo sarà completamente annullato. Si tratta di un’estinzione, una uscita di scena dalla storia.

Qual è l’”habitat naturale” dei sardi? Chiaramente la Sardegna ma, non essendo animali, si tratta di un habitat sociale. Si tratta cioè di una società che possa garantire la sopravivenza fisica e culturale di un popolo. La società di oggi garantisce sempre meno la possibilità di sopravvivere sia fisicamente che culturalmente. Perciò le famiglie si impoveriscono, i giovani emigrano, la società invecchia e non si fanno più figli.
Torniamo all’immagine del sottosviluppo, la società deformata, il parassitismo della borghesia compradora[9], la dipendenza economica. L’economia sarda è totalmente schiacciata su tre principali attività economiche imposte dagli interessi italiani. Queste attività portano dinamiche demografiche dannose: oltre ai danni ambientali e sanitari causati dalla sperimentazione di uranio nei poligoni o dalle lavorazioni della Saras, va notata la coincidenza tra due fenomeni: il concentrarsi della popolazione sarda e dei flussi turistici nei due poli di Cagliari e Olbia. Questa relazione non è un caso. La popolazione si sposta verso i centri di maggiore affluenza dei turisti, nella speranza di avere maggiori possibilità in una zona economicamente più vitale.



BOX: Cagliari
Il caso di Cagliari e dell’area vasta che la circonda ha anche altre caratteristiche. Cagliari è anche il centro dell’apparato amministrativo e della borghesia compradora utilizzata dagli apparati di potere italiani (vedi caso Verdini-Carboni-Cappellacci) per governare per indiretta persona. La presenza ingombrante dell’apparato pubblico (solamente il comune di Cagliari ha 1.600 dipendenti, a fronte di 157.000 abitanti), da sempre gestito in maniera clientelare, ha permesso lo svilupparsi di un sistema parassitario e nemico di chi produce. Come ha scritto Ulf Hannerz, nelle ultime pagine di “Esplorare la città – Antropologia della vita urbana”, citando un lavoro di Anthony Leeds sul Brasile, “si tratta di un rapido schizzo delle differenze di stili urbani tra Rio de Janeiro e San Paolo. L’élite dirigente di tipo patrimoniale di Rio, dice Leeds, occupa posizioni […] la cui sensualità esprime ad un tempo la disponibilità a nuove alleanze e l’esclusività del proprio status. Ma tutti gli strati sociali della comunità carioca sono impregnati dell’atmosfera vacanziera del carnevale e delle spiagge. I componenti dell’élite impongono il loro ritmo a tutta la città […]. Al contrario, San Paolo è un punto di unione di élite commerciali e industriali, le cui attività sono favorite dalla privacy piuttosto che dal mettersi in mostra. L’ethos di Rio è quello di una città di corte, quello di San Paolo di una città mineraria”.
E l’ethos di Cagliari? È l’ethos di una città storicamente ricolma di capacità tecniche e di motivazioni per giustificare la mediazione e la cura di interessi esterni in Sardegna, che rifiuta chi produce, e che, anzi, invita chi produce a investire nella rendita. E, piano piano, ci si abitua. Anche se hai un’impresa che produce, che crea ricchezza, sei tentato a investire nel mattone, per capitalizzare sotto forma di rendita i risparmi di un’azienda, o di una vita. È il caso anche di tanti che, figli della Sardegna dell’interno, investono i risparmi della famiglia in una casa. Ma questo è un dettaglio, in confronto ad una borghesia cagliaritana che cerca il profitto facile. Le 3 M, si dice spesso: mattone, medici e massoni. Ci sarebbe da aggiungere la quarta M, relativamente nuova: l’arcivescovo Mani.


Il soffocamento economico generato dalle tre monocolture italiane lascia a numerosi sardi due sole possibilità: recarsi ai margini dei due centri più vitali della Sardegna o, meglio ancora, emigrare fuori Sardegna. Quei fenomeni demografici non sono casuali, sono fortemente influenzati dalla mancanza di uno sviluppo equilibrato e dagli squilibri creati dall’imposizione di una “mono-economia” sottosviluppata.
L’abnorme crescita della città di Cagliari si inserisce in questo contesto. Oggi l’area “metropolitana” comprende più di un quarto degli abitanti della Sardegna. Si potrebbe parlare di una “cagliarizzazione” dei sardi, cioè lo sradicamento culturale e la dissoluzione del tessuto comunitario in una periferia sempre più estesa ed anonima dove si ammassano i nuovi abitanti: che non è un luogo di creatività e fermento culturale, ma anzi lo si potrebbe definire una come una specie di camera di de-culturizzazione. I meccanismi sono complessi e controversi, e nascono dall’intreccio di vari fenomeni.

Vediamo la struttura occupazionale: gli occupati nel primo trimestre 2010 sono stati 580.000 (il 34,8%), i disoccupati 572.000 (34,3%), di cui cercano attivamente un’occupazione solo 112.000 (6,7%); la fascia di popolazione inattiva, cioè minore di 15 anni e maggiore di 64, è di 514.000 persone (30,8%).
Gli occupati nel primo trimestre del 2010 si dividono così: 32.000 nell’agricoltura, 116.000 nell’industria, e 433.000 nei servizi. Nel 2007 erano: 45.400 nell’agricoltura, 124.100 nell’industria e 450.900 nei servizi, di cui impiegati pubblici 152.700.
Nel 2007 il 24,6% degli occupati era sotto la pubblica amministrazione, percentuale che sale al 32,8% se teniamo conto dei soli occupati dipendenti. Si tratta del 9,2% della popolazione totale. La media italiana è del 25,9% sugli occupati dipendenti, e dell’8,3% sulla popolazione totale; la media del Mezzogiorno è del 32,7% sugli occupati dipendenti e dell’8,1% sulla popolazione[10].
Questo dato ci spiega molte cose. la percentuale dei pubblici dipendenti sugli occupati dipendenti è significativamente più alta in Sardegna rispetto alla media italiana e sostanzialmente uguale a quella del Mezzogiorno.
Se nel Mezzogiorno la pubblica amministrazione è un argine alla disoccupazione dilagante, in Sardegna diventa anche un mezzo per regolare la velocità e la direzione dello spopolamento. Non investire nella rete infrastrutturale secondaria, tagliare il numero di insegnanti, chiudere una scuola o un ufficio postale, sono decisioni che sono in grado di determinare spostamenti di popolazione da un comune all’altro. Non sono decisioni neutre. A questo bisogna aggiungere tutti quegli investimenti immateriali che vengono sistematicamente attuati solamente nelle città.
La dimensione accresciuta dell’impiego pubblico in Sardegna è una sorta di calmante o di anestetico a una situazione sociale esplosiva, a una rivolta che nei fatti c’è già nella forma di una sommossa latente delle fasce più penalizzate dal sottosviluppo. Esiste, quindi, la possibilità di influenzare l’intensità e la localizzazione di fenomeni demografici da parte del potere politico ed economico italiano. L’intensità dello spopolamento è stata tarata al livello più indolore, trovando un equilibrio tra gli interessi italiani e la sofferenza sociale in prossimità del punto limite della rivolta.

Ora se noi sovrapponessimo le proiezioni demografiche all’andamento politico ed economico il quadro che ci si prospetterebbe sarebbe quello della rottura del giocattolo in tempi brevissimi. Infatti, per evitare che lo sviluppo del sottosviluppo devasti completamente il tessuto sociale sardo è necessaria una certa quantità di spesa pubblica, per mantenere una percentuale della popolazione sotto le dipendenze dello stato, calmando la disoccupazione.
Intanto a livello mondiale la crisi ha preso le forme di una crisi del debito privato e, in seguito alle politiche messe in atto dalla maggior parte dei paesi, di una crisi del debito pubblico. In questo senso il peggio deve ancora arrivare (secondo le previsioni degli economisti arriverà nel 2012)[11]. In quell’anno andranno in scadenza i titoli tossici emessi dalle banche fino al 2007 e i debiti pubblici emessi per salvare i debiti delle banche fino al 2009. Tutto questo grumo di debito andrà in scadenza quasi contemporaneamente. L’attacco speculativo in atto contro i cosiddetti PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) non è frutto del caso, e si inserisce nel contesto del tentativo di rapinare questi paesi da parte dell’alta finanza nordamericana.
Il fatto che l’Italia sia schiacciata in mezzo alle molteplici pressioni della crisi accelera a sua volta le pressioni che lo stato imprime sulla Sardegna, come si è visto dalla rapina dei fondi regionali FAS attuata immediatamente dopo la caduta della Giunta Soru. Il federalismo fiscale combinato con la manovra di bilancio avrà un effetto dirompente nella riduzione della spesa pubblica in Sardegna. Questo comporterà necessariamente una fortissima accelerazione di tutte le dinamiche di impoverimento e spopolamento: sarà una catastrofe sociale.

Le vie d’uscita sono due: o questa accelerazione porterà a un’estinzione del popolo sardo in tempi evidentemente ancora più brevi dei 60 anni ipotizzati o porterà uno squilibrio tale che la sofferenza sociale supererà il punto limite della sopportazione dando vita a qualche forma di ribellione o di sommossa.
Si tratta di una biforcazione catastrofica, un punto di non ritorno. Immaginiamo una mensola carica di libri: continuando ad aumentare il peso si arriverà al punto in cui aggiungendo un misero fascicolo la mensola cederà di colpo. Siamo alla vigilia della famosa goccia che fa traboccare il vaso. Se davanti all’imposizione del nucleare e di una situazione sociale sempre più insopportabile non ci sarà nessuna risposta lo stato avrà mano libera per estinguere definitivamente il popolo sardo, riducendolo di numero e concentrandolo nei dintorni di Cagliari e Olbia, e completando l’opera con l’annullamento culturale dei “sopravvissuti”.
Gli operai dell’Alcoa e della Vinyls sono una prima risposta. Il Movimento dei Pastori Sardi una seconda. La loro determinazione è un segnale: forse non assisteremo così passivamente alla nostra miserabile fine.




4. Le scelte dell’Unione Europea, le manovre economiche, Pomigliano

La crisi economica globale, e la connessa crisi della zona euro, non si risolveranno attraverso tagli ai salari, alle pensioni, allo Stato sociale, all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e ai servizi pubblici essenziali, né attraverso un aumento diretto o indiretto dei carichi fiscali sul lavoro e sulle fasce sociali più deboli[12].
Piuttosto, si corre il serio pericolo che l’attuazione in Italia e in Europa delle cosiddette “politiche dei sacrifici” accentui ulteriormente il profilo della crisi, determinando una maggior velocità di crescita della disoccupazione. Nonostante ciò, queste sono le scelte di politica macroeconomica compiute a Bruxelles, a Roma e a Cagliari.
A Bruxelles si è decisa una politica di “contenimento della spesa”. Nei libri di storia il 2010 sarà descritto come l’anno della morte dello stato sociale, nascosto sotto il termine “contenimento della spesa”. Tagli ai salari, alle pensioni, alla sanità, all’istruzione, ai trasporti pubblici, ai servizi sociali. La stabilità di bilancio favorirà i paesi che, moderni mercantilisti, potranno esportare, e cioè attrarre ricchezza vendendo all’estero: Germania, paesi del nordeuropa e, in parte, Francia. In questo modo questi paesi resisteranno per almeno altri 3-4 anni. Gli altri al macero.

Se a gennaio 2010 nessuno immaginava, in Italia, il taglio dei salari dei dipendenti pubblici, non dobbiamo oggi pensare che sia finita qua. La manovra lacrime e sangue votata dal parlamento romano nell’estate2010, ma è solamente l’inizio. L’entità dichiarata della manovra aggiuntiva, sul 2011- 2012, è di 24 miliardi e 965 milioni di euro[13]. In realtà la manovra è assai più pesante, se si aggiunge il mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego, non contabilizzato nella manovra, che vale secondo le stesse stime del governo 6,5 miliardi nel triennio, e l’intervento sulle pensioni delle donne.
Per le regioni a statuto ordinario si prevede un taglio di 4.000 milioni di euro per il 2011 e 4.500 per il 2012; per le regioni a statuto speciale meno 500 milioni per il 2011 e meno 1.000 per il 2012; per i comuni meno 1.500 per il 2011 e meno 2.500 per il 2012; per le province meno 300 milioni per il 2011 e meno 500 per il 2012. A questa cifra di ben 14,8 miliardi nel prossimo biennio vanno aggiunti gli effetti del taglio già deciso con la precedente finanziaria triennale: per il 2011 vanno sommati 1.800 milioni di tagli per i Comuni, 98 per le province, 1.500 per le Regioni. Con questi numeri gli enti locali non sono in grado di chiudere i bilanci.

Dopo il blocco dei salari, prima nel pubblico e poi nel privato, e l’aumento dei licenziamenti, la domanda aggregata italiana continuerà a scendere. Il recupero della capacità di esportare e produrre potrebbe essere dato da un investimento su istruzione, ricerca e innovazione, ma si sta facendo esattamente il contrario. La strada maestra, quindi, è un’ulteriore manovra correttiva, che porterà alla privatizzazione dell’acqua, al peggioramento del Sistema Sanitario Nazionale e ad una ulteriore diminuzione dei trasferimenti.
Tra 1-2 anni le regioni e gli enti locali rischieranno la bancarotta. Si andrà verso i licenziamenti, o la messa in part-time forzato, dei dipendenti pubblici. La transizione, dato il contesto, va in questa direzione.
La Sardegna non fa eccezione. La manovra regionale taglia il bilancio regionale per poco meno di 400 milioni di euro. L’anno scorso la massa manovrabile (cioè quella non legata a spese di gestione e obiettivi già definiti) era di circa 300 milioni di euro. Significa che ci sono tagli maggiori ai già fumosi impegni per lo sviluppo che ogni anno la giunta regionale presenta al momento dell’approvazione della finanziaria.

In Sardegna si bloccano gli stipendi dei dipendenti regionali, si diminuiscono le poste di bilancio di tutti gli assessorati, si procede alla privatizzazione dell’acqua (vedi Abbanoa) e si conferma la cattiva gestione della sanità. Un disastro. Il risultato sarà solamente la compressione della domanda aggregata e la vendita dei nostri tesori (acqua, coste, territorio, agricoltura, artigianato).
Gli operai FIAT e la FIOM, ultimo baluardo nella difesa di un sistema di relazioni sociali che fa riferimento alla Costituzione (in Sardegna questo sistema, a parte il settore pubblico, è quasi inesistente), stanno vivendo sulla loro pelle le decisioni politiche del padronato su come uscire dalla crisi: lo schiavismo. Non si tratta di ritorno al Novecento. Qua siamo ai primi del Novecento. Come ci racconta una operaia che ha conosciuto Valletta, “oggi siamo in una situazione peggiore”.

L’obiettivo, quindi, è la creazione e la guida del conflitto, non la discussione infinita sugli assetti istituzionali o le alleanze (come fanno i partiti del centrosinistra, Rifondazione Comunista compresa, in Sardegna e in Italia). Pensiamo di risolvere il conflitto di classe avendo qualche consigliere regionale, o provinciale, o comunale, o qualche assessore al lavoro? L’esperienza dovrebbe insegnare.




5. Quali prospettive?

Una porzione di popolazione, che non è quantificabile in questa sede, composta in prevalenza da giovani, è già “virtualmente morta”. Oggi in Sardegna con diversi gradi di intensità esiste un numero di persone che si possono dire “morte” sotto vari aspetti: culturale, economico, politico e dell’istruzione. Spesso sono giovani che abbandonano le scuole superiori (dato particolarmente elevato in Sardegna), che non lavorano, che non partecipano alla vita di una società. In questo contesto la droga e l’alcolismo diventano più che mai un’arma di sterminio.
Ma non sono solo loro ad essere “virtualmente morti”, lo sono specularmente anche gli emigrati, normalmente la parte più intraprendente di una società, che fintanto che sono via smettono di partecipare alla vita sociale, culturale ed economica della Sardegna. I figli di un “virtualmente morto”, se mai dovessero venire al mondo, sarebbero probabilmente costretti all’emigrazione, e i figli di un emigrato difficilmente decidono di tornare nella “terra dei padri”.
Sono le persone più svantaggiate a “morire virtualmente”, quasi come se potessero intuire il destino a cui andiamo incontro, rassegnandosi alla loro condizione, arrendendosi al potere.
I segni della disgregazione di una società sono già tutti visibili, e già loro senza bisogno di nessuna statistica, ci avvisano della fine a cui andiamo incontro.

Davanti a tutto questo serve che Rifondazione Comunista, il movimento anticolonialista, indipendentista e i singoli militanti della sinistra, prendano maggiore coscienza dei loro compiti, e che non si lascino andare alla rassegnazione e alla “morte virtuale” che oggi colpisce come una nuova malaria. È il momento dell'unità, ma dell'unità intorno ad obiettivi comuni che salvino la Sardegna dal disastro in cui la sta gettando una destra asservita e meschina.
I tempi sono ristretti, perché la prossima generazione, i figli dei ventenni e dei trentenni di oggi, non avrà più la forza e non sarà abbastanza numerosa per combattere le dinamiche accelerate dell’oggi. Bisogna fare dei passi da gigante in tempi brevi, e per giunta vanno fatti bene, non più lunghi della gamba, ma neppure incerti e senza equilibrio.




6. Un impegno

Si tratta di sollevare contemporaneamente più contraddizioni: quella di classe, quella nazionale, quella ambientale. Riassumere in un’unica lotta l’impegno per una società più giusta ed equa in equilibrio con l’ecosistema, il rifiuto dell’ordine mondiale e le pratiche neo-coloniali, la valorizzazione della lingua e alla rinascita culturale, insieme all'empowerment dei sardi e non l'eterna autodenigrazione e autodisprezzo, anticamera ideologica di ogni asservimento. È un’operazione faticosa, che richiede sacrificio e impegno, la capacità di superare inutili steccati ideologici e di andare oltre i numerosi approcci fallimentari, ma anche il riconoscimento di ciò che di buono è stato fatto in questa direzione da chi proviene da percorsi diversi dai nostri.
Per farlo bisogna ripartire dalla realtà e dalla società, senza pretendere di calare schemi preconfezionati e semplificati con ricette ripetitive. Bisogna essere rivoluzionari anche nel nostro approccio alla politica, e per fare questo non esistono scorciatoie. La stessa teoria marxista si è spesso trasformata, da utile strumento di analisi quale è, in paraocchi e liturgia: potremmo dire in una sorta di “morte virtuale”, politicamente parlando. Invece, seguendo proprio Marx, dovremmo sempre partire dal presente storico, dall'adesso, dall'analisi radicale e non conformista rispetto ai vari mantra del discorso pubblico che si produce in Sardegna.

Abbiamo bisogno di conquistare sovranità, bisogna cercare di mettere sotto il controllo democratico del popolo i processi economici, politici e sociali che stanno portando i sardi all’estinzione. Se è vero che la Sardegna si situa all’interno di rapporti economici, sociali e culturali classificabili con le categorie centro-periferia del sistema-mondo (Immanuel Wallerstein) è altrettanto vero che avremo un futuro se ribalteremo questa impostazione. Già questo è una rivoluzione. Al rapporto centro-periferia contrapponiamo un modello in cui la Sardegna è il centro. Noi siamo il centro di noi stessi, e vogliamo decidere da persone libere, e non da servi.
Sovranità e democrazia vanno di pari passo. E per democrazia non possiamo intendere la vuota liturgia borghese della delega quinquennale alla parassitica e collusa élite politica. Lottiamo per conquistare il controllo della nostra terra e della nostra vita, lottiamo per la democrazia. Ma questa lotta per la sovranità non può prescindere dalla ridefinizione dei rapporti di proprietà. Fintanto che una nazione resterà in balia della finanza, del grande capitale e degli interessi stranieri, non si potrà dire veramente sovrana e democratica. Il diritto di proprietà, inteso nel senso della grande proprietà come la Saras o i Forte Village, non può convivere con qualsiasi democrazia degna di questo nome. Il destino di una nazione non può essere deciso da Massimo Moratti, Emma Marcegaglia o Bernardo Provenzano.

Qualcuno nel mondo ha già lanciato un seme nella lotta per la conquista di questi diritti, una voce si è levata al grido di: “Patria, Socialismo o muerte”. L’alternativa, appunto, tra la lotta per la giustizia o l’estinzione.



Gli autori del documento sono Jacopo Bene e Enrico Lobina




Sottoscrittori

Pubblichiamo il documento "Ragion di Stato e Destino della Sardegna" con la lista dei firmatari. Le adesioni provengono da militanti di diversi percorsi politici, che vogliono dare un segnale, cercando di stimolare un confronto e un dialogo che vada oltre gli steccati ideologici e i confronti sulle etichette.
Si tratta di un primo passo, non certo di un punto di arrivo: è necessario studiare a fondo la realtà sarda per trovare le strategie necessarie a invertire i processi di disgregazione sociale e culturale del popolo sardo.
Questo è un processo aperto e trasparente, che ci auspichiamo possa raggiungere la massima unità.
Non ci interessano, quindi, le sterili discussioni sui posizionamenti all’interno delle singole organizzazioni. Vogliamo costruire la nuova classe dirigente di Sardegna, che nascerà attraverso un conflitto duro e profondo. Questo è il nostro compito storico.

Jacopo Bene, Arbeschida Sarda, Milano
Gianni Cabitta, PRC, Sassari
Mariella Cao, Comitato Gettiamo le Basi, Quartu S. Elena
Amos Cardia, Rossomori, Sinnai
Sandro Cardia, Ass. Sinnai Mellus, Sinnai
Simone Cardia, Sestu
Nicola Culeddu, PRC, Sassari
Ciriaco Davoli, PRC, Nuoro
Gianluigi Deiana, Sinistra Critica, Oristano
Giovannino Deriu, PRC, Cagliari
Francesco Falchi, PRC, Bonorva
Fidelicu Marianu Giuntini, Giuventudi indipendentista, Cagliari
Ignazio Ibba, PRC, Oristano
Enrico Lobina, PRC, Cagliari
Frantziscu Lodovici, Giuventudi indipendentista, Dolianova
Giacomo Loi, Cagliari
Beppe Onano, PRC, Selargius
Mattia Marras, PRC, Cagliari
Andrea Melis, Cagliari
Franca Milia, PRC, Oristano
Gabriella Mulas, PRC, Palmas Arborea
Pierluigi Mulliri, PRC, Nuoro
Dino Peddio, PRC, Elmas
Nicola Piu, Giuventudi indipendentista, Cagliari
Silvio Porcu, Università di Cagliari, Teti
Mauro Sanna, Arbeschida Sarda, Oristano
Laura Sanna, PRC, Sardegna Democratica, Assemini
Dario Satta, PRC, Sassari
Paolo Sioni, Giuventudi indipendentista, Barisardo
Giaime Sotgiu, Giuventudi Indipendentista, Cagliari
Giovanna Ticca, PRC, Nuoro
Angela Lorenzoni, Cagliari

http://destinosardegna.blogspot.com/

glekka
September 11th, 2010, 02:30 PM
per ora ho letto molte ***zate sopratutto sul "box cagliari", capisco perchè i partiti dell'estrema sinistra perdono voti e non contano nulla

glekka
September 11th, 2010, 03:09 PM
Il soffocamento economico generato dalle tre monocolture italiane lascia a numerosi sardi due sole possibilità: recarsi ai margini dei due centri più vitali della Sardegna o, meglio ancora, emigrare fuori Sardegna. Quei fenomeni demografici non sono casuali, sono fortemente influenzati dalla mancanza di uno sviluppo equilibrato e dagli squilibri creati dall’imposizione di una “mono-economia” sottosviluppata.
L’abnorme crescita della città di Cagliari si inserisce in questo contesto. Oggi l’area “metropolitana” comprende più di un quarto degli abitanti della Sardegna. Si potrebbe parlare di una “cagliarizzazione” dei sardi, cioè lo sradicamento culturale e la dissoluzione del tessuto comunitario in una periferia sempre più estesa ed anonima dove si ammassano i nuovi abitanti: che non è un luogo di creatività e fermento culturale, ma anzi lo si potrebbe definire una come una specie di camera di de-culturizzazione. I meccanismi sono complessi e controversi, e nascono dall’intreccio di vari fenomeni.
mi limito a commentare questo pezzo. prima di tutto "sviluppo equilibrato" per questi qua consiste nel fare il pastore l'agricoltore o il pescatore nel paese dei nonni, se no è "sradicamento" e "mono-economia(??)". "abnorme crescita di cagliari" è una cosa normalissima e tutte le regioni italiane hanno un capoluogo dove abita una grossa parte della popolazione regionale. "cagliaritanizzazzione" è una scemenza, se mai a cagliari c'è una completa mescolanza di tutti i sardi di tutte le zone, i cagliaritani doc sono 4 gatti. "periferia di de-culturalizazzione" ahahah! ma come si può dire che se non si vive nella casa di pietre a pompu o in castello, sei soggetto a de-cult..ne? sei forse meno dotato rispetto a uno del centro? mah ci sarebbero troppe cose da scrivere a riguardo ma non ne ho voglia.

w3deco
September 12th, 2010, 12:42 PM
A quanto pare a Nuoro entro l'anno inizieranno i lavori per una nuova maxi caserma :bash: nella zona industriale di Pratosardo. Ospiterà un reggimento della Brigata Sassari di circa 500 militari.

La buona notizia è che si libererà l'ex caserma Loi nel centro della città, lasciando spazio all'altrettanto atteso campus universitario.

http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/brigata-sassari-un-nuovo-reggimento-a-nuoro/2347846

w3deco
September 12th, 2010, 02:05 PM
Spesa dei viaggiatori stranieri per provincia visitata, focus sulla Sardegna...

http://img19.imageshack.us/img19/2354/kjnk.jpg
http://img52.imageshack.us/img52/4343/86445380.jpg
http://img837.imageshack.us/img837/9447/76882208.jpg
http://img194.imageshack.us/img194/9645/11334228.jpg
http://img823.imageshack.us/img823/3227/32212893.jpg

http://www.bancaditalia.it/statistiche/rapp_estero/altre_stat/turismo-inthttp://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=63515113&postcount=4482

Un'analisi veloce:

Cagliari va decisamente bene. Notevole crescita rispetto all'anno scorso. Triplica le prestazioni delle seconde province (Sassari e OT).
Dall'Emilia Romagna in giù viene superata solo da Bologna, Rimini, Firenze, Roma, Napoli e Palermo. Province con alle spalle città ben più popolose e/o località rinomate. Allo stesso livello di Pisa e Perugia. Son rimasto piacevolmente stupito.

Sassari si conferma sui dati dell'anno scorso.

Olbia-Tempio in calo.

Le altre province sono decisamente marginali (purtroppo).

C'è ancora parecchio da fare.

felis
September 12th, 2010, 02:17 PM
A quanto pare a Nuoro entro l'anno inizieranno i lavori per una nuova maxi caserma :bash: nella zona industriale di Pratosardo. Ospiterà un reggimento della Brigata Sassari di circa 500 militari.

http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/brigata-sassari-un-nuovo-reggimento-a-nuoro/2347846
Non si rinnovano più le caserme come tutti gli altri edifici, vanno proprio abolite le caserme, chiudiamo anche le altre? Con l'indipendenza aboliamo la Brigata Sassari? Se lo Stato non investe o tentenna si sta disinteressando della Sardegna, appena decide l'investimento non va più bene lo stesso? Soprattutto quando fa lavorare quasi tutti sardi e in una compagnia vagamente identitaria? Una linea chiara ...

(e la fanno pure in una zona industriale, un luogo di chiarissimo pregio ambientale...)

felis
September 12th, 2010, 03:25 PM
Il pecorino sardo si fa concorrenza da solo.
Dietro i romeni due imprenditori isolani

http://www.corriere.it/economia/10_settembre_11/pecorino-industrial-sardi_0a6cf4c2-bdf1-11df-bf84-00144f02aabe.shtml

glekka
September 12th, 2010, 03:50 PM
Il pecorino sardo si fa concorrenza da solo.
Dietro i romeni due imprenditori isolani

http://www.corriere.it/economia/10_settembre_11/pecorino-industrial-sardi_0a6cf4c2-bdf1-11df-bf84-00144f02aabe.shtml
classico

w3deco
September 12th, 2010, 08:06 PM
Non si rinnovano più le caserme come tutti gli altri edifici, vanno proprio abolite le caserme, chiudiamo anche le altre? Con l'indipendenza aboliamo la Brigata Sassari? Se lo Stato non investe o tentenna si sta disinteressando della Sardegna, appena decide l'investimento non va più bene lo stesso? Soprattutto quando fa lavorare quasi tutti sardi e in una compagnia vagamente identitaria? Una linea chiara ...

(e la fanno pure in una zona industriale, un luogo di chiarissimo pregio ambientale...)

Quanto siamo pesanti quest'oggi...

Ripeto: La buona notizia è che si libererà l'ex caserma Loi nel centro della città, lasciando spazio all'altrettanto atteso campus universitario.

glekka
September 15th, 2010, 10:17 AM
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/195861

anticalcare
September 15th, 2010, 10:19 AM
ragazzi, tanto per avere le idee chiare e sapere

http://webgis.regione.sardegna.it/clientweb/loginservlet?service_name=ApriViewer&org=01&ente=1&ente_str=01&denom_ente=Regione%20Autonoma%20Sardegna&utente=web&pwd=ras17032005

spuntate corpo forestale e di VA
guardate quali sono le aree incendiate negli ultimi 5 anni (escluso il 2010)
ho avuto un tonfo al cuore

w3deco
September 17th, 2010, 11:17 AM
Film made in Sardinia: finanziamenti per 4 pellicole


http://www.sardegnaoggi.it/Spettacolo_e_Cultura/2010-09-17/14552/Regione_finanziamenti_per_4_film_sardi.html

w3deco
September 17th, 2010, 06:11 PM
Beccatevi quest'articolo...


In Sardegna l’assalto dei furbetti dell’Ici a prova di pipì

Falsi residenti in Sardegna resistono "sventolando" gli esami delle urine. Riduzioni dell'Iva dal dieci al 19 per cento, centinaia di migliaia di euro per ville extra-lusso

L’esame delle urine per non pagare le tasse. Un nuovo trucco che meriterebbe di entrare nel manuale del perfetto evasore. Ma che dire delle crisi coniugali con tanto di auto-certificazione, di malinconia e depressioni? Davvero non ha limiti la fantasia dei furbetti dell’Ici e dell’Iva sbarcati a migliaia da mezza Italia per invadere la Sardegna. Storie degne di Totò e Peppino. Ma questa non è commedia all’italiana: l’invasione degli “immigrati” d’Italia rischia di bloccare i bilanci dei comuni che così non possono più realizzare opere essenziali: scuole e strade, per dire.

Ci troviamo tra la Costa Smeralda e la Gallura (ma il discorso vale in tutta l’isola), nomi che soltanto a sentirli ti fanno venire in mente il blu del mare. Qui i comuni hanno cominciato a combattere una battaglia che si annuncia epica: quella contro i falsi residenti. Migliaia di persone che vivono “in continente”, ma sulla carta hanno trasferito la loro residenza sulle coste sarde. I motivi di questa immigrazione “fiscale”? “Primo, evitare di pagare l’Ici. Si intesta alla moglie la vera abitazione, magari a Milano o a Genova, e si finge di abitare in Sardegna. Così la casa, magari una villa da trecento metri quadrati sulla riva del mare, diventa prima casa esente dall’Ici. Un trucco che consente di risparmiare centinaia di euro l’anno”, racconta Ignazio Mannoni, vicesindaco di Santa Teresa di Gallura, che appena insediato dopo la recente vittoria del centrosinistra ha deciso di dichiarare guerra ai falsi residenti.

Tariffe ridotte per i posti-yacht
I vantaggi non finiscono qui: “Chi acquista una prima casa ha diritto a una riduzione dell’Iva, dal 19 al 10 per cento. Come dire fino a centinaia di migliaia di euro sulle ville più costose”. Ancora: i residenti hanno diritto a una tariffa ridotta sui posti barca (che magari per i falsi abitanti sono yacht di quindici metri), e sono altre migliaia di euro. Basta? Neanche per sogno: ci sono le tariffe agevolate (con riduzioni fino all’80 per cento) su aerei e traghetti, con tanto di posti riservati. Per finire con le riduzioni sulle bollette (fino al 40 per cento in meno). Insomma, un certificato di residenza in Sardegna vale un piccolo Jackpot al Superenalotto. Finora i comuni avevano chiuso un occhio: i turisti garantiscono entrate all’economia. Così ci si trovava con paesi che nei registri avevano migliaia di residenti, ma d’inverno camminando nelle strade di Santa Teresa di Gallura e Palau, per non parlare dei paradisi del lusso, come Porto Cervo e Porto Rotondo, ti trovavi davanti centinaia di finestre chiuse. Il deserto: l’80 per cento delle costruzioni sono seconde case. La musica, però, è cambiata. Il motivo? “La legge adesso prevede che i comuni con oltre cinquemila abitanti hanno l’obbligo del patto di stabilità”, spiega Mannoni. Aggiunge: “È una norma che ogni anno prevede l’accantonamento di centinaia di migliaia di euro di bilancio”. Ecco il pacco. Prendiamo Santa Teresa di Gallura, dove i sardi doc sono poco più di quattromila. A questi si aggiungono centinaia di “immigrati”, spesso professionisti, avvocatoni e medici del Nord come della Capitale. Il gioco è fatto: “Nei registri risultano 5.200 residenti”. Così il comune ha l’obbligo del patto di stabilità e il bilancio è mezzo paralizzato. Ma anche Palau, con 4.200 residenti, presto potrebbe fare la stessa fine. Mannoni sospira: “Quest’anno noi dovremo accantonare l’avanzo di 800 mila euro. Non solo: la legge prevede limiti a contrarre mutui, così ci mancheranno due, tre milioni. Dovremo rinunciare a costruire strade e a sistemare quelle esistenti. Per non dire dei lavori nelle scuole o dei servizi pubblici. E poi ci sono le spiagge: senza servizi, docce e pulizia perdiamo le bandiere blu. È un paradosso: abbiamo uno dei mari più belli del mondo e il riconoscimento va a comuni con l’acqua più sporca, ma con più soldi e servizi. Così i turisti vanno via”.
E allora che guerra sia. I comuni hanno messo su vere e proprie squadre di segugi capaci di trucchi degni di uno 007: ecco vigili urbani che “spiano” le abitazioni chiuse, che vanno a studiarsi le bollette dell’acqua e del gas, che chiedono informazioni ai datori di lavoro dei residenti “sospetti”. Mannoni non sa se piangere o se ridere: “Ci sono dipendenti ministeriali che ogni giorno timbrano il cartellino a Roma e poi dicono di abitare qui”.

D’inverno le luci sono tutte spente
A sentire gli alibi difensivi dei “falsi residenti” si trattiene a stento il riso. Ci sono professionisti milanesi che respingono le accuse attaccando: “Sono andato in Lombardia per curarmi, perché le strutture sarde non sono adeguate”. I più agguerriti si presentano in comune con tanto di esami del sangue e delle urine compiuti magari negli ospedali di Sassari. “Vedete, io abito qui”, tuonano indignati. Però, controllando si scopre che tutti gli accertamenti sono stati eseguiti a cavallo di Ferragosto. Chissà se il prelievo delle urine l’hanno fatto sulla spiaggia. Ma le bollette della luce sono impietose: i consumi sono tutti concentrati tra luglio e agosto.
Allora i “residenti” con le spalle al muro la buttano sul patetico: “Ho litigato con mia moglie e mi sono rifugiato in Sardegna”. Separato? “No, ma posso fare un’auto-certificazione che ho litigato”. Autocertificazione di crisi coniugale, un nuovo tipo di documento. Una signora giura: “Vivo qui, ma d’inverno non accendo mai la luce. Sono depressa”. E un’altra: “Abito a Santa Teresa, ma la sera ho paura e vado a dormire da un’amica”. Infine il manager: “Lavoro come un matto, torno a casa che è notte e mi infilo in letto senza nemmeno accendere la luce”. Nemmeno una volta in dieci mesi. Alla fine, però, qualcuno si arrende. Ma senza onore: “Noi vi diamo da mangiare. Se ce ne andiamo, voi sardi tornerete di nuovo a fare i pastori”. Falsi residenti. Veri colonizzatori.

Da Il Fatto Quotidiano del 10 settembre 2010
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/10/i-furbetti-dell%E2%80%99icia-prova-di-pipi/58885/

felis
September 18th, 2010, 05:30 PM
Riprendo dalla discussione OT di Cagliari (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1177083&page=24)

@riccardo_m: secondo me la vita cittadina e rurale può essere quello che vogliamo che diventi, e non credo servano esempi sul fatto che la crescita delle persone dipende dalla qualità del contesto, non dalla sua dimensione. Quando ero giovane :D era abbastanza difficile vedere stranieri diversi dagli ambulanti anche a Sassari (adesso posso camminare per cinque minuti nel centro storico e non incontrare nessun altro, ma su questo sorvoliamo..), eppure non credo proprio di far parte di una generazione razzista. Poi noi la rivoluzione industriale non l'abbiamo avuta :) lo spopolamento delle campagne in Sardegna è un fenomeno assolutamente recente e risale IMHO agli anni '60, cioè quando ci siamo messi a pianificare grandi insediamenti industriali e grandi enti inutili nelle principali città. Oltre che a speculare sul mattone. Mi sembra abbastanza evidente in tutti i grafici ISTAT della popolazione su Wikipedia, ad esempio Bitti (magari ho scelto uno a caso ed l'unico con questo andamento :lol: nel caso siete liberi di segnalarlo). Come ho già detto sono d'accordissimo che abbiamo un approccio mentale sbagliato, e che le soluzioni per l'interno devono passare per quello che proponi, ma dobbiamo iniziare!!! :) E non tornare indietro come l'area metropolitana del gambero, se mi dici che tutti mentre iniziavano a conoscersi hanno votato per fare comuni separati!

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/timeline/6a701cc46775dc5c24c2be87af7c693c.png (http://it.wikipedia.org/wiki/Bitti)

@Alberto_Tidu: considerazione a parte, il problema del petrolio purtroppo non l'abbiamo affrontato nemmeno ora :ohno: del picco del petrolio (http://it.wikipedia.org/wiki/Picco_di_Hubbert) e dei limiti dello sviluppo (http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo) la gente se ne sbatte altamente. A parte questo, è proprio quello dico: se è una soluzione migliore avere all'interno solo piccoli centri e gestire (non subire o lasciar fare) questo decremento, allora ditelo pubblicamente: come, quando, perché.

Scusa però quello che hai scritto credo di averlo capito: come fai a dire che quei centri non hanno tradizioni e culture proprie. Voglio solo capire i criteri, se puoi farmi anche degli esempi anche a costo di creare flames incredibili (se un abitanti di quei paesi ti legge), però altrimenti non si riesce a capire: se parli di un 10% sono d'accordo, se parli del 50% dei comuni sardi no. Posso essere d'accordo che avere tre comuni distinti come Norbello, Abbasanta e Ghilarza è ridicolo, però sono singoli casi. Chiederei a Cristiano Cani un parere in merito. :D

Io non voglio che i paesi dell'interno "crescano", la crescita infinita non è possibile, io voglio che restino stabili su una popolazione sostenibile, soprattutto voglio che una persona possa scegliere. Le risorse da impiegare secondo me sono paragonabili, ci sono molte più palazzine orrende a Cagliari e Sassari che nei paesi, ed anche qui dovremmo abbatterle essendo di qualità infima, per sostiturile con case passive e edifici sostenibili. Nei paesi secondo me questo è molto più facile, con case, piccole, basse, recuperando i centri, cosa che ovviamente nelle "metropoli" non si può fare. A Sassari vivevano anche 20.000 o 30.000 persone nel centro storico, ma in condizioni da terzo mondo e adesso siamo più di 130.000!

@w3deco: adesso sì mì :D fondi importantissimi e consistenti, destinazioni d'uso a pioggia per 200 comuni, e una buona parte già destinata a ... far lavorare la Facoltà d'Economia e Scienze Politiche di Cagliari, con tante belle ricerche e statistiche. :bash: Solo io l'ho letto così?

felis
September 18th, 2010, 05:55 PM
GUESS THE BIDDA: partecipa anche tu! (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?p=63901015) :D

Alberto_Tidu
September 18th, 2010, 09:30 PM
lo spopolamento delle campagne in Sardegna è un fenomeno assolutamente recente e risale IMHO agli anni '60, cioè quando ci siamo messi a pianificare grandi insediamenti industriali e grandi enti inutili nelle principali città. Oltre che a speculare sul mattone. Mi sembra abbastanza evidente in tutti i grafici ISTAT della popolazione su Wikipedia, ad esempio Bitti (magari ho scelto uno a caso ed l'unico con questo andamento :lol: nel caso siete liberi di segnalarlo).

Il tuo ragionamento non è corretto, felis. E' vero che lo "spopolamento" recente è iniziato negli anni '60, ma non per i motivi che dici tu. Se tu torni indietro, ti accorgerai che dall'unità d'Italia in poi, con picchi durante il Fascismo e nell'immediato Dopoguerra (non a caso), la popolazione di questi centri aveva iniziato a crescere. Perché? ti chiederai. Perché in questi paesi iniziarono a sorgere uffici pubblici, magari anche utili a qualcuno, ma assolutamente insostenibili da un punto di vista economico.

Quindi, fino alla fine dell'800, su 5 figli che nascevano, ne restavano in paese giusto uno o due per occuparsi degli affari familiari (che fossero attinenti al primario o al secondario o al terziario poco importa), e gli altri andavano a vivere in città, dove erano di gran lunga maggiori le possibilità d'impiego (questo non è un fenomeno recente come pensi quando guardi i dati recenti dello spopolamento), contribuendo a mantenere negli anni un livello di popolazione più o meno costante (e, aggiungo io, sostenibile per il territorio e per le risorse producibili).
Tra fine '800 e boom economico dei '60, invece, per numerose ragioni, molte delle quali discutibili, si procedette alla creazione di servizi e di infrastrutture, dando così lavoro a tutti e 5 i fantomatici figli dell'esempio precedente, e permettendo loro di restare in paese e proliferare. Il punto è che, sempre per molteplici ragioni, negli anni 70 si è smesso di costruire infrastrutture e servizi, e i 5 figli di ciascuno dei 5 figli si sono trovati senza lavoro, quindi o sono andati a lavorare a Cagliari/Sassari/Olbia, oppure sono restati disoccupati in paese, contribuendo alla miseria economico-sociale delle zone interne.

Lo spopolamento cominciato negli anni '60 sta semplicemente sancendo il principio che alla fine è Madre Natura a comandare, e ci sta insegnando che se l'uomo, per migliaia di anni, ha preferito concentrare i suoi insediamenti urbani sulle coste, è semplicemente perché l'interno della nostra fantastica Isola non può tollerare maggiori quantità di popolazione.




A parte questo, è proprio quello dico: se è una soluzione migliore avere all'interno solo piccoli centri e gestire (non subire o lasciar fare) questo decremento, allora ditelo pubblicamente: come, quando, perché.

La soluzione è cercare di aumentare le opportunità lavorative delle aree urbane dei 3 grandi centri costieri (e, ATTENZIONE, non delle coste in generale), aumentando il benessere generale e lasciando che la popolazione dei paesi dell'interno torni ad essere quella che era storicamente, preservando e tenendo abitati solo i centri storici (la paura che TUTTI se ne vadano, lasciando paesi fantasma è assolutamente infondata).

I più bassi livelli di popolazione permetterebbero di limitare l'estensione dei paesi ai soli centri storici, che sarebbero apprezzatissime mete turistiche, evitando di impattare, anche visivamente, l'ambiente circostante, che potrebbe essere vincolato e trasformato in parco. Inoltre la mole ridotta di traffico automobilistico non renderebbe necessario costruire strade a scorrimento veloce, sventrando l'ambiente con gallerie e asfalto e spendendo soldi pubblici che potrebbero essere utilizzati per altri scopi.



Scusa però quello che hai scritto credo di averlo capito: come fai a dire che quei centri non hanno tradizioni e culture proprie. Voglio solo capire i criteri, se puoi farmi anche degli esempi anche a costo di creare flames incredibili (se un abitanti di quei paesi ti legge), però altrimenti non si riesce a capire: se parli di un 10% sono d'accordo, se parli del 50% dei comuni sardi no. Posso essere d'accordo che avere tre comuni distinti come Norbello, Abbasanta e Ghilarza è ridicolo, però sono singoli casi. Chiederei a Cristiano Cani un parere in merito. :D

Mi sono accorto che su questo punto ero stato poco chiaro e si prestava a fraintendimenti; provo a spiegarmi nuovamente.

Una delle critiche alla mia tesi del "buon spopolamento" è la paura che si perdano le tradizioni. Innanzitutto, vorrei ricordare che io non auspico una delenda carthago, ma semplicemente il ripristino del livello di popolazione mantenutosi costante fino a un paio di secoli or sono.

Quello che intendevo dire con quell'affermazione è che il 90% dei paesi, ad esempio, della Trexenta rivendica come proprie tradizioni che non sono tradizioni nel vero senso della parola; sono adattamenti sviluppatisi nel corso degli ultimi 150 anni (non si può parlare quindi di tradizioni) di una generale cultura esistente nella Trexenta da secoli; se quindi io accetto che, ad esempio, Barrali torni al suo livello naturale di popolazione, passando da oltre 1100 abitanti a 200-250, non mi si può dire che io sto uccidendo le tradizioni di Barrali, visto che si tratta delle medesime tradizioni di ciascuno dei paesi circostanti, leggermente adattate, ma non per questo diverse. E, francamente, sono disposto ad accettare il rischio (perché, al limite, di rischio si tratta, non sicuramente di certezza... visto che le 200-250 persone che resteranno a Barrali saranno con ogni probabilità quelle più attaccate alla cultura del paese e che contribuiranno a tenerla viva, come nel '700 la teneva viva un numero uguale di persone) di perdere una delle 40 variazioni locali della generale cultura trexentina, avendo però la possibilità di vedere buttate giù le anonime costruzioni degli ultimi decenni, totalmente staccate dal contesto del centro storico, e di preservare il territorio circostante, grazie all'insediamento di una popolazione storicamente dimostratasi sostenibile.

Più chiaro adesso?


Io non voglio che i paesi dell'interno "crescano", la crescita infinita non è possibile, io voglio che restino stabili su una popolazione sostenibile, soprattutto voglio che una persona possa scegliere. Le risorse da impiegare secondo me sono paragonabili, ci sono molte più palazzine orrende a Cagliari e Sassari che nei paesi, ed anche qui dovremmo abbatterle essendo di qualità infima, per sostiturile con case passive e edifici sostenibili.

Come ti ho già spiegato, la popolazione sostenibile non è quella attuale, che infatti sta tornando a livellarsi verso il basso, proprio perché non c'è lavoro. Tra l'altro si parla di tenere a bada lo spopolamento portando il lavoro in queste zone... ma esattamente CHE lavoro si vuole portare in queste zone?

In secondo luogo, è vero che le palazzine orrende ci siano in numero di gran lunga maggiore a Cagliari e a Sassari, e vorrei che venissero buttate giù.
Ma preferisco sopportare un quartiere brutto all'interno della mia città, sapendo che quando voglio "scappare" per un pomeriggio, potrò vedere zone dove la natura è interamente preservata e dove ogni paese è limitato al centro storico, piuttosto che convivere con lo standard italico di città e cittadine, con centri storici proporzionalmente piccoli, che si susseguono senza quasi soluzione di continuità. Non sei d'accordo?

glekka
September 18th, 2010, 09:33 PM
felis, il picco del petrolio e il limite allo sviluppo sono problemi risolvibili dall'uomo, che ha le capacità per modificare l'economia e renderla più sostenibile. è solo una questione di convenienza economica, in molti paesi come la germania hanno già iniziato a lavorare sulla conversione dell'economia industriale, e credo che prima o poi ci arriveremo anche noi. per carità, comunque non si può sperare che nel breve periodo gli abitanti dei paesini si trasferiscano, con queste infrastrutture saremo nella Shit! come sarebbe cagliari con un milione di persone? sassari con 500000?
io comunque diffido dai guru del radical-chiccismo come al gore, molte teorie sono da prendere con le pinze

glekka
September 18th, 2010, 11:40 PM
(ANSA) - CAGLIARI, 18 SET - Si riaccendono le polemiche su una possibile scelta della Sardegna come sede di una delle centrali nucleari da realizzare in Italia.

Umberto Veronesi ha detto che "i sardi dovrebbero essere contenti se dovesse essere costruita una centrale qui. Non ci sono pericoli e la contrarietà al nucleare è solo ideologica, non supportata da argomentazioni scientifiche". Immediata la replica del presidente della Regione: "Siamo contrari perché puntiamo sulla valorizzazione del paesaggio, sul turismo, sulle energie rinnovabili e sulla green economy''.(ANSA).

c'è qualcuno a favore del nucleare o siamo d'accordo tutti che veronesi è un verme pagato?

Alberto_Tidu
September 19th, 2010, 05:17 AM
per carità, comunque non si può sperare che nel breve periodo gli abitanti dei paesini si trasferiscano, con queste infrastrutture saremo nella Shit! come sarebbe cagliari con un milione di persone? sassari con 500000?

Per curiosità, mi potresti dire quali sarebbero i problemi se l'area metropolitana di Cagliari raggiungesse il milione di abitanti o quella di Sassari i 500 mila??
Tutto questo ribadendo che non ho mai affermato che la soluzione migliore sia il trasferimento coatto e immediato di tutta i Barbaricini e gli Ogliastrini a Cagliari.

c'è qualcuno a favore del nucleare o siamo d'accordo tutti che veronesi è un verme pagato?

Non so se sia pagato, ma è fondamentalmente un cazzaro. Continua ad insistere sul solito discorso che "le centrali sono sicure e comunque se esplode quella in Svizzera o in Francia moriamo comunque", tralasciando il fatto che non sono quelle argomentazioni da bar il motivo dell'opposizione verso la centrale nucleare.

Sono contro il nucleare in Sardegna per tre motivi principali, nessuno dei quali riguardante la sicurezza:

1. Checchè ne dica Veronesi, l'energia nucleare sta venendo progressivamente abbandonata in tutto il mondo civilizzato, e sapere che nel Regno Unito ci sono 25 centrali non mi rappresenta nulla, visto che risalgono alla guerra fredda. Se una centrale esiste si può tranquillamente discutere se tenerla aperta o meno (e potrei propendere per la prima ipotesi), ma investire miliardi per una tecnologia che è già in fase di declino è fondamentalmente ridicolo.

2. Il discorso che i Sardi ci guadagnerebbero sull'energia, con agevolazioni e menate varie, è un'altra balla colossale: la Sardegna è già autosufficiente dal punto di vista energetico ed è anzi in surplus; surplus che, per altro, l'Italia acquista dall'Isola senza versare una lira da decenni. Se poi consideriamo che con energia solare potremmo potenzialmente produrne un'ulteriore grossa quantità (siamo il territorio italiano col maggior numero di ore di sole, e uno dei primissimi in Europa), non vedo le motivazioni del nucleare.

3. Il punto più importante è che una centrale nucleare avrebbe un impatto sul territorio enorme, non dal punto di vista dell'inquinamento (tralasciamo il discorso delle scorie, su cui lo stesso Veronesi è stato molto vago) ma dal punto di vista della fruibilità dell'ambiente. Dopo aver regalato decine e decine di kmq della nostra Terra ai militari, dovremmo lasciarne altri per poter continuare a vendere energia che non ci verrebbe pagata?? Tutto questo ovviamente in un'Isola che punta sul turismo e sull'ambiente per rilanciare la propria economia.

Per fare un paragone, mi sembra come se il mio vicino di casa a cui da vent'anni vendo gli ortaggi che io coltivo in giardino (e che lui, nonostante un regolare contratto, non mi ha ancora pagato, benchè il suo stipendio sia più alto del mio) mi venisse a chiedere di buttare giù una parte della MIA casa per estendere il MIO orto, affinchè lui possa mangiare a sbafo ancora più carote e pomodori senza prendersi la briga di farsi l'orto nel suo giardino (11 volte più grande del mio, tra l'altro).
Io, che non sono l'ultimo degli scemi, gli riderei in faccia e smetterei anche di passargli quello che gli ho sempre passato, fino al saldo del debito.

Se ho detto cavolate, correggetemi.

makkillottu
September 19th, 2010, 10:57 AM
Per curiosità, mi potresti dire quali sarebbero i problemi se l'area metropolitana di Cagliari raggiungesse il milione di abitanti o quella di Sassari i 500 mila??
Tutto questo ribadendo che non ho mai affermato che la soluzione migliore sia il trasferimento coatto e immediato di tutta i Barbaricini e gli Ogliastrini a Cagliari.



Non so se sia pagato, ma è fondamentalmente un cazzaro. Continua ad insistere sul solito discorso che "le centrali sono sicure e comunque se esplode quella in Svizzera o in Francia moriamo comunque", tralasciando il fatto che non sono quelle argomentazioni da bar il motivo dell'opposizione verso la centrale nucleare.

Sono contro il nucleare in Sardegna per tre motivi principali, nessuno dei quali riguardante la sicurezza:

1. Checchè ne dica Veronesi, l'energia nucleare sta venendo progressivamente abbandonata in tutto il mondo civilizzato, e sapere che nel Regno Unito ci sono 25 centrali non mi rappresenta nulla, visto che risalgono alla guerra fredda. Se una centrale esiste si può tranquillamente discutere se tenerla aperta o meno (e potrei propendere per la prima ipotesi), ma investire miliardi per una tecnologia che è già in fase di declino è fondamentalmente ridicolo.

2. Il discorso che i Sardi ci guadagnerebbero sull'energia, con agevolazioni e menate varie, è un'altra balla colossale: la Sardegna è già autosufficiente dal punto di vista energetico ed è anzi in surplus; surplus che, per altro, l'Italia acquista dall'Isola senza versare una lira da decenni. Se poi consideriamo che con energia solare potremmo potenzialmente produrne un'ulteriore grossa quantità (siamo il territorio italiano col maggior numero di ore di sole, e uno dei primissimi in Europa), non vedo le motivazioni del nucleare.

3. Il punto più importante è che una centrale nucleare avrebbe un impatto sul territorio enorme, non dal punto di vista dell'inquinamento (tralasciamo il discorso delle scorie, su cui lo stesso Veronesi è stato molto vago) ma dal punto di vista della fruibilità dell'ambiente. Dopo aver regalato decine e decine di kmq della nostra Terra ai militari, dovremmo lasciarne altri per poter continuare a vendere energia che non ci verrebbe pagata?? Tutto questo ovviamente in un'Isola che punta sul turismo e sull'ambiente per rilanciare la propria economia.

Per fare un paragone, mi sembra come se il mio vicino di casa a cui da vent'anni vendo gli ortaggi che io coltivo in giardino (e che lui, nonostante un regolare contratto, non mi ha ancora pagato, benchè il suo stipendio sia più alto del mio) mi venisse a chiedere di buttare giù una parte della MIA casa per estendere il MIO orto, affinchè lui possa mangiare a sbafo ancora più carote e pomodori senza prendersi la briga di farsi l'orto nel suo giardino (11 volte più grande del mio, tra l'altro).
Io, che non sono l'ultimo degli scemi, gli riderei in faccia e smetterei anche di passargli quello che gli ho sempre passato, fino al saldo del debito.

Se ho detto cavolate, correggetemi.

Sottoscrivo tutto, comprese le virgole. :applause:

Oltretutto siamo già pieni di montagne, se poi ci giochiamo kmq di pianure a Oristano, stiamo freschi... :ohno:

glekka
September 19th, 2010, 12:00 PM
@alberto tidu, intendo semplicemente che con questo tipo di gestione della città e dell'area metro, non ci possiamo permettere grandi incrementi della popolazione. riguardo la viabilità, per esempio, credo che siamo già vicini al collasso da soli, immagina come sarebbe l'asse se ci fossero anche un terzo di automobili in più ogni giorno! inoltre cagliari per ora non è molto attrattiva dal punto di vista occupazionale -sempre meglio delle bidde, ovviamente- quindi la gente non si trasferisce a meno che non abbia già una prospettiva chiara del lavoro che deve fare..insomma per tutta una serie di motivi ca non è per ora una città in espansione e per i problemi che ha è meglio che sia così.
sul nucleare hai perfettamente ragione!

Alberto_Tidu
September 19th, 2010, 04:10 PM
@alberto tidu, intendo semplicemente che con questo tipo di gestione della città e dell'area metro, non ci possiamo permettere grandi incrementi della popolazione. riguardo la viabilità, per esempio, credo che siamo già vicini al collasso da soli, immagina come sarebbe l'asse se ci fossero anche un terzo di automobili in più ogni giorno! inoltre cagliari per ora non è molto attrattiva dal punto di vista occupazionale -sempre meglio delle bidde, ovviamente- quindi la gente non si trasferisce a meno che non abbia già una prospettiva chiara del lavoro che deve fare..insomma per tutta una serie di motivi ca non è per ora una città in espansione e per i problemi che ha è meglio che sia così.
sul nucleare hai perfettamente ragione!

La viabilità di Cagliari vicina al collasso??? Scherzi?? Cagliari è una delle città italiane meno congestionate dove abbia mai guidato.
Un paio di settimane fa, ero a Castellammare di Stabia (60 mila abitanti), non c'era nessun incidente (quindi condizione NORMALE, non dovuta alla sfortuna) eppure ci ho impiegato quasi un'ora per fare i 6 km che dal centro mi portavano al casello autostradale.
Il traffico che c'è attualmente a Cagliari corrisponde ad un livello fisiologico per un'area vasta di 400mila abitanti, e non crea disagi considerevoli.

E, in ogni caso, un aumento di popolazione porterebbe ovviamente ad un miglioramento delle infrastrutture (per fare un esempio, se la popolazione di Burcei non è tale da rendere necessaria la costruzione di una strada a scorrimento veloce verso Cagliari, perché parte degli abitanti sono andati a vivere in una nuova lottizzazione nella zona di Sestu, ovviamente i fondi risparmiati potranno essere utilizzati per collegare più velocemente Sestu con la zona interna all'Asse Mediano.

Cagliari non è una città in espansione?? La discussione è iniziata proprio perché qualcuno ha posto il problema dello spopolamento delle bidde che sta accellerando (causato da trasferimenti verso Cagliari, Sassari e Olbia, mica verso New York) e a cui dicevano bisognerebbe porre un freno. Se Cagliari non fosse una città in espansione, i ragazzi sul forum locale di Cagliari non avrebbero neanche posto il problema, no? :)

Riguardo alla bassa "occupazionalità" di Cagliari ti dò ragione, ma ti ripeto che le possibilità di trovare un lavoro sono comunque più alte che in molte bidde, dove la probabilità è zero; per questo la gente si trasferisce a Cagliari.

Ora, penso che sia molto più fattibile concentrare le forze sulla creazione di posti di lavoro in tre singole aree urbane, in cui comunque la gente desidera trasferirsi anche al di là del posto di lavoro (quanti studenti di bidda vorrebbero vivere in città?), piuttosto che in una miriade di paesini sparpagliati in giro per l'Isola, dove comunque abbiamo la dimostrazione empirica e basata sui fatti che l'unico settore lavorativo che ha mai funzionato è stato il primario e, recentemente ove applicato, il turistico?

Teniamo ovviamente in considerazione che, quando parlo di Cagliari, non mi riferisco a ciò che c'è alla 554 e, meno ancora, al singolo comune; mi riferisco all'area che da Sarroch (se non addirittura Pula) segue il profilo del massiccio del Sulcis fino a Uta e Decimo, salendo poi su fino a Monastir, Ussana e Dolianova e, aggirando le montagne va a comprendere tutta la piana di Quartu, Sinnai, Settimo e Maracalagonis, fino a Terra mala. Stesso discorso vale per Sassari, che va ad includere Sorso e Porto Torres, e Olbia, che va ad includere l'entroterra ad Ovest e le zone di Golfo Aranci a Nord e Porto San Paolo a Sud. Preferisco che se l'uomo deve costruire qualcosa (che sia una villetta, un palazzo, una fabbrica, una strada, un parcheggio o chissà che altro) lo costruisca in queste aree già fortemente urbanizzate, piuttosto che nelle zone rurali ancora intatte che circondano i paesi dell'interno.

felis
September 20th, 2010, 11:23 AM
Oggi bellissimo articolo su Fonni da La Nuova Sardegna :)


Un’accurata campagna di educazione ambientale ha profondamete abbellito il paese
Fonni, quasi Scandinavia
Strade, valli e fiumi ripuliti da ogni genere di rifiuti. Pochissimi disoccupati e una economia fiorente fatta di pane carasau, dolci ed ecologia

Le campagne di Fonni si sono fatte belle e ai 14 mila ettari che svettano sulla Sardegna è stato riconsegnato l’antico decoro, con un restiling ecologico da colline umbro-marchigiane o da paese scandinavo. Costoni di montagna e valli, torrenti e tratturi, strade statali e comunali ripulite da rifiuti d’ogni genere. Natura riverita, estesi tancati verdi o dal colore del fieno rinsecchito, dolci da vedere con greggi e mandrie al pascolo. Se qualche malintenzionato non ha pensato ieri notte di profanare un miracolo, tra Monte Novu e Gremanu, tra Aratu e Monte Spada oggi non trovate più carcasse arrugginite di macchine e trattori o copertoni d’auto e neanche buste di plastica fra i rami o sotto le roverelle e gli agrifogli.

Grazia Deledda riscriverebbe una novella sull’incanto bucolico. E, come aveva fatto il 22 luglio 1901, potrebbe assistere di nuovo «a uno dei più bei tramonti». «Perchè i meravigliosi tramonti di Roma scoloriscono, nel mio ricordo, davanti a questo immenso orizzonte di un rosso fragola inverosimile, ove galleggiano, come lontane isole lucenti, lunghe nuvole d’oro».
Ed è all’imbrunire che le immense distese montuose dei contrafforti tra Ogliastra e Barbagia appaiono più imponenti e ogni vetta vi appare davvero come un’isola lucente. A Corr’e boi. A Caravai. A tratti color argento, a tratti di quel «rosso fragola inverosimile». Il merito? «Dei bambini: da quelli dell’asilo, agli studenti delle superiori, con i loro insegnanti più sensibili» dice il sindaco, Tonino Coinu, 58 anni, medico dentista-igienista. Esternando orgoglio spiega: «Certi risultati non vengono a caso, vanno costruiti con metodo e col tempo. L’educazione ambientale non può che partire dai primi anni di vita. Da cosa nasce cosa. Gli alunni delle elementari rimproverano i genitori che buttano le cicche per strada ma loro sono i primi a buttare nei cestini la carta delle caramelle e dei gelati».

Adesso- dice- anche i cittadini, pastori e artigiani, ci segnalano chi non rispetta l’ambiente. E’ un processo lento e patito. Ma il traguardo del decoro rurale e cittadino si può tagliare».
Le cifre sono di tutto rispetto. Basta fermarsi qualche ora nell’ufficio dell’ingegnere ambientale Massimiliano Mereu, 33 anni, laurea a Cagliari, master di Ecologia in Italia e all’estero. I numeri allora. Che raccontano del ritiro, zona per zona, terreno per terreno, privato o pubblico poco importa, di 324 carcasse d’auto, non solo di quelle 1100 storiche degli anni cinquanta ma anche di modelli recenti addossati a macchioni verdissimi di lentischio o davanti a imponenti ginepri. Era l’immagine di una Sardegna maltrattata, profanata dai suoi abitanti. Di quelli - tanto per stare alle cronache più deprimenti e ricorrenti - che imbrattano la Carlo Felice o tante altre strade lanciando sacchetti di spazzatura, abbandonandoci materassi in disuso e frigoriferi, water e reti metalliche. A Fonni, utilizzando una provvidenziale legge del 2005, l’operazione-pulizia è scattata con l’impegno di 145 mila euro da parte della Regione ai quali se ne sono aggiunti altri 42 comunali. Il lavoro è stato svolto tra l’ottobre dello scorso anno e l’estate appena archiviata.

Con la raccolta, oltre che delle lamiere arrugginite di mezzi meccanici d’ogni tipo (moto e biciclette comprese), anche dieci tonnellate di eternit, quaranta tonnellate dei più svariati metalli, altre 17 tonnellate di rifiuti indifferenziati d’ogni genere. «E’ stato - spiega Mereu - un lavoro quasi certosino. Gli operai hanno raccolto rifiuti nascosti anche dentro i muretti a secco, all’interno di campagna abbandonate. Gli appalti sono stati vinti per fortuna da due aziende sarde che hanno lavorato benissimo: la Discava di Tortolì e l’Ecosistema di Villasor. Le carcasse delle auto sono state affidate a un impianto di demolizione di Nuoro, i metalli sono stati conferiti ad un’impresa di rottamazioni di Decimomannu, la montagna recuperata di eternit è finita in Lombardia dove sono più avanzati i processi di smaltimento».
E ora? «Vigiliamo perchè l’ambiente resti pulito. E in quest’opera abbiamo la forza della collaborazione della maggior parte dei cittadini.

Qualche giorno fa ci è stato segnalato il caso di una lavatrice abbandonata lungo la strada per Mamoiada. Siamo risaliti al proprietario e lo abbiamo convinto con buone maniere. Ma potrebbero presto scattare le sanzioni».
Sono giunti anche gli attestati nazionali e regionali. Fonni è il primo Comune sardo e il quinto in Italia sotto i diecimila abitanti (oggi ne ha 4112, dieci anni fa erano 4462) per l’indice nella gestione globale dei rifiuti: a fine 2009 la raccolta differenziata è arrivata al 63 per cento, «adesso siamo al 65», precisa il sindaco. Fonni entra nel guinness nazionale di Legambiente dei «Comuni ricicloni» per saper gestire la raccolta differenziata di carta e cartone, vetro, plastica, materiali ferrosi, alluminio, legno, frazione verde, accumulatori al piombo, frazioni multimateriali. E Fonni (con Ossi, in provincia di Sassari) si è piazzato fra i primi otto paesi ottenendo anche il riconoscimento Raee (gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche): al primo posto Sant’Antonio di Susa in provincia di Torino (16,9 di raccolta pro capite per chilogrammo su abitanti conferenti) e poi i sardi Ossi (8,7) e Fonni (5,2).. E il voto positivo comprende anche un parametro sulla «riduzione del quantitativo dei rifiuti prodotti e della sicurezza nello smaltimento».

E qui siamo in uno dei pochi paesi sardi virtuosi, che - con Dorgali, Oliena, Orosei, Villagrande, Thiesi - il Pil se lo creano ogni giorno lavorando sodo anche in agricoltura e artigianato. Il sindaco può dire che «la crisi si sente, ma noi abbiamo pochissimi disoccupati e da noi, nelle campagne, lavorano trentadue romeni con grande soddisfazione da parte dei datori di lavoro». Fonni che produce (anche rifiuti) vuol dire - cifre firmate dall’assessore alle Attività produttive Antioco Urrai - dieci aziende di pane carasau con 188 dipendenti, sette biscottifici con 86 buste paga, sei attività dolciarie e di pasta fresca alimentare, caseifici e salumifici (32 addetti), e ancora imprese artigiane che si occupano della lavorazione di marmi, pietre, ferro, imprese edili di buon livello e fatturato, 74 attività commerciali. Ci sono tre aziende avicole (Serusi-Nonne-Zaru) che commercializzano ogni giorno 50mila uova di gallina. E’ ricchezza che resta qui perchè i biscotti sono made in Fonni con uova di Fonni, non della Baviera. Ristoranti? Nove, con Sa’Ontonera restaurata con gusto sulla strada per Lanusei dai fratelli Giovanni e Cristu Coccollone Maciarrone. Undici agriturismo: citiamo i nomi più belli (Donnortei, Francolovai, Boanu e Pradu ebbas). Alberghi di buona qualità? Cinque B&B. E che dire di quei gioielli della pittura barocca nella Chiesa dei Martiri? E la tomba dei giganti di Bidistili descritta da Giovanni Lilliu?

Un paese così lo volevate profanare con i rifiuti sparsi in ogni dove come purtroppo usa in quasi tutta la Sardegna? Il Comune ha regalato ai bambini un quaderno con carta riciclata. In copertina si legge: «Sono fonnese e amo il mio paese». E sono i bambini, oggi, le sentinelle, i vigili urbani del decoro. Meravigliarsi? Rileggiamo «Immagini di viaggio dalla Sardegna» di Max Leopold Wagner che sbarcò nell’isola nel novembre 2004: «Se dovessi scegliere in Sardegna un luogo di villeggiatura opterei per Fonni». Anche oggi ritroverebbe gli «orizzonti rosso fragola» di Grazia Deledda.

glekka
September 20th, 2010, 02:20 PM
La viabilità di Cagliari ...
allora, andiamo con ordine:
1) sulla viabilità siamo al collasso nel senso che ci sono sempre più macchine e il rapporto macchina/persona a ca è tra i più alti d'italia (dato indiscutibile). poi (parere personale) ci sono problemi seri se per andare in facoltà in una zona del centro -viale fra ignazio- con i mezzi pubblici ci metto almeno mezz'ora da un quartiere a tre km (su planu). infine paragonarsi a uno dei posti più sottosviluppati e mal emministrati d'europa -e forse dell'"occidente"- è facilissimo, in confronto siamo la svizzera, io non mi confronto neanche con posti dove affogano nella monnezza perchè è un'ovvietà che siamo migliori in tutto!
2) da amministrazioni che hanno concepito sant'elia, is mirrionis e altre perle di urbanistica che definisco 'cagate' pur non avendo mai studiato materie inerenti, non credo che se ci fosse un'espansione non del 5% ogni 10 anni ma magari del 25% come avviene in certi posti, l'amministrazione sia in grado di organizzare in maniera efficiente l'afflusso di queste persone.
3) credo che tu abbia una visione un pò stalinista del lavoro e ben poco liberale quando scrivi che bisogna "concentrare le forze sulla creazione di posti di lavoro in tre singole aree urbane, in cui comunque la gente desidera trasferirsi anche al di là del posto di lavoro"! io non voglio vivere in uno stato che REGALA soldi a fondo perduto in base a idee folli di spostamento quasi forzato della forza-lavoro..uno stato deve rendere una persona libera di fare attività d'impresa ovunque viva in base all'idea, non a dove la fa!

w3deco
September 20th, 2010, 04:41 PM
contentissimo per fonni! Gran bella realtà! Ed esempio da seguire...

Alberto_Tidu
September 21st, 2010, 01:01 AM
allora, andiamo con ordine:
1) sulla viabilità siamo al collasso nel senso che ci sono sempre più macchine e il rapporto macchina/persona a ca è tra i più alti d'italia (dato indiscutibile).

Il dato è vero, ma il ragionamento che ne consegue no. Il semplice fatto che il rapporto macchina/persona sia elevatissimo, non implica che lo sia necessariamente anche il traffico. Anzi, il fatto che, nonostante l'elevato numero di macchine circolanti, il traffico riesca ad essere tutto sommato accettabilissimo fa capire che il collasso è un'ipotesi remota.


poi (parere personale) ci sono problemi seri se per andare in facoltà in una zona del centro -viale fra ignazio- con i mezzi pubblici ci metto almeno mezz'ora da un quartiere a tre km (su planu).

Abito da un anno a Roma e, nell'ora di punta, impiego un'oretta e mezzo per arrivare in facoltà (prendo il raccordo, che è a tutti gli effetti un'autostrada con limite 130km/h, e ne percorro non più di 1/4); se usassi i mezzi, impiegherei oltre due ore.
In ogni caso, il fatto che coi mezzi ci metti mezz'ora (con l'auto ci metti la metà del tempo) fa capire che il problema di Cagliari non è la quantità di auto circolanti, ma la scarsezza dei trasporti pubblici, che non è correlata alla grandezza della città.


infine paragonarsi a uno dei posti più sottosviluppati e mal emministrati d'europa -e forse dell'"occidente"- è facilissimo, in confronto siamo la svizzera, io non mi confronto neanche con posti dove affogano nella monnezza perchè è un'ovvietà che siamo migliori in tutto!

Ti ho fatto un esempio come Stabia, ma potrei citarti altre città di medie dimensioni, come Firenze, Livorno, Genova o Bologna, dove i tempi di permanenza nel traffico restano enormi se paragonati a Cagliari.


2) da amministrazioni che hanno concepito sant'elia, is mirrionis e altre perle di urbanistica che definisco 'cagate' pur non avendo mai studiato materie inerenti, non credo che se ci fosse un'espansione non del 5% ogni 10 anni ma magari del 25% come avviene in certi posti, l'amministrazione sia in grado di organizzare in maniera efficiente l'afflusso di queste persone.

Non estremizziamo il concetto; ripeto per l'ennesima volta che non ho mai parlato di incentivare il flusso verso Cagliari o Sassari. Ho detto che non ritengo necessario rallentarlo, il ché è ben diverso.
Al di là di questo, che mi piacerebbe non essere costretto a ripetere, ti faccio notare che ottenere un'espansione del 25% significherebbe che, nell'arco di dieci anni, 100mila persone (tutta la piana del Campidano da Monastir sino all'Oristanese) si trasferiscono a Cagliari e 50mila a Sassari e dintorni (tutto il Marghine, la Planargia e il Montiferru)... ora, parlando razionalmente, ti sembra un problema plausibile???



3) credo che tu abbia una visione un pò stalinista del lavoro e ben poco liberale quando scrivi che bisogna "concentrare le forze sulla creazione di posti di lavoro in tre singole aree urbane, in cui comunque la gente desidera trasferirsi anche al di là del posto di lavoro"! io non voglio vivere in uno stato che REGALA soldi a fondo perduto in base a idee folli di spostamento quasi forzato della forza-lavoro..uno stato deve rendere una persona libera di fare attività d'impresa ovunque viva in base all'idea, non a dove la fa!

Eheheheeh, in realtà ti giuro che non riesco a capire come fai a definire stalinista quello che ho scritto; se leggi bene, sto dicendo di EVITARE di influire sul mercato attraverso incentivi mirati in una particolare zona (l'interno della Sardegna) e di lasciare che sia la natura del mercato stesso del lavoro e dei beni a fare il suo corso. Cosa c'è di stalinista in questo non me lo spiego.

Regalare soldi a fondo perduto e forzare lo spostamento della forza-lavoro?? O hai male interpretato TUTTO quello che ho scritto, oppure stai cercando di rigirare quello che ho detto io. Io dico che eventuali finanziamenti non devono essere concessi ad un'impresa PER IL SEMPLICE FATTO DI ESSERE NEL CENTRO SARDEGNA INVECE CHE A CAGLIARI, SASSARI O OLBIA, ma all'impresa più profittevole, ovunque essa sia. Considerato che è molto più profittevole fare impresa a Cagliari, Sassari o Olbia, i finanziamenti mirati esclusivamente all'interno sarebbero utili SE E SOLO SE fosse necessario arrestare lo spopolamento dei paesi; io ho motivato CONCRETAMENTE il perché non mi sembra necessario arrestare uno spopolamento che mi sembra anzi auspicabile, e nessuno mi ha mostrato dove i ragionamenti che ho fatto siano fallaci...

texdago
September 21st, 2010, 11:32 AM
Oggi bellissimo articolo su Fonni da La Nuova Sardegna :)


Pensate che rispecchi la realta' o che sia imbellettato?

Nel caso, a cosa si deve questa performance secondo voi?

w3deco
September 21st, 2010, 05:52 PM
ediw

w3deco
September 21st, 2010, 05:54 PM
Secondo me rispecchia parecchio la realtà, a breve andrò in ricognizione e ti saprò dire... :D

La performance secondo me è data dalla dimensione ridotta del paese, dal profondo amore per la propria terra tipica in particolar modo dei nuoresi e dal regalo che la natura ha fatto a questi paesi montani della Sardegna.

Non dimentichiamo che Fonni sta a circa 1000 metri d'altezza (il più alto della Sardegna) e che li nel Gennargentu tra Fonni, Desulo, Aritzo e Tonara (tutti paesi fantastici) c'è pure un impianto sciistico (che purtroppo funziona ad intermittenza ma so che ci sono dei lavori per renderlo migliore) con 3 piste e un impianto di risalita.

Il dato della raccolta differenziata per fortuna è comune alla quasi totalità dei piccoli paesi sardi (sotto i 10mila abitanti) nei quali è difficile trovare paesi con un tasso inferiore al 50%.

Sito istituzionale (parecchio ben fatto): http://www.comune-fonni.it/SitoIstituzionale/

Sito dell'impianto sciistico: http://www.bruncuspina.com/

Alberto_Tidu
September 21st, 2010, 07:08 PM
Grande prestazione per Fonni! E questo nonostante la sua popolazione sia diminuita di oltre il 20% dagli anni '60 ad oggi... Chi ha orecchie per intendere... ;)

w3deco
September 21st, 2010, 07:25 PM
...in tenda, gli altri in roulotte... :lol:

Ovviamente scherzo Alberto, sono abbastanza d'accordo con le tue idee e sono contento che la discussione si sia spostata su questo thread...

Tornando a Fonni ci tengo a dire che più o meno la stessa cosa vale anche per i paesi vicini, in particolare Aritzo, Tonara, Mamoiada e Gavoi.


Tra l'altro hanno tutti dei siti internet istituzionali parecchio carini e fatti bene!

Fonni (il migliore):
http://www.comune-fonni.it/SitoIstituzionale/

Aritzo/Mamoiada/Gavoi (sono fatti sulla stessa base):
http://www.comune.aritzo.nu.it/
http://www.comune.mamoiada.nu.it/
http://www.comune.gavoi.nu.it/

Tonara:
http://www.comunetonara.gov.it/comune/1.htm

texdago
September 21st, 2010, 07:40 PM
Secondo me rispecchia parecchio la realtà, a breve andrò in ricognizione e ti saprò dire... :D

La performance secondo me è data dalla dimensione ridotta del paese, dal profondo amore per la propria terra tipica in particolar modo dei nuoresi e dal regalo che la natura ha fatto a questi paesi montani della Sardegna.



Mi sembra un'ottima performance.Bravi!

Ancora una domanda, parlano di artigianato ed agricoltura, ora, se Fonni sta' a 1000 metri... l'agricoltura dovrebbe essere povera (chiedo perche' in Lombardia a 1000 metri se c'e' agricoltura e' perche' qualche contadino testardo lo fa a tempo perso in genere)... cosa fanno? Hanno qualche prodotto particolare? Tipo doc, dop, igp quella roba li?

Alberto_Tidu
September 21st, 2010, 07:43 PM
Mi sembra un'ottima performance.Bravi!

Ancora una domanda, parlano di artigianato ed agricoltura, ora, se Fonni sta' a 1000 metri... l'agricoltura dovrebbe essere povera (chiedo perche' in Lombardia a 1000 metri se c'e' agricoltura e' perche' qualche contadino testardo lo fa a tempo perso in genere)... cosa fanno? Hanno qualche prodotto particolare? Tipo doc, dop, igp quella roba li?

Beh, devi considerare che il clima che si trova in Sardegna, a meno di 40km dal mare in linea d'aria, a 1000 metri d'altezza è ESTREMAMENTE più mite di quello che puoi trovare alla latitudine delle Prealpi, che oltretutto sono di gran lunga più distanti dal mare...

texdago
September 21st, 2010, 08:03 PM
Beh, devi considerare che il clima che si trova in Sardegna, a meno di 40km dal mare in linea d'aria, a 1000 metri d'altezza è ESTREMAMENTE più mite di quello che puoi trovare alla latitudine delle Prealpi, peraltro situate ad una distanza dal mare notevole...

Ok, ma immagino sia anche piu' arido.

Insomma mi chiedevo cosa agriculturassero i Fonnesi. C'e' qualche produzione particolare che diciamo "stacca" in termini di profitti etc? E l'artigianato, che si fa da quelle parti?

w3deco
September 21st, 2010, 10:00 PM
beh in parte c'è scritto nell'articolo postato da felis, prova a ridargli un occhio. Poi puntano molto sul turismo. Vai nel sito istituzionale del comune di fonni nella sezione ricettività e vedi quante attività per una realtà di 4mila abitanti.. Poi per esempio, per restare nei dintorni, tonara è la regina del torrone che viene pure esportato in grandi quantità.. Per quanto riguarda l'agricoltura penso sia piuttosto scarsetta..molto più sviluppato l'allevamento

texdago
September 22nd, 2010, 01:56 PM
beh in parte c'è scritto nell'articolo postato da felis, prova a ridargli un occhio. Poi puntano molto sul turismo. Vai nel sito istituzionale del comune di fonni nella sezione ricettività e vedi quante attività per una realtà di 4mila abitanti.. Poi per esempio, per restare nei dintorni, tonara è la regina del torrone che viene pure esportato in grandi quantità.. Per quanto riguarda l'agricoltura penso sia piuttosto scarsetta..molto più sviluppato l'allevamento

Ah. Ecco. Bene grazie. Andro' a fare un giro a Fonni. W i fonnesi!

felis
September 22nd, 2010, 02:37 PM
Grande prestazione per Fonni! E questo nonostante la sua popolazione sia diminuita di oltre il 20% dagli anni '60 ad oggi... Chi ha orecchie per intendere... ;)
Oh no, mi sono tirato la zappa sui piedi :ohno: scherzi a parte, il 20% in 50 anni non è uno spopolamento ma una normalissima variazione demografica: a vedere le proiezioni Cagliari sta calando molto più velocemente dello 0,4% annuo, e nessuno qui ne parla come di un fenomeno tragico. Cerchiamo di apprezzare la differenza fra lievi e normali variazioni di popolazione, specie in comuni relativamente grandi dove fra 4000 e 5000 abitanti non c'è poi grande differenza in termini di servizi, mentre fra 2000, 1000 e 500 abitanti iniziano a scomparire tutti i presidi pubblici e spesso anche quelli privati.

Comunque questo è l'andamento della popolazione di Fonni
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/timeline/b8aeae56124b76a8dadcb457ad3e8042.png

e questo è un grafico che mi sono ritrovato un archivio sulla salute demografica dei vari comuni, assolutamente ascientifico :lol: in quanto privo di anno, indicazioni sulla legenda e fonti. Ma meglio di niente :)
http://img651.imageshack.us/img651/6567/popolazionedeicomunisar.jpg (http://img651.imageshack.us/i/popolazionedeicomunisar.jpg/)

@texdago: con tutte queste domande ci insospettisci :sly: :lol:

texdago
September 22nd, 2010, 04:19 PM
e questo è un grafico che mi sono ritrovato un archivio sulla salute demografica dei vari comuni, assolutamente ascientifico :lol: in quanto privo di anno, indicazioni sulla legenda e fonti. Ma meglio di niente :)
http://img651.imageshack.us/img651/6567/popolazionedeicomunisar.jpg (http://img651.imageshack.us/i/popolazionedeicomunisar.jpg/)

@texdago: con tutte queste domande ci insospettisci :sly: :lol:

Ah, si esagero forse. E' che sono piuttosto appassionato di Sardegna. Da ragazzino ci ho fatto delle vacanze eccezionali, poi dei trekking di giorni, favolosi (comprese servitu' militari, eheheheheh), poi ci sono venuto per lavoro diverse volte... ora e' tanto che non vengo. Non devo essere il primo ne l'ultimo ad incuriosirsi dell'isola...

BTW, ma quanto e' grande il comune di Sassari? Fischia!

Alberto_Tidu
September 22nd, 2010, 06:19 PM
Oh no, mi sono tirato la zappa sui piedi :ohno: scherzi a parte, il 20% in 50 anni non è uno spopolamento ma una normalissima variazione demografica: a vedere le proiezioni Cagliari sta calando molto più velocemente dello 0,4% annuo, e nessuno qui ne parla come di un fenomeno tragico. Cerchiamo di apprezzare la differenza fra lievi e normali variazioni di popolazione, specie in comuni relativamente grandi dove fra 4000 e 5000 abitanti non c'è poi grande differenza in termini di servizi, mentre fra 2000, 1000 e 500 abitanti iniziano a scomparire tutti i presidi pubblici e spesso anche quelli privati.

Beh, quella che tu definisci una normalissima variazione demografica è uno dei casi di spopolamento più intensi dell'Isola; questo va quindi a dimostrare la mia tesi che non si arriverà mai a delle città fantasma, semplicemente la popolazione declina fin quando non si raggiunge un livello sopportabile dal territorio; ossia, un processo non da interrompere con finanziamenti mirati, ma auspicabile (il ché non significa assolutamente da assecondare o, peggio da incentivare, semplicemente da constatare).

Tra l'altro, ti faccio notare che i più grossi drammi vissuti dai paesi dell'interno (omicidi, faide, sequestri, etc.) hanno avuto una forte correlazione con la pressione demografica. Paesi che, per numerosi motivi, hanno sempre avuto una popolazione molto ridotta, nel Dopoguerra hanno visto la loro popolazione crescere, senza che il territorio potesse dare sostentamento, finendo in una spirale di problemi sociali ed economici.

Infine, ti faccio notare che ciò che dici per Cagliari è assolutamente sbagliato. Se tu vai a vedere il censimento del 2001, vedrai 55mila abitanti in meno rispetto al 1981. Ma questo non tiene conto che nel censimento dell'81, erano considerati abitanti di Cagliari anche quelli di Elmas, Monserrato, Quartucciu e Selargius, che all'epoca erano frazioni di Cagliari. La somma della popolazione di questi comuni nel 2001? Quasi 70mila abitanti. Il ché significa che il comune di Cagliari del 1981, nel 2001 aveva accresciuto la sua popolazione di 10-15mila individui (aumento del 6,5%, non diminuzione del 25%).

felis
September 22nd, 2010, 07:16 PM
Beh, quella che tu definisci una normalissima variazione demografica è uno dei casi di spopolamento più intensi dell'Isola; questo va quindi a dimostrare la mia tesi che non si arriverà mai a delle città fantasma, semplicemente la popolazione declina fin quando non si raggiunge un livello sopportabile dal territorio; ossia, un processo non da interrompere con finanziamenti mirati, ma auspicabile (il ché non significa assolutamente da assecondare o, peggio da incentivare, semplicemente da constatare).

Tra l'altro, ti faccio notare che i più grossi drammi vissuti dai paesi dell'interno (omicidi, faide, sequestri, etc.) hanno avuto una forte correlazione con la pressione demografica. Paesi che, per numerosi motivi, hanno sempre avuto una popolazione molto ridotta, nel Dopoguerra hanno visto la loro popolazione crescere, senza che il territorio potesse dare sostentamento, finendo in una spirale di problemi sociali ed economici.

Infine, ti faccio notare che ciò che dici per Cagliari è assolutamente sbagliato. Se tu vai a vedere il censimento del 2001, vedrai 55mila abitanti in meno rispetto al 1981. Ma questo non tiene conto che nel censimento dell'81, erano considerati abitanti di Cagliari anche quelli di Elmas, Monserrato, Quartucciu e Selargius, che all'epoca erano frazioni di Cagliari. La somma della popolazione di questi comuni nel 2001? Quasi 70mila abitanti. Il ché significa che il comune di Cagliari del 1981, nel 2001 aveva accresciuto la sua popolazione di 10-15mila individui (aumento del 6,5%, non diminuzione del 25%).
Guarda che io sto ancora aspettando una qualsiasi dimostrazione o fonte sulla quantità/qualità delle "tradizioni" dei Comuni dell'interno, non ci aggiungerei questa tesi ancora più grossa e sempre senza fonti. Non siamo in India o in Africa con le guerre civili per le risorse e la terra da coltivare, stiamo parlando di una crescita della popolazione sempre ridicola rispetto alla nostra densità abitativa desertica e per giunta nel periodo economico di maggiore crescita economica della storia sarda: porta almeno un qualsiasi documento che provi o cerchi di dimostrare questa correlazione, altrimenti non stiamo più facendo un'analisi dei fenomeni sociali ma pura speculazione.

Conosco benissimo i cambiamenti ammistrativi e demografici di Cagliari, come so leggere che nel 2001 aveva 164.249 abitanti e oggi a circa 10 anni di distanza ne conta 157.222... a meno che nel mentre non abbiano dichiarato comune autonomo anche Pirri questa è una diminuzione di 700-800 abitanti l'anno, guarda caso proprio la stessa percentuale del 0,4%-0,5% annuo di Fonni.

Alberto_Tidu
September 22nd, 2010, 08:58 PM
Guarda che io sto ancora aspettando una qualsiasi dimostrazione o fonte sulla quantità/qualità delle "tradizioni" dei Comuni dell'interno, non ci aggiungerei questa tesi ancora più grossa e sempre senza fonti. Non siamo in India o in Africa con le guerre civili per le risorse e la terra da coltivare, stiamo parlando di una crescita della popolazione sempre ridicola rispetto alla nostra densità abitativa desertica e per giunta nel periodo economico di maggiore crescita economica della storia sarda: porta almeno un qualsiasi documento che provi o cerchi di dimostrare questa correlazione, altrimenti non stiamo più facendo un'analisi dei fenomeni sociali ma pura speculazione.

Il discorso su cosa intendevo quando parlavo di tradizione lo trovi su questo stesso thread alla data 18 settembre, alle 9:30 pm. Mi sembra di averlo scritto in maniera chiara, ma se ti rimangono perplessità chiedi pure :)



Conosco benissimo i cambiamenti ammistrativi e demografici di Cagliari, come so leggere che nel 2001 aveva 164.249 abitanti e oggi a circa 10 anni di distanza ne conta 157.222... a meno che nel mentre non abbiano dichiarato comune autonomo anche Pirri questa è una diminuzione di 700-800 abitanti l'anno, guarda caso proprio la stessa percentuale del 0,4%-0,5% annuo di Fonni.

No, perché DA SUBITO ho specificato che quando parlo di Cagliari, mi riferisco all'area metropolitana. E gli abitanti mancati di Cagliari sono semplicemente andati ad abitare a Selargius, Elmas, Monserrato e Quartucciu (oltre che a Quartu, Assemini, Sestu, etc...). Semplicemente se prima nascevano 5 persone in centro e 15 andavano ad abitare in periferia, c'era un tasso di crescita di +5, mentre se succede adesso (che la periferia non è più comune di Cagliari, ma comuni a se stanti) c'è un tasso di diminuzione -5%... Sto inventando qualcosa io oppure questa è semplice logica??

Cubo
September 22nd, 2010, 09:22 PM
Solo una piccola correzione: Selargius è indipendente dall'immediato dopoguerra.

felis
September 22nd, 2010, 09:24 PM
^^ Campanilista :D

anticalcare
September 23rd, 2010, 11:10 AM
Solo una piccola correzione: Selargius è indipendente dall'immediato dopoguerra.

penso si parlasse di semplice emigrazione, non di abitanti in meno perchè divenuti autonomi. quartucciu per esempio ormai ha tolto più abitanti a cagliari da comune autonomo che da comune "scissionista"

Alberto_Tidu
September 23rd, 2010, 04:44 PM
penso si parlasse di semplice emigrazione, non di abitanti in meno perchè divenuti autonomi. quartucciu per esempio ormai ha tolto più abitanti a cagliari da comune autonomo che da comune "scissionista"

In realtà avevo fatto confusione e l'avevo elencato come comune scissionista, ma il concetto, come evidenzi tu, non cambia: la vera Cagliari, ossia l'area urbana, ha guadagnato abitanti, non sicuramente perso.

w3deco
September 25th, 2010, 02:13 PM
Prodotto interno lordo pro capite a prezzi correnti nel 2009 nelle province e regioni italiane, posizione in graduatoria e differenza di posizione con il 1995

http://www.starnet.unioncamere.it/download.php?id=10027


Notare le disparità tra province sarde, la dice lunga anche sui fenomeni migratori all'interno della Sardegna stessa, e che il PIL pro capite della Sardegna è sceso rispetto al 2007 in cui era di circa 1000€ superiore.

strallato554
September 25th, 2010, 04:31 PM
Prodotto interno lordo pro capite a prezzi correnti nel 2009 nelle province e regioni italiane, posizione in graduatoria e differenza di posizione con il 1995

http://www.starnet.unioncamere.it/download.php?id=10027


Notare le disparità tra province sarde, la dice lunga anche sui fenomeni migratori all'interno della Sardegna stessa, e che il PIL pro capite della Sardegna è sceso rispetto al 2007 in cui era di circa 1000€ superiore.

interessante...ma quanto è affidabile?
un dato tra tutti. metà delle province sarde nel 1995 non esisteva. hanno usato la sfera di cristallo?
hanno modificato il dato del 95 della provincia di cagliari levando il pil dei comuni poi passati ad altra provincia? o hanno usato il dato del pil della provincia di cagliari del 1995? e allora gli altri da dove li hanno tirati fuori? diciamo che si possono giocare al lotto...

glekka
September 25th, 2010, 05:11 PM
interessante...ma quanto è affidabile?


però il dato è abbastanza verosimile, a differenza di quella pseudonotizia di cagliari-quarta città più ricca-. per fare il dato basta semplicemente considerare le nuove provincie e rifare il calcolo del 95, non mi sembra un calcolo di statistica complessa

strallato554
September 25th, 2010, 05:33 PM
però il dato è abbastanza verosimile, a differenza di quella pseudonotizia di cagliari-quarta città più ricca-. per fare il dato basta semplicemente considerare le nuove provincie e rifare il calcolo del 95, non mi sembra un calcolo di statistica complessa

questo se tutto a questo mondo fosse fatto con criterio e logica...a volte ho la sensazione che questi dati siano troppo spesso strumentalizzati e manipolati...un po' tipo julia roberts in pretty woman...richard gere le chiede come si chiama e quella risponde "che nome ti piacerebbe?" o qualcosa del genere...
anche da questo genere di statistiche mi da l'impressione che a volte si parta dal numero che serve e poi si ricostruisca a ritroso...
comunque tutto ciò per dire che ho i miei dubbi sul fatto che siano andati a spulciare comune per comune i risultati del 95 e riattribuirli alle nuove province. oltre il fatto che non ha logica alcuna riportare un valore di un qualcosa che non esisteva prima e modificare il dato storico di un qualcosa che è cambiata dopo. si confonde il padre con il figlio, etc...

w3deco
September 25th, 2010, 05:47 PM
In effetti non so come possano aver fatto a scorporare i dati delle "vecchie" province da quelle "nuove".

BTW ecco i dati del 2008 con le 4 province originarie.

http://www.unioncamere.gov.it/images/stories/documenti/doc/allegati2/Comunicati_stampa/Giornata_economia/Conmtabilita_economica/volume%20nazionale_contabilita_5.3.pdf

glekka
September 25th, 2010, 06:17 PM
w3deco, il pdf che hai messo conferma + o - i risultati dell'altro, cioè la provincia (vecchia) di ss ha un reddito alto perchè è trascinata da OT, mentre quella di cagliari è abbassata da igl/carb..i dati del pdf con le nuove provincie per me corrisponde alla realtà, anche se vanno presi con le pinze: OT è piena di finti residenti che ci vanno solo in estate e quando devono portare i campioni di urina. è particolare anche che la provincia di nuoro abbia un reddito superiore a quello di SS, chissà se è realmente così. invece cagliari è -giustamente- la più ricca del meridione e il reddito è più paragonabile al centro.

w3deco
September 26th, 2010, 10:59 AM
Sardex, ecco la nuova moneta

Un gruppo di under 30 ha creato un mercato via web dove le aziende dell'Isola fanno affari pagando col sardex, che vale un euro. Un aiuto a combattere la crisi con enormi prospettive di crescita.

Dalle nebbie di un altro secolo emerge il baratto, aggiornato ai tempi e su misura per il web. Si compra e si vende col sardex, una moneta nuova di zecca che vale esattamente un euro. Il primo vero esperimento di federalismo monetario. «A gennaio abbiamo inaugurato la rete di scambio commerciale per promuovere tutto ciò che viene prodotto nell'Isola», spiega Gabriele Littera, presidente del consiglio di amministrazione e responsabile marketing, «in meno di nove mesi si sono associate centosettanta aziende».

Venticinque anni, laureato in marketing a Teramo, s'è creato un mestiere da sé riuscendo a trovare il tempo per comiziare nelle piazze del Medio Campidano in veste di candidato dell'iRS alla presidenza della Provincia: «La politica è una passione che tengo ben distinta dal lavoro».

Com'è nata l'idea?

«Mio fratello ha sbagliato indirizzo internet finendo dentro un sito che si occupa di questo tipo di commercio».

Investimento iniziale?

«Poco, ma era tutto ciò che avevamo».

Quanto?

«Diciotto ore di lavoro al giorno, lo stabile diventato sede della Sardex.net e trentamila euro».

Prestiti o risparmi?

«Debiti zero. Qualcosa l'abbiamo chiesta a casa».

Quanti soci?

«Mio fratello, due amici e io, tutti con la stessa quota».

Il principio ispiratore?

«Tutte le imprese - piccole, grandi oppure micro - chiunque lavori oggi non lo fa al massimo della potenzialità. Ha merce che rimane in magazzino, tavoli che restano vuoti nelle pizzerie. Il denaro è insufficiente, quindi si tagliano acquisti, si rinviano investimenti e le imprese lavorano meno. Non è una crisi produttiva ma finanziaria. Quello che abbiamo fatto è stato dare un altro mezzo di pagamento a chi ne aveva bisogno».

Risultato?

«Sapevamo che era necessario un periodo per testare l'iniziativa e così è stato. Oggi decine di aziende fanno affari tra loro senza sborsare un euro».

Un esempio?

«Ogni cliente ha un certo numero di crediti sardex che può spendere per l'acquisto di beni e servizi. Un centro fisioterapico può comprare i manifesti pubblicitari, un'azienda di trasformazione può acquistare i prodotti alimentari che le servono. Tutto dentro i confini regionali stimolando la produzione».

Costo d'iscrizione?

«Dai trecento sardex, per i piccoli, ai cinquecento euro, per gli imprenditori medio-grandi».

L'associato col fatturato più piccino?

«Un'agenzia che progetta siti web. Sono iscritti da sei mesi e hanno raddoppiato il fatturato».

La più grande?

«L'Unione Sarda».

L'utilità per un quotidiano?

«Mettere sul mercato spazi pubblicitari invenduti oppure ridurre il costo della cancelleria».

L'euro non esiste?

«No, per le transazioni sino a mille sardex. Quelle superiori possono essere perfezionate con entrambe le monete».

La concorrenza?

«Non c'è».

Zone della Sardegna che vi snobbano?

«La piccola impresa cagliaritana ci ignora. Si lamenta, questo sì, sempre, ma non cerca soluzioni».

Differenze rispetto al baratto tradizionale?

«C'è in più la multilateralità. Un agricoltore, per esempio, vende le mele e avrà sul suo conto cento sardex da spendere in un ristorante o dove preferisce. Non esistono interessi, l'unico valore sono i beni e servizi. Acquisti e vendite sono comprensivi di iva».

È la spia del malessere arrivato in profondità?

«Dove la crisi è più forte è più semplice che nascano le soluzioni».

Avete un'etica?

«Certo, e ci ha spinto a impedire l'accesso a imprese finanziarie e rivenditori di armi».

Differenze tra euro e sardex?

«La moneta col corso forzoso spinge all'accumulazione, il sardex no. Nella nostra rete commerciale non esistono pagamenti a trenta-sessanta-novanta giorni: il conto si salda subito e già questa è una grande novità».

Chi è il garante?

«Le stesse aziende che si danno reciprocamente fiducia».

Perché avete tagliato fuori i consumatori?

«Così come stiamo dando potere d'acquisto alle imprese, lo faremo con i privati. Il nostro obiettivo è far girare l'economia con i prodotti sardi, mettere in comunicazione i distretti produttivi»

Chi decide quanti sardex valgono i prodotti?

«Il venditore, se stabilisce prezzi alti nessuno li compra».

Cosa risponderebbe se le dicessero che è solo folklore?

«Che non vedono in prospettiva. Quando promuoviamo la nostra rete alcuni imprenditori dicono: "Io voglio soldi". Rispondiamo: "Ti diamo la possibilità di risparmiare il denaro che userai per altri scopi"».

Dove volete arrivare?

«Per ora consideriamo quello che abbiamo fatto un buon inizio. La speranza è riuscire a usare questi strumenti come in Svizzera, dove un'impresa su quattro è in rete».

Domenica 26 settembre 2010 07.18
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/197353

http://www.sardex.net/

riccardo_m
September 26th, 2010, 11:47 AM
Prodotto interno lordo pro capite a prezzi correnti nel 2009 nelle province e regioni italiane, posizione in graduatoria e differenza di posizione con il 1995

http://www.starnet.unioncamere.it/download.php?id=10027


Notare le disparità tra province sarde, la dice lunga anche sui fenomeni migratori all'interno della Sardegna stessa, e che il PIL pro capite della Sardegna è sceso rispetto al 2007 in cui era di circa 1000€ superiore.

...casca a fagiUolo: guardacaso le 3 province più ricche hanno un aeroporto (oltre a uno o più porti)!!! :bash:

strallato554
September 26th, 2010, 11:59 AM
...casca a fagiUolo: guardacaso le 3 province più ricche hanno un aeroporto (oltre a uno o più porti)!!! :bash:

giusto per dimostrare che le infrastrutture non sono un costo sterile e che il loro bilancio va fatto inserendo l'utile sociale, dove per sociale non si intende il bilancio della società che le gestisce....

w3deco
September 27th, 2010, 07:00 PM
...casca a fagiUolo: guardacaso le 3 province più ricche hanno un aeroporto (oltre a uno o più porti)!!! :bash:

giusto per dimostrare che le infrastrutture non sono un costo sterile e che il loro bilancio va fatto inserendo l'utile sociale, dove per sociale non si intende il bilancio della società che le gestisce....

Non l'avevo postato a caso... ;)

w3deco
September 27th, 2010, 07:04 PM
Stavolta invece facciamo i complimenti ad Alghero...


Riviera, rivoluzione a due ruote

Trenta milioni di euro per migliorare la mobilità urbana, dotando la città di circonvallazioni, rotatorie, piste ciclabili e nuovi posti auto. Le opere, parte delle quali già in via di realizzazione, rivoluzioneranno il sistema viario della Riviera, alleggerendo il traffico nelle zone nevralgiche e incentivando i residenti a utilizzare mezzi alternativi all'auto.

CAMBIO AL LIDO La prima imminente modifica interesserà la via Lido. Il prossimo inverno il lungomare diventerà a senso unico, in direzione del porto. Una buona porzione della sede stradale, infatti, sarà occupata dalla pista riservata alle due ruote e ai pedoni, proseguendo così la rete ciclabile della rambla Barcellona che, attualmente, si interrompe all'altezza della spiaggia di San Giovanni. I lavori, per i quali sono disponibili due milioni e trecentomila euro, prenderanno il via la settimana prossima dall'ex passaggio a livello e comprendono la creazione di una rotatoria all'altezza dello snodo tra il lungomare Barcellona, la via Don Minzoni, via Lido e le spiagge di Maria Pia e Fertilia. Con i lavori di sistemazione della viabilità nel tratto nevralgico di San Giovanni, a giudizio dei tecnici, avrà un ruolo importante la via Castelsardo, che, risistemata, metterà in collegamento la passeggiata con la stazione ferroviaria. Lungo la via Lido, sulla spiaggia, saranno inoltre inserite delle rampe di scale per l'accesso agli arenili, che avranno la doppia funzione di creare delle sedute e formare una barriera a salvaguardia del litorale.

BIKE SHARING Drastico cambiamento anche per il viale Primo Maggio, l'arteria che dall'ospedale Marino arriva fino a Fertilia. Verrà chiusa alle auto e sarà viale Burruni il collegamento principale, con dei pettini per raggiungere il litorale. In questo modo sarà possibile connettere la rete di percorsi ciclabili, dal Calabona fino a Fertilia, passando per la storica passeggiata anni Cinquanta, il porto turistico e il lungomare disegnato da Busquet. Chilometri di piste per sviluppare il Bike sharing. Tra i primissimi in Sardegna, il Comune di Alghero si appresta infatti a impiantare cinque stazioni in cui saranno disponibili quaranta biciclette, per una spesa di duecentoventimila euro, fondi provenienti dal ministero dell'Economia e delle Finanze.

PARCHEGGI Poi i parcheggi. Ottomilioni di euro per scavare in piazza della Mercede e ricavare circa trecento posti auto. Al bando pubblico ha partecipato una sola società, la Saba, leader in Europa nella costruzione di silos. A dicembre, invece, verrà inaugurato il parcheggio della Nuova piazza dei mercati, nell'ex area Giordo. Infine la circonvallazione, diecimilioni e mezzo di euro, già stanziati dalla Regione per i due chilometri di bretella attraverso la via Mossa (quartiere Carmine- Pietraia), la strada statale 292 (strada per Villanova ) all'altezza del viale della Resistenza passando per la via Vittorio Emanuele (strada per Sassari), le zone di Carrabuffas e Valverde. Il piano prevede un tratto di strada urbana di scorrimento con due corsie per carreggiata separate da un'aiuola spartitraffico, con i marciapiedi su entrambi i lati e un ingombro complessivo di venticinque metri.

L'Unione Sarda di Lunedì 27 settembre 2010

w3deco
October 1st, 2010, 02:09 PM
Alla scoperta del Supramonte...


Supramonte, un mondo di grotte e laghi

Fiumi, cascate, saloni: scoperto un nuovo sistema sotterraneo

di LELLO CARAVANO

Cade un altro mistero nel Supramonte delle meraviglie. L'ha svelato un gruppo di speleologi affamati di avventure in questo lembo di Sardegna che custodisce ancora tanti segreti. Dopo mesi di durissimo lavoro - e dopo l'eccezionale scoperta di cinque anni fa - è venuto alla luce un altro mondo di spettacolari gallerie e gigantesche frane, cascate, burroni, baratri, inghiottitoi. Un mondo d'acqua dove l'uomo non aveva mai messo piede, che ha formato nel corso dei secoli fiumi, laghi cristallini e grandiosi saloni nel ventre dell'altopiano di calcare, e che scorre al buio per chilometri per fuoriuscire nella risorgenza di Su Gologone, a Oliena.

UNA FESSURA NELLA ROCCIA Un mondo segreto che si apre nel Supramonte di Orgosolo, al confine con Urzulei, da tempo diventato il centro delle ricerche sotterranee. Dove due infaticabili speleologi - Vittorio Crobu, cagliaritano, e Marcello Moi, seuese, - e i loro compagni dell'Aspros (Associazione Progetto Supramonte) sembrano non avere limiti né confini, tanta è la sete di esplorazione per far luce sul sistema carsico. Un fronte di ricerca che vede coinvolti altri gruppi di esploratori, riuniti nella Federazione speleo sarda, e che in dieci anni ha portato alla scoperta di una dozzina di chilometri nel ventre della terra e di tre fiumi ipogei. Cinque anni fa Crobu e Moi svelarono il mistero che gli speleologi (non solo sardi) inseguivano da quasi mezzo secolo, come un Santo Graal: spingendosi fino a meno 500 metri, trovarono il Grande Fiume, il Collettore che da millenni scorre nel cuore dell'Isola e dopo decine di chilometri dà vita alla sorgente di Su Gologone. Nei mesi scorsi sono tornati nel cuore di uno dei sistemi carsici più estesi d'Europa. «Mentre ispezionavo la valle del Flumineddu, nel Supramonte di Orgosolo, uno dei luoghi più selvaggi di tutta l'Isola - racconta Marcello Moi, che è anche esponente del Centro speleo Mazzella di Dorgali - da una fessura di una ventina di centimetri, di fronte a un vecchio tasso, fuoriusciva una corrente di aria gelida. Da lì cominciò l'esplorazione».

UN MONDO SEGRETO Al di là quel buco nel calcare si apre un universo misterioso. Prima una serie di strettoie, dopo quattro metri un pozzo, piccoli salti, poi ambienti sempre più grandi. Gallerie, burroni, frane, laghi, saloni, fiumi, sifoni da superare in apnea fino a meno 340 metri: la seconda grotta più profonda in Sardegna, battezzata Piggios 'e su mudrecu, dal nome della località. Un'esplorazione complessa, un'impresa al limite della fatica e delle capacità. Un'avventura che parla di stress, di giornate trascorse al buio e all'umido, di fame e sete, di emozioni spesso difficili da controllare, di incubi notturni fatti di frane e baratri. «Abbiamo scoperto ambienti meravigliosi, grandiosi saloni che con la piena si allagano in pochi minuti, inghiottitoi dove il livello dell'acqua sale anche di sessanta metri. Abbiamo fatto un viaggio a ritroso nel tempo. Ci ha sorpreso la complessità del sistema idrico, con un reticolo di centinaia di chilometri prima di arrivare a Su Gologone», dice Vittorio Crobu, presidente di Aspros, all'attivo spedizioni nelle Filippine, Venezuela, Messico e, la più recente, nel Sahara libico.

UN TESORO DI ACQUA Hanno documentato l'impresa con foto e video, realizzando anche un documentario presentato nei recenti raduni regionali e nazionali di speleologi. Si sentono parte di una comunità fortunata, «forse l'ultima stirpe di esploratori su una Terra spiata da mille occhi almeno sulla sua superficie», dicono Moi e Crobu. Ma c'è anche l'orgoglio di una generazione di speleologi sardi che sta facendo scuola. Anni di ricerche stanno portando alla luce la grande risorsa idrica custodita nelle viscere dell'Isola, dal Monte Albo (dove lavorano gruppi oristanesi e nuoresi) al Supramonte, un prezioso lavoro scientifico portato avanti con sacrifici e senza aiuti pubblici. Un tesoro di acqua - peraltro purissima - che soltanto una decina di anni fa era sconosciuto.
Ma queste sono soltanto alcune tappe di una ricerca che non si ferma qui. Gli speleologi-esploratori sanno che ci sono innumerevoli vie dell'avventura da seguire. Per svelare altri segreti del tesoro nascosto nel cuore dell'Isola.

L'Unione Sarda di Venerdì 01 ottobre 2010

w3deco
October 1st, 2010, 02:13 PM
^^ Domani sarò di matrimonio, cerimonia a Nuoro e poi ci si sposta nella marina di Orosei! :banana: :eat: :booze: :drunk: :crazy2:

thenightdriver
October 1st, 2010, 02:30 PM
^^ Domani sarò di matrimonio, cerimonia a Nuoro e poi ci si sposta nella marina di Orosei! :banana: :eat: :booze: :drunk: :crazy2:

se e' per pranzo...sei rovinato :lol::lol:

w3deco
October 1st, 2010, 02:35 PM
Seeeeeeeeee! Ma li conosci i matrimoni nuoresi? Sono pazzi lì! :nuts:

Pranzo, cena e post cena! Pazzi! :lol:

:banana: :eat: :booze: :drunk: :crazy2:

thenightdriver
October 1st, 2010, 03:03 PM
Seeeeeeeeee! Ma li conosci i matrimoni nuoresi? Sono pazzi lì! :nuts:

Pranzo, cena e post cena! Pazzi! :lol:

:banana: :eat: :booze: :drunk: :crazy2:

appunto..e guai a rifiutare il tris di maialetto..:)

fabrik
October 1st, 2010, 04:55 PM
Assistere ai festeggiamenti di un matrimonio in Sardegna è stata l'esperienza più scioccante della mia vita, sono rimasto traumatizzato :D

w3deco
October 2nd, 2010, 07:43 AM
Assistere ai festeggiamenti di un matrimonio in Sardegna è stata l'esperienza più scioccante della mia vita, sono rimasto traumatizzato :D

:lol:

In che zona? Dalle tue parti in Gallura?

Io ho sempre partecipato a matrimoni nel cagliaritano, niente di scioccante, ma mi hanno detto che nel nuorese sono veramente esagerati!
Sono nella fase preparativi... :D

strallato554
October 2nd, 2010, 09:27 AM
:lol:

In che zona? Dalle tue parti in Gallura?

Io ho sempre partecipato a matrimoni nel cagliaritano, niente di scioccante, ma mi hanno detto che nel nuorese sono veramente esagerati!
Sono nella fase preparativi... :D

Oserei dire da incubo! Ma e' cosi in tutti i paesi del mondo sotto i 10000 abitanti!

fabrik
October 2nd, 2010, 11:35 AM
:lol:

In che zona? Dalle tue parti in Gallura?

Io ho sempre partecipato a matrimoni nel cagliaritano, niente di scioccante, ma mi hanno detto che nel nuorese sono veramente esagerati!
Sono nella fase preparativi... :D

Gallura, 3 pasti per 400 persone : pranzo, cena e di nuovo pranzo il giorno dopo, tutti con quantità di cibo da indigestione. Decine di portate. Un piatto di gamberetti corrisponde ad un cumulo di gamberetti alto 20 centimetri. Il pranzo finiva verso le 17, poi una pausa di 2-3 ore a casa per fare la cacca e poi tutti risalivano in macchina per tornare al ristorante, perchè si avvicinava l'ora della cena..

Ma come fanno? C'erano vecchiette di 45 kg e 80 anni che mangiavano il quadruplo di quello che sono riuscito a mangiare io

Cubo
October 2nd, 2010, 02:02 PM
^^ Forse facevano più cacca di te... :D

Alberto_Tidu
October 5th, 2010, 01:12 AM
...casca a fagiUolo: guardacaso le 3 province più ricche hanno un aeroporto (oltre a uno o più porti)!!! :bash:

In realtà Ricky, non si tratta di causa-effetto, quanto di correlazione. Ovvero, non sono ricche perché hanno infrastrutture, ma, al contrario, essendo per svariati motivi più ricche delle altre, hanno la necessità di avere porti e aeroporti; ne è prova il fatto che Karalis, Turris Lybisonis e Terranova fossero le principali città della Sardegna già prima che l'uomo pensasse che fosse possibile volare :)

strallato554
October 5th, 2010, 07:21 AM
In realtà Ricky, non si tratta di causa-effetto, quanto di correlazione. Ovvero, non sono ricche perché hanno infrastrutture, ma, al contrario, essendo per svariati motivi più ricche delle altre, hanno la necessità di avere porti e aeroporti; ne è prova il fatto che Karalis, Turris Lybisonis e Terranova fossero le principali città della Sardegna già prima che l'uomo pensasse che fosse possibile volare :)

Però guarda caso avevano un porto...la ricchezza non si crea dal nulla e l'unica risorsa che avevano era proprio l'infrastruttura portuale...se vuoi possiamo un attimo leggere insieme i libri di storia sulle repubbliche marinare!
Tutto ebbe inizio da un'insenatura...o una baia sicura per l'approdo...

Alberto_Tidu
October 5th, 2010, 07:37 PM
Però guarda caso avevano un porto...la ricchezza non si crea dal nulla e l'unica risorsa che avevano era proprio l'infrastruttura portuale...se vuoi possiamo un attimo leggere insieme i libri di storia sulle repubbliche marinare!
Tutto ebbe inizio da un'insenatura...o una baia sicura per l'approdo...

Quello è ovvio; quello che intendo è che, da ciò che aveva scritto Ricky, sembrava s'intendesse che Cagliari, Alghero e Olbia siano state privilegiate dotandole d'infrastrutture che ne hanno permesso l'arricchimento.

E' ovvio che non è così: i porti sono stati costruiti lì perché erano i migliori approdi dell'isola (sia dal punto di vista naturale che logistico) e le città che avevano la posizione migliore per sviluppare ricchezza. Quando, nel '900, si decise dove costruire gli aeroporti, si optò, naturalmente, per i luoghi dove più intensi erano gli scambi col Continente...

Se qualcuno pensa che la Sardegna sarebbe stata più ricca se gli aeroporti, anziché ad Alghero ed Olbia, fossero stati costruiti a Macomer e a Buddusò, sbaglia di grosso :)

strallato554
October 6th, 2010, 11:33 AM
Quello è ovvio; quello che intendo è che, da ciò che aveva scritto Ricky, sembrava s'intendesse che Cagliari, Alghero e Olbia siano state privilegiate dotandole d'infrastrutture che ne hanno permesso l'arricchimento.

E' ovvio che non è così: i porti sono stati costruiti lì perché erano i migliori approdi dell'isola (sia dal punto di vista naturale che logistico) e le città che avevano la posizione migliore per sviluppare ricchezza. Quando, nel '900, si decise dove costruire gli aeroporti, si optò, naturalmente, per i luoghi dove più intensi erano gli scambi col Continente...

Se qualcuno pensa che la Sardegna sarebbe stata più ricca se gli aeroporti, anziché ad Alghero ed Olbia, fossero stati costruiti a Macomer e a Buddusò, sbaglia di grosso :)

sicuramente sarebbero state più ricche macomer e buddusò però visto che le merci viaggiano per mare e non per aria la sardegna nel complesso ne trarrebbe minori vantaggi. Comunque il concetto è che l'infrastruttura fa la ricchezza di un posto e non viceversa. Perchè se è vero il viceversa vuol dire che il territorio è già ricco a prescindere dall'infrastruttura (ad esempio ha materie prime o produce qualcosa che non è producibile altrove o ha risorse naturali uniche...). Poi a ciò si aggiungono ovviamente ragioni storiche particolari che segnano il destino di un luogo a volte anche per motivi del tutto casuali...è ad esempio di difficile valutazione il perchè Cagliari sia diventata capoluogo piuttosto ad esempio che olbia. forse la fortuna di cagliari è stata il campidano, forse arborea, forse i punici, ma certo è che è la presenza del porto la fortuna di cagliari e non viceversa....gli aeroporti sono la naturale evoluzione dei porti anche se vedere un container per aria mi metterebbe per il momento un po' di ansia...quindi la posizione di cagliari rimane ancor oggi strategica per il mercato mediterraneo

w3deco
October 7th, 2010, 11:50 AM
Tiscali verso nuova rete in fibra con Zte

Tiscali ha siglato una partnership con Zte, colosso cinese delle telecomunicazioni, per lo sviluppo di una nuova rete di fibra ottica.

Oggetto dell'accordo, si legge in un articolo di MF, è la realizzazione di un nuovo network che dovrebbe interessare in un primo momento l'area di Cagliari, per poi espandersi a tutta la Sardegna, dove Tiscali detiene già una quota rilevante nel mercato dell'accesso a internet su rete fissa.

Zte dovrebbe farsi carico di una parte dell’investimento necessario, che sarà poi restituita da Tiscali, proprietaria del network.

http://quomedia.diesis.it/news/23704/tiscali-verso-nuova-rete-in-fibra-con-zte

w3deco
October 7th, 2010, 12:39 PM
Per chi ha facebook...

Intanto, in viale Trento... (http://www.facebook.com/album.php?aid=23185&l=3ef1f3d211&id=123086291079349)

Ridere per non piangere.

Alberto_Tidu
October 7th, 2010, 01:58 PM
sicuramente sarebbero state più ricche macomer e buddusò però visto che le merci viaggiano per mare e non per aria la sardegna nel complesso ne trarrebbe minori vantaggi. Comunque il concetto è che l'infrastruttura fa la ricchezza di un posto e non viceversa. Perchè se è vero il viceversa vuol dire che il territorio è già ricco a prescindere dall'infrastruttura (ad esempio ha materie prime o produce qualcosa che non è producibile altrove o ha risorse naturali uniche...). Poi a ciò si aggiungono ovviamente ragioni storiche particolari che segnano il destino di un luogo a volte anche per motivi del tutto casuali...è ad esempio di difficile valutazione il perchè Cagliari sia diventata capoluogo piuttosto ad esempio che olbia. forse la fortuna di cagliari è stata il campidano, forse arborea, forse i punici, ma certo è che è la presenza del porto la fortuna di cagliari e non viceversa....gli aeroporti sono la naturale evoluzione dei porti anche se vedere un container per aria mi metterebbe per il momento un po' di ansia...quindi la posizione di cagliari rimane ancor oggi strategica per il mercato mediterraneo


Sono d'accordo su tutto; però il discorso era partito dal fatto che Riccardo avesse evidenziato che le provincie più ricche fossero quelle con l'aeroporto. Ho voluto solamente sottolineare che non è stato l'aeroporto a renderle ricche, perché già nelle epoche passate sono state le provincie più ricche e più collegate, anche per motivi naturali, col resto del mondo; e ovviamente l'aeroporto venne costruito in queste provincie, perché sarebbe stato inutile costruirlo a San Niccolò Gerrei o ad Ozieri, per dover poi trasportare il 90% delle merci e delle persone a Cagliari o a Sassari, ossia dove c'era più richiesta... Insomma, come tu stesso hai riconosciuto, le città aeroportuali erano quelle dominanti già prima dell'esistenza degli aerei, quindi non ha senso dare la colpa alla politica delle infrastrutture (in questo caso, s'intende).

strallato554
October 7th, 2010, 04:50 PM
Sono d'accordo su tutto; però il discorso era partito dal fatto che Riccardo avesse evidenziato che le provincie più ricche fossero quelle con l'aeroporto. Ho voluto solamente sottolineare che non è stato l'aeroporto a renderle ricche, perché già nelle epoche passate sono state le provincie più ricche e più collegate, anche per motivi naturali, col resto del mondo; e ovviamente l'aeroporto venne costruito in queste provincie, perché sarebbe stato inutile costruirlo a San Niccolò Gerrei o ad Ozieri, per dover poi trasportare il 90% delle merci e delle persone a Cagliari o a Sassari, ossia dove c'era più richiesta... Insomma, come tu stesso hai riconosciuto, le città aeroportuali erano quelle dominanti già prima dell'esistenza degli aerei, quindi non ha senso dare la colpa alla politica delle infrastrutture (in questo caso, s'intende).

...abbiamo guardato la medaglia da due prospettive differenti ma il concetto è proprio quello...

w3deco
October 8th, 2010, 03:19 PM
Quando si parla di riconversione economica...ecco i (buoni) risultati...


Rosas, l'hotel-miniera ha fatto il pieno

Estate-boom nelle case vacanza: turisti anche dall'Australia

NARCAO Un anno fa non ci avrebbero creduto. Seimila biglietti, 1300 presenze nelle case-vacanza nascoste nel verde, pienone soprattutto in estate con soggiorni anche di due settimane, pranzi per comitive, feste, raduni, notti bianche. Persino matrimoni civili nella ex officina a fianco della splendida laveria in legno con i macchinari perfettamente funzionanti e un interessante (e vivo) museo multimediale.
La nuova vita di Rosas è cominciata. L'hotel della miniera, fino a trent'anni fa la grande fabbrica di Narcao (cinquecento dipendenti nel pieno dell'attività), ha superato la prova turismo. Gli scettici erano tanti. Anche in paese. Lunghi restauri, quasi 12 milioni di euro investiti, poi la società mista tra Comune e Parco Geomineraio, quindi la gestione affidata a un gruppo di minatori in pensione, con le mogli a occuparsi del ristorante e a proporre i piatti tipici sulcitani: dai sappueddus, gli straccetti di pasta al sugo di cinghiale, ai curruxioneddus, i deliziosi ravioli ripieni di ricotta e fritti. «Tutti ci fanno i complimenti, io penso che la squadra sia azzeccata - dice Cipriano Ennas, una vita in miniera, presidente dell'Associazione ex minatori - Lo spirito di sacrificio è forte, pensiamo al futuro piuttosto che al guadagno immediato. Questa miniera ci ha dato da vivere, contribuiamo a tenerla in vita. Glielo dobbiamo». «Gli ospiti sono soddisfatti per l'accoglienza, per la cucina, perché il posto è pulito», aggiungono altri due pensionati, Mario Sedda e Giovanni Serra.

NOTTE BIANCA IN MINIERA Per la notte bianca ai primi di settembre, in 120 hanno visitato gli impianti. A fine ottobre arriverà una comitiva da Friuli e Lazio, un gruppo di cento escursionisti cagliaritani ha già prenotato pe la prossima settimana. Si partirà presto con i pacchetti trekking a piedi e a cavallo. Sono stati appaltati i lavori nella galleria Santa Barbara, presto sarà illuminato il piazzale della grande foresteria (altri 60 posti letto, una volta completato il restauro). Le splendide spiagge di Teulada e Porto Pino sono a venti minuti d'auto. L'obiettivo è allargare le iniziative. E creare occasioni di lavoro: per il momento, oltre ai minatori e alle loro mogli, l'hotel-miniera assicura otto posti, seppure a tempo parziale. Piccoli numeri che però fanno sognare, se si pensa al cimitero di fabbriche e di buste paga che è diventato il Sulcis.

IL SINDACO: SIAMO TESTARDI Sogna anche il sindaco Gianfranco Tunis che si è sempre battuto per far rivivere la vecchia miniera di piombo e zinco: «Dicono che sono un testardo. In questo caso la testardaggine ha pagato. Abbiamo fatto la scelta di non affidare la gestione a un esterno, non c'erano le condizioni. Era necessaria la presenza pubblica per far camminare l'iniziativa. Ora a Narcao tutti sono convinti che dare una mano a Rosas vuol dire favorire l'occupazione. Nessun'altra impresa potrà dare quello che Rosas offre e può offrire. Si genera un indotto per tutto il paese».
È una strada obbligata per evitare il disastro. Tremilaseicento abitanti, a Narcao come sugli altri piccoli paesi la crisi fa piovere tegole in serie. L'ultima: la chiusura della scuola per l'infanzia della frazione di Terrasèo, 600 residenti. Gli iscritti sono dodici ma tre bambini compiranno gli anni soltanto in febbraio. Morale: cancellata.

LA CASETTE COLOR OCRA E così non resta che credere in quelle casette color ocra ben restaurate - venti camere, quaranta posti letto - dove un tempo vivevano i minatori e le loro famiglie, immerse nella macchia mediterranea, con angolo cottura, pompe di calore, frigo bar e caminetto, con il tetto spiovente, offerte - con il pranzo - a tariffe davvero low cost. Che hanno attirato turisti dal resto d'Italia, ma anche dalla Francia, dall'Olanda, dall'Australia. E anche molti emigrati che hanno scelto di soggiornare nel villaggio minerario in estate. Hanno funzionato il passaparola, Facebook (in oltre tremila hanno lasciato una testimonianza) e il sito Internet, www.comune.narcao.ci.it. Gli ospiti sono affascinati dalla laveria, realizzata completamente in legno e ben restaurata. «I visitatori ci chiedono come si lavorava e soprattutto perché la miniera è stata chiusa», dicono le due guide, Ivana e Rita Garau. Si sentono coinvolti dal museo multimediale, con il libro elettronico e i pannelli con le interviste dei minatori: «Colpiscono in particolare le macchine ancora in funzione, il frastuono delle macine a sfera. Si rendono conto del ciclo completo di lavorazione dei minerali ma anche della vita sociale in miniera. Per molti poi è un viaggio nei ricordi», racconta la curatrice Sabina Sabiu.

CURA DEI DETTAGLI Ora ci si prepara per l'anniversario. L'anno prossimo saranno 160 anni dalla prima concessione della miniera. Da poco è stato sistemato il sentiero del minatore, una scorciatoia sui monti utilizzata dagli operai per raggiungere più velocemente l'impianto da Rio Murtas. Dalla prossima estate ci sarà un piccolo acquafan per i bambini. Da oggi, alla Borsa Turismo e natura di Tempio sarà presente uno stand del villaggio minerario di Rosas. «Il segreto è accogliere bene i visitatori, con genuinità e entusiasmo», ripete Cipriano Ennas. A giudicare dai risultati, dall'atmosfera che si respira ai tavolini sulla terrazza del bar di fronte al piazzale, il sistema Rosas funziona. C'è un'attenzione particolare per i dettagli, a cominciare dal verde, dai fiori, curati dall'associazione degli anziani. Narcao sta nuovamente prendendo confidenza con la sua miniera, dopo gli anni della crisi e dell'abbandono. Con quei filoni di rosasite, il minerale composto dal carbonato di rame e zinco, azzurrognolo a dispetto del nome. Filoni che forse possono ancora regalare un futuro.
caravano@unionesarda.it

L'Unione Sarda di venerdì 08 ottobre 2010


http://www.anticoborgonarcao.it/images/attrazioni_divertimento/minierarosas3.jpg

http://www.sulcisiglesiente.eu/uplgallery/608_Miniera%20di%20Rosas%20Narcao.jpg

http://sardegna.blogosfere.it/images/miniera-rosas-hotel-villaggio-minerario-laveria.jpg

http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/7939244.jpg

w3deco
October 8th, 2010, 03:22 PM
A proposito di piccoli aeroporti: novità su Tortolì-Arbatax

Trasporti e infrastrutture: Aeroporto, oggi l’ultimo volo

Accuse alla Regione: «Svanite le promesse sulla continuità»
Tortolì. Arrivo e partenza per Berna poi si chiude, a casa dieci dipendenti Ora il Comune spera in un intervento dell’assessore Carta

TORTOLÌ. Questa mattina, con l’arrivo e la ripartenza per Berna del programmato volo della compagnia aerea Intersky, chiude l’aeroporto locale. La struttura riprese i voli lo scorso 11 giugno, in pompa magna, alla presenza dei vertici dell’esecutivo regionale, con il primo volo in continuità territoriale. Con la chiusura dello scalo aereo tortoliese, verranno licenziati i dieci dipendenti che operano per conto della Gearto (società di gestione aeroportuale). Il volo da Berna atterrerà oggi alle 9. Da bordo dell’aeromobile Dash 8/400 (che trasporta 78 passeggeri) della compagnia Intersky, scenderanno decine di turisti svizzeri. Alle 10,45, dopo avere caricato i passeggeri che faranno rientro a casa, in Svizzera, al termine della vacanza a Tortolì-Arbatax, lo stesso Dash 8/400 decollerà per fare rientro a Berna. Si chiude così la stagione estiva aeroportuale tortoliese. E questo nonostante fosse stata già annunciata, dall’esecutivo isolano di centro-destra, la seconda tranche della continuità territoriale a partire dal 14 settembre. Feroci critiche contro l’esecutivo guidato da Ugo Cappellacci, giungono dal tortoliese Giorgio Ladu, in passato segretario nazionale del Psd’Az – alle ultime provinciali candidato presidente con la Lega Nord Sardinia – e per alcuni anni amministratore delegato-presidente della Gearto, la società di gestione dello scalo aereo locale. «È andata a finire come avevo previsto già l’11 giugno – precisa Ladu – quando il governatore Cappellacci e l’allora assessore ai Trasporti, Liliana Lorettu, vennero a Tortolì per inaugurare i voli in continuità territoriale. Della tanto sospirata seconda tranche neanche l’ombra e l’aeroporto chiude. Questo a dimostrazione che a livello di Regione non vi era un progetto credibile e sostenuto finanziariamente per il nostro aeroporto». L’assessore comunale al Turismo e ai trasporti, Marcello Ladu, spera invece in un pronto intervento del nuovo assessore regionale ai Trasporti, il sardista Angelo Carta: «So bene che si tratta di una persona seria, che ci darà delle risposte in linea con le nostre sacrosante aspettative. Noi attendiamo che decolli l’annunciata secodna tranche della continuità territoriale. Per Tortolì-Arbatax lo scalo aereo locale è di vitale importanza (con il porto di Arbatax) per il futuro del turismo». L’assessore Ladu prosegue: «Visto che la Regione ha stanziato 20 milioni di euro per i voli low cost, anche noi vogliamo entrare fra gli aeroporti che faranno parte del tutto. ma c’è di più: la prima giunta Cappellacci, mi pare che come ultimo atto abbia deliberato tre milioni di euro a favore della società di gesitone dello scalo oristanese di Fenosu. Nessuno se ne abbia a male, ma il nostro aeroporto è più importante e come minimo dobbiamo avere lo stesso importo».

07.10.2010 – LA NUOVA SARDEGNA

w3deco
October 9th, 2010, 02:21 PM
Fondi europei, Sardegna ai primi posti per lo sviluppo rurale

Con il 99,7 per cento raggiunto già ad agosto, la Sardegna si conferma la più virtuosa tra le Regioni del centro sud nell’utilizzo del Fondo europeo di sviluppo rurale (Feasr) e si attesta anche sopra la quota che le amministrazioni del centro nord devono ancora impiegare entro l’anno (0,4 per cento). Il dato emerge dal terzo monitoraggio condotto dalla Uila-Uil su tabelle del ministero delle Politiche agricole, che fa il punto della spesa delle risorse Feasr al 31 agosto 2010.

CAGLIARI - A questa data, la Sardegna aveva speso 274.245.710 euro, cifra equivalente al 21,2 per cento sul totale complessivo da utilizzare entro il 2013 dei fondi Psr (1 miliardo 292 milioni circa di euro). Secondo la rilevazione, all’Isola resta da utilizzare entro il 31 dicembre appena 1 milione 900mila euro circa per evitare il disimpegno automatico (pari allo 0,3 per cento). Da notare che alcune Regioni hanno una performance di spesa inferiore: ad esempio, alla Calabria resta da impiegare l’11,8 per cento, alla Puglia il 12,7, alla Sicilia il 4,4, al Piemonte il 2,6 per cento, al Lazio il 6,7 per cento.

La soddisfazione dell'assessore Prato. Moderatamente soddisfatto l’assessore regionale dell’Agricoltura Andrea Prato: “Il lavoro svolto nei mesi scorsi per recuperare i gravi ritardi con i quali abbiamo dovuto fare i conti a inizio legislatura continua a dare i suoi frutti e il 99,7 per cento di fondi già spesi ci conferma che anche quest’anno, come nel 2009, nessun euro assegnato alla Sardegna sarà restituito a Bruxelles. Ma non abbassiamo la guardia: anche per il 2011 il monitoraggio della spesa e soprattutto il pagamento dei premi verso gli agricoltori in tempi adeguati saranno tra le priorità di questa Giunta”. L’assessore coglie l’occasione anche per commentare quanto annunciato oggi e nei giorni scorsi dalle associazioni agricole: “La Giunta ha ben presente la crisi che non solo il comparto ovi-caprino, ma l’intera agricoltura isolana sta attraversando. La proposta di rilancio che vogliamo attuare, peraltro condivisa dal mondo agricolo nei mesi scorsi, prevede programmi e risorse per tutti i comparti, utili sia ad affrontare la crisi di oggi ma anche a gettare le basi per evitare tra un paio di anni di ritrovarci nella stessa situazione. Con le associazioni il dialogo è stato e sarà sempre aperto, perché lavoriamo tutti nella stessa direzione: salvare l’agricoltura e la pastorizia della Sardegna”.

http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2010-10-08/14701/Fondi_europei_Sardegna_ai_primi_posti_per_lo_sviluppo_rurale.html

w3deco
October 9th, 2010, 02:40 PM
Focus sulla situazione della raccolta differenziata in Sardegna...


Legambiente: la Sardegna eccelle nella raccolta differenziata

Legambiente promuove i comuni della Sardegna perla loro capacità di differenziare i rifiuti. Nella sua indagine "Comuni ricicloni 2010", ben 38 quelli sardi che sono stati premiati per i comportamenti virtuosi assunti. Nel 2002 solo il 3% della raccolta dei rifiuti nell'isola avvveniva con la differenziata. Nel 2010 la percentuale è salita fino al 35%. Tra i Comuni meznionati anche due capoluoghi di provincia: Tortolì e Oristano. Gli altri comuni sono,quelli sopra i 10.000 abitanti: Terralba, Capoterra, Associazione Comuni Fonni-Oliena-Orgosolo, Sinnai, Selargius, Unione dei Comuni del Parteolla, Monserrato, Ozieri; tra quelli sotto i 10.000 abitanti: Fonni, Guasila, Donori, Olmedo, Tertenia, Bessude, Pabillonis, S.Nicolò D'Arcidano, Villa S.Pietro, Barrali, Soleminis, Settimo S.Pietro, Pimentel, Serdiana, Osini, Florinas, Decimoputzu, Pozzomaggiore, Dolianova, Arbus, Bosa, Sindia, Loceri, Orgosolo, Domusnovas, Villaputzu, Elmas, Ossi.

http://www.legambiente.it/dettaglio.php?tipologia_id=3&contenuti_id=1322


Raccolta differenziata record in Sardegna

In Sardegna nel 2009 sfiorate le 77mila tonnellate di raccolta di carta e cartone, pari a 46,4 kg/ab, con un incremento di oltre 17.000 tonnellate rispetto al 2008. È quanto emerge dal XV Rapporto sulla Raccolta differenziata di carta e cartone pubblicato da Comieco.

CAGLIARI - "La Sardegna ha fatto registrare il miglior incremento percentuale (+28,5%) nel 2009, classificandosi al primo posto come resa pro capite tra le regioni del Sud" ha dichiarato Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco. Tra le provincie, Cagliari si classifica al primo posto con un pro capite pari a 55,6 kg/ab; immediatamente dopo, si piazzano sul podio Olbia Tempio (54,9 kg/ab) e Medio Campidano (52,7 kg/ab); le altre a seguire. A livello comunale cresce la città di Cagliari che con un pro capite pari a 51,9 kg mette a segno un incremento del 29%, rispetto all'anno precedente.

I vantaggi della raccolta differenziata. Grazie alla raccolta differenziata, la Sardegna ha potuto beneficiare di notevoli vantaggi economici: "Solo nel 2009 il sistema Comieco ha trasferito ai comuni della Regione quasi 2,5 milioni di euro come corrispettivo per i servizi organizzati" ha spiegato Montalbetti. Fare la raccolta differenziata significa anche maggiori benefici in termini economici (per i mancati costi di discarica, ad esempio), ambientali (mancata produzione di CO2) ma anche sociali (nuovi posti di lavoro connessi al riciclo). "Negli ultimi 11 anni in Sardegna, grazie alla raccolta differenziata i benefici hanno superato i 29 milioni di euro", ha concluso Montalbetti.

http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2010-09-04/14458/Raccolta_differenziata_record_in_Sardegna.html

w3deco
October 9th, 2010, 02:45 PM
Occupazione, turismo settore trainante secondo l'Agenzia Regionale del Lavoro

“Il turismo come settore trainante dell'occupazione nell'Isola”. E’ questo il senso dell’editoriale a firma del direttore dell’Agenzia regionale per il Lavoro, Stefano Tunis, che accompagna l’uscita della rivista “Congiuntura lavoro Sardegna”, trimestrale edita dall’Agenzia.

CAGLIARI - “In Sardegna il comparto turistico si conferma come settore in grado di trainare l’occupazione – si legge nell'editoriale – La riprova ci giunge chiara dalla lettura dei dati riferiti al secondo trimestre 2010, in cui appare evidente che la stagione turistica ha assicurato una preziosa boccata d’ossigeno al mercato del lavoro dell’isola. L’auspicio è che questi dati positivi si confermino ancora nei trimestri successivi, visto anche gli sforzi compiuti dalla Regione per l’allungamento della stagione turistica in quei periodi finora considerati di bassa offerta attraverso il varo del provvedimento della cosiddetta lunga estate”.

I numeri dell'occupazione in Sardegna. La rivista, giunta al suo sesto anno, ha evidenziato dai dati che sono affluiti nel periodo aprile-giugno 2010 al SIL Sardegna, il sistema informativo del lavoro della Regione, come emerga un quadro occupazionale tutto sommato positivo. I numeri, infatti, sembrerebbero confermare la ripresa del mercato del lavoro isolano, che si era già delineata nel trimestre immediatamente precedente. Nel periodo aprile-giugno 2010 il sistema produttivo sardo è stato in grado di creare complessivamente circa 28mila nuove opportunità di lavoro. Sul piano qualitativo si evidenzia non soltanto l’aumentata precarietà, peraltro propria del comparto turistico, con il 94,5% dell’occupazione a termine, ma emerge anche la migrazione della componente maschile in spazi del mercato del lavoro fino a qualche tempo fa occupata prevalentemente dalle donne. In particolare, per quanto concerne il comparto turistico, nel trimestre in questione (il secondo 2010) si evidenzia una domanda di lavoro pari a 27.673. La variazione rispetto allo stesso periodo 2009 è di circa 1.600 unità, visto che nel 2009 il comparto turistico generava una domanda di lavoro pari a 26.015. “Verosimilmente – sottolinea Congiuntura Lavoro Sardegna - la variazione positiva del comparto turistico può essere l’effetto della misura recentemente varata dalla Regione con lo scopo di allungare la stagione turistica nel periodo cosiddetto “di spalla” (aprile, maggio, fino a settembre e ottobre). La variazione di 1.600 unità corrisponde in termini percentuali ad un incremento del 6% della domanda turistica generata nel periodo di riferimento”.

http://www.sardegnaoggi.it/Economia_e_Lavoro/2010-09-23/14602/Occupazione_turismo_settore_trainante_secondo_lAgenzia_Regionale_del_Lavoro.html

w3deco
October 9th, 2010, 02:46 PM
Presentato l'Atlante linguistico della Sardegna

“In questo momento di particolare intensità del dibattito sull’uso della lingua sarda e delle sue varietà linguistiche, anche nelle pubbliche amministrazioni, assume particolare rilevanza la necessità di conoscere e difendere il patrimonio linguistico reale dialettologico della Sardegna”. Lo ha sottolineato l’assessore della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali, Maria Lucia Baire, aprendo i lavori del seminario di presentazione dell’Atlante linguistico multimediale della Sardegna che vede, tra gli altri, la partecipazione del direttore dell’Atlante linguistico internazionale romanzo, Michel Contini.

CAGLIARI - L’Atlante, che beneficia di uno stanziamento iniziale di 100.000 euro per l’avvio del progetto, funzionerà come una banca dati lessicale, con informazioni raccolte, in tutti i comuni della Sardegna, attraverso interviste, registrazioni video e trascrizioni fonetiche. “L’Atlante – ha spiegato l’assessore - rappresenta uno strumento di notevole interesse sia per la ricerca scientifica sia, soprattutto, per le applicazioni di carattere didattico. La sua installazione in rete consentirà, infatti, la consultazione a distanza nelle scuole, nelle università, nei centri culturali, nelle biblioteche e nei musei, riducendo fortemente i costi e offrendo una maggiore quantità di informazioni e di dati”.

Le iniziative per la lingua e la cultura sarda. Il progetto si aggiunge alle altre iniziative promosse dall’Assessorato nell’ambito della promozione della lingua e della cultura sarda tra cui l’Atlante toponomastico sardo, interamente a regia regionale, per la catalogazione e l’approfondimento scientifico dei toponimi, che si avvale della collaborazione di 12 giovani rilevatori per la raccolta delle informazioni (grafia ufficiale del toponimo e quella proposta dal Comune, trascrizione fonetica ed etimologia). I dati finora raccolti sono stati utilizzati per la realizzazione di cartellonistica stradale, per la mappa cartacea dei toponimi e per quella multimediale già fruibile nel portale tematico della Regione Sardegna.

http://www.sardegnaoggi.it/Costume/2010-09-22/14591/Presentato_lAtlante_linguistico_della_Sardegna.html

felis
October 12th, 2010, 09:56 AM
Perché i sardi ci tengono un sacco all'ambiente e sono i colonizzatori a distruggere le coste.. leggetevi i toni da rivolta urbana della pagina dei fan (http://www.facebook.com/pages/Alghero-Italy/TUTTI-PAZZIper-SANTIGORI/64380939891) di questo campeggio abusivo, tutti sardissimi.

La Cassazione: «Sant’Igori non è più un campeggio e non può essere sanato»
Le motivazioni della sentenza di sequestro della struttura all’interno dell’area protetta del parco di Porto Conte

SASSARI. Pesante mazzata della Cassazione sul campeggio di Sant’Igori, nel Parco di Porto Conte, nello spettacolare scenario della Baia delle ninfe. La Cassazione ha confermato il provvedimento della Procura che nel mese di luglio aveva disposto il sequestro della struttura e l’immediato sgombero degli oltre 2000 villeggianti.
La Cassazione ha così motivato la sentenza emessa il 14 luglio con la quale aveva confermato la linea dura contro i campeggi all’interno di aree protette, dove è messa al bando ogni opera edilizia. Campeggi che, con il passare del tempo, avevano perso le caratteristiche di insediamenti mobili e temporanei, a zero impatto ambientale e paesaggistico, diventando veri e propri villaggi con roulotte tramutate in case fisse e addirittura con un piano di viabilità interna.
«Lottizzazioni che snaturano originari siti destinati al vero campeggio non possono essere sanate nemmeno dalle ultime norme per lo sviluppo del turismo (la legge 99 del 2009) che, pure agevolano la realizzazione di infrastrutture in aree ricettive all’aperto, a condizione però che si tratti di opere mobili», hanno spiegato i giudici di Cassazione nella sentenza 35968 depositata il 7 ottobre.
Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e che dovrebbe mettere la parola fine sulla storia infinita del campeggio di Sant’Igori. I giudici hanno anche sottolineato che le recenti disposizioni di legge, derogatorie rispetto a molte norme a tutela dell’ambiente, non possono essere applicate per strutture abitative installate in campeggi all’interno di zone protette, poichè non sono riconducibili alla nozione di mezzi mobili di pernottamento.
Nel caso di Sant’Igori, ha aggiunto la Cassazione, non si può ottemperare nemmeno alle regole di salvaguardia ambientale della Regione Sardegna. In particolare, si legge nella sentenza emessa dai giudici di piazza Cavour «le piazzole urbanizzate di Sant’Igori erano 250, estese ognuna tra 100 e 200 metri quadrati: veri e propri lotti che venivano anche venduti in un ufficio all’interno del campeggio, senza nemmeno la presenza di un notaio. Tanto che una delle ultime vendite - nel luglio 2008 - era stata fatta per 19 mila euro».
Gli indagati sono 256: tutti i proprietari delle varie piazzole e i titolari dei terreni sul mare. Con questa decisione, la Cassazione ha dato ragione alla procura di Sassari, che aveva presentato ricorso contro il dissequestro del camping deciso dal Tribunale del riesame nel giugno 2009.
La sentenza della Cassazione risale al 14 luglio e la procura sassarese aveva eseguito il provvedimento il 30 luglio, concendendo una breve proroga a quei campeggiatori della penisola che non avrebbero potuto trovare altra sistemazione. Ma i «sant’igorini» non hanno alcuna intenzione di arrendersi e sono decisi a continuare la battaglia giudiziaria. PIER LUIGI PIREDDA

w3deco
October 13th, 2010, 08:03 PM
Credito d'imposta, dalla Regione via libera al nuovo strumento

Diventa operativo a tutti gli effetti il nuovo strumento di contrasto alla crisi e rilancio per lo sviluppo delle imprese sarde attivato dalla Regione su proposta dell’assessorato della Programmazione. Da domani (14 ottobre 2010) sul sito “www.sardegnaentrate.it”, sarà infatti possibile accedere online alla procedura telematica per inviare le richieste di accesso al Credito d’imposta 2010. Si tratta dell’agevolazione fiscale disposta dalla Regione per venire incontro alle piccole imprese che operano nei settori maggiormente colpiti dalla crisi economica (costruzioni, commercio, settore tessile, lavorazione dei metalli e di minerali non metalliferi, settore chimico, meccanico e dei servizi).

CAGLIARI - “Dalla sperimentazione di questo strumento innovativo che abbiamo predisposto nella Finanziaria 2010 – spiega l’assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa - ci aspettiamo risultati importanti per il rilancio dell’economia sarda. Per la prima volta nel’isola con una dotazione di 50 milioni di euro attiviamo il Credito di imposta che rappresenta per la nostra isola una novità importante che va nella direzione di sostenere le imprese e dare ossigeno alle politiche del lavoro”.

Il credito d'imposta. Per la prima volta in Sardegna la Regione utilizza lo strumento del credito d’imposta, una sorta di bonus che le imprese beneficiarie possono utilizzare per pagare in compensazione tributi e contributi che devono essere versati tramite F24. L’agevolazione permetterà di ottenere un credito d’imposta pari al 20 per cento dei contributi obbligatori versati nel 2009 agli enti di previdenza per il personale dipendente che lavora nelle sedi operative presenti in Sardegna. Una maggiorazione di un importo pari a 1.500 euro è inoltre prevista per ogni nuova assunzione a tempo indeterminato effettuata in Sardegna nel corso del 2010, che incrementi la base occupazionale in forze nelle sedi operative ubicate nell’isola al 31 agosto 2009. La maggiorazione è di 2.000 euro se il nuovo assunto ha completato il percorso formativo previsto dal programma Master and back. Il credito verrà concesso secondo l’ordine cronologico di arrivo delle richieste, fino all’esaurimento dei fondi disponibili che ammontano a 50 milioni di euro. Ottenuto il bonus, le imprese potranno utilizzarlo a partire dalla prima scadenza di versamento con F24 utile nel mese di dicembre 2010, in compensazione. Avranno 12 mesi di tempo a partire dal primo dicembre, o dalla data di accoglimento dell’istanza, se successiva. Per facilitare le imprese, intermediari, titolari e rappresentanti legali possono da domani presentare le richieste tramite una procedura telematica rivolta agli utenti registrati al portale di Sardegna Entrate che dotati di posta elettronica certificata e firma digitale.

http://www.sardegnaoggi.it/Economia_e_Lavoro/2010-10-13/14742/Credito_dimposta_dalla_Regione_via_libera_al_nuovo_strumento.html

w3deco
October 14th, 2010, 10:32 AM
Carloforte nel club dei borghi più belli d’Italia

Il paese tabarchino entra nel club dei borghi più belli d’Italia. Carloforte, oltre che terzo comune in Sardegna (dopo Bosa e Castelsardo) a entrare nella prestigiosa lista, è l’ultimo a far parte del club, essendo stato fissato un limite di ingresso a 200 comuni

CARLOFORTE. Il paese tabarchino è entrato nella prestigiosa elite nazionale dei Borghi più belli dItalia, che racchiude i paesi della penisola più in vista, quanto a vivibilità, bellezza dei luoghi e specificità.
L’ambito riconoscimento è appena stato assegnato formalmente agli amministratori del comune tabarchino, da parte del presidente del club Fiorello Primi, che ha consegnato al sindaco Agostino Stefanelli la bandiera, l’attestato e lo stemma ufficiale.
Carloforte, oltre che terzo comune in Sardegna (dopo Bosa e Castelsardo) ad entrare nella prestigiosa lista, è l’ultimo a far parte del club, essendo stato fissato un limite di ingresso a 200 comuni. Il presidente Primi ha spiegato l’importanza di potersi fregiare di una tale appartenenza, in quanto, tra gli altri vantaggi, consente un ingresso privilegiato ad importanti canali pubblicitiari e turistici, potendo il club disporre di guide cartacee, un tour operator specializzato e un sito web visitato da milioni di internauti, nonché la presenza garantita a fiere ed eventi internazionali di promozione turistica.
Per essere considerato tra i borghi più belli d’Italia a un paese occorrono determinate caratteristiche. A partire dalla popolazione, che deve essere inferiore ai 15 mila abitanti. Nel caso di Carloforte, il fascino del centro storico e del lungomare, la cultura, la lingua e le tradizioni di origine ligure, uniti alla bellezza naturale dell’isola, hanno fatto nel tempo e fanno della cittadina un luogo particolare e meritevole di valorizzazione, secondo quanto riconosciuto dai responsabili del club che ha sede a Roma.
Tuttavia, la permanenza nel club dei Borghi, attivato in sede Anci, presuppone il mantenimento delle caratteristiche di base e la correzione delle criticità riscontrate. Per mantenere tale peculiarità, occorre intervenire su alcuni fattori, quali la riduzione della presenza di linee aeree e antenne, condizionatori, infissi, ma anche migliorare la viabilità urbana, i servizi e la pulizia delle vie.
Una sorta di sfida per Carloforte e i carlofortini, che dovranno ulteriormente garantire la vivibilità all’interno delle vie e dei carruggi del centro storico, per fornire un valore aggiunto al fascino naturale e alla bellezza intrinseca della città e dell’isola.

di Simone Repetto (12 ottobre 2010) – http://lanuovasardegna.gelocal.it