sardreamer
April 11th, 2011, 03:16 PM
Presentato a Buggerru primo eco ostello della Sardegna (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7877)
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View Full Version : SARDEGNA sardreamer April 11th, 2011, 03:16 PM Presentato a Buggerru primo eco ostello della Sardegna (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7877) w3deco April 11th, 2011, 03:24 PM Presentato a Buggerru primo eco ostello della Sardegna (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7877) Lo stavo leggendo proprio ora...gran bella cosa! Quella zona della Sardegna ha delle immense possibilità turistiche e di sviluppo economico...per fortuna si stanno dando da fare. sardreamer April 11th, 2011, 03:55 PM Lo stavo leggendo proprio ora...gran bella cosa! Quella zona della Sardegna ha delle immense possibilità turistiche e di sviluppo economico...per fortuna si stanno dando da fare. è tutta una fascia costiera penalizzata per la viabilità scadente, anche questo ha impedito uno sviluppo turistico balneare da grandi numeri. Ma l'ha anche protetta dalla speculazione. Piscinas, scivu, sono paradisi che tali devono rimanere. Bisogna puntare su un altro modello che appunto miri sulla riconversione dei volumi, albergo diffuso nei borghi, aree minerarie ecc, evitando i mega insediamenti sulla costa. Questo intevento va in quella direzione. speriamo! E' sicuramente una strada più in salita, ma alla lunga potrebbe ripagarli. Glielo auguriamo perchè è una zona molto depressa! Forza piccioccus! :) sardreamer April 11th, 2011, 04:54 PM ^^ pdf presentazione progetto eco ostello buggerru: http://www.sardegnaambiente.it/documenti/23_217_20110411135034.pdf http://www.sardegnaambiente.it/immagini/23_217_20110411134912.jpg w3deco April 11th, 2011, 05:08 PM Mi rallegrano queste cose! :) Il turismo sostenibile dovrebbe essere quello su cui la Sardegna dovrebbe puntare...tante piccole iniziative turistiche ben distribuite nel territorio che pescano dal territorio stesso i servizi, la manodopera, i materiali etc. Senza però intaccare le bellezze del posto...o per lo meno in minima parte e con precedenti studi approfonditi. Ho fatto la tesi di laurea sui Bed and Breakfast...ecco, pure quella è una forma ricettiva "positiva". IMHO B&B, Ostelli, Alberghi diffusi, riconversioni di strutture in disuso, valorizzazione del territorio, campeggi e villaggi eco-sostenibili, riconversione di siti minerari, industriali e militari, etc...ce n'è ce n'è... w3deco April 14th, 2011, 01:54 PM Sa Die de sa Sardigna 2011 La Giunta Regionale, di concerto con l’ottava Commissione Consiliare, e su proposta dell’assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Sergio Milia, ha approvato in via definitiva il programma di massima delle celebrazioni per “Sa Die de sa Sardigna”. La festa del popolo sardo, in programma dal 27 al 30 aprile. Previste una serie di iniziative commemorative, culturali e di spettacolo per dare rilievo e importanza all’identità della Sardegna. L’edizione de Sa Die de sa Sardigna 2011 sarà ricordata come quella del rilancio della manifestazione che, una legge dei primi Anni Novanta, vuole come celebrativa del Popolo Sardo. La Regione intende investire con più convinzione sulle celebrazioni che, dal 27 al 30 aprile, animeranno teatri, scuole, comuni, piazze, strade dell’isola per ricordare gli avvenimenti che culminarono il 28 aprile 1794 con la cacciata dei Piemontesi dalla capitale del Regno, Cagliari. Il calendario delle iniziative, ancora in fase di perfezionamento, prevede per la mattinata del 27 aprile prossimo un’incontro a Cagliari per gli alunni delle scuole nel quale verranno presentati alcuni lavori e premiati alcuni istituti. Il giorno 28, giornata importante per le celebrazioni, in mattinata cerimonia ufficiale nella Biblioteca Regionale in viale Trieste a Cagliari, mentre la sera in piazza Palazzo è in programma una festa popolare con concerto e danze. Il 29 aprile le manifestazioni si spostano a Nuoro, dove l’Istituto Regionale Etnografico organizza una presentazione dei lavori bibliografici sulla lingua sarda e a Oristano, dove l’Istituto Arborense organizza un simposio storico sui fatti del triennio rivoluzionario. Sabato 30 aprile, a Sassari, in mattinata, manifestazione per le scuole e la sera, in piazza d’Italia, concerto con la partecipazione di numerosi cori polifonici. La Regione ha inoltre finanziato decine di progetti con manifestazioni in svariati Comuni e scuole dell’isola. “ Dopo il doveroso omaggio all’Unità d’Italia – ha detto l’assessore Sergio Milia – è per noi un’importante occasione cercare di rilanciare, nei limiti del bilancio e del momento di grave crisi economica che stiamo attraversando, una manifestazione che, al di là di ogni intento celebrativo, ci ricorda il valore e la forza di essere un popolo distinto, ma non distante dagli altri popoli italiani. Il fatto che la Repubblica inoltre, ci riconosca questo status giuridico di popolo con legge costituzionale, ci inorgoglisce e allo stesso tempo ci rende consapevoli della responsabilità di ricordarlo ogni giorno a noi stessi nelle nostre attività di governo nell’interesse dei cittadini sardi”. http://www.ufficiostampacagliari.it/news.php?pagina=4686 ----- Sa Die de sa Sardigna: quattro giorni di celebrazioni in tutta l'Isola (ASCA) - Cagliari, 14 apr - La Giunta regionale della Sardegna, di concerto con la commissione consiliare Cultura, sport e spettacolo, e su proposta dell'assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Sergio Milia, ha approvato in via definitiva il programma di massima delle celebrazioni per ''Sa Die de sa Sardigna''. La festa del popolo sardo, in programma dal 27 al 30 aprile. Lo riferisce una nota della Regione. Previste una serie di iniziative commemorative, culturali e di spettacolo per dare rilievo e importanza all'identita' della Sardegna. L'edizione de Sa Die de sa Sardigna 2011 sara' ricordata come quella del rilancio della manifestazione che, una legge dei primi anni Novanta, vuole come celebrativa del Popolo Sardo. La Regione - informa una nota - intende investire con piu' convinzione sulle celebrazioni che animeranno teatri, scuole, comuni, piazze, strade dell'isola per ricordare gli avvenimenti che culminarono il 28 aprile 1794 con la cacciata dei Piemontesi dalla capitale del Regno, Cagliari. w3deco April 17th, 2011, 07:40 PM Giunta regionale stanzia 78 milioni per turismo, artigianato e commercio Cagliari, 16 apr. - (Adnkronos) - Turismo, artigianato e commercio al centro delle strategie della Giunta regionale per il rilancio dell'economia della Sardegna. L'esecutivo ha approvato il finanziamento di 78 milioni euro di fondi europei per l'ulteriore sviluppo dei tre settori. Le ingenti risorse saranno destinate principalmente alle imprese, ai comuni, alla dotazione infrastrutturale delle strutture ricettive, alla promozione e valorizzazione del territorio e dell'immagine della Sardegna e a soluzioni ecocompatibili e innovative. La delibera detta le linee di attivita' dell'assessorato regionale competente sulle basi di fondi che saranno resi immediatamente spendibili e da' avvio alle procedure attuative. Per l'erogazione dei fondi ai beneficiari saranno attuate procedure agili e snelle, come per esempio 'bandi a sportello', grazie alle quali i soldi saranno resi disponibili entro l'anno in corso. ''Con questo ingente finanziamento intendiamo dare un'iniezione positiva al sistema economico isolano - afferma il Presidente della Regione sarda, Ugo Cappellacci - per renderlo piu' competitivo, idoneo ad affrontare le sfide del mercato globalizzato e a creare nuova impresa e nuova occupazione. Turismo, artigianato e commercio sono i settori in cui la specialita' e la varieta' del nostro patrimonio culturale, identitario, ambientale e paesaggistico puo' trovare piena espressione. Un capitale che puo' costituire quel valore aggiunto, che ha sede in Sardegna e non altrove, e che per tanto non puo' essere delocalizzato''. ''Interpretando le esigenze delle imprese dei comparti di riferimento - spiega l'assessore Luigi Crisponi - e partendo da una ricognizione approfondita, effettuata dall'assessorato regionale del Turismo, unitamente a quello della Programmazione, si e' inteso mettere a disposizione risorse immediatamente spendibili per settori cardine dell'economia sarda''. ''Abbiamo programmato - aggiunge - 78 milioni di fondi europei, che secondo gli orientamenti di assessorato e Giunta, vengono destinati a servizi reali per le imprese, alla riqualificazione delle strutture ricettive e al miglioramento dei servizi di qualita' per la destagionalizzazione, ossia strutture quali centri benessere, palestre, aree per pratiche sportive, aree meeting, ricoveri per biciclette, per un mondo in forte espansione come quello dei bikers''. ''Le risorse per l'artigianato - prosegue Criponi - sono destinate alla realizzazione di 'corner', veri e propri angoli della tradizione nelle strutture ricettive per mettere in vetrina i tesori dell'artigianato sardo, all'animazione dei centri storici, con particolare riguardo alle piccole comunita', anche attraverso il finanziamento di piccole botteghe artigiane che la' si insedino, unitamente alla custodia degli antichi mestieri; vengono destinati, inoltre, alla certificazione e ai marchi di qualita' ambientale per alberghi e camping, a club di prodotto come per esempio 'imprese del mare', 'bike hotel' e ristorazione tipica, alla valorizzazione di itinerari tematici in aree di pregio paesaggistico, con adeguamento della cartellonistica e della segnaletica stradale; infine, i fondi saranno collocati per lo sviluppo delle nuove tecnologie, del web e per il potenziamento del sito istituzionale 'SardegnaTurismo', che con un progetto gia' in atto viene interamente ripensato per avvicinare domanda e offerta del mondo turistico''. Il provvedimento apporta adeguamenti delle dotazioni finanziarie e degli indirizzi attuativi delle linee di attivita' attribuite alla competenza dell'assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio (assi IV, V e VI dei fondi PO - FESR 2007/2013), per renderli maggiormente coerenti con la programmazione strategica in materia individuata dal Piano Regionale di Sviluppo e creare la massima sinergia con gli altri interventi che l'assessorato sta portando avanti per mezzo di risorse regionali, leggi di settore (per l'incentivazione del turismo, artigianato e commercio), progetti di qualita' per gli enti locali, risorse FAS e altri fondi statali e comunitari. Tutte iniziative che seguono specifiche direttrici di sviluppo, ossia identita', trasversalita', destagionalizzazione, promozione dell'immagine dell'Isola e valorizzazione di itinerari turistici, territori e imprese del settore. Le intenzioni a parole sono buone... fabrik April 18th, 2011, 12:09 PM Barrack deluso: «Ora potrei decidere d’investire altrove» Il giorno dopo lo stop al rilancio della Costa Smeralda e in particolare del Romazzino, il finanziere americano esterna tutta la sua delusione per l’incertezza sulle regole urbanistiche che condiziona gli investimenti colony capital, turismo, alberghi PORTO CERVO. Con pazienza e determinazione ha inseguito il sogno della nuova Costa Smeralda per più di quattro anni. Sono bastati pochi mesi e un ricorso al Tar per vedere sfumare il progetto di rilancio del paradiso di Porto Cervo da 100 milioni di euro. E ora Tom Barrack, presidente della Colony Capital ed erede del patrimonio immobiliare del principe Aga Khan, non esclude che gli investimenti del gruppo possano finire lontano dai mari dell'isola. Barrack dà una lettura da economista allo stop dei lavori all'hotel Romazzino. Decisione che congela gli ampliamenti degli hotel a 5 stelle in Costa Smeralda e solleva dubbi sulla legittimità del piano casa. Barrack è preoccupato per il futuro turistico della Gallura e della Sardegna. L'incertezza delle regole urbanistiche rischia di scoraggiare gli investitori e di spingerli a dirottare altrove i loro soldi. Il magnate americano usa termini sfumati, ma fa intuire che il suo fondo Colony Capital potrebbe ridimensionare l'investimento. «Credo che chi segue la legge dovrebbe essere premiato, non punito - afferma -. Con azioni contrarie si rischia un ritiro degli investimenti, contro l'interesse dell'isola. Normalmente la regola è che si fanno le leggi, si applicano e si premia chi le segue. Il denaro è oggi troppo ricercato per gettarlo. Ogni località, in tutti i mari del mondo, è alla ricerca di investitori per infrastrutture e prodotti di alto rendimento e qualità. Il valore delle rocce e del mare della Costa Smeralda sopravvive se supera la prova del tempo». Il finanziere californiano è certo che se la Costa Smeralda non cancellerà le rughe da quarantenne potrebbe non sopravvivere. «Abbiamo intrapreso un lungo percorso di elaborazione dei progetti. Abbiamo rispettato le procedure di approvazione, giustamente severe per assicurare obiettivi di qualità - spiega Barrack -. Per giungere, dopo cinque anni, ai primi risultati. Abbiamo sperimentato un modello organizzativo che ha messo al centro della nostra attenzione il coinvolgimento e il consenso del territorio. Abbiamo creato le condizioni di leale collaborazione con le istituzioni locali per portare concrete ricadute economico-sociali. Abbiamo coinvolto un numero elevato di imprese e produttori locali. Purtroppo, oggi siamo inaspettatamente costretti a una battuta di arresto». http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/04/18/news/barrack-deluso-ora-potrei-decidere-d-investire-altrove-3977798 butel April 19th, 2011, 09:44 AM Onestamente, vi sembra una brutta notizia? Lo chiedo a Voi Sardi che avete il polso della situazione in loco, poi magari vi dirò la mia opinione da esterno , frequentatore da sempre della Sardegna in ogni periodo dell'anno , tanto da assurgerla a seconda dimora... Marratxo April 20th, 2011, 05:25 PM Da sardo ti posso dire che un turismo sul modello "costa smeralda" non è stato storicamente un elemento di sviluppo economico, sociale e ovviamente nemmeno culturale per la Sardegna. Credo che il turismo che porta ricchezza sia diverso. Che decolli il piano di rilancio di portocervo o che non succeda non cambia tanto. La situazione non cambierà sul serio finchè non si investirà su quello che la Sardegna ha da offrire di unico e particolare: Il suo territorio e la sua vitalità culturale presente, passata e futura. butel April 20th, 2011, 06:18 PM @ Marratxo: sono d'accordo con tutto cio' che hai scritto. Aggiungo che ,secondo la mia modesta opinione, è sbagliato continuare ad investire su uno sviluppo scellerato dell'edilizia nella costa, sviluppo solo apparente che magari porta qualche piccolo beneficio sul breve periodo ma, presenta un conto salatissimo a lungo termine, con danni che si rivelano spesso irreversibili. "Riminizzare" (passatemi il neologismo) la Sardegna è, ed è stato un errore; le peculiarità che rendono unica ed inimitabile questa terra sono ben altre ed i modelli turistici che funzionano altrove li dovevano quantomeno essere valutati con maggiore criticità. Il rispetto e la valorizzazione del territorio la vedo attualmente piu' presente all'interno ,probabilmente i Sardi hanno ben capito che il loro futuro parte proprio dalla parte piu' antica e affascinante dell'isola e, speriamo , che questo nuovo "rinascimento" dell'Isola giunga fino alla costa. sardreamer April 20th, 2011, 06:37 PM La questione è che in Costa Smeralda quel modello esiste già e non si torna indietro.. C'è e va fatto funzionare al meglio, anche perchè la concorrenza è agguerrita e si attrezza. Cacciare a pedate chi propone interventi seri di adeguamento per 100milioni di euro non mi pare saggio. Succede che chi fa le cose bene, alla luce del sole, investe tanto ed è disposto a rispettare le regole, è costretto ad andarsene e gli asini che trovano il modo di farsi autorizzare le brutture da due soldi, rimangono. felis April 20th, 2011, 08:12 PM ^^ Che il modello della Costa Smeralda non abbia portato un significativo progresso sociale o culturale posso essere d'accordo, sullo sviluppo economico solo in parte. Nel bene e nel male è un turismo di fascia alta che più di tanto non può aggredire il territorio (pena l'autodistruzione), nel bene e nel male ha reso la Gallura l'unica zona economicamente dinamica dell'isola (e volendo l'ha aperta alla penetrazione delle mafie; altrove come in Ogliastra invece sembra ci pensino da soli..), nel bene e nel male è l'unica zona con infrastrutture turistiche degne di questo nome, fra cui il porto dell'Isola Bianca e Golfo Aranci, l'Aeroporto chiamato appunto "Costa Smeralda" e una rete di porticcioli turistici con altissima qualità e quantità di posti barca. E come dice sardreamer c'è un abisso fra lo sviluppo turistico pianificato di certe zone - condivisibile o meno, speculativo o meno - e il caos delle tante case e casette costruite da mille ditte e privati in ogni strada, paesino e caletta, in primis dagli stessi abitanti. Quindi: o è merito dei galluresi perché sono etnicamente diversi dal resto dei sardi (cosa che sarebbe confermata dall'esempio di Alghero) e sono capaci di fare turismo anche se ecologicamente insostenibile, oppure è merito anche della Costa Smeralda, e di altri fattori che si sono verificati solo in loco. Scegliete pure. @butel: ma la "Riminizzazione" della Sardegna dove l'hai vista? Il turismo in Sardegna è profondamente diverso possa esistere dalla Riviera Romagnola e la Costa Smeralda è addirittura agli antipodi! butel April 21st, 2011, 09:59 AM @butel: ma la "Riminizzazione" della Sardegna dove l'hai vista? Il turismo in Sardegna è profondamente diverso possa esistere dalla Riviera Romagnola e la Costa Smeralda è addirittura agli antipodi! La Costa Smeralda è sicuramente agli antipodi, fosse altro che per una questione di prezzi, il resto si sta paurosamente avvicinando alla banalità di qualsiasi costa del bel paese, snaturato il genius loci omologato il tutto alle esigenze di un turismo di massa. Sarà anche come dici tu , ma a me da (scelgo una zona a caso ma che conosco molto bene) Castelsardo a Valledoria a Trinità d'Agultu fino a Badesi a Mare sembra una riviera romagnola. Posti dove vent'anni fa c'era si e no una casa cantoniera ed un camping (Valledoria) ora pullulano di centri commerciali e birrerie "Brith Style" aperte fino alle quattro di mattina .Tralascio per pietà l'esempio di S.Teresa di Gallura che voi conoscete benissimo come era un paio di decenni fa e cosa è diventata ora. Certo non ci saranno i condomini da 8 piani in riva al mare ma l'imprinting dato è ormai quello. fabrik April 21st, 2011, 10:51 AM Sarà anche come dici tu , ma a me da (scelgo una zona a caso ma che conosco molto bene) Castelsardo a Valledoria a Trinità d'Agultu fino a Badesi a Mare sembra una riviera romagnola. Posti dove vent'anni fa c'era si e no una casa cantoniera ed un camping (Valledoria) ora pullulano di centri commerciali e birrerie "Brith Style" aperte fino alle quattro di mattina .Tralascio per pietà l'esempio di S.Teresa di Gallura che voi conoscete benissimo come era un paio di decenni fa e cosa è diventata ora. Certo non ci saranno i condomini da 8 piani in riva al mare ma l'imprinting dato è ormai quello. Frequento Badesi e zone limitrofe da 16 anni e da più anni ancora il nord Sardegna. In quello che tu dici c'è molto di vero; la cementificazione degli ultimi 3 lustri almeno è stata notevole, forse esagerata ed è basata quasi esclusivamente su due tipologie di realtà : 1. "villaggi" di seconde case, prevalentemente bilocali; 2. supermercati di medio/piccole dimensioni.. nella sola Badesi ce ne sono 4 e forse ne stanno costruendo un quinto.. Lo sviluppo è stato impetuoso e ha permesso a molte famiglie della zona di arricchirsi, vendendo pascoli o terreni agricoli e ricevendo in cambio un congruo n. di appartamenti da affittare o rivendere. In generale è cresciuto il giro d'affari del turismo in una zona abbastanza snobbata fino a non molti anni fa. Anche il complesso turistico de "Le Dune" è cresciuto molto sia in termini di estensione che di qualità, vincendo numerosi premi (qui (http://www.ecodibergamo.it/stories/Offerte/184713_premio_a_delphina_le_dune__al_top/) un esempio), diventando probabilmente il primo datore di lavoro della zona. Nonostante tutto però penso che la zona tra Castelsardo-Isola Rossa negli ultimi anni sia migliorata. Non tutte le zone possono vivere di o turismo di altissimo livello (Costa Smeralda o Forte Village) o all'estremo opposto di soli agriturismo, alberghi diffusi e scampagnate a cavallo.. Quella è una zona che fino a qualche lustro fa non aveva un "mercato" ed oggi lo ha, è quello della classe media. La stessa "classe" che magari popola la riviera adriatica o ligure ma se viene qui e non là c'è comunque un perchè. Chi cerca in una vacanza soprattutto i locali, il divertimento notturno e così via di certo non va a Valledoria o Badesi, paesi tranquillissimi, o più in generale in Sardegna.. ma va per l'appunto sull'adriatico o in liguria (solo per restare in Italia). Se questo è l'obiettivo il paragone non si pone neppure.. la differenza in termini di servizi offerti e di capacità imprenditoriali sono, francamente, incolmabili. Viceversa è una zona di vacanza per "famiglie", vacanze fatte di mare, riposo e tranqullità dove il massimo della mondanità sono le sagre della birra a Viddalba o del porcellino sardo chissà dove. Il paragone con la riviera romagnola mi pare inappropriato, sul lungo mare di Badesi (spiaggia di Li Junchi) non c'è praticamente nulla di costruito, viceversa la spiaggia ha alle spalle una stupenda duna ricoperta di macchia mediterranea e ancora dietro ettari di zone agricole, prevalentemente vitigni. La stessa Isola Rossa ha limitati margini di "cementificazione", dove si costruisce, Paduledda, è abbastanza lontano dal mare, ed è una frazione di Trinità dove a parte i bilocali c'è poco/nulla. Le stesse birrerie, da non frequentatore, penso che in zona si conteranno su una mano o poco più. Con questo non voglio dire che sia tutto perfetto : - lo sviluppo della zona non è supportato adeguatamente dalle infrastrutture, che non sono adeguate ai picchi di presenze estive (depuratore e parcheggi o alternative serie alle auto private, collegamenti di mezzi pubblici con gli aeroporti e porti) - manca chiaramente una visione strategica da parte degli amministratori pubblici, in modo particolare a livelli superiori a quello comunale. Sia per quanto riguarda lo sviluppo urbanistico che turistico del quadrante, cose che - di fatto - vanno a braccetto. Per quanto mi riguarda in Sardegna ci vado piuttosto volentieri (anche sta sera :D), per andare a Rimini, francamente, me ne sto a casa.. butel April 21st, 2011, 11:09 AM Fabrik , Isola Rossa si è talmente riempita di seconde case , albergi e resort che ha esaurito per l'appunto l'area a disposizione, il Marinedda Village , un tempo fuori dal centro abitato è raggiungibile oggi con un comodo marciapiede "comunale" ,il "Torreruja" ogni anno cresce di qualche schiera di villini, Paduledda , un tempo poco piu' che un incrocio sulla statale, sta inesorabilmente "scendendo" per l'appunto verso l'Isola Rossa. Trinità? Hai visto quella specie di schiera multicolore che ha riempito la montagna in questi ultimi 5 anni?Sei un frequentatore della zona, acuto ed intelligente da cio' che leggo, avrai sicuramente fatto caso a quella sorta di novello muro di Berlino. Certo, molte cose sono migliorate rispetto a trent'anni fa ma a me fa sempre una certa impressione vedere Lu Bagnu ormai unito a Castelsardo o la Marina di Sorso che fa un tutt'uno con Platamona e Porto Torres, certo, ancora molto puo' esser fatto, che so, arrivare fino a Marritza? :lol: Certo il paragone con la Riviera Romagnola è sicuramente estremo ed inappropriato ma , nel futuro, non lo vedo molto distante a divenire , sono un po' pessimista ma spero di sbagliarmi per come amo questa terra. fabrik April 21st, 2011, 11:39 AM Fabrik , Isola Rossa si è talmente riempita di seconde case , albergi e resort che ha esaurito per l'appunto l'area a disposizione, il Marinedda Village , un tempo fuori dal centro abitato è raggiungibile oggi con un comodo marciapiede "comunale" ,il "Torreruja" ogni anno cresce di qualche schiera di villini, Paduledda , un tempo poco piu' che un incrocio sulla statale, sta inesorabilmente "scendendo" per l'appunto verso l'Isola Rossa. Trinità? Hai visto quella specie di schiera multicolore che ha riempito la montagna in questi ultimi 5 anni?Sei un frequentatore della zona, acuto ed intelligente da cio' che leggo, avrai sicuramente fatto caso a quella sorta di novello muro di Berlino. Certo, molte cose sono migliorate rispetto a trent'anni fa ma a me fa sempre una certa impressione vedere Lu Bagnu ormai unito a Castelsardo o la Marina di Sorso che fa un tutt'uno con Platamona e Porto Torres, certo, ancora molto puo' esser fatto, che so, arrivare fino a Marritza? :lol: Certo il paragone con la Riviera Romagnola è sicuramente estremo ed inappropriato ma , nel futuro, non lo vedo molto distante a divenire , sono un po' pessimista ma spero di sbagliarmi per come amo questa terra. Il Marinedda thalasso & spa, di fatto, è ancora fuori da Isola Rossa, il marciapiede è solo un segno di civiltà. (che poi ci parcheggino sopra è un altro discorso :lol:). A Paduledda hanno costruito e continuano a costruire ma non mi pare nulla di drammatico, naturalmente spero che si diano una calmata. Il muraglione di Trinità fa cagare, infatti mi risulta che sia sostanzialmente invenduto. In generale mi preoccupa molto di più Costa Paradiso (non oso immaginare le conseguenze di un incendio, con quelle stradine...), la zona di Palau-Maddalena e le zone sotto Olbia p.s. Qui (http://maps.google.it/maps?hl=it&ie=UTF8&ll=40.955724,8.918281&spn=0.017048,0.027595&t=h&z=15) era previsto un mega villaggio turistico anni fa, una roba veramente enorme, avevano incominciato a costruire la strada e la villa del custode.. poi hanno bloccato tutto, tu ne sai qualcosa? Alberto_Tidu April 22nd, 2011, 02:29 PM Piscinas, scivu, sono paradisi che tali devono rimanere. Bisogna puntare su un altro modello che appunto miri sulla riconversione dei volumi, albergo diffuso nei borghi, aree minerarie ecc, evitando i mega insediamenti sulla costa. Questo intevento va in quella direzione. speriamo! In Sardegna non mancano certamente i luoghi che attirano i turisti, e non è uno in più o in meno a portarne. Al contrario, facilitando l'accesso a zone del genere (anche senza costruire direttamente a Piscinas, ma solo rendendola più raggiungibile) si rovinerebbe quel paradiso nell'arco di pochi anni. Quelle zone sono belle proprio per la loro lontananza dal resto del mondo "civilizzato", altrimenti è semplicemente una spiaggia con dune giganti e un mare bello, ma non ai livelli di altre spiagge sarde. Secondo me, posti del genere (come anche le calette del Golfo di Orosei) devono restare DIFFICILI da raggiungere, così che ad arrivarci sia solo il genere di persone che sicuramente non lascia traccia della propria presenza. Onestamente, vi sembra una brutta notizia? Lo chiedo a Voi Sardi che avete il polso della situazione in loco, poi magari vi dirò la mia opinione da esterno , frequentatore da sempre della Sardegna in ogni periodo dell'anno , tanto da assurgerla a seconda dimora... A costo di sembrare contraddittorio rispetto a ciò che ho appena scritto, dico che la ritengo una notizia PESSIMA. La Costa Smeralda (che non è sicuramente il mio luogo preferito in Sardegna, tutt'altro) ha sacrificato una quantità di territorio abbastanza ridotta, riuscendo a rendere la nostra Isola celebre in tutto il mondo. Adagiandosi sugli allori e non sviluppandosi, non ci si riprende il territorio "perso" e si rischia di danneggiarlo irreparabilmente, passando da un turismo d'elite (che per lo meno porta soldi e fama all'Isola) ad un turismo riminese da classe media, che porta cartacce e lattine di birra (ed è quello che sta gradualmente succedendo già da qualche anno). Se l'alternativa è un albergo a 4 stelle pieno di tamarri maleducati che hanno risparmiato tutto l'anno per passarci due settimane, o un albergo a 7 stelle che porta turisti danarosi e vogliosi di spendere durante tutto l'anno (il tamarro aspetta solo le discoteche estive, il miliardario arabo è contento di venire anche a gennaio per giocare a golf o fare rally), francamente preferisco la seconda opzione. "Riminizzare" (passatemi il neologismo) la Sardegna è, ed è stato un errore; le peculiarità che rendono unica ed inimitabile questa terra sono ben altre ed i modelli turistici che funzionano altrove li dovevano quantomeno essere valutati con maggiore criticità. La riminizzazione del territorio non è certo opera di Barrack o dell'Aga Khan, ma di chi ha impedito che i loro progetti venissero realizzati appieno, ponendoci in una situazione di stallo dove la natura di certo non si ripristina, ma dove anche i ricchi si stanno stufando di venire, consegnandoci, come ho detto prima, ai tamarri italigani della middle-class e ai loro rifiuti. butel April 22nd, 2011, 03:09 PM p.s. Qui (http://maps.google.it/maps?hl=it&ie=UTF8&ll=40.955724,8.918281&spn=0.017048,0.027595&t=h&z=15) era previsto un mega villaggio turistico anni fa, una roba veramente enorme, avevano incominciato a costruire la strada e la villa del custode.. poi hanno bloccato tutto, tu ne sai qualcosa? si, ho presente la zona in quanto mi ci reco spesso in moto per fare delle escursione "fuoristradistiche" ; mi sono sempre chiesto cosa fossero quelle strade appena accennate, in realtà nemmeno un amico sardo residente su uno splendido stazzu in zona ha saputo darmi una risposta. anticalcare April 27th, 2011, 03:39 PM sapevate dell'esistenza di questo http://www.sardegnamobilita.it/index2.html ? peccato sia ancora in test. da quanto ho capito lo è da più di un anno... w3deco April 28th, 2011, 12:17 AM sapevate dell'esistenza di questo http://www.sardegnamobilita.it/index2.html ? peccato sia ancora in test. da quanto ho capito lo è da più di un anno... Io non ne ero a conoscenza e mi sembra un'ottima cosa! Sarebbe anche ora che il test veda una conclusione positiva... --- La Regione diventa armatore contro il "caro traghetti" Ingaggiata per l'estate la Saremar, prezzo biglietti dimezzati (ANSA) - CAGLIARI, 27 APR - Contro il "caro traghetti" che minaccia non solo la mobilita' dei sardi ma anche l'imminente stagione turistica, la Regione diventa armatore e con la Saremar, compagnia di navigazione controllata al 100%, lancia la sfida alle altre compagnie accusate di fare cartello sui prezzi. Il progetto e' contenuto in una delibera approvata dalla Giunta Cappellacci. La sperimentazione partira' quest'estate e prevede di collegare Olbia con diversi porti della Penisola. Il costo si dovrebbe dimezzare: da 1000 a 500 euro per una famiglia di 4 persone con auto al seguito. (ANSA). Quello che mi chiedo io è: con quale flotta? Questa? http://www.saremar.it/pages_it/flotta.asp :lol: :ohno: felis April 28th, 2011, 11:22 AM :ohno: In questi anni i troppi «anti» non hanno proposto nessun piano alternativo È arrivato il momento di riprendere a lavorare «Il Parco? Un fantasma che fa paura» (http://www.rassegnanuoro.it/rassegna_leggi.asp?ID=91328) Salvatore Lai: inutile parlare di Polo ambientale senza rilanciare il progetto NUORO. «Il Parco? Un fantasma che ancora fa paura. E di cui tutti prefericono non parlare». Non una mezze misure il vicecoordinatore regionale IdV (ed ex sindaco di Gavoi) Salvatore Lai. Lui del progetto Parco era (ed è) un grande sostenitore. «E mi stupisce - spiega - che si continui a parlare di polo ambientale nel nuorese senza più considerare quei 250mila ettari di Gennargentu. Non se ne vede mai traccia, nei programmi elettorali o nei piani di sviluppo. Eppure tutti gli «anti» che si erano riuniti per bloccare il Parco non sono riusciti a proporre niente di alternativo». Un discorso di attualità. Visto che è di queste settimane la polemica legata all’apertura della scuola forestale sull’Ortobene. A rischio «scippo» dopo alcune poco chiare «manovre cagliaritane». «Ecco - attacca Lai - la rivendicazione della scuola forestale è sacrosanta. Ma la scuola, l’università, la direzione dell’Ente Foreste, sarebbero tutti progetti monchi senza un grande collettore. Senza una cornice che li contenga e li esalti». Che questa cornice non debba essere il Parco sono in molti a pensarlo. La riprova è stata la «sollevazione» quando si è scoperto che il Parco del Gennargentu era ancora nella lista dei parchi nazionali del ministero dell’Ambiente. «Quell’episodio - spiega Lai - ha dimostrato che quella del Parco è una ferita ancora aperta. Che alla base del suo rifiuto c’è un blocco culturale. Lo stesso che ci impedisce di avere il controllo dei nostri territori. Che causa il proliferare di malattie come peste suina e trichinellosi, ormai debellate nel mondo civilizzato. È una conservazione autolesionistica dell’esistente che ha sempre meno senso. C’è sempre meno da conservare. Ed è chiaro che il governo del territorio è l’unica strada che ci rimane per salvarci». Il fallimento è stato pesante da digerire: «Il tramonto contemporaneo del contratto d’area e del Parco ha chiuso il libro dei sogni. Che, soprattutto i nostri giovani, hanno il sacrosanto diritto di riaprire. Con un polo industriale che faccia del risanamento ambientale e della ricerca e produzione sulle rinnovabili la sua ragion d’essere. E con un Parco nazionale, gestito a livello regionale e locale, che faccia da volàno all’economia del territorio, all’agroindustria, all’artigianato, all’accoglienza, al turismo». Un fallimento le cui cause non si possono però addebitare solo a una certa «cultura pastorale»: «Le responsabilità vere - chiude Lai - sono della classe dirigente. Che deve ragionare in prospettiva, che ha come compito di pensare il cambiamento. E per classe dirigente intendo la politica, ma anche le associazioni di categoria, gli intellettuali. Non ci si può nascondere dietro la paura del nuovo. E soprattutto bisogna smettere di distruggere senza creare niente. I tempi sono duri. Lo Stato è in fuga dalle nostre terre. E le poche risorse che arrivano devono essere capitalizzate in un unico grande progetto. Senza sprecare niente. E senza mai smettere di sognare». GIOVANNI BUA w3deco April 28th, 2011, 12:27 PM Olè! Il governo riduce a un terzo i soldi per le infrastrutture nell'isola Ancora tagli nel Documento di finanza pubblica del governo che arriva oggi in aula alla Camera. Calvisi: per le infrastrutture servono 2.838 milioni, sono solo 910 di Enrico Gaviano OLBIA. Illustrato da Berlusconi e transitato nelle commissioni bilancio di Camera e Senato, oggi il Documento di finanza pubblica entra nell'aula di Montecitorio. Un documento ufficiale che, numeri alla mano dimostra come le promesse del Governo nei confronti della Sardegna erano fumo negli occhi: per le infrastrutture sono disponibili infatti solo 910 milioni di 2.838 necessari. Il documento di finanza pubblica sostituisce il vecchio Dpef, e rappresenta quanto il governo Berlusconi è in grado di fare nell'arco temporale compreso da oggi al 2013. Un atto che non ammette bugie o manomissioni. Gli stanziamenti scritti nel documento sono reali, al netto delle promesse mirabolanti del premier. Il quadro per la Sardegna è desolante, e mette a nudo ancora una volta come la nostra isola, per il governo nazionale, conti poco o nulla. Lo dice a chiare lettere Giulio Calvisi, deputato del Pd. «Il costo delle opere sin qui programmate per la Sardegna ammonta a 2 miliardi e 838 milioni di euro. Disponibili ce ne sono solo 910. Come dire che i governi futuri dovranno reperire quasi due miliardi di euro». Entrare nello specifico significa sfogliare il quaderno delle doglianze. «Spicca - osserva Calvisi - la totale assenza di fondi per la 131 Carlo Felice che ha a disposizione 133 milioni ma ne servirebbero 1.400. Si conferma che i soldi (72 milioni) stanziati dal governo Prodi per l'interconnessione dell'aeroporto di Olbia con la 125 e la 131 sono spariti: sono quei lavori spacciati come i primi lotti della Sassari-Olbia da Cappellacci. Non ci sono i soldi per migliorare il collegamento dell'asse mediano di Cagliari con la viabilità esterna alla città. Non ci sono i 140 milioni per la metropolitana leggera di Cagliari, checchè ne dica il candidato a sindaco del centrodestra Fantola». Sembra colpito in particolar modo il nord. «Basti pensare che per la Olbia-Santa Teresa sono disponibili gli 80 milioni già messi a disposizione dalla giunta Soru, ne mancano altri 260 milioni. Tagli netti anche per i porti del nord dell'isola: solo 3 milioni per Golfo Aranci, per Porto torres ci sono 23 milioni invece di 74, per l'Isola bianca di Olbia 10 milioni a fronte degli 85 promessi dal governo Berlusconi». E la Sassari-Olbia? «Apparentemente è l'unica voce quasi coperta - dice Calvisi -. In realtà in cassa ci sono 190 milioni dei 665 che servono a completare l'opera. Mancano sempre i fondi Fas, di esclusiva pertinenza regionale, e mai sbloccati». L'ultima promessa di Fitto era: sblocco dei fondi ad aprile... Intanto c'è da dire che un passaggio dell'allegato al Documento finanziario è inquietante: «interventi agli assi viari in Sardegna con l'asse 131 Carlo Felice o la Sassari-Olbia». Non è che, siccome i soldi sono pochi, si deciderà tutto a testa o croce? http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/04/28/news/il-governo-riduce-a-un-terzo-i-soldi-per-le-infrastrutture-nell-isola-4055042 w3deco April 28th, 2011, 12:55 PM La Regione diventa armatore contro il "caro traghetti" Ingaggiata per l'estate la Saremar, prezzo biglietti dimezzati (ANSA) - CAGLIARI, 27 APR - Contro il "caro traghetti" che minaccia non solo la mobilita' dei sardi ma anche l'imminente stagione turistica, la Regione diventa armatore e con la Saremar, compagnia di navigazione controllata al 100%, lancia la sfida alle altre compagnie accusate di fare cartello sui prezzi. Il progetto e' contenuto in una delibera approvata dalla Giunta Cappellacci. La sperimentazione partira' quest'estate e prevede di collegare Olbia con diversi porti della Penisola. Il costo si dovrebbe dimezzare: da 1000 a 500 euro per una famiglia di 4 persone con auto al seguito. (ANSA). Quello che mi chiedo io è: con quale flotta? Questa? http://www.saremar.it/pages_it/flotta.asp :lol: :ohno: Per fortuna bastava aspettare un giorno per sapere quali erano le intenzioni... La scelta della Regione: navi a noleggio L'armatore sarà la controllata Saremar, biglietti a 50 euro. L'assessore: "Questa è la soluzione: la Sardegna controllerà il suo mare" SANTA MARGHERITA DI PULA. Alla faccia del "cartello" privato, della Tirrenia sconquassata e della banda che ha gonfiato i prezzi: per le navi, la Regione farà da sè. Sarà autonoma e libera dai pirati: dal 15 giugno al 15 settembre, noleggerà tre traghetti che viaggeranno sulle rotte Civitavecchia-Olbia, due, e Genova-Porto Torres, uno, le più affollate d'estate. Concorrenziale sarà soprattutto il prezzo del biglietto: cinquanta euro a corsa, non più di cento per l'auto al seguito. Calcolatrice alla mano, una famiglia di quattro persone spenderà trecento euro per attraversare il Tirreno, altrettanti alla fine della vacanza. Molto meno del listino imposto quest'anno, con arroganza dagli armatori privati - da Moby Lines a Grandi Navi veloci - ed è persino meno delle tariffe Tirrenia. Non è un miracolo, ma il frutto di una scelta precisa: non arricchirsi, la Regione non potrebbe farlo, sulle spalle di sardi e turisti. La gara per il "nolo con scafo armato" - dallo scafo all'equipaggio - è stata bandita ieri con la pubblicazione del bando internazionale sui quotidiani di mezza Europa, Financial Times compreso. A gestire l'operazione sarà la Saremar, società acquisita al 100 per cento e a costo zero dalla Tirrenia in amministrazione controllata. La Saremar sarà l'armatore della Regione. Quindici giorni di trattative per chiudere il contratto col broker più vantaggioso e ci sarà il varo. Stavolta sarà la Sardegna a dettare le leggi di mercato, gli altri dovranno adeguarsi. Se non lo faranno, sono fatti loro. «È la risposta che volevamo dare. Doveva essere forte e l'abbbiamo data ancora più forte: è un siluro», sono state le parole del presidente Ugo Cappellacci, nel presentare il progetto sintetizzato in un "colpiti e (speriamo) affondati", i nemici. Con entusiasmo il governatore si è lasciato andare, ha coniato lo slogan: «Preparate le valigie, cari turisti, perché a prendervi saremo noi». I sardi, oppure il noi sta per la «Saremar», che è la stessa cosa, o se si vuole coniugare il tutto con l'identità a solcare il Tirreno saranno le "navi in limba", felice espressione coniata sul momento. «Finora - ha detto Cappellacci - avere una compagnia nostra, era stato soltanto un sogno accarezzato più volte, ma mai realizzato. Adesso siamo pronti. La nostra sfida è partita e nessuno ci fermerà». Neanche i privati, che continuino pure a mettersi d'accordo sopra o sotto il banco, a monopolizzare le prenotazioni e nel frattempo, con la cordata napoletana Aponte-Grimaldi-Onorato, anche a mangiarsi Tirrenia, ci provano da mesi. La Sardegna pare non aver più bisogno di loro e neanche delle navi di Stato. Sarà tutto così facile, oppure no? Dicono che il gioco è fatto. A presentare il conto industriale dell'avventura Saremar è stato l'assessore ai Trasporti, Christian Solinas (nella foto): «Finalmente sarà la Sardegna a governare il suo mare», l'esordio. Come? «Noleggeremo tre navi e alla fine dell'esperimento di tre mesi, andremo a pareggio, cioè costi e incassi si annulleranno per evitare le contestazioni dell'Unione Europea, con il solo prezzo dei biglietti». Il noleggio "tutto compreso", l'equipaggio in affitto sarà comunque rinforzato con disoccupati sardi, costa dai 15, traghetto misto comprese le merci, ai 35mila euro per le navi classe crociera, più belle e dove potrà essere sfoggiato un catering tutto sardo, è un'altra delle idee. Ancora cifre: numero massimo di passeggeri imbarcati per traghetto, 1500, 500 le auto. Ebbene, se ogni tratta viaggiasse a pieno carico l'incasso al botteghino coprirebbe eccome le spese. Anche questo alla faccia di chi, gli armatori privati, finora ha detto: «È colpa del caro petrolio, se siamo stati costretti a triplicare le tariffe». Balle, anche con la metà del carico passeggeri il costo noleggio è coperto, com'è scritto nella delibera di giunta che ha dato il via libera all'operazione. «Abbiamo calcolato ogni particolare - ha aggiunto l'assessore - e siamo sicuri di aver trovato la soluzione. Le offerte non mancheranno, ci sono molte navi a disposizione, soprattutto nel Nord Europa. Dobbiamo strappare il prezzo migliore e lanciare su internet e nelle agenzie la campagna di prenotazione». Quando? A fine maggio, non più tardi. Agli altri, i pirati, rimarrà una sola possibilità: adeguarsi. Per ora, la strategia della Regione piace al presidente della Moby Vincenzo Onorato: «Sono felice della decisione, questa operazione aiuterà l'amministrazione a capire i grossi problemi che affliggono il settore dei trasporti via mare». © RIPRODUZIONE RISERVATA 28 aprile 2011 http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/04/28/news/la-scelta-della-regione-navi-a-noleggio-4055016 Bene! Io sono uno di quelli che sostiene che la Sardegna dovrebbe avere una sua compagnia con una sua flotta. Magari una partecipata, con fondi pubblici e privati. Cubo April 28th, 2011, 01:48 PM Mi sembra un bella mossa, in attesa di: - Capire se la cosa viola in qualche modo una qualche normativa europea. - Vedere se il bando troverà dei concorrenti. - Ci saranno contromosse degli armatori privati. w3deco April 29th, 2011, 02:16 PM Procurade 'e Moderare inno della Sardegna “Ho dato mandato agli uffici perché valutino le procedure da attuare affinché l’inno “Procurade 'e Moderare”, scritto nel ‘700 dall’ozierese Francesco Ignazio Mannu, diventi l’inno della Regione Autonoma della Sardegna”. Lo ha detto questa mattina l’assessore regionale della Cultura, Sergio Milia, nel corso della cerimonia inaugurale delle celebrazioni de Sa Die De Sa Sardigna, svoltasi alla Biblioteca Regionale. http://www.sardegnaoggi.it/Costume/2011-04-28/16040/Procurade_e_Moderare_inno_della_Sardegna.html http://notizie.alguer.it/n?id=40637 http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/04/29/news/sa-die-la-giunta-pensa-all-inno-i-sindacati-al-lavoro-4064008 VAAToFLgbPg Testo: Procurad'e moderare Barones, sa tirannia Chi si no, pro vida mia, Torrades a pés in terra Decrarada est giaj sa gherra Contra de sa prepotentzia Incomintzat sa passentzia In su pobulu a mancare Mirade ch'est pesende Contra de bois su fogu Mirade chi no est giogu Chi sa cosa andat 'e veras Mirade chi sas aeras Minetan su temporale Zente cunsizzada male Iscurtade sa 'oghe mia No apprettedas s'isprone A su poveru ronzinu, Si no in mesu caminu S'arrempellat appuradu; Mizzi ch'es tantu cansadu E non 'nde podet piusu; Finalmente a fundu in susu S'imbastu 'nd 'hat a bettare. Su pobulu chi in profundu Letargu fit sepultadu Finalmente despertadu S'abbizzat ch 'est in cadena, Ch'istat suffrende sa pena De s'indolenzia antiga: Feudu, legge inimiga A bona filosofia! ... Custa, populos, est s'ora D'estirpare sos abusos A terra sos malos usos A terra su dispotismu Gherra, gherra a s'egoismu E gherra a sos oppressores Custos tirannos minores Est pretzisu umiliare Traduzione: Baroni (proprietari terrieri), cercate di moderare la vostra tirannia, Altrimenti, a costo della mia vita, tornerete nella polvere (per terra), La guerra contro la prepotenza è stata già dichiarata e nel popolo la pazienza inizia a mancare State attenti perché contro di voi si sta levando il fuoco, Attenti perché non è un gioco, se questo inizia per davvero Guardate che le nubi preannunciano il temporale Gente consigliata male ascoltate la mia voce Non continuate ad usare lo sprone sul povero ronzino, o in mezzo al cammino si ribellerà imbizzarrito; è così stanco e malandato da non poterne più, e finalmente dovrà rovesciare il basto e il cavaliere. Il popolo sardo che era caduto in un profondo letargo Finalmente anche se disperato si accorge di essere schiavo Sente che sta soffrendo solo a causa dell'antica indolenza Feudo, legge nemica di ogni buona filosofia! ... Questa, o popolo sardo, è l'ora di eliminare gli abusi Abbasso le abitudini nefaste, contro ogni dispotismo Guerra, guerra all'egoismo e guerra agli oppressori È importante che questi piccoli tiranni vengano vinti. Cubo April 29th, 2011, 02:26 PM Diego, secondo me il bando Saremar merita una discussione tutta sua che abbia più visibilità nazionale (mi piacerebbe sapere che ne pensano i continentali). La puoi aprire tu? w3deco April 29th, 2011, 02:36 PM Diego, secondo me il bando Saremar merita una discussione tutta sua che abbia più visibilità nazionale (mi piacerebbe sapere che ne pensano i continentali). La puoi aprire tu? Sono d'accordo... Visto che non ho granchè da fare, provvedo subito... :) w3deco April 29th, 2011, 03:08 PM Segnalo questa nuova discussione: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?p=76894123#post76894123 sottoscrivetela e partecipateci se vi interessa... w3deco April 30th, 2011, 01:56 PM Alghero: nasce la Zona franca urbana Da oggi ad Alghero nasce il modello di Zona franca urbana. Le nuove aziende che si insedieranno in città, ad esclusione del centro storico, avranno il rimborso del 90% di Ici e Tarsu per i primi tre anni di attività. Da parte della Regione le imprese otterranno fondi per nuove assunzioni, finanziamenti in conto capitale per gli investimenti, incentivi per la formazione professionale. Alghero è la prima città in Sardegna, e la seconda in Italia, ad adottare un modello di programmi di defiscalizzazione e sostegno alla creazione di nuove imprese attraverso un pacchetto di misure che di fatto costituisce una Zona franca urbana. Ieri il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità il regolamento per le agevolazioni di Ici e Tarsu per le imprese che già da oggi possono usufruire dei benefici. Sabato 30 aprile 2011 12.07 http://www.unionesarda.it/Articoli/News/221507 w3deco April 30th, 2011, 06:35 PM LA CULTURA CHE PRODUCE LAVORO E TURISMO: BARUMINI E LA MEMORIA DEL SUO PASSATO di Vitale Scanu http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/Barumini-ReggiaNuragicaNuragica-Copia.jpg http://www.informazione.it/pruploads/df73a165-e743-420f-b50e-4f5368bf016a/Barumini%20-%20Reggia%20%20Nuragica%20Nuragica.jpg Barumini ha imparato a coltivar bene le memorie del suo passato, e ora raccoglie i frutti della sua intraprendenza. Uno di questi frutti è la mostra di archeologia subacquea “Viaggio nel mondo sommerso”, comprendente 270 reperti antichi, allestita dalla Soprintendenza ai Beni archeologici di Cagliari e Oristano e dalla Fondazione Barumini nelle sale del Centro Lilliu, che permette di ammirare e valutare l’iter di 15 anni di scoperte archeologiche nei mari sardi. Barumini ha, notoriamente, tanti ingredienti per preparare un menù culturale di grande valore, a partire dalle tante impronte del passato preistorico diffuse sul suo territorio, fino ai segni della romanità presenti ovunque e alle ricche pagine di storia medioevale incentrate sulle vicende dei marchesi Çapata. La cittadina della Trexenta, col centro di informazione e guida di Su Nuraxi, il polo museale della Casa Çapata e il Centro culturale Giovanni Lilliu (egregiamente coordinati dall’archeologo dott. Giorgio Murru, figlio d’arte dell’archeologo prof. Lilliu) si è saputa attrezzare in maniera invidiabile per la gestione culturale del suo territorio. Senza dimenticare il centro di attenzione e studio del dialetto sardo, condotto da Anna Rita Piredda. La Fondazione Barumini che aggruppa questi poli culturali, è l’organismo mantello nato nel dicembre del 2006 per gestire il patrimonio culturale del territorio. Un insieme di strumenti e attività culturali che sono la migliore dimostrazione di come la cultura crea ricchezza, turismo e sviluppo. «La nostra struttura museale e turistica – dice una delle socie, Andreina Ghiani – è di fatto la più grossa realtà sarda organizzata di promozione e gestione culturale». Una fondazione che garantisce oltre sessanta buste paga in un piccolo centro come Barumini. «La Regione – ricorda il sindaco Emanuele Lilliu, che vanta una lunga esperienza nel direttivo dell’Associazione Città dell’Unesco – finanzia il novanta per cento degli stipendi e cioè quelli di venti dipendenti della Fondazione. Il resto si recupera con la biglietteria e i servizi come caffetteria e bar». Sono cifre di grande rilevanza, di questi tempi, in controtendenza sulla disoccupazione, soprattutto per un piccolo centro di 1200 abitanti poco più come Barumini. Un milione e 450 mila euro per gli stipendi della Fondazione, centodiecimila i biglietti staccati ogni anno per Su Nuraxi, Casa Zapata e Centro Lilliu. A seguire, ecco l’illustrazione che fa della mostra Andrea Piras, inviato dell’US. “L’acqua è lontana dalle colline verdissime della Marmilla. E lontano è il mare. Ma è qui, a Barumini, nelle grandi stanze del Centro di comunicazione e promozione del patrimonio culturale intitolato a Giovanni Lilliu, a due passi dalla reggia nuragica che proprio il grande vecchio e lungimirante archeologo riportò in superficie attorno agli anni ‘50 del secolo scorso, che ci si può immergere e andare a spiare i fondali del Mediterraneo “sardo” per scoprirne i segreti. Una parte di certo piccola ma incredibilmente suggestiva dei suoi misteri. Un viaggio subacqueo nell’archeologia marina lungo 15 anni. A tanto ammonta il tempo delle scoperte, delle ricerche e degli scavi messi in campo dagli studiosi della Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano grazie ai quali i tesori sommersi, oggi in mostra, sono stati salvati e restituiti all’uomo. A tutti gli uomini, visto che l’esposizione, bellissima anche nella sua scenografia («Interamente realizzata a Cagliari nei nostri laboratori del porto», ricorda l’archeologo subacqueo Ignazio Sanna) è stata realizzata con la massima attenzione per assicurare, anche ai portatori di handicap, compresi i non vedenti, la possibilità di interagire. Un tuffo immaginario ed entusiasmante per toccare con mano la storia «e quel che il mare ha conservato» per secoli e millenni abbracciandolo con il fango e la sabbia, per poi restituirlo grazie a scoperte a volte casuali, spesso programmate. Sempre eccezionali. Sono 270 i reperti esposti in questa importante mostra temporanea. Alcuni di particolare valore, come il cannone del Cinquecento riportato alla luce nei mesi scorsi e interamente restaurato con speciali tecniche di conservazione per fermare la corrosione del ferro e impedire il disfacimento, dopo l’emersione, dell’affusto ligneo a due ruote. Come la bellissima macina di Su Pallosu e le anfore arrivate dalla Spagna con il loro eccezionale carico di “pietre” di silicio da cui i Fenici ricavavano, fondendole, la materia prima per realizzare i loro manufatti in vetro. Come quel satiro punico di incredibile bellezza restituito dalla laguna di Santa Giusta. Un percorso ideale che inizia con la navicella nuragica e si snoda attraverso una storia lunga settanta secoli. Risale a 7.200 anni fa la mandibola di capra con tanto di denti recuperata negli stagni di Terralba. In due siti di età neolitica dove gli archeologi stanno mettendo a nudo l’antica presenza dell’uomo in zone oggi occupate dal-l’acqua e dunque «profondamente mutate rispetto al passato», spiega Sanna. È qui, a Sa Punta di Marceddì e a Rio Saboccu, quattro chilometri più a sud, sulle sponde di San Giovanni, che l’acqua e la terra hanno restituito oltre un migliaio di manufatti in ossidiana lavorati in zona ma ricavati da “pietre” trascinate probabilmente verso la costa da eventi alluvionali e provenienti dal Monte Arci, il complesso vulcanico che da anni il professor Carlo Lugliè del Dipartimento di Scienze archeologiche sta studiando. Una mostra che da qui a breve si arricchirà anche di ulteriori modelli e ricostruzioni. E allora nella sala grande del centro Lilliu troverà riparo anche una piroga, fedele ricostruzione di un’imbarcazione neolitica scavata in una roverella con attrezzi molto simili a quelli usati dai nostri antenati. Con un’ascia che gli archeologi di Cagliari hanno “preso in prestito” dagli artigiani di settemila anni fa”. http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2011/03/28/la-cultura-che-produce-lavoro-e-turismo-barumini-e-la-memoria-del-suo-passato/ sardreamer May 1st, 2011, 09:42 PM consiglio la lettura di questo bellissimo articolo: Ecologia e modelli di sviluppo di Luciano Burderi ed altri http://www.sardegnademocratica.it/ambiente/ecologia-e-modelli-di-sviluppo-1.20354 In un recente articolo apparso sul Fatto Quotidiano, Dario Bressanini illustra il punto di vista del fisico britannico David McKay sul problema delle fonti energetiche e dei modelli di sviluppo delle società industrializzate. Secondo McKay, considerando l' energia oggi estraibile dal sole e dal vento, per soddisfare gli attuali consumi energetici della Gran Bretagna si dovrebbe utilizzare ben più del 10% del suolo inglese a questo scopo. Una percentuale inaccettabilmente alta, che esclude scientificamente, sempre a detta di McKay, il ricorso alle fonti rinnovabili come soluzione praticabile per risolvere il problema energetico. Bressanini lancia la sfida ai fisici italiani: quali sono i numeri che la scienza fornisce nel caso di un paese come l' Italia? Abbiamo raccolto la sfida ed abbiamo tirato fuori i numeri che le leggi fisiche determinano in modo oggettivo e non opinabile. Le energie rinnovabili (eolico e solare) provengono dall' energia che ogni anno il sole riversa su tutta la terra che è pari a diecimila volte il consumo energetico mondiale! Questa enorme potenza disponibile dimostra chiaramente che se noi fossimo in grado di utilizzare anche una piccolissima parte di questa potenza per i nostri consumi potremmo ottenere tutta l' energia che ci serve per un tempo di fatto illimitato (il sole continuerà a brillare con la stessa potenza per i prossimi 5 miliardi di anni!). Tuttavia a causa della rotazione della terra e della variabilità delle condizioni meteorologiche, sole e vento sono fonti energetiche intermittenti. Pertanto per essere utilizzata efficacemente, l' energia prodotta da fonti rinnovabili deve essere immagazzinata in modo adeguato per essere velocemente resa disponibile al bisogno (di notte, in caso di cielo coperto o in assenza di vento quando le fonti rinnovabili sono temporaneamente assenti). Le soluzioni su larga scala al problema dell' intermittenza delle fonti sono di tre tipi. L' immagazzinamento dell' energia in energia termica di sali fusi di potassio e di sodio riscaldati ad alcune centinaia di gradi ed in grado di conservare l' energia per svariate decine di ore (proposta avanzata dal fisico italiano e premio Nobel Carlo Rubbia, studiata e realizzata in prototipi sperimentali in Sicilia ed in Spagna). L' immagazzinamento dell' energia in aria compressa contenuta in grandi cavità sotterranee (miniere abbandonate). Per quanto possa sembrare fantasiosa questa soluzione è tecnicamente praticabile oggigiorno ed è stata proposta in uno studio di fattibilità di scienziati americani per la riconversione del sistema di produzione dell'energia degli USA entro il 2050 (si veda a questo proposito l'interessante articolo pubblicato dalla rivista Scientific American - Edizione Italiana Le Scienze - Marzo 2008). L' immagazzinamento in energia potenziale dell' acqua: quando e' disponibile l' energia prodotta da fonti rinnovabili viene utilizzata per pompare acqua da un bacino a valle ad un bacino a monte. Al momento del bisogno si svuota il bacino a monte facendo passare l' acqua da condotte forzate che alimentano turbine idroelettriche che producono l' energia elettrica di cui si ha bisogno. Questo metodo è attualmente utilizzato ad El Hierro, una isoletta nell'arcipelago delle Canarie con poco più di 10 mila abitanti che oggi vanta il primato di essere al 100% indipendente per quanto riguarda la produzione di energia. Un progetto avanzato nel 2007 e già realizzato ha accoppiato un parco eolico da 10 MW con due centrali idroelettriche riuscendo non solo a coprire l'intero consumo dell'isola, ma a produrre pure energia in eccesso che viene utilizzata per la desalinizzazione dell'acqua in modo da poter fornire pure l'acqua potabile ai suoi abitanti. Il tutto con un investimento di 54 milioni di Euro. Per raccogliere la sfida lanciata da Bressanini abbiamo deciso di illustrare, numeri alla mano, un possibile progetto concretamente realizzabile per rendere indipendente, per quanto riguarda il solo fabbisogno elettrico una regione italiana del centro-sud, la Sardegna (si noti che la produzione di energia elettrica determina il 33% di emissioni di anidride carbonica). Il progetto prevede l' immagazzinamento dell' energia prodotta da fonti rinnovabili in energia potenziale dell' acqua utilizzando allo scopo il sistema di bacini artificiali oggi esistente in questa regione. Per semplificare i calcoli ci siamo limitati a considerare l' uso di pannelli fotovoltaici. Il totale consumo di energia elettrica della Sardegna (dati del 2008) ammonta a 12 miliardi di kWh/anno, per una spesa totale (al costo di 10 eurocent al kWh) di 1,2 miliardi di euro l'anno. La quantità di energia che il sole deposita in un anno su un metro quadrato di superficie inclinata di 34 gradi (di poco inferiore ai 40 gradi, la latitudine media della regione, per ottimizzare le differenze tra estate ed inverno) ed esposta a sud di in modo da ricevere la massima insolazione possibile in Sardegna e' di 1830 kWh. Considerando, realisticamente, che solo il 75% di questa energia possa essere convertita e considerando una efficienza di conversione pari al 15% (valore medio degli attuali moduli fotovoltaici commerciali) si ottiene una produzione di energia annua pari a 206 kWh per metro quadro. Se volessimo provvedere al 100% del fabbisogno elettrico della Sardegna da fonti rinnovabili, usando pannelli fotovoltaici dovremmo utilizzare 58 km quadri di pannelli. A causa dell' inclinazione i pannelli vanno distanziati tra di loro in modo da non farsi ombra e questo aumenta l' area richiesta di un fattore che dipende dalla inclinazione e che, nel caso in esame, e' poco al di sotto del 100%. Ciò significa che l' area di territorio necessaria sarebbe di 113 km quadri, che e' quasi lo 0.5% della superficie della Sardegna, molto meno del 10% di suolo valutato da McKay per l' Inghilterra! Se volessimo suddividere il territorio richiesto tra i 377 comuni della Sardegna, ogni comune dovrebbe provvedere con un appezzamento quadrato di terra di soli 550 metri di lato (per confronto si pensi che la superficie attualmente evacuata intorno alla centrale nucleare di Fukushima corrisponde a circa 2800 km quadrati). Il costo totale ammonterebbe a 17,4 miliardi di Euro, assumendo un costo alla fabbrica di circa 300 euro al metro-quadro per il sistema Pannelli più Inverter (l' apparato elettronico in grado di convertire una la corrente continua a basso voltaggio generata dai pannelli nella corrente alternata a 220 Volt utilizzata in rete) costi che comunque sono destinati ad abbattersi nei prossimi mesi: nel 2012 si prevede un abbattimento dei costi fino a 160 euro al metro quadro per un costo totale di 9,3 miliardi di Euro per l'intera Sardegna! Per confronto, il costo di una centrale nucleare da 1,1 GW (che contribuirebbe solo al 80% del fabbisogno totale di energia) sarebbe di 6,9 miliardi di euro (costo come da accordo tra la Westinghouse e la Progress Energy Florida del maggio 2009 di una centrale nucleare di terza generazione AP1000) . La centrale fotovoltaica andrebbe accoppiata con un impianto di immagazzinamento idroelettrico: abbiamo calcolato che un volume di acqua di 1 miliardo di metri-cubi ad una altezza di 120 metri è sufficiente per immagazzinare 328 milioni di kWh di energia, sufficiente per garantire all'intera Sardegna totale autonomia energetica (fino a 10 giorni anche in uno scenario irrealistico di totale assenza di sole e vento). Un miliardo di metri-cubi è esattamente la capacità del lago Omodeo, un lago artificiale già presente in Sardegna e costruito durante il periodo fascista nell'arco di 6 anni dal 1918 al 1924 che si trova ad una altezza di 118 metri sul livello del mare). Ai costi attuali, la Sardegna impiegherebbe circa 14 anni a recuperare totalmente l'investimento iniziale per l'acquisto dei pannelli fotovoltaici. E' interessante notare il carattere modulare del progetto, che facilmente può essere espanso in tempi successivi. Per esempio ci si potrebbe inizialmente proporre il traguardo più modesto della produzione del 60% dell'energia (sufficiente per rispettare i parametri imposti dal famoso accordo europeo del 2020: il 20% di riduzione di emissioni di anidride carbonica entro il 2020), il che ridurrebbe notevolmente la spesa iniziale. I numeri riportati sopra, possono facilmente essere verificati da chiunque con semplici operazioni aritmetiche. Questo dimostra che una conversione alle fonti di energia rinnovabili in tempi assai brevi è effettivamente praticabile con costi paragonabili se non inferiori alle spese previste per la sola costruzione di una centrale nucleare. I vantaggi di questa conversione risultano del tutto evidenti anche limitandosi a considerare i soli problemi principali di una scelta nucleare: la pericolosita', soprattutto dopo il disastro di Fukushima, le ulteriori ingenti spese che vengono richieste per il funzionamento delle centrali, ed il problema ad oggi irrisolto dello stoccaggio delle scorie. *Luciano Burderi, Professore Associato del Dipartimento di Fisica, Università di Cagliari; Tiziana Di Salvo, Ricercatore del Dipartimento di Fisica, Università di Palermo; Manuel Floris, Ricercatore del Dipartimento di Energia e Processi Chimici, CRS4, Cagliari. 29/04/2011 http://www.sardegnademocratica.it/ambiente/ecologia-e-modelli-di-sviluppo-1.20354 felis May 2nd, 2011, 11:23 AM Le ragazze della Sassari Torres sono campionesse d'Italia per la quinta volta (http://www.torrescalciofemminile.it/news/623/campionesse_d_italia.aspx)! :) Grandissime! http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/la-nuova-sardegna/2011/04/30/jpg_4073834.jpg (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/04/30/news/la-torres-femminile-conquista-il-quinto-scudetto-grande-festa-a-sassari-4073836) http://www.torrescalciofemminile.it/Public/img/0d56c063ff8b4d8eadf9df5d617ea77d.jpg (http://www.torrescalciofemminile.it/news/623/campionesse_d_italia.aspx) w3deco May 3rd, 2011, 03:35 PM Giganti di Mont'e Prama: esposti per la prima volta a Sassari Verranno esposte per la prima volta a Sassari, a fine maggio, le gigantesche statue di Mont'e Prama restituite al pubblico dopo il lavoro di ricostruzione da parte degli esperti della Soprintendenza. Lo ha annunciato questa mattina l'assessore alla Cultura della Regione Sardegna, Sergio Milia, in occasione della presentazione di Monumenti aperti 2011. I giganti saranno in mostra per 20 giorni all'interno del centro di restauro di Li Punti, a Sassari, poi verranno trasferiti al museo di Cabras (Oristano), che li accoglierà stabilimente. "Il centro di Li Punti - ha spiegato Milia - è il secondo per importanza in Italia ed è stato realizzato con una spesa di 6,5 milioni di euro. Le copie delle statue - ha aggiunto l'assessore - faranno anche il giro del mondo, ad iniziare da Londra dove in autunno saranno uno dei gioielli della Fiera del turismo". Nel febbraio scorso, l'allora ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, dopo una querelle sulla loro custodia e collocazione, aveva garantito che i giganti di Mont'e Prama sarebbero tornati a Cabras, luogo del ritrovamento, destinato a diventare un polo archeologico di primario interesse nel bacino del Mediterraneo. Martedì 03 maggio 2011 13.32 http://www.unionesarda.it/Articoli/News/221833 http://www.santannarresijazz.it/mostra09/000047.gif w3deco May 3rd, 2011, 09:59 PM Puc all'esame dell'aula, si decide il futuro di Alghero A tredici anni dalla prima proposta le tavole sulle quali è disegnata la città del futuro tornano all'esame dell'assemblea civica ALGHERO. A tredici anni dalla prima proposta, che non riuscì a concludere l'iter d'approvazione, le tavole sulle quali è disegnata la città del futuro tornano all'esame dell'assemblea civica. Si comincia questo pomeriggio, quando nel municipio di via Columbano l'architetto progettista Emilio Zoagli e il suo nutrito staff presenteranno al consiglio comunale il Piano urbanistico. Il Puc che sarà portato in aula a partire da oggi è il risultato di un lungo processo di programmazione urbanistica iniziato nel 1995 con l'affidamento dell'incarico per la redazione di un nuovo strumento generale capace di sostituire il vecchio Piano regolatore, risalente alla fine degli anni Settanta. Il fatto è che dopo l'improvviso «stop» del 1998, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Così, nel tempo, l'elaborato in questione ha dovuto necessariamente fare i conti con il rinnovato quadro normativo, sia nazionale sia regionale (si pensi, per esempio, al Piano paesagistico voluto nel 2006 dall'allora governatore Renato Soru). I numeri. Nell'attesa che il progetto venga presentato nei minimi dettagli, dalle carte si possono comunque già estrapolare alcuni dati. Ed è proprio su questi dati (e sulla loro interpretazione) che in consiglio comunale favorevoli e contrari si daranno battaglia. Al di là delle svariate querelle, di sicuro c'è che il Puc, come impone la normativa, divide il territorio in diverse aree e sottoaree elencate in ordine alfabetico. Il centro storico - giusto per fare qualche esempio - fa parte della zona «A» ed è assolutamente blindato, mentre il quartiere di San'Agostino di quella «B», i rioni detti di espansione di quella «C» e i terreni per gli insediamenti turistici di Maria Pia, di quella «F». Allo stato attuale l'elaborato indica per le zone «B» e «C» l'edificazione di quasi 1,3 milioni di metri cubi da destinarsi al fabbisogno abitativo primario (8.300 stanze per 2.000 famiglie residenti) e secondario (3.200 stanze per 1.000 famiglie non residenti). Ma a questi numeri vanno aggiunti 6.100 nuovi posti letto (cioè il raddoppio di quelli già disponibili) per le strutture alberghiere, con un totale di 360mila metri cubi. Fatte tutte le somme si arriva quindi a poco più di 1,6 milioni di metri cubi, ai quali potrebbero aggiungersi i premi volumetrici di incentivo previsti per gli hotel esistenti che intendessero migliorare la loro qualità. L'iter. Dopo l'illustrazione da parte dei tecnici, che presumibilmente si protrarrà sino a domani sera, i lavori riprenderanno per altre quattro sedute (da giovedì 5 a venerdì 13 maggio) con la discussione generale da parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Ma è molto verosimile - per non dire certo - che considerata la complessità del progetto saranno calendarizzate altre riunioni. Comunque vada, poi si passerà alla discussione degli emendamenti (ne sono stati presentati ben 346) e soltanto concluso questo passaggio si andrà ai voti che eventualmente sanciranno l'adozione del Puc. Una volta «promosso» in aula, il provvedimento sarà reso pubblico e da quel momento qualsiasi cittadino avrà sessanta giorni di tempo per presentare all'assessorato all'Urbanistica le cosiddette osservazioni. Una tappa, questa, importante e delicata, tenuto conto della quale si tornerà ancora in consiglio per la definitiva adozione. In seguito - e siamo alla fine - la pratica arriverà a Cagliari negli uffici dell'assessorato regionale agli Enti locali, che se la troverà conforme alle normative vigenti l'approverà. Da quel momento Alghero avrà ufficialmente il suo nuovo Piano urbanistico. Il voto. Non tutti i consiglieri potranno esprimere il loro parere sul Puc. Una regola contenuta nel «Testo unico per gli enti locali» impone a chi abbia interessi propri o di loro parenti e affini sino al quarto grado di astenersi dalla discussione e dalla votazione. Secondo i conti del presidente del consiglio comunale Antonello Muroni il divieto riguarderà quattro o cinque politici. 3 maggio 2011 http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/03/news/puc-all-esame-dell-aula-si-decide-il-futuro-di-alghero-4091410 sardreamer May 4th, 2011, 09:51 PM al via i lavori per il nuovo tracciato ss128 Strada statale 128: iniziano i lavori sul tratto Senorbì-Suelli, entro l'anno appalto sino a Mandas (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7875) w3deco May 5th, 2011, 11:18 PM Da Annozero: Ruotolo da Carbonia - 1a parte http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5c653608-a595-42a2-a99b-094f397acded-annozero.html#p=0 Ruotolo da Carbonia - 2a parte http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d9bf4972-5e52-425e-86c5-2c3b93995f8f-annozero.html#p=0 La crisi del pecorino http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-34d92809-6e3a-4179-adab-486b386691d6-annozero.html#p=0 sardreamer May 12th, 2011, 09:55 PM Mi' di andare a votare SI al referendum! Yflsef_m9lI https://lh3.googleusercontent.com/-Y7TKxPcLv-w/TU_w7rMlURI/AAAAAAAAAYk/w-Kbere0Vik/s1600/nuclear-power-plant.jpg w3deco May 16th, 2011, 01:21 AM ^^ Raggiunto il quorum! :banana: ---- Il Trenino verde più amato che mai. Richieste record e i posti non bastano Prosegue l'iter per l'ingresso nel patrimonio dell'Unesco SASSARI. Quella del Trenino verde è un'idea talmente buona, da riuscire a camminare con le proprie gambe, senza bisogno di pubblicità né di puntelli di altro genere. «Ogni anno riceviamo 95mila prenotazioni, ma riusciamo a soddisfarne soltanto 65mila. Le altre 30mila richieste, purtroppo, rimangono inevase». Dicono tutto i numeri forniti dal dirigente commerciale Arst Alessandro Boccone. Migliaia di sardi, italiani e stranieri, soprattutto tedeschi e svizzeri, ogni anno non resistono al fascino di un viaggio sulle rotaie, a bordo di carrozze antiche che attraversano paesaggi incontaminati. Intanto prosegue l'iter per far entrare il Trenino verde della Sardegna nel patrimonio dell'Unesco. Secondo i dati forniti dalla Bit di Milano, turismo in Sardegna nell'immaginario comune vuol dire prima di tutto Costa Smeralda, e subito dopo Trenino verde. Per la stagione 2011 le novità sono parecchie: «Per prima cosa, dal 1° novembre dell'anno scorso le Ferrovie della Sardegna sono state incorporate nell'Arst. L'azienda regionale, dopo tanti anni trascorsi sotto il ministero del Trasporti, è passata sotto l'egida della Regione». Dopo i primi sei mesi, «il bilancio è positivo, a parte una prima fase di assestamento. La Regione, infatti, dovrebbe essere più attenta al territorio e a uno strumento come il Trenino verde che ha grande vocazione turistica». Eppure, nonostante il successo della manifestazione Ferrovie dimenticate, a marzo l'Ogliastra ha lanciato un allarme per la paura di perdere il Trenino verde nella propria provincia. «È successo perché l'Arst ha dovuto fare i conti con il drastico taglio di bilancio subito dalla Regione- spiega Alessandro Boccone- Il servizio principale fornito dall'Arst rimane pur sempre quello dei trasporti, quindi, pensando di dover rinunciare a qualcosa, si è temuto di dover far cadere la scure sul Trenino verde. Fortunatamente poi la Giunta ha emanato un provvedimento specifico per finanziare le linee turistiche per i prossimi tre anni». Le tratte disponibili sono nel nord Sardegna Macomer-Bosa, Sassari-Tempio-Palau; al centro-sud, Isili-Sorgono e Mandas-Arbatax. Da quest'anno i visitatori possono contare su un sito internet rinnovato, più navigabile rispetto al precedente, anche se il modulo di prenotazione on line dei biglietti sarà attivo soltanto dal 15 giugno. Il servizio charter a noleggio personalizzato è stato esteso a tutto l'anno, mentre del tutto nuova è l'offerta last minute. Per esempio, oggi sul sito è presente un'offerta di viaggio Monserrato-Mandas a 16,50 euro a persona andata e ritorno per sabato 14 maggio, a bordo del convoglio storico formato dalla locomotiva a vapore Reggiane (1931) e la vettura Bauchiero (1913). I viaggi last minute hanno anche un retroscena da raccontare: «Si tratta di corse a vuoto che noi mandiamo sulla Tempio-Arzachena perché, da aprile a ottobre, c'è un operatore turistico tedesco che movimenta un flusso costante di cicloturisti. Così vendiamo biglietti a basso prezzo per riempire le carrozze che altrimenti arriverebbero a Tempio vuote». Invece non è andato a buon fine l'accordo con le navi da crociera: «Le compagnie ci hanno chiesto disponibilità per organizzare escursioni in Trenino verde, ma a causa della cronica mancanza di mezzi e personale non siamo riusciti a concludere». Il personale, infatti, è condiviso tra linee turistiche e servizio ordinario. «È un peccato: potenzialmente il Trenino verde potrebbe attrarre 120mila viaggiatori l'anno». Qualcosa però forse si muove nella direzione dell'incremento dei mezzi: «L'assessorato regionale ai Trasporti ha finanziato il recupero di convogli e materiale rotabile per il ripristino di locomotive a vapore, affidato all'azienda di Villacidro Keller. Ma ci vorrà ancora tempo». La linea più gettonata è Mandas Arbatax, ma secondo Alessandro Boccone, «le maggiori potenzialità sono al nord, in Costa Smeralda, tra Arzachena e Palau. Sarebbe bello riuscire a collaborare con i consorzi turistici locali». Intanto proprio oggi a Cagliari è in programma una riunione propedeutica all'ingresso del Trenino verde nel patrimonio dell'Unesco. «Il nostro modello è il Trenino rosso del Bernina che è del 1908. A maggior ragione le ferrovie sarde, nate nel 1888, hanno le carte in regola per diventare patrimonio dell'umanità». http://www.sassarinotizie.com/articolo-5085-il_trenino_verde_piu_amato_che_mai_richieste_record_e_i_posti_non_bastano.aspx ----- SARDEGNA: LA SPISA, REGIONE VUOLE FAVORIRE SVILUPPO PRODUTTIVO NEI PORTI (ASCA) - Cagliari, 11 mag - ''L'interesse della Regione e' quello di favorire lo sviluppo delle attivita' produttive nell'area portuale''. E' quanto ha affermato il vice presidente della Regione Sardegna e assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa, che questa mattina ha presieduto l'incontro del Comitato Interassessoriale per le emergenze, convocato per esaminare la situazione relativa alle imprese di logistica che operano nell'area industriale di Cagliari in merito alla ridelimitazione delle aree portuali, al quale hanno preso parte i rappresentanti della direzione generale della presidenza, dell'assessorato dell'industria, della Sfirs, del Centro regionale di Programmazione, della Capitaneria di Porto, dell'Autorita' Portuale di Cagliari, dell'Agenzia del Demanio, del Cacip e della Confindustria. ''Non abbiamo autorita' - ha aggiunto La Spisa - per poter intervenire nel merito della questione che e' attualmente al vaglio dei giudici. Nel corso dell'incontro e' emersa la possibilita' di una soluzione provvisoria che alcune autorita' statali hanno ritenuto legittima, per la quale, entro pochi giorni, attraverso l'apertura di un tavolo tecnico, sara' valutata la praticabilita'''. com (Asca) w3deco May 17th, 2011, 08:02 PM Arrivano i turisti, Orgosolo va in tilt Serve un nuovo piano della viabilità per il paese dei murales http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/la-nuova-sardegna/2011/05/16/jpg_4206887.jpg ORGOSOLO. I murales si materializzano davanti non appena i turisti scendono dai pullman in piazza Caduti, ma nel corso Repubblica, quando le guide turistiche illustrano i murales più famosi, il caos del traffico rende impossibile la concentrazione. Un problema non più rinviabile per l'amministrazione comunale che tenta di porre rimedio all'ingorgo di pullman nel centro storico e alle macchine e moto che sfrecciano costringendo i turisti a uno slalom sfiancante. Si lavora all'istituzione di un'isola pedonale, ma c'è da risolvere il problema dei residenti e dei commercianti. La stagione turistica è esplosa da quasi un mese nel paese dell'interno della Sardegna più visitato dagli affezionati del pacchetto classico "Nuraghi, Costa Smeralda, Orgosolo" e la regolamentazione della viabilità è diventata priorità assoluta. L'amministrazione comunale ha già provveduto alla gestione dell'ingresso e dell'uscita dei pullman in paese che arrivano da più di un mese in numero sempre crescente: due tre al giorno ad aprile che a maggio sono diventati cinque e che in certe giornate possono arrivare a dieci. Ma c'è ancora da risolvere la situazione dei parcheggi: «Abbiamo avuto una serie di incontri con i rappresentanti della polizia municipale e con le forze dell'ordine - ha spiegato il sindaco Dionigi Deledda - per studiare una possibilità che consenta il parcheggio dei mezzi pesanti in un'area adeguata e non più nella piazza Caduti al centro del paese, che spesso viene congestionata dalla loro presenza. Abbiamo adottato una delibera di giunta per le due vie più importanti, per l'ingresso e per l'uscita dal paese realizzando due sensi unici: in via Guscana attraverso via Rinascita, ci sarà l'ingresso al centro, mentre in uscita, da via Rinascita per la provinciale Orgosolo Nuoro, si dovrà passare da via della Pace». Per quanto riguarda i parcheggi dei pullman si pensa all'area attrezzata all'altezza del campo di Santa Caterina: «Riuscire a governare le soste dei mezzi significa investire in personale e in servizi- osserva il sindaco. Non solo: porterebbe a una tassa aggiuntiva sul costo del viaggio e di questi tempi potrebbe essere non gradita dai visitatori. Ad ogni modo stiamo cercando di vedere come si può sfruttare quell'area e se ci sono le condizioni per offrire un servizio». Il traffico al corso è la parte più impegnativa dello studio della viabilità. «Spesso per i turisti la passeggiata diventa un incubo, per via dei parcheggi selvaggi e delle macchine e delle moto che passano a velocità sostenuta - osserva Deledda - In un paese a vocazione turistica è un ostacolo che va eliminato: la soluzione praticabile potrebbe essere quella di un'isola pedonale a giorni alterni». Sul caos nel corso Repubblica incombe anche l'ultimatum dei sindacati degli autisti Arst, che con una lettera inoltrata al sindaco hanno chiesto di provvedere a una maggiore disciplina del traffico nell'orario di passaggio dei pullman: «Per noi questa è un'emergenza - conclude Deledda - e cerchiamo di risolverla nonostante i limiti: solo due vigili urbani in servizio e il terzo a tempo determinato». 15 maggio 2011 http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/15/news/arrivano-i-turisti-orgosolo-va-in-tilt-4206886 w3deco May 19th, 2011, 09:03 PM Novità interessanti sul fronte della "Flotta sarda": http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?p=78075530#post78075530 felis May 21st, 2011, 09:32 AM ^^ :cripes: http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/226465_174934339227877_123086291079349_380276_2601893_n.jpg (http://www.facebook.com/photo.php?fbid=174934339227877&set=a.123088534412458.23168.123086291079349&type=1) felis May 21st, 2011, 06:47 PM Godetevi questo stupendo sito di comunicazione (http://comuniquando.blogspot.com/2010_11_01_archive.html) che fa a pezzi tutti, ma proprio tutti :) Alleanza di centro (http://comuniquando.blogspot.com/2010/11/alleanza-di-centro-non-ha-fatto-centro.html) Alleanza per l'Italia (http://comuniquando.blogspot.com/2010/12/terzo-polo-tanta-confusione.html) Artizzu (http://comuniquando.blogspot.com/2011/05/artizzu-navigatore-del-tempo.html) e dinuovo Artizzu (http://comuniquando.blogspot.com/2011/04/io-sono-artizzu.html) Cabras (http://comuniquando.blogspot.com/2011/02/giurassic-post.html) e ancora Cabras (http://comuniquando.blogspot.com/2011/02/topolini-dinosauri-e-comunicazione.html) Cugusi (http://comuniquando.blogspot.com/2011/03/alla-carica-di-sindaco-di-cagliari.html) Fantola (http://comuniquando.blogspot.com/2011/03/premessa-volendo-semplificare-una_24.html) e Fantola (http://comuniquando.blogspot.com/2011/03/ricicliamo-idee-siamo-riformatori.html) e ancora Fantola (http://comuniquando.blogspot.com/2011/04/il-sito-web-di-fantola-e-sempre-pasqua.html) Futuro e Libertà (http://comuniquando.blogspot.com/2010/11/nuovo-partito-nuovo-marchio-niente-di.html) Italia dei Valori (http://comuniquando.blogspot.com/2010/11/nuovo-partito-nuovo-marchio-niente-di.html) Lega Nord Sardinia (http://comuniquando.blogspot.com/2010/11/lega-la-lega.html) Pili (http://comuniquando.blogspot.com/2011/02/unidos-un-marchio-antifrastico.html) ProgReS (http://comuniquando.blogspot.com/2011/05/in-quei-giorni-vota-progres.html) Zedda (http://comuniquando.blogspot.com/2011/04/sotto-il-vestito-niente-contro.html) Zuncheddu (http://comuniquando.blogspot.com/2011/05/per-la-competizione-elettorale-per.html) fabrik May 27th, 2011, 11:40 AM Polo chimico verde, a Roma una firma che vale un miliardo La chimica verde sbarca a Porto Torres: ieri la storica firma per l’accordo Eni-Novamont, un piano che con le bonifiche supera il miliardo. Un tavolo di vigilanza affidato a istituzioni e sindacati ha spazzato via le ultime perplessità di Gianni Bazzoni zoom ROMA. Mai il verde è stato un così bel colore per la Sardegna. Il verde della speranza per una missione che sembrava impossibile e che ora comincia a muovere i primi passi. Il Protocollo d'intesa è stato firmato nel primo pomeriggio a Roma, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta e di tre ministri. La «chimica innovativa» ora è molto più di una idea. La Sardegna, una volta tanto, si è presentata al tavolo nazionale senza bandiere diverse. Guidata dal governatore Ugo Cappellacci che ha interpretato la posizione unitaria indicata dai sindaci di Sassari, Porto Torres e Alghero e dal sindacato. Non si è divisa, la Sardegna, come forse in altre realtà della penisola speravano per ritornare in gioco. E le firme, una dopo l'altra, si sono materializzate tra le pagine 14 e 15. Delegazione unita, segno che l'incontro di preparazione tenuto la sera prima a Cagliari, nella sede della Regione, è servito. E ha consentito di avere la forza di produrre un addendum al Protocollo d'intesa. Una nota aggiuntiva che permette di attivare un tavolo permanente per il monitoraggio e il coordinamento complessivo della chimica verde a Porto Torres. Così sarà possibile seguire direttamente la tutela dei lavoratori dell'indotto e del sistema delle imprese locali «mediante la loro utilizzazione negli interventi di bonifica e nella costruzione degli impianti, anche tramite una apposita Agenzia regionale». Insomma, con il tavolo sardo, Regione e enti locali, stanno pienamente dentro il controllo del progetto integrato per il territorio di Porto Torres, con ulteriori opportunità di verticalizzazione industriale della chimica verde. La «cabina di regia» valuterà anche gli strumenti di promozione dello sviluppo locale e di contrasto della crisi, con interventi di incentivazione per la creazione di impresa, l'auto impiego, la formazione e la riqualificazione del personale. E' una grande opportunità, lo riconoscono anche i più scettici, pure gli avversari politici. Ma è giusto dire che il bello arriva proprio adesso. I titoli usati ieri per lanciare l'accordo che disegna nuove prospettive per la chimica italiana, fanno quasi paura. Ed è bello sapere che - se non sarà un libro dei sogni - tutto ciò potrà avverarsi a Porto Torres, in terra sarda. Gianni Letta evidenzia il valore della sfida e dice: «Sapremo superare le difficoltà». E Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, l'uomo che aveva dichiarato finita la chimica, ha messo la sua firma nel Protocollo d'intesa. E all'uscita dalla riunione romana è tra i primi a parlare: «L'investimento complessivo è di 1,2 miliardi (ci mette dentro anche i 500 milioni per le bonifiche, ndc): credo sia il più grande fatto non solo nella chimica ma in tutti i settori in Italia in questi anni». Scaroni annuncia anche una bella notizia per un territorio che per anni ha subito l'inquinamento della vecchia centrale elettrica 2 del petrolchimico: «Oltre all'intervento di Enipower per produrre energia elettrica da biomasse, faremo una operazione per adeguare la centrale esistente a Porto Torres con un investimento di 230 milioni». Ma il "gioiello della corona", secondo l'amministratore delegato di Eni «sarà il Centro ricerca focalizzato sulle tecnologie per la chimica di nuova frontiera e, in particolare, per quella verde, che prevede un investimento di 50milioni di euro». La prima bioraffineria al mondo integrata nel territorio: il titolo più gettonato, tra gli applausi, è proprio questo. Porto Torres potrebbe anche pavoneggiarsi un po' dopo che negli ultimi 15 anni tutti gli Accordi di programma sono stati puntualmente disattesi e c'è stato spazio solo per ridimensionamenti, chiusure e delusioni. Ora che c'è un lumicino acceso, con i cassintegrati della Vinyls ancora appesi a un filo, la chimica verde viene battezzato come il punto di svolta della politica industriale italiana. Ci vorranno però testa, coraggio e una nuova cultura per non cadere a terra e risvegliarsi ancora una volta con i vestiti rattoppati. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parla di «evento di straordinaria rilevanza» e dice che sono stati sconfitti «i profeti di sventura che sono soliti divinare un futuro fosco per il Paese». Guarda alle bonifiche, invece, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo: «E' prevalsa la volontà costruttiva di giungere a una intesa che premiasse interessi economici e di sviluppo e le esigenze di recupero ambientale». Ugo Cappellacci riprende fiato: «Apriamo una pagina nuova, fondamentale per il territorio. Abbiamo sistemato un altro tassello di una Sardegna che diventa protagonista delle scelte per il futuro, che punta con coraggio a proporsi come modello da seguire a livello nazionale e internazionale». E il presidente della Regione si tiene stretto quel «piano innovativo» che ha l'ambizione di conquistare i mercati e creare nuova impresa e nuova occupazione. Ed è consapevole - stavolta per niente interessato dai prossimi appuntamenti elettorali -, il presidente della Regione, del fatto che «il successo dell'operazione dipenda molto dal grado di condivisione e di coesione sociale che sapremo mettere in campo». http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/27/news/polo-chimico-verde-a-roma-una-firma-che-vale-un-miliardo-4295900/1 felis May 30th, 2011, 10:29 AM La Nuova Sardegna - Dopo 30 anni finalmente aperto il ponte di Brabau (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/30/news/dopo-30-anni-finalmente-aperto-il-ponte-di-brabau-4321532) Oristano, rivoluzione nel traffico della città. Inaugurata ieri mattina la nuova strada che collega la città alla costa L'Unione Sarda - Inaugurazione del Ponte di Brabau Rivoluzione del traffico a Oristano. (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/223538) w3deco May 30th, 2011, 11:08 AM ^^ Eccolo in video... :) http://www.videolina.it/view/servizi/15425.html L'intervento dovrebbe essere qui: http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=oristano&aq=&sll=41.442726,12.392578&sspn=18.326106,39.506836&ie=UTF8&hq=&hnear=Oristano,+Sardegna&ll=39.912172,8.550882&spn=0.009233,0.01929&t=h&z=16 felis June 4th, 2011, 01:06 PM Ohibò! La nostra storia! Nelle mani del pifferaio!!! Cosa ne pensate?! https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/247904_10150252728949047_611084046_8785596_6406699_n.jpg (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/04/news/sequestrato-l-archivio-del-pifferaio-della-faradda-4364722) Ampsicora June 6th, 2011, 01:26 PM Brutta shtoria. w3deco June 7th, 2011, 12:55 PM Ieri il Sole24Ore ha dedicato uno speciale di approfondimento sulla Sardegna. Nella sezione "forum virtuale" è stato chiesto a Francesco Sedda, Marcello Fois, Cristina Collu e Paolo Fresu di lanciare un'idea o un progetto per far ripartire la Sardegna. Questa è l'idea-provocazione di Francesco Sedda: Ogni anno i sardi spendendo 1 miliardo e mezzo di euro in lotterie, gratta e vinci e slot machine. Ogni sardo gioca d'azzardo con il suo futuro sperando (inutilmente) in una ricompensa istantanea e individuale. Stramba coincidenza. Questa cifra corrisponde a quanto la Sardegna ha a disposizione ogni anno per un altro tipo di scommessa sul futuro, una scommessa collettiva i cui risultati pagano nel tempo e danno frutti per tutti: l'istruzione. Il punto è che questo investimento non solo è insufficiente e inadeguato ma dipende dallo Stato italiano che lo vuole ulteriormente tagliare mettendo (definitivamente) a rischio il sistema istruttivo e universitario sardo. Prima che qualcuno si giochi per noi il nostro futuro converrà allora ricordarsi che ogni anno la Sardegna perde 2.5 mld delle accise derivanti dalla fabbricazione dei prodotti petroliferi della Saras. Nonostante la fabbricazione ricada completamente sul territorio sardo - con i conseguenti costi su salute e ambiente - la maggior parte delle accise viene versata fuori, laddove sono localizzati i depositi commerciali. Ecco la mia proposta. Riprendiamoci quei 2.5 mld, investiamoli tutti in istruzione, università e ricerca. Ridiamo energia alla conoscenza, alla creatività, al saper fare. Invertiamo la rotta e diventiamo terra d'attrazione intellettuale, esempio glocale di apertura, traduzione, innovazione. Fermare l'emigrazione, che sottrae alla Sardegna intelligenza e vitalità, che porta oltremare ricchezza umana e materiale, che ci condanna allo spopolamento e ci priva di chi potrebbe inventare soluzioni per risanare la nostra terra e creare nuovo lavoro, è un imperativo economico e morale. È il miglior modo per ridare corpo e coscienza alla nazione sarda lungo il cammino verso l'autodeterminazione. Scommettere sulla cultura, sulla continua formazione di competenza per giovani e adulti, è l'unico vero azzardo che ci possiamo e dobbiamo permettere. Franciscu Sedda Il Sole24Ore ha scelto di titolare il pezzo "Tutto sulla ricerca" w3deco June 9th, 2011, 11:26 AM Nosusu zacchendisì de su famini e la Regione non spende un miliardo di euro di fondi Ue! Da Bruxelles una letteraccia per il presidente Cappellacci: eccola http://vitobiolchini.wordpress.com/2011/06/08/%E2%80%9Cfondi-europei-spesi-poco-e-male%E2%80%9D-ecco-la-lettera-choc-spedita-da-bruxelles-alla-regione-sardegna-abbiamo-un-miliardo-di-euro-contro-la-crisi-ma-non-lo-usiamo/ w3deco June 9th, 2011, 11:52 AM http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/27/news/polo-chimico-verde-a-roma-una-firma-che-vale-un-miliardo-4295900/1 Energia: Cappellacci presenta 'Sardegna.CO2.zero' Cagliari, 8 giu. - (Adnkronos) - La Sardegna gioca d'anticipo sul referendum sul nucleare, qualsiasi sia il suo risultato, e sul tema energetico si propone come laboratorio di sperimentazione per nuovi modelli di sviluppo improntati alla sostenibilita'. Il 13 giugno, in coincidenza con la consultazione referendaria, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci presentera' a Cagliari il progetto 'Sardegna Co2.zero', con l'obiettivo di produrre, in linea con quanto stabilito dall'Ue, almeno il 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020 e di arrivare al traguardo del 35% entro il 2030. ''Sviluppo tecnologico dell'energia solare e del fotovoltaico, ammodernamento e riconversione degli impianti industriali, creazione di un polo di chimica verde, investimenti nella formazione e una piu' diffusa cultura ecologica ed ecosostenibile - ha detto Cappellacci nel corso di una conferenza stampa - sono i cavalli di battaglia della svolta sarda, sancita anche dal risultato referendario sul nucleare con il 97 per cento dei votanti (il 60 per cento degli aventi diritto) che si e' espresso a sfavore dell'atomo''. Il progetto Sardegna Co2.0 porra' la Sardegna all'avanguardia, a livello europeo, nel settore della Green Economy. Tra gli obiettivi del progetto, infatti, rientra dar vita al piu' grande polo chimico verde d'Europa attraverso la riconversione industriale del sito di Porto Torres, che conta oltre 2 mila lavoratori (indotto compreso), e per il quale e' stato siglato un protocollo d'intesa tra governo, amministrazioni locali, imprese e parti sociali. w3deco June 10th, 2011, 02:35 PM Ultim'ora! Meridiana Fly: Aga Khan propone a Regione flotta aerea sarda (ANSA) – CAGLIARI, 10 GIU – Cosi’ come avvenuto con la compagnia navale tutta sarda della Saremar, che la Regione Autonoma della Sardegna ha voluto noleggiasse alcune navi per calmierare il caro-traghetti verso l’isola, si potrebbe dar vita anche ad una compagnia aerea sarda pubblica-privata. La proposta l’avrebbe lanciata alla Regione l’Aga Khan, in questi giorni alle prese con la ricapitalizzazione e la ristrutturazione di Meridiana Fly. La Regione avrebbe espresso l’opinione che per ragionare su una simile proposta, sarebbe necessario avere un piano industriale di almeno 15 anni. w3deco June 13th, 2011, 06:06 PM Cagliari, firmato il “Patto dei Sindaci” sulle fonti di energia rinnovabili Trasferire i consumi energetici da fonti tradizionali a quelle rinnovabili, ridurre le emissioni di CO2 potenziando la produzione di energia pulita per superare, entro il 2030, la soglia record del 35%. Sono questi gli obiettivi della svolta verde voluta dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci che stamattina a Cagliari ha firmato il “Patto dei Sindaci”, alla presenza del direttore generale della Commissione europea, Pedro Ballesteros. CAGLIARI - Il Patto intende rendere la Sardegna lo scrigno verde d'Europa anche attraverso il sostegno le autorità locali nell’attuazione di piani per l’abbattimento delle emissioni inquinanti e per la produzione di energie rinnovabili. Gli obiettivi sostenibili del “Patto dei Sindaci” firmato oggi, sono al centro del programma “Sardegna Co2.Zero”: il nuovo progetto operativo - coordinato da Andrea Prato - che darà il via ad una vera e propria rivoluzione industriale in Sardegna, con nuove economie e posti di lavoro. Gli impegni. Con la sottoscrizione del Patto, la Regione si impegna davanti alla Commissione europea a coinvolgere nel progetto “Sardegna Co2.Zero” i 377 Comuni dell’Isola. Per la realizzazione degli obiettivi energetici, la Regione Sardegna mettera' a disposizione delle amministrazioni locali risorse finanziarie in ordine a programmi di informazione sui cittadini, master per creare nuove figure professionali ma anche verso progetti dedicati al contenimento dei consumi energetici fossili e allo sviluppo delle rinnovabili. Ad esempio, un edificio certificato in Classe A utilizza 3 litri di gasolio per riscaldare per un anno un metro quadrato; uno di Classe C brucia, invece, circa 70 litri l’anno, mentre si arriva a oltre 120 per quelli di classe E (fonte Wwf Italia). Da qui il piano “Smart City - Comuni in classe A", rivolto a quei Comuni che si impegnano ad andare oltre gli obiettivi stabiliti dalla Commissione e a porre la sostenibilità in cima alle priorità di governo, adottando misure come la riconversione energetica degli immobili pubblici, piani di mobilità elettrica, progetti di edilizia sostenibile, creazione di reti intelligenti. Gli obiettivi. “Proprio per le loro caratteristiche, i territori insulari possono portare avanti con maggiori possibilità di successo le politiche per raggiungere, già entro il 2020, gli obiettivi comunitari per la riduzione delle emissioni di Co2 e di risparmio energetico”. Così Ugo Cappellacci alla firma del Patto con i Sindaci che ha aggiunto: “Sardegna Co2.Zero rappresenta una vera e propria svolta nell'economia dell'isola, una svolta segnata dalla crescita sostenibile dell'isola che coinvolga a rete le principali filiere della nostra economia, a partire dal turismo e dall'agricoltura che, con questo progetto, beneficeranno di una nuova spinta in termini di economia e occupazione”. Infatti, ha concluso Cappellacci: “Vogliamo creare nuova impresa e nuovo lavoro e allo stesso tempo promuovere uno sviluppo che migliori la qualita' della vita dei Sardi e che sia rispettoso del nostro straordinario patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale e identirario. Questo grande capitale, che non puo' certo essere delocalizzato altrove da nessun consiglio di amministrazione, neppure dal più potente al mondo, rappresenta il punto di partenza di un'azione fatta di scelte coraggiose, innovative, di rottura rispetto a un passato che ha tolto molto e ha lasciato poco alla nostra terra e al nostro popolo. Con Sardegna CO2.0 ricominciamo dalla nostra terra, da noi stessi”. Ultimo aggiornamento: 13-06-2011 14:08 http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2011-06-13/16278/Cagliari_firmato_il_Patto_dei_Sindaci_sulle_fonti_di_energia_rinnovabili.html w3deco June 15th, 2011, 12:55 PM Finalmente il car pooling anche in Sardegna! http://www.passaggiosardegna.it/sites/default/files/nf_tema_logo.png Come funziona questo servizio? Passaggio Sardegna.it è un sito che promuove buone pratiche per la mobilità sostenibile, è nato per incentivare la condivisione dell’auto, riunendo più persone in un’unica automobile privata, combinando percorsi comuni sulle strade della Sardegna. Permette a tutti gli utenti registrati di mettersi facilmente in contatto per condividere, dare o accettare un passaggio da qualcuno che vive o lavora vicino a voi. È assolutamente gratuito, basta inserire i propri dati nella pagina di registrazione e consultare le offerte / richieste di passaggio oppure inserire le proprie cliccando su "Inserisci Passaggio". Sei libero di scegliere con chi viaggiare. Si consiglia di viaggiare solo con persone che ti ispirano fiducia. È possibile guardare il profilo dell'utente prima di organizzare il viaggio. Controllare le referenze lasciate da altri utenti. Puoi anche scambiare l’amicizia su Facebook (se lo usi), prima del viaggio. altro: http://www.passaggiosardegna.it/ w3deco June 17th, 2011, 02:34 PM Io se avessi un bel pò di soldi da investire starei già sondando il terreno per l'apertura di una società di noleggio auto/moto/scooter! E' già qualche anno che ci sono picchi in cui la domanda supera l'offerta... Un bel noleggio completo ad Elmas e succursali più piccole (soprattutto di moto e scooter) a Pula e Villasimius. E' una cosa che penso da tempo...chi sa la combinazione vincente della prossima estrazione del superenalotto? :crazy2: Un milione di arrivi in cinque mesi, il boom è solo negli aeroporti Nei primi 5 mesi dell’anno negli aeroporti c’è stato un boom di passeggeri, con un aumento superiore al calo di quelli imbarcati sulle navi SASSARI. Dall'Italia o dall'estero, con compagnie di linea o le amate low cost. L'isola piace ancora, arrivarci via aria, a leggere i dati dei tre aeroporti principali, è la novità del 2011. Alla faccia del meno registrato da gennaio a maggio in tutti i porti. Il trasporto aereo da e per la Sardegna conosce un'improvvisa impennata, che fa salire le entrate delle società di gestione di Alghero, Cagliari e Olbia, scompagina le previsioni degli esperti, provoca sorrisi (scaramanticamente prudenti) degli operatori turistici. E una speranza per l'estate alle porte. E a gioire sono anche le società di noleggio auto, che fanno improvvisamente i conti con la penuria di mezzi. I turisti, dunque, sono sbarcati, nei primi mesi del 2011. Alla faccia della magra del traffico portuale, sconquassato dai rincari, dalle proteste, dalle vicende di Tirrenia e dal poco tempismo della rivoluzione flotta sarda, i primi numeri annunciati dagli aeroporti stridono con gli allarmi lanciati dagli operatori, e con l'immagine di un'isola stritolata dalla crisi, anche turistica. Cagliari che in maggio vede il traffico passeggeri oltre il 7 per cento, Fertilia che in cinque mesi sale del 14, Olbia che nello stesso periodo fa registrare 13 punti in più di arrivi e partenze sulle tratte italiane. Oltre un milione di arrivi in 150 giorni. Sono alcuni dei dati forniti da Sogaer, Sogeaal e Geasar, e in qualunque modo li si giri sono positivi. «I fattori di quest'impennata - dice Silvio Pippobello, amministratore delegato della società che gestisce il Costa Smeralda - sono diversi: per l'aeroporto di mia competenza la crisi del Nordafrica con la conseguente impennata di arrivi francesi, la questione del vulcano islandese che lo scorso anno aveva condizionato il traffico, e poi, inutile negarlo, il caro traghetti». Mors tua vita mea? Non proprio, ma i numeri sono questi. E non è detto che i passeggeri persi dalle compagnie marittime siano stati (e saranno, durante l'estate) automaticamente guadagnati da quelle aeree. Carlo Marcetti, docente della facoltà di Economia e Management del turismo di Olbia, prova a dare una lettura fuori dai numeri su numeri che di per sè sono fuori dai canoni: «Il più bravo operatore turistico rischia di trovarsi completamente spiazzato, di fronte a questi dati». Poi entra nello specifico: «È indubbio che una parte dell'utenza dei traghetti si sia trasferita sugli aerei. Ma non è tutto». E allora? «E allora ci sono dei fattori esogeni, esterni alle dinamiche del privato, che hanno scompaginato gli scenari». Insieme a una indubbia abilità degli aeroporti nell'elaborare la strategia adatta e sfruttare la congiuntura. Ma se la molteplicità dell'offerta, vista l'inaugurazione della flotta sarda, dovrebbe garantire un'offerta migliore, secondo Marcetti il caso-traghetti ha determinato l'esito opposto: «La flessione del mercato marittimo, è stato questo il risultato della contesa tra pubblico e privato. E purtroppo l'iniziativa della flotta sarda, che ritengo ben congegnata e lodevole, non salverà la stagione». Una stagione preceduta da mesi di magra: «I tre porti del nord, nei primi tre mesi dell'anno hanno segnato rispettivamente un meno 10, meno 13 e meno 20 per cento. Gli aerei hanno mantenuto prezzi stabili, non dimentichiamolo. E le offerte connesse ai voli sono sempre di più». E anche qui i numeri vengono in soccorso: sempre più utenti scelgono l'accoppiata aereo (se low cost è meglio)-auto a noleggio. L'Avis, per esempio, a livello regionale ha contato da gennaio a maggio una crescita del 20 per cento. E la filiale Europcar di Elmas addirittura un 60. Le compagnie a basso costo (ma non solo, anche Air One ormai lo fa) si appoggiano alle agenzie di noleggio, studiano pacchetti imperdibili, fanno sì che una tariffa da 300 euro a settimnana scenda sino a 180. Benzina esclusa, e non è poco, ma il salire del costo del petrolio non incide in questo caso così tanto come sui biglietti per i traghetti. Trovare una connessione tra i 133mila sbarchi in meno denunciati dall'Autorità portuale per i porti del nord e i quasi 110mila arrivi in più negli aeroporti sembra dunque naturale. Per Mario Peralda, direttore generale dello scalo algherese, non è proprio così: «Penso che la cresta di viaggiatori tramite nave sia il 2 per 100, non di più». I motivi della crescita, allora, sono da demandare alle politiche singole: «Noi, per esempio, abbiamo ereditato una situazione complicata dopo il braccio di ferro con Ryanair, un cambio di fronte che ci ha visti come intermediari per le politiche di incentivazione regionale. Il problema, però, è successivo: è che in Sardegna non vedo fidelizzare i flussi di traffico che generiamo». È un passo avanti nella questione, e frutto del paradosso secondo cui «l'aeroporto che genera traffico non automaticamente inserisce il territorio nelle dinamiche del turismo». La stagione imminente darà un responso in più. 17 giugno 2011 http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/17/news/un-milione-di-arrivi-in-cinque-mesi-il-boom-e-solo-negli-aeroporti-4454016 fabrik June 17th, 2011, 03:48 PM Inglesi sbarcano a Budelli senza autorizzazione e ci girano uno spot e pagano solo 50 euro di multa.. http://lanuovasardegna.gelocal.it/multimedia/2011/06/17/fotogalleria/budelli-spiaggia-rosa-violata-con-divani-e-poltrone-per-uno-spot-inglese-29916626/1 w3deco June 18th, 2011, 11:16 AM Inglesi sbarcano a Budelli senza autorizzazione e ci girano uno spot e pagano solo 50 euro di multa.. http://lanuovasardegna.gelocal.it/multimedia/2011/06/17/fotogalleria/budelli-spiaggia-rosa-violata-con-divani-e-poltrone-per-uno-spot-inglese-29916626/1 :ohno: --- Vertenza Equitalia: la soluzione è l’Agenzia Sarda delle Riscossioni ProgRes – Progetu Repùblica sostiene che la vera e definitiva soluzione della vertenza con Equitalia in Sardegna è la creazione di un’agenzia sarda delle riscossioni. Equitalia è un apparato elefantiaco, che per esistere ha necessità di generare grandi profitti. Un’agenzia sarda delle riscossioni, nella sua struttura, sarebbe invece commisurata alla demografia della Sardegna, già solo per questo più snella ed efficiente, dal momento che si parla di 65 abitanti per Km quadro anziché di 200, perciò con molti meno soggetti da controllare. La sua struttura e il suo organigramma sarebbero commisurati dunque alla mole di lavoro da svolgere, con l’ulteriore possibilità di evitare sprechi. Inoltre ci sarebbe il vantaggio di una maggiore aderenza alle dinamiche produttive, sociali e culturali della Sardegna, con conoscenza diretta dei problemi e delle caratteristiche strutturali della nostra economia. Detto ciò, in considerazione del fatto che: - le cartelle contestate riguardano insoluti, non casi di evasione; si parla dunque di soggetti che hanno regolarmente dichiarato il loro reddito ma che non hanno potuto far fronte al pagamento tributario relativo; non dunque furbi approfittatori delle maglie larghe del fisco italiano (i furbi ci sono e andrebbero sanzionati a dovere, distinguendoli dai cittadini onesti in difficoltà); - il blocco dei macchinari e di tutti gli strumenti di lavoro è un’ingiustizia ai danni di liberi cittadini dediti all’attività imprenditoriale; macchinari e strumenti di lavoro sono indispensabili agli imprenditori per poter far fronte al futuro, tanto in termini produttivi, quanto fiscali; - l’attuale governo sardo, con l’ultima legge finanziaria, ha chiuso l’Arase, agenzia di accertamento dei tributi propri, anziché elevarla ad agenzia sarda di tutte le entrate e sostituirla integralmente e a tutti gli effetti a Equitalia, secondo quanto già fatto ad esempio dalla regione Sicilia. Proponiamo: - che si decreti immediatamente il blocco di qualsiasi procedimento di riscossione a carico delle imprese sarde e si restituisca ai titolari la disponibilità piena dei macchinari, dei locali di lavoro e delle loro abitazioni; - che si dia contemporaneamente corso, con tutti gli strumenti istituzionali e giuridici disponibili, al riconoscimento di insolvenza “a causa di impossibilità di pagamento per improvvisa difficoltà economica” a tutti gli imprenditori esecutati; - che si proceda all’istituzione immediata di un’agenzia di accertamento e riscossione sarda, controllata dalla regione, con sede in Sardegna e capacità giuridiche e operative adatte al compito - che gli eventuali dipendenti sardi di equitalia siano riassorbiti dalla nuova agenzia sarda. http://www.progeturepublica.net/comunicati/vertenza-equitalia-la-soluzione-e-lagenzia-sarda-delle-riscossioni/ ^^ a me non sembra male come idea! w3deco June 21st, 2011, 12:22 PM Ecco, bisogna puntare anche su questo! ^^ CINEMA: LA SARDEGNA FA INCETTA DI SET (ASCA) - Roma, 20 giu - Che si tratti delle spiagge o delle zone interne, la Sardegna offre set e ambientazioni naturali per qualsiasi tipo di produzione. Trasferite ora le riprese a Lucca, Leonardo Pieraccioni ha appena finito di girare al Forte Village vicino a Cagliari ''Finalmente la Felicita''', prodotto da OttoFilm e Levante e interpretato da Leonardo Pieraccioni e Ariadna Romero. Continuano intanto nella regione le riprese del film di Davide Manuli ''La leggenda di Kaspar Hauser'', prodotto da Blue Film e Shooting Hope con Vincent Gallo, Elisa Sednaoui e Claudia Gerini. Nel 2010 sempre in Sardegna sono stati girati il videoclip musicale ''Un colpo all'anima'' di Luciano Ligabue e ''I Bambini della sua vita'' per la regia di Peter Marcias prodotto da Janas Pictures con protagonisti Piera degli Esposti, Fiorenza Tessari e Nino Frassica. thenightdriver June 21st, 2011, 03:02 PM Nel 2010 sempre in Sardegna sono stati girati il videoclip musicale ''Un colpo all'anima'' di Luciano Ligabue e ''I Bambini della sua vita'' per la regia di Peter Marcias prodotto da Janas Pictures con protagonisti Piera degli Esposti, Fiorenza Tessari e Nino Frassica. Chiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...???:lol: felis June 25th, 2011, 09:53 AM La Nuova Sardegna - Sorso, apre il Museo «Biddas» (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/24/news/sorso-apre-il-museo-biddas-4497147) La storia dei villaggi abbandonati. Esposizione nella sede del Palazzo Baronale http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/la-nuova-sardegna/2011/06/24/jpg_4497148.jpg (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/24/news/sorso-apre-il-museo-biddas-4497147) Sassari Notizie - Biddas, museo di villaggi abbandonati. Sabato inaugurazione a Sorso (http://www.sassarinotizie.com/articolo-5722-biddas_museo_di_villaggi_abbandonati_sabato_inaugurazione_a_sorso.aspx) Contro campus - Inaugurazione Biddas, museo dei villaggi abbandonati della Sardegna (http://www.controcampus.it/spip.php?article22036) w3deco July 2nd, 2011, 11:21 AM Villasimius tassa i turisti http://www.sardegna24.net/polopoly_fs/1.1240.1309532619!/image/image.jpg_gen/derivatives/box_660/image.jpg Il centro leader dell’industria delle vacanze della costa sud orientale, il primo in assoluto in Sardegna, parte con la tassa di soggiorno. Grazie alle facoltà concesse ai comuni turistici dalle disposizioni sul federalismo fiscale, dal primo luglio e fino al 31 agosto, ci sarà la tassa di soggiorno giornaliera a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive. Le tariffe cambiano. Pagheranno 2 euro a pernottamento a persona le strutture ricettive alberghiere classificate quattro stelle e classi superiori, ad eccezione di strutture ricettive all’aria apertacomecampeggi e villaggi turistici. Le strutture ricettive fino a 3 stelle pagheranno, invece, 1 euro. Le strutture extra-alberghiere di qualunque tipologia ricettiva (affittacamere, case per ferie, case appartamenti per vacanza, residence, bed end breakfast e agriturismo) pagheranno, infine, 50 centesimi a pernottamento a persona. Sono esenti dal pagamento gli iscritti all’anagrafe del comune di Villasimius, i minori entro i dieci anni e coloro che lavorano presso una qualsiasi azienda locale. La decisione di adottare l’imposta di soggiorno è stata adottata a maggioranza dal consiglio comunale. I consiglieri di minoranza si sono divisi: Gian Luca Dessì e Luciano Garau hannovotato contro; Livio Carboni e Marco Cardia, invece, si sono astenuti. Inunprimo tempo il consiglio comunale aveva deciso di applicare la tassa di soggiorno sino al 30 settembre edi far pagare2euro a pernottamento a persona anche alle strutture ricettive a3stelle. L’assemblea, dopo le proteste, soprattutto quelle del Consorzio Turistico Villasimius, il cui presidente Marco Sorbellini , si è dimesso, è ritornata sui suoi passi. «Avremmo voluto che la tassa di soggiorno venisse istituita a partire dal 2012 - sottolinea Sorbellini. Quest’anno siamo obbligati a pagarla noi. A questo punto, infatti, siamo impossibilitati a richiede la tassa ai nostri clienti: i contratti con i grandi Tour Operator vengono stipulati con un anno di anticipo. Buona parte delle prenotazioni individuali dei clienti, poi, sono già state concluse». I consiglieri Gian Luca Dessì e Luciano Garau, hannoespresso la loro contrarietò. «Cambiare le regole a stagione iniziata - hanno dichiarato all’unisono i due consiglieri - creerà non pochi problemi agli operatori del settore ricettivo che rappresenta l’ossatura portante della nostra economia. Tanti contratti e prenotazioni sono ormai definitivi e oggi diventa problematico spiegare a quelli chehanno scelto Villasimius perché abbiamo unbel mare, bei panorami e belle spiagge, che, devono pagare a parte, se le vogliono pulite». Il sindaco Tore Sanna difende a spada tratta l’imposta di soggiorno. «Ci permetterà di fare cassa e di assicurare al bilancio del Comune - spiega Sanna - un’entrata strutturale per fronteggiare le esigenze emergenti in materia di turismo e di sostegno delle strutture ricettive, attuare interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali». Il comune di Villasimius, nel 2008 fu l’unico in Sardegna ad applicare l’imposta di soggiorno prevista dal governatore Soru anche per aiutare lo sviluppo delle zone interne e poi abolita dall’esecutivo guidato da Ugo Cappellacci. Nelle casse del comune del Sarrabus entrarono, esclusa la quota parte versata alla Regione, circa 250 mila euro. «Si trattò di una vera e propria manna», aggiunge il sindaco, «che ci permise di creare nuovi servizi a favore dei turisti e dei cittadini. I numeri dettero torto a chi aveva previsto che il balzello avrebbe allontanato i turisti. Nel2008nelle strutture ricettive del nostro territorio si è registrato un incremento sia degli arrivi che delle presenze». 1 luglio 2011 di Alessandro Bulla http://www.sardegna24.net/sud-sardegna/villasimius-tassa-i-turisti-1.1239 w3deco July 2nd, 2011, 12:04 PM Australiani in regione, interessi bilaterali per investimenti nelle energie rinnovabili Cagliari, 1 lug. - (Adnkronos) - L'alleanza tra Sardegna e Australia nel campo delle energie rinnovabili portera', gia' entro l'anno, all'attivazione del primo dei master post lauream dedicati alle fonti alternative. E' il primo risultato della missione australiana nell'isola, che per una settimana ha visto in Sardegna ricercatori, investitori, rappresentanti istituzionali del continente australe interessati ad approfondire contenuti e opportunita' nell'ambito delle fonti di energia pulita. Tra i risultati delle attivita' di business to business tra aziende portate avanti nei giorni scorsi, l'interesse manifestato da alcune imprese sarde a investire in Australia e, allo stesso tempo, l'accordo per l'avvio di un'attivita' a Oristano nel campo della desalazione e potabilizzazione dell'acqua, ottenibili con l'utilizzo del solare termale. Il progetto ''Energia e ambiente sostenibile - II fase Go Back Sardegna'', promosso dall'assessorato del Lavoro della Regione Sarda nell'ambito del programma annuale per l'emigrazione, e' realizzato con la partecipazione di esperti del CRS4, del mondo universitario e scientifico (Politecnico di Torino, dipartimenti di Ingegneria energetica e Fisica dell'Universita' di Cagliari, Cnr), di Sardegna Ricerche e con la collaborazione del Centro Estero delle Camere di Commercio della Sardegna e di diverse organizzazioni imprenditoriali e ha visto la partecipazione di una delegazione dello Stato del Victoria (composta da esponenti del Governo, della Sardinian Culture Association, della Italian Chamber of Commerce di Melbourne e da rappresentanti di universita', enti di ricerca, imprenditori e investitori). ''I lavori di questi giorni - ha detto l'assessore Manca stilando un bilancio delle attivita' svolte durante la settimana - sono stati sicuramente proficui per porre le basi per iniziative concrete che saranno pronte gia' entro l'anno. La Regione Sardegna, coerentemente con i programmi della Giunta tesi allo sviluppo della green economy, sta predisponendo ogni strumento per attivare il Master in Tecnologie solari a concentrazione, in progettazione con il supporto scientifico del CRS4, del Politecnico di Torino, del Royal Melbourne Institute of Technology, dell'organizzazione scientifica del Commonwealth (Csiro), dei rappresentanti dello Stato del Victoria e dell'universita' di Melbourne. Il Master si unira' ad altre iniziative che coinvolgeranno aziende ed enti di ricerca sardi e australiani ma anche internazionali, con l'obiettivo di mettere a sistema le migliori competenze nel campo delle energie rinnovabili e dare cosi' nuovi sbocchi formativi e imprenditoriali in un settore in rapida evoluzione tecnologica''. Il Master avra' due edizioni, una in Sardegna e la seconda in Australia. Per tutta la settimana si sono tenuti scambi scientifici tra scienziati del Programma energie rinnovabili del CRS4 a Macchiareddu, del laboratorio Energie rinnovabili cluster di Sardegna Ricerche. La delegazione australiana ha poi visitato la sede centrale del CRS4 a Pula, all'interno del parco tecnologico Polaris, e ha particolarmente apprezzato il progetto Sardegna CO2.0, illustrato dai rappresentanti istituzionali della Regione, che ha l'obiettivo di produrre almeno il 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020 e di arrivare al 35% entro il 2030, in linea con quanto stabilito dall'Unione europea. http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Sardegna/Australiani-in-regione-interessi-bilaterali-per-investimenti-nelle-energie-rinnovabili_312194728080.html w3deco July 3rd, 2011, 11:50 AM LAVORO: "PROMUOVIDEA", 9 MLN PER IMPRESE GIOVANI E CASSINTEGRATI (AGI) - Cagliari, 28 giu. - La Regione lancia il bando "Promuovidea" per incentivare l'imprenditoria con la creazione di nuove imprese, individuali o in forma associata e coinvolgendo i lavoratori usciti dal ciclo produttivo. L'assessorato al Lavoro mette a disposizione nove milioni di euro che verranno suddivisi in parti uguali tra giovani aspiranti imprenditori e fruitori di ammortizzatori sociali. Il bando, illustrato stamane dall'assessore Franco Manca, e' consultabile nel sito della Regione e in quello di Sardegna Lavoro. Le domande possono essere presentate dal 18 luglio al 1 agosto. "Ci rivolgiamo a due categorie importanti, giovani e cassintegrati, - ha spiegato l'assessore - cui diamo la possibilita' di creare una propria attivita' imprenditoriale. L'avviso prevede una procedura a sportello, con finanziamenti fino a 50 mila euro e la possibilita' di integrarli con il microcredito". Manca ha aggiunto che si tratta di un intervento fuori dal Piano per il lavoro, ma ovviamente collegato. Le persone che beneficeranno dei finanziamenti dal bando Promuovidea avranno un servizio di consulenza e accompagnamento integrato, curato da un organismo della Regione appositamente incaricato. Alle idee di impresa considerate valide verra' offerto anche un supporto tecnico per il perfezionamento del progetto, la consulenza nella predisposione di un business plan, la definizione di un piano finanziario, l'assistenza all'avvio dell'impresa, compreso il tutoraggio. (AGI) Ca3/Sol/Cog --- MICROCREDITO: LUNEDI' NUOVO BANDO DA 27,4 MLN, DOMANDE DA AGOSTO (AGI) - Cagliari, 2 lug. - Del primo bando per l'accesso al microcredito, pubblicato dalla Regione l'anno scorso, ha beneficiato un migliaio di imprese. Lunedi' prossimo, 4 luglio, sara' pubblicato quello nuovo, destinato a sostenere l'avvio di nuove iniziative e a favorire gli investimenti di imprese gia' operative. Sara' data priorita' - ha anticipato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci - "alle categorie deboli del nostro tessuto sociale e che hanno difficolta' di accedere al credito bancario". Il fondo rotativo Microcredito, finanziato dal Por Sardegna Fse (Fondo sociale europeo) 2007-2013 per quest'anno puo' contare su oltre 27,4 milioni di euro. Il bando comparira' sul portale della Regione (www.regione.sardegna.it), su quello della Sfirs (soggetto attuatore dell'iniziativa, www.sfirs.it) e sul sito di Sardegna Lavoro (www.sardegnalavoro.it). Le domande di accesso al Fondo possono essere presentate dal 30 agosto 2011. E' possibile ottenere un prestito a tasso zero (in regime de minimis) che va da 5 mila a 25 mila euro a proposta. I beneficiari potranno essere lavoratori over 50, giovani disoccupati o inoccupati, cassintegrati, donne, diversamente abili, migranti, nuovi imprenditori, inclusi i titolari di impresa da non piu' di 36 mesi all'atto di presentazione della domanda. Per quanto riguarda i settori di attivita' finanziabili, avranno priorita' quelli del turismo, i servizi sociali alla persona, la tutela dell'ambiente, l'Ict (servizi multimediali, informazione e comunicazione), il risparmio energetico ed energie rinnovabili, i servizi culturali e ricreativi, i servizi alle imprese (incluse le consulenze di tipo gestionale, scientifico e tecnico), il manifatturiero, il commercio di prossimita' e l'artigianato. La Regione garantira' inoltre, su richiesta, un servizio gratuito di supporto e accompagnamento all'iniziativa imprenditoriale. "Questo provvedimento, classificato di recente come una delle migliori pratiche a livello nazionale e con cui la Sardegna ha fatto da apripista anche per altre Regioni italiane", precisano Cappellacci e l'assessore regionale del Lavoro Franco Manca, "s'inquadra nella strategia che la Giunta sta attuando per rilanciare lavoro e occupazione nell'Isola". Informazioni potranno essere richieste alla Sfirs anche tramite l'indirizzo mail microcreditofse@sfirs.it. (AGI) Red-Cog w3deco July 4th, 2011, 12:07 PM Il mio ducato! :lol: Approvato alla Provincia di Cagliari l'accordo territoriale per il Comune di Uta Il consiglio provinciale di Cagliari, nell'ultima seduta, ha approvato all'unanimità l'accordo strategico territoriale dell'Unione dei Comuni “I nuraghi di Monte Idda Fanaris” e del Comune di Uta. “E' un nuovo modello di programmazione di medio periodo per lo sviluppo locale condiviso da una pluralità di soggetti”, ha affermato l'assessore alla Programmazione, Lorenzo Cozzolino, illustrando il punto all'aula. CAGLIARI – “Questi accordi – ha continuato l'assessore Cozzolino - nascono in un contesto nel quale ampie aree del territorio provinciale si trovano prive di uno strumento di programmazione generale e rappresentano la base per l'attuazione, anche nei Comuni attualmente esclusi, delle politiche di sviluppo locale previste oggi nel Programma regionale di sviluppo, anticipandone, di fatto, alcune soluzioni operative”. Gli interventi. Le linee di intervento previste per quest'accordo che coinvolge i Comuni di Decimoputzu, Siliqua, Vallermosa, Villaspeciosa e Uta (presenti in aula i sindaci dei primi 4 Comuni e l'assessore ai Lavori pubblici di Uta) riguardano in particolare i settori produttivi, l'agroalimentare e la connessione con la filiera turistica e con quella culturale. Grande importanza è stata attribuita al sistema della mobilità e alla razionalizzazione dei sistemi viari. Tutti i territori hanno evidenziato la necessità di sostenere con un'assistenza tecnica continua, anche attraverso agenzie di sviluppo snelle ed efficienti, le azioni di attuazione degli accordi. http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2011-06-28/16347/Approvato_alla_Provincia_di_Cagliari_laccordo_territoriale_per_il_Comune_di_Uta.html w3deco July 5th, 2011, 09:31 PM Toh sbizzarritevi! :D “Villasimius 2050” Oggetto: Il concorso per idee denominato “Villasimius 2050” propone di immaginare l’aspetto di Villasimius e del suo contesto antropico, abitativo, sociale e ambientale nel 2050. L’intento del concorso è rivolto a sollecitare intuizioni estetiche, strutturali e culturali del territorio di Villasimius nel futuro. Agli autori è richiesto di esprimere visioni del futuro attendibili e non utopiche nel contesto temporale del 2050, ipotizzando – a mero e non esaustivo titolo d’esempio – una presenza consolidata e armonizzata di molteplici culture mondiali, siti di produzioni immateriali o di nuovi manufatti, la conservazione o il recupero incrementale dell’ambiente naturale e del profilo geomorfologico, una configurazione delle strutture abitative, della mobilità individuale e delle reti viarie organizzata intorno a un modello coerente e ecosostenibile, la disponibilità di nuove infrastrutture di telecomunicazioni, l’autoproduzione diffusa di energia proveniente da fonti rinnovabili. Destinatari: Possono partecipare architetti o ingegneri, laureati e studenti universitari in architettura o ingegneria, laureati e studenti universitari in corsi di laurea in discipline artistiche o in discipline socio-antropologiche, geometri o periti edili. Elaborati richiesti: Ciascun autore potrà partecipare con un solo elaborato rappresentante l’insieme del territorio futuro, a cui possono essere eventualmente associate tavole di dettaglio su uno o più elementi dello spazio antropico, naturale o urbano ritenuti significativi dall’autore. Gli elaborati e le eventuali tavole di dettaglio potranno essere realizzati con tecnica manuale o tecnologia digitale. Sono ammessi, a titolo d’esempio, rappresentazioni pittoriche, disegni a mano libera, disegni tecnici, modellazioni o rendering. Premi: Il premio per l’autore dell’elaborato vincente è di € 2.500,00 Calendario: I plichi dovranno pervenire entro e non oltre venerdì 30/09/2011 http://europaconcorsi.com/competitions/171351--Villasimius-2050 makkillottu July 8th, 2011, 11:53 AM La Sicilia chiede il mondiale rally La gara è programmata in Sardegna ma l'Aci di Palermo sgomita di Marco Giordo OLBIA. Quella che sembrava una boutade sta diventando una vera e propria minaccia: la Sicilia spinge con insistenza per trasferire dalla Sardegna la prova italiana del mondiale rally. L'Automobil Club Palermo infatti ha reso note con un comunicato le sue mire. Il progetto per portare il mondiale in Sicilia ha già pronto anche il nome: Rally d'Italia-Sicilia 96ª Targa Florio. La gara si potrebbe già correre, secondo i siciliani, nell'ottobre del 2012. Il progetto è stato illustrato dall'Automobile Club Palermo ai partecipanti alla Consulta dello Sport Automobilistico, svoltasi nell'Autodromo di Pergusa. Sono stati pianificati anche i prossimi passi a sostegno dell'iniziativa, che vedrà coinvolte tutte le forze sportive dell'isola con l'obiettivo di riportare in Sicilia una validità iridata che manca da decenni. L'idea è quella di un progetto pluriennale da sottoporre entro questo mese prima alla Csai e poi alla FIA, con una diversificata possibilità di percorsi. L'epicentro della gara è l'Autodromo di Pergusa, che con il suo paddock potrebbe ospitare il Service Park di una prova valida per il mondiale rally. La Sicilia offre poi diverse possibilità di fondo, dagli asfalti delle Madonie ai fondi sterrati della zona di Corleone, già teatro in passato di una gara del Campionato Italiano Terra. Ora, dunque, si apre la fase politica del progetto con la richiesta di sostegno da parte delle istituzioni. A Roma in Aci e in Csai si tende a sminuire la proposta siciliana che al momento resta solo tale, non avendo infatti ancora una copertura economica. E qui deve entrare in ballo la Sardegna, che gode dell'appoggio delle massime istituzioni automobilistiche (Aci e Csai), dato che l'edizione 2012 della gara mondiale è infatti prevista sulle strade nella nostra isola. Ma a livello politico la Sardegna se non dorme sonnecchia, perché all'Aci non sono stati ancora erogati i contributi delle edizioni 2009 e 2010 del Rally d'Italia Sardegna, ed inoltre il contributo relativo all'edizione svoltasi a maggio di quest'anno non è stato ancora né quantificato né deliberato. Il governatore Ugo Cappellacci ha sicuramente da risolvere impegni più gravosi, ma sarebbe il colmo se l'isola si facesse scippare l'unica manifestazione sportiva di carattere internazionale che ne esporta l'immagine nel mondo. http://lanuovasardegna.gelocal.it/sport/2011/07/07/news/la-sicilia-chiede-il-mondiale-rally-4577935 Ma, porca miseria... è possibile che l'unico evento che porta davvero RICCHEZZA (e visibilità, finito a maggio "live" in mezzo mondo e in chiaro, con una media di 63 mln di spettatori) nell'isola ce lo dobbiamo far soffiare per 2 milioni del menga??? :ohno::ohno: REGIONEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!! felis July 13th, 2011, 11:55 AM Gallura è Capo di sopra! Nuoro è Capo di sopra! Riprendiamoci quello che è nostro! Forza Presidente! :banana: :lol: Cappellacci a Libero: «In Sardegna ci sono quattro Province di troppo» (http://www.sassarinotizie.com/articolo-6011-cappellacci_a_libero_in_sardegna_ci_sono_quattro_province_di_troppo.aspx) dUAd16GwVs0 Ma non ci basta... BASTA SPRECHI! BASTA POLTRONE! CON LA LEGA NORD SARDINIA 2 PROVINCE AUTONOME (http://www.leganordsassari.org/riforme/4_TABELLA%20MAPPA%20PROVINCE.pdf)! Los von Kastedd! (+5 punti per chi capisce la citazione :D) sardreamer July 13th, 2011, 08:59 PM Gallura è Capo di sopra! Nuoro è Capo di sopra! Riprendiamoci quello che è nostro! Forza Presidente! :banana: :lol: Ma non ci basta... BASTA SPRECHI! BASTA POLTRONE! CON LA LEGA NORD SARDINIA 2 PROVINCE AUTONOME (http://www.leganordsassari.org/riforme/4_TABELLA%20MAPPA%20PROVINCE.pdf)! Los von Kastedd! (+5 punti per chi capisce la citazione :D) [/CENTER] scherza scherza a voi sassaresi non farebbe poi così tanto schifo.. :lol: Ma perdasdefogu nella provincia del nord? chi è il caprone che ha fatto la ripartizione? no no, rivendichiamo l'Ogliastra! da Urzulei in giù è Capo di Sotto! :lol: thenightdriver July 14th, 2011, 02:35 PM scherza scherza a voi sassaresi non farebbe poi così tanto schifo.. :lol: Ma perdasdefogu nella provincia del nord? chi è il caprone che ha fatto la ripartizione? no no, rivendichiamo l'Ogliastra! da Urzulei in giù è Capo di Sotto! :lol: concordo in pieno, l'ogliastra e' decisamente piu' capo di sotto che non di sopra, anzi a maggior protezione del suddetto territorio schiero subito 10 carriarmati rossi e cambio un tris di fanti/cannoni/cavalieri http://i54.tinypic.com/6gc0av.jpg Cubo July 14th, 2011, 05:08 PM ^^ Non foss'altro perchè apparteneva al Giudicato di Calari... :P felis July 14th, 2011, 10:18 PM ^^ Ragazzi, ma credete forse che stiamo improvvisando e basti spostare all'ultimo quattro carrarmatini ... questo piano è allo studio da anni :D https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/photos-ak-snc1/v1921/173/23/611084046/n611084046_1934017_387.jpg (http://www.facebook.com/federico.gandolfi) sardreamer July 14th, 2011, 10:41 PM ^^ no ma stai scherzando?? cosa è? lo voglio! :lol: felis July 14th, 2011, 10:46 PM ^^ no ma stai scherzando?? cosa è? lo voglio! :lol: me la chiedono tutti :D purtroppo è un fotomontaggio ben riuscito. Già che ci siamo, ma voi conoscevate questo racconto di fantascienza pubblicato su La Nuova nel 1999? :D Le metropoli dilagarono lungo le coste sarde del Ventunesimo secolo (http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/1999/09/07/ST601.html) A un immaginario osservatore vissuto alla fine del XX secolo, la Sardegna del 2049 sarebbe apparsa assolutamente irriconoscibile. Certo, tutto il mondo lo era, se si faceva il confronto con il passato, ma qui stiamo parlando di un'isola i cui abitanti avevano sempre vantato una diversità assoluta della propria terra nei confronti del resto del mondo. E dunque, ai loro occhi, anche quest'ultimo radicale cambiamento, che potremmo definire un prodotto della globalizzazione mondiale, appariva originalissimo. Ma andiamo con ordine: l'anno prima c'erano state le Olimpiadi, equamente divise tra Cagliari e Olbia, con qualche frattaglia anche a Sassari, Oristano e persino Nuoro. Alla base di questo accadimento storico ... sardreamer July 14th, 2011, 11:12 PM me la chiedono tutti :D purtroppo è un fotomontaggio ben riuscito. Già che ci siamo, ma voi conoscevate questo racconto di fantascienza pubblicato su La Nuova nel 1999? :D Le metropoli dilagarono lungo le coste sarde del Ventunesimo secolo (http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/1999/09/07/ST601.html) A un immaginario osservatore vissuto alla fine del XX secolo, la Sardegna del 2049 sarebbe apparsa assolutamente irriconoscibile. Certo, tutto il mondo lo era, se si faceva il confronto con il passato, ma qui stiamo parlando di un'isola i cui abitanti avevano sempre vantato una diversità assoluta della propria terra nei confronti del resto del mondo. E dunque, ai loro occhi, anche quest'ultimo radicale cambiamento, che potremmo definire un prodotto della globalizzazione mondiale, appariva originalissimo. Ma andiamo con ordine: l'anno prima c'erano state le Olimpiadi, equamente divise tra Cagliari e Olbia, con qualche frattaglia anche a Sassari, Oristano e persino Nuoro. Alla base di questo accadimento storico ... tranne la minchiata sul porto canale, il resto è verosimile :D w3deco July 15th, 2011, 03:33 PM ^^ Ragazzi, ma credete forse che stiamo improvvisando e basti spostare all'ultimo quattro carrarmatini ... questo piano è allo studio da anni :D https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/photos-ak-snc1/v1921/173/23/611084046/n611084046_1934017_387.jpg (http://www.facebook.com/federico.gandolfi) :rofl: State male! :lol: Però lo voglio!!! Ahahah PS: cazzeggio da fuori sede? :D Già che ci siamo, ma voi conoscevate questo racconto di fantascienza pubblicato su La Nuova nel 1999? :D Le metropoli dilagarono lungo le coste sarde del Ventunesimo secolo (http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/1999/09/07/ST601.html) A un immaginario osservatore vissuto alla fine del XX secolo, la Sardegna del 2049 sarebbe apparsa assolutamente irriconoscibile. Certo, tutto il mondo lo era, se si faceva il confronto con il passato, ma qui stiamo parlando di un'isola i cui abitanti avevano sempre vantato una diversità assoluta della propria terra nei confronti del resto del mondo. E dunque, ai loro occhi, anche quest'ultimo radicale cambiamento, che potremmo definire un prodotto della globalizzazione mondiale, appariva originalissimo. Ma andiamo con ordine: l'anno prima c'erano state le Olimpiadi, equamente divise tra Cagliari e Olbia, con qualche frattaglia anche a Sassari, Oristano e persino Nuoro. Alla base di questo accadimento storico ... Oh mamma! :lol: Una domanda sorge spontanea...che si era fumato il giornalista?! sardreamer July 17th, 2011, 10:39 PM Nuova intesa generale quadro sulle infrastrutture tra Regione e Governo . Bozza deliberata dalla giunta il 24 giugno che attende la sottoscrizione del governo: http://www.regione.sardegna.it/j/v/66?s=1&v=9&c=27&c1=1207&id=25628 felis July 18th, 2011, 07:51 PM :applause: Sardegna, sempre avanti!!! :banana: ComuniQuando - Formiche, cicale e campagne pubblicitarie. (http://comuniquando.blogspot.com/2011/07/formiche-cicale-e-campagne.html) :rofl: State male! :lol: Però lo voglio!!! Ahahah PS: cazzeggio da fuori sede? :D Ma no, era qualche festa comandata in città :) di fuorisede tornati alla base. w3deco July 18th, 2011, 08:41 PM :applause: Sardegna, sempre avanti!!! :banana: ComuniQuando - Formiche, cicale e campagne pubblicitarie. (http://comuniquando.blogspot.com/2011/07/formiche-cicale-e-campagne.html) :lol::bash: Già nel primo thread SARDEGNA avevo sostenuto la mia perplessità riguardo quella campagna pubblicitaria...interessanti e condivisibili anche gli altri punti toccati.. w3deco July 23rd, 2011, 12:50 PM Così stanno svendendo la Sardegna Tirrenia, fotovoltaico, Teulada e servitù militari. Cosa lega questi temi che sembrano in apparenza distanti? Sono i “sardi di fine stagione”, è la svendita delle nostre risorse finanziarie e la rinuncia ai diritti della Sardegna di usufruire del suo territorio in quello che si può definire tranquillamente il finale di partita della giunta Cappellacci. La questione della Tirrenia è emblematica. L'accordo che stava prendendo forma in questi giorni prevedeva la possibilità di una joint venture tra Regione e Cin – senza bandire una gara internazionale – con la Regione titolare di un quindici per cento della compagnia e quindi in posizione di assoluta subalternità rispetto agli armatori Onorato, Aponte e Grimaldi. Dopo la denuncia di Sardegna 24 ora si studiano soluzioni alternative, come viene raccontato nell'articolo di Pablo Sole. Sul fotovoltaico, una delibera regionale cancella gli obblighi di ricadute nel territorio derivanti dagli impianti costruiti in Sardegna. In pratica non ci sarebbe più l'obbligo, per chi costruisce nell'Isola, di creare posti di lavoro e indotto, ad esempio attraverso attività manifatturiere e laboratori di ricerca. Come era previsto invece dalla delibera 59/12 del 2008, presentata dagli allora assessori della giunta Soru Cicito Morittu e Concetta Rau. Lo racconta un articolo di Gianluca Serra. Infine, a Teulada i vertici militari hanno fatto sapere via mail che sarebbero riprese le esercitazioni estive, in barba ad un accordo di 25 anni fa che sospendeva le attività belliche dal 20 giugno al 20 settembre – accordo stipulato per favorire l'attività turistica nel periodo di maggior afflusso di diportisti. Che ora saranno costretti a cambiare rotta, con danno conseguente per il turismo. Lo racconta Paola Medde nell'articolo sul giornale in edicola. Come scrive il direttore Giovanni Maria Bellu nell'editoriale, “è una partita dove si giocano i diritti di un’intera regione. Non diritti astratti. È in gioco la competitività delle nostre imprese manifatturiere e turistiche, che solo un sistema di trasporti marittimi efficiente ed equo può garantire. È in gioco la possibilità di disporre di alcuni dei nostri territori più belli attualmente utilizzati, come se si trattasse di terre straniere, per le esercitazioni militari. È in gioco la certezza delle nostre risorse finanziarie”. Gli approfondimenti nel giornale in edicola 23 luglio 2011 http://www.sardegna24.net/il-fatto/cosi-stanno-svendendo-la-sardegna-1.8063 w3deco July 26th, 2011, 12:20 PM TRENINO VERDE E BATTELLO http://www.videolina.it/video/play/18002/-TRENINO-VERDE-E-BATTELLO-.html Trenino verde e battello per rilanciare dal punto di vista turistico Trexenta, Sarcidano e Barbagia di Seulo. Ci presenta questo originale progetto, inaugurato oggi, Antonio Pintori :drool: w3deco July 26th, 2011, 02:21 PM Cornuti e mazziati... Tirrenia, schiaffo alla Sardegna: la compagnia venduta a Onorato e soci Acquistata dagli armatori napoletani della «Compagnia italiana di navigazione» per 380 milioni. La Regione è stata esclusa, tagliata fuori dal commissario-venditore per conto dello Stato CAGLIARI. La Tirrenia è stata venduta. L'ha comprata chi si sapeva, gli armatori napoletani della «Compagnia italiana di navigazione». La Regione è fuori. Con cinismo e senza riguardo, ieri il commissario per conto dello Stato e i compratori, sostenuti dalla complicità del governo, non l'hanno fatta neanche avvicinare al tavolo, organizzato a sorpresa, per la firma del contratto che ha sancito la privatizzazione. La giunta ha reagito con un comunicato duro ma anche amaro («Ricorreremo»), i sardisti sono andati su tutte le furie: «È uno schiaffo per la Sardegna». È accaduto, precipitato, tutto all'improvviso, in una giornata che ancora doveva servire a smussare gli angoli, a cercare un compromesso da sottoscrivere poi, tutti assieme, venerdì, giorno del vertice decisivo a Roma. Almeno così credeva la Regione, che invece è stata esclusa, affondata, con un colpo di mano. Brutale. In Sardegna, a caldo, c'è chi ha gridato al sopruso, mentre altri hanno accusato Cappellacci e i suoi di ingenuità, leggerezza e debolezza. Il processo è appena cominciato, la sentenza arriverà oggi, durante una seduta di fuoco del Consiglio regionale. Ma che comunque arriverà ventiquattr'ore dopo il comunicato congiunto, diffuso ieri pomeriggio, dal commissario straordinario della Tirrenia, Giancarlo D'Andrea, e dall'amministratore delegato della cordata Aponte, Grimaldi e Onorato, Ettore Morace, che ha sancito la fine di un'epoca. È ufficiale: con 380 milioni, duecento in contanti, il resto a rate, i gruppi Marinvest-Aponte, Grimaldi e Moby Lines-Onorato hanno messo le mani sull'ex Tirrenia pubblica. Sono loro i nuovi padroni. Della linea cabotaggio i napoletani si sono presi tutto: diciotto navi, le linee in continuità territoriale («La convenzione sarà stipulata presto con il ministero ai trasporti», fa sapere l'ufficio stampa della «Compagnia italiana») e il personale, 1300 buste paga. Se non saranno fermati dall'Antitrust europeo, deve ancora dire la sua sulla vendita, da oggi in poi saranno solo loro a decidere tutto sulle tratte da e per la Sardegna. È l'ufficializzazione del monopolio privato che, nell'isola, nessuno voleva, a cominciare dalla giunta regionale. Ma la giunta ha fallito, non è stata capace di opporsi allo strapotere degli armatori, che fino a pochi giorni fa sembravano «pronti ad accettarla in società», era solo un problema di quote e poteri, mentre sono stati veloci e furbi nel chiudere il cerchio da soli. E anche capaci di riportare il governo dalla loro parte, tanto che ieri poco dopo la firma del contratto, sulle agenzie è rimbalzato il comunicato trionfale del ministro ai trasporti, Altero Matteoli: «Abbiamo mantenuto un altro impegno programmatico», è la sintesi estrema senza un accenno di scuse per il trattamento riservato alla Sardegna. Bastonata anche dal ministro allo sviluppo economico, Paolo Romani: «Con la vendita - le sue parole - abbiamo incassato quello che volevamo». Quello che contano erano i soldi, non la Sardegna, per un governo che le ha voltato la faccia. Macché amico, è stato nemico. Contro cui adesso - ma sarà ancora in tempo - pare voglia rivoltarsi la giunta Cappellacci. Nella serata di ieri, dopo la beffa, il governatore e l'assessore ai trasporti Christian Solinas hanno firmato insieme questo comunicato: «Davanti a scelte che mettono a repentaglio i diritti dei sardi, faremo subito valere le nostre ragioni davanti alla Corte Costituzionale, all'Unione Europea e anche in sede civile». Per poi continuare: «Non ci fermeremo né di fronte a contratti né davanti a una convenzione per la continuità territoriale nella quale non ci riconosciamo assolutamente. Il nostro standard è e rimane quello della Flotta Sarda, con cui ci siamo opposti all'arroganza degli armatori e loro ai soprusi. Con le nostre navi, abbiamo agito spinti da una sacrosanta legittima difesa, e ora di fronte a questi nuovi attacchi, la reazione sarà altrettanto forte. Chi oggi pensa di aver messo in cassaforte un risultato a discapito del Popolo Sardo, domani dovrà leccarsi le ferite». Il che vuol dire: i ricorsi partiranno immediatamente. Ma oggi, in Consiglio, dai banchi della maggioranza di centrodestra, imbufalita per il tradimento del governo, e da quelli dell'opposizione («La giunta si è mossa tardi e male, lo avevamo detto») potrebbero partire altri ordini d'attacco ancora più clamorosi. © RIPRODUZIONE RISERVATA 26 luglio 2011 http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/26/news/tirrenia-schiaffo-alla-sardegna-la-compagnia-venduta-a-onorato-e-soci-4680374 w3deco July 26th, 2011, 02:49 PM Il ConsorzioUNO (http://www.consorziouno.it/) ad Oristano (l'Università ad Oristano, sede staccata delle università di Cagliari e Sassari) si sta muovendo molto bene... sL0kW7qqjvY Video della campagna di comunicazione 2011 Be Different n8dtkyuBKZc&feature=channel_video_title Spot per la TV realizzato in occasione della campagna di comunicazione 2011 Be Different. TYmKdyxkMC4 Video promozionale dell'Università a Oristano - Anno 2010 - Consorzio UNO. bX2mHzqVLqI Video promozionale del corso di laurea in Biotecnologie Industriali dell'Università di Cagliari, sede di Oristano. 4hVDfEXYMh4 Video promozionale del corso di laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici dell'Università di Cagliari, sede di Oristano. bg5pUJumFfI&feature=related Video Promozionale del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali - Curriculum in Archeologia Subacquea dell'Università degli Studi di Sassari, Sede di Oristano. -fSVHYjydvs&feature=related Video Promozionale del Corso di Laurea in Tecnologie Viticole, Enologiche, Alimentari - Curriculum in Viticultura ed Enologia dell'Università degli Studi di Sassari, Sede di Oristano. IdK1HEFdqLQ&feature=related Video Promozionale del Corso di Laurea in Tecnologie Viticole, Enologiche, Alimentari - Curriculum in Tecnologie Alimentari dell'Università degli Studi di Sassari, Sede di Oristano. Simpatici e fatti bene... :) Io faccio sempre il tifo per Oristano, cittadina veramente graziosa e vivibile! sardreamer August 4th, 2011, 10:31 AM Sbloccati 1.073.419.000 euro di fondi Fas per la Sardegna. Tabella con gli interventi finanziati: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=172260&v=2&c=5466&t=1 w3deco August 4th, 2011, 11:54 AM Sbloccati 1.073.419.000 euro di fondi Fas per la Sardegna. Tabella con gli interventi finanziati: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=172260&v=2&c=5466&t=1 Speriamo non sia il solito fumo negli occhi... Ci sono vari interventi che sarebbero molto interessanti e utili. w3deco August 4th, 2011, 12:43 PM Vince il pastore: giù l'hotel a cinque stelle Il vecchio pastore Ovidio Marras (nella foto) ha vinto la battaglia contro la Sitas: il tribunale gli ha dato ragione ordinando la demolizione dell’hotel a 5 stelle a Tuerredda http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/08/04/news/vince-il-pastore-giu-l-hotel-a-cinque-stelle-4732872 --- A Bosa si cerca il petrolio Anche nel mare sardo, a poca distanza dalle coste di Oristano, potrebbero arrivare le trivelle a caccia di petrolio. Tra Bosa e Cabras nel 2010 è stato infatti rilasciato un permesso di ricerca alla Puma Petroleum srl su un’area di 683 chilometri quadrati. http://www.sardegna24.net/regione/a-bosa-si-cerca-il-petrolio-1.11883 felis August 4th, 2011, 03:02 PM ComuniQuando - Un'altra originale iDea Madre (v) :bow: :bow: :bow: :applause: http://4.bp.blogspot.com/-D6lPUB9HeP4/Tja4AhOC5zI/AAAAAAAAAMQ/GEDyUGybAJ4/s1600/BeviNuragico.jpg Bevi sano, bevi nuragico w3deco August 8th, 2011, 03:16 PM Paesaggi e posti fantastici...immagini un pò crude per quanto riguarda certi animali...ma video che meritano 1ZCi8hYh5Qo&feature=youtu.be kXwdNX4hxOU&feature=related j_lAA3H0AgM&feature=related :lol: glekka August 8th, 2011, 08:39 PM bello! peccato non sia andato al mercato di san benedetto avrebbe fatto buona pubblicità e cmq molti turisti ci vanno felis August 13th, 2011, 12:01 PM Finalmente, si conferma la regola che anche il peggior governo Berlusconi non può fare solo e soltanto immense ca***te, qualcosa di giusto deve pur saltare fuori! :banana: EVVIVA L'ABOLIZIONE DELLE SEI PROVINCE SARDE E L'ACCOPARMENTO! Evviva le due grandi province (autonome!) del Capo di Sopra e del Capo di Sotto, così è sempre stato e così dev'essere sempre! :D Che in Consiglio Regionale provino soltanto a difendere le poltrone con la scusa dell'Autonomia, del resto se ne ricordano solo in questi casi! (sì, lo so che è solo un altro modo per distarre le persone dai problemi seri e dalle altre indegnità della manovra, ,ma voglio concedermi cinque minuti di :banana: per il possibile ritorno all'antico) w3deco August 13th, 2011, 01:15 PM ^^ Dimentichi anche l'accorpamento dei comuni con meno di 1.000 abitanti. E in Sardegna non sono pochi... felis August 13th, 2011, 02:42 PM ^^ Dimentichi anche l'accorpamento dei comuni con meno di 1.000 abitanti. E in Sardegna non sono pochi... Come molti qui accorperei anche Comuni molto più grandi -.- comunque quasi tutti per la Sardegna stanno parlando di abbassare il limite a 500 persone (credo ci siano più residenti nel mio isolato); i comuni sotto i 500 abitanti sono una quarantina per circa 10.000 persone, i comuni sotto i 1000 un centinaio per circa 60.000 abitanti. Sarebbe toccato appena il 3,5% degli abitanti dell'isola che semplicemente avrebbero.. servizi migliori. Oltretutto sto scorrendo la lista e questi comuni mi risultano assolutamente sconosciuti :) tranne Monteleone Rocca Doria, Putifigari, e qualche altra eccezione che son tenuti molto bene. Comunque, visto che tutti - compreso il mio partito, quindi mi allineo :) :lol: - parlano di 500 abitanti (così si salva il paese dov'era Sindaco nonno :lol:) ecco l'elenco. Per miracolo si salva anche Armungia, il paese di Lussu, mentre viene devastata l'ex :D Provincia di Oristano. Oltre questo, sì, lo sappiamo tutti che non sarà tagliando questi microscopi comuni che si migliorerà il bilancio, però a quanto pare in Italia tutti preferirebbero vendere la madre piuttosto che rinunciare a "l'autonomia" di qualsiasi comune o provincia, anche se minuscolo, anche contro ogni logica di buon senso, e bisogna procedere in questo modo. Senis (OR) Aidomaggiore (OR) Mogorella (OR) Cheremule (SS) Flussio (OR) Onanì (NU) Turri (VS) Assolo (OR) Bessude (SS) Sorradile (OR) Esporlatu (SS) Villa Sant'Antonio (OR) Allai (OR) Lodine (NU) Siapiccia (OR) Asuni (OR) Simala (OR) Nureci (OR) Genuri (VS) Villa Verde (OR) Noragugume (NU) Villanova Truschedu (OR) Curcuris (OR) Pau (OR) Albagiara (OR) Borutta (SS) Pompu (OR) Las Plassas (VS) Osidda (NU) Tinnura (OR) Siris (OR) Sagama (OR) Sennariolo (OR) Tadasuni (OR) Semestene (SS) Modolo (OR) Boroneddu (OR) Bidonì (OR) Setzu (VS) Monteleone Rocca Doria (SS) Soddì (OR) Baradili (OR) w3deco August 13th, 2011, 03:06 PM Eheheh c'è un cambio in corsa... :lol: http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=82850072&postcount=46779 w3deco August 13th, 2011, 04:05 PM Comunque la prima cosa da fare, ancora prima dell'eliminazione delle province e dell'accorpamento dei micro comuni, è la riduzione del numero di consiglieri regionali e il dimezzamento del loro stipendio. Poi si passa a province e comuni e infine alla riorganizzazione generale dei vari enti, assessorati, partecipazioni, etc... Anche la città metropolitana di Cagliari (Cagliari, Elmas, Monserrato, Selargius, Quartucciu, Quartu) sarebbe un'ottima cosa anche in ottica contenimento costi. Bidus August 15th, 2011, 03:50 PM Sarebbero da eliminare anche le province delle maggiori città italiane e accorparle alle loro già vaste aree comunali visto che mangiano da sole quanto il resto delle altre... o quasi. Eliminando i piccoli comuni si fa solo un operazione di facciata quando sappiamo che certi dinosauri burocratici continueranno a consumare denari in maniera abnorme. w3deco August 16th, 2011, 11:06 AM Non hanno tutti i torti, anzi.. I piccoli Comuni in rivolta "Costiamo come 3 parlamentari" Le "poltrone" tagliate sarebbero solo 21 mila e non 54 mila. Il costo reale di tutte le piccole amministrazioni non arriva a 5 milioni di euro annui. I centri minori sovraintendono ad una popolazione di oltre un milione di italiani e al 5 % del territorio nazionale, la maggior parte del quale a rischio idrogeologico ROMA - Gli amministratori comunali dei piccoli centri rifanno i conti alla manovra del governo. E denunciano "il pressapochismo dell'esecutivo", snocciolando i loro dati. Eccoli. Il taglio degli amministratori comunali. Sono solo quasi 21 mila le "poltrone" che salterebbero con l'accorpamento dei piccoli comuni e non 54 mila come detto dal ministro Calderoli. Inoltre, la maggior parte di questi amministratori, non percepisce alcuna indennità per il proprio lavoro pubblico. I risparmi presunti e quelli reali. Alla luce del testo della manovra - dicono gli amministratori dei piccoli comuni - i risparmi si attesterebbero, nell’ipotesi che tutti gli amministratori applichino il massimo delle indennità, oggi vigenti, ad euro 2.298.000, ma considerato che più del 50% degli amministratori dei piccoli comuni non ritira le indennità e pochissimi risultano essere assessori esterni, il risparmio ipotetico si ridurrebbe, al massimo, a soli 1.150.000 euro, pari al costo annuo di due deputati e mezzo; per i cittadini amministrati (1.100.000) il costo è pari ad euro 1,04 all’anno. A seguito del decreto legge n. 2 del 2010 oggi in vigore, nell’ipotesi peggiore che tutti gli assessori fossero esterni al consiglio comunale, aumentando così il numero degli amministratori, e tutti i sindaci, gli assessori ed i consiglieri comunali si attribuissero al massimo le indennità previste per legge, i costi di tali amministrazioni ammonterebbero ad euro 4.832.906. Il costo teorico massimo sarebbe quindi pari al costo di 11 parlamentari. I 700 milioni non risparmiati per i referendum. I piccoli comuni denunciano che nel 2010 e nel 2011 il governo non ha voluto accorpare elezioni e referendum, sprecando così 700 milioni di euro che avrebbero garantito, con quei soldi e ai costi attuali, 35 anni di vita per le amministrazioni dei centri minori. ”Vale la pena far scomparire circa 1.963 comuni che amministrano oltre un milione di persone e che rappresentano le sentinelle del 5 % del territorio nazionale, soprattutto montano, a costi bassissimi? Vale la pena sopprimere amministrazioni comunali che costano ad oggi (nella peggiore delle ipotesi sopra prospettata) ad ogni cittadino amministrato 1,04 euro all’anno?” si chiedono gli amministratori locali. L'Associazione dei piccoli comuni ha chiesto di essere "urgentemente" ricevuta dal governo per confrontarsi con queste cifre. E minaccia di avviare immediate forme di protesta, compresa una manifestazione nazionale a Roma, con riconsegna delle chiavi dei municipi al governo, se tale incontro verrà negato. (14 agosto 2011) http://www.repubblica.it/politica/2011/08/14/news/i_piccoli_comuni_in_rivolta_costiamo_come_3_parlamentari-20445844/ Alberto_Tidu August 16th, 2011, 02:24 PM Non hanno tutti i torti, anzi.. [/url] No no, anzi, è tutto verissimo. Il problema è che loro sono i primi a difendere il loro posto di lavoro non con motivazioni del tipo "siamo indispensabili per questo e quel motivo", ma con "tanto costiamo poco, non vi costa nulla chiudere un occhio sul fatto che non serviamo a niente". E sono quindi la rappresentazione perfetta dei motivi storici per cui l'Italia è ora COSTRETTA a fare dei tagli. Josh_Ca August 16th, 2011, 03:38 PM Premetto che non sono un legislatore, ne son un grandissimo studioso di legislazione, quindi quello che scriverò è più un idea di legge regionale sul turismo che una vera e propria legge possibile. Girando per la Sardegna e per gli altri posti in Italia e non ho notato diverse cose che a mio avviso andrebbero cambiate e regolato in altre maniere, ricordiamoci che in ogni caso lo stato delega sul turismo alle regioni e quindi si potrebbe operare con ampi margini di manovra su questo tema. Legge Regionale sul Turismo in Sardegna C1: “Qualunque struttura ricettiva alberghiera e non , in un territorio all’interno dei confini regionali della regione a statuto speciale della Sardegna, deve avere come proprietario, un azienda o una persona fisica con domicilio e residenza all’interno dei confini comunali o regionali” C1bis: “Se questo non accade, è data la possibilità ai comuni ove le strutture sono situate di attuare uno scarico fiscale nei confronti degli alberghi del doppio o triplo rispetto agli alberghi o strutture ricettive che hanno le società o persone fisiche domiciliate nei confini comunali o regionali” C2: “Ogni struttura ricettiva presente sul suolo regionale, devono avere al loro interno a seconda della categoria(una stella, due stelle e così via) una quantità fissata per legge di dipendenti nati in Sardegna, o residenti. Categoria Quadro pulizie Quadro reception Quadro Dirigenti Quadro Vari 1 Stella 20% 20% 20% 20% 2 Stelle 30% 30% 30% 30% 3 Stelle 40% 40% 40% 40% 4 Stelle 45% 45% 45% 45% 5 Stelle 50% 50% 50% 50% C2bis: “Qualora i candidati locali, non avessero requisiti specifici come lingue straniere o altro, la Regione assieme alle associazioni alberghiere si impegna ad instaurare corsi specifici all’inizio della stagione estiva” C2ter: “Dopo ogni stagione estiva ed invernale si fa richiesta alle strutture ricettive di inserire ove possibile di inserire i dipendenti regionali in circuiti extra territoriali per mantenere un livello di reddito anche durante i mesi non lavorativi” C3: “Le strutture ricettive con più di *** posti letto ove presenti, dovranno operare in comune accordo con Regione, provincie e comuni ad una destagionalizzazione di apertura di 9 mesi con calendario da concordare assieme agli enti locali” C3bis: “Regione, Provincie e Comuni dovranno operare per trovare attraverso gli uffici di competenza Tour Operator che si occupino di vendere “allotment” per conto delle strutture nei periodi di bassa e bassissima stagione.” C4: “La Regione Sardegna, si impegna inoltre annualmente di operare un finanziamento specifico ad ogni comune ove presenti zone turistiche per installare apparecchi per il controllo dei livelli sonori, alla sicurezza nelle strade e per manutenzioni straordinarie alle strade cittadine e al decoro urbano” C4bis: “I finanziamenti del comma 4 sono da intendere ad esclusivo utilizzo per quel motivo” Consigli, proposte, critiche ben accette Alberto_Tidu August 16th, 2011, 05:10 PM Josh, purtroppo tutto quello che proponi è vietato dall'Unione Europea, che impedisce di fornire privilegi agli abitanti di una particolare zona rispetto agli altri, connazionali o comunitari che siano. A meno che non si viva in un territorio svantaggiato e quindi escluso dalla normativa (come quei disgraziati delle Canarie, di Madeira, delle isole del Canale, non come noi ricconi della Costa Smeralda). Josh_Ca August 16th, 2011, 05:55 PM Josh, purtroppo tutto quello che proponi è vietato dall'Unione Europea, che impedisce di fornire privilegi agli abitanti di una particolare zona rispetto agli altri, connazionali o comunitari che siano. A meno che non si viva in un territorio svantaggiato e quindi escluso dalla normativa (come quei disgraziati delle Canarie, di Madeira, delle isole del Canale, non come noi ricconi della Costa Smeralda). La Sardegna non è un territorio svantaggio? A chi la dai a bere? :D e comunque se i parlamentari e o consiglieri sardi facessero il loro lavoro vedi come si potrerre realizzare ;) w3deco August 16th, 2011, 08:43 PM Con lo statuto speciale che la Sardegna possiede si potrebbe già fare qualcosa di simile...si potrebbe fare se si volesse... Il fatto è che i nostri cari politici (sardi intendo) soffrono di sottomissione acuta. Alberto_Tidu August 17th, 2011, 01:04 PM La Sardegna non è un territorio svantaggio? A chi la dai a bere? :D Ovviamente ero sarcastico, intendevo proprio sottolineare che per i territori delle altre nazioni (Grecia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, ma non solo) è bastata la condizione di insularità per prevedere deroghe ad alcune azioni particolarmente incisive dell'UE, mentre la Sardegna, nella stessa condizione di insularità ma con condizioni socio-economiche più precarie di altri territori, non si è vista concedere nulla, "grazie" al mancato interesse della classe politica italiana (un pò come per la Corsica). e comunque se i parlamentari e o consiglieri sardi facessero il loro lavoro vedi come si potrerre realizzare ;) I politici dovrebbero fare il loro lavoro per far ottenere un vero status speciale alla Sardegna, non solo nei confronti della Penisola, ma dell'intera Unione Europea. Dopodiché si potrà pensare alle riforme poco sopra enunciate, ma prima dell'accoglimento di questo status, di queste riforme non si può neanche parlare, andando contro la costituzione europea :) makkillottu August 17th, 2011, 05:18 PM La mia ricetta? Indipendenza. Si vive di turismo (gioco d'azzardo legalizzato - leggi: casinò -, eventi sportivi, ma soprattutto mare e montagna). Guardate l'Algarve, in Portogallo: è praticamente una nazione a se stante. Prima di diventare indipendenti, prendiamoci un po' di quattrini per grandi opere (strade, porti, aeroporti, ferrovie...) :lol: felis August 17th, 2011, 06:51 PM :shifty: D'accordo che siamo un'isola e abbiamo diritto ad una legislazione di vantaggio per ripristinare la parità (fin qui non ci piove) meno d'accordo a tutte quelle forme di "economia" basate sul parassitismo (finanza, casinò, paradisi fiscali), su protezionismi vari alla libera circolazione dei lavoratori e alla creazione d'impresa, su visioni bucoliche post-coloniali (turismo & agricoltura & turismo & agricoltura & turismo ... anzi, e solo ristrettissimi tipi di turismo), o qualsiasi altro tipo di "economia" pianificata e mono-bi-tematica. Non si può affermare che la pianificazione economica ha dato scarsi risultati e poi continuare a pianificare peggio di prima, come se qualcuno sapesse quali settori economici andranno forte fra 10-15-20 anni!!! Bisogna che sia più diversificata possibile! Coi miei orizzonti ristretti continuo a dire che il benessere viene generato dal tessuto produttivo, e non dal bilancio, che anzi dovrebbe essere finanziato dal tessuto produttivo... se realizzassimo di essere giusto sotto la media europea (e non il terzo mondo come ci piace pensare per qualche misterioso motivo) daremmo risposte concrete all'obiettivo della UE per la nostra regione, ovvero "Phasing in eligibility under Regional competitiveness and employment objective." ^^ Questa dell'Algarve non l'ho capita, nemmeno se sia un esempio "amministrativo" o "economico", visto che ha un PIL (PPP) procapite uguale o inferiore a quello della Sardegna (19,000€ - 19,500€), e quindi qualsiasi struttura amministrativa abbia non mi pare abbia portato alcun miracoloso effetto economico. È anche più indietro di noi (phasing out) negli obiettivi di convergenza europea. makkillottu August 18th, 2011, 01:35 AM ^^ Questa dell'Algarve non l'ho capita, nemmeno se sia un esempio "amministrativo" o "economico", visto che ha un PIL (PPP) procapite uguale o inferiore a quello della Sardegna (19,000€ - 19,500€), e quindi qualsiasi struttura amministrativa abbia non mi pare abbia portato alcun miracoloso effetto economico. È anche più indietro di noi (phasing out) negli obiettivi di convergenza europea. Negli obiettivi è più indietro perché, ovviamente, il motore economico è partito MOLTO in ritardo rispetto a noi (basta vedere le infrastrutture, in termini viari e aeroportuali...). Il "boom" del Portogallo è relativamente recente, così come la creazione del "sistema turistico" che oggi conosciamo, ma nonostante ciò... ci stanno prendendo la "scia". Josh_Ca August 18th, 2011, 11:49 PM vabbhe allora mettiamo una cosa in primis : INSERIMENTO DI LOGO "SARDEGNA" IN OGNI IMMAGINE FILMATO GIRATO IN SARDEGNA! w3deco August 19th, 2011, 02:41 PM Proposta di ProgRes per la soluzione sarda alla manovra anticrisi... Verso un modello sardo per gli enti locali Efficacia, efficienza, economicità e orientamento sociale delle scelte e delle varie politiche rappresentano i pilastri di chi si occupa della gestione dei beni pubblici. Notiamo invece che anche negli ultimi giorni, per l’ennesima volta, questi principi vengono snaturati dalla propaganda e dalla demagogia. Discorsi apparentemente razionali a proposito di tagli alla spesa pubblica e agli sprechi, inflazionati e resi ambigui nei contenuti, si riducono alla maschera retorica di un brutale taglio dall’alto, nella migliore tradizione italiana, finalizzato a recuperare risorse senza apportare miglioramenti alla macchina amministrativa. Il che vale a maggior ragione se consideriamo il tessuto demografico, socio-economico e culturale delle comunità di Sardegna. Nel recente decreto legge dello stato italiano, la cosiddetta “manovra anticrisi”, nei Comuni con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti il Sindaco diventerà il solo organo di governo e saranno soppressi la Giunta ed il Consiglio comunale. Tutte le funzioni amministrative saranno esercitate obbligatoriamente in forma associata con altri Comuni confinanti aventi popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti, mediante la costituzione tra essi di una “unione municipale”. Nello stesso decreto legge si prevede la cancellazione per le province con meno di 300mila abitanti, a meno che non abbiano un territorio superiore ai 3000 mila chilometri quadrati. Stando cosi le cose, in Sardegna verrebbero cancellati circa 120 comuni e 5 province (sarebbe salva Olbia/Tempio, perché supera la superficie di 3000 chilometri quadrati) Considerato: - che il risparmio derivante dalla cancellazione delle giunte e dei consigli comunali sotto i 1000 abitanti riguarda le finanze dello stato italiano, che ha tutti i diritti di agire in tal senso per quanto erogatore dei trasferimenti agli enti locali - che il risparmio previsto sarebbe irrisorio, ammontando a poco più di 200 mila euro all’anno - che la cancellazione di queste giunte e consigli comunali, senza adeguate contromisure amministrative e finanziarie, comporterà un’accelerazione dello spopolamento delle Zone Interne e del fenomeno di inurbamento selvaggio verso le grandi città, e la conferma del depauperamento in corso nel tessuto identitario, culturale e anche produttivo ed economico a livello locale - che la RAS (Regione Autonoma della Sardegna) può (già oggi) ed è anche un suo preciso dovere legiferare in materia di enti locali (art. 3, comma b dello statuto sardo) Proponiamo: - l’abolizione delle province; - la razionalizzazione nel territorio delle funzioni specifiche (da gestire a livello locale in maniera tecnica e senza la creazione degli ennesimi organismi politici di rappresentanza, spesso fonte di clientelismo e familismo), con una ripresa delle Unioni dei comuni nella forma giuridica precedente al provvedimento regionale che le ha declassate allo status di associazione ma anzi di rendere le Unioni strutturali, non legate quindi alla durata di un mandato, per una pianificazione e gestione più efficienti; - che vengano consegnate a questi enti le stesse competenze che oggi hanno le province, funzioni che saranno rappresentate dai sindaci dei comuni collegati, quindi senza il costo delle attuali province e senza costi aggiuntivi; - che le giunte ed i consigli comunali che l’Italia vuole cancellare vengano mantenuti e siano finanziati con la trattenuta di circa il 5% dello stipendio dei consiglieri regionali della RAS; - che la RAS mantenga la stessa quantità di consiglieri regionali come da statuto e si proceda ad una riduzione degli stipendi rapportandoli alla media europea per pari funzioni. http://www.progeturepublica.net/comunicati/verso-un-modello-sardo-per-gli-enti-locali/ w3deco August 19th, 2011, 06:11 PM Cappellacci: "Piccoli comuni non si toccano. Tagliamo province e rami secchi, non radici della democrazia" “I piccoli comuni non si toccano”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, intervenendo a proposito della possibilità di “cancellazione” dei comuni minori, prevista nella manovra finanziaria, recentemente elaborata dal Consiglio dei Ministri. CAGLIARI - “I piccoli comuni non si toccano”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Sardegna intervenendo a proposito della possibilità di “cancellazione” dei comuni minori, prevista nella manovra finanziaria, recentemente elaborata dal Consiglio dei Ministri. “Non è pensabile – ha aggiunto il Governatore - cancellare enti in cui il cittadino si identifica pienamente, che rappresentano l'identità e la storia delle comunità locali che hanno le proprie radici nel territorio e che per il territorio sono una salvaguardia ed un riferimento. Questi enti, tenuto conto degli irrisori costi di gestione che potrebbero essere ulteriormente ottimizzati anche attraverso una diversa configurazione degli organi assembleari ed esecutivi, non possono essere certo identificati come le centrali dello sperpero e il vero costo della politica; si deve invece compiere un processo che, attraverso il taglio delle province e l’eliminazione degli sprechi a tutti i livelli istituzionali, a partire da quelli più alti, restituisca il ruolo centrale a quelli che sono i primi protagonisti del governo del territorio”. “La razionalizzazione delle spese deve diventare uno strumento di fortificazione della partecipazione popolare e non certo una minaccia ed un peso per la rappresentanza dei cittadini che sempre di più sentono lontana la politica del palazzo, mentre chiedono di partecipare con responsabilità alle scelte legate alla gestione del proprio territorio e della propria realtà locale. Dobbiamo tagliare le province e i rami secchi, gli sprechi negli organismi pletorici e inefficienti, non le radici della democrazia. La Sardegna – ha concluso Cappellacci - eserciterà le proprie prerogative autonomistiche e definirà, con scelte proprie, un sistema delle autonomie locali che tenga conto delle esigenze territoriali, delle identità, delle tradizioni e della cultura del popolo sardo”. http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2011-08-19/16540/Cappellacci_Piccoli_comuni_non_si_toccano_Tagliamo_province_e_rami_secchi_non_radici_della_democrazia.html GodSaveTheQueen August 19th, 2011, 06:15 PM Ugo cosa è successo? Hai iniziato a dire cose che mi piacciono:wtf: felis August 20th, 2011, 11:12 AM Ugo cosa è successo? Hai iniziato a dire cose che mi piacciono:wtf: ^^ Ugo, ma cosa dici, basta che apri bocca e subito nascono nuovi comuni. Alguer.it - Borgate, clamorosa richiesta. Fuori da Alghero, autonomia (http://notizie.alguer.it/n?id=43088) Diamo il benvenuto alla nuova cantin... al nuovo Comune :D di Santa Maria la Palma comunesantamarialapalma.blogspot.com (http://comunesantamarialapalma.blogspot.com/) http://1.bp.blogspot.com/-y59vPhZyQIo/TiggSr3AZBI/AAAAAAAACSw/vwUX97TwOTE/s1600/come+santamaria.png C'è questa mappa esemplificativa, ovviamente sbagliata :lol: perché Baratz e Porto Ferro sono SASSARI e ho appena schierato dei carrarmatini per difenderli dai profughi algheresi. :lol: C'è anche una bozza dello stemma comunale (cattiveria.. ma un altro nome no? Capo Caccia ad esempio?) http://www.lestradedelvino.com/archivio_files/santa_maria_la_palma_news_lestradedelvino_sardegna.jpg GodSaveTheQueen August 20th, 2011, 03:22 PM Lol w3deco August 20th, 2011, 03:34 PM Palmadula comune! :lol: (PS: seriamente, come si può essere frazione di un comune a 40km di distanza?!? a quel punto non era più logico Alghero, Olmedo, Stintino o Porto Torres?) felis August 20th, 2011, 04:21 PM Palmadula comune! :lol: (PS: seriamente, come si può essere frazione di un comune a 40km di distanza?!? a quel punto non era più logico Alghero, Olmedo, Stintino o Porto Torres?) A parte che sono solo 35km (!!!) :D e comunque l'unità, la lingua, l'identità sassarese sono stati più forti! :banana: La densità abitativa (siamo a livelli da spazio interstellare) ha fatto il resto :lol: in realtà è tutto un sottile piano "dividi et impera" per la creazione dell'area metropolitana sassarese... anche l'Alguer, ultimo baluardo della resistenza, sta cadendo! :D (da segnalare la risposta di un'amica su Facebook: Monte Rosello Comune! Siamo 16.000 abitanti, e per avere i requisiti della distanza dal centro, bé, inizieremo col far crollare i due ponti :rofl:) w3deco August 25th, 2011, 09:58 PM 100 mila dindini per... FJrZA1BoZVs&feature=player_embedded :cripes: makkillottu August 25th, 2011, 10:14 PM "si sono messi a cantare lì..." Senza parole! GodSaveTheQueen August 27th, 2011, 01:23 AM Minkia ma il microfono lo può anche avvicinare... non si sente un uazzo w3deco August 29th, 2011, 01:23 PM La Costa Smeralda è troppo cara Vandali imbrattano pietra di Porto Cervo Una 'zingarata' in stile "Amici miei" o una clamorosa protesta contro il caro-turismo? La storica pietra che segna l'ingresso della Costa Smeralda è stata imbrattata da ignoti che, con uno spray nero, hanno cancellato la parola Smeralda sostituendola con "troppo" per creare appunto la scritta "Costa troppo". http://www.unionesarda.it/foto/ArticoloSezione/327163.jpg Sono due le pietre che da quasi 50 anni delimitano il territorio della Costa Smeralda, fondata dal principe ismaelita Karim Aga Khan nel 1962: 55 chilometri di costa, nel territorio del Comune di Arzachena, che hanno fatto conoscere la Sardegna in tutto il mondo, frequentata ogni estate da facoltosi turisti. E proprio le due pietre con la scritta Costa Smeralda (una situata subito dopo Poltu Quatu e l'altra dopo Portisco) che danno il benvenuto a Porto Cervo sono sempre state oggetto di foto ricordo di tanti ai turisti che si sono fatti immortalare con la pietra sullo sfondo. Sino all'atto vandalico di oggi. Lunedì 29 agosto 2011 07.06 http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/233561 :lol::lol: w3deco August 29th, 2011, 09:09 PM Elaborazione di Darkboy91 sulla base dei dati ISTAT presenti su demo.istat.it http://i54.tinypic.com/10cqef9.png CRESCITA' ANNUA (GENNAIO-MARZO 2011) VIOLA >2.0 per mille 1.5<INDACO <2,0 per mille 1,0<BLU<1,5 per mille 0,5<VERDE<1,0 per mille 0,0<GIALLO<0,5 per mille -1.0<ARANCIONE<-0.5 per mille ROSSO<-1.0 per mille Sarebbe interessante analizzare i dati sardi provincia per provincia... Olbia e Cagliari crescono, l'Ogliastra è in fase stagnante o poco più e le altre (Sassari, Oristano, Nuoro, Medio Campidano e Iglesiente) calano. Olbia e Cagliari si confermano attrattive, Sassari invece sembra in affanno insieme a Nuoro e Oristano. Le altre piccole province si confermano periferiche e poco attrattive. Che ci aspetta in Sardegna? felis August 31st, 2011, 02:38 PM Dopo ha postato quella del 2010 (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=83316361&postcount=248) (con "dati un po' più stabili"). Sarebbe interessante vedere il cambiamento 2000-2010, ma basandoci su questa cresce poco Sassari, poco di più Cagliari, cresce davvero Olbia. Poi conosciamo tutti la situazione del Sulcis, quello che mi sorprende di più è Oristano. Andiamo avanti :cripes: si fa per dire ... http://www.comune.nuoro.it/media/images/Bandi/2011/PalazzettoSport.jpg (http://www.comune.nuoro.it/index.php/Imprenditore/Bandi_di_Gara/4606/Lavori_per_la_Realizzazione_del_Nuovo_Palazzetto_dello_Sport.htm?x=1322694000) (cliccando sull'immagine link al Comune di Nuoro con tutte le informazioni) Palasport, appalto da nove milioni NUORO. Per l’opposizione - che nei giorni scorsi ha sollevato il caso con un consigliere comunale Pdl, Giuseppe Montesu - continuerà a rimanere una fastidiosissima incompiuta perché la Regione, dice, ne ha revocato i finanziamenti milionari. Per l’amministrazione, invece, sarà un fiore da portare all’occhiello, se tutto filerà liscio, in un paio di anni. Perché quei 9 milioni di euro per costruire il Palazzetto dello sport a Sa tanca e s’ena, sostiene, ci sono eccome visto che la Regione non ha mai comunicato di averli ritirati dalle tasche del Comune. Tant’è che lo stesso ente ha appena bandito l’appalto per realizzarlo. Tutt’al più, precisa l’ente, un paio di mesi fa Cagliari ha chiesto notizie dello stato dell’arte, pena la decadenza dei fondi, e il Comune, a fine giugno, ha risposto: «Siamo in procinto di approvare il progetto preliminare». Come dire: i fondi ci servono e contiamo di impiegarli quanto prima. Certo è che, in queste ore, tra la scorpacciata di costumi, folk ed eventi del Redentore, si fa largo una notizia che i nuoresi più fiduciosi e pazienti attendevano da circa 20 anni. «Palazzetto dello sport»: bastano tre parole per raccontare un ventennio di polemiche, promesse mancate, progetti preliminari congelati e l’immancabile contenzioso di turno con la ex ditta appaltatrice. Il Comune le deve tre milioni di euro ma non ha intenzione di liquidarli senza prima averli difesi con le unghie e con i denti nell’ormai imminente secondo grado di giudizio. Ecco, sinora, il Palazzetto dello sport, per i nuoresi è stato soprattutto questo: un mucchio di parole e annunci che mai sono approdati alla fatidica posa della prima pietra. È in questa cornice intricata che si insinua una nuova tappa della vicenda. Per l’opposizione è l’ennesima “sola”, per l’amministrazione comunale, invece, odora tanto di svolta. La notizia, al di là delle polemiche, campeggia da giorni anche sul sito internet del Comune: è stata bandita la gara d’appalto per la “realizzazione del nuovo palazzetto dello sport”. In allegato, ci sono anche 38 pagine di disciplinare di gara e un immagine del futuro Palazzetto che vale più di mille parole. La formula scelta dall’amministrazione, è quella dell’“appalto integrato”. Tradotto in parole povere vuol dire che chiunque se lo aggiudicherà conquisterà direttamente l’appalto definitivo per un importo complessivo dei lavori pari a 9 milioni di euro. Dovrà, insomma, progettare e costruire. Per l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Angelo Serusi, è, insomma, «la soluzione più snella possibile per far decollare al più presto l’opera. Chi si aggiudica l’appalto, dovrà progettare e realizzare il Palazzetto. Siamo davvero soddisfatti anche perché siamo riusciti a imprimere una svolta alla vicenda, utilizzando le risorse professionali del Comune, ad appena un mese e mezzo dall’approvazione in consiglio del piano per le opere pubbliche». Mentre il consigliere Pdl, Montesu, dunque, nei giorni scorsi solleva dubbi sull’appalto in questione e in particolare sul discorso dei finanziamenti regionali - per Montesu sono stati senza dubbio revocati - l’assessore Serusi, invece, ha una versione nettamente opposta. E per spiegarla, tira fuori anche le carte. Fanno riferimento a un paio di comunicazioni tra Nuoro e Regione intercorse alcuni mesi fa. Nella prima, dietro precisa richiesta del Comune, la Regione risponde che il progetto del Palazzetto «non risulta definanziato». Qualche tempo dopo, invece - e siamo alla fine di giugno - è la Regione, tuttavia, che decide di vederci chiaro e fa al Comune una richiesta esplicita: gli chiede lo stato dell’arte sul caso Palazzetto. Altrimenti, scrive, «potreste essere decaduti». «Ma noi abbiamo risposto subito - precisa Serusi - abbiamo detto che stavamo approvando il progetto preliminare. Ora, invece, siamo alla gara d’appalto. Entro il 17 novembre, dovranno arrivare le offerte. Siamo, insomma, decisamente sereni: abbiamo i finanziamenti e presto anche la ditta che realizzerà il Palazzetto». http://img684.imageshack.us/img684/6121/palanu01.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/684/palanu01.jpg/) http://img7.imageshack.us/img7/8931/palanu02.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/7/palanu02.jpg/) http://img202.imageshack.us/img202/4531/palanu03.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/202/palanu03.jpg/) Stato attuale: http://2.bp.blogspot.com/--SGW7LvIPnI/Tj1Y-5A0ZeI/AAAAAAAABqA/yqXiX7uexu8/s1600/Vecchio+palazzetto.jpg (http://lacognizione.blogspot.com/2011/08/il-palazzetto-dello-sport-nuovo.html) Da http://lacognizione.blogspot.com/2011/08/il-palazzetto-dello-sport-nuovo.html Alberto_Tidu September 1st, 2011, 11:00 AM Non vedo come un fattore negativo la concentrazione della popolazione intorno a Cagliari, Sassari e Olbia, anzi. Si parla di perdita d'identità dei paesi dell'interno a causa dello spopolamento, ma secondo me la vera perdita d'identità è collegata all'espandersi di paeselli che hanno sempre avuto una popolazione molto piccola e che sono situati in territori che fisiologicamente possono sostenere solo un limitato numero di abitanti, sicuramente inferiore a quello attuale. strallato554 September 2nd, 2011, 11:05 PM Non vedo come un fattore negativo la concentrazione della popolazione intorno a Cagliari, Sassari e Olbia, anzi. Si parla di perdita d'identità dei paesi dell'interno a causa dello spopolamento, ma secondo me la vera perdita d'identità è collegata all'espandersi di paeselli che hanno sempre avuto una popolazione molto piccola e che sono situati in territori che fisiologicamente possono sostenere solo un limitato numero di abitanti, sicuramente inferiore a quello attuale. Io vedo negativamente la concentrazione delle popolazioni a prescindere. Sono per una urbanistica diversa, abitare le campagne e il territorio senza palazzoni e in mezzo al verde....solo che come farebbero gli speculatori? Finirebbero per non mangiare più a 4 ganasce... felis September 3rd, 2011, 11:38 AM Io vedo negativamente la concentrazione delle popolazioni a prescindere. Sono per una urbanistica diversa, abitare le campagne e il territorio senza palazzoni e in mezzo al verde....solo che come farebbero gli speculatori? Finirebbero per non mangiare più a 4 ganasce... strallato554, credo sappia benissimo che il cosiddetto "abitare in mezzo al verde" significa enormi costi per l'urbanizzazione di un'area molto più vasta (che volendo pagano i costruttori, ma quasi mai), un consumo inutile e dissennato del territorio, enormi costi di manuntezione per tutte le reti idriche, elettriche, etc (che paghiamo tutti noi) e una mobilità basata essenzialmente sull'auto privata come negli States. Oltre a non essere sostenibile, ho davvero difficoltà a concepire che gusto ci sia a privarsi di tutti i servizi sotto casa vivendo in città, per andare ad abitare in un posto che non è campagna ma solo una un cumulo di lottizzazioni semi-abusive in mezzo al nulla, a cui immolare mezz'ora-un'ora della propria vita ogni giorno solo per tornare a casa in macchina. Ma poi, ci fossero a Sassari gravi problemi di traffico, criminalità, etc da cui "fuggire".. nemmeno quello. Magari potrai dire che essendo quattro gatti in Sardegna possiamo permetterci la città diffusa, ma anche in due gatti qui a Sassari abbiamo reso la campagna quasi un'unica immensa schifezza da Castelsardo ad Alghero. Magari potrai dire che "la villetta del geometra costa meno", ma sinceramente chi va ad abitare nell'agro spesso è tutt'altro che povero e non credo si possa definire il mercato immobiliare locale come fra i più cari d'Italia, anzi.. Tornando a un discorso precedente, guardate questo link elencando i comuni per la Regione Sardegna... che casino... non c'è quasi un comune sardo che non sia stato "manomesso" di recente. :cripes: http://it.wikipedia.org/wiki/Modifiche_dei_Comuni_d%27Italia_%28Sud_e_Isole%29 strallato554 September 3rd, 2011, 11:47 AM strallato554, credo sappia benissimo che il cosiddetto "abitare in mezzo al verde" significa enormi costi per l'urbanizzazione di un'area molto più vasta (che volendo pagano i costruttori, ma quasi mai), un consumo inutile e dissennato del territorio, enormi costi di manuntezione per tutte le reti idriche, elettriche, etc (che paghiamo tutti noi) e una mobilità basata essenzialmente sull'auto privata come negli States. Oltre a non essere sostenibile, ho davvero difficoltà a concepire che gusto ci sia a privarsi di tutti i servizi sotto casa vivendo in città, per andare ad abitare in un posto che non è campagna ma solo una un cumulo di lottizzazioni semi-abusive in mezzo al nulla, a cui immolare mezz'ora-un'ora della propria vita ogni giorno solo per tornare a casa in macchina. Ma poi, ci fossero a Sassari gravi problemi di traffico, criminalità, etc da cui "fuggire".. nemmeno quello. Magari potrai dire che essendo quattro gatti in Sardegna possiamo permetterci la città diffusa, ma anche in due gatti qui a Sassari abbiamo reso la campagna quasi un'unica immensa schifezza da Castelsardo ad Alghero. Magari potrai dire che "la villetta del geometra costa meno", ma sinceramente chi va ad abitare nell'agro spesso è tutt'altro che povero e non credo si possa definire il mercato immobiliare locale come fra i più cari d'Italia, anzi.. Tornando a un discorso precedente, guardate questo link elencando i comuni per la Regione Sardegna... che casino... non c'è quasi un comune sardo che non sia stato "manomesso" di recente. :cripes: http://it.wikipedia.org/wiki/Modifiche_dei_Comuni_d%27Italia_%28Sud_e_Isole%29 più che agli states penso a londra...comunque non è così semplice fare dei bilanci sulla convenienza di uno o l'altro sistema....così come sono così convinto che le opere di urbanizzazione (chi dice che si debba urbanizzare???) sarebbero meno impattanti e più snelle ci hanno convinto che conviene stare nei grossi centri perchè conviene a chi detiene il potere...ma, quanto inquinano i grossi agglomerati? quanto fanno decadere la qualità di vita? impiegheresti mezzora per arrivare a i servizi? in città la impieghi solo per andare a comprare le sigarette...prova ad andare in comune o alle poste... Bidus September 3rd, 2011, 04:44 PM Stavolta sono d'accordo in pieno col dottor Felis. Nelle città sarde sarebbe ideale demolire il brutto ( e ce n'è tanto) e ricostruire senza sacrificare ulteriormente la campagna, già offesa in modo vergognoso. BASTA CEMENTO!!! Non dobbiamo fare la fine della Padania. strallato554 September 3rd, 2011, 05:37 PM Stavolta sono d'accordo in pieno col dottor Felis. Nelle città sarde sarebbe ideale demolire il brutto ( e ce n'è tanto) e ricostruire senza sacrificare ulteriormente la campagna, già offesa in modo vergognoso. BASTA CEMENTO!!! Non dobbiamo fare la fine della Padania. L'unica cosa di offeso che c'è in Sardegna sono proprio i territori dei grossi agglomerati urbani che guarda caso cadono proprio su ecosistemi da preservare...tre quarti delle campagne sarde sono tare improduttive prive di qualunque valore economico o paesaggistico e dove andiamo a insistere? Su territori pregiati come le zone umide di Cagliari e Olbia che se non fosse per la cementificazione selvaggia sarebbero i posti più belli della Sardegna oramai iperintasati e ipersfruttati rendendo il resto del territorio ancora più sterile....non sono molto d'accordo sul tema felis September 3rd, 2011, 06:28 PM L'unica cosa di offeso che c'è in Sardegna sono proprio i territori dei grossi agglomerati urbani che guarda caso cadono proprio su ecosistemi da preservare...tre quarti delle campagne sarde sono tare improduttive prive di qualunque valore economico o paesaggistico e dove andiamo a insistere? Su territori pregiati come le zone umide di Cagliari e Olbia che se non fosse per la cementificazione selvaggia sarebbero i posti più belli della Sardegna oramai iperintasati e ipersfruttati rendendo il resto del territorio ancora più sterile....non sono molto d'accordo sul tema Che buona parte del territorio sardo sia tecnicamente una pietraia :lol: posso essere d'accordo, idem sul fatto che sia sostanzialmente abbandonato fra incendi, incolto e pascoli, però non mi sembra molto fattibile lo sfruttamento di queste zone spostando la popolazione. Sì, il poco suolo fertile che c'è in Sardegna è proprio attorno a Sassari, Olbia e fra Cagliari e Oristano... dove li mandi ad abitare? Gran parte dell'abitato di Cagliari e Olbia non è decisamente bello (ettari e ettari di villette e stradine che per fortuna nel sassarese esistono solo in qualche zona di Porto Torres e Li Punti) ma l'unica soluzione credo sia proprio la demolizione/sfoltimento.. l'ideale sarebbe convincerli a costruire condomini passivi, prima che debbano fare il mutuo per il riscaldamento (e siamo fortunati che in Sardegna sulle coste non gela quasi mai). A Sassari ci stanno arrivando solo ora a "risparmiare" un po' di suolo agricolo di pregio, facendo la nuova zona industriale a Truncu Reale invece che a Predda Niedda dove essendo fertilissimo hanno costruito anche il Cimitero :) ma a parte questo guizzo stanno costruendo il nuovo carcere su diversi ettari di campagna a Bancali - vabé forse ci saranno dei criteri di sicurezza e localizzazione per una costruzione simile - e ti ripeto che gli orti e la corona olivetata della città più che palazzi sono diventati tutti campagnette di estensioni ridicole, tutte murate, cementate, asfaltate e costruite con grande estro creativo al di fuori di ogni pianificazione. Dove oltre a viverci male, se non sei benestante, passi il tempo fra le petizioni per avere una linea di trasporto pubblico e il restante a depurarti l'acqua come riesci, visto che decine di migliaia di persone senza fogne hanno oramai avvelenato la falda. anticalcare September 3rd, 2011, 07:11 PM ragazzi, durante l'estate ho buttato giù una bozza di modifiche da fare ai thread riguardanti la Sardegna. per ora ne ho parlato con w3deco, cristianocani e felis. prima di sottoporla agli amministratori per attuare le modifiche, chi fosse interessato può mandarmi in privato l'indirizzo e-mail così gli invio il file. si tratta per la maggior parte di fusioni tra vari thread e cambi di titoli, cercando di mantenere un certo ordine e omogeneità. altro che germania, anche noi sardi sappiamo essere superefficienti :) strallato554 September 3rd, 2011, 07:31 PM Mi stanno venendo un po' di idee operative che vi illustrerò più avanti anticalcare September 3rd, 2011, 08:20 PM Mi stanno venendo un po' di idee operative che vi illustrerò più avanti ecco lui! sei peggio di quelle amiche che ti mandano sms tipo "appena ci vediamo ti devo raccontare una cosa..." e ti lasciano friggere per giorni :lol: strallato554 September 3rd, 2011, 09:13 PM ecco lui! sei peggio di quelle amiche che ti mandano sms tipo "appena ci vediamo ti devo raccontare una cosa..." e ti lasciano friggere per giorni :lol: È che potremmo mettere insieme questo eccellente laboratorio di idee e collegarlo a convegni sul tema dello sviluppo della Sardegna unita, senza provincialismi e interessi di bottega...ho la netta sensazione che possiamo fare tanto e ho anche trovato chi è disposto ad ascoltarci w3deco September 4th, 2011, 02:25 PM ragazzi, durante l'estate ho buttato giù una bozza di modifiche da fare ai thread riguardanti la Sardegna. per ora ne ho parlato con w3deco, cristianocani e felis. prima di sottoporla agli amministratori per attuare le modifiche, chi fosse interessato può mandarmi in privato l'indirizzo e-mail così gli invio il file. si tratta per la maggior parte di fusioni tra vari thread e cambi di titoli, cercando di mantenere un certo ordine e omogeneità. altro che germania, anche noi sardi sappiamo essere superefficienti :) Il problema è che sembra che i mod si siano volatilizzati... :) Alberto_Tidu September 5th, 2011, 03:58 PM Io vedo negativamente la concentrazione delle popolazioni a prescindere. Sono per una urbanistica diversa, abitare le campagne e il territorio senza palazzoni e in mezzo al verde....solo che come farebbero gli speculatori? Finirebbero per non mangiare più a 4 ganasce... In una visione utopistica, sono dello stesso parere. In un senso più pragmatico, dove il settore primario impiega una quantità di persone estremamente bassa, dove i bambini non si arrampicano sugli alberi ma vogliono giocare a calcetto nella primavera del Cagliari o della Torres, dove i prezzi della benzina aumentano costantemente, la vedo difficile. Poi, certo, mi risponderai che esiste il telelavoro, che ai bambini si può insegnare a giocare a qualcosa che non sia il calcio, etc... però penso che bisogna partire da quello che abbiamo, e non dalla visione ideale strallato554 September 5th, 2011, 07:13 PM In una visione utopistica, sono dello stesso parere. In un senso più pragmatico, dove il settore primario impiega una quantità di persone estremamente bassa, dove i bambini non si arrampicano sugli alberi ma vogliono giocare a calcetto nella primavera del Cagliari o della Torres, dove i prezzi della benzina aumentano costantemente, la vedo difficile. Poi, certo, mi risponderai che esiste il telelavoro, che ai bambini si può insegnare a giocare a qualcosa che non sia il calcio, etc... però penso che bisogna partire da quello che abbiamo, e non dalla visione ideale Vista la bassa densità di popolazione in Sardegna non lo vedo troppo utopistico. Sicuramente ora che certi territori sono già compromessi conviene ottimizzarne lo sfruttamento ma ci starei attento a continuare ad erodere territorio attorno a Cagliari...piuttosto riqualifichiamo l'esistente...in America usano un bellissimo strumento che si chiama esplosivo qui ci affezioniamo anche alle pietre felis September 5th, 2011, 10:36 PM ...piuttosto riqualifichiamo l'esistente...in America usano un bellissimo strumento che si chiama esplosivo qui ci affezioniamo anche alle pietre :rofl: dev'essere una deformazione dovuta a tutti quei nuraghi diroccati, resti romani, chiesette sconsacrate e villaggi abbandonati, etc :lol: Ad ogni modo, MAGARI!!! Mica solo negli USA, in tutto Oriente, nel mondo arabo, in mezza Europa demoliscono e riscostruiscono a più non posso! Qui sappiamo benissimo che non riescono a demolire neppure gli abusivi edilizi. E anche se qualcuno ci volesse provare sappiamo benissimo cosa accadde o accadrebbe, a partire dalla Soprintendenza che salva degli ecomostri essendo "un'architettura tardo razionalista e protobrutalista" (purtroppo non sto inventando (http://www.sardies.org/index.php?option=com_content&view=article&id=9000)) Alberto_Tidu September 6th, 2011, 02:53 PM Vista la bassa densità di popolazione in Sardegna non lo vedo troppo utopistico. Sicuramente ora che certi territori sono già compromessi conviene ottimizzarne lo sfruttamento ma ci starei attento a continuare ad erodere territorio attorno a Cagliari...piuttosto riqualifichiamo l'esistente...in America usano un bellissimo strumento che si chiama esplosivo qui ci affezioniamo anche alle pietre D'accordissimo sulle demolizioni, nulla da eccepire anzi... w3deco September 6th, 2011, 09:35 PM La Regione dice sì al taglio dei consiglieri In arrivo drastica 'sforbiciata': da 80 a 50 La Sardegna anticipa la manovra del governo sui tagli ai costi della politica e mette mano alla riforma prevedendo una riduzione del numero dei consiglieri regionali che passeranno da 80 a 50. Il primo via libera è arrivato dalla commissione Autonomia che stamane ha approvato la sforbiciata all'unanimità, con l'astensione del presidente del gruppo Misto Franco Cuccureddu. Sono state unificate le proposte di legge presentate dall'opposizione - primo firmatario Luciano Uras (Sel) - e dalla maggioranza - primo firmatario Pierpaolo Vargiu (Riformatori). I provvedimenti, che ricalcavano il contenuto del disegno di legge proposto dalla Giunta regionale, prevedevano però una riduzione a 60 del numero dei consiglieri. Soddisfatto il presidente della commissione, Pietro Pittalis (Pdl). "C'è stata un'ampia convergenza - spiega - di tutte le forze politiche che ha portato, in tempi rapidi, all'approvazione del testo. Una convergenza che evidenzia la volontà vera e di tutti di affrontare il tema delle riforme a partire da questa consistente riduzione del numero dei consiglieri regionali. I nostri lavori proseguiranno affrontando anche la rivisitazione del sistema degli Enti locali, anche nell'ottica di una maggiore efficienza e produttività degli organismi elettivi e di un contenimento della spesa". IL PLAUSO DI CAPPELLACCI - "Un segnale forte, significativo e di grande responsabilità". Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha commentato il via libera da parte della commissione Autonomia alla riduzione del numero dei consiglieri regionali. "Una decisione - ha aggiunto Cappellacci - che va oltre l'aspetto relativo ai costi della politica e che consente di pensare una macchina politico-amministrativa più snella ed efficiente. E' un primo passo - ha chiarito il governatore - che è indice di un atteggiamento responsabile e che dimostra la volontà di affrontare il tema delle riforme senza riserve, al riparo da tendenze conservatrici. Si è così avviato - ha concluso Cappellacci - un percorso sul quale occorre andare avanti con la massima determinazione per riavvicinare le forme, i tempi e le dinamiche che caratterizzano la politica alle aspettative della società che la esprime". Martedì 06 settembre 2011 13.11 http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/234291 E' un buon inizio...ma non basta.. strallato554 September 7th, 2011, 11:54 PM La Regione dice sì al taglio dei consiglieri In arrivo drastica 'sforbiciata': da 80 a 50 La Sardegna anticipa la manovra del governo sui tagli ai costi della politica e mette mano alla riforma prevedendo una riduzione del numero dei consiglieri regionali che passeranno da 80 a 50. Il primo via libera è arrivato dalla commissione Autonomia che stamane ha approvato la sforbiciata all'unanimità, con l'astensione del presidente del gruppo Misto Franco Cuccureddu. Sono state unificate le proposte di legge presentate dall'opposizione - primo firmatario Luciano Uras (Sel) - e dalla maggioranza - primo firmatario Pierpaolo Vargiu (Riformatori). I provvedimenti, che ricalcavano il contenuto del disegno di legge proposto dalla Giunta regionale, prevedevano però una riduzione a 60 del numero dei consiglieri. Soddisfatto il presidente della commissione, Pietro Pittalis (Pdl). "C'è stata un'ampia convergenza - spiega - di tutte le forze politiche che ha portato, in tempi rapidi, all'approvazione del testo. Una convergenza che evidenzia la volontà vera e di tutti di affrontare il tema delle riforme a partire da questa consistente riduzione del numero dei consiglieri regionali. I nostri lavori proseguiranno affrontando anche la rivisitazione del sistema degli Enti locali, anche nell'ottica di una maggiore efficienza e produttività degli organismi elettivi e di un contenimento della spesa". IL PLAUSO DI CAPPELLACCI - "Un segnale forte, significativo e di grande responsabilità". Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha commentato il via libera da parte della commissione Autonomia alla riduzione del numero dei consiglieri regionali. "Una decisione - ha aggiunto Cappellacci - che va oltre l'aspetto relativo ai costi della politica e che consente di pensare una macchina politico-amministrativa più snella ed efficiente. E' un primo passo - ha chiarito il governatore - che è indice di un atteggiamento responsabile e che dimostra la volontà di affrontare il tema delle riforme senza riserve, al riparo da tendenze conservatrici. Si è così avviato - ha concluso Cappellacci - un percorso sul quale occorre andare avanti con la massima determinazione per riavvicinare le forme, i tempi e le dinamiche che caratterizzano la politica alle aspettative della società che la esprime". Martedì 06 settembre 2011 13.11 http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/234291 E' un buon inizio...ma non basta.. Magari se iniziassero a parlare delle loro pensioni e stabilissero che, non di averla dopo una legislatura passata ad arricchirsi non di averla dopo 35 anni di consiglio regionale o parlamento, ma che con tutto quello che rubano e/o danneggiano devono almeno salvare la faccia rinunciando del tutto (oltre la faccia anche il culo perché la gente inizierà a mettergli le mani addosso a breve)....forse inizierebbe ad essere un primo passo sensibile w3deco September 8th, 2011, 12:04 PM Magari se iniziassero a parlare delle loro pensioni e stabilissero che, non di averla dopo una legislatura passata ad arricchirsi non di averla dopo 35 anni di consiglio regionale o parlamento, ma che con tutto quello che rubano e/o danneggiano devono almeno salvare la faccia rinunciando del tutto (oltre la faccia anche il culo perché la gente inizierà a mettergli le mani addosso a breve)....forse inizierebbe ad essere un primo passo sensibile D'accordissimo... non dimentichiamo che ci sono un'infinità di indennizzi e gli stipendi sono tra i più alti d'europa... brick84 September 9th, 2011, 01:39 PM Intromissione! :) Sassari-Olbia: in GU il bando di gara per l’ammodernamento di un tratto in provincia di Sassari 09/09/2011 L’investimento complessivo è pari a oltre 52 milioni di euro L’Anas pubblicherà sulla Gazzetta Ufficiale di lunedì 12 settembre 2011, il bando di gara relativo ai lavori di ammodernamento del lotto 0 dell’itinerario Sassari-Olbia dal km 0,000 al km 2,400 nei Comuni di Codrongianos, Florinas e Ploaghe in provincia di Sassari. “La prosecuzione dei lavori di ammodernamento sull’itinerario Sassari-Olbia con questo ulteriore fondamentale intervento – ha affermato l’Amministratore Unico dell’Anas Pietro Ciucci – testimonia la dedizione dell’Anas per continuare ad assicurare sicurezza, progressivo miglioramento e potenziamento alla rete stradale sarda”. L’importo totale dell’investimento ammonta a oltre 52 milioni di euro. Il termine per l’esecuzione dei lavori è di 1.110 giorni dalla data di consegna. Le offerte dovranno essere inviate entro le ore 12,00 di martedì 27 settembre 2011 a: ANAS S.p.A. – Direzione Generale Protocollo Generale – Via Monzambano, 10 – 00185 Roma, con specifica indicazione “Unità Gare e Contratti” – Servizio Gare. Per informazioni dettagliate su tutti i bandi di gara: www.stradeanas.it. lunedì in Gazzetta Ufficiale un bando di gara per l’ammodernamento dell’itinerario Sassari-Olbia L’investimento complessivo è pari a oltre 52 milioni di euro L’Anas pubblicherà sulla Gazzetta Ufficiale di lunedì 12 settembre 2011, il bando di gara relativo ai lavori di ammodernamento del lotto 0 dell’itinerario Sassari-Olbia dal km 0,000 al km 2,400 nei Comuni di Codrongianos, Florinas e Ploaghe in provincia di Sassari. “La prosecuzione dei lavori di ammodernamento sull’itinerario Sassari-Olbia con questo ulteriore fondamentale intervento – ha affermato l’Amministratore Unico dell’Anas Pietro Ciucci – testimonia la dedizione dell’Anas per continuare ad assicurare sicurezza, progressivo miglioramento e potenziamento alla rete stradale sarda”. L’importo totale dell’investimento ammonta a oltre 52 milioni di euro. Il termine per l’esecuzione dei lavori è di 1.110 giorni dalla data di consegna. Le offerte dovranno essere inviate entro le ore 12,00 di martedì 27 settembre 2011 a: ANAS S.p.A. – Direzione Generale Protocollo Generale – Via Monzambano, 10 – 00185 Roma, con specifica indicazione “Unità Gare e Contratti” – Servizio Gare. Per informazioni dettagliate su tutti i bandi di gara: www.stradeanas.it. anas.it felis September 9th, 2011, 01:58 PM Intromissione! :) Allora intromettiti giusto! :-P SS 597 - SS 199 | Strada Statale Sassari - Olbia (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1187695) w3deco September 14th, 2011, 04:35 PM Cina interessata alla logistica italiana Mercoledì 14 Settembre 2011 13:15 Più che ai Titoli di Stato, i fondi sovrani cinesi sembrano interessati alle nostre infrastrutture per il trasporto, soprattutto porti e nuove opere, come il ponte sullo Stretto di Messina. E proprio la Sicilia sempre essere in prima fila nei contatti con gli investitori asiatici. Il ponte sullo Stretto sarà Made in China? Sicuramente no dal punto di vista costruttivo, ma potrebbe diventarlo da quello finanziario. Il nuovo collegamento stradale e ferroviario tra Calabria e Sardegna è stato uno degli argomenti dei colloqui che sono appena avvenuti tra i rappresentanti di China Investment Corp e quelli del Governo italiano e della Cassa Depositi e Prestiti. L'interesse dei cinesi per il ponte è stato confermato dal ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, mentre alcune indiscrezioni parlano di una partecipazione a metà della quota destinata ai privati. Il prossimo passo in tal senso sarà l'incontro del 16 settembre tra una delegazione delle ferrovie cinesi ed i dirigenti della Società dello Stretto. [cut]. http://www.trasportoeuropa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5831:cina-interessata-alla-logistica-italiana&catid=16:infrastrutture&Itemid=83 :lol::lol::lol: E' ovvio che si tratti di un errore...ma la cosa mi ha fatto troppo ridere! :D w3deco September 24th, 2011, 03:17 PM FINALMENTE! :banana: STRADE: ANAS, AGGIUDICATI LAVORI SPARTITRAFFICO SS 130 (AGI) - Cagliari, 23 set. - Sara' L'Ati Tubosider Spa-Achenza Srl ha effettuare i lavori di installazione della barriera centrale spartitraffico tra il Km 5,500 e il Km 16,600 della strada statale 130 "Iglesiente". L'Anas ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'esito del bando di gara per l'appalto che comporta un investimento complessivo di oltre 2,6 milioni di euro. La gara e' stata aggiudicata all'Ati che ha presentato il prezzo piu' basso tra le otto offerte pervenute. (AGI) Red/Sol thenightdriver September 26th, 2011, 09:47 AM immagino monteranno il solito spartitraffico arrugginito in ferro..vebbe' meglio di nulla!! anticalcare September 26th, 2011, 09:52 AM immagino monteranno il solito spartitraffico arrugginito in ferro..vebbe' meglio di nulla!! ma scherzi? thenightdriver September 26th, 2011, 10:11 AM in che senso? io preferisco sempre le barriere N.J. centrali, sopratutto nelle strade trafficate da mezzi pesanti. w3deco September 26th, 2011, 10:38 AM immagino monteranno il solito spartitraffico arrugginito in ferro..vebbe' meglio di nulla!! in che senso? io preferisco sempre le barriere N.J. centrali, sopratutto nelle strade trafficate da mezzi pesanti. Guarda, in quel tratto della 130 mi sarei accontentato anche di uno spartitraffico in legno! :D thenightdriver September 26th, 2011, 10:44 AM Guarda, in quel tratto della 130 mi sarei accontentato anche di uno spartitraffico in legno! :D ..infatti ho scritto meglio di niente :) pero' mi fa una rabbia ogni volta che vedo le strade attorno ad altre citta' italiane e non..hanno segnalazioni luminose, lampioni su ambo i lati etc, da noi e' un miracolo uno spartitraffico vecchio stile. anticalcare September 26th, 2011, 01:42 PM in che senso? io preferisco sempre le barriere N.J. centrali, sopratutto nelle strade trafficate da mezzi pesanti. ok, però prima hai citato barriere arrugginite... le forniture nuove sono sempre zincate strallato554 September 28th, 2011, 03:07 PM Ponte di poggio dei pini quasi pronto per il getto... strallato554 September 29th, 2011, 07:35 AM ok, però prima hai citato barriere arrugginite... le forniture nuove sono sempre zincate Quelle che chiamate arrugginite sono barriere in acciaio corten. Sono in disuso da almeno 20 anni e costerebbero il doppio di quelle zincate. Si possono vedere ancora nel tratto nuorese della 131 e sono le più longeve e meglio integrate nel paesaggio. thenightdriver September 29th, 2011, 03:59 PM Ponte di poggio dei pini quasi pronto per il getto... l'ho visto ieri il golden gate :) AAndreAA October 4th, 2011, 12:23 AM ...nuovo ponte sul Rio San Girolamo - Capoterra... ...dalla relazione tecnica... Analisi delle esigenze Il presente progetto si inserisce tra le opere a carattere di urgenza per i territori colpiti dall'alluvione del 22 ottobre 2008. Nello specifico La presente opera si inserisce nel contesto urbanizzato di Poggio dei Pini in Comune di Capoterra, finalizzata a ripristinare la viabilità interrotta dalla tracimazione del Rio San Girolamo, rompendo quindi l'isolamento della zona denominata “Pauliara”. Il progetto pur interessando un tratto di strada extraurbana non può non tenere conto delle caratteristiche insediative della zona. Infatti si tratta di ambito rurale particolarmente popoloso, essendo ai margini della più estesa località residenziale di Poggio dei Pini. Le caratteristiche geometriche di tale opera d'arte non potranno quindi prescindere dalla particolare collocazione. Il ponte sarà quindi costruito con caratteristiche geometriche di classe “F” del DM 5/11/2001 per ambito extraurbano ma modificata con l'aggiunta di marciapiedi doppi ad uso promiscuo pedonale/ciclabile. La sezione così realizzata, dotata tra l'altro di banchine praticabili larghe un metro, è tale da rendere agevoli le manovre di svolta da e per il ponte ai mezzi pubblici di trasporto collettivo. Opere di mitigazione ambientale La forma ad arco è quella che meglio si armonizza nel contesto rurale. L'impatto visivo è particolarmente contenuto grazie all'elevata snellezza dell'opera (a tal fine si è resi strutturali anche i parapetti), ai cromatismi utilizzati in sintonia con la natura (tonalità del marrone non uniformi), all'imperfezione delle superfici ottenuta con matrici in gomma utilizzate su tutta la superficie . I parapetti sono realizzati di forma simile ai vecchi muretti paracarri in pietra, contenuti in altezza e sormontati da una barriera trasparente in vetro a protezione dei pedoni contro le cadute nel vuoto. Così protetti i marciapiedi svolgono anche l'interessante funzione di punto di osservazione della natura a monte e a valle del corso d'acqua. Le barriere di sicurezza stradali sono in legno/acciaio classe H2, secondo la EN 1317, del tipo bordo ponte compresi i tratti terminali e l'illuminazione delle piste ciclabili è prevista mediante faretti del tipo LED colorati incassati nei muretti. Essendo il ponte a campata unica, è possibile scavalcare il corso d'acqua senza incidere sull'alveo del fiume, sia sotto il profilo dell'impatto visivo, sia sotto il profilo idraulico. Caratteristiche tecniche del ponte Il ponte è realizzato in cemento armato precompresso con post-tensione, gettato in opera mediante tecnica “cantilever”, ovvero costruito tramite avanzamento a sbalzo per conci successivi. La sezione trasversale è ad altezza variabile a cassone bicellulare senza ali, con parapetti collaboranti. Tale tecnica costruttiva consente di realizzare le opere senza impegnare l'alveo con attrezzature quali centine o similari. D'altra parte la soluzione prefabbricata, oltre ad avere indiscutibili lacune sotto il profilo estetico, non è resa possibile dalla luce di oltre cinquanta metri dell'opera d'arte. Il problema dello sbilanciamento in fase costruttiva è da risolversi mediante “tirantaggio” delle spalle alla roccia mediante micropali o tiranti in cavi di acciaio armonico. Sarà d'obbligo il ricorso a calcestruzzi ad alta resistenza di classe superiore alla C50/55, tali da garantire oltre la resistenza anche la durabilità dell'opera. Non sono previsti apparecchi d'appoggio e giunti di dilatazione, essendo l'opera totalmente incastrata nella roccia. Tale caratteristica, oltre a contribuire ala snellezza dell'opera, abbatte sensibilmente i costi di manutenzione, essendo questa particolarmente legata proprio ad appoggi e giunti. Ulteriore contributo alla riduzione dei costi di manutenzione è dato dalle vernici protettive agli ossidi di titanio, che oltre a svolgere funzione estetica, assolvono al più importante compito di proteggere lo strato corticale del calcestruzzo dal degrado, inoltre gli ossidi di titanio hanno caratteristiche tali da rendere il ponte “lavabile” semplicemente dalle acque piovane. Inoltre si prevede il passaggio delle tubazioni dell'idrico e fognario all'interno del cassone, mentre i cavi elettrici sono alloggiati sotto i marciapiedi. I tecnici incaricati Dott.Ing. Carlo Pisanu Dott.Ing. Pietro Paolo Mossone Dott.Ing. Daniele Piras http://img256.imageshack.us/img256/3705/pc1gv.jpg http://img23.imageshack.us/img23/6444/tav6profiloarchitettoni.jpg http://img706.imageshack.us/img706/3109/tav7simulazionefotograf.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/706/tav7simulazionefotograf.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us) ...dalla relazione geologica... ...5 CONCLUSIONI L’indagine geognostica eseguita in corrispondenza dei siti in cui si prevede i realizzare il nuovo ponte sul Rio San Gerolamo ha evidenziato che l’ammasso di roccia granitica, che costituisce il substrato geologico dell’area, presenta una forte variabilità, delle condizioni geomeccaniche (si veda la sezione geologica della pagina seguente), sia in senso verticale che laterale. Oltre alle ulteriori verifiche specifiche di tipo geotecnico, che potranno essere disposte in relazione all’entità e modalità con cui i carichi di progetto sono trasmessi al terreno, sulla base dei dati raccolti e allo stato attuale delle conoscenze si ritiene che per le verifiche geotecniche si possa fare riferimento, in termini cautelativi, ai seguenti parametri geotecnici che possono ritenersi rappresentativi della porzione molto alterata/argillificata dell’ammasso granitico: Peso di volume= 0,019 MPa Angolo d’attrito interno= 30° Coesione = 0,017 MPa.... http://img8.imageshack.us/img8/3466/allegatogrelazionegeolo.jpg[/URL] http://img200.imageshack.us/img200/3466/allegatogrelazionegeolo.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/200/allegatogrelazionegeolo.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us) Il materiale pubblicato è stato estrapolato dai "documenti di gara" disponibili sul sito della Regione Sardegna. AAndreAA October 4th, 2011, 12:54 AM ^^ ...ottimo inserimento paesaggistico...struttura leggiadra e aggraziata dai parapetti vitrei... Interessante la sagomatura dei bordi con le matrici...(...tanto per incasinare il costruttore delle cassaforme...:nuts:) ...non ho ben capito lo schema statico... è a trave incastrata o ad arco spingente... ...il tirantaggio in fase di costruzione sarà dal basso verso l'alto?.... strallato554 October 4th, 2011, 05:34 AM ^^ ...ottimo inserimento paesaggistico...struttura leggiadra e aggraziata dai parapetti vitrei... Interessante la sagomatura dei bordi con le matrici...(...tanto per incasinare il costruttore delle cassaforme...:nuts:) ...non ho ben capito lo schema statico... è a trave incastrata o ad arco spingente... ...il tirantaggio in fase di costruzione sarà dal basso verso l'alto?.... Il metodo costruttivo è cambiato durante la redazione dell'esecutivo, ovvero non è più costruito a sbalzo ma su centina. I tiranti sono verticali e servono a realizzare un vincolo di incastro con la roccia. L'effetto arco è molto blando in realtà funziona più come trave incastrata alle estremità con sezione variabile... AAndreAA October 4th, 2011, 02:29 PM ^^ ...quindi bisogna sbrigarsi velocemente con i getti...altrimenti se iniziano le prime piogge il Rio s'ingrossa e diventa tutto più pericoloso... ...mah..il cassone è realizzato con due getti?...cioè prima piastra di base e nervature e poi piastra superiore....oppure in un unico getto con cassaforma a perdere? AAndreAA October 4th, 2011, 02:32 PM ...le launeddas Sarde sono in lizza per essere incluse nel Patrimonio Culturale immateriale dall'Unesco...:banana: thenightdriver October 4th, 2011, 02:35 PM strallato che tu sappia vi si accedera' tramite una rotonda sulla strada che porta a poggio dei pini oppure un semplice svincolo a raso? strallato554 October 4th, 2011, 02:42 PM ^^ ...quindi bisogna sbrigarsi velocemente con i getti...altrimenti se iniziano le prime piogge il Rio s'ingrossa e diventa tutto più pericoloso... ...mah..il cassone è realizzato con due getti?...cioè prima piastra di base e nervature e poi piastra superiore....oppure in un unico getto con cassaforma a perdere? Le attrezzature non interferiscono con l'alveo... Il getto è realizzato in due fasi come hai indicato tu strallato554 October 4th, 2011, 02:43 PM strallato che tu sappia vi si accedera' tramite una rotonda sulla strada che porta a poggio dei pini oppure un semplice svincolo a raso? Al momento incrocio a raso...grande cagata perché sarebbe stato sufficiente spostare il ponte più a valle sulla rotatoria esistente thenightdriver October 4th, 2011, 02:53 PM Al momento incrocio a raso...grande cagata perché sarebbe stato sufficiente spostare il ponte più a valle sulla rotatoria esistente infatti e' quello che speravo o per lo meno fare la strada di congiunzione da dove c'e' la rotatoria e farla scorrere parallelamente per 200mt fino al ponte. w3deco October 5th, 2011, 10:18 PM L'UNIONE SARDA - Ambiente e territorio : Rifiuti, l'Isola è all'avanguardia «La Sardegna per tecnologia di smaltimento dei rifiuti, è molto avanzata. Siamo la Germania d'Italia». Lo assicura Raffaello Cossu, docente dell'Università di Padova, promotore in questi giorni a Santa Margherita di Pula del 13° simposio internazionale sulla gestione dei rifiuti, il più importante appuntamento mondiale del settore. Ottanta i Paesi partecipanti con circa 800 esperti arrivati in Sardegna per discutere il futuro dei sistemi di smaltimento, soprattutto di rifiuti pericolosi e di quelli provenienti dalle grandi sciagure. LA SCELTA GIUSTA «Purtroppo in questo settore - afferma Cossu, sassarese d'origine e molto legato all'Isola - invece che dare ascolto a chi studia, spesso l'opinione pubblica viene influenzata da blog e opinionisti che alimentano solo paure. La gente è convinta che la strada migliore ora sia la differenziata porta a porta, ma il risultato è che la tassa per i cittadini sta aumentando moltissimo e che questi rifiuti, una volta raccolti, vengono trasferiti altrove con altro dispendio energetico. Il 60 per cento della plastica raccolta in Italia, ad esempio, viene incenerita in Germania». Dunque, qual è la strada migliore? «Il futuro non è la differenziata, ma massimizzare il recupero delle risorse», prosegue Cossu, «bisogna fare come la Germania, non mettere i cassonetti diversi per strada, dove si trova solo spazzatura mista, ma puntare sui take back program che vuol dire spostare i costi non più sulle spalle del consumatore, ma sul produttore che dovrà restituire il prodotto a fine ciclo». Insomma, per fare un esempio, il ritorno al sistema delle bottiglie vuoto a rendere. «Sembra una banalità - ha sorriso il docente - ma sarà una rivoluzione copernicana. E la Sardegna ha una cosa unica in Italia: la tecnologia di smaltimento. Impianti di ultima generazione sia nel compostaggio che per l'incenerimento. Siamo la Germania d'Italia: la Sardegna potrebbe prendere anche i rifiuti della Campania e delle altre regioni, facendosi pagare per smaltirli, se non ci fossero i campanilismi e inutili paure». NUOVE TECNOLOGIE «In Sardegna bruciamo i rifiuti e produciamo energia elettrica», ha concluso Raffaello Cossu, «ormai ci sono tecnologie sicurissime e molto moderne. Per questo la scelta tra incenerimento, discariche, recupero e riciclaggio deve essere affrontata in maniera seria, fuori da paure e slogan». Francesco Pinna http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?&s=176748&v=2&c=1489&t=1 AAndreAA October 6th, 2011, 12:19 AM ^^ ...a proposito di rifiuti... io odio la differenziata porta porta...la sera tardi e per tutta la notte i sacchetti sugli ingressi delle case sono osceni, antiestetici, maleodoranti, pericolosi ect... Avrebbero dovuto lasciare i famosi cassonetti...tanti quanti sono i tipi di rifiuti...vetro, secco, plastica, umido...un unico punto di raccolta molto più gestibile e funzionale per tutti, anche per gli operatori dello scarico... ...altro che turismo...non mi sembra affatto un bel biglietto da visita un bidone di aliga su ogni ingresso...è una cosa che non sopporto:bash::bash::bash: Cubo October 6th, 2011, 12:26 AM ^^ Questione di abitudine. Io abito a Selargius, e ti posso assicurare che una volta che ti abitui trovi antiestetico chi NON lascia il suo bidoncino della differenziata. AAndreAA October 6th, 2011, 12:33 AM ...e...ma se facciamo un discorso di abitudine...addio... Diamo per scontato che la raccolta differenziata sia importante per tutti e attuata da tutti....ma perché mi devo tenere il sacchettino all'ingresso?... Poi si parla tanto di ottimizzazione di risorse, risparmio energetico...hai visto il caos che devono fare per raccogliere porta a porta... Con un unico punto di smistamento.... come minimo dimezzo il carburante per i camion raccoglitori... Se poi consideriamo il randagismo e il vandalismo....capita spesso di trovare tutta l'aliga sparsa per il marciapiede.... anticalcare October 6th, 2011, 02:47 PM i cassonetti sono amici di chi non fa la differenziata. è il modo migliore per passare inosservati. attualmente, solo con il porta a porta si possono raggiungere livelli decenti di differenziazione. esistono i bidoncini appositi, vanno multati coloro che lasciano i sacchetti fuori dal bidoncino. thenightdriver October 6th, 2011, 03:14 PM la faccio da un paio d'anni ed e' solo questione d'abitudine e civilta', se viene fatta bene non c'e' ne puzza ne sporcizia, cosa che attorno ai cassonetti invece abbonda..certo, e' piu' semplice nelle zone residenziali che in pieno centro. thenightdriver October 6th, 2011, 03:18 PM ...e...ma se facciamo un discorso di abitudine...addio... Diamo per scontato che la raccolta differenziata sia importante per tutti e attuata da tutti....ma perché mi devo tenere il sacchettino all'ingresso?... Poi si parla tanto di ottimizzazione di risorse, risparmio energetico...hai visto il caos che devono fare per raccogliere porta a porta... Con un unico punto di smistamento.... come minimo dimezzo il carburante per i camion raccoglitori... Se poi consideriamo il randagismo e il vandalismo....capita spesso di trovare tutta l'aliga sparsa per il marciapiede.... vandalismo e randagismo si combattono, si combatte in teoria pure chi porta nei cassonetti differnziati un casino di roba mischiata perche' non si vuole stressare, resta il fatto che se non c'e' un minimo di coscienza civile e' tutto inutile, per me il sacchetto chiuso nel suo contenitore davanti casa non da fastidio, l'ho metto la notte e al mattino e' tutto pulito. sardreamer October 6th, 2011, 05:02 PM in sardegna non mi sembra tutto rose e fiori come riporta l'articolo.. nel centro nord sardegna non sono messi affatto bene. Il termovalorizzatore di ottana fu osteggiato a furor di popolo e l'idea accantonata. Si reggono sulle discariche e sull'inceneritore di macomer che è piccolo, vecchio, inquinante e a fine a ciclo. O si adegua quell'impianto o se ne realizza uno nuovo in un altro sito - si diceva a portotorres - o entrambi. Di questi tempi non è semplice realizzare opere di questo tipo perchè l'opinione pubblica è fortememnte condizionabile. Vorrei capire che aspettano a prendere una decisione.. poi ci si stupisce quando si arriva a situazioni come quella di napoli felis October 6th, 2011, 05:16 PM in sardegna non mi sembra tutto rose e fiori come riporta l'articolo.. nel centro nord sardegna non sono messi affatto bene. Il termovalorizzatore di ottana fu osteggiato a furor di popolo e l'idea accantonata. Si reggono sulle discariche e sull'inceneritore di macomer che è piccolo, vecchio, inquinante e a fine a ciclo. O si adegua quell'impianto o se ne realizza uno nuovo in un altro sito - si diceva a portotorres - o entrambi. Credo che il tuo discorso sia riferibile più al nuorese che al sassarese, semplificando molto ma non mi sembra di aver sentito notizie di un possibile esaurimento delle discariche, essendo di dimensioni ragguardevoli e non mancando comunque altri siti già compromessi dove realizzarle (vedi area industriale di Porto Torres). La situazione della Gallura invece mi è completamente sconosciuta. Facendo presente che ovviamente riciclo già tutto il possibile e ben vengano multe, porta a porta, stato di polizia e grande fratello che sorveglia ogni sacchetto etc :lol:, il residuo indifferenziato che esce da casa nostra è pari a un piccolo saccheto la settimana, ma dovendo scegliere fra inceneritore e discarica scelgo senza dubbio discarica. Dovrebbe esistere una terza via in cui i rifiuti vengono, per capirci, asciugati e compattati diventando inerti senza bruciarli e produrre diossine, ma non ricordo il nome specifico. Si riduce comunque molto la massa iniziale e si ottengono dei materiali per opere di ingegneria. w3deco October 6th, 2011, 05:18 PM in sardegna non mi sembra tutto rose e fiori come riporta l'articolo.. Non condivido molto... in Sardegna abbiamo distese immense disabitate per poterci fare un termovalorizzatore senza che nessuno si scaldi più di tanto. E' vero, nel centro nord va un pò peggio del sud (in cui si ha il mega impianto di macchiareddu più gli aiuti di Villacidro e Carbonia)... ma anche al centro-nord (anche contando che sono di meno) hanno l'impianto di Macomer (che non è come quello di Macchiareddu ma il suo lavoro lo fa) e gli aiuti di Sassari, Ozieri, Olbia e Tempio Pausania. La parte più scoperta (ma anche poco abitata) sembrerebbe essere il nuorese e l'ogliastra. Tra l'altro io sapevo che il termovalorizzatore si voleva fare ad Olbia, ed era il progetto più avanzato che poi però non so bene per quali motivi, si era fermato. w3deco October 6th, 2011, 05:22 PM Ecco la situazione impiantistica nel 2009 http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/Immagine-83.jpg Mickey October 6th, 2011, 06:31 PM ^^ ...a proposito di rifiuti... io odio la differenziata porta porta...la sera tardi e per tutta la notte i sacchetti sugli ingressi delle case sono osceni, antiestetici, maleodoranti, pericolosi ect... Avrebbero dovuto lasciare i famosi cassonetti...tanti quanti sono i tipi di rifiuti...vetro, secco, plastica, umido...un unico punto di raccolta molto più gestibile e funzionale per tutti, anche per gli operatori dello scarico... ...altro che turismo...non mi sembra affatto un bel biglietto da visita un bidone di aliga su ogni ingresso...è una cosa che non sopporto:bash::bash::bash: Ma non diciamo stronzate, i cassonetti in strada rubano spazi comuni, spesso e volentieri imgombrano il marciapiede o gli spazi per i parcheggi e (come davanti a casa mia) sono rotti, sfondati. Senza considerare che fintanto che esiste un cassonetto del secco la raccolta differenziata va a farsi fottere. La gente ha molta piu' cura del bidoncino personale che non del cassonetto, che è di tutti (paradossalmente). Trovo la raccolta porta a porta (o tramite ecocentro) un grande indice di civiltà. sardreamer October 6th, 2011, 06:46 PM Credo che il tuo discorso sia riferibile più al nuorese che al sassarese, semplificando molto ma non mi sembra di aver sentito notizie di un possibile esaurimento delle discariche, essendo di dimensioni ragguardevoli e non mancando comunque altri siti già compromessi dove realizzarle (vedi area industriale di Porto Torres). La situazione della Gallura invece mi è completamente sconosciuta. Facendo presente che ovviamente riciclo già tutto il possibile e ben vengano multe, porta a porta, stato di polizia e grande fratello che sorveglia ogni sacchetto etc :lol:, il residuo indifferenziato che esce da casa nostra è pari a un piccolo saccheto la settimana, ma dovendo scegliere fra inceneritore e discarica scelgo senza dubbio discarica. Dovrebbe esistere una terza via in cui i rifiuti vengono, per capirci, asciugati e compattati diventando inerti senza bruciarli e produrre diossine, ma non ricordo il nome specifico. Si riduce comunque molto la massa iniziale e si ottengono dei materiali per opere di ingegneria. Non condivido molto... in Sardegna abbiamo distese immense disabitate per poterci fare un termovalorizzatore senza che nessuno si scaldi più di tanto. E' vero, nel centro nord va un pò peggio del sud (in cui si ha il mega impianto di macchiareddu più gli aiuti di Villacidro e Carbonia)... ma anche al centro-nord (anche contando che sono di meno) hanno l'impianto di Macomer (che non è come quello di Macchiareddu ma il suo lavoro lo fa) e gli aiuti di Sassari, Ozieri, Olbia e Tempio Pausania. La parte più scoperta (ma anche poco abitata) sembrerebbe essere il nuorese e l'ogliastra. Tra l'altro io sapevo che il termovalorizzatore si voleva fare ad Olbia, ed era il progetto più avanzato che poi però non so bene per quali motivi, si era fermato. Di olbia non so nulla, ma ai tampi di Soru, il piano regionale dei rifiuti prevedeva un termovalorizzatore a ottana per il centro nord sardegna. Se ne è discusso per anni e alla fine hanno vinto le popolazioni locali che non lo volevano. L'inceneritore di macomer è piccolo, è dimensionato per la zona del marghine e dell'alto oristanese, ma forse serve buona parte dell provincia di nuoro.. Ma il problema è la vetustà, è obsoleto, inquinante. Quel forno va chiuso.. Ci sono 40 milioni stanziati dalla regione per un nuovo impianto a macomer, ma ci si oppone. E intanto continua a funzionare quello vecchio e superinquinante. C'è chi teme che col nuovo impianto potrebbe conferire nel loro territorio tutto il nord sardegna, anche perchè del termovalorizzatore tra sassari e olbia per ora non se ne sa nulla.. Questi impianti non li vuole nessuno. Se ne può fare a meno? tutto in discarica? io non ne capisco nulla, son cose che sento di sfuggita e non insisto.. Mi rimetto a chi dovrebbe essere preposto a gestire questi problemi nel migliore dei modi. Sento sempre di comitati e di amministratori locali NIMBY che si oppongono a tutto, boh.. AAndreAA October 6th, 2011, 11:01 PM Ma non diciamo stronzate, i cassonetti in strada rubano spazi comuni, spesso e volentieri imgombrano il marciapiede o gli spazi per i parcheggi e (come davanti a casa mia) sono rotti, sfondati. Senza considerare che fintanto che esiste un cassonetto del secco la raccolta differenziata va a farsi fottere. La gente ha molta piu' cura del bidoncino personale che non del cassonetto, che è di tutti (paradossalmente). Trovo la raccolta porta a porta (o tramite ecocentro) un grande indice di civiltà. ...bhe...allora tu fai la differenziata solo perchè sei costretto?...per te non sarebbe la stessa cosa...fare quattro passi e svuotare il tuo bidoncino direttamente in un centro di raccolta di quartiere... Prova a fare un giro nei nuovi quartieri di Quartu...vergognoso...cataste di bidoncini... ...io considero la raccolta porta a porta un indice di inciviltà...sembrerebbe l'unico strumento per far funzionare la differenziata...ognuno pensa al suo orticello... AAndreAA October 7th, 2011, 12:57 AM Segnalo questo seminario: “La Sardegna ed i problemi della modernizzazione” Area tematica delle politiche urbane e territoriali. Docente: Prof. Pasquale Mistretta http://architettura.unica.it/node/1245 Cubo October 7th, 2011, 08:30 AM ...bhe...allora tu fai la differenziata solo perchè sei costretto?...per te non sarebbe la stessa cosa...fare quattro passi e svuotare il tuo bidoncino direttamente in un centro di raccolta di quartiere... Prova a fare un giro nei nuovi quartieri di Quartu...vergognoso...cataste di bidoncini... ...io considero la raccolta porta a porta un indice di inciviltà...sembrerebbe l'unico strumento per far funzionare la differenziata...ognuno pensa al suo orticello... Andrea, più delle impresisoni personali vale l'evidenza empirica: il sistema dei cassonetti centralizzati ha dato ampia prova di scarso funzionamento laddove il porta a porta funziona bene. Semplice e lineare. Mickey October 7th, 2011, 12:22 PM Cerco di essere più diretto. Io preferisco questo: http://www.rietilife.it/wp-content/uploads/2010/09/Raccolta_Diff_7087_Life-595x397.jpg a questo: http://cdn.ecologiae.com/wp-content/uploads/2010/11/raccolta-rifiuti-roma-parco-cassonetti-rinnovo.jpg http://www.agenfax.it/wp-content/uploads/2011/06/cassonetti_080203.jpg Se ti piacciono tanto fatti un giro in piazza Michelangelo: un intero lato della piazza è costituito da un favoloso filare di cassonetti di varia forma, colore e tipologia... w3deco October 7th, 2011, 12:32 PM Se ti piacciono tanto fatti un giro in piazza Michelangelo: un intero lato della piazza è costituito da un favoloso filare di cassonetti di varia forma, colore e tipologia... Questi? :lol: http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/DSCF9548.jpg Vedo questo spettacolo dal balcone di camera mia... :lol: Mickey October 7th, 2011, 03:13 PM Esatto! Come non notarli... un'opera di pregio, chiudere un lato di una piazza con un'installazione d'arte simile non è da niente. fabrik October 7th, 2011, 03:56 PM Petrolio nell'Oristanese, la Saras è pronta a scavare La Saras è pronta a trivellare il primo vero pozzo petrolifero del territorio oristanese tra i campi di fragole di Arborea. Dopo le prime esplorazioni, giudicate evidentemente positive, la società petrolifera vuole passare alla fase due di Roberto Petretto Una trivella della Saras durante un assaggio nell'Oristanese ARBOREA. Tra fragole e lattughe, nel territorio di Arborea, a ridosso della strada 28, la Saras è intenzionata a trivellare il primo vero pozzo petrolifero del territorio oristanese. La richiesta presentata dalla società petrolifera punta a ottenere l’autorizzazione per un pozzo definito «esplorativo». Per ora, nella zona oggetto di tanto interesse, ci sono solo campi coltivati nel segno della tradizione dell’economia di quest’area che si credeva vocata all’ orticoltura. Ma se la Regione (che ha competenza diretta in caso di ricerche sulla terraferma, mentre in mare serve il nulla osta del ministero) dovessero dare l’ok, arriverebbero le grandi perforatrici. La Saras ha presentato un’istanza «per la modifica del programma dei lavori e l’autorizzazione alla realizzazione di un pozzo esplorativo nell’area di ricerca del progetto Eleonora». Il territorio interessato è quello del Comune di Arborea, in una zona delle bonifiche, al limite della strada numero 28. Il progetto Eleonora passa dunque alla fase successiva, dopo quella dei sondaggi. I tecnici della Saras hanno potuto indagare su un’area vastissima della provincia di Oristano: 4.430 ettari compresi in un quadrilatero racchiuso a nord tra San Vero e Tramatza, a est tra Solarussa e Marrubiu, a sud tra San Nicolò Arcidano e Arbus. Nel 2010 la Saras ha ottenuto dalla direzione del servizio Attività estrattive dell’assessorato regionale all’Industria, l’autorizzazione a attuare il cosiddetto Progetto Eleonora. Un permesso che consentiva alla società di effettuare attività di «ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nei Comuni di Oristano, Cabras, Riola Sardo, Nurachi, Baratili San Pietro, Zeddiani, Tramatza, Solarussa, Siamaggiore, Arborea, Palmas Arborea, Santa Giusta, Marrubiu, Terralba, San Nicolò Arcidano, Uras, Mogoro e, in provincia del Medio Campidano, Guspini». La Regione aveva concesso quella prima autorizzazione ritenendo che il territorio non corresse alcun pericolo ambientale dall’attività di ricerca della Saras. L’assessorato all’Ambiente e l’ispettorato ripartimentale di Oristano avevano attestato che «nonostante nell’area che delimita il permesso minerario siano presenti diversi vincoli idrogeologici e forestali, poichè i lavori previsti non modificano lo stato dei luoghi, non è necessario rilasciare alcuna autorizzazione». Stesso discorso da parte dell’assessorato all’Urbanistica: «Nell’area sono presenti diversi vincoli, ma i lavori non sono soggetti a autorizzazione». Anche se ora il discorso cambia. http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/07/news/petrolio-nell-oristanese-la-saras-e-pronta-a-scavare-5100162 AAndreAA October 7th, 2011, 10:12 PM Cerco di essere più diretto. Io preferisco questo: http://www.rietilife.it/wp-content/uploads/2010/09/Raccolta_Diff_7087_Life-595x397.jpg a questo: http://cdn.ecologiae.com/wp-content/uploads/2010/11/raccolta-rifiuti-roma-parco-cassonetti-rinnovo.jpg http://www.agenfax.it/wp-content/uploads/2011/06/cassonetti_080203.jpg Se ti piacciono tanto fatti un giro in piazza Michelangelo: un intero lato della piazza è costituito da un favoloso filare di cassonetti di varia forma, colore e tipologia... ...la prima soluzione non è attuabile in zone densamente popolate...immagina cosa accadrebbe se, proprio in piazza michelangelo, tutti posizionassero i contenitori personali sul marciapiede... Che i cassonetti tradizionali siano da migliorare è indubbio...cmq già in piazza Maxia c'è di meglio.... http://img38.imageshack.us/img38/4962/sunp0066c.jpg sardreamer October 8th, 2011, 03:05 AM :) -Custu logu est su suu, a no? -No, de tottus est 94JzpozK7X8 makkillottu October 8th, 2011, 02:51 PM Ecco la situazione impiantistica nel 2009 http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/Immagine-83.jpg ^^ C'è un rilevante impianto di compostaggio in Ogliastra, vicino Tertenia (infatti ogni volta che ci passo c'è una puzza assurda!). :lol: makkillottu October 8th, 2011, 02:56 PM Petrolio nell'Oristanese, la Saras è pronta a scavare La Saras è pronta a trivellare il primo vero pozzo petrolifero del territorio oristanese tra i campi di fragole di Arborea. Dopo le prime esplorazioni, giudicate evidentemente positive, la società petrolifera vuole passare alla fase due di Roberto Petretto Una trivella della Saras durante un assaggio nell'Oristanese ARBOREA. Tra fragole e lattughe, nel territorio di Arborea, a ridosso della strada 28, la Saras è intenzionata a trivellare il primo vero pozzo petrolifero del territorio oristanese. La richiesta presentata dalla società petrolifera punta a ottenere l’autorizzazione per un pozzo definito «esplorativo». Per ora, nella zona oggetto di tanto interesse, ci sono solo campi coltivati nel segno della tradizione dell’economia di quest’area che si credeva vocata all’ orticoltura. Ma se la Regione (che ha competenza diretta in caso di ricerche sulla terraferma, mentre in mare serve il nulla osta del ministero) dovessero dare l’ok, arriverebbero le grandi perforatrici. La Saras ha presentato un’istanza «per la modifica del programma dei lavori e l’autorizzazione alla realizzazione di un pozzo esplorativo nell’area di ricerca del progetto Eleonora». Il territorio interessato è quello del Comune di Arborea, in una zona delle bonifiche, al limite della strada numero 28. Il progetto Eleonora passa dunque alla fase successiva, dopo quella dei sondaggi. I tecnici della Saras hanno potuto indagare su un’area vastissima della provincia di Oristano: 4.430 ettari compresi in un quadrilatero racchiuso a nord tra San Vero e Tramatza, a est tra Solarussa e Marrubiu, a sud tra San Nicolò Arcidano e Arbus. Nel 2010 la Saras ha ottenuto dalla direzione del servizio Attività estrattive dell’assessorato regionale all’Industria, l’autorizzazione a attuare il cosiddetto Progetto Eleonora. Un permesso che consentiva alla società di effettuare attività di «ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nei Comuni di Oristano, Cabras, Riola Sardo, Nurachi, Baratili San Pietro, Zeddiani, Tramatza, Solarussa, Siamaggiore, Arborea, Palmas Arborea, Santa Giusta, Marrubiu, Terralba, San Nicolò Arcidano, Uras, Mogoro e, in provincia del Medio Campidano, Guspini». La Regione aveva concesso quella prima autorizzazione ritenendo che il territorio non corresse alcun pericolo ambientale dall’attività di ricerca della Saras. L’assessorato all’Ambiente e l’ispettorato ripartimentale di Oristano avevano attestato che «nonostante nell’area che delimita il permesso minerario siano presenti diversi vincoli idrogeologici e forestali, poichè i lavori previsti non modificano lo stato dei luoghi, non è necessario rilasciare alcuna autorizzazione». Stesso discorso da parte dell’assessorato all’Urbanistica: «Nell’area sono presenti diversi vincoli, ma i lavori non sono soggetti a autorizzazione». Anche se ora il discorso cambia. http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/07/news/petrolio-nell-oristanese-la-saras-e-pronta-a-scavare-5100162 ^^ Stiamo scherzando, vero? Non è bastata l'esperienza della Basilicata? :bash::bash::bash: AAndreAA October 9th, 2011, 02:50 PM :) -Custu logu est su suu, a no? -No, de tottus est 94JzpozK7X8 ...circa una settimana fà è stato trasmesso uno speciale di Sardegna 1 dedicato ai lavori a Capo Malfatano... hanno evidenziato la crisi economica della zona e il consenso quasi unanime della popolazione nei confronti dell'intervento edilizio...che è visto come un salvagente anti disoccupazione... La polemica riguardava il blocco dei lavori degli ultimi comparti... w3deco October 9th, 2011, 02:58 PM :) -Custu logu est su suu, a no? -No, de tottus est 94JzpozK7X8 Visto solo ora... bellissima la conclusione! Grande sig. Ovidio! :) strallato554 October 9th, 2011, 08:08 PM ^^ Stiamo scherzando, vero? Non è bastata l'esperienza della Basilicata? :bash::bash::bash: La basilicata mi risulta che sia uscita dalla miseria grazie al petrolio makkillottu October 9th, 2011, 10:09 PM La basilicata mi risulta che sia uscita dalla miseria grazie al petrolio Per tirare fuori uno sputo (e di qualità non eccelsa, oltretutto) hanno sventrato la Val d'Agri per sempre. Non tiriamo fuori lo stereotipo PETROLIO = RICCHEZZA. strallato554 October 9th, 2011, 10:42 PM Per tirare fuori uno sputo (e di qualità non eccelsa, oltretutto) hanno sventrato la Val d'Agri per sempre. Non tiriamo fuori lo stereotipo PETROLIO = RICCHEZZA. Non conosco la vicenda ma i numeri parlano di una regione passata dalle stalle alle stelle... strallato554 October 9th, 2011, 11:01 PM Non conosco la vicenda ma i numeri parlano di una regione passata dalle stalle alle stelle... A oggi la regione Basilicata ha incassato oltre 50.000.000 di euro all'anno di royalties, che per la disorganizzazione e ostruzionismo che hanno caratterizzato lo sfruttamento del giacimento (il più grosso d'Europa a terra) mi sembrano un buon inizio...ciò non toglie che parallelamente si debba investire sulle rinnovabili ma 50.000.000 anno possono essere spesi anche in quello makkillottu October 10th, 2011, 01:24 PM ^^ Diciamo che un paio di reportage di Report mi hanno aperto gli occhi. In questo caso, mettiamola così: non è tutto oro (nero) ciò che luccica... Ampsicora October 10th, 2011, 01:53 PM La basilicata mi risulta che sia uscita dalla miseria grazie al petrolio In realtà sono anni che si denuncia il fatto che in basilicata rimangano le briciole dei ricavati dell'estrazione. Ho paura che ad Arborea si seguirà la stessa strada. w3deco October 10th, 2011, 02:09 PM Non conosco la vicenda ma i numeri parlano di una regione passata dalle stalle alle stelle... E' una regione che è passata da essere l'ultima regione italiana per PIL pro capite e secondo numerosi altri indici a diventare la quint'ultima. Ma stiamo comunque parlando di una terra che resta "povera" e che secondo queste classifiche sta dietro la Sardegna. Insomma, ci sarà anche stato un miglioramento (ma dato anche dal turismo e dalle poche industrie) ma niente di trascendentale o che si possa avvicinare alle stelle... Del petrolio estratto li vanno solo le briciole alla regione e ai cittadini. Un pò come succede per i territori (anche in Sardegna) sfruttati con l'eolico. Ampsicora October 10th, 2011, 02:34 PM e 50mln di euro l'anno per il più grande giacimento terrestre d'europa non è un gran che, la vera ricchezza dovrebbe farla l'indotto. La lavorazione del petrolio in situ. Qualcuno sa com'è da questo punto di vista la situazione lucana? w3deco October 10th, 2011, 02:40 PM e 50mln di euro l'anno per il più grande giacimento terrestre d'europa non è un gran che, la vera ricchezza dovrebbe farla l'indotto. La lavorazione del petrolio in situ. Qualcuno sa com'è da questo punto di vista la situazione lucana? :dunno: so solo che cercano su google "basilicata lavoro petrolio" nei primi risultati ho questi link: Il petrolio e il lavoro in Basilicata Le attività estrattive in Basilicata non hanno portato lavoro aggiuntivo, cioè che sottrae unità alla forza lavoro inoccupata. (http://basilicatamia.altervista.org/2011/04/18/il-petrolio-e-il-lavoro-in-basilicata/) Petrolio: le trivelle portano lavoro? Non in Basilicata... (http://www.ecoblog.it/post/10433/petrolio-le-trivelle-portano-lavoro-non-in-basilicata) Petrolio in Val d’Agri: tante risorse, poco lavoro (http://www.valdagri.net/2009/01/petrolio-in-val-dagri-tante-risorse-poco-lavoro/) Cubo October 10th, 2011, 03:30 PM e 50mln di euro l'anno per il più grande giacimento terrestre d'europa non è un gran che, la vera ricchezza dovrebbe farla l'indotto. La lavorazione del petrolio in situ. Qualcuno sa com'è da questo punto di vista la situazione lucana? Vabbè... Questo noi ce l'abbiamo.. fabrik October 10th, 2011, 05:17 PM Il petrolio, forse, lavoro e ricchezza potrebbe anche portarli in Sardegna come in Basilicata; il problema sono le basse royalities richieste dallo stato e le compensazioni varie. Da questo punto di vista l'Italia è il bengodi per i petrolieri. Nessuno chiede poco come noi. felis October 10th, 2011, 05:51 PM ^^ Già :( a me interesserebbe capire chi ci guadagna davvero (se in maniera sostanziale va a finire solo al Comune di Arborea o alla Provincia di Oristano vedran loro), e quanto ci si guadagna. Se c'è poco petrolio non vale la pena estrarlo (non che sia antieconomico, sicuramente non lo è se investono) ma perché il guadagno non vale il rischio di possibili problemi ambientali. Sono felice che nessuno abbia ancora detto "No, il petrolio in Sardegna no" come se la macchina di certe persone andasse ad acqua, e sia meglio usare il petrolio delle dittature arabe, africane o asiatiche che il nostro. Comunque volevo intervenire solo per affermare che secondo me andremo tutti all'inferno, essendo questo l'unico paese dove le Comunità Montane costruiscono i porticcioli turistici. :sleepy: Ma è normale? Ma c'è una persona che abbia pensato "Sono in riva al mare con centinaia di targhette della comunità montana. Sto sbagliando qualcosa? Cosa?". http://img651.imageshack.us/img651/7633/bittamontanagallurese.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/651/bittamontanagallurese.jpg/) strallato554 October 10th, 2011, 06:05 PM ^^ Diciamo che un paio di reportage di Report mi hanno aperto gli occhi. In questo caso, mettiamola così: non è tutto oro (nero) ciò che luccica... Io so solo che era la regione più povera d'italia e ci ha sverniciati nel giro di un paio d'anni...più che altro le critiche sono dovute al fatto che non sono ancora riusciti a spendere tutti i proventi del petrolio e quindi a dotarsi di infrastrutture adeguate... ...poi sul tema energia hanno tutti da rompere comunque i coglioni. Basta vedere che qui non ci fanno usare le energie rinnovabili perchè sono inquinanti! Vedi impatto ambientale dell'eolico o del fotovoltaico... non sarà piuttosto che ci sono come sempre troppi interessi privati in gioco? strallato554 October 10th, 2011, 06:06 PM In realtà sono anni che si denuncia il fatto che in basilicata rimangano le briciole dei ricavati dell'estrazione. Ho paura che ad Arborea si seguirà la stessa strada. la regione prende il 7% dei proventi, non mi sembra poco visto il costo di estrazione e comunque quelle classifiche ci danno più poveri della basilicata...scalare 5 posti in classifica in un colpo solo non mi sembra mica roba da poco strallato554 October 10th, 2011, 06:11 PM Del petrolio estratto li vanno solo le briciole alla regione e ai cittadini. Un pò come succede per i territori (anche in Sardegna) sfruttati con l'eolico. Certo se abbiamo l'anello al naso non è colpa mica degli altri Non le sfruttiamo noi le risorse perchè siamo minorati e i nostri politici ladri di polli w3deco October 10th, 2011, 06:21 PM Io so solo che era la regione più povera d'italia e ci ha sverniciati nel giro di un paio d'anni... e comunque quelle classifiche ci danno più poveri della basilicata...scalare 5 posti in classifica in un colpo solo non mi sembra mica roba da poco Per quanto riguarda il PIL pro capite (la variabile che si tiene più in considerazione in questi casi) non direi proprio... http://it.wikipedia.org/wiki/Basilicata#Economia strallato554 October 10th, 2011, 06:51 PM Per quanto riguarda il PIL pro capite (la variabile che si tiene più in considerazione in questi casi) non direi proprio... http://it.wikipedia.org/wiki/Basilicata#Economia e allora chiudiamo il giacimento se non è servito a nulla.... w3deco October 10th, 2011, 07:00 PM e allora chiudiamo il giacimento se non è servito a nulla.... :? Siamo passati da dire regione passata dalle stalle alle stelle a dire ci ha sverniciati nel giro di un paio d'anni (grazie al petrolio), per poi dire e allora chiudiamo il giacimento se non è servito a nulla.... Ma che c'entra?! Ho solo voluto contestare i tuoi dati e affermazioni con dati reali (o messo anche dei link reperibili velocemente nella rete)... la Basilicata è cresciuta così come sono cresciute tutte le regioni anche senza il petrolio. Indi per cui il petrolio NON ha avuto grandi ricadute sul territorio come sostieni tu. strallato554 October 10th, 2011, 07:08 PM :? Siamo passati da dire regione passata dalle stalle alle stelle a dire ci ha sverniciati nel giro di un paio d'anni (grazie al petrolio), per poi dire e allora chiudiamo il giacimento se non è servito a nulla.... Ma che c'entra?! Ho solo voluto contestare i tuoi dati e affermazioni con dati reali (o messo anche dei link reperibili velocemente nella rete)... la Basilicata è cresciuta così come sono cresciute tutte le regioni anche senza il petrolio. Indi per cui il petrolio NON ha avuto grandi ricadute sul territorio come sostieni tu. ergo, secondo quanto dici tu il petrolio in basilicata fa solo danni se non è servito al pil o comunque non ha avuto un impatto tale da compensare i danni arrecati quindi proporrei di chiudere il giacimento che estrae il 10% del fabbisogno nazionale di petrolio...e quindi...in sardegna guai a chi si sogna di trivellare...non è questo il punto? insomma in sardegna guai a chi trivella, guai a chi pensa di mettere centrali nucleari, guai a chi deturpa l'ambiente con le pale eoliche, guai a chi invade un territorio sterile e brullo con pannelli fotovoltaici... ...c'è qualcosa che si può fare a parte rompere i coglioni in sardegna? (ovviamente non parlo contro di te....ma voglio provocare la discussione sul punto nevralgico della faccenda) strallato554 October 10th, 2011, 07:10 PM e comunque ci separa un 5% di pil dalla basilicata che per essere una terra priva di altre risorse non mi sembra poco...) w3deco October 10th, 2011, 07:21 PM ergo, secondo quanto dici tu il petrolio in basilicata fa solo danni se non è servito al pil o comunque non ha avuto un impatto tale da compensare i danni arrecati quindi proporrei di chiudere il giacimento che estrae il 10% del fabbisogno nazionale di petrolio...e quindi...in sardegna guai a chi si sogna di trivellare...non è questo il punto? Mai detto che fa solo danni e che propongo di chiuderlo. Per capirci, diciamo che per la Basilicata le stazioni petrolifere sono come la Saras per la Sardegna... Io la Saras la terrei, così come terrei il petrolio in Basilicata, ma rimodulerei le royalities, le accise e le partecipazioni delle 2 regioni. Un esempio... Ogni anno la Sardegna ottiene dalle accise gravanti sulla fabbricazione dei prodotti petroliferi appena 600 milioni di euro, circa un ventesimo del complessivo bilancio della RAS. Eppure sappiamo che la SARAS raffina in Sardegna quasi il 20% di tutto il fabbisogno italiano e che lo stato raccoglie una quantità di accise esorbitante. Per dei meccanismi legislativi assurdi, ogni anno la Sardegna vede mancare dal proprio bilancio una quantità di risorse pari circa 3 mld di euro che dovrebbero derivare dalla nostra compartecipazione, stabilita nello statuto, ai 9/10 delle accise di fabbricazione sui prodotti petroliferi prodotti in Sardegna. insomma in sardegna guai a chi trivella, guai a chi pensa di mettere centrali nucleari, guai a chi deturpa l'ambiente con le pale eoliche, guai a chi invade un territorio sterile e brullo con pannelli fotovoltaici... ...c'è qualcosa che si può fare a parte rompere i coglioni in sardegna? (ovviamente non parlo contro di te....ma voglio provocare la discussione sul punto nevralgico della faccenda) Io sono contrario al nucleare ma sono favorevole all'eolico, al fotovoltaico, all'idroelettrico, etc. Purchè però abbia delle ricadute dul territorio interessato...non l'1%! Sono a favore di tappezzare di pannelli fotovoltaici tutti gli edifici pubblici e rendere autonomi piccoli paesi, quartieri di città, aziende agricole, piccole industrie, etc. Idem con l'eolico... si presenta un piano serio e poco impattante e si installa. Ma con ricadute maggiori all'1% (come accade ora). felis October 10th, 2011, 07:24 PM Sempre per provacare e ribadire quello che dovrebbe essere scontato, forse è superfluo far notare che fra le regioni ricche di petrolio sono sia fra i paesi più ricchi che fra i paesi più poveri del mondo... quindi - come tutto il resto :sleepy: - estrarre petrolio non fa nè bene nè male per conto suo. Di certo c'è solo che ne usiamo tantissimo e lo dobbiamo importare. Comunque temo che resteremo tutti "delusi" perché fin ad ora queste riserve non sembrano gran cosa.. fabrik October 11th, 2011, 11:09 AM Comunque volevo intervenire solo per affermare che secondo me andremo tutti all'inferno, essendo questo l'unico paese dove le Comunità Montane costruiscono i porticcioli turistici. :sleepy: Ma è normale? Ma c'è una persona che abbia pensato "Sono in riva al mare con centinaia di targhette della comunità montana. Sto sbagliando qualcosa? Cosa?". http://img651.imageshack.us/img651/7633/bittamontanagallurese.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/651/bittamontanagallurese.jpg/) Cos'è il porticciolo di Isola Rossa? :D felis October 11th, 2011, 12:03 PM Cos'è il porticciolo di Isola Rossa? :D :applause: Esatto! :lol: Alberto_Tidu October 11th, 2011, 02:34 PM insomma in sardegna guai a chi trivella, guai a chi pensa di mettere centrali nucleari, guai a chi deturpa l'ambiente con le pale eoliche, guai a chi invade un territorio sterile e brullo con pannelli fotovoltaici... ...c'è qualcosa che si può fare a parte rompere i coglioni in sardegna? (ovviamente non parlo contro di te....ma voglio provocare la discussione sul punto nevralgico della faccenda) Mi sembra che fai un discorso un pò semplicistico, oppure, quanto meno, non vedi il quadro più grande della situazione. Nessuno si schiera, a priori contro petrolio, energie rinnovabili, centrali nucleari, il discorso è leggermente più complesso, e si basa sul fatto che, negli ultimi 50 anni (ma non solo) tutte queste "grandi promesse di fortuna e benessere" non hanno portato molto di più che deturpazione ambientale e illusioni. Devo parlarti del polo chimico di Ottana? O delle seconde case in punti di pregio ambientale unici al mondo? O delle servitù militari? Quanti Sardi hanno effettivamente guadagnato da questo? Praticamente nessuno, sicuramente non abbastanza da compensare i danni derivanti (se poi tu misuri il benessere in PIL, dovresti aggiornarti un pochino; mi risponderai che senza soldi non si mangia e a quel punto l'ambiente vale abbastana poco, e io ti rispondo nuovamente che quelle promesse non mantenute NON HANNO AUMENTATO IL PIL, quindi il discorso non regge). Se mi parli della SARAS (che ha creato indotto e ha alleviato la disoccupazione del basso hinterland cagliaritano), o, ancora di più, della Costa Smeralda, si parla di sacrifici ambientali che è valso la pena sostenere; ma nel 99% degli altri casi, i "piccoli sacrifici" richiesti si sono rivelati enormi sacrifici, che non hanno portato praticamente NESSUN vantaggio (la villettopolizzazione di Costa Rei ha reso benestante qualche Sardo che prima era povero? Quirra e Teulada hanno aumentato il benessere di chi faceva la fame? Non mi sembra proprio). A questo punto, concedici per lo meno di essere DUBBIOSI e di voler analizzare ALLA PERFEZIONE i costi e i benefici derivanti da progetti di questo tipo, senza credere al solito motto "un pò di ambiente in meno, ma molti soldi in più" che, finora, si è quasi sempre rivelato illusorio, almeno per chi aveva effettivamente bisogno dei soldi promessi. Sono TOTALMENTE a favore delle energie rinnovabili, ma se le pale eoliche mi vengono costruite in cima al Monte Arci, per poi spegnerle dopo poco, o di fronte a Is Arutas, o chissà dove altro, quando potrebbero benissimo essere costruite in zone già compromesse, come le aree industriali di Macomer, Villacidro, Porto Torres, allora mi vengono dubbi sull'eolico, non come energia, ma come business; e quando mi vengono questi dubbi, accetto volentieri che si mettano dei freni fin quando la situazione non è più chiara. Stesso discorso vale per edilizia, petrolio, etc. Scusate se mi sono dilungato, ma mi sembra un pò troppo facile accusare gli altri di avere la benda sugli occhi, quando ci si limita a guardare solo dove si vuol vedere. felis October 11th, 2011, 03:49 PM Sono d'accordo, però scritto così sembra un po' troppo deterministico: anche il miglior progetto può naugrafare fra mille difficoltà impreviste, anche dall'idea più bistrattata e dimenticata alle volte nasce una storia di successo. Ad esempio sul Monte Arci è fallita la ditta danese che produceva le pale e sono scomparsi i pezzi di ricambio. Alberto_Tidu October 11th, 2011, 04:44 PM Se tra mille progetti mirati ad accrescere il benessere della popolazione, sacrificando un pò di ambiente, una decina fallissero e gli altri andassero in porto, la tua obiezione sarebbe corretta. Ma, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, per la quasi totalità dei progetti implementati in Sardegna, c'è un'azienda danese che fallisce e che fa sì che, deterministicamente o no, il sacrificio dell'ambiente lasci immutata la situazione socio-economica dei Sardi a cui erano stati promessi mari e monti. A questo punto, mi sembra non solo legittimo, ma indispensabile, che, prima di accettare pale eoliche sotto la promessa di un futuro energetico low-cost e a impatto zero, o pozzi di petrolio che ci trasformeranno nel Texas europeo al prezzo di un paio di frutteti, si faccia una rigidissima analisi costi-benefici. Che poi la nostra classe politica regionale ,vuoi per colpe proprie, vuoi per l'inefficienza della burocrazia statale, impieghi secoli per fare un'analisi del genere, con risultati scadenti, beh, questo è un altro problema. Sarebbe come risolvere il problema della giustizia italiana abolendo il codice penale. Anziché accusare chi si schiera a favore della regolamentazione di QUALSIASI business possa avere un impatto anche minimo sull'ambiente, attacchiamo chi non vara un piano strategico regionale dove venga stabilito una volta per tutte quanti GW di energia debba produrre la nostra Isola e dove si individui quali sono le aree già compromesse (zone industriali, aree in prossimità di centri urbani o di infrastrutture) in cui queste si possano produrre e, eventualmente, quante aree incontaminate sia inevitabile sacrificare e quali siano le più sacrificabili per questo legittimo obiettivo. Fino ad allora, chi mi accuserà di miopia o di immobilismo, riuscirà al massimo a scatenarmi una crisi di riso. strallato554 October 11th, 2011, 05:54 PM Mi sembra che fai un discorso un pò semplicistico, oppure, quanto meno, non vedi il quadro più grande della situazione. Nessuno si schiera, a priori contro petrolio, energie rinnovabili, centrali nucleari, il discorso è leggermente più complesso, e si basa sul fatto che, negli ultimi 50 anni (ma non solo) tutte queste "grandi promesse di fortuna e benessere" non hanno portato molto di più che deturpazione ambientale e illusioni. Devo parlarti del polo chimico di Ottana? O delle seconde case in punti di pregio ambientale unici al mondo? O delle servitù militari? Quanti Sardi hanno effettivamente guadagnato da questo? Praticamente nessuno, sicuramente non abbastanza da compensare i danni derivanti (se poi tu misuri il benessere in PIL, dovresti aggiornarti un pochino; mi risponderai che senza soldi non si mangia e a quel punto l'ambiente vale abbastana poco, e io ti rispondo nuovamente che quelle promesse non mantenute NON HANNO AUMENTATO IL PIL, quindi il discorso non regge). Se mi parli della SARAS (che ha creato indotto e ha alleviato la disoccupazione del basso hinterland cagliaritano), o, ancora di più, della Costa Smeralda, si parla di sacrifici ambientali che è valso la pena sostenere; ma nel 99% degli altri casi, i "piccoli sacrifici" richiesti si sono rivelati enormi sacrifici, che non hanno portato praticamente NESSUN vantaggio (la villettopolizzazione di Costa Rei ha reso benestante qualche Sardo che prima era povero? Quirra e Teulada hanno aumentato il benessere di chi faceva la fame? Non mi sembra proprio). A questo punto, concedici per lo meno di essere DUBBIOSI e di voler analizzare ALLA PERFEZIONE i costi e i benefici derivanti da progetti di questo tipo, senza credere al solito motto "un pò di ambiente in meno, ma molti soldi in più" che, finora, si è quasi sempre rivelato illusorio, almeno per chi aveva effettivamente bisogno dei soldi promessi. Sono TOTALMENTE a favore delle energie rinnovabili, ma se le pale eoliche mi vengono costruite in cima al Monte Arci, per poi spegnerle dopo poco, o di fronte a Is Arutas, o chissà dove altro, quando potrebbero benissimo essere costruite in zone già compromesse, come le aree industriali di Macomer, Villacidro, Porto Torres, allora mi vengono dubbi sull'eolico, non come energia, ma come business; e quando mi vengono questi dubbi, accetto volentieri che si mettano dei freni fin quando la situazione non è più chiara. Stesso discorso vale per edilizia, petrolio, etc. Scusate se mi sono dilungato, ma mi sembra un pò troppo facile accusare gli altri di avere la benda sugli occhi, quando ci si limita a guardare solo dove si vuol vedere. il problema è solo che a trattare con le compagnie probabilmente ci va qualche zotico di politico rubagalline di turno....continuiamo a mandare certa gente... ...riguardo il fotovoltaico e altre fonti sarebbe sufficiente che si concedesse vaste aree pubbliche al migliore offerente, sia in termini di affitto che di costo dell'energia strallato554 October 11th, 2011, 05:56 PM Se tra mille progetti mirati ad accrescere il benessere della popolazione, sacrificando un pò di ambiente, una decina fallissero e gli altri andassero in porto, la tua obiezione sarebbe corretta. Ma, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, per la quasi totalità dei progetti implementati in Sardegna, c'è un'azienda danese che fallisce e che fa sì che, deterministicamente o no, il sacrificio dell'ambiente lasci immutata la situazione socio-economica dei Sardi a cui erano stati promessi mari e monti. A questo punto, mi sembra non solo legittimo, ma indispensabile, che, prima di accettare pale eoliche sotto la promessa di un futuro energetico low-cost e a impatto zero, o pozzi di petrolio che ci trasformeranno nel Texas europeo al prezzo di un paio di frutteti, si faccia una rigidissima analisi costi-benefici. Che poi la nostra classe politica regionale ,vuoi per colpe proprie, vuoi per l'inefficienza della burocrazia statale, impieghi secoli per fare un'analisi del genere, con risultati scadenti, beh, questo è un altro problema. Sarebbe come risolvere il problema della giustizia italiana abolendo il codice penale. Anziché accusare chi si schiera a favore della regolamentazione di QUALSIASI business possa avere un impatto anche minimo sull'ambiente, attacchiamo chi non vara un piano strategico regionale dove venga stabilito una volta per tutte quanti GW di energia debba produrre la nostra Isola e dove si individui quali sono le aree già compromesse (zone industriali, aree in prossimità di centri urbani o di infrastrutture) in cui queste si possano produrre e, eventualmente, quante aree incontaminate sia inevitabile sacrificare e quali siano le più sacrificabili per questo legittimo obiettivo. Fino ad allora, chi mi accuserà di miopia o di immobilismo, riuscirà al massimo a scatenarmi una crisi di riso. potrebbe essere la stessa regione a investire con propri consorzi e rivendere l'energia al prezzo di costo...non so se le norme lo consentano.... strallato554 October 11th, 2011, 05:59 PM comunque sia è un intreccio di due problematiche di base: 1- l'inettitudine dei sardi che non sono capaci di fare in prima persona o lasciar fare al proprio vicino di casa (meglio si tolgono un occhio) 2- la disonestà degli italiani sia imprenditori sia politici, che pur di mettersi in tasca un pollo rubato sprecano risorse collettive incommensurabili Alberto_Tidu October 11th, 2011, 06:08 PM potrebbe essere la stessa regione a investire con propri consorzi e rivendere l'energia al prezzo di costo...non so se le norme lo consentano.... Sono d'accordo, a patto che si veda la regione, in questo caso ovviamente, come ente economico che miri al profitto, e non come "promotore" di una nuova e simpatica iniziativa, altrimenti siamo punto e a capo con la Cassa del Mezzogiorno. comunque sia è un intreccio di due problematiche di base: 1- l'inettitudine dei sardi che non sono capaci di fare in prima persona o lasciar fare al proprio vicino di casa (meglio si tolgono un occhio) Non penso sia un fattore genetico; rischiando di essere nuovamente tacciato di determinismo, penso che più che altro dipenda dal basso tasso di capitale presente in Sardegna, per motivi soprattutto storici oltreché geografici, rispetto al resto d'Italia. A parità di condizioni, non penso che un imprenditore sardo sia più disposto di uno italiano a perdere profitto tanto per fare un torto a quello del paese affianco. w3deco October 12th, 2011, 10:58 AM CARLOFORTE 2014: PRIMO COMUNE D’ITALIA A ZERO EMISSIONI Il primo Comune a zero emissioni d’Italia sarà in un’isola: Carloforte diventa ‘a impatto zero’ nel 2014 grazie a un modello di sviluppo, esportabile su tutto il territorio nazionale, basato su energie rinnovabili, eco mobilità e gestione dei consumi energetici e attraverso un algoritmo unico, presentato lo scorso 7 ottobre in anteprima mondiale dai ricercatori del Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile della Sapienza di Roma (Cirps). L’isola di San Pietro, famosa nel mondo per il suo tonno rosso, diventerà così in breve tempo un’area verde, laboratorio nazionale per lo sviluppo ecologico. Il piano energetico – che fa seguito al protocollo d’intesa stipulato con il Ministero dell’Ambiente – è stato in parte anticipato dal sindaco di Carloforte, Agostino Stefanelli, in occasione del ‘Carloforte green workshop’(www.carlofortegreen.info), la tre giorni dedicata alla green economy terminata domenica scorsa. Il piano, che risponde all’esigenza di amministratori e cittadini di tornare in piena sintonia con la natura e l’ambiente, si fonda su un mix di innovazioni scientifiche all’avanguardia in ambito internazionale. “Energia in rete”, l’algoritmo presentato dai ricercatori della Sapienza, in abbinamento con apparati elettronici dedicati, diventa una sorta di “cervellone” diffuso del risparmio (non esiste un’unità centrale) in grado di monitorare e gestire i consumi e i valori di produzione (ma anche di monitorare gli inquinanti attraverso specifiche sonde) in tempo reale attraverso sofisticate tecnologie smart grid, reti wireless e sensori di controllo degli sprechi energetici. Un sistema innovativo che si sposa con gli strumenti tradizionali di sviluppo di energia pulita e l’abbattimento di emissioni inquinanti previsti dal piano, come l’ammodernamento delle centrali fotovoltaiche, il trasporto pubblico locale in mobilità sostenibile, elettrico e non, il monitoraggio dell’aria, i tetti fotovoltaici e solari termici in edifici pubblici e abitazioni. E poi, mobilità a zero emissioni per gli addetti comunali, biciclette elettriche gratuite per i cittadini, razionalizzazione dei consumi di acqua, valorizzazione di beni ambientali e turistici. “Il punto forte del piano – hanno spiegato Vincenzo Naso, direttore del Cirps e Daniele Pulcinicoordinatore dell’unità di ricerca AERELche ha curato il progetto- è il mix di tecnologie che monitorano e calmierano i consumi entro limiti ampiamente condivisibili, ma forniscono anche un’informazione immediata sui progressi fatti. Un modo importante e veloce per rendere partecipi i cittadini sui risultati conseguiti”. E proprio dai 6500 abitanti del comune dell’Isola (ecologica) di San Pietro, secondo il sindaco di Carloforte, Agostino Stefanelli, arriverà il supporto più convinto: “Il piano, che è anche un’azione di marketing territoriale innovativa, coinvolgerà tutti e prevede azioni importanti sul fronte di un nuovo senso civico, a partire dagli addetti comunali e dai bambini”. Si parte dalla mobilità, con un veicolo bimodale che al mattino farà da scuolabus e il pomeriggio accompagnerà le squadre tecniche degli operai comunali, che si avvarranno anche di un pick up a zero emissioni. Un altro veicolo elettrico è stato invece acquistato per la Polizia municipale, mentre le 40 biciclette elettriche (progetto Green bike Carloforte), ma il numero aumenterà, saranno messe a disposizione dei cittadini gratuitamente, ma solo nel periodo invernale perché nel periodo estivo le due ruote saranno destinate alla viabilità turistica. Oltre alla mobilità sostenibile, ai tetti fotovoltaici e solari termici delle scuole medie e materne, al nuovo piano di intervento sul ciclo dei rifiuti, la vera parola d’ordine a Carloforte sarà quella delrisparmio. È il caso del ripristino delle fontanelle pubbliche per la produzione di acqua potabile di alta qualità, che consentiranno di ridurre il consumo di bottiglie e, ancor più, del nuovo piano regolatore dell’illuminazione comunale, che punta – entro questo mese – a contenere i consumi di energia addirittura fino al 60% lungo le vie del centro, del 46% in città e del 23% fuori matrice. Energia in rete – il software del risparmio che se applicato a livello nazionale risolverebbe più di un problema energetico – mette assieme dispositivi custom, in grado di processare le informazioni acquisite attraverso un network auto configurante, e dei sensori (trasduttori che rilevano dati esterni trasformandoli in segnali elettrici). In breve, si tratta di una tecnologia wireless intelligente che incrocia i dati, monitora e razionalizza il consumo energetico di edifici pubblici, ospedali, abitazioni civili, strade. Ma per il piano, che può contare su un finanziamento di 5 milioni di euro in virtù del protocollo d’intesa con il ministero dell’Ambiente (stipulato con il comune di Carloforte, la Regione Sardegna, la Provincia di Carbonia-Iglesias e il Consorzio del Parco Geominerario della Sardegna), anche paesaggio e cultura rivestono un’importanza ambientale, e quindi economica se considerata sotto l’aspetto del marketing territoriale. Da qui le azioni di recupero e valorizzazione delle risorse ambientali e del patrimonio culturale, come ad esempio la creazione delle ‘Vie del sale’ con pista ciclabile tra le saline di Carloforte. Tra gli ospiti intervenuti al ‘Carloforte green workshop’, il presidente Foundation on economic trends, Jeremy Rifkin, il presidente Ispo, Renato Mannheimer (indagine “Italiani e vacanze green, la nuova domanda turistica del Paese”) il presidente Commissione Ambiente del Senato, Antonio D’Ali,il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, il presidente di Assosolare, Gianni Chianetta, il primo ricercatore CNR, Mario Tozzi, il primo ricercatore CNR, Valerio Rossi Albertini. Fonte: InterCOM – Ufficio stampa Carloforte Green Workshop (riproduzione riservata) http://urbancenter.eu/?p=9247 w3deco October 12th, 2011, 01:54 PM Giudicati: fondi per studi a Oristano e Sanluri Sono destinati a diventare centri di eccellenza per la documentazione della Sardegna Giudicale: il Museo e il Centro di Documentazione di Oristano e Sanluri costituiranno un punto di riferimento nel panorama museale sardo. Nell'Assessorato regionale dei Beni Culturali è stato firmato il contratto fra l'Amministrazione regionale e l'associazione temporanea di imprese, composta dalle società Unicity Spa e Promo Office, per la realizzazione del Museo, che avrà come sede il palazzo Arcais, ad Oristano, e del Centro di Documentazione della Sardegna Giudicale che sarà, invece, realizzato a Sanluri, nella sede del Monte Granatico. Gli edifici prescelti sono stati recentemente sottoposti ai necessari lavori di restauro e adeguamento. Il progetto - è detto in una nota - finanziato con tre milioni e mezzo di euro, nasce dall'analisi delle fonti storiche del periodo, dall'età Bizantina al periodo Giudicale, ed è incentrato sui molteplici aspetti della vita quotidiana della Sardegna medievale, in tutte le sue espressioni culturali. "Con questa ulteriore procedura - ha sottolineato l'assessore Sergio Milia - abbiamo completato tutte le opere di progettazione e avvio del sistema museale della Sardegna, dopo le procedure già avviate per la Manifattura Tabacchi di Cagliari, il museo Tavolara di Sassari e il Mulino Galisai di Nuoro". Mercoledì 12 ottobre 2011 13.17 http://www.unionesarda.it/Articoli/News/238516 fabrik October 14th, 2011, 11:33 AM Ozieri nuova candidata per un megaparco eolico Energia verde a Chilivani: per l'impianto verrebbero utilizzati 900 ettari della Piana. Il sindaco allettato dall'investimento della società franco-tedesca Kloss di Alessandro Tedde OZIERI. Trentacinque torri alte novanta metri. Come una selva di palazzi di trenta piani disseminati nel Campo di Ozieri. È la visione che potrebbe presentarsi presto tra la Piana di Chilivani e la statale 128 bis per Mores. Ozieri, infatti, è candidata a ospitare uno dei parchi eolici più grandi della Sardegna: 105 megawatt, il più potente in termini di produzione per numero di pale installate. Il progetto è stato presentato lo scorso luglio dalla società franco-tedesca Kloss New Energy all'assessorato regionale dell'Ambiente. Si tratta degli elaborati dello studio di impatto ambientale. La «fattoria del vento» dovrebbe sorgere su una superficie di 890 ettari a sud della stazione ferroviaria. L'area è compresa tra la zona industriale Zir a Nord, la provinciale 3 a Ovest, vicino S'Arrennadu, la statale 128 bis a Sud, in direzione Mores, e la provinciale 1 a Nord-est. L'investimento previsto è di 133 milioni di euro. Ogni pala avrà una potenza di tre megawatt per un totale di 105. Il mega impianto di Buddusò, appena inaugurato, per produrre 135 Mw ha bisogno di settanta torri (il doppio di quello ozierese). I dettagli del progetto saranno comunicati nella conferenza pubblica che dovrebbe svolgersi a fine mese. Intanto il sindaco, Leonardo Ladu, non si sbilancia prima dei passaggi istituzionali previsti dalla legge. «Faremo le nostre osservazioni in sede di conferenza di servizi e durante le assemblee pubbliche - dice - ma non sono contrario a priori all'ipotesi eolico». È chiaro che prima di dare il suo assenso Ladu cercherà di avere garanzie per «ricadute economiche positive sul territorio». Termine che si traduce in canoni di affitto, royalties e percentuali sugli incassi dell'energia venduta in rete. La contrattazione tra il Comune e la Kloss New Energy, di fatto, è già aperta e il primo cittadino spera di replicare il milione novecentomila euro di ricavi incassati dall'accordo sulle serre fotovoltaiche già in costruzione su un terreno incolto del Comune. Per qualcuno «briciole», di fronte all'impatto ambientale delle pale. Ma chiedere agli enti locali di fare da soli la battaglie ambientaliste contro le multinazionali energetiche sembra impossibile: troppi i tagli e le ristrettezze economiche imposti ai piccoli Comuni, che dietro i proventi delle pale eoliche vedono la sopravvivenza di un asilo nido o una casa di riposo. Basta il commento del sindaco di Tula, Andrea Becca, per rendersene conto. Il paesino a pochi chilometri da Ozieri ospita una delle prime centrali eoliche del Nord Sardegna. «Dal parco incassiamo 400mila euro l'anno circa - dice - e in tempi di vacche magre preferisco avere quei soldi piuttosto che niente. Con i canoni erogati dall'Enel, infatti, garantiamo i servizi ai cittadini, finanziamo piccole opere pubbliche e affrontiamo con più serenità il problema dei tagli». Tra favorevoli e contrari pesa l'assenza di un Piano energetico regionale che metta ordine ai progetti e contribuire al rispetto ambientale. Perché mentre le pale continuano a girare, le centrali elettriche sarde non riducono la quantità di combustibili fossili da bruciare e le multinazionali si fanno ricche con il business dei "certificati verdi", il vero motivo dei loro investimenti. Una "deregulation", che alla fine, lascerà alle comunità locali solo i rottami da smaltire come già successo con le miniere. 14 ottobre 2011 http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/14/news/ozieri-nuova-candidata-per-un-megaparco-eolico-5141964 sardreamer October 14th, 2011, 12:25 PM La Nuova Sardegna 14.10.2011 Aerei, navi, treni: tre flotte sarde CAGLIARI. I “Quattromori” dappertutto. Su fusoliere, aerei, e fiancate, quelle delle navi. Ma anche vetrofania per i parabrezza degli autobus, e poi ancora in testa alla motrice di un «Cagliari-Sassari» su rotaie: il tutto gestito dalla Regione, se necessario con qualche partner autorevole. È il piano trasporti In&Out - dentro e fuori la Sardegna - presentato ieri mattina in giunta dall’assessore Christian Solinas del Psd’Az. C’è chi il faldone lo ha già ribattezzato la «nuova Bibbia della continuità territoriale», altri più laici si sono limitati a un realistico: «Sulla carta pare una rivoluzione». A Villa Devoto, c’è stato il vernissage, con un passaggio sul tavolo politico: non ci sono stati pareri contrari. Il testo sarà approvato la settimana prossima e poi consegnato al voto del consiglio regionale. L’assessore nel ddl ha scommesso tutto quello che finora è riuscito a fare e vuole fare (bene o male, lo dirà il futuro) in un mondo controverso, polemico, spezzettato ma indispensabile, in cui finora la Regione - escluse le sollevate di scudo della giunta Soru su Tirrenia e compagnie aeree - è andata sempre dietro qualcuno, lo Stato e i privati. Sbagliato, da suicidio, per un’isola che di trasporti vive e che senza trasporti è condannata a soffrire. Il tempo da recuperare è enorme, la coppia Cappellacci-Solinas ha fretta, anche se dovrà stare attenta a non deragliare fra le righe del solito «libro dei sogni». Aerei. La volontà dell’assessore è di arrivare subito a un coordinamento fra gli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia, con un’attenzione stagionale per Tortolì. Coordinamento che non vuol dire gestione unica, per cui il protocollo con Meridiana pare sempre più confinato a una possibile «flotta sarda» aerea, anche se si sa che il Principe vuole anche entrare nella proprietà degli scali. Ma la giunta, almeno così pare, sul tema vuole evitare conflitti, compresi quelli di interesse visto che dovrà bandire le nuove gare per la continuità territoriale. Dunque, ogni passo sarà misurato, in nome anche di quella cautela invocata dal consigliere regionale del Pdl Salvatore Amadu, preoccupato dal «possibile abbraccio soffocante di Meridiana». Trappola da cui Solinas si tiene alla larga nel ddl, per affrontare altri quatto temi: strategie comuni, specificità del territorio, nessuna sovrapposizione nelle rotte e politica tariffaria unica. Ed è all’interno di questo quadro che dovranno operare la «flotta sarda» (se nascerà) e le altre compagnie, low cost comprese. Dunque, è in pista che la Sardegna dovrà giocarsi buona parte del futuro, come sottolineato dal consigliere regionale del Pd Mario Bruno: «È una questione urgente su cui vogliamo il massimo della trasparenza». Il ddl una traccia la dà, ma l’esito dipenderà dal successo o meno del matrimonio con Meridiana, per adesso a metà. Navi. Qui una «flotta sarda» c’è da quest’estate, continuerà a navigare d’inverno, ma deve liberarsi ancora dal dubbio se da luglio a settembre ha funzionato bene o male: servono subito i bilanci, assessore. Comunque è chiaro che Solinas vuole andare oltre la sperimentazione, ed è per questo che ha proposto una società in house - diversa dalla Saremar, destinata a essere privatizzata o inglobata nell’Arst - con anche l’ipotesi di un azionariato diffuso. La sfida è grande, ma qui la Regione sa di avere molti avversari: la vecchia Tirrenia e quella nuova degli armatori napoletani, poi c’è il pasticcio della convenzione venduta insieme al marchio. L’argomento, si sa, è nelle mani dell’Unione Europea, l’Italia è sotto infrazione, e la giunta è sicura che presto Bruxelles le darà ragione. Potrà così pubblicare il bando per la continuità territoriale marittima e gestire in proprio anche i contributi. Ma questa battaglia è ancora da vincere. Ferrovie. Il ddl prospetta qualcosa di clamoroso: sfilare a Trenitalia (che per la Sardegna riceve 30 milioni di contributi ogni anno) il contratto di gestione delle rete ferroviaria. L’ambizione è acquisire il ramo d’azienda e restituire dignità a un settore ancora preistorico. La Regione, in proposito, ha già assegnato la fornitura di cinque locomotori veloci e dovrebbe essere il primo passo verso un auspicabile «Pendolino» sardo, anche se resta il problema del doppio binario che non c’è. Gommato. C’è una società in house, l’Arst, che la giunta vuole far viaggiare in testa alla carovana. Finora ha funzionato a singhiozzo, dopo essersi presa sulle spalle il peso delle «Meridionali», che ferrovie non lo sono mai state, hanno avuto sempre e solo autobus, e quello delle «Complementari» che dai trenini sono passate alle metropolitane leggere, a Cagliari e a Sassari. Ora all’Arst - è scritto nel ddl - spetterà il compito di riorganizzare e gestire l’intero sistema del trasporto locale. Soprattutto dovrà rifondarlo, perché oggi passerebbe indenne anche il più facile degli esami. Nella scorsa legislatura, l’onere era stato affidato alle Province, ma con i tempi di magra nella spesa pubblica proprio le Province rischiano di essere decapitate per prime. Dunque, l’Agenzia trasporti Spa dovrà ritornare a essere quello snodo nevralgico per cui, nel 2007, è stata costituita da Soru e dall’allora assessore Broccia. E che nel 2012, è scritto nel ddl, dovrà riprendere a comandare la carovana. http://revenews.info/wp-content/uploads/2010/03/trasporti-pubblici.jpg http://revenews.info/wp-content/uploads/2010/03/trasporti-pubblici.jpg fabrik October 17th, 2011, 02:39 PM La Saras cerca gas, non petrolio Arborea, il pozzo esplorativo sarà a cinque chilometri dal centro abitato di Roberto Petretto ARBOREA. Gas, non petrolio. È questo l'obiettivo della Saras con il pozzo che la società della famiglia Moratti intende realizzare vicino allo stagno di S'Ena Arrubia. Il progetto è al vaglio dell'organismo regionale che deve decidere se sottoporlo alla valutazione di impatto ambientale. «In caso di sondaggio positivo - si legge nella relazione al progetto - sarà possibile estrarre una quantità di gas naturale che, nella situazione meno favorevole sarebbe in grado di coprire il fabbisogno della provincia di Oristano per 25 anni. Il progetto presentato alla Regione è stato redatto dalla società Erm di Milano, specializzata in ricerche legate all'ambiente, alla salute, ai rischi, alla sicurezza. Quasi 140 pagine di relazione che dovrà convincere il Servizio della sostenibilità ambientale sulla correttezza della proposta e, magari, ottenere un ok che non prevede l'obbligo di passare prima attraverso la Valutazione di impatto ambientale. Secondo la Erm, e quindi secondo la Saras, la realizzazione del pozzo esplorativo «a cinque chilometri dal centro abitato di Arborea» non comporterà conseguenze per la salute e l'ambiente. E anche gli interventi che modificheranno il paesaggio saranno transitori. «Il sito - si legge nella relazione - non risulta all'interno di alcuna area di salvaguardia». A pochi metri c'è lo stagno di S'Ena arrubia, le zone Sic e Zps. Perchè proprio a ridosso di una zona naturalistica così importante, a poca distanza da un pozzo scavato 50 anni fa senza alcun risultato? «Il sito prescelto Dir - spiega ancora la relazione - è stato individuato a seguito di un'attenta valutazione delle possibili alternative, atta a massimizzare l'efficienza dell'intervento e allo stesso tempo minimizzare l'impatto ambientale del progetto». Un'espressione un po' oscura. Pare di capire che la Saras abbia speranze, ma preveda anche l'eventualità negativa: «Esiste anche la cosiddetta Alternativa Zero rappresentata dalla mancata possibilità di estrarre una quantità conveniente di gas naturale». Ovviamente la Saras punta all'Alternativa Uno, ovvero realizzare un pozzo estrattivo definito «poco profondo»: «a soli 3.000 metri sotto la superficie». La relazione sostiene che «non è stato possibile individuare alternative localizzative di progetto, pur svolgendo al contempo una serie di attività di ottimizzazione del posizionamento del pozzo stesso, finalizzate anche a tutelare gli ambiti a valenza naturalistica presenti». Il progetto contiene i dettagli tecnici degli interventi previsti per lo smaltimento dei fanghi e dei rifiuti che saranno prodotti: «Una rete fognaria con tubi in pvc e fosse biologiche per convogliare le acque provenienti dai servizi al bacino di raccolta temporaneo per un successivo smaltimento con autobotti». E poi: bacini di stoccaggio provvisorio dei fluidi esausti». Ne sono previsti tre. Per «fango di perforazione esausto, ovvero quello scartato per esaurimento delle proprietà reologiche e acque di lavaggio impianto di perforazione, acque meteoriche». Per «fluidi di intervento esausti, ovvero fluidi impiegati per diminuire gli attriti o aggredire chimicamente le formazioni rocciose». Per «stoccaggio acqua per confezionamento fango». Il pozzo sarà dotato dei cosiddetti blow-out preventers, sistemi che bloccano (o dovrebbero bloccare) eventuali eruzioni di materiale. Nel caso l'esito del sondaggio del pozzo sia negativo (pozzo sterile o la cui produttività non sia ritenuta economicamente valida), il pozzo verrà abbandonato. La Saras promette che l'area verrà ripristinata. Qualche timore rimane: l'isola è piena di aree che qualcuno avrebbe dovuto ripristinare. http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/17/news/la-saras-cerca-gas-non-petrolio-5154525 fabrik October 17th, 2011, 02:40 PM San Vero Milis, misteriosa esplosione in mare Misteriosa esplosione nel mare di San Vero Milis. Il fatto è avvenuto ad alcune decine di metri dalla riva. Il punto dista poche miglia dal luogo dove è stata segnalata la presenza del presunto relitto di un sottomarino ORISTANO. Misteriosa esplosione questa mattina nel mare di San Vero Milis. Il fatto è avvenuto intorno alle 12 a non molte decine di metri dalla riva, in località Su Crastu Biancu. L'esplosione ha provocato una piccola colonna d'acqua e ha avuto diversi testimoni, tra i quali un gruppo di giovani che subito dopo si sono allontanati in auto. Al momento dell'esplosione invece non c'era alcuna imbarcazione in mare. Il punto dista poche miglia dal luogo dove è stata segnalata la presenza del presunto relitto di un sottomarino che potrebbe essere stato affondato durante la Seconda Guerra mondiale e che sarebbe stato poi occultato con un'enorme colata di cemento. La Capitaneria di Porto di Oristano e la stessa Marina militare hanno però sempre smentito la notizia, spiegando che i sopralluoghi condotti da personale specializzato escludono con certezza la presenza di mezzi navali nel punto indicato. http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/16/news/san-vero-milis-misteriosa-esplosione-in-mare-5150972 fabrik October 17th, 2011, 02:42 PM Qui siamo al delirio, vorrebbero fare un aeroporto a Badesi.. http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2011/10/16/news/badesi-auditorium-affollato-per-il-nuovo-puc-5155263 felis October 17th, 2011, 05:06 PM Qui siamo al delirio, vorrebbero fare un aeroporto a Badesi.. È una vecchia passione. Gruppo d'Intervento Giuridico ONLUS - Un aereoporto alle foci del Coghinas? Che senso ha? (http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2007/03/17/un_aereoporto_alle_foci_del_coghinas_____che_senso_ha___1629823-shtml/) Gruppo d'Intervento Giuridico ONLUS - Ma fatelo volare, ’sto sindaco! (http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2007/08/16/ma_fatelo_volare__sto_sindaco___1790080-shtml/) Alguer.it - Un nuovo aeroporto a un’ora da Alghero (http://notizie.alguer.it/n?id=11204) Cubo October 17th, 2011, 05:49 PM Bisogna spiegare a certi amministratori che se una località è difficile da raggiungere daglia aereoporti, bisogna fare strade e ferrovie, non ALTRI aereoporti... PS: bell'avatar, Felis.. :D strallato554 October 17th, 2011, 08:10 PM Bisogna spiegare a certi amministratori che se una località è difficile da raggiungere daglia aereoporti, bisogna fare strade e ferrovie, non ALTRI aereoporti... PS: bell'avatar, Felis.. :D soprattutto se gli aeroporti esistenti sono due e a 10 km...uno a destra (olbia) e uno a sinistra (fertilia) felis October 18th, 2011, 12:41 PM ^^ Apprezzo molto la motivazione che sia "a servizio di tante località turistiche della costa per raggiungere le quali il costo del transfert da Olbia o da Alghero è più alto di quello del volo dall'Italia e dall'Europa." Ora, quale sarebbe il prezzo medio del volo da considerare? Perché i voli RyanAir per molti costano 10€: dobbiamo costruire un aeroporto in ogni località della Sardegna dove il chilometraggio ARST o il taxi sfora i 10€? Comunque una strada a scorrimento veloce per Castelsardo servirebbe eccome: stanno riprendendo a costruire la Osilo-Nulvi, ma una volta arrivata a Nulvi non dovrebbe assolutamente fermarsi lì ma proseguire per l'Anglona. Scelgano se farla proseguire per Tergu, Sedini o direttamente alla "circonvallazione" di Castelsardo, ma deve proseguire. PS: bell'avatar, Felis.. :D Vedi, ha fatto tornare a sorridere anche te :D w3deco October 18th, 2011, 01:40 PM Vedi, ha fatto tornare a sorridere anche te :D Si torna a sorridere! :D Ampsicora October 18th, 2011, 01:59 PM "sorrisi verticali" credo. fabrik October 18th, 2011, 03:28 PM Bisogna spiegare a certi amministratori che se una località è difficile da raggiungere daglia aereoporti, bisogna fare strade e ferrovie, non ALTRI aereoporti... PS: bell'avatar, Felis.. :D Basterebbe incominciare a mettere dei bus.. in estate ci sono due bus diretti che passano da Badesi per Fertilia, uno a metà mattina e uno nel pomeriggio.. strallato554 October 18th, 2011, 03:38 PM Ma si pensa veramente che ci sia qualcosa da discutere su un aeroporto a badesi? no, perchè altrimenti volevo proporre di discutere anche di un aeroporto a burcei...di uno a sinnai, uno a maracalagonis, uno a gonnosfanadiga....continuo? thenightdriver October 19th, 2011, 10:26 AM Strallato ma cosa e' successo al ponte di poggio? e' crollata una parte..anzi e' collassata parte della struttura in cemento armato. strallato554 October 19th, 2011, 04:35 PM Strallato ma cosa e' successo al ponte di poggio? e' crollata una parte..anzi e' collassata parte della struttura in cemento armato. ha svergolato la centina in acciaio per ragioni ancora da verificare...era presente sopra il getto del fondello del ponte AAndreAA October 19th, 2011, 11:56 PM ^^ ...posto qualche foto estrapolata dal filmato di Videolina... http://img832.imageshack.us/img832/6221/p10rt.jpg http://img607.imageshack.us/img607/83/p11g.jpg http://img846.imageshack.us/img846/9523/p13kr.jpg http://img189.imageshack.us/img189/5166/p14u.jpg http://img38.imageshack.us/img38/5179/p15v.jpg http://img836.imageshack.us/img836/8011/p16ox.jpg http://img717.imageshack.us/img717/8103/p17t.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/717/p17t.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us) w3deco October 26th, 2011, 10:55 AM Migliaia di terreni liberi, un business per i giovani La nuova agricoltura. Terre di stato, piace l'idea di Coldiretti: l'isola ha i mezzi ma non un piano di spesa SASSARI. Sono migliaia gli ettari dei terreni del patrimonio pubblico che potrebbero essere messi a disposizione dei giovani agricoltori. La richiesta è stata avanzata da Coldiretti al ministro dell'Agricoltura e quest'ultimo si è detto disponibile a prendere in considerazione quest'ipotesi. Solo in Sardegna la superficie disponibile potrebbe ammontare a oltre 10 mila ettari (dati Istat) per un valore che potrebbe aggirarsi intorno ai 188 milioni di euro. Ma la superficie, secondo la Coldiretti Sardegna potrebbero essere molti di più. Ma a chi potrebbe interessare una tale proposta? Quanti sono i giovani potenzialmente interessati all'idea di creare una propria azienda agricola? «In Sardegna - dice Luca Saba, direttore regionale Coldiretti - la situazione è differente rispetto a quella della Penisola. Noi disponiamo di ampie distese di territorio incolto, sia pubblico che privato. Nella Penisola, spesso, la domanda è superiore all'offerta: i terreni liberi sono pochi dal momento che, in molte zone, si è costruito molto e molte zone sono già occupate da insediamenti industriali, agricoli o comunque produttivi». «Paradossalmente in Sardegna - dice Saba - ci sarebbero le condizioni ideali per poter avviare progetti riservati ai giovani che vogliono creare aziende agricole: ci sono le terre e ci sono anche molti soldi a disposizione. Il problema è che manca una adeguata politica agricola che possa rendere appettibile, per un giovane, una tale proposta. Manca, insomma, a livello politico regionale una visione agricola complessiva e un piano che possa rendere semplice l'operazione di inserimento dei giovani in agricoltura. Per dirla in maniera più esplicita: la Sardegna ha una marea di denaro ma non ha un metodo di spesa». Per capire meglio il discorso della Coldiretti Sardegna è bene vedere che cosa succede in Spagna, dove, attraverso una politica di distretti si sono fatti passi da gigante. Come? Per esempio si sono individuate delle aree a particolare vocazione (per la coltivazione di agrumi, per le orticole, per il vino e così via) e sono stati promossi dei distretti produttivi, attraverso una razionalizzazione delle risorse e delle strutture. Nella zona a maggiore vocazione oleicola, per esempio, sono stati incentivati insediamenti omogenei (un centro di stoccaggio, un laboratorio per il controllo della qualità, un frantoio) che offrono servizi comuni ai produttori ma con un notevole risparmio dei costi. Contrariamente a quello che è successo nell'isola, finora. In Sardegna, giusto per fare un esempio, sono circa 150 le aziende vinicole, e alcune gravitano nella stessa area produttiva e perfino nello stesso paese. Eppure non solo ciascun produttore va avanti per la propria strada, ma non si riesce a creare aggregazione neanche per le spese comuni (etichette, acquisto bottiglie etc.). Ciascuna azienda ha il proprio enologo, il proprio impianto di imbottigliamento, il proprio magazzino. «E' stato fatto per l'urbanistica - continua il direttore regionale della Coldiretti - Perchè non pensare a qualcosa di simile anche per l'agricoltura? Oltretutto non si partirebbe da zero. Prendiamo l'agrumicoltura: da tempo le zone maggiormente vocate sono, tra le altre, Milis e Villacidro. Che cosa si può fare? Per esempio cominciare a produrre quelle varietà che assicurino di coprire la domanda anche prima e dopo il picco tipico delle produzioni invernali sarde. Esattamente come fanno in Spagna dove si cominciano a produrre clementini già a ottobre e si prosegue anche dopo che in Sardegna la stagione è gia terminata. Non è un progetto impossibile da realizzare, in Corsica stanno seguendo questa via». E allora perchè è difficile coinvolgere i giovani in tali imprese? «Perchè i giovani - risponde Saba - se non vedono chiaramente il business non si buttano nell'impresa. E il business c'è se la prospettiva è chiara. Per esempio se c'è un progetto definito e ben fatto, l'Ue può farti arrivare 30 mila euro di contributo comunitario (a causa della misura 112). I campi nei quali investire sono tanti: basta guardarsi intorno e vedere che gran parte della frutta e verdura in vendita nei supermercati viene da fuori dell'isola. Oppure, per rimanere a un tema di stagione, l'uva da tavola. Pensate che nella zona di Alghero, zona di grande tradizione vitivinicola, non potrebbe avere successo sul piano commerciale, la coltivazione dell'uva da tavola? Ad Arborea il distretto del latte vaccino esiste già, come quello del sughero a Tempio». http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/26/news/migliaia-di-terreni-liberi-un-business-per-i-giovania-5194741 AAndreAA October 26th, 2011, 11:56 AM ^^ ...il problema è: chi va a zappare?:lol: Scherzi a parte...penso che potrebbe funzionare, ma solo se definiscono con precisione un piano a scala regionale per la localizzazione delle diverse coltivazioni...tanto per evitare dannose concorrenze. Servirebbe anche un accordo con gli alberghi dell'isola per evitare le importazioni di quanto può essere prodotto in loco... A Quartu hanno sviluppato un sistema simile per gestire alcune aree verdi pubbliche...affidando ai privati interessati, realizzazione, gestione e manutenzione a titolo gratuito...una sorta di volontariato verde... w3deco October 26th, 2011, 01:24 PM ^^ ...il problema è: chi va a zappare?:lol: Con questa crisi e questa disoccupazione? Molti... Che poi non si parla di zappare ma di agricoltura "moderna" con tutti gli aiuti possibili... olivicoltura, agrumicoltura, viticoltura e altre colture intensive. Avevo colto il tuo scherzare... volevo solo sottolineare alcune cose :) Scherzi a parte...penso che potrebbe funzionare, ma solo se definiscono con precisione un piano a scala regionale per la localizzazione delle diverse coltivazioni...tanto per evitare dannose concorrenze. Servirebbe anche un accordo con gli alberghi dell'isola per evitare le importazioni di quanto può essere prodotto in loco... A Quartu hanno sviluppato un sistema simile per gestire alcune aree verdi pubbliche...affidando ai privati interessati, realizzazione, gestione e manutenzione a titolo gratuito...una sorta di volontariato verde... Sono d'accordo... e sono belle iniziative. fabrik October 26th, 2011, 09:39 PM Il problema non è tanto chi va a zappare, ma come si concilierebbe questo teorico aumento della produzione agricola sarda con la politica agricola UE. w3deco October 27th, 2011, 02:05 PM IMMIGRATI: CARITAS-MIGRANTES, IN SARDEGNA 0, 8% PRESENZE STRANIERI (AGI) - Cagliari, 27 ott. - Nel 2010 la Sardegna ha accolto solo lo 0,8 per cento di tutti gli immigrati in Italia. L'isola e' l'ultima regione per livello di incidenza degli stranieri sulla popolazione residente che e' pari al 2,3 percento. E' quanto emerge dal "dossier statistico dell'immigrazione" presentato questa mattina a Cagliari dalla Caritas-Migrantes. Il rapporto analizza il fenomeno migratorio in Italia, soffermandosi sulle caratteristiche di ogni regione. In Sardegna le province di Cagliari e Olbia-Tempio accolgono i tre quinti di tutta la popolazione straniera. Seguono Sassari, Nuoro, Oristano, Carbonia-Iglesias, Ogliastra e Medio Campidano. L'incremento della componente di immigrati tra il 2009 e il 2010 e' stato di 6.600 persone, pari a un piu' 20 per cento. La comunita' piu' numerosa sull'isola resta quella romena con 8259 unita' e rappresentano un quarto di tutti gli stranieri. Seguono i marocchini che sono 4420 e la comunita' cinese con 2872 unita'. I senegalesi sono 2787, gli ucraini 1952 e i filippini 1368. Tra le comunita straniere piu' numerose, i tedeschi (1479) e i polacchi (1174). Il dossier della Caritas fa anche il punto sul centro di accoglienza di Elmas. "I numerosi episodi di fuga (con immediate e ripetute chiusure del vicino aeroporto civile) e i danni provocati alla struttura dagli immigrati durante le numerose protesta (anche a causa dell'eccessivo protrarsi della permanenza) - si legge nel documento - hanno sollevato non poche perplessita' sull'adeguatezza della struttura. Per questo da piu' parti si auspica l'immediata chiusura del centro, tenuto conto che i tentativi di fuga sono tutt'altro che cessati". Alla presentazione del rapporto della Caritas e' intervenuto anche il prefetto di Cagliari Giovanni Balsamo. "E' necessario - ha sottolineato - fare del fenomeno una risorsa e non un problema. Bisogna anche ricordare che il 9 per cento del Pil italiano e' prodotto dall'immigrazione, il cui contributo e' fondamentale. La strada da intraprendere e' quella guidata dalla legalita' coniugata con l'accoglienza e l'integrazione. Occorre assorbire gli stranieri in una logica di confronto e rispetto reciproco". Alla presentazione del dossier sono intervenuti diversi immigrati che hanno raccontato la loro esperienza in Sardegna. AAndreAA October 27th, 2011, 11:43 PM ^^ A Cagliari, i quartieri Marina e Villanova pullulano di immigrati, cinesi e africani in primis...l'accoglienza non manca, l'integrazione sembra sostituirsi con un reciproco rispetto... A pensarci bene non ho mai visto bimbi italiani giocare per strada o nelle piazze assieme ai cinesi e/o agli africani... Spesso si notano solo gruppi "etnici"; cinesi con cinesi, africani con africani, polacchi con polacchi o rumeni...bho...l'integrazione in senso letterale sembra molto lontana...addirittura la piazza fra viale Regina Margherita e via Roma è chiamata in gergo Piazza Ucraina... w3deco October 28th, 2011, 01:52 PM ^^ A Cagliari, i quartieri Marina e Villanova pullulano di immigrati, cinesi e africani in primis...l'accoglienza non manca, l'integrazione sembra sostituirsi con un reciproco rispetto... A pensarci bene non ho mai visto bimbi italiani giocare per strada o nelle piazze assieme ai cinesi e/o agli africani... Spesso si notano solo gruppi "etnici"; cinesi con cinesi, africani con africani, polacchi con polacchi o rumeni...bho...l'integrazione in senso letterale sembra molto lontana...addirittura la piazza fra viale Regina Margherita e via Roma è chiamata in gergo Piazza Ucraina... Invece sai che ultimamente mi sto concentrando molto su questi particolari ed è sempre più frequente e normale trovare gruppetti di ragazzetti con un asiatico, un nordafricano, un centro africano etc che prendono l'autobus insieme, che "fanno vela" insieme, che la sera escono insieme... la cosa è ben visibile nei quartieri centrali (specialmente marina e stampace e dintorni) e nelle vie più frequentate. E' una cosa relativamente recente... non più di 4-5 anni secondo me. Del fatto che ormai nelle scuole elementari/medie ci sia una presenza piuttosto elevata di figli di stranieri mi sembra ormai assodato. La cosa mi piace molto. Adoro la Cagliari multiculturale... Penso che in Sardegna solo Cagliari e Olbia in certi loro quartieri possano iniziare a rivendicare la loro multiculturalità.... Sassari non so, ma nel caso molto meno. AAndreAA October 28th, 2011, 02:18 PM ...mmm...bho...villanova è pieno di neri...anche molto giovani...10-15 anni massimo...ma sono sempre per i fatti loro... forse è ancora presto per tirare le somme... Per quanto riguarda gli ospitio del centro accoglienza di Elmas... sembrano essersi volatilizzati...se non ricordo male qualcuno aveva scelto di rimanere in città...bho...chissa come se la passano... w3deco October 28th, 2011, 02:22 PM ...mmm...bho...villanova è pieno di neri...anche molto giovani...10-15 anni massimo...ma sono sempre per i fatti loro... forse è ancora presto per tirare le somme... Andrea, ultimamente sto girando molto per il centro di Cagliari (ho molto tempo libero) sia di mattina che di sera e ti posso assicurare che è sempre più normale vedere cricchette con ragazzini/e di origine straniera... E' comunque sicuramente presto per tirare le somme...era solo una constatazione.. :) AAndreAA October 28th, 2011, 02:29 PM ..ho avuto un'impressione diversa...!?... PS. Anche io sono "fisso a cazzeggio" (molto tempo libero)...hahahahha... :-) riccardo_m October 28th, 2011, 03:32 PM ..ho avuto un'impressione diversa...!?... PS. Anche io sono "fisso a cazzeggio" (molto tempo libero)...hahahahha... :-) Abito in centro a Cagliari da sempre, fino a 10 anni fa i ragazzi "extracomunitari" erano veramente pochi, li contavi con 4 mani!!! ora vedo situazioni molto diverse, gruppi di pischelli sardi e "in mezzo" ragazzi neri, asiatici, o di chissà dove...ti rispondono "eja" e hanno l'accento. Sono ragazzi nati e cresciuti qua, sono sardi al 100% Su piazza Ucraina o simili, beh...il discorso è diverso, è difficile per una persona che arriva qui da adulta integrarsi perfettamente, specialmente quando pratica lavori poco remunerativi, insomma...non fanno vita sociale, lavorano e poco altro. E' difficile cosi "fare amicizia" E poi non ci vedo nulla di male se si riuniscono tra compatrioti, lo facciamo anche noi in giro per il mondo ed'è una cosa bella e normale. Le nuove generazioni cresceranno con il compagno di classe cinese o pakistano, e vedrete che questo aiuterà non poco a sconfiggere il razzismo...ancora presente! felis October 28th, 2011, 03:52 PM Penso che in Sardegna solo Cagliari e Olbia in certi loro quartieri possano iniziare a rivendicare la loro multiculturalità.... Sassari non so, ma nel caso molto meno. :| Meno male che erano i sassaresi a dover ad ogni costo, contro ogni evidenza, anche precisando di non saperne niente, sminuire le altre città :lol: e poi dicono che gli stereotipi non son veri! Guarda, ti perdono solo perché sto ancora ridendo. :D In effetti bisogna dirlo chiaramente che a Sassari di multiculturalità ce n'è molto meno: ad esempio a Sassari ad esempio c'è un quartiere dove incontri più immigrati che italiani o solo immigrati, ma immagino esisterà anche in queste due cittadine molto più multiculturali. Qual'è? A Sassari mai visti interi giardini invasi da slavi, risse fra bande di bengalesi per il territorio, centinaia di negozi etnici e decine di richieste per aprire nuove attività finanziate dal Comune sempre da stranieri. E mai mai visti gruppi stranieri che sono un appuntamento fisso in quasi tutti gli eventi culturali del Comune, multiculturalità pucci qui. Soprattutto a Sassari non manifestano migliaia di persone (di cui solo una parte degli immigrati totale, perché slavi, cinesi e indiani son sempre sempre restii) con gli immigrati, perché del resto son pochini e il problema non è sentito, del resto c'è molta meno multiculturalità. https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc3/24187_377895588532_569993532_3798488_3616634_n.jpg https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc3/24187_377901668532_569993532_3798734_5255843_n.jpg https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash2/24187_377901698532_569993532_3798738_3979225_n.jpg INEd26IqB4Y E per concludere (perché questa volta w3deco per la sua provocazione gratuita va proprio umiliato!) voglio proprio sapere qual'è il quartiere di Cagliari o Olbia in cui i migranti sono talmente tanti da far arrivare la Lega Nord! :D http://www.leganordsassari.org/wp-content/uploads/2011/03/Volantino-CS.jpg http://www.leganordsassari.org/wp-content/uploads/2011/03/Chi-e-lultimo.jpg (http://www.leganordsassari.org/) AAndreAA October 28th, 2011, 03:53 PM Abito in centro a Cagliari da sempre, fino a 10 anni fa i ragazzi "extracomunitari" erano veramente pochi, li contavi con 4 mani!!! ora vedo situazioni molto diverse, gruppi di pischelli sardi e "in mezzo" ragazzi neri, asiatici, o di chissà dove...ti rispondono "eja" e hanno l'accento. Sono ragazzi nati e cresciuti qua, sono sardi al 100% Su piazza Ucraina o simili, beh...il discorso è diverso, è difficile per una persona che arriva qui da adulta integrarsi perfettamente, specialmente quando pratica lavori poco remunerativi, insomma...non fanno vita sociale, lavorano e poco altro. E' difficile cosi "fare amicizia" E poi non ci vedo nulla di male se si riuniscono tra compatrioti, lo facciamo anche noi in giro per il mondo ed'è una cosa bella e normale. Le nuove generazioni cresceranno con il compagno di classe cinese o pakistano, e vedrete che questo aiuterà non poco a sconfiggere il razzismo...ancora presente! ...si si infatti ho diviso fra "piccoli" e "adulti"... il riferimento a piazza ucraina era proprio funzionale a spiegare il concetto di "rispetto reciproco" vs "integrazione"...non c'è assolutamente niente di male... AAndreAA October 28th, 2011, 03:58 PM http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7875 Immigrazione - Liori: "Un fenomeno epocale che ci deve trovare pronti""E' nostro dovere rapportarci con questi importanti fenomeni con attenzione e responsabilità ed anche la Sardegna - ha proseguito l’assessore Liori - può essere protagonista nel dibattito con le sue iniziative. E’ fondamentale dotarsi degli strumenti conoscitivi, potendo così individuare anche quali siano i migliori modelli in questo campo".Ascolta la notizia CAGLIARI, 28 OTTOBRE 2011 - "Si tratta di un fenomeno epocale ed anche la Sardegna deve farsi trovare pronta al cospetto dell’immigrazione, per saperla gestire in maniera organizzata ed adeguata”. Lo ha detto l’assessore del Lavoro, Antonello Liori, durante il suo intervento al convegno “Politiche per l’integrazione e la coesione sociale: buone pratiche a confronto”, svoltosi questa mattina a Cagliari ed organizzato dall’Assessorato regionale, in collaborazione con l’Istituto per la ricerca sociale (Irs), il Centro studi di politica internazionale (Cespi) ed il Cres. "E' nostro dovere rapportarci con questi importanti fenomeni con attenzione e responsabilità ed anche la Sardegna - ha proseguito l’assessore Liori - può essere protagonista nel dibattito con le sue iniziative. E’ fondamentale dotarsi degli strumenti conoscitivi, potendo così individuare anche quali siano i migliori modelli in questo campo. Questo Progetto è servito proprio a confrontarsi ed a riflettere sulle politiche e sugli interventi di accoglienza e di integrazione, confrontando i risultati riscontrati in Sardegna, con quelli della Comunità autonoma di Andalusia e della Municipalità di Marsiglia. Un confronto internazionale con due nazioni importanti come Spagna e Francia che può consentire di individuare un comune modello di intervento". w3deco October 28th, 2011, 03:58 PM E per concludere (perché questa volta w3deco per la sua provocazione gratuita va proprio umiliato!) :lol: Come ti scaldi subito... :lol: Io mi riferivo alla multiculturalità giovanile...non alla presenza o meno di stranieri (che comunque sia in numeri assoluti che percentuali sono più presenti a Cagliari e Olbia). Cagliari la conosco, Olbia abbastanza, Sassari no... quindi la mia era una considerazione (per quanto riguarda Sassari) data dai numeri e solo da quelli. thenightdriver October 28th, 2011, 04:12 PM :| voglio proprio sapere qual'è il quartiere di Cagliari o Olbia in cui i migranti sono talmente tanti da far arrivare la Lega Nord! :D [/CENTER] mmm...su questo non c'e' molto da vantarsi, stenderei un velo pietoso, un bel burqa per restare in tema!!:) |