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cristianocani
April 5th, 2005, 08:59 AM
Sono in arrivo 9 treni di ultima generazione, grazie alle risorse del CIPE per i prossimi anni. Anche tre importanti arterie stradali della Sardegna beneficeranno di un finanziamento di oltre 85 milioni di euro in base alla quota del 30% delle risorse aggiuntive stanziate approvate dal Cipe e ripartite dalla Giunta Regionale in questi giorni. Intanto la Sardegna sperimenterà, come regione apripista in Italia, il Digitale Terrestre. Per questo progetto sono già pronti 10 milioni di euro per aumentare l'offerta dei servizi della pubblica Amministrazione e delle imprese e far crescere una economia basata sulla conoscenza e sull'ICT (Infomation Comunication Tecnology).

CAGLIARI - All'interno dei progetti per lo sviluppo sostenibile sono previsti 50 milioni di euro di cui 3,5 milioni verranno utilizzati per il servizio metropolitano sull'area vasta di Cagliari con l'acquisto di 9 treni ''Minuetto'' a gasolio che dovrebbero anche lavorare sulla tratta Cagliari-Oristano. Altri 8,8 milioni di euro serviranno per la realizzazione di una stazione intermodale per passeggeri per favorire l'integrazione treno-bus a Carbonia. A Nuoro, invece, 1 milione e 200 mila euro verranno utilizzati per le infrastrutture del trasporto pubblico, mentre la parte più consistente, 36 milioni e mezzo di euro potranno essere messi a disposizione per l'ammodernamento e la velocizzazione delle tratte Sassari-Cagliari e Olbia-Cagliari. “Questi finanziamenti – ha detto il Presidente della Regione, Renato Soru - andranno ad aggiungersi ai 220 milioni dell'intesa istituzionale del 1999 per l'ammodernamento della rete ferroviaria sarda. Servirebbero altri 150 milioni di euro per arrivare a 400 milioni totali per poter portare il tempo di percorrenza tra Cagliari e Sassari a 2 ore e 10 minuti e quello tra Cagliari e Olbia a 2 ore e 40 minuti. Vogliamo rilanciare la ferrovia come metodo di trasporto più sostenibile, per l'ambiente, più economico e con una maggiore qualità del servizio per i cittadini”.

Sono stati previsti inoltre 30 milioni e 400 mila euro per i lavori di messa in sicurezza della Strada Statale 554, con l'eliminazione di tutti gli svincoli a raso. Altri 30 milioni di euro verranno utilizzati per la S.S. 195 nel tratto tra Cagliari e Pula con un primo lotto che va dalla dorsale Casic sino all'inceneritore. Un percorso che non attraverserà' le saline Contivecchi, ma utilizzerà buona parte del tracciato originario divenendo una strada a quattro corsie ed utilizzando il tratto che bypassa gli impianti chimici di Sarroch. Per la Olbia-Palau, la S.S.125/133 bis che si dovrebbe spingere sino a Santa Teresa di Gallura, sono disponibili 25 milioni di euro. La Regione non condivide la scelta delle amministrazioni comunali locali per un tracciato a quattro corsie nel primo tratto e per questo la decisione è stata demandata agli esperti dell'Università di Cagliari e dell'Anas, che nelle prossime settimane analizzeranno i flussi del traffico e determineranno l'evolversi del progetto. In particolare sarà sfruttata l'esistente circonvallazione di Arzachena, mentre tra Palau e Santa Teresa è prevista la messa in sicurezza ed il miglioramento dell'attuale tracciato a due corsie.

Per quanto riguarda, infine, i progetti sulla Società dell'Informazione tesi a favorire l'utilizzo di nuove tecnologie per razionalizzare e migliorare l'efficienza ed efficacia amministrativa e colmare il divario esistente con le altre realtà nazionali ed europee sono disponibili 25 milioni di euro complessivi “per porre un freno ha detto ancora Soru - allo spopolamento e per trasferire il lavoro nelle zone interne della Sardegna. L'informatizzazione crea sviluppo e possibilità di lavoro”. Parallelamente verranno create, con un finanziamento di 8 milioni di euro, infrastrutture e servizi per portare la Banda Larga in tutta l'Isola, ma anche per favorire la nascita e la crescita di imprese specializzate in software, e-business e Tv digitale.

Dal sito http://www.sardegnaoggi.it/notizie.php?notizia=5405

BastardWorld
June 7th, 2005, 08:58 PM
SU SERCONE


E' questa una delle escursioni più suggestive del panorama escursionistico della Sardegna. Attraversando gli angoli più selvaggi del Supramonte di Orgosolo, fra forre e inghiottitoi, grotte e pinnacoli di roccia, foreste impenetrabili a perdita d'occhio, si raggiungerà il più incredibile monumento naturale dell'isola: Su Sercone. Questi è un enorme dolina carsica con una circonferenza di quasi due chilometri e una profondità di duecento metri!!!! Al suo interno vegeta rigoglioso, magicamente, uno dei lembi relitti di bosco di Tasso (taxus bacata) che aggiungono ancor più valore a questa escursione. Nei pressi sarà possibile ammirare inoltre antichi ovili e nuraghi di candido calcare testimoni e guardiani silenziosi di questo magico luogo!
http://www.laltrasardegna.com/images/escursus/SERC4.jpg
in onore di patrick de gayardon!
http://www.laltrasardegna.com/images/escursus/SERC_1.jpg
http://www.laltrasardegna.com/images/escursus/SERC3.jpg
http://www.laltrasardegna.com/images/escursus/SERC8.jpg
questa è molto sardegna!
http://www.laltrasardegna.com/images/escursus/SERC7.jpg
http://www.laltrasardegna.com/images/escursus/SERC9.jpg

Ampsicora
June 11th, 2005, 10:09 PM
bastard,sercone vuol dire "grosso sputo catarroso?",giusto?

Eletrix
June 30th, 2005, 01:15 AM
Il territorio della sardegna interna, quella più aspra e incontaminata mi affascina molto. Fiumi, laghi, monti, vecchie miniere in disuso...tutto molto suggestivo!

fabrik
June 30th, 2005, 10:51 AM
l'interno della sardegna è talmente selvaggio che viene utilizzato per i corsi di sopravvivenza delle forze speciali e degli astronauti dell'ESA

Obelixx
October 19th, 2005, 12:42 PM
Has someone pictures of the pylons for the HVDC line, the pylons of the electrode line and of the static inverter stations of the HVDC SACOI, which went in service with mercury arc rectifiers in 1965 and expanded and rebuilt to modern thyristor valves in the 90ies.
HVDC Sacoi connects the powergrids of Sardegna and Corse with that of the Italian mainland and uses as well sea cables and overhead powerlines

Further information to SACOI
http://www.jce.it/newjce/contents/elettronica/cinescopio/200206/CIN6%20Chiama.pdf
http://www.transmission.bpa.gov/cigresc14/Compendium/SACOI.htm
http://www.transmission.bpa.gov/cigresc14/Compendium/Sacoi%20Pictures.pdf

cristianocani
November 21st, 2006, 07:07 PM
E' un cambiamento epocale! Una regione come la Sardegna, sempre rimasta chiusa alle novità e ai cambiamenti, si appresta a diventare un modello per le altre regioni italiane in campo di nuove opere architettoniche contemporanee.

L'intento è di aprire il primo ufficio di Architettura pubblica in Italia, nei locali della Ex Manifattura Tabacchi a Cagliari, da pochi mesi passati dai Monopoli di Stato alla Regione, ma non solo: Renato Soru qualche mese fa ha stanziato 15 milioni di euro in Finanziaria per realizzare lì la Fabbrica della creatività, appunto. Un luogo dove pittori, attori, sceneggiatori, architetti, ceramisti e chiunque altro faccia arte possano ispirarsi, produrre, creare impresa. Ieri quelle idee hanno trovato un primo riscontro con l'annuncio che i 90 mila metri cubi tra viale Regina Margherita e via XX Settembre, a Cagliari, ospiteranno i laboratori e gli studi per coloro che lavoreranno per realizzare opere in Sardegna.

L'Ufficio di architettura pubblica ospiterà gli staff e le idee dei grandi architetti internazionali e italiani chiamati dalla Regione a sviluppare idee e proposte per il territorio regionale.

I primi ad insediarsi saranno sicuramente Zaha Hadid per il Museo Betile (premio Pritzker 2004) e Paulo Mendez a Rocha (premio Pritzker 2006) per il nuovo Campus Universitario negli spazi della vecchia Semoleria Sem, in pieno centro cittadino.

Oltre a Hadid e Mendez da Rocha, nell'ufficio troveranno inizialmente spazio la coppia di architetti svizzeri Herzog & de Meuron (Prizker 2003) autori del progetto di recupero delle miniere di Monteponi nel Sulcis; la star olandese Rem Koolhaas (Pritzker 2001) che sta iniziando un progetto di recupero del quartiere popolare cagliaritano di Sant'Elia; lo spagnolo Rafael Moneo, incaricato del progetto per la nuova sede della Regione Sardegna e il giapponese Kengo Kuma, autore di un progetto per il golf a Villasimius.

Ma altri architetti internazionali e italiani di chiara fama stanno in queste settimane rispondendo all'invito del presidente Soru per il rilancio dell'architettura di qualità in Sardegna. «Una regione - sottolinea una nota della Presidenza della Giunta - che dopo essersi dotata di in piano lungimirante e d'avanguardia per la protezione del paesaggio costiero, si accinge oggi a valorizzare alcuni dei suoi luoghi più straordinari, candidandosi a diventare un modello per il mondo intero».

_________________________________________________________________

"L'idea, per quanto da definire, piace al sindaco Emilio Floris, che sull'utilizzo dell'ex Manifattura ha sempre sollecitato un confronto di idee con Soru. «Ho condiviso da subito l'idea di farne una Fabbrica della creatività», ha detto. «Non so che cosa significhi Ufficio di architettura pubblico, e spero che me lo spieghi quando ci vedremo, nei prossimi giorni. Spero che il senso di avere qui i grandi architetti sia anche quello di farli interagire con i nostri giovani professionisti e farli crescere. In questo senso», ha aggiunto il primo cittadino del capoluogo, «auspico che trovi posto anche la sede della facoltà di architettura, di cui si è parlato in passato. E spero che il ricorso alle grandi firme, importante anche per restituire qualità alla città, non faccia dimenticare i nostri progettisti, che aspettano occasioni importanti per farsi notare. Sì all'Ufficio dell'architettura, ma che sia realmente un'opportunità di crescita per tutti e per la città»."

Fonti: Europaconcorsi (http://www.europaconcorsi.com/db/rec/inbox.php?id=14214) - Ufficio Stampa del Comune di Cagliari (http://www.ufficiostampacagliari.it//cs/ContentServer?canale=Rassegna+Stampa&sottocanale=2006&giornale=Unione+Sarda&idArticolo=1163772717408&pagename=UfficioStampa%2FPage%2FDettaglioRassegna&cid=1163772717408)

Vorrei ricordare che anche il Comune di Cagliari sta pensando ad un luogo dove si può discutere e proporre nuovi progetti: l'Urban Center, che dovrà sicuramente interagire con l'istituendo ufficio dell'architettura pubblica.

Il merito va anche all'assessore all'urbanistica di Cagliari (nonchè mio professore di composizione architettonica III all'università), che ha sempre voluto che i grandi nomi dell'architettura mondiale potessero realizzare le loro opere in città.

Infine vorrei aggiungere alcuni architetti che, oltre a quelli già citati precedentemente, hanno già realizzato delle opere o stanno progettando attualmente in Sardegna:

Renzo Piano: Sede del Credito Industriale Sardo (realizzato)
Arassociati: Campus Tiscali e casa privata (realizzati)
Massimiliano Fuksas: Is Molas Golf Resort - Pula (CA) (in costruzione)
Valode & Pistres Architects: complesso per residenze e uffici "I Fenicotteri" (in costruzione)
Studio De Eccher: Ex Lazzaretto (realizzato) - Nuova Mediateca del Mediterraneo (in fase di progettazione definitiva)
Boeri Studio: Piano operativo del porto (in fase di progettazione)
MDC Architetti: Nuovo Museo della necropoli di Tuvixeddu (MANTX) e parco archeologico (PANTX), 2 quartieri residenziali (in fase di progettazione esecutiva e costruzione)

fabrik
November 22nd, 2006, 10:42 AM
è questo il progetto di fuksas giusto?
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/1297_1.jpg?410,8087
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/1297_2.jpg?364,3915
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/1297_3.jpg?81,00527
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/1297_4.jpg?455,2271
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/1297_5.jpg?575,2374
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/1297_6.jpg?732,8149
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/1297_7.jpg?357,0215
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/1297_9.jpg?244,9457
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/1297_10.jpg?860,3632

p.s.

a pasqua avevo letto su la nuova sardegna che volevano realizzare un paio di 5 stelle ad alghero , se ne sa qualcosa?

cristianocani
November 22nd, 2006, 12:40 PM
Si... il progetto di fuksas è proprio quello, tra l'altro è pieno di grandi cartelloni pubblicitari nell'aeroporto di Fiumicino con dei render che su internent non ho trovato da nessuna parte....

Per gli alberghi di Alghero sinceramente non so dirti... provo a vedere se trovo qualcosa...

Rhoy
November 22nd, 2006, 12:50 PM
riprende in parte il motivo di alcuni villaggi della costa smeralda sviluppandolo ulteriormente e ricorda anche il tipico paesaggio sardo riprendendo le linee curve e morbide delle zone collinari e delle caratteristiche rocce..

cristianocani
November 22nd, 2006, 01:25 PM
Riassumo la motivazione di Fuksas in una frase:"Sono dei nuraghi erosi dal vento" , due tra gli elementi più caratteristici della Sardegna.

GodSaveTheQueen
May 1st, 2008, 12:24 AM
Oggi è stato presentato il sito della Regione Sardegna sardegna digital library (www.sardegnadigitallibrary.it).

Il sito è una vera e propria biblioteca che ospita una raccolta di documenti sulla Sardegna, tra immagini, pubblicazioni, video(in gran parte scaricabili nelle versione per iPod) riguardanti vari temi, dall'arte all'architettura, all'ambiente, alla musica...

segnalo qualcosa, come le immagini della vecchia Cagliari (http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=640&v=9&s=17&c=4461&na=1&n=24&o=1&c1=Collezione+Colombini&xctl=1&mtd=67&mtdi=80&lettera=c&p=0&f=0) dalla collezione Colombini, o un documentario straordinario su Cagliari bombardata (http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=37642&autostart=1) o la brochure del Betile (http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&s=17&v=9&c=4463&id=86324&ni=3&o=3&n=500&urlrif=http://www.sardegnadigitallibrary.it/xml/datidl.php?idtipo=3%26n=24%26p=0%26desc=1%26order=165)


se vi va dategli un'occhiata:cheers:

A l e x
May 1st, 2008, 01:16 AM
Bel progetto, complimenti! :cheers:

Mickey
May 1st, 2008, 08:17 PM
C'è da dire che come sempre i siti istutuzionali della Regione sono ottimi.. a differenza, che so, del Comune di Cagliari..
Anche se questi nomi come sardegnadigitallaibrari mi lasciano sempre un po' perplesso.

Josh_Ca
May 1st, 2008, 08:18 PM
Un'altro colpo della Regione Sardegna....

GodSaveTheQueen
May 2nd, 2008, 01:10 PM
da l'altra voce (http://www.altravoce.net/2008/05/01/archivio.html)

Straordinario archivio della sardità nel web
viaggio affascinante nella Digital Library
cultura e memoria: Regione all'avanguardia
di Daniela Paba

La nostra memoria digitalizzata in un portale dove è più facile navigare che descrivere a parole. Sardegna Digital library è la terra comune che ci offre la modernità, un archivio fatto di immagini, video, schede, documenti, libri. Facile e immediato come You Tube. La soffitta dei ricordi dei sardi che si scoprono comunità virtuale, connessi in rete col mondo degli internauti. Martedì sera la presentazione ufficiale nella cornice della Sala settecentesca della Biblioteca Universitaria è sembrata siglare la contiguità di mondi lontani, che si dispongono in ordine stratigrafico, dal manoscritto, alla stampa, all'immagine, alla registrazione audio, video e infine digitale. In un crescendo democrazia segnata dalla facilità d'accesso alla rete.

L'entusiasmo che trasmette il navigare in un “archivio della sardità” era quello contagioso di Renato Soru che ha illustrato come funziona in prima persona: “C'è tutta la nostra memoria: 500 video divisi per autore, titolo, comune; ci sono corti, documentari, l'archivio della Rai, dell'Istituto Luce, dell'Isre, la tivù di altissima qualità. Ci sono Michele Columbu, Michelangelo Pira, Antonio Pigliaru, ci sono anomini contadini, emigrati, pastori, imprenditori. C'è tutto”. Dai grandi archivi fotografici con 13000 immagini, alle gare poetiche registrati e trascritti, la letteratura sarda più recente, il patrimonio d'arte e di archeologia 40.000 immagini e oltre ventimila schede. “Abbiamo fatto una cosa per bene -ha concluso Soru- siamo tutti più ricchi, nessuno più povero”. Ed è questo un argomento indiscutibile, l'accesso alla modernita delle zone “periferiche” grazie alla tecnologia è di vitale importanza. “Up to day” -come ha detto Giulio Angioni disposto a credere che quanto si è visto- sarebbe successo a dispetto dei governi, inevitabilmente, come le grandi cose che toccano la Sardegna, comunque immersa nel flusso della modernità. La Regione sta al passo e anche un passo più in là”.

Ospite d'onore per aver insegnato con Ernesto De Martino ai sardi il valore della cultura dei popoli e come documentarla, l'etno-antropologa Clara Gallini ha confrontato l'emozione che passa nel consultare un catalogo del 1870 negli archivi capitolini, fatta di tatto, vista, olfatto, e invece la freddezza del computer, per chi, come lei è :“Poco digitalizzata. Davanti allo schermo utilizzo altri sensi, la fisicità sparisce e la fruizione passa dagli occhi, poi arriva la musica. Navigo male, come nuoto, a vista. Però ci siamo inventati dieci anni fa l'Archivio di Ernesto De Martino e l'esperienza mi porta a chiedermi dove si ferma questa archiviazione e che contenuti occorre dargli È un problema di chiavi di lettura. Ogni archivio sembra libero ma non lo è. Risponde all'idea di chi lo fa. Quindi quale è l'identità sarda? Nei giovani musicisti, nella tradizione? Nel rapporto tra passato e futuro. Insieme alle schede bisogna dare chiavi di lettura, nell'immagine di una band possiamo osservare il taglio di capelli, gli strumenti, l'arredo della stanza”.

Tra i problemi in discussione, quello della sinergia tra le istituzioni e quello dei diritti d'autore, avranno spazio rilevante nello sviluppo di Sardegna Dgital Library. “Non siamo autori di nulla, siamo acquirenti di diritti d'autore- ha detto Soru “siamo gli amanuensi di oggi e speriamo che domani qualcuno apprezzi nostro lavoro. Io credo molto nel bene comune e non dimentichiamo che il diritto di usare un'immagine di Andy Warhol è stata considerata bene comune dalla Corte di giustizia di N.Y. perché patrimonio della città prima che degli eredi. L'archivio storico di Repubblica è gratis on line, perché la storia recente del nostro paese è bene comune. E Repubblica non regala nulla a nessuno”. E siccome tra le immagini citate da Soru c'era Rovelli che stagliandosi sulla piana di Ottana allora deserta, illustra le sorti magnifiche dell'industrializzazione “Il ricordo di quel signore mi dà i brividi -ha concluso Clara Gallini- perché ero qui allora e ripenso alle grandi speranze e alle grandi diffidenze intorno a Ottana. E posso dire che, nonostante le batoste, quest'isola si rialza, più bella e più forte”.

BoardLord
October 23rd, 2008, 02:41 PM
Ci sono stati morti, strade distrutte, stanno cercando i dispersi, un macello inaspettato, ma quello che mi preme di più è sapere se i forumers della bellissima Sardegna stanno bene, quindi fatevi sentire e toglieteci ogni preoccupazione :)!

cristianocani
October 24th, 2008, 01:52 PM
Io sto bene, ho avuto un attimo di preoccupazione perchè per un'ora buona la strada davanti casa mia si è trasformata in un fiume, ed ero senza energia elettrica per tutta la mattina... ma per il resto tutto ok, non ho avuto nessun danno.
Diverso è stato per alcuni amici, hanno perso quasi tutto: vestiti, mobili, automobili... un macello.

Alcune immagini di ciò che è successo nelle vicinanze di casa mia, e in altre zone della città e dell'hinterland:

http://img410.imageshack.us/img410/4730/simonespiga08il4.jpg (http://imageshack.us)

http://img410.imageshack.us/img410/3072/giuliafoisgt8.jpg (http://imageshack.us)

http://img410.imageshack.us/img410/9937/mariasimoneloru02yd5.jpg (http://imageshack.us)

http://img410.imageshack.us/img410/5134/08alluvionecagliariviakue6.jpg (http://imageshack.us)

http://img410.imageshack.us/img410/406/danielapuddulc0.jpg (http://imageshack.us)

http://img394.imageshack.us/img394/484/296675193010f7968b20olx9.jpg (http://imageshack.us)

http://img410.imageshack.us/img410/4521/12571601ml0.jpg (http://imageshack.us)
(questa è la strada dove abitano i miei amici....)

http://img410.imageshack.us/img410/8347/1514627579594fx7.jpg (http://imageshack.us)

http://img76.imageshack.us/img76/2/22102008276no3.jpg (http://imageshack.us)


Le altre le potete vedere qui:
http://photogallery.tiscali.it/notizie/gallery.php?id=14285

WalkTheWorld
October 24th, 2008, 09:02 PM
oddio....
in bocca al lupo...

bressa82
October 26th, 2008, 07:36 AM
edit

thenightdriver
October 27th, 2008, 01:22 PM
pure io sto bene grazie a Dio, ma tanti, tantissimi sono nei guai.

qui e' dove abito io e dove un tempo c'era un bellissimo parco verde con lago e pineta. La furia dell'acqua ha devastato tutto.

http://i35.************/2njy6nk.jpg

http://i37.************/2nsr34.jpg

http://i35.************/nzrrxh.jpg

Wasca
October 27th, 2008, 03:34 PM
MI sembra di rivedere le stesse scene (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=272456) a cui abbiamo assistito a Bari nel 2005...finchè continuamo a costrure a caxxo di cane questi eventi si ripeteranno...:ohno:

sardreamer
January 31st, 2010, 11:00 PM
« Questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo. La Sardegna è un'altra cosa: incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa. »
(David Herbert Lawrence, da Mare e Sardegna, 1921)

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/48/Sardinia_satellite.jpg

TjyQyGr9hgI
(consiglio: da guardare nella risoluzione massima e a tutto schermo! ;))

http://4.bp.blogspot.com/_a8pvThijnF4/SYrDVpKtsSI/AAAAAAAAAkY/FNbk-fglYtc/s320/bandiera_sardegna_280x200.jpgg


Discussioni attinenti, su SkyscraperCity

Discussioni generali
Cagliari | indice (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=854186)
Discussioni CAGLIARI (http://it.wikipedia.org/wiki/Cagliari) 1 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=169384) 2 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=536028) 3 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=849666) 4 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=949970) 5 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1006299) 6 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1044073) 7 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1074907) 8 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1087979) 9 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1113341) 10 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1154919) 11 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1177083) 12 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1225019) 13 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1282911)
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Thread Sardegna
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SARDEGNA | Porti turistici (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=877658)
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SS 131 | Carlo Felice (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=582177)
SARDEGNA | Centri commerciali (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=866914&highlight=iglesias+carbonia)
SS 597 - SS 199 | Strada Statale Sassari - Olbia (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1187695)
mega progetto turistico nella sardegna del sud? (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=382559)
Scempio ecologico in Sardegna (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=766202)
Sardegna, Alluvione 22-10-2008 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=734188)
Sardegna Digital Library (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=617801)
Fuksas: via al progetto Is Molas Golf Resort (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=587528)
Fuksas : 180 ville e hotel in sardegna (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=256134)


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CAGLIARI | Metropolitana - Archivio 1 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=659538)
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CAGLIARI | Servizio ferroviario metropolitano/suburbano (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1234045)
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CTM Cagliari - Dubbi (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=626269)
CAGLIARI | Lotti & Co. (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=568991)
Cagliari - Candidata italiana per ospitare la Coppa America (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=663134)
III Youth Olympic Games - Cagliari 2018? (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=908370)
CAGLIARI | Tuvixeddu (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=711710)
CAGLIARI | Tuvixeddu (2) (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=863556)
CAGLIARI Manifattura Tabacchi -La Fabbrica della Creativita'- (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=659390)
CAGLIARI | Betile - Museo d'Arte Contemporanea e d'Arte Nuragica del Mediterraneo (Hadid) | Pro. (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=401804)
CAGLIARI - Musée d'art contemporain - Zaha Hadid (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=412048)
Cagliari - Concorso per il nuovo centro servizi CASIC (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=321820)
CAGLIARI | Masterplan del Quartiere Sant'Elia (O.M.A.) | Project (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=603486)
CAGLIARI | Concorso di Riqualificazione del quartiere fieristico (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=940946)
Tiscali - "Sa Illetta" [Cagliari] (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=228394)
Cagliari - Tower Hotel (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=328192)
QUARTUCCIU | Parco urbano "Sergio Atzeni" (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1176161)
Festarch -Masterplan Sant'Elia e Monteponi- (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=636809)


Thread su Sassari
SASSARI | Aeroporto di Alghero-Fertilia "Riviera del corallo" (AHO) (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=639728)
SASSARI | Metrotranvia (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=638465)
SASSARI | Porto di Porto Torres (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=646938)
SASSARI| Trasporto Pubblico (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1156471)
SASSARI | Nuovo ospedale (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=752146)
SASSARI | Nuovo Polo Universitario e Orto Botanico (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=895666)
SASSARI | Parco lineare (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=896410)
SS 291 - sassari-alghero-fertilia (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=278204)


Thread altre località
OLBIA | Aeroporto di Olbia "Costa Smeralda" (OLB-LIEO) (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=787058)
ALGHERO| Centro Polifunzionale Sul Lungomare (recupero area Ex Saica) (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=900890)
La Maddalena 2009 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=582373)
La Maddalena | Porto Arsenale (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1147069)
Herzog & De Meuron - Recupero della Miniera di Monteponi, Iglesias (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=523281)


Thread fotografici
SARDINIA: "Almost a continent" (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1121817)
Sardegna: paesaggio, natura, tradizioni e cultura... un po' di foto! (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=688412)
Sardegna-October-10 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1252025&highlight=cagliari)
La mia Sardegna (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1129905)
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Sardinia, jewel of nature (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=884628)
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Sardegna - Italia (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=549945)
Italia! there's a paradise called SARDEGNA! (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=502490)
Sardinia (Italy) A lot of pics! (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=382044)
The Island of Sardinia (towns, landscapes, beaches and history) (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=359263)
Sardinia Rural (Italy) (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=333169)
Sardegna Alpina (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=221727)
Chiese romaniche della Sardegna (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=528123)

Cagliari - foto (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=526724)
CAGLIARI - Verde urbano, Parchi e Spiagge (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1236753)
Cagliari sparita.... (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=368770)
Cagliari e Sardenha vistos pelo Portoghese!! (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=745944)
Cagliari - foto storiche (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=527879)
Cagliari - Foto notturne (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=277020)
Cagliari by night (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=293121)
Cagliari-Panorami (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=560912)
Nice pics of Cagliari (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=242593)
olympic flame in Cagliari (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=297153)
Cagliari - un giro in città.... (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=336252)
Pics of CAGLIARI (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=186308)
Cagliari - Sardinia - Italy (More pics!) (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=215607)
Cagliari, Sardinia - Italy! (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=563373)

Sassari - foto (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=757890)
Nord sardegna: Non solo Costa Smeralda (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=222201)
[Costa Smeralda] Viaggio in Paradiso e ritorno (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=680930)
Costa Smeralda (Sardinia), not only beaches & billionaire (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=681034)
Costa Smeralda (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=664424)
Castelsardo - Sardegna (Italy) (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=269512)
Murales Of Orgosolo (Sardinia, Italy) (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=228927)
Iglesias-Carbonia - Foto (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=918368&highlight=iglesias+carbonia)


Link utili

Regione Autonoma della Sardegna (http://www.regione.sardegna.it/)
SardegnaTurismo (http://www.sardegnaturismo.it/)
Sardegna Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna)
Paradisola (http://www.paradisola.it/)
MondoSardegna (http://www.mondosardegna.net/)
SardegnaInVolo (http://www.sardegnainvolo.com/)
Sardarch (http://www.sardarch.it/)

Sardegna Concerti (http://www.sardegnaconcerti.com/)
Sardegna Spettacoli (http://www.sardegnaspettacolo.it/)
Sardegna Grandi Eventi (http://www.sardegnagrandieventi.it/)
Rocksa (http://www.rocksa.com/)

Work in progress...

sardreamer
January 31st, 2010, 11:23 PM
Proclamati i vincitori della terza edizione del Premio del Paesaggio (http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?s=104240&v=2&c=3&t=1) istituito nel 2006 dalla Regione Autonoma della Sardegna




Vincitori per singola categoria (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20100120161634.pdf)

http://www.archiportale.com/news/2010/01/risultati/premio-del-paesaggio-2009-i-vincitori_17457_37.html



Primi classificati:


Categoria A - Interventi di progettazione e realizzazione di parchi urbani o periurbani”

Parco Costantino Nivola Orani
Arch. Antonio Sebastiano Gaias

http://www.archiportale.com/progetti/sebastiano-gaias/orani/parco-costantino-nivola_25451.html

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_25451_2.jpg







Categoria B: - Interventi di progettazione e realizzazione di giardini pubblici e privati

Parco San Vincenzo Arzana
Arch. Raffaele A.Pisano
Arch. Mario A. Murru

http://www.archiportale.com/progetti/arzana/raffaele-pisano/parco-san-vincenzo_25392.html

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_25392_1.jpg

w3deco
February 1st, 2010, 10:02 AM
Grande Sardreamer!!! :banana::banana:

Ci voleva un thread così...sempre pensato e mai fatto... :D

Anche se non so se la sezione sia giusta...boh! era quello il mio dubbio...

w3deco
February 1st, 2010, 10:04 AM
Lo scorso dicembre era il termine per il ricevimento dei progetti e delle domande di partecipazione per la realizzazione di un centro intermodale passeggeri (http://www.edilportale.com/news/2009/10/concorsi/iglesias-realizza-un-centro-intermodale-passeggeri_16890_30.html).

Notizia (http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/163291) del 12 gennaio:

Tre progetti sono stati selezionati dall'apposita commissione costituita dal Comune per il Centro intermodale di Iglesias. I tre elaborati sono stati presentati questo pomeriggio nel corso di una conferenza alla quale, oltre al sindaco dii Iglesias, hanno partecipato anche rappresentati di Trenitalia e dell'Arst. Il Centro intermodale, finanziato con cinque milioni di euro, sorgerà in pieno centro a Iglesias: Sarà un terminal al quale faranno capo i treni, i bus di linea e urbani, i taxi e tutti gli altri mezzi di trasporto pubblico. Per individuare tra i tre progetti quello vincitore il Comune dovrà indire un nuovo bando.

Qualcuno di voi ha immagini e informazioni sugli elaborati vincitori?

Mi farebbe piacere se si facesse qualcosa di bello, utile e funzionale anche nel neo capoluogo sulcitano.

sardreamer
February 1st, 2010, 12:24 PM
Lo scorso dicembre era il termine per il ricevimento dei progetti e delle domande di partecipazione per la realizzazione di un centro intermodale passeggeri (http://www.edilportale.com/news/2009/10/concorsi/iglesias-realizza-un-centro-intermodale-passeggeri_16890_30.html).

Notizia (http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/163291) del 12 gennaio:


Qualcuno di voi ha immagini e informazioni sugli elaborati vincitori?

Mi farebbe piacere se si facesse qualcosa di bello, utile e funzionale anche nel neo capoluogo sulcitano.

mah, qui dice che è stato annullato:

http://europaconcorsi.com/competitions/110843-Centro-Intermodale-di-Iglesias-concorso-annullato-

sardreamer
February 1st, 2010, 12:26 PM
Grande Sardreamer!!! :banana::banana:

Ci voleva un thread così...sempre pensato e mai fatto... :D

Anche se non so se la sezione sia giusta...boh! era quello il mio dubbio...

e perchè no? discussioni locali.. :)

w3deco
February 1st, 2010, 12:48 PM
mah, qui dice che è stato annullato:

http://europaconcorsi.com/competitions/110843-Centro-Intermodale-di-Iglesias-concorso-annullato-

DOH! :ohno:

w3deco
February 1st, 2010, 02:33 PM
Visto che sono discussioni generiche sulla Sardegna...

In un periodo di forte crisi delle industrie presenti nell'isola:

INDUSTRIA: IRS, REGIONE NON RIPRENDA POLITICHE OBSOLETE

(ANSA) – CAGLIARI, 28 GEN – ‘La reindustrializzazione finanziata con 18 milioni di euro dalla Giunta regionale preveda innanzitutto il finanziamento delle medie e piccole industrie del settore artigianale e commerciale compresa la cosiddetta industria turistica, cosi’ come e’ stato gia’ fatto nella legislatura precedente’. Lo auspica un documento (http://www.irs.sr/domo/Article.aspx?a=1481) dell’esecutivo nazionale di Indipendetzia Repubrica de Sardigna, chiedendo che vengano finanziati e avviati seri progetti di indirizzo verso le imprese del settore tessile, dell’agroindustria, della ceramica, del sughero e delle nuove tecnologie.
‘Irs ritiene che questa sia l’unica industria possibile che permetterebbe al mondo del lavoro sardo di non soccombere nella attuale industrializzazione suicida – continua il documento – e alla nazione sarda di progredire nella crescita e delle alte competenze gia’ esistenti e in un vivo benessere di tutti i cittadini. Temiamo che la Giunta regionale, in un momento storico in cui i sardi portano a casa quotidianamente cassa integrazione e licenziamenti dalle industrie chimiche, estrattive, e metallurgiche sparse in tutta l’isola voglia riprendere politiche di industrializzazione obsolete, anacronistiche e fallimentari cosi’ come purtroppo la societa’ sarda sa bene’. (ANSA).

Tra l'altro Bruno Murgia (deputato PDL) riprende la nota sul suo sito (http://www.brunomurgia.it/2010/01/28/condivisibile/)

La reindustrializzazione finanziata con 18 milioni di euro dalla Giunta regionale preveda innanzitutto il finanziamento delle medie e piccole industrie del settore artigianale e commerciale compresa la cosiddetta industria turistica
Lo condivido fortemente.

sardreamer
February 1st, 2010, 04:56 PM
ahah .. beh intendevo comunque argomenti legati allo sviluppo urbanistico, architettonico.. infrastrutture, paesaggio... cmq va bene anche ampliare l'orizzonte delle discussioni ogni tanto, l'importante è che non si perda di vista il "topic". :)

w3deco
February 1st, 2010, 05:10 PM
^^
Si si tranquillo... ;)

Questa incursione è dovuta al problema dell'industria isolana e allo sviluppo economico dell'isola.
Esce fuori l'economista che è in me... :D

sardreamer
February 1st, 2010, 05:19 PM
^^
Si si tranquillo... ;)

Questa incursione è dovuta al problema dell'industria isolana e allo sviluppo economico dell'isola.
Esce fuori l'economista che è in me... :D

leggevo nel forum di iRS che a breve presenteranno la loro posizione ufficiale riguardo alla loro idea alternativa di sviluppo per quell'area. . dell'argomento ne parla anche maninchedda nel suo sito e c'è pure un articolo su l'unione di un riformatore.. La direzione giusta mi pare quella indicata da tutti questi. Se si lavorasse in maggioranza anche per metterli in pratica i buoni principi spesso enunciati e trasversalmente condivisi peraltro, non sarebbe male..

w3deco
February 1st, 2010, 05:35 PM
leggevo nel forum di iRS che a breve presenteranno la loro posizione ufficiale riguardo alla loro idea alternativa di sviluppo per quell'area. . dell'argomento ne parla anche maninchedda nel suo sito e c'è pure un articolo su l'unione di un riformatore.. La direzione giusta mi pare quella indicata da tutti questi. Se si lavorasse in maggioranza anche per metterli in pratica i buoni principi spesso enunciati e trasversalmente condivisi peraltro, non sarebbe male..

Mi trovi d'accordo.

Ma comunque secondo me per il Sulcis, ma anche per Ottana e Porto Torres, ora come ora ci sono poche possibilità.
Bisogna riconvertire i posti di lavoro che andranno persi con altri nuovi in altri settori.
Da questo punto di vista il Consorzio del parco geominerario potrebbe essere un esempio da seguire.

Ma, in qualunque caso, sono delle questioni spinose da discutere tutti insieme con giudizio e soprattutto lungimiranza.

riccardo_m
February 1st, 2010, 07:27 PM
^^
Si si tranquillo... ;)

Questa incursione è dovuta al problema dell'industria isolana e allo sviluppo economico dell'isola.
Esce fuori l'economista che è in me... :D

...e sopratutto (messaggio per ingegneri e architetti vari) c'è una semplice equazione:
se non gira l'economia = non ci sono soldi = non si fanno infrastrutture e opere varie

quindi un pò di SANA economia non fa mai male!!!:banana:

w3deco
February 3rd, 2010, 03:10 PM
Porto e Circonvallazione: I nodi del 2010

ALGHERO - Opere pubbliche in primo piano in Riviera del Corallo. E' durato poco meno di un'ora l'incontro a Sant'Anna tra l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Angelo Carta e il sindaco Marco Tedde. Presenti anche diversi altri esponenti della Giunta catalana.

Sul tavolo diverse questioni aperte, da affrontare nel 2010 tra Alghero e Cagliari: il Piano Regolatore del Porto; la circonvallazione cittadina e l'edilizia economica. Nodi da risolvere per l'importanza dell'economia, il turismo e la viabilità del territorio.

L'incontro tra i due amministratori è stato di tipo interlocutorio, ne seguirà a breve un altro in Regione per stabilire tempi e azioni più certe per i progetti che dovranno interessare la città catalana.
http://notizie.alguer.it/n?id=30266

sardreamer
February 3rd, 2010, 04:41 PM
Nuove risorse per potenziare e valorizzare gli aeroporti di Tortolì e Fenosu (http://www.regionesardegna.it/j/v/25?s=133337&v=2&c=313&t=1)

w3deco
February 3rd, 2010, 05:09 PM
Fonni - Bruncu Spina: Riqualificazione della Montagna Sarda

L’intervento oggetto del concorso di progettazione ha lo scopo di riqualificare l’ambito montano del Bruncuspina con il recupero ambientale del versante delle piste sciistiche, la realizzazione di un impianto seggioviario biposto, la realizzazione e/o il recupero delle strutture esistenti (rifugio, parcheggi, ecc) la realizzazione di punti di sosta e osservazione naturale del paesaggio. Al nuovo progetto si chiede che, unitamente all'infrastrutturazione della montagna vengano a delinearsi idee progettuali che qualifichino oltre il ristretto ambito delle infrastrutture tutto il territorio montano, contestualizzando le molteplici attività che si possono svolgere.

Bando di Gara Procedura Aperta: Concorso internazionale di Progettazione Gennargentu: Riqualificazione della Montagna Sarda (http://www.comune-fonni.it/Nuovosito/pdf/BANDO%20DI%20CONCORSO.pdf)

2° Rettifica Scadenza Bando (http://www.comune-fonni.it/Nuovosito/pdf/2%C2%B0%20rettifica%20scadenza%20bando.pdf)
http://www.comune-fonni.it/Nuovosito/index.html

Intanto è notizia recentissima che è da poco in funzione uno skiliffino a Separadorgiu.

E qui (http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9032103&#idm100445414) un pò di informazioni sull'impianto di S' Arena Desulo.

Per finire...

Sito Ufficiale (http://www.bruncuspina.com/)

Forum Ufficiale (http://freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=12506&f=12506)

e

lBfB7sPMqm4

:D

w3deco
February 3rd, 2010, 05:12 PM
Nuove risorse per potenziare e valorizzare gli aeroporti di Tortolì e Fenosu (http://www.regionesardegna.it/j/v/25?s=133337&v=2&c=313&t=1)

Se sfruttati bene potrebbero contribuire a un aumento dei turisti in Ogliastra e in provincia di Oristano.
Nonchè dare a queste due provincie (e dintorni) maggiore offerta di trasporto per il continente.

xxxyyyzzz
February 10th, 2010, 02:43 PM
In Sardegna il più grande parco eolico green power d'Italia
A Tula ed Erula sono entrate in esercizio 40 nuove pale eoliche da 1,5 MW
Con l'entrata in esercizio di 60 nuovi MW a Tula ed Erula (Sassari), il parco eolico di Enel di Sa Turrina Manna diventa il più grande in Italia della società di Enel per le rinnovabili.
La potenza installata complessiva da fonte eolica di EGP nell'isola sale così a 161 MW.

E' quanto si legge in una nota di Enel, in cui si spiega che sono entrate in esercizio 40 nuove pale eoliche da 1,5 MW nei due comuni in provincia di Sassari, portando a 84 MW la potenza installata complessiva del parco eolico di Sa Turrina Manna, che diventa così il più grande impianto eolico italiano di Enel Green Power.

Il nuovo parco, spiega Enel, sarà in grado di produrre a regime circa 126 milioni di chilowattora l'anno, quanto basta per coprire il fabbisogno di circa 46.000 famiglie - poco meno della metà degli abitanti di Sassari - evitando l'emissione in atmosfera di 94mila tonnellate di anidride carbonica e il consumo di circa 47mila tonnellate equivalenti di petrolio all'anno.
http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/in-sardegna-il-piu-grande-parco-eolico-green-power-ditalia/1854662




EOLICO: EGP, SALE A 84 MW POTENZA PARCO SA TURRINA MANNA

(AGI) - Roma, 9 feb. - Sono entrate in esercizio 40 nuove pale eoliche da 1,5 MW nei comuni di Tula ed Erula, in provincia di Sassari, portando a 84 MW la potenza installata complessiva del parco eolico di Sa Turrina Manna, che diventa cosi' il piu' grande impianto eolico italiano di Enel Green Power, la societa' del gruppo Enel che sviluppa e gestisce impianti da tutte le fonti rinnovabili in Italia e nel mondo. Il nuovo parco eolico, informa una nota, sara' in grado di produrre a regime circa 126 milioni di chilowattora l'anno, quanto basta per coprire il fabbisogno di circa 46.000 famiglie - poco meno della meta' degli abitanti di Sassari - evitando l'emissione in atmosfera di 94.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) e il consumo di circa 47.000 tonnellate equivalenti di petrolio all'anno. In totale sono ora 3 gli impianti eolici di Egp in esercizio in Sardegna, per una potenza complessiva installata di 161 MW che producono oltre 750 milioni di kWh, mentre e' in programma per il 2010 l'avvio dei lavori del parco eolico di Portoscuso, che avra' una potenza complessiva prevista di circa 100 MW. Nel corso dell'ultimo anno, Enel Green Power ha avviato in Italia o ha in fase di completamento impianti eolici per una potenza installata complessiva di circa 94 MW. (AGI)
http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201002091243-eco-rt10094-eolico_egp_sale_a_84_mw_potenza_parco_sa_turrina_manna


Sardegna, in esercizio 40 nuove pale eoliche Enel Green Power

Sono entrate in esercizio 40 nuove pale eoliche da 1,5 MW nei comuni di Tula ed Erula, in provincia di Sassari, portando a 84 MW la potenza installata complessiva del parco eolico di Sa Turrina Manna, che diventa così il più grande impianto eolico italiano di Enel Green Power, la società del gruppo Enel che sviluppa e gestisce impianti da tutte le fonti rinnovabili in Italia e nel mondo. Il nuovo parco eolico sarà in grado di produrre a regime circa 126 milioni di chilowattora l’anno, quanto basta per coprire il fabbisogno di circa 46.000 famiglie – poco meno della metà degli abitanti di Sassari - evitando l’emissione in atmosfera di 94.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) e il consumo di circa 47.000 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno. L’ampliamento di Sa Turrina Manna, che rispetta il paesaggio, le attività preesistenti e il contesto naturalistico dell’area - si legge in una nota dell'azienda - , è stato portato a termine in meno di un anno di lavoro.

In totale sono ora 3 gli impianti eolici di EGP in esercizio in Sardegna, per una potenza complessiva installata di 161 MW che producono oltre 750 milioni di kWh, mentre è in programma per il 2010 l’avvio dei lavori del parco eolico di Portoscuso, che avrà una potenza complessiva prevista di circa 100 MW. Nel corso dell’ultimo anno, Enel Green Power ha avviato in Italia o ha in fase di completamento impianti eolici per una potenza installata complessiva di circa 94 MW. Enel Green Power è la società del Gruppo Enel dedicata allo sviluppo e alla gestione delle attività di generazione di energia da fonti rinnovabili a livello internazionale, presente in Europa e nel continente americano. E' leader europeo di settore grazie a 17,2 miliardi di chilowattora prodotti da acqua, sole, vento e calore della terra, in grado di soddisfare i consumi di circa 6,5 milioni di famiglie ed evitare ogni anno 13 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. Con una capacità installata di circa 4.700 MW è la prima realtà italiana con un business integrato a livello internazionale nel settore delle fonti rinnovabili di energia. Gli impianti in esercizio sono oltre 500 in tutto il mondo e il mix di generazione include eolico, solare, idro, geotermico e biomasse.


http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1057266

(09 febbraio 2010)

w3deco
February 11th, 2010, 10:38 AM
Lungomare Barcellona, 3° lotto di lavori

ALGHERO - Aggiudicato il terzo lotto dei lavori di riqualificazione del Lungomare Barcellona, per un importo complessivo di 2milioni e 319mila euro. Sarà l’impresa Eredi Manghina Srl di Ploaghe a concludere il ciclo delle opere di trasformazione del versante a mare progettate dall’architetto Joan Busquets. Continua la stessa tipologia architettonica e dei materiali utilizzati nei due precedenti lotti dei lavori, costituita da pavimentazioni in lastre di calcare e basalto.

La novità del progetto è rappresentata dalla realizzazione, all’altezza dello snodo di San Giovanni, di un belvedere a forma di stella, dell’ampiezza di circa 1000 mq. La procedura di aggiudicazione, con relativa firma del contratto d’appalto, dovrebbe essere definita entro 30-40 giorni, in modo da iniziare subito i lavori e approntare soluzioni per ridurre al minimo i disagi nella prossima stagione estiva.

http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/passeggiatabarcellona.jpg
http://notizie.alguer.it/n?id=30586

w3deco
February 13th, 2010, 11:18 AM
ICT in Sardegna...

The Net Value, a Sestu con vista in Silicon Valley
Incubatore di imprese ICT & New Media

Parla Mario Mariani, ex amministratore delegato di Tiscali Italia

I clienti?
“Il 95 per cento fuori dalla Sardegna”.
Che cosa fate?
“Aiutiamo a far crescere, diamo gambe ai progetti di altre imprese: siamo una Nursery, un asilo nido per aziende neonate. Da noi trovano tutto, consulenza manageriale, strategica e tutoraggio”.
E il vostro business?
“Deriva da due attività: una di consulenza direzionale e strategica alle aziende tradizionali che si stanno avvicinando parte del loro business verso il mondo digitale; poi c’è l’assistenza alle startup tecnologiche del mondo ICT & New Media: da noi gli imprenditori trovano mura e computer, scrivanie e tutte le necessarie infrastrutture tecnologiche. Oggi ci sono tante piccole aziende nel settore ICT con competenze tecniche molto importanti ma con scarse capacità manageriali e scarse dotazioni finanziarie. Noi siamo in grado di supplire, di consigliare di aiutare l’azienda nel momento più difficile: quello della nascita. Nel nostro stabile di Sestu garantiamo tutto, compresa la possibilità delle banali videoconferenze. E qui ci sono i coach che suppliscono alle carenze strutturali”.
Quanti dipendenti?
“The Net Value non ha bisogno di molti dipendenti, a regime potremmo essere non più di dieci persone. Per ora siamo io e un mio collega, Marco Atzori, laureato in Lingue, un master, buon conoscitore di Internet. Il resto è composto da una decina di consulenti esperti in diverse tecnologie e aree collegate al settore ICT & New Media. La domanda però sa di retrò, di deja vu: la domanda giusta sarebbe: di che infrastruttura tecnologica disponete? Come potete aiutare le aziende che seguite a crescere? Come è possibile che un’azienda che ha sede in Sardegna possa con una manciata di dipendenti vendere i propri prodotti/servizi in tutto il mondo e rimanere competitiva? No, il mondo è cambiato. E anche il lavoro”. The Net Value non a caso si chiama così, sta infatti a significare “il valore della rete”.
A dirlo è Mario Mariani, cagliaritano, 42 anni, laurea in Economia, ex amministratore delegato di Tiscali Italia dove ha lavorato per dieci anni fino all’ottobre 2008, ex cervello del Consorzio 21 (quello da cui è poi nato il Crs4 e poi Sardegna Ricerche), due anni d’oro fra il 1995 e il 1997 a Video On Line (prima che venisse assorbito da Telecom - Tin). E ora imprenditore in proprio in una collinetta di Sestu, lato vecchia Carlo Felice, località Truncu Is Follas. Non ci sono né tronchi né foglie ma solo cavi, scrivanie, computer e i primi clienti di aziende che qui hanno già messo casa. Colpisce subito che una delle società della nursery sia laggiù, nella Silicon Valley californiana, la Paperlit. Che è? “Una piattaforma per gli editori tradizionali che intendono approcciare il mondo digitale. La soluzione più semplice per pubblicare via web e via cellulare quotidiani, giornali, perodici, cataloghi o newsletter in tutto il mondo”. Paperlit si è affidata a The Net Value per l’apertura del mercato europeo e per la definizione delle strategie commerciali e marketing.
Paperlit si è sardizzata e sotto le feste di Natale ha iniziato le sue attività in Italia. Nel suo sistema distributivo digitale per Internet e iPhone è già riuscita a coinvolgere una trentina di testate fra quotidiani e periodici: fra gli altri Internazionale, Il Tempo, L’Unione Sarda, E Polis con tutte le sue edizioni nazionali, Terra e molti altri. A due settimane dall’avvio del servizio più di 50 mila utenti hanno scaricato l’applicativo Paperlit per leggere i giornali dall’iPhone”.
Progetti?
“Sono in corso contatti con i più importanti quotidiani nazionale ed europei”.
La svolta è dell’ottobre 2008 quando Mariani dice addio al patron di Tiscali Renato Soru e alla sua camera con vista sulla laguna dei fenicotteri rosa. “Dopo undici anni di lavoro appassionantissimo e ricco di soddisfazioni in Tiscali volevo affrontare nuove sfide ma restando sempre nell’ICT. Ho sempre avuto il desiderio di creare Start Up, aiutare altre piccole iniziative a crescere facendo ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e in Sardegna, in particolare nel cagliaritano, per via della presenza storica del CRS4 e di iniziative quali Video Online e Tiscali c’è sempre stato un ambiente favorevole a questo tipo di innovazioni”.
Alcuni clienti, per capire. Una azienda di sicurezza e vigilanza della Brianza (con oltre quattromila dipendenti) si è rivolta a The Net Value per lanciare un servizio di sicurezza personale che si basa su un cellulare gps collegato ad una centrale operativa che in caso di necessità (stai male o ti stanno aggredendo) ti raggiunge e ti assiste. Un esempio sardo? Una primaria compagnia di viaggi e vacanze (la Consulviaggi) ha attivato con The Net Value la sua biglietteria online www.continuitaterritoriale.it e nell’arco di pochi mesi dal lancio sono migliaia gli utenti registrati a questo servizio che in tre click ti fa il biglietto aereo e te lo manda via mail.
Attorno a The Net Value, a meno di un anno dalla nascita, ruotano già diverse e qualificate aziende. C’è Sitòfono (un servizio di Abbeynet che consente ai potenziali clienti di contattare telefonicamente e gratuitamente le aziende con un semplice click). C’è Not On Tv (opera nella distribuzione di contenuti su banda larga e mobile) e Non On Tv Labs (trasforma contenuti digitali). Altre griffe attorno a The Net Value: Easybits (prodotti software orientati alla famiglia, fra gli altri Magic Desktop e Skypito, dedicati ai bambini). E ancora Luisa De Roma (graphic designer), fbcafè (marketing applicato a Facebook, ha distribuito diversi milioni di caffè virtuali), In Voice (supporto e sviluppo delle vendite telemarketing e teleselling), TweeFind (motore di ricerca per Twitter), SoftFobia (sviluppo di applicazioni per editoria elettronica), e ancora Mobnotes (appunti mobili geolocalizzati), continuitàterritoriale.i (agenzia di viaggi telematica) e Waydo (offre servizi sfruttando la combinazione di diverse tecnologie in particolare web, mobile e 3d).
http://www.sardinews.it/Ict.html


Dalla Sardegna alla Silicon Valley

Una storia iniziata a Sassari. Qui Daniele Idini e Marcello Orizi si conoscono per caso a un corso di informatica all'età di 13 anni. Si ritrovano in prima liceo e nasce un'amicizia che perdura da anni, nonostante le loro strade si siano divise all’università. Uno si laurea in Ingegneria delle telecomunicazioni a Genova, l'altro in Ingegneria informatica a Pisa. Idini rientra a casa e si occupa di telecomunicazioni e di sviluppo software per importanti realtà sarde; Orizi, in Svizzera, diventa manager di uno dei principali operatori nella gestione delle carte di credito, ma poi decide di mollare tutto e tornare in Sardegna. I due propongono così un business plan a Sardegna Ricerche, per il bando di finanziamenti destinati alla nascita di aziende ad alto contenuto di innovazione da parte di giovani laureati. A fine novembre 2007 arriva il finanziamento pieno, primo posto e 100mila euro. I due amici abbandonano allora i rispettivi impieghi a tempo indeterminato (uno lo farà per ben due volte) e il 2 marzo 2008 aprono la loro azienda, Prossima Isola srl. L’ufficio è solo una scrivania e due sedie. Metagroup, la società che fornisce il corso di formazione imprenditoriale durante lo start-up con Sardegna Ricerche, li riconferma migliore azienda tra le 62 finanziate su un totale di circa 300 domande pervenute. Prossima Isola srl vince il finanziamento regionale grazie al progetto WhereIsNow™, un sistema internet che consente di reperire in rete l'ultima versione di un qualsiasi documento. In occasione di una richiesta di licenza enterprise per un software, trasmessa a Sun Microsystems, si sentono rispondere che sono i primi in Italia a richiedere una licenza così avanzata, tanto da non averne disponibili al momento. E continuano ad andare avanti.

Con “WhereIsNow™” Prossima Isola ha superato la semifinale del Mind the Bridge, la prestigiosa competizione non profit che premia le migliori idee di business italiane con un’attività di affiancamento (tutoring) in California presso potenziali investitori. La semifinale si è tenuta il 6 e 7 novembre presso la sede del Corriere della Sera a Milano con una diretta streaming su Corriere.tv. Prossima Isola è stata scelta, insieme ad altre 6 aziende, tra 14 semifinaliste tra circa un centinaio di business plan italiani. Domani 12 febbraio è prevista la partenza di Idini e Orizi per la California, alla Silicon Valley. Un viaggio che durerà quasi due mesi e che comporterà costi decisamente rilevanti per una piccola start-up (l'iniziativa non-profit non supporta infatti economicamente le aziende vincitrici).

Idini e Orizi hanno raccontato oggi alla stampa impressioni e aspettative alla vigilia della partenza per gli Stati Uniti. Il loro è un “esempio da replicare”. «Speriamo che il nostro coraggio generi un effetto domino. Ci siamo chiesti: se si fa informatica in India, perché non farla anche in Sardegna? Intanto abbiamo dato lavoro a una decina di persone», ha detto Marcello Orizi. Daniele Idini gli fa eco: «Non siamo persone speciali. Ma nel nostro piccolo stiamo creando una cultura dell’esempio». Al loro fianco la presidente della Provincia Alessandra Giudici e l’assessore provinciale alle Attività Produttive Roberto Desini. E per dare maggiore ufficialità e importanza all’incontro è stata scelta la sala giunta del Palazzo della Provincia. Un saluto istituzionale che giunge dopo quello del sindaco di Sassari Gianfranco Ganau avvenuto negli scorsi giorni.

Il viaggio negli Usa è comunque già iniziato sul blog www.prossimaimpronta.it. Qui i due giovani sassaresi racconteranno in tempo reale la loro avventura americana con foto, video e testi.
http://sardies.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2393:da-sassari-alla-silicon-valley&catid=17:scienza&Itemid=20

Link:
http://www.thenetvalue.com/index.html
http://www.whereisnow.com/

http://www.sardegnaricerche.it/
http://www.sardegnaricerche.it/chisiamo/gruppo/
http://www.crs4.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/CRS4
http://www.portocontericerche.it/

http://www.tiscali.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Video_On_Line

w3deco
February 16th, 2010, 03:18 PM
Ritorna il Giro di Sardegna

http://3.bp.blogspot.com/_jubcUzmFax0/SaZfADEGC2I/AAAAAAAAAWo/jEOlXdsq8Mg/s400/giro_di_sardegna2009_tappa1.jpg

Un centinaio di ciclisti e 14 squadre iscritte alla 28/a edizione del Giro di Sardegna: al via anche campioni come Petacchi, Garzelli e Rasmussen. La partenza è fissata per il prossimo 23 febbraio da Olbia e la prima tappa, dopo 144 chilometri, porterà gli atleti a Bonorva.

Altri quattro appuntamenti sino al 27 febbraio: da Macomer a Nuoro, da Nuoro a Oristano, da Carbonia a Iglesias e ultima corsa da S.Antioco a Cagliari con volata finale davanti alla basilica di Bonaria. Mentre il giorno dopo, dopo 17 anni di stop, si correrà la 32/a "Classica Sarda" Sassari-Olbia. Per il percorso del Giro vi sono molte novità rispetto alla edizione scorso anno: la carovana attraverserà 97 comuni, molti nell'interno dell'Isola e si passerà, fatta eccezione per l'arrivo a Cagliari, su strade non percorse nella scorsa edizione. "Ci piaceva - hanno detto gli organizzatori del Giro, Stefano Pilato ed il presidente della Federciclismo Sardegna, Salvatore Meloni - coinvolgere tutti i centri dove le due ruote sono ancora una vera passione. Ci sembra importante segnalare anche la tappa di Capoterra per rendere omaggio a un territorio segnato dalla terribile alluvione di due anni fa". Costo dell'operazione, dai 700 mila al milione di euro. Per le maglie gli organizzatori hanno deciso di puntare su un omaggio alla flora della Sardegna: casacca rossoblu con quercia per il primo in classifica, poi il ginepro per la classifica a punti, l'orchidea selvatica per i traguardi volanti, e la peonia per il gran premio della montagna. Il giorno prima del via alla corsa è in programma ad Olbia la presentazione del Giro con mostre, spettacoli e annullo postale speciale studiato per l'occasione. Nella lunga storia del Giro, partito nel 1958, anche campioni quali Adorni, Merckx, De Vlaeminck e Saronni.

SULLE STRADE DELLA CRISI. I territori dell'Iglesiente segnati dalla crisi dell'Alcoa di Portovesme ripresi dalle telecamere delle tv degli Usa, casa madre della multinazionale dell'alluminio, in occasione della 28/a edizione del Giro di Sardegna di ciclismo. Tra i partecipanti alla gara in programma dal 23 febbraio, c'è infatti anche la Radioshach, il team a stelle e strisce del campionissimo Lance Armstrong (assente alla manifestazione) le cui imprese sportive trovano spesso risalto nei media statunitensi. "Ci auguriamo - ha spiegato uno degli organizzatori dell'evento, Stefano Pilato - che le immagini portate nelle case degli americani possano servire a sensibilizzare sul problema che coinvolge tanti lavoratori sardi".

Martedì 16 febbraio 2010 14.03
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/168541

w3deco
February 17th, 2010, 01:38 PM
Piccolo OT di aviazione "secondaria" in Sardegna...

AEREI: REGIONE SARDEGNA, CONTINUITA’ TERRITORIALE TORTOLI’-ROMA

(AGI) - Cagliari, 16 feb. - La Regione Sardegna si prepara a lanciare il collegamento aereo Tortoli’-Roma in regime di continuita’ territoriale. “E’ tutto pronto”, ha assicurato l’assessore ai Trasporti, Liliana Lorettu. “L’aeroporto e’ attrezzato per partire, le autorizzazioni ci sono e, ci dicono, il traffico sulla rotta per Roma e’ garantito. Siamo disponibili a sostenere la rotta a tariffe scontate e accessibili”.

Il nuovo modello di continuita’ e’ allo studio e sara’, ha detto l’assessore, bidirezionale. “Non deve, cioe’, andare a contrapporsi col modello low cost. Attualmente ci sono collegamenti nazionali - ha spiegato Lorettu - che hanno sovrapposizioni tra rotte in low cost e rotte in continuita’. Immaginiamo voli creativi, niente duplicazioni, rotte e vettori diversificati. E’ importante, inoltre, continuare a puntare su collegamenti minori, per i quali, dal 2006, sono stati investiti 10 milioni di euro”.

Nei programmi regionali c’e’ anche il lancio dello scalo di Oristano Fenosu: “Abbiamo bisogno di ultimare degli interventi e ottenere le autorizzazioni dall’Enac”, ha annunciato l’assessore. “Riteniamo anche quello oristanese uno scalo importante su cui investire”. (AGI)http://www.trasporti-oggi.it/archives/00032523.html

w3deco
February 18th, 2010, 11:13 PM
E' la fine del B&B in Sardegna? Un proposta di legge mette in pericolo centinaia di piccole strutture di microricettività

Verrà discussa a marzo una proposta di legge che, se passerà, darà un colpo durissimo a tutto il settore della ricettività extra-alberghiera sarda. Un giro di vite durissimo che falcerà uno dei pochi settori che, in una regione priva di sbocchi occupazionali, stava dando la speranza di un futuro non ricco, ma dignitoso a tanti giovani sardi.

In sintesi ecco i passaggi che moltissimi gestori preoccupati ci hanno segnalato:

1) tutti i bed and breakfast, anche quelli con una sola camera, nella proposta sono considerati attività d'impresa con obbligo di apertura IVA e soprattutto con conseguente imposizione del minimale INPS (3000 euro annui anche se non si incassa un euro);

2) il numero di stanze massimo concesso agli affittacamere viene portato da 6 (12 posti letto) a 3 camere (6 posti letto)

3) chiunque affitti un proprio immobile privato con la formula del Short Lets per periodi superiori a due mesi nell'anno solare è considerato imprenditore con tutte le conseguenze di cui al numero 1.

Di seguito pubblichiamo alcune osservazioni del Dott. Ugo Masala, presidente dell'Associazione Sarda Operatori Piccole Strutture Ricettive di Qualità.

OSSERVAZIONI SULLA RECENTE PROPOSTA DI LEGGE N. 102 “DISCIPLINA DELLE ATTIVITA’ TURISTICO-RICETTIVE E DELL’OSPITALITA’ IN SARDEGNA.

Riteniamo doveroso intervenire sulla recente proposta di legge di riforma della disciplina regionale nel settore turismo, a firma degli onorevoli CUCCUREDDU – FLORIS – MULAS: ciò sulla base sia della nostra pluridecennale attività nel settore extra–alberghiero, quale Associazione di categoria a carattere regionale, sia in seguito alle innumerevoli pressioni ricevute in tal senso dagli operatori dell’extra alberghiero da tutto il territorio regionale.

Se sono sicuramente condivisibili i principi ispiratori della proposta, in particolare per ciò che concerne la vetustà della attuale normativa regionale e la necessità di adeguare il sistema turistico sardo ai continui mutamenti che il mercato globale necessariamente impone, occorre evidenziare le seguenti criticità.

1) La completa demolizione del settore extra alberghiero.

Con l’equiparazione del bed and breakfast all’affittacamere, la drastica riduzione dell’ambito operativo di quest’ultima figura, la scomparsa di altre importantissime figure quali la locanda – che in sede nazionale ed internazionale stanno invece avendo una valorizzazione e uno sviluppo senza precedenti – si è chiaramente dato corso ad un progetto di demolizione del settore extra alberghiero e del bed and breakfast in particolare, che già aveva avuto inizio con la precedente legislatura.

Risulta evidente come questa iniziativa sia dettata non da una seria e imparziale analisi del fenomeno e delle analoghe normative nazionali, ma risponda alle sempre più evidenti e incessanti, ma altrettanto infondate, pressioni del mondo ricettivo tradizionale – albergatori ed affini.

2) Nessuna concorrenza agli Hotel.

Le strutture ricettive extra alberghiere in Sardegna sono ormai più di 1000, numericamente il gruppo di attività ricettive più consistente nel territorio regionale: la loro diffusione ed affermazione è dovuta ad una precisa richiesta del mercato, il turista sceglie di soggiornare in B&B certamente non per una questione di prezzo ma soprattutto perché trova tutta una serie di valori umani - accoglienza, disponibilità continua, calore umano, immersione nella quotidianità, nella cultura e nelle tradizioni - che una struttura ricettiva tradizionale non è in grado, solitamente, di fornire.

Questa tipologia di turista consapevole, con una capacità di spesa medio alta e un livello culturale evoluto, decide volutamente di non soggiornare nelle strutture ricettive tradizionali. Di conseguenza, non verrebbe in Sardegna se non trovasse la disponibilità dell’offerta extra alberghiera: dove sta la tanto sbandierata concorrenza sleale nei confronti degli albergatori?

3) Il B&B non può essere equiparato ad un'attività imprenditoriale.

L’equiparazione del bed and breakfast ad un’attività esercitata in forma imprenditoriale equivale a dichiararne la scomparsa anche sulla base di una elementare analisi economica: i costi iniziali – investimenti, spese di costituzione, commercialista, diritti camerali, regime INPS, tasse regionale e nazionali, solo per citarne alcune - che già sono difficilmente sostenibili per un’attività ricettiva commerciale di piccole dimensioni come può essere un’affittacamere – 12 posti letto con possibilità di fornire pasti e bevande ai clienti interni – risulterebbero assolutamente insostenibili per una piccola attività a carattere familiare, che nelle migliori delle ipotesi riesce ad incassare, nelle realtà turistiche più affermate, 6500 euro annui – dati ufficiali forniti dal Touring Club, nel "Dossier sul bed and breakfast in Italia.

4) Fenomeni distortivi minimi se paragonati a quelli degli Hotel.

Sicuramente ci sono stati dei fenomeni di distorsione, soprattutto in realtà turistiche in costante sviluppo – vedi ad esempio centro storico di Cagliari, dove le carenze normative e la poca serietà e disonestà di alcuni operatori hanno dato vita a degli abusi palesi – bed and breakfast trasformati in piccoli alberghi con un numero ben maggiore di stanze rispetto alle tre consentite, fenomeno peraltro ben noto anche su scala nazionale, ma risulta assolutamente illogico oltre che illegittimo colpire un’intera categoria per i comportamenti scorretti di una esigua minoranza, peraltro facilmente individuabile.

Volutamente vogliamo tralasciare i numerosi e ben conosciuti abusi del settore alberghiero tradizionale, ben più gravi ed estesi rispetto a quelli dei B&B.

Non è questa la sede né sarebbe sufficiente lo spazio dedicatoci.

5) Il B&B come fonte di guadagno, seppur minimo, per centinaia di famiglie.

La stragrande maggioranza degli operatori è costituita da persone che hanno intrapreso quest’attività per necessità, per mancanza di valide alternative lavorative, in territori fortemente svantaggiati dal punto di vista occupazionale e fuori dai principali circuiti turistici.

Chi si prenderà la responsabilità politica di togliere anche quella piccola ma importantissima integrazione di reddito che l’attività di bed and breakfast è in grado di assicurare, fondamentale per moltissimi nuclei familiari che in questo gravissimo momento di crisi magari vivono con un solo sussidio di disoccupazione o una pensione sociale?

Conclusioni

Pertanto, a tacer delle altre evidenti lacune e dimenticanze (dove sono finiti i principi ispiratori della Legge Quadro Nazionale – L.135/2001, principi guida a cui le normative regionali devono adeguare la propria legislazione turistica, dove sono finiti, ad esempio, i "Sistemi Turistici Locali") si vuole concludere l’analisi di questa proposta di legge, che più che riforma si può definire come elenco dei desiderata del settore ricettivo alberghiero, con una serie di proposte concrete e costruttive dirette in primis all’Assessore Regionale al Turismo, On. Sannittu e ai componenti della competente Commissione Turismo.

a) Bloccare la presente proposta di legge e qualsiasi altro progetto che abbia quale obiettivo di eliminare il settore ricettivo extra alberghiero.

b) Organizzare quanto prima un convegno a carattere regionale dove vengano chiamati ad intervenire gli esponenti più rappresentativi del mondo extra alberghiero regionale, per discutere dello stato attuale e delle prospettive future del settore extra alberghiero.

c) Formare un gruppo di lavoro di VERI esperti del settore chiamati tra coloro che effettivamente si sono occupati di ospitalità diffusa sin dai suoi esordi, per studiare ed elaborare una VERA riforma della normativa del settore ricettivo extra alberghiero – L.R. 27/98.

d) Prevedere degli appositi finanziamenti per gli operatori del settore: per il miglioramento strutturale, per la formazione e per le azioni di marketing.

e) Recuperare la previsione legislativa proposta nella precedente legislatura, che consente a chi volesse trasformare le proprie abitazioni in piccole strutture ricettive di qualità, di usufruire di incrementi di cubatura, ricollegandosi alla stessa previsione a favore degli albergatori contenuta nella recente normativa urbanistica.

f) Organizzare un circuito regionale di ospitalità diffusa di qualità, a regia pubblica, che utilizzi i nuovi sistemi di certificazione qualitativa e non gli ormai obsoleti sistemi classificatori.
http://www.bed-and-breakfast.it/news2.cfm?id=396

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stwebm
February 19th, 2010, 08:55 PM
http://www.agi.it/food/notizie/201002181459-eco-rt10203-turismo_a_regione_sardegna_bit_tourism_award_per_casa_vacanze



TURISMO: A REGIONE SARDEGNA "BIT TOURISM AWARD" PER CASA VACANZE
Cagliari, 18 feb. - Quest'anno il Bit Tourism Award nella categoria "regione piu' ambita per la casa vacanze" e' spettato alla Sardegna. L'Isola e' risultata piu' votata dal pubblico e dagli agenti di viaggio in seguito alla domanda: "Una casa per le vacanze: in quale regione?". Le preferenze sono state 3000, a seguire Toscana e Trentino Alto-Adige. Il primo premio del concorso organizzato da Fiera Milano e' stato consegnato nella serata di ieri all'Assessore del Turismo, Sebastiano Sannitu, nel corso di un evento nella storica sede della Borsa cittadina a Palazzo Mezzanotte. Oltre alla categoria nella quale e' risultata vincente la Sardegna, e' stata premiata la migliore meta gastronomica italiana, lo stato estero piu' desiderato per le vacanze, il piatto tipico regionale preferito, citta' estera, linea aerea, citta' congressuale, tour operator crocierista, autonoleggio e catena alberghiera.

w3deco
February 22nd, 2010, 10:47 PM
^^

Presentati alla Bit dati sui flussi in Sardegna nel 2009, arrivi +3,3%

Milano, 19 feb. - (Adnkronos) - L'assessore del turismo della Regione Sardegna, Sebastiano Sannittu, ha presentato stamani, nello stand della Regione alla Bit di Milano, i dati sui flussi turistici 2009. L'analisi registra quasi 2 milioni e mezzo di arrivi e un volume di presenze superiore ai 12 milioni e 300 mila unita'. Rispetto alla stagione precedente si osserva un incremento del numero complessivo di turisti (+3,3%) e un aumento di presenze (+1,6%). Considerate le rilevazioni effettuate a conclusione della stagione estiva, si sperimenta un ulteriore consolidamento del trend in espansione imputabile tanto all'andamento del bimestre settembre-ottobre quanto al progressivo completamento delle rilevazioni nelle strutture.

Si registrano, per quanto riguarda gli arrivi nel 2009, 2.456.746 (+3,3%). Nel 2008 erano 2.377.930. Le presenze nel 2009 sono state 12.304.560 (+1,6%) contro i 12.108.296 del 2008. Il trend risulta sostenuto dai flussi stranieri (+9,9% degli arrivi, +5,9% delle presenze), secondo proporzioni crescenti rispetto alle rilevazioni effettuate nel corso dell'anno. Il mercato europeo si consolida come principale regione di provenienza (+7% delle presenze), concentrando il 95% degli stranieri.

Fatta eccezione per Regno Unito e Russia, tutti i mercati di riferimento sperimentano un significativo avanzamento, rafforzando la leadership di Germania, Francia e Svizzera (rispettivamente, +6%, +22% e +5% delle presenze) e proiettando la Spagna verso le posizioni di vertice (+91% dei pernottamenti). Nonostante la modesta incidenza sui flussi totali, il continente asiatico mostra un significativo dinamismo (+15% dei pernottamenti) solo in parte attenuato dalla flessione del mercato americano (-4%). Per quanto riguarda il mercato nazionale si assiste a una sostanziale stabilita' con un lieve arretramento delle presenze (-0,4%). Discreto avanzamento del Lazio (circa il +6% dei pernottamenti).

http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=353785

w3deco
February 22nd, 2010, 10:48 PM
CICLISMO: IL GIRO DI SARDEGNA PARTE DOMANI DA OLBIA

(AGI) - Olbia, 22 feb. - Parte domani da Olbia l'edizione 2010 del Giro di Sardegna di ciclismo. Saranno 126 i corridori che da domani per cinque giorni si sfideranno lungo le strade dell'isola. Tra i principali partecipanti da sottolineare la presenza di Vincenzo Nibali che guidera' la Liquigas - Doimo, Alessandro Petacchi (Lampre - Farnese Vini), l'ex tricolore Giovanni Visconti della ISD - Neri, la coppia dell'Acqua & Sapone Stefano Garzelli e Francesco Masciarelli, il quattro volte campione del mondo su pista e oro olimpico a Sydney, il tedesco Robert Bartko e l'ex maglia gialla al Tour de France, Thomas Voekler. Due i corridori sardi iscritti: il velocista Alberto Loddo (Androni Giocattoli) e lo scalatore Stefano Usai (Meridiana Kamen Team). La prima tappa, con partenza da Olbia alle 11.30 e arrivo a Bonorva dopo 144 km, presenta un tracciato piuttosto "nervoso" nelle prime fasi di gara in cui saranno toccati i territori di Loiri e Azzani per poi raggiungere il traguardo da Pattada percorrendo un altopiano, Anela e Bono. Si tratta, secondo gli organizzatori, di una frazione particolarmente adatta ai velocisti ma che potrebbe nascondere qualche insidia negli ultimi chilometri. Il 24 febbraio si correra' la seconda tappa, Macomer - Nuoro (Monte Ortobene) di 172 km, a seguire la Nuoro-Oristano di 206 chilometri, la Carbonia-Iglesias di 161 chilometri e la tappa finale, Sant'Antioco-Cagliari, di 140 chilometri. Domani Rai Sport Piu' trasmettera' un'ampia sintesi della prima tappa a partire dalle ore 18,00 con la telecronaca di Andrea De Luca e il commento tecnico di Silvio Martinello. La manifestazione e' stata presentata stamani in una conferenza svoltasi nell'aula consiliare della provincia di Olbia-Tempio, alla presenza del presidente, Pietrina Murrighile, degli assessori allo Sport della Provincia, Antonio Satta e del Comune di Olbia, Angelo Cocciu insieme al presidente comitato regionale della Federazione ciclistica, Salvatore Meloni e all'organizzatore, Stefano Pilato. (AGI)

w3deco
February 22nd, 2010, 10:50 PM
Sardegna: on line il bando regionale per il solare termico domestico

Il bando regionale per il solare termico domestico in Sardegna è finalmente on line. La Regione, infatti, ha inserito sul proprio sito il bando 2009 per la concessione di contributi ai soggetti privati destinati alla realizzazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento degli edifici. Il bando prevede uno stanziamento pari a circa 1.100.000 euro che verranno utilizzati per finanziare il 30% di ogni impianto istallato e che, probabilmente, verranno impegnati totalmente e in brevissimo termine.

I cittadini sardi, infatti, hanno già mostrato di gradire gli stanziamenti regionali per le rinnovabili e per il risparmio energetico: l’anno scorso, infatti, la Regione dovette prorogare più volte il termine di legge per la fine dei lavori di tutti gli impianti incentivati con il bando del 2007. Le proroghe furono dovute al fatto che spesso i lavori agli impianti iniziavano tardissimo a causa dei ritardi degli uffici regionali nel concedere gli stanziamenti. All’epoca, infatti, l’Assessorato sardo all’Industria fu inondato di richieste e si trovò notevolmente in affanno ad evaderle tutte.

Assai probabile, quindi, che anche per il solare termico gli abitanti della Sardegna vorranno approfittare della possibilità di istallare un impianto sopra il proprio tetto spendendo un terzo in meno di quanto dovrebbero. Lo stanziamento totale, per questo, forse è un po’ basso e potrebbe essere incrementato. Ce lo auguriamo noi e se lo augurano i sardi che hanno già dimostrato, con la massiccia adesione al precedente bando regionale per il fotovoltaico, di gradire molto gli impianti domestici di produzione di energia e calore da fonti rinnovabili.

http://www.ecoblog.it/post/9813/sardegna-on-line-il-bando-regionale-per-il-solare-termico-domestico?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+ecoblog%2Fit+%28ecoblog%29&utm_content=Google+Reader

w3deco
February 23rd, 2010, 02:56 PM
Ecco anche il sito (http://www.ilgirodisardegna.it/frontend/ilgirodisardegna/default.aspx) (ben fatto) del Giro di Sardegna.

w3deco
February 24th, 2010, 01:27 PM
Oristano: centro intermodale passeggeri e stazione di interscambio

La vita di questa zona della Sardegna è fatta di attività umane che lavorano e plasmano la terra, di antichi lavori manuali, di creazioni realizzate con la maestria e la sapienza del passato, che rivisitate e integrate, sono la testimonianza della memoria storica nel vivere contemporaneo.
I materiali locali si rileggono in chiave moderna attribuendo loro l’importante ruolo di identificazione e di appartenenza ai luoghi.
La riqualificazione e la rivitalizzazione di una porzione della città di Oristano, a tutt’oggi non valorizzata, è uno degli aspetti peculiari. L’intervento ha come obiettivi il soddisfacimento delle esigenze di tipo trasportistico e la necessitá di intervenire sul tessuto urbano cresciuto in maniera pressoché spontanea creando un sistema urbano nuovo e innescando un processo che dinamicizzi i luoghi trasformandoli in centri catalizzatori per gli abitanti stessi.
Il centro intermodale diventa una nuova porta d’accesso non solo capace di legare la città al territorio, ma che sia l’interprete dei segni identitari e sia promotore dello sviluppo economico principale della regione: il turismo.
Il centro intermodale cerca di stabilire un forte dialogo con la città, stabilendo un legame oggi inesistente.
La conformazione urbana della cittá di Oristano é irregolare.
É da questa irregolaritá e frammentazione si genera il nostro centro, elemento ordinatore inserito nel contesto, un luogo lineare semplice e chiaro la cui irregolaritá é reinterpretata e inserita solo nelle coperture, piane e semplici, ma dalla forma e dimensioni variabili, irregolari e non uniformi.
Da qui si genera l’assetto funzionale. L’area d’intervento é parallela alla stazione ferroviaria esistente e ai binari. La nostra proposta posiziona le nuove aree funzionali, gli edifici, le soste degli autobus e dei taxi in bande parallele alle funzioni analoghe giá presenti in situ. Il percorso interrato e lo spazio centrale, la cava, luogo di ritrovo dei fruitori, collegano tali bande tra di loro.
Le differenti funzioni sono dislocate in differenti volumi che ospitano i servizi dedicati al viaggiatore, le attivitá culturali, commerciali e il centro informativo.
Tali attivitá sono poste al centro dell’ isola pedonale. I volumi differenti servono per distinguere le varie attivitá e renderle autonome; la loro riconoscibilitá é evidenziata anche da scritte o ideogrammi sulle pareti esterne.
La cava é lo spazio centrale con collegamenti verticali e orizzontali, vuoto e flessibile aperto, ma coperto allo stesso tempo. Viene enfatizzato dai flussi di movimento mediante scale, passerelle, elementi a sbalzo, piani inclinati, scale mobili. Non é solo un luogo di attraversamenti, ma anche un luogo di ritrovo in cui i gradini permettono la sosta, una caffetteria garantisce il relax e vi si possono realizzare anche piccoli eventi culturali come concerti o esposizioni.

http://www.archiportale.com/progetti/jos%C3%A9-mar%C3%ADa-tom%C3%A1s-llavador/oristano/centro-intermodale-passeggeri-e-stazione-di-interscambio_27046.html

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_27046_1.jpg

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_27046_2.jpg

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_27046_3.jpg

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_27046_4.jpg

http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_27046_5.jpg

w3deco
February 25th, 2010, 01:36 PM
Olbia - Piazza Mercato: nasce un comitato

http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/ImageFromDBashx.jpg

A due mesi dall' inaugurazione, dopo una gestazione durata anni - che per molte attività ha significato il fallimento - Piazza Mercato sta lentamente tornando a prendere vita, come dimostrato dal recente successo ottenuto dalla "Festa dei bimbi", organizzata in occasione del carnevale. Ma cosa ne pensano i "sopravvissuti", coloro che in questi anni hanno tenuto duro resistendo alle difficoltà e ai disagi che i lavori hanno inevitabilmente comportato: «La situazione sta lentamente migliorando, ma ci vuole ancora del tempo per poter parlare di vera "rinascita" - sostiene Daniele Ruiu, titolare dello storico negozio di abbigliameno "El Greco" - Il fatto che la piazza sia ora agibile è di per sé un ottimo risultato, ma non basta; ora è necessario pensare all'arredo urbano per valorizzare meglio ciò che il comune ha fatto. Considerando i soldi che sono stati investiti, ritengo che questo sia anche l'interesse dell'amministrazione comunale». Dello stesso avviso è Monica Piras, del negozio di ottica Firinaiu: «Qualcosa si sta muovendo, ma bisogna saper sfruttare la nuova piazza per poterle dare un futuro, altrimenti sarà solo un lavoro sprecato». Proprio per questo sta nascendo il "Comitato associati Piazza Mercato", che riunisce alcuni degli esercenti della zona, con un obiettivo chiaro e preciso: «Far ritornare Piazza Mercato ad un punto tale da poter essere nuovamente considerata un punto strategico, proprio come lo era una volta». Sono le parole di Davide Fenu, gestore dell' "Ice bar" e presidente del comitato insieme al suo vice, il barbiere Gianluca Loriga: «La settimana prossima registreremo lo statuto all'ufficio delle entrate, dopodichè ci impegneremo affinchè i cittadini possano riscoprire la loro piazza. L'idea è quella di organizzare mostre, mercatini, spettacoli di ogni tipo, tutte occasioni che servono a richiamare la gente. Sarebbe utile anche migliorare la viabilità di via Acquedotto, abbellirla in modo che le persone possano apprezzarla maggiormante. Realizzare panchine, aggiungere piante, insomma dare la giusta dignità ad una via che ricopre un ruolo chiave per la piazza. Naturalmente c'è bisogno del sostegno del comune per realizzare un progetto di questo tipo. E penso che chi ha resistito, con fatica e impegno, per tutto questo tempo al degrado della zona, ora meriti un'attenzione speciale da parte dell'amministrazione.

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20100225&Categ=32&Voce=1&IdArticolo=2433958

Visto che è stata inaugurata mesi fa, qualcuno ha immagini della piazza?

In questo video si vede in parte l'intervento...

J4LF4tjpjeA

anticalcare
February 28th, 2010, 10:19 PM
mah, qui dice che è stato annullato:

http://europaconcorsi.com/competitions/110843-Centro-Intermodale-di-Iglesias-concorso-annullato-

io sapevo che fosse un concorso in due fasi. la prima è stata espletata. alla seconda sarebbero dovuti passare i migliori 3 progetti

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/163291
http://www.facebook.com/album.php?aid=137880&id=132799082584&ref=mf
http://www.youtube.com/watch?v=LDgt8ydQtOo

sardreamer
February 28th, 2010, 11:30 PM
io sapevo che fosse un concorso in due fasi. la prima è stata espletata. alla seconda sarebbero dovuti passare i migliori 3 progetti

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/163291
http://www.facebook.com/album.php?aid=137880&id=132799082584&ref=mf
http://www.youtube.com/watch?v=LDgt8ydQtOo

mah.. in effetti mi sembra strano sia stato annullato. nel sito del comun enon ho trovato nulla

sardreamer
February 28th, 2010, 11:33 PM
LA BITAS È IL PRIMO INCONTRO DI COMMERCIALIZZAZIONE INTERNAZIONALE CHE METTE IN CONTATTO L'OFFERTA SARDA DI TURISMO ATTIVO CON LA DOMANDA INTERNAZIONALE.

Il 15-18 Marzo si terrà la prima edizione della Borsa Internazionale del Turismo Attivo in Sardegna.
Palazzo dei Congressi della Fiera Campionaria di Cagliari.
Obiettivo dell'evento sarà quello di favorire l'incontro tra offerta turistica sarda e domanda nazionale e internazionale nell'ambito del Turismo Attivo.
La manifestazione assumerà la forma organizzativa del workshop e prevede la partecipazione di due tipologie di soggetti: gli attori della domanda italiana e internazionale e gli attori dell'offerta sarda.
La prima tipologia comprende i tour operator della domanda nazionale e internazionale specializzati che vogliano includere la Sardegna tra le destinazioni da proporre ai propri clienti.
La seconda tipologia è costituita dagli operatori sardi che vogliano presentare la propria offerta commerciale direttamente ai tour operator che operano nei segmenti prescelti.


Portale:
http://www.regione.sardegna.it/speciali/bitas/

http://www.regione.sardegna.it/immagini/1_231_20100126123101.jpg

stwebm
March 3rd, 2010, 08:00 PM
Energia: Pili, su parchi off shore Regioni a statuto speciale hanno competenza primaria su ambiente

Cagliari, 3 mar. - (Adnkronos) - ''La materia ambientale paesaggistica nelle Regioni a Statuto Speciale ha specificita' e competenze diversamente articolate rispetto alle Regioni a statuto ordinario. La sfrontatezza dei signorotti del vento deve trovare risposte immediate, chiare forti e nette''. Lo afferma il deputato del Pdl Mauro Pili che ha presentato ieri una interrogazione ai ministri dell'Ambiente, dello sviluppo economico e dei beni culturali sulla richiesta di 10 milioni di metri quadri di acque demaniali nel Golfo di Cagliari per l'impianto di una centrale eolica off shore.

Sono tre le azioni da mettere urgentemente in campo secondo il Parlamentare sardo.''Nell'avviso pubblico emanato ieri da Capo del Compartimento Marittimo di Cagliari - sostiene Pili - , che e' organo dello Stato, si configurano chiari conflitti di attribuzione che devono essere immediatamente sollevanti davanti alla Corte Costituzionale. E' per questo motivo che la Regione deve preventivamente sollevare davanti all'Alta Corte un conflitto di attribuzione''.

''Nel contempo - spiega Pili - va impugnata la procedura relativa alla 'subliminale' assegnazione dello specchio acqueo davanti al golfo di Cagliari. Con l'avvio di una procedura autorizzativa di un impianto eolico off shore su un bene pubblico come il mare, senza disporre di nessuna concessione demaniale, si potrebbe configurare un' automatica concessione delle stesse aree. Norme e giurisprudenza obbligano ad una procedura concorsuale in regime di evidenza pubblica per assegnare un'area o un tratto di mare demaniale. La Regione e i Comuni - conclude Pili -, certamente con maggiori titoli rispetto ai privati dell'eolico, dovrebbero avanzare la richiesta di concessione demaniale ai fini della tutela ambientale, valorizzazione naturalistica e paesaggistica degli specchi acquei relativi alle proprie coste''.



http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=362250

http://unionesarda.ilsole24ore.com/foto/ArticoloSezione/276194.jpg
http://unionesarda.ilsole24ore.com/foto/ArticoloSezione/276194.jpg



non capisco perchè non li realizzino in modo che non si vedano da terra , non darebbero davvero fastidio a nessuno , energia a palla , non penso che sia una questione di lunghezza dei cavi

sardreamer
March 5th, 2010, 11:04 PM
non capisco perchè non li realizzino in modo che non si vedano da terra , non darebbero davvero fastidio a nessuno , energia a palla , non penso che sia una questione di lunghezza dei cavi

no il probelma sono i fondali. siccome questi pali eolici sono fissati sul fondale, la profondità non può essere superiore a 30, 40 metri, ora non ricordo bene. Nei nostri mari come ti sposti dalla costa il fondale scende di brutto, per questo non sono particolarmente adatti all'off shore, dovendo i parchi essere posizionati a poca distanza dalla costa. Nei mari del nord invece in certe zone ci sono dei fondali costituiti da tavolati che si estendono per chilometri dalla costa. Possono così posizionare i parchi a notevole distanza senza che questi risultino visibili.

C'è però allo studio una soluzione. Un società Norvegese ha realizzato e sta sperimentando una turbina eolica galleggiante, l'Hywind, ancorabile con 3cavi d'acciaio a fondali dai 120 ai 700metri. funziona in pratica come un enorme galleggiante da pesca. Questa tecnologia, se si confermerà valida, consentirà di installare impianti eolici più al largo degli impianti tradizionali, intercettando venti di maggiore entità, e senza arrecare disturbo al paesaggio e alla navigazione. Penso che allo stato attuale il grosso probelma siano i costi. La tecnologia non è ancora conveniente. Ma in questo settore ci sono rapide e continue evoluzioni. forse è il caso di attendere un po'..
Con qualcosa del genere non ci sarebbero più problemi e potremmo riempire il Canale di Sardegna di turbine.

http://www.casaeclima.com/images/stories/news_2009/floatwind_550x414.jpg

http://www.gooddeal-hunting.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/windturbinecollage-thumb.jpg

sardreamer
March 5th, 2010, 11:14 PM
osservavo questo park resort di Mazzella. Praticamente ha unificato una serie di strutture ricettive e ha creato un parco turistico gigante..

http://www.arbataxpark.com/site/

http://www.arbataxpark.com/site/images/foot-mappa-resort.jpg

http://www.arbataxpark.com/site/images/f-home.jpg

w3deco
March 5th, 2010, 11:23 PM
osservavo questo park resort di Mazzella. Praticamente ha unificato una serie di strutture ricettive e ha creato un parco turistico gigante..

http://www.arbataxpark.com/site/

Apperò!

E questo da dove esce fuori? :nuts:

L'idea non sembra male...sai qual è la società?
L'iniziativa è di una società sarda o di fuori?

sardreamer
March 5th, 2010, 11:26 PM
Apperò!

E questo da dove esce fuori? :nuts:

L'idea non sembra male...sai qual è la società?
L'iniziativa è di una società sarda o di fuori?

Sardissimo. Giorgio Mazzella.

http://www.giorgiomazzella.it/aziende.asp

w3deco
March 5th, 2010, 11:30 PM
Sardissimo. Giorgio Mazzella.

http://www.giorgiomazzella.it/aziende.asp

Grazie...molto interessante!

Adoro quella parte di Sardegna.

sardreamer
March 5th, 2010, 11:40 PM
http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/files/2010/03/SF190W.jpg

fonte:
http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/03/04/fermiamo-gli-speculatori-del-vento-all%e2%80%99assalto-delle-coste-sarde/

felis
March 5th, 2010, 11:52 PM
Le 3 di Campanedda-Bancali-Olmedo sono davvero poca cosa, credo nemmeno 10 torri sperimentali. Non sono neanche molto visibili. Quelle che mi dispiace davvero vedere bloccate sono Monte Arci, tutto abbandonato perché la ditta produttrice è fallita e manca ogni pezzo di ricambio :( (ma perché non acquistano nuovi generatori?!) e quella di Carloforte.. che potrebbe contribuire a rendere l'isola - di San Pietro.. - indipendente energeticamente!

w3deco
March 5th, 2010, 11:53 PM
fonte:
http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/03/04/fermiamo-gli-speculatori-del-vento-all%e2%80%99assalto-delle-coste-sarde/

Tra l'altro io ho fatto la somma ed esce 550...più 163 in costruzione...
Non 453 come scritto nella tabella.

Praticamente 1/7 della produzione italiana...

makkillottu
March 6th, 2010, 03:08 AM
osservavo questo park resort di Mazzella. Praticamente ha unificato una serie di strutture ricettive e ha creato un parco turistico gigante..

http://www.arbataxpark.com/site/

http://www.arbataxpark.com/site/images/foot-mappa-resort.jpg

http://www.arbataxpark.com/site/images/f-home.jpg

Beh, ma questa serie di parchi c'è già da un bel pezzo... un tempo (non so ora) fece parte del "VentaClub". Se non erro è suo anche l'aeroporto di Tortolì (il "nostro" St. Marteen :lol:) e il Capo Boi a Villasimius...

w3deco
March 6th, 2010, 08:26 AM
Beh, ma questa serie di parchi c'è già da un bel pezzo... un tempo (non so ora) fece parte del "VentaClub". Se non erro è suo anche l'aeroporto di Tortolì (il "nostro" St. Marteen :lol:) e il Capo Boi a Villasimius...

Grazie alla segnalazione di Sardreamer (http://www.giorgiomazzella.it/aziende.asp) ti posso dire che sono suoi anche il Timi Ama, il residence Torre delle stelle, l'hotel Sighientu e tante altre... :nuts:

sardreamer
March 6th, 2010, 10:05 AM
Beh, ma questa serie di parchi c'è già da un bel pezzo... un tempo (non so ora) fece parte del "VentaClub". Se non erro è suo anche l'aeroporto di Tortolì (il "nostro" St. Marteen :lol:) e il Capo Boi a Villasimius...

già. tutto giusto. il st marteen de noaltri sta però per divenire pubblico, almeno in maggioranza. e sono previsti investimenti infrastrutturali.. boh, magari un'estensione off shore :lol:

w3deco
March 6th, 2010, 03:49 PM
Il paradiso che nessuno vuole

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/CONTROLLI/ImageFromDB.ashx?Tipo=Foto&Id=719402

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/CONTROLLI/ImageFromDB.ashx?Tipo=Foto&Id=719403

Orbai, nel Comune di Villamassargia, è un meraviglioso villaggio minerario restaurato e abbandonato. Nel senso che nessuno si fa avanti per la gestione. Il sindaco: «Ma non può finire così».

La chiave gira a vuoto e l'assessore si guarda attorno, mortificato. Oltre le inferriate del cancello arrugginito, un porticato che si affaccia su un cortile con vista sul mondo. Alle spalle e intorno, foresta di lecci e ruscelli e impronte di cinghiali e prati di anemoni selvatici in fiore e chi più ne ha più ne metta. Un paradiso a seicento metri d'altezza, per i pochissimi fortunati che abbiano la possibilità di goderne. Nei vialetti invasi dalle erbacce, si può buttare un occhio oltre il canalone, sulle cime del Marganai, se il cielo è terso fino a Sardara e Sanluri. La laveria, archeologia industriale con i controfiocchi, purtroppo è rimasta un rudere, in onore alle scelte argute. Quando le folate di vento hanno gelato la comitiva, soccorre il colpo di genio: Luciano Pinna, delega all'Ambiente, fa passare il braccio fra le sbarre e prova ad aprire la serratura al contrario. Miracolo: il villaggio - che fu minerario - di Orbai, il centro sensibile di un mare di verde imprevisto, con qualche resistenza cede alla visita.
DEGRADO E ABBANDONO La vernice sulle porte delle stanze sembra grattata via da un esercito di gatti furiosi. Traballano i cancelli, qualche finestra ha ceduto, piove in alcune stanze, certi vetri sono andati in frantumi, l'umidità dentro il salone ha guadagnato i soffitti, coperti di travi a vista. Poco lontano un allevatore desulese ha anche tentato di esercitare l'usucapione su un terreno di 350 ettari: causa appena chiusa, Comune vittorioso. Tremilacinquecento metri quadri e spiccioli di coperto su un terreno di 1500 ettari: quando l'amministrazione di Villamassargia ha deciso di ristrutturare il villaggo non sono andati per il sottile. Primi anni '90, soldi della Cassa per il Mezzogiorno, circa dieci miliardi di lire per iniziare, altre fettine negli anni a venire. Si è scelta la linea dura: rimettere in sesto tutto, eccezion fatta per casette sparse che compaiono qua e là nella foresta. C'è uno dei campi da tennis più panoramici del globo illuminato con fanali da stadio, bocce al coperto dentro un mega-magazzino. Hanno avuto cura anche di tinteggiare in arancione spugnato le cappe dei camini come anche a Porto Cervo troverebbero fuori luogo. Poi, a lavori finiti, si sono posti il problema: e ora che fare? Risultano agli atti due bandi internazionali per affidare in gestione tutta la struttura, andati rigorosamente deserti. Nel frattempo sono passti i lustri, tutto l'ambaradan è invecchiato, le crepe oggi segnano i muri di pietra.
ARREDI CERCANSI «Ormai siamo in ballo e bisogna ballare. Il villaggio è immenso, ristrutturato e occorre trovare qualcuno che lo prenda in carico». Il paradosso del troppo bello e del troppo grande che nessuno vuole, Franco Porcu, sindaco, l'ha risolto da sindacalista di vecchia scuola. Quando la Regione non lo voleva ascoltare, piazzò una tenda davanti alla galleria giù a valle: 43 giorni di occupazione e alla fine Renato Soru, ex governatore, accettò di visitare la miniera. Le cronache raccontano che vide il posto, cambiò idea e qualche quattrino per l'ennesima ristrutturazione arrivò. «Dobbiamo rimettere a nuovo, comprare gli arredi, le cucine, le camere da letto, nessuno accetta di gestire un posto come questo se non è completo». Al di là del monte, proseguendo sulla mulattiera, si arriva dritti nel villaggio di Rosas, Narcao. Lì i primi turisti li hanno visti arrivare a Capodanno e l'associazione di ex minatori sta governando la case ristrutturate. Il sindaco muove la testa: «Qui c'è bisogno di veri imprenditori, di gente che sappia fare il suo lavoro». Nella storia recente si è presentata una società australiana che ha in appalto, dal governo Usa, la riabilitazione dei militari rimasti feriti in guerra. Pare abbiano un campo già in Francia, pensavano a Orbai. Hanno proposto alla Regione un accordo di programma da due milioni di euro ciascuno, tutto è finito in freezer. Un importante imprenditore cagliaritano ci ha pensato un po': gelo anche per questo. Poi una società che si occupa di vacanze scolastiche, ma non c'erano neanche i materassi e ha tagliato la corda.
CACCCIATORI BENEMERITI A due passi c'è l'oasi di Santa Mariedda, dove stanno reintroducendo i cervi. Sull'altro lato, un'immensa Autogestita. Sono stati i cacciatori in questi anni a garantire che qualcuno non si portasse via Orbai pezzo a pezzo. Una sorta di guardianìa informale che ha evitato lo sfacelo. «Quando abbiamo concepito il progetto - racconta Livia Crobu, sindaco negli anni d'oro - avevamo pensato proprio a un'azienda agri-venatoria. C'erano decine di persone che, dalla Penisola, ci chiedevano ospitalità. Oggi però la sensibilità è cambiata». E Gianluigi Pasella, anche lui ex primo cittadino e presidente dell'Autogestita: «Abbiamo perso un treno importante. Guardatevi attorno: è tutto uno sfacelo, non sono stati capaci neanche di completare il progetto». Per dire, le tegole sarde e i soffitti in legno ci sono, una qualunque forma di riscaldamento no. Una forma di depurazione degli scarichi neppure. E perfino i contatti con l'energia elettrica («ma è un problema che si risolve in mezza giornata,») si interrompono a valle.
INQUINAMENTO Fino a pochi mesi fa c'era anche una fascinosa discarica rilucente di metalli pesanti che lasciava nei torrenti sostanze per nulla salubri. Chiusa dal '58 dopo una lunga e onorata carriera come miniera di blenda e galena (piombo e zinco), mostra segni pesanti che la bonifica in corso sta oggi cancellando. «Si può ancora salvare, questo posto è unico», giura il sindaco. La strada dei funghi, porcini reali e pioppini in testa. Il giardino dei ciliegi intorno al prato, dove il fiume disegna un'ansa, segno di un passato importante. La galleria scavata a mano, «solo uomini che, con il picco, mettevano a nudo i filoni di minerale», percorribile quando arriveranno i soldi per metterla in sicurezza. Un dettaglio: di visitatori neanche l'ombra. Mentre la Ruhr, area industriale dismessa per eccellenza, quest'anno è capitale europea della cultura e si aspettano un milione di turisti. Oberhausen è pure gemellata col Sulcis. Ma questa è un'altra storia.

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20100306&Categ=2&Voce=4&IdArticolo=2437317


Secondo voi potrebbe essere 'appetibile' per uno sviluppo turistico?

E' a una mezz'oretta dall'aeroporto di Cagliari (quasi tutta superstrada 130) e non troppo lontano passa pure la ferrovia.

Potrebbe essere una sorta di piccolo resort immerso nella natura! ;)

Per capire di che si parla...

http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/Immagineq.jpg

http://maps.google.it/maps?f=d&source=s_d&saddr=elmas&daddr=39.300299,8.874207+to:orbai&geocode=FcUsVwIdyRWKACkxEYAOqTfnEjHQWBDLFb4IBA%3B%3BFdGtVgIdSwiFACkJc1tSZBHnEjHRuIPtFr4IJg&hl=it&mra=dpe&mrcr=0&mrsp=1&sz=11&via=1&sll=39.264158,8.885193&sspn=0.26209,0.617294&ie=UTF8&ll=39.234655,8.716364&spn=0.004097,0.009645&t=h&z=17

w3deco
March 6th, 2010, 04:45 PM
Nuoro, il Sindaco Zidda sull'Università: "Creare un unico polo con Oristano"

Il sindaco di Nuoro, Mario Zidda, ha inviato una lettera al sindaco di Oristano, Angela Nonnis, al presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, e a quello della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, nella quale propone un incontro fra i quattro Enti nel quale si possa discutere della possibilità della creazione di un unico Polo universitario della Sardegna centrale nella quale confluiscano l'esperienza nuorese e quella oristanese

"L'approvazione dell'emendamento all'articolo 7 della Legge regionale del dicembre scorso - ha scritto Zidda - al dì là delle criticità applicativa chiede un indirizzo rivolto alle Amministrazioni locali di Nuoro e Oristano perché assumano iniziative volte alla creazione di un Consorzio che unifichi, in un unico polo di valenza regionale, l'Università della Sardegna centrale e raccolga in esso le parallele e fin qui separate esperienze di università avviate nei due territori di riferimento". Nella lettera il sindaco sottolinea il favore che la proposta ha ricevuto sia nell'opinione pubblica che fra gli amministratori locali ma anche la necessità di affrontare le questioni tecnico-giuridiche e politico-amministrative che essa pone. "Chiedo perciò - ha concluso Zidda - la disponibilità ad un incontro in tempi brevi, per un immediato avvio dei lavori costitutivi della nuova unica realtà dell'Università della Sardegna centrale".

Sabato 06 marzo 2010 13.03

http://www.consuninuorese.it/
http://www.consorziouno.it/consorziouno/opencms/

RikFC86
March 7th, 2010, 11:24 AM
Sarebbe ora che creassero un'università seria del centro-Sardegna...

anticalcare
March 7th, 2010, 11:59 AM
ma stiamo scherzando?
invece di puntare alla creazione di un'unica università sarda, ne vogliamo creare pure un'altra? così non si è competitivi! ma dove vogliamo andare?!

RikFC86
March 7th, 2010, 12:09 PM
Vai a dirlo agli studenti fuori sede che devono andare a Cagliari o a Sassari, che abbandonano i loro territori natii e con molta probabilità non vi faranno più ritorno...L'università crea ricchezza ed eradica l'ignoranza, e mi pare che in quelle zone rurali ce ne sia già abbastanza.

Non serve un'unica università, ma servono più università che collaborino come se fossero un'unica entità.

sardreamer
March 7th, 2010, 12:22 PM
a prender posizione su queste questioni c'è sempre il rischio di venir tacciati di essere accentratori di risorse e servizi. Ed è sgradevole dover negare a realtà importanti del centro sardegna la pur legittima ambizione ad una crescita sociale culturale ed economica chi passi anche attraverso lo sviluppo di un' università locale legata al territorio.

la mia modestissima e perfettibilissima opinione è però che, considerato il dato demografico, sarebbe forse meglio investire sulla crescita dei due poli universtari esistenti. E utilizzare quelle risorse che si spenderebbero per sostenere un altro polo universitario (che o è competitovo e di alto livello, o forse è meglio che non sia) , per favorire l'accesso agli studi. Quindi politica degli alloggi, borse di studio. Spostarsi è poi di per se un'esperienza formativa. Insomma mi chedo non sia meglio concentrare gli studenti in pochi centri di studio e ricerca di livello, piuttosto che portare l'università sotto casa. Oggi poi con le tecnologie informatiche si potrebbe sviluppare molto di più l'e-learning, per chi proprio non può o vuole allontanarsi.

stwebm
March 7th, 2010, 12:23 PM
Vai a dirlo agli studenti fuori sede che devono andare a Cagliari o a Sassari, che abbandonano i loro territori natii e con molta probabilità non vi faranno più ritorno...L'università crea ricchezza ed eradica l'ignoranza, e mi pare che in quelle zone rurali ce ne sia già abbastanza.

Non serve un'unica università, ma servono più università che collaborino come se fossero un'unica entità.

la collaborazione spontanea lascia sempre il tempo che trova, molto meglio qualcosa di più solido , che so un rettorato regionale che decide per tutti
hai molto più potere , anche coi docenti , es. vuoi la cattedra ti fai 3 gg a cagliari e 3 a sassari

RikFC86
March 7th, 2010, 12:30 PM
a prender posizione su queste questioni c'è sempre il rischio di venir tacciati di essere accentratori di risorse e servizi. Ed è sgradevole dover negare a realtà importanti del centro sardegna la pur legittima ambizione ad una crescita sociale culturale ed economica chi passi anche attraverso lo sviluppo di un' università locale legata al territorio.

la mia modestissima e perfettibilissima opinione è però che, considerato il dato demografico, sarebbe forse meglio investire sulla crescita dei due poli universtari esistenti. E utilizzare quelle risorse che si spenderebbero per sostenere un altro polo universitario (che o è competitovo e di alto livello, o forse è meglio che non sia) , per favorire l'accesso agli studi. Quindi politica degli alloggi, borse di studio. Spostarsi è poi di per se un'esperienza formativa. Insomma mi chedo non sia meglio concentrare gli studenti in pochi centri di studio e ricerca di livello, piuttosto che portare l'università sotto casa. Oggi poi con le tecnologie informatiche si potrebbe sviluppare molto di più l'e-learning, per chi proprio non può o vuole allontanarsi.

E' un'opinione più che condivisibile. Io sono tuttavia dell'avviso che per le modalità con cui si è sviluppato (o meglio dire, come non si è sviluppato) il microcosmo della Sardegna Centrale, sia più proficuo portare l'università a casa di queste popolazioni, perché altrimenti non usciranno mai dall'isolamento.

Poi non metto in dubbio che da un punto di vista assoluto, e la mia e la tua/vostra opinione possano essere corrette, tuttavia penso sia più adeguato relativizzare il problema alla nostra realtà.

RikFC86
March 7th, 2010, 12:31 PM
la collaborazione spontanea lascia sempre il tempo che trova, molto meglio qualcosa di più solido , che so un rettorato regionale che decide per tutti
hai molto più potere , anche coi docenti , es. vuoi la cattedra ti fai 3 gg a cagliari e 3 a sassari

Certo, servirebbe un controllo centralizzato regionale, senza ombra di dubbio.

stwebm
March 7th, 2010, 12:33 PM
^^ comunque l'isolamento di cui parli è comune a tutto il mondo, anzi la Sardegna è anche piccola, pensa negli stati uniti paesi isolati ma di centinaia e centinaia di km ... mi sembra tutto abbastanza normale anche in piccardia ad ex. che sono a 50 km da parigi la situazione è la stessa, è la vita di campagna

RikFC86
March 7th, 2010, 12:36 PM
^^ comunque l'isolamento di cui parli è comune a tutto il mondo, anzi la Sardegna è anche piccola, pensa negli stati uniti paesi isolati ma di centinaia e centinaia di km ... mi sembra tutto abbastanza normale anche in piccardia ad ex. che sono a 50 km da parigi la situazione è la stessa

Mi riferisco anche all'isolamento culturale, non esclusivamente a quello geografico (e anche qua ci sarebbe da ridire, vista la qualità delle nostre strade e del nostro sistema ferroviario)

felis
March 7th, 2010, 12:50 PM
Non c'è bisogno di fondere le due facoltà.. basterebbe il buon senso evitando doppioni. Quante facoltà di architettura servono in Sardegna? 1, teniamola a Sassari-Alghero. Quante facoltà di ingegneria servono in Sardegna? 1, teniamola a Cagliari. Quanti poli di agraria-veterinaria possiamo avere in Sardegna? 1, teniamolo a Sassari. E così via.

Tutti i paesi dell'interno potrebbero benissimo ospitare corsi di laurea "unici", molto specifici e molto tecnici, meglio ancora se solo lauree sperialistiche o master. Ma basta con la proliferazioni di questi corsi in economia del turismo, queste laurette a domicilio di ogni materia, etc, e soprattutto buon senso =/= concentrare tutto a Cagliari come stanno provando a fare per le specializzazioni di medicina.

sardreamer
March 7th, 2010, 12:53 PM
E' un'opinione più che condivisibile. Io sono tuttavia dell'avviso che per le modalità con cui si è sviluppato (o meglio dire, come non si è sviluppato) il microcosmo della Sardegna Centrale, sia più proficuo portare l'università a casa di queste popolazioni, perché altrimenti non usciranno mai dall'isolamento.

Poi non metto in dubbio che da un punto di vista assoluto, e la mia e la tua/vostra opinione possano essere corrette, tuttavia penso sia più adeguato relativizzare il problema alla nostra realtà.

Dall'isolamento si esce non necessariamente portando l'università fisicamente, ma portando la conoscenza, cioè innalzando il livello di competenza e istruzione della popolazione. E questo lo puoi fare o portando fiscaente l'università sottocasa o portando gli studenti all'università. Un ragazzo nuorese che vuole studiare deve essere messo nelle condizioni di poterlo fare alla pari di un caglaiirtano, compensando lo svantaggio con borse di studio e alloggi gratuiti. Ma non per trasferisri poi a cagliari per sempre. Se si trasferisce da sorgono a Nuoro, non cambia granchè. Bisogna che cresca il tressuto produttivo delle zone interne, per consentire alle persone che vogliono di tornare di non morire di fame. E questo lo si ottiene anche e soprattutto incrementando la cutura d'impresa, con l'istruzione appunto. Istruzione che uno può ricevere da qualsiasi parte.

Comunque non son contrario per principio a che qualche facoltà ci sia anche a oristano o nuoro. Mi convince poco la politica dei doppioni, delle sedi gemmate. Tre o 4 corsi di laurea uguali in sardegna. Son più favorevole semmai alla specializzazione locale. ad esempio scienze forestali, solo a nuoro e tutti sardi che vogliono fare scenze forestali se ne vanno a nuoro...

RikFC86
March 7th, 2010, 01:01 PM
Non c'è bisogno di fondere le due facoltà.. basterebbe il buon senso evitando doppioni. Quante facoltà di architettura servono in Sardegna? 1, teniamola a Sassari-Alghero. Quante facoltà di ingegneria servono in Sardegna? 1, teniamola a Cagliari. Quanti poli di agraria-veterinaria possiamo avere in Sardegna? 1, teniamolo a Sassari. E così via.

Tutti i paesi dell'interno potrebbero benissimo ospitare corsi di laurea "unici", molto specifici e molto tecnici, meglio ancora se solo lauree sperialistiche o master. Ma basta con la proliferazioni di questi corsi in economia del turismo, queste laurette a domicilio di ogni materia, etc, e soprattutto buon senso =/= concentrare tutto a Cagliari come stanno provando a fare per le specializzazioni di medicina.

Certo che va fatto tutto con buon senso per evitare doppioni!E' per questo che serve un controllo centrale!

Per quanto riguarda le specializzazioni mediche, sono toccato in prima persona ahimé. Per direttive ministeriali si è proceduto all'accorpamento delle scuole (non tutte per fortuna) in zone geografiche affini, qua da noi ovviamente tra Cagliari e Sassari...Il problema non è nato quindi in regione. Le due città da questo punto di vista sono sempre state autonome, e pavento che torni a essere così!Sinceramente avrei poca voglia di trasferirmi in un'altra città perché magari non arrivo primo in graduatoria, e immagino che gli studenti di medicina sassaresi la pensino allo stesso modo.

w3deco
March 7th, 2010, 02:55 PM
Questi giorni si parlava di energie rinnovabili, eolico e solare...


L’Italia sale al 2° posto in Europa, preceduta solo dalla Germania, nella classifica dei produttori di energia solare, con produzione pari a un “GigaWatt” di potenza.
Gli impianti certificati in funzione sono più di 70.000 e forniscono energia a un milione e duecentomila persone.
Dunque, in pochissimo tempo e nonostante grandi rallentamenti prodotti da intralci burocratici e da un ministro nuclearista (Scaiola) che vede in pericolo la costruzione di centrali nucleari se il fotovoltaico soddisfa la domanda di elettricità, siamo arrivati alla autosufficienza energetica per oltre un milione di persone.

Figuriamoci che tipo di accelerazione ci sarebbe in materia di indipendenza energetica se la regione Sardegna, dove mi trovo, che ha un milione e seicentomila abitanti, con un sistema industriale in crisi, reso precario dagli umori e dalle convenienze di multinazionali straniere, trasformasse le due zone industriali, quella al nord di Porto Torres, e quella a sud-ovest di Porto Vesme, in due poli di produzione di pannelli fotovoltaici, i più moderni ed efficienti e oggi anche meno costosi, con l’obiettivo dichiarato di rendere la Sardegna una isola verde, totalmente indipendente dal petrolio.
Non ci sarebbe modo migliore per allontanare ogni ipotesi su una possibile centrale nucleare a Oristano o, peggio, su un eventuale deposito di scorie radioattive in una zona già sotto servitù militare.
Sarebbe bellissimo veder partire un progetto del genere, coinvolgere le università di ingegneria di Sassari e Cagliari con ricche borse di studio per chi si specializza nel fotovoltaico, in sinergia con una struttura produttiva da riconvertire, ma che già possiede professionalità e maestranze con esperienza industriale.
Quell’inutile evento del G8, spostato da La Maddalena a L’Aquila, ci è costato 500 milioni di euro di denaro pubblico, lasciando nell’isola manufatti incompiuti che nessuno vuole gestire.
Ma quanto ci costa il partito del “fare” e del “buon governo”? Vuoi vedere che se ci fosse un progetto serio per l’autosufficienza energetica della regione Sardegna, per venire incontro ai tanti disoccupati, per una isola verde con il fotovoltaico diffuso sul territorio, senza concentrazioni in grandi centrali, e che farebbe decadere anche la costosissima metanizzazione con gas proveniente dalla Algeria, i nostri ottimi governanti piangerebbero miseria, non tirerebbero fuori un euro, e parlerebbero di sognatori e di illusi??

Oggi, di fronte alla possibilità reale, semplice e pulita, di moltiplicare per 50 il fotovoltaico esistente, equamente su tutto il nostro territorio e diventare così autosufficienti, ecco dei mascalzoni che se ne fregano delle nostre paure e della nostra salute, che con arroganza vogliono imporre la scelta nucleare contro la volontà del popolo italiano che già votò un referendum che cancellava l’opzione nuclearista.
Anche lo stabilimento industriale di Termini Imerese in Sicilia, che presto chiuderà, dovrebbe essere immediatamente convertito in fabbrica di pannelli fotovoltaici, per rendere autosufficiente energeticamente tutta la Sicilia, assorbendo tutti gli operai che saranno licenziati dalla Fiat, per fare del sole il petrolio siciliano.
Con l’elettricità si cucina, ci si illumina, ci si scalda e ci si rinfresca, ci si sposta con un’auto elettrica, e per fare questo non si emette un solo grammo di Co2.

Paolo De Gregorio

http://www.padovanews.it/component/option,com_joomlaboard/Itemid,88888949/func,view/catid,11/id,488/

stwebm
March 7th, 2010, 03:03 PM
^^ la domanda è lecita , quando si avrà energia a gogo chi lavorerà + ? saremo tutti manutentori di pale eoliche ? chissa...

sardreamer
March 7th, 2010, 05:53 PM
Questi giorni si parlava di energie rinnovabili, eolico e solare...


L’Italia sale al 2° posto in Europa, preceduta solo dalla Germania, nella classifica dei produttori di energia solare, con produzione pari a un “GigaWatt” di potenza.
Gli impianti certificati in funzione sono più di 70.000 e forniscono energia a un milione e duecentomila persone.
Dunque, in pochissimo tempo e nonostante grandi rallentamenti prodotti da intralci burocratici e da un ministro nuclearista (Scaiola) che vede in pericolo la costruzione di centrali nucleari se il fotovoltaico soddisfa la domanda di elettricità, siamo arrivati alla autosufficienza energetica per oltre un milione di persone.

Figuriamoci che tipo di accelerazione ci sarebbe in materia di indipendenza energetica se la regione Sardegna, dove mi trovo, che ha un milione e seicentomila abitanti, con un sistema industriale in crisi, reso precario dagli umori e dalle convenienze di multinazionali straniere, trasformasse le due zone industriali, quella al nord di Porto Torres, e quella a sud-ovest di Porto Vesme, in due poli di produzione di pannelli fotovoltaici, i più moderni ed efficienti e oggi anche meno costosi, con l’obiettivo dichiarato di rendere la Sardegna una isola verde, totalmente indipendente dal petrolio.
Non ci sarebbe modo migliore per allontanare ogni ipotesi su una possibile centrale nucleare a Oristano o, peggio, su un eventuale deposito di scorie radioattive in una zona già sotto servitù militare.
Sarebbe bellissimo veder partire un progetto del genere, coinvolgere le università di ingegneria di Sassari e Cagliari con ricche borse di studio per chi si specializza nel fotovoltaico, in sinergia con una struttura produttiva da riconvertire, ma che già possiede professionalità e maestranze con esperienza industriale.
Quell’inutile evento del G8, spostato da La Maddalena a L’Aquila, ci è costato 500 milioni di euro di denaro pubblico, lasciando nell’isola manufatti incompiuti che nessuno vuole gestire.
Ma quanto ci costa il partito del “fare” e del “buon governo”? Vuoi vedere che se ci fosse un progetto serio per l’autosufficienza energetica della regione Sardegna, per venire incontro ai tanti disoccupati, per una isola verde con il fotovoltaico diffuso sul territorio, senza concentrazioni in grandi centrali, e che farebbe decadere anche la costosissima metanizzazione con gas proveniente dalla Algeria, i nostri ottimi governanti piangerebbero miseria, non tirerebbero fuori un euro, e parlerebbero di sognatori e di illusi??

Oggi, di fronte alla possibilità reale, semplice e pulita, di moltiplicare per 50 il fotovoltaico esistente, equamente su tutto il nostro territorio e diventare così autosufficienti, ecco dei mascalzoni che se ne fregano delle nostre paure e della nostra salute, che con arroganza vogliono imporre la scelta nucleare contro la volontà del popolo italiano che già votò un referendum che cancellava l’opzione nuclearista.
Anche lo stabilimento industriale di Termini Imerese in Sicilia, che presto chiuderà, dovrebbe essere immediatamente convertito in fabbrica di pannelli fotovoltaici, per rendere autosufficiente energeticamente tutta la Sicilia, assorbendo tutti gli operai che saranno licenziati dalla Fiat, per fare del sole il petrolio siciliano.
Con l’elettricità si cucina, ci si illumina, ci si scalda e ci si rinfresca, ci si sposta con un’auto elettrica, e per fare questo non si emette un solo grammo di Co2.

Paolo De Gregorio

http://www.padovanews.it/component/option,com_joomlaboard/Itemid,88888949/func,view/catid,11/id,488/

si, ma chi è questo che parla? che credenziali ha? perchè sulle energie se ne dicono tante, troppe. E la gente che non è ferrata in materia come me, finisce che crede a tutto o non crede più a nulla. A me non pare ci sia nessun paese al mondo, nessuna società, che si regge sul fotovoltaico. Da quel che so io uno dei problemi è la discontinuità della produzione. e siccome non ci sono ancora sistemi convenienti per accumulare energia e cederla al sistama nei momenti di bassa o nulla produzione, questa ipotesi del 100% energia solare è all'oggi velleitaria. Ci sono esperienza promettenti sul solare termodinamico a concentrazione che stanno sperimentando con succeso in spagna, e su queste cose bisogna investire e puntare, non solo a parole come fanno i nostri politici..
Ma da qui a dire che basta la bacchetta magica..

Ampsicora
March 7th, 2010, 07:46 PM
ma stiamo scherzando?
invece di puntare alla creazione di un'unica università sarda, ne vogliamo creare pure un'altra? così non si è competitivi! ma dove vogliamo andare?!

quotissimo

RikFC86
March 8th, 2010, 11:50 AM
quotissimo

Si, ma non basta scrivere due frasi laconiche. Occorre argomentare, vi sarei grato se esponeste il perché delle vostre opinioni, tua e di Anticalcare intendo.

anticalcare
March 8th, 2010, 02:44 PM
Si, ma non basta scrivere due frasi laconiche. Occorre argomentare, vi sarei grato se esponeste il perché delle vostre opinioni, tua e di Anticalcare intendo.

non è una frase buttata lì. a volte non c'è tempo di scrivere poemi sul forum...

cmq, secondo me, nel 2010 una tesi del genere non necessiterebbe neanche di essere argomentata perchè è di un'ovvietà sconvolgente. scusatemi se sono brusco, non amo vantarmi di avere la certezza in tasca, ma a tutto c'è un limite.

io trovo già deleteria l'esistenza di due poli in una regione isolata con 1,6 milioni di abitanti. questo è il dato di partenza. il bacino è questo, se non ridotto perchè molti tendono ad andare a studiare fuori e nessuno a venire qua da fuori. cominciamo quindi a fare i conti con i costi dell'amministrazione universitaria con tutti i doppi incarichi che ne seguono. aggiungiamo poi la gestione del patrimonio immobiliare per tutti i corsi doppi. c'è poi il problema del rapporto con i territori e con le amministrazioni. qua mi si potrebbe dire che il polo cagliaritano poco ne sa dei territori a nord e viceversa. ragazzi, stiamo parlando di un'isoladi 300 km! in 3 ore vai da una parte all'altra. non si può creare un ennesimo polo nel centro sardegna perchè lì manca un presidio territoriale. non stiamo palrando di un ospedaletto o di un liceo. l'università è qualcosa di "grosso", è una sorta di stargate tra la società e l'economia, tra l'economia e il territorio. necessita di enormi risorse e anche di una forte gestione. per fare questo sono quindi necessari grandi numeri. un terzo polo poggerebbe su pochi studenti e su tanti finanziamenti che dovrebbero arrivare dal pubblico. perchè se già l'Unica fa fatica a catalizzare soldi dai privati, figuriamoci una scuola superiore trassata da università nel nuorese o nell'oristanese. da oristano a cagliari c'è un'ora di treno e di macchina. mi spiegate quale sarebbe il problema? il futuro della nostra società è la città, laddove si concentrano servizi, produzione, transazioni. non sto dicendo di spazzare via le realtà locali, anzi, sono un loro forte sostenitore e tifoso. ma l'urbanesimo nel mondo è un dato di fatto. allora occorre puntare sulla mobilità, che da un lato permette il mantenimento delle radici nel proprio territorio, dall'altro permette l'accentramento di funzioni in aree più o meno vaste ma cmq non dispersive. e non ditemi che i nuoresi poverini sono costretti a trasferirsi per studiare. certo, è un sacrificio, ma ha molti risvolti positivi. è un'esperienza che ti forma. io rimpiango di non averla fatta. ti rende indipendente, ti fa maturare, ti mette faccia a faccia con la vita vera e dura.
più che una nuova università, alla sardegna ne serve un'unica, con due o tre poli, ben strutturata organizzativamente, supportata da un'ottima rete infrastrutturale di trasporti e alloggi.
residenza e mobilità: ai nostri amministratori non vuole entrare in testa che che con l'università creano un trinomio inscindibile

w3deco
March 8th, 2010, 03:56 PM
io trovo già deleteria l'esistenza di due poli in una regione isolata con 1,6 milioni di abitanti. questo è il dato di partenza. il bacino è questo, se non ridotto perchè molti tendono ad andare a studiare fuori e nessuno a venire qua da fuori. cominciamo quindi a fare i conti con i costi dell'amministrazione universitaria con tutti i doppi incarichi che ne seguono. aggiungiamo poi la gestione del patrimonio immobiliare per tutti i corsi doppi. c'è poi il problema del rapporto con i territori e con le amministrazioni. qua mi si potrebbe dire che il polo cagliaritano poco ne sa dei territori a nord e viceversa. ragazzi, stiamo parlando di un'isoladi 300 km! in 3 ore vai da una parte all'altra. non si può creare un ennesimo polo nel centro sardegna perchè lì manca un presidio territoriale. non stiamo palrando di un ospedaletto o di un liceo. l'università è qualcosa di "grosso", è una sorta di stargate tra la società e l'economia, tra l'economia e il territorio. necessita di enormi risorse e anche di una forte gestione. per fare questo sono quindi necessari grandi numeri. un terzo polo poggerebbe su pochi studenti e su tanti finanziamenti che dovrebbero arrivare dal pubblico. perchè se già l'Unica fa fatica a catalizzare soldi dai privati, figuriamoci una scuola superiore trassata da università nel nuorese o nell'oristanese. da oristano a cagliari c'è un'ora di treno e di macchina. mi spiegate quale sarebbe il problema? il futuro della nostra società è la città, laddove si concentrano servizi, produzione, transazioni. non sto dicendo di spazzare via le realtà locali, anzi, sono un loro forte sostenitore e tifoso. ma l'urbanesimo nel mondo è un dato di fatto. allora occorre puntare sulla mobilità, che da un lato permette il mantenimento delle radici nel proprio territorio, dall'altro permette l'accentramento di funzioni in aree più o meno vaste ma cmq non dispersive. e non ditemi che i nuoresi poverini sono costretti a trasferirsi per studiare. certo, è un sacrificio, ma ha molti risvolti positivi. è un'esperienza che ti forma. io rimpiango di non averla fatta. ti rende indipendente, ti fa maturare, ti mette faccia a faccia con la vita vera e dura.
più che una nuova università, alla sardegna ne serve un'unica, con due o tre poli, ben strutturata organizzativamente, supportata da un'ottima rete infrastrutturale di trasporti e alloggi.
residenza e mobilità: ai nostri amministratori non vuole entrare in testa che che con l'università creano un trinomio inscindibile

quotissimo

Università della Sardegna - Universidadi de sa Sardigna

Una precisazione: non è vero che nessuno esterno si iscrive nelle nostre università. è già da qualche anno che a Cagliari, soprattutto nella facoltà di medicina e corsi correlati, si iscrivono matricole dal sud Italia in particolare Sicilia...magari Rik può confermare...

fabrik
March 8th, 2010, 04:28 PM
^^ gran parte di coloro che fanno il test per medicina a Sassari sono siciliani

stwebm
March 8th, 2010, 06:06 PM
si ma stiamo parlando di due istituzioni storiche, non inventate l'altro ieri ma quando per fare ca-ss servivano intere giornate di viaggio . per questo non si possono cancellare a piacimento, molto meglio istituire un sovrarettorato regionale utile alle esigenze attuali

w3deco
March 8th, 2010, 06:56 PM
^^ gran parte di coloro che fanno il test per medicina a Sassari sono siciliani

Da quello che so lo stesso succede a Cagliari...dove ci sono anche più posti...

RikFC86
March 8th, 2010, 06:57 PM
quotissimo

Università della Sardegna - Universidadi de sa Sardigna

Una precisazione: non è vero che nessuno esterno si iscrive nelle nostre università. è già da qualche anno che a Cagliari, soprattutto nella facoltà di medicina e corsi correlati, si iscrivono matricole dal sud Italia in particolare Sicilia...magari Rik può confermare...

Qua a Cagliari non confermo...Siamo al 98% sardi, e quel 2% è rappresentato da studenti erasmus. A Sassari non saprei dirti.

RikFC86
March 8th, 2010, 06:59 PM
si ma stiamo parlando di due istituzioni storiche, non inventate l'altro ieri ma quando per fare ca-ss servivano intere giornate di viaggio . per questo non si possono cancellare a piacimento, molto meglio istituire un sovrarettorato regionale utile alle esigenze attuali

Io mi trovo perfettamente d'accordo con te.

w3deco
March 8th, 2010, 07:05 PM
Qua a Cagliari non confermo...Siamo al 98% sardi, e quel 2% è rappresentato da studenti erasmus. A Sassari non saprei dirti.

Medicina forse...però so per certo che ad infermieristica ci sono state parecchie domande da fuori, in particolare dalla Sicilia...

RikFC86
March 8th, 2010, 07:12 PM
Medicina forse...però so per certo che ad infermieristica ci sono state parecchie domande da fuori, in particolare dalla Sicilia...

Ah si certo, infermieristica si, io mi riferivo al solo corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia.

felis
March 8th, 2010, 09:08 PM
Qua a Cagliari non confermo...Siamo al 98% sardi, e quel 2% è rappresentato da studenti erasmus. A Sassari non saprei dirti.
Non ho studiato all'università di Sassari, però penso sia verosimile 95% sardi (90% del nord sardegna), 5% continentali e stranieri. I pochi continentali ed i pochissimi stranieri sono quasi tutti per le lauree a numero chiuso, come medicina o veterinaria, vuoi perché da loro è impossibile entrare (Grecia) vuoi perché da noi il livello è - consentitemelo - "più basso" ed è più facile superare i test d'ingresso (da altre regioni d'Italia).

w3deco
March 8th, 2010, 09:46 PM
Non ho studiato all'università di Sassari, però penso sia verosimile 95% sardi (90% del nord sardegna), 5% continentali e stranieri. I pochi continentali ed i pochissimi stranieri sono quasi tutti per le lauree a numero chiuso, come medicina o veterinaria, vuoi perché da loro è impossibile entrare (Grecia) vuoi perché da noi il livello è - consentitemelo - "più basso" ed è più facile superare i test d'ingresso (da altre regioni d'Italia).

e aggiungo...meno accozzi e raccomandazioni delle regioni del sud italia...

anticalcare
March 8th, 2010, 10:53 PM
si ma stiamo parlando di due istituzioni storiche, non inventate l'altro ieri ma quando per fare ca-ss servivano intere giornate di viaggio . per questo non si possono cancellare a piacimento, molto meglio istituire un sovrarettorato regionale utile alle esigenze attuali

ti quoto in pieno, infatti la mia è una speranza consapevole dello stato attuale. certo, come dici tu è necessaria una regia capace di far cooperare al meglio le due realtà

per quanto riguarda gli studenti "foresusu", ignoravo fossero così tanti, ma certo non sono sufficienti a compensare il numero di studenti universitari sardi sparsi per il mondo e che quindi hanno lasciato un banco libero nelle nostre aule

RikFC86
March 9th, 2010, 10:06 AM
Non ho studiato all'università di Sassari, però penso sia verosimile 95% sardi (90% del nord sardegna), 5% continentali e stranieri. I pochi continentali ed i pochissimi stranieri sono quasi tutti per le lauree a numero chiuso, come medicina o veterinaria, vuoi perché da loro è impossibile entrare (Grecia) vuoi perché da noi il livello è - consentitemelo - "più basso" ed è più facile superare i test d'ingresso (da altre regioni d'Italia).

Forse è più facile entrare, ma ti assicuro che nel mondo medico tanto la Medicina di Cagliari quanto quella di Sassari, sono considerate di alto livello, nulla a che spartire col resto del sud Italia.

Josh_Ca
March 9th, 2010, 11:48 AM
Forse è più facile entrare, ma ti assicuro che nel mondo medico tanto la Medicina di Cagliari quanto quella di Sassari, sono considerate di alto livello, nulla a che spartire col resto del sud Italia.

Quoto non è tanto facile entrare in medicina a Cagliari...anzi...

w3deco
March 9th, 2010, 07:39 PM
Eolico, cresce il fronte del no

Parlamentari, consiglieri provinciali e indipendentisti schierati contro la costruzione di un parco eolico con ulteriori 90 pale oltre a quelle già presenti nella zona di Pabillonis. «C'è già un surplus di produzione di energia nella nostra regione».

«La costruzione di un parco eolico a ridosso della Zona Industriale di Villacidro potrebbe essere l'ennesima speculazione commerciale ai danni del nostro territorio». Lo sostiene, tra gli altri, Filippo Tuveri, consigliere provinciale di recente uscito dalla maggioranza di centrosinistra. Dopo la presentazione del progetto per la creazione degli impianti da parte delle società Medio Campidano Eolica e Das Energia, che sfrutterebbero la forza del vento per la produzione di energia elettrica, emergono forti dubbi sui reali benefici che l'impianto avrebbe sulla comunità locale.
L'INIZIATIVA Se il progetto venisse approvato, verrebbero istallate 85 nuove pale eoliche di 80 e 90 metri che andrebbero a sommarsi alle 32 già presenti nella piana tra Pabillonis e San Nicolò d'Arcidano e le 33 del Comune di San Gavino, per le quali c'è già il via libera. Oltre al problema dell'impatto ambientale sul paesaggio, si teme che la produzione di energia elettrica nel territorio, attraverso la forza del vento, non apporterebbe alcuno sconto sui costi della bolletta. «Per la costruzione di ogni pala eolica», dice Claudia Aru, indipendentista dell'iRS, «viene erogato circa un milione di euro provenienti da fondi pubblici. Ciò si tradurrebbe in un grosso affare per la società incaricata di costruire il parco eolico, ma non per la nostra comunità, che ne trarrebbe solo il 2,5% annuo, in soldi, dell'energia prodotta. Il compenso per doversi far carico di un tale impegno appare troppo esiguo se si pensa che in Sardegna il costo dell'energia elettrica è molto più caro rispetto ad altri posti».
I NUMERI La produzione energetica in Sardegna avrebbe generato delle eccedenze che non giustificherebbero sia la costituzione di ulteriori centrali eoliche e sia le tariffe applicate alle bollette dei sardi. «Sappiamo che i parchi eolici disperdono parte della loro energia prodotta», dice Gaetano Filice dell'iRS, «e che la nostra produzione energetica è già ben oltre il nostro fabbisogno». Riemerge anche il problema del territorio sardo come terra di speculazioni con l'unico fine di accaparrarsi i fondi di finanziamento comunitari. «La Sardegna», dice il consigliere provinciale Filippo Tuveri, «sembra la Regione adatta per tutti gli investimenti: eolico, solare, per le discariche e addirittura per eventuali centrali nucleari. Ma in un futuro non lontanissimo, quando gli investimenti saranno terminati, saranno solo i sardi a dover fare i conti con i residui delle speculazioni altrui».
FRONTE DEL NO Anche il parlamentare Siro Marroccu esprime le proprie perplessità riguardo il progetto eolico nel territorio villacidrese. «La Regione è in ritardo sulla presentazione del nuovo Piano Energetico creato dalla scorsa Giunta Regionale per bloccare le società fasulle alla ricerca di finanziamenti per la progettazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili», dice Siro Marroccu, «non sappiamo quindi se il progetto per l'impianto villacidrese rientrerà nelle nuove direttive regionali. I finanziamenti devono essere dati a chi produce l'energia elettrica, non a chi crea i progetti e poi vende a terzi la gestione degli impianti».

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20100204&Categ=21&Voce=1&IdArticolo=2425728


Tra l'altro eri a Presadiretta (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e9c0c5ec-688a-4f53-aefa-97c2b268b4c3.html) su RAI 3, è emerso che in Germania, ai Comuni che ospitano i Parchi Eolici (Verdi), viene riconosciuto 8% dei proventi.

riccardo_m
March 9th, 2010, 11:29 PM
E' un'opinione più che condivisibile. Io sono tuttavia dell'avviso che per le modalità con cui si è sviluppato (o meglio dire, come non si è sviluppato) il microcosmo della Sardegna Centrale, sia più proficuo portare l'università a casa di queste popolazioni, perché altrimenti non usciranno mai dall'isolamento.

Poi non metto in dubbio che da un punto di vista assoluto, e la mia e la tua/vostra opinione possano essere corrette, tuttavia penso sia più adeguato relativizzare il problema alla nostra realtà.

...il tuo ragionamento da un punto di vista socio-economico è perfetto: una università non fa mai male!!!

però...
però siamo 1,5 milioni di persone...(di cui tanti vecchi) e 3 università sono veramente troppe!
Poi da un altro punto di vista penso che Cagliari e Sassari siano le uniche 2 vere e proprie "città"...in senso pratico e in senso storico!!! Trovo molto più utile investire le medesime risorse per creare centri ricerca "post universitari" (tipo quello di Pula per capirci)..legati alle attività del territorio. Così che i ragazzi del posto (e non solo loro) possano portare a casa ciò che hanno imparato...cosa che oggi non possono fare e che è poi il motivo per cui non fanno ritorno a casa anche dopo la laurea.

Al max vedrei bene qualche corso specifico...qualche facoltà, ma la cosa mi lascia comunque perplesso: l'università è anche crescita sociale, apertura mentale...pochi corsi non portano tutto ciò!

thenightdriver
March 10th, 2010, 11:02 AM
A PROPOSITO DELL'EOLICO:

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/171559

w3deco
March 11th, 2010, 04:37 PM
Daimler: riceve da Sardegna ordini per 239 autobus

STOCCARDA (MF-DJ)--Daimler Buses, divisione della tedesca Daimler attiva nella produzione di autobus, ha vinto un contratto per fornire 239 mezzi entro la fine del prossimo luglio a 4 societa' di trasporto pubblico della Sardegna.

Gli ordini, informa una nota, sono stati arrivati da CTM Cagliari, ATP Nuoro, ASPO Olbia e ATP Sassari, che intendono sostituire oltre il 60% delle rispettive flotte di autobus. Il contratto prevede la fornitura di 217 bus Mercedes-Benz Citaro da 12 metri di lunghezza e Citaro K da 10,5 metri e 22 mini-bus Mercedes-Benz Sprinter City 65 da 7 metri. Gli autobus, prodotti negli stabilimenti tedeschi di Mannheim, Neu-Ulm e Dortmund, saranno utilizzati per i servizi di trasporto pubblico nelle provincie di Cagliari, Nuoro, Olbia e Sassari. com/mur

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=709943&lang=it

w3deco
March 11th, 2010, 04:41 PM
Mini crociera low cost in Sardegna con Snav

La Snav, compagnia di navigazione che collega Sardegna, Eolie, Sicilia, la costa croata e non solo ai porti di Civitavecchia, Napoli, Ancona e Pescara ha lanciato una simpatica iniziativa.

E’ possibile infatti prenotare delle mini crociere con partenza dal porto di Civitavecchia, destinazione Olbia, fatte apposta per il fine settimana: si parte il venerdì sera con arrivo il sabato mattina, e si riparte domenica sera con arrivo lunedì mattina, trattasi quindi di un weekend pieno speso tra andata e ritorno in nave e due giorni liberi (sabato e domenica) ad Olbia.

Il tutto a soli 146 euro a persona, costo che include colazione e cena al self service a bordo oltre alla sistemazione in cabina per la notte.

http://www.travelblog.it/post/9767/mini-crociera-low-cost-in-sardegna-con-snav?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+travelblog%2Fit+%28travelblog%29&utm_content=Google+Reader

w3deco
March 12th, 2010, 12:28 PM
Arrivano 12 milioni per il nuovo radiotelescopio

http://unionesarda.ilsole24ore.com/foto/ArticoloSezione/277131.jpg

All'indomani del via libera del governo al finanziamento del Sardinia Radio Telescope (Srt), il responsabile del progetto Nicolò D'Amico, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), rileva che "il problema sollevato dall'Inaf riguardava non i costi di realizzazione ma i costi di gestione". Un aspetto, questo, sottolineato recentemente anche dal sottosegretario alla Ricerca, Giuseppe Pizza, ha osservato D'Amico. Per il ricercatore è "sicuramente significativo il forte interesse mostrato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) a sostegno del progetto, anche nella fase di gestione". Srt, aggiunge D'Amico, è un progetto di rilevanza internazionale ma molto ben legato al territorio che ospiterà il radiotelescopio, come dimostra il sostegno della Regione sia per l'attenzione posta al problema della sua realizzazione e del suo utilizzo, ma anche per il fattivo contributo economico". La Regione ha infatti stanziato 1,5 milioni di fondi , parte integrante del finanziamento di 12.7 milioni frutto dell'accordo fra Asi e Inaf. D'Amico osserva infine che " la Regione sta provvedendo alla connessione in fibra ottica a larga banda del sito di Srt, che consentirà di proiettare da subito gli impianti nella rete europea".

Venerdì 12 marzo 2010 08.03

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/171835

w3deco
March 12th, 2010, 12:58 PM
Parco Tarragona, finalmente apertura

http://www.alguer.it/img/giardini-tarragona-0110.jpg

ALGHERO - Cancelli finalmente riaperti nel Parco Tarragona, alle spalle della Mercede. Gli 8.100 mq del parco sono stati completamente rivisitati e ridistribuiti funzionalmente, per una spesa che ha superato il milione di euro. Dopo mesi di lavori di riqualificazione così (lavori appaltati nel novembre 2008) e mesi di attesa, lunedì la riapertura ufficiale ai cittadini.

I ristrutturati giardini sono solo i primi ad essere stati oggetto del più ampio progetto di riqualificazione del verde pubblico in città, per il quale l'amministrazione ha investito ingenti somme della legge 37/98 "iniziative per lo sviluppo e l'occupazione". All'interno del Parco è stato realizzato un chiosco-bar destinato ad attività di somministrazione di alimenti e bevande ed attività accessorie, per la gestione del quale si è in attesa dell'aggiudicazione definitiva (bando scaduto nell'ottobre 2009).

http://notizie.alguer.it/n?id=31343

sardreamer
March 12th, 2010, 02:35 PM
:yes: :okay:


EOLICO: STOP REGIONE SARDA A NUOVI PARCHI; NASCE SARDEGNA ENERGIA

ven, 12 mar 2010 14.12.02

(AGI) - Cagliari, 12 mar. - Non si potranno piu' realizzare parchi eolici in Sardegna senza l'autorizzazione della Regione. L'ha annunciato stamattina in una conferenza stampa il presidente della Giunta Ugo Cappellacci che ha illustrato il contenuto di tre delibere approvate oggi con cui l'esecutivo impone il blocco alla realizzazione di impianti per la produzione dell'energia dal vento. Con un provvedimento della Giunta e' stato previsto, inoltre, di notificare, tramite i legali della Regione, alle capitanerie di porto la diffida alla realizzazione di impianti off-shore davanti ai litorali sardi. Una decisione che riguarda in particolare il parco eolico progettato nel Golfo di Cagliari dalla ditta Trevi. Rimangono esclusi gli impianti per l'autoproduzione e l'autoconsumo, come nel caso di Portovesme. "La Regione ha deciso di gestire direttamente in proprio la realizzazione di impianti per la produzione dio energie rinnovabili", ha spiegato Cappellacci, "tramite una nuova SpA interamente a capitale pubblico, la Sardegna Energia, che si occupera' non solo dell'eolico ma di tutte le energie rinnovabili. Ringraziamo tutti gli imprenditori che volevano realizzare delle strutture in Sardegna, ma riteniamo di poter fare da soli. Abbiamo deciso di opporci a quelli che qualcuno ha definito i signori del vento". (AGI)

http://www.affaritaliani.it/energia/notizia.asp?codice=12120244132

w3deco
March 12th, 2010, 02:49 PM
"La Regione ha deciso di gestire direttamente in proprio la realizzazione di impianti per la produzione dio energie rinnovabili", ha spiegato Cappellacci, "tramite una nuova SpA interamente a capitale pubblico, la Sardegna Energia, che si occupera' non solo dell'eolico ma di tutte le energie rinnovabili. Ringraziamo tutti gli imprenditori che volevano realizzare delle strutture in Sardegna, ma riteniamo di poter fare da soli. Abbiamo deciso di opporci a quelli che qualcuno ha definito i signori del vento".

Bene!

Un nuovo sito tematico nel portale della regione... :D

Ora che si muovano per far in modo da sfruttare vento e sole che sono due nostre ricchezze.
Se, di comune accordo con le amministrazioni locali, verranno sfruttate per bene potremo davvero puntare ad essere un'isola felice delle energie rinnovabili oltre che essere totalmente indipendenti energeticamente e anzi esportatori di energia.
Senza parlare del possibile vantaggio delle famiglie sarde per un'eventuale calo delle bollette.

Sono fiducioso, anche se temo i nostri amministratori odierni...

sardreamer
March 12th, 2010, 02:54 PM
Bene!

Un nuovo sito tematico nel sito della regione... :D

Ora che si muovano per far in modo da sfruttare vento e sole che sono due nostre ricchezze.
Se, di comune accordo con le amministrazioni locali, verranno sfruttate per bene potremo davvero puntare ad essere un'isola felice delle energie rinnovabili oltre che essere totalmente indipendenti energeticamente e anzi esportatori di energia.
Senza parlare del possibile vantaggio delle famiglie sarde per un'eventuale calo delle bollette.

Sono fiducioso, anche se temo i nostri amministratori odierni...

ci conto anch'io. E' un settore importante per il nostro sviluppo. Questa dell'agenzia per l'energia è una bella notizia. vedremo cosa saremo capaci di fare

w3deco
March 12th, 2010, 03:03 PM
ci conto anch'io. E' un settore importante per il nostro sviluppo. Questa dell'agenzia per l'energia è una bella notizia. vedremo cosa saremo capaci di fare

Se n'era parlato già a gennaio...

La Sardegna sarà un punto di riferimento sulle energie rinnovabili

"La cooperazione tra regioni, come quella che stiamo mettendo in atto tra la nostra Isola e la Navarra, rientra tra le linee strategiche volute dall'Unione europea che premia, finanzia e incentiva progetti pilota che risaltano le eccellenze sul fronte della ricerca e dell’innovazione." Così ha detto il presidente Cappellacci durante l'incontro con le autorità della Navarra.
CAGLIARI, 13 GENNAIO 2010 - "Mentre affrontiamo le emergenze ereditate dal passato, pensiamo anche alla Sardegna del futuro. Cerchiamo simultaneamente soluzioni adeguate per chi oggi rischia di essere travolto dalla crisi e progettiamo un nuovo modello di sviluppo per la nostra Isola, coniugando il rispetto dell’ambiente e la creazione di nuova occupazione". È il messaggio del Presidente della Regione Ugo Cappellacci dato durante l’incontro con le autorità della Navarra. "La cooperazione tra regioni, come quella che stiamo mettendo in atto tra la nostra Isola e la Navarra, rientra tra le linee strategiche volute dall'Unione europea che premia, finanzia e incentiva progetti pilota che risaltano le eccellenze sul fronte della ricerca e dell’innovazione".

L’iniziativa - alla quale hanno preso parte anche l’assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa e l’assessore dei Lavori pubblici Angelo Carta - è stata anche l’occasione per presentare le eccellenze della Sardegna, come il CRS4, che rendono l’Isola protagonista della ricerca scientifica.

“Molte realtà hanno deciso di programmare investimenti nel campo dell’energia pulita nelle diverse varianti – ha continuato il Presidente Cappellacci – e noi abbiamo l’obiettivo di avviare quanto prima il programma ‘Sardegna CO2.0’ (Zero emissioni) per rendere la nostra regione un modello da imitare, puntando alla produzione di energia da fonti rinnovabili con impianti all’avanguardia e a basso impatto ambientale. Se ce ne fosse bisogno, questa è una ulteriore riprova che la strada intrapresa è quella che punta sullo sfruttamento delle energie alternative e non certo sull’ipotesi di realizzare in Sardegna centrali nucleari”.

È emersa inoltre la volontà di intensificare i contatti tra le due Regioni: già nei prossimi mesi è prevista la firma di un accordo di collaborazione che tra i vari punti prevederà una stretta collaborazione tra le Università della Sardegna e della Navarra per il rafforzamento del progetto sulle energie rinnovabili.

Prima di rientrare il Presidente della Regione Ugo Cappellacci incontrerà a Madrid la comunità degli emigrati Sardi.

La Navarra è una regione spagnola dotata di caratteristiche peculiari poiché vanta una produzione da solare/eolico che copre il 70% del suo fabbisogno energetico, e che conta di arrivare entro il 2015 al 100%. La chiave del successo è sicuramente frutto di una lungimirante pianificazione, considerando che in Navarra hanno puntato su eolico e solare fin dagli anni 80.

http://www.agenziaenergia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=187&Itemid=53

^^
Tra l'altro, molto interessante questo sito! L'ho scoperto ora...

sardreamer
March 12th, 2010, 03:18 PM
^^

bene. dobbiamo allargare lo sguardo, relazionarci sempre più ai paesi che ci circondano, portatori di esperienze che ci possono essere utili, all'avanguardia rispetto all'italia in certi settori. Senza parlare dello sfascio politico e morale in cui si trova questo paese. Ci renderemmo sempre più conto che piuttosto che un'ancora di salvezza questa italia così mal ridotta è una zavorra.

w3deco
March 12th, 2010, 03:41 PM
dobbiamo allargare lo sguardo, relazionarci sempre più ai paesi che ci circondano, portatori di esperienze che ci possono essere utili, all'avanguardia rispetto all'italia in certi settori. Senza parlare dello sfascio politico e morale in cui si trova questo paese. Ci renderemmo sempre più conto che piuttosto che un'ancora di salvezza questa italia così mal ridotta è una zavorra.

Ma...ma... :nuts:

:applause:

:banana:

felis
March 12th, 2010, 03:46 PM
Senza parlare dello sfascio politico e morale in cui si trova questo paese. Ci renderemmo sempre più conto che piuttosto che un'ancora di salvezza questa italia così mal ridotta è una zavorra.
^^ Come mai se di questo sfascio politico e morale noi siamo parte integrante - vista l'ultima trionfale elezione di Cappellacci - da soli dovremmo magicamente trasformarci?

Misteri dell'indipendentismo. :ohno:

riccardo_m
March 12th, 2010, 05:15 PM
^^ Come mai se di questo sfascio politico e morale noi siamo parte integrante - vista l'ultima trionfale elezione di Cappellacci - da soli dovremmo magicamente trasformarci?

Misteri dell'indipendentismo. :ohno:

...la speranza è che dietro un grassoccio omuncolo messo da Silvio ci sia un pò di buon senso e di amore per casa propria...

ci credo poco, ma per la faccenda dell'energia potrebbe essere vero! E' un tema che se ben gestito potrebbe significare rielezione...

sardreamer
March 12th, 2010, 07:31 PM
^^ Come mai se di questo sfascio politico e morale noi siamo parte integrante - vista l'ultima trionfale elezione di Cappellacci - da soli dovremmo magicamente trasformarci?



veramente per andare da solo devi prima trasformarti.. rileggi bene il post e ci arrivi

w3deco
March 12th, 2010, 08:18 PM
Porto Torres, il sole aiuterà la scuola: impianti fotovoltaici per cinque istituti

Il Comune di Porto Torres punta sull'energia pulita: cinque progetti di impianti fotovoltaici per l'utilizzo delle energie rinnovabili e per il risparmio energetico negli edifici scolastici cittadini hanno ottenuto il cofinanziamento dell'Assessorato regionale della Difesa dell'Ambiente con un contributo pari a 24.760 euro ciascuno.

I progetto sono stati presentati questa mattina dall'Amministrazione di Porto Torres. "Il restante costo dell'intervento è a carico del Comune - ha spiegato l'assessore dell'Ambiente, Gavino Gaspa - e sarà coperto dagli introiti sul conto energia e dai risparmi sui costi di fornitura energia elettrica della struttura". La partecipazione al Programma regionale, approvato dalla Giunta comunale nell'ottobre 2007, era infatti volta all'ottenimento del 20% di cofinanziamento per l'installazione di altrettanti impianti fotovoltaici destinati a cinque strutture scolastiche: scuola elementare Monte Anellu, Scuola elementare-materna Borgona, scuola elementare-materna Dessì, scuola media Leonardo Da Vinci (plessi viale delle Vigne e Monte Agellu). "Con questo intervento il Comune non avrà più costi da pagare per l'energia consumata nelle cinque scuole di Porto Torres - ha aggiunto Gaspa - ed inoltre vi sarà un utile per l'Amministrazione comunale di circa quattromila euro lordi che aumenterà di anno in anno fino alla scadenza del contratto che avverrà dopo 15 anni".
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/171941

Ottima iniziativa!
Dovrebbero fare così per tutti gli edifici pubblici...

w3deco
March 14th, 2010, 10:57 AM
Quartu, addio transenne: Finalmente riapre il centro

Dopo più di due anni di lavori e di disagi per residenti e commercianti, il centro storico si prepara a riaprire al traffico e a mostrarsi con il suo nuovo volto. Martedì gli operai toglieranno le transenne da piazza Dessì, ultimo tassello di un intervento che ha riguardato tutto il fuso di Cepola da piazza Santa Maria, a via Garibaldi e a via XX Settembre. Il lastricato ha preso il posto del vecchio asfalto restituendo alle strade l'aspetto di un tempo.

Ci sono voluti poco più di due milioni di euro per completare la riqualificazione del centro storico. Un lavoro che prima della sistemazione della nuova pavimentazione ha richiesto la realizzazione dei sotto servizi , fognature e allacci idrici. Così nella zona è stato risolto anche il problema dei liquami che invadevano le strade per colpa di allacci abusivi. Finiti i lavori resta il tratto pedonale nella parte destra di piazza Santa Maria con accesso consentito solo nel lato sinistro per le auto che svoltano da viale Colombo verso via XX Settembre. Ritorna invece tutto come prima nelle altre strade e gli automobilisti dovranno dimenticarsi in fretta delle modifiche attuate negli ultimi mesi.

Torna il senso unico in via Sirtori con direzione da via XX Settembre verso via Garibaldi e inverte il senso vico XX Settembre da via Pola a via XX Settembre. Riapre via Pola e le auto che arrivano da piazza Dessì non potranno più andare verso via Lamarmora ma solo procedere dritte verso via Pola o a destra verso via Roma. Via Vittorio Emanuele diventa di nuovo percorribile da piazza Dessì verso Su Grifoni , mentre via Lamarmora sarà di nuovo a senso unico verso piazza Dessì.

«Per questo», spiega l'agente del settore Traffico e viabilità Antonello Casiddu, «chi esce da via Giordano avrà l'obbligo di svolta a sinistra verso via Garibaldi».

Sarà ripristinato il senso unico in via XX Settembre da piazza Santa Maria a via Pola mentre resta divisa in due via Garibaldi con senso unico da piazza Santa Maria a via Roma e da piazza Dessì a via Roma. Le auto che arrivano da via XX Settembre non potranno più andare dritte ma avranno l'obbligo di svoltare in via Pola o in via Martini. Quest'ultima avrà il senso unico verso via Garibaldi e il doppio senso nell'ultimo tratto dove ci sono le aree di sosta.

Si risolve anche la questione dei parcheggi del mercato. Dopo la confusione dei mesi scorsi, l'accesso sarà di nuovo consentito da via Martini e l'uscita da via Porcu. Per finire via Cialdini sarà a senso unico da via Roma a via Porcu con divieti di sosta su ambo i lati. Già da venerdì si viaggia in un unico senso in via Venezia verso via Porcu e in via Umberto, tra Sa dom'e Farra e piazza Venezia con direzione verso quest'ultima.

GIORGIA DAGA

Domenica 14 marzo 2010 08.55

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/172161

felis
March 14th, 2010, 11:57 AM
EOLICO: STOP REGIONE SARDA A NUOVI PARCHI; NASCE SARDEGNA ENERGIA
Credo sia qualcosa fra il completamente e il totalmente illegittimo.. una nazionalizzazione/statalizzazione di una risorsa che fa a pugni con chissà quante leggi nazionali e soprattutto europee.

E già sento i brividi di che razza di carrozzone assistenzialista pubblico potrebbe venirne fuori in mano a queste persone.. che poi sarebbero di "destra". :nuts: :ohno:

riccardo_m
March 14th, 2010, 01:07 PM
Credo sia qualcosa fra il completamente e il totalmente illegittimo.. una nazionalizzazione/statalizzazione di una risorsa che fa a pugni con chissà quante leggi nazionali e soprattutto europee.

E già sento i brividi di che razza di carrozzone assistenzialista pubblico potrebbe venirne fuori in mano a queste persone.. che poi sarebbero di "destra". :nuts: :ohno:

I dubbi sull'efficienza di questo futuro ipotetico "carrozzone" sono legittimi e condivisibili...

Sull'illegittimità sinceramente non so...ma mi sembra strano: la risorsa è palesemente pubblica e non vedo chi debba o possa lamentarsi per una legge che porta i proventi di un depauperamento ambientale nei territori penalizzati!

Se in Lombardia si fanno 3 centrali e mi dicono che la maggior parte dei benefici rimane ai Lombardi lo troverei corretto...idem per parchi eolici in Sardegna così come in qualunque altro luogo

w3deco
March 15th, 2010, 01:35 AM
Si parlava di università...


L’università che vorrei per Sassari e la Sardegna

L’insediamento dei due nuovi rettori delle università di Sassari e di Cagliari rappresenta un elemento di forte novità e innovazione, ma coincide con il momento di massima crisi del sistema universitario italiano: i provvedimenti del ministro Maria Stella Gelmini hanno trasferito imponenti risorse dalle università del Sud e delle isole (considerate meno virtuose), verso gli atenei del Nord. Abbiamo inviato una lettera aperta ai parlamentari, intorno agli indicatori utilizzati dal Governo sulla ripartizione del Fondo di funzionamento ordinario che hanno penalizzato le università che operano in un territorio delicato ed economicamente debolissimo. L’iniziativa non è caduta nel vuoto e sono pervenute moltissime risposte a partire da quella del senatore Francesco Cossiga che si è impegnato a trattare il tema dell’insularità e del federalismo solidale col Ministro; sono stati presentarti emendamenti alla finanziaria sul tema dell’insularità ed è stato avviato un dibattito sul disegno di legge di riforma dell’università, intitolato “Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”.
Intervenendo alla Crui ho chiesto ai colleghi rettori di superare le cautele tattiche e di voler guidare il dibattito critico su un progetto di legge che rappresenta un tentativo senza precedenti (speriamo non velleitario) di riformare in profondità l’università italiana, ma utilizza strumenti inadeguati, senza mettere sul piatto nuove risorse: rischia di essere in discussione la struttura stessa degli atenei, la sopravvivenza di dipartimenti, facoltà, linee di ricerca, reti di relazioni consolidate.
La razionalizzazione proposta comporta anche drastici tagli e pone gli atenei italiani di fronte a scelte molto dolorose. L’ingresso dei privati nel Consiglio di amministrazione, l’indebolimento del Senato accademico, la diminuzione della rappresentanza studentesca, la scomparsa del personale tecnico amministrativo dagli organi accademici, l’impoverimento dei momenti di democrazia e di confronto, la precarizzazione dei ricercatori non sono elementi positivi in un quadro caratterizzato dalla ricerca di una efficienza che si dovrà comunque confrontare con la capacità di coinvolgimento delle persone, con l’adozione partecipata degli obiettivi prioritari da raggiungere, con politiche di sussidiarietà e di integrazione che correggano il modello centralistico di base.
Intendiamo impegnarci per respingere le minacce all’autonomia universitaria checché ne pensi quella parte della Crui che appare incapace di interpretare i sentimenti di chi opera dentro l’università, anche perché il provvedimento rischia di essere fortemente penalizzante per le università del Mezzogiorno e delle isole, colpite pesantemente già nel corso del 2009 da un taglio di risorse che non ha precedenti nella storia recente del Paese e che potrebbe rallentare l’entrata in servizio dei vincitori dei numerosi concorsi fin qui banditi. La riduzione delle risorse è una minaccia per il nostro ateneo.
Non ci sottraiamo alla valutazione e abbiamo richiesto la modifica di alcuni indicatori ministeriali, l’impianto di un sistema premiante, rigoroso, trasparente, condiviso e pubblicamente rendicontabile verso tutti i portatori di interesse, che consideri le specificità disciplinari ed i contesti territoriali in cui opera ciascuna università. Non si cambia senza investire. Occorre lavorare per reperire nuove risorse, nella prospettiva del federalismo fiscale.
In Sardegna il compito dell’università è cruciale per orientare le politiche di sviluppo dell’Isola valorizzando l’identità locale e contribuendo alla crescita delle strutture produttive nella nuova economia della conoscenza: si deve arrivare alla nascita di un sistema regionale integrato in sinergia tra i due atenei, con un modello di università a rete aperta ad una dimensione internazionale. Occorre promuovere un confronto con le Istituzioni per definire strategie di sviluppo dell’università e del territorio, basate sulla convergenza della programmazione. Sono necessari forti investimenti per un’adeguata dotazione infrastrutturale, la definizione di meccanismi competitivi ed un ripensamento delle modalità organizzative della tecnostruttura.
Per il futuro, intanto, vorremmo affermare l’orgoglio di un’appartenenza a un ateneo che vanta 450 anni di storia e insieme vorremmo riuscire a mettere a frutto un patrimonio che viene da lontano; intendiamo avviare un confronto ed uno stretto rapporto con le istituzioni ed in particolare con il governo regionale per difendere l’attuale modello di Università pubblica, per far diventare l’ateneo il punto di riferimento centrale per un territorio del Nord dell’Isola che vuole continuare a crescere, mettendo in relazione dialettica la ricerca umanistica e la ricerca sperimentale con applicazioni e trasferimenti a favore del territorio, in quella che è la terza missione dell’Ateneo, accanto alla ricerca ed alla formazione; intendiamo creare una continuità tra l’università, la città che ci ospita e la cultura della Sardegna; infine, fissare obiettivi alti di un forte rinnovamento generazionale e di internazionalizzazione, se non vogliamo ridurre l’ateneo ad un mero erogatore di prestazioni didattiche, un’università di servizio destinata a svolgere un ruolo circoscritto e poco significativo nel contesto nazionale e internazionale. Per costruire il futuro dell’università, mentre andiamo incontro ad un periodo di restrizioni, occorre anche trovare il coraggio di praticare scelte che implicano rigore e senso di responsabilità, costruendo il consenso ed evitando strappi e disagi, facendoci carico anche degli ultimi. Occorre allora riaffermare alcuni valori centrali, come quello della libertà di insegnamento e di ricerca, della possibilità reale di accesso agli studi universitari per gli studenti, della promozione culturale e sociale per i meritevoli, qualunque sia la loro provenienza sociale, geografica o culturale. Non si può pensare ad aumenti generalizzati delle tasse studentesche anche in questo momento di difficoltà, ma la leva della tassazione deve servire per incoraggiare gli studenti a concludere rapidamente gli studi.
Di fronte agli errori del passato, l’università italiana deve assolutamente cambiare: anche la nostra università sassarese può fare di più in termini di efficienza, ma deve ora partire dal tempo e dal mondo in cui viviamo, in cui siamo chiamati a competere. Al di là dei tagli e dei risparmi, dobbiamo essere capaci di fare proposte positive, coerenti con i bisogni dei territori e dei giovani che formiamo, finalizzando l’offerta didattica a prospettive serie di occupazione, ripristinando un rapporto diretto tra formazione e lavoro: dobbiamo ripensare la struttura degli atenei con nuove forme di gestione, per migliorare i risultati, i servizi, la produttività e la qualità: dalla didattica alla ricerca. Serve un’Università che si internazionalizzi, che diventi attrattiva per i giovani europei e del mondo, così da attivare un circuito virtuoso di scambio di culture, saperi e, perché no, di risorse umane ed economiche. Ma questa impostazione deve partire dalla base, dagli atenei, dagli studenti, dai cittadini, dalle forze politiche democratiche e dalle rappresentanze sociali. Occorre una forte proposta di riforma e di cambiamento che sostenga la scuola e l’università pubblica, accessibile e di qualità.
Ci mettiamo a disposizione per dare un contributo per valorizzare le nostre risorse (materiali, professionali ed umane), per stimolare processi virtuosi e per far crescere il nostro ateneo, tenendo conto della sua storia secolare, della sua complessità, della sua ricchezza di contenuti umani e scientifici: un ateneo europeo proiettato anche nel Mediterraneo, di qualità, capace di misurarsi in un confronto internazionale ma fortemente radicato in una Sardegna che non tradisca la propria originale identità. Noi non abbiamo di fronte soltanto un problema banalmente quantitativo, di indicatori da rispettare. Quella odierna è innanzi tutto una grande sfida culturale, fatta di passione civile e di impegno personale, sicuri che dovremo rendere conto di quello che non saremo capaci di fare. Ho fortissimo il senso del limite delle azioni dei singoli e sento vivissima la necessità di costruire alleanze e di trovare sinergie, di ascoltare il parere di tutti, di collegare tra loro i territori e le esperienze della Sardegna. Non sarà certamente facile ma è mia ferma intenzione provarci, con ottimismo, energia e voglia di fare. Con tutti quelli che mi vorranno aiutare in questo difficile percorso.
http://www.sardinews.it/Editoriale%202.html


Iscritti in calo all’università, anche in Sardegna

http://www.sardinews.it/img/tab01.gif

In tempi di crisi, prima di fare un investimento ci si pensa bene: e talvolta ci va di mezzo l’istruzione superiore, cioè il percorso universitario. La conoscenza, ormai sembra pacifico, è il valore aggiunto che nel mondo globalizzato e sempre più competitivo fa la differenza fra Paesi per quanto riguarda sviluppo, progresso, in una parola: futuro.
Gli ultimi dati (dell’Istat, del Miur, di Almalaurea) delineano lo scenario di una Italia con il freno a mano tirato per quanto riguarda il numero di universitari e laureati. Dopo l’entusiasmo della formula “3+2” i ragazzi italiani, e le loro famiglie, sembrano infatti non considerare più quello dell’università come un buon investimento rispetto ai risultati, e la sua funzione di “ascensore sociale” sembra essersi inceppata.
Se nel 2003/2004 gli immatricolati risultavano essere 337.992 (con una percentuale del 74,4 per cento di matricole sui maturi), si è assistito negli anni a una progressiva diminuzione: 324.184 nel 2005-06, 308.185 nel 2006-07, 292.980 nel 2008-09, fino ai 286.225 immatricolazioni nel 2009-2010 corrispondenti al 59,1 per cento delle matricole sui ragazzi usciti dalla maturità. Circa 52 mila immatricolazioni in meno, dunque, un dato impressionante anche tenendo conto del fattore demografico in uno dei Paesi più “vecchi” del mondo, in ogni senso.
In Sardegna, la situazione dei due principali atenei conferma la flessione: se a Cagliari gli studenti sono diminuiti leggermente, a Sassari la differenza è più congrua, nell’ordine di qualche migliaio di unità (si veda la tabella). In calo anche le matricole, nel capoluogo circa 150 in meno mentre Sassari totalizza circa settecento immatricolazioni in meno. Le cause, secondo gli addetti ai lavori, sono ascrivibili soprattutto al calo demografico di cui soffre l’Italia, e in seconda battuta a una molteplicità di fattori socio-culturali. Se alle elementari il calo demografico viene compensato dalla quota di immigrati, è a partire dei gradi successivi dell’istruzione che il fenomeno si rivela, spiega la sociologa Maria Antonietta Mazzette. Il problema dell’università è complesso, anche perché è sempre stata considerata “area di parcheggio in attesa d’altro”: non particolarmente valorizzata, spesso soggetta a “un atteggiamento devastatore da parte di tutti, politici e mass media, nonostante ci siano anche degli aspetti molto positivi”.
L’abbandono, secondo la Mazzette, è legato ad altri fattori quali l’efficienza della didattica, e per quanto riguarda la perdita di fascino del titolo, è vero che “i figli per la prima volta sono consapevoli di stare peggio dei padri”: se a questo aggiungi il pasticciaccio brutto del “3+2” e una società che nel suo complesso non ama né i giovani né le donne, ecco che i conti non tornano. Ci sono, però, degli aspetti interessanti, come il profilo degli studenti sardi: diversi da quelli del resto del Meridione (“Perché la Sardegna non è Sud, può essere semmai assimilata al Centro”), caratterizzati dalla determinazione e l’efficienza, viaggiano e si muovono e non hanno quell’atteggiamento fatalista tipico del meridione.
A Cagliari, le iscrizioni sono in aumento costante nella facoltà di Ingegneria, nell’anno accademico 2009-10 c’è stato il + 22 per cento rispetto al 2008-2009 e un complessivo + 41% in due anni. “I ragazzi sardi la vedono comunque come un percorso in 5 anni, non in tre”, spiega il preside Giorgio Massacci, che ha appena ultimato un dettagliato rapporto sulle caratteristiche “in ingresso”dei suoi studenti. I risultati sembrano confortare la fiducia riposta in uno dei corsi di laurea tradizionalmente considerati “ad alta spendibilità”: il 71% trova impiego dopo un anno, è la percentuale più alta a Cagliari seguita poi da Economia e Scienze Politiche.
La caratteristica semmai, sembra essere quella dei fuori corso o dell’abbandono (in Ingegneria il 50% si laureano, gli altri si perdono per strada), entrambi fenomeni che hanno comunque “una molteplicità di cause non riconducibili esclusivamente a un ‘effetto scoraggiamento’ riferito al futuro così come i giovani lo immaginano”. Il fattore economico, su questo gli addetti ai lavori concordano, non sembra invece essere preponderante: il sistema dell’università pubblica, e le sue tasse, sono accessibili a tutti e inoltre, sottolinea Massacci, “l’università è un investimento necessario anche se ci possono essere riserve” , e la formula 3+2 consente di diversificare il percorso formativo, magari completandolo fuori dall’isola.
Fra i 200 mila italiani che fanno riferimento alle borse di studio, comunque, uno su quattro resta senza e solo otto regioni coprono tutte le richieste (la Sardegna non è fra queste, a fronte di un 30% di aventi diritto sul totale degli iscritti).
Risultano interessanti anche i dati Almalaurea secondo i quali il background familiare conta ancora parecchio: se nel 2000 un neo iscritto su cinque era figlio di persone con la quinta elementare, nel 2005 le percentuale era scesa al 15 per cento e oggi siamo al 12. Inoltre, circa l’80 per cento degli appartenenti ai “ceti medio bassi” che studiano all’università contemporaneamente lavora, percentuale che scende al 65 per cento nei “ceti medio alti”.
http://www.sardinews.it/Atenei.html

Josh_Ca
March 15th, 2010, 01:38 PM
Lago Flumendosa set di Walt Disney 15.03.2010
Ciak si gira: sceneggiato per ragazzi in ventisei puntate
Ascolta la notiziaWalt Disney approda in Ogliastra e, attraverso la Cyber group studios sceglie come “location” per un suo sceneggiato per ragazzi il lago del Flumendosa. I dettagli dell’avventura ogliastrina del colosso statunitense, che ha scelto uno degli scorsi più suggestivi del territorio di Villagrande in chiave hollywoodiana, sono stati definiti nel corso di un summit che si è tenuto la scorsa settimana a Los Angeles. A fare da apripista a quella che si profila come un interessante iniziativa in grado di esportare il territorio ogliastrino nel mondo intero grazie alla celebrità della majors, l’architetto nuorese Marco Cerina che per un periodo aveva guidato il servizio tecnico comunale di Villagrande. Anche in virtù della sua conoscenza della zona e dei contatti con altre importanti realtà televisive e cinematografiche come la televisione inglese Bbc, il professionista ha fatto da ponte tra il centro montano e la California. «Dopo l’analisi di diverse soluzioni - spiega il professionista nuorese - si è arrivato ad ipotizzare di girare le puntate dello sceneggiato nella suggestiva cornice del lago del Flumendosa». Un’opzione che ha convinto la Disney se appena qualche giorno fa ha mandato in avanscoperta nel territorio di Villagrande una sua squadra. Delegati alla produzione e operatori fotografici hanno battuto al setaccio la zona. La bellezza dei boschi e del lago, evidentemente considerate le location ideali per le ventisei puntate della serie "Hut 13", hanno fatto il resto. Al via libera ufficiale manca solo la firma del contratto ma già si conoscono i tempi. La troupe cinematografica diretta dal regista Paul Stevens inizierà a girare a settembre anche se l’arrivo degli attori e di tutte le altre professionalità che verranno impiegate sul set, sarà preceduto da una fase preparatoria. La notizia è doppiamente importante per il territorio se si considera che gli operatori della casa di produzione faranno base, inizialmente per quattro mesi, all’hotel Orlando Resort, nel bosco di Santa Barbara. Le ripercussioni positive non riguardano soltanto la struttura ricettiva che ospiterà la troupe della Disney per tutto il tempo necessario alle riprese, ma anche l’indotto. Questo perché i delegati della casa cinematografica hanno già fatto sapere che avranno bisogno di figure professionali, a partire dagli autisti ai custodi agli elettricisti, e che queste verranno ricercate in loco. A questo si deve aggiungere che l’Ogliastra si sta candidando a diventare un punto di riferimento non solo per la produzione di documentari naturalistici ma anche per la realizzazione di programmi di intrattenimento destinato ai bambini e ai ragazzi. GIUSY FERRELI

w3deco
March 15th, 2010, 01:52 PM
^^

Molto interessante!

Alla Sardegna servirebbe un pò di pubblicità indiretta...e quale modo migliore se non quello dei films!

La Sardegna è sconosciuta ai più...quello dei film sarebbe un modo per farla conoscere meglio un pò dappertutto. Anche se di conoscenza superficiale si tratterebbe...

riccardo_m
March 15th, 2010, 03:58 PM
^^

Molto interessante!

Alla Sardegna servirebbe un pò di pubblicità indiretta...e quale modo migliore se non quello dei films!

La Sardegna è sconosciuta ai più...quello dei film sarebbe un modo per farla conoscere meglio un pò dappertutto. Anche se di conoscenza superficiale si tratterebbe...

Sardo sei...?:lol:

w3deco
March 15th, 2010, 04:07 PM
Sardo sei...?:lol:

Deu? Nooooo! :lol:

w3deco
March 16th, 2010, 12:35 PM
EOLICO: STOP REGIONE SARDA A NUOVI PARCHI; NASCE SARDEGNA ENERGIA

Riprendo questo articolo per segnalare questa precendente mozione presentata da iRS attraverso alcuni consiglieri regionali che hanno condiviso l'iniziativa. :


CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA
Mozione n. 31

MOZIONE COCCO Daniele Secondo - SALIS - MARIANI - URAS - BEN AMARA - MULAS - SECHI - ZEDDA Massimo - ZUNCHEDDU sulla necessità di adottare idonei strumenti legislativi e giuridici per un utilizzo delle energie rinnovabili della Sardegna che non arrechi danni irreparabili al territorio e al popolo sardo.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- la sovranità dei beni collettivi della Nazione sarda appartiene al popolo sardo a cui deve essere garantito il diritto di accesso, l'utilizzo e la condivisione dei benefici che da questi vengono prodotti;
- la ricchezza prodotta dai beni comuni deve ricadere su tutta la collettività in modo da contribuire al progresso e alla crescita economica, sociale e culturale della Nazione;
- l'assenza di norme che regolano e tutelano tali ricchezze collettive porta ad un loro rapido consumo e impoverimento e alla possibilità che il loro utilizzo non vada a beneficio del popolo sardo;

PRESO ATTO che:
- il vento e il sole sono legittimi beni collettivi che appartengono al popolo sardo;
- attraverso le moderne tecnologie è possibile estrarre da essi energia pulita, rinnovabile e utile all'abbassamento dei costi di produzione per le imprese, per l'utilizzo dei privati cittadini e per le comunità sarde;
- non esiste un impianto normativo capace di regolare l'utilizzo di tali fonti energetiche, né tanto meno un Piano energetico regionale sardo che ne tuteli l'utilizzo a nostro favore;
- gli ultimi avvenimenti hanno reso pubblica l'esistenza di società con capitali di dubbia provenienza che hanno come unico obiettivo quello di speculare sulle risorse comuni della nostra terra;
- i contratti di gestione finora stipulati da dette società e che riguardano le energie rinnovabili sono iniqui a vanno a totale beneficio di interessi lontani dall'Isola;

CONSIDERATO che:
- ai fini di tutelare gli interessi del popolo sardo risulta fondamentale che la Regione si doti di tutti gli strumenti giuridici e legislativi capaci di controllare lo sviluppo e l'utilizzo di tali beni;
- attualmente i costi dell'energia in Sardegna sono i più elevati d'Europa (il doppio dell'Italia e il triplo dell'Europa), in quanto essa è prodotta e gestita da aziende non integrate nel sistema produttivo sardo in base a logiche di profitto privato del tutto avulse da qualsiasi organica strategia economica generale;
- le fonti di energia rinnovabile sono uno snodo fondamentale per la creazione di ricchezza nella moderna economia globale e notoriamente i flussi di investimento si stanno spostando dal petrolio alla cosiddetta "green economy",

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a pronunciarsi per chiarire se il popolo sardo abbia o debba avere il diritto di esercitare la propria sovranità sui suoi beni pubblici e, nel caso specifico, sul vento e sull'irradiamento solare;
2) a decidere se la ricchezza prodotta da queste risorse debba andare a beneficio della collettività sarda o a beneficio di altri;
3) ad attivarsi per l'istituzione dell'Agenzia sarda per l'energia, ente pubblico che si occupi di raccogliere, distribuire e reinvestire le risorse derivanti dalle attività di produzione di energia;
4) a far sì che la Regione ridiscuta e aggiorni il Piano energetico regionale;
5) affinché si adoperino a sospendere per sei mesi tutte le concessioni sui nuovi parchi eolici i cui benefici non vadano in maggior parte a favore delle comunità locali o violino le normative paesaggistiche in vigore od anche solo pregiudichino l'ambiente ed il paesaggio naturali;
6) a ridiscutere i contratti stipulati tra società private e enti pubblici a oggi ritenuti iniqui e totalmente svantaggiosi per le comunità locali.

Cagliari, 3 dicembre 2009
http://consiglio.regione.sardegna.it/XIVLegislatura/Mozioni/Moz031.asp

Josh_Ca
March 16th, 2010, 12:41 PM
Sardo sei...?:lol:

E' solo gaggio!

riccardo_m
March 16th, 2010, 05:38 PM
E' solo gaggio!

E' perchè ha frequentato brutte scuole...un brutto ambiente!!!:lol:

w3deco
March 16th, 2010, 07:35 PM
E' perchè ha frequentato brutte scuole...un brutto ambiente!!!:lol:

Eh si...a frag'e pisci mottu! :lol:

Pure Ampsy mi sa che ne sa qualcosa... :lol:

Ampsicora
March 16th, 2010, 11:42 PM
Arrivano 12 milioni per il nuovo radiotelescopio

http://unionesarda.ilsole24ore.com/foto/ArticoloSezione/277131.jpg

All'indomani del via libera del governo al finanziamento del Sardinia Radio Telescope (Srt), il responsabile del progetto Nicolò D'Amico, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), rileva che "il problema sollevato dall'Inaf riguardava non i costi di realizzazione ma i costi di gestione". Un aspetto, questo, sottolineato recentemente anche dal sottosegretario alla Ricerca, Giuseppe Pizza, ha osservato D'Amico. Per il ricercatore è "sicuramente significativo il forte interesse mostrato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) a sostegno del progetto, anche nella fase di gestione". Srt, aggiunge D'Amico, è un progetto di rilevanza internazionale ma molto ben legato al territorio che ospiterà il radiotelescopio, come dimostra il sostegno della Regione sia per l'attenzione posta al problema della sua realizzazione e del suo utilizzo, ma anche per il fattivo contributo economico". La Regione ha infatti stanziato 1,5 milioni di fondi , parte integrante del finanziamento di 12.7 milioni frutto dell'accordo fra Asi e Inaf. D'Amico osserva infine che " la Regione sta provvedendo alla connessione in fibra ottica a larga banda del sito di Srt, che consentirà di proiettare da subito gli impianti nella rete europea".

Venerdì 12 marzo 2010 08.03

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/171835

dove lo cotruiscono??

Ampsicora
March 16th, 2010, 11:50 PM
Eh si...a frag'e pisci mottu! :lol:

Pure Ampsy mi sa che ne sa qualcosa... :lol:

Sezione F?
Sia ode a Ibba e a Geena,
addio Bag-assu....

w3deco
March 17th, 2010, 12:00 AM
Sezione F?
Sia ode a Ibba e a Geena,
addio Bag-assu....

La mitica sezione B! :D

Indimenticabili Ambrosini, Bascià, Pettinau e la Zedda... :lol:

w3deco
March 17th, 2010, 12:03 AM
dove lo cotruiscono??

Dovrebbe essere quasi completato...comunque a San Basilio.

http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/Immagine-21.jpg

Con questa webcam (http://www.srt.inaf.it/pub/webcam) si può controllare lo stato di avanzamento dei lavori in tempo reale.

w3deco
March 17th, 2010, 12:14 PM
TURISMO: CCIAA CAGLIARI, ACCORDO SETTORE POSITIVO PER LA SARDEGNA

(AGI) - Cagliari, 16 mar. - Trentasei milioni di euro finiranno nelle tasche dei lavoratori e circa 52 milioni sara' la spesa per il costo del lavoro a carico delle imprese. La Confcommercio Cagliari ha quantificato cosi' le ricadute previste in Sardegna in seguito all'accordo raggiunto tra sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro sul nuovo contratto collettivo nazionale dei dipendenti delle aziende del settore turistico. L'accordo collettivo, che decorre dal 1* gennaio 2010 e restera' in vigore fino al 30 aprile 2013, per un lavoratore di quarto livello prevede un aumento a regime di 115 euro da suddividere in sette rate da erogare ogni sei mesi per tutta la durata del contratto (tre anni e quattro mesi), per un totale di sette ritocchi. A livello regionale le imprese turistiche iscritte all'Inps (con dipendenti sia part time che full time), e dunque interessate dal nuovo contratto, sono 4.482. "Si tratta indubbiamente di una ricaduta positiva per i lavoratori sardi - commenta Giancarlo Deidda, presidente di Confcommercio Cagliari - e rappresenta un importante investimento sulla fiducia da parte delle imprese turistiche isolane che dimostrano di essere disposte a tutto pur di salvaguardare i posti di lavoro, anche a proprie spese". Tra le novita' del nuovo contratto c'e' la formazione del personale non esperto assunto con la figura dell'apprendistato che con i nuovi accordi potra' essere effettuata e certificata direttamente all'interno dell'azienda: un'opportunita' gia' sancita alcuni mesi fa da un accordo nazionale siglato dalla Confcommercio in materia di formazione esclusivamente aziendale sull'apprendistato professionalizzante. Si tratta della prima intesa di settore che, cogliendo la necessita' delle aziende, ha snellito le procedure sulla formazione obbligatoria degli apprendisti.

w3deco
March 18th, 2010, 11:52 AM
CAGLIARI/PROVINCIA: CONSIGLIO ADOTTA ''NORMA CAMPIDANESE''

(ASCA) - Cagliari, 17 mar - Il consiglio provinciale di Cagliari ha approvato all'unanimita' la delibera relativa all'adozione della norma campidanese contenuta nel testo ''Arregulas po ortografia, fonetica, morfologia e fueddariu de sa norma campidanesa de sa lingua sarda'', elaborato dal Comitato scientifico per la norma campidanese del sardo standard. ''Viene sintetizzato e proposto un campidanese sovradialettale - ha spiegato il presidente della commissione Cultura, Giuseppe Palmas, illustrando il punto all'aula - che ha come base il campidanese dei cantadoris campidanesus.

Oggi con l'adozione di questa norma - ha proseguito - il nostro consiglio riconosce in maniera chiara la lingua sarda specificando al contempo che con lingua sarda si intendono la varieta' campidanese e logudorese, che hanno la stessa dignita' e che questa Provincia adotta la variante campidanese. Attraverso questa delibera - ha concluso - si mette fine alla persecuzione contro il sardo e contro che parla la lingua sarda e si rispetta l'articolo 6 della Costituzione secondo cui la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche''.

Il provvedimento adottato dispone che venga utilizzata la norma campidanese ogni qualvolta l'amministrazione provinciale debba servirsi della lingua sarda nella redazione di atti, documenti, avvisi, da' atto che la Provincia nel corso del 2010 ''provvedera' all'attivazione dello sportello provinciale della lingua sarda'' e da' mandato agli uffici competenti per la predisposizione di un accordo di programma tra la Provincia e gli istituti superiori del territorio, che ''disciplini modalita' e termini per l'eventuale introduzione dello studio della lingua sarda durante l'orario curricolare''.

''La norma campidanese proposta nelle 'Arregulas' - si legge nella delibera - non favorisce nessuna parlata in particolare; non si tratta di una lingua artificiale, creata in laboratorio, ma di una lingua viva, di lunga tradizione, di grande e ampia ricchezza letteraria nella quale il parlante campidanese si identifica''.

w3deco
March 19th, 2010, 06:12 PM
Saremar: protesta lavoratori contro privatizzazione

Circa un centinaio di lavoratori della Saremar, una delle aziende passate sotto la competenza regionale nell'ambito della privatizzazione della Tirrenia, hanno manifestato sotto l'assessorato regionale dei Trasporti per chiedere che la compagnia di navigazione resti totalmente pubblica. Sono arrivati a Cagliari con un pullman da la Maddalena e con un corteo di auto da Carloforte.

CAGLIARI - ''Anticipando la riunione fissata per il primo aprile , questa mattina incontreremo l'assessore Lorettu ed esprimeremo la nostra contrarietà al progetto di cessione del 51% delle quote della Saremar ai privati - ha detto Alessandro Bianco segretario regionale della
Filt Cgil - crediamo che la compagnia, che garantisce un servizio di trasporto pubblico locale a Carloforte e La Maddalena, debba restare pubblica e confluire in un'apposita gestione marittima dell'Azienda regionale sarda trasporti (Arst)''.

Secondo i dati della Cgil, nella Saremar operano 170 dipendenti, di cui almeno il 40% è rappresentato da precari storici (anche 20-25 anni). In attesa del bando che concederà in gestione il servizio di trasporto per le isole minori della Sardegna, che non è stato ancora pubblicato, sarà preceduto da un avviso per la manifestazione di interesse.

“ Un anno fa la situazione della Saremar era drammatica, con 70 esuberi e 19 corse cancellate. Abbiamo salvato i posti di lavoro e ripristinato tutte le rotte, comprese quelle notturne. Confermo il nostro impegno per tutelare i precari, mantenere i servizi e migliorare le tariffe” - ha detto l’assessore regionale dei Trasporti, Liliana Lorettu, dopo aver incontrato i lavoratori della Saremar, i sindacati ed i Sindaci di La Maddalena, Carloforte, Calasetta e Sant’Antioco.

L’assessore Lorettu ha inoltre sottolineato che è intenzione della Giunta rinnovare la flotta, mentre per quanto riguarda il progetto di cessione del 51% delle quote della Saremar ai privati, si farà il punto della situazione nell’incontro previsto con tutti i sindacati interessati ed i Sindaci il prossimo primo aprile.
http://www.sardegnaoggi.it/notizie.php?notizia=13495

http://www.mycarloforte.com/assets/images/Carloforte_2005_Fahreklein.jpg

http://www.saremar.it/pages_it/index.asp

felis
March 19th, 2010, 06:48 PM
CAGLIARI/PROVINCIA: CONSIGLIO ADOTTA ''NORMA CAMPIDANESE''

(ASCA) - Cagliari, 17 mar - Il consiglio provinciale di Cagliari ha approvato all'unanimita' la delibera relativa all'adozione della norma campidanese contenuta nel testo ''Arregulas po ortografia, fonetica, morfologia e fueddariu de sa norma campidanesa de sa lingua sarda'', elaborato dal Comitato scientifico per la norma campidanese del sardo standard. ''Viene sintetizzato e proposto un campidanese sovradialettale - ha spiegato il presidente della commissione Cultura, Giuseppe Palmas, illustrando il punto all'aula - che ha come base il campidanese dei cantadoris campidanesus.

Oggi con l'adozione di questa norma - ha proseguito - il nostro consiglio riconosce in maniera chiara la lingua sarda specificando al contempo che con lingua sarda si intendono la varieta' campidanese e logudorese, che hanno la stessa dignita' e che questa Provincia adotta la variante campidanese. Attraverso questa delibera - ha concluso - si mette fine alla persecuzione contro il sardo e contro che parla la lingua sarda e si rispetta l'articolo 6 della Costituzione secondo cui la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche''.

Il provvedimento adottato dispone che venga utilizzata la norma campidanese ogni qualvolta l'amministrazione provinciale debba servirsi della lingua sarda nella redazione di atti, documenti, avvisi, da' atto che la Provincia nel corso del 2010 ''provvedera' all'attivazione dello sportello provinciale della lingua sarda'' e da' mandato agli uffici competenti per la predisposizione di un accordo di programma tra la Provincia e gli istituti superiori del territorio, che ''disciplini modalita' e termini per l'eventuale introduzione dello studio della lingua sarda durante l'orario curricolare''.

''La norma campidanese proposta nelle 'Arregulas' - si legge nella delibera - non favorisce nessuna parlata in particolare; non si tratta di una lingua artificiale, creata in laboratorio, ma di una lingua viva, di lunga tradizione, di grande e ampia ricchezza letteraria nella quale il parlante campidanese si identifica''.
:ohno: E adesso aspettiamo il campidanese ogliastrino, il campidanese iglesiente, il campidanese arborense.. siccome il campidanese è uno, eh, attenzione. E soprattutto la norma campidanese mica è normalizzata-standardizzata come la LSC, sempre molta attenzione, perché tutto il campidanese è un monoblocco linguistico, fonetico e terminologico granitico.

Tutte le invenzioni più assurde perché loro devono parlare il dialetto di Cagliari - a costa di continuare a parlare solo e soltanto fra di loro - perché non sia mai che venga adottato un sardo intermedio capace di essere compreso e parlato nell'intera isola, anche dai non-parlanti sardo come sassaresi e galluresi.

Queste delibere sono un altro ottimo motivo per abolire le province. :bash:

riccardo_m
March 19th, 2010, 07:30 PM
:ohno: E adesso aspettiamo il campidanese ogliastrino, il campidanese iglesiente, il campidanese arborense.. siccome il campidanese è uno, eh, attenzione. E soprattutto la norma campidanese mica è normalizzata-standardizzata come la LSC, sempre molta attenzione, perché tutto il campidanese è un monoblocco linguistico, fonetico e terminologico granitico.

Tutte le invenzioni più assurde perché loro devono parlare il dialetto di Cagliari - a costa di continuare a parlare solo e soltanto fra di loro - perché non sia mai che venga adottato un sardo intermedio capace di essere compreso e parlato nell'intera isola, anche dai non-parlanti sardo come sassaresi e galluresi.

Queste delibere sono un altro ottimo motivo per abolire le province. :bash:

...la cosa più sbagliata di quella delibera è la definizione del sardo limitata a 2 "lingue"...ma per il resto non mi sembra una schifezza!

L'OBIETTIVO di qualunque attività linguistica è la valorizzazione e la diffusione della lingua e della cultura!
Campidanese e gallurese...nuorese o sassarese sono lingue diverse, simili ma diverse. Da studente ho "testato" la convivenza con un nuorese e da Cagliaritano ti assicuro che se ognuno parla il suo "dialetto" io non capisco lui e lui non capisce me...poi per carità, intuire intuisco, spesso le cose sono uguali...ma tante altre volte no!

Cosa sarebbe questo fantomatico sardo che va ben per tutti?...bisogna convincere TUTTI a rinunciare alla propria parlata: una cosa pressochè identica a quella che 150 anni fa è stata fatta con i neo italiani e l'italiano! Dato che come lingua comune imposta basta e avanza l'italiano non ha senso farne un altra...il sardo è una lingua viva,ma viva nelle sue diversità "provinciali"...manteniamole!!!

Versioni di campidanese ce ne sono tante...ma immaginare un CAMPIDANESE è plausibile, sono differenze risibili e tra "campidanesi" ci si capisce...!

Trovo opportuno che ogni comparto territoriale valorizzi il proprio "dialetto"...se no si fa morire tutto...

felis
March 19th, 2010, 07:58 PM
...la cosa più sbagliata di quella delibera è la definizione del sardo limitata a 2 "lingue"...ma per il resto non mi sembra una schifezza!

L'OBIETTIVO di qualunque attività linguistica è la valorizzazione e la diffusione della lingua e della cultura!
Campidanese e gallurese...nuorese o sassarese sono lingue diverse, simili ma diverse. Da studente ho "testato" la convivenza con un nuorese e da Cagliaritano ti assicuro che se ognuno parla il suo "dialetto" io non capisco lui e lui non capisce me...poi per carità, intuire intuisco, spesso le cose sono uguali...ma tante altre volte no!

Cosa sarebbe questo fantomatico sardo che va ben per tutti?...bisogna convincere TUTTI a rinunciare alla propria parlata: una cosa pressochè identica a quella che 150 anni fa è stata fatta con i neo italiani e l'italiano! Dato che come lingua comune imposta basta e avanza l'italiano non ha senso farne un altra...il sardo è una lingua viva,ma viva nelle sue diversità "provinciali"...manteniamole!!!

Versioni di campidanese ce ne sono tante...ma immaginare un CAMPIDANESE è plausibile, sono differenze risibili e tra "campidanesi" ci si capisce...!

Trovo opportuno che ogni comparto territoriale valorizzi il proprio "dialetto"...se no si fa morire tutto...
Guarda, hai proprio centrato un sacco di punti. Ad esempio:
# uno dei problemi principali è proprio che bisogna scegliere una varietà che sia comprensibile a tutti: e l'unica variante possibile è proprio il logudorese meridionale. Nessuno vuole imporre il sardo di Sennori, Oschiri o Luras, stiamo parlando del logudorese della provincia di Oristano.. che essendo esattamente in mezzo si capisce a Cagliari, si capisce a Nuoro, si capisce benissimo anche a Sassari ed Olbia dove magari si parlano altre lingue.
# ma salviamo tutti i dialetti, per me possono anche definire 300 norme una per ogni comune dell'isola. il problema è che la provincia di cagliari sta insegnando solo il dialetto, e non la cosa paradossalmente più importante per l'unità linguistica e identitaria: ovvero una norma comune regionale che permetta di essere capiti in tutta l'isola, da olbia a iglesias, da cagliari a sassari!
# se si può immaginare un campidanese unico si può immaginare un sardo unico.. sono davvero dei misteri. e poi comunque sono arcisicuro che le altre tre province "campidanesi" sceglieranno un altro campidanese.. in particolare quella di Oristano, visto che al nord non parlano neppure campidanese!
# infine, scusa ma l'italiano non ha distrutto nessuna diversità.. dove la gente vuole parlano tutti la lingua locale e lo fanno adottare per legge, ma l'italiano è servito a creare un'identità, e dare possibilità infinite rispetto a persone che prima riuscivano a capirsi a malapena nella propria zona.

Con questa delibera della Provincia di Cagliari non cambia nulla, non nasce il sardo. A volerla seguire, se sono proprio convinti (Cagliari è una città dove si parla sardo ed ha problemi ad adottare un altro tipo di sardo!!! Sassari è una città dove NON SI PARLA SARDO e non ha nessun tipo di problema!!!) questa delibera sembra fatta apposta per creare due province autonome. Visto che per loro sono DUE LINGUE voglio anche due nazioni .. :ohno:

sardreamer
March 19th, 2010, 11:26 PM
La LSC è nata come norma sperimentale in uscita per gli usi della amministrazione regionale, riconoscendo la possibilità agli enti locali di usare quello che preferiscono.. Gli enti locali possono cioè recepirla oppure adottare altro.. la LSC nessuno l'ha votata,non è passata in consiglio regionale. Era sperimentale, ma nessuno l'ha sottoposta a verifica o emendamenti.. Si regge su una delibera della scorsa giunta regionale che non riporta neppure le firme dei commissari che l'hanno elaborata.. Non vedo che titoli e autorevolezza abbia per divenire la futura lingua dei sardi, dal momento che non è passata neppure attraverso una votazione in consiglio regionale.
Stante questa situazione, la provincia di Caglairi fa benissimo a non adottarla, se ritiene di non riconoscervisi, e ad usare il tipo di sardo che preferisce. Legittimato questo, mi par di capire, da una votazione del consiglio provinciale.. Sarei stato curioso di vedere invece se la LSC serebbe mai passata per le forche del consiglio regionale.. la massima assemblea dei sardi. Ma si è preferito non farcela passare..

w3deco
March 20th, 2010, 02:38 AM
Regione, internet gratuito: incontro per progetto "Surf in Sardinia"

Il progetto, di concerto con l'Assessorato regionale dei Trasporti, prevede la realizzazione di punti d'accesso gratuiti a internet in stazioni portuali e aeroportuali e nei luoghi di maggiore afflusso turistico, come per esempio i porti turistici.

CAGLIARI, 19 MARZO 2010 - Incontro decisivo per l'avvio di "Surf In Sardinia", il progetto che prevede centri d’accesso gratuiti a internet in porti e aeroporti sardi. L’Assessorato regionale degli Affari generali, rappresentato dal capo di gabinetto Massimiliano Tavolacci e dallo staff della Direzione generale, ha presentato le opportunità tecniche dell'iniziativa al presidente della Rete dei porti sardi, Franco Cuccureddu, ai rappresentanti delle società di gestione dei porti e ad alcuni amministratori locali. Tutti hanno mostrato grande interesse e unanime favore per l’attuazione dell’iniziativa e per i tempi di predisposizione ed esecuzione da parte dell’Amministrazione regionale.

Il progetto, di concerto con l’Assessorato regionale dei Trasporti, prevede la realizzazione di punti d’accesso gratuiti a internet in stazioni portuali e aeroportuali e nei luoghi di maggiore afflusso turistico, come per esempio i porti turistici. Gli “hotspot wifi” saranno fruibili tramite registrazione on line (via cellulare) o off line (nei chioschi informativi attrezzati). Il servizio sarà attivo tutto l’anno.

Gli "hot spot" del progetto "Surf in Sardinia" saranno il primo punto di contatto per chi visita l’Isola, che avrà la possibilità di accedere gratuitamente a servizi informativi legati alla mobilità, al turismo e alla valorizzazione del patrimonio culturale – ambientale. Chi viaggia e sbarca nei porti e negli aeroporti della Sardegna può registrarsi al sistema e avere a disposizione un ‘pacchetto’ di ore gratuito per navigare su internet, avere informazioni sulle località nelle vicinanze e programmare itinerari.

L’avvio di “Surf in Sardinia” è previsto per la stagione estiva. Il 22 marzo è la scadenza, prevista dal bando, per la ricezione delle offerte della gara. Dopo la firma del contratto la società che si aggiudicherà l’appalto avrà a disposizione 30 giorni per attivare i primi 20 hot spot in porti e aeroporti. Si prevede che siano pronti entro giugno. Il cronoprogramma stabilisce la realizzazione di altri 50 punti d’accesso prima del termine dell’estate.
http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=136606&v=2&c=245&t=1

riccardo_m
March 20th, 2010, 07:19 PM
Guarda, hai proprio centrato un sacco di punti. Ad esempio:
# uno dei problemi principali è proprio che bisogna scegliere una varietà che sia comprensibile a tutti: e l'unica variante possibile è proprio il logudorese meridionale. Nessuno vuole imporre il sardo di Sennori, Oschiri o Luras, stiamo parlando del logudorese della provincia di Oristano.. che essendo esattamente in mezzo si capisce a Cagliari, si capisce a Nuoro, si capisce benissimo anche a Sassari ed Olbia dove magari si parlano altre lingue.
# ma salviamo tutti i dialetti, per me possono anche definire 300 norme una per ogni comune dell'isola. il problema è che la provincia di cagliari sta insegnando solo il dialetto, e non la cosa paradossalmente più importante per l'unità linguistica e identitaria: ovvero una norma comune regionale che permetta di essere capiti in tutta l'isola, da olbia a iglesias, da cagliari a sassari!
# se si può immaginare un campidanese unico si può immaginare un sardo unico.. sono davvero dei misteri. e poi comunque sono arcisicuro che le altre tre province "campidanesi" sceglieranno un altro campidanese.. in particolare quella di Oristano, visto che al nord non parlano neppure campidanese!
# infine, scusa ma l'italiano non ha distrutto nessuna diversità.. dove la gente vuole parlano tutti la lingua locale e lo fanno adottare per legge, ma l'italiano è servito a creare un'identità, e dare possibilità infinite rispetto a persone che prima riuscivano a capirsi a malapena nella propria zona.

Con questa delibera della Provincia di Cagliari non cambia nulla, non nasce il sardo. A volerla seguire, se sono proprio convinti (Cagliari è una città dove si parla sardo ed ha problemi ad adottare un altro tipo di sardo!!! Sassari è una città dove NON SI PARLA SARDO e non ha nessun tipo di problema!!!) questa delibera sembra fatta apposta per creare due province autonome. Visto che per loro sono DUE LINGUE voglio anche due nazioni .. :ohno:

...allora, vado per ordine altrimenti non mi capisco nemmeno io...

L'idea di scegliere un unica lingua per tutta la regione non può essere presa da una provincia...l'iniziativa della provincia di cagliari è ovviamente "personale": insegnando e tutelando il campidanese non si mina certo a un eventuale futura lingua sarda unica!
Il senso è "dato che rischiamo di aspettare altri 30 anni intanto noi tuteliamo la nostra "variante"...poi si vedrà".
Tu dici che bisogna scegliere una lingua unica...questa è la tua idea! Rispettabile ma è la tua...una tale decisione non può essere ne mia ne tua ma deve eventualmente essere presa dalla regione e da tutte le provincie congiuntamente e in totale accordo! Non si può imporre una cosa simile!

A me rimane il forte, fortissimo dubbio che una tale scelta sia pressochè impossibile...la lingua esiste, è e deve essere quella che è, creare una lingua è un qualcosa di irrealizzabile e insensato! Io parlo campidanese, tu parli sassarese, un altro parla logudorese, un altro parla nuorese...siamo 1,6 milioni di persone...cosa facciamo? tutti a scuola a imparare un miscuglio che nessuno conosce del tutto?


Poi....tu dici, anche giustamente, che l'italiano non ha distrutto i dialetti. E' vero, parzialmente ma è vero: le persone parlano il dialetto ma spesso lo fanno "male"...la gente spesso parla il dialetto come uno straniero che è qui da 5 anni parla l'italiano ovvero BENE...ma con qualche errore....! Questo perchè la vera e corretta lingua la si impara a scuola, io stesso son sicuro che se mi metto a scrivere in campidanese faccio mille errori...ne faccio sicuramente anche parlando...ci sta!
Ebbene...io dico questo: siamo italiani, siamo in italia...una lingua unica per capirci tutti l'abbiamo già: è l'italiano! Cosa facciamo? Creiamo una seconda lingua per capirci tutti anche in Sardegna e in più tuteliamo i dialetti provinciali? Che senso ha?
Quindi avremo due lingue "inventate" più i dialetti...più l'inglese...boh
Insomma: io un sardo diverso dal campidanese non lo sentirei assolutamente mio, per nulla! E poi tieni conto che un simile processo durerebbe decine di anni...1 o 2 generazioni penso...


Infine...dici che così si creano due lingue (o più) e quindi due "stati" (o più) intendendo "lo stato di cagliari-sud" e quello di "sassari-nord"...non capisco perchè!!!
Io mi sento sardo al pari tuo anche se tu parli sassarese!!! La bellezza della sardegna è che è fortemente variegata a livello linguistico, è la nostra storia...è una cosa scomoda per carità, ma è la nostra storia!!! Non c'è un sardo di serie A e uno di serie B...allora a carloforte che parlano genovese cosa sono? Sardi di 3° categoria???
No...hanno una storia diversa, parlano una lingua diversa...PACE! TUTELARE QUESTE DIVERSITA' SAREBBE UNA GRANDE CONQUISTA!


Poi...e qui concludo...dopo aver tutelato e insegnato i dialetti...se mai un giorno la Sardegna sarà indipendente potremo pensare di sostituire la lingua unificante e artificiale dall'italiano al nuovo sardo! Ma stiamo galoppando...molto...



p.s: dici che a Sassari non si parla sardo...e a Cagliari sì...! Ti assicuro che a Casteddu molta troppa gente il dialetto nemmeno lo capisce, sono una forte minoranza ma ci sono, specie nella classe "borghese" ripulita e infighettata!
Penso che sia un problema relativo alla "grandezza" del comune...più si ingrandisce e più si tende a perdere le tradizioni...

w3deco
March 20th, 2010, 07:32 PM
Riporto il parere di Cambiamo Arbus (http://www.cambiamoarbus.it/) su questa recente delibera. Lo condivido.

La differenza fra un dialetto e una lingua è dal punto di vista tecnico-linguistico, inesistente. La dignità linguistica ad un dialetto è solo una questione politica e deriva da fattori sociali, ideologici o letterari.

Le lingue dei principali popoli europei derivano da dialetti che all'interno del contesto nazionale hanno assunto un'importanza maggiore e sono stati "normalizzati" in una grammatica ed estesi a tutto il resto della popolazione.

Tuttavia prima di essere lingua ogni lingua era un dialetto o una "variante". Nessuna importante lingua nazionale è stata creata a tavolino attraverso la fusione delle differenti varianti. I tentativi di unificazione sono di per sè fallimentari. Basti guardare l'esempio del Galeico irlandese, che è stato ricostruito arbitrariamente ed è scomparso nel giro di pochi anni.

Questo è dovuto alla teoria della Grammatica Generativa di Noam Chomsky, secondo la quale esiste una grammatica interiore, ossia delle matrici innate comune a tutti gli esseri viventi, che non ci è dato conoscere e che non possono essere artificialmente emulate. Attualmente questa teoria è considerata il paradigma linguistico dominante, e sostituisce quello simbolista di Sausseaure per la quale esiste una relazione del tutto arbitraria fra significato e significante.

La valorizzazione e la salvaguardia della Limba Sarda è argomento delicato e non può essere strumento di per sè esclusivamente politico. Deve essere rivolta alla difesa e alla diffusione di una lingua che per l'importanza strategica e la particolarità culturale della Sardegna nel contesto europeo deve trovare uno spazio di conservazione.

Per questi motivi apprezziamo la delibera provinciale che stabilisce la normalizzazione e sistemizzazione della variante campidanese, poichè idioma parlato e naturale, che nasce dal basso, ossia dal popolo campidanese e dalla sua storia.

Condanniamo invece la difesa totalitaria delle derive linguistiche del tutto intellettuali come la LIMBA SARDA COMUNE, che non ha origini popolari, ma che rappresenta un mero processo di sintesi e di edificazione arbitraria da parte di alcuni linguisti.

felis
March 21st, 2010, 03:23 PM
Le lingue dei principali popoli europei derivano da dialetti che all'interno del contesto nazionale hanno assunto un'importanza maggiore e sono stati "normalizzati" in una grammatica ed estesi a tutto il resto della popolazione.

Tuttavia prima di essere lingua ogni lingua era un dialetto o una "variante". Nessuna importante lingua nazionale è stata creata a tavolino attraverso la fusione delle differenti varianti. I tentativi di unificazione sono di per sè fallimentari. Basti guardare l'esempio del Galeico irlandese, che è stato ricostruito arbitrariamente ed è scomparso nel giro di pochi anni.

Per questi motivi apprezziamo la delibera provinciale che stabilisce la normalizzazione e sistemizzazione della variante campidanese, poichè idioma parlato e naturale, che nasce dal basso, ossia dal popolo campidanese e dalla sua storia.

Condanniamo invece la difesa totalitaria delle derive linguistiche del tutto intellettuali come la LIMBA SARDA COMUNE, che non ha origini popolari, ma che rappresenta un mero processo di sintesi e di edificazione arbitraria da parte di alcuni linguisti.
Eresia, anatema, bestemmia: ha nominato Chomsky invano!!! :lol:

Scherzi a parte, questo signore si smentisce da solo nel paragrafo evidenziato.. non esiste nessuna fusione, non esiste nessuna invenzione, nessun stupro del sardo. La LSC è una norma grammaticale e ortografica basata sul logudorese meridionale, in quanto variante di transizione comprensibile ovunque. E' esattamente quello che dice questo signore: un dialetto con importanza maggiore normalizzato, e normalizzato in modo che nell'intera sardegna si possano usare le stesse regole anche per scrivere gli altri dialetti.

Non è che ci può girare tanto intorno: non esisteva nessun paese dove si parlava l'italiano o il francese odierno, e non esiste nessun paese dove si parla questa "norma campidanese". Ogni giorno in tutto il mondo esistono accademie linguistiche che normano e moficano (nuove parole, nuove regole) lingue "naturali" o dialetti e guardaso le lingue con queste accademie restano vitalissime (tedesco, francese, spagnolo.. dovrebbe essere impossibile normare lingue così diffuse, ed invece ci riescono benissimo). Hanno fatto la stessa identica cosa della LSC in piccolo, senza i vantaggi e la logica della LSC, per mero campanilismo.

w3deco: ma che indipendenza vuoi senza nemmeno avere una lingua comune e universale in tutta l'isola??! Ma che soluzione avresti: che per farsi capire ci si mettesse a insegnare almeno 4 lingue in tutta la sardegna, campidanese, logudorese, sassarese e gallurese, invece che un'unica lingua e poi la variante locale?! Sperando ovviamente che i nuoresi non abbiano niente da ridire.. questi indipendentisti diventano un mistero sempre più fitto!

riccardo_m
March 21st, 2010, 04:02 PM
Eresia, anatema, bestemmia: ha nominato Chomsky invano!!! :lol:

Scherzi a parte, questo signore si smentisce da solo nel paragrafo evidenziato.. non esiste nessuna fusione, non esiste nessuna invenzione, nessun stupro del sardo. La LSC è una norma grammaticale e ortografica basata sul logudorese meridionale, in quanto variante di transizione comprensibile ovunque. E' esattamente quello che dice questo signore: un dialetto con importanza maggiore normalizzato, e normalizzato in modo che nell'intera sardegna si possano usare le stesse regole anche per scrivere gli altri dialetti.

Non è che ci può girare tanto intorno: non esisteva nessun paese dove si parlava l'italiano o il francese odierno, e non esiste nessun paese dove si parla questa "norma campidanese". Ogni giorno in tutto il mondo esistono accademie linguistiche che normano e moficano (nuove parole, nuove regole) lingue "naturali" o dialetti e guardaso le lingue con queste accademie restano vitalissime (tedesco, francese, spagnolo.. dovrebbe essere impossibile normare lingue così diffuse, ed invece ci riescono benissimo). Hanno fatto la stessa identica cosa della LSC in piccolo, senza i vantaggi e la logica della LSC, per mero campanilismo.

w3deco: ma che indipendenza vuoi senza nemmeno avere una lingua comune e universale in tutta l'isola??! Ma che soluzione avresti: che per farsi capire ci si mettesse a insegnare almeno 4 lingue in tutta la sardegna, campidanese, logudorese, sassarese e gallurese, invece che un'unica lingua e poi la variante locale?! Sperando ovviamente che i nuoresi non abbiano niente da ridire.. questi indipendentisti diventano un mistero sempre più fitto!

....sperando che i nuoresi non abbiano nulla da ridire???:lol:
Ci prendono a cazzotti se gli proponi di rinunciare alla loro lingua...il loro sardo è forse (sicuramente) il più "arcaico"...il meno "italianizzato"...e non saranno MAI d'accordo per una fusione che li escluda. Il loro sardo inoltre è il meno "comprensibile" a tutti gli altri...

Sul discorso indipendentista vorrei che ti esprimessi riguardo la "mia teoria" del post precedente che riassunta dice questo:
- Italiano come lingua comune per capirci a Olbia Sassari Alghero Nuoro Cagliari etc etc
- Varianti locali insegnate per puri motivi storici culturali identitari

A me piacerebbe vivere in una regione dove sono riconosciute e mantenute più lingue!
Se tu parli italiano e sassarese e io italiano e campidanese siamo sardi al 100% entrambi!


Poi...ma proprio poi...se e dico se un giorno la Sardegna dovesse veramente diventare indipendente vedremo se sostituire piano piano la lingua "imposta e artificiale italiana" con la lingua sempre "artificiale e imposta" sarda!


p.s.: io mi sto "fidando" di quello che dici tu sulla variante logudorese comprensibile a tutti ma ti chiedo:
- il fatto che sia comprensibile significa che sia anche parlata? io non credo...
- sei proprio sicuro? chi lo ha detto? io non lo so! A me non sembra che possa esistere una via di mezzo tra idiomi così differenti...
Io il Nuorese NON lo capisco...il Sassarese o Gallurese per quel poco che ho sentito nemmeno...

felis
March 23rd, 2010, 12:38 PM
A me piacerebbe vivere in una regione dove sono riconosciute e mantenute più lingue!
Se tu parli italiano e sassarese e io italiano e campidanese siamo sardi al 100% entrambi! [...]

p.s.: io mi sto "fidando" di quello che dici tu sulla variante logudorese comprensibile a tutti ma ti chiedo:
- il fatto che sia comprensibile significa che sia anche parlata? io non credo...
- sei proprio sicuro? chi lo ha detto? io non lo so! A me non sembra che possa esistere una via di mezzo tra idiomi così differenti...
Beh, parlare la lingua locale direi che è una cosa che conta abbastanza sul sentirsi sardi.. non a discapito del sentirsi italiani ovviamente. ;-) Per la LSC ti rispondo con quello che so, non ho mai sentito nessuno che mi abbia detto che quel logudorese è incomprensibile, a differenza di altri dialetti. L'unica sopravvivenza per il sardo è insegnarlo nelle scuole, e sperare che la gente possa parlarlo oltre il loro paesello in ogni contesto: se ognuno si fissa l'insegnare esclusivamente la propria variante, esaltando pure le differenze, al 95% il sardo muore. Oltretutto la Provincia di Cagliari non ha in progetto niente del genere, ha solo deliberato un'altra norma burocratica praticamente ad uso interno: proprio un delirante progetto politico per continuare a frammentare l'unità del sardo..

Comunque almeno gli indipendentisti si sono svegliati :tongue2:

Irs e Sni dicono no alle "due lingue sarde" della Provincia di Cagliari (http://www.ilminuto.info/notizia.php?id_notizia=2059)
Il movimento di Sale: "Grave il mancato utilizzo di 546mila euro della 482/1999"

(IlMinuto) – Cagliari, 22 marzo - "Due lingue: una follia". Con queste parole l'Irs giudica l'iniziativa della provincia di Cagliari di approvare una "normalizzazione grafica della variante meridionale del sardo ("Arregulas po ortografia, morfologia e fueddus de sa norma campidanesa de sa lingua sarda"), con il risultato - sottolinea un comunicato della formazione di Gavino Sale - di sancire politicamente la divisione della lingua sarda in due vere e proprie lingue, intese arbitrariamente come 'campidanese' e 'logudorese'". Boccia la delibera anche il coordinatore nazionale di Sardigna Natzione, Bustianu Cumpostu. "Partendo dal dato legislativo di tutela della lingua sarda nella sua unitarietà - sottolinea Cumpostu - Sardigna Natzione è favorevole ad ogni esperimento di normalizzazione locale (...), ma rigetta l'idea di suddividere ufficialmente la lingua sarda in due lingue diverse e contrapposte".
Sul fronte della politica linguistica provinciale pesa anche la questione dell'impiego delle risorse della 482. Mancato utilizzo - sottolinea Irs - "ingiustificato e grave di ingenti fondi per le politiche linguistiche concessi dallo stato italiano (367.000,50 euro nel 2005, 149.000,25 nel 2006, 30mila nel 2007 ottenuti con la legge 482/1999).

w3deco
March 23rd, 2010, 12:42 PM
Tiri in ballo gli indipendentisti solo quando ti fanno comodo?

felis
March 23rd, 2010, 12:45 PM
Tiri in ballo gli indipendentisti solo quando ti fanno comodo?
Chiedo solo un po' di coerenza a tutti ;) e comunque sì: non credo di dover essere completamente in disaccordo o d'accordo con tutto quello che fanno. Al massimo potrei essere quasi sempre d'accordo nel caso fossero il mio partito ;) ma non è così.

sardreamer
March 23rd, 2010, 01:01 PM
a me può andar bene la norma unica ma non un logudorese meridionale, bensì un campidanese settentrionale.. anche questa comprensibile a tutti con un minimo sforzo (esattamente quello che è richiesto a ciascun sardo per comprendere qualsiasi tipo di sardo). Come la mettiamo?

felis
March 23rd, 2010, 01:21 PM
a me può andar bene la norma unica ma non un logudorese meridionale, bensì un campidanese settentrionale.. anche questa comprensibile a tutti con un minimo sforzo (esattamente quello che è richiesto a ciascun sardo per comprendere qualsiasi tipo di sardo). Come la mettiamo?
Che - secondo me - il dialetto centrale in Sardegna è il logudorese (che sta fra campidanese e dialetti italo-corsi al nord), mentre il campidanese è il dialetto della parte meridionale. Tutto qui.. non ho mai visto che come lingua comune si scegliesse una variante geografica estrema, o come questa possa essere più comprensibile :)

Comunque, anche dalle testimonianze emerse, non mi sembra proprio che tutti i dialetti siano comprensibili con un minimo di sforzo, e siano tutti sullo stesso piano da questo punto di vista.

sardreamer
March 23rd, 2010, 02:02 PM
Che - secondo me - il dialetto centrale in Sardegna è il logudorese (che sta fra campidanese e dialetti italo-corsi al nord), mentre il campidanese è il dialetto della parte meridionale. Tutto qui.. non ho mai visto che come lingua comune si scegliesse una variante geografica estrema, o come questa possa essere più comprensibile :)

Comunque, anche dalle testimonianze emerse, non mi sembra proprio che tutti i dialetti siano comprensibili con un minimo di sforzo, e siano tutti sullo stesso piano da questo punto di vista.

secondo te.. ma come sai bene non ci sono opinioni univoche in sardegna e quantomeno bisogna rispettare quelle diverse. I dialetti italo corsi godranno comunque di tutele specifiche, d insegnamento e di loro standardizzazioni. Quindi non mischiamo troppo le questioni. Ci serve risolvre la questione del sardo. Il campidanese non è propriamente una variante "estrema". Non lo è geograficamente, dal momento che lambisce il centro sardegna, e non lo è demograficamente, come ben sai.. Esistono varianti settentrionali di campidanese che assumano caratteri di transizione. Io sono per basarci su quelle. Capisco che a molti da voi nordici :lol: la cosa faccia storcere il naso, per vari motivi ( la presunta difficoltà di comprensione è un pretesto). A queste proposte di doppio standard si arriva proprio perchè è difficile mettere d'accordo tutti, e per avviare finalmente una promozione linguistica, partendo quanto meno dalle varianti letterarie della tradizione. E' 20 anni che litigano sulla unificazione e non si è combinato niente. Guardiamoci in faccia. L'esperienza lo dimostra. Io dico che tanto vale partire con due standard e forse si arriva più facilmente e spontaneamente a una unificazione..
In ogni caso, ribadisco che, stante questa situazione, e stante una LSC che nel sud dell'isola non è considerata un buon compronmesso, è meglio che la provincia di cagliari parta con la varietà locale anzichè aspettare chissà che cosa.. il tempo sarà maestro.. ;)

e basta con questi OT!! :lol:

Cubo
March 23rd, 2010, 02:59 PM
Che - secondo me - il dialetto centrale in Sardegna è il logudorese (che sta fra campidanese e dialetti italo-corsi al nord), mentre il campidanese è il dialetto della parte meridionale. Tutto qui.. non ho mai visto che come lingua comune si scegliesse una variante geografica estrema, o come questa possa essere più comprensibile :)

Comunque, anche dalle testimonianze emerse, non mi sembra proprio che tutti i dialetti siano comprensibili con un minimo di sforzo, e siano tutti sullo stesso piano da questo punto di vista.

Scusa la domanda: ma bisogna per forza sceglierlo?

Non c'è nessuna necessità dell'esperanto-sardo. L'esperando: una lingua facilissima, inventata prendendo elementi delle varie lingue indoeuropee... e parlata da nessuno.

Anche sposando ideali indipendentistici, io troverei più comodo tenermi l'italiano (che ormai è la nostra lingua) e finanziare il bilinguismo con le varie varianti del sardo. Ognuna nella sua zona.

felis
March 23rd, 2010, 04:08 PM
Scusa la domanda: ma bisogna per forza sceglierlo?

Non c'è nessuna necessità dell'esperanto-sardo. L'esperando: una lingua facilissima, inventata prendendo elementi delle varie lingue indoeuropee... e parlata da nessuno.
Mhhh, l'esperanto che bell'esempio :tongue2: non la parla nessuno perché nessuno è capace di fare i propri interessi. L'esperanto si impara in tre mesi a costo zero, l'inglese si impara in 5-10 anni spedendo decine di migliaia di euro tu o facendoli spendere allo stato, e creando discriminazioni linguistiche immense a tutti i livelli. Dal fatto che certi paesi ricevono una quantità impressionante di turismo "linguistico" (Malta, Irlanda, UK), all'impossibilità di superare le discriminazioni lavorative "richiesto inglese madrelingua", all'invasione di prodotti culturali in lingua inglese che non sono ovviamente superiori o migliori di quelli di altri paesi ma.. eh.. visto che tutti studiano inglese hanno qualche piccolo vantaggio a venderli e farli conoscere. Ma che vuoi che sia che paesi in crisi lavorino per favorire economie altrui. Oppure distruggere la propria produzione culturale insegnando a tutti "create/scrivete in inglese, così si vende e si conosce di più!".

Ora, una persona normale, un legislatore europeo, che farebbe: per caso sceglierebbe la soluzione più economica e che pone tutti sullo stesso livello? Ma no, il politico/imprenditore/ragazzo sardo è felicissimo di adeguarsi ad imparare la lingua più potente economicamente/militarmente del momento perché.. così fan tutti. Ad iniziare da quelli "di sinistra" che vogliono cambiare il mondo, rispettare i diritti di tutti, viva la giustizia, basta discriminazioni, viva i diritti dei popoli, bla bla bla, i diritti linguistici non sanno neanche cosa sono, credo sia qualche eredità marxista di "normalizzazione" collettiva, una conquista del progresso.. Se parli di esperanto ti guardano come un alieno perché loro han viaggiato, parlano benissimo inglese e non se ne parla di perdere il loro ridicolo vantaggio competitivo (non sanno fare nulla o niente da dire, ma sanno dirlo anche in inglese :D ). Già immagino le risate quando prenderà il sopravvento il cinese..

Qualcuno si è lamentato dell'OT prima? :D Scusate ma la lingua sarda non mi sembra tanto OT.. ribadisco soltanto che - secondo me - senza il bilinguismo il sardo è a forte rischio di estinzione, e vedo molto in salita instaurare un bilinguismo con diecimila varianti diverse e spesso non comprensibili. E' una cosa in più diamine, non uccide niente, non fa sparire niente.. è continuare a non scegliere che sta facendo agonizzare il sardo.

w3deco
March 23rd, 2010, 04:39 PM
Conoscete sardiniainnovation.it (http://www.sardiniainnovation.it/)?


Sardinia Innovation è un progetto di ricerca a cura del Collettivo Hypermediapunk.

L'obiettivo è mappare l'eccellenza sarda e promuovere quelle realtà che operano sul territorio puntando su creatività e innovazione.
La forma scelta è quella del web-magazine, che consente di rimanere aggiornati quotidianamente su tutte le novità che arrivano dal mondo della ricerca scientifica e dell'impresa.L'attività di News-Radar, si concentrerà su temi quali il Trasferimento Tecnologico, il Capitale di Rischio, l'internazionalizzazione dell'impresa.

Scopo dell'iniziativa è quello di creare un network tra i vari attori dell'ecosistema innovazione attraverso uno strumento agile come un sito web, valorizzando le realtà più dinamiche della Regione.

Attualmente il progetto è allo stadio di ricerca indipendente ed ancora in fase di sviluppo. In base agli obiettivi raggiunti la fase successiva di "Sardinia Innovation" consisterà nella modellizzazione di un Business Plan con conseguente attività di fund raising.

Fine ultimo di Sardinia Innovation è quello di fungere da cassa di risonanza per il mondo della ricerca e dell'impresa, promuovendolo nel web attraverso strategie di comunicazione non convenzionali.
Prodotti:
Sardinia Innovation vuole portare l'innovazione made in Sardegna nel Mondo! E' proprio per questo che sin dalla nascita il web-magazine ha previsto una sezione di articoli redatti in lingua inglese. E' allo studio anche l'aggiunta di altre lingue che saranno determinate sulla base di approfonditi studi di mercato.


Molto interessante...

riccardo_m
March 23rd, 2010, 05:02 PM
Qualcuno si è lamentato dell'OT prima? :D Scusate ma la lingua sarda non mi sembra tanto OT.. ribadisco soltanto che - secondo me - senza il bilinguismo il sardo è a forte rischio di estinzione, e vedo molto in salita instaurare un bilinguismo con diecimila varianti diverse e spesso non comprensibili. E' una cosa in più diamine, non uccide niente, non fa sparire niente.. è continuare a non scegliere che sta facendo agonizzare il sardo.

Non si parla di 10.000 varianti!

Si parla di 4 o 5 varianti...riunire tutti i "campidanismi" derivati da usanze "di bidda" o "di rione" equivale a riunire in maniera omogenea tutto ciò che è possibile riunire!

Il campidanese, il nuorese, il logudorese etc etc sono LINGUE DIVERSE...secondo te la cosa ideale è prendere quella più comprensibile a tutti (non la più parlata) modificarla appena laddove è necessario e farla diventare una lingua vera e propria CANCELLANDO DI FATTO tutte le altre!!!

La tutela del sardo vuole evitare che si cancellino gli idiomi, facendo come dici tu li stiamo cancellando totalmente!


p.s: la presa di posizione degli indipendentisti va contro la delibera NON PERCHE' VUOLE CREARE UNA UNICA LINGUA...ma perchè è ben consapevole che 2 lingue son troppo poche!...cosa che, come ho detto 2 giorni fa, è assolutamente una eresia...

w3deco
March 23rd, 2010, 05:09 PM
^^
Senza contare che sull'argomento gli indipendentisti stessi si sono 'scontrati' e continuano a 'scontrarsi'...

Quello della lingua è un argomento da affrontare ostico per tutti. Ma non bisogna mica trovare lo soluzione oggi, o domani.

Quella delibera io la vedo positivamente, infatti non mi trovo d'accordo con la posizione di iRS (ma che non è quella di tutti quelli che sostengono iRS, basta vedere il forum).

Iniziamo a tutelare le nostre diversità, poi quando si potrà fare di più in modo più omogeneo se ne riparlerà.

Cubo
March 23rd, 2010, 05:58 PM
Mhhh, l'esperanto che bell'esempio :tongue2: non la parla nessuno perché nessuno è capace di fare i propri interessi. L'esperanto si impara in tre mesi a costo zero, l'inglese si impara in 5-10 anni spedendo decine di migliaia di euro tu o facendoli spendere allo stato, e creando discriminazioni linguistiche immense a tutti i livelli. Dal fatto che certi paesi ricevono una quantità impressionante di turismo "linguistico" (Malta, Irlanda, UK), all'impossibilità di superare le discriminazioni lavorative "richiesto inglese madrelingua", all'invasione di prodotti culturali in lingua inglese che non sono ovviamente superiori o migliori di quelli di altri paesi ma.. eh.. visto che tutti studiano inglese hanno qualche piccolo vantaggio a venderli e farli conoscere. Ma che vuoi che sia che paesi in crisi lavorino per favorire economie altrui. Oppure distruggere la propria produzione culturale insegnando a tutti "create/scrivete in inglese, così si vende e si conosce di più!".

Ora, una persona normale, un legislatore europeo, che farebbe: per caso sceglierebbe la soluzione più economica e che pone tutti sullo stesso livello? Ma no, il politico/imprenditore/ragazzo sardo è felicissimo di adeguarsi ad imparare la lingua più potente economicamente/militarmente del momento perché.. così fan tutti. Ad iniziare da quelli "di sinistra" che vogliono cambiare il mondo, rispettare i diritti di tutti, viva la giustizia, basta discriminazioni, viva i diritti dei popoli, bla bla bla, i diritti linguistici non sanno neanche cosa sono, credo sia qualche eredità marxista di "normalizzazione" collettiva, una conquista del progresso.. Se parli di esperanto ti guardano come un alieno perché loro han viaggiato, parlano benissimo inglese e non se ne parla di perdere il loro ridicolo vantaggio competitivo (non sanno fare nulla o niente da dire, ma sanno dirlo anche in inglese :D ). Già immagino le risate quando prenderà il sopravvento il cinese..

Qualcuno si è lamentato dell'OT prima? :D Scusate ma la lingua sarda non mi sembra tanto OT.. ribadisco soltanto che - secondo me - senza il bilinguismo il sardo è a forte rischio di estinzione, e vedo molto in salita instaurare un bilinguismo con diecimila varianti diverse e spesso non comprensibili. E' una cosa in più diamine, non uccide niente, non fa sparire niente.. è continuare a non scegliere che sta facendo agonizzare il sardo.

Lascia perdere chi si lamenta dell'OT, è intopichissimo! :D

Se la pensi così sull'esperanto capisco la posizione sul sardo universale. :)

Ma non è così semplice e provo a farti un esempio tecnologico. Gli standard: non sono sempre la scelta ottimale per realizzare una certa funzionalità. Perchè magari la tecnologia ha uno sviluppo imprevisto, e magari perchè derivanti dall'egemonia della società dominante in un determinato settore (vedi Microsoft). sono sicuro che se tu scrivi un documento lo fai in Word, anche se il Latex lo impari a 3 mesi e a costo 0, ottenendo risultati che alla lunga sono migliori.

Ora, qualunque sia il motivo, una volta che è standard c'è e basta. Tu puoi anche inventare una soluzione migliore ma nessuno la cagherà perchè dovrebbe rinunciare alla compatibilità con gli altri o alla retrocompatibilità con sè stesso.

I passaggi da uno standard a un altro devono venir naturali e non si possono imporre. Così come non si può imporre a un popolo l'adozione di una lingua.

sardreamer
March 26th, 2010, 07:56 PM
L'Unione Sarda
Venerdì 26 marzo 2010

Il mare avanza e divora le spiaggie

Nell'Isola a rischio più di un terzo dei 450 chilometri di sabbia



di STEFANO LENZA
Una mareggiata e via, la spiaggia non c'è più. È capitato, capita e capiterà. La scomparsa improvvisa delle strisce di sabbia non è comunque un dramma. La natura prende ma poi ridà. Arraffa in inverno e restituisce in estate. Il vero problema è un altro. «Al di là di situazioni legate all'andamento meteorologico, a fenomeni estremi che possono verificarsi nei mesi invernali e che modificano l'assetto di alcune aree particolarmente esposte, c'è una tendenza all'erosione che interessa dal 36 al 39 per cento dei 450 chilometri di spiagge dell'isola», spiega Felice Di Gregorio, docente di Geologia ambientale al dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Cagliari. «Una tendenza - dice - che non interessa solo le coste sarde, ma quelle italiane e un po' tutto il Mediterraneo all'interno di una fenomeno su scala planetaria che ha destato allarme a livello internazionale». Tanto che in Spagna, ad esempio, si sono lanciati in un imponente opera di ripascimento, riversando milioni di metri cubi sabbia su centinaia di chilometri. Questo non significa che non ci siano aree in cui la tendenza è inversa e la terra avanza verso l'acqua. Altre sono in equilibrio. «A noi interessa però - precisa Di Gregorio - quel che accade in generale nell'arco di venti o trent'anni perché solo così si può cogliere la tendenza evolutiva. Non è invece affidabile un'analisi limitata alle contingenze stagionali connesse ai fenomeni meteorologici»

LA SITUAZIONE NELL'ISOLA L'erosione è contenuta sul versante orientale e decisamente più accentuata su quello occidentale dove colpisce da nord a sud un po' ovunque a partire Golfo dell'Asinara, dal litorale di Alghero (il lido a ridosso del porto, Maria Pia, le Bombarde,) a Stintino (La Pelosa). A seguire scendendo verso la parte meridionale, Santa Caterina, Bosa (dove una parte è in accrescimento ma l'insieme non sfugge all'erosione). Nell'Oristanese persiste un complessivo equilibrio a Is Arenas, mentre nel Sinis sono il mare risucchia sia le spiagge che le coste alte, le falesie: a Su Tingiosu, e con maggiore aggressività, tra Torre Seu e San Giovanni di Sinis, nel promontorio di Capo San Marco. Il Golfo di Oristano è colpito non tanto verso la parte riparata di Mare Morto ma più giù, verso il Porto Industriale. Nella costa Arburese e a Piscinas sono in corso fenomeni accentuati così come a Portixeddu, Funtanamare, Porto Paglia e sul litorale di Portoscuso. Altrettanto accade da Teulada verso Cagliari, nel Golfo di Palmas, Santa Margherita, Nora, e lungo tutta la fascia costiera fino a Su Siccu, il Poetto e verso Villasimius dove preoccupa quanto avviene alla Spiaggia del Riso.
La Costa Orientale è più riparata e il fenomeno si presenta quindi meno accentuato ma con punti critici come Cala Gonone dove già da tempo si è dovuto effettuare il ripascimento. Diverso il caso di Cala Luna: «La spiaggia era scomparsa in seguito all'alluvione del dicembre 2004 che portò una grande quantità di sedimenti, anche grossolani. Successivamente l'energia del mare ha ricreato l'equilibrio e tutto è tornato come prima», osserva il professor Di Gregorio.
C'è, comunque, chi se la passa peggio. Da uno studio pubblicato dalla Rivista italiana di studi costieri risulta che in alcune regioni il fenomeno è più accentuato. Il Molise, ad esempio, ha circa il 90 per cento della costa in erosione. Nel Veneto, in Emilia Romagna e nel Lazio la situazione era talmente grave che si è dovuti intervenire con lavori di ripascimento e di ricostruzione delle dune per frenare l'ingresso del mare all'interno delle aree costiere o di luoghi abitati.

LE CAUSE Molte spiagge diventano sempre più sottili per cause innanzitutto di carattere generale legate al progressivo innalzamento del livello del mare. «Abbondantemente documentato - spiega Di Gregorio - e che negli ultimi tempi si aggira tra i due-tre millimetri l'anno e che potrebbe accentuarsi nei prossimi decenni. Per capire la portata di quanto sta accadendo, ci si può basare su una legge, da alcuni contestata ma valida comunque come indicatore. Stima per ogni centimetro di sollevamento del mare un metro di arretramento della costa. Questo in generale, con tutti i limiti che ne derivano. Localmente vanno fatte delle differenziazioni perché anche la terra si abbassa o si innalza, come avviene per la penisola scandinava a causa dello scioglimento dei ghiacciai. Diciottomila anni fa c'era uno spessore di oltre mille metri e la Penisola si era abbassata, ora che quel carico è quasi completamente scomparso la terra viene su. Viceversa altrove la terra si abbassa, come accade nel delta del Nilo, per il mancato arrivo del sedimento provocato dalla costruzione sul Nilo della grande diga di Assuan. Questi sono tutti fenomeni locali di segno opposto».
Su scala planetaria, però, gli studiosi hanno rilevato un innalzamento costante delle acque dovuto all'aumento della temperatura collegato all'emissione di gas-serra e altre cause astronomiche. «Il surriscaldamento previsto - precisa il docente - è di due, tre e forse quattro gradi nel prossimo secolo, dal 2100 in poi, con un incremento del livello del mare prima valutato in 90-94 centimetri e rivisto, in base ai dati portati alla conferenza di Copenaghen, fino a 140. L'intensità reale dipenderà dalle politiche di controllo delle emissioni. Le evidenze attuali impongono di rivedere la pianificazione costiera, gli insediamenti, le opere realizzate e adattare i nuovi insediamenti agli scenari ipotizzati dagli studiosi».

IL DANNI DELL'UOMO La Sardegna sconta i saccheggi del passato sugli alvei fluviali. Ottenevano autorizzazioni per qualche migliaio di metri cubi di ghiaia o sabbia ma poi ne prelevavano centinaia di migliaia. Tutto materiale sottratto all'equilibrio naturale. «Le spiagge - ricorda Di Gregorio - hanno un loro bilancio sedimentale. Una parte del materiale rimane lì, circola all'interno di un bacino ristretto mentre un'altra può uscire ma la sua scomparsa è compensata da quel che arriva dai corsi d'acqua, dall'erosione delle rive o dalle dune costiere. L'erosione avviene quando si altera questo bilancio. Innalzando, ad esempio, le dighe si creano le condizioni per mutamenti che si avvertiranno a distanza di tempo sulle spiagge. Un effetto ineludibile ma non ci si è mai posti il problema in totale assenza di una visione strategica globale».
Altri mancati apporti sono stati provocati dalla chiusura delle miniere. È il caso della zona di Piscinas che da Montevecchio riceveva milioni di metri cubi attraverso le acque di lavaggio. Ora non è più così. Altrettanto si può dire di Buggerru dove nel secolo scorso la spiaggia è cresciuta sensibilmente.
Ci sono poi i porti e tutte le opere a mare che non incidono sull'apporto sedimentario ma alterano le correnti litoranee e quindi il trasporto dei sedimenti lungo la costa. «In pratica - sintetizza Di Gregorio - si crea una condizione di dissimetria con aree che si ampliano e altre che regrediscono».
L'edificazione, invece, non incide se non localmente in maniere insignificante ma la presenza umana può alterare pesantemente la situazione delle dune. Lo si visto a Chia dove, prima dei controlli e dei divieti, il continuo vai e vieni dei bagnanti ha provocato il degrado e il calo di quota delle dune.

CHE FARE? L'erosione c'è e nessuno può negarlo. Il problema è come contrastarla. «A parte la governance globale delle emissioni, - propone Di Gregorio - per le coste occorre un'adeguata presa di coscienza che ancora manca». Le spiagge isolane costituiscono una straordinaria risorsa ambientale e hanno un enorme valore dal punto di vista estetico, paesaggistico e soprattutto economico. Sono la grande attrazione turistica. Pensiamo al Forte Village, resort apprezzato in tutto il mondo. Non sarebbe lì se negli anni '60 a Santa Margherita non ci fosse stata una meravigliosa spiaggia.
«Bisogna monitorare il fenomeno - commenta Di Gregorio - creare le professionalità necessarie per gestirlo e pianificare le opere a mare e sulla costa. Con molta attenzione badando alle conseguenze. Il ripascimento andrà fatto con cura meticolosa, adottando soluzioni che non stravolgano l'identità dei luoghi.
È indispensabile che la Regione si doti presto di un piano per la gestione della costa per salvaguardarne il valore economico e paesaggistico. Vanno stabilite le priorità, tenendo conto delle risorse e avendo chiaro il quadro della situazione così da prevenire i danni». Facile a dirsi.

w3deco
March 26th, 2010, 09:48 PM
^^
Io credo che sia un falso problema.
Le mareggiate ci sono sempre state e sempre ci saranno. E nonostante questo le spiagge ci sono sempre state. E' la natura, siamo noi che crediamo di essere superman. IMHO
Che si è risolto al Poetto con il ripascimento? Un benemerito cazzo, anzi, l'hanno peggiorato e non di poco.
Magari se avessero lasciato fare alla natura il suo corso ora avremmo il Poetto così com'era quando io ero piccolino...

LuciusVorenus
March 26th, 2010, 10:14 PM
FONNI (NU)

Assemblea con i tecnici siciliani che hanno ideato la nuova stazione sciistica

Valanga di cemento sul Bruncuspina

Non convincono progetto vincitore e procedure del concorso

Giovedì 25 marzo 2010

Il sindaco Coinu: «Stiamo progettando lo sviluppo del turismo per i prossimi 40 anni, non possiamo sbagliare». Appalto entro dicembre.

Mentre nel dibattito via web già si parla di colata di cemento su Bruncuspina, il Consiglio comunale di Fonni convocato per discutere il nuovo progetto della stazione sciistica più che sull'impatto ambientale si si concentra su altri aspetti. In tanti però hanno storto il naso davanti ai disegni esposti che illustravano la soluzione scelta con le ormai ribatezzate colonne d'Ercole che appaiono - come si sostiene da più parti - un elemento architettonico estraneo alla montagna sarda.
I PROGETTI Il bando internazionale per il progetto di riqualificazione della montagna sarda, bandito dal Comune lo scorso agosto, ha prodotto dieci studi. L'idea candidata alla realizzazione è stata elaborata da uno studio sicialiano, la “Ingtech”, di Nicolosi, dove collabora l'architetto Claudio Merler, madre fonnese. Sabato mattina i professionisti della Ingtech, insieme all'ingegner Blengini di “Dimensione Ingegnerie” della provincia di Aosta, (secondo classificato) e all'ingegner Alberto Fioroni della “Montana srl” di Milano (terzo) hanno presentato il loro Bruncuspina alla popolazione e all'assemblea civica convocata dal sindaco Tonino Coinu. Tanti i dubbi, manifestati non solo dai fonnesi, sono però aleggiati sulla procedura, la futura gestione della seggiovia, lo stesso progetto vincitore.
Anche il verbale della commissione che ha valutato i progetti, rileva un giudizio contraddittorio. Nell'incoronare la Ingtech infatti la giuria «si raccomanda che con il gruppo vincitore venga approfondito il tema della funzionalità della pista da sci, dell'impianto e del recupero ambientale dell'area». A ben vedere il progetto è stato premiato per la qualità architettonica delle opere, che sulla carta appaiono maestose, nonostante sia carente sul fronte del risanamento ambientale e presenti qualche incongruenza. Eppure è chiaro a tutti l'estrema condizione di degrado della montagna, violentata da interventi indiscriminati che hanno rotto l'equilibrio idrogeologico.
LA SCOMMESSA In apertura di seduta però Tonino Coinu ha parlato di una svolta che avrà effetti per i prossimi 40 anni: «Stiamo scommettendo sul futuro del turismo montano, è non possiamo permetterci di sbagliare». Il riferimento è al fallimento del piano neve, da tre miliardi di vecchie lire. «Dobbiamo investire - ha Coinu - al meglio i cinque milioni di euro a disposizione. Abbiamo deciso di cercare il miglior progetto per il Bruncuspina con il concorso di idee, che ha selezionato un progetto di massima aperto a integrazioni e miglioramenti».
LE CONTESTAZIONI La confusione è però tanta anche sull'oggetto stesso della gara: concorso di idee o di progettazione? Come ha sottolineato il secondo classificato: «Abbiamo presentato un progetto preliminare, così come richiesto dal bando. Qui si parla di concorso di idee cosa ben diversa». Proprio sul procedimento spara la minoranza di centrodestra, con il consigliere Franco Cadoni che ha puntato il dito anche sull'istruttoria: «Non possiamo far finta di niente i plichi non sono stati protocollati e sono stati aperti tre giorni prima dell'insediamento dei giurati. Non si è rispettato il bando per la nomina del presidente della giuria».
TAPPE E FORZATE Tra dubbi e perplessità e con la paura di qualche ricorso, comincia la corsa contro il tempo: entro il prossimo 22 dicembre, la Regione, i lavori dovranno essere appaltati, pena la perdita del finanziamento.

SALVATORA MULAS

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/CONTROLLI/ImageFromDB.ashx?Tipo=Foto&Id=722728

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20100325&Categ=28&Voce=1&IdArticolo=2444820

LuciusVorenus
March 27th, 2010, 09:43 PM
Santadi Golf e turismo: un progetto per il Sulcis

Domenica 14 febbraio 2010

Analisi dei punti di forza, presa di coscienza delle criticità e studio delle opportunità. C'è ancora tanto da fare per il turismo nel Sulcis Iglesiente, ma le occasioni non mancano. Soprattutto se per allungare la stagione si decide di puntare sul golf, nuova frontiera delle vacanze di qualità. È quanto emerso dal convegno “Un cultura millenaria per una stagione turistica di dodici mesi”, che si è tenuto ieri a Santadi. Organizzato dai Riformatori Sardi, l'incontro ha visto la partecipazione di Massimo Fantola, leader regionale del partito, l'assessore regionale al Turismo Sebastiano Sannitu, il consigliere regionale di Rs Franco Meloni e il segretario provinciale Ginaluca Pittoni.
A fare gli onori casa Jeff Grosch, assessore comunale alla Cultura. E, nel Centro sociale di Santadi, l'attenzione è stata tutta per il settore turismo considerato ormai come una delle opportunità di sviluppo e lavoro in un territorio dove la crisi industriale è sempre di attualità. Tanti gli interventi, altrettante le proposte. Su tutte il piano per allungare la stagione turistica sfruttando l'enorme potenziale del turismo legato agli appassionati di golf. (m. lo.)

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20100214&Categ=15&Voce=1&IdArticolo=2429548

w3deco
March 30th, 2010, 11:51 AM
AMMINISTRATIVE: IN SARDEGNA SI VOTA IL 30 E 31 MAGGIO

(AGI) - Cagliari, 30 mar. - In Sardegna si votera' nelle otto Provincie e in 181 Comuni il 30 e il 31 maggio. Lo ha deciso la Giunta regionale riunita in seduta straordinaria nell'isola dell'Asinara. L'esecutivo si e' recato stamane in quella che e' stata ribattezzata "l'isola dei cassintegrati" per ascoltare da vicino gli operai della Vinyls di Porto Torres impegnati nella lotta per il posto di lavoro e che occupano l'isola ex carcere da 33 giorni. La data delle elezioni per il rinnovo dei consigli provinciali e comunali e per l'elezione diretta dei presidenti delle Province e dei sindaci e' stata fissata dalla Giunta su proposta dell'assessore Asunis dopo aver superato l'ostacolo determinato dall'annullamento dei collegi della provincia di Oristano da parte del TAR Sardegna.
Con la loro ricostituzione - si legge in una nota - e' stata dunque identificata la prima data utile, necessariamente per una questione di tempi e per rispettare i termini di legge, nei giorni del 30 e 31 maggio. L'appuntamento costituisce un importante momento di verifica per tutti gli enti locali interessati, si vota infatti in circa la meta' dei Comuni e in tutte le Province. Ma soprattutto l'appuntamento elettorale costituisce un momento particolarmente significativo per le nuove province che hanno compiuto il loro primo mandato amministrativo e si trattera' quindi di un test di verifica di queste nuove istituzioni autonomistiche che hanno compiuto la loro prima. Tra i comuni protagonisti della scadenza elettorale spiccano Sassari, Nuoro Quartu e Portotorres. Sono 30 i Comuni in provincia di Cagliari in cui si votera', 7 su Carbonia-Iglesias, 16 nel Medio Campidano, 46 in provincia di Oristano, 28 in quella di Nuoro, 9 nell'Ogliastra, 31 in provincia di Sassari e 13 in quella di Olbia-Tempio. Nella riunione odierna dell'esecutivo che si e' tenuta nell'isola dell'Asinara e' stato infine deciso che per lo svolgimento delle operazioni elettorali e per gli adempimenti connessi e conseguenti alla delibera vengono confermate le competenze statali in materia di convocazione di comizi elettorali per il 30 e 31 maggio.

w3deco
March 30th, 2010, 03:47 PM
Tutto Pronto per il Forum dell'Innovazione Sardegna

Il quarto appuntamento del FORUM DELL’INNOVAZIONE, promosso dal Ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione e FORUM PA ed ospitato e co-promosso dalla Regione Sardegna, è dedicato al territorio sardo che ha bisogno di una spinta decisiva in direzione dell’innovazione per uscire da un periodo difficile.

FORUM DELL’INNOVAZIONE Sardegna
19 Aprile - Cagliari
Centro Congressi del Quartiere fieristico della Fiera Campionaria della Sardegna.

L’innovazione tecnologica, la valorizzazione dei talenti, l’investimento nella ricerca scientifica e nella formazione delle nuove generazioni, la cultura del merito e della legalità sono leve fondamentali per la riconversione di un territorio che ha vissuto la crisi del settore industriale, ma che racchiude un grande potenziale. I grandi centri di ricerca a livello nazionale ed Europeo, il piano per la larga banda (tra i più estesi d’Italia) e l’investimento in digitalizzazione e rinnovamento della macchina amministrativa sono alcune delle carte su cui la Sardegna ha scommesso da diversi anni e che possono fare la differenza.

L’incontro sarà l’occasione per far incontrare le migliori esperienze del territorio con le strutture del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, in modo da proporre suggerimenti e spunti di riflessione per una governance dell’innovazione di livello nazionale, che tenga conto delle specificità e dei risultati ottenuti in questi anni da tutti gli attori del sistema Sardegna.

Oltre ad una sezione congressuale che proporrà un confronto sulle politiche e che vedrà la presenza del Ministro Brunetta e del Governatore Cappellacci e che darà spazio alle migliori esperienze realizzate sul territorio in tema di digitalizzazione ed e-government, efficienza e trasparenza e trasferimento tecnologico, il FORUM DELL’INNOVAZIONE Sardegna avrà anche un’area espositiva in cui gli attori locali – le eccellenze del territorio – saranno presenti con i loro progetti di innovazione e le loro soluzioni tecnologiche.

http://www.sardiniainnovation.it/modules/smartsection/item.php?itemid=65

w3deco
March 31st, 2010, 05:52 PM
La Regione rinnova gli autobus di Alghero

ALGHERO - La Regione finanzia l’acquisto dei nuovi bus urbani per la città di Alghero. I vecchi tram che percorrono le linee cittadine mostrano i segni del tempo (14-15 anni ) e non garantiscono più, da tempo, efficacia ed efficienza nel trasporto pubblico.

Ad Alghero operano in totale 10 automezzi nel traffico urbano, ma continueranno ad operare ancora per poco tempo: entro l’anno, infatti, l’Assessorato ai Trasporti della Regione Sardegna provvederà al rinnovo dei mezzi, finanziando per l’azienda di trasporto Arst – Gestione Fds il rilancio del trasporto su gomma. Per il Sindaco Marco Tedde “si tratta di un programma di investimenti che certamente contribuirà al progresso del trasporto pubblico locale e al consolidamento del programma di miglioramento della qualità della vita e tutela dell’ambiente in città. E’ indubbio – afferma infatti Marco Tedde – che un parco autobus totalmente rinnovato, con caratteristiche tecniche moderne riduce sensibilmente l’immissione di fattori inquinanti nell’aria della città”.

La Regione ha approvato il programma di investimenti per gli autobus urbani per una somma complessiva di oltre 15 milioni di euro, per lo svecchiamento delle dotazioni di mezzi in sei comuni dell’Isola, tra cui, appunto, Alghero. Positivo il commento da parte dell’Assessore all’urbanistica Maurizio Pirisi, autore di diversi interventi di sensibilizzazione sul tema specifico nei confronti dell’Assessore regionale dei Trasporti Liliana Lorettu.

“Finalmente la città sarà dotata di mezzi moderni che sostituiranno quelli attualmente in circolazione, decisamente antiquati – chiarisce - ma oltre allo svecchiamento dei mezzi ci sono in vista ulteriori iniziative da parte della Regione, nell’ambito dei collegamenti urbani ed extraurbani. Abbiamo già sottoposto all’Assessore Lorettu alcune proposte relative a diversi problemi sulle quali tra pochi giorni avremo risposta”.

http://www.algheronotizie.it/articoli.php?id_articolo=12164

Cubo
March 31st, 2010, 11:48 PM
Tram??? O_o

Sassaresi... :D

w3deco
April 1st, 2010, 05:59 PM
^^ :lol:


TRASPORTI: REGIONE, 43 NUOVI AUTOBUS PER SERVIZIO URBANO ARST

(AGI) - Cagliari, 31 mar. - Entro qualche mese i 43 autobus dell'"Arst-Gestione FdS" che garantiscono il servizio di trasporto urbano nei comuni di Sestu, Oristano, Carloforte, Iglesias, Carbonia, Alghero e Macomer saranno sostituiti con mezzi nuovi di zecca. Sostituzione in vista, entro l'anno, anche per 85 autobus del servizio extraurbano. Lo ha annunciato nel pomeriggio a Cagliari, durante una conferenza stampa, l'assessore regionale ai Trasporti Liliana Lorettu. "Si tratta di una operazione che rientra nel piano di rinnovo del parco mezzi dell'intera isola", ha rimarcato l'esponente della giunta Cappellacci, "avviato mesi fa e per il quale sono stati stanziati 119 milioni di euro da impiegare per l'acquisto in leasing di 465 nuovi automezzi. Al momento sono stati gia' acquistati nuovi autobus destinati a Ctm Cagliari, Atp Nuoro, Aspo Olbia e Atp Sassari, con un rinnovo", ha specificato l'assessore Lorettu, "del 65% del parco mezzi. Ora, con l'acquisto dei 128 bus destinati all'Arst - Gestione FdS, mettiamo un altro tassello al progetto". Soddisfatto il presidente del consiglio di amministrazione dell'Arst, Renato Mameli. "Il rinnovo della flotta e' in corso da qualche anno", ha sottolineato il numero uno dell'Azienda regionale sarda trasporti, "e grazie a questi nuovi acquisti potremo mandare in pensione vecchi automezzi che, solo per citare l'esempio di Alghero, sono in circolazione dagli anni '70. Bandiremo ora le gare d'appalto per l'acquisto dei mezzi e crediamo che quelli adibiti al trasporto urbano possano marciare entro sei mesi, mentre per quelli da destinare all'extraurbano occorrera' attendere circa otto mesi". Renato Mameli ha poi annunciato che entro un anno la fusione tra Arst, FdS e FmS dovrebbe essere conclusa, con la nascita di Arst spa. (AGI)

sardreamer
April 14th, 2010, 12:29 PM
LA NUOVA SARDEGNA - 09.04.2010

Sciola: «Così tutelerò il paesaggio»

Intervista allo scultore scelto dalla giunta regionale per la guida della commissione

«Bisogna far apprezzare sempre di più i beni naturali e urbanistici» «Mi ha indicato un funzionario, non coprirò eventuali errori e dirò sempre quello che penso»

CAGLIARI. «Sotto le tegole gli uccelli devono poter fare il nido», afferma Pinuccio Sciola, scultore di fama internazionale, dall’altro ieri presidente della commissione regionale per il Paesaggio prevista dal «Piano casa». Artista non amante dell’accademia, Sciola opera da sempre sia in Sardegna, che nel resto del mondo: tra le tante sue iniziative c’è il lavoro su San Sperate, dove è nato (nel 1942) e vive, da lui trasformato nel «Paese museo» per i murales e i laboratori di scultura all’aperto; mentre nel 1976 fecero scalpore i suoi Cadaveri, in legno bruciacchiato, esposti in piazza San Marco durante la Biennale di Venezia. E ancora: vicino a Stoccarda, nel centro storico di Kirchheim Unter, una sua ascultura funge da prima pietra del Parlamento europeo; e in Sardegna nei pressi dell’isola dei Cavoli (a dieci metri di profondità) si trova una sua scultura di oltre tre metri, che rappresenta la «Madonna del naufragio». E tutto il mondo apprezza le sue pietre sonore, nel 2000 esposte anche all’Expo di Hannover. - Com’è nata le nomina nella commissione? «Tutto è capitato per caso: avevo presentato dei progetti alla Regione. E una settimana fa è venuto il direttore generale dell’assessorato agli Enti locali Marco Melis: mi ha chiesto se potevano fare il mio nome. Ho risposto affermativamente». - Un ruolo per lei insolito... «Beh, io nei paesaggi ci vivo. Il mio è un rapporto viscerale con la natura». - Che cosa farà? «Da me vengono spesso tanti artisti da tutte le parti del mondo. E io li porto in giro a vedere le nostre meraviglie, i nostri paesaggi. Voglio dire che noi dobbiamo vendere emozioni e tanti dei nostri luoghi le provocano. Bisogna educare tutti a saper vedere». - Da cui anche gli uccelli sotto le tegole... «Certamente. Spesso mi capita di vedere nei centri storici la presenza di solette, mentre un tempo c’erano solo le tegole spioventi. Un giorno ho chiesto a un geometra che cosa vedeva in “quelle tegole”. Lui mi ha risposto una linea ondulata. Io le ho detto che per me stavano ridendo». - Un discorso poetico: in termini operativi che cosa può significare? «Che la nostra storia, anche urbanistica, va salvaguardata, che quando si interviene nei centri storici si deve farlo nel rispetto dei luoghi. Vanno protetti pure gli antichi muri, che parlano e raccontano storie, e ricordano un modo di vivere e sognare». - Molti pensavano che lei fosse amico di Renato Soru... «Ed è vero. Lui ha iniziato il discorso sulle coste: molto importante e non va trascurato. Anzi, continuato. Ma Renato aveva il difetto di accentrare troppo. Mentre ora è stata creata una commissione, sono state coinvolte altre persone». - Nel «piano casa», bisognerà avere obbligatoriamente il parere della commissione per gli interventi entro i trecento metri dal mare... «Sì, credo che vi siano tantissime aree della Sardegna ancora integre. E queste vanno salvaguardate». - Le associazioni ambientaliste hanno espresso molte perplessità per la possibilità di deroghe anche entro i trecento metri. Lei che ne pensa? «Io credo che vi siano zone, anche distanti chilometri dalla costa che vanno protette. Poi esistono aree compromesse, ma per fortuna molto poche, su cui si può ragionare». - Non teme di venire trasformato in una foglia di fico: per giustificare operazioni su cui, magari, non potrà intervenire? «Le gente può pensare tutto quello che vuole. Io darò il mio contributo. Ho sempre detto quello che penso e continuerò a farlo, assieme agli altri componenti della commissione: diremo e proporremo». - A Is Molas c’è anche un progetto dell’architetto Massimiliano Fuskas, che ha sollevato le ire di alcuni ambientalisti. Lei che ne pensa? «In generale posso dire che tutti dovranno adegaursi al rispetto dell’ambiente e del paesaggio, grandi architetti compresi». Come presidente della commissione quali i suoi progetti? «Innanzi tutto occorre aggiornare gli operatori del settore, geometri e ingengeri. Manca una sensibilità storico-culturale». - Sotto le tegole gli uccelli devono poter fare il nido...? «Esatto. Ci sono stradine dei nostri centri storici con paesaggi straordinari: vanno tutelati. E bisogna insegnare alla gente a vedere. Guardare le nostre bellezze e imparare a leggere e apprezzare il paesaggio». - Un progetto a cui sta lavorando? «Sabato con la collaborazione di quatto università, presenterò un piano per rifare l’asfalto, ma colorato e coi consigli della gente...».

w3deco
April 19th, 2010, 12:59 PM
I CHIOSCHI ISOLANI SUPER TARTASSATI PAGANO LE TASSE PIÙ ALTE D’ITALIA

Demanio marittimo. La Regione applica una sovratassa sulla concessione pari a circa il 100 per cento. Il sindacato: «Nel resto d’Italia la più cara è la Toscana con un’imposta del 20 per cento »

«I chioschi e gli stabilimenti balneari della Sardegna pagano le tasse sul demanio marittimo più alte d’Italia». Lo ha affermato Riccardo Borgo, presidente nazionale del Sib (sindacato italiano balneari), che in Italia rappresenta 15mila aziende, e nell’Isola 350, di cui 120 nella provincia di Cagliari e in quella di Carbonia-Iglesias. «La Regione Sardegna applica sulla tassa di concessione – ha poi spiegato Alberto Bertolotti, responsabile del sindacato regionale – una cosiddetta “sovratassa” di circa il 100 per cento in più rispetto al canone nazionale. Parlando di numeri: la sovratassa regionale è di 2,11 euro a metro quadro, mentre il canone di concessione demaniale è intorno ai 2 euro a metro quadro. E tenendo conto che le attività in media hanno una superfice, tra coperto e scoperto, di mille metri quadri si può capire quanto può incidere su attività che, per la maggior parte, sono a gestione familiare».

SECONDO IL PRESIDENTE nazionale del Sib la situazione è ben più leggera nel resto d’Italia. «Nelle altre regioni viene fatta pagare una tassa, calcolata su un valore percentuale sul canone di concessione demaniale. La Regione che ha l’imposta più alta è la Toscana, che fa pagare il 20 per cento». Un valore ben lontano dal cento per cento che le attività sarde pagano alla Regione. Un’anomalia che il sindacato non si spiega, ma che esiste da oltre vent’anni. «Nonostante sulle nostre attività – ha proseguito Bertolotti – senza parlare di quanto incide anche la tassa sui rifiuti, come sindacato sardo abbiamo deciso di non aumentare le tariffe rispetto allo scorso anno perché, come attraversiamo noi un periodo di crisi, lo attraversano sicuramente anche i nostri clienti». Sabato il Sib ha incontrato l’assessore regionale degli Enti locali, Gabriele Asunis, per avere un’interpretazione unica, a livello regionale, del decreto Milleproroghe, che ha rinviato il termine delle concessioni del demanio fino al 2015, in modo che non ci siano divergenze a livello amministrativo tra un Comune e un altro. L’assessore Asunis ha spiegato che la Regione, in materia di demanio marittimo, ha già attivato un percorso di revisione delle direttive per la redazione dei Piani di utilizzo dei litorali (Pul). Inoltre si sta procedendo al consolidamento delle strategie legate all’utilizzo delle coste, rafforzando l’opera di completamento e miglioramento dei servizi, in stretta collaborazione con il referente regionale delle associazioni di categoria, Gigi Molinari. Ma il Sib guarda già al 2015 e sta lavorando, in collaborazione con il Governo, per studiare una normativa sulle concessioni, che garantisca almeno 50 anni di attività

Enrica La Nasa

Il Sardegna

Cubo
April 19th, 2010, 05:59 PM
Più che giusto. Riduciamo la sovratassa.

Ma se lo facciamo rinnoviamo la concessione anno per anno ( cancellando i feudi ereditari che si hanno oggi per i chioschetti del poetto). Che dite chioschettari?

w3deco
April 19th, 2010, 09:55 PM
Archeo Attack – Facciamoci un Nuraghe da noi

Sul forum di PARADISOLA (http://www.gentedisardegna.it/topic.asp?TOPIC_ID=14382) è apparso a firma di Desi Satta un bellissimo post, il titolo? Archeo Attack – Facciamoci un Nuraghe da noi.

Riporto integralmente il post.

Cari amici, abbiamo un po’ di tempo libero e uno spazio nell’orto? E allora dai: facciamoci un nuraghe e rinverdiamo i fasti dei nostri avi costruttori.
Cosa ci vuole e quanto tempo? Seguite le istruzioni passo dopo passo e lo saprete: buon divertimento!
Ah, un’ultima cosa: al contrario di Art Attack non servono i cilindri di cartone della carta igienica né la colla vinilica.

1. Individuate un’area libera di 12x12 mq nel vostro orto; assicuratevi che sia facilmente raggiungibile dal cancello e che disponga di un’area adiacente (il parcheggio dietro il supermarket dietro casa andrà benissimo) in cui stoccare gli ingredienti per il gioco;
2. Prendete una corda intrecciata con fibre vegetali (le foglie di asfodelo vanno benissimo) lunga una decina di braccia;
3. Piantate un piolo nel terreno al centro dell’area individuate e legateci la corda;
4. Tagliate un ramo alla lunghezza di un braccio;
5. Misurate otto braccia sulla corda partendo dal piolo e fate un nodo (circa 5,5 m);
6. Tracciate un cerchio in corrispondenza del nodo;
7. Ripetete la procedura per una lunghezza di quattro braccia (circa 2,25 m).

A questo punto abbiamo ottenuto la pianta del nostro nuraghe. Sì è vero, somiglia moltissimo alla pianta del nuraghe Sa Pedra di Macomer (cfr Moravetti). A questo punto decidete che materiale intendete usare. Abitate in periferia? Benissimo, allora non avrete difficoltà. Nella zona di Macomer? Fantastico, perché nel raggio di 300m da casa vostra (in media) troverete tutto il materiale di cui abbisogniate. Se così non fosse leggete fino alla fine e saprete come fare.

8. Contattate vostro cognato, proprietario di quattro buoi per le due traccas che usa a carnevale e ditegli che volete fare un nuraghe nell’orto; se non vi manda immediatamente a quel paese, visto che ci siete, chiedetegli anche se ha un paio di amici (tre) che non hanno niente da fare (andranno benissimo tre operai in cassa integrazione che risparmieranno un sacco di soldi evitando di bere birra al bar) e fatelo venire a casa vostra;
9. Adesso prendete una quarantina di metri di corda intrecciata con fibre vegetali (bella robusta), quattro robusti pali di ginepro dritti e lunghi dieci braccia, sei o sette pali di ginepro da utilizzare come leva e come slitta;
10. Quando gli amici arrivano, dite loro che avete bisogno di portare qualche pezzo di trachite nel parcheggio del supermarket dietro casa, e mostrate loro questo elenco:

http://www.gentedisardegna.it/public/allegati/desi%20satta/201021619312_Sa%20pedra%20Conci.jpg

11. Se per caso vi dicono che siete matto, fategli notare che in fondo si tratta di sassi non troppo grandi e specificate che i più grandi in assoluto (quelli da 1 mc di media) sono solo 75 e devono essere allungati (ad esempio l= 2m; h=0,4m; d=0,7m) quindi più facili da movimentare di un cubo da un metro di spigolo; dite anche che di quelli davvero grossi ne servono pochi, e possono prenderli anche da 0,8mc, o 0,7mc, basta che siano di forma allungata e ragionevolmente piatti;
12. Quando finalmente li avrete convinti (se avete un bel po’ di cannonau sarà più facile) spiegate loro che devono fare come segue: trovato il sasso devono sollevarlo con due leve ad un’estremità e poggiarla su un palo di ginepro lungo due braccia o poco meno; imbragarlo al palo e ripetere l’operazione con un altro palo (i pali vanno imbragati trasversalmente al senso della lunghezza alle due estremità); una volta che il masso è imbragato si solleva con due leve e si caccia sotto uno dei pali, orientato in direzione del parcheggio del supermarket; poi si ripete con un altro palo, disposto parallelamente al primo a distanza di un braccio; per tirarlo sui binari si usano i buoi; a questo punto si fanno tirare i quattro buoi e ci si muove; quando i pali sono stati percorsi, se ne mettono altri due, si prendono quelli rimasti indietro e si mettono davanti; se tutto va bene e non ci sono muretti a secco o altri ostacoli, si va facilmente ad una velocità di 200 m/h (includendo il tempo perso per l’imbragatura, anche se si va in pendenza, basta che non sia troppo accentuata); naturalmente non devono partire dai sassi più grandi, lo faranno se li trovano vicini, altrimenti prenderanno quello che c’è spuntando di volta in volta dall’elenco, e facendo carichi da 1 mc circa, che è un volume facile da trasportare; nel caso di pietre piccole (ad esempio da 300 kg, se ne prenderanno tre o quattro alla volta, usando una slitta;
13. A questo punto almeno uno degli amici si ricorderà che il nonno, quando aveva spietrato un campo per coltivare il grano, aveva usato i buoi per tirare via i massi di dimensioni più grandi, che erano più o meno come quelli che occorrono, e li aveva fatti semplicemente strisciare per terra trainandoli con i buoi; voi fategli notare che con la vostra tecnica si fa molto prima, perché si evita che i massi si piantino nel terreno; se non sono convinti, cercate altri amici, tanto oggi in Sardegna di gente in cassa integrazione ce n’è moltissima;
14. Mentre loro si allontanano, ricordatevi di ringraziare la Madonna del Rimedio perché nessuno (a causa del cannonau bevuto) ha pensato di domandarsi quanto tempo impiegheranno; per saperlo basta moltiplicare la distanza media a cui si trovano i massi (300m, quindi parecchi anche più lontani) per la cubatura da trasportare (circa 842 mc), che risulta di 158 giorni se si lavora otto ore al giorno o 126 se si lavora dieci ore; naturalmente se avete molti amici e costituite due squadre (otto uomini, otto buoi), impiegherete 80gg oppure 65; ma se si usano quattro squadre (sedici uomini sedici buoi), allora i tempi si riducono a 40gg e 33gg; insomma: se avete molti amici (sedici non è un numero elevato), in un mese o poco più avete finito;
15. A questo punto avvertite il proprietario del supermarket che avrà qualche problemino per un po’ di tempo e partite per un viaggio alle Fiji, avendo l’accortezza di lasciare le chiavi della cantina a disposizione degli amici che portano i sassi;

Dopo un mese (voi avete molti amici e ne avete trovato sedici senza problemi) tornate a casa abbronzati da fare schifo e non trovate parcheggio al supermarket. La vostra riserva di Cannonau è esaurita e la casa è ridotta un disastro, ci sono bottiglie dappertutto e vostra moglie chiede il divorzio. A questo punto fate un salto al Rimedio per lasciare un ex voto e lungo il ritorno fermatevi ad ordinare un’autobotte di cannonau perché ne avrete bisogno: state per avviare la realizzazione del nuraghe.

16. I vostri sedici amici (con vostro stupore) sono contentissimi del lavoro che hanno svolto (e del vino che hanno bevuto); non vedono l’ora di dare l’avvio ai lavori; addirittura ce ne sono altri quattro che vorrebbero aggiungersi all’impresa e voi non sapete dire di no;
17. Lasciatevi convincere perché otto braccia in più fanno comodo e, visto che ci siete, chiedetevi se raddoppiando le risorse (arrivando a quaranta uomini) non si potrebbe fare prima;
18. Presi dal dubbio, cercate pure Tziu Tottoi, che da una vita costruisce muretti a secco (e sa bene come fare ad incastrare le pietre l’una con l’altra) e chiedetegli se ha voglia di darvi una mano;
19. Siccome siete fortunati (la fortuna arride sempre ai folli) Tziu Tottoi si rende disponibile e vi suggerisce di cercare altri venti volontari per un totale di quaranta, da suddividere in quattro squadre da dieci (con due buoi ciascuna) per tirare su i primi quattro o cinque metri di torre;
20. Ordinate subito un’altra autobotte di Cannonau;
21. Andate alla sede del locale partito indipendentista NI (Nuraki&Indipendentzia) e manifestate l’intenzione di realizzare un Nuraghe; venti attivisti si renderanno immediatamente disponibili anche senza chiedervi per quanto tempo, basta che ci sia vino a sufficienza;
22. Tziu Tottoi aggiunge alla pianta del nuraghe alcuni elementi che avevate dimenticato: il corridoio d’ingresso strombato verso l’interno, una nicchia di corridoio a destra e l’attacco della scala a sinistra; lasciatelo fare perché significa che sa quello che fa;
23. Tziu Tottoi porta le quattro squadre nel parcheggio del supermarket e indica loro le pietre da portare per il primo filare, che sarà alto circa ½ metro; per fortuna le pietre più grandi sono ancora imbragate, mentre le più piccole vanno mosse con una slitta;
24. Tziu Tottoi parte dall’ingresso e dispone due massi da circa 0,32 mc (0,8x0,8x0,5 mc), poi procede verso l’interno definendo il contorno della nicchia e quello dell’attacco del vano scala; mentre le squadre lavorano, Tziu Tottoi indica di volta in volta le pietre da portare; quando si sbaglia, lascia i massi in vicinanza del Nuraghe e ne sceglie altre; il lavoro procede come segue: a partire dall’ingresso si dispongono i massi più regolari ed allungati lungo i perimetri esterno e interno e , mano a mano che si procede, si riempiono i vuoti tra i due perimetri con conci irregolari e di dimensioni più piccole, avendo cura di riempire i vuoti con pietre di dimensioni adatte. (Si tratta della tecnica ‘a sacco’. Il nuraghe è realizzato ‘a secco’, ‘a sacco’)
25. Fortunatamente, Tziu Tottoi è un pensionato, quindi si dedica a tempo totale alla costruzione; ciascuna squadra (in media tra conci grandi e piccoli) porta una pietra ogni mezza giornata di otto ore (per vostra fortuna il parcheggio è a 20 metri dall’orto e, per il primo filare, si devono solamente far strisciare sul terreno, per il secondo, si devono sollevare solo di 50 cm; quindi il valore di una pietra ogni mezza giornata di otto ore è una media tra i due filari). Dopo nove giorni (di otto ore), il primo metro di nuraghe è completo; se siete riusciti a farli lavorare per dieci ore, avete impiegato solo otto giorni, però non ne vale granché la pena; decidete voi.
26. Tziu Tottoi, che sa quello che fa, ha disposto un aggetto di un palmo ogni due filari per la camera interna e una scarpa di un palmo ogni quattro per quella esterna, usando un triangolo fatto con tre rami belli dritti e un pezzetto di corda legata a un sasso. Quando fa poggiare i massi dei due perimetri esterno/interno verifica che l’aggetto e la scarpa siano più o meno costanti;
27. Senza por tempo in mezzo, Tziu tottoi sceglie pietre di taglia più piccola (in media 0,6 mc) e si dedica al secondo metro di nuraghe; ci sono da poggiare (in media) altri 75 conci, però si devono portare ad un’altezza maggiore (max 1,5 m); si può farlo senza ponteggi, con leve e cunei, che è più laborioso; le squadre ne poggiano una al giorno (di otto ore); per completare il secondo metro ci impiegano 31gg; se lavorano dieci ore, sono 25gg;
28. A questo punto avete posato 151 mc di massi;
29. proseguite il metro successivo con massi da 0,3 mc (peso 750 kg); a questo punto il sollevamento è più agevole perché in dieci si suddivide il peso in ragione di 75 kg ciascuno; potete usare il principio della carrucola ed un ponteggio, o magari anche i buoi) oppure il solito metodo dei cunei che fino a tre o quattro metri va benissimo; poggiando 7 massi ogni dieci ore (in quattro squadre, quindi meno di due al giorno) ve la cavate in 45 gg (di otto ore) o in 36 giorni di dieci ore;
30. Contenti? state lavorando da 85 gg ed avete tirato su tre metri di nuraghe (oppure 68 gg, dipende); le maestranze cominciano ad averne le tasche piene, ed allora dite loro che il più è fatto e che, se costruiranno un altro metro; arrivando a quattro, avranno costruito i tre quarti della torre, e i più stanchi di loro potranno tranquillamente tornarsene a casa;
31. Siccome non sono scemi (anche se hanno accettato di lavorare gratis) vi faranno notare che hanno messo in opera solo 226 mc, e ad arrivare a 842 ce ne corre! Allora ditegli che vi riferivate al tempo, non al volume e, se vi daranno retta, dimostrerete come sia possibile; mescete abbondante vino e procedete;
32. Per il quarto metro, si usano sassi da 0,25 mc; pesano meno ma devono andare più in alto, quindi la frequenza di posa rimane la stessa, ma il numero di sassi è maggiore; ci vogliono 53 gg (di otto ore) o 42gg (di dieci);
33. A questo punto, un sacco di gente vi manda a quel paese e se ne va; stanno lavorando da 138gg (o 110), sono tre mesi e la torre è arrivata a soli quattro metri, il parcheggio è ancora ingombro di sassi e il proprietario vi aspetta in fondo alla via per troncarvi in testa una mazza da baseball; il vino è quasi finito, la vostra ex moglie vi tartassa con gli avvocati (e fa bene), mentre la casa è ridotta ad un porcile; vi ritrovate con venti persone (più Tziu Tottoi che sogghigna) e vi sentite persi; non preoccupatevi, cementate il gruppo sparlando dei bastardi che vi hanno abbandonato e procedete facendo leva sul nazionalismo, anche perché Tziu Tottoi vi ha detto che nel cantiere non ci sarebbe stato spazio per quaranta persone, visto che sul nuraghe non avrebbe saputo dove metterle; sono rimasti i conci da 0,125 mc (che pesano circa 300 kg) e questi si sollevano con facilità;
34. Ordinate un’altra autobotte di cannonau e dividete gli uomini in tre squadre: due da sette e una da sei;
35. Le due squadre da sette lavoreranno alla posa dei conci, quella da sei al trasporto; con Tziu Tottoi che bada solo alla posa, (ed ha aumentato l’aggetto della camera interna di un altro palmo) il lavoro si svolge come segue: i sei del trasporto portano 15 conci all’ora dal parcheggio alla base della torre (con un paio di buoi è un giochetto, si tratta di una ventina di metri) mentre le due squadre da sette tirano su i conci; possono farlo in diversi modi, ma stiamo parlando di trecento chili suddivisi tra sette persone, cioè una quarantina di chili a testa; inoltre si deve considerare che solo i conci dei due paramenti esterno/interno devono essere disposti con molta cura (rispettando la scarpa esterna mantenuta costante e l’aggetto della camera interna) mentre il riempitivo è meno importante e Tziu Tottoi se ne preoccupa meno, dando uno sguardo ogni tanto; si poggiano 15 conci all’ora per i metri cinque, sei e sette; significa che la squadra trasporta circa 2 mc /h (due viaggi da poco più di 1 mc, per 20 m) e ciascuna squadra solleva, ad un’altezza media di sei metri, circa sette/otto sassi ora; non preoccupatevi perché la gran parte dei massi saranno assai piccoli e soprattutto arrivati ai sei metri e chiusa la tholos centrale (a 6,20 m) non occorreranno più conci di forma particolare per il cuore dell’edificio, e si dovrà porre cura solamente al paramento esterno; ci vogliono in tutto 14gg (di otto ore) o 12gg da dieci;
36. Adesso i vostri amici sono entusiasti, perché avete completato i tre metri in pochissimo tempo, e voi spiegate che per i successivi sarà ancora più facile, perché non c’è da preoccuparsi di quel buco al centro dove ogni tanto qualcuno rischia di cadere;
37. Se volete fermarvi adesso che la sommità è chiusa, scordatevelo; Tziu Tottoi vi dice che ci vuole un po’ di peso per stabilizzare tutto e bisogna andare avanti, con massi tutti più o meno della stessa misura; continuate i metri 7,8,9 con una frequenza di posa più bassa (è più semplice posarli ma si è anche più in alto) diciamo dodici massi ogni ora; ci vogliono 15gg (o 12 gg);
38. infine altri tre metri per arrivare a tredici con una frequenza di dieci massi ora; in tutto come segue

http://www.gentedisardegna.it/public/allegati/desi%20satta/2010216193249_Sa%20pedra%208%20ore.jpg

182gg di otto ore, oppure

http://www.gentedisardegna.it/public/allegati/desi%20satta/2010216193346_Sa%20pedra%2010%20ore.jpg

146gg di dieci ore;

Bello, no? Avete nell’orto di casa un nuraghe alto 13 m con 11m di diametro alla base, una tholos interna alta 6m con un diametro di 4,5 m ed una scala lunga 25m con una pendenza di circa 30°.
Il tutto in 250gg o 215gg, con un numero di amici pari a sedici per ramazzare i sassi e portarli al supermarket (con i buoi), quaranta per i primi quattro metri di nuraghe e venti per gli altri nove; più Tziu Tottoi perché siete degli ignoranti e non sapete come disporre i conci!
Adesso godetevi la torre, l’ingiunzione di demolizione richiesta dal comune, il processo per danni intentato dai vostri vicini, la denuncia e la richiesta di risarcimento danni per l’occupazione abusiva del parcheggio del supermarket, la costosissima cura contro la cirrosi epatica, per voi ed i vostri amici, e la richiesta di interdizione per incapacità mentale intentata dalla vostra ex-moglie: tutto in sei o sette mesi.
Contenti?

E allora state con noi per il prossimo Archeo Attack!

P.S. – A proposito della materia prima: non ci sono nuraghi i cui conci provengano da distanze superiori ai 300m (media); se voi foste così sfigati da capitare nell’unico posto della Sardegna senza pietre, raddoppiate gli amici che portano i conci, da sedici a trentadue; la distanza media salirà a 600m ed il tempo impiegato sarà lo stesso (se poi non li trovate neppure così, chiedete all’infermiere dove vi trovate, perché probabilmente il vostro manicomio non è in Sardegna!)

http://www.gentedisardegna.it/public/allegati/desi%20satta/2010216193441_Sa%20Pedra%20Pianta%20sezione.jpg


:lol::lol::lol: :runaway:

fabrik
April 21st, 2010, 09:29 AM
La Costa Smeralda riparte da sette stelle

La Sardegna sempre più esclusiva

NICOLA PINNA

costa smeraldaPORTO CERVO

Sette stelle possono vantarle in pochi. Ma la Costa Smeralda non si poteva privare di questo primato. E dopo sette anni di battaglie burocratiche la Colony capital di Tom Barrack ha conquistato il permesso che sognava: gli alberghi migliori di Porto Cervo e dintorni diventeranno ancora più lussuosi. Più grandi e più splendenti.

Il restyling, che il patron della Colony progettava dal 2002, ora può partire. Storia vecchia e dimenticata quella del blocco delle costruzioni a due passi dal mare imposto dall'ex governatore Renato Soru. Ieri la Regione ha dato l'ultimo parere necessario e così Tom Barrack, il magnate texano che ha acquistato gli alberghi più lussuosi realizzati (nel 1962) da Karim Aga Khan, è pronto a lucidare i suoi gioielli. I russi, gli arabi e gli altri magnati che ogni estate passano le vacanze in Sardegna lo chiedevano da tempo. Ora sono stati accontentati. Ma per la prossima estate non ci sarà il tempo di concludere i lavori, che prevedono un investimento di 80 milioni. Il progetto di ampliamento riguarda i quattro super-resort della Colony: Cala di Volpe, Pitrizza, Hotel Cervo e Romazzino. Le volumetrie cresceranno del 25% e le stelle passeranno da cinque a sette.

Per concludere la trattativa, Tom Barrack, ha trattato col presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e ieri c'è stato l'ultimo passaggio: la «verifica di coerenza volumetrica con il contesto paesaggistico e ambientale». Nessuna colata di cemento, ma lavori di ristrutturazione a basso impatto. Compresa la realizzazione di nuove suite, centri benessere e altre stanze, per così dire, un po' meno lussuose. Il Comune di Arzachena (il paese che vanta un territorio da favola come quello della Costa Smeralda) avrà grandi benefici da questa operazione: cinque milioni di euro per le concessioni e altri due milioni per realizzare nuove opere pubbliche.

Il Cala di Volpe, il più bello dei quattro alberghi, è un lusso alla portata di pochissimi. Di gente che può permettersi di chiedere sei Ferrari grigie per una gita tra i tornanti della Gallura. E che ha il coraggio di rispedirle indietro perché una è di colore diverso. La suite presidenziale è ai primi posti della classifica di Forbes sulle stanze più costose del mondo. Quando Jacques Couelle l'ha disegnato, nel 1963, l’aveva immaginato come un villaggio sospeso sull'acqua e invecchiato dal tempo: un diamante incastonato in quel gioiello che era la nascente Costa Smeralda . L'ha voluto sobrio, stile rustic-luxurious.Ora tutto sarà ancora più scintillante. Compresa la suite presidenziale: 30 mila euro a notte per 70 metri quadrati, tre camere da letto, due salotti, piscina privata e una piccola palestra. La suite era nata per teste coronate e affini. Margareth d'Inghilterra aveva organizzato una festa nel 1967, Carlo d'Inghilterra e Diana avevano passato alcuni giorni della luna di miele. Ma chi vuole risparmiare può ripiegare su una «normale» doppia: 2300 euro a mezza pensione.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/viaggi/grubrica.asp?ID_blog=63&ID_articolo=876&ID_sezione=&sezione=

riccardo_m
April 21st, 2010, 11:01 AM
Più che giusto. Riduciamo la sovratassa.

Ma se lo facciamo rinnoviamo la concessione anno per anno ( cancellando i feudi ereditari che si hanno oggi per i chioschetti del poetto). Che dite chioschettari?

...non so, se lasci una concessione annuale dimenticati che qualcuno faccia dei lavori seri per rendere questi chioschi dei piccoli "locali"...

prendendo ad esempio i chioschi del poetto...pensa allo zen o alle palmette!!! Boh . . . non so come sia la normativa, non so se siano previsti rimborsi o vantaggi nella gara per chi fa delle migliorie, quindi non mi sbilancio! Però così a prima vista io credo che un anno sia troppo poco!

Cosi come è troppo la concessione a vita . . .

riccardo_m
April 21st, 2010, 11:13 AM
Archeo Attack – Facciamoci un Nuraghe da noi

Sul forum di PARADISOLA (http://www.gentedisardegna.it/topic.asp?TOPIC_ID=14382) è apparso a firma di Desi Satta un bellissimo post, il titolo? Archeo Attack – Facciamoci un Nuraghe da noi.



Riporto integralmente il post.

Cari amici, abbiamo un po’ di tempo libero e uno spazio nell’orto? E allora dai: facciamoci un nuraghe e rinverdiamo i fasti dei nostri avi costruttori.
Cosa ci vuole e quanto tempo? Seguite le istruzioni passo dopo passo e lo saprete: buon divertimento!
Ah, un’ultima cosa: al contrario di Art Attack non servono i cilindri di cartone della carta igienica né la colla vinilica.

etc. etc. etc.

http://www.gentedisardegna.it/public/allegati/desi%20satta/201021619312_Sa%20pedra%20Conci.jpg



http://www.gentedisardegna.it/public/allegati/desi%20satta/2010216193249_Sa%20pedra%208%20ore.jpg

1
http://www.gentedisardegna.it/public/allegati/desi%20satta/2010216193346_Sa%20pedra%2010%20ore.jpg


http://www.gentedisardegna.it/public/allegati/desi%20satta/2010216193441_Sa%20Pedra%20Pianta%20sezione.jpg


:lol::lol::lol: :runaway:

BEH...ORA SAPPIAMO COSA FARE NEL NOSTRO RADUNO ESTIVO :lol:

felis
April 21st, 2010, 02:51 PM
Vorrei segnalare questo interessante progetto (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1114881) :)

Cubo
April 21st, 2010, 04:38 PM
...non so, se lasci una concessione annuale dimenticati che qualcuno faccia dei lavori seri per rendere questi chioschi dei piccoli "locali"...

prendendo ad esempio i chioschi del poetto...pensa allo zen o alle palmette!!! Boh . . . non so come sia la normativa, non so se siano previsti rimborsi o vantaggi nella gara per chi fa delle migliorie, quindi non mi sbilancio! Però così a prima vista io credo che un anno sia troppo poco!

Cosi come è troppo la concessione a vita . . .

Il mio discorso era un'iperbole per dire: la sovratassa è un bilanciamento delle concessioni ereditarie.

w3deco
April 25th, 2010, 12:17 PM
Interessante articolo del Corriere:


Sardegna vergine

Cinquanta km di dune altissime e mare trasparente. Dove è più facile incontrare aironi e cervi che un ombrellone. È la Costa Verde: l’ultimo paradiso mediterraneo

Davanti, il mare. Alle spalle, la sconfinata prateria di macchia mediterranea in cui si staglia la sagoma di Monte Arcuentu. In mezzo, le dune più alte d’Europa, fino a 50 metri, colline di sabbia dorata modellate dal maestrale, Patrimonio dell’Unesco. La Costa Verde, una cinquantina di chilometri dai colori africani tra Capo Pecora e Capo Frasca è un tratto di Mediterraneo spettacolare, scampato per ora all’ingordigia dei palazzinari che vorrebbero campi da golf, sfilate di villette e resort cinque stelle a ridosso delle spiagge dove nidificano le tartarughe marine Caretta caretta. Qui è facile imbattersi anche nel cervo sardo che, dopo aver rischiato l’estinzione, è tornato a popolare la zona. Nelle mattine di primavera può capitare di vedere qualche esemplare avventurarsi fino alla spiaggia.

Dal 2002 Arbus è premiato con il riconoscimento “cinque vele” attribuito da Legambiente per l’eccellente qualità delle acque. Il bagliore bianco di Piscinas, la spiaggia lunga dieci chilometri, appare all’improvviso dietro a una curva, in fondo all’unica sterrata (7 km) che costeggia il villaggio abbandonato di Ingurtosu, affascinante sito di archeologia industriale che fa parte del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. Unico segno di presenza umana in questo tratto di Sahara che scivola in mare, l’Hotel Le Dune (tel. 070.97.71.30, www.leduneingurtosu.it. Prezzi: doppia in 1/2 pensione da 83 € a persona): un albergo di charme ricavato da un deposito minerario. L’ingresso è l’originaria galleria scavata dai minatori agli inizi dell’Ottocento; nelle pareti si aprono nicchie scavate nella roccia dove sono esposti rari minerali della zona, mentre nel cortile silenzioso riposano reperti ripescati nel tratto di mare antistante. Per i più attivi, l’hotel organizza escursioni agli insediamenti minerari in moto o fuoristrada, trekking a cavallo, uscite in gommone, battute di pesca, immersioni. Sulla strada per Ingurtosu si può mangiare al Camping Sciopadroxiu (cell. 349.77.07.938, prezzi: da 20 €), case in pietra nella macchia con vista sul mare e ristorante di specialità sarde

Piscinas non è l’unica attrazione della Costa Verde. Tutto il litorale è una sfilata di spiagge caraibiche, da raggiungere con un saliscendi tra entroterra e costa perché non esiste una litoranea che le collega tutte. La star è Scivu, a una quindicina di chilometri di tornanti da Fluminimaggiore: una lunga lingua di sabbia dorata, paradiso dei surfisti, circondata da alte rocce di arenaria coperte da macchia mediterranea e cespugli di cisto giallo e rosa. Tra Arbus e Fluminimaggiore hotel e ristoranti sono pochi e piuttosto spartani. Fanno eccezione l’agriturismo Rocce Bianche, con camere semplici, ma grandi e climatizzate, piscina in giardino e ottima cucina tradizionale (tel. 070.97.56.127, www.bidderdi.it. Prezzi: doppia in 1/2 pensione da 62 € a persona); e il Tarthesh, a Guspini, con giardino scenografico e camere arredate con tocchi etno-chic (tel. 070.97.29.000, www.tartheshotel.com. Prezzi: doppia b&b da 140 €).
A una decina di chilometri da Guspini, il centro minerario di Montevecchio è l’avamposto per conquistare altre spiagge. Qui, dalla ristrutturazione di un edificio minerario circondato dai boschi, è nato la Miniera Fiorita (tel. 070.973167, cell. 347.17.40.011, www.hellosardinia.com. Prezzi: doppia b&b da 70 €), turismo rurale essenziale ma accogliente, dove si assaggiano le specialità tipiche della Sardegna e dell’Arburese: il maialetto e il capretto allo spiedo, i ravioli locali e i caratteristici malloreddus. Non si resterà delusi neppure all’Oasi del Cervo (cell. 347.30.11.318, www.oasidelcervo.com. Prezzi: menu tipico 23 €; doppia b&b da 56 €), agriturismo dove si producono verdure, si allevano capre e si apprezzano i piatti della proprietaria, che fa tutto a mano: dal pane ai malloreddus, dai culurgiones (quadrati ripieni di ricotta) alla fregola, la tipica pasta, servita al sugo di porcini.

In direzione Costa Verde, alla fine di una strada tortuosa, Portu Maga è una località turistica sorta negli anni Novanta come villaggio vacanze sulle pendici delle colline che guardano il mare. Tre chilometri di spiaggia punteggiata di rocce piatte dove si scoprono gli occhi di santa Lucia, conchiglie con riflessi di madreperla. Un paradiso per i bambini, grazie all’acqua trasparente e bassa, e per emozionanti immersioni in fondali ricchi di pesci con il Diving Center Costa Verde (cell. 338.85.85.504, 340.08.98.907), l’unico della zona.

Un’altra meraviglia della costa, la spiaggia di Funtanazza, si raggiunge da Montevecchio: sabbia granulosa, circondata da scogli, fondali abbastanza bassi. Sul mare si affaccia il ristorante La Terrazza (tel. 070.97.70.76), che usa solo prodotti della zona: piatto della casa, le saporite lasagnette Medio Campidano. Tunaria è un villaggio di pescatori a qualche chilometro da Torre dei Corsari. Alla spiaggetta di sabbia mista a ciottoli si arriva attraverso sentieri che partono dal paesino. L’acqua cambia colore a seconda delle ore della giornata: una sinfonia di turchese, smeraldo, azzurro pallido. Ma il vero spettacolo di tutta la Costa Verde è il tramonto che incendia di vermiglio, ocra e rosa sabbia, scogli, ciottoli. Si placano le onde, si ferma la corsa del libeccio e del maestrale, i venti dell’Ovest.

Giuliana Gandini
Testo e foto tratti da DOVE
http://viaggi.corriere.it/viaggi/vacanze/2010/sardegna_costaverde/sardegna_costaverde.shtml

felis
April 25th, 2010, 04:17 PM
^^ Ci sono stato diverse volte, anche altri parenti e amici: meraviglioso. Si può camminare per ore *nel deserto*, nella foresta o nella macchia, fra i resti delle miniere e delle ferrovie. La strada è talmente trafficata che alla volte abbiamo incrociato un cervo sardo ;)

w3deco
April 26th, 2010, 02:34 PM
Via il ponte, c'è da rilanciare il porto

http://www.sant-antioco.it/Info%20Sant%27Antioco%20e%20Calasetta/Sant%27Antioco/paese/porticciolo_lungomare/porticciolo%202.jpg

Un Piano regolatore inadeguato, un ponte che impedisce l'ingresso in porto alle barche a vela: per rilanciare la nautica c'è un progetto.

L'hanno definito un sogno, una sfida. Archiviato fra le macerie della Sardamag il passato industriale, Sant'Antioco si inventa un futuro turistico. Niente di nuovo. Che il golfo di Palmas fosse un approdo eccellente lo sapevano anche i Fenici, quando fondarono Sulki. Oggi, si riparte quasi da zero, da un porto commerciale in disarmo, coi fondali ridotti a cinque metri, banchine e piazzali indecorosi. Manca persino un impianto antincendio. Lontani i tempi in cui si caricavano 2 milioni di tonnellate di carbone, oggi ci si deve accontentare di un po' di sale, pece per l'Alcoa e soprattutto mezzi da sbarco e tanto esplosivo per i giochi di guerra a Capo Teulada.
IL PIANO Contro questa deriva, ha deciso di reagire l'Associazione degli imprenditori sulcitani, che l'altro ieri ha organizzato un convegno su “Un grande porto turistico per la provincia”. Sott'inteso: una variante al Piano regolatore. Perché da lì bisogna ricominciare. Al capezzale di una città strangolata da un Piano del 1965 e da un più recente Puc suicida, che non consente di ampliare un capannone neppure nell'area industriale, gli imprenditori hanno chiamato storici, progettisti e direttori di approdi turistici, esperti di marketing e urbanisti. L'input è arrivato dagli imprenditori, perché sono le prime vittime del ristagno. Oggi hanno conquistato una posizione di prestigio nella cantieristica, ma sono convinti di non avere un futuro senza un approdo turistico degno di questo nome.
I PORTI Quello attuale, delizioso per fattura e posizione al centro del paese, fu inaugurato nel 1995 da Cino Ricci, con molte speranze. Ma ha sempre avuto vita grama, difficilmente accessibile a sud, causa ponte sull'istmo, a nord per un canale nella laguna che non ci si è preoccupati non solo di dragare, ma neppure di segnalare con boe per evitare alle barche di incagliarsi. (Piccolo promemoria per il sindaco: bene i grandi progetti, ma perché non iniziare dalle piccole cose?).
Non a caso, proprio il sindaco Marco Corongiu, il docente universitario di Trasporti marittimi Paolo Ritossa e i progettisti della variante hanno sottolineato la priorità di ricollegare la città al porto commerciale, ripristinando il canale navigabile e trovando un'alternativa al ponte (tunnel o struttura mobile). Solo così potrà nascere un grande approdo turistico che si sviluppi lungo tutto il fronte mare. Inserito nel comprensorio del sud-ovest, «perché, abbandonando la logica di campanile, stiamo collaborando con i comuni di Calasetta, Carloforte e San Giovanni Suergiu». Annuncio storico, si ragiona in grande.
IL PROGETTO I progettisti del nuovo Piano, gli architetti Mario Erriu e Pietro Cavaccini, hanno delineato le scelte strategiche di una “struttura multifunzionale” che dovrà soddisfare le esigenze commerciali e turistiche, ma poi dovranno essere gli imprenditori a operare gli investimenti. Il professor Ritossa è andato più sul concreto, ipotizzando quello che ha definito un sistema portuale, nel quale dovranno trovare posto i pescatori, il traffico commerciale, quello turistico, i cantieri. Prevista una zona di attracco per piccole navi da crociera e, nell'area ex Sardamag, un borgo marinaro e un campo da golf a 9 buche. Nel lungomare ridisegnato troveranno posto attività diportistiche, di piccola pesca e artigianato. Ci saranno pure piccole strutture in legno per rivitalizzare la laguna. Il porto come una piazza sul mare, lo ha definito l'esperta di marketing Daniela Pettinao. Per Paolo Ritossa, un sogno.
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Corrente/Articolo.aspx?Data=20100426&Categ=10&Voce=1&IdArticolo=2457312

w3deco
April 28th, 2010, 09:10 AM
Bona die de sa Sardigna a tottus!!

http://digilander.libero.it/aservice/ASERVICElibreria/95-04-28%20sa%20die%20de%20sa%20sardigna.jpg

w3deco
April 30th, 2010, 10:35 AM
La Sardegna nelle testate internazionali più importanti

http://www.alguer.it/img/sannitu-66-778-8.jpg

CAGLIARI - Un uomo di 101 anni originario di Gairo e residente ad Arzana è il testimonial della campagna promozionale della Sardegna sulle testate più importanti d'Europa. La Regione apparirà su Le Figarò, El Pais, Il Corriere della Sera e molti altri quotidiani e settimanali europei e italiani, per tutti i fine settimana di maggio e giugno.

L'operazione costerà alle casse regionali 1 milione di euro (16mila circa per pagina pubblicitaria. La campagna è stata presentata giovedì dall'assessore al Turismo Sebastiano Sannitu, accompagnato dal testimonial d'eccezione, il centenario Paolino Scattu con la moglie Giuseppina, classe 1916.

Lo slogan promozionale sarà "In Sardegna vivi di più".Tra gli scatti del fotografo Antonio Saba, oltre a tziu Paolino, sono immortalati i Nuraghi, gli olivastri, le paretti rocciose; tutti i segni di un'isola millenaria che vive ancora. A questi si aggiungono le immagini delle spiagge, dei fenicotteri rosa, dei paesaggi, che rimandano, invece, ad una qualità superiore: "si vive di più, ma anche meglio".

http://notizie.alguer.it/n?id=32446

thenightdriver
April 30th, 2010, 10:49 AM
non mi sembra una campagna pubblicitaria molto azzeccata..insomma se vuoi puntare al turismo da altri paesi europei credo che quello dell'uomo di 101 anni e della longevita' di alcuni suoi abitanti non sia un punto di grande presa contro le pubblicita' spagnole,greche,croate,portoghesi..ok mostrare le ns bellezze e punti di forza ma buttare qualche immagine piu' accattivante per un turismo anche giovanile,non sarebbe male..chissa' quanti ragazzi sceglieranno la sardegna dopo aver visto la foto del nonnino di 101 anni!

w3deco
April 30th, 2010, 11:18 AM
Vabbè ma mica c'è solo lui nello spot.
L'hanno utilizzato per appoggiare lo slogan "In Sardegna vivi di più". Nell'articolo stesso c'è scritto che nelle immagini ci sono scatti di un pò tutti i paesaggi sardi.

Con questo non voglio difendere questa campagna.
Avrei preferito mille volte che continuassero con "Sardegna: quasi un continente". Molto più ad effetto!

thenightdriver
April 30th, 2010, 11:34 AM
si..ho letto che vi sono le immagini delle spiagge e delle foreste secolari..ma e' l'accostamento del personaggio che a parere mio rischia di lasciare fuori una fetta di target su cui puntare.Dovremo lanciare messaggi che colgano e facciano presa su tutti i tipi di turisti,giovani,single,coppie con bambini,anziani,esploratori,amanti della natura,dell'arte..Se guardiamo il turismo in Grecia e in spagna,che sono i nostri principali concorrenti,vediamo che il target su cui mirano e' ben ditribuito,e le presenze turistiche coprono tutti i settori..la grecia e' una terra che ha una cultura antica piu' della sardegna ma a vedere i loro messaggi puntano su l'arte,cultura,bellezza e divertimento..non tralasciando nessuno di questi aspetti che poi si tramutano in presenze di qualsiasi tipologia turistica.vorrei riuscire ad arrivare a questo pure in sardegna

marvin.bower
April 30th, 2010, 02:05 PM
Ciao a tutti
mi dareste dei consigli su dove mangiare e cosa vedere dovendo rimanere una settimana, la prossima, in Sardegna del nord, tra Sassari e la zona di Castelsardo.

Per motivi di lavoro dormirò a Castelsardo.

Dove posso mangiare "bene" senza spendere necessariamente 40/50 Euro a pasto e assaggiando la vera cucina sarda? qualche buona osteria o trattoria?

e, visto che il pomeriggio sarò certamente libero cosa mi consigliate di vedere?

qualche coordinata:
1) dormo a castelsardo, come gia detto
2) sarò quasi sempre a Sassari e dintorni per lavoro
3) non sono mai stato sul posto quindi sono completamente "perso"

Grazie
Marvin

felis
April 30th, 2010, 02:51 PM
Ciao a tutti
mi dareste dei consigli su dove mangiare e cosa vedere dovendo rimanere una settimana, la prossima, in Sardegna del nord, tra Sassari e la zona di Castelsardo.

Per motivi di lavoro dormirò a Castelsardo.

Dove posso mangiare "bene" senza spendere necessariamente 40/50 Euro a pasto e assaggiando la vera cucina sarda? qualche buona osteria o trattoria?

e, visto che il pomeriggio sarò certamente libero cosa mi consigliate di vedere?

qualche coordinata:
1) dormo a castelsardo, come gia detto
2) sarò quasi sempre a Sassari e dintorni per lavoro
3) non sono mai stato sul posto quindi sono completamente "perso"
:D Eccomi!

* cucina sassarese tipica al giusto prezzo: Zia Forica (http://guisaillopapa.blogspot.com/2009/11/comer-en-cerdena-vii-y-chin-pum.html) (Corso Margherita di Savoia 39) Da Peppina (http://www.flickr.com/photos/49736325@N00/3296026974) (Via Pigozzi) ed altri. Obbligatoria una fainé (ceciata, farinata) da Sassu in Via Usai .. in zona asporto greco. Oltre questo l'unico ristorante "serio" che consiglio a Sassari è La Maison (http://www.lamaison-ristorante.it/), regione Tingari (imbocco dall'uscita di Viale Italia sulla 131). L'unico vero pub è il Red Lion (http://www.pubredlion.net/) in Via LaMarmora (birra dell'oktoberfest e guinness), altri pseudopub sono il Lord Nelson in Via Pasubio, Gambrinus in Viale Trieste, Camelot -carissimo- in via Satta, University in Viale Amendola. Caffetterie decenti Caffé&Teeria Mannoni in Viale Asproni, Central Perk in Via Torre Tonda, Caffé Dada in Via Carlo Alberto. Pizzerie.. da alta e soffice Bruno in Piazza Mazzotti, pizza enorme da Asfodelo in Via Roma. Comunque ci sono tantissime pizzerie e paninoteche ad ogni angolo di strada, in genere tutte passabili. Ristoranti giapponesi, messicani e cinesi :tongue2: a Sassari ed Alghero, niente indiani. Locali con musica dal vivo .. tumbao (http://www.myspace.com/circolotumbao) e CicloOfficina (http://www.facebook.com/pages/Sassari-Italy/CicloOfficina/147828202708).

** cosa vuoi vedere (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=757890)? Scegli pure :D

1) Mangiare almeno una volta gli spaghetti al mirto dell'Aragona a Castelsardo (Via Manganella, vicinanze Cattedrale)
2) Alghero e Stintino per iniziare
3) La segnalatica è abbastanza chiara e gli abitanti molto disponibili ;) se servono altri dettagli chiedi pure!

Bidus
May 1st, 2010, 10:17 AM
Ciao a tutti
mi dareste dei consigli su dove mangiare e cosa vedere dovendo rimanere una settimana, la prossima, in Sardegna del nord, tra Sassari e la zona di Castelsardo.

Per motivi di lavoro dormirò a Castelsardo.

Dove posso mangiare "bene" senza spendere necessariamente 40/50 Euro a pasto e assaggiando la vera cucina sarda? qualche buona osteria o trattoria?

e, visto che il pomeriggio sarò certamente libero cosa mi consigliate di vedere?

qualche coordinata:
1) dormo a castelsardo, come gia detto
2) sarò quasi sempre a Sassari e dintorni per lavoro
3) non sono mai stato sul posto quindi sono completamente "perso"

Grazie
MarvinTi raccomando di fare una capatina al bar Eldorado nel centro storico di Castelsardo proprio di fronte al municipio, potrai fare due chiacchere con Francesco e Rosaria mentre bevi un Ichnusa o degli ottimi vini inoltre potranno consigliarti cosa vedere di interessante in paese. Potrà capitarti di incontrare i cantori de Su Cuncordu che tra un vinello e l'altro intonano uno dei loro canti.
A Sassari c'è anche il ristorante l'assassino se vuoi provare la cucina tipica sassarese, lo trovi in pieno centro storico poco distante da Piazza Tola.

w3deco
May 2nd, 2010, 01:59 AM
Ho aperto un thread fotografico sulla Sardegna nella sezione internazionale dedicata alle fotografie.

Ho ripreso lo slogan "Sardegna, quasi un continente" e cerco di postare foto di tutte le zone della Sardegna indicando ogni volta dove si trova il posto.

Sarebbe bello che contribuiste pure voi se ne avete voglia e tempo. Magari continuando sulla falsariga da me iniziata... ;)

La mappetta della Sardegna la prendo da Qui (http://www.sardegnaturismo.it/territori/).

Il thread è questo: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1121817

w3deco
May 3rd, 2010, 05:41 PM
Buone nuove per quanto riguarda il radiotelescopio di San Basilio...


Il grande orecchio che ascolta le stelle

Il radiotelescopio di Pranu Sanguni sarà acceso a fine anno

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/CONTROLLI/ImageFromDB.ashx?Tipo=Foto&Id=729763

Il conto alla rovescia è cominciato. Sei mesi, condizioni meteorologiche permettendo, è il grande radiotelescopio di San Basilio sarà pronto ad entrare in funzione, ad ascoltare ciò che avviene tra le stelle e così svelare l'universo nascosto che si manifesta attraverso le onde radio.
Perché di questo si tratta. L'impianto di Pranu Sanguini, il più tecnologicamente avanzato d'Europa e tra i più sofisticati al mondo, sarà davvero un grande orecchio proteso verso il cielo, realizzato dall'Istituto nazionale di astrofisica che già possiede altri moderni impianti, utilizzati dalla comunità scientifica internazionale, nelle Canarie, a Bologna, in Arizona, a Noto in Sicilia.
LA SCOMMESSA Il Gerrei intero, e non soltanto San Basilio, si candida così a diventare un territorio di riferimento per gli scienziati che a Pranu Sanguni arriveranno per le loro ricerche. Ma si candida anche a sfruttare il suo “nuovo tesoro” per tentare di uscire dall'isolamento e scacciare lo spopolamento che ne sta facendo uno dei territori meno popolati della già scarsamente abitata Sardegna.
Ieri a Basilio ha fatto in qualche modo le prove di un futuro sperato e immaginato. Sotto l'immensa parabola di 64 metri di diametro che da qui a breve sarà montata sulla torre, sono sfilati gli esperti e con loro, a calpestare il suolo di quello che oggi è solo un cantiere ma che a fine anno ospiterà il radiotelescopio, c'erano i cittadini. Donne e uomini, agricoltori e pastori, poeti e anime semplici che nel Gerrei sono nati e cresciuti, e che oggi mettono a disposizione della scienza e del progresso una fetta del loro territorio, come ricordato dal presidente dell'Unione dei Comuni, Armando Delussu.
IL FUTURO Accadrà così. Il Gerrei lo si visiterà andando a scoprire quel gigante d'acciaio dall'udito eccezionale che fa gola ai radio astronomi e alle agenzie spaziali e poi il paradiso ambientale che gli sta intorno. «Perché è questo che accade anche in altre parti del mondo. Chi va a Orlando va certo a vedere il quartier generale dei lanci Nasa, ma poi visita anche la riserva naturale che gli sta intorno», ricorda l'astrofisico e astronauta Umberto Guidoni. «Noi dell'universo conosciamo appena il cinque per cento, magari col radiotelescopio inizieremo a scoprire qualcosa dell'altro novantacinque».
IL CONVEGNO È stata una lunga domenica, quella che si è vissuta tra il cantiere e l'ex colonia di Pranu Sanguni che ha ospitato il convegno presieduto da Luigi Cogodi. Guida d'eccezione il professor Nicolò D'Amico, direttore dell'osservatorio astronomico e responsabile del progetto Srt. È stato lo scienziato a spiegare quali collegamenti si avranno tra il radiotelescopio, il centro elaborazione dati del campus in progetto a Selargius, la sede di Polaris di Pula.
Ed è stato il sindaco di Selargius, Gianfranco Cappai a spiegare il progetto del Campus della arti e della scienza (12 milioni di euro di finanziamento) che sorgerà a Cuccuru Angius, nell'ex polveriera militare dove sorgeranno il telescopio didattico, i laboratori, il museo astronomico e planetario. E di un campus, a Pranu Sanguni, ha parlato anche Max Cordeddu, il giovane di San Basilio che ha creato sulla rete un comitato a favore del radiotelescopio.
IL SINDACO Intanto è stato il sindaco di San Basilio Pino Cogodi a ricordare i rischi per i mancati finanziamenti ministeriali legati alla gestione del radiotelescopio. Tagli smentiti nelle risposte alle diverse interrogazioni presentate dai deputati sardi. Ha poi avanzato una proposta: l'istituzione di una zona franca rurale per invogliare gli imprenditori a investire nel Gerrei.
Ieri l'assessore regionale alla Programmazione, Giorgio La Spisa, ha non solo confermato le rassicurazioni di Roma sul radiotelescopio, ma ha anche annunciato l'imminente approvazione di un finanziamento di un milione e mezzo di euro destinati all'impianto di San Basilio. Così come il presidente della Provincia, Graziano Milia, ha ricordato il progetto Sviluppo locale appena sottoscritto con le amministrazioni municipali del territorio.

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Corrente/Articolo.aspx?Data=20100503&Categ=9&Voce=1&IdArticolo=2459492

w3deco
May 5th, 2010, 11:10 PM
Medicina, siglato l'accordo Usa-Sardegna per la crescita dei ricercatori di domani.

Gli Stati Uniti e la Sardegna stipulano un'importante intesa che consentirà un maggiore scambio a doppio senso di ricercatori per lo sviluppo sinergico delle tecniche di ricerca in campo biomedico

Formazione congiunta e mobilità sono i principali aspetti dell'accordo sulla ricerca biomedica firmato a Washington dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, con il National Institute of Health, l'agenzia federale americana per lo sviluppo e il supporto della ricerca. L'intesa ha come scopo la promozione di programmi di ricerca condotti in maniera congiunta nei rispettivi settori di eccellenza ed è destinata soprattutto ai giovani ricercatori sardi che potranno partecipare al programma di scambio dell'NIH in qualità di borsisti. "Obiettivo principale - spiega l'ambasciatore italiano a Washington, Giulio Terzi - è quello di valorizzare le risorse di cui il nostro Paese, e in questo caso la Serdegna, dispone in un settore quale quello biomedico che ci vede all'avanguardia a livello internazionale e sul quale esiste un costante flusso, in entrambe le direzioni, tra Italia e Stati Uniti". Nel corso della missione americana, la delegazione guidata dal presidente Cappellacci ha avuto tra l'altro incontri anche al laboratorio nazionale delle tecnologie per l'energia in West Virginia per discutere della possibile collaborazione con il Dipartimento dell'Energia sull'utilizzo del carbone per la produzione di energia pulita

Mercoledì 05 maggio 2010 18.42
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/179491

giulietto16
May 6th, 2010, 10:23 PM
http://www.areagratis.it/host/files/7gtwigelvmfzxrfnjxfc.bmp

The Economist, rinomato magazine britannico, propone di ridisegnare i confini dell’Europa e di separare il Sud e la Sicilia dall’Italia, associandoli alla Grecia, in uno Stato dal nome singolare: ”Bordello”. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo commenta l’articolosul suo blog ,si indigna e scrive: “Sarà pure humor inglese ma assomiglia tanto ad un proclama violentemente antimeridionale l’articolo pubblicato da “The Economist”, in cui si propone di ridisegnare i confini dell’Europa e di separare il Sud dall’Italia, associandolo alla Grecia, in uno Stato denominato “Bordello”.
Precedentemente non ricordo se la stessa the economist,cmq dicevano che gli abitanti italiani del sud sono degli emeriti ignoranti.
Una sola Parola VERGOGNA.

Fonte (http://www.livesicilia.it/2010/05/06/la-sicilia-un-bordello/)

thenightdriver
May 7th, 2010, 05:38 AM
mi fa schifo solo il nome lega nord sardegna..oltre all'italia vogliono tagliare in 2 pure la sardegna

w3deco
May 7th, 2010, 07:11 AM
Aeroporto di Tortolì pronto al salto di qualità

Nuova vita per lo scalo di Tortolì - Arbatax che diventerà a breve la quarta aerostazione sarda di importanza regionale. Con questo salto di qualità, l'aeroporto avrà diritto alla continuità territoriale, ovvero lo strumento legislativo che consente una maggiore garanzia di collegamenti tra isole e continente. Dopo Cagliari, Olbia e Alghero, anche Tortolì godrà quindi di questo trattamento. Per migliorare la qualità dello scalo, sono stati investiti 14 milioni di euro, buona parte dei quali serviranno per l'allungamento della pista di decollo. Meridiana collegherà Roma Fiumicino con Tortolì - Arbatax lungo tutto l'anno, mentre già da questa estate saranno operativi dei voli da Milano - Malpensa, Milano - Linate, Verona e Bologna, sempre operati da Meridiana.

http://www.ttgitalia.com/pagine/Aeroporto-di-Tortol-pronto-al-salto-di-qualit-,Dettaglio001,IT,260244,Home-news.aspx

felis
May 7th, 2010, 07:22 AM
attenzione, c'e' il rischio che la sardegna diventi come ora e' l'italia, ovvero, il nord est,ricco e pieno di imprenditori che trovano terreno facile dove investire e fare soldi, il sud invece lasciato a se stesso.Fare una linea netta tra capo di sopra e capo di sotto non so quanto bene possa fare alla regione stessa.Il discorso di eliminira o ridurre le province mi sta anche bene, ma cosi' credo che sarebbe molto periscoloso.secondo me le 4aree che avevamo prima,CA-SS-NU-OR erano perfette,rappresentavano la diversita' anche culturale all'interno della stessa sardegna,dove non a caso si parlano diversi tipi di sardo.
Sono perplesso, e poi la lega nord sardegna non mi piace proprio.
A suo tempo ero favorevole alle 6 province (Sassari, Gallura, Nuoro, Oristano, Sulcis e Cagliari) ora la situazione è degenerata. Tranne poche zone la Sardegna è assolutamente omogenea, forse la soluzione migliore sarebbe

REGIONE AUTONOMA con tutti i poteri e Oristano Capoluogo e,
4 aree autonome con poteri speciali (quasi come fossero un'unica città)
* area metropolitana di Cagliari
* area metropolitana di Sassari
* Gallura (a metà fra area metropolitana e zona isolata, più piccola dell'attuale provincia)
* Ogliastra (essendo estremamente isolata)

Che ne pensate?

felis
May 7th, 2010, 07:22 AM
^^ Ho risposto ma il mio intervento è finito sopra.. ?

LuciusVorenus
May 7th, 2010, 12:22 PM
la lega nord sardegna ha presentato in senato la proposta di legge per abolire le provincie attuali e creare invece due provincie autonome (come nel trentino-sud tirolo) una settentrionale che comprende la prov. di Sassari e Nuoro (+OT) e l'altra meridionale che comprene le prov. di Cagliari e Oristano (+CI ,VS,OG)

La Proposta di Legge è stata depositata in Senato il 19 Aprile 2010 dal Sen. Fabio Rizzi della Lega Nord. La Riforma dello Statuto Sardo prevede l’abolizione delle attuali 8 province e l’istituzione di 2 Province Autonome (Sassari-Nuoro e Cagliari-Oristano).

http://www.leganordsassari.org/?p=706

riccardo_m
May 7th, 2010, 12:57 PM
la lega nord sardegna ha presentato in senato la proposta di legge per abolire le provincie attuali e creare invece due provincie autonome (come nel trentino-sud tirolo) una settentrionale che comprende la prov. di Sassari e Nuoro (+OT) e l'altra meridionale che comprene le prov. di Cagliari e Oristano (+CI ,VS,OG)



http://www.leganordsassari.org/?p=706

HANNO TERRIBILMENTE RAGIONE ! ! !

Quelle 2 province sono l'unico esempio di autonomia di un territorio nello stato italiano, ed'è ovvio che per tentare una cosa simile occorrano dei territori abbastanza vasti (di certo non possiamo rimanere divisi in 8 province)!

La cosa che mi lascia perplesso è questa divisione nord sud...

Ma ancora peggio è che debba venire la LEGA NORD (?!?!?!) a proporre queste cose...

w3deco
May 7th, 2010, 01:15 PM
HANNO TERRIBILMENTE RAGIONE ! ! !

Quelle 2 province sono l'unico esempio di autonomia di un territorio nello stato italiano, ed'è ovvio che per tentare una cosa simile occorrano dei territori abbastanza vasti (di certo non possiamo rimanere divisi in 8 province)!

Non malaccio come idea, anche se secondo me andavano più che bene le 4 province originali...

La cosa che mi lascia perplesso è questa divisione nord sud...

quoto

Ma ancora peggio è che debba venire la LEGA NORD (?!?!?!) a proporre queste cose...

Vero... :bash:


Concludo dicendo che secondo me in queste prossime provinciali e comunali ci sarà un exploit di iRS, RossoMori, Psd'az e Lega Nord (:bash:).

Staremo a vedere...

felis
May 7th, 2010, 02:02 PM
Concludo dicendo che secondo me in queste prossime provinciali e comunali ci sarà un exploit di iRS, RossoMori, Psd'az e Lega Nord (:bash:). Staremo a vedere...
w3deco, questa me la sono segnata. :D Il 1 giugno qualcuno offre da bere... magari io, mi fa sempre piace. :cheers:

Intanto posso dare delle anticipazioni su alcuni risultati elettorali, ad esempio

Comunali di Sassari (seconda città dell'isola). iRS (0,00%) Rossomori (0,00%) Lega Nord (0,00%)
Comunali di Quartu Sant'Elena (terza città dell'isola). iRS (0,00%) Lega Nord (0,00%)
Comunali di Nuoro. iRS (0,00%) Lega Nord (0,00%)
Provinciali Sassari. Rossomori (0,00%)
Provinciali Gallura. Rossomori (0,00%)
Provinciali Nuoro. Lega Nord (0,00%)
Provinciali Oristano. Lega Nord (0,00%)
Provincia Medio Campidano. Lega Nord (0,00%)
Provincia Sulcis. Lega Nord (0,00%)

:D

thenightdriver
May 7th, 2010, 02:02 PM
attenzione, c'e' il rischio che la sardegna diventi come ora e' l'italia, ovvero, il nord est,ricco e pieno di imprenditori che trovano terreno facile dove investire e fare soldi, il sud invece lasciato a se stesso.Fare una linea netta tra capo di sopra e capo di sotto non so quanto bene possa fare alla regione stessa.Il discorso di eliminira o ridurre le province mi sta anche bene, ma cosi' credo che sarebbe molto periscoloso.secondo me le 4aree che avevamo prima,CA-SS-NU-OR erano perfette,rappresentavano la diversita' anche culturale all'interno della stessa sardegna,dove non a caso si parlano diversi tipi di sardo.
Sono perplesso, e poi la lega nord sardegna non mi piace proprio.

felis
May 7th, 2010, 02:22 PM
^^ Ho risposto ma il mio intervento è finito sopra.. ?

riccardo_m
May 7th, 2010, 02:34 PM
Non malaccio come idea, anche se secondo me andavano più che bene le 4 province originali...

Considerando che:
L'autonomia della provincia consiste nel potere di legiferare, previsto da legge costituzionale e dallo statuto regionale: mentre tutte le altre province italiane hanno mere funzioni amministrative, le province autonome di Trento e Bolzano hanno potere legislativo in molte materie normalmente di competenza statale o regionale.
Particolarmente importanti sono le deleghe in materia di sanità, scuola, formazione, lavoro, trasporti e viabilità. Il finanziamento della provincia deriva principalmente dalla restituzione da parte dello Stato della quasi totalità dei tributi raccolti nel territorio provinciale. La Provincia può inoltre istituire nuovi tributi. (wikipedia)

e che:
- l'indipendenza non la vedremo di certo (se non in tempi storici....)
- l'autonomia è fallita
- il federalismo chissà se e quando si farà...

direi che rimane l'unica strada! Però 2 province bastano e avanzano, Nuoro e Oristano da sole sono troppo piccole, non avrebbe senso! E in fin dei conti non penso che un Oristanese e un Nuorese siano in disaccordo ad essere accorpati a Cagliari e Sassari che rimangono pur sempre le uniche 2 vere città della Sardegna (Olbia potrebbe presto fare grossi passi in avanti e Quartu..."è Cagliari")


Concludo dicendo che secondo me in queste prossime provinciali e comunali ci sarà un exploit di iRS, RossoMori, Psd'az e Lega Nord (:bash:).

Staremo a vedere...

Io darò il mio contributo in questa direzione . . .

thenightdriver
May 7th, 2010, 04:00 PM
Olbia e' un polo indipendente a tutti gli effetti da Sassari, da qui a breve diverra' la 3citta' della Sardegna, Quartu come detto e' inglobata nell'area metropolitana di Cagliari.Piuttosto che queste 8 province farsa, avrei lasciato le cose come stavano creando solamente quella nuova per Olbia

http://i39.************/29f3t5j.gif

http://i40.************/ztf8yo.gif

sardreamer
May 7th, 2010, 08:11 PM
la suddivisione amministrativa ottimale dell'isola è una vecchia questione mai risolta.. La proposta della lega non è una novità, non hanno avuto chissà quale lampo di genio.. Si tratta semplicemnte di ripristinare la vecchia ripartizione amministrativa di età spagnola in capo di sopra e capo di sotto. Ancora nel 900 prima dell'istituzione della provincia di Nuoro, la sardegna era ripartita nelle province di cagliari e sassari. Non pochi a nord hanno l'ambizione di "sganciarsi" amministrativamente dal sud dell'isola. Furbescamente la lega registra i malumori e cavalca l'onda. E' una vecchia questione. Qualche anno fa fu un deputato di forza italia, Nuvoli, di ardara mi pare, a proporre in parlamento la costituzione di una regione autonoma del nord sardegna.
Le due province autonome di trento e bolzano in sostanza sono due regioni autonome.. Senza arrivare a questi eccessi, per me una ripartizione amministrativa nord-sud avrebbe i suoi aspetti positivi. Il rischio è quello di favorire vecchie divisioni.. Ma è pur vero che una vecchia ambizione di autogoverno repressa,i malumori non contribuisce certo a lenirli.. Un altro problema è che negli ultimi decenni al tradizionale duopolio cagliari sassari si sono aggiunte le pretese dei poli emergenti. Gallura in testa, che scalpita.. Non so come prenderebbero la rinuncia alla provincia recentemente ottenuta..
E' un casino..

sardreamer
May 7th, 2010, 08:13 PM
quanto al presunto exploit in questa tornata elettorale dei partiti territoriali... ci credo poco..
Ogni volta lo si dice ma i risultati non vanno mai oltre un 10% complessivo. Ricordo che negli anni 80 il psd'az da solo raggungeva numeri a 2 cifre..
Il malcontento c'è e quindi il terreno fertile non manca.. il grosso problema sono questi movimenti troppo divisi, e non capaci quindi di una proposta credibile che possa intercettare le grosse masse elettorali..

riccardo_m
May 7th, 2010, 10:22 PM
la suddivisione amministrativa ottimale dell'isola è una vecchia questione mai risolta.. La proposta della lega non è una novità, non hanno avuto chissà quale lampo di genio.. Si tratta semplicemnte di ripristinare la vecchia ripartizione amministrativa di età spagnola in capo di sopra e capo di sotto. Ancora nel 900 prima dell'istituzione della provincia di Nuoro, la sardegna era ripartita nelle province di cagliari e sassari. Non pochi a nord hanno l'ambizione di "sganciarsi" amministrativamente dal sud dell'isola. Furbescamente la lega registra i malumori e cavalca l'onda. E' una vecchia questione. Qualche anno fa fu un deputato di forza italia, Nuvoli, di ardara mi pare, a proporre in parlamento la costituzione di una regione autonoma del nord sardegna.
Le due province autonome di trento e bolzano in sostanza sono due regioni autonome.. Senza arrivare a questi eccessi, per me una ripartizione amministrativa nord-sud avrebbe i suoi aspetti positivi. Il rischio è quello di favorire vecchie divisioni.. Ma è pur vero che una vecchia ambizione di autogoverno repressa,i malumori non contribuisce certo a lenirli.. Un altro problema è che negli ultimi decenni al tradizionale duopolio cagliari sassari si sono aggiunte le pretese dei poli emergenti. Gallura in testa, che scalpita.. Non so come prenderebbero la rinuncia alla provincia recentemente ottenuta..
E' un casino..

Ma infatti c'è un solo modo per far si che Sassari e Cagliari continuino a litigare: essere alla pari (o quasi) . . . poi ovvio che Cagliari rimarrebbe "capitale" regionale, ma i malumori sarebbero dimezzati!

Olbia alla fine non penso stia male insieme a Sassari, si tratterebbe pur sempre di una mini regione di 700mila abitanti, sono gestibilissime tutte le esigenze!

Bidus
May 8th, 2010, 08:54 PM
Io tornerei alla suddivisione che vi era in epoca giudicale: Sassari; Gallura; Oristano; Cagliari. Al massimo aggiungerei Nuoro.

Per quanto riguarda l'arrivo della sega nord, dico, senza offesa per nessuno: chi crede negli ennesimi venditori di fumo; chi crede nelle lusinghe di chi fa finta di interessarsi ai nostri problemi; chi pensa che le soluzioni debbano arrivare sempre da gente di fuori ragiona con la mentalità del servo.
Non ci serve nessuna autonomia decisa per noi da gente di fuori secondo i loro calcoli politici.
In Sardegna abbiamo idee e proposte coi controcoglioni e non sono quelle sparate dai vari pili, nuvoli o lecchini vari, basta saperle riconoscere.

Vi scongiuro tutti: non facciamoci prendere per il culo anche dai padanisti, se ci resta un minimo di orgoglio e di intelligenza dovremo rispedire i legaioli tra le nebbie padane.

L'unità e la fratellanza tra sardi è il principio fondamentale per il benessere dell'isola, se ragioniamo gurdandoci in faccia tra di noi e non porgendo le natiche verso l'Italia è già un grande passo avanti.

w3deco
May 8th, 2010, 10:05 PM
Per quanto riguarda l'arrivo della sega nord, dico, senza offesa per nessuno: chi crede negli ennesimi venditori di fumo; chi crede nelle lusinghe di chi fa finta di interessarsi ai nostri problemi; chi pensa che le soluzioni debbano arrivare sempre da gente di fuori ragiona con la mentalità del servo.
Non ci serve nessuna autonomia decisa per noi da gente di fuori secondo i loro calcoli politici.
In Sardegna abbiamo idee e proposte coi controcoglioni e non sono quelle sparate dai vari pili, nuvoli o lecchini vari, basta saperle riconoscere.

Vi scongiuro tutti: non facciamoci prendere per il culo anche dai padanisti, se ci resta un minimo di orgoglio e di intelligenza dovremo rispedire i legaioli tra le nebbie padane.

L'unità e la fratellanza tra sardi è il principio fondamentale per il benessere dell'isola, se ragioniamo gurdandoci in faccia tra di noi e non porgendo le natiche verso l'Italia è già un grande passo avanti.

:applause:

riccardo_m
May 9th, 2010, 12:01 PM
Io tornerei alla suddivisione che vi era in epoca giudicale: Sassari; Gallura; Oristano; Cagliari. Al massimo aggiungerei Nuoro.

Per quanto riguarda l'arrivo della sega nord, dico, senza offesa per nessuno: chi crede negli ennesimi venditori di fumo; chi crede nelle lusinghe di chi fa finta di interessarsi ai nostri problemi; chi pensa che le soluzioni debbano arrivare sempre da gente di fuori ragiona con la mentalità del servo.
Non ci serve nessuna autonomia decisa per noi da gente di fuori secondo i loro calcoli politici.
In Sardegna abbiamo idee e proposte coi controcoglioni e non sono quelle sparate dai vari pili, nuvoli o lecchini vari, basta saperle riconoscere.

Vi scongiuro tutti: non facciamoci prendere per il culo anche dai padanisti, se ci resta un minimo di orgoglio e di intelligenza dovremo rispedire i legaioli tra le nebbie padane.

L'unità e la fratellanza tra sardi è il principio fondamentale per il benessere dell'isola, se ragioniamo gurdandoci in faccia tra di noi e non porgendo le natiche verso l'Italia è già un grande passo avanti.

Tutto giusto!

Pensare di votare "lega nord sardinia" mi fa senso, però credo che tra i partiti che vanno per la maggiore in Italia sia il partito più vicino alla gente...purtroppo hanno altri mille difetti, troppi difetti e rimangono pur sempre un partito del nord, che vuole l'indipendenza del nord (anche se non lo dicono da anni).

Io mi sono stupito di vederli arrivare in Sardegna...penso abbiano in mente di riproporre la stessa politica anche qui, cavalcando il malcontento generale. Una sorta di partito "stile indipendentista" ma dichiaratamente di destra e di livello nazionale...non ha molto senso...

Comunque vedrete che prenderanno qualche migliaio di voti :lol:

texdago
May 9th, 2010, 12:22 PM
Ragazzi, sempre interessanti tutte le vostre discussioni.

Ora mi spiegate una cosa se avete voglia?

Ma chi cazz ha diviso l'isola in 8 provincie?

Insomma, qual'e' la storia? Chi le ha volute? Chi le ha promosse?

Ah! Aggiungo che IMHO e' una suddivisone assurda. Ci sono provincie che assolutamente non si giustificano nei numeri, viste da fuori.

Pero' vorrei conoscere il vostro parere.

Qualcuno?

P.S. : Ma era Felis che voleva Oristano capoluogo di regione? A me concettualmente piace. Tante volte ho pensato che differenziare il capoluogo di regione dalla citta' piu' importante abbia un mucchio di vantaggi. Mi spiegate questa iniziativa e perche'?

w3deco
May 9th, 2010, 03:21 PM
Ragazzi, sempre interessanti tutte le vostre discussioni.

Ora mi spiegate una cosa se avete voglia?

Ciao Tex, dico la mia in attesa delle risposte degli altri (che interessano pure a me).

Le nuove province sono state istituite nel 2001 con una legge regionale ma sono divenute poi operative nel 2005.

Innanzitutto bisogna dire che non sono delle vere e proprie province alla pari con le altre 4 già esistenti.

Infatti mancano parecchi uffici pubblici solitamente presenti nei capoluoghi di provincia come la Prefettura, la Questura, la Camera di commercio, i comandi provinciali di Vigili del fuoco, Carabinieri, Guardia di finanza, Direzioni Territoriali dell'Economia e delle Finanze, Ragioneria provinciale dello Stato, commissione tributaria provinciale, Direzione provinciale del lavoro, Dipartimento dei trasporti terrestri (ex Motorizzazione), le agenzie delle dogane, del territorio, del demanio e delle entrate, le sedi provinciali INPS e INPDAP.

Il motivo per il quale sono state istituite non lo so.
Presumo anche per cercare di essere più vicini ai cittadini in qualche servizio essenziale (che ignoro).
La Sardegna è parecchio grande, poco meno della Sicilia che ha 9 province ma che però ha pure molti più abitanti.

A parte tutto, anche io sono contrario a queste nuove province, bastava organizzare meglio quelle già esistenti che bastavano e avanzavano.

Forse solo quella di Olbia-Tempio potrebbe trovare giustificazione visto il crescente peso della città di Olbia.
Le province del Medio Campidano e di Carbonia-Iglesias sono assolutamente inutili per come la vedo io.
La provincia dell'Ogliastra, che è anche la più piccola, potrebbe sembrare la più inutile, in realtà forse per una questione di territorio e di isolamento, è meno inutile delle due citate sopra.

Per quanto riguarda Oristano capoluogo non mi ricordo se era stato Felis a dirlo. Ma ti posso dire che è un'idea che è balenata anche all'interno di iRS e degli altri partiti indipendentisti.

Anche secondo me potrebbe essere un fattore positivo che potrebbe pure portare a dei vantaggi. In primis il fatto di essere al centro dell'isola e "imparziale" rispetto alle due città più grandi e importanti dell'isola nonchè del capo di sotto e del capo di sotto.

Devo anche dire che il metodo utilizzato in Trentino-Alto Adige non mi dispiacerebbe.

Insomma, io eliminerei al volo le neonate province per poi valutare un riassetto generale.

texdago
May 9th, 2010, 03:50 PM
Ciao Tex, dico la mia in attesa delle risposte degli altri (che interessano pure a me)....etcetc

Ah Grazie.

Mi manca di sapere chi spinse al tempo per le nuove provincie.

Allora l'idea di Oristano capoluogo ha un qualche seguito... bene. Mi piace per le tue stesse motivazioni.

Io sarei d'accordo, non solo per la Sardegna, ma per tutte le Regioni.

E' molto piu' razionale.

Negli USA la capitale dello Stato non e' mai la citta' piu' importante. MAI che io mi ricordi.

Evita evidenti egemonie cittadine ed allontana, anche fisicamente, il governo dai"poteri forti".

Sembra una sciocchezza...ma io credo sia un buon fattore.

In Lombardia ad es, potrebbe essere Lodi, tanto per dire.

Temo nessuno la fara' mai. Ma aumenta il senso di appartenenza di tutti alla Regione.

Se la capitale e' egemone, verra' sempre guardata con un certo distacco.

Viceversa se e' un centro medio-minore, il gioco dei "poteri" sara' sempre piu' equilibrato.

IMHO

felis
May 9th, 2010, 08:27 PM
(peccato che a voler fare una cosa del genere in Italia si rischia sempre una rivolta urbana come per Reggio Calabria-Catanzaro... questo della capitale "simbolica" è un modello raro in Europa)

riccardo_m
May 9th, 2010, 09:54 PM
Ma chi cazz ha diviso l'isola in 8 provincie?

Insomma, qual'e' la storia? Chi le ha volute? Chi le ha promosse?

Ah! Aggiungo che IMHO e' una suddivisone assurda. Ci sono provincie che assolutamente non si giustificano nei numeri, viste da fuori.

Pero' vorrei conoscere il vostro parere.

Qualcuno?

P.S. : Ma era Felis che voleva Oristano capoluogo di regione? A me concettualmente piace. Tante volte ho pensato che differenziare il capoluogo di regione dalla citta' piu' importante abbia un mucchio di vantaggi. Mi spiegate questa iniziativa e perche'?

...secondo me molto ma molto semplicemente volevano fare contente un pò di persone tramite nuovi posti pubblici...un classico italiano!

Se poi credevano che fosse veramente utile non lo so...ma non credo, come già detto da deco forse solo la gallura ha un senso come provincia, ma le altre proprio no!

Per quel che riguarda Oristano l'idea è suggestiva ma IMPOSSIBILE da attuare per quelle che sono gli indirizzi politici attuali. Oristano attualmente ha 32.000 abitanti contro i 160.000 di Cagliari (che raggiunge i 350.000 con i comuni limitrofi...è una cittadina non una città, non ha un porto, non ha un aeroporto attualmente operativo...e sopratutto nessuno ne ha intenzione.

In questi ultimi dieci quindici anni "hanno fatto" e "stanno provando a far fare" a Cagliari un salto in avanti in termini culturali, politici ed economici, cercando di renderla una "capitale" moderna. L'indirizzo è quello!
Con Sassari e Olbia che, anche per quelli che sono gli studi demografici, diventeranno insieme a Cagliari sempre più i maggiori centri urbani dell'isola.

Una tale idea sarebbe dovuta essere coltivata qualche decennio fa, ora mi sembra francamente improbabile come eventualità!

w3deco
May 9th, 2010, 10:16 PM
Sono d'accordo anch'io sul fatto che è piuttosto improbabile, se non quasi impossibile, avere Oristano capoluogo.

Trovo più percorribile la strada del Trentino-Alto Adige, cioè due maxi province con due capoluoghi più o meno alla pari. Bisogna vedere se Olbia ci starebbe... :D
Di conseguenza quindi pure due "governatori" che si alternano a rotazione alla guida della Sardegna. Come succede in T-AA.

Più verosimilmente Cagliari continuerà ad essere "capitale" dell'isola magari delegando qualcosa a Sassari/Olbia.

anticalcare
May 10th, 2010, 01:21 PM
la mia idea? sopra i comuni ci deve essere solo la ras! via tutte le province. le sue funzioni devono essere incorporate dalla regione e qualcuna dai comuni. i posti di lavoro verrebbero riassorbiti proprio per espletare queste funzioni.
bisogna puntare alla semplificazione dei rapporti tra i vari enti. solo due attori, con tutte le risorse concentrate su di essi al fine di migliorare continuamente la qualità dei servizi. per me non è tanto un discorso di risparmio economico che, seppur esiguo, c'è (verrebbe a mancare il costo della politica, dei consigli provinciali e delle giunte), è un discorso di risparmio burocratico di tempi, risorse, e vita dei cittadini

w3deco
May 10th, 2010, 02:12 PM
Sardegna: la fibra ottica unisce le isole al continente

Quanto è importante garantire connettività sicura e diffusa in un territorio insulare? Molto, a giudicare dai numeri che descrivono il piano di infrastrutture e reti della regione Sardegna. Introducendo la strategia regionale, Marco Pinna, responsabile reti e servizi della Regione, spiega che «solo con un impiego massiccio della fibra ottica si possono realizzare infrastrutture telematiche efficienti, facendo fronte alla crescente richiesta di capacità trasmissiva». La Sardegna punta su due infrastrutture: il consorzio Janna e la rete telematica regionale. Il primo assicura la continuità telematica tra l'isola e il continente con due collegamenti in cavo sottomarino a fibre ottiche tra Sardegna, Lazio e Sicilia. A descrivere la seconda bastano i numeri di tutto rilievo, tra cui: 1.190 km di lunghezza dell'anello in fibra ottica (che collega i 9 Pop provinciali, le 170 sedi della regione, le 64 sedi di Asl e altri enti, le 3 sedi di centri di ricerca e università); rete di accesso attestata presso i 9 Pop per la raccolta del traffico di sedi non connesse in fibra e per i circuiti di backup; un centro digestione dedicato; 4 Man in fibra ottica di cui le reti metropolitane di Cagliari e Sassari con doppio anello ottico a 2,5 Gb/s; reti metropolitane di Tempio e Lanusei con anello ottico in tecnologia Ethernet a 1 Gb/s; connessione delle sedi non servite da fibra ottica con accessi a larga banda.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Norme%20e%20Tributi/2010/forum-pa/servizi-web/sardegna-fibra-ottica.shtml?uuid=a0790ee2-5acd-11df-b686-3d0b738a0b0a&DocRulesView=Libero

sardreamer
May 11th, 2010, 01:02 AM
Concorso di idee per la realizzazione di un ponte pedonale che attraversa il Rio Concias nel comune di San Sperate

progetti vincitori:

http://europaconcorsi.com/results/130829-Ponte-pedonale-sul-Rio-Concias-San-Sperate/rankings



.

w3deco
May 11th, 2010, 08:09 PM
Non so se avete visto l'assegnazione delle Bandiere Blu per il 2010... :rofl:

thenightdriver
May 12th, 2010, 11:23 AM
Non so se avete visto l'assegnazione delle Bandiere Blu per il 2010... :rofl:

Per assegnare i riconoscimenti sono stati seguiti determinati criteri quali: la qualità delle acque; la presenza di impianti di depurazione; il livello comunale di raccolta differenziata; la tutela del territorio e dell'arredo urbano; l'esistenza di programmi di sensibilizzazione e formazione ambientale.

se volevano metterci pure il pizzaiolo sotto casa di chi stila questa classifica...:lol:
cmq.
liguria 17..campania 12..sardegna 2..piemonte 2..(siamo come il piemonte,famosa regione bagnata dalle cristalline acque del mediterraneo e conosiuta e rinomanta in tutta europa) ora le cose sono 2, o gli amici liguri e campani hanno il piu' bel mare del mondo con la migliore raccolta differenziata,oppure qualcosa e qualcuno sta facendo il furbo con un po di pubblicita' pre stagionale. Sono come i servizi sul mare dei vari Tg, ti fanno vedere sempre liguria,campania, e mai,guarda caso la sardegna,sembra proprio fatto apposta..ma cosa vado a pensare mai !:lol::lol:

LuciusVorenus
May 12th, 2010, 10:18 PM
La cosa che mi lascia perplesso è questa divisione nord sud...

..

beh cagliari e sassari stanno agli antipodi dell'isola dopotutto :) ad ogni modo come idea , per alcuni versi , non è male

Per assegnare i riconoscimenti sono stati seguiti determinati criteri quali: la qualità delle acque; la presenza di impianti di depurazione; il livello comunale di raccolta differenziata; la tutela del territorio e dell'arredo urbano; l'esistenza di programmi di sensibilizzazione e formazione ambientale.

se volevano metterci pure il pizzaiolo sotto casa di chi stila questa classifica...
cmq.
liguria 17..campania 12..sardegna 2..piemonte 2..(siamo come il piemonte,famosa regione bagnata dalle cristalline acque del mediterraneo e conosiuta e rinomanta in tutta europa) ora le cose sono 2, o gli amici liguri e campani hanno il piu' bel mare del mondo con la migliore raccolta differenziata,oppure qualcosa e qualcuno sta facendo il furbo con un po di pubblicita' pre stagionale. Sono come i servizi sul mare dei vari Tg, ti fanno vedere sempre liguria,campania, e mai,guarda caso la sardegna,sembra proprio fatto apposta..ma cosa vado a pensare mai !

quest'anno tutti in liguria allora...altro che poetto :nuts:

Cubo
May 12th, 2010, 10:45 PM
Per assegnare i riconoscimenti sono stati seguiti determinati criteri quali: la qualità delle acque; la presenza di impianti di depurazione; il livello comunale di raccolta differenziata; la tutela del territorio e dell'arredo urbano; l'esistenza di programmi di sensibilizzazione e formazione ambientale.

se volevano metterci pure il pizzaiolo sotto casa di chi stila questa classifica...:lol:
cmq.
liguria 17..campania 12..sardegna 2..piemonte 2..(siamo come il piemonte,famosa regione bagnata dalle cristalline acque del mediterraneo e conosiuta e rinomanta in tutta europa) ora le cose sono 2, o gli amici liguri e campani hanno il piu' bel mare del mondo con la migliore raccolta differenziata,oppure qualcosa e qualcuno sta facendo il furbo con un po di pubblicita' pre stagionale. Sono come i servizi sul mare dei vari Tg, ti fanno vedere sempre liguria,campania, e mai,guarda caso la sardegna,sembra proprio fatto apposta..ma cosa vado a pensare mai !:lol::lol:

Che farsa...

w3deco
May 13th, 2010, 04:52 PM
Sassari-Olbia: ancora niente soldi

Il Cipe si riunisce e si scopre che i fondi Fas destinati all’isola restano nel cassetto. Salta la manifestazione per la quattro corsie prevista per oggi a Cagliari. Cappellacci e Carta lunedì verranno in Gallura

OLBIA. Il Cipe si riunisce di nuovo e si scopre che i fondi Fas destinati alla Sardegna restano ancora nel cassetto. Il deputato del Pd Giulio Calvisi lo denuncia: il Cipe di oggi non ha messo in lista i soldi dei sardi. Circa 2 miliardi e 250 milioni di cui 470 per la Sassari-Olbia. Nel frattempo è saltata la manifestazione di oggi per la 4 corsie che si sarebbe dovuta tenere a Cagliari. Cappellacci e l’assessore Carta verranno a Olbia lunedì, a spiegare lo stato dell’arte.

Calvisi sente puzza di bruciato. «Da quanto ho appreso, la Sardegna resta ancora una volta all’asciutto. Il Pre cipe (tenuto ieri, ndr) non ha trattato l’argomento Sardegna, e da fonti attendibili, anzi certe, altrettanto accadrà oggi. Dunque mi chiedo: ma Cappellacci non aveva detto che i soldi per la Sassari-Olbia sarebbero stati sbloccati nel primo Cipe di gennaio, secondo quanto promesso dallo stesso Berlusconi? Cosa hanno da dire ora il Governatore e la giunta? A parte la Sassari-Olbia, ci sono i fondi destinati a opere fondamentali per la Sardegna. Interventi infrastrutturali come l’ammodernamento delle tratte ferroviarie fra i principali centri dell’isola, il collegamento fra Sassari e l’a eroporto di Alghero, le risorse per le università di Cagliari e Sassari e il polo universitario di Nuoro».

Calvisi prosegue nel suo attacco. «La giunta regionale e Cappellacci non hanno fatto nulla da quando si sono insediati. Solo promesse, come quella trionfale di qualche settimana fa che annunciava per l’ennesima volta che entro l’anno sarebbero partiti i lavori per la 4 corsie. Una nuova presa in giro. Quali battaglie ha fatto il governatore per riottenere ciò che la giunta e il presidente Soru avevano stanziato e che il governo Berlusconi aveva scippato nel novembre del 2008? La realtà è che si sta perdendo ancora tempo e che se il Cipe non delibererà al più presto l’e rogazione dei fondi, la Sassari-Olbia a 4 corsie resterà una chimera. Al di là dei prodigi di finanza creativa come project financing o leasing che Cappellacci e Angelo Carta propongono, e che paiono solo baggianate».


Proprio per il preoccupante ritardo sullo stanziamento dei fondi, il Comitato popolare per la 4 corsie Olbia-Sassari aveva indetto per oggi una sit-in a Cagliari davanti al palazzo del consiglio regionale. Iniziativa sospesa momentaneamente perché «il Comitato ha preso atto dell’impossibilità a essere ricevuto - si legge in un comunicato - da Claudia Lombardo, Ugo Cappellacci nonchè dalla maggior parte dei capigruppo in consiglio regionale». Il Governatore sarà presente, insieme all’assessore ai lavori pubblici Angelo Carta, lunedì mattina a Olbia per riferire sulla situazione.
(13 maggio 2010)

http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/sassari-olbia:-ancora-niente-soldi/1999369

:bash:

w3deco
May 14th, 2010, 11:04 AM
La via della continuità virtuosa. L'unicità del modello sardo

Unione Sarda 06 maggio 2010. Sulla continuità territoriale si assiste ad un dibattito troppo spesso caratterizzato dalla superficiale conoscenza del fenomeno e dalla approssimativa comprensione dei suoi meccanismi di funzionamento. Può quindi rivelarsi utile fare chiarezza su alcuni elementi spesso misconosciuti.
L'attuale sistema di continuità territoriale "maggiore" (per Roma e Milano) si fonda su un decreto ministeriale del 2008 faticosamente condiviso con la Commissione Europea, che non prevede alcuna contribuzione finanziaria a favore dei vettori che volano sub onere di servizio pubblico (è dal 2004 che la continuità con Roma e Milano non è più sovvenzionata).

Le rotte sono aperte a tutti i vettori che accettano di anno in anno di esercitarle alle condizioni di servizio imposte dall'amministrazione: per tali rotte non è stata bandita né esperita alcuna gara, che avrebbe comportato il loro affidamento in esclusiva ad un unico vettore. Il "modello sardo" dell'accettazione degli oneri di servizio pubblico senza la successiva fase della gara è un "unicum" nel panorama comunitario: rappresentando una eccezione, ha avuto difficoltà ad essere accettato dagli organismi comunitari, che tuttavia hanno dovuto riconoscerne la coerenza con la normativa del reg. CEE 2408/92, vigente all'epoca della sua proposizione (inizi del 2008).

In particolare la Commissione Europea ha ammesso il contingentamento temporale delle accettazioni dei vettori, permesse solo 2 volte l'anno, 60 giorni prima dell'inizio di ciascuna stagione aeronautica e ciò ha finora assicurato una gestione ordinata dei livelli di servizio e degli operativi dei voli, evitando sia gravi carenze che eccessi di capacità.

Il nuovo regolamento 1008 del 2008, in vigore da un anno e mezzo, non consente più soluzioni di questo tipo; infatti il comma 8 dell'art. 16 esplicitamente afferma che qualsiasi vettore aereo comunitario è autorizzato in qualsiasi momento ad istituire servizi aerei conformi agli oneri.
Modificare il sistema attuale rischia quindi di compromettere delicati equilibri non più riproducibili: un rischio così elevato suggerisce molta cautela nell'iniziativa di rinnovamento del sistema, che appare dettata più dalla demagogica necessità politica di distinguersi dal passato, che da reali esigenze tecniche.

Anche sulla annunciata tariffa unica per residenti e non residenti, di per sé virtuosa e condivisibile, è necessario dissipare la foschia. Un'ora di volo (la tratta media) di un aeromobile medio (da 160 a 180 posti), operato da una compagnia media (non una low cost), costa oggi intorno ai 7000 euro (considerato il tasso di cambio euro/dollaro e il costo del jet fuel). Tale somma è omnicomprensiva di tutti i costi diretti ed indiretti ed anche di una ragionevole remunerazione del capitale investito dal vettore, nella misura del 5 - 6%.

Il coefficiente di riempimento medio annuo si attesta intorno al 65%: ciò significa che su ogni aeromobile si imbarcano mediamente 110 passeggeri e che la tariffa di equilibrio, sostenibile dal mercato, si aggira intorno ai 65 euro per passeggero.Poiché attualmente la tariffa per i residenti è più bassa di oltre 15 euro, due sono le soluzioni: o si convincono i sardi a pagare di più per far volare tutti con prezzi sostenibili, o si interviene con un sostegno finanziario per estendere a tutti le tariffe di continuità territoriale.

Se volessimo applicare a residenti e non residenti che volano da e per la Sardegna (oltre 3 milioni di passeggeri/anno) una tariffa media di 50 euro, dovremmo impiegare circa 45/50 milioni di euro all'anno di risorse pubbliche, molto più dei 20 milioni stanziati dalla Regione Sardegna con la legge regionale n.10 del 13 aprile 2010, che si palesa quindi come un intervento inadeguato a raggiungere gli scopi dichiarati.

Le risorse pubbliche andrebbero comunque impiegate seguendo il percorso obbligato segnato dalla procedura dell'art. 136 della legge 144/99 e dagli art. 16 e 17 del regolamento 1008/2008, che non conosce né ammette, ahimè, altre strade o scorciatoie. Quindi: conferenza di servizi per la definizione degli oneri di servizio pubblico, imposizione degli oneri, bando della successiva gara d'appalto, pubblicazione in Italia ed in Europa di oneri e gara, decorso dei termini di rispetto, espletamento delle gare, affidamento delle rotte. È bene tenere a mente che si tratta di un iter complesso della durata media di circa 6 mesi, al netto degli eventuali ritardi determinati dai ricorsi.

http://www.sardegnademocratica.it/index/economia/articolo/23997/la-via-della-continuita-virtuosa-l-unicita-del-modello-sardo.html

makkillottu
May 14th, 2010, 05:37 PM
Posso permettermi di linkare (e condividere) questo articolo?

http://www.motori.it/attualita/4923/sardegna-legambiente-no-ai-rallye-mah.html

Premesso che ho lavorato con l'ufficio stampa del Rally d'Italia (e quindi so BENE, ben più di Legambiente, cosa viene fatto dagli organizzatori), posso dire che Legambiente ha toppato alla grande in diversi punti. Ad esempio, nel dire che le gare si svolgono dove vanno mantenuti gli habitat naturali.

1) Parliamo del Monte Grighine (che sarà trasmesso IN DIRETTA, IN TUTTO IL MONDO, IN ALTA DEFINIZIONE su Eurosport), dove ci sono le pale eoliche? Correre per una mattinata (e ripristinare il fondo stradale a spese degli organizzatori, DANDO FONDI ai comuni, parliamo decine di migliaia di euro!) è peggio delle speculazioni fatte sull'eolico?

2) Correre - e mi riferisco al Rally dell'Asinara, che non si corre da qualche anno - nelle campagne a pochi km dalle zone industriali è peggio del petrolchimico di Porto Torres?

Correre poche ore all'anno a Teulada - rif. al Rally delle Miniere - a due passi dalla SARAS è peggio di 1 sola ora di emissioni by Moratti?

Ho (forti, molto forti) dubbi al proposito. E ciò fa pensare a quanto Legambiente sia lunatica nelle prese di posizione.

Aggiungo che l'80% delle gare disputate in Sardegna si disputano su fondo asfaltato: se ci passano le auto di ogni giorno, perché non possono quelle da rally, che sono sorvegliate praticamente a vista da commissari, "safety-car" e compagnia? Mistero...

Il rimanente 20% è attribuito alle uniche due gare titolate di alto livello che abbiamo (il primo, il Rally d'Italia, viene trasmesso LIVE e in HD in tutto il mondo...trovatemi 1 evento che generi tale pubblicità...!! :nuts: Il secondo, il Rally Costa Smeralda, avrà la diretta tv su RaiSport, ecc.).

Preciso, inoltre, che le auto da rally vengono sottoposte prima della gara ai controlli della federazione nazionale, la quale riprende le regole internazionali della FIA (si, la stessa federazione che controlla la Formula 1!). Tali controlli sono mirati alla limitazione dei decibel, alla sicurezza attiva e passiva in caso di incidenti, agli impianti di estinzione (estintori, materiali ignifughi, tute...), eccetera.

Ma a che pensano a Legambiente? Pensassero alle coste cementificate della Costa Smeralda, o agli attentati alle zone paludose di Olbia, dove tra l'altro mi pare ci sia di mezzo il parentato del PdC.

makkillottu
May 14th, 2010, 05:42 PM
Per dire: il nuraghe di Loelle, i tenores di Bitti, le pattadesi, le foreste del Monte Lerno... sono diventati celebri in tutto il mondo (cioè sono stati visti da un'audience di circa 700 MILIONI DI TELESPETTATORI) tramite la presenza dell'evento italiano del MONDIALE RALLY.

AXN, FOX Sports, Dave, France2, TVE, RTL, Eurosport, Discovery Channel.... tutti a trasmettere le bellezze della Sardegna... gli angoli più verdi e VERI dell'isola, a costo zero da parte della Regione. Con 1 milione di euro (sponsorizzazione di quest'anno) cosa riuscireste a fare su tutte queste tv? Forse nemmeno 1 passaggio a canale nei break (che costano meno rispetto ai break-in-posizione o ai mini-spot)

Quest'anno, il Rally d'Italia sarà trasmesso quando milioni, centinaia di milioni di persone, saranno collegate per attendere IL ROLAND GARROS... credo che sappiate cosa significhi essere IN DIRETTA a pochi minuti dall'inizio di un evento del genere... è un qualcosa per la Sardegna credo senza precedenti! Più dell'esibizione della Renault F1 di Trulli a Sant'Elia.

sardreamer
May 15th, 2010, 01:33 AM
sarebbe meglio consultare la nota diramata da legambiente (che non ho trovato nel suo sito) per verificare l'effettivo contenuto. Comunque sia, va bene prendere le precauzioni per evitare danni all'ambiente ecc ecc.
Ma proibire le gare mi sembra una fesseria che nn necessita di ulteriori commenti

makkillottu
May 15th, 2010, 04:05 PM
sarebbe meglio consultare la nota diramata da legambiente (che non ho trovato nel suo sito) per verificare l'effettivo contenuto. Comunque sia, va bene prendere le precauzioni per evitare danni all'ambiente ecc ecc.
Ma proibire le gare mi sembra una fesseria che nn necessita di ulteriori commenti

Tra l'altro, a gara conclusa, gli organizzatori del Rally d'Italia PAGANO un team di pulizia che percorre TUTTO il tracciato del rally per ripulire ogni lattina, tovagliolo o bottiglia lasciata dai tifosi.

Se non ci passasse il rally, in certe zone, credete davvero che le cartacce buttate dagli escursionisti maleducati vengano recuperate? Dubito...

LuciusVorenus
May 16th, 2010, 02:15 PM
riporto da questo sito :

http://www.focus-in.info/Euro-mediterranea-un-ponte-tra

Euro-mediterranea : un ponte tra Nord e Sud

Se le euroregioni sono già attive tra la Francia e l’Italia (si pensi alla Regione PACA e il Piemonte), non mancano i progetti di svilupparne di nuove. Il più fattibile : Corsica, Sardegna, Toscana, Liguria per il quale si sta battendo l’associazione Euro-mediterrànea. Ce lo spiega Jean Casta, presidente e fondatore dell’associazione.

Nata nel 1994 per riflettere sul ruolo della Corsica nel mediterraneo, l’associazione si è subito posta il problema di includere, nelle sue riflessioni, la Sardegna, con la quale la Corsica condivide la situazione geografica, socio-economica e soprattutto l’insularità. Equidistanti dalla “riva Nord” (la Francia e l’Italia del Nord) e dalla “riva Sud” (la Tunisia), Corsica e Sardegna si trovano in una posizione ideale per fare da ponte tra il mondo settentionale, ricco e sviluppato, e il mondo meridionale, con tutte le sue difficoltà. Nel 1995 si tiene il primo “Forum civile euromediterraeo”, subito dopo la conferenza di Barcellona. In uno dei workshop Euro-mediterrànea espone il piano di attacco per dare alla Corsica e alla Sardegna questo ruolo di ponte. Quale ? La creazione e/o lo sviluppo di un sistema di trasporti combinato (marittimo, ferroviario, stradale) che faciliterebbe le comunicazioni tra il Nord e il Sud, mi spiega Jean Casta puntando sulla carta geografica come un generale buono. Vuol dire far comunicare due mondi molto diversi : uno ricco, industrializzato, punta di diamante dello sviluppo economico e tecnologico, l’altro in grandi difficoltà, che fa fatica a far rimanere in loco i propri abitanti, attirati dalla speranza di una vita migliore altrove, a Nord appunto.
Traghettatori di esseri umani, quindi, ma soprattutto traghettatori e generatori di sviluppo economico e tecnologico, cosa che creerebbe, en passant, lavoro per gli isolani. Si tratterebbe infatti in un primo tempo di riattivare e ristrutturare la vecchia linea ferroviaria Bonifacio-Bastia. Le città di Cagliari e Bastia stanno riflettendo all’idea di costruire due nuovi porti mentre è allo studio, in Sardegna, la costruzione di un tunnel sottomarino tra Bonifacio e Santa Teresa (:?????). Una boccata di ossigeno per i 200.000 isolani sardo-corsi. E la possibilità di poter far fluire verso il Sud un po’ della ricchezza e delle competenze del Nord. Insomma, un modo di distribuire soldi e benessere in una maniera un pochino più equa. Il progetto è stato inserito nelle “priorità” della conferenza di Barcellona, dove ampio spazio era riservato alla società civile : fondazioni, sindacati, associazioni quali Euro-mediterrànea. Oggi il progetto è nella mani del Centro Studi del G.T.M.O. (Groupe des Transports de la Méditerranée Occidentale, costituito da 10 Ministri dei Trasporti, di cui 5 del Nord e 5 del Sud) presieduto dal maggio scorso - e per due anni - dal Ministro italiano Altero Matteoli. Quattordici anni di complimenti e pacche sulle spalle ma in pratica siamo ancora su un binario morto, per usare una metafora ferroviaria. Tutto fermo allo stadio di progetto.
Nel 2007, all’università d’estate di Euro-mediterrànea, i corsi, con una testardaggine eguagliata solo dai sardi, lanciano l’idea di un’euroregione : Corsica, Sardegna, Liguria e Toscana. L’idea piace e permetterebbe di concretizzare il progetto. Nel novembre dello stesso anno i governatori delle quattro regioni si riuniscono a Livorno e firmano un protocollo di cooperazione marittima per il quinquennio 2007-2013. Nel 2008 il Museo della Corsica allestisce un’enorme mostra dal titolo “Corsica e Sardegna : isole sorelle”, che accoglie, all’inaugurazione, il governatore della Sardegna, allora Renato Soru. Non ha fatto in tempo a ricevere le autorità corse prima di dimettersi, nel novembre dello stesso anno. Né il suo successore ha avuto il piacere di vedere, ancora, il corrispettivo corso. Forse dopo le elezioni regionali, previste nel prossimo marzo, i contatti ufficiali potranno riprendere. Intanto l’associazione Euro-mediterrànea non demorde e continua ad intervenire a convegni, conferenze e quant’altro per sollecitare l’attenzione delle istituzioni alla loro causa. Soprattutto si tengono pronti ad affrontare questo lavoro da gigante, armati fino ai denti di competenza, entusiamo e perseveranza.

JEAN CASTA

Ingegnere ed urbanista, con un dottorato in Geografia dello Sviluppo alla prestigiosa EHESS e un diploma in Scienze Politiche della Sorbona (Paris VIII), Jean Casta ha lavorato per 12 anni in uno studio di architettura nei pressi di Parigi, prima di integrare il gruppo di sviluppo di trasporti urbani che ha concepito, tra l’altro, le metropolitane automatiche di Lilla, di Tolosa e di Orly e per il quale era responsabile di tutto il settore europeo

w3deco
May 19th, 2010, 12:23 PM
Cagliari o Cabras? Ancora incerto il futuro dei Giganti di Monte Prama

SASSARI. I giganti di Monte Prama potrebbero essere esposti nel a Cabras, cioè nel luogo in cui, 36 anni fa, furono trovati per caso da un agricoltore. In alternativa, potrebbero essere portati nel museo di Cagliari. Oppure un po’ qua e un po’ là, con il rischio che i frammenti restanti finiscano in un deposito. Lo sostiene il quotidiano La Nuova Sardegna in base ad alcune indiscrezioni.

Ora che il restauro è in dirittura d’arrivo e le migliaia di frammenti di arenaria hanno preso la forma di statue gigantesche, si comincia a parlare della loro valorizzazione. L’argomento è stato toccato ieri mattina nel Centro di restauro di Li Punti, durante un convegno dedicato ai “Poli museali d’eccellenza “, organizzato dall’Agenzia nazionale di attrazione degli investimenti Invitalia. Alti fino a tre metri e possenti, i guerrieri di pietra potrebbero ben collocarsi al centro di un progetto di promozione della cultura, benefico e remunerativo per il territorio. Ma il punto è: quale territorio ha più titoli per ospitare le statue?

L'opinione del soprintendente Bruno Massabò. «Premetto che la competenza non è mia, ma comunque secondo me è troppo presto per pensare alla musealizzazione- afferma il soprintendente di Sassari e Nuoro, Bruno Massabò- bisogna studiare ancora per capire la provenienza dei giganti e il contesto, anche per arrivare ad una datazione più precisa, visto che è ancora dubbia». C’è chi li colloca nel VII secolo avanti Cristo e chi li fa risalire al primo millennio: un’ipotesi, quest’ultima, molto suggestiva, perché ponendo le statue sarde prima di quelle greche, costringerebbe a ripensare l’intera storia della scultura mediterranea. «L’ideale sarebbe fare un altro scavo nella zona del ritrovamento in modo da capirne di più prima di decidere quale sia il luogo più adatto ad ospitarle». La parola d’ordine, dunque, è cautela. «A Sassari è stato fatto il restauro perché qui c’è un centro adatto, ma la competenza è del soprintendente di Cagliari Marco Minoia; mi pare che anche lui stamattina, durante il convegno, non abbia espresso giudizi definitivi. Mi auguro però che la decisione venga presa di concerto con il ministero per i Beni culturali».

Intanto c’è da dire che manca ancora un lotto d’interventi per poter dichiarare concluso il restauro (i tempi dovrebbero essere «relativamente stretti» secondo Massabò). «La soluzione di dividere le statue fra Cagliari e Cabras è una possibile risposta. In ogni caso, la struttura che li ospiterà dovrà essere adeguata all’importanza del ritrovamento».

http://www.sassarinotizie.com/articolo-557-cagliari_o_cabras_ancora_incertoil_futuro_dei_giganti_di_monte_prama.aspx

w3deco
May 20th, 2010, 08:55 AM
Fenosu, primo decollo tra le polemiche: ancora negata la continuità territoriale

http://unionesarda.ilsole24ore.com/foto/ArticoloSezione/286365.jpg

Lunedì il primo volo e da oggi si possono prenotare e acquistare i biglietti on line su Flyoristano.com, Fiumicino andata e ritorno: 129 euro. L'Enac dà il via libera. Ma inizia il difficile braccio di ferro con la Regione per la continuità territoriale.

Il comandante e le hostess sorridono felici con la bandiera dei Quattromori che sventola dall'oblò. I motori del Fokker 50 iniziano a scaldarsi. Dalla pista di Fenosu si decolla la settimana prossima, lunedì dovrebbe esserci il primo volo per Fiumicino e Brescia.

Anche l'ultima autorizzazione dell'Enac è arrivata e da oggi si possono prenotare e acquistare i biglietti on line. Lo hanno annunciato ieri il vicepresidente della Sogeaor Giorgio Gaviano ed Emanuele Rimini, consulente dello studio associato Rimini che ha collaborato con la Sogeaor nella fase delle certificazioni. «Ce l'abbiamo fatta, ma questo è solo un punto di partenza». Unico neo: la continuità territoriale che la Regione non sembra intenzionata a concedere a Oristano.

L'ENAC L'ultima tessera per chiudere il puzzle Fenosu è arrivata nella tarda serata di martedì. «L'aeroporto Campanelli è conforme ai requisiti per la certificazione ed è idoneo per le operazioni di traffico aereo commerciale». È il sigillo dell'Enac, il via libera definitivo per lo scalo oristanese. «Senza questo documento non si sarebbe potuti partire e ora finalmente tutte le certificazioni sono arrivate - ha osservato il consulente - Dal punto di vista tecnico e aeronautico si potrebbe volare già da oggi, ma vanno definiti ancora alcuni dettagli organizzativi come le prenotazioni e i biglietti».

I BIGLIETTI Sul sito Flyoristano.com da oggi (dopo mezzogiorno) potranno essere acquistati i biglietti con la carta di credito (il sistema sarà gestito dalla Bnl) e il costo andata e ritorno per Roma sarà di 129 euro. «Si tratta di una tariffa super promo che non consente rimborsi o cambiamenti di volo - va avanti - poi ci saranno anche tariffe più flessibili». Non è una cifra da continuità territoriale e potrebbe non diventarlo mai. La Regione, infatti, non sembrerebbe intenzionata a concederla a Oristano perché dista meno di cento chilometri dall'aeroporto di Elmas. «Abbiamo presentato la richiesta e purtroppo al momento non ci sono stati segnali positive - ha spiegato Gaviano- Stiamo trattando, oggi ci sarà la riunione decisiva del comitato». E il consulente ha sottolineato che «sarebbe una discriminazione per gli oristanesi che, come tutti gli altri sardi, hanno diritto a queste agevolazioni».

I VOLI Tutti i giorni si volerà verso Fiumicino e poi l'aereo, battezzato Eleonora d'Arborea, proseguirà verso Brescia. Si parte alle 9.40 e l'arrivo a Fiumicino è previsto per le 11.10, a Brescia alle 13. Per rientrare si decollerà alle 18.40 dallo scalo della capitale. «Stiamo chiudendo un accordo con Meridiana per fare una sorta di ponte con Olbia - ha spiegato Emanuele Rimini - Si partirà da Oristano alle 6 e dal centro della Gallura si prenderà il volo delle 7 per Roma. In questo modo potremo andare incontro alle esigenze di chi ha necessità di arrivare nella penisola intorno alle 8». Da Fiumicino (ma ci sono contatti anche con gli scali di Pisa e Rimini) ci sono altri collegamenti con diverse destinazioni che «dovrebbero coprire tutta l'Europa». Dalla Sogeaor tengono a precisare che si è nella fase iniziale e che «in corso d'opera potranno esserci alcune modifiche, molto dipenderà anche dalla richiesta degli oristanesi e dei turisti». I voli fino al 1 giugno serviranno per studiare la situazione, a Fenosu non ci sono dati storici su cui ci si possa basare.

IL CONTRATTO L'accordo con la Denim Air, la società olandese che consentirà di volare sopra i cieli oristanesi, è stato siglato per un anno. La compagnia mette a disposizione l'aereo, l'equipaggio, i carburanti e la manutenzione. «Per il noleggio dell'aereo, da quando è atterrato e per i voli di prova sono stati spesi 25 mila euro a settimana - ha aggiunto il consulente - ma il consuntivo si potrà fare solo dopo che saremo partiti e molto dipenderà dai passeggeri». L'intervento finanziario della Sogeaor è previsto nel caso in cui il numero dei biglietti venduti non sia sufficiente alla copertura dei costi. «Viaggiando con 35 passeggeri ogni giorno sarà raggiunto un perfetto equilibrio e si andrà in pareggio». La Sogeaor si è affidata anche a un tour operator per la gestione delle informazioni e delle prenotazioni (costo di 15 mila euro per la società). Ci sarà un call center che darà tutte le indicazioni e da oggi sarà pubblicato sul sito internet.

VALERIA PINNA

Giovedì 20 maggio 2010 07.24
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/181343


http://www.flyoristano.it/


Io non sono contrario all'aeroporto di Oristano, ma non possono pretendere la continuità territoriale. Quella ci può stare per Tortolì. Ma è già un'eccezione...

w3deco
May 20th, 2010, 08:57 AM
Spariti i soldi delle tasse già pagate: Tributi Italia non li ha versati ai Comuni

Tasse pagate, tasse sparite, come nel gioco delle tre carte: più di tre milioni di euro versati dai contribuenti sardi hanno preso il volo. Dovevano arrivare nelle casse dei Comuni, sono rimasti nei conti della società Tributi Italia, incaricata della riscossione.

LE CIFRE Un buco spaventoso (3 milioni e 85.000 euro) per città e paesi, dove la mancanza di fondi rende sempre più difficile garantire i servizi. Fra le vittime eccellenti di Tributi Italia, il Comune di Cagliari, dove mancano all'appello un milione e 630 mila euro, seguito da Quartu, che lamenta un mancato introito di 714 mila euro, quindi Bosa con 242 mila, Nuoro 211 mila, La Maddalena 164 mila e Sestu 124 mila. Ma è lunghissimo l'elenco dei centri sui quali si è concentrata l'attenzione della Corte dei conti. Ci sono anche Oristano, Carbonia, Iglesias, Decimoputzu, Domusnovas, Elmas, Serramanna e Sestu, anche se ancora non si conosce con precisione l'entità degli ammanchi.

ACCERTAMENTI La Procura regionale della Corte dei conti ha infatti aperto un'inchiesta per accertare le esatte dimensioni della voragine, ma anche per capire come tutto sia potuto accadere senza una tempestiva reazione che evitasse il peggio. Sia chiaro: per ora i Comuni sono da considerare vittime di Tributi Italia. Per questo, dagli uffici di via Angius, a Cagliari, è partita “un'istanza di resa dei conti” diretta a Gianfranco Froio, amministratore delegato di Tributi Italia. In pratica i giudici, dopo aver aperto nei suoi confronti un “giudizio di responsabilità per danni”, lo hanno invitato a spiegare, cifre alla mano, che fine hanno fatto i soldi delle tasse incassate dalla società per conto dei Comuni.

L'elenco dei centri nel mirino delle Fiamme gialle è destinato ad allungarsi. Le indagini disposte dalla Corte si uniscono infatti a quelle aperte, in sede penale, da altre Procure della Repubblica, come quella di Sassari, dove il sostituto Michele Incani ha aperto un'inchiesta sull'attività della Secal, la società mista fondata dal Comune di Alghero e Tributi Italia. Intanto, ad Arzachena, l'amministrazione comunale ha presentato un esposto contro Tributi Italia, nel quale lamenta un ammanco di 200 mila euro. In questo, come negli altri casi, la società aveva l'incarico di accertare e riscuotere imposte su Ici, pubblicità, pubbliche affissioni, canone per l'occupazione del suolo pubblico, mancata riscossione di affitti. Ruolo che svolgeva direttamente, dopo aver vinto una gara d'appalto, in cambio di un agio. Oppure, costituendo con il Comune una società mista.

DISDETTE Alcuni enti locali, una volta accertato il mancato introito, si sono affrettati a interrompere il rapporto con Tributi Italia e ad affidare la riscossione a un'altra società. Così ha fatto Oristano, che nel febbraio scorso si è rivolto a Equitalia. Nuoro è sulla stessa strada, mentre Bosa ha deciso di organizzarsi in proprio. Una scelta quasi obbligata, perché Tributi Italia è sull'orlo del fallimento, sotto inchiesta da parte di 14 Procure della Repubblica. Tant'è che, nel dicembre scorso, il Dipartimento delle Finanze l'ha cancellata dall'albo degli enti abilitati alla riscossione delle imposte.

LO SFASCIO Provvedimento subito impugnato, confermato in primo grado dal Tar Lazio, poi sospeso dal Consiglio di Stato. Secondo una risoluzione approvata il 24 novembre scorso dalla Commissione Finanze della Camera dei deputati, la società versa “in una gravissima situazione di squilibrio finanziario”. Dai dati forniti dal Ministero dell'Economia, risulta debitrice di 135 Comuni italiani, per un ammontare complessivo di 89 milioni di euro. Una delle situazioni più gravi nel Lazio.

Giovedì 20 maggio 2010 07.02
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/181338


Tanto sono pieni di soldi i nostri comuni... :bash::bash:

w3deco
May 20th, 2010, 09:01 AM
Euro-mediterranea : un ponte tra Nord e Sud

A parte la stronzata del tunnel per la Corsica, il resto non mi sembra una cattiva idea...anzi, farei anche "un ponte" con l'ovest tramite le isole Baleari.

Sarebbe bello vedere Sardegna, Corsica e Baleari "collegate" tra loro in una sorta di stato del mediterraneo occidentale... :)

riccardo_m
May 20th, 2010, 11:23 AM
Fenosu, primo decollo tra le polemiche: ancora negata la continuità territoriale

http://unionesarda.ilsole24ore.com/foto/ArticoloSezione/286365.jpg

Lunedì il primo volo e da oggi si possono prenotare e acquistare i biglietti on line su Flyoristano.com, Fiumicino andata e ritorno: 129 euro. L'Enac dà il via libera. Ma inizia il difficile braccio di ferro con la Regione per la continuità territoriale.

Il comandante e le hostess sorridono felici con la bandiera dei Quattromori che sventola dall'oblò. I motori del Fokker 50 iniziano a scaldarsi. Dalla pista di Fenosu si decolla la settimana prossima, lunedì dovrebbe esserci il primo volo per Fiumicino e Brescia.

Anche l'ultima autorizzazione dell'Enac è arrivata e da oggi si possono prenotare e acquistare i biglietti on line. Lo hanno annunciato ieri il vicepresidente della Sogeaor Giorgio Gaviano ed Emanuele Rimini, consulente dello studio associato Rimini che ha collaborato con la Sogeaor nella fase delle certificazioni. «Ce l'abbiamo fatta, ma questo è solo un punto di partenza». Unico neo: la continuità territoriale che la Regione non sembra intenzionata a concedere a Oristano.

L'ENAC L'ultima tessera per chiudere il puzzle Fenosu è arrivata nella tarda serata di martedì. «L'aeroporto Campanelli è conforme ai requisiti per la certificazione ed è idoneo per le operazioni di traffico aereo commerciale». È il sigillo dell'Enac, il via libera definitivo per lo scalo oristanese. «Senza questo documento non si sarebbe potuti partire e ora finalmente tutte le certificazioni sono arrivate - ha osservato il consulente - Dal punto di vista tecnico e aeronautico si potrebbe volare già da oggi, ma vanno definiti ancora alcuni dettagli organizzativi come le prenotazioni e i biglietti».

I BIGLIETTI Sul sito Flyoristano.com da oggi (dopo mezzogiorno) potranno essere acquistati i biglietti con la carta di credito (il sistema sarà gestito dalla Bnl) e il costo andata e ritorno per Roma sarà di 129 euro. «Si tratta di una tariffa super promo che non consente rimborsi o cambiamenti di volo - va avanti - poi ci saranno anche tariffe più flessibili». Non è una cifra da continuità territoriale e potrebbe non diventarlo mai. La Regione, infatti, non sembrerebbe intenzionata a concederla a Oristano perché dista meno di cento chilometri dall'aeroporto di Elmas. «Abbiamo presentato la richiesta e purtroppo al momento non ci sono stati segnali positive - ha spiegato Gaviano- Stiamo trattando, oggi ci sarà la riunione decisiva del comitato». E il consulente ha sottolineato che «sarebbe una discriminazione per gli oristanesi che, come tutti gli altri sardi, hanno diritto a queste agevolazioni».

I VOLI Tutti i giorni si volerà verso Fiumicino e poi l'aereo, battezzato Eleonora d'Arborea, proseguirà verso Brescia. Si parte alle 9.40 e l'arrivo a Fiumicino è previsto per le 11.10, a Brescia alle 13. Per rientrare si decollerà alle 18.40 dallo scalo della capitale. «Stiamo chiudendo un accordo con Meridiana per fare una sorta di ponte con Olbia - ha spiegato Emanuele Rimini - Si partirà da Oristano alle 6 e dal centro della Gallura si prenderà il volo delle 7 per Roma. In questo modo potremo andare incontro alle esigenze di chi ha necessità di arrivare nella penisola intorno alle 8». Da Fiumicino (ma ci sono contatti anche con gli scali di Pisa e Rimini) ci sono altri collegamenti con diverse destinazioni che «dovrebbero coprire tutta l'Europa». Dalla Sogeaor tengono a precisare che si è nella fase iniziale e che «in corso d'opera potranno esserci alcune modifiche, molto dipenderà anche dalla richiesta degli oristanesi e dei turisti». I voli fino al 1 giugno serviranno per studiare la situazione, a Fenosu non ci sono dati storici su cui ci si possa basare.

IL CONTRATTO L'accordo con la Denim Air, la società olandese che consentirà di volare sopra i cieli oristanesi, è stato siglato per un anno. La compagnia mette a disposizione l'aereo, l'equipaggio, i carburanti e la manutenzione. «Per il noleggio dell'aereo, da quando è atterrato e per i voli di prova sono stati spesi 25 mila euro a settimana - ha aggiunto il consulente - ma il consuntivo si potrà fare solo dopo che saremo partiti e molto dipenderà dai passeggeri». L'intervento finanziario della Sogeaor è previsto nel caso in cui il numero dei biglietti venduti non sia sufficiente alla copertura dei costi. «Viaggiando con 35 passeggeri ogni giorno sarà raggiunto un perfetto equilibrio e si andrà in pareggio». La Sogeaor si è affidata anche a un tour operator per la gestione delle informazioni e delle prenotazioni (costo di 15 mila euro per la società). Ci sarà un call center che darà tutte le indicazioni e da oggi sarà pubblicato sul sito internet.

VALERIA PINNA

Giovedì 20 maggio 2010 07.24
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/181343


http://www.flyoristano.it/


Io non sono contrario all'aeroporto di Oristano, ma non possono pretendere la continuità territoriale. Quella ci può stare per Tortolì. Ma è già un'eccezione...

Perchè non possono pretenderla?...quando e se faranno una linea ferroviaria che colleghi Oristano all'aeroporto di Elmas in 40-45 minuti con una spesa max di 10 euro allora l'aeroporto di Oristano sarà molto meno utile...ma ora come ora è un loro sacrosanto diritto!...Non hanno ne porti ne aeroporti in quella zona...

w3deco
May 20th, 2010, 12:55 PM
L'ultima beffa della Maddalena: i soldi del Sulcis vanno alla regata vip

LA MADDALENA - Saranno i soldi sottratti al Sulcis, una delle zone più depresse della Sardegna, a far disputare le regate del Louis Vuitton Trophy alla Maddalena. È l'ultima beffa che va in scena sull'isola, già messa a dura prova dallo scandalo G8 e dall'abbandono delle strutture costruite per ospitare i Grandi della terra. E non è la sola: mentre gli edifici dell'ex Arsenale vengono tirati a lucido per l'evento in programma da sabato al 6 giugno, a poche centinaia di metri un'altra eredità del mancato G8 langue nella desolazione. È l'albergo a cinque stelle realizzato nell'ex ospedale militare, ancora abbandonato a se stesso e circondato da erbacce.

Era il 28 gennaio, quando Repubblica raccontò con un'inchiesta il flop della Maddalena post G8 (trasferito all'Aquila), gli sprechi, lo stato di degrado e di abbandono delle strutture. Da allora a oggi molto è successo. Gli arresti, l'avviso di garanzia a Bertolaso, gli interventi a gamba tesa della Corte dei conti secondo la quale una gara di vela non può essere considerata un'emergenza e un grande evento e dunque non può essere affidata alla Protezione civile. E così, su disposizione del governo, l'organizzazione della Louis Vuitton è passata alla Regione. Fuori Bertolaso, dentro Ugo Cappellacci, il giovane governatore berlusconiano.

Svolta automatica anche nella gestione economica. Perché uno dei problemi più difficili da risolvere è stato quello dei finanziamenti. Il costo della manifestazione, secondo il preventivo originale, era di 4 milioni di euro. Di questi - diceva l'ordinanza firmata dal premier Berlusconi - 3 milioni e 750mila li avrebbe messi lo Stato attraverso il fondo della Protezione civile "appositamente integrato dal ministero dell'Economia e delle Finanze", mentre i restanti 250mila li avrebbe sborsati la Regione Sardegna.

Poi è arrivata la Corte dei conti: una regata non è una catastrofe. I magistrati contabili hanno tagliato di 2 milioni e 300mila euro il contributo statale all'evento, ingarbugliando i piani del governo. Che per rispettare gli impegni presi ha dovuto escogitare un sistema che adesso non mancherà di causare polemiche: i soldi che servono - ha stabilito Berlusconi - verranno presi in "prestito" da quelli riservati alla bonifica del Sulcis, una delle zone più depresse della Sardegna, per la quale esiste un fondo pluriennale finanziato principalmente dall'Europa (ma anche dallo Stato italiano e dalla Sardegna) di oltre 20 milioni di euro.

Giorgio Greco, ufficio stampa del governatore della Regione, Ugo Cappellacci, ne parla in termini di partita di giro. "Sia chiaro che noi non togliamo i fondi al Sulcis. Si tratta solo di un giro contabile per poter fare questa manifestazione che deve partire tra pochi giorni, ma poi i soldi prelevati verranno nuovamente immessi dal governo". Una procedura che non convince proprio tutti. Il ragionamento è chiaro: i fondi escono dalle casse a fronte, sostanzialmente, di una semplice promessa. "Che la Sardegna partecipi a un evento internazionale così bello è auspicabile - dice Giulio Calvisi parlamentare sardo del Pd - ma farlo stornando i soldi del Sulcis in un periodo di crisi come questo è assurdo e gravissimo".

Intanto, tranne il sole, alla Maddalena è tutto pronto. Ancora 48 ore e poi queste acque cristalline e tutto quello che ci hanno costruito sopra in tempi record (ma sino a ieri senza una destinazione precisa), si scrolleranno di dosso la brutta immagine di sfondo mancato per il vertice dei Grandi della terra. Via la melma che lo infangava, quella delle inchieste giudiziarie sulle consorterie e i maneggi dentro e attorno la Protezione civile. Questo paradiso italiano troverà finalmente una più degna dimensione: quattro barche di Coppa America si sfideranno nei match race mettendo uno contro l'altro dieci equipaggi di cui tre italiani (Mascalzone Latino, Luna Rossa e la rediviva Azzurra).

Nell'ex Arsenale, quello costato 256 milioni, un tempo sede della Marina, è un brulichio di uomini abbronzati e in cerata, i capoccia della Louis Vuitton sistemano le ultime cose, dispongono, attendono gli ospiti vip che, da domani, dormiranno nelle 95 stanze executive e superior. La suite presidenziale che doveva coccolare Obama, e che era finita nel dimenticatoio, sarà riservata alle riunioni dei team. "Dopo tutto quello che ci è toccato in sorte - tira un lungo sospiro il sindaco uscente Angelo Comiti (tra una settimana si vota) - ora inizia una nuova vita".

Peccato che, tra una regata e l'altra, le polemiche siano destinate a continuare. Il 2 febbraio Guido Bertolaso, in visita alla Maddalena, promise che l'hotel ricavato nell'ex ospedale militare sarebbe stato utilizzato per ospitare i team velici. "Faremo una gara d'appalto entro la fine del mese, c'è già una grossa catena alberghiera interessata", disse. Non è stato fatto niente. La struttura è ancora vuota. Rimasti al palo anche i 200 maddalenini che speravano in un'assunzione dalla Mita Resort (gruppo Marcegaglia), gestore (a prezzi di saldo, per 40 anni) dell'ex Arsenale di proprietà della Regione. Ne hanno chiamati solo un centinaio (pochi gli abitanti dell'isola), assunti a tempo determinato fino a settembre. Poi l'ex Arsenale chiuderà per riaprire ad aprile 2011.

(20 maggio 2010)
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/20/news/l_ultima_beffa_della_maddalena_i_soldi_del_sulcis_vanno_alla_regata_vip-4200969/?ref=HREC1-2


:bash:

W l'Italia! W i politici nostrani al potere! W la repubblica delle banane!

Ma po caridadi!

Esti a si scirai!

w3deco
May 20th, 2010, 01:03 PM
Perchè non possono pretenderla?...quando e se faranno una linea ferroviaria che colleghi Oristano all'aeroporto di Elmas in 40-45 minuti con una spesa max di 10 euro allora l'aeroporto di Oristano sarà molto meno utile...ma ora come ora è un loro sacrosanto diritto!...Non hanno ne porti ne aeroporti in quella zona...

Guarda sono d'accordissimo sul fatto che Oristano e l'aeroporto di Cagliari debbano essere collegati meglio.

In qualunque caso ora ci si impiega mediamente 1h e 15/20m per Cagliari. Poi da li la navetta.
Non mi pare un'enormità.

Non sono contrario all'aeroporto di Oristano.
Soprattutto nella stagione estiva può essere importantissimo.
Ma io, ripeto, non spenderei altri soldi per finanziare altre rotte di continuità territoriale.

E' già stata aggiunta la rotta Tortolì-Roma e forse anche 1 o 2 altre destinazioni.
Ma Tortolì e l'Ogliastra in effetti è abbastanza fuori dal mondo rispetto ad Oristano e all'oristanese.

Insomma, più meritevole di agevolazioni in questo senso.

Che poi la Flyoristano.com farà Oristano-Roma con 129 a/r.
Ma sono previste tariffe più flessibili.

riccardo_m
May 20th, 2010, 03:09 PM
Guarda sono d'accordissimo sul fatto che Oristano e l'aeroporto di Cagliari debbano essere collegati meglio.

In qualunque caso ora ci si impiega mediamente 1h e 15/20m per Cagliari. Poi da li la navetta.
Non mi pare un'enormità.

Non sono contrario all'aeroporto di Oristano.
Soprattutto nella stagione estiva può essere importantissimo.
Ma io, ripeto, non spenderei altri soldi per finanziare altre rotte di continuità territoriale.

E' già stata aggiunta la rotta Tortolì-Roma e forse anche 1 o 2 altre destinazioni.
Ma Tortolì e l'Ogliastra in effetti è abbastanza fuori dal mondo rispetto ad Oristano e all'oristanese.

Insomma, più meritevole di agevolazioni in questo senso.

Che poi la Flyoristano.com farà Oristano-Roma con 129 a/r.
Ma sono previste tariffe più flessibili.

...stiamo dicendo più o meno la stessa cosa ma abbiamo qualche discordanza su alcuni aspetti:
- per me 1h e 20 minuti è TANTISSIMO...so quanto è bello e comodo avere l'aeroporto a 5 minuti da casa e immagino cosa voglia dire averlo a 1h e 20 minuti. Aggiungi un ora di attesa e un ora di volo (salvo ritardi) e un Oristano - Roma diventa un odissea di tre ore e mezza...con l'aeroporto a Oristano dimezzi i tempi!
Se parliamo di turismo interno, ossia l'Oristanese che deve farsi la settimana a Londra o Berlino beh...ci sta che venga a Cagliari! Quando parliamo di attirare turisti e fare viaggi di lavoro 1h e 20 di treno + navetta diventano un grosso deterrente.

Non so se ci avete mai fatto caso: le provincie più povere della Sardegna e con meno turismo sono proprio il Sulcis, il Medio-campidano e l'Oristanese: LE UNICHE PROVINCE CON ZERO PORTI E ZERO AEROPORTI...non so quanto sia un caso!

w3deco
May 20th, 2010, 03:24 PM
...stiamo dicendo più o meno la stessa cosa ma abbiamo qualche discordanza su alcuni aspetti:
- per me 1h e 20 minuti è TANTISSIMO...so quanto è bello e comodo avere l'aeroporto a 5 minuti da casa e immagino cosa voglia dire averlo a 1h e 20 minuti. Aggiungi un ora di attesa e un ora di volo (salvo ritardi) e un Oristano - Roma diventa un odissea di tre ore e mezza...con l'aeroporto a Oristano dimezzi i tempi!
Se parliamo di turismo interno, ossia l'Oristanese che deve farsi la settimana a Londra o Berlino beh...ci sta che venga a Cagliari! Quando parliamo di attirare turisti e fare viaggi di lavoro 1h e 20 di treno + navetta diventano un grosso deterrente.

Non so se ci avete mai fatto caso: le provincie più povere della Sardegna e con meno turismo sono proprio il Sulcis, il Medio-campidano e l'Oristanese: LE UNICHE PROVINCE CON ZERO PORTI E ZERO AEROPORTI...non so quanto sia un caso!

Io ho maturato un pensiero tutto mio, e cioè che in Sardegna abbiamo una concezione del tempo e dello spazio un pò sballata dal normale.

Sarà che siamo consapevoli di essere circondati dal mare e di conoscere a memoria le distanze che ci dividono dagli altri posti.

Ma io ho notato che in continente fare un'ora di macchina anche solo per uscire la sera è normale.

Da noi non sia mai che si fa un quarto d'ora di macchina per uscire!

Lo stesso vale per le distanze. Se da Verona voglio andare a Milano sono 150 km di strada o quasi due ore di treno (regionale).
Prova a dire a uno di Oristano di andare a passare la giornata a Cagliari (o viceversa)...ti dicono, eeeeeeeeeeeeeeeeja! Vai che ti seguo...

E si parla di 100 km scarsi o 1h e 15 minuti di treno.

E poi, io che ora sto a Verona (ancora per pochi mesi), potrei partire da Verona ma per risparmiare vado a Brescia o Bergamo per Ryanair.
Si parla di ore di spostamento. Non minuti.

Ripeto, sono a strafavore dell'areoporto di Oristano per come stanno le cose ora. Continuità territoriale però no.

Se poi un giorno si farà Oristano-Aeroporto Cagliari in treno in 40min, beh perderebbe un pò del suo senso.

thenightdriver
May 20th, 2010, 04:39 PM
lo dico senza offendere nessuno ne voler fare polemica inutile,ma Oristano e' una realta' troppo piccola persino per essere capoluogo di provincia.E' un territorio che si trova per lo piu' in pianura e praticamente equidistante da Sassari/Alghero come da Cagliari/Elmas, nonostante sia a pochi minuti di strada dal mare non ha un porto ne turistico,ne industriale ne passeggeri (non so se e quanto dipenda dalla regione sardegna o dalla provincia).Una tratta ferroviara a doppio binario che la colleghi direttamente con l'aeroporto di Cagliari,sarebbe la soluzione migliore,per chi c'e' stato sarebbe la stessa distanza che si percorre atterrando a Londra stansted e prendendo il treno per londra liverpool station.45min di percorrenza. Io vedo molto piu' utile l'aeroporto a tortoli, che e' ben piu' disagiata dai collegamenti con cagliari,sassari e olbia e puo' contare su un flusso di passeggeri sicuramenti superiore a quelli che ci sarebbero a oristano, infatti tutto il territorio dell'ogliastra e' a forte vocazione turistica e con un buon numero di strutture ricettive.Punterei a migliorare i servizi per i 3apt dell'isola,strade,navette,treni,non si puo' costruire un apt ogni 100km.

w3deco
May 20th, 2010, 06:43 PM
Quartieri verdi e un'abitazione per tutti: ecco le novità del Piano Casa sardo

Quartieri biosostenibili aperti a cittadini di tutte le fasce sociali e di tutte le età e un fondo di garanzia per consentire a precari che non possono accedere ai finanziamenti delle banche di comprare una casa. Sono queste le due principali novità del disegno di legge varato dalla Giunta

"Questo è il vero Piano casa - chiarisce l'assessore ai Lavori pubblici Angelo Carta - Confermiamo l'obiettivo: vogliamo che tutti abbiano un'abitazione. Lo facciamo cercando di unire le forze tra pubblico e privato". Il Piano si reggerà con fondi immobiliari di circa 80 milioni di euro con il coinvolgimento di banche e fondazioni. I finanziamenti arriveranno da Comunità europea, Stato e Regione. Un disegno di legge che prevede un "mix sociale" per le residenze. "Non si devono più concepire le case popolari come dei ghetti - spiega l'assessore - Noi abbiamo pensato a dei quartieri nei quali coabitano le diverse fasce della popolazione in termini di reddito, età, professione". Capitolo precari. "Spesso le banche rifiutano i finanziamenti a lavoratori con certi tipi di contratti che ora sono molto diffusi - osserva Carta - Noi abbiamo istituito un fondo che garantirà la solvibilità di questi soggetti presso le banche". Il disegno di legge dovrà ora passare in commissione a giugno per poi approdare in Aula per il via libera definitivo.

Giovedì 20 maggio 2010 18.05
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/181409

Mercuris
May 20th, 2010, 06:54 PM
A parte la stronzata del tunnel per la Corsica, il resto non mi sembra una cattiva idea...anzi, farei anche "un ponte" con l'ovest tramite le isole Baleari.

Sarebbe bello vedere Sardegna, Corsica e Baleari "collegate" tra loro in una sorta di stato del mediterraneo occidentale... :)

E' vero che l'idea del tunnel e' un'idiozia, pero' mettere un volo low-cost Cagliari-Ajaccio..... per esempio....?

:)

w3deco
May 20th, 2010, 07:30 PM
^^ Tempo fa c'era l'idea di fare un Oristano-Ajaccio low cost...non so se sia ancora in piedi...

sardreamer
May 21st, 2010, 11:14 AM
Piano casa, la Giunta regionale approva il disegno di legge

Il disegno di legge, trasmesso al Consiglio regionale per l’iter di approvazione, è composto da 18 articoli e si prefigge l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno abitativo per tutti i residenti della Sardegna, attraverso l’incremento del patrimonio residenziale

CAGLIARI, 20 MAGGIO 2010 - Creazione dei fondi immobiliari, istituzione di un fondo di garanzia per la contrazione di mutui ad interesse agevolato da parte di soggetti finanziariamente esclusi, realizzazione di quartieri bio sostenibili a massima inclusione sociale e creazione del comitato regionale per la casa. Queste le linee guida del disegno di legge in materia di edilizia abitativa e biosostenibile approvato dalla Giunta regionale. “Dall’approvazione da parte della Giunta di questo disegno di legge parte il Piano casa, che vuole essere un provvedimento innovativo per risolvere il problema della casa per tutti i sardi”, ha dichiarato l’assessore dei Lavori pubblici Angelo Carta, durante la conferenza stampa di presentazione del provvedimento.

Il disegno di legge, trasmesso al Consiglio regionale per l’iter di approvazione, è composto da 18 articoli e si prefigge l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno abitativo per tutti i residenti della Sardegna, attraverso l’incremento del patrimonio residenziale, anche attraverso il coinvolgimento dei soggetti privati, ponendo particolare attenzione allo sviluppo sostenibile ed al “mix sociale”. “Non esisteranno più i quartieri popolari – ha continuato Carta – ma quartieri bio sostenibili, dove abiteranno le diverse fasce di popolazione in termine di età, reddito, e professione. Saremo la prima regione in Italia, che in accordo con il Ministero della infrastrutture, sperimenterà lo strumento del Fondo immobiliare bio sostenibile”.
Altra importante novità prevista nel disegno di legge, l’istituzione di un fondo di garanzia per la contrazione di mutui ad interesse agevolato da parte di soggetti finanziariamente esclusi: “La Giunta Cappellacci, già con il finanziamento di 50 milioni di euro sui contributi in conto interesse per l’abbattimento dei costi dei finanziamenti per l’acquisto della prima casa, ha fatto un grande sforzo. Ma la legge 32 – continua Carta – non consente ai lavoratori con contratti atipici, di accedere ai benefici, perché, come tutti sanno, le banche non concedono mutui ai lavoratori precari. Per questo motivo, nel disegno di legge, abbiamo previsto l’istituzione di un fondo di garanzia per i giovani lavoratori precari che consenta a questi cittadini, con la garanzia della regione, di poter richiedere ed ottenere un mutuo. Siamo la seconda Regione in Italia che propone questo tipo di aiuto – ha concluso Carta - e ne andiamo orgogliosi".

http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=141051&v=2&c=211&t=1

riccardo_m
May 22nd, 2010, 12:49 PM
Io ho maturato un pensiero tutto mio, e cioè che in Sardegna abbiamo una concezione del tempo e dello spazio un pò sballata dal normale.

Sarà che siamo consapevoli di essere circondati dal mare e di conoscere a memoria le distanze che ci dividono dagli altri posti.

Ma io ho notato che in continente fare un'ora di macchina anche solo per uscire la sera è normale.

Da noi non sia mai che si fa un quarto d'ora di macchina per uscire!

Lo stesso vale per le distanze. Se da Verona voglio andare a Milano sono 150 km di strada o quasi due ore di treno (regionale).
Prova a dire a uno di Oristano di andare a passare la giornata a Cagliari (o viceversa)...ti dicono, eeeeeeeeeeeeeeeeja! Vai che ti seguo...

E si parla di 100 km scarsi o 1h e 15 minuti di treno.

E poi, io che ora sto a Verona (ancora per pochi mesi), potrei partire da Verona ma per risparmiare vado a Brescia o Bergamo per Ryanair.
Si parla di ore di spostamento. Non minuti.

Ripeto, sono a strafavore dell'areoporto di Oristano per come stanno le cose ora. Continuità territoriale però no.

Se poi un giorno si farà Oristano-Aeroporto Cagliari in treno in 40min, beh perderebbe un pò del suo senso.

...facciano il treno, come deve essere in un paese civile e evoluto e allora l'aeroporto di fenosu morirà da solo! Ma io non mi sento nessuno per poter dire a Oristano "no voi no"...

Poi certo, Oristano è piccola, a Oristano c'è poca gente...tutto giusto! Ma avere un Oristano-Roma e un Oristano-Milano in continuità territoriale togliendo qualche soldo a Olbia, Alghero e Cagliari non mi pare una ingiustizia!

Stiamo parlando di una delle zone più povere della Sardegna, non può che far bene!

Per ciò che riguarda la nostra concezione distorta del tempo e dello spazio beh, forse saremo esagerati...o forse no! Questo è un discorso a parte e la secondo me la nostra concezione dipende molto dallo stato ottocentesco delle nostre infrastrutture!
Ma al di là del nostro punto di vista il mio discorso sull'importanza di attivare l'aeroporto di Fenosu o fare una nuova vera rapida e moderna tratta Cag-Orist è finalizzato sopratutto a incentivare il turismo di queste aree!
La medesima questione vale per il Sulcis...Cagliari può e deve diventare un centro strategico che non si estende solo alle località a essa prossime, quelle del suo golfo, non solo Pula e Villasimius ma anche Sulcis e Oristanese!

fabrik
May 22nd, 2010, 01:01 PM
fare 50 km in Gallura, ad esempio, non è come fare 50 km in provincia di Torino.. strade più pericolose, tutte curve, il 90% degli incroci naturalmente in curva, 3/4 dei guidatori locali non hanno la minima concezione delle distanze di sicurezza e dei limiti di velocità, manutenzione stradale che tende all' inesistente

è molto più stressante e pericoloso, in Sardegna guido proprio mal volentieri

felis
May 22nd, 2010, 01:48 PM
fare 50 km in Gallura, ad esempio, non è come fare 50 km in provincia di Torino.. strade più pericolose, tutte curve, il 90% degli incroci naturalmente in curva, 3/4 dei guidatori locali non hanno la minima concezione delle distanze di sicurezza e dei limiti di velocità, manutenzione stradale che tende all' inesistente

è molto più stressante e pericoloso, in Sardegna guido proprio mal volentieri
Da Sassari ad Olbia (non da un paesino all'altro, fra due delle città più importanti della Sardegna) sono 105 km.. e li faccio in auto solo se costretto da cause di forza maggiore. :ohno:

Questo discorso nel nord-ovest funziona solo per Porto Torres, Alghero, i paesi a sud fino a Ploaghe. Già Sorso, Nulvi, diversi altri, non se parla a causa delle infrastrutture. Voglio divertirmi, non stressarmi a guidare. ;)

Bidus
May 23rd, 2010, 11:56 AM
Fatemi capire. Alcuni di voi non sono favorevoli a un decentramento da CA a Oristano però magari siete d'accordo per una centrale nucleare alle porte della città?
Oristano merita di avere aereoporto e per me dovrebbe diventare centro amministrativo dell'isola. E' piccola? Non ha infrastrutture? Sarebbe l'occasione per voi architetti di sbizzarrirvi. Proprio perchè è piccola si potrebbero avviare dei progetti per ammodernarla e renderla una città degna di una nazione civile. Solamente che qua in Sardegna se non c'è da speculare e fare le cose a cazzo di cane (vedi il cesso Olbia) non si muove nessuno.
Cagliari dovrebbe ridimensionarsi e smetterla di rubare alle spalle del resto della Sardegna. Gli scippi ai danni di Sassari non si contano (banche; Ikea; soprintendenza ecc. ecc.). Fra un po' anche per fare un certificato dobbiamo scendere in Maurria... è ora di finirla.
Quanto alla viabilità, è vero che le strade non sono il massimo con tutte quelle curve però ricordiamoci che in Padania un ora di macchina significa nel maggiore dei casi fare una media di 20 o 30 km contro i 100 nostri, quindi non so chi è messo peggio. Poi non capisco perchè dobbiamo sempre sentirci degli sfigati rispetto al continente. Siamo in un isola, da noi le cose vanno per forza di cose diversamente, non peggio. Altrochè concezione diversa dello spazio-tempo, concezione sballata di noi stessi, direi...italiani immaginari, siamo. Prendere coscenza di questo sarebbe già un passo avanti, non si possono più sentire certe stronzate tipo " il dramma dell'insularità", spesso ripetute da quei cialtroni che ci amministrano.
Sarebbe il caso invece di far tesoro degli errori commesi sulla penisola per quanto riguarda viabilità e urbanizzazione prima che questa terra diventi definitivamente un obbrobrio senza senso e senza rimedio.
Guardatevi la scorsa puntata di report.

sardreamer
May 23rd, 2010, 11:11 PM
^^

Ikea? chi è che l'avrebbe scippata? :lol: :lol:

j0zef84
May 24th, 2010, 01:28 AM
Fatemi capire. Alcuni di voi non sono favorevoli a un decentramento da CA a Oristano però magari siete d'accordo per una centrale nucleare alle porte della città?
Oristano merita di avere aereoporto e per me dovrebbe diventare centro amministrativo dell'isola. E' piccola? Non ha infrastrutture? Sarebbe l'occasione per voi architetti di sbizzarrirvi. Proprio perchè è piccola si potrebbero avviare dei progetti per ammodernarla e renderla una città degna di una nazione civile. Solamente che qua in Sardegna se non c'è da speculare e fare le cose a cazzo di cane (vedi il cesso Olbia) non si muove nessuno.
Cagliari dovrebbe ridimensionarsi e smetterla di rubare alle spalle del resto della Sardegna. Gli scippi ai danni di Sassari non si contano (banche; Ikea; soprintendenza ecc. ecc.). Fra un po' anche per fare un certificato dobbiamo scendere in Maurria... è ora di finirla.
Quanto alla viabilità, è vero che le strade non sono il massimo con tutte quelle curve però ricordiamoci che in Padania un ora di macchina significa nel maggiore dei casi fare una media di 20 o 30 km contro i 100 nostri, quindi non so chi è messo peggio. Poi non capisco perchè dobbiamo sempre sentirci degli sfigati rispetto al continente. Siamo in un isola, da noi le cose vanno per forza di cose diversamente, non peggio. Altrochè concezione diversa dello spazio-tempo, concezione sballata di noi stessi, direi...italiani immaginari, siamo. Prendere coscenza di questo sarebbe già un passo avanti, non si possono più sentire certe stronzate tipo " il dramma dell'insularità", spesso ripetute da quei cialtroni che ci amministrano.
Sarebbe il caso invece di far tesoro degli errori commesi sulla penisola per quanto riguarda viabilità e urbanizzazione prima che questa terra diventi definitivamente un obbrobrio senza senso e senza rimedio.
Guardatevi la scorsa puntata di report.

se a Sardinia sostituisci Padania, se a Maurria sostituisci Terronia e se a Cagliari sostituisci Roma qualcuno potrebbe scambiarti per un leghista! :crazy:

Bidus
May 24th, 2010, 08:42 AM
se a Sardinia sostituisci Padania, se a Maurria sostituisci Terronia e se a Cagliari sostituisci Roma qualcuno potrebbe scambiarti per un leghista! :crazy:Si sa che noi sassaresi, ai cagliaritani diciamo maurreddi in modo affettuoso :) e poi sto sponsorizzando Oristano mica Sassari.

Cubo
May 24th, 2010, 09:51 AM
Azz... chissà se non foste affettuosi!!! :P :D