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March 21st, 2011, 12:40 PM
Geotermia” e “fotovoltaico” sono due fra le parole chiave del progetto per la trasformazione della caserma Testafochi di Aosta in campus dell'Università della Valle d'Aosta ad Aosta, commissionato all’architetto in quanto vincitore dell’apposito concorso di progettazione promosso lo scorso anno alla Nuova università di Aosta, società di scopo controllata dalla finanziaria regionale Finaosta.
Il progetto preliminare è stato sviluppato il 23 dicembre ed i lavori sul cantiere inizieranno nel gennaio 2013. L'operazione da circa 134 milioni di euro prevede la riqualificazione di 25mila metri quadri disponibili nell’ex edificio militare, attualmente utilizzato solo al 50%. La struttura dovrebbe entrare in funzione tra 2018 e 2019 per ospitare fino a 2.000 studenti.
L’ex caserma rappresenta sorge al confine tra il centro storico delimitato dalle mura romane e la zona di più recente espansione della città (Quartiere Cogne). Al centro del campus il progetto inserisce gli edifici dedicati alla didattica. La piazza principale del campus è localizzata nell’area della Adunata della ex Caserma Testafuochi, di cui verranno eliminate le mura di divisione tra città ed edificio. L’integrazione tra area universitaria e città è garantita dall’inserimento di una serie di funzioni pubbliche a piano terra quali: la caffetteria e le associazioni studentesche, aula magna e attività a disposizione dell’intera cittadinanza come aree d’incontro studenti, eventi culturali, tempo libero, aggregazione giovanile.
“La proposta privilegia a livello macro la organizzazione per funzioni, definendo una funzione
caratterizzante ciascun edificio dando risposta alle diverse esigenze funzionali del campus
universitario. Ogni edificio è dotato di propria autonomia funzionale, con specifica destinazione d’uso,
pensato per non generare sovrapposizione tra funzioni non compatibili e allo stesso tempo
garantire la flessibilità degli edifici per eventuali ampliamenti futuri- si legge nella relazione preliminare di progetto.
Da questo deriva la proposta di demolizione delle palazzine Urli e Zerboglio, edifci con caratteristiche strutturalmente poco compatibili alla funzione didattica. Inoltre si è reso necessario il dislocamento a Nord dello studentato in quanto la superficie complessiva a disposizione nella caserma Testafochi (palazzina Giordana, Beltricco, Urli e Zerboglio ) è di circa 23429 mq a fronte dei 30810 mq previsti nel progetto preliminare del campus universitario.
Il progetto preliminare prevede il recupero dei fabbricati esistenti: palazzina “Beltricco” e palazzina
“Giordana” come formulate nello studio di fattibilità e nel PUD. Mentre per le palazzine “Zerboglio” e “Urli” sono state mantenuti gli allineamenti esistenti e il sedime di impronta dei singoli edifici. Il progetto è fortemente caratterizzato da una architettura innovativa, capace tuttavia di dialogare con le preesistenze storiche ed edilizie presenti più significative.
La localizzazione della nuova sede della Università della Valle d’Aosta nel centro della città di Aosta deve considerarsi come un intervento di grande trasformazione del centro cittadino su un’area in grado di influenzare positivamente lo sviluppo dell’intero ambito urbano ad ovest della città.
La zona a Nord, attuale area verde del campus non è più prevista come una zona per futuri ampliamenti, tranne piccole strutture ipogee che permettano garantire l’are a verde del campus. Eventuali ampliamenti futuri possono essere ipotizzati in verticale. Nelle palazzine Giordana e Beltricco, il sottotetto l’area potenziale per futuri ampliamenti Una sopraelevazione della linea di gronda e colmo delle coperture potrebbe comportare un incremento sostanziale delle superfici.
Gli edifici della Didattica potrebbero essere incrementati di un piano, posizionando alcune aule e/o sale studio nella copertura. Strutture leggere in legno posizionati verso la piazza del campus, in modo da mantenere un altezza attuale verso la città”.
Seguendo le linee date dal Documento preliminare per la progettazione del Polo universitario regionale della Valle D’Aosta abbiamo cercato di affrontare il concept di questo campus, in maniera che rispondessero principalmente a tutte le esigenze funzionali richieste e allo stesso tempo, in modo che fossero fortemente riconoscibili come Landmark della città contemporanea di Aosta. Limite tra il centro storico delimitato dalle mura romane e la zona di espansione della città (Quartiere Cogne).
Durante il sopralluogo ciò che ha colpito maggiormente la nostra attenzione è stata la natura circostante, il paesaggio delle montagne. Intervenire in un luogo paesaggisticamente così caratterizzato ha signifi cato per noi assoggettare l’architettura alle palazzine preesistenti della ex -Caserma Testafochi e all’imponenza del contesto naturale cercando di intervenire nella maniera più armonica e rispettosa possibile di questi elementi.
Questo è stato il principio che ha guidato la progettazione. Le aule, cuore del campus, costituiscono l’elemento base per la defi nizione degli edifi ci della Didattica, che hanno visto prevalere nel corso dello sviluppo, da una parte gli aspetti progettuali legati alla funzionalità e dell’altra la composizione e defi nizione della piazza principale del campus, localizzata nell’area della Adunata della ex Caserma Testafuochi. I volumi sono stati articolati in modo da garantire (dall’interno delle aule) la visuale verso le montagne circostanti, interponendo delle terrazze tra i volumi e defi nendo al contempo un sistema articolato di volumi e terrazze che dialogano tra le due maniche della Didattica.
In coerenza con il Documento Preliminare all’avvio alla Progettazione (DPP) il progetto prevede il massimo livello di integrazione dell’area universitaria con la città, in particolare in termini di:
-Totale “permeabilità” dell’area all’accesso pedonale della cittadinanza anche con funzione di semplice transito e cerniera fra le aree contigue a quella di intervento;
Sono state collocate a piano terra funzioni che animano lo spazio pubblico come:
- la caffetteria e le associazioni studentesche , fulcro della vita di incontro studentesca, dando la possibilità di collocare tavoli anche sulla piazza.
- L’aula magna posizionata adiacente alla caffetteria per facilitare l’utilizzo in contemporanea.
-Totale fruibilità di alcune zone dell’area universitaria da parte della cittadinanza (aree di
incontro studenti, eventi culturali, tempo libero, aggregazione giovanile).
In stretta coerenza con quanto richiesto dal programma il campus è stato progettato per un’utenza di 2000 studenti.
La proposta privilegia a livello macro la organizzazione per funzioni, definendo una funzione caratterizzante ciascun edifi cio dando risposta alle diverse esigenze funzionali del campus universitario.
Ogni edificio è dotato di propria autonomia funzionale, con specifica destinazione d’uso, pensato per non generare sovrapposizione tra funzioni non compatibili e allo stesso tempo garantire la flessibilità degli edifi ci per eventuali ampliamenti futuri.
Da questo deriva la proposta di demolizione delle palazzine Urli e Zerboglio, edifi ci con caratteristiche strutturalmente poco compatibili alla funzione didattica. Inoltre si è reso necessario il dislocamento a Nord dello studentato in quanto la superfi cie complessiva a disposizione nella caserma Testafochi (palazzina Giordana, Beltricco, Urli e Zerboglio ) è d circa 23429 mq a fronte dei 30810 mq previsti nel progetto preliminare del campus universitario, in coerenza con il programma richiesto nel Documento preliminare di progettazione.
Il progetto preliminare prevede il recupero dei fabbricati esistenti: palazzina “Beltricco” e palazzina “Giordana” come formulate nello studio di fattibilità e nel PUD . Mentre per le palazzine “Zerboglio” e “Urli” sono state mantenuti gli allineamenti esistenti e il sedime di impronta dei singoli edifi ci. Il progetto è fortemente caratterizzato da una architettura innovativa, capace tuttavia di dialogare con le preesistenze storiche ed edilizie presenti più significative.
La localizzazione della nuova sede della Università della Valle d’Aosta nel centro della città di Aosta deve considerarsi come un intervento di grande trasformazione del centro cittadino su un’area in grado di infl uenzare positivamente lo sviluppo dell’intero ambito urbano ad ovest della città.
La zona a Nord, attuale area verde del campus non è più prevista come una zona per futuri ampliamenti, tranne piccole strutture ipogee che permettano garantire l’are a verde del campus. Eventuali ampliamenti futuri possono essere ipotizzati in verticale.
Nelle palazzine Giordana e Beltricco, il sottotetto l’area potenziale per futuri ampliamenti Una sopraelevazione della linea di gronda e colmo delle coperture potrebbe comportare un incremento sostanziale delle superfici.
Gli edifici della Didattica potrebbero essere incrementato di un piano, posizionando alcune aule e/o sale studio nella copertura. Strutture leggere in legno posizionati verso la piazza del campus, in modo da mantenere un altezza attuale verso la città.
2.2 Concept ambientale
L’obiettivo principale di tale intervento è quello di proporre la realizzazione di un complesso che risponda alle esigenze della committenza e degli utenti fi nali e parallelamente ai principi di sostenibilità ambientale.
La necessità di realizzare edifici che non solo rispettino i requisiti minimi previsti dalla normativa in termini di risparmio energetico ma che abbiano anche un contenuto impatto ambientale è diventata oggi ancora più impellente. Negli ultimi anni sono stati sottoscritti diversi trattati a favore della salvaguardia dell’ambiente, rivolti soprattutto alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra: in particolare il Protocollo di Kyoto (1998, di recente rinegoziato a Copenhagen) ha imposto agli stati aderenti una riduzione delle emissioni di CO2, e quindi una minor dipendenza dai combustibili fossili.
Successivamente l’Unione Europa ha fissato l’obiettivo 20 20 20: entro il 2020 tutti gli stati membri dovranno ridurre del 20% le emissioni di CO2 ed il consumo energetico da fonti fossili rispetto ai livelli registrati nel 2005 e coprire il 20% della domanda energetica complessiva con energia rinnovabile.
In Italia il costruito rappresenta circa il 32% del consumo fi nale di energia, al quale corrisponde in misura equivalente l’emissione di CO2 in ambiente. A questo si aggiunge lo spreco di risorse non più rinnovabili come l’acqua e l’inquinamento sempre più elevato di suolo e aria. A fronte di questo rilevante impatto ambientale, l’applicazione degli obiettivi europei si traduce nella realizzazione di nuove volumetrie a impatto ambientale zero ed in una consistente riduzione della domanda di energia delle preesistenze.
Per raggiungere tali risultati è opportuno che tutti i soggetti coinvolti nel processo edilizio sianointeressati a ricercare il miglior compromesso fra le esigenze funzionali, economiche, ambientali
e qualitative. Il coinvolgimento partecipato e la condivisione delle scelte progettuali diffonde la consapevolezza che un progetto risulta sostenibile se, oltre a fornire un contributo positivo alla comunità e all’ambiente nell’immediato, mantiene le proprie caratteristiche durante la fase di esercizio e gestione.
Il team progettuale, a seguito di un’attenta e accurata analisi del contesto locale e normativo e delle esigenze della committenza, ha defi nito in via preliminare l’approccio ambientale complessivo i cui obiettivi sono i seguenti:
• limitare la domanda energetica e individuare scenari per soddisfare la domanda residua
con fonti rinnovabili e a zero CO2;
• ridurre il consumo di acqua potabile all’interno del complesso;
• ricercare soluzioni progettuali che garantiscano il comfort termo-igrometrico, visivo e acustico e la salubrità degli ambienti, l’accessibilità degli spazi interni ed esterni e la qualità
architettonica degli stessi;
• ricercare soluzioni progettuali che non solo rispettino il contesto ma addirittura lo valorizzino. Per raggiungere tali obiettivi è necessario un approccio complesso che vede prioritaria l’analisi di sito iniziale in modo da stabilire le potenzialità e criticità dell’area e selezionare le corrette strategie attive e passive da applicare alla scala dell’edificio.
CREDITS
Superficie: 30.320 mq fuori terra - 26.000 mq interrato
Budget:: 102.000.000 €
Progetto: Mario Cucinella Architects
con:
Pession Studio Associato
Teatrastudio
rA – Studio Rosset e Associati
Team MCA: Mario Cucinella
Responsabile di progetto:
Julissa Gutarra
Team:
Luca Bertacchi
Pasqualino Tomassi
Caterina Michelini
con: Luca Porto Bonacci
Plastico:
Yuri Costantin
Strutture: Sintecna srl
Ingegneria Elettrica e Golder Associates srl – Metec & Saggese – Energy Services
Meccanica:
Sicurezza e Antincendio: Ing. Giuseppe G. Amaro
Coord. progettazione: Mario Cucinella architects
3D Rendering: Engram
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_36327_6.jpg
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/36327_3.jpg
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/36327_1.jpg
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/36327_2.jpg
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/36327_12.jpg
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/36327_10.jpg
http://www.archiportale.com/progetti/mario-cucinella/aosta/nuova-universit%C3%A0-valdostana_36327.html
Il progetto preliminare è stato sviluppato il 23 dicembre ed i lavori sul cantiere inizieranno nel gennaio 2013. L'operazione da circa 134 milioni di euro prevede la riqualificazione di 25mila metri quadri disponibili nell’ex edificio militare, attualmente utilizzato solo al 50%. La struttura dovrebbe entrare in funzione tra 2018 e 2019 per ospitare fino a 2.000 studenti.
L’ex caserma rappresenta sorge al confine tra il centro storico delimitato dalle mura romane e la zona di più recente espansione della città (Quartiere Cogne). Al centro del campus il progetto inserisce gli edifici dedicati alla didattica. La piazza principale del campus è localizzata nell’area della Adunata della ex Caserma Testafuochi, di cui verranno eliminate le mura di divisione tra città ed edificio. L’integrazione tra area universitaria e città è garantita dall’inserimento di una serie di funzioni pubbliche a piano terra quali: la caffetteria e le associazioni studentesche, aula magna e attività a disposizione dell’intera cittadinanza come aree d’incontro studenti, eventi culturali, tempo libero, aggregazione giovanile.
“La proposta privilegia a livello macro la organizzazione per funzioni, definendo una funzione
caratterizzante ciascun edificio dando risposta alle diverse esigenze funzionali del campus
universitario. Ogni edificio è dotato di propria autonomia funzionale, con specifica destinazione d’uso,
pensato per non generare sovrapposizione tra funzioni non compatibili e allo stesso tempo
garantire la flessibilità degli edifici per eventuali ampliamenti futuri- si legge nella relazione preliminare di progetto.
Da questo deriva la proposta di demolizione delle palazzine Urli e Zerboglio, edifci con caratteristiche strutturalmente poco compatibili alla funzione didattica. Inoltre si è reso necessario il dislocamento a Nord dello studentato in quanto la superficie complessiva a disposizione nella caserma Testafochi (palazzina Giordana, Beltricco, Urli e Zerboglio ) è di circa 23429 mq a fronte dei 30810 mq previsti nel progetto preliminare del campus universitario.
Il progetto preliminare prevede il recupero dei fabbricati esistenti: palazzina “Beltricco” e palazzina
“Giordana” come formulate nello studio di fattibilità e nel PUD. Mentre per le palazzine “Zerboglio” e “Urli” sono state mantenuti gli allineamenti esistenti e il sedime di impronta dei singoli edifici. Il progetto è fortemente caratterizzato da una architettura innovativa, capace tuttavia di dialogare con le preesistenze storiche ed edilizie presenti più significative.
La localizzazione della nuova sede della Università della Valle d’Aosta nel centro della città di Aosta deve considerarsi come un intervento di grande trasformazione del centro cittadino su un’area in grado di influenzare positivamente lo sviluppo dell’intero ambito urbano ad ovest della città.
La zona a Nord, attuale area verde del campus non è più prevista come una zona per futuri ampliamenti, tranne piccole strutture ipogee che permettano garantire l’are a verde del campus. Eventuali ampliamenti futuri possono essere ipotizzati in verticale. Nelle palazzine Giordana e Beltricco, il sottotetto l’area potenziale per futuri ampliamenti Una sopraelevazione della linea di gronda e colmo delle coperture potrebbe comportare un incremento sostanziale delle superfici.
Gli edifici della Didattica potrebbero essere incrementati di un piano, posizionando alcune aule e/o sale studio nella copertura. Strutture leggere in legno posizionati verso la piazza del campus, in modo da mantenere un altezza attuale verso la città”.
Seguendo le linee date dal Documento preliminare per la progettazione del Polo universitario regionale della Valle D’Aosta abbiamo cercato di affrontare il concept di questo campus, in maniera che rispondessero principalmente a tutte le esigenze funzionali richieste e allo stesso tempo, in modo che fossero fortemente riconoscibili come Landmark della città contemporanea di Aosta. Limite tra il centro storico delimitato dalle mura romane e la zona di espansione della città (Quartiere Cogne).
Durante il sopralluogo ciò che ha colpito maggiormente la nostra attenzione è stata la natura circostante, il paesaggio delle montagne. Intervenire in un luogo paesaggisticamente così caratterizzato ha signifi cato per noi assoggettare l’architettura alle palazzine preesistenti della ex -Caserma Testafochi e all’imponenza del contesto naturale cercando di intervenire nella maniera più armonica e rispettosa possibile di questi elementi.
Questo è stato il principio che ha guidato la progettazione. Le aule, cuore del campus, costituiscono l’elemento base per la defi nizione degli edifi ci della Didattica, che hanno visto prevalere nel corso dello sviluppo, da una parte gli aspetti progettuali legati alla funzionalità e dell’altra la composizione e defi nizione della piazza principale del campus, localizzata nell’area della Adunata della ex Caserma Testafuochi. I volumi sono stati articolati in modo da garantire (dall’interno delle aule) la visuale verso le montagne circostanti, interponendo delle terrazze tra i volumi e defi nendo al contempo un sistema articolato di volumi e terrazze che dialogano tra le due maniche della Didattica.
In coerenza con il Documento Preliminare all’avvio alla Progettazione (DPP) il progetto prevede il massimo livello di integrazione dell’area universitaria con la città, in particolare in termini di:
-Totale “permeabilità” dell’area all’accesso pedonale della cittadinanza anche con funzione di semplice transito e cerniera fra le aree contigue a quella di intervento;
Sono state collocate a piano terra funzioni che animano lo spazio pubblico come:
- la caffetteria e le associazioni studentesche , fulcro della vita di incontro studentesca, dando la possibilità di collocare tavoli anche sulla piazza.
- L’aula magna posizionata adiacente alla caffetteria per facilitare l’utilizzo in contemporanea.
-Totale fruibilità di alcune zone dell’area universitaria da parte della cittadinanza (aree di
incontro studenti, eventi culturali, tempo libero, aggregazione giovanile).
In stretta coerenza con quanto richiesto dal programma il campus è stato progettato per un’utenza di 2000 studenti.
La proposta privilegia a livello macro la organizzazione per funzioni, definendo una funzione caratterizzante ciascun edifi cio dando risposta alle diverse esigenze funzionali del campus universitario.
Ogni edificio è dotato di propria autonomia funzionale, con specifica destinazione d’uso, pensato per non generare sovrapposizione tra funzioni non compatibili e allo stesso tempo garantire la flessibilità degli edifi ci per eventuali ampliamenti futuri.
Da questo deriva la proposta di demolizione delle palazzine Urli e Zerboglio, edifi ci con caratteristiche strutturalmente poco compatibili alla funzione didattica. Inoltre si è reso necessario il dislocamento a Nord dello studentato in quanto la superfi cie complessiva a disposizione nella caserma Testafochi (palazzina Giordana, Beltricco, Urli e Zerboglio ) è d circa 23429 mq a fronte dei 30810 mq previsti nel progetto preliminare del campus universitario, in coerenza con il programma richiesto nel Documento preliminare di progettazione.
Il progetto preliminare prevede il recupero dei fabbricati esistenti: palazzina “Beltricco” e palazzina “Giordana” come formulate nello studio di fattibilità e nel PUD . Mentre per le palazzine “Zerboglio” e “Urli” sono state mantenuti gli allineamenti esistenti e il sedime di impronta dei singoli edifi ci. Il progetto è fortemente caratterizzato da una architettura innovativa, capace tuttavia di dialogare con le preesistenze storiche ed edilizie presenti più significative.
La localizzazione della nuova sede della Università della Valle d’Aosta nel centro della città di Aosta deve considerarsi come un intervento di grande trasformazione del centro cittadino su un’area in grado di infl uenzare positivamente lo sviluppo dell’intero ambito urbano ad ovest della città.
La zona a Nord, attuale area verde del campus non è più prevista come una zona per futuri ampliamenti, tranne piccole strutture ipogee che permettano garantire l’are a verde del campus. Eventuali ampliamenti futuri possono essere ipotizzati in verticale.
Nelle palazzine Giordana e Beltricco, il sottotetto l’area potenziale per futuri ampliamenti Una sopraelevazione della linea di gronda e colmo delle coperture potrebbe comportare un incremento sostanziale delle superfici.
Gli edifici della Didattica potrebbero essere incrementato di un piano, posizionando alcune aule e/o sale studio nella copertura. Strutture leggere in legno posizionati verso la piazza del campus, in modo da mantenere un altezza attuale verso la città.
2.2 Concept ambientale
L’obiettivo principale di tale intervento è quello di proporre la realizzazione di un complesso che risponda alle esigenze della committenza e degli utenti fi nali e parallelamente ai principi di sostenibilità ambientale.
La necessità di realizzare edifici che non solo rispettino i requisiti minimi previsti dalla normativa in termini di risparmio energetico ma che abbiano anche un contenuto impatto ambientale è diventata oggi ancora più impellente. Negli ultimi anni sono stati sottoscritti diversi trattati a favore della salvaguardia dell’ambiente, rivolti soprattutto alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra: in particolare il Protocollo di Kyoto (1998, di recente rinegoziato a Copenhagen) ha imposto agli stati aderenti una riduzione delle emissioni di CO2, e quindi una minor dipendenza dai combustibili fossili.
Successivamente l’Unione Europa ha fissato l’obiettivo 20 20 20: entro il 2020 tutti gli stati membri dovranno ridurre del 20% le emissioni di CO2 ed il consumo energetico da fonti fossili rispetto ai livelli registrati nel 2005 e coprire il 20% della domanda energetica complessiva con energia rinnovabile.
In Italia il costruito rappresenta circa il 32% del consumo fi nale di energia, al quale corrisponde in misura equivalente l’emissione di CO2 in ambiente. A questo si aggiunge lo spreco di risorse non più rinnovabili come l’acqua e l’inquinamento sempre più elevato di suolo e aria. A fronte di questo rilevante impatto ambientale, l’applicazione degli obiettivi europei si traduce nella realizzazione di nuove volumetrie a impatto ambientale zero ed in una consistente riduzione della domanda di energia delle preesistenze.
Per raggiungere tali risultati è opportuno che tutti i soggetti coinvolti nel processo edilizio sianointeressati a ricercare il miglior compromesso fra le esigenze funzionali, economiche, ambientali
e qualitative. Il coinvolgimento partecipato e la condivisione delle scelte progettuali diffonde la consapevolezza che un progetto risulta sostenibile se, oltre a fornire un contributo positivo alla comunità e all’ambiente nell’immediato, mantiene le proprie caratteristiche durante la fase di esercizio e gestione.
Il team progettuale, a seguito di un’attenta e accurata analisi del contesto locale e normativo e delle esigenze della committenza, ha defi nito in via preliminare l’approccio ambientale complessivo i cui obiettivi sono i seguenti:
• limitare la domanda energetica e individuare scenari per soddisfare la domanda residua
con fonti rinnovabili e a zero CO2;
• ridurre il consumo di acqua potabile all’interno del complesso;
• ricercare soluzioni progettuali che garantiscano il comfort termo-igrometrico, visivo e acustico e la salubrità degli ambienti, l’accessibilità degli spazi interni ed esterni e la qualità
architettonica degli stessi;
• ricercare soluzioni progettuali che non solo rispettino il contesto ma addirittura lo valorizzino. Per raggiungere tali obiettivi è necessario un approccio complesso che vede prioritaria l’analisi di sito iniziale in modo da stabilire le potenzialità e criticità dell’area e selezionare le corrette strategie attive e passive da applicare alla scala dell’edificio.
CREDITS
Superficie: 30.320 mq fuori terra - 26.000 mq interrato
Budget:: 102.000.000 €
Progetto: Mario Cucinella Architects
con:
Pession Studio Associato
Teatrastudio
rA – Studio Rosset e Associati
Team MCA: Mario Cucinella
Responsabile di progetto:
Julissa Gutarra
Team:
Luca Bertacchi
Pasqualino Tomassi
Caterina Michelini
con: Luca Porto Bonacci
Plastico:
Yuri Costantin
Strutture: Sintecna srl
Ingegneria Elettrica e Golder Associates srl – Metec & Saggese – Energy Services
Meccanica:
Sicurezza e Antincendio: Ing. Giuseppe G. Amaro
Coord. progettazione: Mario Cucinella architects
3D Rendering: Engram
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