View Full Version : Foto Roma
SdR September 25th, 2004, 07:59 PM Questa mattina sono andato a vedere il "plastico multimediale" del nuovo prg di roma al visitor center di via dei fori imperiali e "Forme", un'esposizione dell'idea di fuksas sulla trasformazione di via dei fori imperiali.
Relativamente al plastico del prg, interessante l'idea di illuminare il punto del plastico del territorio comunale dove verranno costruiti nuovi edifici, infrastrutture ecc ... mentre delle immagini relative all'intervento vengono proiettate su un maxischermo, però per quel che riguarda informazioni e dettagli tecnici di edifici, strade, metropolitane e quant'altro ... lo sticky dedicato a roma è mille volte più esaustivo!!! e non sto scherzando! insomma mi aspettavo qualcosa di più! cmq considerando che sta in centro, l'igresso è gratuito se ci capitate fateci un salto!
Il primo impatto con "Forme" è stato entusiasmante, una parte del secondo piano del colosseo è stata chiusa con dei pannelli neri in modo da impedire l'ingresso dei raggi del sole, l'illuminazione interna è delegata a lampade che emettono una luce blu, il tutto "condito" da una musica della serie "alien", insomma si passa dalla storia antica del colosseo al futuro nel giro di pochi secondi! Le colonne interne del colosseo sono state "avvolte" da un lungo telone dove vengono proiettate simulazioni di via dei fori imperiali, video dell'area interessata all'intervento ed un' intervista a fuksas, c'è poi esposto il plastico del progetto.
l'idea di fuksas è di far correre via dei fori come se fosse una passarella sospesa sui fori, in modo di unire i fori ora divisi dalla via e mantenendo comunque utilizzabile un'arteria importante per il traffico cittadino.
Poi ne ho approfittato anche per fare un giro all'interno del colosseo (erano anni che non ci andavo), farmi una passeggiata per via dei fori imperiali, ho visitato l'altare della patria, un salto al campidoglio e dulcis in fundo sulla via del ritorno mi sono fatto una bella passeggiata all'eur (volevo andare a vedere il planetario ma era chiuso) ... insomma mi ci mancavano gli occhi a mandorla ed ero a posto!
Da buon turista ho anche scattato qualche foto:
http://www.webalice.it/rcipolletti/centro/08.jpg
http://www.webalice.it/rcipolletti/centro/32.jpg
http://www.webalice.it/rcipolletti/centro/12.jpg
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se volete vedere le altre foto del centro:
http://www.webalice.it/rcipolletti/centro/centro.htm
http://www.webalice.it/rcipolletti/eur/02.jpg
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http://www.webalice.it/rcipolletti/eur/05.jpg
se volete vedere le altre foto dell'eur:
http://www.webalice.it/rcipolletti/eur/eur.htm
ciao!
Eletrix September 26th, 2004, 02:16 PM Belle foto SDR! Peccato per il cielo NUVOLOSO che non ha regalato la giusta luce a questi bellissimi scatti.....Oggi pomeriggio mi sa che vado anche io alla mostra....tempaccio permettendo!
European1978 September 26th, 2004, 02:25 PM Bellissime foto, mi viene nostalgia dell'Italia !
SdR September 28th, 2004, 11:37 AM si purtroppo il tempo non era dei migliori!
@eletrix
ci sei stato poi alla mostra del colosseo??
Eletrix September 28th, 2004, 12:11 PM @SDR
purtroppo ancora no....uno di questi giorni però andrò.....sembra molto interessante. C'è un sito internet della mostra? Nell'attesa di recarmici vorrei dare un'occhiata da casa....
SdR September 28th, 2004, 12:32 PM @SDR
purtroppo ancora no....uno di questi giorni però andrò.....sembra molto interessante. C'è un sito internet della mostra? Nell'attesa di recarmici vorrei dare un'occhiata da casa....
purtroppo non so dirti se esiste un sito dedicato alla mostra, cmq ne parlano parecchi siti, se scrivi fuksas e colosseo su dei motori di ricerca ne trovi parecchi.
Eletrix September 28th, 2004, 12:35 PM Non ho trovato un sito ufficiale della mostra ma diversi riferimenti in giro nel web...ci sono anche le foto di come dovrebbe risultare la nuova sistemazione di via dei Fori. Ma è un progetto che si farà? Notizie dalle istituzioni?
SdR September 28th, 2004, 01:23 PM per ora è solo una proposta, ma è sponsorizzata dal comune ed appogiata da adriano la regina (!), quindi i presupposti per la realizzazione ci sono tutti! chi vivrà vedrà!
alcuni articoli di varie testate giornalistiche tratti da architettiroma.it
Un ponte sospeso sui Fori Imperiali
o via la strada e spazio ai templi?
Il progetto dell’architetto Fuksas, in mostra al Colosseo, indica un’alternativa all’asfalto che divide la zona. Il Campidoglio riaprirà il confronto sull’uso dell’area archeologica. Convegno in autunno. Il Campidoglio organizza per l’autunno un convegno sul futuro dell’area archeologica. L’ultima proposta in mostra al Colosseo. Passerelle (e negozi) sui resti dell’Impero. Il progetto Fuksas, una rete di camminamenti sospesi a otto metri di altezza: un’alternativa al nastro d’asfalto.
Si riapre il dibattito sul futuro di via dei Fori Imperiali: l’ultima proposta, per superare la divisione dell’area archeologica, viene dalla mostra allestita al Colosseo dall’architetto Massimiliano Fuksas e dal sovrintendente Adriano La Regina. Passerelle sospese a otto metri dalle rovine, con cinque «piazze» dotate di servizi (bar, librerie, shop), consentirebbero di riunificare l’area degli scavi e creare un’alternativa allo stradone d’asfalto «aperto» dal fascismo negli anni Trenta.
Partendo da zero sulla questione se chiudere o no il grande asse, il Campidoglio sta organizzando un convegno per il prossimo autunno che tenterà di offrire una risposta definitiva. Ma Cesare Brandi, il padre del restauro italiano, scrivendo sul Corriere negli anni Ottanta, difendeva via dei Fori Imperiali.
Un convegno in autunno per rilanciare il dibattito sulla sistemazione di via dei Fori Imperiali. Lo ha annunciato il sindaco Walter Veltroni, il quale sulla diatriba in atto da decenni se chiudere o non chiudere il grande asse viario che attraversa l’area archeologica nel cuore della città, vuole ripartire da zero. Anzi da una mostra. Allestita dall’architetto Massimiliano Fuksas e dal sovrintendente Adriano La Regina al Colosseo e visitabile fino al 9 gennaio. Racconta Fuksas che la mostra nasce da due idee. «La prima idea - precisa - è che io non sono mai stato d’accordo con la radicalizzazione del problema andata avanti per tanti anni, ovvero con la proposta di eliminare via dei Fori Imperiali. Essendo un architetto contemporaneo tendo a ricostruire il rapporto tra la grande strada e l’area archeologica. Ho notato che la via Sacra, da quando è stata riaperta al pubblico dall’alba al tramonto, è uno dei percorsi più belli della città. C’è chi la percorre a piedi tutti i giorni per andare al lavoro, godendo la vista dei Fori».
La seconda idea gli è venuta da una domanda: come si fa a capire veramente come funziona l’area scavata dal 1977 ad oggi, che si estende da via Cavour fino a piazza Venezia? E dalla risposta che si è dato: nessuno l’ha capito finora perché mancava un grande modello. Così Fuksas si è impegnato a immaginarne uno, che ha esposto al Colosseo e nel quale ha salvato non solo via dei Fori Imperiali, ma anche i bellissimi pini romani, «che ormai fanno parte della storia, sono un patrimonio importante alla pari dei monumenti».
Per rendere viva la distesa di ruderi che oggi fiancheggiano via dei Fori, Fuksas ha concepito una rete di percorsi pedonali e di piattaforme coperte da cupole trasparenti e sospese a otto metri dal piano di calpestìo archeologico. La stessa arteria dei Fori Imperiali diventa una nastro leggero che attraversa le rovine come un ponte, riservato ai pedoni e ai soli mezzi pubblici. In questo modo l’area archeologica viene riunificata e più facilmente leggibile. Le cinque piazze dei Fori tornano ad essere luoghi di aggregazione, grazie alle piattaforme progettate per ospitare caffè, biblioteche, ristoranti. E gli antichi percorsi vengono riattivati dalle passerelle pedonali in acciaio, collegate a Via dei Fori e alle strade circostanti.
Progetto avveniristico e troppo costoso? «I soldi sono l’utimo dei problemi - minimizza Fuksas - il primo sono le idee. Si potrebbe cominciare con lo scavo sotto via dei Fori Imperiali per trasformarla in un ponte ad arcate e ricostituire l’unità dell’area archeologica. Basterebebro 60 milioni di euro». «Tipico intervento che potrebbe essere finanziato con i fondi di Roma Capitale, che però sono stati tagliati» fa notare Veltroni, il quale è in ogni caso favorevole al progetto di Fuksas. «Se non altro per il fatto che offre una risposta alla vecchia controversia: chiudere o non chiudere l’asse viario. Sono d’accordo con la proposta di non chiudere, anzi di aprire ancora di più in un contesto nuovo e più fruibile».
La scheda
IL PROGETTO Elaborato da Massimiliano Fuksas, prevede di riservare via dei Fori Imperiali ai pedoni e ai mezzi pubblici, trasformandola in una specie di ponte lanciato sopra l’area archeologica e collegato a passerelle e a piattaforme coperte da cupole trasparenti per ospitare biblioteche, caffè, ristoranti.
LA MOSTRA Il plastico e i particolari del progetto di Fuksas sono visibili nella mostra «Forma, la città moderna e il suo passato», allestita al Colosseo e aperta fino al 9 gennaio.
I COSTI Per cominciare lo scavo sotto via dei Fori Imperiali e trasformarla in un ponte ad arcate servirebbero 60 milioni di euro.
di Lauretta Colonnelli
dal Corriere della sera del 14.08.04
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SCENARI - Le rovine sono una conquista, la scoperta della loro «necessità»
Un progetto di sistemazione dell’area dei Fori, messo a punto da Massimiliano Fuksas con la consulenza di Adriano La Regina ed esposto al Colosseo, ripropone il tema di via dei Fori Imperiali nella vita di Roma contemporanea, proponendone un nuovo senso urbano. È l’ultimo contributo a una polemica che si è protratta per alcuni decenni e che ha visto a lungo prevalere l’idea di demolire l’arteria costruita negli anni Trenta, in nome della continuità degli spazi antichi. Una polemica per buona parte ideologica, alimentata dalla condanna delle dolorose distruzioni fasciste e condotta contro ogni evidenza storica.
Perché l’asse di via dei Fori è il risultato inevitabile, in realtà, di un lungo, chiarissimo processo formativo, che fin dai primi dell’Ottocento tendeva a collegare due fondamentali poli urbani in formazione: quello del Colosseo che si andava trasformando, da rovina romantica melanconicamente invasa dalla vegetazione, nel monumento attuale, e quello di piazza Venezia, dove le aree rese libere da progressive demolizioni attendevano la costruzione del Vittoriano, impervio fulcro, insieme, urbanistico, civile, visivo, perfino «acustico» (secondo le intenzioni del progettista Sacconi che avrebbe voluto installarvi un colossale carillon). Alla soluzione adottata negli anni Trenta si arrivò quindi per fasi successive, dall’impacciato progetto di Berthauld (1813), che proponeva uno smisurato viale alberato destinato ad unire brutalmente il Colosseo al Campidoglio, fino al piano di Sanjust (1909) che disegnava un percorso a ridosso della Basilica di Massenzio non dissimile da quella poi realizzato.
Progetti, tutti, che comportavano estese distruzioni, portato di una cultura che pretendeva l’isolamento dei monumenti maggiori e relegava il tessuto abitativo nell’ambito del pittoresco e, insieme, tra i problemi igienici e sociali. E del resto lo stesso Guido Baccelli, raffinato cultore di storia romana ed ex ministro dell’Istruzione Pubblica, in un memorabile discorso del 1905 alla Camera aveva proposto un maestoso viale «unico al mondo, che congiungerà il Palatino alle Terme Antoniane, lungo un chilometro e largo cento metri». Una cultura che oggi stentiamo perfino a comprendere ma sulla quale è nata la città moderna, la renovatio Romae fondata sui grandi assi tagliati da Giulio II e da Sisto V.
Ma, mentre illustri studiosi dell’archeologia e dell’urbanistica romana (contro i quali lottò a lungo, su queste pagine, Cesare Brandi) si sono rifiutati di comprendere il ruolo fondamentale, nella forma della città, dell’asse di via dei Fori proponendone la demolizione, Fuksas, che pure storico non è, ne ha colto in forma sintetica la necessità storica trasformando un vecchio problema in nuova risorsa. Il grande percorso moderno viene così ridotto ai caratteri essenziali di segno quasi astratto, futurista: svuotato in alcune parti del basamento per consentire la continuità dei Fori sottostanti, sembra galleggiare sulle rovine e sostenere un paesaggio di percorsi aerei che ripercorrono didatticamente la stratificazione degli antichi tracciati. Il piano propone anche, sotto forma di diagramma architettonico, una riflessione sull’uso contemporaneo delle rovine nel mondo contemporaneo segnato dalla fugacità delle trasformazioni e dalla rapidità dell’informazione, dove i Fori appaiono come un facile spettacolo ai cui spettatori non viene richiesto alcun impegno o partecipazione. Le rovine antiche invece, come una lingua segreta, dicono ben poco a chi non ne conquisti con qualche sforzo e lentezza le ragioni formative o, almeno, non intuisca come tutto abbia uno spessore e le cose non si riducano alla loro superficie. L’indagine faticosa del monumento antico permetteva la restituzione mentale delle forme del passato, la scoperta della loro «necessità» e, anche, della loro nascosta poesia che l’evidenza eccessiva delle rovine, ordinate da macchine pedagogiche, finisce per distruggere. Non a caso ogni restituzione del passato, da quelle filologiche di Palladio a quelle fantastiche di Piranesi, aveva esito in una sintesi estetica originale.
La bellissima mostra di Mitoraj, in corso proprio ai Mercati Traianei, esprime bene questo sentimento di mistero delle rovine che è almeno altrettanto contemporaneo quanto l’ansia di rapide immagini che il turista frettoloso pretende di cogliere.
Ma la nostra è l’età degli scanner, delle restituzioni virtuali. Ed anche dello spettacolo e della globalizzazione. Senza arrivare al paradosso di Humbolt (ogni scavo è un guadagno per l’erudizione e una perdita per la fantasia), il confine tra sentimento e informazione è, qui, incerto, sottile.
Il piano di Fuksas va letto, dunque, come una chiara dichiarazione d’intenti in forma di diagramma architettonico che pone, finalmente, problemi concreti e aperti dalla cui soluzione può nascere, per la prima volta, un disegno unitario dell’area dei Fori.
di Giuseppe Strappa
dal Corriere della sera del 14.08.04
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Fori Imperiali coi templi «ricostruiti» - Il progetto di Carlo Aymonino per riunificare l’area archeologica imperiale. Previsti cinque accessi per il grande museo all’aperto. Chioschi in travertino per ospitare punti di ristoro e toilette. La proposta Aymonino: un’area riunificata, senza nuove strutture ma completando alcuni edifici.
Dopo la proposta dell’architetto Massimiliano Fuksas di «attrezzare» l’area dei Fori con passerelle sospese e «piazzole di servizio», ecco il progetto che Carlo Aymonino ha presentato al sindaco Veltroni. L’urbanista rilancia come dato di partenza lo smantellamento (da piazza Venezia a via Cavour) di via dei Fori Imperiali, per creare una assoluta continuità della zona archeologica. Gli scavi andrebbero completati. Alcuni templi ed edifici, rimasti in parte in volumetria, potrebbero essere ricostruiti, coperture comprese. L’area dei Fori potrebbe ospitare una mezza dozzina di chioschi in travertino massiccio, alti sei metri e larghi dodici. Sarebbero «aperti» ma coperti. Punti ristoro, shop, servizi: per rendere la visita alle antichità più agevole. Le entrate al grande museo all’aperto sarebbero cinque, nello stesso stile dei chioschi: una proprio dove oggi, a piazza Venezia, comincia via dei Fori Imperiali.
Il progetto dell’architetto Aymonino prevede anche una statua-torre alta 33 metri da porre davanti al Colosseo, dove era in antico quella, delle stesse dimensioni, di Nerone. Da lì si potrebbe avere una panoramica dell’intero spazio archeologico, fino al Campidoglio. Di Aymonino ha parlato tutto il mondo la scorsa primavera, quando rilanciò (sul Corriere) l’idea di completare l’ellisse esterna del Colosseo.
Tira dritto Carlo Aymonino. Non cambia idea, non subisce le suggestioni dei materiali tecnologici, non vuole passerelle sospese sui ruderi. L’architetto, 78 anni, resta dell’opinione che via dei Fori Imperiali deve essere quasi interamente smantellata onde far tornare alla luce, per intero, le vestigia del Foro Traiano, del Foro di Augusto e di Cesare, del Foro di Nerva e del Foro della Pace. «Mi pare incredibile - guarda verso gli ulivi nella sua bella e rustica casa nella campagna di Cura di Vetralla, Basso Viterbese - che Roma non debba avere la piena disponibilità del suo centro antico. È stato fatto a Spalato, con la reggia di Domiziano, non vedo perché l’Urbe non debba avere lo stesso trattamento». Il progetto di Aymonino per l’allestimento del Giardino Romano, a fianco del Campidoglio, è in fase di realizzazione ma è lui stesso a dubitare che tutto sia pronto entro il 21 aprile del 2005. Lo scorso Natale di Roma l’architetto, uno dei più noti in Italia e ben conosciuto anche all’estero, presentò al sindaco Veltroni il suo piano per il rilancio dell’intera area dei Fori. E tre mesi dopo è stata aperta al Colosseo la mostra (in corso), sponsorizzata dal sovrintendente Adriano La Regina, in cui Massimiliano Fuksas spiega il suo progetto per i Fori, basato su un percorso sospeso a 8 metri con «piazzole di servizio». In autunno in Comune si terrà un convegno per studiare il da farsi e, come vorrebbe Veltroni, finalmente dar corso a un intervento definitivo - il migliore possibile - sul cuore archeologico di Roma.
Il progetto di Aymonino è molto semplice. Eliminata via dei Fori Imperiali da piazza Venezia fino all’incrocio con via Cavour, si proceda ad una campagna di scavi. «Avendo tutti gli elementi materiali per farlo senza inventare nulla, si potrebbe ricostruire almeno in parte il tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto. Ma si potrebbe fare di più - aggiunge entusiasta l’architetto -. Si possono recuperare le nicchie semicircolari del Foro Traiano ed effettuare una parziale ricostruzione del Foro di Cesare completando le parti già innalzate, spesso in modo romantico, di templi ed edifici vari. L’intera area centrale dei Fori potrebbe essere dotata di chioschi e servizi in modo da renderla vivibile, come in parte già avviene per il Colosseo».
La scorsa primavera Aymonino richiamò l’attenzione dei media di tutto il mondo rilanciando, dalle colonne del Corriere, la sua vecchia idea di completare l’ellisse esterna dell’anfiteatro Flavio. Il Progetto Fori sembra andare in qualche misura nella stessa direzione. Aymonino esibirà nel corso della settimana dell’Architettura che si terrà a Parma (20-26 settembre) oltre al suo piano per i Fori anche un bozzetto di 4 metri del Colosso (alto 33 metri): una specie di torre-scultura da porre davanti all’Anfiteatro Flavio proprio dove in antico vi fu la statua di Nerone, della stessa dimensione. Dall’alto di quest’opera i visitatori «potranno avere una vista straordinaria, che va da un lato dal Colosseo per correre dal lato opposto su tutta l’area dei Fori, fino alla collina del Campidoglio».
Ecco, il progetto per i Fori in pratica consiste nel riscoprire i Fori aiutando l’immaginazione con prudenti ricostruzioni. Nessun «percorso», niente ponti o passerelle. Una mezza dozzina di «box di servizio» con shop, punti di ristoro, toilettes sparsi tra le rovine: null’altro. L’architetto ne ha disegnato il bozzetto: monoliti in travertino di un metro di lato e alti 6 metri a formare «parallelepipedi» di 12 metri di larghezza, aperti ma coperti. I nuovi Fori avrebbero cinque accessi: l’attuale entrata ai Mercati di Traiano, in via IV Novembre, in via San Teodoro, presso il Colosseo, a via Cavour nel punto dove confluirà nella via dei Fori Imperiali «salvata» e infine a piazza Venezia, dove oggi inizia lo stradone mussoliniano. Queste entrate avrebbero praticamente lo stesso disegno dei «box» ma sarebbero di forma cubica (6x6).
Quando fu assessore capitolino al Centro storico (1981-85) Carlo Aymonino disse un tondo «no» all’allora governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi che voleva per il suo istituto il dismesso Palazzo Massimo. Il Comune decise invece che l’edificio sarebbe diventato un museo. Un altro «no» fu indirizzato da Aymonino ad una banca del nord che chiedeva l’uso di Palazzo Altemps, divenuto anch’esso un museo di arte romana. «È da quei tempi che penso a come salvaguardare i Fori, e per fortuna non sono stato il solo. Ora spero che dal prossimo dibattito organizzato da Veltroni esca una decisione: via dei Fori Imperiali può tranquillamente essere smantellata».
IL PROGETTISTA - Docente di Architettura e urbanista, Carlo Aymonino (78 anni), romano, tre matrimoni, nel 1967 è professore ordinario di Composizione architettonica. Rettore a Venezia (1974-79), assessore al Centro storico a Roma dal 1981 al 1985. Medaglia d’oro per meriti culturali del ministero Pubblica istruzione. Molti i progetti realizzati e le pubblicazioni (tra le altre: «Progettare Roma Capitale»).
LA STORIA - L’idea dello stradone viene da lontano: 1873. Nel 1929 il «via» alle prime demolizioni di case nell’area dei Fori. Fine lavori: 1933.
Fu nei primi giorni dell’autunno del 1931 che si iniziarono le demolizioni delle vecchie case per realizzare la via alla quale il regime fascista teneva più di tutte: via dell’Impero, che doveva collegare con un solo colpo d’occhio l’ufficio del Duce a Palazzo Venezia e il maggiore simbolo della romanità, il Colosseo. Già nel Piano regolatore del 1873 era prevista la realizzazione di un collegamento tra le due parti del centro e l’idea era quella di fare una specie di viadotto sopra i Fori. Nel Prg del 1883 venne mantenuta la previsione del viadotto, che sarebbe stato largo 20 metri. I «piemontesi» iniziarono a demolire per costruire la nuova urbanistica, ma un nuovo Piano, del 1909, prevede un’alternativa al viadotto non per salvare l’archeologia ma per maggiore efficienza edificatoria. Una «variante» del Prg nel 1929 dà il via alle prime grosse demolizioni nell’area dei Fori. Infine, il Piano regolatore del 1931 dà corso alla realizzazione di «una arteria che attraversa i Fori imperiali , costeggia la Basilica di Costantino (Massenzio), raggiunge il Colosseo e, per mezzo di un ampio vialone largo 60 metri , sbocca a San Giovanni». Per fortuna i massicci sventramenti si fermeranno all’Anfiteatro Flavio. In un solo anno le distruzioni per costruire via dell’Impero vengono completate. Sono scoperte ampie aree archeologiche, ed è questo un merito dell’iniziativa. E viene deciso l’abbattimento (1932) della collina detta Velia, davanti alla Basilica di Massenzio. Il 21 aprile 1933 la strada dove il regime effettuerà le sue parate è pronta.
di Giuseppe Pullara
dal Corriere della sera del 18.08.04
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LA CITTÀ ANTICA - Ma i Fori devono restare una parte viva della città. Lo stradone voluto dal fascismo può rimanere, ma non deve dividere l’area.
Pensiamo che le rovine siano qualcosa di antico, ed invece si tratta spesso di creazioni contemporanee. Così è per il centro archeologico di Roma: dagli scavi di Pio VII del 1803 all’Arco di Settimio Severo a quelli che stanno per aprirsi al Foro di Augusto. Si tratta della più grande e lunga impresa archeologica mai attuata nel cuore di una città. È dunque questo il luogo ideale per pensare alle rovine. La soprintendenza di Adriano La Regina - un regno papale - ci ha regalato due mostre speculari sulla forma di Roma , la prima del 1995 alla Curia - La città antica e il suo avvenire - e la seconda ora al Colosseo - La città moderna e il suo passato -. Dalla fine degli anni ’70 molto si è discusso e combattuto, tra fautori e denigratori dello scavo. Poi una pausa, quindi la stagione delle grandi indagini che sta volgendo al termine (anche per mancanza di fondi) e infine, una bonaccia... Ora La Regina raccoglie una bava di vento, da lui stesso alitata, con questa mostra che corona il lavoro suo e di coloro che hanno partecipato in vari modi all’impresa. Prima di tutto, dunque, l’archeologia, che è riuscita nel cuore di Roma a inventare una forma urbana, riportando in luce monumenti, piazze e strade antiche, medievali e moderne. Ma portare alla luce non significa ricondurre alla vita culturale e cittadina. Manca ancora un restauro delle rovine scoperte, con qualche aiuto ricostruttivo - come quelli abilmente fatti negli anni ’30 - e mancano anche le edizioni degli scavi.
A che serve scavare stratigraficamente se poi ci si ferma ai «rapporti preliminari»? Ben vengano pertanto questi ultimi scavi, ma poi bisogna fermarsi, per mostrare adeguatamente e elaborare scientificamente lo scavato. Manca anche un progetto discusso e condiviso per ricollegare le rovine in profondità con la città attuale, per dare forma al tutto. Ottime idee si trovano anche fra le Raccomandazioni del Piano Regolatore e in vari studi e progetti, quali quelli di Mario Manieri Elia e Leonardo Benevolo, e ben venga ora il progetto di Massimiliano Fuksas e Doriana Mandrelli.
Su alcuni punti possiamo dirci tutti d’accordo.
La via dei Fori, nella sua essenza, va conservata, ma essa non deve costituire una muraglia che spezza i tessuti sottostanti, per cui deve essere per alcuni tratti «sollevata» ed in altri traforata.
Servono percorsi e passaggi a diverse quote, anche in senso normale alla Via, per ricollegare Quirinale e Esquilino con Velia e Palatino, e per questo è consigliabile avvalersi dei percorsi medievali e moderni soppressi negli anni Trenta.
Non deve trattarsi di un’area turistica, ma di una parte viva della città, aperta in diverso modo e misura, a seconda delle ore e delle stagioni.
Deve essere possibile riposarsi, rifocillarsi, leggere e capire le forme urbane fra loro intrecciate (quest’ultimo punto viene generalmente dimenticato).
Grande cura deve essere data ai bordi.
Singole scelte di Fuksas possono essere discusse (è previsto verde dove a giorni si scava). Ma nell’insieme il suo lavoro pare più che un divertimento utopico una proposta ragionevole e delicata. Resta il dubbio sulle piattaforme e soprattutto sulle «bolle» di servizio fra le rovine, che creano una atmosfera fantascientifica, che mal si attaglia al luogo. Meglio sarebbe concentrare i servizi sotto la via dei Fori, da trasformare in asse attrezzato del sistema.
Il nastro-schermo che fa slalom tra i fornici del Colosseo è suggestivo.
La parte introduttiva è un coacervo di sculture e immagini che non chiarificano l’assunto per cui «la storia è una stratificazione» (Fuksas); ma si è premiati nella seconda parte, dove il progetto è delineato con rigore. Resta ancora un campo vuoto il Circo Massimo.
Si consenta a chi è stato un ammiratore e a volte anche un critico di La Regina di ringraziarlo per quanto ha fatto in questi decenni per Roma e di augurargli fruttuosi anni a venire, sempre a vantaggio della città.
di Andrea Carandini
dal Corriere della sera del 19.08.04
Epicurion May 3rd, 2005, 01:28 PM ^^^
cristianocani May 3rd, 2005, 02:00 PM Il progetto di Fuksas sui fori imperiali con alcune immagini:
http://www.italcementi.it/newsite/calixstore/recuperoeconservazione/numero58/articoli/ROMA.pdf
sts May 3rd, 2005, 10:02 PM Bel progetto,molto interessante!Brutto tempo sulla capitale,qui brillava il sole!!Eh eh
Hermione Granger May 3rd, 2005, 11:52 PM Bellissime foto!!!!!
Il Vittoriano poi è spelndido..e' uno dei monumenti che preferisco in assoluto anche se come pregio artistico lascia alquanto a desiderare,ma in sè ha per me un enorme significato,quindi posso tranquillamente annoverarlo,senza dubbio tra i più prestigiosi monumenti romani.
Altaich May 4th, 2005, 08:44 AM Interessante il progetto di Fuksas...
pampero May 4th, 2005, 08:54 AM Il progetto di Fuksas sui fori imperiali con alcune immagini:
http://www.italcementi.it/newsite/calixstore/recuperoeconservazione/numero58/articoli/ROMA.pdf
Figurati se glielo fanno fare....già mi vedo certi architetti che si strappano i capelli :)
Monkey May 5th, 2005, 05:43 AM Bel progetto,molto interessante!Brutto tempo sulla capitale,qui brillava il sole!!Eh eh
Lol, sts, guarda la data cuando SdR a postato le suoe foto gia ~ 6 mese fa. ;)
Ho rivisitato il tuo sito, SdR. :) Bellissime foto! :master:
un mexicano May 5th, 2005, 05:53 AM Roma es precioso,sueño con algun dia ir para alla,disculpen por no hablar italiano.
SdR May 5th, 2005, 07:52 PM Ho rivisitato il tuo sito, SdR. :) Bellissime foto! :master:
grazie!!!! sei sempre troppo gentile ... ma non esagerare che poi ci credo!!! :)
THINK€R May 5th, 2005, 08:15 PM Mexicano,aquì todos te intiendono!Desculpen por el mi tremendo espanol!
:)
Istanbullu May 6th, 2005, 08:11 PM wow great pictures! I've seen many of those places! Amazing city! :)
Monkey May 7th, 2005, 09:59 AM grazie!!!! sei sempre troppo gentile ... ma non esagerare che poi ci credo!!! :)
Ma non esagero mai, SdR! Amo l'Italia, amo Roma, ed amo le tuoi foto! :angel1:
contrappunto May 9th, 2005, 09:53 AM Amiamoci tutti! Più pace per tutti e: "chiù pilu pi tutti" :runaway:
Alter-Ego May 9th, 2005, 12:04 PM Amiamoci tutti! Più pace per tutti e: "chiù pilu pi tutti" :runaway:
:cheers:
CityZen May 11th, 2005, 06:40 PM http://img61.echo.cx/img61/1106/stpietro40smalla7mz.jpg (http://www.imageshack.us)
Bella Roma..:)
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