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Lo Scaligero
June 22nd, 2009, 08:18 PM
mi riservo di vedere il progetto ma attualmente si parla di aiuola spartitraffico che, in termini di sicurezza (vedi salto corsia) non serve a molto , mentre sono daccordo che impedisca linversione di marcia ma, come ho detto prima mi riservo di vedere il progetto definitivo...
Ultima cosa, lo sparitraffico di Via Pancaldo non e' certo largo due metri.

vabbeh, è abbastanza difficile saltare via un tratto di verde di 2 metri di larghezza, almeno che non lo prendi perpendicolarmente....per lo meno in corso porta nuova non penso sia mai capitato....no!??!?!

Lo Scaligero
June 22nd, 2009, 08:19 PM
benvenuto pilastro!!!

Stranfiér
June 22nd, 2009, 09:05 PM
Ciao Pilastro, benvenuto! :cheers1:

albirello
June 23rd, 2009, 11:49 PM
Se qualcuno passa da quelle parti... una foto non guasterebbe!

fonte: Ufficio Stampa Comune di Verona del 23.06.2009
VIABILITA’: INAUGURATO NUOVO PARCHEGGIO PERTINENZIALE IN VIA ABBA

E’ stato inaugurato oggi dal Sindaco Flavio Tosi il nuovo parcheggio pertinenziale in via Cesare Abba, nel quartiere di Borgo Trento.
Presenti al taglio del nastro anche l’assessore alla Viabilità Enrico Corsi, il presidente della seconda circoscrizione Alberto Bozza e il consigliere comunale Elena Traverso.
“Con questo intervento – spiega il Sindaco – vengono soddisfatte sia le esigenze dei cittadini di avere un posto auto vicino a casa, sia quella dell’Amministrazione comunale di riqualificare un’area per renderla al servizio del quartiere”.
Il parcheggio, realizzato su un’area di proprietà comunale, è stato realizzato dalla Cooperativa Edilizia Europa S.r.l., in attuazione al Piano Urbano dei Parcheggi pertinenziali approvato nel 2000.
Iniziati il 28 novembre 2007, i lavori sono stati completati il 28 maggio scorso, per una spesa complessiva di circa 1 milione 800 mila euro.
I posti auto costruiti su due piani interrati sono 58, raggiungibili attraverso un’unica rampa di accesso, a disposizione dei condomini adiacenti o situati nelle immediate vicinanze.
Rimane pubblica, e quindi a diposizione di tutti i cittadini, l’area verde di superficie, di circa 800 metri quadrati, in parte attrezzata come “area cani”.
Per garantire la sicurezza degli utilizzatori, il parcheggio è stato dotato di impianti di telecamere a circuito chiuso e di appositi controlli degli accessi.

albirello
June 24th, 2009, 12:05 AM
Ora alcune notizie minori. Anche se per la prima, un bel no comment ci sta...

VIABILITÀ/1. La decisione di ricavare altri stalli per le auto in centro penalizza anche i disabili
La sosta sul marciapiedi diventa consentita
Nelle vie San Mamaso e Sant’Egidio ricavati 10 nuovi posti Ma i pedoni si lamentano perché non riescono a passare
di Ilaria Noro

Un’auto parcheggiata... regolarmente sul marciapiede in via San Mamaso
Il codice della strada recita che parcheggiare sul marciapiede è vietato. E molti aggiungono che non solo è un comportamento passibile di multa ma denota anche una buona dose di inciviltà. Ma come comportarsi quando ad invogliare gli autisti a lasciare l’auto a cavallo tra la strada e il marciapiede è proprio la segnaletica orizzontale dipinta sull’asfalto? Il dilemma si pone da qualche tempo a questa parte agli automobilisti che, in cerca di parcheggio, percorrono via Sant’Egidio e via San Mamaso.
Cinque nuovi stalli blu e gialli, su ciascuna via, delimitano lo spazio riservato alla sosta delle auto. Ma la strada è troppo stretta per consentire la sosta e, allo stesso tempo, garantire lo spazio libero per il passaggio dei pedoni. Quindi, molto probabilmente con la volontà di sopperire almeno in parte alla cronica mancanza di parcheggi in centro storico, è stato deciso di ricavare posti auto anche dove la strada di fatto non lo consente. E le macchine in sosta su quegli stalli, infatti, finiscono obbligatoriamente posteggiate in parte a lato della strada, in parte direttamente sul marciapiede. Per rimanere con le quattro ruote all’interno delle righe della segnaletica ed evitare così la multa, non rimane infatti che lasciare l’auto così, sbarrando però la striscia di asfalto teoricamente riservata ai pedoni.
Ieri pomeriggio, dei dieci stalli a cavallo tra strada e marciapiede disegnati tra via Sant’Egidio e via San Mamaso, nove erano occupati. Uno solo era vuoto ma è rimasto tale appena qualche minuto. Se i residenti alla perenne e spesso vana di ricerca di un posto auto plaudono all’iniziativa, di parere contrario sono i pedoni.
In particolare i genitori con figli e passeggini al seguito, costretti per mettersi al riparo dalla strada e dal passaggio dei mezzi, ad attraversarla più volte per raggiungere il marciapiede in quel tratto libero e percorribile. Vita ancora più dura tocca a chi è costretto sulla sedia a rotelle. Oltre a mancare del tutto il passaggio assicurato, vista la particolare pavimentazione a ciottoli, è per loro pressoché impossibile sia raggiungere l’altro lato della strada che proseguire.
Del resto, parcheggiare sul marciapiede in centro è una prassi ormai diffusa. Classico l’esempio del parcheggio selvaggio in piazza Erbe e in corso Porta Borsari quando la sera, soprattutto nei fine settimana dal tramonto e fino a notte inoltrata, le macchine vengono parcheggiate un po’ ovunque, marciapiedi compresi.

foto (http://media.athesiseditrice.it/GiornaleOnLine/Arena/giornale_foto_zoom.php?nome_foto=GONJPG/200906/ALTE/23_13_are_f1_284.jpg&id_articolo=1500834&DataPubb=20090623&sezione=CRONACA)

VIABILITÀ/2. L’assessore ribadisce che non ci saranno cambiamenti
«Piazza Pescheria aperta di notte»
Corsi: «Verrà sfruttata solo dai residenti»

Alla sera la piazzetta viene aperta per consentire ai residenti di parcheggiare le auto
La tranquillità di piazzetta Pescheria è stata salvaguardata. Di giorno la piazza è chiusa al traffico come lo è sempre stata e quindi, di fatto, è pedonale. La notte, invece, rimane aperta per permettere a tutti i residenti del centro di usufruire anche degli stalli creati in quell’area. Lo sostiene l’assessore Enrico Corsi che interviene nella questione del ripristino della pedonalizzazione in piazzetta Pescheria, voluto dai residenti e dall’unanimità della prima circoscrizione.
«La piazza di giorno sgombra dalle auto rappresenti ancora un luogo d’aggregazione tranquillo per anziani e bimbi». E aggiunge: «Piazzetta Pescheria anche così continua ad essere apprezzata e vissuta dai cittadini e dai turisti. Ma a fronte di ciò non è giusto che una parte della città sia limitata a pochi e vista la carenza cronica di stalli in centro è ovvio che ogni possibilità di parcheggio debba poter essere sfruttata da tutti i residenti del centro storico».
Nessun ripensamento, quindi, sulla decisione di rendere libero l’accesso a via Pescheria Vecchia, via Cristo e piazzetta Pescheria, presa dalla giunta circa tre mesi fa. Prima, il pilottino che si abbassa fino a scomparire posto all’imbocco della via poteva essere manovrato con un telecomando solo dai residenti.
Ora, invece, scende ogni sera alle 19 per risalire solo la mattina alle otto, permettendo così alle auto di parcheggiare nella piazza durante questa fascia oraria ma provocando proteste e lamentele da parte delle famiglie che abitano tra la piazza e le vie limitrofe. Per portare avanti la protesta, i residenti si sono riuniti in comitato e stanno raccogliendo firme, da inoltrare in Comune. «La sera la zona è accessibile nominalmente ai residenti senza garage. In realtà con l’apertura alle 20 della Ztl decine di auto, molte senza l’apposito contrassegno, intasano uno spazio ristretto e non più godibile per i pedoni, creando grave pericolo e baccano», si legge infatti nella petizione.
Tuttavia, «la decisione non è assolutamente in discussione», ribadisce Corsi.
E riguardo al fatto di non aver interpellato la circoscrizione, l’assessore precisa che «non ricordo se sia stata fatta una richiesta ufficiale ma di certo il presidente della prima circoscrizione era a conoscenza della volontà di discutere la questione in giunta».I.N.

LAVORI PUBBLICI. L’assessore Tosato presenta i cantieri estivi: «Scarse risorse, sistemiamo solo i tratti più malridotti»
Pochi soldi per le strade bucate
Giorgia Cozzolino

Trecentomila euro di rattoppi stradali. È quanto ha annunciato ieri l’assessore alle Strade e giardini, Paolo Tosato, spiegando l’impossibilità per l’amministrazione di eseguire interventi di rifacimento completo delle strade più disastrate, in un momento in cui le casse comunali non sono esattamente floride. Al contrario, la capacità di spesa è ridotta all’osso.
Perciò al via con dei rappezzi, per sistemare i tratti di strada che rischiano di essere pericolosi o di diventare problematici con le prossime piogge autunnali. «Avremmo preferito fare degli interventi complessivi, ma la situazione economica attuale non ci concede grandi risorse», spiega Tosato, «per tanto, abbiamo ritenuto opportuno sistemare i tratti di strada che si trovano in condizioni peggiori».
Nelle scorse settimane sono infatti già state rappezzate via Valpolicella, via Preare e via Pancaldo con strisce di asfalto che andavano a coprire i tratti più rovinati, mentre in questi giorni gli operai sono al lavoro in alcune strade di Verona Sud come viale delle Nazioni, viale del Lavoro e viale Piave. Altri «interventi tampone», come li ha definiti l’assessore, sono previsti a fine luglio, quando il traffico sarà meno sostenuto, in via Tombetta, in particolare all’incrocio con via Centro.
Sempre nel periodo estivo sarà asfaltata via Bionde e stradella Bionde che si trovano in gravi condizioni anche a seguito dei lavori per l’interramento delle linee elettriche ad alta tensione, e in via Gardesane, dalla località Bassona al confine con il comune di Bussolengo. Quest’ultimo intervento, che coprirà le buche createsi durante l’inverno, è stato finanziato con 90 mila euro.
Oltre ai rappezzi, altri cantieri di intervento strutturale, già finanziati, sono partiti in via Scuderlando e via Pisano, mentre ieri sono iniziati i lavori per il rifacimento dei marciapiedi di via Mameli. L’opera, il cui costo è di 500mila euro, si concluderà entro l’estate con la completa riqualificazione del manto stradale nel tratto tra via Bassini e via Sirtori. Per realizzare i lavori, nel corso di luglio, sarà modificata la viabilità con un senso unico di marcia da porta San Giorgio fino all’intersezione con via Bassini, in direzione Parona, mentre chi proviene da Ponte Crencano sarà deviato su viale Nino Bixio.
Nelle prossime settimane si apriranno poi alcuni cantieri per l’adeguamento della rete gas di Agsm.
L’azienda municipalizzata ridurrà il traffico a una carreggiata, a partire da lunedì prossimo 29 luglio, nel tratto di Corso Milano, dall’altezza dell’incrocio con via Catania fino all’incrocio con via Galliano in direzione di Verona, e sempre nei mesi di luglio e agosto Agsm riprenderà i lavori dei sottoservizi di via XX Settembre, nel tratto tra via Muro Padri e via San Nazaro e ripristinerà l’asfalto anche nei tratti dove sono stati eseguiti scavi lo scorso anno.

AREE ATTREZZATE. Golosine, respinta la proposta del presidente
Ex Conagro, lavori ancora fermi
Simone: «Il progetto iniziale è utopistico» Pd e Lista Tosi bocciano il nuovo piano

di Giordano Fenzi
Il 18 dicembre 2007, è stata approvata all’unanimità la mozione per la riqualificazione dell’area ex Conagro prospiciente salita Santa Lucia e Contrada Polese, presentata congiuntamente dalla capogruppo della Lista Tosi Barbara Guadagnini, e dal consigliere del Partito Democratico Claudio Nicoli.
Il progetto prevedeva la riqualificazione di parte della zona a verde pubblico attrezzato, e di parte a parcheggio per autovetture e furgoni.
A distanza di un anno e mezzo i lavori non sono ancora iniziati e per i residenti della zona parcheggiare è rimasto un problema.
Il 27 aprile scorso è stato presentato da parte del presidente di circoscrizione Giuseppe Simone, un ordine del giorno che riprende parte del progetto iniziale, per la realizzazione del solo parcheggio.
L’ordine del giorno è stato respinto. Hanno votato contro la Lista Tosi e il Partito Democratico.
«Il progetto iniziale non è stato attuato per mancanza di fondi», dichiara il presidente Giuseppe Simone, «lo abbiamo approvato perché fungesse da stimolo, pur sapendo che si trattava di un progetto utopistico. L’ordine del giorno che abbiamo presentato poche settimane fa», continua Simone, «è più realistico e va incontro alle richieste dei cittadini».
Il capogruppo del Pd Stefano Dalzen giustifica così il voto contrario dato al progetto: «Se Simone fosse venuto in consiglio a dire apertamente che mancavano i fondi, avremmo preso atto e avremmo votato a favore, ma così non è stato. Bisogna dare attuazione al progetto iniziale. Probabilmente l’amministrazione preferisce spendere i soldi in altro modo. Manca la volontà politica». Anche La Lista Tosi, che fa parte della maggioranza, ha votato contro.
«Abbiamo ritenuto di votare contro l’ordine del giorno del 27 aprile, perché lo consideriamo una risposta parziale», sostiene Barbara Guadagnini della Lista Tosi. «La mozione da cui partire è quella del dicembre del 2007, quando su questa ci sarà condivisione, ci si muoverà».
La situazione sembra essere in una fase di stallo. Intanto, i cittadini, in attesa che in Consiglio si trovi un accordo, devono fare i conti con le multe.

Stranfiér
June 25th, 2009, 07:59 AM
Aggironamenti su filobus e traforo.

Per il resto le solite notizie...

L'Arena, 25.06.09


«Sconcertati dai posti auto sul marciapiede»

PARCHEGGI. L'Anmic protesta con il sindaco
«Ai disabili va garantito il diritto alla mobilità»

http://media.athesiseditrice.it/media/2009/06/25_14_are_f1_293_medium.jpg
I nuovi stalli per la sosta che costringono a «invadere» il marciapiede

Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) di Verona scrive al sindaco Tosi e agli assessori Corsi, Bertacco e Di Dio per dire no ai parcheggi auto sui marciapiedi.
«Negli ultimi anni la nostra associazione», scrive in una nota il presidente Mirco Croce, «ha segnalato più volte i problemi della mobilità per i disabili, soprattutto nel centro cittadino, dove buche, marciapiedi senza scivoli per le carrozzine, parcheggi selvaggi, cattiva manutenzione del manto stradale concorrono a rendere loro impossibile un tranquillo transito. Ora, la decisione di delineare posti auto che occupino anche parte dei marciapiedi, come quelli in via Sant'Egidio e in via San Mamaso, ci lascia sconcertati, proprio in previsione di quanto potrebbe essere difficoltoso il passaggio per le persone affette da disabilità motoria, soprattutto se necessitano della carrozzina. Nell'ottica di dare giuste priorità alle esigenze di tutti i cittadini, riteniamo doveroso ricordare che bisogna avere un riguardo speciale per chi deve già affrontare molte difficoltà di integrazione nella vita sociale, ai quali deve essere garantito, come sancito da molte leggi dello Stato, il diritto alla mobilità».
Croce ha chiesto, in una lettera al sindaco e ai tre assessori, la rimozione dei posti auto realizzati e una maggiore sensibilità nell'affrontare il tema dei parcheggi e della mobilità delle persone in centro.

Stranfiér
June 25th, 2009, 12:34 PM
Novità nell'area ex-Lux: hanno cambiato la recinzione e stamattina c'era un ruspetta all'opera.

Poi, un altro parco...in contropartita allo stadio.

http://i44.tinypic.com/246s938.jpg

butel
June 25th, 2009, 02:38 PM
non ho ben capito dove, l'esatta ubicazione mi sfugge , deve essere qualche ritaglio di campo tra gli svincoli della bretella tra vr nord e lo stadio. Comunque bene così.

Stranfiér
June 25th, 2009, 03:54 PM
non ho ben capito dove, l'esatta ubicazione mi sfugge , deve essere qualche ritaglio di campo tra gli svincoli della bretella tra vr nord e lo stadio. Comunque bene così.

Io ho capito questo...anche se non è proprio a ridosso di Via Albere

http://i42.tinypic.com/29626aq.jpg

liberamente88
June 25th, 2009, 10:19 PM
Quella è la casa utilizzata dalle prostitute, ma è in via palladio. Non è molto chiaro che posto sia quello indicato dal dnews. Dovrebbe trovarsi fra via albere ("a ridosso", quindi non confinante a via albere), il raccordo della tangenziale verso lo stadio e una traversa della spianà. Dovrebbe essere quest'area, secondo me... è un pò staccata dai quartieri, ma almeno va a coprire la mancanza di parchi. Se fanno un grande parco a san felice, dove non sta nessuno, allo stadio è normale che facciano qualcosa. Anche se la Spianà resta lì ad aspettare...
http://img231.imageshack.us/img231/4138/screenhunter1j.jpg

albirello
June 25th, 2009, 11:13 PM
Quella è la casa utilizzata dalle prostitute, ma è in via palladio. Non è molto chiaro che posto sia quello indicato dal dnews. Dovrebbe trovarsi fra via albere ("a ridosso", quindi non confinante a via albere), il raccordo della tangenziale verso lo stadio e una traversa della spianà. Dovrebbe essere quest'area, secondo me... è un pò staccata dai quartieri, ma almeno va a coprire la mancanza di parchi. Se fanno un grande parco a san felice, dove non sta nessuno, allo stadio è normale che facciano qualcosa. Anche se la Spianà resta lì ad aspettare...
http://img231.imageshack.us/img231/4138/screenhunter1j.jpg

Che poi, un parco incastonato tra la tangenziale e il suo svincolo non è che sia tutta questa meraviglia... ^^

liberamente88
June 26th, 2009, 12:17 AM
Sicuramente no... comunque, dorebbe esserci un pò di barriera fra parco e tangenziale per via di alberi ad alto fusto, un pò come succede nell'altra area alla Spianà, che frequento molto ed è molto gradevole, pur essendo a fianco alla tangenziale. In effetti, se sistemavano una parte della spianà a parco forse sarebbe stato meglio, però indubbiamente ci si allontana sempre più dal quartiere...

Pilastro
June 26th, 2009, 09:56 AM
Essendo nuovo potrei sbagliare sezione e magari postare un doppione..(in tal caso mi scuso)..

Comunque, nel post inziale ho visto che sono presenti anche progetti della provincia. In tal caso vi segnalo il Grattacielo di Botta a Legnago..

Personalmente non sono un fans della sua architettura, è comune un nome importante, presente all'interno di un contesto extraurbano, che oppera un notevole impatto ambientale e urbanistico.


Non so se ne avete già parlato (essendo un progetto nato nel 2007) o se è questa la sede dove indicare queste voci. Nel caso, guidatemi dove meglio discutere delle novità progettuali..:)


http://www.contecingegneria.it/new/press_release/zip_pdf/abitare_verona_13_luglio.pdf



GRAZIE...BYE

Stranfiér
June 26th, 2009, 12:35 PM
Quella è la casa utilizzata dalle prostitute, ma è in via palladio. Non è molto chiaro che posto sia quello indicato dal dnews. Dovrebbe trovarsi fra via albere ("a ridosso", quindi non confinante a via albere), il raccordo della tangenziale verso lo stadio e una traversa della spianà. Dovrebbe essere quest'area, secondo me... è un pò staccata dai quartieri, ma almeno va a coprire la mancanza di parchi. Se fanno un grande parco a san felice, dove non sta nessuno, allo stadio è normale che facciano qualcosa. Anche se la Spianà resta lì ad aspettare...
http://img231.imageshack.us/img231/4138/screenhunter1j.jpg

Si, hai ragione.
Penso che si tratti dell'area boschiva a sinistra, perché il rimanente pare coltivato o inaccessibile.

Stranfiér
June 26th, 2009, 12:48 PM
Essendo nuovo potrei sbagliare sezione e magari postare un doppione..(in tal caso mi scuso)..

Comunque, nel post inziale ho visto che sono presenti anche progetti della provincia. In tal caso vi segnalo il Grattacielo di Botta a Legnago..

Personalmente non sono un fans della sua architettura, è comune un nome importante, presente all'interno di un contesto extraurbano, che oppera un notevole impatto ambientale e urbanistico.


Non so se ne avete già parlato (essendo un progetto nato nel 2007) o se è questa la sede dove indicare queste voci. Nel caso, guidatemi dove meglio discutere delle novità progettuali..:)


http://www.contecingegneria.it/new/press_release/zip_pdf/abitare_verona_13_luglio.pdf



GRAZIE...BYE

Per me va bene.
Il progetto era già stato postato...mi sembra in "grattacieli veneti".

Stranfiér
June 26th, 2009, 12:55 PM
Un altro paio di notizie da L'Arena.it di oggi

Aree pedonali nei quartieri.
Ieri...

È poi stata approvata con 20 voti favorevoli, 13 contrari e un astenuto, la delibera proposta dal consigliere Elio Rocco Insacco (An) di un percorso pedonale in ogni quartiere, a partire dalla creazione di un tragitto pedonale che da piazza Bra arriva a piazza Vittorio Veneto lungo anche via Todeschini. La delibera è passata grazie al voto della minoranza di centrosinistra e dell'Udc, mentre Lista Tosi e Lega nord hanno ribadito la propria contrarietà e, a sorpresa, Elena Traverso (An) è uscita dall'aula senza votare, ma dichiarandosi contraria alla proposta del proprio compagno di partito.


Riguardo l'ex Polo Finanziario

VERONA SUD. Ultimatum della società partecipata da Cariverona, Banco Popolare e Cattolica. Che ora vuole contanti.

Area polo finanziario, «grana» da 40 milioni

Enrico Giardini

Il Comune non ha ancora comprato il terreno E i proprietari minacciano di chiedere i danni

Ultimatum sull’area dell’ex mercato ortofrutticolo, di fronte alla fiera, su cui sarebbe dovuto sorgere il polo finanziario, che non si farà. La società Polo finanziario spa, formata da Fondazione Cariverona, Banco Popolare di Verona e Cattolica Assicurazioni, cioè il soggetto proprietario dell’area, potrebbe fare causa al Comune se entro la fine di giugno non si sbloccherà la situazione sul futuro dell’area.
All’origine della possibile mossa della società, presieduta da Giuseppe Nicolò, ci sarebbe la richiesta in particolare di Cattolica e del Banco Popolare di vedersi ritornare i soldi versati a Cariverona, che aveva comprato l’ex mercato dal Comune per 33 milioni a cui ne vanno aggiunti circa sette per le spese di progettazione della city bancaria.
Cattolica, la società presieduta da Paolo Bedoni, e il Banco del presidente Carlo Fratta Pasini, hanno messo un terzo a testa della spesa, quindi circa 13 milioni l’una. Ma ora li vogliono in contanti e subito. Non sarebbero disposti ad attendere oltre le trattative fra la Fondazione presieduta da Paolo Biasi e il Comune, che stanno studiando una permuta fra quote della Polo finanziario — e quindi di proprietà dell’area che il Comune vuole indietro per destinarla in parte all’espansione della fiera — e gli edifici storici come Palazzo Forti o Palazzo Gobetti, che Fondazione potrebbe ottenere in cambio.
Al momento il sindaco Flavio Tosi e Biasi starebbero studiando un’altra soluzione, in base alla quale il Comune mette all’asta Palazzo Gobetti (in corso Cavour, seconda sede del museo di storia naturale) peraltro già in vendita senza riscontro dall’anno scorso, e anche la parte di Palazzo Forti in vicolo Due Mori (appartamenti e negozi). Cioè la parte, che andrebbe a Cariverona, che non ospita la Galleria d’arte Moderna Palazzo Forti.
In attesa della sentenza del Tribunale (prevista per settembre) sul ricorso del Comitato per l’amata Verona, contrario alla vendita del Palazzo e già perdente in primo grado in Tribunale nei confronti del Comune, Palazzo Barbieri potrebbe dalle due aste ricavare il denaro necessario a liquidare, insieme a Cariverona, Cattolica e Banco Popolare, cioè i due terzi del valore dell’area ex polo finanziario. Tosi e Biasi potrebbero così trattare direttamente.
Fondazione Cariverona fra l’altro è particolarmente interessata anche al futuro dell’area dell’ex mercato in quanto è socia per il 22 per cento della Fiera e, inoltre, potrebbe essere inoltre interessata a mantenere una parte di area. Quindi, nella partita sulle opere per la Fiera vorrebbe dire la sua. Resta da capire, però, se il vero obiettivo della Polo finanziario, e di due dei suoi tre soggetti, sia soltanto avere indietro da Cariverona una parte dei soldi. Fra l’altro, alla fine del 2010 scade il termine entro il quale la Polo finanziario potrebbe godere di uno sgravio d’imposta di 3,6 milioni (dal 10 all’1 per cento) per costruire il parcheggio per la Fiera previsto vicino alla city bancaria. Quest’ultima però non si farà e quindi il rischio di dover pagare è altissimo. Potrebbe bastare soltanto far partire il cantiere, anche se lo Stato chiede l’opera finita. Ma potrebbe esserci una proroga.

albirello
June 26th, 2009, 03:02 PM
Quindi metteranno mano un altra volta a Via Todeschini, che ricordo, stanno completando proprio in questi giorni?! :lol: :nuts:

liberamente88
June 26th, 2009, 07:24 PM
Non credo che il progetto Insacco comporti modifiche alla strada com'è ora al termine dei cantieri... Penso che, come nella "tradizione" di via todeschini, ci sia ancora molto da discutere... d'altronde, potrebbe anche essere vero che non hanno fatto la ciclabile in quanto c'era ancora in ballo questa mozione Insacco; è chiaro che se fanno una carreggiata ciclopedonale da un lato non possono fare la pista prevista, ovviamente... però dopo si riproporrà il problema dei parcheggi... magari potrebbero rendere la via a senso unico, però comunque perderanno ben due file di posteggi in questo modo, che al momento equivarrebbe a un'eresia... chissà cosa finiranno per farci.

Questa primavera dovevano partire lavori per ciclabili in borgo roma... visto o sentito qualcosa a proposito?

Stranfiér
June 26th, 2009, 07:25 PM
Ultime perle di Corsi, riguardo gli stalli di sosta sui marciapiedi di Via Sant'Egidio e di Via San Mamaso:

"I disabili vadano dall'altra parte"

"Le macchine parcheggiate a cavallo tra la strada e il marciapiede ci sono sempre state, quindi si è trattato solo di legalizzare un abuso"

:lol:

albirello
June 26th, 2009, 09:58 PM
Non credo che il progetto Insacco comporti modifiche alla strada com'è ora al termine dei cantieri... Penso che, come nella "tradizione" di via todeschini, ci sia ancora molto da discutere... d'altronde, potrebbe anche essere vero che non hanno fatto la ciclabile in quanto c'era ancora in ballo questa mozione Insacco; è chiaro che se fanno una carreggiata ciclopedonale da un lato non possono fare la pista prevista, ovviamente... però dopo si riproporrà il problema dei parcheggi... magari potrebbero rendere la via a senso unico, però comunque perderanno ben due file di posteggi in questo modo, che al momento equivarrebbe a un'eresia... chissà cosa finiranno per farci.

Questa primavera dovevano partire lavori per ciclabili in borgo roma... visto o sentito qualcosa a proposito?

Spero. Altrimenti sarebbe una vera e propria presa in giro per gli altri quartieri, che hanno vie in uno stato sicuramente più pietoso di Via Todeschini.

Per quanto riguarda le affermazioni di Corsi, penso che quell'uomo non abbia un minimo di ritegno. Prima di dire tali c^^^^e dovrebbe provare per un giorno a muoversi in città con la carrozzella e toccare con mano le migliaia di difficoltà che ogni giorno i cittadini disabili sono chiamati ad affrontare. Anche un banalissimo scalino può rappresentare un problema insormontabile.
Il prossimo passo quale sarà? Disegnare parcheggi in corrispondenza delle striscie pedonali? Io punto su questa! :lol:

Fab87
June 27th, 2009, 01:33 PM
"Le macchine parcheggiate a cavallo tra la strada e il marciapiede ci sono sempre state, quindi si è trattato solo di legalizzare un abuso"

:lol:

Tipically italian, ma basta questa frase per far capire quanto siamo in cattive mani per la viabilità. Scandaloso che un politico possa ammettere candidamente una cosa del genere senza che nessuno lo faccia dimettere!

butel
June 27th, 2009, 01:36 PM
Bortolazzi lancia l'allarme

«Il Catullo rischia la paralisi»

EMERGENZA AEROPORTO.

Il presidente Fabio Bortolazzi scrive ai parlamentari per chiedere aiuto e risorse. Il sabato e la domenica le giornate più critiche. Pochi controllori di volo per il traffico estivo dei charter, aerei in ritardo, problemi di sicurezza e di gestione

aeroporto Valerio Catullo rischia la paralisi. Dopo mesi passati a discutere se è meglio allearsi con Venezia o con Milano, dopo le notizie che vedono la società impegnata su nuovi fronti per la costruzione di nuovi aeroporti (a Mosul, nel Kurdistan iracheno) o l'acquisizione di nuovi scali (dall'Ucraina a Bratislava), si conferma che i problemi più grossi sono sulla pista di casa. Nella gestione dei voli di tutti i giorni e nella gestione della cassa che segna perdite tra le più forti sul piano nazionale.
Motivo della crisi: il servizio dei controllori di volo è insufficiente rispetto al traffico di aerei che con la stagione estiva si moltiplica a causa dei voli charter. Di conseguenza, buona parte dei voli arriva o parte con ritardi attorno alle 2 ore.
E il sabato e la domenica, giorni di punta, la situazione è critica, ai limiti della sicurezza.
Non è un allarme generico lanciato dai passeggeri inferociti, ma lo scrive, nero su bianco, lo stesso presidente dell'aeroporto Valerio Catullo, Fabio Bortolazzi, in una lettera inviata a tutti i parlamentari nella quale scarica le responsabilità su ministeri ed Enav, l'ente preposto per il controllo del traffico aereo civile, ma secondo alcuni parlamentari (vedi box) anche la società di gestione dell'aeroporto potrebbe impegnarsi di più sul fronte degli sforzi finanziari per avere maggiori servizi, sottolineando anche che in passato mai si erano registrati disservizi nella gestione ordinaria dello scalo.
L'ANTEFATTO. Il problema nasce a fine 2008 quando viene formalizzato per il Catullo il passaggio dallo status militare a quello civile. I tempi dei ministeri dell'economia, Difesa e Trasporti, scrive Bortolazzi, per sostituire il personale militare addetto al controllo del volo con personale civile, oltre a quelli per adeguare gli impianti e le infrastrutture, risorse comprese, sono «di gran lunga superiori» all'autonomia che può ancora garantire l'Aeronautica militare. A maggio, a seguito di riunioni sollecitate da parlamentari e Catullo con lo Stato Maggiore dell'Aeronautica, Enac e Enav, veniva garantito il supporto economico all'Aeronautica per proseguire il servizio fino a fine 2009 e garantire così l'attività di volo. Solo che, sostiene Bortolazzi, «alla data odierna nonostante le garanzie espresse dai vari enti, il personale militare addetto al controllo dello spazio aereo locale non è stato adeguato ai livelli attesi e questo comporta pesantissime limitazioni e inaccettabili ritardi subiti dalle compagnie».
LA PARALISI. E cosa sta accadendo? Lo spiega lo stesso presidente, paventando scenari locali nerissimi che vanno a sommarsi alla pesantissima crisi economica e finanziaria che sta investendo il comparto aereo. Per esempio, sabato 13 giugno al Catullo «si sono registrati 47 movimenti in ritardo con durata media superiore a un'ora e mezza su un totale di 166 movimenti comprensivi di arrivi e partenze».
Questo determina, secondo Bortolazzi, «la ingestibilità del flusso operativo aeroportuale che si riflette soprattutto nel sovraffollamento delle aree imbarchi del terminale e nel congestionamento del piazzale aeromobili».
COMPAGNIE ADDIO. Gli scenari prospettati sono critici, sia nel breve che nel medio periodo. Gli effetti per quest'estate ventilati da Bortolazzi sono per esempio «problemi di ordine pubblico per le proteste degli utenti dell'aeroporto» ma anche «problemi di sicurezza a causa delle limitazioni degli spazi di manovra degli aerei» che si affollano a terra in attesa di avere l'ok per il decollo.
Alcune compagnie hanno già minacciato di andarsene e Bortolazzi scrive che si teme la «migrazione di compagnie di line e charter a favore di aeroporti alternativi come Bologna, Treviso e Venezia dove l'operatività viene garantita», con conseguente richiesta di danni.
Nel medio periodo, cioè entro l'anno, si avranno (se non ci saranno cambiamenti) «pesanti riflessi negativi sull'indotto economico e occupazionale del Veronese a causa di una ridotta potenzialità dell'aeroporto»; inoltre le compagnie aeree basate al Catullo «saranno costrette a posizionare stabilmente le loro flotte in altri scali limitrofi al fine di poter operare con maggiore affidabilità».
Non ultimo, tutto questo avrà un pesante contraccolpo sulle casse, già provate da un deficit di 5,8 milioni di euro. Bortolazzi prevede infatti una «drastica riduzione dei ricavi della società di gestione con pesanti riflessi occupazionali».
RICHIESTE. Per questo il presidente dell'aeroporto chiede ai ministeri dei Trasporti e dell'Economia di intervenire affinché il controllo del traffico aereo e le relative dotazioni impiantistiche e infrastrutturali vengano immediatamente prese in carico da parte di Enav e di rallentare il disimpegno dell'Aeronautica militare stanziando «le risorse necessarie» per garantire un livello di servizio adeguato. E chiede infine ai parlamentari di visitare l'aeroporto per rendersi conto della situazione. M.B.

fonte "L''Arena"

butel
June 27th, 2009, 01:39 PM
«La filovia in strada fra tre anni»

Oggi atteso a Roma il definitivo via libera del Cipe al finanziamento di 84 milioni per il sistema misto (elettrico e diesel) scelto dalla Giunta Tosi. L'assessore Corsi: «Modello da scegliere in fase di appalto, guardiamo a quelli di Bologna e Eindhoven»

A Un modello di filovia simile a quello che la Giunta vuole introdurre nella nostra città Verona. Riparte il filobus. Oggi, a Roma, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, il Cipe, prenderà la decisione definitiva sulla concessione del finanziamento al sistema di mobilità di massa, il filobus, proposto dall'amministrazione comunale. Tale progetto ha soppiantato quello di tramvia che era stato messo a punto dalla precedente amministrazione. A Palazzo Barbieri, tuttavia, l'atmosfera è di tranquillità. Nessuno si aspetta brutte sorprese. Il viceministro Roberto Castelli ha infatti già informato il sindaco Flavio Tosi che gli 84 milioni di contributo statale, vale a dire il 60 per cento del costo totale, sono stati sbloccati in sede di istruttoria e messi a disposizione del Comune scaligero.
«FINANZIAMENTO SICURO». E ieri, anche il sottosegretario all'Economia e alle finanze, Alberto Giorgetti, ha confermato il buon esito della vicenda: «Il percorso è ormai tranquillo, il finanziamento per il filobus di Verona è stato messo tra le priorità». L'esponente governativo del Pdl esclude imprevisti dell'ultima ora: «Non vedo difficoltà anche perché si tratta di un importo limitato». Quello odierno del Cipe, tuttavia, non è un passaggio scontato, dopo che i fondi accantonati per Verona, i circa 130 milioni per la tramvia, erano stati in un primo tempo dirottati all'emergenza terremoto in Abruzzo.
«Quando il Comune ha reso compatibile il progetto con le osservazioni dei tecnici del ministero», aggiunge Giorgetti, «la politica si è mossa per garantire i finanziamenti. Tutti, a Roma, abbiamo spinto affinché la richiesta della città venisse accolta».
BOLOGNA O EINDHOVEN? Ma che tipo di filovia vedremo in città? «La decisione sul modello verrà presa in sede di gara d'appalto», fa sapere l'assessore alla mobilità, Enrico Corsi. «Probabilmente», aggiunge «si sceglierà tra il modello Civis già utilizzato a Bologna e a Strasburgo o quello di Eindhoven. Ciò che sappiamo è che si utilizzerà un sistema bimodale, con i fili in periferia e senza in centro, a trazione elettrica». Che in centro sarà alimentato da un generatore diesel. «Ma a bassissimo livello di emissioni in atmosfera», assicura Corsi. Quanto ai cantieri, l'assessore parla di impatto «indolore» per la città. «Si tratta di installare una linea elettrificata aerea con sottostazioni e di costruire una sottovia in iva Città di Nimes: sopra passerà il filobus, sotto il traffico ordinario, inoltre sarà costruito un deposito per i mezzi, con tutta probabilità alla Genovesa». Quanto ai tempi per vedere la filovia nelle vie cittadine, Corsi prevede che ci vorranno «due anni e mezzo, al massimo tre». La gara d'appalto, aggiunge, «sarà indetta entro quest'anno». E i cantieri saranno avviati «probabilmente entro la fine del 2010».
IL «PRESUPPOSTO» DI AN. «Parla di passaggio positivo» anche l'assessore all'ecologia, Federico Sboarina che però puntualizza: «Ricordo ciò che il gruppo di An fece verbalizzare nella riunione di giunta del 30 settembre 2008: noi diamo parere favorevole al progetto, ma con un presupposto. Che cioè venga certificato in maniera precisa che il motore utilizzato sia il meno inquinante possibile. Detto ciò non possiamo che essere contenti per questo progetto di potenziamento del trasporto pubblico».
VERTICE CON MARIOTTI. Oggi intanto, in attesa delle notizie da Roma, l'assessore Corsi si riunirà con il presidente di Amt, Massimo Mariotti. «Parleremo di modalità e tempistica», fa sapere Mariotti. «Spetterà all'Amt», sottolinea il presidente dell'azienda, «occuparsi di progettazione, programmazione, gestione del bando di gara e della realizzazione dell'opera, fino a quando l'Atv ne prenderà in mano l'esercizio».
Per Mariotti, tuttavia, «il filobus veronese dovrà essere il punto di partenza per la realizzazione di un sistema di trasporto metropolitano alternativo a livello provinciale, su rotaie o a trazione elettrica non importa, da studiare insieme alla nuova amministrazione provinciale».
L'ATTACCO DEL PD. Nonostante i fondi sbloccati a Roma, la capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Stefania Sartori, non vede «motivo di cantare vittoria per l'arrivo di un semplice filobus che in città funzionerà a trazione diesel».
Riferendosi al progetto della giunta Zanotto messo in cassetto dall'amministrazione Tosi, la capogruppo di opposizione parte all'attacco della maggioranza di centrodestra.
«La Giunta Tosi», hafferma, «ha già rinunciato a maggiori finanziamenti, i circa 130 milioni già concessi dal precedente governo alla tramvia veronese ora ridottisi a 84, rinunciando anche a un vero progetto alternativo di trasporto di massa. Per non dire», esclama Stefania Sartori, «che l'attuale finanziamento tanto strombazzato è stato salvato in extremis grazie al soccorso dei parlamentari. Intanto», continua la capogruppo del Pd, «la mobilità in città è praticamente al collasso, i parcheggi vanno avanti con grave ritardo e l'assessore Corsi non trova di meglio che disegnare stalli di sosta anche sui marciapiedi. Non siamo per niente pentiti di averne chiesto le dimissioni».

fonte "L'Arena"

liberamente88
June 27th, 2009, 02:47 PM
Io non conosco quelle vie e non so se sia vero che le macchine ci fossero sempre state... però francamente non capisco questa fregola di trasformare qualsiasi minimo slargo in parcheggio, alla faccia della pedonalizzazione del centro... Certo Corsi è stato un pò rude nel rispondere, ma alla fine la sostanza sarebbe stata la stessa anche senza la forma. Ci sarebbe anche da chiedersi quanti disabili debbano proprio passare per quel lato delle due vie, obiettivamente... l'aspetto più grave, secondo me, è che in verità nella via non c'è affatto spazio per una carrozzina, una macchina parcheggiata e una che transita, quindi c'è rischio di creare situazioni di oggettiva difficoltà o anche pericolo... boh, speriamo che non succeda mai niente. Anche in centro non mi è mai parso che le macchine vadano piano... Ma piuttosto disincentivare il parcheggio in centro anche da parte dei residenti? Sarebbe poi tanto un male se ogni due persone in centro non parcheggiano per tre?

Stranfiér
June 27th, 2009, 05:33 PM
Tipically italian, ma basta questa frase per far capire quanto siamo in cattive mani per la viabilità. Scandaloso che un politico possa ammettere candidamente una cosa del genere senza che nessuno lo faccia dimettere!

Ma è proprio tpically italian!

Rispetto a Corsi sono perfino più avanti i commercianti del centro.

albirello
June 29th, 2009, 07:27 PM
fonte: atv.verona.it

Gara per la fornitura di autobus

E pubblicato nella Sezione Gare e Concorsi il nuovo bando di gara per la fornitura di autobus

liberamente88
June 29th, 2009, 08:00 PM
Era ora... e adesso arriverà il terzo comunicato stampa avente ad oggetto l'annuncio della stessa gara?

Oggi sono stato all'inaugurazione delle nuove piazze del saval, in pratica al centro commerciale dietro alla chiesa hanno aumentato il verde, ripavimentato tutto in pietra, messo una bella fontana e tanti alberi e piante rampicanti... un bel lavoro, senza dubbio. Numerosi i partecipanti del quartiere.

Mi è stato detto che per Corso Milano i lavori dovrebbero partire per la fine dell'anno, dati tre mesi di tempo per la gara... sarà un cantiere su cui potrò tenervi aggiornato in modo assai continuo, senza dubbio. Mi hanno precisato comunque che i lavori saranno fatti il più possibile al risparmio, non c'è da sperare in nessun elemento di arredo urbano particolare.

Stranfiér
June 30th, 2009, 01:24 PM
Da L'Arena.it

Auto sui marciapiedi, i disabili non ci stanno (http://www.larena.it/stories/Home/65684_auto_sui_marciapiedi_i_disabili_non_ci_stanno/)


http://media.athesiseditrice.it/media/2009/06/73052_200405_medium.jpg
In via San Mamaso i nuovi posti auto occupano quasi interamente il marciapiede

butel
June 30th, 2009, 02:35 PM
[QUOTE=liberamente88;38985862

Oggi sono stato all'inaugurazione delle nuove piazze del saval, in pratica al centro commerciale dietro alla chiesa hanno aumentato il verde, ripavimentato tutto in pietra, messo una bella fontana e tanti alberi e piante rampicanti... un bel lavoro, senza dubbio. Numerosi i partecipanti del quartiere.

Mi.[/QUOTE]

sono andato a dare una occhiata, molto belle, specialmente la fontana, particolarmente apprezzata forse anche per il gran caldo ...
Speriamo dùrino.

liberamente88
June 30th, 2009, 04:25 PM
Infatti la maggior preoccupazione di coloro che sono intervenuti al microfono era quella di raccomandare ai residenti di avere cura degli spazi per evitare danneggiamenti... del resto sono previste fra qualche mese alcune telecamere nella zona (ma anche in altri quartieri). Hanno fatto proprio un bel lavoro, specie con la fontana, sarebbe peccato se fosse tutto rovinato dai soliti teppistelli, che al Saval devono essere molti peraltro.

A giudicare dalla foto, sull'altro lato del marciapiede un disabile ci sta... comunque, i posti auto sui marciapiedi con segnaletica orizzontale apposita sono consentiti, ma francamente dubito che siano ammessi senza la previsione di uno spazio dalla parte dell'edificio per i pedoni... mi pareva che il codice della strada prescrivesse di sostare ad almeno un metro dagli edifici ove manchi il marciapiede, quindi quei posti auto non mi sembrano regolari.

albirello
June 30th, 2009, 05:23 PM
fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 30.06.2009

ACCORDO COMUNE FERROVIE SCALO MERCI SANTA LUCIA: 28 MILA TIR IN MENO DAL 1 GENNAIO 2010

L’Amministrazione comunale ha raggiunto un accordo con Rfi che prevede, a partire dal 1 gennaio 2010, la riduzione di 28 mila mezzi pesanti in entrata e in uscita dallo scalo merci di Verona Porta Nuova. L’accordo è stato presentato questa mattina a palazzo Barbieri dagli assessori alla Mobilità Enrico Corsi, all’Ambiente Federico Sboarina e al Decentramento Marco Padovani. Presenti il presidente della 5ª circoscrizione Fabio Venturi e il consigliere della 4ª circoscrizione Bernato Daniele.
Attualmente lo scalo ferroviario gestisce ogni anno l’arrivo di 910 treni per quanto riguarda il trasporto tradizionale e 1680 treni per l’intermodale / combinato. Il volume su gomma derivante da questo traffico ferroviario di merci è equivalente a 47 mila veicoli pesanti, 28 mila dei quali generati dal trasporto intermodale/combinato.
L’accordo, ottenuto grazie al lavoro congiunto dei tre assessorati, prevede il graduale trasferimento delle attività merci del settore intermodale/combinato presso l’impianto ferroviario del Quadrante Europa, attivo entro luglio 2009: entro due mesi da tale data sarà trasferito il 18 per cento del traffico settimanale (pari a 120 veicoli pesanti); entro 4 mesi si provvederà allo spostamento del 36 per cento del traffico totale (pari a 220 veicoli pesanti); entro 5 mesi, e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, verrà trasferito al Quadrante Europa anche il residuo traffico intermodale/combinato che comporterà un’ulteriore riduzione di 290 mezzi pesanti alla settimana.
Inoltre il traffico veicolare residuo in uscita dallo scalo, sarà regolamentato da un impianto semaforico su stradone Santa Lucia, che obbligherà i tir alla svolta a sinistra, evitando quindi l’attraversamento del quartiere di Santa Lucia, con direzione viale Piave – bretella Verona Nord. In base all’accordo l’impianto sarà realizzato totalmente a spese di Rfi.
“L’intervento, che vedrà la diminuzione del passaggio di 28 mila tir all’anno – ha commentato Corsi - gioverà sicuramente ai quartieri di Golosine e Santa Lucia, che vedranno diminuire sostanzialmente il passaggio di veicoli pesanti, con un miglioramento sia dal punto di vista viabilistico che da quello ambientale”.
“Dopo mesi di trattative – ha detto Sboarina - siamo finalmente riusciti ad ottenere questo risultato che prevede una notevole diminuzione del traffico pesante su stradone Santa Lucia e lo spostamento al Quadrante Europa dei container che attualmente stazionano sotto il muro di cinta dello stradone, causando inquinamento acustico e atmosferico con i disagi che i residenti lamentavano da diversi anni”.
“Un risultato molto importante – ha concluso Padovani – in particolar modo per gli abitanti dei quartieri di Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma, raggiunto dopo un anno intenso di lavoro di squadra tra gli assessorati interessati.”



VERONA SUD: IL 6 LUGLIO PUBBLICATO PRIMO BANDO PER MANIFESTAZIONI DI INTERESSE PER PROGETTI RIQUALIFICAZIONE AMBITO 4

A partire da lunedì 6 luglio verrà pubblicato il primo bando finalizzato a raccogliere le manifestazioni di interesse riguardanti gli interventi di riqualificazione delle aree e degli immobili siti nell’ambito territoriale 4 Verona sud. Il bando pubblico è stato presentato oggi a palazzo Barbieri dal Sindaco Flavio Tosi, dagli assessori all’Urbanistica Vito Giacino e all’Edilizia privata Alessandro Montagna, dal presidente della Commissione consiliare urbanistica Marco Comencini. Presenti il professor architetto Federico Oliva, presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica, coprogettista del Piano degli Interventi di Verona sud e l’ingegner Antonio Dell’Erba dello studio Sisplan, progettista del Piano urbano della mobilità e consulente per il Piano degli Interventi per gli aspetti relativi alla viabilità.
“Ringrazio assessori e tecnici per il lavoro prezioso, concreto e rapido –ha detto il Sindaco Tosi- in una parte importante della nostra città, fino ad oggi trascurata, verranno realizzati interventi di elevata qualità progettuale, destinati a rilanciare l’economia di Verona in un momento di particolare difficoltà. Questi interventi inoltre rappresenteranno per l’Amministrazione comunale la possibilità di ricavare risorse importanti, da impiegare in altrettanto importanti investimenti sia per realizzare infrastrutture strategiche che per migliorare la qualità urbana e ambientale dei quartieri a sud”.
“Abbiamo attivato la riqualificazione di Verona sud –spiega l’assessore Giacino- partendo da un confronto allargato, attraverso un bando trasparente che consente a tutti i soggetti, sia pubblici che privati, di presentare proposte. Riteniamo di dividere l’intervento in due tempi: una prima fase riservata all’approvazione dei progetti strategici, da portare in tempi brevi in Consiglio comunale per far partire le opere pubbliche; seguirà una seconda fase riservata ai progetti privati più piccoli, con la quale sarà completata tutta la riqualificazione di questa parte enorme della città, che non viene pensata, quindi, solo per gli interventi delle grandi imprese, ma anche per il miglioramento complessivo dei quartieri di Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma”. “Obiettivi strategici principali –prosegue Giacino- sono il ribaltamento del casello autostradale, spostato a sud dell’esistente, e la realizzazione del grande parcheggio scambiatore collegato: progetti finalizzati a limitare il passaggio di un elevato numero di auto dai quartieri abitati, privilegiando il trasporto pubblico; l’altro grande obiettivo è l’aumento consistente delle porzioni di verde pubblico e privato, di cui oggi i quartieri a sud sono carenti”.
“L’edilizia privata –interviene l’assessore Montagna- sarà la parte terminale di questo percorso, che porterà a standard urbanistici elevati per questa parte della città e consentirà di esaminare progetti di elevata qualità architettonica, con caratteristiche tecniche e soluzioni costruttive all’avanguardia”.

L’Ato 4 Verona sud, con i suoi 51 mila abitanti, rappresenta per dimensioni la quinta città del Veneto; si estende su una superficie totale di 14 chilometri quadrati, un terzo dei quali ricadenti nella parte di Zai interessata dalle trasformazioni, per un volume complessivo di 12 milioni di metri cubi.
Le manifestazioni di interesse che saranno raccolte attraverso il bando dovranno rispondere ai requisiti previsti nelle linee guida degli accordi pubblico-privato, approvate dal Consiglio comunale il 28 maggio scorso. In particolare i progetti dovranno contribuire, come indicato nel bando pubblico, “alla valorizzazione dell’asse centrale del cosiddetto Cardo Massimo e delle relazioni trasversali tra i quartieri storici di Borgo Roma, Santa Lucia e Golosine; prevedere una pluralità di destinazioni e funzioni, anche di tipo strategico a scala territoriale, con incremento dell’offerta di servizi e attrezzature pubbliche e ad uso pubblico; caratterizzarsi per un alto livello di sostenibilità ecologica e ambientale, contribuendo allo sviluppo dell’armatura urbana, delle dotazioni infrastrutturali a rete, del sistema del verde pubblico e privato”.
I soggetti titolati avranno a disposizione 60 giorni di tempo per presentare le manifestazioni di interesse, corredate da documenti ed elaborati. Gli interventi proposti dovranno prevedere, tra gli altri requisiti, la realizzazione di una sede per la Polizia municipale con uffici per circa 6 mila metri quadri e relativi servizi e parcheggi; la valorizzazione e lo sviluppo degli spazi aperti e del verde pubblico e privato; la riqualificazione significativa del patrimonio pubblico in termini di opere da realizzare e cedere all’Amministrazione comunale; il concorso economico alla progettazione delle infrastrutture della mobilità, energetiche, di comunicazione. Gli interventi inoltre dovranno prevedere l’utilizzo di tecnologie di risparmio energetico e fonti di energia rinnovabile.

Allegato PDF (http://ufficiostampa.comune.verona.it/media/_Ufficio_Stampa/Allegati/TESTI%20PDF/conferenza_30_06_09.pdf) (Verona sud dall'alto e zone da riqualificare)

butel
June 30th, 2009, 05:36 PM
vista da questa prospettiva aerea l'area delle ex Officine Adige e' veramente rilevante.
Speriamo si muova qualcosa.

liberamente88
June 30th, 2009, 09:13 PM
Non dovrebbero far passare per una vittoria del Comune il progressivo passaggio dei treni merci al quadrante europa... se no cosa lo costruivano a fare? Del resto, vendendo l'area dello scalo merci in pieno centro città Rfi ci farà un mucchio di quattrini, mentre il Quadrante Europa sta dove sta, e peraltro è meglio raggiungibile...

Stranfiér
June 30th, 2009, 09:31 PM
Per quanto riguarda lo scalo merci, rimangono i 20.000 TIR del trasporto tradizionale. Del relativo nuovo scalo, infatti, si deve ancora decidere la collocazione.
Poi, si sa, che i camion usciranno verso Viale Piave...per poi fare una bella inversione ad U davanti a Porta Nuova e tornare verso S.Lucia.

Per Verona Sud speriamo in qualche prossima novità perché, fino ad oggi, ci hanno sempre servito la solita minesta riscaldata.

albirello
June 30th, 2009, 11:54 PM
fonte: l'Arena di Verona del 30.06.2009

«Quinta circoscrizione, una svolta per le piste ciclabili»

«La quinta circoscrizione si sta muovendo molto bene nel campo della ciclabilità. Siamo fiduciosi che a ciascuno degli annunci fatti seguiranno fatti concreti. Al presidente e a tutto il consiglio circoscrizionale vanno pertanto i migliori di buon lavoro».

Il presidente degli Amici della Bicicletta di Verona, Paolo Fabbri, esprime soddisfazione per la decisione di realizzare un nuovo tratto di ciclabile su Strada Le Grazie, in Borgo Roma, a collegamento del polo universitario con le vicine piscine (100 mila euro l’importo della risistemazione del tratto e della realizzazione della ciclabile). L’opera si affianca infatti alle altre in corso nel quartiere tese a migliorare la mobilità ciclabile nella zona.

«La quinta circoscrizione si sta distinguendo anche per la decisione di realizzare la ciclabile su via Legnago e di collegare quella di via San Giacomo (sul cui ridimensionamento, tuttavia, il nostro giudizio rimane estremamente negativo) con Santa Teresa e poi anche con viale Piave» precisa Paolo Fabbri.

«Naturalmente», conclude il presidente degli Amici della Bicicletta, «prima di dire l’ultima parola attendiamo che tutte questi progetti arrivino definitivamente in porto».

liberamente88
July 1st, 2009, 09:41 AM
Obiettivamente è l'unica circoscrizione che se ne interessa, del resto è anche una delle più popolari e quindi le ciclabili possono trovarvi maggiore successo. Certo che appunto la ciclabile fra Santa Teresa e San Giacomo stenta ad arrivare...

Stranfiér
July 1st, 2009, 09:57 AM
Da L'Arena.it 01/07/2009

http://media.athesiseditrice.it/media/2009/07/74470_200405_medium.jpg
Una panoramica di Verona Sud: sullo sfondo le gallerie dell’ex mercato e la cupola dei Magazzini generali

Verona Sud, via ai grandi interventi

PROGETTI. Il 6 luglio bando per le manifestazioni d'interesse dei privati che vogliono mettere mano a immobili e aree. Al Comune compensazione in opere pubbliche

Dalle maxitrasformazioni di Officine Adige e Manifattura Tabacchi alle riqualificazioni a Golosine e Santa Lucia

Verona sud si rifà il trucco. Come? I proprietari privati e pubblici rimettono a posto o riconvertono capannoni, edifici, sedi di imprese o uffici, siti industriali e commerciali dismessi in Zai, Borgo Roma, Santa Lucia e Golosine. E come contropartita il Comune avrà strade, verde pubblico e privato, arredo urbano e zone a servizi, da costruire o sistemare, e anche un sito per la Città della musica. Con queste finalità lunedì, 6 luglio, il Comune pubblica il primo bando finalizzato a raccogliere le manifestazioni di interesse relative agli interventi di riqualificazione delle aree e degli immobili dell'ambito territoriale Ato 4, cioè la Zai e i tre quartieri attorno, Borgo Roma, Santa Lucia e Golosine.
La zona ha 52mila abitanti e corrisponde di fatto quindi alla quinta città del Veneto dopo Venezia, Padova, Vicenza e Treviso. L'Ato 4 è esteso 14 chilometri quadrati, un terzo dei quali nella parte di Zai interessata dalle trasformazioni.
Il Piano degli interventi s'inizia quindi da Verona sud. Le manifestazioni di interesse che saranno raccolte attraverso il bando — cioè le proposte degli interventi, sia privati che pubblici — dovranno rispondere ai requisiti previsti nelle linee guida degli accordi pubblico-privato approvato il 28 marzo scorso dal Consiglio comunale. Precedenza alle grandi riqualificazioni come quella delle ex Officine Adige (dove sorgerà il complesso di case, uffici e negozi affidato nella progettazione all'architetto Richard Rogers) o dell'ex manifattura Tabacchi, ma anche di grandi imprese, da portare in Consiglio in tempi brevi per far partire le opere pubbliche. Poi gli interventi minori.
La riqualificazione di Verona sud va così oltre quella prevista dalla variante urbanistica 282, progettata dall'architetto Bruno Gabrielli su incarico della scorsa amministrazione, che interessava solo l'asse del cardo massimo, dal casello autostradale di Verona sud a Porta Nuova. L'amministrazione Tosi ha subito ampliato l'area di interesse della variante, includendo nelle potenziali trasformazioni del tessuto produttivo e urbano anche i tre quartieri. L'asse del «cardo» non avrà però i marciapiedi larghi 25 metri stile «ramblas» di Barcellona, con chioschi, stazione del metrò e negozi, come prevedeva la Gabrielli, ma diventerà una strada larga 30-32 metri, con due corsie per senso di marcia per automezzi e una corsia dedicata alla futura filovia e agli autobus pubblici.
Hanno presentato il bando, in municipio, il sindaco Flavio Tosi, gli assessori all'urbanistica Vito Giacino e all'edilizia privata Alessandro Montagna, il presidente della commissione urbanistica Marco Comencini. Erano presenti l'architetto e professore di urbanistica Federico Oliva, presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica, coprogettista del Piano degli interventi di Verona sud, e l'ingegner Antonio Dell'Erba, dello studio Sisplan, progettista del Piano urbano della mobilità e consulente per il Piano degli interventi per la mobilità.
«Gli obiettivi principali per Verona sud», spiega Giacino, «sono ribaltare il casello e costruire il parcheggio scambiatore alla Genovesa, per collegarlo al centro con i mezzi pubblici. Inoltre, aumentare il verde nei quartieri». Il tutto, dice Montagna, «per arrivare a standard urbanistici elevati, con progetti di alta qualità architettonica». Giacino aggiunge che «gli interventi proposti dovranno prevedere, fra gli altri, di costruire o ristrutturare un immobile per farne sede della Polizia municipale, di circa 6.000 metri quadrati e spazi per servizi e parcheggi, visto che la sede attuale dell'ex convento San Domenico è cadente e quella nuova, all'ex Gasometro, sarà pronta fra tre anni». Negli interventi si dovrà utilizzare tecnologie di risparmio energetico.
Il sindaco Tosi così commenta: «In una parte importante della nostra città, fino a oggi trascurata, verranno realizzati interventi di elevata qualità progettuale, destinati a rilanciare l'economia di Verona in un momento di particolare difficoltà».

Enrico Giardini

Fab87
July 1st, 2009, 10:06 AM
Pare dunque che il progetto di Rogers sia ancora in ballo, molto bene!
L'unica cosa, speriamo bene per viale del lavoro. I marciapiedi di 25 metri erano troppo, però bisognerebbe decisamente sitemare questa strada, non solo in ottica viabilistica! Speremo ben

butel
July 1st, 2009, 10:51 AM
speriamo non sia la solita ondata di bei disegni ...

Stranfiér
July 1st, 2009, 03:21 PM
Guardando le immagini dall'alto, si ha l'impressione che le aree occupate dalla fiera + quelle dell'ex mercato starebbero alla grande dentro l'area dello scalo ferroviario.

L'ipotesi del trasferimento della fiera era già stata ventilata qualche anno fa e porterebbe, a mio parere, alcuni vantaggi:

1) La vicinanza con la stazione ferroviaria;
2) Il futuro collegamento con la 434 e la bretella della Tang.Ovest;
3) La possibilità di riprogettare la fiera, modernizzandola e dotandola di parcheggi sotterranei;
4) La possibilità di aumentarne le superfici;
5) ...

I relativi costi potrebbero essere coperti dalla vendita dell'area attuale (con destinazione ed indici modificati, ovviamente), un po' come è stato fatto a Milano.

liberamente88
July 4th, 2009, 01:10 AM
A Madonna di Campagna Via Dolomiti diventerà a senso unico, con pista ciclabile nel senso contrario.

albirello
July 4th, 2009, 03:52 PM
A Madonna di Campagna Via Dolomiti diventerà a senso unico, con pista ciclabile nel senso contrario.

ma lo sanno che in quella via passerà il filobus?! ^^

butel
July 4th, 2009, 05:54 PM
per la cronaca alle ex-Cartiere è tutto fermo da un mese circa , hanno portato via persino le ruspe.

liberamente88
July 5th, 2009, 12:35 AM
No, il filobus (così come l'ex-tram) passerà in Via Monte Bianco, mentre già il 12 viene fra poco conseguentemente spostato in quella via.

albirello
July 5th, 2009, 08:22 PM
Magari mi sbaglio ma a me sembra Via Dolomiti.
Ecco il file (http://ufficiostampa.comune.verona.it/media/_Ufficio_Stampa/Allegati/TESTI%20PDF/tavola2.pdf) PDF con il tracciato

liberamente88
July 6th, 2009, 12:07 AM
Nel pdf è indicata sicuramente via dolomiti, ma evidentemente non può essere così. Sarà un pò forte da dire, ma secondo me quel documento (del Comune peraltro) è sbagliato. Non è pensabile che l'amministrazione istituisca un senso unico per poi toglierlo quando passerà il filobus, specie quando ci fanno una ciclabile nell'altro senso (che sarà una striscia dipinta per terra, però di questi tempi è pur sempre una non irrilevante spesa per il Comune). Via Monte Bianco è invece molto più grande e collega le strutture sportive e il mercato della zona, per questo da sempre si prevedeva il passaggio della tranvia per di lì. Forse l'errore del documento è dovuto al fatto che è di novembre 2008, e da allora non sono cambiate poche cose sul progetto filobus.

Per la verità poi di quella mappa mi stupisce che la filovia non passi più per piazza madonna di campagna... non riesco a capire perchè. Mi sembra una cosa stupida.

albirello
July 7th, 2009, 04:33 PM
Nel pdf è indicata sicuramente via dolomiti, ma evidentemente non può essere così. Sarà un pò forte da dire, ma secondo me quel documento (del Comune peraltro) è sbagliato. Non è pensabile che l'amministrazione istituisca un senso unico per poi toglierlo quando passerà il filobus, specie quando ci fanno una ciclabile nell'altro senso (che sarà una striscia dipinta per terra, però di questi tempi è pur sempre una non irrilevante spesa per il Comune). Via Monte Bianco è invece molto più grande e collega le strutture sportive e il mercato della zona, per questo da sempre si prevedeva il passaggio della tranvia per di lì. Forse l'errore del documento è dovuto al fatto che è di novembre 2008, e da allora non sono cambiate poche cose sul progetto filobus.

Per la verità poi di quella mappa mi stupisce che la filovia non passi più per piazza madonna di campagna... non riesco a capire perchè. Mi sembra una cosa stupida.

Credo che tu abbia ragione.
E dal sito ATV arriva la conferma che la linea 12 modifica il proprio percorso. (notare, tra le altre cose, l'accuratezza della grafica...!)

fonte: Atv.verona.it

Modifica percorsi linee 12-91

A seguito di alcuni cambiamenti della viabilità, a partire da giovedì 9 giugno [o 9 luglio?!] sarà modificato il percorso delle linee urbane 12 e 91 in direzione San Michele Sud e Madonna di Campagna.
Come indicato nella mappa allegata, i bus transiteranno da via Salieri, via Monte Bianco, via Gottardo e via Dolomiti, quindi percorso normale. Le fermate in via Dolomiti saranno soppresse e sostituite da fermate ubicate in Via Salieri e Via Monte Bianco.

Mappa (http://www.atv.verona.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.238b62b16c5afbc26b68/P/BLOB%3AID%3D290)

albirello
July 8th, 2009, 08:51 PM
fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 08.07.2009

POLO FINANZIARIO. AMMINISTRAZIONE COMUNALE DISPONIBILE A TRANSAZIONE MA SULLA BASE DEI VALORI REALI DEGLI IMMOBILI

L’ amministrazione comunale di Verona prende atto con rammarico della decisione della Società Polo Finanziario S.p.A. di avviare una procedura legale nei suoi confronti. Al tempo stesso, l’amministrazione comunale, che ha reiteratamente avanzato alla Fondazione Cariverona numerose proposte – nell’interesse strategico dello sviluppo della Fiera di Verona e non in contrasto con le intenzioni espresse dai soci della Società Polo Finanziario S.p.A. – per concludere con reciproca soddisfazione la vicenda riguardante l’area ex Mercato Ortofrutticolo, ricorda che suo compito primario è la tutela degli interessi patrimoniali della città e non può, di conseguenza, essere disponibile ad una transazione che non tenga conto dei reali valori degli immobili oggetto della stessa. In ogni caso, se chiamata in giudizio, l’amministrazione comunale farà valere in tale sede le sue ragioni.

butel
July 9th, 2009, 10:17 AM
praticamente un gioco all rialzo in un momento nel quale il valore degli immobili è in calo...

albirello
July 9th, 2009, 11:22 AM
Finalmente sono partiti i lavori per il Lux!

Stranfiér
July 9th, 2009, 10:09 PM
Quello degli amministratori della Polo Finanziario è un atto dovuto.
Speriamo che, almeno, serva per mettere in pista nuove iniziative.

Stranfiér
July 9th, 2009, 10:17 PM
http://i25.tinypic.com/ih8b3c.jpg

liberamente88
July 9th, 2009, 11:22 PM
E' un buon inizio... soprattutto a Porta Vescovo il nuovo percorso potrebbe essere molto utile. Credo che dovrebbero prevedere una corsia preferenziale completa dal piazzale esterno di porta nuova a piazza bra, eppoi rimuovere il semaforo pedonale davanti al mc donald. Questo per rendere un pò meno lento l'autobus fra stazione e centro. Anche in periferia ci vorrebbero tanti piccoli interventi, specie per aiutare la linea 41 per Cadidavid.

albirello
July 10th, 2009, 01:07 AM
:eek2: :eek2: :eek2: :eek2: :eek2:

Stranfiér
July 10th, 2009, 10:22 AM
Notizia dagli sviluppi interessanti.

L'Arena, 10.07.09

http://i25.tinypic.com/2pzbqxy.jpg

gruber
July 10th, 2009, 12:55 PM
http://i25.tinypic.com/2euq1zs.jpg

albirello
July 11th, 2009, 12:16 AM
fonte: l'Arena di Verona del 10.07.2009

VERONA DEL FUTURO. Molti gli scenari all’orizzonte dopo l’annuncio di una causa dei soci al Comune. Le categorie produttive auspicano soluzioni non traumatiche
«Evitare scontri sul Polo Finanziario»
Partita estremamente complessa: a giorni gli incontri. Bolla: «Sono certo che prevarrà la lungimiranza». Bianchi: «Serve un’intesa più ampia»

Come uscirne? Se la causa nei confronti del Comune da parte della società Polo Finanziario (composta da Fondazione Cariverona, Banco Popolare e Cattolica assicurazioni) era annunciata da tempo al punto da apparire scontata, anzi un atto dovuto di autotutela, non si intravede ancora, invece, la soluzione per chiudere una vicenda dalla trama kafkiana. Gli incontri al tavolo di lavoro per cercare una via d’uscita partiranno solo tra qualche giorno.
TAVOLO E RAPPORTI. Ma qui si apre già un primo problema. La Polo Finanziario spa chiede di essere interlocutrice del sindaco perché è lei che ha promosso la citazione per danni al fine di accelerare l’accordo e chiudere la partita. Solo che finora il Comune ha preferito rapportarsi direttamente con i soci, con la Fondazione Cariverona e il suo presidente Paolo Biasi che in quanto capocordata avrebbe poi dovuto trovare l’intesa con Carlo Fratta Pasini del Banco e Paolo Bedoni di Cattolica. Ma anche le posizioni tra i soci si stanno differenziando. Cattolica, sotto la spinta anche degli azionisti che potrebbero promuovere un’azione di responsabilità nei confronti di chi ha sottoscritto la decisione di fare il Polo finanziario investendo 15 milioni di euro che non fruttano nulla, chiede di essere liquidata. E anche il Banco popolare vorrebbe rientrare dall’investimento. A questo punto, ed è uno dei nodi che i legali dovranno sciogliere, è possibile che il Comune apra tavoli separati, bilaterali, con ogni singolo socio? O deve rapportarsi con la società fino a quando non si trova una soluzione condivisa?
PROPOSTE E PALAZZI. Perché in via riservata le proposte il Comune le ha fatte. Non solo Palazzo Forti, ma anche Palazzo Gobetti sono stati offerti, ma vanno stimati per capirne il valore reale. Sono state offerte anche aree alternative, ma sono state respinte al mittente. Ci sono fra i tre soci non solo posizioni diverse ma anche impegni diversificati: Popolare e Cariverona hanno molti rapporti con il Comune di Verona, sono soci in enti economici, dal Catullo alla stessa Fiera, per cui un accordo sul Polo finanziario può rientrare in logiche anche più ampie. Per Cattolica non è così, perché con il Comune non ha altre partite aperte. Ecco quindi che per uscire dal ginepraio si sta facendo strada, nelle categorie, la necessità di trovare un accordo, una intesa più ampia che vada al di là della semplice permuta immobiliare-finanziaria tra un’area che vale 40 milioni una contropartita di palazzi storici a destinazione pubblica o privata, ancora da stimare.
VERONA SUD. Un do ut des soltanto immobiliare, ma forse adesso sta finalmente emergendo che la partita su quell’area di Verona sud ha un valore che va oltre il pezzo di terra e il mattone: quell’area rischia di essere la pietra angolare sulla quale poi si svilupperà il futuro di Verona sud, dal Prusst alla Cupola di Magazzini frigoriferi, dall’ex Manifattura Tabacchi al parcheggio scambiatore di Verona sud alla Genovesa, dai nuovi spazi per la Fiera agli alberghi. Ecco quindi gli appelli a trovare un accordo in tempi rapidi per il bene della città e della Fiera.
«Credo che il problema, comunque molto complesso, vada necessariamente affrontato con un approccio pragmatico e positivo. E dunque mi auguro che questa minaccia di una causa vada vista più come uno stimolo a risolvere la situazione che come un annuncio di rottura tra le parti» dice Andrea Bolla, presidente di Confindustria Verona. «Anche perché - prosegue Bolla - in questa situazione congiunturale non certo facile deve prevalere sempre il senso di responsabilità. Il problema dell’area del Polo finanziario, così come quello degli altri cosiddetti contenitori, è strettamente legato allo sviluppo di parti importanti del tessuto cittadino e dunque appare cruciale per l’area scaligera. In questo senso ho la certezza che, sia i soci che il Comune, sapranno agire sul doppio binario della tutela dei propri interessa ma anche del bene della collettività, guardando al futuro di Verona».
Proprio in questa direzione si colloca anche il pensiero del presidente della Camera di commercio, Alessandro Bianchi: «Ci troviamo in una situazione difficile da comprendere e dalla quale bisogna uscire il prima possibile. Come uscirne? La mia riflessione è che va messa a punto una strategia concordata tra i soci in campo e la Fiera, con progetti di ampio respiro, che vadano oltre l’aspetto immobiliare dell’operazione. Se quest’area del Polo finanziario è destinata ad essere recuperata per la Fiera, perché non coinvolgere l’ente fieristico?». Perché non avrebbe soldi a sufficienza, probabilmente. «Ma certo che da sola la Fiera non può farcela, però con l’aiuto dei soci e degli altri attori si possono trovare soluzioni con orizzonti più ampi. La Camera di commercio per esempio ha 6 milioni per la Fiera. E qui la partita è strategica, perché si tratta di riqualificare Verona Sud».
ASSETTI E INCROCI. Tra l’altro, proprio Comune, Banco Popolare e Cariverona, protagonisti di questa vicenda, sono anche soci in Fiera. Per cui se la Fiera decidesse di acquistare l’area, in realtà questi soci acquisterebbero due volte un pezzo di terra di loro proprietà. Altra ipotesi: se l’area tornerà in possesso del Comune, difficilmente potrà conferirla alla Fiera perché il suo peso patrimoniale nella società fieristica schizzerebbe troppo in alto rivoluzionando gli equilibri con gli altri soci. Che fare? Mettere l’area sul mercato e venderla a terzi? Strada già tentata e anche già fatta saltare.

Riello: va ricercato un compromesso per il bene della Fiera

Gli occhi su quell’area ce l’hanno tutti i giorni, se non altro perché è lì di fronte e dalle ampie vetrate degli uffici si può contemplare in ogni momento. Sarà per questo che in Fiera si guarda con grande attenzione al destino dell’ex Mercato ortofrutticolo, area di pregio oggi sfruttata solo come parcheggio a raso in un contesto urbanistico che secondo i progetti comunali dovrebbe invece diventare la nuova città di qualità, tant’è vero che nelle aree confinanti sono previsti interventi edilizi di alto livello.
«Per il bene della Fiera siamo sempre stati sensibili a questo problema e vorremmo che tutti gli attori coinvolti nella vicenda del Polo finanziario potessero dialogare al meglio», afferma Ettore Riello, presidente di Veronafiere, ente che da sempre cerca nuovi spazi per allargare il quartiere: un albergo, nuovi uffici, parcheggi, aree per esposizioni mirate, le proposte sono infinite. «In questa fase», prosegue Riello, «vorremmo ricordare il ruolo della Fiera per l’economia di città e provincia e chiedere che questi attori istituzionali, territoriali, finanziari, siano attenti alla Fiera e al suo consolidamento».
Un appello, insomma, perché si trovi una soluzione condivisa che vada al di là del puro scambio immobiliare: «Nessuna Fiera al mondo è in grado di sostenere da sola lo sviluppo delle proprie infrastrutture: devono provvedere i soci, perché si tratta di investimenti che ritornano poi a beneficio del sistema cittadino, dalla metropolitana ai parcheggi scambiatori. Noi possiamo fare la nostra parte e dare il nostro contributo, però l’importante è che questa causa nei confronti del Comune non sia fonte di nuove incertezze ma apra la strada a un percorso risolutivo. Le riserve vanno sciolte -aggiunge Riello- perché i continui rinvii complicano sempre di più i progetti e servono solo a movimentare le parcelle dei professionisti».
Ma che cosa può segnare la svolta? «Mi auguro che i protagonisti di questa vicenda trovino un accordo tenendo come prospettiva il futuro della Fiera; ci vuole una disponibilità di tutte le parti per arrivare a un compromesso perché il tavolo è aperto da troppo tempo e va chiuso. Non credo che da operazioni immobiliari di questo tipo ci si possa attendere plusvalenze o remunerazioni aprticolari: il problema vero qui è mettere ordine a una zona strategica della città, cioè Verona sud, che è ancora a cuore aperto e chiede soluzioni per gli ex Magazzini, per lo scalo merci delle Ferrovie, per l’ex Manifattura Tabacchi e altro ancora. Se non si scioglie questo nodo, restano bloccate anche altre situazioni di Verona sud, vedi il parcheggio scambiatore della Genovesa».
Insomma, dice Riello, da questa vicenda se ne esce «con una scelta di compromesso» dove anche se qualcuno in un primo momento potrebbe avere l’impressione di perdere qualcosa, «alla fine verrà ripagato dai benefici di un progetto a favore del futuro della città. Se non c’è la disponibilità al compromesso, non vedo altre strade percorribili».

Stranfiér
July 11th, 2009, 11:39 AM
L'Arena.it 11-07-09

«Ecco i progetti per l'area del Polo»

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Il sindaco Tosi anticipa le mosse del Comune. Intanto Confcommercio, Cna, Coldiretti, Confartigianato: «Potenziare il quartiere fieristico»

Sarà al servizio della Fiera, con piazza, alberghi e park Viale del Lavoro interrato e una metrò da Verona sud

Verona. Un'unica grande piazza fieristica. È questo il destino che l'amministrazione comunale sogna per Verona sud. Lo dice tra le righe il sindaco Flavio Tosi spiegando: «Abbiamo già pensato a cosa vogliamo realizzare sul terreno dell'ex mercato ortofrutticolo, per noi è chiaro che l'intera area deve essere messa a disposizione per lo sviluppo della Fiera, ed è altrettanto evidente che potremo fare un programma particolareggiato solamente dopo essere ritornati propietari dell'area».
Tosi pensa infatti a una unica grande agorà che unisca l'ex mercato ortofrutticolo, gli ex magazzini generali e il quartiere fieristico, facendo scomparire in sotterranea viale del Lavoro. Il tutto collegando il rovesciamento del casello di Verona Sud e un parcheggio scambiatore alla Genovesa con un mezzo veloce mezzo di trasporto pubblico di massa che, per un tratto, correrà in parallelo con la linea del filobus.
La nuova piazza fieristica così creata sarà quindi occupata da strutture ricettive, uffici e parcheggi, il tutto a servizio dell'espansione della Fiera.
E un appello proprio per destinare quest'area al servizio del quartiere espositivo è arrivato ieri dalle associazioni di categoria con una nota sottoscritta da Confcommercio, Confartigianato, Cna e Coldiretti. «Sul Polo Finanziario auspichiamo una soluzione condivisa e non traumatica per la città e nel contempo ribadiamo con forza il nostro parere: l'area di Verona sud deve essere posta totalmente al servizio della Fiera che ha bisogno di nuovi spazi e infrastrutture per consolidarsi e ampliare ulteriormente il proprio ruolo strategico per l'economia locale».
Upa-Confartigianato, Cna, Coldiretti e Confcommercio Verona, si sono riuniti ieri mattina e i rispettivi presidenti Ferdinando Albini, Vandino Guerra, Damiano Berzacola e Fernando Morando hanno mostrato immediatamente di avere un pensiero comune sull'intera faccenda sollevata in concomitanza della citazione in giudizio del Comune da parte della società Polo Finanziario spa per i ritardi nella composizione della vicenda.
«Le nostre organizzazioni di categoria», precisano i vertici, «sostengono con decisione che non può esserci spazio per forme di sviluppo alternativo in quell'area e dicono “no” a un proliferare di nuovi insediamenti che oltre a comprimere l'attività di Veronafiere, impegnata in un grosso sforzo di adeguamento e sviluppo ai mercati internazionali, genererebbero un'ingiustificata e nociva concentrazione di imprese». E proseguono: «Noi auspichiamo che le necessarie riflessioni partano da questo presupposto e si arrivi alla fine, tra gli attori coinvolti, a un compromesso il cui principio ispiratore sia comunque il bene di Verona».
Le associazioni concludono: «Chiediamo peraltro di essere coinvolti dalle istituzioni, vista l'importanza della "partita" e la rappresentatività delle nostre associazioni».

Giorgia Cozzolino

http://media.athesiseditrice.it/media/2009/07/77510_138451_medium.jpg
L'area di fronte alla Fiera, una volta Mercato ortofrutticolo e poi destinata al Polo finanziario (che non si farà)
è ora utilizzata come parcheggio in occasione delle manifestazioni

albirello
July 11th, 2009, 12:30 PM
L'Arena.it 11-07-09

«Ecco i progetti per l'area del Polo»

Viale del Lavoro interrato
Metropolitana
Rovesciamento del casello di Verona sud
Parcheggio scambiatore Genovesa

Bla Bla Bla
Parole parole paroleeeeeeeeeeee, parole soltanto parole...
Spero di sbagliarmi, ma sembrano le solite chiacchere...

Fab87
July 11th, 2009, 12:36 PM
Penso che più che metrò si pensi a qualcosa tipo people mover (magari farlo proseguire fino al Valerio Catullo?)..certo se si parlasse di metrò parrebbe davvero un riciclare le idee della passata amministrazione...:)

Fab87
July 11th, 2009, 12:37 PM
Bla Bla Bla
Parole parole paroleeeeeeeeeeee, parole soltanto parole...
Spero di sbagliarmi, ma sembrano le solite chiacchere...

Sì, e sono già 2 anni che l'amministrazione è in carica, e dobbiamo ancora vedere un progetto. Mah.

liberamente88
July 11th, 2009, 01:26 PM
Non penso proprio che ci facciano una metropolitana, a meno che non la paghi un angelo dal cielo. Semmai ci fanno il filobus, come previsto. Per il resto, interramento di viale del lavoro, parcheggio scambiatore e rovesciamento casello sono cose ampiamente previste, la variabile sono i tempi ma prima o poi ci si arriverà di certo. Comunque non credo proprio che si vedranno cantieri su questo fronte prima di diversi anni. Per fortuna che almeno il problema della Serenissima pare teso a risolversi, forse adesso qualche spiraglio per velocizzare le pratiche del traforo, del prolungamento della traspolesana e della variante della SS12 si è aperto.

butel
July 11th, 2009, 05:16 PM
la giunta Tosi ,dal punto di vista urbanistico , la giudicherò a fine mandato e farò i dovuti raffronti con il nulla lasciato dalla giunta Sironi o il vuoto siderale partorito dalla giunta Zanotto. Per il momento mi accontento che abbia risolto due decennali problemi di due zone degradate come le ex Cartiere ed il Lux poi si vedrà .

Fab87
July 11th, 2009, 09:15 PM
la giunta Tosi ,dal punto di vista urbanistico , la giudicherò a fine mandato e farò i dovuti raffronti con il nulla lasciato dalla giunta Sironi o il vuoto siderale partorito dalla giunta Zanotto. Per il momento mi accontento che abbia risolto due decennali problemi di due zone degradate come le ex Cartiere ed il Lux poi si vedrà .

Io tendo a preferire il confronto con altre città paragonabili a Verona.
Credo anche io comunque che i lavori che vedremo partire nei prossimi anni sono quelli del prolungamento della 434 e del Traforo, anche se la 434 è ancora un pò un'incognita.

Ah, ieri sono passato per Alto San Nazaro (purtroppo senza fotocamera) e i lavori stanno procedendo, per l'edificio più verso Veronetta la ristrutturazione è già iniziata, per quelli più verso le mura c'è stato solo lo sventramento e la rimozione delle parti da eliminare. C'erano comunque diversi operai nel cantiere.

Proposta: che ne dite se, in quanto utenti del forum, stilassimo una lista di aree strategiche su cui bisognerebbe concentrarsi sotto vari punti di vista (espansione urbana, viabilità, riqualificazioni, direzionale, ecc)?

albirello
July 12th, 2009, 01:00 AM
Su Verona sud oramai ne ho sentite fin troppe e non credo più a niente. E, IMHO, aggiungo:
- manca innanzitutto una visione d'insieme. dichiarazioni molto confuse, a volte contradditorie, non si sa in modo chiaro che cosa si vuole realizzare e come procedere.
- lentamente si ritorna alla concezione della Variante Gabrielli, tanto ostaggiata da questa amministrazione (polo finanziario escluso ovviamente). ho l'impressione che abbiano aspettato la bellezza di 2 anni con la speranza che qualcuno se ne dimenticasse.

Comuque ora mi sembra arrivaro il momento di parlare di via Todeschini, oramai era più di una settimana che nessuno ne parlava...

fonte: l'Arena di Verona del 11.07.2009

BORGO TRENTO. Spunta una nuova ipotesi
Via Todeschini pedonale ma solo durante le feste»
Bozza: «A Natale percorso con bancarelle e mostre»
Marco Cerpelloni

Via Todeschini, a Natale un percorso pedonale con bancarelle. Il presidente della circoscrizione, Alberto Bozza, non lo esclude. Ma sul rendere pedonale la via, dice: «Inattuabile per la sua importanza nella viabilità del quartiere e per la sua disponibilità di parcheggio. Stalli auto richiesti dagli stessi residenti».
Mentre si stanno concludendo i lavori di riqualificazione, Bozza riapre dunque il dibattito sulla delibera proposta dal consigliere Elio Rocco Insacco (An) di un percorso pedonale in ogni quartiere e approvata dal Consiglio comunale, a partire con un tragitto che da piazza Bra arriva a piazza Vittorio Veneto lungo anche via Todeschini. «Avevo già espresso perplessità sul progetto a suo tempo quando sono stato invitato alla commissione consiliare per parlare di questa idea di rendere pedonale via Todeschini», dice il presidente della seconda circoscrizione. «Perplessità che riporto anche aggi pur restando disponibile per qualsiasi ragionamento da fare assieme. Via Todeschini può essere una via pedonale, ma non tutto l’anno. Solo in determinati momenti quali i giorni festivi, come alcune domeniche, e in particolari momenti dell’anno, Natale e Pasqua. Occorre ragionare sulla proposta di un calendario che individui questi giorni di chiusura magari da dedicare a manifestazioni e iniziative, anche con bancarelle e mostre di pittura come avviene in altre vie della circoscrizione. In questo modo, via Todeschini può diventare una strada artistica di collegamento tra piazza Vittorio Veneto, l’Arsenale e piazza Bra». Bozza, prosegue: «È da escludere, invece, una pedonalizzazione totale. Via Todeschini non ne possiede le caratteristiche essendo una importante strada interna del quartiere di Borgo Trento utilizzata anche in alternativa alla trafficata e vicina via IV Novembre. Poi, vi è un’esplicita richiesta di parcheggio da parte dei residenti che è stata posta in evidenza anche nel progetto di riqualificazione».
Sulla possibilità di sperimentare già dal prossimo periodo natalizio alcuni giorni «pedonali» con la presenza di bancarelle o mostre, Bozza non lo esclude e dice che «è un progetto da valutare con calma poiché le bancarelle hanno bisogno di alcuni servizi. Bisogna sapere se la via può essere dotata di energia elettrica oltre e quanto serve per realizzare questa o altre simili iniziative. Se a settembre si apre una discussione e si avvia il confronto potrebbe anche esserci il tempo sufficiente per sperimentare a Natale qualche giorno pedonale. Si potrebbe, così, avere un percorso che da piazza Vittorio Veneto giunge in Arsenale in un contesto di animazioni. Resta, in ogni caso, un tema da valutare con calma e, forse, sarà più probabile avviare una sperimentazione nel prossimo periodo estivo».

albirello
July 12th, 2009, 01:04 AM
http://i25.tinypic.com/ih8b3c.jpg

Ho riletto con attenzione l'articolo e qualche anima pia potrebbe postare una pianta indicando dove si trova Largo Calderara? E magari qualcosa anche riguardo a Porta Vescovo che non ho ben capito. Grazie :cheers:

albirello
July 12th, 2009, 12:02 PM
Ve lo ricordate questo articolo? Ecco, i lavori sarebbero dovuti terminati all'incirca questo mese :lol: :nuts:

http://img19.imageshack.us/img19/8106/stazionepnuova.th.jpg (http://img19.imageshack.us/i/stazionepnuova.jpg/)

albirello
July 12th, 2009, 12:19 PM
fonte: l'Arena di Verona del 12.07.2009

Viale Piave, in arrivo un guard rail di piante
MODIFICHE. L'opera impedirà inversioni a «U»e consentirà l'installazione dell'autovelox fisso

Uno spartitraffico in viale Piave. Cambierà presto il volto del viale di accesso da sud alla città. Ad annunciarlo è l'assessore alle Strade, Paolo Tosato, dopo l'approvazione in giunta del progetto esecutivo.
A settembre partiranno quindi i lavori per la creazione di uno spartitraffico tra il cavalcavia della fiera e il sottopassaggio della ferrovia. Non si tratterà di un semplice guard rail in stile autostradale, bensì un basso divisorio in muratura all'interno del quale saranno posizionate aiuole con siepi o piccoli alberelli per migliorare l'aspetto estetico della via e allo stesso tempo renderla più sicura.
L'ampia strada a dieci corsie che collega la Fiera, i quartieri di Tombetta e Santa Lucia con porta Nuova, è stata infatti spesso teatro di gravissimi scontri causati dall'alta velocità, ma anche da manovre di inversione a U davvero azzardate. Per questo l'amministrazione ha deciso di approvare il progetto la cui realizzazione comporterà una spesa che si aggira sui 90mila euro.
La modifica consentirà non solo di impedire pericolose manovre, ma donerà alla strada tutte le caratteristiche idonee per legge ad ospitare rilevatori fissi di velocità.
Al momento infatti per installare un autovelox fisso è necessario che le due carreggiate per senso di marcia siano separate da uno spartitraffico, per questo l'amministrazione sta studiando di trasformare in tal senso anche altre vie ritenute pericolose della città a causa dell'elevata velocità riscontrata dal monitoraggio della polizia municipale.
Al momento, però, a preoccupare l'assessore Tosato, è il periodo che servirà per realizzare i lavori. Il cantiere occuperà infatti presumibilmente due corsie. Fatto che in autunno potrebbe creare disagi al traffico. Per questo l'amministrazione sta valutando l'ipotesi anche di poter fare eseguire i lavori durante la notte.G.C.

fonte: DNews 12.06.2009

La teleferica si rimette in moto
Previsto oltre un milione per ripristinare la piccola stazione e il trasporto verso Castel San Pietro.
E il vecchio Teatro chiede di poter tornare in attività
di Laura Lorenzini

Sette anni sono passati da quando il Teatro Laboratorio, storica fucina di artisti d’avanguardia, ha chiuso i battenti. L’assessore Francesca Tamellini, nel novembre 2002, annunciò di voler ripristinare la funicolare di Castel San Pietro, che negli anni della seconda guerra mondiale collegava Santo Stefano all’ex caserma austriaca che sovrasta Verona. E l’ingresso era previsto nell’ex stazione di partenza in piazzetta Fontanelle Santo Stefano, dove nel 1975 Ezio Maria Caserta diede vita al suo originale progetto teatrale.
Ma, dopo anni di rinvii, nulla è stato fatto. E ora Giovanna e Isabella Caserta, moglie e figlia del fondatore scomparso nel 1997, chiedono di riaprirlo.
«Lasciateci completare i lavori di ristrutturazione a nostre spese e ricominciare l’attività», chiedono in un accorato appello. Ad appoggiarlo c’è una mozione che verrà presentata da Francesco Spangaro, consigliere comunale della lista Tosi, grande appassionato di teatro. Ed è prevedibile che troverà in Consiglio un consenso bipartisan. Ma il
progetto della teleferica incombe. L’assessore all’Edilizia Vittorio Di Dio spiega che tra qualche mese i lavori per la funicolare potrebbero partire.
Sta procedendo a passi di elefante un progetto della Fondazione Cariverona, che ha acquistato il castello, mirato a ricreare la cremagliera con due vagoni, per portare su e giù turisti e veronesi.
Stesso ingranaggio
In sostanza verrebbe ripristinato l’ingranaggio che, mediante una ruota dentata motrice, trainava i vagoni su e giù dalla collina per un tratto di 40 metri. «Il progetto è in fase definitiva – informa Di Dio –, l’importo previsto è di un milione e cento mila euro. L’idea è di mettere in moto due vagoni storici, in stile Liberty, da venti-trenta passeggeri. Il tutto a spese della fondazione. Noi ci mettiamo solo l’ex stazione di partenza, di nostra proprietà». Giovanna Caserta rimarca che la funicolare, attiva dal 1940 al 1944, ha cessato la sua attività per mancanza di utenza. Era stata allestita ad uso degli studenti che andavano a Castel San Pietro, allora sede distaccata del liceo artistico. Ma i ragazzi preferivano salire la lunga scalinata a piedi. Per trent’anni la stazione è rimasta chiusa e abbandonata, diventando un ricettacolo di immondizie.
« Quell’edificio l’abbiamo recuperato noi, nel 1975, ottenendolo in comodato gratuito dal Comune –rievoca lei -. Abbiamo compiuto i lavori per realizzare il palco, i 150 posti a sedere, i camerini, le vie di fuga. Nel 2000 ho chiesto alla giunta Sironi il permesso, accordato, di realizzare i lavori di ristrutturazione. Abbiamo
speso 150 milioni. E il Comune ci ha messo del suo per sostituire il vecchio tetto, che era in amianto».
L’ex assessore
Ma nel 2002 cambia l’amministrazione e arriva il sindaco Paolo Zanotto. E l’allora assessore Francesca Tamellini, nel mese di novembre, informa la Caserta che i piani sono cambiati: «Mi disse che entro due mesi avrebbe ripristinato la funicolare. Cercai una mediazione. Nulla da fare. E il teatro chiuse i battenti». La funicolare, alla fine, non è stata fatta.
E la compagnia del teatro Laboratorio ha dovuto trovare soluzioni di ripiego. Con proposte di sedi alternative, come quella dell’Arsenale, mai andate in porto.
Ora, dice, dopo migliaia di firme raccolte per la riapertura, lei chiede solo che il teatro Laboratorio possa tornare a vivere. Anche convivendo con la futura funicolare. L’assessore Di Dio assicura il suo impegno: «Sono convinto che il teatro Laboratorio sia un patrimonio della città. Vedremo di trovare una soluzione perché le due realtà possano coesistere».

Stranfiér
July 12th, 2009, 03:15 PM
Al di là degli indubbi meriti sul miglioramento del decoro e della sicurezza di Verona, i progetti di questa giunta mi sembrano rivolti più a nord che a sud.

Mi chiedo quali sono gli interessi che concentrano il governo del comune su opere faraoniche (Traforo) che dovrebbero risolvere (ma non è detto) semplici probelmi di traffico a nord (che non hanno tuttavia impedito lo sviluppo economico della città), mentre viene trascurata la parte strategico-produttiva di Verona (la parte sud).
Al di là della risoluzione del problema delle ex-cartiere, spinta dall'emergenza sicurezza, i progetti per Verona Sud sono allo stallo totale.
Pare che non interessi a nessuno nemmeno risolvere i problemi di traffico che esistono anche lì (B.go Roma, Golosine, S.Lucia, attraversate da milgiaia di veicoli al giorno), nonostante le aperture di Serenissima al finanziamento del collegamento tra la 434 e la Tangenziale nord.
Per Verona Sud ci sono progetti (come il WTC della CIS) che sono pronti da anni e altri potrebbero arrivare...ma qual'è la priorità per Verona? Il Traforo, certo...

Stranfiér
July 13th, 2009, 08:08 AM
http://i25.tinypic.com/21l8i84.jpg

butel
July 13th, 2009, 09:53 AM
casso, ma c'e' ancora chi da la parola a Zanotto?
mapperfavore ......

Fab87
July 13th, 2009, 12:24 PM
Aggiornamento zona est:
la pista ciclabile di Via Banchette è stata completata lungo tutta la via nel tratto fra l'incrocio con via Montelungo e via Monti Lessini. Certo che si è capito che è stata fatta esclusivamente per i dipendenti della mondadori, che così possono raggiungere in sicurezza dallo stabilimento in via Montelungo la mensa situata in fondo in Via Banchette. E' stato creato anche un attraversamento pedonale in quel punto. Vedo molto basse adesso le possibilità di un raccordo attraverso via Monti Lessini con la pista in Via Confortini e in via Montelungo con la pista che passa intorno al Gavagnin, o con quella di via Montorio. In poche parole, l'auspicato collegamento ciclabile fra Borgo Venezia e San Michele al momento non c'è.

Per quanto riguarda il centro polifunzionale di Via Perini, stanno procedendo molto bene, ormai la forma dell'edificio è ben definita, sono già state poste le travi d'acciaio del tetto, e anche la struttura in muratura è praticamente completata.

albirello
July 13th, 2009, 01:00 PM
fonte: l'Arena di Verona del 13.07.2009

Polo, otto milioni per un accordo
CITY FINANZIARIA. È questa la differenza sulle valutazioni per la permuta con Palazzo Forti. Per il Comune vale 40, Cariverona stima il valore a 32. A giorni l’incontro

Il sottosegretario Brancher: «Il progetto non stava in piedi, spetta a banche e a Cattolica trovare soluzioni»

Verona. Nelle rispettive agende pare che non ci sia ancora segnato alcun appuntamento, ma forse non ce n'è neppure bisogno, perché per abitudine gli incontri si svolgono al mattino prestissimo davanti a un caffè.
Ma questa volta forse tra Comune e Fondazione Cariverona, cioè tra sindaco Flavio Tosi e presidente Paolo Biasi, ci sarà bisogno di qualcosa di più ufficiale per affrontare e cercare di risolvere il nodo del Polo Finanziario (che non si farà più) dopo che la società formata dai tre soci Banco Popolare, Cattolica assicurazioni e Cariverona appunto, ha deciso di citare per danni il Comune.
E quindi il sindaco Flavio Tosi, non avendo a disposizione le risorse per liquidare subito la società che gli ha fatto causa, deve ricominciare a tessere la trattativa con i soci per cercare un accordo che parte dalla base di 40 milioni di euro. È questa infatti la cifra richiesta dalla società Polo Finanziario, presieduta dall'ingegner Giuseppe Nicolò per cedere l'area al Comune (l'aveva comperata a 33) dopo tutte le spese sostenute per progettazione e quant'altro.
La strada maestra è la permuta. Il Comune ha proposto di cedere Palazzo Forti come contropartita, ma c'è una sostanziale differenza nelle valutazioni. Per l'amministrazione comunale, Palazzo Forti vale 40 milioni, tanto quanto cioè l'area del Polo Finanziario. Potrebbe cederlo a Cariverona incamerando i soldi con i quali pagare la società Polo Finanziario che a sua volta liquiderebbe i tre soci e potrebbe anche cessare la sua attività.
Ma per la Fondazione, come ha già detto più volte al sindaco anche il direttore generale Fausto Sinagra con le perizie alla mano, Palazzo Forti non vale quella cifra, ma al massimo 32 milioni di euro. Ci sarebbe quindi una differenza di almeno 8 milioni di euro.
Che fare? Se ne discuterà appunto attorno a un tavolo dove i soci del Polo finanziario attenderanno proposte dal sindaco: si farà una stima congiunta dei beni? Si aggiungeranno altri immobili nella permuta fino ad arrivare alla cifra di 40 milioni? Tutte le strade sono aperte, si vedrà.
Intanto però su questa vicenda interviene il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Aldo Brancher, molto critico con gli istituti finanziari: «Mi pare che debbano essere le banche e Cattolica a proporre al Comune una soluzione e non viceversa: non possono scaricare la responsabilità su Palazzo Barbieri per un'operazione voluta da loro e dalla precedente amministrazione comunale e che fin dall'inizio non stava in piedi».
Secondo Brancher infatti «non è stata un'operazione di buon senso progettare un Polo finanziario di fronte a una Fiera che è alla ricerca di nuovi spazi. Anzi, «era stata una scelta al di fuori della realtà» rincara, «volevano arrivare a spostare la Fiera? E dove volevano metterla? E con quali soldi? E con chi ne avevano parlato, con la città? E dopo aver portato avanti una cosa così grave, priva di buon senso, adesso fanno anche causa al Comune: io farei causa a chi ha portato avanti quel progetto contro l'interesse dei veronesi, e sul quale non erano convinti neppure i tre soci».
«Anzi», prosegue, «proprio in quei mesi gli istituti di credito cominciavano a spostare altrove, in altre città o all'estero, i loro quartieri generali, altroché city finanziaria...».
E quindi? «Quindi io spero», dice il sottosegretario, «che le proposte risolutive arrivino dai soci e che facciano un atto di onestà e correttezza, senza voler mostrare i muscoli, pensando al bene della città e della Fiera che ha bisogno di potenziare la viabilità di accesso e di nuovi parcheggi. Per parte mia, sto cercando di accelerare il trasloco dello Scalo merci per dare alla città nuovi spazi. Perché la Fiera non può e non deve andare via da dov'è».
E sempre sul fronte politico, l'ex sindaco Paolo Zanotto ribatte alle dichiarazioni di Tosi che nei giorni scorsi ha definito il progetto realizzato dalla precedente amministrazione «irrealizzabile», tanto da definire i tempi e le modalità delle opere programmate delle autentiche «barzellette».
Zanotto replica: «La vera barzelletta è Tosi che spaccia per sue le nostre proposte come quella dell'interramento della strada e il parcheggio scambiatore, opere che erano nella variante Gabrielli da lui affossata, salvo ora farle passare come idee della sua amministrazione».

Stranfiér
July 13th, 2009, 01:46 PM
casso, ma c'e' ancora chi da la parola a Zanotto?
mapperfavore ......

Ma come?
Ma se è il capo dell'opposizione! :hilarious

Comunque, se ci sono sti terreni di proprietà comunale a nord del casello, che li diano in permuta alla Polo Finanziario SpA...così, magari, ci fanno anche sta benedetta City.

butel
July 13th, 2009, 02:01 PM
Zanotto che parla di immobilismo è un .... ossimoro! :lol:

albirello
July 14th, 2009, 10:57 PM
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VERONA

"Magna Verona vale, valeas per secula semper, et celebrent gentes nomen in orbe tuum".
Raterio [890, 974] Vescovo di Verona

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Archivio discussioni / Past threads
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VERONA | Foto (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=496650)
VERONA | Foto 2 (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=824256)

albirello
July 14th, 2009, 11:05 PM
fonte: l'Arena di Verona del 14.07.2009

LAVORI PUBBLICI. Nell’area fra Adige e Cimitero si chiude la telenovela cominciata otto anni fa
Ex Gasometro pronto per il parcheggio
Terminata la bonifica dei residui di lavorazione del gas Di Dio: «Ora via ai lavori anche per negozi e sede dei vigili»
di Enrico Giardini

Ex Gasometro, la telenovela della bonifica dei materiali inquinanti nel sottosuolo è giunta all’ultima puntata. Anzi, siamo ai titoli di coda. Si è conclude infatti questa settimana l’opera di pulizia dell’area di 20mila metri quadrati, dopo otto anni da quando erano stati rilevati nel terreno fra l’Adige e il cimitero residui della lavorazione del gas. E così potranno partire i lavori per costruire il parcheggio multipiano da 700 posti auto, con annesso un edificio per la polizia municipale e alcuni negozi.
Con la bonifica sono stati eliminati (in parte con trattamento biologico e in parte portandoli in un sito di smaltimento) idrocarburi petroliferi pesanti e idrocarburi policiclici aromatici. Il lavoro, affidato dal Comune all’Amia, che si è avvalsa della collaborazione della società di ingegneria ambientale Nce Srl di Brescia, sono costati un milione 650mila euro.
A eseguirlo è stata la Akron spa di Imola, a cui era stato appaltato due anni fa. Completano l’opera altri lavori di piccola entità come smaltire i rifiuti pneumatici e altri conglomerati bitumosi, non pericolosi, il che porterà a una spesa di altri 60mila euro. L’opera, comunque, è completata. In base al cronoprogramma si dovrà ancora intervenire su un nucleo di contaminazione nella zona di ingresso all’area da via Campo Marzio, in parte sotto il fabbricato dell’Agsm. Questa ulteriore bonifica non influirà però sui lavori per costruire il pacheggio e gli uffici e quindi potranno continuare.
«Ora i lavori del parcheggio possono partire e quindi si potrà aprire l’iter tecnico e amministrativo», commenta l’assessore comunale ai lavori pubblici, Vittorio Di Dio, al termine dell’opera di bonifica che ha occupato due anni. L’amministrazione di Palazzo Barbieri un anno fa aveva annunciato che il parcheggio sarebbe stato pronto nel 2010.
Costruire il complesso costerà circa 32 milioni. I costi dell’operazione — cioè pagare chi materialmente costruirà l’opera — saranno in parte sostenuti da una permuta con l’ex convento San Domenico, in via del Pontiere (valore 12,5 milioni), di proprietà del Comune, uno stabile ormai fatiscente ora sede della Polizia municipale, che troverà appunto posto in un nuovo edificio di 5.000 metri quadrati all’ex Gasometro. Anche se provvisoriamente il Comune punta a ottenere un edificio di almeno 6.000 metri quadrati in Zai, nell’ambito del piano per la riqualificazione urbanistica di Verona sud.
Un altro migliaio di metri quadrati, all’ex Gasometro, dovrebbe essere occupato dagli uffici comunali della mobilità e del traffico. Altri sette milioni e mezzo, per il parcheggio, verranno messi dalla Regione e altri cinque dall’Amt, che contrarrà un mutuo. Due li finanzierà il Comune e cinque i privati che costruiranno i negozi e gli spazi artigianali, a cui il Comune cederà l’area.

Stranfiér
July 15th, 2009, 09:26 AM
Bravo Alby :D

Stranfiér
July 15th, 2009, 09:37 AM
Una serie di notizie sull'area dell'ex-mercato.

Corriere di Verona

http://i26.tinypic.com/2jeut14.jpg

Corriere del Veneto, 11.07.09

IL PROGETTO DEL SINDACO

«Quel posto è sbagliato per la City
E neppure i soci la volevano lì»

Tosi: in quell’area servono strutture ricettive, uffici e parcheggi
«Serve una soluzione transattiva per il Polo»

VERONA — Il Polo Finanziario davanti alla Fiera non lo voleva nessuno (anche i promotori pensavano ad un’altra sede, magari alle ex Officine Adige). E adesso quell’area sarà radicalmente trasformata, diventando un unico enorme «piazzale Fiera»: quel tratto di viale del Lavoro diverrà sotterraneo, e sorgeranno uffici, un albergo, un parcheggio e negozi collegati ai temi delle grandi fiere (vino, cavalli, agricoltura).
Queste le novità emerse a palazzo Barbieri, a margine della «baruffa politica» tra Flavio Tosi e il suo predecessore. Se Zanotto (vedi articolo a pagina 2) ha sferrato il suo attacco sulla base della causa legale intentata al Comune dalla Polo Finanziario SpA, Tosi ha spaziato a tutto campo sul tema. A partire dall’inizio di questa lunga vicenda.
«Zanotto - ha detto il sindaco - aveva scelto l’unica area di Verona su cui il Polo Finanziario non andava fatto. Quella è l’area più sbagliata su cui realizzarlo. La Fiera lo ha sempre detto, con Castelletti come con Riello. E non lo volevano lì neppure i tre soci della Polo Finanziario tanto che inizialmente l’area doveva essere un’altra (quella delle ex Officine Adige, ndr). Fu Zanotto a volerlo lì, sull’unica possibile area di sviluppo della Fiera». Sul contratto sottoscritto tra la giunta Zanotto e i tre soci della Polo SpA (Cattolica, Cariverona e Banca Popolare) Tosi spiega che «noi non facciamo contratti con condizioni irrealizzabili, come hanno fatto loro. Andate a leggervelo, quel contratto - prosegue il sindaco - con i tempi e con le clausole cui il Comune avrebbe dovuto sottostare: alcune sono pure e semplici barzellette. Guardate ad esempio i tempi previsti per portare la 434 in Basso Acquar (trenta mesi, ndr). Cose assolutamente irrealizzabili».
Adesso però c’è da affrontare la causa legale. Ma secondo Tosi «al di là degli strilli del centrosinistra, l’unica soluzione praticabile è quella da noi proposta (che è peraltro anche nella volontà dei tre soci della Polo SpA) e cioè quella di trovare una soluzione transattiva. Le cause si sa che si vincono e si perdono: una, per esempio, (coi Costruttori Veronesi, sull’area dell’ex Polo, ndr) noi l’abbiamo già vinta».
Punto nodale di tutto, comunque, resta il futuro di quella zona. E su questo ecco la novità più importante: «Lì spiega Tosi - resta un’area libera per lo sviluppo della Fiera. E assieme alla Fiera il Comune ha già pensato cosa inserirvi». Cosa? «Nel momento in cui saremo di nuovo proprietari dell’area partirà la progettazione nei dettagli. Ma è già chiaro sin d’ora che in quell’area servono strutture ricettive, uffici e parcheggi. Nella futura pianificazione della zona ci sarà anche un sottopasso: viale del Lavoro passerà in sotterranea, e quello diverrà un unico grande piazzale fieristico. Un piazzale che sarà servito dal filobus in arrivo dal centro (il cui tracciato passa proprio da lì, per poi deviare verso Borgo Roma e il Policlinico) e da un altro mezzo di trasporto di massa da sud, collegato con il parcheggio scambiatore». Fin qui il sindaco. Più in dettaglio, pare assai probabile che nel futuro, enorme piazzale sorgeranno quindi un albergo, palazzi per uffici (forse gli stessi nuovi uffici di Palazzo Barbieri, più altri), un grande parcheggio (sotterraneo oppure con un modernissimo silos multipiano) e anche una zona commerciale legata ai maggiori temi fieristici: negozi di vini, legati al settore dei cavalli, collegati all'agroalimentare veronese. Il futuro dell’ex Polo, insomma, causa o non causa, pare proprio sia già cominciato.
Lillo Aldegheri



L'arena.it, 15.07.09

Polo finanziario, spunta nuova idea

VERONA SUD. Vertice alle sette di mattina fra il sindaco Tosi e il presidente Biasi per trovare una soluzione sull'area dove avrebbe dovuto sorgere la «city» bancaria

Oltre a Palazzo Forti, Cariverona chiede al Comune 1.500 posti auto nel futuro parcheggio dell'ex mercato

HomePolo finanziario, spunta nuova ideaVERONA SUD. Vertice alle sette di mattina fra il sindaco Tosi e il presidente Biasi per trovare una soluzione sull'area dove avrebbe dovuto sorgere la «city» bancaria
Oltre a Palazzo Forti, Cariverona chiede al Comune 1.500 posti auto nel futuro parcheggio dell'ex mercato
Palazzo Forti più una compensazione in oneri di urbanizzazione in cambio dell'area dell'ex Mercato ortofrutticolo destinata al polo finanziario (che mai si farà). È questa la proposta avanzata ieri — in un incontro alle sette di mattina — dal presidente della Fondazione Cariverona Paolo Biasi e dal direttore generale Fausto Sinagra al sindaco Flavio Tosi, per chiudere una volta per tutte la trattativa. Tanto più dopo che la Società Polo finanziario spa ha fatto causa al Comune per non aver definito la vicenda dopo un anno e mezzo dalla decisione del Comune di voler riacquisire l'area, senza che questo sia avvenuto.
Stando all'ipotesi esaminata ieri Cariverona venderebbe al Comune l'area dell'ex mercato, del valore di 39 milioni e mezzo. È in pratica la cessione del pacchetto azionario della Polo finanziario spa, costituita per un terzo ciascuno da Cariverona, Cattolica Assicurazioni e Banco Popolare, cioè i tre soggetti che avrebbe dovuto costruire la city bancaria. Il Comune pagherebbe cedendo a Cariverona Palazzo Forti (32 milioni e mezzo) e con altri sei milioni e mezzo sotto forma di compensazione. La somma corrisponde infatti al valore del parcheggio di 1.500 posti auto che Cariverona dovrebbe costruire agli ex Magazzini generali come oneri di urbanizzazione (da pagare quindi al Comune) per ristrutturare il complesso e realizzare il polo culturale.
Il Comune cederebbe così a Cariverona l'uso di 1.500 posti auto nel parcheggio che verrà costruito nell'area dell'ex mercato e che in massima parte dovrebbe essere utilizzato dalla Fiera. Di fatto, quindi, se questa complessa operazione dovesse andare in porto, Cariverona non sarebbe più tenuta a costruire il parcheggio agli ex Magazzini, che sarebbe stato necessario per rispettare gli standard urbanistici della riqualificazione del sito.
Il Comune quindi liquiderebbe con circa 13 milioni ciascuno il Banco Popolare di Verona e Cattolica Assicurazioni. Il resto della trattativa avverrebbe solo fra Comune e Cariverona. A questo punto, però, il Comune dovrà valutare gli aspetti normativi della proposta (alla riunione di ieri era presente a questo scopo anche l'avvocato Giovanni Sala) e anche quelli urbanistici, con l'assessore Vito Giacino.
L'ipotesi prospettata da Cariverona cambia comunque la carte in tavola rispetto all'avvio della trattativa, quando il Comune aveva quantificato in 39 milioni e mezzo il valore dell'area dell'ex mercato senza però cedere sul valore stesso, come in parte avverrebbe qualora la proposta esaminata ieri andasse in porto.
Il Piano prevede comunque che nei 7.000 metri quadrati di Palazzo Forti resti la Galleria d'arte moderna, di proprietà del Comune, che pagherà a Cariverona un affitto. La Fondazione potrebbe poi aggiungervi quadri e opere di sua proprietà. I 5.000 metri quadrati di appartamenti e negozi dell'isolato Forti, che pure andranno a Cariverona, resteranno tali.
A quel punto il Comune, ritornato in possesso dell'ex Mercato, dovrà trattare con la Fiera il futuro dell'area, di 60mila metri quadrati. La Fiera ha già dimostrato interesse per costruirvi un albergo, un parcheggio e palazzine uffici. Si riparte da zero, quindi, per il futuro di quel sito dismesso.
L'altro obiettivo del Comune sarà poi vendere Palazzo Gobetti, da cui spera di ricavare circa otto milioni. Il che permetterebbe di lanciare il project financing per restaurare l'ex Arsenale. Ma ogni progetto sui contenitori, a questo punto, dipende dall'esito della trattativa del Comune con Cariverona per l'area dell'ex Mercato. L'unica che, una volta risolta, potrebbe bloccare anche il lavoro degli avvocati.

Enrico Giardini

Stranfiér
July 15th, 2009, 12:30 PM
DNews, 15.07.09

http://i25.tinypic.com/sevntt.jpg

butel
July 15th, 2009, 03:08 PM
Ci gà schei , fà
Ci no ga schei , disegna.

(cit. la me vecia nona,rip)

Stranfiér
July 15th, 2009, 05:56 PM
Ci gà schei , fà
Ci no ga schei , disegna.

(cit. la me vecia nona,rip)

Come sempre, da semplici detti popolari vengono fuori le grandi verità!
:D

butel
July 15th, 2009, 06:37 PM
Via libera all'alta velocità tra Padova e Verona

15/07/2009 17:14 Il programma per le infrastrutture strategiche è stato approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. Priorità, è stato ricordato da Sacconi e Brunetta, sarà data allo sviluppo del cosiddetto 'corridoio 5'. Grande impulso sarà dato all'alta velocità tra Padova e Verona

Il Programma per le infrastrutture strategiche allegato al Dpef, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, ''contiene l'elenco delle opere prioritarie, sostenute dalla Legge Obiettivo, dell'Alta Velocita' lungo la linea Milano-Verona-Venezia e - affermano in una nota congiunta i ministri Maurizio Sacconi e Renato Brunetta - in esso si dice esplicitamente che 'l'anno prossimo, una volta risolto il nodo di Vicenza, potra' partire anche l'altro segmento fondamentale, sempre del Corridoio 5, quello relativo al tratto Av/Ac Verona-Venezia'''. ''A seguito del riavvio della Convenzione con il general contractor, che era stata annullata dal precedente Governo, la struttura tecnica del Ministero delle Infrastrutture - prosegue la nota - ha impegnato la societa' Rfi a produrre il progetto definitivo del tratto Verona-Padova alla luce delle risorse messe a disposizione dall'attuale Governo. In questo modo tra pochi mesi - dicono i due ministri - potrebbe partire quantomeno un primo lotto costruttivo di questo tratto dell'Alta velocita' lungo l'asse del Corridoio 5''.

fonte Telenuovo

Gioven
July 15th, 2009, 06:52 PM
^^

Risolto il nodo di Vicenza? L'unico modo per risolverlo è bypassare la città dei magnagatti! :lol:

Fab87
July 15th, 2009, 07:42 PM
Sotto i Berici, unica soluzione ragionevole...non avrebbe alcun senso uno stop dell'alta velocità a vicenza.

albirello
July 16th, 2009, 12:54 AM
fonte: l'Arena di Verona del 15.07.2009

CONSORZIO ZAI. Si passerà da 6.500 a 11mila treni l’anno per arrivare con il tempo a 18mila
Pronto il terzo Terminal il Quadrante raddoppia
Costruito con nuove tecnologie e strategie ridurrà i costi dei trasporti e l’impatto sul territorio

Slitta a settembre, per «motivi contingenti», l’inaugurazione del nuovo terminal 3 del Quadrante Europa che passerà quindi da una superficie occupata di due milioni e mezzo di metri quadrati a quattro milioni e 200mila metri quadrati.
Dalle attuali 30 coppie treni giornaliere, si passerà a 47, facendo lievitare così a undicimila treni l’anno il traffico ferroviario del nodo che oggi conta annualmente il passaggio di 6.500 convogli.
«Il nuovo terminal gate è stato realizzato rispettando i tempi programmati e in un momento di crisi non è una cosa da poco», spiega Flavio Zuliani, presidente del Consorzio Zai, società che gestisce l’interporto, ricordando che i lavori al cantiere sono iniziati solamente un anno e mezzo fa. Il terminal nasce dalla partecipazione al cinquanta per cento di Rete ferroviaria italiana (Rfi) e il Consorzio Zai, un modello aziendale che per la prima volta vede la collaborazione di Rfi. «Da sempre Rfi crede e investe in questa realtà e nella sua forza strategica e questo nuovo progetto rappresenterà un modello di riferimento per altri terminal», prosegue Zuliani.
In primo luogo per la tecnologia di ultima generazione impiegata e per un nuovo modello di strategia. Si tratta infatti di un concetto futurista, spiega il Consorzio, che conferisce grandi spazi e grandi velocità .
Il nuovo terminal separa infatti i cicli produttivi in moduli, quello ferroviario e quello di stoccaggio, diminuendo il costo per unità movimentata, riducendo l’impatto sul territorio e garantendo una protezione ambientale su tutta la piattaforma.
Il modello innovativo offre quindi al modulo intermodale di sfruttare pienamente la tecnologia gruistica «CompactTerminal», nonché le nuove opportunità aperte dalla liberalizzazione ferroviaria.
«Tale modello potrà aprire la via a una discontinutà forte nell’ambito delle modalità gestionali della terminalistica, facendo diventare il modulo 3 una opportunità di sperimentazione di pratiche organizzative e gestionali innovative, da esportare anche in altre future realtà», spiega il depliant del nuovo Terminal.
«Infatti», prosegue il presidente, «la creazione del terzo modulo permette di mettere mano alla tecnologia degli altri due arrivando a 15-18mila treni l’anno nei prossimi dieci anni».
E aggiunge: «Il nuovo terminal consente di triplicare la situazione attuale confermando ancora una volta il primato e l’eccellenza del Quadrante Europa, primo interporto italiano». Zuliani spiega che gli effetti del nuovo terminal si verseranno su tutta la provincia veronese e non solo. «Essendo un ente industriale, nei primi 61 anni di vita, il Quadrante ha creato più di centomila posti di lavoro, tra diretti e indiretti». E prosegue: «Si tratta del vero motore per la creazione dello sviluppo economico. Per questo attendiamo precisi piani urbanistici come il Quadrante sud e Quadrante nord, Marangona e piano interventi della Bassona. In questo modo si potranno creare altri 20mila posti di lavoro in dieci anni».
Zuliani ricorda infatti che il Censis ha dichiarato che il Quadrante Europa come una delle anse positive di sviluppo economico, anche all’interno della crisi. Al secondo posto viene la fiera di Milano.
Il presidente è poi critico nei confronti della paventata proposta di un nuovo interporto a Isola della Scala, che peraltro anche l’ad di Ferrovie, mauro Moretti, non vuole, e dice: «Lo confermano tutti gli studi che replicare un modello come il nostro entro i 200 chilometri creerebbe diseconomie di scala. Non escludo progetti o sistemi condivisi con il Quadrante, ma è da capire come».G.C.


fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 15.07.2009

LAVORI IN VIA TODESCHINI: ASS. TOSATO

Saranno ultimati in questi giorni i lavori di riqualificazione di via Todeschini. Lo rende noto l’assessore alle Strade Paolo Tosato che spiega: “l’intervento ha avuto un costo complessivo di 420 mila euro ed ha portato alla sistemazione dei marciapiedi e del manto stradale, con nuova asfaltatura”. “In via sperimentale, su decisione della Giunta, in questi primi mesi – dichiara Tosato – sarà valutata la necessità o meno della pista ciclabile in questo tratto di strada. Per questo motivo, non sarà posto da subito sulla nuova ciclabile il cordolo di delimitazione in cemento previsto dal progetto”. “Se la ciclabile – conclude l’assessore – risulterà effettivamente non utilizzata e quindi poco funzionale per questa zona della città, sarà eliminata per permettere la realizzazione di nuovi posti auto, già ampliati del 30 per cento con la riqualificazione della strada”.

butel
July 16th, 2009, 08:35 AM
praticamente Verona ombelico di tutta la rete

http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/no-tav2.png


http://www.hevelius.it/webzine/moduli/filemanager/file/73.jpg

Lo Scaligero
July 16th, 2009, 01:12 PM
Sotto i Berici, unica soluzione ragionevole...non avrebbe alcun senso uno stop dell'alta velocità a vicenza.

ma infatti in teoria l'AV non passerà da Vicenza

albirello
July 16th, 2009, 02:41 PM
fonte: l'Arena di Verona del 16.07.2009

INFRASTRUTTURE. Il tratto ferroviario ad alta velocità fra Verona e Venezia inserito del Dpef approvato dal Governo
Segnale verde alla Tav veneta
«Tra pochi mesi via ai lavori»
Annuncio dei ministri Sacconi e Brunetta. Soddisfazione di Galan, Tosi e Andrea Tomat

Il programma per le infrastrutture strategiche allegato al Dpef, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, «contiene l’elenco delle opere prioritarie, sostenute dalla Legge Obiettivo, dell’Alta Velocità lungo la linea Milano-Verona-Venezia e - affermano in una nota congiunta i ministri Maurizio Sacconi e Renato Brunetta - in esso si dice esplicitamente che «l’anno prossimo, una volta risolto il nodo di Vicenza, potrà partire anche l’altro segmento fondamentale, sempre del Corridoio 5, quello relativo al tratto Verona-Venezia».
«A seguito del riavvio della convenzione con il general contractor, che era stata annullata dal precedente Governo, la struttura tecnica del ministero delle Infrastrutture», prosegue la nota, ha impegnato la società Rfi a produrre il progetto definitivo del tratto Verona-Padova alla luce delle risorse messe a disposizione dall’attuale Governo. In questo modo tra pochi mesi», dicono i due ministri, «potrebbe partire quantomeno un primo lotto costruttivo di questo tratto dell’Alta velocità lungo l’asse del Corridoio 5».
Per il presidente veneto Giancarlo Galan è «una buonissima notizia. Da molti mesi andavo protestando per il vuoto politico in cui era precipitata la tratta dell’Alta velocità-Alta capacità ferroviaria tra Milano, Venezia e Trieste. Infatti», prosegue, «ho detto e ridetto che trovavo scandaloso il vuoto politico e amministrativo incui era precipitato questo aspetto del sistema infrastrutturale del Nordest; non desidero attribuirmi alcun merito, anche se il ruolo di rompiscatole ben mi si addice».
E soddisfazione viene espressa anche dal presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat. «Queste prime anticipazioni sul programma delle infrastrutture strategiche allegato al Dpef approvato dal Governo sono particolarmente confortanti e in linea con le richieste che avevamo avanzato al Governo qualche settimana fa», dice Tomat. «Gli impegni che secondo le dichiarazioni dei ministri Maurizio Sacconi e Renato Brunetta il Governo ha assunto», aggiunge il presidente di Confindustria Veneto, «confermano la tempestività e la rilevanza dell’intervento di Confindustria Veneto in rappresentanza degli interessi di tutti gli imprenditori del territorio e a sostegno dei progetti di sviluppo economico sociali di una Regione che deve rimanere al centro di ogni programma di politica economica nazionale. Riportando il tema dell’alta velocità Milano-Venezia-Trieste ai primi posti nell’agenda politica nazionale abbiamo ottenuto un importante passo nella costruzione del Veneto e del Nordest del futuro. Mi riservo un ulteriore approfondimento sui tempi e sui termini della proposta governativa: in caso positivo gli industriali veneti non mancheranno di esprimere con forza la propria soddisfazione per i passi avanti che un tema così strategico per il futuro del Veneto sta finalmente compiendo».
Il sindaco Flavio Tosi esprime soddisfazione. «Non avevo dubbi sul fatto che l’alta velocità ferroviaria si fermasse anche a Verona», dice, «visto che non era pensabile in vista dell’Expo 2015 di Milano che la Tav non passasse dalla nostra città. La stazione di Porta Nuova verrà ribaltata, per la Tav, ma questo è un problema tecnico. L’importante è che, risolto il problema di Vicenza, si parta con i lavori a Verona».


RIVOLUZIONE A VERONETTA. L’Amt dal primo agosto darà attuazione alla delibera del Comune: potranno lasciare l’auto in sosta solo residenti e studenti universitari
Santa Marta, parcheggi a pagamento
Il costo sarà di 30 e 20 euro al mese. L’area chiusa dal 16 al 31 luglio per installare le videocamere

Diventa a pagamento anche uno degli ultimi parcheggi liberi disponibili in città, quello della Santa Marta con entrata da via Cantarane. Amt, che lo ha in gestione, informa infatti che in base alla delibera del Comune, il parcheggio verrà riservato a residenti di Veronetta e a studenti universitari, a pagamento, con varie forme di abbonamento. Per predisporre gli impianti di automazione e la videosorveglianza, il parcheggio resterà chiuso per 15 giorni, dal 16 al 31 luglio, per effettuare una serie di interventi che consentiranno di accedere al parcheggio 24 ore su 24.
Attualmente il parcheggio viene aperto ogni giorno alle 7 del mattino e chiuso alle 20 dai volontari della Protezione civile, che all'interno dell'ex caserma hanno il loro deposito.
«Una volta terminati i lavori», spiega il presidente di Amt, Massimo Mariotti, «come stabilito dalle delibere dell'amministrazione comunale, che ha concesso il parcheggio in gestione di Aamt Spa, la sosta sarà riservata esclusivamente ai residenti di Veronetta e agli studenti universitari». Le tariffe stabilite dal Comune di Verona sono le seguenti: 30 euro mensili per i residenti, 20 euro per gli studenti universitari. Gli studenti che sottoscriveranno un abbonamento di almeno 6 mesi avranno uno sconto di 10 euro, mentre per i residenti che sceglieranno l'abbonamento annuale un mese sarà gratuito.
[...]

Stranfiér
July 16th, 2009, 05:56 PM
...La stazione di Porta Nuova verrà ribaltata, per la Tav, ma questo è un problema tecnico...]

Solo un problema tecnico...come il rifacimento di piazzale 25 aprile?

Chissà perché continua a ronzarmi nella mente il detto della nonna di Butel...

Stranfiér
July 17th, 2009, 08:00 AM
larena.it 17.07.09 (http://www.larena.it/stories/Cronaca/70313__corsi_dentro_le_mura_solo_park_a_pagamento/)

Corsi: «Dentro le mura solo park a pagamento» (rimane gratis sui marciapiedi, ndr :lol:)
IL CASO. Nel centro storico spariscono gli stalli bianchi a sosta libera
Le entrate serviranno a finanziare i lavori per il filobus. Partiti i lavori nel posteggio Santa Marta

«Non v'è mondo al di fuori delle mura di Verona», diceva Shakespeare, ma se il poeta inglese fosse in riva all'Adige di questi giorni, probabilmente scriverebbe il contrario.
Con l'ultima decisione dell'amministrazione comunale di affidare ad Amt la gestione dell'ultimo parcheggio gratuito ancora rimasto nelle vicinanze del centro storico, tra i lavoratori e i residenti scoppia la protesta e chiedono se non è il caso di far valere la sentenza 116 del 2007 della Cassazione che considera nulli i verbali per sosta vietata in un'area di parcheggio a pagamento se nella zona non sono presenti anche stalli gratuiti.
Insomma, è possibile che tutta la sosta in città sia a pagamento? L'assessore alla Mobilità Enrico Corsi è chiaro: «La sentenza non vale per noi, almeno non dentro le mura magistrali perché essendo patrimonio dell'Unesco vi è una deroga in tal senso».
A quanto pare infatti, la Cassazione non prevede l'obbligo di riservare posti auto gratuito nelle zone a traffico limitato e nelle aree «di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico».
I veronesi si rassegnino quindi ad aprire i borsellini se vogliono arrivare in città con la propria auto perché il Comune è autorizzato a trasformare a pagamento tutti gli stalli presenti all'interno delle mura.
Al momento, rimangono liberi i parcheggi di porta Palio e una parte di Borgo Trento, quartiere dove da poco il 50 per cento degli stalli è diventato blu.
«Il parcheggio della Santa Marta era a pagamento con l'amministrazione Zanotto», precisa Corsi, «noi lo avevamo reso libero spiegando che in un momento successivo lo avremmo dedicato a residenti e a studenti».
E i lavoratori? Molti cittadini che provengono dalla periferia o da altri Comuni per motivi di lavoro si lamentano della mancanza di mezzi pubblici e sostengono la necessità di spazi per le auto. Ma Corsi risponde: «Se ci saranno richieste vedremo di prevedere, come alla Passalacqua, dei posti in abbonamento a 30 euro anche per i lavoratori. In fondo, non vedo di cosa ci sia da lamentarsi, si tratta di un caffè al giorno».
Ma i soldi per il caffè, secondo molti residenti, farebbe meglio a risparmiarli l'assessore alla disperata ricerca di fondi per finanziare il filobus e contestano il fatto di dover pagare un posto auto nelle vicinanze delle loro abitazioni. «Prima i residenti erano costretti a portare via l'auto prima della chiusura, mentre con questa nuova gestione Amt, il parcheggio sarà disponibile anche durante tutta la notte», precisa Corsi confermando che i soldi degli abbonamenti raccolti da Amt serviranno a finanziare il filobus.G.C.

butel
July 17th, 2009, 01:34 PM
A questo punto la Giunta dovrebbe chiedere spiegazioni , sullo stato dei lavori alle ex Cartiere, informandone la cittadinanza. Mi sembra che i lavori vadano molto a rilento da un mese

Stranfiér
July 17th, 2009, 01:44 PM
A questo punto la Giunta dovrebbe chiedere spiegazioni , sullo stato dei lavori alle ex Cartiere, informandone la cittadinanza. Mi sembra che i lavori vadano molto a rilento da un mese

La risposta è facile: "Ci gà schei..."

:D

Stranfiér
July 17th, 2009, 05:29 PM
www.larena.it (http://www.larena.it/stories/Home/70499_copertura_con_pannelli_solari_al_via_i_lavori_allo_stadio_bentegodi/), 17.07.09

Copertura con pannelli solari
Al via i lavori allo stadio Bentegodi

L’intervento, che prevede l’installazione di 13.328 pannelli fotovoltaici per una copertura a norma, è partito questa mattina e permetterà ad Agsm di produrre energia pulita per un megawatt. La spesa sarà ammortizzata in vent’anni

Verona. Sono partiti questa mattina i lavori per la copertura e l’installazione dei pannelli solari fotovoltaici sullo stadio comunale Bentegodi: il sindaco Flavio Tosi e l’assessore all’Ambiente Federico Sboarina hanno presentato ufficialmente l’avvio dei lavori, alla presenza del presidente Agsm Gian Paolo Sardos Albertini. L’intervento prevede l’installazione totale di 13.328 pannelli solari tramite i quali Agsm potrà produrre energia pulita per circa 1 megawatt, quantitativo sufficiente a coprire il fabbisogno annuo di circa 360 famiglie.

“La spesa di circa 4 milioni di euro sarà ammortizzata grazie al meccanismo della messa in rete dell’energia in un periodo di vent’anni – ha spiegato il sindaco - infatti, poiché l’ impianto è totalmente integrato, gode del massimo contributo statale per l’energia prodotta nei prossimi 20 anni; in questo modo il Comune non spenderà nulla e potrà avere una copertura a norma sui 18.435 mq dello stadio”.

“Con questo intervento, che rappresenta un’eccellenza della pubblica amministrazione in termini di velocità dei procedimenti e di innovazione tecnologica – ha aggiunto Sboarina - raggiungeremo a costo zero, tre scopi: produrremo energia pulita, eviteremo l’emissione in atmosfera di 550 mila tonnellate all’anno di Co2 e daremo allo stadio una copertura a norma in tempi brevi, garantendone la manutenzione per i prossimi 20 anni. Si tratterà del più grande impianto fotovoltaico in Italia su una struttura sportiva ed uno tra i più importanti in Europa; i lavori saranno svolti durante l’estate per creare il minor disagio possibile e saranno terminati entro il 31 dicembre 2009”. Anche i cittadini potranno seguire i risultati dell’intervento attraverso un display che aggiornerà in tempo reale il quantitativo di energia prodotta.

http://media.athesiseditrice.it/media/2009/07/79400_71784_medium.jpg
La posa dei pannelli al Bentegodi

butel
July 17th, 2009, 05:57 PM
“La spesa di circa 4 milioni di euro sarà ammortizzata grazie al meccanismo della messa in rete dell’energia in un periodo di vent’anni – ha spiegato il sindaco - infatti, poiché l’ impianto è totalmente integrato, gode del massimo contributo statale per l’energia prodotta nei prossimi 20 anni; in questo modo il Comune non spenderà nulla e potrà avere una copertura a norma sui 18.435 mq dello stadio”.



Bisogna rendere l'energia solare economicamente appetibile, perche' a queste condizioni, sono solo operazioni di facciata, comunque meglio che nulla

albirello
July 17th, 2009, 10:46 PM
fonte: l'Arena di Verona del 17.07.2009

Passerà anche da Verona la pista ciclabile Treviso-Ostiglia

Attraverserà anche il Veronese la pista ciclabile da Treviso a Ostiglia: 118 chilometri da percorrere interamente in bicicletta. Il percorso si snoderà tra i paesaggi più suggestivi del Veneto per approdare nel Mantovano, in Lombardia, lungo la storica linea ferroviaria. Interessa quattro province e 29 comuni veneti questo progetto, denominato «Via Ostiglia» per la realizzazione di una pista ciclabile interregionale lungo la dismessa linea ferroviaria Treviso - Ostiglia. Il progetto è stato presentato oggi nella sede della Provincia di Vicenza dall'assessore regionale all'urbanistica e politiche per il territorio, Renzo Marangon, dal consigliere regionale Roberto Ciambretti e dagli assessori provinciali Costantino Toniolo di Vicenza, Franco Conte di Treviso e Samuele Campedelli di Verona. Il progetto interessa, attraverso la pianura padana, quattro province venete (Treviso, Padova, Vicenza e Verona) la provincia di Mantova e complessivamente 29 comuni, tra i quali appunto Verona , Cologna Veneta, Pressana, Minerbe, Legnago, Cerea, Casaleone. Il progetto strategico rientra tra quelli individuati dal piano territoriale regionale di coordinamento e prevede la salvaguardia e la ricomposizione dell'immagine paesaggistica-ambientale complessiva del percorso, dei relativi manufatti di pertinenza e del suo contesto, in quanto parte significativa dell'identità culturale veneta.

Fab87
July 17th, 2009, 11:02 PM
E' bello che venga recuperata così questa linea dismessa, certo io tutte queste vecchie linee ferroviarie cercherei di riattivarle per il servizio metropolitano regionale

butel
July 18th, 2009, 12:42 PM
«Albergo sulle Torricelle»

Ma il Comune smentisce

Un gruppo immobiliare veronese ha pubblicizzato alla Fiera di Milano la creazione di un resort di lusso con piscina e ristorante panoramico

Sarebbe sotto il santuario Giacino: «Non esiste alcun progetto ed è irrealizzabile: l'area collinare è tutelata»


Un albergo di lusso, con tanto di piscine interne ed esterne e ristorante panoramico con vista sul centro storico.
Si pubblicizza così il complesso alberghiero che la Palladium Group avrebbe in mente di costruire proprio dove oggi sorge il seminario degli Stimmatini, a ridosso del santuario della Madonna di Lourdes sulle Torricelle.
Questo, almeno da quanto si pubblicizza in un depliant che è stato distribuito alla fiera di Milano, nei mesi scorsi. Pubblicazione che definisce questo «San Leonardo hotel» un albergo da cento stanze con spazi congressuali, spa, piscine, ristorante panoramico e ampi spazi verdi su una superficie di tre ettari con un potenziale edificatorio di 12mila metri quadrati. «Il progetto», si legge nel pieghevole, «prevede il rinnovo degli edifici esistenti, la riqualificazione di tutte le aree esterne a verde a la trasformazione di tutti questi spazi a uso seminariale in un Luxury City Resort».
Il volantino ha subito messo in allarme i consiglieri comunali del Partito democratico che chiedono, in una interrogazione, di sapere con urgenza se agli atti del Comune risulti depositata tale proposta progettuale e quali siano le intenzioni dell'amministrazione a riguardo. Ivan Zerbato dice infatti: «Questo progetto che, come si evince dal depliant, è promosso dalla Palladium Group ed è elaborato da Goring & Straja Architets, si collocherebbe in uno dei posti più prestigiosi con vista sulla città». E aggiunge: «Riteniamo che il progetto sia in contrasto con le norme urbanistiche vigenti e, per essere attuato nella sua totalità, necessiterebbe di una variante urbanistica di cambio di destinazione d'uso oltre a dover essere inserito nel Piano degli interventi del sindaco ancora da approvare».
Il capogruppo Stefania Sartori aggiunge: «La questione ha dimensioni economiche rilevantissime sia sotto il profilo delloperazione immobiliare, sia tenendo conto degli investimenti economici e per l'imbatto urbanistico, vista la delicatezza della zona interessata dall'intervento».
«Ci si domanda come possa il proponente avere certezze così robuste da promozionare, su una piazza importante come la fiera di Milano, la realizzazione di un albergo che sulla carta non può attualmente essere costruito», proseguono Roberto Fasoli e Carlo Pozzerle.
Intanto, sul sito della società presa in causa, tra i progetti in corso e futuri, non risulta il San Leonardo hotel e i vertici dell'azienda non sono raggiungibili per chiarimenti.
Intanto però l'assessore all'Urbanistica, Vito Giacino, nega che sia mai arrivata in Comune alcuna proposta sull'area in questione. E chiarisce: «Succede spesso che i privati sviluppino idee progettuali su alcune aree della città e che le presentino durante le più importanti fiere del settore per promuovere la propria ditta, il Comune non può impedirlo».
Giacino precisa poi che «per effettuare qualsiasi intervento edilizio è necessaria una variante urbanistica di cambio di destinazione d'uso. E il Pat individua la zona come area sottoposta a precisi vincoli dove, tra l'altro, non è prevista alcuna espansione ad uso turistico-ricettivo. Quindi il restor lì non si può fare

fonte "L'Arena"

albirello
July 18th, 2009, 01:47 PM
fonte: l'Arena di Verona del 18.07.2009

Atv, i cittadini puntano il dito
VERONA IN AUTOBUS. Al nostro giornale arrivano diversi reclami degli utenti. E noi siamo andati a controllare le lacune messe in evidenza. Chiedendone conto

Proteste per alcuni disservizi, dai guasti ai display segna-ritardi al mancato ricambio dei mezzi obsoleti, alla soppressione della navetta dalla Passalacqua. E l'azienda replica

Verona. Si lamentano dei servizi dell'Atv (l'azienda di trasporto pubblico), alcuni cittadini veronesi, e con tanto di foto a garanzia di quello che vedono e vivono come utenti hanno inviato al nostro giornale cinque domande da porre all'azienda. Con una premessa: «Quanti mesi, anni, dovranno passare perché l'azienda provveda?».
Siamo anche noi andati a controllare le carenze evidenziate, che vanno dal mancato funzionamento dei display a messaggio variabile delle fermate, alla sostituzione delle vecchie «paline» - così si chiamano le aste che segnalano le fermate dei bus - alla correzione dei cartelloni che riportano linee cancellate da tempo, all'utilizzo di vetture definite «vetuste, rumorose, inquinanti, vecchie di vent'anni», all'istituzione di nuove linee e percorsi. A questo si aggiunge la soppressione della navetta che dal parcheggio della Passalacqua portava direttamente in centro città. Insomma i veronesi alzano la voce per chiedere una viabilità migliore «meno privata, più pubblica e efficiente» per le venti linee che attraversano in lungo e in largo la città.
LE PALINE INTELLIGENTI. Così vengono chiamati i cartelloni digitali. Sul territorio cittadino sono in tutto 62 e si dividono in 40 display collocati a bandiera e 22 disposti nelle pensiline, più altri quattro che si trovano nel piazzale della Stazione. Purtroppo molte di queste «paline intelligenti» sono fuori uso, o meglio sono spente. In via Corsini - la strada è sul finire del quartiere di Borgo Venezia e va a proseguire verso San Michele - il display non funziona da mesi. Così anche alla fermata di Castelvecchio. La comodità di questi visualizzatori non è data solo dal fatto che si leggono bene il numero di linea e l'orario, ma soprattutto che grazie a un sistema satellitare è possibile sapere con certezza i minuti di ritardo del bus. Ebbene, a display spenti gli utenti devono armarsi di pazienza e tornare a leggere sul cartaceo gli orari di passaggio del mezzo. Ovviamente sono molti di più a non funzionare, ne abbiamo contati dieci solo attorno alla città. La colpa non è di Atv. Tutto è riconducibile a un contenzioso tra la ditta che ha installato le paline e il Comune. Installazione peraltro a costo zero per Palazzo Barbieri, dal momento che la ditta intasca i soldi delle pubblicità esposte «L'amministrazione Zanotto aveva stipulato un contratto con la ditta, Clear Channel, che a nostro dire doveva provvedere alla manutenzione ordinaria delle paline», spiega Paolo Tosato, assessore all'arredo urbano, «dal loro punto di vista invece - la manutenzione che si aggira attorno ai 40 mila euro l'anno - non era inclusa. Appena stabilito chi dovrà sborsare questo onere, le paline verranno controllate e torneranno funzionanti».
Il presidente di Atv Gianluigi Soardi è certo che se la manutenzione e tutto ciò che ne segue fosse di competenza dell'azienda, problemi non ce ne sarebbero. «I soli quattro display collocati in stazione funzionano benissimo e non è un caso: li gestiamo noi», dice.
LE PALINE VECCHIE. Sono quelle che si presentano come un bastone colorato di giallo, prive di pensiline con il semplice quadretto degli orari dei bus di linea. Sono le «paline vecchie» le protagoniste della seconda domanda. Si trovano in Stradone Maffei, via Bassini, via Giardino Giusti, piazza Mura Gallieno e in altri quartieri più o meno periferici, come alla Bassona.
Qui Soardi non ha dubbi: sono di competenza di Atv. «Vanno fatte distinzioni per zona», spiega, «in vie come Giardino Giusti tutto dipende dalla soprintendenza. Infatti in strade storiche non possiamo intervenire senza interpellarla. Non solo, non sempre è possibile inserire pensiline in strade strette o per fermate poco utilizzate». E per evitare fraintendimenti che potrebbero far pensare a differenze di trattamento dell'utenza, precisa: «Nessuna città europea ha nelle zone meno frequentate fermate allestite nello stesso modo di quelle a maggiore utenza».
LE PALINE BUGIARDE. Sono quelle che riportano numeri di linea dismessi da tempo, come il bus 99 che era la linea serale che attraversava la città dalla stazione fino al quartiere Musicisti, Biondella. Anche qui Soardi ammette la lacuna. «Noi non facciamo altro che comunicare al Comune il cambio di linea o la scomparsa di un'altra. Poi spetta a chi esegue la manutenzione delle paline fare la correzione», dice.
BUS VECCHI DI VENT'ANNI. Spesso capita di salire su bus senza aria condizionata d'estate, con i sedili talmente usati da portare segni evidenti. E i cittadini chiedono quando verranno cambiati. Soardi dati alla mano non si fa scappare l'occasione. «È partita una gara per l'acquisto di 34 autobus che andranno a sostituire i vecchi in dotazione al servizio urbano», dice. «La nostra flotta è di 650 mezzi, 170 per la rete urbana di questi 70 a metano. Grazie a 8 milioni di euro di contributo regionale, a carico di Atv è solo il 25 per cento della spesa complessiva, avremo 13 nuovi pullman Euro 5 (i meno inquinanti, ndr) di 14 metri per l'extraurbano, tre nuovi da 18 metri per l'interurbano che copriranno i collegamenti tra città e Comuni della cintura; 11 bus da dieci metri, quindi più piccoli, per l'urbano. L'età media dei nostri mezzi è di 8 anni».
A quando nuove linee e nuovi percorsi? Come denunciato da anni dai sindacati di Atv, percorsi e linee sono inalterati dal 1990. Da tempo i sindacalisti chiedono più corsie preferenziali e nuovi percorsi. E Soardi dice: la soluzione è vicina. «La rete viene ristrutturata grazie alla partecipazione di Comune, Provincia e Regione. Il piano industriale è in fase operativa e per avviarlo bisogna che l'integrazione dei percorsi extraurbano e urbano sia studiata nel dettaglio. L'ultima parola spetterà alla Regione. Non è un fatto che si può completare e chiudere nel giro di poco», spiega.
Soardi approfitta per ricordare i servizi che hanno portato Verona tra le città meglio gestite per il trasporto pubblico grazie al Mover, le telecamere, la vigilanza notturna. «Non siamo agli ultimi posti nel panorama italiano, tutt'altro».
LA NAVETTA DELLA PASSALACQUA. È l'ultima domanda. E la risposta di Soardi è questa: «Siamo un'azienda di gestione e questa era una linea aggiuntiva che non veniva utilizzata a dovere. Non si può mantenere attivo un servizio se non viene utilizzato».

albirello
July 19th, 2009, 12:10 PM
fonte: l'Arena di Verona del 18.07.2009

Una centrale solare al Bentegodi
NUOVE ENERGIE. Sono partiti ieri i lavori per installare sulla copertura dello stadio, che viene così sistemata, il nuovo impianto che sarà concluso a fine anno
Saranno 13.328 i pannelli solari installati: energia pulita per un megawatt, il fabbisogno di 360 famiglie
di Giorgia Cozzolino

Verona capitale dell'energia solare. Lo stadio Bentegodi sarà presto trasformato nell'impianto fotovoltaico più grande d'Italia e tra i più importanti d'Europa.
Ieri sono infatti iniziati i lavori per la copertura e l'installazione di 13.328 pannelli sullo stadio Bentegodi. In un solo colpo, l'amministrazione ottiene tre grandi benefici: un impianto a costo zero che garantirà energia pulita, il rifacimento completo del tetto malconcio e la riduzione delle immissioni di anidride carbonica in atmosfera.
Il sindaco Flavio Tosi, l'assessore all'Ambiente e Sport, Federico Sboarina, e il presidente di Agsm, Gian Paolo Sardos Albertini hanno posizionato ieri, con l'aiuto di un tecnico, il primo pannello fotovoltaico sull'apposito sostegno.
Non si tratterà di un tetto ricoperto di pannelli solari, ma di un «tetto fotovoltaico», spiegano i tecnici delle ditte Juwi e Iscom, partner specializzati di Agsm in questo settore, sottolineando la qualità dell'intervento.
Saranno appunto 13.328 i pannelli solari installati, grazie ai quali Agsm potrà produrre energia pulita per circa un megawatt, quantitativo sufficiente a coprire il fabbisogno annuo di circa 360 famiglie.
«La spesa di circa quattro milioni di euro sarà ammortizzata grazie al meccanismo della messa in rete dell'energia in un periodo di vent'anni», spiegano il sindaco e Sardos Albertini, «infatti, poiché l'impianto è totalmente integrato, gode del massimo contributo statale per l'energia prodotta nei prossimi 20 anni; in questo modo il Comune non spenderà nulla e potrà avere una copertura a norma sui 18.435 metri quadrati dello stadio».
Ma non è tutto, perchè, come sottolinea Sboarina, l'impianto rappresenta una eccellenza della pubblica amministrazione non solo per la grandezza della struttura installata, ma anche «in termini di velocità dei procedimenti e di innovazione tecnologica». E dice: «A costo zero otterremo tre scopi, produrremo energia pulita, eviteremo l'emissione in atmosfera di 550 mila tonnellate all'anno di Co2 e daremo allo stadio una copertura a norma in tempi brevi, garantendone la manutenzione per i prossimi 20 anni».
Sboarina fa presente che i lavori saranno svolti durante l'estate per creare minor disagio possibile e termineranno necessariamente entro il 31 dicembre di quest'anno. Nel 2010 infatti, diminuiranno del 2 per cento i contributi a sostegno delle energie rinnovabili e quindi Agsm ha tutto l'interesse di completare l'opera entro l'anno. «Abbiamo recepito le indicazioni del Comune e siccome non ci si improvvisa in questo campo ci siamo affidati alle aziende più esperte del settore, portando avanti nel minor tempo possibile il progetto», precisa Sardos Albertini, «e questo sarà solo l'inizio perché sono già molte le richieste che ci arrivano da tutta la provincia e vogliamo caratterizzare il nostro mandato con interventi di questo tipo».

E ora lo stadio non si sposta più
L'IMPIANTO. Ritenuto vecchio e superato, adesso il Bentegodi si prende la rivincita e diventa esempio di innovazione
La tecnologia fotovoltaica ora verrà installata su molte coperture di edifici comunali in città

«Questa soluzione permette di coniugare l'aspetto economico e ambientale con la sensibilità e la volontà della cittadinanza che ha dimostrato una certa affezione allo stadio Bentegodi», precisa il sindaco nel presentare l'avvio dei lavori del tetto fotovoltaico.
«Nei mesi scorsi era infatti emerso un dibattito sul futuro dello stadio che aveva messo in luce una precisa volontà, con questo intervento è chiaro che il Bentegodi rimane dov'è». Insomma, niente paura, il tempio cittadino del calcio, quello dove l'Hellas vinse lo scudetto, non si tocca. Dopo le ipotesi di abbattimento e di trasferimento, il «vecchio» Bentegodi diventa ora esempio di innovazione tecnologica ed ecologica in tutta Italia e in Europa.
Tanto che già diversi tifosi gialloblù, anche a Palazzo Barbieri, si augurano che questa spinta avveniristica «condizioni» anche i risultati in campo delle due formazioni cittadine.
Un'altra simpatica invenzione renderà questa trasformazione tecnologica palpabile non solo dai tifosi ma anche deai cittadini. L'amministrazione fa infatti sapere che si potranno seguire i risultati dell'intervento attraverso un display che aggiornerà in tempo reale il quantitativo di energia prodotta. Insomma, oltre che impianto sportivo, il Bentegodi sarà anche una sorta di generatore di energia per tutta la città.
«Con questa iniziativa si è di fatto aperta una "autostrada"», annuncia l'assessore Sboarina spiegando la volontà dell'amministrazione e di Agsm di sfruttare al massimo la tecnologia fotovoltaica. L'idea è quella di posizionare questi pannelli anche in altri edifici comunali del territorio. Idea sottolineata con forza anche dal presidente della commissione Ambiente del Comune, Marco Gruberio, che ha ricordato che Verona è il Comune capofila del Patto dei sindaci.
Intanto, oltre al tetto, il Bentegodi si fa bello anche in campo. Il fondo dell'area di gioco viene in questi giorni completamente rizollato grazie al contributo delle due società Hellas e Chievo e gli organizzatori del Viva World Cup.G.C.

albirello
July 19th, 2009, 01:32 PM
Qualcuno li ha visti questi nuovi attraversamenti?

fonte: l'Arena di Verona del 18.07.2009

«Via Tombetta è pericolosa» Ma sui rimedi non c'è accordo
IL BAMBINO INVESTITO. Il giorno dopo l'incidente non si placano le polemiche su quell'attraversamento
I residenti protestano, gli amministratori si dividono

[...]
Ieri l'assessore alla Mobilità, Enrico Corsi, ha fatto sapere che il Comune ha messo a disposizione centomila euro per la realizzazione di passaggi pedonali e sperimentali protetti in tutte e otto le circoscrizioni.
«Si tratta dell'installazione dell'attraversamento pedonale di nuova generazione come quello che è stato da poco posizionato a piazza del Popolo a San Michele, con tanto di segnalazione luminosa e sensori di avvicinamento del pedone che avvisano l'automobilista», spiega l'assessore precisando che è stata chiesta alle circoscrizioni una lista degli attraversamenti giudicati più bisognosi di un attraversamento sicuro.
«Noi abbiamo sottoposto all'amministrazione la sistemazione di un attraversamento pedonale di via Palazzina e di via Basso Acquar», anticipa Fabio Muttin, responsabile della commissione Viabilità della quinta circoscrizione, «entrambi sono infatti molto pericolosi, mentre quello di via Tombetta è solo uno dei tanti attraversamenti che avrebbero bisogno di essere reso più visibili. Il problema purtroppo sono le risorse che non bastano mai e le circoscrizioni non navigano certo nell'oro»,
[...]

Fab87
July 19th, 2009, 06:36 PM
Quello di San Michele sì...non ricordo bene, certo è piuttosto sicuro, è difficile non vederlo, ecco

albirello
July 20th, 2009, 12:21 AM
fonte: l'Arena di Verona del 19.07.2009

VIABILITÀ. In autunno cominceranno i lavori per il discusso garage di piazza Corrubbio e quello di piazzale De Lellis
Parcheggi, entro il 2011 pronto lungadige Capuleti
Ma la strada sarà riaperta al traffico a fine 2010 per permettere i lavori di ponte San Francesco
di Giorgia Cozzolino

Serve un attento lavoro di programmazione per organizzare la viabilità e i cantieri dei prossimi anni. L’amministrazione comunale sta infatti lavorando a una calendarizzazione che incaselli, nei mesi e nei tempi adeguati a non creare troppi intoppi viabilistici, le opere pubbliche e private.
Per questo nei giorni scorsi a Palazzo Barbieri, l’assessore alla Mobilità Enrico Corsi ha incontrato Paolo Campion della Cangrande parcheggi per fare il punto sui lavori in lungadige Capuleti.
Campion spiega: «I lavori stanno procedendo bene e il parcheggio pertinenziale sarà pronto nei primi mesi del 2011, ma già prima della fine del 2010 saremo in grado di riaprire il lungadige al traffico».
E l’assessore Corsi conferma aggiungendo: «Deve andare per forza in questo modo perché noi dovremo far partire i lavori per la sistemazione del ponte San Francesco entro il 2010 per rispettare poi i tempi e gli accordi legati alle opere previste per le ex Cartiere».
Intanto anche i lavori degli altri parcheggi del centro, quello di piazzetta Arditi e quella di Santi Apostoli, procedono spediti senza più intoppi.
In piazza Santi Apostoli l’assessore annuncia che entro fine 2009 dovrebbero concludersi i lavori mentre per piazza Arditi dice: «Devono finire in fretta, è importante che si liberi l’area dal cantiere il prima possibile».
Infatti i commercianti della zona sono già sul piede di guerra per la prossima chiusura della strada che porta a volto San Luca, temono che le palizzate del cantiere ostruiranno le vetrine e che, in questo modo, perderanno clienti. Qualcuno è preoccupato anche per la normale gestione del negozio perché la palizzata potrebbe impedire anche l’ingresso e l’uscita del materiale.
In autunno partiranno invece altri due cantieri: il primo per il contestatissimo parcheggio di piazza Corrubbio, dove è facile presagire azioni di forza da parte di residenti e comitati che fin dall’inizio ha dimostrato grande determinazione nell’opporsi all’opera; il secondo è quello di piazzale De Lellis, nelle vicinanze dell’ospedale Maggiore, dove vi è una grande necessità di posti auto. Per entrambi il cantiere durerà circa due anni.
Infine la prossima estate, se non ci saranno intoppi, partiranno i lavori del parcheggio di porta San Giorgio, dove nelle prossime settimane partiranno i carotaggi. Qui la viabilità durante i lavori sarà modificata secondo le sperimentazioni portate avanti lo scorso inverno.
Infine sarà la volta del parcheggio dell’ex Arsenale, per il quale servono ancora 8-9 mesi di progettazione e quindi, è presumibile immaginare che i lavori non partiranno prima della prossima estate.


CASTEL SAN PIETRO. Spangaro: «È chiusura»
Funicolare, dalla Fondazione un doppio no

Il Comune incassa un doppio «no» dalla Fondazione Cariverona in merito al futuro della sede del Teatro Scientifico-Teatro Laboratorio che, fino al 2002, occupava gli spazi dell’ex stazione di partenza della funicolare di castel San Pietro di piazzetta Fontanelle Santo Stefano.
Il consigliere comunale Francesco Spangaro ha avuto infatti delega da parte degli assessori al Patrimonio e ai Lavori pubblici, rispettivamente Daniele Polato e Vittorio Di Dio, di sottoporre alla Fondazione Cariverona, proprietaria dell’area, una proposta per la riqualificazione della vecchia sede della funicolare. «Abbiamo chiesto alla Fondazione di girare al Comune i soldi, circa tre milioni di euro, per la sistemazione dell’impianto di salita al castello con i quali l’amministrazione penserebbe sia alla progettazione che all’esecuzione», spiega Spangaro, «ma la Fondazione ha rifiutato perché sostiene di avere già un progetto pronto e che i lavori potranno partire presto, anche nel 2010».
Spangaro spiega di aver sottoposto la proposta al direttore generale della Fondazione Fausto Sinagra e Giancarlo Giani, del consiglio dell’amministrazione. E dice: «A quel punto ho chiesto la possibilità di modificare il progetto di Fondazione per coniugare sia le esigenze della cittadinanza di una funicolare, sia quelle del Teatro Laboratorio di avere nella zona la propria sede, ma anche in quel caso il Comune ha ricevuto una risposta negativa».
E conclude: «L’unica apertura fatta dalla Fondazione in tal senso è stata quella di offrire al Teatro uno spazio futuro all’interno del teatro tenda che sarà ripristinato al Polo culturale degli ex magazzini generali». Il problema però è che la stessa struttura, che non sarà pronta prima del 2012, secondo i responsabili del Teatro Laboratorio sarebbe già stata promessa al Teatro Estravagario che lo gestiva prima della chiusura degli ex magazzini.
Ad ogni modo, a fine mese, i responsabili della Fondazione si incontreranno con i rappresentanti della compagnia teatrale per vedere se esiste una soluzione alternativa.
Una «chiusura» quella della Fondazione nei confronti delle proposte del Comune, legittima ma che lascia Palazzo Barbieri con l’amaro in bocca. L’idea della funicolare che partiva dal tetto del teatro era infatti parsa a molti una buonasoluzione.G.C.


VIABILITÀ/2. Inaugurato il tratto ciclabile tra Avesa e Ponte Crencano che ora ha raggiunto anche le «Santini»
In bici fino alle piscine

Ponte Crencano, inaugurato un nuovo tratto della pista ciclabile che collega ora anche le piscine Santini. Si tratta di circa 270 metri di strada ciclo-pedonale interamente illuminata e provvista di area per la sosta con panchine. A permettere di raggiungere il centro natatorio è la realizzazione di un ponte sul torrente in prossimità degli impianti sportivi. Per realizzare questo nuovo tratto della ciclo-pedonale, che collega ora Avesa, il quartiere Pindemonte e le piscine di Ponte Crencano, sono stati spesi dall’assessorato al Decentramento 200mila euro, mentre la progettazione è stata gestita dalla seconda Circoscrizione.
Al taglio del nastro erano presenti l’assessore Marco Padovani, il consigliere comunale e capogruppo An Ciro Maschio, il presidente Alberto Bozza, il vice-presidente Riccardo Bovolin e i consiglieri circoscrizionali Ernesto Paiola e Gastone Balloni. Con il nuovo tratto, il percorso ciclo-pedonale che parte da via Santini vicino al parco giochi e termina alle piscine raggiunge gli 805 metri per una percorrenza di 13 minuti a piedi e cinque in bici.
La ciclovia si collega all’altro tratto ciclo-pedonale di 820 metri che dal parco giochi porta al cimitero di Avesa dove è possibile proseguire per via Torrente Vecchio con un ulteriore nuovo percorso ciclabile. L’assessore al Decentramento detto che «con il presidente della circoscrizione si cercheranno tutte le soluzioni per arrivare in città» confermando l’importanza di «far confluire da tutti i quartieri le piste ciclabili che possono essere dirette verso il centro». Bozza ha sottolineato che «il nostro obiettivo è di coinvolgere l’Azienda ospedaliera per passare all’interno dell’ospedale evitando via Mameli». A riscontrare difficoltà per una ciclovia in città è Maschio: «Verona ha una struttura viaria che rende difficile promettere piste ciclabili ovunque. Abbiamo avviato una selezione tra i percorsi ciclabili che hanno un senso e quelli che invece erano pericolosi da percorrere». M.C.

Stranfiér
July 20th, 2009, 07:55 AM
larena.it, 20/07/2009

Soldi e opere pubbliche, settimana da 100 milioni

I CONTI DI PALAZZO BARBIERI. La commissione consiliare e l'incontro del sindaco Tosi con il presidente Schneck
Il Comune ne otterrà 40 vendendo le farmacie E si sbloccano i 54 dell'autostrada Serenissima


Vendita delle farmacie e finanziamenti dall'autostrada Serenissima. In tutto un centinaio di milioni. Il Comune punta a contarli presto per dare il via a qualche opera pubblica. Al momento, infatti, il rispetto dei vincoli del patto di stabilità gli vieta di impiegare per investimenti, cioè opere, l'avanzo di bilancio, pari a 12 milioni. Questa diventa così una settimana decisiva per le casse di Palazzo Barbieri.
LE LICENZE. Oggi, anzitutto, le commissione consiliari congiunte settima (rapporti del Comune con aziende speciali) e quarta (urbanistica) esamineranno e voteranno il provvedimento in base al quale il Comune capitalizza l'Agec per 113 milioni cedendole case ed edifici di sua proprietà, già gestiti dall'Agec. Questa così potrà avere i soldi per acquistare gli immobili e le licenze delle 13 farmacie comunali, che pure già gestisce (pagando un affitto di due milioni e mezzo) e che pagherà al Comune 40 milioni. La capitalizzazione dell'azienda, di cui è presidente Giuseppe Venturini, è una garanzia nei confronti delle banche visto che l'Agec per dare i 40 milioni al Comune dovrà accendere dei mutui. Le due commissioni dovranno inoltre esaminare, come presa d'atto, il piano industriale dell'Agec per l'acquisto delle farmacie.
Quando otterrà i 40 milioni il Comune, come hanno annunciato nei giorni scorsi il sindaco Flavio Tosi e l'assessore al bilancio e finanze, Pierluigi Paloschi, potrà estinguere mutui per 40 milioni (metà di quelli accesi) e quindi sbloccare circa quattro milioni 400mila euro per opere pubbliche (investimenti).
Il passaggio in commissione fa seguito all'approvazione in Giunta e nel Cda dell'Agec, a cui però il collegio dei revisori dei conti dell'azienda ha già presentato ampie perplessità. Secondo i revisori l'Agec, intascati i 113 milioni in immobili e in attesa di estinguere il mutuo per dare i 40 milioni al Comune, potrebbe perdere sei-sette milioni l'anno per gli ammortamenti delle licenze delle farmacie. Il provvedimento dovrebbe comunque andare in Consiglio comunale di questa settimana, giovedì. Il che significa che da subito, se verrà approvato, Palazzo Barbieri potrebbe intascare il denaro e quindi dare il via libera a impiegare i quattro milioni 400mila euro.
La somma verrà divisa fra gli assessorati all'edilizia pubblica, che avrà circa un milione 200mila euro, lo stesso che dovrebbe toccare al decentramento, cioè alle circoscrizioni. Per manutenzioni di strade e giardini si prevedono circa 900mila euro, poi mezzo milione per i lavori alle scuole e circa 230mila per il settore traffico, per la segnaletica stradale. Manca qualcosa, per arrivare a 4,4 milioni, che verrà ripartito fra i singoli settori.
AUTOSTRADA. Ma altri soldi, in settimana, potrebbero ottenere il via libera definitivo verso Verona. Il sindaco Flavio Tosi incontrerà infatti Attilio Schneck, presidente dell'Autostrada Serenissima, di cui il Comune scaligero è socio. Parleranno di soldi e lavori stradali. Si sono sbloccati, infatti, i 54 i milioni accantonati dalla Serenissima, concessionaria del tratto Brescia-Padova, come contributo per il passante nord con traforo delle Torricelle e per il prolungamento della strada statale 434 Transpolesana da San Giovanni Lupatoto a Basso Acquar.
Archiviata dall'Unione Europea la procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, che aveva messo a repentaglio il rinnovo della concessione della Brescia-Padova, alla Serenissima viene appunto prorogata la concessione almeno fino al 31 dicembre 2026. Con l'impegno della società di mettere in gara tutte le opere progettate, con un piano finanziario complessivo da 3,5 miliardi che comprende opere nel Veronese. Il piano di lavori sarebbe stato compromesso se la concessione fosse scaduta nel 2013 senza possibilità di rinnovo. Si sblocca, inoltre, la procedura per rifare, rovesciandolo, il casello autostradale di Verona sud, che darà il via anche al parcheggio scambiatore della Genovesa, dove ci sarà anche un capolinea del filobus,.
IMPOSTE. Incombe sul Comune, intanto, la chiusura della trattativa con Fondazione Cariverona per la permuta fra l'area dell'ex mercato ortofrutticolo destinata al polo finanziario e la cessione di Palazzo Forti più posti auto, un'operazione da 39 milioni e mezzo. La Polo finanziario spa ha fatto causa al Comune chiedendogli i danni per non essersi ancora ripresa indietro l'ex mercato. Alla fine del 2010, fra l'altro, scade il termine entro cui la società potrebbe godere di uno sgravio d'imposta di 3,6 milioni (dal 10 all'1%), per costruire il parcheggio per la Fiera previsto vicino alla city bancaria, che però non si farà. E così dovrebbe pagarli: un motivo in più per chiudere la partita.
Enrico Giardini


http://media.athesiseditrice.it/media/2009/07/20_11_are_f1_226_medium.jpg
L'ingresso al casello di Verona sud verrà ribaltato grazie ai finanziamenti dell'autostrada

butel
July 20th, 2009, 12:06 PM
sperando non siano i soliti schei del Monopoli ...

Stranfiér
July 20th, 2009, 05:44 PM
sperando non siano i soliti schei del Monopoli ...

O quei de Lancini...

Stranfiér
July 20th, 2009, 05:48 PM
http://i31.tinypic.com/33jo2zd.jpg

albirello
July 20th, 2009, 09:50 PM
fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 20.07.2009

PIANO DEGLI INTERVENTI: DA OGGI PUBBLICATO BANDO PER RACCOLTA MANIFESTAZIONI DI INTERESSE FINALIZZATE A INTERVENTI DI NUOVA URBANIZZAZIONE O RIQUALIFICAZIONE SULL’INTERO TERRITORIO COMUNALE

Viene pubblicato a partire da oggi il bando per la raccolta delle manifestazioni di interesse finalizzate alla selezione degli immobili nei quali attuare interventi di nuova urbanizzazione o riqualificazione all’interno dell’intero territorio comunale.
Il bando è stato presentato oggi dal Sindaco Flavio Tosi e dagli assessori all’Urbanistica Vito Giacino e all’Edilizia privata Alessandro Montagna.
“A differenza del vecchio PRG, in cui l’Amministrazione comunale pianificava tutto il territorio –spiega Tosi- ora la nuova pianificazione urbanistica prevede che le aree possano venire valorizzate esclusivamente attraverso accordi con l’Amministrazione pubblica, che selezionerà le proposte sulla base del rilevante interesse pubblico, ricavandone vantaggi in termini di opere pubbliche a favore dell’intera comunità. I privati avranno 4 mesi di tempo per presentare all’Amministrazione comunale le proposte di intervento -prosegue il Sindaco- successivamente, completata la fase di istruttoria, verranno redatti gli accordi pubblico-privato con i soggetti selezionati, da sottoporre al vaglio delle circoscrizioni interessate e, quindi, al voto del Consiglio comunale, insieme al Piano degli Interventi, per l’approvazione definitiva. I privati saranno tenuti a realizzare entro 5 anni gli interventi approvati dagli accordi pubblico-privato”.
“A partire da oggi –spiega l’assessore Giacino- ogni soggetto, grande o piccolo, può proporre all’Amministrazione comunale la propria idea per recuperare e riqualificare aree e immobili in degrado, con una procedura trasparente e aperta a tutti. Per i 4 ambiti di intervento indicati –piano degli interventi del contesto urbano; Verona sud Ato 4; piano della collina e delle aree a parco; centri storici minori e corti rurali- il bando indica chiaramente, con la più totale trasparenza, quali sono gli obiettivi pubblici dell’Amministrazione comunale, oltre che i criteri di selezione delle proposte. Elementi prioritari per la valutazione –prosegue Giacino- saranno: la dimostrazione del rilevante interesse pubblico; la previsione di edilizia residenziale pubblica convenzionata, sovvenzionata o agevolata; la previsione di un centro direzionale con uffici per circa 6 mila metri quadri da adibire a sede provvisoria per la Polizia municipale, in attesa della nuova sede che sarà realizzata all’ex Gasometro”.

albirello
July 20th, 2009, 09:54 PM
http://i31.tinypic.com/33jo2zd.jpg

Le solite domande... avranno tenuto in considerazione il filobus?
non sto neanche a chiedere di una pista ciclabile che doveva passare da li...

butel
July 21st, 2009, 08:28 AM
.........“A partire da oggi –spiega l’assessore Giacino- ogni soggetto, grande o piccolo, può proporre all’Amministrazione comunale la propria idea per recuperare e riqualificare aree e immobili in degrado, con una procedura trasparente e aperta a tutti....... ”.

più disegni per tutti !!!

Stranfiér
July 21st, 2009, 08:31 AM
«Albergo sulle Torricelle»

Ma il Comune smentisce
...


In effetti, il progetto c'è...

http://media.athesiseditrice.it/GiornaleOnLine/Arena/GONJPG/200907/ALTE/21_16_are_f1_309.jpg
Vista dall’alto del progetto hotel San Leonardo: sulla sinistra si riconosce il santuario ...

albirello
July 22nd, 2009, 07:27 PM
fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 22.07.2009

“CITTA’ DELLA MUSICA”: PRESENTATO PROGETTO A PALAZZO BARBIERI

E’ stato presentato oggi a Palazzo Barbieri, alla presenza del Sindaco Flavio Tosi e degli assessori comunali all’Urbanistica Vito Giacino, alla Cultura Erminia Perbellini e al Tempo libero Federico Sboarina, il progetto per la realizzazione a Verona Sud della «Città della Musica», un grande polo musicale di respiro internazionale dedicato in particolare al mondo giovanile. Ad illustrare i dettagli della progettazione il presidente del Comitato Regionale di Promozione Città della Musica Dodi Battaglia (presente assieme ai Pooh), l’assessore regionale all’Urbanistica Renzo Marangon, il presidente della commissione regionale urbanistica Tiziano Zigiotto.
Presenti anche l’architetto progettista e vicepresidente del Comitato Maurizio Serafin, il tesoriere del Comitato e sindaco di San Bonifacio Antonio Casu, il presidente della commissione comunale urbanistica Marco Comencini, il direttore marketing di Live Nation Italia Matteo Gualtieri.
La Città della Musica di Verona è stata inserita fra le grandi opere strategiche del Ptrc della Regione Veneto.
“Con questo progetto – afferma il Sindaco - la vocazione musicale di Verona sarà ulteriormente supportata da un soggetto istituzionale che darà ai giovani l’opportunità di seguire un percorso di crescita artistica sotto la guida di professionisti affermati ed esperti del settore musicale. Verona è già da tempo città della musica - aggiunge Tosi - perchè oltre alla lirica e ai concerti in Arena, può contare su numerosi giovani artisti che si distinguono nel panorama musicale nazionale; questo progetto quindi è un traguardo importante sia per i nostri giovani musicisti, che per tutta la città”.
“Aver inserito la Città della Musica nei dieci progetti strategici della pianificazione territoriale della Regione Veneto –dice l’assessore regionale all’Urbanistica Renzo Marangon- significa aver dato al progetto una dimensione più ampia rispetto all’ambito locale, che consentirà a Verona di rafforzare il suo ruolo internazionale di capitale della musica”.
“Si tratta di una grande opportunità –commenta il presidente della commissione regionale urbanistica Tiziano Zigiotto- non solo per la città di Verona, ma soprattutto per tanti giovani artisti, che oggi non riescono a trovare spazi adeguati per sviluppare la loro passione per la musica o la possibilità di poterla trasformare in professione. Avere a fianco la Regione Veneto costituisce un’occasione importante, che consentirà al progetto di procedere speditamente nell’iter amministrativo necessario per giungere alla concreta realizzazione dell’opera”.
“L’Amministrazione comunale è impegnata a fianco della Regione Veneto –dice l’assessore all’Urbanistica Vito Giacino- per realizzare a Verona questa iniziativa di respiro internazionale. Il progetto è già stato inserito nei bandi pubblici rivolti ai privati che intendono avanzare proposte all’ente pubblico per la valorizzazione di aree o immobili nell’Ato 4 Verona sud: aspettiamo quindi una proposta idonea a coniugare l’interesse privato con la vocazione musicale della nostra città”.

Fab87
July 22nd, 2009, 07:32 PM
Ma c'è un'immagine del progetto?

Stranfiér
July 22nd, 2009, 09:14 PM
Ma c'è un'immagine del progetto?

Ci sarà un bando comunale.
Al momento c'è solo l'idea, ma non si sa dove (si farà a Verona Sud...probabilmente al Polo Culturale), come e quando sarà realizzata.
Mi pare un un progetto importante per Verona, già capitale nel genere lirico.

Stranfiér
July 23rd, 2009, 08:08 AM
Per la città della musica c'è questo rendering...ma è solo una bozza.

http://i27.tinypic.com/2m2976e.jpg

butel
July 23rd, 2009, 09:11 AM
magari riusciamo a "riempire" sto Polo "culturale" con qualcosa di concreto dopo la fuffa di questi anni (dubito si farà lì).

Lo Scaligero
July 23rd, 2009, 11:14 AM
mah, io dubito anche che si farà

butel
July 23rd, 2009, 12:45 PM
la sagra dell'ottimismo oggi :lol:

Stranfiér
July 23rd, 2009, 02:43 PM
Se non si fa quello, al Polo Culturale che cos'altro si potrà fare?

E' chiaro che si fanno i conti senza l'osto (chi dovrà realizzarlo...che ancora non c'è), ma anche l'osto Fondazione Cariverona non ce la può fare a risolvere da sola tutti i problemi...

butel
July 23rd, 2009, 05:07 PM
tra l'altro ,fondazioni e istituti bancari in generale, ultimamente mi sembrano piu' intenzionati a "rientrare" ,dopo le allegre gestioni degli anni passati che non ad investire nell'urbanistica in generale

albirello
July 23rd, 2009, 07:52 PM
fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 23.07.2009

INAUGURATO PRIMO ECO-CONDOMINIO DI VERONA: ASS.SBOARINA

L’assessore all’Ecologia e ambiente Federico Sboarina ha inaugurato questa mattina, in località Bassona, il primo eco-condominio di Verona a zero emissioni. Presenti il presidente di Amia Paolo Paternoster e il proprietario dell’immobile Fabio Gasparato.
“Questo è un esempio di come i privati possono operare a tutela e a salvaguardia dell’ambiente - ha spiegato Sboarina –. Il Comune ha deciso di incentivare iniziative di questo tipo, modificando l’articolo 102 del Regolamento edilizio, riconoscendo a coloro che adottano determinati criteri ambientali e utilizzano materiali ecologici, lo scomputo dei volumi tecnici e delle murature perimetrali degli edifici di nuova costruzione conformi alle linee guida regionali in materia di rispetto dei parametri energetici”.
Il condominio, realizzato da un gruppo di artigiani scaligeri riuniti nella società DomusMetra, è composto da sette appartamenti.
L’edificio ha isolamenti termici biologici, strutture in legno, un impianto geotermico per il riscaldamento e condizionamento degli ambienti, un sistema di pannelli fotovoltaici e di pannelli solari per la produzione dell’acqua calda, un sistema di recupero delle acque piovane per gli usi domestici, un tetto “verde”, ampie superfici vetrate e intonaci a base di terra cruda.
Il condominio Leonardo ha ricevuto la “certificazione energetica” ottenendo la massima classificazione per quanto riguarda le qualità tecnico-costruttive e i materiali utilizzati.

fonte: l'Arena di Verona del 23.07.2009

PROGETTO. Sindaco, assessori, politici regionali e i Pooh hanno presentato il nuovo polo musicale
La «Città della Musica» cerca casa a Verona Sud
Auditorium, sale prova, studi, ristoranti e bar. Il costo dell’opera è di 92 milioni, ma ancora non c’è il terreno

Sarà un vero e proprio villaggio musicale globale in grado di concentrare su Verona le massime espressioni dell'universo delle sette note e si chiamerà «Città della Musica».
La partnership tra pubblico e privato produrrà una struttura polifunzionale su un’area in grado di ospitare a Verona Sud il trasferimento del megastore Musical Box, della liuteria moderna di Roberto Fontanot e del vintage shop di Pierpaolo Adda, oggi in via dell’Artigianato. Nasceranno poi sale prova, ascolto, studi di registrazione, fotografici e di montaggio video, l'Accademia europea della musica di Dodi Battaglia, un centro di musicoterapia, il museo della musica, una foresteria per gli ospiti, ristoranti bar e librerie, un parcheggio multipiano ed uno esterno di 60mila metri quadrati.
Tutto ruoterà attorno all'unità centrale a forma di cuore, l'auditorium polifunzionale modulare con l'anfiteatro, che potrà ospitare da 500 a 45mila spettatori. Il costo previsto dell'opera è di circa 92 milioni di euro, che arriveranno da un pool d'investitori privati, con l'eventuale compartecipazione pubblica, ad esempio, in cambio dell'uso dell'anfiteatro per manifestazioni di pubblico interesse. A loro volta, i finanziatori si ripagheranno delle spese sostenute grazie agli affitti percepiti dagli occupanti dei vari spazi ed ai biglietti venduti per le manifestazioni musicali. Non si sa ancora il punto esatto dove nascerà il complesso, dipende infatti da chi sarà disponibile a mettere in gioco il proprio terreno, che sarà comunque a Verona Sud.
Il progetto è stato presentato ieri mattina a Palazzo Barbieri, alla presenza del Sindaco Flavio Tosi e degli assessori comunali all'Urbanistica, Vito Giacino, alla Cultura, Erminia Perbellini e al Tempo libero, Federico Sboarina. Ad illustrare i dettagli della progettazione il presidente del Comitato regionale di promozione Città della Musica, Dodi Battaglia, assieme a Stefano D'Orazio e Red Canzian dei Pooh, all'assessore regionale all'Urbanistica, Renzo Marangon, al presidente della commissione regionale Urbanistica, Tiziano Zigiotto, all'architetto progettista e vicepresidente del Comitato, Maurizio Serafin, al tesoriere e sindaco di San Bonifacio, Antonio Casu.
«Il grande polo musicale veronese, che avrà respiro europeo e sarà particolarmente dedicato al mondo giovanile, è stato inserito tra i dieci progetti strategici della Regione», come spiegano Marangon e Zigiotto. E ciò creerà una corsia preferenziale per l'approvazione in tempi rapidi della proposta. La determinazione dimostrata dal sindaco Tosi è stata definita dall'assessore regionale «eccezionale, perché sa cogliere quest'occasione straordinaria per la sua città, realizzando un'opera storica e tornando all'apertura mentale degli anni '60 per rendere Verona capitale della musica». «Con quest'idea», conferma Flavio Tosi, «la vocazione musicale di Verona sarà ulteriormente supportata da un soggetto istituzionale che darà ai giovani l'opportunità di seguire un percorso di crescita artistica sotto la guida di professionisti affermati ed esperti del settore musicale. Verona è già da tempo a tutti gli effetti città della musica perché, oltre alla lirica e ai concerti in Arena, può contare su numerosi giovani artisti che si distinguono nel panorama musicale nazionale (vedi i Sonohra per esempio-ndr). È dunque chiaro che questo progetto è un traguardo importante per i nostri ragazzi e per tutta la città», conclude il sindaco.
«Verona è città naturale degli eventi e può diventarne il fulcro regionale. Ora sta agli imprenditori integrare gli interessi personali con il progetto culturale a favore della collettività», dice l'assessore Giacino. «Ho disegnato un cuore pulsante della città, che sappia attrarre eventi musicali d'ogni genere», sottolinea il progettista Serafin. Chiudono Dodi e gli altri Pooh presenti: «Può nascere un importante centro d'eccellenza europeo per fare della musica una professione».R.C.

fonte: l'Arena di Verona del 23.07.2009

VIABILITÀ. Dopo la bocciatura della riapertura, i tecnici preparano uno studio alternativo
Porta Vescovo, pronte quattro soluzioni
Le ipotesi puntano a sciogliere i punti critici che causano lunghe code, traffico e le continue proteste dei residenti

Dopo la definitiva bocciatura della riapertura dell’arcata centrale di Porta Vescovo agli autobus di linea e agli altri mezzi pubblici, i tecnici comunali hanno consegnato all’assessore alla mobilità Enrico Corsi uno studio alternativo con i suggerimenti per intervenire sui punti critici che causano code e traffico nella zona. Tale studio non è stato ancora reso pubblico, ma secondo indiscrezioni, le soluzioni indicate sarebbero quattro.
La prima prevede l’inserimento di una corsia aggiuntiva per chi proviene dall’incrocio tra via Barana e via Rosa Morando e consente di utilizzare il varco nord delle mura solo a chi è diretto in centro e il varco sud solo a che ne esce. Il vantaggio di tale soluzione, secondo i tecnici, sarebbe una riduzione delle code per le svolte a sinistra verso il centro, tuttavia resterebbero le criticità provocate, nelle ore di punta, dalla confluenza tra la direttrice sud-nord ed est-sud.
La seconda soluzione si basa sull’apertura dei varchi nord e sud delle mura rispettivamente al traffico in entrata e in uscita. In questo modo si garantirebbe l’accesso diretto al centro per chi proviene da est, ma si produrrebbe un allungamento dei tempi semaforici.
Come terza ipotesi per alleggerire il traffico nella zona di Porta Vescovo, gli esperti incaricati dal Comune suggeriscono di far scorrere il traffico in senso antiorario sulla direttrice via Bassetti-via Torbido, di dedicare il varco nord delle mura alle entrate da nord (via Barana e via Rosa Morando) e alle uscite del trasporto pubblico e il varco sud alle entrate da est e alle uscite verso tutte le direzioni. Tale soluzione permetterebbe di alleggerire il traffico agli incroci semaforici e di accedere e uscire dalle mure con sole svolte a destra. Tuttavia, però, riverserebbe una grande quantità di traffico (calcolata in circa tremila veicoli l’ora) sui tratti stradali a senso unico del triangolo via Bassetti - via Torbido, «con effetti rilevanti sulla vivibilità».
L’ipotesi numero quattro, infine, prevede che il varco nord delle mura di Porta Vescovo sia percorribile, nel prossimo futuro, solo dal filobus in entrata e in uscita. Tale scenario comprende anche un’estensione della zona a traffico limitato a tutto il territorio interno alle mura. Anche tale soluzione, come la precedente, prevede una circolazione a senso unico da via Bassetti a via Torbido in senso antiorario. Il varco sud delle mura sarebbe transitabile dai soli residenti o autorizzati in entrata e in uscita. Il traffico proveniente da est verso il centro città, che si pensa notevolmente ridotto rispetto alla situazione attuale grazie alle limitazioni, assicurano gli esperti, potrebbero essere gestiti con una semplice precedenza.
Secondo lo studio, l’intervento, a breve termine , più efficace, corrisponderebbe alla prima ipotesi.E.S.

Stranfiér
July 24th, 2009, 01:39 PM
Per la città della musica c'è questo rendering...ma è solo una bozza.

http://i27.tinypic.com/2m2976e.jpg

Mah...non vi ricorda qualche cosa?

http://i32.tinypic.com/2a9bjmc.jpg

butel
July 24th, 2009, 05:40 PM
in effetti una certa somiglianza

butel
July 25th, 2009, 12:13 PM
Tav, si sblocca la Brescia-Verona

GRANDI OPERE. Il sottosegretario ha fatto il punto sui progetti prioritari per il Veneto.

Garantita un'accelerazione per le infrastrutture del Corridoio 5 e le idrovie

Nella prossima riunione al Cipe, l'ordine del giorno conterrà alcune grandi opere che interessano il Veneto, soprattutto la prosecuzione della Tav per il Corridoio 5: «La tratta Brescia-Verona avrà una importante accelerazione e andrà al prossimo Cipe. C'è grande attenzione per la Tav nel Veneto che è considerata una priorità dal Governo». Sono le parole che il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli ha detto ieri al sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti al termine di un incontro nel quale è stato fatto il punto sull'allegato al Dpef che riguarda le infrastrutture più urgenti.
«La tratta Treviglio-Brescia è già cantierata», spiega Giorgetti che dopo l'inserimento nel Dpef della Tav del Nordest intende dare un seguito operativo alle opere in vista del prossimo autunno, «ora si tratta di sbloccare e accelerare l'ultima tratta verso Verona e rendere definitivi e cantierabili i progetti. Anche la Nogara-Mare sarà inserita nella prossima riunione del Cipe e un'altra priorità molto forte viene data al collegamento tra Verona e il Tirreno, sia con la ferrovia che con la realizzazione del collegamento autostradale Nogarole Rocca-Parma».
Nell'allegato Infrastrutture non si parla solo di Alta velocità per il Corridoio 5 e le tratte Milano-Verona e Verona-Padova, ma anche del potenziamento delle attività per l'aeroporto di Villafranca, con la rivisitazione di Enac ed Enav. «Non solo. Il Governo», prosegue il sottosegretario, «intende a breve dare concreta attuazione al Progetto Idroviario Padano veneto previsto dal Piano Generale dei Trasporti e supportato da un'apposita legge (380/90): una rete che con i suoi 990 km rappresenta una ricchezza trasportistica determinante all'interno di un ambito territoriale dove si movimenta circa il 60% dell'intera movimentazione merci del Paese. Un dato per tutti: nel 2004 il trasporto complessivo su tutta la rete è stato di circa 3 milioni di tonnellate».
Tra le opere avviate troviamo il collegamento ferroviario Brennero-Verona-Parma-LaSpezia, l'asse autostradale Brennero -Verona-Parma- LaSpezia, con costi deliberati dal Cipe per un valore complessivo di 7 miliardi di euro, il Sistema metropolitano Veneto con uno stanziamento di 140 milioni di euro.
«È indubbio pertanto l'interesse del Governo per il Veneto ed il suo ruolo strategico per la realizzazione delle più importanti grandi opere italiane. Un interesse che parte dalla consapevolezza che la nostra Regione, assieme alla città di Verona, costituisce uno snodo essenziale per una rete infrastrutturale efficiente, adeguatamente integrata e che sa interagire con il territorio».
Dopo che le categorie economiche hanno lanciato più volte grida d'allarme per i ritardi infrastrutturali, qualcosa sembra muoversi: «Il Veneto e Verona sono parte integrante di un'azione sinergica tra Ministero dell'Economia e Ministero delle Infrastrutture per la realizzazione di opere determinanti per essere competitivi all'interno del sistema infrastrutturale europeo».

Fonte "L'Arena"

butel
July 25th, 2009, 12:18 PM
In piazzale Stefani rotonda «francese»

Via libera della Circoscrizione: i lavori saranno ultimati entro il 12 settembre


Davanti all’ingresso principale dell’ospedale di Borgo Trento previste nuove pensiline e corsie preferenziali

A Piazzale Stefani, davanti all’ospedale cambierà anche la viabilità per il Pronto Soccorso .

Era attesa da mesi e se ne parlava da mesi: in Borgo Trento arriva la rivoluzione della viabilità in piazzale Stefani.
I lavori per migliorare il deflusso del traffico sia privato che pubblico con nuove pensiline autobus, corsie preferenziali e l'istituzione della rotonda alla francese partiranno nei prossimi giorni. L'intervento sarà concluso entro il 12 settembre: infatti, il lunedì successivo sarà il primo giorno di lezione del nuovo anno scolastico ed il piazzale tornerà ad essere un punto nevralgico per gli studenti che utilizzano gli autobus. Dopo mesi di gestazione, alla fine il progetto è giunto per un parere consultivo al consiglio circoscrizionale che lo ha approvato con 14 voti favorevoli. Nel parlamentino, non sono mancate alcune perplessità.
Per il capogruppo Pd Mario Gianelli «un progetto di tale portata dovrebbe essere portato prima nella commissione competente». Alberto Bozza, ha ribattuto, dicendo che «non ci sono i tempi tecnici per poterlo fare. Al fine di realizzare i lavori nei mesi estivi, il consiglio è stato invitato ad esprimere un parere entro 10 giorni dal ricevimento del progetto». Gianelli sottolinea anche «una metodologia sbagliata nel procedere con questo tipo di interventi ricordando che il piazzale è stato recentemente oggetto di lavori di asfaltatura».
Il progetto, nel dettaglio, propone la sistemazione dell'attuale isola di traffico prospiciente l'entrata principale dell'Ospedale Maggiore con la realizzazione di un adeguato parcheggio per i taxi e la creazione di una nuova banchina di fermata sul lato ovest del piazzale, con conseguente corsia preferenziale, esclusivamente dedicata alla salita e discesa degli utenti del trasporto pubblico.
A questo, si aggiunge la sistemazione dell'attuale accesso al pronto soccorso, che in futuro sarà spostato in lungadige Attiraglio, e la creazione di un nuovo capolinea per un servizio di bus-navetta che collegherà i due ospedali.
Infine, l'intervento prevede la sistemazione della rotatoria, attualmente con precedenza ai bracci di ingresso, con istituzione del diritto di precedenza ai veicoli circolanti all'interno dell'anello. L'intervento infrastrutturale sarà realizzato a cura e spese dell'Azienda ospedaliera, mentre resterà a carico del settore Strade del Comune l'esecuzione della relativa segnaletica stradale.
Il progetto, realizzato in collaborazione con l'assessorato alla Mobilità e traffico, la seconda Circoscrizione, l'Azienda trasporti Verona e l'Unione radio taxi è finalizzato ad incrementare la sicurezza in particolare degli utenti «deboli», nonché a migliorare le condizioni di deflusso del traffico privato e pubblico che oggi risulta particolarmente critico soprattutto in orario di punta.
Nel dibattito nel parlamentino non sono mancate alcune riflessioni. Giovanni Bosi, Per Verona civica, pone l'attenzione sulla copertura più grande prevista nel progetto riferendosi all'enorme afflusso degli studenti nel periodo delle lezioni: «La nuova pensilina appare piuttosto stretta. Occorrerebbe rivederla per non creare una situazione di pericolo per gli studenti». Aggiunge: «Non vedo, nel progetto, la pista ciclabile».
Stephane Delsalle, Per Verona civica, osserva che «sono necessari più attraversamenti pedonali nel lato opposto alla pensiline della piazza». Inoltre, propone di «realizzare alcuni accorgimenti per rallentare la velocità delle auto in salita da via XVI Maggio in prossimità degli stessi passaggi pedonali».
Filippo Grigolini, Forza Italia, rileva dubbi sulla proposta di istituire una rotonda alla francese e dice: «se realizzata a ridosso di un semaforo, qual è questa, potrebbe non funzionare». Per Riccardo Bovolin, Lista Tosi, invece, «la soluzione della rotonda con diritto di precedenza ai veicoli circolanti all'interno dell'anello è valida».
Stefano Piccoli, Lega Nord, propone «un secondo attraversamento pedonale nei pressi di via Gianmbattista da Monte». Anche per Piccoli vi è «incertezza sull'efficacia della rotonda alla francese», poi, conclude sottolineando che «l'intervento toglierà una trentina di stalli aumentando i disagi dei residenti senza garage o posto auto».

Fonte "L'Arena"

Stranfiér
July 26th, 2009, 02:56 PM
www.larena.it 26.07.09

La girandola dei musei sempre in movimento

I PROGETTI. In attesa che si sblocchi la permuta fra l'area del polo finanziario e Palazzo Forti
Restauri di palazzi e vendite, una partita pubblico-privata

Musei e sedi di mostre, quella luce in fondo al tunnel che non vedi mai. Leggi: dove si fa che cosa. Una geografia definitiva, insomma. Il museo di Storia naturale, con sede principale a Palazzo Pompei, in lungadige Porta Vittoria, proprietà del Comune, ha cambiato diverse potenziali nuove destinazioni, come ex Arsenale, ex Magazzini Generali, Palazzo del Capitanio, per poi restare dov'è. Tanto che il Comune ha già stanziato qualche migliaia di euro per lavori di manutenzione.
Palazzo Gobetti, seconda sede del museo, in corso Cavour, è all'asta. La preziosissima sezione botanica del museo, con 260mila campioni da diversi erbari, è stata spostata negli edifici dell'ex Arsenale, provvisoriamente, dove si trova tutt'ora stivata.
Nell'ex complesso militare asburgico, però, una volta ristrutturato — e gli otto milioni che il Comune spera di introitare vendendo Palazzo Gobetti dovrebbero servire proprio a pagare parte dei lavori — troveranno posto la Fondazione Arena, l'Accademia d'arte Cignaroli, il museo di Castelvecchio, uffici della Seconda circoscrizione, sale pubbliche e un parcheggio. Ma non il museo di Storia naturale. Quindi gli erbari dovranno essere nuovamente spostati e chissà dove.
Si attende, intanto, la conclusione della trattativa fra Comune e Fondazione Cariverona per la permuta fra l'area dell'ex mercato ortofrutticolo, dove si sarebbe dovuto costruire il polo finanziario che invece non si farà, e l'isolato e il Palazzo Forti, sede della Galleria d'arte moderna. Di certo, oltre alla richiesta di danni presentata alla Polo finanziario spa al Comune, c'è che, se Cariverona otterrà il Palazzo, la galleria d'arte moderna resterà di proprietà del Comune e resterà dov'è. Quando Palazzo Forti era rientrato nella maxi operazione di vendita dei palazzi storici (insieme al Pompei e al Gobetti), un'operazione poi annullata, si paventava infatti che la Galleria d'arte moderna sarebbe andata al Palazzo della Ragione, che resta destinato a mostre ed esposizioni.
I legali del Comune stanno comunque valutando la fattibilità della proposta di Cariverona, cioè ottenere dal Comune, in cambio dell'area ex polo finanziario — valutata in 39 milioni e mezzo — Palazzo Forti, valore 32 milioni e mezzo, più la restante parte in posti auto nel parcheggio che verrà costruito all'ex mercato.
Chiarezza al momento c'è sulla Gran Guardia, che ospiterà le grandi mostre (come quella con le opere di Corot e di altri pittori in programma dalla novembre a marzo) e anche convegni, anche se meno rispetto agli anni scorsi a causa delle concomitanti mostre. Ospiterà quadri e opere d'arte anche Castel San Pietro, proprietà della Fondazione Cariverona, che ha in programma di ristrutturare anche gli ex Magazzini generali (con l'ex cella frigorifera rotonda), per farli diventare il polo culturale. Aumentano i visitatori, invece, come conferma l'assessore alla cultura e al turismi Erminia Perbellini, al museo archeologico vicino al Teatro Romano. «Segno che le persone riscoprono la storia, da quella romana a quella egizia, e le loro origini». Che i musei, alla fine, debbano restare là dove sono da sempre?
E.G.

http://media.athesiseditrice.it/media/2009/07/26_7_are_f1_155_medium.jpg
La Cupola delle vecchie celle frigorifere degli ex Magazzini: di proprietà di Cariverona dovrebbe diventare un polo culturale

albirello
July 27th, 2009, 12:48 PM
fonte: l'Arena di Verona del 27.07.2009

Sosta con disco orario in largo Stazione vecchia
VIABILITÀ A PARONA. Lo ha deciso la seconda circoscrizione, accogliendo le richieste di residenti e commercianti
L'area non potrà più essere utilizzata come parcheggio «scambiatore» Chi lascia l'auto per servirsi dell'autobus può utilizzare l'area di via Riolfi

Verona. Largo Stazione Vecchia, a Parona, non è un parcheggio scambiatore e la metà degli stalli auto saranno presto a disco orario. Il provvedimento, approvato dalla seconda circoscrizione, segue la richiesta da parte di residenti e commercianti di avere posti auto disponibili a rotazione. Per la sosta di lunga durata è stato indicato il vicino parcheggio di via Giuseppe Riolfi. Così, dovranno cambiare le abitudini di chi è solito lasciare la propria auto negli stalli di largo Stazione Vecchia a Parona per recarsi in centro città con il mezzo pubblico. Anche se, poco distante, c'è ancora la possibilità di parcheggiare gratuitamente per tutto il giorno.
A breve, la metà dei posti attualmente disponibili sarà con sosta a disco orario dalle 8 alle 20 nei giorni feriali con massimo di un'ora. «Il provvedimento è finalizzato a favorire la sosta di breve durata aumentando, di fatto, il coefficiente di rotazione», spiega la coordinatrice della commissione Servizi urbani, Donatella Bovo. «Chi proviene dalla Valpolicella e da zone limitrofe lascia la propria auto parcheggiata tutto il giorno negando la possibilità di sosta a residenti e commercianti. Poco distante, invece, il parcheggio di via Riolfi risulta spesso libero. In largo Stazione Vecchia è già stato deliberato, per lo stesso motivo, un posto per lo scarico e il carico merci. Il divieto di sosta non va ad interessare tutti i posti ad oggi disponibili, ma quelli verticali innanzi alle attività commerciali ed al centro della piazza. Gli altri, invece, quelli che costeggiano la carreggiata, restano liberi».
Sul provvedimento Giovanni Bosi, Per Verona civica, si dice «d'accordo di introdurre su largo Stazione Vecchia il disco orario in parte degli stalli, poiché viene utilizzato quale parcheggio scambiatore». Bosi prosegue dicendo che «ora il problema è di individuare un parcheggio gratuito che non sia solo quello di via Riolfi. Sono tante le persone, infatti, che scendono dalla Valpolicella e lasciano la propria auto a Parona e prendono l'autobus per recarsi in centro. Mancano parcheggi scambiatori sebbene questo comportamento, di lasciare l'auto fuori città, sia molto positivo». Diego Zardini, Pd, rileva che «un tale provvedimento finisce per punire coloro che giungono nel centro storico con l'autobus lasciando l'auto fuori città. Occorre, pertanto, una riflessione complessiva per offrire una possibilità in attesa dei parcheggi scambiatori. In questo caso, se il numero degli stalli richiesto da residenti e commercianti è esiguo e si tratta di una effettiva esigenza, mi trovo favorevole al provvedimento». Per Marco Bolognani, Pd, «è necessario segnalare maggiormente il parcheggio di via Riolfi quale alternativa agli stalli che diverranno con sosta a disco orario». Alberto Bozza, presidente della seconda circoscrizione, conclude dicendo: «Il provvedimento è frutto di diversi sopralluoghi da parte della commissione Servizi urbani e del Cdr Traffico e considera l'esigenza di residenti e commercianti che trovano spesso gli stalli occupati. Non si dimentichi la presenza della scuola e le necessità di trovare posto per i genitori . La medesima situazione di stalli occupati tutto il giorno si ritrova anche in piazza Del Porto dove si potrebbe proporre il medesimo provvedimento di regolamentazione della sosta».

Marco Cerpelloni

albirello
July 27th, 2009, 04:19 PM
fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 27.07.2009

PARCHEGGIO SAN GIORGIO: DOMANI INIZIANO INDAGINI ARCHEOLOGICHE

Iniziano domani e proseguiranno fino all’8 agosto le indagini archeologiche e ambientali, preliminari alla realizzazione del parcheggio interrato di San Giorgio. Lo annuncia l’assessore alla Mobilità Enrico Corsi che, insieme al presidente della II circoscrizione Alberto Bozza, ha illustrato oggi le fasi dell’intervento.
“I sondaggi verranno eseguiti in sei punti diversi nella zona di incrocio di via Mameli, via Sirtori e via D’Annunzio –spiega Corsi- senza creare disagi alla viabilità, che non subirà alcuna modifica rispetto ai percorsi attuali, se non un necessario rallentamento delle auto in prossimità dei cantieri. In accordo con la ditte aggiudicatarie della concessione, abbiamo scelto il periodo estivo proprio per limitare al massimo i disagi alla circolazione.
Verranno effettuati 3 scavi archeologici, come richiesto dalla Soprintendenza, della superficie indicativa di 25 metri quadri ciascuno fino alla profondità di rinvenimento dei terreni naturali. Verranno inoltre prelevati campioni di terreno per ogni strato omogeneo ed eseguiti interventi di carotaggio fino a 8 metri in due delle zone indicate; inoltre sarà effettuata un’indagine in trincea mediante escavatore per verificare la fondazione del muro di via Sirtori”.
“In accordo con la Soprintendenza –prosegue l’assessore Corsi- si è deciso di effettuare una campagna di indagini accurate del sottosuolo per individuare l’eventuale presenza di reperti archeologici di rilevanza storica prima di iniziare i lavori di realizzazione del parcheggio interrato, in modo da evitare quanto successo in piazza Viviani”.
“Ricordo che si tratta di un’opera decisa dalla passata Amministrazione –conclude Corsi- che abbiamo ereditato in avanzata fase di procedura amministrativa, che rendeva impossibile recedere dalla concessione senza il pagamento di una penale. Abbiamo apportato alcune importanti modifiche al progetto originario, necessarie a migliorare l’impatto sulla viabilità e abbiamo favorito i residenti ampliando fino al 50 per cento del totale, su 500 posti auto complessivi, la futura disponibilità di stalli pertinenziali. Inoltre l’anno scorso abbiamo attuato due sperimentazioni importanti sulla viabilità, che ci hanno consentito di verificare i disagi in previsione dell’inizio dei lavori di realizzazione del parcheggio”.

albirello
July 27th, 2009, 11:27 PM
La 5a circoscrizione continua a stupirmi!!! è in costruzione una pista ciclopedonale in via Volturno, la quale si collegherà alle esistenti piste ciclabili di via San Giacomo e di Santa Teresa! Si sta sviluppando veramente una buona rete, in controtendenza agli altri quartieri... complimenti ancora alla circoscrizione!

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ps oggi ho conosciuto un forumer veronese, ciao camino83!!!
fatti vivo e non limitarti solo a leggere i nostri interventi! ;-)

Camin83
July 28th, 2009, 12:26 PM
riguardo alla 5a circoscrizione sapete se mai faranno la Fontana nel parco di San giacomo?

OPO.RVK
July 28th, 2009, 12:37 PM
www.larena.it 26.07.09

La girandola dei musei sempre in movimento

I PROGETTI. In attesa che si sblocchi la permuta fra l'area del polo finanziario e Palazzo Forti
Restauri di palazzi e vendite, una partita pubblico-privata

Musei e sedi di mostre, quella luce in fondo al tunnel che non vedi mai. Leggi: dove si fa che cosa. Una geografia definitiva, insomma. Il museo di Storia naturale, con sede principale a Palazzo Pompei, in lungadige Porta Vittoria, proprietà del Comune, ha cambiato diverse potenziali nuove destinazioni, come ex Arsenale, ex Magazzini Generali, Palazzo del Capitanio, per poi restare dov'è. Tanto che il Comune ha già stanziato qualche migliaia di euro per lavori di manutenzione.
Palazzo Gobetti, seconda sede del museo, in corso Cavour, è all'asta. La preziosissima sezione botanica del museo, con 260mila campioni da diversi erbari, è stata spostata negli edifici dell'ex Arsenale, provvisoriamente, dove si trova tutt'ora stivata.
Nell'ex complesso militare asburgico, però, una volta ristrutturato — e gli otto milioni che il Comune spera di introitare vendendo Palazzo Gobetti dovrebbero servire proprio a pagare parte dei lavori — troveranno posto la Fondazione Arena, l'Accademia d'arte Cignaroli, il museo di Castelvecchio, uffici della Seconda circoscrizione, sale pubbliche e un parcheggio. Ma non il museo di Storia naturale. Quindi gli erbari dovranno essere nuovamente spostati e chissà dove.
Si attende, intanto, la conclusione della trattativa fra Comune e Fondazione Cariverona per la permuta fra l'area dell'ex mercato ortofrutticolo, dove si sarebbe dovuto costruire il polo finanziario che invece non si farà, e l'isolato e il Palazzo Forti, sede della Galleria d'arte moderna. Di certo, oltre alla richiesta di danni presentata alla Polo finanziario spa al Comune, c'è che, se Cariverona otterrà il Palazzo, la galleria d'arte moderna resterà di proprietà del Comune e resterà dov'è. Quando Palazzo Forti era rientrato nella maxi operazione di vendita dei palazzi storici (insieme al Pompei e al Gobetti), un'operazione poi annullata, si paventava infatti che la Galleria d'arte moderna sarebbe andata al Palazzo della Ragione, che resta destinato a mostre ed esposizioni.
I legali del Comune stanno comunque valutando la fattibilità della proposta di Cariverona, cioè ottenere dal Comune, in cambio dell'area ex polo finanziario — valutata in 39 milioni e mezzo — Palazzo Forti, valore 32 milioni e mezzo, più la restante parte in posti auto nel parcheggio che verrà costruito all'ex mercato.
Chiarezza al momento c'è sulla Gran Guardia, che ospiterà le grandi mostre (come quella con le opere di Corot e di altri pittori in programma dalla novembre a marzo) e anche convegni, anche se meno rispetto agli anni scorsi a causa delle concomitanti mostre. Ospiterà quadri e opere d'arte anche Castel San Pietro, proprietà della Fondazione Cariverona, che ha in programma di ristrutturare anche gli ex Magazzini generali (con l'ex cella frigorifera rotonda), per farli diventare il polo culturale. Aumentano i visitatori, invece, come conferma l'assessore alla cultura e al turismi Erminia Perbellini, al museo archeologico vicino al Teatro Romano. «Segno che le persone riscoprono la storia, da quella romana a quella egizia, e le loro origini». Che i musei, alla fine, debbano restare là dove sono da sempre?
E.G.

http://media.athesiseditrice.it/media/2009/07/26_7_are_f1_155_medium.jpg
La Cupola delle vecchie celle frigorifere degli ex Magazzini: di proprietà di Cariverona dovrebbe diventare un polo culturale



Hi, can you help me with a doubt?

What was the name of the concert/disco hall that use to be in the building in the photo?

Is there now in Verona a similar space, where you can see some concerts in a more relax environment (as relax I say something different of Piazza Erbe see and to be seen type)

Thanks

butel
July 28th, 2009, 01:38 PM
What was the name of the concert/disco hall that use to be in the building in the photo? .....Thanks

Hi, the name of concert hall is "Interzona"

OPO.RVK
July 28th, 2009, 02:32 PM
Thank you, I was with "zona" in the head but didn't manage to get it all.

And a similar space to concerts? Where to go in Verona to drink a beer an see someone playing?

By the way, is still running Tosi's martial law of putting several policemen, militaries and a tv crew to arrest a poor drunkmen, as I saw some months ago?

Sorry for annoying you with questions, but I like a lot of Verona and I've a genuine interest in the city and in it's issues.

Best Regards

albirello
July 30th, 2009, 12:12 PM
fonte: l'Arena di Verona del 30.07.2009

Cantiere a San Zeno
«Rischiamo la chiusura»
PARCHEGGI. Gli esercenti hanno incontrato i tecnici a Palazzo Barbieri. I lavori in piazza Corrubbio inizieranno a settembre con un ulteriore scavo archeologico. I commercianti: «Temiamo per le attività e ribadiamo il no all'opera» Dall'amministrazione: «Garanzie di tutela e proposte di agevolazioni»

Verona. L'apertura del cantiere per i lavori di costruzione del parcheggio interrato di piazza Corrubbio a San Zeno potrebbe coincidere con la chiusura degli esercizi commerciali che lì si affacciano.
È questa l'angoscia degli esercenti della piazza, che ieri sono stati convocati in Comune per essere messi al corrente del piano dei lavori. Anche se la superficie dove dovrebbe essere allestito il cantiere è ancora perfettamente integra, la macchina burocratica dei lavori sembra essere ormai andata troppo oltre per poter essere fermata senza gravi perdite.
IL CANTIERE. A settembre verrà quindi allestita la prima parte del cantiere, nell'angolo che va dall'edicola, al bar centrale, alla pasticceria. È da qui che si inizierà a scavare, dato che è la zona in cui si ritiene più probabilmente, se ci sono, trovare reperti archeologici. Il cantiere rimarrà aperto fino a fine anno e poi si valuterà se è possibile proseguire con la costruzione del parcheggio, senza inciampare in reperti storici.
La paura dei commercianti, ma anche di molti residenti, che fin dall'inizio si sono dichiarati contrari ai circa trecento posti interrati, infatti, è quella che oltre ai disagi causati del cantiere, il periodo di due anni previsto dai lavori, possa dilatarsi a dismisura proprio a causa del ritrovamenti di reperti. Il ricordo di tutto il tempo perso a piazza Viviani è infatti ancora vivo e incute timore, soprattutto agli esercenti.
I TIMORI DEI COMMERCIANTI. «Il Comune vuole tutelarsi e prosegue con il progetto. Ma chi tutela noi? Saremo costretti a chiudere i battenti». Paradossalmente, ora, la speranza degli esercenti è che il primo scavo porti alla luce dei reperti in modo tale che l'intero progetto venga accantonato.
«Aspettiamo gli sviluppi di settembre, poi decideremo. Se però la realizzazione del parcheggio sarà confermata, io cercherò un altro locale in un posto diverso della città. Ma intanto sarò costretto a licenziare le quattro persone che ora ho sul mio libro paga», si sfoga Mauro Cantagallo, del ristorante Rosa blu, che ieri ha partecipato alla riunione indetta a palazzo Barbieri, cui hanno preso parte altri esercenti e i tecnici dell'ufficio commercio, quelli dell'ufficio lavori pubblici e la consigliera comunale di An, Elena Traverso.
«Viviamo grazie alla clientela di passaggio, se viene tolta la possibilità di transitare dalla piazza a causa dei lavori, tanto vale dichiarare subito fallimento», aggiunge Melina Intersimone della gelateria San Zeno. «Vendo gelati. la gente compra da me per fermarsi poi a degustare coni e coppette sul plateatico, che verrà ovviamente tolto, oppure comunque poco dopo. Se non potranno più passare è ovvio che i miei clienti saranno costretti a cambiare gelateria», aggiunge Intersimone. «La scelta obbligata, dopo 25 anni di attività, sarebbe quella di vendere. Ma a fronte dei lavori, chi mai potrebbe decidere di rilevare l'esercizio?».
«Abbiamo raccolto migliaia di firme e fatto diversi incontri con l'assessore al traffico e al commercio Enrico Corsi, proposto alternative. Ma tutto è già stato deciso e il tanto auspicato dialogo con commercianti e residenti, auspicato da Corsi, in realtà non c'è mai stato. Questo è tanto più grave dato che ad essere contrario all'opera nel punto in cui è stata prevista, è l'intero quartiere di San Zeno e non solo», spiega Luca Perandini Crema, titolare del bar Centrale. «Avevamo proposto di spostare il cantiere più vicino alla sede dell'Ater in piazza Pozza o nei pressi della caserma. Ma le nostre richieste sono rimaste inascoltate».
ALCUNE GARANZIE. «Capiamo perfettamente le proteste dei commercianti. I disagi saranno inevitabili, è inutile negarlo. Del resto si tratta di un'opera che abbiamo ereditato e non certo scelto, ma venire incontro ai cittadini abbiamo provato a pensare ad alcune garanzie. Al momento si tratta di proposte che speriamo però possano trovare conferma», spiega la Traverso. Tra le idee, quelle di garantire una strada carrabile nonostante il cantiere e di cercare un accordo con Amia, in modo da sollevare almeno in parte i commercianti dall'onere della Tia, la tassa sui rifiuti, durante il 2010, ovvero il periodo più critico. «Inoltre, il cantiere dovrebbe essere frazionato in cinque fasi progressive, in modo da impedire che la piazza venga chiusa totalmente per tutta la durata dei lavori».
Il Comune si sarebbe anche offerto di predisporre a sue spese delle apposite segnaletiche per indicare la presenza delle attività economiche e, in accordo con la ditta appaltatrice, di alternare alle normali recinzioni sul perimetri del cantiere, alcuni pannelli trasparenti che non ostacolino la sua visuale.

Ilaria Noro

Il Pd: «Bus più efficienti e posti a rotazione»

Il parcheggio interrato sotto Porta San Giorgio, per essere davvero di giovamento alla parte nord-ovest della città, dovrebbe essere per la maggior parte a rotazione, piuttosto che pertinenziale, cioè a uso esclusivo dei residenti. A sostenerlo è Franco Dusi, capogruppo del Pd in prima circoscrizione, ricordando che, nel progetto originario, l'opera era stata concepita «per servire i commercianti del centro storico, i loro dipendenti, i clienti e i turisti, e come punto d'appoggio per chi si reca in città, riservando agli abitanti di Borgo Trento circa il 30 per cento dei posti».
Il parcheggio, aggiunge, «avrebbe senso solo se affiancato a un trasporto pubblico rapido ed efficace, che non esiste. Quello progettato dall'assessore Corsi», sottolinea, «è insufficiente. E ancora una volta si punta tutto sulla mobilità privata».
In questo modo, «non si risolveranno le problematiche legate alla sosta e alla viabilità della Ztl, nonché il parcheggio selvaggio in piazza San Giorgio e l'intasamento all'altezza del Teatro Romano. E si trascura la possibilità di recupero turistico degli spazi pedonali delle serre, poste sulle mura, con una passerella sopraelevata su Porta San Giorgio».L.CO.

albirello
July 30th, 2009, 11:26 PM
fonte: l'Arena di Verona del 30.07.2009

PROGETTI. L’area fra il cimitero e l’Agsm
Ex Gasometro, si deve bonificare ancora il terreno
Ci vorrà un anno, i lavori al parcheggio forse salvati

Non c’è due senza tre. Anche per bonificare l’area dell’ex Gasometro, dove verrà costruito un parcheggio multipiano da 700 posti auto, con annesso un edificio per la polizia municipale e alcuni negozi.
Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale aveva annunciato la conclusione della seconda fase di bonifica dell’area, finalizzata a eliminare i residui di lavorazione del gas nel sottosuolo, sottolineando che sarebbe stata l’ultima e che i cantieri per il parcheggio sarebbero potuti cominciare. In realtà è necessaria una terza fase di bonifica, per rimuovere il nucleo di contaminazione N4, composto da idrocarburi, presente sotto la zona di ingresso all’area da via Campo Marzio e in parte sotto il fabbricato ormai fatiscente posto nell’area, di proprietà dell’Agsm. E per completarla ci vorrà un anno.
A elaborare il progetto per la terza fase è stata l’Amia, che si è avvalsa della collaborazione della Società Nce di Brescia. Per togliere i residui di idrocarburi e per procedere poi alla bonifica vera e propria del terreno sarà necessario anche demolire in parte gli edifici lungo via Campo Marzio.
L’operazione costerà, per le sole attività di cantiere, un milione, ma a lavoro finito si spenderà un milione 400mila euro. La somma è stata stanziata nell’ambito delle modifiche al piano triennale delle opere pubbliche 2009-2011 appena approvate dal Consiglio comunale. Per questi lavori è stato appunto destinato un milione 400mila euro. L’importo è stato finanziato in buona parte con le somme destinate in origine per bonificare l’area e anche con le economie dei cantieri per la prima e la seconda fase della bonifica, appena terminate.
La durata prevista per questa fase di bonifica è di 55 settimane, cioè poco più di un anno. «Va sottolineato, peraltro, che gli interventi di bonifica potrebbero non interferire con i previsti lavori per costruire il parcheggio e gli altri uffici», spiega l’assessore comunale all’edilizia pubblica, Vittorio Di Dio, il quale sottolinea anche un ostacolo all’avvio del cantiere di bonifica. «Al Comune manca la disponibilità totale delle aree oggetto di bonifica, in parte proprietà di Agsm, con la quale è stata peraltro avviata una trattativa, ancora non conclusa, per l’acquisire l’immobile interno all’area», dice l’assessore. «Ricordo inoltre che Agsm finora non ha contributio, se non in misura irrilevante, agli ingenti costi di bonifica».E.G.

butel
July 31st, 2009, 09:45 AM
a me questi lavori di bonifica "eterni" puzzano tanto di magneria

Camin83
July 31st, 2009, 12:41 PM
fonte: l'Arena di Verona del 30.07.2009

PROGETTI. L’area fra il cimitero e l’Agsm
Ex Gasometro, si deve bonificare ancora il terreno
Ci vorrà un anno, i lavori al parcheggio forse salvati

Non c’è due senza tre. Anche per bonificare l’area dell’ex Gasometro, dove verrà costruito un parcheggio multipiano da 700 posti auto, con annesso un edificio per la polizia municipale e alcuni negozi.
Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale aveva annunciato la conclusione della seconda fase di bonifica dell’area, finalizzata a eliminare i residui di lavorazione del gas nel sottosuolo, sottolineando che sarebbe stata l’ultima e che i cantieri per il parcheggio sarebbero potuti cominciare. In realtà è necessaria una terza fase di bonifica, per rimuovere il nucleo di contaminazione N4, composto da idrocarburi, presente sotto la zona di ingresso all’area da via Campo Marzio e in parte sotto il fabbricato ormai fatiscente posto nell’area, di proprietà dell’Agsm. E per completarla ci vorrà un anno.
A elaborare il progetto per la terza fase è stata l’Amia, che si è avvalsa della collaborazione della Società Nce di Brescia. Per togliere i residui di idrocarburi e per procedere poi alla bonifica vera e propria del terreno sarà necessario anche demolire in parte gli edifici lungo via Campo Marzio.
L’operazione costerà, per le sole attività di cantiere, un milione, ma a lavoro finito si spenderà un milione 400mila euro. La somma è stata stanziata nell’ambito delle modifiche al piano triennale delle opere pubbliche 2009-2011 appena approvate dal Consiglio comunale. Per questi lavori è stato appunto destinato un milione 400mila euro. L’importo è stato finanziato in buona parte con le somme destinate in origine per bonificare l’area e anche con le economie dei cantieri per la prima e la seconda fase della bonifica, appena terminate.
La durata prevista per questa fase di bonifica è di 55 settimane, cioè poco più di un anno. «Va sottolineato, peraltro, che gli interventi di bonifica potrebbero non interferire con i previsti lavori per costruire il parcheggio e gli altri uffici», spiega l’assessore comunale all’edilizia pubblica, Vittorio Di Dio, il quale sottolinea anche un ostacolo all’avvio del cantiere di bonifica. «Al Comune manca la disponibilità totale delle aree oggetto di bonifica, in parte proprietà di Agsm, con la quale è stata peraltro avviata una trattativa, ancora non conclusa, per l’acquisire l’immobile interno all’area», dice l’assessore. «Ricordo inoltre che Agsm finora non ha contributio, se non in misura irrilevante, agli ingenti costi di bonifica».E.G.

Certo ke è la storia infinita!!!

albirello
August 1st, 2009, 03:09 AM
fonte: l'Arena di Verona del 31.07.2009

GRANDI OPERE. Secondo il crono-programma messo a punto dall’Azienda ospedaliera nel 2011 sarà avviato l’abbattimento dell’attuale blocco della Maternità
La sanità veronese cambia volto
Al Maggiore di Borgo Trento nascerà l’Ospedale del bambino e della donna
A Borgo Roma partirà la ristrutturazione del corpo centrale del Policlinico

Rivoluzione nella sanità veronese. Al termine, previsto a metà del 2010, del cantiere per la costruzione del nuovo Polo chirurgico all’interno dell’ospedale di Borgo Trento, prenderà avvio l’operazione per la creazione di altre due mega-stutture nei nosocomi cittadini. Saranno dei veri e propri ospedali nell’ospedale, dedicati, uno, a tutti i servizi pediatrici e ostetrico-ginecologici e l’altro, a tutte le attività diagnostiche e chirurgiche che non prevedono degenze prolungate.
CANTIERI CONCOMITANTI. Secondo il crono-programma messo a punto dall’azienda ospedaliera, nel 2011 sarà avviata l’opera di abbattimento dell’attuale blocco della Maternità, a Borgo Trento. Al suo posto sorgerà l’Ospedale del bambino e della donna. Nello stesso tempo, a Borgo Roma, partiranno i lavori di ristrutturazione del corpo centrale del policlinico "Gianbattista Rossi" e per la realizzazione di un nuovo blocco, che ospiterà il cosiddetto Outpatient clinic per l’assistenza medico-chirurgica, soprattutto diurna. A tali interventi e ai relativi finanziamenti, su proposta dell’assessore alla sanità Sandro Sandri, la Giunta regionale ha dato il via libera approvando il progetto di fattibilità presentato dall’azienda ospedaliera scaligera. Il costo totale delle opere che cambieranno il volto degli ospedali veronesi è di circa 120 milioni di euro. Venezia ne metterà a disposizione 42 e 20 arriveranno dalla Fondazione Cariverona. La cifra rimanente sarà coperta, tramite project financing, dai privati, ai quali poi saranno affidati la gestione delle aree commerciali e dei servizi di ristorazione, pulizie, manutenzione e lavanolo previste dal piano di fattibilità. La struttura che sarà costruita al Maggiore accoglierà tutti i servizi pediatrici e ostetrico-ginecologici, concentrando le attività assistenziali che ora si svolgono nei nosocomi di Borgo Trento e di Borgo Roma. Attualmente nelle due strutture avvengono 4.500 parti all’anno. Saranno inoltre costruiti spazi da dedicare alla didattica e alla formazione.
Le superfici interessate all’intervento misurano, in totale, 86mila metri quadrati: 27mila a Borgo Trento e 59mila a Borgo Roma. Al policlinico ne saranno ristrutturati 37.410, tutti gli altri saranno di nuova costruzione. Complessivamente saranno realizzati 668 posti letto di degenza ordinaria.
A BORGO TRENTO. L’Ospedale del bambino e della donna, di 27mila metri quadrati, sarà costruito nell’attuale area in cui ora sorge la Maternità, che ne occupa 9.900. I tempi di costruzione saranno di circa due anni. Il trasferimento delle attività, prima dell’abbattimento della vecchia struttura, scatterà al termine dei lavori del Polo chirurgico. «L’obiettivo», fa sapere il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Sandro Caffi, «è iniziare e concludere insieme i cantieri nei due ospedali». La nuova struttura, che sostituirà anche quella del policlinico, sarà collegata tramite tunnel al Polo chirurgico che avrà 32 sale operatorie su una superficie di 96 metri quadrati. Nell’Ospedale del bambino e della donna saranno messi a disposizione 226 posti letto e 23 in day hospital. Il nuovo ospedale sarà suddiviso in reparti di terapia intensiva e subintensiva neonatali e pediatriche, lactarium, degenze pediatriche, ematoncologia pediatrica (degenze e area infusiva), degenze outpatient e ambulatori del bambino, pronto soccorso pediatrico (area diagnostica e di osservazione breve). Inoltre conterrà le degenze di ostetricia e ginecologia, un’area outpatient per degenze e prestazioni diurne, ambulatori di ostetricia e ginecologia e per la procreazione assistita, un pronto soccorso ostetrico, le sale parto collegate alle sale operatorie e isole neonatali e una nursery. Ci saranno anche servizi di supporto a servizio della ricerca e della formazione di medici specializzandi e infermieri.
A BORGO ROMA. Contemporaneamente, nel policlinico, nell’area adiacente il canale Giuliani, partiranno i lavori per la costruzione di una torre di otto piani, la cosiddetta Outpatient clinic. «Ogni piano», informa Caffi, «ospiterà attività diagnostiche e terapeutiche, anche di alta complessità, dove si potrà usufruire di servizi nei tempi più contenuti possibili e con degenze brevissime. I pazienti, oltre ai tradizionali posti letto avranno a disposizione stanze con poltrone». In tutto i posti disponibili saranno 232. Tale struttura misurerà 17mila metri quadrati e ogni piano sarà collegato ai reparti di degenza tradizionali. Sempre a Borgo Roma si procederà alla ristrutturazione dei corpi esistenti per degenze, uffici, laboratori di ricerca e aule per la didattica e supporti dipartimentali. In tutto, i posti letto nei due blocchi di degenza che subirà l’intervento di ristrutturazione sono 442.
«FINE NEL 2012». L’ultimazione dell’Ospedale del bambino e della donna a Borgo Trento e dell’Outpatient clinic di Borgo Roma, nel cronoprogramma reso noto dall’azienda ospedaliera, è stata prevista per la fine del 2013, con attivazione nel 2014. «Ma questi termini sono prudenziali e calcolati in eccesso. In realtà contiamo di completare le due opere tra la fine del 2011 e gli inizi del 2012», assicura il direttore generale Sandro Caffi.
COSTI E FINANZIAMENTI. Per quanto riguarda i costi, la stima complessiva, comprensiva di Iva e spese tecniche, è di 119milioni e 124mila euro: 79 milioni e 735.500 per la parte nuova, 19 milioni e 534.600 per la parte ristrutturata, 19 milioni e 854mila per le attrezzature informatiche e tecnologiche e gli arredi. La fetta maggiore dei costi, 57 milioni di euro, sarà coperta dai privati. La Regione Veneto ha deliberato finanziamenti per 42 milioni. Infine, la Fondazione Cariverona metterà a disposizione 20 milioni. E.S.

Parcheggi insufficienti
Si andrà in caserma
di Michele Tansella

Alla presentazione dei progetti che riguardano l’azienda sanitaria integrata di Borgo Trento e Borgo Roma hanno partecipato ieri l’assessore regionale alla sanità Sandro Sandri, il prorettore vicario dell’università di Verona Bettina Campedelli, il preside della Facoltà di medicina Michele Tansella e il direttore generale dell’azienda ospedaliera Sandro Caffi.
«Il via libera a questi progetti di eccellenza», commenta Sandri, «è una pietra miliare per la sanità veronese, già di livello internazionale e che attrae da fuori Regione il 15 per cento delle utenze». Bettina Campedelli parla di «primo frutto dell’integrazione fra università e azienda ospedaliera». Tansella ha lodato la velocità «all’americana» con cui la progettazione sta procedendo e ha sottolineato che «in entrambe le sedi si farà formazione». A tale proposito, Caffi ha fatto sapere che il blocco che attualmente ospita il Centro ustioni sarà demolito e al suo posto sarà costruita una struttura didattica con aule per 140 posti e sette moduli per attività formative di 200 metri quadrati dotati di strumenti multimediali.
EMERGENZA PARCHEGGI. Nei mesi scorsi, Caffi aveva lanciato l’allarme sui parcheggi insufficienti a coprire le esigenze degli operatori della sanità, dei pazienti e dei loro familiari quando, nel 2010, saranno conclusi i lavori del nuovo Polo chirurgico. Per il direttore generale servono almeno 5.000 posti auto. Ora Caffi si dice ottimista. «Siamo molto, molto, molto fiduciosi dopo gli incontri che abbiamo avuto con l’amministrazione comunale, dimostratasi attenta al problema».
Fra le ipotesi c’è quella di utilizzare le aree delle caserme dismesse.E.S.

Fab87
August 1st, 2009, 10:44 AM
Cavoli, la maternità a Borgo Trento era l'unico edificio decente, capisco che si vada a creare una strruttura più grande e molto migliore, ma se penso che quell'abominevole palazzone del geriatrico rimarrà in piedi...

albirello
August 1st, 2009, 03:18 PM
Cavoli, la maternità a Borgo Trento era l'unico edificio decente, capisco che si vada a creare una strruttura più grande e molto migliore, ma se penso che quell'abominevole palazzone del geriatrico rimarrà in piedi...

Una cosa alla volta :)

Poi se non sbaglio il palazzone del geriatrico è anche in ristrutturazione (perenne direi ^^). Comunque, se dovessi fare una scala delle priorità , abbatterei per prima cosa le palazzine laterali che danno su via Mameli e sul lungadige.,,

Fab87
August 1st, 2009, 04:37 PM
Tra l'altro ho sentito dire da una persona che ci lavora una cosa agghiacciante: le palazzine che per prime dovrebbero essere abbattute, cioè quelle fra il pronto soccorso e il nuovo polo chirurgico, non verranno abbattute tutte perchè alcuni reparti sono stati appena rinnovati.
Mi sembra una cosa ridicola: anche se sono stati appena rinnovati, si avranno a disposizione reparti più nuovi e funzionali nel nuovo polo chirurgico. E' come dire, io mi sto comprando una Bmw ma nel frattempo mi faccio una revisione completa alla mia Panda, e allora la Bmw che ho già comprato e che ho a disposizione non la uso più..
Sarebbe assurdo tenere in piedi anche solo una di quelle Palazzine, e penso che il progetto debba essere rispettato, dunque la cosa che mi è stata garantita per vera penso sia in realtà una cazzata

albirello
August 2nd, 2009, 07:20 PM
Tra l'altro ho sentito dire da una persona che ci lavora una cosa agghiacciante: le palazzine che per prime dovrebbero essere abbattute, cioè quelle fra il pronto soccorso e il nuovo polo chirurgico, non verranno abbattute tutte perchè alcuni reparti sono stati appena rinnovati.
Mi sembra una cosa ridicola: anche se sono stati appena rinnovati, si avranno a disposizione reparti più nuovi e funzionali nel nuovo polo chirurgico. E' come dire, io mi sto comprando una Bmw ma nel frattempo mi faccio una revisione completa alla mia Panda, e allora la Bmw che ho già comprato e che ho a disposizione non la uso più..
Sarebbe assurdo tenere in piedi anche solo una di quelle Palazzine, e penso che il progetto debba essere rispettato, dunque la cosa che mi è stata garantita per vera penso sia in realtà una cazzata

Sper che sia una cazzata :ohno: Aspettiamo comunicati uffficiali in tal senso ^^
Comunque l'ospedale è un cantiere eterno... Tra quanti anni avremo una struttura funzionante e senza cantieri? :nuts:

Fab87
August 3rd, 2009, 09:12 AM
Inoltre c'è la grossa incognita parcheggi e mobilità...

albirello
August 3rd, 2009, 10:04 AM
fonte: l'Arena di Verona del 03.08.2009

«Corso Sant'Anastasia soffocato dal traffico»
IL CENTRO E LE AUTO. L’appello ha raccolto l’adesione di 1.500 cittadini. Tra le richieste anche il ritorno dei «pollicini»
I commercianti della zona raccolgono firme contro il continuo passaggio «La via sia a misura d’uomo»
di Anna Zegarelli

Verona. Un centro città libero dallo smog e dal traffico. Lo chiedono a gran voce una cinquantina, e forse più, di commercianti di via Rosa e Corso Sant'Anastasia.
Le loro motivazioni sono: le strade sono di continuo percorse da autobus e traffico privato, quest'ultimo durante le ore di accesso libero alla zona a traffico limitato, si intensifica in quanto le due strade vengono utilizzate come scorciatoia evitando di passare così da piazza Isolo e dal lungadige. Turisti e residenti rischiano tutti i giorni di essere investiti. Le auto vengono parcheggiate lungo i marciapiedi.
Insomma, non ne possono più. Per questo hanno dato il via ad una raccolta di firme che in sole due settimane è arrivata a quota 1.500. È nato un comitato rappresentato da commercianti e residenti, due di via Rosa e tre di Corso Sant'Anastasia, pronti a fare valere il diritto ad una vita cittadina «più a misura d'uomo e più salubre». La chiusura al traffico è accompagnata da uno slogan «Vivi la città, il tuo respiro è in centro». Raggiunto in così breve tempo un numero considerevole di firme, i promotori dell'iniziativa le hanno consegnate qualche giorno fa all'assessore alla viabilità e commercio Enrico Corsi.
«Siamo rimasti basiti di fronte alle perplessità mostrate da Corsi», dicono, «ha parlato di possibili rimostranze degli esercenti di piazza Erbe. Ci ha sottolineato che se anche avessimo portato 10mila firme la situazione sarebbe stata comunque difficile».
Nella lettera indirizzata al Comune che accompagna la petizione si legge anche un'altra motivazione: «La dimensione della carreggiata a fronte del transito di troppi mezzi inadeguati e il rilevante traffico rendono queste vie meno apprezzate dai cittadini». Del resto ormai è evidente che chi passeggia in tranquillità acquista meglio. E chi vive in centro è anche più sicuro. Ma le perplessità riportate dall'amministratore cittadino riguardo per l'appunto il timore di proteste degli esercenti di piazza Erbe, ai promotori non è affatto piaciuto.
«Ci è stata prospettata una sperimentazione di chiusura il sabato e la domenica dalle 15 alle 17», spiegano Lucia Bertoni, responsabile shop di Loacker, Antonio Saccomani, antiquario, Francesca Tamellini, commerciante nonché ex assessore al commercio. Sua fu l'idea di ridare respiro al Toloneo di piazza delle Erbe e durante l'amministrazione Zanotto pose le basi per un centro città concorrenziale ai centri commerciali.
Trova ragionevole il fatto che i commercianti abbiano capito bene che il lavoro deriva dalla tranquillità, dal sapere offrire strade libere e pedonalizzate.
«I parcheggi alle fine ci sono», fa notare Saccomani. E alla sua affermazione risponde anche il consigliere della prima circoscrizione Franco Dusi (Pd) che confida tanto nel parcheggio di Porta San Giorgio.
Riguardo a piazza delle Erbe non hanno dubbi: «Abbiamo parlato anche con altri esercenti e non ci è stata mossa nessuna perplessità», fanno notare, «e poi si parla di insegnare ai giovani il rispetto dei luoghi, di tutelarli. Chiudere il traffico ci sembra un'ottima soluzione sia sotto l'aspetto ambientale che della salute». In ultimo lanciano un appello all'Atv, l'azienda incaricata del trasporto pubblico: «Ridateci autobus piccoli, i nostri pollicino. È inammissibile far passare da queste vie bus grandi che faticano a far manovra e rischiano ogni momento di investire qualcuno».

albirello
August 5th, 2009, 12:15 AM
ed è arrivato agosto... c'è ancora qualcuno?
direi che il thread di Verona, salvo ulteriori ripensamenti, può andare in ferie. oppure, se volete, da domani possiamo pubblicare le pagine dei morti ^^

Camin83
August 5th, 2009, 12:52 AM
siii i necrologiiii!!! ahahah

albirello
August 6th, 2009, 07:59 PM
fonte: l'Arena di Verona del 06.08.2009

San Giorgio, dopo gli scavi via libera al parcheggio
VIABILITÀ E INFRASTRUTTURE. Si sono conclusi i lavori preliminari alla realizzazione del garage da 500 posti auto. Dai sondaggi nel sottosuolo sotto la supervisione della Soprintendenza sono emerse fondamenta di edifici medievali giudicate non significative

Verona. Il parcheggio di Porta San Giorgio potrà essere costruito. Dai sondaggi archeologici terminati ieri, infatti, non sono emersi ritrovamenti tali da impedire l'avvio del cantiere per i garage interrati che potranno contenere 500 posti auto. Dall'operazione, per capire se nel sottosuolo tra via Mameli e Porta San Giorgio si nascondevano reperti importanti, sarebbero emersi soltanto alcuni resti delle fondamenta di un edificio di età medievale e di parte del muro di contenimento del terrapieno della linea Verona-Caprino che fu abbattuto quando venne allargata la carreggiata.
Gli scavi iniziati a fine luglio sono stati tre, con le ruspe hanno scavato fino a quasi sei metri di profondità. I sondaggi, compiuti sotto la supervisione degli esperti della Soprintendenza ai beni archeologici, hanno interessato i giardini tra via Mameli e via Nievo, un'area di una ventina di metri in via D'Annunzio e un'altra in testa al parcheggio di via Mameli, all'incrocio con via Sirtori.
I primi due rilevamenti non hanno dato nessun risultato. Gli unici ritrovamenti, che sarebbero però giudicati di scarso interesse storico, sono emersi dall'ultimo sondaggio, conclusosi nella mattinata di ieri.
«Non è stato trovato niente di significativo che possa impedire la costruzione del parcheggio», conferma l'assessore alla mobilità Enrico Corsi. E adesso? «Valuteremo se compiere qualche altra verifica o se si debba ritenere soddisfacente l'esito dei rilievi già fatti».
Lungo l'attuale via Mameli, un tempo passava l'antica strada romana per Trento, ai bordi della quale, nel Medioevo, erano sorti centri abitati e chiese. Tali edifici furono abbattuti nel 1517, quando, davanti alle mura, fu realizzata una grande spianata. Insieme alle ricerche archeologiche sono stati effettuati anche i carotaggi geologici obbligatori per la realizzazione del parcheggio sotterraneo. A San Giorgio, quindi, non dovrebbe verificarsi quello che è accaduto nei mesi scorsi in piazza Viviani, dove il cantiere per costruire un parcheggio interrato da 270 posti auto è stato chiuso dopo una lunghissima sospensione seguita al ritrovamento di cantine e muri medievali.
Ma sono molti gli episodi recenti di ritrovamenti che hanno ritardato, in modo più o meno prolungato i cantieri per i parcheggi. Un muro visconteo ha femato per un paio di anni gli scavi in lungadige Capuleti mentre in piazza Arditi vennero alla luce decine di scheletri dell'antico cimitero dell'ex convento San Silvestro. Un muro antico è invece affiorato in piazza Cittadella e reperti antichi sono stati ritrovati sotto la piazza Santi Apostoli.

othermaxx71
August 7th, 2009, 11:44 AM
Secondo me troveranno una città romana, secondo voi?

albirello
August 7th, 2009, 11:52 AM
fonte: l'Arena di Verona del 07.08.2009

Il Comune vende alla Fiera due aree per parcheggi
VERONA SUD. Accordo raggiunto fra l'amministrazione e Verona Fiere. Ora la Giunta dovrà approvare l'alienazione che poi andrà al voto del Consiglio in settembre
Sono di fronte al Palaexpo e in viale dell'Industria Palazzo Barbieri incassa quasi quattro milioni

Verona. Il Comune rimpolpa le sue casse vendendo alla Fiera due aree destinate a parcheggio per automobili, in viale del Lavoro e in parte di via Scopoli, cioè di fronte e a lato del Palaexpo, e in viale dell'Industria/via Olanda, fra i parcheggi Multipiano e Re Teodorico.
Palazzo Barbieri e Verona Fiere hanno trovato un accordo, illustrato in una relazione esaminata dalla Giunta, che ora dovrà approvare il provvedimento prima di portarlo al voto del Consiglio comunale.
OSSIGENO. Entrambe le aree, in totale 18.550 metri quadrati, vengono già utilizzate come parcheggio durante le manifestazioni fieristiche, date in concessione alla Fiera che paga al Comune un canone di 120mila euro. Il settore patrimonio, tenendo conto sia dell'estensione delle due superfici sia del fatto che il Comune è socio di maggioranza dell'Ente Fiere e quindi si occupa anche di valorizzare la città e di promozione sociale, ha stimato un valore di 200 euro al metro quadrato. Palazzo Barbieri, dunque, incasserà da questa cessione tre milioni 710mila euro. Una boccata di ossigeno, dunque, per le casse dell'amministrazione.
L'Ente Fiere, come si precisa nella relazione, ha confermato l'interesse di acquisire le due aree, che appartengono al demanio stradale e quindi sono incluse nell'elenco delle strade comunali. Vanno, quindi, sdemanializzate e trasferite dall'elenco delle strade comunali a quello dei beni patrimoniali disponibili. Poi si potrà procedere alla vendita diretta.
SVILUPPO. L'area di fronte al Palaexpo, cioè l'edificio principale della Fiera che dà su viale del Lavoro e fa angolo con via Scopoli (a destra guardando di fronte il fabbricato) è estesa 13.150 metri quadrati. Durante le rassegne fieristiche, oppure per manifestazioni e congressi, è già disponibile per parcheggiare, con due accessi delimitati con le sbarre. La seconda area, fra viale dell'Industria e via Olanda, in mezzo a due autorimesse multipiano, è invece di 5.400 metri quadrati. Nel Pat, il Piano di assetto del territorio, questa porzione rientra nelle aree strategiche per la riqualificazione, riconversione e ristrutturazione delle aree produttive di Verona sud.
I tempi dell'operazione, assicura l'assessore al patrimonio, Daniele Polato, saranno rapidi. «Contiamo di approvare in Giunta queste alienazioni e poi di portarle in Consiglio comunale in settembre, alla ripresa dell'attività, in modo da concludere e di rogitare entro la fine di settembre o al più tardi in ottobre».
I tre milioni 710mila euro che il Comune incasserà, precisa Polato, potranno essere utilizzati per spese correnti e quindi saranno spendibili subito.

Enrico Giardini

albirello
August 7th, 2009, 11:53 AM
Secondo me troveranno una città romana, secondo voi?

Speriamo di no. Tutto sommato il disagio di Piazza Viviani è stato "accettabile". Se capita in una arteria come Via Mameli siamo rovinati.

albirello
August 9th, 2009, 05:13 PM
fonte: l'Arena di Verona del 09.08.2009

Piazze e giardini, ruspe a tutto gas
CANTIERI D'ESTATE. Da Raggio di Sole ad Avesa, da Borgo Trento a Borgo Venezia, operai e muratori al lavoro in tutta la città. E si aggiungono a chi asfalta le strade
Si rinnovano campi giochi, parchi pubblici e pavimentazioni di fronte alle chiese
Le ruspe al lavoro nel parco giochi all'esterno dell'ex Arsenale. Il Comune punta a riaprirlo a metà settembre

Un'estate in piazza, al campogiochi e nei giardini. Magari non sarà così per tutti i veronesi rimasti in città, ma di certo lo è per tanti operai e muratori in piena attività per rimettere a nuovo gli spazi pubblici della città. Da piazza Vittorio Veneto ai giardini Raggio di Sole, Verona è tutta un cantiere. Non solo nuovo asfalto sulle strade, dunque.
In circonvallazione Raggio di Sole si procede per rimettere a posto l'area esterna al campo giochi dei bastioni, dove l'asfalto sui vialetti lascia il posto allo stabilizzato, cioè ghiaia pressata. Oltre ai nuovi lampioni e all'impianto di irrigazione, si sta sistemando anche il verde, cioè prati e alberi. Il lavoro, che costa 300mila euro, è a tre quarti. Resta il tratto fra il campo giochi e Porta Nuova. Sono stati riportati alla luce un camminamento di ronda che costeggia il giardino e si affaccia sul campo da calcio sottosostante e alcuni locali di epoca austriaca che venivano utilizzati come deposito munizioni. «Il cantiere dovrebbe concludersi entro settembre-ottobre», spiega l'assessore a strade, giardini e arredo urbano Paolo Tosato, passando in rassegna in tour i cantieri di piazze e aree verdi.
Si procede anche per sistemare il campo giochi esterno all'Arsenale, che avrà nuovi giochi per i bambini e nuovo impianto luci. La pavimentazione sarà in cemento colorato, sul modello del campo di via Nievo, in Valdonega. L'erba nelle aiuole sarà cresciuta per metà settembre, quando l'area si riaprirà. Alla fine si spenderanno 250mila euro.
In Borgo Trento sta rinascendo piazza Vittorio Veneto. La pietra di Prun sta via via sostituendo l'asfalto nei vialetti interni, dove inoltre le sedute in mattoni saranno sostituite da quelle in pietra. Anche qui, nuove luci e impianto di irrigazione per l'erba in mezzo alle aiuole. La spesa finale sarà di 350mila euro e fra settembre e ottobre la piazza tornerà a essere tutta aperta. Il cantiere infatti è stato diviso a metà per permettere comunque di utilizzare le panchine. Gli alberi? Resteranno tutti, tranne due ippocastani malati, che verranno sostituiti.
Pietra di Prun e cubetti di porfido caratterizzano anche piazza Donatori di sangue, di fronte alla chiesa del Sacro Cuore, in quartiere Pindemonte, dove si punta a concludere i lavori — che costano 280mila euro — entro metà settembre, prima cioè della festa della comunità parrocchiale.
Anche Avesa è interessata da cantieri, due in particolare. Nella piazza Avesa si stanno sistemando i giardini, con la fontana, rinnovata insieme agli impianti di illuminazione. La pavimentazione verrà riasfaltata, con una spesa complessiva di 80mila euro. Salendo nella frazione s'incontra in una traversa a destra la chiesetta di Camaldola, molto gettonata per i matrimoni. Il Comune ha stanziato 150mila euro per sistemare pietra di Prun e ciotolato nella via Camaldola, che conduce al monumento e si trasforma in sagrato. Il prossimo mese tutto si dovrebbe concludere.
Dalla parte opposta della città, in Borgo Venezia, proseguono intanto le opere per ammodernare il piccolo parco giochi di via Casorati. All'interno sono stati creati dei vialetti, in ghiaia pressata. Si installa anche l'impianto di illuminazione. Spesa di 200mila euro.
«I lavori in corso sono stati tutti finanziati nel 2008», precisa Tosato, «e ci consentono di proseguire, insieme a quelli stradali, nel riqualificare gli spazi pubblici della città dopo essere intervenuti in piazza Isolo, in piazzetta Navona, in via Ruffo, nel campo giochi di via Nievo, nelle piazze Don Pietro Spada a Marzana, al Saval e a Madonna di Campagna, oltre al parco San Giacomo».
Enrico Giardini

Fontane e vialetti
Cemento a colori

Meno asfalto, più pietra bianca di Prun e vialetti con ghiaia pressata. Si punta sempre di più a utilizzare materiali tradizionali e naturali, come ghiaia e terriccio, nel ristrutturare e riqualificare i parchi giochi e le piazze della città, armonizzando così la pavimentazione con gli edifici, come nel caso di piazza Donatori di sangue, vicino alla chiesa del Sacro Cuore, oppure in via Camaldola e in piazza Vittorio Veneto. Un po’ di fantasia in più invece al campo giochi fuori dall’ex Arsenale, dove la pavimentazione che si sta si

albirello
August 12th, 2009, 12:21 AM
fonte: l'Arena di Verona del .08.2009

L'ospedale di Negrar può crescere
Approvato il progetto di ampliamento
NEGRAR. Dopo due ore di discussione il Consiglio comunale ha votato «sì» all'espansione edilizia della struttura sanitaria con i soli voti della maggioranza. La minoranza contesta il metodo: «Il Sacro Cuore è patrimonio dei cittadini e non va strumentalizzato»

Negrar. L'ospedale di Negrar è in espansione e al Comune non resta che adeguarsi a una delle eccellenze sanitarie del Veneto che si ritrova in casa. È stata approvata in Consiglio comunale con tredici voti favorevoli (maggioranza) e sei contrari (opposizione) la pratica edilizia presentata il 4 marzo dall'Istituto Don Calabria - Ospedale Sacro Cuore per l'ampliamento della struttura.
La minoranza ha discusso a lungo, dimostrando perplessità sulla metodologia seguita dall'amministrazione. Da qui il voto contrario. «Siamo consapevoli del valore dell'ospedale per il nostro territorio, che fornisce importanti risposte sanitarie ai cittadini, ma nutriamo forti dubbi sul metodo», hanno spiegato i rappresentanti delle tre liste che la compongono: Valentino Viviani (Negrar al centro), Roberto Grison (Insieme per Negrar) e Renzo Montanari (Partecipazione democratica).
I progetti presentati dall'ospedale, firmati dall'architetto Iglis Zorzi e discussi dal consiglio, parlano di un edificio polifunzionale composto da tre piani interrati e quattro sopra la superficie; serviranno per parcheggi sotterranei, magazzini, ambulatori, uffici tecnici e amministrativi, centro congressi. Il tutto sorgerà nell'area ora occupata dai parcheggi dei dipendenti, vicino a casa Nogarè.
L'intervento è consistente, accrescerà le potenzialità della Cittadella della carità (l'intero complesso costituito da Sacro Cuore, Don Calabria, casa Nogarè, casa Perez e casa del clero) e modificherà molto quell'area. In aprile, comunque, il progetto ha ottenuto il parere favorevole della Commissione integrata per la qualità architettonica e il paesaggio.
Nessuno dei consiglieri d'opposizione si è dichiarato contrario al progetto in sé, né tanto meno all'ospedale. «Guai a chi strumentalizza l'argomento», ha tuonato Viviani. Tutti e sei però hanno sollevato interrogativi di carattere pratico, come l'uscita in prossimità dell'asilo e sulla nuova strada interna denominata del Sacro Cuore. «Una strada pensata per spostamenti brevi, per pedoni e biciclette, e che rischia d'intasarsi per gli accessi alla nuova area ospedaliera», dice Viviani. Entrate e uscite da rivedere anche per Montanari ed Enzo Schiavone, che lavorano entrambi all'ospedale negrarese rispettivamente come medico e infermiere. «Esiste un modo diverso di rapportarsi», afferma Montanari, «e di voler bene al territorio tutti insieme».
«Meglio ragionare insieme, riflettere bene prima di decidere un'opera così importante», invitano Giorgio Mignolli e Giovanni Antolini.
Con l'ampliamento dell'ospedale, infatti, il consiglio è tornato a parlare di strade, trasporto pubblico e soluzioni anti traffico. «Impatto ambientale e viabilità non sono questioni da sottovalutare solo perché parliamo di un ospedale», afferma Grison. «Viabilità e mobilità stanno a cuore anche alla maggioranza, solo che le soluzioni che prospetta sono diverse», annota la presidente del consiglio Angiolina Boldo. E forse in nome di queste visioni diverse è stata cambiata la convenzione con l'ospedale abbozzata dalla precedente amministrazione. Un boccone amaro per Viviani e i suoi. «Sono state cancellate cose che lo stesso ospedale si era detto disposto ad accettare», attacca Viviani. Al ritiro del permesso di costruire l'Istituto don Calabria - Ospedale Sacro Cuore si è impegnato a versare 15mila euro al Comune per uno studio d'impatto sul traffico e a concordare delle soluzioni. Esito soddisfacente per la maggioranza, ma «una cifra ridicola», per Montanari e «roba da elemosina» per Viviani.
I consiglieri di minoranza hanno chiesto il ritiro del punto all'ordine del giorno, che non è stato accolto. Alla fine hanno votato contro la delibera proposta da una maggioranza compatta, su cui si è espresso pure qualche consigliere di maggioranza che ha preso la parola per la prima volta.
Per Roberta Renzi si tratta di un «buon progetto»; per Carlo Barzon «ridicolo parlare di un brutto impatto, si guardi il nuovo distributore di benzina lungo la strada dell'Aquilio»; Gianfranco Dalle Pezze: «le risposte per la viabilità arriveranno entro tre anni»; Giovanni Zanotti: «è necessario essere precisi e ponderare con calma». Unico degli assessori a intervenire Gianni Pozzani, che ha rinfacciato alla minoranza i metri cubi approvati come piani d'urgenza legati al Pat. «Meglio questi in un unico punto per un ospedale che gli altri sparsi da voi sul territorio per nuove case».

Camilla Madinelli

albirello
August 12th, 2009, 01:18 PM
fonte: l'Arena di Verona del 12.08.2009

Opere da 52 milioni ma in cassa solo 4
FINANZE COMUNALI. Il patto di stabilità mette a rischio i progetti cantierabili l'anno prossimo
Si usano solo per manutenzioni, fermi i finanziamenti 2009 per fare strade, rotatorie, edifici pubblici e impianti sportivi

Tornano le vacche magre per le casse di Palazzo Barbieri: per il 2010 le prospettive sono grigie

Verona. Intrappolato nelle norme del patto di stabilità, che impediscono di spendere l'avanzo di bilancio per investimenti, il Comune l'anno prossimo, per lavori stradali o costruire o ristrutturare edifici pubblici, potrà spendere solo briciole. E solo per qualche manutenzione. Nel bilancio 2009, per lavori pubblici da cantierare l'anno prossimo, ci sono 52 milioni. Ma in cassa ci sono quattro milioni 400mila euro, cioè circa l'8 per cento di quanto servirebbe. Al momento, dunque, l'orizzonte è a tinte fosche. I lavori in corso a strade, giardini e piazze sono stati tutti finanziati l'anno scorso.
I quattro milioni 400mila euro sono un terzo dell'avanzo di bilancio di 2008, cioè 12 milioni, e si possono utilizzare dopo che il Comune ha venduto all'Agec le 13 farmacie comunali, per una quarantina di milioni. Riuscendo, così, a spegnere mutui e quindi ad abbassare il suo indebitamento con le banche, il che per le norme del patto di stabilità gli consente di usare parte dell'avanzo. Infatti il Comune sta già provvedendo a manutenzioni di strade, marciapiedi e a edifici di su proprietà, ma con soldi stanziati nel 2008.
Per il resto, però, cioè per le opere pubbliche approvate dal Consiglio comunale e inserite nel bilancio per essere progettate e finanziate nel 2009, al momento non ci sono soldi da spendere. Quindi non si può fare nulla, perché la progettazione definitiva viene approvata solo se le opere sono finanziate e quindi hanno il benestare della Ragioneria del Comune.
Di polpa ce n'è parecchia, fra le opere inserite nel bilancio 2009 per essere realizzate nel 2010. Per restare solo al denaro che dovrebbe metterci il Comune, senza quindi aggiunte di capitale privato, si va dal restauro del palazzo del Capitanio, 300mila euro, a demolizioni varie, 400mila, a costruire il centro sportivo del Prusst (in Zai), due milioni 600mila, al parco del Prusst, per quattro milioni.
Sul versante delle strade, sono messi a bilancio per manutenzioni per un milione 300mila euro. Sono previste poi la rotatoria fra via Ca' Brusà e strada La Rizza, mezzo milione; una fra via Corsini e via Lessini, per mezzo milione, mentre quella fra le vie Galvani, Melfi e Marin Faliero costa 850mila euro. Quella fra le vie Unità d'Italia e Guglielmi altri 850mila euro. Fra gli obiettivi fissati c'è anche la strada di collegamento fra la rotatoria di via Sogare e via San Marco, per la quale il Comune metterebbe un milione 300mila euro.
Nel bilancio 2009 è incluso lo svincolo di Marzana sulla strada provinciale 6 dei Lessini, per un milione e mezzo. Quanto ai giardini e all'arredo urbano fra gli obiettivi c'è la manutenzione straordinaria dei giardini di piazza Cavalleri, in Borgo Trento, che costerebbe 350mila euro, come quella del parco di villa Pullè, a Chievo.
Il Comune dovrebbe poi spendere due milioni 350mila euro per l'impianto sportivo per la canoa, a Chievo; 800mila euro per il bocciodromo allo Stadio; altri 350mila euro per ristrutturare un edificio pubblico fra via Adigetto e via Pallone e un altro milione 650mila lire per ampliare la caserma dei carabinieri di San Michele Extra. Sarebbe prevista anche la manutenzione straordinaria dello stadio Bentegodi, con mezzo milione. A tutto questo si aggiungerebbe una miriade di piccoli interventi di manutenzione di edifici, strade, marciapiedi, scuole e altri manufatti di proprietà comunale. Visti i chiari di luna, il condizionale è d'obbligo.

Enrico Giardini

albirello
August 13th, 2009, 01:10 PM
fonte: l'Arena di Verona del 13.08.2009

In arrivo ambulatori e nuovi parcheggi
NEGRAR. In tre anni sarà costruito un edificio di quattro piani (più tre interrati) all'interno del complesso ospedaliero. Tra le novità una sala convegni più ampia
In autunno inizieranno i lavori al Sacro Cuore: sono previsti 955 posti auto coperti e 381 scoperti

Negrar. La parola d'ordine è razionalizzare, unire i servizi e migliorarli nell'interesse dell'utente, che nel caso dell'ospedale Sacro Cuore Don Calabria è il paziente da curare. Ma non prima di aver raccolto i frutti delle viti da quei campi che verranno sacrificati in nome di una crescita costante.
Tra settembre e ottobre si penserà alla vendemmia e poi in autunno inoltrato partiranno i lavori per costruire un nuovo edificio all'interno del complesso ospedaliero che lo stesso santo fondatore chiamava la Cittadella della Carità. Ospiterà parcheggi interrati su tre piani per un volume totale 75mila metri cubi; in superficie invece quattro piani e 78mila metri cubi per magazzino, ambulatori, uffici e centro congressi.
Sarà collegato a casa Nogarè da un tunnel coperto e formerà un tutt'uno con il resto.
Non ci sarà nessun ampliamento delle attività, ma un'ottimizzazione di quanto esiste già, soprattutto per fare spazio a circa 180 medici strutturati su 220 (l'80 per cento) che hanno stipulato un contratto di esclusività con l'ospedale negrarese e che, secondo la legge del 3 agosto 2007 numero 120 prorogata dalla legge 154/2008, dovranno esercitare la libera professione all'interno della struttura cui sono legati.
Ma se la molla è stata questa, la direzione dell'ospedale di Negrar ha colto l'occasione per fare un salto avanti anche sotto altri punti di vista.
«Oggi gli spazi riservati alle visite ambulatoriali dei medici non sono sufficienti e abbiamo ritenuto opportuno provvedervi fornendo nel contempo altre risposte», spiega il presidente dell'ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Fratel Mario Bonora. Basta con il magazzino diviso in più punti, la carenza di parcheggi, la sala convegni troppo piccola, gli uffici tecnici e amministrativi troppo stretti.
Nell'edificio progettato dall'architetto Iglis Zorzi, con colori mimetici e molte finestre per dare luce, pare ci sarà posto per tutti.
«Si partirà con lo scavo di circa 10 metri e ci vorranno almeno tre anni per completare tutta l'opera», sottolinea il geometra dell'ospedale Agostino Franchini, che segue dall'interno il progetto di Zorzi. «Nei tre piani sotterranei sorgeranno 955 posti macchina per i dipendenti, al piano terra ci sarà il magazzino per circa 24mila metri cubi, al primo piano 26 poliambulatori più un gruppo operatorio, al secondo direzione, amministrazione e uffici tecnici; al terzo infine sala convegni da 350 posti, più ampia dell'attuale che ne ha 120».
Nel progetto era prevista anche l'installazione di 800 metri quadrati di pannelli fotovoltaici.
«La Sovrintendenza per i beni ambientali ha scartato questa possibilità, giudicata troppo impattante, ma non escludiamo di riproporla chiedendo una variante», continua Franchini.
Davanti all'edificio, dove ora ci sono i vigneti, saranno realizzati circa 800 posti auto: 381 saranno definitivi e destinati agli utenti al termine dei lavori; 420 invece saranno provvisori, per coprire le esigenze interne in attesa di quelli sotterranei, e saranno smantellati forse per ripristinare un fazzoletto di terra coltivata.
Sull'ingente spesa prevista il presidente non si sbilancia: «Secondo lo stile del nostro fondatore confidiamo nella Divina Provvidenza, nella collaborazione di tutti i nostri operatori e nell'eventuale aiuto di enti pubblici e di privati», conclude Fratel Bonora. «Non escludiamo, qualora si rendesse necessario, il ricorso al credito bancario».

Camilla Madinelli

Arsenale, la sosta della discordia
PARCHEGGIO. Si riapre il dibattito sui 300 posti previsti nell’area
No dei residenti. La circoscrizione: vincoli

Verona. Arsenale, se sarà realizzato il parcheggio l'importante è «capire come si farà».
A riaprire il dibattito sull'opportunità o meno di realizzare un parcheggio all'interno dell'ex caserma austriaca è Rosario Russo, consigliere della seconda circoscrizione di An, sottolineando l'importanza che nell'ipotesi «i permessi di sosta siano accordati con oculatezza e ponderazione, adoperando parametri oggettivi. Solo così, tale parcheggio potrebbe contribuire a ridurre la presenza di auto nelle vie del quartiere».
Non accenna a diminuire l'attenzione sulla proposta di istituire, nelle aree inutilizzare dell'Arsenale, un parcheggio di 300 posti da destinarsi ai lavoratori come soluzione d'emergenza e temporanea all'avvio del nuovo piano di regolamentazione della sosta di Borgo Trento. Neppure la rassicurazione di un parcheggio non a rotazione e giornaliero, con un abbonamento mensile e aperto solo nei giorni lavorativi sembra ridimensionare le apprensioni dei cittadini. Così, da una parte ci sono coloro che sono abituati a parcheggiare nel quartiere preoccupati di non poterlo più fare, mentre dall'altra i residenti che proprio non lo vogliono. Sulla questione, il parlamentino della seconda circoscrizione si è già espresso ponendo precisi requisiti quali vincoli al provvedimento. Tra questi, un periodo massimo di due anni, la destinazione alle sole aree recintate e non comprensive del piazzale antistante il passaggio carraio, il non utilizzo nel periodo estivo e la fruizione ai soli lavoratori non residenti con domicilio lavorativo in Borgo Trento.
Una risposta è attesa. «Si deve porre la preferenza ai lavoratori che risiedono in luoghi non adeguatamente serviti dai mezzi pubblici e dunque sono costretti a giungere nel quartiere con la propria auto», prosegue Russo. «Un ordine di preferenza potrebbe essere stilato anche grazie all'ausilio dei responsabili delle aziende che conoscono il tragitto casa-lavoro dei propri dipendenti. In questo modo si potrebbe conoscere con buona precisione quanti sono i lavoratori che risiedono in luoghi disagiati. L'obiettivo dell'atteso piano della sosta è proprio il decongestionare la viabilità, oramai satura, nei quartieri limitrofi al centro storico e la concezione del parcheggio all'interno dell'Arsenale deve andare nella medesima direzione. Sarà, poi, misura di trasparenza e rispetto per i cittadini rendere noti i nominativi di coloro che beneficeranno del permesso agevolato di sosta. Questo per consentire un controllo e verificare che non vi siano state logiche improprie».
Sul provvedimento che regola la sosta in Borgo Trento che entrerà in vigore in autunno, Russo osserva che «sarebbe bene consentire ai residenti il parcheggio nelle aree dell'Arsenale adiacenti all'ingresso di via Todeschini. Almeno sino a quando il piano non abbia prodotto i suoi effetti». «Bastano una sessantina di posti riservati per dare una concreta risposta ai residenti della zona circostante», conclude Russo.M.C.

albirello
August 14th, 2009, 10:46 PM
fonte: l'Arena di Verona del 14.08.2009

VIABILITÀ A SUD. La società Brescia Verona Vicenza Padova convoca conferenza dei servizi per il via libera al progetto
Borgo Roma, svincolo nuovo in tangenziale
Innesto nell’autostrada senza passare nei quartieri Giacino: «Il casello ribaltato nella futura concessione»
di Enrico Giardini

Un nuovo svincolo sulla tangenziale sud, vicino alla Genovesa, con collegamento a via Morgagni e a via Fermi. Servirà a togliere il traffico di automobili e di camion che attraversa Borgo Roma e la Zai per andare a inserirsi al casello autostradale di Verona sud. E viceversa, dal casello verso gli ingressi in tangenziale. A costruire il tratto sarà la società autostradale Brescia Verona Vicenza Padova, concessionaria per conto dell’Anas di realizzare e gestire il tratto stradale. La società ha pubblicato l’avviso di convocazione di una conferenza di servizi, fissata a Venezia il 30 settembre, finalizzata ad attivare la procedura per approvare il progetto, necessario per la variante urbanistica e il piano degli espropri.
ROTATORIE. Il progetto — depositato nella segreteria del Comune con la relativa cartografia e con l’elenco dei proprietari di aree interessate dai lavori — prevede una rotatoria fra via Morgagni e via Fermi e la riqualificazione dell’intera via Morgagni. Poi, all’altezza del casello di Verona sud, una grande rotatoria con l’innesto nella tangenziale sud. Che si potrà quindi imboccare subito, uscendo dal casello senza dover attraversare i quartieri.
Oggi le uscite della tangenziale sono in via Golino, verso Cadidavid, e in strada dell’Alpo. Per andare al casello da via Golino si deve passare per via Flavio Gioia, attraverso la Zai, e da lì ci si immette nel casello. Dalla strada dell’Alpo si va invece su via Fermi, sempre attraverso i centri abitati. Il futuro collegamento, come detto, permetterà di evitare il passaggio fra fabbricati, capannoni e abitazioni. E l’obiettivo è soprattutto quello di svuotare il traffico di mezzi pesanti.
Alla conferenza dei servizi, insieme all’Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, ci saranno il Comune di Verona e anche la Regione, visto che il collegamento rientra nelle grandi opere viabilistiche di interesse regionale. L’assessore comunale all’urbanistica, Vito Giacino, sottolinea come «il nuovo svincolo sulla tangenziale sud sarà finalmente la soluzione necessaria per sgravare Borgo Roma e la Zai dall’attraversamento di camion e auto, il che provoca molti pericoli e una situazione ormai insostenibile».
MODIFICHE. Dal 12 agosto, giorno in cui è stato depositato in Comune il progetto con documentazione e planimetrie della zona interessata dai lavori, ci sono 30 giorni utili per presentare eventuali osservazioni al progetto, prima appunto della conferenza dei servizi che darà il via libera al progetto stesso. Il Comune, interessato al Piano urbanistico, accoglie con grande favore quest’opera. «Da amministratori, dopo tanti anni da quando si è cominciato a parlare del nuovo svincolo, non possiamo che gioire, per un’opera molto richiesta anche da quanti vivono o lavorano in Borgo Roma», puntualizza Giacino.
«Alla società autostradale, in sede di conferenza dei servizi, porremo soltanto una prescrizione, cioè che completi l’accordo di programma per il ribaltamento del casello di Verona sud, vicino al quale si costruirà il parcheggio scambiatore, alla Genovesa. E poi», aggiunge ancora l’assessore all’urbanistica, «chiediamo che la società inserisca il ribaltamento del casello, che dovrebbe costare una novantina di milioni, nel piano economico-finanziario per il rinnovo della concessione nel tratto autostradale Brescia-Padova».

albirello
August 19th, 2009, 12:34 AM
fonte: l'Arena di Verona del 1808.2009

VIABILITÀ. Il consigliere provinciale del Pd D’Arienzo interviene sul progetto per collegare tangenziale e autostrada
«Lo svincolo? A sud della A4»

«Il collegamento tra l’autostrada e tangenziale sud va realizzato a sud della Serenissima, esattamente dove un domani si costruirà il nuovo casello. E sistemare l’uscita di via Golino sulla tangenziale sud è una priorità». È quanto propone il capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale, Vincenzo D’Arienzo, appreso che la società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova ha convocato per il 30 settembre, a Venezia, una Conferenza dei servizi, con Comune di Verona e Regione, per dare il via libera al progetto di un nuovo svincolo sulla tangenziale sud, vicino alla Genovesa, con collegamento a via Morgagni e a via Fermi.
D’Arienzo pone dei paletti. «Oggi Verona sud è fortemente penalizzata dall’assenza di un collegamento diretto tra le due arterie. Ma risolverlo studiando solo una soluzione significa perdere un’occasione unica», spiega. E precisa: «Concordo che il casello di Verona sud debba essere ribaltato verso la Genovesa con annesso parcheggio scambiatore. Bene, allora perché non si prepara il terreno sin d’ora? Perché costruire un’opera che insiste ancora una volta dentro la città, in via Fermi e via Morgagni? Al contrario, a me pare di buon senso realizzare le opere promesse già nell’area del futuro casello. Si libera Verona sud dal traffico, e stavolta davvero, e si pongono le basi per il nuovo casello».
Quindi, puntualizza il consigliere, «il collegamento tra A4 e tangenziale sud va realizzato a sud della Serenissima, esattamente dove un domani si costruirà il nuovo casello. E perché, inoltre, non si coglie l’occasione per sistemare una volta per tutte l’imbuto di via Golino? In quell’area l’uscita della tangenziale sud provoca ingorghi sia sulla stessa tangenziale che su Borgo Roma. Quell’uscita va completamente ripensata, ma il Comune cosa proporrà? Solo il ribaltamento del casello sulla Serenissima, che non è sufficiente».
Secondo l’esponente del Pd per togliere il traffico dall’innesto della statale 12 , da Cà di David e da via San Giacomo, «occorre spostare quell’uscita e crearne una nuova più agevole e più vicina a San Giovanni Lupatoto, per drenare auto e camion anche da quella parte sulla tangenziale sud». D’Arienzo pone un’altra questione. «Se la tangenziale sud sarà trasformata in autostrada e, per questo, la Regione ha già scelto il concessionario, che non è la società Brescia-Padova», chiede il consigliere di opposizione in Provincia, «come può questa programmare un’uscita su qualcosa che, di fatto, non è più sua? La Provincia, anche se con l’attuale gestione non fa alcun testo, ha già espresso parere positivo il 27 luglio scorso e il sindaco Tosi, quand’era assessore regionale, votò a favore della trasformazione. Qualcuno fa credere che ci siano ancora margini? Ho l’impressione che si stia giocando una partita sulla pelle dei veronesi. In ogni caso, come Pd presenteremo la nostra proposta in Provincia affinché Verona sud sia tutelata maggiormente rispetto al silenzio attuale».E.G.

albirello
August 19th, 2009, 08:49 PM
fonte: l'Arena di Verona del 19.08.2009

IMPIANTI SPORTIVI. Dalla metà del mese prossimo comincerà la posa dei pannelli fotovoltaici: la superficie lorda coperta alla fine sarà di quasi 18mila metri quadrati
Bentegodi, il tetto solare diventa anti-pioggia
La copertura metallica sarà pronta entro la prima decade di settembre Stop ai lavori di domenica
di Enrico Giardini

Il sole che picchia e rimbalza sulle travi di alluminio sul tetto dello stadio Bentegodi riscalda quanto una fornace in funzione a pieno regime. Ce n’è quanto basta anzitutto per provare umana solidarietà verso gli operai al lavoro per installarle, vista la temperatura tropicale di questi giorni, ma anche per capire fisicamente quanta energia potrà produrre la copertura in pannelli fotovoltaici da posare sopra la copertura impermeabile.
Da un sopralluogo al cantiere, dove stanno lavorando 25 persone, risulta che entro la prima decade di settembre la copertura metallica del tetto, con sistema Riverclack brevettato a livello mondiale, sarà terminata. Al momento è completa sul lato est. Quindi non filtrerà più acqua sotto, ciò che ha spinto l’amministrazione comunale, proprietaria dello stadio, a rifare il tetto.
Domenica, alle 16, il Bentegodi ospiterà la prima partita del campionato di Lega Pro-Prima divisione Hellas Verona-Foggia (il Chievo giocherà la domenica successiva, contro la Lazio) ma il cantiere, comunque chiuso la domenica, non influirà in alcun modo con lo svolgimento della giornata calcistica, visto che il materiale è depositato sul tetto.
Questa mattina si comincerà a installare le lamine di alluminio, lunghe una trentina di metri, sopra la curva sud, quella riservata ai supporter dell’Hellas Verona e del Chievo. Subito dopo, quindi da metà del mese prossimo, si partirà con la posa dei pannelli fotovoltaici. Saranno 13.328 moduli che faranno del tetto del Bentegodi, con una superficie lorda coperta di 17.939 metri quadrati, una vera e propria centrale solare, capace di produrre un milione di chilowattora all’anno. Tali, così, da coprire il fabbisogno annuo di energia di circa 350 famiglie.
I lavori, gestiti dall’Agsm e affidati all’azienda Iscom di Pescantina per le coperture metalliche e alla Juwi, azienda tedesca con filiale a Verona, per i pannelli fotovoltaici, dovrebbero concludersi alla fine di novembre, al massimo qualche settimana oltre e comunque entro l’anno. Dall’anno prossimo calerà infatti del due per cento il contributo statale per l’energia prodotta nei prossimi 20 anni. Per questo il Comune vuole approfittarne.
Il tetto in alluminio e l’impianto fotovoltaico costeranno quattro milioni 200mila euro, di cui un milione 300mila per i soli pannelli. La spesa si potrà ammortizzare mettendo in rete l’energia. L’impianto per sfruttare l’energia del sole godrà infatti del massimo contributo economico dello Stato per l’energia prodotta nei prossimi 20 anni e quindi al Comune non costerà alcunché.
Fra un mese, dunque, potrà essere garantita la totale impermeabilità del tetto. Il che fra l’altro, come assicura l’assessore allo sport, Federico Sboarina, con Paolo Dall’Ò, direttore di produzione dell’Agsm e con l’amministratore delegato e managing director della Iscom, Paolo Zanoni, eviterà che piova acqua nei settori destinati al pubblico, ma anche danni alla struttura dello stadio.
L’impianto fotovoltaico sopra il Bentegodi diventerà il più esteso in Italia. «Siamo soddisfatti per come stanno procedendo i lavori», spiega Sboarina, «e va sottolineato come un’idea nata nel marzo scorso, con i lavori partiti a metà luglio, si trasformi in un’opera che sarà terminata alla fine di novembre, o al massimo entro la fine dell’anno, e ci permetterà di produrre un grande quantitativo di energia pulita».
Tanto più con il nuovo tetto impermeabile e con i pannelli fotovoltaici sopra, lo stadio, costruito nella prima metà degli anni Sessanta e ampliato con l’ultimo settore di gradinate e la copertura per i mondiali di Italia ’90, è quindi destinato a restare dov’è. Vanno definitivamente in archivio i paventati piani per abbatterlo e ricostruirlo altrove.

Si studia come coprire la tribuna del campo sintetico di via Sogare

Per ora è soltanto un’idea, in fase di studio. Ma Comune e Agsm un pensierino lo stanno facendo. Vale a dire, coprire con pannelli fotovoltaici anche la tribunetta del campo da calcio di via Sogare, capace di 3.000 spettatori, disposta sul lato verso Borgo Milano.
Già al via dei lavori per posare il nuovo tetto metallico impermeabile e l’impianto fotovoltaico sopra lo stadio Bentegodi, a metà luglio, il Comune aveva manifestato l’intenzione di sfruttare al massimo la tecnologia fotovoltaica anche ad altri edifici di proprietà comunale. E il primo potrebbe essere proprio lo stadio di via Sogare, situato a circa 300 metri dal Bentegodi, dove fra l’altro si sta posando il terreno in materiale sintetico.
«Stiamo valutando questa nuova possibilità», spiega l’assessore allo sport, Federico Sboarina, «che ci consentirebbe di unire al più grande impianto sportivo italiano coperto da pannelli fotovoltaici, cioè lo stadio Bentegodi, un’altra struttura sportiva, per poter ottenere un quantitativo ancora maggiore di energia pulita».
Da un rapido conto risulta che un impianto fotovoltaico sopra la tribuna di via Sogare produrrebbe circa 200mila chilowattora all’anno, cioè circa un quinto della produzione del Bentegodi che riuscirebbe a coprire il fabbisogno energetico di circa 350 famiglie. Si arriverebbe, dunque, a un’altra settantina di famiglie.
«Se questa nuova idea dovesse concretizzarsi», conclude l’assessore Sboarina, «la nostra città potrebbe esprimere delle potenzialità ancora maggiori per diffondere la produzione e l’impiego di questa energia pulita».E.G.

albirello
August 20th, 2009, 08:45 PM
fonte: l'Arena di Verona del 20.08.2009

VIABILITÀ. L’amministrazione replica al Pd sul progetto di un collegamento fra uscite della tangenziale e della A4
Svincolo a Verona sud? «Salverà i quartieri»
Giacino: «Inutile costruirlo a sud dell’autostrada» Venturi: «E avrà un innesto sulla nuova statale 12»
di Enrico Giardini

Divide prima ancora di essere costruito il nuovo svincolo sulla tangenziale sud, vicino alla Genovesa, con collegamento in via Morgagni e via Fermi, progettato dalla società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, che ha indetto una conferenza di servizi il 30 settembre per il via libera al progetto.
L’amministrazione comunale, con l’assessore all’urbanistica Vito Giacino, e anche il presidente della Quinta circoscrizione (Borgo Roma-Cadidavid) Fabio Venturi, replicano alle perplessità sull’opera avanzate dal capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale, Vincenzo D’Arienzo, secondo cui il collegamento fra tangenziale e autostrada va costruito a sud dell’autostrada. Cioè dove un domani si costruirà il nuovo casello, che verrà ribaltato. Secondo D’Arienzo la priorità è sistemare poi l’uscita di via Golino sulla tangenziale. Il consigliere ha sollevato anche un problema tecnico. Se la tangenziale sud sarà trasformata in autostrada, ha detto, (cioè in superstrada a pagamento) e per questo la Regione ha già scelto il concessionario, che non è la società Brescia-Padova, come può questa programmare un’uscita su qualcosa che di fatto non è più suo?
Giacino spiega che «il nuovo svincolo favorirà molto via Golino, visto che farà in modo che camion e automobili non transitino nei quartieri di Borgo Roma e della Zai, ma anche verso Santa Lucia e Golosine». Inoltre, fra le prescrizioni date dal Comune al progetto delle Tangenziali venete, cioè quelle a pagamento, prosegue Giacino, «c’è la riqualificazione di via Golino e il prolungamento di questa sulla strada statale 434 Transpolesana. Non ha senso, poi», dice, «chiedere che il nuovo svincolo sia fatto a sud dell’autostrada. L’uscita sarà sull’autostrada, ma sul tragitto attuale che appena fuori il casello ha un sottopasso in direzione sud-nord. Se si facesse quindi lo svincolo a sud sarebbe necessario poi un altro collegamento per arrivare al sottopasso».
Venturi replica invece spiegando che «evidentemente D’Arienzo, solitamente molto preparato, non ha mai visto il progetto. Ed è ovvio, visto che la Giunta Zanotto l’aveva proprio dimenticato e non aveva mai chiesto la sua realizzazione a Società Autostrade. Infatti l’interesse alla sua realizzazione è stato manifestato dal sindaco Tosi e da me in una riunione nel gennaio 2008 con l’allora presidente della società Autostrada Brescia-Padova Manuela Dal Lago e con il direttore generale Lepore. Dopo tale riunione è infatti emerso l’interesse di questa amministrazione verso il nuovo svincolo e verso il ribaltamento a sud del casello di Verona sud».
Venturi precisa così che «lo svincolo è stato progettato da società Autostrade tenendo in considerazione il posizionamento attuale e futuro del casello, pertanto potrà essere utile da subito, visto che i mezzi in entrata e uscita dalla tangenziale sud utilizzeranno questo svincolo e non più via Golino e Strada dell’Alpo, in quanto molto più vicino e comodo al casello attuale. E sarà indispensabile in futuro quando collegherà il futuro casello di Verona Sud direttamente con la tangenziale sud. Non solo: è stato progettato pensando già all’innesto con la futura variante alla statale 12».
Venturi si sofferma inoltre sulla richiesta di svincolo di via Golino. «D’Arienzo propone un nuovo svincolo a San Giovanni Lupatoto, ma non si è accorto che esiste già da qualche anno, dietro al Galassia? E specialmente non si rende conto che il traffico in via Golino è quello che proviene o è diretto a sud, sulla statale 12, e quello in entrata o uscita dalla tangenziale sud da o per il casello di Verona sud, che si risolverà appunto con nuovo svincolo via Morgagni? Servirà, poi, la variante alla statale 12».

Stranfiér
August 22nd, 2009, 09:01 AM
Zeru novità, insomma.

butel
August 22nd, 2009, 11:25 AM
Tornato!

e, grazie ad Albirello, anche aggiornato!

albirello
August 22nd, 2009, 12:37 PM
E dopo un mese di monologhi finalmente qualcuno è tornato! :cheers:

butel
August 22nd, 2009, 12:51 PM
Sinceramente mi aspettavo di piu' come rispetto delle tempistiche alle ex-cartiere, sembra ci sia quasi la volontà di rallentare il tutto o almeno è questa l'impressione che se ne ricava a distanza di mesi dall'abbattimento delle vecchie strutture, al contrario del Verona Forum di Bellini , dove si sta letteralmente correndo, per il resto mi sembra normale amministrazione estiva a parte la bella notizia del nuovo svincolo della tangenziale a verona Sud, finalmente!

albirello
August 22nd, 2009, 03:17 PM
Se vai a leggere nel thread delle ex cartiere scoprirai il motivo di tale ritardo... ci sono ancora bombe della prima guerra mondiale! e finchè non si rimuovono la vedo difficile prosegire con i lavori :ohno:

fonte: l'Arena di Verona del 22.08.2009

Parking all'Arsenale? «Meglio alla Martini»
LA RIVOLUZIONE DELLA SOSTA. A settembre partirà il piano anche in Valdonega e al Cesiolo
Gianelli: «Nell'ex caserma gli spazi interni sono enormi E così si ridurrà il traffico nelle strade di Borgo Trento»

Verona. Parcheggio Arsenale, «c'è ancora tempo per riproporre la caserma Martini».
A dirlo è Mario Gianelli, consigliere circoscrizionale e capogruppo Pd, che aggiunge: «Il vero problema non è l'introduzione del piano della sosta in Borgo Trento, ma sarà l'ospedale. Infatti, si avrà una notevole richiesta di parcheggio. Ad una prima stima si parla già di tremila posti auto, ma potranno arrivare sino a cinquemila».
Settembre oramai è vicino e con il nuovo mese scatterà il piano sosta per il quartiere di Borgo Trento. Si tratta di un riordino «allargato» poiché comprenderà anche il vicino quartiere di Valdonega e la zona del Cesiolo a ridosso di via Mameli. Certamente sarà un cambio di consuetudini per molti automobilisti veronesi abituati, da sempre, a trovare parcheggio nelle strade che intersecano via IV Novembre. Soprattutto per quanti sinora hanno posteggiato la propria auto tutto il giorno per recarsi al lavoro.
Tanto che sono allo studio la creazione di stalli auto per agevolare questi utenti e per loro si è pensato all'ex caserma asburgica. «L'Arsenale non va bene», prosegue Gianelli. «Non può essere un parcheggio la soluzione alla sua frequentazione. Deve essere vissuto in altro modo: è un luogo di sintesi per la città, un simbolo. Era stato pensato quale area culturale con musei ed una città per i bambini. Non quale si prospetta ora come ricettore di spazi pubblici amministrativi che, di fatto, apporteranno traffico aggiuntivo. Non si dimentichi che l'Arsenale dovrebbe ricompensare Borgo Trento di spazi verdi».
Pertanto, per Gianelli neppure una soluzione temporanea di parcheggio all'interno dell'ex caserma può essere considerata idonea per «tamponare l'emergenza di posti auto» che si verrà a creare con il prossimo autunno.
«A Borgo Trento non si può condurre ulteriore traffico», dice il capogruppo Pd. «Il piano della sosta nasce proprio per eliminare l'eccesso di auto dalle vie del quartiere. Non ha senso apportare il riordino della sosta e poi istituire un parcheggio in Arsenale. Si finisce, ancora una volta, a catalizzare il traffico sulle vie più interne di Borgo Trento. Fra l'altro, se il parcheggio viene inteso per i lavoratori, si incentiva il transito di veicoli negli orari più critici quando anche i residenti si spostano per portare a scuola i figli o per recarsi al lavoro. Neppure parlare di temporaneità ha senso se manca una reale proposta alternativa».
«Resto, invece, molto favorevole alla caserma Martini e penso vi sia ancora tempo per trovare un accordo con la Finanza essendo ora sede del comando provinciale delle fiamme gialle», prosegue Gianelli. «Gli spazi interni sono davvero enormi e, per questo, ritengo sia possibile una verifica per recuperare aree da riservare al servizio della città. Poi, la collocazione della caserma Martini è ideale: si trova su una importante arteria e non è all'interno di un quartiere come lo è, al contrario, Forte Procolo. Per questo motivo, quest'ultimo non va bene per collocarvi un parcheggio che serva anche l'ospedale. Si tenga conto anche della diversa viabilità che, ancora una volta, è interna ad un quartiere. Quello dei Navigatori».
Per risolvere il problema di coloro che parcheggiano nella zona per recarsi al lavoro sia nel quartiere che in centro storico si è ipotizzato pure di utilizzare la caserma Quarta ora che si trova al di là del ponte Risorgimento, nel quartiere di San Zeno. «Prospettare in tempi brevi l'utilizzo della caserma Quarta Ora non è possibile», continua Gianelli.
«Ad oggi non è proponibile quale alternativa ad un parcheggio in Arsenale, in quanto, la caserma è ancora del Demanio. Pertanto, auspicare in tempi brevi un suo utilizzo mi appare difficile».

Marco Cerpelloni

Visitare Verona seduti al Pc
Google street svela la città
LE NUOVE TECNOLOGIE. Il motore di ricerca offre un servizio per conoscere meglio le città. Ieri strade chiuse per la prima parte del progetto con il tour partito all'alba. Il triciclo di Google street view ha riprodotto ieri strade e monumenti «Alla scoperta di angoli nascosti senza rinunciare alla didattica».

Verona. Visitare Verona restando comodamente incollati al computer. È sbarcato in città Google Street View, la nuova funzionalità offerta dal servizio mappe online del più grande motore di ricerca al mondo. Tra qualche mese le immagini scattate dal ormai famoso triciclo di Google Map saranno montate ed elaborate al computer e quando si cliccherà sulla via che ci interessa visitare sembrerà di trovarci proprio in mezzo alla strada e si potrà guardarsi attorno ammirando le bellezze della città da diverse angolazioni.
La prima parte del progetto è approdata ieri mattina, ai primi bagliori dell'alba, è approdato a Verona il «cattura immagini» di Google Map, una bicicletta a tre ruote che girava per le vie del centro storico scattando fotografie a raffica con le otto fotocamere montate su una specie di antenna e salvate su un computer di bordo. Due giovani dall'accento campano erano gli incaricati di Google Italia ad eseguire il servizio. L'appuntamento con i vigili urbani, che facevano loro da scorta, era alle sei in punto; per l'occasione le strade sono state chiuse. I due giovani si sono però accorti che non c'era ancora abbastanza luce per effettuare il servizio fotografico e quindi hanno ingannato l'attesa preparando il triciclo per il viaggio nelle zone pedonali della città.
Nelle scorse settimane infatti, Google Italia ha già fotografato altre vie periferiche con un mezzo motorizzato.
Ieri toccava quindi al cuore della città: uno dei due ragazzi pedalava mentre l'altro lo seguiva a piedi, entrambi scortati dagli agenti motorizzati della polizia municipale. Il «tour» è partito ovviamente da piazza Bra proseguendo per via Oberdan, corso Portoni Borsari e arrivando in piazza Erbe. Da lì il triciclo ha proseguito per via Cappello facendo rigorosa tappa alla casa di Giulietta. Poi si è fatto un salto in via Stella per poi percorrere interamente via Mazzini. Il percorso prevedeva anche il passaggio per Corso Cavour, Castelvecchio, ponte Pietra, corso Sant'Anastasia e il Duomo, insomma, tutti i luoghi più caratteristici della città e generalmente difficoltosi da raggiungere in auto. Questo nuovo servizio di Google è stato lanciato per la prima volta in Italia dieci mesi fa con Milano, Firenze, Roma e la zona del lago di Como. A marzo, Google ha inserito anche le immagini a 360 gradi delle strade di Udine, Genova, Torino, Parma, Bologna, Arezzo, Livorno, Perugia, Bari, L'Aquila, Napoli e la Costiera Amalfitana, Reggio Calabria, Catania e Cagliari. I responsabili di Google Italia spiegano che la società sta ampliando il servizio nelle città dove è già presente e che l'obiettivo è quello di continuare a mappare le strade italiane.
«Grazie a Street View, sempre più utenti possono ora organizzare piani di viaggio, visualizzare il luogo di un appuntamento con gli amici, dare uno sguardo al quartiere della casa dei sogni o scoprire aree meno conosciute delle nostre città», fa sapere Google Italia. «Street View è anche un valido supporto per la didattica, consentendo, ad esempio, di zoomare su monumenti, edifici storici e chiese, e di farli ruotare per esaminarli da diversi punti di vista».
«Lo avevamo promesso al momento del lancio di Street View in Italia lo scorso ottobre e ce lo hanno chiesto a gran voce un po' da ogni parte d'Italia. Siamo quindi molto felici di poter oggi estendere la copertura di Street View, mettendo a disposizione di sempre più persone, in Italia e all'estero, un servizio che permette di far conoscere ancora meglio il nostro Paese», spiega Giorgia Longoni, direttore Marketing di Google per l'Italia.

Giorgia Cozzolino

liberamente88
August 22nd, 2009, 03:31 PM
Eh, in agosto cosa volete che succeda... speriamo che da settembre si possa tornare a ragionare su qualcosa... tipo, ormai a mesi lo dovranno fare il bando per il filobus e quello per il traforo... poi la situazione dei parcheggi... l'arsenale... la fiera e l'ex polo finanziario... la traspolesana...

Che bello, finalmente Streetview a Verona! Per noi sarà comodissimo!

albirello
August 23rd, 2009, 01:01 PM
fonte: l'Arena di Verona del 23.08.2009

Centro al completo, ma si può riqualificare
L'ANALISI DEL COMUNE. L'assessore sottolinea che la città antica è fortemente urbanizzata e non esistono spazi liberi
E tra un anno tornerà a disposizione Cittadella Tosato: «Almeno metà sarà adibita a giardino»

Poco verde pubblico in centro storico? L'assessore comunale alle Strade e ai giardini, Paolo Tosato, alza le mani: «Tutti gli spazi della città antica sono già densamente urbanizzati, non ne esistono di liberi per nuovi giardini», ammette. «Ecco perché la progettazione di spazi verdi riguarda più i quartieri, mentre in centro lavoriamo sulla riqualificazione delle aree verdi esistenti».
Una decina quelle a disposizione nell'area più battuta dai turisti, per un totale di quasi 26mila metri quadrati.
Tra queste piazza Pradaval, sistemata la scorsa primavera e dotata di un chiosco per il ristoro; o lo spazio dietro Castel San Pietro, dotato da un anno a questa parte di panchine e tavoli per la sosta. Sempre ai mesi scorsi risale, dalla stessa parte del fiume, l'ampliamento delle aiuole e l'integrazione dell'arredo urbano di piazza Isolo.
In agenda, altri interventi in piazza Indipendenza (adiacente a piazza delle Poste, ndr) e piazza San Nicolò. «Quanto alla prima, abbiamo già stanziato 80mila euro per la sistemazione del verde e l'inserimento di nuove fioriture, preservando ovviamente gli alberi esistenti, di grande pregio naturalistico e storico», spiega Tosato. «Nella seconda, presumibilmente a inizio 2010, partiranno i lavori per estendere le superfici verdi e rendere pedonale il tratto di piazza prospiciente la facciata dell'omonima chiesa».
Ma il cambiamento più atteso in centro riguarda sicuramente piazza Cittadella: entro un anno è prevista la conclusione dei lavori del parcheggio interrato. E con la chiusura del cantiere tornerà a disposizione in superficie un'area piuttosto estesa da restituire finalmente alla cittadinanza. «I nostri predecessori avevano pensato a realizzare una pavimentazione», conclude Tosato, «ma noi non vogliamo un'altra distesa di pietra, come piazza Isolo: stiamo lavorando per modificare il progetto e dedicare almeno metà dello spazio a verde e giardini».
E sempre in tema di pianificazione territoriale, in arrivo a breve altre novità. L'assessore Tosato, infatti, ha attivato una collaborazione con il collega del settore urbanistico, l'assessore Vito Giacino.
«Questo confronto permetterà», aggiunge Tosato, «di garantire equilibrio tra aree verdi e spazi urbanizzati all'interno del contesto cittadino. Il censimento del verde, per sempio, è già a disposizione. Al momento come strumento informatico con accesso limitato agli uffici comunali e ad Amia, che cura la manutenzione di queste superfici. Ma a breve apriremo la consultazione ai cittadini, attraverso il nostro sito, di una serie di schede sulle aree verdi comunali, di cui verranno descritte dimensioni, eventuali attrezzature e caratteristiche, corredate da fotografie. Uno strumento informativo per il cittadino, che potrà così scegliere di frequentarle, oltre che segnalare eventuali danni o emergenze».E.P.

«Piazza San Giorgio va protetta dalle auto»
VIABILITÀ E POLEMICHE. Dusi, consigliere Pd della prima circoscrizione, replica alla richiesta del parroco e dei fedeli
Esiste già un'ordinanza che autorizza la sosta durante le funzioni religiose «Questo sito va rispettato»

«Piazza San Giorgio deve essere un luogo di sacralità e di rispetto architettonico. Non un parcheggio». A dirlo è Franco Dusi, consigliere della prima circoscrizione e capogruppo Pd, che aggiunge: «Questa amministrazione predilige l'uso del trasporto privato a discapito di quello pubblico».
Non c'è accordo nell'uso della piazza: da una parte il parroco, don Piergiorgio Rizzini, che invoca «il libero accesso nei giorni festivi, per matrimoni e funerali, mentre propone il divieto in quelli feriali dalle 9.30 alle 17.30», dall'altra parte il capogruppo Pd Dusi che ritiene il parcheggio «uno pseudo problema, poiché già un'ordinanza, la 1080 del 2006, permette di fruire della piazza durante le funzioni religiose».
Di fatto, Dusi sostiene che «questa ordinanza incontra le esigenze del parroco, per di più, in difformità a quanto vige in tutte le altre piazza della città». «Non si vuole rispetto per lo spiazzo antistante la chiesa di San Giorgio in Braida e nessuno prende nota che se si desidera predisporre stalli auto particolari, questi ci sono già: nei pressi dei giardini Cesare Lombroso, appena fuori le mura, ed accanto alle Sere comunali, quindi, a pochi passi dall'area in oggetto», prosegue il capogruppo Pd della Circoscrizione. «Si tratta di alcune decine di posti auto che, una volta regolamentati, potrebbero essere gestiti pure per eventuali specifiche esigenze della parrocchia. Non capisco cosa si voglia di più, ma porre nuovi stalli auto all'interno della piazza antistante la chiesa di San Giorgio da poco riqualificata e sistemata è una follia».
Per Dusi, «il piazzale va, al contrario, salvaguardato quale luogo di sacralità nonché storico ed architettonico. Sembra che il problema riguardi il solo parroco a differenza di tutti gli altri parroci che preferiscono avere il piazzale antistante la loro chiesa libero dalle auto. Si ricorda che tutte le altre piazze della città sono recintate e chiuse, ma per San Giorgio si aspira una diversa soluzione».
Il consigliere circoscrizionale rileva anche che «la proposta di istituire all'interno della piazza nuovi posti auto non è una risposta ai fedeli che risiedono nel vicino Borgo Trento». Dusi, sottolinea che «la chiesa non è frequentata solo da chi abita ad una certa distanza, ma pure da chi risiede vicino». «Nel quartiere di San Zeno c'è anche chi percorre 300 metri per raggiungere la basilica», prosegue il capogruppo Pd. «Inoltre, il presidente della seconda circoscrizione Alberto Bozza e il consigliere comunale Ciro Maschio si prendono cura di questa problematica senza riferire che tra un anno e mezzo a poca distanza sarà realizzato un parcheggio interrato di 500 posti auto. In questa nuova struttura, si potranno creare 20/30 stalli auto a rotazione che siano a servizio non solo dei residenti, ma anche dei fedeli che si recano in San Giorgio».
Nell'immediato, la proposta di Dusi considera anche i posti auto recentemente realizzati nei pressi dell'antica stazione Verona-Caprino. «Con l'arrivo del nuovo piano della sosta per il quartiere di Borgo Trento, possono essere realizzati stalli auto in funzione delle esigenze della chiesa nell'area Verona-Caprino. È un'area non distante e che può accogliere le esigenze di chi frequenta la parrocchia di San Giorgio», continua Dusi. «La piazza deve, al contrario, restare libera dalle auto con l'attuale catena chiusa nei momenti che non vi sono funzioni religiose. Lo stesso avviene altrove. Qui, il parroco non ne vuole sapere di aprire e chiudere la catena che ad oggi resta abbandonata a terra».
Il capogruppo Pd, conclude dicendo che «quel parcheggio, serve in verità a chi si reca durante il giorno nel centro storico. Realizzare un nuovo parcheggio nella piazza significherebbe permettere di avvicinarsi con la propria auto al centro storico e, pertanto, si incentiverebbe ancora una volta l'uso del mezzo privato al posto del mezzo pubblico».M.CER.

butel
August 23rd, 2009, 01:38 PM
L'assessore sottolinea che la città antica è fortemente urbanizzata e non esistono spazi liberi.

Ma dai?
Ed io che pensavo che il Centro Storico di una città fosse una sorta di landa desolata...

Che capacità di analisi!

Stranfiér
August 24th, 2009, 12:25 PM
Quando non ci sono notizie bisogna inventarle...ed i giornalisti nostrani in questo sono veri maestri.
In centro storico è difficile fare qualcosa di un po' più grande di un giardinetto, ma con una passeggiata di qualche minuto si può tranquillamente arrivare ai bastioni, o sul Colle San Pietro, dove il verde non manca di certo.
Niente da segnalare, insomma.

Vitruvio
August 24th, 2009, 01:26 PM
Domani, dopo tre giorni a Trieste, Vitruvio Skymino e Joga in visita a Verona!!!

albirello
August 25th, 2009, 12:20 PM
Auguri ragazzi!!! :cheers:


fonte: l'Arena di Verona del 25.08.2009

Tre parcheggi per l'ospedale
IL POLO CHIRURGICO. Il presidente della Provincia Miozzi in visita al cantiere di Borgo Trento accompagnato dal direttore generale dell'Azienda ospedaliera Caffi. A Forte Procolo 1.500 posti per gli utenti e 400 vicino al pronto soccorso. Nell'ex caserma Riva di Villasanta nascerà la cittadella amministrativa

Verona. Cresce il Polo chirurgico di Borgo Trento che tra un anno diventerà pienamente operativo. Ieri, nel megacantiere dove lavorano oltre 250 addetti, hanno fatto visita il presidente della Provincia Giovanni Miozzi, l'assessore provinciale all'edilizia Stefano Marcolini e il presidente del Consiglio provinciale Antonio Pastorello, accompagnati dal direttore generale dell'Azienda ospedaliera Sandro Caffi e dall'ingegnere Carlo Alberto Voi, coordinatore dei lavori del nuovo ospedale progettato dallo Studio Altieri e realizzato dall'impresa Bonatti spa.
La tabella di marcia del nuovo polo chirurgico, un edificio di 74.202 metri quadrati, alto nove piani, che con le sue 33 sale operatorie e i suoi 450 posti letto, di cui 66 per cure intensive, è destinato a diventare la più grande piastra chirurgica del Nord Italia, procede con regolarità secondo i piani.
Entro il primo semestre dell'anno prossimo dovrebbe essere pronto, ha precisato il dottor Caffi ai rappresentanti della Provincia, mentre dal 2011 verrà avviata la fase successiva del progetto che prevede l'abbattimento dell'attuale maternità per far sorgere una struttura ampliata che sarà l'ospedale della donna e del bambino, collegato, come lo sarà il Geriatrico (destinato a diventare l'ospedale dell'anziano), al Polo chirurgico.
Nei mesi scorsi il direttore Caffi aveva lanciato l'allarme sui parcheggi insufficienti a coprire le esigenze degli operatori della sanità, dei pazienti e dei loro familiari quando, nel 2010, saranno conclusi i lavori del nuovo Polo chirurgico. Per il direttore generale servono almeno 5.000 posti auto e per questo nei mesi scorsi ha avviato incontri con i rappresentanti del Comune per valutare il possibile utilizzo delle aree di Forte Procolo e della caserma Riva di Villasanta. Ieri, a questo proposito, è stato delineato un quadro più preciso.
«Nell'area di Forte Procolo è prevista la realizzazione di un nuovo parcheggio e per questo siamo in trattativa con il Demanio», ha precisato il dottor Caffi. «Questa zona sarà destinata agli utenti dell'ospedale. I posti disponibili dovranno essere circa 1.500. Per agevolare l'accesso al Polo ospedaliero si pensa di realizzare una passerella sull'Adige destinata a pedoni e ciclisti. Parallelamente ci sono anche trattative con l'Azienda dei trasporti per realizzare corse di bus di collegamenti tra Borgo Trento, la stazione di Porta Nuova e Borgo Roma. Un nuovo collegamento dovrebbe partire già dal 14 settembre. Perché il trasporto pubblico deve contare molto nel futuro dei collegamenti e dei servizi per i due ospedali cittadini».
Per quanto riguarda l'utilizzo della caserma di Riva di Villasanta, che si trova in prossimità di San Zeno, l'ipotesi è di creare una cittadella dei servizi amministrativi dell'Azienda ospedaliera, accorpando in un'unica area tutti gli uffici attualmente sparsi in diverse zone della città, con annesso parcheggio riservato ai dipendenti dell'Azienda ospedaliera.
«Inoltre, per favorire l'accesso al pronto soccorso agli utenti che ne hanno necessità e che devono essere sottoposti a periodi di osservazione temporanea o che devono accompagnare i loro familiari per cure urgenti», aggiunge Caffi, «si realizzerà un parcheggio di circa 400 posti auto a fianco del Pronto soccorso, con obbligo di sosta limitata».
L'attività di ristrutturazione riguarda anche il policlinico di Borgo Roma dove è prevista la costruzione dell'Outpatient clinic, letteralmente la clinica per il paziente esterno, che prevede l'abbattimento di una parte dell'edificio e la costruzione ex novo di padiglioni per l'attività ospedaliera.


Più verde con l'ex caserma, ma tra due anni
AMBIENTE. Dal Comune alcune precisazioni sulle metrature di spazi alberati e giardini. Ecco come il nuovo progetto di Veronetta regalerà alla città un'oasi urbana. Giacino: «I quattro nuovi parchi alla Passalacqua diventeranno un'attrattiva per veronesi e turisti»

Verona. Il centro storico cittadino è «poco verde», ma il progetto della ex caserma Passalacqua ne cambierà le sorti. A sostenere la carenza di spazi naturalistici è l'Istat che classifica Verona appena sotto le media delle città italiane per quanto riguarda la percentuale di verde urbano sulla superficie comunale. Mentre a dare uno spiraglio di speranza è l'assessore all'Urbanistica Vito Giacino che annuncia che i quattro parchi previsti tra Veronetta e via Torbido, catapulteranno Verona nell'Olimpo delle città italiane con grandi parchi urbani.
Il dato fornito dall'Istat è di 8,3 per cento di verde per superficie, una cifra corretta secondo gli uffici comunali, gli stessi che hanno fornito le misurazioni all'istituto statistico, ma che non considerano alcuni fattori che, a detta dello stesso assessore, ne cambiano la lettura.
Giacino infatti spiega: «La percentuale di 8,2 per cento riguarda l'intera superficie comunale, ma se noi consideriamo solamente il centro storico, dove la richiesta di verde attrezzato sia da parte dei cittadini che dei residenti è più elevata, ci attestiamo al 14,12 per cento». E prosegue: «Penso che il dovere del Comune sia di continuare a trasformare le molte aree verdi che abbiamo, come ad esempio i parchi dell'Adige, in zone fruibili aumentando quindi questa percentuale. E proprio in questa direzione andiamo con i quattro parchi previsti nell'area della ex caserma Passalacqua che farà salire la percentuale per di superficie verde nel centro storico a 17,36 per cento».
Giacino precisa inoltre che nel dato conteggiato dall'Istat non erano inseriti i parchi urbani e il verde storico che a Verona è ben rappresentato dai giardini Giusti che quindi sono stati esclusi, insieme ai giardini scolastici, gli orti botanici e i giardini zoologici.
Attualmente quindi, secondo il calcolo degli uffici comunali, il centro storico, ovvero l'area governata dalla prima circoscrizione che consiste in una superficie di 5 milioni 653mila metri quadrati, possiede 798mila 471 metri quadrati di verde fruibile, comprensivo di aree attrezzate, giardini pubblici, impianti sportivi di base, percorsi e parchi urbani (vale a dire i bastioni). Cifra che secondo Giacino salirà a 981mila 432 metri quadrati con il completamento delle opere realizzate dai privati nell'area dell'ex caserma Passalacqua.
L'assessore annuncia infatti che i quattro parchi pubblici previsti in quell'area andranno a comporre uno dei più grandi parchi urbani d'Italia. Per la precisione l'assessore fornisce le cifre sostenendo che il progetto di riqualificazione che prevede strutture residenziali private e pubbliche (una parte destinata alla cosiddetta housing sociale, ovvero abitazioni a locazione con canone agevolato o sovvenzionato), residenze universitarie e infine edilizia commerciale e direzionale, vedrà la nascita di quattro parchi: uno urbano attrezzato, uno delle mura, uno sportivo e uno legato al campus universitario per un totale di quasi 183mila metri quadrati.
I quattro parchi avranno un filo tematico che li unirà regalando ai veronesi e ai turisti un «polmone verde articolato che costituirà un tessuto connettivo tra le varie funzioni e allo stesso tempo un unicum di grande effetto e suggestione», riporta Giacino.
Vi sarà infatti un effetto naturalistico, garantito da un mix di vegetazione con specie autoctone tipiche della realtà urbana ed essenze arboree meno diffuse, ma che garantiranno le variazioni cromatiche del paesaggio nel corso delle varie stagioni. I progettisti hanno poi studiato l'insieme dei quattro parchi tenendo presente il ruolo giocato dalle percezioni visuali: il prato verde sarà utilizzato in prossimità delle mura e dei terrapieni per valorizzarne il profilo, i filari per indirizzare la vista verso prospettive topiche e infine i «ciuffi» boschivi per indicare le aree di riposo, sosta e gioco.
Inoltre è prevista una grande attenzione alla percezione olfattiva con l'introduzione di ampie zone trattate con piante officinali più o meno comuni (dal rosmarino alla lavanda fino alla sanguinella), o specie floreali particolarmente profumate. L'idea dei progettisti è quindi quella di creare un percorso di sensi, quello visivo, con un gioco di ombre e luci, e quello olfattivo con un tragitto di fragranze che variano a seconda della stagione, il tutto unito da un piccolo corso d'acqua artificiale che unirà idealmente l'ambiente naturale a quello costruito, separando al contempo il parco delle mura dal parco urbano e dividerà l'ambito residenziale da quello sportivo dove il corso si trasformerà in fontana.
Insomma, un ruscello che accompagnerà il visitatore mostrando, poco alla volta, un cammino suggestivo nel quale sarà possibile riconoscere la storia del campo Marzo e delle mura.
Ora il Comune sta procedendo con tutte le autorizzazioni legate al benestare della Sovrintendenza e, se non ci saranno intoppi, è possibile che entro la fine dell'anno si darà l'avvio ai lavori che dureranno circa tre anni.
L'amministrazione ha chiesto però di dare precedenza agli spazi pubblici, come la riqualificazione della polveriera nel parco delle mura che andrà a costituire un teatro all'aperto.
«In questo modo l'ex caserma Passalacqua diventerà una attrazione per i turisti e non solo un'area di svago per i veronesi», conclude Giacino ricordando che i privati realizzeranno opere pubbliche per oltre 31milioni di euro di cui 17,5 spesi appunto per la creazione dei quattro parchi.

Giorgia Cozzolino

Stranfiér
August 25th, 2009, 12:53 PM
Domani, dopo tre giorni a Trieste, Vitruvio Skymino e Joga in visita a Verona!!!

Si accettano imparziali commenti post-visita...;)

butel
August 25th, 2009, 01:24 PM
1500 posti auto a Forte Procolo, mi chiedo dove.

Stranfiér
August 26th, 2009, 12:40 PM
www.larena.it - economia - 26.08.09

Maxi-progetti nel Veronese per Palladium

IMMOBILIARE. La San Massimo spa e la Curia hanno scelto l'idea di Maurice Kanah. Entro l'anno atteso l'ok del Comune al Pua
Il primo al seminario vale da solo 220 milioni di euro, poi c'è l'Hotel S. Leonardo e lo scalo ferroviario a Isola della Scala

Il mercato immobiliare soffre anche a Verona ma alcuni grandi progetti avanzano. La Palladium Group - gruppo immobiliare creato nel Nord Italia a metà del secolo scorso con base a Milano e con filiali nel mondo dagli Stati Uniti all'Olanda - ha proseguito sulla strada della realizzazione dell'Ecoborgo di Mezzacampagna a San Massimo, sull'area del seminario della Curia di Verona. Ma non solo. Oltre all'intervento di sviluppo del terziario, ricettivo, congressuale sull'area dell'ex Manifattura Tabacchi a Verona sud (con 43 mila metri quadri di superficie utile), il gruppo milanese ha anche lanciato dei progetti a Isola della Scala e sulle Torricelle. Due infatti i progetti presentati nei mesi scorsi al Mipim di Cannes e all'Eire di Milano (due tra i maggiori maggiori saloni europei e mondiali del settore immobiliare): una serie di capannoni su un'area di 600mila metri quadrati accanto al futuro scalo ferroviario a Isola della Scala e un albergo a cinque stelle, il San Leonardo Hotel nell'area degli Stimmatini sotto il santuario della Madonna di Lourdes.
In entrambi i casi, i relativi enti locali, cioè i Comuni di Isola e Verona, si sono dichiarati all'oscuro e hanno parlato di iniziative private senza ancora nessun via libera urbanistico.
Per l'Ecoborgo comunque il via libera del consiglio comunale di Verona al Pua (progetto urbanistico attuativo) è atteso per fine anno. Tutto è stato mandato in Comune, anche il progetto appena scelto dalla San Massimo spa, la società costituita il marzo 2008 da Palladium Italia e da alcuni costruttori veronesi (Fedrigoli costruzioni spa, Impresa edile Lonardi spa, Palladium Italia srl, Viberto-Azienda generale costruzioni srl, Marconcini impresa costruzioni edili e stradali spa e, con quote minori, Impresa Bosco e impresa Bottoli).
La San Massimo spa e la Curia di Verona hanno quindi scelto infatti, all'interno di un concorso internazionale, il progetto per lo sviluppo dell'Ecoborgo di Verona, il nuovo quartiere eco-compatibile di San Massimo immerso in un parco di 250.000 mq. Una nuova centralità con alloggi, un centro commerciale e un nuovo seminario, che accoglierà fino a tremila persone.
Il costo globale dell'intervento, della durata di 10 anni, è stimato intorno ai 220 milioni.
Battendo, tra gli altri, gli studi di Citterio, Zucchi, Camerana e Caputo, Maurice Kanah con la sua KConsult Engineering Workshop, doppia sede a Milano e Roma, si è aggiudicato il concorso di progettazione patrocinato dalla Curia di Verona in associazione con San Massimo spa, partecipata dal Consorzio Scaligero Costruzioni e Palladium Italia.
Palladium Group in Italia opera tramite la società Palladium Italia, che a Verona ha stretto alleanze con costruttori del calibro di Fedrigoli e Mazzi e che ha chiuso il 2008 con ricavi delle vendite per oltre 2,2 milioni e un utile di 433.429 euro, mentre nel 2007 il valore della produzione era poco superiore ai 3 milioni con un «rosso» di 167 milioni, metà dei quali per debiti verso fornitori e poco meno dell'altra metà da debiti verso le banche. Palladium Group ha tre società internazionali Geplant (Olanda), Anteo (Francia) e Fibic (Svizzera). La Geplant Vp controlla Palladium Italia attraverso Prima srl, Boscogrande snc (di Palladium Italia) e Boscodue Sas di Camisasca Ermanno e Company. Nel cda di Palladium Italia, presieduto con durata illimitata da Ermanno Camisasca, siedono tra gli altri Cesare e Fiorenza Rancilio.
Paolo Dal Ben

http://media.athesiseditrice.it/media/2009/08/26_39_are_f1_725_medium.jpg
Una simulazione dell'Ecoborgo di Mezzacampagna nel progetto di Kanah: ci sarà un parco di 250mila mq

albirello
August 27th, 2009, 12:29 PM
fonte: l'Arena di Verona del 27.08.2009

Corsi: «Vie strette, le ciclabili non ci stanno»

«Non siamo ad Amsterdam. Qui a Verona non possiamo fare miracoli. La nostra è una città storica, ha strade strette e realizzare piste ciclabili ovunque è impensabile».
Commenta così l'assessore al traffico e alla viabilità Enrico Corsi la vicenda della signora multata in bicicletta perché percorreva via Cesiolo in controsenso e le polemiche relative alla mancanza di spazi, corsie e segnaletiche dedicate alla biciclette, che ne sono seguite.
«Vorrei precisare, inoltre, che anche dove ci sono le piste ciclabili, bella ad esempio è quella che collega borgo Venezia a Montorio, si vedono molte bici che viaggiano lo stesso sulla strada», aggiunge Corsi, invitando quindi gli Adb ad una maggior disciplina piuttosto che ad alimentare polemiche.
Sulla questione della segnaletica dedicata per le biciclette, che conceda ad esempio in alcune strade a senso unico la possibilità alle bici di viaggiare in controsenso come accade in molte città europee, Corsi taglia corto affermando che «non si può certo riempire la città di altri cartelli».
«Nuove piste ciclabili sono però già previste, soprattutto di collegamento tra i quartieri della periferia e il centro città. Ad esempio è allo studio un percorso ciclabile che colleghi San Michele al centro. Inoltre, stiamo valutando anche il potenziamento dei mezzi di trasporto pubblici», assicura l'assessore.
A denunciare il «totale disinteresse» per la viabilità sulle due ruote è il capogruppo del Pd in prima circoscrizione, Franco Dusi. «Una delle prime cose che l'attuale amministrazione ha fatto è stata cancellare l'ufficio biciclette. Inoltre, le piste ciclabili decise dalla scorsa amministrazione sono state cancellate. E quelle già realizzate non vengono manutentate, basta vedere le condizioni in cui versa quella di corso Porta Nuova. Nonostante le risorse spese, la nuova pista non è funzionale. Le segnaletiche su quella vecchia non sono state cancellate del tutto e la confusione è totale».
A mancare in centro storico, secondo il Pd, sono anche i posti in cui è possibile parcheggiare le biciclette. «I portabiciclette non sono assolutamente sufficienti e le bici vengono legate un po' ovunque. È necessario che l'amministrazione si renda conto di questa esigenza e investa in tal senso, anziché far finta di nulla», conclude DusiI.N.

liberamente88
August 27th, 2009, 01:41 PM
"Eu, non se pol mia far tuto, mia semo a Ollivud"...

Speriamo che lo mandino in Regione, così possiamo iniziare a sperare in un assessore alla mobilità che, se anche non facesse interventi utili per le biciclette, almeno non le irriderebbe ogni volta che ne parla...

Stranfiér
August 27th, 2009, 01:51 PM
A volte non c'è spazio nemmeno per i pedoni, visti i parcheggi sui marciapiedi creati dal buon Corsi...
Ma non è che nelle altre città europee si abbattano i palazzi medievali (e non) per fare le piste ciclabili (a Verona si abbattono solo gli alberi secolari): le piste si fanno dove c'è spazio. Il problema è che a Verona non si fanno nemmeno lì.

Stranfiér
August 29th, 2009, 09:34 AM
www.larena.it 29/08/2009

Musei e Verona sud, riparte il risiko
LA CITTÀ CHE CAMBIA.
Il presidente della quinta circoscrizione Fabio Venturi propone uno spazio per locali notturni che farebbe alzare il valore dell'area fronte Fiera
L'ipotesi di una cittadella del divertimento negli ex Magazzini generali è sul tavolo del Comune

Gli ex Magazzini generali trasformati nella nuova cittadella del divertimento. Questa apparentemente innocente proposta del presidente della quinta circoscrizione, Fabio Venturi, sull'area in Zai di proprietà della Fondazione Cariverona che era stata pensata come futuro Polo culturale, rischia di essere invece una potenziale chiave di volta del «risiko» cittadino sull'area di Verona sud.
Ma andiamo con ordine: nei giorni scorsi Venturi ha inviato una lettera al sindaco Tosi lanciando una proposta alternativa per l'area degli ex Magazzini generali, quell'insieme cioè di edifici che comprendono il cupolone della antica ghiacciaia che fa bella mostra di sé davanti all'ingresso della Fiera. Area che era inizialmente destinata a diventare centro per mostre e musei, ma che poi è stata progressivamente svuotata di contenuti. Oggi non si comprende quale sia il suo reale indirizzo ed è ancora di fatto un contenitore vuoto e inutilizzato.
L'idea del giovane presidente è quella di «creare una zona commerciale serale, in particolare negli edifici ad ovest». E per «commerciale serale», Venturi intende un'area destinata ai locali notturni come i bar, disco-bar e pub per il divertimento giovanile. «La zona non è vicina alle abitazioni e dunque non ci sarebbe disturbo per i residenti inoltre è a due minuti dal centro e dal casello di Verona sud, e di fronte alla Fiera, usufruibile quindi per eventi serali collegati alle manifestazioni fieristiche», spiega Venturi.
«È innegabile infatti che alcuni locali del centro e della periferia, nonostante la buona volontà degli esercenti o le sanzioni della polizia municipale, siano incompatibili con il giusto diritto dei residenti alla tranquillità». E prosegue: «Negli ex-magazzini generali, al contrario, potrebbe essere permesso un prolungamento dell'orario di chiusura anche oltre le 2, come è in vigore per la maggioranza dei locali, un modo per evitare le pericolose migrazioni notturne di molti giovani alla ricerca di locali aperti».
Secondo il presidente, si potrebbero inoltre prevedere bus-navetta, anche a carico degli stessi esercenti, per le principali zone della città, oltre a un servizio di sicurezza unico, «Si creerebbe così una “Cittadella del divertimento” come nelle principali capitali europee, che permetterebbe di trattenere i giovani in città e ne avvicinerebbe moltissimi anche da oltre i confini comunali e provinciali».
Il sindaco Flavio Tosi ha accolto con interesse questa proposta e infatti spiega: «L'idea in sé è apprezzabile perché permetterebbe ai giovani di non fare grandi spostamenti per divertirsi, con un minor pericolo per i ragazzi e mantenendo al contempo viva la città». Il punto è però che l'area non è comunale bensì appartiene a Fondazione Cariverona, istituzione con la quale l'amministrazione sta giocando a un autentico «risiko» per definire economicamente e logisticamente il destino dell'ex Polo finanziario, (anch'esso di proprietà, tra gli altri soci, della Fondazione), anche in relazione agli interessi della Fiera di cui la stessa Fondazione è socia. Insomma, sul tavolo della trattativa che va avanti dal 2007, fallita poco prima della pausa estiva quando la Polo Finanziario spa ha annunciato la volontà di adire alle vie legali, ora potrebbe insinuarsi una nuova possibilità. Infatti Tosi spiega che per trasformare gli ex magazzini generali in cittadella del divertimento occorrerebbe una variante al Prusst che attualmente la classifica come zona culturale. Per modificare la destinazione dell'area, precisa il sindaco, bisognerebbe prima accertarsi della volontà della giunta, dei capigruppo in consiglio comunale e delle categorie economiche coinvolte.
E se tutto convergesse effettivamente nella direzione della cittadella del divertimento, Tosi spiega che il valore dell'area a quel punto cambierebbe e «potrebbe inserirsi nelle varie partite aperte con Fondazione», precisa il sindaco.
Secondo alcune indiscrezioni, infatti, la querelle tra la società Polo finanziario e il Comune per l'area di fronte alla Fiera potrebbe trovare una svolta a breve anche in virtù di questa nuova proposta che metterebbe altra «carne» al fuoco della trattativa: tutto è andato finora a rilento proprio nell'attesa di maggiore chiarezza sulla destinazione delle aree, Prusst compreso.
Giorgia Cozzolino

http://media.athesiseditrice.it/media/2009/08/29_9_are_f1_183_medium.jpg
L'area degli ex Magazzini generali, di proprietà della Fondazione Cariverona, con la cupola delle vecchie celle frigorifere

albirello
August 29th, 2009, 01:51 PM
Con via Todeschini e via Teatro Nuovo siamo finalmente a 3! Quale sarà la prossima?! :cheers:

fonte: l'Arena di Verona del 28.08.2009

«I percorsi riservati possono essere fatti se non creano pericolo»

«Forse gli Amici della bicicletta invece di arrabbiarsi per cinque metri di ciclabile cancellata in via Teatro Nuovo dovrebbero ricordarsi di quelle che abbiamo creato in questi anni, non ultimo l'aver reso ciclopedonale via Stella», sbotta l'assessore alla Mobilità, Enrico Corsi, attaccato per l'ennesima volta per la sua politica giudicata dall'associazione per nulla attenta alle esigenze dei ciclisti.
Corsi replica anche sulla rimozione della ciclabile di via Ghetto, a Santa Lucia, e dice: «Non abbiamo scavalcato nessuno, abbiamo dato seguito a una richiesta arrivata dalla circoscrizione». E conclude: «Bisogna capire che le piste ciclabili non si possono fare ovunque, vanno fatte dove non creano pericolo. Personalmente, inoltre, non ho mai detto che i ciclisti devono andare in campagna, meglio che gli Amici della bicicletta facciano i nomi di chi gli avrebbe risposto in quel modo».
E a confermare le parole dell'assessore Corsi, arriva anche il presidente della quarta circoscrizione, Giuseppe Simone che si dice coerentemente soddisfatto della soppressione della ciclabile di via Ghetto sostenendo che «se fosse dipeso solo da me, l'avrei tolta non appena diventato presidente».
Simone spiega che più di un anno fa, «facendo seguito a una petizione contraria alla ciclabile, fu votato a maggioranza un ordine del giorno che chiedeva l'abolizione del tratto di ciclabile in questione a causa della sua pericolosità». In tempi più recenti è invece arrivata una richiesta di parere da parte del Comune alla circoscrizione sulla rimozione della pista. «La prima richiesta da parte degli uffici comunali non ha avuto seguito, ma alla seconda il consiglio circoscrizionale ha votato favorevolmente a maggioranza», dice Simone ammettendo che però nel frattempo era arrivata anche una petizione di cittadini favorevoli al mantenimento della ciclabile. Il presidente conclude: «Era stretta tanto che i ciclisti toccavano con i gomiti i pedoni, quindi, pericolosa e poco frequentata». G.C.

Scavi a San Zeno per due mesi
PARCHEGGI. Cambio in Sovrintendenza?

Da lunedì 31 agosto, per due mesi circa, dovendo procedere alle indagini archeologiche preventive del parcheggio interrato di San Zeno, saranno vietati il transito e la sosta in piazza Corrubbio (tra i civici 34-33 e piazza Pozza) e in piazza Pozza (tra i civici 4-1 e piazza Corrubbio). Verranno inoltre istituiti il divieto di transito in piazza Pozza (tra via Lenotti e il civico 1) e il divieto di sosta in piazza Pozza (tra via Porta San Zeno e via Lenotti) e in via Lenotti ambo i lati.
E a proposito di scavi, sembra ormai prossimo un avvicendamento in Soprintendenza dove sarebbe imminente un nuovo arrivo al posto dell'attuale dirigente Sabina Ferrari, soprintendente ad interim della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Verona, Vicenza e Rovigo.

di Giorgia Cozzolino

Procedono a ritmo serrato i lavori alle ex scuole Perini, di piazza Zagata, in Borgo Santa Croce. Il vecchio stabile infestato dall’amianto e occupato per anni abusivamente dal centro sociale La Chimica, è stato raso al suolo nel 2007 per costruire al suo posto un nuovo centro di aggregazione per il quartiere.
Ieri l’assessore ai Lavori pubblici, Vittorio Di Dio, ha eseguito un sopralluogo al cantiere per verificare lo stato dei lavori e ha scoperto con soddisfazione che tecnici e operai hanno lavorato anche a Ferragosto per terminare la copertura e accelerare il completamento dell’opera.
Sono infatti già iniziate le rifinuture, la struttura è completata, ma mancano gli infissi e le importanti vetrate che rendono avveniristico e originale l’edificio. I lavori si concluderanno per fine gennaio, poi si tratterà di arredare l’edificio, quindi per la primavera prossima sarà fruibile dai giovani, anziani e da associazioni. «È una struttura davvero futuristica che sfrutta gli elementi naturali grazie a grandi vetrate, è innovativa e sono sicuro che darà risposte alle esigenze di un quartiere non certo ricco di spazi per la socializzazione», spiega Di Dio.
«Sono molto soddisfatto», prosegue l’assessore, «perché ho visitato il cantiere qualche mese fa e già si capiva che ne sarebbe uscito qualcosa di veramente bello, ma ora, vedendo la struttura quasi completata devo ammettere che l’effetto è notevole ed è una soddisfazione anche per il fatto che è un progetto pensato, progettato e finanziato interamente dal comune».
I progettisti del Comune, Costanzo Tovo e Guido Paloschi, fanno infatti da «ciceroni» all’assessore mostrando in primo luogo l’ingresso laterale, quello che darà sul giardino, indicando l’area dove sorgerà un piccolo teatro all’aperto.
Di Dio ha poi visitato il seminterrato dove si trova uno spazio per giovani con una sala di registrazione e due sale prove musicali oltre a una saletta polivalente, uno studio e servizi igienici, il tutto incorniciato in una vetrata a tutta parete che dà sul retro dell’edificio.
Dalla zona musicale, l’assessore è stato accompagnato all’ampia sala polivalente, con un soffitto molto alto di quasi sette metri e mezzo, direttamente collegata al giardino esterno da una enorme vetrata e utilizzabile per incontri, riunioni, conferenze e anche attività sportive o ricreative. Infatti la pavimentazione sarà in legno e sono stati ricavati anche degli spogliatoi.
Attraverso le scale si accede al piano superiore dove un gradevole gioco architettonico di vetrate permette di avere una visione completa dell’esterno di entrambi i lati dell’edificio. Qui è stata creata una sala polifunzionale, una stanza più piccola che sarà possibile adibire a cucina, servizi igienici e locale accessorio. La sala dà su una terrazza vista giardino e vista teatro estivo.
«Si tratta complessivamente di un edificio di 675 metri quadrati», precisa Di Dio, «e per costruirlo l’amministrazione ha investito un milione e 100mila euro».
E aggiunge: «L’idea è quella di coprire il tetto con dei pannelli solari per rendere ancora più all’avanguardia ed ecologicamente sostenibile l’edificio».

albirello
August 29th, 2009, 01:52 PM
www.larena.it 29/08/2009

Musei e Verona sud, riparte il risiko
LA CITTÀ CHE CAMBIA.
Il presidente della quinta circoscrizione Fabio Venturi propone uno spazio per locali notturni che farebbe alzare il valore dell'area fronte Fiera
L'ipotesi di una cittadella del divertimento negli ex Magazzini generali è sul tavolo del Comune

Gli ex Magazzini generali trasformati nella nuova cittadella del divertimento. Questa apparentemente innocente proposta del presidente della quinta circoscrizione, Fabio Venturi, sull'area in Zai di proprietà della Fondazione Cariverona che era stata pensata come futuro Polo culturale, rischia di essere invece una potenziale chiave di volta del «risiko» cittadino sull'area di Verona sud.
Ma andiamo con ordine: nei giorni scorsi Venturi ha inviato una lettera al sindaco Tosi lanciando una proposta alternativa per l'area degli ex Magazzini generali, quell'insieme cioè di edifici che comprendono il cupolone della antica ghiacciaia che fa bella mostra di sé davanti all'ingresso della Fiera. Area che era inizialmente destinata a diventare centro per mostre e musei, ma che poi è stata progressivamente svuotata di contenuti. Oggi non si comprende quale sia il suo reale indirizzo ed è ancora di fatto un contenitore vuoto e inutilizzato.
L'idea del giovane presidente è quella di «creare una zona commerciale serale, in particolare negli edifici ad ovest». E per «commerciale serale», Venturi intende un'area destinata ai locali notturni come i bar, disco-bar e pub per il divertimento giovanile. «La zona non è vicina alle abitazioni e dunque non ci sarebbe disturbo per i residenti inoltre è a due minuti dal centro e dal casello di Verona sud, e di fronte alla Fiera, usufruibile quindi per eventi serali collegati alle manifestazioni fieristiche», spiega Venturi.
«È innegabile infatti che alcuni locali del centro e della periferia, nonostante la buona volontà degli esercenti o le sanzioni della polizia municipale, siano incompatibili con il giusto diritto dei residenti alla tranquillità». E prosegue: «Negli ex-magazzini generali, al contrario, potrebbe essere permesso un prolungamento dell'orario di chiusura anche oltre le 2, come è in vigore per la maggioranza dei locali, un modo per evitare le pericolose migrazioni notturne di molti giovani alla ricerca di locali aperti».
Secondo il presidente, si potrebbero inoltre prevedere bus-navetta, anche a carico degli stessi esercenti, per le principali zone della città, oltre a un servizio di sicurezza unico, «Si creerebbe così una “Cittadella del divertimento” come nelle principali capitali europee, che permetterebbe di trattenere i giovani in città e ne avvicinerebbe moltissimi anche da oltre i confini comunali e provinciali».
Il sindaco Flavio Tosi ha accolto con interesse questa proposta e infatti spiega: «L'idea in sé è apprezzabile perché permetterebbe ai giovani di non fare grandi spostamenti per divertirsi, con un minor pericolo per i ragazzi e mantenendo al contempo viva la città». Il punto è però che l'area non è comunale bensì appartiene a Fondazione Cariverona, istituzione con la quale l'amministrazione sta giocando a un autentico «risiko» per definire economicamente e logisticamente il destino dell'ex Polo finanziario, (anch'esso di proprietà, tra gli altri soci, della Fondazione), anche in relazione agli interessi della Fiera di cui la stessa Fondazione è socia. Insomma, sul tavolo della trattativa che va avanti dal 2007, fallita poco prima della pausa estiva quando la Polo Finanziario spa ha annunciato la volontà di adire alle vie legali, ora potrebbe insinuarsi una nuova possibilità. Infatti Tosi spiega che per trasformare gli ex magazzini generali in cittadella del divertimento occorrerebbe una variante al Prusst che attualmente la classifica come zona culturale. Per modificare la destinazione dell'area, precisa il sindaco, bisognerebbe prima accertarsi della volontà della giunta, dei capigruppo in consiglio comunale e delle categorie economiche coinvolte.
E se tutto convergesse effettivamente nella direzione della cittadella del divertimento, Tosi spiega che il valore dell'area a quel punto cambierebbe e «potrebbe inserirsi nelle varie partite aperte con Fondazione», precisa il sindaco.
Secondo alcune indiscrezioni, infatti, la querelle tra la società Polo finanziario e il Comune per l'area di fronte alla Fiera potrebbe trovare una svolta a breve anche in virtù di questa nuova proposta che metterebbe altra «carne» al fuoco della trattativa: tutto è andato finora a rilento proprio nell'attesa di maggiore chiarezza sulla destinazione delle aree, Prusst compreso.
Giorgia Cozzolino


L'idea mi affascina! Ma secondo voi è fattibile che la fondazione Cariverona ceda una parte degli ex magazzini generali per adibirli a bar notturni e discoteca?

liberamente88
August 30th, 2009, 02:21 AM
Anche a me pare una buona idea... dopotutto, bisogna vedere anche se tutti questi musei sono "sostenibili", quanti musei può avere la Fondazione Cariverona, in un'area poi così grande?! Un museo vicino alla Fiera non è facile abbia un'utenza sufficiente, forse adeguato alla zona potrebbe essere il museo di scienze naturali o altri musei di interesse non immediato per il turista. Ma del resto la sistemazione dei musei è un problema tutto aperto. Certo che l'idea di una bella area di locali notturni con meno limitazioni d'orario grazie alla distanza dalle case e per di più distante dal centro non più di una passeggiatina... è interessante. Speriamo abbia un seguito. D'altra parte, sicuramente non è un'iniziativa spuntata così come i funghi, ci avranno già riflettuto un pò quantomeno a livello di partito prima di esporla ai media.

Fab87
August 30th, 2009, 11:33 AM
Tornato anche io dal mare..ragazzi avete visto che al gavagnin stanno comletamente rinnovando lo stadio del baseball della Dynos? nuove seggiole blu e altri interventi, carino davvero.

albirello
August 30th, 2009, 01:29 PM
fonte: l'Arena di Verona del 30.08.2009

Verona sud, il rebus Polo blocca tutto
LA CITTÀ CHE CAMBIA. Gli assessori Giacino e Polato commentano la proposta leghista di una cittadella del divertimento: «La questione è più complessa e delicata»
Polato: «Palazzo Forti vale meno? Allora anche l'area dell'ex City. E Cariverona cominci a realizzare»

L'idea di realizzare una cittadella del divertimento agli ex Magazzini generali, di proprietà della Fondazione Cariverona, lanciata dal presidente della quinta circoscrizione, Fabio Venturi, ha risvegliato l'attenzione sul futuro di Verona sud sopita durante la calura estiva.
E, come era prevedibile, ha sollevato un dibattito dai contorni molto estesi.
L'assessore al Patrimonio Daniele Polato, pur non essendo un amante della «movida», non giudica negativamente l'idea di Venturi ma mette subito in chiaro che non sarà la chiave di volta per risolvere la questione della compravendita dell'area dell'ex Polo finanziario che ripartirà dal confronto con Cariverona.
«Ad aprile io ritenevo la trattativa sull'ex Polo ormai definita e conclusa, poi la controparte ha cambiato idea, ma da allora le cose non sono cambiate».
Non sono cambiate ma si sono sicuramente complicate perché la società Polo Finanziario spa ha annunciato il ricorso alle vie legali con una richiesta danni al Comune per non aver ancora definito il ri-acquisto dell'area da parte dell'amministrazione dopo quasi due anni dall'annuncio. Fatto che ha congelato, quindi, qualsiasi accordo tra il Comune e i tre soci che sono appunto Cariverona, Cattolica Assicurazioni e Banco Popolare.
Polato ricorda infatti che l'amministrazione aveva offerto palazzo Forti, valutato 39 milioni di euro, in cambio degli spazi dell'abortito Polo finanziario. Ma all'ultimo momento, ricorda Polato, la proprietà aveva deciso che palazzo Forti non bastava in quanto la crisi immobiliare lo aveva svalutato a 32 milioni di euro. «Non si tratta di un mio bene personale, ma di un patrimonio della città e io non posso accettarne un deprezzamento, in quanto se di svalutazione stiamo parlando allora questa vale anche per l'area dell'ex mercato ortofrutticolo», dice l'assessore ricordando il perché del fallimento della trattativa.
Polato, volgendo di nuovo lo sguardo al Polo culturale, per sottolineare che non può in alcun modo entrare nella partita dell'ex Polo finanziario, precisa poi: «L'area degli ex Magazzini generali è di proprietà della Fondazione Cariverona che l'ha acquistata a un prezzo agevolato in virtù di un vincolo culturale».
E facendo sue le parole del sottosegretario Brancher e del capogruppo della Lista Tosi in consiglio comunale, Andrea Miglioranzi all'indomani della causa fatta al Comune, Polato ammonisce: «Si parla spesso di immobilismo dell'amministrazione, ma ci sono enti che hanno la piena proprietà di aree come ex Magazzini generali e Castel San Pietro da anni, nel caso di Verona sud sono addirittura dieci anni, e nelle quali non si è ancora fatto nulla. Forse allora è meglio che chi ha comprato cominci a fare quello per cui ha pagato». E secondo Polato non vi sono scuse per questi ritardi perché a suo avviso il Polo culturale sarebbe slegato dal resto.
Anche l'assessore all'Urbanistica Vito Giacino, commenta la proposta di Venturi di una cittadella del divertimento all'interno degli ex Magazzini generali in un contesto più ampio. E precisa: «Sono felice del contributo d'idee sull'area da parte del presidente Venturi e la considererò al pari di quelle che perverranno entro il 1 ottobre quando scadrà il primo dei due bandi per Verona sud».
E ironicamente aggiunge: «Devo ammettere anche che mi piace molto di più della sua ultima proposta di realizzare una zona a luci rosse in Zai».
E tornando ai «discorsi seri», Giacino esprime però tutta la sua perplessità sul fatto che la cittadella del divertimento possa andare a inserirsi nella trattativa sull'ex Polo finanziario. E dice: «Penso che la questione sia molto più complessa e seria, occorrono risposte politiche e amministrative importanti come quelle che io e l'assessore al Patrimonio Daniele Polato stiamo portando avanti». E aggiunge: «Non credo infatti che l'area del Polo finanziario possa prescindere dal futuro della Fiera, quindi qualunque cosa si deciderà dovrà necessariamente vedere il coinvolgimento dell'ente fieristico per decidere come utilizzarla».
Ma Giacino spiega: «Il problema non è chi paga cosa, ma stabilire una pianificazione armonica e omogenea dell'area. che non si può fare con proposte spot, ma che va fatta allargando l'orizzonte». E conclude: «Uno sguardo più ampio può facilitare la soluzione dei problemi. Dopo di che si può anche discutere di un coinvolgimento economico della Fiera».
Questo aspetto però rischia di complicare gli equilibri di una società, la Fiera, che si sta interrogando sul proprio futuro tra patrimonializzazione, gestione e possibile ricapitalizzazione. E i soci principali sono proprio il Comune, la stessa Fondazione Cariverona, proprietaria di molte aree, e il Banco Popolare, gli ultimi due anche soci nel Polo finanziario assieme a Cattolica.G.C.

Stranfiér
August 31st, 2009, 09:53 AM
L'idea mi affascina! Ma secondo voi è fattibile che la fondazione Cariverona ceda una parte degli ex magazzini generali per adibirli a bar notturni e discoteca?

E' fattibile, anzi credo che la proposta sia proprio partita da Cariverona (ma che non deve risultare, per via dell'odor di santità del suo presidente), in quanto il valore delle aree aumenterebbe.
Fare lì una cittadella del divertimento e della musica sarebbe l'ideale.
L'area è troppo lontana dal centro per farne destinazione museale (meglio che i musei rimangano in centro storico, ai Palazzi Scaligeri e all'Arsenale).

Stranfiér
August 31st, 2009, 09:54 AM
Tornato anche io dal mare..ragazzi avete visto che al gavagnin stanno comletamente rinnovando lo stadio del baseball della Dynos? nuove seggiole blu e altri interventi, carino davvero.

Passerò a vedere.

Stranfiér
August 31st, 2009, 09:58 AM
www.larena.it (http://www.larena.it/stories/Home/82291_scalo_merci_ci_saranno_meno_case_nel_futuro_central_park/) 31/08/2009

http://media.athesiseditrice.it/media/2009/08/93563_71788_medium.jpg
Lo scalo ferroviario di Santa Lucia e sullo sfondo il quartiere fieristico

Scalo merci, ci saranno meno case nel futuro «Central park»

VERONA E LE AREE VERDI.
L'assessore all'Urbanistica fa il punto sulla trattativa con Rfi per la nuova destinazione dell'area vicino a Santa Lucia e Golosine. «Cerchiamo un accordo complessivo con Ferrovie per il trasloco al Quadrante e ci sono segnali positivi»

Verona. Un parco al posto dello scalo merci: per questo obiettivo si continua a trattare con le Ferrovie per giungere all'accordo. L'assessre all'Urbanistica Giacino è determinato: «Se non ci sarà un'intesa con Rfi, avvieremo un piano degli interventi più vincolante per l'area».
La realizzazione del parco noto come «Central Park» è infatti uno degli obiettivi strategici di questa amministrazione. L'area insiste sull'attuale scalo merci a ridosso dei quartieri di Santa Lucia e Golosine. Si tratta di oltre 500mila metri quadrati che una volta riqualificati ad area verde diverrebbero il più grande parco cittadino.
I residenti da tempo insorgono per i continui disturbi nell'avere vicino casa lo scalo merci. Disturbi che di notte divengono talvolta «insopportabili».
«La tranquillità soprattutto nelle ore notturne è il maggiore problema dei residenti», concorda Vito Giacino, assessore all'Urbanistica. «Questa amministrazione vuole un accordo con Rfi e lo sta cercando. Ci sono anche segnali positivi. Mi sembra che l'atteggiamento di Rfi, negli ultimi tempi, sia cambiato. In ogni caso, il nostro segnale è preciso: vogliamo raggiungere un accordo il prima possibile. Se così non fosse, considerato che la pianificazione territoriale è di competenza del Comune, questa sarà assolutamente vincolante per quest'area con il fine di impedire ogni tipo di azione, soprattutto al di fuori dell'attuale scalo merci».
A sperare che il grigiore di cemento, binari e container possa presto lasciare il posto ad alberi, prati ed aree per il tempo libero sono gli stessi abitanti che dal 2001 hanno dato vita ad un comitato presieduto da Antonio Beccari, che dice: «La precedente Amministrazione prevedeva con il piano Gabrielli di cementificare metà dell'area dello scalo merci che rimarrà libera. Si trattava del massimo consentito dalla legislazione regionale. Noi, chiedevamo una maggiore percentuale di verde in modo da restituire ai quartieri di Santa Lucia e Golosine quell'area a parco attualmente mancante dal punto di vista degli standard generali. Sappiamo essere una trattativa difficile e che qualcosa si dovrà concedere, ma un conto sono enormi cubature ed un altro avere una struttura più contenuta».
«La trattativa era ferma sulla richiesta di volume da parte delle ferrovie: 800mila metri cubi», prosegue Giacino. «Accettare una simile cubatura di immobili, significherebbe compromettere significativamente l'intera area. E' ovvio che mezzo milione di metri quadrati sono molti e, quindi, vi si può trovare anche una parte per alcuni volumi. Magari, nella zona che non insiste direttamente sul quartiere».
Al momento, l'area in questione che misura esattamente 514mila e 176 metri quadrati resta di proprietà di Rfi, la società che gestisce le infrastrutture del gruppo Ferrovie dello Stato. Se a questa si aggiunge la restante area destinata a rimanere scalo ferroviario si sta parlando di una estensione che supera complessivamente il milione di metri quadrati. Con l'operazione di acquisizione da parte del Comune della porzione da destinare a verde pubblico, vi è anche lo spostamento dell'attuale scalo merci in altra zona, ad oggi identificata al Cason per una quota Pat di 316mila e 307 metri quadrati.
«Il primo obiettivo è destinare a parco la zona adiacente ai quartieri di Golosine e Santa Lucia dello scalo merci una volta dismesso. L'altro, di non mettere in contrasto i residenti di questi quartieri con quelli del Cason. Non si deve spostare il problema altrove e, quindi, vogliamo giungere ad un accordo che riduca notevolmente anche la nuova area da destinare allo scalo nonché di realizzarla il più lontano possibile dalle abitazioni».
«Posizionare lo scalo merci a ridosso del Quadrante Europa è un'azione che ha senso», continua l'assessore all'Urbanistica. «Resta il fatto che non deve andare in alcun modo in conflitto con gli interessi e la qualità della vita degli abitanti del Cason».M.C.

Stranfiér
August 31st, 2009, 10:03 AM
^^
1) Spero che si pensi, al più presto, anche al collegamento tra la T4-T9 e la 434;
2) Non sarebbe male pensare a qualche torre sul lato Viale Piave;
3) Non sarebbe male pensare di girare verso quest'area l'entrata principale della Stazione Ferroviaria e dedicare l'attuale piazzale solo a servizi (scorrimento, parcheggi, verde ecc)

butel
August 31st, 2009, 02:51 PM
^^
1) Spero che si pensi, al più presto, anche al collegamento tra la T4-T9 e la 434;



fondamentale.


Mi aspetto molto a partire da settembre.
Spero di non rimenere deluso.

albirello
September 1st, 2009, 12:26 AM
fonte: l'Arena di Verona del 31.08.2009

A POLEMICA. Su Verona sud Venturi replica all’assessore regionale
«Valdegamberi?
Non conosce i giovani»
Il presidente della circoscrizione difende la sua proposta di una cittadella del divertimento

Sembra non avere fine la polemica sul futuro degli ex Magazzini generali.
La proposta del presidente della quinta circoscrizione Fabio Venturi di trasformare gli spazi di Fondazione Cariverona, ora destinati a Polo culturale, in una cittadella del divertimento dove possano trovare spazio bar e locali serali per lo svago notturno dei giovani, ha creato scompiglio in casa Udc.
Infatti il consigliere comunale e assessore regionale Stefano Valdegamberi ha criticato aspramente l’uscita di Venturi sostenendo: «La città, che soffre da tempo per la mancanza di una politica culturale di primo livello, che ha una Fondazione Arena alle prese con le difficili situazioni finanziarie provocate dalla crisi economica, un palazzo Forti oggetto di preoccupanti riflessioni sul suo futuro, deve fare i conti anche con le roboanti idee del presidente Venturi che pensa di migliorare l’offerta di cultura per i giovani aprendo la cittadella del divertimento in un’area destinata a musei e mostre».
Ma la replica non tarda ad arrivare dal giovane Venturi che lapidario dice: «Mi pare giusto che Valdegamberi dica queste cose, perché evidentemente non sa che i musei chiudono alle 20. Mi chiedo se l’assessore sia mai stato in un museo, visto che predica tanto di cultura, ma non conosce gli orari in cui questa viene offerta».
E aggiunge: «È chiaro invece che Valdegamberi non conosce i giovani. I ragazzi che vanno ai musei e alle mostre sono tanti, è un dato di fatto, lo dicono le statistiche nazionali, ma è un altro dato certo che non vogliono andare a dormire alle otto di sera e che invece amano divertirsi con gli amici anche fino a tardi, come è ovvio e giusto che sia».
Venturi precisa poi: «Forse Valdegamberi non sa che non tutti i giovani esagerano, che c’è anche a chi piace stare in compagnia magari ascoltando musica dal vivo (ormai questo tipo di locali è in via di estinzione a Verona) e conoscendo gente nuova senza per questo sballarsi, drogarsi o ubriacarsi. Offrire spazi per il divertimento sicuro oltre le due di notte non mi pare significhi "mettere la testa sotto la sabbia" come afferma Valdegamberi, bensì trovare un compromesso tra le esigenze di tranquillità dei residenti e quelle imprenditoriali dei gestori di locali notturni, permettendo al contempo ai giovani di non fare lunghi tragitti in macchina per raggiungerli, fatto che tra le altre cose, influisce notevolmente anche sulla sicurezza stradale». E conclude: «Credo infine che questa città abbia sempre investito troppo poco sui giovani, sia in termini di spazi di aggregazione che di possibilità e forse è ora di cambiare indirizzo».G.C.

Sulla carta sei parchi per 10 milioni di metri quadrati

La città ed il suo verde, un binomio destinato a crescere considerevolmente a partire dal prossimo anno. Con il completamento dell’operazione «Scalo merci» si avrà un’azione strategica per quanto riguarda il verde pubblico. Di fatto, si parla di un’area alquanto estesa essendo di oltre 500mila metri quadrati e, per di più, in una zona che, ad oggi, vive l’esigenza di avere un maggiore verde pubblico. A questa, nei progetti dell’attuale amministrazione vi è la realizzazione di ben altri sei parchi urbani per un verde pubblico totale di oltre 10milioni di metri quadrati. In dettaglio, un milione 102mila e 379 metri quadrati saranno del parco della Spianà; 3milioni 95mila e 183 metri quadri del parco Adige nord a cui si aggiungono i 5milioni 414mila e 381 metri quadrati di quello dell’Adige sud; un milione 163mila e 702 apparterranno al parco delle Mura magistrale; 182mila metri quadrati a quello dell’ex caserma Passalacqua e 40mila saranno, infine, quelli del parco delle Cartiere. «Singolare sarà il parco della Spianà che avrà una vocazione sportiva dove i cittadini potranno dedicarsi alle varie attività fisiche», spiega Vito Giacino, assessore all’Urbanistica. «Anche i parchi dell’Adige nord e sud saranno diversi da un’idea di fruizione più generale. Questi, in accordo con l’assessore all’Ecologia ed Ambiente Federico Sboarina, saranno espressamente dedicati alla natura. Pertanto, saranno aree rimboscate e sistemate in tal senso». Poi, il Parco delle Mura. «Diverrà una vera attrazione turistica oltre ad essere, di fatto, una importante area di verde che cinge l’intera città», prosegue Giacino. «Non ci limitiamo a formulare un semplice vincolo per questo importante parco. Il nostro intento è di farle conoscere ai veronesi ristrutturandole con un piano di lavoro coordinato. Ad occuparsi del progetto di recupero delle mura è l’architetto Cesare Feiffer che non si occuperà solo di realizzare un intervento di restauro delle strutture, ma anche di salvaguardia e conservazione del territorio circostante». Sui finanziamenti necessari, Giacino riferisce che «si possono avere anche se le mura sono in concessione alla città. Occorre, però, un progetto che abbia già un suo risultato e, questo, lo si può trovare nella realizzazione del parco dell’ex caserma Passalacqua. In quest’area c’è un primo tratto di mura che restituiremo ai cittadini facendole loro conoscere. Le mura sono il più grande patrimonio che abbiamo in città e, nello stesso tempo, tra i più sconosciuti e da valorizzare».M.C.

fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 31.08.2009

VIABILITA’: AL VIA DOMANI MARTEDI’ 1 SETTEMBRE LA REALIZZAZIONE DELLA PISTA CICLABILE IN VIA MONTE BIANCO

Nelle giornate di domani martedì1 settembre e mercoledì 2 settembre sarà realizzata la nuova pista ciclabile di via Monte Bianco, al fine di rendere più fluida la circolazione dei veicoli sulle strade e più sicuro il transito delle biciclette. La pista sarà costituita da due percorsi monodirezionali, ciascuno affiancato ad un lato della carreggiata.
Per rispondere alle esigenze dei residenti della zona e di chi transita sulla strada viene anche riorganizzata la regolamentazione della sosta, con la realizzazione in via Monte Bianco di stalli di sosta paralleli alle piste ciclabili. Al di fuori degli stalli sarà istituito il divieto di sosta permanente con facoltà di rimozione.

liberamente88
September 1st, 2009, 02:02 AM
La stazione di Porta Nuova deve continuare ad essere rivolta verso il centro, perche è quello il fronte che dà verso la città; semmai bisognerebbe fare un secondo piazzale a sud con migliore interscambio per il bus e parcheggi più ampi.

Curioso questo pezzetto di ciclabile in via monte bianco... forse cercano di restringere la strada per diminuire la velocità delle macchine? Comunque stasera ho constatato la sparizione della pista di via ghetto, sostituita con (chi lo direbbe?) parcheggi.

Stranfiér
September 1st, 2009, 01:55 PM
PN potrebbe diventare una stazione a due entrate/uscite: una più pedonale, con le fermate dei mezzi pubblici; l'altra dedicata alle auto ed ai parcheggi.
Resta sempre, però, in ballo il progetto Grandi Stazioni...sempre che la volontà di realizzarlo permanga.

liberamente88
September 1st, 2009, 02:14 PM
Appunto, due piazzali, come intendevo dire io. Però quella sarebbe una logica del tutto diversa da quella del progetto ormai vecchio di Grandi Stazioni, che sarà l'ultimo a partire delle stazioni del circuito, anche perchè ancora ci sono stazioni in cui i lavori di restyling non sono affatto finiti, come a Torino, a Milano, a Mestre... ce ne vuole prima che passino a Verona. Poi quel progetto implicava la tranvia, che ora non c'è più: è un progetto che va pesantemente aggiornato, e anche per quello ci vorrà tempo.

liberamente88
September 1st, 2009, 02:25 PM
Sarà un articolo probabilmente povero di contenuti concreti, però almeno qualche prospettiva buona per le ciclabili almeno a livello provinciale pare ci sia. Forse.


PEDALARE IN SICUREZZA. Le piste ciclabili nel Veronese spesso sono di lunghezza limitata e non collegate fra loro. Ma in cantiere c’è un progetto per creare una rete
A breve l’«autostrada»
per biciclette e ciclisti
Flavio Pasetto
La dorsale provinciale, direttrice unica dal Trentino fino a Pastrengo, si sdoppierà per arrivare a Castagnaro e a Valeggio

* Martedì 01 Settembre 2009
* PROVINCIA,
* pagina 22

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Sport e natura, divertimento e progresso. Sono gli elementi identificativi che conducono alla realtà delle piste ciclabili nella provincia di Verona. Una nuova cultura, un senso civico ed un rispetto dell’ambiente che costituiscono un cambio di rotta a certe abitudini del passato. E, poi, una sensibilità ed un modello di vita salutare.
Il crescente numero di amanti delle due ruote depone a vantaggio di un interesse che stimola, a sua volta, un’offerta di iniziative che, nella provincia di Verona (attraverso, soprattutto, l’associazione «Amici della bicicletta») è superiore alla media delle altre province venete. Mentre all’opposto, spostandosi direttamente sul territorio, la provincia scaligera non brilla per numero di chilometri di percorsi a disposizione degli amanti della bicicletta: poco più di 220 complessivamente, che però scendono a una cinquantina considerando le piste ciclabili in senso stretto, quelle pensate e realizzate in sede propria, appositamente per i ciclisti.
Resta il fatto che la vocazione di un territorio con un’importante attrattiva turistica dovrebbe rideterminare ulteriori percorsi, deputati alle due ruote e alla conoscenza delle bellezze del nostro hinterland. Oltre che permettere, a chi ritiene la bicicletta un mezzo esclusivo per la mobilità, di poterlo utilizzare senza troppe preoccupazioni, risolvendo magari una delle principali pecche che gli addetti ai lavori riscontrano nel tessuto delle piste veronesi: ovvero la lunghezza limitata dei diversi tratti, spesso non interconessi fra loro.
Proprio in questa direzione si sta muovendo la Provincia, come assicura Andrea Bassi, assessore alla Viabilità, che considera, tutto sommato, buona la rete ciclabile al momento esistente. «Certo», precisa, «si potrebbe far meglio, ma molto dipende dalla disponibilità di bilancio. E il mio assessorato, in prima istanza, deve tener conto di interventi di manutenzione delle strade per tutelare l'incolumità dei cittadini e curare, poi, la progettazione di soluzioni viabilistiche, il riordino della segnaletica, la progettazione di nuove strade. Ma non per questo voglio trascurare il consolidamento di piste ciclabili già esistenti e la creazione di nuovi tratti, interventi che saranno realizzati compatibilmente con le risorse disponibili e con un occhio agli stanziamenti provenienti da Unione europea e Regione».
Il progetto già messo in cantiere dall’amministrazione, di cui in particolare Bassi va fiero, è la dorsale provinciale per le piste ciclabili: in parte già realizzata, in parte ancora da materializzare, è un’opera di valenza europea, denominata «dell’Adige e del Sole», con un tratto comune da Mama D’Avio (località di confine tra le province di Verona e Trento) a Pastrengo. Qui, le direttrici si dividono e diventano due: quella «dell’Adige», che finisce a Castagnaro; quella «del Sole», che sbocca a Valeggio sul Mincio.
«Si tratta di un percorso di pista ciclabile in gran parte in sede propria, anche se andrà riqualificata e risistemata in alcuni punti», aggiunge l’assessore. I tratti già realizzati sono: Bussolengo-Chievo (seicentosessantamila euro di spesa); tratto interno al comune di Verona; Perzacco-Castagnaro; Peschiera-Valeggio. «Il futuro prossimo», continua Bassi, «riguarderà, invece, alcune altre parti: Mama D’Avio-Rivoli, un progetto di tremilioniseicentomila euro, oltre al tratto Rivoli-Bussolengo, in fase di realizzazione (progetto di tremilioni di Euro). Rimangono poi da realizzare i percorsi Verona-Perzacco ed il tratto Pastrengo-Peschiera. In entrambi i casi è stato già avviato uno studio di fattibilità, che ha dato un riscontro di spesa di duemilioniduecentomila euro per il primo tratto e dieci milioni di euro per il Pastrengo-Peschiera. Servirà, da parte mia, verificare e comprendere del perché di un ammontare di spesa così elevato e semmai scegliere, in condivisione con la Giunta e il Consiglio provinciale, soluzioni decisamente meno onerose».
Il futuro prossimo, dunque, parla di una vera e propria dorsale dedicata alle piste ciclabili, «paragonabile ad una grande autostrada collegata alle varie tangenziali dove queste ultime, per capirci, sono le tante piste ciclabili sparse sul nostro territorio e che andranno ad innestarsi in questa struttura portante provinciale», conclude l’assessore. «Dove sarà possibile creare piste ciclabili in sede propria, verrà fatto ogni sforzo. Altrove realizzeremo percorsi alternativi attraverso strade secondarie, meno pericolose».

liberamente88
September 1st, 2009, 02:27 PM
Quest'altro articolo corrisponde a una specie di censimento delle ciclabili provinciali, che a ben leggere al di là dei chilometraggi indicati sono davvero poca cosa, tutti progetti locali senza collegamenti fra loro.

GLI ITINERARI. I percorsi «in sede propria» non superano i 50 chilometri. Direttrici principali lungo l’Adige e sul Garda. In arrivo un tratto riservato in Val D’Illasi
Oltre 220 chilometri sui pedali

* Martedì 01 Settembre 2009
* PROVINCIA,
* pagina 22

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Villafranca: la pista ciclopedonale lungo il Tione sarà conclusa a breve
Gli itinerari ciclabili presenti anche nel territorio veronese si dividono in quattro tipologie rispetto alla sicurezza offerta agli utenti: piste ciclabili in sede propria; piste ciclabili su corsia riservata; percorsi promiscui pedonali e ciclabili; percorsi promiscui ciclabili e veicolari.
I percorsi definiti come piste ciclabili in sede propria, nella nostra provincia, sono quattro ed arrivano a 50 chilometri complessivi: Peschiera-Mantova (10 chilometri); Biffis-Bussolengo (6 chilometri); Legnago-Torretta (13 chilometri); il giro dei quattro Comuni (22 chilometri) da Caprino a Costermano, da Rivoli ad Affi.
Le piste ciclabili su corsie riservate raggiungono i 31 chilometri: Affi-Albarè (3 chilometri); Affi-Caprino (10,6 chilometri); Minerbe-Bevilacqua (4,9 chilometri); Verona-Castel d'Azzano (2,5 chilometri); Verona (Porta Vescovo)-San Martino Buon Albergo (7,7 chilometri); Verona-San Giovanni Lupatoto (2,8 chilometri): Vigasio-Forette (2,9 chilometri).
Rientrano, invece, nell’ambito di percorsi promiscui pedonali e ciclabili i seguenti tratti, per complessivi 142 chilometri: Albaredo d'Adige-Legnago-Castagnaro (32,3 chilometri); Angiari-Legnago-Torretta (16,7 chilometri); Bonavigo-Legnago (6,9 chilometri); Chievo-Affi (30 chilometri); Costermano-Virle-Pizzon-Castion Veronese-Gazzoli (19,7 chilometri); Lazise-Garda (10,3 chilometri); Montorio-San Martino Buon Albergo (3,5 chilometri); Parona-Settimo di Pescantina (4,8 chilometri); Peri-Dolcè (8 chilometri); Peschiera-Borghetto-Mantova (10 chilometri per la parte veronese); San Bonifacio-Villabella (un chilometro).
Sono da considerarsi promiscui ciclabili e veicolari i percorsi: San Zeno di Montagna-Val di Sogno-Garda-Affi (68 chilometri); Anello Verona-Affi (71 chilometri); Chievo-Lago di Garda (15 chilometri); Salionze-Sommacampagna-Salionze (36,1 chilometri); San Giorgio-Podestaria (4,8 chilometri); Vigasio-Isolalta (2,7 chilometri); Verona-anello località Coetta di San Martino Buon Albergo (3,8 chilometri); anello sterrato a Vigasio (3,6 chilometri); Branchetto-Malga Lessinia (11,3 chilometri); Gazzo Veronese-Palude del Busatello (10 chilometri).
E a rimpinguare il chilometraggio dei percorsi a disposizione degli amanti delle due ruote dovrebbe inoltre arrivare a breve, nell’est veronese, il primo tratto (circa otto chilometri, da Sant’Andrea di Badia Calavena a Tregnago) della pista ciclabile della Val d’Illasi.
Secondo il progetto, una volta conclusa, coprirà la distanza tra Giazza e Zevio con uno sviluppo totale di 35,85 chilometri (di cui il 41 per cento su strade bianche esistenti, il 26 per cento su strade già asfaltate e il 33 su tracciati nuovi).
Merito del Covise, il Consorzio Val d’Illasi Servizi, che ha deciso di posare il tubo della nuova conduttura dell’acquedotto da Badia a Tregnago, lungo la sponda sinistra del progno, sistemandoci sopra, a lavori conclusi, il primo tratto di ciclabile. F.P

albirello
September 3rd, 2009, 01:17 AM
fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 02.09.2009

ASS. GIACINO REPLICA A CONS. UBOLDI: “SI SBAGLIA, NESSUN RIDIMENSIONAMENTO DEL QUADRANTE EUROPA”

“Il consigliere Uboldi sbaglia a dire che la variante 4 al PAQE ridimensiona il ruolo del Quadrante Europa, perché dimentica che la Regione Veneto con la precedente variante 2, già operativa, ha assegnato a quell’area un ruolo assolutamente strategico, consentendo di quadruplicarne la dimensione dagli attuali 2 milioni e mezzo di metri quadri a 8 milioni 800 mila, come da progetto unitario che, insieme alla Zai, stiamo per portare all’esame del Consiglio comunale e come evidenziato anche dalla recente ricerca del Censis, che classifica l’interporto veronese al primo posto in Italia. E’ la passata Amministrazione, semmai, che rischiava di ridimensionare il ruolo del Quadrante Europa, visto che non voleva inserire la variante 2 nel Pat e furono la Regione, e i consiglieri comunali dell’allora opposizione, a richiederne l’inserimento”. Questa la replica dell’assessore all’Urbanistica Vito Giacino al consigliere del PD Roberto Uboldi.
“La precedente Amministrazione –dice Giacino- nell’ambito della trattativa con Rfi sull’attuale scalo merci, si era dichiarata disponibile, a fronte di una richiesta delle ferrovie di 800 mila metri cubi di edificazione, a concederne 500 mila. Noi invece abbiamo allargato la trattativa anche alla Zai, coinvolgendo quindi Provincia e Camera di Commercio, con l’obiettivo di ricercare un accordo complessivo, che punti a valorizzare ulteriormente l’inserimento strategico di Rfi all’interno del Quadrante Europa e, nel contempo, a ridurne le richieste rispetto alla destinazione dell’attuale scalo merci”.
“Uboldi, quindi, può stare tranquillo: non c’è alcun indebolimento di Verona nell’interscambio ferroviario e nemmeno una messa in discussione del ruolo primario del Quadrante Europa –conclude Giacino- semplicemente il nuovo scalo merci del Cason, grazie al nuovo Terminal gate realizzato dalla Zai e alle moderne tecnologie, necessita di una superficie minore, rispetto al progetto iniziale, per garantire la medesima funzionalità prevista da Rfi”.

fonte: l'Arena di Verona del 02.09.2009

MADONNA DI CAMPAGNA. Due giorni di lavori
Via Monte Bianco arriva la nuova pista ciclabile
E con il prossimo tratto sarà coperto tutto il quartiere

Dureranno due i giorni i lavori per la realizzazione della nuova pista ciclabile in via Monte Bianco a Madonna di Campagna.
La ciclopedonale sarà costituita da due percorsi monodirezionali, ciascuno affiancato a un lato della carreggiata, che si congiungono con la pista dedicata in fase di realizzazione in via Salieri per poi raggiungere in fondo a via Monte Bianco le piscine comunali. Per rispondere poi alle esigenze dei residenti della zona e di chi transita sulla strada sarà anche riorganizzata la regolamentazione della sosta, con la realizzazione di stalli di sosta paralleli alle piste ciclabili. Al di fuori degli stalli sarà istituito il divieto di sosta permanente con facoltà di rimozione.
«Questi lavori sono il completamento del progetto pensato e messo in cantiere dalla circoscrizione che prevede la realizzazione di un lungo e completo percorso protetto per i ciclisti», spiega il presidente della settima circoscrizione Daniele Perbellini, «abbiamo cercato di mettere in sicurezza i soggetti più deboli della strada come i ciclisti e i pedoni e dare un senso logico alla realizzazione della pista ciclabile già esistente che parte dall’inizio di via Salieri. Nel prossimo futuro sarà realizzato un percorso ciclabile che congiungerà via Monte Bianco con via Gottardo e via Adamello in modo tale da completare l’anello che permetterà ai ciclisti di percorrere in sicurezza tutto il quartiere di Madonna di Campagna».
«Non solo», dice ancora Perbellini, «quanto prima dovrebbero iniziare i lavori per il completamento della pista ciclabile bidirezionale verso Porta Vescovo. Un’opera molto sentita nel quartiere che metterà in sicurezza quanti vogliono recarsi in città percorrendo via Unità d’Italia e viale Venezia fino a Porta Vescovo. Per l’inizio dei lavori del tratto che va dal sottopasso delle Fs a San Michele, per il resto i lavori sono già terminati, siamo in attesa dell’autorizzazione delle Ferrovie dello Stato per poter abbattere il muro di loro proprietà».L.P.

Stranfiér
September 3rd, 2009, 10:43 AM
www.larena.it (http://www.larena.it/stories/Home/83273_verona_sud_presto_il_piano/), 03/09/2009

«Verona sud, presto il Piano»

LA CITTÀ CHE CAMBIA.
Replica al presidente degli architetti Toffali
L'assessore: «Cambierà la Zai, ma anche Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma»

Verona. Manca il disegno futuro di Verona sud? L'assessore comunale all'urbanistica, Vito Giacino, ribatte con un «si sbaglia» al presidente uscente e ricandidato alla presidenza dell'Ordine degli architetti, Arnaldo Toffali. Il quale, presentando la sua candidatura, ha detto fra l'altro che «soprattutto su Verona sud, il piano Gabrielli aveva limiti e vantaggi, ma riusciva a ricucire un tessuto confuso. Ora che l'idea del Polo finanziario è svanita sarebbe triste non sapere se quell'area si riducesse a un semplice parcheggio o a cittadella del divertimento». Alla base, sosteneva Toffali, «manca un'idea vera di città».
Giacino sostiene invece che non sia così e lo dice un mese prima della scadenza (3 ottobre) del bando per presentare progetti di riqualificazione urbanistica di Verona sud. Su questa iniziativa il Comune fra l'altro ha chiesto la consulenza di Federico Oliva, presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica che fra l'altro, dal 23 settembre al 2 ottobre terrà a Verona un convegno nazionale, durante il quale il Comune presenterà il Masterplan di Verona sud.
«Hanno già dimostrato interesse architetti e urbanisti di fama internazionale come Citterio, Zucchi, Kipar, Higgins, Periz, Rogers», dice Giacino, «e ciò significa che la futura riqualificazione di Verona sud attrae energie e interessi importanti. Voglio ricordare ancora che la variante Gabrielli si limitava a riqualificare la Zai storica, mentre la nostra amministrazione ha voluto estenderla anche a Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma, oltre alla stessa Zai. Ma c'è un altro punto». Quale? «Alla variante Gabrielli avevano dato parere contrario le circoscrizioni quarta Santa Lucia Golosine e la quinta di Borgo Roma. Ecco, non potremmo mai varare un piano a cui le circoscrizioni sono contrarie».
L'assessore dice che le compensazioni per il Comune che deriveranno dalle ristrutturazioni di edificie fabbricati, saranno piste ciclabili, nuovo verde e arredi per tutti i quartieri, privilegiando le caratteristiche residenziali.E.G.

liberamente88
September 3rd, 2009, 08:16 PM
Quindi la situazione dopo i recenti lavori sarà pressapoco così:
http://img254.imageshack.us/img254/5863/screenhunter1w.jpg

Non è male. Anche se l'"anello" dell'articolo è poca cosa. Eppoi prima di unire le varie piste in modo da creare una rete utile ce ne passa. Speriamo non ci mettano troppo con la pista su viale venezia.

liberamente88
September 4th, 2009, 01:33 PM
La corsia di sorpasso della tangenziale sud nel tratto san martino-interporto, recentemente riasfaltata, dovrà essere rifatta in quanto il manto stradale è tutto avallato e praticamente dissestato. Adesso i lavori andranno rifatti. Intanto disagi sulla tangenziale ovest per altri lavori di rifacimento, che speriamo non durino ancora a lungo.

liberamente88
September 7th, 2009, 01:43 AM
Giro della città del 7 settembre:

-Al Parco San Giacomo niente di nuovo, quasi del tutto sistemata la zona provinciale, a parte chioschi, fontana, l'allargamento del parcheggio del policlinico e altre amenità.
http://img142.imageshack.us/img142/7135/6settembre2009001.jpg
http://img137.imageshack.us/img137/4909/6settembre2009002.jpg
http://img156.imageshack.us/img156/1363/6settembre2009003.jpg
http://img178.imageshack.us/img178/2659/6settembre2009004.jpg
http://img34.imageshack.us/img34/5449/6settembre2009005.jpg

-Quasi terminata la sistemazione di Via Legnago con pista ciclabile, almeno a livello di lavori di asfaltatura e della posizione delle protezioni in cemento dipinto. L'ampiezza della ciclabile è assai irregolare, ma non è mai troppo stretta. Il bitume giallo utilizzato ha un effetto visivo gradevole, sembra sterrato. La pista è quasi completa (manca la segnaletica orizzontale) fino alla rotonda dell'Uci, dove scompare lasciando un pò in balia del traffico. Ho trovato poi che di recente hanno sistemato un ulteriore pezzo di ciclabile a san giovanni lupatoto dalla rotonda per palazzina verso una rotonda prima della traspolesana, collegata alla ciclabile esistente.
http://img40.imageshack.us/img40/2492/6settembre2009006.jpg
http://img401.imageshack.us/img401/1914/6settembre2009008.jpg
http://img178.imageshack.us/img178/1857/6settembre2009009.jpg
http://img200.imageshack.us/img200/4152/6settembre2009010.jpg
http://img29.imageshack.us/img29/5976/6settembre2009011.jpg

-Paiono in ritardo i lavori al nuovo auditorium della facoltà di giurisprudenza. Doveva essere inaugurata entro ottobre, pare probabile che la data slitterà visto lo stato esterno dell'opera. Lavori ben avviati a Alto San Nazaro.

-Su Viale Unità d'Italia rifatto il marciapiede fra il sottopasso per Porto San Pancrazio e l'inizio di San Michele, manca la segnaletica verticale. I lavori che prevedono l'abbattimento del muro sopra la ferrovia dovrebbero venire sbloccate di qui a poco. Preoccupa poi il tratto verso il centro di San Michele, stretto e trafficato. Sono andato poi a vedere questo "anello" a San Michele. La pista in Via Salieri non ha nessuno scopo, dato che è sul margine destro nella stessa direzione delle macchine ed è solo dipinta, quindi nessuna utilità al momento, e di certo non si può dire alle bici di andare nell'altra direzione stando sul margine sinistro... La nuova pista in via monte bianco è fatta di due monodirezionali dipinte a fianco di parcheggi, si va più sicuri ma si poteva forse fare meglio. Almeno si è ottenuta una restrizione della carreggiata. L'anello invece sarà una roba inutile, su due viette da niente: come se i ciclisti si godessero ad andare in tondo, mah. La pista di Via Banchette è pronta e scintillante di nero asfalto, e sorprendentemente ho trovato varie persone a percorrerla, forse per la novità, ma è chiaro che non avrai mai una grande utilità, se non forse per i dipendenti della Mondadori, specie se non ci sono tratti di collegamento con altre ciclabili.
http://img186.imageshack.us/img186/1653/6settembre2009012.jpg

Per concludere, la mappa delle ciclabili aggiornata alle recenti aggiunte e... cancellazioni.
in blu quelle (bene o male) esistenti, in rosa quelle in via di realizzazione a breve, in verde quelle previste (da realizzarsi da qui a pochi anni - almeno si spera).
http://img33.imageshack.us/img33/129/nuovamappaciclabili.jpg

Stranfiér
September 7th, 2009, 04:03 PM
Dalla mappa è evidente come le piste ciclabili, a Verona, siano state progettate a casaccio, probabilmente per lo scarso interesse.
Per esempio, non esiste una direttrice verso la ZAI, un'area che attira molti lavoratori pendolari.
Se poi si vanno a vedere le piste sul campo, ci si accorgerà di come siano tutte diverse una dall'altra, sia per larghezza che per colori.
Questo fa si che molti utenti non capiscano subito se si tratta di una ciclabile, oppure di un marciapiede, o di un parcheggio. Per dare immediata riconoscibilità (e dignità) a queste piste, le dimensioni, i colori, la segnaletica, ecc, dovrebbero essere standard per tutta la città.

albirello
September 8th, 2009, 12:06 AM
Dalla mappa è evidente come le piste ciclabili, a Verona, siano state progettate a casaccio, probabilmente per lo scarso interesse.
Per esempio, non esiste una direttrice verso la ZAI, un'area che attira molti lavoratori pendolari.
Se poi si vanno a vedere le piste sul campo, ci si accorgerà di come siano tutte diverse una dall'altra, sia per larghezza che per colori.
Questo fa si che molti utenti non capiscano subito se si tratta di una ciclabile, oppure di un marciapiede, o di un parcheggio. Per dare immediata riconoscibilità (e dignità) a queste piste, le dimensioni, i colori, la segnaletica, ecc, dovrebbero essere standard per tutta la città.

Troppo complicato. Oramai la frittata è stata fatta.
Credo che sia più utile puntare sull'informazione. Si potrebbe incominciare posizionando sulle ciclabili ogni 400-500m dei semplici tabelloni con una mappa delle ciclabili stile quella di liberamente.

liberamente88
September 8th, 2009, 01:45 AM
Come a Padova o a Bolzano, che tutte le ciclabili più importanti hanno numeri e colori e sono ampiamente indicate con cartelli a tutti i bivi... la spesa sarebbe poca, e sarebbe più facile capire come sono fatte. Dopotutto noi sappiamo come sono fatte le ciclabili cittadine perche è un tema che seguiamo, ma il resto del mondo come fa a conoscerle, a sapere dove vanno, se possono essere utili? Ma non è un tema che importi a qualcuno.

Fab87
September 8th, 2009, 06:57 PM
Gran bel servizio liberamente!
Fra le piste da realizzare segnerei anche quella di Viale dell'Industria..un collegamento fra Borgo Roma, la zona Fiera e le Golosine sarebbe auspicabile ed è stato anche ventilato dal presidente della 5^ circoscrizione, mi pare.
Per quanto riguarda via Banchette, alla fine a dispetto di quanto detto è stata fatta esclusivamente per la Mondadori. Non credo vedremo mai un collegamento col Gavagnin visto che il bordo strada di via Montelungo è usato dai dipendenti della mondadori per il parcheggio selvaggio

Stranfiér
September 8th, 2009, 11:20 PM
Per quanto riguarda via Banchette, alla fine a dispetto di quanto detto è stata fatta esclusivamente per la Mondadori. Non credo vedremo mai un collegamento col Gavagnin visto che il bordo strada di via Montelungo è usato dai dipendenti della mondadori per il parcheggio selvaggio

Quindi non serve ad un tubo, solo pubblicità.

liberamente88
September 9th, 2009, 12:30 AM
Neanche pubblicità in senso proprio, serve effettivamente solo ai loro dipendenti e comunque l'hanno pagata loro. Non mi pare che ne possano avere un gran ritorno mediatico comunque.

Sarebbe bello creare ciclabili in tutti i tratti dove c'erano i vecchi raccordi industriali, tipo viale dell'industria sì, ma anche alla manifattura tabacchi lato via piave verso la fiera, o anche in Via Belgio-Via Francia (così avrei la ciclabile per andare al cantiere del veronaforum :P). Lo spazio appunto c'è, e in genere è in semiabbandono. Ne avevo già parlato già tempo fa. La sfortuna di questi percorsi è che non sono certo prioritari rispetto ai tantissimi altri che servirebbero di più le aree residenziali e che ora non esistono.

Stranfiér
September 9th, 2009, 01:21 PM
Per pubblicità intendevo questa (http://ufficiostampa.comune.verona.it/media/_Ufficio_Stampa/Allegati/FOTO/abc.JPG)

Se si creasse una rete di piste sicure, riconoscibili, pratiche, praticabili, ecc, tra le aree residenziali, il centro, e la ZAI storica, ci sarebbe un notevole calo del traffico (giorni di pioggia e di neve esclusi).

albirello
September 9th, 2009, 03:58 PM
E il ministero ci manda il conto di 6milioni per il PRUSST :lol: :lol: :lol:

fonte: l'Arena di Verona del 09.09.2009

URBANISTICA. La Giunta approva la relazione da presentare a Roma. Palazzo Barbieri aveva ottenuto quasi 6 milioni
Verona Sud, il ministero chiede conto dei soldi
Indagine della Corte dei Conti sui finanziamenti del 2002 per il Prusst, non ancora realizzato. Il Comune: «Cambiati i piani, dateci una proroga»

Il ministero delle Infrastrutture vuol sapere come sono stati impiegati dal Comune di Verona i finanziamenti per le opere di supporto al Prusst, il piano di riqualificazione e di sviluppo sociosostenibile di Verona sud, fra l’ex mercato ortofrutticolo e Borgo Roma. All’interno di tale area, tra l’altro, verranno ricavati 43 edifici, per un totale di 320 appartamenti. E la giunta comunale, nella riunione di ieri, ha approvato la relazione tecnica da presentare alla Corte dei Conti che aveva chiesto spiegazioni sullo stato di attuazione delle opere finanziate dal ministero nel maggio del 2002, a servizio del Prusst.
L’accordo quadro sottoscritto da Palazzo Barbieri con il ministero delle Infrastrutture prevedeva lo stanziamento per Verona di cinque milioni e 811mila euro per opere infrastrutturali, già introitati dal Comune.
«La Corte dei Conti», spiega Vittorio Di Dio, assessore ai lavori pubblici con delega al Prusst, «ha aperto un’indagine che riguarda decine di amministrazioni pubbliche, fra cui la nostra, per verificare a che punto siamo con la realizzazione delle opere finanziate, dal momento che era stata stabilita una tempistica da rispettare. A Verona abbiamo fatto quanto si poteva fare, ma molte opere non abbiamo potuto portarle avanti poiché la nuova amministrazione comunale ha cambiato sostanzialmente orientamento su Verona Sud e Polo Finanziario».
Il cronoprogramma stabilito dall’accordo quadro prevedeva che gli interventi fossero ultimati entro il 2008. Ma il Comune, tramite la commissione di vigilanza, aveva chiesto una proroga al 2013. Da parte sua, il ministero sollecitava al Comune l’invio di una relazione sugli interventi già compiuti e su quelli in corso d’opera. Da Roma si precisava, inoltre, che per gli interventi non ancora iniziati, il ministero avrebbe proceduto alla revoca del finanziamento, con la restituzione del relativo contributo.
La produzione di tale documentazione, osservano tuttavia a Palazzo Barbieri, si presentava «particolarmente complessa» poiché nel frattempo, si osserva, era stato approvato il Pat, il Piano di assetto del territorio, si era dato avvio alla procedura di valutazione di impatto ambientale agli ex Magazzini generali e all’ex Mercato ortofrutticolo chiesta dalla Provincia, e il Comune aveva deciso la revisione della variante Gabrielli e la rideterminazione del progetto di Polo Finanziario. Lo scorso 14 luglio, inoltre, il ministero delle Infrastrutture comunicava al Comune che la Corte dei Conti aveva aperto un’indagine, chiedendo che entro il 15 settembre, pena l’avvio delle procedure di revoca del finanziamento concesso, gli vengano forniti «i rapporti di monitoraggio sull’avanzamento dei rispettivi programmi, con un particolare riguardo alla rendicontazione dei contributi ministeriali».
Nella delibera approvata ieri dalla Giunta si precisa che si è già provveduto «all’aggiornamento dello stato di attuazione del Prusst, anche in relazione ai finanziamneti concessi».
La giunta comunale, sempre nella riunione di ieri, ha dato il via libera ad uno stanziamento di 260mila euro per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici pubblici del Comune.
Tali fondi saranno impiegati per lavori di sistemazione degli impianti tecnologici, tinteggiatura e parziale rifacimento delle coperture. Gli edifici interessati sono Palazzo Barbieri, l’ex convento di San Domenico in via del Pontiere, sede della polizia municipale, tutte le sedi municipali staccate nei quartieri e gli uffici lungo le mura di via Pallone. E.S.

albirello
September 9th, 2009, 10:01 PM
fonte: AdB

http://img134.imageshack.us/img134/9530/viatodeschini.jpg (http://img134.imageshack.us/i/viatodeschini.jpg/) http://img134.imageshack.us/img134/viatodeschini.jpg/1/w733.png (http://g.imageshack.us/img134/viatodeschini.jpg/1/)

http://img40.imageshack.us/img40/3029/assessorecorsi.jpg (http://img40.imageshack.us/i/assessorecorsi.jpg/) http://img40.imageshack.us/img40/assessorecorsi.jpg/1/w735.png (http://g.imageshack.us/img40/assessorecorsi.jpg/1/)

Corsi è un grande :lol:
Ci mancava solo che i ciclisti puzzano :lol:
Mi consolo pensando al filobus... bleff o novità in arrivo?
E vedremo come finirà per il bike sharing... ^^

Stranfiér
September 10th, 2009, 10:01 AM
Corsi è un grande :lol:
Ci mancava solo che i ciclisti puzzano :lol:



A Corsi consiglio

http://www.nivea.it/images/scaled_images/packshots/17230_4cec1cf30a588410cc2bf2405ac452df.jpg?1236248143

Cmq, bene per via Todeschini.
Bravissimo Insacco, che pur non veronese vuole più bene alla città dei veronesi stessi: "La città non deve essere lo sfondo per le auto!"

liberamente88
September 10th, 2009, 01:38 PM
In effetti è una bella proposta, perchè se esistesse per tutti i quartieri un percorso così tante persone avrebbero un modo gradevole per spostarsi a piedi o in bici o correndo sicuri dalle macchine, con più voglia di fare movimento e anche più socializzazione e voglia di uscire di casa, quindi anche più controllo e più sicurezza percepita e maggiore qualità della vita e in ultima analisi anche minori spese per la sanità dovute alla sedentarietà. Non serve per forza che sia un viale alberato con marmi e lapislazzuli, basterebbe un percorso tranquillo con un arredo urbano decoroso, una pavimentazione non dissestata, ben illuminato. Potremmo ipotizzare anche noi quali vie dovrebbero seguire... tipo, per Borgo Trento il più facile è Arsenale-Torricelli-Menotti-Corfù-Cesiolo-Santini-Montello-Poerio, per Borgo Venezia Sanmicheli-Mazza-Cantarane-Rosa-Fracastoro-Betteloni-San Felice, per Borgo Roma Piave-Santa Teresa-Volturno-Trieste-Monfalcone-Redipuglia-Udine-Cervignano e Comacchio; per Santa Lucia volendo esiste già la ciclabile per la ferrovia che possono fare anche i pedoni o al limite un percorso interno al quartiere per arrivare fino alla ex-ferrovia, per Borgo Milano è più complesso per via delle mura, ma in pratica ci si appoggerebbe sul camuzzoni per poi diramarsi nei vari rami...

Gioven
September 10th, 2009, 02:55 PM
"E poi non si può andare dappertuto in bicicletta, anche perché poi si puzza."

Enrico Corsi


Se Corsi fosse un forumer SSC, questa andrebbe di diritto nel "Legendary posts" ! :lol::lol::lol:

Stranfiér
September 10th, 2009, 03:07 PM
Via Todeschini, però, è un caso a sè.
In pratica sono due strade in una, per cui anche se si chiude una corsia non cambia molto (salvo fare l'altra a senso unico).
Diverso il discorso per altre strade che difficilmente si possono chiudere in toto, ma nemmeno ridurre.
Via Betteloni, solo per esempio, ha già marciapiedi e pista ciclabile (stretta) e più di così non si può fare. Difficile, insomma, fare dappertutto le ramblas come vorrebbe Insacco.

liberamente88
September 14th, 2009, 12:18 AM
Da oggi torna in vigore l'orario invernale di Atv. Unica novità sostanziale la creazione di una nuova linea H, che dovrebbe essere una specie di collegamento rapido fra i due ospedali, grazie a un numero limitatissimo di fermate (Policlinico-Stazione-Volto San Luca-Lungadige Porta Vittoria-Santo Stefano-Ospedale). Piccolo problema è che il percorso non è quello più diretto delle linee attuali, ma anzi allunga di molto e in una zona assai trafficata... quindi col traffico il vantaggio della linea diretta andrebbe a farsi benedire. D'altra parte è pur sempre un itinerario di viaggio che prima non era disponibile, da nord a sud passando a est del centro. Se uno si organizza può trovarla comoda, dato che su certi percorsi è sicuramente più rapida e sicuramente molto meno utilizzata delle altre, ad esempio stazione-università è ideale, o stazione-policlinico, altrimenti la frequenza è troppo bassa. E' attiva anche il sabato mattina, ed è gratis per i dipendenti degli ospedali.

_emy
September 15th, 2009, 12:12 PM
fonte: l'Arena di Verona del 17.07.2009

Passerà anche da Verona la pista ciclabile Treviso-Ostiglia

Attraverserà anche il Veronese la pista ciclabile da Treviso a Ostiglia: 118 chilometri da percorrere interamente in bicicletta. Il percorso si snoderà tra i paesaggi più suggestivi del Veneto per approdare nel Mantovano, in Lombardia, lungo la storica linea ferroviaria. Interessa quattro province e 29 comuni veneti questo progetto, denominato «Via Ostiglia» per la realizzazione di una pista ciclabile interregionale lungo la dismessa linea ferroviaria Treviso - Ostiglia. Il progetto è stato presentato oggi nella sede della Provincia di Vicenza dall'assessore regionale all'urbanistica e politiche per il territorio, Renzo Marangon, dal consigliere regionale Roberto Ciambretti e dagli assessori provinciali Costantino Toniolo di Vicenza, Franco Conte di Treviso e Samuele Campedelli di Verona. Il progetto interessa, attraverso la pianura padana, quattro province venete (Treviso, Padova, Vicenza e Verona) la provincia di Mantova e complessivamente 29 comuni, tra i quali appunto Verona , Cologna Veneta, Pressana, Minerbe, Legnago, Cerea, Casaleone. Il progetto strategico rientra tra quelli individuati dal piano territoriale regionale di coordinamento e prevede la salvaguardia e la ricomposizione dell'immagine paesaggistica-ambientale complessiva del percorso, dei relativi manufatti di pertinenza e del suo contesto, in quanto parte significativa dell'identità culturale veneta.

è un'ottima notizia però ai 118 Km ormai devono sottrarre i Km sui quali hanno costruito la bretella tra Ghizzole e Colzè :nuts:

liberamente88
September 15th, 2009, 01:36 PM
Curiosa l'identificazione Legnago-Verona nel titolo, che poi siano a 50 km di distanza conta poco...

Io non ne sono molto felice, perchè secondo me non tutta la Treviso-Ostiglia è del tutto inappetibile per un servizio ferroviario, anzi. Ma dato che di questi tempi le ferrovie sono del tutto disprezzate, almeno la realizzazione di una ciclabile favorisce il turismo senza impedire un eventuale futuro ripristino della linea.

Fab87
September 15th, 2009, 11:32 PM
Anche io ritengo che le vecchie linee ferroviarie andrebbero prima o poi ripristinate. Praticamente tutte le vecchie ferrovie dismesse potrebbero oggi, se riconvertite in servizio metropolitano regionale, avere una loro utilità. Detto questo, piuttosto che le erbacce ben venga la ciclabile, anche se la sensazione di occasione persa rimane.

_emy
September 16th, 2009, 01:25 AM
Curiosa l'identificazione Legnago-Verona nel titolo, che poi siano a 50 km di distanza conta poco...
:lol:

Io non ne sono molto felice, perchè secondo me non tutta la Treviso-Ostiglia è del tutto inappetibile per un servizio ferroviario, anzi. Ma dato che di questi tempi le ferrovie sono del tutto disprezzate, almeno la realizzazione di una ciclabile favorisce il turismo senza impedire un eventuale futuro ripristino della linea.

Penso che la treviso ostiglia sia un caso a parte, proprio perchè concepita per scopi militari più che commericiali.
E' una linea dalla storia molto affascinante e sarebbe bellissimo farne un percorso ciclabile ma anche storico turistico, una cosa diversa dalla classica pista ciclabile.
Quanto ad un ripristino, penso anch'io il caso di rimanere con i piedi per terra, puntando sulla pista si fa in modo che tutto il percorso e le opere vengano preservate, poi per cambiare idea c'è sempre tempo!

Stranfiér
September 16th, 2009, 12:49 PM
www.larena.it (http://www.larena.it/stories/Home/86833_piazzale_stefani_slittano_i_lavori_della_rotonda/)

16.06.09

Piazzale Stefani, slittano i lavori della rotonda

VIABILITÀ. Il progetto finanziato dall'Azienda ospedaliera è in ritardo, ma sarà realizzato

Il Pd: «Decisione affrettata, è uno dei nodi del traffico» Bozza: «Si è data la precedenza a interventi più urgenti»

Verona. Piazzale Stefani, si allontana la rotonda alla «francese». Il progetto finanziato dall'Azienda ospedaliera ha subito un ritardo, ma non è accantonato. Intanto, i consiglieri dell'opposizione della seconda circoscrizione hanno presentato un'interrogazione sul ritardo dei previsti lavori nel piazzale che ne avrebbero modificato radicalmente la viabilità.
L'intervento era atteso da mesi e già si era ipotizzato l'avvio del cantiere entro i primi giorni dello scorso mese di agosto. Il progetto volto a migliorare il deflusso del traffico sia privato che pubblico in un punto nevralgico qual è piazzale Stefani prevede nuove pensiline per gli autobus, corsie preferenziali e l'istituzione della rotonda. Dopo mesi di gestazione, i lavori sembravano prossimi all'avvio tanto che il parlamentino circoscrizionale si era espresso favorevolmente anche se non erano mancate alcune perplessità per il carattere d'urgenza. Secondo il capogruppo Pd Mario Gianelli «un progetto di tale portata avrebbe dovuto prima passare nella commissione competente». Al consigliere dell'opposizione aveva ribattuto il presidente Alberto Bozza sostenendo che «non vi erano i tempi tecnici per poterlo fare».
Infatti, al fine di avviare i lavori nel minor tempo possibile evitando di entrare nel periodo autunnale noto per essere molto trafficato il consiglio era stato invitato ad esprimersi entro 10 giorni dal ricevimento del progetto. Ora, con l'avvio del nuovo anno scolastico l'intervento diverrebbe più problematico. «In consiglio era stata rilevata l'affrettata decisione che appariva non ponderata su un rilevante problema essendo piazzale Stefani uno dei punti centrali per la distribuzione del traffico nel quartiere di Borgo Trento», dice Gianelli. «Non si dimentichi che piazzale Stefani si trova al centro di un contesto ancora alquanto incerto», prosegue il capogruppo del Pd. «Sappiamo che l'ingresso del nuovo pronto soccorso si troverà in lungadige Attiraglio e, quindi, sarà modificata tutta la viabilità della zona. Pertanto, il progetto di piazzale Stefani rimane una decisione affrettata tanto che sembra manchi una visione prospettica. Insomma, non c'è un progetto».
L'interrogazione presentata dal gruppo consiliare del Partito democratico si rivolge al presidente Bozza al fine di «conoscere quali siano le misure nei confronti dell'amministrazione centrale che intenda intraprendere per sollecitare i lavori salvaguardando la sicurezza dei cittadini e prevenendo eventuali disagi».
Bozza, sul ritardo dei lavori riferisce che «l'Azienda ospedaliera durante l'estate si è imbattuta in una serie di urgenze verificatesi durante l'attuale cantierizzazione e, quindi, ha deciso di impegnare parte del finanziamento per il progetto di piazzale Stefani ad interventi ritenuti più urgenti. Questo, però, non significa che l'intervento sia stato abbandonato. Si tratta di un ritardo nella priorità della scaletta delle realizzazioni».

Marco Cerpelloni

albirello
September 16th, 2009, 08:47 PM
fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 16.09.2009

PARCHEGGIO INTERRATO REDENTORE. ASS. CORSI: “L’AMMINISTRAZIONE NON HA ESPRESSO NESSUN PARERE, NE’ POSITIVO NE’ NEGATIVO, STIAMO SOLO ESAMINANDO LA QUALITA’ DEL PROGETTO”

"L’Amministrazione comunale ha accolto la proposta di realizzare il parcheggio Interrato Redentore su richiesta di numerosi residenti della zona, che non dispongono di un posto auto, non essendo riusciti ad acquistarlo all’interno del parcheggio di piazza Isolo. Nei confronti di questa proposta, l’Amministrazione comunale non ha ancora espresso un parere, né in senso positivo né negativo, ma semplicemente valuterà la qualità del progetto proposto e le effettive necessità dei residenti”. Questa la replica dell’Assessore alla Mobilità Enrico Corsi al consigliere comunale Giancarlo Montagnoli.
“All’ex assessore Montagnoli - aggiunge Corsi - vorrei ricordare che la passata Amministrazione ha autorizzato la realizzazione di tre parcheggi, piazza Corrubio, Porta San Giorgio e piazza Arditi, senza coinvolgere i cittadini e le circoscrizioni. Noi questo errore non lo faremo. Trovo assurdo quindi che queste accuse mi vengano rivolte proprio da chi, in passato, ha commesso più di una volta errori di questo tipo”.

albirello
September 16th, 2009, 08:52 PM
fonte: l'Arena di Verona del 16.09.2009

Contro i furbetti, altre cinque telecamere nelle corsie dei bus

Con il prossimo anno, cinque nuovi occhi elettronici si aggiungeranno a quelli già installati all’imbocco della Ztl, Zona a traffico limitato, del centro, per garantire il rispetto delle regole della strada.
Si tratta di cinque telecamere che immortaleranno i disobbedienti delle corsi preferenziali.
Delimitate dalla segnaletica orizzontale gialle, e indicate anche da quella orizzontale, queste corsie sono riservate ai tram e agli autobus, ma anche alle auto istituzionali e ad altri mezzi di servizio, e hanno l’obiettivo primario di sveltire il trasporto pubblico. Ma sono spesso «preferite» anche dai semplici automobilisti che, in barba al codice della strada, le utilizzano come normali corsie, vanificando, di fatto, la loro funzione e rallentando spesso le corse degli autobus.
Dal prossimo gennaio, quindi, assicura l’assessore al traffico Enrico Corsi, verranno installati questi nuovi congegni: due telecamere verranno affisse in via San Paolo, su entrambe i sensi di marcia. Le altre tre troveranno posto, rispettivamente, in viale Piave, all’incrocio con corso Porta Nuova, in viale Carducci e in corso Cavour.
«L’obiettivo è appunto quello di disincentivare il transito delle auto e liberare le corsie», sottolinea l’assessore Corsi. Liberando le preferenziali, infatti, gli autobus accorceranno i tempi di percorrenza da una fermata all’altra e, in generale, a godere del potere dissuasore (o forse derivato dalle relative sanzioni) delle telecamere, sarà tutti il sistema di pubblico trasporto dei bus e quello dei radiotaxi.
Ma non solo. I vigili, spesso di pattuglia proprio all’imbocco o lungo queste corsie, per fermare e sanzionare gli automobilisti indisciplinati, potranno essere destinati ad altri servizi.I.N.

Stranfiér
September 17th, 2009, 02:13 PM
www.larena.it (http://www.larena.it/stories/Home/87091_piazza_corrubbio_protesta_per_il_parcheggio/) - 17.09.09

Piazza Corrubbio, protesta per il parcheggio
VIABILITÀ E POLEMICHE. Infuocata assemblea nella sede dell'Ater, l'assessore Corsi mostra il modello del contestato intervento di piazza Corrubbio e scoppia il caos

Il progetto fa infuriare i cittadini: «La piazza sarà brutta come l'Isolo». «Il Comune paghi la penale e annulli tutto»

Verona. «Piazza Corrubbio diventerà una seconda piazza Isolo, a pochi metri dalla Basilica di San Zeno, dove a regnare al posto del verde e degli alberi saranno solo pietre e cemento».
È questa la reazione diffusa che hanno avuto i residenti e i commercianti quando hanno visto la rappresentazione grafica di come sarà l'area una volta ultimata la realizzazione dei 300 posti auto sotto terra.
Il parcheggio interrato di piazza Corrubbio non piace a nessuno. Eppure verrà realizzato. Non piace all'attuale amministrazione che ha più volte affermato, citando documenti e pareri legali, di essere però nell'impossibilità di fermare i lavori. Non lo vogliono i commercianti, molti dei quali hanno già denunciato il rischio chiusura a fronte dei due anni e mezzo di cantiere che chiuderà la piazza, seppure a stralci. E non lo vogliono i residenti, che ieri pomeriggio durante l'assemblea pubblica convocata nella sede dell'Ater dall'assessore Enrico Corsi per mostrare il progetto e le modifiche, hanno duramente esposto e anche gridato le loro ragioni, in faccia al titolare dell'azienda che realizzerà il parcheggio, Roberto Rettondini, al presidente della prima circoscrizione Matteo Gelmetti e allo stesso Corsi.
L'assemblea, indetta per presentare al quartiere il progetto del parcheggio e soprattutto della piazza, ha rischiato due volte di essere interrotta proprio perché ai relatori era impedito di parlare dai mormorii e dalla rabbia del centinaio di persone presenti, tra residenti, commercianti e rappresentanti politici di maggioranza e opposizione. I toni sono stati accesi durante tutte e due le ore di incontro, sfociando al termine in una sequela di «vergogna» e altri insulti rivolti al titolare della Rettondini e all'assessore Corsi, che ha minacciato di querelare una signora, se non avesse smesso di rivolgergli grida poco edificanti.
Ma già dopo pochi minuti dall'inizio dell'assemblea, gli animi hanno iniziato a surriscaldarsi quando Rettondini ha mostrato la ricostruzione grafica della piazza al termine dei lavori. La platea si è zittita un attimo, prima di sbottare esprimendo senza mezzi termini la propria contrarietà. «Verranno elimitati oltre dieci alberi. Rimarrà un fazzoletto d'erba e poi pietra, è inaudito. Questa sembrava una piazza parigina e verrà completamente distrutta», è stato uno dei commenti, non tra i più duri. «Il Comune paghi la penale e annulli tutto», hanno gridato molti.
Ma l'aspetto estetico e la «perdita di umanità» non è che una delle ragioni sbandierate da residenti e commercianti. «Verranno tolti i posti auto in superficie. E la tariffa del parcheggio, già stabilita, sarà di 1 euro e 60 l'ora», è stata parte delle opposizioni elencate dal capogruppo del Pd in prima circoscrizione Franco Dusi, che ha surriscaldato ulteriormente gli animi. «Non sono previsti sconti per i residenti in questo parcheggio. Dovremo pagare 75 euro al mese per poter parcheggiare, e a svariate decine di metri da casa. Questo quartiere è destinato a morire», ha gridato Elisa Benini. Pochi gli interventi propositivi. In due ore di assemblea è stato muro contro muro.
«Un'occasione persa per i cittadini per avere un confronto costruttivo», ha detto Gelmetti. «Hanno già deciso tutto, ci hanno sempre convocato per presentare qualcosa di già stabilito, mai per raccogliere le nostre esigenze», hanno ribattuto commercianti e residenti.
Lunedì inizieranno gli scavi archeologici che andranno a una profondità di due metri, per scongiurare definitivamente la presenza di eventuali reperti. Questa fase di «rischio archeologico» durerà tre mesi. Poi inizieranno i lavori veri e propri, divisi in cinque fasi, che dureranno circa due anni, durante i quali non è escluso qualche possibile ritrovamento. Un tecnico della Soprintendenza, pagato dall'azienda, sorveglierà i lavori per i primi tre mesi e li bloccherà nel caso in cui venga ritrovato qualcosa di importante. Cosa che, ad eccezione dell'azienda, ora auspicano praticamente tutti.

Ilaria Noro


La piazza oggi

http://www.rettondinispa.it/mountpoint/park%20attuale_01.JPG

La piazza domani...?

http://www.rettondinispa.it/mountpoint/foto%20aerea_webpiccola.JPG

http://www.rettondinispa.it/mountpoint/digitale%20parcheggio_01.JPG

immagini dal sito www.rettondinispa.it

liberamente88
September 18th, 2009, 01:16 AM
Sia chiaro: piazza Corrubio adesso non è una "piazza parigina" (qualunque cosa si intenda con questa espressione), ma è un grande labirinto di stradine e marciapiedi tutto in cemento con decine e decine di auto parcheggiate o sfreccianti in transito verso il centro oltre a qualche aiuola sporca, quindi non ha niente di bello nè di elegante a parte gli alberi. Detto questo, sembra proprio una replica in piccolo di Piazza Isolo, l'infermo di marmo rosato, rovente d'estate, freddo glaciale d'inverno. Peggio di così... forse il parcheggio non si può fermare, ma la sistemazione in superficie deve essere cambiata...

Stranfiér
September 18th, 2009, 08:03 AM
^^Si, basta un po' di verde per accontentare tutti.
Comunque, la piazza così com'è adesso è un obbrobrio.
E lo sono anche Piazza San Zeno e via San Procolo, che spero vengano liberate presto dalle auto, grazie a questo parcheggio.

butel
September 18th, 2009, 01:13 PM
I sanzenati (che conosco molto bene....) sono molto attaccati al loro quartiere ed alla loro storia , di default, nonostante, concordo con Voi, quella piazza non sia proprio questo gran esempio di armonia e centro di aggregazione, forse lo era venti o trent'anni fa.

liberamente88
September 18th, 2009, 02:14 PM
Anzi, il parcheggio sarà esteso verso San Zeno durante i lavori... speriamo per il dopo.

Oggi sull'Arena leggo che presto dovrebbe esserci l'inaugurazione della ciclabile in via volturno... voi sapevate qualcosa che era in costruzione?

Camin83
September 18th, 2009, 03:50 PM
si è da quest'estate ke lavorano alla ciclabile e mancano pochi metri per finire il collegamento con quella di san giacomo! :)

liberamente88
September 20th, 2009, 02:12 PM
INNOVAZIONI. Una centrale operativa verificherà costantemente l’andamento del traffico nelle principali vie cittadine per segnalare le situazioni difficili e gli incidenti
Traffico, tredici occhi sorvegliano la città

Ilaria Noro

* Domenica 20 Settembre 2009
* CRONACA,
* pagina 7

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Ci scrutano e ci studiano. Vigilano e seguono ogni nostro spostamento sulle quattro ruote nelle principali strade della città, ai varchi della Ztl, Zona a traffico limitato, agli incroci. Possono essere manovrati a 360 gradi e riescono ad immortalare un veicolo anche a trecento metri di distanza. E sono a totale servizio dell’automobilista, concentrati a focalizzare in tempo reale eventuali code e rallentamenti e a risolverli nel minor tempo possibile.
Si tratta dei 13 occhi elettronici delle telecamere installate nelle strade più trafficate della città, che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti per gli ingressi in centro. E che a breve verranno più che raddoppiati. Il cervellone, che gestisce le immagini e tutte le informazioni sulla viabilità, ha sede in lungadige Galtarossa: una stanza con nove computer di ultima generazione e quattro megaschermi dai quali i tecnici sorvegliano la viabilità e dirigono il traffico coordinando e modificando quando le situazioni lo richiedono, gli incroci semaforici e l’onda verde, gestendo in tempo reale le informazioni agli utenti dei pannelli a messaggio variabile e aggiornando ogni manciata di minuti la disponibilità di posti nei parcheggi del centro.
Il Grande fratello della viabilità, insomma, è già realtà. La centrale operativa del settore mobilità e traffico, a cui il Comune sta lavorando ormai da un paio di anni e costata, tra infrastrutture, software gestionali e progettazione quasi cinque milioni di euro, proprio in queste settimane è diventata operativa, lavorando a pieno regime e collaborando costantemente con la polizia municipale. La prova del fuoco è stata il primo giorno di scuola, accompagnato da una pioggia battente che non ha dato tregua fino al tardo pomeriggio e che molti ricorderanno per aver trascorso svariate decine di minuti imbottigliati in una delle molte zone calde del traffico; da corso Porta Nuova alla circonvallazione esterna, da via Torbido a via Mameli. Ma se si è riusciti ad evitare il blocco totale della viabilità è stato anche grazie al personale della centrale operativa.
«Vedevamo le immagini degli ingorghi. Via Città di Nimes era tutta una colonna e corso Porta Nuova sembrava diventato un imbuto. Uno di noi visionava le immagini e diceva all’altro come coordinare gli incroci in modo tale da far defluire le macchine da tutte le direzioni, seppure a rilento. Poi però è stata necessaria e fondamentale la presenza dei vigili», dice Renzo Bettoia, della centrale operativa.
Ma per un obiettivo raggiunto molti altri ce ne sono ancora da raggiungere. Entro il 2010, ad esempio, al parco telecamere andranno ad aggiungersi altri quaranta apparecchi, in modo tale da averne uno ad ogni incrocio importante.
«L’obiettivo non è solo coordinare il traffico in tempo reale per intervenire sulla viabilità ancora prima che si creino grossi ingorghi, ma anche di informare l’automobilista sulla situazione delle strade della città, possibili incidenti, rallentamenti, tempi di percorrenza, posti auto disponibili e in quali parcheggi. Tra i prossimi investimenti, entro il 2010, inoltre, ci sarà un supervisore, ovvero di un motore in grado di raccogliere tutti i dati archiviati dai nostri software e che ci vengono dai punti di controllo dislocati sulle strade e di elaborarli in un’unica mappa che mostri in tempo reale la situazione globale del traffico», spiega Bruno Pezzuto, responsabile della centrale operativa del traffico. Entro qualche settimana, inoltre, le immagini delle telecamere verranno anche registrate e archiviate per 72 ore, «un accorgimento molto utile in caso di incidente, per la polizia municipale».




E con VeronaMobile notizie in tempo reale

* Domenica 20 Settembre 2009
* CRONACA,
* pagina 7


La situazione del traffico si potrà consultare anche sul telefonino
Via internet e consultabile anche dal cellulare, la situazione del traffico in città aggiornata minuto per minuto.
È questa la prossima frontiera della comunicazione della viabilità in tempo reale che sarà attivata dal settore Traffico e mobilità del Comune. Al momento è in parte già in fase sperimentale e in parte da realizzare, ma entro la fine del prossimo anno gli automobilisti, collegandosi via internet al portale del Comune potranno controllare la situazione dei parcheggi e del traffico e osservarla attraverso le immagini delle telecamere, per calcolare così il proprio percorso in modo tale da non rischiare di finire imbottigliato. Ma non solo. Le informazioni potranno essere accessibili anche con i cellulari di ultima generazione.
Il servizio si chiamerà VeronaMobile e ricalcherà quello già attivo in altre grandi comuni italiani, quali Milano, Torino e Roma.
Inoltre, è già allo studio un sistema per calcolare, e comunicarlo agli automobilisti in tempo reale sia sui pannelli a messaggio variabile sia su internet, il tempo medio di percorrenza delle principali strade della città. Nei prossimi mesi il servizio verrà attivato in fase sperimentale su viale Piave, dall’uscita dell’autostrada fino all’incrocio di corso Porta Nuova.I.N.

albirello
September 23rd, 2009, 12:16 AM
fonte: l'Arena di Verona del 22.09.2009

VERDE PUBBLICO. Sindaco e assessori inaugurano l’area dopo l’intervento iniziato in giugno. Spesi 250mila euro
Arsenale, dopo 50 anni rinnovato il parco giochi
Tosato: «Era degradato, ora è moderno». Tosi: «Per ristrutturare l’intera ex caserma servono decine di milioni, inutile fare promesse adesso»
di Marco Cerpelloni

Nuovi giochi, prato più esteso e segnaletica sulla pista ciclabile. Nuova sabbiera, tappeto elastico, scivolo, altalene. Rinnovata l’illuminazione e impiantato un moderno impianto di irrigazione.
Ieri pomeriggio è stato inaugurato il nuovo parco giochi dell’Arsenale. Al taglio del nastro il sindaco Flavio Tosi, l’assessore ai giardini Paolo Tosato e il presidente della seconda circoscrizione Alberto Bozza. All’evento hanno partecipato l’assessore Vittorio Di Dio, edilizia pubblica, i consiglieri comunali Ciro Maschio, Elena Traverso, Alberto Zelger, Antonio Lella, Lucia Cametti e numerosi consiglieri circoscrizionali. L’intervento di riqualificazione è partito a fine giugno ed è costato 250mila euro. «Il parco giochi dell’Arsenale si unisce idealmente ad altri due parchi giochi cittadini: quello di via Nievo, recentemente inaugurato, e Raggio di Sole», spiega Tosato. «L’area giochi dell’Arsenale dalla sua realizzazione, che risale alla fine degli anni Cinquanta, non è mai stata oggetto di interventi significativi e, quindi, versava in una situazione piuttosto compromessa. Con la riqualificazione abbiamo una zona a prato più estesa e fornita d’impianto di irrigazione, moderni punti luce a led che consentono un maggiore risparmio energetico, una pavimentazione colorata al posto dell’asfalto e nuovi giochi. È stata pulita e ristrutturata anche la fontana al centro del parco. Inoltre, sono state sostituite tutte le panchine».
«Siamo in una zona molto bella della città e questo giardino è all’altezza della situazione», ha detto il sindaco Tosi. Poi, sul vicino Arsenale: «Sarà un intervento diverso che richiede svariate decine di milioni di euro. Quando finiremo le varie compravendite che riguardano gli immobili del Comune, troveremo le risorse per far partire il progetto di riqualificazione. È inutile promettere adesso».
Infine sul parcheggio interno all’ex caserma asburgica, che seguirà all’avvio del piano della sosta, il sindaco ha sottolineato che «si tratta di una soluzione temporanea e provvisoria in spazi ricavati in aree non utilizzate». «Sebbene l’intervento sul parco giochi sia esterno alla riqualificazione dell’Arsenale», continua Bozza, «faccio appello all’amministrazione affinché sia una prima e significativa azione di un progetto più allargato che comprenda tutta l’area. Noi vogliamo che l’Arsenale ritorni a essere utilizzato dai cittadini e, in modo particolare, dai residenti del quartiere. Dobbiamo rivitalizzarlo e riqualificarlo quanto prima».

Ospedale del bambino e della donna, via al progetto
Il progetto di fattibilità presentato dall’Azienda ospedaliera di Verona per creare un ospedale del bambino e della donna a Borgo Trento e per ristrutturare il monoblocco di Borgo Roma per cure diurne è stato approvato dalla commissione Sanità del consiglio regionale del Veneto.

Verona. La commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto, presieduta da Raffaele Bazzoni (Pdl), ha dato il proprio benestare al progetto di fattibilità presentato dall’Azienda ospedaliera di Verona per la realizzazione dell’Ospedale del bambino e della donna nel polo di Borgo Trento e la ristrutturazione del monoblocco del policlinico di Borgo Roma come centro specializzato nelle cure diurne. Il centrosinistra si è astenuto, mente Rc ha espresso voto contrario. Il piano finanziario complessivo dell’operazione edilizia ammonta a 120 milioni di euro, dei quali 33 di fonte pubblica, 20 della Fondazione Cariverona e 67 a carico della finanza di progetto, cioè reperiti mediante la partecipazione di capitali privati. «La commissione - spiega Bazzoni - ha tuttavia impegnato la Giunta ad affidare ai privati solo i servizi di lavanderia, ristorazione, pulizia e manutenzione, in modo da garantire la totale gestione pubblica dei servizi sanitari, e a verificare il contenuto della convenzione con i privati in merito ai servizi di manutenzione in modo da assicurare contenimento dei costi e adeguati controlli pubblici». «Il ricorso al project financing è inevitabile - ha detto l’assessore alla sanità Sandro Sandri - per assicurare rapidità di realizzazione e sostenibilità di costi. Le esperienze sinora maturate in Veneto ci dimostrano che non è più sostenibile economicamente la costruzione di strutture ospedaliere con soli fondi pubblici e che conviene indebitare le Ulss con pesanti mutui bancari». Da parte degli esponenti del centrosinistra, in particolare da Franco Bonfante, da Giampietro Marchese e da Claudio Rizzato del Pd, sono state espresse invece perplessità sull’effettiva convenienza economica di affidare a privati la gestione di servizi interni per decenni, costringendo le aziende pubbliche a pesanti canoni che inevitabilmente scontano i costi del monopolio di gestione. «Alla luce dell’esperienza in atto all’ ospedale all’Angelo di Mestre - hanno rilevato gli esponenti del Pd - apparirebbe più conveniente per le aziende sanitarie pagare un canone fisso ai privati che hanno realizzato le strutture e mettere in gara la gestione dei servizi». Anche Raffaele Zanon (Pdl), peraltro assente al momento del voto, ha auspicato una verifica più attenta e puntuale sulle esperienze in atto di finanza di progetto in sanità e ha denunciato i rischi di «scarsa trasparenza» e di «corto circuito» che il «sistema chiuso, orientato sempre verso le stesse imprese» lascia intravedere in Veneto.

fonte: Ufficio stampa Comune di Verona del 22.09.2009

CONVEGNO “QUALI AZIONI PER LA MOBILITA’ SOSTENIBILE A VERONA”: ASS. SBOARINA E CORSI

“Il traffico è una delle principali fonti di inquinamento e l’attività dell’Amministrazione comunale è protesa a dare risposte concrete che permettano di ridurre il trasposto privato in favore di quello pubblico ed eco-sostenibile”. Questo il commento degli assessori all’Ambiente Federico Sboarina e alla Mobilità Enrico Corsi, intervenuti oggi pomeriggio al Polo Zanotto al convegno “Quali azioni per la mobilità sostenibile a Verona”, organizzato dall’Università di Verona.
Nei loro interventi i due assessori hanno ricordato le azioni messe in atto dall’Amministrazione comunale per incentivare la mobilità sostenibile e ridurre l’inquinamento atmosferico: il filobus, il sistema di trasporto di massa che collegherà al centro storico tutti i principali quartieri della città; il project financing per la realizzazione del passante delle Torricelle; l’erogazione di contributi per l’acquisto delle bici elettriche; il nuovo piano di recupero e utilizzo dei parcheggi comunali; il sistema di bike sharing; il Piano di Azione e Risanamento della Qualità dell’Aria; il Tavolo tecnico zonale tra Comune di Verona, Provincia, Arpav, Ulss e i 17 Comuni dell’interland veronese; il progetto “City logistic” per istituire al Quadrante Europa un centro di raccolta e recapito delle merci destinate ai negozi del centro per limitare il numero di corrieri in ingresso nel centro storico.

butel
September 23rd, 2009, 12:10 PM
traduzione al post precedente:
Butei, sa volìo?No ghe schei !

albirello
September 23rd, 2009, 12:46 PM
L'Università capofila della mobilità ecologica
GIORNATA SENZ'AUTO. Si fa ancora troppo poco per disincentivare l'uso del mezzo privato. Ma qualche iniziativa esiste, e il Comune punta sulla rete di piste ciclabili
Cicloparcheggi e ticket per il bus. L'Azienda ospedaliera mette in campo aree di sosta e una navetta gratuita

Verona. La regola base è sempre la stessa: per spostamenti fino a 500 metri andare a piedi, da 500 metri a due chilometri utilizzare la bici, per distanze più lunghe usare possibilmente il trasporto pubblico.
Facile a dirsi, più difficile a farsi. Tant'è vero che nel decimo anniversario della giornata europea senz'auto (la prima fu il 22 settembre del 1999, a cento giorni esatti dal Duemila), in tema di mobilità sostenibile sono ancora di più le intenzioni che i risultati raggiunti, che spiccano quantomeno per disomogeneità. Un dato su tutti: se a Bolzano il 31% dei cittadini si sposta a piedi, il 22% in bici e il 32% in auto, a Verona il grosso (55%) dipende ancora dall'auto, il 20% va a piedi, mentre solo il 7% utilizza con regolarità le due ruote. Ma lo spazio per il miglioramento c'è ed è notevole, come hanno sottolineato ieri al Polo Zanotto, al convegno «Quali azioni per la mobilità sostenibile a Verona», amministratori e mobility manager aziendali, tutti impegnati a incentivare l'uso di mezzi a minor impatto sull'ambiente e sull'uomo al fine di ridurre fonti inquinanti, incidenti e spazio utilizzato dai mezzi di trasporto.
Capofila, in questo, l'università di Verona con il mobility manager Marco Passigato, che ha già realizzato due cicloparcheggi coperti con accesso controllato, attivato il ticket trasporto (una partecipazione aziendale all'acquisto dell'abbonamento al trasporto pubblico) e alcune postazioni di telelavoro per i dipendenti. «E a beneficio degli studenti», spiega Samuele Campedelli, presidente Esu-Ardsu (ente per il diritto allo studio) e assessore provinciale alla Programmazione e pianificazione territoriale, «da due anni finanziamo il prestito gratuito di 30 biciclette, ma per l'anno prossimo è già previsto un ampliamento del progetto in collaborazione con l'ateneo».
Novità in vista anche per un'altra grande realtà cittadina, l'Azienda ospedaliera, che per ridurre l'impatto degli spostamenti dei suoi 5mila dipendenti ha messo in campo dal 14 settembre un bus navetta gratuito (utilizzabile anche dai cittadini, a pagamento) per coprire in 30 minuti e con poche fermate intermedie la distanza tra Borgo Roma e Borgo Trento. «In previsione abbiamo anche due parcheggi nell'area di forte Procolo e della caserma Riva di Villasanta», aggiunge il mobility manager Flavio Murarolli, «il primo da 1.500 posti per gli utenti, l'altro da 800 per i dipendenti. Inoltre stiamo valutando la fattibilità di una passerella ciclopedonale sull'Adige che collegherà il quartiere Navigatori con il parcheggio dell'ospedale di Borgo Trento e, attraverso due rampe, lungadige Attiraglio».
E per quanto riguarda il Comune? «A Verona, città storica con vie strette e sottosuolo di pregio», premette l'assessore alla Mobilità Enrico Corsi, «non è facile realizzare corsie preferenziali e piste ciclopedonali. Ma più di tutto, per abituare davvero i cittadini a usare la bici, penso che serva investire nel collegamento tra le piste ciclabili dei quartieri e il centro». E per la città antica sta per uscire, dopo la prima gara andata deserta, un nuovo bando per il bike-sharing: allo studio sono 20 ciclostazioni dislocate nei punti strategici della città, dove sarà possibile reperire una bici, gratuita per i primi 30 minuti di utilizzo. Senza contare che, tra due anni e mezzo, dovrebbero vedere la luce i 23 km di percorso del tram elettrico su gomma, la nuova versione della tanto discussa tramvia.
«Contiamo anche di mettere a disposizione alcuni bus navetta che facciano la spola con i parcheggi dello stadio, della Fiera e di porta Palio. Lo scopo», conclude Federico Sboarina, assessore all'Ambiente, «è disincentivare i cittadini che vanno in centro con l'auto e magari la lasciano parcheggiata per molte ore, facendo loro capire che, una volta che il sistema andrà a regime, sarà più veloce e meno costoso utilizzare i parcheggi scambiatori e i mezzi pubblici piuttosto che gli stalli blu del centro».

Polo materno-infantile, arrivano i contributi
LA SANITA’ DEL FUTURO. Venezia dà il via libera al finanziamento per i progetti di Borgo Trento
La Regione mette 33 milioni la Fondazione Cariverona altri 20. Caffi: «In cantiere l’istituto per gli anziani»

Verona. L'ospedale della donna e del bambino ha superato l'ultimo esame burocratico. Con i voti della maggioranza, l'astensione del centrosinistra e il voto contrario di Rifondazione comunista, la quinta commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Raffaele Bazzoni (Fi-Pdl), ha dato il proprio via libera al progetto di fattibilità presentato dall'Azienda ospedaliera per la realizzazione dell'istituto materno-infantile a Borgo Trento e la ristrutturazione del monoblocco del policlinico di Borgo Roma come centro di "out patient clinic", specializzato nelle cure diurne.
CENTOVENTI MILIONI. Il piano finanziario complessivo dell'operazione edilizia ammonta a 120 milioni di euro, dei quali 33 di fonte pubblica, 20 erogati della Fondazione Cariverona, 9 di autofinanziamento e 67 a carico della finanza di progetto, cioè reperiti mediante la partecipazione di capitali privati. La commissione ha impegnato la Giunta ad affidare ai privati solo i servizi di lavanderia, ristorazione, pulizia e manutenzione, in modo da garantire la totale gestione pubblica dei servizi sanitari, e a verificare il contenuto della convenzione con i privati in merito ai servizi di manutenzione in modo da assicurare contenimento dei costi e adeguati controlli pubblici. «Il ricorso al project financing è inevitabile», commenta l'assessore alla Sanità, Sandro Sandri, presente insieme al segretario regionale Giancarlo Ruscitti, «per assicurare rapidità di realizzazione e sostenibilità di costi. Le esperienze sinora maturate in Veneto ci dimostrano che non è più sostenibile economicamente la costruzione di strutture ospedaliere con soli fondi pubblici e che conviene indebitare le Ulss con pesanti mutui bancari».
ITER VELOCE. Ovviamente soddisfatto il direttore generale dell'Azienda ospedaliera, Sandro Caffi. «Un anno fa, di questi tempi, avevo presentato a tutte le componenti dell'Azienda ospedaliera il documento di programmazione per il biennio 2009-2010, atto che contempla anche la realizzazione dell'istituto del bambino e della donna. Nella prima parte di quest'anno abbiamo predisposto lo studio di fattibilità, che abbiamo sottoposto alla struttura tecnica della Regione il 18 maggio. Il 29 luglio la Giunta ha approvato il documento, con una delibera che prevede il passaggio in quinta commissione. Ieri l'iter si è concluso, quindi si può cominciare la fase operativa».
ADDIO MATERNITA'. Come già illustrato in precedenti occasioni, l'ospedale del bambino e della donna sorgerà al posto dell'attuale Maternità di Borgo Trento, che verrà quindi abbattuta e sarà il risultato dell'accorpamento di tutte le strutture - attualmente allocate nei due ospedali cittadini - in cui vengono trattate patologie a carico dei bambini e delle donne di qualunque età.
«Non sarà quindi solo l'ospedale in cui si nasce», chiarisce il medico-manager, «ma una struttura innovativa, che al momento non ha eguali nella nostra regione, in cui la donna verrà seguita durante la gravidanza e, in seguito, per tutte le patologie femminili. Ci sarà posto anche per un centro per la fecondazione assistita. I bambini, invece, non dovranno più girare da un reparto all'altro. Nel polo troveranno sede il pronto soccorso pediatrico, la terapia intensiva pediatrica, l'oncoematologia e la clinica neuropsichiatrica».
Non mancano le obiezioni: vale la pena spendere tutti questi milioni a fronte di 1885 nati a Borgo Trento e altri 2062 a Borgo Roma l'anno scorso?
PROGETTO ANZIANI. «Comprendo le perplessità», ammette Caffi, «sappiamo bene che l'emergenza del prossimo futuro è legata alle problematiche della terza età. Ma non ci siamo dimenticati degli anziani di Verona. Azienda ospedaliera e Ulss 20 stanno lavorando in stretta sinergia proprio su queste tematiche, in particolare sul percorso delle dimissioni protette. Dopo l'istituto per il bambino e la donna, la nostra città avrà l'istituto veronese dell'anziano. Fra qualche tempo saremo in grado di illustrare il progetto nei suoi dettagli operativi». P.COL.

Bus, adesso è in ritardo anche la «rivoluzione»
TRASPORTI. In maggio l'assessore aveva annunciato per settembre nuove «linee forti»
Corsi: «Progetto all'esame dell'Atv». Ma il presidente Soardi: «Il rallentamento non dipende da noi»

Doveva essere la rivoluzione d'ottobre del trasporto pubblico urbano, «paragonabile a quella attuata nel 1993», aveva commentato l'assessore comunale alla Mobilità, Enrico Corsi, lo scorso maggio comunicando che la giunta aveva dato parere favorevole al piano di razionalizzazione formulato dall'Azienda trasporti veronese.
«Ho saputo due giorni fa che Atv sta esaminando il progetto», afferma l'assessore, «fra una settimana potrò essere più preciso sui suoi contenuti».
«Il progetto è adesso in Comune», informa il presidente dell'Atv, Gianluigi Soardi, che ci tiene a chiarire che la sua azienda «non è in alcun modo responsabile del ritardo, in quanto azienda di gestione». L'entrata in vigore dell'orario invernale, pertanto, non ha avuto ripercussione sulla frequenza e i tragitti delle linee urbane, «ma stiamo migliorando l'integrazione», dichiara Soardi, «fra le linee urbane e quelle extraurbane, segnatamente dei Comuni della prima cintura».
INTEGRAZIONE. «L'integrazione è da tempo una realtà», conferma Soardi, «per San Giovanni Lupatoto e Castel d'Azzano; progressivamente la riorganizzazione delle linee interesserà i Comuni della prima cintura, da Grezzana a Sona. L'intervento è determinato dal piano industriale di Atv, che si pone l'obiettivo di conseguire risparmi eliminando quelle tratte in cui si verificava sovrapposizione fra linea urbana e extraurbana».
C'è da registrare, in proposito, la determinazione dei sindaci dei Comuni interessati, San Giovanni in particolare, «che chiedono a Atv», informa il presidente, «di prolungare il percorso della linea 21, mantenendo però anche il servizio extraurbano per offrire migliori servizi alla cittadinanza. Il problema, ovviamente, è dei costi e quindi dei fondi necessari da reperire, senza sfondare il patto di stabilità. L'ipotesi è che il Comune si accolli metà della spesa, la Provincia l'altra metà. La soluzione è tutta da valutare».
LA BRETELLINA. Resta al palo, nel frattempo, l'ipotesi di realizzazione della cosiddetta "bretellina", «il sistema della tramvia leggera», spiega Soardi, «che utilizzando un tram di 18 metri svolge il collegamento da San Michele alla Fiera. Una dorsale centrale sulla quale successivamente s'innesteranno le linee di adduzione. Non siamo partiti perchè siamo in attesa di conoscere in via definitiva se e quando arriveranno i finanziamenti da Roma. Non appena avremo i fondi necessari, attueremo l'intervento definitivo, evitando passaggi intermedi che creano soltanto disagi ai cittadini».
SERVIZI SCOLASTICI. A pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico, il giudizio del presidente Soardi è positivo. «Certo, i problemi non mancano», ammette, «ma non dipendono da noi, bensì da quegli istituti che non hanno ancora applicato l'orario definitivo, circostanza che crea disagi agli studenti. In complesso il servizio funziona: abbiamo riproposto il programma dell'anno scorso, che prevede il coinvolgimento ogni mattina di 600 autobus».
NUOVI AUTOBUS. Prosegue, nel frattempo, lo svecchiamento del parco mezzi dell'Atv. «Espletata la gara d'appalto», informa il presidente Soardi, «abbiamo già ordinato 26 nuovi mezzi. Si tratta, nel dettaglio, di dieci autobus a alimentazione a metano di dimensioni ridotte - sono lunghi dieci metri - con i quali verranno risolti i problemi di accesso in alcune strade del centro storico. Arriveranno anche 13 pullman di 14 metri, alimentati a gasolio euro 5, che garantiscono minime emissioni. Infine, l'azienda ha acquistato 3 pullman da 18 metri, anch'essi a metano, che verranno invece utilizzati - per la prima volta - per il trasporto pubblico extraurbano».P.COL.

Integrazione? Sono passati 3 anni dalla fusione AMT - APTV ed è ancora tutto fermo.
Bretellina? Tramvia da San Michele alla Fiera? Credo che qualcuno ultimamente stia facendo un po troppa confusione...

liberamente88
September 23rd, 2009, 01:39 PM
Adesso abbiamo un nuovo nome per il filobus cittadino, la "bretellina"... fa tanto belle epoque... vabbè che Soardi ne sa di trasporto pubblico come io di fisica nucleare. Comunque è bello che degli interventi che dovevano partire da orario a settembre ora che è quasi ottobre si dica "ah, quelli, boh, ho sentito delle voci in materia qualche giorno fa..." Il consueto grande interesse di Corsi per i temi oggetto delle sue deleghe... E intanto saremo al terzo o quarto annuncio dei soliti 26 autobus... sarebbe interessante almeno sapere chi ha vinto la gara.

liberamente88
September 23rd, 2009, 02:17 PM
Anche però il Comune si lamenta di questa lentezza dell'Atv. Corsi oggi comunica:
“A tutt’oggi, il testo definitivo del Piano di razionalizzazione del trasporto pubblico locale formulato da ATV non è mai pervenuto, né in via ufficiale né in via ufficiosa, all’Amministrazione comunale”. Lo rende noto l’assessore alla Mobilità Enrico Corsi, ricordando che già nel maggio scorso il Sindaco aveva scritto all’ATV sottolineando come “i tempi prospettati dall’azienda per la predisposizione del Piano fossero decisamente eccessivi per questa Amministrazione comunale che si aspetta un’efficiente collaborazione da parte degli uffici ATV, soprattutto nell’interesse dei cittadini”.

butel
September 24th, 2009, 12:38 PM
Bretellina in che senso? Per via de le tiracche appese in aria?

Stranfiér
September 24th, 2009, 01:47 PM
Un po' di non notizie...

www.l'arena.it, 24.09.09

Tosi: «Ecco tutto quello che faremo nel 2010»

...
PALAZZO BARBIERI. In commissione il sindaco ha anticipato le linee programmatiche che esporrà fra qualche settimana in Consiglio
Dalla vendita di Palazzo Forti al sì definitivo al Parco dell'Adige. Ma per filobus e traforo ancora niente lavori

Dopo l'illustrazione di quanto fatto finora nei settori di cui il sindaco ha la delega diretta, ai presenti è stato consegnato un documento che anticipa le linee programmatiche per il 2010 e che saranno discusse in Consiglio comunale nelle prossime settimane.
FILOBUS. Il prossimo anno sarà quello del primo Piano degli interventi per l'attuazione del Pat che, si legge nel documento distribuito ai consiglieri comunali, «costituirà lo scheletro su cui poi intervenire per parti successive». Per quanto riguarda la mobilità, il piano degli interventi «prevederà un nuovo schema incentrato sull'asse parcheggio scambiatore-stazione di Porta Nuova-piazza Bra». In particolare, si prevede il ribaltamento, a sud, del casello autostradale e in adiacenza il parcheggio scambiatore. Su tale asse si muoverà anche la filovia, il sistema di trasporto di massa voluto dall'amministrazione Tosi in alternativa alla tramvia. «Nel 2010», si sottolinea in Comune, «si dovrà pervenire all'individuazione del soggetto realizzatore del sistema». E sempre nel 2010 «sarà programmata la riconversione dell'ex scalo merci ferroviario, dell'ex Manifattura tabacchi e l'aggiornamento del progetto Prusst».
PARCO DELL'ADIGE. Per quanto riguarda la collina, si parla di una «rete ecologica di aree di eccellenza naturalistico-ambientale» e della creazione di servizi collegati, come noleggio biciclette, punti ristoro, percorsi ciclo-pedonali, percorsi natura.
Inoltre si annuncia l'approvazione definitiva del Parco dell'Adige.
Nel 2010 saranno avviati i lavori delle opere stradali complementari all'intervento di riqualificazione dell'area delle ex Cartiere: quattro rotonde per fluidificare il traffico nelle zone adiacenti il nuovo insediamento che comprenderà, tra l'altro, una zona commerciale di 15mila metri quadrati.
TRAFORO E PARCHEGGI. Nel 2010 proseguirà l'iter per la realizzazione del Traforo delle Torricelle e del passante nord. Il prossimo anno sarà quello delle gare d'appalto per l'individuazione del concessionario. Quanto ai parcheggi, il Comune di dice «in attesa dello studio di fattibilità» del parcheggio pertinenziale di interrato Redentore, alla Giarina. Ma sono previsti ulteriori garage interrati, come quello programmato in via San Carlo. Inoltre, per il prossimo anno si annuncia un'operazione di monitoraggio del piano della sosta, una volta applicato, dopo l'estensione al quartiere di Borgo Trento, a tutta l'area all'nterno delle mura magistrali della città.
PALAZZI ED EX CASERME. La decisione di alienare edifici storici come palazzo Forti, sede della Galleria d'arte moderna e contemporanea, è stata oggetto negli ultimi mesi di polemiche e contestazioni da parte dell'opposizione, di esponenti della cultura e di centinaia di cittadini che hanno sottoscritto una petizione in cui si chiede a Palazzo Barbieri di fare un passo indietro. Ma il documento programmatico, su tale tema non mostra cedimenti. Anzi, anticipa l'intenzione di «procedere con le dismissioni degli immobili di rilevanza non strategica per l'ente, al fine di repererire le necessarie risorse per finanziare le opere pubbliche programmate». Nello stesso tempo, si prefigura la «possibilità di effettuare operazioni patrimoniali per il recupero e la valorizzazione delle ex caserme».
VIGILI ALL'EX GASOMETRO. Per quanto riguarda le opere pubbliche, polizia municipale ed uffici mobilità e traffico del Comune avranno una nuova sede nell'area dell'ex Gasometro, in lungadige Camuzzoni. Nel 2010, inoltre, sarà realizzata la pista ciclabile lungo via Tunisi nel parco di San Giacomo. Lavori di ristrutturazione sono previsti al museo Cavalcaselle, tomba di Giulietta, e alla torre sud-est di Castelvecchio.E.S.

Stranfiér
September 24th, 2009, 01:54 PM
VeronaNews
Da segnalare:


Convegno "Il piano al tempo della crisi"
24/09/2009

Si è aperta ieri la rassegna urbanistica regionale del Veneto sul tema “Il Piano al Tempo della Crisi”, in programma a Palazzo della Ragione fino al 2 ottobre. L’iniziativa, organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, in collaborazione con il Comune di Verona e la Regione Veneto, è stata presentata ieri mattina dall’assessore all’Urbanistica Vito Giacino.
“L’evento – spiega Giacino - costituisce una vetrina nazionale per Verona, scelta come città ospitante anche per essere stata il primo capoluogo del Veneto ad aver redatto il Pat e ad attivare i primi Piani di Intervento, oltre che per i numerosi progetti avviati volti alla riqualificazione di altrettante zone della città. Proprio alle trasformazioni urbanistiche di Verona – aggiunge l’assessore - è dedicato il convegno del 29 settembre sull’area delle ex Cartiere, esempio di pianificazione del territorio che riesce a coniugare gli interessi di sviluppo della città con la sostenibilità ambientale, affrontando il difficile momento economico senza alcuna limitazione sulla qualità progettuale”.

http://www.inuveneto.it/

http://www.tgverona.it (http://www.tgverona.it/index.cfm/hurl/contenuto=120007/attualita/il_futuro_e_qui.html)

albirello
September 24th, 2009, 06:22 PM
fonte: l'Arena di Verona del 24.09.2009

L’EX CASERMA. Il Pd
«Arsenale, si torni al progetto originario»

Arsenale, «il parco giochi sia coerente con la vocazione naturale dell’intero comprensorio». A dirlo è Mario Gianelli, capogruppo Pd della seconda circoscrizione. «Il parco dei bambini deve essere collegato a una grande area d’incontro quale deve essere l’ex caserma austriaca».
L’attenzione sull’intera area dell’ex Arsenale è stata riproposta dal Pd con un volantino all’inaugurazione dei lavori di riqualificazione del parco giochi. «Qui dovevano trovare posto le nuove gallerie del museo di Castelvecchio, il museo di Storia naturale, la Città dei bambini, la biblioteca dell’Arte, spazi multifunzionali di attività culturali e ricreative al servizio del quartiere», si legge nel manifestino. «Tosi e i suoi amministratori hanno deciso di svilire l’Arsenale rendendolo un luogo amministrativo per gli uffici della Fondazione Arena, della seconda circoscrizione, l’Accademia Cignaroli e, naturalmente, parcheggi. Manca una benché minima visione progettuale che tenga conto della storia e della vocazione della città».
«Il parco giochi», continua il capogruppo del Pd, «è collocato in un progetto che lo vedrà circondato da automezzi. Come pure l’ex caserma austriaca è destinata a divenire un attrattore di traffico. Chiediamo all’amministrazione di tornare al progetto originario, facendo diventare l’ex caserma una zona dedicata alla cultura e allo svago, un’area legata a spazi museali e a momenti d’incontro», continua Gianelli. «In questo modo, si rende coerente il campo giochi con la naturale inclinazione dell’Arsenale. L’impegno è gravoso, ma si può avanzare con ristrutturazioni in più momenti, l’importante è che la visione d’insieme sia quella originaria».M.C.

TRASPORTI. L’assessore Corsi rinfaccia all’azienda di non aver ancora presentato il piano
Rivoluzione delle linee, polemica Comune-Atv
«Va riscritto tenendo conto delle modifiche richieste» Soardi: «Gli enti ci dicano cosa vogliono e lo faremo»

La rivoluzione del trasporto urbano cittadino deraglia ancor prima di partire. Il punto fatto ieri da L’Arena sullo stato dell’arte del piano di razionalizzazione formulato da Atv (Azienda trasporti Verona), che ha ottenuto il parere positivo della giunta comunale lo scorso maggio, rischia di far scoppiare un petardo politico fra l’assessore comunale ai Trasporti, Enrico Corsi, e il presidente di Atv, Gianluigi Soardi. Due leghisti alle prese con quello che diplomaticamente si definisce "difetto di comunicazione". O più banalmente impegnati nello sport dello scaricabarile.
LA NOTA. A accendere la miccia, la nota piccata con cui l’assessore Corsi ha puntualizzato che «a tutt’oggi il testo definitivo del Piano di razionalizzazione del trasporto pubblico locale formulato da Atv non è mai pervenuto, nè in via ufficiale nè ufficiosa, all’amministrazione comunale». Corsi poi ricorda «che già nel maggio scorso il sindaco aveva scritto all’Atv, sottolineando come i tempi prospettati dall’azienda per la predisposizione del Piano fossero decisamente eccessivi per l’amministrazione comunale, che si aspetta un’efficiente collaborazione da parte degli uffici di Atv, soprattutto nell’interesse dei cittadini».
LA REPLICA. Soardi incassa il colpo con apparente aplomb. «Se la colpa dev’essere nostra ce la prendiamo», dichiara a L’Arena il presidente di Atv, che evita di entrare nel campo minato della polemica, ma ricorda con tono perentorio che «Atv è un’azienda di gestione i cui tecnici sono disposti a lavorare anche di notte, a fronte di precise indicazioni che ci devono essere dare da Comune e Provincia. Se questi due enti approvano il piano, e soprattutto si fanno carico dei costi aggiuntivi, noi lo metteremo in pratica. Ma con i tempi tecnici necessari».
L’ITER. L’assessore Corsi ricostruisce la scansione temporale della vicenda. «Atv, su indicazione del Comune, ha elaborato il piano di revisione delle linee, piano che poi è stato sottoposto alla valutazione delle Circoscrizioni, che hanno formulato alcune richieste di modifica. Modifiche di cui Atv deve tener conto nella nuova stesura del piano che, una volta predisposto nella sua versione definitiva, il Comune valuterà assieme alla Provincia, in particolare per quanto attiene ai costi aggiuntivi. Il primo incontro fra i due enti è previsto fra un paio di settimane. Appena licenziato, il piano andrà in Regione, per il via libera definitivo. Non siamo in ritardo. Ho parlato in autunno e in autunno scatterà la rivoluzione, ma solo dopo aver adeguatamente informato i cittadini».
IL PIANO. Il punto di vista di Soardi è diverso. «Corsi ci deve illustrare i contenuti del piano, non affidare il compito totalmente a noi. Mettere in piedi una rete articolata non è facile. Bisogna modificare gli orari, la segnaletica alle fermate. E poi perché cambiare ora e cambiare ancora quando arriverà la filotramvia?». P.COL.

Fab87
September 24th, 2009, 10:29 PM
A Diretta Verona Corsi si sta prendendo una smerdata da tutte le parti dal mio punto di vista. Ridicolo è dir poco. Sta infilando una serie di perle tipo "ma chi non vorrebbe una città verde e con tanti ciclisti?" e però "ma bisogna rimanere legati al contesto" ecc ecc...e poi ha fatto intendere di pensare che la bici la usano solo le casalinghe e i boy scout, gli regaliamo un viaggio a Londra o in Germania?
La sensazione è davvero che sia una questione di mentalità, ed è un problema piuttosto grosso. Corsi è candido, è cristallino, viene da un certo ceppo culturale, estremamente provinciale, per il quale la macchina è stata una conquista (con tuti i schei che costa) e la bici è un mezzo disonorevole, da donnette. Dato che molti veronesi la pensano così non c'è niente da fare.

liberamente88
September 25th, 2009, 01:45 AM
Ho visto anch'io una parte della trasmissione, quando parla degli argomenti oggetto della sua delega fa pietà. Quella delle casalinghe e boy scout ciclisti ormai è l'ultima di tante altre dette finora, l'ultima era quella che ad andare in bici si puzza... io penso che almeno in parte questa sua "linea" sia dovuta al fatto che vive a Montorio, e stando Verona a 5 km dal centro non può certo sperare che la ciclabile "da lui" costruita fra il paese e Borgo Venezia sia piena di pendolari diretti in centro, che per lui è l'unico metro in base al quale si valuta l'impiego delle biciclette. Ma bisognerebbe capire che indurre la gente a scegliere la bici o il bus non è facile e bisogna operare su tanti fattori diversi, come si fa dappertutto. Qua sembra tutto troppo difficile, e allora lasciamo tutto così com'è. Come quella che la tranvia si doveva fare, ma il traffico è aumentato e allora non si può più fare. Insomma... per carità, qualche cosa si sta facendo. Il rifacimento in Viale Piave, la nuova pista in Via Legnago, Via Banchette (per quel che serve), Lungadige Attiraglio (facciamo finta almeno che esista), Via Sardegna, il tratto fra corso milano e via san marco, quello su viale unità d'italia in costruzione, la futura via volturno e il giro del parco san giacomo... qualche chilometro di pista ciclabile in più si sta facendo. Il problema principale però per il ciclista-pendolare-tipo è il traffico fra la periferia e il centro storico, quello non si supera facendo piste in periferia più o meno sperduta. E lì invece la cancellazione di via nino bixio, cesiolo e santini pesa molto, e anche l'intervento su porta nuova non è stato proprio positivo. Il filobus poi ne abbiamo detto abbastanza quanto alla sua irrilevanza. Non so come Corsi potesse sostenere che il filobus farebbe calare del 20% le Co2 in città. O le producono tutte gli autobus vecchi, oppure quei pochi punti percentuali strappati al traffico privato sono davvero pesanti stranamente...

Stranfiér
September 25th, 2009, 12:24 PM
...e poi ha fatto intendere di pensare che la bici la usano solo le casalinghe e i boy scout, gli regaliamo un viaggio a Londra o in Germania?
La sensazione è davvero che sia una questione di mentalità, ed è un problema piuttosto grosso. Corsi è candido, è cristallino, viene da un certo ceppo culturale, estremamente provinciale, per il quale la macchina è stata una conquista (con tuti i schei che costa) e la bici è un mezzo disonorevole, da donnette. Dato che molti veronesi la pensano così non c'è niente da fare.

E' una profonda verità!
Sul fatto che molti veronesi la pensano così ci andrei cauto: finchè non avremo anche noi le piste ciclabili che ci sono in Germania, in Olanda, ecc. non lo sapremo mai.

Stranfiér
September 25th, 2009, 12:30 PM
www.larena.it (http://www.larena.it/stories/Home/89548_tosi_a_cariverona_garantire_le_risorse/), 25/09/09

Tosi a Cariverona «Garantire le risorse»

I CONTI PUBBLICI. L'istituto guidato da Paolo Biasi è primo socio del gruppo bancario. Ma anche protagonista in città. La Fondazione potrebbe in ipotesi dare tra i 160 e i 200 milioni a Unicredit. Il sindaco: «Siamo un po' preoccupati che vengano a mancare nuovi fondi»


http://media.athesiseditrice.it/media/2009/09/102085_71788_medium.jpg
Una panoramica di Verona sud: sul recupero di questa ampia zona di città si discute da anni. Ora cominciano a partire i primi cantieri per riqualificare aree dismesse e degradate

Verona. La Fondazione Cariverona sarà chiamata a ricapitalizzare, per la sua parte, Unicredit. Di quanto, per ora, non si sa. Solo indiscrezioni. Martedì 29 settembre il cda della banca stabilirà l'importo dell'operazione che dovrebbe aggirarsi attorno ai 4 miliardi. La Fondazione Cariverona, primo socio del gruppo bancario con oltre il 5,7 per cento, farà la sua parte. Che, in ipotesi, potrebbe portare a un impegno finanziario di 200 milioni, ma è previsto uno sconto per i soci che potrebbe far scendere la cifra tra i 150 e i 160 milioni.
Ma è soltanto un'ipotesi di scuola, perché in queste ore tutte le fasi dell'operazione vengono vagliate e valutate con la consueta prudenza e lo stesso amministratore delegato Alessandro Profumo ha sottolineato ieri che alle Fondazioni socie deve essere garantito un ritorno nel tempo. Proprio questo è il punto: non c'è il timore in Comune che questo sforzo finanziario possa in qualche modo contenere gli impegni che Cariverona ha con l'amministrazione comunale e con la città? I cantieri aperti infatti sono tanti e tutti strategici, sia per la sanità (l'ospedale di Borgo Trento) che per la cultura (musei) che per Verona sud (aree). Il sindaco, come spiega in questa intervista a L'Arena, qualche timore ce l'ha anche se Cariverona ha ampie risorse per far fronte a questa ricapitalizzazione. Infatti in primavera non aveva partecipato alla ricapitalizzazione chiesta da Profumo pari a 3 miliardi e che essendo riservata ai soci sarebbe costata circa 450 milioni.
Una cifra quindi ben superiore rispetto a quella che si profila per le prossime settimane quando la ricapitalizzazione di 4 miliardi sarà distribuita su tutti i soci azionisti. In secondo luogo questa nuova ricapitalizzazione risponde a criteri legislativi e istituzionali a quali non ci si può sottrarre. Si tratta di rispettare i parametri di Basilea 2 che prevede il rafforzamento dei parametri della patrimonializzazione: l'indice core tier 1 che attualmente è attorno al 6,85 per cento dovrà migliorare fino a raggiungere probabilmente l'8 per cento. Sul come, appunto, ci sono riflessioni in atto.
Sindaco Tosi, come valuta questa operazione dal punto di vista dei rapporti fra Comune e Fondazione Cariverona. Teme che un po' di risorse economiche da parte di Cariverona le vengano a mancare?
«Dovremo confrontarci. Siamo in un momento di crisi economica, in cui i Comuni hanno bisogno di maggiori risorse, in particolare per i servizi sociali. I bilanci poi sono sempre più tirati e anche anno il prossimo anno saranno lacrime e sangue. Il patto di stabilità ha poi vincoli sempre più rigidi e i trasferimenti di fondi dallo Stato sono in continua riduzione».
Quindi?
«Finché il federalismo fiscale non sarà attuato si prevedono tempi durissimi per i Comuni ed è evidente che noi intendiamo confrontarci con Fondazione Cariverona per avere la certezza che le risorse che essa destina al territorio saranno aggiuntive rispetto a quelle stanziate negli ultimi anni, come per la ristrutturazione della Biblioteca civica, opera importantissima, e per i Palazzi scaligeri».
Su che cosa fonda questa richiesta?
«Il Governo, con il ministro Tremonti, ha impostato strumenti normativi affinché le fondazioni possano e debbano distribuire ulteriori risorse. Come dire, viene data loro la possibilità affinché lo facciano davvero, visto che c'è la crisi e tutti gli sforzi debbano essere compiuti adesso. Ci incontreremo perciò con Cariverona per monitorare la situazione, con l'apporto tecnico del direttore Sinagra e quello decisionale del presidente Biasi. Ci servirà per verificare le loro intenzioni».
Quanto all'aumento di capitale, che cosa pensa?
«Vedremo quale sarà l'impegno richiesto a Cariverona, primo azionista di Unicredit, dove ha una bella fetta del suo patrimonio impegnato. Poi vedremo a quali condizioni. L'altra volta le venne chiesto di sottoscrivere azioni al doppio del loro valore di mercato, il che non stava né in cielo né in terra. Vedremo stavolta. Certo, io non entro nelle decisioni di Unicredit, ma un orientamento la città lo può anche esprimere, perché la preoccupazione è che manchino risorse».
E da che cosa dipendono queste opzioni?
«Da come si intende il ruolo delle fondazioni. Che possono essere uno strumento di crescita finanziaria, finalizzato a valorizzare un patrimonio, oppure, pur non depauperando il loro patrimonio, indirizzate a sostenere economicamente il territorio in cui operano. Ed è quest'ultimo lo scopo per cui sono nate».
Castel San Pietro, ex Magazzini Generali, Palazzo Forti, area ex polo finanziario: dal punto di vista urbanistico sono molti i fronti aperti fra Comune e Fondazione. Come si risolveranno?
«Per Castel San Pietro e gli ex Magazzini aspettiamo un progetto. Cariverona li ha comprati con una destinazione precisa, culturale-museale e questi sono i paletti. Quando fu perfezionata la vendita di Castel San Pietro, su cui noi all'epoca non eravamo d'accordo, queste erano le condizioni e quindi vedremo il progetto».
Quando si scioglieranno le altre questioni?
«C'è da concludere la partita dell'ex polo finanziario. E proprio perché l'interlocutore principale è Cariverona ci attendiamo un orientamento vicino alla città, visto che la Fondazione non è una Spa privata. Ci aspettiamo che non si cambino le condizioni, come avvenuto di recente».
Palazzo Forti, come andrà a finire?
«La recente sentenza ha detto che noi possiamo venderlo. Ribadiamo che se sarà ceduto la Galleria d'arte moderna andrà al Palazzo della Ragione, ma resta fatto che bisogna vedere con quale destinazione si vende. È ben diverso se è museale, culturale o altro. E si vedrà con la Sovrintendenza. Per noi l'ipotesi di permuta con la Fondazione resta la migliore ed era già chiusa, anche se poi Cariverona ha avuto un'altra idea. Altro capitolo il lotto a fianco, con negozi uffici e residenze. Quello è alienabile».
Cariverona non è più socio della Fondazione Arena. Auspica un ritorno?
«Gliel'abbiamo chiesto più volte ed è auspicabile, quasi scontato, in queste condizioni, visto che ora i conti della Fondazione sono a posto. Per le finalità statutarie di Cariverona, mi auguro che la città si aspetti che rientri».M.B e E.G.

liberamente88
September 25th, 2009, 02:36 PM
Alla fine su certe cose io credo che ci siano poche differenze da popolazione a popolazione: sono le condizioni che favoriscono o meno la ciclabilità e l'utilizzo del mezzo pubblico che fanno l'opinione pubblica. Se tutti avessero condizioni ottime per spostarsi in bici, bus, tram o treno la maggioranza ne avrebbe sempre una buona opinione (salvo una minoranza altrettanto ineliminabile). Non sono cose che si basano sulla natura.

Fab87
September 25th, 2009, 05:28 PM
Sì certo, non si tratta di "natura"...molti veronesi usano la bici, ma se l'assessore alla mobilità appartiene a quel tipo di cittadino che, per una questione davvero di mentalità, non la userebbe mai, diventa un problema, perchè non ha la capacità di capire la differenza fra propria cultura personale e esigenze di una città moderna.

Stranfiér
September 25th, 2009, 10:06 PM
Corsi ha la mentalità giusta...già da assessore alla mobilità e alla viabilità ha preso una multa (o forse nemmeno) per aver parcheggiato abusivamente la propria auto su uno stallo riservato ai disabili...

Verona News
Assessore Corsi parcheggia sullo stallo per disabili, è polemica
9 ottobre 2007

VERONA. «Il mio è stato un errore dovuto alla scarsa segnaletica». Con queste parole l'assessore del Comune di Verona alla mobilità, Enrico Corsi, si scusa per aver parcheggiato la sua automobile in uno spazio riservato ai portatori di handicap a Quinto. Il "fattaccio", ancora più eclatante perché da pochi giorni il Comune ha dato ufficialmente il via alla battaglia contro gli abusi nei parcheggi ed i tesserini per disabili falsificati, è stato reso noto dal consigliere comunale della Margherita Marco Burato, che ha visto l'automobile ferma sullo stallo riservato ai disabili e ha riferito di aver sentito del fatto l'assessore era stato informato. «E' vero che mi hanno avvisato», conferma Corsi, ma «stavo parlando di problemi di viabilità davanti a una trentina di persone», dunque lo spostamento della vettura poteva attendere.

Nel corso della riunione del consiglio comunale l'ex sindaco Paolo Zanotto promette che chiederà le dimissioni dell'assessore alla mobilità. «A questo punto - dice Zanotto - chiunque può sentirsi legittimato a mettere l’auto nei posti riservati ai disabili con la scusa che non c’è posto e che si ha fretta».

liberamente88
September 26th, 2009, 01:29 AM
GIARDINI: AL VIA OGGI I LAVORI PER IL NUOVO PARCO DI SAN MICHELE, IN UN’AREA DI 40 MILA METRI QUADRATI
25/09/2009

Sono iniziati oggi i lavori per la realizzazione di un nuovo parco urbano nel quartiere di San Michele, su un’area di 40 mila metri quadrati tra via Anti e via Marotto. Il costo complessivo dell’opera è di 400 mila euro.
L’intervento è stato illustrato oggi dall’assessore ai Giardini Paolo Tosato che ha sottolineato “l’attenzione dell’ Amministrazione comunale nel dotare la città di nuove aree verdi, oltre che nel riqualificare quelle esistenti”.
Erano presenti il presidente di Amia Paolo Paternoster e il vicepresidente Stefano Legramandi, il presidente della settima circoscrizione Daniele Perbellini e i consiglieri di circoscrizione Nicola Carifi, Maurizio Zandonà Simone Dal Forno e Nereo Spiazzi (consigliere Forza Italia).
“Come per il parco San Giacomo – spiega Tosato – anche questo intervento sarà realizzato da Amia, che si occuperà della piantumazione di circa 200 nuovi alberi, dell’installazione degli impianti di irrigazione e di illuminazione, della creazione di un’area giochi per bambini e dell’ inserimento di elementi di arredo come tavoli e panchine”.
Le piste ciclabili e i percorsi pedonali di cui sarà dotato il parco fungeranno da collegamento tra il quartiere storico di San Michele e la zona di recente urbanizzazione.
“L’auspicio – conclude Tosato – è che anche questo parco, come quello di San Giacomo e altre aree verdi in città, diventino un punto di riferimento per i cittadini, un luogo di svago e di intrattenimento da frequentare in tutte le ore della giornata”.
In riferimento ai tempi di realizzazione del progetto, l’assessore ha assicurato “che il parco sarà terminato entro la prossima primavera, in modo che sia usufruibile già dall’inizio della bella stagione”.

Fab87
September 26th, 2009, 10:34 AM
Ottima notizia, sono contento che quell'area (a ridosso del capolinea dell'11) sia stata risparmiata dalla cementificazione

butel
September 26th, 2009, 11:15 AM
per fortuna la giunta "verde" era la precedente ...........

Fab87
September 26th, 2009, 11:28 AM
per fortuna la giunta "verde" era la precedente ...........

Sulla creazione di giardini pubblici di quartiere questa giunta si sta muovendo bene. Vedremo col parco dell'adige, lì sono molto pessimista. :)

liberamente88
September 26th, 2009, 01:09 PM
A ben vedere, non è tutta l'area fra Via Mariotto e Via Anti, è circa la metà, comunque una bella area verde grande per San Michele Nord. Stamattina poi si inaugurava anche, mi dicono, un area verde già realizzata a San Massimo, ma non so dove, forse in via friuli di fronte o a fianco del già grande parco Maggiolino. Ma presto ne avremo notizie più precise.

Fab87
September 26th, 2009, 01:14 PM
E' stata anche inaugurata l'area verde in via Casorati, vicino all'Isef e al Pasoli, in Borgo venezia. Prima era un campo da calcio (comunque pubblico) non molto utilizzato, adesso sono diventati dei giardini pubblici piuttosto curati, non indispensabili per la zona visto che al di là della strada ci sono i giardini di San Marco che sono i più grandi di tutta la zona est della città, però insomma non ci si sputa mica sopra:)

Stranfiér
September 26th, 2009, 02:07 PM
per fortuna la giunta "verde" era la precedente ...........

Se risolvesse anche i problemi del traffico sarebbe (quasi) perfetta.

L'ultima di Corsi, riguardo al fatto che i bus cittadini non rispetterebbero il limite dei 30: "L'assessore alla mobilità Enrico Corsi, osserva che «i limiti dovrebbero essere rispettati e comunque i segnali ci sono. Ho un'unica perplessità: mi scrivono tanti cittadini lamentando che i bus di Verona sono più lenti rispetto alla media europea. È il contrario di ciò che merge dall'inchiesta».".
Non gli viene il dubbio che la lentezza degli autobus sia causata dagli ingorghi e dall'utilizzo abusivo delle corsie riservate? :lol:

albirello
September 26th, 2009, 02:28 PM
fonte: l'Arena di Verona del 25 e 26/09/2009

LA PASSEGGIATA URBANA. Commissione di urbanisti in sopralluogo nella vecchia Zai
«La nuova città è qui,
un’occasione unica»
Ricucire il quartiere al centro storico, senza dimenticare le esigenze dei residenti. «Non ci sono solo uffici e alberghi»

«La nuova città inizia da qui». Lo slogan è stampato sullo striscione all'ingresso del cantiere del Verona Forum: il complesso direzionale e commerciale, firmato dall'architetto Mario Bellini, che sta sorgendo nell'area dell'ex Foro Boario.
Ma l'interrogativo che si pongono gli oltre 50mila abitanti di Verona sud è: cosa significa davvero «nuova città»?
«Vorremmo una risposta», esclamano i residenti, «perché temiamo che la riqualificazione dei nostri quartieri si riduca alla costruzione di queste "astronavi", trascurando il bisogno di marciapiedi, ciclabili, spazi verdi e associativi, servizi ai cittadini: tutto ciò che rende un luogo vivibile e a misura d'uomo». E desiderano avere voce in capitolo sulla destinazione delle aree dismesse, tra cui per esempio la manifattura Tabacchi, i Magazzini generali, il Mercato ortofrutticolo.
Raccogliendo domande e paure degli abitanti, su commissione dell'Inu (Istituto nazionale urbanistica), ieri mattina l'associazione «Livello strada» ha fatto scendere tra le principali arterie di Verona sud un team d'architetti ed esperti della comunicazione: Anna Braioni, Nico Cattapan, Susanna Grego, Andrea Lauria, Michela Morgante, Stefano Pendini e Giulio Saturni.
Riflettere sul futuro della zona, stendere un reportage e realizzare un video riassuntivo: ecco gli obbiettivi della «passeggiata urbana» a piedi, inserita nel convegno Inu "Il piano al tempo della crisi", in questi giorni al palazzo della Ragione. A fare da guida, l'architetto Giovanni Franceschelli, di City-lab, che partecipò alla stesura della variante Gabrielli: il progetto di riqualificazione per l'asse del Cardo massimo, dal casello di Verona sud a Porta Nuova, poi esteso dall'amministrazione Tosi ai quartieri di Golosine, Santa Lucia e Borgo Roma. E nel gruppo, anche Marco Comencini (Pdl), presidente della commissione consiliare urbanistica e Susanna Morgante, del dipartimento di prevenzione dell'Ulss20.
«L'importante è che non si continui a ragionare per "poli"», dice Franceschelli, «rischiando di ridurre a tante isole separate queste grandi aree, che in totale raggiungono una dimensione paragonabile al centro storico. Il disegno complessivo dev'essere unitario e formare, per quanto possibile, un tessuto armonico con la città entro le mura. Non puntiamo», spiega, «solo sulle destinazioni direzionali e ricettive».
E davanti al Verona Forum progettato da Mario Bellini fa notare che il futuro spazio verde sul retro, lungi dal divenire il polmone verde prospettato, sarà «un parco ridotto e marginale». È d'accordo Comencini, che però sottolinea «la difficoltà di riportare ordine in una zona sorta con un'urbanizzazione caotica e dominata al suo centro dal polo attrattore della Fiera». «Gli obbiettivi cui puntare», aggiunge, «riguardano la permeabilità dei quartieri e una più facile mobilità degli abitanti, così come il fatto di coniugare la parte».
La passeggiata si è conclusa con uno sguardo dall'alto, dal tetto della Fiera. «Non è ammissibile», commenta Franceschelli, «che per i veronesi "città" sia sinonimo di centro storico. Anche questa è città», dice indicando Verona sud.
«L'opportunità della riqualificazione va sfruttata per non ritrovarci con una grande porzione di Verona relegata alla sola funzione commerciale industriale».L.CO.

Linee forti, il nodo è sui costi

Se i bus turistici portano soldi in cassa, i bus urbani ed extraurbani continuano a portare per ora soprattutto scintille fra Comune e Atv. Sul Piano di razionalizzazione del trasporto il Comune attende in modo particolare che Atv si esprima sulla sostenibilità economica dell’operazione che dovrebbe far evitare sovrapposizioni di linee e portare un servizio più efficiente. Questa esigenza è molto sentita, come testimoniano le numerose lettere giunte al nostro giornale.
Ma l’Atv, con il suo presidente Gianluigi Soardi, leghista, chiede invece a Comune e Provincia indirizzi precisi e che non vengano demandati tutti all’Atv, che fra l’altro chiede di modificare orari e segnaletica alle fermate ed è contraria a cambiare ora, visto che a Verona arriverà anche il filobus.
«Sul piano di riorganizzazione presentato da Atv le circoscrizioni hanno già chiesto modifiche, di cui Atv dovrà tenere conto. Fra due settimane Comune e Provincia lo valuteranno ancora, per la nuova stesura, in particolare sui costi aggiuntivi», spiega l’assessore comunale alla mobilità, Enrico Corsi, «e appena licenziato dovrà andare in Regione per l’approvazione. In autunno quindi il piano verrà varato».E.G.

Parcheggio Redentore, un percorso a ostacoli
VERONETTA. Il Consiglio comunale ha rinviato alle commissioni il provvedimento di stralcio. E ora l'iter si complica
La proposta di stop viene dal Pd, ma anche una parte del centrodestra e la prima circoscrizione hanno dubbi
di Ilaria Noro

Verona. Il parcheggio interrato Redentore verrà nuovamente discusso ed esaminato in commissione consiliare a Palazzo Barbieri.
Il Consiglio comunale, l'altra sera, ha infatti rinviato in commissione la proposta di deliberazione riguardante lo stralcio, dal Programma Triennale 2009-2011 e dall'Elenco annuale dei lavori pubblici 2009, del project financing relativo al parcheggio interrato Redentore, che dovrebbe essere realizzato tra i giardini della Giarina e il parcheggio di piazza Isolo. La proposta di stralcio era stata inoltrata dal consigliere del Pd Giancarlo Montagnoli. Ma a favore di un nuovo esame della commissione si sono espressi anche alcuni esponenti della maggioranza. «La mia obiezione specifica è che quella zona, con il vicinissimo parcheggio di piazza Isolo, ha già dato il proprio contributo», spiega Montagnoli. «Non c'è alcun bisogno di un nuovo posteggio in quel sito: la richiesta non è sufficiente», aggiunge.
Ora la palla passa quindi ai membri della terza e della quarta commissione che effettueranno a breve un sopralluogo. E fra due settimane la proposta di stralcio andrà nuovamente al voto in Consiglio.
Intanto, però, il dibattito sulla nuova opera è già aperto. Secondo il presidente della prima circoscrizione, Matteo Gelmetti, è giusto che sia la circoscrizione a esprimersi sulla validità del progetto e sulla sua necessità, anche se il parere non è vincolante ai fini della decisione ultima. «Dobbiamo sentire il parere dei cittadini, residenti e commercianti, e verificare con loro quali sono le reali esigenze della zona. Ho già intenzione di indire un'assemblea pubblica per sondare le varie opinioni, ma aspetto di vedere che intenzioni ha a riguardo il Consiglio comunale: sarebbe inutile discuterne ora quando il Consiglio potrebbe approvare lo stralcio. Come circoscrizione, inoltre, non abbiamo ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. Solo se e quando il progetto del parcheggio andrà avanti, se ne discuterà. Spesso abbiamo criticato il metodo della giunta Zanotto e spero che la giunta Tosi non cada nello stesso errore di approvare un piano senza averlo prima condiviso con i cittadini».
Al momento, Gelmetti non si pronuncia sulla validità del progetto del parcheggio Redentore. Ma elenca una serie di perplessità. «Non credo sia la collocazione più giusta per vari motivi, che saranno i tecnici a valutare ma che fanno comunque già riflettere. Nella zona in cui dovrebbe essere costruito passa il collettore più importante della città, in cui confluiscono anche le acque che provengono da San Giovanni in Valle. E quello è anche il punto di massima forza che l'Adige ha quando è in piena. Inoltre, l'onnipresente problema dei possibili ritrovamenti archeologici». Oltre al posto, Gelmetti lascia intendere che anche il periodo non è tra i più appropriati. «Non credo opportuno partire con nuovi cantieri per parcheggi fino a quando gli altri, e soprattutto quello di piazza San Giorgio, non verranno ultimati».

Stadio, Martinelli rilancia «Va rifatto per il 2016»
SPORT E POLITICA. La squadra gialloblù è stata ricevuta dai vertici della Provincia
Il presidente dell'Hellas: «Il Bentegodi va abbattuto» Miozzi: «Parola al Comune». Il sindaco: «Prudenza»

Verona. Doveva essere un incontro di cortesia. Da una parte la Provincia di Verona con il presidente Giovanni Miozzi e il suo vice Antonio Pastorello come cerimonieri ufficiali, dall'altra l'Hellas di Giovanni Martinelli, la squadra che dopo due amare stagioni in C1 cerca la risalita in B.
Ma il patron gialloblù ha colto al balzo l'occasione per lanciare un sasso nello stagno e non nascondere la mano. «In questi giorni - ha detto Giovanni Martinelli - la Federcalcio sta preparando il progetto per presentare la candidatura e chiedere all'Uefa di ospitare gli Europei del 2016. Se toccherà all'Italia organizzare la manifestazione continentale, Verona sarà una delle nove città che ospiteranno l'Europeo di calcio. Ma...»
Proprio qui arriva la sorpresa. «...ma serve uno stadio nuovo - butta lì secco Martinelli - oppure bisogna ristrutturare completamente il Bentegodi». E non è finita qui. «Tutti siamo affezionati al nostro stadio - continua il presidente dell'Hellas - è lo stadio dei veronesi, lo stadio dello scudetto, l'impianto che ha ospitato i mondiali. Tutti siamo affezionati al Bentegodi ma dobbiamo essere razionali per non perdere il treno che porta a Euro 2016 il Bentegodi va abbattuto».
Un colpo al cuore non solo per i tifosi di Verona e Chievo legati da mille ricordi allo stadio scaligero ma anche per quello degli amministratori che hanno investito quattro milioni di euro per i pannelli fotovoltaici al Bentegodi. «Faccio fatica anch'io a chiedere questo sacrificio - precisa Martinelli - ma per raggiungere l'obiettivo dobbiamo essere tutti uniti per questo ho approfittato di questo incontro in Provincia per lanciare un appello».
Pronta la replica di Giovanni Miozzi. «Negli ultimi tempi abbiamo dimostrato che le istituzioni veronesi viaggiano insieme su progetti comuni - ha replicato il presidente della Provincia - e il Sistema Verona ha portato frutti importanti nell'economia locale, nelle infrastrutture, nelle comunicazioni. Siamo pronti a collaborare su tutto ma sullo stadio la prima parola spetta al Comune, il proprietario dell'impianto».
In effetti l'amministrazione comunale scaligera, il Verona e il Chievo hanno già incontrato la Federcalcio per mettere a punto il progetto. Per Euro 2016, oltre all'Italia, sono state presentate altre tre candidature: l'accoppiata Svezia-Norvegia, la Francia e la Turchia ma la Figc vuole giocare tutte le proprie carte senza lasciare nulla al caso. Michele Uva, coordinatore della struttura che sta perfezionando il progetto sta incontrando i rappresentanti degli enti locali e dei club che hanno già dato un'adesione di massima. Ieri è stato a Napoli dove ha visto il presidente del club partenopeo, Aurelio De Laurentiis, l'assessore allo sport del Comune Alfredo Ponticelli e il capo di gabinetto Vincenzo Mossetti, lunedì ha un appuntamento con i rappresentati di Cagliari, martedì 29 è in programma un incontro con l'amministrazione comunale di Verona, con il Chievo e con l'Hellas. In quella sede saranno approfonditi i dettagli relativi agli stadi e agli altri aspetti legati al dossier in preparazione.
Proprio per questo gli uffici tecnici del Comune stanno studiando le oltre 150 pagine del disciplinare Uefa che contiene tutti i requisiti richiesti agli stadi per essere a norma. Il quadro, da quanto si apprende a Palazzo Barbieri, è sconfortante: o si ristruttura completamente il Bentegodi o si costruisce un impianto ex novo. Basti pensare che la Uefa richiede tre ettari di terreno libero davanti agli stadi per le manifestazioni: stadi come Marassi non potrebbero mai ospitare Euro 2016. Ma non solo: la Figc, dicono in Comune, vuole entro il 15 gennaio i progetti pronti. E risulta davvero difficile che entro tre mesi e mezzo, feste di Natale comprese, il Comune approvi le varianti urbanistiche, i progetti tecnici e gli impegni finanziari per un nuovo stadio.
Per questo il sindaco Flavio Tosi dice solo che «ci vuole prudenza, è presto per parlarne. Faremo l'incontro martedì per capire gli scenari, poi servirà un confronto in Giunta e valutare cosa fare: quanto costerebbe mettere a norma il Bentegodi, quanto costerebbe un impianto nuovo o anche non fare nulla. Per ora non abbiamo elementi, vedremo».

TRASPORTO PUBBLICO. Primo test per l’estensione del servizio
Autobus urbani fino a Caselle Il sindaco-presidente dice sì

Primo test, ieri mattina, per il progetto di prolungamento della linea di autobus urbani 23-24 nella frazione di Caselle di Sommacampagna. Proprio il Comune di Sommacampagna infatti ha chiesto ad Atv la possibilità, come avviene da un anno per San Giovanni Lupatoto, di “agganciare” il popoloso abitato di Caselle al servizio di trasporto pubblico urbano, che oggi arriva, con le linee 23-24, fino alla Dogana.
«È un’esigenza molto sentita dalla gente di Caselle», spiega il sindaco di Sommacampagna e presidente di Atv, Gianluigi Soardi, «frazione che negli ultimi anni si è intensamente sviluppata e dove la necessità di un collegamento frequente con la città è molto avvertita. Il solo servizio extraurbano della linea 60 di Atv era ormai insufficiente».
Ieri, il sindaco Soardi, assessori e consiglieri comunali di Sommacampagna, e tecnici di Atv sono saliti su un bus urbano a metano ed hanno effettuato una prova per verificare il percorso più idoneo all’interno dell’abitato di Caselle. Partendo dalla Dogana, il prolungamento dovrebbe prevedere il transito lungo via Trieste, quindi capolinea in via Roma, con inversione di marcia alla rotonda e ritorno, per un totale di circa 5 chilometri di maggiori percorrenze.
Soddisfatto del test, il sindaco-presidente Soardi: «Il percorso non presenta grandi problemi, basteranno limitati interventi per renderlo idoneo al transito degli autobus. Dovremo poi definire gli aspetti legati alle tariffe e alle frequenze quindi, raggiunto l’accordo, il progetto sarà sottoposto alla Provincia, alla quale spettano le autorizzazioni».
I costi saranno a carico del Comune di Sommacampagna. «È un passo avanti importante», conclude Soardi, «sia per il processo di integrazione tra i sistemi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano di Atv, sia per il Comune di Sommacampagna».

liberamente88
September 27th, 2009, 01:14 AM
In pratica Soardi diventa propositivo solo quando si tratta di fare servizi per il suo Comune. Che strano.

Ci mancherebbe solo che gli autobus fossero gli unici mezzi che vanno veramente ai 30 nelle zone 30... allora sì che si farebbe prima a piedi. Per me i bus dovrebbero essere autorizzati a circolare a velocità maggiori rispetto agli altri veicoli se ci sono le condizioni di sicurezza.