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Stranfiér
April 13th, 2007, 01:46 PM
fare il tunnel corto è da pazzi, non cambia niente. Si intasa b.go trento e basta. Bisogna farlo arrivare almeno fino al saval.

E farlo partire da Porta Vescovo.
Cmq, a mio avviso ce ne vorrebbero 2 (collegati tra loro): uno da Porta Vescovo a Via Nievo; l'altro da Via Bonfadio al Saval.

Stranfiér
April 13th, 2007, 02:27 PM
Venerdì 13 Aprile 2007





La seduta conclusiva dura fino alle 22.38, ma la variante Gabrielli non passa
Verona Sud, semaforo rosso
«Sbarramento» del centrodestra con decine di emendamenti
Maggioranza: bloccati dall’ostruzionismo, giudizio agli elettori


Termina come era cominciato, questo Consiglio comunale, insediatosi cinque anni fa all’insegna dello scontro più duro. Dell’opposizione contro la maggioranza a suon di emendamenti, ordini del giorno, verifiche del numero legale. Ma ieri sera in aula era palpabile anche la spaccatura nella minoranza di centrodestra, con Lega e Udc a portare avanti la linea dura e gli alleati, in primis Forza Italia, in ordine sparso. Alle 22.30, con soli sei emendamenti votati alle spalle, la svolta. A nome di tutta l’opposizione, il capogruppo Remo Zanella, dopo aver stigmatizzato l’atteggiamento ostruzionistico del centrodestra chiedeva la sospensione dei lavori. «Il giudizio su questi atteggiamenti», ha detto, «è affidato agli elettori».
Ieri sera, quindi, è andato in scena l’ultimo passaggio dell’amministrazione Zanotto in sala Gozzi. Sul tappeto c’era la delibera di Verona Sud che, per usare le parole dell’assessore Uboldi a commento dell’approvazione del Pat, «vale una legislatura». Ma la votazione dei 66 emendamenti presentati in gran parte dall’opposizione, e dalla Lega Nord in particolare, ha prolungato i tempi impedendo di approvare entro la mezzanotte la proposta di delibera sul piano di riqualificazione urbanistica, giunto in aula in seconda lettura. Dopo l’approvazione, martedì, del Pat, il cosiddetto piano Gabrielli che ridisegna una vasta area della città, circa due milioni e mezzo di metri quadrati, rappresentava uno dei traguardi più ambiti dell’amministrazione di centrosinistra. Ma la delibera tornerà in aula con la nuova amministrazione comunale. Da oggi è campagna elettorale e il Consiglio deve tacere.

Il primo a ventilare la sospensione dell’infuocata seduta era stato il presidente del Consiglio, Riccardo Caccia. «In questo clima è impossibile approvare la proposta di delibera, meglio finirla qui», ha suggerito. Il verde Giorgio Bertani, a quel punto si rivolgeva all’opposizione invocando la rinuncia all’ostruzionismo. Ma margini per approvare il piano Gabrielli non ce n’erano più. A quel punto, Zanella presentava la mozione per chiudere i lavori. «Il centrodestra, ricorrendo a una mole di emendamenti rende non approvabile il provvedimento, perlatro già adottato e quindi già operativo in termini di salvaguardia del territorio». La mozione veniva approvata alle 22.38, con i consiglieri di minoranza che uscivano dall’aula tra gli applausi ironici della maggioranza. Poi, all’ingresso del palazzo, gli avversari si sono riuniti per un brindisi.
Già dal primo pomeriggio si era capito che la discussione sul piano urbanistico non sarebbe stata agevole. La seduta, l’ultima di questa amministrazione, era cominciata, nel pomeriggio, con il capogruppo dell’Udc, Roberto Marchesini che sollevava dubbi sulla legittimità della convocazione, essendo ieri il primo giorno di pubblicazione del manifesto di convocazione delle elezioni: «Siamo già in campagna elettorale e qualcuno potrebbe inficiare il risultato delle votazioni». A Palazzo Barbieri, poco prima, il presidente del Consiglio Caccia (Forza Italia) aveva chiesto un gesto di «buon senso» da parte della maggioranza. «Ho sempre condannato l’ostruzionismo», ha detto, «ma la maggioranza, ora, dovrebbe ritirare la proposta di delibera su Verona Sud, che rischia solo di esasperare ulteriormente il clima di scontro, lasciandola alla prossima amministrazione».
Ma di rinunciare al piano Gabrielli, la giunta non ci pensava nemmeno. E la giornata si è chiusa con una durissima dichiarazione del capogruppo della Sinistra europea, Remo Zanella, contro la Lega Nord: «Il candidato sindaco Flavio Tosi passeggia a uso propagandistico tra i cumuli di macerie e di immondizie delle ex Cartiere, per indicare uno squallore da combattere e, nello stesso tempo, la Lega impedisce di approvare la delibera che avrebbe comportato l’intervento delle ruspe».
Nel suo intervento, l’assessore all’Urbanistica Roberto Uboldi ha ricordato l’impegno dell’amministrazione di rinunciare alla facoltà dell’esproprio nei confronti delle attività economiche di viale del Lavoro, «le cui aree vengono triplicate di valore dalla variante, per cui saranno gli stessi proprietari ad aderire spontaneamente al progetto. Sappiamo tuttavia», ha aggiunto, «che la variante da sola non è sufficiente e che servono anche operazioni sulla viabilità, primo fra tutti il prolungamento della 434, ma questo non dipende da Verona, ma dalle scelte regionali».
Il leghista Paolo Tosato, si è detto disponibile al ritiro dei propri emendamenti, una sessantina, «se la maggioranza accetta di non procedere con l’allargamento di viale del Lavoro e inserendo le aree degradate limitrofe». In mattinata il Consiglio aveva approvato il piano particolareggiato di Fondo Frugose che, ha spiegato l’assessore Ivan Zerbato, prevede la realizzazione di 229 appartamenti, il 25% in edilizia convenzionata, una pista ciclabile che attraversa l’area, due grandi aree verdi nella parte sud del lotto e tre parcheggi pertinenziali interrati.
È stato approvato dalla sola maggioranza anche il provvedimento che aggiorna la variante che regola il centro storico dal punto di vista urbanistico. Un emendamento presentato da Tosato (Lega nord) sugli interventi ammessi nelle ex sale Bingo è stato accolto. Esso, ha affermato Tosato, «non permette di trasformare l’ex cinema Ariston di Veronetta in un cinema a luci rosse, ma ne consente la ristrutturazione per nuove attività commerciali a vantaggio del quartiere». Caustico Marchesini, Udc: «ti sei fatto abbindolare dalla maggioranza». (e.s.)


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Stranfiér
April 13th, 2007, 04:47 PM
Falcon, ma secondo te cos'è quella torre che si vede dietro il Bauli nell'immagine?
Hai qualche idea?

Falcon83
April 13th, 2007, 05:08 PM
me lo stavo chiedendo anch'io!
Ma lì non c'è il consorzio agrario del lombardoveneto? Magari buttano giù propio il Bauli!

Stranfiér
April 13th, 2007, 06:05 PM
me lo stavo chiedendo anch'io!
Ma lì non c'è il consorzio agrario del lombardoveneto? Magari buttano giù propio il Bauli!

Il Bauli è quel piccolo parallelepipedo che si vede davanti.
Dalle immagini, sembrerebbe che la torre sia proprio dietro il consorzio Lombardo-Veneto (che tra l'altro stanno ampliando), in Via Silvestrini.
Boh!

Falcon83
April 13th, 2007, 06:18 PM
che sia quello lì il plastico che mettono in Bra tra 3 giorni?

Stranfiér
April 14th, 2007, 12:17 PM
che sia quello lì il plastico che mettono in Bra tra 3 giorni?

Vedremo!
Intanto si parla di approvare il PIRU presentato per le ex-cartiere...con una sola torre alta al posto di quattro piccole!!!
Sperémo!

Sabato 14 Aprile 2007


Il sindaco il giorno dopo la conclusione del Consiglio: «Peccato, l’iter era alla fine»
«Verona Sud occasione persa»
Zanotto: «Chi l’ha bloccata rallenta un recupero atteso»
Ma si apre uno spiraglio per le ex Cartiere: forse un Piru


di Enrico Giardini



Un’occasione persa per dare subito il via libera definitivo al recupero e alla trasformazione edilizia e ambientale, dei siti industriali dismessi e della viabilità in una fetta di città che dal casello autostradale di Verona sud arriva a Porta Nuova. Una «Verona Due» in cui, nei prossimi 10 anni, si prevede vadano a stare 6.000 nuovi abitanti. Il Consiglio comunale, nell’ultima seduta di giovedì, non ha votato le osservazioni alla variante 282 redatta dall’architetto Bruno Gabrielli, che ridisegna il comparto urbanistico di un’area di quattro milioni di metri quadrati. Un provvedimento, peraltro, già passato in prima lettura dal Consiglio. Già tale, quindi, da porre i paletti per la salvaguardia dell’area. «Spiace però non essere arrivati al traguardo», commentava ieri il sindaco Paolo Zanotto, «anche perché ci sono interventi di recupero come quello delle ex cartiere che verranno rallentati. Con la variante approvata, infatti, potrebbe partire la demolizione dei capannoni dismessi».
Ma sulle ex cartiere l’assessore all’Urbanistica Roberto Uboldi apre uno spiraglio: «Valuteremo con la Giunta se sarà possibile adottare ugualmente il Piano di recupero urbano, cioè il Piru, che avevano presentato i proprietari in origine, anche se non è più coerente con la variante Gabrielli».


Ci sono, però, i margini per modificare in tempi rapidi il provvedimento di recupero delle ex cartiere, che consiste in costruire negozi, uffici, un parcheggio e strutture per il fitness e il tempo libero? L’assessore Uboldi, esponente della Margherita, precisa come il piano di recupero consiste in una delle due zone commerciali nuove consentite dal nuovo Piano regolatore, cioè il Pat appena approvato dal Consiglio, e che l’approvazione in prima lettura della variante Gabrielli pone un effetivo ostacolo a cambiare.
«Il Piru», spiega Uboldi, «prevedeva per esempio un unica torre per uffici vicino all’hotel Leon d’Oro, mentre la variante prevede quattro edifici più piccoli. Comunque, vedremo nei prossimi giorni che cosa si potrà fare. Posso dire soltanto che l’opposizione, sulla variante, prima ha perso un ricorso al Tar, poi ha fatto ostruzionismo bloccandone l’approvazione. Però è già positivo che con la prima lettura approvata si sia posta la salvaguardia sui prossimi interventi urbanistici di recupero, che non potranno contraddire le linee del Piano».
Il sindaco, invece, si rivolge all’opposizione di centrodestra che ha presentato 66 emendamenti (solo sei quelli votati) nell’ultima seduta, rallentando quindi lo svolgimento dei lavori e, di fatto, impendendo che si giungesse alla votazione finale in seconda lettura. «Chi ha bloccato l’approvazione della variante Gabrielli in seconda lettura in Consiglio comunale», precisa Zanotto, «ha ritardato la realizzazione del piano di recupero delle cartiere e anche il ribaltamento del casello autostradale di Verona Sud, oltre che allungare i tempi per i recuperi urbanistici di complessi industriali dismessi come le ex officine Adige e più in generale di un effettivo miglioramento della Zai storica».
Ma quanto inciderà questo passaggio a vuoto nel dare avvio ai recuperi, delle ex cartiere, aree dismesse della Zai, dell’ex Foro Boario e delle ex officine Adige, degli ex Magazzini generali (peraltro già avviato dalla Fondazione Cariverona, proprietaria dell’area, che diventerà il Polo culturale), dell’ex mercato ortofrutticolo (futuro polo finanziario), dell’ex macello e dell’ex scalo merci ferroviario? Si tratta di recuperi che prevederebbero nuove case, uffici, parchi pubblici per 400mila metri quadrati, parcheggi multipiano, strade (in particolare viale del Lavoro) con marciapiedi pù ampi, sulle stile della «ramblas» di Barcellona.
«La variante di Verona Sud prevede in estrema sintesi di trasformare una zona industriale in una spazio vivibile, con tanto verde, insomma in una città moderna, con una viabilità migliore grazie alla progettata strada di collegamento fra l’uscita della Transpolesana e la tangenziale dello stadio», spiega ancora Zanotto. «Dispiace, quindi», conclude, «non aver approvato la variante in seconda lettura sapendo che ci sono forze imprenditoriali, economiche e sociali che parteciperebbero a questo percorso di innovazione. La variante verrà comunque ripresentata nel prossimo Consiglio. Ai consiglieri d’opposizione, che hanno ostacolato la votazione finale, posso solo dire che l’opposizione ha il compito di contrastare le delibere utili alla città portando dei miglioramenti, ma non di bloccarle, perché facendo così si attua un sostanziale non rispetto della democrazia».
La maggioranza di centrosinistra, comunque, guarda anche al bicchiere mezzo pieno: «Dispiace non averla approvata per le osservazioni della Lega che vuole ridurre la larghezza dei marciapiedi di viale del Lavoro sui cui insistono i negozi», dice Edoardo Tisato, capogruppo della Lista Zanotto, «ma le dichiarazioni del capogruppo Tosi, giunto in Consiglio per cinque minuti per bloccare la delibera, mi fanno pensare che, a quanto pare, lui ha un disegno in testa in base al quale la situazione di degrado in cui versa Verona Sud a lui fa comodo».
Remo Zanella, capogruppo della Sinistra Europa, auspica che «la variante ritorni subito in Consiglio comunale, nella prossima amministrazione. Quanto alle Cartiere, dico che aver bloccato la variante significa protrarre quel degrado che proprio l’assessore leghista Tosi continua a stigmatizzare nei suoi sopralluoghi». Per il capogruppo dei Verdi Giorgio Bertani «la variante di Verona Sud è interessante, ma dovrebbe prevedere una maggiore integrazione e armonizzazone fra la Zai storica ei quartieri limitrofi di Borgo Roma, Santa Lucia e Golosine».




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Falcon83
April 16th, 2007, 07:19 PM
SAN MICHELE EXTRA. In una delle ultime riunioni l’amministrazione Zanotto ha approvato la delibera, attesa dagli anni Novanta
Aprono i cantieri a Fondo Frugose
Via libera alla lottizzazione che prevede 220 appartamenti con verde e negozi



In una delle ultime delibere del quinquennio dell’amministrazione Zanotto, il consiglio comunale ha messo la parola fine alla lunghissima querelle di Fondo Frugose.
Via libera quindi ai lavori per la costruzione di circa 220 appartamenti con negozi, verde pubblico, pista ciclabile e servizi in una zona che negli anni è diventata centrale nel quartiere. Un’operazione che farà incassare al Comune oltre 16 mila euro di cui una parte verrà utilizzata per la realizzazione di opere pubbliche che interessano il quartiere. Una storia ventennale quella che ha accompagnato la destinazione d’uso della vasta zona di proprietà del comune, tra le più appetibili del quartiere di San Michele Extra.
Una storia iniziata, è bene ricordarlo, negli anni Novanta quando fu costituita una società mista pubblico-privata denominata Agec srl che elaborò un progetto, con la possibilità di edificare fino a 92mila metri cubi con una superficie a verde e parchi gioco di 4.500 metri quadrati.



È bene anche ricordare che dal 1991 al 1994 le indicazioni approvate nei Consigli comunali di allora e dal commissario prefettizio confermavano i dati sopra indicati. Nel 2000 la svolta con un documento del consiglio di Circoscrizione che con parere praticamente unanime, invitava l’amministrazione comunale a ridurre il volume del costruito a 70mila metri cubi.
Mozione ripresa negli anni successivi in un documento del consiglio di Circoscrizione che con parere unanime confermava queste indicazioni. Indicazioni che sono state rispettate nel progetto particolareggiato presentato dalle Covesper, aggiudicataria della gara indetta da Agec su mandato dell’amministrazione Comunale, al consiglio di Circoscrizione nel maggio dello scorso anno che aveva espresso parere negativo pur trattandosi di un progetto migliorativo rispetto a quanto avevano deciso alla fine degli anni Novanta.
Un progetto che prevede la realizzazione di 220 appartamenti per un volume complessivo di 72mila metri cubi, con il 30 per cento degli alloggi destinati all’edilizia residenziale pubblica convenzionata e assegnati con apposito bando alle giovani coppie a prezzo agevolato. Ma non solo. Nei 72 mila metri cubi di costruito è compresa anche la volumetria della zona commerciale costituita solo da negozi di quartiere e quindi non è prevista la presenza della grande distribuzione, mentre la superficie a verde che potrà essere fruibile dai cittadini, sarà di 12.500 metri quadrati, il 40 per cento del totale.
Molta attenzione è stata data alle opere di urbanizzazione che prevedono la predisposizione di un impianto di illuminazione pubblica più basso delle piante che saranno posizionate lungo le strade tutt’intorno al complesso. È prevista anche la realizzazione di una pista ciclabile di attraversamento e garantita la permeabilità pedonale con il passaggio in tutte le direzioni.
La progettazione degli edifici si avvarrà di un’impiantistica di nuova tecnologia rispettosa delle norme vigenti che garantirà notevoli risparmi energetici. Infine, va evidenziato che a completamento dell’operazione di vendita dell’area, che prevede un introito nelle casse comunali di 16 milioni di euro, l’amministrazione comunale ha vincolato a verde pubblico, con la sola possibilità di eseguire la costruzione di un asilo nido integrato di 120 posti, la vasta zona di 50 mila metri quadrati compresa tra via Anti e via Marotto, che per la metà era destinata ad essere edificabile. L’inizio dei lavori del complesso che avrà un impatto ambientale e viabilistico non di poco conto a Madonna di Campagna è previsto per la fine del prossimo anno.
Luciano Purgato



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Stranfiér
April 19th, 2007, 09:06 AM
La Provincia dice "sì" al traforo lungo
19 aprile 2007

Il consiglio della Provincia di Verona ha approvato ieri, con 20 "sì", 6 "no" (Ds e Margherita) e l'astensione della lista Franchetto, la mozione sul traforo lungo delle Torricelle.

"Quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) è stato un voto importante viste le ultime prese di posizione del sindaco di Verona Zanotto - ha commentato Massimo Galli Righi, presidente del consiglio (FI) -. Qualche anno fa, il consiglio provinciale aveva già votato a favore del traforo lungo, la mozione di oggi invece inchioda l’autostrada all’utilizzo dei 53 milioni. Si aggiunge un tassello in più".

Il documento, in sostanza, impegna infatti il presidente Mosele a presentare un’istanza al presidente dell’autostrada Serenissima, "affinché quanto accantonato nel bilancio venga utilizzato unicamente per progettare e realizzare il completamento dell’anello circonvallatorio a nord della città".

Critico Vincenzo d'Arienzo (Ds). "Non entro nel merito della scelta tecnica: tunnel lungo o corto - dice -. Voglio solo confutare la scientificità del sondaggio commissionato dal comitato a favore del traforo. Rileggendo i dati noto che il 48,9% degli intervistati ha detto sì, mentre si raggiunge il 51,1% sommando i no e i non so".

Stranfiér
April 19th, 2007, 09:35 PM
Giovedì 19 Aprile 2007


Via libera al piano dell’ex Macello, la Fiera realizzerà un parcheggio da 1.800 posti

Riorganizzazione dei mercatini natalizi e urbanistica sono stati gli argomenti discussi ieri mattina dalla giunta comunale.
La riunione ha dato il via libera agli interventi nell’area dell’ex Macello. Il piano di lottizzazione era stato presentato da Veronafiere, in gran parte proprietario dei terreni, il 23 marzo 2006. Il piano urbanistico attuativo adottato ieri dall’amministrazione comunale comprende un’area di circa 35 mila metri quadrati. Le strutture che vi sorgeranno, tra cui un parcheggio a due piani interrati per 1800 posti macchina in una zona adiacente viale dell’Industria, saranno a servizio delle attività fieristiche. Il piano comprende anche due piccole aree di proprietà comunale sul lato est, rispettivamente di 323 e 164 metri quadrati, che la Fiera si è impegnata ad acquistare per la somma di 243.850 euro. Altri 99.198 euro entreranno nelle casse comunali per la costruzione dell’autorimessa.
Nella zona, su circa 11 mila metri quadrati, sorgeranno una struttura ricettiva (forse una foresteria per gli espositori), uffici e spazi commerciali a disposizione della Fiera. Il piano prescrive che le varie superfici di vendita non superino i mille metri quadrati ciascuno. Inoltre i proprietari dovranno realizzare una rotatoria all’incrocio tra via Belgio e via Francia, adeguare la viabilità, destinare a piazza e a verde pubblico un’area di 18 mila metri quadrati. Anche una porzione di 12 mila metri quadrati al primo livello del parcheggio interrato sarà messo a disposizione della collettività. La volumetria edificabile sarà di 84 mila metri cubi e gli edifici non dovranno superare i sei piani e i 20 metri di altezza. Tra le prescrizioni imposte dalla commissione edilizia c’è la piantumazione di alberi.
La giunta, ha fatto sapere il sindaco Paolo Zanotto, ha poi approvato un atto di indirizzo aggiuntivo in cui si dà indicazione all’ufficio edilizia privata che «data la conclamata carenza di parcheggi», d’ora in poi i progetti di costruzione di nuove strutture espositive della Fiera dovranno prevedere anche posti auto aggiuntivi per gli operatori.


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Stranfiér
April 20th, 2007, 12:36 PM
Mario Faccioli, An

«L’autodromo
mi preoccupa»

Vigasio. «È opportuno rivedere il progetto dell’autodromo fra Vigasio e Trevenzuolo». Mario Faccioli, consigliere provinciale di Alleanza Nazionale, fa marcia indietro sul tema dell’autodromo, affermando la propria «preoccupazione per una situazione che è molto cambiata rispetto al progetto originale, che il mio stesso partito sostenne in Regione. All’inizio sembrava dovesse sorgere solo una pista per le automobili, oggi invece nell’area che ospiterà la struttura sono previste costruzioni per cinque milioni di metri quadrati, oltre a un altro milione che sorgerà a Nogarole Rocca con il District Park».
«Ritengo che sia l’impatto sociale che quello viabilistico», continua Faccioli, «saranno ingenti, e non c’è da sorprendersi che alcuni cittadini e amministrazioni comunali manifestino la propria preoccupazione. Quella dell’autodromo è la seconda opera più grande in assoluto nel Veneto, seconda solo al Mose. Sui nostri figli, nei prossimi vent’anni, potrebbero esserci considerevoli ricadute».
Nella convinzione che sia «la politica a dover governare un processo tanto gigantesco», Faccioli annuncia che presenterà «una mozione in consiglio provinciale e che farà un appello al presidente della Provincia Mosele affinchè tenga in considerazione il problema. Invierò anche una lettera ai rappresentanti di An in Regione, investendoli delle perplessità sulla devastazione del territorio». (ma.ve.)


http://www.fagnano.altervista.org/immagini/copia_di_autodromo_del_veneto.jpg

Falcon83
April 21st, 2007, 10:34 AM
http://i19.tinypic.com/3yyedsg.jpg

albirello
April 22nd, 2007, 08:07 PM
Datemi il benvenuto, sono nuovo :master: :lol:
Vi volevo segnalare che oggi si è tenuto il primo dei quattro incontri dedicati a Verona Sud.
Ci siamo trovati a palazzo barbieri e abbiamo guardato dapprima il plastico di verona sud (impressionante!) e dopo direttamente sui luoghi interessati con un pullman del comune (polo culturale e finanziario, nuovo svincolo di verona sud + parcheggio scambiatore + metropolitana, torri di bellini, "central park".
Un urbanista ci ha potuto spiegare con cura ogni parte del progetto!
Per chi fosse interessato all'esperienza, può prenotare su www.teseo.verona.it
Vi consiglio veramente di andarci!

Falcon83
April 22nd, 2007, 08:21 PM
benvenuto!!!:)
Cavoli dai racconta di più!!! Io vado la settimana prossima a vedere i plastici, spero di riuscire a fare qualche foto!!! Hanno detto qualcosa del progetto di Rogers?

albirello
April 22nd, 2007, 10:58 PM
benvenuto!!!:)
Cavoli dai racconta di più!!! Io vado la settimana prossima a vedere i plastici, spero di riuscire a fare qualche foto!!! Hanno detto qualcosa del progetto di Rogers?

Hai ragione, tenterò di essere più preciso anche se le cose viste sono state tante e la mia memoria :nuts:

Il plastico che abbiamo potuto vedere è davvero ben fatto, forse un po troppo grande e di conseguenza è difficile poter vedere bene le zone centrali del progetto... Nella sala comunque erano presenti anche i plastici dei progetti separati, mi è rimasto impresso quello disegnato da bellini :)
Dopodichè il progetto è stato illustrato per una mezzoretta da un urbanista, completamente estraneo al progetto :ohno:
Preso il pullman del comune ci ha portato davanti alla fiera, mostrandoci dove sorgerà il polo finanziario e il polo culturale e facendoci capire l'immensità della zona interessata. Seconda tappa in mezzo ai campi, alla genovesa dove è in progetto il parcheggio scambiatore con il nuovo casello autostradale. Infine siamo andati a vedere dove sorgeranno le nuove torri di bellini.

Veniamo al sodo ora :)
Il progetto parla chiaro: le macchine devono "sparire". Dal casello di Verona sud si entra nel parcheggio scambiatore della genovesa, sicuramente gratuito. Dal parcheggio scambiatore parte una metropolitana (avete capito bene, non tramvia, metropolitana) che collega fiera, polo culturale e polo finanziario, per arrivare fino in stazione. Dal progetto si può infatti notare che nella zona non esisteranno grandi parcheggi. Si dovranno utilizzare perciò mezzi pubblici. La metropolitana si pensava di farla arrivare fino a piazza bra ma i fondi probabilmente non saranno sufficienti e quindi nisba :ohno:
Viale del Lavoro cambierà nome ma, cosa sicuramente più importante, verrà allargata. Sulla sinistra rimarrà la fiera, sulla destra polo culturale e dopo polo finanziario. Dove è presente la ex manifattura tabacchi avverrà invece un ampliamento della fiera. I parcheggi nel frattempo costruiti dalla fiera verranno utilizzati dai cittadini e non dai turisti. Sempre e comunque meno macchine di prima... Dalla ex centrale del latte sorgerà il progetto di bellini ma su questo non è che ci siamo fermati molto e quindi di più non posso dirvi...
Riprendendo viale del lavoro, il cavalcavia viene demolito e rimangono sempre le solite corsie. Ora veniamo ad un nodo cruciale: dove è adesso il cavalcavia partirà una rotonda che enorme è veramente dire poco. Attraverso la mega rotonda si prenderà la futura 434, che dal progetto sembra sotterranea: ex magazzini generali, basso acquar e dopo ? la presentazione anche su questo è stata carente.
Un altra curiosa notizia della mega rotonda: al centro vi sorgerà un edificio. Da quanto ci raccontava l'urbanista neanche il sindaco ne era entusiasta e probabilmente verrà rivisto anche questo. A sinistra della rotonda il solito collegamento con i quartieri di santa lucia - golosine, tirando dritto invece alla solita porta nuova.
Parliamo ora dell'enorme parco urbano: sorgerà allo scalo merci delle ferrovie dello stato. La superficie è immensa e probabilmente è da rivedere: i soldi non bastano e lo spazio verde andrà a discapito di altre costruzioni. Resterà comunque un grande parco urbano.
Porta nuova rimarrà sempre e comunque la stazione per l'alta velocità. Una scelta forse sbagliata, perchè portandola più a sud sarebbe sicuramente più facile il collegamento con il quadrante europa.
Ci siamo anche soffermati a discutere del polo culturale: è un grande contenitore e non si sa ancora niente di che cosa probabilmente andrà a contenere: prima lo facciamo e poi vediamo cosa buttarci dentro...
Questo progetto riuscirà comunque a riunire i quartieri di borgo roma - golosine - santa lucia, interessando quindi 60.000 persone (quasi un 1/4 degli abitanti!)
Le cose da raccontare sono ancora molte (l'esperienza è durata 3 ore!), ovviamente per problemi di spazio e di tempo non posso dirvi tutto, se avete domande chiedete pure oppure andate a vedere la mostra, davvero consigliata!

Disclaimer: prendete tutto quello che ho detto con le pinze: molte sono indiscrezioni dell'urbanista, qualcos'altro del progetto da rivedere, ecc...

Edit: No di rogers non si è parlato! Scusami per l'ignoranza, ma chi è?
Su Il Verona di domani ci dovrebbe probabilmente essere un articolo, dato che ci hanno intervistato... se avete voglia guardate anche li!

Falcon83
April 22nd, 2007, 11:05 PM
la mega rotonda, la metropolitana?:eek2: :eek2: :eek2:

quindi elimineranno anche Viale Piave? Penso che andrò a farlo anch'io questo tour. Sulle tempistiche l'illuminato urbanista non si è espresso?

Rogers è l'architetto inglese che ha progettato un grattacielo (+ masterplan) dove ci sono adesso le ex officine Adige

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=457333

albirello
April 22nd, 2007, 11:47 PM
Ecco cosa ho dimenticato, la tempistica!!! :lol:
Certo, a dire il vero è stata la prima domanda... Comunque tieniti forte, solamente 20 anni... Almeno 4 amministrazioni diverse che faranno e ridisferanno mano a mano il progetto! :lol:

Si, sulla metropolitana sono rimasto anche io di stucco... L'urbanista però la chiamava tramvia sotterranea. Tramvia di superficie solo san michele extra - stadio, almeno per ora perchè sarà un disfa e ridisfa continuo :ohno:

E di rogers mi dispiace ridirlo ma non se ne è proprio parlato, magari potrai chiedere all'urbanista, che domande glie ne abbiamo fatte anche fin troppe :)

Neanche della rotonda se ne è parlato molto, si è detto solamente dell'edificio che dovrà sorgervi all'interno (e qui capisci subito che una rotondetta non è)... Comunque si vede molto bene nel plastico che la rotonda "sostituirà" viale piave...

Il fantastico urbanista (:nuts: ) ci ha mostrato anche 2 libri di urbanistica che parlano del progetto di verona sud... E' un po difficile reperirle (mi ha detto il nome della libreria ma ora francamente non ricordo...), comunque appena sarà aperta la nuova bibblioteca civica (4 maggio?) sarà possibile prenderli in prestito. Se non sbaglio il trimestrale è urbanistica n 131... non provate a portarmelo via>!!!

Ecco, per altre domande io ci sono sempre... E prendere tutto con le pinze!

Alter-Ego
April 23rd, 2007, 09:13 AM
Datemi il benvenuto, sono nuovo :master: :lol:
Vi volevo segnalare che oggi si è tenuto il primo dei quattro incontri dedicati a Verona Sud.
Ci siamo trovati a palazzo barbieri e abbiamo guardato dapprima il plastico di verona sud (impressionante!) e dopo direttamente sui luoghi interessati con un pullman del comune (polo culturale e finanziario, nuovo svincolo di verona sud + parcheggio scambiatore + metropolitana, torri di bellini, "central park".
Un urbanista ci ha potuto spiegare con cura ogni parte del progetto!
Per chi fosse interessato all'esperienza, può prenotare su www.teseo.verona.it
Vi consiglio veramente di andarci!

benvenuto :) e grazie per le info

Stranfiér
April 23rd, 2007, 12:17 PM
http://img142.imageshack.us/img142/5190/veronasudcn4.png (http://imageshack.us)

Sonic from Padova
April 23rd, 2007, 12:23 PM
Questo é un rendering più grande....
sembra molto interessante :)
http://i16.tinypic.com/308dv2b.jpg

Stranfiér
April 23rd, 2007, 12:29 PM
Ciao Albi, benvenuto...manco mal un altro veronese! :cheers:

Interessante il tuo post.

Della rotonda avevo sentito parlare.
Certo è che se vogliono convogliare tutto il traffico di Viale Piave su una rotonda...deve essere proprio mega!
Se vogliono fare una rotonda, comunque, devono pensare a farne anche nei pressi di Porta Nuova (intendo la porta veneziana), perché se lasciano i semafori, credo che la mega rotonda (per quanto mega) rimarrebbe sempre bloccata.

Per quanto riguarda il collegamento con la 434, per quanto ne so io, dovrebbe partire dalla Palazzina, sbucare in Basso Acquar, tirare dritto per Viale Piave e da lì collegarsi alla Bretella, passando per l'attuale scalo merci, in galleria o in trincea.


Per quanto riguarda la foto del plastico, che ho postato sopra, si vede un'altra torre di fronte a quelle di Rogers.
Credo che l'eventuale collocazione potrebbe essere questa, che ne dite?
http://img207.imageshack.us/img207/2033/bauliun4.jpg (http://imageshack.us)

albirello
April 23rd, 2007, 01:36 PM
Ciao Albi, benvenuto...manco mal un altro veronese! :cheers:

Interessante il tuo post.

Della rotonda avevo sentito parlare.
Certo è che se vogliono convogliare tutto il traffico di Viale Piave su una rotonda...deve essere proprio mega!
Se vogliono fare una rotonda, comunque, devono pensare a farne anche nei pressi di Porta Nuova (intendo la porta veneziana), perché se lasciano i semafori, credo che la mega rotonda (per quanto mega) rimarrebbe sempre bloccata.

Per quanto riguarda il collegamento con la 434, per quanto ne so io, dovrebbe partire dalla Palazzina, sbucare in Basso Acquar, tirare dritto per Viale Piave e da lì collegarsi alla Bretella, passando per l'attuale scalo merci, in galleria o in trincea.


Per quanto riguarda la foto del plastico, che ho postato sopra, si vede un'altra torre di fronte a quelle di Rogers.
Credo che l'eventuale collocazione potrebbe essere questa, che ne dite?
http://img207.imageshack.us/img207/2033/bauliun4.jpg (http://imageshack.us)


Hai ragione per il collegamento con la 434, la strada passerà sotto al nuovo central park :)
Certo, come hai detto te sono necessari interventi anche nell'incrocio di porta nuova, ma qui è zona off limits e non si sa niente di più...

Che bello, il verona ha riportato tutto per filo e per segno con anche il mio parere! :)

Stranfiér
April 24th, 2007, 12:16 PM
Dal plastico della mostra si vede bene la rotonda con l'edificio in mezzo (una pazzia).

Si vede anche cosa vorrebbero fare alle ex cartiere (in basso a sinistra): una bella schifezza!

http://portale.comune.verona.it/cache/cfx_imagecr3/2ebc3e5b9ff055010097028e3d307164.jpg

Questo è il plastico di Adige City (esposto alla mostra), con le torri Rogers:

http://portale.comune.verona.it/cache/cfx_imagecr3/6fdb0d10e4985162ff5945f9778cd5c8.jpg

Stranfiér
April 27th, 2007, 03:12 PM
venerdì 27 aprile 2007 cronaca pag. 21

La città che cambia. La scelta per la riqualificazione. Proseguono visite e mostra dei plastici di Verona Sud
L’asso Byrne darà i voti ai recuperi delle caserme
L’architetto portoghese valuterà con altri tecnici i progetti per Santa Marta e Passalacqua

Si sta concludendo la selezione per assegnare la progettazione finalizzata a riqualificare le ex-caserme Santa Marta (su un’area di 29mila metri quadrati) e Passalacqua (172mila), che il Comune sta acquisendo dal Demanio militare. Il programma prevede di assegnare una sede alla Facoltà di Economia e Commercio per un nuovo polo didattico, dotato di residenze e servizi per studenti e docenti. Per il quartiere troveranno inoltre collocazione impianti sportivi, sale per attività culturali e sociali, un parco urbano dentro il Parco delle Mura e anche alcune case di residenza.
Il 23 aprile è scaduto il termine ultimo per consegnare gli elaborati dei professionisti invitati, vale a dire gli architetti Domenico Bolla, Maria Grazia Eccheli, Alberto Ferlenga, Bruno Gabrielli, Franco Mancuso, Gianni Perbellini e Arrigo Rudi. La giuria è composta dall’architetto Paolo Boninsegna, dirigente del Centro di responsabilità Progettazione Urbanistica-Qualità Urbana e dall’architetto Costanzo Tovo dirigente del Cdr Progettazione, del Comune di Verona; dall’architetto Gianfranco Arieti, dirigente dei Servizi tecnici dell’Università di Verona; dall’architetto Arnaldo Toffali, presidente dell’Ordine degli Architetti e, infine, da Gonçalo Byrne, architetto portoghese di prestigio internazionale che, oltre a Verona, è presente in giuria anche a Padova, per il concorso del nuovo auditorium.

Intanto, continua l’esposizione dei plastici di Verona Sud, in municipio, e le visite guidate, sui luoghi della trasformazione, condotte dall’urbanista Giulio Saturni. La mostra prosegue fino al 20 maggio dal giovedì alla domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. Le prossime visite domenica 6 maggio, dalle 15 alle 18, sabato 12 e 19 maggio dalle 10.30 alle 13. Prenotazione obbligatoria telefonando all’800202525 o su www.comune.verona.it. (e.g.)

Stranfiér
May 1st, 2007, 10:52 PM
L'Arsenale torna ai veronesi
30 aprile 2007

Sono iniziati i lavori per la riqualificazione dell’Arsenale. Il primo intervento riguarda la trasformazione di alcuni locali interni in deposito visitabile del museo di storia naturale. All’interno dell’Arsenale verranno disposti i materiali quali fossili, reperti archeologici e animali fino ad ora conservati a Castel San Pietro.


"Non si tratterà né di una semplice esposizione, né di un deposito puro e semplice – spiega Alessandra Aspes, direttrice del Museo di Storia Naturale -. I materiali saranno disposti in modo da creare una sorta di anteprima di quello che poi sarà il museo che, nel giro di alcuni anni, sarà trasferito qui nell’area dell’ex Arsenale, nella zona ovest".
I locali che ospiteranno il deposito sono stati puliti e dotati di impianto d’allarme e antincendio e saranno visitabili, dopo essere stati dotati di apposite scaffalature e contenitori, tra circa un mese. Il costo di quest’operazione è di 468mila euro. Altri interventi già iniziativi e che consentiranno di restituire l’area alla città, riguardano la pulizia della zona ovest, dove le ruspe sono già al lavoro e dove sorgeranno un grande parco, dotato di attrezzature per il divertimento dei più piccoli e un campo da calcio. Sono in corso anche altri lavori di manutenzione per una spesa totale, compreso l’intervento per il deposito visitabile del museo di storia naturale, di 1 milione di euro.

http://img139.imageshack.us/img139/8718/arsenalelavorinw5.jpg (http://imageshack.us)

Stranfiér
May 4th, 2007, 12:49 PM
Venerdì 4 Maggio 2007


Il leghista: «Cambierò tutto, alla città serve una sterzata». Il sindaco: «Completeremo i progetti avviati»
Tosi e Zanotto, ecco i programmi
Sicurezza, traforo, Verona Sud, accoglienza: le promesse dei due candidati
Progetti divergenti per i grandi contenitori come l’ex Arsenale e Castel San Pietro
Divisi anche sugli immigrati. Ma concordi nel sostegno alle giovani coppie


Flavio Tosi l’aveva annunciato subito: «Se divento sindaco cambio tutto quello che ha fatto Zanotto». E Paolo Zanotto ieri sera alla Gran Guardia ha ribadito: «La continuità è fondamentale per completare i progetti iniziati».
E in effetti il confronto fra i programmi dei due principali candidati sindaco rivela una visione di città diversa in molti punti importanti. Insomma, non ci sarà il rischio di giudicare Tosi e Zanotto, bandiere di centrodestra e centrosinistra, la «stessa minestra». E tuttavia non va taciuto che per certi aspetti i proclami di «rottura» di Tosi non coincidono con la sostanza: diverse iniziative lanciate da Zanotto vengono riprese per essere mantenute. In particolare per la vivibilità dei quartieri, per l’ordine pubblico, per i servizi agli anziani.
TRAMVIA. Il divario più importante e netto riguarda grandi opere e urbanistica. A cominciare dalla tramvia. Paolo Zanotto, risolta la compatibilità finanziaria dell’opera con un contributo del 60% dallo Stato, è pronto a proporre il piano economico del primo percorso (San Michele Extra-Stadio) al prossimo Consiglio comunale. «Per un trasporto pubblico moderno, efficace, ecologico, all’altezza delle città europee», dice il programma. Tosi invece dice «un assoluto no alla realizzazione della tramvia, inutile e troppo costosa». Nonostante la lista della Lega Nord schieri Stefano Zaninelli, a suo tempo il presidente dell’Amt che diede il via al progetto. Il papà politico della tramvia.
TRAFORO DELLE TORRICELLE. Il traforo delle Torricelle? Tosi è per quello lungo da Poiano a Parona per la grande viabilità, Zanotto per la soluzione breve da Borgo Venezia a via Mameli per risolvere il problema del traffico interquartierale.
URBANISTICA. Radicalmente differenti le prospettive per l’urbanistica. Tosi dice che il Pat (il nuovo Piano regolatore) va «modificato urgentemente: risponde solo alle esigenze di pochi e non segna alcun cambiamento con il passato». Zanotto invece vanta «la realizzazione del Piano regolatore dopo 30 anni, e con il metodo della condivisione: Verona è il primo Comune del Veneto ad aver adottato il nuovo strumento del Pat».
VERONA SUD. E la variante di Verona Sud, che il centrodestra ha bloccato all’ultimo seduta del Consiglio comunale? Per Zanotto era e resta fra i punti più qualificanti della sua amministrazione: «Dal casello autostradale a Porta Nuova un grande boulevard diventerà porta d’ingresso della città, e intorno nuove case, uffici, 400 mila metri di verde, 18 chilometri di poste ciclabili». Per Tosi «va tutta rivista: risponde alle esigenze speculative di pochi. E alcune aree della Zai e di Basso Acquar devono avere destinazione commerciale. All’ex Mercato poi deve essere prevista anche una struttura sportiva». E mentre il candidato sindaco della Casa delle Libertà è d’accordo con Zanotto sulla grande viabilità a Verona Sud (variante statale 12, allungamento della 434 a Basso Acquar, spostamento del casello autostradale), la critica torna con il Polo finanziario.
POLO FINANZIARIO. Per Zanotto «attrarrà risorse di alta professionalità e opportunità lavorative in un contesto ricco di verde e servizi, accanto agli ex Magazzini Generali dove nascerà un polo culturale di respiro europeo». Per Tosi il progetto deve subire una «revisione in accordo con la proprietà, per ridurre l’impatto negativo sui quartieri limitrofi».
ZTL. Tosi vuole anche «rivedere» l’intero impianto della Ztl - la zona sorvegliata dalle telecamere - «trovando orari e modi di accessibilità al centro storico che possano mettere d’accordo residenti e commercianti».
CONTENITORI. Nella visione di Tosi l’ex Arsenale diventa un grande «centro di aggregazione» con molte funzioni. E scompare dal progetto il Museo di Storia naturale, per il quale Zanotto ha iniziato a lavorare. Per Castel San Pietro ed ex Magazzini Generali Tosi auspica la «condivisione con i proprietari per trovare soluzioni utili alla città». Zanotto annuncia che Castel San Pietro «diventerà centro espositivo museale. Tornerà la funicolare a collegare il quartiere di Santo Stefano al Castello».
ACCOGLIENZA. Mentre Zanotto ricorda che il progetto Rom ha permesso di «togliere dai semafori 60 bambini nomadi che ora frequentano la scuola», Tosi ha annunciato l’intenzione di chiudere il campo nomadi di Boscomantico.
FAMIGLIA. Sia Tosi che Zanotto si impegnano nel sostegno alle giovani coppie. Tosi propone un contributo per i nuovi nati, convenzioni con bar, cinema e pizzerie per sconti alle famiglie indigenti. E promette di diminuire le rette degli asili nido. Zanotto lancia un progetto di accesso alla casa con costi contenuti, con esenzione Ici per cinque anni, e promette 100 posti in più negli asili nido.
SICUREZZA. Zanotto parla di raddoppiare il servizio dei vigili di quartiere con l’Ufficio Mobile, di città e periferie più illuminate con un migliaio di punti luce in più, di 100 incroci in sicurezza, di assicurazione ai cittadini contro i danni causati dalla microcriminalità. Tosi vuole più vigili nella zone più esposte alla microcriminalità, da Pradaval a Veronetta, dalla stazione a via Mazzini alle periferie.
QUARTIERI. Per Tosi servono azioni mirate a «far tornare in strada i veronesi, per riconsegnargli i loro quartieri e le loro frazioni». Zanotto si ripropone di continuare nella riqualificazione urbanistica e sociale delle periferie sull’esempio del contratto di quartiere di Borgo Nuovo.




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Stranfiér
May 7th, 2007, 12:28 PM
Lunedì 7 Maggio 2007


Il progetto per il tunnel delle Torricelle divide completamente i due candidati. E c’è chi non lo vuole
Traforo, scontro tra Zanotto e Tosi
Il sindaco: «Farò quello breve». Lo sfidante: «Urgente quello lungo»
«Galleria corta per alleggerire i quartieri caotici»
«No, tunnel lungo per completare l’anello a nord»


di Enrico Santi



Il traffico e le soluzioni viabilistiche più adeguate per contenerlo sono alcuni dei nodi sui quali i candidati sindaci in lizza per le elezioni amministrative del 27 e 28 maggio si stanno confrontando, proponendo soluzioni diverse e a volte opposte. Il traforo delle Torricelle è uno dei progetti al centro del dibattito. Le ipotesi di cui si parla da anni sono tre: il traforo "breve" da via Fincato a via Mameli chiuso al traffico pesante, per sollevare dal traffico le zone di Veronetta e di Ponte Pietra, il traforo "medio" da Poiano al quartiere Saval e il traforo "lungo" da Poiano a Parona. La prima soluzione è stata fatta propria dal centrosinistra, mentre il centrodestra è a favore della terza. Quest’ultima ipotesi è caldeggiata anche dalla Provincia forte di un sondaggio sul tema, il cui risultato è però contestato da chi come i Verdi e le varie associazioni ambientaliste, da Legambiente a Italia Nostra, il tunnel sotto le Torricelle non lo vuole affatto. Invece di snellire la viabilità, è la motivazione del no, diventerebbe attrattore di ulteriore traffico automobilistico.
Per il sindaco Paolo Zanotto, ricandidato dalla coalizione di centrosinistra, il tunnel corto è la soluzione ottimale e «definitiva» al problema del passaggio viabilistico urbano da est a ovest della città. L’ipotesi "breve", da Borgo Venezia a Borgo Trento, si legge nel programma di Zanotto, offre «soluzioni efficaci per la mobilità urbana nel pieno rispetto dell’ambiente, escludendo il traffico pesante con costi di attuazione tali da rendere l’opera realizzabile in circa tre anni».
Lo scorso 11 aprile la giunta di Palazzo Barbieri aveva approvato la proposta di project financing presentata dalla società Technital per la realizzazione della galleria. «In questo modo», aveva commentato il sindaco uscente, «si può risolvere il problema urgente del traffico di attraversamento a Veronetta e nella strozzatura di Ponte Pietra e Teatro Romano. Questa galleria», aveva assicurato, «è in grado di intercettare quel flusso di auto e liberare due quartieri, Veronetta e Santo Stefano, molto penalizzati». In tutto sono 2.270 metri di cui 1.790 in galleria. Il costo previsto è di circa 80 milioni di euro.
Ritiene «urgentissima» la necessità di liberare le zone est e nord e il centro città dal traffico anche la coalizione di centrodestra guidata dal leghista Flavio Tosi. Nel programma della Casa delle libertà allargata a Democrazia cristiana per le autonomie, lista Pensionati e lista Tosi sindaco, si indica però una soluzione diversa da quella prospettata da Zanotto. E cioè «la realizzazione del tunnel lungo delle Torricelle». All’interno, si specifica, di un progetto complessivo che prevede il «completamento dell’anello circonvallatorio nella zona nord e ovest creando un percorso in trincea coperta nelle zone più delicate, Avesa, Quinzano, San Rocco». Il programma del centrodestra a tale proposito, indica inoltre come «indispensabile» la realizzazione di un nuovo ponte sull’Adige per il passaggio di questa nuova arteria, che dovrebbe unire la tangenziale est alla tangenziale nord, «e per liberare il quartiere Saval». Per Tosi, quindi, va realizzata la galleria da Poiano a Parona, mentre, e il centrodestra lo precisa a chiare lettere, «deve essere assolutamente bloccato» il progetto di tunnel corto messo in cantiere dalla giunta Zanotto.
Il traforo delle Torricelle non s’ha da fare, invece, per i Verdi, che, pur facendo parte dell’alleanza pro-Zanotto chiedono una «moratoria sul progetto, in attesa dei nuovi interventi viabilistici sulla città».
Secondo il presidente della federazione dei Verdi, Claudio Magagna, «la galleria delle Torricelle non è la soluzione del traffico per la città, ben che meno per Veronetta e per Borgo Trento, poiché il tunnel favorirà ancor più l’impiego dell’auto».
L’alternativa al progetto di galleria, secondo l’area ambientalista della coalizione di centrosinistra, «va individuata a partire dalle indicazioni contenute nel cosiddetto "Piano Winkler" del 1992: nessun tunnel sotto le Torricelle, ma velocizzazione del traffico, in modo da farlo scorrere dall’area di Porta San Giorgio verso sud, arrivando nei settori urbani del cimitero, di lungadige Galtarossa e di Porta Nuova, senza incroci semaforici, ma con corsie veloci e sensi unici in modo da riversare il traffico sulla tangenziale a sud».




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Stranfiér
May 8th, 2007, 12:28 PM
Martedì 8 Maggio 2007


Il candidato della Cdl conferma al Collegio Costruttori le sue perplessità sulla variante Gabrielli e sulle scelte urbanistiche «I progetti su Verona Sud andranno rivisti» Tosi: no alla tramvia, sì al tunnel lungo delle Torricelle e cabina di regia per le opere «Sono troppi i vincoli della Sovrintendenza non si può fermare tutto per quattro sassi Di reperti sono pieni gli scantinati dei musei»


I temi urbanistici sono stati al centro ieri del dibattito politico. «Verona ha bisogno di costruire, di non fermarsi perché serve continuità sui progetti che aspettiamo dai tempi del sindaco Sironi». Andrea Marani, presidente dei costruttori edili, davanti a una platea di impresari, ha così dato il via ad un serrato confronto con il candidato sindaco del centrodestra. Il leghista Flavio Tosi, con il suo stile diretto ha però risposto ribadendo la sua volontà di «rivisitare» la variante Gabrielli su Verona Sud e il suo no alla tramvia. Sì invece al traforo "lungo" delle Torricelle e a una maggior facilitazione degli interventi edilizi in centro storico.


Nella sala di via Teatro Filarmonico, Tosi ha esordito ironizzando sull’iniziativa del Comune di animare i giardini Pradaval con spettacoli di intrattenimento e letture di poesie. «Con quattro ore al giorno per un periodo di quattro mesi questi animatori, scortati da tre vigili urbani, costeranno 26 mila euro che andranno a una cooperativa amica. Costava meno tener lì solo i tre vigili...». E alla fine dell’incontro, il presidente del Collegio costruttori, Andrea Marani, vi si è riallacciato: «Invece di mandare i vigili nei cantieri per i controlli sulla sicurezza, trattandoci da delinquenti e dando multe per delle stupidaggini, a noi da sempre in prima fila contro gli incidenti sul lavoro, è meglio che li mandino a sorvegliare i giardini o a contrastare i veri delinquenti». E Tosi, tra gli applausi: «Su questo, lo sapete, sfondate una porta aperta».
Giunto con tre quarti d’ora di ritardo da Cavalcaselle «per colpa di quegli incapaci che hanno deciso di eseguire la potatura degli alberi in pieno giorno sulla statale 11», nel pomeriggio di ieri Tosi non si è sottratto ad un serrato confronto nella sede del Collegio costruttori edili, a pochi passi dal Liston, dove erano riuniti un centinaio di imprenditori. I temi all’ordine del giorno avevano soprattutto a che fare con lo sviluppo urbanistico ed edilizio della città. Primo argomento sottoposto al candidato sindaco della Casa delle libertà è lo sviluppo urbanistico di Verona Sud, opportunità che le imprese non vogliono perdere. «Si deve andare avanti perché riprogrammare il piano significa perdere ancora anni e nella nostra città è dai tempi del sindaco Sboarina che non si fanno opere pubbliche importanti», ha fatto sapere il presidente dei costruttori.
«La variante Gabrielli», ha però replicato Tosi che ha voluto accentuare la discontinuità della sua linea con quella di Zanotto, «va rivisitata a fondo perché non è stata pensata secondo criteri di equità. Prima di pianificare nuovi insediamenti bisognava pensare alla viabilità e alla vivibilità dei quartieri interessati, oltre che ai problemi che progetti come il Polo Finanziario creeranno alla Fiera». Riguardo a quest’ultimo tema, Tosi ha detto che avrebbe preferito una maggiore gradualità. «Gli investitori esigevano un rispetto della tempistica, ma il Comune non l’ha saputa garantire, perdendo tempo in pareri legali e non portando a termine tutte le alienazioni dei terreni. La prossima amministrazione comunale dovrà rivedere l’impatto sul territorio della variante di Verona Sud, pensando alle esigenze dei cittadini».
Altro cavallo di battaglia di Tosi: il risanamento delle ex Cartiere: «Zanotto, appena eletto, garantì una soluzione nel giro di quattro mesi... Sono passati quasi cinque anni e il degrado è ancora lì. La proprietà per le inadempienze del Comune ha dovuto rivolgersi al Tar». Al candidato del centrodestra, i costruttori hanno chiesto un impegno per «migliorare la qualità sociale e abitativa» del centro storico e delle periferie. «In centro storico», ha osservato l’uomo forte della Lega scaligera, «certi vincoli devono essere alleggeriti per permettere l’insediamento di attività che lo facciano vivere. Inoltre», ha aggiunto, «bisognerà discutere seriamente con la Sovrintendenza che spesso blocca interventi importanti per la città a causa di un muro antico, di quattro sassi o di un albero secolare. La Sovrintendenza dev’essere ragionevole», ha esclamato, «perché di scantinati pieni di reperti ne abbiamo abbastanza...».
Un altro argomento caro ai costruttori è quello dell’edilizia popolare. A tale riguardo Tosi ha ventilato una «forma di collaborazione stretta tra Agec, Ater e imprese». Altro tema caldo la tramvia. L’assessore regionale leghista ha confermato la sua contrarietà: «Un mezzo di questo tipo ha senso soltanto come mezzo di collegamanto tra la città e i quartieri esterni o l’aeroporto, ma costruirla in centro non ha senso, è un progetto vecchio di 15 anni e i cantieri creeranno il caos. Per non dire che è insostenibile economicamente tant’è che la giunta Zanotto non ha nemmeno avuto il coraggio di portarlo in Consiglio».
L’unico «sì» convinto ai temi presentatigli dal direttivo delle imprese edili veronesi è stato per il traforo delle Torricelle. Ma non quello prospettato dall’amministrazione comunale. «Serve il tunnel lungo da progettare in project financing, poiché quello breve che vuole Zanotto non solo non risolverebbe i problemi di traffico, ma come opera interquartierale non avrebbe nemmeno i finanziamenti regionali». Tosi ha poi convenuto con il presidente dei costruttori: «È vero, è dall’amministrazione Sboarina e da "Italia 90" che non si fanno grandi opere infrastrutturali, per questo serve intervenire sulla viabilità con opere importanti». Tosi, che era affiancato dal segretario provinciale di An e assessore regionale all’edilizia privata, Massimo Giorgetti, ha infine sottolineato l’intenzione di dar vita a una "cabina di regia" per coordinare le opere e dare «tempi certi» alle imprese. «Tutti gli atti dovranno passare al vaglio delle categorie e delle professioni», ha aggiunto Giorgetti che ai presenti ha assicurato che la «continuità amministrativa sarà garantita grazie alla vicinanza con la Regione». L’esponente di An ha concluso con una battuta: «Tosi quando diventerà sindaco dovrà rinunciare al suo assessorato alla sanità, ma io che non sono in campagna elettorale sarò ancora al mio posto, e guai se non gli date una mano...». Lunedì 14 maggio i costruttori edili si confronteranno con Paolo Zanotto, sindaco uscente ricandidato dal centrosinistra. (e.s.)




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Falcon83
May 8th, 2007, 06:31 PM
Tosi sarà una disgrazia per Verona, forse peggio di Zanotto.Ci voleva Meocci, o Ferro.

Oggi sono passato dall'ospedale di b.go Trento, stanno cominciando a costruire i nuovi corpi di fabbrica!!

albirello
May 8th, 2007, 09:47 PM
Oggi sono passato dall'ospedale di b.go Trento, stanno cominciando a costruire i nuovi corpi di fabbrica!!

Per caso qualcuno ha una foto di un plastico o un'immagine tanto per farsi un'idea di come diventerà borgo trento? :)

Stranfiér
May 9th, 2007, 01:37 PM
Tosi sarà una disgrazia per Verona, forse peggio di Zanotto...

Ocio co le bastieme! ;)

Cmq, Tosi fà parte di una coalizione ed avrà una giunta variegata: non potrà decidere tutto lui.
Vedrai lui seguirà più che altro sicurezza, rom, pulizia, commercianti...a Vr Sud ci penseranno gli altri (amici dei costruttori e degli immobiliaristi).

Stranfiér
May 9th, 2007, 01:40 PM
Per caso qualcuno ha una foto di un plastico o un'immagine tanto per farsi un'idea di come diventerà borgo trento? :)

http://www.studioaltieri.it/ProgettiVetrina.aspx

http://www.studioaltieri.it/media/vr1.jpg

http://www.studioaltieri.it/media/vr2.jpg

http://www.studioaltieri.it/media/vr5.jpg


Presentazione del 3 febbraio 2005




Il Progetto del nuovo Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento Presentazione del 3 febbraio 2005 Il 5 luglio 2004 il cantiere dell'Ocm è stato formalmente consegnato all'impresa Bonatti Spa di Parma, capogruppo mandataria dell'Associazione temporanea di imprese cui fanno parte Grossi & Speier Spa e Gavazzi che nel novembre 2003 che si è aggiudicata la gara europea dell'importo di 98 milioni di Euro, sulla base di un ribasso del 14,12%.
Il progetto è stato realizzato dallo Studio Altieri Srl capogruppo dell'Ati costituita da G.M.P. Von Gerkan, Marg und Partner, Land Srl, TiFS ingegneria Srl e Studio S.TE.P. Essoprevede la costruzione di un Polo chirurgico che occuperà un’area di 10mila metri quadrati ubicata nella zona intermedia fra i padiglioni del vecchio Ocm e il Geriatrico, dove attualmente si trovano la farmacia, la centrale termica, la palazzina della Psichiatria e quella dell’ex batteriologia. Soltanto queste strutture dell’intero Ocm saranno abbattute per far spazio al Polo. Questa sarà la fase 1 dei lavori per la quale sono previsti 3 anni di cantiere. Essa sarà proceduta dalla cosiddetta fase 0 – quella attualmente in corso- durante la quale saranno costruite le opere propedeutiche.
La realizzazione delle Opere Propedeutiche sarà compiuta entro l'estate. In autunno inizierà lo scavo per la costruzione del nuovo edificio del Polo chirurgico.
Il nuovo edificio (Fase 1, durata lavori circa 3 anni)sarà realizzato su 5 piani scoperti che ospiteranno tre piani di degenze (450 posti letto), un piano per le Rianimazioni e le attività di day-surgery. La hall d’ingresso ospiterà studi medici e negozi. Nei tre piani seminterrati o interrati troveranno spazio sale di sterilizzazione, spogliati per il personale, 32 sale operatorie con annessa Radiologia per interni. Al corpo principale del Polo verso l’Adige sarà addossata la palazzina del Pronto Soccorso, collocata ala stessa quota del blocco operatorio e della Radiologia con ingresso da Lungadige Attiraglio. Al lato del Polo rivolto verso l’ingresso di Piazzale Stefani sarà addossata la palazzina di circa 100 ambulatori per pazienti esterni, suddivisi in attività mediche e chirurgiche.
Al termine di questi lavori inizierà la fase 2: realizzazione della Piastra dei Servizi nell’area attualmente occupata dai padiglioni centrali dell’Ocm, escluso l’edificio del Pronto Soccorso. Nella Piastra che sarà sotterranea, collegata alle palazzine laterali, troveranno posto la Radiologia per esterni, il Centro trasfusionale e Prelievi e i Laboratori: In superficie vi sarà un giardino. Tempo di realizzazione previsto: circa 18 mesi dalla conclusione della Fase 1.
Il costo complessivo della nuova opera (Fase 0, 1 e 2 e ristrutturazione finale dei padiglioni lato Mameli e lato Adige, realizzazione di un nuovo parcheggio interno, a fianco di quello già esistente verso via Mameli) è di 206 milioni e 583mila Euro, di cui 155 già finanziati per 1\3 dalla Regione Veneto e per 2\3 con 100 milioni di Euro erogati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona. La Regione Veneto ha assicurato la copertura finanziaria anche per gli ulteriori 51 milioni di Euro necessari al completamento della ristrutturazione.
Le opere propedeutiche

Hanno un valore complessivo di circa 5 milioni di Euro e la loro realizzazione apporterà un importante potenziamento tecnologico all'intero complesso ospedaliero di Borgo Trento. Saranno completate entro l'estate 2005.
Sono in fase di realizzazione: cabina elettrica e centrale per i gas medicali (entrambe sul lato via Mameli) e centrale tecnologica (termica e frigorie) sul lato Adige. E' già stato realizzato il collegamento fra la nuova centrale per il trattamento reflui e la rete fognaria Agsm.
L'Azienda provvederà inoltre alla ristrutturazione dell' area economale (dove troveranno posto il magazzino economale, la farmacia e il centralino telefonico), all'approntamento dell' area ecologica (su parte dell'attuale parcheggio dietro il padiglione Maternità: sarà un piazzale attrezzato con contenitori per la raccolta differenziata) ed alla ristrutturazione della rete telefonica. Inizieranno quindi i trasferimenti dei reparti dalle strutture che saranno demolite per ricavare l'area su cui sorgerà il nuovo Polo.

Attività collaterali

Sono frattanto già iniziati gli incontri del Nucleo tecnico di valutazione sulle problematiche relative alla ristrutturazione dell'Ocm al quale partecipano Ministero della Salute (con membri del Nucleo per la valutazione degli investimenti in sanità), Regione Veneto (con membri dell'Unità di progetto edilizia a finalità collettive) e Azienda ospedaliero-universitaria (con il Gruppo tecnico di progetto).
Obiettivi del Nucleo sono:
· Monitoraggio e valutazione continua del programma di ristrutturazione dell'Ocm in merito alla gestione del cantiere ed agli aspetti amministrativi ed organizzativi interni ed esterni all'ospedale. L'obiettivo è produrre linee guida che indirizzino a soluzioni idonee per la gestione ottimale di un importante cantiere in un ospedale funzionante, riducendo i disagi per i pazienti e gli operatori e monitorando costi e tempi di realizzazione;
· Analisi delle funzioni assistenziali, didattiche e di ricerca delle due sedi Ocm ed ospedale Policlinico, considerando il progetto di ristrutturazione in corso a Borgo Trento e le necessità di investimenti al Policlinico. Si tratta di rileggere ed orientare l'attività dei due ospedali puntando all'economicità di gestione, all'integrazione delle specialità mediche, alla valorizzazione delle attività didattiche e di ricerca ed all'assistenza centrata sul percorso terapeutico del paziente.

Piano del Verde

La costruzione del nuovo Polo chirurgico dell’Ocm terrà conto dell’impatto ambientale della struttura nell’equilibrio delle aree verdi del quartiere Borgo Trento.
Il progetto per la costruzione del Polo è corredato, infatti, da un “Piano del verde”. Esso è stato predisposto dalla Landscape architecture nature development di Milano, tenendo conto delle indicazioni espresse dal Corpo forestale dello Stato che ha dato parere favorevole al progetto per il Polo nella Conferenza dei servizi dell’11 marzo 2002.
Il Piano del verde prevede che la rimozione delle piante sia compensata con la salvaguardia di altri alberi e piante esistenti nella stessa area e con la messa a dimora di nuovi alberi, cespugli e di un tappeto di “vinca minor”.
La logica del Piano, secondo quanto consigliato dal Corpo Forestale, è basata sul rispetto d’ogni pianta che non sia indispensabile rimuovere per esigenze di cantiere. Gli 859 alberi dell’ospedale sono stati censiti uno per uno: 154 sono sani, 485 in buone condizioni, 26 hanno problemi di staticità, 187 hanno problemi fitosanitari di varia entità, 7 sono in condizioni gravemente compromesse.
La costruzione del Polo prevede che il 69% degli alberi sarà mantenuto a dimora. Le piante abbattute saranno sostituite con nuove piantumazioni e nasceranno altri scenari verdi, come una “Corte di magnolie” che sarà creata valorizzando due grandi alberi già esistenti e mettendone a dimora altri, la risistemazione del viale della Chiesa, con messa a dimora di aceri e cipressi a la salvaguardia del ligustro e della robinia esistenti. Sul lato del lungadige Attiraglio dove sorgerà la centrale tecnologica saranno piantati grandi salici, meli da fiore e cipressi.
Va ricordato, inoltre, che a lavori ultimati tutta la parte centrale dell’attuale bacino ospedaliero, posta fra le due spine laterali, sarà destinata a parco.

Stranfiér
May 10th, 2007, 12:15 PM
Giovedì 10 Maggio 2007


Su richiesta del Comune, il tanto atteso prolungamento della Transpolesana è stato inserito nei piani dell’autostrada Serenissima
La «434» arriverà in Basso Acquar


In seguito alla richiesta partita da Palazzo Barbieri, il progetto di prolungamento della statale 434, la Transpolesana, è stato inserito nel piano delle opere della società autostradale Brescia-Padova.
L’autostrada Serenissima e il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, hanno fatto sapere ieri a Palazzo Barbieri il sindaco Paolo Zanotto e l’assessore alle infrastrutture per la mobilità, Carlo Pozzerle, hanno infatti siglato una convenzione per la realizzazione dell’opera viabilistica che, ha sottolineato il sindaco, «rappresenta un tassello fondamentale per la sistemazione viabilistica di Verona sud e del comparto delle ex Cartiere. Inoltre tale intervento creerà i presupposti per risolvere i problemi di traffico intenso e di parcheggi della Fiera. Sono grato al ministro Di Pietro che ha dato il via libera al progetto che non compariva tra le opere prioritarie della Regione. Questo progetto è di vitale importanza per dare respiro al quartiere di Borgo Roma».
Il progetto preliminare della variante alla statale 434, messo a punto dai tecnici dell’amministrazione comunale veronese e dall’Anas, che a sua volta l’ha girato alla società autostradale, prevede la realizzazione di un asse viario che, dalla Transpolesana, entra in città prolungandosi fino al quartiere di Basso Acquar. Sono previste, tra l’altro, due gallerie alla Palazzina e al Pestrino «con grande vantaggio», aggiunge l’assessore Pozzerle, «per il quartiere di Borgo Roma e per tutta l’area sud della città».
Il costo dell’opera, 43 milioni di euro, sarà completamente sostenuto dalla Serenissima che ricaverà le risorse necessarie dai pedaggi autostradali. Prima dell’avvio dei lavori bisognerà aspettare il progetto definitivo.
Da tempo il Comune preme su Governo e Regione per ottenere i finanziamenti necessari per due importanti varianti stradali: la statale 12, cioè il collegamento fra Buttapietra e il casello autostradale di Verona sud, e, appunto, il prolungamento della Transpolesana (la statale 434) da San Giovanni Lupatoto, nei pressi del Galassia, fino al Basso Acquar.
Il viceministro ai Trasporti, Cesare De Piccoli, incontrando gli amministratori comunali, aveva assicurato l’interessamento del governo per dare a Verona una parte dei 160 milioni di euro che la legge Finanziaria ha destinato all’Anas, in più rispetto a quanto già stabilito per le opere stradali. (e.s.)




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Stranfiér
May 12th, 2007, 02:59 PM
Sabato 12 Maggio 2007


Dibattito al centro Marani. Zanotto difende la soluzione breve, Lega e Comitati sono per quella lunga
Traforo, spunta un terzo tunnel
Da via Fincato a via Mameli, che diventerebbe senso unico


Un tunnel urbano che sgraverebbe gran parte del traffico automobilistico di Veronetta, Valdonega, Santo Stefano e teatro Romano. È il progetto presentato dalla Technital a Borgo Trento, nel corso di un incontro al centro Marani. «È innovativo e rispetto al traforo lungo previsto nel Pat che raccoglie il traffico provinciale questo tunnel urbano serve a integrare il traffico tra Borgo Venezia e Borgo Trento», spiega il sindaco Paolo Zanotto che ha assistito alla presentazione promossa dal neonato Comitato per il Tunnel urbano a difesa della salute e dell’ambiente. Il tunnel partirebbe da via Fincato, passerebbe per via Caroto e, appena lambendo le Torricelle, sbucherebbe in via Mameli.
Un progetto proposto con il metodo del project financing che costa 88 milioni di euro e che prevede un pedaggio di 50 centesimi a passaggio. «Un’opera che non si sostituisce al traforo lungo o corto», spiega l’amministratore delegato della Technital, «ma che migliora fin da subito la viabilità. Si tratta di un intervento d’urgenza che rende possibile ogni altra infrastruttura e che è comunque necessario». L’azienda, spiega l’assessore Giangaetano Poli, «prevede che si possa realizzare in due anni e mezzo e a questo aggiunge anche una revisione della viabilità di via Mameli che, per completare il quadro sarebbe trasformata a senso unico».
Il progetto non è ancora stato ufficializzato eppure ha già dei contestatori. Si tratta del consigliere Vito Giacino che ha tappezzato le sedie della sala di un volantino che elenca in alcuni punti l’inutilità dell’opera sostenendo in primo luogo che la galleria «sposta il problema di poche centinaia di metri». Ma Zanotto replica: «Non sposta la strozzatura di teatro Romano, che in realtà è invalicabile, ma toglie da quel tratto circa 1.700 auto l’ora».
Sul traforo ieri è intervenuto anche Marco Pasquotti, del comitato pro traforo. «La proposta del traforo breve delle Torricelle rappresenta la peggiore risposta al grave problema di congestione del traffico e conseguente inquinamento crescente che ha gravi ripercussioni, non solo sui cittadini di Veronetta o via Mameli, ma sull’intera città».
«Il risultato finale del traforo breve sarà solo quello di trasferire le 30-40mila auto giornaliere dalla zona del Teatro Romano a Borgo Trento per di più con un traforo a pagamento. Difficile immaginare che i veronesi saranno disposti a pagare per rimanere ancora in coda !».
Il traforo breve rappresenta la soluzione preferita dalla lobby dei proprietari dei terreni che si vedono togliere il vincolo edificatorio imposto dalla realizzazione del traforo lungo con la chiusura dell'anello circonvallatorio.
Perché non si dice chiaramente che le lobby che sperano nei nuovi piani regolatori, se venisse attuato il traforo, si troverebbero con delle aree svalutate? E sarebbe la sconfitta dei cittadini che in maniera molto netta si sono pronunciati in un sondaggio patrocinato dalla Provincia: il 64,5 per cento dei veronesi intervistati che si sono pronunciati, ossia 2 su 3, vuole il traforo delle Torricelle.
«Sondaggio è stato compiuto su tutta la città: Comune di Verona e Comuni della cintura, compresi i quartieri che sono considerati contrari alla realizzazione dell’opera. Sulla relazione del prof Olivieri è indicato il dettaglio degli intervistati per tutte le 8 circoscrizioni e tutti i Comuni delle cintura (si veda pag. 8 e 9 della relazione)».
E anche la Lega, con il consigliere Paolo Tosato, ribadisce che «il traforo corto è una follia: è la soluzione più inutile e impopolare. È un progetto inutile perché non toglierebbe traffico da via Mameli e quindi dai quartieri di Borgo Trento e Ponte Crencano; devastante, perché verrebbero distrutte le aree verdi della Valdonega a ridosso delle Mura magistrali, contraddittorio perché questa Amministrazione vuole realizzare un parcheggio interrato multipiano all’uscita di questo fantomatico traforo. La nostra proposta è il traforo lungo che chiuda l’anello delle tangenziali».
Intanto, l’altra sera il sindaco Paolo Zanotto era intervenuto con una sorta di «blitz» per parlare a un incontro nell’aula parrocchiale di San Giorgio indetto dal comitato per la difesa di Borgo Trento e Valdonega per avere spiegazioni tecniche- con l’obiettivo di non entrare in dibattito politico- sul progetto di tunnel breve; a illustrarlo c’erano gli esponenti di Forza Italia Vito Giacino e Alberto Bozza.
(ha collaborato
Giorgia Cozzolino)




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Stranfiér
May 15th, 2007, 12:15 PM
Martedì 15 Maggio 2007


Infrastrutture e trasporti. L’assessore regionale alla mobilità Chisso fa il punto: presto il casello sull’A22 per l’aeroporto Catullo
Da Verona a Legnago con il tram
Correrà sui binari ferroviari e consentirà collegamenti frequenti con la Bassa


L’assessore regionale alla mobilità e infrastrutture, Renato Chisso, arriva a Verona, nella nuova sede elettorale di Forza Italia di corso Porta Nuova, per sostenere il candidato sindaco della Casa delle libertà, Flavio Tosi, e fa il punto anche del suo lavoro in Regione.
Elenca le opere infrastrutturali programmate per portare sollievo ai tanti punti critici della viabilità scaligera, a partire dal traforo lungo delle Torricelle, il collegamento della Val d’Illasi con la Porcilana, la Variante della Statale 16 della Valpantena, fino alla Grezzanella e alla Nogara-Mare. Per queste ultime in particolare la trafila burocratica sarebbe già a buon punto. Spiega infatti Chisso: «La prossima settimana va in gara d’appalto la Grezzanella, una importante opera pubblica da 28 milioni di euro». E aggiunge: «Per la Nogara-mare abbiamo già incassato la firma del ministro dei trasporti Antonio Di Pietro e stiamo attendendo quello del presidente del Consiglio Romano Prodi, e prevediamo di avere il timbro della Cipe entro la fine dell’anno».
Vi è invece un project financing per quanto concerne la creazione di una rete di tangenziali che colleghi i diversi capoluoghi regionali, con una visione «Veronacentrica». Un progetto che però, essendo sostenuto da privati, comporterebbe il pagamento di un pedaggio. Ma l’assessore Chisso si affretta a specificare: «Si tratterebbe di un pedaggio non applicato ai locali, ai quali con un sistema tipo telepass non sarà applicata alcuna tariffa».
Un’altra opera sulla quale vi è già la certezza di un finanziamento è la metrotranvia Verona-Legnago che correrà sui tracciati ferroviari esistenti e che consentirà corse frequenti e cadenzate dalla Bassa alla città. «Abbiamo 50 milioni di euro previsti dalla Finanziaria che intendiamo investire totalmente sul nodo veronese», spiega Chisso. «Si stanno già predisponendo i progetti e nel giro di 4 o 5 mesi il quadro sarà completato con le conferenze di servizi».
Il medesimo concetto di trasporto è stato preso in esame anche per la linea che collega Verona con la zona Est fino a San Bonifacio, ma rientrerebbe nell’ottica del passaggio dell’Alta Capacità e al relativo quadruplicamento dei binari. Esclusa invece per quest’anno la creazione della linea ferroviaria diretta Verona-aeroporto Catullo: «Servono 200 milioni di euro per realizzarla e con i soli fondi regionali non ci riusciamo», spiega Chisso, «abbiamo però già chiesto il finanziamento al governo, ma per quest’anno non ci sono finanziamenti all’interno del fondo della Legge Obiettivo».
Sarà annunciato infine formalmente nei prossimi giorni, ma l’assessore anticipa l’accordo per la creazione di un nuovo casello autostradale sulla A22 destinato al Quadrante Europa e all’aeroporto Catullo. E non manca nemmeno una nota polemica: «In questi anni il comune di Verona non è stato propulsivo nei nostri confronti e abbiamo avuto difficoltà di interlocuzione, dialogo che invece c’è stato solamente con la Provincia». E conclude: «Continua comunque il nostro impegno, abbiamo fatto molto, ma siamo certi che con un interlocutore migliore riusciremo a fare molto di più».
Giorgia Cozzolino






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Stranfiér
May 16th, 2007, 12:50 PM
Verona, e’ quasi boom
Le aziende della nostra provincia hanno raggiunto nel 2006 quota centomila - decimo posto assoluto in Italia nella classifica del prodotto interno lordo - Bene anche le esportazioni - Bortolazzi: “Grazie alle piccole imprese il sistema può competere con chiunque: ci dessero più infrastrutture...”


C’è aria di quasi-boom per le imprese veronesi. I darti forniti nel convegno “Dare & Avere”, insinergia tra Camera di Commercio e Università, sono decisamente confortanti. Siamo arrivati a quasi centomila aziende, con una crescita a livelli...giapponesi per il settore dei servizi (seimila in più tra il ‘98 e il 2006). Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,4 al 4 per cento. E Verona si piazza al decimo posto assoluto tra le province italiane nella classifica del prodotto interno lordo. Bene anche le esportazioni, con il miglior risultato (+11,6%) tra le cinque principali province venete. Secondo Bettina Campedelli, prorettore dell’Università, “Il triennio esaminato dalla ricerca segnala un costante miglioramento,con performances di tutto rispetto, in particolare nel settore dei servizi”. E il presidente della Camera di commercio, Fabio Bortolazzi, aggiunge che “ci dev’essere un motivo se i nostri numeri sono così diversi, e migliori, rispetto ai dati nazionali. In particolare - sottolinea Bortolazzi - va rilevato l’exploit delle piccole e anche delle micro-imprese, che costituiscono il 90% della nostra economia. Vuol dire che il nostro è un sistema...frizzante, e decisamente in grado di competere con chiunque. Se solo ci venissero finalmente date le infrastrutture di cui abbiamo bisogno, potremmo fare davvero dei miracoli.”

Stranfiér
May 21st, 2007, 12:10 PM
Lunedì 21 Maggio 2007


Oltre 600 persone hanno accolto l’appello di associazioni ambientaliste e comitato manifestando sulle colline di via Santini
In marcia per dire no al traforo lungo
«Uno scempio ambientale per la città». E il sindaco Zanotto attacca la Provincia


E’ una gran festa per dire di no al “buco” delle Torricelle quella voluta dal comitato contro il traforo. Ieri pomeriggio nella sede dell’ex circoscrizione di via Santini hanno risposto all’appello fatto dalle associazioni ambientaliste Wwf, Italia Nostra e Legambiente oltre che dal comitato, più di seicento persone. La giornata straordinariamente calda non li ha fermati dal partecipare ad una lunga camminata sul tracciato previsto dalla Provincia che considera il traforo lungo l’unica soluzione per alleviare la città dal traffico (il Comune vuole il traforo corto).
Prima però sono stati un centinaio di bambini a far volare in cielo i palloncini colorati con la scritta «Amo Verona e non voglio l’autostrada in città». Poi tutti, sotto l’occhio vigile della polizia, si sono divisi in tre grandi gruppi che capitanati dagli esperti “antitraforo” sono partiti a piedi in un tour che ha attraversato la pista ciclabile di Avesa, il cimitero, gli impianti sportivi. I siti sensibili sono stati visibilmente individuati e si è constatato come siano vicini a quello viene considerato «uno scempio ambientale che segnerà il futuro della città». Già perché per Bartolomeo Dassisti, esponente di Legambiente, questo «non è un problema legato alla vivibilità di un quartiere ma di tutta Verona».
Tra la folla anche gli assessori comunali Stefania Sartori e Luciano Guerrini. E poi ancora il consigliere dei Ds Paolo Zambon e il candidato sindaco di Rifondazione Fiorenzo Fasoli. C’è voluta la presenza del sindaco uscente Paolo Zanotto per mettere in chiaro che l’opposizione al traforo non ha connotati politici. E’ lui infatti che alla fine della passeggiata alla gente spiega «Qui non c’è una destra che dice sì e una sinistra che dice no». Zanotto punta il dito contro quel sondaggio voluto dalla Provincia e contestato dal comitato e afferma: «Non si può fare un sondaggio su una questione meramente tecnica. Al cittadino vanno dati tutti i riferimenti e le informazioni giuste».
Si presenta sereno dinnanzi ai tanti cittadini che lo accolgono all’interno della sala dell’ex circoscrizione, per le opere fatte, quelle intraprese. «La lungimiranza per un amministratore è tutto, è obbligatoria». Così dicendo ha spiegato i perché al Ministero dei trasporti sia arrivata la richiesta da parte della società autostrade di collegare le tangenziali di Brescia, Padova, Verona, Vicenza. Cosa c’entra con il traforo? «E’ evidente che diventando un sistema a pedaggio il traffico si riverserebbe tutto nel centro urbano», ha detto. Il pedaggio di 1,25 euro che andrebbe a ripagare il traforo suona per molti un controsenso. «Ma se deve essere un’opera a favore dei cittadini perché pagarla», chiedono. Tra i tanti anche Paolo Fabbri, dell’associazione Amici della Bicicletta: «E’ ora di avere una visione allargata della viabilità. Basta trafori, incentiviamo il trasporto pubblico», ha affermato. Si è toccato il problema polveri sottili, della viabilità della Valpolicella che lo stesso Zanotto ha detto «va portata in tangenziale». Poi con dati alla mano ha parlato dei costi del traforo voluto dalla Provincia, delle «bugie» che l’accompagnano: «Il benessere dei cittadini non può diventare una battaglia politica», ha concluso.
Anna Zegarelli






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Stranfiér
May 22nd, 2007, 12:11 PM
Martedì 22 Maggio 2007


Dopo anni di progetti, iniziati i lavori nell’area di Corte Molon. Prevista una pista ciclabile in lungadige Attiraglio
Il Parco dell’Adige Nord diventa realtà


Si trasforma in realtà il sogno di molti cittadini: la realizzazione del parco urbano dell’Adige Nord. Lo annuncia Luciano Guerrini, assessore comunale all’Ambiente, presentando il progetto di riqualificazione delle zone verdi all’interno dell’ansa del Saval. Sull’area di 470 mila metri quadrati che va da Corte Molon a Parona, partiranno questa settimana i lavori su circa 150 mila metri quadrati di terreno che si concluderanno prima della fine dell’anno. Si tratta in realtà del primo dei tre stralci in cui è stata suddivisa l’opera, ma forse il più importante perché parte dal «cuore» di un’area già molto frequentata e amata dai veronesi.
Questa prima tranche di interventi porta con sè anche un’altra opera molto importante: la pista ciclabile su lungadige Attiraglio, da Parona fino a Castelvecchio. Giuseppe Campagnari, dirigente del settore Ambiente del Comune ed ex direttore del parco delle Dolomiti, spiega che all’interno dell’area saranno realizzati sentieri che ricalcano antichi percorsi rurali. Nella parte anteriore a Corte Molon sono previste piantumazioni di alberi autoctoni di alto-medio fusto e di un’area a prato, mentre nella parte retrostante sarà restaurato il muro di cinta del «Brolo», realizzato un frutteto in collaborazione con Aiab, l’associazione dei coltivatori biologici, e costruito un ampio teatro all’aperto. Il costo dell’opera è di un milione 250 mila euro, soldi provenienti da un «tesoretto» dell’Ambiente che deriva dalle ecotasse sulle cave. Circa 500 mila euro l’anno che entrano nelle casse di Palazzo Barbieri e che sono vincolati a opere per l’ambiente. Negli anni l’amministrazione ha quindi accumulato un capitale che si aggira intorno ai 2 milioni e mezzo, buona parte del quale sarà quindi investita nella realizzazione del parco.
Sempre da questo «salvadanaio» l’amministrazione Zanotto ha attinto fondi per sistemare l’area del Giarol Grande (san Michele) e per la forestazione del parco dell’Adige Sud. «Il parco dell’Adige è un’idea che risale alla notte dei tempi», precisa Guerrini, «quando ottenni io la delega, l’unica cose che andava avanti in tal senso era un concorso d’idee per la realizzazione del parco, ma vi erano ancora troppi pericoli latenti, basti pensare che si parlava di far sorgere su quest’area il nuovo ospedale». Ma la «risolutezza dei Verdi» nella coalizione di Zanotto ha permesso, secondo Guerrini, di giungere alla variante del Prg che ha vincolato a verde le aree e di istituire il Parco dell’Adige, nel quale sono compresi Boscomantico e le Torricelle.
«Una grandissima vittoria» per Guerrini, ma anche per Averardo Amadio, responsabile Wwf Verona che chiede però di proseguire nel «miglioramento della qualità della vita per la Verona del futuro».
Giorgia Cozzolino






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Stranfiér
May 23rd, 2007, 12:49 PM
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Mercoledì 23 Maggio 2007

Presentato il masterplan che ha vinto il concorso lanciato dal Comune per trasformare l’area in zona universitaria e per il quartiere
La Passalacqua diventa campus
Aule e alloggi in un polmone verde con centro sportivo, ostello, parking interrato
Destinazione mista dei 200mila metri Mazzucco: il piano risponde alle nostre aspettative


Il tanto atteso campus, con aule, laboratori e alloggi per gli studenti universitari, ma anche un enorme polmone verde, un centro benessere con impianti sportivi e piscine, sale per attività culturali e sociali, un ostello della gioventù e un parcheggio sotterraneo da mille posti auto a beneficio di tutto il quartiere di Veronetta.
Così saranno la Passalacqua e la Santa Marta del futuro, a giudicare dal masterplan dell’area presentato ieri dall’assessore all’Urbanistica Roberto Uboldi alla presenza del principale diretto interessato: il rettore dell’ateneo scaligero Alessandro Mazzucco, visto che una discreta fetta dei 200mila metri dell’area delle ex caserme servirà a placare l’annosa «fame» di spazi del polo umanistico dell’Università.
E a pochi mesi dalla cessione definitiva da parte dei militari al Comune di tutta l’area su cui sorgono Santa Marta e Passalacqua (fissata per il 31 dicembre 2007), si è conclusa la selezione per l’incarico della nuova progettazione. «È un passaggio decisivo verso l’attuazione del progetto bandiera "Riqualificazione del quartiere di Veronetta", promosso dal Comune con il Piano Strategico Verona 2020», ha esordito Uboldi. «Il Pat, piano di assetto del territorio, ha stabilito che l’area della Passalacqua dovrà coniugare in maniera unitaria le esigenze universitarie con quelle di tutto il quartiere e del Parco delle mura, visto che si estende proprio entro la cinta delle Mura magistrali».
Sei i professionisti, tutti docenti universitari, che hanno partecipato al concorso per l’individuazione del progettista. E la proposta vincitrice è risultata quella di Alberto Ferlenga, docente di progettazione architettonica all’Istituto universitario di architettura di Venezia (Iuav). «Il suo punto di forza», ha spiegato l’architetto Paolo Boninsegna, dirigente del Cdr Progettazione urbanistica del Comune e membro della commissione di valutazione, «è il recupero del sistema del verde, con la creazione di un grande parco collegato al sistema delle mura e dei valli della città».
Sono infatti ben 150 mila i metri che, secondo la proposta vincitrice, saranno riservati al verde, 12 mila quelli destinati al calpestio e agli alloggi, 5.500 metri saranno dedicati alla realizzazione di un centro sportivo con piscine, 2.400 a un ostello per i giovani, oltre a 400 metri riservati a un servizio medico e 200 ai Vigili.
Ben 25 mila metri ospiteranno circa mille posti auto sotterranei, che sostituiranno i 350 posti del parcheggio, aperto proprio ieri (vedi sotto).
Per quanto riguarda l’ateneo, 10 mila metri saranno occupati dalle aule e 2 mila da laboratori. Tutti spazi che andranno ad aggiungersi a quelli dell’ex caserma Santa Marta già ceduti all’ateneo e destinati alla nuova sede della Facoltà di Economia.
Soddisfatto il rettore: «Il masterplan risponde alle nostre aspettative», ha affermato dopo averne preso visione, «che prevedono la costruzione di un campus aperto, che sia anche parco e polo culturale per tutta Veronetta. I finanziamenti? Penso che vada definito un accordo di programma che coinvolga innanzitutto la Regione e che si possa agire anche a livello europeo, sfruttando la collocazione del futuro campus all’interno della città antica e dunque del patrimonio artistico veronese. La speranza è che l’iter del progetto possa proseguire indipendentemente dal risultato del prossimo appuntamento elettorale».
Elisa Pasetto




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Stranfiér
May 24th, 2007, 12:21 PM
Giovedì 24 Maggio 2007


Incontro all’università con il sindaco uscente che ha presentato il progetto di recupero
«Tempi rapidi per il Campus»
Mazzucco a Zanotto: occupiamo al più presto gli spazi della Passalacqua
L’Ateneo
Dopo l’incontro con Tosi ieri è stata la volta dell’avversario


Venerdì scorso, l’incontro tra il rettore dell’Università di Verona e il candidato sindaco della Cdl Flavio Tosi per uno scambio di prospettive sulle emergenze della realtà accademica. «Grazie a Tosi per la gradita iniziativa», disse allora il rettore Alessandro Mazzucco, «l’Ateneo comunque non si schiera: le nostre porte restano aperte per accogliere evetualmente altri candidati».
Detto, fatto: ieri, in via dell’Artigliere, è stata la volta dell’altro candidato, il sindaco uscente Paolo Zanotto. E il discorso è scivolato subito, inevitabilmente, sulla presentazione, avvenuta il giorno precedente, del progetto per la riqualificazione delle ex caserme Santa Marta e Passalacqua, con la realizzazione del sospirato campus. «Allora, che ne pensa?», ha esordito Zanotto. «E’ un progetto di grande respiro, che va nella direzione auspicata», ha ribadito Mazzucco, «agli estremi del grande parco verde due poli didattici per l’Università, al centro gli spazi per tutta la città».
Ma un progetto per cui i tempi di realizzazione, realisticamente, sono ancora piuttosto lunghi: si parla di qualche anno. Prima di allora però, ha annunciato Zanotto, c’è spazio per una soluzione transitoria: «Domani (oggi per chi legge, ndr), presenteremo in Giunta la delibera di concessione del fabbricato n. 32 della Passalacqua e di un’area cortilizia adiacente, il primo vero beneficio pubblico dell’acquisizione dell’ex caserma».
Il che significa, in tempi relativamente brevi, nuovi spazi per alcuni dipartimenti economici (l’edificio in questione sorge all’interno della Passalacqua a pochi metri in linea d’aria dal palazzo di Economia), e un centinaio di posti auto per tamponare la carenza di parcheggi liberi per gli studenti, aggravata dal recente allargamento degli stalli blu a pagamento a Veronetta.
Una buona soluzione per Mazzucco, che da tempo ha sottolineato all’Amministrazione comunale la necessità di «abitare» da subito alla Passalacqua, per non rischiare di esporla al degrado una volta abbandonata definitivamentre dai militari, a fine 2007.
«Spazi e servizi sono strumentali all’Università», ha spiegato il rettore, «che mette a disposizione della città non solo formazione e didattica, ma anche innovazione: ne sono l’esempio alcune realizzazioni nate su spinta di specifiche esigenze da parte del territorio, come un’autonoma facoltà di Scienze Motorie e il corso di laurea in Scienze e tecnologie vitivinicole».
La prossima legislatura, hanno concordato le parti, sarà dunque cruciale per il completamento di quella che hanno definito «la riqualificazione più grande mai avvenuta a Verona».
Queste le scadenze previste. A settembre 2007 dovrebbe partire la sistemazione del silos di ponente del complesso austriaco della Santa Marta, già ottenuto in concessione dall’ateneo e destinato alle aule della facoltà di Economia. In contemporanea verrà adeguato l’edificio n. 32 col piazzale adiacente, adibiti temporaneamente a dipartimenti e posti auto per gli studenti. Il grande edificio austriaco della Provianda, sempre nella Santa Marta, ospiterà invece i dipartimenti, oltre che una grande biblioteca economica: i lavori inizieranno verosimilmente a inizio 2008 (tempo di realizzazione previsto inferiore ai quattro anni).
Infine, sarà la volta del completamento del campus, con gli spazi dedicati anche ai cittadini (teatri, impianti sportivi, parcheggio sotterraneo e un grande parco).
Elisa Pasetto





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Stranfiér
May 25th, 2007, 12:42 PM
Venerdì 25 Maggio 2007


In Giunta. Via libera al collegamento Genovesa-via Morgagni
Sì all’ampliamento Aia, 30mila metri, 200 assunti
Altri 80mila euro alle scuole materne cattoliche della Fism oltre ai due milioni già stanziati


Ultima riunione di giunta prima del voto, ieri a Palazzo Barbieri. Nella riunione, presieduta dal sindaco Paolo Zanotto sono state prese importanti decisioni. Su proposta dell’assessore all’urbanistica Roberto Uboldi, è stato approvato il piano di lottizzazione, in Borgo Venezia, che riguarda la richiesta di ampliamento della ditta Aia.
L’area produttiva passerà da 17.500 a 45.900 metri quadrati. Il progetto comprende anche il recupero di Corte Pellegrina, che sarà adibita ad uffici.
La convenzione con l’azienda prevede, a titolo di quota di pubblico beneficio, la realizzazione dello svincolo e della rotonda con la statale 11, la costruzione della pista ciclabile fino a San Martino Buon Albergo e, soprattutto, la garanzia dell’assunzione di almeno 200 nuovi addetti.
La giunta ha inoltre dato via libera ad un secondo piano di lottizzazione che riguarda un’area di proprietà della Zucchelli Forni, di 111 mila metri quadrati, a Verona sud, per la realizzazione di strutture logistiche. La concessione contempla, la realizzazione di una strada di collegamento, che adesso non c’è, tra la Genovesa e via Morgagni. La strada, sottolinea l’assessore Uboldi, «diventerà la via d’accesso privilegiata al quartiere fieristico».
Sempre in ambito urbanistico, ieri gli amministratori comunali hanno ratificato l’esito della selezione per la scelta del progettista che si occuperà della ristrutturazione iln campus universitario della caserma Passalacqua. Autore del masterplan è l’architetto veneziano Alberto Ferlenga che ora dovrà eseguire il progetto esecutivo, indispensabile, tra l’altro, per ottenere i finanziamenti statali e comunitari. Nel conferirgli l’incarico, la giunta, spiega Uboldi, «ha stabilito che la progettazione definitiva dovrà essere periodicamente sottoposta a verifiche da parte del Comune e dell’Università, che in questo modo potranno controllare che tutto si svolga secondo i desiderata dei committenti». All’interno dell’ex caserma 10 mila metri quadrati di edifici saranno adibiti ad uso didattico, sarà costruito un parcheggio interrato per mille posti auto e nel bastione sarà realizzato un teatro di cui potrà beneficiare tutta la città.
In quest’ultima riunione di giunta, infine, su proposta dell’assessore alla pubblica istruzione, Maria Luisa Albrigi, è stato approvato un contributo integrativo di 80 mila euro alle scuole materne cattoliche della Fism che si aggiungono ai 2.050.000 euro già stanziati dall’amministrazione comunale nel bilancio 2007. Questo contributo aggiuntivo, ha fatto sapere l’assessore Albrigi, è finalizzato a garantire i servizi e il personale per i bambini con problemi di disagio psicologico o con disabilità fisiche e a favore, attraverso l’integrazione delle rette, delle famiglie in difficoltà economica.
A margine dei lavori di giunta, l’assessore Albrigi ha sottolineato che «dal 2002 ad oggi, i contributi a favore delle scuole materne private sono aumentati del dieci per cento». (e.s.)




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Falcon83
May 25th, 2007, 08:46 PM
e per le elezioni di domenica prossima sempre e comunque...
http://digilander.libero.it/hellastory/(zl)preben2.jpg

Stranfiér
May 26th, 2007, 12:27 PM
Sabato 26 Maggio 2007


Uffici e parcheggi, la seconda vita dell’ex garage liberty di via Manin
Via libera in Giunta
Dopo tanti anni torna in uso l’edificio di pregio I lavori iniziano in luglio


Il prossimo mese di luglio partiranno i lavori all’ex garage Fiat di via Manin, esempio pregiato di architettura liberty, da anni in disuso e in stato di abbandono. Nell’edificio, di proprietà dell’impresa Attilio Lonardi, una volta terminato l’intervento di recupero, troveranno posto uffici e parecchi posti auto. Si è concluso l’altro giorno con l’autorizzazione definitiva in Giunta comunale, l’iter burocratico che era partito circa tre anni fa, quando l’amministrazione comunale mise mano alla variante urbanistica 33, indicando le norme per il recupero di edifici a destinazione collettiva del centro, circa 30 «contenitori» di proprietà privata.
«L’intervento di recupero», fa sapere l’assessore all’urbanistica Roberto Uboldi, «ha l’autorizzazione della Sovrintendenza ai beni architettonici e, quindi, sarà rispettoso dello stile Liberty, esemplare testimonianza del lavoro dell’architetto Fagiuoli. La cosa interessante è che il progetto prevede anche il ripristino del cosiddetto fiumicello che ora assomiglia a una sorta di discarica a cielo aperto, in parte di proprietà comunale, che passa accanto all’edificio e che sfocia nel vallo di Castelvecchio».
L’intervento, che durerà perlomeno un paio di anni, è reso possibile dal provvedimento urbanistico che allargava le maglie delle possibilità di recupero e che nello stesso tempo metteva paletti rigidi per la tutela del patrimonio architettonico.
Nel caso del garage Manin si vieta in modo tassativo la modifica dell’aspetto esterno della struttura, mentre all’interno, gli enormi spazi potranno essere divisi da piani orizzontali che ne faciliteranno il riutilizzo.
Fino alla modifica urbanistica tali edifici di pregio non potevano essere recuperati dai proprietari per gli ostacoli posti dalla variante 33 che imponeva la destinazione a «servizi di interesse collettivo» e non consentiva la trasformazione in abitazioni e vietava l’inserimento di elementi strutturali orizzontali che potessero limitare gli spazi in vista di un riuso funzionale. Le enormi altezze interne di cinema e garage comportavano costi insostenibili per la ristrutturazione. (e.s.)




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Stranfiér
May 26th, 2007, 03:16 PM
e per le elezioni di domenica prossima sempre e comunque...
http://digilander.libero.it/hellastory/(zl)preben2.jpg

The best!

http://www.prebenelkjaer.com/images/fotografie/max/es/10.jpg

Falcon83
May 28th, 2007, 09:06 PM
boea can butei in du dì ceo in B e Tosi sindaco! ero sicuro che la scumisiesse a girar!!:)
Certo che anca la liga veneta a schierarse con Zanotto.
Tuti a Cesena!!

Stranfiér
May 31st, 2007, 12:30 PM
Giovedì 31 Maggio 2007





Il futuro di Borgo Trento. Già realizzati i due piani interrati e il seminterrato che ospiteranno le sale operatorie e i servizi
Il nuovo ospedale «viaggia» in orario
Il direttore generale:«Tempi rispettati e monitoraggio costante dei lavori»


di Elena Cardinali



Il nuovo ospedale cresce. Il futuro polo chirurgico di Borgo Trento, che ha preso avvio con le opere propedeutiche nel luglio del 2005, ora è arrivato all’atrio, dopo la costruzione dei due piani interrati, che accoglieranno le sale chirurgiche, e il mezzanino, per i servizi relativi alle chirurgie. Tutto secondo previsioni, anzi, anche con un leggero anticipo sui tempi fissati. Il nuovo complesso edilizio, che arriverà a cinque piani scoperti, sarà pronto nel marzo del 2009. Tutto questo rappresenta la cosiddetta Fase Uno. La successiva Fase Due, relativa alla realizzazione della Piastra dei servizi nell’area attualmente occupata dai padiglioni centrali dell’ospedale Maggiore, escluso l’edificio del pronto soccorso. Questa seconda fase dovrà essere realizzata nel giro di 18 mesi dopo la conclusione della Fase Uno. L’opera è finanziata con 51 milioni di euro stanziati dalla Regione Veneto e con 103 milioni della Fondazione Cariverona, suddivisi in parti uguali per lavori e attrezzature.

«Tutti i componenti del gruppo operativo di gestione della ristrutturazione continuano a monitorare ogni stadio di questa complessa realizzazione», dice il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Valerio Alberti che ci accompagna nella visita al cantiere del nuovo ospedale insieme al capo cantiere, il geometra Fabio Cardosi, e all’ingegner Luca Mozzin capo del servizio tecnico. «La sfida è importante: l’ospedale dovrà continuare a funzionare regolarmente nonostante il cantiere. E finora lo scopo è stato sostanzialmente raggiunto. Per poter gestire nel miglior modo possibile un intervento così imponente è attivo da circa un anno un gruppo di lavoro che si riunisce settimanalmente per monitorare ogni fase e ogni impatto dei lavori sulla vita e i settori d’attività dell’ospedale, come le possibili ricadute sui cittadini, i pazienti e gli operatori stessi».
E l’altro ieri si sono riunti tutti i chirurghi di Borgo Trento per fornire indicazione circa l’organizzazione e l’allestimento delle sale operatorie, in modo da evitare «sorprese» a lavori finiti, come incongruenze, disservizi ed eventuali ostacoli all’attività medica.
Un anno fa il cantiere era solo un’immensa voragine dove sono stati movimentati 160.000 metri cubi di materiale, portati via in 1600 viaggi di camion nel giro di quattro mesi. l’8 settembre del 2005 ha avuto inizio l’abbattimento delle palazzine che occupavano parte dell’area dove è stato aperto il cantiere. Dopo le necessarie opere di consolidamento del terreno su un’area di 10.000 metri quadrati, si è partiti con la costruzione dei due piani interrati e del seminterrato dove troveranno spazio le sale di sterilizzazione, spogliatoi per il personale, 32 sale operatorie con annessa radiologia per interni.
La Fase Uno del progetto, che prevede la costruzione di un polo chirurgico con pronto soccorso e poliambulatori, è iniziata il 10 ottobre del 2005, dalla ditta Bonatti Spa, capofila di un pool di aziende chiamate a lavorare nel grande cantiere del nuovo ospedale. Il polo chirurgico, oltre ai tre piani interrati e seminterrati, prevede tre piani di degenze, un piano per le Rianimazioni e le attività di day-surgery. La hall d’ingresso, quella attualmente in fase di costruzione, ospiterà studi medici e negozi.
Al corpo principale del polo chirurgico, verso l’Adige, sarà addossata la palazzina del pronto soccorso, collocata alla stessa quota del blocco operatorio e della Radiologia con ingresso da lungadige Attiraglio.
Al lato del polo ospedaliero, rivolto verso l’ingresso di piazzale Stefani, sarà addossata la palazzina dei circa cento poliambulatori per i pazienti esterni, suddivisi in attività mediche e chirurgiche. Nel nuovo edificio traslocheranno nel 2009 le degenze (sono previsti 450 posti letto dislocati su tre piani) e le strutture attualmente ubicate nei padiglioni centrali dell’ospedale, padiglioni che saranno abbattuti per realizzare la Fase Due del progetto.
Quest’ultima prevede la realizzazione della Piastra dei Servizi, che sarà sotterranea, collegata alle palazzine laterali, e in cui troveranno posto la Radiologia per i pazienti esterni, il centro trasfusionale e prelievi e i laboratori. Al termine della Fase Due anche l’attuale padiglione di pronto soccorso sarà abbattuto e, fra la palazzina storica d’ingresso dell’ospedale affacciata su piazzale Stefani (dove resteranno direzione e uffici ammministartivi) e il nuovo polo chirurgico, verrà sistemato un grande giardino.
Il grande cantiere dell’ospedale di Borgo Trento. precisa il dottor Alberti, «per la sua organizzazione, le modalità di esecuzione, il sistema di concertazione, dalla tempistica per i materiali al monitoraggio sull’evoluzione dei lavori nonchè all’adeguamento continuo in base alle necessità degli specialisti che vi lavoreranno, sta diventando un modello anche per altre realtà sanitarie nazionali. E su tutto questo, in settembre, sarà organizzato un articolato convegno».


Il verde
Dove sorgevano le palazzine nascerà un parco

Nel nuovo ospedale di Borgo Trento, ubicato in una zona molto trafficata (basti pensare all’adiacente via Mameli), verrà realizzato un grande polmone verde. La risistemazione dei giardini è stata affidata allo studio dell’architetto paesaggista Andreas Kipar, di Landscape architeture nature development srl di Milano. Il «piano del verde» tiene conto delel indicazioni espresse dal corpo forestale dello Stato che ha dato parere favorevole al progetto contenuto in un volume di 90 pagine con il completo censimento delle aree verdi dell’ospedale e dei singoli alberi. Si tratta di 859 alberi di cui 154 sono sani, 485 in buone condizioni mentre altri 26 hanno problemi di staticità e 187 hanno problemi fitosanitari di varia entità. Sette gli alberi decisamente compromessi.
La costruzione del nuovo polo ospedaliero prevede che il 69 per cento degli alberi sarà mantenuto a dimora. Se possibile, in base alle loro dimensioni, tipologia e stato di salute, gli alberi che occupano spazi da cui è necessario rimuoverli, saranno trapiantati. È stato previsto anche che gli abbattimenti necessari siano compensati con la tutela di altri alberi e piante esistenti nella stessa area. Al più presto, infine, saranno messi a dimora alberi e piante nei luoghi dove sono stati ultimati i lavori di costruzione delle oepre tecnologiche. In particolare, sul lato Mameli saranno piantati nuovi alberi, cespugli e un tappeto di «vinca minor». (e.c.)


Le auto
E nei sotterranei ci sarà posto per 1.400 vetture

I parcheggi sono sempre stati una nota dolente per gli utenti dell’ospedale di Borgo Trento. Sfumata l’ipotesi di un parking sotterraneo in via Nervesa, una traversa di via Mameli dove sono stati sistemati giardino e posti auto in superficie, il giro d’auto intorno all’ospedale e nelle vie interne del quartiere limitrofo, resta caotico e, ovviamente, un ulteriore fattore peggiorativo della qualità già precaria dell’aria. Nel progetto del nuovo polo ospedaliero di Borgo Trento è prevista la realizzazione di circa 1400 posti auto sotterranei, in parte riservati ai deipendenti, a cui si ipotizza di aggiungere nuove aree di sosta. Una, precisa lo stesso direttore generale Valerio Alberti, potrà essere ricavata nell’attuale area del Geriatrico, edificio che in futuro sarà dismesso. Le ipotesi qui sono due: un possibile abbattimento del complesso per recuperare spazio per altre realizzazioni oppure un suo riutilizzo a scopi residenziali, come residenza sanitaria assistita dedicata alle persone anziane e anche per dare ospitalità ai familiari dei degenti.
Un’altra area che potenzialmente può essere in futuro adibita a parcheggio è quella sotto all’ex alloggio delle suore. Un’altra ma più improbabile ipotesi prefigura un parcheggio sotterraneo sotto piazzale De Lellis, altra zona perennemente ingolfata dal traffico. E a questo punto la concertazione tra Azienda ospedaliera e amministrazione comunale dovrà essere particolarmente attenta ai bisogni dei cittadini. (e.c.)




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Stranfiér
June 5th, 2007, 12:23 PM
Martedì 5 Giugno 2007


«Verona sud, io la difendo»
Lettera aperta dell’architetto Gabrielli al nuovo primocittadino


Signor Sindaco,
Lei ha vinto le elezioni alla “grande” ed è perciò legittimato dal voto popolare a prendere decisioni che in ampia misura sono state anticipate attraverso il Suo programma elettorale. Se mi permetto di rivolgermi a Lei con lo scopo di chiederLe un momento di attenta riflessione, è perché, avendo lavorato con passione alla Variante dell’area Sud, sento la necessità di difenderla ben cosciente che le Sue valutazioni sono assai diverse.
Faccio appello all’intelligenza ed al senso di responsabilità di chi deve decidere assetti che – per i secoli a venire – daranno un connotato nuovo ad una mirabile città antica.
Non possiamo non essere consapevoli di questa circostanza: non ci stanno a guardare soltanto i cittadini di oggi, ma anche quelli di ieri e, ancor più, quelli di domani.
Il disegno di una città, o di una parte di città, non può costituire una scelta che nasce da una contingenza amministrativa che vede contrapposte le forze politiche, né tantomeno da spinte di parte dietro alle quali possono annidarsi egoismi più o meno grandi.
Lei, con la Sua giunta e con le Sue componenti politiche, ha questo immenso compito e non ho certo io alcuna pretesa di interferire sulle scelte politiche. Ma l’assetto dell’asse sud non è una scelta “soltanto” politica; è di natura tecnica e di natura culturale.
Di natura tecnica per valutare il tipo di processo di rinnovamento che si intende innescare, con le sue conseguenze funzionali e, ancor più, con le sue conseguenze sul miglioramento o meno della qualità della vita urbana. Di natura culturale perché il disegno di una parte di città, che è anche quello di una nuova porta di accesso alla città stessa, consiste nella nuova identità che Verona sceglie di assumere.
Difendo il mio disegno ben consapevole che non rappresenta l’unica risposta al grande tema dell’asse sud. Se lo si vuole sostituire con un altro, e diverso, corre l’obbligo, questo sì, di dimostrarne i vantaggi ed il miglior esito per Verona. Non ci si può permettere di evitare questo obbligo. Ci sono le sedi del confronto: la mia umile richiesta è di volerle utilizzare.
Non voglia scambiare, signor Sindaco, questa mia come una tirata retorica per curare i miei personali interessi. Sarebbe un grave errore. Non sottovaluti, La prego, l’amore che un tecnico, anche se giunto da fuori, può nutrire per una città come Verona.
Pur nella diversità di vedute e di idee programmatiche siamo mossi, io credo, dalla stessa passione per la città. È in nome di essa che La invito, ed invito i veronesi tutti, a prendere decisioni per l’asse sud, grande e straordinaria occasione per la città, meditate, e motivate.
La ossequio e Le auguro il miglior successo per il lavoro che l’attende.
Prof. Arch.
Bruno Gabrielli

(estensore Variante di Verona Sud)

Falcon83
June 5th, 2007, 12:33 PM
Speriamo che il destinatario ascolti....

Falcon83
June 9th, 2007, 05:14 PM
qualcuno ha visto la torre residenziale che stanno tirando su in Borgo Milano? Quanto sarà alta?

albirello
June 10th, 2007, 11:38 AM
qualcuno ha visto la torre residenziale che stanno tirando su in Borgo Milano? Quanto sarà alta?

A che altezza è che se ci capito ci vado a dare un'occhiata?

Falcon83
June 11th, 2007, 09:39 AM
sarà sui 50 metri scarsi, una torre residenziale sulla destra di corso milano andando verso il lago.

Stranfiér
June 12th, 2007, 02:17 PM
Martedì 12 Giugno 2007





FINANZA LOCALE. Presentato il bilancio 2006 e le prospettive. La public company punta su infrastrutture e settore immobiliare
Cis raddoppia il capitale sociale
Da 48 a 100 milioni. Tosoni: «Così possiamo sviluppare i progetti sul territorio»


Tre fatti importanti per l'oggi e per il futuro, per la Compagnia investimenti Sviluppo spa, ma anche una linea guida rimasta inalterata dal 1993, anno di fondazione. Tutto partendo dalla volontà di rimanere un laboratorio di finanza territoriale, una public company (nessun socio può avere più del 5% del capitale) proiettata nella direzione di operare per la valorizzazione dell'area, che oggi è il Nordest, ma che domani - operando lungo l'incrocio dei corridoi europei 5 (Lisbona-Kiev) e 1 (Berlino- Palermo) potrà ampliare il campo d'azione.
Le operazioni annunciate dal presidente di Cis, Bruno Tosoni agli oltre 150 soci (privati, e poi una finanziaria, assicurazioni e banche) sono in linea con questi intendimenti e progetti. La prima è la decisione di portare il capitale sociale, per accompagnare gli sviluppo, dagli attuali 48 milioni a 100 milioni di euro entro il 2010. Si utilizzano 12 milioni oggi a riserva e per il resto ci si affida ai soci che credono nella mission, oltre all'ingresso di nuovi primari imprenditori e finanziarie che contribuiranno a produrre nuovo valore per gli azionisti e per le aree di quello che Tosoni definisce «l'ovest del nordest».
Intanto Cis è diventata una holding. Ha dato vita, infatti, alla sub holding Recis Real Estate Cis, che ha incorporato le partecipazioni delle società veicolo che sviluppano le iniziative immobiliari. Iniziative, come ha spiegato Tosoni, che mirano ad essere risposta al processo di delocalizzazione in atto, ricreando nuove opportunità con la valorizzazione dei siti dismessi. L'aumento del capitale, tra l'altro, servirà proprio a Recis per altre iniziative immobiliari. L'altra sub holding ora partita è Infracis Infrastrutture Cis. Andrà ad incorporare le società veicolo che detengono le partecipazioni nelle società Autostrada del Brennero, Autostrada Brescia-Padova come nella società Autocamionale della Cisa. Investimenti che, con i nuovi mezzi, potranno essere affiancati da nuove partecipazioni.
«Siamo l'unico privato presente nelle due primarie autostrade che si muovono lungo l'area del Garda, che stanno assumendo ruoli strategici nello sviluppo e nella realizzazione di nuove arterie autostradali», ha detto Tosoni. «Le nuove infrastrutture generano nuovi investimenti, miglioreranno i flussi di traffico e porteranno nuovo sviluppo urbanistico nell'area lombardo veneta, con ricadute importanti sull'indotto e l'economia locale».
«Ormai la dimensione della nostra società», ha detto Tosoni, «non può più accontentarsi dei piccoli passi. Le opportunità di business stanno cambiando la dimensione di scala degli investimenti».
Ovvio, quindi, che alle spalle di Tosoni, dei vicepresidenti Flavio Bovo e Andrea Bolla e dei consiglieri delegati Paolo Bertelli e Patrizia Rota Biasetti, oltre che del nutrito consiglio, ci sia una confermata solidità anche nei numeri. Ed il bilancio, approvato, presenta un risultato operativo passato da 3,4 a 5,2 milioni (più 50%), come pure l'attivo circolante, che è salito di oltre il 50%. L'utile netto si è attestato a 2,6 milioni (2,5 l'anno precedente) ed ha quindi permesso il riconoscimento di un dividendo di 0,05 euro per azione, pari a complessivi 2,4 milioni.

INTERNAZIONALIZZAZIONE. Marchio acquisito dal Cis
Nasce World Trade Center Verona Accompagnerà le imprese all’estero

Nasce il World trade center anche a Verona: è infatti al suo debutto ufficiale l’attività della rete associativa nata a New York nel 1970, che fornisce una serie di servizi all’internazionalizzazione d’impresa. Il marchio «Wtc Verona» è stato acquisito di recente da Cis, la Compagnia investimenti e sviluppo, ed è gestito da Iniziative Verona srl: accompagnerà le aziende nei percorsi di internazionalizzazione, come ha spiegato ieri Maurizio Stecco presidente di Iniziative Verona, «non solo durante le manifestazioni, ma anche dopo. E non intende sovrapporsi all’attività di enti e istituzioni già presenti, come ad esempio l’Ice, ma essere complementare ad esse. Ci sarà continuità nell’aiutare le imprese scaligere ad andare all’estero, con una rete di servizi, agevolazioni e strutture internazionali». L’altro obiettivo è quello di attrarre investimenti esteri e favorire la localizzazione di multinazionali sul territorio, soprattutto nei settori fondamentali dell’economia veronese, dall’agroalimentare al turismo fino al marmo e al mobile. La rete conta 750 mila aziende associate nel mondo e 300 Wtc in 85 Paesi: il primo World trade center italiano è nato a Milano. Quello scaligero ha sede a Villafranca: la futura sede sarà situata nell’«Adige city», zona sud di Verona, nel complesso immobiliare progettato da Richard Rogers. E domani si festeggerà la giornata del club internazionale.

I PROGETTI
Le iniziative immobiliari a Verona Sud

«Tutto secondo i programmi». La sintesi, a proposito degli sviluppi delle iniziative immobiliari a Verona Sud, dell’a.d. di Cis Paolo Bertelli, lascia spazio agli approfondimenti del presidente della compagnia, Bruno Tosoni. Che parte da un concetto fondamentale: è indispensabile la qualità dei progetti. Per questo ci sono le firme dei più grandi architetti mondiali, da Richard Rogers che, proprio per la sua soluzione delle ex- Adige, ha meritato l’Oscar mondiale dell’architettura, a Mario Bellini (Forum) a Massimiliano Fuksas (la città del vino vicino all'Aeroporto), per parlare solo di Verona. Perchè poi ci sono il Foro Mondadori a Mantova, un intervento importante in partnership con Trento per il recupero dell’ex Michelin e nuovi sviluppi per l’area ex Magazzini Generali di Brescia, oltre all’avvio del centro logistico di Nogarole Rocca. Ancora firme prestigiose come Daniel Libesking e Dante Benini. A Verona ormai sta per aprirsi il cantiere all’ex Foro Boario: c’è già il contratto per gli spazi dedicati all’hotel, c’è poi un accordo con uno dei maggiori operatori mondiali nel fitness per realizzare il più grande centro benessere a Verona, oltre a trattative per i restanti spazi. Il tutto per creare un’occupazione di 400 addetti.
(f.r.)





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Falcon83
June 12th, 2007, 09:01 PM
Verona - Un «Nobel» per Rogers.È l'autore del progetto delle ex Officine Adige

Parla veronese il premio Pritzker, il 'Nobel' per l'Architettura, che è stato assegnato quest'anno all'inglese Richard Rogers. Oltre ad importantssimi progetti come il Centre Pompidou di Parigi, firmato con Renzo Piano e il Terminal 4 dell'aeroporto di Madrid, Rogers, infatti, è autore di quello che ridisegna il comparto delle ex Officine Adige di Verona. Il piano urbanistico, il primo da lui firmato in Italia, fa parte della variante di Verona Sud.

europaconcorsi.com

Sonic from Padova
June 13th, 2007, 12:32 PM
edit

Falcon83
June 15th, 2007, 09:48 AM
In campo la grinta di undici mastini, sugli spalti la passione di duemila tifosi

VERONA - Venerdì pomeriggio, allo stadio “Picco”, i ragazzi dell’Hellas Verona scendono in campo per quella che potrebbe essere una delle trasferte più importanti della storia del club scaligero.

Si gioca la gara di andata dei play-out, il Verona disputerà la gara numero 3200 della propria ultracentenaria storia. Una gara dai tanti risvolti, dai molti significati.

Novanta minuti per difendere, con orgoglio e fierezza, l’onore della gloriosa casacca dai colori gialloblù. Una buona occasione per dimostrare, ancora una volta, di meritare la permanenza in Serie B.

Si gioca per scacciare i fantasmi di una categoria che l’Hellas non conosce da sessantaquattro anni. Si scende in campo per poter celebrare, nella stagione 2007/2008, le nozze d’oro con il torneo cadetto.

Quella di La Spezia è, cronologicamente parlando, l’ultima delle innumerevoli trasferte che hanno scritto la storia di questa squadra: le memorabili rimonte di Belgrado e Salonicco nelle coppe europee, l’incredibile e spettacolare 5-3 di Udine, il pareggio tricolore di Bergamo, la salvezza in extremis conquistata a Reggio Calabria.

Il paragone può apparire azzardato e irriverente: ma la portata storica di questa gara colloca la sfida del “Picco” fra le trasferte più importanti della squadra gialloblù, forse la più significativa dopo quella di Bergamo del 12 maggio 1985.

La storia dell’Hellas ha conosciuto alti e bassi, momenti bui e giorni di gloria. Ma questo doppio spareggio può rappresentare un punto di svolta, dal quale ripartire per riportare il Verona dove merita di stare.

E allora prepariamoci a quest’ennesima battaglia per tenere alti i colori gialloblù: in campo la grinta di undici mastini, sugli spalti la passione di duemila tifosi. Noi siamo il Verona, noi siamo l’Hellas.

FORA I COIONI!!!

Falcon83
June 18th, 2007, 10:55 AM
foto del giorno:

http://img254.imageshack.us/img254/7836/hellas20vanuatuip1.jpg

TohrAlkimista
June 18th, 2007, 12:32 PM
Falcon, ma ocme è andata al La Spezia?

Falcon83
June 18th, 2007, 04:21 PM
Falcon, ma ocme è andata al La Spezia?

eh insomma poteva andar meglio. Bel posto comunque.

Falcon83
June 21st, 2007, 10:36 AM
SOLENNITÀ DELL’HELLAS VERONA
Giovedì, 21 giugno 2007
Ore 19,00
Hellas Verona - Spezia

La riverenza al mistero calcistico, che stiamo celebrando, assorbe la nostra attenzione, e certamente la vostra; e ci impedisce di esprimere a voi tutti, presenti a questo rito, al Conte Piero Presidente di questa squadra raccolta intorno al Tempio del calcio il "Bentegodi" di Verona, ai Confratelli, ai fedeli qui dimoranti, ed anche alle Autorità civili che sappiamo convenute a questa celebrazione per il grande Attaccamento ai colori Giallo Blu và la nostra riconoscenza. Diamo il saluto a tutta la Squadra e facciamo sentire tutto l'amore che abbiamo nel cuore. Per tutti e per ciascuno, la gioia d’essere tra voi e di potere con voi e per voi compiere la solenne Salvezza dell’Hellas Verona. I voti che davanti al Signore formuliamo per voi: giocatori, per gli assenti anche, per quelli che vorremmo chiamare a questo raduno di fede comune, per gli ammalati specialmente, per i bambini, i ragazzi, i giovani, i lavoratori, i genitori d’ogni famiglia e gli abitanti della nostra bella Verona, che vogliamo considerare spiritualmente presenti da voi, che ne siete una eletta porzione, degnamente rappresentata. Ma ciò che non possiamo in questo momento esprimere con le dovute parole, lo esprimiamo con la nostra presenza, con la nostra Fede. La gara ci assorbe, e ci obbliga a concentrare in lei ogni nostro atto, ogni nostro pensiero. Essa è ora il punto focale del Campionato, e noi vogliamo supporre che così sia anche per i vostri animi. Noi tutti crediamo, noi tutti sappiamo, che qui, ora è presente in mezzo a noi, la Fede Dell’Hellas Verona . Il solo tema di questa misteriosa, ma reale presenza trattenga per questi brevi istanti la nostra gioia. Per essere semplici noi lo classifichiamo sotto due congiunzioni grammaticali . dunque,domini e perciò:
Dunque: è la Fede Dell’Hellas Verona.
Domini: la Vittoria sullo Spezia
A ben riflettere, questa festività noi l’abbiamo già celebrata; e ciò fu nel Venerdì scorso se Cutolo non avesse sbagliato il gol della sicurezza. Ricordiamo tutto di quella partita, e lo vogliamo ricordare come un piccolo incidente di percorso .
Quest’ultima gara con lo Spezia, resterà nella memoria e l’imminente tragedia che si materielizzerà a fine gara pende sulle teste degli Spezzini per farne le vere vittime di questi Play Out.
Semper Fidelis
Gianfranco LIGUORI

Stranfiér
June 21st, 2007, 12:29 PM
Giovedì 21 Giugno 2007


Ieri mattina la prima riunione in Sala Arazzi dell’esecutivo guidato dal nuovo sindaco Flavio Tosi
La Giunta riparte da Borgo Roma
L’area San Giacomo e la Passalacqua le delibere più urgenti
Il sindaco ha incontrato il Don Calabria per chiudere il campo di Boscomantico


Sono il progetto del Parco San Giacomo, in Borgo Roma, e l’acquisto e ristrutturazione della Caserma Passalacqua le prime questioni su cui la giunta comunale del sindaco Flavio Tosi intende trovare una soluzione rapida. Se n’è parlato ieri mattina, nella prima riunione della nuova giunta di Palazzo Barbieri, svoltasi in sala Arazzi, dove si riunirà la squadra degli assessori il mercoledì, alle 9.
PARCO SAN GIACOMO. Per quanto riguarda l’area San Giacomo, di fronte al Policlinico Rossi di Borgo Roma, la giunta intende dare seguito alla promessa avanzata in campagna elettorale da Tosi e dalla Casa delle libertà, sottoscrivendo un simbolico patto con il presidente della Provincia, Elio Mosele, per impedire l’edificazione dell’area fra via Tunisi e via Bengasi. Facendo seguito alla proposta di Tosi — e di fronte all’impegno di Mosele a non costruire edifici e negozi, nella parte di sua proprietà — gli assessori Daniele Polato (Patrimonio) e Vito Giacino (Urbanistica) si accingono a proporre alla Provincia una perequazione urbanistica. Il Comune cederebbe cioè alla Provincia una o più aree verdi o agricole in cambio della restante metà del terreno di via San Giacomo tutt’ora è di proprietà della Provincia. «Ci incontreremo presto con il presidente della Provincia Mosele», dicono Polato e Giacino, «proprio per dare seguito agli accordi di campagna elettorale, con l’obiettivo di lasciare al quartiere di Borgo Roma un polmone del tutto verde».
CASERMA PASSALACQUA. L’altro obiettivo della giunta è quello di risolvere la questione della Caserma Passalacqua, che il Comune compra (attraverso una partita di giro con la Fondazione Cariverona) per destinarla all’Università e al quartiere. I militari il 31 dicembre di quest’anno lasceranno l’edificio, per cui esiste già un progetto di riqualificazione. Si tratta del masterplan che ha vinto un concorso lanciato dal Comune nei mesi scorsi, firmato da Alberto Ferlenga, docente di progettazione architettonica all’Istituto universitario di architettura di Venezia (Iuav).
Il progetto prevede nell’area della Passalacqua un polmone verde di 150mila metri quadrati, alloggi, aule, laboratori, centro sportivo con piscine, un ostello per i giovani, un servizio medico e una sede dei vigili. Completa il progetto un parcheggio sotterraneo da 1.000 posti auto, che sostituiranno i 350 in superficie da poco allestiti. Un’area universitaria, dunque, adiacente a quella dell’altra Caserma, la Santa Marta, già proprietà dell’ateneo e destinata a Economia e Commercio. «Valuteremo bene, subito, il masterplan insieme all’Università e al progettista», spiega Polato, «e il corrispettivo in denaro che dovremo dare ai militari».
ENTI. «Le priorità sono area San Giacomo e Passalacqua, mentre altri temi come la sicurezza dipendono più direttamente dall’amministrazione e quindi sono più risolvibili», ha detto Tosi, che ha annunciato anche di aver ricevuto già alcune lettere di dimissioni dei consiglieri degli enti partecipati e delle aziende che ha invitato con una lettera a lasciare l’incarico. «Alcuni hanno dimostrato senso di responsabilità, accettando l’indicazione», dice Tosi, «altri hanno contestato l’idea del rapporto fiduciario che dovrebbe esserci fra sindaco e membri dei Cda degli enti».
ROM A BOSCOMANTICO. Tosi, che ha dichiarato di voler chiudere il campo Rom di Boscomantico, ha incontrato l’Istituto Don Calabria per conoscere i dati sul Progetto Rom. «Prima di prendere una decisione ho voluto conoscere i dati sull’integrazione scolastico e lavorativa, oltre che sulla struttura, il che mi ha confermato ciò che già sapevo».
UFFICI. Intanto, è stata sorteggiata l’assegnazione degli uffici dei 14 assessori, (che hanno anche già destinate le loro segretarie). In 13 avranno l’ufficio a Palazzo Barbieri e solo l’assessore ai Servizi sociali, Stefano Bertacco, lavorerà negli uffici distaccati del settore, in vicolo San Domenico, anche se l’obiettivo di Tosi è quello di avere tutti vicini i suoi collaboratori. (e.g.)

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cesco_82
June 22nd, 2007, 10:28 AM
Lo Spezia spedisce il Verona in C1

Dopo la vittoria dell'andata, nel drammatico ritorno della finale playout i liguri impongono lo 0-0 ai gialloblù che retrocedono dopo 64 anni in C. Decisivo il portiere Santoni

:lol:

Stranfiér
June 22nd, 2007, 03:08 PM
Venerdì 22 Giugno 2007


L’università cerca nuovi spazi e la prossima settimana saranno inaugurati i laboratori per la ricerca medica a Borgo Roma
L’ateneo marcia sulla Passalacqua
Incontro riservato tra il rettore Mazzucco e il sindaco Tosi: «Il campus si farà»


«Per il futuro della caserma Passalacqua all’Università ci sono buone speranze. Il disegno originario, di creare un campus per l’ateneo in collaborazione con la Circoscrizione per creare anche servizi al quartiere, procede anche con la nuova amministrazione».-
È soddisfatto il rettore dell’Università Alessandro Mazzucco che nei giorni scorsi ha avuto un incontro riservato con il nuovo sindaco Flavio Tosi per fare il punto sulle necessità urbanistiche dell’ateneo. È stata l’occasione per riprendere i grandi temi già trattati in campagna elettorale quando Mazzucco e Tosi si incontrarono in rettorato per un possibile approfondimento del rapporto tra città e ateneo.
«Dovremmo procedere», spiega Mazzucco, «con il masterplan che avevamo visto con l’assessore Uboldi negli ultimi giorni della passata amministrazione».
Ma questo è solo una delle novità con le quali si sta misurando l’ateneo. Da Bologna arriva la notizia di un’inchiesta, peraltro già nota da due anni, sull’università di Bologna al centro della quale ci sono sette concorsi che sarebbero stati concordati. Uno di questi riguarderebbe, secondo le agenzie, il concorso per professore ordinario di Microbiologia all’Università di Verona, pubblicato il 9 luglio 2004. «Di questa notizia non sappiamo nulla e ci suona strana», dice Mazzucco, «perché non abbiamo mai fatto bandi a Medicina per questa posizione a Microbiologia. Che ci fosse un’inchiesta sull’ateneo bolognese era noto da un paio d’anni, ma che si parlasse di noi è la prima che sento. Non risultano nostri coinvolgimenti: l’avrei saputo».
È invece in fase di approfondimento e monitoraggio amministrativo un progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione Cariverona e per il quale è stato chiesto un supplemento di documentazione, ritenuta non esaustiva. «Su queste trasferte per progetti di ricerca e sui risultati ottenuti svolgiamo un controllo costante con una valutazione sia interna che esterna da parte di terzi. La valutazione viene eseguita nel merito e nella qualità». Sarebbe il primo caso in cui viene chiesto un approfondimento a fronte delle decine di progetti che la Fondazione finanzia.
Infine, martedì prossimo al Policlinico Rossi ci sarà l’inaugurazione dei laboratori universitari di ricerca medica, un obiettivo nato quando ancora Medicina si separò da Padova.




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Falcon83
June 23rd, 2007, 01:15 PM
http://img187.imageshack.us/img187/5467/home202axr0.jpg

Alter-Ego
June 23rd, 2007, 03:39 PM
sfigadi!!! :D

TohrAlkimista
June 23rd, 2007, 04:13 PM
ma è casa tua Falcon????^^

Falcon83
June 23rd, 2007, 07:50 PM
sfigadi!!! :D

ta chièto ti ahn!!!

Alter-Ego
June 25th, 2007, 08:47 AM
ma è casa tua Falcon????^^

ma va là.... la xe na foto fata en Svesia :D la sarà la casa de FedeMilan !!!

albirello
June 25th, 2007, 08:10 PM
Avete sentito ragazzi? Si farà la tramvia!!! Ahahahah :lol: :lol: :lol:

Falcon83
June 25th, 2007, 08:24 PM
ma va dove l'hai letto? Stai scherzando?

Stranfiér
June 26th, 2007, 12:17 PM
Martedì 26 Giugno 2007


Domani il provvedimento che annulla la decisione dell’esecutivo Zanotto
Cancellato il traforo corto
Va in Giunta la delibera che rilancia la galleria lunga
«Noi vogliamo completare l’anello stradale attorno alla città collegando Poiano con Verona nord. A pedaggio»
- Annunci
Tramvia? Meglio il minimetrò


La giunta comunale cancella definitivamente il progetto di galleria urbana da via Fincato a via Mameli, il cosiddetto traforo «corto» delle Torricelle, al quale la precedente amministrazione comunale aveva dato il via libera poche settimane prima delle elezioni. La delibera di giunta, con lo studio di fattibilità dell’opera viabilistica, era stata approvata lo scorso 11 aprile. Ma contro tale progetto si era subito scagliata l’allora opposizione di centrodestra. E il programma elettorale del candidato sindaco Flavio Tosi ne prometteva l’eliminazione immediata in caso di vittoria.


Il tunnel corto, quindi, sarà la prima delle opere previste dall’amministrazione Zanotto a cadere sotto la mannaia della nuova maggioranza di Palazzo Barbieri.
Ad annunciarlo è l’assessore alle infrastrutture, Enrico Corsi, che, insieme al suo collega di giunta Paolo Tosato, ha già preparato l’apposita delibera di stralcio che sarà approvata nella riunione di giunta di domani. «La proposta della passata amministrazione, che annulleremo per rispettare gli impegni presi con i cittadini», spiega il neoassessore, «aveva incontrato la contrarietà dei cittadini, poiché il traffico verrebbe soltanto spostato di poche centinaia di metri creando problemi al quartiere di Borgo Trento e di via Mameli in particolare. Noi, invece, vogliamo il completamento dell’anello circonvallatorio e il tunnel lungo da Poiano a Verona nord e, quindi, proseguiremo con questo piano». E le risorse? «Vi investiremo», informa Corsi, «i 53 milioni già accantonati dalla società Autostrade, per il resto troveremo il modo di reperire i fananziamenti tramite project financing e altre soluzioni».
Secondo i progettisti della società Technital, la galleria breve avrebbe sgravato gran parte del traffico automobilistico di Veronetta, Valdonega, Santo Stefano e teatro Romano. Il tunnel partirebbe da via Fincato, passerebbe per via Caroto e, appena lambendo le Torricelle, sbucherebbe in via Mameli. Per realizzarlo, attraverso il metodo del project financing, era stato previsto un costo di 88 milioni di euro, con un pedaggio di 50 centesimi a passaggio era stati preventivati due anni di lavoro.
In campagna elettorale, il centrodestra aveva bocciato il traforo corto come «soluzione inutile perché non toglierebbe traffico da via Mameli e quindi dai quartieri di Borgo Trento e Ponte Crencano». L’ex sindaco Zanotto aveva replicato che l’opera avrebbe «tolto da quel tratto circa 1.700 auto l’ora». Contro tale soluzione si erano espressi anche i Verdi, i quali si opponevano, però, anche al traforo lungo previsto dal Pat, che chiuda l’anello delle tangenziali. (e.s.)


Per non perdere i finanziamenti per la tramvia, la nuova Giunta Tosi sta lavorando sull’ipotesi, peraltro già tracciata dalla Giunta Zanotto, di un minimetrò che colleghi il parcheggio scambiatore di Verona sud con la Fiera, la stazione ferroviari e piazza Bra. Lo studio di fattibilità è sul tavolo dell’assessore Enrico Corsi.
«In campagna elettorale», fa sapere lo stesso Corsi, «abbiamo espresso chiaramente la nostra contrarietà alla tramvia così com’era stata concepita dalla precedente amministrazione. Ora stiamo studiando alternative intelligenti per evitare disagi per i cittadini. I lavori in una città storica come la nostra», aggiunge, «rischierebbero infatti di protrarsi per periodi lunghissimi. Il minimetrò potrebbe snodarsi lungo un percorso misto, in superficie e, in certi tratti, sotto il manto stradale». (e.s.)




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Stranfiér
June 27th, 2007, 12:17 PM
Mercoledì 27 Giugno 2007


Inaugurata a Borgo Roma la struttura scientifica voluta per sviluppare la collaborazione tra l’Ateneo e la facoltà di Medicina
Ricerca, nuovo centro al Policlinico
Alberti: «Passo avanti per la piena integrazione tra ospedale e università»
Il rettore Mazzucco: «Offriremo il nostro know-how» Il professor Pizzolo: «Mettiamo la scienza
e la didattica al servizio dell’assistenza dei malati»


di Elisa Pasetto



Un passo avanti per la ricerca, per la modernizzazione delle nostre strutture ospedaliere e un’ulteriore tappa del percorso che porterà, entro l’anno, alla nascita, anche a Verona, dell’azienda ospedaliera universitaria integrata.
Questo rappresenta il nuovo Lurm (Laboratorio universitario di ricerca medica), il centro interdipartimentale della facoltà di Medicina dell’ateneo scaligero, inaugurato ieri mattina al policlinico di Borgo Roma. Un’infrastruttura, nata in realtà nel lontano 1969 insieme all’ospedale, come laboratorio di ricerca a disposizione delle strutture cliniche di degenza e che, dopo una serie di vicessitudini, torna oggi finalmente potenziato nel coordinamento e nel funzionamento dei servizi (che prevedono quotidianamente l’integrazione di attività di ricerca e assistenza ospedaliera), oltre che nell’osservanza più rigorosa delle disposizioni in materia di sicurezza del personale.



Trenta laboratori più spazi di studio, 2400 mq (contro i 900 precedenti) di superficie; 12 gruppi di ricerca che svolgono attività integrate di ricerca biomedica e diagnostica avanzata, appartenenti a diverse unità operative (dall’ematologia alla gastroenterologia, dalla medicina del lavoro all’oncologia); cinque dipartimenti universitari coinvolti all’interno della facoltà di Medicina dell’ateneo veronese; 77 le persone che vi lavorano quatodianamente, tra strutturati universitari (ricercatori e tecnici), borsisti, dottorandi e strutturati dell’azienda ospedaliera (biologi e tecnici di laboratorio). Il tutto al piano terra dell’edificio sud dell’ospedale di Borgo Roma, costato in totale 20 milioni di euro, di cui il Lurm rappresenta un quarto della spesa, finanziatadalla fondazione Cariverona, dalla Regione Veneto e dall’Azienda ospedaliera.
«Continuiamo ad investire e il fatto di inaugurare strutture nuove è un segnale della vitalità della sanità veneta e veronese in particolare», ha sottolineato Valerio Alberti, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Verona.
«Oggi inauguriamo questi laboratori di ricerca, che rapppresentano la sinergia tra il Servizio sanitario regionale e l’università di Verona - ha continuato Alberti -, poi, entro l’anno, sarà attivata l’azienda integrata, una struttura in cui la ricerca sarà direttamente collegata all’attività assistenziale. Tra un mese, presenteremo alla Regione anche l’idea progettuale per il rifacimento del Policlinico».
Laboratori, quelli del Lurm, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, e per i filoni di ricerca seguiti, particolarmente innovativi, che rappresentano comunque solo una tappa di un percorso ben più lungo, come ha concordato il rettore dell’ateneo scaligero Alessandro Mazzucco: «Il punto di arrivo sarà il nuovo ente previsto dalla legge, l’azienda ospedaliera universitaria integrata - ha ribadito Mazzucco -, nata per soddisfare insieme le necessità legate alla didattica, all’assistenza, ma anche alla ricerca, e alla quale l’università contribuirà con le sue dotazioni scientifiche, oltre che con il know-how».
Un know-how che, per il Lurm, è già una garanzia: i gruppi di lavoro impegnati nel centro, diretto da Maria Teresa Scupoli in accordo con la Commissione tecnico-scientifica presieduta da Giovanni Pizzolo, ha pubblicato sulle principali riviste del settore ben 649 lavori dal 2002 ad oggi. «Una produzione - ha concluso Pizzolo - davvero consistente».




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Stranfiér
June 28th, 2007, 12:17 PM
Giovedì 28 Giugno 2007


Completato l’acquisto dal ministero con una tranche di cinque milioni. I militari lasceranno la caserma il 31 dicembre
Passalacqua, il Comune paga l’ultima rata
Vi sorgeranno il campus universitario e strutture aperte a tutta la città


di Enrico Santi



Fa un altro passo avanti il progetto di trasformare in campus universitario aperto alla città, l’area della caserma Passalacqua. La giunta comunale ha approvato, nella riunione di ieri, su proposta dell’assessore al patrimonio Daniele Polato, la delibera che dà via libera all’ultima tranche per l’acquisizione da parte del Comune della caserma. Alle casse comunali costerà cinque milioni e 165 mila euro ai quali si aggiungerà un’altra somma di circa un milione e 800 mila euro messa a disposizione dalla Fondazione Cariverona.
Dal 1° gennaio 2008, il giorno dopo la partenza dei militari, quindi, l’intera struttura ora di proprietà del ministero della Difesa, passerà nelle mani dell’amministrazione comunale. L’operazione, avviata il 26 ottobre 2001 dall’amministrazione di Michela Sironi e poi portata avanti dalla giunta di Paolo Zanotto, è costata complessivamente una cifra di circa 47 milioni di euro. «Dopo l’approvazione della delibera in Consiglio comunale», aggiunge l’assessore Polato che si dice soddisfatto per la conclusione della vicenda, «diventeremo titolari di tutta l’area e grazie al buon rapporto con il ministero della Difesa potremo utilizzare subito alcuni spazi della struttura».
Di Passalacqua si era discusso, tra l’altro, in una delle ultime riunioni della giunta Zanotto, che aveva scelto il disegno dell’architetto veneziano Alberto Ferlenga per la progettazione definitiva. Lo stesso argomento è stato affrontato ieri dalla nuova squadra amministrativa del sindaco Flavio Tosi. «In realtà, il famoso masterplan tanto propagandato dai nostri predecessori era una bufala. L’università, invece, è pronta da cinque anni e da sempre chiede di poter integrare il suo progetto con quello del Comune», ha polemizzato l’assessore all’Urbanistica Vito Giacino. «Al momento», ha aggiunto, «abbiamo solo un progetto bandiera che contiene solo valutazioni generiche per cui dovremmo riprendere in mano tutto. Per fare un esempio: i mille posti auto previsti dalla precedente amministrazione sono pochi perché oltre che all’università noi dobbiamo dare una risposta concreta anche al quartiere e queste scelte le dobbiamo assumere noi in prima persona e non delegarle ad altri con concorsi di idee come ha fatto chi ci ha preceduto». Si riparte da zero, quindi? «Non butteremo via nulla di quanto è stato fatto, anche perché, a dir la verità, non abbiamo trovato quasi nulla», replica l’assessore.
Giacino, al termine della riunione di giunta ha sottolineato che saranno indicati indirizzi precisi di intervento. «L’architetto Ferlenga ha fatto un ottimo lavoro, ma il masterplan vero e proprio dovrà essere condiviso dal Comune e dall’università che partecipa all’operazione con finanziamenti propri. Questa amministrazione, per la parte che le compete darà le necessarie indicazioni politiche. All’interno dell’ex Passalacqua dovrà esserci una presenza importante della polizia municipale per dare una risposta al bisogno di sicurezza del quartiere di Veronetta. Inoltre, ci sarà un’attenta valutazione sui parcheggi e sulle strutture per la cultura e la socializzazione aperte alla cittadinanza, come piscine, teatri, centri di incontro...». Durante la riunione il sindaco e gli assessori hanno commemorato l’architetto pianificatore Arrigo Rudi, che aveva partecipato con un proprio contributo di idee anche alla pianificazione sulla Passalacqua.




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Stranfiér
June 29th, 2007, 01:09 PM
Venerdì 29 Giugno 2007


Il Cipe stanzia 125 milioni per il tracciato disegnato dalla passata amministrazione. Il Consiglio comunale approva il piano consuntivo del 2006
Tramvia, da Roma soldi per il progetto «bocciato»
Il Comune chiederà di spostare i finanziamenti sul «minimetro»; Zanotto: «Così i fondi sono a rischio»


Il Consiglio comunale ha approvato ieri i conti del bilancio consuntivo, ma l’attenzione dei presenti è stata catalizzata dalla notizia, arrivata da Roma, che il Cipe, presieduto dal presidente del Consiglio Romano Prodi, aveva deciso l’accorpamento in un’unica tranche dei finanziamenti a favore del primo tratto della tramvia veronese così come l’aveva pianificata la giunta del sindaco Paolo Zanotto. Un’opera che l’amministrazione guidata da Flavio Tosi ha però deciso di cancellare. Si tratta di una cifra, quella erogata da Roma, di 125 milioni di euro per la «rimodulazione tecnico-economica».
La nuova maggioranza di centrodestra ha già annunciato di voler chiudere in un cassetto il progetto, a vantaggio di una soluzione più «leggera»: un minimetro che colleghi Verona Sud, la Fiera, la stazione di Porta Nuova fino ai portoni della Bra. La notizia dello sblocco dei finanziamenti a Roma può tuttavia rimescolare le carte in tavola. L’assessore alla viabilità Enrico Corsi non si sbilancia: «Valuteremo il da farsi con uno studio approfondito, per vedere, tra l’altro, se i fondi potranno essere dirottati su un progetto alternativo a quello dell’amministrazione Zanotto. Poi la giunta prenderà una decisione definitiva in merito alla soluzione da scegliere». L’assessore ha detto di non escludere il ricorso a un referendum, «per coinvolgere i cittadini». Nei giorni scorsi Corsi e l’assessore alle Strade, Paolo Tosato, entrambi leghisti, avevano sottolineato la loro opposizione a «un’opera faraonica che metterà in crisi la città, devastante per l’ambiente e dai costi insostenibili».
«Temo che la nuova amministrazione», commenta l’ex sindaco Zanotto, «perda il treno dei finanziamenti, la soluzione del minimetro non è un’altrenativa valida perché non offre soluzioni al traffico interno della città ed è insufficiente a coprire le esigenze della Fiera e del Polo finanziario». Anche Carlo Pozzerle, ex assessore e attualmente consigliere dell’Ulivo, mette in guardia la nuova giunta: «Attenzione, ci sono solo otto mesi per decidere, poi i fondi si perdono. Il piano economico è pronto, va solo portato in Consiglio e ci sono tutte le autorizzazioni ministeriali. Sarebbe un peccato che un’opera così importante per la città fosse buttata a mare».



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Gioven
June 29th, 2007, 07:25 PM
Venerdì 29 Giugno 2007


Il Cipe stanzia 125 milioni per il tracciato disegnato dalla passata amministrazione. Il Consiglio comunale approva il piano consuntivo del 2006
Tramvia, da Roma soldi per il progetto «bocciato»
Il Comune chiederà di spostare i finanziamenti sul «minimetro»; Zanotto: «Così i fondi sono a rischio»


Il Consiglio comunale ha approvato ieri i conti del bilancio consuntivo, ma l’attenzione dei presenti è stata catalizzata dalla notizia, arrivata da Roma, che il Cipe, presieduto dal presidente del Consiglio Romano Prodi, aveva deciso l’accorpamento in un’unica tranche dei finanziamenti a favore del primo tratto della tramvia veronese così come l’aveva pianificata la giunta del sindaco Paolo Zanotto. Un’opera che l’amministrazione guidata da Flavio Tosi ha però deciso di cancellare. Si tratta di una cifra, quella erogata da Roma, di 125 milioni di euro per la «rimodulazione tecnico-economica».
La nuova maggioranza di centrodestra ha già annunciato di voler chiudere in un cassetto il progetto, a vantaggio di una soluzione più «leggera»: un minimetro che colleghi Verona Sud, la Fiera, la stazione di Porta Nuova fino ai portoni della Bra. La notizia dello sblocco dei finanziamenti a Roma può tuttavia rimescolare le carte in tavola. L’assessore alla viabilità Enrico Corsi non si sbilancia: «Valuteremo il da farsi con uno studio approfondito, per vedere, tra l’altro, se i fondi potranno essere dirottati su un progetto alternativo a quello dell’amministrazione Zanotto. Poi la giunta prenderà una decisione definitiva in merito alla soluzione da scegliere». L’assessore ha detto di non escludere il ricorso a un referendum, «per coinvolgere i cittadini». Nei giorni scorsi Corsi e l’assessore alle Strade, Paolo Tosato, entrambi leghisti, avevano sottolineato la loro opposizione a «un’opera faraonica che metterà in crisi la città, devastante per l’ambiente e dai costi insostenibili».
«Temo che la nuova amministrazione», commenta l’ex sindaco Zanotto, «perda il treno dei finanziamenti, la soluzione del minimetro non è un’altrenativa valida perché non offre soluzioni al traffico interno della città ed è insufficiente a coprire le esigenze della Fiera e del Polo finanziario». Anche Carlo Pozzerle, ex assessore e attualmente consigliere dell’Ulivo, mette in guardia la nuova giunta: «Attenzione, ci sono solo otto mesi per decidere, poi i fondi si perdono. Il piano economico è pronto, va solo portato in Consiglio e ci sono tutte le autorizzazioni ministeriali. Sarebbe un peccato che un’opera così importante per la città fosse buttata a mare».



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Ma Verona non ha niente da imparare dal caso Padova?

La città scaligera deve diffidare dalle soluzioni alternative proposte dalla nuova giunta per dare un segnale di discontinuità rispetto al governo cittadino precedente e per non perdere comunque i finanziamenti previsti.

Veronesi, tenetevi la tramvia.... qualsiasi cosa vi proporranno, vi lamenterete comunque dei lavori devastanti... diffidate delle soluzioni "leggere" (storia già vista a Padova, e vissuta dalla città ben 8 anni prima che a Verona...)

Sonic from Padova
June 29th, 2007, 07:53 PM
Appunto, soldi risparmiati.
spendere soldi per riavviare il progetto, rifare le gare d'apparto....praticamente ricominciare da capo, con un progetto già pronto sul tavolo (la tramvia appunto) é una cazzata immensa.

Meglio tenersi la tramvia.

Falcon83
June 29th, 2007, 08:00 PM
se e al posto della tramvia mi fanno il traforo lungo delle Torricelle, i parcheggi, complanari etc.. ben venga la cancellazione della tramvia (che secondo me non serve a niente)

Gioven
June 29th, 2007, 08:13 PM
se e al posto della tramvia mi fanno il traforo lungo delle Torricelle, i parcheggi, complanari etc.. ben venga la cancellazione della tramvia (che secondo me non serve a niente)

Ma possibile che non riusciate a vedervi in una dimensione europea? ma come pensate di poter privilegiare l'uso dell'auto a discapito del mezzo pubblico? Verona mi delude...

Sonic from Padova
June 29th, 2007, 08:26 PM
Il problema é che Verona ha anche un tasso d'inquinamento non indifferente. Privilegiare appunto la costruzione di parcheggi, strade e cosi via, favorisce l'uso della macchina.
E quando vedi che ci sono parcheggi, purtroppo, usi la macchina.

A Padova prima della pedonalizzazione del centro negli anni 80, le macchine venivano parcheggiate ovunque, perchè c'erano moltissimi parcheggi.

quando hanno cominciato a pedonalizzare, a chiudere il traffico, e a vietare sistematicamente il transito dei mezzi privati in varie vie, la questione inquinamento é migliorata notevolmente, con ovviamente, la salute di chi abitava in centro.
i commercianti hanno continuato a fare affari anche dopo la pedonalizzazione e non é cambiato niente dal punto di vista economico.
tra l'altro a Padova l'inquinamento era elevatissimo, specie in centro, e le case avevano bisogno di essere continuamente ridipinte (per chi se lo poteva permettere) a causa dello smog che si intaccava nel colore.

ora i parcheggi sono tutti fuori dalla città, imbreccanati ad almeno 1 o 2 km dal centro (ne rimangono alcuni ma riservati ai residenti), i parcheggi vengono progressivamente diminuiti (o vengono aumentati i costi dei tariffari) e la gente viene costretta ad andare a piedi o con il mezzo pubblico.

privilegiare l'uso della macchina privata al giorno d'oggi, sinceramente, é una coglionata pazzesca.
significa andare in controtendenza, ma sopratutto, significa aumentare l'inquinamento.

casomai i soldi di trafori, strade e parcheggi, devono essere usati per aumentare i mezzi pubblici e per la tramvia.

Falcon83
June 29th, 2007, 09:26 PM
Ma possibile che non riusciate a vedervi in una dimensione europea? ma come pensate di poter privilegiare l'uso dell'auto a discapito del mezzo pubblico? Verona mi delude...

possibile che non riesci a vedere l'inutilità di una tramvia? Cosa me ne faccio di un mezzo che ha la stessa utilità di un bus (fa le code e la velocità è quella circa) e che anzi posso farlo andare solo in binari prestabiliti? A sto punto molto meglio la metro.

Gioven
June 29th, 2007, 09:34 PM
Il problema é che Verona ha anche un tasso d'inquinamento non indifferente. Privilegiare appunto la costruzione di parcheggi, strade e cosi via, favorisce l'uso della macchina.
E quando vedi che ci sono parcheggi, purtroppo, usi la macchina.

A Padova prima della pedonalizzazione del centro negli anni 80, le macchine venivano parcheggiate ovunque, perchè c'erano moltissimi parcheggi.

quando hanno cominciato a pedonalizzare, a chiudere il traffico, e a vietare sistematicamente il transito dei mezzi privati in varie vie, la questione inquinamento é migliorata notevolmente, con ovviamente, la salute di chi abitava in centro.
i commercianti hanno continuato a fare affari anche dopo la pedonalizzazione e non é cambiato niente dal punto di vista economico.
tra l'altro a Padova l'inquinamento era elevatissimo, specie in centro, e le case avevano bisogno di essere continuamente ridipinte (per chi se lo poteva permettere) a causa dello smog che si intaccava nel colore.

ora i parcheggi sono tutti fuori dalla città, imbreccanati ad almeno 1 o 2 km dal centro (ne rimangono alcuni ma riservati ai residenti), i parcheggi vengono progressivamente diminuiti (o vengono aumentati i costi dei tariffari) e la gente viene costretta ad andare a piedi o con il mezzo pubblico.

privilegiare l'uso della macchina privata al giorno d'oggi, sinceramente, é una coglionata pazzesca.
significa andare in controtendenza, ma sopratutto, significa aumentare l'inquinamento.

casomai i soldi di trafori, strade e parcheggi, devono essere usati per aumentare i mezzi pubblici e per la tramvia.


Forse non ci saranno più macchine in centro, ma nei quartieri esterni alle mura, nelle ore di punta, il traffico è insopportabile. Io mi muovo il più possibile in bicicletta, per andare al lavoro ci metterò 20 minuti, ma ho tempi certi di percorrenza. Quando non posso proprio fare a meno, prendo l'auto, ci metto come minimo il doppio, ma se prendessi l'autobus non avrei alcun vantaggio, anzi, dovrei essere legato anche all'incertezza degli orari e, nelle ore di punta, a viaggiare in una specie di carro bestiame. Se avessi il metrobus comodo, non avrei dubbi su che cosa sceglierei; purtroppo non passa per Chiesanuova.
Sono convinto che molta gente potrebbe lasciare l'auto in garage, ne conosco un sacco che potrebbe recarsi al lavoro in bicicletta, ma non lo fa per pigrizia, e magari dopo deve preoccuparsi anche di stare a dieta.
L'unica speranza è un cambiamento di mentalità, aiutato anche da una ristrutturazione della rete dei mezzi di trasporto che ne renda finalmente più conveniente e confortevole l'uso a discapito dell'auto. Ci sono persone che vivono nelle grandi metropoli senza macchina e non ne sentono alcun bisogno.

Credo che anche per Verona si possano fare le stesse considerazioni valide per Padova; forse la prima città è più fortunata della seconda, perchè ha una superficie comunale estesa più del doppio, e ha, invece, una densità di popolazione dimezzata; inoltre, la città scaligera ha strade di circonvallazione e di scorrimento in media più larghe di quelle della città del Santo(e anche qualche sottopasso).

FabrizioC
June 30th, 2007, 04:04 AM
Sono appena tornato dall'Arena dopo quattro ore di Nabucco!!!

Molto gratificante!!! :cheers:

La adoro Verona!

Falcon83
June 30th, 2007, 10:00 AM
Sono appena tornato dall'Arena dopo quattro ore di Nabucco!!!

Molto gratificante!!! :cheers:

La adoro Verona!

Anch'io ero in centro, ho beccato il sessuologo di mtv, che tutto contento mi informava del suo passaggio in rai :laugh:

Gioven
June 30th, 2007, 10:01 AM
possibile che non riesci a vedere l'inutilità di una tramvia? Cosa me ne faccio di un mezzo che ha la stessa utilità di un bus (fa le code e la velocità è quella circa) e che anzi posso farlo andare solo in binari prestabiliti? A sto punto molto meglio la metro.

A Verona c'è un progetto di metropolitana?

Falcon83
June 30th, 2007, 10:04 AM
sì, dal casello di vr sud all'Arena. Comunque vedrai che si andrà verso un referendum entro poco tempo.

Falcon83
June 30th, 2007, 10:18 AM
inoltre, la città scaligera ha strade di circonvallazione e di scorrimento in media più larghe di quelle della città del Santo(e anche qualche sottopasso).

ed è quello che l'attuale giunta vuole continuare a costruire (vedi prolungamento 434, trafori, mediane e complanari varie).

Falcon83
June 30th, 2007, 10:52 AM
Avete notato la miriade di maxi schermi che hanno montato in stazione? Peccato che facciano vedere solo pubblicità. :( Info utili no eh?

Falcon83
June 30th, 2007, 12:43 PM
Sempre più voli a basso costo dall’aeroporto Catullo e a dar man forte si conferma la nuova compagnia low-cost Air Italy, che proprio a Verona ha stabilito la sua sede operativa. “Il Catullo ha sempre innovato con coraggio – sottolinea Fulvio Cavalleri, presidente dell’aeroporto scaligero –, il low-cost ha assunto proporzioni crescenti, ospitiamo compagnie come Windjet, Clickair, Ryanair e certamente come Air Italy, con la quale il rapporto è ancora più profondo vista la sua scelta di legarsi a Verona”. Le compagnie tradizionali hanno ben tenuto, crescendo del 43% nei primi mesi, ma è il low-cost a far parlare di sé. “La fetta di mercato a basso costo copre attualmente il 35% del traffico veronese e il 78% del bresciano (l’aeroporto D’Annunzio di Brescia fa parte della società dell’aeroporto veronese, nda) – continua Cavalleri –, nei primi 5 mesi del 2007 il low-cost al Catullo è salito di oltre il 74% passando da 60 a 100 mila viaggiatori al mese, e si prevede un’ulteriore impennata per l’estate”.

Dopo essersi impegnata nel lungo raggio (Maldive, Mombasa, Zanzibar, Fortaleza, e presto La Romana e Cancun), Air Italy ha debuttato il primo giugno come vettore di linea a Verona, puntando sul corto e medio raggio europeo con le destinazioni confermate: Barcellona, Berlino, Londra, Madrid, Praga, Sofia e Varsavia. Mosca e altre mete sono ancora da confermare. Il 21 giugno segna lo sbarco della giovane compagnia sul mercato domestico, con la prima tratta nazionale: Verona-Napoli. “Partiamo con questo collegamento strategico – dice il comandante Giuseppe Gentile, amministratore delegato di Air Italy –, ne dovrebbero seguire degli altri in futuro”. L’obiettivo della compagnia per quest’anno: arrivare a fattori di carico del 50-55%, ovvero riempire in media più della metà di ogni volo operato. “Tra le rotte appena lanciate, alcune stanno già quasi raggiungendo questo load factor – prosegue Gentile –, è un buon inizio”.

In corso una crescente promozione all’estero per Air Italy: sul totale passeggeri solo il 15% al momento è inbound, ovvero proveniente dall’estero con destinazione italiana, mentre l’85% è ancora outbound. Ma sono solo gli inizi. La compagnia da febbraio ha stretto forti legami con le agenzie viaggi delle città servite dal Catullo, puntando sulla relazione con il territorio. “Non siamo un’operazione 'mordi e fuggi', intendiamo investire e restare”. Questo impegno sul territorio sta garantendo frutti sull’outbound. Ora la sfida è farsi conoscere fuori dall’Italia.

La promessa del basso costo viene di fatto mantenuta. Anche il prossimo inverno si ripeterà la tariffa “35 euro tutto incluso”, comprensiva delle tasse. “Se dai 35 euro si tolgono le tasse, si avrà la tariffa di circa 9 euro promossa dalle altre compagnie”, spiegano i dirigenti della società. Sono 7 i velivoli nella flotta Air Italy, pronti a salire a 10 entro la fine dell’anno. “L’obiettivo è crescere con 1 velivolo all’anno – chiarisce Gentile –, il collo di bottiglia per il momento rimane il personale, non si trovano tecnici specializzati ed è difficile portarli qui da altri luoghi”.

Air Italy disporrà al Catullo di un nuovo hangar per riparazioni. “Il centro per la manutenzione degli aeromobili è un’iniziativa importante, anche per il territorio – spiega Cavalleri –, potrebbe infatti aprire collaborazioni con istituti tecnici locali, per stage e altre sinergie, allo scopo di sviluppare professionalità ed eccellenze in questo settore”. In seguito, l’hangar potrebbe servire anche altre compagnie. “Una sede per manutenzioni a Verona è un passo importante – accenta Gentile –, spesso tocca andare in Germania, Francia e in altri Paesi europei per queste operazioni. La difficoltà da noi è nel reperire gli addetti”.

Un vero e proprio decollo per la nuova compagnia, la cui sede legale e amministrativa per il momento resta a Gallarate nel varesino. La scelta veronese risponde anche alla volontà di Air Italy di “intercettare l’imprenditoria del Nord Est che guarda ai Paesi dell’ex blocco comunista come a un grande mercato in espansione, verso il quale avviare nuove opportunità di business”. Il Catullo offre infrastrutture e servizi che hanno convinto subito la neonata compagnia, che vede per sé un bacino d’utenza potenziale di 60 milioni di europei.

ilveronese.it


PS

le linee per Mosca e San Pietroburgo ad oggi sono già attive :banana: :banana:

Stranfiér
July 3rd, 2007, 12:19 PM
Martedì 3 Luglio 2007


Inaugurato il tratto della ferrovia Padova-Mestre
Venezia e Milano più vicine con la Tav
Moretti: «E ora il completamento della Milano-Verona»


Due ore e 20 minuti da Venezia a Milano con il nuovo servizio Eurostar veloce Risparmiare venti minuti da oggi è possibile sui nuovi binari posti a fianco del tracciato storico tra Milano e Treviglio (Bergamo), che si aggiunge al precedente quadruplicamento inaugurato il 1/o marzo tra Padova e Mestre.
E un’opportunità, quella offerta dalla nuova infrastruttura, che coinvolge anche Verona, una delle fermate della tratta in questione. Se è vero che, dopo il tratto Padova-Mestre, realizzato dal 2003 al 2006 per un costo di 500 milioni di euro, la priorità sembra essere ora, per le Ferrovie, proprio la sistemazione della tratta veronese. «Abbiamo sempre sostenuto - ha affermato nel corso dell’inaugurazione del tratto veneto Mauro Moretti, amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, alla stazione di Mestre - che la priorità zero è la Milano-Verona, che ha il traffico più congestionato di tutta Italia dopo la Milano Bologna. Poi, a seguire, il completamento fino a Padova. Quindi verranno gli altri tratti, in particolare Venezia-Trieste».
Tra le iniziative in via di completamento, Moretti ha citato anche il collegamento tra Bologna e Verona, che sarà ultimato nell’ottobre del 2008, chiudendo una vicenda - ha concluso l’ad di Ferrovie dello Stato - «davvero storica».
Se il risparmio in termini di tempo per i treni a lunga percorrenza è di 20 minuti (23, per la precisione) per collegare il capoluogo lombardo con la città lagunare, l’ulteriore buona notizia arriva per i "forzati dei binari": l’esercito dei pedolari.
A sentire Moretti, infatti, con i nuovi binari «aumenta la capacità della linea e quindi la puntualità del servizio» perchè due binari saranno «a servizio esclusivo dei pendolari e due solo per l’alta velocità».
Secondo il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro, presente ieri all’inaugurazione del tratto lombardo della linea, «quella di oggi non è la conclusione di una prima tappa, ma l’inizio della realizzazione della Treviglio-Venezia» opera per la quale il governo con il Dpef «ha messo 2 miliardi di euro» e che sarà presentata al Cipe «il più presto possibile, non appena le Ferrovie saranno pronte con la progettazione».




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Stranfiér
July 4th, 2007, 12:19 PM
http://img235.imageshack.us/img235/3276/immaginebl2.png (http://imageshack.us)

Falcon83
July 4th, 2007, 12:33 PM
uccidetemi. Io sono contro la tramvia però a sto punto che la facciano e non se ne parla più. Odio il revisionismo blocca tutto che c'è ogni volta che va su una nuova giunta o un nuovo governo. Poi la scusa dei lavori è stupida. E' come se io abitassi in una casa vecchia di 50 anni e non volessi rifare i pavimenti per non avere il problema dei muratori in casa e per non spostar tutti i mobili.

Sonic from Padova
July 4th, 2007, 12:45 PM
oh mio dio.
gomma-rotaia....Translohr?
non ditemi che Tosi farà la stessa cappella della Destro.

Stranfiér
July 5th, 2007, 12:16 PM
oh mio dio.
gomma-rotaia....Translohr?
non ditemi che Tosi farà la stessa cappella della Destro.

Translohr? No, Phileas!

http://www.e-traction.com/images/phileas_02%20cropped.jpg

Giovedì 5 Luglio 2007



Il sistema Phileas, in uso a Eindhoven in Olanda, prevede veicoli su gomma su percorsi dedicatiTRASPORTI. L’amministrazione Tosi vuole accantonare il progetto in campo da oltre dieci anni. E guarda all’estero
La tramvia non piace più Ipotesi bus automatico
Ora non posso dire niente di ufficiale, faremo verifiche e forse sopralluoghi
ENRICO CORSI
Assessore alla Viabilità


Il tram elettrico su gomma che forse vedremo sfrecciare silenzioso per le strade di Verona si chiama Phileas (detto comunemente Phil). Esattamente come Phileas Fogg, il protagonista de «Il giro del mondo in 80 giorni» di Giulio Verne, che la multinazionale olandese Apts erge a simbolo di puntualità e scommesse vinte. È questo il sistema cui sta pensando l’amministrazione Tosi cui non piace la tramvia che stava portando avanti Zanotto.
Niente rotaie per questo rivoluzionario mezzo pubblico, a metà fra un tram e un filobus. E neppure le storiche «tirache» che prelevavano la corrente dai fili elettrici sospesi tra le case. Infatti il suo cuore pulsante è ibrido: elettrico nei tratti cittadini e biodiesel negli extraurbani. Le batterie si ricaricano in frenata e consentono di raggiungere velocità di 60 chilometri all’ora. Phil viaggia autonomamente e automaticamente su corsie preferenziali dedicate, conosce a memoria orari e fermate e i suoi comportamenti non dipendono totalmente dall’autista, che ha una funzione di controllo di freno e acceleratore. Costa un terzo rispetto a un tram tradizionale e ha costi di gestione bassissimi. I percorsi automatici devono essere contrassegnati da una rete di sensori magnetici del diametro di 15 millimetri e lunghi 30 millimetri. Le fermate devono essere rialzate da terra circa 30 centimetri (poco più di un marciapiede) per consentire salita e discesa dei passeggeri a livello del terreno. Comodo, quindi, anche per carrozzelle, passeggini e persone anziane, che non avranno più ostacoli.
Rispetto a un rigido percorso su rotaia, la duttilità di questo mezzo è facile da intuire. In caso di chiusura temporanea di un percorso, in poche ore si possono applicare sensori alla via alternativa, o si escludono gli automatismi e lo si guida manualmente. Ci sono due tipi di Phil: il primo è lungo 24 metri e l’altro 18. Sono entrambi snodati, con ampi raggi di sterzata e molto leggeri. Il percorso potrebbe ricalcare quello progettato per la tramvia, che prevedeva 2 linee (San Michele- Bentegodi e stazione Porta Nuova-Ca’ di Cozzi) più un’ipotesi di integrazione sulla tratta stazione-Verona Sud.
Il sistema tramviario, secondo quanto trapelato a Palazzo Barbieri, si integrerebbe con la metropolitana di superficie regionale (Smfr). Si attendono conferme sulla fattibilità in tempi brevi, sul piano finanziario che permetterebbe di coprire interamente i costi con il solo finanziamento statale e sui dettagli tecnici. «Non posso dire niente di ufficiale, faremo verifiche e forse sopralluoghi», si limita a dire il nuovo assessore alla Viabilità, Enrico Corsi. Il Phileas è già operativo ad Eindhoven (Olanda), Douai (Francia) e in Corea.R.C.


Giovedì 5 Luglio 2007


Tempi e costi minori E non serve scavare


Il sistema Phileas - tram elettrico su gomma a guida automatica - costerebbe molto meno della tramvia «tradizionale» che l’amministrazione Zanotto intendeva appaltare.
In quel caso il finanziamento statale di 125 milioni avrebbe coperto il 60% della spesa della prima tratta, San Michele-stadio Bentegodi, con il Phileas lo stesso finanziamento potrebbe coprire tutta la rete.
È stato infatti calcolato, fra gli investimenti per la realizzazione dell’opera, che per nuove strade dedicate servirebbero 4,3 milioni di euro al km contro i 10 della tramvia, e per strade esistenti modificate 0,7 milioni al km contro 10.
Per quanto riguarda i costi operativi, per le vetture sarebbero il 20% in meno rispetto a quelli del tram, per l’infrastruttura 5 mila euro per km all’anno contro 150 mila.
È ovvio poi che sarebbero infinitamente più rapidi i tempi di esecuzione rispetto a una ferrovia urbana, e che Phileas passerebbe inosservato e senza alcun impatto acustico sul territorio urbano, non arrecando alcun trauma all’ambiente circostante e ai beni monumentali e archeologici.
Quanto alla flessibilità nell’uso, l’opzione del sistema stradale con corsie dedicate potrebbe facilmente essere sostituito da un sistema tradizionale a bretelle esclusivamente elettrico, con ricarica ad accumulo.




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Falcon83
July 5th, 2007, 11:54 PM
Stranf. posso dimandarte na robe? Ma comèla che ti te posti sul forum sempre dale 12 e 15 ale 12 e 20? :)

Falcon83
July 6th, 2007, 12:06 PM
SOCIETÀ E RICERCHE. I risultati di un’indagine promossa dalla Regione e svolta da un team di esperti
Verona cresce Tra i veneti noi i più felici
La città, insieme a Roma, è la sola a registrare un aumento della popolazione E uno studio svela: è capitale del benessere
«Siamo molto solidali ma anche un po’ chiusi»


Elisa Pasetto
Verona diventa capitale. Non di una nazione, ma del «distretto del piacere»: un’area, quella compresa tra il Po, il Mincio, il lago di Garda, caratterizzata dalla gioia di vivere e popolata da una "tribù" che fa del godersi la vita la sua parola d’ordine.
A sottolineare il primato, che fa il paio con quello, stabilito ieri dall’Istat, secondo cui Verona risulta, con Roma, l’unico grande comune italiano in crescita per numero di residenti (grazie soprattutto all’apporto degli immigrati), è una ricerca pilota voluta dalla Regione Veneto e Associazione Atena di Galzignano Terme (Padova) e affidata a un team di esperti in «economia della felicità». 400 interviste, da cui emerge un Veneto "felice" e una Verona che, tra le sette province, è la città del ben-essere, con la «b» maiuscola. Ma questa volta il merito non è dei soldi.
«Il modello di sviluppo centrato sui "schei" ha fatto il suo tempo», spiega Romano Toppan, coordinatore del team di ricerca e docente di Psicologia del lavoro e gestione delle risorse umane all’ateneo scaligero.
«Questo obiettivo l’abbiamo abbondantemente superato, considerando quanto poveri eravamo 40 anni fa. E se è indubbio che la felicità cresce col reddito, questo vale solo fino a un certo punto, oltre il quale si bada più a soddisfazione e qualità della vita, fondata su fattori intangibili. Come le relazioni sociali, la solidarietà, il volontariato: in una parola il "capitale sociale". Ma anche come la cultura, gli eventi, l’ecologia».
Elementi che a Verona sembrerebbero ben radicati. «Credo che sia dovuto alla fama di veronesi "tuti mati", un po’ eccentrici e scherzosi - spiega Toppan -, oltre che alla presenza di ottimi vini, prodotti alimentari e ambienti naturali bellissimi. Un vantaggio competitivo che però rischia di estinguersi se non si rinnova con nuovi valori».
Una prospettiva nuova, quella della "well-being economy", che nasce negli anni ’70 con il concetto di sostenibilità e esplode nel 2002 con il Nobel per l’Economia a uno dei suoi "padri", lo psicologo e docente di Princeton Daniel Kahneman. E che per stabilire il benessere di un Paese non utilizza il Pil, ma il Fil (Felicità interna lorda).
E una prospettiva che, propone Toppan, potrebbe fornire un’utile chiave di lettura ai politici: «Se la politica sociale della regione incoraggiasse il volontariato, gli stili di consumo equo e solidale, permetterebbe alle nostre qualità migliori di continuare a crescere, affrontando meglio anche il rischio di creare nuove imprese».


Verona "felice", novella capitale del benessere. «Ma anche città delle contraddizioni». E’ l’opinione di Rino Allegro, vicepresidente della Ronda della Carità. «Verona è una città a misura d’uomo, ma che nello stesso tempo ha paura di aprirsi, di dare di più. Tanto che, nell’era della comunicazione, si utilizzano molto i mezzi di contatto più freddi, come e-mail e sms». Lo stesso vale, secondo Allegro, per la solidarietà: «Verona è tra le prime città in Italia per indice di impegno nel volontariato, segno di un ritorno ai valori. I veronesi evidentemente, vogliono darsi, ma poi non riescono a farlo con la persona amata, tanto che anche il tasso di divorzi e separazioni è tra i più alti nel Paese. Insomma, una città che si distingue, ma che può dare di più».
Condivide don Carlo Vinco, parroco di San Tomaso: «In città c’è ricchezza notevole, ma anche tanto disagio: basta pnsare agli anziani che non sopravvivono con le pensioni minime e che, a livello di relazioni, restano soli. Il volontariato? Qui è sempre stato molto attivo, ma forse, in alcuni casi, è fatto più di aiuto economico che di dimensione affettiva».


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Andando avanti così avremo bisogno di più lebensraum, giocoforza dovremo invadere Vicenza :jk:

Pavlvs
July 6th, 2007, 12:19 PM
SOCIETÀ E RICERCHE. I risultati di un’indagine promossa dalla Regione e svolta da un team di esperti
Verona cresce Tra i veneti noi i più felici
La città, insieme a Roma, è la sola a registrare un aumento della popolazione E uno studio svela: è capitale del benessere
«Siamo molto solidali ma anche un po’ chiusi»


Elisa Pasetto
Verona diventa capitale. Non di una nazione, ma del «distretto del piacere»: un’area, quella compresa tra il Po, il Mincio, il lago di Garda, caratterizzata dalla gioia di vivere e popolata da una "tribù" che fa del godersi la vita la sua parola d’ordine.
A sottolineare il primato, che fa il paio con quello, stabilito ieri dall’Istat, secondo cui Verona risulta, con Roma, l’unico grande comune italiano in crescita per numero di residenti

Sempre a copiarci!! ;)

Falcon83
July 6th, 2007, 12:23 PM
Sempre a copiarci!! ;)



:bash: :bash: :bash: :wallbash: :wallbash: :wallbash: :wallbash: :wallbash: :wallbash: :D

Stranfiér
July 6th, 2007, 01:23 PM
Stranf. posso dimandarte na robe? Ma comèla che ti te posti sul forum sempre dale 12 e 15 ale 12 e 20? :)

A che deso i è le 13.22...:)

Stranfiér
July 6th, 2007, 01:24 PM
http://img442.imageshack.us/img442/5734/immaginelj3.png (http://imageshack.us)

Falcon83
July 6th, 2007, 01:26 PM
A che deso i è le 13.22...:)

dai che te l'è fato aposta, te eri colegà anca n'ora fa!! :D

Falcon83
July 6th, 2007, 03:55 PM
http://demo.istat.it/bil2006/index.html

la provincia è aumentata di più di 10.000 abitanti nell'ultimo anno :eek:

Stranfiér
July 6th, 2007, 05:01 PM
Falcon, ara che i è le sincue...:D

Falcon83
July 6th, 2007, 05:06 PM
anca a ste ore te scrivi? :D

PS

ah sì ghe vegnuo fora el sol, vo in piscina!! :)

Grafo84
July 6th, 2007, 05:22 PM
perchè Verona non cresce anche di mentalità?..senza offesa per i Veronesi pero troppo chiusa mentalmente...è una città che adoro se fosse solo un pò piu aperta ed europea...Padova senza dubbio la batte su questo fronte...è la mia opinione.e una parentesi:ohno:

Falcon83
July 6th, 2007, 05:33 PM
Diciamo che l'elezione del nuovo sindaco è un grande passo in avanti :D
Non mi sembra di vedere una città chiusa mentalmente, d'altronde, c'è sempre il festival lirico più importante del mondo, con una serie infinita di altre manifestazioni culturali, i veronesi sono tra i primi in Veneto per volontariato (Veneto che a sua volta è tra le prime regioni in Italia per numero di soggetti operanti nel mondo del volontariato).
E' la quarta (o quinta) città in Italia come indotto turistico. Quindi.....

Gioven
July 6th, 2007, 05:48 PM
Diciamo che l'elezione del nuovo sindaco è un grande passo in avanti :D
Non mi sembra di vedere una città chiusa mentalmente, d'altronde, c'è sempre il festival lirico più importante del mondo, con una serie infinita di altre manifestazioni culturali, i veronesi sono tra i primi in Veneto per volontariato (Veneto che a sua volta è tra le prime regioni in Italia per numero di soggetti operanti nel mondo del volontariato).
E' la quarta (o quinta) città in Italia come indotto turistico. Quindi.....

Quindi tutto bene, tutto a posto? Anch'io adoro Verona, ma il voto a Tosi mi è sembrato un tornare al consueto conformismo veneto. A volte leggo Veronablog, ho seguito lì il dibattito dei veronesi quando si è trattato di eleggere il nuovo sindaco. Per molti veronesi INNAMORATI della propria città l'elezione di Tosi era da scongiurare in ogni senso, perché avrebbe significato richiudere la città entro le proprie mura, lontana da un'apertura al mondo. Forse l'impressione di Grafo84 non è del tutto sbagliata, ci sono dei momenti in cui la città scaligera dà esternamente quest'impressione.

Falcon83
July 6th, 2007, 05:52 PM
Quindi tutto bene, tutto a posto? Anch'io adoro Verona, ma il voto a Tosi mi è sembrato un tornare al consueto conformismo veneto. A volte leggo Veronablog, ho seguito lì il dibattito dei veronesi quando si è trattato di eleggere il nuovo sindaco. Per molti veronesi INNAMORATI della propria città l'elezione di Tosi era da scongiurare in ogni senso, perché avrebbe significato richiudere la città entro le proprie mura, lontana da un'apertura al mondo. Forse l'impressione di Grafo84 non è del tutto sbagliata, ci sono dei momenti in cui la città scaligera dà esternamente quest'impressione.

Premesso che ognuno può votare il sindaco che gli pare, che ne dici di aspettare almeno un anno di giunta Tosi e poi trarre delle conclusioni?
O voi padovani quando c'era la Destro eravate tutti chiusi mentalmente?

PS

scommettiamo che se vado sui blog di Rifondazione Comunista, la guerra in Iraq era da "scongiurare in ogni senso"? (morale: ma che blog frequenti?)

Gioven
July 6th, 2007, 06:18 PM
Premesso che ognuno può votare il sindaco che gli pare, che ne dici di aspettare almeno un anno di giunta Tosi e poi trarre delle conclusioni?
O voi padovani quando c'era la Destro eravate tutti chiusi mentalmente?

PS

scommettiamo che se vado sui blog di Rifondazione Comunista, la guerra in Iraq era da "scongiurare in ogni senso"? (morale: ma che blog frequenti?)

La Destro era sta eletta al ballottaggio con uno scarto di voti inferiore all'1% su Zanonato. Poi si sa com'è andata a finire: la tornata successiva, è stata rimandata al casa al primo turno. Non che io faccia i salti di gioia per questo alternarsi delle medesime facce (d'altronde, si è ripetuto, a livello locale, lo scambio Berlusconi-Prodi). Tuttavia, devo riconoscere che Padova mi sembra più elastica, che abbia rotto con certi tabù persistenti in area veneta, Venezia compresa, città che non si schioda mai dal centro-sinistra (addirittura all'ultimo ballaottaggio due sindaci di sinistra). Per essere chiari: Zanonato è un DS, a Padova fu consigliere comunale dell'allora PCI. Piero Zanotto, invece, era un ex DC, se non sbaglio. Credo che altre città del Veneto, eccetto Venezia, farebbero fatica ad eleggere un ex comunista come proprio sindaco, che succedesse ad un altro eletto nello schieramento opposto.
Quindi si realizza in questo modo vera alternanza. E' semplicemente una constatazione.

Gioven
July 6th, 2007, 06:22 PM
PS

scommettiamo che se vado sui blog di Rifondazione Comunista, la guerra in Iraq era da "scongiurare in ogni senso"? (morale: ma che blog frequenti?)
^^ ^^
www.veronablog.com

Falcon83
July 6th, 2007, 06:29 PM
sì lo so lo conosco, era per farti capire che se frequenti forum di una certa tendenza politica (come veronablog) è ovvio che scrivono certe cose piuttosto che altre.

Gioven
July 6th, 2007, 06:35 PM
sì lo so lo conosco, era per farti capire che se frequenti forum di una certa tendenza politica (come veronablog) è ovvio che scrivono certe cose piuttosto che altre.

^^ ^^
e che male c'è? è forse da evitare? non mi è sembrato un covo di estremisti, inoltre è frequentato da persone non necessariamente dello stesso orientamento politico, tanto è vero che non è proprio un forum alla "volemose bene"; c'erano i pro, ma anche i contrari a Zanotto.

Falcon83
July 6th, 2007, 06:38 PM
è risaputo che è un blog di sinistra, ma comunque non importa.

Falcon83
July 6th, 2007, 06:42 PM
La Destro era sta eletta al ballottaggio con uno scarto di voti inferiore all'1% su Zanonato. Poi si sa com'è andata a finire: la tornata successiva, è stata rimandata al casa al primo turno. Non che io faccia i salti di gioia per questo alternarsi delle medesime facce (d'altronde, si è ripetuto, a livello locale, lo scambio Berlusconi-Prodi). Tuttavia, devo riconoscere che Padova mi sembra più elastica, che abbia rotto con certi tabù persistenti in area veneta, Venezia compresa, città che non si schioda mai dal centro-sinistra (addirittura all'ultimo ballaottaggio due sindaci di sinistra). Per essere chiari: Zanonato è un DS, a Padova fu consigliere comunale dell'allora PCI. Piero Zanotto, invece, era un ex DC, se non sbaglio. Credo che altre città del Veneto, eccetto Venezia, farebbero fatica ad eleggere un ex comunista come proprio sindaco, che succedesse ad un altro eletto nello schieramento opposto.
Quindi si realizza in questo modo vera alternanza. E' semplicemente una constatazione.

Io personalmente sono uno che preferisce la continuità politica. Odio quando va su una giunta di un altro colore e straccia tutto quello che è stato fatto precedentemente, e non mi importa che sia di destra o di sinistra.

Alter-Ego
July 6th, 2007, 06:49 PM
perchè Verona non cresce anche di mentalità?..senza offesa per i Veronesi

perchè l'intera Italia non cresce di mentaità? senza offesa per tutti noi!

Gioven
July 6th, 2007, 06:53 PM
Io personalmente sono uno che preferisce la continuità politica. Odio quando va su una giunta di un altro colore e straccia tutto quello che è stato fatto precedentemente, e non mi importa che sia di destra o di sinistra.


Questo è un problema italiano: distruggere quello che è stato fatto precedentemente. Lo vediamo anche nell'azione di governo.
La mia considerazione, invece, riguarda la possibilità che in un paese, in una regione, in una città, un cittadino abbia la possibilità di credere che il proprio voto possa contribuire a rappresentarlo, cioè a permettergli di identificarsi in una maggioranza di cui condivida le scelte politiche. Dove questo meccanisco fosse inceppato, ciò non si verificherebbe, e quindi non ci sarebbe nemmeno la possibilità di aprire la società locale, regionale, nazionale, a nuove esperienze. Questo, sia ben chiaro, tanto nel caso in cui una città si affidi tradizionalmente al (centro)sinistra piuttosto che al (centro)destra.

Falcon83
July 6th, 2007, 07:30 PM
e fin lì siamo più o meno d'accordo tutti.

Sonic from Padova
July 6th, 2007, 08:43 PM
E' risaputo che Padova é una città di sinistra.
Zanonato é più o meno 9 anni che governa la città, dal 93 al 99 e oggi dal 2004 fino al 2007.
prima c'era Giaretta...sempre di CSX.
prima ancora la Dc, che per una 30ina d'anni è rimasta sempre al governo della città.

ma era una Dc molto diversa da quella italiana, più elastica perchè la città si era aperta molto negli anni 60, quando l'immigrazione del sud divenne massiccia nella nostra città per la nascita della zona industriale che offrì migliaia di posti di lavoro belli freschi e pronti.
abbiamo avuto anche una gran massa di cinesi che si é trasferita qui negli anni 70 e 80, e sicuramente, cè stata una forte ventata di stranieri negli anni 90.
quello che però, segna Padova dal punto di vista politico, é l'università.
da quando é nata, cioè da sempre, la città ha cambiato mentalità, specie negli ultimi anni, aprendosi e adeguandosi ai nuovi arrivati.
migliaia di studenti stranieri che ogni anno vengono a Padova per fare un Erasmus, migliaia che ci studiano, che poi si trasferiscono qui perchè vedono una città molto diversa dalle altre.

l'unica giunta di DX che cè stata é quella della Destro, che é stata memorabile.
ma la mentalità del padovano é sempre stata quella; non credo che la Destro in 5 anni abbia risolto la questione di via Anelli o le risse politiche in centro storico....

Gioven
July 6th, 2007, 09:01 PM
E' risaputo che Padova é una città di sinistra.
Zanonato é più o meno 9 anni che governa la città, dal 93 al 99 e oggi dal 2004 fino al 2007.
prima c'era Giaretta...sempre di CSX.
prima ancora la Dc, che per una 30ina d'anni è rimasta sempre al governo della città.

ma era una Dc molto diversa da quella italiana, più elastica perchè la città si era aperta molto negli anni 60, quando l'immigrazione del sud divenne massiccia nella nostra città per la nascita della zona industriale che offrì migliaia di posti di lavoro belli freschi e pronti.
abbiamo avuto anche una gran massa di cinesi che si é trasferita qui negli anni 70 e 80, e sicuramente, cè stata una forte ventata di stranieri negli anni 90.
quello che però, segna Padova dal punto di vista politico, é l'università.
da quando é nata, cioè da sempre, la città ha cambiato mentalità, specie negli ultimi anni, aprendosi e adeguandosi ai nuovi arrivati.
migliaia di studenti stranieri che ogni anno vengono a Padova per fare un Erasmus, migliaia che ci studiano, che poi si trasferiscono qui perchè vedono una città molto diversa dalle altre.

l'unica giunta di DX che cè stata é quella della Destro, che é stata memorabile.
ma la mentalità del padovano é sempre stata quella; non credo che la Destro in 5 anni abbia risolto la questione di via Anelli o le risse politiche in centro storico....


Beh Sonic, dire che Padova sia stata di sinistra è un po' esagerato. Certamente era una città bianca, poco incline ai richiami della destra. Credo che il cambiamento sia avvenuto negli ultimi trent'anni, grazie proprio ai movimenti studenteschi. Non tanto perché sia diventata rossa, ma perché si è rivelata poco prevedibile nelle sue espressioni di voto. Infatti, è il cruccio dei politici nazionali, quando hanno a che fare con il Veneto. Sanno che qui può giocarsi una partita decisiva per loro. Non è amata da Bossi perché del tutto refrattaria al richiamo della Lega.

Grafo84
July 6th, 2007, 09:05 PM
gia la ventata che tiene Padova è l'università...scusate cmq si Verona ma l'Italia deve cambiare mentalità..gia pero non posso pensare che in veneto si hanno manifestazione perenni di forza nuova..io sono veneto..pero non poso tollerare questo omofobia e razzismo sono due cose che non acetto nella mia vita..scusate...
Padova cmq deve fare ancora tanta strada per essere realmente europea e aperta a culture diverse e mentalità diverse...resta cmq l'unica citta Veneta dove un gay puo vivere per esempio..perchè ce una leggera tolleranza

Falcon83
July 7th, 2007, 11:49 AM
resta cmq l'unica citta Veneta dove un gay puo vivere per esempio..perchè ce una leggera tolleranza

vero, infatti noi qui a Verona li mettiamo in Arena con i leoni, e se si salvano li appendiamo a testa in giù per i ponti così muoiono dissanguati.:ohno:

Alter-Ego
July 7th, 2007, 12:06 PM
...resta cmq l'unica citta Veneta dove un gay puo vivere per esempio..perchè ce una leggera tolleranza


ma per piacere...

pensa che mio cugino e fidanzato si sono trasferiti da Milano...Milano...la cosmopolita... e sono venuti a vivere nella provincia veneta...pazzi!

e si trovano pure bene :lol:

Falcon83
July 7th, 2007, 01:02 PM
picture of the day:

http://farm1.static.flickr.com/251/523370538_0614a54991_b.jpg

:laugh:

Stranfiér
July 9th, 2007, 12:22 PM
Lunedì 9 Luglio 2007

di Enrico Giardini

POLO FINANZIARIO. Dopo 40 giorni di attività, per l’amministrazione saranno però i temi urbanistici a farla da padroni nei prossimi giorni. Il sindaco Tosi, in particolare, con l’assessore all’Urbanistica Vito Giacino continuerà gli incontri istituzionali per cercare di concretizzare il progetto del Polo finanziario, progettato nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo. Due i nodi, dopo che Tosi e Giacino hanno già incontrato i vertici di Fondazione Cariverona, Banco Popolare e Cattolica assicurazioni, proprietari dell’area dell’ex mercato e attuatori della city bancaria. Uno è l’aspetto procedurale, visto che l’amministrazione vuole capire se serva o meno la Valutazione d’impatto ambientale, prima di dare il via ai lavori. L’altro nodo sono i posti auto per la Fiera. Il Comune, prima che partano i lavori, vuole costruire parcheggi alla Genovesa, a disposizione della Fiera.
PIÙ VERDE. Sempre sul versante urbanistico, il Comune spingerà per fare in modo che i quattro lotti del Prusst (tre già venduti ai privati) in cui ci costruiranno case e uffici dietro l’area dell’ex mercato, confinante con Tombetta, venga garantita un’ampia fascia di parchi e giardini, vicino alle case.

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Falcon83
July 9th, 2007, 12:23 PM
^^^eto visto che go rexon mi? Che ora ela?

Stranfiér
July 9th, 2007, 01:53 PM
^^^eto visto che go rexon mi? Che ora ela?

Deso l'è 'n bòto e sincuanta...parché? :D

Mi, dognimodo, ò postà ben du minudi dopo de l'orario che t'è dito ti!
Te si in eròr, cedi! :D

Falcon83
July 9th, 2007, 05:42 PM
Quando cominciano i lavori del piazzale davanti alla stazione? Faranno anche il parcheggio interrato?

Stranfiér
July 10th, 2007, 10:00 AM
Quando cominciano i lavori del piazzale davanti alla stazione? Faranno anche il parcheggio interrato?

Dicevano Settembre 2007...e credo proprio che inizieranno dal parcheggio, per poi dedicarsi alla parte in superficie.

Stranfiér
July 10th, 2007, 12:22 PM
Un accordo affinché in Valdadige non si ripeta il fenomeno "Val di Susa"
Si lavora sulla metro di superficie diretta a Legnago
10 luglio 2007

Ieri mattina il presidente della Provincia, Elio Mosele, e l’assessore all’urbanistica del Comune di Verona, Vito Giacino, hanno incontrato il responsabile veronese di Rete Ferroviaria Italiana Antonio Ciaravolo. La riunione è stata incentrata su tre punti: impatto sulla città dei Corridoi V e I; accordo per il tracciato ferroviari in Valdadige e accordo in merito alla metropolitana di superficie Verona-Legnago.
"Insieme con l’assessore comunale Giacino abbiamo chiesto ad Rfi di studiare tutte le varianti possibili per attenuare l’impatto sulla città derivato dall’ingresso dei tracciati per i nuovi Corridoi ferroviari: il V e l’I", ha detto il presidente Mosele.

Gli altri due temi discussi hanno riguardato questioni relative al territorio provinciale. Per quanto attiene alla Valdadige, si è dato seguito agli impegni presi nell’incontro di Brentino Belluno. "Con il direttore Ciaravolo - ha detto Mosele - abbiamo analizzato la bozza di accordo per una collaborazione fra Provincia, Regione e Rfi sulla delicata questione del tracciato", ha confermato Elio Mosele. "I rispettivi tecnici lavoreranno insieme per uno studio preliminare da sottoporre all’analisi dei comuni attraversati. La bozza dell’accordo verrà ora analizzata dal punto di vista tecnico e giuridico, una volta sottoscritta ci permetterà di andare avanti senza lo spauracchio di una reazione popolare come avvenne in Val di Susa”.

Infine, è stato fatto un altro passo avanti concreto per la realizzazione della metropolitana di superficie verso Legnago. La Regione aveva affidato ad Rfi la progettazione dell’opera utilizzando la linea storica. "Ora, Rfi ha chiesto la collaborazione della Provincia". Conclude Mosele: "Metteremo insieme le rispettive competenze per andare in tempi stretti verso risultati concreti. Oggi è stato messo un tassello in più verso la realizzazione".

http://www.pptt.it/VERONA/notiziarioV.htm

Falcon83
July 10th, 2007, 12:23 PM
de du minuti anca sta olta......

Stranfiér
July 10th, 2007, 12:42 PM
de du minuti anca sta olta......

:D

Stranfiér
July 11th, 2007, 12:12 PM
Mercoledì 11 Luglio 2007

IL PIANO. Gli assessori Di Dio, Sandri e Corsi dal cda dell’ente fiera. All’ex caserma Santa Marta cento posti auto gratuiti per il personale della Guardia di Finanza
«Il Polo? Prima posti auto alla Fiera»
Saranno realizzati alla Genovesa, a fianco del casello di Verona Sud, e nell’area dell’ex Macello


Enrico Giardini
Genovesa, a fianco del casello di Verona Sud, ed ex Macello, vicino alla Fiera. Sono i due siti in cui si potranno costruire parcheggi da mettere a disposizione della Fiera. Soltanto dopo potranno partire i lavori del Polo finanziario, nell’area dell’ex Mercato ortofrutticolo, utilizzata come parcheggio durante le rassegne fieristiche, con 5.000 posti. Ne hanno discusso gli assessori all’Edilizia pubblica Vittorio Di Dio, agli Enti a Aziende partecipate Sandro Sandri e alla Viabilità Enrico Corsi, nell’incontro con il Consiglio di amministrazione di Veronafiere.
Alla Genovesa (dove peraltro l’amministrazione precedente aveva individuato già il sito per un parcheggio scambiatore) verrebbero creati circa 5.000 posti auto, come all’ex Mercato, su un’area di 60mila metri quadrati. «Sinora durante le fiere venivano concessi alla Fiera anche un migliaio di posti auto alle ex Officine Adige, ma il proprietario dell’area potrebbe giustamente ristrutturare il complesso e anche quelli potrebbero mancare», spiega Di Dio, ex direttore delle relazioni istituzionali ed esterne di Veronafiere.
«In più», aggiunge Di Dio, «rispetto ai 16.800 posti auto per la Fiera, per il 2008 mancheranno i duemila circa agli Magazzini generali e il migliaio allo stadio, dove si costruirà un impianto di pannelli fotovoltaici. Insomma, l’anno prossimo la Fiera potrebbe disporre di 8.830 posti auto, quasi la metà dell’anno prima».
L’assessore Di Dio precisa che «la nostra fiera è la dodicesima al mondo, con un giro d’affari di un miliardo di euro e con questa situazione dei parcheggi mette a rischio il proprio futuro, a tutto vantaggio di quella di Milano. L’ente quindi sta riprendendo in mano il progetto di un parcheggio all’ex Macello, in Zai, di sua proprietà, e sta trattando per acquisire dal Comune un’area di 1.500 metri quadrati in via Scopoli, vicino ad aree già di sua proprietà. Si dovrà però studiare bene la viabilità», dice Di Dio, «in una zona di grande traffico, e la possibilità di collegare con bus-navetta la fiera con la stazione, in attesa di avere una tramvia da Verona Sud con Porta Nuova e con piazza Bra. I lavori per il Polo finanziario non dovranno quindi penalizzare le prossime rassegne».
Il sindaco Flavio Tosi ieri ha detto che «a costo di fermare l’inizio dei lavori del Polo, bisognerà trovare una soluzione per i posti auto per la Fiera».
Intanto, il Comune ha destinato un’area all’interno della caserma Santa Marta, in via Cantarane, a Veronetta, per 100 posti auto per le persone in servizio alla caserma della Guardia di Finanza, che ha sede nella vicina via Nicola Mazza, anche per i mezzi speciali. L’area è adiacente al presidio dei Vigili interno alla caserma. «È un’operazione a costo zero, per il Comune», spiega l’assessore al Patrimonio Daniele Polato, «e porta beneficio alla Guardia di Finanza e anche al quartiere, visto che con un giro di mezzi della Gdf ci saranno più controlli».

Falcon83
July 11th, 2007, 12:14 PM
ardelo lì........

Stranfiér
July 11th, 2007, 12:37 PM
ardelo lì........

12.12 :D :cheers:

Stranfiér
July 12th, 2007, 01:42 PM
Giovedì 12 Luglio 2007





TREVENZUOLO-VIGASIO. Campoccia, presidente della società, detta i tempi
L’autodromo del Veneto pronto in dieci anni





Lino Fontana
Verona. I lavori per l'autodromo del Veneto inizieranno tra due anni e dovrebbero terminare in dieci. Lo ha annunciato Stefano Campoccia, presidente della società Autodromo del Veneto, presentando ieri mattina, all'hotel Leon d'Oro, il progetto "Motor city" che prevede la realizzazione, tra Trevenzuolo e Vigasio, di un «polo multifunzionale integrato» per ospitare eventi legati al mondo dei motori e dell'intrattenimento. Prima della presentazione del progetto, all’entrata dell’hotel, si è svolta una manifestazione di protesta organizzata da Legambiente, Wwf e altri comitati ambientalisti.
Il presidente della Provincia Elio Mosele ha definito l'autodromo «un progetto voluto dalla Regione e come altri calerà nella nostra provincia portando benefici al territorio ma anche problemi alle popolazioni se i progetti non sono guidati e seguiti». Ha ricordato che oltre all'autodromo ci saranno altri 6 milioni di metri quadrati di attività produttive, quindi traffico. «Le attuali strade non sono in grado di sostenere questo impatto viabilistico. Spero che con la Regione si crei un sistema viario adeguato: se il territorio cresce economicamente si ha anche il diritto di poter circolare liberamente ed avere compensazioni da queste decisioni regionali».
Preoccupazioni fugate da Martino Dall'Oca, vice presidente della società autodromo del Veneto: «Per la viabilità sono a disposizione tutte le somme necessarie per realizzare le richieste fatte e non ci sarà bisogno di alcuna tassa». «Il volantino, distribuito all'entrata dagli ambientalisti, per contestare l'opera, può essere buttato dopo l'illustrazione del progetto», ha commentato, nel suo intervento, Renato Chisso, assessore regionale alla mobilità. «Noi vogliamo fare bene facendo intervenire il sano capitale privato per non perdere occasioni come questa». L'assessore regionale all'ambiente, il veronese Giancarlo Conta: «Dopo Gardaland, è il più grande intervento nella nostra provincia. Tra gli interventi in tema ambientale, ci sarà la piantumazione di 40 mila piante d'alto fusto con un'area boschiva di 80 ettari». Renzo Marangon ha portato i saluti del presidente Giancarlo Galan, assente. Notata l'assenza degli assessori regionali di An, seppur invitati, Massimo Giorgetti (lavori pubblici) e Maria Luisa Coppola (bilancio). Assenze puramente casuali?
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Falcon83
July 12th, 2007, 01:49 PM
come soldi investiti è l'opera più importante dopo mose tav e passante. Solo che sul web non riesco a trovare uno straccio di progetto, eppure la sua costruzione è sicura e il progetto è già ultimato.

Stranfiér
July 12th, 2007, 06:11 PM
come soldi investiti è l'opera più importante dopo mose tav e passante. Solo che sul web non riesco a trovare uno straccio di progetto, eppure la sua costruzione è sicura e il progetto è già ultimato.

Avevo postato una piantina...qualche pagina fa.
Adesso devo scappare...se tu hai il tempo per cercare... :cheers:

Stranfiér
July 16th, 2007, 12:18 PM
come soldi investiti è l'opera più importante dopo mose tav e passante. Solo che sul web non riesco a trovare uno straccio di progetto, eppure la sua costruzione è sicura e il progetto è già ultimato.


In rete si trova solo sta roba:

http://www.iltiglio.altervista.org/autod5g.jpg

http://www.iltiglio.altervista.org/autod4g.jpg

http://www.iltiglio.altervista.org/autod6g.jpg

Falcon83
July 16th, 2007, 02:06 PM
http://fc03.deviantart.com/fs10/i/2006/155/e/e/verona_by_comrade_mike.jpg

Cos'è quell'affare là infondo a sinistra della torre medievale di Piazza Erbe?

Pavlvs
July 16th, 2007, 02:28 PM
Torre Telecom ( che però dovrebbe stare dall'altra parte), torre di controllo del Catullo, minareto di nuovissima moschea costruita ieri?

Falcon83
July 16th, 2007, 02:32 PM
minareto di nuovissima moschea costruita ieri?

http://www.corriere.it/Media/Foto/2006/12_Dicembre/17/BOSSI.jpg

:D;)

Stranfiér
July 16th, 2007, 02:53 PM
Cos'è quell'affare là infondo a sinistra della torre medievale di Piazza Erbe?

Direi il grattacielo di piazza Renato Simoni!



http://farm1.static.flickr.com/53/152640255_a9face5879_o.jpg

Stranfiér
July 19th, 2007, 01:23 PM
Giovedì 19 Luglio 2007


GIUNTA. Accordo fra Comune, Curia e Università per riutilizzare l’ex cappella militare dentro l’ex caserma. Ci saranno anche una biblioteca e una sala studio
Un centro culturale alla Passalacqua
Area San Giacomo, via libera al credito edilizio: la Provincia costruirà uguali volumi su altri terreni


Un centro d’incontro culturale e formativo per studenti universitari nell’ex cappella militare della caserma Passalacqua, acquistata dal Comune, che in parte dall’anno prossimo sarà destinata all’ateneo scaligero. Da un accordo fra Comune, Curia e Università è nato il progetto approvato ieir dalla giunta di Palazzo Barbieri, su proposta dell’assessore al Patrimonio Daniele Polato. L’accordo prevede la concessione d’uso della cappella alla Curia, per i prossimi nove anni.
«La riqualificazione coinvolgerà una decina di locali», spiega Polato, dopo la riunione della Giunta, che ieri ha fatto visita al prefetto Italia Fortunati, «tra cui l’ex cappella militare che sarà adibita al culto, l’allestimento di una sala conferenze-incontri nella parte interna e di una sala studio-biblioteca nell’area più esterna, che sarà utilizzata in futuro dagli studenti».
Adeguati, gli edifici saranno gestita dal Centro diocesano di pastorale universitaria, che ora ha sede in via Nicola Mazza 18 e si trasferirà all’ex cappella.
Intanto, l’amministrazione scaligera sarà la prima del Veneto a utilizzare il credito edilizio. Lo rendono noto il sindaco Flavio Tosi e l’assessore all’Urbanistica Vito Giacino, illustrando l’accordo Comune-Provincia per l’area San Giacomo, che resterà tutta a verde pubblico. «La legge regionale 11/2004», dice Giacino, «concede a privati ed enti pubblici l’utilizzo del credito edilizio, strumento che riconosce il diritto a porzioni di edificabilità da inserire nel piano interventi, passaggio successivo al Pat». Quindi, i 103mila metri cubi che la Provincia avrebbe potuto edificare nella sua parte di area saranno inseriti in un registro, a garanzia del diritto riconosciuto a edificare. «È nostra intenzione», aggiunge Giacino, «spalmare il volume edificatorio a disposizione delle Provincia in più aree della città». I valori edificatori delle aree che saranno individuate per compensare il credito della Provincia saranno parametrati da commissioni tecniche e confermati da un protocollo Comune-Provincia.E.G.

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Stranfiér
July 23rd, 2007, 12:19 PM
Domenica 22 Luglio 2007





«Risolveremo presto il problema delle ex Cartiere»
La variante di Verona Sud va un po’ rivista per dare più verde e servizi ai quartieri interessati
Dopo il Pat, il passaggio chiave è il Piano degli interventi: ne parleremo con tutte le categorie


Ciò che di buono c’è non va distrutto. Semmai va corretto. Con un unico obiettivo: tutelare l’interesse generale della città — traffico più fluido, più parcheggi, più verde e spazi pubblici — con lo sviluppo economico. È la linea di condotta del nuovo assessore comunale all’Urbanistica, Vito Giacino, che si è trovato sul tavolo un Pat, Piano di assetto territoriale (cioè il Piano regolatore) varato dalla scorsa amministrazione.
Veronese, 35 anni, sposato, avvocato civilista, Giacino è esponente di Forza Italia, in cui è entrato 12 anni fa e che ha rappresentato come capogruppo in Consiglio comunale durante l’amministrazione Zanotto e di cui è stato l’incarico di coordinatore provinciale e regionale dei Giovani. Secondo degli eletti in Consiglio, è entrato nella giunta guidata dal sindaco Flavio Tosi, con una delega di peso. «Il mio approccio ai problemi», spiega l’assessore, «è poco ideologico e molto pratico».
Assessore Giacino, a che punto è il Pat?
È stato approvato in seconda lettura dallo scorso Consiglio comunale e ora è all’esame della Regione, che lo sta istruendo e poi dovrà approvarlo con un decreto. Entrerà in vigore con la formula del silenzio-assenso, sempre che non venga sospeso per chiarimenti tecnici. Comunque entro 90 giorni dalla richiesta di sospensione dovrà essere approvato.
Che cosa succederà dopo?
Il passaggio fondamentale sarà il Piano degli interventi. Noi vogliamo lavorare dialogando con le categorie di geometri, architetti, ingegneri e costruttori, e quindi facendo in modo che ci sia sviluppo, ma al tempo stesso tutelare l’ambiente ed eliminare il più possibile le barriere architettoniche.
Un caso particolare di volontà di salvaguardia ambientale?
Il tracciato della linea ferroviaria ad alta velocità che passerà nella nostra città. Insieme alla Provincia vogliamo dare un indirizzo, per il Corridoio 1, accettato da Rete ferroviaria italiana ma anzitutto compatibile con le esigenze dei cittadini e del territorio, per esempio quelli di San Massimo. Lì il passaggio della Tav non potrà avvenire sulla linea storica, come previsto sinora, ma oltre l’abitato.
Come sarà attuato il Piano degli interventi?
Saremo il primo Comune del Veneto a utilizzare il credito edilizio, previsto dalla legge regionale 11 del 2004. A privati ed enti pubblici viene concesso questo strumento che riconosce il diritto a porzioni di edificabilità da inserire nel Piano degli interventi, passaggio successivo al Pat.
Dove verrà applicato?
Per l’area San Giacomo, in Borgo Roma, che in base a un accordo con la Provincia resterà tutta a verde pubblico. Quindi, i 103mila metri cubi che la Provincia avrebbe potuto edificare nella parte di sua proprietà saranno inseriti in uno specifico registro e spalmati in più aree della città, evitando interventi impattanti dal punto di vista urbanistico e ambientale.
Come valuta la variante urbanistica di Verona Sud varata dalla scorsa amministrazione?
Deve essere approvata dal Consiglio in seconda lettura e al momento è ferma. Ha elementi interessanti, anche se era stata bocciata dalla quarta circoscrizione Santa Lucia-Golosine, all’epoca di centrosinistra, e dalla quinta, quella di Borgo Roma. In effetti quella variante riqualifica la linea del cardo massimo, dal casello di Verona Sud a Porta Nuova e i complessi industriali dismessi, ma non tocca i quartieri limitrofi che hanno bisogno di verde, posti auto e servizi. Quindi va un po’ rivista.
Dipende dall’approvazione della variante il via libera al recupero delle ex Cartiere?
All’inizio non c’era collegamento, ora sì. C’è addirittura un vincolo di area boschiva, per le ex Cartiere. Stiamo dialogando con i proprietari per fare in modo che il progetto di recupero, con negozi, uffici e parcheggi, sia compatibile con l’area attorno e abbia una viabilità adeguata. Vogliamo risolvere presto il problema, che è anche epidemiologico. Bisogna quanto prima almeno demolirle.




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Stranfiér
July 25th, 2007, 12:31 PM
Mercoledì 25 Luglio 2007


LAVORI PUBBLICI. Prima gli interventi preliminari per lo spostamento dei sottoservizi, poi la realizzazione del parcheggio sotterraneo richiederanno due anni e mezzo
Piazza Cittadella, 28 mesi di disagi
L’assessore Tosato: «A metà del nostro mandato ci sarà un parking da 750 posti e spazi verdi in superficie»
La struttura attuale è degli anni Cinquanta ed è per 350 auto. La tariffa oraria sarà di 2.5 euro
Chiusure e sensi unici in vie e vicoli della zona



Enrico Santi
«Fra due anni e mezzo, a metà, quindi, del nostro mandato amministrativo, daremo ai veronesi un parcheggio da 750 posti auto e una piazza completamente rifatta». L’assessore alle Strade, Paolo Tosato, ha compiuto ieri mattina un sopralluogo in piazza Cittadella, dove sono in fase di avvio i lavori per la realizzaione del nuovo garage interrato a tre piani. Per residenti e automobilisti cominciano, quindi, 28 mesi di disagi.
La prima parte dell’intervento, di cui si occuperà direttamente il Comune, riguarderà lo spostamento dei sottoservizi di acqua, luce, gas e telecomunicazioni. L’intervento interesserà anche le vie limitrofe. Per la viabilità, l’assessore assicura che «si cercherà di limitare il più possibile i disagi alla viabilità, eseguendo i lavori a stralci lungo porzioni limitate di strada».
Questa prima fase avrà una durata di circa dieci mesi e il costo previsto è di un milione e 687 mila euro, interamente finanziato dalle società Astaldi ed Apcoa Parking Italia, concessionaria, con una convenzione d’uso trentennale, del futuro parcheggio. Una volta ultimato il garage potrà contenere 750 automobili. L’attuale struttura, costruita negli anni ’50, ne contiene 350, comprese le automobili che possono parcheggiare in superficie. Lo spazio esterno, in cui ora ci sono 180 posti macchina, fa sapere Tosato, «sarà completamente riqualificato e sarà a servizio dei cittadini e non più destinata alle auto». Come? «Compatibilmente col fatto che sotto ci sono dei garage, faremo della aree verdi. Sicuramente non lo copriremo di lastroni di pietra», aggiunge con un chiaro riferimento ad interventi di ristrutturazione compiuti in altre piazze della città.
La struttura, la cui costruzione comincerà appena l’intervento sui sottoservizi sarà ultimato, sarà realizzata in circa 18 mesi. Il progetto risale alla seconda amministrazione del sindaco Michela Sironi. L’iter burocratico era stato poi completato dall’amministrazione di Paolo Zanotto. «L’opera di competenza dell’amministrazione comunale», spiega l’assessore Tosato, «era stata programmata da tempo, ma è rimasta ferma per circa due anni. Ora cercheremo di recuperare il tempo perduto».
Per la fruizione del nuovo parcheggio interrato, è prevista, come da accordi con l’amministrazione comunale, una tariffa massima di 2,5 euro l’ora e di 15 euro giornalieri.
L’intervento di spostamento degli allacciamenti sotterranei per le forniture di energia elettrica, acqua, gas, teleriscaldamento e dei collegamenti telefonici, sarà eseguito per stralci, ha assicurato ieri l’assessore alle Strade Paolo Tosato durante il sopralluogo in piazza Cittadella. In questo modo, ha detto l’assessore, «cercheremo di ridurre i disagi per i residenti e gli automobilisti».
Gli uffici comunali, intanto, hanno già messo a punto un cronogramma degli interventi che riguardano sia la piazza che le vie adiacenti. Le prime operazioni sui sottoservizi riguardano i cavi dell’ellettricità e ad essere chiuso per primo, la relativa ordinanza è già stata firmata, sarà il vallo Cittadella. I lavori dureranno 15 giorni, durante i quali sarà vietato transitare e sostare. Poi le ruspe si sposteranno in vicolo Ghiaia, dove è prevista una chiusura parziale e il divieto di sosta per dieci giorni, e in via Paglieri che sarà a senso unico alternato, con divieto di sosta, per dieci giorni.
Gli scavi, poi, interesseranno vicolo Volto Cittadella, che resterà chiuso per 10 giorni, piazza Cittadella, che per dieci giorni sarà a senso unico alternato nel tratto tra via Ponte Cittadella e vicolo Terese. Gli interventi sui cavi elettrici proseguiranno in vicolo Volto Cittadella e nella rimanente porzione di piazza, in cui sarà vietato sostare per 30 giorni.
Vicolo Volto Cittadella resterà chiuso altri 15 giorni per consentire l’operazione di spostamento sugli allacciamenti per l’acqua, il gas e il teleriscaldamento. Quindi, per lo stesso motivo, per 75 giorni non si potrà sostare in vicolo Volto Cittadella e nella piazza.
Per permettere i lavori sui cavi della Telecom, rimarrà chiuso per altri 30 giorni vicolo Volto Cittadella.
Per altri 20 giorni, infine, sarà imposto un senso unico alternato, con divieto di sosta, nel tratto tra via Ponte Cittadella e vicolo Terese.


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Stranfiér
July 26th, 2007, 12:59 PM
Giovedì 26 Luglio 2007

TRASPORTO PUBBLICO. Gli amministratori a Eindhoven per valutare una nuova soluzione
Tramvia senza rotaie per abbattere le spese
L’assessore Corsi: «Ma per non perdere il fondi, i lavori dovranno partire entro febbraio»

di Enrico Giardini
La tramvia (se ci sarà) potrebbe cambiare strada. L’amministrazione comunale sta infatti valutando una soluzione alternativa al tram su rotaia approvato dall’amministrazione Zanotto (ereditando peraltro un progetto risalente all’era Sironi). Vale a dire, un tram su ruote, a trazione elettrica, senza fili e senza binari, questi ultimi sostituiti da un sistema elettronico con magneti posti sulla strada e con i vagoni che seguono un percorso obbligato a guida vincolata, «leggendo» i magneti.
Obiettivo: risparmiare soldi e non perdere il finanziamento di 124 milioni di euro che il ministero dei Trasporti ha destinato a Verona per coprire il 60 per cento dei costi della tramvia, per il primo tratto San Michele-Stadio.
Il sistema senza rotaia è utilizzato a Eindhoven, in Olanda. A visitarlo è stato l’assessore comunale alla Mobilità e Infrastrutture, Enrico Corsi. Che ora punta a proporlo a Verona. «Per avere i soldi statali i lavori devono però partire entro otto mesi da giugno», spiega, «e dovremo valutare varie soluzioni, i costi per costruire e quindi gestire il mezzo, e anche un’ipotesi di modifica del percorso». Fin dalla campagna elettorale il futuro sindaco Flavio Tosi aveva dichiarato che la tramvia su rotaia, nel primo tratto San Michele-Stadio e nel secondo, stazione di Porta Nuova-Ca’ di Cozzi, non è attuale e sarebbe più utile un sistema che colleghi i paesi della provincia alla periferia urbana. Proponendo invece, per la città, un tratto casello di Verona Sud-Fiera-stazione di Porta Nuova. Corsi conferma questa impostazione: «La Zai con la Fiera, Borgo Roma, Golosine e Santa Lucia ne troverebbero giovamento».
Corsi riferisce poi che il sistema «Filea» di Eindhoven (che per la prima volta in Italia sarà utilizzato a Pescara) «potrebbe essere una soluzione fattibile anche a Verona sia dal punto di vista tecnico sia finanziario, visto che costerebbe tre volte meno della tramvia su rotaia». L’assessore ricorda che il tram su rotaia, primo tratto, il cui Piano economico-finanziario non fu approvato dalla Giunta Zanotto, costerebbe 210 milioni di euro, di cui 124 messi dallo Stato, 20 (in partenza, in realtà poi 15, derivanti dalla penale pagata da Siemens per il primo vagone non funzionante) da Amt, 14 derivanti dai proventi netti dai parcheggi su strisce blu per i quattro anni di costruzione del tram, più 52 messi dal Comune accendendo mutui per 40 anni. A questa somma però si aggiungerebbe per il Comune (che li girerebbe ad Amt) una spesa di 7,9 milioni di euro all’anno per 40 anni, quasi 320 milioni. La quota di 7,9 milioni è composta da 4 per pagare gli interessi sui mutui e da 3,5 milioni per compensare il fatto che il contributo regionale per i trasporti non basta a coprire un sistema più costoso.
Poi, le entrate annue di 3,5 milioni dalla gestione della sosta, affidata ad Amt, è stimata su 10mila posti con strisce blu, mentre ora ce ne sono la metà. Si studia, quindi, come non perdere i soldi statali. E non mettere un cappio al collo al Comune per 40 anni.

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http://nldp.edc.nl/nederlandsedesignprijzen/winners/wp-content/uploads/2006/10/432_DuvedeC_Phileas_exterior_5.jpg

Pavlvs
July 26th, 2007, 09:42 PM
http://www.corriere.it/Media/Foto/2006/12_Dicembre/17/BOSSI.jpg

:D;)

Allah Akbar!
:lol:

Koji77
July 27th, 2007, 12:14 PM
Giovedì 26 Luglio 2007

TRASPORTO PUBBLICO. Gli amministratori a Eindhoven per valutare una nuova soluzione
Tramvia senza rotaie per abbattere le spese
L’assessore Corsi: «Ma per non perdere il fondi, i lavori dovranno partire entro febbraio»

di Enrico Giardini
La tramvia (se ci sarà) potrebbe cambiare strada. L’amministrazione comunale sta infatti valutando una soluzione alternativa al tram su rotaia approvato dall’amministrazione Zanotto (ereditando peraltro un progetto risalente all’era Sironi). Vale a dire, un tram su ruote, a trazione elettrica, senza fili e senza binari, questi ultimi sostituiti da un sistema elettronico con magneti posti sulla strada e con i vagoni che seguono un percorso obbligato a guida vincolata, «leggendo» i magneti.
Obiettivo: risparmiare soldi e non perdere il finanziamento di 124 milioni di euro che il ministero dei Trasporti ha destinato a Verona per coprire il 60 per cento dei costi della tramvia, per il primo tratto San Michele-Stadio.
Il sistema senza rotaia è utilizzato a Eindhoven, in Olanda. A visitarlo è stato l’assessore comunale alla Mobilità e Infrastrutture, Enrico Corsi. Che ora punta a proporlo a Verona. «Per avere i soldi statali i lavori devono però partire entro otto mesi da giugno», spiega, «e dovremo valutare varie soluzioni, i costi per costruire e quindi gestire il mezzo, e anche un’ipotesi di modifica del percorso». Fin dalla campagna elettorale il futuro sindaco Flavio Tosi aveva dichiarato che la tramvia su rotaia, nel primo tratto San Michele-Stadio e nel secondo, stazione di Porta Nuova-Ca’ di Cozzi, non è attuale e sarebbe più utile un sistema che colleghi i paesi della provincia alla periferia urbana. Proponendo invece, per la città, un tratto casello di Verona Sud-Fiera-stazione di Porta Nuova. Corsi conferma questa impostazione: «La Zai con la Fiera, Borgo Roma, Golosine e Santa Lucia ne troverebbero giovamento».
Corsi riferisce poi che il sistema «Filea» di Eindhoven (che per la prima volta in Italia sarà utilizzato a Pescara) «potrebbe essere una soluzione fattibile anche a Verona sia dal punto di vista tecnico sia finanziario, visto che costerebbe tre volte meno della tramvia su rotaia». L’assessore ricorda che il tram su rotaia, primo tratto, il cui Piano economico-finanziario non fu approvato dalla Giunta Zanotto, costerebbe 210 milioni di euro, di cui 124 messi dallo Stato, 20 (in partenza, in realtà poi 15, derivanti dalla penale pagata da Siemens per il primo vagone non funzionante) da Amt, 14 derivanti dai proventi netti dai parcheggi su strisce blu per i quattro anni di costruzione del tram, più 52 messi dal Comune accendendo mutui per 40 anni. A questa somma però si aggiungerebbe per il Comune (che li girerebbe ad Amt) una spesa di 7,9 milioni di euro all’anno per 40 anni, quasi 320 milioni. La quota di 7,9 milioni è composta da 4 per pagare gli interessi sui mutui e da 3,5 milioni per compensare il fatto che il contributo regionale per i trasporti non basta a coprire un sistema più costoso.
Poi, le entrate annue di 3,5 milioni dalla gestione della sosta, affidata ad Amt, è stimata su 10mila posti con strisce blu, mentre ora ce ne sono la metà. Si studia, quindi, come non perdere i soldi statali. E non mettere un cappio al collo al Comune per 40 anni.

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http://nldp.edc.nl/nederlandsedesignprijzen/winners/wp-content/uploads/2006/10/432_DuvedeC_Phileas_exterior_5.jpg



Adesso salteranno fuori le soluzioni più strambe pur di non costruire un tram su rotaia. :ohno:

Spero non facciate la fine di Padova. :bash:

Sonic from Padova
July 27th, 2007, 01:00 PM
Da quello che si riesce a capire sembra un autobus su corsia riservata il mezzo utilizzato a Eindhoven.

penso sia proprio difficile che possa deragliare come il Translohr....

Koji77
July 27th, 2007, 01:49 PM
A Padova si era cominciato con lo Stream, poi il Bombardier per finire col Translohr. :ohno:

Ma c'è una crisi di rigetto in Veneto per il tram classici su rotaia? Ero convinto che almeno a Verona lo avrebbero fatto per bene. :ohno:

Falcon83
July 27th, 2007, 02:01 PM
non è che ci sia una crisi di rigetto, se ci pensi bene il tram non serve a una mazza. anche se sono favorevole alla sua costruzione, ma solo perchè odio l'immobilismo.

Stranfiér
July 27th, 2007, 02:31 PM
Questa sembrerebbe una soluzione meno invasiva rispetto al tram su rotaia.
La durata dei cantieri sarebbe limitata, poiché non ci sarebbe bisogno di scavare per installare rotaie e il costo, di conseguenza, sarebbe molto più contenuto
Inoltre, una situazione poco invasiva lascia più mano libera per eventuali modifiche future (cambio tracciati, ripristino, ecc).
L'unico inconveniente mi sembra quello della ridotta capacità.

Stranfiér
July 29th, 2007, 02:58 PM
Domenica 29 Luglio 2007


LOTTA AL DEGRADO. Il via libera del Consiglio comunale non mette fine alle discussioni sul progetto del nuovo albergo che sorgerà al posto degli edifici diroccati
Lux approvato ma accende le polemiche
Tosi: «Risolto il problema dopo 22 anni» L’opposizione: «Comune danneggiato, faremo ricorso alla Corte dei Conti»

Enrico Giardini
Approvato dopo 22 anni, continua a far discutere il progetto del nuovo albergo Lux. Si tratta di un edificio alto 19,80 metri, di cinque piani più due interrati per il garage, con 55 stanze e 110 posti letto, fra via Dal Cero e via Dalla Bona. Da costruire una volta demolito lo stabile attuale, in condizioni fatiscenti. Oltre all’albergo, il proprietario dell’area, Luciano Lonardi, realizzerà, in un’area pubblica di 3.200 metri quadrati fra via Dalla Bona e il canale Camuzzoni, una piazza, un giardino alberato, marciapiedi di collegamento alla viabilità pedonale, una pista ciclabile a bordo del canale e nove posti auto.
I consiglieri comunali di opposizione di centrosinistra, però, (tranne quello dell’Ulivo Marco Giorlo, che ha votato con il centrodestra) stanno verificando la possibilità di ricorrere alla Corte dei Conti. In quanto, sostengono, un quarto dell’area pubblica ceduta in comodato gratuito dal Comune, quella più adiacente all’hotel, a Lonardi non diventerebbe di uso pubblico, ma di pertinenza solo dell’albergo. Il Comune così avrebbe un danno.
«Riteniamo ci siano elementi per ricorrere ed è un pericoloso precedente, per l’amministrazione Tosi, aver concesso una parte di area pubblica a un privato, in un progetto che prevede già deroghe rispetto alle quota di edificabilità di quella zona», dicono i consiglieri Giancarlo Montagnoli e Maria Luisa Albrigi (Lista Zanotto), Stefania Sartori e Carlo Pozzerle (Ulivo) e Graziano Perini (Pdci). «Pensiamo solo alle richieste che i proprietari potrebbero avanzare per recuperare aree come le ex Cartiere e lo scalo merci». Il sindaco Tosi, invece, saluta con soddisfazione l’approvazione della delibera, che sarà esecutiva fra due mesi. «Dopo averlo approvato in Giunta, l’amministrazione Zanotto bocciò il progetto in Consiglio comunale. Bocciò anche la riqualificazione delle ex Cartiere, ma nel contempo approvò una serie di Piru (programmi integrati di riqualificazione urbanistica) che porteranno a cementificare molte aree verdi, concedendo vere e proprie regalie ai privati». Con questo provvedimento, conclude, «dopo 22 anni siamo riusciti in brevissimo tempo a porre finalmente fine a una piaga sociale. Sorgerà un albergo di 55 stanze, non troppe come qualcuno vorrebbe far credere, ma necessarie per permettere a un esercizio di questo tipo di sostenersi».

«Tutta l’area attorno sarà di uso pubblico»

È allibito, Luciano Lonardi, proprietario del terreno dell’albergo Lux, di fronte alla presa di posizione dei consiglieri comunali di centrosinistra che minacciano un ricorso alla Corte dei Conti: «Il terreno di 3.200 metri quadrati su cui sorgerà,a spese mie, una piazza a un giardino, oltre ad alcuni posti auto, resterà a uso pubblico e non sarà certo di pertinenza dell’albergo. Nella parte di area pubblica più vicina al futuro albergo ci sarà certo la rampa per salire e scendere nel garage interrato, ma la parte superiore resterà interamente pubblica. Ribadisco che nei quattro anni scorsi tutte le modifiche del progetto erano state concordate con l’amministrazione comunale». Lo ribadisce anche il consigliere comunale di An, Elena Traverso, che in circoscrizione terza negli anni scorsi ha seguito il caso: «Tutta l’area di 3.200 metri quadrati resterà pubblica».E.G.


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Koji77
July 29th, 2007, 06:03 PM
Questa sembrerebbe una soluzione meno invasiva rispetto al tram su rotaia.
La durata dei cantieri sarebbe limitata, poiché non ci sarebbe bisogno di scavare per installare rotaie e il costo, di conseguenza, sarebbe molto più contenuto
Inoltre, una situazione poco invasiva lascia più mano libera per eventuali modifiche future (cambio tracciati, ripristino, ecc).
L'unico inconveniente mi sembra quello della ridotta capacità.

Perdonami, ma allora con questo discorso su economicità e minori lavori tanto varrebbe semplicemente acquistare nuovi bus e aumentare le frequenze.

Quello che voglio dire è che o si sceglie un mezzo che cambia veramente il volto della mobilità cittadina, oppure è meglio non buttare i soldi con soluzioni dagli esiti incerti.

Falcon83
July 29th, 2007, 11:59 PM
Perdonami, ma allora con questo discorso su economicità e minori lavori tanto varrebbe semplicemente acquistare nuovi bus e aumentare le frequenze.

Quello che voglio dire è che o si sceglie un mezzo che cambia veramente il volto della mobilità cittadina, oppure è meglio non buttare i soldi con soluzioni dagli esiti incerti.

l'unico mezzo che può cambiare veramente la mobilità cittadina è la metro. Con il tram non combini niente, è come avere 2 bus e pergiunta vincolati a binari e fili della corrente, ormai è superato.

Stranfiér
July 31st, 2007, 10:11 AM
Perdonami, ma allora con questo discorso su economicità e minori lavori tanto varrebbe semplicemente acquistare nuovi bus e aumentare le frequenze.

Quello che voglio dire è che o si sceglie un mezzo che cambia veramente il volto della mobilità cittadina, oppure è meglio non buttare i soldi con soluzioni dagli esiti incerti.

Infatti.
La precedente tramvia avrebbe servito solo due quartieri e non avrebbe risolto i problemi del traffico.
Il realtà il traffico di Verona arriva, più che altro, dalla provincia e trovo più giusta la scelta di pensare a collegamenti metro-ferroviari in questo senso.
Inoltre, i soldi che si sarebbero spesi per una tramvia inutile, possono essere meglio investiti per attivare più linee di autobus, come questi o a metano, facendo funzionare veramente le corsie preferenziali.

Falcon83
July 31st, 2007, 12:49 PM
Qualcuno sa cosa metteranno dentro in quel mega edificio realizzato tutto in vetro di fianco alla Grande Mela?

Stranfiér
July 31st, 2007, 12:49 PM
Martedì 31 Luglio 2007


MONUMENTI. Ritorna l’idea di un tetto per l’anfiteatro. Di Dio:
«Anche sport oltre alla musica»
«Una copertura sull’Arena per usarla anche d’inverno»






Enrico Giardini
Un tetto per l’Arena. Ritorna l’idea di coprire l’anfiteatro per poterlo utilizzare tutto l’anno, anche per manifestazioni sportive, e per salvare le serate di lirica quando piove. A rilanciare la proposta — già avanzata negli anni scorsi — è l’assessore comunale all’Edilizia pubblica, Vittorio Di Dio, già in contatto con un tecnico giapponese che ha progettato una copertura tale da non alterare l’acustica né la luminosità, dentro il catino di pietra. La copertura ipotizzata per l’Arena, già montata sopra stadi scoperti in diverse città del mondo, sarebbe una sorta di cupola sopra l’ellisse dell’anfiteatro, di materiale plastico o di fibra di carbonio, tale da reperire (naturalmente durante il giorno) il 60 per cento della luce.
«L’Arena è unica, conosciuta in tutto il mondo ed è una grande risorsa per la nostra città», spiega Di Dio, «e ha le caratteristiche per essere impiegata, oltre che per la lirica e i concerti, per ospitare durante l’inverno incontri di pugilato, tornei di tennis oppure il pattinaggio sul ghiaccio. Naturalmente bisogna studiare la migliore soluzione, non invasiva sul monumento. Ma da ciò che ho già appreso le soluzioni tecniche ci sono».
L’assessore sottolinea come «il progetto di copertura, che naturalmente verrà prima sottoposto a un confronto con la Sovrintendenza ai monumenti, è sostenibile e comunque, attraverso gli sponsor, è si può trovare la copertura economica». Il Comune, inoltre, proprietario dell’anfiteatro, precisa Di Dio, «potrebbe ricavare denaro avendo a disposizione una struttura come l’Arena da circa 14mila spettatori, impiegabile tutto l’anno».
Si riparla, dunque, di coprire dell’Arena, una proposta già ritirata fuori sette anni fa dal consigliere comunale Gianluca Fantoni (ritornato in Consiglio, oggi nella lista Tosi), che aveva proposto una copertura in pallone sorretto a pressione. Fantoni citava all’epoca anche il tetto trasparente in fiberglass, alto 62 metri, di uno stadio di Detroit. Anche l’ex Sovrintendente dell’ente lirico, Renzo Giacchieri, caldeggiava la copertura dell’Arena.

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albirello
August 1st, 2007, 12:00 AM
Infatti.
Il realtà il traffico di Verona arriva, più che altro, dalla provincia e trovo più giusta la scelta di pensare a collegamenti metro-ferroviari in questo senso.
.

E' vero, molto traffico arriva dalla provincia. E se guardiamo il progetto della tramvia, il mezzo parte da San Michele Extra, all'uscita della tangenziale est, dove verrebbe proprio realizzato un bel parcheggio scambiatore.
E Verona nord lo stesso, un altro grande parcheggio pronto pronto per essere utilizzato. E Verona sud, anche qui mega parcheggio scambiatore della Genovesa.

Secondo me l'idea originale era questa: i poveri cristi della provincia usano la tangenziale e poi lasciano la macchina ai parcheggi scambiatori. Poi in città con il tram! Almeno secondo me :laugh:

liberamente88
August 1st, 2007, 11:00 AM
Ciao a tutti, inizio a scrivere su questo forum da oggi. sono anch'io veronese e, per quanto non mi interessi molto di architettura contemporanea, mi interesso molto (ma anche in modo molto poco tecnico) di infrastrutture e trasporti; in effetti, sono fra gli elementi più importanti della vivibilità di una città.

Adesso il comune sta cercando disperatamente di trovare soluzioni alternative alla tranvia, e mi sembra molto disposto a proporre il sistema phileas. Mi sono informato sui siti ufficiali, ma su altri forum non vedono molto bene questo mezzo, e del resto non lo trovo molto adatto alla nostra città. Per sfruttare seriamente le sue caratteristiche, bisognerebbe fargli percorrere quasi esclusivamente percorsi interamente dedicati, ma come è possibile ricavarli a Verona? Di fatto diventerebbero solo autobus più grandi, in grado di fare curve più strette, e poco più, tutt'altra cosa da una tranvia. Almeno questa, però, diversamente da quella di Padova non avrebbe grossi problemi, perchè se la guida automatica coi magneti non funzionasse il mezzo potrebbe essere guidato dall'autista, che credo comunque dovrebbe esserci sui mezzi, perchè altrimenti la vedo male nel traffico cittadino. D'altro canto, anche la tranvia precedente comportava grossi disagi, ma almeno il progetto era fatto... io spero che alla fine qualcosa si faccia, che sia l'uno o l'altro. Anch'io però ritengo che prima di iniziare a spendere per niente si dovesse incentivare molto il sistema di trasporto con gli autobus, che ormai a livello di percorsi e frequenze è lo stesso da oltre un decennio, e risulta sempre più inadeguato, al risparmio. Non mi dispiace che si sia investito in autobus nuovi a metano (di color verde però...), pensiline e paline nuove (orribili in verità), ma le vere necessità sono sempre quelle di percorsi più ramificati nei quartieri e più frequenti, eppoi l'eliminazione del ridicolo orario del sabato, e magari cambiamenti radicali nella rete festiva... vabbè, io qua mi dilungo, sapendo che nulla di tutto ciò verrà fatto, e quindi con la domanda di trasporto pubblico che aumenta ci si trova sempre più spesso in autobus affollatissimi e che passano ogni morte di papa...

I parcheggi scambiatori sono una buona idea, si usano ovunque; certo che la tranvia col percorso che fa in mezzo ai quartieri ci metterà comunque una vita a fare gli stessi percorsi che fanno gli autobus adesso, e francamente la cosa sarebbe accettabile solo se proprio ci fosse un divieto di accesso alla città, cosa che questa amministrazione non mi sembra voglia fare (giustamente).

io sogno la metropolitana! A Catania la fanno (vabbè, la era una necessità perchè la ferrovia attraversava la viabilità comune...), a Brescia, a Parma la fanno... perchè noi no? Vabbè, il centro è pienò di resti romani, e allora? Basta fare la metro a profondità notevoli, che sarà mai? I resti romani non arriveranno a cinquanta metri sottoterra, no? E in fondo sarebbe l'unico modo per fare un trasporto pubblico davvero veloce a Verona... io già mi immagino il logo, un Arena con dentro una bella M maiuscola... mah!

Stranfiér
August 1st, 2007, 12:34 PM
Qualcuno sa cosa metteranno dentro in quel mega edificio realizzato tutto in vetro di fianco alla Grande Mela?

Sarà qualcosa di commerciale...

Stranfiér
August 1st, 2007, 12:42 PM
Adesso il comune sta cercando disperatamente di trovare soluzioni alternative alla tranvia, e mi sembra molto disposto a proporre il sistema phileas. Mi sono informato sui siti ufficiali, ma su altri forum non vedono molto bene questo mezzo, e del resto non lo trovo molto adatto alla nostra città. Per sfruttare seriamente le sue caratteristiche, bisognerebbe fargli percorrere quasi esclusivamente percorsi interamente dedicati, ma come è possibile ricavarli a Verona?

Finalmente un altro veronese!
Ciao e benvenuto.

I percorsi dedicati ci sarebbero già. Il problema è che non vengono fatti rispettare. Quello del percorso è, comunque, un problema che hanno oggi gli autobus, e che rimarrebbe con tramvie e phileas.


io sogno la metropolitana! A Catania la fanno (vabbè, la era una necessità perchè la ferrovia attraversava la viabilità comune...), a Brescia, a Parma la fanno... perchè noi no? Vabbè, il centro è pienò di resti romani, e allora? Basta fare la metro a profondità notevoli, che sarà mai? I resti romani non arriveranno a cinquanta metri sottoterra, no? E in fondo sarebbe l'unico modo per fare un trasporto pubblico davvero veloce a Verona... io già mi immagino il logo, un Arena con dentro una bella M maiuscola... mah!

Mancano i schei.
Non è un problema tecnico, poichè la metropolitana passerebbe sotto i resti archeologici.
E' un problema di finanziamenti.
A Verona i soldi ci sarebbero...è che, come si sa, dobbiamo regalarli perché si facciano le metropolitane da altre parti...magari a Catania...

Pavlvs
August 1st, 2007, 12:51 PM
Martedì 31 Luglio 2007


MONUMENTI. Ritorna l’idea di un tetto per l’anfiteatro. Di Dio:
«Anche sport oltre alla musica»
«Una copertura sull’Arena per usarla anche d’inverno»


Un tetto all'Arena.
Io suggerisco anche gli infissi in alluminio Panto per le arcate, poi si potrebbe riverniciare il tutto, una dozzina di ascensori, l'impianto d'aria condizionata, i tabelloni elettronici, le ragazze pon pon, i venditori di noccioline ed i suonatori di organetto colla scimmietta al seguito.

Così facciamo un bello stadio "come quello di Detroit".

Cazzo ci mettono nel Recioto ultimamente?

Si vergognino.

Falcon83
August 1st, 2007, 01:07 PM
Ciao a tutti, inizio a scrivere su questo forum da oggi. sono anch'io veronese e, per quanto non mi interessi molto di architettura contemporanea, mi interesso molto (ma anche in modo molto poco tecnico) di infrastrutture e trasporti; in effetti, sono fra gli elementi più importanti della vivibilità di una città.

Adesso il comune sta cercando disperatamente di trovare soluzioni alternative alla tranvia, e mi sembra molto disposto a proporre il sistema phileas. Mi sono informato sui siti ufficiali, ma su altri forum non vedono molto bene questo mezzo, e del resto non lo trovo molto adatto alla nostra città. Per sfruttare seriamente le sue caratteristiche, bisognerebbe fargli percorrere quasi esclusivamente percorsi interamente dedicati, ma come è possibile ricavarli a Verona? Di fatto diventerebbero solo autobus più grandi, in grado di fare curve più strette, e poco più, tutt'altra cosa da una tranvia. Almeno questa, però, diversamente da quella di Padova non avrebbe grossi problemi, perchè se la guida automatica coi magneti non funzionasse il mezzo potrebbe essere guidato dall'autista, che credo comunque dovrebbe esserci sui mezzi, perchè altrimenti la vedo male nel traffico cittadino. D'altro canto, anche la tranvia precedente comportava grossi disagi, ma almeno il progetto era fatto... io spero che alla fine qualcosa si faccia, che sia l'uno o l'altro. Anch'io però ritengo che prima di iniziare a spendere per niente si dovesse incentivare molto il sistema di trasporto con gli autobus, che ormai a livello di percorsi e frequenze è lo stesso da oltre un decennio, e risulta sempre più inadeguato, al risparmio. Non mi dispiace che si sia investito in autobus nuovi a metano (di color verde però...), pensiline e paline nuove (orribili in verità), ma le vere necessità sono sempre quelle di percorsi più ramificati nei quartieri e più frequenti, eppoi l'eliminazione del ridicolo orario del sabato, e magari cambiamenti radicali nella rete festiva... vabbè, io qua mi dilungo, sapendo che nulla di tutto ciò verrà fatto, e quindi con la domanda di trasporto pubblico che aumenta ci si trova sempre più spesso in autobus affollatissimi e che passano ogni morte di papa...

I parcheggi scambiatori sono una buona idea, si usano ovunque; certo che la tranvia col percorso che fa in mezzo ai quartieri ci metterà comunque una vita a fare gli stessi percorsi che fanno gli autobus adesso, e francamente la cosa sarebbe accettabile solo se proprio ci fosse un divieto di accesso alla città, cosa che questa amministrazione non mi sembra voglia fare (giustamente).

io sogno la metropolitana! A Catania la fanno (vabbè, la era una necessità perchè la ferrovia attraversava la viabilità comune...), a Brescia, a Parma la fanno... perchè noi no? Vabbè, il centro è pienò di resti romani, e allora? Basta fare la metro a profondità notevoli, che sarà mai? I resti romani non arriveranno a cinquanta metri sottoterra, no? E in fondo sarebbe l'unico modo per fare un trasporto pubblico davvero veloce a Verona... io già mi immagino il logo, un Arena con dentro una bella M maiuscola... mah!

evviva un altro veronese, siamo in 4!:banana:
Effettivamente anch'io penso che il metrò sia un'ottima soluzione anche considerando l'estensione della città più che gli abitanti. Speriamo che almeno facciano la vr sud-Arena. Io, ripeto, una volta ero a favore della tramvia poi pensandoci bene ho capito che non serve molto un mezzo simile, però odio l'immobilismo e il cancellare il lavoro delle passate amministrazione, quindi benvenga la tramvia.

liberamente88
August 1st, 2007, 01:07 PM
Beh, i percorsi dedicati sono ben pochi, c'è da Porta Vescovo a Piazza Bra e basta, ma in tutto il resto della città non esistono e non si possono fare perchè toglierebbero corsie vitali per il traffico cittadino. Di percorsi riservati che non si rispettano c'è la corsia in cui si gira a sinistra in piazza isolo, poi in corso castelvecchio (ma è abbastanza rispettata, in verità) e poco altro. Chiaro quindi che il trasporto pubblico deve girare assieme alla viabilità comune. Secondo me un sistema buono per velocizzare gli autobus sarebbe un sistema di controllo dei semafori per sveltire il loro passaggio agli incroci... già solo così si toglierebbero parecchi minuti di percorrenza, soprattutto nelle ore di punta.

Le metropolitane si fanno anche a Parma e a Brescia per quello, quindi non sarebbe un grosso problema (e neanche di soldi buttati al sud, in questo caso, Catania è una grande città e far passare la ferrovia in mezzo al traffico cittadino doveva essere pericoloso...); ovviamente si tratterebbe di una spesa notevole accollata alla cittadinanza, ma con il supporto di privati, di qualche banca (a Verona senza le banche non si farebbe quasi niente, in pratica), magari di qualche concessionaria di pubblicità (sui mezzi, le rampe, nelle stazioni di pubblicità ce ne starebbe a montagne) qualche cosa si potrebbe fare... in fondo, per Verona basterebbe (lasciando da parte tante fantasie che verrebbero in mente) una direttoria est-ovest-aeroporto, più un'altra stazione-fiera, che si può scavare senza troppe difficoltà sotto viale del lavoro... se ci si mette a lavorare, tutto si può fare. Magari poi una linea verso la valpolicella, che ormai è popolatissima e trafficatissima... Temo però che, se per l'amministrazione i lavori della tranvia comporterebbero disagi insopportabili, figuriamoci quelli per una metro, e del resto non credo che la viabilità pubblica li interessi molto. A questo punto, spero almeno facciano il traforo delle Torricelle, su quello dovremmo essere abbastanza sicuri.

A me non sembra affatto una malvagia idea quella di fornire una copertura all'Arena, utile sia d'inverno che nelle giornate piovose d'estate; certo che un sistema di copertura adatto all'Arena e che sia flessibile e non dannoso per la struttura storica del monumento dovrebbe essere molto tecnologicamente avanzato, e non so se esista qualcosa di veramente adatto.

E non parliamo della questione stadio, per carità...

Per me, possono costruire anche un minimetro come quello di Perugia, una monorotaia, una corsia per diligenza a cavallo... basta che si faccia qualcosa!

Pavlvs
August 1st, 2007, 01:10 PM
io sogno la metropolitana! A Catania la fanno (vabbè, la era una necessità perchè la ferrovia attraversava la viabilità comune...), a Brescia, a Parma la fanno... perchè noi no? Vabbè, il centro è pienò di resti romani, e allora? Basta fare la metro a profondità notevoli, che sarà mai? I resti romani non arriveranno a cinquanta metri sottoterra, no? E in fondo sarebbe l'unico modo per fare un trasporto pubblico davvero veloce a Verona... io già mi immagino il logo, un Arena con dentro una bella M maiuscola... mah!

Si potrebbe fare una metro, ma dovrebbe essere tangenziale rispetto al centro storico, non attraversarlo.

Penso a qualcosa lungo la linea delle mura ed oltre.

Diciamo Borgo Trento, attraversamento in sotterranea dell'Adige, lungomura, ci si allarga un po' verso lo stadio, si arriva alla stazione.
Qui si potrebbe fare una deviazione: una arriva a p.zza Bra passando sotto corso di Porta Nuova.

L'altra piglia la strada per Borgo Roma, serve la Fiera e, superata, devia verso il Policlinico ed arriva fino alle complanari dell'autostrada.

Qui mega parcheggio di scambio con mega area di sosta.

Chi arriva a Verona parcheggia sull'autostrada ed arriva in metro fino a p.zza Bra o fino a Borgo Trento.

In futuro si potrebbe pensare ad un collegamento P.zza Bra- tangenziale est.
Anche qu parcheggione, e le macchine a Verona non entrano più, manco la cayenne di Falcon :)

Falcon83
August 1st, 2007, 01:17 PM
Anche qu parcheggione, e le macchine a Verona non entrano più, manco la cayenne di Falcon :)

eh va beh entrerò con la Bentley. (magari averghe el cayenne)

Falcon83
August 1st, 2007, 02:00 PM
NOTIZIA DELL'ANNO


FIERA. Il presidente anticipa le novità per il 2008 dopo l’accordo con Vicenza per le nuove manifestazioni
Vinitaly anche d’inverno, raddoppia il multipiano
Il problema principale è quello dei parcheggi Castelletti: «Il Comune e gli altri soci ci sono vicini»
Al Governo si chiede un regime fiscale agevolato e di fare chiarezza sul pagamento dell’Ici ai Comuni
I bresciani se ne vanno «Verona ci tratta male»



Il Vinitaly raddoppia, uno non basta. Al tradizionale appuntamento che da solo rappresenta Verona nel mondo e che cade in primavera, se ne affiancherà un altro. Quando? Ovviamente in autunno, dopo la vendemmia, quando è tempo di torbolino. A Veronafiere l’hanno messo in calendario per novembre 2008. Con la speranza che per quella data, parcheggi e viabilità siano un po’ migliori rispetto alla realtà attuale.
È questa una delle novità che nascono dall’accordo strategico con la Fiera di Vicenza e che ha portato, come dice il presidente Luigi Castelletti «a creare un circuito virtuoso tra poli fieristici per cui si rafforzano e consolidano le filiere ed entrano in competizione i territori, evitando il cannibalismo». Verona rafforza l’agroalimentare, portando il Salone del vino novello che veniva organizzato a Vicenza; la città berica avrà per tre anni la manifestazione Luxury & Yachts che va ad agganciarsi a tutte le rassegne riguardanti oro e gioielli.
L’agroalimentare è infatti uno dei comparti fondamentali dell’attività fieristica veronese, basti pensare ad Agrifood e Fieragricola, ma sarebbe sbagliato trascurare gli altri tre: marmo edilizia ed arredamento; Samoter e Logistica che potrebbero essere anche loro rinforzati con nuovi colpi di scena.
Ma è evidente che rafforzare le manifestazioni significa anche creare le infrastrutture adeguate. Per esempio i parcheggi, vecchia nota dolente. «Il problema è reale, esistente», dice Castelletti, visto che i lavori negli ex Magazzini generali e nell’ex Mercato ortofrutticolo toglieranno posti auto. «Registriamo con piacere che il Comune e gli altri soci ci sono vicini per dare una soluzione a questo problema: il primo obiettivo è quello di garantire la sosta agli espositori che sono il vero valore delle manifestazioni: senza di loro non arriverebbero neppure i visitatori».
E la Fiera ha già in mente come fare? «Sì, con ai soldi che abbiamo ottenuto nella Finanziaria grazie al lavoro dei nostri parlamentari, raddoppieremo il parcheggio multipiano che oggi può contenere 2.300 posti. Il raddoppio arriverà nel giro di cinque o sei mesi. Inoltre, una volta che saranno sistemati gli ex Magazzini generali e il Polo finanziario, lì ci saranno parcheggi anche per noi.
Ma la sosta delle auto è soltanto un aspetto del problema: «È vero», continua il presidente, «i parcheggi per i visitatori non risolvono tutto. Se per esempio si realizza il parcheggio di Verona sud va ottimizzata la viabilità per la Fiera e va potenziato il trasporto pubblico. Spetta al Comune scegliere come fare (strade preferenziali, mezzi di trasporto di massa e così via) e noi intendiamo partecipare e collaborare a questa scelta».
Fronti, quelli delle risorse e della collaborazione con i parlamentari, che investono anche un altro problema: quello del regime fiscale per le Fiere internazionali: si chiede di defiscalizzare gli utili reinvestiti e di chiarire, con una nota ministeriale, il pagamento dell’Ici al Comune


:cheers: :cheers: :cheers: :cheers: :banana: :banana: :banana: :banana:

larena.it

Falcon83
August 1st, 2007, 02:02 PM
GRANDE VIABILITÀ. Sembrano sbloccarsi, nella trattativa fra Governo e Regione, i finanziamenti per la strada più attesa da Borgo Roma e dai paesi a sud della città
«Variante statale 12, arrivano i soldi»
Franchetto e Bonfante: «Su 160 milioni da Roma per il Veneto, 35 saranno destinati a quest’opera»



I finanziamenti per realizzare la variante alla statale 12 nell’area a Sud di Verona stanno per diventare, dopo tanti anni di promesse a vuoto, realtà.
Lo hanno annunciato a palazzo Ferro-Fini i due consiglieri regionali veronesi dell’Ulivo-Partito Democratico Veneto, Gustavo Franchetto e Franco Bonfante, secondo i quali nella trattativa in corso tra Governo e Regione Veneto in merito all’utilizzo dello stanziamento di 160 milioni di euro per la viabilità veneta, 35 milioni sono stati destinanti alla realizzazione della variante a Sud del capoluogo scaligero.
«Una volta realizzata questa arteria», precisano Franchetto e Bonfante, «le zone di Borgo Roma, Cadidavid e i Comuni di Buttapietra e Castel d’Azzano, Isola della Scala e Vigasio potranno essere sollevati dall’intenso traffico, anche di mezzi pesanti, che attualmente attraversa i loro centri abitati». La nuova strada partirà da uno svincolo a sud della Fiera e taglierà nelle campagne correndo parallela alla ferrovia, dunque senza portare traffico nei paesi.
Sembra quindi trovare la tanto attesa soluzione uno dei problemi di viabilità che da anni attanaglia i quartieri e i paesi a Sud della città tagliati in due dalla statale e da un traffico ormai insostenibile.
Durante l’ultima campagna elettorale, grazie anche all’intervento di Antonio Borghesi, dell’Italia dei Valori, che si era fatto da intermediario con il Ministro alle infrastrutture Antonio Di Pietro, lo spostamento della statale 12 e il completamento della Transpolesana erano state inserite nell’ultima convenzione tra Anas e Autostrada Serenissima.
Nel caso della variante alla statale, è infatti necessario un finanziamento di 52 milioni di euro, parte dei quali saranno quindi, secondo l’annuncio dei due consiglieri regionali veronesi, finanziati.
Potranno quindi tirare un sospiro di sollievo i cittadini di Cadidavid che, supportati dal comitato di quartiere, hanno presentato alle istituzioni nei mesi scorsi l’ennesima petizione. 1.300 residenti avevano sottoscritto un appello in cui reclamavano la realizzazione della tanto promessa variante. Dopo anni di battaglie, i cittadini non erano più disposti ad aspettare.

liberamente88
August 1st, 2007, 03:13 PM
I cittadini dei paesi non più attraversati potranno essere soddisfatti del fatto che il traffico non divida più i paesi, ma non dovranno stupirsi se vi sarà una moria di esercizi commerciali e dei paesi in sè...

Effettivamente la fiera del lusso a Verona non era molto organica con il resto delle proposte della Fiera... alla fine, la specializzazione è necessaria.

Una metropolitana che non verta sul centro non ha molta utilità...è chiaro che il centro deve essere attraversato, collegandolo alla stazione e alla fiera... io sarei per una linea san michele- san massimo e una parona-san giovanni lupatoto... ma chiaramente sono tutti sogni.

Falcon83
August 1st, 2007, 03:20 PM
già, stiamo parlando di fantatrasporti.
Piuttosto, tu sai cosa metteranno dentro a quel complesso in vetro che hanno realizzato a fianco della Grande Mela?

Falcon83
August 1st, 2007, 03:52 PM
http://www.veronaland.it/admin_veronacomunica/images/VERONA%20SUD.JPG

che dire, puro Minsk anni 50.

liberamente88
August 1st, 2007, 04:05 PM
O piuttosto una speculazione edilizia di grande scala. Del resto, anche il capo dell'associazione dei costruttori edilizi ha detto che Zanotto gli ha dato molto modo di lavorare... e questo anche in futuro! Ora, non è che la sinistra sia poi più palazzinara della destra, ma sicuramente si tratta di progetti di costruzione su grande scala, tanto che risulta difficile capire se, una volta realizzato, il progetto sarà adatto alle esigenze dei cittadini. D'accordo che non si potrà fare tutto parchi, ma è tutto da vedere se il passaggio da enormi edifici vuoti a grandi palazzi utilizzati non porterà disagi enormi al traffico della zona... io spero poi che almeno venga creata una pista ciclabile lungo tutto il percorso, oltre alla metro stazione-verona sud. E' facile che poi questi parchi diventino terra di nessuno, campeggio per sbandati... La variante Gabrielli può riportare in vita zone morte e brutte della città e non vorrei che venisse cancellata, ma spero che in comune la rivedano in modo critico.

Falcon83
August 1st, 2007, 04:12 PM
E' facile che poi questi parchi diventino terra di nessuno, campeggio per sbandati...

penso che con SuperT a capo della giunta questo sia il problema minore :lol:

liberamente88
August 1st, 2007, 08:51 PM
Viva superT, allora!

Falcon83
August 1st, 2007, 08:52 PM
:) ah che to mandà un mess in pvt, guarda in alto a destra!!

Falcon83
August 1st, 2007, 09:34 PM
Vi ricordate 10 anni fa, in occasione della costruzione delle 3 torri residenziali al Saval, quando sorsero in 4 e 4 8 i comitati contrari al progetto?
Sembra proprio che questa volta la torre in Borgo Milano (che è anche più alta mi sa) sia passata inosservata dai vari comitati.

GODO :laugh:

Stranfiér
August 1st, 2007, 10:10 PM
Sembra proprio che questa volta la torre in Borgo Milano (che è anche più alta mi sa) sia passata inosservata dai vari comitati.

GODO :laugh:

Torre...che torre?

liberamente88
August 1st, 2007, 10:24 PM
Sei sicuro che la torre di Borgo Nuovo sia alta come quei condomini? Non credo... mi sembra che questa sia sui tredici-quindici piani, quelli del Saval (dici quelli di Corte Pancaldo?) quanti ne hanno? Comunque il palazzo in questione si trova a poche centinaia dai metri dalla ferrovia e da corso milano, mentre i palazzoni del saval sono stati costruiti in una bella zona agricola nei pressi dell'adige, in un territorio che adesso si stava cercando di far diventare"parco dell'adige"... vedi che ci sono delle differenze. Io in verità faccio delle ipotesi perchè non ricordo nulla di tutto ciò... certo, il palazzo risulta fuori misura rispetto al resto della città, ma in verità da terra non sembra poi tanto alto. Credo che il quartiere sia più preoccupato di una certa alta antenna per le trasmissioni televisive che hanno costruito a fianco della scuola elementare...

Comunque, nella maggior parte dei casi meno comitati di bifolchi locali ci sono e meglio è.

Falcon83
August 2nd, 2007, 12:56 AM
no no io intendevo le tre torri residenziali tra il saval e il Villaggio dell'Oca!!

liberamente88
August 2nd, 2007, 09:15 AM
Ah, forse intendi quelli vicino al canale camuzzoni e al parco... beh, forse gli abitanti del saval (non ste grandi teste, comunque) preferivano avere più parco, mentre invece quei palazzoni occupano parecchio spazio, oltre al fatto che vi abitano centinaia di persone... e devono anche essere contenti che al posto del parco non hanno costruito il grande ponte per via archimede (che infatti è gigante rispetto alle necessità del quartiere in sè...) che era stato previsto qualche decennio orsono... ma devo dire che tutto il saval è fatto di più o meno orrendi palazzoni disposti senza alcuna regola, per me andrebbe abbattuto e rifatto tutto il quartiere, con nuove strade più intelligenti... e allora sì che si può parlare di piani quinquennali sovietici... :cheers: Chissà perchè Zanotto non c'ha fatto un pensiero... forse alla fine era troppo lavoro anche per i costruttori edilizi!

Stranfiér
August 2nd, 2007, 11:20 AM
no no io intendevo le tre torri residenziali tra il saval e il Villaggio dell'Oca!!

Credo che la più alta del SAVAL sia questa

http://www.meteo6.com/casadabgomi.jpg.jpg

http://www.meteo6.com/nc71_03.jpg.jpg

Non ho capito, però, a quale torre ti riferivi per Borgo Milano...

Falcon83
August 2nd, 2007, 11:42 AM
orco:D ma a volte capiti da sta parte qua della città o rimani sempre in B.go Venezia? :D Hanno tirato su una torre residenziale di 14-16 piani in B.go Milano a destra del Corso, andando verso il lago.

Che schifo il Saval.

Stranfiér
August 2nd, 2007, 12:16 PM
orco:D ma a volte capiti da sta parte qua della città o rimani sempre in B.go Venezia? :D Hanno tirato su una torre residenziale di 14-16 piani in B.go Milano a destra del Corso, andando verso il lago.

Che schifo il Saval.

Scusa, ma io per andare Lago faccio sempre la Tangenziale.
Allora adesso mi toccherà passare per quella folle strada cittadina che si chiama Corso Milano...
A proposito di Corso Milano, ma non dovevano sistemarlo?
Strade così senza capo ne coda (e così incidentate) è difficile trovarne in giro.

liberamente88
August 2nd, 2007, 01:52 PM
Adesso poi fanno la bretella della tangenziale verso il lago, ma mi pare di capire che non sia molto facile da prendere nè da utilizzare... una volta realizzata, però, sarebbe molto utile!

Corso Milano non è poi tanto folle, e non vedo perchè sia senza capo nè coda... vabbè che io in genere taglio per altre vie e non lo uso nelle ore di punta, ma non è poi tanto malvagio... il problema principale è che ci sono molti restringimenti, con tratti a una corsia, a due, a una e mezza... da un punto di vista estetico è davvero brutto, a parte il nuovo ponte ultra-inutilmente-moderno sul canale camuzzoni per metà della sua lunghezza non ci sono neanche i marciapiedi... è vero che dovrebbero rifarlo, anzi, mi pare che sia un intervento in dirittura d'arrivo. Mi pare che l'intervento comprenda una pista ciclabile lungo tutto il percorso, ma ciò sicuramente comporterebbe un notevole restringimento della carreggiata, e comunque credo che la giunta voglia mettere mano al progetto prima di realizzarlo.

Stranfiér
August 2nd, 2007, 02:02 PM
Adesso poi fanno la bretella della tangenziale verso il lago, ma mi pare di capire che non sia molto facile da prendere nè da utilizzare... una volta realizzata, però, sarebbe molto utile!

Corso Milano non è poi tanto folle, e non vedo perchè sia senza capo nè coda... vabbè che io in genere taglio per altre vie e non lo uso nelle ore di punta, ma non è poi tanto malvagio... il problema principale è che ci sono molti restringimenti, con tratti a una corsia, a due, a una e mezza... da un punto di vista estetico è davvero brutto, a parte il nuovo ponte ultra-inutilmente-moderno sul canale camuzzoni per metà della sua lunghezza non ci sono neanche i marciapiedi... è vero che dovrebbero rifarlo, anzi, mi pare che sia un intervento in dirittura d'arrivo. Mi pare che l'intervento comprenda una pista ciclabile lungo tutto il percorso, ma ciò sicuramente comporterebbe un notevole restringimento della carreggiata, e comunque credo che la giunta voglia mettere mano al progetto prima di realizzarlo.

La bretella che va dalla Bassona 2 a Bussolengo c'è già.
Per andare al Lago da Verona conviene prendere la tangenziale dietro il Tempio Votivo, poi però si dovrebbe uscire a Bussolengo e rientrare...solite cose all'italiana.

La follia di Corso Milano sta nel fatto che mentre sei in sorpasso facilmente ti ritrovi davanti qualcuno fermo che svolta a sinistra (non a caso è la strada più incidentata di Verona).
Meglio una strada senza semafori, a corsia unica, che ogni tanto si sdoppi per dedicarne una alla esclusiva svolta a sinistra (come in tutto il mondo civilizzato). Oppure con qualche rotonda, ma non mi pare che ci sia lo spazio sufficiente.

liberamente88
August 2nd, 2007, 02:10 PM
In verità è stato inaugurato il primo tratto fino a Palazzolo, il secondo fino a Pastrengo che si ricongiunge alla Gardesana è ancora tutto da fare.

Capisco il problema della svolta a sinistra, ma chiunque sa che è meglio tenersi sulla corsia di destra. Se poi uno vuole sorpassare dovrebbe avere la decenza di guardarsi attorno... E' impossibile togliere uno qualsiasi dei semafori che ci sono attualmente, altrimenti l'immissione su Corso Milano dai quartieri limitrofi diventa impossibile. La costruzione di una rotonda è invece prevista presso l'Esselunga, dove viene però ricostruito tutto lo stabile e viene aperta una nuova via (via palermo) con un'altra rotonda su via sicilia, ma non credo che ciò comporterà l'eliminazione del semaforo di via catania... tutti interventi mirati più a rallentare il traffico che a sveltirlo.

Il palazzo nuovo a circa 15 piani in costruzione di cui si parla è questo sotto. Gli altri condomini molto colorati attorno ad essi sono sui sei-sette piani, quindi anch'essi più alti della media delle costruzioni nei dintorn.

http://img120.imageshack.us/img120/7209/2agosto2007eh5.jpg

Falcon83
August 2nd, 2007, 02:23 PM
Ma è vero che SuperT vuole fare la rotonda al posto dell'incrocio di B.go Milano?

Falcon83
August 2nd, 2007, 02:25 PM
certo che quel condominio lì sembra il jenga!! :laugh:

http://www.abstractstrategy.com/jenga-ks.jpg

Stranfiér
August 2nd, 2007, 04:13 PM
La tendenza delle città moderne dovrebbe essere:
strade ad una corsia (perlomeno dove ci sono anche i pedoni), senza semafori e con le rotonde agli incroci.
In questo modo il traffico viene rallentato (meno rischi per tutti), ma mai fermato (meno inquinamento e meno minutaggio nell'attraversare una città) ed inoltre si possono ricavare spazi per piste ciclabili, corsie riservate ai mezzi pubblici (meno traffico) e parcheggi.

In Germania ed in Olanda ho visto corsie ciclabili più larghe di quelle per le auto...e non si può certo dire che loro siano più indietro!

liberamente88
August 2nd, 2007, 08:43 PM
La rotonda non mi pare che vada a sostituire qualche incrocio, semmai si viene a creare per dare un nuovo accesso a borgo nuovo su corso milano e per rallentare il traffico...

Credo che comunque quel modello non sia quello preferito in questo caso... comunque effettivamente su Corso Milano avrebbe il suo perchè, anche perche è del tutto sprovvisto di parcheggi, e ogni volta che qualcuno parcheggia ai bordi si è costretti a rischiosi cambi di corsia... comunque ho sentito solo poche notizie in merito, ma credo che nel giro di pochi mesi sentiremo molte novità su queste e diverse altre opere.

albirello
August 2nd, 2007, 11:20 PM
A proposito di Corso Milano, ma non dovevano sistemarlo?
Strade così senza capo ne coda (e così incidentate) è difficile trovarne in giro.

I lavori per la sistemazione di Corso Milano dovevano partire nella seconda metà dell'anno, quindi adesso. Ma sono talmente poco invasivi che non si notano nemmeno! Praticamente asfaltano a pezzi di 50 metri per non creare disagi alla viabilità, alla fine avremo un bel mosaico di asfaltature!
Non ho però idea di quando partano i lavori per le cose più serie, come rotonde e marciapiedi!

[Mio intervento sul blog del comune di Verona, quartieri in movimento]

Quando è previsto il rifacimento di Corso Milano?
E' una delle vie più trafficate di Verona eppure è stata dimenticata. I
marciapiedi sono ormai distrutti, gli incroci sono davvero pericolosi per non
parlare degli attraversamenti pedonali. L'asfalto (escluso qualche piccolo
tratto) è ancora peggio. E non c'è ancora una pista ciclabile che attraversa il
quartiere, rendendo la situazione ancora più pericolosa per i ciclisti. Il
ponte sul Camuzzoni è davvero riuscito bene, ma per il resto? E' previsto
qualcosa? E in che tempi?

Al messaggio del sig. Alberto sulla 3^ circoscrizione risponde ancora il Sindaco
Paolo Zanotto:

Gentile signor Alberto, vorrei informarla che il progetto del totale
rifacimento di Corso Milano, completo di rotonde e di tutte le opere per la
sicurezza stradale e pedonale, è già stato completato e finanziato e inizierà
nella seconda metà del 2007 con una spesa di circa 3.500.000 €.

albirello
August 2nd, 2007, 11:26 PM
Ma è vero che SuperT vuole fare la rotonda al posto dell'incrocio di B.go Milano?

E' un progetto vecchio. Lo avevo già sentito qualche anno fa a TeleArena. Qualche albero del Giardino d'Estate però dovrebbe essere stato sacrificato e quindi, neanche a dirlo, i soliti comitati Ambientalisti Ecoscassamaroni sono intervenuti!

Ce ne sarebbe veramente bisogno. Abito a neanche 100 metri dall'incrocio ed è invivibile a qualsiasi ora del giorno. Al mattino le code sono così lunghe che bloccano la circonvallazione dal saval, è necessaria una soluzione drastica! Solo in estate si ha un attimino più di respiro :ohno:

albirello
August 2nd, 2007, 11:36 PM
Adesso poi fanno la bretella della tangenziale verso il lago, ma mi pare di capire che non sia molto facile da prendere nè da utilizzare... una volta realizzata, però, sarebbe molto utile!

Corso Milano non è poi tanto folle, e non vedo perchè sia senza capo nè coda... vabbè che io in genere taglio per altre vie e non lo uso nelle ore di punta, ma non è poi tanto malvagio... il problema principale è che ci sono molti restringimenti, con tratti a una corsia, a due, a una e mezza... da un punto di vista estetico è davvero brutto, a parte il nuovo ponte ultra-inutilmente-moderno sul canale camuzzoni per metà della sua lunghezza non ci sono neanche i marciapiedi... è vero che dovrebbero rifarlo, anzi, mi pare che sia un intervento in dirittura d'arrivo. Mi pare che l'intervento comprenda una pista ciclabile lungo tutto il percorso, ma ciò sicuramente comporterebbe un notevole restringimento della carreggiata, e comunque credo che la giunta voglia mettere mano al progetto prima di realizzarlo.

Esattamente, il progetto della pista ciclabile verrà sicuramente eliminato, non preoccupatevi :lol: :lol: :lol:
Le rotonde dovrebbero essere in totale 5 (vado a ricordi eh :ohno: ) e comunque non dovrebbero sostituire incroci proprio come dici te :)

E se mi posso permettere, il ponte del camuzzoni non è del tutto inutile. La pista ciclabile che parte dal Chievo si interrompe proprio all'altezza del ponte di Corso Milano. Uno degli ultimi interventi di Zanotto è stato però quello di far continuare la pista ciclabile fino a Via San Marco, per poi collegarla alla già esistente ciclabile San Zeno - Stazione Porta Nuova.
I pedoni, così come le biciclette, utilizzano allora il percorso protetto del ponte per arrivare fino all'incrocio tra Corso Milano - Via Manzoni e poter arrivare dall'altra parte della carreggiata. Che sia brutto confermo in blocco completamente, di certo non si abbina alla Corso Milano di adesso, vedremo alla fine che cosa ne verrà fuori :)

Ok, da come mi sono espresso ora sono completamente sicuro che non avrete capito niente dei miei discorsi - deliri semi-notturni :nuts:

Be, se avete domande, io sono qui! Tanto ci abito, meglio di così! :)

PS1: Da questa mattina sono proprio partiti i lavori per il mega semaforo di prima di Corso Milano - circonvallazione. L'intervento servirà a controllare i flussi di traffico e a eliminare le code, riducendo ovviamente i tempi di attesa :lol: :lol: :lol:

liberamente88
August 2nd, 2007, 11:54 PM
5 rotonde??? Attraversare Corso Milano sarà un inferno! Si vede che ho scarsa memoria di quelli che erano i progetti, io mi ricordavo solo la parte che mi riguarda più da vicino.

Il ponte nuovo non è inutile, ma le due arcate di ferro sui passaggi pedonali sono soltanto elementi decorativi, pesanti sul ponte e sicuramente costosi. Comunque per come è sistemato adesso l'attraversamento del corso dalla ciclabile del camuzzoni sembra una lungaggine ben poco sicura... non vedo l'ora che la ciclabile arrivi fino alla stazione: se abbinato a un parcheggio custodito per le biciclette, potrebbe diventare un bell' incentivo per recarsi in stazione in bici...

Devo dire che non capisco proprio cosa sia il "mega semaforo di prima di Corso Milano- circonvallazione... si tratta di un nuovo semaforo? dove?

albirello
August 3rd, 2007, 12:46 AM
5 rotonde??? Attraversare Corso Milano sarà un inferno! Si vede che ho scarsa memoria di quelli che erano i progetti, io mi ricordavo solo la parte che mi riguarda più da vicino.

Il ponte nuovo non è inutile, ma le due arcate di ferro sui passaggi pedonali sono soltanto elementi decorativi, pesanti sul ponte e sicuramente costosi. Comunque per come è sistemato adesso l'attraversamento del corso dalla ciclabile del camuzzoni sembra una lungaggine ben poco sicura... non vedo l'ora che la ciclabile arrivi fino alla stazione: se abbinato a un parcheggio custodito per le biciclette, potrebbe diventare un bell' incentivo per recarsi in stazione in bici...

Devo dire che non capisco proprio cosa sia il "mega semaforo di prima di Corso Milano- circonvallazione... si tratta di un nuovo semaforo? dove?

La ciclabile che porta fino alla Stazione esiste già. O almeno, manca l'ultimo tratto, quello che da Corso Milano a porta a Via San Marco, perché dopo la ciclabile già c'è, è quella della circonvallazione. Per chiarire meglio, e anche perché a qualcuno può tornare certamente utile, sulla sinistra del sito trovate la piantina delle ciclabili di Verona: http://portale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=3068

Il parcheggio custodito per biciclette verrà realizzato, ma si parla di 3 anni per la riqualificazione della stazione! Speriamo che il parcheggio custodito venga pronto un po prima :nuts:

No no di semaforo intendo quello che già c'è! Dai quello che si discuteva per la rotonda :) Va bene, lasciatemi perdere perché non riesco a formulare frasi di senso compiuto questa sera, va :lol: :lol: :lol:

Stranfiér
August 3rd, 2007, 10:13 AM
No no di semaforo intendo quello che già c'è! Dai quello che si discuteva per la rotonda :) Va bene, lasciatemi perdere perché non riesco a formulare frasi di senso compiuto questa sera, va :lol: :lol: :lol:

Croce Bianca?

Cmq, meglio cinque rotonde che cinque semafori.

Falcon83
August 3rd, 2007, 10:43 AM
Al messaggio del sig. Alberto sulla 3^ circoscrizione risponde ancora il Sindaco
Paolo Zanotto:

Gentile signor Alberto, vorrei informarla che il progetto del totale
rifacimento di Corso Milano, completo di rotonde e di tutte le opere per la
sicurezza stradale e pedonale, è già stato completato e finanziato e inizierà
nella seconda metà del 2007 con una spesa di circa 3.500.000 €.

Dai!! Ti ha risposto il Zagnotto in persona!!!! :lol:

Falcon83
August 3rd, 2007, 12:14 PM
wow che tempestività!!

LUCA ZANOTTO
«Corso Milano è l’ obiettivo primario»



La omonimia con l’ex sindaco gli ha portato bene. Nonostante militi nello schieramento opposto, il leghista Luca Zanotto, è stato eletto presidente della terza circoscrizione, quella che governa il territorio di Borgo Milano, Chievo, Stadio e San Massimo.
Ha 37 anni, sposato da due anni, è laureato in giurisprudenza e lavora all’ufficio tecnico di una banca dove gestisce il patrimonio immobiliare. Luca Zanotto è al suo terzo mandato circoscrizionale, la sua prima volta da consigliere fu infatti durante la seconda amministrazione Sironi dove subentrò nel corso degli ultimi due anni, occupandosi della commissione lavori pubblici. Nell’ultimo mandato ha invece militato nelle fila della minoranza dopo un ribaltone che ha destituito la presidente Katia Forte (Forza Italia) permettendo a Giorgio Di Filippo (Margherita) di governare. Tra le sue passioni, il tennis tavolo, sport che ha praticato a livello agonistico in serie C2.
Dai banchi della minoranza, alla presidenza. Con che spirito condurrà la terza circoscrizione?
Con uno spirito costruttivo, non voglio creare muri, partiremo da zero senza preconcetti. Il Consiglio è stato fortemente rinnovato e ci sono tanti giovani e neofiti della politica e tutti con tanta voglia di fare».
Quali quindi i suoi obiettivi?
Le problematiche sono tante e perciò il primo obiettivo è quello di formare l’esecutivo velocemente.
Le prime problematiche?
Corso Milano. È un grosso progetto e noi contiamo di intervenire concretamente fin da subito. A ciò si aggiunge il grave problema della sicurezza degli incroci di Borgo Nuovo per le quali abbiamo già in mente alcune soluzioni. Allo Stadio, invece, vogliamo recuperare la vivibilità, è un rione impegnato da importanti manifestazioni e bisogna dare fin da subito un segnale di ascolto.
E per quanto riguarda Chievo e San Massimo?
Il problema maggiore al Chievo è la viabilità, dobbiamo valutare la possibilità di creare una zona trenta. Mentre a San Massimo dobbiamo trovare una via di accesso alternativa al parcheggio dietro la chiesa, per risolvere una parte del problema di viabilità che attraversa il quartiere.
Ha un sogno nel cassetto ?
Vorrei tanto che le circoscrizioni potessero dare risposte immediate ai cittadini in modo che possano sentirsi più vicini all’amministrazione».

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Stranfiér
August 3rd, 2007, 12:14 PM
Venerdì 3 Agosto 2007


SPORT E SOCIETÀ . L’impianto di via Basso Acquar dopo anni di abbandono è in fase di ristrutturazione. Ieri mattina sopralluogo degli assessori Giorgetti e Sboarina
Il Consolini riapre alle società sportive
Lavori quasi al termine Dalla metà di ottobre il palazzetto del Coni tornerà ad ospitare incontri e gare






Anna Zagarelli
Torna come nuovo il palazzetto del Coni in Basso Acquar. Il vecchio Consolini sorto in città negli anni Cinquanta, alla metà d’ottobre tornerà a svolgere la sua importante funzione di promozione all’attività sportiva. Un mese dopo quanto deciso in un primo momento. La spiegazione è presto data: nel progetto iniziale non era stato inserito il rivestimento del pavimento della palestra e proprio l’altro ieri la Giunta Comunale ha deciso di stanziare 80 mila euro per la posatura del parquet.
Ad annunciare l’apertura sono stati gli assessori allo sport Massimo Giorgetti per la Regione e Federico Sboarina per il Comune. La riqualificazione dell’impianto costerà complessivamente 800mila euro.
Una parte sarà finanziata dalla Regione ma per il momento l’esatta cifra non è stata indicata da Giorgetti. Ma visto che per altri due impianti cittadini, quelli di via Sant’Elisabetta,nel quartiere di Santa Lucia, e di via Turazza a Ca’ Di David, la giunta di Palazzo Balbi ha deliberato un finanziamento di 169mila euro, Giorgetti fa ben sperare in un consistente contributo.
« Per la Regione è più facile intervenire in opere di ristrutturazione complete come questa del Contolini», spiega Giorgetti mettendo i puntini sulle «i», riguardo la politica adottata negli anni passati che prevedeva solo interventi tappa buchi, «in questo caso è stata rifatta completamente la coperturae l’impiantistica». Le società sportive sfrattate due anni fa potranno tornare così ad operare, come ricorda lo storico custode Giovanni Martini qui presero il via la prima scuola di pugilato veronese, di basket e anche di arti marziali.
Per Sboarina questo è soprattutto un intervento sociale.
« Nel nostro programma elettorale si parlava per l’appunto di sport come strumento sociale», sottolinea, « ridare vita ad un contenitore così importante per la città diventa un volano per tutti gli altri impianti presenti sul territorio. Con la rimessa a nuovo del Contolini le società migrate in altre palestre potranno definitivamente tornare a sviluppare la loro attività in un contesto importante, vicino al centro e che potrà quindi coinvolgere sempre più giovani».
Un ulteriore conferma della linea politica adottata in campagna eletorrale dagli esponenti di An che di nuovo sottolineano l’importanza del praticare sport per « tenere i giovani lontano dalla droga».
Con la riqualificazione della struttura del Coni per i due assessori si rimette ordine in una fetta della città lasciata per anni nel più completo degrado. «Ricordiamo che siamo a pochi passi dalle cartiere», precisano, « per diverso tempo anche il palazzetto è stato terra di nessuno. Da ottobre tornerà a vivere».

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albirello
August 3rd, 2007, 01:50 PM
Croce Bianca?

Cmq, meglio cinque rotonde che cinque semafori.

http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=14583895&postcount=492
(Intervento di Falcon)

Uffa! Come si fanno a mettere le immagini?

Falcon83
August 3rd, 2007, 01:52 PM
metti l'indirizzo dell'immagine tra

Falcon83
August 18th, 2007, 01:28 PM
AirportHotel Verona

peccato che non riesca a trovare delle foto dell'ala architettonicamente più interessante del complesso, ma ad ogni modo...

The AirportHotel Verona Congress & Relax is a unique hotel offering professional service, style and attention to detail. The property is located in a strategic position just 5 minutes from the Verona's Airport and 15 minutes from the historic centre. It is a modern, elegant hotel built with innovation and functionality in a surrounding green area. The hotel offers 148 large rooms providing all comforts, free indoor swimming pool, roof garden, restaurant, free gym, sauna, Turkish bath, internet connection and Wi-Fi zone available, private parking and 3 meeting rooms seating up to 150 people.

http://www.de.mbetravel.com/verona-hotels/hotel/airporthotel_verona_congress_and_relax/phototour_index.php#

albirello
August 18th, 2007, 02:53 PM
AirportHotel Verona

peccato che non riesca a trovare delle foto dell'ala architettonicamente più interessante del complesso, ma ad ogni modo...

The AirportHotel Verona Congress & Relax is a unique hotel offering professional service, style and attention to detail. The property is located in a strategic position just 5 minutes from the Verona's Airport and 15 minutes from the historic centre. It is a modern, elegant hotel built with innovation and functionality in a surrounding green area. The hotel offers 148 large rooms providing all comforts, free indoor swimming pool, roof garden, restaurant, free gym, sauna, Turkish bath, internet connection and Wi-Fi zone available, private parking and 3 meeting rooms seating up to 150 people.

http://www.de.mbetravel.com/verona-hotels/hotel/airporthotel_verona_congress_and_relax/phototour_index.php#

E' all'uscita della tangenziale Ovest di fianco a Calzedonia, giusto?
Una volta tanto la location è giusta e facile da raggiungere :)

Falcon83
August 19th, 2007, 01:11 PM
esatto, è proprio lì.

albirello
August 19th, 2007, 11:26 PM
Ragazzi, provo una tristezza assurda a guardare gli altri post di padova e brescia ad esempio... Sembra che a Verona non accada nulla di nuovo da mesi (e in effetti è così :ohno: )

Fede_Milan
August 20th, 2007, 02:17 PM
Ragazzi non ho voglia di leggere tutto il thread, ma mi piacerebbe sapere quali sono le notizie riguardo al people-mover tra l'aeroporto di Villafranca e Verona.

liberamente88
August 20th, 2007, 04:17 PM
A Verona non si è mai parlato di peoplemover con questo termine, tuttalpiù c'era il progetto di cambiare il percorso della ferrovia verona-mantova-modena non facendola più passare dentro l'abitato di Dossobuono, ma facendola deviare verso l'aeroporto per poi tornare al tracciato originario verso villafranca... ma mi pare anche che il prezzo della soluzione fosse ritenuto troppo elevato e l'idea fu accantonata. Mi pareva di aver sentito anche di un semplice collegamento aeroporto-stazione verona pn (non mi ricordo con che termine esatto), ma comunque non se ne parla da un pò. Del resto il tema non è mai stato trattato neanche in campagna elettorale, ed è assente nel programma elettorale del nuovo sindaco. D'altro canto, non si può neanche accettare che un aeroporto internazionale che muove milioni di persone sia "collegato" alla città con un pullman ogni venti minuti, che infatti gira piuttosto a vuoto, giustamente. Io mi auguro che qualcosa si faccia in merito, ma del resto probabilmente la città ha altre urgenze.

Chiaramente poco si muove in città, soprattutto nell'anno della campagna elettorale e dopo che è appena avvenuto l'insediamento del nuovo sindaco, ma sicuramente qualcosa dovrà pur accadere a meno che non si voglia perdere i finanziamenti sulla tranvia. Sembra che si punti alla furbata della tranvia su gomma e senza rotaie tipo "phileas"... su questo sistema ho letto ben poco; a parte ciò che c'è scritto sul sito ufficiale dell'azienda produttrice, ho letto solo qualche freddo commento sull'argomento... mah. Eppoi non bisogna dimenticare che adesso siamo in agosto e tutto tace, ma dall'autunno le questioni gravi dovranno iniziare ad essere affrontate, oltre la tranvia anche la questione del traforo, del prolungamento della transpolesana fino a Basso Acquar. Per il resto, confidiamo in Lui.

liberamente88
August 20th, 2007, 05:21 PM
Non avendo niente da fare, ho riguardato la prima metà di questo topic su verona... a metà di pagina 9 ci sono le uniche notizie che ho trovato sulla metro per l'aeroporto. La Provincia vagheggiava anche nuove ferrovie fra verona, peschiera e garda, poi una per la valpolicella... che sogno! ovviamente non se ne sente più parlare da almeno un anno.



Mercoledì 25 Ottobre 2006


Rfi: «Avrete parte dei 50 milioni regionali»
Metro per l’aeroporto, arrivano i finanziamenti


Una parte dei 50 milioni di euro stanziati dalla Regione Veneto per l’Sfmr, il sistema ferroviario metropolitano, sarà destinata a Verona.
Lo rivela Antonio Ciaravolo, direttore compartimentale di Rfi a Verona, intervenuto alla riunione della seconda e terza commissione consiliare della Provincia. L’esame della situazione attuale e delle prospettive ha riguardato i tratti ferroviari Verona-Bologna, che sarà completato entro due anni, Verona-Legnago, la cui elettrificazione è già stata approvata per una spesa di 26 milioni di euro, e Verona-Aeroporto di Villafranca. Per quest’ultima tratta si utilizzeranno i binari esistenti da Porta Nuova a Madonna di Dossobuono, raddoppiandoli. Dall’incrocio con la A4 si realizzerà una variante di 4,5 chilometri in trincea e con quattro gallerie artificiali che, curvando a destra, si dirigerà verso l’aeroporto. Poi tornerà indietro per sbucare alle spalle dell’IperFamila dove c’è la grande rotonda. La vecchia linea per Dossobuono sarà dismessa. Le stazioni previste saranno a Madonna di Dossobuono, Dossobuono, Zai-Villafranca e Villafranca. Tre anni dall’inizio dei lavori sono i tempi previsti per il completamento, 90 milioni di euro il costo complessivo. Quest’opera, però, attualmente non è ancora stata approvata dal Cipe. (r.cer.)

albirello
August 25th, 2007, 02:14 PM
Con il ritorno del sole farò qualche bella foto agli ultimi interventi viabilistici e urbanistici... In attesa di novità! :cheers:

Falcon83
August 25th, 2007, 02:24 PM
Quali interventi? (giusto per curiosità)

albirello
August 25th, 2007, 03:17 PM
Quali interventi? (giusto per curiosità)

Ad esempio le nuove rotonde in lungadige attiraglio, e tutti gli altri cantieri che troverò per strada :lol: Altrimenti, questa pagina è destinata a morire :( :cry:

Falcon83
August 25th, 2007, 03:20 PM
a dire il vero a Vr sud hanno tirato su un po' di roba, bisognerebbe andare a fare qualche foto (adesso Stranfièr el me dà :D)

albirello
August 25th, 2007, 09:07 PM
a dire il vero a Vr sud hanno tirato su un po' di roba, bisognerebbe andare a fare qualche foto (adesso Stranfièr el me dà :D)

Noooooooooooooooooooooooooooooooooooo, proprio dopo che ho chiuso il pc sono andato a Verona sud :cry:
Forse la settimana prossima ci devo ritornare, se sai le vie magari posso passare io a fare qualche foto :)

liberamente88
August 25th, 2007, 09:40 PM
Io non mi emozionerei così tanto per qualche rotonda... ormai si fanno dappertutto, anche dove non servono...

Comunque ormai viene l'autunno e le amministrazioni pubbliche tornano a lavorare... qualche novità sulle infrastrutture prima o poi le dovremo pure avere, anche perchè il programma di tosi non prevedeva soltanto le visite ai callcenter...

Falcon83
August 26th, 2007, 11:19 AM
Noooooooooooooooooooooooooooooooooooo, proprio dopo che ho chiuso il pc sono andato a Verona sud :cry:
Forse la settimana prossima ci devo ritornare, se sai le vie magari posso passare io a fare qualche foto :)

Dietro la Fiera, Via Roveggia, Via Francia, Via Torricelli e traverse varie.

Falcon83
August 26th, 2007, 11:19 AM
, anche perchè il programma di tosi non prevedeva soltanto le visite ai callcenter...

ah no? E io che pensavo....

liberamente88
August 26th, 2007, 05:40 PM
Del resto, scusa, a quante persone all'estero dovrebbe telefonare Tosi per occupare cinque anni? Un minimo di varietà, se non altro!

Comunque oggi sull'Arena parlavano dei vari "lavoretti" che stanno facendo in questo mese... fralaltro la seconda asfaltatura di via IV Novembre e il rifacimento di piazzale vittorio veneto...

Falcon83
August 28th, 2007, 07:16 PM
nel frattempo potremmo diventare tutti soci di Adige City...

http://www.wtcverona.com/index_ita.html

Falcon83
August 28th, 2007, 08:29 PM
http://cache4.spreadshirt.net/users/1113000/1112957/products/1112957_6198328_1_huge.jpg

:lol: :lol: :lol:

liberamente88
August 28th, 2007, 09:34 PM
Quelli della Chimica sono così malridotti che non riescono a non rendersi ancora più ridicoli... del resto, queste scemenze sono tutta l'influenza politica che potranno esercitare su Verona per almeno il prossimo decennio...

Falcon83
August 28th, 2007, 09:38 PM
va beh dai però almeno ammettilo che è simpatica :laugh:

Stranfiér
August 28th, 2007, 10:02 PM
a dire il vero a Vr sud hanno tirato su un po' di roba, bisognerebbe andare a fare qualche foto (adesso Stranfièr el me dà :D)

Sito gnancora ndà? :ohno: ... :D

P.S.
mejo ke te pensi a la pasera...altro ke a la colomba...:D

Falcon83
August 28th, 2007, 10:06 PM
ah che go za el biieto par nar a Cremona...ghe ne ciapemo na scaretada:D

Falcon83
August 28th, 2007, 10:08 PM
mejo ke te pensi a la pasera...


fidate che no ghe mia bisoeo che te me lo ricordi!!

Falcon83
August 30th, 2007, 11:11 PM
Quello che sorgerà a Verona Forum sarà un vero e proprio "lifestyle hotel": l'alternativa moderna all'albergo tradizionale, pensato per un cliente sofisticato ed esigente che cerca nel prodotto alberghiero personalità, differenziazione ma soprattutto identità con il proprio mondo

È EIRE, la fiera italiana dedicata al Real Estate e allo sviluppo immobiliare, il palcoscenico scelto da CIS-Compagnia Investimenti e Sviluppo di Verona - per annunciare la partnership siglata con THOTEL - il nuovo brand del Gruppo Turin Hotels International - per la realizzazione del complesso alberghiero che sorgerà presso Verona Forum.

Verona Forum è l’intervento di riqualificazione dell’ex Foro Boario, area adiacente alla Porta ovest della Fiera di Verona, progettato dall’architetto Mario Bellini, che ospiterà un’imponente torre direzionale di 11.300 mq, destinata a diventare uno dei simboli della Verona moderna, e un prestigioso hotel 4 stelle Business di circa 8000 mq.

“Un’isola che non sarà un’isola” - per usare le parole dell’Architetto Mario Bellini - che contribuirà a costituire la Verona del terzo Millennio, anche grazie alla grande attenzione riservata agli aspetti ecologici.

La mission di C.I.S. è, infatti, da sempre la promozione e il miglioramento delle aree metropolitane, con una grande attenzione al rispetto ambientale, alla storia e alla vocazione dei territori, con progetti che mirano a rigenerare il tessuto urbano, nell’ottica di un’architettura pensata per la gente, per una città vitale, attiva e sostenibile.

È dunque da un sentire comune e dalla condivisione di una nuova filosofia dell’accoglienza, che è nata la partnership con THOTEL, un brand giovane e dinamico, capace di offrire un’ospitalità disinvolta, sintesi di informalità e praticità, funzionalità e tecnologia, con un occhio di riguardo al gusto estetico dell’ospite.

THOTEL, che si avvale della collaborazione di Massimo Simonetti, interior designer per l’intero progetto, aprirà nell’arco di 6 anni 24 hotel, posizionati nei pressi di tangenziali e snodi autostradali delle principali città italiane. Una vision innovativa, in armonia con gli ultimi trend del costume, concepita per soddisfare le richieste di un mercato in continua evoluzione, tra turismo d’affari e turismo leisure, con hotel di vocazione business declinati all’insegna del relax e del benessere.

Il complesso edilizio Verona Forum si propone, inoltre, assolutamente all’avanguardia nelle soluzioni adottate per il rispetto dell’ambiente, non solo grazie al “cuore verde” che rappresenterà un nuovo polmone per la città, ma anche per le soluzione tecnologiche che guardano alla building automation: termine che sta entrando sempre più nel quotidiano e si riferisce all’uso di avanzate tecnologie applicabili ai sistemi di gestione degli edifici al fine di aumentarne l’efficacia energetica, come nuova frontiera dell’edilizia.
THOTEL Verona ↑ THOTEL Verona

Anche l’Hotel sarà, dunque, dotato di un sistema integrato che, attraverso una rete di dispositivi elettronici interagenti tra loro, permette la gestione e il controllo finalizzato ad un miglioramento in termini di comfort e risparmio energetico. Un unico sistema è in grado di gestire in modo automatizzato il riscaldamento, il raffrescamento, l’illuminazione, l’ombreggiamento della facciata, gli allarmi e qualsiasi ulteriore impianto o sistema implementato.

Gli interni abbineranno comfort e modernità; l’atmosfera che vi si respirerà sarà disinvolta e informale. Gli ambienti saranno realizzati con l’utilizzo di materiali naturali, dai colori caldi e avvolgenti.

“Da anni - dichiara Paolo Bertelli, Consigliere Delegato CIS - investiamo nella rinascita delle città, come luoghi di scambio economico e di socializzazione, promuovendo operazioni capaci di attrarre investimenti e creare ricadute positive sul territorio. I nostri progetti portano le firme di grandi maestri dell’architettura internazionale, come Mario Bellini, Richard Rogers, Massimiliano Fuksas, Daniel Libeskind, Dante O. Benini, per la realizzazione di opere prestigiose che contribuiscono alla rilettura del futuro delle città, attraverso spazi urbani a destinazione residenziale, ricettiva, direzionale. Nuovi poli di aggregazione ispirati ad un modello di città compatta, dinamica e realmente sostenibile“.
Notizia pubblicata Giovedì, 24 Maggio 2007 alle 04:05. Per rimanere aggiornato sui commenti all'articolo usa il feed RSS 2.0.

dai che ci siamo, oissa oissa oissa

albirello
August 31st, 2007, 01:03 PM
Venerdì 31 Agosto 2007

RIQUALIFICAZIONE. Dopo anni di immobilismo e bracci di ferro, sono cominciati ieri i lavori propedeutici alla realizzazione del grande polmone verde a Borgo Roma
San Giacomo, il parco prende forma
Nell’area verrà ricavato un percorso di quattro chilometri per i patiti del jogging Videosorveglianza contro i vandali

Eppur si muove. Dopo anni di polemiche, battaglie e proteste, sono cominciati ieri mattina i lavori per la creazione del grande parco urbano nell’area San Giacomo di Borgo Roma. L’intervento è stato illustrato a Palazzo Barbieri dall’assessore all’Arredo urbano e giardini, Paolo Tosato, dal presidente dell’Amia, Corrado Brigo, e dal presidente della quinta Circoscrizione, Fabio Venturi.
«È nostra intenzione acquisire tutta l’area dalla Provincia per creare un grande parco urbano», spiega Tosato, «ma piuttosto che aspettare, abbiamo preferito intervenire subito sui 33mila metri quadrati di proprietà del Comune per rendere il parco immediatamente usufruibile dai cittadini di Borgo Roma».
L’intervento, realizzato nella prima fase dall’Amia, prevede nell’ordine il livellamento e la pulizia del terreno; l’installazione dell’impianto di irrigazione; la creazione di un percorso interno di oltre 4 chilometri di pista percorribile a piedi, per passeggiate, corsa a piedi o in bicicletta; la piantumazione, fra novembre e dicembre, di un centinaio di piante ad alto fusto e l’installazione di una ventina di panchine. Già in questa prima fase di lavori, verranno predisposte le canalizzazioni, necessarie all’installazione successiva dell’impianto di illuminazione e delle telecamere per la videosorveglianza. Necessaria, quest’ultima, per far desistere gli immancabili vandali.
«Per la creazione del parco abbiamo stanziato finora i primi 400mila euro», spiega l’assessore Tosato, «ma i lavori proseguiranno a stralci anche negli anni a venire, per completare e via via migliorare la riqualificazione dell’area, con finanziamenti costanti». L’assessore ha quindi rivolto un ringraziamento ad Amia, presente anche il direttore Maurizio Alfeo, «un esempio positivo di collaborazione nell’interesse della città».
Per il presidente della municipalizzata, Brigo, «il parco, per come è stato concepito, sarà una cosa viva, non aiuole verdi recintate, ma un vero grande parco urbano, nel cuore del quartiere più popoloso della città, usufruibile da tutti». «Per gli abitanti di Borgo Roma è un momento storico», osserva Venturi, «che abbiamo atteso da tanti anni: un passo importante per il quartiere e per tutta la città».

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Falcon83
August 31st, 2007, 01:37 PM
l'era ora che i se sveiesse fora a B.go Roma!!

liberamente88
August 31st, 2007, 10:08 PM
Se si pensa che Tosi e Mosele avevano addirittura fatto un patto elettorale su questo (un'operazione non molto corretta con l'amministrazione precedente, ma del resto qualcuno se la ricorda ancora?), era chiaro che la soluzione si sarebbe avuta relativamente presto. Sistemare un parco, poi, non richiede chissà che lavori, soprattutto dato che si lavorerà solo su un pezzo del parco. Io mi auguro che diventi un bel parco piacevole da vivere e ben tenuto, un pò come quelli londinesi, e non il rifugio dei barboni e degli alcolizzati. Il fatto che mettano subito le telecamere però fa ben sperare. Comunque adesso la giunta è tornata a lavorare, speriamo di avere tante novità presto!

albirello
September 1st, 2007, 10:02 PM
Quello che sorgerà a Verona Forum sarà un vero e proprio "lifestyle hotel": l'alternativa moderna all'albergo tradizionale, pensato per un cliente sofisticato ed esigente che cerca nel prodotto alberghiero personalità, differenziazione ma soprattutto identità con il proprio mondo

È EIRE, la fiera italiana dedicata al Real Estate e allo sviluppo immobiliare, il palcoscenico scelto da CIS-Compagnia Investimenti e Sviluppo di Verona - per annunciare la partnership siglata con THOTEL - il nuovo brand del Gruppo Turin Hotels International - per la realizzazione del complesso alberghiero che sorgerà presso Verona Forum.

Verona Forum è l’intervento di riqualificazione dell’ex Foro Boario, area adiacente alla Porta ovest della Fiera di Verona, progettato dall’architetto Mario Bellini, che ospiterà un’imponente torre direzionale di 11.300 mq, destinata a diventare uno dei simboli della Verona moderna, e un prestigioso hotel 4 stelle Business di circa 8000 mq.

“Un’isola che non sarà un’isola” - per usare le parole dell’Architetto Mario Bellini - che contribuirà a costituire la Verona del terzo Millennio, anche grazie alla grande attenzione riservata agli aspetti ecologici.

La mission di C.I.S. è, infatti, da sempre la promozione e il miglioramento delle aree metropolitane, con una grande attenzione al rispetto ambientale, alla storia e alla vocazione dei territori, con progetti che mirano a rigenerare il tessuto urbano, nell’ottica di un’architettura pensata per la gente, per una città vitale, attiva e sostenibile.

È dunque da un sentire comune e dalla condivisione di una nuova filosofia dell’accoglienza, che è nata la partnership con THOTEL, un brand giovane e dinamico, capace di offrire un’ospitalità disinvolta, sintesi di informalità e praticità, funzionalità e tecnologia, con un occhio di riguardo al gusto estetico dell’ospite.

THOTEL, che si avvale della collaborazione di Massimo Simonetti, interior designer per l’intero progetto, aprirà nell’arco di 6 anni 24 hotel, posizionati nei pressi di tangenziali e snodi autostradali delle principali città italiane. Una vision innovativa, in armonia con gli ultimi trend del costume, concepita per soddisfare le richieste di un mercato in continua evoluzione, tra turismo d’affari e turismo leisure, con hotel di vocazione business declinati all’insegna del relax e del benessere.

Il complesso edilizio Verona Forum si propone, inoltre, assolutamente all’avanguardia nelle soluzioni adottate per il rispetto dell’ambiente, non solo grazie al “cuore verde” che rappresenterà un nuovo polmone per la città, ma anche per le soluzione tecnologiche che guardano alla building automation: termine che sta entrando sempre più nel quotidiano e si riferisce all’uso di avanzate tecnologie applicabili ai sistemi di gestione degli edifici al fine di aumentarne l’efficacia energetica, come nuova frontiera dell’edilizia.
THOTEL Verona ↑ THOTEL Verona

Anche l’Hotel sarà, dunque, dotato di un sistema integrato che, attraverso una rete di dispositivi elettronici interagenti tra loro, permette la gestione e il controllo finalizzato ad un miglioramento in termini di comfort e risparmio energetico. Un unico sistema è in grado di gestire in modo automatizzato il riscaldamento, il raffrescamento, l’illuminazione, l’ombreggiamento della facciata, gli allarmi e qualsiasi ulteriore impianto o sistema implementato.

Gli interni abbineranno comfort e modernità; l’atmosfera che vi si respirerà sarà disinvolta e informale. Gli ambienti saranno realizzati con l’utilizzo di materiali naturali, dai colori caldi e avvolgenti.

“Da anni - dichiara Paolo Bertelli, Consigliere Delegato CIS - investiamo nella rinascita delle città, come luoghi di scambio economico e di socializzazione, promuovendo operazioni capaci di attrarre investimenti e creare ricadute positive sul territorio. I nostri progetti portano le firme di grandi maestri dell’architettura internazionale, come Mario Bellini, Richard Rogers, Massimiliano Fuksas, Daniel Libeskind, Dante O. Benini, per la realizzazione di opere prestigiose che contribuiscono alla rilettura del futuro delle città, attraverso spazi urbani a destinazione residenziale, ricettiva, direzionale. Nuovi poli di aggregazione ispirati ad un modello di città compatta, dinamica e realmente sostenibile“.
Notizia pubblicata Giovedì, 24 Maggio 2007 alle 04:05. Per rimanere aggiornato sui commenti all'articolo usa il feed RSS 2.0.

dai che ci siamo, oissa oissa oissa

Non si sa quando iniziano i lavori, vero Falcon? :(

Falcon83
September 2nd, 2007, 01:13 PM
l'ultima volta che ci sono andato io c'era l'area libera con 4 ruspe e un paio di camion che giravano, appena passo di lì ti so dire meglio.
Ad ogni modo questo sarà uno dei progetti privati medio-grandi più prossimi a vedere la fine.

othermaxx71
September 3rd, 2007, 12:07 AM
Ciao Ragazzi, questo è il mio primo post. Purtoppo il tempo mi è tiranno per cui per ora non posso scrivere molto.Vi seguo da parecchio tempo e vi faccio i miei più sinceri complimenti per i post fatti.
A presto
othermaxx

Falcon83
September 3rd, 2007, 12:08 AM
Alè un altro veronese:cheers1:

GENIUS LOCI
September 3rd, 2007, 10:28 AM
:lock:

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=519614

GENIUS LOCI
September 3rd, 2007, 10:29 AM
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=300823

Stranfiér
September 3rd, 2007, 12:02 PM
Lunedì 3 Settembre 2007


I NODI DELLA CITTÀ.
Dopo un’estate trascorsa all’insegna delle ordinanze, si apre la stagione delle scelte strategiche per problemi che si trascinano da tempo
Comune, si riparte. Ecco le priorità per Verona
Ex Cartiere: incontri con la proprietà per un accordo. Traforo: progetto con una sola galleria. Peep urgente
La tramvia sarà su ruote, senza binari, ma serve l’ok del ministero per confermare il finanziamento






Enrico Giardini
È tempo di quagliare su progetti e programmi di medio-lungo respiro, per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Flavio Tosi. Peraltro attiva fin da subito con ordinanze sul fronte dell’ordine pubblico e della sicurezza. Il sindaco, fra l’altro, dovrà presentare al Consiglio comunale il suo programma amministrativo. Ma ha già dato alcune indicazioni.
TRAMVIA. Il progetto della tramvia è forse la patata più bollente nelle mani della giunta, visto che c’è una scadenza temporale da rispettare. La maggioranza attuale non intende costruire a Verona la tramvia su rotaia, approvata dalla giunta Sironi e confermata da quella Zanotto, pur senza presentare il piano economico finanziario — e pensa a una tramvia su ruote, come quella utilizzata a Eindhoven, in Olanda, e già visitata dall’assessore alla Viabilità, Enrico Corsi. Comune e Amt possono già disporre di un finanziamento ministeriale di 125 milioni, già deliberato dal Cipe, che coprirebbe il 60 per cento dei costi dell’opera. Ma entro febbraio dell’anno prossimo, infatti, si dovrà presentare il Piano economico dell’opera eventualmente da costruire, pena perdere il finanziamento, che comunque coprirà il 60 per cento. Se l’opera costerà meno, la percentuale cala.
TRAFORO DELLE TORRICELLE. A Palazzo Barbieri sta maturando una nuova ipotesi: non più un traforo, da Poiano a nord di Verona, a «due canne» — cioè due gallerie, una per senso di marcia — giudicato troppo costoso, ma a una sola, con due corsie larghe, capace di far transitare fino a 15mila automobili al giorno. L’uscita a nord di Quinzano e Avesa. Ma chi paga? Al momento sono in corso contatti fra Comune, Auostrada Serenissima e Autobrennero e si studiando il metodo della «finanza di progetto». Per un costruire un tunnel che, comunque, si attraverserà pagando un pedaggio.
PIANO PEEP. Le ruspe sono ancora ferme. Il Piano di edilizia economico-popolare — 1.200 alloggi in nove zone — approvato durante la scorsa amministrazione, è in fase avanzata solo per l’area Peep di Moruri, 15 case a schiera, i cui lavori sono già stati assegnati. Per il resto, concluso il bando per le assegnazioni, ci sono ancora problemi legati a numerosi contenziosi fra proprietari delle aree, le cooperative e il Comune.
EX CARTIERE. L’amministrazione sta incontrando i proprietari delle ex cartiere Verona, in Basso Acquar, tutt’ora in stato di degrado, per trovare un accordo tecnico sui volumi da costruire nel futuro centro commerciale che vi nascerà. Tutto è legato alla viabilità: il Comune pretenderebbe che i proprietari si facciano carico di costruire opere viarie significative attorno al complesso — anche un sottopasso che colleghi l’area a viale Piave e a Verona Sud — e in quel caso potrebbe anche far aumentare la volumetria da costruire. C’è poi il problema della bretella di collegamento con la strada statale 434 (Tranpolesana) in Basso Acquar, anche se i soldi statali previsti potrebbero interessare al Comune per il traforo delle Torricelle. Palazzo Barbieri intende comunque scorporare il progetto di recupero dalla variante 282 che ridisegna il comparto di Verona Sud, firmata dall’architetto Bruno Gabrielli e approvata in prima lettura (manca la seconda) dallo scorso Consiglio comunale.
POLO FINANZIARIO. Si procederà alla valutazione di impatto ambientale del progetto del Polo finanziario, nell’ex mercato ortofrutticolo, che sarà realizzato da Fondazione Cariverona (che ha acquistato l’area), Banco Popolare e Cattolica assicurazioni. La giunta ne discuterà con gli attori delle futura city bancaria e con la Provincia e la Fiera. Quest’ultima vuole avere garanzie di parcheggi, visto che quelli all’ex mercato mancheranno.
CONSULTA ECONOMICA. Flessibilità e decidere volta per volta quali saranno i soggetti (categorie, associazioni imprenditoriali) da coinvolgere nei progetti: è questa la linea che dovrebbe seguire l’amministrazione nel condurre la Consulta economica.
ENTI E AZIENDE. Le nomine dei nuovi vertici di Agsm, Amia, Amt, Veronamercato e Fondazione Arena dovrebbero slittare all’inizio dell’anno prossimo. Quanto al termovalorizzatore di Ca’ del Bue, per cui sta approntando il bando di gara per costruire i nuovi forni, la linea sarebbe quella di mantenere comunque la gestione in mano pubblica, pur se subentrerà un finanziatore privato, che recupererà i soldi investiti con gli utili prodotti.


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Falcon83
September 3rd, 2007, 12:04 PM
I NODI DELLA CITTÀ. Dopo un’estate trascorsa all’insegna delle ordinanze, si apre la stagione delle scelte strategiche per problemi che si trascinano da tempo
Comune, si riparte. Ecco le priorità per Verona
Ex Cartiere: incontri con la proprietà per un accordo. Traforo: progetto con una sola galleria. Peep urgente
La tramvia sarà su ruote, senza binari, ma serve l’ok del ministero per confermare il finanziamento






È tempo di quagliare su progetti e programmi di medio-lungo respiro, per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Flavio Tosi. Peraltro attiva fin da subito con ordinanze sul fronte dell’ordine pubblico e della sicurezza. Il sindaco, fra l’altro, dovrà presentare al Consiglio comunale il suo programma amministrativo. Ma ha già dato alcune indicazioni.
TRAMVIA. Il progetto della tramvia è forse la patata più bollente nelle mani della giunta, visto che c’è una scadenza temporale da rispettare. La maggioranza attuale non intende costruire a Verona la tramvia su rotaia, approvata dalla giunta Sironi e confermata da quella Zanotto, pur senza presentare il piano economico finanziario — e pensa a una tramvia su ruote, come quella utilizzata a Eindhoven, in Olanda, e già visitata dall’assessore alla Viabilità, Enrico Corsi. Comune e Amt possono già disporre di un finanziamento ministeriale di 125 milioni, già deliberato dal Cipe, che coprirebbe il 60 per cento dei costi dell’opera. Ma entro febbraio dell’anno prossimo, infatti, si dovrà presentare il Piano economico dell’opera eventualmente da costruire, pena perdere il finanziamento, che comunque coprirà il 60 per cento. Se l’opera costerà meno, la percentuale cala.
TRAFORO DELLE TORRICELLE. A Palazzo Barbieri sta maturando una nuova ipotesi: non più un traforo, da Poiano a nord di Verona, a «due canne» — cioè due gallerie, una per senso di marcia — giudicato troppo costoso, ma a una sola, con due corsie larghe, capace di far transitare fino a 15mila automobili al giorno. L’uscita a nord di Quinzano e Avesa. Ma chi paga? Al momento sono in corso contatti fra Comune, Auostrada Serenissima e Autobrennero e si studiando il metodo della «finanza di progetto». Per un costruire un tunnel che, comunque, si attraverserà pagando un pedaggio.
PIANO PEEP. Le ruspe sono ancora ferme. Il Piano di edilizia economico-popolare — 1.200 alloggi in nove zone — approvato durante la scorsa amministrazione, è in fase avanzata solo per l’area Peep di Moruri, 15 case a schiera, i cui lavori sono già stati assegnati. Per il resto, concluso il bando per le assegnazioni, ci sono ancora problemi legati a numerosi contenziosi fra proprietari delle aree, le cooperative e il Comune.
EX CARTIERE. L’amministrazione sta incontrando i proprietari delle ex cartiere Verona, in Basso Acquar, tutt’ora in stato di degrado, per trovare un accordo tecnico sui volumi da costruire nel futuro centro commerciale che vi nascerà. Tutto è legato alla viabilità: il Comune pretenderebbe che i proprietari si facciano carico di costruire opere viarie significative attorno al complesso — anche un sottopasso che colleghi l’area a viale Piave e a Verona Sud — e in quel caso potrebbe anche far aumentare la volumetria da costruire. C’è poi il problema della bretella di collegamento con la strada statale 434 (Tranpolesana) in Basso Acquar, anche se i soldi statali previsti potrebbero interessare al Comune per il traforo delle Torricelle. Palazzo Barbieri intende comunque scorporare il progetto di recupero dalla variante 282 che ridisegna il comparto di Verona Sud, firmata dall’architetto Bruno Gabrielli e approvata in prima lettura (manca la seconda) dallo scorso Consiglio comunale.
POLO FINANZIARIO. Si procederà alla valutazione di impatto ambientale del progetto del Polo finanziario, nell’ex mercato ortofrutticolo, che sarà realizzato da Fondazione Cariverona (che ha acquistato l’area), Banco Popolare e Cattolica assicurazioni. La giunta ne discuterà con gli attori delle futura city bancaria e con la Provincia e la Fiera. Quest’ultima vuole avere garanzie di parcheggi, visto che quelli all’ex mercato mancheranno.
CONSULTA ECONOMICA. Flessibilità e decidere volta per volta quali saranno i soggetti (categorie, associazioni imprenditoriali) da coinvolgere nei progetti: è questa la linea che dovrebbe seguire l’amministrazione nel condurre la Consulta economica.
ENTI E AZIENDE. Le nomine dei nuovi vertici di Agsm, Amia, Amt, Veronamercato e Fondazione Arena dovrebbero slittare all’inizio dell’anno prossimo. Quanto al termovalorizzatore di Ca’ del Bue, per cui sta approntando il bando di gara per costruire i nuovi forni, la linea sarebbe quella di mantenere comunque la gestione in mano pubblica, pur se subentrerà un finanziatore privato, che recupererà i soldi investiti con gli utili prodotti.

Dalle case a Verona sud



Mobilità, trasporti, ma anche nuove abitazioni a prezzi accessibili e il nuovo assetto di Verona sud. C’è molta carne al fuoco nel calendario autunnale della nuova amministrazione. In particolare per Verona Sud sono attese risposte per l’ex Cartiere, il cui progetto dovrebbe essere svincolato dalla variante Gabrieli e dipende molto dalle scelte viabilistiche. Ma anche la Fiera attende nuovi parcheggi e il Polo finanziario potrebbe essere ridisegnato durante i mesi necessari per la valutazione di impatto ambientale, con scelte a favore dei quartieri. Infine, c’è la ridistribuzione degli spazi, dai musei fino all’Arsenale

ALTRI PROGETTI. Passalacqua e Santa Marta all’ateneo e al quartiere, si tratta per la Martini
E per le ex caserme si stringono i tempi



Si stringono i tempi per decidere i futuri «inquilini» della caserma Passalacqua, acquistata dal Comune e prossima a essere lasciata libera dai militari, il 31 dicembre, e anche della vicina Santa Marta, pure del Comune.
Fra due settimane ci sarà un incontro del tavolo tecnico-amministrativo formato dal sindaco Flavio Tosi, dal rettore dell’Università Alessandro Mazzucco (l’ateneo occuperà infatti buona parte dei due complessi militari dismessi), dagli assessori comunali all’urbanistica Vito Giacino e al patrimonio Daniele Polato, oltre che dai tecnici di Comune e Università. Per la Passalacqua, l’ultima arrivata, l’Università, in pratica, dovrà dire di quali spazi ha bisogno e come intende operare per le necessarie ristrutturazioni.
Il progetto è quello comunque di un campus universitario, ma anche con locali e spazi aperti alla città, per attività culturali e ricreative. Sarebbe sfumata, fra l’altro, l’ipotesi di trasferire alla Passalacqua il Comando della polizia municipale — attualmente in via del Pontiere in un edificio da anni fatiscente — in quanto lo spazio giudicato inadeguato per quella funzione. Nell’ex cappella militare della Passalacqua, peraltro, si è già stabilito di insediare un centro d’incontro culturale e formativo per gli studenti universitari, con una biblioteca e una sala studio, grazie a un accordo fra Comune, Curia e Università.
Per la Passalacqua, comunque, il Comune punta a non andare oltre la data di uscita dei militari, per non lasciare inutilizzati i locali nemmeno per un giorno.
Intanto, l’assessore al patrimonio Polato continua a sondare il terreno per la futura riqualificazione e destinazione della caserma Martini, in quartiere navigatori, che l’Agenzia del demanio, insieme a Forte Procolo, intende dismettere. Il Comune ha già fatto sapere di essere interessato all’area, con il progetto di aprirla al quartiere, e di aver già prospettato l’ipotesi di assegnarne una parte per la nuova sede del comando della Guardia di Finanza, oggi in via Cantarane, a Veronetta, che fra l’altro ha già espresso il proprio interessamento.
Il Comune però non può permettersi di acquistare l’area dall’Agenzia del demanio e quindi sta pensando di trovare uno e più «partner» per ottenere una concessione per impiegare la caserma, per un periodo significativo, con una finalità pubblica. E.G.
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Falcon83
September 3rd, 2007, 12:05 PM
@stranfiér

ma dormito sul sito de l'arenga?

Falcon83
September 3rd, 2007, 12:20 PM
grande stupidata comunque la canna unica. Ma non ho capito, ci sarebbero 2 corsie per senso di marcia o solo una?

liberamente88
September 3rd, 2007, 12:59 PM
Io mi auguro solo che sia un ipotesi priva di sbocchi... Tosi aveva detto che voleva il completamento dell'anello della tangenziale, e questo non lo si può fare con una galleria a una sola corsia per senso di marcia (io credo intenda questo), per quanto "grande". L'uscita a Quinzano/Avesa poi non ha nessun senso, intaserebbe un quartiere che era già sul piede di guerra per il progetto di prima; oppure comunque lo taglierebbe con un impatto molto maggiore rispetto a prima. Un uscita in quella zona può esserci, ma solo nel senso che è intermedia, non come fine del traforo. Ergo, il Comune deve fare e pagare il traforo lungo così come l'aveva proposto prima, mica cercare strambe soluzioni per economizzare, altrimenti bisogna per forza che protestiamo. L'intelligenza di questa soluzione fa quasi rimpiangere il traforo breve di Zanotto...

othermaxx71
September 3rd, 2007, 02:09 PM
Voglio essere cattivo/realista citando una canzone di Mina...
"....Parole,parole...parole..."
Da quanto tempo a Verona non viene realizzato qualcosa di "significativo"?
A parte mettere a posto le strade e cambiare gli orari dei giardini pubblici s'intende ( ma questo penso lo faccia anche il comune di 40 abitanti ).
C'è voglia di mettere tanta carne sul fuoco per nascondere tutto con il fumo ( se ogni volta che veniva citato un progetto poi avesse trovato un riscontro effettivo...oggi parlemo di altri progetti....basta ricordarsi tutti i progetti ammarati e i soldi spesi in consulenze per nulla).
Purtroppo !!!
Ciao a tutti

Abitanti Comune Verona: 262.440
Abitanti Comune Venezia:268.736

Falcon83
September 3rd, 2007, 03:06 PM
^^^dai mondiali del 90 praticamente, a parte qualche tangenziale. sadness :cry:
però dai almeno hanno cominciato a tirar su qualcosa di interessanre a vr sud.

Di dove sei di bello?

liberamente88
September 3rd, 2007, 03:12 PM
Ma come, e tutte le rotonde che hanno fatto, eppoi le piste ciclabili ricavate verniciando marciapiedi di marmo dove le metti? :lol:

Del resto i progetti più importanti si sono incagliati davanti a moltissimi ostacoli, fra i quali non poco c'entra il cambio di amministrazioni nell'ultimo decennio. Bisogna peraltro dire che la politica veronese per il territorio non ha mai spuntato un granché, se non appunto qualche variante delle statali. Ovviamente tutti speriamo in un cambio di marcia, anche se si spera non nel senso di soluzioni economiche bislacche. In verità, poi, di cemento su Verona ne è scorso a fiumi in questi anni, ma solo per condomini e robe simili.

Falcon83
September 3rd, 2007, 03:18 PM
se c'è una cosa che odio è l'asfalto sui marciapiedi. Poi viene alzato dalle radici delle piante, il comune ci fa i tacconi e viene fuori uno schifo tipo davanti a porta nuova. L'asfalto sui marciapiedi c'è solo in italia e fa ca-ga-re!!! Formiamo un comitato anti asfalto sui marciapiedi? :D

othermaxx71
September 3rd, 2007, 03:57 PM
Di Poiano, voi di dove siete?
bye Max

Riprendendo il discorso di liberamente88.....direi che manca la volontà....mega progetti buttati sul tavolo al momento delle elezioni per poi farli strisciare fino a fine legislatura finchè poi l'altro non procede al boicottaggio e proponga i suoi.
A Milano fanno e rifanno binari di tramvie come cambiare la segnaletica... in tempi brevissimi (direi settimane)...A verona per 2 binari sono passati 15 anni senza far nulla ( A Padova, dove inizialmente c'era ostilità da parte della popolazione per il trm, sono arrivati a fare qualcosa prima di Verona dove sembrava il tram cosa fatta).
Lasciamo perdere poi città come Perugia e Brescia dove gli amministratori stanno dimostrando una lungimiranza davvero notevole....
Ciao

Falcon83
September 3rd, 2007, 04:39 PM
Negrar

Falcon83
September 3rd, 2007, 05:04 PM
Abitanti Comune Verona: 262.440
Abitanti Comune Venezia:268.736

già, nel 2009 ci sarà il sorpasso.

othermaxx71
September 3rd, 2007, 05:26 PM
Beh....diamoci da fare allora.... ;-)

Falcon83
September 3rd, 2007, 06:41 PM
Beh....diamoci da fare allora.... ;-)

trombiamo :lol:

liberamente88
September 3rd, 2007, 09:50 PM
Credo che, fra immigrazione (da noi) ed emigrazione (da Venezia), ci vorrà ben poco impegno... del resto, vivere in centro là è costosissimo e ricco di disagi, poi Mestre è una città orribile, non stupisce che la popolazione diminuisca.

Io sono di Borgo Milano... proprio vicino alla nuova torre di 13 piani (ho controllato) che fralaltro è ferma per lavorare sui condomini nuovi...

Io intendevo che in Corso Porta Nuova hanno verniciato di rosso la pista ciclabile sul marciapiede di marmo, non c'entra l'asfalto... comunque anche altri materiali si rompono (come anche il marmo), sebbene una pavimentazione in pietra sarebbe molto migliore esteticamente. Però nelle periferie non vedo la necessità di queste soluzioni... nei centri storici invece sarebbe una pretesa giusta. Semmai il fatto è che una volta fatto il marciapiede lo si lascia lì per sempre, mentre invece avrebbero bisogno anche loro di essere rifatti ogni tanto. Purtroppo solo poche vie hanno questi privilegi...

Io non vedo l'ora di andare a Perugia a vedere il minimetrò, è così simpatico! Eppoi un sistema con corse continue, cosa si vuole di più? La metropolitana di Brescia, poi, è un'altra cosa per cui stravedo, e anche quella non vedo l'ora di provarla (anche se fra diversi anni). Io domani vado a Padova, così mi faccio una corsa sulla nuova tranvia! Sono curioso di constatare le stranezze che tanti hanno notato... sperando di non deragliare! Comunque la nostra sarebbe stata una tranvia normale, molti difetti del loro sistema non li avremmo avuti. Ad ogni modo i fondi per la tranvia scadono presto, qualcosa lo dovremo vedere quanto prima, sperando che comunque qualcosa si faccia. Quanto a Milano, io credo proprio che abbiano ben altri fondi a disposizione per le infrastrutture, altrimenti non realizzerebbero due metropolitane nuove (anche se leggere, vabbè).

liberamente88
September 3rd, 2007, 09:52 PM
Posso però dire che quella che da noi foresti viene chiamata lungimiranza, in loco si potrebbe chiamare a seconda enorme spreco di denaro pubblico, montagne di debiti accumulati sulla pubblica amministrazione, giocattolino costruito dal politico di turno per farsi vedere e celebrare... ogni opera ha i suoi difetti. Certo noi non possiamo lamentarci, ma non avremo mai neanche niente di cui gioire, di questo passo...

Falcon83
September 3rd, 2007, 10:00 PM
comunque le nuove rotonde di zanotto sono gran belle non c'è che dire :D