View Full Version : MILANO



Matthieu
January 28th, 2005, 12:16 PM
MILANO

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SkyHawk
January 28th, 2005, 02:18 PM
La città che cambia: le periferie

«Basta degrado, 5 quartieri saranno paesi»

Trecento milioni di euro per rifare gli edifici popolari di Ponte Lambro, Gratosoglio, San Siro, Mazzini e Molise-Calvairate

Che il 2005 sia l’anno buono per le periferie? Le premesse ci sono. I contratti di quartiere anche. Finanziati. Cinque a Milano: Gratosoglio, Ponte Lambro, Mazzini, San Siro e Molise-Calvairate. Sette se consideriamo anche Stadera e Spaventa. Diciotto nel resto della Lombardia. Per una cifra che si aggira intorno ai 300 milioni di euro. Quartieri che saranno rivoltati come un guanto. Non solo dal punto di vista urbanistico o delle infrastrutture — 300 nuovi alloggi e 7.000 riqualificati —, ma anche dal punto di vista degli interventi sociali, del reinserimento del mondo del lavoro, della cultura. «Welfare integrato» lo chiama l’assessore regionale alla Casa Gianpiero Borghini. «Fare paese» lo chiama l’assessore ai servizi sociali Tiziana Maiolo che annuncia l’estensione del portierato sociale a tutte le case Aler dei cinque quartieri sotto «contratto».
http://www.corriere.it/vivimilano/media/foto/2005/01_Gennaio/04/ALER--240x180.JPG
Case popolari a San Siro
Parte la fase due dei contratti di quartiere. Dopo aver individuato le aree, i bisogni, gli obiettivi e le strategie, da febbraio, aprono i «laboratori di quartiere», i «luoghi» deputati per la condivisione dei progetti. Per sei mesi in ognuna delle zone interessate si riuniranno tutti i protagonisti dei progetti e la cittadinanza. L’ultima parola sarà la loro. «Perché — continua Borghini — si tratta di progettazione partecipata». Subito dopo si partirà con i bandi di gara e i cantieri apriranno ad aprile del 2006. «Il laboratorio c’era anche a Ponte Lambro ma non se n’è fatto nulla - replica il capogruppo dei Ds, Emanuele Fiano —. Finché non vedo non credo. Non è successo nulla. Questo è un anno elettorale e il centrodestra sa benissimo che il problema casa è molto importante. Ma ci andrei molto cauto con le dichiarazioni».

Periferie da salvare Clicca su una foto
http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/gallerie/2005/gennaio/speciali/degrado/galleria/gif/image1.gif http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/gallerie/2005/gennaio/speciali/degrado/galleria/gif/image2.gif http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/gallerie/2005/gennaio/speciali/degrado/galleria/gif/image3.gif http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/gallerie/2005/gennaio/speciali/degrado/galleria/gif/image4.gif http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/gallerie/2005/gennaio/speciali/degrado/galleria/gif/image5.gif (http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/gallerie/galleria.html?2005/gennaio/speciali/degrado&1)

Gratosoglio. Criticità: tossicodipendenze, alcolismo, disoccupazione giovanile, abbandono scolastico, degrado urbanistico, conflittualità sociali, isolamento dal resto della città. Le risposte: riqualificazione delle casi popolari con 70 nuovi alloggi per studenti e giovani coppie, località per le attività commerciali, progettazione di una mediateca, riorganizzazione della viabilità, un patto locale per la sicurezza con l’istituzione di un security point, reinserimento nel mondo del lavoro per i soggetti deboli, riordino di via Baroni e il prolungamento del servizio per i custodi sociali. Totale investimenti: 43 milioni di euro.

Mazzini. Criticità: zone circostanziate di spaccio di stupefacenti, quartiere abitato prevalentemente da anziani e stranieri, degrado delle case popolari, occupazioni abusive. Le risposte: manutenzione straordinaria, alloggi a canone moderato per studenti, riqualificazione del circolo Arci, la realizzazione di un giardino per i malati di Alzheimer, riqualificazione di piazza Ferrara. Investimenti per 39 milioni di euro.

Molise-Calvairate. Criticità: luogo di esclusione sociale, molti malati psichici, povertà. Le soluzioni: ristrutturazione di alloggi a canone sociale, eliminazione delle barriere architettoniche, spazi per laboratori di artigiani, incremento di servizi di sostegno alla persona e agli anziani, accompagnamento sociale, riqualificazione piazzale Martini, piazza Insubria, piazza Cuoco, patto di sicurezza. Costo: 60 milioni di euro.

Ponte Lambro. Criticità: isolamento fisico, emarginazione sociale, microcriminalità, povertà del tessuto economico-commerciale: un ghetto urbano. Antico problema. Le soluzioni: ristrutturazione delle case popolari, frazionamento degli alloggi, ristrutturazione degli spazi comuni, azioni di sviluppo per l’imprenditoria e la ripresa economica, azioni integrate per la sicurezza, accompagnamento sociale.

San Siro. Criticità: invecchiamento della popolazione, aumento stranieri, disagio psichico, abusivismo. Soluzioni: riqualificazione piazza Selinunte, viale Aretusa, via Tracia, progetto integrato nella scuola elementare Radice, centro psichico-sociale, centro socio-ricreativo, estensione del portierato sociale. Costo: 48 milioni di euro.

Sonic from Padova
January 28th, 2005, 04:46 PM
ma che tristezza, bisogna riscrivere tutto!!

McClane
January 28th, 2005, 08:46 PM
Ai milanesi e non, che volessero iscriversi o intervenire, consiglio di visitare un nuovo blog creato un mese fa', dove i venti/trenta/quarantenni discutono sul futuro di Milano.(spinti da un'intervento pubblicato sul Corriere della Sera)

Il blog "dovrebbe" essere apolitico (da quello che dicono), io vorrei sapere se sono favorevoli ai vari comitati rompipalle o se intendono ricorrere anche loro al Tar per i nuovi progetti (in questo caso sarebbe un'ulteriore fermo allo sviluppo della città), io non l'ho ancora capito, non mi sono iscritto, non sono intervenuto, ho solo letto qualche intervento e mi sembra che ci sia una sana passione per Milano però rimango un po' sulla difensiva.

Provate anche voi a visitarlo e datemi il vostro parere, eventualmente, se i bloggers sono "sinceramente" pro-Milano si potrebbe creare anche un gemellaggio con il nostro SSC.

Il link è questo: http://www.bloggers.it/viveremilano

Camaway
January 31st, 2005, 12:41 AM
Una curiosità: qualcuno sa dove è andata a finire quell'oscida scultura che avevano piazzato fuori dalla stazione Centrale qualche anno fa, prima di toglierla perché faceva schifo? Se non erro era anche costata un pacco di soldi?

GENIUS LOCI
January 31st, 2005, 02:46 AM
Parli dell'ALBA DI LUCE
Avevano fatto un concorso internazionale per "piazzare" davanti alla Centrale una scultura luminosa: vinse questo traliccio sbilenco alto sui trenta metri che era "avvolto" da fasci di fibre ottiche. Però l'effetto finale risultò alquanto scadente: l'effetto luminoso c'era solo la notte (e nemmeno un granchè, visto la forte illuminazione della piazza) mentre di giorno la struttura rilevava tutta la sua oscenità
Il comune rivalutò la cosa e decise di rimuoverlo
Si era parlato di collocarlo a Bonola o a uno degli ingressi del Parco Nord (credo che la seconda sia stata la scelta), ma sicuramente il "coso" è ancora lì a prendere polvere in un magazzino comunale

Per quel che riguarda i soldi spesi: l'operazione era stata interamente finanziata da Aem

GENIUS LOCI
January 31st, 2005, 03:12 AM
Ragazzi, vi ricordate che all'incirca verso natale c'era stata la "caccia al grattacielo"?
Cioè qualcuno aveva postato le immagini di un rendering di una torre dicendo che si sarebbe dovuta fare a milano: poi abbiamo scoperto che si tratta di un progetto (torre di 220 m se non erro) per un'area aMilanofiori ad Assago (se volete potete andarvi a cercare l'argomento sullo sticky "moved" di Milano)
Googleando un po' in internet ho trovato un altro paio di immagini: ve le posto

http://www.nemetschek.net/gallery/gfx/lg/Gallery00428_RZZ_lg.jpg

http://www.nemetschek.net/gallery/gfx/lg/Gallery00157_RZZ_tower20_lg.jpg

http://www.nemetschek.net/gallery/gfx/lg/Gallery00156_RZZ_tower_lg.jpg

Alter-Ego
January 31st, 2005, 10:01 AM
che figata mi piace un casino questo progettino :)

gruber
January 31st, 2005, 11:51 AM
Una curiosità: qualcuno sa dove è andata a finire quell'oscida scultura che avevano piazzato fuori dalla stazione Centrale qualche anno fa, prima di toglierla perché faceva schifo? Se non erro era anche costata un pacco di soldi?

la "branda" era costata se non ricordo male 1 miliardo e mezzo!
ma totalmente pagati da Banca Intesa e Popolare Milano...o qualcun'altro.
quando vidi il rendering del progetto...era meravigliosa!
quando sono stato all'inaugurazione...mi è venuto da vomitare.

Lucio
January 31st, 2005, 07:09 PM
Ragazzi, vi ricordate che all'incirca verso natale c'era stata la "caccia al grattacielo"?
Cioè qualcuno aveva postato le immagini di un rendering di una torre dicendo che si sarebbe dovuta fare a milano: poi abbiamo scoperto che si tratta di un progetto (torre di 220 m se non erro) per un'area aMilanofiori ad Assago (se volete potete andarvi a cercare l'argomento sullo sticky "moved" di Milano)
Googleando un po' in internet ho trovato un altro paio di immagini: ve le posto

Per favore, non fate rumore che sto sognando. :sleepy:

fcom1
January 31st, 2005, 08:33 PM
Questo è ciò che è scrtitto sul sito del comune riguardo alla MM5:
“ È vero, siamo in ritardo. La gara non sarà indetta entro il 2004: il CIPE non ha ancora inviato la lettera di comunicazione ufficiale di avvenuto finanziamento della Linea 5, senza la quale non è possibile indire la gara per la concessione. E' evidente, quindi, che questo ritardo non è dovuto a una mancanza di volontà da parte nostra, ma alle innegabili difficoltà nate nel gestire una Procedura in Project Financing che, per la prima volta in Italia, viene applicata alla costruzione di una Metropolitana.
Tutto però si sta risolvendo, e sono certo che a breve si sentirà parlare dei lavori per la nuova Linea 5„

Io non dico niente...

Sonic from Padova
January 31st, 2005, 08:41 PM
Ovviamente di quella torre non si sà più nulla, giusto ?
E carino come progetto :)

GENIUS LOCI
January 31st, 2005, 09:01 PM
A dir la verità sonic, io non ne ho mai saputo niente: cioè, l'abbiamo trovata in giro perchè abbiamo spulciato, ma su quel progetto c'è una sorta di silenzioso mistero (io ribadisco che secondo me stanno facendo tutto zitti-zitti per "paura" dei comitati)

Sonic from Padova
January 31st, 2005, 09:06 PM
Mah... sembra un p'ò strano che facciano tutto di nascosto! Se hanno approvato gli altri grattacieli facendoli vedere a tutto il mondo, vuoi che non ne parlino in giro di questo siluro da 220 metri ? bo!

to
January 31st, 2005, 10:08 PM
La torre doveva sorgere ad Assago, la nuova amministrazione di Assago ha bloccato definitivamente l'iter approvativo, comunque la zona è denominata D4 e ci sono i comitati, che hanno vinto le elezioni sostenendo il nuovo sindaco, li trovi come Fermiamoli o No alla Torre di Babele.
Ciao

fcom1
January 31st, 2005, 10:36 PM
Oppure "Vaffan... ai comitati stupidi"

fcom1
January 31st, 2005, 10:38 PM
^
scusatemi...

mi3max
January 31st, 2005, 10:56 PM
Nel rendering sia la torre che l'area espositiva insistono su aree del comune di Rozzano.
http://inpiazza.org/images/barra.gif
http://inpiazza.org/uno/uno.png

GENIUS LOCI
February 1st, 2005, 04:51 AM
Sì, ne avevamo già parlato: credo anch'io che le aree in questione siano a Rozzano
Quindi non nella famosa (e famigerata) area D4 di Assago
Però è palese che da quel progetto hanno preso "ispirazione"

Sonic: la storia di queste aree è una cosa troppo lunga; sappi solo che, per vari interessi, anche immobiliari, da quasi trent'anni cercano di fare qui delle operazioni edilizie di rilievo (in pratica costruire grattacieli) che, però, sono state sempre bloccate; anche con l'aiuto di questi comitati, formatisi ad hoc per l'interesse di qualcuno che voleva speculare...
Quindi quest'area fa storia a sè nel contesto milanese, ed è abbastanza logico supporre che chi voglia costruire qui tema la troppa pubblicità

eah
February 1st, 2005, 01:58 PM
Recentemente ho parlato a proposito della diatriba Isola/progetto città della moda e Garib-Rep con un ex presidente del consiglio di zona:in realtà i cittadini dell'Isola sono a favore del progetto!Magari non è esattamente il migliore per integrare questa zona nel tessuto del centro,ma è comunque buono e garantisce la risoluzione di gravi problemi come mancanza di sicurezza,strade vuote,pochi affari,chiusura delle attività commerciali ed artigianali,ecc. ... .Gli unici ad opporsi allo strenuo delle forze sono i COMITATI appartenenti ai diversi centri sociali autogestiti della zona(tra cui quello nella Stecca degli artigiani)!Davvero scandaloso,visto che la situazione del quartiere sta peggiorando a vista d'occhio:i negozi chiudono,i muri di una delle poche zone di Milano rimasta immutata negli anni sono sempre imbrattati di tags o scritte politiche(anche dei gruppi che si oppongono ai centri sociali),delinquenza dilagante,punkabbestia che vomitano e pisciano ovunque(per i cittadini anche lo spaccio continuo è tollerato e non è più nemmeno un problema in confronto al resto),ecc,ecc,ecc e tutto questo in uno dei quartieri più belli,suggestivi e caratteristici della città.Il progetto potrebbe,se opportunamente collegato al quartiere Isola,portarvi nuove strutture,nuove attività,molti turisti e quindi molto denaro.pensate che questi COMITATI si sono opposti anche alla nuova linea M5 della Metro naturalmente per salvaguardare il quartiere e i cittadini,certo!Peccato però che quando una società immobiliare ha offerto una grossa somma di denaro agli occupanti di uno dei centri sociali storici della zona,questi li abbiano intascati e siano spariti!Risultato di questa ceca e stupida politica del sempre e comunque contro:gli affitti sono alle stelle da anni da quando si sente parlare di "riqualificazione e di città della moda,ma servizi e guadagni:ZERO.
Comunque una buona notizia:il 7 Febbraio si discuterà per l'ultima volta del progetto in consiglio comunale e sicuramente passerà definitivamente(ricordiamoci che c'è dietro la Hines,che dove investe costruisce!),ma quanto tempo perso!

damon milan
February 1st, 2005, 02:04 PM
tutto vero, io ci abito e sono a stra-favore del progetto, così come TUTTI quelli che conosco della zona..! il problema è che i tre coglioni della zona che si oppongono (comitati, centri sociali e prc, che in realtà sono un tutt'uno..!) fanno più casino di tutti gli altri..

io non oso pensare a cosa succederà se, dopo la provincia, il centro-destra perderà anche comune e regione..
legalmente se è tutto passato non posso annullarlo, credo.. però possono modificarlo e sappiamo tutti cosa farebbero..!

gruber
February 1st, 2005, 03:57 PM
Alloggi a canone ridotto in 40 zone della città. «Ma Palazzo Marino dimentica i 30 mila nelle graduatorie Aler». Penati: servono verifiche di metodo


Ventimila nuove case, scontro sui vincoli

Il Comune: via al piano di edilizia sociale. Altolà dell’Ulivo: aree destinate a parchi e scuole. Il sindacato: solo propaganda


Un complesso di case popolari nel proprio quartiere? Possibilità tutt’altro che remota. Il nuovo piano del Comune prevede la costruzione di 17-20 mila alloggi a canone moderato (400-500 euro per 100 metri quadri) o a canone sociale (gli affitti delle case popolari). In tutto 1.700.000 metri quadri divisi in 40 aree. E da qualche parte bisogna pur cominciare a porre le fondamenta. Le zone scelte dal Comune sono «a standard», cioè di proprietà pubblica e destinate a verde o a servizi. Oggi tocca al consiglio regionale pronunciarsi sulla possibilità di adibire le aree che dovevano ospitare scuole, parchi o palestre alla costruzione di nuovi alloggi.
Ma torniamo alla mappa delle aree. Tante di fatto ora non sono disponibili. In via Schiavoni 13 mila metri quadri sono in parte occupati dal parcheggio di via Famagosta. In via Feltrinelli altri 42 mila metri quadri sono attraversati da un elettrodotto. In via Moscova ci sarebbero 11 mila metri quadri. Compromessi dalla costruzione di un parcheggio sotterraneo. «È vero - dicono in Comune -, una buona parte delle aree non è immediatamente disponibile. L’importante è che ci sia un programma da attuare man mano che arrivano i fondi».
Ma per il sindacato sono spiegazioni insufficienti. «Il Comune fa campagna elettorale: annuncia 17-20 mila nuovi alloggi quando sa di non avere le aree a disposizione», contesta Carmela Rozza, segretario del Sunia di Milano. «Gran parte degli alloggi da costruire, poi, è a canone moderato. Palazzo Marino non tiene quindi in considerazione i 30 mila in graduatoria per la casa popolare», continua Rozza. La ricetta del Sunia per uscire dall’ impasse passa per Palazzo Isimbardi: «È necessario un tavolo in Provincia in cui ogni Comune illustri le proprie disponibilità».
Dal canto suo, nei giorni scorsi il presidente della Provincia, Filippo Penati, si è detto favorevole ad accogliere alloggi popolari nelle aree «a standard». Creando qualche malumore in giunta: contrari Verdi e Ds. Ieri, in una lettera inviata all’assessore alla Casa del Pirellone, Piero Borghini, Penati ha precisato che le aree di proprietà pubblica utilizzabili per l’emergenza casa sono «molto limitate». Il presidente pone vincoli di metodo: «Gli interventi abitativi devono essere decisi attraverso le necessarie verifiche».
Oggi il Consiglio regionale dovrà dire la sua anche sul vincolo di 5 anni di residenza per chi vuole la casa popolare. Contrari, oltre all’opposizione, Cgil, Cisl e Uil regionali e i sindacati degli inquilini. Che in mattinata presidieranno l’ingresso del Consiglio, in via Restelli.
Rita Querzé
«Carlo Lorenzo Cazzullo - che ieri ha compiuto 90 anni - è un uomo che ha saputo sempre tenere ferma la memoria delle ragioni iniziali, delle proprie scelte di uomo, di medico, di psichiatra. E’ quello che dovremmo fare tutti, chiederci sempre che cosa stiamo facendo, perché siamo qui». Con queste parole Guido Coggi, preside della facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano, ha dato il senso dell’incontro con cui ieri mattina il Policlinico e Milano hanno festeggiato il grande psichiatra, nato a Gallarate il 30 gennaio del 1915 e arrivato alla medicina attraverso un iter inabituale: dopo la morte prematura del padre, diventò ragioniere, rifiutò un’offerta della Snia Viscosa di un posto di lavoro a Shanghai, e s’iscrisse a Medicina. Milano era sotto i bombardamenti quando si laureò con lode con Carlo Besta, cui ora è intitolato l’Istituto Neurologico Nazionale.
A festeggiare Cazzullo sono intervenuti ieri il ministro della Salute Girolamo Sirchia, Carlo Tognoli, neopresidente della Fondazione Policlinico, il presidente della Società italiana di Psichiatria Carmine Munizza, il responsabile regionale per la psichiatria Lorenzo Petrovich, e tutto il Gotha dei medici e degli psichiatri, non solo di Milano.
Tognoli ha ricordato che Cazzullo è stato anche un legislatore: «Fu lui a fornire i contenuti per la legge che stabilì l’autonomia della psichiatria, dividendola dalla neurologia. Una legge che approdò in Parlamento nel 1969, e fu approvata nel 1971. Tempi non brevi, ahimè. In Italia le leggi, anche semplicissime, hanno un iter di almeno 2 anni».
Il ministro Sirchia, che all’entrata lo aveva affettuosamente abbracciato, è partito dalla storia intellettuale e professionale di Cazzullo per esortare alle idee nuove: «Questo ospedale ha innovato nel campo dello psichiatria, grazie al lavoro di Cazzullo e dei suoi allievi. E il senso di essere Fondazione è proprio quello di trovare idee e strade nuove». Poi il ministro ha fatto dichiarazioni di forte rilievo politico: «In Parlamento ci sono due proposte di legge per modificare la legge 180 sulla psichiatria. Io non sono favorevole. Per ripensare l’aiuto ai malati psichici, propongo invece un gruppo di lavoro con la partecipazione dei ministeri della Salute, della Scuola, del Lavoro e con la presenza degli imprenditori, per un inserimento dei malati nella vita produttiva, ovviamente con garanzie». Sirchia poi ha rivelato di avere un progetto di prevenzione e di diagnosi precoce dei disturbi mentali: «Uno screening psicologico nelle scuole medie, all’età in cui questi problemi possono affiorare».
Carmine Munizza, presidente della Società Italiana di Psichiatria, di cui Cazzullo è presidente d’onore, ha ricordato che il grande psichiatra, presidente della Società per vent’anni, ha sostenuto nel periodo tumultuoso tra il 1968 e il 1975 le nuove linee che anticiparono la legge 180 di riforma della psichiatria: no ai manicomi, no ai manicomi giudiziari, assistenza negli ospedali, un’équipe di curanti vista come «parte fondante» del rapporto tra il paziente e i medici: «Carlo Lorenzo Cazzullo, grande nella ricerca, è stato grande anche nella difesa della persona».

© Corriere della Sera

gruber
February 1st, 2005, 03:58 PM
VERTICE IN REGIONE


Alfa pronta al rilancio, dieci aziende in arrivo ad Arese

Entro luglio disponibili 250 posti per i 484 operai in cassa integrazione


MILANO - Almeno 250 posti di lavoro per i 484 operai Alfa a rischio di licenziamento. Sono le assunzioni che si prospettano per le tute blu, dopo un vertice di sei ore svoltosi ieri in Regione Lombardia. Entro luglio si prevede l’insediamento nell’area di Arese di 10 aziende: la casa automobilistica Tvr conferma l’impegno a produrre lì la sua auto sportiva e un motore a emissione zero con l’impiego di 116 lavoratori ex Alfa, altri 30 posti di lavoro sono messi sul piatto dall’Associazione elettro-meccanica, pronta a realizzare componenti per motori a idrogeno e elettrici. Il Comune di Milano ribadisce la sua disponibilità a offrire 100 contratti (40/50 Atm, 20 Aem, 20 Amsa, 20 Mm). Ma Maurizio Zipponi, segretario generale della Federazione impiegati operai metallurgici (Fiom), frena gli entusiasmi: «Tanto per cominciare è indispensabile evitare i licenziamenti - sottolinea -. Per il resto: i programmi sulla carta ci sono, adesso bisogna guardare ai fatti». Vecchi problemi, nuovi sviluppi. Intorno al tavolo in Regione sono seduti Regione Lombardia, sindacati, enti locali e proprietà dell’area. Il governatore Roberto Formigoni si fa portavoce dell’impegno del ministero del Welfare a prorogare la cassa integrazione delle tute blu per un anno, mentre nei prossimi giorni prendono il via i nuovi corsi di formazione e riqualificazione. Sono in arrivo, poi, i fondi della Finanziaria 2005: sono stati stanziati 156 milioni di euro per Arese, Marcianise e Brindisi. I finanziamenti destinati all’area ex Alfa permettono l’intervento di Sviluppo Italia: nelle prossime settimane sarà definito con la Regione Lombardia il suo piano su Arese. Ancora: il Pirellone ha destinato 16 milioni di euro all’insediamento del Centro di Ricerca, che può contare sulla disponibilità di Politecnico, Arpa, Enea, Cnr, Ispra e altri enti.
Soddisfatti i Cobas: «Sono state definite le prime assunzioni nel Polo della Mobilità - spiega Corrado delle Donne dello Slai Cobas - . E a breve ci sarà un nuovo incontro in Regione per verificare le proposte del Comune di Milano, che deve garantire contratti a tempo indeterminato». Oggi alle 9.30 assemblea in fabbrica dei lavoratori.


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

gruber
February 1st, 2005, 03:59 PM
«La nuova Fiera porterà 40 mila posti di lavoro»

Il presidente di Assolombarda: opportunità per le economie di Rho e Pero


RHO - «L’apertura del nuovo Polo Fieristico Rho-Pero darà da lavorare ad oltre 40 mila persone impegnate nei servizi esterni». Lo studio è stato fatto da Assolombarda, il cui presidente, Michele Perini, ieri mattina, ha sottoscritto con i sindaci di Rho, Paola Pessina e di Pero, Augustangela Fioroni, un protocollo d’intesa che ha dato vita a un «tavolo di lavoro per aiutare l’economia di Rho e Pero a cogliere le opportunità create dal nuovo polo esterno». Una stima che aumenterà durante le numerose esposizioni in programma, quando nei padiglioni affluiranno una media di 14 mila persone al giorno. Si tratta di una grossa boccata d’ossigeno per la difficile situazione occupazionale della zona segnata dalla chiusura di quasi tutto lo stabilimento dell’Alfa e dalla crisi di numerose aziende che operano nel territorio attorno alla fiera più grande d’Europa. Nel documento firmato ieri all’interno del cantiere della nuova Fiera sono riportati gli impegni presi da Assolombarda e dai due comuni coinvolti: «alla luce delle sollecitazioni emerse dalla costante attività di monitoraggio del territorio e dall’esperienza maturata dai due comuni attraverso numerose iniziative per lo sviluppo del tessuto economico e territoriale dell’area, questi enti si impegnano a collaborare per favorire il consolidamento delle attività presenti e per supportare lo sviluppo di nuove opportunità legate alla grande trasformazione che l’insediamento del polo fieristico porterà al territorio».
«È una grande sfida che dobbiamo vincere tutti insieme - afferma Michele Perini, presidente di Assolombarda -: Fiera Milano, amministrazioni comunali, imprenditori e cittadini. La nuova infrastruttura può e deve essere un volano di sviluppo e di nuove opportunità per l’economia di Rho e Pero favorendo contestualmente una riqualificazione del territorio e del tessuto sociale. A questo proposito è stato ipotizzato che il 52% della ricchezza prodotta dalla Fiera si riverserà sul sistema produttivo locale. Stimiamo anche che a fronte di 600 addetti interni, i posti di lavoro all’esterno possono essere più di 40 mila, oltre al fatto che 14 mila persone per ciascuno dei 150 giorni di esposizione chiederanno di alloggiare, mangiare, muoversi, comunicare, fare acquisti, e divertirsi nell’area circostante. Mentre ai giovani consiglio di imparare l’inglese, negli incontri con i 500 imprenditori della zona nostri associati ho sempre detto, in milanese: adesso te ghè da laurà da bestia, pussè de prima! (devi lavorare da bestia, più di prima)».
Imprenditori pronti a rimboccarsi le maniche e amministratori decisi a sfruttare il più possibile le opportunità offerte dal nuovo polo fieristico. «Alla nostra gente diciamo di farsi conoscere - dice Paola Pessina, sindaco di Rho - di non avere paura a confrontarsi con chi arriverà in fiera. Mentre agli organizzatori delle varie esposizioni chiediamo di avere un occhio di riguardo per le nostre imprese perché hanno le capacità per soddisfare le esigenze della fiera». «La prima scommessa - aggiunge Augustangela Fioroni, sindaco di Pero -, quella di avere la fiera, è stata vinta. Ora arriva la seconda fase, quella di farla funzionare. Dal mio territorio ho segnali positivi che ci rassicurano perché si stanno insediando nuove imprese e quelle esistenti si stanno riattrezzando con nuove produzioni. La fiera sarà il simbolo di Pero».
Industria, aziende artigiane, commercianti: le realtà attive sul territorio si preparano a crescere offrendo posti di lavoro anche sfruttando i nuovi collegamenti realizzati per il nuovo polo fieristico: una fermata della metropolitana, una stazione ferrovia della linea Milano-Torino e i raccordi con le autostrade del nord Italia.

Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

eah
February 1st, 2005, 07:45 PM
Io sono per una Sinistra giusta,attiva e dinamica.

damon milan
February 1st, 2005, 07:55 PM
quindi non sei per la sinistra italiana..

mi3max
February 1st, 2005, 11:42 PM
quindi non sei per la sinistra italiana..
"italiana" è proprio qui il problema, puzzona e populista, proprio come il centro-destra.

http://inpiazza.org/images/barra.gif
http://inpiazza.org/uno/uno.png

Sonic from Padova
February 1st, 2005, 11:47 PM
sopratutto PUZZONA!

gruber
February 2nd, 2005, 11:47 AM
Caos dei treni, scontro Regione-Ferrovie

L’azienda accusa il Passante. L’assessore Corsaro: pochi investimenti delle Fs, questi i risultati. I pendolari: avanti con la protesta


È cominciato lo scaricabarile. I treni vanno a rilento, i pendolari protestano, e le istituzioni si rimpallano le responsabilità. Ieri si è fatto sentire Ewald Fishnaller, direttore regionale di Trenitalia: «Dal 12 dicembre, con l’introduzione del nuovo orario e del Passante c’è stata una grande trasformazione nel sistema ferroviario lombardo, un sistema che però non è flessibile e si trova ancora in fase di potenziamento». Pronta la replica dell’assessore regionale ai Trasporti, Massimo Corsaro: «Gli investimenti di Trenitalia non sono stati adeguati alla crescita esponenziale della richiesta di mobilità ferroviaria, aumentata del 45 per cento in sette anni». E poi: «L’insoddisfazione dei pendolari vede la Regione come prima parte lesa, sia come soggetto economico che istituzionale». Secondo Marco Piuri, direttore generale di Fnm, le risorse girate da Stato e Regione alle Ferrovie «non sono sufficienti per l’acquisizione di nuovo materiale». Il presidente Roberto Formigoni ha intanto scritto al presidente di Trenitalia, Elio Catania, al premier Berlusconi e al ministro Pietro Lunardi «per chiedere che Trenitalia rispetti gli impegni presi e per domandare un piano di azione straordinario con misure urgenti come la creazione di un’unità di crisi per fronteggiare le emergenze». Il Governatore, pur comprendendo le proteste dei pendolari, chiede poi «la collaborazione di tutti per non arrecare ulteriore disagio a se stessi o agli altri».
Ma i pendolari continuano a protestare e secondo Dario Balotta della Fit-Cisl, «almeno il 60 per cento ha aderito allo sciopero del biglietto». Il resto, sono le scene di rabbia ordinaria: ieri mattina alle 6.15, alla stazione di Magenta, una quarantina di pendolari hanno bloccato per quindici minuti il treno interregionale 2001 diretto a Milano. I viaggiatori hanno rifiutato di mostrare biglietti e documenti al capotreno che avrebbe insistito nel far osservare la regola. Quando il convoglio si è fermato, gli utenti sono scesi parandosi davanti al locomotore. Soltanto l’intervento della polfer e la garanzia di non avere sanzioni, hanno convinto i pendolari a risalire sul convoglio che è ripartito. Più disteso il clima nella stazione di Corbetta: un centinaio di pendolari si sono raccolti sulla banchina pronti a stiparsi sul regionale 10661 diretto a Milano Porta Garibaldi.
Comprare ma non timbrare è una scelta fatta da molti. «E chi ha l’annuale non lo esibisce», dice Maria P., impiegata di 40 anni. In cambio al personale Trenitalia è stata mostrata una lettera, che si apre così: «Egregio capotreno, egregio controllore, da oggi i pendolari della linea Milano-Novara iniziano lo sciopero del biglietto». Di seguito vengono elencate modalità e finalità della protesta. «Il settanta per cento dei viaggiatori che ho incontrato oggi ha aderito alla manifestazione», spiega un controllore. «Di fronte a settecento persone non possiamo imporci. Sui treni con meno passeggeri, invece, facciamo il nostro lavoro». Lo sciopero però andrà avanti: «Per tutto febbraio o sino a quando non vedremo miglioramenti concreti», precisa Alessandro Pellegata, esponente del comitato pendolari Milano-Novara. E per le multe è già pronto il ricorso.
Intanto anche i pendolari della Milano-Venezia stanno organizzando la protesta in modo sistematico: ieri è nato ufficialmente il «Comitato 31 gennaio», in memoria della «rivolta» organizzata lunedì mattina a Vignate. Ora i manifestanti hanno deciso che è giusto sedersi anche al tavolo delle trattative: «Parteciperemo alla riunione con Regione, Trenitalia, Ferrovie Nord fissata per il 24 febbraio», anticipa Luigi Dedei portavoce del comitato e segretario generale della Fim Cisl di Milano. La protesta continua.

© Corriere della Sera

gruber
February 2nd, 2005, 11:47 AM
ASSAGO


Tangenziale est est «No» dal Parco Sud


Dopo la Provincia, anche il Parco Sud boccia il progetto della tangenziale est esterna. Il direttivo del Parco ha espresso parere negativo sul tracciato che attraversa Melzo, Liscate, Paullo, Tribiano, Dresano, Vizzolo Predabissi e Cerro al Lambro perché «non conforme alla normativa in materia di tutela delle aree a parco naturale». Anche i comuni hanno rimandato al mittente il progetto perché presenta una serie di punti critici senza offrire soluzioni.

© Corriere della Sera

gruber
February 2nd, 2005, 11:49 AM
«Ci hanno tolto i bus, ora siamo isolati»
TRASPORTI
E DISAGI

LE POLEMICHE


DAL NOSTRO INVIATO
BERGAMO - C’era una volta. C’era una volta il bus che ti portava direttamente in fabbrica o in ufficio senza l’odissea dei cambi. C’era una volta il servizio dal fondovalle fino alle frazioni in montagna. C’erano la linea con Milano, i due mezzi, uno dietro l’altro, nelle ore di punta. Una volta, un mese fa. Fallo capire qui in Valbrembana, dove l’impiegato Edgardo Gamba per essere in azienda a Dalmine alle 8 adesso parte dalla sua frazione di Endenna alle 6,20, («Cambio a Zogno alle 6,30 e poi a Villa d’Almè alle 7,02 su bus con la metà dei passeggeri in piedi e le portiere che spesso non si possono chiudere»), fallo capire che questi sono i frutti della razionalizzazione sancita dal nuovo Piano dei trasporti varato il primo gennaio. Il clima è di rivolta.
«Dicono che si dovrebbe stare meglio ora che sulle tratte principali passa un bus ogni mezz’ora. Però nelle ore morte i mezzi sono vuoti mentre i pendolari viaggiano come sardine e le linee minori sono state tagliate come rami secchi e per riattivarle le dobbiamo pagare noi», protesta il sindaco di Zogno, Angelo Capelli. A sua volta il collega di San Pellegrino, Vittorio Milesi, minaccia di denunciare per «interruzione di pubblico servizio» gli «inventori» del Piano. «Bisogna essere proprio dei geni - aggiunge Milesi - per avere messo in piedi una macchina del genere. Il massimo l’hanno raggiunto con la proposta del "servizio a chiamata", da Piazza Brembana in su, da prenotare il giorno prima. Questa meraviglia comunque è ancora sulla carta e tanti comuni restano scoperti».
Luca, 16 anni, di Oltre il Colle, fa lo scientifico a Bergamo: anche la sua frazione di Zorzone è finita sotto la scure del Piano e tocca al padre accompagnarlo in auto alla fermata più vicina. «E al ritorno ci mettiamo un’ora in più». Il problema degli studenti delle superiori lo denuncia pure Angela Poletto, vicepreside del «polo» scolastico di Zogno, 1800 allievi: «I ragazzi arrivano con gravi ritardi, molti li vedi in strada a fare l’autostop, altri addirittura restano a casa perché il bus strapieno, non entra neanche in paese, come capita in Valserina». Lino Gherardi, elettricista di Somendenna di Zogno, lancia un appello: «Scuole e società di trasporti cerchino almeno di coordinare gli orari».
Per raggiungere la periferia di Bergamo all’operaia Maria Leidi, di Bracca, da gennaio è rimasto solo il pullman delle 6,15, abolito quello delle 8,30. E gli anziani, i malati che, dice il sindaco di Piazzatorre, Federica Arioli, per i prelievi a Piazza Brembana o le visite a S. Giovanni Bianco devono partire alle 7 perché gli altri servizi sono stati eliminati? Piazzatorre, duemila seconde case, rischia inoltre la crisi del turismo, suo ossigeno economico, dopo la soppressione della linea diretta con Milano.
Da 10 anni Simona Boffelli, di San Giovanni Bianco, lavora in uno studio di Dalmine: «Prima ci mettevo un’ora e un quarto, adesso non solo i tempi sono doppi ma, a causa delle diverse gestioni del servizio, è raddoppiato pure il costo dell’abbonamento. Gli operai dell’Alta Valle poi per essere puntuali nei primi o degli ultimi turni sono costretti a usare l’auto. Meno male che il Piano voleva incrementare il mezzo pubblico». Piange la provincia, però Bergamo non ride: la Celadina si è vista amputare i collegamenti con l’ospedale e sono tempi duri anche per gli utenti della stazione bus. «Chissà perché - si chiede il titolare della tabaccheria, Luca Mangili - molti mezzi sono stati trasferiti a Porta Nuova, dove esistono poche misere pensiline. Risultato: per passare dalla linea extraurbana a quella urbana, o viceversa, occorre macinarsi 400 metri spesso di corsa e il traffico in centro è più ingolfato».
«Ma se razionalizzare vuol dire privilegiare il fondovalle abbandonando al loro destino intere frazioni...», protesta ancora Lino Gherardi. «Pazienza - raccomanda il presidente della Comunità Montana, Piero Busi - i problemi saranno risolti. Già qualche utile ritocco è stato fatto e la Provincia dimostra la volontà di collaborare». «Ma perché non si è pensato a una preventiva consultazione?» lamenta ancora il sindaco di San Pellegrino. Già, perchè ?

Lombardia
© Corriere della Sera

gruber
February 2nd, 2005, 11:50 AM
«Strade, smog e bus lumaca Il calvario della Valseriana»
«Prima del cambiamento in un viaggio di 38 chilometri c’erano 3 soste, adesso 42»

Cosa ritenete possano pensarne i viaggiatori in partenza da Clusone quando, ogni mattina, anziché dover salire sull’autobus alle ore 7.30 per poter iniziare, sempre che la lunghezza del viaggio lo renda possibile - con 42 soste rispetto alle 3 di prima della «rivoluzione» -, il lavoro in Bergamo alle ore 9.00, ora, grazie alla società Sab, sono costretti a salire sul pullman delle ore 7.00? Cosa ritenete possano pensarne i viaggiatori allorché, con la complicità, a detta dello stesso personale Sab, delle istituzioni che li rappresentano, vedono ulteriormente diminuire, di un’ora al giorno, il tempo che, rincasando alle ore 20.00, possono trascorrere in compagnia della moglie, dei figli, o dedicare allo studio e/o a quant’altro? Cosa ritenete possano pensarne quando, in un periodo storico che non ha precedenti quanto a difficoltà lavorative in Valseriana, vedono le loro già strenue condizioni lavorative inasprirsi non tanto a causa di fattori esterni difficilmente affrontabili (la concorrenza dell’economia cinese ne è il più chiaro esempio) quanto per la palese incapacità dei propri rappresentanti istituzionali a garantire, mediante il mantenimento delle più elementari necessità, la dignità delle condizioni di lavoro e studio di chi, pur costretto ogni mattina ad abbandonare il proprio territorio, si ostina, nonostante tutto, a volerlo orgogliosamente abitare?
Cosa ritenete debbano pensarne quei lavoratori e quegli studenti i quali hanno da tempo raccolto l’invito «ecologico, economico e rispettoso della collettività» a prediligere l’utilizzo dei pullman di linea ritenendo, in tal modo, d’essere coscienziosamente entrati a far parte di quella fantomatica cerchia di cittadini che ha avuto la spudoratezza di lasciare l’auto in garage con l’illusione che le istituzioni ne avrebbero incondizionatamente difeso le prerogative?
Cosa ritenete debbano pensarne quei lavoratori e quegli studenti che, dileggiati, così come l’intera Valle, da miraggi viabilistici su gomma (la Seriate-Nembro-Cene) e su rotaia (il tram delle Valli), non bastassero i ritardi realizzativi di tali opere, si vedono defraudati di quel poco che già esisteva (parliamo delle corse dirette Clusone-Bergamo)?
Cosa ritenete possano pensare, ancora, della loro Regione, della loro Provincia o dei loro Comuni, se altresì è noto che «ancora alla pubblica amministrazione spetta di valutare se la nuova linea sia conforme al pubblico interesse e, pertanto, formuli condizioni tali (fermate, tariffe, tipi di pullman) da configurarsi come naturale risposta alle necessità del territorio»?
Cosa ritenete possano pensarne, infine, gli studenti ed i lavoratori allorquando, costretti a subire continui ritardi in partenza e in arrivo, nemmeno possono appellarsi ad un regolamento che preveda l’automatico rimborso del biglietto al verificarsi di ritardi di una certa consistenza (sul modello di quanto predisposto dalle ferrovie), così da indurre la Sab al rispetto dei tempi e delle condizioni di viaggio prestabiliti?

I lavoratori e gli studenti dell’Alta Valseriana


Lombardia
© Corriere della Sera

GENIUS LOCI
February 2nd, 2005, 12:20 PM
UNA NUOVA PANCHINA PER MILANO


L'associazione no profit Urban Land Institute (Uli) ha promosso un'iniziativa diretta alla progettazione e realizzazione di una nuova panchina per la città di Milano. Il Comune di Milano ha deciso di concedere il patrocinio al progetto, denominato "Sedetevi con Uli, una panchina per Milano". L'iniziativa prevede una gara su inviti, destinata a una selezione ristretta di designer, per il progetto della nuova panchina che, in un secondo tempo, verrà votata dai milanesi. Ciascun creativo dovrà essere associato a un'azienda che produrrà il prototipo da sottoporre al giudizio di una commissione tecnica di esperti. La presentazione pubblica dei prototipi si terrà nell'aprile 2005 durante il Salone del Mobile organizzato alla Triennale di Milano, mentre l'annuncio della panchina prescelta sarà dato entro il 31 maggio 2005. I cittadini potranno votare i bozzetti online e via sms e mms in accordo con Tim.


Che vogliano finalmente mettere panchine in giro per Milano? visto la loro carenza, come ci si lamentava qui un po' di tempo fa... :)

Shhh
February 2nd, 2005, 01:45 PM
UNA NUOVA PANCHINA PER MILANO


L'associazione no profit Urban Land Institute (Uli) ha promosso un'iniziativa diretta alla progettazione e realizzazione di una nuova panchina per la città di Milano. Il Comune di Milano ha deciso di concedere il patrocinio al progetto, denominato "Sedetevi con Uli, una panchina per Milano". L'iniziativa prevede una gara su inviti, destinata a una selezione ristretta di designer, per il progetto della nuova panchina che, in un secondo tempo, verrà votata dai milanesi. Ciascun creativo dovrà essere associato a un'azienda che produrrà il prototipo da sottoporre al giudizio di una commissione tecnica di esperti. La presentazione pubblica dei prototipi si terrà nell'aprile 2005 durante il Salone del Mobile organizzato alla Triennale di Milano, mentre l'annuncio della panchina prescelta sarà dato entro il 31 maggio 2005. I cittadini potranno votare i bozzetti online e via sms e mms in accordo con Tim.


Che vogliano finalmente mettere panchine in giro per Milano? visto la loro carenza, come ci si lamentava qui un po' di tempo fa... :)


Panchine?sarebbe un'ottima idea..certo che se riuscissero a realizzare anche quel benedetto progetto del circuito pedonale su larga scala magari ci sarebbe più gente in giro ad usufruirne...l'altro giorno ho fatto a piedi da via beatrice d'este (circonvallazione interna) a Duomo, e dire che ho rischiato la vita è poco.... :weirdo: però spero che visto l'interesse dei designer per questo genere di concorsi non vinca un qualche bellissimo oggetto d'arredo urbano....ma scomodissimo!! :bash:

Vitruvio
February 2nd, 2005, 02:26 PM
La cosa che tem0 e che si replichi il "fortunato" precedente del lampione Milano...che avrebbe dovuto popolare tutti i nuovi parchi cittadini e che fin'ora è stato utilizzato solamente a ridosso di viale Toscana...

taurus
February 2nd, 2005, 02:54 PM
Ferrovie, Formigoni chiede un piano straordinario

Tre lettere, una al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una al ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, una al presidente e amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Elio Catania per chiedere la costituzione di un'unità di crisi e la realizzazione di un piano straordinario sia da parte di Trenitalia sia da parte del Governo per fronteggiare l'emergenza del servizio ferroviario in Lombardia.
Le ha inviate il presidente della Regione, Roberto Formigoni, sottolineando che "da quando, nel 2002, sono state assunte le competenze sul servizio ferroviario regionale, la Lombardia non ha perso un attimo per ammodernare e potenziare reti e servizio ferroviario, ma ha dovuto scontare e continua a scontare ritardi e mancati investimenti di interi decenni. Dal 2002 in Lombardia sono infatti aumentati i milioni di treni chilometri, passati da 27,8 ai 31 di oggi".

La Lombardia è stata la prima regione ad avere introdotto i contratti di servizio che prevedono anche le penali e i bonus che nel 2004 sono stati applicati 90 volte alle linee di Trenitalia.
La Lombardia inoltre ha partecipato a un investimento di 633 milioni di euro per l'acquisto del materiale rotabile che proprio oggi ha dato i primi frutti (mentre dal 2000 al 2004 gli investimenti sulla rete sono stati di circa 2.000 milioni di euro, cioè quasi 4.000 miliardi delle vecchie lire).
"Oggi - ha spiegato Formigoni - sono arrivati tre locomotori nuovi e cinque ammodernati che entreranno in funzione a giorni. Settimana prossima è prevista l'entrata in funzione di altri dieci locomotori ammodernati".

Il piano prevede inoltre l'entrata in funzione entro febbraio di altri tre locomotori nuovi e di cinque ammodernati, a marzo di uno nuovo e tre ammodernati e nei mesi successivi, fino a dicembre, di due locomotori nuovi.
"Tutto questo è stato reso possibile grazie allo sforzo della Regione Lombardia - ha continuato Formigoni -. Adesso chiediamo un ulteriore sforzo a Trenitalia perché istituisca da subito una unità di crisi in Lombardia in grado di affrontare le emergenze e di organizzare un'informazione adeguata all'utenza. Chiedo inoltre di recuperare materiale rotabile dislocato altrove e non utilizzato e di avviare un piano di manutenzione straordinario".

"Non esiste nessun territorio italiano - ha sottolineato l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Massimo Corsaro - dove ci sono cantieri per lo sviluppo ferroviario come in Regione Lombardia. Tra le opere più significative ci sono la riqualificazione della Saronno-Seregno, inserita nella Legge Obiettivo, il raddoppio e l'interramento a Castellanza del Malpensa Express, il potenziamento della linea da Novara a Malpensa e tutta una serie di miglioramenti come l'eliminazione dei passaggi a livello, la creazione di sottopassaggi nelle stazioni e il rifacimento degli impianti di alimentazione elettrica e di segnalamento".
Un messaggio infine anche ai pendolari. "Comprendiamo i motivi delle proteste - ha concluso Formigoni - ma riteniamo che non si debbano recare ulteriori disagi e danni al servizio e quindi agli stessi utenti. La sforzo di Regione Lombardia è stato ed è imponente; a maggior ragione chiediamo la collaborazione responsabile di tutti, ognuno per la sua parte"
(sito Regione Lombardia)

GENIUS LOCI
February 2nd, 2005, 02:55 PM
La cosa che tem0 e che si replichi il "fortunato" precedente del lampione Milano...che avrebbe dovuto popolare tutti i nuovi parchi cittadini e che fin'ora è stato utilizzato solamente a ridosso di viale Toscana...
Sì, mi ricordo.. era venuto in mente anche a me

Però, in quel caso, non era sto granchè il lampione: li hanno piazzati nel Parco Ravizza per quel che ne so io, e poi da nessun'altra parte più....

taurus
February 2nd, 2005, 03:01 PM
«Treni in ritardo? Colpa del Passante»

Trenitalia accusa il «tunnel» sotto Milano. Gli industriali: basta disagi, sono un handicap anche per le imprese

«Con l’introduzione del Passante c’è stata una grande trasformazione nel sistema ferroviario lombardo, un sistema che però non è flessibile e si trova ancora in fase di potenziamento». Il caos nei treni scatena accuse e polemiche. Tutti contro tutti: Regione, Ferrovie, sindacati, pendolari. Il direttore regionale di Trenitalia, Ewald Fishnaller, punta l’indice contro il Passante ferroviario. Ultimo atto di un mese con i treni a rilento, guasti, proteste, quattro occupazioni dei binari, lo sciopero dell’abbonamento iniziato ieri. A Trenitalia replica il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni: «Gli investimenti delle ferrovie non sono stati adeguati alla crescita della richiesta di mobilità ferroviaria, aumentata del 45 per cento in sette anni». Il governatore ha chiesto poi al governo un’unità di crisi per gestire l’emergenza ferrovie.
Sul caos dei treni interviene anche il vicepresidente della Confindustria, Alberto Bombassei: «Bisogna fare molto alla svelta, perché il disagio sta diventando un handicap competitivo per le nostre imprese. Credo che si stiano dando tutti da fare, compresi i dirigenti delle ferrovie. Lo stato attuale del sistema dei trasporti però ci penalizza».
(Corriere della Sera di oggi)

Bisogna capirli questi signori di Trenitalia.. si sono trovati il Passante lì fra i piedi da un giorno a l'altro.. e che diamine!! ..bisognava avvertirli un pò prima di questa "nuova" infrastruttura. E' solamente da 30 anni che la stavano costruendo.. Che idioti! :sleepy:

GENIUS LOCI
February 2nd, 2005, 05:09 PM
Avevo trascritto un articolo dal giornale che parlava della presentazione l'altro giorno del progetto quarto anello di San Siro, ma per problemi tecnici non l'ha preso perchè non visualizzava più le pagine... adesso mi è passata la voglia :(

Sappiate comunque, che in pratica ci sarà un centro sportivo di 40mila metri quadri, parcheggi tutti sotterranei... si parlava anche di "demolizione" del trotter in modo da poter chiudere poi il terzo anello dello stadio
Ma dal render sul giornale avevo notato una cosa interessante (di cui l'articolo non parla) c'è ai margini dell'area un grattacielo che (facendo le proporzioni "spannometriche" su San Siro) ha un'altezza minima di 100m, forse 120m :)

Comunque, per ora vi posto questi "vecchi" progetti del quarto anello (il nuovo progetto, soprattutto per quel che riguarda l'area intorno al "quarto anello" vero e proprio che cintura lo stadio, è molto differente)

QUARTO ANELLO


Due associazioni, -Multiplicity e ChiamaMilano- hanno sviluppato una ricerca sull'area di San Siro, evidenziando sia gli squilibri che le enormi potenzialità di questo quartiere posto nel quadrante nord-occidentale della metropoli.


San Siro ospita oggi una importante serie di recinti destinati al tempo libero e al verde *tra le altre lo stadio di calcio, le aree dell'ippodromo e del trotto, zone a Parco, il rilievo del Montestella, aree boschive, il Palalido- che nel loro insieme costituirebbero una delle più importanti aree per il tempo libero in Europa.

Più di 265 ettari di verde e spazi attrezzati, che però oggi sono frammentati e funzionanti a singhiozzo, senza alcuna forma di coordinamento.

Per ovviare a questo spreco di risorse, le società calcistiche stanno costituendo un'Agenzia di Sviluppo locale che, con l'apporto dell'amministrazione comunale svilupperà progetti di riqualificazione dell'area.


Il Quarto Anello che Boeri Studio propone di realizzare attorno allo stadio Meazza è un recinto concentrico di servizi e spazi ricettivi destinati sia al quartiere che ai tifosi: ristoranti, spazi gioco, aree commerciali, spazi espositivi.

La struttura del quarto anello è una griglia metallica romboidale rivestita da pannelli di vetro e da un sistema di persiane modulari a scorrimento.

Lo spazio interno varia di sezione lungo lo sviluppo dell'anello e può ospitare diverse tipologie di attività:

l'enorme piazzale dello stadio *usato oggi solo per il parcheggio in corrispondenza delle partite- viene ridisegnato per ospitare spazi verdi e attrezzature per lo sport e attività in costante funzione .

Il Quarto Anello costitusice un primo passo per rendere vitale 24 ore su 24 il centro dell'arcipelago di San Siro.



Progetto di Boeri Studio
Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra, con John Palmesino e Isabella Inti


Website www.multiplicity.it / www.stefanoboeri.net


http://www.archphoto.it/IMAGES/boeri/sansiro.jpg

http://www.archphoto.it/IMAGES/boeri/vista_notturna-3-copy.jpg

http://www.archphoto.it/IMAGES/boeri/vista-2.jpg

http://www.archphoto.it/IMAGES/boeri/vista-4-alta.ris.jpg

http://www.archphoto.it/IMAGES/boeri/vista-3.jpg

capitan harlock
February 2nd, 2005, 07:49 PM
160000???!!!!!!

Sonic from Padova
February 2nd, 2005, 08:07 PM
Impressionante, 160.000 spettatori con il quarto anello! Ma la faranno questa modifica?

GENIUS LOCI
February 2nd, 2005, 08:39 PM
No, il numero di 160.000 è il numero di persone che tutta la struttura comprensiva di quarto anello (che non è un anello dello stadio, ma una cosa complessa dove ci sono servizi, sale multimediali, ristoranti, ecc...)
Quindi: 85.000 allo stadio a vedere la partita (come ora) e gli altri ospitati in strutture connesse che vanno dalle palestre a sale dove poter guardare via video i match...
Ma in un giorno in cui c'è una partita dubito che la gente che non va espressamente per vederla frequenterà tutte queste strutture: quindi è solo una stima teorica che mai si raggiungerà
E poi sarebbe un po' come dire che metà degli spettatori erano al bar... :)

Hanno messo questo numero onnicomprensivo solo per impressionare (con uno stadio che ha già delle cifre impressionanti...)

Io credo, invece, che se completeranno il terzo anello dalla parte del trotter come prospettato dall'articolo che ho letto trascritto e postato, ma perso perchè in sti giorni SSC va a singhiozzo :bash:
la capienza dello stadio attuale (quella degli spettatori veri, che stanno sotto la copertura del Meazza, non al suo fitness center) supererà di sicuro i 100.000 spettatori, forse i 120.000

Cmq devo andare a caccia di rendering del nuovo progetto (che quello che vi ho postato è quello vecchio, vecchio di pochi mesi, ma vecchio)
E' stato presentato lunedì, ed è veramente molto articolato: ad un occhio "attento" e abbastanza conoscitore della zona si rivela la "strategia" di finanziamento di questo progetto: costruire e vendere case...

Infatti si vedono zone adesso libere o occupate da attrezzature al servizio dell'ippodromo (come alcune scuderie) su cui ci sono disegnati (sempre nel rendering che ho visto sul giornale) edifici adesso inesistenti.
Tra l'altro, sul lato ovest del piazzale dello stadio, verso via Novara, c'è disegnato un bel GRATTACIELO dell'altezza stimata (da me :) ) di 100 metri almeno, se non 120...

Devo troppo trovare in rete quei rendering da postare ......

damon milan
February 2nd, 2005, 09:49 PM
io avevo sentito parlare di:

- terzo arancio
- palazzo dello sport
- quarto anello (vero)

quali mi confermi? si sa già qualche data?

tks!

Tre_Punte
February 2nd, 2005, 11:37 PM
Le eccellenze di Milano e Lombardia sbarcano a Londra

Dopo Parigi e Berlino, ecco che i 22 importanti progetti che stanno cambiando il volto di Milano e del territorio circostante atterrano al Barbican Center di Londra per farsi conoscere e apprezzare anche oltre Manica.
Il 10 febbraio infatti, verrà inaugurata la terza tappa del road show “Milano e Lombardia. La rinascita del futuro”; una raccolta di eccellenze arcitettoniche fra le quali ritroviamo i due grandi interventi di Fondazione Fiera Milano: il Nuovo Polo in fase di ultimazione a Rho-Pero e il progetto CityLife per la riqualificazione dello storico quartiere fieristico cittadino.
Saranno presenti alla cerimonia l’ambasciatore italiano a Londra Giancarlo Aragona, il sindaco Gabriele Albertini e l’assessore Gianni Verga per il Comune di Milano, il presidente di Fondazione Fiera Milano, Luigi Roth, e Bruno Ermolli, membro della giunta della CCIAA Milano.
Interverranno inoltre il critico Deyan Sudjic e gli architetti Zaha Hadid, Massimiliano Fuksas e Paul Kalkhoven.
La mostra chiuderà il 19 febbraio e sarà aperta al pubblico tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00; il mercoledì apertura serale fino alle 21.

GENIUS LOCI
February 2nd, 2005, 11:56 PM
@damon
Mi spiace, ma date è difficile farne: adesso è stato presentato un progetto di massima
Si aspettano un po' di dettagli per andare all'approvazione del consiglio Comunale (in pratica l'iter è quasi da zero)

Per quanto riguarda il terzo arancio (se intendi la chiusura del terzo anello, scusa ma non sono un grande esperto di curve e ripartizioni allo stadio) se ne è parlato: ma finora è solo alla fase di ipotesi e nulla più...
Palazzo dello sport: è un altro mistero
Se va avanti il progetto che ho descritto (e che ricordo è completamente redatto da Milan e Inter in contemporanea) è sicuro che il palazzetto dello sport non si farà nel piazzale dello stadio
Forse (e sottolineo forse) è possibile che lo facciano a Rogoredo (o meglio nell'area ex-Porto di Mare) dove già il comune ha intenzione di farci la cittadella olimpica, con tanto di Stadio Olimpico e attrezzature connesse (dicono che la faranno comunque, anche se Milano non dovesse avere le Olimpiadi)
Recentemente il Comune ha acquistato quelle aree (più di 2 milioni di metri quadri) proprio con questo specifico scopo: però, finora è tutto in fase ipotetica, previsioni e aspirazioni... Non si è visto neanche uno schizzo
Infine, per quanto riguarda il quarto anello, l'unico quarto anello possibile è quello dei "servizi" esterno allo stadio che ho postato io
Infatti per fare un quarto anello sovrapposto al terzo attuale, bisognerebbe abbattere la copertura dello stadio, fare una struttura esterna di sostegno (a mo' di quella fatta per il terzo anello: le torri circolari) che finirebbe per inglobare tutto piazzale Axum compresa la strada, Tutto il Trotter e gran parte del piazzale dello stadio, e poi farci una copertura sopra
Senza pensare, che già adesso San Siro è uno stadio che misura 200x100 con un'altezza di 80! (e forse mi sono tenuto basso)
Con un'eventuale aggiunta di un altro anello superiore sarebbe 200x400 per 140 metri d'altezza! Un vero mostro: in tutti i sensi (sempre che sia strutturalmente ed economicamente fattibile, oltrechè vantaggioso: quando si riempirebbe mai uno stadio da 200.000 posti?)
Oltretutto i poveracci dal quarto anello a 100 metri d'altezza (e 350 in linea d'aria dal campo) non vedrebbero una favazza :)
No! Non sarebbe fattibile tecnicamente; sarebbe un suicidio economico e come risultato si avrebbe un pessimo stadio. A quel punto costerebbe di meno farne uno ex-novo, anche gigantesco, ma con tutti i crismi
Cmq non ho mai sentito di un progetto serio di realizzare un quarto anello (se esistesse ditemelo, che vado con le mie mani a bloccare il progettista pazzo) Ho invece sentito molti fraintendere la notizia di questo anello di servizi (enfaticamente chiamato quarto anello) per la futura costruzione di un anello sopra il terzo attuale dello stadio. Probabilmente hai letto o sentito una notizia di che aveva frainteso questa cosa.. ;)

damon milan
February 3rd, 2005, 02:08 AM
ok, grazie! :)
cmq mi sarebbe piaciuto molto di più se si fosse deciso di costruire il palazzetto e le altre strutture sportive in zona s.siro..
il tutto attorno alla stadio avrebbe avuto un'altra immagine.. senza contare che se si costruisce troppo fuori (porto di mare..) si rischia di fare la fine del delle alpi o del forum di assago.. la gente non ha voglia di spaarsi mezz'ora di viaggio..!

mah, si vedrà..
cmq sono tutti progetti interessanti, speriamo bene!
ciao

GENIUS LOCI
February 3rd, 2005, 02:24 AM
Beh, comunque c'è la fermata della linea tre a Porto di Mare, mentre a San Siro le due più vicine stazioni del metro sono Lotto e Lampugnano, abbastanza a casa di Dio...
Comunque ti capisco: San Siro è sempre San Siro... E' un'altra cosa ;)

gruber
February 3rd, 2005, 11:07 AM
No, il numero di 160.000 è il numero di persone che tutta la struttura comprensiva di quarto anello (che non è un anello dello stadio, ma una cosa complessa dove ci sono servizi, sale multimediali, ristoranti, ecc...)
Quindi: 85.000 allo stadio a vedere la partita (come ora) e gli altri ospitati in strutture connesse che vanno dalle palestre a sale dove poter guardare via video i match...
Ma in un giorno in cui c'è una partita dubito che la gente che non va espressamente per vederla frequenterà tutte queste strutture: quindi è solo una stima teorica che mai si raggiungerà
E poi sarebbe un po' come dire che metà degli spettatori erano al bar... :)

Hanno messo questo numero onnicomprensivo solo per impressionare (con uno stadio che ha già delle cifre impressionanti...)

Io credo, invece, che se completeranno il terzo anello dalla parte del trotter come prospettato dall'articolo che ho letto trascritto e postato, ma perso perchè in sti giorni SSC va a singhiozzo :bash:
la capienza dello stadio attuale (quella degli spettatori veri, che stanno sotto la copertura del Meazza, non al suo fitness center) supererà di sicuro i 100.000 spettatori, forse i 120.000

Cmq devo andare a caccia di rendering del nuovo progetto (che quello che vi ho postato è quello vecchio, vecchio di pochi mesi, ma vecchio)
E' stato presentato lunedì, ed è veramente molto articolato: ad un occhio "attento" e abbastanza conoscitore della zona si rivela la "strategia" di finanziamento di questo progetto: costruire e vendere case...

Infatti si vedono zone adesso libere o occupate da attrezzature al servizio dell'ippodromo (come alcune scuderie) su cui ci sono disegnati (sempre nel rendering che ho visto sul giornale) edifici adesso inesistenti.
Tra l'altro, sul lato ovest del piazzale dello stadio, verso via Novara, c'è disegnato un bel GRATTACIELO dell'altezza stimata (da me :) ) di 100 metri almeno, se non 120...

Devo troppo trovare in rete quei rendering da postare ......


conosco da anni la famiglia Hoffer, il cui padre ha progettato il 3° anello.
mi disse che era impossibile costruire il 3° anello anche sul rettilineo parallelo all'ippodromo per meri motivi di spazio.
infatti ci sono meno di 10 metri in quel budello tra i 2 impianti sportivi e le enormi torri che sostengono le tribune a 40 metri di altezza non ci sarebbero fisicamente state.
altro enorme problema è il deflusso degli spettatori. aggiungere 10.000 persone circa che devono uscire in quel vialetto...è un suicidio!

questo anni fa. dubito però che oggi si possa risolvere in altro modo il problema.
l'unico sarebbe demolire l'ippodromo...cosa francamente impossibile.
l'unica possibilità er adi costruire una parete verticale di Sky Box, su 3 o 4 livelli.
il rpoblema però è la distanza dal terreno di gioco.
chi si prende uno sky box per vedere le partite dal 3° anello???
(il noleggio annuale di 1 sky box a San Siro costa 100.000 euro!)

gruber
February 3rd, 2005, 11:41 AM
Revival in discoteca dei mitici anni ’80. Musica di Duran Duran e Spandau Ballet, abbigliamento d’epoca e nostalgia di «galli» e «sfitinzie»


I «Wild Boys» sono tornati. Piumino Moncler colorato, cintura El Charro, jeans Americanino, felpe Best Company, anfibi Timberland, calze a rombi Burlington, occhiali Ray-ban: se avete ancora nell'armadio la perfetta divisa da paninaro e volete rivivere, anche solo per una sera, i mitici anni Ottanta, allora tiratela fuori perché il vostro momento è arrivato. Domani sera alla discoteca C-Side (via Castelbarco 11, tel. 02.58.31.06.82) va in scena «Il Paninaro» un evento organizzato per festeggiare i vent’anni di un fenomeno tutto milanese che ha segnato una generazione e che, oltre a una moda, ha lanciato un vero e proprio modo di vivere. Chi si presenta vestito da paninaro doc da capo a piedi può accedere al «Privé del Paninaro», ma tutti devono indossare almeno un accessorio a tema. Tra gli ideatori della serata Lello di «Noblesse Oblige», ex paninaro oggi 33enne sposato con un figlio appena nato, che racconta: «Andavo in giro sulla mia moto Enduro con il giubbotto Schott. Ho un bel ricordo di quel periodo anche perché c’era molta più aggregazione tra i giovani rispetto a oggi: spesso la mattina bigiavamo la scuola e c’incontravamo da Burghy, in piazza San Babila. I nostri passatempi preferiti erano: andare a farsi le lampade, entrare nei cinema dalle uscite di sicurezza per non pagare il biglietto oppure fare la vasche in corso Vittorio Emanuele e cuccare le sfitinzie , ovvero le ragazze. Noi eravamo galli , gino , invece, era il tipo un po’ tonto, tamarri , quelli che imitavano i paninari, sapiens , i genitori. Che pubblico mi aspetto? Beh i 30-40enni che hanno vissuto in pieno il periodo ma anche i 25enni curiosi».
E poi c’è la musica, a cura di Max, 35 anni, dj per passione, ideatore della serata «Wild Boyz» che ha rilanciato la colonna sonora degli anni ’80: «Domani sera selezionerò non solo la musica paninara, come i Duran Duran o gli Spandau Ballet, ma anche altre hit del periodo, Depeche Mode e Cure compresi». Al suo fianco c’è Bruno Chiodi, ex proprietario e dj della mitica Merry go round una delle discoteche preferite dai paninari insieme con il Linea e il Notorius.
E sembrerà di tornare indietro nel tempo, quando i primi fast-food ancora si chiamavano Burghy e Wendy, piazza San Babila brulicava di giovani appoggiati alle loro Zundapp gialle e corso Vittorio Emanuele, non ancora pedonalizzato, era il ritrovo per lo struscio del sabato pomeriggio con le prime Volkswagen Golf Gti.
Ma da dove nasce il termine «paninaro»? Deriva da «Al Panino», il bar di piazzetta Liberty, come racconta un suo ex frequentatore, Alberto, oggi musicista di 39 anni: «Il vero fenomeno risale a 22 anni fa ed è stato quello del "panino": si chiamava così chi si ritrovava nel bar di piazzetta Liberty. Eravamo un gruppo di giovani della Milano-bene, ci conoscevamo tutti, tifavamo Inter, frequentavamo la pizzeria Pane e Farina e la discoteca Amnesia. Poi il fenomeno è diventato di massa ed è nato il termine paninaro , un po’ una macchietta rispetto all'autentico panino . Così, si finiva per prestare il fianco alle battute di Enzo Braschi che faceva il verso al paninaro in Drive in , mentre le ragazze sognavano di sposare Simon Le Bon e la rivista ufficiale Il paninaro lanciava soprannomi come Dimitri o Lupo Armiere».
«Sono stato paninaro dai 14 ai 17 anni, tutti gli anni del liceo Gonzaga, un periodo bellissimo. Ci sentivamo fighi, i nostri nemici erano i "cinesi", quelli con l’eskimo, ma non c’era nulla di politico. C’era il gruppo di appartenenza, uno spirito di corpo molto forte». L’assessore Giovanni Bozzetti, oggi ha 37 anni e veste prevalentemente in completo blu, ma il suo giubbotto Henry Lloyd blu lo conserva ancora nell’armadio. «Avevo anche il Moncler, ma lo usavo a Courmayeur dove portavamo la nostra moda. Quelle firme erano lo status symbol dei figli di papà perché il paninaro prende piede nelle scuole private, l’Oppenheimer, le Marcelline, il Leone XIII. Qualcuno non poteva permettersele e così sono nate le baby gang che te li rubavano». Ai tempi Bozzetti usciva solo con ragazze con la borsa Naj Oleari «perché eravamo una casta. Ostentarsi paninaro e cioè milanese, era un vero motivo d’orgoglio». (m.t.v.)
Laura Vincenti

© Corriere della Sera

damon milan
February 3rd, 2005, 12:22 PM
conosco da anni la famiglia Hoffer, il cui padre ha progettato il 3° anello.
mi disse che era impossibile costruire il 3° anello anche sul rettilineo parallelo all'ippodromo per meri motivi di spazio.
infatti ci sono meno di 10 metri in quel budello tra i 2 impianti sportivi e le enormi torri che sostengono le tribune a 40 metri di altezza non ci sarebbero fisicamente state.
altro enorme problema è il deflusso degli spettatori. aggiungere 10.000 persone circa che devono uscire in quel vialetto...è un suicidio!

questo anni fa. dubito però che oggi si possa risolvere in altro modo il problema.
l'unico sarebbe demolire l'ippodromo...cosa francamente impossibile.
l'unica possibilità er adi costruire una parete verticale di Sky Box, su 3 o 4 livelli.
il rpoblema però è la distanza dal terreno di gioco.
chi si prende uno sky box per vedere le partite dal 3° anello???
(il noleggio annuale di 1 sky box a San Siro costa 100.000 euro!)

demolire e ricostruire l'ippodromo più in là è una cosa impossibile?
insomma, non c'è proprio proprio nessun modo per finire il terzo anello?!

mizuno
February 3rd, 2005, 12:44 PM
spostare l'ippodromo non è possibile, non c'è spazio. L'unica alternativa sarebbe demolirlo e costruirlo in un'altra parte della città. E la cosa mi sembra impensabile, sarebbe + economico e semplice cosrutuire un nuovo stadio. Ma anche questa la vedo dura...

GENIUS LOCI
February 3rd, 2005, 01:55 PM
l'unica possibilità er adi costruire una parete verticale di Sky Box, su 3 o 4 livelli.
il rpoblema però è la distanza dal terreno di gioco.
chi si prende uno sky box per vedere le partite dal 3° anello???
(il noleggio annuale di 1 sky box a San Siro costa 100.000 euro!)
E' incredibile... Sai che è una cosa che ho sempre pensato anch'io quella della costruzione di Skybox sul lato Ippodromo? Certo poi... chi ci va? a meno di non renderli iper economici, ma allora dovrebbero abbassare ulteriormente i prezzi delle tribune... mmmh :sleepy:

Per quanto riguarda la chiusura dell'anello: si sta valutando veramente (purtroppo, aggiungerei io) di abbattere il Trotter per fare "spazio" allo stadio

damon milan
February 3rd, 2005, 02:00 PM
perchè purtroppo?
l'ippodromo bello è quello con dentro il cavallo di leonardo, quello potrebbe benissimo venire ricostruito, ad esempio dalla parte opposta dello stadio, no?

gruber
February 3rd, 2005, 02:14 PM
E' incredibile... Sai che è una cosa che ho sempre pensato anch'io quella della costruzione di Skybox sul lato Ippodromo? Certo poi... chi ci va? a meno di non renderli iper economici, ma allora dovrebbero abbassare ulteriormente i prezzi delle tribune... mmmh :sleepy:

Per quanto riguarda la chiusura dell'anello: si sta valutando veramente (purtroppo, aggiungerei io) di abbattere il Trotter per fare "spazio" allo stadio

Gli sky box ci sono già tra l'altro.
ci sono stato 1 volta a vedere l'Inter, ovviamente e lasciamo perdere il risultato per favore...., e sono una figata.
ce ne sono 20 e quando ci andai io, 4 o 5 erano vuoti!
era Inter-Milan dell'anno scorso...eppure il 25% dei box eran sfitti!
costruirne altri?
non so chi ci andrebbe.
con il costo che hanno sono affittati solo da grandi multinazionali che li usano per rappresentanza.
chi spende 100.000 euro???

e poi, siamo sicuri che servano altri 10, 12.000 posti a San Siro?
già così ha più di 85.000 posti, che non sono mica pochi.
quante partite all'anno richiederebbero più posti?
le partite con i Gobbi, i derby, alcune partite di coppa.
il Milan circa 12 anni fa lasciò per un anno la lista abbonamenti completamente aperta, senza mettere una quota massima o una data ultima.
fece, se non sbaglio, 78 o 80.000 abbonati. ed era un periodo di vacche grassissime per i Caciavit rossoneri!!!
l'Inter, vuoi anche per la scimmia che ha sulla schiena da quasi 20 anni non è mai andata oltre i 60, 65.000 abbonati.
certo con un derby ci vorrebbe uno stadio da 250.000 posti, per semifinali d Coppa Campioni ancor di più...ma poi, per il restante 90% delle partite....i costi di gestione sarebbero spaventosi!
anche perchè tra Sky e DIgitale il numero di pazzi che si smazzano 500 km di notte per andare a vedere una partita in trasferta...diminuiranno sempre più.
ora dovrebbero concentrarsi al massimo sul portare quelle piccole modifiche che faranno tornare San Siro a 5 stelle UEFA (e sono veramente 4 cazzate), poi magari piazzare un bel tabellone elettronico con schermi su 4 lati appeso sopra il centro del campo e poi, quando sarà possibile mettere l'erba sistetica.
tanto ormai le hanno rpovate tutte e l'erba continua a far vomitare.
meglio il sintetico che l'erba verniciata!? oh no?

gruber
February 3rd, 2005, 02:32 PM
"Grattacieli all’orizzonte" - "Skyscrapers on the Skyline"

“Grattacieli all’orizzonte – Skyscrapers on the Skyline” è una mostra di architettura patrocinata da Urban Center che si svolgerà dall’11 Dicembre 2003 al 28 Gennaio 2004 presso gli spazi del Centro in Galleria Vittorio Emanuele, curata dall’arch. Cecilia Bolognesi e promossa dalla rivista Domus e dal suo direttore Deyan Sudjic.
La mostra comprende circa 40 modelli di grattacieli contemporanei provenienti da tutto il mondo, ed originariamente fu ospitata presso la Royal Academy of the Arts di Londra con la curatela di Lord Norman Foster. Essa viene qui presentata in una veste modificata.
La mostra presso la Royal Academy raccoglieva per la prima volta modelli di grattacieli provenienti da collezioni private e da studi di architettura diffusi in ogni continente che, in alcuni casi, erano stati presentati alla Biennale di Venezia del 2002.
Nell’esposizione milanese tutte queste opere, esposte in un rinnovato e suggestivo allestimento, offriranno alla cittadinanza l’occasione per dibattere sulla forma costruita dei grattacieli e sull’opportunità e compatibilità di una presenza futura delle costruzioni alte anche all’interno dello skyline cittadino.

I grattacieli presentati nella mostra sono modelli alle diverse scale ed hanno altezze variabili da poche decine di centimetri a più di due metri. La loro compresenza all’interno di uno stesso ambiente renderà possibile la comparazione tra di esse e più suggestiva la vista di questo mondo del tutto immaginario perché ricostruito unicamente per la sede di Urban Center.

Il giorno 11 Dicembre precederà la mostra una conferenza di apertura con la partecipazione di personalità di grande rilievo dell’architettura italiana ed internazionale che introdurranno i temi e porteranno, con il proprio punto di vista, un significativo approfondimento al dibattito architettonico e di costruzione della città. Chairman sarà Deyan Sudjic, critico e direttore di Domus. Interverranno come relatori: l’architetto Lord Norman Foster; Bob Emmerson, Chairman presso Arup Group Ltd; Lee Polisano, presidente di FAIA, RIBA, Dipl.-Ing. e di Kohn Pedersen Fox International; l’architetto italiano Massimiliano Fuksas.

L’editoriale Domus dedicherà agli eventi legati a “Grattacieli all’orizzonte – Skyscrapers on the Skyline” una pubblicazione speciale curata dall’arch. Cecilia Bolognesi che sarà allegata al numero di Dicembre della rivista e distribuita in occasione della conferenza.

Redatto da: Urban Center - Comune di Milano

gruber
February 3rd, 2005, 02:35 PM
http://www.comune.milano.it/WebCity/documenti.nsf/a05ac22aa8296639012567b6005b1193/b9444964d71859a5c1256e0600387629?OpenDocument

gruber
February 3rd, 2005, 02:37 PM
L’Amministrazione Comunale di Milano,Ente banditore, in accordo con i soggetti Promotori : Camera di Commercio della Provincia di Milano, Politecnico di Milano-Facoltà del Design, ADI (Associazione per il Disegno Industriale), bandisce un concorso ad inviti per la progettazione di un “marchio-logotipo”, di dimensioni massime cml.20,00x20,00, da realizzare su un supporto materiale, destinato a contraddistinguere gli esercizi commerciali (locali pubblici, botteghe artigianali, imprese) che costituiscono presenza storica sul territorio comunale, e/o presentano elementi di pregio architettonico o degli arredi.
Il “marchio-logotipo”, unico e riconoscibile, è destinato ad essere esposto presso gli esercizi individuati, all’interno e/o all’esterno, identificando le attività commerciali aventi le citate peculiarità.
Segnalando il luogo dove esplicano tale attività, come “patrimonio comune” della città, si costituirà un circuito chiaramente identificabile all’interno del territorio comunale.

Il vincitore è BOB NOORDA, in gruppo con Ornella Vitali Noorda e Stefano Rivolta.

http://www.comune.milano.it/WebCity/documenti.nsf/0/b9444964d71859a5c1256e0600387629/Doc_Descrizione/0.756C?OpenElement&FieldElemFormat=jpg

GENIUS LOCI
February 3rd, 2005, 03:36 PM
perchè purtroppo?
l'ippodromo bello è quello con dentro il cavallo di leonardo, quello potrebbe benissimo venire ricostruito, ad esempio dalla parte opposta dello stadio, no?
Quello è l'Ippodromo del Galoppo, molto più grande del Trotter, non è in previsione nessun abbattimento (tra l'altro è stato recentemente "vincolato" come patrimonio storico, per evitare una possibile speculazione edilizia che era stata paventata su quell'area), però un "ripensamento anche di questa struttura
Il Trotter, invece, è quello dietro allo Stadio (è proprio attaccato)
A me quella struttura piace molto (per certi versi anche più del Galoppatoio, che ha al suo interno edifici "storici") e mi dispiacerebbe venisse abbattuta.
Ma, ovviamente, questa è solo un'opinione personale

eah
February 3rd, 2005, 06:12 PM
Il trotter è bellissimo e vista la sua importanza storico-architettonica non dovrebbe proprio essere abbattuto,semmai valorizzato!

damon milan
February 3rd, 2005, 06:20 PM
no, no, scusa genius, ho messo troppi "quello"..

io dico che l'ippodromo del galoppo, quello col cavallo, è importante e bello, mantre l'altro, il trotter, potrebbe anche venire demolito e ricostruito, ad esempio dall'altra parte dello stadio, per permettere il completamento del terzo anello.

esteticamente a me non sembra nulla di speciale, però personalmente non so se l'edificio ha un qualche valore storico che renderebbe la ricostruzione una pazzia..

Panther
February 3rd, 2005, 11:44 PM
Io giro intorno al complesso ogni mattina per andara al lavoro e debbo dire che se qualcosa di bello c'e'... beh, è tenuto ben nascosto. Decisamente un'altra zona da rivalorizzare, come in generale tutta la zona di San Siro che mi sembra un po' in declino... Impressione personale.

damon milan
February 3rd, 2005, 11:50 PM
beh, in parte hai ragione, si potrebbe migliorare di certo, però..
lo stadio le sere di cempionz è una cosa troppo emozionante!! tutta la gente fuori prima della partita che aspetta di vedere il grande milan! e quando entri la bolgia..!
a me s.siro piace un sacco, è di un imponenza impressionante!!

la zona inoltre è anche piuttosto ricca, quindi nelle vie intorno capita di vedere case molto belle!

questo naturalmente non toglie che certi scorci sarebbero da ritoccare..! :)

fcom1
February 4th, 2005, 04:38 PM
Un passo avanti per la metropolitana

Entro il 2005 il progetto definitivo

Il 29 gennaio 2005, in Regione, sono state concordate le modalità di finanziamento per la progettazione del prolungamento della linea metropolitana M1 da Sesto FS a Monza Bettola.

L’intervento, approvato il 1° giugno 2004 dalla Giunta regionale, con un documento che impegna la Regione Lombardia, la Provincia di Milano, i Comuni di Milano, Monza, Sesto S. Giovanni e Cinisello Balsamo, è stato seguito, il 22 settembre, da un accordo che ha definito la ripartizione delle spese.

Il progetto definitivo dovrà essere inviato entro l'estate 2005 alla segreteria del CIPE per completare l'iter di erogazione del finanziamento di 105,60 milioni di euro (il 60% delle risorse necessarie alla realizzazione dell'opera).

Le attività di progettazione saranno svolte da Metropolitana milanese spa ed ammontano a circa 1,1 milioni di euro. Anche per queste attività il 60% delle risorse (667.000 euro) è a carico dello Stato, mentre la parte rimanente è da suddividere fra gli enti partecipanti. L'intera somma dovrà essere anticipata, salvo rimborso da parte del Cipe a progetto definitivo approvato.

L’intervento consisterà nel prolungamento della linea, con la realizzazione di due nuove fermate: Sesto Restellone e Monza Bettola. L'ipotesi di riferimento prevede che a Restellone la linea pieghi verso sinistra per passare sotto l'autostrada A4, in prossimità dell'attuale svincolo di Milano-viale Zara, e attestarsi a Bettola (dietro l'attuale ipermercato sulla SS 36).

E' stato chiesto a Metropolitana milanese di verificare se sia possibile un leggero adattamento del tracciato, mantenendolo il più possibile sotto la via Gramsci di Sesto (il prolungamento di via Borgazzi), e curvando più nettamente a sinistra appena dopo aver oltrepassato l'autostrada verso Monza per raggiungere la stessa area del quartiere Bettola. MM procederà alle opportune verifiche prime della redazione del progetto definitivo.

I prossimi passi degli enti coinvolti consistono nel definire con precisione il nodo di interscambio di Bettola, nel quale potrebbe attestarsi anche il capolinea della linea M5. Al momento la linea arriva fino a viale Fulvio Testi, al limite del territorio del Comune di Milano (via Bignami), ma potrebbe essere prolungata di tre stazioni, appunto fino a Bettola. In questo nodo troverà posto anche un parcheggio multipiano di circa 2500 posti.

“Il Comune di Monza – dichiara l’Assessore alla Mobilità Paolo Confalonieri - è impegnato affinché il nodo di Bettola sia progettato in modo da garantire la buona accessibilità da parte dei monzesi, oltre che di tutti coloro che accederanno a Bettola provenendo dalle strade di grande comunicazione.
Fra le proposte del Piano urbano della mobilità, c’è il collegamento con una metrotranvia di superficie di ultima generazione con il centro della città. Abbiamo già chiesto alla Regione Lombardia di condividere questo progetto per cominciare a reperire i fondi”.

Stranfiér
February 4th, 2005, 04:39 PM
« Sfida all’ultimo progetto tra l’Università di Yale e il Politecnico di Milano. Manfredi Catella, Managing Director di Hines Italia, ha annunciato oggi all’Urban Center di Milano un’iniziativa promossa e organizzata dal Gruppo Hines, che coinvolge due prestigiose università quali la Yale University (Facoltà di Architettura) e il Politecnico di Milano (Facoltà di Architettura e Facoltà del Design). L’iniziativa in questione parte con un seminario della durata di una settimana, che vedrà impegnati gli studenti laureandi in Architettura (dieci di Yale e dieci del Politecnico), e i rispettivi professori, con l’obiettivo di assumere tutte le informazioni necessarie per fare "un esercizio di progettazione" che abbia come oggetti il Museo della Moda e del Design, MODAM e la Scuola della Moda, secondo le finalità ed i contenuti indicati dalla Fondazione della Città della Moda. Entrambi gli edifici rappresentano un elemento importante del progetto Garibaldi-Repubblica. Da oggi a domenica, gli studenti avranno la possibilità di conoscere da vicino l’area interessata, la "Garibaldi-Repubblica" e le linee guida riguardanti il Modam e la Scuola della Moda, parlandone direttamente con i principali referenti: l’Assessore al Territorio del Comune di Milano, Gianni Verga, il responsabile del progetto "Garibaldi-Repubblica" per il Comune, Giancarlo Tancredi, l’architetto Pierluigi Nicolin (autore del planivolumetrico del progetto), Beatrice Trussardi, vicepresidente della Fondazione Città della Moda, Gerald Hines, fondatore del Gruppo Hines. Alla fine del seminario, gli studenti selezionati ritorneranno alle rispettive università ed elaboreranno i loro progetti per i due edifici, che verranno esposti successivamente al completamento dei lavori previsto per l’estate, sia a Milano che a New Haven (città del Connecticut dove ha sede Yale)».

European1978
February 4th, 2005, 05:04 PM
incredibile a New Haven :) ho vissuto li' per qualche mese nel 2000

Panther
February 5th, 2005, 05:51 PM
Scusate ma quel grattacielo dalla forma vagamente circolare che doveva sorgere in fondo a via Lorenteggio? Lo stanno facendo? Passando da quelle parti non vedo nulla che si muove...

GENIUS LOCI
February 5th, 2005, 07:04 PM
^
Scusa, di quale grattacielo stai parlando? Hai qualche indicazione in più...?

Per quanto riguarda Lorenteggio: stanno costruendo molte torri in zona (che però si aggirano tra i 50 e i 70 m d'altezza) e probabilmente molte altre ne costruiranno in futuro :)

GENIUS LOCI
February 5th, 2005, 07:10 PM
@Panther
Se ti riferivi a questo

http://www.mariotaddei.net/mt-studioddm/Mario_studioddm-Lorenteggio.jpg

che si trova nel tratto finale di via Lorenteggio, di fianco alle torri ex-Olivetti, hanno già completato lo scheletro della struttura.
Però sarà alto 40, massimo 50 metri... :)

Panther
February 5th, 2005, 11:25 PM
Ah si! Proprio lui! Grazie Genius. 40/50m dici? Peccato, dalle foto che avevo visto in precedenza avrei detto qualcosa di più. Beh comunque dire che la zona, a piccoli passi, sta diventando interessante!

GENIUS LOCI
February 5th, 2005, 11:46 PM
^
E' vero, io abito in zona: e negli ultimi anni (vabbè negli anni da cui ci abito, non sono proprio molti :) ) un sacco di interventi edilizi sono case a torre...
Tra l'altro c'è ancora un sacco di industria dismessa molto appetibile, che sicuramente in futuro sarà "trasformata" :)

Panther
February 5th, 2005, 11:48 PM
^
Anche io sono della zona! Mi sa chi siamo vicini di casa... Dove sei di preciso?

GENIUS LOCI
February 6th, 2005, 12:24 AM
Giambellino, dopo il cavalcavia di Santa Rita...
Hai presente le due torri rosse?

Panther
February 6th, 2005, 12:39 AM
Capito! :) Effettivamente siamo molto vicini, io sto up po + avanti in L. il Moro, la casa immediatamente dopo il nuovo cavalcavia che hanno inaugurato ad Ottobre.

E approposito di quel cavalcavia e di tutti i vari comitati, comitatini, movimenti e movimentini che volevano bloccarlo: Personalmente mi fa risparimare 20km al giorno e quasi mezz'ora di auto per andare a lavorare... mio personale contributo alla riduzione dell'inquinamento della città! :cheers:

Prima per scavalcare il naviglio dovevo andare fino alla tange! Tutti gli altri ponti negli orari di punta erano impraticabili...

GENIUS LOCI
February 6th, 2005, 12:51 AM
Sì, è una cosa incredibilmente utile: ha pure drenato un po' di traffico dalla strada lungo il naviglio dalla parte di Corsico...
Tra l'altro il progetto è di Aldo Rossi (del 1989 o giù di lì, vedi te quanto ci impiegano a fare le opere in Italia :ohno: )
Comunque adesso aspetto il cavalcavia da da largo Giambellino a piazza Negrelli (che collegherebbe direttamente la via Primaticcio con Famagosta, praticamente un'altra circonvallazione)
Probabilmente lo faranno nel 2099... :)

Panther
February 6th, 2005, 01:12 AM
Capperi, non sapevo nulla di questo progetto! :eek: Beh speriamo di fare in tempo a vederlo... ;)

Questa sera vi lascio con una considerazione sull'argomento:

Molti "conservatori", e sto usando un eufemismo beninsteso, adducono sempre il problema dell'aumento dell'inquinamento quando si tratta di costruire in città dei nuovi ponti o delle nuove bretelle di collegamento o delle semplici strade.

Ma scusate, è solo una mia convinzione o in qualsiasi sistema reticolare, aumentando la granularità e le connessioni del reticolo si riduce lo spazio e l'energia per raggiungere un dato punto da un'altro?

E semplificando al massimo le cose e traducendole in viabilità: Se in una città ci sono più strade e collegamenti aumenta la possibilità di raggiungere più brevemente e con meno consumo di combustibile un data destinazione.

E l'aumento dell'inquinamento da dove salta fuori? Ovviamente ci sarà un sensibile aumento localizzato, ma complessivamente si abbasserà, no?

Chiaro, ci sono altre variabili in gioco... ma la mia idea ha un senso oppure è stato il terzo bicchierino di grappa che proprio non dovevo prendere questa sera... :runaway:

GENIUS LOCI
February 6th, 2005, 01:37 AM
Perfettamente d'accordo, nè più nè meno di quello che hai detto!
Le teorie oltranziste "anti-tutto" ci catechizzano sul fatto che più strade si fanno più il traffico aumenta (come se io, raddoppiando le strade a Milano, mi comprassi due macchine e andassi in giro per la città con tutte e due contemporaneamente... mah :? )
Poi, ovviamente, va potenziato anche il servizio di trasporto pubblico.

P.S.
Per quel che riguarda il cavalcavia che ti dicevo prima, non è altro (per quel che io ne sappia), che una "linea" su un pezzo di carta. Non credo che ci sia un progetto, neanche di massima, di un ponte...
Solamente nei ripetuti piani del traffico e di riordino della viabilità del comune di Milano viene sempre prevista quella connessione (tra L.go Giambellino e Negrelli), da anni, ma fino ad ora e per quanto io conosca non è stato fatto nessun passo concreto in questa direzione.
Però è palese che è sempre stato pensato alla possibilità di un collegamento di questo tipo.
Quando passi da largo Giambellino (percorrendo proprio la via Giambellino) guardando verso il naviglio vedi una zona recintata, completamente sgombra da edifici e con l'erba che cresce incolta. E' così da almeno vent'anni (ma sospetto che siano di più)
E' palese che quella zona sia stata "preservata" dal comune proprio allo scopo di "ricucire" la viabilità tra le due sponde del naviglio

D'altronde non so se conosci il progetto della Gronda Nord (progetto alquanto travagliato ed ancora in fase tutt'altro che definita e definitiva) Per far passare la strada interperiferica nord prevista già dagli anni '50 (ed in realtà già disegnata, più o meno con lo stesso tracciato dal piano Albertini degli anni '30) il comune ha vincolato i terreni sui quali sarebbe dovuto passare il tracciato.
Bhè, quei terreni, incolti e sgombri, sono ancora lì: solo che la strada non è mai stata costruita (e in questo caso specifico i famosi comitati hanno avuto un peso rilevantissimo)

mizuno
February 6th, 2005, 12:07 PM
Tu pensa Panter.
Prima di trasferirmi fuori abitavo proprio di fronte a casa tua.
E frequentavo praticamente solo ragazzi del tuo palazzo.

skaccomatto
February 6th, 2005, 01:13 PM
All'immobiliarista romano la parte principale dell'aerea edificabile vicino allo scalo merci

COPPOLA COMPRA L'AREA DI PORTA VITTORIA
Zunino che realizza 80 milioni di plusvalenza ora punterà su Santa Giulia

Cambia proprietario l'area di Pta Vittoria. Danilo Coppola ha acquistato ieri, per 118 milioni di €, 52.000 mq di proprietà del Gruppo Risanamento di Luigi Zunino. Lo stesso Zunino, in esecuzione ai piani preliminari già esistenti, ha anche ceduto a Elia Srl per 6 milioni un'altra porzione della sua proprietà a Pta Vittoria pari a 4300mq e destinati a commerciale e ha venduto per 21 milioni a Sviluppo Vittoria Srl, società del gruppo Magnoni, un'altra porzione di area avente una potenzialità edificabile pari a 12.000mq a destinazione residenziale.
Il totale dell'operazione, per Zunino, è di 145 milioni di €. "Vendendo quell'area", fanno sapere da Risanamento, "abbiamo realizato una plusvalenza di 80 milioni". Zunino aveva ceduto il mese scorso a Coppola gran parte della sua proprietà di IPI, società della quale ora Coppola detiene il 65% del capitale sociale attraverso Finpaco Properties.
Zunino potrà ora reinvestire il capitale in altri progetti, primo fa tutti la costruzione (appena iniziata) di Milano Santa Giulia a Montecity-Rogoredo su progetto di Norman Foster. Santa Giulia, una città nella città, sta sorgendo sulla maggiore area dismessa d'Europa: un milione 200mila mq. L'area a fianco a quella venduta ieri da Zunino a Coppola e altri era già stata ceduta da Risanamento al Comune di Milano. Su quest'area dovrebbe sorgere la Biblioteca Europea, per la quale è stato predisposto un progetto da
Peter Wilson.

P.Pan.

(C) Corriere della Sera - Corriere Milano

Scusate eventuali errori di trascrizione ;)

DaV

Lucio
February 6th, 2005, 02:29 PM
Comunque adesso aspetto il cavalcavia da da largo Giambellino a piazza Negrelli (che collegherebbe direttamente la via Primaticcio con Famagosta, praticamente un'altra circonvallazione)

Non credo che questo progetto verrà mai realizzato dato che verrà realizzato il collegamento tra il cavalcavia Giordani e viale Faenza.


http://http://tinypic.com/view.html?pic=1jxeyu

http://http://tinypic.com/view.html?pic=1jxf7l

Panther
February 6th, 2005, 02:33 PM
@Mizuno

Ma dai! La terra è proprio un piccolo pianeta!

skaccomatto
February 6th, 2005, 03:35 PM
Chipperfield è tra i partecipanti al concorso di riallestimento museografico e architettonico del Castello Sforzesco, nonché unico grande nome internazionale in gara. Al momento siamo in fase di prequalificazione.

(http://www.europaconcorsi.com/db/rec/concorso.php?id=11261&hl=8935#8935)

DaV

gruber
February 7th, 2005, 11:57 AM
Non credo che questo progetto verrà mai realizzato dato che verrà realizzato il collegamento tra il cavalcavia Giordani e viale Faenza.


http://http://tinypic.com/view.html?pic=1jxeyu

http://http://tinypic.com/view.html?pic=1jxf7l


il ponte sul Naviglio Grande tra via Giordani e via Faenza è stata inaugurato da circa 3 mesi. o forse 4.

gruber
February 7th, 2005, 12:02 PM
Giambellino, dopo il cavalcavia di Santa Rita...
Hai presente le due torri rosse?


http://img1.imagevenue.com/loc155/d5b_FEDERICO_26_27_NOV_04_027.jpg

GENIUS LOCI
February 7th, 2005, 12:17 PM
Correct... :)

Sonic from Padova
February 7th, 2005, 01:05 PM
Wow abiti in un residence famoso Genius! C'è anche su Emporis! http://www.emporis.com/en/wm/cx/?id=104644

GENIUS LOCI
February 7th, 2005, 01:26 PM
^
Appena fatto c'era stato un servizio anche su Costruire, se non sbaglio
Comunque non sono in una delle due torri, ma nelle case basse, che dalle foto non si vedono...

gruber
February 7th, 2005, 02:09 PM
Sono stato alla Lidl lì sotto un paio di mesi fa a comprare il lettore DivX!

Epicurion
February 8th, 2005, 05:56 PM
Via libera alla vendita dei 157 alloggi di piazzale Dateo 5, per acquisire e recuperarne 388

08/02/2005


E’ stata approvata oggi in Giunta la delibera per la vendita in un unico lotto, mediante asta pubblica, del palazzo di piazzale Dateo 5. I 157 alloggi saranno messi all’asta per 70 milioni di euro. Questo il prezzo base d’asta. Il ricavato della vendita dei 157 alloggi sarà reinvestito dal Comune per acquistare alloggi in periferia e ristrutturare immobili attualmente inagibili, da destinare agli sfrattati. Per un totale, tra acquistati e ristrutturati, di 388 alloggi.
In particolare, saranno acquisiti 243 alloggi in zona Rubattino per circa 56 milioni di euro. E ristrutturati 145 alloggi in varie località per una spesa di stimata di oltre 16 milioni di euro.
Le ristrutturazioni saranno avviate subito, utilizzando i fondi provenienti dalla vendita del 17,6% di Aem (in particolare, attingendo dai 130 milioni destinati nel 2004 all’emergenza casa), che saranno reintegrati, una volta conclusa la vendita di Dateo.

Lo hanno comunicato il Vice Sindaco e assessore ai Lavori Pubblici Riccardo De Corato e l’assessore al Demanio Mario Talamona che hanno sottolineato come “la vendita di 157 alloggi comunali in un’area centrale, e quindi costosa, della città consente di fatto l’acquisto e la ristrutturazione di 388 unità abitative, dunque un numero proporzionalmente elevato di alloggi, in zone periferiche”.

Piazzale Dateo 5. L’immobile, risalente agli Anni Trenta, di proprietà del Comune, è stato di recente ristrutturato per una spesa di circa 25 milioni di euro. E’ composto da 157 alloggi, 158 depositi, 15 negozi, 2 laboratori, 2 spazi, 2 uffici, 1 autorimessa per un totale di 159 posti auto.

Il piano di reinvestimento. Il ricavato della vendita dell’immobile di piazzale Dateo 5 consente al Comune di procedere a nuove acquisizioni e ristrutturazioni di immobili già di proprietà comunale.
In particolare: il Comune procederà all’acquisizione di un totale di 243 alloggi così ripartiti: 159 alloggi in via Rubattino (di cui 86 in Rubattino 7 b) e 92 posti auto, 86 cantine, 54 in via Pompeo Leoni e 30 in via Zama Salomone, al prezzo stimato di 56 milioni di euro, passibile di variazioni.
Lavori di ristrutturazione e recupero alloggi, attualmente inagibili, saranno avviati in 145 alloggi, per 16 milioni e 800 mila euro. Interventi avviati al più presto, utilizzando i fondi provenienti dalla vendita del 17,6% di Aem
(in particolare, i 16 milioni saranno attinti dai 130 milioni di euro destinati nel 2004 all’emergenza casa), che saranno reintegrati una volta conclusa la vendita di Dateo.
Queste le località e il numero degli alloggi, dove si procederà al recupero e ristrutturazione: 20 alloggi in viale Lombardia 65, 25 alloggi in via De Lemene 51/56, 14 alloggi in viale Montenero 73, 30 in via Solari 40, 56 in corso XXII Marzo 22.

http://www.comune.milano.it/salastampa/comunicati/oggi.html

Epicurion
February 8th, 2005, 06:53 PM
Nuova strada a Sud tra Barona e Boffalora

08/02/2005


Migliora la viabilità nel Sud Milano, più snelli soprattutto i collegamenti con la zona Barona. Dopo lo svincolo di piazza Maggi, domani, mercoledì 9 febbraio, viene aperta al traffico una nuova strada che collega, ad Est ed ovest dell’Autostrada dei Fiori, la via Boffalora, nei pressi della Cascina Caimera, con la via San Paolino, quartiere Sant’Ambrogio, vicino all’ospedale san Paolo. Tre anni di lavori, la spesa complessiva è stata di 4,7 milioni di euro.

Il progetto della nuova strada sarà completato dall’apertura dello svincolo, già esistente, di Boffalora sull’Autofiori, intervento che sarà possibile dopo il prolungamento del metrò 2 da Famagosta ad Assago.
Lungo il percorso, oltre un km, della nuova strada, sono state costruite tre rotatorie: su via Boffalora, il piazzale antistante il deposito Atm di Famagosta e l’incrocio San Vigilio-San Paolino. La pista ciclabile di via San Paolino, inoltre, è stata collegata con quella di via Palatucci a completamento dell’itinerario tra Famagosta Mm e Sant’Ambrogio. Tutta l’area infine sarà sistemata a verde con la messa a dimora di 600 alberi.

Con la nuova arteria sarà più facile l’accesso ai quartieri Sud. Dal centro, ad esempio, si potrà arrivare all’ospedale San Paolo senza passare per lo svincolo di piazza Maggi.


http://www.comune.milano.it/salastampa/comunicati/oggi.html

Lucio
February 8th, 2005, 07:59 PM
il ponte sul Naviglio Grande tra via Giordani e via Faenza è stata inaugurato da circa 3 mesi. o forse 4.


Si, ma attualmente il ponte finisce in una vietta (via Buccinasco o via Enna, mi pare) e per raggiungere Viale Faenza bisogna fare un giro piuttosto tortuoso mentre in futuro dovrebbe essere realizzato il prolungamento dello stradone direttamente dal ponte a viale Faenza

mi3max
February 9th, 2005, 08:40 AM
Si, ma attualmente il ponte finisce in una vietta (via Buccinasco o via Enna, mi pare) e per raggiungere Viale Faenza bisogna fare un giro piuttosto tortuoso mentre in futuro dovrebbe essere realizzato il prolungamento dello stradone direttamente dal ponte a viale Faenza
solo se si vede la cosa in un'ottica Milano-centrica, invece collega ottimamente aree metropolitane altamente urbanizzate con centinaia di aziende presenti sul territorio, ad esempio, per me che per motivi di lavoro faccio spesso la tratta Milano3 - Centro Direzionale Lorenteggio, è un'ottima alternativa alla tangenziale.
http://inpiazza.org/images/barra.gif
http://inpiazza.org/uno/uno.png

Epicurion
February 9th, 2005, 09:59 AM
Il presidente della società aeroportuale: pronto il piano di investimenti per i prossimi 5 anni. Il sindaco: presto la privatizzazione
Malpensa e Linate, una risorsa per 18 mila famiglie
La Sea: dall’attività dei due scali 402 milioni di euro per dipendenti e fornitori. Albertini: un sistema che dà ricchezza


MALPENSA - Non solo rumori e strade intasate. Gli aeroporti regalano anche un po’ di benessere, posti di lavoro e opportunità varie. La Sea si autopromuove presentando, prima società del settore in Europa, il proprio bilancio di sostenibilità: ovvero, l’impatto che hanno Malpensa e Linate sui territori circostanti. Il dato su cui insiste il presidente Giuseppe Bencini riguarda il valore aggiunto globale netto del gruppo, che nel 2003 è stato pari a 402 milioni di euro, il 70% dei quali destinato ai circa 6.000 dipendenti della società. Il 14% circa è andato alla Sea stessa sotto forma di investimenti, mentre il 10,2% è stato versato alla pubblica amministrazione come imposte dirette ed indirette. Bencini ha poi sottolineato che il gruppo da lui guidato è il ventunesimo in Italia per risultato operativo (144 milioni di euro) e venticinquesimo per risultato operativo in percentuale sul fatturato (35,34%).
Il sindaco di Milano Gabriele Albertini ha insistito sul fatto che «il sistema aeroportuale milanese ha dato occupazione a più di 25 mila persone», erogando circa 800 milioni di euro in compensi e salari per circa 18 mila famiglie residenti nell’ambito delle famiglie di Varese e Milano.
«C'è una forte volontà di trasparenza in questa iniziativa di Sea - ha commentato Albertini - ed il Comune di Milano, principale azionista della società, è soddisfatto dei risultati raggiunti anche in vista della privatizzazione». Un'operazione per ora soltanto sospesa: «Attendiamo la pronuncia del Consiglio di Stato (sul ricorso delle opposizioni a Palazzo Marino che vorrebbero che la delibera passasse in consiglio anziché dalla giunta, ndr ). Il sistema scelto è ancora quello dell'asta competitiva, e l’obiettivo del Comune resta lo stesso fissato prima dell’attentato alle Torri Gemelle che ha fatto crollare le quotazioni del settore aeroportuale: ricavare 600 milioni di euro per il 35 per cento della quota azionaria.
Sempre a proposito di prospettive, Bencini ha confermato l’intenzione di proseguire negli investimenti che favoriscano lo sviluppo di Malpensa come scalo internazionale: «Per questo, il piano quinquennale di investimenti su Sea prevede un importo complessivo per 780 milioni di euro, 640 dei quali solo su Malpensa».

E. So.


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

gruber
February 9th, 2005, 11:37 AM
Monza, la società che si è candidata a gestire l’impianto: prima le modifiche


Nuovo palasport, «tutto da rifare»

Il Comune: conti in rosso, per risanare il bilancio servono discoteche e palestre


MONZA - Per il palasport è arrivato l'anno zero. Dopo il taglio del nastro nel 2002 e svariati tentativi di trovare un gestore, il Comune di Monza è arrivato a una conclusione: per trovare una «moglie», ossia una società di gestione, all'impianto voluto nel ’96 dalla giunta leghista bisogna mettere mano al portafoglio e intervenire con alcune modifiche. Così com'è, infatti, non lo vuole nessuno e l'assessore allo Sport, Dino Dolci, non ha intenzione di mantenere uno «scapolo» d'oro costato circa 8 milioni di euro. Non solo: ogni anno il Comune deve spenderne altri 100 mila per la manutenzione. «Ho avuto un incontro con una società che sembra interessata a farsi carico della gestione del palasport - spiega Dolci -. Mi hanno fatto però capire che è necessario trasformarlo in una struttura polivalente».
È un palasport e dunque dovrà essere utilizzato in prevalenza per eventi sportivi. Gli spazi interni dell'impianto potrebbero però essere sfruttati meglio, allestendo palestre per lo squash o per il calcetto. Inoltre si potrebbe realizzare anche una discoteca.
«Non abbiamo ancora abbandonato l'idea di trovare un gestore senza dover ricorrere a interventi - dice l’assessore -. Tuttavia, temo che sarà necessaria un'opera di riqualificazione. Tenendo presente la vicinanza con lo stadio Brianteo, che sotto le tribune dispone di duemila metri quadrati di spazi inutilizzati, si potrebbe dare vita a una vera e propria cittadella dello sport». Insomma, il bando di gara per individuare un gestore, annunciato e mai pubblicato, è stato congelato. Nel frattempo l'assessore Dolci ha deciso di dare il via libera a due iniziative che dovrebbero migliorare l'offerta di sport in città.
La prima è un indagine che sarà condotta nei prossimi giorni fra quasi 20 mila studenti di Monza, per conoscere che tipo di impianti sportivi desiderano (l'Unione delle società sportive ha avviato un sondaggio parallelo fra le 150 associazioni per verificare esigenze e carenze). La seconda, invece, riguarda la realizzazione di un manuale dove sono stati indicati tutte le strutture sportive della città con caratteristiche e numeri di telefono. Il volume, pubblicato in 51 mila copie (costo 22 mila euro), verrà distribuito gratuitamente alle famiglie a partire dal 15 febbraio.


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

gruber
February 9th, 2005, 11:39 AM
HANGAR PIRELLI
Tredicimila visitatori per le torri di Kiefe, che restano in Bicocca

Con un concerto, domani sera, di Ludovico Einaudi, si avvia alla chiusura la mostra «I sette palazzi celesti» di Anselm Kiefer. L’esposizione dell’installatore tedesco ha fatto registrare 13 mila visitatori e ha inaugurato un «nuovo luogo» per l’arte contemporanea a Milano: l’hangar Pirelli alla Bicocca. Ora, mentre Kiefer ha aperto un’altra mostra a Roma, la Pirelli RE sta perfezionando un altro colpo: acquistare i «Sette palazzi» e tenerli a Milano.

IL CONCERTO DI DOMANI
Einaudi: «Improvviserò ispirandomi a questo luogo metafisico»

«Ho sempre sognato di suonare in uno spazio del genere. Incredibile e spettacolare». Ludovico Einaudi, compositore e pianista di fama internazionale, parla del concerto che lo vedrà protagonista domani sera all’hangar Bicocca - in occasione della chiusura della mostra di Anselm Kiefer - come di «un evento di grande portata emotiva». «Non solo perché suonerò a favore di bambini e ragazzi malati - spiega Einaudi - ma anche perché la cornice sarà quella metafisica dei sette palazzi celesti». Nella ricerca del luogo più adatto per ospitare il concerto di solidarietà organizzato da «Missione Sogni Onlus», Einaudi è approdato solo alla fine all’hangar Bicocca. «Quando mi sono trovato davanti lo spettacolo delle torri, al tempo stesso grandioso e decadente, ho capito che quello era il posto giusto. E ho pensato che un’iniziativa di solidarietà potesse ben sposarsi con un clima così spirituale», dice. Al pubblico che domani sera sfiderà i rigori dell’inverno (non ci sarà riscaldamento, avvertono gli organizzatori) per salutare le maestose torri, Einaudi regalerà un concerto inedito. «All’inizio suonerò alcuni brani del mio repertorio. Poi improvviserò, prendendo ispirazione dall’atmosfera del luogo. Mi piacerebbe che ne uscisse qualcosa di unico da dedicare a Kiefer e alle sue torri». (m. pro)
© Corriere della Sera

THINK€R
February 9th, 2005, 01:53 PM
Scusa gruber che sono questi "sette palazzi celesti"?Ci sono foto?

Epicurion
February 9th, 2005, 02:57 PM
Scusa gruber che sono questi "sette palazzi celesti"?Ci sono foto?

http://www.corriere.it/vivimilano/media/foto/2005/02_Febbraio/09/torri.jpg

http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/gallerie/galleria.html?2004/settembre/milano/kiefer&1

gruber
February 9th, 2005, 03:20 PM
Milano è la città più mediterranea d'Italia
I dati di una ricerca della Camera di commercio

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MILANO - Anche senza il mare, è Milano la città italiana più 'mediterranea'.

Ad affermarlo una ricerca della Camera di commercio del capoluogo lombardo, che assegna a Milano il primato nella percentuale di residenti provenienti dai Paesi mediterranei e di ditte individuali aperte dagli immigrati delle nazioni dell'Africa settentrionale del più vicino Medio Oriente.

Secondo la ricerca, a Milano sono attive 4.990 ditte individuali aperte da immigrati 'mediterranei', l'11% del totale italiano. Seguono Roma con 2.635 ditte (6% del totale italiano), Torino 2.222 (5%) e Reggio Emilia (3%).

E' però al Sud che il trend di apertura di ditte individuali di immigrati da Paesi mediterranei è più forte: a Cosenza tra il 2000 e quest'anno le micro-aziende aperte sono passate da 29 a 592 (+1.941%), seguita da Caserta (+1.570%) e Reggio Calabria (+1.475%).

La densità maggiore di ditte individuali di questo tipo è nella provincia di Catanzaro (il 5% delle microaziende presenti nel territorio della città calabrese è di immigrati 'mediterranei'), seguita da Reggio Emilia e Parma (entrambe al 3%).

La provincia con il maggior numero di abitanti provenienti da Paesi mediterranei non europei è di nuovo Milano con oltre 38mila residenti provenienti da nazioni affacciate sul mare comune, così come è sempre il capoluogo lombardo che ha la quota più consistente di residenti 'mediterranei' rispetto al totale degli abitanti: l'1,03% del totale. Milano è seguita da Roma (0,61%), Torino (0,44%) e da molti altri centri del Nord. La prima grande città del Centro-Sud per 'densita'' di immigrati da Paesi del Mediterraneo è Napoli (undicesima con lo 0,18%).

(7 luglio 2004)

gruber
February 9th, 2005, 03:22 PM
Milano: negli asili comunali il 25% degli iscritti è straniero
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MILANO - Gli asili milanesi sempre più multietnici: un bambino su quattro è figlio di stranieri e di coppie miste.
Nella città di Milano, dove risiedono oltre 132.000 immigrati, ed altri 46.000 hanno presentato domanda di regolarizzazione, le scuole sono il primo banco di prova dell'integrazione sociale e culturale.

Nell'ultimo anno scolastico nella scuola italiana si sono iscritti 181.767 alunni stranieri e la Lombardia, con 45mila iscritti, ha raggiunto da sola il 24,7% del totale: un dato significativo.

E' necessario quindi, che le istituzioni gestiscano in modo intelligente questa realtà per costruire una scuola che sia un luogo dove sperimentare il dialogo delle culture.

Come ricorda Bruno Simini, assessore all'Educazione del Comune di Milano, "Questi dati confermano il fatto che i nuovi scolari iscritti nelle nostre scuole sono una grande ricchezza, prima ancora che un dato sociale con il quale fare i conti. Questi immigrati sono cittadini milanesi e come tali usufruiscono delle strutture pubbliche per l'infanzia, che pare reggano molto bene all'impatto".

L'integrazione passa per la scuola.
Le scuole della prima infanzia danno notevoli possibilità d'inserimento a questi bambini stranieri, grazie anche al fatto che l'apprendimento della lingua è facile, gli ostacoli sono ben superabili.

Il problema nasce quando si passa alle scuole superiori: in questi casi il compito dell'integrazione non è sempre di facile riuscita, la mancanza di risorse è spesso la causa di frequenti abbandoni scolastici: basti riflettere sul fatto che la media nazionale di alunni stranieri iscritti nelle scuole non supera il 2,3 per cento, troppo poco, senza alcun dubbio.

dati del 2002

gruber
February 9th, 2005, 03:24 PM
Una ricerca
In Lombardia i 2/3 degli immigrati presenti in regione lavorano
Solo il 12,1% è disoccupato

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MILANO - Degli immigrati presenti in Lombardia circa i due/terzi lavora regolarmente o irregolarmente, mentre il 12,1% è disoccupato.
Questa la condizione professionale degli extracomunitari presenti nella regione lombarda secondo una ricerca condotta su un campione rappresentativo di 8.000 immigrati.

Finanziata dalla Regione Lombardia nell' ambito di un accordo di programma con il Ministero del Welfare, l'indagine fa parte di un progetto pilota coordinato dall' Agenzia regionale per il lavoro, che ha visto la partecipazione della Fondazione ISMU e delle province di Milano, Lecco e Varese, presso cui sono state attivate azioni sperimentali per l' accompagnamento al lavoro di stranieri disoccupati.

La ricerca sarà presentata oggi all' Università Cattolica di Milano nel corso del convegno 'L'occupazione possibile. Politiche e servizi per l' inserimento lavorativo dei cittadini non comunitari".
Secondo l'indagine gli occupati regolari sono il 52,6%, quelli irregolari il 13,8%, i parasubordinati l'1,4%, i lavoratori autonomi l'8,1%, gli studenti il 2,9%, le casalinghe il 9%. Mentre il restante sono disoccupati.

(16 dicembre 2004)

THINK€R
February 9th, 2005, 10:32 PM
Grazie epi,gia li avevo intravisti da qualche parte,ma cosa sono?Potrste spiegarmi?Grazie. :)

Panther
February 10th, 2005, 12:42 AM
la Lombardia, con 45mila iscritti, ha raggiunto da sola il 24,7% del totale: un dato significativo.

Beh buongiorno multi-etnia! Bene, dalle differenze nascono sempre cose interessanti, le similutudini e le standardizzazioni sono invece così noiose... :sleepy:

GENIUS LOCI
February 10th, 2005, 01:51 AM
Grazie epi,gia li avevo intravisti da qualche parte,ma cosa sono?Potrste spiegarmi?Grazie. :)
Sono installazioni temporanee thinker, opere d'arte...

Anselm Kiefer. I Sette Palazzi Celesti
24 settembre 2004 - 12 febbraio 2005

Hangar Bicocca
Viale Sarca 336, Milano
Info. 02-73950962
Orari: mar-sab 12-19




Proseguendo il suo programma di riqualificazione urbana dell'area Bicocca, la Pirelli Real Estate ha aperto all'arte contemporanea uno dei padiglioni della vecchia Ansaldo. Uno spazio di 15.000 mq che potrebbe fare concorrenza alla Tate Modern.
La scelta è caduta su Anselm Kiefer, uno dei più interessanti artisti tedeschi, famoso a livello internazionale e già visto a Milano, Bologna e, recentemente, anche a Napoli, dove ha curato le scenografie per l'Elektra di Richard Strauss al Teatro San Carlo e ha esposto al Museo Archeologico.

Rifacendosi alla Cabala, il libro della vita, l'artista ha creato sette torri monumentali in cemento armato e piombo, che rappresentano i sette livelli della spiritualità. Si chiamano: Stelle cadenti, Deposito di stelle| Sternenlager, Die Sefiroth, Tzim-Tzum, Shevirat Ha-Kelim, Tiqqun, I Sette Palazzi Celesti. Sembrano distrutte dal tempo e dall'incuria degli uomini, dimenticate dalla storia. Non sono architetture, né sculture, ma emblemi della condizione umana.
Allineate secondo tre rami principali - la Forza, la Compassione, l'Amore - le "Sefiroth" indicano le tre vie che l'uomo può scegliere per tornare a congiungersi con l'Uno, la Divinità. Non si tratta di un viaggio comodo, ma faticoso e pieno di pericoli. È un percorso iniziatico, che rappresenta al tempo stesso un'ascesa al divino e una discesa in se stessi. Un movimento continuo, un processo, che caratterizza la vita dei singoli, ma più in generale la storia. Sempre in bilico tra passato e futuro, distruzione e creazione.

Nel Medio Evo si credeva che tutto fosse stabile, che il cosmo seguisse regole ferree e inderogabili. Ora sappiamo che non è così. Che non è vero che il cielo sta sopra e la terra sotto.
I concetti di ascesa e discesa sono soltanto convenzioni. Non c'è nulla di certo, ed è per questo che bisogna vedere il mondo con ironia. E così pure la distruzione, che non è mai casuale e oggi più che mai sembra far parte della vita.
La distruzione precede sempre la costruzione. L'artista deve cercare di creare un ponte tra questi due momenti, riuscire a trasformare una catastrofe in qualcosa di positivo, di poetico.
Negli interstizi tra un modulo e l'altro di cui sono fatte le torri sporgono diversi oggetti: libri di piombo, scritte, stelle cadenti, frammenti di vetro, cornici. Si ritrovano anche in altre opere dell'artista e servono a sollecitare rapporti, riflessioni, emozioni. Per Kiefer, infatti, è chi guarda che completa l'opera.

La mostra è curata da Lia Rumma, gallerista di riferimento dell'artista in Italia, ma il progetto nasce dall'intuizione di Franca Sozzani, che ha avuto l'idea di aprire questo spazio a un grande artista internazionale ed è riuscita a coinvolgere nel suo piano la Pirelli Real Estate. Dovremo quindi alla sua lungimiranza se, come tutti ci auspichiamo, l'Hangar Bicocca diventerà un centro permanente per l'arte contemporanea. Quanto alle 7 torri, il loro futuro è incerto. Forse resteranno alla Bicocca, forse saranno distrutte.
Il fatto non deve stupire o far gridare allo scandalo, allo spreco, alla perdita per l'umanità. Non è la prima volta che l'artista riutilizza i materiali delle sue opere per crearne altre. Alla distruzione segue sempre la costruzione.
Questa è la vita, questa è l'arte, almeno secondo Kiefer.

Epicurion
February 10th, 2005, 09:21 AM
La proposta di un gruppo di architetti: quattro parchi dalla periferia al centro sfruttando le zone attorno alle direttrici ferroviarie, ai Navigli e alle aree dismesse
«Creiamo correnti d’aria per fare respirare Milano»


Hanno battezzato il loro progetto, «Apriti cielo», pensando anche alle reazioni che lo accoglieranno. E’ curiosa la proposta antismog che lancia lo studio di progettazione milanese Borsato-Galimberti-Orlando: «Realizzare quattro parchi che dalla periferia arrivino senza soluzione di continuità fino al centro stimolando così i moti convettivi dell’aria dalla campagna alla città». Un’idea folle, tipo quella dei primi anni Ottanta di spianare il Turchino per risolvere il problema della nebbia in Val Padana, questa di creare dei «cunei verdi ossigenanti»? «E’ una idea seria che è già stata messa a frutto con successo in alcuni paesi europei», assicura Luciano Galimberti, citando le esperienze di Rijnmond, Copenhagen e Parigi. «Si rifà a una semplicissima ma efficace prassi quotidiana: quando in casa l’aria è viziata, si aprono le finestre contrapposte per creare una corrente d’aria. Nella nostra proposta per migliorare l’aria di Milano, le finestre sono rappresentate da quattro parchi», spiega l’architetto.
Quattro «parchi-finestra», che secondo il progetto in direzione sud/ovest, andrebbero da Abbiategrasso alla stazione di Porta Genova; in direzione sud, da Pavia a Porta Ticinese; in direzione nord/est, da Sesto San Giovanni alla Stazione Garibaldi e in direzione nord/ovest, da Rho alla Stazione Garibaldi.
E’ davvero concretamente possibile dare a Milano «120 mila metri quadrati» in più di verde ossigenante? «Certo che sì. E’ un progetto attuabile in tempi brevi, verosimilmente un paio d’anni, senza comportare stravolgimenti urbanistici», risponde deciso Galimberti per poi puntualizzare che la sua valutazione «non eccede in ottimismo». Quindi entra nel dettaglio: «Per realizzare i quattro parchi abbiamo pensato di utilizzare prevalentemente lo spazio attorno alle direttrici delle linee ferroviarie che penetrano la città e i relativi terreni limitrofi, generalmente terra di nessuno. E affinché i cunei verdi risultino continui abbiamo pensato di aggregare gli spazi verdi pubblici e anche privati limitrofi, oltre che i navigli e alcune aree industriali dismesse».

Gloria Pozzi


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera



mah...

Epicurion
February 10th, 2005, 09:27 AM
GLI INDUSTRIALI
Brianza motore della ripresa economica


MONZA - L'economia della Brianza riprende a correre. La falcata non è ancora fluida. Tuttavia, rispetto a ciò che accadeva fra il 2001 e il 2003, quando l'imprenditoria locale era ferma al palo, l'aumento del 2,3% della produzione industriale registrata nel 2004 fa ben sperare. Tanto più l'economia della Provincia di Milano e della Lombardia sembrano imbullonate al suolo: hanno fatto registrare aumenti, rispettivamente, dello 0,9% e dello 0,7%. I dati sono stati resi pubblici ieri nella sede dell'Associazione Industriali di Monza e della Brianza durante la presentazione dell'edizione 2004 dell'annuario statistico della nuova Provincia brianzola (realizzato da Assindustria in collaborazione con Camera di Commercio di Milano).
La ripresa economica ha interessato soprattutto i settori della chimica (»8,8%), della meccanica (»2,9%) e il manifatturiero (»2,3%). Molte male, invece, il tessile, dove è stato registrato un -3,6%. Oltre a questi segnali di crescita, che il presidente di Aimb Carlo Edoardo Valli spera di confermare col primo rapporto trimestrale del 2005, l'annuario mette in evidenza alcune peculiarità del tessuto economico brianzolo. In primo luogo, l’area della nuova provincia conta 685 addetti di unità produttive per chilometro quadrato, contro una media lombarda di 142, vale a dire quasi cinque volte il dato regionale. In particolare, sono 85 mila gli addetti nell’industria, a fronte dei 73 mila nei servizi.
A conferma della tradizione, il 20% delle imprese brianzole sono ancora manifatturiere contro il 15% della provincia di Milano. Brianza ricca: con 49 comuni su 50 dotati di almeno uno sportello bancario, è la Provincia con la più alta densità di sportelli bancari di tutta la Lombardia. L’ammontare dei deposti bancari per abitante è pari a quasi 12 mila euro, un dato che colloca la Brianza tra le prime sei province della Lombardia, dopo Milano, Mantova, Lodi, Bergamo e Sondrio.
La propensione brianzola a far danèe , però, non consola del tutto gli industriali. Per le giovani leve, vorrebbero un futuro legato a una preparazione scolastica migliore. Alcuni dati diffusi dall'ufficio statistiche del Comune di Monza dicono che la percentuale di laureati in Brianza (7,1%) non solo è più bassa di quella della Provincia di Milano (10,9%), ma anche di quella a livello nazionale (7,5%). Così, nel corso del convegno di ieri, Valli ha lanciato l'allarme. «I dati che vedono solo il 30% dei brianzoli proseguire negli studi dopo la scuola dell'obbligo non ci lasciano tranquilli - dice -. Quindi, oltre a nuove infrastrutture, nuovi servizi e una viabilità più efficiente, serve anche un polo universitario locale orientato all'economia e alle tecnologie».
E a questo proposito, Valli ha chiesto un maggior coinvolgimento dell’associazione degli imprenditori, innescando una polemica al calor bianco con Michele Faglia, sindaco di Monza. «Ciò che vediamo in queste prime fasi di lavoro di istituzione della Provincia ci lascia perplessi - dice Valli -. Noto tristemente che in molti casi manca da parte della politica e delle istituzioni quel rispetto e quella considerazione che bisognerebbe riservare agli imprenditori».
La replica di Faglia, coordinatore dei sindaci della Brianza, non si è fatta attendere. «Sono dichiarazioni molto gravi - replica -. Il coordinamento, così come la Provincia di Milano e il commissario prefettizio, sono aperti a qualsiasi confronto. Tuttavia, il nostro riferimento non sono solo gli imprenditori, ma l'intera società civile».

Riccardo Rosa


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 10th, 2005, 09:31 AM
De Maio: la Lombardia si conferma la locomotiva dell’Italia. La Cgil critica l’indagine: omissioni e esaltazione dei dati congiunturali
Più lavoro, meno studio. Così è cambiata la regione
Rapporto Irer: dimezzata in dieci anni la disoccupazione ma gli studenti universitari sono inferiori che nel resto d’Italia


MILANO - «La Lombardia è la regione guida d’Italia, la più vicina alle realtà forti d’Europa. Il che vuole dire che ha anche il ruolo gravoso di far da traino per lo sviluppo e la ripresa del Paese. Indipendentemente da chi la governa». Adriano De Maio, presidente dell’Irer, commenta il rapporto 2005 dell’Istituto regionale di ricerca che analizza le trasformazioni economiche e sociali del sistema lombardo negli ultimi dieci anni. Una situazione rosea, tutta eccellenze e niente emergenze? «Nè rosea, nè grigia. Diciamo che è meno brutta di quella italiana in generale», sintetizza De Maio, mentre il segretario lombardo della Cgil, Nicola Nicolosi critica il rapporto puntando il dito contro «omissioni ed esaltazione di dati congiunturali». «Nessuna versione edulcorata, nel nostro rapporto c'è la fotografia della Lombardia», ribatte De Maio.
Il governatore Roberto Formigoni sostiene che «sono tante le punte di eccellenza che lo studio mette in luce». E portando a esempio «le nuove problematiche sociali che si sono manifestate nonostante l’aumento dell’occupazione», ammette «qualche nuova fragilità».


POPOLAZIONE - Rispetto al ’95, nascono 12 mila neonati in più ogni anno. Probabilmente per merito «della dinamica migratoria. Però resta una «regione vecchia»: i lombardi con oltre 60 anni rappresentano un quarto della popolazione.


OCCUPAZIONE - Dimezzata la disoccupazione: nel ’95 era al 7,5%, oggi è al 3,6%. Balzo in avanti del tasso di occupazione salito al 56,4% con un più 5,4%. La componente femminile tra la popolazione occupata è del 40,5%, a fronte del 37,9% nazionale, con un aumento del 14,8%.


IMPRESE - Oltre 750.000 imprese, 35 mila istituzioni pubbliche e non-profit, 850 mila unità produttive. L’industria perde unità di lavoro: dal 49,8 al 36,2% del totale; in crescita i servizi: dal 45,8 al 61,2%.


IMMIGRAZIONE - In Lombardia sono presenti 650 mila stranieri, ovvero il 20-25% del totale in Italia.


CASA - L'80% delle famiglie possiede una casa, il 10% in più rispetto al ’95, e il 63% degli anziani abita in una casa di proprietà.


VOLONTARIATO - Aumentato del 20% il numero dei volontari: 115 mila in 4 mila organizzazioni attive soprattutto nel settore socio-assistenziale (36,2%) e sanitario (31%).

SCOLARITA’- In crescita, con forti incrementi nel passaggio alla secondaria superiore: 92,3% contro 85,4% del ’94. Tuttavia il tasso di scolarità universitaria è inferiore a quello nazionale e a quello europeo.

CONSUMI CULTURALI - Sopra la media nazionale. In Lombardia si concentra il 23% della spesa nazionale per teatri e concerti; il 19% per il cinema.


TRASPORTI - Incremento del 17,7 % dei veicoli leggeri, del 22,5% dei pesanti.


SANITA’ - I ricoveri sono diminuiti del 12% e la degenza media del 18%. Da superiore alla media italiana a inferiore, la spesa pro-capite: 1.400 euro in Lombardia, 1.439 in Italia. Aumentati, invece, enormemente i ricoveri in day hospital (»115%), i posti letto nelle residenze sanitarie per anziani (»21%) e le prestazioni ambulatoriali (» 12%).


POVERTA’- Sono 139 mila le famiglie sotto la soglia della povertà. Cui vanno aggiunte altre 147 mila considerate a rischio.


RICERCA - Nelle aziende private la voce incide sul prodotto interno lordo per lo 0,9% contro la media nazionale dello 0,53; nella pubblica amministrazione è dello 0,3 rispetto allo 0,5.


Gloria Pozzi


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 10th, 2005, 10:13 AM
Progetto quarto anello e lavori di ammodernamento stadio

09/02/2005

Domani, giovedì 10 febbraio, alle ore 11.30, nella Sala Stampa dello stadio Meazza (ingresso cancello n.5), l’assessore allo Sport e Giovani Aldo Brandirali parteciperà alla presentazione di


PROGETTO QUARTO ANELLO

E

LAVORI DI AMMODERNAMENTO STADIO


Saranno presenti:

gli architetti Stefano Boeri e Giancarlo Ragazzi
Angelo Mario Moratti, Presidente di Asansiro
Alfonso Cefaliello e Luciano Cucchia, amministratori delegati del Consorzio SanSiro2000
Pierfrancesco Barletta, consigliere di Asansiro e del Consorzio SanSiro2000

http://www.comune.milano.it/salastampa/comunicati/ultimi7gg.html

gruber
February 10th, 2005, 01:43 PM
Turismo, apre la Bit
In «mostra» 129 Paesi


Quattro giorni di incontri e manifestazioni, cento eventi, 56 mila metri quadrati di spazio espositivo, nuovi saloni, cinque mila operatori turistici (provenienti per il 68 per cento dall'Italia, per il 32 dall'estero), 129 nazioni rappresentate. Si apre sabato in Fiera la Bit, Borsa Internazionale del Turismo, che celebra quest'anno il suo venticinquesimo anniversario. Gli spazi del Portello saranno aperti al pubblico sabato dalle 14 alle 20 e domenica dalle 9.30 alle 19 (ingresso 13 euro), mentre il padiglione 11 (quello dedicato a Cina, lavoro e turismo rurale) sarà visitabile anche lunedì e martedì. Tra le novità, tre saloni completamente nuovi: «Bit Incentive», una sorta di laboratorio dedicato a meeting e congressi; «Bit for Job», rivolto a formazione e lavoro; «Bit Green», dedicato al turismo rurale con attività culturali, didattiche e ricreative.
Ospite d’onore della manifestazione, la città di Pechino: nel padiglione 11 sono in programma danze folkloristiche, una lotteria e dimostrazioni dell'arte del tè.
I nuovi arrivi di quest’anno: Estonia, Lettonia e Lituania per l’Europa. Quindi Armenia, Georgia e Slovacchia. Le new entry dall'Asia sono Bangladesh, Corea e Nuova Caledonia. Anche i Paesi del Sudest asiatico colpiti dallo tsunami rafforzano la loro presenza, così come l'India, che raddoppia l'estensione del proprio stand. Dal Medio Oriente è in arrivo alla Bit il Libano, mentre dall'America Latina sbarcheranno in Fiera l'Ecuador, le isole Nevis e St. Maarten. Dall'Africa i nuovi espositori sono Camerun e Zambia. «Il turismo - spiega Adalberto Corsi, presidente di Expocts, la società che organizza la Bit - rimane la più grande azienda italiana. Speriamo che i politici se ne ricordino».

© Corriere della Sera

robyk
February 10th, 2005, 01:58 PM
Fiera Milano: lavori in dirittura d’arrivo
Il prossimo 2 aprile, dopo un cantiere di due anni e mezzo, apre i battenti la nuova struttura firmata da Fuksas --------------------------------------------------------------------------------


10/02/2005 – Per una volta possiamo sfatare il mito della lentezza burocratica del nostro paese: giunge a capolinea, dopo soli due anni e mezzo di lavori , il maxicantiere per il nuovo polo fieristico di Milano. L’inaugurazione è attesa per il 2 aprile 2005.
Centinaia di aziende, oltre duemila tra operai, tecnici e ingegneri, hanno contribuito ad accelerare i tempi per la realizzazione del quartiere fieristico più grande d’Europa. Il nuovo polo di Rho-Pero, con la grande infrastruttura firmata dall’architetto italiano Massimiliano Fuksas, è infatti destinato a diventare uno dei più importanti sistemi fieristici al mondo, nonché simbolo della promozione internazionale del made in Italy.
La nuova fiera di Milano sorgerà nell’area dell’ex raffineria Agip di Rho-Pero, una delle aree più inquinate dell’intera provincia. Avrà una superficie lorda di 530mila metri quadrati su un’area complessiva di 2 milioni di metri quadrati, bonificata dalle scorie di un passato industriale. L’intervento bonificatore, preso in carico dall’Eni (ex Agip Petroli), è stato effettuato dalla Foster Wheeler che ha utilizzato la tecnica cosiddetta di “desorbimento termico”: si asporta la terra e la si cuoce a 300 gradi facendo in tal modo evaporare gli idrocarburi e gli oli industriali in essa contenuti. L’emissione di sostanze nocive nell’aria è evitata convogliando tutti i vapori in un apposito bruciatore. Quasi contemporaneamente all’opera di bonifica, sono stati poi avviati i lavori di costruzione.
Oltre ai 750 milioni di euro per la realizzazione del colosso di Fuksas, il capoluogo lombardo ha intrapreso la realizzazione di collegamenti alla nuova fiera per un costo di ulteriori 800 milioni di euro. Il polo fieristico sorge, infatti, in un’area strategica la cui vicinanza alla città ha reso indispensabile il potenziamento stradale e ferroviario. La linea 1 della metropolitana arriva ora sino all’entrata della fiera, mentre sono già visibili i piloni del viadotto su cui transiterà la Linea Alta Capacità di collegamento tra Milano e Torino. Il prossimo due aprile sarà inaugurata, insieme alla struttura firmata da Fuksas, la stazione della linea rossa della metropolitana.
La celere chiusura dei cantieri, aperti nel 2002, è stata possibile anche grazie alla scelta dell’acciaio come materiale strutturale, che ha permesso al tempo stesso grandi spazi e tanta luce.
Ricordiamo che oggi si inaugura a Londra la terza ed ultima tappa della mostra itinerante “Milano e Lombardia. La rinascita del futuro” promossa da Fondazione Fiera Milano, Regione Lombardia, Comune e Camera di Commercio di Milano per presentare al pubblico europeo la Milano del futuro. Per le tappe precedenti erano state scelte Parigi e Berlino. A Londra la mostra sarà aperta sino al 19 febbraio.
http://www.edilportale.com/Manager/Uploads/6163_1.jpg

sts
February 10th, 2005, 03:37 PM
^E tutti all'inaugurazione!!!!Bisognerà organizzare!!

gruber
February 10th, 2005, 04:28 PM
Inter e Milan, maquillage per San Siro
Nasce progetto "quarto anello" per lo sport e tempo libero
MILANO - Milan e Inter hanno presentato questa mattina a San Siro importanti progetti per la riqualificazione dello stadio milanese. I lavori di ammodernamento avranno inizio la prossima estate ed eleveranno la qualità dei servizi offerti all'interno dello stadio nonché la sicurezza dello stadio stesso. A darne notizia il sito internet dei rossoneri. Le due società sono al lavoro anche per un possibile scenario di trasformazione dell'area adiacente lo stadio di San Siro, denominato il “quarto anello”. Si tratta di un progetto che si è articolato attraverso il rapporto costruttivo con gli utenti, le realtà associative del quartiere e le istituzioni, per dare vita ad un parco dello sport e del tempo libero

Sonic from Padova
February 10th, 2005, 04:33 PM
^ma allora lo fanno il 4o anello, figata!!!!!!

Epicurion
February 11th, 2005, 09:28 AM
Albertini presenta la rinascita architettonica della città: city, quartieri popolari, moda
Grattacieli, Scala e Fiera conquistano Londra

DAL NOSTRO INVIATO
LONDRA - Il sindaco Gabriele Albertini ha inaugurato ieri al Barbican Center di Londra la mostra «Milano e la Lombardia. La rinascita del futuro» (aperta sino al 19 febbraio), dove si espongono i plastici dei progetti della nuova Milano, quella della Scala rinata, della Fiera e dei grattacieli.
E mentre passeggia davanti ai plastici di Milano Santa Giulia e della Città della Moda, il sindaco innesta il confronto con la capitale britannica. Qui hanno capolavori d’architettura come la Re Swiss Tower e qui Tony Blair ha annunciato l’avvio di un imponente piano per case popolari; noi, a Milano, abbiamo i capolavori di Fuksas, Hadid, Libeskind, Isozaki e abbiamo in previsione i 20mila appartamenti popolari su 44 aree annunciati dalla Giunta.
E poiché la stampa londinese teme che le nuove case popolari della grande Londra siano brutte, Gabriele Albertini risponde alla stampa anglosassone rassicurandoli che l'attenzione posta alla qualità nel realizzare i diademi architettonici di Milano esposti in mostra ci sarà anche per le case popolari. «Anche le case popolari - precisa il sindaco - saranno in gran parte frutto di concorsi d'architettura». Come dire: siccome «l'ultima grande stagione architettonica ambrosiana è stata quella degli anni Cinquanta, con Ponti, Gardella, BBPR» vogliamo evitare gli errori degli insediamenti popolari degli anni Sessanta e Settanta. Il modello per evitare che ciò riavvenga è quello di rendere diffusa sul territorio l’edilizia popolare, come sarà a Milano Santa Giulia, dove il 50 per cento (350mila metri quadrati) del costruito sarà a edilizia convenzionata e dove ci saranno residenze per studenti. Ma c'è un intralcio: la riforma del titolo V, che ha istituito la città metropolitana e «non ha conferito poteri ai sindaci - afferma Albertini -. Per sviluppare adeguatamente una edilizia sul territorio diffuso ci vorrebbe una conferenza permanente di tutti i sindaci della provincia, dove ciascuno di noi pesa in relazione al numero di abitanti». Ma si tratta di una soluzione che prevede «l’abolizione della Provincia». (magari!!!!!)
La Milano nel 2012 avrà dunque «un Central Park, la città della moda, la nuova Scala e la Fiera di Fuksas», un complesso, definito dal suo stesso progettista «molto sexy, quasi erotico»… ma anche un’edilizia popolare, in teoria, di qualità. Anche la nuova Fiera si iscrive del resto, secondo Massimiliano Fuksas, in una prospettiva «che non ripete gli errori diffusi sul territorio della Brianza negli ultimi 30 anni». Una Fiera che, costruita a tempo di record in 26 mesi, avrà più inaugurazioni: il 25 marzo con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 30 con Formigoni e Albertini. «E che sarà - afferma il presidente della Fiera, Luigi Roth - un segno del momento magico che sta rilanciando l’appeal di Milano del mondo».
Un rilancio architettonico, aggiunge Andrea Chevallard segretario generale della Camera di Commercio, «che fa emergere l'idea di Milano come nodo dell'economia mondiale e dello scambio».

Pierluigi Panza


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera



L’ARCHITETTO
Zaha Hadid: dobbiamo aprire la città alle nuove idee
Non bisogna sviluppare una fobia contro le cose straniere (=in culo a Gregotti, n.d.r.)

LONDRA - La donna del triumvirato che ha progettato le tre caravelle del nuovo polo interno della Fiera, Zaha Hadid (gli altri due sono Daniel Libeskind e Arata Isozaki) è un architetto anglo-iraniano, maestra del decostruttivismo. «Oltre al progetto sull’area della vecchia Fiera a Milano, sto realizzando il Museo d’arte contemporanea a Roma, il Terminal Marittimo di Salerno, la Stazione dell’alta velocità a Napoli-Fragola e un centro residenziale a Firenze». Un legame antico quello della Hadid con l’Italia.
«Mio padre era un industriale e ricordo che andammo a Roma quando avevo 10 anni. Già allora si diceva che solo un architetto italiano può realizzare un progetto in Italia. Io non credo... Anzi, alcune città italiane hanno qualcosa di arabo! Il compito dell’architettura è di trasformare le città in centri di nuova vita, ricchi di culture diverse, come ha fatto Londra».
Veniamo alla Fiera: molti criticano l’indifferenza al contesto dei vostri tre grattacieli.
«La frammentarietà è un modo di espressione della nuova città. Io credo che i nostri grattacieli siano collegati con Milano e danno un profilo nuovo alla città. Il rispetto per il contesto non sta nel ripetere le stesse cose che ci sono già ma deve delineare nuove forme di abitare e nuove condizioni di vita».
C’è anche chi parla di esterofilia in architettura, tipica del provincialismo italiano o milanese. Cosa ne pensa?
«Non bisogna sviluppare una fobia contro le cose straniere. Milano è una città ricca di eventi e ci vuole del nuovo anche in architettura».
E il rispetto per la storia urbana?
«Conservare senza cambiare non è una forma di progresso».
Sarà tutto realizzato?
«Sì, ottimista. C’è energia ed entusiasmo a Milano. L’Italia ha due facce, ma adesso mi sembra ci sia rinnovamento ed è molto eccitante lavorare da voi».

P. Pan.


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 11th, 2005, 09:38 AM
Palazzo Isimbardi accoglie le proteste dei Comuni attraversati dalla strada. La Regione: incontreremo i sindaci
«Tangenziale est, no al progetto» :bash:
La giunta della Provincia boccia il tracciato: non risolve i problemi del traffico

MILANO - Tangenziale Est esterna? Un progetto da rifare. Meglio: da rifare con la collaborazione dei Comuni. Il «no» alla nuova tangenziale che dovrebbe collegare il nord est del milanese all’autostrada del Sole arriva dalla Provincia di Milano, presidente di Filippo Penati e giunta al completo, che l'altro ieri ha approvato un «parere negativo relativo al progetto preliminare e allo studio di impatto ambientale della Tangenziale Est esterna pubblicato dall’Anas». Un «no» che Penati e l'assessore alla viabilità Paolo Matteucci si affrettano a definire «prima di tutto tecnico». Eppure le ripercussioni politiche non si sono fatte attendere: «non mi stupisce - ha commentato ieri l'assessore regionale alla viabilità Massimo Corsaro -: un atteggiamento del genere da parte della Provincia. In ogni caso la Regione ha ben presenti le richieste dei sindaci e ha già fissato un incontro con i Comuni per la prossima settimana. Quella sarà la sede per valutazioni tecniche, non politiche, sul tracciato».
Valutazioni tecniche che comunque Penati e Matteucci hanno già illustrato ieri: «La Provincia ritiene che questo progetto, oltre a incontrare l'avversione delle amministrazioni comunali interessate dal tracciato, non offra una soluzione efficace ai gravi problemi di mobilità dell'area est milanese che pure necessitano urgentemente di risposte».
In particolare per la Provincia il progetto «risulta sovradimensionato e non è interconnesso con gli altri piani viabilistici della zona, primo fra tutti la Pedemontana. Infine il progetto non tiene nella dovuta considerazione le esigenze ambientali, perché va a inserirsi in un territorio prevalentemente agricolo, con ampi spazi aperti, in larga parte situati dentro il Parco Agricolo Sud Milano».
Valutazioni che non convincono l’opposizione in consiglio provinciale. «Una presa di posizione di questo tipo, in piena campagna elettorale per le regionali - ha detto il consigliere provinciale di FI Bruno Dapei - servono a Penati solo a creare confusione. Questa coalizione non è stata eletta ieri e in questi mesi non è stata in grado di fare altro che dire "no" a quello che fa la Regione».

Leila Codecasa


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 11th, 2005, 09:42 AM
Sesto, si riapre il tavolo delle trattative
Aree ex Falck in vendita Il gruppo Pasini pronto a cederle per 250 milioni
Tra gli acquirenti in prima fila la società Zunino Il sindaco Oldrini: ancora nessuna conferma ufficiale

SESTO SAN GIOVANNI - Per il momento ci sono solo trattative. Ma presto la vendita delle aree Falck potrebbe diventare realtà. L'imprenditore Giuseppe Pasini, 73 anni, a capo dell'omonimo gruppo edile proprietario di quasi due milioni di metri quadrati di aree in città, sarebbe intenzionato a vendere, a 250 milioni di euro, quello che un tempo era il maggior stabilimento dell'acciaio italiano oggi un cumulo di rovine e sterpaglie. Nessun commento alla notizia dai vertici del gruppo, ma i più stretti collaboratori del patron Giuseppe Pasini hanno notato un via vai di avvocati nei giorni scorsi nella sede del gruppo immobiliare. Ma ormai da tempo lo stesso Pasini non fa mistero sulla sua disponibilità a cedere 1,5 milioni di metri quadrati di ex stabilimenti al miglior offerente, vista l'impossibilità di dialogo con la giunta di Sesto.
Assistito da un pool di istituti di credito guidato da Banca Intesa, Pasini aveva acquistato le aree da Alberto Falck alla fine del 2000, pagandole 400 miliardi di vecchie lire. Nel 2002 aveva presentato un primo progetto di recupero, affidato all'architetto ticinese Mario Botta. Quindi è cominciato il braccio di ferro con l'amministrazione comunale. Motivo della discordia soprattutto le volumetrie che il piano regolatore di Sesto, entrato in vigore l'anno scorso, assegna all'ex Falck: un indice di edificabilità pari allo 0,5, cioè 500 mila metri quadrati ogni milione. Dopo due anni di veti politici all'interno della giunta, l'amministrazione ha approvato un documento di inquadramento che in teoria potrebbe far salire la possibilità di edificazione da 600 mila metri quadrati a 750 mila. Nel frattempo il gruppo Pasini ha avviato i contatti per cedere l'ex Falck, sia per problemi economici (troppo oneroso il mantenimento dello status quo) sia per l’opposizione di alcuni esponenti politici di Sesto ai progetti edilizi presentati.
Secondo alcune indiscrezioni, in prima fila tra gli acquirenti potrebbe esserci il gruppo Zunino. Ma la società, quotata in borsa, smentisce: «Ci sono stati dei contatti prima di Natale, poi le trattative si sono interrotte». «Non ho avuto ancora nessuna notizia ufficiale - commenta il sindaco di Sesto, Giorgio Oldrini -. Presto incontrerò Pasini per capire bene la vicenda».

Ferdinando Baron


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 11th, 2005, 09:44 AM
Parchi, negozi e giochi: così cambia San Siro
Milan e Inter pronte a costruire una cittadella per sport e tempo libero. «Ma il Comune ci deve vendere lo stadio»

Lo stadio Meazza sarà più sicuro, confortevole, moderno. Ci vorranno tre mesi di lavori senza sosta, la prossima estate. E una spesa di 25 milioni di euro. Sarà il primo passo per costruire lo stadio del futuro. Il «Meazza» che sarà, nel giro di 5 anni, potrebbe però trovarsi al centro di una cittadella dello sport e del tempo libero. Parchi, negozi, servizi. Il tempio del calcio aperto alle famiglie, per tutta la settimana.
Il progetto è dell’agenzia «Asansiro», costituita da Inter e Milan. Le elaborazioni al computer (in alto a destra) mostrano una realtà avveniristica e affascinante. Le trattative tra società e Comune riportano invece con i piedi per terra: quel piano può essere realizzato solo se Inter e Milan acquisteranno lo stadio (si parla di una concessione per 99 anni). Le società stimano un costo variabile fra i 35 e i 45 milioni di euro (valutazione della Pirelli Real Estate). Il Comune chiede tre volte di più. Distanza (all’apparenza) incolmabile.
Così il tira e molla va avanti da anni. L’unica certezza è che, se lo stadio non si vende, non si realizza il «quarto anello» (così è stato battezzato il progetto). E come estrema conseguenza di questo scenario si materializza anche la prospettiva che Inter e Milan lascino San Siro. Magari per trasferirsi in uno stadio costruito ex novo alla porte di Milano: «È un’alternativa che stiamo valutando - spiega Angelo Mario Moratti, presidente dell’agenzia - anche se il nostro obiettivo è quello di rimanere al "Meazza", andarsene sarebbe un sacrificio affettivo molto grosso».
I lavori sullo stadio, progettati dagli studi Boeri e Ragazzi, sono stati in parte già realizzati. Restano ora gli interventi chiave su comfort e sicurezza. I cantieri resteranno aperti per tutta l’estate, con una sola interruzione: i concerti degli U2 in programma per il 20 e 21 luglio.
Le novità: riscaldamento del terreno di gioco per far crescere meglio l’erba. Nuova illuminazione. Nuovi maxischermi. Per la sicurezza: più completo impianto di videosorveglianza, rifacimento della cancellata esterna per ampliare lo spazio tra recinzione e stadio, come prescritto dalle regole Uefa. Tornelli a tutti gli ingressi. E poi servizi per gli spettatori: bar, nuova segnaletica, spostamento dei tifosi ospiti al terzo anello (solo per le partite in casa del Milan). Fino al sottosuolo, dove saranno realizzati tre modernissimi spogliatoi: 200 metri quadri a testa per Inter e Milan, forma ellittica per mettere l’allenatore al centro dell’attenzione. «Speriamo di conquistare - spiega Alfonso Cefaliello, amministratore delegato del consorzio San Siro 2000 in quota Milan - la quinta stella Uefa per la qualità degli stadi. Saremmo i primi in Italia».
Fin qui, le certezze. Al di là della recinzione esterna, il futuro dello stadio sfuma però dentro un groviglio di trattative, interessi, contrasti. Con l’assessore comunale allo sport, Aldo Brandirali, che a fine presentazione del «quarto anello» prende il microfono e spiega: «Non sono affatto contento, manca un piano finanziario che spieghi l’esatto ammontare degli investimenti e dei ricavi».
L’obiezione nasconde un timore: che il consiglio comunale bocci, come ha già fatto una volta, la concessione alle società dell’area dell’ex palazzetto. Ma non è tutto. Perché sapere fin d’ora quanto potrebbe rendere uno stadio trasformato in parco dello sport, avrebbe un grosso peso nelle trattative sul prezzo di vendita. «Saranno necessari almeno 12 mesi prima che il Comune e le società giungano a un’accordo», conclude Luciano Cucchia, amministratore delegato del Consorzio San Siro 2000 per l’Inter.
Per ora, il San Siro del futuro si può contemplare sulle animazioni in 3D: parchi per 40 mila metri quadri, parcheggi interrati, nuovi spazi di sosta per bus e motorini, piste ciclabili, oltre 20 mila metri quadri di spazi commerciali, una mediateca del calcio e dello sport.

Gianni Santucci


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 11th, 2005, 04:59 PM
San Siro del futuro, visto da Inter e Milan

http://www.corriere.it/vivimilano/media/foto/2005/02_Febbraio/11/SIRO.jpg


Lo stadio Meazza come una gigantesca astronave su una superficie lunare di crateri rotondi e una gigantesca palla di marmo che fa il verso al Foro Italico. Benvenuti a San Siro del futuro, vera e propria cittadella dello sport e del tempo libero, così come la vedono Inter e Milano riunite nel consorzio «ASanSiro». Il progetto, battezzato «quarto anello», per il momento una semplice idea, dà la sensazione di come potrebbe essere l'area se ad averne la proprietà - o almeno il diritto di superficie - fossero le due società calcistiche. Il progetto è stato presentato al Meazza in occasione della conferenza stampa sui lavori di riqualificazione che partiranno subito dopo la fine del campionato. «Quello che è certo è che l'impianto - ha sottolineato l'assessore allo Sport Brandirali, presente all'incontro - sarà quest'anno totalmente impegnato come cantiere per le opere di riqualificazione, subito dopo il fischio di chiusura dell'ultima partita di campionato». Unica eccezione prevista - occasione che sarà recuperata tra la fine di un cantiere e l'inizio di un altro - il concerto degli U2 del 20 luglio. Tra i lavori in fase di realizzazione e quelli da realizzare la prossima estate figurano interventi rivolti alla sicurezza, al comfort degli spettatori e agli impianti tecnici. Nella foto, un disegno del progetto.

http://www.corriere.it/vivimilano/gallerie/20050211.shtml

Sonic from Padova
February 11th, 2005, 05:20 PM
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GENIUS LOCI
February 11th, 2005, 05:20 PM
Sul rendering che avevo visto sul giornale l'altro giorno, il progetto era diverso...
C'era anche un grattacielo

Può darsi che ci siano varie versioni... noto che qui non sono state fatte ipotesi su aree adiacenti (come le scuderie dietro il trotter) che invece sul rendering che avevo visto io erano state "sostituite" da palazzi: si vede che quella era una versione un po' più "immobiliarista" :)

Epicurion
February 11th, 2005, 05:23 PM
Sul rendering che avevo visto sul giornale l'altro giorno, il progetto era diverso...
C'era anche un grattacielo

che giornale era? la foto l'ho presa dal sito del Corriere.

GENIUS LOCI
February 11th, 2005, 05:31 PM
Era "il Giornale" data 1 febbraio 2005, l'inserto di Milano (ovviamente l'ho conservato ;) )

Solo che non riesco a trovarlo via internet.... :cry:

Epicurion
February 11th, 2005, 05:37 PM
Era "il Giornale" data 1 febbraio 2005, l'inserto di Milano (ovviamente l'ho conservato ;) )

Solo che non riesco a trovarlo via internet.... :cry:

"Il Giornale" è quello che non ha ancora (nel 2005) un sito internet, no?

cmq, riusciresti a scannerizzarlo? mi hai messo la pulce nell'orecchio...

gruber
February 11th, 2005, 06:39 PM
"Il Giornale" è quello che non ha ancora (nel 2005) un sito internet, no?

cmq, riusciresti a scannerizzarlo? mi hai messo la pulce nell'orecchio...


mi cosenta! i siti iternet sono infestati dai comunisti, perdinci!

Epicurion
February 11th, 2005, 06:47 PM
mi cosenta! i siti iternet sono infestati dai comunisti, perdinci!


ah ah ah! :)

dimenticavo che internet è un'invenzione di quei rossi del Pentagono...e che internet explorer è proprietà del compagno Gates... :)

mi3max
February 11th, 2005, 11:25 PM
Il Giornale non ha sito internet perchè sanno benissimo che sarebbe il bersaglio di 'attenzioni particolari'... :)
Direi che mancano di coraggio, mi piacerebbe molto postare sul forum de 'Il Giornale' :)

apolo
February 12th, 2005, 12:32 AM
http://img201.exs.cx/img201/3541/1471634bl.th.jpg (http://img201.exs.cx/my.php?loc=img201&image=1471634bl.jpg)

MILAN

Tre_Punte
February 12th, 2005, 12:37 AM
http://www.corriere.it/vivimilano/media/foto/2005/02_Febbraio/11/SIRO.jpg

Epicurion
February 12th, 2005, 06:58 PM
Il primo lotto di lavori affidato con trattativa diretta alla Valdata era stato bloccato dal Tar
RHO-PERO e i numeri
Ordinanza del commissario straordinario: entro un mese la gara d’appalto per 70 milioni

Un mese. La società Milano-Mare ha a disposizione trenta giorni (a decorrere dal 3 febbraio scorso) per aggiudicare i lavori di completamento dei collegamenti alla Fiera di Pero-Rho: il famoso maxi-appalto da 70 milioni di euro finito al centro di un contenzioso ancora oggi all’esame della Procura. Giovedì scorso, il 3 febbraio appunto, l’ingegner Adolfo Colombo con i poteri di commissario straordinario per le infrastrutture (di Lombardia e Liguria) ha firmato un’ordinanza il cui obiettivo è quello di «rimettere in moto un’operazione importante per il Paese, e decisiva per valorizzare gli investimenti fatti sulla realizzazione della nuova Fiera». Finora, infatti, la Milano-Mare ha affidato soltanto i lavori di un mini-stralcio (per un totale di 6 milioni di euro: una piccola strada che esce dalla tangenziale e arriva al parcheggio di Pero-Rho) e già su questo si era aperto un contenzioso: l’incarico era stato assegnato in trattativa diretta alla Valdata e l’incartamento era finito al Tar per il ricorso di una ditta esclusa. La sentenza ha giudicato illegittimo l’affidamento in via diretta da Serravalle (l’ex Milano-Mare) a Valdata: la società di costruzioni partecipata dalla Serravalle e dall’unico socio privato Marcellino Gavio.
La questione era finita al centro di una grossa polemica fra i soci pubblici della Milano-Mare. Dopo le dichiarazioni dell’ex presidente Desiderio Zoncada, che aveva confermato la volontà di procedere per trattativa privata, il sindaco Gabriele Albertini e l’allora consigliere Bruno Rota (oggi seduto sulla poltrona che fu di Zoncada), avevano battagliato perché si svolgessero le gare su questa vicenda da 70 milioni di euro. Colombo fa punto e a capo: «Abbiamo il parere pro veritate di un illustre cattedratico che ha esaminato la sentenza del Tar - conferma Colombo - e che conforta la nostra ordinanza». Quindi, si procede. E si scopre che già in novembre la Milano-Mare aveva avviato le procedure ed espletato la gara per il maxi-lotto da 70 milioni di euro: e - dalle indiscrezioni trapelate in Provincia - la Valdata, che aveva grandi aspettative, sarebbe rimasta fuori gioco.
Proprio giovedì il cda, riunito su altre questioni, ha anche votato a larghissima maggioranza una delibera in base alla quale la società si impegna «ad ottemperare rapidamente all’ordinanza del commissario», dando corso al completamento delle procedure già espletate. E se nel frattempo la Valdata ha quasi terminato i lavori del mini-stralcio (dalle 7 di oggi resterà chiusa la rampa di accesso alla tangenziale Ovest, carreggiata nord, direzione Autolaghi dalla statale 33 del Sempione), Colombo precisa che si potranno rispettare i tempi anche per l’intera operazione viabilistica che dovrà concludersi nel 2006 in concomitanza con l’apertura definitiva del polo fieristico: «Siamo qui proprio per dare nuovo impulso all’intervento complessivo. Siamo qui e seguiremo da vicino tutte le procedure e tutti i lavori».

50 GIORNI Taglio del nastro
Mancano cinquanta giorni alla data dell’inaugurazione:
il 2 aprile inaugurazione ufficiale della nuova Fiera con la rassegna «Progetto Milano»

PADIGLIONI
Area record
La superficie calpestabile della nuova Fiera è di 530 mila metri quadrati, con una superficie totale di 2 milioni di metri quadrati. L’area espositiva vendibile sarà di 200 mila metri quadrati, più 60 mila di area esterna

INVESTIMENTO
Costi e lavori
Il costo complessivo dell’opera è di 750 milioni di euro: circa 550 per la costruzione e il resto per l’acquisto delle aree. Per realizzarlo sono stati impiegati duemila operai di sessanta nazionalità

2006 L’ANNO DI CHIUSURA
secondo il commissario straordinario per le infrastrutture, dei lavori
per i collegamenti stradali
con la nuova Fiera

70 MILIONI DI EURO
È il valore del maxi appalto che dovrà essere aggiudicato entro un mese per completare i collegamenti con la nuova Fiera

Elisabetta Soglio


Cronaca di Milano

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AUTOSTRADE
Milano-Mare, sfida Provincia-Gavio sull’acquisto delle quote

La Provincia è pronta a rafforzare la propria presenza nella società Milano-Mare. La notizia che Marcellino Gavio, unico socio privato della Spa, sta rastrellando altre quote approfittando dell’intenzione di vendere dichiarata dall’Autorità Portuale di Genova (1,4% di azioni) e dalla Provincia di Pavia (4,8%) ha messo in agitazione i vertici di Palazzo Isimbardi. Ieri mattina il presidente Filippo Penati ha così scritto una lettera a tutti i soci pubblici invitandoli, in caso di cessione delle proprie quote, a chiarire le procedure di vendita e ha ricordato che la Provincia è pronta ad acquistare. Nel frattempo, infatti, la giunta ha deciso di cedere il 5% della società Serenissima e di utilizzare gli introiti di questa operazione (che potrebbero aggirarsi sui 50 milioni di euro) per nuove quote della Milano-Mare. Penati si è sentito telefonicamente con il presidente della Provincia di Venezia, che cederà il 3,4% di Serenissima, e con il sindaco di Milano, che possiede un altro 5%: se infatti i tre soci riuscissero a vendere con una manovra congiunta, il loro pacchetto da 13,4% acquisterebbe valore. Torniamo alla Milano-Mare. L’auspicio di Palazzo Isimbardi è che la Provincia di Pavia intenda ricorrere ad un’asta di evidenza pubblica: un po’ la strada scelta dal Comune di Como, che ha già fatto un bando di gara per il proprio 1,20%. L’Autorità Portuale di Genova ha intanto già chiesto il frazionamento del proprio 1,4%: la Provincia di Milano ha dunque pochi giorni per esercitare il diritto di prelazione, «e Gavio - spiegano in Provincia - non riuscirà a prendere più dello 0,5%».

E. So.


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 12th, 2005, 07:08 PM
Settimane bianche, in pista gli stranieri
Effetto Mondiali, boom di presenze internazionali. Caro-vacanze, i lombardi scelgono i weekend lunghi

BORMIO (Sondrio) - Positivo l’effetto Mondiali sul turismo lombardo. Nelle località montane, grazie alla coincidenza dell’evento sportivo di Bormio e Santa Caterina Valfurva e del Carnevale ambrosiano, si registra il tutto esaurito: più di 120 mila presenze in strutture alberghiere e seconde case, e un business che in questa settimana si aggira su 10 milioni di euro, fra pernottamenti, skipass e divertimenti. Anche le prenotazioni delle settimane bianche segnano un trend positivo, con una media dell’8 per cento in più sulla passata stagione. L’aumento è in gran parte determinato dalle presenze dei turisti stranieri.
Oltre all’Alta Valtellina, hanno già avvertito effetti sulle prenotazioni delle settimane bianche per la seconda metà di febbraio e marzo le località di Aprica, Chiesa Valmalenco, Madesimo e Ponte di Legno-Tonale. «Ritengo - sostiene Cesare Lenatti, presidente dell’Associazione albergatori della provincia di Sondrio - che avremo un trend in crescendo per l’intero 2005».

DOVE SI SCIA - Attualmente si scia in 22 località lombarde, con una disponibilità di 850 chilometri di piste da discesa e 80 da fondo. La neve oscilla da 30 a 150 centimetri. In provincia di Sondrio sono aperti gli impianti nelle località Valgerola-Pescegallo, Madesimo, Aprica, Caspoggio, Chiesa Valmalenco, Bormio, Livigno, Santa Caterina Valfurva, mentre in provincia di Bergamo si scia nel comprensorio dell’Alta Val Brembana (Piazzatorre, Foppolo, Carona e San Simone), in Val Seriana (Lizzola, Gromo Spiazzi, Presolana e Monte Pora) e Colere. Nel Bresciano impianti aperti a Borno, Monte Campione e Ponte di Legno-Tonale, e un paio di località nelle valli del Comasco (Valle d’Intelvi) e Lecchese (Piani di Bobbio).
Le cifre sui primi due mesi di attività degli impianti indicano un incremento di passaggi del 5 per cento nelle località prealpine, 12 per cento ai Piani di Bobbio e all’Aprica. Balzo in avanti (» 5%) anche sugli impianti delle località dell’Alta Valtellina e della Valcamonica.

SETTIMANE BIANCHE - Il turismo sta comunque cambiando. Tra i lombardi le settimane bianche, anche per i prezzi che oscillano in alta stagione da 350 a 430 euro a persona, fanno meno presa.
Vanno di moda, invece, i fine settimana lunghi. Invece i turisti di Emilia e Toscana sono attratti dal fascino di Bormio, Santa Caterina, Aprica e Madesimo, mentre l’Alta Valle Camonica è meta di turisti di Veneto e Marche.
Il trend positivo delle prenotazioni per le settimane bianche è legato agli arrivi di comitive straniere: un gruppo inglese è atteso per oggi a Madesimo, mentre tedeschi e austriaci la fanno da padroni a Livigno e al Passo Tonale.
«Con i Mondiali - osserva Norberto Pedranzini, del Consorzio Albergatori di Valfurva - sono stati allargati gli orizzonti e grazie all’evento sportivo sono previsti dalla prossima settimana arrivi dal Giappone e dall’Estremo Oriente, turisti fino a un mese fa impensabili».
L’effetto Mondiali si fa sentire anche fuori dalla Valtellina: pienone fino a Pasqua, assicura Francesco Bosco, responsabile dell’Adamello Ski, anche per il comprensorio Ponte di Legno-Tonale.

Angelo Panzeri


Lombardia
© Corriere della Sera

Epicurion
February 13th, 2005, 06:19 PM
TRASPORTI
Il Comune: nuovi metrò contro l’assedio del traffico
Entro l’anno il cantiere della linea Garibaldi-Monza

Targhe alterne, blocchi del traffico: il Comune ci crede poco. La scommessa dello smog per l’amministrazione si vince sul medio-lungo periodo, attuando interventi sui mezzi inquinanti, sulle caldaie e, ovviamente, potenziando i mezzi pubblici. Su quest’ultimo fronte, il jolly è rappresentato dalle metropolitane e il centrodestra al governo di Palazzo Marino si fa vanto di aver riaperto i cantieri dopo anni di immobilismo. Non solo: «Entro il 2005 - annuncia l’assessore al Traffico e alla Mobilità, Giorgio Goggi - cominceranno i lavori per costruire la linea 5» (cazzo, ma dovevano partire all'inizio del 2005!!! l'anno è appena iniziato e già c'è un ritardo di quasi un anno!!!!! :bash: ). La gara per il nuovo metrò, che collegherà la stazione Garibaldi a Monza, sta per essere lanciata. A giorni il Comune riceverà la lettera ufficiale del ministero sul finanziamento, ma è già arrivata copia del documento con il quale il Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) comunica al governo di aver accordato a Milano i fondi per la linea 5 (175 milioni di euro). Con l’aiuto dei privati, il Comune realizzerà il primo tratto fino a Bignami, per una spesa complessiva di 500 milioni di euro.
Non è ancora finanziata, invece, l’attesa linea 4 ( :cry: ), con un progetto già pronto per collegare Linate a Lorenteggio. Solo per cominciare a ragionare sul serio sulla nuova linea servirebbero 150 milioni di euro (l’investimento complessivo è stimato in 1.080 milioni di euro). «Entro l’anno speriamo di ottenere i fondi dal Cipe - dice Goggi -, ma al momento non c’è certezza».
Di certo, sul futuro delle metropolitane milanesi ci sono i privati. «Le cifre che arrivano dal governo e le disponibilità locali non sono tali da poter fare da soli - sottolinea l’assessore -. Non ci sono alternative al pro ject financing».
La giunta ribadisce tuttavia l’intenzione di premere sull’acceleratore del trasporto pubblico in sotterranea. «Abbiamo aperto nuove stazioni della metropolitana e del Passante - ricorda il vicesindaco Riccardo De Corato -, ma purtroppo la città ha perso sei anni per le scelte della precedente amministrazione: Formentini aveva puntato sulle metrotranvie».
In aprile, contestualmente all’inaugurazione dei nuovi padiglioni, entrerà in funzione il primo servizio sul prolungamento di oltre due chilometri che da Molino Dorino arriverà al Polo esterno della Fiera, passando da Pero. Previsto anche - con partenza lavori nel 2006 - il prolungamento da Sesto San Giovanni (Fs) a Monza Bettola. Dopo l’inaugurazione del dicembre scorso della stazione Maciachini della linea 3, tra circa un mese aprirà un nuovo tratto della linea 2, da Famagosta fino a piazzale Abbiategrasso. Si sta già lavorando inoltre sul percorso della gialla verso Dergano-Affori e l’obiettivo è di arrivare alla Comasina nel 2007.
Già realizzato, invece, l’ultimo tratto del Passante ferroviario da piazzale Dateo alla stazione di Porta Vittoria. «Un risultato importantissimo - ha rimarcato Goggi -, perché finalmente è stato completato tutto il tratto urbano del Passante, che ora attraversa la città da Nord-Ovest a Sud-Est: da qui potremo unire Milano a Pioltello».
Fin qui le linee e le nuove stazioni del metrò. Ma per garantire un trasporto comodo ed efficiente è necessario anche rinnovare le vecchie tratte, soprattutto le carrozze e i sistemi di sicurezza. «E’ già previsto - garantisce il vicesindaco De Corato - l’ammodernamento della rossa, con la climatizzazione dei treni». Interventi di cui sicuramente si sente il bisogno, visto che stiamo parlando di una linea inaugurata nel 1964.

Rossella Verga


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 14th, 2005, 09:17 AM
«Troppi cantieri in ritardo». E il Comune licenzia le imprese
De Corato: lavori mal fatti, abbiamo perso tempo e fondi. Porteremo in tribunale le ditte scorrette. Nasce la lista nera delle aziende inaffidabili

Cantieri in grave ritardo, lavori fatti male e in casi estremi neppure cominciati. Il Comune denuncia le imprese inadempienti (15 su 340), ma non basta. Mentre parte la trafila giudiziaria si perdono soldi e anni preziosi e l’amministrazione ha deciso di correre ai ripari: le ditte che finiscono nella lista dei cattivi d’ora in poi resteranno escluse dalle trattative private, cioè da tutti quegli interventi sotto i 200 mila euro (che sono tantissimi, nei vari settori) per cui i dirigenti non sono obbligati a indire una gara pubblica, ma possono invitare di volta in volta minimo 11 società per scegliere la ditta che farà i lavori. Sul tavolo dei direttori di Palazzo Marino c’è un fascicolo di 40 pagine fitto di nomi e la consultazione è d’obbligo per tutti. «E’ la banca dati negativa delle imprese - spiega il vicesindaco Riccardo De Corato, con delega ai Lavori pubblici - Si tratta di un progetto al quale stiamo lavorando da quattro anni e al momento le ditte segnalate sono un centinaio». E’ un modo per ridurre i danni e le beffe dei lavori pubblici. «E’ anche un deterrente e uno strumento di controllo preventivo - precisa il vicesindaco - Se una banca dati simile ci fosse stata ai tempi di Tangentopoli forse le cose sarebbero andate in maniera diversa. In fondo, per realizzarla non ci voleva Pico della Mirandola». Per De Corato questa lista nera vale più dell’oro. «I "cattivi" vengono esclusi, senza eccezioni. E non importa se poi arrivano le telefonate dei politici amici dei titolari delle imprese o le minacce di denuncia».
L’intento è chiaro: cercare di arginare, almeno sulle trattative private, le società scorrette o poco serie. «Anche perché - sottolinea De Corato - in caso di gara non possiamo escludere nessuno finché non c’è una sentenza passata in giudicato. E così ci troviamo sempre di fronte alle stesse imprese che vengono cacciate con un nome e si ripresentano con un altro».
Di questo genere di ditte il Comune ne incontra parecchie e gli ispettori del vicesindaco hanno documentato tutto in un fascicolo che viene aggiornato mensilmente. Ed ecco qualche esempio, tra i più eclatanti. C’è un palazzo in via Pascarella, a Quarto Oggiaro, dove i lavori sono fermi dal 2002. L’impresa è sparita e ha mollato lì i ponteggi. Il Comune è stato costretto a togliere le impalcature per evitare almeno che i ladri diventassero i padroni del caseggiato. E’ partita la denuncia, ma in attesa che l’iter giudiziario si concluda la certezza è una sola: ristrutturare lo stabile verrà a costare il doppio. In via Valvassori Peroni il cantiere dello scandalo riguarda la biblioteca civica per la quale Palazzo Marino ha già speso 4 milioni di euro. Risultato? Ci piove dentro e la prospettiva è di dover rifare gran parte dell’intervento. E’ in corso una causa con l’ipotesi di truffa e un dipendente comunale è stato licenziato. Ma in attesa del verdetto dei giudici la certezza è sempre la solita: lo scherzetto costerà al Comune-Pantalone altri 2,5 milioni di euro. Non hanno avuto miglior fortuna i centri cucina di via Dora Baltea e via Ucelli di Nemi: il pavimento vinilico appena posato si sta già sollevando. «Il materiale scelto dal progettista - scrivono i tecnici - non può essere considerato ottimale per un centro cucina». Non resiste alle temperature elevate dell’acqua, segnalano gli 007 dei Lavori pubblici.
L’elenco potrebbe continuare a lungo: con i lavori «difformi dal progetto» nell’edificio di piazza XXV Aprile o all’Ansaldo, nei laboratori di produzione scenica della Scala, al quartiere Ca’ Granda, nella scuola di via Gattamelata. Tutti casi per cui l’Avvocatura è stata caricata di lavoro. Spesso sono state intentate cause (tuttora pendenti) per il risarcimento dei danni, a volte è scattato il procedimento penale. «Ma sui 340 cantieri aperti quelli veramente critici sono una quindicina - ricorda De Corato - e questo anche grazie al fatto che le imprese hanno capito che adesso c’è qualcuno che le controlla».
I livelli di verifica sono due: sulle carte e sul campo. Gli ispettori passano al microscopio ogni cantiere, attenti alle normative sulla sicurezza, al lavoro nero e ai subappalti troppo disinvolti. A guidare la squadretta messa in piedi dal vicesindaco ci sono due uomini di fiducia: Ferruccio Vanotti e Gianfranco Privitera. Spetta a loro il compito di verificare «tempo, qualità e gestione amministrativa dei progetti e dei lavori». Dopo ogni sopralluogo viene compilato un rapporto e il Comune dispone oggi di quella che viene considerata «la Bibbia di tutti i lavori di Milano». «In caso di inadempimento grave da parte dell’impresa - spiegano Vanotti e Privitera - si avvia il procedimento di risoluzione del contratto». «Ma l’utilità delle ispezioni sistematiche - incalza De Corato - è quella di consentirci di intervenire appena c’è qualcosa che non va. E quando troviamo un cantiere irregolare, una cosa è certa: non lo molliamo più».

Rossella Verga


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 14th, 2005, 09:23 AM
«Un parco al posto dell’ecomostro dei Mondiali»
La Provincia: cancelliamo l’albergo di Italia ’90 mai finito. «Basta degrado, Ponte Lambro deve rinascere»

Ci prova la Provincia. L’assessore Bruna Brembilla, responsabile dell’Ambiente per palazzo Isimbardi dichiara guerra a quello che rimane dell’Albergo iniziato per i Mondiali di calcio del ’90 e mai concluso: «Abbattiamo l’ecomostro e recuperiamo tutti i terreni della zona come parco agricolo». L’assessore Brembilla entra nella irrisolta e intricata vicenda forte del suo incarico: «Sono presidente del Parco Agricolo sud Milano - ricorda - e la struttura di cui parliamo è inserita fra i 47 mila ettari del parco stesso». Certo, la partita è complessa: lo scheletro dell’edificio domina su Ponte Lambro da ormai 16 anni. Siamo in via Monluè, dietro Cascina Grande: l’orrore, sempre più degradato, dà bella mostra di sé a chiunque passi sulla tangenziale est. Le decine di sopralluoghi e le tonnellate di carta spese in trattative con la proprietà e proposte per il recupero non sono serviti a nulla.
I ds sono partiti lancia in resta: «Già Ponte Lambro - osserva il capogruppo in Comune, Emanuele Fiano - è penalizzato dalla promessa del recupero firmato Renzo Piano. In più, l’ecomostro: eppure, proprio da questa zona si potrebbe restituire un’anima al quartiere». L’idea è di partire da Cascina Grande: «All’interno - spiega Marco Cormio, consigliere ds e per anni presidente della ex zona 13 di Ponte Lambro - sono rimaste poche attività artigianali. Ma se si pensasse a un recupero e si potesse sfruttare l’area dell’albergo, l’intera area verrebbe valorizzato diventando punto di aggregazione del quartiere».
I due consiglieri hanno incontrato la Brembilla nei giorni scorsi e l’assessore si è mosso. «È vero che in generale l’unico soggetto titolato a svolgere una pianificazione è il Comune. Ma qui c’è il vincolo del Parco: quindi, noi dobbiamo valutare ogni progetto e approvarlo o meno. E possiamo fare qualcosa in più: promuovere un piano di cintura per l’area, uno strumento che mette intorno al tavolo tutti i soggetti direttamente coinvolti». L’assessore Brembilla si appella al Comune: «Mi rivolgerò direttamente all’assessore all’Urbanistica e spero che si riesca a collaborare nell’interesse del quartiere». Le ipotesi di lavoro sono svariate: «Intanto, va rispettata la vocazione di quell’area. Sono terreni agricoli e non credo sarebbe corretto edificarci sopra, ma neppure realizzare un bel giardino inglese. Piuttosto si potrebbe verificare, come facciamo in tutte le altre zone del Parco sud, se esista la possibilità di avviare colture, o comunque se approfittando anche di Cascina Granda si possano inserire attività rurali o artigianali, o addirittura avviare un agriturismo». Certo, il mostro non c’entra nulla: «È indubbiamente un impiccio, oltre che un’offesa al quartiere», ammette la Brembilla.
Negli anni, si erano giocate diverse carte. Prima, si era tentato l’accordo con l’Istituto neurologico Besta: che avrebbe trasferito lì, in questa zona facilmente accessibile dalle autostrade e dotata di spazi per parcheggi, alcuni dei propri padiglioni. Ma il Besta si era poi tirato indietro. Allora, si era studiata la possibilità di una sorta di permuta con l’Università Cattolica: che avrebbe acquistato e ristrutturato l’albergo, per destinarlo a nuove case per i poliziotti, ricevendo in cambio la caserma di Sant’Ambrogio e allargare i propri spazi riservati agli studenti. Ma era intervenuto il Magistrato del Po a ricordare che l’area è golenale, quindi difficilmente edificabile.
«La nostra sensazione - commentano Fiano e Cormio - è che anche su questa vicenda si misuri l’incapacità della giunta di affrontare un problema e risolverlo». A uscirne penalizzato è il solito quartiere di Ponte Lambro: i proprietari dell’albergo si erano impegnati a realizzare, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, un parco e un campo da gioco di 15 mila metri quadrati da mettere a disposizione della società sportiva Centro Giovani Valenzia. Ovviamente, non si è visto nulla: e nel frattempo il degrado dell’albergo, divenuto meta preferita per lo spaccio, ha obbligato la società proprietaria dell’immobile a pagare una società di vigilanza che fa pattugliamenti durante la notte. In attesa che qualcuno decida qualcosa sul futuro di quei pilastri di cemento.

Elisabetta Soglio


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera



morale della favola: la sinistra milanese è completamente fuori dal mondo... :no:

GENIUS LOCI
February 14th, 2005, 11:51 AM
Io farei un bell'agriturismo in piazza del Duomo :)

Non capisco mai quando certi soggetti parlino seriamente e quando dicano la prima idiozia che gli viene in mente con l'unico scopo di apparire sui giornali con le loro "importantissime" dichiarazioni...

Adesso, indipendentemente da sinistra o destra: bisogna abolire la provincia di Milano. Serve solo a far casino. E riesce aproporre solo cose strampalate, che poi, per fortuna, non ha nemmeno il potere di fare applicare

Epicurion
February 14th, 2005, 12:01 PM
Adesso, indipendentemente da sinistra o destra: bisogna abolire la provincia di Milano. Serve solo a far casino. E riesce aproporre solo cose strampalate, che poi, per fortuna, non ha nemmeno il potere di fare applicare

non potrei essere maggiormente d'accordo. i casi di Londra (con le varie "Cities") o di New York (con i famosi "Boroughs") sono emblematici. un governo dell'area metropolitana e il territorio diviso in vari distretti amministrativi con dimensioni omogenee. i nomi dei comuni rimangono solo sulle mappe come nomi dei quartieri (un po' come i nostri Affori, Baggio, ecc.). un'utopia in Italia.

Tre_Punte
February 14th, 2005, 12:42 PM
http://www.corriere.it/vivimilano/media/foto/2005/02_Febbraio/14/viafarini.jpgQuesta foto è stata scattata domenica pomeriggio dal ponte di via Farini. La giornata tersa fa sembrare le montagne più vicine

gruber
February 14th, 2005, 12:45 PM
però...sembra quasi un bel quartiere quando è così!

Tarchon
February 14th, 2005, 02:27 PM
«Troppi cantieri in ritardo». E il Comune licenzia le imprese
De Corato: lavori mal fatti, abbiamo perso tempo e fondi. Porteremo in tribunale le ditte scorrette. Nasce la lista nera delle aziende inaffidabili

Cantieri in grave ritardo, lavori fatti male e in casi estremi neppure cominciati. Il Comune denuncia le imprese inadempienti (15 su 340), ma non basta. Mentre parte la trafila giudiziaria si perdono soldi e anni preziosi e l’amministrazione ha deciso di correre ai ripari: le ditte che finiscono nella lista dei cattivi d’ora in poi resteranno escluse dalle trattative private, cioè da tutti quegli interventi sotto i 200 mila euro (che sono tantissimi, nei vari settori) per cui i dirigenti non sono obbligati a indire una gara pubblica, ma possono invitare di volta in volta minimo 11 società per scegliere la ditta che farà i lavori. Sul tavolo dei direttori di Palazzo Marino c’è un fascicolo di 40 pagine fitto di nomi e la consultazione è d’obbligo per tutti. «E’ la banca dati negativa delle imprese - spiega il vicesindaco Riccardo De Corato, con delega ai Lavori pubblici - Si tratta di un progetto al quale stiamo lavorando da quattro anni e al momento le ditte segnalate sono un centinaio». E’ un modo per ridurre i danni e le beffe dei lavori pubblici. «E’ anche un deterrente e uno strumento di controllo preventivo - precisa il vicesindaco - Se una banca dati simile ci fosse stata ai tempi di Tangentopoli forse le cose sarebbero andate in maniera diversa. In fondo, per realizzarla non ci voleva Pico della Mirandola». Per De Corato questa lista nera vale più dell’oro. «I "cattivi" vengono esclusi, senza eccezioni. E non importa se poi arrivano le telefonate dei politici amici dei titolari delle imprese o le minacce di denuncia».
L’intento è chiaro: cercare di arginare, almeno sulle trattative private, le società scorrette o poco serie. «Anche perché - sottolinea De Corato - in caso di gara non possiamo escludere nessuno finché non c’è una sentenza passata in giudicato. E così ci troviamo sempre di fronte alle stesse imprese che vengono cacciate con un nome e si ripresentano con un altro».
Di questo genere di ditte il Comune ne incontra parecchie e gli ispettori del vicesindaco hanno documentato tutto in un fascicolo che viene aggiornato mensilmente. Ed ecco qualche esempio, tra i più eclatanti. C’è un palazzo in via Pascarella, a Quarto Oggiaro, dove i lavori sono fermi dal 2002. L’impresa è sparita e ha mollato lì i ponteggi. Il Comune è stato costretto a togliere le impalcature per evitare almeno che i ladri diventassero i padroni del caseggiato. E’ partita la denuncia, ma in attesa che l’iter giudiziario si concluda la certezza è una sola: ristrutturare lo stabile verrà a costare il doppio. In via Valvassori Peroni il cantiere dello scandalo riguarda la biblioteca civica per la quale Palazzo Marino ha già speso 4 milioni di euro. Risultato? Ci piove dentro e la prospettiva è di dover rifare gran parte dell’intervento. E’ in corso una causa con l’ipotesi di truffa e un dipendente comunale è stato licenziato. Ma in attesa del verdetto dei giudici la certezza è sempre la solita: lo scherzetto costerà al Comune-Pantalone altri 2,5 milioni di euro. Non hanno avuto miglior fortuna i centri cucina di via Dora Baltea e via Ucelli di Nemi: il pavimento vinilico appena posato si sta già sollevando. «Il materiale scelto dal progettista - scrivono i tecnici - non può essere considerato ottimale per un centro cucina». Non resiste alle temperature elevate dell’acqua, segnalano gli 007 dei Lavori pubblici.
L’elenco potrebbe continuare a lungo: con i lavori «difformi dal progetto» nell’edificio di piazza XXV Aprile o all’Ansaldo, nei laboratori di produzione scenica della Scala, al quartiere Ca’ Granda, nella scuola di via Gattamelata. Tutti casi per cui l’Avvocatura è stata caricata di lavoro. Spesso sono state intentate cause (tuttora pendenti) per il risarcimento dei danni, a volte è scattato il procedimento penale. «Ma sui 340 cantieri aperti quelli veramente critici sono una quindicina - ricorda De Corato - e questo anche grazie al fatto che le imprese hanno capito che adesso c’è qualcuno che le controlla».
I livelli di verifica sono due: sulle carte e sul campo. Gli ispettori passano al microscopio ogni cantiere, attenti alle normative sulla sicurezza, al lavoro nero e ai subappalti troppo disinvolti. A guidare la squadretta messa in piedi dal vicesindaco ci sono due uomini di fiducia: Ferruccio Vanotti e Gianfranco Privitera. Spetta a loro il compito di verificare «tempo, qualità e gestione amministrativa dei progetti e dei lavori». Dopo ogni sopralluogo viene compilato un rapporto e il Comune dispone oggi di quella che viene considerata «la Bibbia di tutti i lavori di Milano». «In caso di inadempimento grave da parte dell’impresa - spiegano Vanotti e Privitera - si avvia il procedimento di risoluzione del contratto». «Ma l’utilità delle ispezioni sistematiche - incalza De Corato - è quella di consentirci di intervenire appena c’è qualcosa che non va. E quando troviamo un cantiere irregolare, una cosa è certa: non lo molliamo più».

Rossella Verga


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera


La diffida è un'ottima idea deterrente, mi pare che sia la prima volta in Italia.

Epicurion
February 14th, 2005, 03:04 PM
La diffida è un'ottima idea deterrente, mi pare che sia la prima volta in Italia.

finché però sopravvive la figura del TAR, che d'ufficio accoglie tutti i ricorsi bloccando progetti e cantieri, la diffida serve a poco. innanzitutto bisognerebbe istituire il reato (capitale) di interruzione di progetto di interesse pubblico, nel caso di lavori urgenti che interessano la collettività (leggi: infrastrutture). poi, si devono cancellare dalla legislazione italiana i TAR, più che inutili dannosi. infine, eventuali illeciti nell'assegnazione o gestione degli appalti devono essere risolti in sede penale con processi a carico degli individui, non delle società! e non devono interessare i lavori, che invece dovrebbe proseguire! se il proprietario o dirigente o impiegato di una ditta oppure un dipendente comunale commette un reato, paga lui mentre il cantiere va avanti. non che si blocca tutto con doppio danno a carico dello Stato!!!

damon milan
February 14th, 2005, 04:04 PM
le imprese che bloccano i lavori e si tengono i soldi sono tante, sia per quanto riguarda i lavori pubblici che privati.. personalmente non so quale potrebbe essere la strada per limitare queste "truffe", però il fatto che il comune si muova per affrontare il problema è una buona cosa!

per quanto riguarda la provincia non mi stancherò mai di ripetere che ce la siamo cercata.. e adesso ci becchiamo un bel parco, gestito dalle mamme dei leonkavallini e finanziato dall'assessorato per la pace.. :bash:
ah, giusto ieri ho letto che la provincia vuole bloccare i lavori per la tangenziale est esterna già approvato dalla regione.. cazzo, bella giunta.. ma oltre a disfare il lavoro degli altri fanno qualcosa?!

Epicurion
February 14th, 2005, 08:06 PM
-47

http://www.nuovopolofieramilano.it/Webcam/Archivio/2005_2_14//cam1_image_00001_14_2_2005_17_50_0_ORIG.jpg

Epicurion
February 15th, 2005, 10:29 AM
Monza, parte la conta delle colonie feline. Agevolazioni per chi gestisce «gattare»
Nasce la città dei gatti: festa e censimento
«Vogliamo sensibilizzare la cittadinanza sui mici in libertà per una corretta convivenza»

MONZA - Quanti sono i gatti del sindaco di Monza Michele Faglia? Secondo le stime della sezione cittadina dell’Enpa, almeno ottocento. Sono tutti «amici coi baffi» che vivono nelle colonie feline della città e che per legge sono sotto la tutela del primo cittadino. «Ammetto di preferire i cani - scherza Faglia - ma sono curioso comunque di sapere quanti mici sono sotto la mia tutela». La risposta arriverà presto, visto che l’Enpa, in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente, farà partire da giovedì, festa nazionale del gatto, il primo censimento cittadino delle colonie feline. In serata, alle 21, la nuova sede dell’Enpa di via Lecco 164 ospiterà l’incontro sul tema «Tutti matti per i gatti». «Vogliamo informare e sensibilizzare la cittadinanza sull’esistenza delle colonie di gatti che vivono in libertà - spiega il presidente dell’Enpa Giorgio Riva - sulla loro salvaguardia per una corretta e serena convivenza urbana. Il primo compito che ci siamo dati è una mappatura delle colonie feline». Già da giovedì saranno distribuiti appositi moduli che dovranno essere compilati dai «gattari» e dalle «gattare» di Monza: si dovranno indicare i luoghi dove si ritrovano le colonie e il numero di gatti di ogni colonia, divisi tra maschi e femmine.
«I moduli saranno inviati anche ai cittadini con il prossimo numero dell’informatore comunale - spiega Anna Ida Riboldi, referente per i diritti degli animali all’assessorato all’Ambiente - dovranno essere compilati e consegnati alla sede dell’Enpa, il nostro assessorato o il canile di via Buonarroti».
Una volta terminato il lavoro, il Comune avrà a disposizione una vera banca dati che sarà informatizzata e continuamente aggiornata. Le novità non sono tutte qui: le aree di ritrovo delle colonie feline saranno segnalate da appositi cartelli con tanto di gatti stilizzati e ogni gattaro riceverà un tesserino di riconoscimento per poter operare in tranquillità, ma anche per rivolgersi alle mense scolastiche per recuperare gli avanzi di cibo.
Una novità che piace a Sergio Banfi, 43 anni, gattaro da dieci: «Ogni giorno mi occupo di accudire cinque colonie - spiega -. Lo faccio con passione come tutti i gattari e non ho mai chiesto nulla, ma un riconoscimento del nostro lavoro non può che fare piacere. Ho ereditato cinque colonie di gatti nel centro storico da un’anziana gattara. Si concentrano in zona San Gerardo, lungo il Lambro e dietro il tribunale».
La festa dei gatti proseguirà anche sabato con uno stand dell’Enpa in via Italia per la raccolta di cibo in scatola da portare in canile, mentre alcune volontarie, abili truccatrici, trasformeranno i bambini in «gatti per un giorno».

Rosella Redaelli


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera



cazzooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!! ma come cazzo si fa!!!!!!!!!!!!!!!!!! ma che cazzo gli dice il cervello a quei coglioni!!!!!!!!!!!!!! e si fanno pure intervistare!!!!!!!!!!!!!

:eek: :ohno: :cry: :no:

GENIUS LOCI
February 15th, 2005, 01:30 PM
Strano la Provincia non abbia fatto ancora un Assessorato ai Gatti :D

Panther
February 15th, 2005, 02:11 PM
^Non mi toccate i miei fratellini minori che poi comincio ad azzannare eh? :moods:

damon milan
February 15th, 2005, 02:57 PM
Strano la Provincia non abbia fatto ancora un Assessorato ai Gatti :D

beh, potremmo proporglielo, secondo me ci prenderebbero molto sul serio stupendosi di non averci pensato loro.. :)

taurus
February 15th, 2005, 03:03 PM
Cazzo incredibile!! ..e quegli imbecilli dovrebbero essere l'alternativa a questa giunta per fare di Milano una città più moderna e europea?

Epicurion
February 15th, 2005, 04:34 PM
«Vogliamo sensibilizzare la cittadinanza sui mici in libertà per una corretta convivenza»

a leggere questo mi viene in mente che ci penserà l'Assessorato alla Pace e alla Tolleranza. o forse ci penserà l'Assessorato (o addirittura il Ministero) per le Pari Opportunità?

GENIUS LOCI
February 15th, 2005, 04:54 PM
Ragazzi: mi è appena venuto il pensiero che è troppo tempo che ci "cibiamo" di queste notizie idiote (che è comunque giusto dare)
Mentre le GRANDI notizie che dovrebbero oscurarle lancuono :( Per un po' ci avevano abituato ai grandi annunci e grattacieli che spuntavano dappertutto: adesso è un paio di mesi che "tutto tace"

De Mico!!! Tira fuori questo progetto!!!!!!!!!!!!!

gruber
February 15th, 2005, 06:22 PM
Milano, 16:40

MODA: ALLEANZA FRA UNIVERSITA' MILANO, PARIGI E SHANGAI
L'Universita' Bocconi di Milano si allea con gli atenei di Parigi e Shanghai per promuovere la collaborazione fra il sistema italiano ed europeo e quello cinese, puntando sui rispettivi punti di forza nel settore della moda. Nasce cosi' un progetto finanziato dalla Commissione europea con 300 mila euro, che ha l'obiettivo di formare competenze e profili manageriali innovativi sul tema.

Pavlvs
February 15th, 2005, 06:31 PM
MAL COMUNE....MEZZO GAUDIO ?

Parte il 17 febbraio la seconda edizione del "Gattotour", il giro itinerante tra le colonie feline romane per festeggiare la giornata mondiale del gatto ( e chissene...NDR)
"Il 17 fa parte della numerologia legata alla superstizione e alla magia - ha detto la Delegata del sindaco per i Diritti degli animali, Monica Cirinnà - Inoltre, l'anagramma di questo numero scritto in latino dà "vixi", e solo il gatto, che ha sette vite, può dire "ho vissuto"". ( A te Otelma fa una sega....Ndr)

Due saranno le oasi feline comunali visitate: quella di Porta Portese (ex canile) e quella di Villa Flora (Via Portuense 610) che ospitano gatti abbandonati, maltrattati e traumatizzati da incidenti. A Roma, ci sono 300 mila gatti dei quali 180 mila vive nelle case e il resto per la strada. (almeno prendessero i topi :D )
Il tour partirà alle 14.30 dal parcheggio del Campidoglio lungo via dei Fori imperiali, con due autobus messi a disposizione dal Comune ( poveri soldi del contribuente!!)
"Il gatto è il simbolo di Roma - ha continuato la Cirinnà ( ed io che pensavo fosse la Lupa Capitolina NDR)
- In base all'articolo 11 della legge regionale del Lazio 34/97 un gruppo di gatti superiori a cinque costituisce una colonia felina collocata con diritto in un habitat urbano naturale. E da lì nessuno lo può mandar via". ('azzo, per cacciare un gatto ci vuole l'ufficiale giudiziario NDR)
Chiunque volesse partecipare al "Gattotour", può contattare l'ufficio Diritti per gli animali entro mercoledì 16 febbraio componendo il numero 06 32650570; oppure 06 3217951. ( ottima idea, quasi quasi ti chiamo e te ne dico 4, li mort....tua e de chi te dà lavoro NDR )

ps: per inciso io amo i gatti.
Ma amo di più che i soldi pubblici vengano impiegati per il bene sociale.
Umano, non felino.

Epicurion
February 15th, 2005, 06:42 PM
MAL COMUNE....MEZZO GAUDIO ?

Parte il 17 febbraio la seconda edizione del "Gattotour", il giro itinerante tra le colonie feline romane per festeggiare la giornata mondiale del gatto ( e chissene...NDR)
"Il 17 fa parte della numerologia legata alla superstizione e alla magia - ha detto la Delegata del sindaco per i Diritti degli animali, Monica Cirinnà - Inoltre, l'anagramma di questo numero scritto in latino dà "vixi", e solo il gatto, che ha sette vite, può dire "ho vissuto"". ( A te Otelma fa una sega....Ndr) :laugh: :laugh: :laugh:


Due saranno le oasi feline comunali visitate: quella di Porta Portese (ex canile) e quella di Villa Flora (Via Portuense 610) che ospitano gatti abbandonati, maltrattati e traumatizzati da incidenti. A Roma, ci sono 300 mila gatti dei quali 180 mila vive nelle case e il resto per la strada. (almeno prendessero i topi :D )
Il tour partirà alle 14.30 dal parcheggio del Campidoglio lungo via dei Fori imperiali, con due autobus messi a disposizione dal Comune ( poveri soldi del contribuente!!)
"Il gatto è il simbolo di Roma - ha continuato la Cirinnà ( ed io che pensavo fosse la Lupa Capitolina NDR)
- In base all'articolo 11 della legge regionale del Lazio 34/97 un gruppo di gatti superiori a cinque costituisce una colonia felina collocata con diritto in un habitat urbano naturale. E da lì nessuno lo può mandar via". ('azzo, per cacciare un gatto ci vuole l'ufficiale giudiziario NDR)
Chiunque volesse partecipare al "Gattotour", può contattare l'ufficio Diritti per gli animali entro mercoledì 16 febbraio componendo il numero 06 32650570; oppure 06 3217951. ( ottima idea, quasi quasi ti chiamo e te ne dico 4, li mort....tua e de chi te dà lavoro NDR )

ps: per inciso io amo i gatti.
Ma amo di più che i soldi pubblici vengano impiegati per il bene sociale.
Umano, non felino.

non so se piangere o ridere. ma cazzo, dico, ma come si fa a non vergognarsi??? a Monica! ma va a lavura'!!!!! ma che cazzo gli diceva il cervello poi a quelli che hanno votato la legge regionale del Lazio 34/97?!?!?!?!?!?!?! ma gliel'avranno raccontato a parenti e amici??? ma un bel vaffanculo non gliel'ha mai mandato nessuno???
:cry:

damon milan
February 15th, 2005, 07:24 PM
a leggere questo mi viene in mente che ci penserà l'Assessorato alla Pace e alla Tolleranza. o forse ci penserà l'Assessorato (o addirittura il Ministero) per le Pari Opportunità?

oh, ecco, grazie!
un po' di tempo fa avevo chiesto quali sarebbero gli ambiti di interesse dell'assessorato della pace.. adesso finalmente possiamo dare il primo incarico all'assessore per la pace, curare la festa dei gatti..! ma cazzo..!

mi3max
February 15th, 2005, 09:58 PM
Ragazzi: mi è appena venuto il pensiero che è troppo tempo che ci "cibiamo" di queste notizie idiote (che è comunque giusto dare)
Mentre le GRANDI notizie che dovrebbero oscurarle lancuono :( Per un po' ci avevano abituato ai grandi annunci e grattacieli che spuntavano dappertutto: adesso è un paio di mesi che "tutto tace"

De Mico!!! Tira fuori questo progetto!!!!!!!!!!!!!
già, me lo chiedevo anche io, mi sà che si sono sparati tutte le carte; e pensare che non eravamo mica in zona 'elezioni' :) , ora voglio proprio vedere se verranno rispettati i tempi di realizzazione, il primo progetto a partire dovrebbe essere la città della Moda se non erro, per ora non si vede nulla...speremm

http://inpiazza.org/images/barra.gif
http://inpiazza.org/uno/uno.png

damon milan
February 16th, 2005, 12:19 AM
no, è giusto che non siano ancora iniziati.. quest'anno parte la bonifica, la città della moda nel 2006..


di de mico boh, da quando ha il via libera non si sa più nulla..

Epicurion
February 16th, 2005, 09:29 AM
Intesa tra Comune, Regione e Camera di Commercio. «Le eccellenze universitarie? Un patrimonio da esportare»
Alleanza atenei e imprese, fondi in arrivo
Un milione e mezzo di euro per sostenere l’innovazione delle aziende lombarde

Un milione e mezzo di euro. Un terzo la Regione, un terzo il Comune, un terzo la Camera di Commercio. Per mettere in rete due mondi che per adesso si lambiscono soltanto: la piccola e media impresa milanese e l’università. Da una parte la capacità produttiva, l’ossatura del sistema italiano, dall’altra l’eccellenza dello studio e della ricerca. Da una parte chi produce ricchezza ma non ha abbastanza soldi da investire nell’innovazione, dall’altra chi vive di ricerca ma non può trasformarla in investimento produttivo. Perché i due mondi parlino e si incontrino il Comune presenterà un bando a cui potranno partecipare le piccole e medie imprese milanesi che vogliono investire in innovazione tecnologica. I progetti verranno vagliati da un’apposita commissione. L’unico requisito richiesto dal Comune è che i progetti di innovazione riguardino quattro grandi aree tematiche: la biotecnologia, il design, la moda e la cultura. «A Milano - attacca il presidente della commissione Bilancio Carlo Masseroli, autore dell’emendamento al bilancio che stanzia i 500.000 euro del Comune - fa tanta ricerca. Manca il volano perché questa ricerca diventi produttiva. Con questo bando ci troviamo su dei settori che un rapporto dell’Irer ritiene strategici per il futuro della città».
Il protocollo d’intesa firmato da Regione, Comune e Camera di Commercio non si limita al solo bando. Come sottolinea il presidente della Regione, Roberto Formigoni, «questo può diventare un modello anche per altri comuni e altre regioni». Di che cosa si tratti ne parla il sindaco Gabriele Albertini: «Vogliamo attuare una serie di interventi per il sostegno all’innovazione tecnologica e per lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali: sostenere l’attività di brevettazione in Europa e nel mondo delle piccole e medie imprese milanesi, stimolare la partecipazione delle piccole e medie imprese a progetti di ricerca e innovazione europei sviluppati insieme a università e centri di ricerca pubblici e privati». Ma il protocollo prevede anche di sostenere la crescita di imprese hi-tech a Milano e favorire la cooperazione tra piccole e medie imprese, grandi imprese, università, centri di ricerca e sviluppare nuovi centri di eccellenza per il trasferimento tecnologico all’interno della città. E dedicare un intero palazzo all’Innovazione.
Il progetto è di Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio: «Vogliamo realizzare il palazzo dell’Innovazione perché diventi un generatore di innovazione, un laboratorio di nuove idee rivolto al mondo delle imprese». La trattativa sull’area è ancora in corso. Per la realizzazione del progetto si parla di una cifra pari a 20 milioni di euro per un paio di anni di lavori.
«Stiamo esaminando le proposte - conclude Sangalli - è necessario darsi da fare perché il mercato su cui si affacciano le piccole e medie imprese è globale e per concorrere e vincere c’è bisogno di formazione e informazione». Altrimenti si resta al palo.

Maurizio Giannattasio


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 16th, 2005, 09:35 AM
L’assessore Zanello ha presentato il progetto di Botta per il nuovo Casinò di Campione
«Riparte il turismo d’affari»
Bit, quasi 150 mila visitatori. Di moda le convention nelle beauty farm

La Bit, la Borsa internazionale del Turismo, chiude la sua edizione numero 25 «all’insegna dell’ottimismo dopo anni difficili», dice Adalberto Corsi, amministratore delegato di Expo-Cts. «I numeri delle fiera - osserva anche l’assessore regionale al Turismo, Massimo Zanello - sono cresciuti. È un segnale positivo». Accanto a un aumento delle presenze del 7,3% (145 mila visitatori), la Bit ha raggiunto un altro risultato: gli operatori professionali sono stati più di 100 mila, con un incremento del 4,2% rispetto all’ultima edizione. La Bit si occupa del turismo a 360 gradi. Tra i vari aspetti, uno dei più importanti è quello legato agli incentives , i congressi per le aziende che vogliono creare un evento. «Anche noi - racconta Ciro Vincenti, 44 anni, partner ufficiale dei Viaggi del Ventaglio e specializzato negli incentives (la sua società si chiama Vincentives) - abbiamo subìto la crisi di questi anni. Alcune società hanno cancellato completamente gli eventi, altre stanno rialzando ora la testa. I viaggi, le convention e i congressi sono ripartiti. Chi può permetterselo, cercando di motivare e fidelizzare il cliente, sceglie le mete caraibiche come Messico, Santo Domingo o Brasile. Chi si affaccia ai meeting di lavoro per la prima volta, magari punta su mete più vicine e meno costose come Sharm o Dubai, evitando accuratamente l’Europa perché troppo cara. Molte convention si svolgono in Italia, dove sono di gran moda le beauty-farm. Queste manifestazioni di lavoro hanno il vantaggio di essere fiscalmente deducibili». Secondo la rivista P5 che ha analizzato gli eventi congressuali, il 52,4% delle società si rivolge a società esterne per organizzare i propri congressi.
E dalla Bit novità anche per il Casinò di Campione d’Italia. Entro quest’anno verrà inaugurata la sua nuova sede, disegnata dall’architetto Mario Botta. I lavori costeranno più di 100 milioni di euro e permetteranno al Casinò di offrire servizi aggiuntivi come una beauty-farm e negozi esclusivi. Secondo Matteo Seroldi, presidente della Casinò Campione Spa, «saranno incrementati esponenzialmente le presenze (505 mila all’anno, ndr ) . Non solo: gli spazi saranno 8 volte più grandi di quelli attuali. L’obiettivo è creare un palazzo dei divertimenti a 360 gradi».

Alberto Berticelli


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 16th, 2005, 09:37 AM
Progetto della Provincia finanziato da Banca Intesa
«Parco industriale all’ex Alfa» Il porto di Genova chiede un centro di trasporto integrato
Oggi a Roma si decide il prolungamento della cassa integrazione per 484 lavoratori

Si moltiplicano i progetti per ridare vita (e produzioni) all’area ex Alfa Romeo di Arese. Dopo il polo della mobilità sostenibile della Regione ora spuntano anche porto di Genova e Banca Intesa con l’idea di un parco industriale integrato sponsorizzata dalla Provincia di Milano. Ma la questione più urgente per 484 tute blu ex Alfa Romeo a rischio licenziamento riguarda la cassa integrazione. Novità potrebbero arrivare oggi: a Roma il governo incontra Fim, Fiom e Uilm. Il sindacato pone condizioni ben precise al rinnovo della Cigs. La prima è un’integrazione al reddito da parte dei proprietari delle aree. La seconda è un progetto di ricollocazione. Visto che ormai Fiat si è sfilata dalla partita, ora la creazione dei nuovi posti è sulle spalle della Regione, che si è impegnata nella creazione di un polo della mobilità sostenibile: 550 le assunzioni previste nel febbraio 2003, quando il progetto fu presentato. Nessuna azienda, però, si è ancora insediata.
Le cose vanno anche peggio per quanto riguarda il polo logistico che doveva affiancare il polo della mobilità sostenibile. La società Abp (partecipata da Aig lincoln ed Estate sei) doveva reindustrializzare l’area. Ma dei 550 lavoratori che si era impegnata ad assumere solo poche decine hanno trovato occupazione. Così la Fiom-Cgil ha presentato un ricorso alla magistratura. «Gli accordi non sono stati rispettati, chiediamo che Abp paghi gli stipendi dovuti ai lavoratori negli ultimi due anni», sintetizza il segretario generale, Maurizio Zipponi.
A giugno Abp e Fiom si confronteranno in tribunale. Intanto la partita si arricchisce di nuovi giocatori. L’idea è quella di un polo logistico d’appoggio al porto di Genova finanziato da Banca Intesa. «Sia chiaro, chiunque si insedierà nell’area dovrà farsi carico degli impegni presi da Abp», sottolinea Luigi Dedei, segretario generale della Fim-Cisl milanese. Altri paletti vengono posti da Maurizio Zipponi, segretario generale della Fiom-Cgil meneghina: «Speriamo che il progetto non confligga con il polo della mobilità sostenibile».
La Provincia di Milano chiarisce i termini dell’iniziativa. «Il 24 presenteremo il piano ai sindacati - dice l’assessore al Lavoro della Provincia, Luigi Vimercati -. Ciò non esime la Regione dal mantenere l’impegno alla ricollocazione degli operai Alfa entro luglio». Morale: le idee non mancano. Ma il futuro delle tute blu ex Alfa resta tutto da definire.

Rita Querzé


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 17th, 2005, 09:37 AM
Il Pirellone: gli interventi dei Comuni legati al via libera di Provincia e Regione
Nuove regole per l’edilizia No al recupero dei sottotetti
Cancellati i prg. Nasce l’Autorità del territorio

MILANO - Piani regolatori addio, sono nati i «piani di governo del territorio». Con soli due voti di scarto, il consiglio regionale ha varato ieri la riforma dell’urbanistica. Un maxiprovvedimento da 102 articoli che cancella tutta la normativa precedente e assegna ai Comuni più ampie responsabilità. L’ex piano regolatore diventa dunque un Piano di governo del territorio (Pgt), da redigere tenendo conto della pianificazione sovracomunale stabilita dalla Provincia (Piano territoriale di coordinamento provinciale, Ptcp): centri commerciali, rete del verde agricolo, vincoli idrogeologici, fasce di rispetto fluviale ecc. Il Piano territoriale regionale (Ptr) fornirà il quadro di scala vasta (parchi, rete infrastrutturale, poli logistici ecc.).
La nuova organizzazione della materia riguarderà da subito i Comuni al di sopra dei 15mila abitanti (in Lombardia sono 92), mentre per i Municipi più piccoli si dovrà attendere - sei mesi - l’istituzione di un’Autorità per la programmazione territoriale che sancirà i modi e i tempi dell’adeguamento alla nuova normativa. L’Autorità dovrà anche vigilare sulla corretta interpretazione della legge.
Proprio sui tempi della riforma si è accesa in consiglio una delle polemiche più furiose. La nuova legge vieta ai Comuni con piano regolatore precedente al 1975 (solo Monza e Campione d’Italia) di approvare varianti al piano regolatore: si dovrà procedere con il nuovo Pgt. Proprio a Monza era in corso d’approvazione una variante che rendeva inedificabili alcuni territori tra cui la cosiddetta «Cascinazza», di proprietà di Paolo Berlusconi. La scelta della data «ex quo» fa sì che Marco Cipriano (Ds) ritenga il provvedimento «l’ennesima legge ad personam, dove la persona è sempre Berlusconi».
La seconda parte del provvedimento riguarda le regole per gli interventi edilizi: scompare l’attesa della licenza di inizio lavori per costruzioni e ristrutturazioni; sarà sufficiente comunicare al Comune la data d’inizio lavori. Riscritta anche la normativa sul cambio di destinazione d’uso degli immobili e quella sugli oneri di urbanizzazione. Con un clamoroso voto segreto il consiglio ha invece bocciato l’articolo riguardante il recupero dei sottotetti. Ma secondo Giovanni Bordoni (Fi), il relatore del provvedimento, «l’articolo sarà ripresentato tra sei mesi, visto che l’unico risultato conseguito dall’opposizione è stato il venir meno delle valutazioni ambientali per il recupero dei sottotetti».
Soddisfatto l’assessore al Territorio Alessandro Moneta: «È un provvedimento atteso utile per il territorio e per la gente della Lombardia». Mentre secondo Bordoni «la nuova legge è decisamente orientata alla massima responsabilizzazione delle istituzioni e garantisce con strumenti innovativi un corretto sviluppo del territorio». Al plauso si è associato anche l’assessore all’urbanistica di Milano, Gianni Verga, che parla di «legge di rilevanza epocale».
Duri invece i commenti delle opposizioni. Secondo il verde Carlo Monguzzi «i Comuni saranno soli di fronte alle pressioni speculative, le aree a standard e a verde passano da 26,5 a 18 metri quadri per abitante, i grandi parchi saranno in balia di qualunque decisione della giunta». Mentre Marco Cipriano (Ds), criticando Rifondazione comunista per l’assenza dall’aula di due consiglieri che avrebbero fatto la differenza, parla di legge «complicata, confusa e pericolosa». Mentre il radicale Alessandro Litta Modignani sottolinea che «la nuova legge di fatto limita il finanziamento agli edifici di culto alla sola religione cattolica».

Marco Cremonesi


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 17th, 2005, 09:39 AM
Servizi e laboratori: a giugno i cantieri. E lunedì tornano al lavoro altri 14 operai
Arese, metà Alfa diventerà business park

ARESE - Una piccola goccia nel mare. Da lunedì 14 cassintegrati dell’Alfa Romeo torneranno a lavorare. Con Rima Servizi, la società creata da Aig/Lincoln per gestire i servizi di portineria, pulizia, cura del verde e di elettricista. I neoassunti si aggiungono ai 18 già presi in carico dall’azienda che si è impegnata ad assorbirne altri 518 nei prossimi tre anni. Le assunzioni rientrano nel progetto «Innova Business Park», il polo multifunzionale che sorgerà nell'area degli ex stabilimenti Alfa Romeo. Ieri, Aig/Lincoln e Abp lo hanno presentato ufficialmente con numeri e date.
Si tratta di un investimento di 250 milioni di euro, che prevede la realizzazione di 25 edifici su una superficie di 320 mila metri quadrati. I primi 50 mila sono già stati completati alla fine del 2003 e già affittati ad aziende. Gli altri saranno completati entro il 25 settembre 2007 e alla fine i lavoratori ex Alfa riassunti saranno 550. «Il nuovo polo rappresenta un progetto di portata innovativa che vogliamo realizzare al servizio dell'economia lombarda ed è rivolto a tutte quelle aziende che sono alla ricerca di spazi per far crescere il proprio business» ha affermato Miles Jones direttore di Aig/Lincoln Italia.
Secondo i responsabili di Aig/Lincoln e Abp, finora sono arrivate richieste da società che operano nei settori abbigliamento, cosmetica, nanotecnologie, servizi e da laboratori di analisi.
Sulla stessa area, tuttavia, Finporto Genova, Banca Intesa e Comunimprese hanno avanzato la proposta di costruire un «interporto» dove il traffico merci su gomma della Lombardia diretto al porto di Genova sarebbe trasferito dai Tir sui treni. Di questo si parlerà in un incontro con tutte le organizzazioni sindacali, convocato dalla Provincia il prossimo 24 febbraio.
Secondo il sindacato Cub, tuttavia, l'Alfa Romeo è sempre più «agonizzante». I comitati unitari di base sembrano non aver più fiducia nelle promesse fatte dalla Fiat. «Se è vero che proseguono gli incontri con Powertrain e Fiat sulla cassintegrazione - fanno sapere i Cub - le aziende del Lingotto continuano però ad allontanare lavoratori e abbandonare Arese».
Nell’accodo firmato in Regione, su metà dell’area dovrebbe insediarsi il polo della mobilità sostenibile. L’altra metà, invece, diventerà Innova Business Park. «I fatti dimostrano che ad Arese sta avvenendo il contrario di quanto dice l'azienda - sostiene Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale dei Cub -: il polo della Mobilità Sostenibile, resta un progetto su carta e quello logistico si è rivelato un bluff».

Silvano Santambrogio


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 17th, 2005, 09:43 AM
I progetti approvati dalla giunta
Formigoni accelera su Pedemontana e tangenziale esterna

MILANO - «Sì» alla tangenziale est esterna. E «sì» anche alla variante alla Pedemontana con il potenziamento del tratto della Milano-Meda compreso tra Lentate sul Seveso e Desio, con la realizzazione di una nuova autostrada in sotterranea. Ieri pomeriggio sul «fotofinish» di legislatura, la giunta regionale ha dato il parere favorevole a entrambi i progetti preliminari. Parere favorevole, ma con una riserva: il tracciato della nuova tangenziale va «ristretto». La Regione ha indicato infatti che le corsie dovranno essere tre e non quattro come indicato da Anas e il tracciato dovrà terminare ad Agrate e non tra Vimercate e Carnate. Ora i pareri positivi saranno inviati al ministero dell'Ambiente, che ne terrà conto per la progettazione definitiva. Ma intanto i due «sì» hanno già scatenato un putiferio politico e nell'occhio del ciclone è finita soprattutto la questione della est esterna, da anni osteggiata dai sindaci, sostenuti ora anche dalla nuova giunta provinciale di centrosinistra: secondo l'assessore regionale alla viabilità Massimo Corsaro il parere con riserva «è un gesto di apertura al confronto con i Comuni, senza però smantellare un'opera programmata all'interno di un sistema viabilistico più articolato». Secondo il capogruppo regionale di Rifondazione comunista Gianni Confalonieri, invece, «Formigoni non perde occasione per farsi propaganda». Anche i sindaci interessati dal tracciato della est esterna bocciano la decisione della giunta: «Il progetto - commenta il portavoce, il primo cittadino di Melzo Paolo Sabbioni - non dà risposte su due temi fondamentali: l'impatto ambientale e i gravi problemi di viabilità della zona. È una presa in giro».
E la Provincia, che già aveva dato parere negativo al progetto, si schiera al loro fianco: «Mi auguro - commenta il presidente Filippo Penati - che l'assessore Corsaro non abbia inteso sbattere la porta in faccia ai 36 Comuni e alle province di Lodi e di Milano e spero che, finita la campagna elettorale, ci siano le condizioni per migliorare un progetto a cui si oppongono tutti i soggetti interessati». «Difficile immaginare - gli fa eco Paolo Matteucci, assessore provinciale alla mobilità - come sia possibile pensare di realizzare opere senza il consenso del territorio».
Sempre sul fronte della viabilità, ieri l’Anas ha sbloccato l’appalto da 176 milioni di euro per l’interramento di viale Lombardia a Monza, il tratto urbano della statale 36 dello Spluga. Anas ha infatti dato parere favorevole ad assegnare la gara al secondo classificato, la società Locatelli della provincia di Bergamo, dopo che Impregilo ha rinunciato all’intervento a causa del mancato accordo sui maggiori costi dell’operazione. A proposito di grandi opere, infine, sarà anticipata al 31 marzo (era prevista per il 2 aprile) l’inaugurazione della nuova Fiera Milano, la più grande area espositiva d'Europa.

Leila Codecasa


Grandi opere in discussione

TANGENZIALE Il progetto della tangenziale est esterna prevede una strada a tre corsie per senso di marcia, lunga circa 33 chilometri
PEDEMONTANA
Il nuovo collegamento viabilistico tra gli scali Malpensa e Orio al Serio attraversa quattro province
BREBEMI
L’autostrada direttissima dovrebbe collegare la tangenziale est esterna di Milano con Brescia, saltando Bergamo
MONZA
La galleria di viale Lombardia è lunga 1,8 chilometri e costerà 176 milioni di euro
NUOVA FIERA
Sarà inaugurata con due giorni di anticipo, il 31 marzo


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

gruber
February 17th, 2005, 11:09 AM
Nuova cabinovia per il Tonale Ridurrà il traffico in Valcamonica


Via le auto. Con la nuova cabinovia che collegherà Ponte di Legno al Passo Tonale, sarà ridotto sensibilmente il flusso del traffico in Alta Val Camonica. È questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto ieri in Regione. La realizzazione del nuovo collegamento è prevista entro dicembre del 2005. Nel giro di tre mesi sarà espletata la gara per l’appalto dei lavori .

© Corriere della Sera

gruber
February 17th, 2005, 11:10 AM
Cantieri e case fantasma Il volto triste del Garda

Desenzano-Tignale: cento chilometri di riviera devastati dal cemento «Il nostro è un paesaggio di tapparelle abbassate per 10 mesi l’anno»

DESENZANO (Brescia) - Esci al casello di Desenzano e t’imbatti nel megacentro commerciale nuovo di zecca «Le Vele». Ma la poesia con queste vele, cui fa l’occhiolino il cantiere destinato a trasformare in residence la cascina vicino all’ospedale, ultimo esempio in zona di architettura agricola, non può andare lontano: una ininterrotta distesa di ville, villette, palazzine, locali, empori e capannoni «riminizzano» la sponda bresciana del Garda. Cento chilometri di «cemento selvaggio» e la guerra del sindaco di Sirmione contro la bulimia da seconde e terze case rischia di restare la goccia nel mare. Cioè nel lago.
Lungo le sponde cantate da Catullo è un fremere di ruspe e il girotondo di ricorsi al Tar contro certi scempi, vedi il villaggio di 5 palazzine da 8 appartamenti sulla collina di Polpenazze, non frena nulla. «L’immobiliare ci risponde che, se perderà, demolirà tutto - spiega Mariella Bazoli, di Legambiente, che con la Sovrintendenza di Brescia ha dichiarato guerra ai costruttori -. Loro vanno avanti lo stesso, sicuri dell’impunità».
La febbre edilizia si arrampica sulle alture di Lonato, minacciando l’abbazia benedettina di Maguzzano dove un comitato guidato da big della cultura e dell’arte come Vittorio Messori e Roberto Vecchioni, conduce un'altra difficile crociata. Costanza Lunardi, la pasionaria del gruppo che nel volume della «Grafo» scritto con Giorgio Mutti, «Il falco e la rosa», racconta storie e immagini delle colline moreniche del Basso Garda, addita indignata le sei villette, per il comitato assolutamente abusive, alle quali sono stati sacrificati 60 ulivi centenari: la trincea più avanzata della speculazione.
La sollevazione degli ambientalisti forse «salva» la medioevale Pieve di S. Emiliano di Padenghe che rischiava di finire soffocata da un’altra metastasi di villette (il progetto pare rientrato). Ma c’è poco da stare tranquilli: proprio Padenghe, per Italia Nostra, è forse il caso più emblematico: in vent’anni gli abitanti - ora 3500 - sono cresciuti del 28%, le abitazioni del 102. Un proliferare di mono-bilocali vuoti quasi tutto l’anno. «Un paesaggio di tapparelle abbassate» che mette tristezza», fa il presidente degli albergatori bresciani, Paolo Rossi. Con 4 milioni di presenze sul lago - business da 2 miliardi di euro, più l’indotto - il turismo meriterebbe investimenti più incisivi in servizi e infrastrutture, invece di dilapidare risorse in decine di villaggi inutili che non aiutano a rilanciare il Garda nelle stagioni morte.
Risalendo a nord, la battaglia contro l’incontrollata crescita edilizia si combatte nel «Parco regionale Alto Garda», 38 mila ettari. «Non siamo per il puro conservatorismo, l’attività umana è indispensabile - dice la direttrice Beatrice Zambiasi -. E in aprile il ministro Matteoli presenterà il nostro progetto per sviluppare la pratica di 16 sport senza motori». Ma nella stessa Toscolano, denuncia la «verde» Cristina Milani, gli indici di edificabilità mettono in fuga proprio le «attività compatibili». Nel parco dell’antico Hotel Benaco si sono insediati miniappartamenti da 4-5 mila euro al metro quadrato, a Gaino il solito villaggio si porta via il piccolo bosco.
Sopra Tignale la natura si è presa la rivincita, riconquistando l’area - mille metri di quota, località Boldis - dove 30 anni fa erano state realizzate, e per fortunata mai finite, 72 villette. Ora una immobiliare ci riprova ingaggiando con il comune il solito braccio di ferro. «Se riprendessero i lavori sarebbe un disastro - lamenta il sindaco Manlio Bonincontri -: la montagna sbancata, strade, muri di sostegno. L’ obbrobrio sopra le nostre teste».


IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Cavalli: «Siamo al limite Pronto un piano di tutela»

BRESCIA - «Vero, siamo al limite, e prima di autorizzare nuove costruzioni bisogna valutare bene l’impatto ambientale. Ma se il Garda continua ad attirare il 70% del turismo del nostro territorio, che vanta tanti altri tesori, vuol dire che, nonostante tutto, non ha perduto il suo fascino». Anche il presidente della Provincia, Alberto Cavalli, ha la sua seconda casa sul lago. E ammette che in 30 anni l’ambiente è in parte peggiorato. Ma è convinto che adesso le armi per respingere cemento selvaggio sono affilate e che la coscienza ecologica dei sindaci impedirà nuovi scempi: «A vigilare sullo sviluppo urbanistico c’è adesso il Piano di coordinamento provinciale operativo da pochi mesi. Uno strumento che oltre a puntare sulla difesa del patrimonio agricolo, servirà per contenere gli eccessi delle seconde case, incentivando invece il turismo alberghiero, più compatibile con il territorio». La prova della maggiore sensibilità ambientale dei comuni rivieraschi? «Fino a poco tempo fa in quasi tutto il Garda la balneazione era vietata, adesso, grazie agli impianti di depurazione, il quadro è cambiato e inoltre gli amministratori hanno imparato a lavorare assieme. C’è ancora l’emergenza terremoto, smettiamola di farci del male con polemiche strumentali».



«Ormai il lago sembra la periferia di Brescia»

SALO’ (Brescia) - Un golfo tranquillo, la strada che corre parallela alla spiaggia e, oltre quella, la campagna. Le montagne di fronte, alte sopra le case del paese e, sulla sponda del lago più vicina, un filare di giovani cipressi. E’ una foto firmata Negri - storico studio fotografico bresciano -, risale ai primi del Novecento, ed è stata scattata con l’obbiettivo girevole («antenato» del grandangolo) a Salò. Lassù, sui tornanti che la voce dialettale ha battezzato «Le zette», siamo tornati per scattare la versione 2005 di quella stessa fotografia. Ci sono le forme morbide dei monti, c’è la curva dell’insenatura, c’è ancora il filare dei cipressi - oggi grandi e forti. Non c’è più, invece, quel piccolo paese, né la campagna che si stendeva alle spalle della spiagge. Case e casette, residence e alberghi, magazzini e negozi. Non c’è l’inflazione di centri commerciali che assedia altre zone del Basso Garda, ma l’affollamento di tetti e giardinetti ha tanto sapore «di ville! di villule! di villoni ripieni di villette isolate», proprio come quelle di cui Carlo Emilio Gadda ci regala l’immagine nella Cognizione del dolore.
Le due immagini accostate parlano da sole, raccontano una crescita certo economica, forse non sempre razionale. E’ questa crescita l’argomento di una mostra che la sezione di Brescia di Italia Nostra ha allestito nel 2003 nella chiesa di San Faustino, per poi tornare a proporla a Lonato e, nel 2004, di nuovo a Brescia. Ora (nel frattempo è uscito anche il catalogo) si prepara una nuova «uscita» di «Imparare dalla città - riflessioni sulla crescita urbanistica della città contemporanea», questa volta a Puegnago, nel Basso Lago. «Certo, perché abbiamo preso esempio da Brescia, ma poi il discorso si è esteso anche a questa zona», dice Rossana Bettinelli, architetto, presidente della sezione bresciana dell’associazione.
Il capitolo dedicato a Sirmione, infatti, si intitola «una periferia senza città». Mostra un grafico della penisola con le variazioni che - sotto forma di nuovi edifici - ne hanno cambiato la faccia. E accompagna, insieme a tante immagini di spiagge cementate e villettopoli, una scarna ma eloquentissima tabella. Tra il 1981 e il 2001, a Sirmione la popolazione è cresciuta del 30%, ma le abitazioni del 45; a Moniga gli abitanti sono risultati il 26% in più, le case sono cresciute del 96. E sono solo due esempi.


© Corriere della Sera

damon milan
February 17th, 2005, 12:58 PM
I progetti approvati dalla giunta
Formigoni accelera su Pedemontana e tangenziale esterna

MILANO - «Sì» alla tangenziale est esterna. E «sì» anche alla variante alla Pedemontana con il potenziamento del tratto della Milano-Meda compreso tra Lentate sul Seveso e Desio, con la realizzazione di una nuova autostrada in sotterranea. Ieri pomeriggio sul «fotofinish» di legislatura, la giunta regionale ha dato il parere favorevole a entrambi i progetti preliminari. Parere favorevole, ma con una riserva: il tracciato della nuova tangenziale va «ristretto». La Regione ha indicato infatti che le corsie dovranno essere tre e non quattro come indicato da Anas e il tracciato dovrà terminare ad Agrate e non tra Vimercate e Carnate. Ora i pareri positivi saranno inviati al ministero dell'Ambiente, che ne terrà conto per la progettazione definitiva. Ma intanto i due «sì» hanno già scatenato un putiferio politico e nell'occhio del ciclone è finita soprattutto la questione della est esterna, da anni osteggiata dai sindaci, sostenuti ora anche dalla nuova giunta provinciale di centrosinistra: secondo l'assessore regionale alla viabilità Massimo Corsaro il parere con riserva «è un gesto di apertura al confronto con i Comuni, senza però smantellare un'opera programmata all'interno di un sistema viabilistico più articolato». Secondo il capogruppo regionale di Rifondazione comunista Gianni Confalonieri, invece, «Formigoni non perde occasione per farsi propaganda». Anche i sindaci interessati dal tracciato della est esterna bocciano la decisione della giunta: «Il progetto - commenta il portavoce, il primo cittadino di Melzo Paolo Sabbioni - non dà risposte su due temi fondamentali: l'impatto ambientale e i gravi problemi di viabilità della zona. È una presa in giro».
E la Provincia, che già aveva dato parere negativo al progetto, si schiera al loro fianco: «Mi auguro - commenta il presidente Filippo Penati - che l'assessore Corsaro non abbia inteso sbattere la porta in faccia ai 36 Comuni e alle province di Lodi e di Milano e spero che, finita la campagna elettorale, ci siano le condizioni per migliorare un progetto a cui si oppongono tutti i soggetti interessati». «Difficile immaginare - gli fa eco Paolo Matteucci, assessore provinciale alla mobilità - come sia possibile pensare di realizzare opere senza il consenso del territorio».
Sempre sul fronte della viabilità, ieri l’Anas ha sbloccato l’appalto da 176 milioni di euro per l’interramento di viale Lombardia a Monza, il tratto urbano della statale 36 dello Spluga. Anas ha infatti dato parere favorevole ad assegnare la gara al secondo classificato, la società Locatelli della provincia di Bergamo, dopo che Impregilo ha rinunciato all’intervento a causa del mancato accordo sui maggiori costi dell’operazione. A proposito di grandi opere, infine, sarà anticipata al 31 marzo (era prevista per il 2 aprile) l’inaugurazione della nuova Fiera Milano, la più grande area espositiva d'Europa.

Leila Codecasa


Grandi opere in discussione

TANGENZIALE Il progetto della tangenziale est esterna prevede una strada a tre corsie per senso di marcia, lunga circa 33 chilometri
PEDEMONTANA
Il nuovo collegamento viabilistico tra gli scali Malpensa e Orio al Serio attraversa quattro province
BREBEMI
L’autostrada direttissima dovrebbe collegare la tangenziale est esterna di Milano con Brescia, saltando Bergamo
MONZA
La galleria di viale Lombardia è lunga 1,8 chilometri e costerà 176 milioni di euro
NUOVA FIERA
Sarà inaugurata con due giorni di anticipo, il 31 marzo


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera


sì, cazzo formiga, mettigliela nel culo a quella merda di penati ed alla sua cultura del cazzo!!!

Epicurion
February 17th, 2005, 06:56 PM
Concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione della Darsena

17/02/2005

Domani, venerdì 18 febbraio alle ore 18.00 presso l’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele, il Sindaco di Milano Gabriele Albertini e l’assessore allo Sviluppo del Territorio Gianni Verga inaugureranno l’esposizione dei progetti selezionati al:


CONCORSO INTERNAZIONALE DI PROGETTAZIONE
PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLA DARSENA


Interverranno: Jean-François Bodin, gruppo vincitore; Pier Giuseppe Torrani, Presidente della Giuria; Giovanni Oggioni, direttore Ufficio Concorsi di Progettazione del Comune di Milano.
Presenzieranno: Giorgio Goggi, assessore ai Trasporti e Mobilità; Roberto Predolin, assessore al Commercio e Artigianato.

Il progetto vincitore del concorso internazionale di progettazione “Darsena” (inserito quale punto fondamentale dell’Accordo di Programma, sottoscritto il 3 agosto 2003 tra Comune di Milano e Regione Lombardia), prevede la pedonalizzazione di Piazza XXIV Maggio e la realizzazione, sulla sponda settentrionale, di un nuovo terrapieno che costituirà il luogo centrale di tutta l’area nel quale organizzare manifestazioni e spettacoli all’aperto. Sorgerà su una ‘penisola’ protesa verso l’acqua il nuovo edificio del mercato comunale, che sarà realizzato in acciaio e vetro. All’edificio si accederà attraverso piccoli ponti in legno. In Piazza Cantore verrà realizzata un’area attrezzata a verde che sarà estesa fino all’acqua della Darsena.
Il progetto vincitore promuove una valorizzazione sensibile anche alle esigenze monumentali e paesistiche con una significativa accentuazione dei valori d’uso dello spazio trasformato, così come radicato negli usi e nelle aspettative della comunità cittadina.
I 10 progetti selezionati costituiscono momenti di confronto essenziali per garantire all’architettura contemporanea di Milano un livello di qualità all’altezza delle grandi capitali europee.

Seguirà rinfresco.

http://www.comune.milano.it/salastampa/comunicati/oggi.html

sts
February 17th, 2005, 11:55 PM
Lumberd,novità sul fronte metrò?!Linea 4 e 5???

damon milan
February 18th, 2005, 12:15 AM
nothing on the way.. o almeno, niente di nuovo..
prima si fa la 5, se non parte quest'anno parte l'anno prossimo, non ricordo di preciso, e dovrebbe essere conclusa più o meno al pari del progetto gari-rep.
per la 4 qualche anno dopo, ma non penso poi di molto..

il tutto se non cambia giunta, se no chi lo sa..

mi3max
February 18th, 2005, 12:45 AM
un buon inizio, sogno i navigli liberati dalle macchine, pieni di librerie, antiquari, + ristorantini e meno pubs, i cortili + interessanti trasformati in shop-courts, e magari qualche coffee shop ...Oo0ps! ho fatto correre troppo la fantasia :)
http://inpiazza.org/images/barra.gif
http://inpiazza.org/uno/uno.png

Epicurion
February 18th, 2005, 10:13 AM
COMO
Un centro dell’innovazione: nascono i materiali del futuro

COMO - Un Centro di eccellenza per l’innovazione destinato ad attrarre sul Lario ricercatori italiani e stranieri e a rafforzare la visibilità internazionale della tecnologia lombarda. È stato inaugurato ieri dalla sede di Como del Politecnico di Milano: si trova in via Anzani in una palazzina di 2.500 metri quadrati, che comprende 20 uffici e laboratori per 55 persone. Fiore all’occhiello del centro, visitato ieri dall’assessore regionale alla New Economy Giorgio Pozzi, è il laboratorio di fisica dei materiali.
In funzione da oltre un anno e con all’attivo già due record mondiali nello studio della materia, ospita attualmente 25 ricercatori, provenienti da Belgio, Gran Bretagna, Svizzera, Russia, Francia e Argentina. Il budget annuo di cui possono disporre i ricercatori si aggira sui 400.000 euro.



LODI - Battesimo ufficiale per il «Parco tecnologico»

LODI - Battesimo ufficiale per il «Parco tecnologico padano». A inaugurarlo, ieri pomeriggio, è stato il presidente della Regione, Roberto Formigoni. Costato 15 milioni di euro e inserito nel polo universitario che sta sorgendo a Lodi, il parco occupa una superficie di 9 mila metri quadrati. E' un centro di ricerca e di sviluppo tecnologico per la zootecnia e l'agroalimentare, con particolare attenzione alle biotecnologie, al miglioramento genetico vegetale e animale, alla qualità e alla tracciabilità dei prodotti. Da un paio di mesi vi lavorano una sessantina di ricercatori. Entro marzo, sarà a regime con quasi 200 operatori. Vi sono già ospitati importanti organismi di ricerca, quali il Centro ricerche e studi agroalimentari, il Cnr, l'Istituto Spallanzani, la facoltà di agraria della Statale e l'Istituto zooprofilattico sperimentale.
«Da anni siamo impegnati perché questo polo diventi un reale centro d'eccellenza nell'agrobiotecnologia - ha detto Formigoni - Lodi sarà, in questo settore, un motore di sviluppo non solo per la Lombardia, ma per tutto il sud Europa». Formigoni ha poi ricordato che in Lombardia è attivo il 54% delle organizzazioni italiane che si occupano di biotecnologie. «Per il Lodigiano - dice Mario Vigo, presidente della Confagricoltura di Milano e Lodi - si tratta di un'occasione storica, destinata a fare del capoluogo della Bassa un punto di riferimento di livello mondiale».
Dopo l'inaugurazione, Formigoni ha visitato la scuola d'arte Bergognone, fondata e diretta da Angelo Frosio, assicurandole, come in passato, il sostegno della Regione. Spazio anche a qualche contestazione. Ai manifestanti del comitato che osteggia il raddoppio della centrale di Tavazzano e la costruzione di un'altra a Turano-Bertonico, Formigoni ha assicurando «che ogni decisione sarà presa in accordo con gli enti locali». Mercoledì sera, in seduta congiunta anche il consiglio provinciale, quelli comunali di Tavazzano, Montanaso, Turano e Bertonico e una cinquantina di sindaci del Lodigiano avevano ribadito il loro «no» a nuove centrali elettriche.

Diego Scotti


Lombardia
© Corriere della Sera

Epicurion
February 18th, 2005, 10:14 AM
[i]MILANO
Amaretto Disaronno sbarca in Cina

Illva Saronno sbarca in Cina. Lo storico produttore dell’amaretto Disaronno, il Rabarbaro Zucca e la vodka Artic, ha raggiunto un accordo per rilevare un terzo di Changyu Wine Group, maggior produttore di vino cinese.
Illva pagherà 481 milioni di yuan, pari a circa 44,5 milioni di euro, per acquistare il 33% dell'unità del gruppo cinese quotata in Borsa, la Yantai Changyu Pioneer Wine.


Lombardia
© Corriere della Sera

GENIUS LOCI
February 18th, 2005, 10:43 AM
IL PROGETTO AEM PER UN CALORE PULITO


In questi giorni, in cui le cronache cittadine parlano tanto di inquinamento atmosferico e di interventi per arginarlo, di protocollo di Kyoto e di impegno di tutti a fare qualcosa, Milano abbandona le polemiche e propone un nuovo stile di consumo energetico.

Si tratta del piano ecologico di Aem per la produzione di calore pulito utilizzando l'acqua di prima falda della città. Si tratta delle note "pompe di calore", che di per sè non sono certo una nuova scoperta, ma di nuovo c'è il modo di utilizzarle.

Il sistema di produzione ad alta tecnologia, più efficiente e pulito perchè utilizza una fonte alternativa di energia termica come l'acqua di prima falda, è stato presentato come il petrolio bianco del nuovo millennio, di cui Milano è ricchissima. Lo sfruttamento di questa risorsa, che è anche un problema per la città quando l'innalzamento della falda stessa causa infiltrazioni sotterranee, si trasforma così in una fonte energetica perfettamente rinnovabile.

Parliamo dell'acqua dei navigli, dei fontanili e della prima falda appunto che potrà riscaldarci d'inverno e rinfrescarci d'estate con un risparmio, sia energetico e che economico, anche del 40% ed emissioni prossime allo zero.

Aem è così pronta ad avviare sul territorio metropolitano progetti innovativi di teleriscaldamento e teleraffrescamento con tecnologia a "pompa di calore" che garantisce elevata efficienza energetica con ridotto impatto ambientale. Da 5 a 8 i nuovi impianti che Aem è sicura di mettere in servizio entro il 2010 e che serviranno, ciascuno, 30mila abitanti.

Questa "nuova" tecnologia è quella che il Comune vorrebbe adottare per i nuovi quartieri di Milano in via di realizzazione: Santa Giulia, Montecity-Rogoredo, Garibaldi Repubblica. Mentre il metodo è già stato impiegato là dove il Comune ha recuperato, restaurato o sostituito impianti obsoleti e inquinanti: Rotonda della Besana, Castello Sforzesco, Scala e Museo di Storia Naturale. Il sistema non poteva mancare anche alla centrale termica del Polo Esterno della Fiera a Rho-Pero o in strutture private come la nuova sede del Sole24Ore, l'Università Bocconi e, presto, anche l'Ospedale San Raffaele.

"Il crescere della coscienza ecologica - ha detto il sindaco Gabriele Abertini - e del senso civico, non può che dare nuovi stimoli a chi governa la città e a chi amministra le sue risorse. Nel farlo, ancora una volta, Milano sceglie la strada a lei più consona: lascia le chiacchere agli altri e presenta i fatti. Vara progetti, ma soprattutto, inaugura impianti. Abbandona le polemiche e propone un modo innovativo di intendere il benessere nelle case e nei posti di lavoro".

gruber
February 18th, 2005, 10:53 AM
Rapporto della Camera di commercio su Roma, Napoli e la città del Duomo. Da lunedì gli stati generali dell’economia con Berlusconi, Aznar, Luttwak e Monti


Troppo smog, ma Milano attrae per idee e lavoro

Sangalli: riflettere sul nostro ruolo internazionale. Alberoni: qui c’è mercato, tecnologia e creatività


E’ una specialista in incantesimi questa Milano. Lusinga i suoi cittadini con mille chance e opportunità. Invoglia a restare anche chi è di passaggio. Poi, però, un milanese su cinque si sente prigioniero del traffico, dell’inquinamento, della scarsa attenzione per i bisogni di giovani e anziani. Tanto da meditare la fuga. Alla fine, comunque, vincono la magia di questa città fatta di lavoro, idee e pragmatismo. E la voglia di cambiare quello che non va.


MILANO PER LO SVILUPPO - E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia di Milano che esce da uno studio condotto da Nexus per la Camera di Commercio di Milano. L’indagine fa da base di lavoro per gli stati generali dell’economia organizzati dalla stessa Camera. L’appuntamento con «Milano per lo sviluppo» è fissato per lunedì e martedì. A discutere del ruolo di Milano in un’economia sempre più globalizzata interverranno, tra gli altri, l’ex commissario europeo Mario Monti, il consulente del dipartimento della difesa Usa Edward Luttwak, l’esperta in sviluppo ecosostenibile Vandana Shiva e l’ex primo ministro spagnolo José Maria Aznar. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiuderà i lavori di lunedì.


SCUOLA DI FICTION - «Gli ultimi stati generali dell’economia si sono tenuti quattro anni fa. Oggi li riproponiamo su sollecitazione di istituzioni, mondo delle imprese e del sindacato», ha spiegato ieri il presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli. «Milano sente il bisogno di riflettere sulla sua dimensione internazionale grazie al contributo di autorevoli rappresentanti delle istituzioni, dell’economia e della cultura», ha continuato Sangalli.
Una proposta per il rilancio internazionale di Milano è già arrivata dal sociologo Francesco Alberoni. «Milano diventerà la sede di una scuola europea di fiction - ha detto il consigliere d’amministrazione Rai -. Solo Milano può ospitare questa iniziativa per la sua ricchezza di tecnologia ed idee».


LA CITTA’ DELLE OCCASIONI - La Milano di cui si discuterà durante gli stati generali dell’economia è prima di tutto la «città delle occasioni». Il 20 per cento dei milanesi la definisce proprio così. Dicono la stessa cosa della propria città solo l’11 per cento dei romani e nessun napoletano.
Purtroppo, però, la lista dei punti di forza finisce qui. Milano è poco amata per clima, architettura, urbanistica. E anche per il carattere degli abitanti. Tanto che il 18 per cento dei milanesi vorrebbe trasferirsi. Per il 9,4 per cento di romani e napoletani Milano è triste. Oltre che inquinata (9,2%), caotica (7,1 %) e frenetica (6,3 per cento).
VOLONTARIATO E FAMIGLIA - Il 14,2 per cento dei milanesi dice che a fare di più per la qualità della vita è il volontariato. Seguono le famiglie (12 per cento). Le abitudini che più caratterizzano Milano sono legate al mondo della comunicazione: dalla lettura del giornale alla navigazione su Internet. In seconda battuta arrivano cinema e teatro, anche se i romani si godono lo spettacolo più dei milanesi.
Resiste il rito dell’aperitivo. Inoltre i milanesi sono convinti di distinguersi per la cura nel vestirsi (5,3 per cento contro il 2,1 dei romani e il 2,6 dei napoletani).


ALLARME ANZIANI - Cosa fare per migliorare la città? Mentre per Roma l’emergenza sono i trasporti e per Napoli il lavoro, Milano si allarma prima di tutto per le condizioni degli anziani (un milanese su cinque).
Ma chiede interventi anche su lavoro (18,9 per cento), ambiente (17,9 per cento), trasporti (10 per cento) e giovani (10 per cento). Aprendo il portafogli, poi, il 10 per cento dei milanesi scopre che la povertà è diventata un’emergenza.
Non a caso per il 17,5 per cento dei milanesi, per vivere bene in famiglia servono oltre quattromila euro al mese. La percentuale si abbassa sensibilmente a Roma (9,4 per cento) e a Napoli (8,3 per cento).



Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

gruber
February 18th, 2005, 10:57 AM
Il Centro di Eccellenza sul Lario rappresenta un esperimento non solo per la scienza


La nuova scommessa: trasferire le scoperte sul territorio


La questione del trasferimento di conoscenza è vecchia ed ha sempre rappresentato un punto debole delle nostre attività di ricerca, dovunque venissero attuate: dalla Lombardia alla Sicilia. Ma negli ultimi tempi, anche grazie alla consapevolezza maturata in varie occasioni e in varie regioni sulla difficile questione, si sta facendo tesoro delle passate sconfitte per percorrere vie nuove e raggiungere finalmente risultati utili.
Lo spirito, insomma, è cambiato e anche i metodi sono mutati come dimostra la nascita del Centro di Eccellenza per la ricerca e il trasferimento tecnologico e e organizzativo nel cui ambito è ospitato anche il laboratorio di fisica dei materiali «L-Ness» nato quasi due anni fa.
Il tutto nasce nel polo regionale di Como ed ha da una parte radici svizzere (Politecnico di Zurigo) e dall’altra la collaborazione dell’Università di Milano-Bicocca. Lo stesso centro «L-Ness», poi è da considerarsi un’emanazione del centro di eccellenza istituito da Miur (Ministero università e ricerca) dedicato all’ingegneria dei materiali ed è già diventato punto di richiamo internazionale ospitando ricercatori di cinque nazionalità.
Il futuro delle applicazioni elettroniche riguardanti dalla lavatrice al televisore, all’ormai famoso i-pod sono legate alla capacità sempre più spinta di integrazione dei vari materiali come germanio-silicio, con i quali realizzare strutture microscopiche ma ricche di contenuti di elaborazione.
E questa è infatti la grande sfida come conferma Roberto Negrini, prorettore del Polo Regionale di Como. Aggiungendo però: «che probabilmente molte interessanti applicazioni pratiche che deriveranno dalle nostre attività di non si possono nemmeno immaginare oggi anche se possiamo ragionevolmente pensare che possano arrivare».
Ma importante è il fatto che poi si cercherà di proiettare verso l’esterno, trovando il modo più adatto per trarne maggior beneficio, quei risultati utili sia all’e-government sia alle nuove tecniche per la gestione della pubblica amministrazione. E di quanto ci sia bisogno di migliorare su questo fronte perché la macchina amministrativa pubblica sia davvero al servizio del cittadino lo sappiamo tutti e riguarda ogni campo, sanità compresa.
L’impresa - è utile sottolinearlo - nasce anche dalla consapevolezza politica che questa è la strada da percorrere per compiere passi avanti e non a caso la Regione Lombardia ha battezzato la nuova iniziativa. Attuata anche con l’appoggio della Cariplo soprattutto per quanto riguarda le ricerche elettroniche.

Un centro dell’innovazione: nascono i materiali del futuro


COMO - Un Centro di eccellenza per l’innovazione destinato ad attrarre sul Lario ricercatori italiani e stranieri e a rafforzare la visibilità internazionale della tecnologia lombarda. È stato inaugurato ieri dalla sede di Como del Politecnico di Milano: si trova in via Anzani in una palazzina di 2.500 metri quadrati, che comprende 20 uffici e laboratori per 55 persone. Fiore all’occhiello del centro, visitato ieri dall’assessore regionale alla New Economy Giorgio Pozzi, è il laboratorio di fisica dei materiali.
In funzione da oltre un anno e con all’attivo già due record mondiali nello studio della materia, ospita attualmente 25 ricercatori, provenienti da Belgio, Gran Bretagna, Svizzera, Russia, Francia e Argentina. Il budget annuo di cui possono disporre i ricercatori si aggira sui 400.000 euro.


Lombardia
© Corriere della Sera

gruber
February 18th, 2005, 10:58 AM
LODI - Battesimo ufficiale per il «Parco tecnologico ...


LODI - Battesimo ufficiale per il «Parco tecnologico padano». A inaugurarlo, ieri pomeriggio, è stato il presidente della Regione, Roberto Formigoni. Costato 15 milioni di euro e inserito nel polo universitario che sta sorgendo a Lodi, il parco occupa una superficie di 9 mila metri quadrati. E' un centro di ricerca e di sviluppo tecnologico per la zootecnia e l'agroalimentare, con particolare attenzione alle biotecnologie, al miglioramento genetico vegetale e animale, alla qualità e alla tracciabilità dei prodotti. Da un paio di mesi vi lavorano una sessantina di ricercatori. Entro marzo, sarà a regime con quasi 200 operatori. Vi sono già ospitati importanti organismi di ricerca, quali il Centro ricerche e studi agroalimentari, il Cnr, l'Istituto Spallanzani, la facoltà di agraria della Statale e l'Istituto zooprofilattico sperimentale.
«Da anni siamo impegnati perché questo polo diventi un reale centro d'eccellenza nell'agrobiotecnologia - ha detto Formigoni - Lodi sarà, in questo settore, un motore di sviluppo non solo per la Lombardia, ma per tutto il sud Europa». Formigoni ha poi ricordato che in Lombardia è attivo il 54% delle organizzazioni italiane che si occupano di biotecnologie. «Per il Lodigiano - dice Mario Vigo, presidente della Confagricoltura di Milano e Lodi - si tratta di un'occasione storica, destinata a fare del capoluogo della Bassa un punto di riferimento di livello mondiale».
Dopo l'inaugurazione, Formigoni ha visitato la scuola d'arte Bergognone, fondata e diretta da Angelo Frosio, assicurandole, come in passato, il sostegno della Regione. Spazio anche a qualche contestazione. Ai manifestanti del comitato che osteggia il raddoppio della centrale di Tavazzano e la costruzione di un'altra a Turano-Bertonico, Formigoni ha assicurando «che ogni decisione sarà presa in accordo con gli enti locali». Mercoledì sera, in seduta congiunta anche il consiglio provinciale, quelli comunali di Tavazzano, Montanaso, Turano e Bertonico e una cinquantina di sindaci del Lodigiano avevano ribadito il loro «no» a nuove centrali elettriche.

Lombardia
© Corriere della Sera

THINK€R
February 18th, 2005, 01:01 PM
A Cinisello,zona Bassini,la "metrotramvia" (:?) sta andando bene stanno facendo bello e hanno costruito delle belle nuove strade large,con verde e scorrevoli anche se per adesso un po tortuose!
Ciao!:)

Epicurion
February 18th, 2005, 03:37 PM
A Cinisello,zona Bassini,la "metrotramvia" (:?) sta andando bene stanno facendo bello e hanno costruito delle belle nuove strade large,con verde e scorrevoli anche se per adesso un po tortuose!
Ciao!:)

foto?

sts
February 18th, 2005, 03:50 PM
Grazie per l'aggiornamento damon!!

GENIUS LOCI
February 18th, 2005, 08:35 PM
Piano di Lottizzazione, Via Natta, Milano



LUOGO
Milano, Italia

ANNO
2004, in corso

TIPOLOGIA
Urbanistica

PROGETTISTI
Anna Milella
Daniela Pulcini
Massimo Giuliani

DESCRIZIONE


L’area oggetto di intervento comprende un ampio lotto tra le vie Osma, S. Elia, Natta e Trenno, a ridosso del parcheggio della stazione MM di Lampugnano. Scopo dell’intervento è la riqualificazione urbana ed ambientale della zona urbanistica C19.2. Il PL prevede pluralità di funzioni, anche infrastrutturali, il potenziamento delle urbanizzazioni secondarie ed una rilevanza territoriale significativa: spazi pubblici a verde, funzioni terziario-commerciali, percorsi ciclopedonali e due edifici residenziali di 15 piani fuori terra, un centro di aggregazione giovanile e la sistemazione di campi sportivi, raccordo con la struttura scolastica e con l’ippodromo adiacenti.
La scelta localizzativa delle nuove edificazioni e la dislocazione delle volumetrie di progetto si colloca con le due torri residenziali sul confine nord-occidentale del lotto, creando un portale che riproduce al suo interno l’assetto di una corte con al piede le funzioni pubbliche e commerciali.
Il progetto riqualifica l’intorno urbanistico tramite l’offerta di parcheggi e di verde pubblico attrezzato, completando la dotazione di funzioni compatibili della zona e dei suoi collegamenti con il nucleo esistente di Lampugnano.


ATTIVITÀ SVOLTA
piano di lottizzazione, progettazione di torri residenziali e di spazi terziario-commerciali, sistemazione verde pubblico di cessione, parcheggi e percorsi ciclopedonali.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI
Edifici residenziale, 15 piani fuori terra, parcheggio e verde attrezzato in connessione con la via Trenno, centro di aggregazione giovanile e campi sportivi.

RAGGRUPPAMENTO TEMPORANEO
Sistema Duemila
Gruppoprogetti – Architetti Corvino e Multari

PAESAGGIO
Arch. Anna Milella
Arch. Daniela Pulcini

SITO DI PROGETTO
Lotto di completamento della zona di espansione residenziale C 19.2 a Lampugnano.

COMMITTENTE
SELEZIONE SECONDA srl

IMPORTO
25.000.000,00 euro

SLP
19840 mq

http://www.sistemaduemila.it/photos/prj-012-01big.jpg

http://www.sistemaduemila.it/photos/prj-012-02big.jpg

http://www.sistemaduemila.it/photos/prj-012-03big.jpg

http://www.sistemaduemila.it/photos/prj-012-04big.jpg

http://www.sistemaduemila.it/photos/prj-012-05big.jpg

Tratto da http://www.sistemaduemila.it/project.asp?id=33

THINK€R
February 19th, 2005, 02:19 PM
Epi non ho la minima idea di dove trovare le foto about it!Cmq passandoci spesso l'unica cosa che posso fare e darvi le news!

Epicurion
February 19th, 2005, 03:23 PM
^ :okay:

Epicurion
February 19th, 2005, 03:38 PM
«Le aree dismesse? Una sfida Punto su musei e televisioni»
Il sindaco Oldrini: un tesoro da due milioni di metri quadrati Pronti a ospitare il sommergibile Toti. Contatti con Rai e Sky

«Guidare questa città è un privilegio e una maledizione». Un po' letterario come esordio, cosa vuole dire?
«Beh, è un impegno straordinario. Ti metti a confronto con progetti, energie, idee complesse e affascinanti . Ma resta sempre un po’ di amaro in bocca. In qualsiasi altra città una qualunque delle operazioni portate a termine sulle nostre aree dismesse sarebbe stata considerata epocale».
E la maledizione?
«Qui viene considerato tutto normale e i giudizi non sono sempre lusinghieri».
Ipermercati-multisala-musei:sembra un destino ineluttabile anche per le grandi aree di Sesto. Perché?
«Secondo me c’è una certa miopia da parte di alcuni operatori del settore. Se in questo momento il mercato chiede abitazioni, allora si vuole costruire case a perdifiato».
È la legge della domanda e dell’offerta, che c’è di strano?
«Non vogliamo trasformare Sesto in un quartiere dormitorio. Pensiamo invece che sia importante dotare la città di "funzioni nobili": l’università; la sede della produzione Rai; i musei. Pensiamo prima a queste, le case arriveranno dopo».
Cosa accadrà ai due milioni di metri quadrati ancora da plasmare?
«Nel rispetto del piano regolatore, che prevede una crescita massima di 15 mila nuovi abitanti, abbiamo chiesto ai proprietari delle aree, Pasini e Caltagirone, di partecipare al bando per la nuova sede della produzione Rai. Siamo in contatto con Sky, che cerca spazi per la sua sede nazionale. A Massimo Moratti abbiamo proposto di realizzare il nuovo stadio dell’Inter, se mai il club decidesse di abbandonare San Siro».
Solo progetti?
«Abbiamo incontrato Michele Perini, neopresidente del Museo della Scienza e della Tecnologia. Lunedì, porterà in consiglio di amministrazione la proposta di trasferire la sezione trasporti del museo nell’ex altoforno T5 della Falck Concordia».
Avete anche parlato del sommergibile Toti?
«Il T5 è un capannone enorme, 35 mila metri quadrati, e potrebbe starci comodamente anche il sommergibile Toti, senza le difficoltà del trasporto fino a Milano».
Altre idee in cantiere?
«Il museo del fumetto. Abbiamo raggiunto un accordo con l'associazione culturale Franco Fossati di Muggiò. I circa 500.000 pezzi della collezione saranno ospitati in una delle due Fornaci di viale Rimembranze. Adesso stiamo cercando di aiutarli a trovare i 750 mila euro necessari al progetto».
Problema nomadi: come lo risolverete?
«Stiamo cercando un accordo con i Comuni vicini, perché ciascuno possa ospitare piccoli gruppi, al massimo di 50 persone. Costruiremo un centro di prima accoglienza a margine di un’area dismessa a nord di Sesto».

Ruggiero Corcella


INDISCRETO
Ex zone Falck Zunino vicino all’acquisto

Il mercato immobiliare è in fibrillazione. Voci sempre più insistenti danno la partita sulle aree ex Falck in dirittura d’arrivo. Dopo il braccio di ferro con l’amministrazione comunale sugli indici di edificabilità dei terreni, il gruppo edile che fa capo a Giuseppe Pasini ha deciso di mettere in vendita per 250 milioni di euro il patrimonio di 1,2 milioni di metri quadrati acquistato nel 2000 da Alberto Falck spendendo 400 miliardi di vecchie lire. In prima fila tra i possibili acquirenti, il gruppo Risanamento di Luigi Zunino, protagonista dell’operazione di riqualificazione dell’area Montecity-Rogoredo. Dal quartiere generale del gruppo Zunino si ammettono solo «contatti e interessamento» per le aree di Sesto. Il tam-tam del mercato immobiliare, però, dà l’operazione di acquisto già per conclusa.


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 19th, 2005, 03:42 PM
Lo scalo di Orio al Serio quest’anno supererà i 4 milioni di passeggeri. Torna anche Alitalia con la rotta su Roma
Bergamo capitale dei voli low cost
Via a nuove tratte. Sono 30 i collegamenti «superscontati» con le città europee

BERGAMO - La capitale italiana dei voli low cost è l’aeroporto di Orio al Serio. Lo è già oggi con le sue ventiquattro rotte gestite da 8 compagnie specializzate in questo particolare segmento del mercato aereo, ma lo diventerà ancor di più dalla prossima settimana. Da venerdì 25 la compagnia irlandese Ryanair attiverà sei nuovi collegamenti con Oslo, Eindhoven, Barcellona, Saragozza, Valencia e Stoccolma. Tutti rigorosamente con tariffe stracciate. Da marzo, è stato annunciato ieri, Hapag-Lloyd Express porterà da 5 a 6 i collegamenti settimanali con Hannover, con tariffe a partire da 40 euro andata e ritorno. Dal 27 marzo Air Lingus attiverà il volo per Dublino, mentre Estonia Air collegherà lo scalo orobico con Tallin. E a Orio da aprile torna anche Alitalia con due voli Bergamo-Roma.
ZAPPERI a pag. 51


Lo scalo bergamasco a fine anno supererà i 4 milioni di passeggeri
Nuovi voli, sconti e servizi Orio capitale del low cost
Da venerdì attive altre sei tratte. Nasce l’«happy hour aereo»

BERGAMO - Lo dicono i dati di traffico, lo confermano gli apprezzamenti dei viaggiatori, lo certificano le statistiche elaborate dal sito internet www.volaregratis.it: la capitale italiana dei voli low cost, quelli per intenderci che consentono di andare a Londra o a Parigi con 50 centesimi, è l’aeroporto di Orio al Serio. Lo è già oggi con le sue ventiquattro rotte gestite da 8 compagnie specializzate in questo particolare segmento del mercato aereo, ma lo diventerà ancor di più in futuro. A partire da quello più prossimo. Perché già da venerdì 25 la compagnia irlandese Ryanair (da sola gestisce il 25 per cento del mercato italiano) attiverà sei nuovi collegamenti con Oslo, Eindhoven, Barcellona, Saragozza, Valencia e Stoccolma. Tutti rigorosamente con tariffe stracciate. Il meccanismo è noto: prima pochi euro (tasse escluse) e poi, man mano che si avvicina la data della partenza, il prezzo si alza, però senza mai neanche lontanamente avvicinare i livelli delle compagnie tradizionali (la prenotazione e l’acquisto dei biglietti si fa via internet o attraverso i call center). Ma l’attività dell’aeroporto di Orio è destinata a crescere ulteriormente. Da marzo, è stato annunciato ieri, Hapag-Lloyd Express porterà da 5 a 6 i collegamenti settimanali con Hannover, con tariffe a partire da 40 euro andata e ritorno. Dal 27 marzo Air Lingus attiverà il volo per Dublino, mentre Estonia Air collegherà lo scalo orobico con Tallin.
È di pochi giorni fa, invece, l’avvio della tratta giornaliera per Bari (che si è aggiunta a quelle per Napoli, Brindisi, Catania, Madrid e Bucarest) gestita da Myair, la neonata compagnia italiana low cost che in pochi mesi si è già guadagnata una quota di mercato del 17 per cento.
Questo attivismo conferma da un lato l’appetibilità dell’aeroporto di Orio, favorita dalla politica strategica messa in campo negli ultimi anni dalla Sacbo (la società di gestione presieduta da Ilario Testa), e dall’altro le potenzialità delle compagnie low cost. O meglio, del sistema low cost. Perché il volo a prezzi stracciati è solo una componente, pur fondamentale. I vettori all’avanguardia sanno che serve una rete di servizi collaterali per fornire al viaggiatore la massima assistenza. Il che significa vendere biglietti per il treno e bus navetta che dall’aeroporto porta in città, stipulare convenzioni con società di noleggio delle auto, raggiungere accordi con tour operator, offrire pacchetti volo più hotel, promuovere escursioni o visite mirate a luoghi di cultura o centri commerciali. Un esempio? Hapag Lloyd Express in collaborazione con lastminute.com di Bergamo ha inventato l’happy hour aereo: a marzo il martedì e il mercoledì dalle 18 alle 20 (l’ora dell’aperitivo) si potrà acquistare nel punto vendita di via Moroni il biglietto Orio-Hannover a partire da 18.49 euro, oppure un pacchetto volo più due notti in un albergo a 4 stelle a partire da 148 euro.
Grazie ai collegamenti low cost Orio da ormai due anni sta scalando la classifica degli aeroporti più gettonati. Stabilito nel 2003 il tetto dei 2 milioni e 800 mila viaggiatori, il 31 dicembre scorso è stato segnato il record storico di 3 milioni e 300 mila. Una cifra destinata a essere presto sorpassata. Solo lo scorso gennaio, il bilancio del traffico si è chiuso con una ulteriore crescita del 24 per cento (267 mila viaggiatori). A fine anno sarà superato il muro dei 4 milioni.

Cesare Zapperi


DA FINE APRILE
Alitalia, due voli Bergamo-Roma

BERGAMO - Sospeso a dicembre per il crac della compagnia Volareweb.com, torna da fine aprile il collegamento tra Orio al Serio e Roma Fiumicino. Per gestire la rotta sbarca a Bergamo Alitalia, la compagnia di bandiera che non ha mai riservato grande attenzione allo scalo orobico. Per il momento, sono previsti due voli giornalieri, in partenza intorno alle 8 e alle 19, mentre il decollo dalla capitale per Bergamo sono previsti alle 17 e alle 21 circa. E' possibile, se la risposta sarà confortante, un terzo collegamento giornaliero a partire da settembre.


Lombardia
© Corriere della Sera

Mr_Beat
February 20th, 2005, 10:31 PM
Sono nuovo e pensavo seriamente di essere l'unica persona in Italia interessata allo sviluppo urbanistico della propria città. Un forum dove si auspica la costruzione di nuove infrastrutture compresi i grattacieli, in una nazione di ambientalisti e comitati di quartiere...questo è il paese delle meraviglie!
Avrei mille questioni ma per ora mi basta aver preso coscienza che c'è gente come me che non si scandalizza se 5000 mq vengono usati per costruire una torre di 200m (come in tutto il resto del Mondo) e non un giardinetto dove portare il cane a pisciare.
Viva il progresso e le nuove costruzioni, grazie di esistere davvero! Un saluto

GENIUS LOCI
February 20th, 2005, 10:37 PM
Questo è il ritmo giusto per le mie orecchie Mr Beat...

Un caloroso benvenuto :hi:

THINK€R
February 20th, 2005, 11:44 PM
Grande Mr. Beat!!!
Benvenutissimo!
:)

Epicurion
February 21st, 2005, 09:56 AM
Sono nuovo e pensavo seriamente di essere l'unica persona in Italia interessata allo sviluppo urbanistico della propria città. Un forum dove si auspica la costruzione di nuove infrastrutture compresi i grattacieli, in una nazione di ambientalisti e comitati di quartiere...questo è il paese delle meraviglie!
Avrei mille questioni ma per ora mi basta aver preso coscienza che c'è gente come me che non si scandalizza se 5000 mq vengono usati per costruire una torre di 200m (come in tutto il resto del Mondo) e non un giardinetto dove portare il cane a pisciare.
Viva il progresso e le nuove costruzioni, grazie di esistere davvero! Un saluto

benvenuto Mr_Beat! :okay:

parlando del diavolo (e dei comitati di quartiere :bash: ):

L’Ulivo: chiediamo una spiegazione
La casa di 12 piani
Progetto cambiato. Non si presenta il dirigente convocato in Commissione

È la stessa cosa vedersi costruire davanti a casa un palazzo di nove piani più un grattacielo di ventidue, appena otto in meno del Pirellone, anziché tre costruzioni alte dodici? Vorrebbe capirlo anche la Commissione urbanistica di Palazzo Marino, di fronte alla crescente preoccupazione di un gruppo di residenti del quartiere Adriano, in fondo a via Padova-Palmanova. Il motivo della loro inquietudine è il seguente. Prima hanno saputo di un grattacielo altissimo la cui costruzione, appunto, sta per iniziare giusto accanto alle case in cui vivono: e già questo li aveva indotti a protestare. Poi però hanno scoperto pure che il già contestato progetto in cantiere non coinciderebbe neppure con quello approvato in Comune. O meglio, che il progetto sottoposto a suo tempo ai consiglieri comunali per il relativo nullaosta sarebbe stato diverso da quello effettivamente presentato presso l’ufficio che poi rilasciò il permesso: il via libera - dicono - doveva riguardare tre edifici di dodici piani e non un grattacielo alto quasi il doppio.
Così adesso un gruppo di consiglieri del Centrosinistra ha chiesto di convocare in Commissione urbanistica, per chiedergli spiegazioni, l’architetto comunale Bianchi Janetti: vale a dire il dirigente dell’assessorato che il 25 maggio di un anno fa aveva, appunto, illustrato quel progetto in Comune. «Come è possibile - vorrebbero chiedergli ora alcuni consiglieri tra cui Antoniazzi, Rizzo e Fiano - che noi ricordiamo un progetto così diverso da quello per cui invece sono giustamente preoccupati gli abitanti di via Adriano e dintorni?».
Richiesta accolta, e convocazione partita: l’architetto era atteso in Commissione per venerdì scorso alle 14.30. Tutti ad aspettarlo: una dozzina di consiglieri comunali, il solito gruppetto di cittadini, alcuni altri consiglieri di zona... Ma dopo un’ora di attesa inutile si sono arresi, l’architetto non è arrivato, la Commissione è stata aggiornata. E il piccolo mistero, intanto, resta.


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 21st, 2005, 09:58 AM
Talamona: martedì decideremo le priorità
«Grandi opere, Comune in ritardo» Tre dirigenti pronti alle dimissioni
Fermi a Palazzo Marino da due mesi i finanziamenti previsti dal bilancio

Due calcoli: tre-quattro mesi per stendere i progetti definitivi, uno-due mesi per il progetto esecutivo, dai 60 ai 90 giorni per le gare. Tenendo conto che c’è un mese di blocco agostano i conti son presto fatti. I cantieri delle opere pubbliche del 2005 non partiranno prima della fine dell’anno. Sempre che la giunta riesca a varare nel giro di questa settimana l’elenco delle priorità da finanziare con i 300 milioni messi a disposizione dal bilancio 2005 (250 milioni di mutui e 50 di entrate proprie). Altrimenti si passa all’anno prossimo. La lettera dell’assessore al Bilancio Mario Talamona è partita settimana scorsa: invita tutti i colleghi a presentare la propria lista di priorità. Martedì la giunta dovrà scremare le richieste che sicuramente eccederanno i finanziamenti a disposizione, tenendo conto anche che circa metà dei 300 milioni sono destinati al sindaco Gabriele Albertini nella sua veste di commissario straordinario al traffico (in gran parte dedicati alle realizzazione di un altro lotto della linea 4 del metrò e della Paullese). E anche questa è una novità. Fino all’anno scorso il sindaco riusciva a bypassare l’elenco delle priorità facendo leva sulla sua carica di commissario. Questo gli permetteva di anticipare i tempi di apertura dei cantieri. Adesso bisogna passare attraverso le forche caudine delle priorità. Non sarà facile mettere d’accordo gli assessori. «È urgente discuterne - conferma l’assessore Talamona - ma sono abbastanza ottimista perché sono sicuro che molti progetti sono in stato avanzato».
A rendere ancor più paradossale la vicenda è che mai come quest’anno il Comune poteva accelerare i tempi di apertura dei cantieri. Mai nella storia di Milano il bilancio era stato chiuso e approvato così presto (il 21 dicembre) ma la lista delle priorità ancora non c’è.
La situazione sta creando molto nervosismo e malumore a Palazzo Marino. Soprattutto tra i dirigenti. I lavori procedono al rilento tra mille difficoltà e mille intoppi. Qualcuno ha già deciso di fare armi e bagagli. Come il ragioniere capo Guido Barberis, arrivato da Genova soltanto qualche mese fa. O l’ingegner Marco Morelli, uno degli artefici della ristrutturazione-capolavoro della Scala. Il malumore serpeggia anche tra i vertici dell’Ufficio tecnico, artefici della realizzazione delle grandi opere in città e nelle prossime settimane potrebbero esserci altre defezioni clamorose.



BILANCIO RECORD Il bilancio 2005 è stato approvato a tempo di record: il 21 dicembre 2004. Mai successo prima nella storia di Palazzo Marino.
LE PRIORITÀ
Non così per quanto riguarda la scelte delle priotirà da individuare nell’elenco delle opere pubbliche. In altri termini, ci sono i finanziamenti mancano le opere.
I TEMPI
Secondo un calcolo prudenziale, per aprire i cantieri ci vorranno almeno 7 mesi


Maurizio Giannattasio

© Corriere della Sera
Cronaca di Milano

Epicurion
February 21st, 2005, 10:01 AM
ECONOMIA
Stati generali: a Milano Aznar, Luttwak e Shiva

La Milano dell’economia si guarda allo specchio. E mette la sua immagine a confronto con quella delle altre grandi città europee. L’occasione è fornita oggi dagli «stati generali dell’economia» organizzati dalla Camera di Commercio. Una due giorni per vedere Milano con gli occhi dei grandi protagonisti internazionali del mercato e della politica. La voglia di un confronto che varchi le frontiere è chiara fin dal titolo della manifestazione: «Milano per lo sviluppo, un nodo nella rete globale». Di qui gli interventi, oggi, dell’ex primo ministro spagnolo José Maria Aznar e di Edward Luttwak, esperto di geopolitica e consulente del dipartimento della difesa Usa. Domani, di Vandana Shiva, esperta indiana di sviluppo ecosostenibile.
A discutere della Milano glocal, globale e locale nello stesso tempo, saranno anche l’ex commissario europeo Mario Monti, il presidente di Confcommercio Sergio Billè, il ministro dell’Innovazione, Lucio Stanca, il ministro delle Politiche agricole, Giovanni Alemanno. Oltre a un’ottantina tra intellettuali, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni. Due le sedi della manifestazione: teatro Grassi, la mattina, e palazzo Giureconsulti il pomeriggio.
«Milano è un nodo di una rete globale. Per parlare della città è necessario tenere conto di questo ampio intreccio di rapporti internazionali», sottolinea il presidente della Camera di commercio, Carlo Sangalli. Ma qual è, oggi, il punto di forza della città? «La sua polisettorialità - risponde Sangalli -. La caratteristica di Milano è quella di non avere caratteristiche: nella città convive una pluralità di realtà istituzionali, economiche e sociali sempre più autonome ma anche capaci di fare sistema».
La preparazione degli stati generali dell’economia è iniziata quasi un anno fa, con il coinvolgimento di una decina tra economisti, sociologi, politologi, esperti di comunicazione. Ciascuno ha fornito un contributo scritto che farà da base per il dibattito della due giorni.
Tra loro Giulio Sapelli, docente di Storia economica alla Statale e attore sulla scena dell’economia per aver seduto in diversi consigli d’amministrazione. «Il futuro di Milano è a un bivio. La città deve trasformarsi in fretta in un nodo di scambio economico e culturale per l’Europa, come Londra e Berlino», ammonisce Sapelli. L’alternativa è implicita: decadere dal rango di «capitale morale» d’Italia a quello di provincia d’Europa.
Secondo Sapelli, non potrà essere l’industria a fare da traino per questa trasformazione. «La città non ha più una struttura industriale - dice il professore -. Mentre, invece, esistono i servizi avanzati alle imprese. E poi c’è la finanza. In particolare, le banche potrebbero avere un ruolo importante nel rilancio di Milano. Purché non abbiano paura di aprirsi al resto d’Europa». Per finire, la cultura. «In quest’ambito c’è molto da fare - conclude Sapelli -. La città, per esempio, non ha un sistema museale avanzato. Occorre ripartire dalla voglia di fare avanguardia».

Rita Querzé


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

gruber
February 21st, 2005, 11:58 AM
La casa di 12 piani
Progetto cambiato. Non si presenta il dirigente convocato in Commissione


È la stessa cosa vedersi costruire davanti a casa un palazzo di nove piani più un grattacielo di ventidue, appena otto in meno del Pirellone, anziché tre costruzioni alte dodici? Vorrebbe capirlo anche la Commissione urbanistica di Palazzo Marino, di fronte alla crescente preoccupazione di un gruppo di residenti del quartiere Adriano, in fondo a via Padova-Palmanova. Il motivo della loro inquietudine è il seguente. Prima hanno saputo di un grattacielo altissimo la cui costruzione, appunto, sta per iniziare giusto accanto alle case in cui vivono: e già questo li aveva indotti a protestare. Poi però hanno scoperto pure che il già contestato progetto in cantiere non coinciderebbe neppure con quello approvato in Comune. O meglio, che il progetto sottoposto a suo tempo ai consiglieri comunali per il relativo nullaosta sarebbe stato diverso da quello effettivamente presentato presso l’ufficio che poi rilasciò il permesso: il via libera - dicono - doveva riguardare tre edifici di dodici piani e non un grattacielo alto quasi il doppio.
Così adesso un gruppo di consiglieri del Centrosinistra ha chiesto di convocare in Commissione urbanistica, per chiedergli spiegazioni, l’architetto comunale Bianchi Janetti: vale a dire il dirigente dell’assessorato che il 25 maggio di un anno fa aveva, appunto, illustrato quel progetto in Comune. «Come è possibile - vorrebbero chiedergli ora alcuni consiglieri tra cui Antoniazzi, Rizzo e Fiano - che noi ricordiamo un progetto così diverso da quello per cui invece sono giustamente preoccupati gli abitanti di via Adriano e dintorni?».
Richiesta accolta, e convocazione partita: l’architetto era atteso in Commissione per venerdì scorso alle 14.30. Tutti ad aspettarlo: una dozzina di consiglieri comunali, il solito gruppetto di cittadini, alcuni altri consiglieri di zona... Ma dopo un’ora di attesa inutile si sono arresi, l’architetto non è arrivato, la Commissione è stata aggiornata. E il piccolo mistero, intanto, resta.


© Corriere della Sera

GENIUS LOCI
February 21st, 2005, 12:59 PM
gruber, non ti sei accorto di aver postato lo stesso articolo che ha postato Epicurion tre post più sopra? :)

Cmq: unico scopo di queste robe qui è creare dissenso politico verso la giunta per magari raccimolare un po' di voti in più.
Vorrei vedere cosa gliene freghi veramente a Fiano, Rizzo e compagnia bella: dicono di ricordare un progetto diverso.... Bhè, si sbagliano: il progetto è sempre stato quello fin dall'inizio
Non se ne erano accorti in tutti questi anni?
Ma mi facciano il piacere....

gruber
February 21st, 2005, 01:30 PM
ops!

Alter-Ego
February 21st, 2005, 04:24 PM
:okay: Sono nuovo e pensavo seriamente di essere l'unica persona in Italia interessata allo sviluppo urbanistico della propria città. Un forum dove si auspica la costruzione di nuove infrastrutture compresi i grattacieli, in una nazione di ambientalisti e comitati di quartiere...questo è il paese delle meraviglie!
Avrei mille questioni ma per ora mi basta aver preso coscienza che c'è gente come me che non si scandalizza se 5000 mq vengono usati per costruire una torre di 200m (come in tutto il resto del Mondo) e non un giardinetto dove portare il cane a pisciare.
Viva il progresso e le nuove costruzioni, grazie di esistere davvero! Un saluto

grande...qui ti sentirai a casa, ben venuto fra i tuoi "simili"

therock
February 21st, 2005, 04:26 PM
BENVENUTO Mr Beat !!!!!!!!!!!!!!!!!!

Pavlvs
February 21st, 2005, 04:45 PM
Benvenuto Mister Bean.
Anche se non lo hai richiesto permettimi comunque di darti un suggerimento.

Sfoglia le pagine arretrate di questi forum.
C'è praticamente tutto quanto un appassionato possa desiderare in termini di conoscenza delle nuove infrastrutture, dai disegni alle informazioni nude e crude.
Se vai su "aree metropolitane" troverai, in basso, il vecchio stich di Milano.
Oltre 500 articoli solo di sviluppo di questa città, grattacieli, treni, metropolitane, fiera, tutto, proprio tutto, alcuni dei quali commentati da persone competenti -non io :)-
C'è tutta l'Italia, una vera manna.
Io, scoperto il forum, prima ancora di iscrivermi, mi feci 10 gg di full immersion negli arretrati :)
Sono convinto che le "mille questioni" di cui parli, letti gli arretrati, saranno diventate altrettante certezze.
Ciao.

Sonic from Padova
February 21st, 2005, 06:21 PM
Benvenuto Mr. Beat!!!!

Epicurion
February 21st, 2005, 06:42 PM
Benvenuto Mister Bean.

lapsus freudiano... :)

Pavlvs
February 21st, 2005, 06:48 PM
lapsus freudiano... :)


Purtroppo no.:nono:
Puro rincoglionimento senile!! :D:D:D:D

Epicurion
February 21st, 2005, 06:53 PM
Purtroppo no.:nono:
Puro rincoglionimento senile!! :D:D:D:D

aaah, ignoravo il termine tecnico!!! :okay:

Mr_Beat
February 21st, 2005, 11:04 PM
Grazie per la calorosa accoglienza, spero che non sia perchè vedete raramente chi condivide queste idee... credo che seguirò il consiglio di Pavlvs e mi guarderò i vecchi post, probabilmente troverò tutto quello che cercavo da tempo sui progetti a Milano così evito di sollevare questioni che avete già esaurito.
Esaltato dal vostro benvenuto ho fatto un giro su emporis.com per vedere come vanno le cose ad Hong Kong: Union square phase-7 (474 m) procede spedito... mi son sentito come un tifoso della Minardi, che deve esultare per un bullone nuovo sulla macchina, in visita al box Ferrari!!!
Scherzi a parte grazie ancora, io ho comunque fiducia nei Milanesi (il termine ormai comprende persone che vengono da tutto il Mondo) e nella voglia di farsi strada e progredire di questa città e spero di tutta l'Italia. A presto. :wave:

PS non sono un addetto ai lavori, i miei giudizi sono da profano interessato.

Epicurion
February 22nd, 2005, 09:15 AM
L’azienda energetica punta all’acquisto di parte della società di Foro Buonaparte
Aem alla conquista di Edison
Albertini: non pagheremo nessun euro. L’opposizione: venga in aula

Questa è la storia della Cenerentola di corso di Porta Vittoria che cerca di trasformarsi in principessa. La piccola municipalizzata che nel giro di pochi anni si rafforza e va alla conquista del golia di Foro Buonaparte, a lungo l’azienda numero uno di Milano. È partita l’operazione Edison. Ieri Aem ha manifestato ufficialmente a Edf il suo interesse per l'acquisto di una quota di minoranza di Italenergia bis, controllante di Edison. Nel merito sono quasi tutti d’accordo. L’operazione potrebbe portare Aem a diventare il secondo player nazionale nel campo dell’energia accanto a Enel. Sempre che l’offerta della spagnola Endesa non abbia il sopravvento. Restano i dubbi sul metodo. Tanto che l’opposizione con un’interrogazione di Basilio Rizzo ha chiesto che il sindaco Gabriele Albertini venga in aula a spiegare i termini dell’operazione. A partire da come la società di corso di Porta Vittoria farà fronte all’offerta per l’acquisto del 40 per cento di Ieb valutata un miliardo e mezzo di euro.
La strada è obbligata. E la indica lo stesso Albertini: «Siamo nettamente favorevoli al fatto che Aem sviluppi con successo il negoziato per l'ingresso in Edison. Ma non prevediamo investimenti da parte del Comune che ha già privatizzato una quota significativa delle azioni della municipalizzata». Quindi niente aumento di capitale perché il «no» dell’azionista di controllo è secco. Altrimenti c’è il rischio che, diluendosi la quota di Palazzo Marino, il Comune perda la governance della società. Resta solo la strada dell’indebitamento: «L’aumento di capitale non è un’ipotesi realistica - conferma l’assessore alle Privatizzazioni, Mario Talamona - Aem procede in base a un piano industriale molto ben costruito sul fondamento del quale l’indebitamento è assolutamente razionale e non rischioso, per quanto ogni indebitamento è una forma di rischio».
«Bisogna vedere - replica Rizzo - se l’indebitamento crea valore per gli azionisti o danneggia il Comune e i risparmiatori. In ogni caso la mia obiezione è che trattandosi di una scelta strategica non la può fare il cda da solo. È sufficiente che il sindaco mi dica che ne è al corrente e la condivide». Gli fa eco il capogruppo dei Ds, Emanuele Fiano: «Non sono chiare le conseguenze per il Comune. Chiediamo che il sindaco venga a riferire in aula. Anche perché non si capisce più chi governa la società».
Resta l’ultimo dubbio: che farà il presidente di Aem, Giuliano Zuccoli, a cui è stato dato il compito di salvare i destini nazionali dell’eneregia elettrica? Il cda verrà rinnovato a fine aprile. Fi ha candidato Massimo Sarmi, amministratore delegato delle Poste spa. Piace al sindaco. E Zuccoli che fine farà?

Maurizio Giannattasio


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 22nd, 2005, 09:21 AM
LA CITTA’ DELL’ECONOMIA
«Una svolta per restare in Europa»
GLI STATI GENERALI

Milano è a un bivio. O fa uno sforzo e diventa campionessa di competitività in Europa, trascinandosi dietro l’Italia intera. O si adagia sui comodi record nazionali. Accontentandosi, però, del ruolo di periferia del continente. Sempre prima, sì. Ma dentro a un Paese che non tiene il passo. Ieri gli Stati generali dell’economia voluti dalla Camera di Commercio hanno messo la città di fronte a questa severa consapevolezza. Dall’esperto di geopolitica Edward Luttwak all’ex commissario europeo Mario Monti, fino al presidente della fondazione Italia-Cina Cesare Romiti, la diagnosi è la stessa. Ma da dove cominciare per porre le basi della nuova Milano europea? Le proposte non mancano. Difficile, però, trovare il bandolo della matassa. Il luogo dove le idee diventano progetti condivisi.
A rendere i termini della sfida che Milano deve affrontare è per primo Mario Monti. «Milano è la cerniera con l'Europa, deve guidare l'Italia in questa fase di risorgente nazionalismo economico. Dalla città deve arrivare l'impulso per una risposta attiva, aggressiva. E non difensiva, di chiusura a riccio», dice l’ex commissario europeo.
Per restare locomotiva nell’era della globalizzazione, però, serve un progetto. Un’idea di quello che sarà Milano tra dieci anni. E qui sono proprio i non milanesi a fornire le proposte più ambiziose. «Milano deve scegliere un settore in cui non avere rivali in Europa. Meglio ancora, nel mondo», incoraggia Edward Luttwak. Secondo il consulente del dipartimento della difesa Usa sarebbero le biotecnologie l’ambito su cui puntare. «Nei laboratori specializzati in biotecnologie di Bethesda, nel Maryland, abbiamo decine di milanesi. E’ un po’ come se la città ci regalasse il suo oro. Milano dovrebbe creare un centro d’eccellenza per le biotecnologie con una grande porta da cui possano entrare tutti coloro che hanno buone idee e grandi finestre per fare uscire chi non porta risultati».
Il punto è che Milano non sembra avere «fabbriche di innovazione» abbastanza meritocratiche e flessibili. «Mancano i centri d’eccellenza - lamenta Giulio Sapelli, professore di Storia economica alla Statale -. E’ necessario riqualificare il sistema universitario puntando su uno spietato darwinismo. La riforma è andata in tutt’altra direzione: si punta sulla quantità e non sulla qualità degli studenti. Producendo schiere di proletari dello spirito». Un’idea viene da Umberto Paolucci, vice presidente di Microsoft corporation: «Selezioniamo un migliaio di giovani e creiamo un ambito di contatto con le aziende», dice il manager. Che non risparmia appunti alla città: «Il nuovo centro di ricerca Microsoft nascerà a Trento. Là abbiamo trovato le condizioni più favorevoli».
L’idea di puntare sulle giovani eccellenze milanesi è subito stata accolta dal presidente della Camera di Commercio: «La realizzeremo al più presto», dice Carlo Sangalli. Che preferisce non esagerare con l’autocritica. «Un’autorevole ricerca internazionale su 150 città del mondo inserisce Milano tra le prime dieci città globali dopo New York e Londra, insieme a Parigi e Tokio, addirittura avanti Los Angeles», sottolinea il presidente.
Ma gli ospiti stranieri di «Milano per lo sviluppo» incalzano. Un altro freno alla capacità di competere, secondo Luttwak, sono i «diritti feudali» dovuti a ordini e categorie. Esempi? «Una firma del notaio in Italia costa migliaia di euro, negli Usa pochi dollari». Milano, insomma, potrebbe farsi portavoce a Roma di riforme che tolgano il freno all’economia. Anche quando si tratta di toccare le rendite di posizione.
Altro nodo cruciale: i trasporti. «I treni che collegano Milano al resto della Lombardia hanno viaggiano alla stessa velocità dei primi del ’900», dice Cesare Romiti. La diagnosi del presidente dell’associazione Italia-Cina sull’economia milanese è cruda: «Un tempo Milano poteva contare sulla forza propulsiva di aziende come Eni, Breda, Ansaldo. Grandi enti pubblici e privati. Oggi le cose sono cambiate. E Milano non è più il player che trascina l’Italia». Idee per uscire dall’ impasse ? «A breve arriveranno in Europa dalla Cina 100 mila turisti l’anno. Malpensa potrebbe candidarsi ad accoglierli».
Ma chi dovrebbe realizzare il rinascimento di Milano? «La democrazia rappresentativa territoriale è insufficiente», taglia corto Sapelli. Sulla governance , insomma, tutto da rifare.

Rita Querzé


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 22nd, 2005, 09:26 AM
Ogni giorno lo smaltimento crescerà di 350 tonnellate
Più rifiuti all’inceneritore Silla 2 fornirà l’energia per riscaldare Rho e Pero
Via libera dalla Regione. I Verdi: accordi violati

PERO - Dopo mesi di difficili trattative, ieri mattina Regione, Provincia, Comuni di Milano, Pero, Rho, Cornaredo e Settimo Milanese, Amsa e Aem, hanno raggiunto un accordo sul termovalorizzatore Silla 2, l’inceneritore che dopo la chiusura del vecchio Silla 1 lo ha sostituito bruciando fino a 1.250 tonnellate di rifiuti al giorno. L'accordo accoglie in buona parte le proposte fatte dai sindaci dei quattro comuni più piccoli, che si sono fatti portavoce delle richieste dei cittadini. Da anni, gli abitanti protestano contro il «drago brucia troppo», come è stato ribattezzato l’impianto. Quattro i punti principali previsti dall'accordo. L'impianto sarà dotato di sofisticati sistemi per l'abbattimento dei fumi, che sfruttano il principio delle marmitte catalitiche. Obiettivo, ridurre drasticamente le emissioni di ossido di azoto e acido cloridrico entro il 2007. Grazie alle modifiche di una delle tre linee di combustione, in fase di realizzazione, i benefici si faranno però sentire già nel 2006. Un altro capitolo importante riguarda il teleriscaldamento: oltre ai quartieri Gallaratese e Figino di Milano, sarà esteso alla nuova Fiera e successivamente anche i comuni di Pero e Rho. L’accordo raggiunto ha poi fissato un tetto massimo di 450 mila tonnellate di rifiuti all’anno, anche se la capacità del termovalorizzatore è di gran lunga superiore. Il protocollo prevede infine un monitoraggio ambientale costante, la piantumazione da parte di Amsa di una superficie complessiva di 16 mila metri quadrati in zone individuate dai Comuni e il rinnovo del parco automezzi con nuovi veicoli a metano. «Grazie a Silla 2 riusciremo ad ottimizzare lo smaltimento dei rifiuti sul nostro territorio, garantendo la salute dei cittadini che avranno sconti sulle tariffe finora pagate e per la salvaguardia dell'ambiente» ha dichiarato Maurizio Bernardo, assessore ai Servizi di pubblica utilità della Lombardia.
«L'obiettivo raggiunto è anche la chiara testimonianza che quando si riescono a mettere intorno ad un tavolo le associazioni, i comitati cittadini, i tecnici e le istituzioni, nascono cose positive» ha aggiunto l'assessore provinciale all'Ambiente Bruna Brembilla. «Dopo l'entrata in funzione di Silla 2, il protocollo doveva essere cambiato e ci siamo riusciti, anticipando l'applicazione di normative europee che faranno di questo impianto uno dei più progrediti d'Europa», sostiene Domenico Zampaglione, assessore all'Ambiente del comune di Milano. Paola Pessina, sindaco di Rho, centrosinistra definisce l'accordo un «risultato di grande rilievo che conferma il principio della compartecipazione».
Soddisfatta con riserva Augustangela Fioroni, sindaco di centrosinistra di Pero: «Avremmo preferito che le quantità di rifiuti conferiti fosse ridotta - spiega - almeno fino a quando non saranno applicati i sistemi che abbattono i fumi inquinanti». Contrari al protocollo sono invece Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Regione e Claudio Lesmo, responsabile dei Verdi Milano-Ovest: «Apprezziamo la battaglia portata avanti dai sindaci di Pero, Rho, Cornaredo e Settimo - fanno sapere - ma non dovevano firmare. Per noi Silla 2 deve tornare a bruciare 900 tonnellate al giorno, come prevedeva l'accordo di programma del 2001 e Milano deve riprendere la raccolta differenziata dell'umido».
Cautela anche da parte dei comitati cittadini: «Non conosciamo i contenuti dell’intesa - dice Pierino Zanisi, responsabile del Gruppo salute -. Sugli elementi negativi, però, continueremo le nostre battaglie»

Silvano Santambrogio


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 22nd, 2005, 09:31 AM
intellettuali… :no:

Gae Aulenti: basta incuria A rischio lo stile di Brera
«Troppo traffico nel quartiere, via le auto parcheggiate nelle strade Non sfrattiamo gli studenti e intitoliamo una piazzetta alla Cederna»

Gae Aulenti, lei sta a Brera. «Da trent’anni».
E la prima immagine che le viene in mente è?
«In questo momento? Un cesso di cani».
Suvvìa...
«Veramente, è quel che vedo ogni giorno dalla finestra del mio studio. E mi fa una gran rabbia».
Pensi un po’, tanta gente a Baggio immagina che dalle finestre di Brera si abbia tutta un’altra vista...
«Intendiamoci, so di avere un privilegio e non voglio certo aver la faccia tosta di lamentarmi».
E allora?
«Dico solo che Brera è meravigliosa ma anche qui ci sono cose che potrebbero andar meglio, senza togliere neanche un euro ai grandi investimenti che invece andrebbero fatti per le periferie».
D’accordo, spieghi.
«Dal mio studio controllo contemporaneamente piazza San Marco, via Brera e Fiori Oscuri».
Beh?
«Non mi rassegno a come è lasciata andare la minuscola piazzetta di fronte a San Marco, quella specie di prosecuzione del vicolo che poi sbuca accanto al bar Giamaica».
Cos’ha che non va?
«Lo vede? Solo i cani la conoscono bene: e infatti la usano senza ritegno. Invece sarebbe un angolo molto suggestivo: ma nessuno ci mette mano. Il solito lavoro lasciato a metà».
In che senso?
«Per decenni abbiamo avuto due palazzi abbandonati, in Fatebenefratelli e fra Brera e Pontaccio. Non ho mai capito perché ci sia voluto tanto, ma ora li hanno sistemati e la piazzetta era occupata dalle baracche del cantiere: costava tanto, finiti i lavori, mettere a posto anche lei? Macché, nessuno sa neanche che c’è. Il cancro del degrado è che, dopo un po’, diventa invisibile».
Per fortuna voi di Brera avete anche altre cose visibili...
«Per carità, la maggior parte belle. Non tutte però. Il traffico, per esempio, è visibilissimo anche qui. E quando via Pontaccio è intasata è un disastro qui come altrove».
Brera chiusa alle auto?
«Lo so che il sindaco è contro il centro chiuso, e neanch’io sono così puritana da dire no alle auto e basta. Ma un’altra idea l’avrei».
Cioè?
«Vietare i parcheggi in strada. Tutti. Solo parcheggi interni o sotterranei. Sono le auto ferme sui due lati, specie in strade strette come queste, a intasare il resto e a rovinare la vita dei pedoni».
Più facile a dirsi.
«E perché? A Barcellona e in tante altre città l’hanno fatto, perché a Milano no? Tra l’altro le auto in sosta rendono più difficile anche la pulizia: avremmo un traffico scorrevole, marciapiedi liberi, e oltretutto più puliti».
Brera è così sporca?
«Potrebbe esserlo meno. E non mi riferisco ai graffiti, che secondo me anzi aumentano proprio a causa del proibizionismo di Albertini. Divieto chiama trasgressione, in fondo è sempre stato così».
Per Brera meglio ingrandire il museo o tenere l’accademia?
«Non si capisce perché per ingrandire il primo si debba cacciare la seconda. Che anche alla scuola servano nuovi spazi è giusto, ma è sufficiente spostare alcune attività: gli studenti devono restare».
Ha già pensato a un ago e filo da mettere anche a Brera?
«Ok la battuta, ma a Brera non serve un monumento. Invece andrebbe ripresa l’idea di mettere a posto lo slargo in fondo a via Pontaccio, quello vicino a Ferré, intitolandolo a Camilla Cederna. Lui si era anche offerto di finanziare la cosa: perché non riparlarne?».

Paolo Foschini


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

GENIUS LOCI
February 22nd, 2005, 11:11 AM
Guarda, tra tutti i quartieri trafficati di Milano il primo che mi viene in mente è Brera... veramente, dai, oh! :uh:

Ma per piacere... :)

Alter-Ego
February 22nd, 2005, 12:17 PM
scusate Brera è un quartiere centrale di Milano???

Cujo
February 22nd, 2005, 12:33 PM
.....I don't think...

Epicurion
February 22nd, 2005, 12:38 PM
scusate Brera è un quartiere centrale di Milano???

fai conto che Brera è esattamente dietro alla Scala, a poche centinaia di metri dal Duomo...

Vitruvio
February 22nd, 2005, 12:39 PM
Brera è decisamente centrale, per intenderci, via Brera parte dal fianco destro della Scala

Alter-Ego
February 22nd, 2005, 12:50 PM
haaaaaaa grazie 1000, scusate la mia ignoranza ma quando parlate dei vari quartieri , vie ecc. ecc. di milano faccio un po fatica ad orientami e a capire bene su di quale punto della citta stiate dibattendo, per me è quasi arabo!!! :)

Vitruvio
February 22nd, 2005, 02:51 PM
Per tornare a qualcosa di sostanzioso, ho appena letto "il sole 24 ore" e c'è un'intervista a Manfredi Catella, di Hines Italia, il quale annuncia che si stanno definendo gli ultimi dettagli e che nell'autunno 2005 inizieranno i lavori della città della Moda e che l'intervento sarà completato in 48 mesi. si parla poi di ulteriori 600 Milioni di Euro che Hines vorrebbe investire in Italia...De Mico?
Speriamo che qualcuno riesca a postare l'intero articolo (pag 16)

Epicurion
February 22nd, 2005, 03:14 PM
cazzo! ma non dovevano partire in primavera???

gruber
February 22nd, 2005, 03:37 PM
Solo 6 mesi di ritardo????
impossibile....si inventeranno qualcosa per rispettare i canonici 24/36 mesi....

sts
February 22nd, 2005, 05:54 PM
Quindi in teoria dovremmo vedere la città della moda sorgere nel 2007!!!

Epicurion
February 23rd, 2005, 10:34 AM
A un secolo dalla scoperta della relatività, la facoltà di Fisica chiede di celebrare il «cittadino» eccellente
Un genio in via Bigli, quando Einstein abitava a Milano

Era un adolescente nato in Germania, aveva una passione per le formule matematiche e viveva in via Bigli. Ritratto del quindicenne Albert Einstein in chiave milanese: arrivato da Monaco nel 1894 con i genitori, rimase in città per quasi un anno. Sui Navigli, in via Lecchi, c’era la sede della ditta di dinamo e motori del padre; in via Bigli la casa. Quel palazzo che ancora oggi, al civico 21, ricorda con una targa Albert Einstein «giovinetto», e dove la contessa Clara Maffei aveva ospitato nel suo celebre salotto ospiti illustri del calibro di Honoré de Balzac, Franz Liszt, Giuseppe Verdi, Alessandro Manzoni.
Un anno da ricordare, sostengono ricercatori e docenti delle facoltà scientifiche della città. E da molte parti si solleva la stessa richiesta: «Siamo nel 2005. In tutto il mondo si festeggiano i cento anni dalla pubblicazione della relatività ristretta e i cinquanta dalla morte di Einstein. E il Comune di Milano cosa fa? Niente. Einstein ha vissuto qui quando era un ragazzo. Insomma, se lo celebra Zurigo qualcosa potremmo fare anche noi».
In effetti sono molte le manifestazioni organizzate nelle città che hanno ospitato Einstein: francobolli speciali, convegni, incontri. Da Ginevra a Berlino passando per Princeton. Anche l’Unesco ha dichiarato il 2005 anno mondiale della fisica.
Eppure non tutti hanno dimenticato di festeggiare l’ annus mirabilis einsteiniano. I ricercatori della sezione di Storia della Fisica dell’Università degli Studi hanno organizzato una serie di manifestazioni consultabili sul sito www.brera.unimi.it: in programma conferenze, stage, letture dei testi di Einstein, laboratori per bambini. Durante la giornata del 13 marzo, poi, sarà proposta una maratona einsteniana di documentari e film allo Spazio Oberdan all’interno della manifestazione «Vedere la Scienza».

A. Sac.


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

Epicurion
February 23rd, 2005, 10:41 AM
Fondi ridotti a 300 milioni, la giunta deciderà quali opere privilegiare
Comune, investimenti dimezzati De Corato: punteremo sui metrò
Rischiano di slittare la Città delle Culture e la Biblioteca europea

I finanziamenti a disposizione sono 300 milioni. Le richieste degli assessori quasi il doppio: 585 milioni di euro. La giunta di Palazzo Marino è alle prese con la scelta delle priorità per il 2005. Quali opere pubbliche finanziare e quali rimandare a tempi migliori. La giunta di ieri si è conclusa con una fumata grigia. Sono stati individuati i criteri, non le priorità. La decisione finale arriverà martedì prossimo. Ma già qualcosa trapela. Che il finanziamento per il primo lotto della Città delle Culture all’ex Ansaldo avrà vita difficile. «Bisogna decidere - attacca il vicesindaco Riccardo De Corato - se è più importante finanziare un lotto della linea 1 del metrò o un lotto della Città delle Culture». Vita difficile anche per la Beic, la grande biblioteca europea: «La Beic - continua il vicesindaco - non è un progetto che riguarda solo questa amministrazione. Bisogna concertarla con altri enti. E noi abbiamo solo 14 mesi a disposizione da qui alla fine del mandato».
La priorità delle priorità resta comunque quella del traffico e dell’ambiente. Il canale preferenziale sarà ancora una volta per le opere del sindaco-commissario al traffico. La richiesta è di 158 milioni di euro. Ma, forse, per la prima volta da quando Albertini è diventato commissario, qualche euro verrà limato anche a lui. Anche perché, fa notare qualche assessore, il sindaco ha fatto il pieno utilizzando gran parte dei soldi della vendita del 17,6 per cento di Aem. Tra le opere richieste dal commissario c’è una quota della metrotranvia Testi-Bicocca-Precotto, il prolungamento del 15 fino a Rozzano sud, il primo lotto della linea 4 del metrò e il nuovo deposito per autobus a metano a San Donato Milanese.
«La nostra priorità resta sempre l’emergenza traffico - conferma De Corato -, come dimostrano le vicende di questi giorni. Su questo tema si giocheranno le elezioni amministrative del 2006».
Per la scelta delle altre opere si farà riferimento alla legge Merloni che prevede una serie decrescente di priorità: prima le manutenzioni, poi il recupero del patrimonio esistente, il completamento dei lavori già iniziati e i progetti esecutivi già approvati. «Ma noi - conclude De Corato - vogliamo anche un’altra cosa: che i cantieri di queste opere aprano entro la fine del 2005. Anche questa è una priorità».

Maurizio Giannattasio


Cronaca di Milano
© Corriere della Sera

GENIUS LOCI
February 23rd, 2005, 08:38 PM
IL NUOVO VOLTO DELLA DARSENA


Fino al 25 marzo l’Urban Center espone al pubblico il progetto vincitore e i 9 progetti selezionati al concorso internazionale di progettazione bandito dal Comune di Milano. Il primo classificato al concorso è la proposta del gruppo Bodin & Associes a cui verrà conferito l’incarico per la progettazione definitiva e esecutiva.

Le candidature, vagliate dalla Giuria nel mese di luglio e giunte da grandi studi di architettura internazionali, sono state oltre 50. Il 16 dicembre 2004 la Giuria ha proclamato vincitore, fra dieci finalisti, il progetto del gruppo guidato da Jean-Francois Bodin.

La motivazione della Giuria: "il progetto, contrassegnato con il motto 55576 muove da un’acuta intelligenza della topografia storica dell’area, promovendone una valorizzazione sensibile anche alle esigenze monumentali e paesistiche con una significativa accentuazione dei valori d’uso dello spazio trasformato,così come radicato negli usi e nelle aspettative della comunità cittadina". In particolare è stata apprezzata la soluzione del mercato come elemento di cerniera con la prospettiva rinnovata dello specchio d’acqua rimodellato a memoria degli antichi bastioni, superando i vincoli funzionali dell’accesso al parcheggio.

L’area di Concorso, di circa mq 100.000, è un’area storica fortemente urbanizzata e caratterizzata dalla presenza, all’interno della città, di altri monumenti di interesse artistico e archeologico.

Il costo massimo dei lavori di realizzazione è di euro 20.000.000. L’intervento è autofinanziato attraverso gli oneri e le risorse finanziarie che proverranno dagli interventi urbanistici. Il progetto, che si prevede debba completarsi entro cinque anni, è stato concepito in modo da consentire fasi di attuazione progressive, con le prime realizzazioni entro due-tre anni.

Il vincitore del concorso riceverà la somma di euro 62.000 a titolo di premio, che vale quale anticipazione del compenso professionale dovuto per la progettazione.

http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/wAll/DSVI-69VKMT/$file/darsena_progetto.jpg http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/wAll/DSVI-69VKMT/$file/darsena_progetto2.jpg http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/wAll/DSVI-69VKMT/$file/darsena_progetto3.jpg

Concorso Darsena
In mostra all'Urban Center i progetti selezionati e il progetto vincitore

Giovanni Verga - Sviluppo del Territorio

18/02/2005


In mostra all’Urban Center fino al 25 marzo, il progetto vincitore (del gruppo Bodin & Associes a cui verrà conferito l’incarico per la progettazione definitiva e esecutiva) e i progetti dei 9 selezionati al concorso internazionale di progettazione bandito dal Comune di Milano.
Le candidature, vagliate dalla Giuria nel mese di luglio e giunte da grandi studi di architettura internazionali, sono state oltre 50. Il 16 dicembre 2004 la Giuria, presieduta dall’Avv. Pier Giuseppe Torrani (Presidente AIM - Associazione Interessi Metropolitani), ha proclamato vincitore, fra dieci finalisti, il progetto del gruppo guidato da Jean-Francois Bodin.
Per la Giuria “il progetto, contrassegnato con il motto 55576 muove da un’acuta intelligenza della topografia storica dell’area, promovendone una valorizzazione sensibile anche alle esigenze monumentali e paesistiche con una significativa accentuazione dei valori d’uso dello spazio trasformato,così come radicato negli usi e nelle aspettative della comunità cittadina”.
In particolare la Giuria ha apprezzato la soluzione del mercato come elemento di cerniera con la prospettiva rinnovata dello specchio d’acqua rimodellato a memoria degli antichi bastioni, superando i vincoli funzionali dell’accesso al parcheggio.

La Giuria ha evidenziato anche il progetto del gruppo rappresentato dall’arch. Angelo Torricelli come un progetto che “affronta e risolve in maniera convincente e suggestiva il tema delle due piazze come logico completamento della Darsena, offrendo una soluzione che si contraddistingue per il ricorso efficace alle ragioni della storia del contesto e alla sua valorizzazione come luogo urbano”.

La riqualificazione dell'area Darsena
L’intervento previsto dall’Amministrazione mira alla riqualificazione di questo ambito e al mantenimento del suo forte valore simbolico. Gli obiettivi del progetto sono quelli di identificazione dell’ambito monumentale della Darsena nella sua memoria storica e nei suoi caratteri attuali, quindi di combinazione dei vincoli tecnici, artistici e funzionali salvaguardando il carattere omogeneo che tale ambito deve avere.

L’area di Concorso, di circa mq 100.000, è delimitata a sud da viale Gorizia, a nord da Viale Gabriele D’Annunzio, a ovest da Piazza General Cantore, e a est da Piazza XXIV Maggio, comprendendo via Ronzoni fino alla Conca di Viarenna. Questo ambito è collocato anche in un’area storica fortemente urbanizzata dal tessuto residenziale e caratterizzata dalla presenza, all’interno della città, di altri monumenti di interesse artistico e archeologico quali l’Arena Romana e Sant’Eustorgio.

Gli elementi caratterizzanti del progetto vincitore
Il progetto vincitore concepisce la piazza d’acqua come luogo di affaccio di differenti parti urbane.

E’ forse soprattutto nell’acqua che si riconosce il carattere di grande luogo popolare urbano appartenente a tutta l’area.
Piazza XXIV Maggio, recuperata all’uso pedonale, viene individuata tramite una completa valorizzazione della porta neoclassica: l’arco viene ripristinato nel suo senso urbano di ponte di ingresso alla città tramite due piccole vasche d’acqua.

La Darsena viene ampliata verso la Piazza XXIV Maggio tramite lo spostamento della presa del Ticinello e attraverso la formazione di una nuova canalizzazione che riporta la sponda settentrionale alla sua configurazione ottocentesca parallela al tracciato delle mura.
La forma complessiva del bacino acqueo muta: sarà realizzato un terrapieno a forma di sperone che costituirà il luogo centrale di tutta l’area. Questa sponda è delimitata da un argine murato che scandisce due camminamenti a differenti quote. La stessa sarà attrezzata per la sosta, per il passeggio e per lo svolgimento di manifestazioni e spettacoli all’aperto.
Quella meridionale verrà ampliata con una banchina pavimentata in tavole di legno sospesa sull’acqua. Entrambe le sponde, collegate da due ponti pedonali, ospiteranno la nuova sistemazione della Fiera di Senigallia.

Un nuovo edificio del mercato, costituito da una struttura in acciaio vetrata su tutte le facciate, sorgerà su una sorta di penisola protesa verso l’acqua. Gli ingressi al mercato verranno consentiti tramite piccoli ponti in legno.

In Piazza Cantore verrà realizzata un’area attrezzata a verde che sarà estesa fino all’acqua della Darsena. Nella sua porzione terminale questo giardino fiancheggerà i resti delle mura seicentesche che formeranno un bacino separato e raccolto, come una sorta di orto botanico acquatico.
Sotto la carreggiata stradale della via Gabriele D’Annunzio si formerà una galleria pedonale che corre in parallelo al canale riesumato che nuovamente penetra nella Conca e nella città.
Il concorso
Il concorso Darsena è inserito quale punto fondamentale dell’Accordo di Programma, sottoscritto il 3 agosto 2003 tra Comune di Milano e Regione Lombardia, nel quale sono stati definiti gli interventi di recupero funzionale e ambientale del sistema dei navigli milanesi e la riqualificazione urbanistica dell’area della Darsena.

Costi e tempistiche
Il costo massimo di realizzazione del progetto di euro 20.000.000,00. L’intervento è autofinanziato attraverso gli oneri e le risorse finanziarie che proverranno dagli interventi urbanistici.
Il progetto, che si prevede completato entro cinque anni, è stato concepito in modo da consentire fasi di attuazione progressive, con le prime realizzazioni entro due-tre anni.

Il vincitore del concorso riceverà la somma di euro 62.000,00 a titolo di premio, che vale quale anticipazione del compenso professionale dovuto per la progettazione.
A ciascun progettista selezionato sarà riconosciuto un rimborso spese lordo di euro 21.000,00.

I 9 selezionati

Capogruppo Provenienza
ARCH. ORIOL BOHIGAS I GUARDIOLA
(MBM ARQUITECTES SL.) Barcellona/Torino/Bologna/Roma
SPAGNA/ITALIA
ARCH. PASQUALE CULOTTA (CULOTTA ARCHITETTI ASSOCIATI) Cefalù (PA)
ITALIA
ARCH. EDUARDO SOUTO DE MOURA Porto
PORTOGALLO
ARCH. KLAUS SCHUWERK Berlino
GERMANIA
ARCH. DAVID CHIPPERFIELD
(DAVID CHIPPERFIELD ARCHITECTS LTD) Londra/Milano
UK/ITALIA
ARCH. STEFANO PARODI
(QUATTROASSOCIATI) Milano
ITALIA
ARCH. MARIA ALESSANDRA SEGANTINI
(C+S ASSOCIATI) Venezia
ITALIA
ARCH. ANGELO TORRICELLI Milano
ITALIA
ARCH. BRUNO MORASSUTTI Milano
ITALIA



La Giuria
Membri effettivi:
1. Avv. Pier Giuseppe Torrani (Presidente AIM - Associazione Interessi Metropolitani)
2. Arch. Leonardo Cascitelli (Settore Pianificazione e Progettazione Urbana - Comune di Milano)
3. Prof. Arch. Aurelio Galfetti (Professore ordinario dell'Università della Svizzera Italiana)
4. Prof. Arch. Fulvio Irace (Politecnico di Milano - Dipartimento di Conservazione e Storia dell'Architettura)
5. Prof. Arch. Antonio Monestiroli (Rappresentante Ordine Architetti Pianificatori e Paesaggisti della Provincia di Milano)
6. Ing. Roberto Stefani (Direttore del Settore Strade Parcheggi e Segnaletica - Comune di Milano)
7. Prof. Arch. Silvano Tintori (Rappresentante Ordine Architetti Pianificatori e Paesaggisti della Provincia di Milano)
8. Prof. Arch. Ing. Andrea Tosi (Coordinatore e Responsabile Scientifico Master Plan Navigli)
9. Arch. Silvia Volpi (Direttore del Settore Arredo Urbano - Comune di Milano)

Membri supplenti:
1. Arch. Giovanni Oggioni (Direttore Ufficio Concorsi di Progettazione- Comune di Milano)

GENIUS LOCI
February 23rd, 2005, 08:40 PM
Investimenti per le case popolari dal ’97 ad oggi

Il patrimonio di edilizia residenziale di proprietà del Comune ammonta a 33.000 alloggi: 23.000 in Edilizia Residenziale Pubblica e 10.000 di edilizia demaniale. Per la voce case popolari, dal ’97 ad oggi, l’Amministrazione ha investito oltre 360 milioni di euro.

Milano è la prima fra le città Metropolitane per ristrutturazioni e riqualificazioni sul proprio patrimonio di Edilizia residenziale Pubblica dal 1998 a oggi. Come ha confermato la Rilevazione Federcasa 2002, secondo cui Milano ha realizzato durante questo arco di tempo oltre un quinto del totale complessivo di alloggi ristrutturati su tutto il territorio nazionale.

Ecco due esempi significativi di intervento, decisi recentemente dalla Giunta: il primo in centro, il secondo in periferia.

Lo "sblocco" di Piazzale Dateo

Lo scorso 8 febbraio la Giunta ha approvato la delibera per la vendita in un unico lotto, mediante asta pubblica, del palazzo di piazzale Dateo 5. L’immobile, risalente agli Anni Trenta, di proprietà del Comune, è stato di recente ristrutturato per una spesa di circa 25 milioni di euro. E’ composto da 157 alloggi, 158 depositi, 15 negozi, 2 laboratori, 2 spazi, 2 uffici, 1 autorimessa per un totale di 159 posti auto.

I 157 alloggi saranno messi all’asta al prezzo base di 70 milioni di euro. Il ricavato della vendita sarà reinvestito dal Comune per acquistare alloggi in periferia e ristrutturare immobili attualmente inagibili, da destinare agli sfrattati. Per un totale, tra acquistati e ristrutturati, di 388 alloggi.

In particolare, saranno acquisiti 243 alloggi in zona Rubattino per circa 56 milioni di euro. E ristrutturati 145 alloggi in varie località per una spesa di stimata di oltre 16 milioni di euro.

Va sottolineato che le ristrutturazioni saranno avviate subito, utilizzando i fondi provenienti dalla vendita del 17,6% di Aem (in particolare, attingendo dai 130 milioni destinati nel 2004 all’emergenza casa), che saranno reintegrati, una volta conclusa la vendita di Dateo.

Il recupero di Quarto Oggiaro

L’ultimo investimento in ordine di tempo è stato approvato dalla Giunta lo scorso 9 febbraio. Si tratta del nuovo progetto esecutivo per grossi e importanti interventi di manutenzione straordinaria negli stabili comunali di edilizia residenziale pubblica di via Lopez e via Pascarella nel quartiere Quarto Oggiaro, per un investimento complessivo del Comune di quasi 4 milioni di euro.

I lavori per la riqualificazione degli immobili erano stati già nel 2000 appaltati per una spesa di due milioni e settecentomila euro. L’impresa non ha realizzato i lavori ed è fallita abbandonando il cantiere. Così il Comune ha rescisso il contratto per grave inadempimento. Ma non è stato possibile semplicemente riappaltare perché, nel frattempo, era entrato in vigore un nuovo elenco prezzi che ha costretto ad un aggiornamento del progetto dal punto di vista economico: è nato dunque un nuovo progetto che prevede un investimento di circa un milione di euro in più rispetto a quello precedente.

L’intervento riguarda 303 alloggi compresi in tre edifici costruiti negli anni ’50. Il nuovo progetto prevede un finanziamento da parte del Comune di 3 milioni e 780 mila euro. Nelle prossime settimane si farà la gara di appalto, per iniziare i lavori che avranno una durata di circa un anno mezzo. La ristrutturazione di questi immobili completa gli interventi per il risanamento dell’intero quartiere di Quarto Oggiaro, dall’ Amministrazione comunale con un investimento complessivo di nove milioni di euro

GENIUS LOCI
February 23rd, 2005, 08:43 PM
CONVEGNO SUI GRANDI CANTIERI NELLE DUE CAPITALI DEL NORD MILANO E TORINO


I grandi cantieri e la qualità delle costruzioni nelle due grandi capitali del nord, Milano e Torino, sono stati al centro del convegno promosso a Torino dalla Federazione italiana lavoratori legno edili industrie italiane.
A rappresentare il Comune di Milano c'era il vice sindaco Riccardo De Corato, che ha parlato delle attività dell'Amministrazione comunale per la sicurezza e contro la corruzione e il lavoro nero.
In particolare, De Corato ha ricordato il primo documento, pilota in Italia, sulla trasparenza nei cantieri e sulla sicurezza dei lavoratori. Si tratta del Protocollo d'Intesa, siglato l'11 giugno 2002, in occasione dell'avvio del cantiere del Teatro alla Scala, tra organizzazioni sindacali, Assimpredil e Comune. "Da allora il Comune ha proseguito il suo lavoro investendo sulla sicurezza come principale investimento per i cantieri", ha precisato De Corato.
Per concludere, il vice Sindaco ha citato anche del protocollo d'intesa siglato il 15 novembre scorso dal Comune, dalla Provincia, dalla Prefettura e dai rappresentanti delle associazioni imprenditoriali di categoria e dei sindacati a tutela della legalità nei rapporti di lavoro e a contrasto dei fenomeni d'intermediazione abusiva di manodopera.

Oggi a Torino si è svolto il convegno organizzato dalla Federazione italiana lavoratori legno edili industrie italiane sui grandi cantieri e la qualità delle costruzioni nelle due grandi capitali del Nord Milano e Torino
Il Vice Sindaco di Milano Riccardo De Corato racconta l’attivita’ del Comune contro la corruzione e il lavoro nero nei cantieri


Riccardo De Corato - Vice Sindaco / Lavori Pubblici

23/02/2005


De Corato ha ricordato nel corso di una tavola rotonda tra i quali erano presenti il Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani, il Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Torino Raffaele Guariniello, don Luigi Ciotti, l’imprenditore edile milanese Luca Beltrami Gadola, il Vice Presidente Ance Nazionale Gian Piero Asteggiano, che “quattro anni fa, l’11 giugno 2002, è stato siglato il primo documento pilota in Italia tra Comune, Enti Paritetici e Sindacati sulla trasparenza nei cantieri”.


Il Protocollo d'Intesa è nato sui tavoli di lavoro avviati tra Organizzazioni e Amministrazione Comunale in occasione dell’avvio del cantiere della sede storica della Scala. E per garantire l'osservanza delle norme vigenti in materia di rapporti di lavoro, sicurezza e salute dei lavoratori nei cantieri pubblici e privati di Milano e sancire gli obiettivi congiuntamente perseguiti da Amministrazione comunale, Assimpredil e Organizzazioni Sindacali.


Un patto di trasparenza e collaborazione che è il risultato dei tavoli di lavoro che hanno interessato i soggetti coinvolti, le parti sociali con gli Enti Paritetici e il Comune di Milano.


Quindi tra le valenze innovative del cantiere Scala c’e’ anche quella di essere diventato un laboratorio propositivo per un accordo quadro di trasparenza e sicurezza dei lavoratori, un modello da esportare in tutto il Paese.

Da allora in poi tutti i lavori affidati dal comune di Milano per un importo superiore a 1 milione e mezzo di euro sono stati soggetti al pieno rispetto delle prescrizioni inserite nel protocollo d'intesa.
Grazie a questo protocollo è stato possibile costituire un Comitato di Controllo di cui fanno parte:

· il responsabile dei lavori
· il coordinatore della sicurezza nella fase di esecuzione dei lavori
· due rappresentanti dell'impresa esecutrice
· un rappresentante della sicurezza territoriale
· un rappresentante del comitato paritetico territoriale
· un rappresentante del servizio di sicurezza Assimpredil.


Il comitato può essere convocato in caso di necessità dal rappresentante della sicurezza del comune di Milano su richiesta di ciascun componente.
Con questo documento l'Amministrazione comunale e le parti sociali hanno istituito un tavolo paritetico permanente per la verifica degli effetti dell'accordo, che si riunisce con cadenza quadrimestrale.”

Inoltre il Vice Sindaco si è soffermato sulla necessità di cambiare la mentalità e parlare di sicurezza non come oneri aggiuntivi, ma di investimento per i cantieri. Per questo il Comune di Milano intende proseguire il lavoro e l’impegno di questi anni. In quest’ottica si inserisce l’altro protocollo di intesa siglato dal comune di Milano il 15 novembre scorso a tutela della legalità nei rapporti di lavoro e contrasto a fenomeni d’intermediazione abusiva di manodopera.

Il protocollo e’ stato siglato dal Comune di Milano, la Provincia, la Prefettura e i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali di categoria e dei sindacati. La firma di questo protocollo e’ molto importante per non abbassare la guardia e continuare a combattere utilizzando tutte le diverse sinergie impegnate su questo fronte.

“Attraverso i protocolli inoltre - aggiunge De Corato - abbiamo potuto escludere le imprese per fenomeni di cartello grazie anche all’applicazione dei patti di integrità e grazie anche all’attività degli uffici comunali preposti ai controlli e allo strumento dei patti di integrità in vigore dal 2000. Ad oggi il Comune ha escluso dalle gare di appalto 291 imprese per un importo di circa 60 milioni di euro, risultati che si aggiornano in continuazione perché nonostante la lotta al fenomeno i cartelli continuano a vivere”.

“Poiché le esclusioni dalle gare possono verificarsi solo se gli indizi sono gravi e concordanti questo comporta un grosso lavoro di controllo su tutte le imprese che partecipano alle gare. Soprattutto se si considera che oggi a Milano risultano aperti o sono in corso circa 340 cantieri per circa 450 milioni di euro dove vengono fatti controlli sistematici da parte degli uffici tecnici del comune e da parte della polizia municipale .


E io stesso come assessore ai lavori pubblici eseguo periodicamente sopralluoghi in tutti i più importanti cantieri aperti in città per poter verificare di persona che i controlli imposti vengano rispettati perché quando si parla di sicurezza e di legalità i controlli non sono mai troppi”.

Il Vice Sindaco ha sottolineato l’esigenza di rivedere alcune norme della legge Merloni come quella dell’aggiudicazione delle opere pubbliche al massimo ribasso.

GENIUS LOCI
February 23rd, 2005, 08:46 PM
MALPENSA 2° HUB D'EUROPA PER PUNTUALITA'


Tra i più grandi aeroporti d'Europa (hub), Malpensa si è classificata al 2° posto per puntualità nel corso del 2004, con l'81,4% dei voli in orario. A comunicarlo è l'Associazione delle compagnie aeree europee (Aea), che piazza l'hub milanese davanti a quelli di Monaco di Baviera (79,3% dei voli in orario), Parigi Charles de Gaulle (77,3%), Roma Fiumicino (76,5%), Amsterdam (76,4), Madrid (76,3%), Zurigo (73,9%) e Londra Heathrow (72,2%). Prima di Malpensa si è classificato solo lo scalo di Francoforte, con l'81,8% dei voli in orario.

GENIUS LOCI
February 23rd, 2005, 08:50 PM
TRAFFICO: LA PRIORITA' PER IL 2005


Misure per il trasporto pubblico locale, metrotranvia per la Bicocca, completamento della Paullese, realizzazione del primo lotto della linea 4 della metropolitana, completamento della semaforizzazione intelligente, realizzazione di un sistema di controllo per l'accesso in città dei mezzi pesanti, pianificazione d'interventi di edilizia scolastica, sportiva e culturale sono le opere pubbliche in cantiere per il 2005.
Lo ha comunicato il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici, Riccardo De Corato, al termine della seduta di Giunta.
Il costo previsto per la realizzazione delle diverse opere è di 560 milioni di euro, di cui 158 per completare il programma delle opere necessarie alla mobilità cittadina e all'emergenza traffico.
L'apertura dei nuovi cantieri previsti per il 2005 per risolvere lo stato di emergenza nei settori del traffico e della mobilità, sarà ulteriormente agevolata dalla proroga dei poteri speciali del sindaco Gabriele Albertini in qualità di commissario per il traffico, fino al dicembre 2005.
"Grazie all’ottenimento dei poteri commissariali del sindaco a partire dal 2001, aggiunge De Corato, abbiamo potuto mettere in cantiere in tempi prima impensabili opere fondamentali attese da decenni, come la tratta urbana del Passante Ferroviario, una parte dei 62mila nuovi posti auto, i prolungamenti delle linee metropolitane e gli interventi per la sicurezza stradale".



22 - FEB - 2005 18:27

N.D.R. di Genius Loci
Sopra c'è scritto che una delle priorità è il primo lotto della linea M4, ma penso si riferissero alla M5

GENIUS LOCI
February 23rd, 2005, 08:52 PM
RIMOZIONE MANUFATTI IN DISUSO


Prosegue l'opera di rimozione di manufatti urbani ormai in disuso voluta dall’assessorato all’Arredo urbano e condotta dall’Amsa.

Tra novembre e dicembre 2004 sono stati tolti altri 5 chioschi abbandonati situati in P.le Cimitero Maggiore, in via Inganni 21, in via Lorenteggio, in viale Lucania, in Largo Desio e in Piazza Diocleziano. E a breve ne sarà rimosso un altro in Piazza Cordusio.

Queste attività di rimozione rientrano in un contratto stipulato annulamente con Amsa, partito nel 2001, per togliere e smaltire manufatti inutilizzabili giacenti sul suolo pubblico.

"Questi interventi – commenta il vice sindaco e assessore all’Arredo Urbano Riccardo De Corato - fanno parte di un ambizioso progetto di questa Amministrazione comunale per restituire ordine e decoro alla città. Infatti Arredo Urbano non vuol dire solo ‘abbellire’ la città con nuove opere o importanti interventi urbanistici, spesso significa ‘fare pulizia’ delle brutture del passato. Si tratta di operazioni poco appariscenti, ma che impegnano costantemente il settore Arredo Urbano, pronto ad accogliere le segnalazioni dei cittadini per un riordino globale della città, al fine di ottimizzare la fruizione, da parte dei cittadini, dei manufatti e degli spazi pubblici".

Il Comune fino ad oggi ha così rimosso un totale di 23 chioschi abbandonati e ha eliminato oltre 723 fioriere pubblicitarie degradate.

La rimozione dei chioschi degradati è un esempio concreto di applicazione degli indirizzi di orientamento, approvati nel giugno 2002 dalla Giunta. Il provvedimento quadro intendeva arginare il degrado estetico attualmente esistente in alcuni ambiti cittadini, correlato alla scarsa manutenzione di chioschi e banchi nonché al disordine della merce esposta e all’inadeguata scelta dei prodotti in vendita.



22 - FEB - 2005 10:53

taurus
February 23rd, 2005, 10:32 PM
Parlando di chioschi che abbruttiscono l'ambiente urbano io trovo inconcepibile come non abbiano ancora pensato di eliminare quei chioschi di souvenir che si trovano all'ingressi della Galleria Vittorio Emanuele.. sia dalla parte di piazza Duomo che quel baracchino che vende porcherie da quattro soldi verso piazza della Scala!

filo_2k
February 23rd, 2005, 11:29 PM
qualcuno ha notizie sull'area di porta vittoria?
ho letto oggi che la beic è stata rimandata per mancanza di fondi, ma se non erro non avrebbe occupato tutta l'area...
ci sono speranze di vedere iniziare la costruzione degli altri edifici (residenziali?) in tempi brevi, dato che hanno gia fatto la bonifica completa?

GENIUS LOCI
February 23rd, 2005, 11:37 PM
^
Non ho notizie dell'iter, ma sicuramente la parte privata (con uffici ed anche un cinema) andrà molto più veloce rispetto alla realizzazione della Beic
A meno che, proprio perchè non trovano isoldi per costruire la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, il comune di Milano non inizi a giocare al "rimpiattino" la Risanamento (la società che deve costruire su quell'area) e vincoli le concessioni a un cospicuo finanziamento per la biblioteca
Vedremo...

Epicurion
February 24th, 2005, 09:25 AM
TRAFFICO: LA PRIORITA' PER IL 2005N.D.R. di Genius Loci
Sopra c'è scritto che una delle priorità è il primo lotto della linea M4, ma penso si riferissero alla M5

invece secondo me è proprio di M4 che si parla. la M5 è già finanziata per il tratto fino a Bignami.
Porta Vittoria: Zunino ha ceduto l'area all'immobiliarista romano Coppola, lo stesso a cui ha ceduto la Ipi ex-Fiat. cmq sul sito di Risanamento non c'è ancora il progetto definitivo dell'area.

fcom1
February 24th, 2005, 11:48 AM
Sarebbe ora di iniziare la MM4. Tanto i miseri finanziamenti dello stato arriveranno tra 20 anni, come al solito...

robyk
February 24th, 2005, 02:01 PM
23 febbraio 2005


Moratti vuole uno stadio per l'Inter


Prima della partita d'andata degli ottavi di finale di Champions ha voluto fare un piccolo "tour" dello stadio di Oporto, tana dei campioni d'Europa e del mondo avversari della sua Inter ed è rimasto fulminato dal "Dragao", al punto da riestrarre dal cassetto un suo vecchio sogno: Massimo Moratti vuol comprare al club nerazzurro uno stadio... privato.
Il patron della Beneamata vorrebbe trovare a Milano un impianto come quello lusitano, con una capienza fra i 50 ei 60 mila posti, uno stile molto "confortevole" per i tifosi e una serie di strutture interne adatte a ospitare mostre, servizi e proposte varie, lo ha confessato ai microfoni di Sky.

Epicurion
February 24th, 2005, 02:27 PM
23 febbraio 2005


Moratti vuole uno stadio per l'Inter


Prima della partita d'andata degli ottavi di finale di Champions ha voluto fare un piccolo "tour" dello stadio di Oporto, tana dei campioni d'Europa e del mondo avversari della sua Inter ed è rimasto fulminato dal "Dragao", al punto da riestrarre dal cassetto un suo vecchio sogno: Massimo Moratti vuol comprare al club nerazzurro uno stadio... privato.
Il patron della Beneamata vorrebbe trovare a Milano un impianto come quello lusitano, con una capienza fra i 50 ei 60 mila posti, uno stile molto "confortevole" per i tifosi e una serie di strutture interne adatte a ospitare mostre, servizi e proposte varie, lo ha confessato ai microfoni di Sky.

... e sono sicuro che il braccio di ferro col Comune sul prezzo di vendita di San Siro non centri niente, no? sarei troppo maligno se pensassi che Moratti stesse cercando di spuntare un prezzo migliore minacciando di costruirsene uno tutto suo, magari pure fuori Milano (vedi: ipotesi Sesto)?

Epicurion
February 24th, 2005, 05:52 PM
Da Gallarate a Malpensa in treno, sì al progetto
Arriverà al Terminal 2 e si collegherà alle Ferrovie Nord al Terminal 1

Lombardia Notizie
http://www.regione.lombardia.it:80/wps/portal/_s.155/606?divcnt=pagename=PortaleLombardia%2FNews%2FPL_singola_news,c=News,cid=1108464158578,dir_gen=off,fronte=off,ottica=off&PRLso=off


Da Gallarate direttamente a Malpensa (Terminal 2) in treno, tutto in galleria. E' il progetto preliminare di collegamento da nord con l'aeroporto intercontinentale predisposto da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), sul quale ha espresso parere favorevole la Giunta regionale, su proposta degli assessori alle Infrastrutture e Mobilità, Massimo Corsaro, e al Territorio e Urbanistica, Alessandro Moneta.
Il progetto, denominato "Accessibilità da nord a Malpensa", rientra fra quelli della cosiddetta "Legge Obiettivo" e dovrà ora ricevere l'approvazione del CIPE (Comitato interministeriale programmazione economica).
Dalla fermata al Terminal 2 il tracciato proseguirà poi fino all'attuale stazione della Ferrovie Nord al Terminal 1, consentendo così l'integrazione fra le due reti ferroviarie, RFI e Ferrovie Nord stessa.

"Con questo intervento - ha detto l'assessore Corsaro - si realizza una nuova linea che collegherà l'aeroporto di Malpensa con le aree della vicina Confederazione Elvetica (Sempione, Ticino) e con l'area di Milano. La nuova tratta ferroviaria consentirà pertanto di potenziare i flussi di traffico passeggeri diretti allo scalo aeroportuale, mediante un efficace collegamento con le direttrici a lunga percorrenza".
L'istruttoria regionale ha comportato una lunga e impegnativa attività di concertazione che ha coinvolto i Comuni interessati, la Provincia di Varese, SEA, ENAC ed ENAV, gestori dell'impianto aeroportuale, e Ferrovie Nord. (Ln)



era ora cazzo!!!!!!!! a 7 anni e mezzo dall'apertura di Malpensa 2000, e in più si dovrà attendere che verranno aperti e soprattutto chiusi i cantieri ... quindi diciamo una ventina d'anni?

fcom1
February 24th, 2005, 06:06 PM
In galleria sotterranea?????
E non si potrebbe fare un collegamento ferroviario diretto con Lugano e Berna?

Cooper
February 25th, 2005, 07:11 PM
In galleria sotterranea?????
E non si potrebbe fare un collegamento ferroviario diretto con Lugano e Berna?
In sotterraneo sì, ma solo nei pressi dell'aeroporto, non da Milano! :crazy2:
Poi è anche prevista la costruzione di un tratto di ferrovia che collegherà Varese-Arcisate a Mendrisio (CH), nonchè la costruzioni di svincoli a più livelli a nord di Malpensa. Saranno possibili così collegamenti Briga-Domodossola-Malpensa-Milano, Bellinzona-Lugano-Malpensa, ma anche gli impensabili Como-Varese via Chiasso-Mendrisio (questi ultimi saranno gestiti da TILO). Chiudo perchè sono in OT! :bash:

GENIUS LOCI
February 25th, 2005, 07:27 PM
CHIUDE L'IMPIANTO DI MUGGIANO


Il Consiglio di Amministrazione Amsa e il Comune di Milano hanno annunciato di aver avviato le procedure per la chiusura dell’impianto di compostaggio di Muggiano, sorto nel 1997, per la produzione di compost di elevata qualità per l’agricoltura ed il giardinaggio, proveniente dalla raccolta differenziata di rifiuti organici (noti come umido).

La decisione è il risultato di una valutazione, tecnica e finanziaria, dell'attività dell'impianto dopo i ripetuti interventi per il suo miglioramento che tuttavia non hanno raggiunto il risultato sperato: ossia l'eliminazione del cattivo odore che era insopportabile per gli abitanti della zona.

Si è deciso quindi di terminare l'attività dell'impianto che da maggio 2005 non acquisirà più rifiuti ma sarà impegnata ad ultimare la "trasformazione" delle quantità già presenti nell'impianto, fino allo svuotamento completo dei depositi previsto entro il prossimo agosto o settembre. Successivamente la struttura sarà utilizzata, molto probabilmente, per la valorizzazione di altre frazioni di raccolta differenziata ad impatto ambientale nullo.

Amsa e Assessorato all'Ambiente ribadiscono che tale decisione non avrà alcun impatto sulla Raccolta Differenziata a Milano poichè il materiale attualmente trattato a Muggiano sarà conferito e trattato da impianti di compostaggio di proprietà di terzi.

L'impianto di Muggiano smaltiva circa 30mila tonnellate di umido all'anno producevndo dalle 4000 alle 5000 tonnellate di compost. Dalla sua entrata in esercizio era stato oggetto di due provvedimenti di diffida della Provincia di Milano per molestie olfattive, fino al provvedimento di gennaio 2005 che aveva ridotto del 10% la quantità di rifiuti (140 tonnellate al giorno) autorizzati al trattamento presso l'impianto. Nonostante i 2-4 ricambi medi di aria nei reparti di lavorazione ed una spesa annua per energia elettrica di circa 400mila euro, la qualità dell'aria emessa risultava inacettabile da cui la decisione di terminare l'attività di compostaggio dell'impianto.

GENIUS LOCI
February 25th, 2005, 07:29 PM
CANTIERI DI EDILIZIA SOCIO ASSISTENZIALE


Tre importanti cantieri di edilizia socio assistenziale sono stati visitati venerdì 25 febbraio dal vice sindaco Riccardo De Corato e dall’assessore alle Politiche sociali Tiziana Maiolo: il centro socio educativo per disabili di via Bernardino di Novate, le ex cucine economiche di via Montegrappa adibite a centro multiservizi e ricreativo per anziani, e un nuovo centro di prima accoglienza per donne e bambini in via Sammartini.

"Si tratta – hanno spiegato De Corato e Maiolo - di edifici ristrutturati e riconvertiti in importanti centri di ritrovo e accoglienza per migliorare la vita delle persone più deboli e bisognosi, come disabili, anziani e donne con i loro bambini che per diversi motivi sono costretti a dormire per strada. Edifici ristrutturati secondo elevati standard di qualità e dotati di tutti i servizi e confort necessari".

"Ristrutturazioni che hanno comportano – aggiunge il vice sindaco – un investimento da parte del Comune di oltre tre milioni di euro. E dal ’97 ad oggi voglio ricordare che per le opere di manutenzione straordinaria nell’edilizia socio assistenziale abbiamo speso oltre 41 milioni di euro".


Lavori di manutenzione straordinaria nel centro socio-educativo di Bernardino di Novate, 4

Si sono appena conclusi, con un investimento del Comune di 620 mila euro, i lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio, un vecchio asilo che è stato riconvertito in centro socio educativo per disabili. Una struttura di 900 metri quadri dotata di tutti i confort e i servizi per accogliere 30 disabili.
Qui i lavori iniziati il 3 novembre del 2003 si sono conclusi il 20 gennaio del 2005 secondo le tempistiche previste nel cronoprogramma.


Ex cucine economiche di via Montegrappa, 8

Restauro conservativo dei prospetti e opere finalizzate all’insediamento di un centro multiservizi anziani e di un centro ricreativo anziani
Si tratta di un importante edificio costruito nel 1870 che rappresenta il primo esempio di cucina sociale a Milano. Il primo self service della città dove le provviste arrivavano attraverso il Naviglio.
La struttura sarà adibita al piano terra a centro ricreativo per anziani e al primo piano a centro multiservizi per accogliere tutte le richieste di sostegno degli anziani della zona, offrendo anche servizi di assistenza.
L’edificio, per un investimento di quasi 900 mila euro, è stato restaurato con molta cura recuperando tutti gli elementi architettonici caratteristici del periodo in cui era stato costruito. I lavori iniziati il 9 marzo del 2004 si sono conclusi il 25 gennaio del 2005 secondo le tempistiche concordate nel programma.


Realizzazione di un nuovo centro di prima accoglienza in via Sammartini, 75

Si tratta della costruzione, per un investimento da parte del Comune di oltre un milione e settecento mila euro di un nuovo centro di prima accoglienza per donne e bambini in transito.
Una struttura di 1.100 metri quadri, situata di fronte alla Stazione Centrale, composta da tre edifici che potranno accogliere 70 posti letto con camere da due a quattro posti letto e da una cantina di circa 300 metri quadri che servirà da deposito.
Le stanze sono ampie e luminose e la struttura è stata dotata di tutti i servizi necessari per poter accogliere le donne con i loro bambini che per diversi motivi sono costretti a dormire per strada o alla Stazione.
I lavori iniziati il 13 gennaio del 2003 si sono conclusi il 21 ottobre del 2004 secondo le tempistiche concordate ed è in corso il collaudo.

GENIUS LOCI
February 28th, 2005, 01:40 PM
CONCORSO DI IDEE PER LA CASCINA MONTEROBBIO


http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/wAll/DSVI-696HSV/$file/zona%206.jpgIl Consiglio di zona 6, tramite le commissioni Ambiente-Territorio ed Edilizia-Urbanistica, ha indetto un "concorso di idee" rivolto ai residenti ma aperto anche alla partecipazione dei cittadini milanesi.
Il concorso pubblico prevede la formalizzazione di idee, proposte progettuali, valutazioni, sponsorizzazioni, indirizzati al recupero e alla nuova destinazione d’uso dell’agglomerato della cascina Monterobbio, di proprietà comunale, e del contesto ambientale circostante, parte essenziale del comprensorio della cascina.http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/wAll/DSVI-696HSV/$file/cascina%20monterobbio.jpg
Presso il Consiglio di zona 6 sono disponibili copie delle planimetrie e delle sezioni tecniche della cascina.
Le proposte e gli elaborati devono essere indirizzati entro il 28 febbraio 2005 a:

Consiglio di Zona 6 - Commissioni Ambiente–Urbanistica - viale Legioni Romane, 54 - 20147 Milano
tel. 02.88458612.

Cascina Monterobbio

CONCORSO DI IDEE APERTO AI RESIDENTI DELLA ZONA SEI E AI CITTADINI MILANESI
________________________________________________________________________
Nuova destinazione d’uso della
Cascina Monterobbio
previo interventi di restauro conservativo
e riqualificazione delle strutture edilizie

Il Consiglio di Zona Sei, tramite le Commissioni:
Ambiente Territorio, Presidente Giancarlo Mapelli e
Edilizia Urbanistica, Presidente Pietro Testa
indice un “Concorso di Idee”
rivolto ai Residenti della Zona Sei, ma aperto alla partecipazione dei Cittadini milanesi.

Il Concorso pubblico prevede la formalizzazione di idee, proposte progettuali, valutazioni, sponsorizzazioni,indirizzati al recupero e alla nuova destinazione d’usodell’agglomerato della Cascina Monterobbio, di Proprietà Comunale, e del contesto ambientale circostante parte essenziale del comprensorio della Cascina.

Epicurion
March 1st, 2005, 07:02 PM
Dal diesel al metano, Gpl o Euro 4 - Proposta di Goggi al convegno sulla mobilità.
Soluzione anti-smog per il trasporto merci cambiare in 4 anni tutto il parco mezzi
Su Centrale-Buenos Aires la prima piattaforma logistica urbana

http://www.comune.milano.it/webcity/comunicati.nsf/weball/C635596DE6A32B50C1256FB60050A55D

28/02/2005

Rinnovare in 4 anni il parco dei mezzi commerciali, passando dal diesel al metano, al Gpl o all’Euro 4 in modo da dimezzare a Milano l’inquinamento delle polveri sottili prodotto dal traffico. Una misura accompagnata da aiuti e incentivi economici, già sperimentata con fondi della Regione e del Ministero dell’Ambiente.

Proposta alle categorie. Questa la soluzione indicata oggi dall’assessore ai Trasporti, Giorgio Goggi, al convegno in Camera di commercio, aperto dall’intervento del sindaco Albertini, sulla mobilità delle merci e la logistica urbana. “Contro l’inquinamento dei veicoli commerciali, più che blocchi del traffico o targhe alterne, si impongono scelte concrete, con scadenze a medio termine per dar modo agli operatori di adeguarsi” - ha sottolineato Goggi, che ha proposto un protocollo d’ accordo tra Comune, Assolombarda, Unione del commercio, Camera di Commercio e organizzazioni degli artigiani. Positive le prime reazioni. “Ben venga finalmente una decisione”, ha dichiarato Mario Castaldo a nome di Assolombarda.

Oltre 100 mila furgoni in entrata. A Milano e nell’area metropolitana la mobilità delle merci ha un peso rilevante nel contesto della congestione generale. L’ultima indagine ha messo in evidenza che i mezzi commerciali diretti in città dalle barriere autostradali, dalla corona esterna delle tangenziali e dall’area esterna ai Bastioni sono oltre 110 mila al giorno, quasi il 20 per cento di tutti i veicoli in entrata ai confini di Milano. In media le consegne compiute quotidianamente dal conducente di un furgone sono cinque, ma il 66 per cento degli automezzi viaggia con un carico inferiore al 25 per cento.
Oggi a fronte di 794 mila autovetture, i mezzi commerciali immatricolati a Milano sono circa 69 mila, quasi tutti alimentati a diesel. Di questi i più inquinanti, al di sotto e al sopra delle 3,5 tonnellate, responsabili di un terzo dell’accumulo di polveri sottili nell’aria, e immatricolati prima del 1993 sono più di 21 mila, il 30 per cento; 62 mila, invece, i veicoli a gasolio adibiti a trasporto merci, immatricolati prima del 1993 che gravitano sull’area milanese.
Duplice scommessa . “La scommessa del trasporto commerciale - ha affermato l’assessore Goggi - oggi si gioca su due obiettivi: riduzione dell’inquinamento e riorganizzazione della mobilità”.

Inquinamento. La battaglia contro le polveri sottili impone l’adozione di mezzi ecologici, con carburanti puliti, ma allo studio in Comune ci sono anche misure, disincentivi per scoraggiare la circolazione dei veicoli non catalizzati: un ticket, una sorta di bollino blu annuale per i furgoni pre-euro, immatricolati prima del 1993. Ne hanno accennato al convegno sia il sindaco Albertini che l’assessore Goggi.
” Un automezzo diesel “leggero” pre-euro, al di sotto delle 3,5 tonnellate - ha continuato Goggi – inquina oggi più di un impianto di riscaldamento a olio combustibile. Di qui l’urgenza d’intervenire visto che il trasporto merci contribuisce complessivamente per il 51 per cento all’inquinamento totale di PM 10 da traffico.”

Mobilità merci da ripensare. Il trasporto commerciale va riorganizzato, per aumentare la percentuale di carico, migliorarne la “produttività, per accelerare l’arrivo delle merci al consumatore.

Piattaforme logistiche. Proprio per incoraggiare e snellire un nuovo sistema nelle consegne il Comune punta alla sperimentazione in città di piattaforme logistiche, centri di distribuzione urbana (cdu). “Abbiamo individuato un’area, costituita dall’asse Centrale-Buenos Aires, su cui realizzare i primi impianti di distribuzione delle merci, al servizio di una zona”, ha spiegato Goggi.

Più distributori di metano. Come carburante pulito, il metano sarà sempre più valorizzato. “Il Comune si impegna ad aumentare il numero dei distributori - ha detto Goggi – Nell’arco di 4 anni dovrebbero essere almeno dieci gli impianti in funzione a Milano”-
“Le merci - ha concluso Goggi - non si possono fermare. Quelle che vanno cambiate sono le tecniche di distribuzione”.

Epicurion
March 1st, 2005, 07:07 PM
piccola parentesi. FANCULO AL CORRIERE DELLA SERA!!! da oggi gli articoli della versione cartacea non sono più consultabili gratuitamente. come del resto il 100% dei quotidiani. con tanto di beffa per noi "espatriati"... :bash:

Epicurion
March 1st, 2005, 07:10 PM
Il metro 2 arriverà a Vimercate
Approvato il progetto preliminare: 11 km, 7 stazioni, 500 milioni di costo

Lombardia Notizie (http://www.regione.lombardia.it:80/wps/portal/_s.155/606?divcnt=pagename=PortaleLombardia%2FNews%2FPL_singola_news,c=News,cid=1108464216865,dir_gen=off,fronte=off,ottica=off&PRLso=off)

Undici chilometri, 7 stazioni, un costo di 500 milioni di euro. Sono le cifre del prolungamento della linea 2 della metropolitana milanese da Cologno Nord a Vimercate, secondo quanto previsto dall'Accordo fra Regione, Provincia di Milano e Comuni interessati (Milano, Cologno, Brugherio, Carugate, Agrate Brianza, Concorezzo e Vimercate), che è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore alle Infrastrutture e Mobilità Massimo Corsaro. Si tratta di un'opera che, una volta realizzata, porterà benefici agli abitanti del nord est di Milano e di questa parte della Brianza nei loro spostamenti e nei collegamenti con le altre infrastrutture di trasporto.
"La Regione - ha detto l'assessore Corsaro - partecipa al cofinanziamento della progettazione preliminare della nuova opera con 400.000 euro su totale di 1 milione. Questo nuovo tratto di metropolitana avrà poche fermate, proprio nelle vicinanze dei centri abitati dei Comuni interessati, e attraverserà un'area caratterizzata da forti insediamenti residenziali e da direttrici di penetrazione di traffico privato molto congestionate, come la Tangenziale Est e la Strada Provinciale 3 di Imbersago".

E' prevista nel progetto anche la realizzazione di parcheggi di interscambio, attestando le linee di trasporto pubblico alle stazioni della metropolitana per migliorare l'interscambio gomma-ferro.
Gli obiettivi sono:
- ridurre il carico viabilistico lungo le principali arterie stradali all'interno del quadrante di studio posto nella zona a nord-est di Milano;
- aumentare la velocità commerciale del trasporto pubblico locale;
- salvaguardare il tessuto urbano interessato dal passaggio della metropolitana.

Alter-Ego
March 1st, 2005, 07:43 PM
piccola parentesi. FANCULO AL CORRIERE DELLA SERA!!! da oggi gli articoli della versione cartacea non sono più consultabili gratuitamente. come del resto il 100% dei quotidiani. con tanto di beffa per noi "espatriati"... :bash:

scusa ma tu dove ti trovi?

Epicurion
March 1st, 2005, 07:51 PM
scusa ma tu dove ti trovi?

Suisse, sul lago di Ginevra, dopo aver passato qualche anno in England e uno negli States. ho messo Milan come location perché è la mia città d'origine e perché comunque mi sposterò di nuovo tra qualche anno, e non so dove...

Alter-Ego
March 1st, 2005, 07:56 PM
ok grazie scusa la curiosita!

Epicurion
March 1st, 2005, 08:03 PM
ok grazie scusa la curiosita!
ma ti pare! :okay:

GENIUS LOCI
March 1st, 2005, 08:29 PM
Ottima notizia il prolungamento della M2

Ma non ci sono ancora info su quando inizieranno i lavori?

Jillo
March 2nd, 2005, 09:43 AM
Ma non sono un po' poche 7 stazioni su 11 km? O forse si possono aggiungere altre stazioni successivamente quando saltano fuori i soldi?

mizuno
March 2nd, 2005, 11:44 AM
non credo che 7 stazioni siano poche, in quella zona la metro ha un carattere pendolare, quindi faranno una stazione per paese in modo da servire una zona molto ampia senza compromettere la velocità di percorrenza.

damon milan
March 2nd, 2005, 02:30 PM
1) ottimissima notizia! la zona di vimercate ha un bacino di utenza enorme ed è per ora mal servita.. questo risolverebbe perfettamente il problema!
riguardo le 7 fermate mi sembra che siano sufficienti.. non siamo in centro a milano, vanno da un paese all'altro.. e se ne facessero di più per andare da vimercate a milano ci si impiegherebbe un sacco di tempo.. così mi sembra ben equilibrata come scelta..!


2) ieri finalmente non ero di fretta quando sono passato per garibaldi, così ho potuto guardare bene le nuove cartine metrò-linee s.. il mio voto è un 10 secco! chiare, complete, con segnati i prolungamenti delle metrò e le linee s che devono ancora aprire..!
davvero, non sono riuscito a trovare un difetto in quelle mappe..!
unico problema: ieri le ho cercate su internet dappertutto.. e niente, non le ho trovate..
qualcuno di voi riesce a beccerle? oppure conosce qualcuno che gli sappia dire come procurarsele? sarebbe bello postarle, metterebbero finalmente un po' di chiarezza..

skaccomatto
March 2nd, 2005, 08:47 PM
Perfetto l'allungamento della M2, era ora :)

Invece grande tristezza oggi: sono entrato dopo almeno 6 mesi che non ci mettevo piede, nella stazione Duomo della M1... che ORRORE! Le piastrelle bianche sono già nere, il soffitto è sempre lo stesso intonaco a buccia d'arancia nero e muffo, e le paretine bianche... insomma, non è che si siano sprecati molto con il restyling!

DaV

Epicurion
March 3rd, 2005, 09:32 AM
Metro 1 a Monza Bettola, parte il progetto
Anticipati i costi del prolungamento di 2 km da Sesto FS con fermata a Restellone

Lombardia Notizie (http://www.regione.lombardia.it:80/wps/portal/_s.155/606?divcnt=pagename=PortaleLombardia%2FNews%2FPL_singola_news,c=News,cid=1109695426029,dir_gen=off,fronte=off,ottica=off&PRLso=off)


Passo avanti verso la realizzazione del prolungamento del metro 1 (linea rossa) da Sesto FS a Monza Bettola, in tutto due chilometri con due fermate, Restellone a Sesto San Giovanni e, appunto, Monza Bettola. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Infrastrutture e Mobilità Massimo Corsaro, ha infatti approvato l'accordo che consente di anticipare i costi per la progettazione definitiva dell'opera, che ammontano a più di un milione di euro, 400.000 dei quali a carico della Regione.
Il percorso prevede che a Restellone la linea pieghi verso sinistra per passare sotto l'autostrada A4, in prossimità dell'attuale svincolo di Milano - v.le Zara, e attestarsi a Bettola dietro l'ipermercato sulla SS 36, dove verrà realizato un centro di interscambio con un parcheggio di 2.500 posti.

"Da oltre un anno e mezzo la Regione - ha detto Massimo Corsaro - si è impegnata su tutti i fronti (progettuale, finanziario, politico) nel coordinamento del lavoro del Comune di Milano e degli altri enti locali coinvolti (Provincia di Milano e Comuni di Monza, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo) per l'acquisizione del consenso di tutti necessario alla realizzazione non solo del prolungamento della linea 1, ma anche della futura linea 5".
"Quella di questi mesi - ha aggiunto Corsaro - è stata un'attività non priva di difficoltà tecniche e incertezze per la copertura finanziaria necessaria alla realizzazione della nuova infrastruttura. Con l'avvio del progetto definitivo ora possiamo ottenere i finanziamenti statali vincolati dal CIPE all'approvazione del progetto stesso".

Il prolungamento della linea 1 è parte di un sistema di rete che metterà in collegamento il centro di Milano con Monza e l'area della Brianza lungo una direttrice importante per il trasporto pubblico regionale, in grado di interconnettere gli attuali sistemi ferroviari, metrotramviari (la nuova linea 5, la metrotranvia di Sesto San Giovanni e quella di Monza, il sistema tangenziale nord) e automobilistici con le nuove infrastrutture su ferro che avranno un importante polo di interscambio proprio a Monza Bettola.

thoreau_in_walden
March 3rd, 2005, 01:50 PM
Perfetto l'allungamento della M2, era ora :)

Invece grande tristezza oggi: sono entrato dopo almeno 6 mesi che non ci mettevo piede, nella stazione Duomo della M1... che ORRORE! Le piastrelle bianche sono già nere, il soffitto è sempre lo stesso intonaco a buccia d'arancia nero e muffo, e le paretine bianche... insomma, non è che si siano sprecati molto con il restyling!

DaV

Anche secondo me è orribile... oltre al celere deterioramento di tutto l'insieme che, se è possibile, fa sembrare il tutto ancora più sporco della vecchia sistemazione, quello che assolutamente non mi piace è l'aspetto gelido attuale... tutto bianco e completamente asettico, un perfetto nonluogo... :drool:

damon milan
March 3rd, 2005, 02:43 PM
a me personalmente il restiling della stazione duomo piace.. è molto più luminosa..!

il punto è che se si usano le piastrelle bianche non va bene perchè si sporcano, se si usa un altro materiale scuro non va bene perchè è opprimente.. e come le dovrebbero fare?!?

Epicurion
March 3rd, 2005, 03:45 PM
Via libera del Ministero alla BRE.BE.MI
Collegamento autostradale di connessione tra le città di Brescia, Bergamo e Milano
Parere favorevole della Commissione Speciale VIA presso il Ministero dell'Ambiente

http://www.regione.lombardia.it:80/wps/portal/_s.155/606?divcnt=pagename=PortaleLombardia%2FNews%2FPL_singola_news,c=News,cid=1109695432283,dir_gen=off,fronte=off,ottica=off&PRLso=off

1 marzo 2005. La Commissione Speciale V.I.A. del Ministero dell'Ambiente, integrata dal Commissario della Regione Lombardia, ha espresso parere favorevole in merito al progetto del collegamento autostradale di connessione tra le città di Brescia, Bergamo e Milano (BRE.BE.MI.).
Il nuovo raccordo autostradale collegherà in modo diretto Brescia a Milano, partendo dall'innesto sulla tratta Ospitaletto - Montichiari e terminando all'altezza di Melzo (MI).

L'istruttoria ministeriale, condotta in stretta collaborazione con la Regione Lombardia, si è conclusa con una valutazione complessivamente positiva del progetto, individuando prescrizioni per garantire un miglior inserimento ambientale dell'intervento.
L'approvazione definitiva del tracciato, in base alla procedura definita dalla Legge Obiettivo, è ora in capo al Comitato Interministeriale di Programmazione Economica (CIPE), su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

damon milan
March 3rd, 2005, 03:58 PM
oh, ecco una notizia che stavo aspettando!!!
alla fine penati non ce l'ha fatta a fermarla, ormai è improrogabile giusto?
e poi si dice che milano e la lombardia non stanno facendo le infrastrutture.. tra metrò e autostrade penso che non si sia fatto così tanto in tutto il dopoguerra!!
se il formiga riesce a vincere anche il braccio di ferro per il potenziameto di malpensa direi che la lombardia non debba più invidiare nessun altro paese al mondo..!

skaccomatto
March 4th, 2005, 12:27 AM
a me personalmente il restiling della stazione duomo piace.. è molto più luminosa..!

il punto è che se si usano le piastrelle bianche non va bene perchè si sporcano, se si usa un altro materiale scuro non va bene perchè è opprimente.. e come le dovrebbero fare?!?

Ci son tanti modi di fare le cose, alcuni fatti bene altri fatti male.

Secondo me questo è stato fatto male, progettato male e i risultati si vedono. Ma copiare in giro (non dico l'Europa visto che fa orrore copiare da chi è più bravo), ma almeno guardare a ovest (Torino) o a sud (Napoli), no vero?

Sul come... esistono figure professionali apposite, dagli architetti a chi si occupa di ergonomia, ecc ecc...

DaV

mi3max
March 4th, 2005, 12:42 AM
Ci son tanti modi di fare le cose, alcuni fatti bene altri fatti male.

Secondo me questo è stato fatto male, progettato male e i risultati si vedono. Ma copiare in giro (non dico l'Europa visto che fa orrore copiare da chi è più bravo), ma almeno guardare a ovest (Torino) o a sud (Napoli), no vero?

Sul come... esistono figure professionali apposite, dagli architetti a chi si occupa di ergonomia, ecc ecc...

DaV
come al solito ci perdiamo nei dettagli, progettiamo grandi cose, a volte le realizziamo, poi però non siamo capaci di portare ad uno standard accettabile cose elementari come la manutenzione...MAH!