View Full Version : ROMA
fcom1 September 18th, 2005, 09:56 AM si, i tempi sono lunghi :(
certamente quando si sa che useranno una tecnologia avanzata come la Tunnel Boring Machine. Una talpa meccanizata TBM puo' scavare velocemente, alcuni record :
http://www.tunnelbuilder.com/recordbreakers/
Metrosur – la più veloce realizzazione di un sistema di metropolitana sotterranea
La linea metropolitana circolare Metrosur lunga 40,5 Km, con 27 stazioni, 3 nuovi depositi e una sottostazione elettrica. Il progetto è iniziato nell’Agosto 1999, i primi cantieri sono stati aperti il 29 Giugno 2000, e l’intera infrastruttura, comprensiva del materiale rotabile, della rete elettrica a 1500 V e degli impianti di segnalamento. è stata terminata e inaugurata l’11 Aprile 2003.
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Stavanger - most heroic TBM drive
In 1990 an Atlas Copco Jarva Mk 12 TBM working for Norwegian contractor Kruse Smith ran into rock with a 96 % quartz content and compressive strength of 350 MPa (50,000 psi). The machine maintained an average of 2.5 m/h for the 700 m quartzitic band, at one stage wearing out 102 cutters in a week for 54 m advance. Once out of the zone, the machine achieved 53.7 m in one shift and 350 m in one week, a Norwegian best for 122 h work.
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Blue Mountains - more than 2 km in a month
McConnell Dowell in joint venture with Obayashi starting in late-1993 used a 3.4 m-diameter Atlas Copco Robbins Mk 12 TBM with Terratec continuously advancing conveyor backup to achieve the following records on the 13.4 km-long Blue Mountains Sewer Carrier from Katoomba to Hazelbrook in New South Wales, Australia: best day 172.5 m; best week 703.3 m; best 8 h shift 77.5 m; best four weeks 2,166 m.
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Plateau Creek - fastest completion of TBM tunnel
A world record for a 3 m hardrock TBM was claimed by contractor Affholder on September 14th, 2000 with an advance of 67 m in a single 8 hour shift.
:runaway: :runaway: :runaway:
immaginate : per la Metro B1 lavoreranno in 3 turni, dunque con questa velocità sarebbe 200 metri al giorno, 1 km in cinque giorni :hahaha:
Purtroppo non penso che vanno battere un record a Roma :cry:
Probabilmente le stazione sono un problema, ci sono anche i scavi archeologici,le caratteristiche “naturali” del suolo...
.
I veri problemi sono le stazioni: sono a 30 metri sottoterra, sotto lo strato archeologico... :bash:
Pavlvs September 18th, 2005, 10:38 AM Parco Appia Antica: Proposta di legge
per ampliamento da Caracalla ai Castelli
E collegamento con area protetta Decima Malafede inglobando le aree Colle della Strega e Fosso Cecchignola
di Luisa Miglionico
Il Parco dell’Appia Antica, 3.500 ettari di eccezionali testimonianze archeologiche e paesaggistiche si estenderà congiungendosi al Parco dei Castelli Romani e alla Riserva del Laurentino-Acqua Acetosa. Questo è il contenuto dell’ambiziosa proposta di legge presentata alla Giunta dall’assessore regionale all’ambiente Angelo Bonelli.
Il progetto prevede anche un’ulteriore tappa successiva: il collegamento con l’area protetta di Decima Malafede per ottenere un immenso polmone verde di 25.000 ettari di parco che dal centro della città (Terme di Caracalla) attraverserà tutto il quadrante sud di Roma. Tra le nuove aree inglobate nel parco ci sono: Il Colle della Strega ed il Fosso della Cecchignola. I residenti dopo lunghe battaglie contro la prevista cementificazione della zona potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo.
Quest’iniziativa riporta a galla alcune linee fondamentali del piano d’assetto del Parco dell’Appia Antica, approvato nel 2002, che prevedeva l’ampliamento del parco per 1.500 ettari, comprendendo quindi il Parco di Tor Fiscale e tutta l’area verde da Caracalla a Porta San Sebastiano. Sarà inoltre compreso nell’eccezionale operazione, che darà luce ad una delle aree vincolate più grandi del mondo, anche il territorio compreso fra Lucrezia Romana, Capannelle e la fonte dell’Acqua Appia. Un superparco, quindi, che dal centro di Roma si estenderà fino ai Castelli Romani e al Divino Amore costituendo un’eccezionale corridoio biologico ed ambientale per la flora e la fauna oltre che un’attrattiva turistica senza precedenti nel suo genere.
Bellissimo progetto.
Mi piacerebbe solo sapere, da Bonelli, dove e come pensa di reperire i fondi necessari per manutere un parco del genere, grande una volta e mezza Milano, 2 volte Torino, 2 volte e mezzo Napoli.
E se non crede che, a questo punto, non convenga nazionalizzarlo.
pampero September 18th, 2005, 11:40 AM Resoconto notte bianca:
Io dopo l'acquazzone delle 18 mi sono premunito: ho preso il poncho! :)
Parcheggiato alle 20 a Trastevere, verso le 21 ci siamo spostati verso piazza Venezia per Benigni....ma lasciando Botteghe Oscure ha fatto il primo diluvio. Pizza a via Cavour e poi abbiamo iniziato a camminare...galleria Alberto Sordi, via del Corso, via Frattina, piazza di Spagna, Trinità dei Monti, Pincio (caffè e biscotti gratis, tipo terremotati ;)), piazza del Popolo, via del Corso, via Frattina (degustazioni gratuite), Pantheon, corso Vittorio, piazza Navona, Pantheon, Trastevere. Tutto a piedi. Va da se che per le 4 non mi sentivo più le gambe. Bella serata...visto poche cose ma s'è respirato lo stesso ambiente degli anni scorsi, che è quello che conta!
Pavlvs September 18th, 2005, 12:04 PM Certo che a Giove Pluvio evidentemente la notte bianca non garba granchè!
Sono 3 edizioni, 3 giorni di pioggia.
Anzi, uno di pioggia 2004, 1 di nubifragio, questo, uno di tregenda, 2003!
Eppure i settembre romani sono generalmente più che miti.
Mi ricordo anni in cui si andava al mare fino ai primi d'ottobre!!!
A questo punto suggerisco di sacrificare qualche vittima al Dio della Pioggia.
Propongo di immolare i 2 cojoni che hanno vandalizzato la Navicella.
Così in futuro avremo notti bianche finalmente asciutte e soprattutto 2 emeriti cojoni di meno.
Pavlvs September 18th, 2005, 02:35 PM Roma, 18 settembre 2005 - Una notte ''di gioia serena, di cultura vissuta insieme per le strade, nei musei, nei teatri, sotto i palchi dei concerti, nelle ville del centro e nei quartieri piu' lontani, nei mille luoghi che questa nostra straordinaria citta' regala ai suoi abitanti e agli ospiti. Una notte tranquilla, senza il minimo incidente, senza paure, senza danni, senza vandalismi''. Cosi' il sindaco di Roma, Walter Veltroni, a poche ore dalla sua conclusione, fa un primo bilancio della terza edizione della Notte Bianca.
''Una notte - sottolinea ancora Veltroni - in cui tutto ha funzionato come doveva, grazie all'impegno di chi ha garantito sicurezza e servizi nonostante le difficolta' create dagli acquazzoni che sembravano inseguire gli eventi ma che non sono riusciti a far rintanare la gente a casa''.
Il bilancio di questa terza Notte Bianca romana, insomma, e' '' molto positivo sotto tutti gli aspetti. Questa Notte Bianca - continua il sindaco - e' stata forse la piu' bella. Proprio perché ha mostrato, nelle condizioni ambientali piu' difficili e in tempi resi tanto inquieti dal terrorismo, che la voglia di stare insieme e la domanda di cultura di questa nostra citta' sono grandi, imbattibili. E cosi' i romani e gli ospiti venuti per l'occasione (tanti, tantissimi e soprattutto giovani) hanno saputo dare la risposta piu' forte e insieme piu' semplice alla sfida di chi vorrebbe farci vivere nella paura. Hanno mostrato, come ha scritto con una bella immagine Marco Lodoli, che 'non siamo solo codici fiscali, numeri di bancomat, numeri in fila al banco del supermercato' ma 'persone, che hanno bisogno degli altri e della bellezza che sempre unisce'''. Veltroni ha poi ricordato il lavoro degli organizzatori e di tutti coloro che hanno lavorato, spesso in condizioni pesanti ma sempre con grande passione, perche' tutto funzionasse a dovere. La Polizia municipale, che ha gestito la complicata mappa degli spostamenti di migliaia e migliaia di persone; la Polizia di Stato e i Carabinieri, che hanno vigilato con severita' e discrezione sulla sicurezza dei luoghi e degli eventi; le aziende di trasporto, che con l'impegno straordinario del personale, hanno permesso a tutti quelli che lo volevano di raggiungere i luoghi degli eventi. I lavoratori delle aziende, il personale dei musei statali e capitolini, la Protezione civile comunale, i Vigili del Fuoco, gli operatori del 118. E va sottolineata la rapidita' con la quale, dopo una notte cosi' intensa e vissuta, la citta' e' stata riportata alle sue condizioni normali, a cominciare dalla sua pulizia. Un ringraziamento speciale sento, percio', di dovere ai lavoratori dell'Ama''.
Pavlvs September 18th, 2005, 03:10 PM Qui si parla del più costoso serial televisivo sia mai stato realizzato al mondo.
ROME.
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=257852
Pavlvs September 19th, 2005, 01:21 PM Intervista al Presidente del VII municipio
Stefano Tozzi: ecco i nostri principali impegni
di Vincenzo Luciani
Abbiamo intervistato il presidente del VII Municipio Stefano Tozzi sui numerosi problemi pendenti, a partire da quelli da lui ritenuti più importanti.
Poiché la soluzione di questi problemi coinvolge direttamente il Campidoglio, lo stesso - sottolinea Tozzi - è stato sollecitato e sarà stimolato con decisione. Essi riguardano:
- L’approvazione in Consiglio comunale della proposta di delibera sul programma di riqualificazione urbana del centro servizi Prenestino. Trasferimento in un nuovo centro di autodemolizione e rottamazione in via dell’Omo del depostito attualmente sito in via Prenestina angolo viale Togliatti e realizzazione in quell’area di una multisala con annessi servizi. Questa multisala è però incompatibile con quella prevista nel progetto di punti verdi qualità a meno di un km nel V Municipio. Solo lo scioglimento di questo nodo può consentire alcune operazioni quali : la realizzazione del deposito Jumbo tram, il trasferimento del Mercato di Porta Portese Est, sull’altro lato della Togliatti, il progetto di valorizzazione del Centro Carni, la delocalizzazione di una serie di depositi di rottamazione presenti in vari Municipi.
La mancata approvazione della delibera può innescare un effetto domino, nel senso che se non viene approvata la realizzazione della multisala nel VII, si bloccano tutti gli altri spostamenti previsti. Viceversa, in caso di accordo e di approvaziione della relativa delibera comunale, si può andare all’apertura dei cantieri e, in aggiunta, al posto del previsto punto per i Rom, può trovare soluzione anche la realizzazione in quella stessa area di un impianto di bowling (in precedenza previsto a Casal de’ Pazzi).
- L’apertura dei cantieri per l’allargamento di viale Alessandrino e via dei Meli (con l’avvio delle procedure di esproprio e di quelle per la gara di appalto) e il proseguimento dell’iter per la realizzazione della Prenestina bis (dopo il lungo ostruzionismo della giunta Storace).
- La ripresa dei lavori del Parco Centocelle. A questo proposito Tozzi si dice profondamente amareggiato per i ritardi, anche se non sono dipesi dal Municipio, che ha sollecitato più volte i lavori ed imposto un tavolo centrale ed una cabina di regia per monitorare e sveltire la sua realizzazione. Ha precisato che la proposta di un ponte sulla Casilina di collegamento tra Centocelle e il Parco, richiesto dalle associazioni Antropos e Amici del Parco, ha trovato finanziamento nei lavori di realizzazione della metro C.
- Sono stati fatti decisi passi avanti per la ristrutturazione del parcheggio multipiano di via Tovaglieri a Tor Tre Teste. Sull’annoso problema del 556 prosegue ancora il braccio di ferro tra le diverse competenze in campo e non si è ancora riusciti ad allargare le curve su via Campari e su via Molfetta per consentire un aumento delle corse e la loro velocizzazione. Intanto è imminente il funzionamento di una seconda linea che attraverserà il quartiere e che dovrebbe consentire un miglioramento delle comunicazioni. L’area di via di Tor Tre Teste coinvolta nel dicembre 2004, nella vicenda del “villaggio della solidarietà”, sarà destinata a verde e servizi.
Parco della Mistica: l’area sarà consegnata dai proprietari al Comune entro l’anno. Intanto il Municipio si è posto il problema di una destinazione produttiva dei circa 3 mila mq di edifici compresi nell’area del futuro parco.
- Il trasferimento dei campi nomadi Casilino 900 e di via Luigi Nono; il contratto di quartiere Quarticciolo.
- La risoluzione del problema dei “viados” in v. Severini (Casale Rosso).
Il Consiglio del VII approverà prossimamente una delibera di iniziativa municipale per un “tram da nord a sud” su viale Togliatti a sostegno della proposta di iniziativa popolare presentata in Campidoglio dai 40 comitati di quartiere ed associazioni territoriali dei municipi IV, V, VII, VIII, X e XI. Il VII a differenza di altri Municipi ha avanzato e non da ora proposte per la realizzazione di una tranvia sull’asse Togliatti.
I lavori per lo sbocco di viale De Chirico sulla via Prenestina, sono pressoché terminati. Si attende solo ultimazione di alcune opere per la messa in sicurezza della strada, (accogliendo la richiesta degli stessi abitanti che paventano la trasformazione della via in una pista per corse di auto), con attraversamenti pedonali in rilievo e l’istallazione di un “semaforo spagnolo” (in caso di eccessiva velocità di un veicolo, rilevata 50 metri prima, fa scattare il rosso).
Per quanto riguarda l’Alta Velocità, prosegue il lavoro che ha consentito la soluzione di numerosi problemi posti dai cittadini Tor Sapienza e La Rustica. Sono rimaste soltanto alcuni problemi marginali con i frontisti e si sta cercando di risolvere il problema degli allagamenti in v. Capretti.
Il Municipio è impegnato soprattutto a ottenere la garanzia della contestualità di funzionamento sia della linea dell’Alta velocità che di quella della linea FR2, che costituisce la vera contropartita rispetto ai disagi subiti dalla popolazione.
Il VII è orgoglioso del lavoro svolto per garantire sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, attuando un programma di investimenti condivisi con le istituzioni scolastiche (sono stati ultimati gli interventi alle scuole Verga, Pezzani e v. Olcese).
E’ iniziata la copertura del mercato di viale della Primavera; ad ottobre saranno assegnati i posti e con l’anno nuovo avverrà il trasferimento da via dei Platani.
Tra le opere realizzate il Presidente segnala: l’impianto di irrigazione nel Parco Alessandrino-Tor Tre Teste e il potenziamento dell’illuminazione pubblica in tutti i quartieri del Municipio.
Sono in via di completamento i lavori per l’impianto di rugby-atletica nel Parco Alessandrino (consegna prevista a marzo 2006)
Al Quarticciolo è stato avviata la realizzazione del nuovo Centro Anziani anche se non procede con la speditezza desiderata.
Il presidente Tozzi, pur sottolineando che il VII è stato il municipio con la migliore performance di spesa, lamenta l’eccessiva macchinosità della macchina burocratica comunale che risponde più prontamente alle sollecitazioni del Sindaco e in misura assai inferiore ai municipi, specie quelli periferici, concedendo loro un’attenzione residuale. Ciononostante il VII ha saputo ottenere tre contratti di quartiere (Tor Sapienza, Quarticciolo, Centocelle), consentire lo sviluppo delle politiche sociali, garantire un buon livello della manutenzione degli edifici pubblici e stradale, nonché l’eficienza dei servizi di sua competenza. Su tanti troppi problemi e sulla loro mancata o ritardata soluzione grava l’intreccio di troppe competenze e la difficoltà di operare un raccordo.
Il VII, dopo la sua deindustrializzazione e il tramonto della prospettiva dello Sdo, è alla ricerca di una sua identità. Ed uno dei meriti dell’attuale consiliatura è stata quella di creare le precondizioni perché si avviassero opere capaci di restituire un’anima al Municipio (i parchi, quello di Centocelle e della Mistica, il quadrante Prenestina-Collatina-Togliatti, i contratti di quartiere, il riuso dei capannoni del Teatro dell’opera, ecc.). Per ottenere risultati più soddisfacenti e più rapidi sono necessari un decentramento più deciso di risorse e di competenze e la dotazione di personale più numeroso e più qualificato e, sulle opere più importanti e che coinvolgono più municipi, anche una maggiore capacità di agire assieme tenendo di vista il bene comune di tutta la città e non solo quello del proprio municipio.
19/09/2005
Pavlvs September 19th, 2005, 01:21 PM Intervista al Presidente del VII municipio
Stefano Tozzi: ecco i nostri principali impegni
di Vincenzo Luciani
Abbiamo intervistato il presidente del VII Municipio Stefano Tozzi sui numerosi problemi pendenti, a partire da quelli da lui ritenuti più importanti.
Poiché la soluzione di questi problemi coinvolge direttamente il Campidoglio, lo stesso - sottolinea Tozzi - è stato sollecitato e sarà stimolato con decisione. Essi riguardano:
- L’approvazione in Consiglio comunale della proposta di delibera sul programma di riqualificazione urbana del centro servizi Prenestino. Trasferimento in un nuovo centro di autodemolizione e rottamazione in via dell’Omo del depostito attualmente sito in via Prenestina angolo viale Togliatti e realizzazione in quell’area di una multisala con annessi servizi. Questa multisala è però incompatibile con quella prevista nel progetto di punti verdi qualità a meno di un km nel V Municipio. Solo lo scioglimento di questo nodo può consentire alcune operazioni quali : la realizzazione del deposito Jumbo tram, il trasferimento del Mercato di Porta Portese Est, sull’altro lato della Togliatti, il progetto di valorizzazione del Centro Carni, la delocalizzazione di una serie di depositi di rottamazione presenti in vari Municipi.
La mancata approvazione della delibera può innescare un effetto domino, nel senso che se non viene approvata la realizzazione della multisala nel VII, si bloccano tutti gli altri spostamenti previsti. Viceversa, in caso di accordo e di approvaziione della relativa delibera comunale, si può andare all’apertura dei cantieri e, in aggiunta, al posto del previsto punto per i Rom, può trovare soluzione anche la realizzazione in quella stessa area di un impianto di bowling (in precedenza previsto a Casal de’ Pazzi).
- L’apertura dei cantieri per l’allargamento di viale Alessandrino e via dei Meli (con l’avvio delle procedure di esproprio e di quelle per la gara di appalto) e il proseguimento dell’iter per la realizzazione della Prenestina bis (dopo il lungo ostruzionismo della giunta Storace).
- La ripresa dei lavori del Parco Centocelle. A questo proposito Tozzi si dice profondamente amareggiato per i ritardi, anche se non sono dipesi dal Municipio, che ha sollecitato più volte i lavori ed imposto un tavolo centrale ed una cabina di regia per monitorare e sveltire la sua realizzazione. Ha precisato che la proposta di un ponte sulla Casilina di collegamento tra Centocelle e il Parco, richiesto dalle associazioni Antropos e Amici del Parco, ha trovato finanziamento nei lavori di realizzazione della metro C.
- Sono stati fatti decisi passi avanti per la ristrutturazione del parcheggio multipiano di via Tovaglieri a Tor Tre Teste. Sull’annoso problema del 556 prosegue ancora il braccio di ferro tra le diverse competenze in campo e non si è ancora riusciti ad allargare le curve su via Campari e su via Molfetta per consentire un aumento delle corse e la loro velocizzazione. Intanto è imminente il funzionamento di una seconda linea che attraverserà il quartiere e che dovrebbe consentire un miglioramento delle comunicazioni. L’area di via di Tor Tre Teste coinvolta nel dicembre 2004, nella vicenda del “villaggio della solidarietà”, sarà destinata a verde e servizi.
Parco della Mistica: l’area sarà consegnata dai proprietari al Comune entro l’anno. Intanto il Municipio si è posto il problema di una destinazione produttiva dei circa 3 mila mq di edifici compresi nell’area del futuro parco.
- Il trasferimento dei campi nomadi Casilino 900 e di via Luigi Nono; il contratto di quartiere Quarticciolo.
- La risoluzione del problema dei “viados” in v. Severini (Casale Rosso).
Il Consiglio del VII approverà prossimamente una delibera di iniziativa municipale per un “tram da nord a sud” su viale Togliatti a sostegno della proposta di iniziativa popolare presentata in Campidoglio dai 40 comitati di quartiere ed associazioni territoriali dei municipi IV, V, VII, VIII, X e XI. Il VII a differenza di altri Municipi ha avanzato e non da ora proposte per la realizzazione di una tranvia sull’asse Togliatti.
I lavori per lo sbocco di viale De Chirico sulla via Prenestina, sono pressoché terminati. Si attende solo ultimazione di alcune opere per la messa in sicurezza della strada, (accogliendo la richiesta degli stessi abitanti che paventano la trasformazione della via in una pista per corse di auto), con attraversamenti pedonali in rilievo e l’istallazione di un “semaforo spagnolo” (in caso di eccessiva velocità di un veicolo, rilevata 50 metri prima, fa scattare il rosso).
Per quanto riguarda l’Alta Velocità, prosegue il lavoro che ha consentito la soluzione di numerosi problemi posti dai cittadini Tor Sapienza e La Rustica. Sono rimaste soltanto alcuni problemi marginali con i frontisti e si sta cercando di risolvere il problema degli allagamenti in v. Capretti.
Il Municipio è impegnato soprattutto a ottenere la garanzia della contestualità di funzionamento sia della linea dell’Alta velocità che di quella della linea FR2, che costituisce la vera contropartita rispetto ai disagi subiti dalla popolazione.
Il VII è orgoglioso del lavoro svolto per garantire sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, attuando un programma di investimenti condivisi con le istituzioni scolastiche (sono stati ultimati gli interventi alle scuole Verga, Pezzani e v. Olcese).
E’ iniziata la copertura del mercato di viale della Primavera; ad ottobre saranno assegnati i posti e con l’anno nuovo avverrà il trasferimento da via dei Platani.
Tra le opere realizzate il Presidente segnala: l’impianto di irrigazione nel Parco Alessandrino-Tor Tre Teste e il potenziamento dell’illuminazione pubblica in tutti i quartieri del Municipio.
Sono in via di completamento i lavori per l’impianto di rugby-atletica nel Parco Alessandrino (consegna prevista a marzo 2006)
Al Quarticciolo è stato avviata la realizzazione del nuovo Centro Anziani anche se non procede con la speditezza desiderata.
Il presidente Tozzi, pur sottolineando che il VII è stato il municipio con la migliore performance di spesa, lamenta l’eccessiva macchinosità della macchina burocratica comunale che risponde più prontamente alle sollecitazioni del Sindaco e in misura assai inferiore ai municipi, specie quelli periferici, concedendo loro un’attenzione residuale. Ciononostante il VII ha saputo ottenere tre contratti di quartiere (Tor Sapienza, Quarticciolo, Centocelle), consentire lo sviluppo delle politiche sociali, garantire un buon livello della manutenzione degli edifici pubblici e stradale, nonché l’eficienza dei servizi di sua competenza. Su tanti troppi problemi e sulla loro mancata o ritardata soluzione grava l’intreccio di troppe competenze e la difficoltà di operare un raccordo.
Il VII, dopo la sua deindustrializzazione e il tramonto della prospettiva dello Sdo, è alla ricerca di una sua identità. Ed uno dei meriti dell’attuale consiliatura è stata quella di creare le precondizioni perché si avviassero opere capaci di restituire un’anima al Municipio (i parchi, quello di Centocelle e della Mistica, il quadrante Prenestina-Collatina-Togliatti, i contratti di quartiere, il riuso dei capannoni del Teatro dell’opera, ecc.). Per ottenere risultati più soddisfacenti e più rapidi sono necessari un decentramento più deciso di risorse e di competenze e la dotazione di personale più numeroso e più qualificato e, sulle opere più importanti e che coinvolgono più municipi, anche una maggiore capacità di agire assieme tenendo di vista il bene comune di tutta la città e non solo quello del proprio municipio.
19/09/2005
Pavlvs September 19th, 2005, 01:22 PM Villa Blanc: Minelli conferma permuta tra Comune e Luiss
Ma "l’operazione è complessa, i tempi si sono allungati all'ipotesi: Luiss alla Magliana"
di Elisabetta Bartucca
Quale futuro per Villa Blanc? Sono in molti a chiederselo. L’ odissea della storica villa ottocentesca di via Nomentana 216 pare non abbia fine.
E’ di qualche giorno fa la conferma, da parte dell’assessore al Patrimonio del Comune di Roma Claudio Minelli, dell’ipotesi di «permuta tra la cubatura dell’area comunale sulla Magliana (anche da trasferire in altra zona per realizzarvi il campus dell’università Luiss, attuale proprietaria di Villa Blanc) e la villa ristrutturata (immobili e parco)». Ma a detta dello stesso Minelli «l’operazione rimane complessa, purtroppo i tempi si sono allungati rispetto alle prime ipotesi (Luiss alla Magliana) oggi accantonate».
La vicenda si trascina da anni. La Villa dal 1953 è sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici. Nel 1973 la Società Generale Immobiliare la vende all’Ambasciata dell’allora Germania Federale che intende costruirvi i propri edifici: l’ Immobiliare si sarebbe impegnata a rimuovere i vincoli previsti dal Piano regolatore e che la tutelavano. L’anno successivo dilaga la protesta popolare: comitati di quartiere, urbanisti e architetti scendono in campo per salvare dall’ennesima speculazione quella che ormai è diventata «un simbolo ed una risorsa insostituibile ed irrinunciabile». Alla fine una delibera del comune di Roma dichiara la villa “zona N” (parco pubblico). Risultato? Cancelli comunque chiusi per diciotto anni, fino all’inutile tentativo, nel 1992, dell’allora ministro dei Beni Culturali Alberto Ronchey di acquisire la villa: l’alt arriva da Corte dei Conti e Ministero delle Finanze, per i quali il prezzo d’ acquisto (23 miliardi di vecchie lire più iva) sarebbe eccessivo.
Intanto nel 1997 Villa Blanc passa per 6,5 miliardi di lire all’università privata “Luiss” che successivamente presenta un progetto per trasferirvi la facoltà di Economia ed i relativi servizi, chiedendone il passaggio di destinazione d’uso da Verde pubblico a Servizi.
Nel 2001 il nascente Comitato Villa Blanc è sul piede di guerra: 2200 firme raccolte per evitare la trasformazione della villa in campus universitario e «sollecitare un intervento politico che consenta al pubblico di usufruire per intero delle bellezze artistiche e ambientali di Villa Blanc».
Da allora sono iniziate le trattative tra Giunta capitolina e Luiss per la cessione dell’intera villa al Comune, che sono, appunto, ancora in corso.
Del giugno scorso è la promessa di «immediate azioni di bonifica e tutela dell’area» in seguito all’incontro tra il presidente del III municipio Orlando Corsetti e il direttore generale della Luiss Pierluigi Celli. Giudicate però «inefficaci e approssimative» dal Comitato Villa Blanc, che denuncia anche come i pesanti mezzi da cantiere edile e le sostanze chimiche impiegate abbiano «arrecato ulteriore grave danno al patrimonio ambientale e al decoro urbano».
13/09/2005
Pavlvs September 19th, 2005, 01:24 PM Roma - Intervista a Richard Meier che la prossima settimana sarà a Roma
'Era diventato un caso politico alla fine ha vinto l'architettura' l'idea di fondo Nell'insieme l'idea di fondo del Museo è rimasta invariata e così l'equilibrio tra le parti «A New York fa molto caldo, e sta per piovere. Ma venerdì prossimo a Roma sarà una giornata bellissima»: a mezzogiorno, immerso nel lavor nel suo magnifico studio al sesto piano della Decima strada, Richard Meier è raggiante.
Mister Meier, dopo tanto travaglio, ci siamo: rifarebbe questa esperienza? «E' stata una strada lunga. E non sempre semplice. Ma devo dire che molto nella storia di questa opera è cambiato da quando il sindaco Veltroni ha deciso di mettervi mano e di volgere le cose in positivo».
Ma prima qual è stato il problema? «Negli anni precedenti c'è stato un problema politico, evidentemente. Il mio lavoro era diventato un campo di calcio, in cui tutti giocavano contro tutti. Oppure diciamo che c'era gente che non voleva collaborare, non aiutava, ecco ma non in nome dell'architettura».
Mai capitato niente di simile? «In Europa la politica sembra avere molto a che fare con l'architettura. E' qualcosa a cui non sono abituato e che certamente non dovrebbe essere così. Ma a quanto pare ora i problemi sono risolti».
Per arrivare a questa pre-inaugurazione sono dovuti passare dieci anni dal concorso del 2005 e lei stesso ha dovuto mettere mano al progetto iniziale più volte. Non è stato un prezzo troppo alto da pagare? «Ogni progetto attraversa fasi di gestazione che possono anche essere complesse. Ma nell'insieme l'idea di fondo del Museo dell'Ara Pacis è rimasta invariata così come l'impianto e l'equilibrio delle parti che resta armonico».
Come funziona il dialogo di questo segno moderno nella città antica e barocca? «Funziona, e a vari livelli, a cominciare dalla necessità di valorizzare lo straordinario monumento intorno al quale il museo è costruito che non è mai stato veramente apprezzato dal pubblico, almeno fino ad ora. E poi funziona con un'armonia positiva nel contesto della piazza. In più tutto ciò acquisisce una speciale importanza se si pensa che si tratta della prima opera di architettura moderna in quella porzione di Roma dopo Mussolini. Ora, Roma è una città straordinaria, tra le più ammirate e visitate al mondo. Ma non può vivere soltanto sul passato. Credo che con questa opera si dia una direzione, si guardi al futuro, a una possibilità di cambiamento, alla prospettiva di diventare una città che sta con i piedi dentro il XXI secolo».
Pavlvs September 19th, 2005, 01:34 PM Ara Pacis, si alza il sipario
comincia ad apparire in tutta la sua evidenza
LA CAPITALE DELL'ARCHITETTURA - Venerdì 23 settembre festa in cantiere con il sindaco e l'architetto americano. E a primavera l'inaugurazione. Via le coperture e già appare il travertino di Meier. Finalmente l'opera comincia ad apparire in tutta la sua evidenza. La parete a vetrate bianche dell'edificio che contiene il monumento è completa.
La facciata sul lungotevere, a lato dei platani, sarà libera fra poche ore, a scoprire i finestroni rettangolari incorniciati di bianco e, dentro, uno dei monumenti più belli e preziosi dell'antichità: nel cantiere dell'Ara Pacis è il conto alla rovescia verso la festa fissata per venerdì 23 settembre alle 19, quando arriveranno il sindaco Walter Veltroni e l'architetto Richard Meier per un sopralluogo ad una delle opere di architettura dalla gestazione più lunga e complessa della storia di Roma moderna. Il lavoro è una corsa contro il tempo ma il grosso dell'opera è ormai ultimato. L'inaugurazione ufficiale, con l'apertura al pubblico sarà probabilmente annunciata venerdì prossimo, e andrà a cadere nella prossima primavera, prima delle elezioni amministrative.
Nel giro di un paio di mesi, il cantiere ha cambiato volto e finalmente l'opera, il segno del grande architetto americano, premio Pritzker nel 1984, appare in tutta evidenza. E' quello stesso delle magnifiche opere contemporanee-musei che si possono vedere in giro per il mondo, nel cuore gotico di Barcellona e sulle colline di Los Angeles. Il bianco, il travertino riportati nel pieno centro di Roma di cui all'estero sono spesso citazione, radice e referente culturale. Il progetto, come si sa, prevedeva la definizione di un contenitore per il monumento che celebra le gesta di Augusto, proteggendolo da vibrazioni e smog. Oggi, dal lato del Mausoleo di Augusto, la parete a vetrate bianche è ormai completa così come definita è la piccola terrazza al primo piano, dal lato di via Ripetta dove troverà posto un bar e dove sta per essere montato un alto cono bianco, dal diametro di quasi quattro metri, che ha la funzione di catalizzare la luce nella sala espositiva sottostante.
Su questa terrazza, il bellissimo affaccio che i primi 400 fortunati visitatori - autorità, addetti ai lavori, assessori, soprintendenti e stampa - potranno ammirare sul fiume e su piazza Augusto Imperatore. Sono ormai ultimati anche i rivestimenti in travertino della sala centrale del monumento, tonnellate di materiali arrivati dalle cave dei Castelli romani che centinaia di operai al lavoro stanno fissando con pesanti staffe di acciaio alle pareti. È questo uno dei tratti caratteristici del lavoro di Richard Meier, la giustapposizione di blocchi dai toni rosati, lisci come velluto, negli interni. Dal lato di via Tomacelli, invece la "piazza" di accesso è ancora da ultimare ma svetta dal lato del fiume un muro di cubi di travertino lasciato grezzo, ancora un segno architettonico contemporaneo, prima della collocazione della famosa "colonna" al centro della scalinata d'ingresso, con la fontana e le vetrate d'accesso. Pronta anche la sala espositiva dove si svolgeranno mostre a tema, intorno alla cultura augustea. Nel museo dell'Ara Pacis arriveranno, oltre ai frammenti non esposti finora, quelli dell'Ara Pietatis, monumento di età claudia, conservati in larga parte alla Centrale Montemartini.
Gli operai stanno per smontare finalmente anche l'involucro che ha protetto l'Ara Pacis negli anni del cantiere. E, subito dopo il sopralluogo di venerdì prossimo, prenderanno il via i lavori di maquillage dell'opera. «Un importante restauro è stato effettuato negli anni Ottanta - spiega il sovrintendente Eugenio La Rocca - Ora si tratterà soltanto di un lavoro di pulitura, che verrà realizzato da Zètema, per il quale saranno necessari all'incirca sei mesi. Poi si comincerà a lavorare all'allestimento. Per questo siamo già in contatto con gli amici greci per una mostra dedicata alla scoperta di Nicopolis-Azio».
Almeno altri sei mesi di lavori saranno necessari anche per completare l'opera, per montare la pavimentazione in travertino dopo aver ultimato l'impiantistica. Più avanti ancora nel tempo e con nuovi stanziamenti, il Campidoglio finanzierà la realizzazione di quell'auditorium previsto dal progetto e rimasto, per ora, sulla carta.
L'INTERVISTA - Parla il progettista Usa Richard Meier che la prossima settimana sarà a Roma: "Era diventato un caso politico alla fine ha vinto l'architettura". Nell'insieme l'idea di fondo del Museo è rimasta invariata e così l'equilibrio tra le parti.
«A New York fa molto caldo, e sta per piovere. Ma venerdì prossimo a Roma sarà una giornata bellissima»: a mezzogiorno, immerso nel lavor nel suo magnifico studio al sesto piano della Decima strada, Richard Meier è raggiante.
Mister Meier, dopo tanto travaglio, ci siamo: rifarebbe questa esperienza?
«E' stata una strada lunga. E non sempre semplice. Ma devo dire che molto nella storia di questa opera è cambiato da quando il sindaco Veltroni ha deciso di mettervi mano e di volgere le cose in positivo».
Ma prima qual è stato il problema?
«Negli anni precedenti c'è stato un problema politico, evidentemente. Il mio lavoro era diventato un campo di calcio, in cui tutti giocavano contro tutti. Oppure diciamo che c'era gente che non voleva collaborare, non aiutava, ecco ma non in nome dell'architettura».
Mai capitato niente di simile?
«In Europa la politica sembra avere molto a che fare con l'architettura. E' qualcosa a cui non sono abituato e che certamente non dovrebbe essere così. Ma a quanto pare ora i problemi sono risolti».
Per arrivare a questa pre-inaugurazione sono dovuti passare dieci anni dal concorso del 2005 e lei stesso ha dovuto mettere mano al progetto iniziale più volte. Non è stato un prezzo troppo alto da pagare?
«Ogni progetto attraversa fasi di gestazione che possono anche essere complesse. Ma nell'insieme l'idea di fondo del Museo dell'Ara Pacis è rimasta invariata così come l'impianto e l'equilibrio delle parti che resta armonico».
Come funziona il dialogo di questo segno moderno nella città antica e barocca?
«Funziona, e a vari livelli, a cominciare dalla necessità di valorizzare lo straordinario monumento intorno al quale il museo è costruito che non è mai stato veramente apprezzato dal pubblico, almeno fino ad ora. E poi funziona con un'armonia positiva nel contesto della piazza. In più tutto ciò acquisisce una speciale importanza se si pensa che si tratta della prima opera di architettura moderna in quella porzione di Roma dopo Mussolini. Ora, Roma è una città straordinaria, tra le più ammirate e visitate al mondo. Ma non può vivere soltanto sul passato. Credo che con questa opera si dia una direzione, si guardi al futuro, a una possibilità di cambiamento, alla prospettiva di diventare una città che sta con i piedi dentro il XXI secolo».
LA POLEMICA - Contro Meier, lo storico dell'arte Zeri, il principe Carlo e Sgarbi. Dall'obelisco al muro le critiche al piano.
E' il 1995 quando l'architetto americano Richard Meier si aggiudicò il concorso per la realizzazione del Museo dell'Ara Pacis. Nel 1998 le critiche costrinsero Meier a porre le prime modifiche al disegno con l'eliminazione del muro che avrebbe dovuto costeggiare il lungotevere, colpevole di oscurare le facciate di San Rocco e San Girolamo, e dell'obelisco da porre di fronte l'Ara. Obelisco che non incontrò il favore neppure del critico d'arte Federico Zeri che si scagliò sulle pagine della Stampa contro il progetto.
Della questione si interessò anche il principe Carlo: il 5 aprile 2001 il Daily Telegraph titolava: «Il Principe sollecitato a combattere la mostruosità». Contrario anche l'ex sottosegretario ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi.
LA SCHEDA - Il monumento fu costruito tra il 13 e il 9 a.C. a ovest della Flaminia nel Campo Marzio. Un altare per celebrare le vittorie di Augusto.
Costruita tra il 13 e il 9 a. C. per celebrare le imprese di Augusto nelle provincie occidentali della Gallia e della Spagna, l'Ara Pacis fu ritrovata in corrispondenza del palazzo Fiano, in zona piazza San Lorenzo in Lucina, durante gli scavi eseguiti a partire dal XVI secolo e proseguiti fino al 1938 quando fu costruito l'apposito padiglione. L'ara è costituita da un recinto rettangolare al cui interno si trova l'altare sul quale venivano compiuti i sacrifici. Tutta la superficie del recinto presenta una decorazione in rilievo. La scena più significativa è quella in cui si riconoscono Augusto, Agrippa, Giulia e Tiberio. Sulla parete del basamento che corre lungo via di Ripetta è riprodotto il testo delle "Res Gestae Divi Augusti", il racconto della carriera politica dell'imperatore.
Si ritiene che l'orientamento originario dell'opera, a ovest della via Flaminia nel Campo Marzio, fosse stato scelto anche in relazione alla grande meridiana solare detta "Horologium" nel Campo Marzio, e il cui gnomone (un'asta verticale infissa nel terreno che nell'antichità serviva per determinare l'ora) proiettava la propria ombra esattamente al centro dell'altare ogni 23 settembre, data di nascita dell'imperatore Augusto.
di Francesca Giuliani
da La Repubblica del 17.09.05
Pavlvs September 19th, 2005, 08:28 PM Nel 2006 le Notti Bianche potrebbero essere tre
La proposta del presidente della Camera di Commercio Mondello, per prolungare la permanenza dei turisti in città. Più eventi e meno code: una ricetta di successo.
Roma, 19 settembre 2005 - La Notte Bianca 2005 ha avuto talmente successo che l'anno prossimo se ne faranno due, o addirittura tre. Questa, almeno, è la proposta di Andrea Mondello, presidente della Camera di Commercio di Roma, commento a margine di una nottata sicuramente speciale che il pubblico ha vissuto armato di ombrelli e impermeabili. Ed è stata proprio la pioggia a fare la fortuna di bar e negozi che avevano deciso di fare "la lunga", costituendo spesso l'unico rifugio per il popolo dei nottambuli: un giro d'affari che complessivamente ha rasentato i 90 milioni di euro.
"Una Notte Bianca lunga un intero weekend o anche tre giorni di seguito, siamo pronti a promuovere pacchetti turistici e a fare la nostra parte", continua Mondello e l'intento è chiaramente quello di prolungare la permanenza in città dei turisti. Eventi spalmati nell'arco di più giorni dunque, con la conseguenza di meno sovrapposizioni, meno file, meno stress e non più l'obbligo di fare l'alba per non perdere nulla. Un investimento, quello della Camera di Commercio, che quest'anno ammontava a circa 350 milioni, del tutto ben spesi, stando ai primi dati del settore commerciale: "Per la prossima edizione stiamo pensando a contratti di servizio per inserire nel circuito alberghiero anche le case per ferie, quelle gestite dai religiosi e l'aeroporto di Ciampino, inoltre stiamo pensando di anticipare tutto di una settimana", ha dichiarato il vicesindaco di Roma, Maria Pia Garavaglia. La pioggia ha comunque lasciato il segno.
Bilancio positivo anche secondo il presidente della Regione, Piero Marrazzo: "La Notte Bianca rappresenta il desiderio di vivere, portiamola in tutto il Lazio". Già quest'anno alcuni centri della provincia hanno aderito, promuovendo eventi culturali straordinari per il 17 settembre e la città di Frosinone, il prossimo 1 ottobre, saluterà l'estate con un'analoga iniziativa. Da qui alla proposta di "istituzionalizzare le Notti Bianche", avanzata dall'assessore alla Cultura Giulia Rodano, il passo è breve.
3 NOTTI BIANCHE IS MEGL CHE UAN!!!
:cucumber::cucumber::cucumber::banana::banana::banana:
Pavlvs September 19th, 2005, 08:31 PM :dance: GRANDI NOVITA'!!
La nuova Fiera nascerà con il Natale di Roma
Il complesso fieristico vedrà la luce il 21 aprile 2006. Ad affermarlo è Andrea Mondello, presidente della Camera di Commercio, durante un sopralluogo nel cantiere dove sorgeranno i primi otto padiglioni. Il primo evento previsto per la metà del prossimo settembre. Venerdì 23 finalmente l' inaugurazione dell' Ara Pacis
Roma, 19 settembre 2005 - La nuova Fiera di Roma prende forma. Il presidente del futuro complesso Andrea Mondello ha partecipato, questa mattina insieme al sindaco di Roma Walter Veltroni e al presidente della regione Lazio Piero Marrazzo, ad un sopralluogo nel cantiere per la realizzazione del nuovo quartiere fieristico.
''La costruzione dei primi otto padiglioni per una superficie complessiva di 72.000 mq coperti - ha dichiarato Mondello - sarà ultimata per il 21 aprile del 2006. Occorreranno poi circa tre mesi per la messa a punto dell'impiantistica e degli arredi''.
Ha poi aggiunto: ''Il primo evento fieristico - ha continuato - è previsto verso la meta' di settembre. Entro il 31 dicembre del 2006 verranno ultimati ulteriori sei padiglioni per un totale di superficie coperta di circa 145 mila mq''.
''Le risorse economiche - ha aggiunto - per completare la realizzazione del nuovo quartiere deriveranno da un aumento di capitale sociale della Fiera di Roma spa per un importo pari a 90 milioni di euro approvato nei mesi scorsi''.
Al sopralluogo erano presenti anche i rappresentanti di Acea, Anas e Ferrovie dello Stato.
La nuova fiera che sorgerà sulla direttrice Roma-Fiumicino, comporterà un investimento complessivo di 355 milioni di euro e sarà realizzato da Fiera di Roma Spa, società per azioni partecipata al 47,4% dalla Camera di Commercio di Roma, al 27,6 % dal Comune di Roma, al 24,8 % dalla Regione Lazio.
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Pavlvs September 19th, 2005, 08:48 PM PARCO LEONARDO
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Pavlvs September 19th, 2005, 09:35 PM TORRINO MEZZOCAMMINO
Il comprensorio Torrino Mezzocammino della superficie di 190 ettari è compreso tra il Grande Raccordo Anulare (GRA), la via Cristoforo Colombo, la via di Mezzocammino e la via Ostiense.
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STORIA
Torrino Mezzocammino è un vasto territorio caratterizzato morfologicamente da piccole alture separate da selle in parte naturali ed in parte originate dall'intervento umano.
Quest'area ben s'inserisce nel quadro più generale del territorio a Sud di Roma tra il Tevere e l'attuale via Laurentina, che si è rivelato ricchissimo di potenzialità archeologiche.
Sin dall'età Protostorica questa porzione del Suburbio è interessata dalla nascita e dallo sviluppo di due importanti centri, quello di Castel di Decima e quello della Laurentina Acqua Acetosa.
Gli scavi di questi due centri hanno permesso di portare alla luce ampie necropoli, arricchendo così le conoscenze sugli usi funerari nei secoli in cui, secondo la tradizione scritta, vanno fatti risalire l'aggregazione dei villaggi, la fondazione ed i primi processi di sviluppo urbano di Roma (VII-VI Sec. A. C.). Il passaggio in epoca repubblicana, da un'economia di sussistenza ad una di mercato è testimoniato su tutto il territorio della XII circoscrizione, dai dati emersi dai recenti scavi eseguiti lungo la via Laurentina, a Trigoria, Tor de' Cenci, Vallerano ed al Torrino, grazie ai quali si è potuto dare inizio ad uno studio sull'organizzazione del territorio e del suo sfruttamento nei diversi periodi cronologici.
Le profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali si riflettono sui tipi d'insediamento e nell'evoluzione degli usi funerari.
Si assiste così, quando cessa l'importanza dei centri di Castel di Decima e della Laurentina ad una continuazione degli insediamenti rurali dislocati in precisi ambiti territoriali gestiti da gruppi gentilizi, ai quali tra l'altro, vanno riferiti i gruppi di tombe a camera, rinvenuti a distanza costante, circa due chilometri in linea d'aria e che sembrano delimitare precise sfere d'influenza.
Tali sepolture, che hanno restituito significativi corredi caratterizzati da vasellame a vernice nera e che hanno avuto un periodo d'uso che sembra andare dal VI al III sec. A. C., erano collocate per lo più in prossimità di assi viari o sfruttando le pareti di tufo messe a nudo da canali di erosione.
Un nuovo modo di organizzazione del suburbio coincide con l'affermarsi della villa di tipo "Catoniano" il cui scopo principale diviene la produzione a livello industriale per soddisfare le richieste, sempre maggiori, di beni primari da parte della città: giungendo così ad uno sfruttamento intensivo del territorio. Si spiegano quindi, la presenza capillare di strutture per la regimentazione delle acque, anche con notevoli interventi di bonifica idraulica nelle zone più soggette ad impaludamento (pozzi, cisterne e sistemi di drenaggio), per lo sfruttamento dei giacimenti di tufo e pozzolana la cui premessa indispensabile è una ramificata rete di viabilità secondaria che precede il sistema delle vie consolari con ulteriori modifiche nel corso dei secoli.
Alle tombe sparse riferibili ai singoli insediamenti, si succedono più ampi sepolcreti riferibili a comunità urbane; l'incremento demografico ed il passaggio dal rito dell'incinerazione a quello dell'inumazione porta alla necessità di reperire nel suburbio nuovi spazi per le sepolture. Anche da queste, costituite da tombe, generalmente, prive di corredo o che contenevano solo "l'obolo di Caronte", una moneta o una lucerna, sono però venuti in luce manufatti di grande valore non solo scientifico.
Gli scavi preventivi nell'area hanno avuto inizio nel maggio del 1997; Al momento si può ipotizzare una frequentazione da parte dell'uomo che copre un lunghissimo arco cronologico e che può essere fatta risalire all'eneolitico. Si sono, infatti, messi in luce due siti entrambi in prossimità di compluvi naturali, che hanno restituito abbondanti materiali ceramici tipici del periodo.
Si hanno poi testimonianze di vita risalente all'epoca arcaica come
5 strutture abitative del tipo ricordato nelle fonti come casae o tuguriae: a questa tipologia, appartiene quella rinvenuta nel territorio allo stesso periodo possono essere attribuiti i resti di canalette di drenaggio che si sono messe in luce su tutta l'area interessata dai sondaggi.
Sempre da legare all'attività agricola ed allo sfruttamento della terra è il rinvenimento di un pozzo circolare con rivestimento di scaglie di tufo.
La rete viaria è articolata in tre tracciati stradali, la strada I che doveva costituire un raccordo tra via Ostiense e via Laurentina in senso EST/OVEST si tratta di una strada lastricata a basoli di grosse dimensioni con carreggiata di circa 4 m. di larghezza, nei punti in cui i basoli sono rimasti in posto si nota l'assenza delle tracce di usura lasciate dalle ruote dei carri; dove i basoli sono stati rimossi, in epoca moderna a causa dei lavori agricoli, si è evidenziata la preparazione sottostante con gli alloggiamenti dei basoli.
La strada era delimitata da crepidini e da una sorta di muro di contenimento di cui se ne conserva in particolare un tratto con paramento in opera reticolata in corrispondenza di un vasto complesso appartenente ad una villa. Contemporanee alla strada ed alla villa sono inoltre 9 tombe a fossa con copertura a cappuccina scavate sotto circa 30 cm. di humus, nello strato argilloso con concrezioni calcaree.
Le coperture per lo più a doppio spiovente erano costituite da tegole in cattivo stato di conservazione, forse a causa delle arature moderne.
In un caso la copertura era composta da sole tre tegole addossate ad una delle pareti della fossa.
I rari corredi erano costituiti da chiodi e da due monete; solo la sepoltura di una bambina ha restituito uno spillone in osso ed un paio d'orecchini d'oro.
Di notevole interesse è una sepoltura ad incinerazione, la deposizione era in una fossa più grande delle altre, colmata con tufi e malta e circondata da un recinto in muratura del quale rimane solo la fondazione; la pira doveva essere stata fatta all'interno della fossa, le pareti della quale erano, infatti "cotte" dal fuoco, fra le ceneri si sono identificati molti frammenti di pigne.
La strada II che si snoda poco più a nord appare poco profonda e fortemente intaccata dalle arature moderne, ad ogni modo vi si riconoscono almeno due coppie di solchi e tratti di una massicciata costituita da materiale ceramico fortemente sminuzzato, frammenti di tufo e di basalto, notevole è il rinvenimento sulla carreggiata di tre elementi di ferro probabilmente facenti parte del sistema frenante di un carro.
Un terzo tracciato stradale si è messo in luce in prossimità del G.R.A., inciso nello strato argilloso ed a tratti nel banco di tufo dove è più superficiale.
Nel tratto più a nord dove è incisa nel banco di tufo diviene cosi superficiale da perdersi proprio in corrispondenza di una piccola area di cava, lo scavo della quale ha permesso di mettere in luce, tra l'altro, una profonda fossa rettangolare sul fondo della quale è stato rinvenuto uno scheletro umano.
Sia i percorsi stradali individuati che il complesso della villa per il loro interesse dal punto di vista della comprensione organizzativa del territorio in esame saranno salvaguardati e valorizzati nei lotti e nel progetto di sistemazione a verde
RINVENIMENTI
Tracciato stradale su morfologia attuale
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Strada romana
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Perimetro muri villa romana
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Sepoltura con copertura a cappuccina
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Resti umani con corredo
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Sepoltura a fossa
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Resti di infante
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muri in opera reticolata
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strada
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zanna d'elefante
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Planimetria della viabilità
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VERDE E SERVIZI
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SBANCAMENTI
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Pavlvs September 19th, 2005, 09:52 PM CONSORZIO ZODIACO.
CESANO
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PRIMA PORTA
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CASALE NEI
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AURELIA
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PONTE GALERIA
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TOR PAGNOTTA
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ARDEATINA
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CAPANNELLE
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PS: ma che è? 'na casa o 'n' orologgio a cucù?
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ROMANINA
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Pavlvs September 19th, 2005, 09:57 PM alleggeriamo 'sta pagina che rischia di diventare inapribile
Pavlvs September 19th, 2005, 10:00 PM Prova
Pavlvs September 19th, 2005, 10:07 PM Vabbè, pe' stasera po' 'nna bbene così.
Ho rimediato artre 10mila foto e se le pubblico adesso nun me se apre più la paggina manco cor divaricatore!!
Gradirebbi quarche commento, a non solo ar mio italiano :D
A tumorrov.
CAESARS-PALACe September 19th, 2005, 10:20 PM interessante Parco Leonardo :)
spettacolare anche il sito flash, sembra Star Trek
http://www.parcoleonardo.it/
:eek2:
pampero September 19th, 2005, 11:36 PM Gradirebbi quarche commento, a non solo ar mio italiano :D
I nuovi comprensori appena innaugurati non mi piacciono mai...con tutti quei palazzi uguali sembra di stare sulla luna. Detto questo Parco Leonardo sembra un gradino sopra a tutti, il Torrino invece secondo me diventerà una specie di Casal Palocco bis. Vedremo.
Falcon83 September 20th, 2005, 12:45 AM Vabbè, pe' stasera po' 'nna bbene così.
Ho rimediato artre 10mila foto e se le pubblico adesso nun me se apre più la paggina manco cor divaricatore!!
Gradirebbi quarche commento, a non solo ar mio italiano :D
A tumorrov.
ah zecca!!
leggendoti mi è venuto in mente un mio ex compagno di classe, romano, talmente rompi coglioni che lo avevamo soprannominato "er zecca"
ciò non significa che te rompi i maroni, me lo hai fatto solo venire in mente:D
GENIUS LOCI September 20th, 2005, 01:12 AM Vabbè, pe' stasera po' 'nna bbene così.
Ho rimediato artre 10mila foto e se le pubblico adesso nun me se apre più la paggina manco cor divaricatore!!
Gradirebbi quarche commento, a non solo ar mio italiano
A tumorrov.
Ah Pa...
Bel reportasg c'hai fatto... Bravo me sei piasciuto!
Spero che il mio romano nun sia troppo de' borgata pe' voiartri: ho preso ripetizioni al CEPU de Totti :D
(ma non era Del Piero, quello del Cepu? :) )
frankiego September 20th, 2005, 02:30 AM Domanda ?
Ma una volta che la Roma-Lido la ristrutturano , cosi come la Roma-Nord e la stazione al Flaminio , continuerano a chiamarle cosi o come linea E ed F ?
Pavlvs September 20th, 2005, 09:28 AM Dipende da come sarà realizzata la ristrutturazione.
Perchè una cosa è ciò che si vorrebbe realizzare, un'altra sono i soldi che ci sono.
La Roma - Lido nei progetti dovrebbe diventare una vera e propria linea di metropolitana.
Quindi un percorso in buona parte interrato, una linea chiusa con treni al massimo ogni 4/ 5 minuti e stazioni anch'esse in sotterranea.
Il punto è che i soldi non ci sono e quindi è possibile che si opti per una semplice ristrutturazione, cioè un riammodernamento del materiale rotabile, dei treni ed un restyling delle stazioni esistenti.
Vedremo.
Quel che è certo però è che, se sono furbi, difficilmente a Roma chiameranno mai metropolitana una semplice ferrovia metropolitana, come fanno in gran parte del mondo.
Qui a Roma c'è un senso innato nella gente nel chiamare le cose col loro nome, a dire pane al pane e vino al vino, e la schiettezza brutale e spesso maleducata dei romani è piuttosto nota.
Già oggi i romani chiamano la Roma-Lido "il trenino", per sottolinearne la pochezza, pur essendo la Roma-Lido una normalissima linea di FM.
Se un domani dovessero malauguratamente rinominare "metropolitana" un "trenino" ristilizzato, una gigantesca risata collettiva seppellirà gli autori di siffatto gesto.
Governante avvisato....mezzo salvato.
frankiego September 20th, 2005, 09:51 AM Grazie
Peccato pero , io la chiamo metropolitana comunque !
Paxromana September 20th, 2005, 10:05 AM Paulus hai fatto un ottimo lavoro. Apprezzatissime le belle foto aeree di Parco Leonardo e godibilissimo lo stato di avanzamento lavori di Mezzocammino.
La cosa è ancor più straordinaria perchè nemmemo se mi fossi recato sul posto avrei capito a che punto erano i lavori.
Mi sono permesso di segnalare il 3d di Parco Leonardo su un forum di aviazione civile vista la vicinanza con Fiumicino.
PS. Bisogna tenere d'occhio lo stato di avanzamento del GRA che comincia a mostrare le prime grandiose opere di ingegneria....già molto avanti!!!
Probabilmente per le elezioni il tratto Flaminia-Aurelia sarà tutto finito ad eccezione del ponte sul Tevere a ridosso della Flaminia!!!
Pavlvs September 20th, 2005, 10:24 AM Grazie Pax,
ma mi sono limitato a copincollare da internet.
Condivido pienamente l'osservazione sul G.R.A., i cui lavori sono veramente impressionanti.
vedremo se trovo qualcosa, ciao.
Pavlvs September 20th, 2005, 10:36 AM Bene, riprendiamo coi copincolla.
Visto che è piaciuto:
TORRINO - MEZZOCAMMINO
PROGETTO PRELIMINARE , PIANTA E MALL DEL CENTRO COMMERCIALE
http://www.peaarch.com/foto-realizz/Tor-Mezzocam-maxi-1.gif
http://www.peaarch.com/foto-realizz/Tor-Mezzocam-maxi-2.jpg
Torrino Mezzocammino - Lottizzazione
AGGIORNAMENTO 2000 - PLANIMETRIA
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VISTA AEREA (LUGLIO 2004)
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Torrino Mezzocammino - Lottizzazione
PONTE SU STRADA 11 IN COSTRUZIONE (MARZO 2004)
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Pavlvs September 20th, 2005, 10:39 AM QUARTIERE IN COSTRUZIONE
Fiumicino Palidoro - Quartiere residenziale
PLANIMETRIA
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Fiumicino Palidoro - Quartiere residenziale
SCORCIO IN PROSPETTIVA
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Pavlvs September 20th, 2005, 10:42 AM Via del Maggiolino
FOTO DELL'EDIFICIO REALIZZATO
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PARTICOLARE DELLA COPERTURA
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Pavlvs September 20th, 2005, 10:49 AM Lunghezza, Roma
IN FASE DI REALIZZAZIONE
Progetto architettonico esecutivo per il nodo di Centralità urbano ed il nuovo Centro Metropolitano con parcheggio multipiano per circa 6000 posti auto - 12 Sale cinematografiche.
Lunghezza - Centro Metropolitano
PIANTA A QUOTA + 11.00 M. - APRILE 2004
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Lunghezza - Centro Metropolitano
STRALCIO DEL PROSPETTO OVEST CON L'INGRESSO DAL PARCO - APRILE 2004
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STRALCIO DEL PROSPETTO EST CON GLI INGRESSI DAL PARCHEGGIO
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Lunghezza - Centro Metropolitano
VISTE DEL PLASTICO VIRTUALE PRELIMINARE (2001)
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Lunghezza - Centro Metropolitano
PLANIMETRIA (SETT.2003)
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Lunghezza - Centro Metropolitano
VISTA DEL PLASTICO VIRTUALE - INGRESSO - OTTOBRE 2004
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Lunghezza - Centro Metropolitano
VISTE DEL PLASTICO VIRTUALE - OTTOBRE 2004
scorcio del parcheggio con la multisala
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piazzale di scarico merci
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Lunghezza - Centro Metropolitano
VISTA DEL PLASTICO VIRTUALE - MULTISALA E PARCHEGGIO - OTTOBRE 2004
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Pavlvs September 20th, 2005, 10:57 AM IN FASE DI REALIZZAZIONE
Punto Verde Via Ugo Ojetti - Roma
SEZIONI
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Punto Verde Via Ugo Ojetti - Roma
VISTA DEL PLASTICO VIRTUALE
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Pavlvs September 20th, 2005, 11:06 AM Progetto architettonico esecutivo per la riutilizzazione terziaria di un ex complesso industriale in via Appia Nuova - Alberone.
Alberone - Via Appia Nuova - Roma - riutilizzazione terziaria
VISTE DEL PLASTICO
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http://www.peaarch.com/foto-realizz/alberone-maxi-1b.jpg
Pavlvs September 20th, 2005, 11:11 AM Progettazione architettonica esecutiva per la ristrutturazione del complesso teatrale "Ambra Jovinelli" all'Esquilino.
REALIZZATO - WOW IL MITICO AMBRA JOVINELLI !!!
Teatro "Ambra Jovinelli" - Roma - ristrutturazione
SCORCIO DELLA FACCIATA E DEL LATO SU VIA GIOLITTI
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Teatro "Ambra Jovinelli" - Roma - ristrutturazione
ENTRATA UFFICI - SCORCIO SU VIA GIOLITTI
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Teatro "Ambra Jovinelli" - Roma - ristrutturazione
PARTICOLARI DELL'INTERNO: L'ASCENSORE
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LA HALL CON L'ASCENSORE E LA PARETE CURVA DELLA SALA TEATRALE
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Teatro "Ambra Jovinelli" - Roma - ristrutturazione
PARTICOLARI DELL'INTERNO:LA PLATEA E LE GALLERIE
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IL FOYER DELLA PRIMA GALLERIA
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Pavlvs September 20th, 2005, 11:14 AM AMBRA JOVINELLI
ANTE OPERAM
FACCIATA
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SALA TEATRALE
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Pavlvs September 20th, 2005, 11:28 AM Altre fantastiche :D foto di Roma domani, sennò vi piglia l'overdose, vecchi guardoni!! :D:D
Passiamo quindi alla solita fantastica :D:D:D notizia che ci riguarda!!
Vicolo Savini, un campus come Cambridge
Aiuole, tavoli per studiare all'aperto e impianti sportivi per gli studenti dell'Università la Terza. L'area è stata da poco abbandonata da una comunità di circa 800 rom trasferiti sulla Pontina, ma presto sarà riqualificata e fruibile anche dagli abitanti del quartiere
Roma, 20 settembre 2005 - Un campus sul modello di quello di Cambridge, immerso nel verde, con impianti sportivi, aiuole e tavoli per studiare all'aperto. A guardarlo ora, Vicolo Savini, sembra difficile da immaginare, ma in futuro ci saranno anche parcheggi e dipartimenti universitari. In cantiere infatti, c'è il progetto di riqualifica dell'intera zona, da poco abbandonata da circa 800 nomadi che sono stati trasferiti sulla Pontina, per creare un'area verde della Terza Università di Roma.
L'annuncio, nel centro anziani Volpicelli, è stato dato dal rettore, Guido Fabiani, insieme al sindaco, Walter Veltroni, e al presidente dell'XI Municipio, Massimiliano Smeriglio. Fabiani ha detto che "sarà uno spazio dedicato agli studenti e fruibile da tutti i cittadini del territorio". Mentre il primo cittadino ha sottolineato che per lo spostamento della comunità rom, il Campidoglio ha lavorato insieme all'XI Municipio per un anno e due mesi. "Il trasferimento della comunità si è reso necessario per ragioni di urgenza - ha spiegato il sindaco - le condizioni igieniche del campo erano tali da non poter perdere un minuto di più".
Pavlvs September 20th, 2005, 02:58 PM Ammazza quant'è lento oggi scaiscrepersiti.
Dev'essere la potenza delle immagini di ROMA che ho postato :D:D:D
Comunque....NOTIZIEEEEEEEEEEE
Shoah nel cuore di Roma
Il museo della Shoah che verrà costruito a Roma: un parallelepipedo nero alto 10 metri con i nomi dei perseguitat
Avrà la forma di un parallelepipedo nero con migliaia di nomi luminosi. Uno spazio espositivo e multimediale al quale collaborerà anche Steven Spielberg con la sua fondazione
Per ora è un campo di erbacce di 3 mila metri quadrati fra due eleganti palazzine del quartiere Nomentano a Roma; una lamiera informe fa da cancello su via Alessandro Torlonia. Più o meno fra tre anni, se i conti del Comune sono esatti, diventerà il primo museo della Shoah italiana, come quelli che ci sono a Berlino, Londra, Gerusalemme, Washington.
Sarà un parallelepipedo scuro, un po' infossato, con le pareti esterne coperte da migliaia di nomi luminosi: i nomi dei morti ebrei durante le persecuzioni nazifasciste.
Il progetto ormai è in fase avanzata e promette di arrivare velocemente alla meta: prima dell'altro museo della Shoah, definito nazionale, che una legge del 2001 aveva stabilito di collocare a Ferrara, e per cui fu deciso di stanziare 15 milioni di euro.
Finanziamento decaduto perché mai sfruttato. Ancora oggi il possibile rifinanziamento è bloccato alla commissione Bilancio del Senato per mancanza di copertura: tempi biblici dunque.
Il Comune di Roma va invece spedito perché ha aggirato le difficoltà burocratiche con un'operazione di ingegneria amministrativa. Sull'area era prevista l'edificazione di una palazzina privata che aveva già tutti i regolari permessi.
In sintesi, con una delibera di inizio agosto votata all'unanimità dal consiglio, il Comune ha ceduto all'impresa proprietaria un'altra area edificabile in una diversa zona della città e ha acquisito questa, compresi gli annessi permessi.
In seguito cambierà la cosiddetta destinazione d'uso. Sarà quindi più o meno come costruire una casa qualsiasi, con un normale progetto e senza bisogno di concorso pubblico.
Gli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini hanno definito un progetto, che Panorama mostra in esclusiva, destinato a essere approvato dalle varie autorità politiche e amministrative.
La costruzione sarà di tre piani, di cui uno seminterrato, per non dare ombra ai palazzi circostanti. In tutto 10 metri d'altezza su circa 1.300 metri quadrati di base, che ne svilupperanno circa 2.500 di spazi calpestabili, per mostre permanenti e temporanee, percorsi audiovisuali, una sala conferenze di 150 posti, una biblioteca che sarà forse anche, come auspica il vicepresidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, un «laboratorio di ricerca».
Qualche segno commemorativo viene accennato qua e là: una sorta di grande camino su un lato, dall'altro una lunga rampa di accesso, entrambi evocativi di Auschwitz.
Ma in questa corsa al fare insolitamente veloce sono a buon punto anche le idee, affidate a Marcello Pezzetti, uno dei migliori conoscitori europei della Shoah e dei campi di concentramento, nonché studioso del prestigioso Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano; e allo storico Umberto Gentiloni. Saranno loro a pensare culturalmente il museo, che si annuncia multimediale. Infatti ci sono già accordi di massima con Steven Spielberg, che ha raccolto per la sua fondazione una gran quantità di testimonianze filmate di ex deportati di tutto il mondo e ha dato un consenso di massima al sindaco Walter Veltroni a cedere a questo museo quelle italiane: con la probabile collaborazione, tra l'altro, del regista Mimmo Calopresti.
«Il progetto è nato nel 2001» ricorda Veltroni. «Me lo chiese uno dei deportati sopravvissuti, Piero Terracina, e me lo propose la comunità ebraica romana. Era un'idea a cui non si poteva dire no. Volevamo porre un'estrema attenzione alle vicende dei singoli deportati e questo sarà il museo: un ambiente molto evocativo». Nelle intenzioni, per esempio, c'è l'idea di ricostruire l'atmosfera di un'aula scolastica da cui nel 1938, con le leggi razziali, vengono scacciati gli alunni ebrei. «In modo che la discriminazione venga percepita materialmente dal visitatore» aggiunge il sindaco.
Il progetto si è andato arricchendo di vari altri elementi che lo possono rendere una novità nel centro di Roma. Il museo si trova sul limitare di Villa Torlonia, celebre perché fino al 1943 vi abitò Benito Mussolini. La sua residenza è in corso di restauro e diventerà la sede permanente delle opere della cosiddetta Scuola romana di pittura (Francesco Trombadori, Mario Mafai). Quando sarà completata, i visitatori potranno vedere la casa del Duce, e insieme dei bei quadri.
E magari, facendo altri due passi, potranno girare per le vaste catacombe ebraiche, a cui si può accedere dalla stessa villa e per le quali esiste un progetto di restauro della sovrintendenza archeologica. In altre parole, il visitatore che uscirà dal museo della Shoah avrà a disposizione altri centri d'interesse.
Quanto alla gestione del museo, entro dicembre la comunità ebraica di Roma prevede la costituzione di una fondazione, che avrà come soci d'avvio il Comune, la comunità stessa e l'Associazione figli della Shoah. In futuro invece il consiglio di amministrazione si aprirà anche ad altri soci che potranno sostenere economicamente le iniziative di questa struttura.
Dice lo storico della persecuzione degli ebrei italiani, ed esperto dei musei della Shoah, Michele Sarfatti: «Questi musei sono necessari anche da noi per conservare la memoria, per documentare la storia, per stimolare la riflessione su quegli eventi per oggi e per domani».
È una memoria che deve ricordare se non altro i 7 mila ebrei italiani, tra i quali i 1.700 arrestati a Roma, uccisi tra il 1943 e il 1945
http://www.panorama.it/panorama/statici/homegenerale/img/museoroma190905.jpg
costruzione sarà di tre piani, di cui uno seminterrato, per non dare ombra ai palazzi circostanti. In tutto 10 metri d'altezza su circa 1.300 metri quadrati di base, che ne svilupperanno circa 2.500 di spazi calpestabili, per mostre permanenti e temporanee, percorsi audiovisuali, una sala conferenze di 150 posti, una biblioteca che sarà forse anche, come auspica il vicepresidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, un «laboratorio di ricerca
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Pavlvs September 20th, 2005, 03:06 PM Navicella: al via i restauri dopo il ritrovamento
I Carabinieri della Tutela del Patrimonio Artistico recuperano la prua antropomorfa del monumento al Celio, deturpata nei giorni scorsi da due vandali. Borgna promette e la sovrintendenza mantiene
restauratori al lavoro
Roma 20 Settembre 2005 -"Sono davvero felice nell' apprendere la notizia del ritrovamento del pezzo della Fontana della Navicella oggetto di un atto di vandalismo". Questa è la dichiarazione fatta con sollievo dall'Assessore capitolino alla Cultura Gianni Borgna, che venuto a conoscenza dell'atto vandalico rassicurò sull'immediato intervento di restauro da parte della sovrintendenza. La notizia successiva all'accaduto della scomparsa del pezzo asportato, e l'impossibilità di riportare allo stato originale l'opera d'arte per mancanza di un calco della prua, raffigurante il muso di un cinghiale, avevano allarmato chi ha a cuore il patrimonio artistico della città. "La restituzione alla città di uno dei monumenti più significativi", sottolinea Borgna sarà possibile grazie alla cooperazione tra istituzioni che ha visto in prima linea i Carabinieri della Tutela del patrimonio artistico, "che ancora una volta hanno dato prova di grande efficienza e di spirito di collaborazione". L' assessore ha osservato infatti che grazie a questo atteggiamento di coesione è possibile fare fronte a episodi che si ripetono, nonostante quello che il Comune fa per proteggere il patrimonio artistico, che non consente mai tuttavia "una completa sicurezza palmo a palmo di tutte le opere d' arte". Un po' di speranza comunque arriva guardando i dati in diminuzione degli episodi di vandalismo sul nostro patrimonio. Occorre, però, proteggere i monumenti di Roma, non solo monitorando con le forze pubbliche i luoghi più visitati, ma creando anche una banca dati, con informazioni acquisite con azioni di tutela sul patrimonio, che permetta ai restauratori di intervenire anche in situazioni limite come poteva essere lo sfregio alla Navicella. La tecnologia del settore, che va avanti nella ricerca diagnostica d'intervento e di tutela, non manca di innovazioni, e i nostri restauratori sono tra i più preparati ed apprezzati nel mondo. Basta farne uso.
Paxromana September 20th, 2005, 04:43 PM Pavlvs, per ringraziarti della quantità sterminata di notizie e foto che ci regali giornalmente, sbattendoti non poco, ho deciso di farti godere in un modo pazzesco!!!
Ecco il sito dell'HBO sul serial "Rome", pieno zeppo di clips, teases, slides e tuutto quanto fa spettacolo intorno a questo serial...da perderci un' oretta buona....ma ne vale la pena...c'è anche il forum...e mi sa pure che mi iscrivo...eheheheh
Ti dico subito, osservando in religioso silenzio i trailers, che dovrebbe essere una roba fantastica....lo dico per chi ha amato Gladiator e King Arthur....sebbene Caio Giulio sia stato il più grande di tutti...
Comunque, bando alle ciance e godi:
http://www.hbo.com/rome/?ntrack_para1=leftnav_category0_show0
Pavlvs September 20th, 2005, 06:17 PM Ottima segnalazione Pax, thanks.
Voglio ricambiare a mia volta continuando il lavoro.
Dunque:
Progettazione architettonica esecutiva per il riutilizzo terziario dell'ex Consorzio Agrario in Via Enrico Fermi a Roma (100000 mc
VISTA IN PROSPETTIVA DA VIA FERMI
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VISTE DA VIA FERMI: INGRESSO DELL'UCI CINEMAS MARCONI
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EDIFICIO D GAMBERO ROSSO
Ex Consorzio Agrario Via E. Fermi - Roma
VEDUTA DA VIA BERZOLARI
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VEDUTE DA PIAZZA PIETRO SALINI
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Pavlvs September 20th, 2005, 06:25 PM Riutilizzazione dell'ex Cinema Trevi a Via San Vincenzo (Fontana di Trevi) a fini museali, culturali e terziari (sede cineteca Alberto Sordi). Progetto architettonico, esecutivo e direzione lavori
REALIZZATO
VISTE DEL PLASTICO
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IL CANTIERE: GRADINATA DEL NUOVO CINEMA CON DIETRO I REPERTI
(Ehehe, un cinema con reperti archeologici è fantastico ma certo non raro a Roma, dove c'è persino un Mcdonald con reperti archeologici :D)
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REPERTI ARCHEOLOGICI
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SEZIONE
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spazi commerciali
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Pavlvs September 20th, 2005, 06:29 PM Questo è famoso in città
Progettazione architettonica per la realizzazione di un edificio residenziale di 350 alloggi nel piano Tre Fontane Nord, Lotto R1, in via del Tintoretto.
Tre Fontane Nord - Via del Tintoretto - Roma - progetto Lotto R1
FOTO EDIFICIO REALIZZATO - LATO ESTERNO
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Pavlvs September 20th, 2005, 06:33 PM QUESTO E' IL CENTRO COMMERCIALE ANAGNINA
PROSPETTO LATO VIA TUSCOLANA
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VISTA DEL PLASTICO VIRTUALE PRELIMINARE
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Pavlvs September 21st, 2005, 02:34 AM Smog? Servono miliardi per liberare Roma"
Almeno sei: che sarebbero appena sufficienti per il Piano Urbano della Mobilità nella Capitale. A prevederlo è il direttore generale del ministero dell'Ambiente, Bruno Agricola, nel corso della prima Conferenza nazionale sul trasporto sostenibile. Intanto, domenica prossima tutti a piedi . Ecco il primo manifesto contro lo stress da traffico
Roma, 20 settembre 2005 - Investimenti per 6 miliardi di euro: questi i costi per liberare Roma dalla morsa del traffico. Anzi, questa cifra sarebbe appena sufficiente in relazione al Piano Urbano della Mobilità. A rendere note le cifre il direttore generale del ministero dell'Ambiente, Bruno Agricola, nel corso della prima Conferenza Nazionale sulla Mobilita' Sostenibile organizzata dall'Ufficio Mobilita' Aziendale del ministero nell'ambito della Settimana Europea dell'eco-mobilita'. "Al lavoro senza la mia auto. Al lavoro liberi dagli incidenti e dallo stress da traffico": questo il nome dell'incontro che si e' aperto questa mattina a Roma organizzato dal ministero.
''In Europa, l'Italia, ad eccezione del Lussemburgo - ha ricordato Agricola - presenta il rapporto piu' elevato tra numero di vetture circolanti e popolazione residente, pari a una vettura per 1,7 abitanti''. ''Deciso'' l'incremento dei diesel (57% del totale dei veicoli di prima immatricolazione nel 2004 contro il 47% del 2003). Il tutto con una situazione Pm10 definita ''critica'' contro la quale ''è necessario ridurre le concentrazioni medie in atmosfera di queste polveri di almeno il 30% su base annuale''. Prioritari, secondo Agricola, gli interventi nel settore dei trasporti, maggiori responsabili del Pm10.
''In tal senso i numerosi provvedimenti di limitazione alla circolazione per fronteggiare l'emergenza - ha proseguito Agricola - rappresentano una soluzione transitoria che non si sostituisce alla necessità di attuare misure strutturali". Un'occasione ''per esaminare con tutti gli operatori interessati le possibili soluzioni a breve termine che garantiscano la migliore mobilità e qualità dell'ambiente''. Così il direttore generale per la salvaguardia ambientale del ministero dell'Ambiente ha definito la prima conferenza sulla mobilita' sostenibile. ''Le soluzioni sono diversificate e in grado di concorrere - ha detto Agricola - il ministero si sta impegnando, inoltre, affinche' si creino le condizioni necessarie alle Regioni perche' adempiano a quanto richiesto dalla direttiva europea e dalla legge nazionale sui Piani della qualità dell'aria''.
COSA FARE PER RESPIRARE MEGLIO?
Offensiva su piu' fronti contro l'emergenza smog. Il pacchetto e' stato messo a punto dal Ministero dell'Ambiente che ha predisposto un piano di possibili interventi contro il traffico e per la salute dell'aria delle citta'. E cosi' dal car-sharing alle merci passando per il telelavoro, la mobilita' ciclistica e pedonale, i mobility manager, la promozione del trasporto urbano attraverso le aziende e ticket ad hoc. In particolare sono due le aree principali di azione: da una parte gli interventi che riguardano il miglioramento tecnologico dei veicoli e dei combustibili al controllo delle emissioni; dall'altra la riduzione del numero di veicoli circolanti.
Per quanto riguarda il fronte tecnologico:
- promozione di carburanti gassosi, (gas metano e Gpl) per le flotte private, merci e trasporto pubblico;
- bollino blu per tutti i veicoli, ciclomotori e motocicli inclusi;
- installazione sui bus di specifici dispositivi di trattamento dei gas di scarico per ridurre i principali inquinanti emessi dai diesel (polveri sottili, ossidi di azoto, idrocarburi, monossido di carbonio).
Per il capitolo sulla riduzione delle auto sulle strade delle città si prevede:
- attuazione dei PUT (Piani Urbani del Traffico) e dei PUM (Piani Urbani della Mobilita'), realizzazione e gestione integrata di sistemi innovativi per la mobilita' collettiva, interscambio, monitoraggio, regolazione e controllo del traffico, sviluppo dei servizi di trasporto pubblico locale;
- razionalizzazione e regolazione del sistema di distribuzione delle merci in ambito urbano;
- realizzazione di servizi innovativi di integrazione al sistema di trasporto pubblico (car sharing, sistemi di trasporto a chiamata);
- interventi a favore della mobilita' ciclistica e pedonale;
- riduzione dell'uso dei veicoli privati tramite: potenziamento della flotta di trasporto pubblico e miglioramento delle prestazioni fornite (anche con sistemi di telerilevamento connessi con la rete telefonica); valorizzazione dei ruoli dei mobility manager; promozione del telelavoro; creazione di percorsi preferenziali per il trasporto collettivo; destinazione di aree di parcheggio per favorire l'interscambio e l'accesso ai mezzi di trasporto pubblico e per assicurare liberta' di circolazione ai mezzi privati usati collettivamente da piu' persone (car sharing); regolazione e tariffazione della sosta.
(ansa)
frankiego September 21st, 2005, 02:46 AM Interessante il centro commerciale Anagnina ..... gradirei piu info se e`possibile
pampero September 21st, 2005, 10:12 AM Interessante il centro commerciale Anagnina ..... gradirei piu info se e`possibile
Sorge accanto all'Ikea Anagnina, appena fuori dal GRA tra Anagnina e Tuscolana. Ci sono stato una volta ed è molto bello "dentro". Non è chiuso, è una sorta di atrio in cui le persone sono sempre al coperto ma dove ci sono parecchie aperture (cosa che lo rende molto luminoso e fresco d'estate, ma d'inverno non so come facciano)...insomma per me è stato piacevole anche solo farci una camminata.
CAESARS-PALACe September 21st, 2005, 05:29 PM Across the pond
http://www.baseball.it/foto/MVC-005F(1).jpg
MLB considers European sites for 2007 games
Posted: Thursday September 8, 2005
LONDON (AP) -- One of London's famous cricket venues has joined Major League Baseball's list of potential sites for regular-season games in 2007.
After moving games to Mexico, Puerto Rico and Japan, baseball officials have met with representatives of the Surrey County Cricket Club, which runs The Oval cricket ground in south London. Wet, chilly weather in the spring could make an opening-season game difficult, but a game later in the season is possible.
Major League Baseball is very interested in playing games in Europe," baseball senior vice president Paul Archey said Thursday. "We're investigating possibilities in Europe where we may be able to play regular-season games as early as the 2007 season."
Archey, who is in the Netherlands for baseball's World Cup, said other venues in Europe being considered included Rome; Paris; Munich, Germany; and Amsterdam and Rotterdam in the Netherlands.
Baseball officials inspected Rome's Olympic Stadium in April 2003. Archey said northern European venues presented weather problems early in the season.
"There's a lot of interest in us playing in London, and I think selling tickets would be the easiest part of it," Archey said.
The World Baseball Classic, a 16-nation event organized by Major League Baseball and its players' association, is to be played next year in March in the United States, Asia and Latin America. Baseball officials say the next regular-season games moved to an international site are likely to be in 2007.
The New York Yankees and Tampa Bay Devil Rays opened the 2004 season with two games in Tokyo, the second pair of regular-season games in Japan. In addition, the Montreal Expos played some games in San Juan for the second straight season in 2004 before the franchise moved to Washington, D.C.
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Tor Vergata
articolo del 2004 :
LA MAJOR LEAGUE BASEBALL A ROMA: UN NUOVO STADIO È TRA LE PRIORITÀ
La Major League Baseball è seriamente intenzionata a percorrere tutte le strade possibili per arrivare a costruire un nuovo stadio da baseball a Roma. E' questo il senso della presenza a Roma di Paul Archey (Vice Presidente 'anziano' delle Baseball Operations) e di Vince Naimoli (uno dei proprietari dei Tampa Bay Devil Rays).I 2 alti dirigenti, assieme al Presidente della FIBS Riccardo Fraccari, hanno pranzato con l'Ambasciatore degli Stati Uniti a Roma Mel Sembler prima di incontrare i rappresentanti del Comune della Capitale. Successivamente, accompagnati dal Responsabile per l'Europa Clive Russell e dal Consulente per l'Italia Dan Bonanno, hanno visitato gli uffici federali di Viale Tiziano e si sono intrattenuti brevemente con il Segretario Generale Marcello Standoli e lo staff della FIBS.
"Il nostro obbiettivo è giocare partite in Italia e Roma per noi è la soluzione perfetta" ha detto Archey "Ma evidentemente oggi non c'è l'impianto adatto. Siamo fortemente intenzionati a fare tutto il possibile per costruirlo, ma certo non possiamo fare tutto da soli. Soprattutto, non può sorgere un impianto per ospitare 2 o 3 partite all'anno".
L'impianto che la MLB ha in mente è uno stadio dotato di 4-5.000 posti fissi ed espandibile almeno fino a 15.000 in occasione degli eventi più importanti
Il Presidente Fraccari ha garantito ad Archey "il massimo dell'appoggio possibile" e il Comune di Roma, da parte sua, ha individuato diversi siti dove il nuovo impianto potrebbe sorgere. Tor Vergata, nei pressi della 'Seconda Università', appare al momento la scelta che potrebbe soddisfare tutte le esigenze.
Prima di salutare Archey ha ribadito: "Per noi è una priorità. Non abbiamo molto tempo a disposizione e per questo intendiamo verificare se ci sono i presupposti per passare alla parte operativa fin dalle prime settimane del nuovo anno".
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pampero September 21st, 2005, 11:18 PM Beh stavolta nessuno si potrà lamentare visto che in Italia una delle squadre di baseball più forti è il Nettuno :)
pampero September 21st, 2005, 11:29 PM Il nostro volto migliore
di GOFFREDO BETTINI
LA NOTTE bianca, nonostante la pioggia, è stato un successo eccezionale. Lo hanno rilevato un po’ tutti, anche nella stampa estera. Le ragioni sono tante: un sindaco come Veltroni, che ha puntato sul risveglio culturale di Roma come nessun altro; una rete ormai estesissima di “luoghi” e di strutture per l’arte e per lo spettacolo, che non ha pari in nessuna altra città; una imprenditoria (Mondello e la sua Camera di Commercio) che invece di finanziare a pioggia eventi clientelari, sa scegliere e scommette su operazioni strategiche per lo sviluppo e l’immagine della capitale e della sua regione; e infine la disponibilità dei romani, popolo generoso e aperto: che si chiude e spesso si incarognisce quando dal governo cittadino vengono esempi cattivi e che, invece, si entusiasma e partecipa democraticamente quando sente in campo scommesse positive, valori semplici e forti, il risorgere di una missione nazionale e universale di Roma.
Eppure, nella notte bianca, c’è stato qualcosa che è andato oltre tutto ciò. Qualcosa di più profondo, di più nascosto, di più basilare.
Girando le strade e le piazze, ci si imbatteva, infatti, in scene perfino buffe, fuori dalla norma, impensabili nelle ore più profonde della notte. Si potevano vedere gruppi di centinaia, perfino di migliaia di cittadini, che scomparivano a nascondersi nei momenti di tormenta, quando la pioggia ha avuto gli scrosci più forti, per poi riapparire subito, solerti come formiche in cerca di cibo, nelle poche pause del maltempo. A veder bene, si sono manifestati una sorta di accanimento alla partecipazione, una paura di perdere l’occasione, di mandare in fumo l’evento tanto atteso, di deludere la passione di viverlo.
Ma insisto: perché tanta tenacia?
Penso che la Notte bianca, nel suo aspetto civico più alto, sia stata colta da molti come una opportunità per rispondere ad una esigenza nucleare, “identitaria” delle persone; così acuta oggi, soprattutto in una metropoli. Sappiamo quanto nella modernità siano cresciuti solitudine, spaesamento, ansia e competizione. Quanto sia più difficile ritrovare sé stessi, in un rapporto sereno con gli altri. La ricetta per lenire questo dolore moderno molti la cercano nell’edonismo consumistico, qualcun altro, al contrario, nella resistenza antistorica in difesa di una vecchia idea di famiglia, che non c’è più.
Roma pare indicare una via diversa e, almeno dai risultati, più efficace: trovare, in un rovesciamento fecondo, proprio nella modernità, gli strumenti e i fili di una nuova solidarietà, di una comunità che si ritrova, di una apertura al mondo. Questo è accaduto nella notte bianca.
La molteplicità dei luoghi, la varietà dell’offerta, l’uso delle più avanzate tecnologie, il prolungamento nelle ore notturne del movimento (e anche del caos) metropolitano, non hanno, infatti, spaesato gli animi, ma al contrario si sono trasformati in un formidabile carburante per un rito laico e collettivo che ha rinsaldato e motivato una cittadinanza attiva; appunto una partecipazione identitaria.
Ma questo è potuto accadere perché tutti hanno sentito un flusso di comunicazione di valori e di passioni sincere. Reti invisibili che si sono illuminate. Sta qui, a mio parere, il patrimonio più duraturo che Veltroni potrà lasciare a Roma. Certo, lascerà anche una eccezionale ripresa economica, un nuovo ordine urbanistico, opere pubbliche importanti, servizi, strade e nuovi trasporti urbani; ma lascerà, soprattutto, questa maggiore coesione tra le persone, semplice e pulita. Possibile, perché, le istituzioni, a Roma, con mano leggera, ma ferma, al posto di un esercizio burocratico del potere, hanno tentato di tirar fuori da ognuno il meglio di sé stesso, i sentimenti più vitali e produttivi.
E’ un lavoro che non finisce mai.
Che non si consolida una volte per tutte.
Ma che Veltroni ha capito essere essenziale; e che è stato, in fondo, il vero segreto della magia di queste notti bianche.
CAESARS-PALACe September 22nd, 2005, 01:49 PM finalmente una data :)
Metro B1: al via i lavori il 26 ottobre
Tra poco più di un mese avranno inizio le operazioni di diramazione del nuovo tratto di 3,9 km che collegherà Conca d' Oro a Piazza Bologna. Il Comune delibera inoltre l'acquisto di 6 nuovi treni della linea A
Roma, 21 settembre 2005 - Novità importanti sui trasporti pubblici locali arrivano dall' ultimo incontro della giunta comunale. Oltre al via libera all'acquisto di sei nuovi treni per la linea A del metropolitana è stata stabilita la data d'inizio dei lavori per la diramazione B1 della metropolitana, da piazza Bologna a Conca d'Oro, fissati per il prossimo 26 ottobre.
La delibera per i nuovi treni della metro A è stata presentata dall' assessore alle Politiche della Mobilita', Mauro Calamante. Si tratta di un provvedimento da 50,4 milioni di euro che consentira' di potenziare ulteriormente il servizio tra i capolinea di Anagnina e Battistini.
I sei nuovi convogli si aggiungeranno ai 39 già acquistati, i primi dei quali sono entrati in servizio negli
ultimi mesi, rendendo possibile l'avvio della riconversione dei vecchi treni per il potenziamento della Roma-Lido.
A fornire i sei nuovi treni sara' la societa' spagnola Caf e le caratteristiche dei convogli saranno le stesse degli altri 39: aria condizionata, cabina unica, monito e telecamere allinterno di ciascun vagone e livelli di comfort superiori rispetto ai vecchi treni.
La giunta ha poi approvato la delibera di rimodulazione del quadro economico per la realizzazione della linea B1. Il nuovo tratto sarà lungo 3,9 chilometri e colleghera' piazza Bologna con piazza Conca d'Oro, passando per le stazioni Nomentana, Annibaliano e Gondar.
''Sono due momenti importanti commenta l'assessore Calamante per il prossimo futuro della metropolitana della nostra citta'. Con altri sei treni la linea A potra' finalmente fornire un servizio adeguato alla domanda con livelli di comfort che porranno Roma almeno alla pari con le altre capitali
europee. Per la diramazione B1 - aggiunge - invece, oggi abbiamo completato l'ultimo atto formale per dare il via ai cantieri, che apriranno il 26 ottobre. L'amministrazione comunale sta quindi dimostrando
con i fatti il suo impegno volto a migliorare le infrastrutture e la vivibilita' della citta'''.
CAESARS-PALACe September 22nd, 2005, 01:52 PM Il Tevere, un scrigno inquinato colmo di tesori
Le ultime analisi del bacino fluviale hanno permesso di scoprire sul fondale la presenza di reperti archeologici e storici grazie all'ecoscandaglio. L'assessore Bonelli: "Andrebbe depurato come il Tamigi"
Roma, 21 settembre 2005 - ''Servirebbe un provvedimento di legge nazionale per tutelare il Tevere, per attuare un'opera di pianificazione decennale di depurazione, proprio come si e' fatto con il fiume Tamigi e per regalare all'Italia un parco interregionale nel bacino del Tevere''. Lo ha detto l'assessore regionale all'Ambiente e alla Cooperazione dei Popoli Angelo Bonelli, oggi nel corso di un incontro nel Circolo canottieri Aniene, per la presentazione dei primi, parziali, risultati delle analisi svolte la scorsa estate sul bacino fluviale.
Un'analisi che, oltre a metodologie geofisiche convenzionali, si basa sull'utilizzo del 'multibeam' (ecoscandaglio multifascio), che ha permesso di osservare e ricostruire nel dettaglio la forma del fondo, scoprendo la presenza di reperti archeologici e storici. L'opera di monitoraggio si estende per 80 chilometri dalla foce del fiume al ponte del Grillo ed e' divisa in quattro tronconi che coincidono con le parti non navigabili.
Il nuovo metodo, utilizzato solo in poche occasioni nel mondo, ha permesso di avvistare alcune colonne e blocchi nel canale di Fiumicino, una struttura in blocchi a Testaccio gia' viste da Rodolfo Lanciani nel 1887 e la pila più occidentale del Pons Neronianus al di sotto del ponte Vittorio Emanuele II. ''Dal 2000 al 2005 abbiamo stanziato 80 milioni di euro - ha continuato Bonelli - per il contenimento del fenomeno erosivo. Con questo nuovo studio si cerca di capire cosa accade nel letto del Tevere, fenomeno di grande rilevanza per il futuro delle spiagge e per la sicurezza idraulica".
In questo modo sara' possibile ottenere ricostruzioni di tipo archeologico, avere informazioni sull'idrodinamica del fiume, sul trasporto delle sabbie, sulla stabilita' delle infrastrutture civili, sulla navigabilita' dell'alveo e sulla distribuzione dei sedimenti. ''Il monitoraggio dell'alveo del fiume Tevere e' un'iniziativa molto importante per un'amministrazione attenta al futuro del territorio e per questo la Regione Lazio - ha concluso l'assessore - supporterà tutte le fasi successive dell'operazione''.
(ansa)
fcom1 September 22nd, 2005, 07:04 PM finalmente una data :)
Metro B1: al via i lavori il 26 ottobre
Finalmente fatti!!! :cheers: :cheers:
Mr_Beat September 22nd, 2005, 08:50 PM Questo è famoso in città
Progettazione architettonica per la realizzazione di un edificio residenziale di 350 alloggi nel piano Tre Fontane Nord, Lotto R1, in via del Tintoretto.
Tre Fontane Nord - Via del Tintoretto - Roma - progetto Lotto R1
FOTO EDIFICIO REALIZZATO - LATO ESTERNO
http://www.peaarch.com/foto-realizz/tre-fontane-maxi-3b.jpg
http://www.peaarch.com/foto-realizz/tre-fontane-maxi-3c.jpg
http://www.peaarch.com/foto-realizz/tre-fontane-maxi-3d.jpg
Bello questo complesso, la varietà di volumi maschera bene la grande estensione in lunghezza dei due edifici. Dev'essere uno spettacolo affacciarsi da una finestra che dà all'interno, E poi quelle "casette" davanti ad uno dei due grandi edifici sono molto originali. Spero che il viale centrale sia di accesso pedonale libero a tutti, non con i soliti sbarramenti che isolano i complessi residenziali dal tessuto urbano.
Thelème September 22nd, 2005, 09:04 PM quando vedo questi plastici di palazzi enormi mi chiedo se per caso anche il corviale quando era nella sua fase prenatale di plastico non abbia ammaliato chi lo osservasse...
CAESARS-PALACe September 22nd, 2005, 10:34 PM foto del complesso :
http://www.coopcostruzioni.it/images/edilizia/privata/inpdap-roma.jpg
Falcon83 September 22nd, 2005, 10:39 PM beh no dai ce ne sono di molto carini.
Sonic from Padova September 22nd, 2005, 11:35 PM a me fà cagare...
Markus861 September 23rd, 2005, 12:01 AM foto del complesso :
http://www.coopcostruzioni.it/images/edilizia/privata/inpdap-roma.jpg
Discreto :wink2:
Markus861 September 23rd, 2005, 12:02 AM 2 gennaio 2007
altri rendering :
http://www.abtroma.com/condivise/fotorecenti01/fotoR0101G.jpg
http://www.abtroma.com/condivise/fotorecenti01/fotoR0102G.jpg
http://www.abtroma.com/condivise/fotorecenti01/fotoR0103G.jpg
http://www.abtroma.com/condivise/fotorecenti01/fotoR0104G.jpg
Scusa caesar ma cos'è stà roba? Dove la stanno facendo? grazie :)
GENIUS LOCI September 23rd, 2005, 12:12 AM ^^
Ti rispondo io: è il MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo)
E' stato progettato a dall'architetto Zaha Hadid, ed è attualmente in costruzione a Roma nel quartiere Flaminio...
I lavori per un certo periodo erano andati a rilento, ma adesso pare che siano ripresi...
Ecco un link www.maxximuseo.org
CAESARS-PALACe September 23rd, 2005, 12:37 AM la zona del complesso Inpdap :clown:
http://img195.imageshack.us/img195/9159/trefontane4bl.jpg
.
Vitruvio September 23rd, 2005, 08:19 AM Oggi sul Sole 24 ore, c'è un'intervista a Veltroni dove parla dei progetti, ma soprattutto delle tempistiche previste. E' molto interessante, se qualcuno riuscisse a postarlo...
Mr_Beat September 23rd, 2005, 09:29 AM foto del complesso :
http://www.coopcostruzioni.it/images/edilizia/privata/inpdap-roma.jpg
E' fondamentale non lasciare degradare il tutto, questo fa la differenza tra un piacevole complesso residenziale e un Corviale. Ad esempio vedo che il prato interno è già spelacchiato e trascurato.
Peccato che siano complessi in periferia un pò isolati, il rischio di trovarsi con dei Corviale circolari c'è effettivamente, tutto dipende dalla strato sociale degli abitanti.
Anche le Vele di Napoli erano sulla carta progetti interessanti e originali, la differenza l'ha fatta solo la gentaccia che è andata ad abitarci.
GENIUS LOCI September 23rd, 2005, 11:12 AM ^^
credo che non sia il prato spelacchiato, ma essenze arbustive piantate nel giardino: inoltre mi sa che questa è una foto "vecchia" visto che nella foto satellitare di Google Maps postata da Caesars i "cespugli" si sono magicamente moltiplicati...
Inoltre questo complesso inizia ad avere anche lui un'età: se non sbaglio è dell'inizio degli anni '90 (o della fine degli '80?...)
Paxromana September 23rd, 2005, 01:00 PM Oggi sul Sole 24 ore, c'è un'intervista a Veltroni dove parla dei progetti, ma soprattutto delle tempistiche previste. E' molto interessante, se qualcuno riuscisse a postarlo...
Sul web è appena uscito questo:
http://www.acerweb.it/files/a052192.pdf
fcom1 September 23rd, 2005, 01:46 PM :applause:
Paxromana September 23rd, 2005, 03:08 PM Tolti i ponteggi alla nuova Ara Pacis di Richard Meier la cui teca si inaugura parzialmente stasera, mentre per il piccolo auditorium e servizi annessi si dovrà aspettare primavera...a proposito nessuno passa per P.za Augusto Imperatore oggi...qualche fotina...eddai...ecco comunque l'intelligente intervista pubblicata oggi dal Messaggero all'esimio architetto:
http://www.acerweb.it/files/a052190.pdf
SdR September 23rd, 2005, 04:09 PM Ostia, ok al credito agevolato per abbellire gli stabilimenti
L'estate è finita, ma per il 'mare di Roma' si pensa al futuro: la Giunta capitolina ha approvato la convenzione tra Comune e Banca di Credito Cooperativo per la concessione di finanziamenti agevolati agli stabilimenti balneari di Ostia. Un fondo totale di 40 milioni di euro per i gestori che riqualificano arenili e attrezzature. L'impegno era stato preso durante il recente convegno "Il lido di Roma al 2015".
In base all'accordo, in cui il Comune entra come garante dei finanziamenti (fino al 75%), ogni gestore di stabilimento può aderire al Piano di Utilizzazione degli Arenili e avere così accesso ad un mutuo agevolato fino ad un massimo di tre milioni. La concessione è vincolata a due condizioni: 1) che il progetto per cui si chiede il finanziamento sia stato preventivamente approvato dal Comune e 2) che il gestore copra con risorse proprie almeno il 25% dell'importo totale del mutuo. I mutui avranno durata decennale, con rate semestrali, e tasso di interesse annuo fortemente competitivo.
L'erogazione dei finanziamenti avverrà in base a progressivi accertamenti dello stato di avanzamento dei lavori. In caso di violazioni accertate – tempi di lavoro allungati, mancato rispetto delle norme generali del Piano degli Arenili, mancato pagamento di una rata del mutuo…–, il Comune revocherà la concessione demaniale.
La convenzione ricalca sostanzialmente lo schema collaudato dei "Punti Verdi Qualità". Obiettivo: agevolare gli imprenditori che contribuiscono a migliorare le condizioni del litorale di Ostia, curando i propri stabilimenti e recuperando le 'visuali a mare' che – assieme alle architetture liberty e all'ambiente costiero – caratterizzano il litorale romano.
SdR September 23rd, 2005, 08:43 PM Veltroni: "I miei 5 obiettivi prima del voto"
I nuovi treni per il metro, l'apertura della Fiera, il make-up di Piazza di Spagna e il restauro delle ville, l'avvio dei lavori per il Museo della Shoa e per la stazione Tiburtina. Sono questi i traguardi cui il sindaco punta, in un'intervista al "Sole 24Ore", prima della corsa al Campidoglio
Roma, 23 settembre 2005 - Completare la fornitura di nuovi treni alla metropolitana, aprire la Fiera di Roma a marzo, riaprire piazza di Spagna rifatta, completare il restauro di Villa Torlonia e Villa Borghese, cominciare i lavori del Museo della Shoa e della stazione Tiburtina: sono gli obiettivi che il sindaco di Roma, Walter Veltroni vuol raggiungere prima della fine della legislatura.
Lo ha detto in una intervista pubblicata oggi da Il "Sole-24Ore", nella quale ribadisce che ''Roma ha bisogno di poteri speciali e risorse adeguate a una grande capitale" e annuncia che chiedera' ufficialmente ai due candidati premier ''un impegno per una legge che dia a Roma poteri e risorse che hanno le altri capitali europee''.
A proposito dell'idea di fondo con cui la sua giunta ha promosso la trasformazione della citta', il sindaco della Capitale ha detto che e' stata chiusa definitivamente la storia dell'abusivismo e ha ricordato che sono stati buttati giu', complessivamente, 230 mila metri cubi di costruzioni abusive.
Veltroni si e' soffermato sulla qualita' architettonica ''determinante per l'idea della citta' che vogliamo dare'' e rispondendo poi ad una domanda su qualche ''difficolta' costruttiva'' che ci sarebbe dietro la Nuvola di Fuksas, il nuovo centro congressi, ha detto: ''C'è una difficolta' obiettiva con questo imprenditore: o questo imprenditore dimostrera' di essere all'altezza di questa sfida - ha proseguito il sindaco - o bisognera' cercare di fare in modo che il centro congressi si faccia comunque''.
Infine Veltroni ha ricordato che si sta studiando la realizzazione di ''una linea aerea dedicata completamente a Roma, fatta da operatori privati, un progetto - ha aggiunto - al quale lavora il Medicocredito centrale".
(ansa)
Falcon83 September 23rd, 2005, 08:52 PM perchè in giro non si trovano immagini dell'ara pacis? se le avete postatele anche nel forum internazionale!!!
SdR September 23rd, 2005, 08:55 PM Tolti i ponteggi alla nuova Ara Pacis di Richard Meier la cui teca si inaugura parzialmente stasera, mentre per il piccolo auditorium e servizi annessi si dovrà aspettare primavera...a proposito nessuno passa per P.za Augusto Imperatore oggi...qualche fotina...eddai...ecco comunque l'intelligente intervista pubblicata oggi dal Messaggero all'esimio architetto:
http://www.acerweb.it/files/a052190.pdf
in attesa che passi qualcuno da quelle parti ecco alcune foto dal sito della repubblica:
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/pax/franceschi68078302209144952_big
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/pax/cronaca68215052209144955_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/pax/franceschi67917242209145004_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/pax/ansa68300802209145007_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/pax/ansa68300642209145011_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/pax/ansa68300912209145016_big.jpg
per la galleria completa:
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/pax/1.html
Pavlvs September 23rd, 2005, 09:46 PM Accanto a villa Torlonia sorgerà una struttura di tre piani, alta dieci metri. Entro il 16 ottobre in Consiglio l'ultima delibera. Sulla facciata nera una scritta brillante per gli ebrei uccisi dal '43 al '45.
Come un monolite, scuro, alto, con sotto uno spazio trasparente, di cristalli, che introducono dentro. E, sopra, la grande facciata nera, un'immensa lavagna, dove saranno scritti a caratteri luminosi più di settemila nomi di ebrei italiani uccisi tra il 1943 e il 1945. Tremila metri quadrati, dieci metri d'altezza, una sala conferenze da 150 posti e poi bookshop, caffetteria e biblioteca.
Sarà così il museo della Shoah, progettato dagli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini, che sorgerà a ridosso di villa Torlonia, su un terreno ora abbandonato, a poche decine di metri da dove abitava Benito Mussolini, il dittatore che firmò le leggi razziali.
Ma il "segno" che colpirà di più chi lo visiterà sarà proprio l'enorme schermo nero come la pece e quei nomi che brilleranno. Poi tanti itinerari, a cominciare dal "percorso dei giusti" che introdurrà alla visita del museo. Una costruzione di soli tre piani, per cercare quasi di mimetizzarsi, in un luogo già popolato di presenze architettoniche storiche, come la Casina delle Civette con le sue vetrate liberty, la villa Torlonia, l'antico teatro.
Vi saranno mostre permanenti sulla dolorosa storia della Shoah, altre temporanee e anche tanto materiale audiovisivo. In particolare si punta su una donazione che dovrebbe venire dal regista americano Steven Spielberg, che ha filmato i racconti sulle persecuzioni e sulla deportazione nei campi di concentramento fatti dagli stessi reduci. E tra queste testimonianze molte riguardano la storia del calvario degli ebrei italiani.
I lavori dovrebbero cominciare al più presto e il tempo per realizzare l'opera, che costerà 6 milioni di euro, sarà di tre anni, alla fine dei quali Roma avrà un museo della Shoah, come quelli che già ci sono a Gerusalemme, Berlino e Washington. Per il 16 ottobre, data dell'anniversario della deportazione degli ebrei romani, arriverà in Consiglio comunale la seconda delibera del progetto, seguito personalmente dal sindaco Veltroni e portato avanti dall'assessore al Patrimonio Claudio Minelli. Ne è stata infatti già approvata un'altra che ha consentito di acquisire l'area e la cubatura che era prevista in concessione. Un edificio che era contestato dagli abitanti del quartiere e che sarà invece realizzato in una zona della Bufalotta dove è stato offerto in permuta un permesso di edificazione. In cambio si costruirà il museo, proprio accanto alle catacombe ebraiche di villa Torlonia. Ed ora con la seconda delibera si cambierà la destinazione d'uso del terreno dove sarà realizzata la struttura, gestita da una Fondazione creata dal Comune, dall'Associazione figli della Shoah e dalla Comunità ebraica, che tanto ha voluto un luogo che ricordi gli anni dello sterminio. «Ma questo museo» spiega Riccardo Pacifici, coordinatore del piano «racconterà anche la tragedia dei rom, dei Testimoni di Geova, degli omosessuali e di tutti coloro che sono stati vittime del nazifascismo».
di Paolo Boccacci
da La Repubblica del 16.09.05
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Nasce il Museo della Shoah - Con il voto unanime del consiglio comunale. Il sindaco Veltroni: "È una decisione di portata storica". A Villa Torlonia, tra casa Mussolini e le catacombe ebraiche. Su un'area di tremila metri quadri. Il contributo audiovisivo di Steven Spielberg.
Roma avrà il Museo della Shoah. La decisione è stata presa ieri dal consiglio comunale all'unanimità, con 41 voti favorevoli e nessun astenuto. Il museo sorgerà nell'area adiacente Villa Torlonia alle spalle della Casina delle Civette e sarà realizzato in collaborazione con la comunità ebraica di Roma. Il Campidoglio prevede di arrivare a settembre ad una delibera di progettazione e quindi in diciotto mesi procedere alla costruzione del museo.
«È una decisione di rilievo storico per la nostra città - commenta il sindaco Walter Veltroni - si tratta di un nuovo fondamentale luogo della memoria che si aggiungerà a quelli che richiamano gli anni più oscuri della storia di Roma e di tutto il paese e che richiamerà le terribili sofferenze negli anni del fascismo e sotto l'occupazione nazista furono inflitte agli ebrei romani».
L'acquisizione del terreno di quasi tremila metri quadri e dal valore di circa 16 milioni di euro, è stata possibile per il Comune grazie ad un accordo di permuta con l'impresa che stava avviandosi alla costruzione di un edificio privato nello slargo confinante con il parco che si apre lungo via Alessandro Torlonia, e che potrà disporre di aree edificabili nel piano di Pietralata del Sistema direzionale orientale per residenze ed uffici. Intanto, il Museo della Shoah nasce praticamente dentro quella che fu la residenza di Benito Mussolini dal 1925 al 1943 (il duce pagava al principe Giovanni Torlonia una lira al mese di affitto) ma anche in una zona dove sono conservate le antiche catacombe ebraiche datate al III secolo, attestato della presenza della comunità a Roma da tempi assai remoti.
Luca Zevi e Giorgio Lorenzini, gli architetti al lavoro sul progetto spiegano che si tratterà di una costruzione di volumetrie ridotte ma quanto più possibile evidente dalla strada: «Si tratterà di un edificio a basso impatto ambientale», assicura d'altra parte l'assessore al Patrimonio Claudio Minelli che ha gestito l'operazione. Si tratterà di un museo con ampi contenuti audiovisivi, da realizzare in collaborazione con la Shoah Foundation di Steven Spielberg e da gestire insieme alla Comunità ebraica romana che, naturalmente, esprime soddisfazione per la decisione, così come tutti i partiti che siedono nell'aula di Giulio Cesare da Alleanza nazionale e Forza Italia alla Margherita.
di Francesca Giuliani
da La Repubblica del 03.08.05
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Museo della Shoah, un sì senza eccezioni. Il consiglio comunale ha votato all'unanimità l'acquisizione dell'area. Sarà aperto entro 18 mesi.
Entro 18 mesi anche Roma avrà un Museo della Shoah. Ieri il consiglio comunale ha approvato all'unanimità la permuta che permette l'acquisizione dell'area su cui verrà realizzata la struttura. Il museo sorgerà in un luogo simbolico, a Villa Torlonia, residenza di Benito Mussolini, di fronte alla Casa delle Civette, su un'area di tremila metri quadrati. Durante la seduta che ha visto l'approvazione della delibera con 41 consiglieri presenti e 41 voti favorevoli, è intervenuto anche il sindaco Veltroni: «Questo nuovo, fondamentale luogo della memoria, si aggiungerà a quelli che richiamano gli anni più oscuri della storia di Roma - ha detto - e le terribili sofferenze inflitte agli ebrei romani».
«Il fatto che il museo non sia stato approvato a colpi di maggioranza è per noi una conquista importante - ha detto Riccardo Pacifici, portavoce della Comunità ebraica - ma vogliamo sottolineare che non si racconterà solo la storia degli ebrei. Ricorderà tutti coloro che sono stati perseguitati dal nazifascismo: i rom, gi omosessuali, gli oppositori politici». Entro la fine dell'anno sarà costituita una fondazione mista Comune-Comunità ebraica per la gestione del nuovo museo.
di Flavia Fiorentino
dal Corriere della sera del 03.08.05
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Filmati, foto e memorie: sì unanime in Comune al Museo della Shoah. Sorgerà vicino a Villa Torlonia.
Un museo per non dimenticare , per raccontare la storia attraverso storie e immagini dei sopravvissuti allo sterminio nazi-fascista. Ieri il consiglio comunale ha dato il via libera alla realizzazione del museo della Shoah di Roma, in un'area di 3000 metri quadri vicino a Villa Torlonia, sulla Nomentana. La delibera sulla permuta che permetterà l'acquisizione di quell'area è stata approvata all'unanimità dal consiglio comunale, (41 sì, nessun astenuto). A settembre è prevista una delibera di progettazione del progetto, e in 18 mesi si arriva alla costruzione. Il museo, spiegano all'assessorato comunale al patrimonio, sarà costituito da un edificio a limitato impatto ambientale sulla villa e disporrà, secondo la volontà della Comunità Ebraica romana, di grandi schermi che riporteranno racconti e immagini dei sopravvissuti allo sterminio nazi-fascista. «Il museo ha un rilievo storico per Roma - ha detto il sindaco - sarà il punto di riferimento per tutti coloro che vorranno confrontarsi con il tema della Shoah, a cominciare dai giovani». E il grazie arriva dalla Comunità ebraica di Roma: «Un voto all'unanimità raggiunto grazie alla capacità dell'amministrazione capitolina di far condividere ad ogni forza politica tale e importante storica decisione. Per un museo destinato non solo al ricordo della Shoah, ma anche a costruire un clima di pacifica convivenza delle diverse identità del nostro paese». «Abbiamo votato sì - ha spiegato il vicepresidente del consiglio comunale, Fabio Sabbatani Schiuma (An) - perché nel dibattito si è parlato anche delle Foibe. La Shoah e le Foibe sono due fenomeni di proporzioni differenti, ma sempre di persecuzione e entrambi da condannare».
Gli architetti che cureranno il progetto sono Luca Zevi e Giorgio Tamburini. Il valore finanziario della permuta approvata dal consiglio è di circa 16 milioni di euro. La scelta dell'area per costruire il Museo è stata motivata dalla prossimità delle uniche catacombe ebraiche in suolo pubblico, con le quali sarà collegato; il valore simbolico della vicinanza con la residenza privata di Benito Mussolini (che durante il regime fascista, su invito del principe Torlonia, pagando l'affitto simbolico di una lira al mese, pose la sua residenza nel villino principale nel cuore del parco sulla Nomentana utilizzandola dal 1925 al 1943).
Pavlvs September 23rd, 2005, 10:00 PM Interessante l'articolo di Veltroni, soprattutto lo specchietto finale:
+ 9.1% turismo
5 miliardi di investimenti nel triennio 2005/07 per 1600 opere (il che dimostra come la mia lista di appena 400 opere raccolga solo le maggiori, non certo tutte)
+12.1% crescita occupazione
CAESARS-PALACe September 24th, 2005, 12:13 PM si articolo interessante
anche il fatto che Veltroni ha parlato del parco a tema dedicato al cinema, pensavo già che era un progetto accantonato.E l'anello ferroviario è di nuovo al centro dell' attenzione. :)
Markus861 September 24th, 2005, 01:18 PM ^^
Ti rispondo io: è il MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo)
E' stato progettato a dall'architetto Zaha Hadid, ed è attualmente in costruzione a Roma nel quartiere Flaminio...
I lavori per un certo periodo erano andati a rilento, ma adesso pare che siano ripresi...
Ecco un link www.maxximuseo.org
Grazzie milleeeeeeeeeeeee! :banana: :rock: :naughty:
fcom1 September 24th, 2005, 03:03 PM http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/pax/franceschi68078302209144952_big.jpg
:eek2: , altrochè Roma città museo...
fcom1 September 24th, 2005, 03:39 PM Altri rendering del MAXXI
http://arte.leonardo.it/fnts/arte/immagini/maxxigalleria/400/maxxi02.jpg
http://arte.leonardo.it/fnts/arte/immagini/maxxigalleria/400/maxxi01.jpg
http://arte.leonardo.it/fnts/arte/immagini/maxxigalleria/400/maxxi03.jpg
fcom1 September 24th, 2005, 03:42 PM E gia che ci sono...
http://w3.uniroma1.it/qart/arch900/arc_eu/maxxi/prima__.jpg
http://w3.uniroma1.it/qart/arch900/arc_eu/maxxi/maxxi_piante.jpg
http://w3.uniroma1.it/qart/arch900/arc_eu/maxxi/seconda.jpg
http://w3.uniroma1.it/qart/arch900/arc_eu/maxxi/maxxi_sez.jpg
Thelème September 24th, 2005, 04:27 PM veltroni parla in una di queste interviste di un palazzetto dello sport (o qualcosa di simile) progettato da calatrava... si sa niente a riguardo? rendering?
CAESARS-PALACe September 24th, 2005, 10:24 PM per il momento non ci sono rendering, è il PalaNuoto per i mondiali di nuoto nel 2009.
articoli :
http://www.casadellarchitettura.it/dettagli.asp?id=6732
un nuovo articolo...sembra che Calatrava progetterà non solo il Palazzo dello Sport ma anche il nuovo campus :shocked: :
03/09/2005
La firma di Calatrava sul campus di Tor Vergata
Giorgio Santilli
ROMA - Santiago Calatrava progetterà il campus universitario di Tor Vergata, dove già sta disegnando la città dello sport e farà ora un'estensione dell'attuale piano particolareggiato. Vittorio Gregotti, per conto della Pirelli Re, proprietaria dell'area, inserirà il campus di Acilia (a servizio dell'Università Roma 3) nel piano urbano della "nuova centralità" che ià in fase avanzata. L'Università La Sapienza indirà invece probabilmente un concorso di architettura per gli edifici del campus di Pietralata, a valle del piano urbanistico attuativo che Franco Purini sta mettendo a punto per l'area.
A rilanciare il progetto dei campus per le tre Università romane è la decisione assunta mercoledì scorso dal consiglio di amministrazione dell'Inail di inserire il finanziamento per le tre strutture residenziali universitarie (484 milioni) nel piano degli investimenti immobiliari dell'ente. Più che una decisione, si tratta di un impegno a inserire la posta, cui tiene molto il sindaco Veltroni, nella stesura definitiva del piano che si avrà solo a febbraio 2006. Ma la previsione nella delibera di questa priorità viene considerata dal Campidoglio una garanzia che, dopo il lungo braccio di ferro, i fondi arriveranno. Dovrebbe dare conferma di questo accordo politico il ministro del Welfare Roberto Maroni che martedì prossimo terrà con Veltroni una conferenza stampa in Campidoglio.
Con i tre progetti si vuole dotare Roma di 6.195 posti-letto per studenti e ricercatori, con una spesa di 424 milioni per gli edifici residenziali veri e proprio e di altri 60 milioni per i poli sportivi connessi. L'intervento sarà diviso in due fasi, con una spesa di 231 milioni e la realizzazione di 3.095 posti-letto nella prima fase e una spesa di 253 milioni e 3.100 posti-letto nella seconda fase. Restano fuori dal quadro finanziario così delineato soltanto 265 posti-letto che dovranno essere realizzati in project financing nell'area di Tor Vergata o tramite un'asta per la vendita ai privati dell'area su cui realizzare questo edificio. «Per gli interventi della prima fase - dice l'assessore all'Urbanistica, Roberto Morassut - possiamo prevedere un orizzonte temporale di cinque anni. Certamente a Tor Vergata dovremo rispettare il termine del 2009 per i campionati mondiali di nuoto, mentre Pirelli Re ha certamente interesse ad accelerare gli interventi ad Acilia. Qualche ritardo potrebbe verificarsi semmai su Pietralata dove la regìa dell'intervento è nelle mani del ministero delle Infrastrutture». Proprio al ministero delle Infrastrutture, il Campidoglio ha presentato anche la richiesta per il finanziamento del prolungamento della linea C fino a Pietralata, finora escluso dai fondi della legge obiettivo.
Lo sblocco dei progetti dei campus ha per Roma una doppia valenza, strategica e urbanistica. «Queste strutture - dice Morassut - sono necessarie per trasformare Roma in una grande piazza internazionale di studenti italiani e stranieri, ma anche per fornire alle università e ai centri di ricerca servizi innovativi fondamentali». Nel 2004 gli studenti iscritti nelle Università laziali erano 241.397: di questi 135.639 iscritti alla Sapienza, 29.479 a Tor Vergata e 35.537 a Roma Tre.
Ma anche per lo sviluppo urbanistico della città i tre campus costituiscono una tappa importante. «Passiamo - dice Morassut - dalla fase del disegno del Piano regolatore alla fase dello sviluppo proprio della sua parte di maggior valore strategico: quella delle "nuove centralità". Siamo in presenza di tre interventi a finanziamento pubblico che costituiranno la leva per avviare la trasformazione di tre aree di nuova centralità decisive per il futuro della città».
GIORGIO SANTILLI
03/09/2005
fcom1 September 25th, 2005, 11:18 AM Di Calatrava non si trova mai niente, un rendering neanche se lo paghi oro... :bash:
Pavlvs September 26th, 2005, 01:56 AM Programmi di recupero urbano:
la Regione dà l'ok
Per Tor Bella Monaca, San Basilio, Corviale, Magliana, Labaro e Primavalle approvazione all'unanimità in Commissione Urbanistica il 23 settembre
di R. V.
La Commissione all’Urbanistica della Regione ha approvato all’unimità, il 23 settembre, le delibere per i Programmi di Recupero urbano (PRU, i cosiddetti “articoli 11” della legge 493/93) che riguardano aree di San Basilio, Tor Bella Monaca, Corviale, Magliana, Primavalle-Torrevecchia e Labaro-Prima Porta.
La Commissione, presieduta da Claudio Moscardelli (Margherita) ha invece rimandato alla prossima seduta del 26 settembre la delibera del PRU Fidene-Valmelaina per poter ascoltare le richieste avanzate da un comitato di cittadini (presenti davanti alla sede della Regione). Per il programma del Laurentino, è in corso la fase istruttoria.
I Programmi di Recupero Urbano, adottati dal Comune di Roma nel 2001, riguardano 11 aree della periferia romana. Per le altre tre, Acilia-Dragona, Palmarola-Selvacandida e Valle Aurelia, le delibere erano già state approvate dalla Regione (e sono state le uniche in quattro anni) nella precedente legislatura.
Ora manca solo l’approvazione del Consiglio regionale, ma “vista l’unanimità raggiunta nella Commissione – ha dichiarato l’assessore regionale all’Urbanistica Massimo Pompili – penso sia possibile inserirla in agenda in tempi brevi”.
I PRU consentiranno il rinnovo urbano di 7 mila ettari di periferia, a beneficio di più di 400 mila abitanti che vivono a cavallo, o fuori del Grande Raccordo Anulare. In queste aree confluiranno sia investimenti pubblici che privati per oltre 1.800 milioni di euro, di cui 520 per opere pubbliche (infrastrutture, servizi, scuole parchi, ecc.). Nel corso dei sei anni previsti per la loro realizzazione daranno opportunità di lavoro a circa 5 mila persone.
La dichiarazione del Coordinatore regionale della Margherita, on. Giorgio Pasetto, sul lavoro della Commissione Urbanistica, in merito agli "articoli 11" >>>
Ed ecco una sintesi di quanto previsto negli 11 Programmi di Riqualificazione Urbana, adottati dal Comune di Roma nel 2001.
FIDENE-VALMELAINA (1) Programma rinviato alla Commissione del 26-09-05
Sono previsti 30 interventi pubblici e 10 interventi privati.
Gli interventi pubblici riguardano infrastrutture a rete, attrezzature di servizio e sistemazioni ambientali.
Gli interventi privati riguardano la realizzazione edilizia residenziale e l’inserimento di attività terziarie e commerciali.
Costo totale degli interventi pubblici: circa euro 34 ml di cui circa 8 dalla Regione, circa 17 di contributo straordinario, circa 7 da oneri di urbanizzazione e circa 2 di finanziamento comunale.
MAGLIANA (7)
24 interventi pubblici e 10 privati.
Gli interventi pubblici riguardano la viabilità, la realizzazione di parcheggi pubblici, il prolungamento della pista ciclabile di via Frattini fino alla pista esistente sull’argine del Tevere, la realizzazione di un parco fluviale.
Costo totale degli interventi pubblici: circa euro 50,21 ml di cui circa 39,46 per infrastrutture a rete e circa 10,74 per sistemazioni ambientali e verde pubblico.
PRIMAVALLE-TORREVECCHIA (10)
26 interventi pubblici e 7 privati.
Gli interventi pubblici riguardano: viabilità (con la creazione di nuovi collegamenti anche in funzione dei nuovi svincoli sul Gra previsti dall’Anas), servizi pubblici e sistemazioni ambientali.
Gli interventi privati riguardano insediamenti residenziali, attrezzature commerciali, terziarie e servizi privati.
Costo totale degli interventi pubblici: circa euro 435 ml di cui circa 30 per infrastrutture a rete, circa 400 per servizi pubblici e circa 5 per sistemazioni ambientali.
SAN BASILIO (2)
33interventi pubblici e 7 privati.
Gli interventi pubblici riguardano la viabilità, i servizi pubblici ed il verde.
Gli interventi privati riguardano insediamenti residenziali, attrezzature commerciali, terziarie e servizi privati.
Costo totale degli interventi pubblici circa euro 36,67 ml di cui circa 8,56 dalla Regione Lazio, circa 7,34 dal Comune, circa 17,93 da privati e circa 2,25 da Project Financing
TOR BELLAMONACA (3)
27 interventi pubblici e 6 privati.
Gli interventi pubblici riguardano: viabilità esistente e di nuova realizzazione, servizi pubblici, verde.
Gli interventi privati riguardano insediamenti residenziali, attrezzature commerciali, uffici e servizi privati.
Costo totale degli interventi pubblici circa euro 31ml di cui circa 20 per infrastrutture a rete, circa 5 per servizi pubblici, circa 6 per verde pubblico e ambiente.
CORVIALE (6)
35 interventi pubblici e 25 privati.
Gli interventi pubblici riguardano collegamenti viari, riqualificazione dello spazio pubblico con sistemazioni di arredo urbano, realizzazione di asili nido ed altri edifici scolastici.
Gli interventi privati riguardano la realizzazione edilizia residenziale e l’inserimento di attività terziarie e commerciali.
Costo totale degli interventi pubblici: euro 34 ml di cui 18 per infrastrutture a rete, circa 9 per edilizia e servizi e circa 7 per verde e sistemazioni ambientali
LABARO-PRIMA PORTA (11)
29 interventi pubblici e 9 privati.
Gli interventi pubblici riguardano la realizzazione di: centro civico, biblioteca e servizi locali come un asilo nido, una scuola materna, aree verdi e di riqualificazione di piazze e strade.
Gli interventi privati riguardano la realizzazione di edilizia residenziale, non residenziale e commerciale.
Costo totale degli interventi pubblici: circa euro 23 ml di cui circa 6,5 dalla Regione, circa 9 dal Comune e circa 7,5 provenienti contributi privati
LAURENTINO (5) Programma in istruttoria
39 interventi pubblici e 10 privati.
Gli interventi pubblici: opere di viabilità (svincoli stradali, riorganizzazione dell’anello viario, viabilità locale e parcheggi interrati), un centro culturale, un centro civico, piazze, percorsi ciclo/pedonali e aree verdi, sistemazione del parco archeologico con attrezzature sportive e la ristrutturazione di 4 edifici a ponte.
Gli interventi privati: realizzazione di edilizia residenziale, non residenziale e la ristrutturazione di edifici a ponte e il loro impiego per attività terziarie, servizi privati e residenze speciali.
Costo totale degli interventi pubblici: circa euro 63 ml di cui circa 83 % da privati e circa 17 % da soggetti pubblici
ACILIA-DRAGONA (4)
54 interventi pubblici e 21 privati.
Gli interventi pubblici riguardano: infrastrutture a rete, attrezzature pubbliche di servizio, sistemazioni ambientali. Sono state inoltre acquisite al patrimonio comunale 652.820 mq. di aree destinate a verde e servizi pubblici.
Gli interventi privati riguardano la realizzazione di residenze e servizi privati di tipo sanitario, culturale, ricreativo, turistico e sportivo. In particolare è prevista la realizzazione di strutture sanitarie per anziani e case di cura, sale cinematografiche, banche, centri, commerciali, un albergo e un’azienda turistica.
Costo totale degli interventi pubblici: euro 82,12 ml di cui 70% da risorse private e 30% da Regione e Comune.
PALMAROLA-SELVA CANDIDA (9)
32 interventi pubblici e 10 privati.
Gli interventi pubblici riguardano: viabilità (creazione di nuovi collegamenti anche in funzione dei nuovi svincoli sul Gra previsti dall’Anas), nuovi servizi (centri polivalenti, centri per attività culturali ecc.) e sistemazione ambientali.
Gli interventi privati riguardano insediamenti residenziali, attrezzature commerciali, terziarie e servizi privati.
Costo totale degli interventi pubblici: circa euro 33 ml di cui circa 20 per infrastrutture a rete, circa 7 per servizi pubblici e circa 6 per sistemazioni ambientali e verde pubblico.
VALLE AURELIA (8)
17 interventi pubblici e 2 privati.
Gli interventi pubblici riguardano: sistemazione e completamento viabilità locale ed infrastrutture a rete, edifici scolastici, sociali, culturali, verde pubblico, Parco del Pineto.
Gli interventi privati riguardano la realizzazione edilizia non residenziale con inserimento di attività alberghiere, commerciali, ricreative, culturale, sportivo e di servizi pubblici ed uffici.
Costo totale degli interventi pubblici i 16 ml di cui 55% da risorse private, 45% da risorse pubbliche, Regione Lazio e Comune di Roma.
CAESARS-PALACe September 26th, 2005, 07:35 PM http://www.europaconcorsi.com/db/pub/images/7218/1539424218.jpg
Europaconcorsi : ci sono nuovi rendering del Ara Pacis
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/architecture.php?id_scheda=7218&idimg=56556
.
Pavlvs September 27th, 2005, 12:54 AM Dunque la piazza apparirà così:
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/images/7218/260039690.jpg
Rimango in attesa di una vera riqualificazione di Piazza Augusto Imperatore.
Per chi non è romano:
La costruzione circolare in alto a destra è la tomba del fondatore dell'Impero Romano, Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto.
In qualsiasi città del mondo un monumento del genere, il monumento funebre di uno dei 10 uomini più importanti della storia dell'occidente, sarebbe il principale landmark cittadino, vista l'indubbia importanza che riveste.
In qualsiasi altra nazione del mondo, un monumento del genere, il monumento funebre di uno dei 10 uomini più importanti della storia dell'occidente, sarebbe trai principali landmarks nazionali, vista l'indubbia importanza che riveste.
A Roma, Italia, è semi abbandonato.
Sconosciuto.
Dimenticato.
Perchè se c'è qualcosa di cui Roma è capitale, e se c'è un primato di cui l'Italia è detentrice, questa è la capacità di sottovalutare il proprio patrimonio.
Propongo una soluzione di rottura, tipo piramide del Louvre.
La piramide del Mausoleo d'Augusto non sarebbe male :D
Pavlvs September 27th, 2005, 01:04 AM La nuova Ara Pacis s'affaccia sul futuro
rassegna della pre-inaugurazione
DOPO IL RESTAURO - Riaperta a Roma l'Ara Pacis - Dopo anni di lavori ieri l'Ara Pacis è tornata visibile per romani e turisti: in una pre-inaugurazione il sindaco Veltroni, affiancato dall'architetto americano Richard Meier, ha mostrato ieri sera ai media la nuova teca in acciaio, vetro e travertino che protegge il monumento fatto costruire nell'anno 13 a.C. per celebrare le vittorie di Augusto in Spagna e Gallia. L'Ara Pacis sarà visitabile, su appuntamento, nei week end, mentre il complesso museale progettato da Meier aprirà il 21 marzo del 2006. L'altare sarà visibile anche andando in auto sul Lungotevere grazie alle ampie vetrate in cristallo sorrette da una struttura in acciaio. Prima dell'incontro, una delegazione di An, con alcuni giovani mascherati da centurioni, ha protestato contro il progetto di Meier.
Un concorso internazionale per riqualificare la piazza - Il Campidoglio lancia il progetto destinato a cambiare l'intera area attorno alla grande teca di marmo e vetro. Marmo e vetro, l'Ara Pacis apre le porte - Ieri sera la prima visita. Svelata l'opera di Meier mentre parte il piano per rendere pedonale piazza Augusto Imperatore. Prima visita al nuovo Museo dell'Ara Pacis con Veltroni e l'architetto Meier. L'inaugurazione sarà il 21 marzo 2006. Una colonna romana antica sostituirà l'obelisco.
Un abbraccio fra il sindaco e l'architetto americano, non appena si incontrano in Campidoglio è il primo atto della giornata dedicata al nuovo Museo dell'Ara Pacis. «I am very happy for you and for us» , «sono felice per te e per noi» dice Walter Veltroni a Richard Meier, ricorrendo al suo inglese, ma volendo così, con queste semplici parole, sottolineare la fine delle polemiche nel giorno in cui si aprono per la prima volta i cancelli dell'opera che d'ora in poi caratterizzerà il centro di Roma. A sera la prima visita «guidata» alla grande teca in marmo di Tivoli, acciaio e cristallo, che verrà defintivamente inaugurata il 21 marzo del 2006. È il momento delle emozioni, dei ringraziamenti, ma anche delle contestazioni. All'interno, infatti, Walter Veltroni non dimentica l'allora sindaco Francesco Rutelli e il sovrintendente archeologico Adriano La Regina. E «un grazie - aggiunge - agli operai e alle imprese che hanno reso possibile questa realizzazione così importante dal punto di vista tecnico». Con l'assessore alla Cultura Gianni Borgna ricorda come «la cosa più importante era salvaguardare l'Ara Pacis, davvero a rischio», ricorda come un altra tappa sarà a via dei Cerchi, pedonale e con il nuovo museo dove spera di portare la collezione Torlonia.
All'esterno, invece, di fronte ponte Cavour Italia Nostra promuove una «consultazione» per limitare i danni causati dallo «scatolone», mentre dall'altra parte, di fronte via di Ripetta, An ha organizzato una manifestazione con alcuni giovani mascherati da centurioni: contestano il progetto e parlano di «nuovi barabari». E il capogruppo di An nel I Municipio Federico Mollicone viene allontanato. «Le polemiche culturali vanno bene - stigmatizza il sindaco - le altre no».
Ma la prima festa ieri è nel salone delle Bandiere, con l'annuncio del concorso internazionale per la risistemazione di piazza Augusto Imperatore e del project financing per la costruzione del sottopasso del lungotevere. Con una sorpresa: perchè solo in mattinata si è deciso che al posto dell'obelisco disegnato dallo stesso Richard Meier verrà inserita una colonna romana antica. Una soluzione proposta dal sovrintendente comunale Eugenio La Rocca e dal direttore dell'ufficio Città storica, Gennaro Farina e della quale l'architetto americano si è dichiarato entusiasta. «Anche per la Chiesa di Tor Tre Teste - ha ricordato - avevo chiesto al Vaticano un Crocifisso antico. Mi hanno risposto che non ne avevano. Questa colonna è quindi per me una grande felicità», quasi un simbolo dell'unione fra antico e moderno che vuole caratterizzare tutta l'opera. «Ci è sembrato logico e giusto - ha, infatti, aggiunto Eugenio La Rocca - invece di un obelisco in materiali moderni inserire una colonna antica. Ne abbiamo molte non contestualizzate, potremo così musealizzarla davanti l'Ara Pacis». E anche la colonna sarà un altro richiamo alla data particolare scelta per l'apertura, sia pure parziale, del Museo: il 23 settembre è l'anniversario della nascita del primo imperatore romano, e anticamente l'ombra della Meridiana di Augusto, tramite l'Ara Pacis, segnalava il giorno del suo compleanno.
Ed eccoci al futuro, alla piazza oltre il Museo, a «uno degli spazi più dinamici e importanti del XXI secolo - come l'ha definito Veltroni - che segna una nuova stagione dell'architettura a Roma». Il bando di corcorso per la riqualificazione della piazza, aperto ad architetti ed archeologi, a «gruppi di professionalità miste», sarà formalizzato il mese prossimo con una dleibera di Giunta e «contiamo per il 30 aprile del 2006 di sapere chi è il vincitore», ha proseguito Veltroni. «Fin dal 2002 - ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut - sono state decise le linee guida per la risistemazione dell'area, con la commisisone presieduta da Leonardo Benevolo. Adesso la commissione scientifica sarà opportunamente integrata con l'obiettivo di ricucire la separazione tra la piazza e il Mausoleo. Una "frattura" che sarà superata anche con l'addolcimento del terrapieno della tomba di Augusto, nel nuovo rapporto con i portici e con tre direttrici da privilegiare: via di Ripetta, via del Corso e via Tomacelli».
Una ricucitura che avverrà anche dalla parte del fiume con il soppopasso per il quale sono stati messi a disposizione 40 milioni di euro: l'altra metà del costo sarà sostenuta dai privati, che come bilanciamento economico avranno la possibilità di realizzare 250 posti auto. Perchè sia pronto l'amministrazione prevede 4 anni di tempo: uno per il completamento della progettazione e tre per i lavori.
D'ora in poi l'Ara Pacis sarà visitabile: durante i fine settimana, quando si fermano i lavori del cantiere e mettendosi d'accordo con la sovintendenza comunale. Si potrà avere un'idea, così, dell'atrio di 800 metri quadri, del salone di 900 e della terrazza.
di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 24.09.05
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Giudizio (quasi) unanime: «È bellissima». Molti architetti presenti all'inaugurazione «sposano» il progetto.
Alla fine l'Ara (sine) Pacis, accontenta un po' tutti. A parte i militanti di An e gli ambientalisti di Italia Nostra, uniti e divisi (gli uni schierati dalla parte di via Ripetta, gli altri piazzati con volantini nelle vicinanze del ponte sul Tevere), pronti a urlare contro «la pompa di benzina» o «l'autentica mostruosità». Per (quasi) tutti gli altri, circa 400 persone intervenute alla «pre-inaugurazione» dell'opera, la teca di Meier è «bellissima». Anzi, «stupenda», come la definisce l'archeologa Anna Mura Sommella, direttrice dei Musei Capitolini. Giudizio di parte, per una dirigente del Campidoglio? «No», assicura lei. «Anzi, le confesso che avevo non poche perplessità e preoccupazioni».
«Giudizio sospeso fino alla fine dell'opera - commenta Renato Nicolini, architetto ed ex assessore capitolino alla Cultura - ma per quel che vedo mi pare un gran bel lavoro. Di valore. Una cosa intelligente è stata quella di aver mantenuto sul fianco la scritta in latino. Divertente la citazione in travertino. Insomma, ora che finalmente si può vedere parte del progetto realizzato, credo che tutte le polemiche possano tacere».
Tacciano le polemiche. Il tanto vituperato Meier alla fine ha dunque lasciato «un segno in cui si vede la mano dell'architetto internazionale»: anche Alessandro Anselmi, illustre collega del progettista americano, promuove la grane teca, i seicento metri quadri di vetrate, il gioco di trasparenze, il muro in travertino e tutto il resto: «Certo - aggiunge - un giudizio definitivo si potrà dare solo alla fine».
Ma il buon giorno, si vede dal mattino, dice il proverbio. E gli architetti presenti ieri all'inaugurazione concordano, sfumature a parte, sulla qualità della nuova sistemazione dell'Ara. Giorgio Ciucci, presidente dell'Accademia nazionale di San Luca: «Si è ricostituita, e già si vede, una continuità con via Ripetta. Ottima l'idea delle colonne, quasi una citazione direi... che dialoga con le vicine colonne della piazza. Anche io mi esprimerò solo alla fine, ma credo già di poter affermare che si tratta di un intervento di qualità. Spettacolare il muro in travertino, montato benissimo, grande precisione nei giunti tra un blocco e l'altro... Per principio, oltretutto, sono tra quelli favorevoli a interventi contemporanei di qualità anche nel centro storico. E ho sempre detto che quel che si è demolito era una cosa modesta, attribuita a Morpurgo, ma che di Morpurgo non era».
Tutti pazzi per Meier, dunque? Non proprio. Qualcuno (lievemente) perplesso c'è. Vittorio Emiliani, ad esempio, presidente del Comitato per la Bellezza: «Lavoro interessante - dice - ma un po' soverchiante». Poi spiega: «Mi è molto piaciuto il grande contenitore in vetro. Meno il muro in travertino, non tanto in sé, quanto nel rapporto sbagliato che stabilisce con le due facciate delle chiese adiacenti».
Opinione che vai, giudizio che trovi: negativo, stavolta. quello di Giano Accame, ex direttore del «Secolo d'Italia» e intellettuale di riferimento per An. «Polemiche politiche a parte», premette garbatamente, «ma davvero non mi sembra un granché: un'officina, un gazometro, un effetto fabbrica... Molto interessante mi pare invece il progetto futuro di pedonalizzazione. Non tutto comunque, tra ciò che vedo, mi pare da buttare. L'area vetrata è la cosa migliore. Quelle colonne però, me lo lasci dire, sono di una bruttezza inimmaginabile».
Tra le tovaglie e i fiori bianchi per il buffet (studiato omaggio al colore simbolo delle architetture di Meier) sfilano intanto mezzo Campidoglio e vari volti noti. La «pre-festa» è finita. Appuntamento per il 21 marzo 2006, ad opera completata.
di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 24.09.05
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IL PERSONAGGIO - Richard Meier: il ritorno di un americano a Roma
Un americano a Roma. Irresistibile la tentazione di citare quel titolo. Richard Meier alle prese con l'Ara Pacis col suo (discusso) progetto è la traduzione architettonica di un racconto a sfondo morale: giovane studente statunitense si innamora di una capitale europea e «da grande», ricco e famoso, salda i conti coi ricordi lasciando un segno indelebile. Meier ha studiato all'American Academy in Rome, in via Angelo Masina al Gianicolo. Forse, chissà, quel suo amore per il bianco assoluto, persino le grandi vetrate del progetto dell'Ara Pacis nascono dai mesi passati nell'immenso edificio costruito nel 1894 da un gruppo di ricchi filantropi americani (qualche cognome: Vanderbilt, Rockefeller, Carnegie, i Frick grandi collezionisti) e inondato dal sole romano che sgorga dai finestroni.
Magari non sarà proprio così, magari i riverberi del Gianicolo hanno un peso specifico relativo nella vicenda che ha appassionato (in senso negativo e positivo) urbanisti e intellettuali in questi anni. Ma è bello pensarlo.«La mia prima visita nella capitale risale al 1959 quando venni per due mesi per studiare architettura. Non sono venuto come un americano, come un newyorchese, ma come qualcuno che già amava Roma», ha detto ieri l'architetto. Meier ha molti tratti intellettuali europei, e quindi anche italiani.
Confessò in un'intervista di essere rimasto vittima di una specie di folgorazione affacciandosi per la prima volta sulla spiaggia di Jesolo: «Ero stupito dalla profondità e dalla bellezza della spiaggia, noi non ne abbiamo così in America, nemmeno in California. E poi quella luce sul mare...
Chissà cosa dev'essergli capitato affacciandosi su Roma, la mattina o il pomeriggio del suo arrivo, dalla terrazza del Fontanone dell'Acqua Paola, a pochi metri dall'American Academy. Altro che la luce di Jesolo: sicuramente qualcosa che somigliava alla sindrome di Stendhal.
Adesso questo ex giovane americano a Roma, diventato urbanista e architetto di grido, lascia il suo segno perenne nel cuore antico della città. Qualche amministratore culturale capitolino ironizza su tanta attenzione e parla di «fissazione» a proposito delle lunghe polemiche sull'Ara Pacis. Di «fissazione» sicuramente si tratta: materiali che resteranno nei prossimi secoli in pieno centro storico. Più «fissazione» di così.
E Meier deve saperlo bene, lui che è così abituato a dialogare (con i suoi famosi bianchi, con le sue ampie aperture protette dal vetro, con le sue linee nette) con gli spazi aperti delle città americane. A Tor Tre Teste il Meier americano a Roma ha regalato un pezzo di urbanistica contemporanea di straordinario valore.
Ora bisognerà capire cosa accadrà con l'Ara Pacis. L'elegante americano a Roma (capelli candidi, abito grigio di ottima fattura, un tratto umano che suggerisce simpatia) sa che la scommessa non è da poco.
Lo sapeva già ai tempi in cui studiava nella nostra città, si immaginava un futuro tutto da scrivere. Sapeva che la città così ben leggibile dal Gianicolo nei giorni di tramontana è un tessuto irripetibile con un centro storico. A Meier è toccato in sorte una opportunità unica in una vita: un'amministrazione comunale che, senza un concorso internazionale, gli ha affidato per «chiamata diretta» un progetto che avrebbe fatto per sempre felice qualsiasi architetto di questo mondo. L'ex studente dell'American Academy forse ha creduto di sognare, sapendolo.
E adesso il suo progetto è lì, in vetro e linee bianche. Le polemiche sono archiviate, ormai carta morta. Tutto è lì, «fissato» per chissà quanti secoli. Come andrà a finire? Verrà assorbito dalla Roma che Meier ammirava dal Gianicolo? È la vera scommessa del futuro. Non basterà il sole romano a vincerla. E Meier lo sa.
di Paolo Conti
dal Corriere della sera del 24.09.05
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FELICI DISSONANZE - Così com'è forse il caso di mettere da parte la retorica dell'anniversario della nascita di Augusto, oggi è da lasciare perdere ogni altro cascame polemico sui ritardi del cantiere del museo dell'Ara Pacis e sul suo costo moltiplicato dal tempo. Dopo la Grande Moschea di Portoghesi, l'Auditorium di Piano, ecco la seconda opera di Meier dopo la chiesa di Tor Tre Teste. Quattro importanti segni nel tessuto della città, in punti diversi, dall'estrema periferia al centro storico. Se ne sta per aggiungere un quinto: Carlo Aymonino consegnerà presto lo spazio museale del Giardino Romano, in pieno Campidoglio, a pochi metri dalla piazza di Michelangelo. Ciascuno con il proprio linguaggio installa nella città dove si è continuato - un caso unico al mondo - a edificare per oltre due millenni un nuovo segno architettonico che la arricchisce. Come, nei secoli, hanno fatto decine di altri grandi architetti che ai loro tempi erano «contemporanei» o addirittura d'avanguardia. Chissà cosa fu detto quando negli archi del Teatro di Marcello la potente famiglia dei Pierleoni edificò la propria residenza o quando in faccia al totem dell'architettura romana classica, il Pantheon, fu eretta la fontana barocca di Giacomo Della Porta.
La Città Eterna è fatta di dissonanze, di sovrapposizioni e di contrasti architettonici, ed è per questo che evita la noia dell'uniforme Parigi. Sull'opera di Meier, riconosciuto in tutto il mondo come un maestro dell'architettura contemporanea, non si è sviluppato un dibattito culturale, ma solo polemiche. Si è andati dall'antiamericanismo al grottesco autodafè in cui è stato bruciato (come fosse un libro) il modello del nuovo museo. Ma si preparano altre grandi opere di alta architettura contemporanea, necessaria - come ha detto Lord Norman Foster al Corriere - per «rigenerare le città». E ci sono ancora tanti spazi da riempire nella città storica. Dai primi scricchiolii che già si sentono sul fronte dei critici dell'Ara Pacis si prenda coraggio per andare avanti sempre con interventi di alta qualità. Certo, discutibili: ma evitando polemiche asfittiche e provincialismo. Roma non si è mai considerata una città-museo. Bisogna evitare che oggi si voglia rinchiuderla in questa inquietante immagine.
LA POLEMICA - Krier: «Una dichiarazione di guerra al centro storico»
«La vera questione è che tutti gli architetti sono accomunati dalla stessa pretesa: operare nei centri storici. Esiste infatti una strategia che viene da lontano, nasce dalla Carta di Venezia, dalla maggior parte degli architetti nemmeno conosciuta ma oramai diventata "legge" naturale grazie al monopolio detenuto dalla cultura modernista, per cui ogni intervento contemporaneo non deve confondersi con la storia». È l'attacco a Richard Meier portato dall'architetto Léon Kriér, consulente per l'urbanistica del Principe Carlo d'Inghilterra, docente alla Princeton University, sostenitore dell'architettura tradizionale. «E' ironico che gli stessi architetti modernisti – ha aggiunto Krier - permettano restauri conservativi solo per edifici di stile modernista. Il nuovo museo dell'Ara Pacis di Meier è la diretta conseguenza dell'applicazione di questo principio, vera e propria dichiarazione di guerra ai centri storici. Come per i Fori Imperiali di Fuksas, Meyer, ma anche Gregotti, italiano o straniero non fa differenza, attuano la provocazione, lo "Skandalon", per dimostrare che sono gli unici a poter intervenire nei centri storici secondo la Carta di Venezia, invece di lasciare spazio a chi è realmente esperto di centri storici come Paolo Marconi».
di Giuseppe Pullara
dal Corriere della sera del 24.09.05
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Il vestito nuovo dell'Ara Pacis
A un certo punto, saranno state le quattro del pomeriggio, d'improvviso si è alzata una nuvola di polvere bianca per tutto il cantiere, una nuvola che il sole romano del pomeriggio ha acceso di un colore strano, che sembrava provenisse dai secoli passati. Così i caschi degli operai, rossi per la maggior parte, e bianchi per alcuni, sembravano delle macchie bizzarre, l'unica forma di modernità in un panorama di grigi, bianchi, di marmi antichi e di marmi moderni. Stiamo parlando del cantiere dell'Ara Pacis, a Roma. Uno dei monumenti più importanti della capitale, ma anche una delle storie più strane, più lunghe e più controverse dell'archeologia. Stiamo parlando di quello che dovrà essere uno dei fiori all'occhiello della giunta di Walter Veltroni. Il nuovo padiglione per l'Ara Pacis, la nuova area dell'Ara Pacis, progettata e realizzata da Richard Meier. Chiusa ai visitatori da quasi dieci anni. Pronta a essere restituita al mondo dopo mille controversie e troppe, davvero troppe polemiche, che arrivano fino a oggi. Già domani (oggi per chi legge) è previsto un sit-in di Italia Nostra, contro quello che viene già definito lo scatolone di Richard Meier. E non finirà qui. Perché nelle questioni di lana caprina, nelle polemiche senza senso e senza paradigmi siamo tutti specializzati. E dire che l'Ara Pacis è un giallo archeologico e culturale di quelli che affascinano, perché dura da decenni, e comprende tutto: politica, archeologia, soprintendenze, l'idea dei monumenti, modernismo e classicismo, zenit e nadir, giorno e notte. Vediamo di ricostruirla davvero.
Non è proprio scontato che tutti sappiano cosa sia l'Ara Pacis. A orecchio, dato il nome, e il luogo dove sta, è un monumento romano. Esatto. Per essere doverosamente più precisi, tutto comincia il 13 a.C., anno in cui Augusto torna a Roma dopo tre anni di guerre in Gallia e nella penisola Iberica. Il 4 di luglio di quell'anno il Senato romano decretava la costruzione di un altare per la pace Augustea, da collocarsi in un'area alla fine della via Flaminia adiacente al Campo Marzio settentrionale. Proprio dove sta oggi.
Un altare sacrificale davanti, il mausoleo di Augusto dietro, e un Horologium solare, l'horologium di Augusto, che il giorno 23 di settembre, compleanno di Augusto, attraverso uno gnomone della meridiana che non era altro che l'obelisco che oggi tutti possono vedere in piazza Montecitorio, proiettava una linea equinoziale che attraversava tutta la meridiana e finiva dritto dritto dentro l'Ara Pacis. Come effetto propagandistico non era male, e i romani in questo erano dei maestri.
Naturalmente tutto il complesso, compresi i mosaici, le mirabili sculture, i segni zodiacali in bronzo, i sentieri di travertino, e il fiume Tevere, era un luogo di grande suggestione e molto importante. Fitto di significati simbolici, soprattutto per le sculture che fregiano sia l'esterno che l'interno dell'Ara Pacis.
Solo che l'idea che noi abbiamo dell'archeologia è assai moderna. E assai lontana dall'idea che si è avuta per il resto dei secoli. L'Ara Pacis viene proprio dimenticata e finisce interrata dal limo del Tevere, dalle inondazioni e dall'oblio. Finché nel 1568 dalle fondamenta di Palazzo Peretti vengono estratti nove grandi blocchi di marmo scolpiti da entrambi i lati. Non sanno che farci, non sanno che cosa sono. Prendono una sega, li tagliano e poi, visto che è marmo scolpito, vendono tutto al Granduca di Toscana, che lo dà agli Uffizi. In seguito un altro pezzo finisce al Louvre, mentre i festoni del recinto arrivano a Villa Medici a Roma, dove vengono murati sulla facciata interna. Ordinaria amministrazione. O quasi. Nessuno capisce che roba sia quella. Pezzi romani, blocchi romani. Stop. Bisogna aspettare la fine dell'Ottocento perché un archeologo tedesco, che si chiamava Friedrich von Duhn, spieghi che quei blocconi di marmo meraviglioso e che nessuno ha mai rimesso assieme sono l'Ara Pacis di Augusto. E si devono aspettare i primi anni del Novecento perché Eugen Petersen faccia anche un'ipotesi, ma solo un'ipotesi, di ricostruzione.
Come si direbbe al cinema. Stacco. E arriviamo di corsa al fascismo. Siamo nel 1937. Roma è in pieno delirio da impero. Gli architetti del fascismo sono operosi e fortemente motivati. L'idea non è soltanto di esasperare l'idea della romanità che il fascismo posticciamente si inventa per tutto il tempo del Regime, ma anche di considerare quella romanità come una vera e propria esperienza estetica. Roma non è più una città contaminata da migliaia di opere d'arte di ogni epoca e di ogni tipologia che convivono una accanto all'altra e persino una sull'altra. Roma è un museo di contemplazione.
Roma è il luogo dove si ammirano grandezza e magnificenza. Così San Pietro trova la sua passerella di via della Conciliazione, e i Fori ritrovano uno splendore ideologico con l'apertura della grande via. È un paradigma come un altro. Discutibile come tanti altri. Certo, fortemente ideologico, ma anche decisamente moderno. Non recupera quello che c'era, inventa gli spazi, ed esaspera l'idea che le rovine antiche non siano quel che rimane di una città, ma abbiano una coerenza estetica anche solo in quanto rovine.
Dunque non vanno vissute nella quotidianità ma vanno guardate con l'ammirazione che si deve a qualcosa di sacro e di assoluto. Buon per loro. Anche perché a questo si aggiunge un altro problema. I fascisti non erano ossessionati soltanto dalla mistica, ma anche dalle ricorrenze. E si sa, anche dal culto del passato. Il 1938 è data importante: sono duemila anni dalla nascita di Augusto, e per il fascismo, che è finalmente arrivato all'impero non c'è occasione migliore di questa. Fino a quel momento, fisicamente, l'Ara Pacis non esiste. Da quel momento si decide che esisterà. Per prima cosa si recuperano più frammenti possibili là sotto. Sperimentando tecniche all'avanguardia, visto che buona parte di quel marmo stava immerso nelle falde acquifere del Tevere. Poi, tra il giugno e il settembre del 1938, Giuseppe Moretti, grandissimo archeologo, ricostruisce il grande altare. Mancano i pezzi del Louvre, che non vengono restituiti, e mancano i fregi che stanno a Villa Medici, che sono anche quelli dei francesi, e anche quelli non vengono restituiti. Pazienza. Ma l'operazione riesce bene. Dopo 1800 anni, anno più anno meno, l'Ara Pacis torna a esistere.
Certo, ma dove? E qui viene il bello. Nel 1938 decidono che deve stare là, dove è sempre stata. Davanti al Tevere. Solo che gli argini hanno cancellato il porto di Ripetta, della Meridiana neanche l'ombra, lo gnomone che sembrava un effetto speciale degno di Spielberg, segna ombre ormai soltanto sul palazzo di Montecitorio, che ai quei tempi era soltanto «un'aula sorda e grigia». E non è che si può rimettere in piedi quel prodigio iniziatico, la rappresentazione della Tellus, della Terra madre, la divinità femminile con in grembo due fanciulli, la Venere genitrice, la volta celeste dei bronzi, e tutti i simbolismi dei fregi dell'altare. Là c'è il lungotevere, l'area non esiste più e non puoi certo lasciare l'altare alle intemperie. Così chiedono all'architetto Ballio Morpurgo, di inventarsi una cosa. E Morpurgo si inventa una cosa banale, e vagamente ragionevole: un contenitore, dove evitare che l'Ara si prenda la pioggia, il vento e poco più.
Peccato che se metti un altare sul lungotevere, in una città come Roma, finisce che lo distruggi. Dal 1938 le macchine sono diventate centinaia di migliaia, l'inquinamento, l'umidità del Tevere rischiavano di uccidere l'Ara Pacis. A quel punto nel 1996 viene affidato dalla giunta Rutelli all'architetto Richard Meier il compito di sistemare in modo più consono l'Ara Pacis. Meier è uno che non si è mai occupato di monumenti romani, ha lavorato in tutto il mondo, ma in posti come Las Vegas, ha costruito palazzi sedi di reti televisive, e forse non è praticissimo di siti archeologici. Non è detto che sia un male. E a vedere il cantiere quasi finito ieri, si può dire con decisione che è stato un bene.
Perché l'area dell'Ara Pacis è davvero bellissima. Ma dalle contraddizioni non si esce in nessun modo. L'equivoco sta nella filologia archeologica, o nell'archeologia filologica, che pretende di inventare quello che non esiste più, e non è quasi mai esistito. Quella non è più l'area di Augusto, di quell'area non c'è più nulla, e il valore storico dell'Ara Pacis in quel luogo viene dal fascismo, non dalla romanità. Se l'Ara Pacis fosse stata ricostruita nei musei Capitolini, in una sala enorme, ci saremmo tutti abituati da sempre a vederla là. Si è deciso che l'Ara Pacis doveva rimanere nel sito, interpretando un'ideologia del feticismo dei luoghi che il fascismo alimentava. Poi le cose rimangono.
Il bravo Meier ha fatto un miracolo, un miracolo come la piramide del Louvre, che ha molto a che fare con il museo di Parigi, anche se è di cristallo. Poi, certo, il contentino è stato dato a un sacco di gente. Hanno voluto una fontana accanto, in ricordo simbolico del porto di Ripetta? E passi la fontana. Altri hanno chiesto il piccolo auditorium? E perché no. E soprattutto c'è il progetto del sottopasso del lungotevere che trasformerà quella zona in una zona pedonale, come fosse una passeggiata archeologica tra vetro e marmo.
Con il senno di poi avevano ragione tutti. Sgarbi, Urbani, Rutelli, Veltroni, Borgna, i sovrintendenti che si sono succeduti. Ognuno terrorizzato da un'idea archeologica che sta al buon senso come il sudoku sta alla fisica teorica. Solo i fascisti pensavano che Augusto dovesse rivivere lì, il giorno del suo duemillesimo compleanno. Noi che abbiamo superato tutte le distorsioni imperiali ed estetiche di quel mondo, stiamo ancora a farci la stessa domanda. Tenuto conto della quantità di smog, e di cosa è diventata Roma, come si poteva lasciare là un capolavoro della scultura di tutti i tempi senza farlo sbriciolare? L'eccellente Meier ha fatto un lavoro che finirà nei libri di architettura. Per il resto da oggi li facciano questi sit-in, per quel che servono. Ma se vanno a farli sotto l'Ara Pacis si ricordino che l'area è sacra e delicata. E soprattutto che è il compleanno di Augusto. E dunque che sia un sit-in, ma con le candeline, 2067 candeline, per essere precisi...
INAUGURATA IERI, nel giorno del compleanno dell'imperatore Augusto, la teca che protegge il monumento romano, prima opera «svelata» della struttura progettata dall'architetto americano Richard Meier.
Ma c'è chi protesta...
Limitare i danni causati dallo «scatolone di Richard Meier», promuovere da oggi in poi la consultazione dei cittadini prima di operare nel centro storico, inviare una lettera al ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, perchè venga ricostituita una commissione ad hoc. Sono gli obiettivi della protesta di Italia Nostra contro il riassetto dell'area dell'Ara Pacis firmata da Richard Meier. A questo scopo, ieri, l'associazione ha allestito in piazza del Porto di Ripetta, a poche decine di metri dal cantiere, un banco per la raccolta di firme. Secondo i promotori. «la struttura di Meier, lunga più di duecento metri, è sproporzionata rispetto alle dimensioni del monumento. Svilisce il patrimonio archeologico: durante i rilievi, che sono stati colpevolmente effettuati dopo l'inizio dei lavori, sono emersi resti di età augustea che lasciano intendere che l'area del mausoleo di Augusto si affacciava direttamente sul fiume. Qui c'era il Porto di Ripetta, e se ne è perso il valore storico». Dello stesso avviso l'architetto inglese Leonor Krier, che accusa il «modernismo» di Meier: «Dovrebbe lasciare spazio a chi è davvero esperto di centri storici».
Una passeggiata nel cantiere quasi concluso del complesso progettato da Meier per l'Ara pacis
Festa grande, ieri, con il sindaco e tanti ospiti, architetti, storici, giornalisti, soprintendenti, operai, tecnici. Perché finalmente, dopo tante polemiche, il nuovo complesso museale dell'Ara Pacis vede la luce. «Ed è una sfida vinta», ha detto Veltroni, «quella di un intervento di architettura contemporanea nel centro storico, perché noi vogliamo insieme tutelare rigorosamente il passato straordinario di questa città e migliorare il presente, la sua godibilità, la sua vivibilità».
Un grazie che architetto e amministratori, dopo il lavoro degli ultimi anni, hanno esteso anche alla precedente amministrazione Rutelli. Fuori, la protesta un po' gladiatoria dei militanti di An e quella di Italia Nostra.
di Roberto Cotroneo
da L'Unità del 24.09.05
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Dal piccone di Mussolini alla nuova piazza. La storia travagliata dello spazio intorno al mausoleo di Augusto in cerca di una nuova identità. Prima dell'abbattimento i musicofili romani andavano all'Augusteo poi c'è stato un vuoto.
DA GIARDINO ad anfiteatro, da circo equestre ad auditorium: nei secoli il Mausoleo di Augusto, in tutte le sue metamorfosi, è stato uno dei luoghi più frequentati dai romani. Fulcro di uno spazio tra i più vivi della città. Così è stato fino al secolo scorso, fino alla prima picconata di Mussolini, che volle demolire il quartiere antico che circondava il monumento. Ciò che ne è nato è sotto gli occhi di tutti: isolata dal resto di Roma, con gli anni quella piazza dall'atmosfera gelida è stata invasa dal degrado, con il Mausoleo ridotto a una sorta di rotatoria per bus e auto, circondata da un giardino spelacchiato e pieno di rifiuti. Poi, negli ultimi anni, sono tornati a vivere i portici, meta, nelle serate estive di chi cena nei ristoranti di nuova concezione.
Sepolto e incomprensibile, ormai, quello spazio antico su cui adesso si apre la nuova sfida, rivolta ad architetti, archeologi e paesaggisti: come recuperare la fruibilità della piazza e rimettere in relazione il livello archeologico con quello moderno, con via del Corso, via Tomacelli e con l'Ara Pacis di Meier, il "quarto lato" che ancora mancava alla piazza. La soluzione è tutta da studiare, ma l'obiettivo è chiaro: attraversando quegli spazi, domani il visitatore dovrà avere la possibilità di capire cos'era in antico quel luogo, la grande piana del Campo Marzio, su cui nel 28 a.C. fu costruita la tomba dell'imperatore Augusto. In quello stesso periodo sorgeva anche il Pantheon e solo qualche anno dopo, tra il 13 e il 9 a.C., l'Ara Pacis, situata nelle vicinanze di quella che oggi è piazza San Lorenzo in Lucina. A segnare il tempo, sulla grande piana arrivò la Meridiana di Augusto, l'orologio solare che utilizzava l'ombra di un obelisco: il 23 settembre, giorno della nascita dell'imperatore, l'ombra era perfettamente in asse con l'Ara Pacis. Facendo un salto in avanti, la storia del Mausoleo si dipana mentre il monumento passa di mano da un casato all'altro.
Nel '500, dalla famiglia Orsini arriva a quella fiorentina dei Soderini, che sopra al mausoleo fa nascere un giardino all'italiana, decorato da marmi e statue. Uno spicchio di verde che resisterà fino al 1780, quando ai Soderini subentra lo spagnolo Matas: nel palazzo Correa, di fronte al monumento, apre una locanda, mentre il giardino si trasforma in un anfiteatro, dove si esibiscono i "giostratori" nelle "caccie de tori e bufale". Un successone, tanto che l'anfiteatro diventa stabile e solo nell'Ottocento, quando lo acquista la Camera Apostolica, cambia il tenore degli spettacoli: via i tori, arriva il primo teatro di prosa diurno. A copertura del Mausoleo, Valadier progetterà poi un bellissimo velario. Poco dopo, il periodo di decadenza: lì dentro si lanceranno in corsa i cavalli, poi il mausoleo diventerà un'officina per la statua del re destinata al Vittoriano.
Tutto cambia nel 1907, quando il Comune acquista il monumento e all'interno nasce l'Auditorium Augusteo. Ma poi si apre il Ventennio e il fascismo decreta che i monumenti dell'antica Roma risaltino nella loro "splendida solitudine", come puri fondali. Sono gli sventramenti: a piazza Augusto Imperatore, è il duce a dare la prima picconata per radere al suolo il quartiere medievale che si appoggia al Mausoleo. Vengono buttate giù 120 case, tra via delle Colonnette, via dei Pontefici e via del Grottino. Tutt'intorno alla tomba di Augusto si alzano le quinte estranianti dei palazzi bianchi con i portici. La demolizione è finita, arriva la guerra. I lavori sulla piazza termineranno negli anni ‘50.
di Alessandra Rubenni
da L'Unità del 24.09.05
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Una grande piazza nuova per il mausoleo di Augusto. Un concorso internazionale dovrà confrontare progetti archeologici-urbanistici per la nuova sistemazione.
Corrono a grandi passi i nuovi progetti per il centro storico. In tre, al massimo quattro anni, piazza Augusto Imperatore assumerà una fisionomia più armonica, nella quale saranno finalmente messi in connessione il livello archeologico del Mausoleo di Augusto agli spazi circostanti, fino all'Ara Pacis e oltre, lungo una passeggiata ininterrotta che si affaccerà sul Tevere. A studiare "come" saranno delle squadre di esperti, a confronto per sei mesi.
Un concorso con architetti e archeologi per ricostruire il tessuto di un cuore della città. Riqualificare piazza Augusto Imperatore e pedonalizzare il tratto di lungotevere che costeggia l'Ara Pacis: sono questi i prossimi traguardi del Campidoglio per il centro storico, a quali si aggiunge la chiusura al traffico di via dei Cerchi, con la speranza di riuscire a portare lì, nel palazzo che sarà lasciato libero dagli uffici comunali, la Collezione Torlonia. «Io vedo in questi luoghi il segno della crescita della città.
L'archeologia è una grande risorsa per la modernizzazione di Roma e non significa solo interventi architettonici, ma anche urbanistici», ha detto ieri il sindaco Walter Veltroni, presentando il concorso internazionale per la sistemazione di piazza Augusto Imperatore, che partirà tra un mese. Mentre l'Ara Pacis si libera dell'«imballaggio» che per anni ha nascosto l'opera di Richard Meier, ormai quasi ultimata, adesso ci sarà da aspettare solo fino al 30 aprile per conoscere il nome dei nuovi progettisti.
«L'intervento, che sarà realizzato e finanziato a stralci, dovrà addolcire la distanza tra il piano archeologico e la strada, recuperando l'accesso sud al Mausoleo d'Augusto», ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut, a fianco del soprintendente ai Beni Culturali del Comune, Eugenio La Rocca e all'assessore capitolino alla Cultura, Gianni Borgna. I fondi necessari per le indagini archeologiche preliminari, circa un milione di euro, sono già inseriti nel piano di investimenti 2005-2007. «Per trovare la soluzione giusta saranno selezionati 10 gruppi interdisciplinari, composti da architetti, archeologi e paesaggisti, che saranno chiamati a Roma per due mesi, a più riprese. Tra i loro progetti - spiega il professor Francesco Ghio, che per il Campidoglio ha elaborato i criteri del concorso - la giuria sceglierà il migliore». Un iter, in sintesi, che si annuncia come un grande confronto culturale e al termine del quale, tra l'altro, verrà ritrovato uno spazio di relazione con le due chiese della piazza, mentre molto probabilmente all'interno del Mausoleo, rimesso a nuovo dai restauri, tornerà un giardino, come al tempo dei Soderini.
La costruzione del sottopasso per interrare il traffico su 100 metri di lungotevere sarà invece eseguito in project financing, con un costo di 40 milioni di euro ripartito a metà tra Comune e privati. Insieme al sottovia, sarà realizzato anche un parcheggio sotterraneo su due livelli, per 250 posti auto. «È dal 2002 che il Comune - ricorda Morassut - aveva stabilito le linee guida del progetto per la piazza. L'unico punto su cui la Commissione presieduta da Benevolo (commissione voluta dal governo, che si mise di traverso al progetto di Meier, ndr) si trovò d'accordo, fu il sottopasso».
IL REBUS da risolvere è quello della armonizzazione fra lo strato archeologico e il tessuto della città contemporanea. Veltroni: al via anche la pedonalizzazione di via dei Cerchi.
di Alessandra Rubenni
da L'Unità del 24.09.05
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La capitale dell'architettura - Ara Pacis, si accendono le luci. L'architetto Meier e il sindaco Veltroni nella nuova teca, appena ultimata, che protegge il monumento. Per una sera si apre il cantiere: inaugurazione il 21 marzo. Duecento visitatori, discorsi, brindisi e tutte le fasi del piano ricostruite al computer. Visite guidate per il pubblico nei fine settimana. E restauratori all'opera.
Le luci bianche sulla facciata di San Rocco e il muro di travertino illuminato accolgono i primi duecento visitatori alla Nuova Ara Pacis. La giornata è storica, l'inaugurazione parziale ma accolta con cerimoniale da grandi eventi, parata di autorità, discorsi e brindisi, in passerella l'architetto americano Richard Meier insieme al sindaco Walter Veltroni, Gianni Borgna e Roberto Morassut, i due assessori che hanno seguito da vicino il decennale cammino che ha portato al compimento di questa prima porzione dell'opera grazie anche al lavoro del soprintendente Eugenio La Rocca e del direttore dell'Ufficio città storica, Gennaro Farina. Il tour di visita è rapido e gira intorno al monumento liberato dell'involucro che l'ha protetto durante i lavori e per il quale è imminente un lavoro di pulitura e maquillage; in fondo alla sala, due postazioni multimediali illustrano i processi di costruzione del complesso museale mentre dal lato di via Tomacelli un cerchio illuminato in terra indica il punto in cui sarà innestata una colonna antica che sarà recuperata dai depositi dei musei della città a citazione e completamento del lavoro di Meier.
All'attuale stato dei lavori l'elemento di maggiore imponenza è l'alto muro di cubi di travertino delle cave di Tivoli, accostato alla parete a vetri che guarda sul lungotevere, quello che Meier dovette abbassare e accorciare, dopo le critiche delle soprintendenze, per liberare la visuale sulla facciata delle chiese barocche. L'inaugurazione definitiva a tutta l'area museale è fissata al 21 marzo, intanto sono possibili visite nei fine settimana (info: 060606).
Con l'occasione, l'architetto Meier, vestito di nero in piedi sul palco, ha detto quanto per lui la giornata sia stata densa di emozioni e il sindaco ha ricordato come tutto sia iniziato, «grazie a Francesco Rutelli e all'assessore Domenico Cecchini», per proteggere un monumento messo a rischio dal traffico e ha sottolineato le prospettive generali di cambiamento di una città «che considera il proprio passato una ricchezza» ma anche quella specifica di quest'area destinata a diventare in pochi anni, tra il concorso per la risistemazione di piazza Augusto imperatore e il complesso museale firmato Meier, viva e rinnovata. E' stata l'occasione per Veltroni per ricordare pubblicamente un'altra piccola-grande rivoluzione urbanistica, quella sulla zona di via dei Cerchi con il palazzo dei Musei, dove c'è il progetto di collocare la collezione Torlonia di statue antiche.
L'assessore Borgna ha spiegato la concezione moderna dei monumenti rispetto a quella che segna piazza Augusto imperatore adesso, con i monumenti "in solitudine". Morassut ha parlato del sottopasso che trasformerà tutta l'area in una zona che potrà diventare «tra le più belle di Roma», un nuovissimo incrocio fra antico e moderno.
"Ecco la mia love story con Roma". Parla Meier, il progettista americano. "La mia prima visita risale al 1959".
«La mia prima visita nella capitale risale al 1959 quando venni per due mesi per studiare architettura»... Sono le prime parole di Richard Meier, ieri mattina in Campidoglio ad un incontro con la stampa prima della visita al cantiere del Museo dell'Ara pacis che porta la sua firma. L'architetto americano ha ricordato la sua "love story" con Roma, iniziata quando era uno studente giovanissimo e proseguita da "resident" all'American Academy nel 1976: «Ho passato anni a studiare l'architettura romana, quando poi mi è stata prospettata l'ipotesi di realizzare un mio progetto qui sono stato subito felice». Quanto al Museo dell'Ara pacis, racconta come ci fosse «l'esigenza di proteggere il monumento ma anche di ridare vita a una porzione di città integrando una testimonianza antica con un contesto complesso». Al saldo di dieci anni di traversie burocratiche e no, dice: «Oggi il monumento è strabiliante, lo spazio è meraviglioso». E giudica ottima anche l'idea di un concorso per la risistemazione della piazza: «Ho avuto modo di passeggiare lì intorno, è una zona piuttosto trascurata...».
E ora una star dell'architettura per piazza Augusto imperatore. Il Comune indice un concorso internazionale di progettazione per risistemare l'area.
E ora che il Museo dell'Ara pacis è stato (anche se in parte) inaugurato, è tempo di pensare al riassetto di piazza Augusto imperatore. Per questo, nello stesso giorno della visita al cantiere dove si sta ultimando la teca che protegge il monumento, il sindaco Veltroni con gli assessori Borgna e Morassut e il sovrintendente La Rocca annunciano un concorso internazionale di architettura su uno dei grandi temi irrisolti della città storica che, mentre torna a vivere e a splendere sotto il segno lasciato da un grande architetto contemporanea, mantiene una zona d'ombra, dal lato della piazza con il mausoleo degradato, a cui si deve metter mano. È un lavoro che parte avvantaggiandosi delle ricerche e degli studi svolti nel decennio di cantiere del Museo dell'Ara pacis e con una scadenza già definita: entro il 10 maggio sarà reso noto il vincitore del concorso, il nome di chi rivoluzionerà la piazza con idee moderne che tengano conto dell´esistente ma anche del nuovo.
Nel bando per il progetto si definiscono diversi punti di intervento necessari. Prima di tutto, il recupero del Mausoleo con scavi e indagini, poi il consolidamento con la ricostruzione della tomba di Augusto, ma anche la nuova sistemazione di accesso al mausoleo, senza trascurare lo spazio di relazione con le due chiese che e con il museo dell'Ara pacis, con il tratto di via Ripetta, il recupero e l'accesso all'ex giardino Soderini e alle sale dell'ex auditorium Umberto I e infine, la riqualificazione dei portici e le relazioni con via del Corso e via Tomacelli.
Ma non è ancora tutto. I lavori continuano dal lato Tevere dove con un intervento di project financing e una spesa di 40 milioni di euro (per la metà finanziati da privati) il Comune realizzerà in quattro anni un sottopasso a tre corsie che porterà alla pedonalizzazione di un centinaio di metri di lungotevere mentre per la sosta sarà realizzato un parcheggio sotterraneo a due livelli con accesso anche da ponte Margherita per 250 posti con un livello a rotazione e uno per i residenti. Le auto cominceranno a scendere di quota subito dopo ponte Cavour e tramite il sottopasso potranno o raggiungere i parcheggi o collegarsi direttamente con i due lungotevere. «Il progetto - ha spiegato l'assessore Morassut - ha il fine di potenziare la qualità ambientale del luogo che con la presenza del fiume, la densa vegetazione dei platani, diventerà uno dei tratti del lungotevere più interessanti per la fruizione da parte dei cittadini».
LA POLEMICA - Anche il centrodestra contro l´opera. "Una ferita al Centro". Italia Nostra: "Una mostruosità".
Limitare i danni causati dallo «scatolone» di Richard Meier e promuovere la consultazione dei cittadini prima di operare nel centro storico. Lo chiede l'associazione "Italia Nostra" che si oppone al riassetto dell'Ara Pacis progettato dall'architetto statunitense, con un sit-in e un banco per la raccolta firme in piazza del Porto di Ripetta. Anche An ha protestato ieri presidiando l'Ara Pacis durante la visita di Meier con cartelli giovani vestiti da centurioni. Secondo il capogruppo di An in Comune Sergio Marchi, si tratta di un «ecomostro» e di una «ferita che colpisce un'area storica che il mondo ci invidia». Gli fa eco Fabio Rampelli, che giudica la nuova teca un «orribile stupro».
di Francesca Giuliani
da La Repubblica del 24.09.05
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DIALOGO DI STILI E DI COLORI - Svelata l'ara pacis dopo sei anni ecco la nuova teca.
LA NUOVA sistemazione dell'Ara Pacis offre un dato, forse l'unico, su cui tutti potrebbero trovarsi d'accordo. Quel monumento uno dei più importanti dell'intera storia dell'arte universale è ora salvaguardato da una struttura tecnicamente all'avanguardia, che lo protegge dall'inquinamento, dall'escursione termica, dal rischio sismico e dalle vibrazioni provocate dal traffico. Per raggiungere questo risultato sono state spese somme ingenti e impiegate competenze sofisticate. Questo dovrebbe essere motivo di comune soddisfazione.
Ma le polemiche, come sappiamo, riguardano quasi tutte l'edificio di Richard Meier, il suo pregio artistico, la validità della sistemazione dell'intera zona, la lunghezza dei lavori e i loro costi. Per giudicare con un minimo di serenità è utile ripensare alle origini.
Alla base di tutto c'è un regime con la sua ideologia. Anche le cattive ideologie possono produrre belle opere d'arte, ma nel caso di piazza Augusto Imperatore non è stato così. Per creare la piazza come oggi la vediamo nel segno della simbiosi tra il più grande imperatore romano e il duce del fascismo furono distrutti un bel teatro e il quartiere circostante, fu raschiato e messo in vista quel poco che restava di un imponente mausoleo romano, furono costruiti su due lati della piazza imponenti e algidi edifici moderni recanti solenni iscrizioni latine, mentre su un altro lato fu trasferita l'Ara Pacis. Quest'ultima fu quindi incapsulata in un hangar di cemento di valore architettonico quasi nullo (anche se attribuito a Morpurgo). Nel dopoguerra, l'aumento del traffico sul Lungotevere ha fatto della piazza un luogo malsano e inquietante, da attraversare alla svelta.
La delusione, già all'epoca, fu enorme. La conquista dell'Etiopia si era conclusa trionfalmente, Mussolini si atteggiava a nuovo Augusto e come tale era celebrato in Italia e all'estero, la Mostra augustea della romanità aveva avuto uno straordinario successo, ma tutti questi fasti contrastavano con la modestia di quel risultato urbanistico. Invece di "giganteggiare" come avrebbe voluto il duce, il mausoleo giaceva infossato e i suoi ruderi apparivano spenti e sovrastati dai nuovi edifici fascisti. Per ridurre l'imbarazzo, fu trasformato in una collinetta verdeggiante, mentre le chiese vicine sembravano piovute dal nulla.
L'operazione era stata particolarmente azzardata, ma il suo fallimento esprime un aspetto critico del rapporto complessivo tra il fascismo e l'antica Roma. Come era possibile conciliare il mito romano con la modernità? Mussolini e i più colti tra i fascisti non nascosero mai il timore che il culto della romanità fosse inteso come il segno di un'ideologia arcaicizzante, nemica del nuovo, incapace di progettare il futuro. Per questo raccomandavano di evitare formule come "ritorno alla romanità", "restaurazione della romanità" e simili, che suggerivano un'attitudine passiva e occultavano la dimensione creativa di un regime che pretendeva addirittura di attuare una vera e propria rivoluzione antropologica. Come disse Bottai in un celebre discorso del '39: «Noi non vogliamo tanto informarci su Roma, quanto formarci da Roma: formarci per un'applicazione attuale, modernissima, della sua energia unificatrice, coordinatrice, disciplinatrice».
Questo problema, assolutamente centrale, non trovò una soluzione coerente nell'ideologia fascista. Esso si ripresenta, altrettanto irrisolto, nell'architettura del ventennio. Indipendentemente dal giudizio sulle singole opere, l'architettura fascista mostra ovunque una cronica incapacità di stabilire un dialogo ravvicinato e armonico tra i monumenti antichi e quelli contemporanei. In un quartiere come l'Eur, dove l'impianto complessivo e i monumenti variamente ispirati alla romanità sono stati concepiti in uno spazio vergine, l'evocazione dell'antica Roma ha una sua coerenza. Invece nei centri storici di molte città italiane le due fasi collidono più che dialogare, segnalando ferite tuttora aperte. Se il grande edificio del Palazzo del Littorio fosse stato costruito come si era deciso in un primo momento nella zona dei Fori Imperiali, Roma esibirebbe oggi un'altra drammatica e vistosa testimonianza dello stesso fenomeno che constatiamo in piazza Augusto Imperatore.
Per quanto sia difficile giudicare allo stato attuale dei lavori, sembra che il progetto del nuovo complesso museale dell'Ara Pacis tenti comunque un'impresa intelligente e audace. Quella di sostituire all'estetica fascista della selezione (Roma antica e il presente, quasi senza mediazioni) un'estetica della totalità che ben si addice alla più stratificata città del mondo. Invece di ripudiare e distruggere, come qualcuno ripete, una fase importante della storia dell'architettura italiana, le forti citazioni "razionaliste" dell'edificio di Meier si legano con i palazzi fascisti circostanti. Ma l'edificio dialoga al tempo stesso con il mausoleo e con le chiese. L'effetto è sorprendente per chi osservi la piazza attraverso le grandi vetrate della sala principale. E' un dialogo di stili, di volumi, di colori e di materiali che dovremmo intendere anche come la prima fase del ripensamento totale di uno dei più tormentati scenari della Roma contemporanea.
di Andrea Giardina
da Il Messaggero del 24.09.05
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Piazze, sottovia e parking: Ara Pacis perno di rinascita
L'idea è mettere in scena luoghi e persone. Integrare antico e moderno. Dare forma ad una nuova dimensione urbana che non stravolga la lettura storica di un passato preso già a picconate durante il Ventennio. Facile? Tutt'altro. E lo dimostrano le polemiche e i veleni che hanno accompagnato per 11 anni il progetto della nuova Ara Pacis. In tanti si sono battuti per conservare intatto l'imballaggio di Morpurgo e la Teca. Su un aspetto però durante questo lungo periodo di incubazione architetti, storici, docenti, urbanisti, archeologici si sono trovati d'accordo: il nuovo Museo di Richard Meier doveva accompagnarsi con la riqualificazione del Mauseoleo di Augusto e di Piazza Augusto Imperatore.
Ieri, dopo una serie sterminata di annunci, dopo qualche rinvio e conseguente ritardo sull'iniziale tabella di marcia, il grande giorno è arrivato. Il Campidoglio ha presentato il progetto di pedonalizzazione del Lungotevere, il restyling della Piazza, la realizzazione del sottopasso e di un parcheggio interrato e di una nuova piazza-terrazza affacciata sul Tevere.
Un mega-intervento, dunque «in uno degli spazi più dinamici e importanti del XXI secolo nel centro della città - come lo ha definito il sindaco Veltroni - una presenza qualificata in un'area di pregnanza storica, un intervento per salvare l'Ara Pacis e al tempo stesso la dimostrazione che non siamo il luogo del passato e che il bello è ancora riproducibile». Il sindaco ha ringraziato le soprintendenze «che non ho mai sentito contro» e ha fatto un breve accenno al nuovo progetto di pedonalizzazione di Via dei Cerchi e al Palazzo dei Musei dove sogna un giorno di collocare la Collezione Torlonia.
Al grande giorno non poteva mancare la star, il progettista del nuovo Museo, l'architetto americano Richard Meier, uno che genera amori e odi anche in casa sua, negli Usa, e che nel pomeriggio ha visitato insieme alla stampa il cantiere: «Venni a Roma da studente nel 1959 e dall'allora non ho mai smesso di studiare e di passeggiare in questa straordinaria città. So cosa c'è sotto i miei piedi, quanti strati di storia ci sono. E so anche che la sfida non sarà soltanto salvaguardare l'Ara Pacis ma la riqualificazione della Piazza. Ancora prima che si levassero obiezioni al mio progetto - continua Meier - avevo notato qualche squilibrio. Ma ora sono convinto che questo spazio sarà fantastico, avrà una grande luminosità».
La commissione Scientifica ha definito intanto il Bando di concorso internazionale di cui si parlava da tempo. «Il 30 aprile 2006 sapremo chi è il vincitore» ha annunciato Veltroni. Che prima aveva dato atto al suo predecessore Francesco Rutelli «di aver avuto il coraggio di affrontare il problema».
Il progetto, illustrato ieri in una conferenza stampa che si è tenuta in Campidoglio, presenti tra gli altri l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut, l'assessore alla Cultura Gianni Borgna e il sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma, Eugenio La Rocca, prevede la realizzazione in project financing tra l'Ara Pacis e il fiume di un parcheggio su due livelli interrati da 250 posti con accesso sul lato di Ponte Margherita.
Il sottopasso verrà realizzato in 4 anni, costerà 40 milioni di euro, finanziato al 50% dal Comune, al 50% da privati. Avrà tre corsie di marcia, si raccorderà con la quota attuale in corrispondenza del Lungotevere Arnaldo da Brescia subito dopo l'incrocio con via della Penna (la discesa inizierà in corrispondenza con Ponte Cavour, sono già stati effettuati carotaggi e rilievi senza evidenziare presistenze archeologiche di rilievo). Di conseguenza verrà chiuso l'attuale parte di Lungotevere in Augusta che termina con l'intersezione con via Ferdinando di Savoia.
L'architetto Gennaro Farina, responsabile dell'Ufficio città storica e il sovrintendente Eugenio La Rocca hanno avuto un ruolo di primo piano durante la lunga fase di gestazione. E lo avranno anche in futuro. «Abbiamo suggerito a Meier di inserire al posto dell'obelisco, così come era previsto, una colonna romana, i nostri magazzini ne sono pieni, ne abbiamo una in ottimo stato di conservazione che faceva parte proprio del complesso dell'Augusteo. L'obiezione è stata accolta con entusiasmo dall'architetto americano».
In origine l'Horologium Augusti e l'Ara Pacis erano posti ad est dell'asse che congiungeva il Pantheon con il Mausoleo e l'obelisco era utilizzato come gnomone (tipo meridiana), orientato su una retta che raggiungeva il centro del monumento, la tomba di Augusto edificata nel 28 a.C.
Infine i numeri che danno il senso della complessità del progetto: l'Ara Pacis avrà un atrio e uno spazio didattico di 900 mq; l'auditorium accoglierà 200 posti a sedere; la terrazza misurerà 500 mq;nel piano seminterrato sono stati recuperati, a fini espositivi 2300 mq; mentre le vetrate misurano 600 mq su ogni lato. Una delle difficoltà è stata, ha osservato Farina, adeguare l'intero complesso al sistema antisismico. «In caso di terremoto la struttura reggerà senza problemi».
«Una struttura davvero sproporzionata» - «È ironico che gli stessi architetti modernisti permettano restauri conservativi solo per edifici di stile modernista. L'Ara Pacis di Meier è la diretta conseguenza dell'applicazione di questo principio, vera e propria dichiarazione di guerra ai centri storici. Come per i Fori Imperiali di Fuksas, Meier, ma anche Gregotti, attuano la provocazione per dimostrare che sono gli unici a poter intervenire nei centri storici secondo la Carta di Venezia, invece di lasciare spazio a chi è realmente esperto come Paolo Marconi». È quanto dichiara l'architetto Léon Kriér, consulente per l'urbanistica del principe Carlo d'Inghilterra, docente alla Princeton University, sostenitore dell'architettura tradizionale.
«Veltroni, cui non difetta la furbizia - dice il capogruppo regionale del Lazio di An, Fabio Rampelli - alza una cortina fumogena della potenza di 40 milioni di euro per tentare di nascondere ai romani e al mondo intero l'orribile stupro rappresentato dalla nuova teca contenente l'Ara Paci, simile a un distributore». «Il monumento è lungo circa dieci metri, la struttura di Meier più di duecento: è sproporzionata - ha dichiarato Antonio Tamburrino, di Italia Nostra durante il sit in di protesta - Così si perde il valore storico di approdo di quest'area».
di Claudio Marincola
da Il Messaggero del 24.09.05
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L'ARA Pacis torna a nuova vita. La superficie su cui poggia è di 900 metri quadrati, 2.300 metri quadrati l'ampiezza di un possibile museo nel seminterrato.
È stato presentato il frutto di dieci anni di progetti e lavori riguardanti il mausoleo di Augusto edificato nel 28 a.C., al centro di dibattiti culturali che riguardano, in primo luogo, l'estetica del progetto firmato da Richard Meier e visitato ieri sera da una delegazione capeggiata dal sindaco Veltroni: sebbene già si possa curiosare tra un ponteggio e l'altro, l'inaugurazione ufficiale è prevista per la prossima primavera. Che piaccia o meno, i numeri parlano chiaro: saranno 800 i metri quadri dedicati all'area-accoglienza indirizzata a turisti, curiosi e romani, vera e propria hall che funzionerà da introduzione (storica e artistica) al monumento stesso; 900 metri quadri la superficie su cui poggia, 200 i posti a sedere all'interno dell'Auditorium che verrà accolto nelle sale del monumento stesso e ancora 2.300 metri quadri disponibili per un possibile museo aperto al pubblico: «una sorpresa», come l'ha definita lo stesso Farina, scoperta nel seminterrato durante gli scavi archeologici. Ora la curiosità. Una colonna antica, infatti, sarà inserita nel complesso dell'Ara Pacis al posto dell'obelisco, che era stato inizialmente progettato dall'architetto americano Richard Meyer: «Una colonna — ha commentato il sovrintendente Eugenio La Rocca - che è stata scovata all'interno dei nostri magazzini e che, come molte altre colonne che abbiamo in deposito, è orfana e decontestualizzata».
Il sovrintendente comunale Eugenio La Rocca ha spiegato che vuole essere un richiamo alla Meridiana di Augusto, la cui ombra, tramite l'Ara Pacis, segnalava il giorno del compleanno dell'Imperatore. «Ci è sembrato logico e giusto - ha proseguito La Rocca - invece di un obelisco in materiali moderni, inserire una colonna antica». Meyer, comunque, si è detto felicissimo della soluzione proposta dal Campidoglio. L'intera area che ruota attorno a piazza Augusto Imperatore, inoltre, verrà interamente ripensata e riqualificata per far sì che si venga a creare una certa armonia tra il monumento e il resto della città, ovvero per far sì che il monumento non venga decontestualizzato: pedonalizzazione della parte del lungotevere antistante il monumento, un tunnel che collega i due Lungotevere, apertura del varco su via Luisa di Savoia per gli spostamenti diretti veso il Muro Torto: in ottobre partirà il Concorso Internazionale per la riqualificazione dell'intera area, un gara che terminerà l'aprile dell'anno prossimo: «L'obiettivo - ha commentato l'assessore all'urbanistica Roberto Morassut - è quello di non concepire il monumento come un qualcosa di saparato dalla città. Le priorità, in questo senso, sono quelle di privilegiare l'ingresso originario, riqualificare l'intera area e il sistema dei portici, che segna il perimetro della piazza». «Sono venuto per la prima volta a Roma nel '59 come studente - ha ricordato Meier - e sono rimasto due mesi a studiare l'architettura di questa città. Ho avuto la fortuna di tornare nel '76 e di approfondire i miei studi. Quando mi è stato chiesto di presiedere il progetto del museo, sono venuto qui non come americano ma come qualcuno che ha studiato questa città e che la ama».
Meier, inoltre, si è congratulato con il sindaco di Roma Walter Veltroni. «La necessità di salvaguardare l'Ara Pacis in un ambiente protetto - ha aggiunto Meier - non è l'unica sfida. Quella vera consiste nel riqualificarla integrandola con l'ambiente circostante: per questo ciò che ha fatto Veltroni è eccezionale».
Il nuovo mausoleo dell'Ara Pacis riaprirà al pubblico il 21 marzo prossimo.
Nel periodo che precede questa data stiamo valutando la possibilità di effettuare delle visite guidate il sabato e la domenica». A dirlo il sindaco Walter Veltroni nel corso del sopralluogo di ieri sera ai cantieri del mausoleo di Augusto. «Non sono venuto a Roma come un americano, uno straniero, ma come qualcuno che già amava e studiava la storia di questa città» ha invece detto l'architetto americano Richard Meier. Prosegue, intanto, il dibattito culturale attorno all'estetica del progetto firmato da Meier.
di Simona Caporilli
da Il Tempo del 24.09.05
Pavlvs September 27th, 2005, 01:34 AM http://www.acerweb.it/files/a052206.pdf
Questo è importante, si parla del raddoppio della Roma - Viterbo da Cesano a Viterbo.
Thelème September 27th, 2005, 10:07 AM Dunque la piazza apparirà così:
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/images/7218/260039690.jpg
Rimango in attesa di una vera riqualificazione di Piazza Augusto Imperatore.
ma a che serve quella parete tra il lungotevere e la chiesta? a non far vedere il fiume? :D
Paxromana September 27th, 2005, 10:15 AM Grazie per la segnalazione Caesar's P., ebbene dopo aver studiato attentamente tutte le immagini penso che in città sia in dirittura un capolavoro di architettura contemporanea!!!
gruber September 27th, 2005, 01:34 PM 10-01-05
ROMA: Metro D
Entro la primavera del 2006 il Comune di Roma pubblichera' l'avviso di project financing relativo alla tratta Nuovo Salario-Lungotevere Dante della linea D della metropolitana di Roma. La linea, lunga complessivamente 22 km e dotata di 24 stazioni mira a collegare la città storica con i quartieri Talenti, Montesacro e Salario a Nord, e Trastevere, San Paolo-Marconi,Magliana ed Eur a Sud. La prima tratta avrà una lunghezza di 14 km con 14 stazioni e servirà circa 250 mila cittadini al giorno.
http://www.cittaelettriche.it/news.htm
Pavlvs September 27th, 2005, 02:11 PM Metro B1: 5 anni di lavori, cittadini disorientati
Il 26 ottobre partiranno ufficialmente i cantieri per la nuova linea che collegherà Conca d' Oro con piazza Bologna. Residenti e commercianti del II e IV municipio ancora disinformati circa l' impatto sulla mobilità. Prevista la riduzione dei parcheggi. Il minisindaco Saccone: "Stiamo studiando un'area da 300 posti auto in via Tripoli"
Andrea De Vito
Roma, 27 settembre 2005 - Tra meno di un mese la metro B1 entrerà ufficialmente nella vita dei romani. Coinvolti due municipi, il II e il IV: i binari della nuova linea collegheranno via Conca d'Oro (il quartiere le Valli) con piazza Bologna, per poi ricongiungersi con la B, quella che per intenderci unisce Rebibbia con Laurentina.
Cinque anni di lavori a partire dal 26 ottobre prossimo attesi da molto tempo: la nuova metro dovrebbe portare serenità a molti abitanti della periferia nord-est della Capitale garantendo quei miglioramenti tanto richiesti alla mobilità.
L'area del IV municipio, che per inciso è la più popolata della Capitale, tuttavia teme l'impatto dei lavori sulla vita di tutti i giorni.
In particolare, al di là dei disagi comunque necessari, i cittadini temono che oltre alla chiusura di alcune strade, la necessità di liberare centinaia di posti auto possa portare a breve un problema legato alla carenza di parcheggi.
I cittadini inoltre si dicono poco aggiornati sulle imminenti modifiche alla viabilità e l'unico punto d'informazione sarebbe rappresentato dall' incontro pubblico organizzato il 6 settembre dal mensile di quartiere "La Quarta". Nel corso della riunione le parti coinvolte hanno manifestato perplessità e domande che a un mese dall' inizio dei lavori ancora non trovano risposte concrete.
Nel IV municipio ad esempio le modifiche alla viabilità riguarderanno gli autobus delle linee 38, 80, 88, 63 e 93 che vedranno cambiare il proprio tragitto: le strade percorse saranno dunque via Val di Cogne e via Val di Lanzo.
Ecco come hanno reagito alcuni cittadini del quartiere Le Valli a cui è stato chiesto cosa si aspettano nei prossimi cinque anni.
"Cosa ne posso sapere se si sopportano di 5 anni lavori?" esclama la dipendente di una tintoria in via Val di Lanzo intenta a stirare la giacca di un completo. "Speriamo - ride - di prendere la pensione prima. Noi siamo invecchiati con il disagio. Io vengo da Tor Lupara e la mattina la sveglia suona alle 5. La metro? Certo che serve".
Poco più avanti è Sergio, titolare di un negozio di ferramenta, a manifestare le sue perplessità: "La metro va bene. Però potrebbe bilanciare il flusso degli autobus tra via Val di Lanzo e piazza Capri. Ma il problema più grande resta quello dei parcheggi. Ora - spiega indicando la strada - a Val di Lanzo ci sono macchine in doppia fila, come il furgone del fornaio qui accanto. Ma quando inizieranno i lavori le auto dove andranno a finire?"
Costanza passeggia con il suo cane in piazza Conca d'Oro, quello che sarà il cuore dei lavori e dove sorgerà l'ingresso della stazione metro: "Disagi ce ne saranno. Ma siamo sicuri che i cantieri partiranno tra un mese? Perché intanto non aprono la stazione ferroviaria di via Val d' Ala? Una volta raccogliemmo le firme per promuovere questa iniziativa ma poi non se ne fece più nulla. Speriamo - esclama - che non taglino gli alberi e che con la metro questo quartiere non diventi un parcheggio di scambio".
Artemio, che invece ha preso parte all' assemblea cittadina promossa dal mensile La Quarta lamenta alcune mancanze: "Non c'è stata un' informazione adeguata da parte delle istituzioni. A parte l' incontro pubblico di qualche settimana fa nessuno ci ha informato sui lavori. Quando devieranno i percorsi degli autobus i palazzi del quartiere balleranno la samba. E gli autobus dove li faranno passare? E i parcheggi? Qui quando organizzano il mercato del Prato delle Valli il sabato e la domenica non si trova un posto auto neanche a pagarlo. Eppure - spiega - basterebbe trovare un' area apposita nel Pratone delle Valli".
Le perplessità si fanno sentire anche nel II municipio.
Nei pressi del mercato di piazza Gimma è Anna, una signora minuta con carrello della spesa al seguito, a parlare: "La metropolitana è una cosa importante. Non bisognerà più arrivare a piazza Bologna per prenderla. Sarà utile soprattutto per chi viene da fuori. Io sono anziana e magari non ci sarò più quando la finiranno. Ma per il quartiere sarà una cosa importante".
Franco, fioraio del mercato di piazza Gimma, sposta l' attenzione su un altro tema: "Il mercato è semivuoto. La stangata a molti l' hanno data i parcheggi a pagamento".
Non sorride neanche un commerciante di Viale Libia: "Speriamo bene. La metro dovrebbe portare cose utili". Ma il pensiero va subito a quegli affari che, dopo la chiusura della via alle auto, stentano a decollare. "Per me - spiega - dovrebbero riaprire viale Libia alle auto: è quello che ha portato i disagi più grandi. Lo hanno fatto per ridurre l'inquinamento ma tanto la qualità dell' aria non si cambia spostando il traffico 100 metri più in là. Paradossalmente sarebbe meglio trasformare la via in un' area pedonale, come via del Corso".
L' edicolante di Piazza Annabiliano, con la sua attività proprio di fronte ad uno dei cantieri della B1, la pensa invece così: "La metro da Conca d' Oro a piazza Bologna non serve a niente. E chi abita a Fidene che deve fare? Perché non l' hanno prolungata fino lì?"
Il presidente del II municipio Antonio Saccone prova a fare il punto della situazione spiegando cosa succederà nei prossimi 5 anni: "I cantieri della B1, in questa fase, stanno andando secondo i tempi previsti. Oggi si sta affrontando la fase relativa allo spostamento dei sottoservizi pubblici, Acea, Italgas e altro ancora. Stiamo lavorando a viale Libia e via Collalto Sabino: l' impatto del nuovo progetto è sicuramente migliore di quello precedente. Il problema più rilevante è quello dei parcheggi. Con il VII dipartimento e l'assessore alla Mobilità Calamante stiamo studiando l'opzione di prendere in consegna un' area a via Tripoli per farci per due anni un parcheggio di 250-300 posti". Ampio spazio alle opinioni dei cittadini: "Abbiamo creato - spiega Saccone - una consulta che raggruppa i comitati di quartiere e i consiglieri municipali. Il lavoro attuale è il frutto dei tanti consigli ottenuti dai cittadini e dai commercianti. E' ovvio che il disagio ci sarà. Via Collalto Sabino e viale Eritera resteranno aperti. La metropolitana è una realtà positiva ma va vissuta con 5 anni di cantieri previsti".
Caldo il tema dei trasporti: "In linea di massima - prosegue Saccone - le linee pubbliche non subiranno nessuna variazione. Il problema sarà quello di viale Somalia la cui pavimentazione non è in condizione di ospitare un nuovo flusso di viabilità: per cui chiedo insistentemente all' amministrazione comunale di sovvenzionare la ristrutturazione e la qualificazione della pavimentazione della via".
Per informazioni sulla metro B1 è possibile consultare il sito: www.romametropolitane.it
Pavlvs September 27th, 2005, 02:15 PM Roma, 26 settembre 2005 - Un raro esempio di concertazione che ha ottenuto ottimi risultati: è Progetto Roma, il patto per lo sviluppo o "pattone", come lo ha definito il presidente della Provincia, Gasbarra, che in oltre tre anni di lavoro e 35 sedute plenarie ha siglato protocolli d'intesa su temi importanti quali il credito, il turismo e la formazione culturale.
Protagonisti del successo, i principali attori economici, sociali e culturali del territorio, da coloro che sottoscrissero il progetto alla nascita a quelli aggiuntisi in seguito, e naturalmente le istituzioni locali: Comune, Provincia e Regione, che stamattina hanno illustrato gli obiettivi raggiunti.
"Roma ha bisogno del Lazio, il Progetto Roma lancerà il Progetto Lazio - ha dichiarato il governatore Marrazzo - il nostro impegno si è concentrato su tre fronti: le infrastrutture e i trasporti, la redistribuzione delle risorse e l'innovazione".
E ora che anche la Regione ha lo stesso colore politico di Provincia e Comune, l'intesa e la collaborazione tra enti locali è più facile da realizzare.
"Si registra una forte vitalità delle imprese nell'area romana - ha spiegato Gasbarra - questo tavolo ha il compito di facilitare la vita alle imprese e creare grandi infrastrutture per aprirsi al mondo".
Il prodotto interno lordo della Capitale, nell'ultimo anno è aumentato dell'1,9 per cento, il doppio di quello nazionale, e molto forte va anche il settore turistico: ad agosto si è registrato il 14 per cento in più delle presenze; infine l'università, gli atenei romani hanno un numero di studenti superiore al resto d'Italia, pari alle principali città europee.
"Roma continua a fornire denaro allo Stato - ha concluso il sindaco Veltroni - che soltanto con la Notte Bianca ha guadagnato quindici milioni di euro sull'iva, ma siamo preoccupati per l'approvazione della Finanziaria. Il decreto salva spese, in passato, ha già tagliato oltre 250 milioni a Roma Capitale".
Adesso i riflettori si puntano sull'incontro Governo, Regioni ed enti locali in programma domani.
Pavlvs September 27th, 2005, 02:18 PM Mi hanno cambiato i cassonetti sottocasa :nocrook::nocrook:
Completato nel XVII Municipio il programma dell’Ama per la sostituzione di tutti i 320 contenitori da 1.100 litri per l’indifferenziato nuovi cassonetti di colore grigio.
L’operazione, che segue quella già completata nel I Municipio, è iniziata martedì 6 settembre ed ha interessato le postazioni per l’indifferenziato collocate in piazza Adriana, via Alberico II, via Boezio, via A. Farnese, via Ostia, via Ovidio, via dei Penitenzieri, via Plinio, via di Porta S. Spirito, Borgo di S. Spirito, via Santamaura, via Trionfale, via Ulpiano, piazza dell’Unità, via E. Quirino Visconti, via della Camilluccia, via Capoprati, via R. Caverni, via F. Corridoni, via Damiata, via P. De Cristofaro, via Famagosta, via dei Giornalisti, viale Giulio Cesare, via dei Gladiatori, via Igea, piazza maresciallo Giardino, via Monte Pertica, via onte Santo, via Otranto, viale del Parco Mellini, via Prato Falcone, via R. Romei, piazza W. Rossi, via Sabotino, via G. Serafino, via T. Speri, piazzale dello Stadio Olimpico, viale dello Stadio Olimpico, lungotevere della Vittoria.
Dal 20 settembre è iniziata la sostituzione di tutti gli 800 contenitori verdi da 1.100 litri del II Municipio, che si concluderà nell’arco di 1 mese.
Per Massimo Tabacchiera, Presidente di AMA, continua “lo sforzo dell’Azienda per ammodernare il parco contenitori e armonizzarlo all’arredo urbano. Dalla fine luglio ad oggi abbiamo posizionato un totale di 1.200 nuovi contenitori grigi nel I e nel XVII Municipio. Inoltre 1.000 dei vecchi contenitori, dopo i necessari interventi di manutenzione, sono stati ricollocati sul territorio a integrazione di postazioni ad alta densità abitativa. Ricordo ai cittadini – conclude Tabacchiera - che si tratta di contenitori analoghi a quelli già in uso in città, a cui sono state apportate migliorie tecniche, come l’eliminazione del pedale, e il cui colore è in linea con il nuovo format di identità visiva dell’Azienda. I cassonetti di nuova generazione, già annunciati dal Sindaco e dai vertici AMA, studiati per essere più resistenti e pratici per gli utenti, arriveranno a breve”.
IO HO I CASSONETTI NUOVIIII E VOI NOOOO
PAPPAPPAPPERO PAPPAPPAPPERO PAPPAPPAPPERO PAPPAPPA'
:D:D:D:D
Thelème September 27th, 2005, 03:08 PM ^ il XVII municipio cos'è? flaminio per caso?
fcom1 September 27th, 2005, 03:49 PM 10-01-05
ROMA: Metro D
Entro la primavera del 2006 il Comune di Roma pubblichera' l'avviso di project financing relativo alla tratta Nuovo Salario-Lungotevere Dante della linea D della metropolitana di Roma. La linea, lunga complessivamente 22 km e dotata di 24 stazioni mira a collegare la città storica con i quartieri Talenti, Montesacro e Salario a Nord, e Trastevere, San Paolo-Marconi,Magliana ed Eur a Sud. La prima tratta avrà una lunghezza di 14 km con 14 stazioni e servirà circa 250 mila cittadini al giorno.
http://www.cittaelettriche.it/news.htm
Fanno il project financing per vedere se raccimolano abbastanza soldi? Cmq avere anche la linea D sarebbe un vero passo avanti per Roma e il suo traffico!
Pavlvs September 27th, 2005, 08:23 PM ^ il XVII municipio cos'è? flaminio per caso?
Prati, Trionfale, Delle Vittorie, Camilluccia and more and more and more :D
CAESARS-PALACe September 27th, 2005, 08:44 PM ma a che serve quella parete tra il lungotevere e la chiesta? a non far vedere il fiume?
il muro non fa parte del progetto definitivo :
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/images/7218/1147216748.jpg
Pavlvs September 28th, 2005, 12:21 AM Andrea De Vito
Roma, 27 settembre 2005 - La nuova rete metropolitana di Roma prende forma giorno dopo giorno. Alla presenza del ministro delle Infrastrutture e trasporti Pietro Lunardi, Chicco Testa e la squadra di Roma Metropolitane ha illustrato i progetti da cui prendera' vita la nuova viabilita' su ferro di oggi e di domani. Occhi puntati dunque sulle opere imminenti (la linea B1 e C) e su quelle di un prossimo futuro (linea D) su cui si sta' operando fin da ora. Addetti e ingegneri hanno illustrato i progetti nella loro interezza, sottolineando anche l'impatto dei cantieri sulla popolazione e la possibilita' di interventi in corsa per ridurre al minimo i disagi provocati dai lavori.
Linea B1
La prima ad essere trattata e' la linea B1, quella che con i suoi 3 km sotterranei e le 4 stazioni colleghera' la popolazione del quadrante nord-est di Roma con il centro della citta'. Roma Metropolitane rende noto che le aree di cantiere non supereranno i 200 metri di lunghezza e che gli scavi sotto copertura riduranno i disagi alla popolazione. I lavori, che partiranno il 26 ottobre prossimo, comporteranno un piano di circolazione alternativa. I municipi avranno il compito di informare i cittadini coinvolti sull'avanzamento dei lavori mentre le informazioni di servizio saranno disponibili contattando il Call center dl Comune 060606. Per il 5 ottobre Roma Metropolitane annuncia inoltre un incontro con residenti e commercianti del IV municipio per un dibattito pubblico in prossimita' dell' apertura dei.cantieri. Il problema dei parcheggi verra' in parte risolto attraverso la realizzazione di uno spazio da 150 posti auto nell'area del Parco delle Valli, nelle vicinanze del campo base dove nei prossimi 5 anni saranno ospitate le diverse squadre di operai.
L'ingegner Nardoni sottolinea invece la previsione di un futuro prolungamento della B1 fino alla Sepentara, creando un nodo di scambio con il GRA proprio in prossimita' della nuova sede Ikea a Bufalotta e del centro residenziale-commerciale Porte di Roma. La fine dei lavori del tratto Conca d'Oro - Bologna e' prevista per agosto 2010. Il cantiere durera' 60 mesi con un costo previsto pari a 483 milioni di euro.
Linea C
La linea sara' la piu' ambiziosa e complessa tra le tre previste: 25,5 km di lunghezza (di cui 17,6 sotterranei) che collegheranno la stazione Clodio-Mazzini con Pantano, attraversando aree archeologiche complesse come Colosseo, Fori Imperiali e Mercati Traianei per un totale di 30 stazioni e una frequenza di un treno ogni 3 minuti. L' aggiudicazione della gara d' appalto e' prevista per febbraio 2006. La prima consegna (area di Teano) avverra' invece il 5 aprile dello stesso anno. Saranno i convogli della linea B a testare l'impatto delle vibrazioni su monumeti come Colosseo e Arco di Travertino. I primi convogli entreranno in funzione nel 2015.
Linea D
Con i suoi 22 km di binari colleghera' due quartieri alle estremita' della citta', Talenti e Magliana, garantendo un raddoppio della domanda servita rispetto a quella attuale. Il costo previsto supera i 3 miliardi di euro e al momento non esiste ancora un finanziamento. Tuttavia la sua realizzazione avverra' attraverso un project financing, con la pubblicazione del bando di gara e l'individuazione del concessionario previsti rispettivamene per aprile 2007 e settembre 2008.
Dopo aver seguito attentamente la presentazione dei tre progetti il ministro Lunardi si e' congratulato con i giovani dipendenti (l'eta' media e' di 42 anni) di Roma metropolitane. "Noi - ha sottolineato - come governo, fin dal 2001, abbiamo voluto lavorare sul trasporto pubblico locale. Cinque anni non sono niente ma si puo' fare qualcosa. Abbiamo il problema del traffico, dell' inquinamento e del consumo energetico. Il trasporto su ferro e' sempre piu' indispensabile e strategico". Poi aggiunge: "Il progetto della linea C e' entusiasmante, strategico quello della B1 che unisce quartieri popolosi, interessante la linea D col progetto del project financing".
E prende infine a modello la metropolitana di Brescia come esempio da seguire mentre ribadisce il no ai finanziamenti di progetti non convincenti come quello presentato per la rete di Bologna.
Pavlvs September 28th, 2005, 12:22 AM DOPO IL TAR, ANCHE IL CONSIGLIO DI STATO!!
Metro C: respinto il ricorso di Italia Nostra
Il Consiglio di Stato ha detto no alla richiesta di sospensiva cautelare del bando di gara emanato per il Campidoglio da Metropolitane di Roma per la realizzazione della nuova tratta della capitale
Roma, 27 settembre 2005 - ''Abbiamo appena appreso che il Consiglio di Stato ha respinto l' istanza cautelare proposta da Italia Nostra. Questo consente a Metropolitane di Roma di proseguire con serenita' la gara per l'affidamento dei lavori per la realizzazione della linea C della metropolitana di Roma''. Lo ha rivelato stamattina l'avvocato Stefano Vinti, dopo avere appreso la decisione del Consiglio di Stato davanti al quale stamattina si e' discusso sulla richiesta di sospensiva cautelare del bando di gara emanato per il comune di Roma da Metropolitane di Roma per la realizzazione della nuova metro della capitale. ''Il prossimo passaggio - ha continuato l'avvocato Vinti - sara' la fissazione dell'udienza nel corso della quale il Tar del Lazio entrera' nel merito della vicenda''
Il Tar del Lazio, il 27 maggio scorso, aveva gia' respinto il ricorso con il quale le associazioni Italia Nostra e Cesia chiesero la sospensione del bando di gara per la realizzazione della Metro' C a Roma. I giudici allora ritennero non sussistenti ''i presupposti per disporre - si leggeva nel provvedimento - l'accoglimento dell'istanza incidentale di sospensione dell'atto impugnato tenuto conto in particolare del preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell'opera''. Italia Nostra, comunque, al tempo preciso' di non avere mai impugnato le delibere del Cipe nelle parti che riguardavano lo stanziamento dei finanziamenti, ma solo la parte degli atti che, a giudizio dell' associazione ambientalista, non avevano recepito le osservazioni di ordine ambientale.
''E' per noi una buona notizia che il Consiglio di Stato abbia respinto la richiesta di sospensiva per la linea C della metropolitana di Roma avanzata dall'associazione ambientalista 'Italia Nostra'''. Questo l'unico commento rilasciato dal presidente di 'Roma Metropolitane', Chicco Testa, al termine della presentazione del nuovo piano di metropolitane della citta' di Roma
fcom1 September 28th, 2005, 05:41 PM E addesso a cosa fanno appello ;) ?
CAESARS-PALACe September 28th, 2005, 08:25 PM Il Foro Italico cambia look :
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052243.pdf&user=
"Nuovo" Foro Italico: nel 2007 i bandi di gara
Presentato il protocollo d'intesa siglato tra Coni, Campidoglio, Regione Lazio e ministero Beni Culturali. Previsti investimenti per 80 mln di euro e 400 nuovi posti di lavoro fisso. Sul nuovo stadio Gianni Petrucci "sposa" l'ad giallorosso Rosella Sensi e attacca il presidente della Lazio, Claudio Lotito
Gianluca La Penna
Roma, 28 settembre 2005 - In una Sala della Bandiere ricolma di giornalisti, il sindaco Walter Veltroni, il presidente del Coni Gianni Petrucci, il Governatore del Lazio, Piero Marrazzo, tra gli altri, hanno illustrato stamattina in Campidoglio il protocollo d'intesa tra Comune, ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lazio e la Coni Servizi per la riqualificazione dell'intera area del Foro Italico.
I lavori, che inizieranno non prima del 2007 stravolgeranno l'area intreressata riguarderanno "opere nel sottosuolo senza nuove edificazioni nel rispetto della storia di quest'area. Siamo al riparo da rischi di ogni tipo. Nel protocollo odierno abbiamo tracciato le linee guida di un lavoro vincolato dal rispetto della natura del preesistente", spiega l'assessore capitolino all'Urbanistica, Roberto Morassut.
L'ad del Coni, Raffaele Pagnozzi enuncia invece i passaggi con i quali si è arrivati all'intesa odierna: "Abbiamo aperto il tavolo nel novembre 2004, nel maggio 2005 abbiamo stilato i criteri per la valorizzazione dell'area mentre a luglio ci sarà il completamento della titolarità il del bene per la Coni Servizi spa (di proprietà e in concessione, ndr)".
Soddisfatto Veltroni, che ricorda quanto fatto nella Città Eterna per lo sport e ribadisce le aspirazioni per l'assegnazione dei Giochi del 2016. "Abbiamo dato vita ad itinerari coerenti con il piano regolatore e i laboratori di quartiere del Flaminio. Abbiamo toccato il progetto dell'architetto Nervi per riportarlo alla modernità che aveva nel 1960 - sottolinea l'inquilino del Campidoglio - Stiamo lavorando su 4 aree: Foro Italico, Tor Vergata, Stadio Flaminio e Ostia (impianto Stella Polare, l'area della Guardia di Finanza, il palazzo dello sport della Regina Pacis e il bocciodromo; ndr). Inoltre con Cantatore stiamo pensando ad organizzare un campionato mondiale di boxe".
Cinque i moduli programmatici sanciti nell'intesa: il portale Sud (Museo dello Sport, Centro Servizi e l'accesso della nuova area pedonale da via delle Olimpiadi); il complesso del Tennis (nuovo circolo e nuovo centrale oggetto di concorso internazionale); l'area delle piscine (centro fitness e benessere, ristorante panoramico, mini lido estivo); il sistema dei percorsi pedonali e dei parcheggi (1000 posti interrati sotto viale delle Olimpiadi da realizzare con il project financing); il restyling dello Stadio Olimpico.
Importanti saranno gli interventi per la riqualificazione dei mosaici (a oggi tranquillamente calpestati dagli amanti dello skateboard!) che avverranno grazie ad una struttura mobile al coperto con sala multiuso.
Petrucci ribadisce il momento positivo dello sport italiano e ringrazia Veltroni per gli sforzi profusi nel suo mandato. "Mi ritengo fortunato per i risultati sportivi ottenuti e per quello che dice e fa ogni giorno il sindaco - rivela sorridente - Porteremo insieme avanti la candidatura alle Olimpiadi 2016".
Immancabile, la questione stadio Olimpico. "E' bello. Con la Roma abbiamo iniziato un percorso. Ha marchio importante che tira. E' difficile fare uno stadio a Roma, lo dico anche da cittadino: parlo con il buon senso, guardo la realtà. In tutti questi anni non ho fatto che vedere plastici (il riferimento è al presidente della Lazio, Claudio Lotto, ndr). Chi vuole stare con noi bene. Come presidente del Coni scelgo io con chi fare i matrimoni. I matrimoni si fanno per amore o per interesse, e non c'e' nessuna delle due cose. Lotito - ha aggiunto il presidente del Coni -vuole insegnare. Io i professori ero obbligato ad averli all'universita', per tutto il resto me li scelgo io''.
L'inquilino del Foro Italico insiste sul punto. "Capisco la necessita' delle societa' sportive di patrimonializzare, ma ci sono anche altri sport oltre al calcio.Non c'e' bisogno di fare altri due stadi. E anche se se ne dovessero costruire ancora, dovrebbe essere nell'interesse dello sport italiano, non solo romano - chiarisce senza mezzi termini - Lo stadio c'e', e' l'Olimpico, e garantisco che sara' il primo a norma. Si parla dell'Olimpico come di uno stadio che da' fastidio, dove non si vede bene il campo. In realta' la pista d'atletica e' necessaria, perche' uno stadio olimpico deve ospitare anche altri sport - ha aggiunto con tono quasi risentito - Non sono il padrone dell'Italia, non decido tutto io. E poi un solo stadio e' stato costruito negli ultimi anni, e avete visto i risultati ( il Delle Alpi, che verrà sostituto da un impianto da 30.000 spettatori, senza pista atletica e con tanto di Mondo Juve attorno, ovvero immobili, entrate ed operazioni che arricchiranno le "povere" casse bianconere, ndr). L'Olimpico verra' comunque ammodernato per migliorare la visibilita' del campo e chi dice che la gente non riempe gli spalti perché allo stadio non vede bene crede alle favole. Tornerà ad essere una struttura moderna come lo era nel 1990 al momento della ristrutturazione''. Sulla modernità dell'Olimpico ci permettiamo di fare tre appunti: in termini di sicurezza ancora si sta cercando il lanciatore della monetina della tribuna Monte Mario che colpi l'arbitro Frisk; i servizi dello stadio lasciano molto a desiderare, come mostra lo stato dei bagni piuttosto che quello dei luoghi ristoro; Roma e Lazio subiscono ancora danni economici dalla mancata realizzazione dei nuovi botteghini - quelli attuali sono all'interno della fascia di rispetto - fatto che non consente ai tifosi, soprattutto quelli stranieri, di comprare i biglietti il giorno stesso dell'evento".
Petrucci elogia poi l'operato della società Roma (almeno due volte, ndr). ''Ho parlato con Rosella Sensi (a.d. giallorosso,) che mi ha spiegato lanecessita' della societa' di patrimonializzare. E' giusto, e l'accordo con la Roma ci interessa anche in quanto marchio che tira, in Italia e non solo''.
Sullo stadio è tornato anche il primo cittadino. Se sabato a Formello aveva detto di non avere pregiudiziali verso il progetto di Claudio Lotito, "da sette mesi abbiamo chiesto un incontro al governo speriamo che prima o poi si realizzi'', oggi Veltroni ha fatto qualche passo indietro rispetto alla disponibilità palesata sabato scorso. ''E' una questione che va vista in ambito nazionale - ha ribadito l'ex segretario dei Ds - perche' non c'e' citta' in Italia che abbia stadi di proprieta' delle societa' di calcio, non c'e' citta' in Italia in cui le societa' non vogliano costruire nuovi stadi e, sopratutto, a Roma ci sono gia' due stadi''. Quanto al Flaminio, il sindaco ha spiegato che si sta ''valutando se e' possibile un ampliamento rispettoso delle strutture di Nervi''.
Gli ultimi passi per vedere la posa della prima pietra, ripetiamo, sono ancora lontani. A maggio 2006 sarà infatti definito l'accordo di programma perché finora non c'è alcun progetto tecnico sulla carta. Nel II semestre del 2006 si lavorerà per ottenere le autorizzazioni e, infine, dal 2007 saranno emessi i bandi di gara per la realizzazione degli interventi.
Alcuni numeri del progetto a regime
-65 mln l'anno di introiti
-400 posti di lavoro fissi
-80 mln l'anno di investimenti
-13 mln di euro di margine operativo
-5 mln di visitatori l'anno
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Pavlvs September 28th, 2005, 10:27 PM Belle somarate Petrucci, complimenti.
Mi autocensuro dal dirti cosa penso di te e della tua arroganza.
Spero che la lazio riesca nel suo proposito di farsi uno stadio.
Ovviamente su terreni edificabili e pagando tutta la necessaria urbanizzazione, strade, svincoli e sopraelevate comprese.
Dal rendering, bello soprattutto il ponte della Musica.
Spero lo facciano non subito....prima di subito.
CAESARS-PALACe September 28th, 2005, 11:20 PM Petrucci :baeh3:
adesso anche la Roma vuole uno stadio di proprietà :
http://www.romacaputmundi.com/pdf/RM2809PRI_01_2005.pdf
.
Thelème September 29th, 2005, 09:45 AM noto dal plastico che c'è un campo da tennis circondato da tante statue tipo stadio dei marmi. vedo bene? è anche esso un'opera fascista? merita una visita che voi sappiate?
Paxromana September 29th, 2005, 10:13 AM noto dal plastico che c'è un campo da tennis circondato da tante statue tipo stadio dei marmi. vedo bene? è anche esso un'opera fascista? merita una visita che voi sappiate?
Contestuale come tutto il foro italico all'epoca fascista. Oggi è il secondo stadio per importanza, dopo il centrale, agli internazionali di tennis.
Dopo un meticoloso restauro ha ripreso l'antico nome di stadio della Pallacorda!!!
gruber September 29th, 2005, 03:20 PM Firmato in Campidoglio il programma di recupero dell’area
La «città dello sport» nel nuovo Foro Italico
Veltroni: «Pronti alla sfida olimpica per il 2016»
Una città dello sport, quasi al centro di Roma. Con 80 milioni di euro di investimenti, parte il recupero e la valorizzazione del Foro Italico: un’operazione destinata a modernizzare, ma senza intaccarne le originali caratteristiche architettoniche, il complesso di impianti sportivi realizzati lungo le sponde del Tevere fra il 1928 ed il 1938. Hanno già subito una prima trasformazione con le Olimpiadi del 1960, e adesso «dopo 45 anni - come ha detto il presidente del Coni Gianni Petrucci - ci prepariamo per una nuova sfida». Che è anche quella olimpica, perchè «Roma è pronta a proporre la sua candidatura per i Giochi del 2016 - ha detto ieri il sindaco Walter Veltroni - mettendo a disposizione tutte le sue strutture. Ma il paese deve essere unito sulla scelta». Sarà, però, «una scelta difficile e una sfida impegnativa - ha aggiunto il presidente del Coni - ma non impossibile. Porteremo avanti la candidatura sia essa Roma o Milano: può darsi che si riesca a battere una concorrenza come sempre agguerrita, ma se non si rischia non si può essere vincenti». Un passo in avanti si può definire quello di ieri mattina con il «Protocollo» per il programma di recupero: nella sala delle Bandiere in Campidoglio è stato firmato oltre che dal sindaco e dal presidente del Coni, dal presidente della Regione Piero Marrazzo e dal Direttore generale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio Luciano Marchetti.
Sul tappeto per i Giochi la capitale metterà così anche il rinnovato complesso del Foro Italico con i suoi numeri: «Contiamo di passare da un milione e mezzo di visitatori l’anno a cinque milioni - ha detto il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi - con 400 nuovi posti di lavoro e altri 13 milioni di euro di margine operativo».
I lavori più grandi «costituiranno una ricucitura con il contesto urbano», come ha detto l’assessore all’Urbanistica Roberto Morassut, e partiranno nel 2007 dopo la conferenza di servizi e l’accordo di programma previsto per maggio del 2006. Prevedono il recupero della Casa della Scherma, utilizzata in questi anni come aula-bunker per i processi, oltre una nuova area pedonale: la realizzazione di una «Passeggiata delle Arti», che sarà collegata al Flaminio con il ponte della Musica, la cui realizzazione è data per imminente. Qui vi sarà anche un parcheggio sotterraneo di circa mille posti. Per la ristrutturazione del campo centrale del Tennis si farà un concorso internazionale, ma i primi cantieri nel complesso del Tennis sono aperti: per i prossimi campionati internazionali si dovrebbe essere pronti. E nelle piscine arriverà un centro benessere, un ristorante panoramico e un mini-lido estivo.
L’opposizione attacca. «Siamo pronti a dialogare sul progetto - ha detto il capogruppo di An Sergio Marchi - Ma siamo contrari allo stravolgimento dello spirito originario». E il responsabile dell’ufficio sport Riccardo Andriani parla di «poche valenze sociali».
gruber September 29th, 2005, 03:21 PM PRESIDENTI IN POLEMICA
Petrucci: «Inutile il terzo stadio» Lotito: «L’Olimpico è insicuro»
«In tanti anni di plastici di stadi ne ho visti molti, ma poi non si è mai realizzato nulla...». Gianni Petrucci, presidente del Coni, ha scelto la presentazione del progetto di valorizzazione del Foro Italico per rispondere «a mesi di critiche e lamentele di Claudio Lotito sull’Olimpico». Il Coni ha ribadito, quindi, il suo no ad un nuovo stadio della Lazio. «È il buon senso - ha continuato Petrucci- che dice no, non il Coni. Roma ha già due stadi (Olimpico e Flaminio, ndr) e non c’è bisogno di altri due. Non è vero che gli spettatori siano diminuiti per colpa dello stadio, i motivi sono altri». Petrucci ha poi ricordato come a febbraio 2006 l’Olimpico sarà in regola con le nuove norme Uefa e ha indicato la strada che sarà percorsa dal Coni. «Andremo avanti solo con la Roma, che ha in Rosella Sensi la persona giusta alla guida della società giallorossa. Per noi è un piacere avere al fianco la Roma, un marchio conosciuto in tutto il mondo». La replica del presidente della Lazio non si è fatta attendere. «Non capisco le parole di Petrucci», ha dichiarato Claudio Lotito. «A che cosa serve pagare l’Olimpico per avere poi venticinquemila persone? L’Olimpico poi non è in linea con le norme sulla sicurezza, è vecchio e ha una struttura storica che non può essere modificata. Solo con uno stadio polifunzionale di proprietà le società saranno finalmente nelle condizioni di avere entrate importanti. Il Coni faccia dell’Olimpico quel che crede: è un problema suo, non mio».
In serata la Coni Servizi replicava, a sua volta, alle esternazioni di Lotito e ribadiva, in un comunicato, che «l’Olimpico dispone della prevista agibilità, è in una fase avanzata dei lavori di adeguamento sulla base della normativa antiviolenza prevista dal decreto Pisanu e, nei termini previsti dal decreto (entro la fine di febbraio 2006), saranno terminati tutti i lavori di adeguamento».
gruber September 29th, 2005, 03:22 PM La Finanza: da Civitavecchia alla Casilina, fuorilegge 8 discariche su 10
L’ultimo avvistamento dall’alto, dalla cabina di pilotaggio dell’Agusta A109 della Guardia di Finanza, risale a qualche giorno fa: «Volpe 123 alla sala operativa, siete in ascolto? Segnaliamo due discariche di rifiuti speciali, presumibilmente illegali, tra l’Aurelia e la provinciale per Cerveteri. Attivate pattuglie di terra al più presto, passo...». «Comunicazione ricevuta, procediamo subito, segnalate eventuali soggetti in fuga... Passo e chiudo». Quest’anno è successo decine di volte: il sorvolo in elicottero, l’individuazione delle aree sospette, la denuncia penale e amministrativa degli inquinatori. La guerra alle discariche abusive dichiarata dal Roan di Roma (il Reparto operativo aeronavale delle Fiamme gialle) ha consentito, per la prima volta nel Lazio, di disegnare una mappa precisa ed aggiornata dei siti fuorilegge.
Dal 7 gennaio alla settimana scorsa le missioni operative, concluse con un’azione «a tenaglia» sul posto e un’ispezione fiscale nelle sedi di eventuali società di copertura, sono state 24: da Civitavecchia ad Anzio, da Pomezia a Bracciano, senza dimenticare le «incursioni» alle porte di Roma, come quella in due «smorzi» di Torre Angela, e i blitz nelle altre province, da Viterbo a Latina. Ebbene, i risultati sono tutt’altro che confortanti: i controlli conclusi con «esito regolare», infatti, sono stati soltanto 5 (il 21% del totale), il che significa che 8 volte su 10, per un motivo o per l’altro, sono emerse irregolarità palesi, come la totale mancanza di autorizzazioni punibile con il sequestro della discarica, oppure, nel migliore dei casi, non è stato possibile chiudere la pratica in attesa di ulteriori accertamenti.
«L’elicottero arriva a sorpresa - spiega il maggiore Emilio Errigo, comandante del Roan di Roma - magari seguendo una betoniera o un camion carico di rifiuti, in luoghi spesso mimetizzati sul territorio e difficilmente accessibili. Ecco, è questo il nostro punto di forza: abbiamo in dotazione anche degli speciali sensori in grado di monitorare alla perfezione l'obiettivo. Non appena avvistata, la discarica viene fotografata dall’alto, in modo da disporre di materiale probatorio da inserire nel fascicolo del pubblico ministero, mentre la sala operativa, attraverso i numeri di targa, fornisce alle pattuglie i dati sui titolari delle imprese».
La «lista nera» delle discariche si apre con il terreno di 10 mila quadrati adibito a deposito di automezzi e macchinari dismessi sequestrato alle porte di Aprilia. Poi, sempre in provincia di Latina, è toccato a un maxi-deposito di pneumatici all’aperto, mentre tra Castel Gandolfo e Rocca Priora gli 007 ambientali hanno scovato altre due «pattumiere» a cielo aperto, per un totale di sei imprenditori denunciati in base alla legge 22/1997 (il cosiddetto decreto Ronchi). Più recenti, e ancora in attesa che l’istruttoria si concluda, i controlli a tappeto compiuti nelle campagne di Ladispoli, Trevignano e Formia.
Ma quali sono i maggiori indiziati di «discarica selvaggia»? «Premesso che aumentano soprattutto gli ammassi abusivi di materiali ingombranti come scaldabagni o lavatrici, per i quali i Comuni hanno difficoltà ad organizzare un efficiente sistema di smaltimento - risponde il maggiore Errigo - al primo posto si collocano senz’altro le imprese edili, con tonnellate di scarti che non di rado vengono interrati». Seguono, in questa inedita graduatoria, le ditte di verniciatura (spesso responsabili di gravi danni agli ecosistemi marittimo e fluviale), i gommisti (con i loro pericolossimi falò di pneumatici), le imprese di depurazione delle acque (che smaltiscono i fanghi del processo di lavorazione senza sottoporli al trattamento di innocuizzazione) e gli sfasciacarrozze (considerati i più «contigui» alla criminalità organizzata).
«Dotto’, la monnezza è oro», disse anni fa un pentito di camorra a un deputato della Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti che gli aveva chiesto come mai si fosse «convertito» dal business della droga a quello dello smaltimento fuorilegge.
Adesso, con i blitz dal cielo, la sfida perlomeno si gioca ad armi pari. Ma - a giudicare dallo stato delle acque del Tevere e dell’Aniene, dal degrado di intere fette di campagna romana, dai fetori che emanano da ampi tratti della costa e dell’entroterra pontino - la battaglia non è che all'inizio.
fperonaci@corriere.it
Pavlvs September 30th, 2005, 12:07 AM LE NUOVE METROPOLITANE - Metro B 1, lavori dal 26 ottobre. E in aprile al via i cantieri della C. L'annuncio del ministro Lunardi sul collegamento piazza Bologna-Conca d'Oro e sulla nuova linea.
Il giorno fatale sarà il 26 ottobre: tra meno di un mese la grande espansione della rete metropolitana di Roma abbandonerà la carta dei progetti per cominciare a divenire realtà. Lo ha annunciato ieri il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, che insieme al sindaco Walter Veltroni taglierà il nastro del cantiere di Conca d'Oro aprendo ufficialmente i lavori della Linea B1.
Sei mesi più tardi sarà ora di tagliare il nastro anche per la Linea C: «Si stanno concludendo le gare - ha aggiunto il ministro - e i cantieri dovrebbero aprire il prossimo aprile». Ed è stato respinto ieri anche l'ultimo sgambetto tentato da Italia Nostra, il ricorso al Consiglio di Stato contro il colossale progetto di una linea in gran parte sotterranea - per 17 chilometri e 600 metri su un totale di 25,4 - che collegando piazzale Clodio a Pantano attraverserà il cuore antico di Roma, da San Pietro a piazza Venezia.
Non ci sono più ostacoli, dunque: tra sette mesi la Capitale avrà due linee della metropolitana in costruzione per un totale di 29 chilometri e 400 metri di rotaie, con 35 stazioni coinvolte di cui 31 nuove. «Sono due linee importanti per Roma, due linee strategiche soprattutto in un momento in cui abbiamo grossi problemi legati all'inquinamento, alle polveri sottili, al traffico cittadino sempre più congestionato», aggiunge Lunardi. La presentazione delle rete in divenire è avvenuta presso la sede di Roma Metropolitane, la società del Campidoglio che ne cura la realizzazione. Il suo presidente, Chicco Testa, ha espresso soddisfazione per «la buona notizia» giunta dal Consiglio di Stato, la quale tuttavia non chiude definitivamente la vicenda: «Il ricorso al Tar, che ha già respinto la richiesta di sospendere la gara, pende ancora nel merito, anche se siamo molto fiduciosi», dice l'avvocato di Roma Metropolitane, Stefano Vinti.
La Linea B1 e Linea C saranno realizzate con finanziamento interamente pubblico: il 52 per cento lo impegnerà il Comune e il 48 per cento lo Stato. La B1 costerà 483 milioni e sarà terminata, se verrà rispettato il calendario dei tempi previsti, a agosto 2010. Più lunghi i tempi per la Linea C: i dieci consorzi che hanno partecipato alla gara hanno tempo fino a novembre per presentare le loro offerte, che saranno poi vagliate entro febbraio quando sarà decretato il vincitore. Il cantiere avrà campo base in piazza Teano e aprirà ad aprile: i lavori, imponenti, dovrebbero terminare nel 2018, con un costo di tre miliardi. Ma il primo treno della Linea C partirà molto prima, già a novembre del 2012 sarà attivata la tratta San Giovanni-Alessandrino.
Alla fine del 2008 sarà intanto il consorzio che curerà il progetto esecutivo e la realizzazione dei 22 chilometri della Linea D: con 24 stazioni intermedie collegherà l'Eur e Talenti, da piazzale dell'Agricoltura a via Ugo Ojetti. Guardando poi alle grandi direttrici future dei trasporti in città, l'amministratore delegato di Roma Metropolitane, Federico Bortoli, ha sottolineato l'importanza di «adeguare il Nodo di Termini, che è la porta dei turisti su Roma»; e di prolungare verso il raccordo le linee metropolitane, creando «nodi di scambio per le auto» come quello sulla linea A in direzione Anagnina dove «è fondamentale intercettare il traffico della A2 prima che entri in città, pensando alle esigenze dell´università di Tor Vergata».
di Paolo G.Brera
da La Repubblica del 28.09.05
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METROPOLITANA - Il 26 ottobre partono i lavori per la «B1»
«Partiranno il prossimo 26 ottobre i lavori per il prolungamento della Linea B della metropolitana capitolina (B1) e contiamo di aprire i cantieri della nuova Linea C nell'aprile del 2006». Lo ha annunciato il Ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi che ieri mattina ha visitato la sede della società «Roma Metropolitane», incaricata della realizzazione delle linee sotterranee della Capitale. «Si tratta di due linee importanti per Roma, - ha detto Lunardi - due linee strategiche, soprattutto in un momento in cui abbiamo grossi problemi legati all'inquinamento, alle polveri sottili, al traffico cittadino sempre più congestionato. Un altro problema importante è poi quello energetico: a Roma si spendono tutti i giorni circa 26 miliardi di vecchie lire per il carburante e il prezzo del petrolio è passato da 22 a 70 dollari al barile, una situazione sempre più drammatica».
Chicco Testa e Federico Bortoli, presidente e amministratore delegato di Roma Metropolitane hanno assieme ai tecnici dell'azienda spiegato al ministro i numeri del progetto.
da L'Unità del 28.09.05
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Metro, Lunardi detta le date per l'inizio lavori, il 26 ottobre il cantiere della B1. Respinta dal Consiglio di Stato l'istanza di Italia Nostra sulla metro C, presentato al ministro Lunardi il piano delle nuove linee: il 26 ottobre al via i lavori per la B1, ad aprile aprono i cantieri per la C (stazione Teano). Il ministro delle Infrastrutture ha incontrato ieri i vertici di "Roma metropolitane" che hanno consegnato i progetti delle due tratte. Il cantiere della B1 aprirà il 26 ottobre, quello della linea C sarà attivato ad aprile 2006.
La metropolitana di Roma corre. I lavori per la realizzazione della linea B1 cominceranno lunedì 26 ottobre. Quelli della nuovissima linea C ad aprile 2006, due mesi dopo l'aggiudicazione della gara d'appalto.
Lo ha annunciato ufficialmente il ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, che ieri ha incontrato i vertici di Roma metropolitane che gli hanno presentato il progetto delle due nuove linee. E proprio ieri, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva cautelare per la linea C proposta dall'associazione ambientalista Italia Nostra.
«Il 26 ottobre partono i lavori del prolungamento della linea B, che noi chiamiamo B1 - ha detto sossidfatto Lunardi al termine dell'incontro -. Si stanno concludendo le gare per la linea C che dovrebbe aprire i cantieri nell'aprile 2006. Sono due linee importanti e strategiche per Roma. In Italia siamo abituati a vedere i lavori non conclusi, questa è una bella dimostrazione di efficienza». E ha aggiunto: «Il governo da sempre punta sul trasporto pubblico urbano ed extraurbano. Solo così si può contrastare il problema del traffico, delle polveri sottili e del consumo energetico: a Roma si spendono tutti i giorni circa 26 miliardi di lire per il carburante e il prezzo del petrolio è passato da 22 a 70 dollari al barile, una situazione sempre più drammatica».». Temi sempre in testa all'agenda degli amministratori cittadini costretti a misure sempre più eccezionali: zone a traffico limitato di giorno e di notte, targhe alterne e blocchi totali del traffico.
I tecnici, di fronte al presidente e all'amministratore delegato di Roma Metropolitane, Chicco Testa e Federico Bortoli, hanno illustrato al ministro Lunardi i particolari. «La linea C - ha commentato Lunardi - è un progetto entusiasmante, la parte centrale è poi interessantissima. La linea B1, invece, è fondamentale perché attraversa dei quartieri molto popolosi». L'aggiudicazione della nuova linea C è prevista per febbraio 2006 mentre l'inizio lavori per la tratta San Giovanni-Alessandrino per l'aprile 2006.
E mentre Lunardi verificava studi e progetti è arrivata la notizia che la VI sezione del Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da Italia Nostra proprio sulla linea C: «Questo consente a Roma Metropolitane di proseguire con serenità la gara per l'affidamento dei lavori per la realizzazione della linea C della metropolitana di Roma - ha detto l'avvocato Stefano Vinti, che ha difeso la società di trasporto - Il prossimo passaggio sarà la fissazione dell'udienza nel corso della quale il Tar del Lazio entrerà nel merito della vicenda».
Il Tar del Lazio, infatti, il 27 maggio scorso, aveva già respinto il ricorso con il quale le associazioni Italia Nostra e Cesia chiesero la sospensione del bando di gara per la realizzazione della metrò C a Roma. «I motivi del ricorso sono presunte violazioni delle normative in materia di valutazione di impatto ambientale - spiega l'avvocato Salvatore Sevi Scafetta incaricato dalla Regione Lazio che si è costituita in giudizio - Ma il Tar ha respinto la sospensiva tenendo conto in particolare del preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell'opera».
La linea B1, invece, è composta da quattro fermate (Nomentana, Annibaliano, Gondar e Conca d'oro) e la conclusione dei lavori è prevista per l'agosto 2010.
di Davide Desario
da Il Messaggero del 28.09.05
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«Metro C, cantieri aperti nel 2006». L'annuncio del ministro Lunardi. Il Tar respinge il ricorso di Italia Nostra.
«Il 26 ottobre partiranno i lavori per il prolungamento della linea B, quella che chiamiamo B1. Si stanno poi concludendo le gare per la linea C, che dovrebbe aprire i cantieri in aprile del 2006». A dare le date precise per l'avvio delle due linee più attese dalla città è il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, in visita alla sede di Roma Metropolitane ed ospite del presidente Chicco Testa. Una visita «fortunata», perchè in concomitanza della sua presenza arriva l'annuncio che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro la metro C presentato da Italia Nostra: «Una buona notizia», commenta con semplicità Chicco Testa. E «questo consente a Roma Matropolitane di proseguire con serenità la gara per l'affidamento dei lavori», ha detto poi l'avvocato Stefano Vinti.
Nel prossimo passaggio il Tar del Lazio entrerà nel merito della vicenda, ma già il 27 maggio scorso il tribunale amministrativo aveva respinto un ricorso. Di fronte a grafici, tabelle, simulazioni al computer delle stazioni e delle tecniche di scavo, Pietro Lunardi, di professione ingegnere e super-specializzato proprio in gallerie, non nasconde la nostalgia per i cantieri: «Non mi succede molto spesso di fare una rimpatriata - commenta - lavorare a queste metropolitane è entusiasmante».
Ecco allora il panorama prossimo venturo, che inizia con i lavori della linea «A», già in corso: con importanti interventi su ponte Pietro Nenni e l'adeguamento del nodo di Termini che, come ha sottolineato l'amministratore delegato Federico Bortoli «è la porta dei turisti su Roma».
Ma la vera novità è l'avvio di un project financing per la linea «D», dall'Eur a Montesacro, che passerà anche per piazza di Spagna, oltre i prolungamenti, già in fase di progettazione avanzata, di tutte e quattro le linee fino al raccordo, dove saranno costruiti dei parcheggi di scambio per le auto. In particolare sulla «A» è fondamentale «intercettare il traffico della A2 prima che entri in città - ha sottolineato Bortoli - per cui è già previsto l'arrivo alla Romanina, a servizio anche dell'università di Tor Vergata».
Tre chilometri in più a sud mentre a nord, da Mattia Battistini dovrebbe arrivare a Casal Selce, con un prolungamento di quasi 7 chilometri. Per la B1 già si sta pensando all'arrivo fino alla Bufalotta (da piazza Conca d'Oro), quasi 6 chilometri extra con 14 stazioni. L'importo complessivo degli investimenti futuri è stimato in un miliardo e 365 milioni di euro. «Ma le metropolitane sono essenziali - ha concluso Lunardi - sia per combattere l'emergenza inquinamento, che per gli alti costi del petrolio: a Roma ogni giorno si spendono in carburante 26 miliardi delle vecchie lire».
di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 28.09.05
Pavlvs September 30th, 2005, 12:09 AM Nuovi equilibri per l'area di piazza Augusto Imperatore e per il Lungotevere che abbraccia l'Ara Pacis. Una volta terminata la nuova sede museale firmata da Meier, due interventi di risistemazione complessiva sanciranno il recupero di un'area archeologica finora sottratta alla città, quasi segregata nell'isolamento cui l'aveva destinata la cultura del Ventennio, come è accaduto in particolare al Mausoleo di Augusto.
Interventi di sistema, quindi, e coerenti col Piano Regolatore, che dovranno interpretare il patrimonio archeologico come risorsa per una Roma moderna che dialoga con la sua storia. Un concorso internazionale, che sarà bandito il prossimo ottobre, avrà infatti come oggetto proprio il restauro e la sistemazione del Mausoleo, in stretta relazione urbanistica con le due chiese, il nuovo museo dell'Ara Pacis e il tratto, a sua volta recuperato, di via Ripetta. Sono parte integrante del concorso anche la riqualificazione del porticato della piazza e il recupero del giardino Soderini (quello che circonda il Mausoleo), oltre che dell'ex auditorium Umberto I.
Dato il carattere 'composito' del luogo, che contiene l'antico e il moderno, il concorso è destinato a pool di progettazione misti, composti da architetti, archeologi, storici, paesaggisti.
Il secondo intervento verterà invece sul lato del Lungotevere, per restituire al fiume un ruolo di protagonista del paesaggio: vi si affaccerà una grande terrazza, chiusa al traffico; questo scorrerà al di sotto, in un sottopasso di 80 metri che prolungherà l'attuale sottovia verso Lungotevere delle Navi, poco prima del Ministero della Marina. In quest'ambito verrà realizzato anche un nuovo parcheggio per 275 posti (su due livelli interrati), a vantaggio dei pedoni che potranno passeggiare liberamente.
L'intervento, per cui l'amministrazione comunale ha già stanziato 20 milioni di euro, sarà realizzato in quattro-cinque anni e in project financing, ovvero con la co-partecipazione di privati. Per il nuovo museo dell'Ara Pacis, poi, una novità: al posto dell'obelisco nuovo, previsto in origine (citazione della meridiana di Augusto), ci sarà una colonna antica, scelta tra le più belle conservate nei depositi comunali.
Pavlvs September 30th, 2005, 12:11 AM Entra oggi in funzione un nuovo parcheggio 'di scambio' a Ponte Galeria. La struttura, che può ospitare 250 posti auto, è contigua alla stazione ferroviaria Ponte Galeria della linea FM1 e della Roma-Fiumicino, oltre che al capolinea dei bus adiacenti. Situato a poche decine di metri dalla stazione, lungo la vecchia via della Muratella, il parcheggio dai primi mesi del prossimo anno sarà collegato direttamente alla stazione da un ponte pedonale. All'interno del parcheggio di scambio è stata realizzata una piazza di 400 metri quadrati attrezzata con panchine, una fontana e giochi per bambini. Il parcheggio, gratuito, renderà un servizio utile a centinaia di pendolari che potranno lasciare l'auto e proseguire verso il centro utilizzando il trasporto pubblico. L'opera è stata finanziata con fondi del Municipio XV ed è costata 800mila euro
CAESARS-PALACe September 30th, 2005, 01:47 PM Approvato il restyling delle Torri dell'Eur
sarà un progetto di Renzo Piano e Daniel Libeskind
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052256.pdf&user=
ma che faranno con la terza torre ?
-{ Rick }- September 30th, 2005, 03:04 PM Spettacolare il progetto del foro italico.. Son contento che sisteminino i moisaci, attualmente versano in non proprio perfette condizioni ..
Zarkon September 30th, 2005, 03:19 PM Approvato il restyling delle Torri dell'Eur
Ottimo, ma c'è la possibilità di vedere un rendering del progetto? :)
CAESARS-PALACe September 30th, 2005, 03:58 PM per il momento non ci sono rendering, ma l'approvazione riguarda il piano finanziario dunque probabilmente i progetti sono ancora in una fase preliminare.
Ma c'è un nuovo rendering del Europarco,e la notizia che il gruppo tedesco DEGI (Deutsche Gesellschaft für Immobilienfonds mbH ) farà un investimento di 124 milioni di euro nel progetto.
http://www.propertymall.com/press/images/13971pk.jpg
.
roborob September 30th, 2005, 05:11 PM i lavori, imponenti, dovrebbero terminare nel 2018
2018?
O_o :eek2:
Aggiungete 2 annetti fisiologici di ritardo (stima assolutamente rosea) e si arriva al 2020 :D
Una metropolitana da fantascienza,direi
CAESARS-PALACe September 30th, 2005, 05:41 PM Dal momento in cui partiranno i lavori, la realizzazione e messa in servizio del Tracciato Fondamentale è prevista in tre fasi secondo il seguente prospetto.
Prima Fase
La prima tratta che viene messa in servizio è la S.Giovanni-Alessandrino con le seguenti caratteristiche:
• Lunghezza: 7.250 m
• Stazioni: 9
• Frequenza convogli Alessandrino- S.Giovanni: 300 secondi
• Treni: 6
• Deposito-officina a Osteria del Curato della Linea A
(tramite il Raccordo ferroviario A/C)
• Tempo previsto per la messa in servizio: 2.380 giorni
Seconda Fase
La seconda tratta che viene messa in servizio è la Venezia-Pantano (comprensiva della prima fase S.Giovanni-Alessandrino) con le seguenti caratteristiche:
• Lunghezza: 21.500 m
• Stazioni: 24
• Frequenza convogli
**Alessandrino-Venezia: 240 secondi
**Grotte Celoni - Alessandrino: 480 secondi
**Pantano - Grotte Celoni: 960 secondi
• Treni: 22
• Deposito-officina a Graniti
• Tempo previsto per la messa in servizio: 2.736 giorni
Fase Finale
La fase finale è costituita dalla messa in servizio dell'intero Tracciato Fondamentale (Clodio/Mazzini - Pantano) con le seguenti caratteristiche:
• Lunghezza: 25.400 m
• Stazioni: 30
• Frequenza convogli
**Alessandrino-Venezia: 180 secondi
*Grotte Celoni - Alessandrino: 360 secondi
*Pantano - Grotte Celoni: 720 secondi
• Treni: 30
• Deposito-officina a Graniti
• Tempo previsto per la messa in servizio: 3.357 giorni
Zarkon September 30th, 2005, 06:43 PM per il momento non ci sono rendering, ma l'approvazione riguarda il piano finanziario dunque probabilmente i progetti sono ancora in una fase preliminare.
Ma c'è un nuovo rendering del Europarco,e la notizia che il gruppo tedesco DEGI (Deutsche Gesellschaft für Immobilienfonds mbH ) farà un investimento di 124 milioni di euro nel progetto.
http://www.propertymall.com/press/images/13971pk.jpg
.
bene, credo molto in questo progetto :)
Markus861 September 30th, 2005, 06:52 PM Approvato il restyling delle Torri dell'Eur
sarà un progetto di Renzo Piano e Daniel Libeskind
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052256.pdf&user=
ma che faranno con la terza torre ?
:banana: :rock: :booze: :okay: :carrot: :applause: :naughty:
Markus861 September 30th, 2005, 06:53 PM per il momento non ci sono rendering, ma l'approvazione riguarda il piano finanziario dunque probabilmente i progetti sono ancora in una fase preliminare.
Ma c'è un nuovo rendering del Europarco,e la notizia che il gruppo tedesco DEGI (Deutsche Gesellschaft für Immobilienfonds mbH ) farà un investimento di 124 milioni di euro nel progetto.
http://www.propertymall.com/press/images/13971pk.jpg
.
CHe figata!!!! non vedo l'ora!! :dance:
SdR September 30th, 2005, 07:45 PM Approvato il restyling delle Torri dell'Eur
sarà un progetto di Renzo Piano e Daniel Libeskind
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052256.pdf&user=
ma che faranno con la terza torre ?
ottima notizia, speriamo si proceda velocemente.
argomento europarco: in questi giorni sto passando la davanti molto spesso ed i lavori procedono velocemente, c'è molto movimento di mezzi e nel giro di due giorni sono spuntate due gru!
Sonic from Padova September 30th, 2005, 07:46 PM Ma i lavori dell'europarco erano già iniziati no?
Pavlvs September 30th, 2005, 08:36 PM http://www.europaconcorsi.com/home/democraziaurbana.gif
Di democrazia urbana me ne frega niente, però 'sta foto è bella.
Pavlvs September 30th, 2005, 08:39 PM La nuova edilizia popolare sarà di qualità»
un bando internazionale
UN BANDO INTERNAZIONALE - Il meglio dell'architettura per la nuova edilizia popolare. Morassut: «Niente quartieri dormitorio. I migliori architetti e nel bando vincoli su verde e materiali».
A vent'anni dagli ultimi grandi piani per le case popolari, nella Capitale è alle porte la nuova stagione di edilizia pubblica, che si annuncia come una grande occasione non solo per rispondere alla gravissima emergenza alloggiativa, ma anche per l'architettura.
Dopo Corviale, Vigne Nuove, Laurentino 38, i migliori progettisti italiani saranno chiamati a raccolta per disegnare dei quartieri modello. Nessun mostro, né quartieri dormitorio. La richiesta di assicurare qualità architettonica e ambientale a tutto il complesso degli interventi, è arrivata direttamente dal sindaco Walter Veltroni. E su questo stanno già cominciando a lavorare gli uffici del Campidoglio, dai quali partiranno dei concorsi internazionali di architettura. Prima di tutto, però, si avvierà un ampio confronto con i progettisti italiani, con le università e i cittadini. Il piano di edilizia prevede la costruzione di 20 stanze, che corrispondono a circa 7 mila case di 80 metri quadri. Una parte sarà realizzata direttamente dal Campidoglio, mentre per il resto si tratterà di edilizia agevolata, destinata a quel ceto medio-basso che non ha diritto alla casa popolare.
«In passato ci sono stati dei grandi piani pubblici, ma oggi - spiega l'assessore all'Urbanistica del Comune di Roma, Roberto Morassut - dei progetti massicci sono impensabili. Pensiamo a dei piani ridimensionati e per assicurare la qualità architettonica si bandiranno dei concorsi internazionali, ai quali si cercheremo di far partecipare molti architetti italiani». Nelle linee guida del bando, dovrà esserci anche la scelta dei materiali e l'utilizzo del verde. Queste le premesse per la nuova sfida delle case popolari, ma quante saranno? Nella lista della nuova edilizia economica e popolare, ci sono 20 mila stanze da costruire, che equivalgono a 7 mila alloggi, di una grandezza media di 80 metri quadri. Queste 20 mila stanze devono rispondere a due esigenze: la legge stabilisce infatti che almeno per il 30 percento debbano essere edilizia sovvenzionata, ovvero quella che il Comune realizza con propri fondi. «Il resto sarà edilizia agevolata: il Comune - spiega l'assessore Morassut - espropria delle aree, che vengono inserite in un bando regionale rivolto a imprese e cooperative, le quali si occupano della realizzazione». Questi alloggi vengono poi venduti a prezzi più bassi rispetto a quelli del mercato, per rispondere alle difficoltà delle famiglie che non sono in lista d'attesa per un alloggio popolare, ma che allo stesso tempo non possono nemmeno permettersi di comprare una casa ai prezzi correnti.
È proprio per l'edilizia che realizzerà direttamente il Comune che si bandiranno i concorsi di architettura, «riprendendo una tradizione interrotta da vent'anni. Sarà una grande occasione - ripete Morassut - per fare della bella architettura. Corviale e Laurentino, ripeto, sono comunque stati dei grandi piani pubblici e sono entrati in una fase di difficoltà perché al loro interno non sono stati realizzati i servizi programmati. Gli articoli 11 sono localizzati proprio in quelle aree, per riqualificarle». Invece quartieri come San Basilio, Quarticciolo, Primavalle, divenuti dei simboli nell'architettura di Roma, sono stati inseriti nel Nuovo piano regolatore come zone della città storica: questo porterà alla loro valorizzazione, attraverso interventi di recupero e salvaguardia. Tutto, insomma, trova la sua casella nel grande sforzo per la riprogrammazione. E così è, ovviamente, anche per il piano sulla nuova edilizia economica e popolare: a questo riguardo il primo passo sarà fissare le aree in cui costruire. Una prima delibera per localizzarle era stata approvata la scorsa primavera, ma i sondaggi archeologici hanno stabilito che lì non si può costruire. Perciò adesso si sta cercando di individuare altre zone, «che dovranno essere coerenti - spiega ancora l'assessore all'Urbanistica - con il sistema delle infrastrutture esistenti o programmate, ed essere vicine a zone già urbanizzate, in modo da funzionare come ricuciture di territori frastagliati. In parte saranno aree agricole, ma la condizione essenziale è che la scelta non stravolga le destinazioni d'uso o i vincoli esistenti». Qualsiasi decisione in merito, inoltre, dovrà essere armonizzata con le controdeduzioni al Prg, a cui si sta lavorando. Le dimensioni e le cubature previste, precisa Morassut, rientrano già nei tetti stabiliti dal Peep (il piano per l'edilizia economica e popolare) nel '95, che fissava la quantità di alloggi da realizzare in vent'anni.
In sintesi: La nuova edilizia popolare
80 metri quadri la grandezza media dei 7 mila appartamenti che saranno realizzati nell'ambito del piano per l'edilizia sovvenzionata e agevolata.
Il 30% gli alloggi che saranno costruiti direttamente dal Comune: per questi partiranno dei concorsi di architettura per trovare i migliori progetti.
20 anni sono passati dai grandi piani di edilizia popolare, da cui sono nati Corviale e Laurentino. Oggi si pensa a interventi molto ridimensionati.
Markus861 October 1st, 2005, 09:32 AM ottima notizia, speriamo si proceda velocemente.
argomento europarco: in questi giorni sto passando la davanti molto spesso ed i lavori procedono velocemente, c'è molto movimento di mezzi e nel giro di due giorni sono spuntate due gru!
Siiiiii! Anche io ci psso ogni tanto e i lavori vanno alla grande! Peccato Che non è così per molti altri progtti. Qualcuno sà quando cominciano i lavori per la nuova stazione Tiburtina??
SdR October 3rd, 2005, 10:17 AM Siiiiii! Anche io ci psso ogni tanto e i lavori vanno alla grande! Peccato Che non è così per molti altri progtti. Qualcuno sà quando cominciano i lavori per la nuova stazione Tiburtina??
nel 2006, se non sbaglio veltroni ha detto di voler inaugurare il cantiere prima delle elezioni ... quindi dovrebbero cominciare nella prima metà dell'anno.
Markus861 October 3rd, 2005, 07:41 PM nel 2006, se non sbaglio veltroni ha detto di voler inaugurare il cantiere prima delle elezioni ... quindi dovrebbero cominciare nella prima metà dell'anno.
Beh speriamo! Devo dire che Veltroni mi piace! Stà cercando di accelerare tutto ciò che quel coglione di Rutelli ha rallentato. Bene!
GENIUS LOCI October 3rd, 2005, 07:53 PM nel 2006, se non sbaglio veltroni ha detto di voler inaugurare il cantiere prima delle elezioni ... quindi dovrebbero cominciare nella prima metà dell'anno.
Bhè inaugurarli "dopo le elezioni" non sarebbe politicamente pagante... (sia inteso, non ce l'ho con Veltroni: vale per ogni politico italiano di destra, sinistra, centro, mediano, ala tornante...:) )
Effettivamente in periodo elettorale è sempre un gran fiorire di cantieri: alcuni che dovevano partire prima, vengono un filino ritardati per inaugurarli a un momento più "propizio", altri che dovrebbero partire dopo, li inaugurano in tutta fretta (molte volte "per finta")
Bhè... consoliamoci, almeno qui sul forum per i prossimi mesi ne avremo di cose da scrivere ;)
Pavlvs October 3rd, 2005, 08:36 PM GAUDEAMUS IGITUR, NUNC EST BIBENDUM
Metro B1: da oggi aprono i primi cantieri
In vista dei lavori della tratta Conca d'Oro - Bologna che verranno inaugurati il 26 ottobre, inizia l' installazione delle prime aree di cantiere. Interessate viale Libia, piazza Gimma, piazza Gondar, via Bressanone, piazza Annibaliano, piazza Conca d'Oro
Un' immagine di viale Libia
Roma, 3 ottobre 2005 - Proseguono i preparativi per la realizzazione dei cantieri che daranno vita al nuovo tratto della metro B1 da Conca d' Oro a piazza Bologna. In vista dell'avvio dei lavori per la realizzazione della nuova tratta, che saranno inaugurati il prossimo 26 ottobre, comincia l'installazione delle prime aree di cantiere, con conseguenti modifiche della circolazione.
In particolare oggi 3 ottobre saranno aperti i seguenti cantieri:
viale Libia da piazza Gimma a piazza Gondar con occupazione dell'area centrale;
piazza Palombara Sabina senza modifiche della circolazione su V. Collalto Sabino;
via Bressanone, occupazione di parte della strada con interruzione del traffico, destinando ai residenti le aree di sosta.
Il 4 ottobre sarà chiuso al pubblico il parcheggio di piazza Annibaliano. Nel frattempo è già stata attivata in via di Santa Costanza un'area di sosta di circa 70 posti auto, a parziale recupero dei posti auto interessati dalle zone di cantiere limitrofe.
Il 5 ottobre sarà parzialmente chiuso al pubblico il parco di V. Antrodoco.
Il 6 ottobre saranno chiuse al pubblico e recintate aree del giardino di P.zza Conca d'Oro.
In conseguenza dell'apertura dei cantieri saranno progressivamente attuate le necessarie modifiche della rete di trasporto pubblico.
Pavlvs October 3rd, 2005, 08:44 PM Quando l'Ara Pacis si trasferirà in borgata
di Pippo Ciorra
POLEMICHE - Quando l'Ara Pacis di Meier si trasferirà in borgata
Forse oggi è più facile dare un senso alle inutili discussioni seguite alla pubblicazione dell'appello di trenta architetti italiani al presidente Ciampi. La lettera dei trenta, da Portoghesi a Purini, lamentava che il paese, abbastanza generoso di occasioni per le superstar internazionali, si mostra indifferente verso i suoi figli architetti, in particolare - almeno a giudicare dai nomi in calce al testo - con quelli che si considerano i docenti più rispettati delle nostre scuole di architettura. La lettera, di manifesta inutilità, non aveva in realtà il tono antiinternazionalista che gli hanno poi attribuito i giornali, anche se rivendicava l'italica attitudine a inserirsi nei nostri difficili contesti.
Il tono becero del dibattito che ne è seguito potrebbe però rivelarsi un'ottima piattaforma per una nuova e ancor più superficiale discussione attorno all'edificio realizzato a Roma da Richard Meier per l'Ara Pacis tra il lungotevere e piazza Augusto, pre-inaugurato ieri. Anche perché è fatto da una star internazionale, è «moderno», esprime un atteggiamento tutt'altro che contestualista. E per di più è nato da un incarico diretto di Rutelli, che ha potuto dribblare le procedure che si utilizzano in genere per gli incarichi pubblici. Così è stato. I giornali sono pieni di articoli che mettono in risalto, di volta in volta: le eccessive dimensioni del progetto, la sua scarsa voglia di inserirsi nel contesto, la rinuncia a risolvere i problemi di piazza Augusto e del brutto sito archeologico che la occupa, eccetera. Ovviamente nessuno ha visitato a fondo l'edificio realizzato, che non è ancora finito, e nessuno si imbarca in una critica seria del progetto.
I più netti, come al solito, sono i pasdaran di Italia Nostra, che tagliano la testa al toro e ribadiscono la ben nota filosofia parasgarbiana: architettura «moderna» (?) in punizione nelle periferie brutte, e in centro nulla. O se proprio si deve fare qualcosa lo si faccia «in stile». Posizione stupefacente e preoccupante, soprattutto se si pensa che viene da quella «pancia» del progressismo benpensante, dalla quale inconsciamente speriamo sempre che vengano i migliori professori dei nostri figli, i giornalisti più in gamba dei nostri giornali, perfino gli allenatori delle nostre squadre del cuore. Ma soprattutto inutile perché ormai tutti hanno compreso come le città ferme non possono stare, a meno di non scegliere di trasformarsi in fantasmi. Per cui in genere, per ogni architettura d'autore cacciata con sfregio lontano dai nostri centri storici, negli stessi siti troveremo però, senza che Italia Nostra si scateni con lo stesso clamore, cartelloni pubblicitari, insegne, cantieri permanenti, vetri specchiati, restauri spericolati e via dicendo, resi rassicuranti dal fatto di essere anonimi.
Se ne è avuta una riprova quando a Bologna Cofferati ha fatto rimuovere le «Gocce» di Mario Cucinella in piazza Re Enzo. Belli o brutti che fossero i due piccoli ovali in acciaio e plexiglas, la loro rimozione è servita a tutto tranne che a resuscitare la «autenticità» originaria del luogo. Per verificarlo basta scattare una foto all'ex sito delle Gocce: più della metà del campo visivo sarà occupato da forme che appartengono, bene o male, al nostro tempo: taxi fermi, pensiline dell'autobus, insegne, lampade, vetrine, cartelloni pubblicitari, orribili marciapiedi, che però hanno il pregio di non essersi presentati, bontà loro, come un episodio di design contemporaneo in centro storico.
Viene da chiedersi cosa consiglierebbe di fare Italia Nostra, una volta segato alla base e trasferito in borgata il museo di Meier, all'architetto - magari romano - che vincerà il prossimo concorso per la risistemazione di piazza Augusto. Ispirarsi, per l'inevitabile quota di costruzione che l'intervento conterrà, allo stile sobrio e laterizio dei ruderi romani sottostanti? oppure alla ridondanza barocca del porto di Ripetta, che verrà ovviamente replicato? o alla magnitudine anni '30 teneramente goffa dei palazzoni di Morpurgo? o al minimalismo nippo-newyorchese del ristorante sotto i portici della piazza? o magari un pastiche di tutto questo completato da un paio di chioschi in ghisa verde in stile ottocento «de noantri» di quelli che piacciono a Sgarbi e Portoghesi?
A noi, cittadini del proprio tempo non rimangono che due speranze. La prima di poter valutare con calma e serenità l'opera di Meier, quando sarà finita sul serio, mettendone in luce pregi e difetti. La seconda è che i conservatori più oltranzisti aprano finalmente gli occhi, e vedano gli infiniti casi in cui le battaglie oltranziste hanno finito per produrre danni maggiori nelle nostre città.
di Pippo Ciorra
da Il Manifesto del 25.09.05
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Bagarre Ara Pacis
È stata presentata ieri la nuova sistemazione dell'Ara Pacis realizzata dall'architetto americano Richard Meier, e i progetti che interessano l'area adiacente (per migliorare la fruizione di piazza Augusto Imperatore, pedonalizzazione della zona, un sottopasso e un parcheggio). L'Ara Pacis, però,continua a seminare discordia. 18 mesi avrebbero dovuto durare i lavori ma poi sono diventati un «caso». E così durante la manifestazione di riapertura parziale del monumento protetto fin dal 1939 dalla teca di Morpurgo, si sono riaccese violente le polemiche, con tanto di sit-in e insulti. An ha gridato all'«orribile stupro» per opera di Meier e snocciolato i costi e i disagi sopportati dai residenti, l'architetto non certo d'avanguardia Leon Krier (consulente all'urbanistica di Carlo d'Inghilterra) ha parlato di una «dichiarazione di guerra al centro storico» e Italia Nostra, in prima linea in questa battaglia «antimodernista», si è ripromessa di inviare una lettera a Buttiglione affinché i cittadini siano consultati prima degli interventi nel centro storico. «Il monumento è lungo circa 10 metri, la struttura di Meier più di 200: è sproporzionata - ha dichiarato Antonio Tamburrino - noi non siamo contro l'architettura moderna, ma riteniamo che stia meglio in periferia. Qui si svilisce il patrimonio archeologico, in quest'area c'era il Porto di Ripetta. Italia Nostra ha criticato anche il resto del progetto - sottopasso e parcheggi -, meglio incrementare i mezzi pubblici. Per l'architetto Giorgio Muratore che ha definito il progetto di Meier «una boiata pazzesca», la soluzione migliore sarebbe stata restaurare la teca preesistentee e non ha risparmiato dagli attacchi neanche il museo di Meier che custodirà circa 300 frammenti dell'Ara.
Pavlvs October 3rd, 2005, 10:39 PM Come ogni inizio mese, facciamo il punto sulle promesse fatteci dai nostri simpatici amministratori.
Rispetto a quella di inizio settembre, la lista che seguirà presenta qualche "sforbiciata".
Ho eliminato, insieme a qualche doppione (tipo: Laurentina:raddoppio - Raddoppio via Laurentina), anche qualche progetto che ha più il sapore dell' esercitazione tecnica che altro, tipo il "Cono di Roma", mega grattacielo conico, bello quanto assurdo.
Per lo stesso motivo non ho mai inserito ad esempio il progetto di Fuksas per i Fori Imperiali, così come il progetto di Aymonino di "ricostruire" il Colosseo come era ai tempi di Domiziano.
Le novità principali direi che sono l'interesse per la riqualificazione completa di Piazza Augusto Imperatore che, essendo la gara ad inviti, verrà affidata a qualche nome di rilievo che potrebbe voler costruire qualcosa di nuovo per la piazza, chissà.
Interessante anche il progetto da 250 milioni per il raddoppio della Roma-Viterbo da Cesano al capoluogo della Tuscia.
Poi i 3 nuovi campus universitari.
Ricordo infine che il Comune di Roma vanta o millanta di avere in cantiere 1500 interventi sulla città.
Qui ne troverete solo 400, e per la maggior parte non in cantiere ma in progetto.
Sono esclusivamente opere importanti, a mio insindacabile giudizio, o per la consistenza dell'opera stessa, o per il nome del progettista ovvero per il luogo in cui si opera.
1 26 CHIESE NUOVE
2 2650 NUOVE PENSILINE AUTOBUS
3 3 SOTTOPASSI CORSO FRANCIA 600 MT
4 39 NUOVI CONVOGLI METRO 200 VAGONI
5 3à CORSIA G.R.A.
6 400 AUTOBUS A METANO
7 5 ISOLE ARTIFICIALI PORTOGHESI LARGO DI OSTIA
8 ACILIA MADONNETTA: CAMPUS UNIVERSITARIO
9 AEROPORTO CIAMPINO - RIQUALIFICAZIONE E NUOVO TERMINAL
10 AGENZIA PROMOZIONE TURISTICA DI PALAZZO TIBERI
11 AGENZIA SPAZIALE ITALIANA DI FUKSAS
12 ALBERGO E MUSEO STABILIMENTO SERONO
13 ALBERGO QUARANTA RUBBIE
14 ALESSANDRINO: CITTA' ALESSANDRINA - CENTRO CULTURALE
15 ANELLO FERROVIARIO
16 ANTICA CORRIERA
17 ANZIO - NUOVO PORTO
18 APPIA - ADEGUAMENTO SANTA MARIA DELLE MOLE - FRATTOCCHIE
19 APPIA, VARIANTE DEI CASTELLI
20 ARA PACIS- TUNNEL LUNGOTEVERE IN AUGUSTA, TERRAZZA SUL TEVERE, PARCHEGGIO SOTTERRANEO;
21 ARCO DI LUCE DI LIBERA
22 ARDEATINA - RIFACIMENTO E RADDOPPIO;
23 ARSENALE PONTIFICIO - RECUPERO
24 ARTICOLO 11 - ACILIA
25 ARTICOLO 11 - CORVIALE
26 ARTICOLO 11 - FIDENE
27 ARTICOLO 11 - LABARO
28 ARTICOLO 11 - LAURENTINO
29 ARTICOLO 11 - MAGLIANA
30 ARTICOLO 11 - PALMAROLA
31 ARTICOLO 11 - PRIMAVALLE
32 ARTICOLO 11 - SAN BASILIO
33 ARTICOLO 11 - TOR BELLA MONACA
34 ARTICOLO 11 - VALLE AURELIA
35 ASCENSORI SUL TEVERE - CALATA DEGLI ANGUILLARA - PONTI SANT'ANGELO - DUCA D'AOSTA - RISORGIMENTO
36 ASSE DI OSTIA - NUOVO
37 AUDITORIUM DI PAOLO PORTOGHESI A DRACONA
38 AULA BUNKER/CASA DELLA SCHERMA - RISTRUTTURAZIONE
39 AURELIA - TRASFORMAZIONE IN STANDARD AUTOSTRADALE
40 AUTOSTRADA ORTE - CIVITAVECCHIA
41 BALAUSTRA DI SICUREZZA ALTARE DELLA PATRIA
42 BIBLIOTECA CENTRALE PER RAGAZZI - NUOVA
43 BIBLIOTECA HERTZIANA - NUOVA
44 BICOCCA 2 AD ACILIA DI GREGOTTI
45 BOLLE DI FUKSAS NELL'EDIFICIO DI VIA GIOLITTI;
46 BORGHETTO FLAMINIO - RECUPERO
47 BOWLING DELLA BUFALOTTA
48 BRETELLA FIANO ROMANO LADISPOLI
49 BRETELLA PASSOSCURO-MACCARESE
50 BRETELLA VALMONTONE CISTERNA
51 CAMPIDOGLIO 2
52 CAMPIDOGLIO CUPOLA DI AYMONINO
53 CASA DEL CINEMA EX STUDI CRISTALDI VIA FLAMINIA
54 CASA DEL CINEMA STUDI DE LAURENTIS VIA PONTINA
55 CASA DEL CINEMA STUDI EX TITANUS VIA TIBURTINA
56 CASA DELLO STUDENTE AD OSTIENSE DI PURINI
57 CASAL BERNOCCHI 2 TORRI 20 PIANI 56.000 MC
58 CASAL BOCCONE : 200,000 MC
59 CASALE DELLA MARTORA - RISTRUTTURAZIONE
60 CASE SUL TEVERE
61 CASERMA SALVO D'ACQUISTO - NUOVA
62 CASINO DI RAFFAELLO - RESTAURO
63 CASSONETTI IMMONDIZIA - INTERRAMENTO
64 CAVALCAVIA CICLO PEDONALE DEL TINTORETTO
65 CAVALCAVIA OSTIENSE
66 CENTRO CARNI - NUOVO A GUIDONIA
67 CENTRO CARNI PALMIRO TOGLIATTI - RIQUALIFICAZIONE
68 CENTRO COMMERCIALE LUNGHEZZA
69 CENTRO COMMERCIALE 55 AVENUE CASETTA MATTEI
70 CENTRO CONGRESSI ITALIA DI FUKSAS
71 CENTRO CONGRESSI VIA ALIBERT - VIA MARGUTTA
72 CENTRO DIREZIONALE DI PONTE GALERIA
73 CENTRO DIREZIONALE ENEL - RESTAURO
74 CENTRO DIREZIONALE RAI
75 CENTRO EUROPEO PER LE SINDROMI ATASSICHE - APRILIA
76 CENTRO SPORTIVO PER DISABILI ALLE TRE FONTANE
77 CENTRO STORICO - PEDONALIZZAZIONE
78 CENTRO UFFICI P.ZZA NAVIGATORI - CENTRO COMMERCIALE
79 CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE A QUARTACCIO
80 CHIESA ORTODOSSA RUSSA NELL' AMBASCIATA DI VILLA ABAMELEK
81 CINECITTA' : PUNTO VERDE QUALITA' MULTIPLEX 12 SALE PISCINA CAMPI SPORTIVI
82 CINECITTA' EST: 100,000 MC PRESSO NUOVO OSPEDALE
83 CINECITTA' EST: NUOVO OSPEDALE
84 CINECITTA' WORLD
85 CINQUINA : NUOVO QUARTIERE 300,000 MC
86 CIRCO MASSIMO: SCAVI ARCHEOLOGICI E RECINZIONE
87 COLLE DELLA GENSOLA - NUOVO QUARTIERE
88 COLLE DELLA STREGA: LOTTIZZAZIONE: 3 HIGHRISES - CENTRO COMMERCIALE 500,000MC - ALBERGO 40,000MC
89 COLLE OPPIO - RISTRUTTURAZIONE
90 COLLI ANIENE: PARCO VERDE ROCCA
91 COLOMBO - RESTYLING
92 COLOSSEO - RESTAURO
93 COMPLANARE A24
94 COMPLANARE ACILIA ED EUR LUNGO LA COLOMBO
95 COMPLANARE MAGLIANA
96 COMPLANARI ROMA FIUMICINO
97 COMPLANARI A2 ROMA NAPOLI
98 COMPLESSO M2 (300 APPARTAMENTI, 2 HOTEL, NUOVA SEDE VII MUNICIPIO)
99 COMPRENSORIO TORRINO MEZZO CAMMINO
100 CONSERVATORIO TORLONIA - RESTAURO
101 CORRIDOIO MOBILITA' LIDO-ACILIA-FIERA DI ROMA.
102 CORVIALE - RIQUALIFICAZIONE;
103 CUPOLA CRISTALLO P.ZZA DEI 500
104 CUPOLA CRISTALLO PALAEXPO'
105 CUPOLA DI VETRO PALAZZO VIA DE CERCHI
106 DEPOSITO METRO OSTERIA DEL CURATO - ALLARGAMENTO
107 DEPOSITO TRAM VIA SEVERINI
108 DIGITALANDIA TIM NELLA NUOVA ACILIA DI GREGOTTI
109 DIVINO AMORE: NUOVO QUARTIERE
110 DOMUS AUREA: SCAVI ARCHEOLOGICI
111 DORSALE TIRRENICA AUTOSTRADALE FIUMICINO -LATINA
112 DRAGONA: NUOVO PONTE SUL TEVERE
113 EUR 2 PROGETTO PARSITALIA
114 EUR LAGHETTO: ACQUARIO SUBACQUEO "MARE NOSTRUM"
115 EUR: COMPARTO EDILIZIO Z27Z31DI STUDIO NEMESI
116 FARE CENTRO ALLA ROMANINA DI SCARPELLINI (93 ETTARI)
117 FERROVIA CAMPOLEONE - CIVITAVECCHIA
118 FERROVIA METROPOLITANA POMEZIA- CASTEL ROMANO - SPINACETO - ROMA
119 FERROVIA ORTE- CANAPINA- CIVITAVECCHIA
120 FERROVIA ROMA -LIDO : TRASFORMAZIONE IN METROPOLITANA
121 FERROVIA ROMA-CIVITA CASTELLANA: RIAMMODERNAMENTO
122 FERROVIA ROMA-LIDO: PROLUNGAMENTO FINO A TORVAJANICA
123 FERROVIA ROMA - VITERBO : RADDOPPIO DA CESANO A VITERBO
124 FERROVIA SANTA PALOMBA - POMEZIA
125 FIERA DI ROMA STUDIO VALLI
126 FILOBUS LINEA 30
127 FILOBUS LINEA 60
128 FIUMICINO: NUOVA TERMINAL D'IMBARCO
129 FIUMICINO: NUOVO MOLO C
130 FONOPOLI
131 FONTANELLA BORGHESE - PEDONALIZZAZIONE
132 FORI IMPERIALI - RISISTEMAZIONE;
133 FORNACE VESCHI - RECUPERO
134 FORO ITALICO - RIQUALIFICAZIONE;
135 FUNICOLARE DI MONTE MARIO
136 GALLERIA BATTERIA NOMENTANA - MONTI TIBURTINI
137 GARBATELLA - PIANO RECUPERO URBANO
138 GIARDINO DI ROMA ( LOTTIZZAZIONE)
139 GNAM - ALA DENIER
140 GRA 2 - NUOVO RACCORDO ANULARE
141 GRATTACIELO PARSITALIA ALL'EUROPARCO
142 GRATTACIELO PURINI ALL'EUROPARCO
143 HOTEL ARAN - OSTIA LUNGOMARE
144 HOTEL MARRIOTT OSTIA
145 HOTEL MARRIOTT ROMA-FIUMICINO
146 HOTEL MONTE MARIO NEL PROGETTO PER IL FORO ITALICO
147 IDROSCALO: PARCO PASOLINI
148 INTERPORTO DI ROMA - 160H TRA FIUMICINO E ROMA CIVITAVECCHIA
149 INVIOLATELLA BORGHESE - PARCO
150 LAGHETTO EUR- RISTRUTTURAZIONE;
151 LAURENTINA - RADDOPPIO
152 LINEA TRAMVIARIA TERMINI -VATICANO -AURELIO
153 LINEA TRAMVIARIA TVA DIRAMAZIONE RISORGIMENTO
154 LUISS - NUOVA SEDE ALLA MAGLIANA
155 LUNGHEZZINA: EDIFICI ECOLOGICI DI THOMAS HERZOG
156 LUNGOMARE PONENTE OSTIA - RIQUALIFICAZIONE;
157 LUNGOTEVERE PAPARESCHI - RECUPERO
158 MACRO - AMPLIAMENTO DI ODILE DECQ
159 MAGLIANA: NUOVO ALBERGO TORRE
160 MANIFATTURA TABACCHI : RESTYLING
161 MARCIAPIEDI TRIDENTE E VIA MARGUTTA - AMPLIAMENTO
162 MAXXI DI ZARA HADID
163 MERCATI DI TRAIANO - CONSOLIDAMENTO
164 MERCATO DEI FIORI TRIONFALE - RIQUALIFICAZIONE;
165 MERCATO DI EIFFEL
166 MERCATO ECOSOLIDALE TESTACCIO
167 MERCATO TRIONFALE - RIQUALIFICAZIONE
168 METRO A - RISTRUTTURAZIONE;
169 METRO A PROLUNGAMENTO FINO A CASAL SELCE
170 METRO A PROLUNGAMENTO FINO A FRASCATI
171 METRO A1 PROLUNGAMENTO FINO A TOR VERGATA
172 METRO B ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE
173 METRO B PROLUNGAMENTO FINO A CASAL MONASTERO - GUIDONIA
174 METRO B PROLUNGAMENTO FINO A CECCHIGNOLA- TOR PAGNOTTA
175 METRO B1 PROLUNGAMENTO FINO A BUFALOTTA
176 METRO B1 PROLUNGAMENTO FINO A CONCA D'ORO
177 METRO B1 PROLUNGAMENTO FINO A SETTECAMINI
178 METRO C DA PANTANO A P.ZZALE CLODIO
179 METRO C DIRAMAZIONE DA TORRE NOVA A TOR VERGATA
180 METRO C PROLUNGAMENTO FINO A RACCORDO TOR DI QUINTO
181 METRO D
182 METRO DEI CASTELLI
183 METRO EST
184 METROPOLITANA CIRCOLARE LINEA E
185 METROPOLITANA LEGGERA CIVITAVECCHIA - GAETA
186 MULTISALA VIA COLLATINA
187 MULTISALA VIA PALMIRO TOGLIATTI
188 MURA AURELIANE - RESTAURO
189 MURO TORTO - INTERRAMENTO
190 MUSEO ALBERTO SORDI
191 MUSEO ARCHEOLOGICO NECROPOLI FIDENE-PORTA DI ROMA
192 MUSEO ASTRONOMICO E COPERNICANO - RESTAURO
193 MUSEO BILOTTI NELL'ARANCERA DI VILLA BORGHESE
194 MUSEO CAMERA DEI DEPUTATI IN P.ZZA PARLAMENTO
195 MUSEO DAMIEN HIRST CAPPELLA DI VILLA ADA
196 MUSEO DEI FORI DI PALAZZO RIVALDI
197 MUSEO DEL FORO NELLA FERMATA METRO COLOSSEO
198 MUSEO DEL GIOCATTOLO A VILLA ADA
199 MUSEO DEL TEVERE AD OSTIENSE
200 MUSEO DELLA PATRIA NEL VITTORIANO
201 MUSEO DELLA SCUOLA ROMANA A VILLA TORLONIA
202 MUSEO DELLA SHOAH
203 MUSEO DELLA ZECCA E DELLE MEDAGLIE ALL'EUR
204 MUSEO DELL'ARA PACIS DI RICHARD MEIER
205 MUSEO DELL'AUDIOVISIVO
206 MUSEO DELLE SCIENZE DI TOR VERGATA
207 MUSEO DELL'IPPICA E DELL'EQUITAZIONE
208 MUSEO DI SCIENZE DELLA TERRA DI ROMA DI ROCCA DI PAPA
209 MUSEO NAZIONALE D'ARTE ORIENTALE ESPOSIZIONE DONAZIONE HIMALAYANA
210 MUSEO NAZIONALE DI ARTE ORIENTALE NUOVA SEZIONE COREANA
211 MUSEO VIA DEI CERCHI - COLLEZIONE TORLONIA
212 NAVE DI PAOLA ROSSI
213 NETTUNENSE - RADDOPPIO
214 NOMENTANA BIS
215 NUOVA OSTIA ALLA MAGLIANA DI ROGERS
216 OSTERIA DEL CURATO 2
217 OSTIA - NUOVO MASTERPLAN DI FUKSAS NEW WATERFRONT
218 OSTIA: GRATTACIELI GEMELLI ALL'IMBOCCO DELLA COLOMBO
219 OSTIA: POLO D'ARTE CONTEMPORANEA NEGLI EX DEPOSITI ATAC DI CORSO DUCA DI GENOVA
220 OSTIA: PONTILE NUOVO
221 OSTIA: TANGENZIALE INTERNA AL POSTO DEL LUNGOMARE
222 OSTIA:TAPIS ROULANT TRA LA SPIAGGIA DI CASTELPORZIANO E QUELLA DI CAPOCOTTA
223 OSTIENSE CITTA' DEI GIOVANI DI REM KOOLHAAS
224 P.ZZA DEI SANNITI - RESTYLING
225 P.ZZA DELLE PROVINCE - RIQUALIFICAZIONE
226 P.ZZA DELL'OROLOGIO - PEDONALIZZAZIONE
227 P.ZZA DI SPAGNA - RISTRUTTURAZIONE;
228 P.ZZA ESEDRA- RIQUALIFICAZIONE - GRAN CAFFE' ITALIA
229 P.ZZA MANCINI - NUOVO PALAZZO DIREZIONALE
230 P.ZZA SAN TEODORO - RESTYLING
231 P.ZZA SFORZA CESARINI - RESTYLING
232 P.ZZA VITTORIO - RICOSTRUZIONE PALAZZO ABBATTUTO
233 P.ZZA VITTORIO - RIQUALIFICAZIONE;
234 PADIGLIONE DI HANNOVER NELLA NUOVA FIERA
235 PALACORVIALE
236 PALATINO - RESTAURO
237 PALAZZO BARBERINI - RESTAURO
238 PALAZZO BARBERINI - SGOMBERO CIRCOLO UFFICIALI ED ALLARGAMENTO G.N.A.A.
239 PALAZZO DELLA MOBILITA', STAZIONE METRO B GARBATELLA
240 PALAZZO DELLO SPORT DI TOR VERGATA DI CALATRAVA
241 PALAZZO GIUSTINIANI - ODESCALCHI - BASSANO ROMANO - RESTAURO
242 PALAZZO INTELLIGENTE DI ANSELMI
243 PALAZZO NARDINI VIA DEL GOVERNO VECCHIO - RESTAURO
244 PARCHEGGIO DEL PINCIO
245 PARCHEGGIO INTERRATO DI P.ZZA CAVOUR
246 PARCHEGGIO LUNGOTEVERE ARNALDO DA BRESCIA
247 PARCHEGGIO PIAZZALE KENNEDY
248 PARCHEGGIO PIAZZALE NERVI
249 PARCHEGGIO VIA GIULIA
250 PARCHEGGIO VIA TEODORICO
251 PARCO APPIA ANTICA - RISTRUTTURAZIONE - ALLARGAMENTO
252 PARCO ARCHEOLOGICO TERME DI TRAIANO
253 PARCO ARCHEOLOGICO TIBURTINO
254 PARCO DEGLI SCIPIONI - RESTAURO
255 PARCO DEL RICORDO - CRISTOFORO COLOMBO
256 PARCO DELLA MISTICA
257 PARCO DELLA VILLA DEI SETTE BASSI
258 PARCO DI CENTOCELLE
259 PARCO DI P.ZZA DELLE MUSE
260 PARCO EX DISCARICA DI MALAGROTTA
261 PARCO LEONARDO DI RICARDO BOFILL
262 PARCO NEMORENSE - RESTAURO
263 PARCO TALENTI
264 PARCO TIBURTINO COLLATINO
265 PARCO TOR VERGATA 20 ETTARI
266 PEDEMONTANA DEI CASTELLI
267 PEOPLE MOVER CIAMPINO
268 PESCACCIO AL PINETO: NUOVO QUARTIERE
269 PIASTRA PARCHEGGIO STAZIONE TERMINI
270 PIATTAFORMA LOGISTICA ALITALIA FIUMICINO
271 PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE - RIFACIMENTO
272 PIETRALATA: CAMPUS UNIVERSITARIO DELLA SAPIENZA
273 PINETA SACCHETTI-RADDOPPIO
274 PISTA CICLABILE ANAGNINA, CINECITTA' EST, TOR VERGATA, TOR BELLA MONACA
275 PISTA CICLABILE ANIENE VILLA ADA - NOMENTANO - PONTE MILVIO
276 PISTA CICLABILE CRISTOFORO COLOMBO
277 PISTA CICLABILE DELL'EUR
278 PISTA CICLABILE LUNGOTEVERE PRATI-PORTAPORTESE
279 PISTA CICLABILE P.ZZA CAVOUR - VIA DELLE MILIZIE
280 PISTA CICLABILE TINTORETTO OCEANO PACIFICO
281 POLICLINICO TOR VERGATA
282 POLICLINICO UMBERTO I° - TRASFORMAZIONE IN CAMPUS UNIVERSITARIO
283 POLO COMMERCIALE E QUARTIERE PORTA DI ROMA
284 POLO DELLA RICERCA SULLE NEUROSCIENZE A PRATO SMERALDO
285 POLO TECNOLOGICO CASTEL ROMANO
286 POLO TECNOLOGICO TIBURTINO
287 POLO TECNOLOGICO TOR VERGATA
288 POLO TURISTICO INTEGRATO VALMONTONE
289 PONTE DEI CONGRESSI
290 PONTE DELLA MUSICA
291 PONTE DELLA SCAFA - RADDOPPIO
292 PONTE DELLA SCIENZA
293 PONTE DI ACILIA SULL'OSTIENSE - RADDOPPIO
294 PONTE GALERIA: EDIFICIO ECOLOGICO DI MARCELLO MAROCCO
295 PONTE TRA FIUMICINO ED OSTIA
296 PONTI LAURENTINO 38 - DEMOLIZIONE - RIQUALIFICAZIONE
297 PONTINA - ADEGUAMENTO AUTOSTRADALE
298 PORTA DI MONTE MARIO - P.ZZALE CLODIO
299 PORTA DI ROMA: TORRE ALBERGO
300 PORTO COMMERCIALE FIUMICINO
301 PORTO TURISTICO FIUMICINO
302 PRATO SMERALDO : NUOVO QUARTIERE
303 PRATONE DELLE VALLI - REALIZZAZIONE PARCO
304 PUA: PIANO UTILIZZO ARENILI
305 REGIONE LAZIO: NUOVA SEDE NELL'EX FIERA DI ROMA
306 RESIDENZA UNIVERSITARIA DI LUNGOTEVERE PAPARESCHI
307 RESIDENZE PIETRALATA VECCHIA - RECUPERO
308 RIONE RINASCIMENTO 82H A TALENTI DI BOTTA, ISOZAKI BOFILL, PORTOGHESI
309 SAN COSIMATO - PEDONALIZZAZIONE
310 SAN LORENZO - SCALO FERROVIARIO - NUOVO POLICLINICO UMBERTO I°
311 SANTA MARIA DELLA PIETA' - CAMPUS UNIVERSITARIO - NUOVO QUARTIERE
312 SANTA MARIA JOSEFA: PARROCCHIA
313 SANTI PADRONI MARTIRI DI SELVA CANDIDA - PARROCCHIA
314 SCUDERIE VILLA ADA - RESTAURO
315 SCUOLA CASAL MONASTERO DI CELLINI
316 SCUOLA MURATELLA DI BORELLA
317 SCUOLA ROMANINA DI HERTZBERGER
318 SDO 924.000 mc
319 SISTEMA IDRICO DI ROMA: NUOVO
320 SNIA VISCOSA - RECUPERO
321 SOPRAELEVATA DI SAN LORENZO - ABBATTIMENTO
322 SOTTOPASSI VIA CRISTOFORO COLOMBO
323 SOTTOPASSO DI SASSONE
324 SOTTOVIA GIURECONSULTI - GREGORIO VII°
325 SPINACETO PUNTO VERDE QUALITA' MULTIPLEX 9 SALE PISCINA CAMPI SPORTIVI
326 STADIO DEL BASEBALL
327 STADIO DEL TENNIS - COPERTURA MOBILE
328 STADIO DELLE AQUILE
329 STAZIONE ALTA VELOCITA' TIBURTINA
330 STAZIONE FLAMINIO - PIRAMIDE DI VETRO
331 STAZIONE GIUSTINIANA
332 STAZIONE LA RUSTICA
333 STAZIONE MONTEBELLO
334 STAZIONE PARCO LEONARDO
335 STAZIONE PIGNETO
336 STAZIONE PRIMA PORTA - ABBATTIMENTO E RICOSTRUZIONE
337 STAZIONE QUATTRO VENTI
338 STAZIONE SAN PIETRO - ALBERGO DI ALESSANDRO ANSELMI
339 STAZIONE SERENISSIMA
340 STAZIONE TERMINI - NUOVO GATE ALA MAZZONIANA
341 STAZIONE TOGLIATTI
342 STAZIONE VILLA SENNI
343 SVINCOLO VIA PRATI FISCALI SULLA TANGENZIALE
344 TANGENZIALE NUOVA DI ROMA
345 TAV
346 TEATRO DI POMEZIA
347 TERMINAL CIVITAVECCHIA
348 TOR DI NONA: NUOVO QUARTIERE
349 TOR PAGNOTTA DI CALTAGIRONE
350 TOR VERGATA - CITTA' DELLO SPORT - CAMPUS UNIVERSITARIO - SANTIAGO CALATRAVA
351 TORRE SAN MICHELE - RESTAURO ED ISTITUZIONE MUSEO DI PASOLINI
352 TORRI EX MINISTERO FINANZE EUR- RISTRUTTURAZIONE DI RENZO PIANO - LIBESKIND
353 TRAM 8 - PROLUNGAMENTO A TERMINI
354 TRAM CARAVAGGIO
355 TRAM CORRIDOIO LAURENTINO
356 TRAM ROMANINA - TOR BELLA MONACA
357 TRAM SAXA RUBRA - PONTE MAMMOLO - LAURENTINA.
358 TRAM SU GOMMA EUR - TOR DE CENCI
359 TRAM SU GOMMA LAURENTINO-TOR PAGNOTTA-TRIGORIA
360 TRINITA' DE' MONTI -RESTAURO
361 TRIONFALE BIS
362 TUNNEL DELL'APPIA ANTICA
363 TUNNEL DI VILLA PAMPHILI
364 TUNNEL EX SOPRELEVATA DI SAN LORENZO
365 TUNNEL P.ZZALE FLAMINIO
366 TUNNEL PONTE MAMMOLO - VIALE IONIO
367 TUNNEL SVINCOLO DEL TINTORETTO - APPIA NUOVA
368 TUNNEL VIA TUSCOLANA VIA TOR VERGATA VIA CASILINA
369 VACCHERIA NARDI - RISTRUTTURAZIONE
370 VALLE AURELIA - NUOVO HOTEL
371 VALLE AURELIA: PROGETTO 4 NUOVE PIAZZE
372 VALMONTONE - PARCO TEMATICO
373 VELODROMO - ACQUACENTER
374 VETRERIA SCIARRA - RECUPERO
375 VIA DE CERCHI - PEDONALIZZAZIONE
376 VIA DEL CORSO - RISTRUTTURAZIONE;
377 VIA DEL MARE - RADDOPPIO E RIQUALIFICAZIONE
378 VIA GIUSTINIANO IMPERATORE: DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE EDIFICI
379 VIA GUIDO RENI - TRASFORMAZIONE DELLE CASERME IN CAMPUS UNIVERSITARIO
380 VIA LABICANA : RIFACIMENTO
381 VIA PIRAMIDE CESTIA - RIQUALIFICAZIONE;
382 VIA PRENESTINA-RADDOPPIO
383 VIA STADERINI - PRENESTINA: TUNNEL
384 VIA SUBLATA - SOTTOPASSO PIETRALATA
385 VIA TIBURTINA-RADDOPPIO
386 VIA TRIONFALE: ALLARGAMENTO DA STRESA A CORTINA D'AMPEZZO
387 VIA TRIONFALE-ALLARGAMENTO FINO A G.R.A.
388 VIA VENETO: RISTRUTTURAZIONE
389 VIALE AVENTINO - RISTRUTTURAZIONE
390 VIALE MARESCIALLO PILSUDSKI - RIFACIMENTO
391 VILLA BLANC - RESTAURO
392 VILLA BONELLI - RESTAURO
393 VILLA CARPEGNA - RESTAURO
394 VILLA DE SANTIS - RESTAURO
395 VILLA D'ESTE - CAFFETTERIA E BOOKSHOP
396 VILLA FARINACCI A CASAL DE PAZZI - RISTRUTTURAZIONE
397 VILLA FLORA - RESTAURO
398 VILLA LAIS - RESTAURO
399 VILLA MANZONI - RESTAURO
400 VILLA MERCEDE - RESTAURO
401 VILLA PONIATOWSKI- RESTAURO
402 VILLA STROHL-FERN - RESTAURO - ACQUISIZIONE ED APERTURA AL PUBBLICO
403 VILLA TORLONIA - RESTAURO
404 ZECCA ESQUILINO - RECUPERO
Pavlvs October 3rd, 2005, 10:43 PM Qui una breve lista delle opere realizzate di recente:
1 AUDITORIUM RENZO PIANO*
2 BINARI FR2 RADDOPPIO TRATTO URBANO
3 CASA DEL GUSTO*
4 CASA DEL JAZZ
5 CASA DELL'ARCHITETTURA*
6 CASINA DELLE ROSE - NUOVA CASA DEL CINEMA
7 CASINA VALADIER - RESTAURO
8 CENTRO COMMERCIALE ANAGNINA *
9 CENTRO POLIZIA VIA PORTUENSE
10 CHIESA DEL GIUBILEO DI RICHARD MEIER
11 CITTA' DEL CERVELLO
12 CITTA DELLA POLIZIA TUSCOLANA *
13 COMMERCITY
14 DELFINARIO DI POMEZIA ZOOMARINE
15 ES HOTEL*
16 FILOBUS LINEA 90
17 FIUMICINO - NUOVO MUNICIPIO
18 GALLERIA COLONNA RECUPERO
19 GLOBE THEATRE
20 HOTEL ENALC
21 IKEA 2
22 ISOLA PEDONALE P.ZZA TORRE ARGENTINA - L.GO CAPRANICA
23 LUNGOTEVERE GASMANN - APERTURA
24 MERCATO AGROALIMENTARE GUIDONIA - TENUTA DEL CAVALIERE
25 MERCATO EX CASERMA PEPE
26 MONUMENTO IMPERATORE TRAIANO A CIVITAVECCHIA
27 MONUMENTO EQUESTRE AL CARABINIERE - P.ZZA RISORGIMENTO
28 MUSEO DELLA MUSICA NELL'AUDITORIUM DI PIANO
29 MUSEO STORICO ARCHEOLOGICO LAVINIUM DI PRATICA DI MARE
30 NAVIGABILITA' TEVERE
31 OBELISCO E FONTANA DI POMODORO ALL' EUR
32 OUTLET CASTEL ROMANO
33 OUTLET VALMONTONE
34 PALAEUR - RISTRUTTURAZIONE DI FUKSAS
35 PANTANELLA - RIQUALIFICAZIONE
36 PARCO FLUVIALE SUL TEVERE DI TESTACCIO
37 PARCHEGGIO EUCLIDE
38 PARCHEGGIO GARBATELLA
39 PASSANTE A NORD OVEST
40 PEDONALIZZAZIONE AREA SENATO
41 P.ZZA DEL CELIO - RISANAMENTO
42 PORTO DI ROMA AD OSTIA
43 PORTO ROMANO DI FIUMARA GRANDE
44 POSTE STORICHE DI SAN SILVESTRO - RESTAURO
45 SVINCOLO A 24 DIREZIONE NUOVO MERCATO AGROALIMENTARE
46 SVINCOLO DEL TINTORETTO
47 SVINCOLO G.R.A. SANT'ANDREA
48 TEMPIETTO DEL CARMELO AL GHETTO - RESTAURO
49 UGC CINE CITE' PARCO LEONARDO
50 VILLA BONELLI - RESTAURO
51 VILLA MEDICI - RESTAURO
52 VILLA PAGANINI - RESTAURO
53 VILLA CHIGI - RESTAURO
frankiego October 4th, 2005, 01:37 AM Beh 53 opere su un totale di 400 e`un po`piu`del 25% , non male considerando que per decenni non si e`fatto nulla !
pampero October 4th, 2005, 08:46 AM Beh 53 opere su un totale di 400 e`un po`piu`del 25%
12,5% :)
Rimandato in matematica ;)
CAESARS-PALACe October 4th, 2005, 02:15 PM Roma - Graffiti in città, la sfida della giunta «No agli imbrattatori, sì al decoro»
Di Lauretta Colonnelli
«I graffiti sono anche pericolosi. Nelle pareti dei sottovia, costruite con materiali che riflettono la luminosità, possono essere causa di incidenti per le automobili. Nel Passante a nord ovest, per esempio, abbiamo speso milioni di euro per realizzare pareti riflettenti e lavabili e i graffitari hanno già comincitao a imbrattarle. Che senso ha? Oltretutto nessuno li vede. Non è un posto dove si passeggia, ma solo una strada dove le auto vanno a forte velocità». Parla Giancarlo D'Alessandro, assessore comunale ai Lavori Pubblici, che per arginare i danni causati dai vandali con la bomboletta sta facendo installare telecamere nei pressi dei monumenti e in molti punti del centro storico. «Si sono rivelate l'unico deterrente. Nei cento siti che abbiamo già sotto controllo le scritte non sono più comparse». Ma le spese sono enormi.
Dal 2003 ad oggi, l'amministrazione capitolina ha speso sei milioni di euro solo per la manutenzione delle telecamere e 4 milioni e 800 mila euro per la realizazione dei nuovi impianti. Il problema dei graffiti, ricordato due giorni fa da un articolo di fondo di Alberto Ronchey sul «Corriere della Sera», opprime in modo particolare Roma e il suo centro storico. Ne sa qualcosa il sindaco Walter Veltroni che dal 2001 ad oggi ha speso oltre dieci milioni di euro per ripulire i tesori architettonici della città ed ha intrapreso la strada della dissuasione in tutti i modi, «regalando» ai graffitari anche alcuni spazi nel X municipio e in altre zone, dove i disegni con lo spray non solo non deturpano ma poptrebbero addirittura risultare gradevoli. Eppure il discorso di Ronchey ha innescato una polemica.
L'ex ministro dei Beni culturali lamenta che le città, già sofferenti tra smog e frastuono, vengano anche «offese o sempre più sfigurate dal fenomeno del graffitismo vandalico su monumenti e immobili». Prosegue elencando gli incalcolabili danni e i costi in restauro che le varie giunte, compresa quella capitolina, sono costrette a sostenere ogni anno per la ripulitura. Osserva che «numerosi graffitisti comunicano solo ingiurie, parapolitiche o parasportive» e che altri, «pittori amatoriali», reclamano il titolo di artisti metropolitani». L'articolo ha provocato le reazioni de «l'Unità» diretta da Antonio Padellaro, che in un corsivo attacca: «Come ci si può spaventare di un po' di colore, tuttalpiù si smacchia!». E di Piero Sansonetti, che in un editoriale di «Liberazione» accusa l'ex ministro di «fare un balzo del gambero di 40 anni». «Dal 1968 in poi -prosegue -nessuno più aveva osato presentarsi al pubblico dibattito vestito in modo talmente ostentato da benpensante».
Eppure il fenomeno dei graffiti romani è considerato universalmente una vera e propria piaga, tanto da essere arrivato due anni fa persino sulle prime pagine del «New York Times». E Luca Odevaine, vice capo Gabinetto di Veltroni, ha creato un «Ufficio del decoro urbano» proprio per contrastare, precisa, «chi continua a imbrattare i muri imprimendo una sorta 'marchio ' del territorio». C'è chi distingue, come l'assessore alla cultura Gianni Borgna, tra quelli che fanno le scritte e quelli che fanno i disegni. «I primi -dice Borgna -sono soltanto degli sciagurati. I disegnatori in certi casi possono essere artisti». Anche quando i disegni li fanno sulla Colonna Antonina? «No, in questo caso sono degli imbrattatori esecrabili. Ma quando riempirono di colori le facciate cadenti delle case di via Tor di Nona, hanno avuto il merito di attirare l'attenzione sul degrado di un quartiere storico».
Drastico Paolo Portoghesi, che pure ha caldeggiato il restauro dei graffiti del Sessantotto sulla facciata della facoltà di Architettura a Valle Giulia: «Se trent'anni fa i primi graffiti potevano avere un significato culturale, oggi non sono altro che una ripetizione volgare, uno sfogo, come prendere uno stupefacente. Non è così che si forma l'educazione artistica nei giovani. Credo addirittura che ci siano dei manuali da cui copiare i caratteri. Altro che creatività. E poi ci sono tanti modi di esprimersi senza infliggere danni alla collettività».
CAESARS-PALACe October 4th, 2005, 02:29 PM Le foto dell'esercitazione di ieri :gunz: :
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/esercirm/esercirm.html
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/esercirm/franceschi68834210310110918_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/esercirm/lapresse68835100310121443_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/esercirm/franceschi68837750310121405_big.jpg
:lovethem: :colgate:
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/esercirm/franceschi68834330310110909_big.jpg
Sonic from Padova October 4th, 2005, 03:20 PM http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/esercirm/franceschi68834330310110909_big.jpg
:hahaha: :hahaha:
L'avranno fregata ad un Sexy Shop la vicino! :)
frankiego October 5th, 2005, 07:58 AM 12,5% :)
Rimandato in matematica ;)
Sono uma bestia in matematica !
Pero il 12.5 % e`una media nazionale !
CAESARS-PALACe October 5th, 2005, 10:37 AM Panorama dell'antica Roma :) :
il Panodome-museo :
http://www.panodome.com/roma/English/i_01.htm
http://www.panodome.com/020_Vision/Tents_Front_02.jpg
scroll---------------> :runaway:
http://www.panodome.com/roma/Das_alte_Rom_04_02_All_rs_4000.jpg
Markus861 October 5th, 2005, 12:38 PM Panorama dell'antica Roma :) :
il Panodome-museo :
http://www.panodome.com/roma/English/i_01.htm
http://www.panodome.com/020_Vision/Tents_Front_02.jpg
scroll---------------> :runaway:
http://www.panodome.com/roma/Das_alte_Rom_04_02_All_rs_4000.jpg
Spectacular spectacular!!!! :eek2: :eek2: :eek2:
GENIUS LOCI October 5th, 2005, 01:15 PM Questa pano di Roma antica è veramente :eek2:
sarebbe da postare sul forum internazionale :)
Thelème October 5th, 2005, 01:30 PM ma non ho capito, c'è in piazza venezia quella specie di chiosco dove si può ammirare questa panoramica in dimensioni extra large?
Pavlvs October 6th, 2005, 01:34 AM Periferie, dalla Regione via libera agli articoli 11
La Pisana ha approvato il decreto legislativo del '93. Parte così la riqualificazione di molti quartieri della Capitale, con la deroga al Comune per l'intervento su aree vincolate. Corviale, Labaro-Prima Porta, Magliana, Primavalle, San Basilio e Tor Bella Monaca le zone interessate. Con oltre 6mila nuovi posti di lavoro in 4-6 anni
Un'immagine di Corviale
Roma, 5 ottobre 2005 - Corviale, Labaro-Prima Porta, Magliana, Primavalle-Torrevecchia, San Basilio, Tor Bella Monaca: sono i quartieri della periferia romana, spesso degradati, che conosceranno un programma di recupero urbano in virtu' dell'articolo 11 del decreto legislativo 5 ottobre 1993 n. 398 convertito con modificazioni nella legge 4 dicembre 1993 n. 493, approvato oggi con un sì unanime dalla Pisana.
Frutto di accordo tra Regione Lazio e Comune di Roma, l'attuazione degli articoli 11 entra adesso nella fase attuativa. Con la legge approvata oggi dal consiglio regionale - undici ambiti territoriali centrati sulle periferie e incardinati nella legge sull'edilizia residenziale pubblica - verranno autorizzate deroghe di interventi su aree del Comune di Roma dove esiste un vincolo paesistico. Obiettivo e' riconnettere al tessuto urbano attraverso progetti mirati, le zone periferiche della citta' che presentano degrado, abusivismo e infrastrutture insufficienti a garantire la mobilita', sviluppo, servizi scolastici e tutela dell'ambiente.
Lo stanziamento totale a disposizione degli investimenti pubblici e privati ammonta a 1.830 milioni di euro. Il vicepresidente della giunta e assessore all'Urbanistica ha illustrato in consiglio il provvedimento e ha replicato agli interventi dei consiglieri di maggioranza e di opposizione. "Si tratta - ha affermato Pompili - di un complesso di opere che daranno occupazione a 6.100 persone, che diventeranno 6.300 una volta ultimati i lavori. Il tempo medio di realizzazione di ciascun piano di recupero sarà di 4-6 anni, e l'insieme degli interventi interesserà qualcosa come 7 mila ettari di territorio".
Il senso della votazione all'unanimità la spiega il capogruppo di Forza Italia Raffaele DAmbrosio: "Siamo convinti della necessità di recupero urbanistico delle periferie perché Roma non sia capitale solo per il suo centro storico, ma per l'intera citta', che e' fatta anche di quartieri che sono sorti al di fuori di regole urbanistiche certe''. Per i consiglieri regionali dei Ds Claudio Mancini e Giovanni Carapella, ''la giunta Storace, per contrapporsi al Campidoglio, aveva chiusi gli art.11 in un cassetto e ne aveva sbloccati appena tre, per altro in periodo elettorale'' ed invece ''si tratta di progetti importantissimi, che sbloccano risorse pubbliche e private che permetteranno la riqualificazione di quartieri importanti, un'iniezione salutare per l'economia della Capitale e un altro, forte, segno della qualita' di governo che stiamo imprimendo all'azione della Regione: rapidita' nelle decisioni, collaborazione con gli enti locali, un'attenzione costante alle tematiche che riguardano la qualità della vita e lo sviluppo della Regione''.
Replica il capogruppo della Lista Storace Fabio Desideri per il quale l'approvazione di oggi ''e' il giusto completamento burocratico del lavoro ben svolto dell'amministrazione Storace che ha avviato un percorso normativo di cui Marrazzo e la sua giunta devono prendere atto''. Per il capogruppo Udc e ex assessore regionale all'Urbanistica Luciano Ciocchetti, ''la maggioranza dovrebbe ringraziarci: senza le modifiche alla legge regionale 24/98 sui piani paesistici apportate dal centrodestra nella precedente legislatura sarebbe stato impossibile per l'attuale maggioranza approvare gli articoli 11''.
Pavlvs October 6th, 2005, 01:35 AM Metro B1: con i cantieri arrivano i disagi
Le aree per i lavori della linea metropolitana portano i primi problemi. Nel II municipio l' incubo parcheggi è già realtà. I residenti protestano contro il taglio degli alberi a viale Libia, necessario per evitare rivoluzioni alla viabilità. Alle voci dei cittadini si aggiunge anche quella del verde Cento
Roma, 5 ottobre 2005 - A tre settimane dall' avvio dei lavori della tanto attesa linea B1 i primi disagi iniziano a farsi sentire.
A essere coinvolto è il II municipio (gli altri cantieri sorgeranno nel IIl e nel IV): motivo della protesta è l'abbattimento di alcuni pini anche di alto fusto tagliati per dare spazio ai nuovi cantieri. Non solo. I residenti di viale Libia già lamentano la scarsita' di posti per parcheggiare le auto.
Questa mattina, proprio per consentire la costruzione della fermata della metro, in viale Libia sono stati tagliati alcuni pini vecchi di decenni. L'operazione di taglio ha raccolto una folla di curiosi e residenti, che hanno espresso disappunto, sostenendo che invece di tagliarli, gli alberi avrebbero potuto essere spiantati e piantumati altrove.
Nelle prossime ore (tra giovedì e venerdì) il comitato Gli Amici del Quartiere Africano darà vita ad una assemblea per residenti, commercianti e artigiani della zona per sottolineare anche un
altro problema.
Daniela Chiappetti, assessore alla mobilità del II municipio, ammette che i disagi saranno inevitabili: "I residenti sapevano, sono stati informati di cosa sarebbe accaduto, ma un conto è sentirne parlare, un conto è vedere le cose fatte". E conferma il necessario abbattimento degli alberi: "Da piazza Gimma a piazza Gondar verranno abbattuti i pini per dare spazio ai cantieri. Se non si fosse presa questa decisione si sarebbe dovuta modificare tutta la viabilità, comprese le linee dei trasporti".
Il problema dei parcheggi si farà sentire presto. L'assessore Chiappetti conferma che nel quartiere i posti in meno saranno centinaia. "L'assessore alla mobilità Calamante si è dimostrato disponibile ad ascoltare le esigenze dei cittadini. E ha affermato che nel piano originale i lavori avrebbero dovuto riguardare anche viale Eritrea".
"Il taglio di alcuni pini secolari avvenuto oggi a Viale Libia nell'ambito dei lavori per il
prolungamento della linea metropolitana B1, fino a piazza Conca d'oro, e' stato un errore a cui ora il comune deve porre rimedio". E' questo il commento del deputato Verde Paolo Cento alla notizia dell'operazione di questa mattina. Per Cento "hanno ragione i cittadini che si sono indignati per le modalita' con cui queste operazioni di taglio di alberi e' avvenuta. La mancata informazione, la mancata previsione di una
loro ricollocazione, una volta finiti i lavori", ha proseguito Cento. L'esponente Verde ha sottolineato che "le opere pubbliche necessarie come il prolungamento della metropolitana non devono diventare mai un pretesto per abbattere alberi senza prevederne le adeguate sostituzioni". Cento, confidando nella "sensibilita' ambientalista dell'amministrazione comunale", ha auspicato "un intervento riparatore verso i cittadini di viale Libia".
I cantieri presenti e le aree interessate:
viale Libia da piazza Gimma a piazza Gondar con occupazione dell'area centrale;
piazza Palombara Sabina senza modifiche della circolazione su V. Collalto Sabino;
via Bressanone, occupazione di parte della strada con interruzione del traffico, destinando ai residenti le aree di sosta.
Chiuso al pubblico il parcheggio di piazza Annibaliano. Nel frattempo è già stata attivata in via di Santa Costanza un'area di sosta di circa 70 posti auto, a parziale recupero dei posti auto interessati dalle zone di cantiere limitrofe.
Parzialmente chiuso al pubblico il parco di V. Antrodoco.
Chiuse al pubblico e recintate aree del giardino di P.zza Conca d'Oro.
Pavlvs October 6th, 2005, 01:36 AM Rifiuti: via i cassonetti da Trastevere
La raccolta di spazzatura, carta, plastica, vetro e materiale riciclabile da venerdì diventerà "porta a porta" nello storico rione romano. Il ritiro a domicilio avverrà con calendari prefissati affissi negli androni dei palazzi
Roma, 5 ottobre 2005 - I rifiuti cambiano domicilio. Entro pochi giorni da Trastevere verranno rimossi tutti i cassonetti per la raccolta dei rifiuti, differenziati e indifferenziati, che diventerà "porta a porta". Si tratta del completamento di un percorso iniziato alcuni mesi fa che viene ora estesa a tutto il quartiere, per un totale di 124 vie interessate. A partire dalla nottata di venerdì saranno eliminati i cassonetti anche lungo viale Trastevere e i rifiuti indifferenziati e i materiali riciclabili saranno raccolti a domicilio con calendari prefissati. Finora l'introduzione della raccolta "porta a porta" ha fatto registrare un incremento di circa il 25% dei materiali raccolti in maniera differenziata.
Alle famiglie residenti nelle vie interessate saranno distribuiti un pieghevole informativo e sacchetti per la raccolta del multimateriale mentre nell'androne di ogni portone sarà affissa una locandina con il calendario dei giorni di raccolta previsti per quello stabile.
Queste le frequenze di raccolta:
" rifiuti indifferenziati dal lunedì al sabato;
" carta cartone e cartoncino 1 volta a settimana;
" multimateriale (plastica, metalli e vetro) 2 volte a settimana.
Con il nuovo Regolamento comunale sulla gestione dei rifiuti la raccolta differenziata diventa un impegno di tutti. È necessario seguire le modalità di gestione e i calendari di raccolta indicati per migliorare i risultati raggiunti, ma anche per non incorrere nelle sanzioni previste che vanno da un minimo di 50 ad un massimo di 300 ¤.
Pavlvs October 6th, 2005, 01:38 AM L'Urbe verso il futuro. Con i 72 ettari del Tecnopolo
Un luogo di innovazione tecnologica sulla Tiburtina, dove si lavora al Gtr, il rivale europeo del Gps americano, al wireless e a un sistema che centuplica la velocità di internet. E il Corriere dello sport lì prende casa
Roma, 5 ottobre 2005 - Nella Città Eterna batte un grande cuore tecnologico. Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha visitato stamani il tecnopolo sulla Tiburtina, cominciando dai nuovi stabilimenti del 'Corriere dello Sport' e la sede del Gtr, dove si lavora al futuro segnale europeo alternativo al Gps americano. ''Il polo tecnologico - ha detto il sindaco dopo la cerimonia di intitolazione della vicina via Giacomo Peroni, presidente dell'omonima azienda di birra - è un luogo di innovazione tecnologica ed e' bello e importante che ci sia qui il 'Corriere dello Sport' perche' e' un segno della trasformazione della città'', ha detto Veltroni.
L'amministratore delegato del Tecnopolo, Franco Galvani, ha spiegato che ''a due anni di distanza dall'inaugurazione il progetto ha gia' raggiunto obiettivi significativi''. ''Sono oltre 60 le aziende che ad oggi hanno sottoscritto contratti - ha detto Galvani - con un impiego degli spazi per circa il 53%; nei prossimi 3 anni arriveremo al 70-80%. L'area interessata si estende per 72 ettari e nel 2006 apriremo 15 cantieri''. Sono circa 3mila le persone che lavorano nel complesso sulla Tiburtina, compreso l'indotto.
''Nel Tecnopolo, il polo tecnologico piu' grande d'Italia - ha proseguito - si sono sviluppate anche attivita' innovative, quali l'impianto fotovoltaico sperimentale per l'illuminazione del complesso, la rete di cablaggio a banda larga e la tecnologia wireless''.
''Altri progetti sono in fase di sviluppo - ha sottolineato Galvani - si tratta del 'grid computing', cioe' un sistema che centuplica la velocita' di internet mettendo in collegamento i vari server: questa tecnologia verra' applicata alle aziende probabilmente per la prima volta al mondo. A gennaio 2006 sarà inoltre avviato il Gtr - Galileo Test Range, un programma di simulazione sul territorio della capitale del segnale Galileo, il segnale europeo a scopi civili alternativo al Gps americano".
Federicoft October 6th, 2005, 01:52 AM Per caso qualche notizia sul progetto dei punti di accesso wireless a villa Pamphili?
CAESARS-PALACe October 6th, 2005, 01:56 PM ma non ho capito, c'è in piazza venezia quella specie di chiosco dove si può ammirare questa panoramica in dimensioni extra large?
si, come questa panoramica di Venezia :
http://www.panodome.com/020_Vision/Vision_Frank_02_01.jpg
ma sembra che la mostra è già finita ("1st July - 30st September 2005") :(
.
CAESARS-PALACe October 6th, 2005, 02:01 PM Roberto Morassut :
"nel 2006 inizieranno i lavori a Tor Vergata per il palazzotto e le discipline acquatiche; la riqualificazione dell'area del Flaminio: il restyling del Foro Italico; la trasformazione del vecchio Velodromo che vedrà la realizzazione di un polo acquatico e di spazi per la riabilitazione (entro novembre 2005 la delibera di avvio ristrutturazione, ndr), mentre il Nuovo velodromo, con la metratura olimpica da 250 o 330 metri, vedrà la luce ad un km da quello attualmente in disuso; infine il recupero del Litorale con la realizzazione del bacino di canottaggio"
dunque si costruirà un nuovo velodromo :runaway:
RIQUALIFICAZIONE URBANA - Domani in consiglio comunale il progetto che cambierà il volto al Nuovo Flaminio. La Repubblica :
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052308.pdf&user=
- un tunnel sotto il piazzale
- un parcheggio sotterraneo con 600 posti
-Ponte della Musica (fra qualche mese finalmente il cantiere)
-il MAXXI si amplierà
- l'agenzia spaziale è cancellata :gaah:
.
Thelème October 6th, 2005, 02:59 PM wow davvero il ponte della musica partità tra qualche mese? e quanto ci vorrà per farlo? wow che bello io ho la casa al flaminio, e fino a 5 secondi fa mi sarei goduto ben 3 nuovi progetti: ponte, maxxi e agenzia spaziale... però ora sono solo 2 :(
cmq quello a cui tengo di + è il ponte, assolutamente necessario!
Rhoy October 6th, 2005, 05:55 PM toh, chi si rivede.. la FONOPOLI di Zero
http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/spettacoli_e_cultura/fonopoli/fonopoli/fonopoli.html
fabrik October 6th, 2005, 06:02 PM da dagospia :
Lo Squalo si allarga. Rupert Murdoch è in trattative con gli immobiliaristi Zunino e Ligresti, proprietari di aree nell’hinterland milanese, per realizzare una mega-sede per Sky Italia. A Roma rimarranno solo gli studi del Tg di Carelli
CAESARS-PALACe October 6th, 2005, 06:32 PM ^^
a Roma c'è solo la sede legale.
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Roma - Operazione Nuovo Flaminio
Di Simona Casalini
In anteprima il progetto che cambierà il volto del quartiere: domani sarà votato dal Consiglio comunale Un tunnel sotto il piazzale, ponti, giardini e parcheggi 'È il frutto di un laboratorio che ha lavorato a contatto con i cittadini' E il Maxxi si amplierà anche negli spazi dell'ex Agenzia spaziale ora cancellata
Tre ipotesi di tunnel, si fanno conti e sondaggi, c'è già chi li chiama 'sottopasso', 'sottopassino' 'sottopassone'. Così, con gli studi avviati per interrargli sotto un tratto del Muro Torto, piazzale Flaminio prova a diventare un'altra cosa, una piazza finalmente pedonale, la porta d'ingresso nuovamente accogliente, intorno al quale da anni, da decenni, non c'è stata un'amministrazione che non abbia provato a dipanare quel nodo di traffico, degrado, e caos urbano, così come si porge adesso. E' dal 2003 che si lavora intorno all'idea portante di far scendere sottoterra il gran flusso di auto che vanno e vengono da corso d'Italia e le prime campagne di sondaggi archeologici, finora non sembrano aver rinvenuto niente di davvero rilevante.
E' questa l'opera pubblica di maggiore impatto, di certa utilità, ma anche quello più lontana nel tempo, appesa al filo dei ritrovamenti archeologici, e a copiosissimi finanziamenti, di un più vasto Piano di valorizzazione e riqualificazione dell'intero quartiere Flaminio, il Progetto urbano Flaminio: il Consiglio comunale domani lo dovrebbe approvare, approdo politico di un piano che però è strettamente tecnico, e potrebbe fin dai prossimi mesi apportare novità al decoro e alla vivibilità dell'area. Un Piano, va ricordato, allo studio da mesi, da anni, sia negli uffici dell'assessorato all'Urbanistica ma soprattutto, ampliato, ristudiato, emendato, e alla fine redatto, dopo una lunga serie di riunioni con le associazioni di quartiere, tecnici e abitanti riuniti insieme, e ospitati nell'irrituale sede della sala prove dell'Auditorium, edifico-simbolo della valorizzazione dell'area.
Come spiega Francesco Ghio, coordinatore tecnico-scientifico del Progetto Flaminio, «il piano definitivo, quello che andrà al voto del Consiglio, è frutto di un lungo lavoro di 'laboratorio di quartiere', dove tutti esaminavano e soppesavano tutto, con cautela e prudenza. Strada dopo strada, progetto dopo progetto, in tutti i 600 ettari in cui si estende l'intero quartiere Flaminio». In un municipio, va ricordato, governato dal centro-destra.
Ed ecco, in anteprima, i piani di riqualificazione di maggior spicco previsti lungo l'asse storica della via Flaminia: vi lasciò il suo segno anche il Valadier, nella sistemazione della piazza di Ponte Milvio, ma di ciò non resta che il disegno ovale, e molta letteratura nei libri di Roma sparita. Oltre agli studi per il tunnel di piazzale Flaminio, il Piano Flaminio prevede anche la riqualificazione più sistematica della tramvia di via Flaminia, che per un tratto potrebbe anche essere spostata su viale Tiziano e, insieme, il recupero delle aree verdi del Villaggio Olimpico, sotto il viadotto, con ampia illuminazione e passeggiate pedonali e ciclabili. E anche il viadotto di Corso Francia avrà un restyling: tornerà ad essere illuminato con le righe di neon, come da progetto originale. Ancora: dopo una prima stesura che prevedeva tanti 'piccoli' parcheggi sotterranei diffusi, si è scelto di realizzarne uno solo, ma con almeno 600 posti, sotto piazza Mancini. E 'godibile' sarà la lunga passeggiata pubblica semipedonale che partirà da un pregiato pezzo dell'architettura che fu, la ex Casa della Scherma al Foro Italico, attraverserà il Tevere sul nuovo Ponte della Musica di cui a primavera partiranno i cantieri, proseguirà lungo via Reni costeggiando il Maxxi, progettato dalla Hadid - che si amplierà anche negli spazi ex Agenzia spaziale ora cancellata - e approderà all'Auditorium.
Rhoy October 6th, 2005, 06:36 PM Fonopoli pronta nella primavera del 2008!
http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/spettacoli_e_cultura/fonopoli/fonopoli/fonopoli.html
pampero October 6th, 2005, 07:07 PM - l'agenzia spaziale è cancellata :gaah:
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Peccato...era tra i miei preferiti (più della Nuvola)!
Ma cosa intendi/ono per cancellata? Non si farà proprio il progetto di Fuksas? Si farà altrove? L'ASI si stabilirà in altra sede/città?
Pavlvs October 6th, 2005, 08:38 PM Due anni e Fonopoli sarà realta'
Sorgerà alla Magliana, alla periferia di Roma, la struttura che avrà una capienza di circa 4.000 posti al cui interno sorgeranno anche un asilo nido, un anfiteatro e spazi per attività sportive. Renato Zero: "Il mio sogno sarà realtà"
Roma, 6 ottobre 2005 - Sorgera' fra due anni e mezzo con un costo iniziale di 15 milioni di euro, alla Magliana, nella periferia di Roma, l'auditorium che Renato Zero sogna da 11 anni.
Presentato alla Casa del Jazz, dal sindaco di Roma Walter Veltroni insieme a Renato Zero e agli assessori Claudio Minelli e Gianni Borgna e l'architetto Masino Valle che l'ha progettato, la struttura avra' una capienza di circa 4.000 posti al cui interno sorgeranno anche un asilo nido, un teatro coperto e un anfiteatro, ristoranti e spazi per attività sportive.
''E' nella periferia la vera dimensione della vita - ha detto il cantante - io l'immagino coMe un luogo in movimento dove incontrare persone, produrre musica e altri eventi culturali''.
"Fonopoli sara' di proprieta' del Comune di Roma e soltanto la gestione sara' affidata all' associazione guidata da Renato Zero'' ha voluto sottolineare Veltroni.
Collocato su un'area di circa tre ettari, compresa tra via della Magliana, il Gra e l'autostrada Roma-Fiumicino, Fonopoli sara' realizzato grazie a ''una virata radicale'' , cosi' come l'ha definita l'assessore capitolino alla Cultura Gianni Borgna, che ha permesso di alleggerire il progetto dalle iniziali strutture urbanistico-commerciali previste negli studi precedenti che avrebbero permesso di compensare le risorse finanziarie necessarie.
''Con tutto il rispetto, abbiamo evitato che il nuovo Auditorium diventasse qualcosa di molto vicino ad un centro commerciale ha sottolineato Claucio Minelli, assessore al Patrimonio del Comune di Roma. Dotare Roma di una struttura di 8500 mq di superficie capace di ospitare oltre 4000 spettatori, significa ha detto ancora Minelli - completare l'offerta
spaziale necessaria per soddisfare le esigenze della cultura musicale della Capitale ed un altro asset sulle sue capacità competitive nazionali ed internazionali''.
L'auditorium principale, fulcro del complesso polifunzionale, con opportuni accorgimenti potra' essere trasformato in discoteca traslando i 600 posti in platea collocati su piattaforme scorrevoli e potra', dunque, ospitare concerti di musica rock, sinfonici, proiezioni di cinema, spettacoli di prosa, balletto, conferenze. Dall'ampio piazzale d'ingresso sara' possibile accedere alle diverse aree del complesso edilizio poste a differenti quote altimetriche. La copertura, segnalata da una enorme traliccio, sara' uno spazio facilmente accessibile anche dai disabili grazie ad apposite rampe ed utilizzabile in contemporanea con altri eventi artistici.
Completano la struttura un teatro all'aperto, un anfiteatro e uno spazio dedicato a laboratori artigiani, oltre ad un asilo nido (che costera' 1 milione di euro) un bar e un ristorante.
Fonopoli - finanziato e realizzato dal Comune di Roma - vedra' la luce in due fasi distinte: la prima costituita dalle strutture di accesso e circolazione, dall'auditorium principale e da una copertura praticabile; la seconda, tutto il resto. Dopo la consegna del progetto esecutivo da parte dell'architetto Valle che lo ha progettato, Fonopoli sara' sottoposto alla valutazione di impatto ambientale cui seguira' un bando di gara per la realizzazione.
''Dedico questa giornata cosi' bella ai miei compagni di strada ha detto commosso Renato Zero che nel 1990 disegno' il primo progetto di Fonopoli, un enorme coccodrillo verde - ai vari Spaghetto, Spartaco e tutti gli altri con cui sono cresciuto alla borgata della Montagnola''. L'artista ha ricordato che a Fonopoli, oltre alla fruizione di una molteplicita' di spettacoli ed alla elaborazione di eventi (con la partecipazione di numi tutelari della nostra cultura, ''come Arnoldo Foa che spero verra' qui ad insegnare ai giovani''), saranno realizzati in tempo reale cd e dvd all'uscita dai concerti.
Pavlvs October 6th, 2005, 08:40 PM cielo sopra Ciampino: l'ra dei residenti
Cresce il secondo scalo della capitale, grazie alle compagnie low cost: i passeggeri, 790.000 nel 2000, alla fine del 2005 potrebbero toccare quota 5 milioni. La Regione convoca un tavolo il 13 ottobre; l'assessore Buiano: "Decisioni prese sopra le nostre teste. Situazione insostenibile". Emergenza casa: a Roma record di sfratti
Un interno di Ciampino
Un volo Ryanair
Gianluca La Penna
Roma, 6 ottobre 2005 - Cresce il traffico aereo di Ciampino, aumenta il numero di turisti che affolla la Città Eterna, monta la rabbia degli abitanti del Comune situato sull'Appia e dei rioni afferenti al X Municipio come Quadraro, Appio Claudio,Osteria del Curato, Morena e Gregna.
A far arrabbiare i residenti, già sul piede di guerra, è la notizia diffusa oggi da Repubblica secondo la quale il traffico aereo della capitale sarà distribuito eterogeneamente sugli altri snodi della regione, ma lasciando inalterati gli ingorghi nel cielo sopra Ciampino. Nella fattispecie, Latina dovrebbe assorbire alcuni volo low cost e altri vettori come i charter, i servizi postali e merci. I voli degli aerei privati saranno dirottati all'Urbe, sulla Salaria.
Lo scalo di Ciampino, nato per 500.000 passeggeri, ha visto crescere in modo esponenziale la presenza di utenti negli ultimi 5 anni: nel 2000 i passeggeri erano 790mila; quest'anno la stima è di 4 milioni, con 170 voli al giorno; nel 2007 i voli dovrebbero essere 22 l'ora, 528 al giorno. Numeri preoccupanti in termini di impatto acustico e di inquinamento, specie per quelle abitazioni situate a non più di 150 metri dall'aeroporto.
Proprio per queste ragioni, 300 persone lo scorso 20 settembre si sono autoconvocate nella sala consiliare di Ciampino, una protesta accolta anche dal presidente del X Municipio, Sandro Medici, che ha ricordato come il cono d'atterraggio degli apparecchi riguardi un territorio comprendente le zone del Quadraro, Appio Claudio, Osteria del Curato, Morena e Gregna.
Sulla volontà di dare ad ogni scalo un ruolo preciso in termini di ricettività, come spiega l'assessore regionale alla Mobilità, Fabio Ciani, si è espresso oggi l'assessore all'Ambiente di Ciampino, Benedetta Fuiano. "Abbiamo appreso dalla lettura dei quotidiani di oggi - afferma l'assessore - che la Regione Lazio ha predisposto un piano per l'utilizzazione di tutti gli aeroporti regionali, anche per affrontare il problema costituito dallo scalo "G.B. Pastine" di Ciampino. Fuiano evidenzia una contraddizione presente nelle parole: da un lato il low cost finirebbe a Latina, dall'altro il numero degli aerei su Ciampino rimarrebbe lo stesso.
"Non crediamo sia sostenibile continuare a mantenere il livello attuale di traffico aereo a Ciampino, con tutto quello che comporta in termini di impatto ambientale- afferma decisa Fuiano - Come si può pensare di mantenere i livelli attuali di traffico aereo senza monitoraggio acustico, atmosferico, senza affrontare in modo organico il problema del traffico veicolare indotto?. I cittadini di Ciampino, di Marino e di alcuni quartieri di Roma si sono mobilitati su questa questione e credo che abbiano diritto a risposte concrete da parte delle amministrazioni interessate per la tutela della salute, e che ogni iniziativa debba essere concertata tra le varie istituzioni. Non si risolve il problema semplicemente spostando un certo tipo di attività sulle spalle di un'altra comunità senza valutare l'impatto che si avrà sul territorio".
Per provare ad attenuare la rabbia dei residenti, l'assessore regionale all'Ambiente, Angelo Bonelli, ha annunciato che sarà installata a breve una centralina di rilevamento dell'inquinamento per la quale sono stati già stanziati 500.000 euro e ha convocato per il 13 ottobre un tavolo a cui prenderanno parte il Campidoglio, il Comune di Ciampino, l'Ente nazionale aviazione civile, l'Adr (Aeroporti di Roma, proprietario di Fiumicino e Ciampino) e l'Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente).
I numeri di Ciampino
Il secondo scalo romano è in crescita, come dimostra la massiccia presenza di compagnie low-cost. Ultima ad atterrare nello scalo dell'Appia è l'inglese Easy Jet, che il 21 settembre scorso ha inaugurato un nuovo volo per Berlino. La maggior parte di passeggeri che affolla il ''G.B. Pastine'', eta' media 36 anni ma anche tanti giovani tra i 16 e i 25 anni, sono stranieri: il 70 percento.
Dati alla mano, da gennaio ad agosto 2005 stati 2.712.724 (+68,6% rispetto al 2004) i passeggeri transitati a Ciampino, dove, con 36 collegamenti internazionali e 5 nazionali, sono presenti 11 compagnie low-cost: Ryanair, Easy Jet, Blue Air, Wizz Air, Air Lithuania, Sterling, Centralwings, Octavia Airlines, Hapag Lloyd Express, Norwegian Air Shuttle e Travel Service. Ampia l'offerta di collegamenti con l'Europa: si va da Londra (aeroporti di Gatwick, Stansted e Luton) a Parigi Charleroi per proseguire poi con Berlino, Eindhoven, Francoforte, Praga, Valencia, Stoccolma, Baden Baden, Basilea, Bristol, Bruxelles, Bucarest, Budapest, Belfast, Copenhagen, Cracovia, Dortmund, Dublino, Durham Tees Valley, East Midlands, Gerona, Ginevra, Glasgow, Gothenburg, Hannover, Katowice, Liverpool, Nottingham East, Newcastle, Niederrhein, Oslo, Santander e Varsavia. Il prossimo mese si aggiungera' poi un nuovo volo della Ryanair per Santiago de Compostela.
Per quanto riguarda i voli nazionali, gli aeroporti collegati con Roma-Ciampino sono invece quelli di Alghero, Brescia, Tortoli', Vicenza e Treviso. Il positivo trend di crescita del ''G.B. Pastine'', che dovrebbe chiudere l'anno con oltre 3.800.000 passeggeri transitati (1.200.000 in piu' rispetto al 2004), si ripercuote quindi con notevoli benefici sullo sviluppo turistico ed economico non solo di Roma, ma anche dell'intera provincia e della regione. A testimoniarlo, il grande flusso di turisti che si e' registrato per tutta l'estate nelle vie, nelle piazze, nei musei e nelle chiese della Capitale.
Solo nel mese di agosto, secondo l'analisi della domanda turistica negli alberghi romani, le presenze sono state 1.286.548 (+12,35% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente). Addirittura superiore, con un incremento pari al 13,43%, il numero delle presenze (1.601.744) negli hotel della provincia. Secondo i dati gia' forniti nei giorni scorsi dall'Ente del Turismo, che tengono conto della percentuale di passeggeri in arrivo e della spesa media, i ricavi addizionali per il settore turistico collegabili all'incremento del traffico low-cost su Ciampino, a fine anno potrebbero superare gli 800 milioni di euro.
Pavlvs October 6th, 2005, 08:43 PM PARCO DELL'APPIA - Appia Antica, le condizioni del Comune: «si dovranno salvaguardare le previsioni del Prg». Morassut: l'allargamento del parco deciso dalla Regione deve salvaguardare le previsioni del Piano regolatore. Bonelli: le richieste del Campidoglio sono già contenute nella legge. A pochi giorni dalla proposta di legge della Regione, interviene l'assessore all'Urbanistica del Comune Morassut.
L'assessore capitolino pone delle condizioni «non rinunciabili» in vista delle consultazioni con la regione Lazio sull'ampliamento da 3400 a 5000 ettari per il parco dell'Appia Antica. È stata, infatti, avviata alla Regione la procedura finalizzata all'ampliamento del Parco in particolare per le aree ricomprese nel sistema insediativo della Cecchignola, mentre per il 30 settembre è convocata la conferenza dei servizi che dovrà discutere dei 72mila metri cubi di edilizia cancellati dal nuovo perimetro del Parco archeologico.
«Il Comune di Roma - ha spiegato l'assessore Morassut - formulerà in sede di consultazione le proprie osservazioni che vertono su tre punti: la salvaguardia delle previsioni urbanistiche adottate con il nuovo Prg, il mantenimento della fruizione pubblica delle aree a verde, oggi a disposizione dei cittadini di Fonte Meravigliosa e Cecchignola Sud e la realizzazione delle strade e della viabilità interquartiere prevista nel nuovo PRG. A tali condizioni, non rinunciabili - ha specificato Morassut - il Comune di Roma è disponibile a discutere della proposta regionale».
Aria di scontri tra Comune e Regione? Pare proprio di no visto che «le richieste dell'assessore all'urbanistica del Comune di Roma sono contenute nella legge che è stata approvata dalla Giunta Regionale». Lo afferma, in una nota, Angelo Bonelli, assessore all'Ambiente della Regione Lazio. «Voglio tuttavia assicurare - dice Bonelli - che da parte della Regione c'è massima disponibilità ad accogliere le richieste del Comune di Roma per l'ampliamento del parco dell'Appia Antica, certo che, insieme con il Campidoglio, raggiungeremo un grande obiettivo: dare vita a uno dei più grandi parchi archeologici italiani».
Nessuno scontro, dunque, come ha tenuto a precisare anche Massimo Pompili, assessore regionale all'Urbanistica e vice-presidente della Giunta Marrazzo: «L'odierno scambio di dichiarazioni tra la Regione e il Campidoglio - ha dichiarato - mi sembra che confermi la sintonia con la quale le due istituzioni lavorano. Semmai l'ulteriore utilità delle dichiarazioni di Morassut e Bonelli sta nel fatto che rendono pubblica, chiarendone perfino gli aspetti tecnici, la convergenza tra il rafforzamento della manovra ambientale della Regione e i deliberati urbanistici del Comune di Roma».
Dialogo costruttivo, quindi, sull'ampliamento del Parco che fa saltare l'imponente lottizzazione - di 850 mila metri cubi - stabilita dal Comune di Marino nella zona del Divino Amore e l'edificazione di 72 mila metri cubi prevista a Colle della Strega dall'articolo 11 di Laurentino 38, non ancora approvato.
Su quest'ultimo punto l'assessore Morassut specifica che è in corso una discussione che «terrà ovviamente conto delle spinte ambientaliste provenienti dal territorio ma che, allo stesso tempo, dia delle risposte alle esigenze degli operatori che hanno già ottenuto le concessioni».
Nessuna cancellazione prevista, invece, per gli interventi insediativi tra l'Ardeatina e la Laurentina: Cecchignola Ovest e Colle delle Gensole per intenderci. In piena sintonia con Morassut il consigliere regionale dei Ds Giovanni Carapella - componente della commissione Urbanistica - che ritiene "fondate", le preoccupazioni dell'assessore capitolino e rivendica la politica ambientalista dei Ds che a breve presenteremo una proposta di legge per l'istituzione di una riserva naturale per il Parco dell'Ente Cellulosa a Casalotti, «una meravigliosa tenuta agricola che il governo vorrebbe cartolarizzare».
di Danilo Procaccianti
da L'Unità del 28.09.05
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Strade e compensazioni i rebus dell'Appia antica. Il 30 settembre convocata la conferenza dei servizi sui 72mila metri cubi di edilizia cancellati dal nuovo perimetro del Parco archeologico.
Un piccolo neo: «Dal parco dell'Appia Antica per ora resta fuori la valle Mugilla, che pure è posta sotto vincolo paesistico», si rammarica il presidente del circolo Legambiente dell'Appia Sud, Renato Arioli. Rammarico condiviso dall'assessore all'Ambiente Angelo Bonelli: «L'intenzione è reintrodurre anche quell'area, quando ci sarà il parere della soprintendenza». Ma tolto quel piccolo neo, spia di un primo braccio di ferro, l'intero arco dell'ambientalismo romano si ritrova a festeggiare l'approvazione da parte dell'esecutivo regionale di un ampliamento sognato da tempo. Mille e seicento ettari in più. «Era il sogno di Antonio Cederna», ricorda Bonelli. E tutti, da Italia Nostra a Legambiente al Wwf ai molti comitati sorti sul territorio, si ritrovano sotto quel nome. E sotto quel progetto di parco, esteso dal Tevere ai Castelli romani, che ora ha avviato il suo iter per diventare legge regionale.
Il nuovo tracciato del parco si estende a salvaguardare una porzione assai vasta di campagna romana e si spinge nel centro storico: oltre porta San Sebastiano, fino alle terme di Caracalla, tra porta Maggiore e il Parco degli Acquedotti, e, includendo l'area di Capannelle-Barbuta, e corre in direzione dei Castelli romani, cancellando al Divino Amore una lottizzazione di circa 850mila metri cubi e includendo nel perimetro del parco anche l'area del fosso della Cecchignola e di Colle della Strega, liberato da 72mila metri cubi di cemento previsti nel piano di recupero urbano di Laurentino 38. Ma davanti a sè ha ancora un lungo iter - il passaggio in consiglio regionale, il parere da parte dell'amministrazione capitolina - che non lascia tranquille le associazioni ambientaliste e i comitati territoriali, che promettono da subito una mobilitazione dal basso ancora più forte.
A preoccupare, per ora, alcune dichiarazioni dell'opposizione. Ma non solo. Perché il nuovo perimetro di problemi aperti ne lascia molti. Per esempio quello della nuova viabilità. Come si concilieranno le esigenze di tutela con i progetti già previsti nel piano regolatore? Sarà la rete stradale, pensata per collegare l'Ardeatina con via della Cecchignola e con la Laurentina, a doversi ridisegnare in funzione del parco oppure il parco arretrerà di fronte all'esigenza di migliorare i collegamenti che servono una serie di insediamenti a ridosso del parco? E poi c'è la questione di Colle della Strega. Lì il contestato articolo 11 che non a caso ancora attende il via libera da parte della Conferenza dei servizi aveva previsto un'edificazione di 72mila metri cubi, in cambio di una serie di opere di riqualificazione su Laurentino 38. Ora che il fosso della Cecchignola è ricompreso nel perimetro del parco cosa succede? Un'ipotesi è che cancellati a Colle della Strega i 72mila metri cubi previsti vadano ricollocati altrove. Contrari sono i promotori della delibera di iniziativa popolare che chiede insieme alla cancellazione di quei metri cubi l'istituzione del parco della Cecchignola (14mila firme raccolte tra gli abitanti di sette quartieri limitrofi al fosso della Cecchignola). Di parere diverso l'amministrazione capitolina, che ha sempre sostenuto che c'è un problema di diritti concessori che vanno rispettati e rischio di pesanti ricorsi di fronte al Tar. Il 30 settembre è convocata in Regione la conferenza dei servizi. E l'Associazione Colle della Strega annuncia già per quel giorno una manifestazione contro eventuali compensazioni e lo spostamento di quei 72mila metri cubi in un'altra area verde della città.
da L'Unità del 22.09.05
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Il Parco dell'Appia Antica aumenta la sua estensione
Il Parco dell'Appia Antica aumenta la sua estensione di quasi il cinquanta per cento: passando dagli attuali 3.400 ettari, ai 4.978 futuri. 1.578 ettari in più. E' questo il principale effetto della proposta di legge approvata ieri pomeriggio dalla Giunta Regionale, presieduta da Piero Marrazzo: «Un altro passo - il suo commento - verso la costruzione di un sistema integrato di parchi e riserve che dovrebbe avvolgere Roma come una cintura verde, garantendo la permanenza di quell'equilibrio tra zone urbanizzate, agricole e naturali che da sempre caratterizza la città e la zona dell'antica campagna romana».
«Una giornata e un risultato storici. Dedico entrambi alla memoria di Antonio Cederna»: esulta Angelo Bonelli, assessore regionale all'Ambiente e promotore della delibera, che diventerà legge solo dopo l'approvazione del Consiglio regionale: «Speriamo di fare il più bel regalo di Natale alla città», commenta Bonelli, auspicando un iter legislativo quanto più rapido possibile. «E' comunque importante - aggiunge - che la maggioranza si sia espressa su questo punto fondamentale. Non è stato facile. C'è stata qualche resistenza, ma alla fine ha prevalso l'unità».
Esulta Bonelli. Ed esultano anche Legambiente, Wwf ed alcuni comitati ambientalisti dei quartieri coinvolti nella maxi espansione del perimetro verde, presenti ieri, con tanto di striscioni, davanti al palazzo di via Cristoforo Colombo. Poteva essere una manifestazione di protesta per eventuali stralci, e si è invece trasformata in una esibizione di giubilo per l'en plein realizzato. La proposta di legge, che passerà al vaglio della commissione competente prima di essere votata in Consiglio, è stata infatti approvata nella sua interezza, con l'allargamento del Parco all'interno e all'esterno della città.
Sei, in tutto, le aree coinvolte nell'ipotesi di espansione: al di qua delle Mura Aureliane, tra viale delle Terme di Caracalla e piazzale Numa Pompilio (33 ettari); 168 ettari tra il Fosso della Cecchignola e il Colle della Strega (dove l'approvazione della legge annulla l'edificazione di 72 mila metri cubi già previsti nel «Piano di recupero urbano Laurentino»); 59 ettari tra Campo Barbarico e la zona Tor Fiscale-Acquedotti; 205 ettari tra Capannelle e Barbuta; 124 ettari tra Cornacchiole e Fiorano, e ben 989 ettari nell'area tra Falcognana, il Divino Amore e Mugilla. «Anche al Divino Amore abbiamo evitato una devastante speculazione di 750 mila metri cubi», spiega Bonelli, secondo il quale il grande parco futuro «salvaguarderà un'ampia zona verde, caratterizzata da un ricco patrimonio archeologico, faunistico e di vegetazione. Un'area che lambisce i Castelli Romani e realizza una potenziale connessione ecologica con la riserva Naturale del Laurentino».
Polemica l'opposizione: «Quello dell'assessore - ha dichiarato Fabio Desideri, capogruppo Lista Storace - è solo integralismo verde. La sua proposta di legge è fumo negli occhi dei cittadini. Un parco non si realizza prendendo una carta geografica, delineando con il pennarello rosso nuove zone e colorando di verde tutto ciò che è all'interno. Tutto ciò è demagogia. Ampliare il perimetro del Parco significa estendere vincoli anche su zone che per sviluppo e localizzazione hanno ormai perduto le caratteristiche di rilevanza ambientale».
di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 21.09.05
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Il Parco dell'Appia ferma l'edificazione a Colle della Strega. L'allargamento dell'area verde prevede lo spostamento di 72mila metri cubi. Varata la proposta di legge della Giunta regionale per allargare l'area verde di 1600 ettari. Marrazzo: una «cintura» verde per Roma. Bonelli: salta la lottizzazione al Divino Amore. Bonelli: un segnale forte di discontinuità Storace pensava solo a tagliare le aree protette. Partirà la riqualificazione di Tor Fiscale: riunificata la zona delle tombe latine. Le nuove cubature vale a dire due palazzi di sei piani sorgeranno in aree già definite come edificabili.
Parte dal cuore della Capitale e poi si allunga fino a toccare le pendici dei Castelli Romani, il Parco dell'Appia Antica com'è disegnato sulla nuova cartina, che esce dal palazzo della Cristoforo Colombo. Un parco che si amplia di 1.600 ettari e trasforma in realtà il grande sogno di Antonio Cederna: c'è tutto questo, nella proposta di legge varata ieri dalla giunta regionale e che si apre in un ventaglio di futuri scenari: mette sotto tutela la larga fetta di agro attraversata dagli acquedotti e conquista nuove quinte naturali all'area protetta, fa saltare l'imponente lottizzazione - di 850 mila metri cubi - stabilita dal Comune di Marino nella zona del Divino Amore e l'edificazione di 72 mila metri cubi prevista a Colle della Strega dall'articolo 11 di Laurentino 38, non ancora approvato. Ancora, la nuova mappa apre la strada ai progetti tenuti al caldo dalla Soprintendenza Archeologica di Roma sul grande boulevard pedonale da realizzare lungo l'antica via Latina, che taglia in due la zona di Tor Fiscale.
ENTRA nella città antica da Porta San Sebastiano, oltrepassando le Mura Aureliane, il nuovo tracciato del Parco dell'Appia Antica. Comprende viale delle Terme di Caracalla e piazzale Numa Pompilio, dove anticamente si dividevano a forbice la via Appia e la
via Latina. E lì compie una delle sue conquiste più pregiate, annettendosi 33 ettari di verde pubblico ad alta "densità" di storia e archeologia, come il Parco degli Scipioni. Insomma, il cuneo penetra fino alla zona che lambisce il Circo Massimo, ed è per questo che i nuovi confini del Parco molto probabilmente faranno riaccendere i riflettori su progetti tanto discussi in passato, come quello per la pedonalizzazione di via dei Cerchi.
La proposta di legge - che è stata approvata all'unanimità dalla giunta, ma dovrà passare in consiglio e affrontare tutto l'iter formale, passando all'esame dei Comuni coinvolti - prevede che l'estensione della zona protetta passi da 3.400 a 5mila ettari. «È un altro passo verso la costruzione di un sistema integrato di parchi e riserve - afferma il presidente della Regione, Piero Marrazzo - che dovrebbe avvolgere Roma come una cintura verde, garantendo quell'equilibrio tra zone urbanizzate, agricole e naturali che da sempre caratterizza la città e tutta la zona dell'antica campagna romana». Un segnale forte, secondo l'assessore regionale all'Ambiente, Angelo Bonelli, «della discontinuità rispetto alla precedente amministrazione, che invece aveva proceduto al taglio delle aree protette. E in questo modo - prosegue Bonelli - si collega il Parco dell'Appia Antica con quelli di Laurentino-Acqua Acetosa e dei Castelli Romani».
L'ampliamento maggiore, infatti, avverrà in direzione delle periferie, in zone dove vivono ancora animali selvatici e ricche di resti archeologici. Nel dettaglio, la legge propone di inglobare all'interno del Parco dell'Appia Antica i 59 ettari di Campo Barbarico e Tor Fiscale Acquedotti, i 205 ettari di Capannelle e Barbuta, i 124 di Cornacchiole-Fiorano e i 168 della zona del Fosso della Cecchignola. Il grosso, però, arriverebbe dall'area di Falcognana, Divino Amore e Mugilla, per 989 ettari complessivi.
«L'ampliamento fa propria la proposta di Piano d'assetto adottata dall'Ente Parco, che già si proponeva un allargamento del precedente perimetro», spiega l'assessore regionale all'Urbanistica, Massimo Pompili. Ma assieme alla tutela arriveranno anche interventi di riqualificazione, laddove servono, perchè «i vincoli sono un'opportunità e non una iattura», ripete Mauro Veronesi da Legambiente Lazio, accogliendo con soddisfazione la decisione della Regione. «La legge salvaguarda l'esecuzione di servizi e di viabilità pubbliche, rafforzando la socialità dell'operazione compiuta», spiega infatti Pompili. È così, ad esempio, che partirà la riqualificazione di Tor Fiscale - una zona del resto già vincolata, pur non facendo parte del Parco dell'Appia - dove verrà riunificata la zona delle tombe latine al parco degli Acquedotti, a Cinecittà. Mentre il Campidoglio sembra essere pienamente disponibile a individuare una zona alternativa dove trasferire le edificazioni che erano state previste a Colle della Strega dall'articolo 11 di Laurentino 38: un'ipotesi che tra l'altro era stata avversata da un comitato cittadino, contrario alla costruzione in mezzo al verde di 72 mila metri quadri, vale a dire due palazzi di 6 piani. La soluzione, a quanto pare, c'è già ed è nelle aree edificabili comprese nei "programmi integrati" del Prg.
di Alessandra Rubenni
da L'Unità del 21.09.05
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Sì al superparco dell´Appia Antica 5000 ettari verdi dai Fori ai Castelli. Regione - Ieri l'approvazione della giunta. Cancellate due lottizzazioni: una del Comune l'altra di Ciampino. Marrazzo: "E' un altro passo avanti verso la costruzione integrata di parchi e riserve".
«Una giornata storica che dedico ad Antonio Cederna. Con la decisione di oggi raggiungiamo un doppio risultato: mettiamo in connessione immense aree verdi della capitale, dal centro storico alla periferia, e cancelliamo due lottizzazioni, una nel Comune di Roma, l'altra in quello di Ciampino».
Ieri la giunta regionale ha approvato il superparco dell'Appia Antica, che passa da 3.400 a 5.000 ettari e l'assessore all'Ambiente Angelo Bonelli, che ha firmato la proposta di legge, è visibilmente euforico. «Si realizza un sogno - dice - quello di collegare l'area dei Fori con il parco dei Castelli Romani, attraverso la direttrice dell'Appia Antica». Il nuovo parco si estenderà infatti oltre Porta San Sebastiano, fino alle Terme di Caracalla e, dalla parte opposta, fino a al Divino Amore, dove era prevista un'edificazione per un milione di metri cubi. Con il Divino Amore e l'area contigua di Frattocchie siamo già al parco dei Castelli Romani. «E dell'ultima ora - aggiunge Bonelli - è la disponibilità del Comune di Castelgandolfo a cedere l'area dei Torlonia, l'anello mancante per creare a tutti gli effetti continuità fra l'Appia Antica e i Castelli».
A ovest, verso la Cristoforo Colombo, il parco dell'Appia Antica si allarga fino alla riserva del Laurentino-Acqua Acetosa attraverso i territori della Cecchignola e del Colle della Strega, che viene salvato dall'arrivo di 72.000 metri cubi di cemento. A est, passata l'Appia Nuova, il parco dell'Appia conquista le aree di Lucrezia Romana, Capannelle e Fonte dell´Acqua Appia. Poi su, oltre gli Acquedotti, ingloba anche Tor Fiscale. In tutto fanno 1.600 ettari tutelati.
«È un altro passo verso la costruzione di un sistema integrato di parchi e riserve - dichiara il presidente della Regione Piero Marrazzo - che dovrebbe avvolgere Roma come una cintura verde garantendo l'equilibrio tra zone urbanizzate, agricole e naturali che da sempre caratterizza la città e tutta l´antica Campagna Romana».
Esultano i cittadini dell'associazione Colle della Strega, da cinque anni impegnati per cancellare la lottizzazione. «Organizzeremo una grande mobilitazione per sostenere la legge anche in consiglio regionale», dice Massimiliano Di Gioia. Ma in consiglio i numeri per l'approvazione dovrebbero esserci tutti. «La maggioranza si è dimostrata molto unita in giunta - raccolta l'assessore Bonelli - Se lo rimarrà in consiglio la legge passerà anche contro l'opposizione del centrodestra».
di Cecilia Gentile
da La Repubblica del 21.09.05
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Pavlvs October 6th, 2005, 08:44 PM Villa Pamphili o Palatino?
Due ferite da risanare, due risultati possibili
LA POLEMICA - Il parere di Italia Nostra: "Villa Pamphili progetto giusto".
Un'operazione dall'alto valore culturale, una svolta straordinaria per risanare la villa storica più grande della città, lacerata in due parti dalla via Olimpica. Così Italia Nostra (associazione per la salvaguardia e la tutela del territorio) ha definito il progetto del tunnel sotto villa Doria Pamphili, argomento di stretta attualità dopo la recente polemica tra il sindaco Veltroni, e l'ex primo cittadino, nonché attuale leader della Margherita, Francesco Rutelli.
«Apprendiamo con grande soddisfazione - si legge in un comunicato - che il Comune di Roma ha investito 80 milioni di euro per questo intervento. Finalmente il sogno degli ambientalisti, Italia Nostra in testa, sta per avverarsi. Per questo ringraziamo profondamente Veltroni e la sua giunta». L'associazione esprime perplessità invece sulle dichiarazioni di Francesco Rutelli, secondo il quale «bisogna dirottare i finanziamenti sulla riunificazione del Palatino con il Circo Massimo, e sui nuovi insediamenti al Laurentino». «La proposta dall'ex sindaco - ha affermato Italia Nostra - non è un'operazione di altissimo profilo e, soprattutto, ci sembra realizzabile con l'ordinaria amministrazione».
da La Repubblica del 16.07.05
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LA LETTERA - Una priorità fin dagli anni del Giubileo, messa da parte per altre urgenze. Gli obiettivi della giunta Rutelli e quel tunnel sotto l'Olimpica. "In assenza di fondi straordinari dovrebbe rientrare tra i progetti di seconda fascia".
Dalla lettura dell'articolo di Simona Casalini ("L'Olimpica da Rutelli a Veltroni", 15 luglio 2005) sembrerebbe evincersi un cambiamento di opinione negli anni da parte di Francesco Rutelli sul sottopasso di Villa Pamphili di cui si è parlato in questi giorni. E' una falsa impressione che vorrei precisare e chiarire. In coerenza con le battaglie di Antonio Cederna, la tutela e la valorizzazione di Villa Pamphili, del suo patrimonio artistico ed ambientale, della sua vivibilità per i romani, sono stati e restano impegni strategici del Campidoglio, ieri con Rutelli, oggi con Walter Veltroni.
La realizzazione del sottopasso per vedere riunita Villa Pamphili entrò prima tra i progetti per la candidatura olimpica, poi tra le opere previste per il Giubileo del 2000. Ma, allora come oggi, i progetti devono fare i conti con i finanziamenti disponibili, con i tempi di realizzazione, con le priorità della città. Alla realizzazione del tunnel di Villa Pamphili, che sarebbe dovuto rientrare tra le opere finanziate con i fondi straordinari per il 2000, anteponemmo interventi infrastrutturali che valutammo più incisivi e stringenti.
Ricordo, tra tanti altri, la ristrutturazione della Stazione Termini, il sistema della galleria Pasa, il raddoppio della San Pietro-Viterbo, la riqualificazione dell'area di Tor Vergata. Uno sforzo senza precedenti per la rapidità dei lavori (30 mesi di tempo) e il numero complessivo delle opere realizzate (672 per un importo totale di 3129 miliardi delle vecchie lire) che restano come miglioramenti stabili per la città.
Segnalando che, in assenza di quei fondi straordinari, il sottopasso di Villa Pamphili dovrebbe rientrare oggi tra le priorità di "seconda fascia" (pur riconoscendolo un progetto "giusto" e "importante") non mi sembra che Rutelli contraddica l'impegno profuso dalla sua amministrazione per realizzare il sogno di Cederna, anzi. Oggi, ad esempio, l'Appia Antica e il suo parco non sono più spezzati e offesi dall'attraversamento del Gra, spostato in galleria.
D'altro canto l'impegno costante per una città più giusta, efficiente e bella non può che misurarsi ogni giorno con i tempi e le risorse a disposizione, cercando sempre di dare risposte alle esigenze dei cittadini. E' stata e resta questa la bussola della azione di governo del centrosinistra a Roma; per 7 anni con Rutelli, oggi con Veltroni.
di Domenico Cecchini
da La Repubblica del 16.07.05
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LA POLEMICA SU VILLA PAMPHILI - L'Olimpica da Rutelli a Veltroni. La polemica sul tunnel contestato. L'intervento era compreso nel pacchetto Olimpiadi o comunque da realizzare entro il Giubileo. Nel 1996 l'ex sindaco proclamò: "Villa Pamphili? Sarà riunita". Il leader della Margherita: "Non riuscirete a farmi litigare con Walter". Il sindaco: "Francesco ed io andiamo d'accordo e continueremo a farlo".
Il giorno dopo, si sentono di buon mattino, si dicono di ottimo umore: «Non riuscirete a farmi litigare con Veltroni» scherza Rutelli con i giornalisti, «con lui vado d'accordissimo e sostengo in pieno l'amministrazione di Roma. Ci siamo parlati e insieme abbiamo riso su quanto basti poco a far scoppiare una polemica». Poche ore dopo, il guanto della pace dall'altro versante: «Rutelli e io andiamo d'accordo, siamo sempre andati d'accordo e continueremo a farlo», così Veltroni. Chiusa la partita, dunque? No, qualche strascico è rimasto. Un piccolo colpo di scena. Il progetto della giunta Veltroni criticato da Rutelli, quell'interramento della via Olimpica per ricucire i due versanti di Villa Pamphili - declassato dall'ex sindaco come non prioritario perché troppo costoso a fronte di altri progetti più importanti ad esempio la riunificazione tra Circo Massimo e Palatino - in verità era stato elaborato e illustrato ai romani proprio dallo stesso Rutelli, nei primi anni del suo mandato. Era il 27 dicembre del 1996. Così recita un'agenzia Ansa: «Entro il Giubileo il parco di Villa Pamphili tornerà ad essere unito e gli edifici saranno tutti restaurati». Ancora, con le stesse parole di Rutelli: «Si tratta di risarcire dopo 40 anni la ferita provocata dalle Olimpiadi del '60».
L'interramento della via Olimpica, allora, faceva parte dei progetti irrinunciabili che Roma avrebbe dovuto realizzare se si fosse aggiudicata i giochi olimpici del 2004, per i quali Rutelli volle concorrere e che invece planarono su Atene. Fu anche un omaggio a un grande ambientalista, Antonio Cederna, che della ricucitura di Villa Pamphili aveva fatto una campagna di alto valore storico e paesaggistico, e che ottenne dall'allora sindaco l'impegno preciso contro «l'orrenda ferita». Non arrivò l'Olimpiade, ma si profilò il Giubileo e quelle stesse grandi opere pubbliche previste per la Roma dei Giochi, divennero progetti-chiave anche per l'Anno Santo. Sì, certo, anche Villa Pamphili riunita. Ma poi il piano sfumò anche dalle opere giubilari, perché i tempi erano stretti, c'erano presenze archeologiche all'altezza Aurelia antica. Ci si concentrò più sul sottopassino di Castel Sant'Angelo.
«Sì, scegliemmo di accantonare Villa Pamphili, anche se tutti noi eravamo convinti del grande valore del piano» ricorda oggi Esterino Montino, senatore e segretario romano dei Ds, ma anche ex assessore della giunta Rutelli. Poi, rivolto al suo ex sindaco: «Mi meraviglia che Francesco, sempre così coerente, dopo nove anni abbia cambiato idea». Allora c'era anche Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza del Campidoglio: «Sì, quella riunificazione era una storica istanza del mondo ambientalista. Cederna accettò la candidatura alle Olimpiadi con tutta la mole di grandi opere pubbliche purché la "sua" Villa fosse sanata. Però, non vedo nessuna polemica tra Veltroni e Rutelli». E Mario Di Carlo, già amministratore nelle due giunte e ora consigliere regionale della Margherita: «Veltroni non è un clone di Rutelli, e viceversa. Va bene così. In nome dell'unità non bisogna cancellare le diversità, altrimenti si sta in una specie di caserma».
E il centro-destra? Balza sulla «singolare spaccatura tra Rutelli e Veltroni», come dice Beatrice Lorenzin, coordinatrice di Fi; «La sinistra è divisa su tutto» taglia corto Marchi (An). Ma, ancora Di Francia: «Capisco che al centro-destra piacerebbe molto vederci litigare, ma non è così».
di Simona Casalini
da La Repubblica del 15.07.05
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L'ARCHITETTO - Massimiliano Fuksas: "Realizziamo le opere già decise". "Riunificare il parco? È una idea geniale". L'alternativa di Rutelli? Basta pochissimo, magari un cartello con la scritta divieto di transito. E siamo tutti d'accordo.
«Sono appena sbarcato a Ciampino. Cos'è successo?»: Massimiliano Fuksas è reduce da Vilnius dove ha presentato il suo progetto per un centro congressi che sorgerà nella capitale della Lituania. Si informa sulla polemica tra Francesco Rutelli e Walter Veltroni e poi l'architetto dice la sua: «Il sottopasso di Villa Pamphili è un'opera geniale perché rimette insieme un parco immenso massacrato nel 1960. Stiamo parlando del polmone verde che serve tutto il settore sud ovest della città».
E sull'alternativa suggerita dal presidente della Margherita, il ricongiungimento del Circo Massimo con il Palatino?
«Ma su quello - risponde Fuksas - sono, siamo già tutti d'accordo. Per farlo basta chiudere una strada, ed è un'operazione importantissima che costa pochissimo: basta mettere un cartello con la scritta divieto di transito. Lo sanno tutti, lo sa il sindaco e lo so persino io che non conto nulla».
Però l'ex sindaco che ha definito il sottopasso di villa Pamphili come una «priorità di seconda fascia».
«Quella delle priorità è un'idea che per anni ha bloccato moltissime cose. Quando ero un giovane architetto e proponevo opere importanti come musei o centro sportivi, c'era sempre un consigliere comunale che si alzava e diceva che le priorità erano altre. E spesso si trattava di fogne. Bisogna fare opere che migliorino sensibilmente la città».
Rutelli ha dichiarato che ottanta milioni di euro per il sottopasso sono davvero tanti: Fuksas che ne pensa?
«Forse l'ex sindaco si è lasciato prendere dalla foga del discorso. Credo che se i finanziamenti per il sottopasso ci sono, bisogna andare avanti e realizzare quanto già previsto. Come il sottopasso o come la Nuvola all'Eur. Non basta programmare grandi opere, ma anche realizzarle. Il ricongiungimento di Villa Pamphili è davvero un'opera geniale: semplice da pensare, difficile da realizzare ma straordinaria nel suo complesso. È anche un'opera giusta nel senso profondo del termine: quel parco è stato smembrato. Quel sottopasso è come se una persona fosse tagliata in due all'altezza del tronco e si potesse rimetterla insieme: Veltroni fa benissimo a volerlo realizzare».
GLI AMBIENTALISTI - Roberto Della Seta, presidente di Legambiente Italia: "Impegno sulla mobilità alternativa". "Bene il sottopasso, ma non basta".
«Il progetto di ricomporre i due lembi di Villa Pamphili è, come la pedonalizzazione dei Fori Imperiali, un nostro vecchio cavallo di battaglia. Il fatto che il Comune abbia deciso di realizzarlo è un fatto positivo»: Roberto Della Seta, presidente di Legambiente Italia, sposa la linea Veltroni nella polemica accesa l'altroieri da Rutelli. E va oltre: «Il ricongiungimento di Villa Pamphili non va contrapposto, come invece fa Rutelli, all'altra riunione, del Circo Massimo al Palatino».
Niente da dire dunque sulla linea scelta dall'amministrazione attuale, dunque?
«Sul punto specifico dell'Olimpica - risponde Della Seta - siamo d'accordo con il sindaco Veltroni, ma l'impressione è che ad andare avanti fra tutti i progetti legati alla viabilità e alla sua riorganizzazione siano soltanto quelli stradali. Vorremo invece che si andasse avanti in tutte le direzioni».
Ad esempio?
«Il prolungamento del tram 8 da largo Argentina alla stazione Termini, nel cuore dell'area archeologica è un'opera assolutamente necessaria nell'ottica della stessa riorganizzazione della viabilità. Non capiamo come mai quel progetto sia fermo. Bene dunque il sottopasso dell'Olimpica, ma si proceda anche a potenziare le infrastrutture di trasporto alternative alla strada».
L'ARCHEOLOGO - Andrea Carandini: "È il più grande monumento romano". "Il Circo Massimo è l'area da recuperare".
Della zona e del Circo sappiamo pochissimo. Studiamolo con nuovi scavi poi riuniamolo al Palatino e rendiamo tutto un giardino. «Io non so dire quale opera sia più importante, ma di una cosa sono certo: il Circo Massimo oggi è una mostruosa e orrenda marrana». Andrea Carandini, docente di Archeologia e Storia Greca e Romana all'università La Sapienza, conosce bene quella zona, e ha le idee molto chiare sull'argomento Circo Massimo e dintorni.
Per sanare quella che lei definisce mostruosa e orrenda marrana è sufficiente riunirla al Palatino?
«No. Per la riunificazione basta poco, ma è necessario fare di più: bisogna recuperare tutta l'area, restaurare l'emiciclo finale dove si è già scavato e al limite di questa zona scavare una grande sezione in profondità per conoscere la vera storia di quel monumento ancora completamente ignoto. Potremmo scoprire com'è nato, come si è sviluppato e altri elementi di grande importanza».
E dopo questa campagna di studi?
«A quel punto potremmo ricongiungerlo al Palatino e trasformare tutto il resto, scavo a parte, in un grande giardino. Penso all'esempio di piazza di Siena: una grande distesa di verde, con piante, che sarebbe frequentatissima dalle famiglie. E anche quell'edificio che guarda al lungotevere andrebbe annesso all'operazione, magari realizzandovi un importante polo museale: ai piedi dell'edificio giacciono i Carceres del Circo Massimo, che ospitavano i cavalli prima della corsa ».
Per questa grande operazione basterebbero gli ottanta milioni di euro che Rutelli non vorrebbe spesi nel sottopasso di Villa Pamphili?
«Non so se quella somma sia sufficiente, ma basterebbe per cominciare il lavoro. Esiste uno studio molto approfondito del soprintendente Eugenio la Rocca che ne parla e che ho potuto consultare, e comunque è ora di smettere di trattare e di utilizzare il Circo Massimo in maniera barbara e bassa, come fosse un piazzale solo adatto a manifestazioni di massa. Quel monumento oggi è una landa dimenticata e abbandonata: occorre rivedere tutto. E vorrei aggiungere una cosa: in questa città manca un luogo dove le persone competenti possano discutere delle scelte importanti. Le cose si discutono nelle segrete stanze e si vengono a sapere solo a decisioni già prese. Anche questo non va bene».
di Gabriele Isman
da La Repubblica del 15.07.05
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POLEMICHE E URBANISTICA - Villa Pamphili e via dei Cerchi due ferite, due risultati possibili.
I requisiti di una buona pianificazione urbana, affermava Antonio Cederna, sono il rispetto delle caratteristiche del paesaggio e dell'identità culturale dei luoghi. Ma i luoghi della Roma antica e moderna che sono stati trasformati nel rigoroso rispetto della natura e della storia non sono purtroppo molti. Luoghi straordinari sfigurati per sempre o manomessi non mancano. Per due di essi ci sono buone notizie. La riunificazione di Villa Doria Pamphili e la cancellazione di via dei Cerchi nel tratto sottostante il Palatino sono agli onori della cronaca. Il primo per un progetto della giunta Veltroni; il secondo per una proposta dell'ex sindaco Rutelli.
La ferita di Villa Pamphili affonda le radici negli anni '50. Mentre era in fase finale il Piano regolatore, per dotare la città delle infrastrutture necessarie alle Olimpiadi del 1960, si decise di realizzare la via Olimpica, tra l'Eur - in cui erano localizzati il Palazzo dello sport e il Velodromo - e il Foro italico.
Tutte le ipotesi di sviluppo urbanistico si orientavano in quel periodo verso il quadrante orientale, la realizzazione della nuova arteria mutò i destini della città, favorendo l'espansione ad occidente. Per tracciare la grande strada si sacrificò l'integrità della villa Doria Pamphili. Il primo acquisto da parte della famiglia riguardò nel 1630 un compendio di terreni ed edifici adiacente alla via Aurelia antica. Solo venti anni dopo, durante il papato di Innocenzo X Pamphili, la villa fu estesa e venne realizzata dall'Algardi la splendida «villa nuova» con i giardini segreti. Di riunificare la villa si parlò quasi immediatamente. Risale al 1973, su richiesta di Italia Nostra, l'istituzione della prima commissione per riportare il parco al suo assetto naturale. La proposta di interramento è dunque una straordinaria notizia, perché oltre a ricreare l'unitarietà ambientale permetterà ai tanti fruitori e alle numerose specie biologiche presenti nel parco di poter riassaporare anche il gusto del silenzio.
La questione di via dei Cerchi abbraccia, se possibile, maggiori complessità. Parlare qui di «ferita» ha senso solo in proiezione della realizzazione del grande parco dei Fori centrali. È infatti noto che via dei Cerchi è un tracciato stradale antico, e deve il suo attuale aspetto alle sistemazioni della zona monumentale centrale del primo quarto dello scorso secolo. Nello «Studio per la sistemazione dell'area archeologica centrale», Leonardo Benevolo e Francesco Scoppola prevedono la cancellazione dell'attuale tracciato e la riunificazione delle due aree. Ma questa cancellazione non è a se stante: è parte integrante di un disegno unitario che dovrà portare alla realizzazione della più ambiziosa proposta dell'urbanistica recente: il parco archeologico centrale.
Come si comprende, dunque, la proposta della cancellazione di via dei Cerchi ha un senso compiuto soltanto se la si collega all'intera attuazione del progetto Fori. E cioè alla chiusura alla viabilità carrabile della via dei Fori Imperiali; alla creazione delle indispensabili alternative di traffico per alleggerire il nodo di Piazza Venezia fino a rendere finalmente possibile la progressiva pedonalizzazione dell'intero centro storico di Roma, tanto per citare i due aspetti di maggiore rilevanza.
Non ultimo, la riunificazione con il Palatino comporterà la definizione di sistematiche campagne di scavo archeologico che dovranno interessare l'intera area del Circo Massimo. La differenza di accenti tra l'attuale e il precedente sindaco hanno dunque il merito di poter far ottenere alla città un immediato straordinario risultato con villa Pamphili e l'avvio della realizzazione del sogno del parco dei Fori centrali.
di Paolo Berdini
dal Corriere della sera del 15.07.05
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Villa Pamphili o Palatino? Gli urbanisti scelgono Veltroni. Ricucire lo strappo dell'Olimpica nel parco o quello aperto da via dei Cerchi: dopo la disputa con Rutelli, le grandi firme si schierano. Il sindaco smorza la polemica: io e Francesco andiamo d'accordo, lui ha semplicemente espresso un'opinione.
«Gradevoli i giardini che la circondano, ricchi di piante di ogni gusto, rendono le passeggiate estremamente affascinanti». Il marchese De Sade, che descrive in questo modo Villa Pamphili così come gli appariva ai suoi giorni, non aveva davanti a sé via Leone XIII che oggi attraversa il parco tagliandolo in due. Ma forse, con sadismo, non sarebbe indifferente all'improvvisa querelle che si è innescata tra l'ex sindaco della città nonché esponente della Margherita, Francesco Rutelli, e il sindaco in carica nonché esponente dei Ds Walter Veltroni, portatori a quanto sembra di due diversi modi di ricucire le slabbrature urbanistiche di Roma che hanno il sapore della ripicca. Col primo che invita a soprassedere sulla riunificazione di Villa Pamphili programmato dal secondo, rilanciando invece l'ipotesi della ricucitura del Circo Massimo al Palatino. Il giorno dopo Veltroni getta acqua sul fuoco. «Francesco Rutelli e io andiamo d'accordo, siamo sempre andati d'accordo e continueremo ad andare d'accordo. La polemica proprio non esiste». Aggiungendo: «Ci siamo sentiti stamattina e ci siamo detti che non è possibile che qualsiasi affermazione diventi subito una polemica. Lui ha espresso un'opinione su una questione, ed è una cosa assolutamente naturale. Ma noi andiamo d'accordo sotto ogni punto di vista. Anche ieri ha detto cose molto belle sull'amministrazione comunale».
Lezione di souplesse. Ma intanto la discussione si è accesa, gli schieramenti si formano, il pronunciamento non tarda. Sono in tanti, tra gli addetti ai lavori, a dire sì senza tentennamenti all'intervento su Villa Pamphili: nomi come quelli di Vezio De Lucia, Francesco Purini, Pier Luigi Cervellati, Paolo Portoghesi, Renato Nicolini, Italo Insolera.
Spiega Portoghesi: «Quella Villa divisa in due da una strada che poteva essere interrata subito, al momento della sua costruzione, con poca spesa in più, costituisce un vero scandalo. La pressione delle Olimpiadi del 1960 ha inferto questa profonda ferita nei confronti del più grande polmone verde della città. Eliminare questo insulto urbanistico è una vera priorità». Aggiunge Pier Luigi Cervellati: «Credo che poter ritrovare lo splendore di questa meraviglia del 600-700 costituisca un evento davvero clamoroso che segue l'insieme di di opere di riqualificazione che si devono attribuire sia a Veltroni che a Rutelli. Ma voglio spezzare una lancia anche a favore del Circo Massimo. Se il sindaco ne avrà possibilità, affronti anche questa ricucitura...». E Franco Purini: «Riunire Villa Pamphili ha un alto valore emozionale, è un valore per il futuro, consente di ripensare ai grandi spazi e di recuperare il patrimonio».
Anche per Vezio De Lucia non c'è dubbio: «Bisogna fare come con l'altra ferita del 1960, quella che aveva interrotto l'Appia Antica. In questo caso però il risultato è ancor più vistoso, perché si tratta di uno dei parchi più importanti non solo di Roma o d'Italia ma del mondo. Inoltre mi auguro che l'interramento dell'Olimpica apra la strada ad altri interramenti, come per il Gra in tutte quelle zone in cui ha interrotto spazi agricoli unitari». Insomma, Villa Pamphili come giro di boa urbanistico sulla città. Ne è convinto anche Renato Nicolini che dice: «La forma urbanistica di Roma dipende molto dalle Olimpiadi del '60. E una delle cose meno digeribili è stata la spaccatura in due di Villa Pamphili. Ricucirla è una priorità per tutta la città, è un fatto simbolico che indica la volontà di uscire dalla Roma degli anni '60». Chiude Italo Insolera: «Se ci fossero tanti soldi, uno potrebbe anche porsi il problema di scegliere. Ma qui se ne faccia una, intendo Villa Pamphili, poi si vedrà per il resto...».
Preferiscono invece non schierarsi Piero Maria Lugli, Giuseppe Campos Venuti, Vittorio Gregotti. Il primo spiega: «La vera priorità è rendere la città più vivibile, a partire dal traffico...». Aggiunge il secondo: «Anch'io avrei una priorità, il traffico. Insomma vorrei accelerare la linea C, aggiungere semmai una linea D...». Da Milano, Gregotti dice: «Di priorità a Roma forse ce ne sono cinquanta. Scegliere è come tirare con i dadi...».
Insomma, ci sono problemi più vasti. Ne è convinto Leonardo Benevolo che fa un nome, quello del centro storico. «Bisogna vedere i grandi temi che possono cambiarne il carattere, dopodiché si può passare ai dettagli - spiega l'urbanista -. Prendiamo il Circo Massimo, che ho studiato a lungo. Fa parte della zona archeologica centrale. E lì allora bisogna capire se c'è la volontà e la possibilità di svincolarsi da tutti quegli stradoni che attraversano l'area archeologica oppure no. Anni fa è stato invece posto un vincolo dei Beni culturali su tutte quelle orrende strutture moderne che ci sono intorno ai Fori, a San Gregorio e al Circo Massimo. Adesso forse ora abbiamo un'occasione, la linea C. Ma per affrontare il riassetto complessivo di quest'area, così come di quella del Lungotevere di sinistra che andrebbe eliminato del tutto ritrovando il rapporto diretto di Roma col suo fiume, non si può procedere a pezzi. Occorre un discorso globale, d'insieme...».
di Paolo Brogi
dal Corriere della sera del 15.07.05
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Villa Pamphili: botta e risposta fra sindaco e predecessore. L'ex sindaco critica il sindaco. Roma, polemica su Villa Pamphili tra Rutelli e Veltroni. "Gli 80 milioni stanziati andrebbero dirottati su Circo Massimo e Palatino". Parchi, Rutelli critica Veltroni "Troppi soldi per quel piano".
ROMA - La stoccata arriva dopo un'ora buona di conferenza stampa convocata da Francesco Rutelli: si sente subito che il leader della Margherita ha voglia di parlare di Roma, che vuole dire la sua come ex sindaco prima di Veltroni. Parte soft: «Sono stato per sette anni sindaco di Roma e capita anche a me ogni tanto di dire qualcosa su questa città. L'Italia non sta bene dal punto di vista economico, la Capitale non può non risentirne anche se questa amministrazione sta facendo un ottimo lavoro». Tratteggia il futuro: «Roma non ha avuto l'occasione delle Olimpiadi, ma potremmo riprovarci fra otto anni». Invita il Campidoglio «a migliorare ancora nella qualità dei servizi e a organizzare nuovi Grandi eventi». Poi però, gli scappa proprio dalla bocca qualcosa che Veltroni forse non si sarebbe aspettato, la stoccata, anzi l'affondo contro un progetto annunciato solo il giorno prima dalla sua giunta di centro sinistra: «Bisogna convincere il sindaco a non spendere 80 milioni per l'opera di riunificazione di Villa Doria Pamphili. E' un investimento giusto ma non mi sembra una priorità, o quanto meno è una priorità di seconda fascia». E rincara: «Investire 160 miliardi delle vecchie lire va benissimo, ma le esigenze della città mi sembrano altre e tutti questi soldi non ce li possiamo permettere. Se vogliamo parlare di una grande area ambientale da recuperare, pensiamo piuttosto alla riunificazione del Circo Massimo con il Palatino». Solo pochi istanti e Veltroni, in quel momento nel suo ufficio che si affaccia sui Fori, lontano dai riflettori che illuminano la festa della Margherita dove parla del governo di Roma il suo predecessore, apprende parola dopo parola l'intervento di Rutelli. In mezzo ai due, balza Antonio Tajani, l'europarlamentare romano di Forza Italia, già battuto per la corsa a sindaco da Veltroni. Dice: «Rutelli che critica Veltroni è la fine di un'epoca. La sinistra a Roma si divide. Se anche il leader della Margherita critica le scelte del sindaco vuol dire che qualcosa non funziona nella maggioranza in Campidoglio». E la temperatura politica sale. Un minuto dopo, la risposta di Veltroni. Soppesata a lungo, limata all'ultima virgola. «Quella di Francesco è un'opinione della quale terremo conto» dice «e anche l'ipotesi della riunificazione dell'area tra il Circo Massimo e il Palatino è suggestiva. In ogni caso stiamo parlando di indicazioni di ordine archeologico e ambientale che hanno costituito e costituiscono una delle priorità delle nostre amministrazioni». E però una risposta a Rutelli Veltroni non rinuncia a darla. Mettendo i paletti. «Per ora, comunque, abbiamo deciso di finanziare il progetto per la riunificazione di Villa Pamphili, sogno storico degli ambientalisti, dei cittadini del quartiere e di tutti i romani, del mondo della cultura. Un sogno che speriamo di poter presto realizzare». Ancora qualche minuto e una nota dell'ufficio stampa della Margherita decreta che c'è "piena concordanza" tra Rutelli e Veltroni.
di Simona Casalini - Gabriele Isman
da La Repubblica del 14.07.05
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Un tunnel lungo 1700 metri per riunificare Villa Pamphili. Ecco il progetto contestato da Rutelli. I lavori dovrebbero partire ai primi del 2006. Costo dell'opera 80 milioni di euro. Il più grande parco storico romano è stato diviso in due dal 1960, l'anno delle Olimpiadi.
La più grande villa storica romana divisa in due parti da una strada ad alta percorrenza dal 1960, l'anno delle Olimpiadi nella Capitale; per ricreare quella unità, un maxi progetto con due gallerie sotterranee, separate e affiancate, da 1.700 metri l'una e due corsie in ogni senso di marcia, da piazza Pio XI a via del Casaletto. Costo dell'opera che prevede anche due parcheggi interrati alle estremità del parco: 80 milioni di euro, in parte già assegnati con l'assestamento di bilancio presentato l'altroieri in Campidoglio dal sindaco Veltroni con gli assessori Marco Causi (Bilancio) e Giancarlo D'Alessandro (Lavori pubblici). Inizio dei lavori già stato fissato per i primi mesi del 2006, due anni di cantiere per concludere l'opera. È su questo maxi-progetto che ieri i due sindaci capitolini degli ultimi dodici anni si sono scontrati, con l'attacco di Francesco Rutelli - al Campidoglio dal 1993 al 2000 - al progetto di interramento della via Olimpica caro all'attuale primo cittadino Walter Veltroni.
«Bisogna convincere il sindaco a non spendere ottanta milioni di euro per la riunificazione di villa Doria Pamphili. Un investimento giusto ma non mi sembra una priorità, o quanto meno è una priorità di seconda fascia». Da Rutelli, le proposte alternative, come «la riunificazione del Circo Massimo con il Palatino» o interventi in altre aree della città, e cita la Laurentina, «dove - ricorda il presidente della Margherita - arriveranno nuovi insediamenti e nuovi abitanti».
«Quella di Francesco è un'opinione - risponde Veltroni a stretto giro di comunicato - della quale terremo conto. Anche l'ipotesi della riunificazione dell'area tra il Circo Massimo e il Palatino è suggestiva». Salta quindi il progetto da 80 milioni per il sottopasso di Villa Pamphili? Macchè. «Per ora, comunque - prosegue Veltroni nel comunicato - abbiamo deciso di finanziare il progetto per la riunificazione di Villa Pamphili».
di Gabriele Isman
da La Repubblica del 14.07.05
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LA POLEMICA SU VILLA PAMPHILI - Uno strappo dentro Roma vecchio di 40 anni. Rutelli a Veltroni: «Non spendere 80 milioni per Villa Pamphili». Ieri Francesco Rutelli ha parlato per qualche momento come fosse ancora sindaco di Roma: «Bisogna convincere Veltroni a non spendere 80 milioni per la riunificazione di Villa Pamphili, non mi sembra una priorità». Pacata la replica di Veltroni: «Terremo conto dell'opinione di Francesco».
La vicenda deflagrata ieri nella polemica Veltroni-Rutelli, in realtà risale al 1960: da allora, da quando cioè nella Capitale si disputarono le Olimpiadi e venne realizzata la via Olimpica, si parla della riunificazione di Villa Pamphili. Sono stati eseguiti studi, realizzati progetti, annunciati lavori. Adesso, la giunta Veltroni - recuperando 80 milioni dal Bilancio - ha deciso di farla. Toni entusiasti, sorrisi, soddisfazione. Fino a ieri sera, quando, alla festa della Margherita, Rutelli si dice di parere contrario: «Le priorità della città sono altre, bisogna convincere il sindaco a spendere diversamente questi 80 milioni. Se vogliamo parlare di una grande area ambientale, allora pensiamo alla riunificazione del Circo Massimo con il Palatino». La risposta di Veltroni è elegante ma decisa: «Ipotesi suggestiva anche questa, ma noi adesso stiamo cercando di realizzare un sogno, che è stato degli ambientalisti, della cultura, degli abitanti del quartiere e dei romani tutti». No grazie, insomma. Immediata, arriva la dichiarazione di Antonio Tajani, che oltre ad essere europarlamentare è anche consigliere comunale di Forza Italia: «Rutelli che critica Veltroni su villa Pamphili è la fine di un'epoca. La sinistra a Roma si divide. Se anche il leader della Margherita Rutelli critica le scelte amministrative del sindaco vuol dire che qualcosa non funziona nei rapporti tra le forze della maggioranza in Campidoglio». Vero? Tajani si dice sicuro, e aggiunge anche che per far sì che le fratture interne alla maggioranza siano evidenti proprio a tutti non bisognerà attendere molto: «Il dibattito sul bilancio che si terrà nei prossimi giorni rappresenterà l'occasione per indicare tutte le disfunzioni dell'amministrazione comunale incapace di affrontare e risolvere i grandi problemi della Capitale: tanti debiti e nessun grande problema risolto».
In serata, la Margherita ha fatto notare «l'ampiezza delle riflessioni svolte da Rutelli, e la piena concordanza con l'amministrazione Veltroni. È opportuno circoscrivere questa osservazione alla sua giusta dimensione».
dal Corriere della sera del 14.07.05
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Sottopassi Olimpica e Ara Pacis trovati i fondi, ora via ai bandi. Nei conti d'assestamento del Campidoglio anche i primi finanziamenti per i nuovi tunnel. Scuole e cantieri, bilancio da 277 milioni. Asili nido e opere di viabilità. Gli interventi illustrati da Causi e Veltroni.
Nove nuovi asili nido per 600 bambini. Il potenziamento dell'assistenza sociale ai disabili e agli anziani. E una valanga di euro da riversare sulle vie di Roma: 83 milioni per rifare 800 km di strade ma anche per costruire il sottopasso all'Ara Pacis e per interrare i 1700 metri di via Olimpica così da ricongiungere le due parti di villa Pamphili.
Scuola, sociale, viabilità. Sono i tre settori che beneficeranno dell'assestamento di bilancio 2005, manovra da 277 milioni. Gli assessori Maria Coscia, Raffaela Milano e Giancarlo D'Alessandro, ieri, erano infatti i più soddisfatti alla presentazione in Campidoglio della manovra economica del Comune che, approvata lunedì in giunta, passa ora al vaglio del consiglio comunale. L'ha illustrata, insieme al sindaco Veltroni, l'assessore al Bilancio Marco Causi. È finanziata da 109 milioni di nuovi investimenti; e da 168 milioni di risorse aggiuntive, dovute in buona parte da nuove entrate nei primi sei mesi dell'anno (64 milioni) a risparmi (84 milioni) e a un avanzo di amministrazione pari a 20 milioni. «Pur limitati dai vincoli del Patto di stabilità e dal fatto che le risorse aggiuntive sono solo quelle dell'amministrazione comunale - ha detto Causi - siamo riusciti a trovare i fondi necessari a coprire i costi dei servizi essenziali». Ed essenziale, per la giunta Veltroni, è la politica sociale.
Venti milioni sono stati destinati alla scuola e serviranno a pagare i libri di testo a 142mila bambini ma anche lo stipendio ai supplenti di materne e comunali. Sei milioni di euro serviranno a finanziare, secondo la formula del project financing, la costruzione di nove nuovi asili nido. I primi sei, prefabbricati in legno, dovrebbero essere pronti entro la prossima primavera negli spazi verdi di Anagnina, Osteria del Curato, Torresina, Settecamini, Acilia-Saline e via del Giglio alla Giustiniana.
L'assessorato alle Politiche sociali, incassa 8,9 milioni di euro. Saranno spesi per finanziare gli aiuti agli anziani e per abbattere, grazie a 3 milioni e mezzo, le liste dei disabili in attesa dell'assistenza. Invece l'assessore ai Lavori pubblici, Giancarlo D'Alessandro, dovrà gestire 43 milioni di finanziamenti correnti e 40 di investimenti. Serviranno a varare entro l'anno la gara per la concessione (per 9 anni) della manutenzione di 800 chilometri (su 5500) di strade urbane. Ma anche a far partire (progetto nel 2005 e gara l'anno dopo) il sottopasso dell'Ara Pacis, con annesso parcheggio da 230 posti, e quello dell'Olimpica. «Sotto villa Pamphili - ha spiegato D'Alessandro - ci saranno due tunnel, uno per ogni senso di marcia, lunghi 1700 metri e a doppia corsia».
di Carlo Alberto Bucci
da La Repubblica del 13.07.05
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Opere pubbliche importanti, dal sottopasso dell'Ara Pacis a quello dei Villa Doria Pamphili, oltre ai progetti per la realizzazione di nuovi asili, per 600 posti complessivi. Ma anche nuovi fondi per le politiche sociali, la scuola e la manutenzione stradale. Dall'assestamento del bilancio comunale 2005 arrivano 277 milioni di euro per Roma, di cui 109 di nuovi investimenti.
La manovra, presentata dal sindaco Walter Veltroni e dall'assessore alle politiche sociali Raffaela Milano, prevede 168 milioni di risorse aggiuntive per la spesa corrente e 109 per gli investimenti. Gran parte dei soldi a disposizione arrivano da maggiori entrate del Campidoglio (64 milioni) e da risparmi su oneri finanziari, amministrazione e altre voci (104 milioni). «In particolare - spiega Veltroni - è stata finanziata la creazione di 180 ulteriori posti negli asili nido, la fornitura di libri di testo a 142 mila bambini delle elementari e il pagamento delle supplenze negli asili nido e nelle scuole materne».
Tre milioni di euro sono stati destinati alla manutenzione degli edifici scolastici, mentre con 6 milioni è stato finanziato nel bilancio pluriennale l'affidamento del contratto di project finance per la costruzione e la gestione di nove nuovi asili, che ospiteranno 600 bambini. Tre saranno realizzati a Lunghezza, Lunghezzina e Rocca Fiorita, con lavori che inizieranno ad ottobre e saranno completati in un anno. Gli altri sei sorgeranno ad Anagnina, Osteria del Curato, Torresina, Settecamini, Acilia e Giustiniana, con inizio dei lavori a febbraio e chiusura in quattro mesi.
Per le strade, l'assestamento del bilancio comunale stanzia 43 milioni di euro di spesa corrente e 40 milioni per gli investimenti, con uno sviluppo di 9 anni, «per varare la maxi gara sulla manutenzione delle strade principali della città - spiega l'assessore ai lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro - per un totale di 800 chilometri». Alle politiche sociali vengono invece assegnati 8,9 milioni di euro, in particolare per i servizi di assistenza ai disabili (3,5 milioni destinati ad abbattere la lista d'attesa) e agli anziani (un milione).
Quasi dieci i milioni destinati all'ambiente, tra cui 3,2 per il progetto dell'Ama per la pulizia straordinaria delle strade e 3 per attività di manutenzione del verde, bonifiche, potature e alberature. Alla mobilità sono stati assegnati 10,4 milioni di euro con cui verranno coperti i costi dei contratti di servizio con Sta, le agevolazioni tariffarie del trasporto pubblico locale e i progetti di Met.Ro. per migliorare della qualità del servizio.
Alle politiche culturali sono stati assegnati 7,5 milioni. Nel conto ci sono i fondi per la Notte bianca (550 mila euro) e 1,5 milioni per il contributo triennale alle attività del teatro del Lido di Ostia, del Globe Theatre, del teatro di Tor Bella Monaca e del Festival delle Letterature. Assegnati 800 mila euro alla Soprintendenza per il finanziamento di mostre, per il Macro e per la pulizia delle aree monumentali.
Sono cinque i milioni assegnati per concludere il contratto di lavoro decentrato dei dipendenti capitolini, e 500 mila gli euro per il personale delle scuole. Ai 19 municipi vanno complessivamente 10 milioni per la spesa corrente e 22, immediatamente spendibili, destinati alla manutenzione straordinaria delle strade e degli edifici pubblici.
La manovra di assestamento prevede anche 800 mila euro per i primi interventi di riqualificazione delle aree adiacenti agli ex Mercati generali all'Ostiense, 530 mila euro per le lottizzazioni convenzionate, 500 mila per la riqualificazione dei mercati rionali, 500 mila per l'emergenza abitativa, un milione per i progetti di decoro urbano presentati dai Municipi e 500 mila quale contributo alle attività sportive.
Con i 109 milioni destinati agli investimenti, annuncia il sindaco, «il Campidoglio potrà finanziare il riallestimento del Giardino Romano, il nuovo appalto di manutenzione delle strade centrali e di quelle di competenza municipale, la riqualificazione degli ex Mercati generali, il programma di recupero edilizio di via Giustiniano Imperatore, il sottopasso dell'Ara Pacis, quello di Villa Doria Pamphili e l'apporto di capitale necessario per completare il quadro finanziario della nuova Fiera di Roma».
di Fabio Rossi
da Il Messaggero del 13.07.05
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02/08/2005 20.20.12: a proposito del sottopasso di Villa Pamphili
Un'Amministrazione senza quattrini, come quella di Roma, non può permettersi di non avere priorità. Come si fa a sostenere che l'interesse per il sottoppasso di Villa Pamphili, importantissimo beninteso, sia preminente rispetto : 1 - al completamento ed ampliamento di Via Pineta Sacchetti fino oltre Via Aurelia; 2 - alla realizzazione del collegamento sotto il Parco dell'Appia Antica tra EUR tintoretto e Palmiro Togliatti; 3 - alla realizzazione di una viabilità alternativa in galleria all'attuale tratto della tangenziale est in grado di scavalcare lo scalo di San Lorenzo ? L'Assessore D'Alessandro deve smetterla di vendere fumo; anzichè pensare a togliere i sampietrini impari a governare con intelligenza la città senza pretendere di prendere in giro la gente.
Fabio Limiti
09/08/2005 8.51.44: Un altro sottopasso sull'Olimpica.
E' impossibile non schierarsi a favore del progetto di riunificazione di Villa Pamphili. E tuttavia, per non essere accusato di partigianeria, vorrei rilevare due difetti dell'ipotesi Veltroni: 1. E' tardiva; 2. E' incompleta, non costituisce cioè, o almeno non è stata presentata come l'inizio di una politica di ricostruzione e riparazione delle aree verdi della città. Stabilendo tra le problematiche di Roma un ordine di priorità, l'ambiente e le connesse condizioni di respirabilità, sono senz'altro al primo posto. Se evidentemente ampliare le aree dei parchi non incide direttamente sul fenomeno dell'inquinamento atmosferico, è chiaro però che ne limita l'impatto. Il trasferimento delle vie di scorrimento veloce in tunnel è una strada da perseguire ovunque consenta la costituzione di superfici verdi tali da abbattere semplicemente in virtù delle loro dimensioni i costi di manutenzione attraverso l'attivazione di fenomeni naturali di riproduzione ed autoriparazione. L'Amministrazione, a mio avviso, dovrebbe quindi programmare sull'intera area comunale opere di questo tipo. Vorrei proporre delle idee: sempre nell'ambito della via Olimpica, nel tratto compreso tra lo svincolo della Salaria ed il ponte sul Tevere, esite una grande opportunità. Infatti interrando la strada e spostando le poche attività commerciali, (ed anche sfasciacarrozze e depositi, costruzioni abusive fin'ora modeste) si metterebbero in contatto Villa Ada e Monte Antenne con l'Aniene e l'area del Tevere verso Tor di Quinto. Operando poi anche dal lato di Viale della Moschea e della ferrovia Roma Nord, si verrebbe a realizzare un'area comprendente i numerosi relitti di terreno sottostanti p.za delle Muse, i campi dell'Acqua Acetosa, Villa Glori ed il parco della Musica. Dall'altro lato, con poco sforzo, si potrebbe integrare il parco delle Valli, la riserva dell'Aniene fino alla Cervelletta realizzando così nel quadrante N.O. di Roma un sistema di parchi equivalente alla Caffarella-Appia Antica
P. Marcucci
Pavlvs October 6th, 2005, 10:24 PM Ma gente così, che abbandona la roba per strada, cosa campa a fare?
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/divano/esterne061916430610191750_big.jpg
Falcon83 October 6th, 2005, 10:29 PM no, è il nuovo arredo urbano di Veltroni, ti siedi lì fin che aspetti l'autobus!!!!
Sonic from Padova October 6th, 2005, 10:51 PM Beh dai, Veltroni ha avuto una buona idea.
Peccato che ci manchi la pensilina!
Thelème October 6th, 2005, 10:54 PM Ma gente così, che abbandona la roba per strada, cosa campa a fare?
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/divano/esterne061916430610191750_big.jpg
ma di che parli? del vecchio con la coppola ? :D :D :D
Falcon83 October 6th, 2005, 10:54 PM wow che fortunati che siete voi a Roma, avete anche i divani alle fermate dell'autobus....;)
Pavlvs October 6th, 2005, 11:07 PM FONOPOLI DI RENATO ZERO.
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/fonopol/esterne061628220610163611_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/fonopol/esterne061628210610163615_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/fonopol/esterne061628200610163618_big.jpg
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/fonopol/agf69014560610163628_big.jpg
Hermione Granger October 6th, 2005, 11:21 PM http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/cronaca/divano/esterne061916430610191750_big.jpg
ci manca solo un bel tv color ultrapiatto al plasma....
fcom1 October 7th, 2005, 03:34 PM proseguirà lungo via Reni costeggiando il Maxxi, progettato dalla Hadid - che si amplierà anche negli spazi ex Agenzia spaziale ora cancellata - e approderà all'Auditorium.
Speriamo che Hadid progetti anche la parte nuova...
pampero October 7th, 2005, 06:30 PM Speriamo che Hadid progetti anche la parte nuova...
Sembre nell'ambito della riqualificazione del Flaminio...approvata in Consiglio Comunale la progettazione dell'interramento dell'ultimo tratto del muro torto! Già sogno all'idea di vedere piazzale Flaminio pedonalizzato. Tra l'altro decongestionerebbe il traffico della zona (che è tra le cose peggiori che esistano).
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052332.pdf&user=
Thelème October 7th, 2005, 08:31 PM ^ l'articolo parla di un tram in via guido reni... se ne sa nulla?
CAESARS-PALACe October 7th, 2005, 09:25 PM Ponte della Musica, i nuovi rendering :cucumber:
http://www.urbanistica.comune.roma.it/allegatidef/vis14N1632.jpg
http://www.urbanistica.comune.roma.it/allegatidef/vis91632.jpg
http://www.urbanistica.comune.roma.it/allegatidef/vis-61632.jpg
http://www.urbanistica.comune.roma.it/allegatidef/Vis-111632.jpg
Sonic from Padova October 7th, 2005, 09:41 PM Ma che cavolo è la Fonopoli di Renato Zero?
Thelème October 7th, 2005, 09:55 PM BELLISSIMO IL PONTE DELLA MUSICA!!!!!!!!!!!!!!!!
e proprio accanto a casa miaaaaa... sbav sbav (che poi è il suono emesso da theleme mentre sbava)
Rhoy October 7th, 2005, 10:03 PM Ma che cavolo è la Fonopoli di Renato Zero?
è una specie di centro di recupero per persone che abusano della musica di Zero o qlc del genere..
Sonic from Padova October 7th, 2005, 10:07 PM ...gente insomma, ossessionata da canzoni del genere :
" il triangolo NO! la la la...." :cheer:
:D
Rhoy October 7th, 2005, 10:17 PM ...gente insomma, ossessionata da canzoni del genere :
" il triangolo NO! la la la...." :cheer:
:D
si specialmente quella.. :D
Thelème October 7th, 2005, 10:44 PM lui chi è!!! ta ta ta ta
Pavlvs October 7th, 2005, 10:59 PM Il Carrozzone vààààààà!!
Pavlvs October 7th, 2005, 11:04 PM Capisco perchè si chiami Ponte della Musica: è Musica per i miei occhi.
Belli i rendering, pure troppo realistici.
In uno ci hanno infilato pure la monnezza ai bordi della strada e gli adesivi del cassio attaccati ai lampioni !!!
Ci potevano mettere, chessò, il monco che da 5 anni batte l'elemosina a Lungotevere Oberdan o la zingara che lava i vetri all'incrocio con V.le Angelico !!!
Fonopoli è un auditorium, sala concerto, sala d'incisioni.
Servirà soprattutto per far esibire e lanciare nuovi artisti, giovani che non possono permettersi, agli esordi, le strutture tradizionali.
Pavlvs October 7th, 2005, 11:09 PM Campus de "La Sapienza" a Pietralata. Niente ministeri?
Un progetto universitario necessario. Ma è anche un addio al sogno del ‘62?
di Giovanni Verardi
“Roma diventi città universitaria”. Questo il monito che a luglio avevano lanciato l’Assessore ai lavori pubblici D’Alessandro e il Magnifico Rettore della Sapienza, Guarini. Ed è questa anche la direttrice lungo la quale corre il progetto “Campus universitari”: da febbraio 2006 l’Inail stanzierà 500milioni per realizzare tre poli universitari, uno per “La Sapienza” a Pietralata, uno per “Tor Vergata” alla Romanina, e uno per Roma Tre ad Acilia per un totale di 6000 posti letto, impianti sportivi, laboratori.
Tante cifre e un dubbio: quindi niente ministeri a Pietralata? La questione non è stata ben chiarita, nessuno ha annunciato che lo SDO pensato nel PRG del 1962 e rivisitato nel PRG del 2002 non avrebbe più portato i ministeri così come previsto. Proviamo a capire se il campus sostituirà i ministeri o si andrà ad aggiungere ad essi.
Il 10 settembre 2003 il Sindaco Walter Veltroni firmò con il Ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi il “Protocollo d’intesa per il Sistema direzionale orientale”, documento finalizzato a velocizzare l’attuazione del nuovo SDO inserito nel Piano Regolatore Generale del 2002. “Le opere di urbanizzazione - si disse - saranno realizzate dal Campidoglio, mentre il ministero delle Infrastrutture si occuperà della realizzazione degli edifici.” Si stabilì quindi che i Ministeri dell’Ambiente e quello delle Politiche agricole li dovesse costruire il Governo e che anche all’università La Sapienza fosse destinata una certa area per il decentramento di qualche facoltà.
In seguito proseguirono le procedure di assegnazione di aree alternative per i proprietari dei terreni già espropriati. Tutto sembrava pronto. Finché il 15 luglio 2005 il Sindaco Veltroni rivelò nel corso della presentazione a Casal Bruciato dell’avvio dei lavori di esproprio per la realizzazione del Parco Archeologico Tiburtino: ’’Se non vogliono spostare a Pietralata i Ministeri chiederemo al Governo di portare lì un Campus universitario’’. Sempre in quell’occasione il Presidente del V Municipio di Roma, Ivano Caradonna, ha ricordato come fosse previsto il trasferimento nell’area SDO del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Politiche Agricole, dell’Istat e di una parte dell’Università “La Sapienza”, il tutto in base al “Protocollo di intesa” del 2003. Si disse in poche parole: se il Governo non ci dà i soldi per i ministeri dobbiamo orientarci verso il campus. Una parziale marcia indietro.
Il 3 agosto invece, a seguito della ratifica del programma ’Fondi di Roma Capitale’ per il 2005-2006, l’Assessore all’Urbanistica Roberto Morassut ricordò che “la quota dei fondi stanziati dalla legge Roma Capitale dal 1992 in poi è stata totalmente impegnata dal Comune tranne le risorse relative alla realizzazione dello Sdo di Pietralata per il quale si attende il via proprio dal sottosegretario Moffa e dal Ministero delle Infrastrutture’’.
Si parla dunque ancora del necessario nulla osta del Ministero per far partire lo SDO.
E’ datata 31 agosto la conclusione (forse) della vicenda: l’annuncio della realizzazione dei tre campus universitari con i fondi dell’Inail, di cui uno proprio a Pietralata nell’ area che i giornali, nel riportare la notizia, chiamano ormai “zona ex SDO”. E’ la fine del sogno di portare i ministeri in periferia? Non è stato dichiarato da nessuno, ma la vicenda appare ormai chiara: il Governo non ha attualmente i soldi necessari e il Comune ha provveduto nel più breve tempo possibile a trovare un’idea alternativa (e i fondi dell’Inail) per evitare possibili polemiche legate al mancato trasferimento dei ministeri.
A meno di nuovi dietro-front quindi o finché la vicenda non verrà finalmente chiarita, è legittimo pensare che nello SDO di Pietralata non ci saranno più i ministeri ma il campus universitario della Sapienza con i nuovi 2500 alloggi per gli studenti, opera di estrema importanza per la città, che chiude un balletto istituzionale come al solito “tutto italiano”.
07/10/2005
LO SDO CI HA SDO-RENATO LE PALLE!!!
BASTA!!!
Pavlvs October 7th, 2005, 11:14 PM Nasce l'auditorium di Fonopoli, è targato Comune di Roma
Il posto designato è rimasto lo stesso, la Magliana, ma cambia il 'soggetto imprenditore', diventato in prima persona il Comune di Roma. L'auditorium di Fonopoli, sarà infatti finanziato e realizzato dal Comune di Roma, che ne sarà proprietario, mentre all'associazione di Renato Zero (l'omonima 'Fonopoli', appunto) verrà affidata la gestione completa della struttura.
Il progetto, firmato dallo studio Valle, prevede, oltre alla parte destinata ad auditorium -in grado di ospitare 4 mila spettatori- anche un asilo nido, un teatro coperto e un anfiteatro, laboratori artigiani, ristoranti e spazi per attività sportive. Tempi previsti per la realizzazione: due anni e mezzo. Il nuovo auditorium rappresenta un intervento culturale doppiamente importante per la fascia periferica di Roma-sud, dove sorgerà, valutabile non solo nel suo specifico musicale, ma anche come intervento riqualificativo per l'intera area: infatti Fonopoli si troverà in posizione di cerniera logistica tra Corviale (dove si prevedono interventi strutturali) e la nuova realtà economica dell'asse Roma-Fiumicino. Collocato su un'area di circa tre ettari, compresa tra via della Magliana, il Gra e l'autostrada Roma-Fiumicino, Fonopoli avrà un auditorium principale 'trasformista', dato che i 600 posti in platea sono collocati su piattaforme scorrevoli: così, oltre a concerti di musica rock e di musica sinfonica, film, spettacoli di prosa, balletti, conferenze, potrà anche diventare discoteca. Inoltre l'auditorium della Magliana (che rispetterà norme costruttive tali da essere facilmente accessibile ai disabili), potrà ospitare in contemporanea diversi eventi artistici. Costo previsto, 15 milioni di euro
Pavlvs October 7th, 2005, 11:15 PM Roma-Lido: primo treno rinnovato, gli altri entro il 2007
Inaugurato il primo convoglio rimesso a nuovo sulla linea Roma-Lido. Prenderà servizio il primo ottobre e sarà seguito da diciannove treni entro il 2007. E' il primo risultato del 'polo di manutenzione' della Magliana, una grande officina creata dalla società Met.Ro. per la revisione periodica di vagoni e vetture – che finora dovevano essere inviati a grande distanza per controlli e manutenzione –.
Il treno è stato battezzato "La freccia del mare", in riferimento ai tempi rapidi in cui l'officina ha compiuto il lavoro. Quando tutti i convogli della linea saranno stati rimodernati, la Roma-Lido avrà frequenze da metropolitana: un treno ogni cinque minuti in ora di punta
Pavlvs October 7th, 2005, 11:25 PM Roma: la città e il territorio
Roma è oggi una metropoli moderna, che conta quasi 3 milioni di abitanti e si estende per 129.000 ettari di superficie. È Capitale politica e sede Papale, città storica e città universale. È afflitta dai problemi tipici delle grandi metropoli (traffico, inquinamento) ma ha saputo mettere a punto misure di tutela e salvaguardia tali che la rendono una città vivibile e amata dai propri abitanti. Da un recente sondaggio sappiamo che 2/3 circa dei romani si dichiara ottimista per il futuro, non andrebbe mai via dalla propria città e ritiene che nei prossimi anni Roma offrirà buone opportunità, realizzerà una buona integrazione tra etnie e culture diverse, ridurrà le disuguaglianze sociali, garantendo già oggi un'adeguata sicurezza sociale. I più giovani, in particolare, ritengono che Roma sia una delle città italiane in cui si vive meglio.
Questa percezione positiva che i romani hanno di Roma deriva dalla cura con cui si è tentato di modernizzare la città senza stravolgerne l'identità storica e il ricco patrimonio ambientale. Oggi 87.700 ettari di territorio (2/3 del territorio, la più grande open area d'Europa) sono vincolati e inedificabili, e ospitano 19 grandi parchi per 41.000 ettari; la città storica è stata ampliata a 7000 ettari, coinvolgendo nell'opera di tutela edifici e complessi anche novecenteschi; la forma urbis sta mutando e le nuove centralità urbane disegnano una città policentrica al posto del vecchio modello basato su un centro storico pregiato circondato da periferie disagiate. Una trasformazione non solo formale, ma sostanziale, dove nuove funzioni e servizi si insediano nei quartieri periferici riducendone la marginalità, a tutto vantaggio dei cittadini.
Il nuovo Piano Regolatore adottato nel 2003 ha disegnato la cornice e scritto le regole urbanistiche di questa grande opera di trasformazione urbana. Ma, soprattutto, ha posto al centro della modernizzazione di Roma il tema della qualità urbana. Hanno così preso l'avvio molti progetti urbani (Flaminio, Ostiense, San Lorenzo) e programmi di riqualificazione, di recupero e di riuso dei vecchi complessi edilizi. Nessuno di questi programmi è nato fuori dall'indirizzo pubblico o dalle regole stabilite dal Piano. È così che Roma ha bloccato la crescita incontrollata e il consumo di suolo e ha promosso, invece, interventi di qualità, il cui significato è soprattutto nel beneficio generale che portano all'intera collettività. Inoltre, la regola generale che guida questi processi di trasformazione stabilisce in via di principio che non è possibile costruire nuovi quartieri in assenza di una linea metro-ferroviaria, almeno in progetto, nelle immediate vicinanze. L'obiettivo è la realizzazione di scuole, servizi, ospedali, infrastrutture di trasporto, poli universitari e museali, centri congressuali e fieristici, e non solo di residenza posta all'interno di quartieri privi dei servizi indispensabili, come accadeva invece in passato.
Questo rispetto delle regole urbanistiche e dei vincoli pubblici, comunque, non ha impedito alla città di crescere. Il programma triennale delle opere pubbliche 2005-2007 prevede 4,7 miliardi di euro di investimenti per 1500 opere e interventi. Il nuovo Piano Regolatore si stima che produrrà investimenti per 40 miliardi di euro in dieci anni, di cui 9 miliardi nelle infrastrutture, 10 per la riqualificazione e la trasformazione del sistema urbano più periferico, 5 almeno per lo sviluppo delle centralità. Il programma di interventi di riqualificazione in centro storico ha già creato investimenti per oltre 20 milioni di euro. Oggi Roma è anche la città che contribuisce di più al prodotto interno lordo italiano, con il 6,4% del totale, pari a circa 75 miliardi di euro. Ha un tasso di disoccupazione inferiore a quello nazionale e, secondo un recente studio, è destinata a crescere economicamente, nei prossimi dieci anni, a un ritmo annuo del 2-2,3%.
La sfida, dunque, è costruire il giusto equilibrio tra qualità e sviluppo, tra identità storico-ambientale e modernizzazione. Equilibrio difficile e complesso ma indispensabile per il futuro. Per questa ragione Roma aspira anche a un ruolo speciale, consentitole dalla propria storia, dalla ricchezza del proprio patrimonio culturale, dalle proprie tradizioni di città del diritto e di centro universale di religiosità. Roma vuole affermarsi come Città della Pace, del dialogo culturale e religioso, delle relazioni internazionali, dell'incontro e del confronto politico e culturale. Per questo il nuovo Piano Regolatore disegna una città accessibile, accogliente, salvaguardata e tutelata nel proprio patrimonio storico-culturale, aperta a investitori e operatori economici, turisti, visitatori, ospiti prestigiosi e socialmente sicura per tutti. Per questo i programmi dell'amministrazione comunale di Roma puntano sulla sicurezza sociale, sulla cultura, sulla costruzione di una comunità solida, coesa, aperta alle altre culture, religioni, etnie, senza che ciò voglia dire rinunciare alla propria storia e identità millenaria. La percezione che i romani hanno della propria città testimonia, in qualche modo, la bontà e l'efficacia di questa ambizione di Roma al dialogo e alla Pace. La strada è quella giusta.
Pavlvs October 7th, 2005, 11:27 PM VISITA INTRODUTTIVA ALLA CITTA’
domenica 2 ottobre, ore 14,00-17,30
Dalle Terme di Caracalla alle mura Aureliane (III sec. d.C) fino al Colosseo. Quindi il Quirinale, antica residenza Papale, poi Reale e oggi residenza del Presidente della Repubblica. Una sosta a Fontana di Trevi, tornata ai suoi splendori dopo un lungo restauro. L'architettura del Quattrocento di Palazzo Venezia, quella del Cinquecento al Campidoglio, con la piazza trapezoidale di Michelangelo. Dal Teatro di Marcello alla Chiesa Romanica di S.Maria in Cosmedin con la Bocca della Verità, oggetto di una famosa leggenda. Il Circo Massimo, antico luogo di gare equestri, l'area archeologica dei Fori Imperiali, la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Un assaggio della Capitale di ieri e di oggi.
VISITE DI STUDIO: Le Visite di Studio (ST) saranno ripetute nei giorni di lunedì 3 (ore 15,30-18,30) e martedì 4 ottobre (ore 16,00-19,00), ad eccezione di ST5 e ST6 che per motivi tecnici saranno effettuate unicamente martedì 4 ottobre. Ogni partecipante potrà effettuare una sola visita, a scelta, al giorno.
ST1 - Illustrazione del Nuovo Piano Regolatore di Roma e incontro con i Responsabili
In un contesto di profonda trasformazione, dove cresce la domanda delle nuove attività economiche, il Nuovo Piano Regolatore Generale delinea uno scenario estremamente dinamico per la pianificazione urbanistica ed edilizia della capitale, e allo stesso tempo vincola i 2/3 del territorio a verde ed estende l'area storica tutelata fino a 7000 ettari. Per la prima volta la quantità di nuova edificazione residenziale non è superiore a quella prevista per attività non-residenziali. 18 "Centralità" creano un sistema policentrico che cancella la parola "periferie", integrato alla rete del trasporto, destinato anche ad ospitare funzioni attualmente localizzate nel centro storico. Il Piano valorizza l'immenso patrimonio storico-ambientale, integra lo sviluppo urbano con la rete delle infrastrutture e dei servizi, e introduce nuove logiche e incentivazioni ai privati. Di grande interesse anche gli interventi di riqualificazione della città esistente, riorganizzati per "tessuti urbani": "Città storica", "Città consolidata", "Città da ristrutturare", "Città della trasformazione". Molte delle scelte strategiche sono diventate definitive e operative secondo la logica del "planning by doing", con l'approvazione del "Piano delle Certezze", grazie al quale sono stati avviati una serie di progetti di grande respiro.
ST2 - L'Auditorium di Roma, progettato da Renzo Piano, e il Villaggio Olimpico del 1960
L'Auditorium è una delle opere più all'avanguardia nel mondo tra le strutture per l'intrattenimento musicale. Le tre sale (l'ultima, per 2.700 posti, inaugurata nel 2002) hanno forma di grandi scarabei, o meglio di liuti, immersi tra alberi e prati: il "Parco della Musica". Coperture in legno lamellare, pareti e soffitti interni in ciliegio americano, garantiscono la migliore diffusione del suono. Due sale prova, un grande foyer, e la "Cavea", anfiteatro all'aperto per 3.000 spettatori, si aggiungono agli spazi dedicati a didattica, conferenze, incontri, biblioteca e audioteca, bookshop, bar, ristorante-caffetteria. Definito da Renzo Piano una "fabbrica di cultura", l'Auditorium ha come obiettivo non secondario anche un programma, già avviato, per un sistema articolato di servizi e funzioni destinato a essere "attrattore" per tutta la città e per il quartiere del "Villaggio Olimpico". Realizzato dagli architetti Libera, Cafiero, Luccichenti, Monaco e Moretti in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, il Villaggio fu poi convertito in quartiere residenziale. Risistemati oggi gli spazi verdi e la viabilità, sono in corso importanti interventi di riqualificazione che si inseriscono nel più vasto programma di trasformazione urbana del "Progetto Urbano Flaminio".
ST3 - L'ex Mattatoio di Roma
L'imponente esempio di architettura industriale di fine '800 di Gioacchino Ersoch, utilizzato fino al 1975 e quindi rimasto per decenni in stato di abbandono, copre un'area di 90.000 mq., che comprende 37 edifici e un vasto piazzale destinato al mercato del bestiame, il Campo Boario. L'ex stabilimento è oggi un luogo di produzione e consumo di cultura, di valorizzazione della creatività giovanile, di integrazione tra l'università e la città, in un quadro di compatibilità con il quartiere anche mediante servizi, attività per ristorazione e tempo libero, spazi per associazioni e servizi, parcheggi. Il Padiglione "9A", già restaurato e dotato di allestimento temporaneo, ospita spazi espositivi del Museo di Arte Contemporanea di Roma, che ne acquisirà presto altri, con il Padiglione "9B": ultimato il progetto, è in corso la gara di appalto per il restauro e la riqualificazione. Il grande edificio dell'ex "Pelanda dei suini" sarà tra poco un "Centro di produzioni culturali giovanili", mentre alcuni dei 16 edifici destinati all'Università, ristrutturati, sono già attivi, come gli spazi assegnati al Centro Anziani, alla Scuola di Musica, all'Accademia di Belle Arti, a laboratori di restauro delle Soprintendenze. Sul Foro Boario si affacceranno un mercato "equo e solidale" e una Scuola di Arti e Mestieri.
ST4 - La ristrutturazione della Bibliothaeca Hertziana di via Gergoriana
Nella Biblioteca Hertziana, fondata da Henriette Hertz nel 1912, sono custoditi 250.000 volumi, molti dei quali antichi e rari, più di 5.000 fotografie di storia dell'arte, e 5 mila volumi vengono acquisiti ogni anno. Nel 1996 si decise di ampliare gli spazi: il concorso internazionale fu vinto dall'architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg, con il progetto di un "vuoto" al centro degli edifici, per dare luce ai 7 piani della nuova ala. Il costo di attuazione (18 milioni di euro) per i tre quarti è sostenuto dall'istituto tedesco Max Planck, proprietario della Biblioteca, e per il resto da donazioni e sponsorizzazioni private. Si tratta di un intervento coraggioso, un esempio di cantiere di sperimentazione architettonica, archeologica e anche di politica culturale, attuato in stretta collaborazione e sotto l'attento controllo delle Sovrintendenze e dell'Amministrazione Comunale, la quale ha svolto anche un ruolo di promozione del progetto. I lavori, che termineranno nel 2006, consentiranno anche la valorizzazione e la fruibilità al pubblico delle preesistenze archeologiche.
ST5 - Il Nuovo Centro Esquilino e l'Ex Birreria Peroni, oggi sede del MACRO
Il Nuovo Centro Esquilino testimonia l'efficacia dei programmi attuati dal Comune. Accurati studi di fattibilità, e investimenti misti pubblico-privati, hanno consentito la riqualificazione di un'area di 48.000 mq., e la valorizzazione e il riuso delle strutture dimesse. Al posto di due vecchie caserme sorgono ora un mercato coperto, servizi commerciali, un grande parcheggio interrato, il modernissimo Hotel Es, una nuova centrale elettrica, una facoltà universitaria, una vasta area pedonale e un giardino che ospita i resti di un acquedotto romano. All'intervento si aggiunge la riqualificazione di Piazza Vittorio Emanuele. Nelle immediate vicinanze, l'ex Birreria Peroni, grande struttura di archeologia industriale del 1912 dell'architetto Gustavo Giovannoni, è stata oggetto di lavori di recupero che l'hanno trasformata nel Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO), con spazi espositivi per grandi nomi e artisti emergenti, e sale per esposizioni e convegni, anche sul cinema e il teatro. I lavori per la ristrutturazione di altri 3 edifici facenti parte del complesso sono oggi in corso, su progetto dell'architetto francese Odile Decq, vincitore del concorso bandito dal Comune nel 2000.
ST6 - Il Museo Montemartini e gli ex Mercati Generali di Roma
La centrale termoelettrica Montemartini, pregevole esempio di Art Nouveau del 1912, è oggi un museo unico al mondo, dove 400 sculture e mosaici romani e greci sono esposti accanto alle vecchie turbine elettriche, in un'atmosfera affascinante: un esempio di cosa si intende a Roma per "trasformazione". Un altro, macroscopico esempio di questa "filosofia", è proprio di fronte: un'area di 85.000 mq sulla quale sorgono 35 edifici di archeologia industriale, sede, dal 1922 e per 80 anni, dei Mercati Generali. Oggi, grazie all'integrazione tra interesse pubblico e intervento imprenditoriale, e a un articolato piano di riqualificazione, qui sta per nascere la "Città dei Giovani", che ospiterà attività culturali e sportive e spazi per l'enogastronomia, l'intrattenimento, lo spettacolo. Dopo aver liberato l'area dalle vecchie funzioni, e realizzato una grande piazza centrale e un Infobox (centro informazioni), il Comune ha bandito una gara per la trasformazione e gestione del complesso, vinta da un gruppo internazionale con il progetto dello studio OMA - Office for Metropolitan Architecture di Rem Koolhas. Spazi ed edifici verranno recuperati, in una felice coabitazione dialettica di preesistenze e nuove architetture, di identità urbana e nuovi usi sociali e culturali.
ST7 - La Chiesa "Dives in Misericordia" a Tor Tre Teste di Richard Meier e la chiesa di S.Maria del Redentore a Tor Bella Monaca di Pierluigi Spadolini
Nel 2003 è stata consacrata la Chiesa "Dives in Misericordia", opera di Richard Meier. Caratterizzata da tre grandi "vele" di calcestruzzo bianco che rappresentano il "viaggio verso un mondo nuovo", la chiesa sorge nel quartiere periferico di Tor Tre Teste, privo di punti di riferimento visivi e culturali e di spazi dedicati alla socialità, e s'impone, con la sua altezza e il bianco assoluto delle pareti, come elemento unificatore del paesaggio architettonico e del "paesaggio umano". Le vele, autoportanti, sono realizzate in grandi pannelli prefabbricati, e in un nuovo tipo di cemento, che sotto l'effetto della luce si autopulisce, eliminando i depositi organici e conservando l'aspetto estetico. La chiesa di S. Maria del Redentore fu invece progettata nel 1977, quando gran parte del quartiere periferico di Tor Bella Monaca era ancora in costruzione. L'architetto Pierluigi Spadolini realizzò una struttura alta e ardita, punto focale religioso, sociale, topografico dell' intera zona, segnale di speranza ed elemento unificatore per un insediamento umano segnato da complessi problemi sociali. La copertura, opera di Riccardo Morandi, è un capolavoro di ingegneria, e la luce naturale riempie l'edificio tramite un "taglio", che spacca la chiesa in due dall'abside all' ingresso.
ST8 - Il Quartiere EUR (1930-40) e l'intervento di Viale Giustiniano Imperatore (1950)
Il quartiere EUR fu progettato dal 1936 dagli architetti Pagano, Piacentini, Piccinato, Rossi, Vietti come sede per l'Esposizione Universale di Roma, che avrebbe dovuto tenersi nel 1942 ma che fu annullata a causa della II Guerra Mondiale. L'impianto urbanistico, e gli edifici di atmosfera metafisica ancora oggi in perfetta efficienza, esprimono il dibattito tra "modernità e tradizione" proprio del Razionalismo: strade larghe, ortogonali, grandi aree verdi, edifici imponenti. Un quartiere che il Nuovo Piano Regolatore ha riconosciuto, a ragione, di alta valenza storico-architettonica, parte della "Città storica". A metà strada tra la città inclusa nelle Mura e l' EUR, si trova Viale Giustiniano Imperatore. Qui è in corso uno dei pochissimi esempi, in Europa, di "progettazione partecipata" dei cittadini su un impegnativo progetto di "sostituzione edilizia". Aperto un Infobox (Centro Informazioni) nel quartiere, sono state valutate non solo le problematiche tecnico-finanziarie, ma anche quelle procedurali, e l'impatto sociale dell'intervento. Un concorso per un primo master-plan di orientamento, vinto dallo studio svizzero Dürig AG, ha fissato le linee-guida per la riqualificazione, con gli obiettivi di trovare soluzione all'emergenza abitativa degli edifici degli anni '50 sofferenti di gravi dissesti statici, di garantire ai residenti la possibilità di continuare ad abitare nella stessa zona, e di operare un intervento di riqualificazione urbanistica ed edilizia dell'intero quartiere.
Pavlvs October 7th, 2005, 11:43 PM Austria, un ex della Wermacht organizzava tour nel Lazio
Riportati in Italia 600 pezzi etruschi, trovati altri 3000 reperti
Museo archeologico privato a Linz
Denunciato 82enne "re dei cocci"
L'uomo si difende dicendo di aver "salvato un tesoro"
Rupert Aichmeir, l'anziano denunciato in Austria
ROMA - Militare della Wermacht nella seconda guerra mondiale, titolare di un'agenzia turistica, direttore di un museo privato archeologico a Linz, in Austria. Fuorilegge. Dalle sua mani sono passati, negli ultimi decenni, almeno tremila reperti archeologici trafugati dalle zone di Crustumerium, antica città latina in provincia di Roma. Con la complicità di circa cinquanta tra "tombaroli", ricettatori, acquirenti e fiancheggiatori, l'ottantaduenne austriaco Rupert Aichmeir si era guadagnato l'appellativo di "re dei cocci" ma per molti il suo nome di battaglia restava "Mozart", come lui, originario della terra del musicista. Seicento pezzi tra anfore, vasi etruschi e statuette sono stati recuperati dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale ma altre migliaia di reperti sospetti sono stati scoperti in depositi sparsi in un raggio di chilometri intorno alla città di Linz.
In prigione, il "re dei cocci" non c'è finito perché è troppo anziano: è stato semplicemente denunciato, ma cinque suoi stretti collaboratori, tutti italiani con precedenti penali per scavi abusivi, sono stati accompagnati a Regina Coeli e rischiano fino a sette anni di carcere.
Lui, il vecchio leader dell'organizzazione, quando è stato fermato nel marzo scorso dai carabinieri aveva in macchina un borsone verde dove nascondeva, sotto profumati limoni e bottiglie d'olio d'oliva, un paio di statuette appena rubate da uno scavo in Toscana. Di solito però, i preziosi esemplari li importava in Austria sui pullman usati dalla sua agenzia turistica specializzata in tour archeologici nei paesi della vecchia Etruria.
Li ripuliva nel suo laboratorio di casa e, se necessario, provvedeva personalmente anche al restauro; poi li esponeva fissando i prezzi al pubblico con l'aiuto dei listini delle case d'aste. Era convinto di essere una sorta di "salvatore del patrimonio archeologico", come ha detto al microfono di una televisione austriaca: "Gli italiani - ha spiegato - non erano in grado di occuparsi di quei tesori; per fortuna li ho salvati io".
Thelème October 8th, 2005, 12:38 AM ^ l'articolo parla di un tram in via guido reni... se ne sa nulla?
mi rispondo da solo:
Un tram per l´Auditorium"
fermata anche al Centro delle Arti
Il progetto allo studio dell´assessorato all´Urbanistica. Entro l´anno il via anche all´appalto del Ponte della Scienza. Passerà sul Ponte della Musica: fermata anche al Centro delle Arti. Dovrebbe scendere per viale Parioli, villa Glori, via Reni e poi superare il fiume.
Un tram per l´Auditorium. Il lungo convoglio della circolare che arriva a piazza Ungheria non girerà più a sinistra gettandosi verso il Bioparco e il verde di villa Borghese, ma proseguirà diritto, silenzioso, scendendo per viale Parioli. E alla fine costeggerà villa Glori, passerà davanti alle tre "testuggini" del Parco della Musica di Renzo Piano, poi scivolerà verso via Reni, dove nascerà il nuovo Centro delle arti contemporanee, il Maxxi, quindi supererà il Tevere salendo sopra il nuovo ponte della Musica, per il quale a fine anno partirà la gara d´appalto, e infine si inoltrerà per Prati, fino ad Ottaviano.
È un nuovo progetto allo studio dell´Assessorato all´Urbanistica coordinato da Roberto Morassut. «Con la realizzazione del ponte» spiega l´architetto Francesco Ghio «stiamo pensando alla possibilità di sdoppiare il percorso del tram portandolo anche all´Auditorium e al grande Centro delle arti in costruzione. Una variante possibile potrebbe essere quella di via Antonelli al posto di viale Parioli».
Ma la rivoluzione dei trasporti nell´area delle grandi strutture culturali, si basa sul ponte della Musica, che, insieme con altri due nuovi attraversamenti del fiume, il ponte della Scienza, ad Ostiense, dal Teatro India al Gazometro, e quello dei Congressi, dalla Magliana all´Eur, costituirà un intervento di grande impatto sulla città.
«Per quanto riguarda il ponte della Musica» spiega Ghio «siamo in una fase di messa a punto del progetto esecutivo da parte dei progettisti inglesi guidati da Davood Liaghat che hanno vinto il concorso. E anche i finanziamenti, due milioni e mezzo di euro per il ponte della Scienza, progettato dallo studio romano APST, e 3 milioni e mezzo per quello del Flaminio, sono pronti. Ora basterà andare entro la fine dell´anno alle gare d´appalto e entro il 2005 le nuove strutture sul Tevere saranno una realtà». (come no! ndTheleme )
«Per il ponte dei Congressi invece» conclude Ghio «il progetto vincitore dovrà essere rimodulato. Il nuovo piano regolatore infatti ha modificato la collocazione del ponte: invece di essere in asse con viale dell´Oceano Pacifico, alla fine si è scelto un "raddoppio" dell´attuale ponte della Magliana, e dunque non tre corsie e una ciclabile per senso di marcia, ma solo due corsie, da usare a senso unico in entrata verso l´Eur». E per l´opera dello Studio Transit Design sono a disposizione tredici milioni e mezzo di euro del fondo Roma Capitale.
di Paolo Boccacci
da La Repubblica del 22.04.03
domanda: non ho capito bene, è del 3 che vogliono modificare il percorso?
Pavlvs October 8th, 2005, 10:59 AM Credo che 'sto tram sia una vecchia idea.
Se non ho capito male il Ponte della Musica sarà un ponte pedonale.
Mi sembra difficile ci facciano passare il tram sopra.
Thelème October 8th, 2005, 11:51 AM ^peccato... se mi facevano passare il 3 sotto casa non mi sarebbe dispiaciuto
Pavlvs October 9th, 2005, 01:57 AM 7° giorno di pioggia consecutivo.
GENIUS LOCI October 9th, 2005, 02:01 AM Ma anche a Roma continua a piovere?
Ma che cos'è la stagione delle piogge? Sono arrivati i monsoni?
Oggi non ha piovuto a Milano, ma è il primo giorno da non so più quanto :bash:
fcom1 October 9th, 2005, 12:33 PM 7° giorno di pioggia consecutivo.
2° giorno di sole!! :baeh3: (a parte gli shcerzi qui ha piovuto per una settimana o poco meno e si prepara brutto tempo...)
Pavlvs October 9th, 2005, 01:04 PM Oggi sembra bello.
Manduco (trad:magno :D) qualcosa e me ne vado a spasso!!
Ma ha piovuto tutta la cacchio di settimana.
Ad un certo punto mi è venuta voglia di prendermi un tè alle 5, visto che mi pareva di essere finito a Londra.
Altro che celebri "ottobrate romane"!!
Oh Giove Pluvio, perchè ci perseguiti?
GENIUS LOCI October 9th, 2005, 03:59 PM Ad un certo punto mi è venuta voglia di prendermi un tè alle 5, visto che mi pareva di essere finito a Londra.
Ma come sembrava di essere a Londra?
Non lo sai che in un recente Poll di SSC Londra è stata "universalmente" apprezzata per avere un ottimo clima? :D
Pavlvs October 9th, 2005, 06:11 PM ehehehe, mitico quel pool!
Tipico degli inglesi di SSC, per i quali Londra ha un ottimo clima, vuoi mettere quelle grigie e piovose città mediterranee?
Manchester, Liverpool e Birmingham sono delle meraviglie, siamo noi non-inglesi a non capire la bellezza intrinseca di queste città.
Leeds e Newcastle poi, potrebbero competere con Firenze e Venezia se solo i non inglesi avessero un minimo di gusto e di sensibilità!!
Mi ricordo che uno dei miei primi interventi in assoluto su SSC fu una mezza polemica con Nick-Taylor, che pure è un forumer intelligente, il quale in un confronto Roma-Londra ( Roma sparisce in questo confronto, tranne che per l'aspetto storico/artistico dove Londra viene stra-surclassata) arrivò a sostenere:
Monuments: both.
Pari.
Perchè se a Roma c'è il Colosseo a Londra c'è la Swiss Re.
Giuro, scrisse proprio così.
Quella monnezza galattica della swiss re , il vibratore secondo certi inglesi, sarebbe alla pari del Colosseo!!
Basti poi vedere, per capire gli inglesi, i post tipo Best of Britain.
Ti postano una pecora in primo piano con delle collinette sullo sfondo e scrivono: world's best landscape!!!
E se qualcuno gli fa notare che sono dei fottuti ridicoli nazionalisti...si incazzano pure.
Pari a loro direi solo gli spagnoli.
Dal momento che Madrid si è data una bella metropolitana si sentono autorizzati a definirla e considerarla la più bella città del mondo o giù di lì.
Salvo poi, per magnificarla, postare sempre la stessa immagine, quel vialone tipo Via Veneto, presa da mille inquadrature diverse.
Spiegargli che in una qualsiasi città italiana c'è dalle 20 alle 200 volte l'arte che c'è a Madrid è tempo perso.
GENIUS LOCI October 9th, 2005, 10:50 PM CENTRO COMMERCIALE PORTA DI ROMA
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P9/F9-01.jpg
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P9/F9-02.jpg
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P9/F9-03.jpg
http://www.architettivalle.net/pagine/progetto9.htm
GENIUS LOCI October 9th, 2005, 10:52 PM PIANO PARTICOLAREGGIATO BUSSINESS PARK - FIUMICINO
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P7/F7-03.jpg
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P7/F7-02.jpg
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P7/F7-01.jpg
Pavlvs October 10th, 2005, 09:36 PM ALLARME ROSSO
Su l'Unità c'è Gregotti che straparla di Roma e della nuova centralità di Acilia-Madonnetta.
Cito testualmente:
"l'esperienza della Bicocca è una matrice anche per Roma"
:badnews:
http://www.acerweb.it/files/a052346.pdf
Vai col coro ultras per Gregotti, sulle note del celebre "Genova puzza di pesce" - sorry amici genovesi!!
GREGOTTI NANO PELATOOO
ACILIA CI HAI ROVINATOOOO
E' TUTTA COLPA TUAAAAAAA
MA LI MORTACCI TUAAAAAAAA!!!
:drunk: :drunk:
CAESARS-PALACe October 10th, 2005, 09:42 PM :gaah: :gaah: :gaah: :gaah: :lol:
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Fuksas: in Italia i concorsi sono carta straccia
di Stefano Biolchini
«In Italia quando uno vince un concorso internazionale è come se vincesse un pacchetto di caramelle alla lotteria: non c'è alcun impegno per il concorso», protesta Massimiliano Fuksas, uno degli architetti italiani più celebrati a livello internazionale. Prendendo spunto dai lavori che stanno interessando Torino in vista delle Olimpiadi del 2006 l'architetto, impegnato a Parigi per un progetto sui nuovi Archivi per la cultura nazionale, ci parla dei suoi progetti nel capoluogo piemontese e non solo.
Lei ha vinto il concorso per la realizzazione del nuovo palazzo della Regione Piemonte, una torre alta cento metri. Dopo le polemiche a che punto siete? «A Torino l'amministrazione Ghigo ha fatto un concorso internazionale per la realizzazione del nuovo palazzo della Regione. A tre anni dal concorso è cambiata l'amministrazione. Non ho avuto notizie né comunicazioni. La nuova presidente della Regione non l'ho mai sentita. Stiamo aspettando, speriamo che il progetto ricominci, si tratta di un opera cardine per lo sviluppo della città. Sono un po' amareggiato».
Poi c'è il «Palafuksas» il contenitore multifunzionale con ristorante e bar a Porta Palazzo.«Era stato lanciato nel 1988. Ora abbiamo portato a termine la copertura e l'esterno. Mancano le finiture interne. Il sindaco e l'amministrazione lo vorrebbero usare per la performance della Triennale dell'arte, che Torino vuole lanciare in concomitanza con le Olimpiadi. Si tratta di un luogo molto interessante: Porta Palazzo è una zona ad alta densità multietnica, anche se comunque va bonificata da un certo tipo di immigrazione che non intende integrarsi. Si tratta di un luogo d'arte: ci sono il mercato di epoca napoleonica e il mercato del 1902 dallo spirito molto parigino. Il mio progetto è una costruzione che sostituisce un edificio degli anni '70 che era malsano perché pieno di amianto. La collaborazione con l'amministrazione Chiamparino è stata molto proficua e il cantiere sta funzionando».
Perché i progetti in Italia vengono bloccati così frequentemente? «Il problema è che noi abbiamo un ceto politico che non ha conoscenze ed è troppo invischiato nelle bagarre locali: liti di un polo contro l'altro, all'interno dei poli e dei gruppi. La situazione è talmente frammentata che non si può neanche più parlare di burocrazia. Si sta trasformando la vita politica, di cui ho molto rispetto, in una specie di devastazione localistica. I nostri politici fanno viaggi all'estero, vanno a New York, Parigi, Singapore; ma quando rientrano a casa non sanno prendere decisioni. È la governance il vero dramma dell'Italia. Ha fatto bene Matteo Colaninno ad evidenziare la questione, è 'il problema' del nostro paese. Oggi non esiste la capacità di pensare al governo del Paese. Le ultime esperienze sono state devastanti, con problemi che si scaricano sui Comuni, terminali che subiscono i disastri e i contraccolpi di questa situazione».
Come se ne esce? «In Italia ci sono committenti pubblici e privati. Da questi ultimi ho avuto grandi soddisfazioni. Per mia formazione e dna il privato però non può essere totalizzante. E comunque resta il fatto che i tre ultimi concorsi pubblici da me vinti sono fermi: quello di Torino, quello per il Palazzo dei Congressi di Roma e quello per l'Agenzia spaziale italiana. E si tratta di investimenti reali, con soldi pagati dalla pubblica amministrazione. Sono tre opere soggette alle navigazioni umorali, ambientali e ai cambiamenti variopinti che si hanno in italia. Gli uomini politici italiani vivono in un microcosmo e l'Italia non riesce a far fronte alla competizione globale, che oggi si fa sulla qualità».
Una visione piuttosto pessimista, passiamo alle esperienze positive... «Ho tenuto dei corsi in università statunitensi. Ho mostrato le Bolle che ho realizzato per Nardini, il centro ricerche della Ferrari a Maranello. Questa è l'Italia che si apre al mondo».
Cosa pensa dei progetti che stanno ridisegnando lo skyline di Milano? «Siamo ancora a progetti sulla carta. Sono lavori che si giudicano una volta messi in opera. Per ora resta il fatto che il progetto per la nuova Biblioteca non va avanti e quello per l'Arengario neppure. Quanto alle grandi torri della Fiera (il progetto è di Arata Isozaki, Daniel Libeskind, Zaha Hadid) sono progetti che hanno solo vinto il concorso. Credo che tutto sia interessante, anche se bisogna stare attenti a non aggiudicarsi il cosiddetto riciclaggio di progetti come 'avanzi di magazzino'...anche se non dovrebbe essere questo il caso.
Lei comunque si è detto favorevole all'intervento nel nostro paese di architetti stranieri... Io sono contrario a qualsiasi forma di protezionismo, che riguardi architetti, razze, culture, origini, merci o quant'altro. Per tornare ai progetti che stanno facendo notizia, come giudica l'intervento di Richard Meyer per l'Ara Pacis di Roma? È veramente un brutto progetto, non si tratta proprio di un'architettura straordinaria. Sarebbe stato meglio lasciare la scatola del Morpurgo, non c'era la necessità di intervenire. La chiesa «Dives in Misericordia» che Meyer ha realizzato sempre a Roma è invece un ottimo progetto.
Tra gli altri interventi nell'occhio del ciclone c'è la pensilina per gli Uffizi di Isozaki, che cosa ne pensa? Gli Uffizi, a differenza dell'Ara Pacis, hanno un problema reale. L'estensione si può fare e Isozaki è un buon architetto. Si arriverà ad una soluzione.
Quanto a lei, quali sono le novità che più le stanno a cuore? Con mia moglie ho fatto il megastore di Hong Kong e Shangai per Giorgio Armani. Ora faremo una torre a Tokyo. È questa l'italia che crea e che mi piace. Io amo l'Italia che lavora, che ha delle idee e le promuove nel mondo.
Pavlvs October 11th, 2005, 09:07 PM Roma, 11 ottobre 2005 - A 35 anni di distanza dalla pubblicazione del libro ''Roma da capitale a periferia'' di Franco Ferrarotti docente di Sociologia alla facolta' di Scienze della Comunicazione nell'Universita' La Sapienza di Roma, ci sara' una nuova ricerca sul rapporto tra Roma e la sua periferia. L'assessorato alle Politiche culturali del comune di Roma con uno stanziamento di 50-60mila euro finanzierà il lavoro che sara' gestito dalla facolta' di Scienze della Comunicazione del primo ateneo romano e durera' circa un anno. Alla fine della ricerca, sarà realizzata una mostra fotografica, un libro e un dvd. Le passate ricerche avevano fatto prevedere una crescita costante ma non del rilievo che ha assunto, tanto da richiedere interventi mirati da parte dell'amministrazione capitolina. La decisione di lavorare su dati reali, fa sperare di avere in breve tempo risposte concrete aderenti all'emergenza accumulata durante la crescita dei grandi quartieri periferici.
Ferrarotti ha spiegato che ''la sfida oggi e' dimostrare che la periferia romana si sta trasformando in capitale. Le borgate non esistono piu' e in periferia abita ormai 1/3 della popolazione: si sono sviluppati molti servizi ma c'e' ancora esclusione sociale dal punto di vista culturale. La tecnologia e l'immigrazione sono stati i due fattori che hanno trasformato negli anni la periferia, oggi considerata una enorme risorsa umana. Nel libro che ho scritto nel 1970 - ha aggiunto Ferrarotti - avevo previsto un aumento costante della popolazione di Roma da 3 a 5 milioni ma e' stata una previsione sbagliata ed e' per questo che le ricerche sociologiche andrebbero ripetute''.
L'entrata di nuove professionalità nell'amministrazione, finalmente ha fatto capire che non può esserci un vero intervento sociale senza un accurato monitoraggio del territorio. Per evitare gli sprechi delle già scarse risorse con interventi inutili o quantomeno inadatti, si spera che la squadra del sociologo Ferrarotti porti a buon fine il compito di spostare i confini della Capitale conti alla mano.
Dunque,
poichè il Ferrarotti nell'indagine precedente non ci aveva capito un cazzo, sbagliando tutte le previsioni sbagliabili, hanno pensato bene di premiarlo affidandogli un'altra indagine.
Compliments!!
pampero October 11th, 2005, 09:41 PM Da marzo energia solare in 50 nidi della Capitale
"Presto sarà coperto tutto il parco degli asili", annuncia l'assessore ai Lavori pubblici D'Alessandro. I pannelli serviranno a produrre acqua calda sanitaria. Negli ultimi due anni il Campidoglio ne ha installati per quasi 400mq di superficie
Roma, 10 ottobre 2005 - ''Entro il prossimo marzo 2006 saranno posizionati pannelli solari in 50 asili nido della Capitale''. Lo ha annunciato l'assessore capitolino ai lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro parlando del piano del Comune di Roma riguardo al contenimento energetico e alla riduzione dell'inquinamento.
Negli ultimi due anni l'amministrazione comunale ha installato pannelli solari sotto vuoto (ad alta tecnologia) in 49 asili nido, arrivando a coprire 392 metri quadri di superficie. I pannelli servono a produrre acqua calda sanitaria (circa 1500 litri al giorno per ogni impianto) durante tutto l'anno. ''Considerata la risposta positiva ribadisce D'Alessandro - il Comune di Roma provvedera' a collocare pannelli solari su tutto il parco degli asili nido''.
Ma l'assessore D'Alessandro va oltre e spiega che a Roma, ''per ottimizzare la gestione di grosse strutture che in particolari periodi dell'anno risultano solo parzialmente utilizzate, come scuole ed uffici durante il natale o in altre stagioni festive, evitando cosi' l'attivazione delle centrali termiche che riscalderebbero ambienti completamente inutilizzati con grossi sprechi di energia abbiamo installato delle pompe di calore''. ''Da un decennio - spiega D'Alessandro - l'amministrazione comunale ha avviato interventi finalizzati, attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, al raggiungimento di piu' obiettivi: contenimento energetico, riduzione dell'inquinamento atmosferico, in accordo con la politica energetica dell'Unione europea, e contenimento degli sprechi''.
La politica del Campidoglio si sta sviluppando su piu' fronti: sopra 5 scuole sono stati installati tetti fotovoltaici. "Oltre ai pannelli collocati sulla Cuomo - sottolinea l'assessore - abbiamo posizionato impianti a energia solare su altre 4 scuole romane, la Saxa Rubra (via Castel Seprio nel XX Municipio), la Rousseau nel V Municipio, la Guttuso (Idroscalo nel XIII Municipio) e la Spinacelo (via Ronzini nel XII Municipio)''. L'operazione, costata 500mila euro, consente di produrre 86 Kw (totali nelle 5 scuole) di energia pulita che viene rimandata sulla rete. ''Il nostro obiettivo e' continuare su questa strada, per questo stiamo verificando le condizioni per utilizzare i pannelli fotovoltaici su altre scuole'', conclude l'assessore.
Markus861 October 12th, 2005, 04:36 AM Qualcuno sà quando sarà pronto il ponte?
fcom1 October 12th, 2005, 03:51 PM ''Il nostro obiettivo e' continuare su questa strada, per questo stiamo verificando le condizioni per utilizzare i pannelli fotovoltaici su altre scuole'', conclude l'assessore.
:applause:
Pavlvs October 13th, 2005, 09:19 PM Roma, 13 ottobre 2005 - "La Finanziaria? Dovremo rinunciare alla manutenzione dell'edilizia sociale". "Il traffico? Sì, è anche colpa dei cantieri, ma la verità è che ci sono troppe macchine e dilaga il vizio della doppia fila". "I mezzi di superficie sono lenti? Abbiamo in progetto 18 corridoi della mobilità". "Come immagino il futuro della città? A ovest il polo fieristico, a est quello tecnologico". Giancarlo D'Alessandro a 360gradi. L'assessore ai Lavori pubblici di Roma racconta a RomaOne.it come cambia la Città Eterna, come lui la "sogna" e come si potrebbe dar sollievo alle piaghe storiche del tessuto urbano e sociale dell'Urbe.
"Roma ha 3mila anni, ma è robusta e in grado di sopportare le trasformazioni. I lavori incontrano proteste ma poi i cittadini capiscono e accettano", esordisce D'Alessandro nell'approfondimento tv di Unosat 'Osservatorio romano'. Poi immagina gli scenari futuri: "La direttrice ovest sarà quella del polo fieristico di Ponte Galeria e del centro congressi di Fuksas, la celebre 'Nuvola'. La direttrice est sarà invece quella del polo infrastrutturale e industriale, con la nuova Tiburtina, la Fm2 e il Tecnopolo tiburtino". Decentrare è una vocazione forte dell'amministrazione Veltroni, ma nondimeno una necessità ineludibile. "Il nuovo Prg ha disegnato una città policentrica - spiega l'assessore rispondendo al conduttore Enrico Turloni - multiforme quale Roma deve essere per forza, visti i suoi 1290kmq di superficie. Dunque lavoriamo per modificare il funzionamento delle città, per delocalizzare le sue attività".
Tutto ciò non si fa senza buoni rapporti con gli imprenditori edili e D'Alessandro precisa: "Non siamo un'amministrazione che detta comportamenti dall'alto, ma che nel quadro di regole certe fornisce opportunità a tutti, costruttori in testa. E devo dare atto all'Acer di aver capito e di aver sviluppato un buon senso civico. Di solito quando loro edificano, noi prevediamo le cosiddette opere a scomputo (opere di urbanizzazione in corso di realizzazione o già realizzate sui propri territori dai cittadini organizzati in consorzi appositamente costituiti: opere pagate da questi ultimi alle imprese e poi "scontate" dagli oneri dovuti al Comune, ndr) e dunque i costruttori procedono su tutti i fronti in modo armonico. Ma noi - ci tiene a precisare l'ex dirigente Cgil - non valutiamo tanto l'offerta più bassa quanto il progetto che ha il miglior rapporto qualità-costi e poi applichiamo agli imprenditori un ribasso medio che rispecchia quello che loro hanno già fatto sulla base d'asta: cosicché non possono lamentarsi per il fatto che il nostro ribasso è troppo forte". Poi rivela: "Siamo arrivati a ribassi medi del 38%".
Capitolo scabroso: l'unico che, a detta del sindaco Veltroni, non lo fa dormire bene la notte. Il traffico. "I disagi sono dovuti al fatto che ci sono troppe macchine e che si parcheggia in doppia fila come abitudine diffusa. Poi, certo, ci si mettono di mezzo anche i cantieri, ma la città va pur rinnovata e tenuta al passo con la modernità. E per fare questo ci vuole tempo e non possono che esserci disagi. Basti pensare che Acea spenderà a breve 750milioni di euro per gli adeguamenti della rete. E Italgas ha triplicato le ristrutturazioni annue della sua (5mila km totali): per cui scava circa 100 km all'anno. Cercheremo ovviamente di coordinare meglio i cantieri tramite l'Osservatorio nato ad hoc (Conferenza permanente sul traffico, ndr), in modo da non appesantire troppo i singoli quartieri o le singole strade, ma bisogna sempre tener presente che nelle zone abitate non possiamo lavorare di notte: lo dice la legge".
Tema legato a doppio filo è quello del trasporto pubblico. Ieri è arrivato il 'mea culpa' di Fulvio Vento, presidente Atac: "Non possiamo garantire corse regolari, la città è troppo grande e c'è troppo traffico. Meglio puntare su un giusto mix di mobilità privata e pubblica con parcheggi di scambio". D'Alessandro concorda: "Le linee di trasporto lunghe che Roma ha sono necessariamente soggette a ritardi. C'è troppo traffico, dunque Vento ha ragione. La soluzione chiave è quella dei corridoi della mobilità: corsie protette da cordoli e destinate esclusivamente ai bus. Sono 18 quelli progettati. La Tiburtina, ad esempio, verrà rifatta totalmente a sei corsie dalla stazione fino a via Marco Simone, fino praticamente ai confini del Comune. Ci saranno due corsie centrali esclusive per i mezzi e due corsie per senso di marcia destinate alle auto". Poi aggiunge: "In stato avanzato è anche il progetto sulla Togliatti. Ricordiamoci poi che presto sarà attiva la linea ferrata Fm2 da Tiburtina a Lunghezza. Infine è chiaro che servono i parcheggi di scambio come quello ad Arco di Travertino".
Polemica sampietrini. L'assessore assume un tono deciso: "Sono attacchi strumentali: negli ultimi mesi abbiamo ristrutturato 800mila mq di strade e solo in 28mila abbiamo tolto i sampietrini. Su via Nazionale non abbiamo deciso: di certo va ristudiata la pavimentazione, perché i bus, e soprattutto i jumbo, trasmettono forti sollecitazioni al manto stradale". L'ultima nota, dolente, riguarda la Finanziaria in discussione che probabilmente costringerà gli enti locali a fare un altro buco nella cinghia. "Se la Manovra è questa - lamenta D'Alessandro - rinunceremo alle manutenzioni che fanno parte della spesa corrente: scuole, mercati ed edilizia sociale in genere
Pavlvs October 13th, 2005, 09:20 PM Dopo il fuoco di fila delle associazioni dei consumatori, il presidente dell'azienda, Fulvio Vento, non si è nascosto dietro a un dito: "In questo momento la certezza della regolarità delle corse non c'è. Non siamo in grado di garantirla e mi assumo per questo tutte le responsabilità". Poi però ha messo sul tappeto le attenuanti del caso: "Roma ha superato la soglia di 7 auto ogni 10 abitanti - ha spiegato Vento - il doppio rispetto a tutte le capitali europee. Inoltre deve cambiare la mentalità dei cittadini, che non devono considerare il suolo pubblico come suolo libero e non devono osteggiare la nascita di un'isola pedonale o di una corsia preferenziale. Inoltre i fondi a disposizione dei romani per il Tpl sono un terzo di quelli destinati ai milanesi. Sicuramente ci sono delle deficienze, ma i romani non sanno che, rispetto al 2000-2001, oggi eroghiamo 30milioni di km in più. Senza dimenticare l'innovazione del sistema satellitare Avm grazie al quale potremo monitorare in tempo reale tutti i componenti della nostra flotta, sapere dove sono, come si muovono dentro la città e cosa eventualmente li ostacola".
Il presidente Atac ha elencato poi i punti di forza del programma di interventi: "Con la fusione tra noi e la Sta finalmente chi si occupa della regia del trasporto pubblico dialoga con chi cura la regia del trasporto privato. E poi da gennaio entreranno in azione duecento bus al metano, con il ritmo di 30 al mese. E saranno targati Fiat. Potenzieremo filobus e tram e voglio ricordare che l'età media dei nostri mezzi è di 5,3 anni: nel 2001 era di 11 anni. Inoltre passeremo presto da 57 a 81 bus elettrici". Capitolo informazione all'utenza: "Va fatta una riflessione, perché noi produciamo tanta comunicazione ma poi i risultati sono quelli che sono. Il problema è che gli strumenti informativi sono pensati secondo la mentalità di chi li crea, non di chi deve fruirli. Noi comunque vogliamo arrivare a 300 paline intelligenti entro primavera e metteremo 800 pensiline con pannelli informativi". Infine la ricetta di Vento per migliorare il sistema di mobilità: "La città è vastissima, ha 5mila km di strade, per cui è impossibile attraversarla con un solo mezzo. Io credo che sia giusto pensare all'intermodalità, un intelligente mix di pubblico e privato, con molti posti auto e nodi di scambio, cosicché il cittadino possa integrare l'uso dell'auto e quello dei mezzi".
Le associazioni dei consumatori, dal canto loro, avevano messo in evidenza il deficit prima di tutto culturale, sia italiano che romano, in relazione al trasporto pubblico. "Si è puntato sulla gomma e il ferro era considerato la via di mobilità di chi non aveva alternative - ha detto Sante Bianchini, segretario Fendit - Ma lo scenario cambia, il petrolio è sempre più caro e ci si rende conto che va recuperato il ritardo su linee ferroviarie e di metropolitana. Per quanto riguarda Roma, bisogna considerare che sempre più cittadini si spostano a vivere in periferia e che le funzioni urbane si disperdono in giro per la città: tutti fenomeni che richiedono mobilità". Simona Costamagna, dell'Adoc, ha fatto riferimento "all'informazione deficitaria soprattutto per i turisti che usano i mezzi pubblici. Anche perché internet non viene ovviamente utilizzato né da loro né da fasce di utenza come i pensionati o le casalinghe. Servirebbero più paline elettroniche e mappe del sistema di trasporto". Andrea Di Palma, dell'Adiconsum, ha ribadito il concetto in riferimento a Trenitalia: "Bene le informazioni in Rete, peccato che molti ancora non usino il web. Inoltre il 67% dei pendolari è insoddisfatto del servizio". E se l'è presa soprattutto con alcune tratte come la Frosinone-Roma e la Velletri-Roma, sulle quali i treni hanno un ritardo superiore ai dieci minuti in oltre il 40% delle corse. Di Palma ha accusato poi la regionale Co.tral. di essere ancora indietro dal punto di vista delle informazioni, malgrado il servizio sia percepito come buono: "Non ci sono mappe e tabelle. Le soppressioni e le variazioni spesso non sono comunicate e il conducente diventa l'unico referente dell'azienda per l'utente. Anche i call center non bastano. Va ricordato che una buona comunicazione accresce l'utenza oltre a soddisfarla
CAESARS-PALACe October 14th, 2005, 12:40 PM "Cantieri coordinati e corridoi per gli autobus"
RomaOne.it
parla l'assessore ai Lavori pubblici: "Il traffico? Troppe macchine e troppe soste in doppia fila, ma utilizzeremo l'Osservatorio per coordinare i cantieri. Per il trasporto pubblico ci sono in progetto 18 assi della mobilità: via Tiburtina avrà 6 corsie. La Finanziaria? Colpirà la manutenzione ordinaria"
Roma, 13 ottobre 2005 - "La Finanziaria? Dovremo rinunciare alla manutenzione dell'edilizia sociale". "Il traffico? Sì, è anche colpa dei cantieri, ma la verità è che ci sono troppe macchine e dilaga il vizio della doppia fila". "I mezzi di superficie sono lenti? Abbiamo in progetto 18 corridoi della mobilità". "Come immagino il futuro della città? A ovest il polo fieristico, a est quello tecnologico". Giancarlo D'Alessandro a 360gradi. L'assessore ai Lavori pubblici di Roma racconta a RomaOne.it come cambia la Città Eterna, come lui la "sogna" e come si potrebbe dar sollievo alle piaghe storiche del tessuto urbano e sociale dell'Urbe.
"Roma ha 3mila anni, ma è robusta e in grado di sopportare le trasformazioni. I lavori incontrano proteste ma poi i cittadini capiscono e accettano", esordisce D'Alessandro nell'approfondimento tv di Unosat 'Osservatorio romano'. Poi immagina gli scenari futuri: "La direttrice ovest sarà quella del polo fieristico di Ponte Galeria e del centro congressi di Fuksas, la celebre 'Nuvola'. La direttrice est sarà invece quella del polo infrastrutturale e industriale, con la nuova Tiburtina, la Fm2 e il Tecnopolo tiburtino". Decentrare è una vocazione forte dell'amministrazione Veltroni, ma nondimeno una necessità ineludibile. "Il nuovo Prg ha disegnato una città policentrica - spiega l'assessore rispondendo al conduttore Enrico Turloni - multiforme quale Roma deve essere per forza, visti i suoi 1290kmq di superficie. Dunque lavoriamo per modificare il funzionamento delle città, per delocalizzare le sue attività".
Tutto ciò non si fa senza buoni rapporti con gli imprenditori edili e D'Alessandro precisa: "Non siamo un'amministrazione che detta comportamenti dall'alto, ma che nel quadro di regole certe fornisce opportunità a tutti, costruttori in testa. E devo dare atto all'Acer di aver capito e di aver sviluppato un buon senso civico. Di solito quando loro edificano, noi prevediamo le cosiddette opere a scomputo (opere di urbanizzazione in corso di realizzazione o già realizzate sui propri territori dai cittadini organizzati in consorzi appositamente costituiti: opere pagate da questi ultimi alle imprese e poi "scontate" dagli oneri dovuti al Comune, ndr) e dunque i costruttori procedono su tutti i fronti in modo armonico. Ma noi - ci tiene a precisare l'ex dirigente Cgil - non valutiamo tanto l'offerta più bassa quanto il progetto che ha il miglior rapporto qualità-costi e poi applichiamo agli imprenditori un ribasso medio che rispecchia quello che loro hanno già fatto sulla base d'asta: cosicché non possono lamentarsi per il fatto che il nostro ribasso è troppo forte". Poi rivela: "Siamo arrivati a ribassi medi del 38%".
Capitolo scabroso: l'unico che, a detta del sindaco Veltroni, non lo fa dormire bene la notte. Il traffico. "I disagi sono dovuti al fatto che ci sono troppe macchine e che si parcheggia in doppia fila come abitudine diffusa. Poi, certo, ci si mettono di mezzo anche i cantieri, ma la città va pur rinnovata e tenuta al passo con la modernità. E per fare questo ci vuole tempo e non possono che esserci disagi. Basti pensare che Acea spenderà a breve 750milioni di euro per gli adeguamenti della rete. E Italgas ha triplicato le ristrutturazioni annue della sua (5mila km totali): per cui scava circa 100 km all'anno. Cercheremo ovviamente di coordinare meglio i cantieri tramite l'Osservatorio nato ad hoc (Conferenza permanente sul traffico, ndr), in modo da non appesantire troppo i singoli quartieri o le singole strade, ma bisogna sempre tener presente che nelle zone abitate non possiamo lavorare di notte: lo dice la legge".
Tema legato a doppio filo è quello del trasporto pubblico. Ieri è arrivato il 'mea culpa' di Fulvio Vento, presidente Atac: "Non possiamo garantire corse regolari, la città è troppo grande e c'è troppo traffico. Meglio puntare su un giusto mix di mobilità privata e pubblica con parcheggi di scambio". D'Alessandro concorda: "Le linee di trasporto lunghe che Roma ha sono necessariamente soggette a ritardi. C'è troppo traffico, dunque Vento ha ragione. La soluzione chiave è quella dei corridoi della mobilità: corsie protette da cordoli e destinate esclusivamente ai bus. Sono 18 quelli progettati. La Tiburtina, ad esempio, verrà rifatta totalmente a sei corsie dalla stazione fino a via Marco Simone, fino praticamente ai confini del Comune. Ci saranno due corsie centrali esclusive per i mezzi e due corsie per senso di marcia destinate alle auto". Poi aggiunge: "In stato avanzato è anche il progetto sulla Togliatti. Ricordiamoci poi che presto sarà attiva la linea ferrata Fm2 da Tiburtina a Lunghezza. Infine è chiaro che servono i parcheggi di scambio come quello ad Arco di Travertino".
Polemica sampietrini. L'assessore assume un tono deciso: "Sono attacchi strumentali: negli ultimi mesi abbiamo ristrutturato 800mila mq di strade e solo in 28mila abbiamo tolto i sampietrini. Su via Nazionale non abbiamo deciso: di certo va ristudiata la pavimentazione, perché i bus, e soprattutto i jumbo, trasmettono forti sollecitazioni al manto stradale". L'ultima nota, dolente, riguarda la Finanziaria in discussione che probabilmente costringerà gli enti locali a fare un altro buco nella cinghia. "Se la Manovra è questa - lamenta D'Alessandro - rinunceremo alle manutenzioni che fanno parte della spesa corrente: scuole, mercati ed edilizia sociale in genere".
CAESARS-PALACe October 14th, 2005, 12:49 PM Europaconcorsi :
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=7416
Nuove stazioni per il prolungamento della metropolitana B1 di Roma
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CAESARS-PALACe October 14th, 2005, 12:56 PM foto della grande cupola di vetro del Palazzo delle Esposizioni :cucumber: :
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/images/7417/647070668.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/pub/images/7417/504483280.jpg
pampero October 14th, 2005, 03:22 PM Bella la cupola e belle le stazioni della B1!
pampero October 14th, 2005, 03:25 PM Un pò di notizie ora.
Altra vittoria sul fronte della lotta all'abusivismo: sequestrati 10 fabbricati nel Parco di Veio.
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052409.pdf&user=
Il progetto di Piano per l'EUR!!!
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052408.pdf&user=
Nuovo mercato a Testaccio con posti auto inclusi.
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052406.pdf&user=
Ancora notizie sui poteri speciali che la Regione si appresterebbe a devolvere a Roma.
http://www.acerweb.it/cgi-bin/view.cgi?file=a052400.pdf&user=
frankiego October 15th, 2005, 12:42 AM interessanti le nuove stazioni , ma quella di gondar non e`troppo profonda ?
spettacolare la cupola del palazzo delle esposizioni !
pampero October 16th, 2005, 02:53 PM interessanti le nuove stazioni , ma quella di gondar non e`troppo profonda ?
Al fatto che i treni non circoleranno affiancati, ma la galleria di uno sopra a quella dell'altro, aggiungici che scaveranno in profondità per evitare le vibrazioni...e suppongo si vogliano tenere anche lo spazio per un eventuale parcheggio sotterraneo.
pampero October 16th, 2005, 02:57 PM Intervista al presidente della Camera di Commercio mentre il Parlamento esamina la legge che impone drastici tagli ai fondi destinati ai Comuni
«Questa Roma è un modello da esportare»
Mondello: «Bisogna “fare sistema” senza cedere alla logica delle contrapposizioni»
La legge Finanziaria che il Parlamento sta esaminando in questi giorni impone ai Comuni che superano i 50 mila abitanti un drastico taglio delle spese (il 6,7%). Per Roma questo vuol dire fare a meno di una fetta consistente del bilancio, nella fattispecie circa 220 milioni. Il presidente della Camera di Commercio di Roma Andrea Mondello è abituato a fare i conti tutti i giorni con i numeri. Fu lui, ad esempio, ad annunciare che durante la Notte bianca romani e turisti spesero 60 milioni di euro. Un annuncio che innescò polemiche e reazioni a catena. Ma al tempo stesso rilanciò l’immagine di una Capitale in controtendenza, dove si festeggia e si consuma, immune al declino verso cui viaggia il resto del Paese.
Presidente Mondello, quanto potrà durare questa “anomalia romana”?
«Non lo so. So però che dietro al modello romano c’è una logica, ci sono scelte. Mi spiego meglio: ci sono periodi storici in cui bisogna fare quadrato. Questo è uno di quelli. Noi dobbiamo esportare il “modello romano”, mettere da parte le contrapposizioni, remare tutti nella stessa direzione. Quello che appunto ha fatto Veltroni, si è ritagliato un ruolo istituzionale, ha messo da parte il colore politico e la faziosità e ha coinvolto tutti nello stesso progetto».
Modello “romano” o modello Veltroni?
«Indubbiamente il ruolo del sindaco in questi anni è stato centrale. Ma sarebbe ingeneroso parlare di modello romano e non pensare a Goffredo Bettini o al presidente della Confindustria Elia Valori. Il cambiamento è iniziato anche prima, diciamo alla metà degli anni 90. Fino ad allora si parlava di un Nord che tirava e si sviluppava e di un sud in perenne ritardo. E in mezzo c’era Roma più sud che nord. Ora le cose sono cambiate, la Capitale è cresciuta molto più del resto del Paese. E noi dobbiamo esportare questo modello al resto del Paese senza che ci siano, necessariamente, come nel Lazio e nella Provincia di Roma, maggioranze dello stesso colore politico. Quando diciamo fare sistema, vogliamo dire, in realtà, che l’importante è fare il proprio dovere senza cedere alle logiche del veto e della contrapposizione. Se questo accade siamo già un passo avanti».
Nel Consiglio comunale di Roma, però, la dialettica è ormai ridotta all’osso. L’opposizione non esiste più, anche perché in parte è... confluita nella maggioranza.
«Si sta verificando un eccesso di consenso. L’inverso di quello che accade a livello nazionale dove si registra al contrario un eccesso di dissenso».
Un consiglio alla Cdl che fatica a trovare un anti-Veltroni .
«Chiarito che non mi sento di poter dare consigli del genere a nessuno, mi sembra che l’unica strada sia trovare qualcuno che somigli a Veltroni, o almeno che abbia lo stesso profilo istituzionale».
C’è qualcuno che risponde a queste caratteristiche?
«Beh, Gianni Letta senz’altro è tra questi».
Ora che le polemiche vanno spegnendosi ci può dire se quei famosi 60 milioni di euro spesi in un notte sono un segnale di benessere o di povertà?
«A noi della Camera di commercio è stato richiesta una stima calcolando l’introito minimale di quella notte. Ed è quello che abbiamo fatto: 30 milioni più l’indotto, dunque circa il doppio. Alla Notte bianca ha partecipato un milione di persone, come dire che ogni persona ha speso in media tra spettacoli, bar e ristoranti, alberghi, 30 euro. Sfido chiunque a spendere meno».
Sta dicendo che siamo poveri?
«Trenta euro a persona non mi sembrano un grande segnale di ricchezza, anzi. Tendo a credere, anche per questo, che molto dello straordinario successo della Notte bianca sia dovuto proprio al grande numero di eventi gratuiti e alla voglia di partecipare di quanti in genere non hanno grandi capacità di spesa e non possono permetterselo». La Notte bianca è l’immagine di una città serena, tranquilla, in un momento in cui sereni e tranquilli, a dire il vero, non siamo. È uno spot che ha fatto il giro del mondo dietro il quale c’è una città che cresce in controtendenza rispetto al resto del Paese e che si svilupperà ancora se metterà al centro delle sue politiche il turismo e l’innovazione, e metterà le tecnologie al servizio della cultura. Stiamo studiando una riprogettazione dell’offerta turistica, anche come Unioncamere, che faccia perno sull’innovazione e sulle tecnologie. Ci renderà competitivi rispetto agli altri sistemi-Paese».
fcom1 October 16th, 2005, 03:05 PM Le stazioni sono davvero bellissime!
Rhoy October 16th, 2005, 04:21 PM http://www.europaconcorsi.com/db/recm/images/rec/8991/9-OveAroup.jpg http://www.europaconcorsi.com/db/recm/images/rec/8967/8967A3.jpg
a che punto sono i lavori di entrambi i ponti?
Eletrix October 16th, 2005, 04:23 PM Metro, in 15 anni 58 nuove stazioni
La linea, che collega Conca d'Oro a piazza Bologna, verrà completata nel 2010: "850 mila cittadini avranno i convogli a 10 minuti da casa". Veltroni: in 15 anni 58 nuove stazioni. Il sindaco: "Due tratte della linea C aperte entro il 2011. E nel 2006 il bando per la D". "E quei trenini sotto i Fori renderanno finalmente degna la stazione Colosseo".
Sarà una talpa lunga 60 metri e alta 10 a generare il miracolo di una nuova linea metropolitana realizzata senza mai bloccare le strade in superficie con un tracciato di 3,9 km: è la B1 che collegherà Conca d'Oro a piazza Bologna. «Doteremo Roma di una rete metropolitana adeguata alle dimensioni e al peso di questa città», dice il sindaco Walter Veltroni presentando l'imminente inizio dei lavori come il semplice assaggio di una profonda rivoluzione del traffico urbano: «Nei prossimi 15 anni - continua Veltroni - realizzeremo 58 stazioni raddoppiando il lavoro svolto in più di mezzo secolo. Circa 850mila cittadini avranno una stazione della metro a meno di 10 minuti da casa, e potremo davvero dire ai romani di lasciare l'auto in garage perché insieme all'anello ferroviario avranno una reale alternativa al trasporto su auto».
I lavori della B1 - che trasporterà 24mila passeggeri l'ora per ogni direzione, costerà 483 milioni e sarà finita ad agosto del 2010 - in realtà sono già cominciati: dall'inizio di giugno sono attivi i cantieri che riorganizzano le utenze sotterranee. A ottobre partiranno invece quelli delle nuove stazioni di Nomentana, Annibaliano, Gondar e Conca D'Oro, disegnate dall'architetto Paolo Desideri, il consulente di Maire Engineering cui il consorzio Ati-Risalto, aggiudicatario dell'appalto, ha affidato la progettazione esecutiva. Entro un anno e mezzo, intanto, verrà preparata la talpa che sarà calata in un pozzo a Conca D'Oro e comincerà a mangiare terreno tra i 20 e i 40 metri di profondità, lasciando dietro di sé anelli di cemento che costituiranno la volta delle gallerie.
In superficie, i cantieri saranno lunghi al massimo 200 metri in prossimità delle stazioni di cui sarà subito realizzata la copertura, continuando poi in sotterranea. In ogni caso, «i cantieri - spiega Chicco Testa, presidente di Roma Metropolitane - saranno al centro di piazze e giardini e nelle aree di sosta. La circolazione non sarà mai bloccata ed è stato studiato un piano di viabilità alternativa». Da ottobre i romani potranno seguire ogni passo dei lavori in corso telefonando al Call Center del Comune allo 060606 e «su domande dettagliate i tecnici di Roma Metropolitane contatteranno il cittadino entro 48 ore».
«Con l'avanzare dei lavori - spiega Veltroni - doteremo Roma di qualcosa di unico. Fare una metropolitana come la linea C che passa sotto i Fori Imperiali, rendendo finalmente degna la stazione Colosseo (sarà connessa a un museo di 3.000 metri quadrati in cui saranno ospitati i reperti portati alla luce, ndr) è impresa molto più difficile rispetto a un'operazione analoga a Barcellona o Philadelphia». Dunque, «benvenuti a bordo. Nell'agosto del 2010 - continua il sindaco - apriremo le 4 stazioni della B1 ma lavoriamo per avere due tratte della C aperte per il 2011, mentre nel 2006 partirà il bando per il project financing della linea D». La C, di cui è in corso la gara d'appalto, sarà lunga 25,5 km e avrà 30 stazioni. I convogli viaggeranno senza conducente e porte di banchina si apriranno solo all'arrivo del treno. Costerà 3 miliardi e sarà realizzata tra il 2006 e il 2015.
-{ Rick }- October 16th, 2005, 04:37 PM http://www.europaconcorsi.com/db/recm/images/rec/8991/9-OveAroup.jpg http://www.europaconcorsi.com/db/recm/images/rec/8967/8967A3.jpg
a che punto sono i lavori di entrambi i ponti?
Scusate l'ignoranza.. Che ponte è quello nel secondo rendering? :)
Rhoy October 16th, 2005, 04:44 PM Scusate l'ignoranza.. Che ponte è quello nel secondo rendering? :)
ponte della scienza.. e il primo è quello per collegare Magliana..
Pavlvs October 16th, 2005, 11:56 PM Serra ex-Piacentini” al Palazzo dell’Esposizione
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Pavlvs October 17th, 2005, 12:00 AM Fare centro a Romanina
Progetto urbano della nuova centralità metropolitana
La missione è il progetto urbano della nuova centralità metropolitana "Romanina", un'area di 1 milione di metri quadrati nella periferia di Roma.
L'idea vincente: il centro è una rete neuronale che connette luoghi e persone, che innerva tanto la città esistente quanto i nuovi insediamenti. Le connessioni diventano percorsi e strade su cui attestare i luoghi emergenti della nuova città e innestare i tessuti misti della residenza, dei servizi locali, dei laboratori innovativi, degli uffici, in una sequenza di paesaggi che offrono esperienze memorabili
2005, Progetto vincitore - concorso internazionale, fase I
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Pavlvs October 17th, 2005, 12:05 AM Progetto bocciato per la scuola alla Romanina, di Massimiliano Rendina (progetto vincitore di Hertzberger)
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CAESARS-PALACe October 17th, 2005, 11:48 AM Ara Pacis, visite guidate ogni domenica
prenotazione obbligatoria
LA NOVITÀ
Ancora parzialmente «impacchettata» e a cinque mesi dall'inaugurazione al pubblico, l'Ara Pacis offre un'occasione unica: da oggi al 19 marzo si potrà visitare in anteprima il complesso museale fatto costruire nel 13 a.C. per celebrare le vittorie di Augusto in Spagna e Gallia. Nell'area, dov'è ancora in corso di realizzazione il progetto dell'architetto Richard Meier.
Vengono proposte tre visite guidate ogni domenica (alle 10, 11 e 12) al costo di 4 euro a persona, con prenotazione obbligatoria allo 06.82077304.
Sarà un architetto ad accompagnare i gruppi di 25 persone, illustrando la storia dell'altare augusteo, uno dei massimi esempi di arte classica presenti nella Capitale.
Visite speciali sono in programma per il primo novembre, 8 e 26 dicembre e 6 gennaio 2006. I visitatori godranno in anteprima dell'antico altare e dell'opera di Meier: una teca in acciaio, vetro e travertino che potegge il monumento.
Il restauro dell'Ara Pacis, pre-inaugurata dal sindaco Walter Veltroni lo scorso 23 settembre, è una delle prime opere di architettura realizzata nel cuore di Roma dal secondo dopoguerra.
dal Corriere della sera del 16.10.05
Pavlvs October 17th, 2005, 01:52 PM Roma, 17 ottobre 2005 - ''A Roma servirebbero migliaia di vigili in piu'. Ma le risorse messe a disposizione della finanziaria non consentono di farlo''. Così il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha iniziato il suo intervento nell'aula Giulio Cesare in Campidoglio, alla cerimonia per i 135 anni del corpo della Polizia municipale di Roma.
''Milano - ha ricordato - ha tremila vigili ma e' otto volte piu' piccola di Roma che di vigili ne ha circa 6 mila. Dovrebbe arrivare almeno ad averne 3 mila per otto. I vigili urbani di Roma - ha proseguito - sono pochi per le grandi dimensioni della citta', che misura quanto Parigi, Berlino, Bruxelles e Stoccolma messe insieme. Ed anche perche' Roma deve fronteggiare duemila manifestazioni ogni anno. Questi eventi costano al comune 55-60 milioni di euro l'anno che nessuno ci rimborsa - ha rimarcato il primo cittadino - Le uniche assunzioni che possiamo fare con le risorse date, riguardano 300 vigili. Il bando e' in via di pubblicazione e potranno entrare in servizio a giugno''. Sul punto è intervenuto anche il comandante della polizia Municipale di Roma, Aldo Zanetti, sottolineando la necessita' ''di raddoppiare il numero dei vigili urbani. L'adeguamento dell'organico e l'ammodernamento tecnologico e' un atto improcrastinabile per rendere sufficiente ed equilibrato il rapporto tra i problemi da affrontare e la risposta operativa''.
Un punto importante toccato dall'inquiluino del Campidoglio, eventi croce per gli "ospiti" della Città Eterna, è quello riguardante le continue manifestazioni che invadono il Centro Storico causando pesanti ingorghi alla circolazione. ''Duemila manifestazioni l'anno, in gran parte nel cuore di Roma, e' un numero che non e' piu' accettabile per la citta' - ha denunciato Veltroni - La maggior parte dei cortei si svolge sulla direttrice di piazza Esedra e piazza Navona con un effetto di paralisi sistematica del centro storico. Va ridotto il numero delle manifestazioni ma non possiamo fare un editto perche' sarebbe improprio. Possiamo invece chiamare tutti al senso di responsabilita'''. L'ex direttore dell'Unità, i disagi apportati ai cittadini rischiano di ''restringere invece che allargare il consenso'' a chi propone le manifestazioni. Proprio per ceracre di porre rimedio a questa situazione, mercoledi' 19 ottobre alle 17 a Palazzo Valentini prossimo, ci sara' una riunione con il prefetto di Roma, Achille Serra, perche' ''dobbiamo cercare di attenuare il disagio.
Chiediamo senso di responsabilita' alle forze sindacali, sociali e politiche''. Proprio Serra, dopo le manifestazioni che in settimana avevano bloccato la Capitale, aveva chiesto alle parti in causa di rispettare quanto deciso un anno fa, quando si decise di diminuire il numero dei serpentoni umani, evitando il passaggio a Piazza Venezia, snodo fondamentale per il traffico romano. L'ex prefetto di Firenze stamattina intervenendo alla cerimonia, ha ricordato come si stia ''battendo perche' ci sia piu' rispetto per i cittadini e perche' quel protocollo d'intesa sui cortei abbia piu' vitalita'''.
fabrik October 17th, 2005, 02:30 PM Roma - Il sogno di una Capitale: ecco la metropoli del XXI secolo
Di Giuseppe Pullara
Come guidare la trasformazione «sostenibile» della Città Eterna Progetti per immaginare il futuro. Il nodo delle stazioni ferroviarie Tra i tanti problemi che Roma deve affrontare uno dei più difficili da risolvere riguarda la sua stessa immagine. Roma carica di passato, fondatrice di civiltà, città d'arte, centro del cattolicesimo, Roma Città Eterna. Un'immagine che la esalta ma che la racchiude in un ruolo fisso e limitato, quasi fosse un gioiello conservato in una teca. Ma, per restare viva, questa metropoli deve appartenere al suo tempo e interpretare in pieno le dinamiche della contemporaneità. Deve essere quindi una città moderna, efficiente, funzionale: mantenendo il proprio nobilissimo specifico, deve essere simile ai maggiori centri urbani internazionali. Per usare un termine lanciato di recente, non può che essere «glocal». Modernizzazione: è un processo sotto gli occhi di tutti e ciascuno può giudicarne l'andamento e i risultati. Lo scopo del nuovo Piano regolatore consiste proprio nel dare una regia allo sviluppo urbano, alla modernizzazione. Creare nuove centralità periferiche, destinare a verde comprensori «storici» come Tor Marancia, distribuire i «pesi» residenziali in relazione al direzionale, tracciare nuove linee di mobilità, consentire nuove destinazioni a insediamenti industriali dismessi se vuole dire fare scelte di politica urbanistica significa anche progettare.
Da una decina d'anni un gruppo di architetti studia la città e disegna soluzioni progettuali in grado di promuovere la trasformazione «sostenibile» della Capitale. Li coordina Piero Salvagni, una carriera politica nella sinistra lasciata alle spalle da quando decise di esercitare la professione. Dalla metà degli anni Novanta, l'ex dirigente diessino si è dedicato esclusivamente ad immaginare la «Capitale del XXI secolo». Ed è questo il titolo di una documentatissima raccolta di progetti che Salvagni e altri architetti (un nome per tutti: Alessandro Anselmi) hanno messo a punto per dare a Roma una prospettiva di modernità.
Tra saggi (va segnalato quello, preziosissimo, di Giuseppe Campos Venuti sul Piano regolatore), schede, progetti e disegni scorrono duecento pagine da leggere come il racconto della città futura, della città possibile. I contesti reali, caso per caso, vengono rilanciati in una dimensione di alta qualità architettonica. Le stazioni ferroviarie Tiburtina, Ostiense, Trastevere e San Pietro sono i primi «nodi» urbani affrontati. Poi vengono le «centralità» metropolitane di Massimina, Acilia e Romanina alle quali sono affiancati gli studi sul Polo tecnologico di Castel Romano e sul parco archeologico dell'acquedotto Alessandrino, sulla Prenestina.
Il probabile uso di programmi toponomastici offerti da Internet dà al testo una freschezza insolita: accanto alla Roma immaginata resta, chiarissimo, il punto di partenza della città esistente. E il «salto» qualitativo, in termini di qualità urbana, che Roma potrebbe compiere diventa evidente. Alle grandi sistemazioni di ambito, ai master plan , fanno seguito progetti più specifici come i programmi di recupero urbano (Valle Aurelia, Labaro, Prima Porta), i project financing (nuovo mercato Trionfale , Centro polifunzionale della stazione Cipro del metrò A, nuovo cimitero Collatino a Lunghezza).
Corredato da mappe, disegni, rendering e foto satellitari, il saggio di Daniel Modigliani, direttore del Piano regolatore, si propone tra gli altri come uno strumento fondamentale per capire la politica urbanistica del Campidoglio dell'ultimo decennio. Dal ritorno del controllo pubblico nel processo di trasformazione urbana, alla grande manovra ambientale, alle scelte strategiche sulla mobilità all'impegno anti-abusivismo, alla riqualificazione delle periferie anche con una nuova politica di edilizia residenziale pubblica, ed infine all'idea del policentrismo, vengono spiegate tutte le opzioni d'orizzonte fatte dal Comune negli ultimi anni, fino alla loro trasposizione nel nuovo Piano regolatore. Roma Capitale negli anni Duemila non deve rischiare di essere un libro di fantascienza: la città non può permettersi di rinunciare alla sua modernizzazione. Deve essere considerato, al contrario, un manuale al quale ricorrere nel momento in cui dalle buoni intenzioni si volesse passare ai fatti
pampero October 17th, 2005, 05:03 PM L' Auditorium diventa il "teatro dei festival"
Il Festival della Scienza, quello della Filosofia oltre al "Roma Jazz Festival" sono tra gli appuntamenti del cartellone invernale al Parco della Musica. Oltre all' Opera di Roger Waters attesi anche Lou Reed, Simple Mind e Michael Bublè. In arrivo anche l' omaggio al cinema americano
Roma, 17 ottobre 2005 - Il Parco della Musica guarda avanti e continua a coinvolgere le grandi platee.''Questo luogo è diventato quell' enciclopedia che volevamo che fosse''. A dichiararlo è il sindaco di Roma, Walter Veltroni, commentando il programma della stagione invernale dell' Auditorium, che ha tra le sue novità il Festival della scienza, che si svolgerà a gennaio, e che propone incontri internazionali, workshop e spettacoli, e il Festival della filosofia, che si svolgerà a maggio e che sarà dedicato al tema dell' instabilità.
''L'Auditorium e' una struttura che cresce - ha proseguito il sindaco - come numero di eventi e di spettatori e che cresce anche come qualita', un luogo in cui tutte le cose belle possono trovare ospitalita', anche il Festival della Scienza e della Filosofia''.
''Con il Festival della filosofia e il Festival della scienza, in programma all' auditorium, si completa il sistema dei festival romani''. E' il commento del sindaco di Roma, Walter Veltroni, all' annuncio dei due nuovi festival che si svolgeranno all' auditorium. Il sindaco ha anche lanciato l' idea di ''raddoppiare il Festival della letteratura''.
''Noi abbiamo il Festival della fotografia che ogni anno e' piu' ricco, avremo il Festival del cinema e poi il Festival
della filosofia, che in questa prima edizione e' dedicato alle conseguenze etico-filosofiche della instabilita' e quello delle scienze, che sara' la base per realizzare un Museo delle scienze a Roma. Poi abbiamo il Festival della letteratura, che incontra un successo crescente. Se le condizioni finanziarie ce lo consentiranno - ha proseguito il sindaco - oppure con il contributo degli sponsor raddoppieremo il Festival della letteratura (che attualmente si svolge tra maggio e giugno alla basilica di Massenzio) e ne faremo una versione anche ad agosto sulla spiaggia di Ostia, perche' non c' e' niente di meglio che ascoltare grande performance di scrittori, solo con l' accompagnamento delle onde del mare''.
Intanto il programma dell' Auditorium va avanti a ritmi sostenuti.
Alcuni dei migliori jazzisti italiani compongono la nuova orchestra stabile, la Parco Musica Jazz Orchestra (Pmjo), che sarà ambasciatrice della fondazione musica per Roma in Italia e all'estero. Ad annunciarlo è stato Carlo Fuortes, amministratore delegato di Musica per Roma, presentando la stagione invernale dell'auditorium. L'orchestra darà vita durante l'anno a concerti domenicali, alle 11 del mattino, nei giorni in cui non c'e' l'attivita' dell'accademia di Santa Cecilia, e ad un concerto serale ogni mese. L'orchestra dara' vita anche a diverse rassegne che riguarderanno i capolavori del jazz, gli arrangiamenti per le big band e si mettera' a disposizione di band leader internazionali oltre a lavorare a produzioni originali.
Grandi gli ospiti negli appuntamenti musicali della stagione 2005-2006 del Parco della Musica. Tra gli eventi in cartellone si segnala la prima mondiale dell'opera 'Ca Ira' di Rogers Waters, la prima opera per orchestra e coro realizzata dall'ex fondatore dei Pink Floyd in occasione del bicentenario della rivoluzione francese. L'opera sara' eseguita dall'orchestra Roma Sinfonietta e in tutto saranno 236 gli artisti che si esibiranno sul palco.
Sono poi attesi tra gli altri Lou Reed, John Cale, Dave Holland, Simple Mind e Youssou n'dour. Per il Roma Jazz Festival, che propone 16 concerti e che quest'anno affronta il tema 'Pazzo per il jazz', arriveranno tra gli altri Michael Bolton, Bill Evans, Anthony and the Johnsons e Michael Boublè.
Per le rassegne 'Piano solo' e 'A solo' che e' dedicata ai virtuosi dei vari strumenti, sono previste le esibizioni di
Jerry Allen, John Taylor, Michael Nyman, Edberto Gismondi e Paolo Fresu.
Ricco anche il cartellone del teatro e della danza: quest'anno accanto al festival della nuova danza 'Equilibrio', giunto alla sua seconda edizione, c'e' un progetto di Marco Baliani che si intitola 'Solitudini' che propone quattro narrazioni con accompagnamento musicale che si svolgeranno tra novembre e febbraio alla sala Petrassi.
Sul fronte della letteratura i protagonisti saranno tra gli altri Ascanio Celestini e Nicola Piovani che, nell'ambito della rassegna 'Parolenote' interpreteranno testi di Pasolini, Servillo e daranno anche voce al 'Giocatore' di Dostoevskij.
Infine, per il cinema, la fondazione Musica per Roma propone un viaggio nel cinema americano nell'ambito del quale saranno all' auditorium Jane Fonda (21 ottobre), che presentera' anche il suo romanzo autobiografico 'La mia vita finora', e Sidney Pollack (22 ottobre), che presentera' il suo ultimo film, 'The interpreter' con Nicole Kidman e Sean Penn. Il 24 novembre l' appuntamento sarà con i fratelli Cohen.
Illustrando il programma, Carlo Fuortes ha sottolineato il fatto che quest'anno la struttura mette a disposizione un quarto spazio, grazie al quale si possono articolare i vari appuntamenti dal teatro studio, per un pubblico di 300 persone, alla sala di Santa Cecilia che ne ospita 2.800. Fuortes ha poi fornito alcuni dati relativi al numero degli eventi e ai biglietti venduti nel 2004 e nel 2005, facendo riferimento solo alla fondazione Musica per Roma ed escludendo Santa Cecilia.
Gli eventi sono stati 115 nel 2004 e 267 nel 2005, i biglietti venduti 112.862 nel 2004, 150.938 nel 2005.
fcom1 October 17th, 2005, 05:21 PM Più precisamente Romanina cos'è? un nuovo quartiere?
pampero October 17th, 2005, 05:34 PM Più precisamente Romanina cos'è? un nuovo quartiere?
Romanina è un vecchio quartiere che sorge a ridosso del GRA all'altezza della Roma-Napoli, vi sorge il più vecchio centro commerciale romano (che io sappia, La Romanina) e si trova vicino all'Università di Tor Vergata e all'Ikea di Anagnina. L'area è in forte e, stando al PRG, sarà una delle nuove centralità.
pampero October 17th, 2005, 05:46 PM Parla Pierluigi Aloisi, presidente della Dab: «La città è dotata di un sistema all’avanguardia». Allo studio colonnine Sos davanti alle scuole
Duemila telecamere per la sicurezza di Roma
Entro un anno ne saranno installate altre 56 tra il Pincio, la Colonna Antonina e il Gianicolo
Per cercare di scoprire i piromani che da mesi accendono le notti della Capitale. Per gestire al meglio i grandi eventi (dalla Notte Bianca ai funerali del Pontefice), per fermare (o individuare successivamente) i vandali che attaccano fontane e monumenti della Città Eterna e per controllare l’andamento degli oltre duemila cortei e manifestazioni che ogni anno Roma ospita. E ovviamente per cercare di difendersi il più possibile da eventuali attentati terroristici.
Per tutte queste ragioni il Comune di Roma negli ultimi tre anni ha realizzato una massiccia rete di videosorveglianza: oltre 2.000 telecamere in funzione 24 ore su 24 che, collegate a potentissimi computer, registrano e archiviano (per circa una settimana) ogni fotogramma. Fotografie digitali che vengono convogliate, a seconda delle necessità, nella sala operativa del Comune, dei vigili urbani e della Protezione Civile. «Un sistema complesso e all’avanguardia che, grazie a sofisticati software, può essere gestito con poche persone ed essere facilmente potenziato in base al sorgere di nuove esigenze» spiega Pierluigi Aloisi, 59 anni, presidente della Dab che proprio in questi giorni ha inaugurato il Polo Tecnologico: una sede sulla via Tiburtina dove sono state raggruppate cinque delle principali aziende che si occupano di sicurezza nella Capitale.
Roma è una città adeguatamente videosorvegliata?
«Roma ha un sistema di sicurezza particolarmente sviluppato. Ma è anche vero che è una città che può vantare un’infinità di monumenti e obiettivi sensibili. Le nuove tecnologia ci permettono di potenziare sempre il sistema ma si deve procedere sempre per priorità».
Per esempio?
«Ad aprile per i funerali del Papa abbiamo installato immediatamente circa 16 telecamere nell’area di via della Conciliazione per dare l’opportunità alle Autorità di gestire in diretta la grande folla di fedeli e pellegrini».
E ora quali sono le priorità?
«Stiamo lavorando in stretta collaborazione con il XII dipartimento del Comune di Roma (assessorato ai Lavori Pubblici), con lo staff dell’assessore Giancarlo D’Alessandro e le diverse sovrintendenze alla realizzazione di nuove installazioni al Pincio (20 telecamere a 360 gradi e 5 videoregistratori), alla Colonna Antonina (5 telecamere fisse e una a 360 gradi), al Gianicolo (4 rotanti e 9 fisse), a piazza Trilussa (8 telecamere fisse) e Trinità dei Monti (4 telecamere fisse e una a 360 gradi con superzoom). Dovremmo consegnare tutto nell’arco di un anno».
Eppure i cittadini non amano le telecamere e la videosorveglianza.
«E’ vero. Alcuni anni fa, quando queste tecnologie si sono sviluppate c’è stata una comunicazione sbagliata. Il cittadino non ha pensato di essere protetto ma di essere controllato, anzi spiato».
E non è così?
«No. Questi nuovi sistemi guardano tutto ma finchè non ci sono anomalie registrano sopra le precedenti immagini. Anche perchè altrimenti servirebbero dei computer e dei sistemi di comunicazione (via cavo e wi-fi) troppo potenti. Quindi la persona che passa da piazza Navona viene vista ma non archiviata, il turista al Colosseo lo stesso. Se, invece, qualcuno entra in una fontana o prova a toccare un quadro in un museo il sistema lancia l’allarme, i sorveglianti vengono avvisati e le telecamere cominciano a registrare. Le immagini, comunque, sono archiviate nel rispetto totale della legge sulla privacy: le possono vedere solo i responsabili del Comune e, in caso di reati, le forze dell’ordine. Il futuro, però, è l’interazione e la cultura della sicurezza».
In che senso?
«Soprattutto dopo gli ultimi attentati terroristici, le forze dell’ordine di tutto il mondo stanno chiedendo l’aiuto e la partecipazione delal cittadinanza per la segnalzione di situazioni sospette o pericolose. Questo può essere attuato anche in casi meno gravi. Esistono, ad esempio, dei totem dotati di telecamera a 360 gradi, pulsante d’allarme e citofono direttamente collegato con una sala operativa. Un cittadino può premere quel pulsante e dare un’allarme oppure una segnalazione. Chi è in sala operativa può guidare la telecamera, registrare, e chiamare le forze dell’ordine. Sarebbero utilissimi davanti alle scuole o nei parchi, permettendo anche un’ottimizzazione degli organici di polizia e carabinieri».
pampero October 17th, 2005, 05:47 PM Cotral, il capolinea si trasferisce: nuovi percorsi per i bus Atac
E’ il giorno del trasferimento del capolinea Cotral da viale Giulio Cesare a piazza dei Giureconsulti, nei pressi di circonvallazione Cornelia. Da Prati all’Aurelio. Si tratta di una rivoluzione che comporterà non pochi problemi per i pendolari provenienti da Tolfa, Cerveteri, Allumiere, ma che avrà anche un impatto importante nel XVIII Municipio. Fra l’altro, a cascata vi saranno modifiche anche per i bus dell’Atac. Le linee 146 festivo, 983 e 985 effettueranno il capolinea dietro ai marciapiedi dei pullman del Cotral per Ladispoli e Cerveteri. Sul fronte del trasporto pubblico vi sono altri aggiustamenti in corso: il 926 diverrà una linea circolare, con un capolinea unico a piazza Cavour. Sono state istituite nuove fermate per le linee 533, 217, 233 e 910 al Villaggio Olimpico e al quartiere Salario. E per il completamento dei lavori di rifacimento del fondo stradale del capolinea dei bus a piazza dei Cinquecento, le linee H e 910 limiteranno le loro corse a viale Einaudi.
Ma sul fronte trasporti e traffico, la settimana che si sta aprendo è importante anche per altri motivi. Proprio oggi si riunirà ufficialmente, per la prima volta, la Conferenza permanente sul traffico. Voluta dal sindaco Walter Veltroni e dall’assessore alla Mobilità, Mauro Calamante, servirà a valutare ogni settimana il calendario dei lavori in corso e dei cortei, di qualsiasi evento possa provocare problemi alla circolazione di Roma. Per questo sono stati convocati anche i vigili urbani, i rappresentanti dei municipi e delle aziende di servizi. L’altro appuntamento importante di questa settimana, sul fronte traffico, è quello di mercoledì: la sede, in questo caso, è la Prefettura. All’ordine del giorno l’emergenza cortei e manifestazioni, che quotidianamente paralizza Roma. Anche ieri pomeriggio, a partire dalle 17, c’è stata una manifestazione, fra piazza della Repubblica e Colosseo. Duemila immigrati hanno manifestato contro la legge Bossi Fini e per il permesso di soggiorno. All’orizzonte altre manifestazioni: il 21 ottobre contro la precarietà, il 29 per la casa.
frankiego October 17th, 2005, 08:07 PM Romanina è un vecchio quartiere che sorge a ridosso del GRA all'altezza della Roma-Napoli, vi sorge il più vecchio centro commerciale romano (che io sappia, La Romanina) e si trova vicino all'Università di Tor Vergata e all'Ikea di Anagnina. L'area è in forte e, stando al PRG, sarà una delle nuove centralità.
Mi ricordo che il primo centro commerciale Romano fu costruito a ridosso della stazone metro A Subbaugusta , con il nome di Cinecitta 2 .
Markus861 October 17th, 2005, 08:32 PM Parla Pierluigi Aloisi, presidente della Dab: «La città è dotata di un sistema all’avanguardia». Allo studio colonnine Sos davanti alle scuole
Duemila telecamere per la sicurezza di Roma
Entro un anno ne saranno installate altre 56 tra il Pincio, la Colonna Antonina e il Gianicolo
Per cercare di scoprire i piromani che da mesi accendono le notti della Capitale. Per gestire al meglio i grandi eventi (dalla Notte Bianca ai funerali del Pontefice), per fermare (o individuare successivamente) i vandali che attaccano fontane e monumenti della Città Eterna e per controllare l’andamento degli oltre duemila cortei e manifestazioni che ogni anno Roma ospita. E ovviamente per cercare di difendersi il più possibile da eventuali attentati terroristici.
Per tutte queste ragioni il Comune di Roma negli ultimi tre anni ha realizzato una massiccia rete di videosorveglianza: oltre 2.000 telecamere in funzione 24 ore su 24 che, collegate a potentissimi computer, registrano e archiviano (per circa una settimana) ogni fotogramma. Fotografie digitali che vengono convogliate, a seconda delle necessità, nella sala operativa del Comune, dei vigili urbani e della Protezione Civile. «Un sistema complesso e all’avanguardia che, grazie a sofisticati software, può essere gestito con poche persone ed essere facilmente potenziato in base al sorgere di nuove esigenze» spiega Pierluigi Aloisi, 59 anni, presidente della Dab che proprio in questi giorni ha inaugurato il Polo Tecnologico: una sede sulla via Tiburtina dove sono state raggruppate cinque delle principali aziende che si occupano di sicurezza nella Capitale.
Roma è una città adeguatamente videosorvegliata?
«Roma ha un sistema di sicurezza particolarmente sviluppato. Ma è anche vero che è una città che può vantare un’infinità di monumenti e obiettivi sensibili. Le nuove tecnologia ci permettono di potenziare sempre il sistema ma si deve procedere sempre per priorità».
Per esempio?
«Ad aprile per i funerali del Papa abbiamo installato immediatamente circa 16 telecamere nell’area di via della Conciliazione per dare l’opportunità alle Autorità di gestire in diretta la grande folla di fedeli e pellegrini».
E ora quali sono le priorità?
«Stiamo lavorando in stretta collaborazione con il XII dipartimento del Comune di Roma (assessorato ai Lavori Pubblici), con lo staff dell’assessore Giancarlo D’Alessandro e le diverse sovrintendenze alla realizzazione di nuove installazioni al Pincio (20 telecamere a 360 gradi e 5 videoregistratori), alla Colonna Antonina (5 telecamere fisse e una a 360 gradi), al Gianicolo (4 rotanti e 9 fisse), a piazza Trilussa (8 telecamere fisse) e Trinità dei Monti (4 telecamere fisse e una a 360 gradi con superzoom). Dovremmo consegnare tutto nell’arco di un anno».
Eppure i cittadini non amano le telecamere e la videosorveglianza.
«E’ vero. Alcuni anni fa, quando queste tecnologie si sono sviluppate c’è stata una comunicazione sbagliata. Il cittadino non ha pensato di essere protetto ma di essere controllato, anzi spiato».
E non è così?
«No. Questi nuovi sistemi guardano tutto ma finchè non ci sono anomalie registrano sopra le precedenti immagini. Anche perchè altrimenti servirebbero dei computer e dei sistemi di comunicazione (via cavo e wi-fi) troppo potenti. Quindi la persona che passa da piazza Navona viene vista ma non archiviata, il turista al Colosseo lo stesso. Se, invece, qualcuno entra in una fontana o prova a toccare un quadro in un museo il sistema lancia l’allarme, i sorveglianti vengono avvisati e le telecamere cominciano a registrare. Le immagini, comunque, sono archiviate nel rispetto totale della legge sulla privacy: le possono vedere solo i responsabili del Comune e, in caso di reati, le forze dell’ordine. Il futuro, però, è l’interazione e la cultura della sicurezza».
In che senso?
«Soprattutto dopo gli ultimi attentati terroristici, le forze dell’ordine di tutto il mondo stanno chiedendo l’aiuto e la partecipazione delal cittadinanza per la segnalzione di situazioni sospette o pericolose. Questo può essere attuato anche in casi meno gravi. Esistono, ad esempio, dei totem dotati di telecamera a 360 gradi, pulsante d’allarme e citofono direttamente collegato con una sala operativa. Un cittadino può premere quel pulsante e dare un’allarme oppure una segnalazione. Chi è in sala operativa può guidare la telecamera, registrare, e chiamare le forze dell’ordine. Sarebbero utilissimi davanti alle scuole o nei parchi, permettendo anche un’ottimizzazione degli organici di polizia e carabinieri».
NOooooooooooooooo!!!! Niente più canne per strada! :down: :bleep: :cry: :wallbash: :mad2: :evil: :mad: :soapbox: :gaah: :gunz:
CAESARS-PALACe October 17th, 2005, 09:03 PM la sala operativa :
http://www.startribune.com/stonline/images/news82/5pope040.l.jpg
pampero October 17th, 2005, 09:19 PM Mi ricordo che il primo centro commerciale Romano fu costruito a ridosso della stazone metro A Subbaugusta , con il nome di Cinecitta 2 .
Hai ragione. Comunque in quella zona la densità di centri commerciali è impressionante.
Pavlvs October 17th, 2005, 11:53 PM Tutti brutti, tra l'altro, e tutti nello stesso quadrante di Roma.
Quadrante a cui va ascritto anche il Car ed il nuovo mega centro commerciale di Ponte di Nona, in costruzione, da 200mila mq.
Alla faccia delle "centralità" sparse sul territorio.
Fare Centro alla Romanina sarà un quartiere nel quartiere.
Speriamo venga su una cosa decente, perchè adesso come adesso la Romanina fa abbastanza schifo.
frankiego October 18th, 2005, 12:02 AM A me Cinecitta 2 piace ! se non altro la piramide di cristallo era molto innovativa all`epoca .
Invece se non erro , la Romanina era nato per tutt`altro scopo che quello di centro commerciañe , credo come policlinico .
Pavlvs October 18th, 2005, 12:08 AM La più desiderata dagli americani: Roma è stata votata dai turisti Usa come città preferita tra le capitali europee nel 2005, attraverso un sondaggio effettuato tra i propri lettori dalla prestigiosa rivista "Travel and leisure". Per la seconda volta il premio viene assegnato alla città, confermando la passione degli statunitensi per Roma. Un trend in crescita, in controtendenza rispetto alle altre città d'arte, che premia – come risulta dalle ragioni del voto – la quantità e la qualità dell'offerta culturale romana.
Il riconoscimento è stato consegnato in Campidoglio al vicesindaco Mariapia Garavaglia tramite l'Enit. La targa, mostrata nel corso della presentazione del numero 6-2005 di "Capitolium Millennio" (il periodico del Comune di Roma), porta scritta la motivazione "World's best award, the ultimate in travel", ovvero "I migliori al mondo – Numero uno tra i viaggi".
Altra buona notizia per il turismo nella capitale: è nata Blu Express, una nuova compagnia aerea di voli a basso costo, che da numerose città europee porterà viaggiatori a Roma, utilizzando l'aeroporto di Ciampino. Se ne avvantaggeranno soprattutto i viaggiatori giovani, già aumentati negli ultimi anni a Roma, grazie anche al moltiplicarsi dei voli 'low cost' in arrivo e in partenza da Ciampino.
L'altra faccia della medaglia è il crescente disagio per chi vive nei pressi dell'aeroporto. Per questo, proprio in questi giorni si è dato il via al tavolo di concertazione richiesto dalla Regione e composto dagli enti e dalle istituzioni del territorio. Obiettivo, un protocollo d'intesa per dare regole al flusso aeroportuale – decidendo eventualmente lo stop ai voli notturni – e per difendere la tranquillità dei residenti con mezzi come le barriere anti-rumore.
Pavlvs October 18th, 2005, 12:10 AM Si consolida il matrimonio fra Tevere e piste ciclabili: con l'inaugurazione del nuovo percorso, che va da Ponte Risorgimento a Ponte Sublicio, ora si può – basta avere fiato – pedalare per trenta chilometri di fila, seguendo le anse del fiume da Mezzocammino a sud fino a Castel Giubileo a nord. Con questo nuovo tratto strategico si congiungono infatti le due piste già esistenti; e con la mappa "RomainBici", prodotta dall'Assessorato all'Ambiente (e raggiungibile sia dal sito dell'Assessorato sia facendo clic qui sopra), ciclisti e pedoni possono avere il panorama completo dei percorsi.
Un elenco che, fra tratti ciclabili e pedonali, arriva a sommare 160 chilometri, compresi – tra gli ultimi nati – i 4,2 chilometri lungo l'Aniene da Villa Ada a Ponte Nomentano, embrione di un più lungo itinerario (22 chilometri) sulle rive del secondo fiume romano. Gli argini dell'Aniene, come quelli del Tevere, rappresentano l'ambiente ideale per le piste ciclabili: niente traffico, andamento pianeggiante, ricchezza di scenari e suggestioni. I percorsi sull'Aniene collegheranno Ponte Nomentano a Ponte Mammolo e a Casale Rosso (vicino Lunghezza) e consentiranno di raggiungere in bici la stazione ferroviaria Nomentana e la fermata della metro B Ponte Mammolo.
I progetti sono già approvati e il Campidoglio, che ha stanziato 875.000 euro per la prima tranche, ha predisposto un investimento di circa 7 milioni di euro per il completamento della 'direttrice ciclabile'.
Intanto la pista ciclabile Villa Ada-Ponte Nomentano, illuminata con l'energia solare, dispone anche di un piccolo parcheggio per biciclette, vicino alla stazione Fs Nomentana: ciò consente già oggi di usare la bici come vero mezzo di trasporto urbano
pampero October 18th, 2005, 12:14 AM A me Cinecitta 2 piace ! se non altro la piramide di cristallo era molto innovativa all`epoca .
Invece se non erro , la Romanina era nato per tutt`altro scopo che quello di centro commerciañe , credo come policlinico .
Anche il centro commerciale Anagnina (quello accanto all'IKEA1) non è niente male. E la Romanina stessa non è che sia brutta.
frankiego October 18th, 2005, 12:20 AM Ma che ne hanno fatto di quei 2 palazzoni ad S dove ora e`nato Ikea ?
Mi ricordo que sono stati in abbandono per molti anni !
Markus861 October 18th, 2005, 01:43 AM OI RAGAZZI SONO PASSATO DAVANTI AL CANTIERE DELL'EURO PARCO, STANNO REALIZZANDO LE FONDAMENTA! TUTTO PROCEDE VELOCEMENTE!! :drunk:
fabrik October 18th, 2005, 11:47 AM Roma - Il progetto Piano per Roma
di Fulvio Stinchelli
Si spengono le luci, per via delle temute restrizioni finanziarie, ma si accendono lumicini di speranza. Lumicini? È un po' poco. Diciamo, con franco coraggio, stando alle notizie dal Campidoglio, che si tratta di fari potenti. Uno illumina l'Ara Pacis, prossimamente restituita all'ammirazione e all'amore dei romani. L'altro, se il piano di Piano (il bisticcio è voluto), già fa risplendere di nuova luce l'Eur, un quartiere da troppo tempo, specie di notte, nel buio.
Il Professore, una volta tanto, è ottimista. «Te vedo soddisfatto - lo stuzzica l'amica Clelia -, e meno male, perché a te nun te ne va bbene una». «Vedi, Clelia - la frena il Professore -, tu tendi sempre ad allargarti. Guai a darti il mignolo, che ti prendi tutta la mano? Soddisfatto è troppo. Diciamo che a Roma, da ultimo, qualcosa si muove. E noi, devoti figli dell'Urbe, non possiamo che rallegrarci. Penso alle realizzazioni urbanistiche e architettoniche della Giunta Veltroni?». Interviene sveltamente Giorgio De Pasquale, il Pictor Mirabilis, che si sente per ovvie ragioni, chiamato in causa: «Be', ci sarebbe da discutere». «Ma se non facciamo altro - scatta il Professore -, questa è una città in cui s'è perduto il gusto antico e civile della conversazione. Noi non facciamo che discutere? per lo più, a vuoto». «Eggià - fa la signora Clelia, fraintendendo -, la Roma nun se discute, s'ama». «Lascia perdere - ribatte il Prof con un sospiro -, dopo la disfatta di Empoli, meglio non toccare certi tasti.
Io mi riferisco ad altro. Io ho visto il plastico del progetto di Renzo Piano per il centro da edificare sulle rovine delle torri, orrende, che fiancheggiavano il laghetto dell'Eur: splendido, in tutto degno dei grandi architetti che pensarono e costruirono la prima Eur 42». Il Pictor Mirabilis scuote il capo: «Sarà, ma chi gliela toglie al quartiere-città quell'aria da camposanto?». «Gliela toglierà il Progetto Piano, una volta realizzato, giusto perché intende rianimare, al calar della sera, un'area cittadina che ora sembra morta». «Vabbè - dice Clelia -, chi vivrà vedrà, Ahò, se ddio vole, io spero de vede. Ma Giorgine non demorde: Senta, Prof, lei un anno fa piangeva sulle sorti dell'Ara Pacis scomparsa dietro i tabelloni. E mmo'?». «Parlate, perché avete la lingua. Io godo di taluni privilegi. Io, un'occhiata discreta ai lavori ultimati della Meier & Partners ho potuto dargliela. Non parlo per sentito dire. Hanno fatto le cose come si deve. L'Ara è là, incastonata e custodita al meglio. Eppoi, hanno conservato intatto lo striscione dove io appresi il mio primo latino?». «Mo' se spiega tutto», dice Clelia. E se ne va, brontolando. I romani non cambiano, per fortuna
Paxromana October 18th, 2005, 11:56 AM @ Pavlvs. Domenica sono stato con mia figlia sulla nuova ciclabile Ponte Salario-Ponte Nomentano. Tranne pochi scorci sul fiume, lo scenario è da incubo...da percorrere sì in bici, ma per correre via!!!
@ Frankiego. L'edificio ad S (l'unico) accanto ad Ikea1 è stato comprato dal Ministero dell'Interno, trasformato in fortezza e dato all'Intelligence, come si dice ora!!!
fabrik October 18th, 2005, 08:07 PM Salgado fa centro a Romanina
È l’architetto portoghese Manuel Salgado, già autore di prestigiosi progetti tra cui il Centro culturale di Belém (con Gregotti), lo stadio Dragão di Oporto e l’Expo di Lisbona, il vincitore del concorso internazionale per il progetto “Farecentro a Romanina”. La gara è stata bandita dal gruppo Scarpellini, con il patrocinio del Comune di Roma e dell’Istituto nazionale di architettura, per disegnare il masterplan della “Nuova centralità di Romanina”, uno dei grandi interventi urbanistici che cambieranno il volto della capitale. Romanina è il luogo deputato dal piano regolatore a ospitare un nuovo scorcio di città che si estenderà su 92 ettari, di cui 20 circa a destinazione verde, con almeno un terzo di superficie utile destinata a uso residenziale e il resto a servizi e attività terziarie pubbliche e private
frankiego October 18th, 2005, 09:11 PM Grazie per le info Paxromana
fcom1 October 18th, 2005, 10:17 PM Io ho visto il plastico del progetto di Renzo Piano per il centro da edificare sulle rovine delle torri, orrende, che fiancheggiavano il laghetto dell'Eur: splendido, in tutto degno dei grandi architetti che pensarono e costruirono la prima Eur 42»
Perchè lui a visto e noialtri no??
Pavlvs October 19th, 2005, 12:38 AM Roma, 18 ottobre 2005 - Roma continua a "tirare". La Capitale e la provincia stanno ottenendo ottimi risultati sul fronte delle presenze turistiche. Il 2005 è stato un anno di exploit. E le grandi performance statistiche continuano. Settembre e' stato ancora un mese d'oro. L'aumento degli arrivi e' stato infatti del 10,99%, pari a 833.953 turisti, e del 9,10% quello delle presenze negli alberghi di Roma e provincia (1.967.510 unita'). E' quanto ha rilevato l'Ente bilaterale del turismo.
Nel periodo da gennaio a settembre l'incremento della domanda negli esercizi alberghieri della provincia di Roma e' stato di +9,33% negli arrivi e di +9,74% nelle presenze. Nella graduatoria dei turisti stranieri a Roma al top ci sono gli americani, seguiti da giapponesi, britannici, francesi e tedeschi che, complessivamente, hanno coperto il 73% del mercato nelle due categorie, arrivi e presenze.
A mantenere il primato della preferenza verso l'Italia e' pero' il turismo europeo con 217.554 arrivi e 609.570 presenze (con incrementi rispettivamente del +10,26% e del +7,15%). Il turismo proveniente dal Nord America ha registrato 139.764 arrivi (+13,65%) e 348.520 presenze (+16,66%). La domanda proveniente dal Centro-Sud America ha registrato 27.902 unita' (+7,01%); le presenze hanno toccato quota 75.298 unita' (+6,38%) rispetto allo stesso periodo del 2004.
Per quanto riguarda la domanda del sud-est asiatico, gli arrivi sono stati 59.341 (+3,37%) mentre le presenze 139.083 (+1,33%). Anche in questo caso - rileva l'Ebt - si continuano a vedere i frutti delle politiche di marketing pubblico e aziendale destinate al mercato asiatico, con particolare riferimento a quelli giapponese e cinese. Cala invece la domanda proveniente dal Medio Oriente che ha registrato 6.650 arrivi (-4,88%) e 20.081 presenze con (+4,04%). Per una volta settembre e' stato pero' un buon mese per quanto riguarda il turismo anche per il resto dell'Italia dal momento che la domanda nazionale ha registrato una crescita sia degli arrivi (+12,74%) con 300.726 unita', sia delle presenze (+8,90%) con 615.192 unita'.
LE REAZIONI DEL CAMPIDOGLIO
''Per il ventunesimo mese consecutivo Roma registra una crescita, un risultato eccezionale se si considera la crisi che il turismo attraversa nel resto d'Italia", dice la vicesindaco di Roma Mariapia Garavaglia commentando i dati sugli arrivi e le presenze di visitatori italiani e stranieri nella Capitale durante il mese di settembre, resi oggi noti dall'Ente Bilaterale Territoriale (Ebt). ''Roma - prosegue Garavaglia - continua ad esercitare un grande attrattiva per il resto del Paese e del mondo. I dati di settembre sono poi particolarmente apprezzabili, poiche' includono le presenze e gli arrivi per la Notte Bianca, un grande evento il cui impatto positivo trova ora una conferma ufficiale". "Il trend di crescita - conclude la vicesindaco con delega al turismo - appare consolidato, ma non bisogna abbassare la guardia. La crisi del settore infatti dipende in buona parte dalla mancanza di coordinamento delle politiche turistiche regionali da parte del governo. In questo contesto, Roma va avanti da sola, senza nessun aiuto da parte dell'esecutivo che anzi le taglia i fondi. Ancora una volta, anche nel turismo la Capitale - osserva infine Garavaglia - si pone al servizio del Paese. Nessuno pero', a livello governativo, e' in grado di riconoscerlo".
'La Notte Bianca ha dato una spinta ulteriore al trend positivo del turismo nella citta' di Roma e nel suo hinterland. I dati di settembre stanno li' a dimostrarlo''. E' quanto afferma il sindaco di Roma, Walter Veltroni. ''Gli effetti positivi di un evento cosi' grande e attraente come quello che abbiamo vissuto lo scorso 17 settembre, insieme con tutte le altre iniziative che abbiamo messo in campo per rendere viva la citta' tutto l'anno, si fanno sentire", osserva inoltre Veltroni.
fcom1 October 19th, 2005, 09:19 AM Bene!! é possibile trovare i dati su scala nazionale?
CAESARS-PALACe October 19th, 2005, 11:33 AM Corriere della Sera - ROMA -
sezione: Cronaca di Roma - data: 2005-10-18 num: - pag: 5
autore: G. Pull.
La nuova «centralità» urbana sul Gra
L'archi-star Salgado farà La Romanina
Un'altra celebrità internazionale dell'architettura lascerà il suo segno a Roma. Delle diciotto «centralità» urbane e metropolitane previste dal nuovo Piano regolatore, quella della Romanina, presso il raccordo anulare a sud-est, sarà progettata dal portoghese Manuel Salgado, autore di edifici di grande prestigio come il centro culturale di Belém, il nuovo stadio di Oporto e l'Expo di Lisbona. Lo Studio Scarpellini, dopo aver indetto un concorso internazionale pur non avendone l'obbligo essendo il committente dell'intervento un privato, ha scelto infine l'architettura essenziale e fantasiosa di Salgado.
La località della Romanina è indicata dal Prg per ospitare un nuovo «centro-città» onde riqualificare funzioni e forme della periferia. L'area interessata all'intervento è di 92 ettari , venti dei quali sono destinati a verde. Un terzo della superficie utile è destinata a uso abitativo . Il resto andrà a servizi attività terziarie pubbliche e private. Il « masterplan » (progetto d'insieme,più urbanistico che architettonico) affidato a Salgado prevede lo sviluppo degli Studios di Cinecittà, la realizzazione di una Géode, un cinema-sfera per proiezioni tridimensionali, come alla Villette di Parigi, un Planetario, luoghi per attività sociali e di ricerca, spazi culturali, sportivi commerciali e ricettivi.
Il progetto della nuova centralità fa seguito alla recente scelta di far realizzare l'altra «centralità» di Acilia all'architetto milanese Vittorio Gregotti, autore, tra le altre molte opere, del Teatro degli Arcimboldi di Milano e della trasformazione degli stabilimenti della Bicocca. L'area di intervento di
Acilia è di una società di proprietà di Telecom, Marzotto e Pirelli. Il gruppo Scarpellini fa capo al fondatore Sergio, un uomo venuto «dalla gavetta» come conferma egli stesso. Oggi l'impresa è tra le maggiori operanti nell'edilizia romana. «E' un vero onore per il mio studio -ha commentato Salgado dopo aver appreso di aver vinto il confronto con i suoi colleghiintraprendere questa avventura. Fare città e soprattutto fare "città viva" per garantire a tutti
l'accesso ai benefici dell'urbanità: questo è l'obbiettivo che mi sono proposto nel progettare la nuova centralità della Romanina». Il presidente del X Municipio, Sandro Medici, aveva in precedenza ottolineato il valore della partecipazione degli abitanti alle scelte di fondo del progetto.
pampero October 19th, 2005, 05:48 PM Da terra del degrado a verde per grandi e piccini: Villa Bonelli, ecco il parco di largo Santa Silvia
Era un'area brulla e abbandonata, un ricettacolo di rifiuti. Da ieri, dopo sei mesi di lavori, è uno spazio verde attrezzato anche per il gioco dei più piccoli. Il nuovo parco di largo Santa Silvia, nel quartiere di Villa Bonelli, inaugurato nel pomeriggio dall'assessore capitolino all'Ambiente, Dario Esposito, dal presidente del XV Municipio, Gianni Paris e dalla senatrice Loredana De Petris, è diventata una realtà per i suoi ventimila residenti.
Milletrecento metri quadrati con panchine, rampe d'accesso e corrimano metallici per disabili e anziani, pavimenti in gomma anticaduta, percorsi in travertino e porfido, recinzioni in peperino, una fontanella, cestoni getta carta, alberi di Prinus, siepi di contorno e nuove aiuole. Per la ristrutturazione l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Roma ha investito 310 mila euro.
«Il recupero di questo spazio verde, la cui manutenzione è affidata al Servizio giardini, in un quartiere congestionato come quello di Portuense - ha sottolineato l’assessore Esposito - rappresenta la volontà dell'Amministrazione di aumentare la vivibilità delle periferie con interventi di qualità che valorizzino le risorse ambientali».
Soddisfatto il minisindaco Paris: «Restituiamo al quartiere un parco più sicuro e completamente rinnovato». Subito dopo l'annuncio di nuovi interventi nella zona: «Nella vicina via degli Irlandesi - ha promesso Paris - entro dicembre verrà realizzato un nuovo asilo nido per 60 posti, mentre partiranno nei prossimi giorni i lavori di ristrutturazione del centro anziani "Ciricillo".
A largo Santa Silvia, accanto all'omonima chiesa e al nuovo parco, inoltre, entro Natale saranno consegnati due parcheggi sotterranei per 250 posti auto». Infine i residenti: «Finalmente un luogo d'incontro sicuro per tutti, anziani, mamme e bambini» confida Massimo Peoni, 70 anni, pensionato.
CAESARS-PALACe October 19th, 2005, 06:16 PM sito interessante con gallerie fotografiche :) :
http://www.flickr.com/
foto con il tag "Rome" : 66 139 :runaway:
http://www.flickr.com/photos/tags/rome/
foto con il tag "Roma" : 20 056
http://www.flickr.com/photos/tags/roma/
Eur :
http://www.flickr.com/photos/tags/eur/
.
Thelème October 19th, 2005, 07:14 PM ^link molto interessanti... speriamo di non andare in overdose con tutte ste immagini! :D
Pavlvs October 20th, 2005, 08:36 PM Roma, 20 ottobre 2005 - Nuovi interventi alla viabilità. La Giunta comunale ha infatti approvato l'ampliamento di via Tiburtina.
'L'intervento interessa il tratto da Rebibbia fino al futuro nodo di scambio di via Marco Simone - ha spiegato l'Assessore Giancarlo D'Alessandro - per circa 6,5 km,la nuova strada sara' larga tra i 28 e i 35 metri''.
''L'Amministrazione comunale presenta un progetto innovativo -dichiara D'Alessandro - per un'arteria critica, che ogni giorno registra il transito di 50.000 veicoli, con una frequenza di 6.000 l'ora nelle ore di punta. E' un progetto di grandi dimensioni che il Campidoglio realizzera' in tre anni''.
L'assessore ha illustrato come sarà modificato questo snodo essenziale per la viabilita' romana:'' l'opera (circa 97 Mln di euro) prevede la realizzazione di due corsie per senso di marcia; un corridoio centrale dedicato al trasporto pubblico, che collegherà in pochi minuti il posteggio auto di Setteville alla fermata della metropolitana di Rebibbia, evidenziato da una pavimentazione rossa; quattro anelli di viabilita' che permetteranno di evitare lunghi ingorghi, e 9 km di viabilità che potranno drenare il traffico facilitando il collegamento interno delle zone industriali, commerciali e residenziali; infine 8 aree a parcheggi per circa 800 posti''.
''Quest'opera - conclude - e' di alta tecnologia. Prevede di rinnovare tutte le reti dei pubblici servizi che verranno trasferiti sui marciapiedi all'interno di appositi cavidotti''.
L'allargamento favorira' inoltre il collegamento tra l'asse via Casale di San Basilio-Tor Cervara; il GRA; l'asse via Marco Simone- Viabilita' Parco Tecnologico-A24.
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