View Full Version : Alitalia | Aggiornamenti
Camaway September 17th, 2004, 12:55 PM Alitalia
XXVIII
http://3.bp.blogspot.com/_aHv_hbxfFGQ/TNP4vrGDKwI/AAAAAAAAC_c/HVaGX5WgN3A/s1600/tumblr_l64l4tHhPe1qclzwro1_1280.jpg
Il Network estivo 2011
Il 27 marzo 2011 è entrato in vigore il nuovo orario estivo del gruppo Alitalia che durerà fino al 31 ottobre 2011. Il Network della stagione estiva prevede 92 destinazioni tra Italia e resto del mondo, con oltre 2600 frequenze settimanali su 163 rotte. Alitalia inoltre ha accordi di codeshare con 29 compagnie aeree su 200 destinazioni al mondo.
- Capillare copertura Mercato Domestico: 29 destinazioni nazionali servite direttamente e 1723 frequenze settimanali per soddisfare le esigenze di mobilità interna grazie ad un’ampia gamma di collegamenti diretti dalle principali città italiane verso il resto d’Italia.
- Efficiente copertura dei Mercati Esteri: 63 destinazioni Internazionali e Intercontinentali raggiunte direttamente da Alitalia con 906 frequenze settimanali, con un’offerta studiata di coincidenze sui voli domestici.
- Orari ideali per le esigenze dei clienti: Orari studiati per consentire al cliente business di effettuare viaggi di andata e ritorno in giornata da/per le principali destinazioni italiane ed europee.
- Vicino a casa tua: un network incentrato su 7 basi operative (Roma, Milano Linate, Milano Malpensa, Torino, Venezia, Napoli e Catania) che consentono collegamenti rapidi dalle provincie italiane al resto del mondo.
Tra le principali novità del network estivo si segnalano:
• due nuovi collegamenti intercontinentali: Roma - Pechino, operato da Alitalia in code share con China Eastern (dal 1° giugno 4 voli settimanali, da ottobre 5 voli) e Roma - Rio De Janeiro (dal 1° giugno 3 voli settimanali, dal 28 giugno 4 voli). Con il nuovo volo Roma - Rio De Janeiro, Alitalia diventerà la prima Compagnia nei collegamenti fra Italia e Brasile, con un’offerta complessiva di 11 frequenze settimanali verso il Brasile (San Paolo e Rio de Janeiro).
• un nuovo volo diretto Roma - Shangai, operato da China Eastern in code share con Alitalia (dall’estate 4 voli settimanali) che rafforza la presenza di Alitalia in Estremo Oriente dove la Compagnia è già oggi l’unico vettore che opera collegamenti diretti tra Italia e Giappone;
• un nuovo collegamento internazionale da Roma a Tolosa operato da Alitalia in code share con Air France-Klm (dal 28 marzo);
• nuovi voli diretti da Firenze verso Amsterdam e Catania (dal 27 marzo), operati da Alitalia con un Airbus A319. La nuova tratta Firenze - Amsterdam sarà servita con due voli al giorno in code share con KLM;
• rotte stagionali da Roma Fiumicino e da Milano Linate verso Lampedusa e Pantelleria e da Venezia verso Olbia, Cagliari e Reggio Calabria (da giugno a settembre);
http://corporate.alitalia.it/it/Images/ScreenShot325_tcm6-39715.jpg
http://corporate.alitalia.it/it/Images/ScreenShot368_tcm6-39716.jpg
http://corporate.alitalia.it/it/Images/ScreenShot327_tcm6-39717.jpg
Collegamenti - - Relevant links
Alitalia official website (http://www.alitalia.com/EN_EN/splash-page.aspx)
Aeroporti di Roma official website (http://www.adr.it/fiumicino)
Epicurion September 17th, 2004, 01:00 PM Alla luce dei risultati negli ultimi 13 anni e della combinazione di scarsa competitivita' e servizio, ritenete che l'Alitalia dovrebbe essere lasciata fallire?
anche impegnandosi politicamente con ingenti risorse finanziarie sarà difficile che riescano a farla sopravvivere, anzi piú Veltrone&Storace&Co. si attivano per salvarla piú Alitalia va verso il fallimento!!! quindi non c'è bisogno di lasciarla fallire per vederla fallire...
gruber September 17th, 2004, 02:23 PM la Compagnia come soggetto astratto se lo meriterebbe.
quasi tutti i dirigenti, molti sindacalisti, tanti piloti e assistenti e una parte dei dipendenti di terra se lo meriterebbero pure.
ma poi ci finirebbero di mezzo molti "innocenti". molti?
senza dubbio è la rappresentazione ideale di ciò che mi fa schifo dell'Italia:
grande azienda statale che divora i soldi dei contribuenti.
gestita da dirigenti con tessera di partito in tasca.
assunzioni fatte per raccomandazioni e conoscienze.
produttività bassissima.
maleducazione dei lavoratori spaventosa.
efficienza da Paese Arabo.
prezzi elevati da monopolista pur senza più esserlo.
in perenne ristardo.
prebende e privilegi infiniti per i piloti e le loro famiglie e per tutti i dirigenti.
....
McClane September 18th, 2004, 11:33 AM Io penso che si meriterebbe proprio questo!
Gestioni scriteriate e provincialismi inutili Roma-Milano l'hanno fatta cadere nel baratro.
Se fosse per me cederei tutti gli slot di Malpensa a qualche compagnia interessata (anche estera) così da dare una lezione ai vertici Alitalia su come si gestisce un Hub con un bacino di utenza di più di 20 milioni di persone.
:ohno:
European1978 September 18th, 2004, 05:45 PM Si'.
taurus September 19th, 2004, 07:38 PM Fallimento!!! ..indubbiamente!!
Tarchon September 20th, 2004, 01:10 PM Va lasciata fallire? Bravi così dopo diamo i nostri soldi ai francesi, tedeschi, inglesi, ecc.
Va radicalmente ristrutturata, a cominciare dai dirigenti, quelle teste di c***o che c'erano prima di cimoli cosa hanno fatto dei centinaia di milioni di euro di penale pagati dalla KLM per aver rotto la joint-venture con Alitalia?
E' troppo comodo fare il dirigente con stipendi e buone uscite da capo giro e poi andarsene come se niente fosse dopo aver causato o peggiorato una situazione disastrosa.
A ruota poi tutti gli altri, ognuno con le sue responsabilità, dai piloti ai controllori di volo, al personale di terra fino all'ultimo dei facchini.
Prima di tutto è ora di finirla con decine di vertenze e sigle sindacali, il contratto dovrebbe essere unico per tutti, dai ferrotranvieri al settore aereo, non si capisce perchè debba esistere un solo contratto metalmeccanico in cui sono stati accorpati anche gli elettronici, con una sola vertenza ogni tre quattro anni e invece nel settore pubbico tutto deve essere frammentato e caotico così ogni anno assistiamo a decine e decine di scioperi senza capirci mai niente.
gruber September 20th, 2004, 03:56 PM Alessandro Cenci, comandante, 43 anni, 15 anni di servizio in Alitalia.
«Come cambierà la mia vita dopo questi nuovi accordi? Di certo sarò molto più stanco. Di un pilota si dice che in media dorme venti giorni ogni mese in letti diversi. Ora dei piloti Alitalia si potrà dire che gli altri dieci giorni li passeranno a dormire nel loro letto di casa. Perché alla fine per mantenere lo stesso stipendio dovremo volare molto di più, circa il 50% delle ore in più rispetto a prima. E non soltanto: è stata modificata anche la composizione degli equipaggi, ovvero: siamo in meno a ogni tratta sopra un aereo. Prima per voli sopra le dodici ore, ovvero, un volo come Roma-Tokio, c’erano a bordo un comandante e tre piloti. Da oggi in poi insieme con il comandante ci saranno soltanto due piloti. Così avremo meno possibilità di darci il cambio, dunque di riposarci durante il volo».
«Differente anche la distribuzione dei turni di riposo. Oggi, per esempio, mi tocca un’andata e ritorno da Roma a Tel Aviv: una volta atterrato a Fiumicino non avrò più i due giorni di riposo, come prima. Sarò più stanco io ma non voglio parlare di problemi di sicurezza sugli aerei. Questi nuovi standard sono in linea con quelli europei. Peccato che, per esempio, i nostri colleghi tedeschi della Lufthansa, con le stesse ore di volo e di lavoro, guadagnino il 45% in più».
© Corriere della Sera
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
McClane September 20th, 2004, 05:33 PM @ Tarchon
In linea teorica quello che proponi è perfetto, anche se mi sembra idilliaco o almeno improponibile per adesso in Italia. I sindacati ormai sono diventati dei maestri nel fare i propri affari e nel ruffianismo in generale, indicono scioperi solo per andare contro un colore politico, sarebbero completamente da rivedere come istituzione perchè cosi' come sono adesso provocano solo danni!
@ Gruber
Non ho parole, si commenta da solo, dovrebbe fare un po' di ore in fabbrica o in cantiere per vedere come ci si stanca veramente...
SdR September 20th, 2004, 10:22 PM sembrerebbe che gli incontri tra azienda e sindacato stiano andando a buon fine, gli esuberi saranno meno dei 5.000 previsti ed i risparmi saranno parecchi, ora si devono definire gli ultimi accordi e poi si passerà attraverso il governo. la mia opinione (ma credo che molti già la conoscono viste le precedenti discussioni) relativamente al fallimento alitalia è la seguente: spero che non fallisca, che ci sia un piano di rilancio serio e che l'alitalia possa nuovamente "spiccare il volo"!
Camaway September 21st, 2004, 01:45 AM Io sono pessimista.
Anche se hanno raggiunto un'accordo la compagnia resta tale e quale ed i passeggeri hanno gia' votato con il loro portafoglio molti anni fa. Dove c'e' concorrenza i clienti preferiscono volare con altre compagnie dove pagano meno, ottengono di piu' e vengono trattati con rispetto. Il problema e' solo rimandato di un anno o due poi saremo li' da capo.
skaccomatto September 21st, 2004, 09:09 AM Va lasciata fallire? Bravi così dopo diamo i nostri soldi ai francesi, tedeschi, inglesi, ecc.
Va radicalmente ristrutturata, a cominciare dai dirigenti, quelle teste di c***o che c'erano prima di cimoli cosa hanno fatto dei centinaia di milioni di euro di penale pagati dalla KLM per aver rotto la joint-venture con Alitalia?
Sono seriviti per postare un utile a bilancio prima delle tasse, che poi è diventata perdita. I soldi di KLM non sarebbero in ogni caso serviti a nulla, come non serve a nulla il prestito di 400M€ se non è accompagnato da a) una drastica riduzione del costo del lavoro b)un miglioramento degli yield (in soldoni il prezzo medio a cui vengono staccati i biglietti) c) non si scioglie il nodo hub e il trasferimento della base (o almeno degli equipaggi) a Milano d) non si rade al suolo Linate -o non lo si limita fortemente con decreti di traffico seri e rimozione della dogana per impedire le prosecuzioni intercontinentali- e) non si produce un serio e completo piano di consolidamento e sviluppo. La riduzione degli organici era stata proposta anche da Mengozzi che però aveva il problema di trovarsi Fini inc****to come una iena visto che da lì a poco ci sarebbero state elezioni e sotto elezione è sempre bene NON licenziare pubblicamente 6000 persone (soprattutto se ANPAC e UP votano in modo massiccio per AN, con rispettive famiglie e parenti). Risultato=abbiamo pagato il carrozzone per 6 mesi di più, Mengozzi è stato licenziato, e adesso sono tutti col pepe al culo.
E' troppo comodo fare il dirigente con stipendi e buone uscite da capo giro e poi andarsene come se niente fosse dopo aver causato o peggiorato una situazione disastrosa.
A ruota poi tutti gli altri, ognuno con le sue responsabilità, dai piloti ai controllori di volo, al personale di terra fino all'ultimo dei facchini.
giustissimo, purtroppo conosco personalmente gente che lavora(va) in Alitalia che si è sempre fatta il mazzo quadruplo, e non saranno loro ad essere mantenuti in organico. Il problema del costo del lavoro in AZ è serissimo, piloti (che per sfiga sono anche tra i migliori al mondo...), dirigenti e aa/vv (esclusi gli stagionali e gli ex-AZTEAM) prendono troppo IN BASE a cosa producono e ai benefit che ricevono. La proposta di Ryanair di assumere gli eseburi era una provocazione, se accadesse direi che un buon 75% molla il lavoro dopo 3 mesi, non riuscirebbero a reggere il ritmo. Il personale di terra aeroportuale (frontline e customer care) funziona come il corrispettivo volante, mentre il reparto manutenzione funziona in modo eccellente (anche se ci sono esuberi perchè diminuiscono gli aerei da riparare e AZ non è in grado di vendersi bene come "meccanico" altrui).
Prima di tutto è ora di finirla con decine di vertenze e sigle sindacali, il contratto dovrebbe essere unico per tutti, dai ferrotranvieri al settore aereo, non si capisce perchè debba esistere un solo contratto metalmeccanico in cui sono stati accorpati anche gli elettronici, con una sola vertenza ogni tre quattro anni e invece nel settore pubbico tutto deve essere frammentato e caotico così ogni anno assistiamo a decine e decine di scioperi senza capirci mai niente.
Direi che non si può fare un contratto collettivo per settori così diversi come l'aereonautico e il ferrotranviario... il problema dei sindacati è che in realtà non gestiscono gli affari della categoria ma mirano a far mantenere i privilegi di pochi a scapito della maggior parte dei lavoratori, che spesso non si sentono nemmeno rappresentati.
DaV
Epicurion September 21st, 2004, 09:18 AM l'accordo sindacale è servito principalmente per arrivare al prestito ponte di 400 milioni di euro da parte del governo; se fossero stati concessi quei fondi senza accordo sindacale gli eventuali scioperi avrebbero reso lo stanziamento inutile. quindi l'accordo è frutto dell'emergenza in cui si trova Alitalia. il debito della compagnia ammonta a 386 milioni di euro. la riduzione dei costi derivante dagli accordi di questi giorni è prevista a regime per il 2006. i 400 milioni servono a pagare le forniture piú urgenti e gli stipendi. e dopo? dopo, dovranno essere soddisfatte le 2 condizioni poste da Bruxelles per il prestito ponte: il governo NON dovrà partecipare alla ricapitalizzazione della compagnia e Alitalia dovrà essere PRIVATIZZATA entro l'estate del 2005. in altre parole, dovranno entrare i privati con i loro capitali NON garantiti dallo Stato. chi sarà cosí coraggioso? Babbo Natale? mah, la storia è piena di episodi simili. cosa succede: il privato entra, decima il personale, riduce drasticamente i costi, ridimensiona le strategia dell'azienda e ne aumenta l'efficenza. se Alitalia è fortunata, il privato potrebbe avere il nome di Lufthansa, e allora qualche spazio sulle rotte di corto e medio raggio ce l'avrebbe. ma comunque sarà RIDIMENSIONATA, non facciamoci illusioni!!! Fiumicino diventerà scalo regionale e Malpensa continuerà a non essere un hub. oppure possiamo credere alle favole e sognare che le leggi del mercato non valgano per un'Alitalia privatizzata. se poi non si arriverà ad una vera privatizzazione, le regole UE sono chiare: niente piú chances per interventi statali e si va al commissariamento. ossia: niente vertenze sindacali, il commissario nominato dal governo effettua tutti i tagli che vuole e Alitalia finisce come SwissAir e Sabena.
oggi sul Corriere ennesimo capitolo Alitalia: Cimoli concede ai sindacati di non procedere alla scissione in 2 della compagnia, per separare il settore volo (da privatizzare) dal settore servizi (da sbarazzarsene con tutti i debiti per rendere l'altro settore attraente ai capitali privati). che fanno i dirigenti sindacali? credono che Bruxelles cambi idea e che si torni ai tempi dei salvataggi di Stato? non credo proprio. si stanno parando il culo. sanno che prima o poi la maggior parte dei lavoratori della Magliana finisce fuori dall'azienda, quindi vogliono spostare le responsabilità addosso ad altri. governo o azienda. sanno che la commissione europea non transigerà piú sugli interventi del governo e quindi cercano di spuntare il piú possibile ora. ma ormai è troppo tardi. il problema verrebbe solo rinviato di qualche mese.
Alitalia ha smesso di volare alto. sta solo planando verso un atterraggio di emergenza, nella speranza di non schiantarsi e fare meno danni possibili.
Epicurion September 22nd, 2004, 09:41 AM 22 set 2004*09:16
Alitalia: Lunardi, per accordo meglio Lufthansa di AF
Radiocor - Roma, 22 set - Per l'Alitalia 'sarebbe preferibile un accordo con la Lufthansa piuttosto che con Air France: i tedeschi sono piu' affidabili'. Il ministero delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, esce allo scoperto e traccia la sua strategia sulle alleanze di Alitalia. In un'intervista a Il Tempo, Lunardi afferma che 'con Air France l'Alitalia non riuscira' mai ad avere un rapporto paritario, nonostante la cura di Cimoli'.
gruber September 22nd, 2004, 09:43 AM Con LH avremmo qualche speranza.
l'Hub di Francoforte è saturo e non sono previsti amliamenti.
hanno altri 2 scali principali, Berlino e Monaco anch'essi ampliati recentemente.
uno scalo a Malpensa funzionerebbe come 2° Hub.
Fiumicino diventerebbe scalo per Mediooriente e NordAfrica e per i Charter turistici.
forse così AZ si salverebbe.
Camaway September 22nd, 2004, 02:12 PM Con LH avremmo qualche speranza.
l'Hub di Francoforte è saturo e non sono previsti amliamenti.
hanno altri 2 scali principali, Berlino e Monaco anch'essi ampliati recentemente.
uno scalo a Malpensa funzionerebbe come 2° Hub.
Fiumicino diventerebbe scalo per Mediooriente e NordAfrica e per i Charter turistici.
forse così AZ si salverebbe.
Berlino non e' stato ampliato. L'aeroporto di Tempelhof sara' chiuso questo Ottobre e la stessa sorte tocchera' a Tegel entro il 2008/9. Il progetto e' di trasformare il vecchio aeroporto di Schoenefeld nell'est in un nuovo hub dal nome BBI (Berlin Brandenburg International). Al momento non e' stata posata neppure una pietra e dubito, data la crisi della citta', che ci sara' qualcosa di finito prima del 2010 al piu' presto.
D'altro canto non concordo purtroppo con l'idea che Malpensa potrebbe funzionare come secondo Hub. L'aeroporto di Monaco e' stato ampliato enormemente e con enormi spese di recente (ci ho volato mercoledi' scorso ed e' bellissimo) e vuole con forza diventare il secondo hub Lufthansa.
Ha tutta la forza di risiedere nella citta' commercialmente piu' forte della Germania e la Baviera avra' sempre piu' voce in capitolo con la crescita della CDU ed il crollo di Schroeder. Malpensa e' troppo vicino a Monaco e Lufthansa non la scegliera' mai come hub. Piuttosto potrebbero essere interessati a Roma come scalo medio-orientale.
Mi spiace dirlo, ma con Lufthansa Malpensa non ha futuro.
Epicurion September 22nd, 2004, 02:49 PM Berlino non e' stato ampliato. L'aeroporto di Tempelhof sara' chiuso questo Ottobre e la stessa sorte tocchera' a Tegel entro il 2008/9. Il progetto e' di trasformare il vecchio aeroporto di Schoenefeld nell'est in un nuovo hub dal nome BBI (Berlin Brandenburg International). Al momento non e' stata posata neppure una pietra e dubito, data la crisi della citta', che ci sara' qualcosa di finito prima del 2010 al piu' presto.
D'altro canto non concordo purtroppo con l'idea che Malpensa potrebbe funzionare come secondo Hub. L'aeroporto di Monaco e' stato ampliato enormemente e con enormi spese di recente (ci ho volato mercoledi' scorso ed e' bellissimo) e vuole con forza diventare il secondo hub Lufthansa.
Ha tutta la forza di risiedere nella citta' commercialmente piu' forte della Germania e la Baviera avra' sempre piu' voce in capitolo con la crescita della CDU ed il crollo di Schroeder. Malpensa e' troppo vicino a Monaco e Lufthansa non la scegliera' mai come hub. Piuttosto potrebbero essere interessati a Roma come scalo medio-orientale.
Mi spiace dirlo, ma con Lufthansa Malpensa non ha futuro.
se Milano è troppo vicina a Monaco, allora Monaco è troppo vicina a Francoforte!!! tieni conto che il bacino d'utenza di Monaco non è paragonabile a quello di Malpensa (che, se non sbaglio, è il secondo in Europa dopo Londra), e il prezzo che Lufthansa pagherebbe per papparsi Alitalia potrebbe proprio essere un potenziamento di Malpensa. una cosa è certa: Lufthansa non è Babbo Natale, e neanche un partito "romano", quindi investire su Fiumicino per LH è impensabile. non solo non conviene da un punto di vista economico (come ricordato molto spesso ultimamente, il 70% dei biglietti aerei italiani è venduto al Nord), ma anche da un punto di vista strategico: lasciare alla concorrenza il ricco mercato del Nord Italia sarebbe un suicidio per una compagnia slegata dai vincoli della politica italiana!!!
e poi, guarda AF-KLM. 1º hub a Parigi, 2º ad Amsterdam, cioè + o - la stessa distanza che c'è tra Milano e Monaco (circa 500km) ma senza le Alpi di mezzo!!!
gruber September 22nd, 2004, 03:01 PM si, e con il TGV che tra pochi anni unirà le due città in meno di 1 ora e mezza!
LH mira a prendere il traffico del nord Italia.
se il 70% degli incassi viene del Nord....che se ne fa LH del 30% (che per loro con il loro giro d'affari enorme è misero e ridicolo) del Sud?
niente.
può usare Fiumicino al massimo per quello che dovrebbe essere in un Paese normale:
un Hub regionale per l'enorme traffico turistico su Roma e il Sud e per il Nord Africa e il vicino Oriente.
Monaco come Hub...non può decollare.
ha 1 milione di abitanti e il resto della Baviera ha 12 milioni di abitanti in un'area di +70.000 kmq! (la Lombardia ha 10 milioni di abitanti su 23.000 kmq)
sulla medesima superficie nel Nord Italia vivono quasi 20 miloni di abitanti.
dato che in ogni caso la Baviera è e sarà sempre della LH....perchè lasciarsi sfuggire il Nord Italia e i sui 20.000.000 di abitanti?
sono panzer...ma mica scemi!
con Francoforte e Malpensa hanno la Germania intera + tutto il Nord Italia!
con Francoforte e Fiumicino e Monaco avrebbero la Germania e il sud Italia.
quel non indifferente 70% dei voli di Alitalia rimarrebbe come sempre nel mezzo....pronto come fa da decenni ad andare a Zurigo/Parigi/Madrid/Vienna/Londra.....
Camaway September 22nd, 2004, 03:16 PM Guardate che io sono tutto per Malpensa! Nonostante questo vedo una strategia Lufthansa con l'hub a Francoforte per il mercato nord-europeo, ed un hub a Monaco per il sud.
Se Lufthansa si pappa Alitalia quello che probabilmente fara' sara' di offrire alla clientela d'affari lombarda delle bretelle frequentissime e gratuite dal comodo aeroporto di Linate verso Monaco e da li smistarli verso le destinazioni internazionali.
Se lavorate nella city di Milano e dovete volare diciamo a Shanghai, pensate sia piu' comodo arrivare a Linate, fare gia' il check in finale e farsi mezzora d'aereo per sbarcare direttamente di fronte al vostro gate internazionale o spendere 100 euro di taxi per rimanere imbottigliati un'ora verso Malpensa?
D'altro canto invece, per chi vola dal Medio Oriente, fare scalo a roma rispetto a Monaco o Francoforte significa risparmiare oltre 2 ore di volo (e carburante).
Ripeto, per quanto desideri con cuore il successo di Malpensa, con Lufthansa non vedo futuro...
gruber September 22nd, 2004, 03:30 PM dipende tutto da dove abiti!
io abito in zona ovest! e in certi orari impiego meno ad andare a Malpensa che a Linate!
E NON STO ESAGERANDO!!!
tra l'altro a Malpensa ci arrivo in 35 minuti bello comodo in treno da Cadorna s enon voglio andarci in auto.
mentre a Linate ci devo andare o in auto o in taxi o con uno sfigatissimo autobus. (che chi viaggia in business o first non prenderà MAI!)
chi vola dal Mediooriente sono al 90% viaggiatori per affari.
il turismo in quei paesi è quasi nullo.
chi viaggia per affari in Italia viene a Milano...non a Roma!
quanto al turismo dall'estremo Oriente ti faccio notare che da quando è stato aperto Malpensa i Giappo/Coreani/Taiwanesi che prima facevano Roma+Firenze+Venezia, ora hanno aggiunto anche Milano.
tanto è vero che quest'anno il turismo in Italia è calato di oltre il 12/13% mentre in Lombardia è AUMENTATO del 20%.
oggi la Lombardia ha più turisti di tutto il Centro-Sud Italia messi insieme!!!!
ed in ogni caso il 70% degli incassi di Alitalia sono intorno a Malpensa!
perchè LH dovrebbe rinunciarci ad una parte quando già OGGI HA MONACO?
loro hanno già Monaco.
non verrebbe mica declassato con Malpensa Hub!
rimarrebbe come oggi. tale e quale.
in più LH avrebbe 1 nuovo intero Hub per 20 milioni di Italiani + gli Svizzeri orfanelli di Swissair + quando sarà pronta la Lyon Milano a TAV anche parte della Francia centro-orientale, che oggi deve in ogni caso farsi 2 ore e mezza di treno per andare in uno dei 2 Hub della Francia: Parigi o Nizza!
LH si ritroverebbe con tutta l'Europa centrale!!
Germania+Rep. Ceca + Polonia+Svizzera+Austria+Nord Italia+Francia Orientale.
....mica male, no?
Epicurion September 22nd, 2004, 03:43 PM dipende tutto da dove abiti!
io abito in zona ovest! e in certi orari impiego meno ad andare a Malpensa che a Linate!
E NON STO ESAGERANDO!!!
tra l'altro a Malpensa ci arrivo in 35 minuti bello comodo in treno da Cadorna s enon voglio andarci in auto.
mentre a Linate ci devo andare o in auto o in taxi o con uno sfigatissimo autobus. (che chi viaggia in business o first non prenderà MAI!)
chi vola dal Mediooriente sono al 90% viaggiatori per affari.
il turismo in quei paesi è quasi nullo.
chi viaggia per affari in Italia viene a Milano...non a Roma!
quanto al turismo dall'estremo Oriente ti faccio notare che da quando è stato aperto Malpensa i Giappo/Coreani/Taiwanesi che prima facevano Roma+Firenze+Venezia, ora hanno aggiunto anche Milano.
tanto è vero che quest'anno il turismo in Italia è calato di oltre il 12/13% mentre in Lombardia è AUMENTATO del 20%.
oggi la Lombardia ha più turisti di tutto il Centro-Sud Italia messi insieme!!!!
ed in ogni caso il 70% degli incassi di Alitalia sono intorno a Malpensa!
perchè LH dovrebbe rinunciarci ad una parte quando già OGGI HA MONACO?
loro hanno già Monaco.
non verrebbe mica declassato con Malpensa Hub!
rimarrebbe come oggi. tale e quale.
in più LH avrebbe 1 nuovo intero Hub per 20 milioni di Italiani + gli Svizzeri orfanelli di Swissair + quando sarà pronta la Lyon Milano a TAV anche parte della Francia centro-orientale, che oggi deve in ogni caso farsi 2 ore e mezza di treno per andare in uno dei 2 Hub della Francia: Parigi o Nizza!
LH si ritroverebbe con tutta l'Europa centrale!!
Germania+Rep. Ceca + Polonia+Svizzera+Austria+Nord Italia+Francia Orientale.
....mica male, no?
...ed è per questo che gli altri big del settore (AF-KLM, BA-Iberia, + le altre medio-piccole tipo Austrian, Swiss, ecc.) faranno di tutto per impedire l'accordo con LH. sai che inculata per loro!!! già il cartello delle compagnie europee ha sempre (con successo) tentato di sabotare Malpensa, ora cercheranno alleanze locali (Storace-Veltroni & Co., Ambientalisti Lombardi & Co., Comitati Pro-Linate & Co.) per impedire anche questo eventuale ipotetico accordo AZ-LH.
gruber September 22nd, 2004, 03:49 PM vai a leggere sul forum di Roma.
a Fiumicino hanno deciso altri lavori.
ti immagini quanti Comitati Spontanei di Protesta nasceranno entro i prossimi 30 minuti a Roma?
centinaia come a Milano contro la 3° pista, contro il 3° satellite, contro il Cargo, contro l'ALbergo....?
no. staranno tutti zitti e buoni.
poi finiti gli ennesimi lavori (sempre finanziati da tutti gli Italiani, non dimentichiamolo! l'ADR in borsa ha una quota bassissima. il resto è Pubblico) diranno..."ma come...abbiamo speso tutti questi soldi e volete che Alitalia si sposti a Malpensa? MAI! e che ce frega a noi se così Alitalia RI-RI-RI-RI-RI-RI- FALLIRA' per la 100 volta!)
SdR September 22nd, 2004, 06:39 PM un conto è chiedere di spostare i voli a milano per questo o quel motivo, un conto è chiedere nuove infrastrutture per malpensa, ma non vedo perchè a fiumicino non si possa ampliare l'ereoporto, inoltre si tratta di un ampliamento mirato ad aumentare i voli charter, che c'entra questo con la crisi alitalia?
un'altra considerazione, pur non avendo una conoscenza specifica ed approfondita dell'argomento, da tutte le discussioni affrontate (in questo ed in altri thread) un dato l'ho tratto facilmente: in italia molti aereoporti hanno aumentato o raddoppiato il traffico, nonostante le varie "diatribe" tra roma e milano entrambi i sistemi aereoportuali hanno mantenuto un buon numero di passeggeri annui (28-29 mil. annui - correggetemi se sbaglio) quindi il mercato in italia c'è! eccome!! a questo punto se c'è il mercato perchè farcelo portere via da compagnie straniere???
Epicurion September 22nd, 2004, 07:01 PM un conto è chiedere di spostare i voli a milano per questo o quel motivo, un conto è chiedere nuove infrastrutture per malpensa, ma non vedo perchè a fiumicino non si possa ampliare l'ereoporto, inoltre si tratta di un ampliamento mirato ad aumentare i voli charter, che c'entra questo con la crisi alitalia?
un'altra considerazione, pur non avendo una conoscenza specifica ed approfondita dell'argomento, da tutte le discussioni affrontate (in questo ed in altri thread) un dato l'ho tratto facilmente: in italia molti aereoporti hanno aumentato o raddoppiato il traffico, nonostante le varie "diatribe" tra roma e milano entrambi i sistemi aereoportuali hanno mantenuto un buon numero di passeggeri annui (28-29 mil. annui - correggetemi se sbaglio) quindi il mercato in italia c'è! eccome!! a questo punto se c'è il mercato perchè farcelo portere via da compagnie straniere???
guarda che io non intendevo dire che Fiumicino deve essere abbandonato!!! ben vengano i lavori, ma se lo Stato deve pagare per AdR perché non fare lo stesso con SEA e tutte le altre società di gestione aeroportuale italiane? io ribadiscono per l'ennesima volta che non ce l'ho con Roma. io ce l'ho con i politici, che hanno semplicemente il domicilio a Roma ma che vengono da tutta Italia, i quali hanno gestito le aziende di Stato italiane come fossero di loro proprietà. se poi vogliamo fare un discorso economico-logistico, non è colpa mia se il 70% dei passeggeri italiani risiede al Nord!
per quanto riguarda poi lo sviluppo degli aeroporti italiani, il traffico di Fiumicino (25 milioni di passeggeri), di Malpensa (18 milioni) e degli altri aeroporti italiani è ridicolo. Heathrow ne fa 60 di milioni, Gatwick (il 2º dei 5 aeroporti di Londra!!!) ne fa 40 (40!!!), piú di 40 ne fanno anche Parigi Charles De Gaulle, Francoforte e Amsterdam. addirittura Zurigo e Madrid battono Fiumicino e Malpensa. il sistema aeroportuale milanese (26 milioni in 3 aeroporti) non arriva alla metà del solo Heathrow, e questo nonostante i bacini d'utenza delle due aree siano comparabili. tutto ció grazie al fatto che Alitalia dormiva mentre gli altri si sviluppavano. se poi mi dici che è meglio sia un'azienda italiana ad usufruire del nostro mercato, beh, già oggi non è cosí!!! voliamo con compagnie straniere facendo 10 mila scali perché Alitalia di rotte intercontinentali ne ha una manciata e a Malpensa cancella anche quelle poche!!!
SdR September 22nd, 2004, 09:15 PM guarda che io non intendevo dire che Fiumicino deve essere abbandonato!!! ben vengano i lavori, ma se lo Stato deve pagare per AdR perché non fare lo stesso con SEA e tutte le altre società di gestione aeroportuale italiane? io ribadiscono per l'ennesima volta che non ce l'ho con Roma. io ce l'ho con i politici, che hanno semplicemente il domicilio a Roma ma che vengono da tutta Italia, i quali hanno gestito le aziende di Stato italiane come fossero di loro proprietà. se poi vogliamo fare un discorso economico-logistico, non è colpa mia se il 70% dei passeggeri italiani risiede al Nord!
se ogni volta che si fanno dei lavori a fiumicino, si dice che questi contribuiscono a far rimanere alitalia a fiumicino (e quindi a fallire) è come dire che è meglio non fare più lavori a fiumicino, anche se si tratta di lavori utili per i voli charter.
non so se adr sia tutta privata, tutta statale, metà e metà, ho visto però sul sito adr che il bilancio relativo all'anno 2003 ha registrato un fatturato consolidato superiore ai 518 milioni di Euro. quindi mi chiedo non potrebbero utilizzare quelli senza chiedere una lira allo stato??? siamo sicuri che non sia così??? se poi è una azienda statale ed ha un bilancio in positivo vuol dire che funziona e allora è giusto che investa per produrre ulteriore ricchezza.
per quanto riguarda poi lo sviluppo degli aeroporti italiani, il traffico di Fiumicino (25 milioni di passeggeri), di Malpensa (18 milioni) e degli altri aeroporti italiani è ridicolo. Heathrow ne fa 60 di milioni, Gatwick (il 2º dei 5 aeroporti di Londra!!!) ne fa 40 (40!!!), piú di 40 ne fanno anche Parigi Charles De Gaulle, Francoforte e Amsterdam. addirittura Zurigo e Madrid battono Fiumicino e Malpensa. il sistema aeroportuale milanese (26 milioni in 3 aeroporti) non arriva alla metà del solo Heathrow, e questo nonostante i bacini d'utenza delle due aree siano comparabili. tutto ció grazie al fatto che Alitalia dormiva mentre gli altri si sviluppavano. se poi mi dici che è meglio sia un'azienda italiana ad usufruire del nostro mercato, beh, già oggi non è cosí!!! voliamo con compagnie straniere facendo 10 mila scali perché Alitalia di rotte intercontinentali ne ha una manciata e a Malpensa cancella anche quelle poche!!!
so benissimo che altri aereoporti hanno il doppio dei passeggeri di quelli italiani, però in italia da pochi anni è stato aperto un nuovo hub, malpensa, che ha circa 20 milioni di passeggeri annui, ma in seguito a questi passeggeri in più ne linate ne fiumicino hanno perso passeggeri, quindi si possono considerare passeggeri guadagnati.
il fatto (da te sottolineato) che per raggiungere molte località devi fare 10 scali con compagnie straniere rafforza ancor di più la mia idea, salviamo alitalia e facciamogli coprire quelle rotte!
BASTA NON CE LA FACCIO PIU'!!!! se qualche dirigente alitalia legge questo forum mi assume come avvocato difensore della compagnia.
approposito tra Af e LH senza ombra di dubbio LH!
Epicurion September 23rd, 2004, 04:01 PM Ma i problemi finanziari restano rilevanti
Alitalia: Cimoli, «Ce la possiamo fare»
Prudente ottimismo del presidente della compagnia che avverte: possibile entrare in società con partner italiano
ROMA - «Ce la possiamo fare». E' ottimista nonostante tutto il presidente e amministratore delegato di Alitalia Giancarlo Cimoli, al termine del colloquio con i parlamentari delle commissioni Lavori pubblici del Senato e dei Trasporti della Camera.
Cimoli ha evidenziato come oltre alla necessità di rivedere i rapporti con Air France sia possibile entrare in società con un altro partner italiano, probabilmente la Meridiana. Il numero uno dell'Alitalia ha poi attaccasto duramente le regole di gestione degli aeroporti italiani. «La situazione negli aeroporti italiani e in particolare quella sul sistema di pagamento dei diritti aeroportuali è una situazione da Congo Belga e non da Paese europeo» ha spiegato Cimoli.
DIFFICOLTA' FINANZIARIE - Cimoli, nel presentare al Parlamento il nuovo piano industriale della compagnia aerea pubblica, non ha nascosto però le grandi difficoltà finanziarie in cui l'azienda di trasporto aereo è chiamata ad operare. Ricordando che le conseguenze si sono viste nei conti del 2003 con una perdita di 520 milioni di euro oltre a una perdita di quote di mercato e un drastico calo dei ricavi, Cimoli ha fatto presente che l'indebitamento finanziario netto è passato da 908 milioni di euro nel 2002 a 1.440 milioni di euro a fine 2003. «I primi 9 mesi del 2004 - ha sottolineato Cimoli - confermano in pieno le difficoltà di performance del 2003 con un aggravio della posizione finanziaria con cassa prossima a zero a fine settembre. La capacità di credito è, com'è noto, esaurita».
OBIETTIVI - Cimoli ha poi illustrato gli obiettivi del progetto industriale 2005-2008 che prevede un sostanziale recupero di redditività e ritorno al pareggio nel 2006. Lo stesso Cimoli ha fatto presente che fino a tale data l'obiettivo primario sarà il risanamento per garantire la continuità aziendale. «Con questo piano l'Alitalia punta a posizionarsi come un vettore a rete altamente efficiente con una flotta in grado di competere su tutti i mercati valorizzando il concetto di carrier for Italy quale veicolo di sviluppo e identità». Il manager ha fatto anche presente che con le risorse a disposizione è inconcepibile pensare all'Alitalia come vettore globale visto che non avrebbe le dimensioni per giocare tale ruolo nel mercato del trasporto aereo mondiale. Comunque per raggiungere gli obiettivi del piano, secondo il numero 1 dell'Alitalia, è necessario una «posizione di costo radicalmente più bassa dell'attuale e la massima utilizzazione degli asset disponibili». E infatti i nuovi contratti di lavoro vanno in tale direzione, tant'è che «per quanto riguarda le operazioni di volo - ha affermato Cimoli - con la firma dei nuovi contratti per il personale navigante si sono raggiunti livelli di impiego in linea con quelli dei maggiori vettori europei».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2004/09_Settembre/23/alitalia.shtml
Meridiana...cioè un'ulteriore concessione alla politica e soprattutto a Storace/Veltroni/Gasbarra. il Corriere di oggi era stato molto chiaro a riguardo:
Pronto per domani il decreto sugli ammortizzatori sociali per gli esuberi
«Alitalia privata modello Air France»
I sindacati: firmeremo l’accordo solo se lo Stato conserverà un ruolo chiave
ROMA - L’incontro decisivo tra Alitalia e i sindacati, previsto per ieri pomeriggio, è slittato alle 18 di oggi. Ma la linea del dialogo, voluta dal governo, tiene. Così ieri nei frenetici incontri tra l’azionista (il ministero dell’Economia, rappresentanto in consiglio da Roberto Ulissi), l’amministratore delegato Giancarlo Cimoli e i sindacati, si è messo mano al dossier più delicato: la privatizzazione della nuova azienda del volo, Az Fly. I sindacati la vorrebbero sul modello di Air France, cioè con l’ingresso di investitori istituzionali che mantengano intatto il potere decisionale dello Stato. La questione è dirimente: i sindacati sembrano aver accettato lo schema in due tempi secondo il quale in un primo momento sarà Az Fly a controllare la/le società dei servizi (Az Service) fino al momento della privatizzazione. Poi la Fly scenderebbe sotto il 51%. In cambio però i sindacati chiedono garanzie su due fronti. Primo: i lavoratori della/e società di servizio (manutenzione, informatica, handling) dovranno mantenere per un certo numero di anni il loro «status», conservando ad esempio, il contratto del trasporto aereo. Ma non basta: cosa succederà a questi lavoratori quando Az Fly verrà privatizzata? I sindacati vogliono essere sicuri che i patti vengano rispettati anche dai privati ma soprattutto che questi non si limitino a speculare liquidando le attività di servizio.
Di qui la necessità di «blindare» la privatizzazione, invocando l’ingresso di banche, fondi, istituzioni, investitori istituzionali. Ma sul punto l’azionista è tornato a porre chiare condizioni: la privatizzazione deve avvenire secondo regole di mercato altrimenti rischia di fallire. Si cerca dunque un compromesso, non ignorando che sulla questione ci sono pressioni politiche cui Cimoli non mancherà di rispondere oggi nell’audizione alle commissioni parlamentari Trasporti. Non sfugge a nessuno l’insistenza con cui la Lega continua a porre condizioni al salvataggio di Alitalia. Ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha detto che il decreto sugli ammortizzatori sociali è pronto. Ma negli scorsi giorni Maroni era tornato a chiedere lo spostamento del baricentro della compagnia su Malpensa. E’ fin troppo facile immaginare che se a entrare nel capitale di Alitalia fosse una compagnia del Nord, come Volare, l’operazione gli riuscirebbe a costo zero. Ma non tutti nel governo la pensano così. Certo non i sindacati che considerano Meridiana e non Volare la compagnia più compatibile per un’alleanza sul domestico. Alleanza e non fusione, perchè tra le condizioni del prestito-ponte, poste dall’Ue, c’è il blocco delle acquisizioni fino al 2007.
Antonella Baccaro
Economia
gruber September 23rd, 2004, 04:12 PM L'ultima cosa SDR, poi la smetto.
guarda che per Malpensa si chiede sostanzialmente solo 1 cosa:
o che Alitalia si sposti da Roma e lo usi come Hub
o che Alitalia se ne va definitivamente fuori dalle palle e va a Roma in toto.
perchè in ogni caso i 20.000.000 di abitanti ...non è che si spostano a Fumicino tutti per usare Alitlaia!
non è che di colpo gli abitanti del centro-sud si mettono a volare come matti epr far vivere Alitalia!
Alitalia deve solo SCEGLIERE.
a Malpensa ci sono almeno 3 grandi e sane compagnie estere disposte ad usarlo come loro HUB del Nord Italia!
ma l'Alitalia tiene bloccati gli Slots, non permettendo tutto questo.
in più...a me dell'Alitalia non me ne frega mica poi tanto....non è che sono così FIERO dell'Alitalia...anzi è presa per il culo in tutto il mondo da tutti gli stranieri!
ALitalia, Alitarda, Alicasca....quindi....a Roma dovrebbero avere semplicemente il coraggio di prendere una decisione:
lasciare libera la competizione.
ma sanno che perderebbero....e per salvare il culo agli elettori di STorace/Veltroni (22.000 + familiari + indotto) e c. sono disposti a far saltare Malpensa e a far fallire Alitalia per la 1000° volta.
d'altra parte....Alitlaia è fallita ogni 3 anni circa dagli anni 80.
e dove era l'Hub?
....A FIUMICINO per dio! mica a Malpensa!!!!!
Epicurion September 23rd, 2004, 04:16 PM dal sito del Sole 24 Ore:
Holding più lontana per Alitalia
Slitta a oggi l’incontro tra Cimoli e i sindacati. Maroni: domani il via libera al decreto sugli ammortizzatori
Si allontana la holding per Alitalia, mentre l’incontro tra i sindacati e Giancarlo Cimoli per chiarire il nuovo assetto societario è stato rinviato a stasera. Prima, nel pomeriggio, il numero dell’Alitalia illustrerà il piano industriale alle commissioni Trasporti congiunte di Senato e Camera. Sarà però un piano privo delle informazioni sul nuovo assetto, in origine previsto con lo spezzatino tra Az Fly, la società di volo con 11.700 dipendenti o 10mila nel 2008 al netto degli esuberi, e Az Service, la società di servizi (manutenzione, handling aeroportuale, informatica) con 9mila dipendenti, che si ridurrebbero a 7mila dopo l’uscita delle eccedenze. Azioni in ribasso del 3,2% a 0,278 euro. Alla Magliana i contatti con i sindacati sono proseguiti ieri, ma non è stata trovata una soluzione che avesse il loro gradimento. Così l’incontro nel quale Cimoli punta ad ottenere l’intesa generale è slittato di 24 ore alle 18 di oggi. L’ipotesi della holding che mantenga unito il gruppo e controlli il 51% di Az Service anche dopo la privatizzazione di Az Fly viene respinta dal ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, azionista al 62,4% dell’Alitalia. Come alternativa, Cimoli propone ai sindacati un assetto più articolato e flessibile. Nella prima fase, all’inizio del 2005, Az Fly avrebbe la maggioranza di Az Service e il 49% del capitale passerebbe a Fintecna, la società al 100% del Tesoro che ha assorbito l’ex Iri in liquidazione e tutti i casi più difficili di imprese pubbliche da ristrutturare e ricollocare sul mercato. Questa costruzione cesserebbe al momento della privatizzazione, da realizzare entro l’estate 2005. A quel punto la partecipazione di maggioranza di Az Service verrebbe scaricata da Az Fly a un altro partner, la stessa Fintecna, eventualmente con altri soci. I sindacati però chiedono garanzie per l’occupazione, così questo punto è il più fragile dell’intera costruzione. Clausola di dissolvenza. Alla Magliana c’è ottimismo per il buon esito della trattativa. L’assenso dei sindacati è necessario per rendere efficaci gli accordi sui circa 3.700 esuberi della scorsa settimana, che sono il passo preliminare e necessario per la riduzione dei costi. Negli accordi è stata inserita, come lettera dell’azienda ai sindacati, la clausola di dissolvenza. Questa clausola subordina l’efficacia degli accordi «alla definizione di un’intesa complessiva sul progetto industriale di gruppo 2005-2008, che dovrà prevedere — fra l’altro — le modalità condivise di gestione delle eccedenze di gestione» Ammortizzatori. Sullo smaltimento degli esuberi i sindacati hanno chiesto ammortizzatori sociali, dovrebbero esserci cassa integrazione e mobilità corta (tre anni). Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha rinviato l’audizione di ieri al Senato in cui avrebbe dovuto illustrare il provvedimento sugli ammortizzatori sociali, perché ancora non era raggiunto l’accordo generale con i sindacati. Maroni ha comunque sostenuto che il decreto sugli ammortizzatori sociali per Alitalia è pronto per essere approvato dal Consiglio dei ministri, previsto domani. Alleanze. È aperto anche il cantiere delle alleanze. Un altro colpo contro il partner Air France e a favore di Lufthansa è stato sparato ieri dal ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi. «sarebbe preferibile un accordo con Lufthansa piuttosto che con Air France: i tedeschi sono più affidabili. E quanto a una partnership con un vettore nazionale bisognerebbe valutare attentamente l’ipotesi di Meridiana».
Camaway September 23rd, 2004, 04:55 PM Sito Repubblica di oggi:
Nuovo allarme per Alitalia. A lanciarlo è ancora una volta Gianfranco Cimoli. "Siamo con la cassa ai limiti; a fine settembre è prossima allo zero", ha detto ai parlamentari delle commissioni Lavori pubblici del Senato e Trasporti della Camera il presidente ed amministratore delegato della società, sottolineando che le performance economiche della compagnia "risultano, purtroppo, tra le peggiori" e la struttura dei costi è "tra le più inefficienti". Cimoli ha poi lasciato porte aperte ad un rinnovato accordo con Air France e, a chi gli chiedeva se Meridiana sarà il prossimo partner di Alitalia ha risposto: "Può essere".
La compagnia ha proseguito il numero uno di Alitalia "si trova ad affrontare una situazione estremamente difficile da tutti i punti di vista: performance di business, economico, finanziario, patrimoniale. In particolare le performance economiche risultano di gran lunga tra le peggiori nell'ambito delle principali compagnie di bandiere europee".
E secondo il top manager, "l'insostenibile andamento economico-finanziario dell'Alitalia dipende da inefficienze in tutte le aree aziendali: un mix tra la configurazione della flotta non allineata alla domanda, una rete penalizzante, l'assenza di una base equipaggi a Malpensa, i costi aeroportuali più elevati dei competitor, i processi commerciali inefficaci, le Flyght operations e Ground operations con bassa produttività e una configurazione operativa non ottimale, criticità organizzative e di processo e funzioni di Head quarter sovradimensionate." Per finire con "un livello di assenteismo molto superiore al normale".
Cimoli ha sottolineato quindi che l'indebitamento finanziario netto è passato da 908 milioni di euro nel 2002 a 1.440 milioni di euro a fine 2003. E "I primi 9 mesi del 2004 confermano in pieno le difficoltà di performance del 2003". Per riempire le casse vuote della compagnia, Cimoli ha poi illustrato gli obiettivi del progetto industriale 2005-2008 che prevede un sostanziale recupero di redditività e ritorno al pareggio nel 2006. L'obiettivo primario "sarà il risanamento per garantire la continuità aziendale".
Il manager ha fatto anche presente che con le risorse a disposizione è inconcepibile pensare all'Alitalia come vettore globale visto che non avrebbe le dimensioni per giocare tale ruolo nel mercato del trasporto aereo mondiale. Il che non significa rinunciare all'alleanza con Air France a patto di rivedere alcune condizioni dell'alleanza. "Non vogliamo stare seduti sull'ultima sedia del tavolo - ha aggiunto - perciò occorre ridiscutere di alcuni vantaggi" appannaggio dell'aviolinea francese. E a conclusione del capitolo alleanze, Cimoli non ha escluso che il prossimo partner della compagnia di bandiera possa essere Meridiana.
Se aspettano qualche altra settimana la domanda che ho posto come titolo del thread si rispondera' da sola...
Epicurion September 23rd, 2004, 05:10 PM vedrai, incasseranno il prestito ponte, pagheranno forniture urgenti e stipendi, ritorneranno a non avere piú cassa, gli investitori privati si terranno alla larga, e tra qualche mese ci sarà ancora un tormentone. solo che allora di prestiti ponte la UE non ne autorizzerà piú...
gruber September 23rd, 2004, 05:21 PM e il prestitio di 800 miliardi di soldi nostri ...evaporeranno......ma Storace e Veltroni faranno la loro bella figura di averle tentate tutte...così i loro elettori sarano felici....
speriamo che almeno Alitalia non si porti nella tomba gli Slots di Malpensa!!!!!
SdR September 23rd, 2004, 07:35 PM L'ultima cosa SDR, poi la smetto.
guarda che per Malpensa si chiede sostanzialmente solo 1 cosa:
o che Alitalia si sposti da Roma e lo usi come Hub
o che Alitalia se ne va definitivamente fuori dalle palle e va a Roma in toto.
perchè in ogni caso i 20.000.000 di abitanti ...non è che si spostano a Fumicino tutti per usare Alitlaia!
non è che di colpo gli abitanti del centro-sud si mettono a volare come matti epr far vivere Alitalia!
Alitalia deve solo SCEGLIERE.
a Malpensa ci sono almeno 3 grandi e sane compagnie estere disposte ad usarlo come loro HUB del Nord Italia!
ma l'Alitalia tiene bloccati gli Slots, non permettendo tutto questo.
in più...a me dell'Alitalia non me ne frega mica poi tanto....non è che sono così FIERO dell'Alitalia...anzi è presa per il culo in tutto il mondo da tutti gli stranieri!
ALitalia, Alitarda, Alicasca....quindi....a Roma dovrebbero avere semplicemente il coraggio di prendere una decisione:
lasciare libera la competizione.
ma sanno che perderebbero....e per salvare il culo agli elettori di STorace/Veltroni (22.000 + familiari + indotto) e c. sono disposti a far saltare Malpensa e a far fallire Alitalia per la 1000° volta.
d'altra parte....Alitlaia è fallita ogni 3 anni circa dagli anni 80.
e dove era l'Hub?
....A FIUMICINO per dio! mica a Malpensa!!!!!
però era a fiumicino quando alitalia era la sesta o settima compagnia aerea del mondo quindi non è solo colpa di fiumicino.
comunque a conti fatti:
- io non lavoro all'alitalia se fallisce al lavoro non mi cambia nulla, a fiumicino voli dell'alitalia praticamente non ce ne sono più (quasi tutte tratte (poche) intercontinentali di alitalia partono da malpensa), se fallisce per partire non mi cambia nulla, lo sottolineo perchè a questo punto sembra quasi che abbia io degli interessi, non è così, si tratta di mie opinioni e basta!
- 20.000 (+ indotto) dipendenti sono tanti e sarà una bella botta per roma, il 5% del pil è tanto ... ma ad esempio il settore dove lavoro io conta già migliaia di cassaintegrati, se non cambia la situazione economica del PAESE non basterà salvare alitalia per salvare tutta l'economia che sta andando a rotoli.
-veltroni e storace: i voti o vanno a destra o vanno a sinistra, se li contendono, percio "tutti scontenti o tutti contenti" ma sempre o uno a l'altro vincerà le elezioni anche se non salvano alitalia, credo piuttosto si tratta di politici locali che difendono interessi locali (come ovunque succede).
- siete così convinti che malpensa avrà dei vantaggi da un eventuale fallimento di alitalia?? pensate milano - pechino ci pensi l'air france a coprirlo??? o milano - NY ci pensi LH?? secondo me è molto più facile che le compagnie di altri stati rafforzino i collegamenti con i loro hub con voli da milano .... molto probabilmente linate! per la gioia di tanti milanesi.
- relativamente ai soldi che lo stato (quindi noi cittadini e quindi anche IO) regala ad alitalia, sono gli stessi che ha sempre regalato ad altre grandi aziende che con la minaccia di licenziamenti di massa ... se li fanno elargire.
la FIAT ad esempio ha avuto mille agevolazioni dallo stato, c'è sempre stato un certo "feeling" tra la politica e la famiglia agnelli (credo ci sia stato anche un senatore a vita) eppure la fiat a sede a torino e non a roma, questo non ha impedito di alla fiat di accaparrarsi dei favori in parlamento. e gli agnelli non sono di Roma!
per non parlare poi del nostro attuale premier, titolare di mediaset (e quant'altro) con sede a MILANO, quantomeno qualche leggina per favorire i suoi interessi se l'è fatta ... mediaset è una delle poche aziende italiane di rilievo che potrà chiudere il bilancio in attivo ... tutto merito di scelte aziendali e strategie economiche azzeccate ... oppure qualche favore il presidente di mediaset se lo è fatto fare dal presidente del consiglio???anche in questo caso la politica a fovore di aziende non romane.
ragazzi la politica e l'economia vanno a braccetto!!!! scordatevi un'economia libera dalla politica e viceversa!!! i politici e gli imprenditori si cercano vicendevolmente ed amorevolmente per un unico interesse comune: tanti €uro!!!! non centra niente roma, milano, napoli e torino. roma è il luogo dove ciò si consuma, i consumatori vengono però da tutte le latitudini per interessi personali in qualsiasi latitudine!
@gruber
Il mio "BASTA NON CE LA FACCIO PIU'!!!! ..... " era una battuta, mi spiace tu l'abbia inteso come un mio non voler più discutere della situazione alitalia, ti assicuro che non sono affatto stufo (anzi!!), ritengo sia un discorso abbastanza interessante da poterci perdere ogni tanto un po di tempo.
ciao.
Tarchon September 23rd, 2004, 10:32 PM Direi che non si può fare un contratto collettivo per settori così diversi come l'aereonautico e il ferrotranviario... il problema dei sindacati è che in realtà non gestiscono gli affari della categoria ma mirano a far mantenere i privilegi di pochi a scapito della maggior parte dei lavoratori, che spesso non si sentono nemmeno rappresentati.
DaV
Sei sicuro? Io appartengo alla categoria dei metalmeccanici, in cui sono
raggruppati i seguenti settori:
- siderurgico
- autoavio
- elettromeccanico
- elettronico
- meccanica generale
- fonderia di seconda fusione
- cantieristico
Per ognuno di questi poi c'è un elenco di settori di cui non sto quì ad elencare i particolari (come il mio che rientra nei servizi), a casa ho un vecchio contratto del 1994 (un bel libro 298 pagine!).
Chissà come mai in generale per l'industria (soprattutto quella privata) è tutto così semplice, possibile e invece quando si parla di lavoratori statali o parastatali diventa così problematico... :nono:
Tarchon September 23rd, 2004, 10:56 PM Mi sembra di capire che di tutta questa vicenda non ci resta che aspettare di vedere di quale morte devrà morire Alitalia:
1) fallire
2) comprata da AF
3) comprata da LH
Per quanto mi riguarda tra Malpensa e Linate mi trovo meglio ad Orio al Serio con compagnie a basso costo come Volare, già sperimentata, peccato che questa sia ora in crisi.
Epicurion September 24th, 2004, 08:56 AM la FIAT ad esempio ha avuto mille agevolazioni dallo stato, c'è sempre stato un certo "feeling" tra la politica e la famiglia agnelli (credo ci sia stato anche un senatore a vita) eppure la fiat a sede a torino e non a roma, questo non ha impedito di alla fiat di accaparrarsi dei favori in parlamento. e gli agnelli non sono di Roma!
già, la FIAT. hai fatto un ottimo esempio. forse il piú clamoroso caso di azienda di Stato in mano a privati. finché Bruxelles l'ha permesso, i problemi della FIAT venivano sempre risolti dal governo. rottamazioni, svalutazioni della lira, regali spudorati (leggi: Alfa Romeo e l'appalto TAV Torino-Milano), e quant'altro. non è un caso che la crisi sia scoppiata quando la UE ha deciso che i favori erano troppi. d'altronde, con un senatore a vita, una sorella che è stata Ministro (ve la ricordate Susanna agli esteri?), il controllo totale di un'intera città neanche troppo piccola e, tra le altre cose, del quotidiano a maggior tiratura, beh, cosa ci si può attendere? non c'è sicuramente da essere entusiasti che i soldi pubblici siano sempre indirettamente finiti anche nelle casse dell'azienda torinese (tra l'altro questo vale per tutte le grandi aziende di qualsiasi Paese, USA compresi). ma almeno di regola la FIAT ha sempre prodotto auto e utili!!! i favori di Stato servivano a sostenere le vendite FIAT a discapito di altri marchi, però la gente le auto le comprava comunque, cioè il mercato esisteva ed era forte, e a livello globale. mentre il mercato di Alitalia è fittizio!!! è incentrato su un'area che non genera traffico remunerativo!!! anzi, è in perdita!!! e intanto dove il mercato c'è, è internazionale (forti sarebbero le tratte con la Cina, ad esempio, che Alitalia ha CANCELLATO) e SUPEREMUNERATIVO, Alitalia latita. FIAT non ha certo esitato ad andare in Brasile, USA, Polonia, URSS, per proteggere interessi localistici. e ti ripeto che nessun ce l'ha con Roma e i romani. non è colpa né mia né vostra se lo Stato ha sede a Roma. quindi quando si critica Alitalia per essere "romana", si intende che Alitalia non segue le regole del mercato ma della "politica". e se questo fosse fatto coi soldi dei politici, ad esempio quelli per le campagne elettorali, non avrei nulla (beh, quasi nulla...) da eccepire. ma visto che sono soldi di TUTTI...mi girano i coglioni!!! e dopo il danno, pure la beffa, visto che mi devo fare 50 scali se da una località italiana voglio raggiungere, che ne so, la Cina o l'Australia.
per quanto riguarda Mediaset, lo stato roseo delle sue finanze è dovuto al fatto che in Italia si spartisce il monopolio della TV terrestre e quindi della PUBBLICITA' con la RAI. le cose andavano benissimo anche prima che il Berlusca diventasse premier. e te lo dice uno che non ha alcuna simpatia per Berlusconi. però hai assolutamente ragione quando dici che politica e affari vanno a braccetto. senza la sua amicizia con Bettino Craxi (e i socialisti a Milano volevano dire potere, tant'è che sono finiti quasi tutti in Forza Italia), non sarebbe andato da nessuna parte. e il fatto che Canale 5 sia stato trasferito in massa a Roma non è un caso. e inoltre dopo Tangentopoli anche i piú ingenui hanno dovuto ammettere che a Milano come a Roma gli affari si facevano "politicamente". ma a Milano non ha sede un cazzo (neanche la Consob), quindi il pericolo che le aziende di Stato agiscano in base ad interessi elettorali localistici milanesi non è tanto grosso. nonostante i "milanesi" non siano nè piú né meno potenzialmente disonesti dei "romani".
Epicurion September 24th, 2004, 09:34 AM Maratona nella notte sul salvataggio. Maroni: la decisione al Consiglio dei ministri. Ammortizzatori, decreto pronto
Alitalia sarà divisa in due, asse con Meridiana
Tramonta la holding. Cimoli: possibile accordo in Italia, ridiscuteremo con Air France. Az Fly, il Tesoro mai sotto il 30%
ROMA - Stretta finale nella notte per Alitalia. L’amministratore delegato Giancarlo Cimoli, in accordo con l’azionista, il ministero dell’Economia, ha concordato con sindacati uno schema di riassetto societario che punta a salvaguardare l’«unitarietà» del gruppo senza ricorrere a una holding. Alitalia, trasformata in Az Fly (solo attività di volo), controllerebbe Az Service al 100% (e poi al 51%), cioè le attività di servizio, mentre il 49% andrebbe a Fintecna, società pubblica. La proposta non metterebbe un termine a questo assetto. Ma il termine implicito è probabilmente quello della privatizzazione di Az Fly che avverrà nei primi mesi del 2005. Nella proposta di Cimoli, il Tesoro s’impegna a non scendere sotto il 30% di Az Fly, il resto del capitale andrebbe, come richiesto dai sindacati, a investitori istituzionali secondo il modello Air France. Nel frattempo la Service potrebbe alleggerirsi di alcune attività per le cui dismissioni i contatti sarebbero a buon punto (informatica a Ibm). Insomma la cessione delle attività di servizio non sarebbe traumatica. A marzo la Service potrebbe consistere già nelle sole attività di manutenzione: il successivo passaggio del 51% della Service a Fintecna è la parte più delicata dell’accordo per la forte sindacalizzazione di queste attività (Cgil e Sult). Per questo Alitalia (e poi di Fintecna) s’impegna a mantenere immutato il contratto collettivo dei lavoratori coinvolti. Del resto Az Fly e Az Service resteranno legate dai contratti di fornitura che dovrebbero garantire l’attività della seconda ai prezzi migliori per la prima. Intanto il ministero del Welfare ha approntato il decreto con gli ammortizzatori sociali per i 3.679 esuberi che potrebbe approdare oggi in Consiglio dei ministri: la cassa integrazione per 12/24 mesi e i tre anni di mobilità potrebbero costare 110 milioni di euro. Ieri Cimoli, ascoltato dalle commissioni parlamentari Trasporti, ha confermato che la cassa a settembre conterrà solo 20 milioni e ha ribadito che l’alleanza con Air France è da ridiscutere. Quella sul domestico potrebbe realizzarsi «in tempi molto brevi». Candidati sono 2-3 vettori, tra questi «potrebbe» esserci Meridiana, ipotesi confermata ieri dall’amministratore delegato, Gianni Sebastiani. Cimoli è tornato ad attaccare alcuni aeroporti per i favori ai «low cost»: «Sembra di essere nel Congo Belga» ha detto, invocando l’intervento dell’Antitrust.
Antonella Baccaro
Economia
gruber September 24th, 2004, 09:57 AM però era a fiumicino quando alitalia era la sesta o settima compagnia aerea del mondo quindi non è solo colpa di fiumicino.
stai parlando dei gloriosi anni 50 e 60? quando le compagnie aeree erano 30 in tutto il mondo?
in ogni caso l'AZ perde soldi sino ad essere perennemente in rosso dai primi anni 80. sono passati 25 anni quasi.....
e Malpensa2000 c'è da 6 anni....
comunque a conti fatti:
- io non lavoro all'alitalia se fallisce al lavoro non mi cambia nulla, a fiumicino voli dell'alitalia praticamente non ce ne sono più (quasi tutte tratte (poche) intercontinentali di alitalia partono da malpensa), se fallisce per partire non mi cambia nulla, lo sottolineo perchè a questo punto sembra quasi che abbia io degli interessi, non è così, si tratta di mie opinioni e basta!
tu pensa che ad oggi a Malpensa le tratte Intercontinentali sono DIMINUITE. perchè AZ non molla gli slots! a Roma invece li ha rilasciati e le compagnie estere sono subentrate. questo perchè?
interessi politici? certo
economici? pure. vogliono tenersi la carta di riaprire quei voli da Milano per il resto del mondo. però per 5 anni danneggiano gli utenti dle nord.
mica quelli di Roma.
a noi, qua, di volare con AZ interessa ancora meno. credimi. A Roma c'era poco da fare...o vai a Fiumicino...o vai a Fiumicino.
per fortuna a Milano in 2 ore di auto andiamo a Zurigo o in 50 minuti di volo da Linate possiamo scegliere tra 4 o 5 hub Europei....e qui al nord per 30 anni tutti hanno fatto così!
Alitalia ha campato con il monopolio Milano-Roma con prezzi folli. era la tratta aerea più cara del mondo in rapporto alla durata del volo!!!
e nonostante ciò...era in perdita.
a noi se AZ va a Roma o fallisce....non cambia nulla. anzi...ti assicuro...E' MEGLIO! Libererà gli slots e finalmente potrò volare ovunque....senza andare a Londra!
- 20.000 (+ indotto) dipendenti sono tanti e sarà una bella botta per roma, il 5% del pil è tanto ... ma ad esempio il settore dove lavoro io conta già migliaia di cassaintegrati, se non cambia la situazione economica del PAESE non basterà salvare alitalia per salvare tutta l'economia che sta andando a rotoli.
io alla fine sono d'accordo con quello che ha scritto Robyk. se una azienda va in malora, per motivi ben noti....sorry...cazzi vostri. si chiude l'azienda (COME AVVIENE IN TUTTO IL MONDO) e i lavoratori cercano un altro posto.
mica siamo in Urss!? lo stesso per la FIAT!
ogni auto della Fiat...non costa il prezzo di listino...ricordatelo...costa sempre quas il doppio...perchè TUTTI NOI abbiamo regalato alla FIAT svariati milioni di lire per farli sopravvivere.
-veltroni e storace: i voti o vanno a destra o vanno a sinistra, se li contendono, percio "tutti scontenti o tutti contenti" ma sempre o uno a l'altro vincerà le elezioni anche se non salvano alitalia, credo piuttosto si tratta di politici locali che difendono interessi locali (come ovunque succede).
gli stessi politici che con i sindacati hanno causato il fallimento di AZ....a casa anche loro!
- siete così convinti che malpensa avrà dei vantaggi da un eventuale fallimento di alitalia?? pensate milano - pechino ci pensi l'air france a coprirlo??? o milano - NY ci pensi LH?? secondo me è molto più facile che le compagnie di altri stati rafforzino i collegamenti con i loro hub con voli da milano .... molto probabilmente linate! per la gioia di tanti milanesi.
strasicuro!
il problema , ti ripeto, sono gli SLOT!
se AZ li libera a Malpensa arrivano compagnie da mezza Europa.
mica sono scemi come i nostri dirigenti! 20.000.000 di potenziali clienti, dell'area UE più ricca, che sono tra i maggiori fruitori di voli aerei sia per lavoro che per turismo a livello EUropeo....e secondo te non spostano i voli a Malpensa?
con un aeroporto già bello e pronto?
Linate più di così non può crescere.
prima era arrivato a 12.000.000 di passeggeri, nonostante il limite fosse 5 o 6 Milioni.
in più adesso sono vietati i voli di notte.
Linate oltre a questo punto non va.
Orio al Serio sta facendo i lavori e tra 2 anni porterà circa 4 Milioni di persone, come base della Ryanair e dei Charter.
e quei 19.000.000 che oggi sono a Malpensa????
ci aggiungiamo anche un bel 6 o 7 Milioni di abitanti (probabilmente anche qualcosa di più) del nord che DEVONO usare Fiumicino?
- relativamente ai soldi che lo stato (quindi noi cittadini e quindi anche IO) regala ad alitalia, sono gli stessi che ha sempre regalato ad altre grandi aziende che con la minaccia di licenziamenti di massa ... se li fanno elargire.
vedi sopra.
ma infatti io sono contrario. è un "usanza" italiota....mica normale.
AZ fallisca.
la FIAT ad esempio ha avuto mille agevolazioni dallo stato, c'è sempre stato un certo "feeling" tra la politica e la famiglia agnelli (credo ci sia stato anche un senatore a vita) eppure la fiat a sede a torino e non a roma, questo non ha impedito di alla fiat di accaparrarsi dei favori in parlamento. e gli agnelli non sono di Roma!
guarda che quando io parlo di Roma...non intendo i Romani!
se il Parlamento e Governo fossero a Canicattì o a Vertemate con Minoprio.... parlerei (male) di que posti. ma mica riferendomi ai cittadini....ai Politici!!!!
per non parlare poi del nostro attuale premier, titolare di mediaset (e quant'altro) con sede a MILANO, quantomeno qualche leggina per favorire i suoi interessi se l'è fatta ... mediaset è una delle poche aziende italiane di rilievo che potrà chiudere il bilancio in attivo ... tutto merito di scelte aziendali e strategie economiche azzeccate ... oppure qualche favore il presidente di mediaset se lo è fatto fare dal presidente del consiglio???anche in questo caso la politica a fovore di aziende non romane.
ecco non parliamone che mi viene la gotta solo a immaginarmelo il Berluska....
secondo te...io sono orgoglioso del fatto che quel trapiantato (di capelli...di cervello non ancora) sia della mia stessa città?
una sola cosa....le aziende, grandi aziende non pubbliche, a Roma...quali sono?quante ce ne sono? quali possono definirsi grandi come Fiat, Mediaset, Pirelli, Breda, Costa, Ferrari, Luxottica, Illy, Impregilo, Hopa, Italcementi....
ragazzi la politica e l'economia vanno a braccetto!!!! scordatevi un'economia libera dalla politica e viceversa!!! i politici e gli imprenditori si cercano vicendevolmente ed amorevolmente per un unico interesse comune: tanti €uro!!!! non centra niente roma, milano, napoli e torino. roma è il luogo dove ciò si consuma, i consumatori vengono però da tutte le latitudini per interessi personali in qualsiasi latitudine!
è quello che ho scritto sopra. quando ho fatto gli esempi di accentramento a Roma....bhè...quelli sono puri e semplici dati di fatto.
è la realtà. ma ti ripeto che quando io sono incazzato con Roma...non ce l'ho con i Romani, anche perchè non sono così giovincello e ho visto passare tanti governi e i Romani, tranne Messere Andreotti l'Highlander, erano sempre pochini.
prima di questa becera ondata di politici dal nord, per 30 anni la politica era gestita in prevalenza quasi assoluta dai Meridionali.
@gruber
Il mio "BASTA NON CE LA FACCIO PIU'!!!! ..... " era una battuta, mi spiace tu l'abbia inteso come un mio non voler più discutere della situazione alitalia, ti assicuro che non sono affatto stufo (anzi!!), ritengo sia un discorso abbastanza interessante da poterci perdere ogni tanto un po di tempo.
figurati, pensavo solo che trovassi di scarso interesse l'argomento!
scusa.
ciao
SdR September 24th, 2004, 11:59 AM quando parlate di roma so benissimo che non vi riferite ai cittadini romani ma alla politica ed ai "politicanti" che vi risiedono, questo non lo metto in dubbio assolutamente.
a volte però alcune affermazioni (i mafiosi di fiumicino, i politicanti affaristi romani ecc...) possono far sembrare distorta la realtà di roma, insomma quello voglio dire è che qui a roma non siamo tre milioni di parassiti che vivono sulle spalle del resto d'italia. sullo sticky di milano ho letto che i politici di roma dovrebbero ringraziere gli italiani per aver sostenuto alitalia e quindi il 5% del pil del lazio, e vero! ma detto così sembrerebbe che a roma campiamo grazie ai sovvenzionamenti statali e nel resto d'italia si fanno il mazzo per noi romani, non ci scordiamo allora che dovrebbero chiedere grazie anche i politici del piemonte per gli aiuti alla fiat (credo che la fiat abbia un certo peso sul pil regionale), i politici di molte regioni del meridione per la cassa del mezzoggiorno, insomma gli aiuti economici da parte della politica non avvengono solo per la città di roma ma per tutta italia! L'italia è divisa in colleggi elettorali ed ogni centimetro di territorio è rappresentato in parlamento! i politicanti sono ITALIANI!
Relativamente al discorso delle aziende publiche e private, è vero roma è sede di grandi aziende statali, dove la politica entra prepotentemente! ma il fatto che a milano ci siano aziende private non preclude affatto un coinvolgimento politico. mediaset oltre ad andare aventi con i proventi publicitari va avanti anche grazie ad una legge che ha tolto rete4 dal suo stato di ABUSIVA(!), rete4 ha tolto il diritto ad un'altra azienda di trasmettere sul nazionale!!! certo non sono stati elargiti fondi a rete4 , ma che gran bel favore!!!! idem per la fiat, la legge sulla rottamazione non è stato un gran bel favore?! come vedete anche aziende private e lontane da roma hanno i favori del parlamento.
Infine tornando al discorso delle grandi aziende che richiedono aiuti allo stato, (vedi fiat ed alitalia) non posso dare torto a chi dice che se un'azienda va male deve fallire, anzi è forse la prima legge del libero mercato!
ma se questo fallimento porterebbe alla creazione di grosse sacche di disoccupazione concentrate in una zona, e quindi il rischio di un crollo economico generale, lo stato (secondo me) è giusto che intervenga, naturalmente la controparte dovrebbe avere dei piani industriali seri, dovrebbe essere scontato ma non è così purtoppo. questo è un grosso problema che andrebbe debellato.
gruber September 24th, 2004, 12:53 PM sinceramente non ho mai avuto alcun dubbio!
anche perchè quando mi riferivo alla Mafia della ADR....avevo citato Elia Valori...che è Veneto, se non sbaglio Padovano!
per il resto credo che abbiamo scritto le medesime cose.
quanto alle sovvenzioni, dove ricordavo il fatto che Alitalia viene salvata da tutti gli Italiani...è ovvio che ciò avviene per tutte le ditte che ricevono tali sovvenzioni (infatti prima citavo il costo reale delle auto Fiat...alle quali bisogna aggiungere tutti i soldi che lo stato ci ha rapinato per darli agli Agnelli!), ma facevo riferimento a quello che avevo scritto sopra: le dichiarazioni di Veltroni e Storace.
quello che mi irrita (e anche tante altre persone al nord) è l'atteggiamento di quei 2 signorotti.
sono a Roma, che è la capitale, allora tutto deve essere dovuto?
no. Roma ha gli oneri e gli onori di essere la capitale, ma qualcuno dovrebbe ricordare ogni tanto ai 2 signorotti che se la Capitale fosse a Firenze o Napoli o Torino...a Roma scomparirebbero d'improvviso una milionata di posti di lavoro! quindi quando sbandierano dati e cifre ridicoli sui meriti (che in parte si autoattribuiscono ovviamente) della loro città o regione, abbiano almeno la grazia di ricordarsi che essendo il Lazio una regione dove quasi la metà dei posti di lavoro è pubblica..bè..ricordare che lo stipendio a loro lo pagano tutti gli Italiani, e che quindi quando in altre città per anni si chiedono finanziamenti ridicoli per spese impellenti....e da Roma non arrivano mai notizie....quello fa girare le balle! assai!
ovvio che i Romani come cittadini di Roma non c'entrano una mazza! ma Cip % Ciop Veltroni Storace ce la mettono ttuta perattirare antipatie sui Romani!
credimi.
quanto alle porcate del Berluska per Mediaset...evito di palrarne perchè me ne vergogno.
l'altro giorno per esempio sul Messaggero Veltroni sbandierava per la 150° volta i 1 anno i dati Istat sulle riattribuzioni del denaro alle singole città.
l'articolo del fido leccaculo di Veltroni ha sottolineato come Roma prende 100, Milano 120, Torino 130, Napoli 280, Palermo 500.
ok. ma il servo giornalista e Veltroni in malafede si sono dimenticati di citare quanto versano le città allo stato!!!
Milano versa 500 e prende 100
Torino 300 e prende 130
Roma 90 e prende 100
Napoli 20 e prende 280
e Palermo 0 e prende 500.(La Sicilia non da soldi allo Stato, li prende e basta)
per peggiorare il tutto il dato che hanno sbandierato padrone e servo era al NETTO dei contributi straordinari!!!!!!!!
vogliamo ricordare che a Roma ci sono stati quasi 4.000 miliardi per il Giubileo?
che a Napoli sono finiti fondi straordinari pari a 3.000 miliardi per le metropolitane?
che a Torino ne sono arrivati altrettanti per le Olimpiadi?
...e che a Milano negli ultimi 14anni ne sono arrivati pari a ....ZERO.
gli utlimi per i mondiali del 90!
però si sono chiesti ai governi Prodi, D'Alema, Amato e Berlusconi 400 milioni di euro per le metropolitane.
sono passati 6 anni abbondanti dalla prima richiesta. non si sono ancora visti.
sono i soliti famosi 400 milioni di cui parlavamo un paio di mesi fa!
quindi io mi incazzo non con i Romani...non sono scemo. mi incazzo con i politic in generale e sopratutto con Veltroni e Storace, perchè sono 2 bugiardi mentecatti più degli altri. perchè stanno danneggiando l'italia per l'ennesima volta con la vicenda Alitalia, e sopratutto...perchè come tu sarai stufo di sentire le cazzate e le idiozie di quell'idrocefalo di Borghezio o di qualche altro omino verde...io sono stufo di sentire questo Leghismo de Roma da parte di Veltroni e Storace!
Tarchon September 24th, 2004, 01:23 PM già, la FIAT. hai fatto un ottimo esempio. forse il piú clamoroso caso di azienda di Stato in mano a privati. finché Bruxelles l'ha permesso, i problemi della FIAT venivano sempre risolti dal governo. rottamazioni, svalutazioni della lira, regali spudorati (leggi: Alfa Romeo e l'appalto TAV Torino-Milano), e quant'altro. non è un caso che la crisi sia scoppiata quando la UE ha deciso che i favori erano troppi. d'altronde, con un senatore a vita, una sorella che è stata Ministro (ve la ricordate Susanna agli esteri?), il controllo totale di un'intera città neanche troppo piccola e, tra le altre cose, del quotidiano a maggior tiratura, beh, cosa ci si può attendere? non c'è sicuramente da essere entusiasti che i soldi pubblici siano sempre indirettamente finiti anche nelle casse dell'azienda torinese (tra l'altro questo vale per tutte le grandi aziende di qualsiasi Paese, USA compresi). ma almeno di regola la FIAT ha sempre prodotto auto e utili!!! i favori di Stato servivano a sostenere le vendite FIAT a discapito di altri marchi, però la gente le auto le comprava comunque, cioè il mercato esisteva ed era forte, e a livello globale. mentre il mercato di Alitalia è fittizio!!! è incentrato su un'area che non genera traffico remunerativo!!! anzi, è in perdita!!! e intanto dove il mercato c'è, è internazionale (forti sarebbero le tratte con la Cina, ad esempio, che Alitalia ha CANCELLATO) e SUPEREMUNERATIVO, Alitalia latita. FIAT non ha certo esitato ad andare in Brasile, USA, Polonia, URSS, per proteggere interessi localistici. e ti ripeto che nessun ce l'ha con Roma e i romani. non è colpa né mia né vostra se lo Stato ha sede a Roma. quindi quando si critica Alitalia per essere "romana", si intende che Alitalia non segue le regole del mercato ma della "politica". e se questo fosse fatto coi soldi dei politici, ad esempio quelli per le campagne elettorali, non avrei nulla (beh, quasi nulla...) da eccepire. ma visto che sono soldi di TUTTI...mi girano i coglioni!!! e dopo il danno, pure la beffa, visto che mi devo fare 50 scali se da una località italiana voglio raggiungere, che ne so, la Cina o l'Australia.
per quanto riguarda Mediaset, lo stato roseo delle sue finanze è dovuto al fatto che in Italia si spartisce il monopolio della TV terrestre e quindi della PUBBLICITA' con la RAI. le cose andavano benissimo anche prima che il Berlusca diventasse premier. e te lo dice uno che non ha alcuna simpatia per Berlusconi. però hai assolutamente ragione quando dici che politica e affari vanno a braccetto. senza la sua amicizia con Bettino Craxi (e i socialisti a Milano volevano dire potere, tant'è che sono finiti quasi tutti in Forza Italia), non sarebbe andato da nessuna parte. e il fatto che Canale 5 sia stato trasferito in massa a Roma non è un caso. e inoltre dopo Tangentopoli anche i piú ingenui hanno dovuto ammettere che a Milano come a Roma gli affari si facevano "politicamente". ma a Milano non ha sede un cazzo (neanche la Consob), quindi il pericolo che le aziende di Stato agiscano in base ad interessi elettorali localistici milanesi non è tanto grosso. nonostante i "milanesi" non siano nè piú né meno potenzialmente disonesti dei "romani".
La FIAT non è l'unica azienda aiutata dallo stato, per es. in Francia la Renault è addirittura ancora statale (come la nostra vecchia Alfa Romeo), la stessa cosa vale per EDF che è già entrata nel mercato europeo dell'energia (compreso quello italiano) e di privatizzarla, aprire il mercato francese agli europei non se ne parla neanche...
Restando in Francia non dimentichiamo del tentativo recente del governo francese di salvare Alstom dalla crisi verso la quale il commisario Mario Monti è dovuto intervenire.
Lo stabilimento di FIAT in Polonia di Bielsko Biala risale agli inizi degli anni '70 in piena guerra fredda, mio padre che lavorava in Autobianchi mi ha raccontato dei tecnici e operai polacchi a cui lui e suoi colleghi insegnavano il lavoro.
Lo stabilimento russo di Togliattigrad risale agli anni sessanta e non era/è proprietà di FIAT ma del governo russo come SEAT era del governo spagnolo prima che fosse venduta alla WV.
Quelli brasiano e argentino risalgono all'era Romiti degli anni '80, vuluti per la "world car italiana" in periodo in cui sembrava esserci uno sviluppo del sud america e non a caso all'epoca investirono anche Opel, WolksVagen ed altri, ma nessuno poteva immaginare che sarebbe poi arrivata la crisi argentina.
Con lo stabilimento di al sud di Melfi FIAT realizza la cosiddetta frabbrica integrata, infatti si sviluppa intorno ad esso un galassia di piccole e medie aziende che operano ne settore dei componenti per auto, all'epoca lo Stao italiano aveva due alternative:
1) permette a FIAT di costruire lo stabilimento in Portogallo o Irlanda
2) sovvenzionare FIAT per costruirlo nel sud Italia
La seconda non mi sembra una scelta sbagliata.
Hai dimenticato l'accordo con la Cina della fine anni '90 per la produzione di veicoli commerciali IVECO, e gli impianti IVECO in Germania, Spagna, ma questo rientra nei normali sviluppi e assetti di qualsiasi grande azienda del mondo.
L'idea degli incentivi sulla rottamazione era francese e il/i governo/i italiano/i non fece/ro altro che adottarla a più riprese e comunque non era un'esclusiva sulle auto italiane (altrimenti Bruxell non l'avrebbe mai permesso) tant'è che FIAT negli ulltimi anni ha perso in contnuazione quote di mercato mentre gli altri costruttori europei e mondiali ne hanno beneficiato tanto quanto, anzi di più di FIAT.
SdR September 24th, 2004, 02:47 PM @gruber
bhe diciamo che alla fine del tuo discorso più o meno hai colto nel segno, direi che sono abbastanza stufo di sentire gli insulti di "omini verdi" continuamente rivolti alla mia città natale, non sono "romano de' roma", come si dice da queste parti, ma ho un forte legame con questa città. io capisco avercela con la classe politica o con i palazzi del potere ma perchè allora non coniare lo slogan "politici ladroni" invece di "roma ladrona"? ... forse perchè anche loro sono politici comodamente insediati nei palazzi del potere a ROMA?? vabbè ora non mi dilungherò troppo ...
relativamente ai fondi che lo stato da e riceve dalle città non credo debba essere motivo di vanto o invidia tra le diverse realtà locali, presumo che se NA o PA ricevono più soldi di MI e TO è purtroppo perchè sono città che hanno maggiori "difficoltà economiche" e necessitano di aiuti maggiori, viceversa se MI e TO versano più tasse presumo sia perchè producono più ricchezza e quindi sono città con maggior benessere.
una domanda, i dati che hai citato sono relativi all'importo in € annui pro capite??? se si allora sono disposto a mettere i 10€ che mi mancano per andare pari e non sentire più gli "omini verdi" sopracitati!!! :) naturalmente sto scherzando!
tornando seri, vorrei ricordarti che a milano potrebbero arrivare le olimpiadi, presumo che così come sia successo per le altre città, anche a milano arriveranno ingenti somme per finanziare le opere necessarie ad ospitare le olimpiadi, la cosa triste è che in italia bisogna aspettare olimpiadi, giubilei, mondiali per vedere rinnovate le città ... più o meno!
@Tarchon
sinceramente non sapevo che la rottamazione fosse stata "inventata" in francia, rimane cmq una legge fatta dai politici per le aziende private produttrici di automobili, poi sicuramente tutte le aziende produttrici di automobili ne hanno tratto vantaggio, ma è cmq un trattamento di favore nei confronti di chi produce automobili invece che televisori.
ciò nonostante ripeto che non sono contrario al salvataggio di aziende importanti come la fiat o l'alitalia, in fondo se non sbaglio adesso la fiat non sta andando poi male ... sono sincero non lo so!! ... come sta andando la fiat??
CAESARS-PALACe September 24th, 2004, 02:59 PM perchè allora non coniare lo slogan "politici ladroni" invece di "roma ladrona"?
:yes: :yes: :yes:
guarda questo sul forum Internazionale :
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=134654&page=4
therock September 24th, 2004, 03:08 PM Ma chi è questo nobody? :sleepy:
E' italiano?
gruber September 24th, 2004, 03:14 PM no, erano numeri a caso. pensavo si capisse!
in ogni caso a Milano le Olimpiadi...arriveranno fa 3 o 4 secoli....forse. e di fondi straordinari mai l'ombra.
il problema grosso...è che non arrivano nemmeno i fondi non straordinari!
comunque...riguardo agli omini verdi....mettiamoci una bella PIETRA SOPRA........letteralmente và!
io non credo di aver mai detto in vita mia Roma Ladrona....mi cascherebbero i denti e la lingua dal ridere!
dico che i politici che sono a Roma (e nel resto d'Italia nelle amministrazioni locali) sono una classe di inetti, fannulloni, ladri e truffatori...che rappresentano perfettamente gli Italiani!
ogni paese ha i politici che si merita.
noi abbiamo questi. da Gava a Cirino Pomicino, da Craxi a Bertinotti, dalla Salama da SUgo Prodi a Sua Altezza Serenissima il Cavaliere.....
SdR September 24th, 2004, 03:16 PM @caesar
bhe non capisco l'inglese ma immagino gli argomenti ... una curiosità, ho scoperto che anche la toscana, l'unbria e le marche ora sono padania ... aiuto!! siamo quasi corcondati!!!!
gruber September 24th, 2004, 03:20 PM si...al nord che la PAAAAAAADAAAAAAANIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIAAA....e al Sud i NeoBorbonici!!!!
mi sa che vi conviene chiedere al Papa se ha voglia di rifare il Regno di San Pietro!!!!
che squallore!
SdR September 24th, 2004, 03:37 PM @therock
ma che domande fai?? è un padano!
@gruber
che si capisse o no quella differenza di 10€ era troppo allettante per la battuta! ogni tanto mi scappa!
inoltre ti vorrei far notare che in base ai nuovi confini della padania (toscana, umbria e marche) ci sarebbero da subito delle diatribe con lo stato del papa, in fondo umbria e marche ne facevano parte ... prima eravamo circondati ... ora siamo stati addirittura invasi!
gruber September 24th, 2004, 03:42 PM ...i grezzi e rozzi omini verdi con elmi cornuti che invadono i Colli Senesi...che saccheggiano i possedimenti dei Doria Colonna, degli Antinori.....che entrano negli Uffizi....e si addormentano.....che escono ruttando dalle cantine sventolando alabarde e bandiere verdi.....mamma mia....quasi quasi era meglio Craxi il cinghialone....almeno rubava con stile!
ve saludi! parto e me ne vado al mare...nemmeno a farlo apposta....in Toscana!!!
inizio l'invasione!
buon fine settimana.
Epicurion September 24th, 2004, 03:58 PM tornando seri, vorrei ricordarti che a milano potrebbero arrivare le olimpiadi, presumo che così come sia successo per le altre città, anche a milano arriveranno ingenti somme per finanziare le opere necessarie ad ospitare le olimpiadi, la cosa triste è che in italia bisogna aspettare olimpiadi, giubilei, mondiali per vedere rinnovate le città ... più o meno!
non vorrei sembrare un partigiano di Milano, perché non lo sono, ma l'ultima volta che si parló di Olimpiadi a Milano fu nel '93, quando Massimo Moratti guidó il comitato promotore per le Olimpiadi del 2000. una delle caratteristiche del progetto di Milano era la TOTALE ASSENZA DI RICHIESTE DI FONDI STATALI, vale a dire che i privati avrebbero coperto il 100% dei costi, con tuttalpiú una garanzia da parte dello Stato o del Comune sui prestiti bancari. lo stesso discorso è stato riproposto per la candidatura al 2016, anche perché Formigoni & Co. sanno benissimo che se dipendesse dai finanziamenti pubblici, quello 0.00000000000000001% di possibilità di vedersi assegnati i Giochi Olimpici svanirebbe nel nulla. non ci sono 192 milioni di euro per i metró, figurarsi vari miliardi per strutture sportive!!!
nel '93 la candidatura naufragó (non venne mai presentata ufficialmente al CIO) per contrasti interni al Comune dovuti a Tangentopoli, tra 5 anni per manifesta superiorità di altre candidate. ma possiamo stare sicuri che se si fosse trattato di Roma i soldi si sarebbero trovati. 2004 docet.
poi, ripeto nel caso non si fosse capito, io non ce l'ho con i cittadini di Roma e del Lazio!!! vivo all'estero da anni e tra l'altro entrambi i miei genitori NON sono milanesi, quindi per me il campanilismo leghista non ha alcun significato. e anzi quando parlo con i (pochissimi) leghisti che incontro, faccio sempre questa domanda: ma perché se Roma è ladrona i parlamentari del Carroccio vivono tutti lí? su quello sono d'accordissimo con te.
Tarchon September 24th, 2004, 04:18 PM La Padania...?!? :hilarious
Andando un po' indietro nel passato di circa 2500 anni di padani non se ne vede neanche l'ombra, al limite qualche sporadica popolazione chiamata genericamente celtica...
http://www.dejudicibus.it/dizionario/images/ital_popoli.gif
http://www.dejudicibus.it/dizionario/images/ital_lingue.gif
Un bel link per il senatur ammalato: :D
http://www.dejudicibus.it/dizionario/index.html?italici
SdR September 24th, 2004, 04:54 PM non vorrei sembrare un partigiano di Milano, perché non lo sono, ma l'ultima volta che si parló di Olimpiadi a Milano fu nel '93, quando Massimo Moratti guidó il comitato promotore per le Olimpiadi del 2000. una delle caratteristiche del progetto di Milano era la TOTALE ASSENZA DI RICHIESTE DI FONDI STATALI, vale a dire che i privati avrebbero coperto il 100% dei costi, con tuttalpiú una garanzia da parte dello Stato o del Comune sui prestiti bancari. lo stesso discorso è stato riproposto per la candidatura al 2016, anche perché Formigoni & Co. sanno benissimo che se dipendesse dai finanziamenti pubblici, quello 0.00000000000000001% di possibilità di vedersi assegnati i Giochi Olimpici svanirebbe nel nulla. non ci sono 192 milioni di euro per i metró, figurarsi vari miliardi per strutture sportive!!!
abbiamo fresco fresco l'esempio di torino 2006 che non è solo una candidatura! torino ospiterà le olimpiadi invernali! eppure i fondi mi sembra ci siano, non vedo perche se milano dovesse ospitare le olimpiadi non dovrebbero dare i fondi necesssari??
nel '93 la candidatura naufragó (non venne mai presentata ufficialmente al CIO) per contrasti interni al Comune dovuti a Tangentopoli, tra 5 anni per manifesta superiorità di altre candidate. ma possiamo stare sicuri che se si fosse trattato di Roma i soldi si sarebbero trovati. 2004 docet.
nel 93 tangentopoli.
tra 5 anni per manifesta superiorità di altre candidate.
sei tu stesso a dire che non è un problema di fondi! che c'entra roma 2004 con tangentopoli o con la manifesta superiorità di altre candidate??
poi, ripeto nel caso non si fosse capito, io non ce l'ho con i cittadini di Roma e del Lazio!!! vivo all'estero da anni e tra l'altro entrambi i miei genitori NON sono milanesi, quindi per me il campanilismo leghista non ha alcun significato. e anzi quando parlo con i (pochissimi) leghisti che incontro, faccio sempre questa domanda: ma perché se Roma è ladrona i parlamentari del Carroccio vivono tutti lí? su quello sono d'accordissimo con te.
ti riporto quello che ho scritto in un mio precedente intervento:
<<quando parlate di roma so benissimo che non vi riferite ai cittadini romani ma alla politica ed ai "politicanti" che vi risiedono, questo non lo metto in dubbio assolutamente ... >>
ciao!
SdR September 24th, 2004, 04:57 PM @tarchon
il link non funziona! :(
Epicurion September 24th, 2004, 05:58 PM nel 93 tangentopoli.
tra 5 anni per manifesta superiorità di altre candidate.
sei tu stesso a dire che non è un problema di fondi! che c'entra roma 2004 con tangentopoli o con la manifesta superiorità di altre candidate??
mi sono espresso male. intendevo dire: lasciando da parte l'handicap naturale di Milano, cioè il fatto di non essere una capitale storica, meta di turismo, città d'arte ecc., il problema di fondo sta nel fatto che la candidatura di Milano non è mai accettata politicamente come una candidatura in rappresentanza dell'Italia. quindi nessun governo (neanche il piú "milanese" dei governi della storia, quello attuale) stanzia mai i fondi per la candidatura e decide mai di supportarla a livello politico (fondamentale in questo caso). l'idea è: Milano è una città ricca (la cui ricchezza non è partecipata dalla sua popolazione, n.d.r.), vuole candidarsi alle Olimpiadi? faccia da sola! nulla da eccepire, se non fosse che per altre città si stanzia senza colpo ferire e per eventi molto meno importanti. e allora che succede? che il mondo industriale meneghino, spaventato da Tangentopoli, ritira il proprio sostegno finanziario (ovvero gli investimenti sulle strutture) per l'incertezza del momento, e dato che lo Stato non sgancia una lira la candidatura viene ritirata. oppure succede che per colmare il gap esistente tra Milano e altre candidate ci vogliono mega-investimenti in strutture ed infrastrutture, che i fondi privati saranno insufficienti a coprire, che lo Stato non finanzierà, e le Olimpiadi a Milano rimarranno un sogno. questo lo accetto senza problemi. ma se qualcuno mi esce con una tassa speciale (tipo in GB per la candidatura di Londra 2012) per candidare un'altra città, beh, non mi viene certo da pensare che lo Stato predilige Milano...
ciao! :)
Epicurion October 1st, 2004, 09:31 AM Visti da lontano
La crisi senza fine delle compagnie aeree
di MASSIMO GAGGI
Il viaggiatore spartano, convinto dalle compagnie aeree «low-cost» ad accettare un servizio frugale in cambio di tariffe superscontate, ha da tempo perso tutti i cromosomi del «jet set» degli anni Cinquanta e Sessanta dal quale, pure, discende. Ma ora, in America, si sta sempre più spesso trasformando addirittura in viaggiatore-fachiro, soprattutto a causa della crisi, forse senza ritorno, delle principali aviolinee. Società che, pur non praticando tariffe particolarmente convenienti, continuano ad accumulare perdite e che, quindi, cercano di salvarsi dalla bancarotta tagliando ancora servizi già ridotti all’osso e lo stipendio di dipendenti sempre più demotivati. Risultato: un’assistenza sbrigativa, stile fast food, anche per chi paga tariffe elevate o vola in classe affari, aerei sempre stracolmi, sedili ancora più stretti. E inconvenienti a sorpresa, fino al digiuno forzato. Il caso più eclatante è di pochi giorni fa: viaggiatori di business class della Delta Airlines, terza compagnia degli Stati Uniti, che arrivano in aeroporto per imbarcarsi su voli intercontinentali di 10-15 ore e che si vedono consegnare una scatola di plastica con dentro una fetta di pizza. Agli altri va anche peggio: hostess trafelate distribuiscono buoni-pasto invitando i passeggeri a comprare un po’ di cibo prima del decollo perché a bordo non ne verrà distribuito a causa dell’«ammutinamento» della società di catering che fornisce i pasti alla Delta.
Un caso-limite che è però frutto di una crisi sentita in tutto il mondo, che da noi ha portato l’Alitalia sull’orlo del fallimento, ma che in America è di una gravità senza precedenti: la Delta, pur avendo eliminato dal 2001 ad oggi 15mila dipendenti e pur avendo deciso di tagliare stipendi e ferie degli altri 49mila, continua ad accumulare perdite massicce. Gli analisti ritengono che, nonostante tutti gli sforzi di risanamento, prima o poi la società dovrà ricorrere alla legge sulla bancarotta per proteggersi dai creditori. I fornitori sono in allarme e tendono a defilarsi alla prima contestazione: così ha fatto la società di catering, peraltro poi obbligata da un giudice a riprendere il servizio.
Se anche la Delta dichiarerà bancarotta per potersi ristrutturare, oltre il 40 per cento del trasporto aereo americano sarà in procedura fallimentare (United e US Airways sono già in questa situazione): una crisi peggiore di quella iniziata 15 anni fa, che portò alla scomparsa della Pan American e della Twa. Anche perché gli altri grandi vettori non stanno molto meglio. E tutti sono prigionieri di una trappola che non sembra avere uscita: a parole le compagnie promettono di contrastare i concorrenti a basso costo sul piano della qualità. In realtà, in un mondo in cui Internet ha cambiato il gioco delle tariffe, consentendo a qualunque viaggiatore di confrontarle scegliendo la più conveniente, anche i grandi sono costretti a inseguire Ryanair in Europa e JetBlue o America West negli Stati Uniti. La qualità resta una parola vuota perché costa, perché col personale demotivato è difficile produrla e perché le indagini di mercato dicono che i viaggiatori, ormai rassegnati, danno per scontato un ulteriore scadimento del servizio. Resta così solo la - pur meritoria - battaglia delle tariffe.
Ma qui scatta la trappola che induce alcuni esperti a prevedere l’estinzione delle grandi aviolinee, come fossero dinosauri: ammesso che riescano ad abbassare i costi al livello delle nuove compagnie e a convincere tutti i dipendenti a rinunciare ad una parte del salario, i vettori «storici» dovranno sempre fronteggiare enormi costi previdenziali per i loro dipendenti già in pensione, un problema inesistente per le società più giovani. La United, ad esempio, ha un deficit di 8,3 miliardi di dollari per la sola gestione di quattro piani pensionistici che coprono 119mila persone, meno della metà delle quali dipendenti ancora in servizio. I «dinosauri» si erano difesi saturando i pontili di imbarco di tutti i principali aeroporti, ma i fallimenti di una serie di compagnie hanno aperto falle che le società «low cost» sono state svelte a riempire; rilevando anche, a quattro soldi, gli aerei rimasti fermi sui piazzali. Per la gioia degli studiosi di paleontologia.
SdR October 6th, 2004, 07:12 PM ROMA - Il criterio ''unico'' per individuare, il personale da collocare in mobilita', sara' ''l'avvenuta maturazione, ovvero la maturazione nel corso del periodo di fruizione del trattamento di mobilita', dei requisiti di eta' o o di contribuzione utili per l'accesso ai trattamenti pensionistici di anzianita' ''. E' quanto prevede l'accordo firmato dalle parti a Palazzo Chigi sul trattamento degli esuberi in Alitalia e nel comparto. I sindacati ieri avevano denunciato la presenza nella bozza del testo di accordo presentata dal governo di alcune misure che avrebbero potuto prefigurare ''licenziamenti collettivi'' differiti o addirittura nell'arco del piano di ristrutturazione Alitalia.
Nel testo finale, invece, e' chiarito il criterio di individuazione per la mobilita' che sara' scelto ''in alternativa ai criteri legali'' stabiliti per legge. L'accordo prevede tuttavia che la ''collocazione in mobilita' sara' in ogni caso prevista anche per coloro che - eventualmente anche in aggiunta al numero di eccedenze di personale sopra indicato - dichiarino di non opporsi alla stessa''. L'accordo prevede inoltre l'avvio ''tempestivo di procedure di collocazione in cassa integrazione e/o in mobilita' (in questo caso sempre se in possesso dei requisiti per l'anzianita')'' da completarsi entro il 15 gennaio.
L'ACCORDO ALL'ALBA
L'accordo complessivo che chiude la vertenza dell'Alitalia e' stato sottoscritto all'alba da Governo, azienda e sindacati. Il Sult non ha firmato l'intesa ritenendo che non ci siano garanzie sull'unita' aziendale e si riserva di sottoscriverlo dopo aver consultato i lavoratori.
L'accordo prevede la cassa integrazione per due anni dopo i quali bisognera' verificare la congruita' degli organici. Rispetto alla prima bozza di accordo presentata dal governo che prevedeva due anni di cassa integrazione e tre anni di mobilita', hanno spiegato fonti sindacali, non c' e' piu' l'automatismo tra il termine della cig e la mobilita', per la quale il primo documento prevedeva tre anni.
L'accordo siglato a Palazzo Chigi prevede anche un fondo integrativo per l'80% alla cassa integrazione a cui concorreranno tutte le aziende del settore aereo, quindi oltre alle compagnie aeree anche i gestori aeroportuali e l'Enav. Per la prima volta viene applicato il fondo integrativo e non sostitutivo per il comparto con il concorso delle aziende del settore del trasporto aereo all'integrazione del reddito per i lavoratori a cui vengono applicati gli ammortizzatori sociali.
Al fondo l'azienda contribuira' per lo 0,375% e i lavoratori per l' 0,125%.
''Gli obiettivi fondamentali ci sono - ha commentato il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari - ora bisogna puntare al rilancio dell'azienda''.
Epicurion October 7th, 2004, 09:03 AM il funerale della compagnia di bandiera:
Sarà più piccola, con soci italiani E punterà sul mercato nazionale
ROMA - Si chiamerà sempre Alitalia e avrà ancora il tricolore sulla coda. Ma la compagnia che nel 2008, al termine della cura pensata dall’amministratore delegato Giancarlo Cimoli, solcherà i cieli, sarà tutta nuova. E non è solo un fatto di esuberi, conteggiati alla fine in 3.679 lavoratori: il 18% del personale. Alitalia dovrà essere più snella: una società dedicata al volo (Az Fly) e una per i servizi (Az Service). Privata: lo Stato nel 2005 cederà il controllo di Az Fly. Più efficiente: con un recupero forte di produttività. Sana: in pareggio dal 2006.
LA STRATEGIA - Dove voleremo con questa compagnia? Cimoli l’ha detto subito: Alitalia non potrà competere con i «grandi», cioè Air France, Lufthansa e British Airways. Sarà un «vettore a rete altamente efficiente», un « carrier for Italy ». Tradotto: la compagnia cercherà prima di tutto di recuperare quote di mercato domestico, dove ormai è scesa sotto il 50%, anche attraverso alleanze italiane (si è parlato di Meridiana). Sul mercato europeo sarà difficile competere con le «low cost», l’idea è quella di puntare su alcune rotte più redditizie investendo molto sulla qualità del servizio (business class). La rete intercontinentale di Alitalia al momento è ridotta all’osso: l’obiettivo è quello di recuperare su America e Asia, impossibile senza l’appoggio di una forte alleanza internazionale. Al momento la candidata è Air France-Klm (con la compagnia francese c’è già una forte alleanza) ma non a qualsiasi costo. Ecco perché Cimoli tiene aperta la porta a Lufthansa.
LA CURA - Ma se questo è il futuro, prima di arrivarci Alitalia ha tanta strada da fare. La compagnia era arrivata a prosciugare le proprie casse, per questo ha dovuto chiedere un prestito di 400 milioni di euro alle banche garantito dallo Stato e autorizzato dall’Unione Europea. Questi soldi, che ora verranno incassati, serviranno a sopravvivere per altri 6 mesi e avviare il piano industriale, in due tempi. Primo: risanamento. Secondo: rilancio.
Fino al 2006 non ci saranno investimenti, vietati dalle regole di concessione del prestito. L’azione si concentrerà sul recupero dell’efficienza. Risparmi per 1.800 milioni verranno dalla riscrittura dei contratti con i fornitori. Ma i costi della compagnia potranno scendere (282 milioni di risparmi) anche grazie al rinnovo dei contratti di lavoro conclusi negli scorsi giorni. Tutte le categorie, piloti, assistenti di volo, personale di terra, hanno rinunciato sia agli aumenti che agli adeguamenti inflattivi per il 2004-2007. Tutti hanno accettato livelli di impiego in linea con quelli dei maggiori vettori europei, aumentando la quota retributiva variabile in busta paga secondo la regola «più voli, più guadagni».
LA PRIVATIZZAZIONE - Alitalia diventerà più snella nei primi mesi del 2005: le attività di volo (e 11.700 dipendenti) finiranno in Az Fly, mentre le attività di servizio (e 9 mila dipendenti) confluiranno in Az Service. Fino al 2008 la prima controllerà la seconda, che però potrebbe ridurre il proprio raggio di attività attraverso la vendita di rami d’azienda. L’obiettivo è rendere Az Fly appetibile per la privatizzazione. Lo Stato la ricapitalizzerà: in Finanziaria ci sono già 750 milioni disponibili. Entro il marzo 2005 il Tesoro, azionista oggi al 62%, scenderà fino al 30% del capitale. La scommessa più grande sarà però trovare investitori privati. Il governo ha già detto che si dovrà trattare di «investitori istituzionali» (banche, fondi, ecc.) per evitare operazioni speculative. Non basta: un’azienda del Tesoro, Fintecna, acquisterà il 49% di Az Service, fornendo così altri capitali freschi per il rilancio (si parla di 788 milioni). In questa prima fase dovrà concludersi anche un’alleanza domestica.
IL RILANCIO - Raggiunto l’equilibrio economico nel 2006, parte il rilancio: verranno acquisiti nuovi aerei (diventeranno quasi 100 su corto e medio raggio) e si punterà allo sviluppo ulteriore verso America e Asia. Infine l’alleanza internazionale che dovrà sancire il ritorno di Alitalia sulla scena mondiale.
A. Bac.
Economia
Tarchon October 7th, 2004, 01:16 PM Lufthansa? Ma se due settimane fa arrivava la doccia fredda del presidente di Lufthansa che dichiarava che per la morte di Alitalia non avrebbe pianto nessuno e che anzia avrebbe tolto problemi alla compagnia tedesca.
Ðâ®k§k¥ October 7th, 2004, 02:04 PM I`m really sad about what`s happening with AZ, I remember when they used to fly to many destinations in Asia and South America
topo101 October 7th, 2004, 02:37 PM e molti aerei che dovevano partire da Linate per le più svariate destinazioni NON sono partiti perchè ....
....
i piloti e gli equipaggi dovevano essere trasferiti da Roma per iniziare a lavorare su Milano.
Se questo dovesse continuare allora l'Alitalia è inevitabilmente indirizzata verso il fallimento altrimenti potrebbe esserci qualche speranza.
PS) a Linate oggi non funzionava anche il Radar, complicando ulteriormente il tutto
man101 October 8th, 2004, 02:46 PM Certo che dovrebbe essere lasciata fallira che domande! Non funziona e mai ha funzionato. Perde soldi, nostri, nel mondo e' sinonimo di poca professionlita' sbando e pressapochismo. Qualsiasi altra compagnia in tale stato sarebbe gia' fallita. Non vedo perche' questa azienda debba fare eccezzione!! Forse pe un magna magna politicante generale?
man101 October 8th, 2004, 02:51 PM Certo che dovrebbe essere lasciata fallire che domande! Non funziona e mai ha funzionato. Perde soldi, nostri, nel mondo e' sinonimo di poca professionlita' sbando e pressapochismo. Qualsiasi altra compagnia in tale stato sarebbe gia' fallita. Non vedo perche' questa azienda debba fare eccezzione!! Forse pe un magna magna politicante generale? Abbattiamola
therock October 8th, 2004, 02:55 PM Certo che dovrebbe essere lasciata fallira che domande! Non funziona e mai ha funzionato. Perde soldi, nostri, nel mondo e' sinonimo di poca professionlita' sbando e pressapochismo. Qualsiasi altra compagnia in tale stato sarebbe gia' fallita. Non vedo perche' questa azienda debba fare eccezzione!! Forse pe un magna magna politicante generale?
Ciao man101, benvenuto sul nostro forum!!! :) :cheers:
Da dove scrivi? (ci serve saperlo per il censimento del forum)
man101 October 8th, 2004, 03:02 PM ciao therock grazie per il benvenuto! qui torino
therock October 8th, 2004, 03:05 PM ciao therock grazie per il benvenuto! qui torino
Mitico, un altro torinese (ora siamo in 6) : non potevi cominciare meglio!!!! :)
man101 October 8th, 2004, 03:13 PM Fico allora un saluto a tutti i torinesi e non. Finalmente ho trvato un sito con gente che ha i miei stessi interessi. Sono finiti i tempi di solitudine in google! Ciao a tutti
Eletrix October 8th, 2004, 03:23 PM Benvenuto anche da parte mia MAN101!:)
I'mBack January 21st, 2005, 02:37 PM Da "Il Messaggero" di ieri.
Per la Proposta di Veltroni nn e' male e forse potrebbe aiutare l'Alitalia a lanciarsi su un nuovo mercato (quello del Low Cost), anke se l'esperienza della British Airways con la GO nn e' ke sia di buon auspicio...?
Roma. Accordo con l’Alitalia per una linea low cost di nome Roma
Fare una linea low-cost per migliorare i collegamenti della capitale e chiamarla «Roma». È la proposta che Walter Veltroni ha già rivolto ad Alitalia per potenziare il trasporto aereo a servizio della Capitale. «Se Alitalia non riesce a coprire altre tratte da Roma - ha spiegato Veltroni - la mia proposta è quella di metterci insieme, attorno ad un tavolo, e cercare di immaginare una compagnia low-cost da realizzare, oltre che con Alitalia, insieme a Camera di Commercio e imprenditori romani». Il sindaco ha ribadito il ruolo «strategico» che l'aeroporto di Fiumicino ha per Roma e quindi la necessità che Alitalia «rafforzi le tratte. Penso, ad esempio, alla Cina, ad una serie di collegamenti perchè per andare in Africa non bisogna dover passare da Bruxelles. Da parte del governo deve crescere una maggiore consapevolezza della necessità di assumere impegni concreti sulla infrastrutturazione dell'aeroporto di Fiumicino, di quella che è la “porta internazionale” di Roma e del Paese».
fcom1 January 21st, 2005, 03:48 PM Il low cost sarebbe il massimo!
skaccomatto January 21st, 2005, 04:12 PM Quella di Veltroni è una mezza sparata, semielettorale, un po' come quelle di Albertini su SEA contro la Lega (il Comune vorrebbe vendere e scendere sotto il 51% pur continuando a comandare!!! Che spasso questi sindaci nostrani :D). E poi che la finissero di occuparsi di questioni di cui non hanno competenza! L'ingerenza politica è una cosa che detesto dal profondo.
Fiumicino ha un senso come hub nazionale, e dal quel punto di vista, un'azienda con costi e struttura low-cost non sarebbe male (anzi, potrebbe diventare una macchina da soldi), ma c'è il piccolo, insignificante e ridicolo problema che i nostri (Ali)italici naviganti sono leggermente incazzati perché Cimoli sta provando a farli lavorare di più col contratto attuale, figuriamoci a riscrivere il contratto (con quello attuale il low-cost lo si può fare con gli omini del Lego) per farli lavorare moooolti di più e tendenzialmente con meno benefici... senza contare che il low-cost si basa un'elevata rotazione degli aeromobili (e del personale), cosa un po' difficile da ottenere su un aeroporto grosso come Fiumicino. In pratica le tratte volate giornalmente dovrebbero essere minimo otto (Ryanair per le tratte da Dublino fa 12 DODICI rotazioni giornaliere con un singolo aeromobile per le tratte IRL-UK), quindi un ritardo di un'ora ti incasina tutto in maniera indescrivibile. Bell'idea, momentaneamente irrealizzabile.
DaV
SdR January 21st, 2005, 07:12 PM Quella di Veltroni è una mezza sparata, semielettorale, un po' come quelle di Albertini su SEA contro la Lega (il Comune vorrebbe vendere e scendere sotto il 51% pur continuando a comandare!!! Che spasso questi sindaci nostrani :D). E poi che la finissero di occuparsi di questioni di cui non hanno competenza! L'ingerenza politica è una cosa che detesto dal profondo.
Fiumicino ha un senso come hub nazionale, e dal quel punto di vista, un'azienda con costi e struttura low-cost non sarebbe male (anzi, potrebbe diventare una macchina da soldi), ma c'è il piccolo, insignificante e ridicolo problema che i nostri (Ali)italici naviganti sono leggermente incazzati perché Cimoli sta provando a farli lavorare di più col contratto attuale, figuriamoci a riscrivere il contratto (con quello attuale il low-cost lo si può fare con gli omini del Lego) per farli lavorare moooolti di più e tendenzialmente con meno benefici... senza contare che il low-cost si basa un'elevata rotazione degli aeromobili (e del personale), cosa un po' difficile da ottenere su un aeroporto grosso come Fiumicino. In pratica le tratte volate giornalmente dovrebbero essere minimo otto (Ryanair per le tratte da Dublino fa 12 DODICI rotazioni giornaliere con un singolo aeromobile per le tratte IRL-UK), quindi un ritardo di un'ora ti incasina tutto in maniera indescrivibile. Bell'idea, momentaneamente irrealizzabile.
DaV
però su ciampino potrebbe essere più fattibile o sbaglio?
I'mBack January 21st, 2005, 08:10 PM ^ in effetti! Soprattutto x essere low cost, bisogna contenere i costi e le tasse aereoportali di Ciampino sono molto piu' basse di quelle di Fiumicino.
il_piccolo_chimico January 21st, 2005, 10:00 PM ...mi sa che il disastro volareweb non ha insegnato un bel niente!
enrico vigo January 22nd, 2005, 11:55 AM Chi vorrebbe affossare Alitalia ha bisogno innanzitutto di cure mediche, tanto la "buttata" è irrazionale quanto marcatamente idiota. Il patrimonio tecnico e commerciale che pure esiste, ed è un volano fondamentale per il "sistema-Italia" a cui non possiamo rinunciare per nessuna ragione al mondo, quindi parliamo di risanamento e di efficientamento. Partiamo quindi dalle infrastrutture che mancano a Malpensa in fatto di strade, autostrade e ferrovie (Svizzera-Lugano, Torino, Genova, Novara, la stessa Milano per accorciare i tempi di collegamento...), parliamo del completamento dell'aerostazione, parliamo di Cargo City che è in folle ritardo (il bacino d'utenza di Malpensa oltre che per i passeggeri anche per le merci è di primissimo livello, tra i più importanti d'Eurpa e del mondo (le nostre merci raggiungono Parigi, Francoforte, Lussemburgo, Amsterdam, Zurigo via camion...). La fortuna di Malpensa e di Alitalia vanno di pari passo. Se non si è capito, non voglio una Italia fatta di gelatai, pizzaioli e bagnini...
skaccomatto January 22nd, 2005, 12:31 PM Mmm... Ciampino direi che ha qualche problema di cengestione di traffico. Manca un'aerostazione di dimensioni decenti, e inoltre lì Ryanair dovrebbe in pratica raddoppiare i voli entro i prossimi 2 mesi. Il problema sarebbe che finanziando un'aerostazione nuova, ADR dovrebbe cacciare fuori dei bei soldini, e da qualche parte nell'immediato si dovrebbe rifare economicamente: aumentando le spese per l'handling e i costi fissi (piazzole, tasse, veicoli, ecc), cosa che fa a pugni col concetto low-cost. L'investimento sarebbe remunerativo solo sul lungo periodo, ma ad ADR non conviene neanche troppo spingere su CIA perché rischia di svuotare FCO che essendo più grosso ha costi di gestione (e quindi anche per le compagnie) più alti. Insomma, è un cane che si morde la coda... però almeno iniziano ad assaporare anche loro i piaceri di avere due aeroporti in casa che fanno a pugni (per ora senza troppi problemi, vediamo tra qualche anno) ;) ovviamente detto in tono scherzoso, qui ci dobbiamo preoccupare di LIN+MXP... :(
DaV
skaccomatto January 22nd, 2005, 12:43 PM Enrico, sono d'accordo con te che Alitalia è un assett fondamentale, più in generale lo è una compagnia di bandiera per un paese come l'Italia.
Il problema di fondo è che così come è strutturata AZ adesso è:
1) un pessimo biglietto da visita all'estero
2) un buco finanziario
3) un mostro di inefficienza amministrativo, logistico, industriale e soprattutto sociale (è gestitsa come un Ministero, e sappiamo tutti come funzionano le cose nel mondo della politica, non certo per meritocrazia).
4) pur in presenza di condizioni di mercato favorevole riesce a perdere quote di mercato (gli bilaterali la proteggono dalle asiatiche, ad esempio, e non vengono sfruttati)
La soluzione migliore secondo il mio punto di vista era fare quello che hanno fatto svizzeri e begli con le loro compagnie (magari copiano i belgi e non gli svizzeri che hanno un po' di problemi): chiudere, tagliare le mele marce, spostare la base a Malpensa, tagliare gli aeromobili più datati, vendere i rami improduttivi, concentrarsi sul core-business, riaprire con quota governativa sotto (molto sotto) il 50%, ripartire e privatizzare come public company, possibilmente in mano a qualcuno che di trasporto aereo se ne intende (tipo Air France, per quanto non apprezzi molto il loro stile). In questo momento SNBA (la ex Sabena belga) si espande con criterio, ha il quasi monopolio sulle rotte per l'Africa (lo spartisce con Air France), con load factor (quanto un aereo è pieno) del 55% riesce a farci anche dei guadagni. Alitalia avrebbe il punti di pareggio con LF del 110/120%!!!!
Ciò detto, stanno migliorando un po' la posizione (anche finanziaria, pur sempre in perdita), adesso gli aerei girano in modo soddisfacente (grazie a Mengozzi che aveva impiantato bene la base del network), stanno recuperando qualcosa sul network europeo e hanno aperto rotte abbastanza intelligenti (la Shanghai, l'est Europa, la Washington dopo che United l'ha mollata). Ma ci sono ancora abissi da superare.....
DaV
enrico vigo January 23rd, 2005, 03:12 PM Sono 30 anni che volo e Alitalia è al top delle mie preferenze da sempre, non mi dispiacciono KLM, AirFrance, Lufthansa e British (in Europa), ma con Alitalia Europa e Mondo ho sempre avuto cortesia assistenza e servizi al top.
A parte l'esperienza personale ritengo che Alitalia sia uno dei pochi volani industriali rimasti al nostro paese, che vada risanata e rilanciata, e che si debba fare autocritica per la cattedrale nel deserto infrastrutturale che è oggi Malpensa.
Lo sviluppo di Malpensa (passeggeri e merci) è legato allo sviluppo di Alitalia e del paese, ma ricordiamoci è solo necessario frenare l'emoraggia di merci e passeggeri verso altri hub europei come prima cosa, per poi attirare traffici e collegamenti dal bacino d'utenza allargato (la Francia che gravita fino a Lione, la Svizzera, il Nord Italia.
Ricordiamoci che dopo Londra e Parigi abbiamo Milano, in assoluto una regione ricca di potenzialità e di traffici che non ha rivali in Europa a contrastare il 3° posto.
Il processo di efficientamento è sicuramente necessario e mi auguro che venga fatto coinvolgendo i dipendenti e verificando gli standard operativi con un serio benchmarking, solo con un grande gioco di squdra si può uscire da un pasticcio così grande.
A tutto si può porre rimedio, se si affronta il problema nel suo insieme complesso, senza i soliti giochetti "nordisti" o "romani" che infestano da qualche anno il nostro paese impedendogli di crescere, giocando l'avvilente derby dell'imbecillità.
Si a Malpensa, Si alle infrastrutture, Si ad Alitalia.
gruber January 24th, 2005, 10:14 AM purtroppo per fare quello che tu giustamente scrivi bisognerebbe spostare da Fiumicino 3/4 del personale AZ e decine di rotte.
peccato che non esiste un coraggio politico per fare questo.
quindi la soluzione sarà:
2 mezzi hub
Alitalia compagnia di 2° livello con base principalmente a Roma
il Nord Italia continuerà a volare da Zurigo, Francoforte, Monaco, Parigi, Vienna...
ora Cimoli taglierà a destra e a manca e come con le FS porterà probabilmente in utile la società, ciò non toglie che sono straconvinto che tra un 4 o 5 anni saremo da capo.
le altre compagnie Europe che si sono unite strangoleranno piano piano Alitalia.
prima prendendo quel 75% di Italiani che volano e vivono nel Nord e poi con la liberalizzazione dei cieli e degli slot andando a Fiumicino a prendersi anche quel 25% di utanti Italiani che vivno nel Centro-Sud del Paese.
alla fine con Alitalia voleranno i parenti dei dipendenti e i parenti dei piloti che hanno i biglietti o gratis o al 10% del valore reale.
e gli sifgati (come me) che hanno un pò di Miglia ancora da utilizzare!
Camaway January 24th, 2005, 10:27 AM Che fine ha fatto quel fantomatico piano di avere investitori medio-orientali che volevano rilanciare l'Alitalia come compagnia di lusso?
I'mBack January 24th, 2005, 02:36 PM le altre compagnie Europe che si sono unite strangoleranno piano piano Alitalia.
prima prendendo quel 75% di Italiani che volano e vivono nel Nord e poi con la liberalizzazione dei cieli e degli slot andando a Fiumicino a prendersi anche quel 25% di utanti Italiani che vivno nel Centro-Sud del Paese.
Nn sono un po' esagerate queste percentuali?? Io direi ke sono 40% Nord e 60% Sud, ma in ogni caso nn ho nessun dato. Qualk'uno ne sa di piu'?
gruber January 25th, 2005, 01:32 PM no, sono state pubblicate, finalmente, da tutti i quotidiani nazionali circa 6 mesi fa.
i dati vennero poi ripresi e confermati anche da Alitalia e dal Governo.
il 70 e più % di chi prende l'aereo in Italia abita nel nord Italia (Piemonte-Lombardia-Liguria-.Val d'Aosta-Trentino-Veneto-Firuli ed Emilia).
la restante parte va divisa tra Centro, Sud ed Isole, che in totale assommano a meno del 30%.
c'era poi un'altra pubblicazione della SEA, la società che gestisce gli aeroporti di Milano, secondo la quale di quel 70% più della metà abita in un raggio di 60 km da Milano (in pratica nell'area metropolitana).
il problema dell'Alitalia infatti nasce dal fatto che quel 70% di cittadini del Nord spesso e sovente (io per primo) preferiscono volare con altre compagnie aeree.
questo per vari motivi:
prezzi elevatissimi di Alitali
servizio pessimo e scadente
ritardi e scioperi costanti
bassissimo numero di mete internazionali ed intercontinetali raggiunte
e dlucis in fundo per chi abita al nord andare in aereo a Zurigo o Francoforte o Monaco o Amsterdam o Parigi e da li volare con un'altra compagnia in giro per il mondo...speso costa meno e sopratutto impiega MENO tempo che volare a Roma per prendere una coincidenza con Alitalia!
la soluzione che veniva prospettata da tutti gli studi (non da me - ma sono strafavorevole da anni e anni e anni) per salvare Alitalia è 1 sola.
riprendersi quel 70% di abitanti del Nord che rifiutano Alitalia.
Malpensa venne costruita per questo motivo.
ma una volta aperto l'aeroporto serviva che Alitalia traslocasse l'Hub da Roma a Malpenda.
la Lobby Romana, che è molto potente, ha impedito e ancor oggi impedisce che questo avvenga.
per peggiorare il tutto rifiuta di liberare gli slots (diritti di atterraggio) che Alitalia ha in quanto compagnia di bandiera Italiana a Malpensa.
liberandoli subentrerebbero compagnie straniere.
Alitalia rifiuta questo. in tal modo riesce comunque ad intercettare un minuscola parte del traffico internazionale, portandolo a Roma e da lì nel mondo.
gli effetti sono palesi e visibili. Alitalia...sta fallendo per la 5° o 6° volta negli ultimi 20 anni.
la causa è una sola, ripeto: Fiumicino.
è come se in Francia avessero costruito l'Hub aeroportuale a 550 km di distanza dalla zona più popolata (e anche più ricca e che per questo prende più aerei)! e quindi non a Parigi ma a Lione!
ovvio che buona parte dei Parigini andrebbe a Bruxelles o Amsterdam o Londra!
dicasi lo stesso per Londra dove l'aeroporto non è a Manchester o Newcastle!
con Fiumicino Hub ci si è ricordati che Roma è la Capitale politica del Paese, ma ci si è dimenticati che più di metà degli Italiani abitano a 500, 600, 700 km di distanza!
e che sopratutto in quell'area abita chi prende l'aereo.
non ci voleva molto per fare queste previsioni....ma non ci sono riusciti. o meglio la Lobby pro Fiumicino ha avuto partita vinta.
la conseguenza è che noi tutti abbiamo ripianato i debiti della moribonda Alitalia per decenni sotto forma di tasse, e biglietti aerei carissimi.
(la Milano-Roma dell'Alitalia è la più cara tariffa aerea del mondo in rapporto al numero di km percorsi dall'ereo!)
queste sono le previsioni di ALitalia di qualche annetto fa:
"Milano, terzo bacino di traffico aereo in Europa dopo Londra e Parigi, dovrebbe arrivare ad un movimento annuo di 33 milioni di passeggeri nel 2005 contro gli attuali 18 milioni e la stragrande maggioranza di questo flusso transiterà da Malpensa, rimanendo a Linate solo le rotte con più di due milioni di passeggeri all'anno (alla stato attuale solo la tratta Milano-Roma)".
http://www.cesil.com/0798/italit07.htm
peccato che poi Alitalia non abbia spostato i voli da Roma.
oggi i 33 Milioni scarsi vengono raggiunti dai 3 aeroporti di Milano (Malpensa-Linate-Orio al Serio) messi insieme!
altro sito della Confindustria di Varese:
"...Senza una decisa sferzata a favore dello scalo gallaratese da parte della classe politica nazionale, ma anche di quella locale, e senza un cambio d'atteggiamento del vertice amministrativo di Alitalia, la Lombardia e il Nord Italia nel suo insieme corrono, insomma, il rischio di consegnare il loro ricco mercato (70% di quello del nostro Paese; in Lombardia si stacca il 35% dei biglietti venduti) nelle mani dei vettori stranieri. Proprio come succedeva negli anni Ottanta e Novanta, quando s'ideò Malpensa 2000 per superare questo problema...."
http://www.univa.va.it/Varesefocus/VF.nsf/0/08A0BB2CAE72FD50C1256B4900354288?OpenDocument
se fai una ricerca ne trovi a dozzine.
gruber January 25th, 2005, 01:48 PM altro ancora:
"...Va tenuto in debito conto che nel Nord Italia si stacca il 70% dei biglietti della compagnia:
per quanto va invertito l'attuale squilibrio nella dotazione del personale di volo assegnato prevalentemente a Roma. Infatti, su 4.200 assistenti di volo solo 600 fanno base in Lombardia mentre su 2.200 piloti solo 200 hanno sede negli aeroporti milanesi. Cio' crea alti costi di gestione nonostante i 100 collegamenti settimanali operati da Linate e Malpensa, contro i 65 di Fiumicino.
da questo addirittura si evince che oltre a generare il 70% e più dell'intero traffico aereo Italiano, il nord genera pure il 70% dei biglietti di Alitalia, e la Lombardia il 35% del totale.
figurati se quei caproni di Fiumicino capiranno mai che se non si facessero sfuggire i restanti Alitalia sarebbe una delle compagnie aeree con i migliori bilanci!
peccato che si guardi come sempre al proprio cortile e non ci sia mai una visione a lungo termine.
e salta fuori anche l'annosa questione riguardo al fatto che la quasi totalità dei dipendenti Alitalia sono di Roma e che quindi ogni giorno interi aerei passeggeri vengono usati all'alba e al tramonto per tasferire personale da Roma a Malpensa e Linate!
questo perchè l'Alitalia è stata usata per 40 anni nel Lazio come bacino elettorale: io ti do il posto di lavoro ipergarantito all'Alitalia tu mi dai il voto tuo e dei tuoi familiari".
così facendo Alitalia ha un numero abnorme di dipendenti...peccato che siano tutti di Roma e che invece Alitalia è una compagnia Italiana! ed ha aeroporti in tutto il paese.
Pavlvs January 25th, 2005, 03:38 PM Il problema, caro Gruber, è capire se gli interessi dell'Italia coincidano con gli interessi di Alitalia.
L'Italia è un paese geograficamente complesso, lungo lungo e stretto stretto, il che comporta degli svantaggi competitivi evidenti.
Quando venne realizzato Fiumicino non fu per le pressioni della "lobby romana", ma perchè si pensò che, essendo Roma in posizione BARICENTRICA rispetto a tutto il paese, sia dal punto di vista strettamente geografico che da quello demografico, costruirvi un aeroporto avrebbe permesso a TUTTI GLI ITALIANI di volare affrontando mediamente gli stessi sacrifici e le stesse distanze.
Questo perchè si sono voluti salvaguardare gli interessi di TUTTI gli Italiani, senza distinzioni di sorta tra calabresi o friulani, tra lucani o valdostani.
Malpensa2000 invece è nata per soddisfare gli interessi non degli Italiani, ma di Alitalia.
Difatti, visto che il 70% dei biglietti verrebbe staccato nel nord (dato che mi riservo di verificare perchè sinceramente mi lascia perplesso), Alitalia pensò bene di sviluppare un secondo hub nell'estremo lembo settentrionale della penisola, quasi ai confini con la Svizzera, e di trasferirvi il 70% (fino ad oggi) dei voli intercontinentali, al fine di accaparrarsi questa nobile fetta di mercato.
Con il simpatico risultato che oggi, un calabrese che volesse volare al Cairo, deve prima sobbarcarsi 2000 km di volo in direzione Svizzera!!
E capisco che i poveri calabresi, i lucani, i siciliani, i pugliesi volino poco, che siano dei "morti di fame", degli "assistiti" e contino poco o nulla, ma non mi sembra che portare l' hub nazionale in Svizzera agevoli minimamente la promozione dello sviluppo di queste regioni.
Perchè vedi, caro Gruber, aldilà delle logiche di mercato, avere un hub a portata di mano e non a 2000 km di distanza, deve considerarsi un diritto di TUTTI GLI ITALIANI, sancito a mio avviso addirittura costituzionalmente, lì dove si parla di libertà di circolazione (chè oggi, la circolazione, deve essere necessariamente intesa in senso ampio).
Ma c'è di più.
L'Italia, come ben saprai, sta preparandosi un futuro da paese ex-industrializzato.
Mi viene da ridere quando leggo di fantomatiche ricette con cui dovremmo competere contro la Cina o contro l'India.
La verità è drammaticamente semplice: contro i nuovi paesi emergenti semplicemente NON si può competere.
O perlomeno non può farlo questa nostra Italia.
I motivi non sto ad elencarli, ci vorrebbe un thread apposito, ma sono certo che li conoscete meglio di me.
Quale destino quindi ci attende?
Anche qui è piuttosto semplice: servizi e soprattutto Turismo.
Ora, si dà il caso che Fiumicino sorga esattamente al centro di una macroregione Tosco-Umbra-Laziale-Campana, presto collegata con un pendolino che porterà i turisti da Napoli a Firenze in 2 ore e mezza, che è semplicemente quanto di meglio l'intero occidente abbia da esprimere in termini di turismo culturale.
Pensate: le 3 grandi culture dell'Occidente in una sola macroregione: la cultura greca, la cultura romana e la cultura rinascimentale.
Con gli etruschi a fare da dolce corollario.
Bene.
Un patrimonio del genere deve essere valorizzato non atrofizzando i collegamenti internazionali del territorio, ma semmai potenziandoli al quadrato se non al cubo.
Altro perciò che Fiumicino "hub nazionale di seconda categoria".
Fiumicino deve diventare un hub TURISTICO di rilevanza planetaria (oserei dire stellare, semmai ci fossero turisti extraterrestri a leggermi :)
Nel mondo Fiumicino deve diventare sinonimo di Roma, Napoli, Firenze, Pisa, Perugia, Assisi, Pompei, Rinascimento, Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Caravaggio.
E mi spiace per Malpensa e per le valli del varesotto, ma questo è l'ombelico dell'arte e della cultura occidentale.
E qui dovranno essere convogliati quei 100 milioni di turisti cinesi che si aspettano nel prossimo ventennio, linfa vitale per tutta l'economia prossima ventura del nostro paese.
Come vedi, caro Gruber, la questione non può quindi ridursi ad una banale contesa trai fautori dello sviluppo e del progresso versus una capricciosa "lobby romana" che vorrebbe mantenere una massa di nullafacenti privilegiati.
La questione è chiarire se siano preminenti gli interessi dell' ITALIA, cioè degli Italiani, o quelli di Alitalia.
______________________________________
Sia come sia Alitalia è il passato.
La compagnia ha tutti ma proprio tutti i difetti ottimamente elencati da Gruber.
Aggiungo pure che è un pessimo biglietto da visita per il Paese.
Il prestito ponte è stato approvato.
Alitalia trovi i finanziatori, presenti un piano di ristrutturazione credibile, lo rispetti, e se necessario licenzi senza guardare in faccia nessuno.
Che i suoi dipendenti siano dei privilegiati non è una chiacchiera leghista contro Roma ladrona, è la verità semplice e banale.
E questi privilegiati, per mantenersi il privilegio, si sono permessi pure il lusso di fare i blocchi stradali, impendendo a chi doveva realmente lavorare, a chi si fa un mazzo tanto dalla mattina alla sera, di poter raggiungere il posto di lavoro in tempo utile.
Questa è l'ultima volta che il contribuente dovrà intervenire per Alitalia.
O ce la fa, o tanti saluti.
Il suo posto verrà preso da altre compagnie, non necessariamente estere.
E per il futuro, libera competizione in libero cielo.
Liberalizzazione dei voli, basta con il sistema degli slots, basta con il nazionalismo areoportuale.
gruber January 25th, 2005, 04:06 PM vedi...partiamo da 2 punti un pò distanti.
1°- a me e a molte persone, credimi, di ALitalia non frega proprio nulla. se fallisce non ci cambia nulla, per i motivi che ti ho sopra elencato. costi elevati e al nord è solo una delle tante compagnie aeree che possiamo usare.
2°-Quando Alitalia decise di fare pressioni per avere un Hub al nord lo fece per un motivo ben preciso: NON FALLIRE.
tu, perchè sei di Roma, appena si parla di Lobby Romana, ti senti tirato in ballo. ma non dovresti, perchè il danno lo fanno a te, come anche a me e a tutti.
perchè quella Lobby composta da Storace e Rutelli (che mirano ai voti elettorali dei dipendenti ALitalia) e ai magnati tipo Romiti e osci che sono proprietari dell'ADR insieme ad alcuni enti statali non fanno ne i tuoi interessi, ne i miei ...e nemmeno quelli di Alitalia.
bensì i LORO INTERESSI!
infatti loro stessi dovrebbero ormai aver capito che per Alitalia c'è una sola via per non fallire:
spostarsi armi e bagagli a Milano, e lasciare Fiumicino come un Hub dedicato al turismo del centro Italia, e ai collegamenti con il sud e il nord e il Mediterraneo.
a me...se non arriveranno a questa unica soluzione...non cambia niente.
i miei 20, 30 aerei all'anno me li vado a prendere in 30 minuti a Zurigo, in 45 a Vienna o Monaco o in 60 a Parigi! tanto con Alitalia non ci volo per principio!
3°-il problema però mi inizia a toccare nel vivo quando ogni 5 anni devo pagare tasse per salvare Alitalia! e questo non mi va bene! perchè se il mio piccolo studio va in malora....a te e a nessuno gli vengono ad imporre delle nuove tasse per salvarmi il culo!
no! fallisco e vado in miseria per i cazzi miei!
invece per soddisfare gli interessi elettorali / economici della Lobby Romana (che non sono 3 milioni di Romani, ma 3 o 4 politici e 3 o 4 magnati!) Alitalia resta ancorata da decenni a Fiumicino!!!
parliamo poi della tua analisi geografica.
perdonami, senza arroganza ma la trova totalmente sballata!!!!
senza voler entrare nella tirata del cattivo nordico bastardo e menefrghista (che en passant non sono) vorrei solo farti notare che:
l'Inghilterra ha l'Hub nella più grande città del paese, al centro della regione più urbanizzata, che è Londra (e che è ANCHE capitale) che si trova ALL'ESTREMO SUD DI UNA ISOLA che è poco più corta dell'italia!!!
la Francia ha una forma esagonale, è grossa il doppio dell'Italia, ma l'Hub non lo ha messo a Lione che ne è quasi il centro geografico!
no! è stato piazzato, guarda caso, nella regione più densamente urbanizzata del paese, l'Ile de France - Parigi (che è ANCHE capitale del Paese). la seconda e la terza città della Francia distano 600 e 1000 km da Parigi!
ma non vedo nessuno dire che i Parigini sono dei fottuti Leghisti che trattano i poveri meridionali francesi come dei morti di fame o degli assistiti!!!
negli Usa gli Hub sono nelle città più densamente popolate!
New York con i 3 aeroporti, Los Angeles, Chicago e Atlanta che funziona come Hub per l'intero Sud-est degli Usa.
la Germania ha 1 hub solo che è posto a Francoforte...che non è la capitale della Germania ma che è a mano di 1 ora e mezza dalla più grande conurbazione della nazione, la Rhur!
e le 3 più grandi città del paese, Amburgo, Berlino e Monaco sono tutte a centinaia di km di distanza!
quindi ...abbiamo Air France, British e Lufthansa.
cioè le 3 compagnie che meglio funzionano in Europe.
tutte e 3 piazzano il oro Hub dove csi trova il maggior numero di abitanti.
Parigi, Londra, Rhur/Francoforte.
destino vuole che 2 di queste città siano ANCHE capitali dello stato e che siano pure ANCHE capitali economico finanziarie industriali.
Francoforte è solamente la capitale finanziaria....d'Europa.
quindi la scelta fu clamorosamente errata quando venne spostato per diritto divino tutto il traffico aereo da Linate e Malpensa a Fiumicino pochi decenni orsono.
Roma non è la più grande area metropolitana del paese, ma bensì ne è la 3°, Roma non è la capitale economico finanziaria del paese e non attrae ricco turismo d'affari o fieristico che vola in businness o first.
Roma è solo la capitale del paese. permettimi di dire che questo in una visione non politica e non localistica non è sufficiente per farne il centro di tutte le industrie statali del paese e tanto meno dell'Hub princiaple della compagnia di bandiera nazionale!
concludendo, come dicevi tu, qui sono in gioco gli interessi di tutti gli Italiani.
possiamo, o meglio possono scegliere: dare retta alle pressioni della Lobby Romana e far fallire Alitalia e drenare soldi dalle tasche degli italiani per mantenere un patetico carrozzone statale che fallisce con cadenza Olimpica...oppure fare quello che va fatto.
magari non piace, magari costerà poltrone ai politici...ma se si vuole salvare l'Alitalia c'è 1 sola via.
trasferire l'Hub a Malpensa.
tutto il resto è dietrologia.
ci sono i fatti e gli esempi dall'estero.
ci sono i dati di Alitalia sui biglietti staccati ogni anno.
c'è l'evidenza che chi viaggia di più con l'aereo, il mezzo più caro che ci sia, sono coloro che hanno un reddito pro capite più elevato e chi viaggia per lavoro.
non è misero Leghismo o altre porcherie simili.
è solo vedere le cose come vanno. senza arroccarsi su posizioni localistiche e guardando un pò più avanti.
altrimenti...facciamo fallire Alitalia....le ripercussioni saranno solo concentrate in 2 posti:
a Roma dove perderanno il lavoro decine di migliaia di famiglie innocenti e i cittadini del Sud...che senza Alitalia per volare dovranno comprarsi le mongolfiere.
se poi invece dovranno venire a Milano per andare al Cairo partendo da Roma o Napoli o Palermo....sai che differenza...a Milano per andare in Nord America o in Nord Europa sino a pochi anni fa si doveva andare a Roma e ritornare poi verso Nord...passando sopra Milano!
il mio discorso non è pro domo mia.
non faccio il pilota e non ho azioni della SEA!
lo faccio pro Alitalia. pro Italia.
p.s.
4 Regioni del Nord: Emilia, Veneto, Lombarida e Trentino AA fanno in 12 mesi più turisti di tutto il centro-sud messo insieme!
il discorso turistico riguardo Fiumicino quindi mi pare infondato.
tra l'altro, personalmente non vorrei la chiusura di Fiumicino! mica sono matto!
Fiumicino dovrebbe diventare un aerortpo con collegamenti con tutta Italia, con le capitali Europee, con alcune capitali del Mediterraneo meridionale e con alcuni voli intercontinentali (Ny, Tokyo, Shangai). il resto dei voli intercontinentali trasferito totalmente a Malpensa.
e stiamo parlando di Alitalia....mica delle altre compagnie straniere!
se quelle giudicheranno Fiumicino uno scalo profiquo ed economicamente vantaggioso resteranno lì!
questo con l'unico obbittivo: salvare quel patatico carrozzone statale di Alitalia!
gruber January 25th, 2005, 04:30 PM riguardo ai dati del traffico aereo:
http://www.consiglio.regione.lombardia.it/Nuovo/politica/comunicati/dettaglio.php?did=890
"Se si scongiurerà la chiusura di Alitalia - aggiunge il consigliere - sarà un bene per tutti. E' chiaro che se il nuovo Piano industriale non terrà conto che il 70% del traffico aereo ha origine nel nord Italia, la nuova Alitalia invece di volare annasperà rapidamente come anatra zoppa. Attendiamo i fatti".
http://www.dsregionelombardia.it/newsletter/7ggds110.pdf
“Se si scongiurerà la chiusura di Alitalia– ha aggiunto il consigliere - sarà un bene per tutti, ma se il nuovo Pianoindustriale non terrà conto che il 70% del traffico aereo ha origine nel nord Italia, la nuova Alitalia annasperà rapidamente come un’anatra zoppa”.
http://www.leganord.org/pdf/leggere_compr/infrastr_trasporti/alitalia.pdf
il destino dell’aeroporto di Malpensa quale hub di riferimento dell’Alitalia,
considerando che il 70% dei biglietti viene venduto in Lombardia mentre la stessa compagnia aerea
è localizzata soprattutto in Lazio, dove c’è Fiumicino.
http://www.ansa.it/infrastrutturetrasporti/notizie/rubriche/traspaereo/20040916122933076377.html
....nel 2001 il 91% del personale navigante tecnico con base a Roma, l'83% del personale navigante cabina con base a Roma, a fronte di un impiego sui voli internazionali da Malpensa del 66% del personale navigante e tecnico....Nel nord, secondo i dati della Regione, vengono venduti biglietti aerei per il 60% del valore totale, mentre il centro fa registrare una quota del 25% e sud e isole, insieme, una quota del 15%. Il valore dei biglietti venduti per voli internazionali ammonta a 3.119 milioni di euro (70% sul totale) di cui il 65% al nord, il 27% al centro e l'8% al sud e isole. (ANSA)
SdR January 25th, 2005, 04:37 PM credo di avere un dejavù!!! :)
tra l'altro, personalmente non vorrei la chiusura di Fiumicino! mica sono matto!
Fiumicino dovrebbe diventare un aerortpo con collegamenti con tutta Italia, con le capitali Europee, con alcune capitali del Mediterraneo meridionale e con alcuni voli intercontinentali (Ny, Tokyo, Shangai). il resto dei voli intercontinentali trasferito totalmente a Malpensa.
gruber se togli Shangai e metti toronto è gia così ... o poco più! ... oltretutto toronto è stato rimesso dopo che alitalia lo aveva tolto da fco perchè di corsa ci si sono infilati i canadesi ... e nonostante questo fco continua ad aumentare il numero di passeggeri annui!
gruber January 25th, 2005, 04:52 PM ma infatti SDR! ma infatti!
io parlo di ALITALIA...non di Fiumicino!!!
mi sa che Paulus non ha capito questo dettaglio IMPORTANTISSIMO!!!
Fiumicino può campare da dio anche se tutti gli intercontinentali vengono spostati a Malpensa solo ed esclusivamente per salvare Alitalia!
il traffico verso Fco è principalmente turistico e i turisti stranieri ci arrivano con le loro compagnie aeree o con i low coast!
non con Alitalia che non vola quasi da nessuna parte e costa come il fuoco!
in ogni caso....basta...mi sembra di ri-ri-ri-ri-scrivere sempre le stesse cose!
p.s.
Alitalia l'anno scorso ha intelligentemente chiuso i voli Intercontinentali da Malpensa verso la Cina.
erano sempre pieni...rendevano troppo....rischiavano di non fallire!
gruber January 25th, 2005, 05:05 PM a fagiUUUolo:
ALITALIA E AIR FRANCE - Nella conferenzastampa con il primo ministro francese Jean Pierre Raffarin si è fatto riferimento anche alla crisi dell'Alitalia e all'alleanza con Air France. «L'Alitalia ha i suoi problemi da risolvere e li risolveremo» ha detto Berlusconi, che si è spinto anche oltre assicurando che «Alitalia e Air France daranno vita ad una grande compagnia europea». Un'affermazione che ha fatto immediatamente volare il titolo Alitalia in Borsa, dove è stato sospeso per eccesso di rialzo dopo aver guadagnato il 9,96%, con scambi per 18 milioni di titoli a fronte di una media giornaliera mensile di 4 milioni.
25 gennaio 2005
© Corriere della Sera
quindi...SE Cimoli ripianerà i debiti (a modo suo: lincenziamenti selvaggi e tagli di tutte le spese possibili...e anche quelle impossibile - leggi sicurezza e manutenzione)...ci faremo mangiare da Air France/KLM.
che hanno già 2 hub a Parigi e Amsterdam.
....altro che Malpensa o Fiumicino....voleremo tutti a Parigi o Amsterdam.......(come già faccio spesso! alla fine non cambia niente. a questo punto tanto vale far fallire Alitalia e risparmiare valange di miliardi)
therock January 25th, 2005, 05:31 PM ALITALIA: BERLUSCONI, VOGLIAMO COMPAGNIA ITALO-FRANCESE
(ANSA) - ROMA - Italia e Francia puntano ad un accordo piu' ampio tra Alitalia ed Air France, che punti ''all'integrazione, che vada nella direzione di una unica compagnia aerea che metta insieme le due compagnie''. Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa congiunta che ha fatto seguito al seminario italo-francese a Villa Madama.
gruber January 25th, 2005, 05:41 PM si....e Berlusconi ci crede....come se la Ferrari e la Osella si fondono insieme con scambio del 50% delle azioni!!!!
non l'hanno fatto con KLM che vale 3 o 4 volte Alitalia!!!
Pavlvs January 25th, 2005, 09:46 PM Dunque:
1) A me di Alitalia non frega nulla, vorrei che sia chiaro.
Certamente mi dispiace per i suoi 16.000 dipendenti, ma neanche più di tanto, visto che per decenni hanno goduto di privilegi assurdi, ridicoli, pazzeschi, scaricati sulle tasche dei contribuenti, che sinceramente gridano vendetta.
Sono del resto convintissimo che Alitalia, se fallisse, verrebbe presto sostituita da altre compagnie, anche Italiane, in grado di assorbire il personale licenziato.
Solo qui a Roma la crisi di Alitalia ha già comportato la nascita di alcune piccole compagnie, come la Blue Panorama, con la quale ho volato magnificamente.
2) Quello che mi preme invece è l'areoporto di Fiumicino.
Il motivo è semplice: da sempre la prima industria di Roma (e di tutto il centro Italia) è il turismo.
Il grosso dei flussi turistici prossimi venturi proverrà da paesi come Cina, India, Sudamerica, Estremo Oriente, Russia.
O Roma li saprà intercettare, o sarà il declino più totale.
Le preoccupazioni dei politici romani per Fiumicino ed Alitalia mi sembrano quindi preoccupazioni più che legittime, e mi spiace accorgermi che a Milano vengono avvertite e declassate come squallide azioni di lobbyng.
In Lombardia Formigoni fa quotidianamente fuoco e fiamme per 2/300 operai di Arese, ben sapendo che Fiat nulla può per salvare uno stabilimento che risale nientemeno che agli anni 20.
Qui nel Lazio tra Alitalia e Fiumicino sono a rischio 35.000 posti di lavoro compreso l'indotto.
Cosa dovrebbero dire Storace e Veltroni?
Prego si accomodino, smantelliamo tutto e chissenefrega?
Difendere Fiumicino non è, caro Gruber, interesse di Storace e Veltroni.
E' interesse di una intera comunità, e la convergenza di opinioni tra due persone diversissime tra loro come il leader in pectore dei Ds, e l'uomo dell'ala dura di AN lo conferma in pieno.
3) Non vedo cosa ci sia di sballato nella mia analisi geografica.
Il Lazio è il centro anzi il baricentro d'Italia, il cui ombelico è a Rieti (ove c'è tanto di monumento).
Questo comporta per tutti, calabresi come friulani, le stesse difficoltà di spostamento.
UGUALI per tutti.
Ed anche demograficamente, se accettiamo la tradizionale tripartizione d'Italia in nord, centro, e sud, abbiamo che di 57 milioni di Italiani, 20 vivono al sud, 11 al centro e 26 al nord.
Tra i 26 del nord ed i 20 del sud non scorgo queste grandi differenze.
Mi sembra che nel complesso l'Italia vanti un ottimo equilibrio demografico.
4) Diversamente dall'Italia, il Regno Unito è storicamente quadripartito: Inghilterra, Galles, Scozia ed Irlanda del Nord.
Bene, di 60 milioni di britannici, 50 milioni vivono in Inghilterra.
L'Inghilterra, caro Gruber, è grande come il nord Italia + l'Istria.
Solo che in Inghilterra vivono 50 milioni di britannici, in nord Italia 26 milioni di Italiani.
La differenza te la lascio liberamente apprezzare.
Mi sembra quindi piuttosto ovvio che sia a Londra l'hub britannico visto che, a differenza dell'Italia, la Gran Bretagna è demograficamente sbilanciata a sud est, in maniera anche piuttosto evidente ( ed in ogni caso Liverpool e Manchester sono ad appena 300/350 km da Londra).
4) La Francia, come hai evidenziato, è quasi il doppio dell'Italia.
Ma mentre l'Italia è lunga e stretta, la Francia è un esagono quasi perfetto, ha perciò una forma compatta.
Inoltre ha una storia nazionale che permette benissimo di dire che la Francia è Parigi e Parigi è la Francia.
Nell' Ile de France, una regione grande come le Marche, vivono quasi 12 milioni di francesi su 59.
Oltre un quinto del totale, che diventerebbero ben di più se allargassimo il discorso ad un area grande, diciamo, come la Lombardia.
In più la compattezza della Francia fa sì che la lontanissima Marsiglia sia a 770 km da Parigi e Lione a 460.
In Italia Roma è a 640 km da Malpensa, Napoli a 850, Palermo a 1620.
Non mi sembra, in tutta franchezza, la stessa cosa.
Inoltre, caro Gruber, lungi da me l'aver mai pensato che al nord siano tutti "fottuti leghisti" ( io sono di origine trentino-veneta, lì vi ho amici e soprattutto PARENTI), però sulla buona opinione che a Marsiglia hanno di Parigi... fossi in te non giurerei.
Che Parigi, la Capitale della Grand Nation, venga accusata come minimo di centralismo, credo che tu lo sappia meglio di me (in realtà viene accusata di produrre il 20% del Pil e di drenare il 30% della spesa pubblica, ma questi son altri discorsi).
5) l' hub spagnolo è a Madrid.
Madrid è demograficamente la terza regione della Spagna dopo Andalusia e Catalogna, ed economicamente la seconda ( dopo la Catalogna ).
Esattamente come il Lazio, che è demograficamente la terza regione d'Italia ed economicamente, per Pil, la seconda.
Perchè dunque l'Hub spagnolo è a Madrid?
Perchè, al pari del Lazio, Madrid è al centro della Spagna, sia geografico che demografico.
Come vedi quindi ci sono anche altre Nazioni che hanno fatto le medesime considerazioni che sono state fatte in Italia, non siamo poi un caso tanto anomalo.
5) Sulla Germania il discorso si complica data la particolare storia recente del Paese.
Mi preme però sottolineare come Francoforte fosse l'hub tedesco ben prima dell'unificazione delle 2 Germanie.
Se uno desse un'occhiata alla Germania prima dell'unificazione, si accorgerebbe immediatamente che Francoforte era ESATTAMENTE il BARICENTRO geografico e anche demografico della vecchia Repubblica Federale, pur senza esserne nè l'area più popolata nè quella più sviluppata.
Anche per Francoforte quindi, vale più o meno lo stesso discorso che vale per la scelta di Roma.
Che concluderne?
Se ne conclude che la scelta di un hub in una zona baricentrica sia geograficamente che demograficamente è una scelta ritenuta opportuna in 2 grandi nazioni europee su 4 (tolta l'Italia), Spagna e Germania; e la scelta di un hub in una zona baricentrica almeno demograficamante è condivisa negli altri 2 paesi, Gran Bretagna e Francia.
Ora, caro Gruber, Malpensa e la Lombardia non sono baricentiche rispetto all'Italia NE' GEOGRAFICAMENTE NE' DEMOGRAFICAMENTE.
La Lombardia è solo la regione più popolosa e quella più ricca.
Molto, per carità, ma forse non sufficiente per reclamare l'hub, altrimenti l'hub spagnolo dovrebbe essere a Barcelona (o a Siviglia, se valesse il mero principio demografico) e quello tedesco ad Essen.
IL CHE, NON E'.
Considerazioni finali:
La verità è che Malpensa è scomoda persino per i Milanesi, figuriamoci per gli altri italiani.
I geni che hanno voluto Malpensa2000, buttando a mare un hub che era tale dalla metà degli anni 50, cioè praticamente da quando esiste un'aviazione civile, avevano unicamente lo scopo di accaparrarsi la ricca clientela business che solitamente parte dalla Svizzera o da Monaco, confondendo gli interessi di Alitalia con quelli dell'Italia, e come tali propagandandoli.
Ma lo scopo è già mezzo fallito.
Mia zia di Bolzano continua a volare da Monaco semplicemente perchè le è più vicina di Malpensa.
Trieste dista da Malpensa 470 km e 500 da Vienna, ed i friulani continuano a volare da Vienna.
In compenso gli svizzeri di volare dall' Italia sembra non ne vogliano sapere, e la stessa Confederazione sta facendo pressioni politiche sui cantoni per ostacolare i collegamenti tra il Ticino e la Malpensa.
E così Malpensa non è decollata nonostante che vi abbiano portato il 70% dei voli intercontinentali.
In compenso, benchè privato di questi voli, è decollato il duo Fiumicino-Ciampino, con percentuali di crescita annue a 2 cifre o quasi.
Questo perchè il futuro, caro Gruber, non è nè Alitalia nè la logica degli hubs, nè del nazionalismo dei cieli e degli slots contingentati.
Il futuro è nella libertà dei cieli e nei voli low cost.
Nonostante tutto ritengo anch'io che Malpensa sia e rimanga un'opera indispensabile per lo sviluppo del Paese, e soprattutto della sua parte già più sviluppata.
Quello che chiedo è di accellerare a livello europeo la liberalizzazione più totale dei voli e dei diritti di atterraggio.
Io chiedo libera concorrenza, non decisioni calate dall'alto (da Roma direbbe qualcuno).
Ciao.
Epicurion January 26th, 2005, 08:56 AM Ora, caro Gruber, Malpensa e la Lombardia non sono baricentiche rispetto all'Italia NE' GEOGRAFICAMENTE NE' DEMOGRAFICAMENTE.
La Lombardia è solo la regione più popolosa e quella più ricca.
Molto, per carità, ma forse non sufficiente per reclamare l'hub, altrimenti l'hub spagnolo dovrebbe essere a Barcelona (o a Siviglia, se valesse il mero principio demografico) e quello tedesco ad Essen.
IL CHE, NON E'.
su questo, mi spiace, ma hai torto. la sola Comunidad Autonoma di Madrid conta più di sei milioni di persone ed il più alto PIL della Spagna, contro i 4 milioni di tutta la Catalogna che produce meno ricchezza. Madrid è tra l'altro la capitale economica spagnola. Siviglia non è neanche una metropoli!!! e Barcellona è un grosso centro turistico, non certo finanziario-industriale.
la Lombardia ha quasi 10 milioni di abitanti, un sesto della popolazione italiana, e produce un quarto del PIL nazionale. il Nord Italia ha 25 milioni di abitanti, il 43% della popolazione italiana. lasciando da parte inutili localismi, devi ammettere che la Lombardia è il baricentro DEMOGRAFICO italiano. oggettivamente. se poi consideri l'aspetto ECONOMICO (il che è la prima discriminante, quando si imposta una strategia di traffico aereo), beh, lo sanno tutti qual è la verità. non c'è bisogno che te lo ricordi io. è il campanilismo che non fa vedere le cose come stanno.
se poi prendi l'esempio tedesco, non fai che dare ragione a Gruber. la capitale della Germania è Berlino, 3 milioni di abitanti e ricchezza media (per gli standard tedeschi). la regione di gran lunga più RICCA, POPOLOSA, INDUSTRIALIZZATA è la RÜHR, 9 milioni di persone, una bella fetta del PIL tedesco e alla cui estremità meridionale si trova FRANCOFORTE, la capitale FINANZIARIA, sede della borsa e delle principali banche. ora, quello che ti ho descritto è la Lombardia "teutonica", e l'HUB della Germania dov'è? A Berlino, capitale politica? A Monaco, principale roccaforte della CDU (partito di Kohl, per più di un decennio Cancellieri)? NOOOOO! è a FRANCOFORTE. perché? perché la classe dirigenziale tedesca ragiona col cervello e non con le schede elettorali. perché la maggior parte del traffico aereo tedesco viene generato ed è diretto nella Rühr, dove si vendono i biglietti business e dove il business straniero è diretto. punto.
se poi vogliamo fare ragionamenti politici, è un altro conto. ma visto che Alitalia la pagano da sempre le tasche dei lavoratori italiani, se permetti la politica se ne può andare a quel paese...
in ogni modo, la questione è risolta. Alitalia verrà assorbita da Air France-KLM e diventerà una compagnia REGIONALE. Fiumicino e Malpensa manterranno i charter e i voli a medio raggio, ma per volare negli USA o in Estremo Oriente si dovrà passare da PARIGI:
La compagnia italiana guadagna in Borsa oltre l’11%. Ma Cimoli precisa: la priorità è risanare il gruppo, poi le alleanze
Il rilancio del premier su Air France fa volare Alitalia
ROMA - Alitalia e Air France insieme. Per un giorno l’idea di un matrimonio tra le due compagnie, che per anni si sono corteggiate senza mai convolare a nozze, è tornata a trascinare la Borsa, dove il titolo del vettore italiano, depresso dalla crisi che l’ha investito, ha segnato un euforico rialzo dell’11% dopo essere stato sospeso più volte. A strapazzare il listino le dichiarazioni di un «sensale» di eccellenza: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ieri, nell’ambito del seminario italo-francese, ha rilanciato l’idea di un’unica compagnia. Alitalia, ha detto Berlusconi, «ha naturalmente i suoi problemi da risolvere. Ma li risolveremo e poi ci manterremo nella direzione intrapresa di una grande compagnia aerea che metta insieme le due nostre compagnie».
Un’affermazione netta, senza il benchè minimo accenno al fatto che, nel frattempo, Air France un partner l’abbia già trovato: l’olandese Klm, con cui dal 2003 sta procedendo verso la fusione.
Del resto, l’ultima chiacchierata su Alitalia tra il primo ministro francese, Jean Pierre Raffarin, e Berlusconi risale proprio al settembre del 2003, alla vigilia delle nozze tra Air France e Klm. In quell’occasione, con una telefonata il premier cercò di riacciuffare per i capelli una occasione ormai perduta: l’ingresso di Alitalia nell’alleanza franco-olandese. Troppo tardi: l’operazione, fortemente voluta dall’allora amministratore delegato Francesco Mengozzi che aveva già portato a casa un promettente scambio di azioni del 2% con Air France, era stata fatta naufragare dalla politica. Lega e una parte di Forza Italia temevano che l’integrazione marginalizzasse lo scalo di Malpensa. Dubbiosa anche An, a tutela della «italianità» della compagnia. Risultato: il governo aveva scelto «prima il risanamento, poi l’integrazione». Inutile, dunque, la rincorsa del premier: ad Alitalia restò il contentino di un accordo commerciale con generica promessa d’ingresso.
Oggi, però, con Air France-Klm prossime alla fusione, l’ipotesi di un subentro di Alitalia, quand’anche si realizzasse a risanamento compiuto, sembra ancora meno appetibile perchè avverrebbe a condizioni d’inferiorità.
E’ per questo che ieri l’amministratore delegato della compagnia, Giancarlo Cimoli, ha frenato: «Una volta che l'azienda avrà una situazione più positiva dal punto di vista dei conti, varrà di più e porterà avanti l'alleanza con Klm e Air France». Cimoli ha aggiunto che «dal 2007 Alitalia inizierà a comprare aerei per il medio raggio». Un’affermazione, con la quale il manager ha voluto rimarcare la necessità che, in una eventuale trattativa con Raffarin, l’Italia faccia pesare le possibili commesse per il colosso francese Airbus.
Antonella Baccaro
Economia
© Corriere della Sera
gruber January 26th, 2005, 10:00 AM Paulus, cerca di uscire dal localismo pro Fiumcino, che nessuno tra l'altro imamgina di smantellare, e di guardare il problema Alitalia da un punto di vista di strategia economica.
fino a chè ALitalia starà a Roma come Hub....perderà migliaia di miliardi all'anno.
ne vuoi la prova?
leggi i bilanci degli ultimi 35 anni di Alitalia!
Fiumicino è una scelta politicamente e geograficamente e magari anche "moralmente" GIUSTA.
ma è SBAGLIATA per strategia economica e per RISULTATI.
che abbiamo davanti al naso da 35 anni di fallimenti e di ripianamenti tramite finanziarie ad hoc.
questa è la pura realtà.
può non piacere? è vero. resta però la realtà.
che Veltroni e Storace protestino per i lavoratori Alitalia è normale.
ma il loro scopo è misero.
non capiscono che mantenendo Alitalia a Roma non otterranno altro che farla fallire!
e chi pagherà?
i Romani e i Laziali che ci lavorano!
comunque come già detto il rpoblema è risolto.
Alitalia tra 5 o 6 anni avrà 1/4° dei dipendenti e sarà una sussidiaria di Air France.
p.s.
la sede dell'Alfa Romeo di Arese è stata costruita negli anni 70, metà anni 70.
la sede degli anni 20 di cui parli tu era il Portello, che è stato demolito da 35 anni almeno.
la sede di Arese è un edificio industriale e di uffici estremamente funzionale e direi anche bello, per quanto possano essere belli quel tipo di edifici.
era anche una fabbrica che per quanto ne so funzionava discretamente bene a livelli di organizzazione e distribuzione degli spazi.
oggi c'è dentro ancora il museo dell'Alfa Romeo, meta di quasi tutte le classi delle elementari di Milano negli anni 70 e 80.
quanto al salvataggio di quei 200 o 300 ex-Alfa sono totalmente contrario.
NON VOGLIONO SALVARE IL LORO LAVORO.
vogliono mantenere il culo sulla cadrega in quegli spazi!
conosco 2 persone che sono lì.
da 15 anni NON FANNO UNA MAZZA DA MATTINA A SERA E SONO MANTENUTI DALLO STATO O DALLA REGIONE O DALLA FIAT!
a Milano non c'è problema a trovare un lavoro!
anzi, il problema è l'opposto! mancano lavoratori.
e quei signoraotti invece non hanno voglia di sbattersi. preferiscono restare aggrappati lì.
quindi, fosse per me...mandiamo la celere, gli sgombriamo e fuori dai coglioni!
oltretutto sono gli stessi 300 stronzi che da 15 anni bloccnao la Milano-Laghi 20 volte all'anno! impunemente!!!
quelli dell'Alitalia di Roma....si sbattano, cerchino altri lavori e in caso cambino città, regione, stato!
bisogna disciularsi in italia! troppa gente che si becca il posto di lavoro statale o parastatale o della grande impresa...e basta. tutta la vita lì!
il mondo è cambiato e cambierà ancora di più.
ps2
aggiungo riguardo alla scomodità di Malpensa:
questa è la più grande BALLA mai inventata!!!
Malpensa dista dal centro di Milano quanto Fiumicino dal centro di Roma!
Maplensa è collegata con un treno Express quanto Fiumicino è collegata con un identico tipo di servizio. il tempo di raggiungimento dell'aeroporto è praticamente identico, così come il numero di corse!
Malpensa è collegato tramite autostrada così come Fiumicino!
Malpensa sai per chi è scomodo...?
per i giornalisti che abitano in cantro a Milano e scrivono sui giornali...e sono incazzati all'idea di non poter andare in 15 minuti a Linate! ma di dover farsi 40 minuti di treno o 1 ora di auto per andare a Malpenda!!
senza contare che a differenza di Roma a Milano ci sono 3 aeroporti di grosse dimensioni.
e che i 7 milioni di abitanti di Milano possono talvolta, dipende dalle destinaizoni, scegliersi l'aeroporto.
a me capita perParigi, Londra, Berlino, Madrid. posso scegliere l'aeroporto da cui aprtire.
abito nella zona ovest di Milano e l'aeroporto più vicino in certe ore della giornata per me non è Linate ....ma Malpensa!
chi abita nella zona Ovest, Nord Ovest e Nord dell'area metropolitana di Milano ha Malpensa ...COMODISSIMO!
parliamo non di 4 gatti ma di una popolazione SUPERIORE A QUELLA DI ROMA! quasi 3 milioni di persone!!!
e i Milanesi sono 1.200.000.
pensi che contino più 1.200.000 persone o 3.000.000?
senza contare che altre 2.000.000 di persone hanno Orio al Serio come aeroporto più vicino!
Malpensa è scomodo per i giornalisti e per i politic radical chic...che no nci possono più andare in venti minuti, all'ultimo momento per andare nella loro villa a Marrakech o a Pantelleria!
I'mBack January 26th, 2005, 10:12 AM riguardo ai dati del traffico aereo:
http://www.consiglio.regione.lombardia.it/Nuovo/politica/comunicati/dettaglio.php?did=890
"Se si scongiurerà la chiusura di Alitalia - aggiunge il consigliere - sarà un bene per tutti. E' chiaro che se il nuovo Piano industriale non terrà conto che il 70% del traffico aereo ha origine nel nord Italia, la nuova Alitalia invece di volare annasperà rapidamente come anatra zoppa. Attendiamo i fatti".
http://www.dsregionelombardia.it/newsletter/7ggds110.pdf
“Se si scongiurerà la chiusura di Alitalia– ha aggiunto il consigliere - sarà un bene per tutti, ma se il nuovo Pianoindustriale non terrà conto che il 70% del traffico aereo ha origine nel nord Italia, la nuova Alitalia annasperà rapidamente come un’anatra zoppa”.
http://www.leganord.org/pdf/leggere_compr/infrastr_trasporti/alitalia.pdf
il destino dell’aeroporto di Malpensa quale hub di riferimento dell’Alitalia,
considerando che il 70% dei biglietti viene venduto in Lombardia mentre la stessa compagnia aerea
è localizzata soprattutto in Lazio, dove c’è Fiumicino.
http://www.ansa.it/infrastrutturetrasporti/notizie/rubriche/traspaereo/20040916122933076377.html
....nel 2001 il 91% del personale navigante tecnico con base a Roma, l'83% del personale navigante cabina con base a Roma, a fronte di un impiego sui voli internazionali da Malpensa del 66% del personale navigante e tecnico....Nel nord, secondo i dati della Regione, vengono venduti biglietti aerei per il 60% del valore totale, mentre il centro fa registrare una quota del 25% e sud e isole, insieme, una quota del 15%. Il valore dei biglietti venduti per voli internazionali ammonta a 3.119 milioni di euro (70% sul totale) di cui il 65% al nord, il 27% al centro e l'8% al sud e isole. (ANSA)
gruber, indubbiamente molti voli alitalia sono generati dal nord, sia perke' ci sono le regioni italiane piu' popolose, ma anke xke' l'alitalia ha trasferito la maggior parte dei voli intercontinentali a Malpensa.
Scusa se sono diretto, ma i links ke hai fornito x me nn sono veramente "ufficiali" e obiettivi: regione lombardia, lega nord,... Si sa bene ke i ns politici amino esagerare e dare x "ufficiale" certi dati statistici. Anke il link dell'ansa dice kiaramente "secondo i dati della regione"!!! Ma ki e' alla regione lombardia? Credo ke tutti i sindaci o i presidenti delle regioni tendano un pochino ad esagerare sul ruolo della propria regione ....? E penso ke Veltroni sia anke un buon esempio! ;)
Per questo nn sono ancora convinto ke il 70% dei biglietti venduti in italia sia al nord (cifra ke mi sembra sempre piu' sproporziona)
Quello di cui penso essere sicuro e' ke se finalmente l'accordo tra AirFrance e alitalia si fara', l'alitalia ne avra' ke dei vantaggi! Ancor meglio se l'alitalia fosse stata privatizzata anni e anni fa, almeno si sarebbero tagliati il grosso del personale (diciamocelo francamente, una grandissima parte sono li xke' sono dei "raccomandati"!! E neanke tra i piu' qualificati e ... lavorosi! ovviamente essendo una tipica compagnia pubblica, quando mai i dipendenti dell'alitalia si sono fatti notare x la loro "voglia di lavorare"?? In aereoporto li vedi spesso in gruppo, a kiakkerare (anke al check-in con una fila lunghissima!), a fumare o a bersi un caffe! Inoltre il nr del personale di volo ke trovi in un aereo alitalia e considerato economicamente nn vantaggioso x la compagnia (credo ke ora abbiano aumentato il ratio personale/passeggeri...?) ma quante volte ho preso un aereo x un volo di 2/3 ore e c'era forse uno steward ogni 25/30 persone!? (Deviazione professionale, quando ank'io ero steward e conoscevo anke del personale della British airways :D ) Inoltre, se nn erro, anke le ore volate da un pilota alitalia sono tra le piu' basse (se nn le piu' basse!) tra le compagnie aeree!
Quindi ben venga l'alleanza AirFrance-Alitalia! (e speriamo proprio ke si pensera' piu' al passeggero ke al ... personale alitalia! :D
gruber January 26th, 2005, 10:22 AM mi spiace che tu non li prenda per buoni...anche perchè, credo che Eletrix e SDR, con i quali mesi fa facemmo IDENTICA discussione, ti possono confermare che quei dati vennero pubblicati dal Corriere, dalla Repubblica e riportati su questo sito più volte.
in ogni caso, tra quei dati c'è pure quello dei DS, che non si possono certo definire organici alla Regione o favorevoli a Malpensa!
oltretutto il 70% non viene generato dal fatto che Alitalia ha spostato 10 intercontinentali da Roma a Milano!
il 70% viene generato dal fatto che gli abitanti del nord volano il triplo di quelli del centro 6 o 7 volte di più di quelli del sud.
i motivi sono semplici e banali:
maggior numero di popolazione.
maggiore disponibilità economica.
maggior numero di persone che fanno le vacanze (nel sud è diffusissima la tradizione di passare le ferie a casa andando al mare in giornata. al nord è totalmente inesistente)
traffico Fieristico (praticamente assente al centro sud)
traffico d'affari internazionale (praticamente assente al sud, tranne che a Catania per la ST e Napoli)
quei dati oltretutto sono vecchi, credo del 2001.
oggi il numero è aumentato, probabilmente almeno al 75%, questo perchè da 2 anni la Ryanair ha l'Hub del sud EUropa a Milano Orio al Serio.
comunque...ho un parente acquisito che è stato comandante ALitalia per 30 anni quasi.
voli intercontinentali Roma-Sydney.
è il suo giudizio è lapidario: Alitalia dovrebbe essere stata lasciata fallire 20 anni fa.
oggi forse avremmo un paio di compagnie regionali ben funzionanti dedicate sopratutto al nord agli affari e al centro sud al turismo.
per me l'allenza sarà un danno sopratutto per gli abitanti del Centro Sud.
quelli che la lobby di Roma vorrebbe "proteggere" (in realtà si fanno i loro interessi).
gli Hub saranno Parigi e Amsterdam, lasciando 4 briciole a Milano e Roma.
così, se comunque a noi del nord non cambierà nulla...dato che già oggi andiamo a prenderci quasi sempre l'aereo all'estero e lo abbiamo fatto per 30 anni filati per evitare Fiumicino, per chi abita da Roma in giù....tutti i voli aumenteranno nella durata di 1 ora e di 1 ora e mezza!
questo per la scelta stupida e miope di Fiumicino Hub dell'Alitalia!
I'mBack January 26th, 2005, 10:23 AM ^ ho appena notato ke, mentre scrivevo il mio post, tu scrivevi il tuo e siamo d'accordo su vari punti: riduzione del personale! e alleanza alitalia-airfrance!
In ogni caso posso capire anke il punto di vista di Pavlvs, o di qualsiasi romano ke ultimamente sta vedendo molte grandi compagnie italiane trasferirsmi a Milano. X l'alitalia sara' forse piu' conveniente trasferire il grosso dei voli a Malpensa, ma RaiDue? (nn era meglio lasciarla a Roma, dove c'e' il grosso della Rai?) E la telecom?
Quindi e' quasi normale pensare "e ora anke l'alitalia?" Come anke si potrebbe pensare ke la Lega abbia messo un'altra volta le sue "zampine" in questioni in cui nn dovrebbe intromettersi! ;)
I'mBack January 26th, 2005, 10:28 AM Gruber, nn mi sembra ke abbia detto ke io sono x l'Hub Fiumicino...? Ho concordato con te ke x le regioni del nord sono piu' popolate e economicamente stanno meglio del resto d'italia; quindi x motivi economici capisco la scelta di Malpensa.
Inoltre ank'io sono d'accordo con l'alleanza AF + AZ e soprattutto di una bella riduzione del personale!
L'unico dubbio sono le cifre ke hai postato.
gruber January 26th, 2005, 10:29 AM Rai 2 a Milano...ma chi la vuole?
Bossi?
a Milano la Lega è un prefisso telefonico!!
la Telcom...è una azienda privata...la scelta della sede la fa il proprietario, non lo Stato!
ti ricordo solo che la Rai era a Torino e Milano e venne trasferita nei primi anni 60 a Roma.
la Telecom nacque a Torino sotto altri nomi e trasferita Roma.
così come la Radio Rai, come l'Ente Nazionale Tabacchi, così come circa 40 Federazioni Sportive trasferite d'ufficio a Roma da Mussolini.
I'mBack January 26th, 2005, 10:35 AM ^La Lega l'ha voluta :D
I'mBack January 26th, 2005, 10:37 AM ^ in ogni caso mi sembra di leggere "tra le righe" dei tuoi posts (e nn solo in questo) un certo astio x Roma...? Ma ancora c'e' una cosi' grande rivalita' tra roma e milano? (scusa se sono molto diretto, ma questo e' quello ke provo).
Pavlvs January 26th, 2005, 10:42 AM [QUOTE=Epicurion]su questo, mi spiace, ma hai torto. la sola Comunidad Autonoma di Madrid conta più di sei milioni di persone ed il più alto PIL della Spagna, contro i 4 milioni di tutta la Catalogna che produce meno ricchezza. Madrid è tra l'altro la capitale economica spagnola. Siviglia non è neanche una metropoli!!! e Barcellona è un grosso centro turistico, non certo finanziario-industriale.
Caro Epicurion,
i miei dati li traggo dal Calendario Atlante De Agostini ed. 2005.
Sono dati piuttosto precisi, diffusi dall'Istat spagnola, che non ammettono smentita salvo errore di stampa.
Dunque:
Andalusia 7.357.558 abitanti.
Catalogna 6.343.110
Madrid 5.423.384.
Come vedi non ho torto.
La Catalogna inoltre è di gran lunga il cuore industriale della Spagna, e la regione col pil/procapite più elevato, con tanti saluti a Madrid la cui unica vera industria (come a Roma) è l'edilizia.
la Lombardia ha quasi 10 milioni di abitanti, un sesto della popolazione italiana, e produce un quarto del PIL nazionale. il Nord Italia ha 25 milioni di abitanti, il 43% della popolazione italiana. lasciando da parte inutili localismi, devi ammettere che la Lombardia è il baricentro DEMOGRAFICO italiano. oggettivamente. se poi consideri l'aspetto ECONOMICO (il che è la prima discriminante, quando si imposta una strategia di traffico aereo), beh, lo sanno tutti qual è la verità. non c'è bisogno che te lo ricordi io. è il campanilismo che non fa vedere le cose come stanno.
La Lombardia ha 9.108.645 abitanti (dati su stima Istat 2003).
L'Italia 57.321.000.
E piuttosto meno di un sesto, non trovi?
Di questi 57 milioni il Nord ha 26 milioni di abitanti, il centro 11, il Sud 20.
Mi sembra piuttosto difficile sostenere che l'estremo nord demografico del paese ne sia anche il baricentro, benchè ne sia certamente l'area più ricca e popolata.
O forse non abbiamo la stessa concezione geometrica di baricentro? ( io però, ti avviso, sono un euclideo puro :)
se poi prendi l'esempio tedesco, non fai che dare ragione a Gruber. la capitale della Germania è Berlino, 3 milioni di abitanti e ricchezza media (per gli standard tedeschi). la regione di gran lunga più RICCA, POPOLOSA, INDUSTRIALIZZATA è la RÜHR, 9 milioni di persone, una bella fetta del PIL tedesco e alla cui estremità meridionale si trova FRANCOFORTE, la capitale FINANZIARIA, sede della borsa e delle principali banche. ora, quello che ti ho descritto è la Lombardia "teutonica", e l'HUB della Germania dov'è? A Berlino, capitale politica? A Monaco, principale roccaforte della CDU (partito di Kohl, per più di un decennio Cancellieri)? NOOOOO! è a FRANCOFORTE. perché? perché la classe dirigenziale tedesca ragiona col cervello e non con le schede elettorali. perché la maggior parte del traffico aereo tedesco viene generato ed è diretto nella Rühr, dove si vendono i biglietti business e dove il business straniero è diretto. punto.
La Germania è un caso a parte, visto la sua storia particolare, con riferimento a Berlino ed alla sua recente unificazione.
Mi sembra di averlo già specificato.
Deve esserti sfuggito.
Come deve sfuggirti un piccolo ma piccolo dettaglio:
Francoforte non è in Renania, cioè non è nella zona che tu hai definito più ricca, popolosa ed industrializzata della Germania.
Mutatis mutandis...FRANCOFORTE NON SAREBBE IN LOMBARDIA.
Francoforte, caro Epicurion, è in Assia (Hessen).
E l'Assia ha una piccola trascurabile particolarità: è esattamente il baricentro demografico, geografico ed anche economico della Germania.
L'Assia ( 6 milioni di abitanti) confina a nord con la Bassia Sassonia (8 milioni di abitanti) e la Renania Vestfalia ( 18 milioni), a sud con il Baden Wurttemberg (10.6) e la Baviera (12.5).
Al centro preciso di questo complesso c'è l'hub di Francoforte.
E ripeto al centro, non nel suo estremo lembo settentrionale come è Malpensa rispetto allo stesso nord Italia (e figuriamoci quindi l'Italia).
Posto una cartina della Germania affinchè non si debba più tornare sull'argomento.
http://www.artdreamguide.com/adg/adg_GER/img/map_02.gif
se poi vogliamo fare ragionamenti politici, è un altro conto. ma visto che Alitalia la pagano da sempre le tasche dei lavoratori italiani, se permetti la politica se ne può andare a quel paese...
in ogni modo, la questione è risolta. Alitalia verrà assorbita da Air France-KLM e diventerà una compagnia REGIONALE. Fiumicino e Malpensa manterranno i charter e i voli a medio raggio, ma per volare negli USA o in Estremo Oriente si dovrà passare da PARIGI:
Su questo siamo sulla medesima linea d'onda.
Io non chiedo infatti che Fiumicino debba nè essere nè rimanene l'unico hub d'Italia, non sono un arrogante "romanocentrico" ed anzi, detesto gli idioti "romanocentrici" quasi quanto i "beceri leghisti", per ragioni che avrò modo di spiegare.
Io ho chiesto, e l'ho scritto, che ci sia LIBERA CONCORRENZA, libertà di volo per tutti, libertà di decollo e d'atterraggio.
E con la libera concorrenza, e solo con questa, sarà il mercato ( e non Roma) a stabilire se gli Italiani preferiscono volare partendo dal centro della penisola o dal suo estremo lembo settentrionale (oltretutto afflitto per diversi mesi all'anno da rilevanti problemi di nebbia, che spesso comportano cancellazioni di voli ed accumulo di ritardi ).
E sono della tua stessa opinione, purtroppo, anche sul destino parigino dell'Italia, e non solo nei voli.
Ma questo è materiale per un altro thread.
Ciao.
gruber January 26th, 2005, 10:54 AM ^ in ogni caso mi sembra di leggere "tra le righe" dei tuoi posts (e nn solo in questo) un certo astio x Roma...? Ma ancora c'e' una cosi' grande rivalita' tra roma e milano? (scusa se sono molto diretto, ma questo e' quello ke provo).
no, ti sbagli.
provo astio verso le scelte stupide che in passato hanno portato a concentrare a Roma praticamente tutte le aziende Statali e anche molte non Statali.
questo non per motivi di utilità, ma per mera scelta politica.
la vicinanza al potere politico permetteva una migliore lottizzazione e un migliore controllo politico delle aziende.
Alitalia ne è stato un caso clamoroso.
i Romani in questo non hanno certo delle colpe! la colpa è dei politici, che in larghissima maggioranza non erano certo di Roma!
gruber January 26th, 2005, 10:59 AM Su questo siamo sulla medesima linea d'onda.
Io non chiedo infatti che Fiumicino debba nè essere nè rimanene l'unico hub d'Italia, non sono un arrogante "romanocentrico" ed anzi, detesto gli idioti "romanocentrici" quasi quanto i "beceri leghisti", per ragioni che avrò modo di spiegare.
Io ho chiesto, e l'ho scritto, che ci sia LIBERA CONCORRENZA, libertà di volo per tutti, libertà di decollo e d'atterraggio.
E con la libera concorrenza, e solo con questa, sarà il mercato ( e non Roma) a stabilire se gli Italiani preferiscono volare partendo dal centro della penisola o dal suo estremo lembo settentrionale (oltretutto afflitto per diversi mesi all'anno da rilevanti problemi di nebbia, che spesso comportano cancellazioni di voli ed accumulo di ritardi ).
E sono della tua stessa opinione, purtroppo, anche sul destino parigino dell'Italia, e non solo nei voli.
Libera Concorrenza?
ma è quello che dico io!
è quello che dicono tutti!
ma sino ad oggi non è stato così.
Alitalia è fermamente ancorata a Fiumicino e quindi non c'è libera concorrenza!
Alitalia blocca gli slots di Malpensa da 4 anni per non far arrivare altre compagnie straniere a Malpensa!
è libera concorrenza questa?
ti ripeto che nessuno immagina di affossare Fiumicino.
si parlava di SALVARE ALITALIA.
e c'è 1 solo modo. spostarla a Malpensa, dove c'è l'intero mercato del Nord che viaggia con altre compagnie.
ad oggi non è stato fatto, per tutelare gli interessi elettorali ed economici di Fiumicino.
bisogna solo mettersi d'accordo.
C'è una alternativa per salvare Alitalia???
QUALE?
I'mBack January 26th, 2005, 11:20 AM Privatizzarla!
(io sono ancora convinto ke tagliando tutto il personale superfluo le cose migliorerebbero!)
Per la questione dei 2 hubs, leggendo anke i posts di Pavlvs, penso ke si potrebbe prendere in considerazione anke 2 hubs: a differenza delle altre grandi nazioni (eccetto la spagna!), l'Italia e' caratterizzata da 2 grandi citta' (roma e milano) ke hanno una forte influenza su le altre regioni e citta' vicine. Quindi se il bacino d'utenza nel raggio di 2 ore da Milano puo' essere calcolato approssimamente in circa 20 milioni d'abitanti, anke quello di Roma puo' raggiungere approx. i 15 milioni. (ovvero, sommando i 2, si otterebbe gia' una popolazione molto vicina a quella spagnola!)
Ma tenendo conto della morfologia geographica dell'italia (come Pavlvs ha fatto notare), ke purtroppo nn e' molto vantaggiosa x una compagnia aerea (poike' e' lunga e stretta) xke' nn tenere sempre 2 hubs? Uno (Roma?) verso l'africa, america del Sud, Medio-oriente e parte America del Nord (geographicamente NY e' quasi sullo stesso meridiano di Napoli, quindi parte dei voli x gli USA potrebbero partire da Roma?), mentre l'altro (Milano) potrebbe servire il resto del nord America, la Russia e l'Asia (con il grande mercato cinese in grande sviluppo e il giappone in primis!)
In questo modo, nn si agevolerebbe nessuna citta' e nn penso ke sia economicamente svantaggioso...? Se uno del nord deve andare in sudafrica e' ovvio ke dovra' passare sopra roma, quindi xke' nn fare partire il volo da Roma? (cosa sono 2 ore di attesa su un volo ke duri credo 14 ore?).
E allo stesso tempo x un abitante del sud ke dovesse andare a Mosca, potrebbe fare tranquillamente scalo a Milano....?
gruber January 26th, 2005, 11:31 AM Privatizzarla oggi è impossibile, troppi debiti, troppo personale e impossibilità in Italia di licenziare senza un Fallimento.
se fallisce...non puoi privatizzare!
dal mio punto di vista...ALitalia dovrebbe essere lasciata...andare.
cosa capita...capita.
l'importante è che i 2 aeroporti siano effettivamente liberi.
oggi , come scrivevo prima non è così. Alitalia blocca lo sviluppo di Malpensa!
e i politici bloccano lo sviluppo di Fiumicino mantendolo vincolato ad una compagnia aere che nel mondo ha fama pessima!
Formigoni e Vletroni tutti e 2 hanno sparato cazzate su compagnie regionali...cosa irrealizzabile!
Lo stato Italiano fatica a tenere 1 compagnia di bandiera...e vogliono fare delle compagnie Regionali!
ma dove???
Alitalia penso sia irrecuperabile. decenni di controllo politico, lottizzazione selvaggia, assunzioni a valanga di amici, cugini e parenti prifessionalità e costo del lavoro folli, con conseguente rincaro folle dei prezzi dei biglietti, disaffezione di una enorme parte dei potenziali utenti (quelli del nord) che preferiscono viaggiare con compagnie straniere....
per me è insalvabile.
o meglio si può salvare con un bagno di sangue.
licenziare metà del personale, francamente inutile, e dedicarsi al corto e medio raggio.
voli su tutta Italia, le capitali Europee e poche tratte intercontinentali...scelte con itelligenza...e non alla cazzo come hanno fatto per 30 anni!
Alitalia ha solo e sempre volato dove c'erano gli emigrati.
Caracas, Rio, San Paolo, NY....
in compenso chiuse nel 96 mi pare il volo per Bangkok...forse perchè era la meta turistica più di successo per gli Italiani!
chiuse il volo per Sydney 2 mesi prima delle Olimpiadi....
decine di migliaia di Lombardi hanno la 2° casa in Sardegna....e Alitalia chiude il Milano-Cagliari (CHE NON ESISTE NEMMENO OGGI) e obbliga a fare Milano - Roma, attesa, Roma-Cagliari!!
chiude tutte le tratte verso la Cina da Milano, quando gli aerei volano pieni come uova!
e di sicuro ha commesso simili porcate e follie anche da Roma e da altre città.
è un carrozzone Statale...e come tutti carrozzoni Statali Italiani ...NON FUNZIONA.
I'mBack January 26th, 2005, 11:35 AM Ma dovrebbe anke adottare una politica tariffaria un po' piu' "aggressiva", ke potrebbe adottare tagliando i costi superflui, tipo .... il personale in eccesso e ottimizzare il personale ke rimarra'!
Epicurion January 26th, 2005, 11:44 AM Caro Epicurion,
i miei dati li traggo dal Calendario Atlante De Agostini ed. 2005.
Sono dati piuttosto precisi, diffusi dall'Istat spagnola, che non ammettono smentita salvo errore di stampa.
Dunque:
Andalusia 7.357.558 abitanti.
Catalogna 6.343.110
Madrid 5.423.384.
Come vedi non ho torto.
La Catalogna inoltre è di gran lunga il cuore industriale della Spagna, e la regione col pil/procapite più elevato, con tanti saluti a Madrid la cui unica vera industria (come a Roma) è l'edilizia.
l'Andalusia è una regione, Madrid una provincia autonoma. è come paragonare Bolzano alla regione Veneto. sono due livelli differenti. che poi il centro economico spagnolo sia Barcellona, beh, non concordo. Barcellona ha beneficiato della crescita economica spagnola attirando parte degli investimenti INDUSTRIALI grazie al minor costo della manodopera. è indubbiamente la regione spagnola più dinamica, ma tutte le banche, le istituzioni e società finanziarie (compresa la Borsa), le maggiori aziende spagnole, hanno sede a Madrid.
La Lombardia ha 9.108.645 abitanti (dati su stima Istat 2003).
L'Italia 57.321.000.
E piuttosto meno di un sesto, non trovi?
Di questi 57 milioni il Nord ha 26 milioni di abitanti, il centro 11, il Sud 20.
Mi sembra piuttosto difficile sostenere che l'estremo nord demografico del paese ne sia anche il baricentro, benchè ne sia certamente l'area più ricca e popolata.
O forse non abbiamo la stessa concezione geometrica di baricentro? ( io però, ti avviso, sono un euclideo puro :)
9.108.645/57.321.000 = 0.1589 = 0.9534/6
hai ragione, scusa, non è un sesto, è SOLO il 95.34% di un sesto. e pensare che sono un fisico! non so fare i calcoli!!!
a parte il fatto che le geometrie non-euclidee concordano tutte sulla definizione di baricentro geometrico e che la geometria euclidea è un'approssimazione delle altre, ricordantoti la definizione di baricentro ti renderai conto di come Roma sia il baricentro demografico italiano solo se si considerano le due zone Nord e Centro-Sud. se si conderano il Nord, il Centro e il Sud, ovvio che il baricentro si sposti verso la zona più popolosa. dato che il peso statistico in questo caso è il numero di abitanti.
La Germania è un caso a parte, visto la sua storia particolare, con riferimento a Berlino ed alla sua recente unificazione.
Mi sembra di averlo già specificato.
Deve esserti sfuggito.
Come deve sfuggirti un piccolo ma piccolo dettaglio:
Francoforte non è in Renania, cioè non è nella zona che tu hai definito più ricca, popolosa ed industrializzata della Germania.
Mutatis mutandis...FRANCOFORTE NON SAREBBE IN LOMBARDIA.
Francoforte, caro Epicurion, è in Assia (Hessen).
E l'Assia ha una piccola trascurabile particolarità: è esattamente il baricentro demografico, geografico ed anche economico della Germania.
L'Assia ( 6 milioni di abitanti) confina a nord con la Bassia Sassonia (8 milioni di abitanti) e la Renania Vestfalia ( 18 milioni), a sud con il Baden Wurttemberg (10.6) e la Baviera (12.5).
Al centro preciso di questo complesso c'è l'hub di Francoforte.
E ripeto al centro, non nel suo estremo lembo settentrionale come è Malpensa rispetto allo stesso nord Italia (e figuriamoci quindi l'Italia).
Posto una cartina della Germania affinchè non si debba più tornare sull'argomento.
http://www.artdreamguide.com/adg/adg_GER/img/map_02.gif
ti sono grato per aver postato la cartina, perché non fa altro che confermare il mio concetto: Francoforte (o l'Assia, se preferisci) è sede dell'hub di Germania non in quanto centro greografico del Paese (essendo Francoforte a Ovest della Germania), ma in quanto baricentro dell'area più popolosa (e ci aggiungo economicamente avanzata) della Germania. esattamente come Milano è il baricentro del Nord Italia. se poi, ripeto, consideriamo l'aspetto più importante, quello prettamente economico, Francoforte diventa il baricentro economico-demografico di TUTTA la Germania, e quindi sede LOGICA dell'hub. che poi Francoforte sia in Assia e non in Renania-Westfalia è irrilevante. i confini amministrativi non hanno alcun valore economico, sono solo dettati da aspetti burocratico-politici.
gruber January 26th, 2005, 11:44 AM Ma come fanno?
i dipendenti, sopratutto i piloti e il personale di terra sono ipersindacalizzati.
possono bloccare l'intero paese con 2 ore di sicopere!
arrivano da decenni di privilegi e prebende pazzesche...figurati.
si considerano degli intoccabili.
come i loro colleghi delle torri di controllo.
è tutto da vedere come interverrà Cimoli, ma sopratutto quando accadrà!
in Lazio dove sono concetrati quasi tutti i dipendenti di Alitalia ci sono prossimamente le Regionali....e a Cimoli non permetteranno di licenziare nemmeno 1 dipendente!!!
gruber January 26th, 2005, 11:49 AM aggiungo oggi che chi attrae più passeggeri sugli aerei non sono le città a forte industrializzazione, bensì quelle ad alta terziarizzazione (terziario di alto livello), con Fiere di livello mondiale e le capitali finanziarie del Paese.
Madrid e Milano e Francoforte e Parigi e Londra sono tutto ciò.
oltre ad essere le aree urbanizzate più grandi dei rispettivi paesi.
quale compagnia aerea sta fallendo?
forse quella che ha l'Hub nella città sbagliata???
Pavlvs January 26th, 2005, 12:58 PM l'Andalusia è una regione, Madrid una provincia autonoma.
che poi il centro economico spagnolo sia Barcellona, beh, non concordo. Barcellona ha beneficiato della crescita economica spagnola attirando parte degli investimenti INDUSTRIALI grazie al minor costo della manodopera. è indubbiamente la regione spagnola più dinamica, ma tutte le banche, le istituzioni e società finanziarie (compresa la Borsa), le maggiori aziende spagnole, hanno sede a Madrid.
Caro Epicurion,
che io sappia la Spagna è divisa amministrativamente in 17 "comunità autonome", non in regioni o provincie autonome.
La regione di Madrid è una comunità autonoma esattamente come lo è l'Andalusia.
Se sbaglio, ma non credo, ti prego di volermi scusare.
Quanto a Barcelona, è il cuore pulsante della Spagna ma soprattutto ne è il cuore industriale.
Madrid, capitale di un paese uscito dal fascismo poco più di 20 anni fa, è semplicemente la città ove in oltre 40 anni Franco ha accumulato tutte quelle banche, istituzioni e società finanziarie di cui parli, a detrimento proprio delle comunità autonome, e di Barcelona in particolare, che ora reclama quel che le è stato tolto dal fascismo.
Sul baricentro "euclideo" volevo fare solo una battuta, sottolineata dalla faccina.
Spero di non averti stizzito, che non era mia intenzione, nel qual caso te ne chiedo scusa.
"Se poi, ripeto, consideriamo l'aspetto più importante, quello prettamente economico, Francoforte diventa il baricentro economico-demografico di TUTTA la Germania, e quindi sede LOGICA dell'hub"
Egregio, è esattamente ciò che ho scritto io.
So che non è elegante, ma consentimi un'autocitazione dal mio post:
"Francoforte, caro Epicurion, è in Assia (Hessen).
E l'Assia ha una piccola trascurabile particolarità: è esattamente il baricentro demografico, geografico ed anche economico della Germania".
Stiamo dicendo la stessa cosa, ne converrai.
Con una differenza: Francoforte è il baricentro demografico, economico, geografico della Germania pre-unificata, Milano no, e Malpensa men che mai, ma dell'Italia è l'estremo lembo settentrionale, ricco e sviluppato, ma comunque lembo, non baricentro.
Mi sembra ci sia una bella differenza, apprezzabile pure da chi, come me, non è un fisico.
Caro Gruber,
in definitiva diciamo le stesse cose, pur da diversi punti di vista.
Sullo specifico dell'Alitalia poi ho come l'impressione che la pensiamo allo stesso identico modo.
Con un'aggravante, se permetti, da parte mia.
Io detesto i dipendenti Alitalia, o perlomeno la gran parte di essi, perchè sono l'esempio vivente di quella Roma più deleteria, quella paraculata, raccomandata, fancazzista, nullafacente, privilegiata ed arrogante al punto da scendere in piazza e bloccare la pubblica via, non per difendere dei diritti ma dei privilegi che non hanno uguali al mondo, e dico al mondo.
Questa è la gente che ha alimentato in molti una certa opinione di Roma, la peggiore possibile, e per la quale tutti noi romani in qualche modo paghiamo subendo talora dei pregiudizi infami.
Dipendesse da me, caro Gruber, farei come ha fatto Swissair prima di fallire:
Gli uffici delocalizzati in India anzi, visto che in Eritrea molti parlano ancora Italiano, li delocalizzerei nel corno d'Africa, a 300 euro al mese.
Il personale lì dove serve che stia.
E se serve a Malpensa, che Malpensa sia.
Vi consiglio però di metterli in isolamento, che la nullafacenza di certa gente infetta il prossimo!!
Fatto ciò, consegnerei ad Al Zarkawi, per l'opportuno trattamento per cui il tipo è famoso, tutta la dirigenza Alitalia degli scorsi 30 anni, + quella classe politica che ha trasformato un gioiello in un carrozzone di raccomandati (uno purtroppo è già morto in latitanza, anche se i suoi amici dicono in esilio ).
Perchè aldilà della gestione del personale, in Alitalia tutto fa acqua, e di quest'acqua qualcuno dovrà ben risponderne.
Che dire ad esempio di una compagnia che ha una quindicina di tipi diversi d'aereo, quando all'asilo ti insegnano che per risparmiare è meglio puntare su pochi modelli e funzionali?
No, Alitalia possiede Boeing, Airbus, McDonnel Douglas e se non ricordo male pure Fokker e Atr47 (vado a memoria, se sbaglio mi corriggerete, come disse il Papa).
Gli mancano solo i Piaggio ed i Bombardier, e magari qualche Cessna, ed abbiamo fatto il museo volante dell'aereomobile.
Che dire di una compagnia che chiude i voli per Sidney due mesi prima delle Olimpiadi?
Va bè, non voglio arrabbiarmi, e vado oltre, anzi no.
Per me l'argomento è chiuso.
Come stato già ben argomentato, l'alleanza con AirFrance farà di Parigi l'hub degli Italiani, relegando sia Malpensa che Fiumicino ad hub regionali di grande livello, tipo Monaco di Baviera.
Questo favorirà d'altrocanto la crescita dei piccoli aereoporti regionali, crescita favorita dai voli low cost, che sono il futuro, e dalla devolution.
Dopo la devolution in particolar modo, e con la "concorrenza attiva" tra regioni che la devolution comporta, molte regioni stanno già mostrando un forte attivismo aereoportuale, vedi i casi del Veneto, del Friuli, della Campania e della Sicilia.
In futuro sempre più i veneti voleranno in tutto il mondo partendo dal Veneto, senza dover andare in Lombardia, come i campani partiranno da Capodichino.
La volontà politica prevalente, quella regionale, spinge fortemente verso questa direzione, mentre lo Stato centrale ha una voce sempre più flebile (addirittura si è discusso se l'interesse nazionale dovesse o meno prevalere su quello regionale, roba da Bananalandia, altro che potenza mondiale!!).
Insomma, se il quadro che prospetto è almeno verosimile, stiamo discorrendo di questioni di lana caprina, se non proprio del sesso degli angeli.
E sinceramente non sono discorsi che mi piace approfondire più di tanto.
A me resta il piacere di avervi spero dimostrato che la questione dell'hub a Fiumicino sarà una questione sballata, sbagliata, insulsa e persino cialtronesca, ma sicuramente è una questione che si basa su degli argomenti (che l'eventuale allenza con AirFrance rischia di superare).
Argomenti non condivisibili e persino detestabili, ma mai pretestuosi.
Non frutto quindi di una "lobby romana" arrogante e parassita, ma frutto di considerazioni economiche, geografiche e demografiche che forse non afferreranno la verità, ma certamente non sono prive di una qualche logica.
Con stima verso tutti voi.
taurus January 26th, 2005, 01:03 PM Non riesco a capire le motivazioni che vengono scritte per difendere Fiumicino.. non esiste nessuna legge divina che impone che l'Hub di un paese debba essere nella capitale o peggio ancora baricentrico rispetto al paese! ..ma perchè mai? ..ma dove?
Gli Hub si costruiscono dove servono per SOSTENERE l'economia di un paese!
Quindi se Alitalia vuole sopravvivere sposti la sua base di armamento a Malpensa o in altrenativa lasci liberi gli slot (e in questo caso la morte sopraggiungerà naturale). Se vuole rimanere a Roma che fallisca pure.. che cazzo me ne frega di avere una compagnia tra le più vergognose d'Europa che per decenni ha mangiato soldi pubblici senza risolvere mai i propri problemi .. dalle sue ceneri nascerà una compagnia più sana che, se sueguirà le leggi del mercato (cosa che dovrebbe essere normale per una società quotata in borsa), non potrà che avere il proprio hub di riferimento a Milano.
@Paulus
L'hub tedesco è a Francoforte non perchè è il centro demografico della Germania ma solamente perchè è il centro economico non solo tedesco ma europeo.
gruber January 26th, 2005, 01:23 PM SullìAlitalia la pensiano allo stesso modo.
sulla location dell'Hub...no.
resto convinto che la scelta Geografia e Morale sia favorevole a Fiumicino.
ma la scelta economica è totalmente favorevole a Milano.
ne resto e ne resterò convinto per il semplice fatto che 2 dati mi danno questo credito:
-il 70% dei biglietti aerei sia di tutti i voli che partono dall'Italia, sia di tutti i voli dell'Alitalia sono venduti al Nord.
-dopo 30 anni la scelta di Roma si è mostrata errata proprio sull'aspetto economico. l'Hub in tutte le nazioni Europee ed extra UE è posto o nella regione più popolosa e ricca o nelle immediate vicinanza (Francoforte). Roma non ha alcuno di questi 2 parametri!
e tutto ciò si vede, ripeto, dal fatto che negli ultimi 30 anni Alitalia è fallita 4 o 5 volte. ogni volta ripagata da tutti gli Italiani per mantenerla inchiodata, erroneamente a Fiumicino.
in caso contrario se la scelta fosse stata giusta....perchè mai Alitalia fallisce ogni 5 anni?
perchè al Nord, all'estero e negli ultimi anni anche nel Centr-Sud è vista come una...catastrofe?
e ti ribadisco che il fatto che Alitalia sia a Roma...non inficia minimamente nel mio giudizio in quanto, io, di Milano!
se 40 anni fa, d'ufficio avessero trasferito la sede della Fincantieri e della Tirrenia a Milano o a Torino...sarei io oggi il primo a dire che è una pirlata clamorosa!
il mio giudizio sui Romani...non viene minimamente influenzato dalle cazzate combinate da una classe politica che solo in minima parte è Romana, e che anzi per quasi tutta la 1° repubblica è stata quasi totalmente composta da Meridionali, così come oggi invece è composta da Settentrionali.
...e i danni e le cazzate li hanno combinati...tutti.
spesso negli ultimi anni, da quando è arrivata la Lega è molto "difficile" parlare chiaro del Centro e del Sud Italia, è molto "difficile" parlare senza peli sulla lingua dei Moloch Statali che sono tutti con base a Roma.
spesso si viene tacciati di Leghismo....
il problema è che se qualcuno si ricorda tali problemi venivano sollevati 25, 30 anni fa da Montanelli, da Piero Bassetti e da tanti altri Italiani che avevano capito come il collocare a Roma tutte le imprese Statali non fosse altro che un modo per meglio "controllarle", per meglio lottizzarle, per meglio ...devastarle.
questa gestione dello Stato rapace e quasi mafiosa ha comportato un distacco totale da parte dei cittadini del Nord dalla politica e dallo Stato stesso.
a Milano dare dello Statale a un altro è un'offesa.
a Milano e nel nord in generale, nessuno vuole lavorare per lo Stato.
tutti gli uffici Statali di Milano e delle altre grandi città del nord hanno come dipendenti dei Meridionali. Poste, Catasto, Conservatoria, Uffici Comunali, Provinciali e Regionali, Uffici Tecnici....nessuno qui aspira al posto pubblico!
anzi!
i concorsi sono spesso deserti!
questo è stato ciò che ha prodotto la Lega!
e non vado certo fiero che quella che per me è una accozzaglia di preumani (parlo dei politici, non degli elettori) "rapprsenti" in un qualche modo il Nord!
anche perchè allo stesso modo potrei pensare che tutti i Romani sono come Andreotti, Sbardella, Vitalone o altri Orchi della 1° repubblica o che tutti i meridionali sono come i mafiosi Cuffaro, Gava, Pomicino, Scotti, Mancini, De Mita....
per fortuna...non è così. so benissimo che i politici sono razza a se stante.
che rappresentano solo loro stessi.
e come accetto benvolentieri che un Siciliano mi parli di mafia senza che nemmeno mi passi per la testa di pensare l'equazione Siciliano=Mafia...allo stesso modo vorrei poter parlare della Res Publica Italiana senza che si pensi di me Lombardo=Leghista valligiano e semianalfabeta con elmo cornuto!
quando si parla o parlo di Roma, intendo i politici...che va da se oggi sono in buona misura nordici.
quando parlo di aziende statali...non posso che parlare di Roma...dato che decenni orsono vennero strappate dalle loro città d'origine (del nord come del sud) e trasferite a Roma, per i motivi che sopra ti dicevo.
rivendico solo di poter parlare e di poter criticare senza pregiudizi. così come non ne ho mai avuti io, ne per chi mi parla da Palermo così come da Bolzano!
ciao.
Tarchon January 26th, 2005, 01:32 PM Un'altro bel tema ridondante...
La conferenza stampa di ieri con Berlusconi e il primo ministro francese l'avete vista? Si riparlava chiaramente di alleanza con AirFrance e KLM, in quesa allenaza ricordo che AirFrance era voleva come HUB per il Sud Europa Fiumicino a discapito di Malpensa.
gruber January 26th, 2005, 01:42 PM si, Tarchon, ne avevamo già parlato a iosa.
anche della scelta di Fiumicino da parte di AF.
a loro farebbe solo comodo. così il mercato più grande e ricco d'Italia se lo pabberebbe tutto il CDG!
...tnato finirà esattamente così.
I'mBack January 26th, 2005, 01:49 PM Se vuole rimanere a Roma che fallisca pure.. che cazzo me ne frega di avere una compagnia tra le più vergognose d'Europa
Spiacente ma nn sono d'accordo. Pensate veramente ke il motivo del fallimento dell'alitalia sia solamente dovuto a fiumicino/roma?
Nn saranno piuttosto l'eccesso di personale, il nn praticare delle tariffe piu' competitive e il nn sviluppare un servizio internazionale adeguato?
Sabena e la swiss airline sono fallite nonostante avessero un unico hub, respettivamente a Bruxelles e a Zurich, citta' geograficamente e demograficamente ben localizzate, no? Ma sono fallite a causa dei costi di gestione e di nn aver saputo adattarsi all'arrivo delle Low costs ( e kissa cos'altro!)
L'Iberia mantiene ancora i due principali hubs a Madrid e a Barcelona poike' sono sempre 2 regioni demograficamente, economicamente e turisticamente importanti, come del resto lo sono Roma e Milano. (nn dimentikiamoci ke una compagnia nn vive solamente con i passeggeri del proprio paese, ma anke, o meglio dovrebbe!, anke con quelli di altre nazioni! Quindi se pensiamo ai milioni di turisti ke vanno a roma ogni anno, cosa dovrebbero fare? Passare sempre x Milano? Nn credo ke sia una cosi buona opzione...?"
L'Iberia, quindi nonostante conservi 2 main hubs, ha visto crescere il proprio business notevolmente negli ultimi anni, Perke? Perke' e' stata privatizzata!
I'mBack January 26th, 2005, 01:55 PM a loro farebbe solo comodo. così il mercato più grande e ricco d'Italia se lo pabberebbe tutto il CDG!
...tnato finirà esattamente così.
Per "Mercato piu' grande e ricco d'Italia" intendi il Nord Italia?
Ma pensate veramente ke per uno del nord sara' piu' conveniente passare x Parigi ke x Roma? Io ne dubito, soprattutto se poi dovreste volare "sopra fiumicino" x andare alla "final destination". Inoltre Milano-Roma nn e' neake un ora. Milano-Parigi?
taurus January 26th, 2005, 02:04 PM Per "Mercato piu' grande e ricco d'Italia" intendi il Nord Italia?
Ma pensate veramente ke per uno del nord sara' piu' conveniente passare x Parigi ke x Roma? Io ne dubito, soprattutto se poi dovreste volare "sopra fiumicino" x andare alla "final destination". Inoltre Milano-Roma nn e' neake un ora. Milano-Parigi?
Guarda che succede già così oggi! ..gli imprenditori del Nord usano già oggi altri aeroporti per i voli intercontinentali che non partono da Malpensa.. Zurigo, Parigi, Monaco..
gruber January 26th, 2005, 02:08 PM certo che mi riferisco al nord!
quanto alle tratte aeree....da Milano a Parigi c'è poca differenza che da Milano a Roma...una decina di minuti in più.
e poi dipende da che compagnia aerea scelgo. io con Alitalia non ci volo per scelta perchè mi fa schifo e perchè sono dei ladri.
quindi se non trovo l'aereo a Malpensa vado a Zurigo o Parigi o Vienna o Francoforte o Monaco...sono tutti alla medesima distanza di Roma. non mi cambia nulla!
e poi se devo andare in Nord America o in Asia con la rotta artica...mi conviene andare a Parigi! andando a Roma aggiungo al tempo di volo 120 minuti buoni + la sosta + i perennei ritardi degli aeroporti Italiani.
l'unica convenienza Roma ce l'ha con i voli verso l'Africa e verso il Sud America.
e in ogni caso parliamo di voli intercontinentali dove la durata del viaggio è sempre relativa al vento che l'aereo trova. si possono allungare e accorciare anche di pià di 62 minuti per le tratte molto lunghe!
taurus January 26th, 2005, 02:11 PM Spiacente ma nn sono d'accordo. Pensate veramente ke il motivo del fallimento dell'alitalia sia solamente dovuto a fiumicino/roma?
Nn saranno piuttosto l'eccesso di personale, il nn praticare delle tariffe piu' competitive e il nn sviluppare un servizio internazionale adeguato?
Il taglio del personale è un taglio agli sperchi ma non un investimento!
Se si mantiene l'hub principale a Roma, essendo il 70% di chi vola con Alitalia del Nord, ..per volare da Roma l'Alitalia dovrebbe prima portarli a Fiumicino e poi da lì imbarcarli sui voli intercontinentali.
Non noti uno spreco enorme in tutto ciò?
Non trovi che se quel 70% di passeggeri partissero direttamente da Malpensa si eviterebbero degli sprechi inutili? ..facendo ciò aumenterebbero poi il numero di biglietti venduti in quanto recupererebbero la quota di mercato di tutti quelli che vanno negli aeroporti esteri per volare e di conseguenza diminuirebbe anche il costo (assurdo) dei biglietti!
gruber January 26th, 2005, 02:30 PM Si, mi sa che I'm Back non ha considerato questo punto...che io davo per appurato.
sempre nella discussione di mesi fa vennero pubblicate pure le statistiche di spesa che Alitalia effettua ogni santo giorno sia per trasportare i piloti e il personale da Roma a Milano, sia, sopratutto quanto spreca per portare il 70% dei passeggeri Alitalia dal Nord a Roma.
quei voli, che si chiamano voli di collegamento infatti sono sottopagati.
non potendo ovviamente farli pagare a tariffa piena (per esempio il Linate Roma o il Venezia Roma) essendo voli legati ad altri biglietti, li vendono a prezzi in perdita.
questo è il modus operandi di tutte le compagnie del mondo.
il valore dell'intercontinentale che è legato al volo di collegamente DOVREBBE ripagare la differenza!
peccato, che come ti dicevamo prima, Roma non è situata nell'area pià popolata dle paese, ne tanto meno in quella più ricche che usa di più l'aereo (l'esatto contrario di tutti gli altri Hub d'Europa!).
così facendo TUTTI i voli di collegamento dal Nord a Roma...sono costi che gravano pesantemente su Alitalia, essendo il 70% dei passeggeri di Alitalia dei voli internazionali ed intercontinentali...basati al Nord...e che quindi devono essere trasportati a Roma in aereo con voli in perdita permanenete.
se la l'Hub fosse a Malpensa una enorme fetta di quegli aerei di collegamente sparirebbero, dato che verrebbe invertiro il flusso:
non più il 70% dei passeggeri che dal Nord va a Roma, ma il 30% rimanente che dal Centro Sud va a Malpensa!
ad essere ottimisti Alitalia taglierebbe se non il 40% di spesa, almeno un bel 30%.
aggiungici i costi pazzeschi delle dozzine di aerei che quotidianamente riversano i dipendenti romani di ALitalia nei 3 aeroporti di Milano....e ci ricavi un'altra bella fetta di risparmio!
....
I'mBack January 26th, 2005, 02:31 PM certo che mi riferisco al nord!
e poi dipende da che compagnia aerea scelgo. io con Alitalia non ci volo per scelta perchè mi fa schifo e perchè sono dei ladri.
Sono d'accordo sul fatto ke sono dei ladri! Ma allo stesso tempo anke tu sei d'accordo con me, ke il problema e' un'altro: anke se l'unico hub alitalia fosse a milano, nn lo prenderesti lo stesso xke' sono dei ladri!
Il problema e', come avete detto anke voi, e' una compagnia ke e' stata in deficit x troppi anni a causa di una mala gestione!
gruber January 26th, 2005, 02:33 PM no!
leggi sopra.
se tagli le spese del mantenimento dell'Hub a Fiumicino, spostandolo a Milano, Alitalia risparmierebbe un sacco di palanche ogni anno!
ergo i prezzi diminuirebbero.
ergo se i prezzi sono buoni potrei anche considerare di servirmi dell'Alitalia!
I'mBack January 26th, 2005, 02:38 PM Gruber, di costi eccessivi dell'alitalia ne sono, purtroppo, a conoscenza (come i costi x trasferire i dipendenti a Milano)
Il mio punto e' ke nn credo ke la soluzione sia avere un unico hub. Per me potrebbero benissimo tenerne 2 (guarda il caso dell'iberia e della spagna, ke hanno solamente 1 2/3 della popolazione italiana, ma nonostante cio' e' diventata una delle compagnie aeree piu' grandi al mondo!), bisognerebbe solamente gestire meglio i costi!
PS: in ogni caso xke' continui a tirar fuori quel 70%? Per me e' assurdo! Soprattutto xke' dici ke molta gente del nord vola oramai da altri aeroporti nn italiani. (ma siamo sicuri ke in quel 70% nn ci siano anke gli "altri" italiani ke fanno scalo a Milano x voli intercontinentali? ;)
gruber January 26th, 2005, 02:56 PM quei dati sono stati pubblicati da ....ALITALIA!!!!
e fanno riferimento alla vendita dei biglietti!
il biglietto uno di Napoli...non credo venga in agenzia a Milano in treno per comprarselo!
no?
al nord vengono venduti il 70% dei biglietti aerei di tutte le compagnie che decollano dall'Italia.
e un uguale 70% è la quota dei biglietti dell'Alitalia che vengono venduti al Nord!
un quota ancora superiore è il valore che quel 70% dei biglietti aerei hanno nel bilancio nazionale dell'ALitalia, dato che la maggiorparte del traffico businness e first è concentrato su Milano che ha quasi il monopolio del traffico ricco di chi vola facendo pagare il biglietto dall'azienda!
i 2 hub possono essere mantenuti come Aeroporti.
Milano per traffico business e per quei 25 milioni di Italiani che ci abitano intorno
Roma per tutto il sud e per il traffico turistico (che comunque raramente scende sotto Napoli!)
altro discorso è Alitalia. se la si vuole salvare dal mio punto di vista c'è solo 1 soluzione.
è non è Fiumicino.
ciò non vuol dire che Fiumicino muoia!
Linate e Malpensa hanno campato per 40 anni senza avere praticamente voli intercontinentali o a lungo raggio!
perchè Fiumicino dovrebbe crepare senza Alitalia....?
forse...una spiegaizone c'è.
senza i voli intercontinentali Alitalia che obbligano al passaggio da Roma...Fiumicino non avrebbe un bacino d'utenza in termini di popolazione e ricchezza sufficiente per farne un Hub.
altrimenti non si spiegherebbe l'accanimento (che sembra orma eutanasia) nel mantere l'Hub lì!!
I'mBack January 26th, 2005, 03:18 PM quei dati sono stati pubblicati da ....ALITALIA!!!!
e fanno riferimento alla vendita dei biglietti!
il biglietto uno di Napoli...non credo venga in agenzia a Milano in treno per comprarselo!
no?
al nord vengono venduti il 70% dei biglietti aerei di tutte le compagnie che decollano dall'Italia.
e un uguale 70% è la quota dei biglietti dell'Alitalia che vengono venduti al Nord!
un quota ancora superiore è il valore che quel 70% dei biglietti aerei hanno nel bilancio nazionale dell'ALitalia, dato che la maggiorparte del traffico businness e first è concentrato su Milano che ha quasi il monopolio del traffico ricco di chi vola facendo pagare il biglietto dall'azienda!
i 2 hub possono essere mantenuti come Aeroporti.
Milano per traffico business e per quei 25 milioni di Italiani che ci abitano intorno
Roma per tutto il sud e per il traffico turistico (che comunque raramente scende sotto Napoli!)
altro discorso è Alitalia. se la si vuole salvare dal mio punto di vista c'è solo 1 soluzione.
è non è Fiumicino.
ciò non vuol dire che Fiumicino muoia!
Linate e Malpensa hanno campato per 40 anni senza avere praticamente voli intercontinentali o a lungo raggio!
perchè Fiumicino dovrebbe crepare senza Alitalia....?
forse...una spiegaizone c'è.
senza i voli intercontinentali Alitalia che obbligano al passaggio da Roma...Fiumicino non avrebbe un bacino d'utenza in termini di popolazione e ricchezza sufficiente per farne un Hub.
altrimenti non si spiegherebbe l'accanimento (che sembra orma eutanasia) nel mantere l'Hub lì!!
Ma allora x te il "problema" e' solamente Fiumicino ?:D
Certo ke Roma nn ha la stessa "esposizione" internazionale, economicamente, di Milano, ma Roma e' sempre una citta' ke attira milioni di turisti all'anno (ke arrivano a Roma nn solo grazie all'alitalia), inoltre nn dimentikiamoci ke anke "intorno" a Roma ci vivono molti milioni di italiani (nn forse 25 milioni "intorno" a Milano come dici tu, ma gia nel Lazio e nella Campania ce ne sono piu' di 11. Aggiungendoci Toscana, Umbria, Marke e Abruzzi, arriviamo sui 17 milioni, ke nn sono pochi!)
Quindi x me il problema, ancora un'altra votla, nn e' avere un unico hub (ancora un'altra votla, guarda Sabena e Swissair, ma anke guardiamo a Iberia e i suoi 2 hubs).
In ogni caso mi sembra ke questo argomento ti "riscalda" un po'... quindi forse e' meglio lasciare stare, tu convinto delle tue idee su l'alitalia e fiumicino, ed io con le mie, convinto ke 2 hubs nazionali possano tranquillamente esserci, ovviamente distribuendo meglio il personale e le rotte a seconda delle destinazioni.
gruber January 26th, 2005, 03:29 PM non mi sto scaldando e il mio problema non è Fiumicino.
è Alitalia che ha un solo problema...Fiumicino.
io campo bene anche senza Alitalia!
comunque...basta. tanto rimianiamo ogn'uno con le proprie idee riguardo il salvataggio (im)possibile di Alitalia.
sembriamo 2 sordi che si ripetono le stesse cose!
I'mBack January 26th, 2005, 03:31 PM ^ sono d'accordo :D
Ma pensa alla mia alternativa :D
Tarchon January 26th, 2005, 05:21 PM Personalmente non ho notato grandi differenze tra una compagnia di bandiera e l’altra a parte il tipo pranzo servito a bordo.
Le vere differenze le ho viste tra compagnie private a basso costo e compagnie di bandiera a cominciare dal prezzo del biglietto ovviamente, poi dal numero di chili per bagaglio a persona (qualcuna 15 kg, qualcun’altra 20 kg), quanto al servizio a bordo qualcuna fa’ pagare anche le bevande, qualcun’altra offre solo le bevande gratis e nient’altro, e poi ancora qualcuna permette di scegliere il posto, un’altra invece non da’ scelta e fa’ prendere il primo posto che capita; infine ci sono le variazioni di tempo di arrivo minimo per chek-in e la possibilità da qualcuna negata di spostare il volo prenotato ad altra data.
Le compagnie a basso costo poi sono relegate ai terminal secondari, che può essere anche un vantaggio (come nel mio caso per es. dove Orio al Serio dista da casa mia solo 23 km rispetto agli 80 km di Malpensa), dove ci sono meno voli e quasi sistematicamente meno attesa per il ritiro dei bagagli…
Perciò, per quanto mi riguarda io opto per quelle a basso costo e solo con voli diretti senza scali, se per es. Luftansa o qualunque altra compagnia straniera mi offrisse più o meno allo stesso prezzo di Alitalia nello stesso terminal un volo con obbligo di scalo nel suo HUB per es. Francoforte è chiaro che volerei con Alitalia senza neanche pensarci.
Comunque sono convinto che Alitalia debba essere risanata (e per questo intendo soprattutto lo spostamento del personale da Roma a Milano che ha portato all’indebitamento dell’azienda ), ma mi domando se sia proprio necessaria una fusione con Airfrance-KLM che la vedrebbe in una posizione di subalternità, non sarebbe meglio trovare un’altra alleanza alla pari per con Iberia ed altri vettori europei?
I'mBack January 26th, 2005, 06:03 PM ^ Forse qualke anno fa iberia e alitalia erano sullo stesso livello, ma oramai anke l'iberia e' diventata piu' "prestigiosa", ma soprattutto economcamente piu' forte!,dell'alitalia.
taurus January 26th, 2005, 06:54 PM Ovviamente la fusione con Airfrance-KLM in questo momento sarebbe deleteria per Alitalia! ..cosa potrebbe portare in dote in questo matrimonio? ..niente ..solo un mucchio di debiti! ..e quindi avrebbe pochissima voce in capitolo nelle decisioni commerciali e Airfrance si mangerebbe tutto il bacino aeroportuale italiano. Un regalone per gli amici francesi! Bella roba!
Quindi o Alitalia viene prima risanata e poi viene fatta la fusione con un maggiore potere contrattuale italiano oppure si lascia fallire, si fonda una nuova compagnia e poi se ne discute.
Camaway January 26th, 2005, 09:28 PM ^ Forse qualke anno fa iberia e alitalia erano sullo stesso livello, ma oramai anke l'iberia e' diventata piu' "prestigiosa", ma soprattutto economcamente piu' forte!,dell'alitalia.
Iberia sarà anche messa meglio economicamente dell'Alitalia (non credo ci voglia molto, anche le linee aeree birmane hanno un bilancio che ride rispetto a quello della nostra compagnia di bandiera) ma che sia diventata prestigiosa questo proprio no.
Iberia FA CAGARE!!!! Lo dice uno che ha avuto la sfortuna di doverci volare quattro volte negli ultimi mesi. Sono una compagnia con servizio low cost a prezzo pieno, con aerei malmessi, personale inetto ed un'incompetenza che fa sembrare un ministero romano una scuola di management americana.
SdR January 26th, 2005, 10:10 PM tratto dal sito dell'enac, dati del 2003 (http://www.enac-italia.it/documents/pubblicazioni/ANNUARIO_ENAC_2003_web.pdf).
Analisi dei dati di traffico
I dati di traffico nell’anno 2003 invertono la tendenza negativa registrata nel biennio
2001/2002. L’andamento positivo si evidenzia sia per la rilevazione dei movimenti che per
i passeggeri ed il trasportato del cargo.
Nel corso del 2003 il movimento complessivo è stato di 1.301.868 decolli ed atterraggi con
un incremento del 6,9% rispetto all’anno precedente ed una ripartizione equamente
distribuita del traffico tra nazionale ed internazionale.
Il traffico complessivo dei passeggeri nell’anno 2003 con 100.107.925 ha registrato un
incremento del 10,4% rispetto al 2002.
Il cargo con 778.265 tonnellate è aumentato del 5,6% sempre rispetto al 2002.
Traffico nazionale ed internazionale
Movimento e traffico nazionale
I movimenti degli aeromobili sugli aeroporti italiani per il traffico commerciale nazionale
ammontano a 650.358.
I passeggeri imbarcati e sbarcati nei servizi di linea e non di linea nel trasporto
commerciale nazionale sono stati complessivamente 49.074.737.
Il traffico cargo domestico con 154.824 tonnellate imbarcate e sbarcate assume
un’incidenza pari al 19,8% del traffico complessivo registrato.
Movimento e traffico internazionale
Il numero dei movimenti internazionali effettuati sugli aeroporti italiani da vettori italiani e
stranieri è stato pari a 651.510. La quota dei movimenti aeroportuali internazionali operati
dai vettori italiani è stata pari al 35,5%.
I passeggeri complessivi del traffico internazionale sono stati 51.033 milioni. La quota di
mercato dei vettori italiani è stata del 35,5%.
Il traffico aeroportuale internazionale cargo è stato complessivamente pari a 623.441
tonnellate così ripartito: 289.335 tonnellate per importazioni e 334.108 tonnellate per
esportazioni. La quota di trasportato dai vettori italiani è stata pari al 32,1%.
Aviazione generale
Sia i movimenti di aviazione generale che i passeggeri trasportati fanno registrare un
incremento.
Gli aeroporti che abbinano un notevole numero di passeggeri ad un gran numero di
movimenti sono nell’ordine: Olbia Costa Smeralda, Roma Urbe, Roma Ciampino, Biella
Cerrione, Firenze, Aosta, Siena, Lucca, nonché Milano Linate per il quale è disponibile
soltanto il numero complessivo dei movimenti aerei che sommano a 25.487.
Analisi del traffico passeggeri
Ripartizione del traffico
Il traffico commerciale dei passeggeri si ripartisce tra 90.954 milioni trasportati dai servizi
aerei di linea di cui 48.517 milioni per attività nazionale e 42.436 milioni per attività
internazionale; 9.154 milioni trasportati dai servizi aerei non di linea di cui 9.067 milioni per
attività charter e 86.181 per attività di aerotaxi.
I vettori italiani hanno trasportato il 42,61% degli 8.555 milioni di passeggeri internazionali
del traffico charter registrando una flessione della quota di mercato che l’anno precedente
era pari al 49,7%.
I maggiori incrementi del traffico complessivo sono stati segnalati negli aeroporti di
Bergamo, Crotone, Cuneo, Forlì, Roma Ciampino, con variazioni che oscillano dal 89% su
Roma Ciampino al 310% su Cuneo.
Il maggior volume di traffico nei collegamenti nazionali si segnala nelle tratte
Fiumicino/Linate con 1.242.062 passeggeri e Linate/Fiumicino con 1.203.596 passeggeri.
Seguono le tratte Catania/Fiumicino/Catania e Palermo/Fiumicino/Palermo che
movimentano complessivamente un numero di passeggeri superiori al milione.
Analisi del traffico origine e destinazione per aree geografiche
Per quanto concerne il traffico passeggeri origine e destinazione per aree geografiche per
le relazioni intraeuropee si è registrato nel 2003 un traffico complessivo di 39.663 milioni di
passeggeri con un aumento del 22,5% rispetto all’anno precedente; di cui 35.551 milioni di
passeggeri per il traffico tra i paesi dell’Unione europea, con un incremento del 22,1%, e
4.112 milioni di passeggeri per il traffico con i paesi extra U.E., con un incremento pari al
26,3%.
Fra i paesi europei quelli con cui è stato rilevato il maggior traffico complessivo sono la
Gran Bretagna con 8.599 milioni di passeggeri, la Germania con 7.234 milioni di
passeggeri e la Francia con 5.909 milioni di passeggeri che rappresentano il 61,2% circa
del traffico intracomunitario con l’Italia.
Le tratte più attive risultano nell’ordine Roma Fiumicino/Parigi (Charles de Gaulle) con
1.196.138 passeggeri, Roma Fiumicino/Londra (Heathrow) con 922.417 passeggeri,
Roma Fiumicino/Madrid (Barajas) con 818.551 passeggeri; Roma Ciampino/Londra
(Stansted) con 776.232 passeggeri, Milano Malpensa/ Londra (Heathrow) con 674.945
passeggeri.
Un incremento sostenuto pari al 23% rispetto al 2002 si è realizzato con il Centro America.
Rilevante è stato anche l’aumento di traffico con l’Africa pari al 10,9% e con l’Oceania pari
al 12,3%; mentre risulta stabile il traffico con l’Asia ed il Sud America ed in leggera
flessione, invece, quello con il Nord America.
La raccolta contiene anche i dati relativi al traffico commerciale complessivo realizzato in
Italia nel primo quadrimestre del 2004.
Nel periodo considerato sono stati trasportati oltre 30 milioni di passeggeri di cui 16 milioni
circa sono quelli in partenza o in arrivo da uno scalo internazionale.
Anche nel 2004 viene confermata la tendenza che vede Roma Fiumicino lo scalo hub più
importante per il traffico commerciale nazionale con 3.852.578 passeggeri;mentre per i
passeggeri internazionali Milano Malpensa con 4.323.431 passeggeri supera di 154.162
unità Roma Fiumicino.
Sommando agli aeroporti di Roma Fiumicino e di Milano Malpensa rispettivamente i
passeggeri internazionali rilevati per gli aeroporti di Roma Ciampino e di Milano Linate si
evidenzia che il sistema aeroportuale di Roma con 4.879.434 passeggeri e quello di
Milano con 5.139.060 passeggeri movimentano circa il 63% del totale dei passeggeri
internazionali trasportati con la differenza che a Fiumicino i passeggeri internazionali
trasportati dai vettori italiani ammontano al 37%, mentre a Malpensa l’incidenza sale al
61%.
Sono stati riportati alcuni dati relativi all’analisi dei bilanci sia delle società di gestione che
di navigazione aerea.
Nelle relative tavole i dati forniti vogliono essere di aiuto nella lettura dei bilanci al fine di
tentare una interpretazione delle relazioni significative tra le varie voci senza voler
giungere a fornire valori per giudizi sullo stato e sull’andamento di un’azienda.
L’analisi è preceduta dall’esposizione della legenda degli indici.
SdR January 26th, 2005, 10:54 PM leggendo questo documento ci sono alcuni punti che attraggono la mia attenzione:
le tratte più trafficate in italia sono roma-milano (bella scoperta :)) ... seguita da catania-roma e palermo-roma.
le tratte internazionali più trafficate sono:
Roma Fiumicino/Parigi (Charles de Gaulle) con 1.196.138 passeggeri
Roma Fiumicino/Londra (Heathrow) con 922.417 passeggeri
Roma Fiumicino/Madrid (Barajas) con 818.551 passeggeri
Roma Ciampino/Londra (Stansted) con 776.232 passeggeri
Milano Malpensa/ Londra (Heathrow) con 674.945 passeggeri
praticamente la seconda e terza tratta più trafficate d'italia sono tra roma e sicilia, le prime 4 quattro tratte internazionali partono da roma, scusate sarà pure vero che da più parti si dice che il 70% dei biglietti venduti in italia sono venduti al nord ... ma se permettete qualche dubbio lo nutro fortemente.
ultima considerazione si continua a dire che alitalia deve spostare l'hub a malpensa, calcolando che a Fiumicino i passeggeri internazionali trasportati dai vettori italiani ammontano al 37%, mentre a Malpensa l’incidenza sale al 61% le tratte intercontinentali alitalia le ha già spostate tutte a malpensa ... l'HUB ALITALIA È GIÀ MALPENSA ...
ma a fiumicino che devono fare ... mettere la contraerea e dirottare su malpensa tutti i voli? :)
I'mBack January 26th, 2005, 11:24 PM ^ :D
Cmq, da qualke parte avevo trovato ke la rotta Roma-Milano e' tra le piu' trafficate del mondo, dopo NY-Londra e Hong kong-(altra citta asiatica)!! (il traffico londra-parigi e' oramai quasi assorbito dai treni sotto la manica!)
I'mBack January 26th, 2005, 11:27 PM Camaway, ank'io la pensavo cosi, ma l'iberia, dopo la privatizzazione, ha veramente saputo rinnovarsi alla grande ed e' diventata una compagnia con dei notevoli aumenti di pax! Questo soprattutto grazie ad uno sviluppo mirato verso le rotte piu' redditizie verso il Sud America e gli USA (loro hanno purtroppo il vantaggio della lingua spagnola! Ma questo nn dovrebbe impedire all'alitalia di trovare la sua niche! Io credo ke la cina puo' offrire una buona boccata d'aria! Ma bisogna ke si sbrighino prima ke diventiamo gli ultimi tra le grandi compagnie aeree!
Epicurion January 27th, 2005, 08:43 AM @ SdR: il dato del 70% dei biglietti venduto a Nord (non a Milano, in tutto il Nord!!! la cosa è molto diversa!!!!!) era stato fornito da Alitalia stessa e riportato da tutti i quotidiani (tra cui anche il capitolino La Repubblica). se scorri questo stesso thread ti ricorderai di come se ne sia già parlato nei mesi scorsi. non mi ricordo dubbi sollevati da qualcuno a riguardo.
@ I'mBack: l'hub di Iberia è Madrid. Barcellona è un aeroporto importante ma non certo un hub. addirittura ha un traffico minore rispetto Fiumicino e Malpensa. per volare in Sud America Iberia fa perno su Madrid. in un Paese che non sia la Cina o l'India o gli USA, due hub sono troppi per una stessa compagnia aerea. e certamente per Alitalia, che finanziariamente è un fenomeno da baraccone.
hai citato SwissAir e Sabena. beh, SwissAir e Sabena sono fallite (come del resto Alitalia parecchie volte, solo che i governi svizzero e belga non hanno avuto più pazienza di ricapitalizzare e le hanno lasciate giustamente morire) per un motivo semplice: la loro strategia assolutamente megalomane! le compagnie di bandiera di due Paesi piccoli e demograficamente limitati non possono ambire a concorrere con BA, Lufthansa ed AF. SwissAir aveva addirittura 2 hub!!!!! Zurigo e Ginevra!!! cioè una città da 1 milione di persone ed una da 300'000, che servono un Paese che non arriva alla popolazione della città di Londra!!! oggi, dopo il fallimento, Swiss ha razionalizzato la sua strategia e ha levato l'hub a Ginevra. oggi, per volare da Ginevra a NY, Washington o Tokyo bisogna fare scalo a Zurigo, 45 minuti di volo (anche meno se c'è vento a favore).
cmq, nuovo capitolo alleanze:
Frenata per il titolo in Borsa dopo il boom di martedì. Le opzioni sulle alleanze
Alitalia, debiti e indagine Ue all’esame del consiglio
Dal primo marzo in vigore la nuova normativa per il riposo dei piloti
ROMA - Non è stata una picchiata ma neanche un atterraggio morbido, quello del titolo Alitalia ieri in Borsa: dopo il rialzo dell’11%, messo a segno martedì scorso sull’onda delle dichiarazioni del premier circa una possibile fusione con Air France, ieri le azioni hanno perso il 5%. A ridimensionare l’exploit, le prese di beneficio ma anche le prudenti aspettative circa il consiglio d’amministrazione di oggi che darà conto del livello d’indebitamento (che sarebbe migliorato). Il board , presieduto da Giancarlo Cimoli, farà alcune riflessioni sull’indagine appena aperta dall’Ue sul piano industriale in cui s’ipotizzano aiuti di Stato.
I TEDESCHI - In una situazione come questa, parlare di alleanze appare quantomeno prematuro, a meno che non si voglia accedere all’idea che all’operazione di ricapitalizzazione annunciata dalla compagnia si possa far partecipare una compagnia straniera. L’ipotesi non rientrerebbe nello schema indicato dall’ advisor che esclude l’ingresso di partner industriali. Quanto al partner, non è nemmeno detto che, al momento della scelta, questa debba cadere sui francesi. Cimoli in passato ha aperto a Lufthansa, e del resto la sponda tedesca potrebbe essere utilizzata da Alitalia per tirarsi d’impaccio nell’operazione Az Service se Fraport, la società che gestisce lo scalo di Francoforte, accettasse di affiancare (o sostituire) Fintecna nel ruolo di azionista che l’Ue ha messo in discussione.
GUERRA DEL LETTINO - Ieri il consiglio d’amministrazione dell’Enac (ente aviazione civile) ha licenziato la nuova normativa sui limiti di volo che consentirà, dal primo marzo, ad Alitalia di applicare i nuovi contratti. Per ora i piloti non hanno revocato lo sciopero: nella bozza che ieri circolava è stata rilevata la presenza di una norma ritenuta «inaccettabile» che eliminerebbe il diritto al riposo nel lettino (o in poltrona reclinabile) per piloti e assistenti di volo.
Antonella Baccaro
Economia
© Corriere della Sera
gruber January 27th, 2005, 09:27 AM ribadisco il mio concetto.
se Fiumicino per voi è la scelta giusta come Hub per ALitalia....perchè la stessa Alitalia è fallita almeno 4 volte e forse 5 in 30 anni?
perchè Alitalia ha voluto Malpensa 2000?
perchè tutte le compagnie aeree straniere lottano per mantenere aperto Linate in modo da fregare i passeggeri Alitalia che dal Nord non vanno a Fiumicino bensì a Parigi, Monaco, Francoforte ecc?
@SDR
riguardo al numero di passeggeri internazionali che sono superiori a Malpensa rispetto che a Fiumicino la spiegazione non va cercata in Alitalia!
Alitalia NON VOLA ALL'ESTERO praticamente. ha pochi voli intrcontinentali.
il dato viene generato secondo me dal fatto che Milano attrae più compagnie straniere e di conseguenza più passeggeri stranieri.
cio è dovuto al fatto che la Lombardia, come è stato pubblicato anche qui un paio di mesi fa, è l'unica Regione Italiana che ha visto costantemente crescere gli arrivi internazionali di turisti, nonostante tutto il resto d'Italia sia in contrazione dal 2001, e dal fatto che a Milano c'è il polo Fieristico, unico di livello internazionale del Paese che attrae milioni di turisti d'affari ogni anno.
aggiungici che la quasi totalità delle multinazionali ha scelto Milano come HQ.
tutti questi stranieri....arrivano mica con Alitialia!
arrivano o con le low cost, oppure arrivano con le LORO compagnie Nazionali!
mica con Alitalia che viaggia in 4 paesi in croce!
questo dimostra palesemente come l'Hub a Milano non è giusto ma SACROSANTO.
sacrosanto dal punto di vista della necessità, essendo il più grande bacino d'utanza nazionale e sopratutto il luogo ove è concentrato il maggior numero di Italiani che usano l'aereo. e le cifre del 70% lo dimostrano clamorosamente!
con la metà degli Italiani, si vendono il 70% dei biglietti.
il sud con il 40% degli Italiani ne compra l/8% ed è un mercato...ridicolo a livelli di strategie economiche!
sacrosanta sarebbe anche l'idea di trasferirci l'Alitalia.
perchè altrimenti, ripeto...qualcuno mi spiega perchè con Fiumicino Sede Alitalia (e non Hub...sono 2 cose differenti!!!!!!!)...Alitalia è fallita parecchie volte???
continuerò a chiederlo sino a che qualcuno mi darà una risposta valida!
gruber January 27th, 2005, 09:56 AM Movimenti Aerei 2003
RM FMC - 293.790
RM CMP - 30.280
--------------------
324.070
MI MXP - 213.554
MI LIN - 93.824
MI OSR - 44.170
--------------------
351.548
*****************************************************
Numero Passeggeri 2003
RM FMC - 25.809.828
RM CMP - 1.765.930
--------------------
27.575.758
MI MXP - 17.514.720
MI LIN - 8.755.971
MI OSR - 2.822.746
--------------------
29.093.437
*****************************************************
Cargo - tonnellate
RM FMC - 170.302
RM CMP - 19.781
--------------------
190.083
MI MXP - 319.514
MI LIN - 24.551
MI OSR - 127.953
--------------------
472.018
*****************************************************
Passeggeri Charter Internazionali
RM FMC - 690.130
RM CMP - 217.605
--------------------
907.735
MI MXP - 2.115.605
MI LIN - 7.555
MI OSR - 475.890
--------------------
2.599.050
questi dati parlano chiaro. nonostante Alitalia continui ad essere quasi completamente inchiodata a Fiumicino e nonostante che ogni anno proprio per l'assenza di una seria compagnia di bandiere milioni di cittadini del Nord Italia preferiscono prendersi l'auto o il treno e andare a prendere un aereo oltreoconfine.
e nonostante che Alitalia obblighi gli Italiani a giri tortuosissimi anche nelle tratte Nazionali, come con i voli con la Sardegna che devono passare per Roma!!!
SdR January 27th, 2005, 10:32 AM .........
riguardo al numero di passeggeri internazionali che sono superiori a Malpensa rispetto che a Fiumicino la spiegazione non va cercata in Alitalia!
Alitalia NON VOLA ALL'ESTERO praticamente. ha pochi voli intrcontinentali.
il dato viene generato secondo me dal fatto che Milano attrae più compagnie straniere e di conseguenza più passeggeri stranieri.
.........
scusa se il 61% del traffico internazionale di malpensa è coperto da vettori di bandiera (quindi presumo per la quasi totalità alitalia), le rotte intercontinentali di alitalia partono tutte da malpensa ... mi spieghi come fai a dire che una buona percentuale di passeggeri internazionali di malpensa non è di alitalia???
probabilmente il discorso che fai tu è più applicabile a fiumicino, dove solo il 37% del totale di passeggeri è di vettori nazionali ... significa che il rimanente 63% è di compagnie straniere ...
cmq tralasciano i numeri e le percentuali voglio solo dire che quello che chiedete (hub alitalia a malpensa) già è un dato di fatto ... da dove partono le rotte intercontinentali di alitalia? da malpensa, e questo avviene ormai da qualche anno.
@epicorium
lo so che si parla del 70% dei biglietti in tutto il nord e non solo a milano ... però il fatto che se ne sia parlato o che alcuni organi di stampa lo abbiano scritto non vuol mica dire che io non posso dubitarne, molto spesso su questo forum si discute di numeri, percentuli, statistiche ... e molto spesso si analizzano con occhio critico, ed io ho solamente messo in evidenza alcuni dati, alla luce dei quali ho espresso dubbi su quel 70% ... è successo quando si parlava del rapporto del censis ... è successo quando furono pubblicate delle statistiche istat ... è successo pochissimo tempo fa quando io stesso ho inserito dei dati relativi ad un nuovo quartiere di milano ... si pubblica delle informazioni e se ne discute ... tutto qua! :)
gruber January 27th, 2005, 10:40 AM guarda che con il termine vettori di bandiera si indicano TUTTE le compagnie di Bandiera!
mica solo Alitalia!
che oggi NON vola praticamente da nessuna parte tranne che una dozzina di voli intercontinentali. di cui diversi in code-shering con compagnie straniere!
SdR January 27th, 2005, 10:53 AM certo! ma una buona percentuale immagino sia di alitalia! e cmq questo vale ancor di più per fiumicino dove i vettori nazionali coprono solo il 37% ...
se poi alitalia copre solo una dozzina di tratte intercontinentali, queste partono da malpensa ... che è hub alitalia ...
le tratte intercontinentali che partono da roma sono presenti anche su malpensa, molte delle tratte intercont. presenti a malpensa a roma non sono coperta da alitalia. definire ancora fiumicino come hub alitalia mi sembra proprio una forzatura!
I'mBack January 27th, 2005, 11:06 AM ribadisco il mio concetto.
se Fiumicino per voi è la scelta giusta come Hub per ALitalia....perchè la stessa Alitalia è fallita almeno 4 volte e forse 5 in 30 anni?
Alitalia NON VOLA ALL'ESTERO praticamente. ha pochi voli intrcontinentali.
il dato viene generato secondo me dal fatto che Milano attrae più compagnie straniere e di conseguenza più passeggeri stranieri.
cio è dovuto al fatto che la Lombardia, come è stato pubblicato anche qui un paio di mesi fa, è l'unica Regione Italiana che ha visto costantemente crescere gli arrivi internazionali di turisti, nonostante tutto il resto d'Italia sia in contrazione dal 2001, e dal fatto che a Milano c'è il polo Fieristico, unico di livello internazionale del Paese che attrae milioni di turisti d'affari ogni anno.
aggiungici che la quasi totalità delle multinazionali ha scelto Milano come HQ.
tutti questi stranieri....arrivano mica con Alitialia!
^ Gruber ma xke' continui a dire ke vogliamo solamente un Hub?
Inoltre nn so dove hai preso i dati sul fatto ke la lombardia sia l'unica regione ke ha visto crescere gli arrivi internazionali: sara' pure vero, ma se leggi vai sul sito del comune di roma, o leggendo Il Messaggero, si dice ke i turisti internazionali siano aumentati a Roma, nonostante nel resto del paese gli arrivi siano "stagnanti".
Quindi mi viene sempre lo stesso dubbio? Ma questi politici nn e' ke ci dicono un sacco di c***ate?? Forse i ns sindaci e presidenti di Regione ci vogliono far credere ke le proprie regioni siano sempre le migliori?? Ma ki dice la verita?
Inoltre, nessuno mette in dubbio Milano come "capitale economica", ma dire ke gli arrivi internazionali ke vengono a Milano x le fiere o x business siano piu numerosi dei turisti ( e non!) ke vengono a Roma mi sembra un pochino esagerato (ora nn ho dati alla mano, ma penso ke l'anno scorso siano arrivati a roma qualcosa come 15 milioni di turisti - credo ke era l'ente del turismo a dare queste cifre). Credo ke gli arrivi internazionali a Malpensa nn siano da leggere come "destinati x Milano", ma "forse" una buona parte hanno fatto solamente scalo x un'altra citta' italiana? (bisognerebbe controllare anke i dati delle presenze alberghiere)
@ Epicurion, nn credo ke relazionare SwissAir e Sabena solamente ai rispettivi paesi sia proprio giusto, soprattutto tenendo conto ke entrambi i paesi sono geograficamente molto centrali in Europa, e quindi i 2 Hub facilmente ambiti anke da altre nazionalita' ...? (in effetti ho letto piu' volte dai forumers del Nord ke spesso hanno viaggiato da altri hubs europei, tipo Zurico, invece di andare a Roma) ;)
gruber January 27th, 2005, 11:09 AM no!
a parte che il numero di aerei Alitalia che decollano da Roma sono circa 4 volte superiori a quelli che partono da Roma, ma il concetto mica si esaurisce con i voli!
possono anche trasferire TUTTI i voli internazionali a Milano...e NON CAMBIARE NULLA!
quando dico di trasferire l'Hub Alitalia a Malpensa non significa trasferire SOLO i voli, ma:
PERSONALE
BASE DI ARMAMENTO
DIREZIONE.
sono questi i problemi che devastano AZ!!!
il fatto che ogni giorno qualche MIGLIAIO di Romani che lavorano per AZ vengono trasportati a Milano per lavorare e viceversa alla sera...costa in modo spaventoso per i bilanci AZ.
il fatto che tutti i voli che gravitano sui 3 aeroporti di Milano per essere controllati ogni tot ore di volo devono andare a Roma, all'unico Hangar...costa l'ira di dio!!! (a Malpensa hanno inaugurato l'Hangar un mese fa. ma per ora Alitalia fa spallucce!)
il fatto che ogni giorno Alitalia paga circa 200 camere di alberghi (ovviamente a 4 e 5 stelle) in centro a Milano per i dipendenti di Roma in trasferta....costa lira di dio!!!
sono questi i motivi del fallimento periodico di Alitalia!
non la locazione dei voli!
i voli devono andare dove c'è richiesta, a Milano, come a Roma, come a Napoli, come a Torino!
ma per salvare l'Alitalia c'è solo la via di Malpensa.
altrimenti non faranno altro che spostare 3 o 4 voli (perchè di più non ne hanno) da Roma a Milano (scelta tra l'altro giusta dato che PIU' DEL 70% DEI BIGLIETTI INTERNAZIONALI SONO VENDUTI NEL NORD!!!)
I'mBack January 27th, 2005, 11:22 AM A proposito del trend degli arrivi:
Claudio Albonetti, presidente nazionale di Assoturismo Confesercenti, l'organizzazione che vede al suo interno oltre 47mila strutture tra alberghi, ristoranti, campeggi e lidi balneari.
Presidente Albonetti, è già possibile fare un bilancio dell'estate 2004 ma anche guardare al futuro dei flussi turistici in Italia e a Roma?
C'è stato un calo di turisti in questa estate 2004, ma soprattutto è in atto un cambiamento di mercato.
In un sistema globale, le città d'arte stanno crescendo sempre di più in termini di flussi turistici mentre il calo riguarda soprattutto i centri balneari. Gli arenili italiani sono meno appetibili rispetto al passato perché con un trasporto aereo capillare, diffuso e con tariffe sempre più basse è facile volare all'estero per località marine maggiormente economiche. C'è stato, invece, un boom di presenze nelle città d'arte italiane. Roma ha visto una considerevole ascesa di turisti in questa estate 2004, così come Firenze e anche Venezia dove addirittura si discute su un possibile contingentamento dei flussi turistici.
Occorre allora guardare con attenzione a questi cambiamenti in atto per creare sinergie, nuove iniziative e fronteggiare un turismo che sta mutando, ma resta sempre una delle principali attività economiche e lavorative del nostro paese.
Roma continuerà a crescere in termini di presenze turistiche?
Penso proprio di si. Tutti gli indicatori e le previsioni indicano la capitale in ascesa su questo fronte. D'altra parte, è una città turistica a tenuta naturale. E' unica al mondo per la bellezza, i monumenti, la storia, i servizi e ha un sistema ricettivo di assoluta qualità.
Nella capitale, il turismo creerà in futuro ancora più ricchezza e lavoro.
E' necessario intervenire per eliminare qualche problema che assilla gli operatori locali come quello della mobilità e dei parcheggi dei bus turistici. Infine, auspico che Roma, Firenze e Venezia resistano alla tentazione, già avanzata nell'area toscana, di istituire una "tassa di scopo" che ripropone di fatto la vecchia e ormai superata tassa di soggiorno. Come Assoturismo siamo fortemente contrari a iniziative del genere.
Sta mutando anche la mappa degli arrivi a Roma e nel nostro paese?
Quest'anno continuano a essere importanti le presenze giapponesi e americane, si registra un calo dei tedeschi mentre in futuro ci sarà il massiccio arrivo di cinesi e indiani.
Secondo alcune ricerche, nei prossimi anni arriveranno in Europa tra i 50 e i 60 milioni di turisti cinesi e la gran parte sceglierà l'Italia.
Il sistema turistico di Roma e delle altre città d'arte riuscirà a resistere all'impatto?
Bisogna organizzarsi per fronteggiare questi arrivi e capire quali opportunità enormi si apriranno.
Occorre rendere fruibili le grandi città, ma allo stesso tempo dirottare le presenze anche in altre località che per tradizioni storiche, monumentali e artistiche sono seconde solo a Roma Venezia e Firenze. Qualche esempio? Pisa, Siena, Ferrara e Ravenna. E' necessario studiare il fenomeno in atto, creare pacchetti turistici con sinergie tra enti locali ed evitare che in futuro le tre principali città d'arte italiane scoppino di turisti.
I'mBack January 27th, 2005, 11:28 AM Un altro articolo sull'incremento degli arrivi a Roma (questo nn vuol dire ke Milano nn ha avuto un incremento, ma giusto x dire ke essendo di Roma, ho quasi sempre portato piu' attenzione a cio' ke succede a Roma ed ho letto piu' volte ke Roma e' stato un caso unico in Italia x l'incremento di arrivi nel 2004.....???)
Turisti a Roma, a dicembre +6,42%
In aumento anche il tempo di permanenza media
(ANSAweb) - ROMA, 18 GEN - Dicembre 2004 segna un ulteriore miglioramento del trend turistico di Roma. Secondo i dati dell'Ente bilaterale del turismo, le presenze rispetto a dicembre 2003 sono cresciute del 6,42% e gli arrivi del 9,18%. Un miglioramento aiutato dagli arrivi (10,18%) e dalle presenze degli stranieri (+7,49). In totale nell'ultimo mese dell'anno sono arrivati nella Capitale 425.580 turisti (193.697 gli stranieri). Molto piu' alte le presenze che hanno toccato quota 967.044 (519.501 gli stranieri). La permanenza media e' stata di 2,27 giorni che, nel caso degli stranieri, sale a 2,68. (ANSAweb)
I'mBack January 27th, 2005, 11:39 AM no!
a parte che il numero di aerei Alitalia che decollano da Roma sono circa 4 volte superiori a quelli che partono da Roma, ma il concetto mica si esaurisce con i voli!
possono anche trasferire TUTTI i voli internazionali a Milano...e NON CAMBIARE NULLA!
quando dico di trasferire l'Hub Alitalia a Malpensa non significa trasferire SOLO i voli, ma:
PERSONALE
BASE DI ARMAMENTO
DIREZIONE.
il fatto che ogni giorno qualche MIGLIAIO di Romani che lavorano per AZ vengono trasportati a Milano per lavorare e viceversa alla sera...costa in modo spaventoso per i bilanci AZ.
Gruber ma sono daccordissimo con te ke parte del personale alitalia debba essere trasferito definitivamente a Malpensa (il mio post precedente nn ha niente a ke fare con questo). X il resto nn sono sicuro....
In ogni caso dire ke sono addirittura qualke MIGLIAIO (!!!) di romani ke ogni giorno vengono trasferiti a milano mi sembra un po' eccessivo... no?
I'mBack January 27th, 2005, 11:59 AM Qui potete trovare i dati di tutti gli aeroporti italiani x l'anno 2004:
http://www.assaeroporti.it/ViewPasseggeriProg.asp?mese=12&anno=2004&lingua=it
Spero ke i dati siano leggibili (e' un casino riuscire ad incolonnare tutti i dati in modo preciso :bash: ).
Aeroporto ...Nazionali .... % ... Internazionali % Transito % Tot ...Commerciale % Aviazione Generale TOT %
Milano LIN 6.363.608 -0,5% ....2.581.383 9,5% ....2.534 137,5% ...8.947.525 2,2% ..... ....... 8.947.525 2,2%
Milano MXP 3.457.778 -10,5% ..14.963.820 9,6% ...133.276 24,7% 18.554.874 5,3% ... ........ 18.554.874 5,3%
Roma CIA ....2.095 -42,1% ....2.511.132 44,1% ....4.218 -67,3% ...2.517.445 43,1% 38.601 8,3% 2.556.046 42,5%
Roma FCO 12.536.585 0,0% ....15.077.733 13,4% ....505.249 12,2% 28.119.567 7,0 ... ....... 28.119.567 7,0
gruber January 27th, 2005, 12:06 PM a me non sembra eccessivo se consideri che la quasi totalità dei 12.000 dipendeti Alitalia sono di Roma e che tutti i voli che partono da Linate, Orio e Malpensa dell'Alitalia hanno l'equipaggio che ogni giorno deve essere trasportato da Roma in Lombardia!
figurati che quando vennero fatte le assunzioni per Malpensa...le fecero a Roma!
gruber January 27th, 2005, 12:12 PM Andamento degli arrivi italiani e stranieri nelle strutture ricettive in Italia
per regioni (variaz. rispetto allo stesso periodo dell'anno 2002)
Regione - luglio 2003
Abruzzo 1,23%
Piemonte 0,14%
Basilicata -0,73%
Puglia -0,63%
Calabria 0,64%
Sardegna -0,73%
Campania -1,69%
Sicilia 1,20%
Emilia R. -0,58%
Toscana -2,35%
Friuli -0,62%
Trentino -2,82%
Lazio -1,57%
Umbria -0,94%
Liguria -1,39%
V. d'Aosta 1,27%
Lombardia 0,05%
Veneto -1,27%
Marche 0,66%
Molise 1,00%
Totale -0,93%
I'mBack January 27th, 2005, 12:23 PM Andamento degli arrivi italiani e stranieri nelle strutture ricettive in Italia
per regioni (variaz. rispetto allo stesso periodo dell'anno 2002)
Regione - luglio 2003
anno 2003? Ma io parlavo di piu' recentemente, ....del 2004 :D
Cmq, nn dubito ke ci sono tantissimi dipendenti (ma direi ke sono piu' su un paio di centinaia di persone ke qualke migliaio...?) ke vanno a Milano ogni giorno, e questi dovrebbero essere trasferiti subito o ... licenziati!!
enrico vigo January 29th, 2005, 10:29 AM Ben sappiamo che Germania significa Francoforte, Berlino, Monaco, la tendenza è quella di maggiori crescite su Berlio (questione politica legata al forte nazionalismo tedesco) e Monaco (baricentro legato all'Europa allargata ad est e alle inefficienze italiane).
Per Malpensa abbiamo un intero paese e la sua produzione che hanno bisogno di un hub logistico vero e d efficiente. Ho notizie precise circa la partenza di CARGO CITY a Milano Malpensa con l'avvio vero e proprio dal settembre 2005 (era ora), questi ritardi non fanno altro che nuocere alla credibilità Italiana che soffre di un sistema-paese troppo inefficiente e sub-standard.
A Roma crescerà il turismo, ma non dimentichiamo le merci, e che esistono realtà industriali fortissime nel Lazio, nell'avellinese, a Bari, nel casertano e nel napoletano, troppo spesso ci si dimentica di come è fatta realmente l'Italia al di là degli stereotipi vecchi e fradici che riempono
tra i rutti del buon vino le bocciofile e i barsport (ed alcuni forum) di mezza italia, quella mezza che vive di subcultura.
Quello chè c'è in Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia, Veneto lo sappiamo, i vari aeroporti a minor raggio devono essere portatori di passeggeri nell'Hub di Malpensa, ci vogliono infrastrutture vere e non "walt-disney" all'italiana per ferro e gomma per la raccolta di merci e passeggeri nel corto raggio 250 km.
Alitalia e FIAT sono patrimoni industriali insostituibili per il futuro dell'Italia, solo la follia della subcultura italianicola o la demenzialità regionalistica oggi prevalente può pensare
di fare a meno di un know-how industriale di questa portata, così dopo gli anni delle folle dissoluziuone dell'industria di stato adesso va per la maggiore la moda imbecille della dissoluzione anche delle ultime significative corporation italiane, l'esatto contrario di quanto viene fatto da paesi come Francia e Germania, dove l'orgoglio nazionale, l'affetto per i colori della propria bandiera è quella marcia in più che a noi italiani, popolo di serie B, manca. Tralascio le considerazioni su certe affermazioni "leggere" che ho letto in questo forum perchè evidentemente frutto di palese disinformazione, spesso luoghi comuni infarciti da ragionamenti rozzi.
Ripeto Malpensa è la chiave del futuro dell'economia italiana, senza se e senza ma, su questo hub ci giociamo il futuro delle nostre imprese globalizzate e dell'indotto.
Un ultimo accenno a Linate: su questo aeroporto andrebbero concentrati tutti i voli charter passeggeri ed i voli freighter solo cargo, e solo qualche raro collegamento regionale nazionale, spostando il resto a Malpensa. Quest'ultimo punto, sul ruolo di Milano Linate, il comodo (ma penalizzante per Malpensa e per Alitalia) aeroporto di "città" c'è ancora molto da fare per far capire agli amministratori milanesi che l'egoismo in economia e in logistica non paga mai.
I'mBack January 29th, 2005, 01:37 PM A Roma crescerà il turismo, ma non dimentichiamo le merci, e che esistono realtà industriali fortissime nel Lazio, nell'avellinese, a Bari, nel casertano e nel napoletano, troppo spesso ci si dimentica di come è fatta realmente l'Italia al di là degli stereotipi vecchi e fradici che riempono
.
Alitalia e FIAT sono patrimoni industriali insostituibili per il futuro dell'Italia, solo la follia della subcultura italianicola o la demenzialità regionalistica oggi prevalente può pensare
di fare a meno di un know-how industriale di questa portata, così dopo gli anni delle folle dissoluziuone dell'industria di stato adesso va per la maggiore la moda imbecille della dissoluzione anche delle ultime significative corporation italiane, l'esatto contrario di quanto viene fatto da paesi come Francia e Germania, dove l'orgoglio nazionale, l'affetto per i colori della propria bandiera è quella marcia in più che a noi italiani manca.
Post interessante. Sono d'accordo x quanto riguarda il non "liquidare" l'alitalia e la Fiat, ma di cercare di salvarle in quanto, soprattutto la Fiat, sono (stati) il simbolo e l'orgoglio di un'Italia industriale. (ps: nn ho espressamente riportato "popolo di serie B" in quanto nn condivido.....)
X quanto riguarda Malpensa, credo ke anke tu sia dell'opinione di "puntare" tutto su Malpensa come Hub nazionale, ma nn ho capito se tu parli piu' di un Cargo city hub, xke' allo stesso tempo menzioni le "forti realtà industriali nel Lazio, in Campania e a Bari", ke, nn avendo piu' un cargo hub nelle "vicinanze", sarebbero ancor di piu' disavvantaggiate rispetto alle regioni del nord...??
enrico vigo January 29th, 2005, 02:09 PM La realtà industriale del sud Italia è molto ben servita dall'hub romano di Fiumicino, come alternativa il raggiungere Malpensa via camion con i servizi navetta (che oggi invece raggiungono anche Parigi, Francoforte o Amsterdam) non è assolutamente un problema, nè per il sud è penalizzante, anzi più si rafforza Malpensa più anche per il sud Italia ci saranno maggiori opportunità.
L'Italia deve sviluppare la sua potenzialità, sia per le merci che per i passeggeri, servono più collegamenti intercontinentali diretti, e affinchè gli stessi siano sostenibili bisogna sviluppare innanzitutto i collegamenti regionali su Malpensa, e potenziare le infrastrutture ferroviarie con Lugano e la Svizzera, con la stessa Milano per un collegamento in stile alta velocità (non da far west come quello di oggi con 45/50 minuti !!!!!), con Torino, con Genova, e poi le superstrade etc. come ho ampiamente scritto in precedenza.
Il popolo di serie "B" riuscirà ad andare stabilmente in serie "A" quando si accorgerà che deve avere rispetto e cura per la sua storia, facendo tesoro degli errori fatti che non sono pochi.
Sono ancora troppi quelli che riescono a villanneggiare l'Unità Nazionale (valore irrinunciabile) e il sentimento solidale che ne consegue, in tutti gli angoli d'Italia una e indivisibile, in quel contesto che si chiama "PATRIA" che in troppi non conoscono affatto.
Molti infangatori del tricolore ce li troviamo tra i piedi anche in posti dove non meriterebbero di essere, portatori di egoismi regionali e grassa ignoranza.
Malpensa e Fiumicino possono avere delle complementarietà tecnico-logistiche, quello che oggi è un disagio bisogna farlo diventare una risorsa, cosa che è certamente possibile, basta saperlo fare.
I'mBack February 1st, 2005, 06:28 PM Un'altra "brutta notizia" x l'alitalia, ma nn male x Roma :D
Ma si direbbe ke anke la meridiana sia preoccupata! E vorrei vedere, con quelle tariffe!
A partire dal 28 aprile Ryanair lancia la sfida ad Alitalia e sbarca a Roma con tre nuove rotte giornaliere
ROMA - Ryanair, la compagnia irlandese prima in Europa sul fronte del «low-cost», punta decisa alla conquista del Bel Paese (secondo mercato dopo la Gran Bretagna)espandendo la sua base a Roma. Dal 28 aprile infatti, la compagnia che ha dato il battesimo dell’aria a migliaia di giovani grazie alle «tariffe stracciate», collegherà la Capitale con Alghero, Venezia e Verona con tariffe a partire da 4,99 euro. Ad annunciarlo è stato ieri a Roma l'amministratore delegato di Ryanair Michael ÒLeary, aggiungendo che dal 19 aprile ci sarà un collegamento Roma-Dublino con tariffa base di 29,99 euro. «Le nuove rotte a basse tariffe - ha detto ÒLeary in una conferenza stampa, insieme a Peter Sherrard responsabile della comunicazione - permetteranno ai consumatori italiani di volare con una frazione delle alte tariffe Alitalia e di beneficiare della puntualità e servizio clienti n.1 di Ryanair». Nell'occasione della presentazione del lancio della nuova sfida ad Alitalia, l'amministratore delegato della compagnia 'no frills' ha indossato una maglietta sulla quale era scritto in italiano e nei colori della nostra bandiera «Arrivederci Alitalia» per dire - ha spiegato - «arrivederci alle alte tariffe e ai sussidi Alitalia».
OLeary, ha spiegato che per ora Ryanair non intende aprire la rotta Roma-Milano preferendo sfruttare altre opportunità di mercato. La compagnia, che conta 2600 dipendenti, ha trasportato quest'anno dieci milioni di passeggeri su 66 rotte italiane, non fa mistero di voler aumentare il flusso sino a 20-25 milioni nei prossimi due anni. Per quanto riguarda le tre nuove rotte, con dieci collegamenti al giorno mira a trasportare 500 mila passeggeri in un anno. La tariffa media a regime dovrebbe essere di 10-15 euro e questo consentirà di volare con una frazione, circa il l80% in meno, delle tariffe Alitalia. «Nonostante i sussidi governativi - ha osservato il manager - le tariffe Alitalia verso le isole continuano a essere molto alte scoraggiando il turismo».
Critiche all’annuncio sono state espresse da Meridiana, il cui amministratore delegato, Sebastiani, ha definito «selvaggia» l’espansione di Ryanair e aggiungendo che l’annunciato volo Roma-Verona fa in realtà scalo a Brescia Montichiari.
SdR February 3rd, 2005, 10:38 PM .....
dal 19 aprile ci sarà un collegamento Roma-Dublino con tariffa base di 29,99 euro
.............
ultimamente sono stato impegnato in altri thread e mi ero perso questa notizia, BENE!!! quasi quasi ci faccio un pensierino! :)
fogus February 11th, 2005, 05:05 PM ragazzi maledetti campanilismi stanno rovinando l'economia del paese!! ora basta bisogna ragionare con la logica imprenditoriale seria, pensando al bene di tutta la nazione, purtroppo 'sto campanilismo è un retaggio ke c portiamo dietro dalle popolazioni italiche preromane... sob purtroppo l'italia secondo me è solo sulla carta, poco nella testa della gente... noi italiani nn pensiamo di far parte di un progetto comune, dalla dissoluzione dell'impero romano ogniuno per i cazzi suoi...nn c'è neanche l'idea di una comuntà-stato forte e voi lo sapete bene...speriamo nel futuro
GENIUS LOCI February 11th, 2005, 06:20 PM ^
Se lo legge stranfier ti dice che ce l'ha lui la soluzione... :D
Epicurion February 17th, 2005, 08:20 AM un'altra bella notizia per il settore aereo italiano:
I sindacati: la compagnia prepara un piano con 192 esuberi. Vertice la prossima settimana
Effetto low cost, Meridiana chiede lo stato di crisi
ROMA - Anche Meridiana, la compagnia aerea dell’Aga Khan, nata 40 anni fa col nome di Alisarda, si arrende e chiede lo stato di crisi. L’apertura della procedura di legge risale alla settimana scorsa e riguarda, secondo quanto riportano i sindacati, 192 lavoratori su più di mille dipendenti: 30 piloti, 60 assistenti di volo e 102 lavoratori di terra. Il primo incontro con i sindacati è già fissato per giovedì 24 febbraio. Per la compagnia, che nel 2003 si è lanciata nel segmento delle compagnie low cost sottoponendosi a una profonda trasformazione, è teoricamente possibile il ricorso alla cassaintegrazione grazie al decreto, emanato di recente sull’onda della crisi di Alitalia, che ha esteso questo ammortizzatore sociale anche al settore aereo. Ma è ancora presto per capire come andrà a finire.
Intanto Il commissario straordinario di Volare Group, Carlo Rinaldini, ha nominato Giulio De Metrio direttore generale. Quest’ultimo ha di recente lasciato Alitalia Airport, di cui è stato amministratore delegato sino alla fine di dicembre 2004. I sindacati sono ancora in attesa di conoscere un piano industriale. Ma Rinaldini per ora sembrerebbe intenzionato a chiedere l’autorizzazione per far volare due altri aerei oltre all’unico che oggi copre le rotte charter.
Aria di sciopero invece a Eurofly, la compagnia guidata da Augusto Angioletti. Per preparare il più volte annunciato sbarco in Borsa, il vettore, secondo i sindacati, avrebbe chiesto loro una stretta del 10% sul costo del lavoro e il sacrificio di due riposi al mese. La compagnia lamenterebbe circa 6 milioni di perdite per il 2005 attribuendole alla cancellazione di alcuni voli nel Sud-est asiatico, in seguito allo «tsunami» che ha colpito l’area nel dicembre scorso.
Antonella Baccaro
Economia
© Corriere della Sera
enrico vigo February 19th, 2005, 05:52 PM Il destino di Alitalia dipende da molti fattori, non ultimo quello dei consumatori e dei politici.
Agli sforzi per rimettere in sesto l'Azienda e la cura del nuovo management deve seguire un sostegno-paese a tutti i livelli, cambiando gli atteggiamenti culturali spesso culturalmente ostili, il solito masochismo italiano che penalizza anche il marchio automobilistico FIAT.
Un fattore importante è la crescita dell'hub di Malpensa, aerostazione passeggeri e merci, e delle sue infrastrutture di contorno stradali e ferroviarie.
Teniamoci stretto quel poco che rimane di grandi aziende in Italia, non sarà facile rimpiazzarle se azzerate, ed il destino pur dignitoso di "pizzaioli" non può essere l'unico sogno possibile degli italiani.
I'mBack February 19th, 2005, 06:09 PM ^ sono d'accordo con te (sostenere le imprese italiane) ma fino ad un certo punto: perche' pagare un volo alitalia un 30% (o anke di piu!) in piu' rispetto alla tariffa proposta da una compagnia straniera??
(credo ke l'ultima volta ke ho volato con l'alitalia e' stato almeno 3/4 anni, quando c'era una promozione).
enrico vigo February 20th, 2005, 06:44 AM Bisognerà che Alitalia riprenda a fare una politica di tariffe molto bene articolata che le consenta di restare nelle fluttuazioni del mercato, mi sembra importante.
Oggi scontiamo un atteggiamento ostile dei consumatori verso Alitalia spesso ingiustificato, come succede per Telecom, Fiat, etc., e questo perchè il sistema paese sconta ritardi di apertura alla competizione del mercato globale ed una "reazione emotiva" che sta andando oltre il razionale, atteggiamento masochistico che va razionalmente corretto sempre in un ambito di normale e non di irrazionale competizione.
Se non saremo capaci di capire i nostri errori di comportamento collettivo non lamentiamoci poi del Paese in dissesto economico e con una disoccupazione abnorme, che per correggersi appesantisce ulteriormente i conti pubblici.
Mr_Beat February 25th, 2005, 08:38 PM L'Alitalia è sempre stata gestita come un'azienda di stato, "alla romana" oserei dire. Non è competitiva e il suo mantenimento probabilmente strozza l'attività di altre compagnie private che vogliono operare nei voli domestici.
Deve essere lasciata sola nel mercato libero: se i suoi amministratori sono in grado di vincere in un business competitivo ben venga, altrimenti il suo destino è segnato. E a chi dice che va salvata perchè è un monumento nazionale rispondo che i 400milioni di euro (mi pare) per salvarla ce li ho messi anche io, e voi pure, per colmare gli errori di un'amministrazione scellerata. Se a Roma non sanno cos'è la competizione nel libero mercato non è un problema nostro.
Non sono un'economista ma anch'io so gestire una compagnia aerea e chiedere 400milioni quando sono alla frutta.
Tra l'altro non sapevo che i romani avessero nel codice genetico una predisposizione per fare i piloti, gli assistenti di volo e di terra...ma deve essere così, perchè ai concorsi dell'Alitalia parteciperanno sicuramente candidati dall'Alto Adige a Lampedusa, eppure assumono solo quelli che vivono dentro il G.R.A.!
ciao
I'mBack February 25th, 2005, 11:32 PM un'azienda di stato, "alla romana" oserei dire.
Se a Roma non sanno cos'è la competizione nel libero mercato non è un problema nostro.
Tra l'altro non sapevo che i romani avessero nel codice genetico una predisposizione per fare i piloti, gli assistenti di volo e di terra...
1)Ora ke hai "osato" potresti anke spiegare cos'e' x te un'azienda "alla romana"??
2) E dove saprebbero cos'e' la competizione del libero mercato? Fammi indovinare.... solamente quelli di Milano??
3) Al dire il vero credo ke abbiamo anke una predisposizione ad aiutare le persone con una testolina piccola piccola, quindi se hai bisogno d'aiuto nn esitare a kiederlo! :D
ps: piccolo consiglio, fai uno sforzo e cerca di uscire dal tuo "piccolo e perfetto mondo"
il_piccolo_chimico February 26th, 2005, 12:41 AM L'Alitalia è sempre stata gestita come un'azienda di stato, "alla romana" oserei dire. Non è competitiva e il suo mantenimento probabilmente strozza l'attività di altre compagnie private che vogliono operare nei voli domestici.
Deve essere lasciata sola nel mercato libero: se i suoi amministratori sono in grado di vincere in un business competitivo ben venga, altrimenti il suo destino è segnato. E a chi dice che va salvata perchè è un monumento nazionale rispondo che i 400milioni di euro (mi pare) per salvarla ce li ho messi anche io, e voi pure, per colmare gli errori di un'amministrazione scellerata. Se a Roma non sanno cos'è la competizione nel libero mercato non è un problema nostro.
Non sono un'economista ma anch'io so gestire una compagnia aerea e chiedere 400milioni quando sono alla frutta.
Tra l'altro non sapevo che i romani avessero nel codice genetico una predisposizione per fare i piloti, gli assistenti di volo e di terra...ma deve essere così, perchè ai concorsi dell'Alitalia parteciperanno sicuramente candidati dall'Alto Adige a Lampedusa, eppure assumono solo quelli che vivono dentro il G.R.A.!
ciao
A FUOCO ROMA LADRONA!
I'mBack February 26th, 2005, 12:56 AM ^in effetti penso ke quello era il msg di Mr Beat :D
Pavlvs February 26th, 2005, 02:06 PM Purtroppo non mi sembra che in Alitalia si siano bene resi conto della situazione e della generale insofferenza del Paese nei confronti di questa azienda.
Continuano a fare scioperi, manifestazione, cazzate, bloccando ieri Malpensa, oggi Fiumicino, domani tutt' e due.
Non so a che punto stia questo prestito ponte di cui tanto si parla, ma certamente deve essere solo un prestito, cosa che prevede il ritorno del capitale versato, e dev'essere l'ultimo.
Poi, parola al mercato.
In fondo sono fallite anche Swissair e Sabena, e non mi sembra che belgi e svizzeri siano rimasti col culo per terra.
Mi vado anzi sempre più convincendo che Alitalia sia una specie di tappo per lo sviluppo del Paese.
Da quando a Ciampino hanno aperto alle compagnie low cost il traffico aereo è...decollato! :D
Forse in un paese dove ogni compagnia di questo mondo possa liberamente acquistare slots e competere con gli altri sul mercato ci sarebbero più collegamenti e più passeggeri.
ps: anche ENI, ENEL, POSTE ITALIANE, FINMECCANICA, e fino a qualche tempo fa Autostrade e Telecom + quasi tutte le principali banche del Paese, sono sempre state aziende di Stato gestite "alla romana".
Eppure sono tra le principali aziende del paese, quelle coi fatturati maggiori e, limitatamente alle aziende quotate, quelle colle maggiori capitalizzazioni di borsa, coi maggiori profitti e persino coi maggiori dividendi.
Ed una di queste, l'Eni, in anni ed anni di gloriosa storia aziendale, ha passato un solo momento di merda: quando il milanese Craxi ne fece un collettore di tangenti.
Chissà, forse quando parliamo di tangenti nelle aziende pubbliche dobbiamo parlare di gestione "alla milanese"?
O forse sarebbe il caso di cominciare a parlare senza utilizzare cialtroneschi stereotipi?
Io voto la seconda che ho detto:D
Mr_Beat February 26th, 2005, 03:29 PM A FUOCO ROMA LADRONA! SI, E MILANO CAPITALE!!! E quando arriva un capo di Stato straniero cosa gli facciamo vedere, il Castorama di Baranzate?....ma per piacera era una provocazione, a me piace Roma e i romani pure, quello che volevo dire era:
_Gestita "alla romana" intendendo che è sempre stata considerata una sorta d ente statale, il cui scopo è quello di fornire comunque un servizio di trasporto aereo ai cittadini, anche a scapito della competitività, e considerando comunque l'esistenza della compagnia super partes rispetto alle leggi di mercato. Ricordo che tempo fa l'Alitalia protestò perchè alcune compagnie low cost offrivano voli a prezzi troppo bassi e la Compagnia era difficoltà, non riusciva a reagire a questo prepotente attacco venuto soprattutto dai paese anglosassoni; l'Alitalia fece una richiesta all'autorità preposta perchè costringesse le compagnie low cost ad...alzare i prezzi!!! L'Alitalia costa ai cittadini un sacco di soldi e cosa ci dà in cambio? Che la gente con poche risorse deve andare da Torino a Reggio Calabria con un treno espresso da deportati perchè non può permettersi i prezzi della compagnia.
_Se i milanesi ne sanno più dei romani di economia capitalistica non lo so, certo Milano è una città che ha costruito tutto ciò che ha sul lavoro dei suoi cittadini ed è molto abituata allo scambio economico e culturale con il resto del Mondo. Ho conosciuto alcuni romani delle "nuove generazioni" e mi sembra gente molto sveglia e che si dà da fare, ma è indubbio che la mentalità da "privilegiati" che hanno sempre avuto i romani si sia fatta sentire nella gestione di enti nazionali (come le ferrovie, le poste ecc... queste ultime molto migliorate di recente). Cosa vuol dire mentalità da privilegiati? Semplice, io non mi devo sbattere per ottenere le cose, tanto ho il "comando" e faccio quello che voglio. Questo si ricollega anche all'ultimo punto...
_Su questo non transigo! i romani sono circa il 5% della popolazione italiana, voglio vedere in faccia uno che mi dice che il personale Alitalia non è composto per il 35-40 % almeno da romani. Ho un certo orecchio per i dialetti italiani che mi piacciono tutti, e quando sento una tipa del check-in di Malpensa (600 km da Roma) che dice "diesci" invece che "dieci" o "penzo" invece che "penso" non si scappa! A quella pagano il volo andata-ritorno Roma-Milano tutti i giorni. E io (e pure voi) pago! E aggiungo che i romani sono privilegiati anche in altri enti statali, anche se in questa sede il discorso non è pertinente, ad esempio in TV, Rai e pure Mediaset. Tempo fa trasmisero un film-TV sulle cinque giornate di Milano e i due protagonisti avevano l'accento romanesco!! Oppure un serial sul rapimento di Soffiantini di qualche anno fa: ho visto solo una scena e il figlio di Soffiantini, un giovane bresciano sui 25 anni circa, se ne venne fuori con AHO A COMMISSA' A MME NUN ME NE FREGA GNENTE!!! Ma dove c***o li prendono? Sarà il solito paraculato figlio di qualche dirigente RAI...l'attore che faceva Soffiantini era siciliano e parlava con l'accento bresciano, ma si chiamava Michele Placido.
Scusate non c'entra niente ma quel giorno ancora un pò prendevo a calci la TV :mad2:
Basta altrimenti viene fuori la solita diatriba insensata Milano-Roma di cui tra l'altro agli altri italiani non frega niente e poi come già detto i romani sono simpaticissimi, però le cose che non vanno bisogna ammetterle. Il giorno che verrò a Fiumicino e un tipo del check-in Alitalia mi dirà "Bon sior, il suo biglieto s'è a posto ostregheta, fasa bon viaggio e se ga fredo, se copra!!" allora mi rimangerò tutto quello cho ho detto nell'ultimo punto. Ciao :horse:
Camaway February 26th, 2005, 06:30 PM Da Repubblica 26 02 2005:
L'Alitalia e i sindacati hanno raggiunto un'intesa sulla vertenza degli assistenti di volo e sull'applicazione del contratto di lavoro di categoria. L'accordo è stato firmato alle 3 di questa mattina.
Per evitare la cassa integrazione a 900 assistenti di volo, l'accordo consente "recuperi di costo attraverso esodi agevolati, minori assunzioni e un contributo di solidarietà a carico di tutti gli assistenti di volo per 12 giornate distribuite tra il 2005 e il 2006".
Una nota della compagnia, nel confermare l'intesa, spiega i termini dell'accordo che prevede l'apertura di altre basi per gli equipaggi. In particolare, il comunicato fa sapere che "l'apertura e la graduale alimentazione della base operativa di Milano, permetterà di impiegare sui voli partenti da Malpensa e Linate personale localizzato nelle stesse aree, con risparmio di tempi di trasferimento e spese alberghiere".
L'intesa con hostess e stewart prevede inoltre "l"apertura di analoghe basi operative su altri aeroporti a partire da Venezia per estendere gli stessi benefici anche ad altri punti nodali del network".
Riguardo al trattamento economico, il comunicato dell'Alitalia fa sapere che l'intesa di stanotte prevede "la definizione delle misure economiche relative alla parte variabile della retribuzione pari al 23% circa del fisso, legata alla presenza e alle ore volate, per incoraggiare la produttività individuale".
Nel ricordare che "il rinnovo contrattuale del 18 Settembre 2004 aveva innalzato i limiti di volo annuali a 900 ore, aumentato l'attività di volo del 29%, ridotto le composizioni equipaggio, incrementato la retribuzione legata all'attività, con recuperi di costo di 75 milioni", la nota dell'Alitalia sottolinea come "questo accordo consolida i risultati prodotti dall'azione di ristrutturazione e rilancio dell'Azienda in vista della ricapitalizzazione e del pareggio di bilancio nel 2006".
E di tutte le hostess e stewards di Roma già assunte l'Alitalia che ci fa?
Massimo Muccioli, presidente dell'Anpav (Associazione nazionale professionale assistenti di volo), ha commentato positivamente l'accordo siglato con la compagnia aerea di bandiera: "E' un accordo estremamente positivo per la categoria degli assistenti di volo: risolve il problema degli esuberi scongiurando la cassa integrazione, regolamenta un accordo raggiunto in un momento di emergenza ed identifica una soluzione non traumatica per lo spostamento a Milano di steward ed hostess".
Pavlvs February 26th, 2005, 08:57 PM A FUOCO ROMA LADRONA! SI, E MILANO CAPITALE!!! E quando arriva un capo di Stato straniero cosa gli facciamo vedere, il Castorama di Baranzate?....ma per piacera era una provocazione, a me piace Roma e i romani pure, quello che volevo dire era:
_Gestita "alla romana" intendendo che è sempre stata considerata una sorta d ente statale, il cui scopo è quello di fornire comunque un servizio di trasporto aereo ai cittadini, anche a scapito della competitività, e considerando comunque l'esistenza della compagnia super partes rispetto alle leggi di mercato. Ricordo che tempo fa l'Alitalia protestò perchè alcune compagnie low cost offrivano voli a prezzi troppo bassi e la Compagnia era difficoltà, non riusciva a reagire a questo prepotente attacco venuto soprattutto dai paese anglosassoni; l'Alitalia fece una richiesta all'autorità preposta perchè costringesse le compagnie low cost ad...alzare i prezzi!!! L'Alitalia costa ai cittadini un sacco di soldi e cosa ci dà in cambio? Che la gente con poche risorse deve andare da Torino a Reggio Calabria con un treno espresso da deportati perchè non può permettersi i prezzi della compagnia.
_Se i milanesi ne sanno più dei romani di economia capitalistica non lo so, certo Milano è una città che ha costruito tutto ciò che ha sul lavoro dei suoi cittadini ed è molto abituata allo scambio economico e culturale con il resto del Mondo. Ho conosciuto alcuni romani delle "nuove generazioni" e mi sembra gente molto sveglia e che si dà da fare, ma è indubbio che la mentalità da "privilegiati" che hanno sempre avuto i romani si sia fatta sentire nella gestione di enti nazionali (come le ferrovie, le poste ecc... queste ultime molto migliorate di recente). Cosa vuol dire mentalità da privilegiati? Semplice, io non mi devo sbattere per ottenere le cose, tanto ho il "comando" e faccio quello che voglio. Questo si ricollega anche all'ultimo punto...
_Su questo non transigo! i romani sono circa il 5% della popolazione italiana, voglio vedere in faccia uno che mi dice che il personale Alitalia non è composto per il 35-40 % almeno da romani. Ho un certo orecchio per i dialetti italiani che mi piacciono tutti, e quando sento una tipa del check-in di Malpensa (600 km da Roma) che dice "diesci" invece che "dieci" o "penzo" invece che "penso" non si scappa! A quella pagano il volo andata-ritorno Roma-Milano tutti i giorni. E io (e pure voi) pago! E aggiungo che i romani sono privilegiati anche in altri enti statali, anche se in questa sede il discorso non è pertinente, ad esempio in TV, Rai e pure Mediaset. Tempo fa trasmisero un film-TV sulle cinque giornate di Milano e i due protagonisti avevano l'accento romanesco!! Oppure un serial sul rapimento di Soffiantini di qualche anno fa: ho visto solo una scena e il figlio di Soffiantini, un giovane bresciano sui 25 anni circa, se ne venne fuori con AHO A COMMISSA' A MME NUN ME NE FREGA GNENTE!!! Ma dove c***o li prendono? Sarà il solito paraculato figlio di qualche dirigente RAI...l'attore che faceva Soffiantini era siciliano e parlava con l'accento bresciano, ma si chiamava Michele Placido.
Scusate non c'entra niente ma quel giorno ancora un pò prendevo a calci la TV :mad2:
Basta altrimenti viene fuori la solita diatriba insensata Milano-Roma di cui tra l'altro agli altri italiani non frega niente e poi come già detto i romani sono simpaticissimi, però le cose che non vanno bisogna ammetterle. Il giorno che verrò a Fiumicino e un tipo del check-in Alitalia mi dirà "Bon sior, il suo biglieto s'è a posto ostregheta, fasa bon viaggio e se ga fredo, se copra!!" allora mi rimangerò tutto quello cho ho detto nell'ultimo punto. Ciao :horse:
Bene, chiarito l'equivoco iniziale, cosa di cui sono felice, veniamo a qualche considerazione:
1) Roma è un luogo della politica da almeno almeno 2758 anni, cioè da quando l'hanno fondata :).
Non è questione di mentalità da privilegiati, è questione di dimestichezza col potere.
Ogni romano sin da quando nasce convive con il potere ed i suoi simboli.
Ed in fondo in fondo tutto a Roma parla di potere, basta girarsi intorno, basta dare uno sguardo ai palazzi, alle chiese, ai resti monumentali.
In qualche modo Roma trasuda potere.
Questa dimestichezza col potere dà al romano una sorta di familiarità con lo stesso.
Ti spiego: ho visto le immagini di Ciampi a Pordenone.
Tutta la città nelle strade a rendere omaggio ed a salutare il Presidente.
Qui a Roma... Ciampi non se lo fila nessuno, se non i turisti.
Io avrò visto passare Ciampi una ventina di volte, il Berlusca anche di più.
Il ministro Gianni Alemanno abita a 300m da casa mia, e suo suocero Pino Rauti, uno che è stato segretario del Msi, gli abita di fronte.
In passato mi sarà capitato una trentina di volte di prendere un caffè o un cappuccino al bar insieme ad uno dei 2, visto che facciamo colazione allo stesso bar sottocasa.
Francesco Storace viene a messa con moglie e scorta nella stessa chiesa dove vado io, a 300m da casa mia, a Monte Mario.
L'ex sottosegretario Ds Marco Minniti abita a 400m da casa mia, in un bel palazzo dove abita anche Dino Baggio, ed una volta ho avuto una feroce discussione con la sua scorta, che mi stava prendendo sotto mentre attraversavo sulle zebre, finita a colpi di vaffanculo reciproci tra me ed i coattoni della scorta di Minniti ( che hanno voluto le mie generalità e mi hanno minacciato di querela, e più loro minacciavano più io li mandavo affanculo).
Capisci cosa intendo dire?
Noi romani siamo abituati a vedere il potere, abituati a confrontarci con il potere ed in qualche modo anche preparati a difenderci dal potere.
Non da ieri, da SEMPRE.
Perchè questa è la città dove, 3 anni fa, un generalone dei carabinieri è passato con il rosso sulla via ostiense provocando un incidente con 3 MORTI.
E NON SI E' MANCO FERMATO, ma ha fatto comunicare la cosa ai vigili dal suo autista mediante radiocomando, mentre proseguiva bel bello sulla sua strada:
" ohoh, mi è semblato di vedele un gat...un incidente"!!
E questa dimestichezza col potere, questa preparazione a gestire i rapporti col potere sono oggi quasi nel dna di ogni vero romano.
La mia ragazza è di Piacenza.
Quando viene a Roma brama sempre di vedere qualche "vip" per poterlo raccontare alle amiche.
A me dei vip invece non me ne po' fregà de meno.
Certo, non tutti reagiscono allostesso modo davanti al potere.
C'è chi adula il potere, i leccaculo, c'è chi teme il potere, i cagasotto, ma soprattutto c'è chi il potere gli piacerebbe e pure molto, ma non possono!
E questi spesso si trasformano in millantatori.
In palloni gonfiati.
Da ragazzino, finite le scuole, passavo l'estate a lavare le macchine in un autolavaggio a mano, di quelli che "solo le macchine costose".
Il mio capo piazzale vantava di essere intimo di Sbardella, che qui a Roma 15 anni fa era il pezzo grosso della DC.
Io gli credetti. Poi ho capito.
Il figlio del "Lo squalo", come era soprannominato, gli portava la macchina a lavare ogni settimana.
Molto "intimo" davvero.
Ecco, io penso che sia questo ciò che fuori Roma scambiano per "mentalità da privilegiati" dei romani.
Un misto di familiarità col potere, di sapienza nel gestirlo, spesso nel millantarlo.
Sono cose che, mi sono accorto col tempo, fanno molta impressione fuori Roma, danno molto la sensazione del "grande uomo", la stessa che doveva provare il povero operaio che lavava la macchina di Sbardella quando ci si definiva "intimo".
2) Alitalia è una azienda romana, con sede a Roma.
Mi sembra normale che i suoi piccoli impiegati siano prevalentemente romani, anche più del 35% di cui parli.
Direi il 50% almeno.
La sua dirigenza invece, che è cooptata dal mondo della politica, è moooooolto più eterogenea, di aree, più che geografiche, politiche, socialiste in particolare.
Sia come sia a San Donato Milanese, direzione generale Eni, gli impiegati sono in prevalenza milanesi.
A Torino, dov'era la sede legale della Telecom priva che la privatizzassero e portassero a Milano, gli impiegati erano per lo più torinesi.
A Genova gli operai dell'Ansaldo, azienda di Stato, erano genovesi, così come sono triestini e veneti coloro che lavorano per la Fincantieri di Monfalcone.
Dov'è lo scandalo?
Al pari la Rai è una azienda romana.
Ma soprattutto, l'industria del cinema in Italia è una industria ROMANISSIMA, avrai certamente sentito parlare di CINECITTA', degli studi De Laurentis, di Dinocittà, della Dolce Vita, dei Paparazzi e via dicendo.
Ci sono decine e decine di teatri di posa in tutta Roma nei quali, produttori americani, hanno girato colossals storici come Ben Hur ed Antonio e Cleopatra con Liz Taylor.
Recentemente, trai più importanti, hanno girato qui a Roma The talented Mister Ripley e Gangs of New York.
E sto parlando solo di produzioni NEGLI STUDIOS, omettendo quindi tutti quei films dove Roma viene usata per scene in esterni come in Ocean's Twelve.
Qui a Roma esistono, per questa industria dell'entertainment, migliaia di operai e tecnici specializzati, a detta di tutti trai migliori al mondo.
Alcuni di loro erano talmente bravi che dall'artigianato son passati all'industria.
E' il caso ad esempio di un costumista toscano specializzatosi a Cinecittà nel fare scarpe di scena per le dive: SALVATORE FERRAGAMO.
E' il caso del ferrarese romanizzato Carlo Rambaldi, il creatore dei pupazzi di KING KONG, di ET, di ALIEN, trai mostri più importanti nella storia del cinema.
E ' il caso di musicisti come Ennio Morricone, di decine di sceneggiatori, di scenografi, di coreografi e via dicendo, gente che lavora in tutto il mondo, e gente che da tutto il mondo viene a lavorare a Roma.
Come il grande milanese Luchino Visconti, tanto per fare un esempio.
Perchè se c'è un'industria globalizzata al mondo, caro mister Beat, questa è proprio quella del cinema.
Industria dove tutti lavorano ovunque.
A dar retta a te sembrerebbe invece che la parte di un bresciano debba farla per forza un bresciano, e non Michele Placido, che è certamente trai migliori attori in circolazione ma non è bresciano.
Te lo dico apertamente: non è così.
Mr_Beat February 26th, 2005, 10:30 PM Ammazza che risposta a Pavlvs! Nun ce sta gnente da fà, co e parole i romani sò sempre li mejio!! Quanto hai detto sul fatto che Roma trasuda potere è verissimo ci sono stato più volte e la sensazione è proprio quella. Non nascondo che è una cosa che invidio alla tua città e nella quale Milano non sarà mai all'altezza, perchè probabilmente Roma è unica al mondo per questo. Voi passate in motorino davanti al Colosseo come se fosse lo stadio comunale...
Però si chiama Alitalia e non Aliroma...perchè i dipendenti devono essere in prevalenza romani per poi fare i pendolari in tutto il territorio nazionale? E' naturale che il personale di Fiunicino e Ciampino, nonchè quello della sede centrale, sia romano, ma perchè la percentuale è così alta anche in aeroporti lontani dalla Capitale? Va be poco importa, comunque l'Alitalia deve darsi una svegliata!!
Per quanto riguarda il film di cui ti ho parlato, è vero che Roma è la capitale dell'industria cinematografica in Italia e la più alta professionalità si trova li ( ma non pensare che a Milano non ci sia nulla, il potenziale da questo punto di vista è altamente sottoutilizzato), ma proprio per questo non accetto una produzione in cui un attore che deve interpretare un ragazzo bresciano parla come uno di Tor Pignattara!! Tra l'altro hai frainteso ciò che ho detto su Placido...nonostante per un siciliano non deve essere facile fare l'accento bresciano, Placido è un vero professionista e si è sbattuto per impararlo, così come tanti bravi attori sanno fare. Quando ho scoperto che il commissario Montalbano è romano sono rimasto stupefatto, ma Zingaretti ha la stoffa, mica come quel paraculato che faceva il figlio di Soffiantini!!
Un'altra cosa che mi da fastidio è che tutte le location Tv sono a Roma...perchè non fanno una storia di polizia o carabinieri ambientata che ne so a Genova, a Cagliari, a Torino, a Firenze, a Palermo, a Trieste, a Bari o a Milano... io la tv la guardo poco, ma questi particolari mi danno fastidio, cavolo la Tv è ITALIANA!!! (potremmo fare un thread su cinema-TV in Italia!!).
Ave Pavlvs
comunque voi avrete il Pantheon , ma noi abbiamo il Castorama!! ciao
SdR March 1st, 2005, 12:53 PM Un'altra cosa che mi da fastidio è che tutte le location Tv sono a Roma ... perchè non fanno una storia di polizia o carabinieri ambientata che ne so a Genova, a Cagliari, a Torino, a Firenze, a Palermo, a Trieste, a Bari o a Milano... io la tv la guardo poco, ma questi particolari mi danno fastidio, cavolo la Tv è ITALIANA!!! (potremmo fare un thread su cinema-TV in Italia!!).
tutte le location Tv sono a Roma????? questa mi ricorda un po "il tg lombardia è girato a roma"!!!!
non sono un'amante della fiction e della tv in generale, ma so per certo che molte fiction vengono girate in vari posti d'italia.
Sul sito www.sorrisi.com (http://www.sorrisi.com/sorrisi/upload/videoclip/fictiontvdati.pdf) c'è un'indagine approfondita sulle fiction italiane, su 67 titolo presi in esame ambientati in italia 26 sono girati a roma le rimanenti appunto nel resto d'italia.
E' certo sempre molto alto il numero delle fiction girate a roma rispetto ad altre città, ma dire che sono tutte girate a roma mi sembra un'esagerazione! inoltre questo avviene perchè la capitale è sede di quasi tutte le compagnie di produzione cinematografica e televisiva ... come vedi i romani so li mejo a parole ma se la cavano anche con i fatti! ;)
ciao!
Epicurion June 8th, 2005, 08:32 AM Quattro condizioni per la ricapitalizzazione della compagnia da 1,2 miliardi. Lunardi: ora sacrifici
Sì di Bruxelles al piano, Alitalia privata
La Commissione approva lo schema Cimoli: ma lo Stato interverrà con altri investitori
ROMA - Il piano di ristrutturazione di Alitalia «non è un aiuto di Stato». La Commissione europea ieri ha dato il via libera alla ristrutturazione della compagnia, ponendo quattro condizioni perché venga rispettato il «principio dell’investitore privato». Soddisfatto il governo che con il ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, parla di «giro di boa» ma chiede «sacrifici». Mentre l’amministratore delegato Giancarlo Cimoli ha annunciato l’aumento di capitale entro ottobre «per una cifra che sarà calcolata con gli advisor», previo abbattimento del capitale per oltre un miliardo. Confermato «l’utile o il pareggio» nel 2006, visto che il primo semestre dell’anno «è in linea con il primo trimestre». Perplessa la Borsa che ha fatto registrare al titolo una perdita dell’1,82%. La Commissione ha commentato positivamente la lettera di intenti della Deutsche Bank che garantisce la partecipazione maggioritaria dei privati all'operazione. Ma come prima condizione ha chiesto «un impegno formale e senza riserve di garanzia del buon esito dell'operazione» eventualmente anche «da parte di altre istituzioni finanziarie». Allo Stato viene invece imposto che sottoscriva le azioni «allo stesso titolo e condizioni e allo stesso prezzo unico e ritmo» dei privati. Non solo: l'operazione non potrà essere accompagnata «da alcun accordo in base al quale lo Stato italiano possa dispensare le banche dai loro obblighi» nel caso di inoptato, o concedere sconti sul prezzo di emissione. L’ultima condizione riguarda la partecipazione di Fintecna in Az Servizi: «Le plusvalenze che per contratto vanno girate a Az Fly potranno essere cedute solo una volta effettuate tutte le dismissioni (al 31 dicembre 2008) e solo per la parte eccedente il tasso di rendimento interno previsto da Fintecna», cioè il 25%.
E il prossimo passo, secondo Cimoli, sarà proprio l’ingresso di Fintecna in Az Servizi «che via via aumenterà la partecipazione». Quanto ai vari segmenti di business che sono confluiti nella società dei servizi, l’amministratore ha detto: «Non è che le vogliamo dare a terzi e disinteressarcene: faremo dei contratti esclusivi di sette anni e manterremo una partecipazione. Ma è certo che Accenture sa fare meglio la contabilità di noi e Eds sa fare meglio l' information technology ».
Proseguirà quindi l’azione di risanamento: i risparmi previsti per il prossimo anno ammontano a 250 milioni di euro. Intanto per la prima volta, a aprile, il cash flow è tornato positivo. Quanto al piano degli esuberi, l’amministratore ha ricordato che «negli ultimi dodici mesi il saldo netto tra ingressi e uscite di personale è stato di 2 mila persone» in meno. Ma non è ancora finita: nell’arco di piano gli esodi potrebbero superare i numeri previsti dagli accordi di palazzo Chigi (3.690 esuberi). E’ troppo presto invece per parlare di un'alleanza in tempi rapidi, «ma quella con Air France-Klm - afferma Cimoli - è quella cui pensiamo». Sul mercato domestico Alitalia punta a recuperare una quota non inferiore al 60-70%, «sempre che l’Antitrust questa volta ce lo consenta».
Cimoli ha infine sferrato un attacco nei confronti delle compagnie straniere «che in Italia ricevono non aiuti di Stato ma delle Regioni e dei Comuni». Alitalia in particolare ha denunciato gli aeroporti pugliesi e quello palermitano all’Antitrust per avere praticato condizioni di favore a Ryanair.
Antonella Baccaro
Copyright 2005 © Rcs Quotidiani Spa
man101 June 8th, 2005, 12:54 PM Secondo me non bisognerebbe neanche parlarne. Penso che non basterebbe un giorno intero per elencare i motivi per cui Alitalia dovrebbe fallire, dalla politica politicante che la usa come magna magna, il personale rozzo maleducato e confuso, gli scarsi servizi, alla maleducazione e il pressapochiscmo che imperano nell ambiente alitalia, specialmente a fiumicino. Che fallisca o no chissenefrega tanto fa e ha sempre fatto schifo e io me ne gurado bene dall utilizzarla.
Se poi bisogna discutere del personale, degli ammortizzatori sociali o del dramma di persone che perdono il posto di lavoro allora sono un altro paio di maniche e mi schiero dalla parte dei lavoratori affinche' la compagnia venga salvata. Ma a che prezzo??
Epicurion June 8th, 2005, 02:13 PM non voglio riaprire un dibattito lungo e complesso. basti solo dire però che i sindacati (tutti, dalla CGIL all'UGL) ci hanno sempre marciato su Alitalia, piazzando gente e ricavandone linfa con un peso politico notevole. una politica miope, ovviamente, ma anche scellerata, e i risultati lo dimostrano. quindi il personale di Alitalia a rischio dovrebbe prendersela in primis con chi dovrebbe tutelarli ma che invece è una delle cause del problema. detto questo, parte dei dipendenti Alitalia non può certo definirsi in buona fede. alcuni di questi si sono fatti assumere sapendo benissimo di andare a scaldare solo la sedia e di gravare inutilmente sulle finanze della compagnia. questa anomalia di parte dell'impiego pubblico in Italia andrebbe distinta dalle giuste rivendicazioni sindacali dei lavoratori produttivi, che sono comunque di gran lunga la maggior parte. e che rischiano meno il posto in caso di privatizzazioni, poiché sono indispensabili al normale funzionamento dell'azienda.
Epicurion November 1st, 2005, 03:34 PM 1 novembre 2005
Conti non certificati
Tegola su Alitalia
Al.An.
Tegola sulla ricapitalizzazione da un miliardo di Alitalia; una nota della compagnia di bandiera lo ha reso noto poco prima della mezzanotte nel bel mezzo del ponte festivo.
La società di revisione Deloitte & Touche non ha certificato la semestrale e si giustifica mettendo in evidenza un quadro preoccupante di incertezze che pesa sul futuro. Pesanti le ripercussioni sul titolo in Borsa.
Deloitte & Touche ha fatto sapere alla società guidata da Giancarlo Cimoli di non essere «in grado di esprimere un giudizio di conformità sulla relazione semestrale della compagnia di bandiera, evidenziando che la sussistenza del presupposto della continuità aziendale della società e del gruppo potrebbe ritenersi verificata qualora entro il termine di scadenza dell'impegno assunto dall'istituto finanziario, fosse possibile ottenere le evidenze necessarie a comprovare con ragionevole certezza il buon esito dell'aumento di capitale».
In allegato alla nota di Alitalia ci sono le osservazioni formulate dal Collegio sindacale, secondo il quale «non sono emersi elementi che ostino alla realizzazione dell'operazione di ricapitalizzazione, sempre che la predetta impossibilità di esprimersi da parte della società di revisione - ove costituisca elemento ostativo dell'operazione di cui sopra - sia positivamente superata attraverso l'ottenimento delle richieste evidenze necessarie a comprovare con ragionevole certezza il buon esito dell'aumento di capitale». In altre parole, toccherà alle banche (Deutsche e Intesa su tutte) prendersi la responsabilità di rendersi disponibili a un'operazione sulla quale i revisori non gettano una buona luce.
Nella relazione della società di revisione si evidenzia che «l'andamento del primo semestre, pur avendo evidenziato perdite più contenute rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio, conferma la criticità della situazione economica, finanziaria e patrimoniale della società e del gruppo». Alla luce del patrimonio netto e del rapporto debt/equity «si rende necessaria e non più dilazionabile, un'iniezione di capitale per sostenere la realizzazione del piano industriale 2005-2008». Tuttavia «pur essendo in corso le attività preparatorie per la costituzione del consorzio di garanzia non abbiamo a oggi evidenza del fatto che, pur nell'immediata prossimità dello scadere del termine di impegno, alcune condizioni poste dall'istituto finanziario per la costituzione del consorzio siano da ritenersi avverate o comunque ritenute dal predetto istituto finanziario non ostative al perfezionamento dell'operazione». Tra queste ultime, la non perfezionata intesa con un'altra primaria istituzione finanziaria che affianchi l'istituto principale, la non perfezionata costituzione di un Consorzio di Garanzia, il non perfezionato ingresso di Fintecna nel capitale di Alitalia Servizi.
Una serie di incertezze, dunque, che, concludono i revisori di Deloitte & Touche «non consente di ritenere che alla data odierna, termine per l'emissione della presente relazione, le previsioni in merito al perfezionamento dell'aumento di capitale si basino su ragionevoli presupposti».
© Copyright Il Sole 24 Ore
Epicurion November 1st, 2005, 03:35 PM Ricapitalizzazione di Alitalia Deloitte non certifica i conti
(a. bac.) Battuta d’arresto per la ricapitalizzazione di Alitalia. La società di revisione Deloitte & Touche ha reso noto di «non essere in grado di esprimere un giudizio di conformità in ordine alla relazione semestrale al 30 giugno 2005» dell’azienda di Giancarlo Cimoli (nella foto). I revisori ritengono di poter rilasciare un giudizio di conformità solo in presenza di elementi tali da «comprovare con ragionevole certezza» il buon esito dell’aumento di capitale. A questo punto la parola passa alle banche, alla cui disponibilità è legato il successo dell’operazione.
Copyright 2005 © Rcs Quotidiani Spa
gruber November 22nd, 2005, 05:27 PM Dall'inizio dell'anno la società ha perso il 40%. Il 20% è rimasto sul terreno dal 14 novembre, giorno d'inizio dell'aumento di capitale
Tonfo di Alitalia in Borsa
titolo a poco più di un euro, -12%
A pesare sulle quotazioni anche il giudizio negativo di Citigroup
MILANO - Si accentuano le perdite di Alitalia a Piazza Affari, dopo una settimana di grande sofferenza in Borsa: alla chiusura il titolo ha perso il 12%, a 1,062 euro. E segnano un nuovo crollo anche i diritti legati all'aumento di capitale, che lasciano il 51,39% a 0,482 euro. Le opzioni legate alle obbligazioni perdono il 30,85% a quota 0,0195.
Sul titolo pesano tra l'altro i giudizi negativi degli analisti di Citigroup, che ritengono sopravvalutata l'azienda in Borsa raccomandando di vendere (sell) indicando un target a 0,4 euro, rispetto ai 3 euro della precedente indicazione. Il prezzo obiettivo di Citigroup è la metà del prezzo al quale vengono offerti in opzione i nuovi titoli Alitalia legati all'aumento di capitale in corso. La banca d'affari americana, spiega l'agenzia Bloomberg, considera in particolare troppo ottimistiche le premesse del piano di rilancio della compagnia di bandiera.
Dall'inizio dell'anno Alitalia ha perso il 40% del suo valore, un trend che, secondo gli esperti, è destinato a proseguire. Ma è soprattutto da lunedì 14 novembre, giorno in cui è iniziato l'aumento di capitale necessario al rilancio della società, che i titoli dell'aviolinea hanno lasciato sul terreno oltre il 20% del proprio valore, risentendo tanto dell'operazione in corso (il prezzo delle nuove azioni offerte è molto più basso dei corsi di borsa: le nuove azioni valgono 0,80 euro l'una e vengono offerte 13 azioni ogni due possedute o ogni 60 obbligazioni convertibili), che dell'incertezza sul futuro della compagnia.
(22 novembre 2005)
Epicurion November 22nd, 2005, 05:41 PM hmmm, a pochi mesi dalle elezioni qualcosa si inventeranno...e troveranno qualche cavillo per aggirare i paletti di Bruxelles...
capitan harlock November 22nd, 2005, 05:41 PM quanti dipendenti ha alitalia?
Epicurion November 22nd, 2005, 05:44 PM quanti dipendenti ha alitalia?troppi.
capitan harlock November 22nd, 2005, 05:50 PM gia' lo so..:D
fabrik November 22nd, 2005, 05:53 PM devono cambiare il nome alla compagnia , in un mondo costellato di al zarqaui , al quaeda , al sadr ecc. la gente ha paura di volare su al italia
xymarc November 22nd, 2005, 06:18 PM devono cambiare il nome alla compagnia , in un mondo costellato di al zarqaui , al quaeda , al sadr ecc. la gente ha paura di volare su al italia
:hahaha: :lol: :applause: :applause:
gruber November 22nd, 2005, 06:21 PM Devono lasciarla fallire, come Sabena a Swiss.
mandare a casa migliaia di dipendenti inutili e iperprivilegiati e ripartire da zero.
lasciando oltretutto liberi gli slots gli aeroporti Italiani verrebbero immediatamente invasi da compagnie straniere che fornirebbero lo stesso servizio di Alitalia a prezzi mediamente migliori e servizio MOLTO migliore!
purtroppo non c'è il coraggio....in qualche modo la salveranno per l'ennesima volta con i nostri soldi!
Sonic from Padova November 22nd, 2005, 06:22 PM Bene, l'economia và alla grande!
Federicoft November 22nd, 2005, 08:15 PM Devono lasciarla fallire, come Sabena a Swiss.
mandare a casa migliaia di dipendenti inutili e iperprivilegiati e ripartire da zero.
purtroppo non c'è il coraggio....in qualche modo la salveranno per l'ennesima volta con i nostri soldi!
Massì, che fallisca pure la nostra compagnia di bandiera, tanto ci sono Air France e Lufthansa pronte a spartirsi il mercato italiano.
I nostri soldi? Perché mi viene da ridere?
L'Alitalia è stata gestita per decenni in modo scellerato. È servita come serbatoio di voti, è servita alla politica, di destra e di sinistra, per i suoi affari più turpi. E adesso che cosa si vuole far credere? Che i problemi in Alitalia sono i dipendenti? Che il male da estirpare sono le sue migliaia di assenteisti nullafacenti?
Sono figlio e nipote di dipendenti Alitalia e la sua realtà la conosco fin troppo bene. Vorrei sapere a quali privilegi alludi, quale arruffapopoli ti ha raccontato queste idiozie, che visione hai su questa realtà che coinvolge ventimila lavoratori. Lo sai che in Alitalia esiste un livello di precariato che ha raggiunto ormai livelli insostenibili? Lo sai che esiste il lavoro interinale, i contratti a tempo determinato, i contratti a progetto, l'uso selvaggio dell'outsourcing? Esistono realtà di cui nessuno parla, ma sono realtà tutt'altro che privilegiate, fidati.
I contribuenti dovrebbero inc...arsi per tutti i soldi che sono stati stanziati per quell'assurdità che chiamano ponte sullo stretto, non per quelli destinati a salvare un pezzo fondamentale dell'economia italiana: il trasporto aereo.
fcom1 November 22nd, 2005, 08:15 PM Perchè non la finiscono con Alitalia? Le pezze sono già troppe e nonostante ciò ci si ostina a mandare avanti il tutto...
Epicurion November 23rd, 2005, 08:33 AM L’effetto aumento di capitale e lo studio di Citigroup. Sciopero, venerdì cancellati 230 voli
Alitalia cade in Borsa e aspetta Parigi
Dall’inizio dell’anno meno 48%. Mossa di Air France. Oggi il comitato privatizzazioni
ROMA - Sarà il comitato per le privatizzazioni, che si riunisce oggi, a fissare le condizioni per la vendita del 12,4% circa dei diritti di partecipazione all’aumento di capitale dell’Alitalia che spettano al Tesoro. La cessione servirà a far scendere l’azionista pubblico, com’è già stabilito, dall’attuale 62,394% al 49,9%. E per le azioni non è difficile prevedere altre giornate difficili in borsa. Come quella di ieri. Con un volume di vendite elevatissimo e perdite che hanno sfiorato il 16%, il titolo Alitalia ha lasciato alla fine sul terreno il 13,69%, attestandosi a 1,05 euro. Dall’inizio dell’anno la flessione è stata del 47,9%, e del 30% dal solo 14 novembre, giorno dell’avvio dell’aumento di capitale da un miliardo di euro. Il crollo non poteva risparmiare i diritti, il cui valore è sceso a 0,482 euro (-51,39%), né le opzioni legate alle obbligazioni (-30,85%, fino a 0,0195 euro).
L’Associazione dei consumatori Adoc ha chiesto un intervento della Consob. Ma quello che sta accadendo poteva ritenersi in una certa misura scontato. Il prezzo di 80 centesimi per azione dell’aumento di capitale, contro una quotazione di circa 1,4 euro al momento del lancio dell’operazione, che le banche consideravano comunque sproporzionato al reale valore dell’azienda (quello congruo, secondo il consorzio di collocamento, è di 1,4 miliardi ma dopo l’aumento da un miliardo), già lasciava presagire un forte calo. L’enorme quantità di diritti presenti sul mercato, ma anche la prevista cessione di una quota consistente di quelli in mano al Tesoro, avrebbero dato, secondo gli esperti, la spallata definitiva. Sempre che il peggio sia passato. A parere di Citigroup, che non fa mistero di ritenere ottimistico il piano di Giancarlo Cimoli, il giusto valore del titolo sarebbe pari ad appena 40 centesimi. Stima che viene ovviamente giudicata inattendibile dal global coordinator Deutsche bank Italia. Certo è che la fissazione di un prezzo per l’aumento di capitale più congruo rispetto a quello che le banche ritengono il reale valore di mercato dell’Alitalia ha per gli istituti di credito un vantaggio indiscutibile: quello di allontanare il più possibile il rischio, che molti di loro paventavano, al punto da chiamarsi fuori dall’operazione, di doversi accollare l’inoptato. E se possibile, gli 80 centesimi per azione rappresentano un incentivo anche per Air France, che domani annuncerà ufficialmente la propria posizione. La compagnia guidata da Jean-Cyril Spinetta, che ha in portafoglio il 2% dell’Alitalia, ha esaminato la questione ieri in un consiglio di amministrazione senza la presenza di Cimoli, impegnato nel road show. E secondo indiscrezioni le possibilità di una partecipazione all’aumento di capitale, finora sempre esclusa (nel cui caso la compagnia francese scenderebbe allo 0,3%), diventerebbero più consistenti. A fronte di 300 milioni di utili previsti, un investimento di 20 milioni per conservare un’«opzione» su Alitalia è ritenuto sostenibile. Nel giorno dello sciopero, venerdì, Alitalia cancellerà 230 voli.
Sergio Rizzo
Copyright 2005 © Rcs Quotidiani Spa
Mr_Beat November 23rd, 2005, 08:44 AM Vorrei sapere a quali privilegi alludi, quale arruffapopoli ti ha raccontato queste idiozie, che visione hai su questa realtà che coinvolge ventimila lavoratori.
Magari all'arcinota storia che molti dipendenti romani (cioè tutti, infatti si dovrebbe chiamare "Aliroma") non ne volevano sapere di essere trasferiti in Lombardia ben contenti di fare i pendolari Roma-Malpensa con gli aerei della compagnia.
Quando un'azienda va a rotoli è sempre colpa di chi la gestisce ad alti livelli e non certo dei dipendenti, però ci siamo veramente rotti di buttare CENTINAIA DI MILIONI di Euro dentro il pozzo nero di questo carrozzone volante.
Se l'Alitalia non riesce a sopravvivere che fallisca e basta, e che ca**o!
Vitruvio November 23rd, 2005, 09:15 AM Massì, che fallisca pure la nostra compagnia di bandiera, tanto ci sono Air France e Lufthansa pronte a spartirsi il mercato italiano.
I nostri soldi? Perché mi viene da ridere?
L'Alitalia è stata gestita per decenni in modo scellerato. È servita come serbatoio di voti, è servita alla politica, di destra e di sinistra, per i suoi affari più turpi. E adesso che cosa si vuole far credere? Che i problemi in Alitalia sono i dipendenti? Che il male da estirpare sono le sue migliaia di assenteisti nullafacenti?
Sono figlio e nipote di dipendenti Alitalia e la sua realtà la conosco fin troppo bene. Vorrei sapere a quali privilegi alludi, quale arruffapopoli ti ha raccontato queste idiozie, che visione hai su questa realtà che coinvolge ventimila lavoratori. Lo sai che in Alitalia esiste un livello di precariato che ha raggiunto ormai livelli insostenibili? Lo sai che esiste il lavoro interinale, i contratti a tempo determinato, i contratti a progetto, l'uso selvaggio dell'outsourcing? Esistono realtà di cui nessuno parla, ma sono realtà tutt'altro che privilegiate, fidati.
I contribuenti dovrebbero inc...arsi per tutti i soldi che sono stati stanziati per quell'assurdità che chiamano ponte sullo stretto, non per quelli destinati a salvare un pezzo fondamentale dell'economia italiana: il trasporto aereo.
Guarda Alitalia è prorpio indifendibile!!! Non ci provare neanche, perchè se è vero che hai conoscenti e parenti che lavorano in Alitalia sai benissimo a cosa si allude quando si parla di privilegi. Ma se anche volessimo superare d'un botto la polemica privilegi potremmo parlare di una cosa che in Alitalia non conoscono:
il valore del servizio
mi spiego meglio: mi potrebbe spiegare qualcuno perche quando si sale su una aereo della nostra compagnia di bandiera, gli ospiti sembrano essere gli assistenti di volo. Queste hostess con perennemente una faccia da "FIGA INCAZZATA" che ti guardano dall'alto in basso solo perchè loro guadagnano mediamente 3 volte quello dei loro ospiti. Per non parlare del costo dei biglietti che è decisamente più alto delle altre compagnie. Per non parlare del fatto che a bordo non ti puoi lamentare del servizio perchè, come benefit sindacale, il personale viaggiante non indossa un Badge di riconoscimento. MI è capitato di fare la tratta Osaka-Milano, con gli assistenti di volo che hanno passato il tempo a leggere il giornale e a scherzare fra di loro e quando mi sono permesso di chiedere dell'acqua per il mio vicino, visto che nessuno si degnava di rispondere o di passare in cabina, mi è stato risposto se potevo servirvi da solo!!! Ho chiesto di parlare con una capocabina e questa manco si è presentata, perche per la privacy non ero tenuto a sapere la sua identità.
Ma non è finita, altro volo Alitalia, un mio compagno di viaggio prenota con largo anticipo un pasto vegetariano...arriva un insalata con bocconcini di tacchino...alla richiesta di spiegazioni la risposta è stata la seguente (roba da manuale) "cheee non o può scansà er tacchino?" (costo del biglietto €745 n.d.r.)...
Morale: "Per me volare Alitalia è una pena infinita!!! Il servizio fa schifo e se un pò di gente rimane a casa è solamente quello che si merita"
gruber November 23rd, 2005, 10:27 AM Massì, che fallisca pure la nostra compagnia di bandiera, tanto ci sono Air France e Lufthansa pronte a spartirsi il mercato italiano.
I nostri soldi? Perché mi viene da ridere?
L'Alitalia è stata gestita per decenni in modo scellerato. È servita come serbatoio di voti, è servita alla politica, di destra e di sinistra, per i suoi affari più turpi. E adesso che cosa si vuole far credere? Che i problemi in Alitalia sono i dipendenti? Che il male da estirpare sono le sue migliaia di assenteisti nullafacenti?
Sono figlio e nipote di dipendenti Alitalia e la sua realtà la conosco fin troppo bene. Vorrei sapere a quali privilegi alludi, quale arruffapopoli ti ha raccontato queste idiozie, che visione hai su questa realtà che coinvolge ventimila lavoratori. Lo sai che in Alitalia esiste un livello di precariato che ha raggiunto ormai livelli insostenibili? Lo sai che esiste il lavoro interinale, i contratti a tempo determinato, i contratti a progetto, l'uso selvaggio dell'outsourcing? Esistono realtà di cui nessuno parla, ma sono realtà tutt'altro che privilegiate, fidati.
I contribuenti dovrebbero inc...arsi per tutti i soldi che sono stati stanziati per quell'assurdità che chiamano ponte sullo stretto, non per quelli destinati a salvare un pezzo fondamentale dell'economia italiana: il trasporto aereo.
i familiari dei piloti Alitalia volano:
Moglie - GRATIS TUTTA LA VITA.
Figli - sino al pensionamento del padre pagano il 10% del valore del biglietto
dopo pagano il 50%
Stipendi dei piloti ELEVATISSIMI, ottenuti con RICATTI SINDACALI E MINACCE DI SCIOPERO ATTUATE NEGLI ULTIMI 40 ANNI.
CECITA' DI TUTTI I DIPENDENTI ALITALIA, DI TUTTI, NEL RICHIEDERE COSTANTEMENTE PER DECENNI AUMENTI INGIUSTIFICATI DI STIPENDIO, AUMENTI DELLE ORE DI FERIE E MALATTIE, DI PREBENDE INGIUSTIFICATE CHE HANNO PORTATO L'AZIENDA DA LEADER ERUOPEO DEGLI ANNI 50 E 60 A FALLIRE PER 3 VOLTE NEGLI ANNI 80 E 90.
se poi riniziamo il discordo della follia tutta politica di avere la base di armamento e la sede a 600 km dal 70% dei passeggeri.
o se vuoi parliamo del fatto che i dipendenti sono all'80 di Roma e per andare ogni giorno a lavorare a Malpensa, Linate, Torino, Venezia, Trieste, Genova...Alitalia li DEVE TRASPORTARE CON AEREI A CUI SOTTRAE BIGLIETTI, RIMETTENDOCI SOLDI A NON FINIRE.
o se vuoi possiamo parlare delle circa 400 stanze che Alitalia ha costantemente prenotate e pagate nei migliori 4 e 5 stelle di Milano per i suoi dipendenti di Roma che lavorano a Milano.
o se vuoi ri-ri-riniziamo a parlare sul come Veltroni/Rutelli/Storace e tutta la Mafia pro Fiumicino SIANO (INSIEME AI DIPENDENTI E AI SINDACATI) LA CAUSA DEL DISASTRO ALITALIA.
..o più semplicemente dato che non ne ho più voglia vai a cercarti nel forum le lunghissime discussioni che abbiamo avuto in merito, e che mi pareva ASSODATO che alla fine tutti fossimo concordi.
BTW....I CONTRIBUENTI SI INCAZZANO INVECE PERCHE' ORMAI HANNO CAPITO TUTTI CHE SE SPARISCE ALITALIA....STIAMO TUTTI MEGLIO!
PERCHE' LE TRATTE AEREE INTERNE ED ESTERNE VERREBBERO OCCUPATE E RILEVATE DA COMPAGNIE STRANIERE CHE NELLA QUASI TOTALITA' DEI CASI HANNO UN SERVIZIO MIGLIORE, PIU' EFFICENTE E MENO COSTOSO!
MA SOPRATUTTO NON GRAVA 2 VOLTE SULLE NOSTRE TASCHE!!!!!!!
PERCHE' I DIPENDENTI ALITALIA LI PAGHIAMO 3 VOLTE:
QUANDO VOLIAMO PAGANDO PREZZI FOLLI
QUANDO PAGHIAMO LE TASSE PAGANDOGLI I LORO STIPNEDI CHE SINO A 4 O 5 ANNI FA ERA DA ALTI DIRIGENTI DI MULTINAZIONALE
QUANDO LO STATO FA PRESTITI PONTE O ALTRI GIOCHETTI FINANZIARI PER RIPIANARE I DEBITI CHE ALITALIA HA DA 30 ANNI A CAUSA DEL FATTO DI ESSERE A ROMA, DI AVERE TROPPI DIPENDENTI E DI AVERE TROPPI DIPENDENTI STRAPAGATI E PRIVILEGIATI!
Vitruvio November 23rd, 2005, 06:19 PM 23 novembre 2005 ore 15.45
Alitalia, titoli a picco sotto quota un euro
C.B.
Segui l'andamento del titolo
Titoli Alitalia a picco: le azioni della compagnia di bandiera viaggiano sotto la soglia psicologica di un euro a 0,993 euro e lasciano sul parterre il 5,16% dopo aver perso ieri il 13,69% a quota 1,047 euro.
Ad arginare le perdite non è bastato l'annuncio di Air France che ha deciso di partecipare all'aumento di capitale della compagnia italiana per non diluire la propria quota. Secondo il sindacato unitario Sult il crollo dei titoli dimostra che «non esiste un vero piano industriale e si sta giocando esclusivamente a livello finanziario, che manca una seria politica delle alleanze e soprattutto che non è assolutamente individuata una precisa missione industriale». Mentre il ministro del Welfare, Roberto Maroni, punta l'indice contro gli speculatori e chiede alla Consob di accendere un faro.
Air France dice sì all'aumento. Air France-Klm partecipa alla ricapitalizzazione con un investimento di 20 milioni di euro e manterrà la propria quota del 2%. La valorizzazione complessiva della partecipazione sarà di circa 37 milioni di euro. Il numero uno della compagnia franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, ha raffreddato però le attese di un aumento della quota di Air France in Alitalia, ma ha sottolineato il carattere «stabile e ambizioso» della partnership commerciale con il gruppo italiano che risale al 2001 e che è stata rafforzata dallo scambio incrociato di quote. «Alitalia ha un piano di ristrutturazione ambizioso e il suo aumento di capitale sta avendo successo, grazie all'underwriting da parte di Deutsche Bank e Banca Intesa», ha detto il numero uno di Af-Klm. «È evidente - ha spiegato - che la nostra alleanza commerciale, ma non solo, poggia anche sul fatto che la partecipazione incrociata venga mantenuta. Dunque non andremo oltre il 2%, ma non ho mai immaginato neppure per un secondo di andare sotto il 2%, finendo allo 0,3% come sarebbe stato se non avessimo sottoscritto l'aumento. Solo ieri ho informato il consiglio di amministrazione di Alitalia di questo e ora confermo che acquisteremo i diritti preferenziali di sottoscrizione dell'aumento». Lo scorso maggio, in occasione dell'annuncio dei dati di bilancio, Spinetta aveva invece espresso l'intenzione di non aderire all'aumento di capitale.
Da Bruxelles, intanto, il Commissario ai Trasporti, Jacques Barrot, non commenta la decisione di Air France ma ribadisce che «l'importante è che ci sia la ricapitalizzazione e il rimborso degli aiuti pubblici che hanno falsato la concorrenza. Non ho ragione di pensare che l'Italia non rispetterà gli impegni presi nell'ambito del piano di ristrutturazione: ma è sempre meglio essere prudenti». Prosegue intanto l'iter che porterà alla discesa del Tesoro nell'azionariato della compagnia italiana dall'attuale 62,3% al di sotto del 50%. Il tema è infatti all'ordine del giorno del Comitato per le Privatizzazioni che si riunisce oggi.
Sale l'utile del vettore franco-olandese nonostante il caro-carburante. La compagnia aerea ha chiuso il primo semestre 2005-2006 con segno positivo, registrando un utile netto in rialzo del 17% a 829 milioni di euro e un risultato operativo in crescita del 46,5% a 750 milioni nonostante l'aumento del 30% dei costi del carburante che hanno pesato per 1,7 miliardi. Nel solo secondo trimestre (terminato il 30 settembre) l'utile netto è stato di 717 milioni contro 195 milioni di un anno prima, grazie anche alla plusvalenza netta per 419 milioni proveniente dalla cessione della quota nel sistema di prenotazione Amadeus. Il risultato operativo trimestrale è salito del 56% a 528 milioni. Il fatturato è salito del 7,9% a 10,8 miliardi nel semestre e del 10,2% a 5,6 miliardi nel secondo trimestre. In calo l'indebitamento a 4,71 miliardi rispetto ai 5,64 miliardi dei sei mesi precedenti.
«La fusione tra Air France e Klm si rivela sempre più un successo. Il rafforzamento delle sinergie, combinate a una politica di stretto controllo dei costi permette di migliorare la redditività del gruppo», ha commentato il presidente Jean-Cyril Spinetta. Nel secondo semestre 2005-2006 la compagnia aerea punta a «un risultato operativo nettamente positivo, rinforzando i risultati della prima parte dell'anno».
Federicoft November 23rd, 2005, 07:55 PM Tanto ragionare per luoghi comuni, pochi fatti. Quei pochi anche sbagliati. Abbiate la cortesia di ascoltare chi ci è dentro fino al collo, e tuttavia non avrebbe la minima ragione di difendere aprioristicamente l'Alitalia.
I biglietti scontati per i dipendenti, il coniuge ed i figli sono previsti da tutte le compagnie aeree mondiali facenti parte della Iata (l'Ente Sovranazionale per l'Aviazione Civile), e con le stesse modalità: 10% più tasse aeroportuali. Non gratis.
Una base di armamento è stata aperta anche a Malpensa. Gli articoli che avete spulciato su Google sono vecchi di qualche mese, spiacente. Sul fatto che l'hub debba essere uno, non ci piove. Che debba essere Malpensa (dove non c'è mai stato, dove c'è concorrenza interna di un altro aeroporto, dove ci sono vincoli infrastrutturali ed ambientali) non è affatto scontato.
Il problema principale è solo ed unicamente che l'Alitalia è stata per cinquant'anni al servizio della politica. Però adesso si è deciso che così non va più bene, che così non si può andare avanti, e tutte le colpe vengono fatte ricadere su di lei e su chi ci lavora. Eh no miei cari, io non ci sto.
L'Alitalia non è un covo di nullafacenti assenteisti. Questo è ciò che la vulgata vuol far credere, e alla fine transitando sulle bocche dei disonformati acquista vita propria. In Alitalia il costo del lavoro è paragonabile a quello di tutte le grandi compagnie mondiali. Minore di quello di Air France. L'unico settore squilibrato è quello dei piloti, che lavorano meno dei colleghi europei guadagnando lo stesso. Per il resto -queste analisi basate sul nulla spinto mi danno veramente noia- NESSUNO può ridire alcunché sui suoi dipendenti e sui loro stipendi senza avere la più pallida idea della situazione reale. In-for-ma-te-vi! Venite a parlare con le decine di ingegneri ventiseienni assunti alla Manutenzione di Fiumicino con contratti a tempo determinato da 1300 euro al mese! Chiedete per chi lavora e quanto guadagna l'operatrice del centralino, la prossima volta che fate un biglietto! Altro che multinazionali.
Della politicizzazione che continua imperterrita nessuno parla, invece. Politicizzazione è quando (giugno 2001) un ministro degli Interni pretende l'apertura di un collegamento diretto tra Roma e la sua città natale, e la pretesa viene accolta.
Eh no, sentenziano gli improvvisati esperti di aviazione civile. Il vero problema di Alitalia è che diecimila dipendenti della Manutenzione e dell'Amministrazione hanno rifiutato da un giorno all'altro di trasferirsi da Fiumicino a Malpensa. Oppure che ha ancora remore ad abbandonare di colpo un aeroporto che per decenni è stata la sua unica certezza per trasferire tutto in un altro che non ne ha mai voluto sapere di funzionare a dovere.
Ma rimanete pure con le vostre convinzioni. Il giorno in cui salendo su un Fiumicino-Malpensa vi augureranno "guten abend", vedremo chi ci avrà guadagnato.
Vitruvio November 23rd, 2005, 10:47 PM Scusa Federicroft, ma riesco a condividere veramente poco di ciò che scrivi. Forse ci sei talmente dentro che certe cose non ti stupiscono più. Guarda torno adesso da una cena con tre amici che sono assistenti di volo Alitalia, e ti assicuro che tutte le volte che parlano scopro qualcosa di allucinante. Uno di loro nelle lunghe pause che c'erano (fino a pochi mesi fa, ora non più) tra un volo e l'altro (soste che non avevano paragoni al mondo) è riuscito a laurearsi in lingue. A tempo perso. E POI IL SERVIZIO E' PESSIMO!!! Non luoghi comuni, ma dati di fatto. Se poi vogliamo scendere nello specifico e dire che non tutti sono così, che c'è gente seria e con la testa sulle spalle, sono d'accordo, ma ripeto e straripeto che il servizio e inaccettabile!!!
Federicoft November 23rd, 2005, 11:33 PM Il servizio è inaccettabile? E chi lo certifica? Dove sta scritto?
Il servizio Alitalia è uguale a quello delle altre compagnie europee, ovvero niente, e superiore a quello delle compagnie americane, ovvero meno che niente. Di che altro servizio parli? Alla Lufthansa consegnano meglio il giornale? Sui voli Air France è migliore la qualità degli annunci sonori? Con l'Iberia la plastica dei vassoi della carne precotta è migliore? Mah.
Pavlvs November 23rd, 2005, 11:38 PM Da una parte la crisi delle compagnie aeree, dall'altra gli utili in crescita di Linate, Malpensa e Fiumicino. Al punto che British Airports e Goldman Sachs pensano di...
Alitalia in bilico, Gandalf, Azzurra e Minerva fallite. La Volare, in amministrazione controllata, vivacchia con qualche aereo e qualche slot residuo. La Meridiana vagheggia un cavaliere bianco, l'Air One aspetta l'intervento della Lufthansa come un messia. Eurofly, Blu Panorama e Livingstone fino a qualche mese fa se la passavano un po' meglio organizzando voli charter, poi sono arrivati lo tsunami nel Sud-Est asiatico, i terroristi a Sharm el Sheik e il ciclone a Cancun e ora boccheggiano anch'esse. Sintetizza a Panorama Fausto Cereti, ex presidente dell'Alitalia: «Nel giro di due o tre anni non ci sarà più un solo vettore aereo nazionale autonomo».
Gli aeroporti italiani, invece, non sono mai stati così bene. Chiudono i bilanci in attivo, aumentano il traffico, progettano espansioni e sono economicamente interessanti al punto da essere oggetto in queste settimane di un risiko accanito. Nel 2004 gli utili del sistema aeroportuale hanno toccato i 77,5 milioni di euro, per il 61 per cento realizzati dalle due società maggiori, Sea (Malpensa e Linate) e Adr (Fiumicino e Ciampino), il resto praticamente da tutti gli scali di un certo rilievo come Torino, Bergamo, Verona, Treviso, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Pisa, Napoli, Bari, Palermo, Catania.
Dal 1991 al 2004 i passeggeri sono più che raddoppiati, da 46 milioni a oltre 100, con un tasso di crescita medio annuo del 6,6 per cento, superiore a quello di qualsiasi altro tipo di trasporto, mentre l'Eurocontrol prevede che la cuccagna continuerà almeno fino al 2010, quando i passeggeri saranno 132 milioni. In vista di questi traguardi, per gli scali sono stati avviati progetti di ammodernamento ed espansione per un importo di 543 milioni di euro che si aggiungono ai circa 124 di lavori ultimati nel 2002 e 2003.
Per il controllo del 33 per cento di Sea si fanno avanti quattro titolati pretendenti stranieri: British Airports authority, che dal 1997 è già presente nell'aeroporto di Napoli Capodichino; i fondi infrastrutture Goldman Sachs e l'australiano Babcock e Brown; la tedesca Hochtief airport già attiva ad Amburgo, Düsseldorf, Atene, Tirana e Sydney.
La Save di Venezia guidata da Enrico Marchi gode di così buona salute da tentare l'ingresso da protagonista in Aeroporti di Roma magari a fianco degli australiani della Macquarie Bank. In risposta gli attuali azionisti di riferimento dell'Adr, la famiglia Romiti, si alleano con il fondo Clessidra di Claudio Sposito e i Benetton, già presenti con la Edizione holding negli aeroporti di Firenze Peretola e Torino Caselle.
C'è un rapporto diretto tra le difficoltà delle compagnie e l'interesse intorno agli scali? «Assolutamente no» risponde deciso Giovanni Maniscalco, presidente della confindustriale Assaeroporti. «Le compagnie italiane sono in difficoltà non per colpa nostra ma perché prive di una strategia valida e logorate da guerricciole fratricide, provinciali e di retroguardia. Ora ci accusano di praticare tariffe elevate, ma a Fiumicino, per esempio, sono più basse del 46 per cento della media europea».
All'Assaereo, l'organizzazione delle compagnie aeree, anch'essa aderente alla Confindustria, sono di parere opposto. Spiega il segretario Cesare Stumpo: «Non c'è dubbio che le compagnie italiane abbiano le loro responsabilità, ma le pretese degli aeroporti hanno contribuito a spingerle verso il baratro con tariffe spesso molto elevate, sempre poco trasparenti, e con balzelli tipo le royalty sul carburante costate in 5 anni ai vettori la bellezza di 120 milioni di euro.
Per non strangolare passeggeri e compagnie le società aeroportuali avrebbero dovuto puntare sul non aviation (ristoranti, bar, parcheggi, negozi), invece la quota di ricavi per queste voci in Italia resta al 30 per cento del totale, mentre in Europa è al 70. E chi dovrebbe intervenire e porre freni e regole, cioè l'Enac, l'ente nazionale dell'aviazione civile, lascia fare e sembra distratto».
UNA TORTA CHE FA GOLA
Gli utili degli aeroporti nel 2004
77,4 milioni di euro utili del settore aeroporti nel 2004, di cui:
47,3 milioni a Fiumicino - Ciampino e Linate - Malpensa;
26,5 milioni a Venezia, Napoli, Catania, Palermo, Bologna, Torino, Bergamo, Verona, Cagliari, Bari e Pisa;
3,6 milioni a Olbia, Firenze, Genova, Lamezia, Treviso.
QUANTO COSTA IL CARBURANTE
MALPENSA 8,16 euro
FIUMICINO 7,20 euro
LINATE 8,16 euro
VENEZIA 7,68 euro
NAPOLI 8,16 euro
TORINO 8,53 euro
FIRENZE 9,91 euro
BOLOGNA 5,80 euro
PALERMO 5,80 euro
In Europa la media è di 3,22 euro per metro cubo (fonte Assaereo su dati Iata)
Vitruvio November 24th, 2005, 09:21 AM Il servizio è inaccettabile? E chi lo certifica? Dove sta scritto?
Il servizio Alitalia è uguale a quello delle altre compagnie europee, ovvero niente, e superiore a quello delle compagnie americane, ovvero meno che niente. Di che altro servizio parli? Alla Lufthansa consegnano meglio il giornale? Sui voli Air France è migliore la qualità degli annunci sonori? Con l'Iberia la plastica dei vassoi della carne precotta è migliore? Mah.
IL SERVIZIO LO CERTIFICA IL GIUDICE PIU' IMPARZIALE E AUTOREVOLE:
IL CLIENTE
Probabilmente, lo sto solo supponendo, avendo parenti in Alitalia godrai del "Biglietto gratuito o quasi" di cui godono i dipendenti e probabilmente non hai mai volato con JAL o Emirates o con la Cathay Pacific... ti assicuro che la differenza è lampante!!! Provare per credere. E poi se proprio vogliamo scendere nel tecnico ogni anno vengono stilate delle classifiche con i servizi a bordo, quindi qualcuno il servizio offerto lo certifica eccome!!!
Turnpike November 24th, 2005, 10:01 AM Alla Lufthansa consegnano meglio il giornale? Sui voli Air France è migliore la qualità degli annunci sonori? Con l'Iberia la plastica dei vassoi della carne precotta è migliore? Mah.
Per dirne solo una, su lufthansa, KLM, Air France, le assistenti di volo non sghignazzano, non schiamazzano e non ciaccolano metà del tempo tra di loro in romanesco (niente contro il dialetto romano che io adoro peraltro).
Evidentemente se lo possono permettere visto che su un MD80 Alitalia ci sono 4 flight assistent contro 2 di un Airbus 320 Lufthansa.
gruber November 24th, 2005, 10:15 AM ho volato con alcune dozzine di compagnie aeree.
credo di aver preso alcune centinaia di voli aerei in vita mia e ancor adesso, pur avendo ridotto i viaggi, ne prendo una ventina all'anno.
come minimo, tra lavoro e svago.
appena posso NON volo Alitalia, questa da fine anni 80, primi anni 90.
però ogni tanto mi tocca, perchè non ho alternative.
il problema Alitalia però non è nei voli Milano-Roma o Roma-Venezia.
è sugli Intercontinentali.
la DIFFERENZA SOSTANZIALE sta lì.
quando passi 15, 18, 20 ore in aereo e ti devasti gli zebedei dalla noia!
forse non hai mai volato con Cathay, con Singapore, con Malaysian, o forse nemmeno con AirFrance o Lufthansa, o con Air New Zealand...
provale, ma provale sugli intercontinentali.
e vedi la DIFFERENZA ABISSALE E ABNORME di comportamente e cortesia dell'equipaggio, della velocità di servizio, della puntualità media, del fatto di arrivare quasi sempre in un Terminal non a 8 km a piedi dall'uscita dell'aeroporto (cosa che avviene SEMPRE con ALitalia che è sempre nel terminal più sfigato e lontano per risparmiare!), vedi quante volte ti capitano Scioperi o Agitazioni che ti cancellano il volo.
ma sopratutto te ne accorgi dal costo del biglietto.
detto ciò....sinceramente a me non me ne fotte niente se l'Ing di 28 anni è precario e guadagna 1300 euro al mese!
N O N M E N E F O T T E N I E N T E.
se lui è scontento del suo lavoro...me ne fotte ancora meno.
io con Alitalia STRAPAGO i biglietti, GLI PAGO LO STIPENDIO e vengo trattato di merda perchè lui o l'assistente sono scontenti?
ma vaffanculo! volo con altre compagnie!
risparmio e non trovo scortesia e maleducazione!
il precariato c'è ovunque, c'è gente che LAVORA IL DOPPIO dei dipendeti Alitalia, magari come OPERAIO, guadagna MENO, ma non rompe i coglioni con scioperi e non è scortese come un gorilla incazzato.
Alitalia è fallita non per i motivi Politici che paventi tu.
no!
Alitalia è fallita per un motivo che qui abbiamo analizzato e spulciato 20 volte.
E CHE E' INCONTESTABILE.
ALITALIA E' FALLITA PERCHE' IL SUO BACINO D'UTENZA CHE COPRE PIU' DEL 70% DEI SUOI BIGLIETTI VENDUTI (OGGI - NEGLI ANNI 60-70-80 IL BACINO ERA OLTRE ALL'80 E 90%) E' NEL NORD ITALIA.
E SEGNATAMENTE IN 3 REGIONI: LOMBARDIA, PIEMONTE E VENETO.
E ALITALIA CON L'HUB A ROMA HA PERSO LA QUASI TOTALITA' DEI CLIENTI DEL NORD. VIVENDO PRATICAMENTE SOLO DEL MONOPOLIO MILANO-ROMA.
AL NORD PERCHE' TUTTI VOLIAMO CON COMPAGNIE STRANIERE????
non te lo sei mai chiesto?
secondo te perchè Alitalia ha voluto Malpensa 2000.
Alitalia l'ha voluto...mica la Lega o il Berlusca!
per SOPRAVVIVERE.
perchè dopo 40 anni hanno capito che stare a Roma è una minchiata in temrini economici.
perchè perdono il mercato di chi vola in Italia che non è ne a Roma ne nel Sud.
ma nel Nord Italia.
l'hanno capito, hanno costruito Malpensa, di merda, perchè è un aeroporto orrendo, ma la Mafia Politica ha affossato Alitalia....e sai come....TENENDO 2 HUB!
non c'è stato il coraggio politico di ridurre Fiumicino a grosso aeroporto internazionale, dedicato al turismo nel centro-sud Italia e collegato con navette frequenti all'Hub di Malpensa.
ora abbiamo 2 Hub che si fanno guerra e concorrenza e Alitalia crepa un'altra volta.
i dipendenti MIOPI E CIECHI preferiscono fallire piuttosto che trasferisi di sede!
bene....cazzi loro, falliscano.
io tanto se NON c'è Alitalia non ci perdo niente, anzi...CI GUADAGNO!
non pago loro gli stipendi!
bigjim33 November 24th, 2005, 10:32 AM su un MD80 Alitalia ci sono 4 flight assistent contro 2 di un Airbus 320 Lufthansa.
questo semplicemente non è possibile per alcune elementari ed imprescindibili regole di sicurezza che non sto a ricordare
fabrik November 24th, 2005, 10:40 AM visto che quasi tutti i clienti stanno al nord mi sembra strano che la lega non sponsorizzi la creazione di una air padania
bigjim33 November 24th, 2005, 10:46 AM "cheee non o può scansà er tacchino?"
straROTFL!!!!!
:rofl:
Vitruvio November 24th, 2005, 11:31 AM questo semplicemente non è possibile per alcune elementari ed imprescindibili regole di sicurezza che non sto a ricordare
Appena chiamato mio amico capocabina:
in Alitalia gli equipaggi sono cosi
MD80 = assistenti di volo 4
A320 = assistenti di volo 3
ma ripeto in Alitalia, anche se mi dice che le regole in altri paesi potrebbero differire leggermente.
gruber November 24th, 2005, 11:33 AM visto che quasi tutti i clienti stanno al nord mi sembra strano che la lega non sponsorizzi la creazione di una air padania
l'ha proposta Formigoni l'anno scorso.
ma francamente è irrealizzabile. non ci sono i soldi. guarda Air Sicilia e altre compagnie regionali....tutte fallite!
un mio vecchio compagno di università era tra i 3 fondatori della Gandalf Airlines.
un bagno di sangue! e alla fine è fallita.
le compagnie devono essere grosse, enormi.
e devono in primis fornire un buon servizio sugli intercontinentali e rapidi e buoni voli interni.
Alitalia è incapace su entrmabi i fronti.
ci sono settimane e settimane di scioperi ogni anno. personale maleducato, servizio inefficiente, ritardi, praticamente fuori dall'Europa non ha volato per tuti gli anni 90....
Air France, Lufthansa, British, Iberia....come mai invece ce la fanno?
semplice.
1 Hub posto nel punto dove ci sono gli utenti.
non a 600 km!!!!
servizio efficiente, cortese e prezzi che valgono il biglietto.
e volano da tutte le parti o quasi.
Alitalia è l'esatto opposto! in tutto!!!
Turnpike November 24th, 2005, 11:36 AM Vi faccio un esempio pratico tariffario.
Nell'organizzare un viaggio incentive a Lanzarote, per i clienti del sud Italia, ho due alternative:
farli partire da Malpensa con quelli del nord con volo charter Neos oppure da Bologna con volo charter Blu Panorama.
Ho 60 clienti che partono dal sud di cui 25 da Catania e la situazione si presenta in questi termini
ALITALIA
1. AZ 1728 Y 26FEB CTAMXP HS1 1730 1930
2. AZ 1731 Y 06MAR MXPCTA HS1 2110 2305
€ 173,00 ATTUALMENTE + DIRITTI AGENZIA AGENZIA
MERIDIANA
1. IG 697 N 26FEB CTABLQ HS1 1830 2010
2. IG 694 N 06MAR BLQCTA HS1 2110 2240
€ 119,00 ATTUALMEMTE + DIRITTI AGENZIA
Il fatto che Bologna sia leggermente più vicina a CT, voi sapete meglio di me, non fa la differenza tariffaria e a me conviene farli volare Meridiana su Bologna piuttosto che Alitalia su MXP.
Federicoft November 24th, 2005, 12:18 PM Bennato cantava "non farti cadere le braccia". Mica è facile.
Quante esperienze di volo avete e su quali compagnie aeree avete viaggiato ce lo potete mettere in una discussione tra incompetenti. Che si conosca minimamente il mondo dell'aviazione prima di affrontare certi argomenti è una cosa che io do per scontata. Non sempre faccio bene, me ne rendo conto. Anche io ho centinaia di esperienze di volo con tutte le compagnia aeree del mondo, e so bene in quanto il servizio Alitalia differisca dal servizio di una qualunque Air France o Iberia (in nulla) o nel servizio di una Delta o American (è assai migliore quello AZ) o nel servizio di una Cathay Pacific o Thai (è assai peggiore), certo non ho bisogno di qualcuno che me lo venga a spiegare.
In tutti i casi. Visto che distogliervi dalle vostre ferree certezze sulla scortesia degli equipaggi e sulla nullafacenza dei dipendenti è impossibile (secondo me ci vuole solo una gran dose di parzialità, ma se la vostra opinione è che con Alitalia vi trattano a pesci in faccia e sulle altre compagnie offrono chissà quali servizi, mi rendo conto di non poterci far nulla), ripeto solo per l'ennesima volta un piccolo dettaglio. Alitalia non ha mai avuto la possibilità di decidere autonomamente per sé ed il suo futuro. Se fosse stato solo per lei, sarebbe rimasta a Fiumicino. Che è la sua unica certezza da quaranta anni, ripeto.
Invece il trasferimento a Malpensa non è stata una scelta aziendale (beata l'ingenuità), ma meramente politica. Alitalia con Malpensa ha perso milioni di euro: per la creazione di un nuovo hub dove prima non c'è mai stato; per le sue deficienze tecniche (due piste), infrastrutturali (lontano e mal collegato), meteorologiche; per i vincoli ambientali ed urbanistici e le proteste di ogni sorta che hanno interessato tale spostamento; per la concorrenza interna di Linate; per il fatto che non si è verificata una soddisfacente risposta in termini di traffico. Al contrario Fiumicino è un aeroporto tecnicamente irreprensibile, più grande, vicino alla Città e ben collegato, in grande espansione, verso cui operano compagnie da tutti i continenti e in cui Alitalia ha quote di traffico da difendere.
Ergo, la nostra compagnia di bandiera - se solo i suoi presidenti non fossero stati dei politici - si sarebbe risparmiata volentieri tutto questo, puntando sull'aeroporto in cui è basata gran parte del suo personale, tutti gli uffici amministrativi e le aree tecniche, le sue maggiori quote di mercato e la sua clientela più fedele. Non è affatto sacrilego, e chi ha una MINIMA dimestichezza con l'aviazione civile ed il concetto di hub sa bene che la sua localizzazione deborda ampiamente da una mera constatazione di quale sia l'area geografica che produce più traffico. Voi, ad esempio, certamente non sapete che la maggiore compagnia aerea mondiale ha il suo hub principale a Fort Worth. E che il più trafficato aeroporto del mondo è quello di Atlanta.
Sulle altre sciocchezze (puro sentenziare su cose di cui non si conosce minimamente il funzionamento) faccio finta di non aver letto.
Solo così, en passant sono troppo tentato di commentarne una...
"Evidentemente se lo possono permettere visto che su un MD80 Alitalia ci sono 4 flight assistent contro 2 di un Airbus 320 Lufthansa."
No, spiacente. Sono quattro contro tre. E solo perché la legge prevede un assistente di volo ogni 50 passeggeri, non per vezzo Alitalia.
Epicurion November 24th, 2005, 12:31 PM il giudizio più imparziale e disinteressato su Alitalia viene dal mercato: AZ è un'insulsa compagnia regionale sull'orlo del suo quinto o sesto fallimento; BA, AF-KLM, Lufthansa, ecc. sono carrier globali in forte espansione e con un andamento finanziario invidiabile. punto.
Federicoft November 24th, 2005, 12:44 PM Calma, amico: credo tu ti sia perso qualche passaggio.
Si stava per l'appunto discutendo del perché di tale situazione: qualcuno aveva una idea, io ne avevo un'altra. Fortunatamente i termini ed i toni che hai scelto di utilizzare mi risparmiano la fatica di risponderti seriamente. punto (bel modo di fare conversazione, lo ammetto).
gruber November 24th, 2005, 12:55 PM la distanza tra Malpensa e Fiumicino con i centri città sono praticamente identiche.
di pochi superiore quella di Malpensa.
entrambe collegate con Autostrada e Treno EXP.
c'è una differenza sostanziale, che tu neghi o non conosci.
Malpensa nel raggio di 80 km dal suo centro ha circa 9 Milioni di possibili passeggeri che sono quelli che più volano in Italia.
Fiumicino nel raggio di 80 km ha meno di 4 Milioni di persone.
non per niente Alitalia rimanendo a Roma è fallita 4 volte!
la dimostrazione è tutta qui.
non confondere poi Dallas/FW e Atlanta con gli Hub intesi in modo Europeo.
c'è una ABNORME differenza tra USA ed Europa.
se infati sommi i movimenti e i passeggeri di La Guardia+Newark+JFK, il primo polo aeroportuale degli Usa è ovviamente New York, città più grande e con il maggior numero di possibili passeggeri.
Atlanta è un mero Hub geografico. così come Dallas/FW.
situazione che si ripresenta a Francoforte.
tutto il resto del mondo ha l'Hub dove ci sono i passeggeri, non a 600 km!
tenendo poi conto che il nord Italia è più vicino o quasi a Monaco, Nizza, Parigi, Amsterdam, Zurigo,...rispetto a Roma...è stata una pirlata spostare Alitalia a Roma.
eh già...tu forse non lo sai ma l'Hub dell'Italia era Linate sino ai primi anni 70 con gli intercontinentali a Malpensa!
poi è stato spostato a Fiumicino per MERA SCELTA POLITICA, perchè in Italia tutto deve stare a Roma per meglio lottizzarlo, spartire i posti di lavoro in cambio di voti e controllaro politicamente.....E GUARDA CASO ALITALIA FALLISCE OGNI 5, 6 ANNI!
ma non ha proprio dubbi????
mah.
Eleinad November 24th, 2005, 12:55 PM Federicoft, ma è possibile che tutti i tuoi ragionamenti siano sempre basati sul dualismo Roma-Milano? E che ogni volta che si parla di tale dualismo Roma vince - Milano merda senza se e senza ma? Venire a difendere le logiche di mercato che dovrebbero privileggiare Fiumicino su Malpensa come hub è allucinante! Soprattutto per chi come te si da l'alone dell'esperto del mondo aeronautico!
Comunque solo per tua informazione un 26ienne che guadagna 1.300 euro netti al mese non è uno sfruttato, aggiornati sulle dinamiche del mondo del lavoro... Non è mica uno di quelle decine di migliaia di laureati che fanno uno stage (parliamo di gente di 26 anni) non retribuito e senza buoni pasto!
Epicurion November 24th, 2005, 12:58 PM Calma, amico: credo tu ti sia perso qualche passaggio.
Si stava per l'appunto discutendo del perché di tale situazione: qualcuno aveva una idea, io ne avevo un'altra. Fortunatamente i termini ed i toni che hai scelto di utilizzare mi risparmiano la fatica di risponderti seriamente. punto (bel modo di fare conversazione, lo ammetto).quale idea, che la crisi Alitalia è dovuta all'apertura di Malpensa? sei serio? tuo papà non ti ha mai detto che i guai finanziari di Alitalia sono cominciati ben prima del '98? e cmq, qui si stava parlando non delle cause della crisi Alitalia, ma del servizio offerto dalla compagnia. tu dici che è in linea con quello degli altri carrier, altri sostengono che è di molto inferiore. io ho semplicemente fatto notare che il giudizio più imparziale e disinteressato arriva dal mercato: se vale, gli utenti premiano l'azienda volando con essa e gli investitori puntano su di essa; se invece utenti ed investitori le voltano le spalle (come è avvenuto innegabilmente per AZ), significa che il servizio da essa offerto non è all'altezza.
Vitruvio November 24th, 2005, 12:59 PM Bennato cantava "non farti cadere le braccia". Mica è facile.
Invece il trasferimento a Malpensa non è stata una scelta aziendale (beata l'ingenuità), ma meramente politica. Alitalia con Malpensa ha perso milioni di euro: per la creazione di un nuovo hub dove prima non c'è mai stato; per le sue deficienze tecniche (due piste), infrastrutturali (lontano e mal collegato), meteorologiche; per i vincoli ambientali ed urbanistici e le proteste di ogni sorta che hanno interessato tale spostamento; per la concorrenza interna di Linate; per il fatto che non si è verificata una soddisfacente risposta in termini di traffico. Al contrario Fiumicino è un aeroporto tecnicamente irreprensibile, più grande, vicino alla Città e ben collegato, in grande espansione, verso cui operano compagnie da tutti i continenti e in cui Alitalia ha quote di traffico da difendere.
.
Circa il fatto che prima di Malpensa 2000, se ancora vogliamo chiamarla così, non ci fosse nulla e che l'aeroporto sia spuntato dal cilindro, mi fa abbastanza riflettere sulle conoscenze di aviazione civile che possiedi. Circa l'irreprensibilità delle dotazioni tecniche di Fiumicino ci andrei piano, infatti non più tardi di una settimana fa prorpio Cimoli si lamentava del fatto che appena arriva un temporale le piste si bloccano. Se poi ci mettiamo ancora il fattore nebbia forse se controlliamo quanti giorni ha chiuso MXP e quanto FCO, qualcuno potrebbe avere delle sorprese. Chiudendo, dico che, se veramente MXP è nata per un capriccio, qualcuno mi deve spiegare la sua espansione esponenziale.
gruber November 24th, 2005, 01:07 PM Il destino aeronautico di Malpensa, e più in generale della brughiera gallaratese, era stato segnato già attorno al 1910 dagli esperimenti di Giovanni Agusta e di Gianni Caproni, che vi avevano fatto volare i loro prototipi, e si era andato rafforzando con una serie di attrezzature militari sorte su aree demaniali attorno alle Cascine Costa e Malpensa.
Durante la Prima Guerra Mondiale, Malpensa era divenuta una importante scuola di volo e nel corso del tempo, gli iniziali otto hangars di Cascina Costa e i dodici sorti in località Malpensa erano stati modificati ed ampliati sino a costituire una base importante della Regia Aeronautica; in ogni caso non si deve immaginare la presenza di chi sa quali infrastrutture, in quanto come per molti degli aeroporti militari di quel tempo, si trattava solo di una vasta area livellata, tenuta a prato, dalla quale gli aeroplani potevano decollare nella direzione più opportuna a seconda del vento. Caduto in mani tedesche dopo l’armistizio del 1943, il campo di Malpensa fu oggetto di notevoli lavori e vi fu realizzata una pista in asfalto e calcestruzzo, che fu assai danneggiata dai bombardamenti alleati nelle ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale.
Finita la guerra, i lombardi dovettero dedicarsi ai compiti più urgenti della ricostruzione. Inoltre le attività aeronautiche erano pesantemente limitate dalle condizioni imposte dalla Resa, ma dopo l’entrata in vigore del Trattato di Pace nel 1947, per iniziativa della società aerea belga Sabena e di un gruppo di imprenditori di Busto Arsizio fu attivato un collegamento aereo verso Bruxelles, che riallacciò la Valle Padana e Milano alla rete aerea europea. I voli anticiparono i tempi di una attività che l'aeroporto di Linate per la sua eccessiva vicinanza alla città sembrava non avrebbe mai potuto svolgere; decolli e atterraggi avvenivano dalla pista erbosa dell’ex aeroporto militare di Lonate Pozzolo, molto vicino a quello di Malpensa, che per concessione statale fu riaperta all'attività civile.
Da quel primo tentativo si passò nel 1948, su proposta dell’architetto milanese De Finetti, alla costituzione della società “Aeroporto di Busto Arsizio S.p.a.- Aeroporto Intercontinentale della Malpensa”, che si fece carico della riparazione e riattivazione della pista in cemento di 2000 metri per 60 con orientamento sud-est nord-ovest, danneggiata durante la guerra.
L’area di Malpensa fu preferita a quella di Lonate Pozzolo, per la presenza della pista in cemento (anche se danneggiata), che non esisteva invece a Lonate, e che ormai diveniva indispensabile per l’atterraggio dei più moderni, e pesanti, velivoli civili. In quest’ultima area si sarebbe in prospettiva potuto avere migliori possibilità di futuri ampliamenti, ma la scarsità di risorse disponibili rendeva allora impossibile iniziare da zero la costruzione di nuove piste.
La Società cercò subito di ottenere dallo Stato una convenzione che garantisse la sopravvivenza economica dell'attività. Pur senza un preciso riconoscimento giuridico, l'aeroporto fu ufficialmente aperto all’attività civile il 21 novembre 1948. Rapidamente si avviarono i lavori per dare all’infrastruttura una parvenza di scalo commerciale. Vennero realizzati il piazzale per la sosta degli aeromobili, il raccordo alla pista di volo e un minimo di strutture operative e ricettive, ricorrendo a baraccamenti che sarebbero restati in funzione sino agli anni sessanta.
In poco tempo le infrastrutture tecniche dell'aeroporto vennero migliorate con la costruzione di una torre di controllo e la installazione del radar e delle luci di pista per il volo notturno. Il 2 febbraio del 1950 la compagnia aerea americana TWA vi effettuò il primo collegamento aereo intercontinentale con New York.
Dal 1949 al 1952 gli aerei assistiti annualmente passarono da 683 a 1.736 e i passeggeri da 11.401 a 56.963. Il riconoscimento giuridico alla gestione arrivò solo nel 1952 allorché la società stipulò con lo Stato la “Convenzione 23 aprile” che, per la durata di vent’anni, avrebbe regolamentato la costruzione, l’allestimento e l'agibilità dell'aeroporto, che venne considerato civile e privato. Nel 1952 operavano a Malpensa, oltre alla LAI e all'Alitalia, una decina fra le principali compagnie straniere e, benché i voli giornalieri non superassero la dozzina, tutto stava ad indicare, con l'importanza che andava assumendo la città di Milano nella ricostituita comunità internazionale, la buona intuizione dei promotori dell'iniziativa.
Ma Malpensa aveva un grosso inconveniente: distava quarantacinque chilometri da Milano. Per questo motivo l’opinione pubblica cominciò a reclamare la costruzione di un aeroporto più vicino al centro cittadino. A questa difficoltà i sostenitori della Malpensa, ribattevano facendo presente la possibilità di creare un collegamento ferroviario veloce con la città, che avrebbe presentato il vantaggio di svincolare il tempo di percorrenza dalle condizioni atmosferiche: proponevano dunque un raccordo tra Cascina Costa e la linea Milano-Domodossola con l'inserimento di corse frequenti a servizio esclusivo dell'aeroporto. Già dagli anni del dopoguerra il dibattito su Malpensa si incentrò dunque sulla necessità di adeguati collegamenti ferroviari e stradali con Milano, un problema che sarebbe ritornato d’attualità cinquant’anni più tardi col progetto Malpensa 2000.
Gli Enti Pubblici milanesi, che sino a questo momento si erano tenuti in disparte, non poterono ulteriormente sottrarsi alla discussione del problema aeroportuale. Fu così che il Comune di Milano, nel 1950, espresse la volontà di mantenere agibile l'aeroporto di Linate per renderlo atto ad accogliere continuativamente il traffico continentale, mentre si faceva strada l'idea di studiare la realizzazione di un nuovo grande aeroporto nel raggio di una trentina di chilometri dalla città.
L’anno prima, nel 1949, il prof. Aimone Jelmoni, titolare della cattedra di “Costruzione di strade, ferrovie ed aeroporti” del Politecnico di Milano, aveva elaborato per conto della Società Aeroporto di Busto un progetto di fallibilità di un nuovo scalo aereo intercontinentale in Alta Italia. Dopo aver passato in rassegna tutte le potenzialità esistenti (furono valutati i siti di Ponte S. Pietro, Bresso, Arcore, Taliedo, Bariano di Crema, Orio al Serio, Venegono, Vergiate, Linate, S. Damiano e Novi), scartandole per i più disparati motivi, lo Jelmoni aveva polarizzato la sua attenzione su tre località: Cameri sulla destra del Ticino a nord di Novara, Malpensa, sulla sinistra dello stesso fiume, ad ovest di Gallarate, e Lonate Pozzolo, pure sulla sinistra dei fiume, un po’ più a sud rispetto alla Malpensa. Lonate era stata identificata come la località più idonea per la nuova infrastruttura, che secondo i progetti di Jelmoni doveva comprendere due coppie di piste parallele con direzione nord-sud ed est-ovest, perpendicolari tra loro. Questa idea sembrava però a molti, poco percorribile, per lo sconvolgimento che avrebbe determinato al territorio della Lombardia: l’opinione pubblica si divise quindi, prevalentemente, tra i sostenitori di Linate e quelli di Malpensa.
In questo clima di contrapposizione, nel 1951, l'Amministrazione Comunale di Milano optò per l'ingresso nella Società Aeroporto di Busto con un primo apporto di trenta milioni di lire; nel 1952, inoltre, nominò una Commissione Tecnica che, nel gennaio del 1954 concluse che “la soluzione più opportuna per dare a Milano entro un temine relativamente breve un’adeguata attrezzatura aeroportuale, non poteva essere che quella che contemperasse i vari elementi funzionali, economici e di pratica realizzazione progettati in precedenza”. All'atto pratico si ritenne dunque opportuno perfezionare e ampliare le attrezzature dell'aeroporto Forlanini, conferendogli la funzione di polo dei traffici nazionali e, comunque, a breve raggio, ed adeguare le attrezzature del campo della Malpensa alle esigenze del traffico intercontinentale, migliorando le sue comunicazioni con Milano e la regione circostante.
L'integrazione dell'aeroporto di Linate con quello della Malpensa prevedeva la ristrutturazione del Forlanini come prima tappa verso la definitiva soluzione del problema aeroportuale di Milano resa sempre più urgente ed improrogabile. II Consiglio Provinciale sottolineava, però, anche l'urgenza di dar vita ad una commissione che studiasse la possibilità di un terzo aeroporto[8].
Dunque, nei primi anni ’50 nonostante Milano avesse urgenza di disporre di uno scalo aereo moderno, l'infrastruttura della Malpensa continuava a versare in condizioni di scarsa efficienza, sia per i limiti dell'iniziativa che l'aveva promossa, sia per gli ostacoli burocratici che incontrava, mentre sull’aeroporto di Linate gravavano ancora le mire dell'Aeronautica Militare che, a seguito dei decreti del periodo bellico, lo considerava di sua esclusiva competenza. Questo faceva sì, anche a causa dell'indecisione della classe politica milanese circa i programmi di sviluppo futuro degli aeroporti[9], che esso rimanesse inagibile; agli ostacoli burocratici, si aggiungevano quelli tecnici, sia perché la pista esistente era troppo corta rispetto alle esigenze dei più recenti aeroplani da trasporto, sia perché vari incidenti l’avevano ripetutamente funestato. Ma le compagnie aeree straniere, che intuivano le grandi potenzialità dell'aeroporto di Linate data la sua vicinanza al centro cittadino, ne chiesero l'ammodernamento[10]. Da parte sua lo Stato, a cui sarebbe spettato l’onere di adeguamento della infrastruttura, si trovava a corto di risorse finanziarie, tanto che nel 1953 sollecitò “un intervento economico dell'Amministrazione Civile e di Enti locali atto a coprire la metà della spesa prevista (1.500 milioni)”.
Sullo scenario delle aerolinee italiane, nel frattempo, comparivano l'ATI e la SA.M, sussidiarie dell’ALITALIA (nel segmento domestico la prima, in quello del trasporto a domanda la seconda) nonché l’ITAVIA (società privata e concessionaria dei servizi interni a carattere locale) che in un solo anno incrementarono il traffico del 37% anche su percorsi nazionali che, trascurati dalle ferrovie, bene rispondevano alle prestazioni dal mezzo aereo.
Il Comune e la Provincia di Milano, che nel frattempo erano diventati possessori di gran parte delle azioni della Società Aeroporto di Busto, nel 1955 vennero definitivamente coinvolti nella amministrazione della Malpensa e modificarono in “Società Esercizi Aeroportuali-S.E.A”, la ragione sociale della vecchia società, chiedendo nel novembre dell'anno successivo l'abbinamento della gestione della Malpensa con quella del Forlanini. Contemporaneamente l’Amministrazione Comunale milanese si dichiarava disponibile ad adeguare Linate, sollecitando dallo Stato un contributo finanziario o un adeguato prolungamento del periodo di concessione “onde assicurare l'ammortamento del capitale investito”. Il consenso statale, che dopo travagliate vicende, arrivò nel maggio 1957, era subordinato all'impegno di dare inizio alla costruzione della pista di Linate contemporaneamente ai lavori per l'ammodernamento di Malpensa.
Linate doveva servire soprattutto il traffico nazionale ed altri traffici europei, ma poneva una serie di problemi di natura ambientale e urbanistica: il rumore avrebbe disturbato i cittadini dei quartieri periferici e dei paesi limitrofi e si temeva inoltre che la costruzione di un grande aeroporto di carattere intercontinentale, con una lunga pista, ricreasse la strozzatura rappresentata in passato dalla cintura ferroviaria, ostacolando nuovamente l'assetto urbanistico della città. Comunque dopo lunghe discussioni l’ampliamento di Linate fu deciso: la pista avrebbe avuto una lunghezza di 2.200 metri e una larghezza di 60 metri, con un orientamento nord-sud, e sarebbe stato inoltre ampliato il piazzale di sosta degli aeromobili e completamente risistemata l’aerostazione.
A Malpensa le piste sarebbero state due, parallele e sviluppate anch’esse all’incirca secondo l'asse nord-sud: quella ad est, attrezzata per il volo strumentale, e lunga 3.915 metri, e quella ad ovest lunga 2.628 metri; le piste sarebbero state tra loro raccordate da un raccordo di rullaggio e sul piazzale di sosta aeromobili, a forma di U, si sarebbe affacciata l'aerostazione passeggeri. Con una simile struttura Malpensa sarebbe così diventata non solo l'aeroporto principale della Lombardia, ma avrebbe servito anche tutta l'Italia Settentrionale.
Gli incarichi per il progetto delle piste e per il piano di sviluppo e di ammodernamento dei due aeroporti furono affidati rispettivamente al prof. Aimone Jelmoni e all'architetto Vittorio Gandolfi, entrambi del Politecnico, e l’avvio dei lavori avvenne nel medesimo giorno, il 19 aprile 1958[11].
La S.E.A. ottenne il riconoscimento del carattere privatistico dei due aeroporti ed una durata trentennale della Convenzione con lo Stato per la loro gestione. Solo al termine del periodo di concessione le opere realizzate sui terreni già demaniali e su quelli espropriati dalla S.E.A. sarebbero diventate proprietà dello Stato. Per avviare la realizzazione dell'ampliamento della Malpensa nella zona sud ovest dell'aeroporto, la Convenzione fu poi prorogata di altri trenta anni nel 1971 ed, infine, nel 1985, di altri trenta, onde poter realizzare il progetto che, aggiornato e finanziato in parte dallo Stato, prese il nome di “Malpensa 2000".
Elaborando il progetto delle aerostazioni di Malpensa e di Linate l'architetto Gandolfi studiò a fondo la distribuzione sia degli organismi che dei percorsi. Purtroppo, le precarie condizioni finanziarie in cui versava la S.E.A. non consentirono una completa realizzazione del progetto. A Malpensa fu dato preliminarmente il via ad un primo edificio prospicente il piazzale aeromobili collocando ai piani superiori il gruppo dei ristoranti e al piano terra alcuni punti di imbarco. L'aerostazione, che era collocata fra le due piste, a nord del raccordo centrale e del piazzale di sosta, risultò costituita da quattro corpi, con strutture in calcestruzzo per il piano interrato ed in acciaio e vetro per i piani superiori, destinati ai viaggiatori delle linee nazionali.
Ultimata la nuova pista ovest di 2.600 metri, realizzata in conglomerato bituminoso con testate in calcestruzzo, che si aggiungeva alla pista preesistente, l’aeroporto divenne pienamente agibile nel dicembre 1958; furono velocemente conclusi anche i lavori di rifacimento e di prolungamento della pista ad est, realizzata con le stesse caratteristiche della precedente.
A completare la funzionalità dello scalo, nel 1962, entrò in funzione il raccordo con l’autostrada Milano-Varese, realizzato dall’Amministrazione Provinciale di Varese a spese della S.E.A..
Nel corso del 1959 avvenne una svolta fondamentale nella storia dell'aviazione: entrarono in funzione i primi aeroplani da trasporto civile con propulsione a reazione, e cominciò così l'era del “getto”. Nel giugno 1960 anche l’ALITALIA aprì il collegamento Malpensa-New York con quadrigetti DC 8, seguita, in novembre, dalla TWA con i similari Boeing 707.
Nel settembre del 1960 fu inaugurata ufficialmente la pista del nuovo aeroporto di Linate, su cui nel frattempo erano state completate le attrezzature per l'assistenza al volo e per i voli notturni. Nelle vecchie strutture del Forlanini fu sistemata un’aerostazione di fortuna, dotata comunque di tutti i servizi essenziali. Al piano terra venne ospitato provvisoriamente il traffico nazionale e, al primo piano, quello internazionale. L’unico blocco della stazione era articolato su due corpi, uno con asse principale nord-sud e fronte maggiore ad ovest ed uno poligonale verso il piazzale aeromobili; la costruzione, come quella di Malpensa, aveva strutture in calcestruzzo per il piano seminterrato, in acciaio e vetro per i piani superiori e seguiva i medesimi concetti distributivi ed architettonici che avevano ispirato la prima. L'ampio piazzale antistante costituiva lo snodo di traffico verso il viale Forlanini, ancora una volta allargato, e sistemato su due corsie, dal Comune di Milano[12].
Tra l’agosto e il settembre del 1960 fu trasferito a Linate tutto il traffico nazionale ed europeo, e Malpensa si ridusse ad assistere solo i pochi voli per il Nord e Sud America. Questo trasferimento avvenne con notevoli resistenze da parte di ALITALIA, che frappose molte remore a trasferirvisi da Malpensa. Solamente dopo che a una compagnia straniera, la libanese LIA, furono offerte condizioni di privilegio per iniziare i suoi voli su Linate, l’ALITALIA e tutte le altre compagnie straniere lasciarono Malpensa dove continuarono ad operare solo i voli intercontinentali.
Nuove sfide alla ricettività aeroportuale venivano nel frattempo poste dalla continua evoluzione del mezzo aereo. Nel luglio 1970, sull’aeroporto della Malpensa debuttò il primo aviogetto “wide body” Boeing 747 (Jumbo jet) dell’Alitalia, utilizzato sulla rotta del Nord Atlantico. Il favore del pubblico nei confronti del mezzo aereo, anche grazie a questi nuovi velivoli, stava intanto crescendo rapidamente, tanto che i collegamenti con New York, sia per ALITALIA, sia per TWA, divennero ben presto quotidiani. La grande concentrazione di passeggeri in partenza e in arrivo alle stesse ore, pose all'aeroporto seri problemi di ricettività che si acuirono alla fine degli anni ‘80 allorché ai primi due vettori se ne aggiunsero altri, la Pan Am e la United (e poi anche la Delta Airlines, la Japan Airlines e la South African Airlines), e i collegamenti con gli USA si intensificarono con le rotte dirette alla costa del Pacifico.
Entrambi gli aeroporti di Linate e di Malpensa dovettero adeguarsi alla domanda di espansione, sia in conseguenza dell'aumento del traffico prodotto da un bacino quale quello lombardo, sia per corrispondere alle nuove tipologie di aeromobili. A Linate e a Malpensa le aerostazioni passeggeri subirono, perciò, a partire dal 1967, nuove modificazioni ed ampliamenti. A Linate, nel 1968, anche la pista fu prolungata di 200 m verso nord.
Una radicale trasformazione delle aerostazioni si ebbe in conseguenza di due leggi (legge 22/12/73 n.825 e legge 27/07/79 n.299) che prevedevano stanziamenti a carico dello Stato per l'ammodernamento della rete aeroportuale nazionale.
La ristrutturazione di Linate portò ad un ulteriore raddoppio della sala transiti e alla separazione dei flussi dei passeggeri in partenza ed in arrivo su due piani distinti.
A Malpensa l'esistente aerostazione, ristrutturata ed ampliata, fu destinata ai soli flussi in uscita, mentre venne costruito un nuovo edificio per i passeggeri in arrivo e furono installati nuovi sistemi di smistamento bagagli.
L'inizio degli anni ‘90 venne caratterizzato da ulteriori piani di sviluppo con una fase di adeguamenti che ha compreso:
- a Linate, la realizzazione di una nuova aerostazione partenze nazionali servita da passerelle telescopiche, l'ampliamento del magazzino merci e il riordino della viabilistica,
- a Malpensa, un ampliamento dell’atrio aerostazione partenze, oltre all’acquisizione di nuovi spazi per le attività commerciali, mediante la copertura delle terrazze verso il piazzale aeromobili est.
Nuovi parcheggi autoveicoli furono inoltre acquisiti sui due scali attraverso la creazione di una società partecipata da S.E.A., la SEA Parking.
Il Ministero dei Trasporti avrebbe dovuto assicurare un graduale trasferimento a partire dal 1986 del traffico internazionale da Linate a Malpensa sino a lasciare a Linate solo il traffico nazionale. Si riteneva anche improrogabile il collegamento ferroviario tra Milano, Malpensa e Linate. I dibattiti circa la definizione dei problemi di inserimento della nuova struttura nel territorio, con particolare riguardo alla viabilità e al collegamento su ferro, sono stati una delle connotazioni positive della successiva fase di maturazione del progetto del nuovo aeroporto intercontinentale della Malpensa, Malpensa 2000, che ha visto la realizzazione di una grande aerostazione, completamente nuova, nell’aera ad ovest delle due piste (è stata inaugurata nel 2001).
bigjim33 November 24th, 2005, 01:43 PM Appena chiamato mio amico capocabina:
in Alitalia gli equipaggi sono cosi
basta fare ceil(PAX/50)
Federicoft November 24th, 2005, 01:59 PM Prendete la capacità di passeggeri di un aereo e dividete per cinquanta.
Se tale numero è superiore a 1, per legge ci vogliono almeno due assistenti di volo.
Se superiore a 2, ce ne vogliono tre.
Se superiore a 3, ce ne vogliono quattro.
163 (capacità Md80) / 50 = 3,26 (> 3). Quindi quattro assistenti di volo. Per legge.
150 (capacità A320) / 50 = 3 (non > 3) . Quindi tre assistenti di volo. Per legge.
Sul resto non mi va di ripetere le stesse cose per la terza volta. Auguri.
Eleinad November 24th, 2005, 02:04 PM Calma, amico: credo tu ti sia perso qualche passaggio.
Si stava per l'appunto discutendo del perché di tale situazione: qualcuno aveva una idea, io ne avevo un'altra. Fortunatamente i termini ed i toni che hai scelto di utilizzare mi risparmiano la fatica di risponderti seriamente. punto (bel modo di fare conversazione, lo ammetto).
Sul resto non mi va di ripetere le stesse cose per la terza volta. Auguri.
Difficile difendere l'indifendibile? Comunque repetita iuvant, quindi continua per favore.
Turnpike November 24th, 2005, 02:35 PM Mi ritiro....di fronte a gente che ha miliardi di ore di volo sulle spalle e così tanta conoscenza, io che ho girato solo il Piemonte e la Liguria mi sento un semplice dilettante.
E poi abbiate pietà per i forumer lavoratori che non riescono a leggere i vostri infinitamente lunghi, ancorchè interessantissimi sia chiaro, interventi!
Camaway November 24th, 2005, 05:16 PM Ah, non c'è nulla che rinvigorisca gli animi del Forum Italiano come un'altro dibattito sul futuro di Alitalia...
Su una cosa Federicosoft ha ragione: il servizio Iberia è perfettamente comparabile a quello di Alitalia, ovvero è pura mondezza.
Il resto della discussione si è già fatto tante volte ma mi sembra che, nell'animosità del dibattito Roma-Milano, si sia perso un elemento importante: che l'hub sia a Malpensa o a Fiumicino poco cambierebbe. Ormai Alitalia non ha più un futuro.
I voli a corto raggio se li sono mangiati i vettori low cost (che offrono pacchetti con caratteristiche business alle piccole/medie aziende).
Sulla clientela del medio/lungo raggio Alitalia non compete nè nella fascia bassa (ha costi strutturali troppo alti per poter offrire voli a prezzi concorrenziali), nè in quella alta dove paga:
(1) La mancanza di investimenti necessari a rinnovare TOTALMENTE le classi business ed aggiornarle al 21esimo secolo come gli altri grandi vettori hanno fatto negli ultimi 10 anni.
(2) la generale scortesia e pochezza del servizio al cliente del suo personale di bordo (lo so Federico che negli USA ti trattano ancora peggio ma Alitalia è un vettore europeo e in un mercato molto più competitivo ed internazionale si deve confrontare con Lufthansa, British, Emirates e Singapore). Non è possibile che prendere un volo per Tokyo con Alitalia voglia dire passare 18 ore in un osteria di Trastevere. Tutte le altre grandi negli ultimi 10 anni si sono de-nazionalizzate, i.e. hanno assunto aggressivamente personale di bordo multinazionale in grado di avere una sensibilità multiculturale più alta e di mettere a proprio agio la propria clientela che vede rispecchiata nell'equipaggio la propria diversità. Vola British o Lufthansa e trovi a bordo hostess e stewards di quattro o cinque paesi diversi, tutti preparati, professionali e cortesi. Vola Alitalia e ci trovi quasi esclusivamente SOLO romani che fanno gruppo a se e si fanno (troppo spesso) i cazzi loro invece di servire il cliente. Intendiamoci, fossero tutti milanesi o tutti bolognesi non cambierebbe granché. Il problema è che non siamo più nel 1965.
(3) La palese mancanza di spirito imprenditoriale e capacità di sfruttare le proprie risorse. Un esempio: siamo il paese del cibo? Possibile che Alitalia debba fornire (dopo Iberia) il cibo più scialbo ed insignificante che si possa trovare ad alta quota? Voli JAL e mangi (se vuoi) giapponese come un re. Voli Thai e ti sembra di stare seduto al tuo ristorante preferito, voli British (british!?) e trovi ricette creative presentate in maniera moderna. Voli Alitalia e ti trovi a incrociare lo sguardo con una misera coscia di un pollo morto di tristezza con due verdure arrosto che neanche ai tempi dell'Urss di Breznev avevano il coraggio di servire. Ma ti pare possibile?
Il mondo aereo è cambiato 10 anni fa, tutti se ne sono accorti tranne Alitalia che finirà presto (spero almeno dato che se continuerà la sua agonia sarà solo perché noi continueremo a finanziare le sue perdite) nel museo di chi non ha saputo/voluto cambiare.
pampero November 24th, 2005, 05:28 PM il servizio Iberia è [...] pura mondezza.
Non posso che quotarti. Iberia è scadente, poco puntuale e sui voli intercontinentali ti ritrovi il poggiatesta di chi ti sta davanti in bocca. Iberia campa grazie ai voli per il Sudamerica, avendo fatto piazza pulita della concorrenza (Aerolineas Argentinas e Viasa). Con Alitalia invece in vita mia ci ho volato solo una volta (Roma-Vienna) e quindi è troppo poco per esprimere un giudizio (essì che ho volato! il mio primo volo è stato un intercontinentale e non avevo neanche un anno :)).
Eleinad November 24th, 2005, 05:42 PM ^^
Pampero per te che sei cresciuto nei peggiori bar di Caracas e se vai ancora in Sud America consiglio (non per la qualità del servizio che è come Iberia, ma per il prezzo) Air Madrid http://www.airmadrid.com/index.do da 490 € a\r (ovviamente da Madrid, ma con un giusto giro di prenotazioni...)
pampero November 24th, 2005, 05:58 PM Grazie del suggerimento ma CCS è praticamente l'unica città che manca :)
Mia madre è partita per il Venezuela un mesetto fa con Iberia con un'offerta strepitosa...ha pagato meno di 500 euro tutto incluso Roma-Madrid-Caracas-Madrid-Roma. Avessi avuto l'occasione ci sarei andato anch'io.
Eleinad November 24th, 2005, 09:32 PM 24 nov 21:09
Alitalia: passa di mano il 55% del capitale
ROMA - Il 55% del capitale sociale della compagnia aerea Alitalia e' passato di mano. Oggi i movimenti in borsa hanno trasferito oltre 71 milioni di pezzi sui 129,12 milioni di azioni della societa'. (Agr)
Eleinad December 2nd, 2005, 11:20 PM 02 dic 21:25
Alitalia: sottoscritto al 99,4% aumento di capitale
ROMA - La ricapitalizzazione di Alitalia, avviata lo scorso 14 novembre, si e' conclusa con 1.250.160.756 di azioni sottoscritte, pari a circa il 99,4% dell'offerta. E' stata la compagnia di bandiera a fornire i dati provvisori dell'aumento di capitale. I risultati definitivi dell'offerta in opzione saranno diffusi la prossima settimana. (Agr)
Eleinad December 5th, 2005, 11:12 AM 05 dic 10:48
Alitalia: dal sindacato due esposti contro low cost lavoro precario
ROMA - Il sindacato dei lavoratori aerei Sult ha presentato alla magistratura due esposti. Il primo accusa di concorrenza "sleale" le compagnie a basso costo che ricevono contributi dagli scali aeroportuali, come succede a Ryanair allo scalo di Alghero in Sardegna. Il secondo contro l'utilizzo che fa Alitalia del lavoro precario e dei dipenti a termine. (Agr)
Eleinad December 6th, 2005, 03:43 PM 06 dic 15:29
Alitalia: sindacati sfiduciano Cimoli
ROMA - Sfiduciato dai sindacati il presidente e ad di Alitalia Giancarlo Cimoli. Le sigle di rappresentanza dei lavoratori hanno chiesto la ''necessaria'' apertura di un tavolo di confronto a Palazzo Chigi. Le relazioni industriali tra compagnia e sindacato, intanto, sono state interrotte e ''nelle prossime'' ore le organizzazioni renderanno noto il calendario dei prossimi scioperi, che faranno parte del pacchetto di 72 ore di mobilitazione gia' preannunciato. Intanto i piloti della Gcil, Cisl, Uilt, Ugl e Unione Piloti si sono uniti in un'unica sigla, Piloti Italiani Uniti, per ''rispondere alla forte esigenza di coesione'' della categoria e del sindacato. (Agr)
Eleinad January 21st, 2006, 01:57 PM Le assemblee dei lavoratori continuano a fino alle 24 di domenica Alitalia: lunedì altre 24 ore di sciopero Ritardi e cancellazioni negli aeroporti di Linate e Fiumicino. Disagi anche a Malpensa
ROMA - Scioperi e manifestazioni: all’aeroporto di Fiumicino la protesta dei dipendenti Alitalia sale d’intensità. Giovedì sono stati cancellati decine di voli. Ieri ancora disagi e caos: assemblee, presidi ai varchi presidiati dagli agenti, occupazione dei binari che collegano Roma all’aerostazione, ritardi, altri voli cancellati, rapporti sempre più tesi tra sindacati e l’Alitalia, divisioni e tensione anche sul fronte sindacale. E oggi la compagnia prevede la cancellazione di 130 voli. La vertenza Alitalia si complica in uno stillicidio di agitazioni. La serie di giornate nere per il trasporto aereo sembra non finire: le proteste, che si sarebbero dovute concludere nel pomeriggio di ieri, continueranno oggi e domani. E per lunedì i sindacati hanno annunciato un altro stop. Se ieri l’azienda è riuscita a contenere i disagi e alla fine sono stati pochi i passeggeri rimasti a terra, la situazione resta incerta per i prossimi giorni. Lo sciopero del 23, per Antonio Martone, presidente della commissione di garanzia, viola le regole del preavviso minimo di dieci giorni e dell’intervallo minimo rispetto allo sciopero di giovedì.
La segnalazione di Martone ha indotto i piloti a rispettare le regole: lunedì decolleranno ma si fermeranno il 4 marzo. Ma lunedì si fermeranno hostess, steward e personale di terra. Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno indetto le nuove proteste (Anpac, Avia e Anpav hanno deciso di non aderire), hanno dichiarato guerra ai vertici dell’azienda. Accusandola anche di mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri. I sindacati, che chiedono un nuovo piano industriale, sono intenzionati ad andare avanti fino a quando il governo non li convocherà. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, preoccupati per la crescente tensione, hanno ripetuto la richiesta al sottosegretario Gianni Letta. A chiedere l’intervento del governo è anche il sindaco di Roma Walter Veltroni. Un primo segnale è venuto dal ministro della Funzione pubblica. Mario Baccini ha detto «di essere solidale con i lavoratori dell’Alitalia in sciopero» e che porterà il dossier Alitalia al Consiglio dei ministri di martedì, anche se per il ministro del Welfare Maroni «la crisi Alitalia è senza fine».
«Il governo ha fatto molte cose, ma non può intervenire finanziariamente perché la Ue lo vieta», ha spiegato Maroni. Non molti i voli cancellati ieri, ma la giornata all’aeroporto è trascorsa in un clima di caos e tensione. Poco dopo le 17 oltre un centinaio di lavoratori Alitalia ha occupato la sede dei binari in prossimità dell'ingresso della stazione ferroviaria. Un treno è stato fermato a circa ottocento metri della stazione e alcune decine di passeggeri, bagagli al seguito, hanno percorso
Lavoratori Alitalia a Fiumicino (Ansa)
a piedi l’ultimo tratto. La Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Up, in una lettera inviata all’ente per l’aviazione civile (Enac), hanno accusato l’Alitalia di non rispettare gli standard di sicurezza per la partenza degli aerei. Dura la replica dell’Alitalia che ha diffidato i sindacati e ha minacciato querele. Confermato per giovedì prossimo lo sciopero di 24 ore del personale addetto alla circolazione dei treni proclamato da Filt-fit, Uilt-fast, Ugl, Orsa. Lo stop inizierà alle 21 di giovedì 26 gennaio per concludersi alle 21 di venerdì 27. L’azienda ricorda che potranno subire variazioni anche i treni in partenza prima dell'inizio dello sciopero e invita pertanto a fare le opportune verifiche.
Giulio Benedetti
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/20/alitalia.shtml
Eleinad January 21st, 2006, 02:08 PM Aerei fermi forse fino a martedì Alitalia: verso blocco totale flotta I voli cancellati oggi potrebbero essere il doppio rispetto ai previsti 130. I sindacati: «Situazione in progressivo peggioramento»
ROMA -L'intera flotta Alitalia rischia di rimanere bloccata da sabato fino a martedì prossimo. È quanto prevedono i sindacati che hanno indetto la mobilitazione ad oltranza fino allo sciopero di 24 ore di lunedì. «Oggi le cancellazioni saliranno a circa 200 e da stasera tutti gli aerei Alitalia rischiano di rimanere a terra perchè la compagnia non ha più personale per fare i controlli tecnici indispensabili per far partire gli aerei» dice all'ANSA il coordinatore del settore trasporti della Cgil, Mauro Rossi. Secondo il sindacalista «Alitalia non può più contare sul sostegno dei tecnici delle compagnie straniere che ormai lavorano ininterrottamente da 48 ore».
MOBILITAZIONE - I sindacati di categoria protestano contro le condizioni di lavoro ritenute insostenibili, contro l'introduzione di lavoratori precari e per ottenere aumenti salariali. Inoltre chiedono all'azienda una discussione sullo stato della compagnia e le sue strategie dopo l'aumento di capitale. «Prendiamo atto con soddisfazione leggendo il sole 24 ore che l'allarme sui conti lanciato da tempo dal sindacato vede la luce pubblica su documenti aziendali. Quei dati -sottolinea- sono gravissimi in special modo perchè segnano un trend in progressivo peggioramento. Ora finalmente si smetterà con le smentite che nascondono la verità. Piuttosto ci domandiamo come Governo e Consiglio di Amministrazione possano aver sottovalutato questi dati».
«Bisogna fare presto ed invertire la rotta per il salvataggio di Alitalia» continua il sindacalista che torna a chiedere «un tavolo di verifica a Palazzo Chigi, un piano industriale che guardi alla produzione, un credibile progetto e strategia di ricavi, manager (magari pagati in proporzione ai risultati e non investiti come oggi da una pioggia di denaro) in grado di portare avanti la sfida competitiva del Gruppo, per cui i lavoratori stanno facendo enormi sacrifici».Ieri la Commissione di garanzia sullo sciopero ha bocciato la protesta proclamata per il 23 affermando che viola le regole, che richiedono un preavviso minimo di dieci giorni e un intervallo minimo con riferimento allo sciopero effettuato il 19.
INFORMAZIONI - I passeggeri possono chiedere informazioni sui voli Alitalia al numero verde 800 650 055 oppure sul sito www.alitalia.com.
21 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/21/alitalia.shtml
E questa compagnia vorrebbe comprare anche Volare http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=306790 ? Ma come dice Cossiga la lasciassero fallire!
Eleinad January 22nd, 2006, 03:56 PM Alle 11.30 già quasi 50 voli a terra Alitalia: annullato lo sciopero di domani Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Unione Piloti hanno sospeso l'agitazione prevista per lunedì in vista dell'incontro di mercoledì con il Governo.
ROMA - Continuano i disagi per chi deve viaggiare in aereo, ma si apre uno spiraglio nella trattativa Alitalia. Mentre a Fiumicino il coordinamento sindacale di Cgil, Cisl, Uil, Ugl ed Unione Piloti ha deciso di sospendere lo sciopero di domani dopo la convocazione a Palazzo Chigi decisa dal governo per mercoledi prossimo, sono diversi i voli della compagnia cancellati. Al Leonardo Da Vinci, di Roma, già in mattinata diversi voli sono stati cancellati, (44 secondo Alitalia, alle 11.30, diventati 89 poche ore dopo, con una previsione di 120 annullamenti per l'intera giornata) sia in partenza che in arrivo. Tra le rotte soppresse in partenza: Parigi, Londra, Atene, Barcellona, Catania, Linate, Torino, Trieste, Ginevra, Palermo, Nizza, Malta, Genova.
«Le organizzazioni sindacali - ha sottolineato Claudio Genovesi, segretario della Fit-Cisl - hanno confermato le assemblee permanenti e i presidi dei lavoratori come elementi di pressione affinchè il governo prenda assunzioni di responsabilità. Lo sciopero di domani è sospeso a seguito delal convocazione del governo e delle considerazioni del prof. Martone, della commissione di garanzia».
SCIOPERO REVOCATO - L’orientamento dei vertici, riferivano fonti sindacali già in mattinata, era quello di revocare lo sciopero. Tuttavia una decisione in questo senso non era assolutamente scontata. Nel frattempo, prosegue la mobilitazione dei lavoratori con i conseguenti disagi per i passeggeri. Ieri, secondo dati della compagnia, erano stati cancellati 66 voli. Per questa sera, prevedevano ieri i sindacati, nel caso in cui le proteste dovessero proseguire, non viene escluso il blocco totale della flotta.
ALEMANNO: GESTO DI RESPONSABILITA' - «È molto importante che i sindacati abbiano deciso di revocare lo sciopero. È un gesto di responsabilità e una corretta risposta alla convocazione del Governo per mercoledì». Lo ha detto il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno, dopo la sospensione delle agitazioni da parte dei dipendenti della compagnia aerea. «Ci auguriamo - ha aggiunto il ministro - che i rappresentanti dei lavoratori giungano al tavolo con proposte costruttive e concrete per contribuire al rilancio dell'azienda con uno spirito di partecipazione. Alitalia si salva se tutti gli attori, governo, dirigenza e sindacati, si assumono la responsabilità di un'azione convergente». «Gli uccelli del malaugurio che da tanto tempo tifano per la morte di Alitalia - ha concluso il ministro - possono essere sconfitti non con la demagogia o l'assistenzialismo, ma con un piano industriale competitivo e partecipato».
22 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/22/alitalia.shtml
Eleinad January 22nd, 2006, 03:57 PM Caso Alitalia Realismo già in fumo. Attenti al rogo finale La condotta di questi giorni è irresponsabile perché allontana l'unica prospettiva concreta di azione, senza avvicinare alternative più gradite.
Simili ai mitici lemming e guidati dallo stesso istinto, sindacati e dipendenti di Alitalia si suicidano in massa gettandosi dalle rupi in mare. Essi credono che uno Stato che ha bruciato tanti miliardi di euro nella fornace Alitalia sia vittima della coazione a ripetere il proprio comportamento. Troppe volte il contribuente ha già salvato la compagnia, questo è vero.
Ma chi pensa che il fuoco delle banconote scalderà ancora a lungo la scena sbaglia i conti, e di grosso. Ci si dimentica che a seguito dell'aumento di capitale recente, lo Stato è sceso sotto il 50%. Ciò perché gli investitori istituzionali, per lo più esteri, hanno sottoscritto le nuove azioni, in quanto convinti dallo Stato che la compagnia è avviata sulla strada del risanamento.
Ora sindacato e dipendenti, sempre più staccati dalla realtà, smentiscono fragorosamente queste rassicurazioni, continuando a ignorare, nel caso Alitalia, una lunga tradizione di realismo, visto all'opera giusto due giorni fa nella firma del contratto dei metalmeccanici.
Alla radice dell'inasprimento della vertenza sembra esserci l'intenzione di Cimoli, amministratore delegato della compagnia, di far svolgere all'esterno del gruppo, in outsourcing, tutta una serie di attività, come la manutenzione, che ancora si fanno all'interno. Questa forte integrazione verticale è il residuo di un tempo che fu e che non tornerà, irrigidisce la gestione e causa sprechi, rendendo ancor più difficile il risanamento: solo compagnie aeree di ben altre dimensioni, e con un parco velivoli più omogeneo, possono permettersi il lusso della manutenzione interna. Non certo Alitalia.
Se gli investitori entrati nel capitale dovessero vedere i loro euro andare in fumo, insieme a questo ennesimo falò andrebbe bruciata per anni qualsiasi possibilità per Alitalia: i privati sentirebbero nell'aria l'acre odore della perdita e si guarderebbero dal ripetere l'errore. La strada del fallimento e della rinascita dalle ceneri di un nuovo soggetto, libero dai vincoli contrattuali del passato, è stata seguita per Sabena e Swissair; a chi crede che Roma sia ancora caput mundi e al più si spinge a Fiumicino, quella strada parrà remota, ma ancor più lo è una rinazionalizzazione che, anche volendo, ci sarebbe preclusa dall' Unione Europea. Checché ne pensino i nostalgici, Alitalia ha davanti a sé una sola strada: rimettere ordine al proprio interno, raggiungendo finalmente un assetto di volo sostenibile. Con conti economici e situazioni finanziarie in ordine, e senza burrasche sullo schermo radar, essa potrà presentarsi come partner credibile ad un'alleanza internazionale, forse con Air France/Klm, forse con altri. L'acquisto di Volare serve a perseguire questa via, riducendo i costi e portandoli in linea.
La condotta di questi giorni è irresponsabile perché allontana l'unica prospettiva concreta di azione, senza avvicinare alternative più gradite. Ameno che le menti (…) della protesta non mirino ad altro: forse a spingere il governo a cacciare Cimoli, forse a tirare in lungo la vertenza così da poter discutere domani magari con un governo di centrosinistra. Sarebbe un errore di calcolo, certo non il primo, ma gravissimo. A parte il fatto che la compagnia non potrebbe sopportare il perdurare del conflitto oltre le elezioni, un nuovo governo di centrosinistra non vorrà assolutamente apparire cedevole rispetto a richieste sindacali che scaturissero dal perdurare per mesi di una vicenda così irragionevole.
Se poi dovesse fallire Cimoli, il suo successore bisognerebbe cercarlo con la lanterna di Diogene. Quale manager con una reputazione da difendere, infatti, accetterebbe di subentrare a un altro cui il governo, incapace di resistere alle lobby organizzate, ha tagliato l'erba sotto i piedi? Dovrebbe pensarci bene il governo, che incontra i sindacati il 25 gennaio, con il viatico della pelosa «solidarietà» del ministro Baccini agli scioperanti.
Chi invece volesse sostituire Cimoli con figuranti disposti a proseguire la tragica farsa di questi giorni, ne troverebbe a iosa. Le menti della protesta si potrebbero allora accomodare in platea, a godersi lo spettacolo del rogo finale.
Salvatore Bragantini
22 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/01_Gennaio/22/bragantini.shtml
Epicurion January 23rd, 2006, 09:50 AM Intervista al ministro del Welfare: "Non sarebbe un dramma
Bisogna rifondare la compagnia, farne un'azienda più snella"
Maroni: se si va avanti così sarà inevitabile il fallimento
di LUCIO CILLIS
Il ministro Maroni
ROMA - "La "nuova" Alitalia che potrebbe rinascere da un fallimento, non rappresenta un dramma. Semmai, è l'incertezza che crea un dramma". Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, prenota un posto in prima fila all'incontro che mercoledì prossimo metterà di fronte sindacati di Alitalia e il governo. Un posto scomodo, certo, con il ministro che punta a scuotere il dibattito dalle sue fondamenta e a mettere sul tavolo una carta a sorpresa.
Ministro Maroni, le sue sono parole forti che probabilmente non troveranno i sindacati pronti ad accoglierle a braccia aperte, non pensa?
"Guardi, qui bisogna fare un po' di chiarezza. Da parte del governo non c'è alcuna "apertura", soprattutto se si pensa di risolvere l'ennesima puntata della crisi chiedendo soldi. Questo, infatti, è un capitolo chiuso: Bruxelles ci ha messo nel mirino e attende un qualunque passo falso dopo aver dato un via libera sofferto al prestito ponte. Oggi, quindi, non ci sono più margini per trattare e parlare di denaro. Gli assegni sono finiti e il "conto corrente" ce l'ha chiuso la Ue. Per questo vorrei evitare di far nascere delle illusioni: i sindacati ci hanno chiesto un incontro e noi abbiamo accettato. Niente di più".
Di qualcosa dovrete pur parlare. Ad esempio del futuro della compagnia, del destino dei suoi dipendenti, del piano industriale e della sorte di Cimoli, ormai in rotta di collisione col sindacato. Sono questioni che vi verranno poste mercoledì prossimo.
"Non compete certo al governo entrare nei dettagli del piano industriale. Alitalia è una società per azioni quotata, lo Stato è azionista al di sotto del 49 per cento e le scelte sono affidate al management. Temo, quindi, che il sindacato voglia allungare i tempi".
Cioè?
"Visto che il piano industriale così com'è non piace ai sindacati, questi intendono chiedere all'esecutivo di intervenire e di bloccarlo, sfiduciando di fatto il vertice e quindi Cimoli, in modo da guadagnare qualche mese e tirare avanti. Una scelta sbagliata, sottolineo, che in prospettiva non farà altro che portare Alitalia dritta verso il fallimento".
Lei, dunque, dà piena fiducia al vertice della compagnia e a Cimoli?
"Io do fiducia a questo management, anche se ho criticato più volte Cimoli. Quello delle associazioni di categoria resta però, a mio avviso, un attacco strumentale: dietro la protesta si cela il tentativo di tornare al passato, ai tempi dell'Iri. Io sarò al tavolo mercoledì proprio per vigilare e seppellire certe tentazioni...".
Una posizione decisa la sua: la replica del sindacato potrebbe rivelarsi altrettanto dura, con nuove e più pesanti proteste.
"Se questa è la strada che si vuol seguire, si accomodino pure. Ma con le agitazioni non si va molto lontano: alla fine di questo percorso si entra dritti in tribunale con i libri contabili, si va al fallimento di Alitalia. E i sindacati dovranno assumersene in pieno la responsabilità. Personalmente, poi, non penso nemmeno che il fallimento sia una fatto così negativo. Non è certo un dramma...".
In che senso, ministro?
"Nel senso che per far rinascere una compagnia in crisi e farla competere davvero sul mercato, c'è bisogno di rifondarla. Ricostruirla dalle fondamenta, rendendola più snella, magari puntando a sinergie con vettori più piccoli e coinvolgendo in questo rilancio direttamente le Regioni, penso a Lazio e Lombardia, che hanno gli scali più importanti nel nostro Paese. Se al tavolo di mercoledì, al quale saranno presenti solo sindacati e governo, si vorrà discutere anche di alternative coraggiose, allora potremo avviare un dialogo costruttivo. Se Alitalia continua di questo passo, perdendo quote di mercato e passeggeri, bloccando i voli come sta accadendo in queste ore, si andrà inevitabilmente incontro alla chiusura".
Ma ai lavoratori che potrebbero perdere il posto di lavoro ci ha pensato?
"Porte aperte su questo punto. Potremmo mettere in campo dei sostegni al reddito, come per la Fiat. Insomma, di sistemi per salvaguardare i dipendenti di Alitalia, ci sono, il governo ha ampia autonomia e margine di manovra. Occorre però prendere certe decisioni in fretta: non ostiniamoci a difendere l'indifendibile".
(23 gennaio 2006)
http://www.repubblica.it/images/loghi/l_economia.gif (http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/alitalia1/alitalia1/alitalia1.html)
Epicurion January 23rd, 2006, 09:55 AM qui fiumicino:
Alitalia: le proteste negli scali e le risposte del governo
Alemanno: «Verifica su Cimoli»
Secondo il ministro delle Politiche agricole «è necessario salvaguardare l'azienda»
ROMA - Ministro Alemanno, il suo partito, Alleanza nazionale, si è sempre molto occupato di Alitalia. Oggi per la compagnia è di nuovo emergenza. Come è possibile? «Un attimo, c’è bisogno di approfondire. Le rivendicazioni sindacali in questo caso non sono soltanto a tutela dei diritti dei lavoratori. Il problema ruota intorno al rispetto del piano industriale e le accuse dei sindacati sono molto specifiche: riguardano Cimoli e la sua gestione».
Quindi sono richieste legittime?
«Lo vedremo. Non è che i sindacati debbano sempre avere torto. Nel caso specifico, non mi pare che stiano giocando ad appesantire una situazione già difficile. Sono consapevoli delle difficoltà dell’azienda».
Quindi cosa succederà a palazzo Chigi mercoledì, quando vedrete i sindacati?
«In quella sede esamineremo le rivendicazioni sindacali e se fossero corrette sarebbe la posizione di Cimoli a essere messa in discussione».
Anche se finora il manager avesse fatto del suo meglio?
«Cimoli si è impegnato: è riuscito a trovare le risorse dell’aumento di capitale. Adesso però bisogna esaminare le responsabilità nell’attuazione del piano industriale».
La Lega non esita a dire che sarebbe meglio fare fallire la compagnia. Che ne dice?
«Che è una follia. Un’impresa va lasciata fallire se non ha un prodotto e un mercato. Se invece è stata solo vittima di una cattiva gestione di molti anni, allora va salvata. Il nostro Paese punta molto sul turismo per risollevare il Pil e una compagnia di bandiera è indispensabile a questo scopo».
Le sembra corretto, in una situazione ancora difficile, che Alitalia acquisti un’altra compagnia, nel caso specifico Volare?
«Questa è una delle critiche rivolte a Cimoli da verificare».
La scelta di Cimoli per Alitalia nacque da un patto Tremonti-Fini la cui regola principale fu l’estromissione dei partiti dalla gestione. È una regola ancora valida?
«Cimoli ai tempi si presentava come uno dei manager più accreditati nel campo dei trasporti. Certo però il trasporto aereo ha un suo specifico molto tecnico, la cui gestione può creare problemi anche al manager più bravo».
Si parlerà anche di questo nel prossimo consiglio dei ministri?
«Non vorrei però che su Cimoli si creasse una sorta di braccio di ferro: il partito dei favorevoli e quello dei contrari. Sarebbe la botta finale per Alitalia».
Ma un cambio ai vertici nella compagnia è da escludere o no?
«La richiesta di cambiare Cimoli non parte dalla politica: per i sindacati è condizione per salvare l’azienda. Vedremo. Intanto però bisogna ristabilire un clima di coesione che non c’è più. Al momento tra Cimoli e i sindacati c’è una profonda frattura».
È possibile che Cimoli resti e gli venga affiancato un esperto del settore in un ruolo operativo?
«È una possibilità. An, e io personalmente, vigileremo sulla situazione e cercheremo di risolverla in pochi giorni».
Antonella Baccaro
23 gennaio 2006
...qui malpensa:
La crisi della compagnia di bandiera e i disagi
Calderoli: «Alitalia può anche fallire»
«La protesta è selvaggia e fuori dalle regole»
ROMA — Ministro Calderoli (nella foto), il partito cui appartiene, la Lega, non ha mai risparmiato critiche ad Alitalia. Che idea si è fatto della vertenza riesplosa in questi giorni?
«Purtroppo quella che si sono fatti gli utenti della compagnia: pessima. Ora, mercoledì c'è questo incontro voluto dal governo a palazzo Chigi. Vedremo».
I sindacati chiedono che il governo intervenga per far rispettare al manager gli accordi che tutelano l'unitarietà dell'azienda. Come la vede?
«Penso che sia ora che i sindacati addivengano a più miti consigli e facciano dei sacrifici».
Dicono di averli già fatti: in fondo hanno concesso una riduzione del 30% sul costo del lavoro.
«Quello che vedo sono cittadini che pagano senza ottenere il servizio dovuto. Il problema dei sindacati è la loro "forma mentis": sono abituati a chiedere. E per farlo scioperano».
Scioperare è legittimo. Non crede?
«Sì, ma qui siamo persino in presenza di una protesta selvaggia, fuori dalle regole. Anche l'immagine dell'azienda ne esce a pezzi».
La responsabilità è tutta dei lavoratori, o anche gli attuali vertici, arrivati nel maggio 2004, hanno colpe?
«L'amministratore delegato Giancarlo Cimoli ha avuto un compito difficile da portare a termine e ha fatto abbastanza bene. Non direi che il problema sia cambiare il manager».
Ma come, sulla «Padania», il giornale della Lega, ieri il titolo d'apertura era «Mandiamoli a casa», riferito ai manager di Alitalia e Fs, con tanto di foto...
«Sì, ma quello che vogliamo dire è che in un momento in cui s'impone un certo rigore, le regole devono valere per tutti. Non è più consentito ad Alitalia chiedere aiuto al governo: non possiamo più intervenire».
Quindi cosa intendete fare mercoledì a palazzo Chigi?
«L'unico ruolo che possiamo avere è quello di mediazione».
C'è qualcuno che consiglia al governo di non fare neanche quello e di lasciare fallire Alitalia.
«Farla fallire? Se la situazione è tale per cui ogni volta devono venire a Canossa a chiedere aiuto, allora forse è meglio».
Il Tesoro ci ha appena messo una bella cifra nell'aumento di capitale...
«Sì, ed è l'ultima volta che lo può fare. Poi se la compagnia sta in piedi, bene. Se invece deve bruciare solo risorse, che vada incontro al suo destino».
Il governo avrebbe sbagliato investimento in questo caso. Non crede?
«Che il governo non dovesse metterci altri soldi noi lo abbiamo detto dai tempi del "prestito-ponte". E mi sembra che i fatti ci stiano dando ragione: la compagnia va salvata solo se fa il suo dovere. Che è erogare servizi».
Intanto Alitalia sta comprando Volare.
«Appunto. Sono molto perplesso: Alitalia ha lavoratori in cassintegrazione e acquista un'altra compagnia? E poi che fa, mette in cassintegrazione anche questi altri?».
Ma se eravate voi a sostenere l'integrazione tra Alitalia e Volare.
«Non mi risulta. Noi siamo sempre stati attenti ad assicurare che Volare continuasse a operare. E la soluzione Alitalia non mi pare lo garantisca».
Antonella Baccaro
23 gennaio 2006
Copyright 2005 © Rcs Quotidiani Spa
:no:
blimey January 23rd, 2006, 10:00 AM Why does the Pope kiss the land whenever he comes to a country? Because he flies with Alitalia!!
Camaway January 23rd, 2006, 11:32 AM Why does the Pope kiss the land whenever he comes to a country? Because he flies with Alitalia!!
You are sorely wrong. The pope is never afraid to fly Alitalia as he knows the plane is not going to take off anyway.
Falcon83 January 23rd, 2006, 12:21 PM prevedo un ritorno di Gruber in grande stile.
GENIUS LOCI January 23rd, 2006, 01:50 PM Gruber... dove sei?
Eleinad January 23rd, 2006, 09:28 PM «Ma ci sono buone prospettive per creare una struttura nuova» Maroni: se Alitalia non ce la fa, può fallire Il ministro del Welfare: «Se Alitalia non ha la forza per competere, è destinata a portare i libri in tribunale»
ROMA - «Se Alitalia non ha la forza per competere, per trovare al suo interno le risorse, è destinata a portare i libri in tribunale, dopodiché la preoccupazione del governo saranno i posti di lavoro, come sempre: ci sono, io credo, buone prospettive per creare una struttura nuova». Così, il ministro del Welfare, Roberto Maroni, è tornato sulla situazione della compagnia di bandiera, dopo aver parlato di rischio fallimento. «Non so bene cosa mercoledì ci chiederanno i sindacati - ha ribadito il ministro leghista, conversando coi giornalisti a Varese -. La mia impressione è che qualcuno a Roma pensa che Alitalia sia una cosa che deve sopravvivere a prescindere e che il governo ha l'obbligo di sostenere sempre e comunque: non è così, non può essere così».
23 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/23/maroni.shtml
Eleinad January 23rd, 2006, 09:30 PM Per martedì la compagnia prevede ancora ritardi e fino a 250 voli cancellati Alitalia, cancellati 225 voli. Crollo in Borsa La compagnia invita a chiamare il numero verde prima di andare in aeroporto. Tonfo del titolo che arriva a perdere il 8,84%
ROMA - Come previsto, la settimana si apre con una nuova giornata di difficoltà per i viaggiatori sui voli Alitalia. Fino alle 19 di lunedì sono stati cancellati 225 voli rispetto alle 250 cancellazioni stimate per la giornata sull'intera rete e per martedì la compagnia prevede ritardi e stima fino a 250 cancellazioni di voli. Pochi i passeggeri in fila ai banchi d'informazione. Ma qualcuno c'è, ed è infuriato: «Ieri sera ho sentito al telegiornale che lo sciopero era sospeso - ha detto un viaggiatore, Rodolfo Corinto, di Roma - ero convinto allora che il mio volo per Mosca, questa mattina, fosse in piedi, invece niente. Ora cerco un posto sul primo volo utile o su un'altra compagnia. Rischia di saltare un impegno di lavoro, da Mosca dovevo proseguire subito per Samara con un volo interno».
NUMERO VERDE - La compagnia invita l'utenza a contattare preventivamente il numero verde Alitalia 800.650055 per verificare lo status del volo prima di recarsi in aeroporto. Sono previsti per l'intera giornata, per «il protrarsi di iniziative sindacali illegittime», numerosi ritardi e cancellazioni. Dinanzi ai varchi d'ingresso alle officine, proseguono i presidi con una presenza complessiva, nel primo mattino, al momento, di circa 200 lavoratori.
A PICCO IN BORSA - La situazione intanto si ripercuote in maniera pesante in Borsa: peggiorano infatti ulteriormente i titoli Alitalia a Piazza Affari, con una perdita dell'8,84% ( ■ Quotazione http://perinvestire.corriere.it/quotazioni/dettaglio.aspx?tfs=1151&n1=1&mrk=-2 ).
23 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/23/alitalia.shtml
taurus January 24th, 2006, 12:22 AM ..speriamo sia la volta buona..
Eleinad January 24th, 2006, 10:54 AM Dopo le 225 cancellazioni di ieri, anche oggi forti disagi
A Fiumicino check-in deserti, decine di cancellazioni
Alitalia, Berlusconi contro gli scioperi
"Manu militari con chi si oppone"
Borsa, il titolo in netto rialzo in seguito alle parole del premier
"necessario attuare il piano Cimoli". Ieri era sceso dell'8,84%
ROMA - Intervento "manu militari" contro i lavoratori dell'Alitalia in sciopero. Lo dice il premier Silvio Berlusconi intervenendo a "Radio anch'io" su tutti i temi caldi della politica e dell'economia.
Dopo aver parlato della data delle elezioni e del riscaldamento da ridurre, il premier ha attaccato l'agitazione Alitalia: "C'è una situazione difficile. C'è da fare un intervento deciso, addirittura manu militari nei confronti di coloro che si oppongono... Credo si dovrà forse arrivare...". Poi frena: "Cerchiamo di evitarlo perchè poi possono succedere tragedie". Comunque, rivendica il premier, su Alitalia "l'attenzione del governo è assoluta". Però, insiste, "chi oggi sciopera, soprattutto i sindacati della sinistra e alcuni partiti della sinistra come Prc, non tengono conto del diritto dei cittadini".
E sulla privatizzazione della compagnia il premier ha sottolineato che "non risolverebbe nulla, gli scioperi selvaggi continuerebbero". Secondo Berlusconi quella di Alitalia è una situazione molto difficile, "anche perchè è difficile mettere insieme le idee di tutte le forze politiche della coalizione. Alitalia ha avuto meritatamente un aumento di capitale e non è possibile non attuare il piano di Cimoli", altrimenti bisognerebbe "restituire i capitali" agli imprenditori che hanno investito.
Quella appena cominciata è un'altra giornata difficile.
Continuano le assemblee permanenti e il risultato, se possibile, è ancora più devastante. Gli aerei sono ormai quasi tutti a terra a causa della mancata manutenzione. Ieri sono stati cancellati 225 voli. Oggi sono prevedibili numeri analoghi se non superiori e la compagnia invita i passeggeri a contattare preventivamente il numero verde 800.650055 per verificare lo status del volo prima di recarsi all'aeroporto.
Nello scalo romano di Fiumicino le sale check-in sono praticamente vuote. Decine di voli dell'Alitalia sono stati cancellati ed i passeggeri vengono riprotetti su altri aerei con ritardi che vanno da una a cinque ore. Il personale della compagnia di bandiera spiega ai passeggeri che protestano per i ritardi che i problemi nascono "a causa dello sciopero selvaggio degli assistenti di volo".
"La situazione sostanzialmente non migliora - ha dichiarato Claudio Genovesi, segretario nazionale della Filt-Cisl - ma tende a peggiorare. Senza manutenzione ordinaria gli aerei non possono decollare". Anche secondo Mauro Rossi, segretario nazionale di Filt-Cgil, la giornata di oggi sarà "in linea con quella di ieri, forse leggermente peggiore".
Domani è in programma l'incontro tra governo e sindacati, ma le posizioni già espresse dal ministro del Welfare Maroni non fanno sperare in facili soluzioni e i disagi potrebbero durare ancora a lungo.
Intanto in Borsa si registra una inversione di rotta per Alitalia che dopo aver perso fino al 5% in avvio sale ora del 3,16% a 1,076 euro, dopo l'intervento di Berlusconi. Ieri sulle azioni della compagnia ieri si era scatenata la bufera con un'ondata di vendite che le hanno fatto perdere in Borsa fino al 10%. Al termine della seduta, e dopo che per tutta la giornata sono continuate a fioccare cancellazioni di voli, il titolo dell'aviolinea aveva perso l'8,67% con scambi sul 4% del capitale.
Sullo sfondo, oltre al caos nei cieli, la prospettiva del crack che continua ad essere paventato dal ministro del Welfare. Ma sulla possibile chiusura della compagnia il Presidente del Consiglio assicura: "non è facile pensare di fare una cosa del genere" dice Berlusconi che difende "l'orgoglio nazionale di avere una compagnia di bandiera" ed invita i dipendenti a comportarsi "come quelli dell'Air France", facendo meno scioperi, e contribuendo così a fare andare "le cose meglio".
(24 gennaio 2006)
http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/alitalia1/ancoracaos/ancoracaos.html
Epicurion January 24th, 2006, 11:02 AM Intanto è prevista per la giornata di oggi la cancellazione di altri 250 voli
«Su Alitalia serve intervento manu militari»
Berlusconi a Radio Anch'io: «C'è da fare un intervento deciso, addirittura manu militari nei confronti di coloro che si oppongono»
ROMA - Si arroventa il caso Alitalia. E il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi getta benzina sul fuoco. Sul caso Alitalia, di fronte ai tanti scioperi, «c'è una situazione difficile. C'è da fare un intervento deciso, addirittura manu militari nei confronti di coloro che si oppongono... Credo si dovrà forse arrivare...». Parola di Berlusconi che, durante la trasmissione «Radio Anch'io», affronta l'argomento sottolineando che «cerchiamo di evitarlo perchè poi possono succedere tragedie». Comunque, rivendica il premier, su Alitalia «l'attenzione del governo è assoluta». Però, insiste, «chi oggi sciopera, soprattutto i sindacati della sinistra e alcuni partiti della sinistra come Prc (veramente nel settore forte è la presenza di Ugl, ed inoltre AN si è schierata apertamente a favore degli scioperanti, n.d.E.), non tengono conto del diritto dei cittadini».
Ad avviso di Berlusconi la compagnia non va privatizzata (peccato che la privatizzazione sia proprio la condizione posta da Bruxelles per autorizzare il prestito ponte, n.d.E.): «Attraverso la privatizzazione non si risolverebbe nulla, gli scioperi selvaggi continuerebbero». È quanto afferma Silvio Berlusconi sulla situazione in Alitalia. «È una situazione molto difficile. Anche perchè è difficile mettere insieme le idee di tutte le forze politiche della coalizione. Alitalia ha avuto meritatamente un aumento di capitale e non è possibile non attuare il piano di Cimoli», altrimenti bisognerebbe «restituire i capitali» agli imprenditori che hanno investito. «Trovo giusto - continua il premier - che un Paese abbia una propria compagnia di bandiera. Dovremo seguire l'esempio della Francia. Il governo fa di tutto, oggi incontra i sindacati».
CANCELLATI 250 VOLI - Intanto è prevista anche per la giornata di oggi la cancellazione di circa 250 voli nell’intero network. La Compagnia di bandiera nazionale consiglia a tutti i passeggeri di informarsi presso il numero verde sullo stato dei voli odierni. Continuano i presidi dei sindacati che si prolungheranno fino alla giornata di domani quando il problema Alitalia sarà presentato a Palazzo Chigi. I lavoratori hanno sottolineato di essere profondamente dispiaciuti dei disagi che stanno provocando ai passeggeri aggiungendo che si tratta di un ’atto dovuto’. Intanto all’aeroporto di Fiumicino per adesso si registrano pochi utenti presso i banchi informazioni Alitalia e presso i check-in anche perché come spiegano gli addetti ai lavori, molte persone hanno preferito disertare i viaggi previsti per oggi o cambiare compagnia. Nella giornata di ieri si sono registrati nel tardo pomeriggio numerosissimi disagi, ma soprattutto tanta rabbia da parte dei passeggeri rimasti per ore nell’aerostazione ed in particolare i passeggeri che provenivano da voli internazionali i quali erano completamente ignari della situazione italiana.
24 gennaio 2006
Copyright 2005 © Rcs Quotidiani Spa
Eleinad January 24th, 2006, 11:06 AM 24 gen 10:47
Alitalia: si' del ministero all'offerta per Volare
ROMA - Parere favorevole all'offerta di Alitalia per acquistare Volare e' stato espresso dal Comitato di sorveglianza del ministero delle Attivita' produttive. Ne da' notizia "Il Sole 24Ore". Ora manca solo il decreto del ministro Scajola per rendere ufficiale il via libera del ministero. (Agr)
Eleinad January 24th, 2006, 03:06 PM Intanto è prevista per la giornata di oggi la cancellazione di altri 250 voli Scioperi Alitalia, la procura apre un'inchiesta Si indaga per interruzione di pubblico servizio. Il premier: «Serve intervento manu militari contro chi si oppone al piano di rilancio»
ROMA - Si arroventa il caso Alitalia. E il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi getta benzina sul fuoco. Lo fa intervenendo ai microfoni di Radio Anch'io. Parlando degli scioperi degli ultimi giorni il premier ha detto che «c'è una situazione difficile. C'è da fare un intervento deciso, addirittura manu militari nei confronti di coloro che si oppongono... Credo si dovrà forse arrivare...». Berlusconi ha però sottolineato che «cerchiamo di evitarlo perchè poi possono succedere tragedie». Comunque, ha rivendicato il premier, su Alitalia «l'attenzione del governo è assoluta». Però, ha insistito, «chi oggi sciopera, soprattutto i sindacati della sinistra e alcuni partiti della sinistra come Prc, non tengono conto del diritto dei cittadini».
L'INCHIESTA - E proprio i diritti dei cittadini, ovvero l'interruzione di pubblico servizio, è all'origine dell'inchiesta giudiziaria aperta dalla procura della Repubblica di Civitavecchia, competente per la zona di Fiumicino. Il procedimento è stato aperto a seguito della cancellazione di numerosi voli a causa delle proteste del personale Alitalia. Al momento, non è stato adottato alcun provvedimento giudiziario. Nei prossimi giorni, le forze dell'ordine dovranno acquisire elementi conoscitivi da riferire alla magistratura, in relazione alle singole responsabilità degli scioperanti.
VOLI CANCELLATI - Nel frattempo, dei 250 voli stimati per oggi sull'intera rete AZ come probabili cancellazioni per il perdurare della mobilitazione dei lavoratori del Gruppo Alitalia, a Fiumicino fino alle ore 10, tra nazionali e internazionali, ne risultano soppressi già 30. Al «Leonardo da Vinci», dove i tre terminal risultano poco affollati e senza code di passeggeri ai check-in dell'Alitalia, proseguono intanto i presidi delle «tute verdi» davanti ai varchi di ingresso delle officine della Compagnia. Per ora, comunque, stando a quanto riferiscono le forze dell'ordine, non si registrano particolari problemi di ordine pubblico.
24 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/24/alitalia.shtml
Eleinad January 25th, 2006, 01:18 PM Previste circa 220 cancellazioni di voli sull'intera rete Alitalia, oggi incontro Governo-sindacati Alle 15 question time alla Camera sui livelli occupazionali e gli interventi di rilancio della compagnia. Presente anche Giovanardi
ROMA - Voli cancellati e file contenute ai banchi d'informazione di Alitalia. Nuova giornata di mobilitazione dei lavoratori della compagnia di bandiera, la settima consecutiva. Mentre si attende l'incontro, fissato alle 13 a Palazzo Chigi, tra governo e sindacati, all'aeroporto di Fiumicino vengono mantenuti i presidi: dalle 6.30 si sono alimentati i capannelli dei lavoratori davanti agli ingressi delle officine e degli hangar. Sfidano il freddo pungente ma sono decisi a mantenere ferma l'azione di protesta, in attesa delle notizie sull'esito dell'incontro tra i rappresentanti nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Up e il governo. Nelle aerostazioni i monitor di servizio segnalano in apertura di giornata già diverse cancellazioni di voli in partenza con la sigla AZ: fino alle 10, tra collegamenti nazionali e internazionali, se ne contano oltre una ventina. Tra le tratte soppresse, Atene, Barcellona, Catania, Torino, Trieste, Ginevra, Amsterdam, Parigi, Genova. La compagnia ha stimato per oggi, sull'intera rete, circa 220 cancellazioni. Solo a Fiumicino potrebbero saltare una novantina di collegamenti in partenza. L’Alitalia ricorda agli utenti che prima di raggiungere l’aeroporto è consigliabile consultare il numero verde 800.650055 o a il sito della compagnia www.alitalia.it per chiedere informazioni relative ai voli.
QUESTION TIME - Alle 15 il ministro del Welfare, Roberto Maroni, risponderà alla Camera a un'interrogazione sulle iniziative volte a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali di Alitalia. Anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, sarà presente per rispondere in merito agli interventi per il rilancio e lo sviluppo della compagnia e sulle iniziative del governo in relazione alle recenti agitazioni sindacali dei dipendenti.
MANIFESTAZIONE - Davanti a Palazzo Chigi è in programma una manifestazione dei lavoratori. «La Cub Trasporti - informa un comunicato sindacale - manifesta contro il progetto aziendale di smembrare l'Alitalia e vendere le attività di terra a terzi: un disegno industriale che Cimoli sta attuando dopo aver ottenuto la pace sociale e dopo la sottoscrizione degli accordi delle 9 sigle. I lavoratori che oggi come ieri si stanno mobilitando lo fanno affinché il personale di terra dell'Alitalia resti nella compagnia di bandiera».
25 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/25/alitalia.shtml
Eleinad January 25th, 2006, 01:18 PM Premier all'attacco «Caos Alitalia per oscurare il caso Unipol» L'atto d'accusa di Berlusconi ai sindacati: «Agitazione organizzata dalla sinistra per far dimenticare lo scandalo delle scalate»
ROMA - «Questi scioperi non nascono da soli, sono coordinati, organizzati. La sinistra si è trovata di fronte al problema dello scandalo Unipol e quindi è venuto fuori l'ordine generale: dimenticare Unipol».
SINDACATI NEL MIRINO - L'accusa è del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenuto a SkyTg24, che insiste: la sinistra «esalta ogni altra situazione per togliere via lo scandalo Unipol dai giornali». Sinistra che, insiste, «oggi è in gravissima difficolta di credibilità. Il velo di ipocrisia che la circonda e di cui era riuscita a coprirsi si è squarciato».
«MAI DETTO MANU MILITARI» - «Ho detto - spiega poi il premier riferendosi alle polemiche suscitate da alcune sue affermazioni di ieri - che non dobbiamo arrivare ad un intervento manu militari. Bisogna che i cittadini - prosegue il presidente del Consiglio- sappiano che se stanno a bivaccare in aeroporto la colpa è dei sindacati della sinistra».
LA DIFESA DI CIMOLI - Quanto alla situazione dell'Alitalia Berlusconi ha definito Giancarlo Cimoli «un ottimo amministratore», aggiungendo che la compagnia aerea «può andare bene e produrre utile». Quindi è tornato ad attaccare i sindacati: «si è deciso - ha spiegato il premier - il piano di ristrutturazione Alitalia firmato e sottoscritto da dipendenti e sindacati», poi «la Cgil si è accorta che una organizzazione diversa di Alitalia toglieva i cosiddetti manutentori al controllo dei sindacati».
25 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/25/alitalia.shtml
Tarchon January 25th, 2006, 01:32 PM Premier all'attacco «Caos Alitalia per oscurare il caso Unipol» L'atto d'accusa di Berlusconi ai sindacati: «Agitazione organizzata dalla sinistra per far dimenticare lo scandalo delle scalate»
Questa è proprio una stronzata degna di Berlusconi, mi ricorda tanto le caricature di Sabina Guzzanti.
Federicoft January 25th, 2006, 02:26 PM Premier all'attacco «Caos Alitalia per oscurare il caso Unipol» L'atto d'accusa di Berlusconi ai sindacati: «Agitazione organizzata dalla sinistra per far dimenticare lo scandalo delle scalate»
Uno scandalo che si stava sopendo da solo non essendo alimentato da alcun fatto?
Epicurion January 25th, 2006, 02:30 PM Questa è proprio una stronzata degna di Berlusconi, mi ricorda tanto le caricature di Sabina Guzzanti.come, vuoi dire che all'UGL (già sindacato del MSI) non sono comunisti??? e lo sanno tutti poi che i problemi Alitalia sono nati tutti nelle ultime settimane (dopo l'arresto di Fiorani)!!!
Epicurion January 27th, 2006, 08:28 AM INDISCRETO
Az service? Resta negli hangar
ROMA - ( a. bac. ) Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, l’ha detto anche ieri: «il piano Cimoli è l'unico modo per salvare» Alitalia. Dietro le quinte però il sottosegretario Gianni Letta, con i vertici di Alitalia e Fintecna, prepara la soluzione. Il piano, come richiesto da Tremonti, non viene toccato, ma solo «cristallizzato» per scavallare le elezioni. Il risultato si ottiene o allungando i tempi entro cui il cda di Az Service deve lanciare l’aumento di capitale a favore di Fintecna. Oppure impegnando lo stesso cda di Az Service a non eseguire per ora la delibera del 16 dicembre che fissava quell’aumento entro il primo semestre 2006.
Copyright 2006 © Rcs Quotidiani Spa
Epicurion January 27th, 2006, 08:36 AM Rinaldini: «La decisione alla firma del ministro Scajola». La compagnia ha 700 dipendenti
«Ho deciso: Volare va ad Alitalia»
Il commissario: sarà la compagnia low cost del gruppo. I ricorsi di Air One
VARESE - Il taglio netto a giorni di indiscrezioni, sussurri e mezze marce indietro arriva nella sala del municipio di Gallarate nel corso di una cerimonia che doveva essere un semplice saluto alle autorità cittadine: «Ho assegnato la compagnia aerea Volare ad Alitalia, il comitato consultivo ha avallato la mia decisione, il provvedimento è già alla firma del ministro Scajola». La voce di Carlo Rinaldini, il manager incaricato un anno fa di risollevare la disastrata società non lascia campo a dubbi. E se mai ce ne fossero, l'uomo rimasto al timone della compagnia aggiunge: «L'offerta presentata dalla compagnia di bandiera è stata valutata la migliore. Adesso occorre far presto perché Volare ha una serie di contratti in scadenza, primo fra tutti quello per l'affitto degli aerei». La notizia era nell'aria, ma non tutti si aspettavano un annuncio così repentino, viste le molte pressioni, anche in campo politico, che tenevano in bilico la decisione. «Siamo soddisfatti del lavoro svolto - commenta Rinaldini - la compagnia è stata salvata, non un lavoratore è stato licenziato. Alitalia e Volare possono ora integrarsi alla perfezione, la prima grazie a noi, può affrontare la sfida del low cost ». Alitalia aveva presentato l'offerta economica migliore (38 milioni di euro) ma c'è stato chi, come il ministro Maroni, nutre forti dubbi che la compagnia di Giancarlo Cimoli, vista la bufera che la sta investendo, possa garantire un futuro a Volare. «Ma una volta calato il polverone di questi giorni - così Rinaldini stoppa le obiezioni - vedrete che tutto si risolverà. Alitalia è in questo momento una società con una forte liquidità, ha raccolto sul mercato un miliardo di euro e ha preso impegni precisi sul mantenimento degli slot di Volare e sullo sviluppo della compagnia a Malpensa. Impegni che mi auguro vengano resi pubblici». Dei 1.200 dipendenti che il vettore di Gallarate aveva in carico al momento in cui fu decisa la terapia della legge Marzano, ne sono rimasti solo 700, metà di loro è in cassa integrazione, ma ai lavoratori la scelta delle nozze con Alitalia piace: «È il partner non solo che ha avanzato l'offerta più ricca - commenta Giuliana De Poli, delegata sindacale di Volare - ma che può aggiungere tutto ciò che ci manca in termini di tecnologie e strategie aziendali. Abbiamo passato mesi nerissimi, abbiamo creduto nelle possibilità di riscatto, questa ci sembra davvero la soluzione migliore». L'happy end dunque è già scritto? Come detto, manca solo la firma del ministro sui titoli di coda e bisognerà fare i conti con il fuoco di sbarramento organizzato da Air One, la compagnia risultata perdente nell'asta di Volare: Air One ha già presentato ricorsi al tribunale di Roma e all'Antitrust, contestando la posizione dominante che Alitalia avrebbe acquisito nel campo delle rotte nazionali.
Claudio Del Frate
Copyright 2006 © Rcs Quotidiani Spa
Eleinad January 28th, 2006, 12:39 PM VARESE I dipendenti del gruppo di Gallarate approvano la scelta della compagnia di bandiera
«Alitalia partner ideale per Volare»
Chiesto un vertice per organici e sviluppo. L'ombra del ricorso di Air One
VARESE — «Come eravamo messi un anno fa? Senza soldi, senza aerei e con gli scali di tutta l'Europa che ci avevano chiuso le porte. È stata difficile, ma adesso siamo ancora in pista». Giuliana De Poli, a suo modo, è una «pasionaria». È entrata nei ranghi di Volare (o meglio di Air Europe, il marchio dei voli charter del gruppo) nel '90, è stata per tanti anni hostess sulle linee intercontinentali prima di passare dietro a una scrivania. Ha resistito alla tentazione di dimettersi quando la compagnia si è trovata con un piede nella fossa e adesso può guardare di nuovo al futuro, grazie alle annunciate nozze del piccolo vettore gallaratese con Alitalia. Lei e altri 700 dipendenti che sono rimasti nei ranghi di Volare. Mai avuto la tentazione di gettare la spugna? «Mai, anche se è stata dura, specie per me che lavoro all'ufficio commerciale: provate voi a chiedere fiducia ai creditori spiegando che cos'è la legge Marzano, che all'estero nessuno conosce. Come sono stati questi dodici mesi? Fino ad aprile solo i pochi spiccioli della cassa integrazione, poi finalmente il rientro nei ranghi, al lavoro attivo, ma sempre con il fiato sospeso per timore che tutto il castello crollasse». Giuliana De Poli, come la maggior parte dei suoi colleghi di lavoro, guarda ora in maniera positiva all'arrivo di Alitalia. Non vi sentite, come ha detto il ministro Maroni, simili i lemmings, piccoli roditori con una spiccata tendenza al suicidio? «Per niente, riteniamo la compagnia di bandiera il partner ideale per Volare, ha tutto quello che manca a noi». Giudizio sostanzialmente condiviso dalle segreterie territoriali di categoria, anche se con il proverbiale «grano salis». «Abbiamo già chiesto un vertice a tre — spiega Luigi Argiolas, della Cgil trasporti — fra noi, Alitalia e il commissario di Volare Carlo Rinaldini: vogliamo sentire dalla viva voce di Alitalia quali impegni intende assumere per i lavoratori e per lo sviluppo di Volare, specie nell'area di Malpensa». Fidarsi è bene, insomma, ma se ci sono parole messe nero su bianco è meglio per tutti, specie perché qualche trappola è ancora disseminata qua e là. Noti sono i ricorsi di Air One, la società uscita sconfitta dalla corsa a Volare, mentre ancora ieri l'entourage del ministro Maroni ribadiva le sue perplessità sulla scelta di Alitalia, società il cui piano di ristrutturazione prevede invece l'alleggerimento dei costi del personale.
C. Del.
700 I DIPENDENTIdella compagnia Volare che ora dovrebbero passare nei ranghi di Alitalia
38 MILIONIdi euro: è l'offerta presentata da Alitalia all'asta per Volare
http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2006/01/28/lombardia/11_APRE.shtml
Eleinad January 30th, 2006, 04:39 PM 30 gen 16:13
Alitalia: acquisto di Volare Group blaccato dal Tribunale di Roma
ROMA - Il tribunale civile di Roma ha bloccato l'acquisizione di Volare Group da parte di Alitalia, accogliendo il ricorso presentato da AirOne e motivato con la tesi che Alitalia non poteva effettuare investimenti a causa dei vincoli imposti dall'Ue per l'ok al prestito ponte. Accolta dunque la tesi di Air One secondo la quale Alitalia avrebbe fatto, con l'offerta per Volare, un uso illegale degli aiuti di stato. (Agr)
|
|