View Full Version : TORINO



mariocesare
November 2nd, 2009, 11:07 PM
Ma Ghiglia avrà sentito le notizie da Pechino riguardo la neve? :ohno::ohno:

FaseREM
November 2nd, 2009, 11:10 PM
Ciao! Mi sono finalmente deciso a scrivere dopo mesi di sola lettura.
Sono un futuro fisico (speriamo!) appassionato però da sempre di architettura e di Torino.
Avrei qualche foto della costruenda stazione di Grugliasco e dell'inizio della demolizione dell' ex-Elbi a Collegno. Dove potrei postarle?
Ciao:)

E certo che devi! :)
Benvenuto Andrea!!!!

edit: risulta che ti abbia dato il benvenuto prima ancora che scrivessi, è un fenomeno paranormale, dovrei chiamare Giacobbo...

Andrea87
November 2nd, 2009, 11:11 PM
Ciao! Mi sono finalmente deciso a scrivere dopo mesi di sola lettura.
Sono un futuro fisico (speriamo!) appassionato però da sempre di architettura e di Torino.
Avrei qualche foto della costruenda stazione di Grugliasco e dell'inizio della demolizione dell' ex-Elbi a Collegno. Dove potrei postarle?
Ciao:)

Marmox
November 2nd, 2009, 11:48 PM
Benvenuto Andrea! :)

Per trovare la discussione più attinente per pubblicare le foto, puoi utilizzare il mio indice (http://www.marmox.it/forumssc.php).

fabrik
November 3rd, 2009, 08:19 AM
Quattro giovani architetti italiani (2 torinesi) affermati a livello nazionale/internazionale , in gara per la sede Lavazza
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-02/2009110214106081.pdf

Slitta al 2012 la riqualificazione di via Nizza
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-03/2009110314110556.pdf

dreaad
November 3rd, 2009, 11:09 AM
^^ Non vedo l'ora :cheers::cheers:

comunicazione di servizio per i club2clubbari :D

venerdì l'ingresso singolo a ogni club costerà 13€

kiob
November 3rd, 2009, 12:53 PM
Ciao! Mi sono finalmente deciso a scrivere dopo mesi di sola lettura.
Sono un futuro fisico (speriamo!) appassionato però da sempre di architettura e di Torino.

1) benvenuto!
2) che impressione.... io sono il PADRE di una futura fisica...

orefra
November 3rd, 2009, 01:05 PM
Non ho trovato più notizie sul grattacielo rai in via cernaia ... oramai semi abbandonato, posso chiedervi se sia stato deciso qualcosa sul suo futuro?:ohno:

takethemoney&run
November 3rd, 2009, 03:55 PM
Ma Ghiglia avrà sentito le notizie da Pechino riguardo la neve? :ohno::ohno:

per la serie: cavalchiamo il cavallo dell'attualita'. sembra che sia iniziato di nuovo il grande fratello in tv, a quando una battuta sulla macchietta di turno??..
per forza non vincono mai qui (anche se a livello nazionale funziona). questo conferma che il carattere del tipico piemontese e dell'italiano medio non coincidono...

dreaad
November 3rd, 2009, 07:43 PM
Non ho trovato più notizie sul grattacielo rai in via cernaia ... oramai semi abbandonato, posso chiedervi se sia stato deciso qualcosa sul suo futuro?:ohno:

ma i dipendenti sono stati tutti spostati in corso giambone??
a maggio ce n'erano ancora 400 --> http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=37362366&postcount=488

cmq il problema sono gli alti costi di bonifica dell'amianto (che ha causato anche tumori). --> http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=29973678&postcount=360

FabioST
November 3rd, 2009, 07:51 PM
ma i dipendenti sono stati tutti spostati in corso giambone??
a maggio ce n'erano ancora 400 --> http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=37362366&postcount=488

cmq il problema sono gli alti costi di bonifica dell'amianto (che ha causato anche tumori). --> http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=29973678&postcount=360

Ci pensavo giusto un'oretta fa che ci sono passato davanti...una qiundicina di luci erano accese...

fabrik
November 3rd, 2009, 07:54 PM
Torino, le ceneri dei defunti si potranno spargere nel Po
Il Comune ha scelto la tradizione indiana. In città cremati quattro defunti su dieci
di Paolo Griseri

Po come il Gange. Scorre da ovest a est, è considerato sacro fin dall´antichità (ben prima delle ampolle di Bossi) e, al pari del lontano parente indiano, presto accoglierà le ceneri dei defunti. Il progetto è dei tecnici del Comune di Torino che avrebbero già individuato due aree, una sulle sponde dell´antico Eridano e l´altra su quelle della Dora, per consentire la dispersione delle ceneri dei cremati. «Questione di qualche settimana e tutto sarà pronto», promette il vicesindaco Tom Dealessandri.

La possibilità di disperdere le ceneri dei defunti è prevista dal nuovo regolamento che l´amministrazione torinese ha approvato alcuni mesi fa. Ma per passare dall´enunciazione di principio alla pratica era necessario che si decidesse dove è materialmente possibile spargere i resti dei propri cari. «Fino ad ora - spiega il vicesindaco - si era destinato a questo scopo un roseto che si trova all´interno del cimitero monumentale», a pochi passi dal tempio crematorio. E se in futuro la pratica della dispersione dovesse diffondersi? È chiaro che in quel caso il roseto non sarebbe la soluzione adeguata: meglio seguire la tradizione indiana. La dispersione nel Po e nella Dora non presenta particolari problemi igienici. A patto che vengano rispettati certi criteri: «È necessario individuare un luogo in cui si possano spargere le ceneri in direzioni diverse a seconda del mutare del vento - spiega Dealessandri - ed è ovvio che questo debba avvenire a una certa distanza dalle case». Sembra che risponda ai requisiti un´area nella parte nord della città, ai piedi della Basilica di Superga, vicino alla confluenza del Po e della Dora mentre non sarebbe adatto il parco del Valentino, troppo centrale.

Secondo la tradizione indù, la dispersione delle ceneri nel grande fiume favorisce il viaggio dell´anima del defunto verso il cielo proprio come l´acqua raggiungerà il mare. Per la chiesa cattolica invece la dispersione è una pratica che va contro i precetti della fede. Pur avendo ammesso, dopo secoli di ostracismo, la pratica della cremazione (con un provvedimento del 1963, in piena età conciliare), il Vaticano osteggia la dispersione delle ceneri. Sull´argomento è tornato domenica scorsa il cardinale di Torino, Severino Poletto: «La dispersione delle ceneri priva ciascuno della possibilità di avere un luogo in cui pregare per i propri defunti. C´è il rischio che con la perdita di quel luogo si perda anche la memoria, il culto dei propri cari. E si scivoli verso una dimensione individuale della preghiera e della fede». Per questo motivo l´arcivescovo di Torino condanna sia la dispersione sia la pratica di custodire le urne dei defunti in casa propria.

Una lunga tradizione laica e massonica ha comunque favorito da molto tempo la diffusione della pratica della cremazione a Torino. E c´è da attendersi che anche la prossima possibilità della dispersione delle ceneri incontrerà il favore di molti. Oggi il 40 per cento dei funerali in città si conclude al Tempio crematorio

http://torino.repubblica.it/dettaglio/torino-le-ceneri-dei-defunti-si-potranno-spargere-nel-po/1767584

fabrik
November 3rd, 2009, 07:56 PM
"Fiat negli Usa? Sconosciuta. La garanzia è Marchionne"
La "Motor city italiana" vista da Detroit: parla John McElroy, esperto di automotive
di Milena Vercellino

La Motor City italiana va alla conquista degli Usa, tra strategie di management innovative, integrazione produttiva e una vecchia reputazione da scrollarsi di dosso. Alla vigilia della presentazione del piano Chrysler abbiamo parlato con JohnMcElroy, autorevole esperto del settore automotive, giornalista e commentatore che vive e lavora in Michigan.

Mr. McElroy, com´è vista Fiat negli Usa?
«La maggior parte dei consumatori americani non conosce per nulla Fiat. La società è uscita dal mercato Usa 25 anni fa, quindi la maggior parte delle persone non ha mai visto un´auto Fiat su strada. Alcuni invece si ricordano le auto Fiat, e la maggior parte di loro pensa che Fiat non abbia una reputazione di buona qualità. I media americani, dal canto loro, continuano a ricordare al pubblico che Fiat non aveva una buona reputazione. Ma molti nella stampa di settore specializzata in automotive sanno che Fiat è migliorata moltissimo da quando Marchionne ne ha preso la guida. Ma in ogni caso i consumatori Usa non avranno bisogno di formarsi un´opinione del marchio Fiat, perché sul mercato Usa continueranno a comprare auto con marchio Chrysler e le considereranno come tali.»

E lei cosa pensa di Fiat e del lavoro svolto dal management negli ultimi anni?
«Sono molto impressionato dal lavoro fatto da Marchionne. E´ impressionante quanto velocemente sia riuscito a rimettere in sesto Fiat. E l´ottimo lavoro lo ha svolto su due fronti: il primo è stato riuscire a rendere il business di nuovo profittevole, il secondo per quanto riguarda il design e l´ingegneria».

Come vedono Torino gli esperti Usa del settore automotive?
«Torino è molto conosciuta nell´industria dell´auto, la chiamiamo la "Detroit italiana". C´è una considerazione molto alta nel settore delle sue capacità nella produzione di automobili».

Visti i problemi incontrati negli ultimi anni da due importanti carrozzerie torinesi specializzate in auto di alta gamma come Bertone e Pininfarina, pensa che ci sia ancora spazio nel mercato attuale per nuovi prodotti di lusso?«Anche se produttori come Bertone e Pininfarina stanno passando un periodo problematico, penso che operazioni del genere funzioneranno bene in futuro. Gli stabilimenti stanno diventando sempre più flessibili e possono produrre tanti modelli diversi. Penso che l´intero mercato si stia frammentando in più e più nicchie, così che il produttore può studiare un´auto per ogni tipo di consumatore. E chi compra auto di lusso sarà disposto a pagare per avere un´auto connotata dall´esclusività, prodotta in piccola serie».

Che ne pensa dell´allarme lanciato recentemente dal Wall Street Journal, secondo il quale Chrysler starebbe facendo troppo affidamento su Fiat?«Quando la Chrysler è stata acquisita da Daimler, la Daimler ha cominciato a integrare le funzioni ed a portare le funzioni ingegneristiche più avanzate in Germania. Poi, quando Chrysler è stata acquisita da Cerberus, le competenze ingegneristiche di Chrysler sono state ulteriormente ridotte. Quindi ora Chrysler non ha le capacità ingegneristiche sufficienti ad esempio per fare nuovi motori a basso consumo, ed hanno bisogno di Fiat. Non c´è alternativa, Chrysler non ha più le competenze. Inoltre, dati i parametri energetici nel nostro Paese, Chrysler deve fare auto più piccole, e le ci vorrebbero 4 o 5 anni per farlo. Usando la piattaforma Fiat, può farlo più velocemente».

Più avanti si potrà pensare ad una diversa organizzazione delle competenze tra Fiat e Chrysler?
«Forse tra 4 o 5 anni Fiat e Chrysler potranno dividersi diversamente le competenze, ma al momento Chrysler è profondamente in crisi ed ha bisogno di fare prodotti nuovi e di portarli nei concessionari il più in fretta possibile. Chrysler ha attraversato dieci anni di pessimo management, prima sotto Daimler e poi sotto Cerberus. Sarà una grossa sfida, ma è troppo presto per dire che avrà successo. Dipenderà dalla risposta del mercato».

Cosa l´ha colpita di più del lavoro svolto da Marchionne?
«La cosa più intrigante è il modo in cui Marchionne ha dato totale responsabilità alle persone che lavorano con lui, assegnando una doppia responsabilità societaria all´interno del gruppo. Prima l´ha fatto ad esempio con Alfa Romeo, ed ora lo sta facendo con Chrysler. E´ molto interessante, e molto diverso da tutto quello che ho visto sinora».

http://torino.repubblica.it/dettaglio/fiat-negli-usa-sconosciuta-la-garanzia-e-marchionne/1767820

fabrik
November 3rd, 2009, 07:58 PM
Bussola del Carignano, si ritorna all'antico

Il Teatro Stabile ci ha ripensato. A pochi mesi dalla riapertura del teatro Carignano, è stato rifatto il look alla bussola d'ingresso. Via i fascioni in acciaio satinato che avevano sollevato tante polemiche e critiche ai progettisti al punto che qualcuno aveva parlato di un ingresso "stile grande magazzino o Asl". La bussola si presenta adesso color legno. Il nuovo look valorizza l'atrio interno in attesa che venga aperto il collegamento interno con il caffè Pepino in modo da permettere agli spettatori di bere qualcosa senza uscire all'aperto

http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reptorino/2009/11/03/1257243164359_01053f4f.jpg

http://torino.repubblica.it/dettaglio/bussola-del-carignano-si-ritorna-allantico/1767869

fabrik
November 3rd, 2009, 08:04 PM
Luci sulla città

«L'energia che unisce si espande nel blu» di Marco Gastini
http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/torino/appuntamenti/luci2_g.jpg
Tra le quindici opere due novità: in Galleria Subalpina e via Lagrange

emanuela minucci

torino
Luci sulla città. Da stasera alle sei e mezzo Torino riaccende d’arte le sue piazze e vie più belle. Lo spettacolo (che si replica per la dodicesima volta, ma continua ad essere citato come esempio da imitare nelle altre città italiane), debutterà in Galleria Subalpina, giacchè una delle due opere inedite di questa edizione campeggerà proprio sul soffitto di questo salotto ottocentesco. La novità, dal titolo «L’energia che unisce si espande nel blu», è stata concepita da Marco Gastini che stasera sarà presente all’inaugurazione e ha definito Galleria Subalpina «uno spazio unico per sensibilità, un gioiello di leggerezza unita a un pizzico di austerità». Accanto a lui, naturalmente, l’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri che, per la dodicesima volta, assisterà al rito dell’accensione di un’iniziativa da lui stesso ideata nel 1997.

La manifestazione - progettata dalla Città con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Gruppo Iride e Camera di Commercio di Torino - è uno degli appuntamenti principali all’interno di ContemporaryArt Torino Piemonte, il calendario autunnale delle arti contemporanee ricco di eventi di arti visive, musica, teatro, cinema e performing arts. Quindici installazioni dal costo di 900 mila euro di forte impatto visivo, realizzate da altrettanti artisti di fama internazionale, stanno dunque per accendersi nel cuore della città e dar vita ad un’autentica mostra «en-plein-air».

«L’evento è riconosciuto in Italia e all’estero come il simbolo di una Torino in costante fermento artistico - ha dichiarato ieri l’assessore Alfieri - e ha dimostrato nel tempo di avere la capacità e le potenzialità per portare l’arte contemporanea alla gente comune, promuovendo il dialogo fra questi due soggetti».

Ma torniamo alle due nuove installazioni. Si parte da quella di Marco Gastini (un affascinante e futuribile cielo stellato) per arrivare a «Mosaico» di Enrica Borghi nata nel 2007 per la città di Salerno, come omaggio agli antichi decori realizzati all’interno del Duomo. Solo per quest’anno l’opera è stata allestita Torino, nella pedonale via Lagrange: 150 pannelli costituiti da una struttura in alluminio ai cui lati sono stati incastonati fondi di bottiglia forati ed uniti tra loro da fascette autobloccanti. A queste luci si affiancheranno quelle di Mario Airò, Daniel Buren, Francesco Casorati, Nicola De Maria, Rebecca Horn, Joseph Kosuth, Qingyun Ma, Mario Merz, Domenico Luca Pannoli, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Luigi Stoisa e Gilberto Zorio. Fra quelle più affascinanti, rispettivamente in piazza Carignano e nella pedonale via Garibaldi, Cosmometrie di Mario Airò e «Noi» di Luigi Stoisa.

Sulla centralissima via Roma domina invece «Volo su…» di Francesco Casorati, un filo rosso in flex-neon sostenuto da sagome geometriche di uccelli fiabeschi. Sul cielo di via Po, invece, troviamo come di consueto «Palomar» di Giulio Paolini, opera concepita come un antico atlante astronomico, costellata da pianeti. Confermato in piazza San Carlo, invece, «Regno dei Fiori»: nido cosmico di tutte le anime di Nicola De Maria, dopo essere stata esposta in piazza Carlina e in piazza Vittorio. Tra le altre conferme eccellenti ( il legame con lo spazio scelto per la loro installazione è molto forte) troviamo il «Tappeto volante» di Daniel Buren, sospeso in piazza Palazzo di Città, mentre i «Piccoli spiriti blu» di Rebecca Horn continuano ad aleggiare sul Monte dei Cappuccini.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cultura/articolo/lstp/82571/

fabrik
November 3rd, 2009, 08:13 PM
http://i34.************/4vlmbc.jpg

dreaad
November 3rd, 2009, 08:15 PM
^^ uao che bella quella dentro la galleria!! sono curioso anche per quella in via lagrange.

putroppo invece niente luci a mirafiori.

mariocesare
November 3rd, 2009, 08:58 PM
:)
Si sta ancora cercando di capire se la proposta (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=45431727&postcount=415) (da spedire al comune di Torino) di mantenere sul futuro viale della Spina su corso Principe Oddone un ricordo della linea ferroviaria storica Torino-Milano in disallestimento (proposta di Mr. Mariocesare) e' di interesse oppure no.

Nel thread del passante se ne parla estesamente: se interessa a qualcuno di voi, fatecelo sapere!!! (se non e' di interesse e' inutile andare avanti :))

Riobasco
November 3rd, 2009, 09:27 PM
^^
(Per favore rispondetegli, altrimenti si travestirà da testimone di Geova e verrà a bussare a ciascuno di voi, omaggiandovi di un modellino del ponte costruito da lui coi fiammiferi da cucina... :lol:)

dreaad
November 3rd, 2009, 09:40 PM
^^ uao che bella quella dentro la galleria!! sono curioso anche per quella in via lagrange.

putroppo invece niente luci a mirafiori.

ecco quelle in via lagrange :)

http://www.lastampa.it/multimedia/torino/21745_album/luci_artista.jpg

FaseREM
November 3rd, 2009, 10:36 PM
http://www.lastampa.it/multimedia/torino/21745_album/luci_artista.jpg

Ma dai, pensavo che si illuminassero, invece mi pare di capire che riflettono solo la luce circostante. La Borghi mi pare che sia quella tizia che fa tutto con le bottiglie di plastica. Vabbè, sono carine lo stesso.

gabbo82
November 3rd, 2009, 10:52 PM
Oggi in Galleria San Federico...
E intanto aspettiamo l'inaugurazione del Lux..


http://i33.************/2vkg6bl.jpg

Cumino
November 3rd, 2009, 11:15 PM
^^ Anch'io ho fatto una foto stamattina, ma esattamente dall'altro lato :cheers:

dreaad
November 4th, 2009, 05:39 AM
Non sporcare la città: Buttalo giusto
03-11-2009

Poltrona Il senso di appartenenza ad una comunità, passa attraverso la condivisione di particolari grandi e piccoli.
Ad esempio la lingua parlata, e spesso il dialetto, le abitudini alimentari, il tifo sportivo. Anche la cura per la propria città può rappresentare un significativo contributo alla creazione di un’identità comune. Per questo la Città, in collaborazione con AMIAT, ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione che aiuti a mantenere pulita Torino.
“Buttalo giusto” è stata presentata lunedì 2 novembre a Palazzo Civico. Partirà questo fine settimana con una provocazione: un enorme sacco di rifiuti (ovviamente finto) alto 6 metri, verrà simbolicamente sistemato in piazza Castello. Sarà l’occasione per distribuire materiale informativo ai cittadini durante l’abituale passeggio festivo e per il personale dell’AMIAT di fornire le indicazioni necessarie per un corretto smaltimento dei rifiuti.
Il problema dell’abbandono in strada o vicino ai cassonetti di rifiuti di vario tipo, continua infatti ad essere un problema non secondario oltre che un ostacolo all’attività degli operatori dell’azienda.
La campagna “Buttalo giusto” sarà supportata da circa 2mila manifesti che saranno affissi nelle vie della città. Sarà anche in funzione un sito dedicato: www.buttalogiusto.it, dove si potranno trovare risposte ai più svariati quesiti in tema di igiene urbana.


http://www.comune.torino.it/cittagora/article_7337.shtml

____________________________________________________


lancerei in testa a quegli incivili :bash::bash:i televisori e frigoferi e quant'altro che lasciano in strada quando basta alzare la cornetta del telefono per chiamare l'amiat e farseli ritirare GRATUITAMENTE
http://www.amiat.it/interno.cfm?SEZ_ID=20&SS_ID=10&PAG_ID=1

dreaad
November 4th, 2009, 06:48 AM
TRATTAMENTO TERRE DA SCAVO, TORINO ELABORA UN DOCUMENTO PER LA LORO CORRETTA GESTIONE

La materia del trattamento delle terre e rocce da scavo si è arricchita negli anni di numerosi interventi legislativi che ne hanno definito le modalità e le competenze di ciascun ente territoriale. La Città di Torino, dopo un lungo lavoro di interpretazione di coordinamento tra i diversi settori tecnici, ha elaborato un documento “per la verifica del corretto utilizzo delle terre e rocce da scavo”, al fine di darsi strumenti univoci per l’applicazione degli articoli 185 e 186 del decreto legislativo 152/2006, anche definito “Testo unico ambientale”, e delle loro successive modifiche, articoli che per l’appunto regolamentano le modalità di trattamento di tali materiali.

In pratica, ogni qualvolta sia prevista l’apertura di un cantiere che comporta la produzione di materiali di scavo, prima dell’avvio dei lavori occorre prevedere dove saranno smaltiti i materiali. Sono tre gli aspetti più importanti da sottolineare: la creazione di un progetto di recupero o di smaltimento prima dell’avvio del cantiere; l’analisi del materiale prima o durante lo scavo tramite sondaggi per una analisi geognostica, il cui numero è proporzionato all’estensione dell’area interessata dallo scavo; la presenza, durante il trasferimento del materiale, di un documento di trasporto che attesti l’origine e la destinazione dei materiali trasportati.

Prima città in Italia ad essersi dotata di un tale strumento, Torino deve fare i conti con i grandi cantieri che stanno cambiando il volto della città, a cominciare dai lavori per il Passante ferroviario e da quelli per la Metropolitana, che movimentano una notevole quantità di materiali di risulta.
(mm)

Torino, 3 Novembre 2009

http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_779.shtml

dreaad
November 4th, 2009, 06:55 AM
MANCANZA FONDI PER ESTENSIONE SERVIZIO RACCOLTA "PORTA A PORTA" IN CENTRO
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-03/2009110314110491.pdf

fabrik
November 4th, 2009, 11:44 AM
GM non vende più Opel
http://www.motori24.ilsole24ore.com/Mercato/2009/11/gm-opel-vendita.php

Futuro più roseo per le attività torinesi?

Cumino
November 4th, 2009, 11:51 AM
Per caso c'è qualche manifestazione in centro?
In piazza castello è pieno di polizia e militari. Ieri in via roma ho visto passare un camion dell'esercito con rimorchio (vuoto), non so a cosa servisse ma era enorme.

Oggi, un gruppetto di soldati faceva capannello sotto i portici di via roma angolo piazza castello, avranno avuto 18/20 anni, armati fino ai denti con dei mitra che non finivano più... tra l'altro se la ridevano di gusto.

:dunno:

ZioFausto
November 4th, 2009, 11:58 AM
plotti mi ha anticipato di qualche secondo :lol:


questo post si dovrebbe trovare due post più in basso

mah

plottigat
November 4th, 2009, 12:00 PM
^^
Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12

La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.

ZioFausto
November 4th, 2009, 12:00 PM
^^

oggi è il 4 novembre festa delle forze armate, ci sarà qualche parata probabilmente

fabrik
November 4th, 2009, 12:02 PM
^^ ^^ avranno messo qualche Centauro o Ariete in esposizione in Piazza Castello

ZioFausto
November 4th, 2009, 12:20 PM
http://www.torinoblog.it/blog/2009/11/02/4-novembre-festa-in-piazza/

4 Novembre, festa in piazza
Scritto Lunedì 2 Novembre 2009 da Giada Aramu
Leggi tutti gli articoli di Giada Aramu


Torino sta lucidando l’argenteria per la festa dell’Unità Nazionale, un’occasione che coinvolgerà la nostra bella città dal 4 al 7 Novembre.
Le iniziative organizzate sono molte, principalmente organizzate nell’area centrale a partire dall’Alzabandiera dell ore 10 che si terrà in piazza Castello e alla quale parteciperanno le forze militari italiane che si dirigeranno in seguito verso la Gran Madre per una cerimonia in ricordo ai caduti.
Storia sì, ma non solo. Durante la stessa giornata infatti, sarà possibile visitare le caserme militari tra cui la Montegrappa, sede della Brigata Taurinense, la Pietro Micca, Comando provinciale dei Carabienieri, la caserma che ospita il Nizza Cavalleria e che ha sede a Pinerolo, sempre in provincia la Ceccaroni di Rivoli e le caserme militari di Venaria, Rivoli e Chivasso.

Negli altri giorni dedicati alla festa vogliamo segnalarvi il concerto che si terrà sabato 7 novembre in piazza San Carlo, al quale parteciperanno la Fanfara Taurinense e la banda del corpo di Polizia Municipale e domenica 8 quando, sempre in piazza San Carlo, sarà possibile vedere all’opera le unità cinofile impiegate dei nostri corpi di Polizia durante la ricerca dei dispersi. E tra una prodezza cinofila e l’altra, in piazza verranno anche esposti alcuni mezzi militari storici.


Per rimanere in tema, nell’ex Ospedale militare Riberi (corso IV novembre 66) sarà possibile visitare la mostra “L’Esercito ieri e oggi”, un importante contributo al lavoro del militare dal 1861 fino ai giorni nostri. Un momento per insegnare la storia alle nuove generazioni e far ricordare momenti di grande emozione a quelle più vecchie.
L’esposizione resterà aperta fino al 20 novembre con i seguenti orari:
Lunedì – Domenica: 10-12 / 15-17
Ingresso libero.

(fabrizio)
November 4th, 2009, 12:37 PM
Cumino: sono le truppe di Brunetta inviate a cercare quello scansafatiche di Riobasco che, invece di lavorare, va in giro per trattorie e fa le foto ai cantieri...

Riobasco
November 4th, 2009, 01:56 PM
Cumino: sono le truppe di Brunetta inviate a cercare quello scansafatiche di Riobasco che, invece di lavorare, va in giro per trattorie e fa le foto ai cantieri...

^^ :hilarious

Stamattina c'era la cerimonia dell"Alzabandiera in piazza Castello e, subito dopo, la messa per i caduti della prima guerra mondiale alla Gran Madre, con deposizione di corone di fiori nell'ossario sottostante (che non avevo mai visitato, tra l'altro, ed ho trovato suggestivo).
Per quanto riguarda Renato, sarà un'altra tacca sul calcio del fucile... dal 1983 ad oggi ci hanno provato in tanti a farmi lavorare, ma si sono sempre arresi alla mia "classe"! :rofl:

(fabrizio)
November 4th, 2009, 02:23 PM
^^ :hilarious

Stamattina c'era la cerimonia dell"Alzabandiera in piazza Castello e, subito dopo, la messa per i caduti della prima guerra mondiale alla Gran Madre, con deposizione di corone di fiori nell'ossario sottostante (che non avevo mai visitato, tra l'altro, ed ho trovato suggestivo).
Per quanto riguarda Renato, sarà un'altra tacca sul calcio del fucile... dal 1983 ad oggi ci hanno provato in tanti a farmi lavorare, ma si sono sempre arresi alla mia "classe"! :rofl:

in effetti oggi a mezzogiorno già non c'era più nessuno, in piazza!!!

PS eri li alle celebrazioni? hai foto dell'Ossario della Gran Madre?

Riobasco
November 4th, 2009, 02:52 PM
PS eri li alle celebrazioni? hai foto dell'Ossario della Gran Madre?

Sì, c'ero, allego un paio di foto degli ambienti dell'ossario (la prima mostra l'ingresso, con a sinistra -tra i due vasi di fiori- la scala che conduce all'ossario vero e proprio; la seconda mostra l'altare in mezzo all'ossario)

http://i33.************/2ekqhsj.jpg

http://i35.************/20s993c.jpg

FabioST
November 4th, 2009, 04:59 PM
Segnalo agli amanti delle ferrovie abbandonate e storiche che:

Sabato 7 Novembre alle ore 18 presso la Torre Medievale in Piazza Vittorio veneto a Settimo c'è l'inaugurazione della mostra "Vecchi Binari" in collaborazione con Comune, Gtt e MUSEO FERROVIARIO PIEMONTESE.
Purtroppo non riesco a postarvi la bella locandina.

La mostra resterà aperta fino a domenica 18 Novembre con il seguente orario MATTINO 10-12 pomeriggio 16-19

Riobasco
November 4th, 2009, 08:51 PM
Segnalo agli amanti delle ferrovie abbandonate e storiche che:
Sabato 7 Novembre alle ore 18 presso la Torre Medievale in Piazza Vittorio veneto a Settimo c'è l'inaugurazione della mostra "Vecchi Binari" in collaborazione con Comune, Gtt e MUSEO FERROVIARIO PIEMONTESE.
Purtroppo non riesco a postarvi la bella locandina. La mostra resterà aperta fino a domenica 18 Novembre con il seguente orario MATTINO 10-12 pomeriggio 16-19

Grazie, Fabio :) (ovviamente hai pensato subito a me, mi accosti inevitabilmente a tutto ciò che è "antico", confessa... :cheers:)

FabioST
November 5th, 2009, 12:09 AM
Grazie, Fabio :) (ovviamente hai pensato subito a me, mi accosti inevitabilmente a tutto ciò che è "antico", confessa... :cheers:)

L'ho pensato e volevo citarti nel post, ma poi non volevo scatenare gelosie degli altri meno giovani del forum :lol::lol::lol:
Scherzi a parte sabato farò un salto, se volete vi dico se merita, oppure ancora meglio fatevi vedere :cheers:

dreaad
November 5th, 2009, 07:25 AM
ecco come si esce dal MOVEMENT :nuts::nuts::nuts::nuts:

S0egUyR81Lk

minchia soccio sto svarionando, con me non la sgami!!:lol:

FaseREM
November 5th, 2009, 10:24 AM
E' ufficiale, ci siamo candidati per ospitare gli MTV Europe Music Awards nel 2010 al Palaisozaki.

http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-05/2009110514131503.pdf

dreaad
November 5th, 2009, 10:26 AM
^^ e parigi??

kookaburra
November 5th, 2009, 11:10 AM
^^ e parigi??

si saranno candidati anche loro...

dreaad
November 5th, 2009, 11:15 AM
^^ LA NOMINA SARA' PROPRIO OGGI!!
http://torino.repubblica.it/dettaglio/gli-ema-alloval-%C3%A8-sfida-con-parigi-per-gli-oscar-di-mtv/1747342

fabrik
November 5th, 2009, 11:31 AM
^^ su La Stampa non parlano di Parigi ma di Valencia ed Atene

dreaad
November 5th, 2009, 11:32 AM
^^appunto per quello avevo il dubbio. era stato annunciato nell'articolo che ho postato.

Cumino
November 5th, 2009, 11:33 AM
^^ su La Stampa non parlano di Parigi ma di Valencia ed Atene

^^ A beh!




Cmq, grattatina :D

Cumino
November 5th, 2009, 11:40 AM
La Stampa parla del PalaIsozaki, Repubblica dell'Oval.


Io preferisco l'Oval, come location è migliore per un evento del genere:
Area più grande con costruzioni moderne. Oltre al Palazzetto, ci sarebbe la passerella Olimpica, l'Arco, la Bolla del lingotto (magari illuminata) il villaggio Olimpico.
Sai che riprese in esterna :nuts:

fabrik
November 5th, 2009, 12:09 PM
^^ le macerie di Avio..

dreaad
November 5th, 2009, 12:17 PM
IL SINDACO ACCENDE LE NUOVE LUCI D'ARTISTA IN GALLERIA SUBALPINA
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-04/2009110414123153.pdf

spero che così sia maggiormente frequentata questa piccola "bomboniera" (penso lo sarà cmq dopo la fine dei lavori al cinema lux).


IL CINEMA SI SCOPRE INDUSTRIA
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-04/2009110414123444.pdf


CALO OCCUPAZIONE CAMERE HOTEL 4*-5* (vedi precisazione di Coppa) DEL 17% E FATTURATO DEL 22%
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-05/2009110514131553.pdf
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-05/2009110514131556.pdf

notare che roma, venezia e bergamo abbiano in proporzione un calo del fatturato decisamente superiore al calo dell'occupazione (calo dei prezzi maggiore).
in ogni caso questi dati cozzano con quanto dichiarato dall'assessore altamura a giugno (+12% delle presenze al contrario delle altre città che calano --> http://rassegnastampa.comune.torino.it/orazionet/Rassegne/COMUNE%20TORINO/06/96112879.pdf
ad agosto invece si parla di -25% delle presenze (federalberghi), con turismo loisir in crescita e di quello congressuale in crisi -->http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-08-10/2009081013455381.pdf

la verità starà nel mezzo??


PARATISSIMA A SAN SALVARIO
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-04/2009110414123268.pdf
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-05/2009110514131539.pdf


IN CORSO MONCALIERI LIMITE AUTOVELOX A 70 KM/H
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/82901/

(fabrizio)
November 5th, 2009, 01:13 PM
^^ le macerie di Avio..

ma va', non c'è più nulla li! si ricopre tutto col sintetico e si finge che sia uno spazio aperto, tanto per gli MTV Awards i cantieri della BressoTower non saranno manco iniziati, me lo sento.

FaseREM
November 5th, 2009, 01:44 PM
IL SINDACO ACCENDE LE NUOVE LUCI D'ARTISTA IN GALLERIA SAN FEDERICO
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-04/2009110414123153.pdf

spero che così sia maggiormente frequentata questa piccola "bomboniera" (penso lo sarà cmq dopo la fine dei lavori al cinema lux).


Non è la Galleria San Federico, è la Galleria Subalpina, quella del cinema Romano.

fabrik
November 5th, 2009, 01:44 PM
ecco come si esce dal MOVEMENT :nuts::nuts::nuts::nuts:

S0egUyR81Lk

minchia soccio sto svarionando, con me non la sgami!!:lol:

La teoria evoluzionistica di Darwin va letta al contrario , la scimmia è la versione evoluta dell'uomo

Cumino
November 5th, 2009, 04:01 PM
^^ le macerie di Avio..

Non penso siano tanto pirla da riprendere le macerie anziché il resto.

fabrik
November 5th, 2009, 07:45 PM
Non penso siano tanto pirla da riprendere le macerie anziché il resto.

Vero. Ma un evento del genere attira un folto pubblico forestiero, e ospitarlo in mezzo ad un cantiere (nella migliore delle ipotesi) non sarà certo un bel biglietto da visita per la città.

fabrik
November 5th, 2009, 07:45 PM
Ad Artissima anche l'arte sceglie il low cost

Oggi al Lingotto si inaugura la fiera internazionale Bellini: “Più vivaci di Frieze, più dinamici di Basilea”

TORINO
Al centro del Lingotto c’è uno stand dai vetri trasparenti: dentro, su vari banconi, quasi fosse un negozio, tazze d’autore e confezioni di fiammiferi «firmate», buste di plastica, e cartoline colorate. È «The Store», il magazzino dove puoi trovare multipli o opere d’arte al di sotto dei 500 euro: la novità dell’edizione 2009 di Artissima che s’inaugura oggi pomeriggio con 141 gallerie di tutto il mondo e un fitto cartellone di eventi collaterali. «Non ci interessa - spiega Andrea Bellini, da tre anni direttore della kermesse torinese - avere opere da 10 milioni di euro. Ma avvicinare al collezionismo anche giovani o persone con la passione per l’arte e il portafoglio non stracolmo di soldi».

E per ribadire questa scelta «low cost», la fiera sfodera, accanto alle grandi installazioni di «Constellations» (da David Noonan a John Armleder, da Franz West a Marina Abramovic) e alla sezione sperimentale «Present-future», anche una ventina di gallerie della sezione «New Entries». Si tratta di spazi d’arte aperti da meno di cinque anni, dove è possibile trovare opere di giovani artisti a prezzi accessibili. Ci sono disegni e acquerelli, fotografie e tele di piccole dimensioni: una scelta minimalista che sembra accomunare tanto le nuove gallerie italiane quanto quelle straniere.

Ma chi sono oggi i nuovi galleristi? Risponde a questa domanda, per quanto riguarda quelli italiani, una ricerca che verrà presentata domenica ad Artissima da Massimo Melotti, critico d’arte e sociologo, e Luca Dal Pozzolo della Fondazione Fitzcarraldo. «Se negli Anni 80 e 90 - dice Melotti - sovente ad aprire una galleria era un appassionato che magari, quando era “del settore”, faceva il corniciaio o veniva dalle professioni più disparate, ora i giovani che aprono gallerie sono preparati e hanno nel campo dell’arte esperienze specifiche o per studi o per famiglia». Le prove vengono proprio dagli stand del Lingotto. «Io per tre anni - dice Francesca Schiavo, dell’omonima galleria nella sezione New Entries - per tre anni ho curato l’Hangar Bicocca di Milano, prima avevo collaborato con la galleria Monica de Cardenas». Pur avendo lavorato a Milano, la galleria l’ha aperta a Roma e gli artisti che presenta sono per lo più americani, come il trentaduenne Jay Heikes («viene dal New Jersey e vive a Minneapolis» spiega) che ha realizzato The Family Tree, l’albero di famiglia, ossia un vero e proprio albero da cui pendono abiti colorati. Tra i galleristi (sempre in New Entries) in qualche modo figli d’arte, si possono citare la giovane torinese Norma Mangione, che è figlia di Salvo, uno dei protagonisti dell’arte italiana del dopoguerra, o il milanese Nicolò Cardi, che è passato dalla galleria paterna alla Cardi Black Box, aperta in società con Barbara Berlusconi e Martina Mondadori. In fiera porta tra l’altro una inquietante scultura di Michael Helfman e fotografie dalla recente mostra Background Story allestita in galleria.

Ma la risposta alla crisi, che ha fatto scoppiare la bolla di un mercato arrivato negli anni scorsi a cifre folli, non è solo, per Artissima, nella scelta del profilo low cost. «Abbiamo deciso - aggiunge Bellini - di puntare su eventi che smaterializzassero l’oggetto d’arte come feticcio del collezionista: di qui l’idea di “Accecare l’ascolto”, il cartellone teatrale che ritengo il vero pezzo forte di Artissima 2009. È una iniziativa che si realizza per la prima volta, che porta collezionisti e appassionati dagli stand della fiera agli spazi teatrali della città e che sta richiamando a Torino fra gli altri i curatori dei maggiori musei del mondo». In varie sale, dal Carignano al Regio, dall’Astra alla Cavallerizza, artisti di varie generazioni (il clou sarà domani sera al Regio Michelangelo Pistoletto) metteranno in scena perfomance ed eventi. «Ma ci tengo a ribadire che non si tratta di un’operazione in cui gli artisti insegnano agli attori come si fa teatro, ma una serie di eventi in cui il linguaggio delle arti visive trova una nuova collocazione». E se Pistoletto si rifarà a precedenti esperienze degli Anni 80, c’è chi come il gruppo islandese Gelitin metterà in scena «qualcosa che non si può neppure raccontare», assicura ancora Bellini.

La tendenza a creare eventi che coniugano le arti visive con altri linguaggi accomuna ormai molte grandi fiere internazionali, pensiamo al Tempo del Postino durante Art Basel o alla maratona di poesia durante la londinese Frieze, firmate entrambe da Olbrist. «Ma oggi Artissima - conclude Bellini - è più vivace di Frieze e più dinamica di Art Basel». Se i galleristi condividono l’entusiamo del direttore si saprà solo domenica sera, quando tireranno le somme delle opere vendute.

http://www3.lastampa.it/arte/sezioni/news/articolo/lstp/83251/

fabrik
November 5th, 2009, 08:29 PM
A Torino il cinema di chi ama il cinema

Gianni Amelio i più attesi sono Coppola, Anderson e gli italiani

FULVIA CAPRARA

TORINO
La parola d’ordine è «rigore nella passione», ma c’è anche, nel Torino Film Festival diretto per la prima volta da Gianni Amelio, «la generosità dello sguardo» e soprattutto l’attenzione a condividere le scelte con una platea speciale, formata in gran parte, sottolinea l’autore, da gente che il cinema vuole farlo oltre che guardarlo: «Ho cercato di mettere da parte la mia personale visione del cinema, di evitare certe chiusure. Mi sono trasformato, ho lavorato come quando facevo il critico». In comune con il predecessore Nanni Moretti c’è l’amore per il grande schermo e la voglia di dividerlo con il pubblico: «No, non ci siamo sentiti, però c’è stato qualche scambio di saluti e di letterine. Ho un rispetto enorme per Moretti e lo stimo. Ma io sono io e non lavoro con spettri dietro le spalle. Sono un po’ più aperto di lui verso quello che non mi piace, non faccio il direttore di Festival come se facessi il regista di un mio film: in quel caso ne rispondo in prima persona, da direttore devo rispondere anche ad altri. Lui è un po’ più intransigente di me».

Il cartellone della 27esima edizione, che si apre il 13 con Nowhere Boy di Sam Taylor Wood, adolescenza e prime vocazioni di John Lennon e del suo amico Paul McCartney, comprende 254 titoli, scelti sugli oltre 3.500 visionati da Amelio con il vicedirettore Emanuela Martini: «Non siamo stati di bocca buona». Lo spirito è cinefilo, ma non solo. E infatti a Torino, finalmente liberi dall’ossessione del tappeto rosso, arrivano star del calibro di Francis Ford Coppola che presenta Tetro - Segreti di famiglia girato a Buenos Aires con Vincent Gallo protagonista; Emir Kusturica che propone la versione integrale di Underground (circa 7 ore); Charlotte Rampling che racconta l’esperienza con Nagisa Oshima (cui è dedicata una delle due retrospettive, l’altra è su Nicholas Ray) sul set di Max, mon amour nell’86. Per non parlare della squadra italiana, guidata da Mario Monicelli, di cui viene proposta la versione restaurata di Risate di gioia, e composta da autori che hanno accettato di svelare i titoli dei film che li hanno spinti a diventare registi e di farsi «psicanalizzare in pubblico dai critici». Paolo Sorrentino parlerà di Roma di Fellini, Matteo Garrone di Io la conoscevo bene di Pietrangeli, Bellocchio di Giuseppe Verdi di Gallone, ma sono anche attesi Davide Ferrario con Il processo di Welles, Gianni Zanasi con Effetto notte di Truffaut, Mario Martone con Ricordi della casa gialla di Monteiro.

Presenze italiane anche nel concorso, in tutto 16 opere. Si tratta di Santina, regia di Gioberto Pignatelli, ispirato ad alcune pagine della Storia di Elsa Morante, e girato «con uno stile che mescola contaminazioni teatrali, musicali e figurative» e della Bocca del lupo di Pietro Marcello, basato su un’idea della Fondazione San Marcellino che da anni assiste a Genova i senza tetto. Nelle varie sezioni del Festival torna il cinema d’attualità, immerso nella realtà contemporanea, ma c’è anche spazio per l’horror familiar-scolastico di The Loved Ones di Sean Byrne, per il musical in salsa ungherese Made in Hungaria, per il dramma di famiglia Lulu & Jimi, raccontato con stile spumeggiante e dedicato a David Lynch (i protagonisti si chimano Sailor e Lula come gli eroi di Cuore selvaggio); per la prova d’attrice di Chiara Mastroianni, diretta da Christophe Honorè in Non ma fille, tu n’iras pas danser.

A Torino si vedrà anche l’ultima follia di Wes Anderson, Fantastic Mr. Fox, animazione stop-motion con le voci di George Clooney, Meryl Streep, Bill Murray, Adrien Brody, Gigante di Adrian Biniez, Orso d’argento a Berlino, La cosa giusta di Marco Campogiani con Ennio Fantastichini e Paolo Briguglia nei panni di due poliziotti alle prese con un arabo sospettato di terrorismo. Rivalità e paragoni con altre rassegne sono fuori luogo, Amelio ha una filosofia che smonta le polemiche: «Se si apre una libreria in una strada dove ce n’è già un’altra, io sono contento, non lo considero un fatto negativo. I Festival sono tanti e tutti animati da buona volontà, noi non ci sentiamo penalizzati, se non in senso tecnico perché veniamo dopo altre manifestazioni. Ma allora dovremmo anche dire che siamo in vantaggio sul Filmfest di Berlino perché arriva dopo di noi». L’importante, dice il regista del Ladro di bambini, è la fisionomia, e quella di Torino «radicata fortemente nella ricerca e nella scoperta, non è scalfibile, non assomiglia a nessun altro festival, soprattutto italiano». Dal 4 dicembre, appena conclusa l’esperienza torinese, Amelio tornerà ad occuparsi della preparazione del nuovo film, Il primo uomo, basato sul romanzo di Camus.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/torino-film-festival/articolo/lstp/83181/

derit
November 5th, 2009, 08:41 PM
Non penso siano tanto pirla da riprendere le macerie anziché il resto.

Agli MTV EMA non fanno riprese all'esterno... cioè... c'è il red carpet all'entrata dove intervistano gli artisti... possono eventualmente fare riprese all'esterno per la sigla.... l'anno scorso a Liverpool la sigla riprendeva dei laser che volteggiavano per tutta la città per poi incontrarsi nel cielo sopra il palazzetto... ma sono sigle create tempo prima anche con effetti speciali...
Eventuali riprese dall'alto sarebbero "aiutate" dal buio... :)

PS per chi non conoscesse l'evento, gli MTV EMA sono in diretta da Berlino dalle 21... su MTV...

fabrik
November 5th, 2009, 08:51 PM
^^ ma quando dicono se abbiamo vinto o no?

FaseREM
November 5th, 2009, 09:09 PM
^^ ma quando dicono se abbiamo vinto o no?

Magari alla fine del programma: "and now let's discover the Host City for the 2010 MTV EMAs: the winner is...", scusate ma io passo! :)

ravanellidiciamo
November 5th, 2009, 11:17 PM
^^ LA NOMINA SARA' PROPRIO OGGI!!
http://torino.repubblica.it/dettaglio/gli-ema-alloval-%C3%A8-sfida-con-parigi-per-gli-oscar-di-mtv/1747342

nn lo hanno mica detto

dreaad
November 5th, 2009, 11:35 PM
^^ aspetteremo allora...

dreaad
November 5th, 2009, 11:36 PM
video sulle luci d'artista di quest'anno

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&pm=6&IDmsezione=14&IDalbum=21896&tipo=FOTOGALLERY#mpos

superciuck
November 6th, 2009, 08:49 AM
Boglione proporra' a Chiamparino la costruzione di un pennone su cui issare il tricolore per il 2011 battendo il Guinnes dei Primati si parla di 160- 250 metri.
E' apprezzabile l'idea di mr Kappa anche se nei fatti credo irrealizzabile.....


http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/costume/articolo/lstp/83761/

the.ace
November 6th, 2009, 09:59 AM
Boglione proporra' a Chiamparino la costruzione di un pennone su cui issare il tricolore per il 2011 battendo il Guinnes dei Primati si parla di 160- 250 metri.
E' apprezzabile l'idea di mr Kappa anche se nei fatti credo irrealizzabile.....


http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/costume/articolo/lstp/83761/
quindi a breve aspettiamoci un comitato no-pennone.
una bandiera così alta sai che ombra che fa?

FaseREM
November 6th, 2009, 10:04 AM
Boglione proporra' a Chiamparino la costruzione di un pennone su cui issare il tricolore per il 2011 battendo il Guinnes dei Primati si parla di 160- 250 metri.
E' apprezzabile l'idea di mr Kappa anche se nei fatti credo irrealizzabile.....


http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/costume/articolo/lstp/83761/

Non sarebbe neanche male come slogan "Italy, made in Turin", ma non sarebbe troppo "italiano".

Qui un parere tecnico sul pennone di Kappa:

http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-06/2009110614140869.pdf

La vedo difficile.

superciuck
November 6th, 2009, 10:12 AM
Non sarebbe neanche male come slogan "Italy, made in Turin", ma non sarebbe troppo "italiano".

Qui un parere tecnico sul pennone di Kappa:

http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-06/2009110614140869.pdf

La vedo difficile.

l'unica ipotesi fattibile (ma ne dubito fortemente) penso che possa consistere nel piazzarla magari sfruttando la struttura dell'antenna delle comunicazioni (semmai si fara') in collina...

trevor60
November 6th, 2009, 11:18 AM
l'unica ipotesi fattibile (ma ne dubito fortemente) penso che possa consistere nel piazzarla magari sfruttando la struttura dell'antenna delle comunicazioni (semmai si fara') in collina...

Il mio pensiero è che sarà probabilmente difficle da realizzare, ma è molto brillante l'idea. E solo per questo credo che tutti quelli che saranno interessati dovrebbero metterci il massimo dell'impegno per realizzare il progetto. Abbiamo bisogno tutti anche di queste cose.

dreaad
November 6th, 2009, 11:19 AM
sono molto favorevole all'opera, ma visti i grandi restringimenti al bilancio per la manifestazione (basta ricordare tutti i progetti bloccati) credo che si abbia difficoltà a trovare i finanziamenti adeguati (si parla di 700 T di acciaio).

superciuck
November 6th, 2009, 11:48 AM
Il mio pensiero è che sarà probabilmente difficle da realizzare, ma è molto brillante l'idea. E solo per questo credo che tutti quelli che saranno interessati dovrebbero metterci il massimo dell'impegno per realizzare il progetto. Abbiamo bisogno tutti anche di queste cose.

ce ne fossero a Torino imprenditori come Boglione, forse non saremmo qui a piangere e a lagnarci periodicamente per gli "scippi" di aziende varie...

Cumino
November 6th, 2009, 12:35 PM
Sulla Mole?

Odin Eidolon
November 6th, 2009, 01:19 PM
Credo che non vada bene per battere il record...

In effetti se si trattasse solo di mettere una bandiera in alto sarebbe la location più ovvia!

cityto
November 6th, 2009, 01:24 PM
sono molto favorevole all'opera, ma visti i grandi restringimenti al bilancio per la manifestazione (basta ricordare tutti i progetti bloccati) credo che si abbia difficoltà a trovare i finanziamenti adeguati (si parla di 700 T di acciaio).

se i diversi imprenditori torinesi e non che vogliono partecipare a questa iniziativa non la vedrei cosi un opera da libro dei sogni.
300mt con una badiera grossa come mezzo campo di calcio costa assai ma sarebbe una bella pubblcità per tutti sia le aziende aprtecipanti che lacittà in se stessa, con richiamo nn solo mediatico locale/nazionale, ma internazionale. una bella pubblicità per tutti

cityto
November 6th, 2009, 01:55 PM
pubblicizzo anche qui
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?p=45781043#post45781043
perfavore commenti costruttivi per migliorarlo grazie
il video rimarra fino al 12 novembre

kiob
November 6th, 2009, 01:55 PM
Sulla Mole?
se accettassero il trucco, prima ci fregherebbero il guinness con la tour eiffel, poi con qualche altro... indovina? Skyscraper

orefra
November 6th, 2009, 05:07 PM
ma i dipendenti sono stati tutti spostati in corso giambone??
a maggio ce n'erano ancora 400 --> http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=37362366&postcount=488

cmq il problema sono gli alti costi di bonifica dell'amianto (che ha causato anche tumori). --> http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=29973678&postcount=360

grazie dreaad :applause:

fabrik
November 6th, 2009, 07:54 PM
La bandiera più alta sta in Kulistan o giù di lì , la più grossa sta in Messico..



sono cose da terzo mondo

fabrik
November 6th, 2009, 07:56 PM
Bertolaso inaugura il Centro Municipale della Protezione civile
06-11-2009

Garantire interventi tempestivi, razionalizzati e organizzati in caso di emergenza o durante un grande evento, come ad esempio l’Ostensione della Sindone nel 2010 e i festeggiamenti per Italia 150 nel 2011.
E’ lo scopo con cui è stato allestito il nuovo Centro Municipale di Protezione Civile (CMPC) del Comune di Torino, nel cuore del quartiere Le Vallette, in via delle Magnolie 5. A inaugura il Centro, lo scorso 5 novembre, è venuto il sottosegretario Guido Bertolaso, capo dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La struttura (oltre 3.500 mq), che dal giugno 2008 ospita la Direzione Protezione Civile e Trasmissioni della Città, al momento non ha eguali in Italia. E’ l’unico centro in grado di coordinare gli interventi di tutte le forze in campo (interne ed esterne al Comune di Torino) nell’area metropolitana di Torino, in caso di calamità, emergenza o necessità, secondo quanto previsto dal Piano Comunale di Protezione Civile.
Oltre a ospitare gli uffici direzionali e amministrativi, la sede del volontariato comunale, l’autorimessa, la palestra e i magazzini dei materiali della Protezione Civile comunale, il CMPC è la sede dell’Unità di Crisi.
La Sala dell’Unità di Crisi è munita di un è munita di un video-wall composto da 8 ampi display da 67 pollici ciascuno ad alta definizione (HD), che possono comporre immagini diverse oppure un’unica grande schermata. Essa può accogliere oltre 30 persone per dirigere e coordinare gli interventi.
Nella Sala Operativa vi sono invece l’Ufficio del Responsabile di sala (un funzionario della Protezione Civile comunale che coordina gli interventi), n. 4 postazioni Call-Taker (incaricati di ricevere le segnalazioni da cittadini e altri operatori), n. 2 postazioni di Valutatori (che appunto “valutano” le richieste pervenute), e n. 4 “isole” di diverso colore (ognuna composta da 5 postazioni operatori, per un totale massimo quindi di 20 addetti) destinate agli operatori delle varie forze in campo che fanno capo ai loro referenti presenti nella Sala dell’Unità di Crisi e che comunicano con le rispettive strutture o centrali operative (ad esempio, 118, ASL, ARPA, aziende trasporti, gas, luce, acqua, rifiuti, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, ecc.).

Dai trasporti ai servizi tecnici comunali e ai Vigili Urbani, dalle forze dell’ordine ai Vigili del Fuoco e ai soccorsi sanitari, dai volontari della Protezione Civile agli addetti delle reti idrica, elettrica, del gas e dei rifiuti: ogni intervento in fase di emergenza a Torino verrà d’ora innanzi coordinato dal CMPC di via delle Magnolie. Grazie anche all’utilizzo dell’innovativa rete di radiotrasmissione digitale TETRA (a cui hanno aderito tutte le Polizie Municipali dei Comuni della prima cintura torinese, i Vigili del Fuoco di Torino, AMIAT, GTT).
Il sistema TETRA è stato adottato per la prima volta in Italia a livello locale dal Comune di Torino, in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006 (successivamente, è stato anche adottato dalla forze di Polizia dello Stato).
Per comunicare con giornalisti e mass media, all’interno della struttura è stata inoltre allestita una Sala conferenze stampa da oltre 80 posti, munita di avanzate tecnologie multimediali, fruibili anche dalle persone non udenti.
Bertolaso ha definito il CMPC un “Centro importante, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, che diventerà un punto di riferimento sia in Italia che all’estero”.
A illustrare le caratteristiche tecniche e funzionali della nuova struttura sono intervenuti il direttore della Protezione Civile del Comune di Torino, Sergio Zaccaria, e il dirigente Giovanni Acerbo.
CittAgorà era presente con un gazebo, per diffondere la rivista e illustrare il reportage svolto sulla missione della Protezione Civile torinese in Abruzzo e pubblicato all’indirizzo web www.comune.torino.it/abruzzo


http://www.comune.torino.it/cittagora/article_7370.shtml

fabrik
November 6th, 2009, 07:59 PM
edit

Andrea87
November 6th, 2009, 09:53 PM
Ecco qua un po' di foto della ex-Elbi di Collegno in via De Amicis accanto alla fermata Fermi della metro in via di demolizione.

Vista da via Edmondo De Amicis
http://i33.************/2chq5on.jpg
http://i34.************/25kobk2.jpg

Vista da Via Enrico Fermi
http://i35.************/122n1b8.jpg
http://i35.************/s4v2f4.jpg
http://i38.************/260wh1x.jpg

Vista da via Vittorio Sassi
http://i33.************/2w1ti6x.jpg


Cartello inizio/fine lavori
http://i36.************/seys29.jpg
La scritta parla solo di demolizione degli edifici ma la data di fine lavori è 14 mesi dopo!!!

Donkeykong
November 7th, 2009, 09:31 AM
non è che forse i 14 mesi comprendono pure operazioni di bonifca?

Andrea87
November 7th, 2009, 02:22 PM
^^ Spero proprio di si!

fabrik
November 7th, 2009, 02:33 PM
È Torino la capitale del futuro

Arte, musica elettronica, design e videogame. Una notte per celebrare le nuove tendenze


TORINO
La notte, è stanotte. La password è «contemporaneità». Il posto, un po’ dovunque, in una Torino che pare uscita da un romanzo di Bruce Sterling (non a caso Bruce Sterling ha scelto di abitarci) più che da una poesia di Gozzano.

Stanotte è la notte in cui vengono al pettine i fili che Torino ha tessuto negli anni, e ha intrecciato in questa eccitante settimana di novembre. La città è piena di collezionisti e galleristi per Artissima, la fiera dell’arte contemporanea che si tiene al Lingotto; è piena di nightclubbers per Club to Club, il festival della musica elettronica che stanotte esplode proprio al Lingotto con il deejay-set stellare di Jeff Mills, Carl Craig e altri mammasantissima della consolle; ed è piena di guru del digitale, maghi della computer grafica, stregoni del videogame, creativi del computer, calati a frotte a Torino per View Conference, o per Share Festival.

Stanotte Torino è tutta loro: al chiarore complice delle Luci d’Artista, le gallerie d’arte rimarranno aperte, e aperti saranno tanti musei, e la festa mobile andrà dai giochi d’acqua della Reggia di Venaria alle provocazioni urbane della contro-Fiera «Paratissima» nel quartiere multietnico di San Salvario; fino a piazza Vittorio, dove è annunciata una «installazione d’arte sociale» dall’allarmante titolo «Crash in Turin». Centinaia di eventi, spettacoli, performance.

Il fatto è che i torinesi - per fronteggiare la crisi ottimizzando le risorse (concetto molto contemporaneo) - si sono messi in testa di fare, di novembre, un mese speciale, il mese delle arti contemporanee: e hanno concentrato in questo mese, e di questo mese in questo weekend, una serie di manifestazioni straordinarie, ciascuna delle quali s’intreccia con le altre, scambiandosi iniziative e unendo le forze, e portando in città il meglio del meglio nel proprio ambito.

Voglio dire: per View, la conferenza internazionale dedicata a tutti gli aspetti della computer grafica, si sono mossi mezza Pixar, premi Oscar come se piovesse, i realizzatori di «Star Wars», «Ratatouille, «Harry Potter»: mica il ragazzetto di bottega. E così per le altre manifestazioni. Provate a chiedere a vostro figlio chi sono i deejay di Club to Club. O andate a vedere che cosa espone Artissima. Ovvio, dovreste quanto meno convenire che queste cose hanno un senso, e non sono soltanto «roba che non si capisce», giudizio condiviso da molti, specie in materia di arte contemporanea. Comunque, anche se vi iscrivete a tal partito, oggi pomeriggio potreste godervi con i vostri figli «A Christmas Carol», l’annunciato blockbuster di Natale, di cui View presenta una ricca stra-anteprima. O passare domani dal Museo di Scienze Naturali, dove Share Festival, interrogandosi sulle «forze del mercato», vi fa pure conoscere la signora inglese che è riuscita a vivere per un anno spendendo una sterlina al giorno. Può servire. Tirare la cinghia è contemporaneo. Dunque siamo tutti contemporanei. Chi più, chi meno.

Il punto cruciale (e indubbiamente, persino lessicalmente contemporaneo) di quanto che accade in questi giorni a Torino è che tutto accade insieme, tutto si sovrappone, si interseca, si incontra e scontra e confronta. È come nel web, tu parti e non sai bene dove arrivi, di link in link (notate, questo è davvero contemporaneo): stamattina potreste ascoltare a View Conference Jonathan Knight, il creatore dell’attesissimo videogame «Dante’s Inferno», poi nel pomeriggio visitare la mostra di cinque Fondazioni europee alla Sandretto; quindi buttare un occhio alla premiazione di Share e incontrare l’artista digitale Erik Natzsche all’inaugurazione della sua mostra; se preferite, verso sera passate al Lingotto per scoprire le nuove tendenze ad Artissima, e già che siete lì vi stonate ben bene con i suoni elettronici di Mills e soci; poi ficcanasate in qualche galleria d’arte nel cuor della notte, e domattina fate un po’ di shopdropping in centro.

Cos’è lo shopdropping? Beh, l’appuntamento è domani alle 13 al Museo di Scienze Naturali. Andateci alla cieca: è dannatamente contemporaneo.

http://www3.lastampa.it/arte/sezioni/news/articolo/lstp/85311/

fabrik
November 8th, 2009, 03:23 PM
Torinissima

Rovente il padiglione 1 del Lingotto ieri notte, stracolmo di appassionati di «Club To Club» festival di musica e arte contemporanea elettronica svolta in gemellaggio con Bruxelles

silvia garbarino

torino
Lo sguardo è il passepartout. Da San Salvario al Lingotto, dal centro a Vanchiglia sino alla periferica Regio Parco, dall’asilo nido alla galleria, dal bar fintamente demodè rivoluzionato in spazio espositivo al porno shop che resta ciò che è ogni giorno con giusto qualche pannello pittorico in più, il popolo estemporaneo dell’arte si riconosce, si baccaglia con un battito di palpebre, si auto-compiace. È la magia della colata artistica novembrina su Torino. Una corazzata senza età che si muove leggera fra video, installazioni, mostre fotografiche e figurative, incurante della pioggerella che rende più livida la città ma contraddistingue il passo di chi di questa notte non vuole perdersi neppure una goccia.

È soprattutto la riscossa delle gallerie d’arte, mecche dell’emozione troppo spesso ignorate negli altri 364 giorni dell’anno. Coppie, singoli, terzetti, file indiane, ingrassano vie solo sfiorate dalla movida: Mazzini, Della Rocca, Giulia di Barolo, Santa Giulia, Rossini. Autori e fruitori si incrociano, pupille nelle pupille, a volte si parlano ma l’unicità della serata è che non ci sono regole, la percezione e l’istinto prevalgono sulla comunicazione verbale.

Altro agglomerato, altre immagini. Al cinema a luci rosse Maffei, la danza della taranta e la voce di Juliette Greco rivisitata da una band piemontese-balcanica acchiappa più di un rave. La curiosità di entrare in un luogo «sconveniente» in altre situazioni è surclassata dalle danze e dalle battute sulle larghe e comode poltrone in pelle rossa: «Non ti conviene sederti, magari resti incinta». In largo Saluzzo e piazza Madama i dj set attenuano l’umidità, allontanano lo spaccio, e non scatenano risse. Un successo.

Le famigliole scaldano con la loro massiccia presenza, invece, il nido comunale di via Maria Vittoria che ospita la mostra dei giovanissimi figli (1-5 anni). «I genitori non sono facili da coinvolgere, hanno sempre poco tempo, ma quando i bambini vanno in Pinacoteca e poi realizzano le loro “opere” anche mamma e papà si affezionano all’arte e li incitano a proseguire» spiega il direttore didattico de «I Puffi» di via Fleming, Ugo Segolino. Dai percorsi sonori con i materiali recuperati alle realizzazioni in cartapesta è un tripudio di espressività fanciullesca.

Le tenebre sono già feroci quando avvolgono il padiglione 1 del Lingotto; l’energia dei mostri sacri della electro Mills e Craig celebrano il rito universale ad ogni tribù, danzare sino a fondersi con la musica. In migliaia aspettano l’alba programmando anche l’ultimo ruggito:stamattina al Museo Regionale di Scienze Naturali, dove si sperimenta il progetto «Squatting supermarket». Tra gli scaffali di un supermercato ricostruito con cassa e carrelli, attraverso i-phone, videocamere e monitor, si scoprono notizie sui prodotti e sul loro impatto economico-ecologico, ma anche storie: come l’imprenditore che ha deciso di far vivere meglio le sue mucche, il palestinese che coltiva gli ulivi sotto le bombe. Anche la vita è arte.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/appuntamenti/articolo/lstp/85671/

mariocesare
November 8th, 2009, 11:07 PM
Chi e' stato ad Artissima?

Io speravo di farmi due ghignate sulla roba che espongono, ma devo ammettere che c'e' un'atmosfera che ti trascina in un mondo piacevolmente "onirico", quando si esce dopo aver visto tutti gli stands, il mondo fuori sembra cosi grigio e monotono.... Che abbiano insufflato brown sugar negli impianti di aerazione? :lol:

Comunque rischiato di cozzare contro John Elkann con prole in braccio, carina la madama ma in foto ancora di più.... bellissimo il bimbo. (cosa non si farebbe per un passaggio di livello :D)

FaseREM
November 9th, 2009, 10:06 AM
Chi e' stato ad Artissima?

Io speravo di farmi due ghignate sulla roba che espongono, ma devo ammettere che c'e' un'atmosfera che ti trascina in un mondo piacevolmente "onirico", quando si esce dopo aver visto tutti gli stands, il mondo fuori sembra cosi grigio e monotono.... Che abbiano insufflato brown sugar negli impianti di aerazione? :lol:

Comunque rischiato di cozzare contro John Elkann con prole in braccio, carina la madama ma in foto ancora di più.... bellissimo il bimbo. (cosa non si farebbe per un passaggio di livello :D)

Io sono stato a Paratissima sabato sera. Bel clima, come l'anno scorso c'era moltissima gente, a San Salvario sta diventando un po' la norma di sera, il quartiere si è ormai affermato come terzo polo notturno insieme al quadrilatero e la zona di piazza Vittorio. Ad ogni modo la cosa più particolare che ho visto è stato il cinema porno Maffei trasformato in discoteca: l'effetto era veramente straniante, con la consolle vicino allo schermo e la gente che ballava tra le sedie. Ho visto anche un bel concertino in piazza Madama (trombe e tromboni all'una e mezzo, non avrei voluto essere un residente!).
Peccato per la pioggia battente.

(fabrizio)
November 9th, 2009, 10:08 AM
Ho letto che il PDL ha raccolto ben mille (!) firme contro la ZTL, sostenendo che "non è con queste misure che si combatte l'inquinamento".

quindi, secondo Ghiglia:
1) la ZTL non serve;
2) la M1 andrebbe chiusa;

aspetto ansiosamente che m'illumini!

Cumino
November 9th, 2009, 11:37 AM
^^ grossi aspiratori per il ricircolo dell'aria sulla città?

FabioST
November 9th, 2009, 02:17 PM
altre cit. del nostro

3) Spariamo roba chimica in aria con i cannoni in modo da eliminare la neve
4) Torino e la Regione non hanno investito sulla promozione delle montagne e sull'eredità degli sport invernali

Lascia il tempo che trova

fabrik
November 9th, 2009, 07:38 PM
Fondiaria-SAI sposta la sede legale da Firenze a Torino (TGR)

:banana::banana:

fabrik
November 9th, 2009, 07:48 PM
Dal 12 novembre al via la Biennale internazionale Arte Plurale



Una rassegna di pitture, sculture, installazioni, fotografie, video e altri manufatti realizzati da artisti con disabilità o disagio psichico


torino
Si apre a Torino giovedì 12 novembre, per terminare sabato 21 con un’asta benefica, la Biennale internazionale Arte Plurale. Si tratta della dodicesima edizione - frutto del lavoro coordinato dalla Direzione Servizi Sociali del Comune - della prestigiosa rassegna di pitture, sculture, installazioni, fotografie, video e altri manufatti realizzati da coppie o gruppi di artisti, studenti e persone con disabilità o disagio psichico, all’interno di istituzioni scolastiche,servizi diurni e servizi educativi museali nel capoluogo piemontese e di altre città italiane e straniere.

Si svolge in tre diverse sedi prestigiose, all’interno del perimetro del Parco del Valentino: il palazzo della Promotrice delle Belle Arti, la sala colonne della Facoltà di Architettura e il Borgo Medievale. La rassegna, nata nel 1993 - presentando complessivamente oltre mille opere molte delle quali nulla hanno da invidiare a quelle di firme di maestri noti - è un fertile esempio di come il linguaggio universale della creatività abbatta le barriere,vinca le diffidenze e trovi sbocco nel mercato dell’arte. In questo contesto l’espressività dell’arte è un passepartout per vincere il pregiudizio dell’handicap e scrollare via lo stigma della diversità.

In Italia diverse esperienze hanno dimostrato nel tempo la carica feconda e riabilitativa dell’arte, nonché la straordinaria bellezza della produzione di artisti “irregolari”: dalla Tinaia di Firenze, negli anni ’50 al laboratorio di arti visive creato a Milano nell’87 da Pasquale Campanella o il festival delle abilità differenti che viene organizzato a Carpi. L’iniziativa torinese aveva esordita dall’incontro produttivo dell’Università della Terza Età con i laboratori dei servizi dell’Amministrazione comunale e della Provincia di Torino. Nel corso degli anni è cresciuta sorretta dalla spinta di artisti ed educatori, con il riconoscimento di musei e rilevanti istituzioni culturali. Sono più di un migliaio le persone coinvolte tra artisti e collaboratori in questa edizione, con 194 opere. Vi partecipano direttamente i musei torinesi – dalla Gam al Castello di Rivoli, dal Parco d’Arte vivente alle Fondazioni Sandretto, Merz, Pistoletto e il Kunstmuseum di Bonn. Le opere provengono da diverse regioni italiane, da alcuni Paesi europei ed extraeuropei, dal Burkina Faso, dall'Ucraina, Belgio e dalla Bulgaria.

Le giornate della Biennale saranno scandite da laboratori, concerti (suggestivo quello dell’Orchestra Invisibile composta da percussionisti affetti da autismo), rappresentazioni teatrali, visite guidate, una rassegna cinematografica e un convegno al quale parteciperanno esperti nazionali e stranieri. Tra gli ospiti l'artista Michelangelo Pistoletto, la più importante storica italiana dell'arte irregolare Bianca Tosatti, il filosofo Evgen Bavcar. Proprio questa riflessione consentirà di porre a confronto diverse esperienze emergenti sia all’interno delle pratiche dell’arte pubblica, sia delle prassi educative e terapeutiche. Sarà possibile, acquistare nel bookshop prodotti artigianali e artistici, realizzati da persone diversamente abili. La Biennale si concluderà con una vendita all’incanto delle opere sabato 21 novembre alle 15.
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/mostre/articolo/lstp/86151/

fabrik
November 9th, 2009, 07:51 PM
La festa delle arti Da p.zza Vittorio a San Salvario

http://www.lastampa.it/multimedia/torino/21977_album/foto7.jpg
http://www.lastampa.it/multimedia/torino/21977_album/foto2.jpg
http://www.lastampa.it/multimedia/torino/21977_album/foto9.jpg

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&pm=8&IDmsezione=14&IDalbum=21977&tipo=FOTOGALLERY#mpos

fabrik
November 9th, 2009, 07:51 PM
«Paratissima» un successo a basso costo


monica perosino

torino
Quest’anno Paratissima ha superato se stessa: quarantamila persone in tre giorni hanno visitato le mostre, ballato, ascoltato musica, pranzato all’ombra di installazioni rotanti, esplorato botteghe e gallerie luccicanti di sculture e fotografie. E San Salvario, illuminato d’arte, ha dato il meglio di sé.

I numeri del successo della kermesse dedicata ai giovani artisti hanno un valore aggiunto: dietro le folle oceaniche che hanno invaso gli spazi espositivi, oltre la soddisfazione degli organizzatori, del pubblico e dei quattrocento creativi coinvolti, c’è un budget ridicolo. La «macchina Paratissima» ha corso con 25 mila euro. Uno scherzo se paragonato ai costi di altre manifestazioni culturali con un impatto ben inferiore. L’unico contributo pubblico arrivato agli organizzatori, il Gruppo Para e B+ Events (tutti volontari), è stato quello della Circoscrizione 8.
Cinquemila euro che il presidente Mario Levi è riuscito a trovare nelle casse per nulla ricche del quartiere, che anche il prossimo anno ospiterà la manifestazione. Il resto, ventimila euro, sono arrivati da sponsor privati: ZeroUno Elettrogruppo, PerMicro, Rocca Immobili, ProntoSeat, Best Price, Dc, Best by Me e Fondazione Crt.

Eppure Paratissima ce l’ha fatta. «Il segreto sono i volontari - dicono Lorenzo Germak e Daniele Ratti, due degli ideatori del progetto - e gli artisti che continuano a voler esporre con noi». Quest’anno sono arrivate richieste da artisti tedeschi, danesi e da nomi come Fabio Viale, Enzo Mastrangelo, Jins, Zena El Khalil.
Oltre all’abnegazione dei quaranta volontari gli aiuti sono arrivati anche con prestiti di materiale, offerte e collaborazioni, come quella dell’hotel Mercure di via Nizza, che ha ospitato i creativi facendosi pagare con opere d’arte.
La richiesta di fondi al Comune e alla Regione è caduta nel vuoto, nonostante le ricadute positive sul quartiere e sulla città. «Noi andiamo avanti lo stesso - aggiungono Germak e Ratti -, dimostriamo che al di là della crisi e della politica siamo in grado di convincere con un progetto e coinvolgere partner che si sostengono». Intanto i «paratissimi» hanno raccolto centinaia di interviste tra il pubblico, i commercianti e gli artisti, per valutare l’impatto della kermesse su San Salvario. I dati verranno elaborati dal Politecnico e racconteranno in numeri i segreti del fenomeno Paratissima.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/mostre/articolo/lstp/86031/

fabrik
November 9th, 2009, 08:00 PM
http://i33.************/11qr9y0.jpg

FabioST
November 10th, 2009, 09:53 AM
Sospeso dal Tar il Referendum del 15 Novembre sull'istituzione del Comune di Mappano dopo i ricorsi di Leinì e Settimo.
500000 euro risparmiati :banana:

superciuck
November 10th, 2009, 10:05 AM
Fondiaria-SAI sposta la sede legale da Firenze a Torino (TGR)

:banana::banana:


bene, molto bene speriamo che tutto questo sia il prologo al GrattaSaiLigresti gemello del GrattaSantintesa

orefra
November 10th, 2009, 10:49 AM
bene, molto bene speriamo che tutto questo sia il prologo al GrattaSaiLigresti gemello del GrattaSantintesa

penso proprio di si, sempre che:

- si accordino sul prezzo del terreno con ff.ss.
- il comune faccia variante in residenziale di corso galilei ( visto che anche la stampa vorrebbe trasformarli)

basta leggere tra le righe l'articolo di oggi sul la stampa ...

Cumino
November 10th, 2009, 10:57 AM
E dell'area BorSetto?

Cumino
November 10th, 2009, 11:20 AM
Sul forum di Angelo Conti si parla del bandierone di 300 metri in piazza d'armi
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=91&ID_articolo=1092&ID_sezione=&sezione=

Che poi dalla foto sembra più in riva al Po
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=91&ID_file=393


:lol:

dreaad
November 10th, 2009, 11:37 AM
Io sono stato a Paratissima sabato sera. Bel clima, come l'anno scorso c'era moltissima gente, a San Salvario sta diventando un po' la norma di sera, il quartiere si è ormai affermato come terzo polo notturno insieme al quadrilatero e la zona di piazza Vittorio. Ad ogni modo la cosa più particolare che ho visto è stato il cinema porno Maffei trasformato in discoteca: l'effetto era veramente straniante, con la consolle vicino allo schermo e la gente che ballava tra le sedie. Ho visto anche un bel concertino in piazza Madama (trombe e tromboni all'una e mezzo, non avrei voluto essere un residente!).
Peccato per la pioggia battente.

a leggere questi articoli mi sono davvero compiaciuto per la mia amata città:)

e in merito al club to club, ho letto qualche recensione che l'hanno definito un festival che ha fatto il grande salto, confermandosi il top in italia, all'altezza anche di altri festival europei .:cheers::cheers:

http://www.torinoforum.it/b2commentspopup.php?p=6065&c=1
http://www.melkiorave.it/2009/11/09/club-to-club-2009/comment-page-1/#comment-2736
http://www.raibaz.com/2009/11/francesco-tristano-carl-craig-moritz.html


abbassate le luci e alzate il volume :D (occhio a laurent garnier...)
KIKMu0-21rA


e ciò va a confermare sempre più la nostra città come la più importante per il genere elettronico in italia sia per i grandi eventi che per la scena underground con moltissimi grandi ospiti internazionali
ragazzi in mese a torino------>gaiser,troy pierce,maurizi,zip,sven vath,omar s, luciano,derrick may,ATOM™, BYETONE,Dorian Paic,Kasper & Papol,Phil Weeks,Stacey Pullen,Mike Huckaby,Ricardo Villalobos,Chris Carrier, Richie Hawtin, Dubfire, Carl Craig, Tristano, Moritz Van Oswald, Hudson Mohawke, Jimmy Edgar, Shed,Marcel Dettmann,Steffi, Seth Troxler, The Bloody Beetroots,Joe Goddard,Laurent Garnier, Martyn, Angel Molina, Jon Hopkins, Nathan Fake, Jeff Mills ,Dj Pierre...,
che sin dall'inizio dell'autunno ha trovato una vitalità assolutamente fuori dal comune.

orefra
November 10th, 2009, 11:50 AM
E dell'area BorSetto?

:bash:

:lol:

cdnpla
November 10th, 2009, 12:04 PM
altre cit. del nostro

3) Spariamo roba chimica in aria con i cannoni in modo da eliminare la neve
4) Torino e la Regione non hanno investito sulla promozione delle montagne e sull'eredità degli sport invernali

Lascia il tempo che trova

5) Riservare un vagone della metropolitana (che peraltro di vagoni ne ha due e non una decina), alle donne.

FabriFlorence
November 10th, 2009, 12:33 PM
Fondiaria-SAI sposta la sede legale da Firenze a Torino (TGR)

:banana::banana:


Gli impiegati della sede di Firenze non saranno molto contenti...

fabrik
November 10th, 2009, 03:11 PM
bene, molto bene speriamo che tutto questo sia il prologo al GrattaSaiLigresti gemello del GrattaSantintesa

proprio gemello spero di no!

fabrik
November 10th, 2009, 03:38 PM
Sede legale Fondiaria-SAI a Torino
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-10/2009111014173458.pdf
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-10/2009111014173223.pdf
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-10/2009111014173349.pdf
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-10/2009111014175416.pdf

Prima edizione della Politour Run gara di corsa dentro il Poli , partecipa Baldini
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-10/2009111014173333.pdf

Unicredit : riorganizzazione in vista
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-10/2009111014173280.pdf


5 nuovi ipermercati e 2 supermercati per Coop entro il 2013
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-10/2009111014173439.pdf

La prossima estate parte il cantiere della nuova sede Amiat in zona parco Colletta
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-09/2009110914168742.pdf

fabrik
November 10th, 2009, 03:46 PM
Nuova sede Amiat
http://www.piccoarchitetti.it/projectimg/img452b.jpg

fabrik
November 10th, 2009, 08:06 PM
giovedì 19 novembre riapre il Lux
http://www.comune.torino.it/cittagora/article_7379.shtml

mariocesare
November 10th, 2009, 09:01 PM
Ricordo a tutti i forumer torinesi (magari non tutti frequentano il thread del passante ferroviario (:bash:)) che stiamo spedendo al Comune di Torino una nostra proposta di mantenere una testimonianza del passaggio della linea ferroviaria storica Torino Milano all'aperto in corso Principe Oddone e sopra Via Don Bosco.

http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=45743371&postcount=533

La proposta riguarda le colonne in lamiera chiodata del ponte sopra Via Don Bosco, che ci piacerebbe rivedere a viale ultimato nella stessa posizione, per poter immaginare a che altezza scorrevano i binari (o qualcosa di simile se questo non fosse possibile)

STIAMO QUINDI RACCOGLIENDO LE FIRME, chi vuol partecipare e' ancora in tempo fino a questo week end (date uno sguardo al thread del Passante :D)

dreaad
November 11th, 2009, 03:59 AM
Artissima, la carica dei 45mila

la Repubblica - 09/11/09

Artissima chiude con 45mila visitatori, lo stesso numero del 2008. A questi vanno aggiunte le settemila persone che hanno assistito nei teatri cittadini alle performance tra arte e spettacolo di «Accecare l´ascolto». «Questa edizione ha confermato l´impressione positiva degli scorsi anni e dimostrato ancora una volta come ci sia interesse e richiesta per l´arte contemporanea. Torino ha visto giusto nel puntare sul settore. In più si è raggiunto l´obiettivo di coniugare, attraverso una serie di eventi al di fuori dalla fiera, aspetto commerciale e aspetto culturale - dice l´assessore Gianni Oliva - La riconferma di Andrea Bellini ci sta tutta, compatibilmente con altri suoi impegni, direzione del museo di Rivoli o altro. So che ha avuto altre proposte in giro, per il verdetto sul Castello occorrerà comunque attendere, perché la nomina arriverà solo per Natale».

Oliva - che non ha visto le performance degli artisti nei teatri della città - è dunque soddisfatto, soprattutto per la partecipazione del pubblico, che ieri è stata particolarmente alta. Ma non tutti la pensano così, e sicuramente non Alberto Peola, titolare di galleria in via della Rocca e consigliere nazionale dell´Angamc, l´Associazione nazionale delle gallerie d´arte moderna e contemporanea. «Sono contento e onorato di partecipare a questo progetto culturale che esce dal Lingotto e invade la città, però questo progetto noi lo paghiamo. E anche caro, dal momento che l´affitto dello stand costa 210 euro al metro quadro. Ma nessuno ci risarcisce se i collezionisti, come è successo in questi giorni, lasciano la fiera per andare a teatro. L´ho detto all´assessore Alfieri, se si vuole trasformare la fiera in evento culturale, allora che sia la città a pagare e non i galleristi. O per lo meno si organizzino gli appuntamenti al di fuori degli orari della fiera, che mi pare avere perso quest´anno la sua centralità».

Su «Accecare l´ascolto» è giunto in serata il parere entusiasta di Hans-Ulrich Obrist, direttore della Serpentine Gallery di Londra e promotore a Manchester nel 2007 di un analogo progetto. Secondo lui il programma torinese ha rappresentato «un ponte tra arte, teatro e performance e un omaggio al leggendario Carmelo Bene». Soddisfatti anche i galleristi Massimo Minini di Brescia («un´idea straordinaria, un approfondimento del processo artistico») e Mario Cristiani di Galleria Continua di San Gimignano (che parla di una «benefica sinergia tra elementi commerciali e culturali di questi giorni torinesi»). Anche su questo fronte è apparso assai più scettico Alberto Peola: «Non si dovrebbe dimenticare che Torino è stata negli anni ‘70 la capitale del teatro d´avanguardia, ho la sensazione che alcuni dei lavori presentati fossero un po´ datati, a confronto di quanto di contemporaneo si vedeva in fiera. È un po´ come se qualcuno di noi avesse esposto nello stand opere di Carol Rama».

Marina Paglieri

dreaad
November 11th, 2009, 04:00 AM
La battaglia della discarica
I residenti: "Niente ricatti"


Basse di Stura: i residenti non vogliono proroghe, il sindaco in assemblea
di Diego Longhin
Dal primo gennaio nella discarica di Basse di Stura non entreranno più rifiuti urbani. Questa è l´unica certezza alla vigilia dell´assemblea organizzata dalle circoscrizioni con i cittadini di Barriera di Milano e il sindaco Sergio Chiamparino. Certezza a cui si aggiunge la possibilità che Amiat stia cercando accordi per entrare in società con i gestori degli impianti dove finirà l´immondizia dei torinesi: Cassagna, Grosso e Chivasso. Una partita dall´esito incerto che si potrebbe chiudere nel giro di qualche settimana. Un modo per continuare ad avere un ritorno economico dallo smaltimento dei rifiuti raccolti.

Lo stop agli urbani, però, non vuol dire per forza chiusura dei cancelli dell´impianto di via Germagnano dopo il 31 dicembre. Da mesi va avanti una battaglia, abbastanza sotterranea, per arrivare ad una qualche forma di proroga che ha mandato in fibrillazione tutti gli abitanti dell´area attorno a Basse di Stura, oltre ad aver messo sul piede di guerra la Provincia. Diverse le ipotesi circolate. Alla base ci sono gli spazi ancora liberi e già autorizzati della discarica, circa 250 mila metri cubi, che per l´azienda di via Giordano Bruno vogliono dire un po´ di milioni da incassare. Una piccola boccata d´ossigeno in attesa di capire quale assetto dare alla società.

La riunione di domani sera, alle 21 alla Cascina Marchesa in corso Vercelli 141, sarà una tappa fondamentale. Il sindaco Chiamparino chiarirà la posizione del Comune e soprattutto proverà a capire quali sono gli spazi di manovra. I comitati della zona, sostenuti anche dai presidenti delle circoscrizioni 5, Paola Bragantini, e 6, Gigi Malaroda, sono agguerriti e considerano, come hanno scritto in diversi volantini, «che fermare il conto alla rovescia e tenere aperto l´impianto, minacciando l´aumento della tassa rifiuti e la crisi di Amiat è un ricatto inaccettabile: gli impegni vanno mantenuti e non vogliamo essere presi in giro».


Della questione se ne occupa, oltre all´assessore Roberto Tricarico, il vicesindaco Tom Dealessandri, che ha avuto contatti con la Provincia. Da qui la certezza che i rifiuti urbani non entreranno più. Ma rimangono in campo tre opzioni, come spiega l´assessore all´Ambiente della Provincia, Roberto Ronco: «Basse di Stura si chiude e basta, ma è una soluzione inverosimile. Si conferiscono le terre di scavo per dare il via comunque alla bonifica. Oppure, ed è lo scenario caro al Comune, si accolgono prima i rifiuti assimilati, quelli di origine produttiva senza l´umido, e poi la terra di cantiere. Ipotesi per noi poco praticabile». E aggiunge: «È una questione politica, l´importante è che i rifiuti urbani, quelli che danno maggior fastidio agli abitanti della zona, non entrino più». Ma il presidente della Provincia, Antonio Saitta, più volte è stato categorico, visti gli impegni presi in campagna elettorale: in sintesi, si chiude. E i residenti sembrano non voler accettare che i cancelli continuino a rimanere aperti nemmeno per altro tipo di immondizia, come quella speciale. Il via vai di camion, il dubbio che non ci sia più una data certa. Basse di Stura potrebbe rimanere aperta sei-sette mesi oppure un anno e più. Insomma, fino a quando i 250 mila metri cubi non verrebbero riempiti.

Domani si annuncia un´assemblea calda, anche se sarà la prima occasione in cui fare chiarezza sul futuro dell´impianto aperto negli anni ´70 e più volte prorogato in attesa che entri in funzione l´inceneritore del Gerbido, in ritardo, senza che siano partiti ancora i lavori, di un anno e mezzo.
(09 novembre 2009)

http://torino.repubblica.it/dettaglio/la-battaglia-della-discarica-i-residenti:-niente-ricatti/1773611

dreaad
November 11th, 2009, 04:02 AM
Il “Poli” compie 150 anni: “Noi, motore dell’Italia”

La Stampa - 07/11/09

«Sempre all’avanguardia e mai a rimorchio». Lo dice il rettore Francesco Profumo ripercorrendo un secolo e mezzo di vita del Politecnico. Potrebbe essere lo slogan di quest’ateneo che celebra i suoi 150 anni, in cui «ha cercato di anticipare processi e cambiamenti anziché subirli. Ancora oggi è così».

C’è un pezzo d’Italia e di Torino in quelle foto ingiallite dal tempo che raccontano un’era di tecnologia italiana. C’è un frammento di storia nei volti di Lagrange, Galileo Ferraris, Alessandro Antonelli, Camillo Olivetti, Sergio Pininfarina. C’è una storia dalle radici antiche, metà del ’700, la Scuola di artiglieria dell’esercito, oppure l’Accademia delle Scienze, fondata nel 1783. E’ qui che si gettano le basi, qui che «il Piemonte diventa motore dell’innovazione in Italia», dice Vittorio Marchis, direttore del Museo del Politecnico.

Poco importa se poi la dominazione francese spoglia Torino delle sue scuole e dei giovani più promettenti. Carlo Mosca e Carlo Ignazio Giulio quando tornano da Parigi, dopo il 1814, hanno in mano la chiave di volta della città dell’innovazione, motore dell’Italia che ancora non c’è. Giulio è convinto che anche gli operai vadano istruiti. La sera, con alcuni colleghi, organizza corsi per tecnici, fabbri, falegnami. Nel 1845, con Quintino Sella, fonda l’Istituto tecnico torinese. Sella sarà uno degli ispiratori della legge Casati. E’ il 3 novembre 1859, 150 anni fa: l’istruzione tecnica entra nell’Università. Nasce la Scuola di applicazione per ingegneri. Nasce, di fatto, il Politecnico. La sede, non a caso, è il Castello del Valentino, che Napoleone aveva voluto svilire facendone la sede delle esposizioni dei prodotti dell’industria e dell’artigianato.

Tre anni dopo, altra data chiave: nel 1862 a Londra si tiene l’Esposizione internazionale, la prima cui partecipa l’Italia unita. Di ritorno gli italiani portano con sé tutti i «pezzi» lasciati nei padiglioni. Diventano l’ossatura del Regio museo industriale italiano. Torino non è più capitale, ma ha gettato le basi per diventare cuore pulsante del sistema economico nazionale. Spariscono uffici e ministeri, arrivano industriali da mezza Europa. Merito del sindaco Luserna da Rorà: nel 1865 scrive una lettera in quattro lingue indirizzata ai sindaci delle città europee. «Dite ai vostri imprenditori che vengano a investire qui, Torino è pronta ad accoglierli».

La Scuola di applicazione è ormai caposaldo della formazione d’alto livello: idraulica, costruzioni. Al museo industriale invece c’è l’ufficio brevetti, si formano i quadri della nuova industria. La competizione prevale sulla cooperazione, ma la politica è lungimirante: nel 1906 Scuola di applicazione e museo industriale vengono unificati sotto il nome di Politecnico di Torino. A quel tempo Emma Strada è già una studentessa. Due anni dopo si laurea, prima donna ingegnere d’Italia. Sono passati cent’anni. Il processo è stato lento ma costante: 38 laureate nel 1959, 52 nel 1974, 425 nel 1994. Quest’anno saranno quasi 2500. «Il Politecnico ha portato l’innovazione anche dentro la società, nel modo di vivere», sostiene Profumo.

L’inizio del Novecento segna un altro primato, l’aeronautica; gli anni tra il 1926 e il 1930 la definitiva consacrazione: si laureano Dante Giacosa (progettista della 500 Topolino), l’architetto Carlo Mollino, Mario Boella, Corradino d’Ascanio, il papà della Vespa. C’è fermento, ma anche tensioni: nel 1931 il regime fascista chiede ai professori universitari il giuramento di fedeltà. Solo tredici si oppongono; sei sono soci dell’Accademia delle Scienze di Torino. Tra loro c’è Vito Volterra, primo direttore del Politecnico. Guastavo Colonnetti, direttore dal 1922 al 1925, è costretto a fuggire in Svizzera. A Losanna fonda un campus universitario per italiani rifugiati, una sorta di succursale del Politecnico. A liberazione avvenuta sarà uno dei pilastri della ricostruzione post-bellica.

Dell’Italia che esce dal baratro il Politecnico è uno dei simboli. Torino è l’epicentro della grande industria: Fiat, Pininfarina, Olivetti. «Quando la classe politica si trasferì prima a Firenze e poi a Roma, Torino seppe mantenere l’industria militare e quella delle infrastrutture ferroviarie, matrici della nostra industria», racconta Marchis. L’Italia rinasce e il Politecnico si espande: gli iscritti si moltiplicano. Nel 1958 viene inaugurato il complesso in corso Duca degli Abruzzi e la facoltà di Ingegneria viene trasferita. E’ la prima grande trasformazione edilizia - e non solo - del 1900. L’altra comincia a fine secolo, nel 1998, ed è la seconda rivoluzione: la Cittadella, 170 mila metri quadrati di aule, laboratori e spazi per le aziende. Gli studenti, adesso, sono 27 mila. Le matricole aumentano fino al boom di quest’anno: oltre il dieci per cento in più del 2008. Sempre di più e sempre più internazionali, in un ateneo dove un ragazzo su sei non è nato in Italia. E questa, forse, è la terza grande rivoluzione.

Andrea Rossi

superciuck
November 11th, 2009, 08:52 AM
Han dato i domiciliari al cretino che ha ucciso l'ex tramviere ATM su un bus ad ottobre... mi sorprende che abbia persino fatto qualche giorno di galera.

e poi ci domandiamo perchè abbiamo città insicure e la lega al 20%...trovatemene uno che paghi per quello che fa.

pare che non sia morto per la scazzottata, probabilmente soffriva di altre patologie, almeno questo e' quanto hanno detto oggi, pertanto la sua posizione sembra essersi alleggerita.

(fabrizio)
November 11th, 2009, 08:52 AM
Han dato i domiciliari al cretino che ha ucciso l'ex tramviere ATM su un bus ad ottobre... mi sorprende che abbia persino fatto qualche giorno di galera.

e poi ci domandiamo perchè abbiamo città insicure e la lega al 20%...trovatemene uno che paghi per quello che fa.

SimoTO
November 11th, 2009, 10:23 AM
Han dato i domiciliari al cretino che ha ucciso l'ex tramviere ATM su un bus ad ottobre... mi sorprende che abbia persino fatto qualche giorno di galera.

e poi ci domandiamo perchè abbiamo città insicure e la lega al 20%...trovatemene uno che paghi per quello che fa.

Mi dispiace, ma hai invertito causa ed effetto.

La lega è stata al governo 8 anni sugli ultimi 10, e se le città sono insicure, è proprio grazie a loro, che non hanno interesse a renderle sicure. La lega non ha un ruolo passivo in tutto questo. Ne è causa.
Guarda le discussioni politiche degli ultimi giorni: riforma della giustizia. Accorciare i tempi di prescrizione (perchè non ci sono abbastanza impuniti!!!)... è questo che serve ai cittadini?
chiudo ot, ma il pdl e la lega sono davvero il cancro di questa società.

kiob
November 11th, 2009, 10:56 AM
Mi dispiace, ma hai invertito causa ed effetto.

La lega è stata al governo 8 anni sugli ultimi 10, e se le città sono insicure, è proprio grazie a loro, che non hanno interesse a renderle sicure. La lega non ha un ruolo passivo in tutto questo. Ne è causa.
Guarda le discussioni politiche degli ultimi giorni: riforma della giustizia. Accorciare i tempi di prescrizione (perchè non ci sono abbastanza impuniti!!!)... è questo che serve ai cittadini?
chiudo ot, ma il pdl e la lega sono davvero il cancro di questa società.

a parte la tua firma, concordo pienamente con te :lol:

(fabrizio)
November 11th, 2009, 10:58 AM
Mi dispiace, ma hai invertito causa ed effetto.

La lega è stata al governo 8 anni sugli ultimi 10, e se le città sono insicure, è proprio grazie a loro, che non hanno interesse a renderle sicure. La lega non ha un ruolo passivo in tutto questo. Ne è causa.
Guarda le discussioni politiche degli ultimi giorni: riforma della giustizia. Accorciare i tempi di prescrizione (perchè non ci sono abbastanza impuniti!!!)... è questo che serve ai cittadini?
chiudo ot, ma il pdl e la lega sono davvero il cancro di questa società.

questa è la lettura che dai tu, una lettura intelligente secondo me. io ho sentito spesso dire, in giro, il ragionamento opposto, che ha qualche elemento di verità almeno nella parte iniziale: "i magistrati danno pene ridicole (e in effetti è vero, c'è una morale distorta in questo paese) - città piene di imbecilli - la Lega, almeno a parole, dice di voler fare qualcosa (ragionamento pieno d'ignoranza, ma che fa presa sulle "pance" dell'elettorato". morale: lega al 20%. se poi c'aggiungiamo un certo buonismo dell'opposizione (vedi Veltroni, non a caso vedrei bene Finocchiaro alla guida del partito, lei si che ha le palle quadrate, almeno figuratamente)...

orefra
November 11th, 2009, 11:29 AM
pongo all'attenzione di tutti il fallimento della ditta BRESCIANI...

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/economia/articolo/lstp/86661/

gestisce in parte, tra l'altro, il cantiere di VIA CERNAIA ... già ieri c'era meno gente nel primo tratto e nessuno nel secondo verso piazza solferino
ci passo tutti i giorni penso sia un bel DRAMMA per la viabilità :ohno:

FabioST
November 11th, 2009, 12:22 PM
pongo all'attenzione di tutti il fallimento della ditta BRESCIANI...

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/economia/articolo/lstp/86661/

gestisce in parte, tra l'altro, il cantiere di VIA CERNAIA ... già ieri c'era meno gente nel primo tratto e nessuno nel secondo verso piazza solferino
ci passo tutti i giorni penso sia un bel DRAMMA per la viabilità :ohno:

Speriamo di no accidenti :ohno::ohno:

mariocesare
November 11th, 2009, 01:46 PM
pare che non sia morto per la scazzottata, probabilmente soffriva di altre patologie, almeno questo e' quanto hanno detto oggi, pertanto la sua posizione sembra essersi alleggerita.

Meno male, povero ragazzo, pensate se l'avessero messo in prigione :ohno:

Invitiamolo con la sua bici alla prossima Retrotram :)

fabrik
November 11th, 2009, 03:55 PM
Basse di Stura, sindaco contestato scontro coi residenti della zona nord

Assemblea agitata martedì sera alla Cascina Marchesa tra il sindaco e i residenti della zona nord. Violento diverbio con un residente e al sindaco Chiamparino è scappata anche una bestemmia. Al centro dello scontro l'ipotesi di utilizzare in parte la discarica per stoccare terreno di risulta, rifiuti assimilabili e fanghi
di Diego Longhin

Un'ora prima aveva preso in braccio Roberto Benigni nel foyer del Carignano, "anticipando" uno dei numeri preferiti del comico toscano. Ma poi la serata di Sergio Chiamparino non è finita bene. Anzi. Il sindaco, con una scelta per certi versi anche coraggiosa, ha deciso di andare nel quartiere della discarica Basse di Stura per spiegare in un incontro al centro incontri della Cascina Marchesa che il Comune intende prorogare l'apertura seppure cambiando missione: niente più rifiuti urbani. Ma ha trovato un muro di contestazione.

E la sequenza fotografica ben testimonia il clima di tensione nella sala: a un certo punto al sindaco, davvero esasperato perché la gente gli impediva di spiegare il suo punto di vista, si è lasciato scappare una bestemmia abbandonando il microfono sul tavolo. Poi, all'uscita, ha avuto un confronto molto simile a quelli che si vedono la domenica sui campi di calcio tra avversari, con un anziano del quartiere. Nonostante la contestazione Chiamparino non ha desistito dal suo progetto: "Discuteremo l'idea di prorogare i tempi di Basse di Stura con tutte le circoscrizioni: non potete decidere solo voi su un tema che riguarda tutta la città".

Del resto a 55 giorni dalla chiusura di Basse di Stura i residenti di Barriera di Milano non vogliono che si cambino le carte in tavola. E appena il sindaco Sergio Chiamparino ha provato a spiegare che i tempi si potrebbero allungare di poco, e solo per tipi particolari di immondizia, è scattata una vera insurrezione: «Nessuna proroga per la discarica, ne abbiamo già concesse troppe. Ormai ne contiamo cinque. L´ultima nel 2005, altrimenti i rifiuti sarebbero andati in Germania. Ora questi problemi non ci sono più». Gli abitanti non ne vogliono più sapere. Né un anno né pochi mesi di proroga.

La sala della Cascina Marchesa, corso Vercelli, nel cuore di Torino Nord è stracolma. A dettare le condizioni per i residenti è uno degli attivisti storici dei comitati contro l´impianto dell´Amiat, Luigi Canzian: «Torino Nord ha ospitato un servizio per tutta la città e la provincia. I residenti hanno sopportato enormi disagi, ad iniziare dai miasmi della discarica. Pretendiamo che gli impegni vengano rispettati. Debbono entrare solo i camion che portano le coperture e lavorano alla bonifica».

Poi tocca al sindaco che, dopo una lunga premessa sui disagi della zona, lancia la proposta: «Stop ai rifiuti urbani al 31 dicembre, utilizzo degli spazi liberi per le terre, i rifiuti assimilati e i fanghi». Il primo cittadino non fa nemmeno in tempo a finire la frase che gli oltre 250 cittadini lo zittiscono: «Noooo, non vogliamo proroghe». Il sindaco prova a spiegare che è una questione di costi, di tempi limitati. Nulla da fare. «Va bene - dice - se volete che finisca qui, finisco. Ma sappiate che non si decide qui questa sera. Si decide in altri luoghi perché è una scelta che riguarda tutta la città e non solo la zona Nord. E non possiamo chiudere gli occhi. Abbiamo spazi liberi e il termovalorizzatore, non per colpa dell´amministrazione, è in ritaqrdo di un anno e mezzo». Ribatte un cittadino: «Per noi quel mostro va chiuso, dal due gennaio, perché il primo è festa, controlleremo i mezzi che entreranno a Basse di Stura».
Applausi.

I residenti hanno diverse richieste. Canzian aggiunge: «Chiediamo che gli sgravi Tarsu vengano mantenuti perché i cittadini di Torino Nord dovranno subire disagi ancora per trent´anni. E vogliamo una commissione per controllare le bonifiche. Vogliamo che sia fermata ogni ipotesi di saccheggio del territorio. Nessun tentennamento e sotterfugio. Il gioco delle tre carte deve finire. Qui, signor sindaco, ci sono anche quelli che hanno contrubito ad eleggerla. Salvaguardiamo la credibilità. Le chiediamo il coraggio di una scelta chiara e definitiva». Altri applausi.

Ad aprire la riunione era stato il presidente della VI circoscrizione, Gigi Malaroda: «La presenza di tanta gente conferma la bontà della nostra scelta di essere determinati per arrivare alla chiusura». Sulla stessa linea l'altra presidenti Paola Bragantini: «Non accettiamo soluzioni fantasiose. Perché o la discarica si chiude o non si chiude. Accetteremo solo la serrata. Nessun rifiuto assimilabile o speciale. Anzi. Vorremmo fare una bella festa a capodanno per l´ingresso dell´ultimo camion con i rifiuti dentro la discarica e speriamo che Amiat ci fornisca un mezzo».

http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reptorino/2009/11/11/1257928705271_0106435d.jpg

http://torino.repubblica.it/multimedia/home/19294507/1/5

fabrik
November 11th, 2009, 04:02 PM
Il Politecnico di Torino vorrebbe un'allenza con Milano


Ad auspicare una collaborazione è stato questa mattina il rettore Francesco Profumo, durante la cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico


torino
«E' necessaria un’alleanza con il Politecnico di Milano» per creare un «percorso di costruzione dell’identità nazionale di due grandi scuole italiane di ingegneria ed architettura» tanto più alla luce delle nuove strutture ferroviarie che avvicineranno le due città (50 minuti da torino porta nuova a milano porta garibaldi). Lo ha detto il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico celebrando il 150° della sua fondazione.

Il rettore ha in altri termini indicato la prossima sfida: quella di un’alleanza federativa con il Politecnico di Milano per creare un polo universitario in grado di diventare un punto di riferimento e motore di progetti per lo sviluppo nazionale.

Profumo, nel corso della cerimonia, mentre fuori dal Politecnico manifestavano i precari della ricerca e dell’ università, ha siglato un accordo di partenariato con l’Istituto per il Credito Sportivo che ha deciso di investire in ricerca ’clean tech’ da applicare all’impiantistica sportiva e culturale.

John Elkann, vice presidente della Fiat, laureatosi proprio al Politecnico torinese, nel suo intervento alla cerimonia, ha voluto sottolineare come in otto giorni trascorsi tra estremo oriente ed America abbia potuto verificare come paesi ricchi di materie prime come Abu Dhabi siano fortemente orientati a ricercare fonti di energia alternative, oltre il petrolio. «A Shanghai, parlando con il sindaco - ha detto Elkann - ho colto l’esigenza di quella città di coniugare lo sviluppo con la ricerca di nuove risorse. Infine, in America, l’accordo con Chrysler risponde alla necessita di ridurre le emissioni inquinanti e questo solo grazie alla tecnologia Fiat, sviluppata a Torino».
Nel suo intervento Elkann ha ribadito che istruzione di alta qualità ed eccellenza sono le sfide vincenti per affrontare il futuro ed ha ricordato lo stretto rapporto di collaborazione, che dura da più di un secolo, fra il Politecnico e la Fiat: «Nell’ultimo abbiamo assunto 450 ingegneri, di cui 250 laureati in questo ateneo. Abbiamo in corso 200 progetti di collaborazione e la ragione di questo numero così alto è che abbiamo puntato su alta qualità ed eccellenza».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/87381/

fabrik
November 11th, 2009, 04:03 PM
Castello di Rivoli le primarie dell'arte

Per scegliere il nome del nuovo direttore Minoli sonda il gotha dei musei internazionali


ROCCO MOLITERNI

TORINO
Non saranno vere primarie, perché noi del consiglio ci riserviamo il diritto di aggiungere altri nomi». A parlare è Fiorenzo Alfieri assessore alla Cultura del Comune di Torino e membro del consiglio di amministrazione del Museo d’Arte contemporanea del Castello di Rivoli. Il consiglio si riunisce oggi pomeriggio, sotto la presidenza di Giovanni Minoli, con il compito di selezionare la rosa di nomi fra cui scegliere il nuovo direttore. L’attuale, Carolyn Christov-Bakargiev, è pro tempore: ha ereditato fino al 31 ottobre (con proroga al 31 dicembre) il ruolo che fu di Ida Gianelli, ma è in partenza per curare la prossima edizione di «Documenta», la quinquennale mostra di Kassel.

Perché si parla di primarie? Perché il procedimento con cui si arriva a selezionare oggi la rosa dei nomi è una sorta di votazione che ha coinvolto a vari livelli il mondo dell’arte torinese e internazionale. L’assessore alla Cultura della Regione, Gianni Oliva, non faceva mistero di veder bene, al posto della Gianelli, Andrea Bellini, il direttore di Artissima, la fiera di Torino. Ma questa scelta, che si ipotizzava attraverso una chiamata diretta, aveva suscitato non poche proteste. Così il nuovo consiglio, insediato a fine settembre, ha deciso di seguire un’altra strada. «A me - dice Rudy Fuchs, il critico olandese che fu alla guida del museo, dalla sua fondazione nel 1984 fino al 1989 - è stato chiesto di indicare cinque nomi di personalità del mondo dell’arte contemporanea che ritenessi in grado di dirigere il Castello».

Oltre agli ex direttori di Rivoli, Rudy Fuchs e Ida Gianelli, e alla attuale, sono stati coinvolti nelle «primarie», ciascuno con la proposta di cinque nomi, anche i vertici delle più importanti istituzioni artistiche torinesi, da Danilo Eccher della Gam a Beatrice Merz dell’omonima fondazione a Francesco Bonami, della Fondazione Sandretto. Bonami fino all’anno scorso era tra i papabili: «Oggi - dice - non mi sento assolutamente in corsa. Ma sono stato molto contento di poter suggerire dei nomi». A loro si aggiungono personalità internazionali come Nick Serota, direttore della Tate di Londra, e Manuel Borja-Villel, direttore del museo Reina Sofia di Madrid (fanno parte entrambi del pool di esperti della Fondazione Crt per le acquisizioni), oltre ai direttori di musei di San Francisco, Berlino, Eindhoven.

Complessivamente i nomi che questi «grandi elettori» hanno fornito sono una trentina, ci sono infatti vari incroci tra le segnalazioni. «È importante - prosegue Rudy Fuchs - che il nuovo direttore sia una figura in grado di mantenere quel prestigio a livello internazionale che il museo, prima con me e poi con la Gianelli e la Christov-Bakargiev, ha raggiunto. Certo non siamo e non potremo mai essere la Tate o il Pompidou, ma se si cede a interessi localistici il rischio è di far cadere il museo in una dimensione provinciale». Quali dovrebbero essere per Fuchs le caratteristiche del direttore ideale? «L’indipendenza, l’intelligenza, il non essere succubo delle mode artistiche e soprattutto la capacità di lavorare con gli artisti». Ossia? «Nomi non posso farne». Nonostante, come Fuchs, anche gli altri grandi elettori tengano la bocca cucita, nei giorni scorsi tra gli stand di Artissima la girandola delle indiscrezioni ha permesso di realizzare, almeno per le prime posizioni, la mappa che pubblichiamo in questa pagina.

Ovviamente c’è Bellini, che sebbene non abbia riscosso molto gradimento alle primarie rientra comunque nella rosa. Il consiglio non può certo escludere il «candidato» di Oliva: la Regione copre con 3 milioni di euro il 75 per cento del budget di Rivoli (se non passasse Bellini, si dice, Oliva chiederebbe almeno la scelta di un «giovane»). In pole position alcuni dei nomi che hanno già girato nei mesi scorsi, ad esempio il critico argentino Carlos Basualdo, che ha collaborato felicemente con Bonami alla Biennale del 2003 (difficile che questi non l’abbia indicato). Poi Daniel Birnbaum, forte del successo di Venezia (la Biennale si chiuderà il 22 novembre con 400 mila visitatori, un record storico), ma anche di un positivo lavoro fatto con le istituzioni locali per la Triennale di Torino. E c’è Massimiliano Gioni, direttore della Fondazione Trussardi di Milano.

Tra le «new entries», il nigeriano Okwui Enzewor, già curatore di Documenta nel 2002 e direttore del San Francisco Art Institute (facile che sia stato indicato dai grandi elettori americani e inglesi). Poi lo svizzero Hans Ulrich Obrist, direttore della Serpentine Gallery di Londra, ma anche curatore del «Tempo del Postino» a Basilea (probabile che il suo nome sia stato fatto non solo da tedeschi e inglesi). Quindi l’ungherese Leonard Hegyi, direttore del museo di Saint-Etienne, e Charles Esche, direttore del Vanabbemuseum di Eindhoven, che, pur essendo tra gli elettori, secondo molti sarebbe il direttore ideale per Rivoli.

A ciascuno di questi, se accetta, sarà chiesto di preparare un progetto per il Castello. Il cda farà una serie di colloqui ed entro Natale dovrebbe esserci il nome del nuovo direttore

http://www3.lastampa.it/arte/sezioni/news/articolo/lstp/87241/

fabrik
November 11th, 2009, 04:05 PM
Il "navigatore" intelligente evita-traffico




Notizie in tempo reale su code e cantieri


ANDREA ROSSI

TORINO
Le statistiche parlano chiaro: ogni anno perdiamo almeno dieci giorni imbottigliati nel traffico, 250 ore buttate alle ortiche, roba da mettere a rischio pazienza e coronarie. Ogni automobilista culla un sogno: salire in macchina e sapere se a tre isolati c’è un ingorgo, se la strada che di solito percorre per andare a lavorare è intasata, se c’è un cantiere, un incidente, un mezzo in panne. Evitare d’imbottigliarsi. Smettete di sognare: non manca molto.

Stamattina, a Villa Gualino, verrà presentato il progetto Vicsum sull’info-mobilità, realizzato da Politecnico di Torino, Centro Ricerche Fiat e Csp. Il gruppo di lavoro ha messo a punto un sistema capace di monitorare il traffico - e non solo - e inviare alle auto informazioni in tempo reale. «Abbiamo sviluppato componenti e dispositivi già presenti sul mercato», spiega Claudio Casetti, docente del «Poli» e coordinatore del progetto. Motivo in più per sorridere: significa che dalla dimostrazione alla realtà il passo è breve.

Il meccanismo è semplice: un dispositivo piazzato sopra un semaforo, un palo della luce o la fermata di un bus; un antenna installata sull’auto; uno schermo simile a un navigatore satellitare dentro la vettura. Le installazioni lungo le strade rilevano le informazioni e le trasmettono alle auto. Non solo, le stesse vetture, dotate di un piccolo apparecchio, possono anch’esse captare e inviare informazioni sull’ambiente circostante. «Si crea un sistema di comunicazione dalla strada al veicolo ma anche tra veicolo e veicolo», spiega Casetti. «Sul touch screen l’automobilista può sapere tutto ciò che succede nel raggio di tre-quattro isolati, ma anche impostare una destinazione, come si fa con un navigatore, ed essere aggiornato in tempo reale sugli intoppi che troverà lungo il percorso».

Il vantaggio è evidente. C’è una coda, un cantiere? Si cambia strada e si evita di far degenerare l’ingorgo. «Abbiamo un problema sempre più complesso sulla gestione dei flussi di merci e persone», spiega Andrea Bairati, assessore all’Innovazione della Regione, che ha finanziato il progetto con 850 mila euro (altri 850 sono stati stanziati dai soggetti coinvolti). «Ciò provoca molte ricadute negative sul piano ambientale ed economico. Disporre di sistemi intelligenti può contribuire ad arginare gli impatti negativi del traffico e, in prospettiva, arrivare a sistemi di controllo del veicolo e della strada che incrementino la sicurezza».

Fantascienza, dirà qualcuno. No, realtà: i ricercatori l’hanno testato nel parco di Villa Gualino sulle auto e poi, con Gtt, sul percorso della tramvia Sassi-Superga. Altra obiezione: i navigatori di ultima generazione forniscono informazioni sul traffico. «Vero, ma solo su ciò che accade nella zona in cui si trova l’automobilista», spiega Casetti. «Inoltre questo sistema non si basa su una comunicazione Gsm o Umts, ma a corto raggio. Una città che volesse disporre di quest’apparecchiatura dovrebbe solo installare gli apparati».

Appunto. Quanto costerebbe? Ogni nodo da piazzare sulla strada costa cento euro e copre un raggio di 3-500 metri a seconda delle zone. «Per coprire le principali direttrici di Torino basterebbero poche migliaia di euro e meno di un anno di lavoro», assicura Casetti. E il costo per gli automobilisti? Zero, eccetto l’apparecchiatura da installare. «Un po’ più di un navigatore: 2-300 euro», garantisce il docente. Un costo che sarebbe in buona parte coperto dagli enti pubblici

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=6876&ID_sezione=38&sezione=News

fabrik
November 11th, 2009, 04:08 PM
Amelio: "Prima il Tff, poi un film sotto la Mole"


Il nuovo direttore della rassegna cinematografica: «Amo Torino, una città autentica»

EMANUELA MINUCCI

TORINO
Sì, parliamo di Torino. Anche se ho dovuto rimuoverla per parecchi anni, perché il primo ricordo che ne ho è tragico: deve sapere che qui, dopo una breve malattia, morì mia madre. Ed io per anni non sono riuscito a rivederla, Torino».

Gianni Amelio, il direttore del Tff che fra 72 ore taglierà il nastro su una rassegna cui la rivista Variety ha dedicato il paginone centrale, comincia con un sospiro l’intervista sul suo rapporto con la città. Poi lancia uno sguardo alla Mole, che incombe sulla sua scrivania, e dice una frase che, come il suo film «Così ridevano» (tutto ambientato nella Porta Palazzo del 1958), riuscirà a stringere il cuore dei torinesi: «Poi me ne sono innamorato di un amore totale, e penso pure di essere ricambiato. Alimento questo rapporto presentando sempre qui le mie pellicole e ci girerò presto un altro film».

Il regista calabrese, nato 65 anni fa «in un paesino di 500 persone ai piedi della Sila, San Pietro Magisano» la prende alla lontana e spiega come è riuscito a tornare a Torino dopo lo choc della perdita della mamma: «Mi sono chiesto quale potesse essere l’unico modo che le avrebbe potuto fare piacere, e non ho avuto dubbi: tornarci per girare un film. E un film dove Torino non era soltanto sfondo e ambientazione, ma essenza stessa del racconto». «Così ridevano» appunto, dove il tema dell’immigrazione e dell’accoglienza sono cifra stessa sia della pellicola sia della città.

Torino e la grande immigrazione. Lei ha già detto tutto in quel film?«Credo che si possa aggiungere qualcosa: vale a dire che questa città è stata molto generosa con gli immigrati. E se lo lasci dire da un uomo che di immigrazione s’intende visto che sono figlio di un padre che per trovare lavoro finì in Argentina. Torino ha accettato gli immigrati e li ha integrati. Basta guardare il disegno delle sue periferie: qui non si avverte, cosa che per esempio si sente moltissimo a Roma, l’abisso di una vita lontana dal centro. Qui è tutto molto meno stridente. Anche l’urbanistica può parlare il linguaggio dell’accoglienza. A Torino negli Anni Sessanta si trasferì mezza Calabria, fra cui diversi miei amici. I torinesi non stesero tappeti rossi, ma non li hanno neppure mai rifiutati».

E’ cambiata la città dai tempi in cui girò «Così ridevano»?
«E’ diventata più funzionale, ma non ha perso autenticità. Guardi Porta Palazzo per esempio, dove abbiamo girato parecchie scene. O via Milano, dove all’epoca scoprii un condominio tutto vuoto in cui ambientare quasi interamente il film: molti spazi sono stati recuperati e pedonalizzati, ma il tessuto urbano, i muri di Torino raccontano ancora la sua storia. E speriamo continuino a farlo per sempre».

Qualche segno nuovo, però, c’è, magari leggero e poetico come l’arco rosso delle Olimpiadi o un po’ più d’impatto come il futuro grattacielo del San Paolo.
«Ecco, sul grattacielo forse sarebbe meglio glissare, comunque il centro è piacevolissimo, io che abito a pochi metri dalla Mole passeggio moltissimo e ne apprezzo la bellezza».

Vita mondana?
«Pari a zero. Io non mi sento un personaggio, ma una persona. E vado a cena con i miei amici, meglio se a parlare di buon cinema».

Ci sarà però un torinese famoso con cui andrebbe volentieri a cena...
«Sì, ma è un passante. Un ragazzo sui trent’anni che un giorno mi ha fermato in via Po per chiacchierare di cinema. Abbiamo preso un caffè ed è stato molto interessante: queste sono le persone che amerei incontrare».

Quindi passa le sue giornate torinesi a vedere film e cena spesso da solo.
«Quando posso vedo la mia famiglia, mio figlio e le mie tre nipotine Audina, Alida e Sara, che lo confesso, mi hanno cambiato la vita. Per il resto solo film, dev’essere proprio triste una giornata senza vederne neanche uno».

Si è portato qualche dvd nella sua casa di Torino?«Non faccio altro che vedere pellicole per lavoro, quindi non ho portato nulla, ma non le nascondo che su un’isola deserta mi rifugerei nell’opera omnia di Billy Wilder: capolavori come “Viale del Tramonto” o “Quando la moglie è in vacanza”: facce opposte dello stesso genio. Perché lui è la quadratura del cerchio, riesce a raccontare la realtà edulcorandola, come si fa con il racconto fantastico, la fiaba, con i bambini. L’ingrediente base, come sempre, è la magia».

Lei è nato il 20 gennaio, come Federico Fellini e David Lynch. Magari non crederà nello zodiaco, ma da buon Capricorno non dovrebbe avere paura delle sfide.«Paura? Assolutamente no. Andrà benissimo, lo sento. E onorerò questo contratto “due più due”. Che non si capisce bene che cosa voglia dire, ma per me, che sono un Capricorno, finisce nel 2012».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/torino-film-festival/speciale/articolo/lstp/87151/

superciuck
November 11th, 2009, 08:05 PM
Meno male, povero ragazzo, pensate se l'avessero messo in prigione :ohno:

Invitiamolo con la sua bici alla prossima Retrotram :)


da omicidio preterintenzionale a lesioni aggravate...

e' agli arresti domiciliari, non mi pare poco....e non credo il ragazzo volesse ammazzare nessuno, probabilmente chi puo' saperlo, ad una provocazione ha risposto in modo sbagliato. ma e' giusto che paghi per le sue colpe non di piu'

mariocesare
November 11th, 2009, 08:34 PM
da omicidio preterintenzionale a lesioni aggravate...

e' agli arresti domiciliari, non mi pare poco....e non credo il ragazzo volesse ammazzare nessuno, probabilmente chi puo' saperlo, ad una provocazione ha risposto in modo sbagliato. ma e' giusto che paghi per le sue colpe non di piu'

In effetti, per sapere se un pugno in faccia ad un anziano può far morire, c'e' solo la statistica: se ne prendono 100 e gli si da un pugno in faccia.
Se statisticamente non ne muoiono tanti, si va verso il proscioglimento.

Scherzi a parte, cio che da fastidio e' che il modello che pare vincente e' quello di chi si fa strada con la prepotenza e la violenza.

PS, ad una "provocazione"? meglio rettificare..... :)

superciuck
November 11th, 2009, 08:43 PM
In effetti, per sapere se un pugno in faccia ad un anziano può far morire, c'e' solo la statistica: se ne prendono 100 e gli si da un pugno in faccia.
Se statisticamente non ne muoiono tanti, si va verso il proscioglimento.

Scherzi a parte, cio che da fastidio e' che il modello che pare vincente e' quello di chi si fa strada con la prepotenza e la violenza.

PS, ad una "provocazione"? meglio rettificare..... :)


no, non credo, ho presentato una ipotesi, chi puo' sapere se l'ex autista nel difendere la sua collega abbia esagerato nelle parole, nel tono o negli atteggiamenti scatenando l'ira di un pazzo malato che non avendo altri argomenti ha risposto con un pugno?
A scanso di equivoci: non giustifico l'atteggiamento del ragazzo, tanto per sgombrare il campo da facili accuse....volevo solo vedere la storia da un altra angolazione...solo ipotesi

Riobasco
November 11th, 2009, 09:33 PM
Il problema è che ormai tutto viene ricondotto alla "preterintenzionalità", ovvero "non volevo, non sapevo, non credevo". Pur ammettendo che i dubbi di Superciuck siano comprensibili, mi pare evidente che occorrano dei distinguo: se io, ottantenne, tiro un cazzotto ad un mio coetaneo durante una partita a bocce, difficilmente gli farò del male (al massimo gli spacco la dentiera) ma se un ragazzo si accanisce contro un settantenne, mi pare evidente esista una vistosa disparità, assolutamente non giustificabile e da punire. Sostenere anche che il pensionato non sia morto a causa del pugno ma per motivi di salute mi pare francamente -come ha scritto mariocesare- cavilloso ed odioso. Resta il fatto che una persona è morta per futili motivi e chi ne ha provocato la morte deve pagare: io lo obbligherei a svolgere, per un buon numero di anni, lavori socialmente utili. Metterlo in galera significherebbe creare un delinquente irrecuperabile in più.

mariocesare
November 11th, 2009, 09:39 PM
no, non credo, ho presentato una ipotesi, chi puo' sapere se l'ex autista nel difendere la sua collega abbia esagerato nelle parole, nel tono o negli atteggiamenti scatenando l'ira di un pazzo malato che non avendo altri argomenti ha risposto con un pugno?
A scanso di equivoci: non giustifico l'atteggiamento del ragazzo, tanto per sgombrare il campo da facili accuse....volevo solo vedere la storia da un altra angolazione...solo ipotesi

Non te la prendere, non ce l'ho con te :), e' che pensando ad uno che entra con una bicicletta in un pullmann, che viene invitato a scendere dall'autista, il quale blocca il pullmann facendo perdere tempo a tutti i passeggeri, penso che anche se l'ex tramviere l'avesse trattato "indelicatamente" (e magari ci sta tutto, credo che non l'abbiamo pensato solo noi due), magari non ha alcun diritto di replica, deve scendere ed andarsene.

........ Resta il fatto che una persona è morta per futili motivi e chi ne ha provocato la morte deve pagare: io lo obbligherei a svolgere, per un buon numero di anni, lavori socialmente utili. Metterlo in galera significherebbe creare un delinquente irrecuperabile in più.

Ah, questa la straquoto. Il cretino, perchè si tratta di un cretino (povero, con problemi familiari e di disadattamento, comunque un cretino) si dovrebbe fare diversi anni di servizio sociale in pensionati per anziani, per capire un attimino quanto fortunati siano i non cretini che dopo 8-9 ore di lavoro, viaggio, pasti, spesa e tutte le altre quotidianità non trovano il tempo di andare a trovare gli anziani.

(fabrizio)
November 11th, 2009, 09:40 PM
perché secondo voi i domiciliari serviranno a qualcosa, per questo qui?

fabrik
November 11th, 2009, 09:55 PM
massì so' ragazzi.. volemose bbbene

(fabrizio)
November 12th, 2009, 09:23 AM
non stupiamoci di quando ci troveremo di fronte a gangs come quelle che girano in UK o Francia, allora.

Cumino
November 12th, 2009, 10:23 AM
^^ Veramente ci sono già, a carattere bimbominkia, però esistono!

(fabrizio)
November 12th, 2009, 10:29 AM
Oddio, rispetto a certa gente che gira Oltralpe o oltremanica, siamo ancora ben al di sotto.

Secondo me i domiciliari NON servono ad un cazzo. In Inghilterra danno gli ASBO, che la gente colleziona come trofei, quando ero in vacanza studio i ragazzini del quartiere si vantavano tra loro di quanti ne avessero... da noi danno i domiciliari, o l'obbligo di firma. che non servono ad un cazzo, lo ripeto. ma d'altronde siamo il Paese dove per aver ammazzato in quattro un diciottenne strafatto si danno 3 anni di galera a testa. dannata morale del "perdono".

superciuck
November 12th, 2009, 10:32 AM
^^ Veramente ci sono già, a carattere bimbominkia, però esistono!

veramente ci sono sempre stati....

trevor60
November 12th, 2009, 11:00 AM
Parlando dell'ipotesi della bandiera più alta del mondo a Torino, ho letto che installarla in piazza d'Armi potrebbe interferire con il sentiero dell'aeroporto di TRN. Perchè, allora non pensare di metterla a Italia '61 o al Lingotto?

FaseREM
November 12th, 2009, 12:17 PM
Articolo su una eventuale fusione dei Politecnici di Torino e Milano:

http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-12/2009111214192146.pdf

Onestamente inizio ad essere stufo di tutte queste menate sul Mi-To. Ma la piantano?

mariocesare
November 12th, 2009, 01:54 PM
Parlando dell'ipotesi della bandiera più alta del mondo a Torino, ho letto che installarla in piazza d'Armi potrebbe interferire con il sentiero dell'aeroporto di TRN. Perchè, allora non pensare di metterla a Italia '61 o al Lingotto?

Italia: paese dove per festeggiare il 150° anniversario si costruisce un intelaiatura altissima per esporre UNA bandiera
Svizzera, Francia, Germania, Austria: paesi dove per festeggiare i loro Jubileums mettono una bandiera ad ogni finestra, porta, ringhiera.
.............

kiob
November 12th, 2009, 01:55 PM
Il problema è che ormai tutto viene ricondotto alla "preterintenzionalità", ovvero "non volevo, non sapevo, non credevo". Pur ammettendo che i dubbi di Superciuck siano comprensibili, mi pare evidente che occorrano dei distinguo: se io, ottantenne, tiro un cazzotto ad un mio coetaneo durante una partita a bocce, difficilmente gli farò del male (al massimo gli spacco la dentiera) ma se un ragazzo si accanisce contro un settantenne, mi pare evidente esista una vistosa disparità, assolutamente non giustificabile e da punire. Sostenere anche che il pensionato non sia morto a causa del pugno ma per motivi di salute mi pare francamente -come ha scritto mariocesare- cavilloso ed odioso. Resta il fatto che una persona è morta per futili motivi e chi ne ha provocato la morte deve pagare: io lo obbligherei a svolgere, per un buon numero di anni, lavori socialmente utili. Metterlo in galera significherebbe creare un delinquente irrecuperabile in più.

ok, buongiorno a tutti, il "vecchietto brontolone 1" del muppet show si presenta (non sono per niente vecchietto, Rio....)

ho messo in neretto i punti che secondeo me meritano attenzione

se un ragazzo si accanisce:
fino alla condanna non lo sappiamo, nessuno di chi scrive è stato testimone, per quello che so io potrebbe avergli dato uno spintone.
dei giornali (soprattutto della cronaca cittadina) non mi fido più: a titolo di esempio, lunedi mattina le ASL si lamentavano che poca gente si presentava per vaccinarsi (10% del previsto) e "cronacaqui" lamentava "I vaccini ai drogati e non ce n'è per i nostri bimbi". inutile dire altro....

cavilloso
se io sto per dare uno spintone a una persona e quella (che non mi ha neppure visto) ha un infarto, io non c'entro niente.
se ha lo stesso infarto 3 secondi dopo, io divento un assassino? non è così che deve funzionare.
sempre per quanto ne so io, al vecchietto potevano aver sbagliato a cambiare le medicine per la circolazione, condannandolo a morte alla prima emozione.
queste cose vanno valutate da medici,periti e autorità giudiziaria, non da noi leggendo i titoli dei giornali (meno che mai quelli di certi giornali)

morta per futili motivi non lo sappiamo ancora, magari l'embolo girava nel suo sangue da giorni per colpa delle medicine o di un innalzamento di pressione per la mangiata della sera prima. mica si muore di ictus solo dopo un pugno

non dico che gli si debba dire "vai e non dare più pugni a nessuno", senza punirlo. dico che le nostre regole civili delegano alla Giustizia il compito di giudicare, e che i cittadini (noi tutti) dall'esterno troppe volte sono portati a esprimere giudizi in base a poche informazioni, magari distorte per interesse di chi le scrive.

kiob
November 12th, 2009, 01:58 PM
Italia: paese dove per festeggiare il 150° anniversario si costruisce un intelaiatura altissima per esporre UNA bandiera
Svizzera, Francia, Germania, Austria: paesi dove per festeggiare i loro Jubileums mettono una bandiera ad ogni finestra, porta, ringhiera.
.............

bene, buona idea.

150 anni, 150.000 bandiere ai balconi.

chi su questo forum una bandiera non ce l'ha, la compri, e tutti ne parlino con vicini/amici/colleghi perchè lo facciano anche loro.

abbiamo un anno di tempo.

Marmox
November 12th, 2009, 02:15 PM
Italia: paese dove per festeggiare il 150° anniversario si costruisce un intelaiatura altissima per esporre UNA bandiera
Svizzera, Francia, Germania, Austria: paesi dove per festeggiare i loro Jubileums mettono una bandiera ad ogni finestra, porta, ringhiera.
.............

:applause: Dici bene mariocesare!

Qui in Italia si mette la bandiera solo quando ggioca la nazionale di quel tale sport popolare. :ohno:

Mai visto una bandiera il 25 aprile o il 2 giugno invece.

superciuck
November 12th, 2009, 02:20 PM
ok, buongiorno a tutti, il "vecchietto brontolone 1" del muppet show si presenta (non sono per niente vecchietto, Rio....)

ho messo in neretto i punti che secondeo me meritano attenzione

se un ragazzo si accanisce:
fino alla condanna non lo sappiamo, nessuno di chi scrive è stato testimone, per quello che so io potrebbe avergli dato uno spintone.
dei giornali (soprattutto della cronaca cittadina) non mi fido più: a titolo di esempio, lunedi mattina le ASL si lamentavano che poca gente si presentava per vaccinarsi (10% del previsto) e "cronacaqui" lamentava "I vaccini ai drogati e non ce n'è per i nostri bimbi". inutile dire altro....

cavilloso
se io sto per dare uno spintone a una persona e quella (che non mi ha neppure visto) ha un infarto, io non c'entro niente.
se ha lo stesso infarto 3 secondi dopo, io divento un assassino? non è così che deve funzionare.
sempre per quanto ne so io, al vecchietto potevano aver sbagliato a cambiare le medicine per la circolazione, condannandolo a morte alla prima emozione.
queste cose vanno valutate da medici,periti e autorità giudiziaria, non da noi leggendo i titoli dei giornali (meno che mai quelli di certi giornali)

morta per futili motivi non lo sappiamo ancora, magari l'embolo girava nel suo sangue da giorni per colpa delle medicine o di un innalzamento di pressione per la mangiata della sera prima. mica si muore di ictus solo dopo un pugno

non dico che gli si debba dire "vai e non dare più pugni a nessuno", senza punirlo. dico che le nostre regole civili delegano alla Giustizia il compito di giudicare, e che i cittadini (noi tutti) dall'esterno troppe volte sono portati a esprimere giudizi in base a poche informazioni, magari distorte per interesse di chi le scrive.


anche io la penso come te, soprattutto riguardo all'ultimo periodo del tuo post

Riobasco
November 12th, 2009, 02:29 PM
ok, buongiorno a tutti, il "vecchietto brontolone 1" del muppet show si presenta (non sono per niente vecchietto, Rio....)

Ok, ok, questa non me l'hai perdonata... io invece sono un uomo di mezza età :D
Hai scritto tutte cose giuste, specie in riferimento alle cronache dei giornali, ormai lo stile "CronacaQui" si è imposto ovunque (OT: persino il TG3, probabilmente l'unico ancora con una parvenza di serietà, ogni tanto svacca con la classica intervista alla "madre-coraggio-piangente" con permanente e tintura appena fatte) e quindi occorre cautela. Lasciami però ribadire come sia sotto gli occhi di tutti l'atteggiamento generale di strafottenza/bullismo riscontrabile tra i giovani bimbiminkia (per usare un termine caro ad alcuni forumer): io viaggio sui mezzi pubblici da quand'ero ragazzino (quindi un discreto numero di annetti) ma non ho mai visto, come oggi, una simile barbarie, un simile decadimento morale. I teppistelli c'erano anche quando andavo alle medie, per carità, ma erano l'eccezione, ora mi pare siano la regola, oltretutto difesi a spada tratta ("I 5 minorenni, probabilmente soltanto per noia, hanno distrutto la scuola con un raid notturno :bash:")
(Va bene, adesso me ne torno sul palco, insieme all'altro vecchietto del Muppet Show :))

plottigat
November 12th, 2009, 02:41 PM
^^ Caro vecchietto, consolati pensando che il perdono c'è per tutti: se la legge sulla prescrizione passa così com'è salteranno il 90% dei processi in corso, compresi eternit e parmalat. I teppistelli non fanno che adeguarsi, hanno capito da che parte tira il vento.

Che bel paese di merda, il nostro.

(fabrizio)
November 12th, 2009, 02:44 PM
:applause: Dici bene mariocesare!

Qui in Italia si mette la bandiera solo quando ggioca la nazionale di quel tale sport popolare. :ohno:

Mai visto una bandiera il 25 aprile o il 2 giugno invece.

io le ho viste per l'attentato a Nassiriya, non so se ve ne ricordate. per il 2011 il mio modesto tricolore sarà ovviamente in esposizione annuale.

trevor60
November 12th, 2009, 03:11 PM
Italia: paese dove per festeggiare il 150° anniversario si costruisce un intelaiatura altissima per esporre UNA bandiera
Svizzera, Francia, Germania, Austria: paesi dove per festeggiare i loro Jubileums mettono una bandiera ad ogni finestra, porta, ringhiera.
.............

Siccome questo è un forum più di infrastrutture o altro legato all'architettura e non alla politica, non ho certo detto che non bisogna mettere la bandiera fuori da ogni casa, che è un'idea che mi trova perfettamente d'accordo. Solo che mi sembrava fuori tema. Ripeto che la mia è una considerazione su una proposta che riguarda la città di Torino ed alla quale volevo dare un mio contributo.

fabrik
November 12th, 2009, 03:12 PM
Il lusso dei concerti con le hostess

Lo show della band californiana dei Green Day inaugura al PalaIsozaki le suite con vista palco a 2.500 euro, vini esclusi.Al palco vip potranno accedere dodici persone, con tre pass auto, un addetto alla sicurezza, hostess per l´accoglienza
di Guido Andruetto

Dieci camere con vista in affitto al PalaIsozaki, per godersi i big del rock e della musica leggera italiana da posizione privilegiata, ma soprattutto circondati da graziose hostess che allieteranno gli amanti della musica extralusso con cibi e grandi vini piemontesi. È la proposta «esagerata» dell'agenzia torinese «To-Be», che già per il concerto di stasera dei Green Day ha predisposto il debutto di un servizio «all inclusive» nella migliore tradizione dei villaggi vacanze, per assistere allo show in condizioni ultracomode, coccolato come un pascià: in mini suite con una superficie di circa venticinque metri quadrati, ribattezzate «Sky Box» per la loro posizione rialzata rispetto al palco centrale dell'Isozaki, potranno infatti accedere dodici persone al massimo, con tre pass auto, un addetto alla sicurezza, hostess per l'accoglienza, buffet piemontese su richiesta, accompagnamento diretto al palco e 12 braccialetti identificativi che servono anche per spostarsi nell'area del concerto. Il tutto a 2500 euro, inclusi i biglietti del concerto: il costo è di 200 euro circa. Un investimento che gli ideatori consigliano caldamente «a manager o aziende che vogliono motivare i propri dipendenti, regalando loro un concerto esclusivo», ma anche a «chi intende festeggiare un compleanno o una ricorrenza speciale», comunque e sempre in barba alla crisi. Dopo il test di stasera, tocca ai live di Pausini, D'Alessio, Depeche Mode, Renato Zero, Ramazzotti, Cristiano De Andrè e Vasco Rossi. (12 novembre 2009)

http://torino.repubblica.it/dettaglio/il-lusso-dei-concerti-con-le-hostess/1776959

fabrik
November 12th, 2009, 03:12 PM
Dimenticare per ricordare

EMANUELA MINUCCI



Il Salone del Libro di Torino avrà come tema la Memoria e i suoi paradossi: ossessionati dalla sua perdita, proviamo a rileggere Borges

MARCO BELPOLITI
La memoria è una scatoletta di 13 cm per 8, spessa 1,5. Tecnicamente si chiama backup. Dotata di due fili, la s’innesta in un’altra scatola - un po’ più grossa - che contiene l’estensione attiva della nostra vita: indirizzi, lettere, messaggi, fogli, scritture, conti, documenti, immagini, fotografie, collegamenti, relazioni, riassunti, temi ecc. Il consiglio che ci viene dato è di moltiplicare le scatolette del backup, di incidere segni e segnali su ulteriori supporti: cd, pennette, siti esterni, indirizzi elettronici. Perché ricordare è difficile. In verità, noi viviamo in una società ossessionata dalla perdita della memoria. Ora che gli umani vivono facilmente oltre gli ottanta anni, la paura di veder svaporare le sinapsi e i collegamenti che custodiscono i nostri ricordi, aumenta a dismisura. Vecchi senza memoria, è l’incubo ricorrente di molti.

La stessa umanità vive nel terrore di perdere il ricordo di se stessa e del proprio passato. Eppure al tempo stesso siamo assediati da una crescita esponenziale di dati, notizie, informazioni, così che il vero problema non è solo quello di procurarcene di sempre nuovi, cosa che oggi riusciamo a fare da casa mediante il Web, ma anche di dimenticare ciò che non è più essenziale, obsoleto, inutile. Qualcuno sostiene già che la vera arte del futuro non sarà tanto quella della memoria, bensì quella dell’oblio. O meglio: che la memoria cresce solo se parallelamente aumenta anche la possibilità di dimenticare, una possibilità tanto attiva quanto quella di immagazzinare ricordi e memorie. Borges ha detto una volta che «l’oblio è una delle forme della memoria, la sua vasta cantina, la faccia segreta della medaglia». Anni fa uno studioso tedesco, Harald Weinrich, ha mostrato come il culto moderno della memoria, nonostante l’antica presenza delle mnemotecniche, delle arti per ricordare in modo attivo, è un fatto assai recente, non più di tre secoli e mezzo. È a partire da Montaigne, scrive Weinrich, che alla cultura fondata sulla memoria si oppone a quella derivata dall’esperienza. Con il Settecento la memoria si laicizza, se così si può dire, passando dalla memoria come tecnica alla memoria come facoltà, e così apre la strada a una diversa «memoria culturale», in cui la commemorazione dei defunti assume un ruolo rilevante.

La memoria culturale, quella cui noi tutti ci affidiamo nella definizione della nostra identità di gruppo e di singoli individui, è una costruzione: esamina il passato alla ricerca di elementi di stabilità intorno a cui costruire, appunto, l’identità sociale. Si pensi alla memoria culturale del cristianesimo, ma anche delle altre religioni, costruita attraverso la topografia dei «luoghi santi», come ha dimostrato Maurice Halbwachs, lo storico francese morto in un Lager nazista. Negli Anni Venti questo studioso aveva concentrato la sua attenzione sui «quadri sociali della memoria», per cui la memoria collettiva non considera mai il passato in forma neutra o disinteressata, ma persegue nel ricordare, come nel dimenticare, delle specifiche situazioni. Non è possibile vivere in una comunità senza condividerne la memoria, senza appartenere a quei «quadri» che discriminano il passato e lo organizzano in forme stabilite e buone per i membri del gruppo.

Ora che la memoria artificiale sembra essere diventata parte sostanziale della nostra identità attraverso la tecnologia, estendendo oltre misura il compito di liste, elenchi, schedari, libri, archivi, biblioteche, raccolte, ha reso evidente una cosa che Leroi-Gourhan, il grande paleontologo, aveva già sancito alla fine degli Anni Sessanta del XX secolo: non solo la nostra mano e i nostri occhi sono superati, ma anche la nostra corteccia cerebrale, per quanto straordinaria, è assolutamente insufficiente. La memoria elettronica non è però più una nostra semplice estensione, un sussidio o un’ancella della memoria del nostro cervello, ma qualcosa che accumula, ricorda, elabora, indipendentemente da noi. Le macchine si sono già da tempo rese autonome. Il Web, figlio proteiforme di Hal, il cervellone di 2001 Odissea nello spazio, è un organismo che vive di moto proprio, auto-organizzandosi ogni giorno o notte. Anzi, senza più distinguere tra le ore della veglia e quelle del sonno, perché il web non dorme mai e si espande continuamente.

Ora che sto battendo sulla mia macchina questo articolo, ora che lo invierò al giornale, attraverso Internet, anche quello che ho scritto diventerà parte di un «qualcosa» che mi è esterno, non necessariamente ostile, ma sicuramente altro rispetto a me, qualcosa che, a ben rifletterci, come il nostro inconscio, ha dentro di sé qualcosa di dimenticato, ovvero di per-sempre-ricordato.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200911articoli/49331girata.asp

fabrik
November 12th, 2009, 03:13 PM
La letteratura indiana invaderà il Lingotto





EMANUELA MINUCCI

TORINO
Il XXII Salone del Libro - sì, da quest’anno la Fiera è tornata Salone come fu in principio, nel 1987 - ha scelto un tema indimenticabile: la Memoria. Era difficile andare oltre quell’«Io e gli altri» che aveva scandito l’edizione 2008. Come nel 2008 fu difficile cercare di superare quei «Confini» filo rosso della Fiera dell’anno precedente, quello che finì con la maxi torta per i vent’anni della kermesse. E che dire dell’«Avventura», il tema scelto per la rassegna del 2006 o ancora del super-immaginifico «Sogno» della Fiera targata 2005?

«Ogni anno è una nuova sfida» dichiarò nel maggio scorso il direttore del Salone Ernesto Ferrero che ad ogni edizione viene assediato dai cronisti per sapere, nell’ordine, il tema della rassegna e il Paese ospite di turno. Lo scorso anno fu la volta dell’Egitto (nel 2007 la scelta - di non facilissima gestione - cadde sulla ricchezza culturale di Israele) mentre nel 2010, al Lingotto, farà gli onori di casa l’affascinante India.

In realtà lo sguardo è rivolto al 2011, l’anno dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Per quella data gli addetti ai lavori sognano di avere già a disposizione il nuovo Lingotto (con 4° padiglione e Oval annessi). Così da aumentare i luoghi dove rilassarsi e, perché no, fare esercizio di buona memoria

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&ID_articolo=2317&ID_sezione=81&sezione=

fabrik
November 12th, 2009, 03:20 PM
Minoli: "Così sceglierò il direttore di Rivoli"

Il neopresidente della Fondazione del museo di arte contemporanea è ottimista. "Inviteremo una ventina di candidati e poi prima di Natale avremo il bambino, cioè il nuovo responsabile"

di Marina Paglieri
«Inviteremo una ventina di persone, grossi nomi dell´arte italiani e stranieri. E poi, prima di Natale, presenteremo il "bambino", ovvero il nuovo direttore». È di ottimo umore il presidente Giovanni Minoli, dopo il cda del Castello di Rivoli preceduto da una serie di sondaggi con personaggi del mondo dell´arte torinese - da Danilo Eccher a Ida Gianelli, Francesco Bonami e Beatrice Merz - e internazionale, come Rudi Fuchs, numero uno a Rivoli negli anni 80, Nick Serota e Manuel Borja-Villel, ai vertici della Tate di Londra e del Reina Sofia di Madrid.
«È un consiglio bellissimo, con gente simpatica e intelligente, in cui regna un buon clima».
Presidente Minoli, che cosa avete deciso per la nomina del direttore?«Abbiamo deciso i criteri e la procedura da seguire. Invitiamo un´ampia rosa di nomi segnalati da grandi del mondo dell´arte. In questo mi ha dato una grossa mano l´attuale direttrice Carolyn Christov Bakargiev, che io ho fortemente voluto al mio fianco, data la sua grande qualità umana e professionale. Ma i nomi, sia chiaro, non devono uscire. Essendo io un candidato naturale a tutto quanto si propone in giro, conosco la sofferenza di chi si vede indicato a sua insaputa. E siccome esiste il detto di non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te, io non lo faccio…».
Tutto segreto fino a Natale allora, nonostante da tempo si facciano ipotesi e supposizioni?
«Sì, anche perché noi invitiamo tutti quelli che ci sono stati segnalati, nei quattro continenti. Ma non si sa se questi accetteranno o meno. Partirà a breve una prima richiesta, in cui si chiede se sono interessati. Si danno loro tre o quattro giorni per decidere e, se sono d´accordo, li invitiamo a stendere un progetto local e global, perché il Castello di Rivoli deve essere fortemente radicato sul territorio e aperto al mondo. Poi ci saranno i colloqui individuali e quindi si deciderà, come le ho detto, per Natale».
Sembra di capire che c´è un grande investimento sul museo, anche da parte sua. È così?
«Sì, questa è, come si dice, Torino che "bogia". Sono felice di essere tornato in questa città, in cui la mia famiglia è radicata da generazioni. Anche se nessuno è profeta in patria, devo dire che questa vicenda del museo di Rivoli mi sta appassionando».

http://torino.repubblica.it/dettaglio/minoli:-cosi-scegliero-il-direttore-di-rivoli/1777014

Cumino
November 12th, 2009, 03:37 PM
veramente ci sono sempre stati....

I bimbiminkia?

Cumino
November 12th, 2009, 03:39 PM
Italia: paese dove per festeggiare il 150° anniversario si costruisce un intelaiatura altissima per esporre UNA bandiera
Svizzera, Francia, Germania, Austria: paesi dove per festeggiare i loro Jubileums mettono una bandiera ad ogni finestra, porta, ringhiera.
.............

:applause: Dici bene mariocesare!

Qui in Italia si mette la bandiera solo quando ggioca la nazionale di quel tale sport popolare. :ohno:

Mai visto una bandiera il 25 aprile o il 2 giugno invece.

io le ho viste per l'attentato a Nassiriya, non so se ve ne ricordate. per il 2011 il mio modesto tricolore sarà ovviamente in esposizione annuale.


Solo io non metto bandiere al balcone ai mondiali come al 25 al 2 etc etc...?

:)

Marmox
November 12th, 2009, 03:57 PM
Solo io non metto bandiere al balcone ai mondiali come al 25 al 2 etc etc...?

:)

Bravo! Almeno sei coerente :D

Cumino
November 12th, 2009, 04:01 PM
Non ho mai messo nemmeno quella della Juve, pensa un po' :D

Cumino
November 12th, 2009, 07:20 PM
Stasera stavano togliendo i pannelli che coprivano l'entrata del vecchio LUX, ormai ci siamo.

arouet
November 12th, 2009, 10:20 PM
Non ho mai messo nemmeno quella della Juve, pensa un po' :D
Io quella si, una volta, per il 13° scudetto (1966/67), era un bandierone a scacchi come quello del palio di Siena.

Cumino
November 12th, 2009, 11:11 PM
Quanti anni hai? :crazy:

mariocesare
November 12th, 2009, 11:14 PM
bene, buona idea.

150 anni, 150.000 bandiere ai balconi.

chi su questo forum una bandiera non ce l'ha, la compri, e tutti ne parlino con vicini/amici/colleghi perchè lo facciano anche loro.

abbiamo un anno di tempo.

O, vaffangulo, io non caccio fuori proprio a niente, la bbandiera se la debbo esporrire al mio balcone me la reggalassero

mariocesare
November 12th, 2009, 11:18 PM
Siccome questo è un forum più di infrastrutture o altro legato all'architettura e non alla politica, non ho certo detto che non bisogna mettere la bandiera fuori da ogni casa, che è un'idea che mi trova perfettamente d'accordo. Solo che mi sembrava fuori tema. Ripeto che la mia è una considerazione su una proposta che riguarda la città di Torino ed alla quale volevo dare un mio contributo.

I threads delle discussioni locali non sono esclusivamente dedicati alle infrastrutture, anzi quasi per nulla, ma sono usati per riportare notizie di carattere locale (che tra l'altro dalle m...e di media che abbiamo difficilmente si possono cogliere tutte assieme) e di commento dei fatti locali.

Infrastrutturalmente, una struttura altissima per esporre una bandiera mi sembra una stupidaggine, perche' la bandiera non si vede.

dreaad
November 13th, 2009, 01:02 AM
Articolo su una eventuale fusione dei Politecnici di Torino e Milano:

http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-12/2009111214192146.pdf

Onestamente inizio ad essere stufo di tutte queste menate sul Mi-To. Ma la piantano?

INTERVISTA AL RETTORE PROFUMO
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-12/2009111214193726.pdf

sinceramente questo discorso per me vuol dire ben poco...
profumo cita la competizione in ambito internazionale, ma ad esempio berkeley e stanford, che sono alquanto vicine e hanno un blasone molto maggiore rispetto al nostro, mica si sono fuse.
se tutto questo viene fatto in un'ottica di riduzione dei costi, spero non si vogliano eliminare i dipartimenti "doppi" e i corsi nelle due città per tenerne solo uno a torino o a milano (anche se la riforma gelmini spinge in questo senso).

sarebbe una cosa folle. e visto che non penso sia questo l'obiettivo mi chiedo allora cosa ci sia da guadagnarci per entrami gli atenei.
si possono avere più finanziamenti?? boh...

dreaad
November 13th, 2009, 01:32 AM
Golosaria, l'integrazione a tavola tra Torino e Milano


Dopo il successo di pubblico che ha registrato l'edizione di Milano, si concluderà il 14-15 novembre a Torino la quarta edizione di Golosaria, una rassegna di cultura e gusto del Club di Papillon


torino

Mentre il tema di quest’anno dell'appuntamento di Milano guardava necessariamente all’Expo 2015 e alle prove generali d’integrazione, l'apertura di sabato pomeriggio inizierà con un convegno dove parteciperanno tutti gli amministratori del Piemonte per capire le opportunità legate ad un tema importante come le celebrazioni del 2011, ma anche l'appuntamento di Expo 2015.

A partire dalle 17:00 sarà possibile assistere al Talk Show inaugurale Torino 2011 – Milano 2015. Quali opportunità?, un incontro con i sindaci della regione e, a seguire, E se domani..., una riflessione sull'integrazione alimentare in Piemonte con il giornalista "gastronomade" Vittorio Castellani alias Chef Kumalè e Mino Taricco, Assessore Regionale all'Agricoltura.

Sarà presente l'onorevole Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 , insieme al presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, al presidente della Provincia di Torino Antonino Saitta e al sindaco Sergio Chiamparino. L'incontro figurerà come un talk show dove saranno presentati anche i dati di un sondaggio che stiamo ultimando tra gli i vari amministratori e che terminerà con l'affronto di un tema legato all'integrazione alimentare. Prendendo spunto dalle recenti dichiarazioni del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, che auspica una cucina etnica realizzata con i migliori prodotti agro-alimentari delle aziende Made in Italy, Chef Kumalé ha colto l’invito di Paolo Massobrio di partecipare a Golosaria per testimoniare con la propria esperienza ed insieme ad alcune realtà torinesi ospiti, come nei fatti esistano già da tempo sul territorio italiano e piemontese esempi di ristoratori etnici che propongono cucine “altre”, realizzate con i migliori prodotti, etnici e non, di alcune aziende italiane di prestigio.

Nell'appuntamento di Golosaria a Milano sono state presentate due "case history" torinesi: il kebabbaro Demir di piazza Adriano che ha proposto al pubblico per i tre giorni una degustazione di doner kebab turco realizzato in modo artigianale con le migliori carni di bovini di razza piemontese, accompagnato dallo Chef Hibraihim Bouzar del ristornte Al Andalous del Centro italo-arabo Dar al Hikma, con il suo cous cous marocchino realizzato con semola biologica prodotta ad Argenta (FE) da Bia Spa.


http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/mangiare-bere/articolo/lstp/87351/

dreaad
November 13th, 2009, 07:27 AM
Tornano i mercatini di Natale al Borgo Dora di Torino


A Torino torna il tradizionale appuntamento natalizio dei mercatini di Borgo Dora, vasta area dedicata a stand ed esposizione di articoli di ogni genere, dall’antiquariato all’oggettistica, fino ai classici addobbi di Natale. Si tratta di una manifestazione molto attesa che ogni anno offre tante sorprese e idee regalo per le festività imminenti; anche per il Natale 2009 sono previste tante iniziative ed esposizioni.

I mercatini del Borgo Dora proporranno articoli artistici e d’antiquariato con espositori provenienti da tante città italiane e straniere; non mancheranno articoli vintage come mobili, abiti e dischi in vinile. Ampio spazio verrà dedicato alla gastronomia con specialità provenienti da tutta Italia, produzioni certificate e genuine.

I mercatini di Natale del Borgo Dora di Torino si terranno dal 4 al 23 Dicembre con una lunga serie di proposte per il Natale 2009.

Tornano i mercatini di Natale al Borgo Dora di Torino

dreaad
November 13th, 2009, 07:27 AM
si riconferma anche quest'anno

ALLA CITTA’ DI TORINO DIVISIONE SERVIZI EDUCATIVI IL PREMIO “ECOSISTEMA BAMBINO 2009”
Questa mattina è stato assegnato alla Divisione Servizi Educativi del Comune di Torino il premio “Ecosistema bambino 2009” .

Una vetrina organizzata a Urbino, ogni dodici mesi, da Lega Ambiente sulle buone pratiche per l’infanzia e l’ambiente. Quest’anno tutte le amministrazioni comunali hanno ricevuto un riconoscimento di partecipazione su un determinato progetto, nel caso di Torino assegnato al Laboratorio Città Sostenibile.

Inoltre sono state premiate simbolicamente tre esperienze , una del nord Italia, una del centro e una del sud, per testimoniare come si possono coinvolgere i bambini e i ragazzi riguardo al cambiamento urbano e sociale della città grazie alle politiche ambientali rivolte ad una fascia di età compresa tra i 0 e i 18 anni.

Per il nord il progetto scelto è stato quello della Città di Torino con questa motivazione: ‘la capacità di mettere a sistema le politiche educative della città, con un lavoro di coordinamento e di rete che coinvolge uffici tecnici e assessorati, pubblico e privato’.

“Il modello di lavoro del Comune di Torino - ha detto l’assessore Beppe Borgogno – dimostra che le politiche per l’infanzia, se ben radicate e sostenute politicamente diventano un modello culturale e non una moda. Si tratta di un premio ottenuto grazie all’impegno di tutti in anni non semplici”. (G.Str.)

Torino, 10 Novembre 2009


http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_808.shtml

dreaad
November 13th, 2009, 07:29 AM
Inaugurazione Politecnico di Torino, iscritti in crescita

mercoledì, 11 novembre, 2009, 13:37

«Non vogliamo chiudere le nostre sedi, vogliamo trasformarle con una maggiore presenza della ricerca, dei servizi e della formazione. Per alcune sarà più semplice, per altre meno». Con queste parole il rettore del Politecnico Francesco Profumo, presentando l’inaugurazione dell’anno accademico in programma oggi, ha voluto rispodnere ai timori degli studenti che nelle scorse settimane avevano dato vita a una serie di proteste. «Al contrario la presenza del Politecnico sul territorio sarà rafforzata e qualificata con l’adozione di un modello di alta formazione».
Un’università che vuole essere, dunque, radicata sul territorio e che vede i propri iscritti in crescita: 4.500 nuove immatricolazioni, il 7,5% in più dello scorso anno, di cui il 26% da fuori Piemonte e il 12% da 74 Paesi stranieri. E questo, secondo il rettore, «è un bene sia per gli studenti che per l’ateneo che vuole puntare sull’internazionalizzazione attirando sempre più studenti stranieri ma anche facendo in modo che aumentino i nostri studenti che vanno all’estero». L’inaugurazione dell’anno accademico, che quest’anno coincide con i 150 anni del Politecnico e che vede l’intervento del vicepresidente della Fiat John Elkan, è l’occasione anche per tracciare un bilancio economico, con fondi che aumentano a livello europeo e diminuiscono sul fronte nazionale. Se nel 2007-2009 il Poli ha ottenuto dall’Europa 15 milioni di euro per la ricerca (+50%), il finanziamento ministeriale nel 2009 ha rappresentato solo il 34% di un bilancio che, sempre di più, si basa su fondi trovati autonomamente. Per il 2010 non si sa ancora di quanto sarà il fondo per il funzionamento ordinario.

http://www.ultimenotizie.tv/notizie-oggi/politecnico-di-torino-inaugurazione-iscritti-in-crescita.html

dreaad
November 13th, 2009, 07:30 AM
800 MILA EURO PER MIGLIORARE E COMPLETARE PISTE CICLABILI


La Giunta Comunale ha approvato stamani il progetto definitivo di manutenzione straordinaria e completamento di due percorsi ciclabili, sul lungo Po Antonelli tra il ponte di Sassi a quello di corso Regina Margherita ed in corso Moncalieri, dal ponte Umberto I ancora al ponte Regina Margherita.

In lungo Po Antonelli sarà realizzato un tracciato leggermente sopraelevato, con la relativa segnaletica, per separare il percorso pedonale da quello dedicato alle biciclette e si cercheranno le soluzioni più adatte per agevolare l’attraversamento in corrispondenza del ponte di corso Regina Margherita. In corso Moncalieri sarà invece risistemato e reso più sicuro il tracciato ciclabile già esistente.

La spesa sarà di 800 mila euro, 600 mila dei quali coperti attraverso il programma di finanziamenti per il miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane e per il potenziamento del servizio pubblico del Ministero dell’Ambiente. (e.v.)

Torino, 10 Novembre 2009


http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_809.shtml

dreaad
November 13th, 2009, 07:31 AM
UN MILIONE DI EURO PER LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEL VERDE PUBBLICO. INTERVENTI NELLE DIECI CRCOSCRIZIONI.
Un milione di euro per finanziare, con un mutuo, la manutenzione straordinaria sul verde pubblico nel territorio delle dieci circoscrizioni torinesi. È l’importo totale dei lavori – interventi di riqualificazione territoriale e, in alcuni casi, disegno ex novo delle aree – il cui progetto definitivo è stato approvato oggi dalla Giunta comunale.

I singoli interventi:

Circoscrizione 1
Giardini Reali – viale Partigiani angolo viale I maggio
Riqualificazione dell’area antistante il monumento al Carabiniere mediante la sostituzione dell’attuale pavimentazione in asfalto con nuova in cubetti di porfido; ripristino area verde a protezione colletto tigli con tornello in porfido.

Circoscrizione 2
Corso Cosenza
Realizzazione di nuova pavimentazione dell’area relativa alla banchina centrale (tratto compreso tra via Tripoli e via Gorizia); realizzazione di limitatore di ingresso per camper e furgoni.

Giardino Natale Re – via Castelgomberto
Riqualificazione dell’area giochi mediante sostituzione dell’attuale recinzione, sostituzione pavimentazione antishock e fornitura di elementi di arredo urbano.

Circoscrizione 3
Giardino di Largo Luca della Robbia
Riqualificazione dell’area mediante il completamento della recinzione perimetrale, della pavimentazione area giochi e la realizzazione di un’area attrezzata per anziani con elementi di arredo urbano.

Circoscrizione 4
Parco della Tesoriera – Area ex Cattane
Sistemazione dell’area con realizzazione di un’area cani di circa 1.000 mq (lato via Asinari di Bernezzo angolo via Borgosesia); realizzazione di due campi da gioco per le bocce.

Circoscrizione 5
Piazza Stampalia
Riqualificazione dell’area verde comprendente la revisione completa dei percorsi, delle relative pavimentazioni, delle sistemazioni a verde e sottoservizi oltre alla revisione delle aree giochi, la realizzazione di passaggi pedonali e la fornitura di elementi di arredo urbano.

Circoscrizione 6
Piazza Derna – Giardino Jacquerio
Riqualificazione area verde comprendente la revisione completa dei percorsi, delle pavimentazioni, delle sistemazioni a verde e sottoservizi, ripristino recinzione, realizzazione passaggi pedonali e fornitura di elementi di arredo urbano.

Via Mascagni – Perosi
Riqualificazione del campo da calcetto con fornitura e posa di manto erboso artificiale, il ripristino delle porte e la revisione della recinzione e del cancello di accesso all’area.

Circoscrizione 7
Corso Ciriè
Realizzazione di nuova pavimentazione dell’area relativa alla banchina centrale (tratto compreso tra via Cigna e corso Principe Oddone).

Largo Montebello
Riqualificazione del piazzale con risanamento pavimentazione, sostituzione elementi di arredo urbano e verniciatura della recinzione.

Sponda Po
Messa in sicurezza mediante la realizzazione di nuova recinzione di protezione in legno a croce di Sqant’Andrea nel tratto Lungo Po Antonelli (tratti compresi tra corso Regina Margherita e ponte piazza Sassi).

Circoscrizione 8
Giardino corso Lanza – via Curreno
Riqualificazione dell’area verde con rifacimento della pavimentazione, dei vialetti e delle scalinate.

Parco del Valentino
Ampliamento area cani esistente ubicata fronte corso Massimo D’Azeglio tra via Berthollet e via Silvio Pellico.

Circoscrizione 9
Giardino Via Cherasco – via Varazze – via Genova
Riqualificazione completa dell’area mediante il ripristino di aiuole, la formazione di camminamenti, cordolature di delimitazione aree rispetto alberi.

Circoscrizione 10
Via Togliatti
Intervento di riqualificazione generale della banchina verde compresa tra via Farinelli e via Pavese fronte Parrocchia Santi Apostoli con la formazione di camminamenti e posa di elementi di arredo urbano.
(pm)

Torino, 10 Novembre 2009

http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_807.shtml



_________________________________________________________________________


qualcuno potrebbe ricordarmi che lavori sono ora in atto ai giardini reali??

dreaad
November 13th, 2009, 07:33 AM
Torino: interventi di manutenzione straordinaria per edifici comunali nelle circoscrizioni
10 novembre 2009



torino
La Giunta comunale ha dato stamani il via a un progetto definitivo di manutenzione straordinaria che prevede interventi su decine di edifici nelle circoscrizioni, dopo la richiesta delle stesse pervenuta all’ufficio Tecnico della Città.
I lavori da realizzare consistono in impermeabilizzazioni, revisione di coperture, revisione e sostituzione di serramenti, realizzazione di nuovi servizi igienici con la predisposizione dei bagni per portatori di handicap, l’installazione di prefabbricati per bocciofile, circoli e centri d’incontro, nuove pavimentazioni, tinteggiature e rifacimento di impianti elettrici ed idraulici. La spesa prevista è di un milione e 700 mila euro.


http://www.zipnews.it/2009/11/torino-interventi-di-manutenzione-straordinaria-per-edifici-comunali-nelle-circoscrizioni/

dreaad
November 13th, 2009, 07:47 AM
Strisce blu a Natale, è scontro

L’assessore alla Viabilità: "Quei soldi servono"

Maggioranza divisa sulla viabilità di dicembre.
Circoscrizione 1: fare lo sconto.
No della Sestero

EMANUELA MINUCCI
TORINO

Parcheggi e strisce blu a prezzo scontato sotto Natale per dare uno sprint agli acquisti in tempi di crisi. Fino a pochi giorni lo chiedevano soltanto i commercianti. Oggi, a dare manforte alle richieste di chi ha una vetrina in via Roma e dintorni è intervenuto anche il presidente della circoscrizione 1 Massimo Guerrini (Idv). L’assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero esamina serafica le due proposte e firma la delibera - tradizionale a dire il vero, si ripete ogni anno come il panettone - che autorizza Gtt, per il mese di dicembre, a far pagare la sosta a pagamento anche la domenica. Può far sorridere, ma è proprio così: la titolare della delega del Traffico proprio non vuole sentirne parlare di sconti. Per due motivi.

Il primo di ordine economico («Ci dica il presidente Guerrini dove troviamo le risorse cui siamo costretti a rinunciare spegnendo i parcometri o praticando tariffe ridotte») e il secondo di tipo filosofico: «E’ proprio sbagliato liberalizzare la sosta in quei giorni quando in centro c’è un traffico tanto caotico che non ci si muove neppure: ed è quello il motivo che ci spinge ormai da anni ad accendere i parcometri anche nei giorni festivi».

Ma Guerrini e commercianti insistono: questo non sarà un Natale come gli altri, e i posti auto da quando via Lagrange è stata pedonalizzata sono davvero pochi. Come finirà? Conoscendo l’assessore Sestero tutto rimarrà uguale, in attesa magari che i commercianti non alzino il tono della protesta. Intanto, alla voce viabilità a dicembre c’è da registrare almeno una nota positiva. La giunta ha deliberato che dal 1° dicembre la velocità a cui la tagliola dell’autovelox di corso Moncalieri scatterà aumenterà dai 50 ai 70 l’ora. C’è voluto il suo tempo, ma martedì prossimo la giunta delibererà e, una settimana dopo, appunto martedì 1° dicembre, il dispositivo verrà aggiornato.

Per chi fosse interessato invece a conoscere la disposizione degli autovelox mobili in questi ultimi tre giorni della settimana può andare sul sito dei vigili urbani di Torino. Oppure sappia che oggi si trovano in via Botticelli, corso Marche, corso Settembrini, corso Siracusa, corso Lanza, domani sarà in corso Vercelli, corso Galileo Ferraris, lungo Stura Lazio, corso Massimo d’Azeglio e dopo domani in strada Druento, corso Grosseto, via Cigna e il 15 in via Onorato Vigliani, corso Vigevano.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/87701/

dreaad
November 13th, 2009, 07:53 AM
Rimozione forzata, ecco la rivoluzione
La gestione passa ai privati: i carri attrezzi diventano 17, interventi in 45 minuti Invariate le tariffe. Si allestiscono anche nuove le aree per recuperare le auto in tre diverse zone della città


di Diego Longhin
Giro di vite sulle rimozioni delle automobili. Chi pensa di lasciare la macchina nei posti riservati ai disabili, davanti ad un passo carraio o alla fermata di un bus, rischiando al massimo una multa salata per divieto di sosta, sbaglia di grosso. Tempo quindici giorni e le probabilità di dover andare a recuperare il mezzo rimosso in deposito saliranno vertiginosamente.

Tutto il servizio, ora in capo a Gtt, passerà in mano ai privati e al comando della polizia municipale sono convinti che il numero di prelievi di auto che intralciano la circolazione o che sono parcheggiate in spazi riservati aumenteranno. Anche perché di giorno, dalle 8 alle 20, saranno messi in campo diciassette carri attrezzi contro i tre attuali. La sera, la notte e nei giorni festivi la disponibilità scenderà, ma di poco: otto mezzi pronti ad intervenire per rimuovere i veicoli dei furbetti. «Il servizio migliorerà - assicura il comandante dei vigili, Mauro Famigli - con una capacità di far fronte alla domanda dei cittadini maggiore che in passato». Insomma, le possibilità di farla franca per chi è un incallito del divieto di sosta in zone off-limits diminuiranno.

E soprattutto i vigili riusciranno a rispondere ad un numero maggiore di chiamate, rimuovendo velocemente le macchine che intralciano. Non aumenterà solo il numero di carri attrezzi, ma nel bando per assegnare il servizio di rimozione, vinto da un´associazione di tre ditte private, è previsto che dalla chiamata della centrale dei civich all´arrivo degli addetti non debbano passare più di 45 minuti. In caso contrario scatta una penale. «In media riceviamo una trentina di telefonate al giorno - spiega Piero Vergante, dirigente del settore sicurezza stradale - ma riusciamo a dare risposte a cinque, massimo sei richieste. Contiamo di abbattere questa differenza». Si darà precedenza proprio alla rimozione delle auto che sfruttano gli spazi riservati ai disabili.


Cambierà anche l´indirizzo del deposito dove l´automobilista dovrà andare a recuperare il mezzo ritirato. Ora si usava quello di Gtt in via Fontanesi. Le tre ditte private metteranno a disposizione nuove aree in diverse zone della città: via Tolmino, strada Bertolla e via Roccati. Rimangono invariate le tariffe già applicate dalla ex municipalizzata di corso Turati, per un auto minimo 78,70 euro, e sarà presto attivato un numero verde, a carico dei privati, dove rivolgersi per sapere se l´auto è stata rimossa e in quale deposito si trova.

Il proprietario, pagato il verbale per il divieto di sosta e le spese di prelievo della macchina da parte degli addetti, potrà andare a prendere la vettura in qualsiasi momento, anche se di notte sarà necessario prendere prima un appuntamento telefonando al numero verde. Le tre ditte private gestiranno tutte le rimozioni, anche quelle per sequestro, per spostamenti tecnici e per incidenti
(07 novembre 2009)


http://torino.repubblica.it/dettaglio/rimozione-forzata-ecco-la-rivoluzione/1772346

dreaad
November 13th, 2009, 08:06 AM
Ztl allargata, sparisce il ticket d´ingresso

Sestero: era un´opportunità in più, ma viste le polemiche non se ne fa nulla
di Diego Longhin
Ticket d´ingresso in centro? Il Comune fa un passo indietro. L´assessore alla Viabilità, Maria Grazia Sestero, che ieri ha spiegato ai consiglieri della II commissione come si vuole trasformare la Ztl, accorpando l´area centrale con quella ambientale, ha annunciato che non saranno previste formule di entrata a pagamento nella nuova zona a traffico limitato. «Si trattava di un´ipotesi per permettere alle persone sprovviste di permesso di poter accedere nelle ore di blocco in caso di necessità. Era un modo per dare un´opportunità in più di ingresso con un ticket irrisorio. Ma viste le reazioni che ha provocato si è deciso di lasciare perdere. Chi ha il permesso entra, chi è senza sta fuori. Punto». Parole che dovrebbero mettere la parola fine al ginepraio provocato dall´idea lanciata da Sestero di introdurre un meccanismo a pagamento, che doveva costare intorno ad 1,50 euro, per entrare comunque nella zona proibita durante le ore di blocco al normale traffico.

Un sistema per favorire i genitori che devono portare i figli a scuola, chi deve far analisi nei laboratori privati, oppure chi deve raggiungere ospedali e l´ufficio d´igiene. Ora si studieranno altre soluzioni. Per ospedali e centri medici si pensa ad un´esenzione sulla base delle prescrizioni mediche o della prenotazione della visita, mentre per le scuole rimane l´ipotesi avanzata dal sindaco di dare un permesso alle famiglie che hanno figli che vanno alle elementari in centro. Dipenderà, però, da dove si trova l´istituto, se nel cuore della zona proibita o sui confini. Ma c´è anche una seconda ipotesi: un sistema di pulmini ecologici per portare i bambini a scuola. Una sorta di scuolabus per gli istituti del centro. Prima di qualsiasi decisione si terminerà il giro di consultazioni con tutte le categorie, comprese le associazioni di via dei commercianti che avevano minacciato una serrata contro qualsiasi ipotesi di ticket.


Le stesse associazioni di via che, invece, non sono contrarie ad una Ztl molto più amplia di quella attuale e con un orario di stop ridotto a tre ore. Lo stesso impianto proposto dall´assessore Sestero e rimarcato ieri in commissione: confini della nuova zona a traffico limitato su quelli dell´ambientale, sorvegliati dalle telecamere installate negli ultimi due anni. Un modo per semplificare.

L´opposizione di centrodestra in Sala Rossa è pronta a fare le barricate e a rallentare in ogni modo il provvedimento che Sestero vorrebbe far debuttare dopo metà gennaio. In testa il gruppo An-Pdl. Il leader Roberto Ravello ha chiesto l´audizione in II commissione di tutte le associazioni di categoria, dai sindacati alle sigle dei commercianti, oltre all´Arpa «per capire quali siano i benefici ambientali di una Ztl così amplia - dice Ravello - anche perché siamo convinti che non ci siano». Non solo. «Si tratta di un´operazione che coinvolge quasi 4 mila e 500 negozi, circa 8 mila studenti, più di 2 mila utenti dei laboratori analisi - spiega Ravello - l´amministrazione non può non tenere conto delle necessità di accesso di queste persone in centro, limitando così la libertà di movimento».
(06 novembre 2009)

http://torino.repubblica.it/dettaglio/ztl-allargata-sparisce-il-ticket-d%C2%B4ingresso/1771099

dreaad
November 13th, 2009, 08:11 AM
Bankitalia: Piemonte, il peggio
è passato, ma resta l'incertezza

Sull'occupazione ancora segnali preoccupanti


torino

La fase peggiore della crisi sembra essere terminata ma si tratta di una ripresa lenta e con elevata incertezza e, comunque, al momento non si rileva un’inversione di tendenza con segnali preoccupanti relativi all’occupazione. Questa la fotografia del Rapporto della Banca d’Italia relativo alla economia piemontese. In particolare, al negativo andamento dell’economia, in particolar modo per quanto riguarda il manifatturiero, si aggiunge un graduale peggioramento della qualità del credito, più rilevante nel settore delle imprese.

In base ai risultati del sondaggio della Banca d’Italia, condotto tra settembre ed ottobre, presso un campione di imprese industriali con almeno 20 addetti, il quadro congiunturale negli ultimi sei mesi è stato caratterizzato da recessione per poco meno dei due terzi delle imprese e da stagnazione per la quota restante. Nel complesso dei primi nove mesi dell’anno il fatturato delle aziende rilevate è risultato in calo nei tre quarti dei casi e stabile per il 13 per cento e solo per l’11 per cento vi è stata una crescita contenuta. Restano ancora fortemente negativi i dati riguardanti l’occupazione: nel primo semestre il numero di assunzioni è calato del 27%, dimezzandosi nell’industria. Fortemente cresciuto il numero di ore autorizzate di cig (463,2%); per quanto riguarda la cassa inderoga le domande sono state circa 6.200 e sono stati interessati oltre 20mila lavoratori. Ed ancora il numero dei lavoratori licenziati nei primi sei mesi del 2009 e iscritti alle liste di mobilità è salito del 77,7%.

Il peggioramento del quadro congiunturale si è riflesso negativamente sul credito commerciale: il 65% delle imprese ha segnalato ritardi nei tempi di pagamento pattuiti e il 55% di aver dovuto concedere ulteriori dilazioni ai propri clienti. Per quanto riguarda le aspettative per i prossimi mesi, per il 62% delle aziende si tratterebbe di un periodo caratterizzato da stagnazione, si riducono le indicazioni di ulteriore recessione (20%), mentre aumentano le attese di espansione(17%). I segnali più favorevoli provengono dalle imprese alimentari e del comparto energetico e da quelle di maggiori dimensioni.

Dal rapporto della Banca d’Italia emerge poi il dato negativo relativo al credito bancario erogato alla clientela residente in Piemonte, che ha decelerato al 2,1% dal 4,7% dello scorso dicembre e, secondo dati ancora provvisori, nel bimestre successivo, la crescita si è ulteriormente ridotta calando all’1,5% a fine agosto. Ed ancora, nei primi sei mesi dell’anno i finanziamenti erogati dalle banche «piccole e minori» hanno continuato a crescere ma a ritmi nettamente inferiori rispetto al 2008, mentre quelli delle banche «maggiori e grandi» sono calati del 4,7%. «All’indebolimento della dinamica del credito - è stato spiegato - hanno contribuito sia fattori di domanda, connessi con la situazione congiunturale, sia di offerta improntate alla cautela». Tra banche e imprese, ha spiegato Marcello Callari, direttore della sede di Torino della Banca d’Italia, «vi è certamente dal punto di vista psicologico qualche difficoltà di rapporto. Bisogna dire però che le lamentele principali riguardano i ritardati pagamenti e le banche hanno difficoltà a finanziare questi ritardi perchè, spesso, i debitori non accettano di garantire i pagamenti in tempi stabiliti».

«Il quadro che emerge da questo rapporto - ha aggiunto Roberto Cullino - è che vi sia la percezione diffusa di un miglior clima di fiducia, vi sia un contesto meno peggiore ma che, comunque, specie in Piemonte, si tratti di un recupero lento e con elementi di incertezza per quanto riguarda la solidità di questa ripresa».


http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/economia/articolo/lstp/87801/

Regulus
November 13th, 2009, 10:53 AM
altre cit. del nostro

4) Torino e la Regione non hanno investito sulla promozione delle montagne e sull'eredità degli sport invernali

Lascia il tempo che trova

Prova a chiedere a qualcuno che sulle montagne olimpiche ci lavora e non potrà che tristemente confermarti quanto sopra... ci siamo mossi molto molto male... quello che si è fatto di buono in città, con una Torino rinata, si è fatto l'esatto opposto in montagna... un'occasione persa per le montagne olimpiche...

ciao

dreaad
November 13th, 2009, 12:25 PM
POLITECNICO: CARBONATO, BENE INTEGRAZIONE TORINO E MILANO

(AGI) - Torino, 12 nov. - Giudizio positivo dal presidente dell’Unione Industriale di Torino Gianfranco Carbonato sul progetto di integrazione dei Politecnici del capoluogo piemontese e di Milano, lanciato ieri dal rettore dell’ateneo subalpino Francesco Profumo in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. Carbonato non esclude, inoltre, che le sinergie possano riguardare anche i sistemi economici produttivi e industriali, oltre ai servizi.

Il presidente degli industriali torinesi definisce, dunque, il progetto proposto dal rettore del Politecnico subalpino “di portata internazionale che tratteggia per l’universita’ italiana un nuovo futuro. E’ un’idea - aggiunge - che punta a sviluppare sinergie, ottimizzare le complementarieta’ e promuovere le eccellenze, che guarda lontano, andando oltre i programmi di razionalizzazione della riforma Gelmini, cercando di radicare sul territorio un modello affermato in varie realta’ universitarie di successo di succeso come il Mit di Boston e l’Universita’ di Tokyo”.

“Anche noi imprenditori torinesi - prosegue Carbonato - gia’ da mesi, ci siamo mossi nella medesima direzione , avviando contatti con i vertici di Assolombarda, in particolare con il presidente Meomartini che vanta solide radici torinesi”. “nel corso di questi colloqui esplorativi - spiega - uno dei punti piu’ qualificati e consistenti e’ proprio quello di ipotizzare lo sviluppo di sinergie tra i poli universitari, con specifico riguardo alle rispettive e differenti competenze tecnologiche. In parallelo, questi incontri non hanno per certo trascurato le possibilita’ di integrazione fra i due sistemi economici produttivi e industriali, e non ultimo il variegato mondo dei servizi”.

Per Carbonato “e’ comunque soprattutto sul fronte dell’internazionalizzazione che questa ‘liaison’ potra’ dare i frutti migliori, perche’ permettera’ di fare massa critica rispetto ai grandi mercati orientali caratterizzati da un alto tasso di crescita”.(AGI)

laurentius87
November 13th, 2009, 02:25 PM
non se ne può più di questa retorica sui mito per qualsiasi cosa...

che poi, onestamente, non vedo la necessità di una fusione tra i politecnici di torino e milano. a meno che l'obiettivo sia, come esplicitato da qualcuno, che torino diventi un sobborgo/dormitorio di milano... una specie di incubo

Cumino
November 13th, 2009, 03:19 PM
Concerto dei Green Day


http://www.lastampa.it/multimedia/torino/22142_album/00green_day_fan_.jpg

http://www.lastampa.it/multimedia/torino/22142_album/03green_day_fan.jpg

http://www.lastampa.it/multimedia/torino/22141_album/00green_day.jpg

http://www.lastampa.it/multimedia/torino/22141_album/06green_day.jpg

http://www.lastampa.it/multimedia/torino/22142_album/00green_day_fan.jpg

superciuck
November 13th, 2009, 03:44 PM
non se ne può più di questa retorica sui mito per qualsiasi cosa...

che poi, onestamente, non vedo la necessità di una fusione tra i politecnici di torino e milano. a meno che l'obiettivo sia, come esplicitato da qualcuno, che torino diventi un sobborgo/dormitorio di milano... una specie di incubo

e perche' la collaborazione tra le due scuole dovrebbe portare Torino a diventare un sobborgo di milano? io non ne sarei cosi' convinto...

FaseREM
November 13th, 2009, 04:53 PM
e perche' la collaborazione tra le due scuole dovrebbe portare Torino a diventare un sobborgo di milano? io non ne sarei cosi' convinto...

Forse perchè a parità di prestigio (riconosciuto a livello nazionale e internazionale) conterebbe di più l'ateneo più grosso, è la democrazia dei numeri... è la stessa storia di GTT e ATM.
Si va sempre di più verso atenei che collaborano direttamente con le aziende per la creazione di profili professionali specifici: visto che la maggior parte delle aziende ha sede a Milano, non è più facile che queste collaborazioni vengano richieste dalle aziende direttamente sul territorio in cui operano, in modo da avere in futuro persone già formate e disponibili a lavorare lì, tanto più in un contesto protezionistico come quello lombardo, in cui la Lega è al 20%?

Ad ogni modo, se penso ai docenti universitari ho in mente ben poche persone più attaccate alla poltrona (in questo caso alla cattedra) e contrarie a qualunque tipo di cambiamento. Spero che le uscite di questi giorni siano solo fumo negli occhi per ottenere non si sa bene cosa.

fabrik
November 13th, 2009, 05:00 PM
Il coraggio di combattere Annibale

Come nacque Torino nella lezione che apre “Gli anni della nostra storia”

ANDREA GIARDINA

TORINO
I Taurini entrarono nella grande storia all’improvviso. Annibale si era lasciato alle spalle le legioni romane e con una manovra audace si preparava a scendere in Italia da un varco alpino che non è stato possibile identificare con sicurezza. Prima di muoversi aveva certamente preso contatti con gli Insubri, la più agguerrita popolazione della Gallia Cisalpina. Gli Insubri erano stati recentemente sconfitti dai Romani ma non ancora domati: i Romani dicevano pacati, aggettivo assai eloquente che indicava la sedazione indotta dalle armi e dalla paura.

In quegli anni gli Insubri, il cui centro principale era Milano, combattevano con i Taurini, la cui roccaforte non è stata localizzata. Gli Insubri erano Galli, mentre i Taurini erano una gente di origine ligure fortemente celtizzata. In quelle regioni, e in quel periodo, il fattore etnico non era decisivo, ma contava sempre qualcosa, e ancora più contavano gli equilibri territoriali e il controllo dei passi alpini. Per non essere stritolati dai Cartaginesi e dagli Insubri, nel 218 a.C. i Taurini si opposero ad Annibale. L’esercito punico, che era il migliore del mondo e contava oltre 50 mila uomini, li sconfisse facilmente e li punì con severità.

Entrati nella grande storia all’improvviso, i Taurini ne uscirono altrettanto velocemente. Gli storici antichi non si occuparono più di loro, mentre le testimonianze archeologiche ci appaiono evanescenti. Il loro sacrificio non poteva essere inteso come un segno di amicizia nei confronti di Roma, ma doveva essere ricordato come una rara eccezione nella massa delle genti cisalpine che si erano schierate con Annibale. Il loro nome doveva fare inoltre un certo effetto, visto che ricordava direttamente il taurus, l’animale la cui forza e nobiltà era celebrata dai poeti. Questa è anche l'opinione di alcuni studiosi moderni, secondo i quali il toro era il totem dei Taurini, ovvero l’animale con cui quella comunità intratteneva un rapporto privilegiato, di reciproca protezione. Il caso ricorderebbe dunque quello degli Irpini, il cui nome derivava dal lupo, che nella loro lingua si diceva hirpus.

La teoria oggi prevalente sostiene invece che il nome derivasse da una radice preromana indicante il monte. Non si tratterebbe dunque della «gente del toro» ma più semplicemente della «gente dei monti». Oltre due secoli dopo lo scontro con Annibale, i Taurini tornarono in scena, ma in un contesto pacifico. Questo accadde quando Augusto fondò la colonia romana di Iulia Augusta Taurinorum. Non conosciamo l’anno della fondazione, non sappiamo con esattezza se il nome Iulia fosse collegato all’appartenenza di Augusto alla famiglia del suo padre adottivo o se invece indicasse una precedente fondazione avviata da Giulio Cesare, ignoriamo quanti furono i coloni e nulla sappiamo della loro provenienza.

La storia di Torino in quegli anni cruciali non offre né avvenimenti né personaggi straordinari su cui costruire un barlume di racconto, animato da nomi e da gesta. A qualcuno essa è apparsa come una vicenda remota e periferica, importante per le comunità locali, poco significativa se guardata da Roma e dall'immensità del suo dominio. Ma è un’impressione superficiale, il risultato di uno sguardo frettoloso.

Anche se circoscritte a un angolo della Penisola, quelle vicende possono entusiasmarci perché ci parlano di popoli e di culture, di paesaggi in trasformazione, di terre segnate dal reticolo geometrico della centuriazione romana e di spazi, le montagne, che incutevano un senso di mistero. Torino e il suo territorio sono inoltre uno scenario ideale per osservare il drammatico dialogo tra il singolare e il plurale: la città, la regione, l'Italia, Roma, l'impero.

La fondazione della colonia romana di Torino avvenne in piena età augustea, e quindi molto tardi rispetto alla romanizzazione di altre aree della Cisalpina. La Cisalpina transpadana, a sua volta, ottenne la cittadinanza romana soltanto nel 49 a.C. La cultura geografica romana aveva acquisito da molto tempo l'idea che le Alpi chiudessero l'Italia come un muro - così si esprime Catone il Censore - ma una cosa era la percezione geografica, altra il concetto. L’Italia era un’idea religiosa e giuridica, e i suoi confini delimitavano un territorio speciale, che per molto tempo rimase fissato sul limite del Rubicone. In Italia non c’erano né province né sudditi, ma oltre quel limite si estendeva suolo provinciale e comandava un governatore. Anche quando l’intera Cisalpina divenne Italia in senso proprio, le sue montagne continuarono a suscitare inquietudine e l'arco alpino non fu mai considerato «Italia». E infatti le Alpi furono incorporate in varie province, come quelle delle Alpi Marittime e delle Alpi Cozie. Si ha l’impressione che i Romani si sentissero più a proprio agio nel frequentare la Siria e l’Africa che le alture prossime alla terra italica.

In questa ritrosia i motivi culturali svolsero un ruolo importante. I Romani, come del resto i Greci, erano convinti che l'altitudine fosse inversamente proporzionale alla civiltà. I montanari erano come i nomadi: «diversi». Gli antichi capivano che non tutte le genti di montagna erano uguali, ma prevaleva la tendenza all'omologazione. Anche i fattori tecnici avevano un impatto sulla sensibilità e tutte le culture prima dell'altimetria sono state condizionate da una medesima riluttanza: è difficile per noi capire come si vivesse in un mondo che riuscì a calcolare con buona approssimazione la circonferenza terrestre ma che non era in grado di misurare né la profondità delle acque né l'altezza delle montagne. Ma l’appartata Torino, fondata dai Romani in un importante crocevia stradale e fluviale, dotata di un notevole popolamento, rafforzata dal miscuglio etnico, era comunque destinata a diventare uno dei poli della storia europea. Nemmeno il lungimirante Augusto avrebbe potuto immaginarlo.

Domenica al Teatro Carignano
Con la lezione «Augusto fonda Torino» (che pubblichiamo in parte qui accanto) Andrea Giardina apre domenica prossima il ciclo «Torino e il Piemonte. Gli anni della nostra storia», promosso dall’editore Laterza e realizzato in collaborazione con La Stampa. Andrea Giardina è professore di Storia romana. La lezione è alle 11 al Teatro Carignano

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cultura/articolo/lstp/88091/

fabrik
November 13th, 2009, 05:04 PM
Il Comune ha venduto il palazzo di Piazza San Carlo 161 , incasserà 29 milioni.
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-13/2009111314203664.pdf

Rossignolo ha comprato il marchio De Tomaso, verrà usato per le auto che usciranno dall'ex stabilimento Pininfarina
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-13/2009111314206978.pdf

fabrik
November 13th, 2009, 05:06 PM
John Lennon apre la kermesse nove giorni di "leggerezza"

La nuova era è cominciata, l'Amelio Film Festival si apre stasera. Duecentocinquanta film che sembrano scelti apposta per allargare il pubblico In sala, con gli ospiti abituali delle vernici sabaude, Alba Rohrwacher che sta girando "La solitudine dei numeri primi" e il presidente Rai. Milletrecento spettatori al Regio, posti ormai esauriti

di Clara Caroli
«Sono Gianni Amelio, non sono Moretti». La nuova era è cominciata. L´Amelio Film Festival si apre questa sera - alle 20.30 al Teatro Regio - con l'omaggio ai Beatles Nowhere Boy in un´atmosfera novembrina, in una città che ha quanto mai voglia di leggerezza. Un´edizione del Tff, la ventisettesima, densa (oltre 250 film, di cui 42 anteprime mondiali, 21 internazionali e 74 italiane), con due retrospettive «pesanti», all´imperatore dei sensi Nagisa Oshima e al cantore della gioventù bruciata Nicholas Ray e un gran premio speciale assegnato a due miti viventi come Francis Ford Coppola e Emir Kusturica. Unica diva, la magnetica Charlotte Rampling.

Un´edizione/sfida con cui il regista di Così ridevano raccoglie la non facile eredità del suo predecessore. Riuscirà Amelio, se non a eguagliare il talento di performer del Caimano, quanto meno a raggiungere gli incassi record delle due passate edizioni? Il programma onnicomprensivo, che va dal musical al western, dal melò all´horror, pare concepito per allargare il pubblico. Addio allo spirito rigoroso del Cinema Giovani. Per Amelio il rigore è un´autorete.

Ma veniamo a stasera. Tappeto rosso in piazza Castello, per la première. A fare da madrina la bella Maya Sansa, nella giuria del concorso presieduta da Sandro Petraglia, che presenterà con Amelio il film di Sam Taylor Wood (al Regio con il protagonista del film, nonché suo fidanzato, Aaaron Johnson), anteprima internazionale dopo il passaggio al London Film Festival. In sala 1.300 spettatori, di cui 300 paganti (i biglietti a 10 euro sono esauriti da giorni) e il resto invitati. Con le autorità Bresso, Chiamparino e Saitta e gli ospiti abituali delle vernici sabaude - Enrico Salza, Giancarlo Caselli, Marcello Maddalena, Fausto Marchionni, Evelina Christillin, tra gli altri - anche il presidente della Rai Paolo Garimberti, l´attrice Alba Rohrwacher - che sta girando a Torino La solitudine dei numeri primi con Saverio Costanzo - il produttore Fulvio Lucisano, il regista Davide Ferrario, uno dei sei (gli altri sono Martone, Bellocchio, Sorrentino, Garrone e Zanasi) che verranno a raccontare al Tff il loro film della vita.

Al Regio ci sarà anche una folta pattuglia di 01 Distribution, con l´amministratore delegato Filippo Roviglioni in testa, che distribuirà il film della Wood in Italia. Dopo la proiezione, buffet (a cura di Anna Ghisolfi, un promettente catering alessandrino) nel foyer superiore e nella sala del Toro per oltre un migliaio di invitati. Una trentina di portate con il meglio della tradizione regionale per gratificare anche gli ospiti stranieri. Quelli inglesi del film su John Lennon, arrivati nel pomeriggio e subito ribattezzati Nowhere Boys, ne hanno avuto un assaggio già ieri sera nella cena al Vintage di piazza Solferino

http://torino.repubblica.it/dettaglio/john-lennon-apre-la-kermesse-nove-giorni-di-leggerezza/1777828

fabrik
November 13th, 2009, 05:19 PM
Forse perchè a parità di prestigio (riconosciuto a livello nazionale e internazionale) conterebbe di più l'ateneo più grosso, è la democrazia dei numeri... è la stessa storia di GTT e ATM.


Vero.

Però la cosa fa rabbia in modo particolare perchè San Paolo aveva performance migliori di Intesa, GTT è meglio gestita di ATM, Polito è più internazionalizzato, più aperto alle imprese e più performante nella raccolta di fondi privati ed è posizionato meglio nella maggior parte dei ranking rispetto a Polimi.

In questi casi, "più grande" non vuol dire migliore, anzi.. vuol dire "solo" avere un bacino d'utenza maggiore.

Negli articoli che ho letto negli ultimi giorni su Polito-Polimi si punta molto sul discorso "super-ateneo da 80.000 studenti".. "metà degli ingegneri o architetti italiani si laureano a Milano o Torino".. ma scusate tanto.. chissenefrega?

In campo di università o ricerca è importante la qualità, non la quantità.

Potrei capire la volontà di fusione se Polito fosse in crisi, ma mi pare che Polito stia andando molto bene in questi anni.. sempre più imprese vogliono collaborare, gli studenti crescono di anno in anno , sempre più stranieri , la cittadella che avanza..

perchè si vuole mettere mano a un giocattolo che funziona benissimo?

Ho la sensazione che l'ambizione di Profumo stia diventato controproducente per il Politecnico e la città , se continua su questa linea.

FaseREM
November 13th, 2009, 05:40 PM
Vero.

Però la cosa fa rabbia in modo particolare perchè San Paolo aveva performance migliori di Intesa, GTT è meglio gestita di ATM, Polito è più internazionalizzato, più aperto alle imprese e più performante nella raccolta di fondi privati e posizionato meglio nella maggior parte dei ranking rispetto a Polimi.

In questi casi, "più grande" non vuol dire migliore, anzi.. vuol dire "solo" avere un bacino d'utenza maggiore.

Negli articoli che ho letto negli ultimi giorni su Polito-Polimi si punta molto sul discorso "super-ateneo" da 80.000 studenti".. "metà degli ingegneri o architetti italiani si laureano a Milano o Torino".. ma scusate tanto.. chissenefrega?

In campo di università o ricerca è importante la qualità, non la quantità.

Potrei capire la volontà di fusione se Polito fosse in crisi, ma mi pare che Polito stia andando molto bene in questi anni.. sempre più imprese vogliono collaborare, gli studenti crescono di anno in anno , sempre più stranieri , la cittadella che avanza..

perchè si vuole mettere mano a un giocattolo che funziona benissimo?

Ho la sensazione che l'ambizione di Profumo, stia diventato controproducente per il Politecnico e la città , se continua su questa linea.

Concordo in pieno.

fabrik
November 13th, 2009, 05:47 PM
Rimozione dell’amianto alla Cascina Giaione
13-11-2009
Presentato il piano dei lavori
L’amianto fa paura! Estremamente nocivo per la salute, è ancora presente in grande quantità nelle nostre case e da tempo l’amministrazione cittadina si prodiga nella complessa operazione della sua rimozione.
Nei prossimi mesi un intervento in tal senso riguarderà la Cascina Giaione. Preoccupati dei possibili rischi, i lavoratori della sede di gran parte degli uffici della Circoscrizione Due, hanno chiesto rassicurazioni in merito alla decisione di non spostare le attività dalla cascina ad altra sede durante le attività di bonifica.
Per fare chiarezza, giovedì 12 novembre si è tenuta una riunione della Commissione consiliare Ecologia e Ambiente presso Villa Amoretti a Parco Rignon, altra sede storica della Circoscrizione Due.
Fra gli ospiti, Annalisa Lantermo dell’ASL e Angelo Robotto dell’ARPA, esperti di amianto e delle metodologie per il suo smantellamento, che sono intervenuti per spiegare ai lavoratori e ai delegati sindacali presenti le procedure adottate.
“L’allarme è comprensibile, ma è bene sgomberare il campo dagli equivoci - ha dichiarato aprendo gli interventi la dottoressa Lantermo - l’intervento alla Cascina Giaione rientra nel basso rischio, trattandosi di amianto definito ‘a matrice compatta’ e quindi con pochi rischi di dispersione. In ogni caso verrà seguita una linea ad ‘elevata cautela’ ed altissima tutela per i lavoratori e i cittadini abitanti nelle case dell’area circostante”.
“Abbiamo espresso il nostro parere sulla base del piano di lavoro presentato dalla ditta che si occuperà dell’intervento - ha sottolineato ancora la responsabile dell’ASL - ma i controlli proseguiranno anche a lavori in corso”.
Dello stesso parere Angelo Robotto dell’ARPA, che definisce questo intervento come ‘non critico’, non essendoci pericolo di dispersione di amianto polverizzato e di conseguenza di ‘inalazione’, unica modalità pericolosa per l’uomo.
La ditta, da parte sua, ha garantito il massimo rispetto della normativa vigente. In particolare, le lastre di eternit verranno rimosse dal tetto della cascina utilizzando solamente strumenti che non comportino il rischio di sbriciolare e frantumare e, di conseguenza, rendere pericoloso l’amianto

http://www.comune.torino.it/cittagora/article_7396.shtml

fabrik
November 13th, 2009, 05:47 PM
Cineporto, la protesta dei residenti arriva in Commissione
13-11-2009
Il direttore della struttura rassicura il comitato degli abitanti

I rappresentanti di circa un centinaio di famiglie residenti nei caseggiati attigui al cineporto di corso Verona sono stati ascoltati in Comune dalle commissioni Ambiente e Urbanistica. Da quando nel dicembre del 2008 è stata inaugurata la struttura per le produzioni cinematografiche le cose non stanno più come prima. Almeno secondo il comitato degli abitanti della zona, nato proprio per rivendicare lo status di una vita tranquilla, retaggio di un tempo ai loro occhi (e alle loro orecchie) ormai lontano.
Il problema? I rumori provenienti dall'edificio tecnico sede dell'impianto di riscaldamento (d'inverno) e di raffreddamento (d'estate) del Cineporto (vedere la foto), attestati da una serie di rilevazioni fonometriche. Ma i disagi sono segnalati anche dall'illuminazione notturna proveniente dai fari del cortile e dalle superfici vetrate, dai camion delle produzioni che si muovono notte e giorno nel piazzale, dall'aumento incontrollato del traffico viario e dalla musica ad alto volume per le feste organizzate dal ristorante.
Un vero e proprio cahier de doleances al quale ha replicato Davide Bracco, il direttore del cineporto presente alla seduta di commissione. Ha spiegato che si stanno concludendo i lavori di asfaltatura del cortile e una parte di esso diventerà zona verde (e intendono chiedere ai produttori di diminuire i rumori notturni per gli spostamenti dei camion). E subito dopo, come concordato col Comune, saranno posati dei pannelli fonoassorbenti sul tetto dell'edificio tecnico per limitare i rumori. Anche la questione della musica ad alto volume sembra in via di risoluzione: "Soltanto in due sere su undici mesi di vita della casa del cinema ci sono state delle feste. Ma abbiamo dato precise disposizioni - ha precisato Bracco - ai gestori del ristorante affinché fatti del genere non si ripetano".
Sulla vicenda alcuni Consiglieri comunali hanno presentato due interpellanze da discutere in una delle prossime sedute delle Commissioni con gli assessori competenti, mentre un sopralluogo alla struttura sarà organizzato nelle prossime settimane.

http://www.comune.torino.it/cittagora/article_7397.shtml

fabrik
November 13th, 2009, 05:48 PM
Un giardino per il finanziere Francesco Salerno
10-11-2009

Da martedì 10 novembre, l’appuntato Francesco Salerno è ricordato a Torino da un giardino in Borgo San Paolo, a poca distanza dal Parco Ruffini. Nel 2005, durante un’operazione antidroga della Guardia di Finanza, il giovane graduato si era lanciato all’inseguimento di alcuni pusher, in fuga lungo la massicciata ferroviaria ed era stato travolto da un treno. Caduto nell’adempimento del proprio dovere, era stato insignito di medaglia d’oro alla memoria. Una medaglia indossata, durante la cerimonia di intitolazione del “giardino Francesco Salerno”, dalla vedova, la signora Patrizia Luca. Tanta gente nell’area verde tra corso Trapani e via Isonzo, alle spalle di un grosso complesso residenziale edificato pochi anni fa. Un folto picchetto d’onore delle Fiamme Gialle, abitanti della zona, autorità, tra le quali il prefetto Paolo Padoin e, per il Comune di Torino, il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente della Sala Rossa Beppe Castronovo, i consiglieri Antonello Angeleri, Mario Carossa, Gioacchino ****rò, e Michele Paolino, presidente della Circoscrizione San Paolo - Pozzo Strada. Presenti anche diversi esponenti della magistratura torinese, come Marcello Maddalena ed Enrica Gabetta. In apertura della cerimonia, Castronovo ha sottolineato come la memoria dell’appuntato sarà custodita da un giardino frequentato dagli abitanti della zona e utilizzato dai bambini per i loro giochi, a testimonianza del sacrificio per la legalità e la civile convivenza. Base della democrazia. Il generale Vincenzo Basso, comandante delle Fiamme Gialle in Piemonte, ha ricordato ai suoi commilitoni: “Noi siamo uno strumento di legalità, una legalità la cui difesa quotidiana costa impegno, dedizione e, talvolta, il sacrificio della vita stessa”.

Durante la cerimonia, il sindaco ha voluto sottolineare le antiche origini torinesi della Guardia di Finanza, “un Corpo che ci è particolarmente caro. Quella contro la droga è una guerra difficile – ha aggiunto Chiamparino – che non può essere combattuta soltanto sul terreno della repressione, insieme alla quale è fondamentale un lavoro costante di educazione, nella scuola come in famiglia: siamo tutti educatori”. E il primo cittadino, concludendo il suo intervento, ha ribadito: “Chiediamo legalità, allora tutti dobbiamo contribuire, coltivando i suoi valori nella società e tra i giovani”. Quindi, il cappellano militare monsignor Jean-Pierre Ravotti ha recitato la “Preghiera del Finanziere”. E infine, lo scoprimento della targa che intitola il giardino all’appuntato Salerno, e l’inno di Mameli, cantato a gola spiegata non soltanto dai militi della Finanza, ma anche da molti dei cittadini presenti.

http://www.comune.torino.it/cittagora/article_7387.shtml

fabrik
November 13th, 2009, 05:51 PM
Più servizi a Barca Bertolla, quartiere dimenticato?
13-11-2009

Per salvaguardare l'area verde antistante Le Vele - un gruppo di caseggiati nella zona di Barca Bertolla, in una traversa di strada San Mauro - i residenti del quartiere hanno raccolto circa seicento firme per presentare una petizione al Consiglio comunale.
Anche se la questione è più ampia e comprende la domanda di maggiori servizi pubblici per la zona. E' questa in realtà la principale richiesta portata avanti dai firmatari: "Ampliare i servizi necessari a una popolazione quadruplicata negli ultimi anni".
In una zona dove sono state costruite molte case popolari, i promotori dell'iniziativa sono contrari alla nascita di un'ulteriore (ve ne sono già tre in via Vittime di Bologna, strada Cascinotto e Scarafiotti) housing sociale di fronte alle 'Vele', e se il Comune: "Decidesse di realizzarla, la destinazione dovrebbe essere rivolta a famiglie che non hanno situazioni di conflittualità e disagio sociale".
E' previsto anche nuovo un viale alberato in direzione nord verso lungo Stura Lazio, ma: "se diventa uno spazio con tanto di passaggi pedonali perde la sua funzione originaria. Il nuovo corso andrebbe a tagliare in due il quartiere, deturpando anche l'area verde di strada San Mauro di fronte alle Vele".
Le carenze evidenziate nella zona sono molteplici: "L'ufficio postale di via Damiano Chiesa è il medesimo da molti anni, non esistono attrezzature sportive pubbliche, anche se per fortuna San Mauro non è distante. Si era parlato di allestire un'area mercatale rionale, ma poi non è successo nulla. E poi manca un piccolo ambulatorio funzionale (la sede dell'Asl di via Anglesio è degradata), e più in generale dei luoghi pubblici di aggregazione (un centro incontri), dei mezzi pubblici e delle piste ciclabili di collegamento con il centro città".
E infine la linea 2 del metrò, la grande opera del prossimo decennio: "Vogliamo la metropolitana in arrivo al parcheggio d'interscambio a Pescarito - affermano - affinché il traffico veicolare si fermi prima di entrare in città

http://www.comune.torino.it/cittagora/article_7399.shtml

Cumino
November 13th, 2009, 06:17 PM
Il Comune ha venduto il palazzo di Piazza San Carlo 161 , incasserà 29 milioni.
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-13/2009111314203664.pdf


Chissà quanto offrirebbero per Palazzo di Città :D

(fabrizio)
November 13th, 2009, 07:06 PM
sinceramente inizio a pensarla come SimoTO sul fantomatico MI-TO: se dev'essere un'occasione - da parte di sappiamo chi - di prendere realtà torinesi in salute per coprire i propri debiti, allora che si blocchi tutto. l'affare GTT insegna, e grazie a Dio non è stato fatto.

superciuck
November 13th, 2009, 07:35 PM
Vero.


Potrei capire la volontà di fusione se Polito fosse in crisi, ma mi pare che Polito stia andando molto bene in questi anni.. sempre più imprese vogliono collaborare, gli studenti crescono di anno in anno , sempre più stranieri , la cittadella che avanza..

perchè si vuole mettere mano a un giocattolo che funziona benissimo?

Ho la sensazione che l'ambizione di Profumo stia diventato controproducente per il Politecnico e la città , se continua su questa linea.

e perche' non espandersi anche fuori dal piemonte? collaborare con il polimi permetterebbe a torino di intercettare anche realta' imprenditoriali lombarde... non capisco questo scetticismo...

k@l_el_87
November 13th, 2009, 08:48 PM
Trasformazione dell’area Lancia, se ne discute in Commissione Urbanistica

Un pezzo di città nuova sorgerà tra le vie Caraglio e Monginevro, nel quartiere borgo San Paolo, sull'area industriale dell’ex Lancia.
Il progetto dello Studio Mellano Associati prevede che una parte degli edifici della storica casa automobilistica sia mantenuta e riconvertita: i locali della mensa e i fabbricati che ospitavano la carrozzeria. Così come l’autorimessa aziendale all’angolo tra le vie Caraglio e Lancia, che diventerà un parcheggio pubblico.
Nel progetto sono contemplati anche la costruzione di alcuni palazzi e di due “torri”, una di 18-20 piani, l’altra, un po’ più bassa, di 16-18 piani e, nel sottosuolo, la realizzazione di 1.000 posti auto privati.
E’ prevista anche la realizzazione di un secondo parcheggio sotterraneo, lungo via Lancia, che potrà essere più o meno grande a seconda delle attività che si insedieranno nell’area.
Nel corso delle seduta della commissione Urbanistica, presieduta da Monica Cerutti, sono stati ascoltati i residenti della zona aderenti al comitato Parco Lancia, che, pur condividendo la necessità di riqualificare l’area, hanno espresso delle perplessità.
Secondo loro il progetto così com’è avrebbe alcune ricadute negative sul territorio.
Il volume degli edifici concesso dal Comune all’operatore privato sarebbe, a loro dire, eccessIVO. Da ciò ne deriverebbe un aumento considerevole del carico urbanistico e antropico (si prevede l’insediamento di 600 famiglie) e il congestionamento della viabilità locale.
Alla lunga durata dei cantieri, con i conseguenti notevoli disagi per i cittadini, si aggiungerebbe anche, con la realizzazione del parcheggio sotterraneo, la totale cementificazione del suolo.
Preoccupazioni sono state espresse anche per quel che riguarda i servizi per i cittadini della nuova area, giudicati dal comitato insufficienti.
Le osservazioni del comitato Parco Lancia sono state raccolte in una relazione tecnica consegnata nel corso della riunione della commissione Urbanistica.
Un pezzo di città nuova sorgerà tra le vie Caraglio e Monginevro, nel quartiere borgo San Paolo, sull'area industriale dell’ex Lancia.
Il progetto dello Studio Mellano Associati prevede che una parte degli edifici della storica casa automobilistica sia mantenuta e riconvertita: i locali della mensa e i fabbricati che ospitavano la carrozzeria. Così come l’autorimessa aziendale all’angolo tra le vie Caraglio e Lancia, che diventerà un parcheggio pubblico.
Nel progetto sono contemplati anche la costruzione di alcuni palazzi e di due “torri”, una di 18-20 piani, l’altra, un po’ più bassa, di 16-18 piani e, nel sottosuolo, la realizzazione di 1.000 posti auto privati.
E’ prevista anche la realizzazione di un secondo parcheggio sotterraneo, lungo via Lancia, che potrà essere più o meno grande a seconda delle attività che si insedieranno nell’area.
Nel corso delle seduta della commissione Urbanistica, presieduta da Monica Cerutti, sono stati ascoltati i residenti della zona aderenti al comitato Parco Lancia, che, pur condividendo la necessità di riqualificare l’area, hanno espresso delle perplessità.
Secondo loro il progetto così com’è avrebbe alcune ricadute negative sul territorio.
Il volume degli edifici concesso dal Comune all’operatore privato sarebbe, a loro dire, eccessIVO. Da ciò ne deriverebbe un aumento considerevole del carico urbanistico e antropico (si prevede l’insediamento di 600 famiglie) e il congestionamento della viabilità locale.
Alla lunga durata dei cantieri, con i conseguenti notevoli disagi per i cittadini, si aggiungerebbe anche, con la realizzazione del parcheggio sotterraneo, la totale cementificazione del suolo.
Preoccupazioni sono state espresse anche per quel che riguarda i servizi per i cittadini della nuova area, giudicati dal comitato insufficienti.
Le osservazioni del comitato Parco Lancia sono state raccolte in una relazione tecnica consegnata nel corso della riunione della commissione Urbanistica.

http://www.comune.torino.it/cittagora/article_7401.shtml

mariocesare
November 13th, 2009, 08:58 PM
Secondo loro il progetto così com’è avrebbe alcune ricadute negative sul territorio.
Il volume degli edifici concesso dal Comune all’operatore privato sarebbe, a loro dire, eccessIVO. Da ciò ne deriverebbe un aumento considerevole del carico urbanistico e antropico (si prevede l’insediamento di 600 famiglie) e il congestionamento della viabilità locale.
Alla lunga durata dei cantieri, con i conseguenti notevoli disagi per i cittadini, si aggiungerebbe anche, con la realizzazione del parcheggio sotterraneo, la totale cementificazione del suolo.
http://www.comune.torino.it/cittagora/article_7401.shtml

Noi tutti, abitanti della Spina3 (e anche 2 e 4) siamo solidali con gli abitanti di Via Caraglio :)

Poveracci, immaginate come si possa vivere di fianco ad un cantiere edile per un mostro di 20 piani :eek:

Sono proprio sfortunati :lol:

mariocesare
November 13th, 2009, 09:05 PM
e perche' non espandersi anche fuori dal piemonte? collaborare con il polimi permetterebbe a torino di intercettare anche realta' imprenditoriali lombarde... non capisco questo scetticismo...

Neanche io.

Ci sono cosi tante specializzazioni di ingegneria, che e' impensabile che ognuno dei due atenei possa coprirle tutte.

Siccome gli esami specialistici sono poi 5 o 6, e siccome c'e' internet e l'AV, a me sembra una cosa positiva.

Credo che sia meglio togliersi il vezzo di essere i migliori d'Italia, una cosa e' formare centinaia di ingegneri indiani e cinesi a fare auto, un'altra e' formare ingegneri nelle nanotecnologie, bioingegneria, e simili.....

In queste cose non sono i numeri a contare, ma la qualità.

[attendo con ansia il commento di Dreaad, che in fondo e' un pò più aggiornato di me su ste cose :D]

(fabrizio)
November 13th, 2009, 10:07 PM
Neanche io.

Ci sono cosi tante specializzazioni di ingegneria, che e' impensabile che ognuno dei due atenei possa coprirle tutte.

Siccome gli esami specialistici sono poi 5 o 6, e siccome c'e' internet e l'AV, a me sembra una cosa positiva.

Credo che sia meglio togliersi il vezzo di essere i migliori d'Italia, una cosa e' formare centinaia di ingegneri indiani e cinesi a fare auto, un'altra e' formare ingegneri nelle nanotecnologie, bioingegneria, e simili.....

In queste cose non sono i numeri a contare, ma la qualità.

[attendo con ansia il commento di Dreaad, che in fondo e' un pò più aggiornato di me su ste cose :D]

ci sono già, cose del genere... mio fratello lavora all'Eni Award della fondazione Mattei, un concorso sulle rinnovabili riservato a giovani studiosi (l'ENI foraggia le loro ricerche e fa offerte per i loro brevetti) e mi ha detto che i partecipanti sono centinaia; tra gli italiani ce n'è uno della Seconda università (?) di Napoli, uno di Tor Vergata e il resto Poli-Torino. I suoi capoccia dicono che è sempre stato cosi.

Marmox
November 13th, 2009, 11:34 PM
Le prime tre lettere di "Specchio dei Tempi" di oggi (http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/rubricahome.asp?ID_blog=195) sono proprio incoraggianti :bash:


«Difficile capire questa giustizia» - «Quando un “grazie” diventa un insulto» - «Minipena per l'automobilista ubriaco ed assassino»

Un lettore scrive:
«Da “La Stampa” dell’altro giorno: "È tornato a casa, dopo un mese di carcere, il diciottenne arrestato lo scorso 7 ottobre per avere preso a pugni su un autobus Ercole Ferrero, 76 anni"...
«Non faccio processi sommari, non criminalizzo oltre un soggetto difficile e dalla personalità disturbata; ma quanto sgomento, quanta delusione nel leggere queste righe. Un cittadino altruista, una persona che ha lavorato una vita, un padre affettuoso che ha dato un futuro al proprio figlio, ha offerto la vita per difendere un altro essere umano dalla furia di un bullo; riposa sotto alcuni metri di terra mentre la giustizia ha velocemente fatto il suo corso, grazie alla tempestività del Tribunale del Riesame ed alla preparazione dei legali della difesa, degni di Perry Mason. Non c'è nesso tra ricevere una gragnuola di pugni in faccia a 76 anni e morire dopo poche ore in un ospedale con il cervello spappolato? Ma in che mondo viviamo? Ma cosa vogliono darci in pasto?».
«Quale insegnamento per i nostri figli? Chi è prepotente ed usa la violenza per imporre le proprie ragioni è impunito e raggiunge i propri scopi in barba a qualsiasi giustizia. Chi è rispettoso delle regole e del prossimo è, mi si permetta l'espressione, un idiota e una vittima predestinata».
PIERO LIBERTI

Un lettore scrive:
«Vorrei raccontare un minuscolo episodio di ordinaria maleducazione, ma a me ha fatto male. Mia mamma, 75 anni, in buona salute, prende spesso l'autobus. E' ormai abituata al fatto che nessuno più si offra di cederle il posto, quindi un giorno si è stupita quando un signore di circa 50 anni si è alzato appena lei si è sistemata, in piedi, vicino al suo sedile. Sedendosi mia madre ha detto "grazie" e costui l'ha apostrofata stizzito con un "devo scendere alla prossima fermata, non mi sono mica alzato per far sedere lei!". Non poteva semplicemente stare zitto e andarsene? Mia madre si è sentita mortificata, per cosa poi? Da quando un grazie è diventato un insulto?».
SEGUE LA FIRMA

Una famiglia scrive:
«Siamo i genitori di Daniele Borleri, il motociclista ucciso sulla strada di San Gillio il 21 giugno 2008 da un uomo con un tasso alcolemico 4 volte superiore al consentito che, non rispettando lo stop, invadeva la corsia da dove arrivava nostro figlio in moto. Daniele aveva solo 39 anni.
«Questo fatto è passato alle cronache in quanto risultava essere il primo caso in Italia dopo l'entrata in vigore della nuova legge che garantiva l'inasprimento delle pene sulla sicurezza stradale con condanne dai 3 ai 10 anni di reclusione.
«In data 6 novembre siamo stati informati della sentenza. Un anno e cinque mesi, un'ammenda e il ritiro della patente per cinque anni che con la condizionale e varie attenuanti significano nemmeno un giorno di vera reclusione.
«Noi familiari di Daniele chiedevamo solo giustizia per la sua morte. Se la giustizia è questa ci vergogniamo di essere cittadini italiani, non abbiamo più lacrime per piangere il nostro adorato figlio».
LUCIANA, NATALE, MARCO BORLERI

:ohno:

dreaad
November 14th, 2009, 01:22 AM
Neanche io.

Ci sono cosi tante specializzazioni di ingegneria, che e' impensabile che ognuno dei due atenei possa coprirle tutte.

Siccome gli esami specialistici sono poi 5 o 6, e siccome c'e' internet e l'AV, a me sembra una cosa positiva.

Credo che sia meglio togliersi il vezzo di essere i migliori d'Italia, una cosa e' formare centinaia di ingegneri indiani e cinesi a fare auto, un'altra e' formare ingegneri nelle nanotecnologie, bioingegneria, e simili.....

In queste cose non sono i numeri a contare, ma la qualità.

[attendo con ansia il commento di Dreaad, che in fondo e' un pò più aggiornato di me su ste cose :D]


esattamente : LA QUALITA'...

se penso che le migliori università di ingegneria al mondo sono tutte decisamente più piccole dei nostri politecnici, la scusa di 80.000 studenti (che poi in realtà, stante i numeri attuali sono 28.000 + 38.000 = 66.000) non ha nulla a che fare.
anzi vediamo che più sono "selezionate", più (in genere) sono considerate migliori.

il blasone di un ateneo viene anche valutato in base alla percentuale di studenti che riesce a superare con successo gli esami e laurearsi regolarmente.
in questo senso si dovrebbe inserire un test d'ammissione obbligatorio in tutte le facoltà, lasciando fuori così scansafatiche e gente che prima non ha una formazione pregressa adeguata al nuovo corso di studi e che incontrerebbe enormi difficoltà.
chi vuole entrare si dà da fare PRIMA di iscriversi all'univerisità.
questo viene fatto in tutti i celebri college USA (MIT, stanford ecc ecc).

il polito è quello induscutibilmente più vicino alla filosofia USA (ossia QUELLA CHE CONTA), dalla raccolta di finanziamenti esterni (vabbè, qui alcune scuole hanno a disposizione contributi, ossia gli endowment, per qualche MILIARDO di $ ), all'internazionalizzazione studentesca , all'allacciare rapporti con le aziende (se penso ai miei amici del polimi che sono venuti qui a Chicago senza uno straccio di borsa di studio, perchè a milano non sono stati capaci di trovarsi uno sponsor esterno che li finanziasse...).


in merito ai nuovi indirizzi (es. nanotecnologie) da noi non ci si può lamentare.

quindi non vedo proprio i vantaggi di una fusione in ambito universitario.

SimoTO
November 14th, 2009, 02:07 AM
Avendo conosciuto entrambe le realtà credo che per uno studente Torino sia decisamente più godibile.

sostituisci studente con "essere umano sano di mente" :lol:

FaseREM
November 14th, 2009, 02:10 AM
esattamente : LA QUALITA'...

se penso che le migliori università di ingegneria al mondo sono tutte decisamente più piccole dei nostri politecnici, la scusa di 80.000 studenti (che poi in realtà, stante i numeri attuali sono 28.000 + 38.000 = 66.000) non ha nulla a che fare.
anzi vediamo che più sono "selezionate", più (in genere) sono considerate migliori.

il blasone di un ateneo viene anche valutato in base alla percentuale di studenti che riesce a superare con successo gli esami e laurearsi regolarmente.
in questo senso si dovrebbe inserire un test d'ammissione obbligatorio in tutte le facoltà, lasciando fuori così scansafatiche e gente che prima non ha una formazione pregressa adeguata al nuovo corso di studi e che incontrerebbe enormi difficoltà.
chi vuole entrare si dà da fare PRIMA di iscriversi all'univerisità.
questo viene fatto in tutti i celebri college USA (MIT, stanford ecc ecc).

il polito è quello induscutibilmente più vicino alla filosofia USA (ossia QUELLA CHE CONTA), dalla raccolta di finanziamenti esterni (vabbè, qui alcune scuole hanno a disposizione contributi, ossia gli endowment, per qualche MILIARDO di $ ), all'internazionalizzazione studentesca , all'allacciare rapporti con le aziende (se penso ai miei amici del polimi che sono venuti qui a Chicago senza uno straccio di borsa di studio, perchè a milano non sono stati capaci di trovarsi uno sponsor esterno che li finanziasse...).


in merito ai nuovi indirizzi (es. nanotecnologie) da noi non ci si può lamentare.

quindi non vedo proprio i vantaggi di una fusione in ambito universitario.

Io aggiungerei anche la qualità della vita: prendiamo il mio caso, ho studiato ingegneria chimica, con orientamento ambientale. Il grosso delle industrie chimiche in Italia si trova in Lombardia, a Torino nel mio campo la tradizione accademica è importante ma non ci sono sbocchi enormi: facile quindi che nel maxi-ateneo le mie attività sarebbero state indirizzate prevalentemente a Milano. Cosa avrei dovuto fare? Lasciamo la retorica dei treni AV ai sociologi da strapazzo: economicamente gli AV non sono sostenibili per un lavoratore normale, figuriamoci per uno studente. Avrei dovuto trasferirmi nella città più cara d'Italia, prendere una stanzettina del cavolo e pagarla uno sproposito. A spese della mia famiglia.
Per fortuna ho trovato lavoro in un'azienda torinese e dopo qualche anno di sacrifici (vicino Milano! :)) adesso lavoro a un quarto d'ora in bicicletta da casa.
Se avessi voluto formarmi nelle grosse aziende milanesi avrei comunque potuto farlo una volta laureato, trasferendomi per lavoro, ma con uno stipendio e con obiettivi ben diversi. Avendo conosciuto entrambe le realtà credo che per uno studente Torino sia decisamente più godibile.

dreaad
November 14th, 2009, 02:11 AM
Ecco il "piano turistico"
per l'inverno in Piemonte

Presentato a Milano dall'assessore Giuliana Manica

AL VIA LA STAGIONE INVERNALE DEL PIEMONTE: “BENVENUTI A CASA NOSTRA”
160 pacchetti pieni di sorprese per scoprire il Piemonte, a partire da 25€ a persona. Gratis i bimbi sotto i 12 anni.

Neve piemontese ai tornelli di partenza, per la stagione invernale 2009– 2010 nelle 53 stazioni sciistiche del territorio, con 300 impianti di risalita, 1300 km di piste, 12 snowpark e molteplici combinazioni nelle proposte di ospitalità. Con più di 1.500.000 presenze consolidate nella passata stagione, l’avvio si presenta sotto i migliori auspici, con un innevamento che permette l’apertura anticipata delle piste il 20 Novembre a Prato Nevoso, nel Cuneese. “Una neve sempre più garantita dall’adeguamento di tutte le stazioni sciistiche alle normative di sicurezza nazionali e una neve sempre più internazionale, grazie al potenziamento dei collegamenti aerei con partnership importanti quali Alitalia e Ryanair -dichiara Giuliana Manica, assessore al Turismo della Regione Piemonte- Siamo molto positivi: le nostre vette sono già innevate e tutti i comprensori attendono i turisti con molte novità. Alle spalle c’è il buon risultato della passata stagione e siamo pronti a lanciare una nuova campagna con pacchetti ad hoc per le famiglie, i giovani e i turisti disabili o con esigenze speciali: la neve del Piemonte è per tutti.”.
Per attrarre un numero sempre maggiore di turisti, italiani e stranieri, senza trascurare gli stessi piemontesi, torna la campagna di proposte-pacchetto a prezzi vantaggiosissimi, già sperimentata con successo nei mesi primaverili ed estivi.
"Benvenuti a casa nostra" propone 160 pacchetti validi fino al 31 marzo 2010, dedicati a città d’arte e cultura, enogastronomia, terme e benessere, montagna e neve, a partire da 25 € a persona per notte, con colazione e 2 bimbi gratis fino ai 12 anni.
Il target di riferimento è quello delle coppie e delle famiglie, ma anche del turista individuale e dei giovani e sono numerosissimi gli omaggi e i plus per chi usufruirà delle offerte predisposte dagli hotel piemontesi, tra piccole attenzioni e cortesie utili e simpatiche.
Dallo skipass per una o due persone, alla bottiglia di Dolcetto Doc; dal pranzo al sacco a base di specialità occitane fino al cestino di mele locali biologiche o al sacchetto di nocciole di Langa. Oppure, la frutta fresca in camera all’arrivo, l’utilissima Torino Piemonte card valida due giorni per l’ingresso ai musei, e ancora: un piatto in ceramica tipica, una cena omaggio, la tessera sconto per l’outlet, il vino in camera per due o la fetta di torta di accoglienza, un trattamento benessere e molte altre proposte tutte da scoprire.
Tanti anche i pacchetti ad hoc pensati per i più giovani nella Snowtribe, la community virtuale sul sito www.piemonteitalia.eu, e le proposte per una neve accessibile e senza limiti su www.turismabile.it
Tra gli eventi sportivi più attesi della stagione partito, anche, il conto alla rovescia per i Campionati Mondiali di Pattinaggio di Figura, attesi dal 22 al 28 Marzo 2010 al Palavela di Torino, disciplina che da un’indagine Econstat risulta la più forte motivazione di viaggio per il pubblico femminile giovane.
Per quanto riguarda le operazioni di marketing, al via da dicembre [prima non era meglio, a dicembre le settimane bianche sono in gran parte ormai decise...]la campagna media sulle principali testate nazionali e internazionali, televisive, web e della carta stampata.
Sul fronte dei co-marketing la stagione invernale 2009-2010 vede, invece, accanto all’incremento dei collegamenti aerei grazie agli accordi con Ryanair e Alitalia, nuove e importanti azioni sui mercati stranieri, in particolare Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Russia, oltre che suoi nuovi mercati di Israele e Corea del Sud.
Una campagna mirata, che evidenzia le eccellenze della destinazione Torino e Piemonte – in particolare City Break e montagna invernale - si concentra sull’area metropolitana di Parigi, grazie all’accordo con City BreakArtesia che propone i prodotti ferroviari di Artesia relativi alla tratta Parigi-Lione-Bardonecchia-Oulx-Torino sotto forma di pacchetti turistici. Collaborazione già collaudata lo scorso anno e che, con ben 18.000 biglietti venduti, ha avuto un ottimo riscontro. L’accordo è stato rafforzato da una campagna di affissione nella Metrò di Parigi, promozione sulla stampa, campagna web.
In Gran Bretagna il co-marketing riguarda TUI SKI, tour operator leader che, con oltre 1000 agenzie di viaggio affiliate, si pone come primo tour operator per il prodotto montagna invernale (14 mila passeggeri portati in Piemonte nella stagione 2008/2009). La pianificazione prevede un’ampia campagna: direct marketing/e-mail news a circa 200.000 clienti TUI SKI, pagine dedicate nei cataloghi “Winter 09/10”, presenza promozionale online e press tour.
Lo sviluppo e fidelizzazione del mercato statunitense sono affidate all’accordo con World on Skis di Central Holidays, tour operator specializzato sulle vacanze-neve, con una intensa pianificazione di promozione su catalogo e online tramite invii mail e campagne web, ma anche formazione ed educational tour per gli agenti di viaggio affiliati e attività di pubbliche relazioni.
Il prodotto montagna invernale - con focus su città d’arte, shopping ed enogastronomia - è ancora l’elemento trainante dell’articolato il piano di azioni mirate al mercato russo. Tre i grandi operatori coinvolti: Art Travel, Jet Travel, Pack Group e Ascent Travel, con operazioni di consolidamento contatti, formazione degli agenti, miglioramento della conoscenza del prodotto Piemonte, campagne stampa. pubblicitarie radiofoniche, web e su cataloghi e riviste.
Israele e Corea del Sud completano la panoramica dei co-marketing per la stagione invernale 2009-2010, rispettivamente in collaborazione con Ophir Tours, che ha già all’attivo oltre mille sciatori portati sulle montagne piemontesi, e Hanatour, la più importante azienda turistica dell’area asiatica e oceanica.
Tornando alla partnership con Alitalia l’accordo prevede a partire dal 15 dicembre, 4 nuove rotte internazionali verso Torino-Caselle da Amsterdam, Berlino, Mosca e Istanbul; mentre con Ryanair per la stagione invernale 2009-2010 sono stati potenziati i collegamenti da Londra, Brussels, Barcellona e Trapani, a cui si sommano 5 voli da Bristol, Dublino, Glasgow, East Meadland e la novità di Stoccolma. Anche dall’aeroporto di Cuneo-Levaldigi dal 19 dicembre Ryanair opererà collegamenti bisettimanali da Londra-Stansted.
Infine, ai blocchi di partenza dal 15 dicembre 2009 anche il nuovo portale www.piemonteneve.com, realizzato in sinergia tra Regione Piemonte e ARPIET, l’associazione che riunisce i gestori degli impianti di risalita.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=91&ID_articolo=1101&ID_sezione=&sezione=

mariocesare
November 14th, 2009, 09:09 AM
Io aggiungerei anche la qualità della vita: prendiamo il mio caso, ho studiato ingegneria chimica, con orientamento ambientale. Il grosso delle industrie chimiche in Italia si trova in Lombardia, a Torino nel mio campo la tradizione accademica è importante ma non ci sono sbocchi enormi: ............

Non per fare sempre il bastian contrari, posso anche essere d'accordo che a Torino la qualità della vita possa essere migliore per uno studente, ma a meno che non si voglia entrare in mamma Fiat o equiparati, Torino non offre NULLA come sbocco, lo zero assoluto.

A Milano e in Lombardia ci sono MOLTE più possibilità, per chi vuole fare qualcosa di diverso che Auto e Camion.

C'e' da dire che con Chrysler si stanno aprendo ottimi sbocchi per i migliori (quindi non io :cry:)

dreaad
November 14th, 2009, 10:41 AM
^^ non sono d'accordo. in ambito ingegneristico torino offre ben più dell'automotive attualmente.

fabrik
November 14th, 2009, 01:22 PM
e perche' non espandersi anche fuori dal piemonte? collaborare con il polimi permetterebbe a torino di intercettare anche realta' imprenditoriali lombarde... non capisco questo scetticismo...

Mi pare ingenuo.

In Lombardia hanno oltre ad un ottimo Politecnico altre 12 università, molte delle quali di livello molto buono (almeno per gli standard italiani).

Se le imprese lombarde hanno voglia/necessità di collaborare con il mondo accademico non hanno che l'imbarazzo della scelta, in loco.

Allo stesso tempo, rigirando la frittata , dando corda alla retorica MITO con I suoi ¾ d'ora di treno (più teorici che pratici) , volendo , “siamo già a Milano”, basterebbe un po' di promozione mirata.

----------


Per il resto, una ipotetica “fusione” in termini concreti cosa comporterebbe?

- A livello gestionale-organizzativo-amministrativo i numeri dicono che Polito funziona meglio, quindi si rischia seriamente di peggiorare , visto che ci si può scordare che i lumbard consegnino la governance ai colleghi torinesi

- Da un punto di vista accademico-scientifico, la collaborazione sarebbe una cosa ottima per entrambi.. ma c'è bisogno di fondersi per questo?

Non mi pare.. al giorno d'oggi , la regola nei progetti di ricerca è la strettissima collaborazione tra università diverse (oltre che imprese , enti governativi ecc.) distanti anche migliaia di km tra loro..

da un punto di vista formativo , già oggi esistono articolati progetti di collaborazione tra atenei diversi : scambi di prof. , scambi di studenti , titoli congiunti

- Per il territorio nostrano , una fusione avrebbe come conseguenza una razionalizzazione dei percorsi formativi e di ricerca svolti in loco , pregiudicando il percorso di diversificazione economica del territorio visto che , per forza di cose, i settori in cui il Polito è più forte sono legati a filoni industriali storici e consolidati , a partire da meccatronica , automotive e aerospaziale e si rischia di veder allontanarsi cose tipo nanotech , biotech , biomedicale , nuovi materiali, ecc. che rappresentano il futuro , che piaccia o meno.

- Per l'Italia : una delle chiavi di sviluppo è la competizione.. se i 2 principali Politecnici di un paese chiuso in se stesso e autoreferenziale come il nostro si fondono si va a creare una sorta di monopolio interno che non può portare a nulla di buono.. guardate la Fiat.. il declino che ha portato il gruppo sull'orlo del baratro (fino all'arrivo di San Marpionne) è iniziato il giorno in cui è diventata l'unico produttore nazionale.


Invece di pensare a chissà quali improbabili alchimie urbanistico-filosofiche con Milano , molto banalmente , a mio avviso , il Poli non deve far altro che percorre la strada che sta già facendo , con successo , da anni.. i margini di crescita ci sono e sono ancora elevati.

dreaad
November 14th, 2009, 10:44 PM
^^ quoto assolutamente :okay:

fabrik
November 15th, 2009, 04:50 PM
Finmeccanica gestirà l'istituti tecnico superiore Grassi :eek:
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-15/2009111514223904.pdf

fabrik
November 15th, 2009, 05:06 PM
Luci alla ribalta per il giorno del "sì"

Dopo la Mole e Palazzo Madama, ci si potrà sposare anche al Carignano


MARCO ACCOSSATO

TORINO
Il giorno del primo «sì» sarà il 14 febbraio 2010, San Valentino. E non poteva esserci data diversa. Luci della ribalta sui fiori d’arancio. Dopo La Mole, dopo Palazzo Madama e la Sala Marmi di Palazzo Civico, Torino apre ai futuri sposi anche le porte del rinato Teatro Carignano.

Evento e scenografia. Suggestioni memorabili. Le coppie - porte aperte anche ai turisti - potranno scegliere il palco del Carignano per le nozze civili, e festeggiare poi con gli invitati nella magnifica sala Colonne. Le cerimonie sono previste il sabato pomeriggio e la domenica mattina, «compatibilmente - spiega l’assessore ai Servizi civici, Michele Dell’Utri - con le esigenze di allestimenti e prove delle compagnie».

Non sarà soltanto scenografia, freddo allestimento. Giochi di luce illumineranno la coppia, i testimoni e il celebrante come i protagonisti di una pièce. E grazie a un accordo con la scuola del Teatro Stabile, prima o dopo la cerimonia il teatro sarà davvero teatro con un’offerta agli sposi: andranno in scena stralci di rappresentazioni dedicate all’amore.

Michele Dell’Utri: «L’affezione dei cittadini torinesi nei confronti del Teatro Carignano è indiscussa. E’ un luogo fonte d’emozione che ben si coniuga con un matrimonio, momento di rara bellezza, momento d’arte». Ancora da stabilire il prezzo dell’affitto, rappresentazione teatrale compresa, catering escluso. La cifra potrebbe essere uguale - o poco superiore - a quella stabilita per sposarsi sulla Mole o a Palazzo Madama.

Plaude intanto all’iniziativa anche la presidente della Fondazione Teatro Stabile, Evelina Christillin: «I matrimoni al Carignano - dice - rappresentano un’occasione per avvicinare ulteriormente questo luogo storico ai cittadini che lo amano da sempre moltissimo, come ha dimostrato il successo della sottoscrizione volontaria effettuata per la recente ristrutturazione dell’edificio».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/88771/

fabrik
November 15th, 2009, 05:10 PM
CODE DAVANTI AI CINEMA - ANCHE SENZA GROSSI NOMI IL FESTIVAL PIACE

Spazio a registi e attori giovani poco divi e stasera arriva Charlotte Rampling

LUCA INDEMINI TIZIANA PLATZER

TORINO
Ci siano in giro le star o attori e registi di fama minore, al pubblico proprio non gliene importa. L’anno passato circolavano Oliver Stone e Roman Polanski, nelle edizioni precedenti pure Wim Wenders e Claude Chabrol, e le sale erano piene dal tardo pomeriggio del primo sabato festivaliero. Ieri l’unica attesa su cui far montare la febbre da grandi nomi era per Charlotte Rampling, eppure le code si sono formate. Puntuali, rigorose come sempre.

E sarebbe stata una scommessa complicata puntare su quanti degli spettatori in fila davanti al Massimo intorno alle 18 per il film in concorso «La nana» del cileno Sebastian Silva, al Greenwich in contemporanea per la retrospettiva di Nicholas Ray e all’Ambrosio, esaurito già alle 14,30 per la pellicola sulla gioventù di Lennon, aspettassero con ansia la strepitosa protagonista de «Il portiere di notte».

Sicuro ci sarà ressa stasera alle 20 all’Ambrosio 2 quando comparirà in sala per presentare «Max, mon amour» di Nagisa Oshima, ma non sarà questo evento a far oscillare le presenze del primo weekend del Tff. La Rampling a Torino solo oggi, e domani già in partenza: solo a una veloce toccata e fuga dopo una notte al Principi di Piemonte. E sull’onda del fascino, che di sicuro l’attrice inglese porta in questa ventisettesima edizione, il festival dà spazio anche ai belli&possibili. Attori e registi.

Tutti giovani, tutti uomini, tutti avvicinabili. Perché è innegabile che Louis-Ronan Choisy, il giovane protagonista con Isabelle Carré della pellicola «Le refuge» di François Ozon (proiettato ancora oggi alle 14 all’Ambrosio 1 e domani al Nazionale alle 20,15) attizzi l’occhio del pubblico femminile. Di tutte le età. Lui, musicista prestato al set, ha i crismi del fascinoso sensibile e d’animo creativo, alla sua prima prova cinematografica: interpreta il ruolo di un omosessuale che per la prima volta fa l’amore con una donna in attesa di un figlio. E questa gravidanza lo renderà padre, perché la ragazza gli lascerà la figlia appena nata. «Questo film è stata una grande esperienza, Ozon è riuscito a farmi mettere completamente a nudo davanti alla cinepresa, con le mie fragilità», ha detto ieri nell’incontro al Circolo dei Lettori. «Ma torno a fare il musicista pop, ispirato a David Bowie e Lou Reed».

Poco dopo si è dato il cambio con Aaron Johnson, il diciannovenne biondino, dolce e dall’aria per bene, che in «Nowhere boy» è Lennon. Certo il fatto che sia fidanzato con la regista quarantenne Sam Taylor Wood raffredda un po’ gli animi femminili. Sul fascino se la gioca forte anche Elio Germano, che oggi sarà alle 12,30 al Circolo dei Lettori e alle 18,15 all’Ambrosio con Antonio Catania per la presentazione del film «La bella gente» di Ivano De Matteo, che vede protagonista Monica Guerritore.

Lei però non sarà della partita torinese. Davanti al Massimo si aggira un altro giovane esordiente, decisamente di lusso. E’ Adrian Biniez, 25 anni, molto easy nel porsi, volato a Torino da Buenos Aires e Orso d’Argento alla Berlinale di quest’anno con «Gigante», proiettato ieri davanti a una platea gremita: «E’ una gioia essere al Film Festival. Torino è una sorpresa, è una città mitteleuropea, diversa da come mi aspettavo l’Italia. Ho visitato il Museo del Cinema, strepitoso».

E sulla città ha aperto ieri pomeriggio al Massimo il suo primo intervento Susan Ray, vedova di Nicholas Ray e ospite della retrospettiva a lui dedicata: «Arrivando in aereo ho osservato le montagne avvolte dalle nuvole e mi sono detta: “Torino deve essere una città stupefacente”». Anticipando la proiezione di «In a lonely place» ha dichiarato: «Rivedere i film di mio marito in questa occasione, è stato il modo per capire meglio l’uomo che ho amato».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/torino-film-festival/speciale/articolo/lstp/88791/

fabrik
November 15th, 2009, 05:15 PM
Boom di iscritti: "Torino capitale dell'università"

La corsa alle lauree. 1500 studenti guadagnati sul 2008

Il successo di Ateneo e Politecnico: più 8%. «Ci scelgono perchè siamo un polo di qualità»

ANDREA ROSSI

TORINO
Ci avevano detto che i giovani sono sempre di meno, e che sempre meno si iscrivono all’università. Era la verità, ma non a Torino. Qui c’è l’Italia capovolta: diciannovenni in continuo calo ma universitari in costante aumento; due atenei che si espandono da anni. L’autunno della grande crisi non ha invertito la rotta, anzi, l’ha plasmata, resa una tendenza consolidata. Torino guadagna quasi 1.500 nuove matricole, l’otto per cento in più rispetto all’anno precedente, un balzo in avanti prepotente e in controtendenza rispetto agli scenari nazionali.

Università o Politecnico stavolta fa veramente poca differenza: l’una cresce dell’8 per cento, l’altro del 7,5, ma se si scorporano le facoltà a numero chiuso - con ingressi bloccati il più delle volte da leggi nazionali - la crescita è ancora più massiccia: in via Po il rettore Ezio Pelizzetti si frega le mani e guarda quel 13 per cento in più di diplomati che hanno scelto uno dei corsi di laurea ad accesso libero: Agraria, Lettere, Scienze. Al «Poli», esclusi i numeri programmati di Architettura la crescita è del 10 per cento. Il paradosso è che la facoltà che più cresce - la II di Ingegneria, più 32 per cento - è quella di Vercelli che l’anno prossimo sarà smantellata. Una beffa.

«I numeri ci dicono che ormai Torino a livello nazionale, e non solo, è considerata un polo universitario di qualità», analizza Pelizzetti. Vero, ma c’è un altro fattore, e secondo molti quest’anno ha inciso non poco: ai tempi della grande crisi l’università si scopre bene rifugio. Trovare lavoro è un’impresa e le famiglie sono disposte anche a dissanguarsi pur di assicurare ai figli un domani più agevole. Molti - a torto o ragione - credono che il futuro sia qui. «Da famiglie e studenti ci è giunto un enorme attestato di fiducia. Investire in formazione, oggi, non è investire su un pezzo di carta. È importante dove ci si laurea - racconta il rettore del Politecnico Francesco Profumo -. Ecco perché Torino cresce».

Secondo il ministero dell’Università Torino, con Milano, è la migliore città universitaria d’Italia: all’ombra della Mole sorgono il secondo e l’ottavo ateneo del Paese per qualità; nel capoluogo lombardo il terzo e il sesto. Gli studenti sembrano dar credito a quella classifica: «È possibile che la graduatoria pubblicata in estate abbia influito», ammette Pelizzetti. Resta un interrogativo. In una Regione sempre più a corto di giovani, com’è possibile che gli universitari crescano? Aumenta la quota di chi si iscrive, ma è solo un frammento di realtà. Quel che sta crescendo a ritmi notevoli sono le matricole non residenti in Piemonte. «Ai test d’ingresso per Medicina ci siamo quasi spaventati», conferma Pelizzetti. «Il 35 per cento dei candidati s’era diplomato fuori dal Piemonte». All’Università uno studente su cinque non è piemontese, e di questa fetta il 6 per cento proviene dall’estero. Numeri che si moltiplicano al «Poli», una babele dei tempi moderni: ragazzi da 72 paesi, uno su dieci è straniero, uno su quattro è residente fuori dal Piemonte.

C’è di che sorridere: «Torino non è molto comoda dal punto di vista logistico. Se i ragazzi la scelgono è perché ci vengono riconosciute qualità» sostiene Pelizzetti. C’è un capitale di quasi 30 mila giovani che ha scelto questa città per il suo futuro. Si portano appresso speranze e sono linfa vitale per il territorio. Forse



http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/88811/

Ottimo! :banana:

laurentius87
November 15th, 2009, 06:05 PM
Vero.

Però la cosa fa rabbia in modo particolare perchè San Paolo aveva performance migliori di Intesa, GTT è meglio gestita di ATM, Polito è più internazionalizzato, più aperto alle imprese e più performante nella raccolta di fondi privati ed è posizionato meglio nella maggior parte dei ranking rispetto a Polimi.

In questi casi, "più grande" non vuol dire migliore, anzi.. vuol dire "solo" avere un bacino d'utenza maggiore.

Negli articoli che ho letto negli ultimi giorni su Polito-Polimi si punta molto sul discorso "super-ateneo da 80.000 studenti".. "metà degli ingegneri o architetti italiani si laureano a Milano o Torino".. ma scusate tanto.. chissenefrega?

In campo di università o ricerca è importante la qualità, non la quantità.

Potrei capire la volontà di fusione se Polito fosse in crisi, ma mi pare che Polito stia andando molto bene in questi anni.. sempre più imprese vogliono collaborare, gli studenti crescono di anno in anno , sempre più stranieri , la cittadella che avanza..

perchè si vuole mettere mano a un giocattolo che funziona benissimo?

Ho la sensazione che l'ambizione di Profumo stia diventato controproducente per il Politecnico e la città , se continua su questa linea.

Appunto, c'è questa ossessione delle fusioni riguardo a cose che funzionavano già bene (SettembreMusica, il Politecnico, magari il Salone del Libro...) senza che a Torino venga un apporto significativo da Milano.

Allora facciamo il MiTo delle produzioni televisive, visto che il glorioso centro Rai di Torino è sottoutilizzato a tutto vantaggio di quello di Milano (in quanto sponsorizzato dalla Lega), sia per la radio sia per la tv: e che ci sia, casomai, una collaborazione anche 'a senso inverso'. Se invece l'obiettivo è condividere tutte iniziative torinesi di successo diventando i fratelli minori di Milano, sinceramente il progetto non mi interessa.

P.S. Torino e Milano non potranno mai (ma tra l'altro perché dovrebbero?) diventare un'unica città, questa mania deve finire. Sono due città diverse, vicine, che possono e devono collaborare, ma NON a costo di vedere l'una assorbire tutte le funzioni strategiche e l'altra ridursi a sobborgo a distanza di tav.

mariocesare
November 15th, 2009, 06:37 PM
^^ non sono d'accordo. in ambito ingegneristico torino offre ben più dell'automotive attualmente.

L'unica cosa che mi viene in mente e' la Telecom. Sono ignorante in materia, magari dico una cavolata, ma mi sa tanto di atmosfera ammuffita.

Per il resto, non mi viene in mente null'altro, di considerevole. (Anzi, aggiungo Alenia, per correttezza).

Io del Poli ricordo con il massimo del piacere i laboratori di Pneumatica del Prof. Belforte, dove mettevi le mani nei componenti meccanici. Per me il riferimento non sono le università di vattelapesca, ma quelle tedesche, in cui la parte pratica equivale se non supera quella teorica. Temi: pneumatica, idraulica, motori termici, tecnologia, saldature, materiali sinterizzati, trattamenti termici, fatica, ecc ecc solo per parlare del ramo meccanica (DA QUEL POLITECNICO ATTUALMENTE ESCE GENTE CHE NON CONOSCE NEPPURE IL DIAGRAMMA FERRO CARBONIO :ohno:)

Non mi si venga a dire che non ci sono soldi per i laboratori: con quello che si paga di tasse scolastiche, ci vuole niente a fare un accordo con le ferrovie garantendo una certa mole di traffico, e ottimizzare tra Torino e Milano i costosissimi laboratori

Odin Eidolon
November 15th, 2009, 06:42 PM
P.S. Torino e Milano non potranno mai (ma tra l'altro perché dovrebbero?) diventare un'unica città, questa mania deve finire. Sono due città diverse, vicine, che possono e devono collaborare, ma NON a costo di vedere l'una assorbire tutte le funzioni strategiche e l'altra ridursi a sobborgo a distanza di tav.

ti riferisci anche ad affermazioni tipo questa: "Torino potrebbe diventare un hinterland milanese"?

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/81141/

laurentius87
November 15th, 2009, 07:16 PM
ti riferisci anche ad affermazioni tipo questa: "Torino potrebbe diventare un hinterland milanese"?

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/81141/

per esempio! ma è un concetto strisciante abbastanza presente

Icopix
November 15th, 2009, 08:15 PM
ti riferisci anche ad affermazioni tipo questa: "Torino potrebbe diventare un hinterland milanese"?

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/81141/


per esempio! ma è un concetto strisciante abbastanza presente

Avevo già letto un precedente riferimento a questo articolo; son andato a leggermelo, e sinceramente non sono rimasto negativamente colpito dalla locuzione "Torino hinterland di Milano"

Mi piace vederla anzi, come una sconfitta di una certa mentalità milanese arrogante ed accentratrice, per capirci la tanto decantata "capitale morale d' Italia", quella del «Tutt el mond a l'è paes, a semm d'accòrd, ma Milan, l'è on gran Milan.»

Peccato che a Torino si viva meglio, è più economica ed è sempre più vicina

mariocesare
November 15th, 2009, 08:18 PM
Avevo già letto un precedente riferimento a questo articolo; son andato a leggermelo, e sinceramente non sono rimasto negativamente colpito dalla locuzione "Torino hinterland di Milano"

Mi piace vederla anzi, come una sconfitta di una certa mentalità milanese arrogante ed accentratrice, per capirci la tanto decantata "capitale morale d' Italia", quella del «Tutt el mond a l'è paes, a semm d'accòrd, ma Milan, l'è on gran Milan.»

Peccato che a Torino si viva meglio, è più economica ed è sempre più vicina

E' un confronto trito e ritrito, per il quale gia quando mi sono iscritto a SSC ho avuto un "rilevante" scambio di opinioni con un mod milanese :D; quello che e' certo però e' che la classe dirigente, politica, economica, culturale Torinese e' molto migliore di quella Milanese, attualmente.

Sono molto tentato di aprire un poll sul gradimento dei personaggi torinesi vs quelli milanesi, mi piacerebbe fosse senza nessun commento, ma sarebbe chiuso gia alla prima pagina :D

arouet
November 15th, 2009, 09:56 PM
E' un confronto trito e ritrito, per il quale gia quando mi sono iscritto a SSC ho avuto un "rilevante" scambio di opinioni con un mod milanese :D; quello che e' certo però e' che la classe dirigente, politica, economica, culturale Torinese e' molto migliore di quella Milanese, attualmente.

Sono molto tentato di aprire un poll sul gradimento dei personaggi torinesi vs quelli milanesi, mi piacerebbe fosse senza nessun commento, ma sarebbe chiuso gia alla prima pagina :D
Da Torinese Doc che ha vissuto per molti anni a Milano non mi sento di dire quale città sia meglio, sicuramente posso dire che sulla qualità dell'aria, sul traffico, sul degrado delle periferie, sui trasporti pubblici, sulle ciclabili e su molte altre cose è un pareggio tra due squadre in zona retrocessione.
Non auspico da parte di Torino nessuna fusione con Milano, perchè non ne vedo nessuno stimolo. Meno che mai la fusione di due poli universitari di eccellenza.
Per sopravvivere Torino deve guardare oltre le Alpi piuttosto che oltre il Ticino.

mariocesare
November 15th, 2009, 10:18 PM
Per sopravvivere Torino deve guardare oltre le Alpi piuttosto che oltre il Ticino.

Su questo, non c'e' dubbio, direi che lo sta facendo egregiamente, l'unico intoppo e' la TAV.

Per il resto, a me il solito complesso di inferiorità e la paura dei milanesi mi danno fastidio, le iniziative comuni possono essere vantaggiose per entrambi basta avere abili amministratori e saperli valutare da parte nostra.

dreaad
November 16th, 2009, 01:36 AM
L'unica cosa che mi viene in mente e' la Telecom. Sono ignorante in materia, magari dico una cavolata, ma mi sa tanto di atmosfera ammuffita.

Per il resto, non mi viene in mente null'altro, di considerevole. (Anzi, aggiungo Alenia, per correttezza).

Io del Poli ricordo con il massimo del piacere i laboratori di Pneumatica del Prof. Belforte, dove mettevi le mani nei componenti meccanici. Per me il riferimento non sono le università di vattelapesca, ma quelle tedesche, in cui la parte pratica equivale se non supera quella teorica. Temi: pneumatica, idraulica, motori termici, tecnologia, saldature, materiali sinterizzati, trattamenti termici, fatica, ecc ecc solo per parlare del ramo meccanica (DA QUEL POLITECNICO ATTUALMENTE ESCE GENTE CHE NON CONOSCE NEPPURE IL DIAGRAMMA FERRO CARBONIO :ohno:)

Non mi si venga a dire che non ci sono soldi per i laboratori: con quello che si paga di tasse scolastiche, ci vuole niente a fare un accordo con le ferrovie garantendo una certa mole di traffico, e ottimizzare tra Torino e Milano i costosissimi laboratori


i neo assunti nelle piccole-medio imprese, parlo in ambito IT che lo conosco meglio, costituiscono in assoluto la maggioranza degli ingegneri appena laureati.

ma penso che anche in ambito meccanico sia così.

dreaad
November 16th, 2009, 08:30 AM
PROPOSTA: UNA RASSEGNA ANNUALE DI MODA COME PER MILANO, FIRENZE, ROMA
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-11/2009111114184318.pdf


NUOVI DISSUASORI E NUOVO LOOK PER I DEHOR IN VIA LAGRANGE
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-06/2009110614141160.pdf


PANNELLI SOLARI, COIBENTAZIONE MURI E RISTRUTTURAZIONE IMPIANTI TERMICI PER IL CONSERVATORIO DI PIAZZA BODONI
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-06/2009110614140923.pdf


SLITTA IL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DEGLI STABILI OCCUPATI DAI CENTRI SOCIALI
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-10/2009111014175399.pdf


MUSICA ED SMS PER PIAZZALE VALDO FUSI
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-06/2009110614141023.pdf

mi sembra una buona idea.


PER L'ASSESSORE ALTAMURA PRESENZE TURISTICHE IN AUMENTO QUEST'ANNO RISPETTO ALL'ANNO SCORSO
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-06/2009110614140903.pdf


SOTTOPASSO PIAZZA DERNA: PROBLEMI BUROCRATICI PER I FINANZIAMENTI. SI PARTE NON PRIMA DEL PROSSIMO ANNO
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-06/2009110614144665.pdf


CHIUDERE BASSE DI STURA DEFINITIVAMENTE SIGNIFICA AUMENTARE LA TARSU DEL 30%
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-12/2009111214193725.pdf
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-14/2009111414216351.pdf



QUARTIERE LANCIA 2: I CITTADINI LAMENTANO LA SCARSITA' DI NUOVI SERVIZI
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-12/2009111214193778.pdf

si parla di 2 nuove torri di 20 piani. come fanno ad essere meno alte del grattacielo lancia che ne ha 16?

L'EVOLUZIONE DEI MURAZZI DALLE VECCHIE RIMESSE DELLE BARCHE A GRANDE POLO DEL DIVERTIMENTO ODIERNO
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-12/2009111214188992.pdf


SILICON VALLEY MADE IN TORINO
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-10/2009111014169981.pdf
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-12/2009111214188458.pdf

kiob
November 16th, 2009, 08:32 AM
Per sopravvivere Torino deve guardare oltre le Alpi piuttosto che oltre il Ticino.

^^^^
:applause::applause::applause::applause::applause::applause::applause:

:cheers::cheers::cheers:

dreaad
November 16th, 2009, 08:44 AM
pensavamo fosse defunta invece aveva solo traslocato...


NUOVO SITO RASSEGNA STAMPA CENTRO ESTERO

http://nuovarassegna.dialogicnet.com/ceip/utenti.php

Riobasco
November 16th, 2009, 09:05 AM
:applause: :cheers:

OT: bello il tuo nuovo avatar, Kiob! :)

fabrik
November 16th, 2009, 10:27 AM
pensavamo fosse defunta invece aveva solo traslocato...


NUOVO SITO RASSEGNA STAMPA CENTRO ESTERO

http://nuovarassegna.dialogicnet.com/ceip/utenti.php


grazie!

fabrik
November 16th, 2009, 10:30 AM
non si è ancora capito chi è che ospiterà gli MTV EMA 2010

fabrik
November 16th, 2009, 10:38 AM
Appunto, c'è questa ossessione delle fusioni riguardo a cose che funzionavano già bene (SettembreMusica, il Politecnico, magari il Salone del Libro...) senza che a Torino venga un apporto significativo da Milano.



Il tema dell'expo (copiato pedestremente da quello previsto per la candidatura nostrana) sembra tagliato apposta per tenere l'edizione 2015 di Slow Food-Terra Madre a Rho , e poi visto che è già lì..

SimoTO
November 16th, 2009, 10:50 AM
Il tema dell'expo (copiato pedestremente da quello previsto per la candidatura nostrana) sembra tagliato apposta per tenere l'edizione 2015 di Slow Food-Terra Madre a Rho , e poi visto che è già lì..

ma cazzo. perchè invece non funziona mai al contrario? visto che c'è l'alta velocità, una cosa di milano si può spostare a torino. Tanto ci si arriva in un'ora.

Voglio un muro alto 30 metri sul ticino.

kiob
November 16th, 2009, 12:31 PM
OT: bello il tuo nuovo avatar, Kiob! :)

Grazie, non ti dirò mai chi mi ha dato l'ispirazione..... :lol:

però presto tornerò a quello ufficiale.
quello nuovo l'ho trovato sulla rete, quello vecchio è parte integrante della mia famiglia, quindi tornerà al suo posto.

laurentius87
November 16th, 2009, 12:56 PM
Il tema dell'expo (copiato pedestremente da quello previsto per la candidatura nostrana) sembra tagliato apposta per tenere l'edizione 2015 di Slow Food-Terra Madre a Rho , e poi visto che è già lì..


Appunto! I miei non sono complessi o timori infondati, ma semplici riflessioni che si basano su dati acquisiti.

Si sono messi o si vogliono mettere in comune con Milano eventi/soggetti che funzionavano benissimo a Torino (SettembreMusica, il Politecnico ecc.), senza guadagnare granché.

Ripeto, vogliamo fare un MiTo per le produzioni RAI? Oppure siamo destinati a subire i capricci della Lega che vogliono concentrare tutto a Milano?

Perché appunto, il rischio è che il Salone del gusto, il Salone del libro, e poi chissà che altro diventino prima MiTo e poi solo Mi. Senza To.

(fabrizio)
November 16th, 2009, 01:02 PM
questo succede anche perché i nostri governanti non li mandano a stendere. GTT-ATM é fallita non perché non lo volessero Chiampa&Co, ma per motivi legali - se non erro.

Il salone del libro, Terra Madre, il Salone del Gusto, Eataly, il Poli, e via dicendo, SONO e DEVONO restare torinesi. sta a noi far si che succeda.

superciuck
November 16th, 2009, 01:11 PM
questo succede anche perché i nostri governanti non li mandano a stendere. GTT-ATM é fallita non perché non lo volessero Chiampa&Co, ma per motivi legali - se non erro.

Il salone del libro, Terra Madre, il Salone del Gusto, Eataly, il Poli, e via dicendo, SONO e DEVONO restare torinesi. sta a noi far si che succeda.

Eataly sta alla volonta dell'imprenditore...e di eventuali partner piemontesi che come sempre latitano all'occorrenza... Salone del gusto, libro e terra madre ormai li vedo fortemente legati al territorio, non credo si debba aver paura di eventuali trasferte....certo che se milano "percepisce" la nostra paura, allora il suo istinto di preda sara' difficile da fermare...suvvia un po piu' di coraggio!!!! settembre musica mi pare ne sia uscita bene dal mito...purtroppo se a torino gli sponsor latitano (e non perche' non circolano soldi) bisogna rivolgersi altrove e trovare se il caso queste forme di collaborazioni....

mariocesare
November 16th, 2009, 02:04 PM
Il tema dell'expo (copiato pedestremente da quello previsto per la candidatura nostrana) sembra tagliato apposta per tenere l'edizione 2015 di Slow Food-Terra Madre a Rho , e poi visto che è già lì..

Atteggiamento sbagliatissimo.

Il tema dell'expo sembra tagliato apposta per far venire a Torino a vedere il Salone del gusto i visitatori dell'expo (che avrà un taglio elogiativo dell'expo di Milano, ovviamente), approfittando di tariffe agevolate della nuova linea AV

superciuck
November 16th, 2009, 02:12 PM
Atteggiamento sbagliatissimo.

Il tema dell'expo sembra tagliato apposta per far venire a Torino a vedere il Salone del gusto i visitatori dell'expo (che avrà un taglio elogiativo dell'expo di Milano, ovviamente), approfittando di tariffe agevolate della nuova linea AV

:applause::applause:

ma questo non lo puoi fare se non instauri un intelligente rapporto di collaborazione con milano, no si deve restare paralizzati dalla "sindrome da scippo"...e lo dice uno che con milano e l'atteggiamento di molti suoi cittadini anche su questo forum non e' mai stato molto tenero...

derit
November 16th, 2009, 02:58 PM
Atteggiamento sbagliatissimo.

Il tema dell'expo sembra tagliato apposta per far venire a Torino a vedere il Salone del gusto i visitatori dell'expo (che avrà un taglio elogiativo dell'expo di Milano, ovviamente), approfittando di tariffe agevolate della nuova linea AV

certo nel mondo dei sogni...
La storia dovrebbe insegnarci tante cose...

Odin Eidolon
November 16th, 2009, 03:28 PM
[...] si deve restare paralizzati dalla "sindrome da scippo" [...]

Non mi sembra che la "sindrome da scippo" sia solo una paranoia.. piuttosto una reazione a un ripetersi di avvenimenti...

superciuck
November 16th, 2009, 05:06 PM
Non mi sembra che la "sindrome da scippo" sia solo una paranoia.. piuttosto una reazione a un ripetersi di avvenimenti...

se ci vogliamo consolare possiamo vederla cosi' ma se non ci sono stati imprenditori con la voglia e gli attributi per rilevare Seat, Telecom, Olivetti e altre importanti realta' locali la colpa forse e' anche dell'immobilismo e della scarsissima propensione al rischio degli imprenditori locali (che i soldi li hanno e preferiscono farli fruttare in lidi piu' sicuri)...

(fabrizio)
November 16th, 2009, 06:03 PM
@Mariocesare: questo sarebbe l'atteggiamento intelligente, ma quanto a recettività turistica Torino latita abbastanza.

fabrik
November 16th, 2009, 08:03 PM
Atteggiamento sbagliatissimo.

Il tema dell'expo sembra tagliato apposta per far venire a Torino a vedere il Salone del gusto i visitatori dell'expo (che avrà un taglio elogiativo dell'expo di Milano, ovviamente), approfittando di tariffe agevolate della nuova linea AV

Uno scenario (ipotetico) non è un atteggiamento.

Nel caso specifico, essendo Slow Food biennale , non è previsto alcun Slow Food tradizionale nel 2015 , bensì nel 2014 e nel 2016.

fabrik
November 16th, 2009, 08:09 PM
Rossignolo acquista il marchio De Tomaso

Gianmario Rossignolo

Nella produzione, che a regime è prevista di 8.000 vetture, saranno coinvolti i lavoratori dello stabilimento ex Pininfarina


La società Iai, Innovation in Auto Industry S.p.A., che fa capo all’imprenditore Gian Mario Rossignolo, ha siglato un accordo preliminare per l’acquisizione del marchio De Tomaso.
Dopo la firma dell’accordo preliminare, avvenuta giovedì 12 novembre, l’assemblea della Iai deliberato il cambio di denominazione in De Tomaso Automobili, con la Presidenza affidata a Gian Mario Rossignolo.

Il programma industriale del progetto De Tomaso prevede l’entrata a regime del primo modello con la presentazione al Salone Automobilistico di Ginevra nel Marzo 2011. È prevista una produzione, a regime, di 8.000 vetture divise in 3 modelli: 3.000 crossover, 3.000 limousine e 2.000 coupè. Per la produzione saranno coinvolti i lavoratori degli stabilimenti ex Pininfarina di Grugliasco a Torino e ex Delphi di Livorno.
A Torino saranno assemblate le scocche e saranno svolte le lavorazioni di verniciatura, assemblaggio e finizione mentre a Livorno saranno effettuate le lavorazioni meccaniche e di assemblaggio dei sottogruppi.
L’investimento complessivo è pari a 116 milioni di euro nei prossimi 4 anni.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/economia/articolo/lstp/89471/

fabrik
November 16th, 2009, 08:10 PM
1973: 4 Ufo nei cieli di Caselle

r.c.

torino
Tre, forse quattro oggetti volanti non identificati, cioè Ufo, volarono nel cielo dell’aeroporto di Caselle in altrettanti episodi alla fine del 1973: gli avvistamenti furono fatti da piloti di aerei di linea, passeggeri e persone a terra ma grande fu lo scetticismo: Oggi, secondo quanto detto in un convegno a Firenze, la presenza di velivoli non convenzionali è confermata da tracciati radar contenuti in dossier declassificati dall’aeronautica militare.

Dell’esistenza di quei tracciati ha parlato, durante un raduno internazionale, il presidente del Centro ufologico nazionale Roberto Pinotti. «Dopo alcuni decenni è certo che i tracciati radar dimostrano la presenza di oggetti non convenzionali a Torino alla fine del ’73 - ha detto -. Questa rivelazione è possibile grazie ad un cambio di orientamento tra le autorità militari, più disposte ora a divulgare i contenuti di dossier tenuti finora top secret».

L’aeronautica militare, rivela sempre il Cun, custodirebbe 400 dossier raccolti in 30 anni sugli Ufo in Italia, cioè da quando nel 1979 deve monitorare il fenomeno in modo scientifico. In totale il Cun ha schedato circa 10.400 episodi, solo nel 2009 il Centro ufologico nazionale di Firenze ha registrato un migliaio di segnalazioni, soprattutto avvistamenti e forse qualche «contatto» da provare

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/88991/

fabrik
November 16th, 2009, 08:11 PM
L’ingegnere costretto a dormire sulle panchine

Jeremy Steven Ntambi, 25 anni, è un ingegnere ugandese a Torino per seguire un master universitario

monica perosino

torino
Jeremy Steven Ntambi arriva trafelato. Si scusa, in un inglese perfetto, per l’imperdonabile ritardo: quattro minuti oltre l’orario fissato per l’appuntamento. Il giovane ingegnere ugandese è il tipico prodotto della buona borghesia, identica a qualsiasi latitudine. Beneducato, colto, vestito con abiti di ottimo taglio.
Da Kampala, dove vive con il papà architetto, la madre che fa la contabile e cinque fratelli, è arrivato a Torino per un master organizzato dal Corep in Space Exploration and Development Systems, che coinvolge il Politecnico, l’Università di Tolosa e quella di Berna. A venticinque anni vanta già un curriculum pesantissimo: ha collaborato con il Mit fino allo scorso gennaio, presentando, a Torino, un prototipo di un veicolo elettrico ibrido. Proprio al Mit, il colosso americano della formazione tecnologica, Jeremy ha preferito Torino: «Perché qui si fa ricerca vera, di sostanza», dice e si illumina, pensando al Poli e ai progetti di Alenia Aerospazio.

Peccato che qualcosa non sia andato come avrebbe dovuto. Jeremy Steven Ntambi non riesce a concentrarsi come vorrebbe sullo studio. Sarà perché dormire in stazione e saltare i pasti non giova. Sarà perché dipendere dalla generosità dei compagni di corso - che a turno lo ospitano per qualche notte, gli pagano i 15 euro per dormire all’ostello e gli offrono il pranzo alla mensa - non è facile.

Jeremy era convinto che i suoi cento euro con cui è arrivato a Torino sarebbero bastati per sopravvivere per qualche tempo, abbastanza per trovarsi un lavoretto qualsiasi. Ha battuto tutte le agenzie interinali della città, ha chiesto lavoro come lavapiatti, addetto alle pulizie, facchino. Il fatto di essere nero e di parlare «solo» inglese e francese non ha aiutato. Dei suoi cento euro, 70 se ne sono andati dopo pochi giorni, per il permesso di soggiorno. La borsa di studio del Corep, che ha abbassato la retta del master a 4000 euro è stata una benedizione, ma non serve per mettere insieme il pranzo con la cena e i prestiti ad onore vengono fatti solo a studenti italiani e europei. Intanto, in Uganda, la madre di Jeremy e la fidanzata Rosie, anche lei ingegnere, chiedono prestiti e soldi agli amici, vendono tutto quello che si può per aiutarlo.

«Nel mio paese 400 euro bastano per prendere in affitto un appartamento elegante per un anno, la mia famiglia guadagna in tutto 800 euro al mese: pensavamo che nonostante le differenze economiche ce l’avrei fatta, almeno per un mese». Jeremy mangia quando può, non prende autobus, dorme dove capita. I suoi begli abiti, troppo leggeri, iniziano a essere sgualciti dalle notti all’addiaccio. «Andrò avanti fino al punto di rottura - spiega Jeremy -, anche se Rosie mi dice di tornare a casa subito, ché almeno lì ho un tetto. Ma non sono venuto per mollare. Sono ancora convinto che per l’ingegneria aerospaziale Torino sia il miglior posto al mondo. Mi dispiace soprattutto una cosa: l’Italia è famosa per il suo buonissimo vino, credo che il vino più dolce sia quello ottenuto dall’uva che hai cresciuto sulla tua terra».

Gli occhi di Jeremy si fanno lucidi mentre racconta dei compagni di corso, che da quasi un mese lo stanno aiutando, degli amici che gli danno una mano, dello staff del Corep, che fa di tutto per trovare un modo per farlo restare. Lui, che ha sbaragliato 1500 concorrenti da tutto il mondo per ottenere un posto nel master. «È la prima volta che ci capita un problema del genere - dice Davide Caregnato, responsabile amministrativo Corep -. Il Corep non ha scopo di lucro, diamo assistenza per l’orientamento e la formazione, ma non riusciamo a coprire tutte le altre esigenze. Per la formazione utilizziamo fondi sociali europei, ma per tutto il resto non abbiamo strumenti. Per gli studenti europei e italiani ci sono prestiti ad honorem, per tutti gli altri no. Loro dipendono dall’interesse delle imprese, che potrebbero decidere di investire su di loro».

Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) è una delle più importanti università di ricerca del mondo, con sede a Cambridge, nel Massachusetts. Gode di una notevole reputazione per la qualità dell’insegnamento e della ricerca e fu tra le prime scuole a usare i laboratori e a organizzare corsi in ingegneria aeronautica ed elettrica e in fisica applicata. Dispone di cinque acceleratori ad alta energia, un reattore nucleare e più di 70 programmi interdisciplinari e laboratori
Il Politecnico di Torino è storicamente considerato il miglior politecnico italiano e uno dei più prestigiosi in Europa. È un istituto universitario statale a carattere scientifico-tecnologico, ultimo erede di una serie di scuole di ingegneria torinesi istituite dal 1859. Il Politecnico forma architetti, ingegneri, disegnatori industriali e designer grafici e virtuali e intrattiene rapporti con diverse università, soprattutto europee, americane e cinesi.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/89161/

:ohno:

fabrik
November 16th, 2009, 08:13 PM
Centri sociali, si va verso lo sgombero ma con gradualità

Pdl e Lega Nord premono per un documento nel quale siano ribaditi «rigore e tolleranza zero»


torino
Un altro passo avanti verso lo sgombero dei centri sociali di Torino. Entro due settimane il consiglio comunale preparerà un documento che impegna la Città a ottenere la restituzione degli edifici occupati.
È quanto è stato deciso oggi in Prefettura nell’incontro, coordinato dal prefetto Paolo Padoin, al quale hanno partecipato i responsabili delle forze dell’ordine, il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castronovo e i capigruppo di maggioranza e opposizione nell’assemblea cittadina.

«È stata ribadita - è il commento di Chiamparino - la decisione degli sgomberi per la restituzione al pubblico degli edifici, all’insegna della gradualità, resa necessaria dal contesto ambientale». Una linea ritenuta «troppo prudente» da Pdl e Lega Nord che premono per un documento nel quale siano ribaditi «rigore e tolleranza zero perchè non esiste - dice Agostino Ghiglia, consigliere di An-Pdl - una terza via tra quest’impostazione e chi è contrario alla sgombero».

«Siamo pronti a ritirare il nostro documento - spiega Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord - se tutti i gruppi concorreranno a prepararne uno analogo».

«Questo documento del consiglio - aggiunge Daniele Cantore, capogruppo di Fi-Pdl - obbligherà ancora una volta il sindaco a fare i conti con le contraddizioni all’interno della sua maggioranza e siamo sicuri che nel centro sinistra ci saranno delle defezioni».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/politica/articolo/lstp/89361/

fabrik
November 16th, 2009, 08:18 PM
Alla sanità serve un MiTo

enzo ghigo

torino
La statua dell'alfiere sardo, di fronte a Palazzo Madama, è considerata dai torinesi l'unico «dono dei milanesi» - come ricorda l'epigrafe - ricevuto quale segno di gratitudine per averli liberati dal dominio austriaco che, a parte la vocazione forcaiola di Radetsky, aveva un'amministrazione più efficiente di quella sabauda.
Che a Torino circoli da tempo questa storiella la dice lunga sul rapporto non proprio idilliaco tra piemontesi e lombardi, tra quella che va orgogliosa di essere stata la prima capitale d'Italia e quella che si è sempre considerata la «capitale morale» del Paese. Ma l'arrivo dell'Alta velocità, con i cinquanta minuti di corsa su rotaia tra Mole e Madonnina, dovrebbe contribuire al superamento di tanti stereotipi. Condivido l'analisi di Luigi La Spina pubblica sulle colonne de La Stampa.
Condivido l’analisi sulla reciproca convenienza delle due aree metropolitane più avanzate d'Italia, e fra le più tecnologicamente attrezzate d'Europa, a trovare forme e modi di una collaborazione che diventa necessità.
Occorre dunque stilare una lista di settori in cui Milano e Torino possano muovere ulteriori passi insieme, andando oltre la cooperazione nei campi artistico-musicali. La proposta dei due rettori di stringere un'alleanza fra i rispettivi Politecnici è un messaggio forte per razionalizzare l'uso delle risorse e concentrare gli sforzi nella ricerca. L'altro ambito è quello dei collegamenti. La mancata fusione Gtt-Atm è stata un fallimento ascrivibile al sindaco Chiamparino e alla sua miope maggioranza. Ma se l'alta velocità tra Porta Nuova e la Stazione Centrale non riuscirà a prolungarsi verso la Francia e verso Trieste e l'Europa orientale si sarà fallito l'obiettivo di innestare l'area padana nei traffici europei. Proprio l'ora scarsa di tragitto tra Milano e Torino evidenzia ancor più che il traforo alpino è un problema non solo piemontese, ma dell'intero nord per non dire nazionale. Così come cominciare a vedere ruoli complementari per Caselle e Malpensa, l'hub finora penalizzato da carenti collegamenti, è un ulteriore passo avanti.
In questa breve lista voglio inserire la sanità, intesa non solo come cura ma anche come ricerca. L'Italia ha perso terreno nel campo della ricerca biologica e farmaceutica, dove sopravvivono solo i colossi, perché servono risorse enormi per sviluppare nuove tecniche, prodotti e cure. A Torino come a Milano esistono forti competenze che attendono di essere valorizzate. Purtroppo la stagnazione del progetto «Molinette 2», a causa delle scelte ondivaghe della Giunta Bresso, ha fatto perdere cinque anni. Ma da un’intesa con la Lombardia possono venire anche gli stimoli per ripartire con maggior forza.
* Coordinatore regionale Pdl

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/politica/articolo/lstp/89291/






Avanti il prossimo

fabrik
November 16th, 2009, 08:23 PM
Roma ha deciso di posticipare l'edizione 2010 della lor festa del cinema.. costringendo nuovamente ad un cambiamento di data il TFF..

Per Repubblica il TFF verrà posticipato a dicembre..

Film festival, un siluro da Roma
Altro giro, altra corsa. Nuovo spostamento di date per il Torino Film Festival, che nella edizione numero ventotto, il prossimo anno, slitterà in avanti di due settimane, dal 26 novembre al 4 dicembre. «Stiamo trattando con il Teatro Regio per la serata di venerdì 26 novembre 2010», conferma il direttore del Museo del Cinema Alberto Barbera. Ora tocca al sovrintendente Walter Vergnano incastrare l´inaugurazione del Tff tra i titoli di apertura della stagione prossima. E perché tutto questo trambusto? Perché, come al solito, un battito d´ala a Roma scatena un terremoto a Torino. Il presidente della Festa del Cinema della capitale, Gian Luigi Rondi, l´ha annunciato alla fine dell´edizione 2009. «Il prossimo anno il festival inizierà il 20 ottobre e si concluderà il 9 novembre - ha detto - In questo modo, non sarà troppo vicino alla Mostra del Cinema di Venezia».

Il motivo dello spostamento di date della kermesse romana avrebbe in realtà a che fare, più che con le strategie del Risiko nazionale dei festival di cinema, con la programmazione dell´Auditorium Parco della Musica, che nel 2010 ha già in calendario un concerto dell´Orchestra dell´Accademia Nazionale di Santa Cecilia che gli cadrebbe nel ben mezzo del festival. Dunque, si cambia. E per Torino è la terza volta in quattro anni.

È il solito domino. Slitta avanti Roma, slitta avanti Torino, che si ritrova il fiato della Festa, come si suol dire, sul collo. «Scontiamo ancora una volta l´arroganza della Festa del Cinema della capitale, che sin dalla prima edizione si è inserita tra la Mostra di Venezia e il Tff fregandosene altamente di creare una competizione insostenibile tra tre festival internazionali nell´arco di pochi mesi - sbotta Barbera - Loro decidono e noi dobbiamo adeguarci. Il fatto di venire prima sul calendario gli dà purtroppo questo diritto. Dal punto di vista della programmazione o del reperimento dei film per noi non cambia niente. Non è grave. Chi ci rimette davvero è Sottodiciotto, che viene dopo di noi».

È la legge della giungla, una catena alimentare in cui il più grande divora il più piccolo. Per il festival dei ragazzi diretto da Sara Cortellazzo uno spostamento a dicembre inoltrato è assai dannoso. «Ci impedisce di presentare in anteprima i film di Natale per bambini, che a quell´epoca saranno già nelle sale», commenta amaramente la direttrice. Gianni Amelio la incontrerà la prossima settimana, per avviare un negoziato. E dopo averlo visto all´opera con gli squatter non dubitiamo che riuscirà a farle digerire la notizia.

«Non è un dramma, spostamenti di date il Tff li ha sempre subiti per un motivo o per l´altro», rassicura Barbera, cui sta a cuore la riuscita del Tff post-Moretti. Ma il tavolo nazionale di concertazione tra i festival di Roma, Venezia e Torino? «Quello? Una fanfaluca. Non c´è mai stato». Intanto, tra i tormentoni che Amelio vorrebbe evitare ma che fanno parte degli obblighi di direttore c´è quello che riguarda il suo cachet. Se è vero che Nanni Moretti - come denunciò in un´interpellanza il consigliere comunale Roberto Ravello di Alleanza Nazionale l´anno scorso - nel 2008 ha percepito 150mila euro contro i 100mila divisi in due dei suoi predecessori Giulia D´Agnolo Vallan e Roberto Turigliatto, per effetto dei tagli il compenso del direttore quest´anno è sceso sensibilmente, a 80mila. Quasi la metà, altro che il dieci per cento in meno.
http://torino.repubblica.it/dettaglio/film-festival-un-siluro-da-roma/1779956



per La Stampa invece anticipano...


Il Tff anticipa e beffa Roma

La polemica: volevano farci slittare a dicembre. Apriremo dopo il Lidoemanuela minucci

torino
Il mondo del cinema lo sa: nella classifica dei Festival, prima viene Venezia, poi Roma e poi Torino. Un ordine d’arrivo scandito dall’importanza dell’evento (Venezia l’antica, Roma caput-sponsor), ma anche dal calendario.Peccato che tutto ciò sia stato vero sino alla 27ª edizione. Perché dal prossimo anno, il secondo Tff guidato da Gianni Amelio, con ogni probabilità, in quanto a date, anticiperà Roma. Diventando così il secondo grande appuntamento del cinema internazionale su suolo italico.

A questo sorpasso sta lavorando Torino, grazie a un piccolo errore commesso dalla Capitale: chiedere alla rassegna-topolino ospitata sotto la Mole - con tanto di mail indirizzate al presidente del Tff Alberto Barbera - di far slittare le date della prossima edizione del 2010: e occupare i nove giorni che vanno dal 26 novembre al 4 dicembre. Motivo? Roma vuole allontanarsi un po’ di più da Venezia (che tradizionalmente va in scena la prima settimana di settembre), per evitare sovrapposizioni, rinunce da parte di attori e produttori (che dicono «no» a due trasferte in Italia in date troppo ravvicinate), e magari, anche, un vis-a-vis che finirebbe per danneggiarla.

Peccato che Torino, stanca delle angherie romane («Ci scrivono per farci spostare, neanche fossimo sempre a loro disposizione» si mormorava ieri negli uffici di via Montebello) abbia deciso di lasciare sì il posto a Roma che vorrebbe sistemarsi a fine ottobre inizio novembre (pochi giorni prima del periodo attualmente occupato dal Tff), ma anticipandola, cioè occupando il posto delle attuali date romane, vale a dire a partire da metà ottobre. E’ questa l’intenzione formulata ieri dall’assessore alla Cultura del Comune di Torino Fiorenzo Alfieri in una mail ufficiale indirizzata al presidente del Tff Alberto Barbera: «Quando ho saputo della volontà romana di slittare a inizio novembre - spiega l’assessore - ho proposto al presidente di collocare Torino fra Venezia e Roma: in questo modo, finalmente, il nostro festival tornerà ad essere il secondo dopo Venezia come è accaduto per ventiquattro anni».

Il solito braccio di ferro fra l’ex-capitale e quella attuale? «Assolutamente no - risponde ancora Alfieri - perché l’ulteriore slittamento del Tff renderebbe impossibile l’allestimento di un altro importante Festival: “Sottodiciotto”, la rassegna dedicata ai giovanissimi che andrebbe a collocarsi a metà dicembre rendendo molto difficile se non impossibile la partecipazione delle scuole che rappresentano l’humus stesso dell’appuntamento».

Insomma, riassumendo, Torino dopo tre anni di bocconi amari (il Festival del Cinema di Roma è nato soltanto nel 2006, ma dispone già, «magicamente» di un budget di 12 milioni di euro, due milioni in più di Venezia, e questo per non parlare dei fondi a disposizione di Torino: 2,8 milioni) ha deciso di girare a suo favore i capricci della Capitale. «Che non può, da ultima arrivata, sconvolgere i piani «di rassegne ultraventennali che non godono di particolari appoggi di potere» come ha definito ieri il Tff, il suo presidente Alberto Barbera. La risposta era indirizzata al solito cronista profano dell’ambiente che gli chiedeva come mai Torino, in 27 anni non fosse mai riuscita a procurarsi il più che cospicuo budget di Roma, che a sua volta è riuscita, in sole quattro edizioni, a superare il budget della più classica delle rassegne, vale a dire Venezia. Barbera ha individuato ben tre ragioni grazie alle quali Roma ha battuto Torino: «Politica, politica, politica».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/torino-film-festival/speciale/articolo/lstp/89051/

fabrik
November 16th, 2009, 08:26 PM
E' morto Marcellino Gavio l'imprenditore delle autostrade

Marcellino GavioMarcellino Gavio, uno dei maggiori imprenditori italiani nelle attività autostradali e nelle costruzioni, è morto questa mattina, all'età di 77 anni, colpito da un malore nella sua casa a Tortona, nell'alessandrino. Gavio, attraverso la holding Aurelia, era a capo di società quotate come sias e autostrada To-Mi. L'imprenditore alessandrino era anche socio con una piccola quota del patto di Mediobanca (0,08% del capitale). Con Ligresti e i Benetton controlla inoltre, con quote paritetiche, Igli, la holding cui fa capo Impregilo, la maggiore società di costruzioni italiana.

Nato a Tortona, in provincia di Alessandria, nel 1932, Gavio ha cominciato la sua attività negli anni sessanta e negli anni novanta è incappato col suo braccio destro Bruno Binasco in Tangentopoli.
All'attività di costruttore ha affiancato poi quella in campo autostradale. Oggi è presente in Borsa, oltre che con Sias, con Autostrada Torino Milano, di cui è socio di maggioranza tramite la holding Aurelia.

Il gruppo di Gavio è uno dei maggiori concessionari autostradali del nostro Paese e a lui fanno riferimento anche Autostrada Torino-Alessandria-Piacenza, Autostrade Valdostane, Autostrade Torino Ivrea Valle d'Aosta, Autostrada dei Fiori e Autostrada Ligure Toscana. Dopo un blitz nella Milano Serravalle, la società che gestisce le tangenziali milanesi, Gavio ha invece lasciato la partita nel 2005

http://torino.repubblica.it/dettaglio/e-morto-marcellino-gavio-limprenditore-delle-autostrade/1780098

mariocesare
November 16th, 2009, 09:01 PM
L’ingegnere costretto a dormire sulle panchine
Jeremy Steven Ntambi, 25 anni, è un ingegnere ugandese a Torino per seguire un master universitario
Jeremy Steven Ntambi arriva trafelato. Si scusa, in un inglese perfetto, per l’imperdonabile ritardo: quattro minuti oltre l’orario fissato per l’appuntamento. Il giovane ingegnere ugandese è il tipico prodotto della buona borghesia, identica a qualsiasi latitudine. Beneducato, colto, vestito con abiti di ottimo taglio.
Da Kampala, dove vive con il papà architetto, la madre che fa la contabile e cinque fratelli, è arrivato a Torino per un master organizzato dal Corep in Space Exploration and Development Systems, che coinvolge il Politecnico, l’Università di Tolosa e quella di Berna. A venticinque anni vanta già un curriculum pesantissimo: ha collaborato con il Mit fino allo scorso gennaio, presentando, a Torino, un prototipo di un veicolo elettrico ibrido. Proprio al Mit, il colosso americano della formazione tecnologica, Jeremy ha preferito Torino: «Perché qui si fa ricerca vera, di sostanza», dice e si illumina, pensando al Poli e ai progetti di Alenia Aerospazio.

Peccato che qualcosa non sia andato come avrebbe dovuto. Jeremy Steven Ntambi non riesce a concentrarsi come vorrebbe sullo studio. Sarà perché dormire in stazione e saltare i pasti non giova. Sarà perché dipendere dalla generosità dei compagni di corso - che a turno lo ospitano per qualche notte, gli pagano i 15 euro per dormire all’ostello e gli offrono il pranzo alla mensa - non è facile.

Jeremy era convinto che i suoi cento euro con cui è arrivato a Torino sarebbero bastati per sopravvivere per qualche tempo, abbastanza per trovarsi un lavoretto qualsiasi. Ha battuto tutte le agenzie interinali della città, ha chiesto lavoro come lavapiatti, addetto alle pulizie, facchino. Il fatto di essere nero e di parlare «solo» inglese e francese non ha aiutato. Dei suoi cento euro, 70 se ne sono andati dopo pochi giorni, per il permesso di soggiorno. La borsa di studio del Corep, che ha abbassato la retta del master a 4000 euro è stata una benedizione, ma non serve per mettere insieme il pranzo con la cena e i prestiti ad onore vengono fatti solo a studenti italiani e europei. Intanto, in Uganda, la madre di Jeremy e la fidanzata Rosie, anche lei ingegnere, chiedono prestiti e soldi agli amici, vendono tutto quello che si può per aiutarlo.

«Nel mio paese 400 euro bastano per prendere in affitto un appartamento elegante per un anno, la mia famiglia guadagna in tutto 800 euro al mese: pensavamo che nonostante le differenze economiche ce l’avrei fatta, almeno per un mese». Jeremy mangia quando può, non prende autobus, dorme dove capita. I suoi begli abiti, troppo leggeri, iniziano a essere sgualciti dalle notti all’addiaccio. «Andrò avanti fino al punto di rottura - spiega Jeremy -, anche se Rosie mi dice di tornare a casa subito, ché almeno lì ho un tetto. Ma non sono venuto per mollare. Sono ancora convinto che per l’ingegneria aerospaziale Torino sia il miglior posto al mondo. Mi dispiace soprattutto una cosa: l’Italia è famosa per il suo buonissimo vino, credo che il vino più dolce sia quello ottenuto dall’uva che hai cresciuto sulla tua terra».

Gli occhi di Jeremy si fanno lucidi mentre racconta dei compagni di corso, che da quasi un mese lo stanno aiutando, degli amici che gli danno una mano, dello staff del Corep, che fa di tutto per trovare un modo per farlo restare. Lui, che ha sbaragliato 1500 concorrenti da tutto il mondo per ottenere un posto nel master. «È la prima volta che ci capita un problema del genere - dice Davide Caregnato, responsabile amministrativo Corep -. Il Corep non ha scopo di lucro, diamo assistenza per l’orientamento e la formazione, ma non riusciamo a coprire tutte le altre esigenze. Per la formazione utilizziamo fondi sociali europei, ma per tutto il resto non abbiamo strumenti. Per gli studenti europei e italiani ci sono prestiti ad honorem, per tutti gli altri no. Loro dipendono dall’interesse delle imprese, che potrebbero decidere di investire su di loro».

Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) è una delle più importanti università di ricerca del mondo, con sede a Cambridge, nel Massachusetts. Gode di una notevole reputazione per la qualità dell’insegnamento e della ricerca e fu tra le prime scuole a usare i laboratori e a organizzare corsi in ingegneria aeronautica ed elettrica e in fisica applicata. Dispone di cinque acceleratori ad alta energia, un reattore nucleare e più di 70 programmi interdisciplinari e laboratori
Il Politecnico di Torino è storicamente considerato il miglior politecnico italiano e uno dei più prestigiosi in Europa. È un istituto universitario statale a carattere scientifico-tecnologico, ultimo erede di una serie di scuole di ingegneria torinesi istituite dal 1859. Il Politecnico forma architetti, ingegneri, disegnatori industriali e designer grafici e virtuali e intrattiene rapporti con diverse università, soprattutto europee, americane e cinesi.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/89161/

:ohno:

Bellissimo il confronto tra i dati (laboratori, reattori nucleari, acceleratori ad alta energia), e il prestigio, l'ultimo di una serie di scuole di ingegneria, ecc ecc. bla bla bla.

Ho la vaghissima impressione che il confronto non si faccia più tra Torino, Milano, Genova, ma tra Torino, Milano, Monaco, Lione, Basilea (ci sono un po di industrie chimiche...), Stoccarda ecc ecc. Ho anche il presentimento (ma e' solo un presentimento, il solito Dreaad mi illuminerà a riguardo) che in D e in US (e in F) la ricerca tecnica riceva qualche finanziamento in più che in I, da VW, Daimler, Bosch, Henkel, Kyocera Europe, BMW, Bayer, Dassault, Ariane, SAP, ecc ecc ecc

Credo anche che un neolaureato in ingegneria chimica con buoni voti a Basilea o giu di li (in realtà non ho neppure controllato che ci sia un corso di laurea, magari c'e' a Zurigo, cambia poco e mi interessa di più lo sbocco lavorativo) guadagni qualcosina di piu di 1300 euri al mese.


A proposito, da Jeremy mi piacerebbe tanto sapere se accetterà eventuali proposte da aziende torinesi, per 13 mensilità nette intorno ai 1300-1400 euri mensili, mensa e 20 giorni di ferie (in qualche caso con lo sconto 14% per acquisto auto), o se ritiene più saggio, una volta terminato il master qui da noi magari a nostre spese (cercheremo di parlare ovviamente in inglese o francese, anzi proporrei MILANESE :D), partire per gli USA, Germania o altro.......

In fondo, ha preferito Torino al MIT perchè qui si fa la ricerca vera, di sostanza....... e senza cedere alle lusinghe meneghine, NOI.

derit
November 16th, 2009, 11:09 PM
Alla sanità serve un MiTo
Avanti il prossimo

Ho appena avuto una discussione poco piacevole con il mio cane... Ha detto che per creare efficenza dovrà avere un padrone Mi-To...
Dice che così potrà avere pasti migliori e più coccole... mah... io non mi fido tanto...

dreaad
November 16th, 2009, 11:51 PM
confrontare la dotazione del MIT (che si giova di 8 MILIARDI $ grazie ai contributi delle fondazioni) con il poli è una barzelletta. se pensiamo ai 75!! premi nobel che ha sfornato negli anni poi...
i programmi di ricerca inoltre, che devono avere prima il benestare di qualche sponsor esterno altrimenti non si fa niente, sono focalizzati su campi che da noi spesso non possono essere affrontati per il semplice fatto che mancano le attrezzature (non tutti possono permettersi un acceleratore di particelle... ). sulla didattica invece direi che ci può essere rimproverato ben poco direi. le teste ci sono.

sugli stipendi posso dirvi che in US in media un laureato triennale in campo ingegneristico (bachelor degree) prende intorno ai 50.000$ annuali lordi, un master (specialistica) saliamo a 70.000$ e un Ph.D. (dottorato) siamo intorno a 100.000$.
ecco perchè se mi capitasse un'occasione simile difficilmente rifiuterei ...

e il dottorato in america viene quindi davvero considerato nel curriculum, non come in italia che è quasi tempo perso e serve solo se vuoi insegnare all'uni.

ma come ben sappiamo è la filosofia di base che è diversa: i contributi privati alla ricerca nelle nostre università sono ben sotto la media americana. e i soldi statali (che non sono neanche tanti) ovviamente non bastano per sviluppare tutti gli ambiti.

dreaad
November 17th, 2009, 09:24 AM
chiedo conferma per quello che ho letto: è vero che i centri sociali nell'ultima manifestazione hanno riempito di tag i portici di piazza castello, via roma e via po??

edit leggo qui :mad2:

http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-16/2009111614228899.pdf

dreaad
November 17th, 2009, 09:31 AM
Via Carlo Alberto senz'auto

Braccio di ferro nella giunta
L'assessore all'Ambiente Tricarico dà per certa la pedonalizzazione della strada. Ma la Sestero ribatte: nulla di deciso, c'è il parere contrario dei commercianti. ma entro dicembre partiranno i lavori
di Erica Di Blasi
IN OCCASIONE dell´ultima domenica ecologica dell´anno, la pedonalizzazione di via Carlo Alberto torna d´attualità. Con l´assessore all´Ambiente Roberto Tricarico che la vede già bandita alle auto e la collega alla Viabilità Maria Grazia Sestero che frena: «Per ora i commercianti hanno dato parere contrario». Nel piano ecologico messo in atto dal Comune, che mira anche a ridurre il numero di domeniche senz´auto, la pedonalizzazione di via Carlo Alberto rimane comunque in cima alla lista. «E´ un passo naturale - sottolinea l´assessore Tricarico - che ben si sposa con la chiusura al traffico di piazza San Carlo e via Lagrange. Avere un centro sempre più pedonalizzato è il destino che accomuna le grandi città europee: Torino non sarà da meno».

E per via Carlo Alberto i lavori non tarderanno a partire. «Entro dicembre - spiega il direttore della divisione Viabilità Biagio Burdizzo - ci sarà l´appalto per i lavori. Il cantiere partirà prima di febbraio: in ogni caso il restyling della via sarà ultimato per il 2010». I lavori, oltre ad abbellire la strada, sono studiati in vista di un´eventuale pedonalizzazione. «Così - mette in chiaro l´assessore Sestero - l´amministrazione avrà tutto il tempo per decidere se pedonalizzare o meno via Carlo Alberto. Finora i commercianti hanno espresso parere contrario: capisco l´auspicio del collega all´Ambiente, ma non sono per una forzatura. Ripeteremo i sondaggi una volta ultimati i lavori».

Con l´ultima votazione, il 65% degli esercenti ha bocciato un eventuale pedonalizzazione: solo il 35% si è espresso per il sì. «L´assessore alla Viabilità - ricorda il presidente dell´associazione di via Christian Volkhart - ci ha dato la sua parola: niente pedonalizzazione senza il parere favorevole dei commercianti. E noi rimaniamo contrari: sono comunque disponibile a ripetere il giro di consultazioni a restyling ultimato». Intanto, il piano del Comune per migliorare la qualità dell´ambiente va avanti.


E arrivano le domeniche ecologiche intelligenti: meno date, ma accompagnate dalla bella stagione. Il calendario partirà infatti in primavera e si chiuderà a fine settembre. «Non ha senso - sottolinea l´assessore Tricarico - bloccare il traffico quando fuori piove. In vista delle celebrazioni per il 2011 inoltre cercheremo di rendere più appetibili le domeniche ecologiche con tutta una serie di iniziative dedicate all´ambiente». Ieri, per la cronaca, i vigili hanno fermato 506 veicoli: 85 le multe elevate ad automobilisti che hanno tentato di violare l´area della Ztl ambientale senza averne il permesso. A marzo intanto partirà il bike sharing: per quella data: il Comune riuscirà a mettere in funzione oltre cento stazioni. Sullo sfondo la città si prepara a nuove pedonalizzazioni. Come quella di piazza Maria Teresa e piazza Gran Madre entrambe rimesse a nuovo ed entrambe destinate a ospitare parcheggi
(16 novembre 2009)


http://torino.repubblica.it/dettaglio/via-carlo-alberto-senzauto-braccio-di-ferro-nella-giunta/1780680

fabrik
November 17th, 2009, 09:56 AM
Nel 2008 il Piemonte è stata la regione leader a livello nazionale (superando anche la Lombardia) nell'internazionalizzazione :

- Saldo della bilancia dei pagamenti tecnologici : 374 milioni a livello nazionale , di cui 370 in Piemonte

- Attratti investimenti stranieri per 1,9 miliardi di euro

http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-17/2009111714237109.pdf

----------


La Regione stoppa l'ampliamento dell'IRCC di Candiolo
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-17/2009111714237062.pdf

Mezza Torino si offre di aiutare il giovane ing. ugandese
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-17/2009111714237325.pdf

dreaad
November 17th, 2009, 12:20 PM
sempre relativamente alla questione centri sociali, la situazione rischia di farsi molto molto seria a causa di questa gente (ricordate lo sgombero del leoncavallo a milano nel '94 con tutti i disordini accaduti successivamente??)

http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-17/2009111714238600.pdf

http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-17/2009111714237066.pdf

Riobasco
November 17th, 2009, 02:16 PM
sempre relativamente alla questione centri sociali, la situazione rischia di farsi molto molto seria a causa di questa gente (ricordate lo sgombero del leoncavallo a milano nel '94 con tutti i disordini accaduti successivamente??)

I centri sociali non verranno MAI sgomberati, scordatevelo, meno che meno dalle giunte di centrodestra (vedi Milano, vi risulta che abbiano risolto tutti i problemi? A me proprio no). Si troverà un modo di salvare la faccia, nessun politico scafato si imbarcherebbe (ed impantanerebbe) in una simile impresa, che finirebbe come un secondo Vietnam (o un terzo Afghanistan). Le grandi città sono troppo piene di edifici abbandonati e/o chiusi, tutt'al più si sposterebbe il problema da un'altra parte. Ma, ripeto, se davvero l'Askatasuna verrà sgomberato mi mangerò -come Rockerduck- il cappello :)