View Full Version : PALERMO
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Palermo: undici progetti per la riqualificazione urbana
Palermo - Opere a verde, impianti sportivi, spazi per la cultura, nuovi servizi. Con undici progetti per un importo complessivo di 40 milioni di euro, il comune di Palermo parteciperà al bando "Promozione di proposte di riqualificazione urbana e miglioramento della qualità della vita nei comuni siciliani", con cui la Regione mette in palio finanziamenti per un totale di 50 milioni di euro.
Nei giorni scorsi il via libera della Giunta comunale, su proposta dell'assessore ai Progetti speciali, Mario Milone. Nove degli interventi approvati nascono da iniziative dell'Amministrazione stessa, altri due sono promossi dall'Amat e dall'Università degli Studi.
Questi, in dettaglio, i progetti per i quali il Comune punta a ottenere un co-finanziamento regionale: realizzazione di sette soprapassi pedonali in viale Regione Siciliana; recupero del mercato ittico nell'ambito del parco archeologico del Castello a Mare; padiglione B del Museo delle arti contemporanee, previsto ai Cantieri culturali alla Zisa; piscina coperta nel rione Villagrazia-Falsomiele; sistemazione degli impianti sportivi all'interno del Parco della Favorita; impianto sportivo di base nel rione Calatafimi; area a verde pubblico tra le vie Bergamini e San Raffaele; elaborazione degli interventi per potenziare il sistema di mobilità sostenibile (car e scooter sharing, utilizzo dei mezzi ecologici); stesura del programma di riqualificazione dell'area residenziale Mezzomonreale-Molara-Villa Tasca.
Il progetto promosso dall'Amat, invece, prevede l'attivazione del "ticketing elettronico" per il pagamento della sosta tariffata. Un sistema alternativo a quello delle schede "gratta e parcheggia", che consentirebbe ai cittadini di versare attraverso il telefono cellulare quanto dovuto per il posteggio dell'auto nelle "zone blu". Infine, l'intervento promosso dall'Università degli Studi prevede il recupero di un immobile annesso all'ex convento San Antonino, da destinare a biblioteca e altri servizi didattici.
"L'obiettivo - spiega l'assessore Milone - è dare impulso a opere infrastrutturali e di riqualificazione che hanno rilevanza strategica, ma anche stimolare i processi di innovazione nel campo dei servizi".
I comuni hanno l'obbligo di prevedere, per ciascun progetto, una propria quota di finanziamento pari almeno al cinque per cento della spesa necessaria. Tuttavia, un maggior punteggio in graduatoria sarà attribuito, in proporzione, a chi prevede percentuali di finanziamento autonomo superiori alla soglia minima. Per alcuni progetti, l'Amministrazione coprirà la spesa fino a più di metà dell'importo.
Eletrix February 7th, 2005, 11:00 AM Non avevo notato il thread su Palermo!:) Adesso mi adopererò per arricchirlo di info-photo:)
sts February 7th, 2005, 11:18 AM Ieri c'era un servizio su Palermo!!
Eletrix February 7th, 2005, 11:35 AM L'ho perso il servizio!:(
sts February 7th, 2005, 02:28 PM Era bellino,su quel programma passpartour(credo si scriva così).Parlava degli intrecci delle culture arabo-normanna nell'architettura palermitana!!Credo che le riprese erano un po' vecchiotte,però!!
robyk February 9th, 2005, 01:42 PM INFRASTRUTTURE: CONVENZIONE ANAS-PROVINCIA PALERMO PER REALIZZARE SVINCOLO IROSA Palermo, 8 feb. (Adnkronos) - Presto sara' piu' facile raggiungere il comprensorio madonita. E' stato firmata oggi pomeriggio a Palermo, a Palazzo Comitini, sede della Provincia, una convenzione tra l'Ente e l'Anas per la realizzazione dei lavori dello svincolo Irosa, che colleghera' l'autostrada Palermo-Catania al bivio Madonnuzza al centro delle Madonie. La Provincia si occupera' di redigere il progetto esecutivo per la realizzazione di 700 metri che che mancano per collegare lo svincolo fino al viadotto esistente, all'Anas, invece, spettera' completare lo svincolo sull'autostrada A19 Palermo-Catania.
(Loc/Rs/Adnkronos)
08-FEB-0519:51
therock February 16th, 2005, 08:16 PM 16/2/2005
Palermo: raddoppiano le carreggiate sul ponte Corleone
Palermo - Scatta il conto alla rovescia per il "raddoppio" del ponte Corleone. È stato, infatti, aggiudicato l'appalto per costruire le due corsie laterali, attualmente mancanti, e risolvere, così, un altro nodo critico della circolazione lungo il viale Regione siciliana.
A eseguire i lavori sarà la ditta "Cariboni strade e gallerie spa" di Caprileone (Messina), che si è aggiudicata la gara con un ribasso del 23,46 per cento sulla base d'asta iniziale, pari a 9 milioni e 166 mila euro (alla gara hanno partecipato, in tutto, nove ditte). L'importo complessivo lordo dell'appalto, includendo le altre somme per spese e oneri vari, è di 14 milioni e mezzo di euro. Il finanziamento proviene da fondi statali ex Agensud.
Il ponte Corleone, che attraversa il fiume Oreto in corrispondenza del carcere di Pagliarelli, è l'unico punto della circonvallazione cittadina in cui mancano le carreggiate secondarie. L'obiettivo del progetto è, quindi, eliminare la "strozzatura" fra le due estremità del viadotto, che spesso è causa di rallentamenti, disagi e inconvenienti legati alla sicurezza.
Nelle prossime settimane l'Amministrazione provvederà ad acquisire dalla ditta aggiudicataria la documentazione necessaria per la stipula del contratto d'appalto. Poi si potrà avviare il cantiere, che durerà 730 giorni dal giorno di consegna dei lavori all'impresa stessa. Le nuove carreggiate laterali si svilupperanno per tutta la lunghezza del ponte Corleone, cioè quasi 150 metri, e avranno una larghezza di 10 metri e mezzo ciascuna. Durante i lavori saranno in parte bonificate le scarpate nell'alveo del fiume, dove si sono accumulati, nel tempo, rifiuti e detriti di vario genere.
Il progetto per il "raddoppio" del ponte Corleone è curato dall'ufficio Opere pubbliche del Comune. La necessaria variante urbanistica (già autorizzata dalla Regione) è stata deliberata dal sindaco Diego Cammarata con i poteri di commissario delegato dal Governo per l'emergenza traffico. Attraverso gli organi regionali, inoltre, è stato rimosso un vincolo di inedificabilità in un'area adiacente al ponte.
robyk February 21st, 2005, 11:51 AM Un mecenate tedesco in Sicilia. Restauri e grandi mostre
lunedì 21 febbraio 2005
È finalmente arrivata la firma della Soprintendenza sul contratto di assegnazione dei lavori di restauro della Cappella di san Pietro nel Palazzo dei Normanni di Palermo. A farsi carico dei costi dell’intera operazione di recupero sarà il magnate tedesco Reinhold Würth, secondo un accordo siglato il 16 giugno 2003 con l’Assemblea Regionale Siciliana e l’Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali.
La cappella, seriamente compromessa dai danni provocati dal terremoto del settembre 2002, subirà un intervento totale di conservazione, dalle tarsie pavimentali alla decorazione musiva, dalle pitture del celebre soffitto ligneo a muqarnas alla definizione di una nuovo protocollo di utilizzo e manutenzione degli spazi.
Oltre al finanziamento del restauro, la convezione fra il gruppo industriale tedesco -presente nel mondo con 314 società e 46.000 dipendenti in 80 diversi Paesi- e la Regione Siciliana prevede la programmazione di grandi eventi espositivi nella Sala del Duca di Montalto, sempre nel Palazzo Reale di Palermo, fino al 2009, anno di consegna dei lavori nella cappella. Alla mostra La Collezione Würth: capolavori dell’impressionismo e dell’espressionismo, inaugurata lo scorso 12 febbraio, seguiranno nei prossimi anni una selezione di dipinti di Old Masters e rassegne monografiche su Max Ernst e Picasso, con opere sempre in trasferta dal Museo Würth di Künzelsau e dalla Kunsthalle di Schwäbisch Hall. (davide lacagnina)
[exibart]
Eletrix February 25th, 2005, 02:22 PM Palermo: Ecco la città del futuro
Palermo - La Palermo che verrà passa anche attraverso la circonvallazione. A vedere i bozzetti del progetto preliminare (ne pubblichiamo alcuni in questa pagina) sembra una città che guarda più al futuro che al passato. E non certo al presente. Hanno infatti un sapore tutto avveniristico quei ponti pedonali che si intersecano e quasi volteggiano sul viale della Regione Siciliana. Li ha progettati uno dei più famosi architetti contemporanei, il parigino Dominique Perrault, presidente dell'istituto francese di architettura che con Palermo sembra aver creato un rapporto di stretta collaborazione. Proprio a Perrault infatti fa capo una delle quattro società che compongono l'associazione temporanea di imprese che la settimana scorsa si è aggiudicata la gara per la progettazione preliminare di un'altra fondamentale opera della Palermo che verrà, la metropolitana leggera automatica.
Ma se la metropolitana non potrà che seguire i normali standard progettuali, i ponti sulla circonvallazione rappresenteranno per questa città la grande novità architettonica di questo secolo. L'invenzione di un professionista di fama internazionale per una Palermo, dove, in questo settore, gli esperti indicano come ultima grande opera degna di menzione addirittura il palazzo dell'Enel, progettato dall'architetto Samonà. Poi più niente.
Insomma, il sindaco Cammarata, che ha avuto l'idea di questa scelta dell'architetto Perrault, si intesta un'iniziativa, destinata ad offrire un impatto di grande suggestione per chi arriva a Palermo. E la ristrutturazione della circonvallazione, già a buon punto con l'eliminazione di tutti i semafori e la realizzazione dell'ultima opera che manca, il sottovia all'incrocio con via Perpignano, si arricchirà, nella parte centrale più urbanizzata, di una struttura che garantirà massima sicurezza per i pedoni e sarà esteticamente di grande pregio. Ponti pedonali a colori, dunque: rosso, blu, giallo e rosa. Il rosso e il blu saranno i primi ad essere realizzati e collegheranno la stazione autobus e il parcheggio di piazza Lennon alla parte opposta della circonvallazione, nei pressi della rotonda.
La seconda fase prevede il prolungamento del ponte blu sino al Motel Agip e alla futura fermata del tram. La terza infine prevede la realizzazione di altri due ponti (giallo e rosa). Uno passerà sopra la rotatoria di via Leonardo da Vinci, servendone i due lati, l'altro si collegherà ai precedenti arrivando sino all'altezza di via Uditore. La tanto discussa circonvallazione, da sempre solo croce e tutt'altro che delizia dei palermitani, con questi ponti pedonali colorati potrebbe diventare domani il simbolo avveniristico di questa città. Un'impronta di modernità affidata ad un maestro della materia.
Giacomo February 28th, 2005, 01:09 AM i ponti sopraelevati sono davvero belli....domani provo a scannerizzare le immagini per postarle!!!
Eletrix February 28th, 2005, 01:19 PM Ciao Giacomino! Pensaci tu a Palermo, mi raccomando!:) Aspettiamo le foto:)
Eletrix March 8th, 2005, 07:06 PM Lo studio 'Tange associates' espone il plastico del termovalorizzatore di Palermo
Progetto giapponese per Bellolampo 'Così sarà il termovalorizzatore' I lavori inizieranno entro aprile e dureranno tre anni Previsto l'impiego di circa tremila persone
Paola Nicita
Grandi tettoie ondulate, strutture esterne in materiale trasparente e colori ispirati alla natura, con prevalenza di bianco e verde. Sopra, la firma di uno tra i maggiori studi di architettura contemporanea che fa capo a Kenzo Tange, dentro una complicata macchina capace di trasformare i rifiuti in energia elettrica. Eccoli i termovalorizzatori commissionati dal gruppo Falck per la Sicilia: un progetto che ha un budget complessivo un miliardo di euro, che vedrà la realizzazione di tre termovalorizzatori: il primo a Palermo, a Bellolampo, e poi ancora ad Agrigento (Casteltermini) e Augusta, in provincia di Siracusa. Tempo di realizzazione previsto tre anni, inizio entro aprile, con l'impiego di millecinquecento persone per la prima fase dei tre progetti e di altrettante da coinvolgere successivamente, per la gestione.
Il progetto è stato presentato ieri dal presidente del gruppo, Federico Falck, insieme all'architetto Paul Tange, figlio di Kenzo e direttore studio internazionale di architettura 'Tange Associates'. La realizzazione dei termovalorizzatori - il quarto sorgerà a Paternò e servirà sia Messina che Catania, ma non lo costruirà Falck - rientra nel piano regionale nell'ambito della gestione dei rifiuti. Alla presentazione è intervenuto il commissario straordinario per l'emergenza rifuti, Salvatore Cuffaro, che sedendosi al tavolo dei giornalisti non ha potuto trattenere una battuta legata agli avvenimenti di questi giorni: «Ah bene, vedo che Falck è qui. Pensavo che dopo 'Report' avesse cambiato idea».
A Bellolampo ci sarà una fetta di architettura contemporanea, visibile grazie ad una recinzione trasparente. In realtà il compito dello Studio Tange sarà quello di creare l'involucro esterno, perché la struttura interna, quella che avrà il compito di smaltire i rifiuti, è realizzata da Elettroambiente Spa di Roma - partner di Falck insieme a Actelios Spa e la società partecipata Pea Scpa. I tre «sistemi integrati» in Sicilia dovrebbero sopperire al fabbisogno energetico del 20 per cento delle famiglie siciliane. Il sistema integrato consiste nell'intero ciclo di «lavorazione» dei rifiuti, in parte provenienti da raccolta differenziata e in parte no. I rifiuti «secchi» (plastica, vetro, carta, alluminio) seguono una strada, quelli «umidi» (cioè organici) vengono utilizzati per il compostaggio, quindi per l'agricoltura. Per quanto riguarda il progetto architettonico, Paul Tange spiega: «L'ispirazione nasce dal luogo: le dolci linee del paesaggio si ritroveranno nelle struttura. Adopereremo materiali dell'Isola, dalla pietra al mosaico. La Sicilia è stata importante per le suggestioni, i colori, le forme. Il recinto di pannelli permetterà di vedere all'interno, il particolare tetto ondulato farà penetrare la luce del sole, l'ingresso avrà pareti lavorate a mosaico. Tutt'intorno l'area sarà caratterizzata da una ricca vegetazione, con al centro una vasca».
La struttura sarà inoltre dotata di una sistema per l'insonorizzazione, caratterizzata visivamente da camini con strutture semi lucide in acciaio, con una particolare illuminazione notturna. Bellolampo, che già ospita la discarica cittadina, sarà per l'occasione riqualificata, e la superficie totale dopo l'ampliamento sarà di 1.500.000 metri quadri. Ma sui termovalorizzatori esistono due scuole di pensiero - in sintesi, favorevoli o contrari - e lo sa bene l'ingegner Falck. Che alla domanda relativa ai problemi di impatto ambientale e inquinamento risponde: «Scetticismo? Credo che occorra spiegare bene il nostro lavoro, e con molta chiarezza, illustrare la nostra posizione in modo semplice e trasparente. In un Paese come l'Italia, che è legata all'impiego di combustibili fossili, la possibilità di trarre energia dai rifiuti penso che possa costituire un elemento molto interessante».
Il termovalorizzatore di Augusta sorgerà nella zona sud-est di Siracusa e sarà ubicato all'interno di un polo industriale: anche qui sarà bonificato il terreno su cui sorgono industrie legate alla lavorazione del petrolio. «In questo caso, la soluzione architettonica - spiega Paul Tange - prevede il posizionamento di vari gruppi di alberi, per raccordare i nuovi edifici che verranno costruiti con quelli preesistenti». Rivestimenti esterni traslucidi che creano particolari effetti visivi, percepibili già a colpo d'occhio dalla strada, caratterizzano invece la struttura di smaltimento di Casteltermini, che sorgerà nella zona industriale. «Progetti simili - dice Tange - sono già stati realizzati in Giappone. È chiaro, la problematica ambientale è molto rilevante. Ma il gruppo Falck riesce a far dialogare la questione ambientale con quella estetica. D'altronde è un problema connaturato alla società moderna, se non dobbiamo pensare di tornare al Medioevo. Questo progetto vuole essere un monumento di architettura industriale moderna». L'ambiente circostante sarà fruibile.
«Una garanzia che non c'è pericolo di inquinamento» sottolinea Federico Falck. Il Gruppo Falck ha realizzato un accordo con la facoltà di Architettura di Palermo: dopo la «lectio magistralis» di Paul Tange di ieri e la pubblicazione di un quaderno su Tange (di Michele Sbacchi) sono in corso accordi per tirocini e specializzazioni. E il conferimento di una laurea honoris causa per Paul Tange.
fcom1 March 8th, 2005, 08:42 PM Non c'è un rendering??
robyk March 10th, 2005, 04:52 PM PORTI: FINANZIAMENTI E PROGETTI PER PALERMO
(ANSA) - PALERMO- Restituire e ricreare una connessione tra Palermo e il suo porto e questo al mare; abbattere la barriera che separa idealmente la citta' dallo scenario naturale sul quale si affaccia; rilanciare il porto di Palermo migliorando i servizi offerti non soltanto ai turisti e agli operatori commerciali ma anche agli stessi cittadini. Sono gli obiettivi che l'Autorita' portuale di Palermo intende raggiungere con la realizzazione dei progetti di riqualificazione presentati dal presidente dell'Autorita', Nino Bevilacqua. La vasta zona di competenza dell'ente, che si estende dall'Arenella al porticciolo di Sant'Erasmo, e' stata divisa in macro-aree in ognuna delle quali verranno attuati interventi. Per il diporto turistico il progetto prevede il recupero dell'area della Cala, il porto storico di Palermo, che ospitera' le imbarcazioni in nuove passerelle ed attracchi. In questo settore e' imminente anche la definizione della fase preliminare del progetto per la costruzione del porto turistico di San Erasmo con 250 posti barca, che prevede un impegno di spesa di oltre 16 milioni di Euro finanziati in parte dall'Ue. E' gia' esecutivo e in via di realizzazione il progetto di creazione del Parco archeologico del Castello a Mare che il Comune ha finanziato con fondi comunitari di oltre 5 milioni di Euro. Un' altra macro area e' quella costituita dalla zona centrale del Porto destinata al traffico Crociere e Ro-Ro. Qui si ammodernera' la stazione marittima, verra' riqualificato il Molo Santa Lucia, verra' costruito un nuovo terminal Ro-Ro. La spesa sara' di circa 34 milioni di Euro. Per la macro area ''cantieristica'' sono stati definiti progetti per il miglioramento strutturale della aree operative ed e' nella fase di studio di fattibilita' il progetto per il completamento del bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate. Per il traffico merci-terminal containers sono in fase esecutiva alcuni progetti di sistemazione e ammodernamento delle banchine esistenti, mentre procede uno studio di fattibilita' per l'avanzamento del Molo Nord che ospitera' una nuova area operativa. Questo ultimo progetto impegnera' risorse per 55 milioni di Euro. Infine gli interventi per la macro area ''Intermodalita''', strategica per la connessione tra il porto e l'entroterra ''perche' qualunque trasporto via mare - ha detto il presidente Bevilacqua - si trasforma in un trasporto via terra''. E' stato progettato quindi un parcheggio sotterraneo per 400 posti, collegato alla stazione ''Porto'' dell'anello metro-ferroviario e, per un accordo con Rete ferroviaria italiana e Comune, l'utilizzo dell'area Sampolo come terminal intermodale. Bevilacqua ha esposto anche il nuovo Master-Plan dell'Autorita' portuale che, in vista dei progetti architettonici in cantiere, prevede la costituzione di un Comitato scientifico composto dagli architetti Perrault, Fuksas, Irace e Albanese e dal sociologo Aldo Bonomi e di un Comitato consultivo con rappresentanti della Soprintendenza ai beni culturali, Assessorato comunale all' Urbanistica, Ministero delle Infrastrutture e Universita', nonche' un settore pianificazione economica affidato a Banca Nuova. Tutte le attivita' di progettazione e realizzazione verranno eseguite nell'Officina di Architettura, diretta da Flavio Albanese, che verra' ospitata in un capannone che sara' totalmente ristrutturato. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, gli assessori regionali al Turismo, Granata, che ha ricordato la partecipazione delle cinque autorita' portuali siciliane al ''Seatrade'' di Miami, il piu' importante salone crocieristico del mondo, dell'assessore regionale ai Beni Culturali, Pagano e del sindaco Cammarata, secondo il quale il porto ''dovra' essere anche fisicamente vicino ai nostri concittadini eliminando le barriere che attualmente lo separano dalla citta' consentendo una contaminazione culturale e materiale. Il porto fa parte della citta' - ha concluso Camnmarata - e con essa deve intessere un rapporto piu' intimo e confidenziale''. (ANSA). RED
10/03/2005 14:13
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robyk March 11th, 2005, 11:26 AM RIFIUTI: PALERMO, FINANZIATO IMPIANTO COMPOSTAGGIO BISCACQUINO
Palermo, 10 mar. - (Adnkronos) - E' stato finanziato il progetto per la realizzazione di un impianto di compostaggio per i rifiuti che sorgera' nel territorio del Comune di Biscacquino. Il Vice Commissario Delegato per la emergenza rifiuti in Sicilia Felice Crosta ha comunicato questa mattina al Presidente della Societa' Alto Belice Ambiente Spa, Salvino Caputo che il progetto e' stato utilmente inserito nella graduatoria delle strutture finanziate. L'Impianto di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti ha un costo di oltre 2 milioni di euro e servira' tutti i Comuni del vasto comprensorio della Societa' d'Ambito.
(Ter/Col/Adnkronos)
10-MAR-0514:42
contrappunto March 15th, 2005, 11:58 PM PALERMO - Il Progetto di D. Perrault con i ponti sulla circonvallazione
PAOLA NICITA
26/02/2005 LA REPUBBLICA, ED. PALERMO
IL PROGETTO DEI PONTI SULLA CIRCONVALLAZIONE DI DOMINIQUE PERRAULT
RIDISEGNARE le città dai suoi lembi estremi, da quelle periferie che sempre più frequentemente divengono punto di partenza per progettare nuovamente gli spazi urbani. Ed integrare ciò che forma il sostrato dei secoli con il necessario respiro della contemporaneità, parola foriera di stranezza e distanza, ma che in realtà è solo l'involucro che racchiude il tempo presente.
Gettare un ponte, dunque, collegare e mettere in relazione: ed è proprio questo il progetto degli attraversamenti pedonali sulla circonvallazione, presentato ieri da Dominique Perrault —già autore della Biblioteca nazionale di Parigi — insieme al sindaco Diego Cammarata e al presidente della Regione Salvatore Cuffaro.
L'architetto francese progetterà in città per cielo e sottoterra: infatti insieme alle "passeggiate soprelevate"—così le definisce—su viale Regione Siciliana, Perrault sarà l'autore, insieme ad una cordata di studi internazionali, della metropolitana leggera.
«Questi ponti—spiega Dominique Perrault che insieme alle animazioni virtuali della soprelevata ha mostrato alla presentazione una moquette del progetto — sono pensati per collegare luoghi divisi dal passaggio delle automobili. Questo quartiere periferico risulta abbastanza frammentato.
Le "passeggiate" potranno diventare un modo per riappropriarsi di questa parte della città».
Pedoni e biciclette per "ricucire" piazzale John Lennon (ex Giotto) con il versante opposto, piazza Einstein, ovvero l'inizio di via Leonardo daVinci, e ancora una parte dell'Uditore con via Carnevale.
«Il passaggio pedonale verrà realizzato in due franche di lavori — dice Diego Cammarata—il primo stralcio verrà realizzato entro l'anno, per un importo di circa 3 milioni di euro. Tutta l'opera verrà ultimata entro due anni dall'inizio del cantiere».
Il presidente Cuffaro ha garantito la copertura dell'intero progetto, il cui costo complessivo sarà di 10 milioni di euro: anche perché uno dei "bracci" degli attraversamenti arriverà proprio dove dovrebbe sorgere il nuovo palazzo della Regione, al momento un'area verde. Molte le rassicurazioni delle istituzioni: ma al momento, però, il progetto non è stato finanziato. «Attingeremo ad una misura di riqualificazione urbana— prosegue Cammarata — l'esecutivo sarà pronto in estate, il cantiere avviato entro la fine dell'anno. Investiremo sull'architettura d'avanguardia». E tra i luoghi pubblici, si parla del nuovo stadio. Anche per questo, anticipa il sindaco, è in vista la firma di un architetto contemporaneo.
La prima fase vedrà la realizzazione di due soprapassi di 300 metri ciascuno per collegare il parcheggio e il terminal dei bus di piazzale Lennon con l'area verde sul lato monte della circonvallazione, in due punti: accanto alla rotatoria di viale Leonardo daVinci e a fianco della via Giorgione.
Per Perrault i progetti palermitani seguono un filo conduttore ideale comune, sia che si tratti di soprelevazioni che di underground. «La città e il contemporaneo devono trovare una relazione — dice l'architetto francese — credo che la chiave per fare ciò sia costruire rispettando quello che esiste:
quindi senza timore reverenziale. Altrimenti si rischia che il centro storico divenga una sorta di museo. Dove la vita, però, si svolge altrove».
Il progetto degli attraversamenti chiama in causa il movimento, lavi taquotidianadeipe-doni: quattro le passerelle, la cui lunghezza varia dai 150 ai 500 metri, per una estensione complessiva di un chilometro e 250
metri e una superficie di seimila metri quadrati. La larghezza massima sarà di4 metri e l'altezza, rispetto al piano stradale, raggiungerà i 6 metri. La realizzazione dei sistemi di attraversamenti sopraelevati consentirà di eliminare i semafori pedonali, rendendo il traffico più scorrevole. Il tempo stimato per l'attraversamento va, a seconda della distanza, da 4 minuti al
quarto d'ora. I percorsi si sviluppano secondo archi di circonferenza di differente raggio, che si intersecano in snodi e piazze di sosta da cui poter osservare l'ambiente circostante dall'alto. I tre punti più alti, pensati come terrazze di sosta, saranno collegati a terra con scale e ascensori, e una delle piazzole di sosta si affaccerà sulla stazione dei bus. I collegamenti verticali serviranno anche per unire la terrazza ad uno spazio chiuso al piano terreno, che verr utilizzato come ufficio informazioni e biglietteria. «Il tema è quello della leggerezza — prosegue Perrault — adoperando le tecnologie moderne, ma essendo il meno possibile in-vasivo. L'attenzione è rivolta allo spostamento del pedone, al suo modo divedere e fruire degli spazi urbani».
Nicola Leone: "E adesso rottamiamo le periferie"
SCATOLE ad incastro o pareti metalliche curve, vele di cemento e facciate di vetro e metallo: edifici che esprimono, ancorprima che unaformaestetica, un segno sociale. Spesso al centro dei più duri fatti di cronaca, le periferie tornano alla ribalta e chiedono spazio: per recuperare identità, ma anche per far conoscere lati opposti della stessa medaglia.
Progettare Palermo, allora ma come? E come dialogare con il suo tessuto urbano? Nicola Giuliano Leone, preside della Facoltà di Architettura di Palermo, risponde: «Ci sono punti critici, è vero, ma anche parti che funzionano. Proprio dove sorge la circonvallazione, a dire il vero, alcuni punti sarebbero da rivedere».
Preside, un voto al piano regolatore della città...
«Nel bene e nel male ha organizzato pezzi di città».
Nel male?
«Sicuramente la distruzione delle ville dei Colli. È fallito anche nel rapporto con il mare, non c'è una passeggiata a mare che possa dirsi tale. I problemi più grossi riguardano i grandi "bracci" storici. Ha formato dei recinti nel cuore della città. Anche la zona dell'Oreto rimane esclusa e andrebbe ripensata, insieme al verde. Comunque il piano regolatore ha dato un senso all'urbanistica».
E per le periferie cosa proporrebbe?
«Rottamarle. Sostituendole con progetti di qualità. E considerare che mettere palme dappertutto non risolve i problemi».
L'architettura contemporanea era stata un po' bistrattata. Molto spesso la risposta era quel-la dell'eccessiva presenza di "storia" e "antico" in città. Eppure altrove si costruisce...
«Le città hanno bisogno di dialogare con l'antico. Ma abbiamo emblematizzato troppo la storia, e contemporaneamente l'abbiamo anche distrutta, maltrattata, cancellando o danneggiando preziose testimonianze, basti pensare alle speculazioni edilizie. Occorre riflettere: il moderno e il contemporaneo sono pensiero, costruzione filosofica. Così come è avvenuto per l'antico».
I suoi edifici moderni preferiti?
«L'Enel di Samonà, la piscina comunale di Pirrone. Ma anche altri edifici di Fodera e Carpintieri».
E di questo progetto di Perrault che ne pensa?
«Certo sarebbe stata una bella occasione per un concorso internazionale. C'è un po' di esterofilia. Comunque va bene, è sicuramente un firma di qualità. Forse gli edifici pubblici sono più nelle sue corde, questo è un progetto alla Calatrava Ma ripeto, è un buon modo per parlare di architettura contemporanea a Palermo. Ci vuole più coraggio a costruire che a conservare»
robyk March 22nd, 2005, 01:47 PM Nuove strategie urbane per Palermo
http://architettura.supereva.it/architetture/20050321/index.htm
robyk March 23rd, 2005, 02:56 PM PALERMO: 23 MLN DI EURO PER RECUPERO QUARTIERE PERIFERICO
Palermo 22 mar. - (Adnkronos) - Centoventidue alloggi popolari, nuovi spazi verdi, servizi di quartiere e una postazione dei Carabinieri. Ventitre' milioni di euro per un'opera di riqualificazione in uno dei luoghi piu' degradati della citta'. E' il progetto per il recupero dell'Insula 3E a San Filippo Neri, quartiere alla periferia di Palermo, che ha avuto l'ok dalla Giunta comunale e si avvia, adesso, all'appalto dei lavori, la cui durata sara' di circa due anni dall'apertura del cantiere.
(Loc/Zn/Adnkronos)
22-MAR-0520:21
robyk March 30th, 2005, 03:11 PM AMBIENTE: PALERMO, VERDI E DS SI MOBILITANO CONTRO DEPURATORE A CALA ROSSA Palermo, 29 mar. (Adnkronos) - Un ordine del giorno per chiedere, a chi di competenza, di ''tutelare la bellezza del territorio di Terrasini non permettendo la realizzazione del depuratore che recherebbe un disastroso impatto ambientale e che snaturerebbe un sito di interesse comunitario che semmai dovrebbe essere depurato dai rifiuti pesanti che vi vengono scaricati''. A presentarlo il consigliere dei Verdi alla Provincia Regionale di Palermo, Angelo Ribaldo. L'impianto, che dovrebbe sorgere a ridosso del belvedere di Cala Rossa, nel palermitano, prevede lo sbancamento di 80 mila metri cubi di roccia e un investimento di 11 milioni di euro.
(Loc/Pe/Adnkronos)
29-MAR-0520:17
fcom1 April 8th, 2005, 04:17 PM http://www.expa.org/swf/home.htm
robyk April 14th, 2005, 12:37 PM Aeroporti: Palermo, inaugurati cinque pontili mobili
11/04/2005
Investimento di 13 mln per potenziamento dello scalo (ANSA) - PALERMO, 11 APR - Una nuova sala imbarchi e cinque nuovi pontili sono stati inaugurati nell' aeroporto palermitano 'Falcone-Borsellino' a Punta Raisi. Cambia volto l'aeroporto i Palermo grazie ad un investimento di 13 milioni di euro inserito in un piu' vasto progetto di potenziamento dello scalo palermitano. Tra pochi mesi i passeggeri potranno usufruire anche di nuove tre isole commerciali che aggiungeranno 120 metri quadrati di superficie agli attuali 750.
copyright @ 2005 ANSA
robyk April 14th, 2005, 05:14 PM CIRCONVALLAZIONE, I PONTI PEDONALI DELL’ARCHITETTO PERRAULT
IL SINDACO: “PALERMO ADESSO ANCHE LUOGO DI AVANGUARDIA”
Lunghi corridoi stesi a mezz’aria per “ricucire” i due lembi della città divisi dalla circonvallazione, fra piazza Einstein e piazzale John Lennon. Passerelle in acciaio colorato che scavalcano il viale Regione Siciliana come veri e propri attraversamenti-passeggiata, disegnando traiettorie ellittiche e morbidi saliscendi. In senso lato, un’espressione di land art, ma col beneficio della funzionalità, per rendere sicuro e piacevole il passaggio a piedi da un versante all’altro della più grande arteria stradale cittadina.
È il sistema dei ponti pedonali progettato, per conto del Comune, dal celebre architetto francese Dominique Perrault: una grande firma dell’architettura contemporanea, che va a impreziosire il programma degli interventi portati avanti dall’Amministrazione per riqualificare l’intero asse tangenziale di Palermo. Le tavole sono state presentate ufficialmente oggi, in una conferenza al Noviziato dei Crociferi, dal sindaco Diego Cammarata e dallo stesso Perrault. Erano presenti il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, e assessori della Giunta comunale.
Il sindaco Cammarata. “Il progetto dei ponti pedonali sulla circonvallazione – afferma il sindaco Diego Cammarata – è una tappa importante nel disegno che abbiamo immaginato per la nostra città. Con questa importante opera, firmata da uno dei maestri dell’architettura contemporanea, Dominique Perrault, Palermo si affaccia alla ribalta internazionale non solo per il suo straordinario patrimonio monumentale storico, ma anche come luogo di avanguardia e sperimentazione. Palermo dimostra così di volersi proiettare nel futuro e di avere gli strumenti e la capacità per farlo, confermandosi protagonista di un dibattito culturale ed architettonico di altissimo livello”.
“I sovrappassi che Perrault ha progettato – aggiunge Cammarata – sono di grande suggestione e straordinario impatto visivo, oltre che di indubbia efficacia utilitaristica, e confermano le doti di questo maestro dell’architettura contemporanea. Abbiamo detto più volte che la Palermo di domani nasce oggi. Il progetto che presentiamo adesso – conclude il sindaco – dimostra che questa Palermo è già nata e che il futuro che abbiamo prefigurato per la nostra città, il progetto di sviluppo cui stiamo lavorando con ostinazione e caparbietà dal momento del nostro insediamento, sta attuandosi, tappa per tappa, disegnando giorno dopo giorno una metropoli al passo con le altre grandi capitali europee”.
Il progetto. L’intera opera avrà un costo di circa 10 milioni di euro. Per la copertura finanziaria, alle risorse messe a disposizione dal Comune si aggiungeranno fondi provenienti dalla Regione Siciliana, come ha assicurato il presidente Salvatore Cuffaro durante la conferenza.
In una prima fase, si realizzeranno due soprapassi da 300 metri ciascuno per collegare il parcheggio e il terminal dei bus nell’ex piazzale Giotto con l’area a verde (di proprietà regionale) sul lato-monte della circonvallazione, in due diversi punti: accanto alla rotatoria di via Leonardo da Vinci-piazza Einstein e a fianco della via Giorgione. Si tratta di un primo stralcio del progetto, che si prevede di mandare in gara d’appalto entro fine anno per un importo di circa 3,5 milioni di euro. Dopo l’affidamento dei lavori potrà partire il cantiere, che durerà circa un anno.
Successivamente, l’opera verrà completata col prolungamento di uno dei due ponti fino alla zona dell’ex motel Agip (inizio di via Leonardo da Vinci lato-monte) e con altre due passerelle che, dall’ex motel Agip, si distenderanno fino al versante opposto di piazza Einstein, in corrispondenza della via Carnevale, e verso monte, fino ai margini della via Uditore.
Il sistema, come detto, si compone di quattro passerelle, la cui lunghezza varia dai 150 ai 500 metri. L’estensione complessiva sarà di 1.250 metri, la superficie di 6.000 metri quadrati. Il tempo stimato di attraversamento va da 4 a 15 minuti, a seconda della distanza.
I percorsi si sviluppano secondo una geometria di archi di circonferenze di differente raggio, che si intersecano generando piccoli snodi e piazze di sosta dove poter osservare in quota l’ambiente circostante prima di intraprendere il percorso successivo. I by-pass pedonali, comunque percorribili anche in bicicletta, avranno una larghezza massima di 4 metri e raggiungeranno, rispetto al piano stradale, un’altezza di oltre 6 metri. La pendenza media delle rampe sarà del 6-8 per cento.
I tre punti più alti, pensati come terrazze di sosta, saranno collegati a terra con scale e ascensori. Una delle piazzole, peraltro, si affaccerà sulla stazione dei bus: qui i collegamenti verticali serviranno anche per unire la terrazza a un piccolo spazio protetto al pian terreno, utilizzabile come ufficio informazioni e biglietteria.
Per costruire la struttura portante dell’intero sistema, la cui sezione interna sarà di forma piramidale, ci vorranno 300 mila chili di acciaio. In alcuni tratti, gli elementi costitutivi delle passerelle formeranno una trama reticolare per “fasciare” la struttura portante, e saranno uniti in sequenza attraverso giunzioni apposite, studiate punto per punto in base alla pendenza e all’inclinazione. Per gli appoggi a terra sono previste strutture reticolari in acciaio a sezione circolare.
Quanto alla pavimentazione delle passerelle, sono previste pedane in legno. I parapetti, disegnati in conformità ai requisiti normativi, saranno costituiti da griglie metalliche di differente densità e di altezza variabile. In alcune zone, verrà studiato uno sviluppo del parapetto in senso verticale tale da creare una copertura e fornire, così, riparo dalla pioggia e dal sole.
PERRAULT: UN PROGETTO CHE RIUNISCE LUOGHI SEPARATI
“La periferia – spiega Dominique Perrault, autore di grandi progetti tra cui l’avveniristico teatro “New Mariinsky” di San Pietroburgo e il masterplan della cittadella del Danubio, a Vienna – è un mondo dove non esistono vincoli e possono coesistere realtà differenti. John Lennon a fianco di Albert Einstein! Nel paesaggio urbano delle periferie, i territori sono spesso lasciati all’abbandono. L’idea del progetto è ristabilire, attraverso una rete di percorsi-passeggiata, un dialogo, una connessione tra luoghi attualmente separati”.
“In generale – prosegue l’architetto francese – i progetti infrastrutturali rispondono a priorità funzionali di velocità. La via è sempre la più breve, il percorso è dritto. Nei centri storici le infrastrutture rispondono, invece, a requisiti fondamentali di tipo culturale e artistico. Con questo progetto si è pensato di rispondere alle esigenze della periferia senza trascurare un valore culturale fondamentale, cioè quello di avvicinare i quartieri che sono attualmente separati attraverso questo sistema di percorsi”.
“Abbiamo compiuto – conclude Perrault – un lavoro di ricucitura della cesura della circonvallazione di Palermo. Quello che cerchiamo di fare attraverso questo progetto è innescare un processo creativo di nuova identità urban.
PARCHEGGI E TRAM A PORTATA DI MANO
I sovrappassi pedonali hanno una funzione strategica nel riassetto della viabilità lungo la circonvallazione e, in particolare, svolgeranno un ruolo fondamentale in un’area come quella fra piazza Einstein e piazzale John Lennon.
Questa zona, interessata da grandi flussi veicolari, si va sempre più configurando come snodo intermodale: al parcheggio e al terminal dei bus previsti nella ex piazza Giotto, infatti, si aggiungerà il passaggio dei tram. L’obiettivo, qui, è favorire l’accesso al centro urbano attraverso i mezzi pubblici e, conseguentemente, ridurre il traffico delle auto private.
In un crocevia così complesso e trafficato, il nuovo sistema di passerelle consentirà di rendere estremamente agevole l’utilizzo delle varie infrastrutture al servizio della mobilità, facilitando la scelta fra le diverse opzioni (collegamento stazione bus, fermata tram, parcheggio auto etc...).
Ma un secondo importante obiettivo è legato alla fluidificazione del traffico lungo la circonvallazione: la realizzazione del sistema di attraversamenti sopraelevati consentirà anche di eliminare semafori pedonali attualmente in funzione. La circolazione su viale Regione Siciliana sarà, dunque, più scorrevole, e si migliorerà ulteriormente il collegamento Trapani-Catania.
Infine, c’è un terzo aspetto da considerare: il progetto elaborato da Perrault arricchirà la zona sotto il profilo urbanistico ed estetico. Le nuove installazioni si inseriranno come una presenza caratterizzante in un paesaggio urbano attualmente di tipo residenziale. In altre parole, un modo per stimolare un nuovo uso dei luoghi e plasmarne l’identità, attraverso un autentico processo di riqualificazione urbana.
Le nuove passerelle pedonali, emblema della città che si apre all’estetica contemporanea, potranno essere sfruttate come passeggiate verso le aree verdi attrezzate e come percorsi ciclabili alternativi, ma fungeranno anche da ingresso ai nuovi edifici previsti in futuro della Regione Siciliana.
LA NUOVA CIRCONVALLAZIONE DI PALERMO
Realizzata, nel suo primissimo segmento, agli inizi degli anni Sessanta, e ampliata, poi, fino all’attuale estensione, la circonvallazione di Palermo (il viale Regione Siciliana) ha in parte perso le caratteristiche di una strada tangenziale. Ciò perché l’espansione edilizia ha fatto sì che essa venisse progressivamente “riassorbita” dal tessuto urbano, sviluppatosi fino alle pendici dei monti.
Tuttavia, questo fondamentale asse viario, che unisce l’autostrada Palermo-Catania alla Palermo-Trapani/Mazara del Vallo, mantiene tuttora il ruolo di unica circonvallazione cittadina. E visti i molti punti di intersezione con la viabilità interna, inevitabili sono gli inconvenienti per la normale mobilità privata e per quella legata ai trasporti commerciali.
Questa situazione ha spinto l’Amministrazione comunale ad avviare imponenti progetti per riqualificare tutto il viale Regione Siciliana e farne un’autentica strada di scorrimento, più funzionale, sicura e soprattutto adeguata a una città che finalmente vuole colmare il divario infrastrutturale rispetto alle altre metropoli europee.
Negli ultimi tre anni ci si è concentrati soprattutto sui nodi più critici, con la progettazione e la realizzazione di nuovi svincoli per eliminare quegli incroci che maggiormente hanno penalizzato la circolazione sull’intero asse tangenziale. E i risultati raggiunti finora sono di grande importanza.
Il “tappo” stradale più temuto dagli automobilisti palermitani, infatti, è già un ricordo: un nuovo sottopasso, costruito per interrare le carreggiate centrali, e inaugurato a maggio del 2004, ha cancellato per sempre l’incrocio con la via Leonardo da Vinci, che per oltre venti anni aveva causato enormi disagi. Ci sono voluti oltre 17 milioni di euro e poco più di due anni di lavori, ma quella portata a termine è, per la città, un’opera fondamentale: basti pensare che questo snodo, secondo le stime, nella fascia oraria dalle 8 alle 9 di un normale giorno feriale, ha un volume di traffico pari a quasi seimila veicoli.
Intanto, è scattato anche il conto alla rovescia per dare scacco matto a un altro imbuto stradale, quello del ponte Corleone, un punto in cui le corsie secondarie della circonvallazione si interrompono costringendo tutti i veicoli a convergere in quelle centrali. L’appalto per il “raddoppio” della carreggiata è stato aggiudicato e i lavori stanno per partire. Anche in questo caso la spesa è di circa 14 milioni.
E per far saltare l’ultima strozzatura, cioè l’incrocio con la via Perpignano, è quasi pronto per la gara d’appalto un progetto che prevede la realizzazione di un nuovo sottopasso, con una rotatoria soprastante. Il costo sarà di circa 22 milioni di euro.
A tutto ciò bisogna aggiungere i nuovi svincoli per migliorare gli accessi al centro urbano: quello aperto nel marzo 2002 a Tommaso Natale, all’estremità ovest, che assicura un efficace collegamento con le borgate marinare di Mondello e Sferracavallo, frequentatissime località balneari (13 milioni di euro); quello verso l’area industriale di Brancaccio, nella periferia est, attualmente in fase di completamento (9 milioni di euro); e quello di viale Francia, che sarà costruito nell’ambito dei lavori per il raddoppio del passante ferroviario Palermo-Punta Raisi.
http://www.comune.palermo.it/Comune/conferenze_stampa/pontepedperrault.gif
http://www.comune.palermo.it/Comune/conferenze_stampa/pontepedperrault2.gif
http://www.comune.palermo.it/Comune/conferenze_stampa/sistemapontiperrault.gif
http://www.comune.palermo.it/Comune/conferenze_stampa/sistemapontiperrault2.gif
http://www.comune.palermo.it/index.htm
Eletrix April 14th, 2005, 05:32 PM WOW, belli i ponti pedonali!!!!! Vedo che sono stati disegnati da Perrault!:)
capitan harlock April 14th, 2005, 07:46 PM stupendo il progetto!!
a quando la metro anche a Palermo??
I'mBack April 15th, 2005, 11:11 PM Belli, ma .... nn sono troppo lunghi? E saranno "sicuri" la sera? Il quartiere mi sembra molto popolare....??
fcom1 April 18th, 2005, 07:20 PM é stata indetta una gara dal Comune di Palermo per la progettazione esecutiva e realizzazione di tre linee ferroviare tranviarie. Ne sapete qlcs?
Eletrix April 18th, 2005, 07:47 PM Belli, ma .... nn sono troppo lunghi? E saranno "sicuri" la sera? Il quartiere mi sembra molto popolare....??
La zona è quella della tangenziale ma non è una zona pericolosa, affatto. A Nord la città è divisa in due parti perchè c'è questa enorme tangenziale. Il luogo è sicuro, lo conosco bene;)
robyk April 19th, 2005, 02:47 PM FERROVIE: NUOVI COLLEGAMENTI IN SICILIA
(ANSA) - PALERMO - L'assessore regionale al Turismo e Trasporti, Fabio Granata, e il direttore regionale di Trenitalia, Giuseppe Trapani, hanno concordato una serie di iniziative per migliorare il trasporto ferroviario in Sicilia. Le misure saranno operative a partire dal 24 aprile, senza aspettare il cambio dell' orario ufficiale di fine anno. Il potenziamento dell'offerta comprende l'istituzione di 33 nuovi treni e l'estensione di percorso o della periodicita' di altri 8 convogli. La principale novita', sostenuta dall'assessore Granata, riguarda l'istituzione di 22 nuovi treni denominati ''City Express'', effettuati tutti con i moderni Minuetto, che assicureranno, senza fermate intermedie e senza supplemento di prezzo, i collegamenti tra i principali centri dell'isola riducendo i tempi di percorrenza e favorendo il collegamento tra i capoluoghi di provincia e le principali localita' turistiche. In particolare, due coppie di ''City Express'' collegheranno Catania e Siracusa, Palermo ed Agrigento, mentre nei fine settimana circoleranno altre quattro coppie di treni fra Catania e Taormina e fra Palermo e Cefalu'. Il servizio ''City Express'' sara' ulteriormente esteso ad altre localita' siciliane a partire dall'11 dicembre prossimo con l'entrata in vigore dell'orario ufficiale. Oltre ai ''City Express'', altri nuovi 11 nuovi treni diretti o regionali andranno a potenziare i collegamenti tra Messina, Taormina e Catania (3 treni), tra Siracusa e Noto (6 treni) e dal 12 giugno tra Palermo e Messina (2 treni). Inoltre, il prolungamento di percorso o l'estensione della periodicita' di alcuni treni, gia' previsti nell'attuale orario ferroviario, consentira' di aumentare di altre 2 il numero delle corse tra Messina e Catania, e dal 12 giugno di altre 2 tra Catania e Siracusa. Infine l'estensione del percorso a Punta Raisi di treni gia' previsti tra Palermo e Carini ha consentito, dal 4 aprile scorso, di aggiungere altri 4 collegamenti sulla relazione Palermo-aeroporto Falcone/Borsellino, portando, nei giorni lavorativi, a 50 il numero delle corse tra il capoluogo e Punta Raisi. ''Rendere piu' agevoli i trasferimenti in treno - dice Granata - e facilitare il movimento dei viaggiatori in Sicilia, significa arricchire l'offerta turistica isolana. La 'filosofia del treno', del viaggio inteso come strumento di conoscenza dei luoghi e dei paesaggi, vuol dire, in sintesi, favorire il rilancio dell'intero comparto, all'insegna del comfort, della puntualita' e soprattutto senza oneri economici aggiuntivi per il viaggiatore. ''Con questa offerta, Trenitalia intende fornire in Sicilia - afferma Trapani - un servizio di trasporto veloce e confortevole con ampia possibilita' di scelta dell'orario. La realizzazione della iniziativa e' stata resa possibile grazie all'intesa con l'assessore Granata che ha colto l'opportunita' dell'arrivo dei nuovi treni Minuetto, frutto di un precedente accordo tra Regione Siciliana e Trenitalia, per sostenere il rilancio di veloci collegamenti diretti fra i principali centri dell'isola con treni moderni e dotati di ogni comfort''.(ANSA).
19/04/2005 12:57
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contrappunto April 26th, 2005, 12:01 AM I CANTIERI APERTI A PALERMO
http://www.comune.palermo.it/Comune/cantieri_aperti/cantieri.htm
Falcon83 July 19th, 2005, 10:48 PM si sa qualcosa del nuovo stadio per gli europei?
fcom1 July 24th, 2005, 03:00 PM Italia, Palermo (PA) 224 Hits
Palermo. Concorso di idee per il nuovo fronte a mare
Concorso di idee per la sistemazione del Water Front a completamento della variante del Piano Regolatore Portuale.
Progetto 1° classificato
Massimiliano Giudice, Giovanni Lucentini, Carmela Condurso
Partendo dai dati e dalle analisi dello “Studio interdisciplinare dell’Autorità Portuale di Palermo”, che focalizza l’attenzione sulla fondamentale ed innegabile funzione che il porto ha di volano per l’economia della città di Palermo e la Regione Sicilia, si è pervenuti ad un progetto che mira ad un rilancio economico e sociale (nonché ambientale) non solo delle aree proprie del porto e della stessa Autorità Portuale, ma di tutta la città. Dal progetto, nonostante i limiti dettati da un concorso di idee, si evince l’attenzione posta alle relazioni e ai rapporti tra il porto, il mare e la città. Si è provato ad immaginare un nuovo sistema di connessione attraverso un parco e un modello di città lineare che si sviluppa lungo la costa dando vita sia ad una stretta relazione tra il mare e la città storica, che - con una serie d’infrastrutture - tra il mare, il porto e la città nuova. Questo è stato possibile perché si è mirato ad un ri-disegno delle aree di studio cercando di non farsi guidare necessariamente dall’esigenze dei mezzi di locomozione, anche per ridurre l’effetto separata e frammentata al suo interno e per questa ragione non può essere risanata e organizzata.
Dopo una fase di studio storico, ha offerto importanti spunti per la redazione del progetto l’analisi dei traffici, sia di “entrata” che di “uscita”, da cui è risultato che buona parte possono classificarsi di “tipologia mista”. Ad un primo colpo d’occhio colpisce l’incredibile promiscuità tra gli spazi di manovra dei grandi mezzi per la movimentazione delle merci ed i bambini che, con i genitori, aspettano gioiosi l’arrivo di qualche parente. A vedere ciò la prima cosa che salta in mente è: “fortunatamente i palermitani non sanno quanto è bello passeggiare lungo una banchina. Forse ricordano ancora quell’aria infestata dagli scarichi fognari di qualche anno fa”. Egoisticamente si può anche pensare: “ non lo dico a nessuno che un porto può anche profumare di mare…”. Invece l’obbiettivo che ci siamo prefissi di raggiungere con la partecipazione a questo concorso di idee era quello di aprire, per quanto possibile, il porto alla cittadinanza. Ne è emersa la necessità di una totale ristrutturazione che miri alla netta separazione delle diverse tipologie di traffico.
Lo studio di spazi polivalenti sia all’aperto che al chiuso, di aree e costruzioni di tipologia diverse, organizzano una serie di sottosistemi urbani circondati dal verde e sempre relazionati tra loro. Una serie di nuovi spazi urbani nel quale le architetture, come gli spazi pubblici e per il tempo libero, si connettano in sistemi complessi verde costruito e che non facciano risaltare i propri confini.
Il centro storico è fisicamente soltanto lambito dall’intervento, ma ne è fortemente interessato. In questo modo si riesce a mantenere intatte le sue caratteristiche di sistema preferibilmente pedonale, inserito però nel nuovo sistema dei trasporti e delle funzioni pubbliche.
Il nuovo organismo urbano si costruisce per sottosistemi ognuno dotato di una propria vita e di una propria funzione.
Il primo sottosistema del progetto, collegato alla città storica, è quello dei trasporti e dei servizi turistici, commerciali e sportivi ed è caratterizzato da grandi parchi ed edifici per il tempo libero (centro per il cinema, palestre) e turistici (nuove stazioni marittime, un grande albergo, un nuovo grande outlet) di grandi dimensioni immersi negli spazi pubblici e nel verde. Spazi pubblici e verde non sono limitati ma si intersecano senza soluzione di continuità.
Il secondo sistema è quello dell’area del porto e delle stazioni di sosta dove prevediamo un incremento della disponibilità di parcheggi, verde e uffici. Un sistema che si apre alla città attraverso al grande vetrata della stazione della metropolitana al porto e i giardini posti tra due allineamenti di edifici che costituiscono il margine del porto.
Il terzo sistema è caratterizzato dalla presenza di nuovi depositi. Il progetto permette l’incremento dei terminal Ro-Ro dei sistemi per il trasporto delle merci e il loro stoccaggio, degli uffici, dei parcheggi e della nuova stazione per la movimentazione delle merci. La novità principale rispetto al porto attuale è data dall’avere concentrato le funzioni dettate dai traffici commerciali in un'unica area disimpegnata da altri tipologie di traffico, e ipotizzando dei parziali spostamenti verso aree interne del territorio comunale. Quest’ultima ipotesi prende campo dai positivi sviluppi registrati negli ultimi anni in quasi tutti i “porti oceanici”.
Questi tre sistemi principali sono integrati da altri sistemi quali quello dei musei e delle nuove strutture dei quartieri che si sviluppano lungo la costa, pur non appartenendo all’asse dei tre sistemi principali si collegano ad esso mantenendo ognuno la loro funzione di centro di quartiere.
Il punto fondamentale del progetto rimane l’idea dell’asse, che attraverso un sistema di razionalizzazione e ri-distribuzione delle funzioni, avvicina la città al proprio mare.
Tutto questo potrebbe avvenire ipotizzando che per lo sviluppo del progetto occorrerebbe una struttura permanente nella quale confluiscano tutte le parti interessate alla città e non come avviene attualmente con una divisione dei poteri e delle competenze in campo. Le parti dovrebbero, scegliere un rappresentante unico, e a questo conferire poteri di contrattazione e di coagulare in maniera permanente i vari finanziamenti dispersi in diverse forme in accordo con le altre. Non è possibile immaginare di continuare ad utilizzare la zonizzazione dell’ottocento o norme quali i Prust o altre simili per progettare le città per parti. Ma occorre un progetto decisionale unitario per realizzare uno sviluppo omogeneo delle città.
Il nostro potrebbe essere un sistema in grado di penetrare nella struttura delle città storica che, integrata con un sistema commerciale e dei trasporti organizzato potrebbe essere finalmente interessato da flussi del turismo per la facilità di utilizzarlo, raggiungerlo e fruirlo. La città storica potrebbe essere rivissuta come sistema culturale, senza intervenire con strutture funzionali pesanti al suo interno ma semplicemente collegandola alle strutture marginali.
Nel progetto non è prevista, come abbiamo spiegato, una zonizzazione rigida ma l’integrazione complessa del sistema; il verde penetra all’interno degli edifici ed è da questi circondato, le piazze sono interne al parco e non chiuse. Il progetto, così come da noi formulato, cerca di eliminare la sensazione di “scatola” della città. Che il parco sia pensato come una “scatola” allo stesso modo degli edifici, le piazze e ogni cosa all’interno della città, costituisce un limite alla integrazione e alla funzionalità di molte città italiane. L’immagine che vogliamo dare della città è invece quella di un flusso continuo e non frammentato e chiuso nel quale il parco oltre ad essere parco è anche parte dell’edificio. Non la tipologia ma la multifunzionalità caratterizza il nostro progetto, gli edifici sono contemporaneamente parco, abitazione, ufficio, negozio. Ciò che importa e la loro massa nello spazio e la continuità del progetto e del sistema non il disegno dei prospetti. La luce, l’aria, la tecnologia sono gli elementi fondamentali. La tecnologia consente di determinare gli oggetti architettonici nella loro funzione e nel loro aspetto.
Massimiliano Giudice architetto (1970) si laurea a Palermo nel 1996. Dopo diverse esperienze formative all’estero (Belgio e Francia) inaugura il proprio studio a Palermo. L’assoluta impossibilità di ottenere incarichi pubblici gli "offre" la possibilità di dedicarsi alla progettazione per privati ed alla partecipazione a diversi concorsi di architettura. Il suo lavoro è stato oggetto di diverse pubblicazioni.
Giovanni Lucentini architetto 7.6.1967 vive e lavora a Palermo partecipa a numerosi concorsi ottenendo diversi riconoscimenti tra cui si segnalano il 2° premio al concorso per una nuova autorimessa in località carpina a Brienno (Como)
Carmela Condurso si laurea presso la facoltà di architettura di Palermo e si specializza in disegno industriale attualmente lavora in Congo.
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Paxromana September 28th, 2005, 04:04 PM CENTRO STORICO PALERMO: DA RESTAURO NASCE GRANDE POLO MUSEALE
(AGI) - Palermo, 28 set. - Completato il piu' grande intervento di restauro dal dopoguerra ad oggi nel centro storico di Palermo: il recupero storico-architettonico del complesso monumentale di Sant'Anna la Misericordia, che racchiude edifici dal '400 al '600 ed e' destinato a diventare il piu' grande polo museale comunale. Con quasi 5 mila metri quadrati di superficie, sara' la nuova sede della Civica Galleria d'arte moderna "Empedocle Restivo", da quasi 100 anni ospitata "provvisoriamente" nell'elegante ridotto del Teatro Politeama. Il complesso, formato dal quattrocentesco palazzo Bonet e dall'adiacente convento francescano di origine seicentesca, e' stato inaugurato stamattina dal sindaco Diego Cammarata. L'opera di recupero, appena conclusa dopo diversi anni di lavori, e' stata curata dall'assessorato al Centro storico del Comune (due gli appalti: il primo da 6 milioni di euro; il secondo, chiuso oggi, per un importo di 7 milioni e mezzo). Un altro spazio monumentale torna quindi a splendere, nell'ambito del piano generale portato avanti dall'amministrazione comunale per risanare la citta' antica, con progetti per oltre 400 milioni di euro. Uno spazio che, accogliendo la Civica Galleria d'arte moderna, da' vita, assieme alla Galleria regionale di Palazzo Abbatellis e al Museo archeologico "Antonino Salinas", a uno straordinario polo museale nel cuore antico della citta'.
"Il completamento dei lavori di recupero e restauro dell'ex convento di Sant'Anna la Misericordia, che ci consentono di restituire alla citta' questo splendido bene monumentale - sottolinea il sindaco Cammarata - rappresentano un traguardo importante per la nostra Amministrazione. I lavori di completamento, avviati nel gennaio 2002, sono stati condotti in costante raccordo con la Soprintendenza ai Beni culturali e con l'obiettivo di effettuare un recupero in cui evidente e funzionale fosse la destinazione museale del sito, che oggi presentiamo in tutta la sua austera bellezza. Le date e le scadenze prefissate - conclude il sindaco - sono state rispettate, e i traguardi, l'uno dopo l'altro, raggiunti. Avevamo annunciato che la riapertura del Sant'Anna sarebbe avvenuta il primo ottobre con la grande mostra su Francesco Lojacono e cosi' sara'".
Paxromana September 28th, 2005, 04:07 PM Scusate l'articolo non era completo. Eccolo di nuovo:
CENTRO STORICO PALERMO: DA RESTAURO NASCE GRANDE POLO MUSEALE
(AGI) - Palermo, 28 set. - Completato il piu' grande intervento di restauro dal dopoguerra ad oggi nel centro storico di Palermo: il recupero storico-architettonico del complesso monumentale di Sant'Anna la Misericordia, che racchiude edifici dal '400 al '600 ed e' destinato a diventare il piu' grande polo museale comunale. Con quasi 5 mila metri quadrati di superficie, sara' la nuova sede della Civica Galleria d'arte moderna "Empedocle Restivo", da quasi 100 anni ospitata "provvisoriamente" nell'elegante ridotto del Teatro Politeama. Il complesso, formato dal quattrocentesco palazzo Bonet e dall'adiacente convento francescano di origine seicentesca, e' stato inaugurato stamattina dal sindaco Diego Cammarata. L'opera di recupero, appena conclusa dopo diversi anni di lavori, e' stata curata dall'assessorato al Centro storico del Comune (due gli appalti: il primo da 6 milioni di euro; il secondo, chiuso oggi, per un importo di 7 milioni e mezzo). Un altro spazio monumentale torna quindi a splendere, nell'ambito del piano generale portato avanti dall'amministrazione comunale per risanare la citta' antica, con progetti per oltre 400 milioni di euro. Uno spazio che, accogliendo la Civica Galleria d'arte moderna, da' vita, assieme alla Galleria regionale di Palazzo Abbatellis e al Museo archeologico "Antonino Salinas", a uno straordinario polo museale nel cuore antico della citta'.
"Il completamento dei lavori di recupero e restauro dell'ex convento di Sant'Anna la Misericordia, che ci consentono di restituire alla citta' questo splendido bene monumentale - sottolinea il sindaco Cammarata - rappresentano un traguardo importante per la nostra Amministrazione. I lavori di completamento, avviati nel gennaio 2002, sono stati condotti in costante raccordo con la Soprintendenza ai Beni culturali e con l'obiettivo di effettuare un recupero in cui evidente e funzionale fosse la destinazione museale del sito, che oggi presentiamo in tutta la sua austera bellezza. Le date e le scadenze prefissate - conclude il sindaco - sono state rispettate, e i traguardi, l'uno dopo l'altro, raggiunti. Avevamo annunciato che la riapertura del Sant'Anna sarebbe avvenuta il primo ottobre con la grande mostra su Francesco Lojacono e cosi' sara'".
Quello che nasce fra le architetture del Sant'Anna, nell'antico mercato dei Lattarini, d'epoca araba, e' un nuovo luogo della cultura: tre piani e oltre 4.700 metri quadrati di superficie complessiva, mettendo insieme ambienti interni ed esterni (fra questi, lo splendido chiostro del convento rimesso a nuovo). Ma, quel che piu' conta, 759 metri lineari di pareti utilizzabili nei 29 saloni espositivi, cioe' piu' del triplo rispetto a quelli disponibili nei saloni del ridotto del Politeama. Il nuovo allestimento museografico potra' seguire, cosi', un piu' corretto ordine cronologico e tematico, con spazio anche per opere provenienti dai depositi e finora non esibite.
Nei primi mesi del 2006 sara' avviato il trasferimento della collezione della Galleria (l'appalto e' gia' stato aggiudicato). E i visitatori potranno ammirare una splendida testimonianza dell'antica Palermo, con le sue architetture punteggiate da portali e solai d'epoca, da archi, bifore e decorazioni parietali. L'intervento di recupero, iniziato nei primi mesi del 2002 e terminato nei giorni scorsi (con alcune variazioni rispetto al progetto originario), ha permesso di realizzare, fra l'altro, sale per mostre temporanee e per attivita' didattiche, una biblioteca e un bookshop, dove sara' possibile acquistare pubblicazioni e gadget, ed una caffetteria. Un primo intervento di restauro (circa 6 milioni di euro l'importo complessivo) si era concluso nel gennaio del 2000 ed aveva riguardato soprattutto palazzo Bonet, con l'eliminazione di tutte le sovrastrutture che avvolgevano il complesso monumentale.
fcom1 September 28th, 2005, 05:47 PM Interessante. Bel lavoro!
gruber September 29th, 2005, 01:15 PM conoscevatequesto sito?
http://xoomer.virgilio.it/metropalermo/home.html
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METROPOLITANA di PALERMO
unofficial website
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Visitatori di questo sito dal 20 dicembre 2004
Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2005
Orario/Timetable
Sistema
La Metropolitana di Palermo attualmente opera su due linee:
Linea A: Stazione Centrale - Punta Raisi (Aeroporto Falcone-Borsellino)
Lunghezza totale 35 km, 14 stazioni: Stazione Centrale, Vespri-Policlinico, Palazzo Reale-Orleans, Notarbartolo, Francia, San Lorenzo-Colli, Cardillo Zen, Tommaso Natale, Isola delle Femmine, Capaci, Capaci-Torre Ciachea, Carini, Piraineto, Aeroporto Falcone-Borsellino.
Singolo binario in superficie da Stazione Centrale a Palazzo Reale-Orleans, in sotterranea fino a Francia, quindi ancora in superficie lungo il tracciato della ferrovia Palermo-Trapani. Nuova tratta a doppio binario da Carini ad Aeroporto Falcone-Borsellino.
Materiale: Dal 9 settembre 2004 sono entrati in servizio i primi elettrotreni Minuetto
Linea B: Stazione Notarbartolo - Giachery
Lunghezza totale 4 km, 4 stazioni: Notarbartolo, Imperatore Federico, Fiera, Giachery.
Singolo binario in sotterranea da Notarbartolo a Imperatore Federico, poi in trincea.
Motrice della linea B alla stazione Notarbartolo
TRINACRIA EXPRESS
Dal 2001, con l'attivazione della bretella ferroviaria che dalla stazione di Piraineto raccorda la linea Palermo-Trapani all'aeroporto "Falcone-Borsellino", Trenitalia ha inaugurato il nuovo collegamento con l'aerostazione di Punta Raisi, che è stato battezzato "Trinacria express".
Il servizio prevede partenze cadenzate al minuto 40 da Punta Raisi e al minuto 10 da Palermo Centrale tutti i giorni dalle 5 del mattino a mezzanotte circa. Per percorrere la distanza che separa le due stazioni capolinea, i treni impiegano 45 minuti, fermando a Vespri, Palazzo Reale-Orleans, Notarbartolo, Francia e nella stazione di diramazione di Piraineto, dove il "Trinacria express" serve anche i viaggiatori provenienti da Trapani. Il biglietto di sola andata tra Palermo e Punta Raisi costa 4,50 euro e può essere acquistato nelle biglietterie di Trenitalia e negli esercizi commerciali convenzionati. Oltre ai biglietti di corsa singola, sono disponibili anche carnet multiviaggio da sei biglietti al prezzo di 23,00 euro e l'abbonamento mensile (49,00 euro).
La Metropolitana di Palermo è gestita dalle Ferrovie dello Stato.
Storia
Biglietto 1991
Maggio 1990: In occasione dei campionati mondiali di calcio viene inaugurato il servizio metropolitano sull'itinerario Stazione Centrale - Giachery (inizialmente solo 6 stazioni: Stazione Centrale, Vespri-Policlinico, Notarbartolo, Imperatore Federico-Stadio, Fiera, Giachery).
Maggio 1993: Messa in esercizio per il servizio metropolitano delle stazioni San Lorenzo-Colli e Tommaso Natale lungo il tracciato della ferrovia Palermo-Trapani con convogli che dalla stazione di diramazione di Notarbartolo si alternano nelle due direzioni, Giachery e Tommaso Natale
Agosto 1994: Apertura delle fermate Francia e Cardillo Zen lungo il tracciato della ferrovia Palermo-Trapani
Orario 1992-93
Biglietto 1999
22 Giugno 2001: Apertura della stazione Palazzo Reale-Orleans
6 Ottobre 2001: Con l'attivazione della bretella ferroviaria che dalla stazione di Piraineto raccorda la linea Palermo-Trapani all'aeroporto Falcone-Borsellino il servizio metropolitano viene esteso dalla Stazione Centrale alla nuova stazione Aeroporto Falcone-Borsellino a costituire la Linea A della metropolitana, mentre la tratta Notarbartolo — Giachery viene separata a costituire la Linea B.
Orario 1993-94
Piantina 1995
Orario 1995
Foto
Trinacria Express
Stazione Notarbartolo
Stazione Centrale
Fermata Giachery (Linea B)
Biglietteria Giachery (Linea B)
Minuetto alla Stazione Centrale
Facciata Stazione Centrale
Stazione S. Lorenzo (Linea A)
Cavalcavia Stazione Notarbartolo
Trinacria Express
Stazione Punta Raisi
Trinacria Express
© Pietro Rizzo, Omar Cugini
Informazioni Pratiche
Orari di esercizio:
Linea A: dalle 4:45 alle 22:00 in direzione Aeroporto, e dalle 5,30 alle 23,00 in direzione Stazione Centrale, tutti i giorni della settimana ma con numero di corse ridotto nei festivi.
Linea B: dalle 6:40 alle 20:40, solo nei giorni feriali;
Frequenza:
Una corsa ogni 30 minuti: linea B e linea A nell'area urbana (dalla Stazione Centrale a Tommaso Natale);
Una corsa ogni 60 minuti: linea A Trinacria express per l'Aeroporto Falcone-Borsellino.
Per consultare gli orari completi del servizio metropolitano di Palermo ciccare QUI
Biglietto: Euro 1,00. La validità è di 120 minuti dalla obliterazione sulle linee del servizio metropolitano comprese fra le stazioni di Palermo Brancaccio, Stazione Centrale, Notarbartolo, Tommaso Natale e Giachery, dell'area urbana della città di Palermo. Il biglietto è valido ed utilizzabile anche per i servizi di autobus urbani AMAT.
Abbonamento mensile: Euro 23,20. Permette di viaggiare sulle linee del servizio metropolitano comprese fra le stazioni di Palermo Brancaccio, Stazione Centrale, Notarbartolo, Tommaso Natale e Giachery, dell'area urbana della città di Palermo. La validità dell'abbonamento è di un mese solare ma non è utilizzabile per i servizi di autobus urbani.
Trinacria express per l'Aeroporto Falcone-Borsellino:
corsa singola: Euro 4,50; carnet da sei biglietti: Euro 23,00; abbonamento mensile: Euro 49,00.
Progetti
RADDOPPIO DEL PASSANTE FERROVIARIO (Linea A)
Costruzione del doppio binario sulla linea ferroviaria che collega Brancaccio all’aeroporto di Punta Raisi (il raddoppio riguarda il tratto fino a Carini, che è ancora a binario unico). Gli attuali tempi di percorrenza saranno dimezzati. Attualmente, dalla stazione centrale all’aeroporto, il treno impiega all’incirca un’ora. Previste anche 9 fermate di nuova realizzazione: Roccella, Brancaccio residenziale, Guadagna, Palazzo di Giustizia, Lolli, Lazio, Belgio, La Malfa e Sferracavallo, che porteranno a 18 il totale delle stazioni nell’area urbana.
Sviluppo della linea: 26 chilometri
Importo complessivo: 623 milioni di euro
Durata dei lavori: 1.670 giorni
Stato d’attuazione: l’appalto per la realizzazione dell’intera linea è stato aggiudicato col sistema del general contractor in data 05/11/2004 all’associazione temporanea d’imprese composta da Consorzio stabile S.I.S., Sintagma spa (Perugia) e Geodata srl (Torino). Capofila è una delle tre ditte riunite nella sigla S.I.S., cioè la madrilena Sacyr, colosso che, fra l’altro, affianca la Impregilo nella gara per il ponte sullo Stretto di Messina. Del consorzio S.I.S. fanno parte, poi, le torinesi Inc generalcontractor spa e Sipal.
L'associazione d'imprese aggiudicataria dovrà predisporre il progetto esecutivo e gli elaborati di dettaglio entro 180 giorni dalla consegna delle prestazioni. Conclusa la progettazione, il termine per il completamento delle opere è di 1.670 giorni dal momento della consegna dei lavori.
Piantina del tracciato completo del passante ferroviario.
ANELLO FERROVIARIO SOTTERRANEO (Linea B)
Con la chiusura dell’anello ferroviario, da piazza Giachery alla stazione Lolli, si completerà la tratta esistente della linea B della metropolitana, la cui funzionalità, nelle attuali condizioni, è molto ridotta. La linea B circolare comprenderà quattro nuove fermate: Porto, Politeama, Lolli e Lazio-Libertà.
Sviluppo della nuova tratta: 2,3 chilometri
Importo complessivo: 122 milioni di euro
Durata dei lavori: 3 anni
Stato d’attuazione: i tecnici stanno dando gli ultimi ritocchi al progetto, con l’obiettivo di migliorarne l’impatto ambientale. La collocazione di due fermate verrà leggermente modificata. Dopo la definitiva approvazione del progetto, verrà bandita la gara d’appalto. I fondi sono tutti disponibili.
METROPOLITANA LEGGERA AUTOMATICA (Linea C)
La linea, interamente sotterranea, attraverserà la città da un capo all'altro, passando per il centro, con un'estensione totale di 17,6 chilometri. Verrà realizzata in due stralci: il primo segmento, da via Oreto alla stazione Notarbartolo, sette chilometri, comprende dieci fermate: Svincolo Oreto, Oreto sud, Oreto nord, Piazza Giulio Cesare, Piazza Borsa, Teatro Massimo, Politeama, Via Archimede, Piazza Alberico Gentili e Stazione Notarbartolo. Il tempo di percorrenza dallo Svincolo Oreto alla Stazione Notarbartolo sarà di quasi 12 minuti. I lavori per costruire questa prima parte della linea, fra materiale rotabile, opere civili e sistemi tecnologici, avranno un costo complessivo di circa 535 milioni di euro. Il secondo tratto, fino a Tommaso Natale-Partanna Mondello, verrà progettato e realizzato successivamente. La metropolitana leggera automatica di Palermo viaggerà con convogli su gomma.
Sviluppo della linea: 17,6 chilometri
Importo complessivo: 1.085 milioni di euro
Durata stimata dei lavori (primo stralcio): 4 anni
Stato d’attuazione: il 18/02/2005 il Comune ha aggiudicato all'associazione temporanea di imprese formata da "Systra s.a." di Roma, Ingegneria Y Economia del Transporte s.a. di Ineco (Madrid), Lombardi Italia Ingegneri Consulenti s.r.l., Dominique Perrault e Technital s.p.a. l'incarico per la stesura del progetto del primo stralcio della linea, da via Oreto alla stazione Notarbartolo. L'incarico comprende i rilievi, le indagini geognostiche e di laboratorio, le relazioni geotecniche e le elaborazioni cartografiche. La stesura del progetto preliminare sarà portata a termine nei 150 giorni successivi alla stipula del contratto d'appalto e alla formale consegna delle prestazioni. La spesa è di circa 6 milioni di euro.
RETE TRANVIARIA
Tre linee di tram al servizio delle periferie, denominate “Roccella”, “Leonardo da Vinci” e “Michelangelo - San Giovanni Apostolo (ex Cep) - Calatafimi” (primo stralcio funzionale).
Sviluppo delle linee: 16,65 chilometri
Importo complessivo: 222 milioni di euro
Durata dei lavori: 4 anni
Stato d’attuazione: dopo una prima gara d’appalto, nell’ambito della quale è pervenuta una sola offerta, dichiarata non idonea, sta per essere bandita una nuova asta pubblica per la quale sono stati già dichiarati idonei sei consorzi di imprese. I fondi sono tutti disponibili.
Progetto della rete di trasporto pubblico metropolitano di Palermo.
RISTRUTTURAZIONE STAZIONE CENTRALE
Links
http://www.palermoweb.com/metropa/
http://www.comune.palermo.it/Comune/Progetto_Zeus/Metropolitana.htm
http://www.urbanrail.net/eu/euromet.htm
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2004 © by: metropalermo@virgilio.it
Eletrix December 3rd, 2005, 01:56 PM Riappalto Nuova stazione metro D'Orleans
http://www.provincia.palermo.it/comunicati/images/orleans.jpg
La Giunta provinciale ha deliberato il riappalto dei lavori, per 1 miliardo e mezzo, della fermata Orleans della metropolitana delle Ferrovie dello Stato. Il bando di gara è già pronto e dopo l'aggiudicazione con asta pubblica potrà riprendere, a Settembre, il completamento delle opere civili della stazione per giungere entro l'anno alla riapertura di almeno una corsia di Corso Re Ruggero. Il Presidente dell'Amministrazione di Palazzo Comitini Francesco Musotto e l'assessore ai Trasporti Arturo Spataro hanno illustrato il cammino intrapreso dall'esecutivo per raggiungere in tempi brevi i due obiettivi : la riapertura al transito di corso Re Ruggero e l'attivazione della fermata "Palazzo Reale - Orleans". " Un'opera avviata - ha detto il Presidente Musotto - durante il mio primo mandato e che vogliamo portare a compimento in maniera ottimale osservando i tempi tecnici strettamente necessari ed in condizioni di assoluta sicurezza soprattutto relativamente all'esercizio ferroviario". Così la prima tappa sarà quella delle opere civili di completamento che dovrebberero essere realizzate entro Dicembre. "Quel mese - ha spiegato Musotto - sarà un periodo importante per la nostra città con la Conferenza mondiale sul crimine organizzato e vogliamo pertanto dare un segnale di efficienza". Quindi si passerà ai lavori di impiantistica e delle tecnologie ferroviarie.
"Abbiamo aderito - ha aggiunto l'assessore ai Trasporti Spataro - alla disponibilità delle Ferrovie dello Stato che, senza oneri a carico della Provincia, porteranno avanti la progettazione del completamento degli impianti e delle tecnologie, l'appalto e la direzione dei lavori".
Fondamentale dunque risulterà la sinergia tra Provincia e Ferrovie dello Stato in questa delicata fase del completamento della fermata Orleans, utilizzando al massimo le strutture e le professionalità all'interno dei due Enti per raggiungere, entro sei mesi dall'inizio dei lavori, un risultato tanto atteso dalla cittadinanza.
fcom1 December 3rd, 2005, 04:12 PM Riappalto Nuova stazione metro D'Orleans
lavori, per 1 miliardo e mezzo
1 miliardo e mezzo di € mi sembrano troppi...
Eletrix December 3rd, 2005, 04:15 PM ^^ Avranno sicuramento sbagliato l'importo. In effetti è eccessivo:)
brati December 7th, 2005, 11:46 AM Ho trovato sul sito di Peter Chermayeff (Architetto dell'Acquario di Genova) il progetto di un Acquario a Palermo ma non l'ho poi trovato da nessun altra parte, qualcuno ne sa qualcosa?
Ciao
Acquario di Palermo (http://www.csp-architects.com/palermo/palermo.htm)
GENIUS LOCI December 7th, 2005, 12:09 PM Benvenuto brati :hi:
Mr_Beat December 7th, 2005, 12:24 PM Belli, ma .... nn sono troppo lunghi?
Sono un'ottima idea, finalmente qualcuno che comincia capire che le città devono essere fruibili anche a piedi e non solo in auto.
Anche Milano è piena di stradoni con lo spartitraffico centrale che per attraversarli o prendi un taxi o fai 800m per arrivare al semaforo e tornare indietro.
Mi è capitato di vedere simpatici siparietti con gente in piedi sullo spartitraffico centrale a sfidare la morte per attraversare. Complimenti agli urbanisti, evidentemente per loro i pedoni non sono degni di considerazione.
Quoto i'mback, in effetti questi attraversamenti sono scenografici, ma qualcuno dovrebbe spiegare all'architetto che la curva più breve che unisce due punti è un segmento rettilineo, e a piedi in un minuto si percorrono 70-90m a seconda del passo; quindi non è il caso di allungare la strada a piacimento come se si percorresse in auto.
fcom1 December 22nd, 2005, 06:01 PM FINCANTIERI: COMMESSA CELEBRITY CRUISES PER 55 MLN DOLLARI
(ANSA) - TRIESTE - Fincantieri ha concluso un accordo con la societa' Celebrity Cruises (Gruppo Royal Caribbean Cruises) per l' ammodernamento della nave da crociera 'Century'. Lo ha reso noto a Trieste la societa' precisando che ''si tratta del piu' importante intervento, per l' entita', fino ad ora commissionato dall' armatore''. La commessa ha un valore di 55 milioni di dollari.
I lavori saranno eseguiti presso lo stabilimento di Palermo, nella primavera del prossimo anno, in cinque settimane. Oltre alle attivita' di ordinaria manutenzione, saranno aggiunte 314 nuove cabine con veranda, 14 nuove suite, 10 nuove cabine di diversa tipologia, mentre altre cabine verranno modificate secondo gli standard della categoria 'Concierge Class' di Celebrity Cruises. Sara' inoltre allestito - ha precisato Fincantieri - un nuovo ristorante e gli interni saranno ridefiniti secondo i criteri adottati per le navi della classe 'Millennium'.
L' esecuzione dei lavori, che prevede interventi strutturali di notevole portata, i piu' rilevanti sino ad ora commissionati al cantiere di Palermo per una nave da crociera, comportera' un investimento, per l' armatore, di circa 55 milioni di dollari.(ANSA). GRT
fabrik December 31st, 2005, 01:35 PM SUCCEDE IN SICILIA - VA IN AFFITTO L’EX BASE DELLA NATO: ECCO LE GALLERIE DEI MISTERI SITUATE DENTRO LA MONTAGNA DI ISOLA DELLE FEMMINE – LA MARINA MILITARE, PER LA PRIMA VOLTA, APRE LE PORTE…
Salvo Palazzolo per la Repubblica-Palermo
Per anni abbiamo visto quel militare sulla galleria dell’autostrada di Isola delle Femmine, armato come se fosse in guerra. Provavamo a scrutare oltre, ma c’era sempre un bosco che sembrava di un’altra regione a coprire la montagna. Tutti gli altri boschi attorno a Palermo venivano cancellati dalle villette, il bosco di Isola no. Poi, un giorno di cinque anni fa, il militare non salì più sulla garitta blindata. E tutti si chiesero che fine avesse fatto. Ognuno aveva la sua storia: dicevano che nel ventre della montagna c´era una polveriera, oppure un deposito non si sa di cosa. Qualcuno era passato dai portici di via Ruggero Settimo e aveva incrociato i cartelloni dei pacifisti: su Isola c’era il simbolo della Nato e di un deposito di munizioni. Quando nessuno lo sapeva, trent’anni fa, Peppino Impastato aveva fotografato uno strano elicottero che atterrava dentro il bosco.
Per entrare oltre il segreto militare che nessun civile ha mai potuto attraversare, è stata necessaria a Repubblica un’autorizzazione della Marina. «La base è stata dismessa dalla Nato nel 2000 e adesso è tornata al Demanio», dice il capitano di fregata Francesco Maugeri mentre attraversiamo il cancello sulla strada statale di Isola, quasi all’ingresso del paese. «La futura utilizzazione non sarà militare - precisa l’ufficiale - la Marina ha già comunicato di non essere interessata alla struttura. Al momento, noi ci limitiamo a custodire i luoghi».
La strada è tutta in salita e comincia subito ad arrampicarsi sulla montagna. Ci scortano gli uomini che hanno in custodia la struttura: il corteo di auto procede lentamente su una curva mozzafiato che passa sulla galleria dell´autostrada e finisce alla garitta del militare che non c’è più. Da quel punto il corteo può accelerare: la strada sembra tutta dritta, fino al bosco che si vede in lontananza, il bosco che nasconde il mistero. C’è un silenzio irreale attorno. All’improvviso non si vedono più neanche le auto che sfrecciano sull’autostrada. Da un lato c’è la montagna, dall’altro il mare e l’isolotto delle Femmine che sembra di poter toccare con un dito.
Peppino Impastato aveva fatto la foto giusta: nel bosco c’è un grande eliporto. Ci vogliono cento e più passi per percorrere solo un lato del quadrato dipinto con le strisce bianche: è l’unica vera porta per entrare dentro la base. Dal cielo.
Adesso la montagna è lì, davanti all’eliporto, e appare nel suo vero aspetto. Il segreto è rimasto protetto per cinquant’anni da una gola: fra le pareti ricoperte di reti antimassi sale una strada intervallata da due piazzole. Si comincia a vedere una grande apertura dentro la montagna, se ne intravede anche un’altra. I custodi della base spiegano che sono l´ingresso delle gallerie. La base ne ha sei: la più piccola è di 650 metri, la più lunga di 950. Ci avviciniamo. Un cancello sbarra l’ingresso alla galleria numero uno. Sopra c’è il simbolo della Nato. Ovunque le scritte sono in italiano e inglese.
L’enorme macchinario che alimenta il sistema di aerazione del tunnel appare in ottimo stato. Si può provare a guardare oltre il cancello: c’è un corridoio di trenta metri, dal quale si dipartono i due rami della galleria. Inutile chiedere alle guide cosa ci fosse dentro. Non rispondono. Nell’86 il ministro della Difesa Spadolini provò a rassicurare che nel ventre della montagna non c’erano testate nucleari. Ma il deputato della Sinistra indipendente Giovanni Salatiello insisteva: «Elicotteri sbarcano armi pericolose dalle navi della Sesta Flotta ferme al largo».
Doveva esserci un gran fermento fra queste gallerie. Mi spiegano che qualunque cosa portassero dentro, utilizzavano muletti elettrici. Sparse dietro il bosco sono rimaste delle casermette, ma nessuna ha l´aria di una centrale operativa. Forse, la consolle di comando è rimasta dentro la montagna.
La strada che sale nel ventre della roccia porta alle altre gallerie. «La base nacque negli anni Cinquanta - spiega il comandante Maugeri – all’epoca c’erano solo quattro aperture. Nel ‘92 furono iniziati i lavori per gli altri due tunnel, poi completati nel ‘97». Eccoli, sono quelli più alto, e anche i più profondi. La guerra fredda era finita da un pezzo, eppure la Nato continuava a scavare nelle montagne alle porte di Palermo per sistemare altre armi e munizioni. C’era davvero una polveriera sotto la città, e nessuno lo sapeva. Qualcuno a Isola provava a protestare, ma la protesta durava una notte, il tempo necessario ai militari per chiudere gli ingressi al paese e far passare colonne di camion sulla statale. Fra i ricordi della Guerra fredda c’è anche l’arrivo di una nave americana al porticciolo del paese, due volte all’anno. Nessuno ha mai saputo cosa scaricassero alla base.
Da quassù, quasi a toccare Pizzo Mollica e Monte Raffo Rosso, parte un canale: passa sotto l’autostrada e va a finire a mare. I pescatori raccontano di quella maledetta primavera di vent´anni fa: le motovedette blindarono il mare davanti al canale. Qualcuno disse che venivano giù proiettili, a causa dell’alluvione. Altri sostennero che le armi salivano. Oggi lo sbocco a mare del canale è una discarica. «La zona della base, sotto la vigilanza della Marina, è rimasta intatta dal punto di vista naturalistico - tiene a dire Francesco Maugeri - e le gallerie sono state sigillate dopo un´accurata bonifica. Continuiamo a tutelare l’area fino a quando non arriverà un nuovo proprietario».
Ecco il punto. Il Comune di Isola ha lanciato la proposta di annettere i 450 mila metri quadrati dell’ex struttura militare alla riserva di Capo Gallo. Anche l’Ismett, l’istituto trapianti, ha chiesto notizie sulle gallerie. Per il momento non ci sono altri pretendenti.
Non resta che guardare ancora una volta lo spettacolo mozzafiato che si gode dalla grande terrazza sul mare, e sperare che da queste parti non arrivino mai gli speculatori. Altrimenti, meglio che la base resti chiusa per altri cinquant’anni
Giacomo January 3rd, 2006, 12:07 AM lunedì 11 luglio 2005
CIRCONVALLAZIONE, AVVIATO IL CANTIERE DA 14 MILIONI
PER “RADDOPPIARE” LE CARREGGIATE DEL PONTE CORLEONE
Al via i lavori per il “raddoppio” del ponte Corleone, che risolveranno un altro nodo critico della circolazione lungo il viale Regione siciliana. Un colpo di spugna alla “strozzatura” dovuta alla mancanza delle corsie laterali sul viadotto e, con essa, a oltre 20 anni di rallentamenti, disagi e inconvenienti legati alla sicurezza.
I lavori sono stati consegnati stamattina dall’Amministrazione comunale all’impresa che dovrà eseguirli. Erano presenti alla cerimonia il sindaco Diego Cammarata, l’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Ceraulo ed il presidente del Consiglio comunale Toto Cordaro. Ed inoltre l’architetto Benedetto Versaci l’impresa Carboni Strade e Gallerie spa, il capo area tecnica del Comune Concetto Di Mauro, i direttori dei Lavori gli ingegneri Marcello Arici e Vincenzo Costantino.
Obiettivo dell’intervento è quello di realizzare le carreggiate secondarie, che attualmente si interrompono alle estremità del ponte, con un’inevitabile conseguenza: i veicoli in transito sulla tangenziale sono costretti ad “affollare” il passaggio centrale.
Si realizzerà, quindi, un prolungamento di 130 metri per ciascun lato. I nuovi ponti laterali avranno, ciascuno, una larghezza di 10 metri e mezzo. Per costruirli, ci vorranno 10 mila metri cubi di calcestruzzo e 11 mila quintali di acciaio.
“Il raddoppio del ponte Corleone – spiega il sindaco Diego Cammarata – è fra le grandi opere infrastrutturali che stiamo realizzando per riqualificare la circonvallazione e farne una vera e propria strada di scorrimento, più adeguata alle esigenze della città che vuole mettersi al passo con le altre metropoli italiane ed europee. Dopo l’apertura del nuovo sottopasso all’incrocio con la via Leonardo da Vinci, avvenuta un anno fa, il nostro programma prosegue con questo nuovo fondamentale intervento e anche con il sottopasso di via Perpignano, che sta per andare in gara d’appalto e che consentirà di eliminare l’ultimo “tappo” rimasto sul viale Regione siciliana”.
“Quando saranno pronte le due corsie laterali – aggiunge Lorenzo Ceraulo, assessore alle Infrastrutture – potremo avviare le opere di manutenzione straordinaria su quelle centrali. Un intervento di cui la struttura, dopo tanti anni, ha sicuramente bisogno”.
A eseguire le opere, che dureranno 730 giorni, è la ditta “Cariboni strade e gallerie spa” di Caprileone (Messina), che si è aggiudicata la gara con un ribasso del 23,46 per cento sulla base d’asta iniziale, pari a 9 milioni e 166 mila euro (alla gara hanno partecipato, in tutto, nove ditte). L’importo complessivo lordo dell’appalto, includendo le altre somme per spese e oneri vari, è di 14 milioni e mezzo di euro. Il finanziamento proviene da fondi statali ex Agensud.
Il progetto per il “raddoppio” del ponte Corleone è stato curato dall’ufficio Opere pubbliche del Comune. La necessaria variante urbanistica (autorizzata dalla Regione) è stata deliberata dal sindaco Diego Cammarata con i poteri di commissario delegato dal Governo per l’emergenza traffico. Attraverso gli organi regionali, inoltre, è stato rimosso un vincolo di inedificabilità in un’area adiacente al ponte.
http://www.comune.palermo.it/Comune/conferenze_stampa/ponte3d6.jpg
http://www.comune.palermo.it/Comune/conferenze_stampa/ponti%20nuovi1.jpg
Kims January 27th, 2006, 04:27 PM E' in fase di progettazione la nuova tangenziale di Palermo che connetterà direttamente la A19 e la A29 bypassando l'attuale Viale Regione Siciliana.
Eletrix January 27th, 2006, 05:22 PM ^^ Benvenuto tra noi KIMS, sei palermitano?:)
Kims January 27th, 2006, 07:36 PM Grazie Elextrix..no, non sono palermitano ma ci studio. Tu stai a Palermo?
Eletrix January 27th, 2006, 08:00 PM ^^ Io sono palermitano, ho studiato a Roma (4 anni) e adesso sto frequentando un master a Milano. Cosa studi se è lecito sapere?:)
fogus January 28th, 2006, 11:34 AM eletrix, scienziato della comunicazione-collega, come diavolo hai fatto a cavartela in 4 anni in quel bordello d facoltà? che master hai preso lì a milan? gente che laureata a mi viene a roma x master e viceversa, tu come t trovi là? saluti ai milanesi!
Eletrix January 28th, 2006, 02:00 PM ^^ A "La Sapienza" me la sono cavata cercando di cucirmi addosso un percorso didattico orientato al marketing del territorio. Poi io sono fndamentalmente autodidatta percui i disagi di una facoltà sovraffollata (sai a cosa mi riferisco) non mi ha toccato perchè ho seguito pochissimo.
A Milano frequento un master in "urban management" e devo dire che mi trovo benissimo soprattutto con i ragazzi del corso. Affiatamento record in meno di 10 gg. E poi sto iniziando a masticare un po' di inglese e questo per me significa molto in quanto radicalmente francofono.....:)
Kims January 28th, 2006, 03:28 PM Io sono in giurisprudenza (quest'anno spero di finire!).
E poi altri due anni di praticantato! E VAI!!!
contrappunto January 30th, 2006, 10:05 AM LA NUOVA CIRCONVALLAZIONE DI PALERMO
Realizzata, nel suo primissimo segmento, agli inizi degli anni Sessanta, e ampliata, poi, fino all’attuale estensione, la circonvallazione di Palermo (il viale Regione Siciliana) non ha più, ormai, i classici connotati di una strada tangenziale. Proprio a partire dagli anni Sessanta, infatti, l’espansione edilizia ha fatto sì che essa venisse via via “riassorbita” dal tessuto urbano, sviluppatosi progressivamente fino alle pendici dei monti.
Tuttavia, questo fondamentale asse viario, che unisce l’autostrada Palermo-Catania alla Palermo-Trapani/Mazara del Vallo, mantiene tuttora il ruolo di unica circonvallazione cittadina. E nei punti di intersezione con la viabilità interna, sono inevitabili gli inconvenienti per la normale mobilità privata come per quella legata ai trasporti commerciali.
Questa situazione ha spinto l’Amministrazione comunale ad avviare imponenti progetti per riqualificare tutto il viale Regione Siciliana e farne un’autentica strada di scorrimento, più funzionale, sicura e soprattutto adeguata a una città che finalmente vuole colmare il divario infrastrutturale rispetto alle altre metropoli europee.
Negli ultimi tre anni e mezzo ci si è concentrati soprattutto sui nodi più critici, con la progettazione e la realizzazione di nuovi svincoli per eliminare quegli incroci che maggiormente hanno penalizzato la circolazione sull’intero asse tangenziale. E i risultati raggiunti finora sono di eccezionale importanza.
Il “tappo” stradale più temuto dagli automobilisti palermitani, infatti, è già un ricordo: un nuovo sottopasso, costruito per interrare le carreggiate centrali e inaugurato a maggio del 2004, ha cancellato per sempre l’incrocio con la via Leonardo da Vinci, che per oltre venti anni aveva causato enormi disagi. Ci sono voluti oltre 17 milioni di euro e poco più di due anni di lavori, ma quella portata a termine è, per la città, un’opera fondamentale: basti pensare che questo snodo, secondo le stime, nella fascia oraria dalle 8 alle 9 di un normale giorno feriale ha un volume di traffico di quasi seimila veicoli.
Adesso si avviano i lavori per eliminare l’imbuto del ponte Corleone, un punto in cui le corsie secondarie della circonvallazione si interrompono obbligando i veicoli a convergere in quelle centrali.
E per far saltare l’ultima strozzatura, cioè l’incrocio con la via Perpignano, è quasi pronto per la gara d’appalto un progetto che prevede la realizzazione di un nuovo sottopasso, con una rotatoria soprastante. Il costo sarà di circa 22 milioni di euro.
A tutto ciò bisogna aggiungere i nuovi svincoli per migliorare gli accessi al centro urbano: quello già in gran parte aperto al transito in corrispondenza dell’area industriale di Brancaccio, nella periferia est (9 milioni di euro); quello inaugurato nel marzo 2002 a Tommaso Natale, all’estremità ovest, che assicura un efficace collegamento con le borgate marinare di Mondello e Sferracavallo, frequentatissime località balneari (13 milioni di euro); e infine, quello di viale Francia, che sarà costruito nell’ambito dei lavori per il raddoppio del passante ferroviario Palermo-Punta Raisi.
Da sottolineare, poi, che il tratto della circonvallazione compreso fra via Lazio e corso Calatafimi sarà servito dalle nuove linee di tram, da realizzare nell’ambito del progetto attualmente in gara d’appalto.
Gli interventi pianificati per la circonvallazione puntano anche a migliorare la sicurezza dei pedoni. L’Amministrazione ha previsto la costruzione di numerosi soprapassi pedonali, tra cui quelli che il celebre architetto francese Dominique Perrault sta progettando per l’attraversamento della circonvallazione nel tratto fra piazza John Lennon e piazza Einstein. Altri tre ponti pedonali sono previsti nel del progetto per i tram, mentre uno sarà costruito nell’ambito dei lavori per lo svincolo di via Perpignano.
È importante ricordare, infine, lo studio tecnico che l’Università di Palermo sta elaborando per conto del Comune per rimodellare in chiave urbana alcuni tratti estetici e funzionali della circonvallazione (guardrail, segnaletica etc…).
LE OPERE PER RIQUALIFICARE L’ASSE TANGENZIALE
Ponte Corleone (cantiere avviato) 14 milioni di euro
Via Perpignano (gara d’appalto nell’estate 2005) 22 milioni di euro
Svincolo piazza Einstein (inaugurato nel maggio 2004) 17 milioni di euro
Ponti pedonali di Perrault (progettazione esecutiva) 10 milioni di euro
“Bretella” di Brancaccio (inaugurata nel maggio 2005) 9 milioni di euro
Tommaso Natale (inaugurato nel marzo 2002) 13 milioni di euro
Totale: 85 milioni di euro
PROSSIMO CANTIERE: VIA PERPIGNANO
L’interramento delle carreggiate centrali del viale Regione Siciliana all’incrocio con la via Perpignano consentirà di eliminare l’ultimo “tappo”, causa di rallentamenti che si ripercuotono su un lungo tratto della circonvallazione: attualmente, infatti, il crocevia è regolato da un impianto semaforico.
Oltre al sottopasso, si realizzerà un cavalcavia-rotatoria nella parte a raso, per unire i due segmenti di via Perpignano e collegare quest’ultima al viale Regione Siciliana. Fa parte dell’opera anche un attraversamento pedonale sopraelevato.
Dal momento dell’acquisizione della prima tranche di finanziamento, avvenuta nel 2002, e malgrado la sua notevole complessità, il progetto ha davvero bruciato le tappe. Ciò, grazie alla ferma volontà dell’Amministrazione guidata dal sindaco Diego Cammarata di condurre in porto questo intervento.
Con tenacia e caparbietà, anche attraverso l’intervento del Sindaco in prima persona, è stata portata avanti l’attività di progettazione, ormai quasi conclusa, e sono stati affrontati tutti i passaggi tecnici e burocratici in modo da accelerare la procedura.
L’elaborato definitivo è già stato approvato dalla commissione regionale per i Lavori pubblici ed è munito di tutti i pareri tecnici prescritti dalla legge. I tecnici comunali stanno per completare la stesura del piano esecutivo (cioè quello in cui vanno inseriti i dettagli necessari per l’apertura del cantiere). A giorni inizierà, fra l’altro, uno speciale test nella galleria del vento per il soprapasso pedonale, con un modello in scala ridotta (l’incarico è affidato all’Università di Genova). Una volta approvato il progetto esecutivo, si potranno appaltare i lavori. Si prevede di bandire la gara entro l’estate.
Il progetto per il nuovo svincolo all’incrocio tra viale Regione Siciliana e via Perpignano è interamente finanziato. Agli 8,2 milioni di euro per i quali, quasi tre anni fa, l’Amministrazione aveva già ottenuto l’ok dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche, si sono aggiunti, nell’aprile scorso, altri 14 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato (si tratta, in entrambi i casi, di fondi ex Agensud).
SOTTOPASSO DI VIA LEONARDO DA VINCI
Il sottopasso e lo svincolo di piazza Einstein (incrocio fra via Leonardo da Vinci e viale Regione siciliana), inaugurati a maggio del 2004, hanno consentito di eliminare quello che per oltre 20 anni è stato, in assoluto, il nodo più critico della viabilità sull’intero l’asse tangenziale. I lavori sono durati circa due anni, per una spesa di circa 13 milioni di euro (17 milioni l’importo complessivo lordo).
Il nuovo sottovia, se si misura la distanza fra le estremità opposte delle due discenderie, si sviluppa complessivamente per circa 460 metri lineari. I due viadotti sovrastanti hanno, ciascuno, un’estensione di 30 metri in lunghezza. Le rispettive carreggiate hanno una larghezza media di 20 metri, marciapiedi inclusi. Il dislivello fra il sottopasso e i ponti è di oltre 6 metri.
Accanto alla costruzione dello svincolo e alla sistemazione della sovrastante piazza Einstein, l’appalto ha previsto anche il rifacimento di asfalto, marciapiedi e impianti di illuminazione in tutto il tratto di circonvallazione compreso tra via Altofonte e via Belgio (300 nuovi punti luce complessivi).
Nell’ambito dei lavori realizzati in piazza Einstein e lungo la circonvallazione, impiegando una media di 50 operai al giorno, l’impresa appaltatrice ha: rimosso circa 70 mila metri cubi di terra; posizionato oltre 10 mila metri quadrati di pali per fondazioni e paratie; utilizzato 2 milioni di chili di ferro; riasfaltato 200 mila metri quadrati di strada. Inoltre, sono stati rifatti 3 mila metri quadrati di marciapiedi e sono stati sistemati 10 mila metri quadrati di cavi per l’illuminazione pubblica.
L’opera rientra nel più ampio progetto per il raddoppio di tutta la circonvallazione, commissionato dalla Cassa per il Mezzogiorno a metà degli anni ’80. Successivamente, con la nuova normativa nazionale varata nell’86, la competenza passò all’Agenzia per il Mezzogiorno. Infine, nel ’93, in seguito alla soppressione dell’Agenzia, il Ministero dei Lavori pubblici nominò un commissario ad acta, che trasferì le opere già realizzate al Comune di Palermo.
Dopo il provvedimento del commissario ad acta, il settore Lavori pubblici del Comune chiese che venisse previsto il finanziamento delle opere ancora da completare. Tra queste, appunto, lo snodo di via Leonardo da Vinci. Con delibera di Giunta comunale del dicembre ’96, poi, fu affidato il relativo incarico di progettazione, e nel marzo 2001 il progetto ottenne l’approvazione tecnica del Genio civile.
Al 26 giugno 2001 risale invece l’approvazione amministrativa, con delibera del Commissario straordinario. I fondi, provenienti dalla ex Agensud, erano stati svincolati dal Provveditorato regionale alle Opere pubbliche su richiesta dello stesso Commissario straordinario. Quindi la gara e la successiva aggiudicazione.
I PONTI PEDONALI FRA LA “ROTONDA” E PIAZZA JOHN LENNON
Lunghi corridoi stesi a mezz’aria per “ricucire” i due lembi della città divisi dalla circonvallazione, fra piazza Einstein e piazzale John Lennon. Passerelle in acciaio colorato a scavalcare il viale Regione Siciliana come veri e propri attraversamenti-passeggiata, con traiettorie ellittiche e morbidi saliscendi.
In senso lato, un’espressione di land art, ma col beneficio della funzionalità, per rendere sicuro e piacevole il passaggio a piedi da un versante all’altro della più grande arteria stradale cittadina.
È il sistema dei ponti pedonali progettato, per conto del Comune, dal celebre architetto francese Dominique Perrault: una grande firma dell’architettura contemporanea, che va a impreziosire il programma degli interventi portati avanti dall’Amministrazione per riqualificare l’intero asse tangenziale di Palermo.
L’intera opera avrà un costo di circa 10 milioni di euro. Per la copertura finanziaria, alle risorse messe a disposizione dal Comune si aggiungeranno fondi provenienti dalla Regione Siciliana.
L’elaborato preliminare è stato presentato a febbraio e attualmente si sta definendo il progetto esecutivo di un primo stralcio da 3 milioni e mezzo di euro. In una prima fase, infatti, si realizzeranno due soprapassi da 300 metri ciascuno per collegare il parcheggio e il terminal dei bus nell’ex piazzale Giotto con l’area a verde (di proprietà regionale) sul lato-monte della circonvallazione, in due diversi punti: accanto alla rotatoria di via Leonardo da Vinci-piazza Einstein e a fianco della via Giorgione.
Successivamente, l’intervento verrà completato col prolungamento di uno dei due ponti fino alla zona dell’ex motel Agip (inizio di via Leonardo da Vinci lato-monte) e con altre due passerelle che, dall’ex motel Agip, si distenderanno fino al versante opposto di piazza Einstein, in corrispondenza della via Carnevale, e verso monte, fino ai margini della via Uditore.
Complessivamente, il sistema si compone di quattro passerelle, la cui lunghezza varia dai 150 ai 500 metri. L’estensione complessiva sarà di 1.250 metri, la superficie di 6.000 metri quadrati. Tempo di attraversamento: da 4 a 15 minuti, a seconda della distanza.
Il disegno dei percorsi si basa su una geometria di archi di circonferenze di differente raggio, che si intersecano generando piccoli snodi e piazze di sosta dove poter osservare in quota l’ambiente circostante prima di intraprendere il percorso successivo.
I by-pass pedonali, comunque percorribili anche in bicicletta, avranno una larghezza massima di 4 metri e raggiungeranno, rispetto al piano stradale, un’altezza di oltre 6 metri. La pendenza media delle rampe sarà del 6-8 per cento.
“BRETELLA” DI BRANCACCIO
Un ponte per “coprire” in pochi secondi la distanza tra Brancaccio e Ciaculli, scavalcando l’autostrada. E per i mezzi pesanti, un comodo e rapido accesso all’agglomerato industriale, alternativo all’intasata via Giafar.
È diventata realtà lo scorso maggio un’opera che Palermo attendeva da molti anni: il raccordo sopraelevato che unisce la via Pecoraino alla “bretella” lato monte che costeggia la A19 Palermo-Catania.
Risultato: la via Emiro Giafar può finalmente respirare, non essendo più un percorso obbligato per i Tir diretti all’area industriale. Il sovrappasso, inoltre, crea un importante sbocco per il traffico perpendicolare all’asse autostradale, utile ai residenti per il passaggio dalla zona pedemontana a quella a valle, e viceversa, ma pure a chi, uscendo dalla A19 a Villabate, vuole raggiungere direttamente la via Messina Marine.
Il nuovo cavalcavia, incluse le rampe di entrata e uscita, misura 450 metri. La carreggiata è larga più di 20 metri e i punti luce sono 66 in tutto, con lampade da 400 watt a luce gialla. Le opere sono state realizzate nell’ambito di un appalto da circa sei milioni di euro netti, aggiudicato nel 2002 (9 milioni l’importo complessivo).
Nel gennaio del 2003 era stata aperta al transito un’altra parte dell’opera, cioè il bivio su Corso dei Mille, ed era stato realizzato l’impianto-luci nella via Pecoraino (circa mille metri lineari), con venticinque pali disposti lungo lo spartitraffico centrale.
Restano da realizzare i varchi autostradali. Attualmente, infatti, è in fase di approvazione al Genio civile una variante per uniformare il progetto a una prescrizione data dall’Anas dopo l’entrata in vigore delle nuove norme sulla sicurezza stradale.
Quella della “bretella” di Brancaccio è una lunga storia. Il conferimento dell’incarico di progettazione risale al 1980. Due anni dopo, il progetto venne completato e finanziato con fondi della ex Cassa del Mezzogiorno, ma la prima gara d’appalto andò deserta.
Nel 1989 una seconda gara, col consorzio Asi in veste di stazione appaltante: la ditta incaricata lavorò fino al ’93, ma poi fallì. Mancavano ancora varie parti dello svincolo. Sempre nel ’93 si fece il progetto di completamento. La Commissione Tecnico Amministrativa Regionale (C.T.A.R.), però, lo restituì al Comune per mancanza del visto di conformità agli strumenti urbanistici, che venne prodotto solo tre anni dopo.
Nel ’98 furono predisposti due stralci di completamento. Quello a carico del Comune comprendeva rampe e varchi autostradali, impianto di illuminazione e segnaletica per la sistemazione degli incroci. Nel 2001 l’aggiudicazione dell’appalto, poi un ricorso di una ditta esclusa, e infine, nel 2002 l’aggiudicazione definitiva e l’avvio dei lavori.
SVINCOLO DI TOMMASO NATALE
L’apertura del nuovo raccordo di Tommaso Natale, avvenuta a febbraio del 2002, ha alleggerito in maniera consistente il carico di traffico che gravava solitamente sulla via Belgio. Ha consentito, inoltro, un migliore collegamento tra la periferia nord-ovest e il centro urbano, decongestionando di riflesso tutta la circonvallazione.
Per i veicoli provenienti sia da Trapani-Punta Raisi sia da Palermo si è aperto uno sbocco diretto sulle vie Sferracavallo, dell’Olimpo e Lanza di Scalea, con la possibilità di dirigersi verso le borgate marinare (Mondello e Sferracavallo) o in direzione del centro urbano e del porto. In più, dalla zona nord-ovest è più facile dirigersi verso Trapani, Punta Raisi, Messina e Catania.
Il raccordo si compone di 2 rami principali e 5 secondari, per uno sviluppo complessivo di 3.088 metri, dei quali 1.460 su viadotto. L’altezza media della sopraelevata rispetto al suolo è di circa 10 metri.
L’illuminazione in tutto il raccordo è assicurata da 602 punti luce. Di questi, 132 sono installati nelle parti a raso e barino struttura verticale su stelo, con lampade a vapori di sodio. Lungo i viadotti si trovano invece 407 apparecchi illuminanti a luce radente a vapori di mercurio, fissati alle barriere di contenimento laterali ad un’altezza di quasi due metri dal piano della carreggiata.
L’intervento era stato affidato con un secondo appalto nel gennaio ‘97, dopo un primo contratto rescisso nel ‘90. Nell’opera è compreso anche il tratto della via Nicoletti lungo circa un chilometro che conduce dalla prosecuzione di via Lanza di Scalea verso la via Sferracavallo.
La spesa complessiva di circa 25 miliardi di vecchie lire fu finanziata con fondi della ex Agensud (convenzione del settembre ‘87), con una delibera Cipe dell’ottobre ’93, attraverso la legge regionale 1/79 e con somme del Comune provenienti dal condono edilizio del ‘94.
Nel 2001, aprile e novembre, i lavori avevano subito una sospensione a causa di problemi insorti con le Ferrovie dello Stato e con l’Anas, con conseguenti adeguamenti del progetto. Un’ulteriore sospensione si era poi verificata dal 4 al 15 gennaio deI 2002.
Grazie alle conferenze di servizi e ai tavoli tecnici promossi dall’Amministrazione comunale appena insediata, nel febbraio 2002 si è arrivarti al completamento dei lavori e, quindi, all’apertura dello svincolo.
contrappunto February 6th, 2006, 09:41 AM Tram di Palermo: a maggio partono i lavori
Il 2006 porta buone notizie: è stato finalmente definito l'appalto per la costruzione del Tram a Palermo. Ad aggiudicarsi i lavori è stato il consorzio "Sis" di Torino (la stessa cordata che si è aggiudicata l'altra grande opera prevista nel capoluogo siciliano, il raddoppio e la rettifica del passante ferroviario), con un ribasso sul costo minimo, meno dello 0,1%, ma assicurando la fine dei lavori con un anticipo di 8 mesi rispetto all'offerta (52 al posto di 60).
Le cifre dell'opera si attestano, considerando tutte le spese, sugli oltre 230 milioni di euro.
Ed adesso le notizie più importanti: a maggio 2006 è prevista la posa del primo metro di binari, nel 2009 la prima corsa commerciale. Le linee saranno 3: la "1", Roccella-Stazione Centrale (che attraverserà la periferia est di Palermo passando per le vie Roccella, Pecori Girali, Pugliesi, Amedeo D'Aosta, corso dei Mille, via Balsamo attestandosi a P.zza Giulio Cesare, davanti alla stazione ferroviaria), la "2" Borgo Nuovo-Stazione Notarbartolo (che serve la zona sud e che parte da via Castellana e scende da via Leonardo Da Vinci, Notarbartolo e Umberto Giordano attestandosi davanti alla Stazione), entrambe pronte per la fine del 2009 e dotate di due depositi rotabili (le due linee non saranno comunicanti, almeno in questa prima fase di creazione delle tranvie) ed infine la "3", Cep-Calatafimi, il cui progetto è stato rielaborato a causa della bocciatura da parte del genio civile del vecchio percorso ipotizzato (partirà appunto dal quartiere Cep, passerà in via Michelangelo, de Mauro, Leonardo da Vinci, Circonvallazione attestandosi per ora allo svincolo di corso Calatafimi): pronta per la fine del 2010, sfrutterà parte delle infrastrutture della linea "2" (in effetti per la linea "3" è previsto, almeno in fase di studio di fattibilità, il proseguimento fino allo svincolo di via Ernesto Basile e la discesa lungo tale arteria, di modo da servire la cittadella universitaria, e lungo corso Tukory così da riallacciarsi alla linea "1"; tale progetto però, attualmente, non risulta finanziato).
In tutto 15 km di binari, 40 fermate, 17 convogli a cinque casse della capienza di oltre 250 persone e un maxi cantiere che si aprirà a maggio di quest'anno e che andrà avanti per quattro anni e quattro mesi.
Il "Sis", per la costruzione del Tram a Palermo, si avvarrà della collaborazione con alcuni dei colossi del settore quali "Bombardier", la "Mosco&Associati" di Roma, la "EdilScavi" di Messina, la "Amec Spie Rail" di Milano, e le berlinesi "Seib Ingeniur-Consult", "Ingenieurburo Wosnitza Knappe" e "Etc Transport Consultants"
Che dire? finalmente la prima grande opera di mobilità pubblica che segna la rinascita di un "muoversi civile" a Palermo arriva al traguardo dell'inizio lavori. Il tram rappresenta solo l'inizio di un lungo cammino che porterà il capoluogo siculo ad avere finalmente, dopo anni di rinvii, polemiche ed attese, un sistema integrato di trasporti a guida vincolata degno di una città europea che conta più di un milione di abitanti.
Maggiori informazioni sul Piano dei Trasporti di Palermo, cartografie e aggiornamenti li potrete trovare sul sito del comune, http://www.comune.palermo.it/
Trenodoc cercherà di essere presente all'inizio dei cantieri e di tenervi informati riguardo ad ulteriori sviluppi.
fcom1 February 6th, 2006, 03:35 PM :applause:
contrappunto February 9th, 2006, 07:21 PM Un “ponte virtuale” tra la Sicilia e l’Europa sta per essere gettato: sono infatti pronti alla partenza due Progetti che mirano a rendere la maggiore isola italiana parte integrante delle più avanzate reti telematiche del mondo. L’obiettivo è permettere alla Sicilia di accedere alle ingenti risorse di calcolo e di memoria rese disponibili dalle reti cosiddette Grid.
I due Progetti, chiamati rispettivamente “PI2S2” e “TriGrid Vl”, sono stati presentati il 12 Dicembre nel corso di una conferenza stampa nell’aula magna dell’Università di Catania. A rendere possibile la realizzazione dei Progetti è stato lo sforzo congiunto di tre Enti di Ricerca, quali l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), delle Università di Catania, Messina e Palermo, del Consorzio Cometa, e di alcune Piccole e Medie Imprese (Pmi) siciliane e grazie ai finanziamenti della Regione Siciliana per il Progetto TriGrid Vl e del Miur per il Progetto PI2S2.
Dal punto di vista strettamente pratico, i due Progetti mirano alla realizzazione di un laboratorio virtuale siciliano (il primo a carattere regionale in Italia) articolato sui tre poli di Catania, Messina e Palermo. Questo laboratorio sarà il nucleo di origine di una Grid siciliana che costituirà un nodo della rete Grid mondiale.
Le griglie computazionali rappresentano l’Internet del futuro: infatti, oltre a consentire lo scambio di testi, immagini o filmati, come avviene con il web, permetteranno di condividere grandi risorse di calcolo e di accedere a banche dati di dimensioni ingenti. Solo una piccola parte dell’informazione è reperibile sotto forma di testo o immagine e quindi scambiabile via web; la maggior parte dell’informazione è immagazzinata invece sotto forma di dato digitale, e quindi non direttamente utilizzabile. È il caso, ad esempio, dei dati prodotti da satelliti, sensori ambientali, e da strumenti come gli apparati degli esperimenti presso l’acceleratore Lhc del Cern o le apparecchiature per la diagnostica per immagini. I servizi della Grid fanno incontrare i dati con le risorse di calcolo, fornendo all’utente l’output dei suoi calcoli.
L’accesso alla rete Grid favorirà quindi non solo la collaborazione scientifica (su temi di ricerca fondamentale ed applicata) delle Università e degli Enti di Ricerca siciliani con il resto del mondo, ma accrescerà anche la competitività delle piccole e medie imprese operanti sul territorio regionale. In questo modo si darà risposta alla sempre più forte esigenza di strumenti che favoriscano la crescita, ormai da tempo in corso in Sicilia, nel campo della conoscenza scientifica e delle alte tecnologie, anche attraverso la formazione di figure professionali di prestigio.
trainspotting March 22nd, 2006, 09:48 PM Allora, hanno approvato il progetto definitivo della nuova Metropolitana Multilogistica di Palermo, vale a dire il passante ferroviario, per il servizio suburbano, trasporto merci, viaggiatori e perfino intermodale ?
Aspetto notizie...
A buon rendere :)
Paxromana April 4th, 2006, 05:36 PM Presentato a Palazzo Chigi il futuro megacentro di ricerche internazionali biomediche e biotecnologiche che sarà realizzato con il fondamentale contributo degli americani dell'università di Pittsburg...alla fine della conferenza stampa un filmatino che cmq vale la pena di vedere:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=27928
urbane May 24th, 2006, 10:07 PM " La Repubblica - 24.05.2006
Palermo - Città e mare un binomio da disegnare. La biennale un premio per giovani progettisti sul tema del 'waterfront'
Di Paola Nicita
Ridisegnare la città partendo dal mare, e con progetti realizzati da architetti, paesaggisti e ingegneri under 40. Il Premio di architettura Portus è una delle iniziative legate alla decima edizione della mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, che per la prima volta ha scelto un'altra città, Palermo, per presentare una serie di progetti.
'Città-Porto' è la sezione curata in Sicilia da Rinio Bruttomesso nel contesto della manifestazione Sensi Contemporanei, ed è interamente dedicata ai progetti per i waterfront delle città che si affacciano sul mare. Quest'ultimo sarà anche il tema generale dell'esposizione palermitana: in particolare, la Galleria Expa sarà la sede che ospiterà una mostra con i progetti finalisti; l'esposizione sarà curata da Tiziano Di Cara e Giuseppe Romano.
Il Premio Portus è stato presentato ieri in città dai responsabili di enti e istituzioni coinvolte: Renato Quaglia direttore organizzativo della Biennale di Venezia, Alberto Versace, direttore generale Ministero economia e finanze, Rinio Bruttomesso, Gianfranco Pizzolato vice presidente consiglio nazionale architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori, Giancarlo Lo Curzio, presidente In/arc Sicilia e Nino Bevilacqua, presidente dell'Autorità portuale di Palermo.
«Il Premio Portus - dice Bruttomesso, che dirige anche il Centro Città d'acqua a Venezia - è un'occasione importante per tutti i giovani progettisti. Credo che sia una vetrina di grande rilievo, se si pensa che generalmente non solo al Sud, ma un po' in tutta Italia, è difficile avere la possibilità di mettere in mostra i propri progetti».
Gli under 40 armati di matita, mouse e soprattutto di idee sono chiamati a presentare proposte di riqualificazione per aree di waterfront in contesti urbani di piccole e medie dimensioni, cioè con una popolazione inferiore a 100 mila abitanti, nelle aree del Sud Italia. Progetti che dovranno avere una serie di requisiti precisi (il bando di concorso è consultabile sul sito www.premioportus.it), alcuni dei quali sono particolarmente rilevanti, come sottolinea Bruttomesso: «Sicuramente i progetti devono avere una fattibilità concreta, e per questo dovranno essere accompagnati da uno studio economico gestionale. Architetti, ma al contempo in qualche modo imprenditori, perché è richiesta la reale necessità e la possibilità».
Il bando di gara e la sua 'gestione' avverranno interamente su Internet, quindi sarà necessario seguire attentamente tutti gli aggiornamenti on line; il concorso si chiuderà il 5 luglio, e sarà poi una giuria internazionale di architetti, guidata dal direttore della Biennale di Archittura, Richard Burnett, a proclamare il vincitore. Ma al di là dell'esposizione dei progetti e dell'affiancamento della sede palermitana a quella veneziana, ci sono altre novità: la premiazione del giovane progettista il 7 novembre ai Giardini della Biennale, insieme ai 'mostri' sacri della progettazione internazionale; e ancora la volontà di trasformare questo concorso in un primo passo verso una concretezza che molte volte può apparire lontana. «Sono tante le città di mare in Italia: occorre investire e progettare, mettere in rete».
Dice Nino Bevilacqua, presidente dell'autorità portuale di Palermo: «La mostra di architettura, la Biennale di Venezia e in particolare il premio Portus rappresentano un momento fondamentale per recuperare il controverso rapporto tra la città e il mare. L'esposizione dei progetti dei giovani architetti sarà uno spunto importante per comprende il potenziale di un luogo di scambio come il porto nei confronti della città». Nelle Officine di architettura, la nuova struttura inaugurata al porto, e dedicata in particolare agli studi sul waterfront della città, lavora stabilmente un team di giovani architetti siciliani per realizzare progetti inerenti al luogo.
Ospite d'onore della Biennale a Palermo sarà la Spagna che proprio con alcuni progetti sul mare. come quello di Barcellona, ha dato un forte impulso al cambiamento dell'immagine generale della città. "
I tre progetti migliori saranno esibiti dal 14 ottobre 2006 al 15 Gennaio 2007: http://www.premioportus.it/bandoPremioPortus.pdf
Tra l'altro ho l'impressione che il Prof. Bruttomesso sia un esperto nel campo dello svillup fronte-mare. Ha scritto libri che si trovano pure negli Stati Uniti.
urbane May 27th, 2006, 06:08 AM FONTE: La Repubblica - 26.05.2006
"Palermo - Il porto nuovo non avrà barriere. L'Autorità presenta le idee di restyling elaborate da un'équipe di dodici giovani architetti
Di Paola Nicita
Via il cancello, l'ingresso spostato di cinquecento metri e un nuovo terminal: il porto di Palermo si appresta a cambiare volto, con progetti che ridisegnano il complicato rapporto tra città e mare. È con questo spirito che il team di architetti dell'Officina di architettura dell'Autorità portuale sta lavorando per eliminare una serie di barriere. Si parte con la rimozione della cancellata dell'ingresso e con l'eliminazione del casotto di controllo. Spiega Nino Bevilacqua, presidente dell'Autorità portuale: «Cercheremo di proporre una visione più contemporanea della città, eliminando pian piano le barriere ma senza perdere di vista il problema della sicurezza».
Così, nel laboratorio che si trova dentro il porto, si ripensa proprio questo luogo: una dozzina i giovani architetti, per lo più palermitani e trentenni con alle spalle già esperienze e progetti importanti, che stanno collaborando al restyling del porto. Il primo passo sarà la rimozione della cancellata dell'ingresso, poi si proseguirà per eliminare - visivamente e concettualmente - il 'muro' che separa la città dal mare.
Il primo progetto sarà pronto entro l'anno, e il porto guardato da via Emerico Amari avrà tutto un altro aspetto, come dicono gli architetti: niente più cesure, ma un'unica linea che giunge con lo sguardo direttamente sulla banchina, sul mare. Anche l'aspetto un po' marziale delle garitte di controllo verrà modificato, come spiega uno degli architetti progettisti, Massimiliano Giudice: «Con i miei colleghi stiamo cercando non solo nuove forme ma anche materiali innovativi. Le garitte verranno 'personalizzate' con un design particolare, studiato espressamente, mentre per il varco stiamo pensando a soluzioni che possano puntare sull'uso di materiali inediti. Per la pavimentazione, ad esempio, si adopererà calcestruzzo pigmentato, con all'interno pietre che consentiranno effetti particolari».
Eliminare le barriere, coniugare fruizione a gradevolezza estetica: per il porto il progetto si ispira a una concezione nuova, che ne sottolinea il ruolo, l'essere luogo di passaggio e transito. «Intanto - conclude Bevilacqua - altri progetti sono in corso di realizzazione per la Cala e per il Castello a mare, dove le barriere saranno completamente eliminate. La fruizione di questi luoghi potrà così essere totale». Costi e tempi dell'operazione saranno calcolati con precisione nei prossimi mesi. "
Giacomo June 8th, 2006, 10:29 AM VIA AI LAVORI PER IL PRIMO PARCHEGGIO PUBBLICO SOTTERRANEO
IN PIAZZA VITTORIO EMANUELE ORLANDO 711 NUOVI POSTI AUTO
Oltre settecento nuovi posti auto distribuiti su quattro livelli interrati (20 mila metri quadrati complessivi), per un investimento privato di circa 15 milioni di euro.
Sono iniziati oggi, in piazza Vittorio Emanuele Orlando, di fronte al Tribunale, i lavori per il primo parcheggio pubblico sotterraneo a Palermo. Il sindaco Diego Cammarata, stamattina, ha inaugurato il cantiere per la costruzione di una delle infrastrutture strategiche su cui l’Amministrazione comunale sta puntando molto per decongestionare il traffico nella zona antica e commerciale della città. Sono previsti due anni e mezzo di lavori.
La realizzazione del parcheggio si farà in project financing (e anche questa è una prima volta nel campo delle opere pubbliche a Palermo): un promotore finanziario privato, la ditta Gecopre spa di Cagliari, costruirà e poi gestirà l’opera in regime di convenzione per un periodo di 90 anni, senza che alcun onere economico sia a carico del Comune (ente committente).
La concessione era stata deliberata dalla Giunta comunale nell’ottobre del 2003. Il progetto definitivo è stato approvato alla fine del 2005. Quello esecutivo, cioè completo dei dettagli necessari per l’avvio del cantiere, ha avuto il via libera nell’aprile 2006.
Nella piazza, già area di cantiere a tutti gli effetti, sono in vigore i divieti di sosta e di transito. Il percorso alternativo è costituito dall’asse via Nicolò Turrisi – via Balsano: quest’ultima, da ora in poi, sarà a senso unico verso via Volturno. Istituito il doppio senso di circolazione, invece, nel tratto di via Volturno compreso tra le vie Salesio Balsano e Impallomeni.
Il parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio Emanuele Orlando avrà, in tutto, una dotazione di 711 posti auto, distribuiti su quattro piani sotterranei, con ingressi e uscite attraverso rampe carrabili. Gli accessi pedonali al parcheggio saranno sei: tre scale e tre ascensori.
La struttura si svilupperà in senso verticale fino a una profondità di 14 metri (incluso lo spessore delle fondazioni, che sarà di circa 2 metri). Ognuno dei quattro livelli avrà una superficie di 5 mila metri quadrati: sarà di circa 20 mila metri quadrati, quindi, il totale delle aree destinate alla sosta dei veicoli e alle corsie di svincolo. In ogni piano, lo spazio libero tra tetto e pavimento sarà di 2 metri e 40.
L’impianto di illuminazione sarà composto da 120 lampade al neon di formato grande (30 per ogni piano), montate sul soffitto. Il circuito di ventilazione comprenderà 80 bocchettoni (20 per piano) collegati a un grande aspiratore centralizzato, che assicurerà il ricambio d’aria all’interno.
Molto articolati, infine, i sistemi di sicurezza. Le uscite d’emergenza saranno in tutto 16. Distribuiti nei quattro livelli del parcheggio ci saranno anche 48 pulsanti per lanciare l’allarme in caso di incendio, 16 avvisatori ottico-acustici, 72 estintori e 28 idranti. In più, sarà in funzione un apparato tecnologico del tipo “Splinker”, composto da speciali sensori che, rilevando la presenza di fumo oltre una certa soglia di densità, faranno attivare automaticamente una serie di getti d’acqua a pioggia per lo spegnimento delle fiamme.
Per quanto riguarda la sistemazione degli spazi in superficie, la piazza Vittorio Emanuele Orlando sarà interamente pedonalizzata con nuove pavimentazioni e arredi a verde. L’allestimento prevede anche una zona leggermente rialzata, come richiamo al cinquecentesco bastione d’Aragona (detto anche “della Concezione”) che si trovava dove ora sorge il Palazzo di Giustizia.
L’impresa, in base alla convenzione stipulata con il Comune (procedure curate dal settore Centro storico), ha 30 mesi di tempo per portare a termine tutte le attività di cantiere. Poi, per un periodo di 90 anni in regime di concessione, dovrà garantire la gestione e la manutenzione sia del parcheggio che delle aree di superficie in corrispondenza del parcheggio stesso.
La concessione riguarda, inoltre, la gestione di 2.700 posti auto a tariffa oraria in oltre 80 strade e piazze che si trovano nei settori di sosta a pagamento (“zone blu”) denominati P2, P4, P19 e P20. Sono a carico della ditta Gecopre anche alcune opere accessorie come la risagomatura dei marciapiedi e la segnaletica nelle vie in cui sono previsti i posti auto a tariffa oraria.
Alla scadenza della concessione, tutte le opere realizzate saranno cedute al Comune, che a partire dal trentunesimo anno percepirà un canone annuale per la locazione dei posti auto regolamentati a rotazione, sia sotterranei che in superficie.
Nella gestione dei posti auto a rotazione all’interno dell’edificio multipiano, la ditta dovrà mantenere un valore della tariffa oraria pari, in media, a 1,5 euro. Invece, il corrispettivo per la cessione del diritto di superficie relativo ai posti auto e ai box verrà liberamente determinato dal concessionario in base a valutazioni di mercato. Per quanto riguarda i posti auto in superficie, le tariffe saranno conformi agli standard applicati dall'Amministrazione comunale.
Sono previste penali a carico dell’impresa in caso di ritardi non motivati nella conclusione dei lavori. Non potranno essere concesse proroghe per l’ultimazione dei lavori se non per cause comprovate e giustificate non imputabili alla volontà della ditta.
Alcune immagini potete trovarle qui (http://www.comune.palermo.it/Comune/conferenze_stampa/cs117.htm) , non è possibile incollarle sul forum. O almeno io io ci riesco.
Altaich June 28th, 2006, 07:52 PM E' stato arrestato dalla polizia mentre stava rubando la copertura in rame di una stazione della metropolitana di Palermo. Il tentativo di furto e' avvenuto questa mattina nella stazione Orleans-Palazzo Reale. In manette il pregiudicato palermitano Salvatore Zora, di 25 anni. Il tetto della stazione, pero', e' quasi del tutto privo della sua copertura in pannelli di rame. I vari furti sono stimati in un valori di circa 40mila euro. (Agr)
http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={87E1D056-EB3B-4C31-8A31-C68288CEBE4B}
:runaway:
urbane July 8th, 2006, 09:25 PM "La Repubblica - 06.07.2006
Palermo - La Biennale dell'Architettura si espande da Venezia a Palermo
È dedicata alle megalopoli la decima Mostra internazionale di Architettura che si aprirà il 10 settembre a Venezia. Per la prima volta una sezione sarà allestita lontano dalla laguna, esattamente a Palermo dove l'esposizione 'Città - Porto', dedicata agli insediamenti che si affacciano sul mare si potrà visitare dal 15 ottobre al 14 gennaio. L'allestimento coinvolgerà diverse strutte cittadine: Sant'Erasmo, la galleria Expa, Palazzo De Seta e L'officina dell'architettura (spazio recuperato dentro il porto). L'annuncio, che conferma le anticipazioni dei mesi scorsi, è stato fatto ieri dal presidente della Biennale, Davide Croff, e dal direttore della Mostra, Richard Burdett. La mostra centrale, 'Città. Architettura e società', curata da Rinio Bruttomesso, presenta un allestimento con le esperienze urbane di 16 grandi città nei quattro continenti e i progetti di 13 istituti di ricerca internazionale. «Nel 2005 per la prima volta - ha detto Croff - il numero delle persone che abita in città è arrivato al 50 per cento del totale della popolazione. Un progressivo inurbamento avvenuto in tempi rapidissimi, negli ultimi 100 anni, un fenomeno - ha aggiunto - destinato ad accelerare nei prossimi 30 anni: nella parte più sviluppata del paese si arriverà a un inurbamento superiore all'80 per cento». A latere della mostra centrale, oltre a quella di Palermo, ci sarà la sezione 'Città di Pietra', ospitata a Venezia dal 10 settembre al 19 novembre, dedicata ai caratteri architettonici delle città del Mediterraneo. "
Giacomo July 20th, 2006, 06:34 PM VIA AI LAVORI PER IL PRIMO PARCHEGGIO PUBBLICO SOTTERRANEO
IN PIAZZA VITTORIO EMANUELE ORLANDO 711 NUOVI POSTI AUTO
Alcune immagini potete trovarle qui (http://www.comune.palermo.it/Comune/conferenze_stampa/cs117.htm)
Interrotti i lavori proprio oggi! dopo circa 2 mesi di scavi è stata portata alla luce quella che gli esperti sostengono essere la residenza estiva di Federico II!
Già abbiamo Sgarbi in città......vediamo cosa ne uscirà fuori.
Bye bye parcheggio!!
Rhoy September 15th, 2006, 09:03 AM vale la pena ripescare il thread per fare i complimenti al Palermo per la grande prestazione di ieri sera a Londra contro gli Hammers.. ;)
FOZZA PALEMMO!
Paxromana September 29th, 2006, 09:46 AM PASSANTE FERROVIARIO PALERMO: SAVONA, GOVERNO DA' OK
(ANSA) - PALERMO - Via libera del Governo al progetto che riguarda il collegamento tra Brancaccio e Punta Raisi. Lo dice il deputato Riccardo Savona, vicepresidente della Commissione ''Bilancio e Finanze''. '' Il completo interramento comporta una variante di 75 milioni di euro - aggiunge - il progetto e' necessario poiche' l'interramento totale e definitivo del passante ferroviario minimizza l'impatto socioeconomico ed ambientale e ne consente la modernizzazione della nostra citta''. ''Siamo a favore - conclude - di progetti che creano sviluppo , e di certo il passante ferroviario e' un'opera di carattere strategico; vogliamo pero' difendere i cittadini, e su interventi strutturali come questo e' necessaria la massima accortezza''
urbane October 22nd, 2006, 08:18 PM Continuando con il tema del waterfront:
"Palermo - 'Città-Porto': la Biennale sbarca a Palermo ed esplora il binomio terra e mare
La Biennale di Venezia 'sbarca' a Palermo e apre lo sguardo sulla città e il suo porto. «La scelta della Biennale di Venezia di allargare a Palermo l'area delle proprie attività, è una grande novità». Così il sindaco Diego Cammarata, ieri mattina alla presentazione, a Palazzo Belmonte Riso, di una sezione dedicata alle 'Città-Porto' nell'ambito della Mostra di Architettura della Biennale di Venezia. Il progetto presenta quattro esposizioni in tre sedi diverse: 'Mappe per Nuove Rotte Urbane', a Palazzo Forcella De Seta; 'Grande Sud' e 'Palermo Mediterraneo' all'interno dell'ex Deposito delle Locomotive di Sant'Erasmo e, infine, 'Premio di Architettura Portus' inserita negli spazi della galleria di architettura Expa all'interno delle antiche scuderie di Papalzzo Cefalà.
«Città del Mediterraneo più di altre - aggiunge il sindaco -, Palermo si interroga oggi sul suo futuro sviluppo urbanistico impegnandosi per coniugare un tessuto preesistente di straordinaria importanza monumentale con le esigenze determinate dallo sviluppo metropolitano». D'altra parte, fa eco il curatore Rinio Bruttomesso, «'Città Proto' ha lo scopo di mettere a confronto, nella logica di una fruttuosa competizione e di un corretto spirito di emulazione, le maggiori città portuali del mondo». L'obiettivo, infatti, è comprendere «l'importanza della valorizzazione dei porti, del contesto in cui sono inseriti e capire che la crescita economica e turistica dipende anche dal porto e da una sua ingegnosa concezione. Ci sono esempi nel mondo come la Spagna che è riuscita a fare dei passi in avanti straordinari puntando sulle realtà portuali, tracciando così un profondo 'gap' con il resto del Mediterraneo. La Sicilia - ha concluso - ha perso tempo e competitività in questo settore e bisogna recuperare investendo nei propri 'registi' e potenziali».
Le quattro mostre, visitabili fino al 14 gennaio, propongono plastici, disegni, mappe, fotografie e progetti che hanno come «fil rouge» il mare, il porto e il rapporto di osmosi con la città che si sviluppa attorno. Osserviamole da vicino.
'Mappe per Nuove Rotte Urbane', a Palazzo Forcella De Seta, presenta una rassegna di 16 casi di città portuali di diversi continenti, con i progetti e le realizzazioni legate ai loro waterfront urbano-portuali: Oslo, Helsinki, Liverpool, Edinburgo, Rotterdam, Rosario (Argentina), Valparaiso (Cile), Rio de Janeiro, Città del Capo, Incheon (Corea), Istanbul, Boston, Yokohama, Sydney, Genova e Venezia. Uno spazio speciale è dedicato alle città-porto della Spagna. 'Grande Sud', a S. Erasmo, è focalizzata su 10 città portuali del Sud italiano per offrire un'immagine complessiva delle iniziative di riqualificazione del fronte d'acqua urbano-portuale, già condotte o in progetto: Pescara, Napoli e Salerno, Bari e Brindisi, Reggio Calabria, Catania, Messina, Siracusa e Trapani. 'Palermo, Mediterraneo', sempre a S. Erasmo, esplora l'esperienza che la città sta conducendo nel campo della riorganizzazione del suo ambito portuale e del suo fronte mare urbano. Infine, 'Premio di Architettura Portus', nelle antiche scuderie di Palazzo Cefalà, presenta i 24 progetti vincitori del Premio di Architettura Portus per le Regioni del Sud Italia che partecipano al progetto 'Sensi Contemporanei'.
Tra i progetti in mostra, la Giuria ha selezionato un vincitore per ciascuna delle otto Regioni coinvolte. Tra gli otto vincitori, verrà poi scelto quello meritevole dell'assegnazione del 'Portus', che sarà consegnato a Venezia il prossimo 8 novembre nella cerimonia di premiazione della 10. Mostra Internazionale di Architettura. "
Qualcuno ci va ?
Rhoy October 26th, 2006, 01:16 PM Palermo rivuole la data!
La vicenda del torneo di Palermo si arricchisce di un colpo di scena. I soci del circolo e la regione infatti non erano a conoscenza della vendita della data ed ora stanno provando a riprendere il torneo. Il problema è che l’IMG sembra averla promessa a Nizza.
Palermo perde il torneo ATP, anzi no. La vicenda della data di Palermo si fa sempre più intrigata. Già quest’anno il torneo, dopo la morte di Franco Bartoni, sembrava dover saltare. Poi l’intervento dei soci e dalla FIT permise di mantenere l’evento. Ma poco prima dell’inizio del torneo arrivarono le prime voci: la data è stata venduta. A fine torneo arriva l’annuncio ufficiale, gli organizzatori hanno venduto la data all’IMG perché i costi del torneo erano eccessivi.
Ma come si dice, qualcuno ha fatto i conti senza l'oste. Infatti i soci del circolo e la regione non erano stati avvisati delle decisione di vendere la data. Così succede che i soci si ribellano alla decisione, e con l'appoggio della regione, adesso proveranno a riprendere la data del torneo.
La vicenda non finisce qui, infatti l'IMG sembra aver già promesso la data a Nizza. Non c'è un accordo scritto, ancora. Nizza prenderebbe la data per girarla ad un altro torneo, in Asia forse, per ottenere quella della settimana prima del Masters Series di Montecarlo. L'idea dei transalpini è di rifare come in passato (fino al 1995 era così) quando cioè il torneo di Nizza precedeva il torneo monegasco.
Ma questa cosa non sembra essere gradita dagli organizzatori di Montecarlo, che dal prossimo anno inizierà la domenica. Insomma la vicenda della data di Palermo sembra decisamente intrigata. Speriamo che si trovi una soluzione che riporti il torneo in Italia.
Eurosport - Vittorio Campanile - 26/10/2006 13:06
ma come non erano a conoscenza della vendita della data??? :sly:
speriamo non sia troppo tardi..
urbane November 1st, 2006, 03:39 PM "Palermo - Città-Porto, boom di visitatori Biennale di Venezia. Mille persone in una settimana per le esposizioni
Boom di visitatori già nella prima settimana per la mostra «Città-Porto», sezione della decima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, allestita in città nell'ambito del progetto Sensi Contemporanei, avviato nel 2003 da Ministero per lo Sviluppo Economico, Darc e Fondazione La Biennale di Venezia per la promozione e la diffusione dell'arte e l'architettura contemporanee nelle Regioni del Sud d'Italia in collaborazione con la Regione Siciliana. In sette giorni - l'inaugurazione è stata il 15 oottobre sono state bel 1008 le persone che hanno visitato l'ex deposito delle locomotive di Sant'Erasmo e gli altri siti che ospitano l'esposizione.
«Città-Porto», curata da Rinio Bruttomesso, declina il tema del rapporto tra i porti e le città in quattro diverse mostre allestite in tre sedi diverse: «Mappe per Nuove Rotte Urbane» è l'esposizione internazionale ospitata a Palazzo Forcella De Seta che accoglie le esperienze di 16 città portuali di diversi continenti con i progetti e le realizzazioni che ne hanno ridisegnato i waterfront urbano-portuali; «Grande Sud e Palermo, Mediterraneo» allestite all'ex Deposito Locomotive S. Erasmo, sono le sezioni dedicate alle città portuali del Mezzogiorno italiano con un approfondimento sull'esperienza che Palermo sta conducendo nel campo della riorganizzazione del suo fronte mare urbano.
Infine la mostra «Premio di Architettura Portus» allestita alla Galleria Expa, a Palazzo Cefalà, ospita i 24 progetti vincitori del Premio per le Regioni del Sud Italia che ha coinvolto architetti e progettisti, invitati a proporre soluzioni di riassetto di zone urbane di waterfront in città con meno di 100 mila abitanti.
Per le scuole elementari, medie e superiori sono disponibili progetti speciali che comprendono molte iniziative di supporto attraverso incontri, laboratori, visite guidate, anteprime per insegnanti organizzate dall' Ufficio Promozione Pubblico della Biennale di Venezia in collaborazione con la Regione. Per informazioni e prenotazioni è disponibile il call center al numero 199.199.100. La sezione Città-Porto è aperta fino al 14 gennaio 2007. "
Giacomo November 3rd, 2006, 11:27 AM Fonte "La Repubblica" 02/11/2006 ed. Palermo.
Grand hotel centro storico, suite nei palazzi d'epoca
Il primo ad aprire i battenti, già entro fine anno sarà il Grand hotel Wagner. Ma la corsa a realizzare alberghi a cinque stelle nel centro storico è in pieno svolgimento. Sono in cantiere altri cinque hotel, mentre diverse dimore storiche si preparano a esserte trasformate in strutture ricettive.
Ai nastri di partenza - l'inaugurazione è prevista a fine dicembre - il Grand hotel Wagner, nel palazzo che ospitava la soprintendenza del Teatro Massimo, all'angolo fra via Wagner e via Stabile. Il progetto di un "cinque stelle"con duecento posti letto è intestato a Giuseppe Cassarà, presidente nazionale della Fiavet e titolare dell' agenzia Coretur. "Abbiamo in programma - dice Cassarà - una festa inaugurale con giochi di luce sulla facciata e altri eventi".
Lavori in corso ancora per un anno, invece, in Piazza Borsa, nel palazzo dell'ex Sicilcassa, opera di Basile. A investire in questa struttura per realizzarne un "cinque stelle" è Giovanni Di Giovanni, titolaredell'hotel La Torre. L'imprenditore palermitano, presidente dell'associazione provinciale degli albergatori, conta di inaugurarlo a fine 2007. La struttura sarà in grado di ospitare trecento persone.
In via Emerico Amari, accanto al cinema Imperia, il Comune darà il via libera la prossima settimana a un "quattro stelle", l'hotel Garibaldi, gestito dai Ponte.
L'hotel con vista sulla Cala sarà realizzato in piazza Tredici Vittime dalla società Eurogulliver srl, che ristrutturerà il rudere di un ex palazzo bombardato. Il nulla osta per l'inizio dei lavori è già stato rilasciato.
Non solo nascono nuovi alberghi, ma sa ne ampliano alcuni di quelli esistenti. Tre masi fa sono pertiti i lavori per ampliare l'hotel Villa D'Amato in via Messina MArine: un investimento da un milione di € per Nicolò D'amato e la sua Immobiliare Tirrenica snc.
Al novero degli alberghi si aggiungono ltri palazzi nobiliari, che hanno già ottenuto la distinazione d'uso a hotel e ora aspettano il nulla osta per l'inizio dei lavori.
Si tratta di Palazzo De Francisci, in via Butera. L'hotel sarà realizzato dall'Immobiliare Mediterranea. Saranno trasformati in alberghi di lusso anche Palazzo Butera e Palazzo Piraino, sempre in via Butera. Tutti i lavori saranno eseguiti dalla Immobiliare Butera e dalla Immobiliare Moncada.
Un progetto polifunzionale, con ospitalità e musei, è invece quello che riguarda Palazzo Costantino e Palazzo Napoli, ai Quattro Canti fra corso Vittorio Emanuele e via Maqueda. Le due dimore storiche saranno trasformate in alberghi-museo dove ospitare client vip e mostre. Il piano è dell'Immobiliare Quattro Canti assieme alla Framon, società del Gruppo Franza.
Altro immobile destinato ad ospitare un hotel è l'ex sede della Satris tra via Bottai e via del Parlamento. Il progetto è della Italia Immobiliare, una srl di Ragusa.
A Palazzo Alliata Villafranca, la dimora cinquecentesca di piazza Bologni donata alla Curia dalla famiglia Alliata e oggi sede dell'archivio e della biblioteca diocesana, sorgerà infine un albergo gestito dal Seminario arcivescovile.
PANORMUS November 13th, 2006, 09:55 AM FINALMENTE E' REALTA'
http://www.2night.it/v2/palermo/locali/locali/9359.html
Rhoy November 19th, 2006, 08:55 PM notizie sui ponti di Perrault?
ho letto da qlc parte che i lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2006 per concludersi entro fine 2008..
PANORMUS November 27th, 2006, 03:27 PM Lavori in corso per l'apertura a Palermo della Scuola Nazionale del Cinema fornita di Laboratori Artigianali e Sale cinematografiche e multimediali.
http://img180.imageshack.us/img180/223/padiglionite0.gif (http://imageshack.us)
LAVORI IN CORSO PER LA SCUOLA NAZIONALE DEL CINEMA
Nell’ambito della riqualificazione dei Cantieri culturali alla Zisa, Palermo sta preparando anche una sede per la Scuola nazionale del cinema. Le maestranze sono all’opera dall’ottobre 2005 per allestire i locali che consentiranno alla prestigiosa accademia del “ciak” di approdare in Sicilia.
L’azione di recupero, da portare a termine in 720 giorni complessivi, riguarda tre capannoni dell’ex complesso industriale e ne prevede la completa ristrutturazione (quasi 5 mila metri quadrati in tutto) per un importo complessivo che sfiora i 9 milioni di euro, finanziati attraverso il Por Sicilia.
I lavori sono eseguiti, per conto del Comune, dall’associazione temporanea di imprese formata da “Vitale Costruzioni spa” (Napoli), “Co.San. srl” (Palermo) e “Tecnoelettra srl” (Napoli), vincitrice della gara d’appalto per un importo contrattuale di 4 milioni e 106 mila euro. L’importo complessivo, al lordo del ribasso d’asta e comprendendo anche le somme per spese e oneri, è di 8 milioni e 850 mila euro.
Curato dall’assessorato all’Urbanistica, questo intervento trae origine da un protocollo d’intesa siglato oltre quattro anni fa dal Comune, dalla fondazione Scuola nazionale di cinema e dalla Regione. Appena le nuove strutture saranno pronte per l’uso (realizzarle è l’impegno a carico dell’Amministrazione comunale), toccherà alla Regione e alla fondazione Scuola nazionale di cinema completare l’iter per far partire le attività didattiche (l’accordo stipulato comprende un dipartimento documentario, un archivio regionale, un laboratorio sperimentale del cinema dell’audiovisivo e delle nuove tecnologie).
In dettaglio, nel capannone 6 sono previste due aule per l’attività didattica, un teatro di posa per riprese cinematografiche, una sala visione, una sala cinematografica per la proiezione di pellicole 16 e 35 millimetri, un laboratorio fotografico, un’aula di informatica, un’aula magna e una caffetteria, oltre a servizi e spazi per uffici. Peculiarità principale sarà la corte interna: una sorta di piazza con una copertura di tipo vetro-metallico a forma piramidale, completamente trasparente. Lo spazio interno sarà una rivisitazione in chiave moderna del giardino arabo, con due alberi di arancio amaro disposti simmetricamente e una sorta di peschiera che, convogliando l’acqua in uno stretto canale, si estenderà fino al centro della piazza.
Per quanto riguarda il padiglione 16, al cui interno sono previste una sala cinematografica con 480 posti e una sala multimediale, si farà un recupero strutturale completo, con la realizzazione ex novo di un corpo annesso. Non verranno modificati, comunque, i tratti geometrici dell’edificio. Saranno i materiali a sottolineare, dal punto di vista architettonico, i profili tecnologici dell’intervento: l’allestimento della sala proiezioni sarà scandito da travi in acciaio che resteranno a vista; le pareti interne saranno rivestite, fino a una certa altezza, con pannelli fonoassorbenti; e anche le apparecchiature per la diffusione acustica rimarranno a vista, in tipico stile high tech.
Infine, il capannone 15, attualmente inagibile a causa di alcuni cedimenti strutturali, verrà rimesso a nuovo e ospiterà otto ambienti destinati a botteghe artigiane che svolgeranno attività connesse a quelle della scuola. I locali, inoltre, saranno idonei alla realizzazione di laboratori di varia natura: sartoriali, di pittura, disegno, ceramica o scultura. Ogni bottega occuperà una superficie di circa 95 metri quadrati e sarà dotata di servizi igienici ed accessori, come l’antibagno e lo spogliatoio, oltre che di uno spazio soppalcato.
OPERE DI MESSA IN SICUREZZA IN ALTRI OTTO PADIGLIONI
Altri otto capannoni dell’ex complesso industriale (quelli contrassegnati dai numeri 1, 2, 3, 10, 11, 12, 13, 18) sono al centro di un piano che prevede interventi di messa in sicurezza e consolidamento. Si utilizzeranno i fondi disponibili per il recupero degli immobili danneggiati dal sisma del settembre 2002.
Gli elaborati progettuali, curati dal settore Centro storico, sono stati già sottoposti al vaglio della soprintendenza ai Beni culturali e ambientali, che ha rilasciato i pareri favorevoli con alcune prescrizioni. L’approvazione definitiva dei progetti è prevista tra circa un mese.
DALLE OFFICINE DUCROT AI CANTIERI CULTURALI
Nei loro capannoni sono stati realizzati mobili liberty tra i più belli d’Europa, disegnati da Ernesto Basile: da quelli per Villa Igiea all’arredo di Montecitorio e delle grandi navi da crociera dei Florio. Durante la prima guerra mondiale, vi si assemblavano gli idrovolanti e i cacciabombardieri per le flotte d’Italia, Francia e Inghilterra, stessa sorte che toccò alla fabbrica nel ’43, quando fu riconvertita in industria bellica.
Si chiamavano Officine Ducrot, oggi sono i Cantieri culturali alla Zisa. Strappati all’abbandono per essere trasformati in un luogo della ricerca e della sperimentazione in campo artistico e culturale, un emblema della rinascita della città.
Già attive come fabbrica di mobili Golia all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891, le officine acquistarono rilievo quando ne assunse la direzione Vittorio Ducrot, vulcanico ingegnere francese dalle travagliate esperienze politiche che ne diventò unico proprietario nel 1902, dopo aver iniziato a collaborare con Basile nel 1889.
Progettisti e artigiani di valore producevano mobili moderni e in stile, accelerando competitività e ritmi di lavoro. Nel 1903 c’erano venti macchine e duecento operai. Nel 1907 l’impresa venne registrata alla Borsa di Milano. Il suo ruolo si mantenne forte tra le due guerre (nel 1930, 2.500 dipendenti), ma in realtà il suo declino cominciò già nel ’39, quando fu rilevata da un gruppo finanziario genovese. Nel ’40 venne costruita la palazzina dell’Aeronautica Sicula, su progetto di Salvatore Caronia Roberti.
L’attività cessò nel ’68, l’asta fallimentare risale al ’71. Il vecchio Piano regolatore generale prevedeva la demolizione del complesso per farne un’area edificabile. Nel ’95, poi, l’Amministrazione comunale ne decise l’acquisto e quasi subito lo aprì, sia pure in minima parte.
Oggi, le ex Officine Ducrot si estendono per 55.000 metri quadrati alle spalle del “castello” della Zisa, con ingressi da via Paolo Gili e via Perpignano. Contengono una quarantina di capannoni, alcuni di grande bellezza, esempi interessantissimi di archeologia industriale.
Un complesso dalle enormi potenzialità del quale sono stati riutilizzati, nel corso degli anni, dodici capannoni: lo Spazio Scuola di Teatro (per la scuola e le attività scenotecniche del Biondo Stabile); il padiglione della Scuola di teatro Teatès; la Palazzina Gialla (archivio e centro documentazione dei Cantieri e sede dell’associazione musicale “Ester Mazzoleni”); il padiglione che ospita l’Istituto Gramsci Siciliano; la Galleria Bianca (per mostre d’arte contemporanea); lo Spazio Zero (per teatro, danza, concerti); il Tre Navate (spettacoli e mostre); lo Spazio Ducrot (una sala symposium con 450 posti); la Grande Vasca (padiglione espositivo); la Sala Blu Cobalto (per incontri e conferenze); e infine, lo Spazio 97 (per concerti e teatro di ricerca) e lo Spazio Nuovo (per mostre documentarie).
Inoltre, la palazzina d’ingresso da via Paolo Gili è diventata la sede congiunta del Goethe Institut di Palermo e del Centre Culturel Français de Palerme et de Sicile: per la prima volta, così, centri culturali di Paesi diversi, condividendo uno spazio, lavorano insieme in una logica di scambio e confronti.
In questi anni, i Cantieri culturali alla Zisa, conosciuti e apprezzati anche in Europa, sono diventati un importante punto di riferimento culturale, ospitando l’attività di realtà cittadine emergenti e migliaia di eventi, mostre, spettacoli, concerti, spesso di livello internazionale.
Fra gli artisti e le personalità che li hanno attraversati: Ilya Kabakov, Langland’s & Bell, Richard Long, Jan Fabre, Henri Cartier- Bresson, i fotografi della prestigiosa Magnum, Josef Koudelka, Pina Bausch, Tina Modotti, Ferdinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, Ernesto Bazan, Enzo Sellerio, Thierry Salmon, Bob Wilson, Philip Glass, Tom Stoppard, Massimo De Francovich, Giorgio Barberio Corsetti, Virgilio Sieni, Steve Lacy, Terry Riley, Carlo Cecchi, Lev Dodin, Piera degli Esposti, Marco Baliani, Letizia Battaglia, Shobha, Nicola Scafidi, Michele Perriera, Carmen Consoli, Roberta Torre.
PANORMUS November 27th, 2006, 03:35 PM Centro storico e beni monumentali
Restauro del complesso monumentale di Sant’Anna
Il recupero storico-architettonico del complesso monumentale di Sant’Anna la Misericordia, portato a termine nell’autunno 2005, rappresenta il più grande intervento di restauro nel centro storico di Palermo dal dopoguerra a oggi.
Il gruppo edilizio, formato dal quattrocentesco palazzo Bonet e dall’adiacente convento francescano, di origine seicentesca, è destinato a diventare il più grande polo museale comunale: con i suoi quasi 5 mila metri quadrati di superficie, sarà la nuova sede della Civica Galleria d’arte moderna “Empedocle Restivo”, da quasi 100 anni ospitata “provvisoriamente” nell’elegante ridotto del Teatro Politeama.
Quello nato fra le architetture del Sant’Anna è a tutti gli effetti un nuovo luogo-simbolo della cultura. Tre i piani e oltre 4.700 metri quadrati la superficie complessiva, mettendo insieme ambienti interni ed esterni (fra questi, lo splendido chiostro del convento rimesso a nuovo). Ma, quel che più conta, 759 metri lineari di pareti utilizzabili nei 29 saloni espositivi, cioè più del triplo rispetto a quelli disponibili nei saloni del ridotto del Politeama. Una straordinaria vetrina per la ricca collezione di dipinti e sculture che ripercorre gli sviluppi delle arti figurative in Sicilia fra il tardo Settecento e i primi del Novecento, contenuta nella Civica Galleria (con opere, fra l’altro, di Carrà, Catti, Lojacono, Leto, Rutelli, Guttuso, Ximenes, De Maria Bergler, Sironi, Sciuti, Ugo e Civiletti). L’intervento di recupero, con alcune variazioni rispetto al progetto originario, ha permesso di realizzare, fra l’altro, sale per mostre temporanee e per attività didattiche, una biblioteca, un bookshop e una caffetteria.
Nel corso dei lavori, sono stati restaurati lo scalone monumentale, i solai in legno, le superfici affrescate e le murature. Recuperato anche il corpo di fabbrica destinato a caffetteria. Sono stati realizzati, inoltre, gli impianti indispensabili per il funzionamento del museo e per la buona conservazione delle opere (tutte apparecchiature “nascoste” in apposite nicchie o sottotraccia, per non pregiudicare l’impatto estetico). Fra gli elementi-chiave, l’apparato di illuminotecnica, formato, in ogni sala, da faretti montati su binari elettrificati, che potranno essere mossi per proiettare la luce su dipinti e sculture in base alle esigenze espositive.
Installati anche gli impianti idrico e antincendio, con relative centraline, quello elettrico per la produzione, trasformazione e distribuzione di energia, e quelli di climatizzazione, antintrusione, di videocontrollo e di diffusione sonora, oltre a due nuovi ascensori e ad una scala di collegamento con il secondo ed il terzo piano. A ciò si aggiungono i servizi e le opere di finitura, tra cui intonaci, infissi interni ed esterni, pavimentazioni interne e negli spazi esterni, tra cui il chiostro. L’opera di recupero è stata eseguita in circa tre anni, con un appalto partito nei primi mesi del 2002.
Un primo intervento di restauro si era concluso nel gennaio del 2000 ed aveva riguardato soprattutto palazzo Bonet, con l’eliminazione di tutte le sovrastrutture che avvolgevano il complesso monumentale. Furono eseguite opere di consolidamento e di restauro, si ripristinarono le coperture, e furono recuperati i fronti esterni e il colonnato del chiostro.
Ubicato nel cuore del centro storico, dove sorge l’antico mercato dei Lattarini, il complesso di Sant’Anna la Misericordia tuttora, rispettivamente, i connotati dell’architettura residenziale di fine ’400, in stile gotico-catalano, con alcune bifore rimesse in luce (palazzo Bonet); e di una residenza conventuale seicentesca, che si articola attorno ad un magnifico chiostro con colonne in marmo grigio e arcate a tutto sesto, preceduto da un bel portale d’ingresso, d’impronta manierista, dei primi del ’600.
Come era
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Com'è oggi
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Importo complessivo: 7 milioni e 500 mila euro
PANORMUS November 27th, 2006, 03:41 PM Parchi e giardini storici
Giardino della Zisa
Un pezzo di storia ritrovato. Un ampio spazio a misura d’uomo in una irripetibile cornice architettonica e paesaggistica. Tre ettari di parterre strappati al degrado (prima c’erano cumuli di terra, sterpaglie e rifiuti) e restituiti alla vita della città. Nel luglio 2005 Palermo ha riscoperto il giardino annesso al “castello” della Zisa, frammento del mitico “Genoard” normanno (il parco reale di caccia).
Un’area recuperata che è anche il primo grande giardino realizzato in città negli ultimi cinquant’anni, a parte il Parco d’Orleans per il quale i lavori sono in corso. Il cantiere, fermo per diversi anni, è ripartito nel febbraio del 2004, dopo una complessa vicenda burocratica risolta e culminata nella stipula di una transazione fra il Comune e la ditta subentrata all’impresa capofila fallita nella seconda metà degli anni Novanta. La crisi finanziaria della ditta, controversie giudiziarie e varie difficoltà burocratiche avevano imposto un lungo stop al cantiere, facendo precipitare nel degrado tutta la grande spianata ai piedi del “castello”.
Complessivamente, la spesa è stata di circa 5 milioni di euro: 2,3 milioni per le opere eseguite nella prima parte dell’appalto, 2,7 per quelle avviate l’anno scorso.
L’allestimento, completato dopo oltre un anno di lavori, si ispira all’originario disegno islamico, seppur con alcuni dettagli inevitabilmente contemporanei. Di impronta prettamente mediterranea, invece, l’arredo a verde nelle aiuole, con più di 60 essenze diverse tra alberi di agrumi, aromi, bacche, arbusti e piante fiorite (l’impresa appaltatrice dovrà curarne la manutenzione per due anni, cioè nel periodo di attecchimento e crescita della vegetazione).
Tutta la fascia centrale è attraversata dall’imponente vasca d’acqua, che si sviluppa per circa 130 metri in asse col portale del “castello”: un’ideale prosecuzione del sistema sciadirwan-canale della sala della fontana che si trova all’interno del Palazzo. Caratteristici gli zampilli e il leggero ma costante movimento dell’acqua in superficie (cosiddetta “laminazione”).
Ai lati della peschiera, tra un viale pedonale e l’altro (dodici, in tutto, i percorsi), si estendono i vasti “quadranti” seminati a prato e punteggiati dalla vegetazione mediterranea. Realizzati anche gli impianti di irrigazione e di illuminazione. Quest’ultimo, è composto da 236 punti luce, fra pali e faretti bassi, disposti in modo da evidenziare i dettagli delle aiuole.
Portato a termine, inoltre, il recupero dei tredici dammusi davanti al “castello”, strutture in muratura costruite nell’epoca in cui la Zisa fu adibita a baglio agricolo. Al loro interno saranno allestiti punti d’informazione per i turisti e altri servizi. Nuova anche la recinzione del giardino, con un’orlatura stilizzata dalle forme arabeggianti.
Con una modifica progettuale è stato possibile, poi, definire il pergolato che costeggia il margine ovest della villa. La variante ha recepito alcune richieste della Soprintendenza regionale ai Beni culturali e ambientali, che ha esteso alla nuova area verde il vincolo monumentale già in vigore per l’antica dimora dei re normanni.
Riassumendo i lavori in cifre: 30 mila metri quadrati di superficie; 236 punti luce; una vasca d’acqua con capienza di 260 metri cubi; 13 dammusi ristrutturati; 12 viali e vialetti, con 3.800 metri quadrati di pavimentazione autobloccante in calcestruzzo, 6.250 metri quadrati in battuto di tufina e 4.253 metri quadrati in piastrelle di cotto; oltre 60 varietà di piante.
Nata come residenza estiva dei re normanni (la fecero costruire Guglielmo I e Guglielmo II fra il 1165 e il 1180), autentica culla di “ozi e sollazzi” di corte, la Zisa trae il proprio nome dall’arabo al-aziz (“la splendente”). Il “castello” appare, nel suo insieme, come un richiamo al paradiso coranico. Un riferimento, questo, che è possibile cogliere nel suo prospetto imponente, nella raffinata leggerezza degli ambienti e, appunto, nella sua posizione al centro di un vasto parco ricco di corsi d’acqua.
In origine, l’area faceva parte del Genoard (“Paradiso della Terra”), il grande parco reale di caccia che si estendeva nella parte nord-occidentale della città e comprendeva edifici – fra questi, anche la Cuba e il palazzo dell’Uscibene – circondati da floridi giardini con fontane e grandi vasche, utilizzate come peschiere.
La Zisa rappresenta certamente un unicum in tutta l’area del Mediterraneo, visto che di analoghi edifici nordafricani rimangono, oggi, soltanto i ruderi. Nelle epoche successive alla sua edificazione, subì numerose modificazioni, alle quali deve l’aspetto attuale e l’impropria denominazione di “castello”. Dopo essere stata fortificata nel XV secolo, diventò prima un centro agricolo e poi, nel XVII secolo, residenza della famiglia dei Sandoval.
Nel salone principale, la Sala della Fontana, si può vedere come l’acqua sgorgasse dal pavimento e scorresse lungo la cabaletta all’esterno. Di particolare interesse sono le tre muqarnas (volte a forma alveolare) in stucco e i mosaici bizantini, circondati da colonnine angolari, che raffigurano scene di caccia. Nel piano superiore, la Sala Belvedere, originariamente scoperta, aveva un invaso in marmo per la raccolta dell’acqua piovana.
Come era
Parchi e giardini storici
Giardino della Zisa
Un pezzo di storia ritrovato. Un ampio spazio a misura d’uomo in una irripetibile cornice architettonica e paesaggistica. Tre ettari di parterre strappati al degrado (prima c’erano cumuli di terra, sterpaglie e rifiuti) e restituiti alla vita della città. Nel luglio 2005 Palermo ha riscoperto il giardino annesso al “castello” della Zisa, frammento del mitico “Genoard” normanno (il parco reale di caccia).
Un’area recuperata che è anche il primo grande giardino realizzato in città negli ultimi cinquant’anni, a parte il Parco d’Orleans per il quale i lavori sono in corso. Il cantiere, fermo per diversi anni, è ripartito nel febbraio del 2004, dopo una complessa vicenda burocratica risolta e culminata nella stipula di una transazione fra il Comune e la ditta subentrata all’impresa capofila fallita nella seconda metà degli anni Novanta. La crisi finanziaria della ditta, controversie giudiziarie e varie difficoltà burocratiche avevano imposto un lungo stop al cantiere, facendo precipitare nel degrado tutta la grande spianata ai piedi del “castello”.
Complessivamente, la spesa è stata di circa 5 milioni di euro: 2,3 milioni per le opere eseguite nella prima parte dell’appalto, 2,7 per quelle avviate l’anno scorso.
L’allestimento, completato dopo oltre un anno di lavori, si ispira all’originario disegno islamico, seppur con alcuni dettagli inevitabilmente contemporanei. Di impronta prettamente mediterranea, invece, l’arredo a verde nelle aiuole, con più di 60 essenze diverse tra alberi di agrumi, aromi, bacche, arbusti e piante fiorite (l’impresa appaltatrice dovrà curarne la manutenzione per due anni, cioè nel periodo di attecchimento e crescita della vegetazione).
Tutta la fascia centrale è attraversata dall’imponente vasca d’acqua, che si sviluppa per circa 130 metri in asse col portale del “castello”: un’ideale prosecuzione del sistema sciadirwan-canale della sala della fontana che si trova all’interno del Palazzo. Caratteristici gli zampilli e il leggero ma costante movimento dell’acqua in superficie (cosiddetta “laminazione”).
Ai lati della peschiera, tra un viale pedonale e l’altro (dodici, in tutto, i percorsi), si estendono i vasti “quadranti” seminati a prato e punteggiati dalla vegetazione mediterranea. Realizzati anche gli impianti di irrigazione e di illuminazione. Quest’ultimo, è composto da 236 punti luce, fra pali e faretti bassi, disposti in modo da evidenziare i dettagli delle aiuole.
Portato a termine, inoltre, il recupero dei tredici dammusi davanti al “castello”, strutture in muratura costruite nell’epoca in cui la Zisa fu adibita a baglio agricolo. Al loro interno saranno allestiti punti d’informazione per i turisti e altri servizi. Nuova anche la recinzione del giardino, con un’orlatura stilizzata dalle forme arabeggianti.
Con una modifica progettuale è stato possibile, poi, definire il pergolato che costeggia il margine ovest della villa. La variante ha recepito alcune richieste della Soprintendenza regionale ai Beni culturali e ambientali, che ha esteso alla nuova area verde il vincolo monumentale già in vigore per l’antica dimora dei re normanni.
Riassumendo i lavori in cifre: 30 mila metri quadrati di superficie; 236 punti luce; una vasca d’acqua con capienza di 260 metri cubi; 13 dammusi ristrutturati; 12 viali e vialetti, con 3.800 metri quadrati di pavimentazione autobloccante in calcestruzzo, 6.250 metri quadrati in battuto di tufina e 4.253 metri quadrati in piastrelle di cotto; oltre 60 varietà di piante.
Nata come residenza estiva dei re normanni (la fecero costruire Guglielmo I e Guglielmo II fra il 1165 e il 1180), autentica culla di “ozi e sollazzi” di corte, la Zisa trae il proprio nome dall’arabo al-aziz (“la splendente”). Il “castello” appare, nel suo insieme, come un richiamo al paradiso coranico. Un riferimento, questo, che è possibile cogliere nel suo prospetto imponente, nella raffinata leggerezza degli ambienti e, appunto, nella sua posizione al centro di un vasto parco ricco di corsi d’acqua.
In origine, l’area faceva parte del Genoard (“Paradiso della Terra”), il grande parco reale di caccia che si estendeva nella parte nord-occidentale della città e comprendeva edifici – fra questi, anche la Cuba e il palazzo dell’Uscibene – circondati da floridi giardini con fontane e grandi vasche, utilizzate come peschiere.
La Zisa rappresenta certamente un unicum in tutta l’area del Mediterraneo, visto che di analoghi edifici nordafricani rimangono, oggi, soltanto i ruderi. Nelle epoche successive alla sua edificazione, subì numerose modificazioni, alle quali deve l’aspetto attuale e l’impropria denominazione di “castello”. Dopo essere stata fortificata nel XV secolo, diventò prima un centro agricolo e poi, nel XVII secolo, residenza della famiglia dei Sandoval.
Nel salone principale, la Sala della Fontana, si può vedere come l’acqua sgorgasse dal pavimento e scorresse lungo la cabaletta all’esterno. Di particolare interesse sono le tre muqarnas (volte a forma alveolare) in stucco e i mosaici bizantini, circondati da colonnine angolari, che raffigurano scene di caccia. Nel piano superiore, la Sala Belvedere, originariamente scoperta, aveva un invaso in marmo per la raccolta dell’acqua piovana.
Come era
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Com'è oggi
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PANORMUS November 27th, 2006, 03:48 PM Il prato del Foro Italico
Circa 40 mila metri quadrati di manto erboso, viali, panchine e arredi ornamentali in ceramica. E ancora, un percorso ciclabile, un’illuminazione notturna particolarmente suggestiva e un’ampia promenade lungo-costa con panorama a perdita d’occhio.
Nell’autunno del 2005 Palermo ha “riconquistato” il prato del Foro Italico. Una grande “terrazza” realizzata in cinque mesi (lavori eseguiti da maestranze interne e delle aziende collegate al Comune) per far rivivere, dopo quasi 60 anni, quel legame tra mare e centro storico spezzato dalle vicende successive alla Seconda guerra mondiale: prima il progressivo accumulo delle macerie prodotte dai bombardamenti, poi le continue occupazioni abusive dell’area. Oggi, un’autentica oasi del tempo libero domina la scena tra il golfo e l’antico quartiere della Kalsa, con un originale allestimento dai connotati prettamente contemporanei.
Il progetto di riqualificazione è partito dall’idea di dare a tutta l’area del Foro Italico una più forte identità, ricongiungendo la splendida vista del golfo col tessuto urbano circostante, ricco di testimonianze storiche e architettoniche.
La firma è quella prestigiosa dell’architetto milanese Italo Rota, designer del museo d’arte del Novecento e della sede Deutsche Bank nel capoluogo lombardo, ma soprattutto della cour carrée del Louvre e delle luminarie sul lungo Senna, a Parigi.
Fra i segni particolari, la variopinta bordura che delimita il perimetro lungo la via Foro Umberto I, formata da 1.400 sagome in ceramica col profilo dell’Eleonora d’Aragona scolpita da Francesco Laurana (il busto, capolavoro dell’arte rinascimentale, è esposto alla galleria regionale di Palazzo Abatellis). Alte 50 centimetri e disposte in modo sfalsato per un tratto di quasi 600 metri, le “principesse” danno il benvenuto a chi varca la soglia della grande distesa verde, oltre a svolgere una funzione anti-intrusione.
A scandire il nuovo look del parco sono anche 17 sculture decorative in ceramica d’artigianato locale, una grande “hall” con numerosi sedili piastrellati proprio accanto al mare, 1.500 metri di pista ciclabile, spazi per lo svago e pavimentazioni interamente rifatte (10.700 metri quadrati in tutto) con particolari resine colorate (14 mila chili) adatte all’ambiente marino.
Per creare una suggestiva atmosfera notturna, sono state installate nove sfere luminose simili a piccole lune sospese a mezz’aria, oltre a centinaia di faretti bassi disposti in modo da punteggiare i viali ed esaltare le tinte accese delle “principesse” (circa 300, in tutto, i nuovi punti luce). Rifatti anche 600 metri lineari di marciapiede lungo la via Foro Umberto I.
È stata creata, inoltre, un’area riservata ai cani.
L’area del Foro Italico, fin dal Medioevo, si presentava fortificata lungo la bassa linea costiera. Le mura erano state rafforzate nel ‘500 dagli spagnoli. Poi, nel 1582, il viceré Marcantonio Colonna volle crearvi una passeggiata (chiamata, appunto, strada Colonna), abbellita da fontane, sedili e dalla sontuosa Porta Felice.
Il Foro Italico, inoltre, era adornato da statue allegoriche, archi in stucco e, a fine ‘700, anche da una serie di statue di re borbonici poste su alti piedistalli, che vennero abbattute dal popolo durante i moti del 1848: fu poco dopo, infatti, e cioè nel 1860, che dalla denominazione di Foro Borbonico si passò a quella di Foro Italico.
Nel 1735, Carlo III di Borbone fece da qui l’ingresso trionfale a Palermo. In piena Belle époque, soprattutto nelle ore notturne, il Foro Italico era luogo privilegiato degli incontri amorosi e mondani di nobili e ricchi borghesi in landeau. La seconda guerra mondiale ruppe il connubio che legava Palermo al suo mare. Cessati i bombardamenti anglo-americani, in attesa della ricostruzione, si decise di depositare proprio al Foro Italico le macerie rimosse di case e palazzi diroccati del centro storico, formando una vasta spianata che determinò uno spostamento in avanti della linea di costa. La stessa spianata che ora è diventata il “mare verde” della città.
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PANORMUS November 27th, 2006, 03:57 PM http://img198.imageshack.us/img198/9369/tavolatribunale3ey2.jpg (http://imageshack.us)
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Piazza Vittorio Emanuele Orlando
Il parcheggio di piazza Vittorio Emanuele Orlando è tra le infrastrutture strategiche sulle quali l’Amministrazione punta per decongestionare il traffico nella zona antica e commerciale della città. L’intervento, finanziato interamente con un investimento di privati attraverso il sistema del project financing, prevede la realizzazione di 711 nuovi posti distribuiti su quattro piani sotterranei per un totale di 20 mila metri quadrati.
Ingressi e uscite per i veicoli saranno costituiti da rampe carrabili. Gli accessi pedonali al parcheggio saranno sei: tre scale e tre ascensori. La struttura si svilupperà in senso verticale fino a una profondità di 14 metri. L’impianto di illuminazione sarà composto da 120 lampade al neon di formato grande (30 per ogni piano), montate sul soffitto. Il circuito di ventilazione comprenderà 80 bocchettoni (20 per piano) collegati a un grande aspiratore centralizzato, che assicurerà il ricambio d’aria all’interno.
Molto articolati i sistemi di sicurezza. Le uscite d’emergenza saranno in tutto 16. Distribuiti nei quattro livelli del parcheggio ci saranno anche 48 pulsanti per lanciare l’allarme in caso di incendio, 16 avvisatori ottico-acustici, 72 estintori e 28 idranti. In più, sarà in funzione un apparato tecnologico del tipo “Splinker”, composto da speciali sensori che, rilevando la presenza di fumo oltre una certa soglia di densità, faranno attivare automaticamente una serie di getti d’acqua a pioggia per lo spegnimento delle fiamme.
Per quanto riguarda la sistemazione degli spazi in superficie, la piazza Vittorio Emanuele Orlando sarà interamente pedonalizzata con nuove pavimentazioni e arredi a verde. L’allestimento prevede anche una zona leggermente rialzata, come richiamo al cinquecentesco bastione d’Aragona (detto anche “della Concezione”) che si trovava dove ora sorge il Palazzo di Giustizia.
PANORMUS November 27th, 2006, 04:04 PM http://img348.imageshack.us/img348/6282/porto1db3.jpg (http://imageshack.us)
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GENIUS LOCI November 27th, 2006, 04:10 PM Ma scusa, poichè sono vari progetti e non uno solo, perchè non le posti direttamente sul thread di Palermo inella sezione aree metropolitane?
PANORMUS November 27th, 2006, 04:22 PM beh hai ragione, ti chiedo un pò di pazienza in quanto non ho appreso ancora in pieno l'utilizzo corretto del forum, piano piano :-P
Giacomo November 28th, 2006, 02:44 PM Prusst, presentati dai privati 111 piani di recupero per un investimento totale che supera i 900 minlioni di €. Ecco i principali:
Centro Commerciale, fra via Palmerino e la Circonvallazione, Sercom, 120 milioni di €;
Edilizia residenziale con centro commerciale, palestra scuola, via La Malfa, Ciet, 103 milioni di €;
Edilizia residenziale con centro commerciale, palestra scuola, via Maltese, Ciet, 78 milioni di €;
Centro vendita veicoli industriali, viale della Resurrezione, Mavi, 33 milioni di €;
Complesso fieristico, via San Lorenzo, Damir, 28 milioni di €;
Centro benessere per la terza età, Baida, Belsito, 7,5 milioni di €;
Hotel di 16 piani, via Turba, Gerry's, 18 milioni di €;
Centro rimessaggio nautico, via Papa Pio X, Nuoi Orizzonti, 3 milioni di €;
Scuola di cucina, via Principe di Villafranca, Mario Spinnato, 3 milioni di €;
Parco divertimenti, via Trapani Pescia, Gimail-Serenità, 1,6 milioni di €;
Campus promozione attività subacquee, Addaura, Mario Ferrazzi, 1 milione di €;
Centro ippico, viale Regione Siciliana, Circolo San Giorgio, 900 mila €.
PANORMUS November 30th, 2006, 07:15 PM "Capitale della pi? grande isola del Mediterraneo, Palermo citt? antica e famosa ? situata sotto i gradi 38? 6' 44'' di latitudine settentrionale, e 31? 0' 20'' di longitudine dal primo meridiano che passa per l'isola di ferro. Sorge dessa sulla costa settentrionale verso nord-est, sur una pianura lungo le sponde del mare, rivolta a greco, in un punto inegualmente lontano da alpestri montagne, che come anfiteatro la circondano. Finiscono queste con Montepellegrino a tramontana, e con monte Catalfano a levante; dal primo dei quali dista Palermo circa tre miglia, e quasi nove dal secondo, lasciando una linea di apertura sul mare poco meno di otto miglia".
Vincenzo Mortillaro, Guida per Palermo e pei suoi dintorni, Palermo 1850
NUOVE STRATEGIE URBANE PER PALERMO: CONNESSIONI PER LA DENSIT?. LA VELA URBANA E LA PIAZZA DEL MARE. Il progetto ? stato sviluppato all'interno di Officina Mediterraneo, un laboratorio di progettazione sulle citt? di Palermo, Amsterdam, Istanbul ed Atene sviluppato all'interno di Avvistamenti 6.'04. New Urban strategy. The creative dimensions.
I luoghi che mediano i livelli di transitoriet? legati alla mobilit?, sono parti di citt? in cui la domanda sociale di servizi, fin ora anestetizzata dalla presenza di comparti destinati alla produzione, permette di cogliere i vantaggi connessi alla facilit? di spostamento e alle possibilit? di accesso e trasferimento delle informazioni. Sono luoghi in cui gli spazi abbandonati possono trasformarsi se esiste una strategia urbana che sappia ripensarli. La visione della citt? post-industriale e la dispersione sul territorio ha ceduto il passo alla densit? e Palermo, citt? ricca di stratificazioni storiche, d? luogo ad una pluralit? di dimensioni da esplorare. Il progetto nasce dalla priorit? di ripensare il fronte a mare occupato dal porto attraverso un progetto d'architettura alla scala urbana che comprenda il paesaggio: 1. Il ridisegno del fronte a mare di Palermo, dal piano dell'Ucciardone (prigione dell'800) ai Cantieri Navali, e dall'Arsenale ('600) fino al parco di Villa Belmonte ('800) alle falde di Montepellegrino. 2. La continuit? tra il Parco della Favorita ('700-'800) e il sistema dei giardini storici della Piana dei Colli, progettando gli spazi vuoti, unisce in un sistema le infrastrutture metropolitane ai servizi legati alla cultura.
CANTIERI NAVALI-MONTE PELLEGRINO. BORDI URBANI. Nell'area dei Cantieri Navali e dell'Arsenale i segni della memoria si stratificano insieme all'attivit? produttiva, un approdo per il rinnovamento dell'immagine contemporanea di Palermo. La relazione che questa parte di citt? istituisce con il territorio ? sia di prossimit? sia geografica (le autostrade del mare, l'intermodalit? ed il mercato crocieristico).
L'attivit? estrattiva che storicamente ha interessato l'area ha determinato i sedimi delle varie quote su cui, per successivi strati, si ? sviluppata la borgata dell'Acquasanta. I frammenti progettati, descrivendo profili e sezioni della citt?, combinano gli elementi naturali e simbolici con gli usi tradizionali. Il progetto trasforma i segni che la citt? ha coperto in luoghi dell'astrazione, in regole per la composizione urbana. Il piano s'incrina, cede e si estende, assolvendo le funzioni di un sistema ad ecologia complessa e trasformando gli spazi dimenticati in habitat contemporaneo. Il progetto di nuove architetture su aree dismesse non ? affrontato con la retorica della rifunzionalizzazione ma ? lo strumento per significare parti di citt?. In questo modo, l'architettura attraversa le dimensioni ed il piano supera la strutturazione per funzioni; ? attraverso il disegno urbano che l'architettura sovrappone alle specificit? locali funzioni complesse senza antagonismo ma completandosi.
CANTIERI NAVALI-ARSENALE BORBONICO. LA VELA URBANA. Il progetto riguarda la trasformazione dell'area compresa tra l'Arsenale Borbonico e la Via dei Cantieri collegandola al molo Santa Lucia. L'area diventa un nuovo accesso al piano del molo definito dal cortile dell'Arsenale, attorno al quale si organizza il museo del mare, dalla torre albergo che emerge dalla quota della cava di collegamento verso il monte e dal centro commerciale che copre il parcheggio sotterraneo.
Il museo del mare prevede interventi di restauro per l'edificio dell'Arsenale, di ristrutturazione degli spazi interni dei padiglioni dei Cantieri Navali e di nuova costruzione per la nuova biblioteca del mare. Questi interventi definiscono lo spazio del cortile parzialmente allagato per esporre le navi e i modelli di esse tradizione del cantiere navale.
Il basamento della torre ospita il cinema multisala e, innestandosi all'interno delle cavit? preesistenti, d? l'accesso al percorso ipogeo. La parte superiore contiene le stanze dell'albergo organizzate ad anelli sovrapposti in cui le aperture scavano lo spessore del blocco delle stanze permettendone la ventilazione e l'illuminazione. La vista sul paesaggio della citt?, del mare e della montagna viene orientata in modo chiaro e differenziato.
Lo spazio interstiziale circonda il nucleo definito da un rivestimento in tessuto multidirezionale che ospita il belvedere e costituisce un osservatorio sulla citt?. Il tessuto che si tende al variare del vento e della temperatura si deforma come una vela urbana.
BANCHINA QUATTROVENTI. LA POLENA E LA PIAZZA DEL MARE. La banchina Quattroventi, nella sua parte terminale, diventa l'accesso pedonale al piano dell'Arsenale Borbonico ed all'Auditorium sull'acqua. Questa struttura viene annessa alla scuola nautica che occupa l'edificio esistente. La demolizione della parte di edificio costruita negli anni '50 permette il recupero del rapporto con il mare e la citt? attualmente impedito. La piazza a mare, cos? configurata, permette di accedere al foyer dell'Auditorium connesso con la banchina. Le strutture esistenti svelano spazialit? monumentali che s'intersecano con il progetto ed il waterfront ? definito dallo spessore stratificato di architettura e natura che giunge sino a Monte Pellegrino.
AutForm Architettura ? un gruppo di progettazione multidisciplinare fondato nel 1993 ad Amsterdam da Marco Scarpinato e Ariane Vervoorn. Nel 1998 viene fondata a Palermo l'ass. Autonome Forme che, all'attivit? di ricerca e progettazione, affianca l'organizzazione di incontri, mostre e workshop, invitando tra gli altri: M. Nio, E. Arroyo, M.L. Palumbo, H. Yamashita, U.F.O., Amsterdam 2.0 project, A. Eloueini, Next Architects, LSB, T. Koolhaas, N. Seraji, DG Zero, F. Lee, nicole_fvr, Z. Hemel, M. Koevoet e R. Pistor. Dal 1999 Vincenzo Guagliardo e Lucia Pierro, nel 2002 Carmelo Vitrano e nel 2003 Lorenza Majorana si associano ad AutForm, sviluppando progetti sulle zone abbandonate della citt?, alla ricerca di nuove urbanit? che affrontano il rapporto tra urbanistica e paesaggio attraverso la definizione del progetto d'architettura. Attualmente lavorano sulle infrastrutture urbane.
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PANORMUS November 30th, 2006, 07:18 PM Palermo, Teatro Nuovo Monteverdi
inaugurazione 25 novembre 2006
BAUHAUS PALERMO: 4 FESTE DISEGNATE
un progetto di Philippe Daverio & Associati
che saranno organizzate al nuovo Montevergini nei prossimi 12 mesi.
13 x 17 - censura la Jattura!
Il 25 novembre il nuovo Montevergini ospiter? la prima delle 4 feste disegnate da Philippe Daverio & Associati, in collaborazione con il dipartimento di design della Facolt? di Architettura di Palermo. La rassegna ? stata battezzata BAUHAUS PALERMO, dal nome della scuola fondata da Gropius a Weimar, in Germania. Come dal 1919 il Bauhaus individu? nella festa momenti di creazione e progettazione, cos? oggi, il nuovo Monvergini ed il Palermo Teatro Festival lanciano lo stesso modo di fare festa.
Il tema della prima serata - 13x17 ? Censura la Jattura - sar? la scaramanzia interpretata attraverso superstizioni, credenze popolari, letteratura, teatro, musica e arte ed esorcizzata in oggetti simbolo quali ferri di cavallo, cornetti e quadrifogli.
Nel contesto della festa si inaugurer? la settima tappa di 13x17 ? www.padiglioneitalia, la mostra itinerante in cui i due numeri scaramantici per eccellenza sono i centimetri delle oltre 1200 opere esposte. Partita da Venezia a giugno del 2005 ( da un?idea di Cristina Alaimo, Elena Agudio, Mom? Calascibetta ) come un Padiglione Italia esterno alla 51? Biennale, invitava gli artisti attivi sul territorio nazionale a presentare un ex voto di queste dimensioni come reazione all?assenza di artisti italiani nel Padiglione Italia ufficiale e per tentare un?esperienza eterodossa e alternativa allo stigmatizzato mondo dell?arte contemporanea.
La risposta entusiastica iniziale ? circa 750 opere in un mese ? non si ? ancora spenta, e sono continue le nuove adesioni in ogni citt? che ospita il progetto. Anche Palermo ? dunque chiamata a dare il suo contributo al ?megamosaico? che ad oggi conta tra le sue tessere nomi come Jannis Kounellis, Giosetta Fioroni, Nanda Vigo, Lisa Ponti, Massimo Vignelli, Aldo Cibic, Alessandro Mendini, Michele de Lucchi, Ettore Sottsass, Mom? Calascibetta e molti altri.
E cos? a partire da oggi, venerd? 17, sfidando ogni legge scaramantica, con una mostra che va oltre un gioco cabalistico, Phlippe Daverio invita tutti i palermitani a progettare e a presentarsi alla festa muniti di ogni sorta di talismano, amuleto, portafortuna, portajella, portasapone, portaombrelli, portapenna?..
Titolo mostra: 13x17 ? www.padiglioneitalia
Inaugurazione: sabato 25 novembre 2006 ore 22:00
Data mostra: 25 novembre ? 3 dicembre 2006
Sede: Teatro Nuovo Montevergini
Luogo: Palermo, Piazza Montevergini
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 20:00 alle 24:00
Info: www.padiglioneitalia.com ? padiglioneitalia@libero.it
Tel. 02.87388484 ? fax 0287388487
www.palermoteatrofestival.com ? info@palermoteatrofestival.com
Tel. e fax 091.300301
www.artmomo.com - info@artmomo.com
PANORMUS November 30th, 2006, 10:05 PM La zona Industriale pi? grande della Sicilia - Termini Imerese (PA)
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PANORMUS December 1st, 2006, 07:18 AM Palermo, 22 nov . - (Adnkronos) - E' stata siglata l'intesa tra il Comune di Palermo e la Regione siciliana per il via libera alla realizzazione dei ponti pedonali sulla circonvallazione del capoluogo siciliano progettati dall'architetto francese Dominique Perrrault. L'accordo di programma, firmato dal sindaco, Diego Cammarata, e dal presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, avvia al traguardo la prima fase dell'intervento, quella che prevede un collegamento autonomo tra il parcheggio di piazza John Lennon, dove c'e' anche il terminal dei bus, e l'area del demanio regionale denominata Fondo Uditore, compresa tra la via Giorgione e piazza Einstein.
Saranno create due passerelle sopraelevate di forma ellittica che si intersecheranno piu' o meno a meta' percorso e metteranno in comunicazione quattro punti diversi (due per ciascun versante).
E' gia' pronto il progetto definitivo dell'opera, il cui importo complessivo e' di circa 4 milioni di euro. Per la copertura finanziaria il presidente Cuffaro aveva annunciato gia' in precedenza il sostegno da parte della Regione. Nei prossimi giorni gli uffici comunali provvederanno ad avviare l'iter delle espropriazioni e sara' convocata per meta' dicembre la conferenza dei servizi, che dovra' fornire pareri e nulla osta propedeutici all'approvazione finale degli elaborati. Poi sara' bandita la gara per affidare, in unica soluzione, la progettazione esecutiva e i lavori.
IL PROGETTO DEI PONTI SULLA CIRCONVALLAZIONE DI DOMINIQUE PERRAULT
Spiega l'architetto francese: "Gli attraversamenti pedonali sono un modo per riappropriarsi di questa parte della citt?".
Ridisegnare le citt? dai suoi lembi estremi, da quelle periferie che sempre pi? frequentemente divengono punto di partenza per progettare nuovamente gli spazi urbani. Ed integrare ci? che forma il sostrato dei secoli con il necessario respiro della contemporaneit?, parola foriera di stranezza e distanza, ma che in realt? ? solo l'involucro che racchiude il tempo presente.
Gettare un ponte, dunque, collegare e mettere in relazione: ed ? proprio questo il progetto degli attraversamenti pedonali sulla circonvallazione, presentato ieri da Dominique Perrault - gi? autore della Biblioteca nazionale di Parigi - insieme al sindaco Diego Cammarata e al presidente della Regione Salvatore Cuffaro. L'architetto francese progetter? in citt? per cielo e sottoterra: infatti insieme alle "passeggiate soprelevate" - cos? le definisce - su viale Regione Siciliana, Perrault sar? l'autore, insieme ad una cordata di studi internazionali, della metropolitana leggera.
?Questi ponti - spiega Dominique Perrault che insieme alle animazioni virtuali della soprelevata ha mostrato alla presentazione una maquette del progetto - sono pensati per collegare luoghi divisi dal passaggio delle automobili. Questo quartiere periferico risulta abbastanza frammentato. Le "passeggiate" potranno diventare un modo per riappropriarsi di questa parte della citt??.
Pedoni e biciclette per "ricucire" piazzale John Lennon (ex Giotto) con il versante opposto, piazza Einstein, ovvero l'inizio di via Leonardo da Vinci, e ancora una parte dell'Uditore con via Carnevale.
?Il passaggio pedonale verr? realizzato in due tranche di lavori - dice Diego Cammarata - il primo stralcio verr? realizzato entro l'anno, per un importo di circa 3 milioni di euro. Tutta l'opera verr? ultimata entro due anni dall'inizio del cantiere?.
Il presidente Cuffaro ha garantito la copertura dell'intero progetto, il cui costo complessivo sar? di 10 milioni di euro: anche perch? uno dei "bracci" degli attraversamenti arriver? proprio dove dovrebbe sorgere il nuovo palazzo della Regione, al momento un'area verde. Molte le rassicurazioni delle istituzioni: ma al momento, per?, il progetto non ? stato finanziato. ?Attingeremo ad una misura di riqualificazione urbana - prosegue Cammarata - l'esecutivo sar? pronto in estate, il cantiere avviato entro la fine dell'anno. Investiremo sull'architettura d'avanguardia?. E tra i luoghi pubblici, si parla del nuovo stadio. Anche per questo, anticipa il sindaco, ? in vista la firma di un architetto contemporaneo.
La prima fase vedr? la realizzazione di due soprapassi di 300 metri ciascuno per collegare il parcheggio e il terminal dei bus di piazzale Lennon con l'area verde sul lato monte della circonvallazione, in due punti: accanto alla rotatoria di viale Leonardo da Vinci e a fianco della via Giorgione.
Per Perrault i progetti palermitani seguono un filo conduttore ideale comune, sia che si tratti di soprelevazioni che di underground. ?La citt? e il contemporaneo devono trovare una relazione - dice l'architetto francese - credo che la chiave per fare ci? sia costruire rispettando quello che esiste: quindi senza timore reverenziale. Altrimenti si rischia che il centro storico divenga una sorta di museo. Dove la vita, per?, si svolge altrove?.
Il progetto degli attraversamenti chiama in causa il movimento, la vita quotidiana dei pedoni: quattro le passerelle, la cui lunghezza varia dai 150 ai 500 metri, per una estensione complessiva di un chilometro e 250 metri e una superficie di seimila metri quadrati. La larghezza massima sar? di 4 metri e l'altezza, rispetto al piano stradale, raggiunger? i 6 metri. La realizzazione dei sistemi di attraversamenti sopraelevati consentir? di eliminare i semafori pedonali, rendendo il traffico pi? scorrevole. Il tempo stimato per l'attraversamento va, a seconda della distanza, da 4 minuti al quarto d'ora. I percorsi si sviluppano secondo archi di circonferenza di differente raggio, che si intersecano in snodi e piazze di sosta da cui poter osservare l'ambiente circostante dall'alto. I tre punti pi? alti, pensati come terrazze di sosta, saranno collegati a terra con scale e ascensori, e una delle piazzole di sosta si affaccer? sulla stazione dei bus. I collegamenti verticali serviranno anche per unire la terrazza ad uno spazio chiuso al piano terreno, che verr? utilizzato come ufficio informazioni e biglietteria. ?Il tema ? quello della leggerezza - prosegue Perrault - adoperando le tecnologie moderne, ma essendo il meno possibile invasivo. L'attenzione ? rivolta allo spostamento del pedone, al suo modo di vedere e fruire degli spazi urbani?.
L'INTERVISTA - Nicola Leone "E adesso rottamiamo le periferie". Il preside di Architettura: "La zona dell'Oreto va ripensata"
Scatole ad incastro o pareti metalliche curve, vele di cemento e facciate di vetro e metallo: edifici che esprimono, ancor prima che una forma estetica, un segno sociale. Spesso al centro dei pi? duri fatti di cronaca, le periferie tornano alla ribalta e chiedono spazio: per recuperare identit?, ma anche per far conoscere lati opposti della stessa medaglia.
Progettare Palermo, allora ma come? E come dialogare con il suo tessuto urbano? Nicola Giuliano Leone, preside della Facolt? di Architettura di Palermo, risponde: ?Ci sono punti critici, ? vero, ma anche parti che funzionano. Proprio dove sorge la circonvallazione, a dire il vero, alcuni punti sarebbero da rivedere?.
* Preside, un voto al piano regolatore della citt??
?Nel bene e nel male ha organizzato pezzi di citt??.
* Nel male?
?Sicuramente la distruzione delle ville dei Colli. ? fallito anche nel rapporto con il mare, non c'? una passeggiata a mare che possa dirsi tale. I problemi pi? grossi riguardano i grandi "bracci" storici. Ha formato dei recinti nel cuore della citt?. Anche la zona dell'Oreto rimane esclusa e andrebbe ripensata, insieme al verde. Comunque il piano regolatore ha dato un senso all'urbanistica?.
* E per le periferie cosa proporrebbe?
?Rottamarle. Sostituendole con progetti di qualit?. E considerare che mettere palme dappertutto non risolve i problemi?.
* L'architettura contemporanea era stata un po' bistrattata. Molto spesso la risposta era quella dell'eccessiva presenza di "storia" e "antico" in citt?. Eppure altrove si costruisce?
?Le citt? hanno bisogno di dialogare con l'antico. Ma abbiamo emblematizzato troppo la storia, e contemporaneamente l'abbiamo anche distrutta, maltrattata, cancellando o danneggiando preziose testimonianze, basti pensare alle speculazioni edilizie. Occorre riflettere: il moderno e il contemporaneo sono pensiero, costruzione filosofica. Cos? come ? avvenuto per l'antico?.
* I suoi edifici moderni preferiti?
?L'Enel di Samon?, la piscina comunale di Pirrone. Ma anche altri edifici di Foder? e Carpintieri?.
* E di questo progetto di Perrault che ne pensa?
?Certo sarebbe stata una bella occasione per un concorso internazionale. C'? un po' di esterofilia. Comunque va bene, ? sicuramente un firma di qualit?. Forse gli edifici pubblici sono pi? nelle sue corde, questo ? un progetto alla Calatrava. Ma ripeto, ? un buon modo per parlare di architettura contemporanea a Palermo. Ci vuole pi? coraggio a costruire che a conservare?.
di Paolo Nicita
da La Repubblica del 26.02.05
Palermo punta sui ponti pedonali
L'architetto Dominique Perrault ha firmato un avveniristico progetto: una serie di ponti pedonali attraverseranno uno degli snodi principali della circonvallazione di Palermo:la rotonda di via Leonardo Da Vinci. Il sistema si compone di quattro passerelle, in metallo legno e cemento, la cui lunghezza va dai 150 ai 500 metri. L' estensione complessiva ? di 1250 metri. Il progetto, da 10 milioni di euro, ? stato presentato anche dal sindaco Diego Cammarata.
PANORMUS December 1st, 2006, 07:54 AM http://img182.imageshack.us/img182/7121/marciapiedinotarbartoloro1.jpg (http://imageshack.us)
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Si tratta di un intervento sperimentale che dar? vita a un?opera di riqualificazione unica nel suo genere a Palermo. L?obiettivo ? riconfigurare in marciapiedi nel tratto fra via Libert? e piazza Boiardo in base a un ?progetto-pilota? che dar? un volto del tutto nuovo agli spazi riservati ai pedoni, con speciali dotazioni che li renderanno pi? agevoli e sicuri soprattutto per la cosiddetta ?utenza debole?: anziani, bambini, portatori di handicap. Il tutto, con la prospettiva di ?esportare? successivamente il modello in altre importanti strade della citt?.
La via Notarbartolo ? stata scelta come area-campione per i grandi flussi pedonali che la caratterizzano e anche per la notevole concentrazione di strutture pubbliche e servizi. Sar? aumentata, in primo luogo, la larghezza dei marciapiedi, che in passato era stata penalizzata da modifiche di vario genere, come ad esempio le rientranze adibite a posti auto.
Proprio la riduzione degli spazi aveva comportato il posizionamento di tutti gli ingombri verticali (cabine telefoniche, tabelloni, pali semaforici, cestini per i rifiuti) nelle zone destinate ai pedoni. Questo inconveniente verr? superato creando una serie di sporgenze, simili a piccole penisole, grazie alle quali alcune porzioni di marciapiede si estenderanno di nuovo fino alla larghezza di un tempo. In questi punti verranno collocati gli ingombri verticali, oltre a vari elementi di arredo come aiuole e panchine. In pi?, i nuovi percorsi pedonali saranno dotati di ausili per i non vedenti, che segnaleranno la vicinanza della sede stradale e degli incroci.
Ai bordi dei marciapiedi saranno sistemati i ?parapedonali dissuasori?, speciali passamano formati da due sbarre poste ad altezze differenti e unite in senso in senso obliquo da un piccolo pianale utilizzabile come sostegno, a mo? di sedile, per riposare durante il cammino (cosiddetti ?appoggi ischiatici?).
I ?parapedonali? separeranno totalmente i marciapiedi dalla carreggiata stradale, tranne che in corrispondenza degli attraversamenti consentiti. Previsto anche l?inserimento di mini-fioriere e di pannelli per informazioni utili al cittadino o per avvisi pubblicitari, consultabili anche al tatto da parte dei non vedenti.
Nuovo ?look? pure per la pavimentazione: si ricorrer? ai conci di Billiemi e al ?Gres porcellanato?. Saranno predisposti, inoltre, cavidotti sotterranei per linee e collegamenti telematici multiuso (semafori intelligenti, sistemi informativi).
PANORMUS December 1st, 2006, 07:55 AM http://img208.imageshack.us/img208/6417/spazi2ne5.jpg (http://imageshack.us)
Nel padiglione 19 dei Cantieri culturali alla Zisa sono in corso i lavori di ristrutturazione per allestire la sede del primo Museo euromediterraneo delle arti contemporanee della citt? di Palermo. L?obiettivo ? creare una nuova vetrina per le tendenze artistiche del nostro tempo.
Il recupero del capannone 19 riguarda una superficie di quasi 2.000 metri quadrati. Il progetto tiene conto, innanzitutto, dell?esigenza di mantenere l?involucro esterno, per non modificarne l?attuale profilo estetico. In questo senso, quindi, l?intervento di restauro si caratterizza per un certo rigore filologico.
Per quanto riguarda gli interni, motivo dominante ? la ridefinizione degli spazi con l?inserimento delle tecnologie e dei materiali necessari sia per le mostre che per altri eventi legati alle arti visive.
Una volta ristrutturato, il padiglione potr? anche essere suddiviso in pi? ambienti, in modo che sia possibile articolare i percorsi espositivi. L?allestimento dei saloni per le esposizioni sar? improntato a una massima flessibilit? e fungibilit? degli spazi, con attrezzature mobili (pannelli, pedane e supporti) per la sistemazione di quadri, sculture o installazioni e per lo svolgimento di mostre multimediali. Prevista anche una sala per proiezioni e conferenze.
L?impiego della tecnologia contribuir? ad assicurare funzionalit? e comfort. L?impianto elettrico e il circuito per la canalizzazione dei flussi d?aria, per esempio, si svilupperanno sottotraccia nella pavimentazione e nelle pareti, in modo da salvaguardare l?estetica dei locali. Le pareti, inoltre, avranno uno speciale rivestimento per l?isolamento termico e, all?interno, un sistema di camere d?aria come terminale dell?impianto di climatizzazione, collegato a tre unit? di controllo. L?edificio sar? dotato di servizi igienici.
L?allestimento del padiglione museale rappresenta il primo stralcio del progetto. Il secondo, ancora da finanziare, riguarder? la successiva ristrutturazione di un altro corpo di fabbrica, adiacente al primo, da destinare a servizi e ad attivit? complementari.
Giacomo December 1st, 2006, 09:50 AM ma perch? non le riduci le foto?
PANORMUS December 1st, 2006, 09:53 AM purtroppo non lo so fare
PANORMUS December 4th, 2006, 11:23 AM http://img216.imageshack.us/img216/3685/fotobnz7.jpg (http://imageshack.us)
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LA CIVICA GALLERIA D’ARTE MODERNA
NEL COMPLESSO MONUMENTALE DI SANT’ANNA
Nel complesso monumentale di Sant’Anna alla Misericordia è aperta al pubblico la nuova, prestigiosa sede della Civica Galleria d’arte moderna di Palermo. La Galleria si trasferisce, così, definitivamente dalla sede del Ridotto del Teatro Politeama, dov’è rimasta per quasi cento anni.
La nuova sede è stata inaugurata con un grande evento sabato 2 dicembre, alla presenza di numerosi testimonial e con una grande partecipazione di visitatori.
Le opere della Civica Galleria – dipinti e sculture dal gusto neoclassico, romantico, realistico – forniscono un ampio ed articolato spaccato dello sviluppo delle arti figurative in Sicilia, nel periodo compreso tra la fine del Settecento ed i primi anni del Novecento.
216 le opere in mostra, 178 dipinti e 38 sculture, che ricostruiscono i percorsi affascinanti di un gusto che portò il fondatore e primo direttore della Galleria, Empedocle Restivo e i suoi illustri consulenti, come l’architetto Ernesto Basile (il maggiore interprete del Liberty in Italia) e l’industriale Vittorio Ducrot, ma anche influenti mecenati come Ignazio Florio, ad acquisire pezzi che rappresentassero al meglio l’arte moderna in Italia, soprattutto alle Biennali di Venezia e in altre importanti rassegne o presso prestigiose gallerie private.
Esposti capolavori di Giuseppe Sciuti, Francesco Lojacono, Antonino Leto, Ettore De Maria Bergler, Antonio Mancini, Franz von Stuck, Giovanni Boldini, Ettore Tito, Domenico Trentacoste, Pietro Canonica, Pietro Fragiacomo, Cesare Laurenti, Plinio Nomellini, Aleardo Terzi, Gino Severini, Carlo Carrà, Arturo Tosi, Mario Sironi, Fausto Pirandello, Felice Casorati, Massimo Campigli, Pietro Consagra, Emilio Greco, Renato Guttuso, ma anche di tanti altri artisti d’origine siciliana e non, con opere significative letteralmente riscoperte. Un insieme il cui fascino viene esaltato dalla bellezza dello spazio espositivo, dalle soluzioni scenografiche progettate dall’architetto Corrado Anselmi, e dall’allestimento
Oltre alle collezioni, sistemate secondo un ordine cronologico e tematico, i tre piani dell’ex convento di Sant’Anna (3 mila mq circa) ospitano anche molte opere finora custodite nei depositi della Galleria, che per mancanza di spazio non era stato possibile esporre nella vecchia sede.
Sono stati anche allestiti appositi ambienti per le mostre temporanee, mentre alcuni locali sono destinati ad attività didattiche; ci sono una biblioteca, un bookshop, dove è possibile acquistare pubblicazioni e gadget, ed una caffetteria, come si conviene alle moderne strutture museali.
LA STORIA DELLA CIVICA GALLERIA D'ARTE MODERNA
A volere la nascita della Civica Galleria fu, quasi un secolo fa, l’allora assessore del Comune di Palermo, Empedocle Restivo (al quale fu, poi, dedicata), insigne giurista ed appassionato cultore delle arti. Nel corso della seduta del Consiglio comunale che si tenne il 28 marzo 1906, l’istituzione del museo fu approvata, e quattro anni dopo, il 24 maggio 1910, la Civica Galleria d’arte moderna venne inaugurata dal re Vittorio Emanuele nella sede allora ritenuta più idonea e prestigiosa, anche se considerata provvisoria, cioè l’elegante Ridotto del Teatro Politeama, realizzato nel 1874 da Giuseppe Damiani Almeyda nel cuore della città moderna.
Al Ridotto, l’esposizione delle opere si svolgeva nei due saloni in stile pompeiano, affrescati da Giuseppe Enea, Rocco Lentini ed Enrico Cavallaro, e nelle sale e salette che si succedevano fra questi due enormi ambienti (per un’estensione totale di 2 mila mq, con 220 metri di pareti utilizzabili).
Nata dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale e i privati, la Civica Galleria d’arte moderna, negli anni successivi alla sua istituzione, venne gestita da una deputazione formata da esponenti delle banche, dell’imprenditoria locale e del mondo della cultura, che poteva contare sui fondi erogati dal Comune e dagli sponsor privati, e che stabilì rapporti costanti con le principali rassegne d’arte d’Europa, garantendo partecipazioni alle varie edizioni della Biennale di Venezia e alle esposizioni di Londra e Parigi. Nel giro di quattro anni dalla sua istituzione, la Galleria poteva contare su un patrimonio di opere, allora cospicuo, del valore di 100 mila lire.
Era la Palermo del primo ’900, la città dei Florio, della grande Esposizione Nazionale del 1891-92, meta di principi e regnanti di tutta Europa; una città che contava una rilevante schiera di artisti e artigiani di notevole qualità, guidati dal geniale Ernesto Basile, tra i protagonisti dell’architettura europea (autore, assieme al padre Giovan Battista Filippo, del Teatro Massimo).
A promuovere anche a Palermo un’Esposizione nazionale fu lo scultore palermitano Ettore Ximenes (nella Galleria si può vedere il suo Ecce Mater), intorno al quale si formò un comitato promotore composto da artisti, uomini politici, rappresentanti dell’alta borghesia imprenditoriale e di quella aristocrazia illuminata attenta ai nuovi fermenti culturali. E a costituire il primo nucleo della collezione del futuro museo di via Turati furono proprio le opere che restarono a Palermo dopo la chiusura della storica Esposizione, allestita nei grandi padiglioni progettati da Basile e realizzati negli ex aranceti del principe di Radaly (circa 130 mila mq tra via Libertà, il Teatro Politeama Garibaldi e via Dante).
Fu in questo stimolante clima di entusiasmo dettato dalla volontà di dare alla città un volto sempre più europeo, che vennero raccolte le opere dei migliori pittori e scultori siciliani tra ’800 e ’900, tra i quali Francesco Zerilli, Giuseppe Sciuti, Giovan Battista Carini, Francesco Lojacono, Antonino Leto, Michele Catti, Ettore De Maria Bergler, Giuseppe Patania, Tommaso Riolo, Salvatore Lo Forte, Filippo Liardo, Andrea D’Antoni, Paolo Vetri, Onofrio Tomaselli, Pietro De Francisco, Valerio Villareale, Benedetto De Lisi, Mario Rutelli,
Antonio Ugo, Benedetto Civiletti, Ettore Ximenes, Domenico Trentacoste, Vincenzo Ragusa. Oltre alle opere di Gioacchino Toma, Domenico Morelli, Antonio Mancini.
In seguito, ad arricchire la Civica Galleria furono le numerose donazioni (importante quella dell’erudito Edoardo Alfano, nel 1918), alcuni cospicui lasciti e gli acquisti effettuati in occasione delle principali rassegne d’arte europee, che portarono a Palermo opere come Ritratto di Signora di Lino Selvatico, considerato fra i migliori documenti della ritrattistica della Belle époque, e la Danzatrice velata, eterea scultura di Amleto Cataldi, fino a poco tempo fa esposta nel foyer del Teatro Politeama. Altre acquisizioni riguardarono opere di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo, Camillo Innocenti, Francesco Ciusa, Franz von Stuck, Ettore Tito.
Negli anni Trenta, l’attenzione si rivolse all’arte contemporanea che, nonostante l’esiguità degli spazi, riuscì ad essere ben rappresentata grazie ad alcune preziose donazioni e ad oculati acquisti che la Civica Galleria effettuò tra il 1935 ed il 1937. Tra questi, Gli scolari di Felice Casorati, Il tram di Mario Sironi, Le nozze di Massimo Campigli, l’Autoritratto del giovane Renato Guttuso e il suo ritratto modellato da Nino Franchina. E in Galleria sono presenti, ancora, opere di Carlo Carrà, Francesco Trombadori, Pippo Rizzo, Vittorio Corona, Giovanni Varvaro, Antonio Salvatore Guarino, Alberto Bevilacqua, Francesco Camarda, Mimì Lazzaro, Gianbecchina, Lia Pasqualino Noto, Elio Romano, Pietro Consagra, Silvestre Cuffaro, Michele Dixit, Giovanni Rosone, che costituiscono una significativa rassegna del Novecento italiano.
Dopo decenni di silenzio in fatto di acquisizioni, l’Amministrazione ha acquistato la Torre del Tempo di Emilio Tadini (collocata ai Cantieri culturali alla Zisa) e La rotta dei Catalani di Emilio Isgrò (a Palazzo Ziino), ed ha ricevuto la donazione di un dipinto di Totò Gregorietti degli anni Venti (nella Civica Galleria).
Da ricordare che anche le sculture in gesso esposte nella Gipsoteca di Palazzo Ziino provengono dalla Civica Galleria d’arte moderna.
Tra le più importanti mostre realizzate negli ultimi anni al Ridotto del Politeama, quelle dedicate ad Ettore De Maria Bergler, Giuseppe Sciuti, Salvatore Gregorietti, Mario Rutelli, Giuseppe Patania, Salvatore Lo Forte, Michele Catti, Rocco Lentini, Antonino Leto, Pippo Rizzo (con opere in buona parte di proprietà della Galleria) e L’arte al femminile a Palermo tra Ottocento e Novecento.
IL COMPLESSO DI SANT'ANNA
Ubicato nel cuore del centro storico, dove sorge l’antico mercato dei Lattarini, il complesso di Sant’Anna la Misericordia (o alla Misericordia o della Misericordia) è formato dall’ex convento francescano della chiesa di Sant’Anna, una delle più scenografiche del Barocco palermitano, e dall’attiguo palazzo Bonet, sito di fronte a piazza Croce dei Vespri e palazzo Gangi.
Esso mantiene tuttora, rispettivamente, i connotati dell’architettura residenziale di fine ’400, in stile gotico-catalano, con alcune bifore rimesse in luce (palazzo Bonet); e di una residenza conventuale seicentesca, che si articola attorno ad un magnifico chiostro con colonne in marmo grigio e arcate a tutto sesto, preceduto da un bel portale d’ingresso, d’impronta manierista, dei primi del ’600.
Il complesso occupa tutto l’ampio lato contiguo alla chiesa di Sant’Anna, continua sulla stretta omonima via, si affaccia su piazza Croce dei Vespri e gira lungo vicolo dei Corrieri, ad angolo con piazza Aragona. Una zona che è ideale prosecuzione di via Alloro, e che giunge fino al quartiere della Kalsa; a pochi metri, sul lato occidentale, si trova la chiesa di San Francesco d’Assisi; mentre su quello orientale, si arriva al Teatro Santa Cecilia e a piazza Rivoluzione (la Fieravecchia). A monte, esso è delimitato da piazza Borsa e da via Roma. Siamo nel cuore del mandamento Tribunali.
IL SITO
Qui sorgeva in epoca musulmana il popoloso mercato Sûq-el-attârin, “mercato dei droghieri” (da cui il nome Lattarini), dove si commerciavano droghe e spezie; oggi, in un tessuto urbanistico che conserva ancora le sue caratteristiche medievali, vi hanno sede numerose rivendite di vestiti, stoffe e cordami, ed è compreso tra via Roma, piazza Borsa e via Alessandro Paternostro (già via dei Cintorinai, dove si vendevano cuoio e pelli), un tempo lambite dal mare.
L’area fu poi chiamata piano della Misericordia, da un’antica chiesa intitolata alla Madonna della Misericordia, ivi esistente fin dal XIII secolo, ubicata nel luogo dove oggi si trova il piccolo oratorio di Gesù e Maria, sull’angolo orientale della piazza.
Secondo la tradizione, alla fine del XIII secolo, quando la Sicilia era sotto la dominazione angioina, nell’area del complesso si trovava la residenza di Giovanni di Saint-Rémy, l’odiato prefetto e Gran Giustiziere del re Carlo d’Angiò. Allorché Palermo insorse nella Guerra del Vespro (1282), il palazzo fu assalito dal popolo e più di 2 mila francesi vennero massacrati. Nel 1737, a memoria dell’evento, nella piazza Croce dei Vespri fu posta una colonna commemorativa; quella di oggi è una copia sostituita nel 1873, perché l’originale era in rovina. Nella murata d’angolo di palazzo Bonet, c’è, poi, una colonnina in basso recante nel capitello lo stemma della famiglia ed una targa a ricordo della rivolta del Vespro.
Nel tardo Medioevo questa zona fece parte del quartiere ebraico, che si estendeva fino all’attuale via Maqueda, e nel piano della Misericordia (poi piano della Guzzetta) trovò spazio
il macello degli Ebrei, fino alla loro espulsione nel 1492.
Zona di importanti palazzi, oggi vi spiccano soprattutto due importanti edifici settecenteschi: il sontuoso palazzo Valguarnera-Gangi, col prospetto principale in piazza Croce dei Vespri (mentre il retro, con il giardino pensile, dà su piazza Sant’Anna) e il palazzo del principe Campofranco, poi Lucchesi Palli, riconfigurato nell’800 in stile neogotico (ad angolo con piazza Aragona).
PALAZZO BONET
La costruzione venne avviata dal mercante catalano Gaspare Bonet nel 1487-88 e completata intorno al 1525. La sua importanza fu subito acclarata e divenne modello di riferimento per alcune tra le più belle dimore nobiliari della città, che risulta anche da fonti documentarie: nel contratto stipulato per l’edificazione del suo palazzo di via Alloro (1490), ad esempio, Francesco Abatellis chiedeva all’architetto Matteo Carnelivari di ripetere alcuni particolari costruttivi e decorativi della dimora del suo amico Bonet.
L’edificio, in stile gotico-catalano (di questo stile pre-rinascimentale, a Palermo, troviamo, oltre a palazzo Abatellis, sede della Galleria regionale della Sicilia, anche palazzo Ajutamicristo e la chiesa di Santa Maria della Catena), era un rigoroso blocco quadrato, con alta murata d’angolo e paramento a piccoli conci, tipica dell’architettura medievale siciliana. L’accesso alla dimora era costituito da una corte, di cui oggi è stato portato alla luce il portico con tre archi ogivali sostenuti da pilastri poligonali.
Dopo alcuni decenni, il palazzo fu acquistato nel 1582 dai Gesuiti, che lo rivendettero in seguito alla famiglia dei Bologna. In quegli anni, i padri del Terzo Ordine di San Francesco ottennero il permesso di costruire intorno ad un’antica cappella voluta da Gaspare Bonet una piccola chiesa ed un convento (1591).
L’EX CONVENTO
Intanto, a due passi, nel 1606 veniva posta la prima pietra della chiesa di Sant’Anna (originariamente dedicata a Santa Maria della Misericordia), su progetto di Mariano Smiriglio. Nel 1618, i Padri Francescani acquistarono palazzo Bonet, creando le condizioni per un notevole ingrandimento del convento. Nel giardino del palazzo venne realizzato l’attuale chiostro del convento e negli anni successivi si susseguirono lavori di adattamento dell’antica dimora alle esigenze conventuali. Nel 1648 venne costruito lo scalone che immetteva al piano nobile dell’edificio ecclesiastico, mentre la torre del palazzo veniva trasformata in campanile. I lavori del convento si protrassero fino al 1695, modificando in modo sostanziale l’impianto originario dell’edificio, assimilandolo ad altre fondazioni conventuali seicentesche della città, come quelle dei Crociferi, di Santa Ninfa, dei Carmelitani Scalzi e degli Scolopi. Nel frattempo, la chiesa di Sant’Anna era stata ultimata (1632).
Il grande chiostro porticato del convento, realizzato a partire dal XVII secolo, è a pianta quadrata con una sequenza di ventotto archi, a pieno centro, per lato; la lunga teoria di snelli elementi architettonici spiccano per la loro bicromia, conferitagli dal grigio della pietra di Billiemi del plinto, della colonna e del capitello, e dal giallo dorato della pietra calcarenitica degli archi.
Nell’ambito dei lavori di restauro, sono stati ritrovati affreschi con motivi decorativi rocaille della seconda metà del ’700, quando vennero realizzati nuovi dormitori per i frati. Un sistema decorativo che oggi compare su tre delle quattro facciate del chiostro del convento.
LE TRASFORMAZIONI NEL TEMPO
Il terremoto del 1726 causò gravi danni alle fabbriche, ed in particolare alla chiesa, che venne restaurata ed in parte riconfigurata dagli architetti Francesco Ferrigno e Giovanni Biagio Amico. A quest’ultimo si deve il prospetto della mossa e fantasiosa facciata (1736), l’unico esempio palermitano in cui il parametro murario s’inflette, abbandonando la consueta bidimensionalità. Altri danni furono arrecati dai sismi del 1751 e del 1823, che indussero alla demolizione del terzo ordine del prospetto della chiesa e del campanile realizzato sopra la torre di palazzo Bonet.
Il grave dissesto finanziario della comunità francescana aveva portato, agli inizi dell’800, a modificare ancora una volta parte del convento per trasformarne i locali in case d’affitto. Altri interventi sostanziali furono dovuti, poi, all’insediamento delle Regie Scuole Normali nel 1818 e al definitivo mutamento della destinazione d’uso in seguito alla soppressione degli ordini religiosi nel 1866.
Nel 1870, il convento ospitò il quartiere delle Guardie daziarie municipali e l’Ufficio amministrativo dei dazi comunali; otto anni dopo, in alcuni locali venne istituito il Liceo ginnasio Umberto I, apportando notevoli trasformazioni all’edificio. Nel 1929, i frati francescani tornarono ad occupare una piccola parte del convento e ad officiare nella chiesa, per anni divenuta “granaio municipale”. All’interno del convento è situato anche l’oratorio della confraternita di Maria Vergine del Rifugio, creato sin dal 1616 e radicalmente trasformato nel 1888.
IL NUOVO ORDINAMENTO SCIENTIFICO DELLA CIVICA GALLERIA AL SANT'ANNA
Dopo quasi un secolo dalla sua costituzione la Civica Galleria trova, nel complesso monumentale di Sant’Anna, il luogo ideale per le attività e le funzioni di un museo moderno. È stato naturale, quindi, ripensare anche l'ordinamento della collezione permanente per l'esposizione nei nuovi spazi.
La Direzione museale ha affidato a Campodivolo l’incarico di curare il progetto del nuovo ordinamento scientifico e tutte le fasi della sua realizzazione, con la direzione di un gruppo di studiosi coordinato da Fernando Mazzocca e composto da Gioacchino Barbera, Luisa Martorelli, Carlo Sisi e dalla stessa direttrice Antonella Purpura. La ricerca documentaria, storica e filologica è stata condotta da Silvestra Bietoletti, Alessandra Imbellone, Francesco Leone, Laura Lombardi e Anna Villari.
Il nuovo ordinamento restituisce, attraverso una selezione qualitativa delle opere, la fisionomia e la storia delle collezioni per offrirne un’immagine omogenea e un’agevole lettura al pubblico.
Le 214 opere selezionate, 176 dipinti e 38 sculture, disegnano una nuova identità della Galleria, ricostituendo i percorsi affascinanti di un gusto che portarono, sin dalla fondazione, ad acquisire pezzi che rappresentassero al meglio l’arte moderna in Italia, soprattutto alle Biennali di Venezia e in altre importanti rassegne o presso prestigiose gallerie private. Un insieme il cui fascino viene esaltato dalla bellezza dello spazio espositivo e dalle soluzioni scenografiche progettate da Corrado Anselmi, che ha tradotto il progetto museale in progetto di allestimento.
- Piano terra
L'arte alle grandi Esposizioni: il genere storico nei formati monumentali
Il ritratto tra Neoclassicismo e Romanticismo
Il lungo tramonto della mitologia neoclassica
La celebrazione di Garibaldi tra storia e mito
Francesco Lojacono e una nuova immagine della Sicilia
- Piano primo
La poetica del “vero" nei temi letterari e nelle scene di genere
Estetismo ed Esotismo tra Otto e Novecento
Antonino Leto e la fortuna del paesaggio mediterraneo
Ettore De Maria Bergler e il Naturalismo lirico di fine secolo
Le ultime espressioni del paesaggio nel Naturalismo di fine secolo
Michele Catti e il paesaggio interiore
- Piano secondo
Il gusto delle Biennali di Venezia tra simbolismo e modernismo
I percorsi del Novecento italiano
Il Novecento in Sicilia
PIANO TERRA
L’arte alle grandi Esposizioni: il genere storico nei formati monumentali
I dipinti e le sculture di argomento storico o letterario,caratterizzati dal respiro del formato monumentale, rappresentano l’arte ufficiale che trionfava alle grandi esposizioni nazionali e internazionali.
Alla fine dell’Ottocento i temi della classicità erano tra i più diffusi e apprezzati, gli episodi rievocati dall’antichità greca e romana celavano a volte riferimenti all’attualità assumendo un significato molto diverso, come testimoniano i due dipinti di Giuseppe Sciuti. Infatti, ne I funerali di Timoleonte, l’eroe venuto da Corinto per liberare Siracusa dalla tirannia di Dionigi il Giovane, garantendo alla Magna Grecia un periodo di pace, si cela un messaggio patriottico reso più coinvolgente da una pittura dal grandioso impianto scenografico; e Il Vittimaro rappresenta con partecipazione e impressionante realismo, nella vicenda della giovane trascinata dal brutale carnefice, il martirio dei primi cristiani.
Quel dramma era allora molto popolare anche in letteratura, come nel celebre romanzo Fabiola da cui è ricavato il personaggio di Syra, schiava africana ferita, abilmente scolpita da Rondoni nella resa dell’originale movimento. Inquietante eroina di una civiltà spietata è la Fulvia di Gangeri, la moglie vendicativa di Marco Antonio, modellata con grande energia mentre trafigge con uno spillone la lingua alla testa decapitata dell’odiato Cicerone.
L’arte alle grandi Esposizioni: il genere storico nei formati monumentali
La presenza di temi ispirati alla storia dell’Italia moderna è affidata in particolare alla potente rievocazione di un episodio molto popolare nell’Ottocento: la famosa rivolta dei Vespri siciliani rappresentata nel dipinto di Erulo Eroli che il Comune di Palermo aveva significativamente acquistato all’Esposizione Nazionale del 1891-92.
Rispetto ai più illustri precedenti, il quadro di Hayez del 1846 e il melodramma di Verdi, qui ritroviamo una maggiore concitazione drammatica accentuata dalla energica varietà delle pose e dei gesti in questa grandiosa scena all’aperto. Il movimento e i colori, intensificati nei loro toni dalla luce, contrastano con la calma solenne con cui Guglielmo De Sanctis ha rappresentato in un’atmosfera cupa, carica di mistero, l’incontro tra la potente Donna Olimpia Pamphili ed Innocenzo X, ispirandosi per le figure dei protagonisti ai due celebri capolavori della Galleria Doria Pamphili di Roma: il busto di Alessandro Algardi e il ritratto del Papa dipinto da Velázquez.
Lo straordinario gruppo bronzeo Gli iracondi di Mario Rutelli, ispirato all’Inferno di Dante, fu ammirato da D’Annunzio e amato dal pubblico e dalla critica. Consolidò la fama dell’artista, tra i protagonisti di una prestigiosa scuola di scultori siciliani riconosciuta a livello internazionale, di cui è partecipe anche Benedetto De Lisi, autore de L’angelo di Moore, modellato nel 1875 e realizzato in marmo dal figlio Domenico. L’opera, ispirata al popolare poema Gli amori degli angeli di Thomas Moore, è una espressione estrema dell’immaginario romantico.
Il ritratto tra Neoclassicismo e Romanticismo
Due intensi autoritratti di Giuseppe Patania, quello in cui è rappresentato con la cartella dei disegni e l’inseparabile matitatoio, simboli della sua professione, e l’altro tutto concentrato sull’espressività del volto confermano le qualità introspettive di questo protagonista della stagione neoclassica in Sicilia. La sua opera più famosa rimane l’intenso Ritratto di sacerdote infermo, un gesuita di rito greco, che colpisce per la capacità di indagine naturalistica coniugata con la resa dei moti dell’animo. Appaiono più convenzionali, nella rispondenza al gusto dell’epoca, i due ritratti allegorici del fanciullo con un cane – emblema della fedeltà – e della fanciulla con una colomba, che rimanda all’innocenza.
Poco oltre la metà del secolo, i ritratti dei due coniugi Pintacuda formano una sorta di dittico nuziale che rivela da parte del loro autore, Salvatore Lo Forte, un aggiornamento verso suggestioni romantiche che potevano derivargli dal soggiorno a Roma tra il 1824 e il 1830 o più probabilmente da un incontro con Francesco Hayez. A Palermo nel 1844, per studiare l’ambientazione della seconda versione dei Vespri siciliani, il grande protagonista del Romanticismo aveva incontrato Lo Forte nel suo studio, dimostrando di apprezzarne le opere.
Il lungo tramonto della mitologia neoclassica
Con il loro maestro Giuseppe Velasco, Vincenzo Riolo e Giuseppe Patania sono stati i protagonisti della lunga stagione del Neoclassicismo a Palermo, contraddistinta soprattutto dalle decorazioni di tema mitologico o allegorico realizzate nei palazzi della corte e della nobiltà, come quelle della Palazzina Cinese alla Favorita. Qui i tre artisti furono impegnati insieme, tra il 1805 e il 1810. I dipinti di Patania e Riolo, relativi agli amori di Giove e alle storie di Psiche, rappresentano una tarda eco di questa attività decorativa e testimoniano la sopravvivenza in Sicilia di un gusto neoclassico che nel resto d’Italia era statosoppiantato dal Romanticismo.
Rispetto a questo repertorio evasivo, pervaso da un delicato sentimento della “grazia”, assume un diverso rilievo l’originale soggetto storico del dipinto in cui Patania ha rappresentato la Fuga della Regina Bianca che, reggente al trono di Sicilia, fugge alla persecuzione del Conte Bernardo Cabrera. A questa vicenda drammatica era seguita la perdita dell’indipendenza e l’annessione dell’isola al Regno di Spagna. La Baccante danzante di Valerio Villareale, scultore di grande talento formatosi a Roma e attivo nella Reggia di Caserta, ci riporta alla suggestione di Canova e delle sue Danzatrici, come la Venere dormiente di Andrea D’Antoni si ispira alle statue antiche e alle tante rappresentazioni di Venere in Tiziano.
La celebrazione di Garibaldi tra storia e mito
La memoria di Garibaldi, che con la splendida impresa dei Mille aveva cambiato la storia della Sicilia ricongiungendola all’Italia, fu affidata al ritratto dipinto per la marchesa di Torrearsa da Salvatore Lo Forte. Non venne eseguito dal vero, ma ricavato da una celebre fotografia scattata al generale, nel giugno del 1860, dal francese Gustave Le Gray in viaggio a Palermo in compagnia di Alexandre Dumas.
L’adesione popolare all’epopea delle camicie rosse è stata oggetto di un quadro singolare di Filippo Liardo, che aveva partecipato con Garibaldi alla presa di Palermo. Realizzato durante il suo soggiorno a Firenze dal 1862 al 1864, Sepoltura garibaldina, esposto al Salon di Parigi nel 1866, rivela nella qualità della sua stesura l’influenza dei Macchiaioli frequentati dall’artista.
Mentre Cristoforo Colombo in catene di Benedetto De Lisi ricorda l’analogo destino di Garibaldi arrestato in Aspromonte, il modello per un monumento equestre di Stefano De Lisi, realizzato per un concorso bandito dal Comune di Palermo nel 1833, celebra il generale quando sul colle di Gibilrossa pronunciò la leggendaria frase “Qui si fa l’Italia o si muore”. A un altro concorso, indetto dal Municipio di Palermo nel 1873, è collegata l’esecuzione di un singolare dipinto storico, La notte del 19 luglio 1812 in Palermo, dove Francesco Padovano ricorda l’importante riforma costituzionale per cui l’aristocrazia progressista aveva rinunciato agli antichi diritti feudali.
Francesco Lojacono e una nuova immagine della Sicilia
La fama internazionale di Francesco Lojacono e la sua popolarità come il “ladro del sole”, che aveva saputo rendere nei suoi quadri il carattere particolare della luce nella sua isola, è confermata dai ritratti, come quelli di Onofrio Tomaselli e Archimede Campini, che continuarono a ricordarlo anche dopo la sua scomparsa.
Due capolavori le sue prime vedute palermitane: Veduta di Monte Catalfano, il promontorio che chiude a oriente il golfo della città, e Veduta di Palermo, dove la città emerge in lontananza dallo stradale panoramico. Rivelano una qualità ottica e luminosa nei dettagli del paesaggio – immerso in una luce particolare – che fa di Lojacono l’erede dei grandi vedutisti stranieri, come il tedesco Carl Rottman,che avevano diffuso in Europa l’immagine della Sicilia e della sua stupenda costa.
Con i dipinti successivi, come Vento in montagna e Alti pascoli, il pittore elabora un diverso modo di intendere il paesaggio, individuato ora come riflesso d’uno “stato d’animo”, e concentra la sua attenzione per la prima volta sulla drammatica solitudine della Sicilia interna, la Sicilia pastorale e arcaica, la cui atmosfera biblica è molto diversa da quella monumentale rappresentata dai viaggiatori e dai pittori che tra Settecento e Ottocento erano venuti dall’Europa del nord alla riscoperta della Magna Grecia e delle sue imponenti rovine.
Francesco Lojacono e una nuova immagine della Sicilia
Le richieste dei collezionisti, il successo alle esposizioni internazionali, ma anche la possibilità di sperimentare nuovi effetti atmosferici o di luce determinarono la vasta produzione e la fortuna delle marine realizzate da Lojacono in dipinti di medie e piccole dimensioni, che isolavano dettagli del paesaggio. La serie degli scogli appare caratterizzata da un particolare taglio della visione, con l’orizzonte ribassato, in modo da dare più respiro al primo piano dipingendo le rocce battute dall’acqua con una tecnica veloce e contrastata, a tratti dal forte spessore materico, a tratti più rarefatta, con una pennellata che non descrive analiticamente ma suggerisce le forme. Altrettanto sintetica è la rappresentazione delle acque e del cielo in Mareggiata e Mare in risacca.
Risale agli ultimi anni della sua attività la Vasca con capelvenere e alocasia che rappresenta un dettaglio della fontana nota come Aquarium, presso l’Orto Botanico di Palermo. Questo luogo, ancora magico, e allora meta di illustri viaggiatori come Wagner, Renoir, De Musset, Wilde, D’Annunzio, divenne oggetto della estrema sperimentazione di Lojacono e fonte di ispirazione per i grandi paesaggi esposti con successo alle Biennali di Venezia. È il caso del celebre Autunno, presentato nel 1907, dove un senso panico, quasi dannunziano, della natura è reso attraverso una straordinaria sinfonia di verdi e di grigi, animata dagli sprazzi di luce che filtra tra gli alberi e dai colori accesi delle ninfee vaganti sulle acque cupe.
PIANO PRIMO
La poetica del “vero” nei temi letterari e nelle scene di genere
Il Realismo di Verga nella pittura di denuncia sociale
La triste condizione dei diseredati, quei “vinti” respinti ai margini della società da un lavoro umiliante, emersa nelle intense pagine di Verga, la ritroviamo al centro di esperienze artistiche straordinarie come quella di Onofrio Tomaselli. Gli adolescenti senza alcuna possibilità di riscatto, impiegati nel duro lavoro delle zolfatare, sono i non-eroi de I carusi, un dipinto significativamente di formato monumentale, insolito fra i temi di genere. Acclamata all’Esposizione internazionale di Milano del 1906, fu riconosciuta e lodata come opera di chiara denuncia sociale da Gioacchino Guttuso, e fece esclamare al figlio Renato: “Io sono partito da qui”, alludendo al suo impegno ideologico. Il tema era stato già trattato nel 1895, in scultura, da Antonio Ugo il cui ’U carusu anticipa in maniera sorprendente l’atmosfera dolorosa del quadro di Tomaselli.
Il motivo del nudo di un ragazzo del popolo, in parte idealizzato nel Pifferaio di Benedetto Civiletti, trova nelle figure dei “carusi” una drammatica formulazione realistica che ne fa i compagni di sventura ideali della Madre dell’ucciso, il capolavoro di Francesco Ciusa acquistato nel 1907 alla Biennale di Venezia. Se il “caruso” è il simbolo della “questione siciliana”, la madre chiusa nel suo dolore mentre veglia il corpo del figlio ammazzato dai banditi, rappresenta la altrettanto tragica “questione sarda”, l’isolamento e la rassegnazione di un’altra popolazione emarginata, come quella della Sicilia, dal progresso dell’Italia unificata.
La poetica del “vero” nei temi letterari e nelle scene di genere
L’esaurimento del Romanticismo determina nella seconda metà del XIX secolo una diversa traduzione visiva dei grandi temi letterari ispirati alla Divina Commedia e ai Promessi Sposi, i testi fondamentali per l’identità culturale della Nazione appena unificata. Il Dante fanciullo, considerato il capolavoro di Benedetto Civiletti e scolpito in diverse repliche, rappresentando l’intensa emozione del poeta al suo primo incontro con Beatrice, ne mette in luce il carattere tutto umano e sentimentale e questo spiega l’enorme fortuna goduta dall’opera alle grandi esposizioni internazionali, da Vienna a Parigi, a New Orleans. Mentre gli episodi della Commedia erano oggetto di una pittura sperimentale come quella di Paolo Vetri, allievo prediletto di Domenico Morelli, le vicende degli umili così intensamente rappresentate da Manzoni diventavano drammi quotidiani in cui tutti potevano riconoscersi.
L’atmosfera dei due dipinti di Giuseppe Pensabene, ispirati ai Promessi Sposi, si ritrova nelle dolorose scene di vita quotidiana oggetto della pittura cosiddetta di genere, sempre più diffusa in quegli anni con quadri di ridotte dimensioni adatti a rendere, con un tono di commovente partecipazione, l’adesione dell’artista al triste destino di tante famiglie. Diversa è invece l’esaltazione dei valori familiari, pur in un povero contesto rurale, che caratterizza Le gioie della famiglia proiettate nella dimensione solenne di una sacra conversazione da Pietro Pajetta.
Estetismo ed esotismo tra Otto e Novecento
La pittura antiaccademica di Domenico Morelli, che nel Ritratto di signora si mostra in sintonia con le esperienze dei Macchiaioli ed in particolare di Fattori, rappresenta una svolta decisiva verso una concezione dell’arte in cui finiscono per prevalere i valori dello stile e la resa delle atmosfere rispetto ai contenuti e al messaggio.
Queste istanze vengono riformulate in maniera personale dai migliori allievi, tra i quali Paolo Vetri emerge per la sua forte vocazione sperimentale nella resa dei toni della luce. Il piacere estetizzante per il bel dipingere conferisce un sapore fuori dal tempo ai quadri di Ettore De Maria Bergler riscattando i suoi soggetti siciliani da ogni condizionamento folcloristico.
È nei dipinti di Antonio Mancini che la ricerca di effetti cromatici e luminosi sempre più sorprendenti finisce col trasfigurare la realtà. Opere come Costume spagnolo e Ventaglio giapponese dimostrano quanto le atmosfere esotiche, caratteristiche di un milieu internazionale, gli siano congeniali. Una variante di gran moda tra pittura e musica (Puccini), il cosiddetto japanisme, aveva investito, con risultati davvero straordinari, la sperimentazione plastica di Vincenzo Ragusa quando nel 1882 tornò in Sicilia dopo un lungo soggiorno in Giappone. Tra i migliori risultati raggiunti con l’impiego di tecniche particolari come il pastello, il Fregio fiammingo di Giuseppe Enea rimanda alla suggestione degli stucchi del grande Serpotta.
Antonino Leto e la fortuna del paesaggio mediterraneo
Il nucleo dei dipinti di Leto è il più cospicuo tra quelli dei singoli artisti presenti in Galleria. Per circa quarant’anni si attraversa la straordinaria vicenda creativa di un grande protagonista della pittura italiana nella seconda metà dell’Ottocento attraverso bozzetti e quadri finiti di paesaggi siciliani o della costa tra Napoli, Capri e Ischia, ma anche di temi campestri. Il bel ritratto di Vincenzo Irolli lo ricorda nel 1899, quando da ormai dieci anni si era rifugiato a Capri dopo un’attività frenetica e contraddistinta dal successo tra Roma, Firenze e Napoli. Opere come Strada polverosa, Paese con olivi, La raccolta delle olive e gli altri paesaggi siciliani risentono della sua complessa formazione a Napoli, dove fu influenzato da Filippo Palizzi e dalla cosiddetta Scuola di Resina, in particolare dal suo maggiore esponente De Nittis, e successivamente a Firenze, dove fu determinante l’esempio dei Macchiaioli, ed in particolare di Signorini. Decisivo è anche il rapporto con l’altro grande interprete siciliano del Realismo, Francesco Lojacono.
Dei suoi anni migliori resta la serie degli studi per il quadro più noto I Funari di Torre del Greco (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna) in cui, nel ritrarre gli uomini al lavoro, si ritrova in sintonia con il sentimento verista di Verga. Indimenticabili la forza emotiva della Scrofa con maialini e le vedute, tutte straordinarie nel rendere l’ebbrezza della luce mediterranea, di Capri e di Ischia. Ma è nell’atmosfera afosa e nella sospensione metafisica delle Saline di Trapani che ci ha lasciato il suo assoluto capolavoro.
Ettore De Maria Bergler e il Naturalismo lirico di fine secolo
Protagonista del Liberty a Palermo, di cui ci ha lasciato una delle maggiori espressioni a livello internazionale nelle straordinarie decorazioni di Villa Igea, Ettore De Maria Bergler, ritratto da Ettore Cercone come un pittore del primo Rinascimento, dimostra nei suoi primi paesaggi siciliani, dove si ergono olivi centenari o dove le acque ristagnano tra i canneti, di aver seguito l’esempio di Lojacono. Nelle successive vedute di due angoli di Palermo, con i Cigni nella fontana di piazza Pretoria e la Fontana d’Ercole in un angolo del parco della Favorita, si manifesta una nuova visione della natura pervasa da un’intensa emozione lirica non priva di suggestioni simboliste. I cigni diventano emblema della condizione umana e vagano nell’acqua come l’uomo nel mare misterioso della vita.
Sono opere che, esposte spesso alle Biennali di Venezia, determinano la fortuna dell’artista, che confermerà la sua grande originalità con la monumentale Veduta di Taormina, dove la mole dell’Etna innevato e la striscia luminosa del golfo emergono in lontananza dalla quinta ombrosa, fitta di cipressi, lecci e mandorli in fiore. La stesura pittorica modernissima rivela l’aggiornamento europeo di De Maria e ci ricorda i paesaggi di Klimt. Altrettanto straordinario è l’uso del pastello che fa emergere in All’acqua, con un “naturalismo tutto impregnato di poesia” (Zola), la figura popolare e altera come quella di una antica canefora.
Le ultime espressioni del paesaggio nel Naturalismo di fine secolo
I dipinti di Michele Cortegiani, Giovanni Lombardo Calamia e Luigi Di Giovanni rappresentano il riflesso, a livello locale, della grande esperienza della pittura di paesaggio che aveva i suoi protagonisti, riconosciuti sul piano internazionale, in Lojacono, Leto e De Maria.
Allievo di Lojacono – ma suggestionato anche da De Maria, al cui fianco è presente nelle decorazioni di Villa Igea (1899-1900) – Cortegiani rivela una grande sensibilità, rappresentando un luogo di enorme fascino come l’Isola delle Femmine, nel rendere la “violenta intensità della luce” (Capuana) mediterranea che trasfigura una scena di vita quotidiana in un commosso omaggio alla bellezza abbagliante del cielo e della spiaggia.
Lo stesso sentimento emerge da un’altra solitudine marina, quella dei Pescatori di Sferracavallo, ripresi da Di Giovanni accecati dalla luce implacabile che sembra far risaltare il loro faticoso cammino sotto le ceste cariche, in una natura che nel suo muto splendore appare indifferente al destino degli uomini. Così nella Campagna siciliana di Lombardo, dove la scena diventa quella aspra della Sicilia interna, arcaica e pastorale, resta immutato il senso di una solitudine cosmica di cui ora un povero asinello appare il malinconico testimone.
Le ultime espressioni del paesaggio nel Naturalismo di fine secolo
La Palermo arabo-normanna e la riscoperta di Selinunte nelle vedute tra Ottocento e Novecento
Gli allievi e gli epigoni di Francesco Lojacono tralasciarono le vedute marine e i grandi paesaggi desolati della Sicilia pastorale per concentrare la loro attenzione sui monumenti della Palermo arabo-normanna, che negli ultimi due decenni dell’Ottocento furono oggetto di un rinnovato interesse e di interventi di recupero.
Come confermano i dipinti di Rocco Lentini e di Giovanni Lombardo Calamia, San Giovanni degli Eremiti divenne uno dei luoghi più frequentati e riprodotti dai pittori per la suggestione del chiostro e la qualità dell’architettura, mentre la straordinaria Sala della Fontana all’interno della Zisa, tra il residuo splendore delle caratteristiche muqarnas e del pannello musivo con la Caccia reale, fu il pretesto per ambientare una scenetta di vita popolare nel quadro di Carlo Perna.
È l’immagine di una Palermo monumentale e degradata, riconfermata dalle altre vedute con i vicoli o i dettagli impietosi di architetture, come La Loggia dell’Incoronazione di Salvatore Gregorietti, che riuscivano appena a conservare il ricordo dell’antico splendore. Un senso di ordine pervade invece il grande acquerello di Lentini con una veduta della centrale Piazza Pretoria, riprodotta subito dopo il rifacimento della facciata del Palazzo Pretorio, concluso da Giuseppe Damiani Almeyda nel 1875. La produzione dell’ultimo fedele continuatore di Lojacono, Gennaro Pardo, divenuto popolare come “il pittore di Selinunte”, testimonia la rinnovata fortuna di quello splendido sito archeologico.
Michele Catti e il paesaggio interiore
Michele Catti, il cui animo inquieto traspare nel ritratto dipinto dall’amico Nicolò Giannone, ha saputo rielaborare, dalla lezione di Lojacono e Leto, una visione del paesaggio come “stato d’animo”, talmente interiorizzata che le sue vedute perdono ogni riferimento alla realtà e immergono lo spettatore in un universo di emozioni dettate dai mutevoli aspetti della natura. Le piccole marine, come La vela o Riflessi, sono realizzate con forti e concitati tocchi di pennello, dagli alti spessori e dai toni profondi soprattutto nei primi piani, per rendere le impressioni fuggevoli scaturite dai riverberi della luce sulle acque del mare. I suoi dipinti appaiono caratterizzati dalle gamme evanescenti e dai tratti indistinti dell’evocazione onirica.
In Autunno e in Vento e nebbia, Catti si concentra sul motivo della strada solitaria immersa in uno squarcio di paese, con il vento minaccioso e la pioggia battente ostinati a rendere drammatico il cammino di una figurina diafana che diventa una malinconica metafora dell’instabilità dell’umana esistenza.
Il capolavoro, in questa serie di paesaggi interiorizzati, è Alba, dove i sottili effetti atmosferici, i bagliori del sole nascente ancora ingabbiati dalle brume mattutine al largo di Monte Pellegrino e le velature cromatiche conferiscono alla veduta un’atmosfera struggente e crepuscolare.
Michele Catti e il paesaggio interiore
Michele Catti e la veduta sull’onda delle rimembranze
Le particolarissime vedute delle strade e delle piazze di Palermo, la cui elaborazione appare concentrata nei vent’anni che vanno dalla fine del secolo alla scomparsa dell’artista, nel 1914, fecero di Catti il pittore prediletto da Ignazio Florio, che suggerì alla Civica Galleria l’acquisto di un capolavoro come Ultime foglie, e dai circoli decadenti di fin de siècle che si riunivano nei salotti appunto dei Florio, dei Tasca, e dei Trabia. Questi dipinti, anche di grandi dimensioni, ormai distanti dalle poetiche veriste di Lojacono e Leto come dalla tradizione ottocentesca della pittura en plein air, sono il risultato di una ricerca pittorica meditata nel chiuso dello studio e affidata al filtro psicologico della rimembranza.
Avendo come riferimento le vedute parigine di De Nittis, Catti elabora immagini, evanescenti come flash, dove una Palermo irriconoscibile come tale, senza nessuna emergenza monumentale evidente o precise connotazioni storiche, diviene luogo dell’animo, spazio della memoria.
Una grigia luce autunnale da città del Nord e l’incombente cielo plumbeo si riflettono, come le figure dei passanti indistinti nelle loro sagome anonime, sulle strade bagnate dalla pioggia che scende senza fine, rappresentando il dolore di vivere. Non a caso questa esperienza unica si chiude con i due dipinti che sono il testamento figurativo dell’artista: Due novembre e La fiera dei morti, l’ultima tela di Catti, dove l’annuale festa popolare di piazza Marina per commemorare i defunti e esorcizzare la tragica ineludibilità della morte diventa l’evocazione di un melanconico stato interiore, affidata a una pittura impressionistica dove le tenebre dominano sulla luce.
PIANO SECONDO
Il gusto delle Biennali di Venezia tra simbolismo e modernismo
La formazione della Galleria e la sua apertura verso l’arte contemporanea avviene attraverso gli acquisti alle Biennali di Venezia. Il più impegnativo, anche sul versante economico, è stato quello del capolavoro di Franz von Stuck, una delle versioni de Il peccato, opera emblematica del Simbolismo europeo subito diventata, per la sua straordinaria popolarità, il vanto del nuovo Museo. Il tema della donna peccatrice, Eva, avvolta nelle spire del serpente è stato reso dal protagonista della Secessione monacense in un’immagine, carica di mistero e di seduzione, dove la trionfante nudità femminile contrasta con la capigliatura scurissima che diventa tutt’uno con la pelle del rettile, mentre lo spettatore rimane soggiogato dall’intensità dello sguardo delle due creature e dal sorriso diabolico della peccatrice.
La stessa atmosfera di perdizione e di morte contraddistingue Amore e le Parche, dove Ettore Tito, con una pittura di grande respiro europeo, rappresenta il piccolo dio arciere intento a scagliare i suoi dardi sulla coppia di amanti, di cui non vediamo il volto, mentre incombono le inquietanti figure delle mitiche divinità che tessono il filo della vita. Sempre in tema, Caino di Domenico Trentacoste, ispirato al Pensatore di Rodin, medita con lo sguardo fisso sul suo orribile gesto, rivivendo il momento incancellabile dell’assassinio compiuto. La figura raggomitolata sul sasso come una belva contrasta con la concentrazione pensosa del volto, rappresentando il passaggio dalla brutalità ad un’umanità riscattata dal rimorso.
Il gusto delle Biennali di Venezia tra simbolismo e modernismo
La grande tempera di Cesare Laurenti intitolata Dolore rappresentava, rispetto alle opere di Stuck e Tito, una diversa interpretazione del Simbolismo ora calato non più nel territorio del mito o dell’allegoria, ma in una scena di vita moderna. Vi è rappresentata, con uno stile che risente del Divisionismo e anticipa le sperimentazioni delle Avanguardie moderniste, “la toccante disperazione di tre fanciulle in poveri abiti moderni, in varie pose di abbandono che cercano volontariamente la morte” in “una rinunzia volontaria a tutti i sorrisi, a tutti i fiori, a tutte le speranze, alla vita”. È la stessa atmosfera di desolata rinuncia che pervade gli interni di Lionello Balestrieri, mentre in Ottobre d’oro di Guglielmo Ciardi e in Ombre notturne di Pietro Fragiacomo, la visione del paesaggio riesce a coinvolgere i più sottili risvolti dell’animo attraverso una pittura sempre affidata, come in Laurenti, alle modulate vibrazioni del colore.
I ritratti di Boldini, Selvatico, De Maria, o Sorpresa di Giacomo Grosso sono la testimonianza di un gusto internazionale che continuò, sino agli anni Venti del Novecento, a celebrare il fiducioso ottimismo della Belle Époque. Valori più tradizionali e un ritrovato orgoglio del mestiere contraddistinguono le bellissime sculture.
Dalla nostalgia per le seduzioni del mito classico espressa dalla straordinaria Faunetta di Trentacoste, al dolente sentimento della maternità interpretato nei due gruppi di Antonio Ugo ed Ettore Ximenes, all’elegia dell’infanzia ne Le comunicande di Pietro Canonica e I miei figli di Giovanni Nicolini.
I percorsi del Novecento italiano
Attraverso la testimonianza di due generi privilegiati, il paesaggio e il ritratto, dipinti di diversa provenienza documentano alcune esperienze del Novecento italiano.
Con Plinio Nomellini, Enrico Lionne e Fausto Vagnetti ritroviamo gli esiti finali di un linguaggio pittorico che, nonostante l’affermazione delle Avanguardie, si riconosceva ancora nel lessico del post-Impressionismo internazionale (Nomellini e Lionne) o del Divisionismo (Vagnetti).
Ad una tecnica divisa, quale era stata declinata da Giacomo Balla nell’ambiente romano di inizio secolo, rimandano Alla toeletta di Camillo Innocenti e La modella di Arturo Noci; mentre a un gusto più internazionale, che non esclude suggestioni da Bonnard, è riferibile lo straordinario Mattino d’estate di Aleardo Terzi.
I ritratti di Giannino Marchig, di Primo Conti, di Gino Severini documentano la svolta novecentista nel segno del ritorno alla tradizione. Di contro, nella Fanciulla nuda di Francesco Trombadori e nella Bolla di sapone di Cagnaccio di San Pietro emergono le nuove istanze “oggettive” del Realismo magico. Un nuovo intimismo connota il linguaggio quotidiano di Fiorenzo ha mangiato di Aldo Carpi, la meditazione sull’Ottocento e su Cézanne caratterizza Il lago d’Iseo di Arturo Tosi e il “ritorno all’Impressionismo” francese pervade il Paesaggio di Paulucci. Infine, la vena elegiaca emerge dalla veduta di Pompei di Carlo Carrà nel momento in cui, archiviate le esperienze del Futurismo e della Metafisica, cercava di “fermare la commozione suscitata” nel proprio “animo dalla contemplazione del paesaggio”.
Nel corso degli anni Trenta la Galleria ha acquisito una serie di importanti capolavori assoluti del Novecento italiano.
Il tram, realizzato da Mario Sironi subito dopo aver firmato il Manifesto contro tutti i ritorni in pittura (1920), è una delle prime e più intense tra le sue “tetre periferie urbane” identificate nel loro “squallore meccanico”, secondo la definizione di Margherita Sarfatti. Grazie ad un linguaggio composto di solidi volumi geometrici e modulato su gamme cromatiche brune, terrose, spezzate dal rosso e da quello che Sironi stesso definì “il canto eroico del giallo”.
A questo luogo “assoluto”, ma drammaticamente moderno, si contrappone lo spazio mentale, ripido, deformato dove si inseriscono le figure dai volumi semplificati, come dei manichini viventi, de Gli scolari di Felice Casorati. Le geometrie esoteriche del mappamondo, dei segni tracciati sulla lavagna e sul libro in primo piano, compongono una sorta di natura morta metafisica con un effetto di quadro nel quadro. Soluzione che si ritrova nella Maternità di Fausto Pirandello, dove brandelli, frammenti di raffigurazioni arcaiche danno a un motivo tradizionale il tono di un moderno dramma esistenziale. Suggestioni diverse, dall’arte etrusca all’astrazione dei mosaici bizantini, rendono senza tempo lo spazio de Le nozze, dove Massimo Campigli ha inserito come idoli dalla ritualità misteriosa le sue “donne fatte a clessidra” come lui stesso amò definirle.
Donato dall’artista, il bronzo di Pietro Consagra ci proietta in un tentativo particolarmente felice di rinnovare il linguaggio della scultura annullando ogni tridimensionalità monumentale per riflettere nella creazione plastica le tensioni dell’età contemporanea.
Il Novecento in Sicilia
Renato Guttuso e il Gruppo dei Quattro
Nel 1932 Lia Pasqualino Noto, Giovanni Barbera, Nino Franchina e Renato Guttuso diedero vita al Gruppo dei Quattro, interessante sodalizio che, prima del trasferimento di Franchina e Guttuso a Milano, intendeva contrapporre alla retorica di “Valori Plastici” e del “Novecento” un’arte rinnovata che si cimentasse con la realtà del quotidiano, con temi etici, politici ed esistenziali attraverso una ritrovata libertà espressiva. Il Ritratto di Guttuso, plasmato da Franchina con una forte carica impressionistica nell’animare la materia e l’Autoritratto di Guttuso stesso, caratterizzato da una pennellata nervosa e dalla posa malinconica che ricordano Van Gogh, sono due capolavori che ci restituiscono, quasi in un’immagine emblematica, la forte tensione al cambiamento animata dalla febbre esistenziale e politica di quegli artisti.
Appare in straordinaria sintonia, pur in un tema così diverso, la Fanciulla addormentata dove Barbera, poco prima di morire giovanissimo, sperimentava una dimensione lirica ed esistenziale attraverso la reinvenzione del motivo classico della figura giacente e l’animazione della materia con effetti cromatici e luministici.
Un altro protagonista, prima del definitivo trasferimento a Roma nel 1937, del rinnovamento della scultura fu Emilio Greco che, come in questa Testa, plasmava masse volumetriche essenziali appena graffite da segni sottili, dove la rotondità della sfera cranica evoca la predilezione, comune a Marino Marini, per le forme solide e sintetiche degli Etruschi.
Il Novecento in Sicilia
L’autoritratto di Pippo Rizzo, significativamente intitolato Figura, luce, atmosfera, in cui la sovrapposizione dinamica dei molteplici piani luminosi rimanda alla pittura di Balla, inaugurava la breve stagione del Futurismo a Palermo, primo distacco da una tradizione ancora dominata dal gusto ottocentesco degli ultimi epigoni di Lojacono. Il ritratto costituisce il campo della sperimentazione, come conferma Il nomade, raffigurazione emblematica dell’uomo contemporaneo divenuto protagonista della moderna civiltà delle macchine.
Il clima cambia con la conversione al linguaggio novecentista e al registro grottesco, ispirato all’Espressionismo tedesco, tra Grosz e Dix, de L’allenatore di cavalli e de L’elegantone di Alberto Bevilacqua. Il riferimento alla tradizione, nella costruzione architettonica e nell’atmosfera sospesa, caratterizza la Primavera di Manlio Giarrizzo, dove la particolare inquadratura crea un effetto scenografico di quadro nel quadro, come ne L’infermiera bloccata in una inquietante gabbia prospettica da Lia Pasqualino Noto. Ad un gusto internazionale, in particolare alla Nuova Oggettività tedesca, e al recupero del Quattrocento rimanda l’originale arcaismo elaborato da Elisa Maria Boglino nel tema, allora molto frequentato, della maternità, proiettata ancora in una dimensione sacrale, dove non mancano riferimenti al Cinquecento e da Antonio Ugo affermatosi come campione dei valori della tradizione, emergenti anche dai tratti ideali della sua Contadina siciliana, assurta a simbolo della bellezza mediterranea.
Dal 1932, quando aderì al cosiddetto Gruppo dei Quattro insieme a Renato Guttuso, Nino Franchina e Lia Pasqualino Noto, sino alla morte improvvisa, nel 1935, Giovanni Barbera ha prodotto una serie di sculture in materiali poveri, come la terracotta e la cera, caratterizzata da un arcaismo certamente suggestionato dall’esempio del grande Arturo Martini, di cui però non accolse la componente monumentale.
Le sue figure femminili, dal modellato rapido e dall’indugiare nervoso della stecca nelle capigliature o nei panneggi, rivelano un’energia vitale ed una intensa carica esistenziale. Molto noto a livello nazionale, grazie alle dodici opere inviate insieme a quelle degli altri esponenti del Gruppo dei Quattro ad una mostra allestita nel 1934 presso la celebre Galleria del Milione a Milano, Barbera conferma l’originale contributo degli artisti siciliani alla svolta anti-novecentista del quarto decennio.
Il grande pannello di Totò Gregorietti, ispirato a La Bajadera di Emmerich Kalman, un’operetta molto in voga a Palermo negli anni Venti, quando venne rappresentata con grande successo nei teatri Biondo, Politeama e Finocchiaro, riflette gli ultimi bagliori della lunga stagione del Liberty palermitano, di cui il padre Salvatore Gregorietti fu protagonista. Nell’atelier Gregorietti, una delle più rinomate case d’arte della città, si crearono originali elementi decorativi di gusto assai raffinato.
PANORMUS December 8th, 2006, 10:18 AM http://img177.imageshack.us/img177/4290/06copiaay0.jpg (http://imageshack.us)
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mariocesare January 6th, 2007, 12:13 AM Scusate se vi chiedo un informazione che magari avete postato da qualche parte: ho visto nel thread vetrina di palermo il progetto del passante ferroviario. Non ho capito se e' in galleria (suppongo di si) e quale tratto e' in galleria. Qualcuno mi saprebbe dare un indicazione?
Ancora una richiesta agli amici siciliani: circa 30 anni fa (sigh) avevo visitato una chiesa molto moderna e famosa in provincia di Caltanisetta, con forme esterne in cemento armato. Per chiarezza appena possibile postero delle foto scannerizzate: qualcuno sa dirmi cosa potrebbe essere?
GRAZIE:) :)
PANORMUS January 7th, 2007, 10:36 AM il tratto sotterraneo dovrebbe essere di circa 15 km, è stato aumentato per dare meno problemi di impatto ambientale, ma la vera metropolitana sarà costruita automatica senza conducente e senza autista. riguardo la chiesa non la conosco
meolag January 9th, 2007, 09:36 AM Salve
Ma di tutti questi bei progetti quali sono in fase di cantiere. A parte il complesso Sant'Anna, tutti sono solo nella fase di progetto, o sbaglio. Quindi, ambientalisti permettendo, la loro realizzazione prevedera' tempi lunghi. Potete, per favore, aggiornarmi sulla situazione attuale?
Grazie
PANORMUS January 10th, 2007, 07:23 AM ciao meolag, vai alla sezione italia e sottosezione palermo progetti approvati, li ci sono informazioni più recenti.
saluti gianni
meolag January 10th, 2007, 08:57 AM Ciao
ho visitato la sezione che mi hai indicato.
Ma li sono riportati, approvati e in fase di realizzazione, alcuni progetti che ad oggi non sono stati cantierati (passante ferroviario, metropolitana leggera, ponti di Perrault, ecc.) ed altri che per vari motivi sono stati bloccati (parcheggio tribunale).
A questi aggiungo lo svincolo di Brancaccio, nel sito del comune di Palermo viene sempre indicato aperto e in fase di realizzazione, ma i cui lavori sono fermi da piu' di un anno. Sulla rivista del comune (PALERMO INFORMA) vengono sempre indicate date di inizio lavori che non sono mai rispettate.
Quindi per favore desideravo sapere qual'e' la REALE situazione di tutte queste opere.
Grazie
trainspotting January 11th, 2007, 01:47 AM Il motivo per cui sono stati bloccati i lavori del parcheggio al Tribunale di Palermo sono archeologici; altre città hanno dovuto subire sospensioni dei cantieri per questi motivi quì, tra le quali Roma e Napoli.
Tornando a Palermo, sono stati momentaneamente bloccati i lavori per la costruzione dei parcheggi di 4 piani sottoterra al tribunale, per il ritrovamento di un sito archelogico.
Sono stati ritrovati bastioni dell'antica Panormus ! "Gli accertamenti sull'autenticita' del ritrovamento iniziano a metà settembre del 2006". In attesa di notizie.
Riguardo le altre opere, tralasciando quelle architettoniche e dei monumenti, noi sappiamo che:
la riqualificazione della Tangenziale A20/A29 (non la circonvallazione di viale Regione) prevede i ponti di Dominique Perrault, architetto francese, da usare come sovrappassi o cavalcavia ciclabili e pedonali per superare la grande arteria suburbana, e questi sono ancora in fase di progettazione con previsione di concluderla ed avviare i lavori verso la primavera del 2007, cioè di quest'anno. Il sottopasso Perpignano è stato appaltato, ma hanno dovuto rifare la stipula del contratto d'appalto per l'avvio dei lavori di quella rotonda che doveva essere avviata nel settembre 2006, pochi mesi fa. I cantieri per il Ponte Corleone stanno per arrivare in fase avanzata salvo rallentamenti, ma sono in corso, ed uniranno le due carreggiate della circonvallazione, dando un beneficio diretto per chi percorre quest'ultima, ed indiretto per i viaggiatori che invece vanno sulla tangenziale, non dovendo più subire l'imbuto di quel tratto lì, perchè ormai sia l'asse tangenziale che la circonvallazione di fianco avranno le proprie corsie sospese su ponti, dei quali per ora stanno facendo le fondazioni.
I tram li stanno realizzando, almeno sulla linea 1, che collegherà il complesso industriale di Roccella alla Stazione Centrale, ora dovrebbe essersi avviato il cantiere della linea 2, e fra alcuni mesi si avvierà l'ultimo della linea 3, per connettere le zone di borgata ed il CEP alla stazione intermodale metropolitana Notarbartolo.
Per il Passante F.S., noto come Linea A della Metropolitana di Palermo, il raddoppio sembra da qualche parte iniziato, ma fra un po di tempo, grazie all'autorizzazione del Sindaco Cammarata e del Ministro delle Infrastrutture Di Pietro (momentaneamente in lotta a favore della TAV Torino-Lione, contro la Sinistra Radicale), il quale ha posto la sua frima il 13 Dicembre 2006, meno di un mese fa, dovrebbe partire la tratta Brancaccio-Orleans per il raddoppio, per poi scavare la nuova o allargare la galleria esistente lungo oltre 7 km sotto la città, tra Palazzo Reale/Orleans e Belgio.
L'anello ferroviario cioè l'estensione della linea B è "al traguardo" ma non so cosa vorranno dire, ancora mi sa che è presto per quello.
La Metropolitana Robot, nota come M. Leggera Automatica ha già uno stralcio del progetto tra via Oreto (nei pressi della fiumara) fino a Notarbartolo, per poi progettare il secondo lotto tra Notarbartolo e Partanna/Mondello; per la Metro Automatica o senza pilota si dovrà attendere molto ancora, e se rimane Cammarata alla guida della città in vista delle prossime Amministrative si va avanti per quest'ultimo progetto quì.
Per le altre opere ne riparliamo più avanti. Sono tutte soggette a lunghissimi iter burocratici.
Tempi duri con la burocrazia italiana attuale, eh ? :ohno:
meolag January 12th, 2007, 09:46 AM Grazie Trainspotting
Sapresti anche dirmi perche' il cantiere dello svincolo di Brancaccio e' fermo? Grazie.
P.S. Quando parli di tangenziale A20/A29, ti riferisci chiaramente alla carreggiata centrale della circonvallazione.
Ma definirla tangenziale e' sicuramente esagerato. Una tangenziale non dovrebbe tagliare una citta' (per definizione). Inoltre non dovrebbe avere una miriade di entrate ed uscite che rendono caotica la circolazione e tali uscite/entrate dovrebbero essere indicate con adeguati segnali (verdi come le autostrade), invece sono indicate con piccoli segnali (veramente ridicoli) bianchi.
trainspotting January 16th, 2007, 12:31 AM Si, mi riferisco alla grande arteria che tiene in diretto collegamento le due autostrade. Tecnicamente è una Tangenziale perchè non solo collega in maniera adiacente la A20 e la A29, ma anche perchè è composta da tre corsie per senso di marcia, di cui una d'emergenza, come in autostrada.
Non è necessario che una tangenziale scorre fuori dalla zona urbana, perchè nel caso di Palermo, con l'espansione edilizia è stata assorbita dal tessuto urbano. Prima era una tangenziale che collegava le strade statali, poi è diventata Circonvallazione-sonda della A19 in occasione dell'espansione urbana, e poi con il completamento della A29 la tratta in questione è stata quasi del tutto riqualificata per unire le due autostrade.
In realtà si sarebbe dovuta fare una seconda tangenziale, ma per ora il progetto è ancora allo studio di fattibilità, e non sembra prioritario al comune, che ha deciso per ora di limitarsi a sistemare quella esistente.
In più lì puoi andare anche ad 80 all'ora in corsia di marcia normale, come in autostrada, salvo blocchi vari, perchè in alcuni tratti le code sono frequenti, paragonabili alla Salerno-Reggio in certi casi. Nella circonvallazione vera e propria (il viale Regione), quella coi semafori e con le inversioni di marcia a mo di ponti e cavalcavia si può andare massimo a 50 km/h come una strada urbana insomma. Dicevo tecnicamente, ma a livello prestazionale è divisa in due tronconi, e la spaccatura di questo asse si trova proprio dove ci stanno quegli assurdi semafori pedonali e l'incrocio a raso di via Perpignano, che mi chiedo come mai ancor oggi sia ancora lì. Quella serie di semafori trae in inganno, ma quasi tutta la tratta, in attesa degli ultimi lavori ha le caratteristiche di una tangenziale, che fino al 2004-2005, anno in cui lo svincolo autostradale di brancaccio, ponte di via Giafar e Sottopasso Leonardo Da Vinci, non aveva i connotati di una scorrimento veloce.
Ormai, a parte qualche segnaletica, ha quasi acquisito una fisionomia tipica, che si concluderà quando gli ultimi tappi saranno eliminati.
Prossimamente dovrà saltare l'imbuto del ponte Corleone verso la fine 2007/inizio 2008, se però prima non saranno completati, ma ne dubito, i ponti di Perrault, i cui lavori sono previsti per 6 mesi. Ne dubito perchè intanto non sono sicuro nonostante tutto se inizieranno in Pirmavera (pochi riscontri), e poi una volta iniziati bisognerà vedere a che ritmo proseguiranno.
Lo svincolo di brancaccio esiste anche se è stato fatto male, ed in alcuni casi progettato talmente male che hanno dovuto sospenderne i lavori nelle tratte secondarie. Si pensa che i lavori siano stati sospesi per un appalto revocato(per inadempienzeo per mafia, non si sa). Ma lo svincolo, anche se non è come da progetto esiste, ma andrebbe rifinito perchè poco utile in quelle condizioni.
Mi sa tanto che entro il 2010 tutto sarà completato, considerando il sottopasso Perpignano. Lo so, ho esagerato, volevo dire 2009, ma probabilmente per intoppi vari ritarderanno.
meolag January 16th, 2007, 11:10 AM Ciao Trainspotting
La tua risposta e' stata molto esauriente. Pero' volevo dire due cose:
- anche quando verranno realizzati i Ponti di Perrault, il sottopasso di Via Perpignano e il Ponte Corleone; la circonvallazione non potra' mai definirsi una tangenziale (ci sarebbe ancora la rotonda di Via Oreto da eliminare, la ridicola segnaletica e alcune uscite ed entrate assurde, per esempio). In ogni caso e' comunque insufficiente al traffico che sopporta giornalmente.
- Gli organi comunali (tra cui il sito del Comune e quel becero organo di stampa di Palermo Informa) danno tutte queste opere in dirittura di arrivo, quando invece non e' chiaro se questi avranno mai un inizio. Quello che da fastidio e' la continua presa per i fondelli del Comune di Palermo. In particolare lo svincolo Brancaccio (i cui lavori sono sempre in esecuzione) e' stato oggetto di scherno pure da parte di Striscia la Notizia. E non si capisce per quale motivo (chiaro) questi lavori invece sono stati interrotti (mafia, errata progettazione o altro) e se mai saranno ripresi.
Detto questo ti ringrazio per la tua risposta.
trainspotting January 17th, 2007, 04:10 PM Caro Lettore ,
ogni città grande ha una tangenziale, o un sistema di nodi autostradali; nel caso di Palermo è una diretta scorrimento veloce, che molti quotidiani, (eccetto il giornale di Sicilia ovviamente del quale non esiste il )
trainspotting January 17th, 2007, 04:11 PM Caro Lettore ,
ogni città grande ha una tangenziale, o un sistema di nodi autostradali; nel caso di Palermo è una diretta scorrimento veloce, che molti quotidiani, (eccetto il giornale di Sicilia ovviamente del quale non esiste il sito) la definiscono tale. LA circonvallazione come la si intende sono le due corsie laterali, con velocità massima di
trainspotting January 17th, 2007, 04:12 PM Caro Lettore ,
ogni città grande ha una tangenziale, o un sistema di nodi autostradali; nel caso di Palermo è una diretta scorrimento veloce, che molti quotidiani, (eccetto il giornale di Sicilia ovviamente del quale non esiste il sito) la definiscono tale. La circonvallazione come la si intende sono le due corsie laterali, con velocità massima di 50 km/h, mentre sulla tangenziale si può andare quasi come in autostrada. Da quando in qua poi su una ccirconvallazione ci sta la terza corsia dìemergenza come continuità delle due autostrade che collega, tutti quei sovrappassi e svincoli, alcuni cartelli a sfondo verde e perfino un tabellone a messaggio variabile che informa i viaggiatori sul traffico della A29 ?
Concordo invece con il fatto che una sola arteria in una città come Palermo è quasi insufficiente, e ce ne vorrebbe un'altra a lato monte più sofisticata.
meolag January 18th, 2007, 11:10 AM Non voglio creare una disputa sul nome della strada che attraversa Palermo, sia essa "Tangenziale" o "Circonvallazione".
Ci sono, innegabilmente, delle caratteristiche che la rendono simile ad una Tangenziale: doppia carreggiata, corsia di emergenza, sottopassi ecc..
Ma anche delle caratteristiche che la rendono simile ad una normale strada: semafori, incroci, tombini in mezzo, rotonde, ecc.
Tuttavia si spera che in nuovi cantieri (se partiranno) la renderanno sicuramente piu' simile ad una tangenziale pur non essendo tale.
Il progetto di una vera tangenziale a Palermo c'era (quella soprallevata) che purtroppo la cosca degli ambientalisti e' riuscita a bloccare.
PANORMUS January 18th, 2007, 11:52 AM LA TANGENZIALE SOPRAELEVATA PREVISTA ANNI OR SONO E' STATA BLOCCATA DAGLI AMBIENTALISTI, INFATTI PREVEDEVA TUTTA LA TANGENZIALE QUASI COMPLETAMENTE SOPRAELEVATA, CHE POTEVA CERTO NON PIACERE, VEDI L'ORRENDA ESPERIENZA DI NAPOLI, MA SICURAMENTE SAREBBE STATA MOLTO EFFICIENTE, LA SISTEMAZIONE DELLA CIRCONVALLAZIONE SI FARA' MA IL PROGETTO DELLA TANGENZIALE DI PALERMO PASSA DA TUTT'ALTRA PARTE, INFATTI SARA' COSTRUITA LATO MONTE E NON PASSERA' PER LA CITTA', COME E' GIUSTO CHE SIA!!
PS. NE SAPETE NIENTE DEL PROGETTO DEL NUOVO AUTODROMO DI CARINI? SO CHE SARA' IL PIU' GRANDE ED IL PIU' MODERNO DELLA SICILIA. CERCO DI TROVARE INFORMAZIONI
meolag January 18th, 2007, 02:57 PM LA TANGENZIALE SOPRAELEVATA PREVISTA ANNI OR SONO E' STATA BLOCCATA DAGLI AMBIENTALISTI, INFATTI PREVEDEVA TUTTA LA TANGENZIALE QUASI COMPLETAMENTE SOPRAELEVATA, CHE POTEVA CERTO NON PIACERE, VEDI L'ORRENDA ESPERIENZA DI NAPOLI, MA SICURAMENTE SAREBBE STATA MOLTO EFFICIENTE, LA SISTEMAZIONE DELLA CIRCONVALLAZIONE SI FARA' MA IL PROGETTO DELLA TANGENZIALE DI PALERMO PASSA DA TUTT'ALTRA PARTE, INFATTI SARA' COSTRUITA LATO MONTE E NON PASSERA' PER LA CITTA', COME E' GIUSTO CHE SIA!!
PS. NE SAPETE NIENTE DEL PROGETTO DEL NUOVO AUTODROMO DI CARINI? SO CHE SARA' IL PIU' GRANDE ED IL PIU' MODERNO DELLA SICILIA. CERCO DI TROVARE INFORMAZIONI
Probabilmente, esteticamente, tale opera sarebbe stata non bella (chi lo sa'), ma, come hai detto, sarebbe stata molto piu' efficiente.
Se esiste un progetto per una nuova tangenziale, visti i tempi, bisognera' vedere, quando sara' pronta.
Oggi, purtroppo, dobbiamo convivere con questa PSEUDO-TANGENZIALE, che sara' tale anche alla fine dei lavori di adeguamento.
Non e' credibile proporre Palermo Capitale dell'Euromediterraneo, con questo schifo di strada.
Il paradosso e' che bloccando il progetto della Tangenziale Sopraelevata, il tasso d'inquinamento in citta' e' sicuramente aumentato, visti gli ingorghi che si creano e che comunque continueranno a crearsi. Perche' anche se si faranno ponti, sottopassi, teletrasporti; tutto in questa strada e' sottodimensionato, per esempio i ponti di Corso Calatafimi, Pitre', Michelangiolo e Leonardo da Vinci sono, a qualunque ora e giorno una bolgia di auto incolonnate.
Anche, in futuro, non sara' possibile attraversare la citta' senza intoppi, cosa che una vera Tangenziale avrebbe permesso.
PANORMUS January 18th, 2007, 03:25 PM infatti ho eletto Catania come Capitale dell'Euromediterraneo, se clicchi sul link ti renderai conto dei motivi ;-)
meolag January 19th, 2007, 10:46 AM infatti ho eletto Catania come Capitale dell'Euromediterraneo, se clicchi sul link ti renderai conto dei motivi ;-)
Comunque, se tutti i progetti promessi dall'amministrazione venissero realizzati, Palermo diventerebbe una citta' piu' vivibile.
Certo, molte cose non vanno: i vigili urbani non si vedono mai, la citta' e' sporca (anche gli spazzini sono una categoria fantasma), la mancanza di lavoro ecc.
L'attuale amministrazione da molta risonanza alla bonifica di una piazzetta (opera sicuramente meritoria) ma non dice nulla sulle cose che non vanno o sui progetti che, per diversi motivi, non partono o si fermano.
Forse la colpa e' anche di noi cittadini (chissa').
topoestivo January 21st, 2007, 01:41 AM infatti ho eletto Catania come Capitale dell'Euromediterraneo, se clicchi sul link ti renderai conto dei motivi ;-)
A Palè, mi fai troppo ridere, sei il mio comico palermitano preferito dopo Ficarra&Picone, Pino Caruso, Gianni Nanfa e Franco e Ciccio...
Che Palermo sia capitale dell'EuroMediterraneo (che cos'è?? me lo spieghi cos'è? E' un ente? una ditta? una specie di sovrapposizione dell'Unione Europea? O solo e soltanto uno dei tanti altisonanti titoli che i nostri politici s'inventano, del tipo "Acicatena, città del Limone Verdello", "Sicilia, isola in un mare di luce" oppure "Caltavuturo, città d'Europa" per confonderci e distoglierci dai veri problemi che non affrontanto?) io ne sono contento, fiero, è la mia capitale mi piace ma non meno della mia Catania (capitale dell'Eurospin, con i suoi 5 supermercati low cost ;))!!
Mi fa troppo ridere che si citi la classifica del sole 24 ore, dove Catania è ultima e Palermo 5tultima...
insomma dal Cacato al Pisciato!!
Sei contento di tutto ciò? Non reputi che la nostra storia passata e la gente che lavora e soffre qui meriti molto di +, indipendentemente da dove viva, se a Palermo, Messina o Caltabellotta???
Tagghiamula! Siamo una nazione, quando ci renderemo conto che perdiamo conto con questi campanilismi o sogni di grandeur e ci toglieremo di dosso un poco di 'ngrasciu (politico e non, intendo problemi seri che qui sembrano irrisolvibili) per avere una dignità nuova e veramente forte verso chi ci vede indistintamente come mafiosi, sbruffoni, inetti e pelandroni???
Fottiamocene di essere "ponte tra est ed ovest" e bla bla bla vari... lavoriamo per il nostro futuro, per chi vive qui e non vuole essere costretto ad emigrare per vivere in maniera dignitosa!!!
PANORMUS January 21st, 2007, 09:27 AM beh finalmente un pò di buon senso, sono in questo forum a sgolarmi da mesi nel dire di lavorare tutti assieme, e tu ed i tuoi amici siete solo buoni a confrontare e basta, Catania e Palermo sono due città che non si possono assolutamente paragonare, e come paragonare Roma a Milano, impossibile da fare. L'unica cosa che mi da fastidio è la presunzione ed un altra brutta bestia di nome invidia e non indivia... capito?? ;-)
topoestivo January 21st, 2007, 10:30 AM Guarda di indivia io me ne faccio scorpacciate, di invidia no.
Anche perchè finora quello che in ogni thread su Catania e non, è il primo ad imbastire paragoni campanilistici, sei tu Palermo ;)
PANORMUS January 22nd, 2007, 04:19 PM si avvicinano le elezioni per il sindaco ......
http://img180.imageshack.us/img180/5365/346702571384a58f2e03zp.jpg (http://imageshack.us)
PANORMUS January 22nd, 2007, 04:20 PM http://img252.imageshack.us/img252/509/34670257390650de5a25qd.jpg (http://imageshack.us)
PANORMUS January 22nd, 2007, 04:21 PM http://img221.imageshack.us/img221/6894/3467025765f61143a943xq.jpg (http://imageshack.us)
PANORMUS January 22nd, 2007, 04:22 PM http://img262.imageshack.us/img262/3928/3467025843e9786374f2ch.jpg (http://imageshack.us)
Sampei January 22nd, 2007, 04:23 PM È possibile mettere tutte le foto in un unico post, anziché farne tanti consecutivi. ;)
PANORMUS January 22nd, 2007, 04:27 PM Link al progetto della nuova tangenziale di Palermo
http://www.provincia.palermo.it/rivista%20Palermo/palermo_riv_pdf/palermo_lug_04/14_15.pdf
PANORMUS January 22nd, 2007, 04:30 PM È possibile mettere tutte le foto in un unico post, anziché farne tanti consecutivi. ;)
grazie per il tuo consiglio Samperi, ma visto che di Palermitani qui c'è nè pochi devo darmi da fare da solo.... a buon intenditore poche parole, a parte gli scherzi mi piacerebbe se collaborassimo insieme per arricchire i post delle nostre splendide città, che ne pensi?
PANORMUS January 22nd, 2007, 04:33 PM ci sono delle splendide collaborazioni fra Palermo e Catania in campo aeroportuale, in campo universitario ed in campo sanitario, dovremmo dare maggiore voce a questo, che dici?
Sampei January 22nd, 2007, 04:36 PM Link al progetto della nuova tangenziale di Palermo http://www.provincia.palermo.it/rivista%20Palermo/palermo_riv_pdf/palermo_lug_04/14_15.pdf
Progetto veramente utile, sia per i palermitani che vedrebbero diminuire il traffico sull'intasatissimo viale della regione siciliana, sia per tutti coloro che avrebbero la straordinaria possibilità di usufruire di questa potente e sicura scorciatoia risparmiando tempo e denaro.
grazie per il tuo consiglio Samperi, ma visto che di Palermitani qui c'è nè pochi devo darmi da fare da solo.... a buon intenditore poche parole, a parte gli scherzi mi piacerebbe se collaborassimo insieme per arricchire i post delle nostre splendide città, che ne pensi?
Sono Sampei, senza r! :lol: Per Palermo sono poco aggiornato, riesco ad essere più efficace per Catania, grazie anche alla collaborazione di altri utenti. Tu continua così (anche se obiettivamente aumentare il numero dei post in modo "truffaldino" non serve poi a molto!) e buon lavoro! :okay:
meolag January 22nd, 2007, 05:07 PM Link al progetto della nuova tangenziale di Palermo
http://www.provincia.palermo.it/rivista%20Palermo/palermo_riv_pdf/palermo_lug_04/14_15.pdf
Se non ho capito male l'articolo e' del 2004, quindi in due anni non ci sono stati passi avanti.
Inoltre per realizzare un progetto cosi' ricco di gallerie e viadotti (la zona che attraversa e' montagnosa), chissa' quanto tempo prendera'. Ionoltre, questa tangenziale salterebbe molti paesi limitrofi a Palermo (Carini, Capaci, Cinisi, ecc.),
e l'areoporto, per chi percorre l'autostrada PA-TP sa' bene che dopo lo svincolo di Partinico il traffico e' praticamente nullo. Quindi l'attuale pseudo-tangenziale di Palermo continuerebbe a sopportare verso Trapani lo stesso carico di traffico.
Ma, io questo progetto non lo prenderei neanche sul serio.
Giacomo January 22nd, 2007, 10:27 PM Se non ho capito male l'articolo e' del 2004, quindi in due anni non ci sono stati passi avanti.
Inoltre per realizzare un progetto cosi' ricco di gallerie e viadotti (la zona che attraversa e' montagnosa), chissa' quanto tempo prendera'. Ionoltre, questa tangenziale salterebbe molti paesi limitrofi a Palermo (Carini, Capaci, Cinisi, ecc.),
e l'areoporto, per chi percorre l'autostrada PA-TP sa' bene che dopo lo svincolo di Partinico il traffico e' praticamente nullo. Quindi l'attuale pseudo-tangenziale di Palermo continuerebbe a sopportare verso Trapani lo stesso carico di traffico.
Ma, io questo progetto non lo prenderei neanche sul serio.
Mah....da Partinico a Punta Raisi sarebbero 18 KM + i 30 della tangenziale siamo a 48.
Penso che oggi prendendo da cirvonvallazione + autostrada dallo svincolo della Palermo-Sciacca, all'aeroporto ci sono gli stessi chilometri o quasi (oltre 30 sono i chilometri da Via Belgio all'eroporto), con la differenza che si farebbero su un' autostrada libera anzicchè sulla circonvallazione. Oltre a liberare anche le tristemente famose (per i palermitani che rimangono bloccati li) gallerie di Isola. Magari la realizzassero.
PANORMUS January 23rd, 2007, 12:39 PM sono daccordo con te Giacomo, meolag ho l'impressione che tu sia un pò disfattista, niente di personale :-)
topoestivo January 23rd, 2007, 04:15 PM http://img262.imageshack.us/img262/3928/3467025843e9786374f2ch.jpg (http://imageshack.us)
Ok, il "bello e fascinoso sindaco Cammarata" si fa campagna elettorale, ma tu non è che devi fargliela qui sul forum... e come? aumentando artificialmente il numero di posts? Ricordati che a 500 posts, se il thread non è sticky, te lo chiudono ;)
Per la tangenziale, Palermo ne ha bisogno, senza mostri sopraelevati in pieno centro.. non siamo a Bangkock o a Tokio, da noi certe cose sono impensabili e stonerebbero come pugni nell'occhio: si rischierebbe l'effetto "sopraelevata vicino casa di Fantozzi su cui lui si butta dal balcone".
A Catania la tangenziale ha spostato il traffico di transito di camion e auto ma:
1) la circonvallazione cittadina è intasata lo stesso da auto e traffico locale...
2) la tangenziale stessa è intasata e il traffico a volte insostenibile (si parlava in passato di fare la 3za corsia) forma lunghe code, spesso nelle ore di punta (anche a causa dei tanti lavori per insonorizzare e ridurre l'impatto sulle case vicine...) tutti in coda!!! D'altro canto la tangenziale è baricentrica per gli spostamenti tra le provincie EN-CL-SR-ME-RG :(
Ossia: a volte la medicina è peggio della malattia!!!
PANORMUS January 23rd, 2007, 05:11 PM Il problema sai qual'è topo? che le fondamenta della tangenziale sopraelevata sono già fatte, ci sono una marea di piloni costati non so quanti miliardi e di diametro impressionante, io preferirei che la finissero come previsto.
Giacomo January 23rd, 2007, 05:55 PM Il problema sai qual'è topo? che le fondamenta della tangenziale sopraelevata sono già fatte, ci sono una marea di piloni costati non so quanti miliardi e di diametro impressionante, io preferirei che la finissero come previsto.
I fondi che erano stati destinati da Agensud per la sopraelevata, sono li stanno utilizzando per creari i vari sottopassi, il progetto sopraelevata è stato definitivamente bocciato e i soldi ad esso destinati non esistono più. Scordatela.
PANORMUS January 24th, 2007, 07:26 AM sigh sigh!! ho fatto bene a trasferirmi ad Isola delle Femmine..... :-)
PANORMUS January 25th, 2007, 07:26 AM a proposito di Isola delle Femmine hanno appena finito di fare un opera di urbanizzazione piuttosto consistente allo svincolo dell'austrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, appena posso metto le foto...
meolag January 25th, 2007, 09:03 AM sono daccordo con te Giacomo, meolag ho l'impressione che tu sia un pò disfattista, niente di personale :-)
Direi realista.
PANORMUS January 25th, 2007, 11:20 AM allora per dimostrarmelo cerca di essere costruttivo ed aggiornare anche tu la sezione di Palermo del sito magari con novità
grazie
saluti
PANORMUS January 25th, 2007, 11:28 AM Il progetto dell'Acquario di Palermo, progettato dallo stesso studio statunitense di quello di Genova, dovrebbe partire nel 2008.
http://img228.imageshack.us/img228/7350/palermo0010im.jpg (http://imageshack.us)
The Palermo Aquarium will be set on a promontory just outside the center of Palermo, Sicily. It is conceived as part of a natural park with the aquarium situated beneath a naturally landscaped area to preserve unobstructed views of the sea. This effort is part of Palermo’s plan to transform underdeveloped coastal property in to public accessible parkland and recreational space. The exhibit design concept focuses on Mediterranean underwater habitats and the visitor path includes sea vistas and access to a terraced walkway along the northern edge of the promontory.
Opening planned for 2008.
PANORMUS January 25th, 2007, 11:58 AM ECCO UN ALTRA FOTO DELLA CAMPAGNA PUBBLICITARIA
http://img261.imageshack.us/img261/7100/558wk.jpg (http://imageshack.us)
PANORMUS January 25th, 2007, 12:01 PM E' QUI UNO SCORCIO (PICCOLO SKYLINE)
http://img218.imageshack.us/img218/24/464sd.jpg (http://imageshack.us)
Giacomo January 25th, 2007, 12:16 PM Palermo....l'hai fatta tu la foto? Che ci facevi all'ARS?
PANORMUS January 25th, 2007, 12:19 PM no veramente l'ho presa in prestito........ ;-)
topoestivo January 25th, 2007, 12:26 PM Palermo, sei in piena campagna elettorale? Ti stai candidando? :lol:
Lascia i tuoi concittadini scegliere liberamente!!
Giacomo January 25th, 2007, 12:32 PM Palermo, sei in piena campagna elettorale? Ti stai candidando? :lol:
Lascia i tuoi concittadini scegliere liberamente!!
Avevo pensato la stessa cosa!:)
Palermo non è che per caso fai Miccichè di Cognome?? Quella foto sembra proprio scattata dall'ufficio di Presidenza!!:) :)
PANORMUS January 25th, 2007, 12:33 PM non sto facendo campagna elettorale, anzi l'attuale sindaco neanche mi piace tanto, anche se devo ammettere che non ha lavorato affatto male, ma le mie idee politiche vanno in tutt'altra direzione ;-)
Giacomo January 25th, 2007, 12:35 PM Confermo....non ha lavorato male. Non approfondisco, per non buttare il discorso in politica. Ma in molte cose è stato cinico, efficace e poco appariscente.
PANORMUS January 25th, 2007, 12:51 PM Certo che i tempi di Orlando che lavorava benissimo con il sindaco di Monreale e di Terrasini sono tempi trascorsi, chi non rimpiange i tempi della rinascita culturale di Palermo, anche se oggi la nostra città è avanzata anni luce da allora.
PANORMUS January 25th, 2007, 12:53 PM Avevo pensato la stessa cosa!:)
Palermo non è che per caso fai Miccichè di Cognome?? Quella foto sembra proprio scattata dall'ufficio di Presidenza!!:) :)
quella foto l'ho scattata dal mio ufficio! :lol:
meolag January 25th, 2007, 02:02 PM allora per dimostrarmelo cerca di essere costruttivo ed aggiornare anche tu la sezione di Palermo del sito magari con novità
grazie
saluti
Scusa, che vuol dire essere costruttivo?
Che vuola dire dare aggiornamenti e novita'?
Le uniche cose che vedo sono: cartelli rossi con scritte una serie di sciocchezze, opere sempre pronte a partire che non partono, altre partite e bloccate (indifferentemente dal motivo), per esempio lo svincolo Brancaccio e il parco d'Orleans.
Inoltre vedo: continuamente si parla del sottopasso Leonardo da Vinci (in altre citta' l'apertura di un sottopasso due anni fa' sarebbe gia' stata scordata), si parla dei giardinetti che ogni giorno il nostro sindaco inaugura', si mostrano foto di opere che esistono solo nella fantasia.
Palermo negli ultimi dieci anni ha fatto passi avanti, senza ombra di dubbio, ma non possiamo parlarne come di una citta' europea.
Ho lavorato a Milano, e i miei colleghi che hanno visitato la nostra citta', mi dicono si' che e' bella, ma poi anche che e' sporca, non ci sono servizi ecc.
La realta' e' che Palermo ha bisogno di interventi seri, piu' radicali e he attirino sia turisti (Palermo nella borsa del turismo e' solo al 26* posto, Catania, onestamente con molte meno attrative, gia' 29*, boh!), sia imprese (aeroporto, porto, ferrovia piu' funzionali).
Ho letto sul Giornale di Sicilia che molte compagnie aeree scolgono Catania per i voli charter anche per andare a Cefalu', perche' l'aeroporto di Palermo e' troppo lontano dalla citta'. Ma che sciocchezza e' mai questa!!, Malpensa da Milano dista piu' di un'ora in condizioni di traffico normale (fatta questa autostrada diverse volte e ho sempre trovato un caos) ma nessuna compagnia dirotta i voli su Linate.
La realta' e' che molte opere che sono state realizzate o che lo saranno (si spera) tra qualche anno, sono gia' vecchie perche' progettate decenni fa', proprio come l'aerostazione.
Comunque Io amo moltissimo la mia citta' (lavoro a Catania e pur di non trasferirmi faccio il pendolare ogni giorno) e mi viene la rabbia a vedere tutto cio' che non viene fatto.
Credimi sono un sostenitore di tutto cio' che porta sviluppo e migliora la qualita' della nostra vita (Centri Commerciali, termovalorizzatori ecc.).
Qualche anno fa' (Orlando ancora sindaco) sono stato all'ufficio dell'URP e ho seganalato che la presenza dei bidoni dei rifiuti sotto la statua di Carlo V a piazza Bologni non era opportuna (era Agosto e la piazza era piena di turisti), secondo te cosa hanno fatto? Niente i bidoni c'erano sempre
Sul sito del comune c'e' il link sempre dell'URP (una risposta per tutti, che fesseria) ho segnalato diverse volte la presenza di cumuli di rifiuti sulle bretelle dell'autostrada sia lato monte che lato mare (anche carcasse di camion di uno scasciacarrozze in zona), e' considerando che quella e' una delle porte di Palermo..., secondo che cosa hanno fatto? Niente i cumuli ci sono ancora oggi (faccio quella strada ogni giorno).
Ho lavorato in un'aziende che a Palermo ha chiuso (motivo: il Comune gli faceva pagare l'acqua, materia prima per questa fabbrica, come residenziale e non come industriale, circa il triplo). Ho visto altre aziende chiudere, o trasferite dove, a Catania!!! Ma non e' sempre in Sicilia, cosa da' Catania che non da' Palermo.
Se vuoi partire in aereo o in pulman per un paese estero, devi andare a Catania. Se vuoi vedere un centro commerciale devi andare a Catania, se vuoi lavorare, devi andare a Catania. Insomma, come posso essere contento.
Ai miglioramenti che ho visto negli ultimi anni, comincio a notare una flessione, un disinteresse verso la nostra citta'.
Proviamo a parlarne seriamente. Cerchiamo di capire cosa sta' succedendo.
Comunque hai ragione bisogna essere fiduciosi.
Giacomo January 25th, 2007, 02:21 PM Certo che i tempi di Orlando che lavorava benissimo con il sindaco di Monreale e di Terrasini sono tempi trascorsi, chi non rimpiange i tempi della rinascita culturale di Palermo, anche se oggi la nostra città è avanzata anni luce da allora.
Io personalmente non rimpiango i tempi delle assunzioni di 7.200 LSU nullafacenti e succhiasoldi....ma chiudo quà. Ritorniamo a parlare della nostra città!
meolag January 25th, 2007, 02:32 PM Io personalmente non rimpiango i tempi delle assunzioni di 7.200 LSU nullafacenti e succhiasoldi....ma chiudo quà. Ritorniamo a parlare della nostra città!
Anche questo fa parte della nostra citta'. Tutti questi LSU che non fanno un c...o, sotraggono fondi che potrebbero essere utili per realizzare altre cose.
Giacomo January 25th, 2007, 02:39 PM Meolag.....su alcune cose non mi trovi d'accordo, su altre si.
Sul problema rifiuti hai ragione, ma passiamoci la mano sulla coscienza e non diamo sempre la colpa agli amministratori, la gente spesso è incivile.
Sul fatto di dover andare a prendere l'aereo a Catania per voli internazionali, non mi trovi d'accordo. Catania ha più passeggeri, vista la sua migliore posizione all'interno dell'isola, ma non non vedo quali siano tutte queste destinazioni internazionali che ci sono a Catania e non ci sonbo a Palermo. Riprove ne è il fatto che mentre per traffico nazionale Catania ha un m,ilione di pax in più di palermo, nel traffico internazionale i due aeroporti sono essenzialmente equivalenti.....entrambi (aggiungo io) con traffici internazionali ridicoli se paragonati ad altri aeroporti di equivalenti città italiane.
Sulle industrie che si spostano a Catania.....non puoi farci nulla, Catania ha una vocazione industriale nemmeno paragonabile a quella di Palermo. Grazie anche alla Piana di Catania che circonda la città e che ha dato la possibilità ad industrie, centri commerciali di insediarsi li, o nei paesi limitrofi senza troppi vincoli di Piani regolatori, vincoli ambientali e quant'altro.
Sulle possibilità di lavoro.....non mi pare che Catania abbia in percentuale tutto questo vantaggio su Palermo riguardo l'occupazione. Semplicemente a Catania puoi trovare maggiori possibilità nel settore industriale-commerciale, a Palermo puoi trovare maggiori possibilità in pubbliche amministrazioni e cose del genere.
Sai quanta gente di Catania viene a lavorare ogni giorno A Palermo? Magari alla Regione Sicilia....?
Il problema semmai è sempre lo stesso....in Sicilia...tutta tranne forse Taormina....non ci siamo ancora resi conto che potremmo campare di solo turismo.
meolag January 25th, 2007, 03:01 PM Meolag.....su alcune cose non mi trovi d'accordo, su altre si.
Sul problema rifiuti hai ragione, ma passiamoci la mano sulla coscienza e non diamo sempre la colpa agli amministratori, la gente spesso è incivile.
Sul fatto di dover andare a prendere l'aereo a Catania per voli internazionali, non mi trovi d'accordo. Catania ha più passeggeri, vista la sua migliore posizione all'interno dell'isola, ma non non vedo quali siano tutte queste destinazioni internazionali che ci sono a Catania e non ci sonbo a Palermo. Riprove ne è il fatto che mentre per traffico nazionale Catania ha un m,ilione di pax in più di palermo, nel traffico internazionale i due aeroporti sono essenzialmente equivalenti.....entrambi (aggiungo io) con traffici internazionali ridicoli se paragonati ad altri aeroporti di equivalenti città italiane.
Sulle industrie che si spostano a Catania.....non puoi farci nulla, Catania ha una vocazione industriale nemmeno paragonabile a quella di Palermo. Grazie anche alla Piana di Catania che circonda la città e che ha dato la possibilità ad industrie, centri commerciali di insediarsi li, o nei paesi limitrofi senza troppi vincoli di Piani regolatori, vincoli ambientali e quant'altro.
Sulle possibilità di lavoro.....non mi pare che Catania abbia in percentuale tutto questo vantaggio su Palermo riguardo l'occupazione. Semplicemente a Catania puoi trovare maggiori possibilità nel settore industriale-commerciale, a Palermo puoi trovare maggiori possibilità in pubbliche amministrazioni e cose del genere.
Sai quanta gente di Catania viene a lavorare ogni giorno A Palermo? Magari alla Regione Sicilia....?
Il problema semmai è sempre lo stesso....in Sicilia...tutta tranne forse Taormina....non ci siamo ancora resi conto che potremmo campare di solo turismo.
Sicuramente, i cittadini ci mettono di loro, ma e' anche vero che Palermo e' sporca (per tre giorni la carcassa di un gatto ha fatto mostra di se' sul marciapiede vicino alla fermata SAIS di via Oreto).
E' vero, i dati occupazionali delle due citta' sono simili, ma Palermo ha il doppio di abitanti, in percentuale sono quindi minori. D'altronde non mi soddisfa una citta' la cui principale possibilita' di lavoro e' la pubblica amministrazione (la seconda citta' dopo Roma). Bisogna invogliare le industrie a venire a Palermo, lo spazio c'e', e quelle poche che ci sono, si deve fare di tutto per farle rimanere (vedi il caso dei Cantieri).
Non invogliare il turismo e' veramente un delitto. Le possibilta' sono veramente enormi, ma la PA sembra non accorgersene. L'anno scorso a Piazza Indipendenza, il 25 Aprile, i turisti gridavano peste e corna (ero presente) perche' la Cappella Palatina era chiusa (vergogna). Non esistono seri punti informazione e in queli che ci sono spesso mancano operatori multilingua.
Comunque i dati del traffico aereo sono sconfortati rispetto a piu' di 5 milioni di passeggeri all'aeroporto di Catania, il nostro registra poco meno di 4 milioni (e pur vero che il nostro ha registrato una crescita nettamente piu' alta,11% contro il 4%). E anche vero che Fontanarossa ha maggiori collegamenti internazionali (non necessariamente piu' destinazioni, ma piu' voli verso la stessa citta').
In ogni caso, sono orgoglioso della mia citta' oltre ogni dire.
Giacomo January 25th, 2007, 03:23 PM Sicuramente, i cittadini ci mettono di loro, ma e' anche vero che Palermo e' sporca (per tre giorni la carcassa di un gatto ha fatto mostra di se' sul marciapiede vicino alla fermata SAIS di via Oreto).
E' vero, i dati occupazionali delle due citta' sono simili, ma Palermo ha il doppio di abitanti, in percentuale sono quindi minori. D'altronde non mi soddisfa una citta' la cui principale possibilita' di lavoro e' la pubblica amministrazione (la seconda citta' dopo Roma). Bisogna invogliare le industrie a venire a Palermo, lo spazio c'e', e quelle poche che ci sono, si deve fare di tutto per farle rimanere (vedi il caso dei Cantieri).
Non invogliare il turismo e' veramente un delitto. Le possibilta' sono veramente enormi, ma la PA sembra non accorgersene. L'anno scorso a Piazza Indipendenza, il 25 Aprile, i turisti gridavano peste e corna (ero presente) perche' la Cappella Palatina era chiusa (vergogna). Non esistono seri punti informazione e in queli che ci sono spesso mancano operatori multilingua.
Comunque i dati del traffico aereo sono sconfortati rispetto a piu' di 5 milioni di passeggeri all'aeroporto di Catania, il nostro registra poco meno di 4 milioni (e pur vero che il nostro ha registrato una crescita nettamente piu' alta,11% contro il 4%). E anche vero che Fontanarossa ha maggiori collegamenti internazionali (non necessariamente piu' destinazioni, ma piu' voli verso la stessa citta').
In ogni caso, sono orgoglioso della mia citta' oltre ogni dire.
Mah...cavolo però, capisco che gli stranieri si incavolino, però se la Cappella Palatina è in restauro....non vedo cosa si possa fare. Anzi ben venga il restauro, 2 anni di chiusura ok....ma ci voleva. Anche a me è capitato da turista di non poter visitare qualcosa perchè in fase di ristrutturazione....
Sull'aeroporto, Punta Raisi ha fatto oltre 4.200.000, non meno di 4 milioni. Non mi sembra un brutto dato, considerando che l'aeroporto di Palermo serve esclusivamente la provincia di Palermo (forse nemmeno tutta, come tu stesso hai fatto notare) e quella di Trapani, per i voli non coperti da Birgi (ti ricordo che da Trapani si vola ormai su Roma, Milano, Torino, Pisa, Bari, Venezia ecc...oltre a Barcellona ed Edinburgo....mentre Fontanarossa Fontanarossa praticamente serve tutto il resto della Sicilia....!
meolag January 25th, 2007, 04:33 PM Mah...cavolo però, capisco che gli stranieri si incavolino, però se la Cappella Palatina è in restauro....non vedo cosa si possa fare. Anzi ben venga il restauro, 2 anni di chiusura ok....ma ci voleva. Anche a me è capitato da turista di non poter visitare qualcosa perchè in fase di ristrutturazione....
Sull'aeroporto, Punta Raisi ha fatto oltre 4.200.000, non meno di 4 milioni. Non mi sembra un brutto dato, considerando che l'aeroporto di Palermo serve esclusivamente la provincia di Palermo (forse nemmeno tutta, come tu stesso hai fatto notare) e quella di Trapani, per i voli non coperti da Birgi (ti ricordo che da Trapani si vola ormai su Roma, Milano, Torino, Pisa, Bari, Venezia ecc...oltre a Barcellona ed Edinburgo....mentre Fontanarossa Fontanarossa praticamente serve tutto il resto della Sicilia....!
Si in effetti hai ragione 4.280.000, contro i 5.320.000 di Catania.
PANORMUS January 25th, 2007, 04:38 PM Ci sono una marea di Catanesi che lavorano a Palermo, molti di più ti garantisco di Palermitani che lavorano a Catania, riguardo i voli internazionali ti sbagli controlla i dati su assotrasporti e poi ne riparliamo, questo non è unforum di confronti ma di dati e novità, riguardo il lavoro Catania ha un tasso di disoccupazione maggiore rispetto a quello di Palermo. I dati occupazionali sono in proporzione agli abitanti, altro dato errato. Ad appena 100 km c'è l'aeroporto di Birgi che serve il trapanese e parte dell'agrigentino con collegamenti aerei stabili con le principali destinazioni nazionali, rispensa a quello che hai scritto.
PANORMUS January 25th, 2007, 04:47 PM Si in effetti hai ragione 4.280.000, contro i 5.320.000 di Catania.
ecco infatti
meolag January 25th, 2007, 04:59 PM ecco infatti
Ok, scusatemi. Allora va tutto bene.
Giacomo January 25th, 2007, 05:22 PM Ok, scusatemi. Allora va tutto bene.
No non va tutto bene...ma da come la poni tu sembra che si vive meglio o peggio a seconda se ci siano più pax nell'aeroporto di città. Io sinceramente non ho mai avuto bisogno di andare a prendere l'aereo da Catania, se non per dirottamenti da scirocco, da PMO ho tutte le maggiori destinazioni europee con voli di linea, tante altre, compresa la Russia posso raggiungerle con voli charter, per Tunisi ho il volo di linea ho persino il volo diretto per New York. A trapani meno di un'ora da punta raisi ryanair sta cominciando a mettere voli low cost. Per me che Punta Raisi faccia 4.280 pax o 5 milioni non cambia molto. Allora metti che domani facciano un aeroporto a Messina.....fontanarossa perde un buon 30% di traffico....che fà? Non va più bene fontanarossa?
contrappunto January 25th, 2007, 07:43 PM Ragà dai finiamola con gli OT. Cerchiamo di essere più coerenti e soprattuto cerchiamo di inserire dei bei progetti su palermo. Neanche a me piacciono le foto della campagna elettorale si potevano evitare benissimo ma ormai ci sono!
Io per il momento non sto a palermo e quindi vorrei chiedervi una cosa.
A che punto sono i lavori per quanto riguarda i trasporti.
Avete la possibilità di fotografare i cantieri per la costruzione del tram.(sempre se sono mai iniziati).
PANORMUS January 25th, 2007, 08:05 PM sono partiti i lavori per la linea 1 del tram.
PANORMUS January 25th, 2007, 08:06 PM contrappunto scusami se mi arrabbio un pò ma cerco di tenere vivo il forum di Palermo, ho inserito i cartelli pubblicitari per trarre nuovi spunti di discussione e cercare di chiaccherare un pò, se vai nei 3d delle altre città stai tranquillo che ne trovi di cazzate a mai finire.
scusate ma non volevo dare fastidio a nessuno, e comunque se qualcuno ha qualcosa da lamentare lo faccia con Cammarata e non con me...... oppure va da Cammarata sport e si compra qualcosa di nuovo, per adesso ci sono anche i saldi...... :-) :-)
Giacomo January 25th, 2007, 08:07 PM No Contrappunto, i lavori per il momento si svolgono presso uno spazio recintato nella zona di Sant'Erasmo. Non si può fotograrare.
PANORMUS January 25th, 2007, 08:08 PM Ok, scusatemi. Allora va tutto bene.
non credo di avere mai detto questo, si dice che tutto il mondo è paese ed in parte è vero il vecchio detto!!
PANORMUS January 25th, 2007, 08:08 PM però giacomo si potrebbe vedere di fotografare da un palazzo attiguo, c'è qualche palazzo pubblico nelle vicinanze?
PANORMUS January 25th, 2007, 08:14 PM No non va tutto bene...ma da come la poni tu sembra che si vive meglio o peggio a seconda se ci siano più pax nell'aeroporto di città. Io sinceramente non ho mai avuto bisogno di andare a prendere l'aereo da Catania, se non per dirottamenti da scirocco, da PMO ho tutte le maggiori destinazioni europee con voli di linea, tante altre, compresa la Russia posso raggiungerle con voli charter, per Tunisi ho il volo di linea ho persino il volo diretto per New York. A trapani meno di un'ora da punta raisi ryanair sta cominciando a mettere voli low cost. Per me che Punta Raisi faccia 4.280 pax o 5 milioni non cambia molto. Allora metti che domani facciano un aeroporto a Messina.....fontanarossa perde un buon 30% di traffico....che fà? Non va più bene fontanarossa?
l'aeroporto a Messina ridurrebbe di più del 30 % il flusso di passeggeri di fontanarossa, in quanto tutto il messinese e sud calabria partirebbe da Messina, se poi facessero un aeroporto nelle isole eolie molti passeggeri atterrerebbero lì, inoltre ricordo che i passeggeri diretti alle isole egadi volano su Trapani, ma abbiamo dimenticato di dire che chi va a pantelleria ed a lampedusa vola direttamente lì, quindi tutto il bacino di utenza diretto alla isole della sicilia occidentale non passa per Palermo, a meno che non venga in nave, per le isole eolie non vola quasi più nessuno su catania, in quanto da palermo c'è il collegamento veloce con usticalines per le isole lipari.
Giacomo January 25th, 2007, 10:29 PM però giacomo si potrebbe vedere di fotografare da un palazzo attiguo, c'è qualche palazzo pubblico nelle vicinanze?
A trovarlo si....
topoestivo January 26th, 2007, 12:47 AM l'aeroporto a Messina ridurrebbe di più del 30 % il flusso di passeggeri di fontanarossa, in quanto tutto il messinese e sud calabria partirebbe da Messina, se poi facessero un aeroporto nelle isole eolie molti passeggeri atterrerebbero lì, inoltre ricordo che i passeggeri diretti alle isole egadi volano su Trapani, ma abbiamo dimenticato di dire che chi va a pantelleria ed a lampedusa vola direttamente lì, quindi tutto il bacino di utenza diretto alla isole della sicilia occidentale non passa per Palermo, a meno che non venga in nave, per le isole eolie non vola quasi più nessuno su catania, in quanto da palermo c'è il collegamento veloce con usticalines per le isole lipari.
A parte che la vicinanza di Reggio Calabria richiederebbe una rimodulazione delle rotte aeree da parte dell'ENAC tale da rendere quasi impossibile dal punto di vista l'apertura di un aeroporto a Messina, le Eolie invece in inverno sarebbero quasi completamente isolate dalla "terraferma" (:D chiamo così la nostra isola Sicilia)... non mi risulta che "non vola + nessuno a Catania" (ti piacissi, vero Palermo ;) fontanarossa vuoto :D), anche perchè da Milazzo e Patti le navi e gli aliscafi in estate viaggiano pieni pieni come carri bestiame.
Visto che si è in piena campagna elettorale, fate al sottoscritto, Catanese D.O.P., un resoconto di 5 anni di gestione Cammarata, dal punto di vista di:
1) vivibilità
2) viabilità
3) servizi alle aziende
4) servizi ai cittadini
5) opportunità di lavoro
6) riduzione del disagio delle periferie
7) cultura e edilizia scolastica
vi chiedo quindi di elencarmi i 7 peccati capitali, o le 7 meraviglie di 5 anni del post-Orlando.
PANORMUS January 26th, 2007, 07:24 AM ma scherzi, credi che mi piacerebbe che l'aeroporto di catania non avesse passeggeri, nemmeno l'ho pensato non sono così meschino, in una discussione un po fervida ho detto che non vola su catania chi deve andare solo alle isole eolie, in quanto è parecchio scomodo, dovrebbero affittare un auto necessariamente oppure affidarsi as un agenzia di pulmann, invece volando su palermo, basta prendere il trinacria express arrivare al porto ed imbarcarsi con le navi veloci per le isole lipari, sicuramente è più comodo ed anche meno dispendioso, infatti le suddette navi veloci ed aliscafi sono attive anche d'inverno, che le navi da milazzo e patti partano piene lo so, moltissimi vanno con i propri mezzi sin li, l'aeroporto di reggio calabria è praticamente inutile, e comunque devi darmi ragione nel dire che palermo si divide con altri 3 aeroporti (trapani, pantelleria e lampedusa) ed ha un traffico di tutto rispetto, considera anche che la sicilia orientale è molto più grande di quella occidentale ed inoltre palermo ha un porto attivissimo con collegamente navali stabili per napoli (addirittura due corse al giorne snav e tirrenia) civitavecchia, cagliari, tunisi, livorno, genova, valencia non me ne ricordo più.
Per i resoconti più tardi cerco di mettere giù qualche dato. tu invece dacci quelli relativi al post bianco. a dopo cugino catanese ;-)
Giacomo January 26th, 2007, 10:07 AM Palermo ti sbagli. Per andare alle Eolie i turisti atterrano a Catania. Perchè si c'è il collegamente dal porto di Palermo alle Eolie.....ma il porto di Palermo non si trova proprio attaccato all'aeroporto. Topoestivo.....non ho mica scritto che si debba, che si possa o che verrà creato un aeroporto a Messina, ho semplicemente detto che "SE" ci fosse un aeroporto diciamo a Milazzo......quindi già ad una distanza superiore da Fontanarossa, rispetto a quella che Birgi ha da Punta Raisi, i pax di Catania calerebbero di molto. Detto questo.....a quale pro? Nessuno! Semplicemente facevo notare a Melalog che valutare l'efficienza di una città dal numero di PAX che fa l'aeroporto cittadino non ha senso, perchè questi vengono determinati anche da fattori esterni. Nel caso di Catania, assenza di altri aeroporti da Messina, a Siracusa ad Agrigento......ovvero il 70% degli abitanti della Sicilia.
Il resoconto della gestione Cammarata?......beh appena avrò un pò di tempo cercherò di elencare sia i 7 peccati capitali che le 7 meraviglie!
meolag January 26th, 2007, 11:01 AM A parte che la vicinanza di Reggio Calabria richiederebbe una rimodulazione delle rotte aeree da parte dell'ENAC tale da rendere quasi impossibile dal punto di vista l'apertura di un aeroporto a Messina, le Eolie invece in inverno sarebbero quasi completamente isolate dalla "terraferma" (:D chiamo così la nostra isola Sicilia)... non mi risulta che "non vola + nessuno a Catania" (ti piacissi, vero Palermo ;) fontanarossa vuoto :D), anche perchè da Milazzo e Patti le navi e gli aliscafi in estate viaggiano pieni pieni come carri bestiame.
Visto che si è in piena campagna elettorale, fate al sottoscritto, Catanese D.O.P., un resoconto di 5 anni di gestione Cammarata, dal punto di vista di:
1) vivibilità
2) viabilità
3) servizi alle aziende
4) servizi ai cittadini
5) opportunità di lavoro
6) riduzione del disagio delle periferie
7) cultura e edilizia scolastica
vi chiedo quindi di elencarmi i 7 peccati capitali, o le 7 meraviglie di 5 anni del post-Orlando.
Cerchero' di risponderti ad alcune dell tue domande.
1) Vivibilita': negli ultimi anni Palermo e' passata dall'ultimo posto delle citta' italiane (104*) al 99*, quindi almeno 5 posizioni le ha guadagnate. E' la citta' siciliana che segnala un incremento positivo nella quantita' di verde per singolo abitante.
2) Viabilita': almeno due grandi opere sono state completate (lo svincolo di Tommaso Natale e il sottopasso di Leonardo da Vinci), un'altra e' stata cantierata (il raddoppio del ponte Corleone). Altre in cantiere sono state (per adesso) bloccate (lo svincolo di Brancaccio). Il cantiere delle linee dei tram sembrano che sia partito (cosi' ho letto), le altre opere ferroviarie sono in fase di progettazione o di appalto (metropolitana leggera, raddoppio del collegamento ferroviario tra aeroporto e stazione centrale), per i tempi di realizzazione si parla di almeno 5 anni.
3) Non so' se ci sono stati miglioramenti. Certo ci sono state diverse aziende (in particolare Hi-Tech) che sono andate via (Alcatel, Nortel, Ericsson). Il contesto del riassetto di queste aziende e' pero' a livello mondiale e Palermo ha pagato in prima persona la giovane eta' dei propri centri. La ST (dove lavoro io) a Palermo non decolla, anzi entro fine anno e' prevista la chiusura. La mia esperienza diretta (lavoravo li') e' sulla Coca Cola che due anni fa' ha chiuso (per vari motivi) per gli eccesi oneri comunali a cui era soggetta, tra cui l'eccessivo costo dell'acqua.
4) A questo punto non so' risponderti bene. Non mi sembra pero' di rilevare particolari miglioramenti. I Vigili Urbani, per esempio, a parte in alcune parti centrali (Via' Liberta') sono assenti, anche la pulizia della citta' lascia molto a desiderare.
5) L'occupazione e' in crescita, i dati istat tra il 2004 e il 2005 segnalano un aumento del 2.9%, Pero' il trend positivo e' solo sul terziario (quindi anche Pubblica Amministrazione), l'industria segnala un -6.6% e l'agricoltura un 0%.
6) Anche qui' non so' bene, c'e sicuramente stato un miglioramento (a parte i giardinetti che vengono continuamente inaugurati), ma, per esempio, i servizi bus sono ancora carenti (tempi di attesa lunghi). In alcune zone (Tommao Natale e Sferracavallo) l'assenza di Vigili Urbani fa si' che regni la totale anarchia.
7) LA crescita culturale procede tra luci ed ombre. L'apertura della nuova Galleria Civica, il restauro dell'Archivio e le prossime aperture della Scuola Nazionale di Cinema e del museo di arte contemporanea sono sicuramente un grande passo avanti. Anche i restauri di molte dimore patrizie e di alcune chiese sono un grande guadagno per la citta'. Di contro alcune grandi istituzioni languono, per esempio la Biblioteca Regionale, capisco che questa non dipende dal comune, ma comunque e' un simbolo della nostra citta'. Anche la cancellazione della manifestazione "Palermo sotto le stelle" (unica manifestazione palermitana trasmessa su rete nazionale) non va certo a nostro vantaggio (addirittura si parlava di Palermo terzo polo nazionale della moda). Leggendo sui giornali, gli intellettuali non sembrano un granche' contenti di come vanno le cose. In ogni caso Palermo paga (come tutte le citta' siciliane) la non visibilta' a livello nazionale e internazionale (di noi si parla solo quando c'e' il morto ammazzato di mafia).
Anche l'edilizia scolastica procede tra luci ed ombre, all'aumento degli asili, non c'e' un aumento degli istituti di scuola media e di istituti superiori. Alcuni di quest'ultimi sono ospitati in strutture fatiscienti.
Questo e' quello che so' (ho sicuramente dimenticato qualcosa). Altri possono darti altre e piu dettagliate informazioni.
Giacomo January 26th, 2007, 11:23 AM Melalog.....concordo su tutto tranne che sulla questione Coca Cola. Quella dell'acqua è una scusa. La Sibeg si è resa conto che poteva provvedere alla produzione che le veniva richiesta con un solo stabilimento anzicchè con 2. Daltronde la "Socib" di reggio le aveva tolto parecchia clientela. A questo punto, con una normalissima scelta aziendale ha scelto di trasferire la produzione di Palermo a Catania, essendo lo stabilimento di catania più grande e la sua posizione più comoda per distribuire i prodotti nel resto della sicilia. Inoltre anche che la sede legale della Sibeg era a Catania.
meolag January 26th, 2007, 11:37 AM Melalog.....concordo su tutto tranne che sulla questione Coca Cola. Quella dell'acqua è una scusa. La Sibeg si è resa conto che poteva provvedere alla produzione che le veniva richiesta con un solo stabilimento anzicchè con 2. Daltronde la "Socib" di reggio le aveva tolto parecchia clientela. A questo punto, con una normalissima scelta aziendale ha scelto di trasferire la produzione di Palermo a Catania, essendo lo stabilimento di catania più grande e la sua posizione più comoda per distribuire i prodotti nel resto della sicilia. Inoltre anche che la sede legale della Sibeg era a Catania.
Si hai ragione, i motivi della sua chiusura, sono stati diversi. Pero' la Pubblica Amministazione non fa' un granche' per incentivare l'industria.
L'unico settore che interessa e' quello del parassitismo comunale (vedi LSU), ovvio giacimento di voti.
Giacomo January 26th, 2007, 11:41 AM Si hai ragione, i motivi della sua chiusura, sono stati diversi. Pero' la Pubblica Amministazione non fa' un granche' per incentivare l'industria.
L'unico settore che interessa e' quello del parassitismo comunale (vedi LSU), ovvio giacimento di voti.
Su questo hai ragione. Però la conformazione del Comune di Palermo non permette l'insediamento di industrie, le quali dovrebbero insediarsi a Carini e Termini Imerese. Quindi il comune non ha molta voce in capitolo. Il problema dei mancati insediamenti industriali in provincia di Palermo dipendono dall'ASI, che a Palermo funziona male, mentre a Catania e Ragusa soprattutto funziona bene.
PANORMUS January 26th, 2007, 12:18 PM si ma dimenticate che Termini Imerese ha delle potenzialità enormi, è una piana immensa con un piano urbanistico esistente, è la più grande area industriale della sicilia ed ha anche un porto al suo interno, il progetto dell'interporto dovrebbe fare crescere le sue potenzialità. Comunque io resto del parere che in generale in sicilia si dovrebbe puntare all'industria del turismo, per me la più fiorente e con meno impatto ambientale.
PANORMUS January 26th, 2007, 12:20 PM la coca-cola di reggio calabria ha tagliato le gambe a catania dando delle mazzate non indifferenti, la sibeg non produce in lattina, e siccome il mercato delle lattine è in continua crescita fate voi due conti.
Giacomo January 26th, 2007, 12:23 PM Non è vero, anche la Sibeg prodice in lattina. Solo che la "Socib" di Reggio riesce ad offrire prezzi migliori. Da quando la Sibeg ha lasciato Palermo, la stragrande meggioranza di prodotti Coca Cola sul territorio palermitano sono griffate Reggio.
PANORMUS January 26th, 2007, 12:25 PM mi spiace insistere ma credo di avere ragione, la sibeg non mi risulta che produca coca-cola in lattine, produce solo in vetro e pet
PANORMUS January 26th, 2007, 12:31 PM Su questo hai ragione. Però la conformazione del Comune di Palermo non permette l'insediamento di industrie, le quali dovrebbero insediarsi a Carini e Termini Imerese. Quindi il comune non ha molta voce in capitolo. Il problema dei mancati insediamenti industriali in provincia di Palermo dipendono dall'ASI, che a Palermo funziona male, mentre a Catania e Ragusa soprattutto funziona bene.
hai pienamente ragione è un problema di consorzio ASI che a ct funziona meglio che a pa, comunque anche il settore industria a ct è molto in crisi, molte aziende stanno vendendo gli stabilimenti per fare nascere centri commerciali o mostri del genere, io resto del parere che andare in libreria o girare per le mille meraviglie che la mia città offre è più che appagante, in fondo i centri commerciali dovrebbero servire solo a fare spesa, ed invece, come avviene dai nostri cugini ctnesi, c'è chi ci passa intere giornate con la frenesia di spendere ed in più mangiando schifezze nei noti fast food:nuts:
meolag January 26th, 2007, 01:31 PM La crisi dell'industria in Sicilia (e a Palermo in particolare) e' comunque legata alla cattiva gestione sia da parte dell'ASI, sia da parte delle amministrazioni (Comune, Provincia, Regione), che non fanno niente per favorie ne l'insediamento (e' piu' vantaggioso favorire il parassitismo pubblico ovvio serbatoio di voti).
PALERMO hai ragione sul turismo, e' indubbiamente un grande risorsa, che non viene sfruttata. Ma da solo ho dubbi che possa garantire un suffieciente numero di posti di lavoro.
Il problema che non serve parlare di grandi opere pubbliche se poi non c'e' sviluppo economico.
P.S. LA SIBEG non produce lattine ma solo PET e VETRO (ho lavorato li' per due anni)
Giacomo January 26th, 2007, 03:03 PM Evidentemente mi sbagliavo....pensavo che producesse anche lattine. Scusate ma "Pet" che sarebbe? le bottiglie in plastica?
PANORMUS January 26th, 2007, 03:29 PM Il PET - POLIETILENE è una plastica, in poche parole :-)
trainspotting January 26th, 2007, 03:53 PM Marunn, ma quanti messagg'
Comunque Risponderò:
Ho sentito che qualcuno ha proposto un quarto aeroporto, a Messina. E' un utopia, perchè già l'aeroporto di Messina, o meglio "Dello Stretto" esiste già, tant'è vero che i Messinesi partono con le autolinee Federico per recarsi all'aeroporto gestito da SOGAS (http://www.sogas.it) . Certo, quando decideranno di fare il Ponte queste corse aumenteranno da e verso l'aeroporto Tito Minniti di Messina/Reggio.
Poi, i collegamenti con la terraferma (Gioia Tauro, Tropea, Milazzo, Messina, Reggio Calabria) e le isole eolie vengono da se.
Il progetto della tangenziale di palermo "Noi andiamo avanti per la tangenziale" lo avevo già scaricato e salvato sul mio pc (io salvo tutto sulle infrastrutture importanti) in formato pdf l'anno scorso, ma ancora siamo allo studio di fattibilità per quello, se mai si farà.
Possiamo solo contare su l'arteria esistente, dannatamente affollata perchè ormai ha raggiunto la saturazione conclamata. In poche parole basta un piccolo intoppo, un incidente, o i lavori di operai che potano l'erba (pensa te, invece di lavorare sulle opere pubbliche si limitano a potare la terra su il separatore di carreggiate sulla tangenziale, tanto per guadagnarsi da vivere) per creare una serie di code paragonabili a quelle della Salerno-Reggio Calabria, anche se il tracciato è lungo solo 10 km.
Purtroppo c'è sempre lo zampino deli pseudo-ambientalisti che bloccano tutto per le loro manie di bellezza paesaggistica, senza stupidamente contare l'inquinamento dell'aria provocato dalle code e dal traffico. Il paesaggio ha solo un'importanza ecologica secondaria, perchè quella ecologica primaria è quella di prevenire il cancro ai polmoni !
Se ci fate caso, curiosamente il Ministro Ferrero, di PRC, ha detto che la TAV Torino-Lione esiste già, ma basta potenziarla quella esistente. I comunisti sulla stessa linea dei Verdi preferirebbero potenziare le tratte esistenti piuttosto che farne nuove. Altro che paese moderno.
Infatti a Palermo sta avvenendo al massimo la riqualificazione ed il potenziamento dell'unica tangenziale (tecnicamente è una tangenziale), per far si che le sue prestazioni siano tipiche di quelle di una moderna tangenziale.
Ma io sono a favore della nuova arteria in variante, come sono a favore del Passante Ferroviario, i Tram, Anello Ferroviario.
Non basta che si ristrutturano i monumenti per l'attrattiva turistica, ma bisogna anche rendere vivibile e percorribile una metropoli ormai da vent'anni incasinata. Solo negli ultimi 4 anni, dal 2002 in poi si ha avuto un miglioramento. Fate pure un resoconto di quanto è stato fatto, con testi e fotografie di affissioni pubbliche (non importa se lo scopo è elettorale o non), e di quanto (moltissimo) resta da fare per far di Palermo una vera capitale del Euro Mediterraneo, insomma una città da serie A. Comprensivamente ciò potrà avvenire minimo fra 5-6 anni, ma solo se vanno a passo spedito. Tuttavia se l'attuale sindaco esce dal palazzo delle Aquile (cosa tra incerta e improbabile, 40% delle probabilità) non sperateci. Lui perde, e noi ...pure, addio speranze (almeno quelle) di guardare avanti nel futuro prossimo. :ohno:
A Napoli esiste già una tangenziale coi fiocchi, e non me ne importa un fico secco se deturpa la città, tanto è altro cemento che si aggiunge allo stesso cemento urbano dei palazzi della città. Al diavolo i fanatici ambientalisti, non quelli veri che curano la salute del pianeta. Loro non credono a nulla a parte tutto, e continuano ad insinuare sulla fattibilità di un ponte che sfida la gravità, la cui società Impregilo firmando il contratto ha ammesso la fattibilità dell'opera. Diffidate dai diffidenti !
PANORMUS January 26th, 2007, 04:05 PM sono daccordo con te trains, spero che parteciperai più attivamente al forum
PANORMUS January 26th, 2007, 04:13 PM La Tangenziale di Napoli è un obbrobbrio, ma vuoi mettere la comodità? esci da porto e già ti ritrovi sulla A1 in direzione ROMA!!
topoestivo January 27th, 2007, 11:18 AM hai pienamente ragione è un problema di consorzio ASI che a ct funziona meglio che a pa, comunque anche il settore industria a ct è molto in crisi, molte aziende stanno vendendo gli stabilimenti per fare nascere centri commerciali o mostri del genere, io resto del parere che andare in libreria o girare per le mille meraviglie che la mia città offre è più che appagante, in fondo i centri commerciali dovrebbero servire solo a fare spesa, ed invece, come avviene dai nostri cugini ctnesi, c'è chi ci passa intere giornate con la frenesia di spendere ed in più mangiando schifezze nei noti fast food
Posso ridere? A Catania non è che mancano librerie... del resto in ogni centro commerciale ve ne sono anche di prestigiose (Feltrinelli e Mondadori, per intenderci) che si aggiungono a quelle in città. Anche a me l'ambiente artificiale dei centri commerciali da fastidio, luoghi con luce innaturale e senza tempo (fateci caso, non ci sono orologi a vista li dentro... devi entrare li e fregartene di tutto, devi CONSUMARE.. cunsumati semu :D) e i fast food che ci sono non sono poi così frequentati.
In quei luoghi-non luoghi del commercio tutto è studiato scientificamente per indurti all'acquisto, anche l'odiosa musichetta in sottofondo: sono tecniche studiate dapprima negli USA e insegnate a tutti i progettisti persino nelle Università. Per la serie che il controllo delle menti è molto ma molto vicino.
Visto che un thread di SkyScraperCity si occupa di Palermo, unica città senza un grosso centro commerciale, in quanto forse ne sentite la mancanza, preparatevi a queste cattedrali del commercio che con le loro offerte incredibili di richiamo (bravi loro, trattano direttamente con le case produttrici i prezzi di lancio) e che forse qualcuno invidia, ma che ammazzeranno alcuni negozietti magari del centro o della periferia.
Per i consorzi ASI, che a Catania non cura le strade e la segnaletica, non cura le fognature, non rifornisce regolarmente di acqua le aziende etc, chiedete ad un imprenditore che opera a Catania cosa lo spinge a resistere a lavorare alla Zona Industriale, dato che a volte vorrebbero scappare...
In città esiste un Mac Donald's in Piazza Stesicoro che dopo il boom della curiosità iniziale ha visto calare i suoi clienti, ve n'è un'altro in Piazza Borsellino, che vive della gente di passaggio e che attende il bus extraurbano in piazza (ma anche li ci sono stati grossi ridimensionamenti, anche di personale).
Vi era anche un Burger King ed uno Spizzico nell'immenso Benetton Store di p.za Università, ma hanno entrambi chiuso per mancanza di clienti.
Avevano poi aperto il fantasmagorico Hard Rock Cafè alla Pescheria, l'unico del sud italia, manco a Taormina ce l'avevano!!!
Ha chiuso per i prezzi esorbitanti, dato che gli unici che lo frequentavano erano alla fine gli americani di Sigonella....
L'unico vero fast food che a Catania resiste è quello dei tanti Kebab ma soprattutto degli "arrusti e mangia" di carne di cavallo, che tra l'altro animano così le notti delle zone popolari di via Plebiscito e della Pescheria.
PANORMUS January 27th, 2007, 11:56 AM oh sono contento topo di sentirti dire questo, finalmente un ctnese ctnese doc.... davvero ha chiuso l'hard rock? mi dispiace anche perchè avevano speso parecchi soldi per quella struttura. Ma adesso che ci hanno aperto? Secondo me Burger King e Spizzico hanno chiuso per altri motivi, anche a Palermo hanno chiuso entrambi, invece qui i mc'donalds continuano a proliferare ed a arricchirsi, figurati che adesso va di moda farci le feste dei figli, io a mio figlio non gliela farò mai una festa lì!! e non ti dico il mcdrive le code che crea di gente in macchina assatanata di hamburger.
riguardo i cibi tipici nelle baracchelle per strada resistono tutti e vanno anche molto bene kebab, stigghiole, panini ca meusa, panini chi panelle e cazzili, musso e carcagnolo, quarumi e frittula!!!!
PANORMUS January 27th, 2007, 12:00 PM devi ammettere anche topo che le offerte dei grossi centri commerciali sono specchietti per allodole, ti fanno offerte sottocosto, se sei fortunato trovi i prodotti e poi con l'occasione compri una serie di minkiate che magari neanche ti servivano, succede se vai da Auchan ed altri
PANORMUS January 27th, 2007, 12:02 PM magari un giorno potremmo organizzare un incontro di tutti i forumer siciliani, potremmo fare a metà strada oppure in una delle nostre città magari in occasione di qualche evento importante, riguardo sant'agata quando si chiudono i festeggiamenti e qual'è il giorno più interessante per assistere agli eventi?
trainspotting January 27th, 2007, 01:24 PM La Tangenziale di Napoli è un obbrobbrio, ma vuoi mettere la comodità? esci da porto e già ti ritrovi sulla A1 in direzione ROMA!!
Non è vero, è una buona infrastruttura, anche se l'unica tangenziale a Napoli.
Eppoi... che mi frega se esteticamente è un obbrobrio o peggio ?
Quel che conta è la sua funzionalità e utilità. E mi pare di avervi detto non solo che sono a favore di una infrastruttura simile a monte di Palermo, ma anche di avervi fatto notare che l'estetica non conta, neppure il paesaggio.
Anche i viadotti della A20 deturpano, ma non significa che non si doveva fare mai. Quella per fortuna esiste non ce la toglie nessuno, neppure i Comunisti, Verdi e Noglobal.
La tangenziale di Napoli inoltre è stata attrezzata con gli apparati Telepass con supporto TPR (TelePass Ricaricabile), attivo anche sulla A3 Napoli-Pompei-Salerno, sulla A1 in prossimità di Caseta Sud, Pomigliano D'Arco A16, sulla A18 ME-CT e sulla modernissima autostrada A20 Messina-Palermo.
Ecco perchè mi sono fatto il TPR, perchè è attivo almeno al Sud.
topoestivo January 27th, 2007, 01:48 PM @Palermo
Appunto, la strategia è quella:
1) fai un "prezzo di richiamo" su un qualche prodotto, che metti sugli scaffali in maniera limitata e che così non sempre trovi
2) la gente gira per l'ipermercato e tra offertucole varie compra minchiate su minchiate (quando vado con un mio amico lui compra cazzate varie, io nulla, li dentro mi guarda e mi dice: "sei un tirchio", paghiamo, torniamo a casa, si conta i soldi nel portafoglio e dice: "ho speso tot € in minchiate che non mi servono", e che ovviamente non servono nemmeno a me ;)) ----> sono tecniche consolidate, che non sbagliano mai! Pensa che ci sono studi appositi sul percorso da far fare ai carrelli nei supermercati: scaffale dopo scaffale decidono cosa mettere in mostra e cosa farti comprare. Che ci crediate o no, quando entriamo li dentro mettono in moto un meccanismo desidero-voglio-compro che non riusciamo a controllare!
3) non so cosa ci sia adesso nel bel locale ristrutturato dell'Hard Rock Cafe, solo che c'hanno speso proprio dei bei soldini, pensa che addirittura erano tutti in regola quelli che ci lavoravano!! Una mosca bianca in città, dovuta al fatto che in parte aveva usufruito delle agevolazioni dell'agenzia Investi a Catania, quando funzionava, ossia quasi 8 anni fa....
PANORMUS January 27th, 2007, 04:02 PM ed il personale che fine ha fatto?? davvero un peccato, di solito gli hard rock non sono frequentatissimi, vivono di solito di gadget, sei sicuro che ha chiuso perchè non vendeva? o ci sono altri motivi.
riguardo la rimpatriata sicula nessun comment?
topoestivo January 27th, 2007, 04:37 PM Ci lavorava un mio amico all' HRC, come barman acrobatico, ma si è licenziato, come altri... gadget? Si, se non costassero una fortuna....
Mi risulta ormai sia chiuso, il motivo preciso non lo so, ma la bassa affluenza era evidente, c'era molta + gente nei locali intorno
Giacomo January 27th, 2007, 04:44 PM Posso ridere? A Catania non è che mancano librerie... del resto in ogni centro commerciale ve ne sono anche di prestigiose (Feltrinelli e Mondadori, per intenderci) che si aggiungono a quelle in città. Anche a me l'ambiente artificiale dei centri commerciali da fastidio, luoghi con luce innaturale e senza tempo (fateci caso, non ci sono orologi a vista li dentro... devi entrare li e fregartene di tutto, devi CONSUMARE.. cunsumati semu :D) e i fast food che ci sono non sono poi così frequentati.
In quei luoghi-non luoghi del commercio tutto è studiato scientificamente per indurti all'acquisto, anche l'odiosa musichetta in sottofondo: sono tecniche studiate dapprima negli USA e insegnate a tutti i progettisti persino nelle Università. Per la serie che il controllo delle menti è molto ma molto vicino.
Visto che un thread di SkyScraperCity si occupa di Palermo, unica città senza un grosso centro commerciale, in quanto forse ne sentite la mancanza, preparatevi a queste cattedrali del commercio che con le loro offerte incredibili di richiamo (bravi loro, trattano direttamente con le case produttrici i prezzi di lancio) e che forse qualcuno invidia, ma che ammazzeranno alcuni negozietti magari del centro o della periferia.
Per i consorzi ASI, che a Catania non cura le strade e la segnaletica, non cura le fognature, non rifornisce regolarmente di acqua le aziende etc, chiedete ad un imprenditore che opera a Catania cosa lo spinge a resistere a lavorare alla Zona Industriale, dato che a volte vorrebbero scappare...
In città esiste un Mac Donald's in Piazza Stesicoro che dopo il boom della curiosità iniziale ha visto calare i suoi clienti, ve n'è un'altro in Piazza Borsellino, che vive della gente di passaggio e che attende il bus extraurbano in piazza (ma anche li ci sono stati grossi ridimensionamenti, anche di personale).
Vi era anche un Burger King ed uno Spizzico nell'immenso Benetton Store di p.za Università, ma hanno entrambi chiuso per mancanza di clienti.
Avevano poi aperto il fantasmagorico Hard Rock Cafè alla Pescheria, l'unico del sud italia, manco a Taormina ce l'avevano!!!
Ha chiuso per i prezzi esorbitanti, dato che gli unici che lo frequentavano erano alla fine gli americani di Sigonella....
L'unico vero fast food che a Catania resiste è quello dei tanti Kebab ma soprattutto degli "arrusti e mangia" di carne di cavallo, che tra l'altro animano così le notti delle zone popolari di via Plebiscito e della Pescheria.
Topo....non sono così sicuro che Spizzico a Catania abbia chiuso per mancanza di clienti. Anche a Palermo ha chiuso anche se andava bene. Penso siano state scelte aziendali. E anche a Catania vedevo sempre parecchia gente dentro Spizzico. A Catania cosa è diventato?
Cmq il fatto che a Palermo e Catania queste catene straniere non attecchiscano più di tanto (anche se al McDonalds a palermo va una bomba) non è che mi rattristi così tanto.
Per quanto riguarda l'ASI, sinceramente non so molto, ma alcuni amici miei che hanno piccole fabbriche mi dicevano che avevano avuto brutte esperienze con l'ASI di Palermo, mentre l'ASI di Catania funzionava meglio, ancora meglio quella di Ragusa. Però non so dirti cosa realmente intendesse lui.
Nicux January 27th, 2007, 04:46 PM ^^
Ma Spizzico non è l'unica di italiana? Qui a Padova abbiamo tre Mc Donalds frequentatissimi e anche qua uno dei due spizzico chiuse. Forse concorrenza?
PANORMUS January 28th, 2007, 09:07 AM non so qui a Palermo Spizzico andava bene ma ha chiuso lo stesso, c'è da dire che a Palermo i pezzi di pizza li trovi tutto il giorno nei mille bar, panifici ect... può darsi che è per questo motivo. Mentre Mc'Donalds qui vanno benissimo, hanno intenzione di aprire 10 negozi in totale fra Palermo e provincia
PANORMUS January 28th, 2007, 09:11 AM Ci lavorava un mio amico all' HRC, come barman acrobatico, ma si è licenziato, come altri... gadget? Si, se non costassero una fortuna....
Mi risulta ormai sia chiuso, il motivo preciso non lo so, ma la bassa affluenza era evidente, c'era molta + gente nei locali intorno
beh la pescheria è piena di localini serali e notturni
topoestivo January 28th, 2007, 02:30 PM Non so bene in base a cosa si senta forte delle sue affermazioni, ma l'EuroDeputato-Presidente della Provincia di Catania- Leader dell'MPA Raffaele Lombardo ha oggi dichiarato alla Rai regionale di non riconoscersi in Cammarata come candidato al comune di Palermo, e di pensare ad un proprio candidato.
Non so quanto conti questo arrogante politico a Palermo, ma se ha anche solo la metà del potere, pardon consenso, che ha qui a Catania, per Cammarata si sta creando un serio problema, difficilmente risolvibile con cartelloni.
Giacomo January 28th, 2007, 04:19 PM Non so bene in base a cosa si senta forte delle sue affermazioni, ma l'EuroDeputato-Presidente della Provincia di Catania- Leader dell'MPA Raffaele Lombardo ha oggi dichiarato alla Rai regionale di non riconoscersi in Cammarata come candidato al comune di Palermo, e di pensare ad un proprio candidato.
Non so quanto conti questo arrogante politico a Palermo, ma se ha anche solo la metà del potere, pardon consenso, che ha qui a Catania, per Cammarata si sta creando un serio problema, difficilmente risolvibile con cartelloni.
Semplicemente cerca di alzare la posta in gioco. I voti dell'MPA a Palermo vengono essenzialmente da Nuova Sicilia, che seppur si sia presentata assieme all'MPA alle ultime regionali....diciamo che non sono proprio fedelissimi di Lombardo. La sua possibilità era quella di avere Musotto fra le sua fila, ma è fallita miseramente. MPA-Buova Sicilia appoggeranno Cammarata. Se dovessero correre da soli fallirebbero miseramente. A Palermo Orlando è come Berlusconi, c'è chi lo ama e chi lo odia. Chi lo odia non rischierebbe mai di favorirlo votando un candidato che non sia Cammarata. Se si presentano da soli falliscono miseramente. Almeno io la vedo così vedremo nelle prossime settimane.
topoestivo January 28th, 2007, 08:05 PM Orlando??? Leoluca Orlando Cascio?
Ancora Lui?????
PANORMUS January 28th, 2007, 09:20 PM devo postare le mongolfiere allora hihihihi :-)
Giacomo January 29th, 2007, 10:43 AM Orlando??? Leoluca Orlando Cascio?
Ancora Lui?????
Si ancora purtroppo non ce ne siamo liberati del tutto....spero lo si faccia a maggio...ma fermo qui l'OT!
PANORMUS January 29th, 2007, 12:13 PM ti prego non usate quel termine terribile :-), in realtà niente è ot, se vuoi un nesso si trova sempre e comunque!
meolag January 29th, 2007, 02:58 PM Quando tutti i lavori previsti saranno terminati (Ponte Corleone, sottopasso Perpignano e ponti Perrault), anche l'attuale "Tangenziale" non sara' male. Certo, rimane la rotonda di Via Oreto e tutte le uscite/entrate e la segnaletiva andranno riviste.
Ce da dire che il traffico e' abche dovuto alle autostrade Pa-Tp e Pa-Me sottodimensionate, basta percorrere la Pa-Tp fino a Capaci (lo faccio tutte le sere) per incontrare (specialmente in estate) un traffico micidiale.
PANORMUS January 29th, 2007, 03:42 PM si certo le autostrade sono sottodimensionate, comunque in Italia il traffico è un problema di tutte le città, da Milano a Roma da Napoli a Palermo.
meolag January 30th, 2007, 02:06 PM E' vero, per quante siano le corsie (3 o 4) c'e' sempre caos.
Qualcuno ha idea su quando dovrebbero riprendere i lavori del parco d'Orleans?
PANORMUS January 30th, 2007, 03:45 PM ti riferisci al parcheggio?
PANORMUS January 30th, 2007, 03:46 PM si infatti il traffico è un problema generale di tutte le grandi città, riguardo Orleans di che lavori parli?
trainspotting January 30th, 2007, 04:18 PM Il Parco D'orleans, non lo sappiamo. Ma oggi è arrivata una notizia che entro due mesi il parcheggio di via Basile sarà gestito dall'AMAT, perchè è arrivata una sorta di affidamento con tanto di firma. La gente potrà venire da Trapani o da altri quartieri della stessa città di Palermo, parcheggiare il proprio mezzo in quel parcheggio di oltre mille posti strategico e prendere un bus per la città o perfino per la provincia stessa, anch'esso gestito dall'AMAT.
Le autostrade non sono sottodimensionate, hanno la grandezza o larghezza adattata e dimensionata per quanto concerne il traffico in questione lungo quelle arterie principali; eccetto il tratto Palermo-Buonfornello che dovrebbe avere quattro corsie anzichè tre (compresa quella d'emergenza). L'alternativa è il raddoppio della tratta autostradale, a monte o a valle, per dedicare ciascuno dei due tronconi alla relativa autostrada, tant'è vero che il troncone iniziale fino a Fiumetorto è chiamato A19/A20 (originariamente A19), perchè si dirama in due autostrade. E quello va ridimensionato o raddoppiato per togliere i problemi di traffico congestionato. Favorevole all'uno o all'altro intervento. Meglio l'allargamento a 4 corsie.
PANORMUS January 30th, 2007, 04:40 PM si forse meglio l'allargamento, sono daccordo, riguardo il parcheggio di interscambio il progetto sembra interessante, vogliono fare il quartier generale dei pulmann
Giacomo January 30th, 2007, 10:27 PM Le autostrade non sono sottodimensionate, eccetto il tratto Palermo-Buonfornello che dovrebbe avere quattro corsie anzichè tre (compresa quella d'emergenza). L'alternativa è il raddoppio della tratta autostradale, a monte o a valle, per dedicare ciascuno dei due tronconi alla relativa autostrada, tant'è vero che il troncone iniziale fino a Fiumetorto è chiamato A19/A20 (originariamente A19), perchè si dirama in due autostrade. E quello va ridimensionato o raddoppiato per togliere i problemi di traffico congestionato. Favorevole all'uno o all'altro intervento. Meglio l'allargamento a 4 corsie.
Anche il tratto Palermo-Punta Raisi è fortemente sottodimensionata! Forse più della Palermo-Buonfornello.
PANORMUS January 31st, 2007, 08:17 AM sino a Capaci Giacomo, per via delle gallerie, ma dopo Capaci è un'autostrada a tutti gli effetti
meolag January 31st, 2007, 08:55 AM sino a Capaci Giacomo, per via delle gallerie, ma dopo Capaci è un'autostrada a tutti gli effetti
Si fino anche a Carini, specialmente in estate (diciamo da Maggio a fine Settembre) il traffico e' veramente intenso.
Il Parco D'Orleans e' il progetto di un giardino che in teoria diventerebbe il secondo dopo la Favorita e che dovrebbe sorgere dove c'e' l'attuale Parco (per intenderci quello dietro il Palazzo della Presidenza della Regione) ed estendersi fino al parcheggio di via Basile. I lavori erano inziati circa un anno fa'. Ma sono stati interrotti. Il motivo sembra essere legato ad un problema con a ditta appaltatrice (boh!).
PANORMUS January 31st, 2007, 10:18 AM interessante, speriamo che riaprano i cantieri
yeyeyeye January 31st, 2007, 02:54 PM Qui di seguito allego tre immagini del Parco d'Orleans scattate stamattina da casa mia. Come potrete vedere i lavori sono fermi e la situazione è questa da almeno 3 mesi. A quanto so la ditta che si era aggiudicata i lavori avevi le mani in pasta con la mafia (tanto x cambiare).
yeyeyeye January 31st, 2007, 02:58 PM ma come si fa ad allegare le immagini?
PANORMUS January 31st, 2007, 04:39 PM vai sul sito slide.com clicca su host images (SFOGLIA) e scegli il file da postare, appena lo carica ti da dei link , copia ed incolla l'ultimo, buon lavoro
PANORMUS January 31st, 2007, 04:44 PM se hai difficoltà fammelo sapere che cerco di aiutarti, saluti
topoestivo January 31st, 2007, 04:55 PM Amici palermitani... vi ricordo per l'ennesima volta che appena arrivate a 500 posts il moderatore, sir Genius Loci, o chi per lui, chiuderanno questa sezione del forum, e dovrete aprirne una di nuovo, ripartendo da 0!!!
Perciò, per certe cose, mandatevi messaggi in privato, o in un unico post ;)
P.S. venerdi Derby di Sicilia... cicala (palermo spendaccione di Zamparini) contro formica (Catania pricchio di Pulvirenti)?? All'andata gol a caterva!!!
yeyeyeye February 1st, 2007, 12:17 AM Spero di riuscire ad inserire le foto, anche se non sono di qualità ottima
http://www.slide.com/item_finder?referrer=hlnk&pciid=Ts7CTDB9LLGWK0L0xzq7lXhwKsqy_A7yrZFlDAch_0sANVD7O0TnneIXS3ljVarq&dir=0]http://widget.slide.com/rdr/1/1/3/W/500000003699ca9/1/0/LEeJyIisH8eQ4ppFLZ7OhNkv7aqE_eDX.jpg[/URL]
http://www.slide.com/item_finder?referrer=hlnk&pciid=_TYzbFEinAWXMnp4Cy-jWq3rvXXMcbn4t5kUGdOel-Q-KV9hiGZccNYUvQsnZRNl&dir=0]http://widget.slide.com/rdr/1/1/3/W/50000000369a2bc/1/0/s6asnviGQ5dY-HrG5H-WcYWcupJcLxkW.jpg[/URL]
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yeyeyeye February 1st, 2007, 12:20 AM <a target="_blank" href="http://www.slide.com/item_finder?referrer=hlnk&pciid=wQshq2CoQEaGDZ_r5G6XMA9GchZWiWgzqrkv2jWXPwLbdbx_838yRFttZoy35LJB&dir=0"><img src="http://widget.slide.com/rdr/1/1/2/V/50000000369a85e/1/0/SOpf-JJ1kpNR6EP7KWTDLI1wf_hZ9Uxd.jpg" border="0" alt="31012007(002)" title="31012007(002)" /></a>
trainspotting February 1st, 2007, 02:14 AM Il Parco D'orleans, non lo sappiamo. Ma oggi è arrivata una notizia che entro due mesi il parcheggio di via Basile sarà gestito dall'AMAT, perchè è arrivata una sorta di affidamento con tanto di firma. La gente potrà venire da Trapani o da altri quartieri della stessa città di Palermo, parcheggiare il proprio mezzo in quel parcheggio di oltre mille posti strategico e prendere un bus per la città o perfino per la provincia stessa, anch'esso gestito dall'AMAT.
Le autostrade non sono sottodimensionate, hanno la grandezza o larghezza adattata e dimensionata per quanto concerne il traffico in questione lungo quelle arterie principali; eccetto il tratto Palermo-Buonfornello che dovrebbe avere quattro corsie anzichè tre (compresa quella d'emergenza). L'alternativa è il raddoppio della tratta autostradale, a monte o a valle, per dedicare ciascuno dei due tronconi alla relativa autostrada, tant'è vero che il troncone iniziale fino a Fiumetorto è chiamato A19/A20 (originariamente A19), perchè si dirama in due autostrade. E quello va ridimensionato o raddoppiato per togliere i problemi di traffico congestionato. Favorevole all'uno o all'altro intervento. Meglio l'allargamento a 4 corsie.
PANORMUS February 1st, 2007, 07:02 AM Ci passeranno sticky anche a noi surci... piuttosto vinca il migliore!!!
LA CICALAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
:nuts: :lol:
Amici palermitani... vi ricordo per l'ennesima volta che appena arrivate a 500 posts il moderatore, sir Genius Loci, o chi per lui, chiuderanno questa sezione del forum, e dovrete aprirne una di nuovo, ripartendo da 0!!!
Perciò, per certe cose, mandatevi messaggi in privato, o in un unico post ;)
P.S. venerdi Derby di Sicilia... cicala (palermo spendaccione di Zamparini) contro formica (Catania pricchio di Pulvirenti)?? All'andata gol a caterva!!!
PANORMUS February 1st, 2007, 07:03 AM Spero di riuscire ad inserire le foto, anche se non sono di qualità ottima
http://www.slide.com/item_finder?referrer=hlnk&pciid=Ts7CTDB9LLGWK0L0xzq7lXhwKsqy_A7yrZFlDAch_0sANVD7O0TnneIXS3ljVarq&dir=0]http://widget.slide.com/rdr/1/1/3/W/500000003699ca9/1/0/LEeJyIisH8eQ4ppFLZ7OhNkv7aqE_eDX.jpg[/URL]
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non capisco facendo copia ed incolla il link che ti propone appena finisce di caricare la foto, non è questo, devi scegliere l'ultimo in basso:nuts:
PANORMUS February 1st, 2007, 07:04 AM Il Parco D'orleans, non lo sappiamo. Ma oggi è arrivata una notizia che entro due mesi il parcheggio di via Basile sarà gestito dall'AMAT, perchè è arrivata una sorta di affidamento con tanto di firma. La gente potrà venire da Trapani o da altri quartieri della stessa città di Palermo, parcheggiare il proprio mezzo in quel parcheggio di oltre mille posti strategico e prendere un bus per la città o perfino per la provincia stessa, anch'esso gestito dall'AMAT.
Le autostrade non sono sottodimensionate, hanno la grandezza o larghezza adattata e dimensionata per quanto concerne il traffico in questione lungo quelle arterie principali; eccetto il tratto Palermo-Buonfornello che dovrebbe avere quattro corsie anzichè tre (compresa quella d'emergenza). L'alternativa è il raddoppio della tratta autostradale, a monte o a valle, per dedicare ciascuno dei due tronconi alla relativa autostrada, tant'è vero che il troncone iniziale fino a Fiumetorto è chiamato A19/A20 (originariamente A19), perchè si dirama in due autostrade. E quello va ridimensionato o raddoppiato per togliere i problemi di traffico congestionato. Favorevole all'uno o all'altro intervento. Meglio l'allargamento a 4 corsie.
Il parcheggio sembra immenso e poi si trova vicino la cittadella dello sport
Sampei February 2nd, 2007, 01:09 AM [Hard Rock Cafe Catania] ed il personale che fine ha fatto?? davvero un peccato, di solito gli hard rock non sono frequentatissimi, vivono di solito di gadget, sei sicuro che ha chiuso perché non vendeva? o ci sono altri motivi.
Oggi ci son passato davanti e c'era scritto "LOCALE CHIUSO TEMPORANEAMENTE". Boh!
Nicux February 2nd, 2007, 01:13 AM ^^
E io la maglietta dove la compro nibelunghi!!
Sampei February 2nd, 2007, 01:15 AM ^^
Telefona al 393/9845882! :D
È il numero per ricevere informazioni sull'H.R.C. di CT.
PANORMUS February 2nd, 2007, 07:07 AM Oggi ci son passato davanti e c'era scritto "LOCALE CHIUSO TEMPORANEAMENTE". Boh!
samperi è un vero peccato avevano speso parecchi soldi, il locale molto bello e la gente che ci lavorava?? hanno chiuso anche loro??
PANORMUS February 2nd, 2007, 07:08 AM ^^
Telefona al 393/9845882! :D
È il numero per ricevere informazioni sull'H.R.C. di CT.
E' più probabile samperi che si ail tuo numero di cell :lol:
meolag February 2nd, 2007, 08:39 AM Sulla Repubblica di oggi c'e' scritto che i fondi per il passante ferroviario sono finiti. A quanto pare i lavori non inizieranno.
contrappunto February 2nd, 2007, 10:13 AM ^^
Sempre alle solite siamo!
Chissà perchè son finiti!!! booo !! ma!! e chi lo sa!!:ohno:
PANORMUS February 2nd, 2007, 11:00 AM Sulla Repubblica di oggi c'e' scritto che i fondi per il passante ferroviario sono finiti. A quanto pare i lavori non inizieranno.
Mi sembra assurdo, mi informo meglio!!
contrappunto February 2nd, 2007, 11:46 AM http://www.palermo.repubblica.it/archivio/img/prima/20070202_w540.jpg
meolag February 2nd, 2007, 11:50 AM Contrappunto
Hai letto anche l'articolo, io non l'ho potuto fare.
contrappunto February 2nd, 2007, 11:53 AM Pultroppo no! Aspetto Palermo per aggiornamenti!
Buttanazza!!!!!:bash:
yeyeyeye February 2nd, 2007, 02:54 PM http://widget.slide.com/rdr/1/1/3/W/5000000037b780b/1/0/Ipew4ngHphKo74-VezY_-krEelReFvJA.jpg (http://www.slide.com/item_finder?referrer=hlnk&pciid=rleEvEA51kyVhLfZM8IFN6DX2RwG6mZcWSUv4NJ5Mi_RR90rmMaWnNAALzHoJlau&dir=0)
yeyeyeye February 2nd, 2007, 02:57 PM http://widget.slide.com/rdr/1/1/3/W/5000000037b7e0e/1/0/hFwIo6dQ3MTAK6pQivTLguOLBGTOSWdn.jpg (http://www.slide.com/item_finder?referrer=hlnk&pciid=nkpOXWd1McLu36tiVUz5c5vBlpM1mSp-Rex2vjoCdt4EW1Kw84hPK4NXoMJkoFl_&dir=0)
http://widget.slide.com/rdr/1/1/3/W/5000000037b80ab/1/0/d39byFwVhPhxyXFTGwdpaDmoRStCnb2z.jpg (http://www.slide.com/item_finder?referrer=hlnk&pciid=cIXvxNCvvap94Id_XvG7n4TnZucmxnwRp5G_Cg1o1FJEytHPvBamiq3pESFV4gfN&dir=0)
PANORMUS February 2nd, 2007, 04:30 PM riguardo il passante ferrioviario non ho avuto tempo di fare ricerche domani mattina vedo cosa posso trovare
PANORMUS February 2nd, 2007, 04:30 PM che foto sono YEYE?
yeyeyeye February 3rd, 2007, 02:10 PM Sono le foto dello stato attuale del parco d'Orleans, quando sarà tutto sistemato e i lavori conclusi sarà il secondo parco cittadino (per estensione). SPeriamo che i lavori riprendano al più presto
PANORMUS February 3rd, 2007, 11:11 PM capisco vicino la città universitaria allora
PANORMUS February 9th, 2007, 08:45 AM Da quando sono successi i fatti di Catania, mi sembrano tutti a lutto!!
meolag February 13th, 2007, 04:44 PM Quindi mi sembra di capire che i soldi del passante ferroviario non ci sono.
A pensare che i famosi manifesti rossi lo danno al traguardo. Mah!
C'e' veramente poco da essere ottimisti (ero stato accusato di essere pessimista).
Ad oggi sono piu' i progetti bloccati e solo sulla carta che quelli realmente partiti.
PANORMUS February 14th, 2007, 07:02 AM io sul passante non ho letto manifesti rossi, sul tram si, ma i lavori sono iniziati
Giacomo February 16th, 2007, 12:06 AM Quindi mi sembra di capire che i soldi del passante ferroviario non ci sono.
A pensare che i famosi manifesti rossi lo danno al traguardo. Mah!
C'e' veramente poco da essere ottimisti (ero stato accusato di essere pessimista).
Ad oggi sono piu' i progetti bloccati e solo sulla carta che quelli realmente partiti.
Certo però fa pensare questa cosa......Fino a 3 mesi fà i soldi c'erano. Di Pietro firmò pura la variante per l'interramento, che prevedeva un maggiore esborso economico prelevando parte dei fondi del ponta sullo stretto.......ora, 2 giorni dopo le primarie del CSX, che incoronano candidato alla carica di Sindaco per il CSX un illustre onorevole del partito di Di Pietro.......questi nega all'attuale Sindaco i fondi per l'inizio dei lavori per il passante. Dicendo che soldi non ce ne sono.....ma 3 mesi fà?? Boh!!
Non voglio gettarla in politica, tra l'altro sono politicamente abbastanza apatico, però certo che la cosa mi fà riflettere!
topoestivo February 18th, 2007, 12:18 PM ^^ ti fa riflettere... a me sembra solo una conferma che quei manifesti, campagna elettorale del vostro sindaco fatta con i soldi di tutti i contribuenti palermitani, evidentemente sono e rimangono propaganda fine a se stessa, e non manifesti informativi.
PANORMUS February 19th, 2007, 07:19 AM sinceramente topo i manifesti non parlano del passante ferrioviario, non capisco perchè sono stati tirati in ballo....
meolag February 19th, 2007, 09:14 AM sinceramente topo i manifesti non parlano del passante ferrioviario, non capisco perchè sono stati tirati in ballo....
Ok, non si parla del passante ferroviario, ma della chiusura dell'anello.
Il cartello recita "L'anello ferroviario al traguardo".
PANORMUS February 19th, 2007, 01:52 PM l'anello è un altro progetto, e tra l'altro ha avuto molto successo con grandi big europei
Giacomo February 20th, 2007, 02:08 AM ^^ ti fa riflettere... a me sembra solo una conferma che quei manifesti, campagna elettorale del vostro sindaco fatta con i soldi di tutti i contribuenti palermitani, evidentemente sono e rimangono propaganda fine a se stessa, e non manifesti informativi.
Dunque il progetto è stato presentto 5 anni fà dalla giunta Cammarata. Dopo 2 anni viena approvato, vengono stanziati i soldi e si è pronti per partire con i lavori. Ma l'onorevole Di Pietro (allora stava all'opposizione) pone alla Camera un'interrogazione, ponendo l'accento sui disagi che i cantieri di quell'opera avrebbero generato in gran parte della città, proponendo dunque di realizzare i lavori interrano i canieri. Proposta giusta per crità, solo che richiede qualcosa come 150 milioni di € in più.....soldi che al momento non c'erano. Fra una protesta, un ricorso si appaltarono i lavori, che non partirono in attesa della decisione circa l'eventuale interamento del cantiere......cambia il governo, il destino vuole che l'Onorevole Di pietro diventi Ministro delle Infrastrutture. Ottimo, visto che tanto tenava a quell'opera, addirittura chiedeva che venissero spesi 150 milioni di € in più previsti......non tarderà a farla partire. E' così è, approvata la variante di progetto (disse che i soldi in più che sarebbero serviti si sarebbero presi da quelli del Ponte). Conferenza in pompa magna a Palermo (puoi andarti a rileggerti le pagine di giornali.....con il quale il MINISTRO e non il Sindaco annunciavano l'imminente inizio dei lavori.
1 mese dopo Di Pietro annuncia che i soldi non ci sono e il passante nn si fà. Scommetto che se dovesse essere eletto Orlando Sindaco (esponente dello steso partito di Di Pietro)....il Ministro Di Pietro troverebbe di nuovo i soldi, ma certamente far partire ora i lavori....a 3 mesi dalle elezioni, dacendo prendere i meriti all'attuale sindaco....sarebbe politicamente una pessima scelta
Quindi vacci piano con le notizie....quelle che hai non sono proprio corrette. Non è stato il Sindaco ad inventarsi nulla.....è stato Di Pietro a cambiare tutto in meno di un mese. A proposito poi dei soldi per i manifesti......almeno quelli riportano frasi prese da giornali......ricordo invece circa 7 anni fà......un altro sindaco, che spendeva i nostri soldi illuminando giganteschi palazzi con la scritta "Il Mondo ha un sogno.....imitare Palermo"! A pensarci i manifesti di oggi sembrerebbero perfino una cosa semiseria!
PANORMUS February 20th, 2007, 07:20 AM Giacomo davvero interessante la tua storia, forse hai ragione si aspetta che cam,bia qualcosa a Palazzo delle Aquile, riguardo questi cartelli che citi non me li ricordo!! :-=)
Giacomo February 20th, 2007, 10:04 AM Giacomo davvero interessante la tua storia, forse hai ragione si aspetta che cam,bia qualcosa a Palazzo delle Aquile, riguardo questi cartelli che citi non me li ricordo!! :-=)
Durante il Vertice ONU sulla Criminalità svoltosi nel 2000! I Palazzi erano uno in Via Oreto sul Ponte, uno di fronte il Gonzaga, altri all'ingresso della città dal lato dell'aeroporto. Erano stati montati dei proiettori di luce che formavano quella scritta sui prospetti privi di aperture.
La mia comunque non è la "mia storia", ma è la realtà, basta andarsi a rileggere gli atti parlamentari dell'epoca.
PANORMUS February 20th, 2007, 10:38 AM ah adesso ricordo, in occasione del vertice ONU che si svolse a Palermo ricordo che la città si diede un look niente male per l'occasione, c'erano delle illuminazioni artistiche niente male.
PANORMUS February 20th, 2007, 10:38 AM Giacomo non intendevo dire storia sinonimo di storiella, ma come racconto di fatti e basta :-P
meolag February 21st, 2007, 10:11 AM Scusate avete novita' sul sottopasso di Via Perpignano.
Giacomo February 21st, 2007, 11:54 PM Scusate avete novita' sul sottopasso di Via Perpignano.
Si...oggi 35 minuti per attraversarlo!:)
PANORMUS February 22nd, 2007, 07:20 AM io spero che facciano le sopraelevate, perchè perdere le speranze
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