View Full Version : INFRASTRUTTURE STRADALI - Iter Autorizzativo - Legislazione
legolego January 16th, 2012, 10:02 AM Iter autorizzativo dei progetti
Ogni progetto deve sottostare a un complesso iter autorizzativo che rappresenta il processo necessario per l’esecuzione delle opere. Sono coinvolti numerosi Enti centrali e locali (Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Comunità,…). Il protrarsi nel tempo dell’iter spesso ed essenzialmente deriva dal mancato accordo tra i diversi attori i cui interessi talvolta sono tra loro in contrasto.
Questo fattore costituisce il principale motivo dei ritardi nella realizzazione dei lavori e del conseguente aumento dei loro costi. Gli imprevisti tecnici e geologici, le eventuali difficoltà finanziarie delle imprese e il continuo aggiornamento delle normative possono comportare ulteriori ritardi, ma di impatto largamente inferiore a quanto determinato dai ritardi autorizzativi.
Le principali fasi dell’iter autorizzativo di un progetto sono le seguenti:
http://img198.imageshack.us/img198/8952/42639195.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/198/42639195.jpg/)
[www.autostrade.it]
PS: sarebbe bello attribuire ad ogni opera contanuta nel Forum delle Strade, il numero di riferimento del processo sopra descritto
legolego January 16th, 2012, 10:20 AM Intervista al Viceministro Ciaccia: «Pronto il decreto apri cantieri»
«Le infrastrutture e le costruzioni sono il carburante per far ripartire il Paese. Il propellente per la fase due, quella che deve rilanciare il Pil e quindi la crescita. L'obiettivo del governo è sfruttare tutte le potenzialità, coinvolgendo i soggetti privati e attirando i capitali esteri». Mario Ciaccia, Vice ministro per le Infrastrutture, ha le idee chiare su come disegnare il futuro. «Credo che sia possibile un nuovo miracolo italiano - dice in questa intervista al Messaggero - e tifo per il presidente Napolitano che chiede coesione e unità d'intenti per superare la crisi. Noi ce la metteremo tutta, mi creda».
Fino ad ora avete sbloccato 12,5 miliardi e varato norme che semplificano le procedure e velocizzano le grandi opere. E poi?
«Abbiamo fatto un po' di razionalizzazioni, riorganizzato i fondi, coinvolto anche le piccole e medie imprese di costruzione nelle grandi opere, cosa che prima non era prevista. Creato i presupposti per defiscalizzare, per supportare chi investe in porti, autostrade, aeroporti. Certo questo non basta. Vorremmo coinvolgere anche i Fondi sovrani, gli investitori internazionali, senza dimenticare il ruolo importante del sistema finanziario e della Cassa Depositi e Prestiti». «Stiamo preparando un decreto "apri cantieri"».
Cosa prevede?
«Nuove norme per accelerare i tempi delle grandi opere, garantire un quadro certo, trovare risorse. Come la possibilità di emettere obbligazioni da parte delle società di progetto (i project bond), capaci di finanziare anche i costi di costruzione non coperti a differenza delle opere già concluse che generano cash flow. Ma sono previste anche procedure più snelle per i privati che presentano progetti chiavi in mano per le opere strategiche; il project financing per la costruzione delle carceri, coinvolgendo anche le Fondazioni di origine bancaria e i privati».
Si parla anche del contratto di disponibilità?
«Che favorisce il partenariato pubblico-privato, affidando ad un privato la possibilità di costruire un'opera per un pubblico servizio, ricevendo un canone dal settore pubblico. Vuole dire meno indebitamento per lo Stato e più infrastrutture. E poi speriamo di poter rendere effettiva l'autonomia finanziaria dei porti, in cui si potranno realizzare nuove banchine, bacini, moli; anche questo potrà certamente favorire l'incremento del Pil».
E per gli aeroporti? Sono in ballo, e penso soprattutto a Fiumicino, investimenti miliardari in nuoveinfrastrutture. A che punto siamo?
«A buon punto. I contratti di programma sono di fatto sbloccati per il sistema di Milano e per quello di Venezia. Per lo scalo romano sono ottimista riguardo alle tariffe. Credo che complessivamente si possano attivare da questi tre aeroporti circa 3 miliardi di investimenti in tempi molto rapidi».
Torniamo allo sblocca cantieri.
«Confido in norme per scongelare il settore delle costruzioni, un pacchetto complessivo con sostegni importanti. Dovremo comunque mettere mano alla logistica per le merci: la mancanza di collegamenti tra assi autostradali, porti e aeroporti ci costa 12 miliardi all'anno. Non possiamo permetterci questo gap che ci taglia fuori dalla competitività».
Con quali fondi ci potranno essere nuove opere?
«Il prossimo Cipe potrà sbloccare altri 5 miliardi di euro. Solleciteremo poi i concessionari autostradali a sbloccare altri 18 miliardi di investimenti da qui al 2015. E poi puntiamo forte sul Sud».
«Alta velocità ad alta capacità ferroviaria sull'asse Napoli-Bari con circa 800 milioni, interventi sulla Salerno-Reggio Calabria per 240 milioni, 698 per la Statale Jonica, 600 milioni per la ferrovia Palermo-Catania. E poi altri cantieri minori. In prospettiva c'è lo sblocco della Pontina utilizzando anche la nuova leva sulla defiscalizzazione: lavori per circa 2,2 miliardi».
(fonte: Il Messaggero)
legolego January 19th, 2012, 12:20 PM Agevolazioni alla costruzione di porti e ferrovie
Con l'art. 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183 («legge di stabilità 2012») sono state previste alcune agevolazioni di natura fiscale in favore delle «società di progetto» costituite ai sensi dell'art. 156 del dlgs 12 aprile 2006, n. 163 («codice dei contratti pubblici»), che risultino affidatarie della costruzione di nuove infrastrutture autostradali sulla base di operazioni di project financing.
In particolare, sono state previste le seguenti tre agevolazioni, di natura essenzialmente finanziaria:
- le imposte sui redditi e l'Irap generate durante il periodo di concessione possono essere compensate totalmente o parzialmente con il contributo a fondo perduto che viene erogato da parte del soggetto pubblico nell'ambito dell'operazione di project financing. Non si tratta dunque di un'esenzione dalle imposte, ma di una opportunità di compensazione finanziaria delle stesse con il contributo a fondo perduto erogato dal concedente;
- i versamenti dell'Iva dovuti durante il periodo di concessione possono essere assolti mediante compensazione con il predetto contributo pubblico, purché nel rispetto della direttiva europea sull'Iva 2006/112/Ce del 28 novembre 2006;
- l'ammontare del canone dovuto dai Concessionari autostradali italiani ad Anas, previsto dall'art. 1, comma 1020, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nonché la relativa integrazione prevista dall'art. 19, comma 9-bis, del dl 1° luglio 2009, n. 78, possono essere riconosciuti al concessionario come contributo in conto esercizio.
Le tre misure agevolative sopra illustrate possono essere cumulate, ma la misura massima del contributo pubblico non può comunque eccedere il 50% del costo dell'investimento. Inoltre, l'efficacia dei predetti incentivi è condizionata all'emanazione del decreto del ministero dell'economia e delle finanze previsto dall'art. 104, comma 4, del Tuir.
Il recente decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 (c.d. decreto «salva-Italia»), oltre a prevedere una serie di novità per quanto riguarda la procedura di project financing contenuta dal Codice dei contratti pubblici, estende le agevolazioni fiscali in oggetto anche alle società concessionarie della costruzione di infrastrutture portuali e ferroviarie con la tecnica del project financing.
In particolare, il comma 8 dell'art. 42 del decreto salva-Italia dispone che gli incentivi previsti dall'art. 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183 sono estesi anche alle opere di infrastrutturazione ferroviaria metropolitana e di sviluppo e ampliamento dei porti e dei collegamenti stradali e ferroviari inerenti i porti nazionali appartenenti alla rete strategica transeuropea di trasporto essenziale (Core Ten-T Network).
Al riguardo, la Commissione europea ha adottato il 19 ottobre 2011 il «pacchetto per le nuove strategie sulle infrastrutture e i trasporti», nel cui ambito è contenuta una proposta di revisione degli orientamenti della «Rete transeuropea di trasporto» (Ten-T), la quale prevede un'articolazione del progetto in due settori: il «Comprehensive network», che riguarda tutte le infrastrutture già pianificate e che dovrà essere realizzato entro il 2050 e il «Core network», che individua alcune opere di particolare rilevanza strategica, con specifico riguardo alle infrastrutture di trasporto intermodale, che dovrà essere realizzato entro il 2030.
(fonte: Italia Oggi)
legolego January 20th, 2012, 02:17 PM Infrastrutture: Bozza dl, progetti semplificati e ok più rapido
Roma, 20 gen. - Semplificazione in arrivo per realizzare i progetti sulle infrastrutture, mentre l'approvazione sarà accelerata. Secondo la bozza del decreto infrastrutture all'esame del Cdm con il pacchetto liberalizzazioni, la norma mira "a una velocizzazione dei procedimenti approvativi dei progetti, unificando ove possibile alcune fasi progettuali. Questo consente di ottenere in un'unica soluzione approvazioni che, richiedendo livelli progettuali diversi, devono altrimenti essere acquisite in tempi differiti".
(TMNews)
legolego January 20th, 2012, 02:19 PM Infrastrutture: In bozza dl bond enti locali per opere pubbliche
Roma, 20 gen. - Arrivano i bond degli enti locali per realizzare opere pubbliche. Saranno garantiti da beni immobili patrimoniali. La norma contenuta in una bozza del decreto infrastrutture all'esame del cdm prevede: "I comuni, le province, le città metropolitane e, previa autorizzazione di ciascun partecipante, le unioni di comuni, le comunità montane e i consorzi tra enti locali territoriali per il finanziamento di singole opere pubbliche, possono attivare prestiti obbligazionari di scopo legati alla realizzazione delle opere stesse e garantiti da un apposito patrimonio destinato". "Tale patrimonio - aggiunge il testo - è formato da beni immobili disponibili di proprietà degli enti territoriali di cui al primo periodo, per un valore almeno pari all'emissione obbligazionaria, ed è destinato esclusivamente alla soddisfazione degli obbligazionisti. Su tale patrimonio non sono ammesse azioni da parte di qualsiasi creditore diverso dai portatori dei titoli emessi dall'ente territoriale".
(TMNews)
legolego January 20th, 2012, 02:20 PM Finalmente si sta arrivando ad un processo di velocizzazione per la realizzazione delle infrastrutture (sia esse locali che nazionali).
Il Decreto Sviluppo contiene queste "belle" novità (finalmente).
A mio avviso di potrebbe fare ancora di più, modificando ad esempio la normativa sugli appalti delle opere pubbliche.
:banana:
Alicata Dilecta January 20th, 2012, 02:48 PM molto interessante,speriamo che ci si avìì ad un processo di deburocratizzazione,del nostro tessuto infrastrutturale. lo sviluppo passa da questo.
Coma White January 20th, 2012, 04:39 PM Allora qualcosa di buono questo governo l'ha fatta!
joannis January 20th, 2012, 10:42 PM Speriamo che venga portata a compimento così com'è e non venga successivamente snaturata dai partiti e soprattutto speriamo che non si perdi nei meandri della politica nostrana.
legolego January 24th, 2012, 03:13 PM Ricorrere al leasing per le infrastrutture?
opere diverse, si adattano differenti modalità di finanziamento. Un project financing è applicabile a un'opera la cui gestione generi ricavi sufficienti a ripagare i finanziamenti accesi per la sua realizzazione e a generare profitti tali da giustificarne l'investimento. Stiamo parlando di un'autostrada, un tunnel autostradale, un porto o un grande parcheggio aeroportuale. Opere che in gergo tecnico si definiscono «calde».
Considerato che negli appalti pubblici sono all'ordine del giorno ritardi biblici, opere rimaste incomplete e costi che crescono a dismisura, molti enti locali hanno cominciato ad apprezzare lo strumento del leasing, proprio perché in grado di offrire - tra gli indubbi vantaggi - una procedura unica capace di condensare l'affidamento della progettazione e la realizzazione dell'opera, la certezza che l'onere dei canoni comincerà solo dopo la consegna e collaudo della stessa, la capacità da parte della società di leasing di scegliere partner affidabili tra le imprese realizzatrici, e una forza contrattuale tale da imporre il rispetto dei tempi e dei costi prestabiliti, oltre che limitare molto i rischi di contenzioso.
Vantaggi non di poco conto, che consentono alle Amministrazioni aggiudicatrici di giustificare oneri più elevati a fronte dei servizi ricevuti. Non ci sono dubbi sul fatto che la strada intrapresa sia ancora costellata di problemi da risolvere: migliore definizione normativa del ruolo del finanziatore, testi contrattuali ritagliati sulle esigenze di un cliente pubblico, standardizzazione delle procedure, miglior conoscenza del mondo della pubblica amministrazione da parte delle società di leasing, così come del leasing da parte degli enti pubblici.
L'Assilea ritiene pertanto che il leasing sia una modalità utile allo sviluppo delle infrastrutture in Italia, e anche per questo motivo sta seguendo da anni la materia, in stretto contatto con le altre Associazioni di categoria interessate (come l' Ance, l'associazione dei costruttori edili), con le Autorità di settore (ministero Infrastrutture e Trasporti) e il mondo accademico (Università Bocconi), e ha messo a disposizione della Pubblica Amministrazione alcuni strumenti (bandi di gara tipo, vademecum e Osservatorio sul Leasing Pubblico) che ci auguriamo possano essere validi ed efficaci strumenti per approfondire concretamente la materia e approcciare correttamente il mondo del leasing.
(fonte: Milano Finanza)
bene bene, altro eventuale "metodo" di finanziamento per sveltire/sbloccare opere locali :cheers:
joannis January 24th, 2012, 10:53 PM (fonte: Milano Finanza)
bene bene, altro eventuale "metodo" di finanziamento per sveltire/sbloccare opere locali :cheers:
mmm...mi sebra un po' fantasiosa questa proposta e sono scettico sulla sua effettiva fattibilità. A chi andrebbe la proprietà dell'infrastruttura? chi ne sopporterebbe i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria?Alla scadenza del contratto chi riscatterebbe l'opera e a che prezzo?
legolego January 25th, 2012, 12:18 PM ^^
non me ne intendo...non saprei dirti come può funzionare...ci penseranno gli esperti a tmettere a punto il "meccanismo", l'importante è che sia una possibilità in più per gli enti locali per finanziare opere pubbliche
legolego January 25th, 2012, 12:21 PM Liberalizzazioni, le novità per il settore delle infrastrutture e trasporti
Il settore dei trasporti si avvia a una vera e propria rivoluzione. Nel pacchetto sulle liberalizzazioni approvato dal consiglio dei Ministri, dopo una riunione-fiume di otto ore, è prevista la nascita di un'Authority unica per i trasporti che deciderà su tariffe, modalità delle gare e qualità dei servizi. L'obiettivo del governo è quello di stimolare la concorrenza nelle ferrovie, autostrade, aeroporti, metropolitane, autobus, autotrasporto e taxi, anche al fine di contenere i costi del servizio per i consumatori. Grosse novità in arrivo anche per le assicurazioni auto.
La nuova Authority avrà super-poteri, dalle licenze dei taxi alla decisione sull'eventuale scorporo della rete ferroviaria da Fs, passando per le nuove concessioni autostradali da regolare con il metodo del "price cap". Il governo si è dato tre mesi di tempo, dalla conversione del decreto, per approntare un disegno di legge che battezzi l'Authority. In attesa, dal 30 giugno in poi sarà l'attuale Autorità per l'energia elettrica e il gas a gestire i dossier aperti.
L'obiettivo dichiarato nel decreto è fare in modo che la nuova Autorità garantisca «secondo metodologie che incentivino la concorrenza, l'efficienza produttiva delle gestioni e il contenimento dei costi per gli utenti, le imprese e i consumatori, condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, alle reti stradali".
Toccherà quindi all'Authority stabilire le condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto nazionali e locali e i contenuti minimi degli specifici diritti (pure a livello di risarcimento) che gli utenti potranno esigere dai gestori. Non solo, dovrà definire gli schemi dei bandi delle gare per l'assegnazione dei servizi di trasporto in esclusiva. E stabilirà per le nuove concessioni autostradali i sistemi tariffari dei pedaggi basati sul metodo del price cap (ovvero sulle rivalutazioni dei prezzi inferiori all'inflazione). E per l'infrastruttura ferroviaria definirà i criteri per la determinazione dei pedaggi da parte del gestore dell'infrastruttura e i criteri di assegnazione delle tracce e della capacità, oltre a stabilire nel trasporto su rotaia gli ambiti del servizio pubblico sulle tratte e le modalità di finanziamento. Avrà anche il delicato compito di analizzare l'efficacia dei diversi gradi di separazione tra l'Impresa che gestisce la rete e l'impresa ferroviaria.
Sulla separazione della rete ferroviaria deciderà l'Authority dei trasporti. "L`Autorità delle reti nel settore del trasporto ferroviario definisce - si legge nel testo delle liberalizzazioni - sentiti il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, le Regioni e gli Enti locali interessati, gli ambiti del servizio pubblico sulle tratte e le modalità di finanziamento. L`Autorità dopo un congruo periodo di osservazione delle dinamiche dei processi di liberalizzazione, analizza l`efficienza dei diversi gradi di separazione tra l`Impresa che gestisce l`infrastruttura e l`impresa ferroviaria, anche in relazione alle esperienze degli altri Stati membri dell`Unione Europea. In esito all’analisi, l`Autorità predispone una relazione al Governo e al Parlamento". Dunque spetterà alla nuova Authority esaminare "se è necessaria una separazione tra la rete ferroviaria e il servizio di trasporto passeggeri", come ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Insomma, "non c'è un provvedimento immediato ma la precisa indicazione della direzione da prendere".
L'altra grossa novità è che le aziende di trasporto ferroviari non saranno più obbligate ad aderire al contratto nazionale di lavoro dei ferrovieri. Infine le regioni saranno obbligate a mettere a gara i treni regionali, al termine dei contratti di sei anni stipulati con Trenitalia. Per favorire la concorrenza, nei bandi la disponibilità dei treni non dovrà costituire un requisito per la partecipazione.
Arriva il price cap per la definizione delle tariffe autostradali, ma solo per le nuove concessioni. Per le vecchie concessioni la metodologia di calcolo resta invariata. L'Authority - si legge nel testo - provvede "con particolare riferimento al settore autostradale, a stabilire per le nuove concessioni sistemi tariffari dei pedaggi basati sul metodo del price cap a cadenza quinquennale per ciascuna concessione". L'Autorità potrà comunque promuovere il nuovo meccanismo tariffario a base di price cap anche presso i Concessionari attuali per verificare se esistano i margini per una conversione, salvando l'equilibrio del piano economico-finanziario.
Tra i compiti dell'Autorità per i trasporti ci saranno anche la definizione degli schemi di concessione di nuove tratte autostradali e la promozione "di una gestione plurale delle diverse tratte e lo stimolo della concorrenza per confronto". Per la vigilanza sulle concessioni vigenti, restano i compiti affidati all'Agenzia per le Infrastrutture presso l'omonimo ministero.
(fonte: ANAS)
joannis January 25th, 2012, 11:32 PM ^^
non me ne intendo...non saprei dirti come può funzionare...ci penseranno gli esperti a tmettere a punto il "meccanismo", l'importante è che sia una possibilità in più per gli enti locali per finanziare opere pubbliche
E' quello che mi preoccupa... alla fine non vorrei che si trasformasse in un "meccanismo" per far fare profitti ai privati sulle spalle della collettività...n tipo di finanziamento simile delle opere pubbliche potrebbe venirci a costare molto di più della loro costruzione mediante finanziamento ordinario.
legolego February 6th, 2012, 09:37 AM Decreto semplificazioni, le novità al Codice dei contratti
Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha firmato il testo definitivo del Decreto legge sulle semplificazioni, e, successivamente, la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Tuttavia, dall’analisi della era già possibile fare il punto sulle novità che il decreto apporta alla materia degli appalti pubblici.
Le modifiche al Codice dei contratti di cui al D.Lgs. n. 163/2006 sono contenute nella sezione III, Capo III, Titolo I del decreto.
In particolare, nel Codice dei contratti viene introdotto l’articolo 6-bis rubricato come “Banca dati nazionale dei contratti pubblici” con cui, allo scopo di favorire la riduzione degli oneri amministrativi derivanti dagli obblighi informativi e di assicurare l’efficacia, la trasparenza e il controllo in tempo reale dell’azione amministrativa, viene istituita, presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP).
Il controllo dei requisiti da parte delle stazioni appaltanti e degli Enti aggiudicatori sarà possibile esclusivamente per mezzo della nuova Banca dati.
Si prevede anche la modifica del comma 2 dell’articolo 29 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in tema di responsabilità solidale negli appalti e viene precisato che “in caso di appalto di opere o di servizi, il Committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’Appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali Subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, e i contributi previdenziali dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento“.
[stradeeautostrade.it]
finalmente! un altro passo verso il riordino/semplificazione della normativa sugli appalti...è quello che auspico da sempre, è questo è un altro tassello...speriamo ne arrivino presto altri. :applause:
legolego February 9th, 2012, 09:45 AM Mobility Conference: un grande impiego di capitali per le infrastrutture
8 Febbraio 2012
Entro il 2012 saranno 60 i miliardi di euro che verranno sbloccati per realizzare opere infrastrutturali in Italia. Lo ha detto Corrado Passera, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, parlando nel corso della Mobility Conference 2012. "Il Cipe nelle ultime due riunioni di dicembre e gennaio ha sbloccato fasi di lavoro per 20 miliardi, erano tutte cose bloccate, alcune si sarebbero perse come fondi soprattutto quelli europei - ha spiegato Passera -. Adesso ce ne sono altri 20 miliardi da mettere in moto con le Concessioni autostradali e aeroportuali e sono già stati individuati altri 20 miliardi di opere prioritarie, in alcuni casi già cantierabili, che ci proponiamo di mettere in opera nel corso dell'anno".
"Parlare di 40-60 miliardi di opere sono punti significativi di Pil". "Se poi ci aggiungiamo i moltiplicatori, qualcuno dice due, qualcuno dice tre di lavori che si mettono in moto quando si attivano questi progetti, tocchiamo con mano che il tema infrastrutture è quello che può incidere in maniera importante sulla performance dell'intero Paese". "Paradossalmente il grande ritardo che l'Italia ha accumulato nelle infrastrutture è un'opportunità, un motore di crescita", ha proseguito il Ministro nel corso del suo intervento. "Investire in infrastrutture oggi ha effetti anche nel breve periodo ed è un paragrafo fondamentale del capitolo relativo alla produttività e alla competitivià del sistema senza la quale le Imprese non possono dare il loro meglio".
Secondo Passera "bisogna intervenire sul tema del contenzioso nelle procedure di appalto che è una grave causa di ritardi e aumenti di costi". Un altro problema, per il Ministro, è il costo delle infrastrutture in Italia, che è gravato da un eccesso di regole che alla fine "lo fa salire sopra a quello medio europeo". Passera ha promesso che il Governo metterà in opera "un'azione sullo sblocco dei cantieri. Abbiamo un gruppo di persone che di mestiere fa solo quello, esaminare le singole procedure e mettere i cantieri in opera".
Per quanto riguarda le infrastrutture, "c'è un problema di risorse, ma talvolta non è il problema principale. E’ impensabile impiegare di 10-15 anni per arrivare ad una decisione. C'è un processo ancora troppo complesso e bloccabile in ciascuna delle fasi". Secondo il Ministro "dovremo trovare un meccanismo di condivisione e consultazione con le Comunità locali più efficace. E' vero che la consultazione ha impedito di fare cose fondamentali come i rigassificatori, però dovremo inventarci qualcosa per coinvolgere il territorio sulle infrastrutture, sapendo che poi le cose devono essere fatte".
Il settore delle infrastrutture, ad avviso di Passera, ha bisogno di trasparenza e rigore. "Su tutti i progetti infrastrutturali vorremmo creare una specie di trasparenza pubblica, per dire dov'è il progetto, perché è fermo, che cosa si sta facendo". Il ministro ha anche fatto delle considerazioni su come la politica ha gestito negli ultimi anni i progetti di sviluppo delle infrastrutture. "Noi - ha detto il ministro - veniamo da anni in cui ognuno ha messo un pezzo a questo lungo elenco di infrastrutture rendendo tutto importante. Adesso c'è da introdurre rigore sui benefici, non delle singole opere ma del sistema complessivo".
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Era ora che aprissero gli occhi sul temi degli appalti e delle procedure!! sono urgentemente da sburocratizzare e da rivedere! (IMO)
legolego February 20th, 2012, 12:34 PM Cantieri più veloci: in vigore il decreto Semplifica Italia
Trenta giorni tra delibera Cipe e firma del premier, estesa a tutti i lavori la Manovra Salva Italia.
Far partire subito i cantieri delle piccole opere. È una delle richieste avanzata da tempo dagli operatori del settore costruzioni, che potrebbe diventare attuabile con il decreto sulle semplificazioni.
Il decreto modifica la Manovra Salva Italia prevedendo tempi più brevi per l’accesso ai finanziamenti stanziati dal Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, a favore di tutte le opere, non solo di quelle strategiche.
La manovra Salva Italia, approvata alla fine dello scorso anno, ha stabilito un tempo di 30 giorni tra la riunione del Cipe che stanzia i finanziamenti per la realizzazione delle opere pubbliche, e l’invio della delibera al Presidente del Consiglio dei Ministri per la firma.
Il decreto Semplifica Italia, in vigore da venerdì 10 febbraio, ha eliminato i riferimenti alle opere pubbliche, velocizzando l’iter anche per la realizzazione di lavori di piccole dimensioni che, come più volte ricordato dagli operatori del settore, sono quelli più facilmente cantierabili, quindi in grado di produrre effetti anticrisi.
Stabilire un termine di 30 giorni significa imporre ritmi serrati alle strutture di controllo, che devono verificare la copertura economica prima di poter chiudere una pratica. Un passaggio necessario per raggiungere gli obiettivi del Governo, intenzionato allo sblocco delle infrastrutture.
Come lamentato dagli addetti ai lavori, può infatti accadere che lavori già programmati tardino ad arrivare alla fase di cantiere. Procedure burocratiche poco spedite possono quindi far rimanere bloccati o perdere dei fondi, andando a incidere negativamente anche sul Pil.
Il decreto sulle semplificazioni cerca di accorciare le procedure, dannose per la sopravvivenza di molte piccole e medie imprese. I suoi contenuti, che dovranno essere confermati nella fase di conversione in Legge, potranno essere messi in pratica con gli stanziamenti del Cipe deliberati a fine gennaio e con quelli in programma per marzo.
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legolego March 1st, 2012, 09:10 AM Nei primi cento giorni il Governo sblocca 20 mld per infrastrutture
Nei primi 100 giorni di governo sono ''ripartite le opere infrastrutturali'' con ''risorse per 20 miliardi''. Su www.governo.it nel dossier pubblicato sui primi tre mesi dell'attività dell’esecutivo si leggono tutte le azioni svolte per rigore, crescita e sviluppo del nostro Paese. "Le opere riguardano principalmente le metropolitane delle grandi città, le reti idriche del Mezzogiorno e altre opere nel settore ferroviario e autostradale".
Nel testo si spiega che "ammontano a circa 12,5 miliardi di euro, di cui 2,2 di fondi privati, le risorse complessive sbloccate dal Cipe per accelerare il completamento di opere fondamentali per l’Italia. Grazie a questi interventi, sarà possibile mantenere operativi oltre 130 cantieri - più altri 82 per piccoli interventi nel Mezzogiorno - e aprirne nuovi 40 entro i prossimi 3 mesi. Confermati 170mila posti di lavoro, con la previsione di creare circa 80mila nuove opportunità".
Il rapporto, di 34 pagine, è diviso in due parti. La prima descrive e analizza le tre direttrici - rigore, equità e crescità - che hanno ispirato l'azione dell'Esecutivo; il rinnovato rapporto con l'Europa e con i cittadini. La seconda parte, incentrata sulle politiche di settore, dà conto dei provvedimenti per il Mezzogiorno, di quelli di politica estera e difesa, sicurezza e giustizia, agenda digitale, scuola, impresa e servizi pubblici locali.
Le due appendici elencano rispettivamente l'attività normativa del governo e le opere infrastrutturali sbloccate dal Cipe.
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g.spinoza March 4th, 2012, 09:56 AM Sei mesi di consultazioni sui progetti
Cambiano le regole per le Grandi opere. Il governo adotta
il modello francese che punta alla «democrazia partecipativa»
ROMA - Per costruire una grande opera dovrà essere effettuata una consultazione preventiva con tutti i soggetti interessati. Il governo Monti decide di cambiare le regole in materia di lavori pubblici e studia un provvedimento simile a quello introdotto in Francia nel 1995 che, assicurano gli esperti, ha ridotto dell'80 per cento la conflittualità riguardo alla realizzazione di progetti che hanno un impatto ambientale. Il piano è in fase avanzata, già entro la fine del mese potrebbe arrivare il testo del disegno di legge da sottoporre all'esame del Parlamento.
continua sul Corriere (http://www.corriere.it/cronache/12_marzo_04/sei-mesi-di-consultazioni-sui-progetti-fiorenza-sarzanini_036e0c10-65cf-11e1-be51-f4b5d3e60e3d.shtml).
brick84 March 5th, 2012, 12:04 AM Ottime news, specie la ultima.
legolego March 5th, 2012, 09:29 AM ...ecco a cosa serve un governo tecnico, anche a mettere un PUNTO su ste cose in tempi rapidi...gente che conosce i problemi e li risolve, non gente che ne discute!
:cheers:
legolego March 13th, 2012, 01:36 PM La posto qua, anche se vale per tutte le infrastrutture...
Opere compensative, costi extra del 20%
Il tetto del 2% sul valore dell'investimento si applica solo ai nuovi progetti.
È l'ultimo pedaggio da pagare prima di aprire il cantiere della grande opera, ma spesso è il più salato. Il conto lo presentano gli Enti locali, Comuni e Province, che per sopportare il «disturbo» del passaggio sul proprio territorio di una strada o di un nuovo binario chiedono in cambio altre opere utili, ovviamente più modeste, ma spesso senza alcun legame con l'infrastruttura di partenza: per esempio, la biblioteca, la piscina comunale o il teatro. E i costi lievitano.
A fare i conti da ultimo è il rapporto sulle «Infrastrutture strategiche di trasporto», messo a punto dalle Fondazioni Astrid, Respublica e Italiadecide, che sia il Governo Berlusconi, sia Monti stanno già utilizzando per riformare le procedure per le grandi opere.
Prendiamo per esempio le autostrade: secondo i dati forniti da Aspi (Autostrade per l'Italia), le opere compensative incidono in media tra il 15 e il 20% sugli extra-costi aggiuntivi rispetto ai budget preventivati. E tra le fette più grandi di questa torta, che sommando tutti i suoi spicchi arriva in media a raddoppiare i costi dell'autostrada rispetto a quelli preventivati. Solo l'altra temibile «grana» delle opere pubbliche, ovvero il contenzioso che inevitabilmente si apre in un cantiere su due dopo la gara, rischia di fare peggio, perché può arrivare a far lievitare la spesa fino al 25 per cento.
Lo stesso discorso vale per le infrastrutture ferroviarie. Nel caso dell'Alta velocità «le modifiche necessarie al fine di minimizzare l'impatto sull'ambiente e sul territorio hanno comportato un aggravio pari a 6-8 milioni di euro a chilometro rispetto alla rete spagnola e francese», quantifica il Rapporto.
Più o meno il 10% di quei 65 milioni di euro/Km che già rappresentano un record del nostro Paese rispetto ai 40 milioni del Giappone, ai 23 della Francia e ai 17 della Spagna. Una distanza solo in parte dovuta alle caratteristiche orografiche e morfologiche dell'Italia.
Come richiesto dal Tavolo tecnico coordinato dall'ex Viceministro per le Infrastrutture, Roberto Castelli, il decreto ha fatto scendere dal 5% al 2% del costo dell'opera il tetto di risorse da destinare alle opere compensative, che per la prima volta devono anche essere «connesse alla funzionalità dell'opera» e comprendere le misure di mitigazione ambientale. In altre parole: stop alle piscine in cambio dell'autostrada, largo a misure di raccordo e ricucitura con il territorio.
Il tetto vale solo per i progetti preliminari nuovi, messi a punto dal 13 luglio scorso. E infatti ne è fuori, per esempio, la Torino-Lione, per la quale proprio la scorsa settimana il Governo ha annunciato di voler stanziare 135 milioni di opere compensative, pari esattamente al 5% del costo dell'opera, ora stimato in 2,7 miliardi. Da chiarire però cosa serviranno questi fondi. Ma il concetto di mitigazione dell'impatto ambientale in realtà si è già fatto strada in altre grandi opere, a livello più avanzato.
L'esperimento più importante è quello della Pedemontana lombarda: accanto alla nuova arteria stradale - 87 chilometri da Bergamo a Malpensa - sorgerà parallela la «Greenway», una pista ciclo e-donale di 90 chilometri. « È il frutto di una progettazione condivisa insieme con il territorio - spiegano dalla concessionaria Autostrada Pedemontana Lombarda-, che ha portato a destinare il 3% di tutta l'opera alle compensazioni, così suddiviso: cento milioni per le compensazioni vere e proprie (Greenway più 45 progetti locali) e 50 milioni per gli interventi ambientali».
(fonte: Il Sole 24 Ore)
legolego March 15th, 2012, 11:29 AM Il CDM approva lo statuto dell’Agenzia infrastrutture stradali e autostradali
13 Marzo 2012
Il consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, lo schema di statuto dell'Agenzia per le infrastrutture stradali ed autostradali.
Si tratta di un importante passo in avanti per l'attuazione del riassetto della governance pubblica in materia di strade ed autostrade di interesse nazionale, avviato con la manovra finanziaria di luglio 2011.
All'Agenzia - spiega una nota della Presidenza del consiglio - sono attribuite le funzioni di Concedente della rete, precedentemente facenti capo ad Anas, che rimarrà invece titolare delle funzioni di Concessionaria e gestore della rete. Le funzioni regolatorie saranno invece esercitate dall'Autorità dei trasporti, in corso di istituzione.
Lo statuto, dopo l'acquisizione dei pareri del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari, tornerà al consiglio dei Ministri per l'esame definitivo e la successiva emanazione.
(fonte: ASCA)
legolego April 18th, 2012, 10:15 AM Bond del territorio per investimenti in infrastrutture
Arrivano i covered bond per gli enti locali, i prestiti di scopo per finanziare le infrastrutture. E' quanto prevede l'articolo 54 del decreto liberalizzazioni (Dl 1/2012 convertito dalla legge 27/2012), che aggiunge il comma 1-bis all'articolo 35 della legge 724/1994.
Il patrimonio a garanzia del prestito è formato da beni immobili disponibili per un valore almeno pari all'emissione obbligazionaria ed è vincolato alla soddisfazione degli obbligazionisti. Su di esso non sono ammesse azioni da parte di creditori diversi dai portatori dei titoli. Un regolamento del Ministero dell'Economia determinerà le modalità di costituzione e di gestione del patrimonio a garanzia.
Si tratta, in sostanza, di covered bond emessi dagli Enti locali. La norma è di interesse, poiché consente l'uso di obbligazioni garantite nel mercato del debito locale. Questo strumento potenzia l'ordinaria garanzia forte dei finanziatori (delegazione di pagamento) con la destinazione di un patrimonio immobiliare dedicato a tutela delle loro ragioni di credito. Il rafforzamento delle garanzie mira a spingere gli operatori a tornare sul mercato piuttosto asfittico del finanziamento delle municipalità.
La doppia tutela, inoltre, dovrebbe assicurare un calo dei tassi d'interesse rispetto ai finanziamenti a garanzia "semplice".
La novità presenta comunque alcune incognite. Visti i molteplici input legislativi tendenti a facilitare la cessione del patrimonio pubblico non utilizzato per fini istituzionali, infatti, appare contraddittorio congelare per tutto il periodo dell'ammortamento ingenti quote di patrimonio disponibile a mera garanzia statica dei finanziatori. In sede di attuazione, si potrebbe prevedere che il valore degli immobili contribuisca, con tecniche di cartolarizzazione, al rimborso del debito grazie alla generazione di flussi finanziari aggiuntivi a quelli correnti, eventualmente anch'essi vincolabili a tutela dei creditori.
Altre incertezze sono rappresentate, oltre che dal patto di stabilità, anche dai nuovi vincoli all'indebitamento degli Enti locali previsti dall'articolo 8, comma i della legge i83/2on che ha introdotto nuovi valori per il rapporto massimo fra interessi ed entrate correnti ex articolo 204 Tuel (12% per il 2011, 8% per il 2012, 6% per il 2013 e 4% per il 2014).
L'articolo 8 comma 3, inoltre, ha previsto il principio dell'obbligatoria riduzione dello stock di debito da parte degli enti territoriali a partire dal 2013. Sarebbe dunque opportuno che il nuovo strumento per gli investimenti degli enti locali fosse totalmente o parzialmente esentato da questi vincoli.
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legolego May 7th, 2012, 02:11 PM Il rischio benzina rischia di far saltare le stime di traffico
La minaccia di un crollo del traffico autostradale può diventare un ulteriore ostacolo a sorpresa sul cammino dei project financing autostradali. Mentre negli ultimi anni, nonostante la crisi, i ritmi del traffico avevano subito altalene non drammatiche, i primi mesi del 2012 hanno fatto segnare numeri preoccupanti.
Aiscat ha rilevato in gennaio rispetto allo stesso periodo del 2011 un calo del 5,9% per il traffico leggero e un -7,4% per i pesanti (-6,2% complessivo), numeri che sono destinati a peggiorare, come confermato da Atlantia nella sua relazione al bilancio, a causa del "febbraio nero" (neve e sciopero tir), ma soprattutto per l'impennata del prezzo della benzina. Tra il 2007 e il 2011 (dati Aiscat) il traffico complessivo è calato del 2,3%; fino all'anno scorso dunque, la crisi non ha avuto impatti di rilievo sulla domanda autostradale.
Lo scenario però sta cambiando come fa pensare l'analisi di Atlantia: le stime sul primo trimestre 2012 fanno segnare un crollo dell'8,9% per i mezzi leggeri e del 7,7% per quelli pesanti. Al netto degli effetti di eventi non ricorrenti (neve e sciopero Tir), il Gruppo Autostrade stima che il calo del primo trimestre 2012 sarà di circa il 5,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato. È però difficile valutare quanto questa situazione possa incidere sulle valutazioni che accompagnano il closing finanziario di un project financing.
Per il direttore generale di Autostrade Centropadane, Francesco Acerbi, le stime di traffico sono in generale poco attendibili su un arco di tempo lungo quanto quello previsto per ammortizzare un'autostrada. «Inoltre quando le Banche costruiscono il loro modello di traffico sono più conservative rispetto a quanto calcolato dal concessionario, inoltre c'è sempre la garanzia data dalla possibilità di rivedere il piano finanziario se il traffico crollasse».
Il tema vero sembra essere rappresentato dal costo della benzina che anche per il professore del Politecnico di Milano, Marco Ponti, esperto di economia dei trasporti, potrebbe portare a un calo forte della domanda. «Finora il rischio traffico non c'era, ma adesso con la benzina a questi livelli si farà più fatica a chiudere i propri project financing. D'altronde si è lasciato il rischio traffico completamente sui Concessionari, senza nessuna regolamentazione come in Francia».
Il tema del traffico non dovrebbe incidere invece sulle nuove autostrade lombarde come la Brebemi, la Tem e la Pedemontana (tutte in attesa del closing finanziario) perché sul territorio la domanda è molto forte. È quanto valuta Antonio Rognoni, Ad di Cal, il concedente misto Regione Lombardia e Anas appunto delle tre nuove tratte, che considera le valutazioni del traffico molto legate a situazioni territoriali: «Il vero problema è il costo del denaro eccessivo. Mentre il problema del traffico in un arco perlomeno di 20 anni non incide».
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legolego May 23rd, 2012, 12:42 PM Passera spinge sulle infrastrutture, nasce il sito Cantieri Italia
Il Governo accelera sulle infrastrutture, con il proposito di attivare una grossa fetta di progetti entro la scadenza del mandato nel 2013. Il Ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture, Corrado Passera, ha affermato che è realizzabile l'obiettivo di avviare nuovi progetti in infrastrutture per un valore di 100 miliardi di euro entro l'anno prossimo. Un target importante perché è pari al 5-6% del PIL italiano. Lo sblocco dei fondi - ha detto Passera - potrebbe avvenire con un CIPE "corposo" a giugno.
Il Ministro, auspicando l'avvio di nuovi progetti e la velocizzazione di quelli esistenti, ha anche messo in risalto i grandi vantaggi degli investimenti in infrastrutture, sotto il profilo della crescita e dell'occupazione. A tal proposito, si stima che le opere sin qui approvate dal Governo abbiano generato circa 400 mila posti di lavoro, di cui 120 mila nuovi.
Passera oggi ha presentato l'ultima novità del Governo, il sito dedicato al monitoraggio ed alla verifica dello stato di avanzamento delle opere e dei cantieri avviati. Il nuovo sito Cantieri Italia, messo in piedi in una versione beta e fortemente voluto dall'ex banchiere, classifica i cantieri in quattro categorie: corridoi strategici (gli assi portanti della mobilità), nodi logistici (porti e aeroporti), ambiti urbani e sistemi idrici. Sarà anche possibile consultare lo stato delle opere regione per regione.
Corridoi strategici
I corridoi strategici sono gli assi portanti della mobilità sostenibile europea e il più importante investimento infrastrutturale in corso nel vecchio continente.Si tratta di dieci grandi assi viari e ferroviari (Trans European Network) già approvati dal Consiglio dei Ministri dei Trasporti della Unione Europea.
Dei dieci Corridoi strategici quattro interessano direttamente il nostro Paese:
Corridoio Baltico - Adriatico
(Helsinki – Tallinn – Riga – Brno – Vienna – Bratislava – Graz– Villach – Udine – Trieste – Venezia – Padova – Bologna – Ravenna);
Corridoio Mediterraneo
(Lisbona/Algeciras – Madrid – Zaragoza – Barcelona – Lyon – Torino – Novara – Milano – Verona – Padova – Venezia – Ravenna – Trieste – Koper – Ljubljana – Budapest – Kiew);
Corridoio Helsinki - La Valletta
(Helsinki – Stoccolma – Malmö – Copenaghen – Lübeck – Amburgo – Hannover – Monaco – Innsbruck – Verona – Bologna – Firenze – Roma – Napoli – Bari – Taranto – Gioia Tauro – Palermo – La Valletta);
Corridoio Genova - Rotterdam
(Genova – Novara – Milano – Lugano – Basilea – Berna – Mannheim – Colonia – Düsseldorf – Duisburg – Utrecht – Amsterdam Rotterdam).
L’Italia ha programmato, pianificato, aperto cantieri e in alcuni casi ha completato molti interventi lungo i Corridoi comunitari; i lavori sono stati programmati per un ammontare di 90,3 miliardi di euro, di cui 26,2 miliardi di euro per cantieri aperti (29%), 27,3 miliardi di euro per opere già completate (30%), mentre la quota residua di 36,8 miliardi di euro (41%) è in fase di progettazione e/o di bandi di gara.
Nodi logistici
I nodi logistici sono collegamenti portuali, aeroportuali e interportuali che mettono in rapporto tra loro più infrastrutture. Rappresentano una base importante anche per lo sviluppo territoriale.
I nodi svolgono un ruolo prioritario nel rafforzare la funzione geoeconomica della rete nazionale e comunitaria e consentono una gestione funzionale del trasporto di merci e persone.
Alcuni nodi logistici sono all’interno del nuovo assetto delle Reti TEN – T e sono stati definiti “nodi prioritari” come i porti di Ancona, Bari, Genova, Gioia Tauro, La Spezia, Livorno, Napoli, Palermo, Ravenna, Taranto, Trieste, Venezia o rivestono un ruolo strategico in quanto riferimenti portanti per determinate economie regionali e sovra regionali come i porti di Cagliari, Augusta, Brindisi, Civitavecchia e Savona.
Ambiti urbani
Gli ambiti urbani sono aree con una popolazione superiore a un milione di abitanti e con un sistema di reti e servizi collegato con i grandi nodi logistici.
In queste aree di rilevanza strategica sono stati programmati e progettati interventi per oltre 20 miliardi di euro, e sono in corso di realizzazione opere per oltre 12 miliardi di euro.
Gli ambiti trovano un riferimento chiaro all’interno del Piano delle Infrastrutture Strategiche, attraverso interventi di potenziamento delle reti metropolitane, riqualificazione delle reti viarie e ferroviarie ed interventi di salvaguardia ambientale come nel caso della laguna veneta.
Rivestono questo preciso ruolo strategico gli ambiti urbani già ritenuti prioritari all’interno delle reti TEN – T come quelli Roma, Bologna, Genova, Milano, Napoli, Torino, Venezia, Palermo nonché quelli di Brescia, Firenze, Bari, Catania e Cagliari che, sia per la loro dimensione demografica che per la serie di funzioni svolte, rivestono un ruolo chiave nell’intero assetto territoriale regionale e nazionale.
Su tali nodi sono stati programmati e progettati interventi per oltre 20 miliardi di euro e sono attualmente in corso di realizzazione opere per oltre 12 miliardi di euro.
Sistemi idrici
I sistemi idrici sono infrastrutture fondamentali per consentire un'adeguata disponibilità idrica - acqua per irrigazione e uso potabile - a zone del Paese che soffrono di carenze di approvigionamenti.
La Legge Obiettivo attraverso un apposito Programma di interventi mirati alla realizzazione di invasi e di reti idriche, ha finora stanziato circa 1,5 miliardi di euro.
Si è intervenuti in questo modo su una della problematiche più gravi che caratterizzano da anni diversi territori del nostro Paese, in particolar modo nel Mezzogiorno.
La carenza idrica costituisce ancora una causa di ritardo della crescita del Paese, sprattutto nei settori del turismo, dell’industria e dell’agricoltura.
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legolego June 22nd, 2012, 12:17 PM Su infrastrutture strategiche, competenza esclusiva allo Stato
Che la crescita, nella visione del ministro dello Sviluppo economico, passi (anche) dal potenziamento delle infrastrutture, non è una novità. Ora, però, si intravede un passo ulteriore in questa direzione: il governo - anticipa Corrado Passera in un'audizione in commissione Ambiente della Camera - pensa a norme costituzionali che vedano nello Stato l'unico organo competente per le infrastrutture strategiche.
«È allo studio - afferma Passera - la possibilità di proporre l'inserimento nell'ordinamento giuridico di norme di carattere costituzionale che attibuiscano alla competenza esclusiva dello Stato le infrastrutture strategiche di interesse nazionale e sovranazionale». Potrebbero inoltre essere messe a punto «norme ordinarie che impediscano la reformatio in pejus retroattiva del trattamento finanziario e fiscale degli investimenti infrastrutturali» e che consentano il coordinamento della programmazione statale con quella europea.
Il Governo, afferma Passera, pensa alla possibilità di introdurre sulle grandi opere «il dibattito pubblico prevedendo procedure di consultazione delle popolazioni locali e delle associazioni portatrici di interessi diffusi».
In audizione il Ministro rilancia poi la proposta di un rating che misuri le capacità imprenditoriali delle aziende anche sulla base del livello di sicurezza garantito. La pubblica amministrazione «si dovrebbe dotare di un sistema di rating delle imprese gestito da società specializzate»: «il rating dovrebbe avvenire sulla base di criteri che facciano riferimento alle reali capacità imprenditoriali/realizzative dell'impresa, alla sua consistenza finanziaria, alla serietà dei suoi comportamenti (per esempio: numero di infortuni registrati, numero di varianti richieste, entità del contenzioso con la Pubblica amministrazione e suoi esiti)».
Passera interviene anche sul tema del contenimento della spesa pubblica e sulla spending review. E sottolinea che l'operazione punta a evitare un automatico aumento dell'Iva che non avrebbe effetti positivi sull'economia. Intervenendo a Radio Anch'io su Radio uno, il ministro ricorda che l'obiettivo rimane confermato. Secondo Passera ora non c'è spazio per l'introduzione di nuove tasse: il peso della pressione fiscale è ora già molto elevato.
Il Ministro conferma poi che le risorse complessivamente mobilitabili con il decreto sviluppo si attestano sui 60-80 miliardi. Monti, ricorda il responsabile dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture , ha fatto un miracolo: «l'Italia ha già fatto una cosa importantissima: rientrare con credibilità su tutti i tavoli. In questo Monti ha fatto un miracolo e l'Italia ora è protagonista, in alcuni casi riferimento, su tutti i tavoli internazionali». Infine, una battuta sul nodo esodati: «dobbiamo risolvere la situazione».
«Non sostenere l'euro - ricorda Passera - ha implicazioni forti e negative soprattutto per Paesi come il nostro, che hanno fatto la loro parte di lavoro al proprio interno ma che hanno bisogno di un contesto europeo più convinto di se stesso».
La costruzione del Ponte sullo stretto di Messina, priorità del governo Berlusconi, non è in cima alla lista nell'agenda dell'esecutivo Monti. «Non c'è - spiega il Ministro – una scelta definitiva, io non lo considero tra le infrastrutture prioritarie a cui dedicarci». Il progetto oggi non è una priorità, dunque, in futuro chissà.
Critica, la posizione dell'ex Ministro delle Infrastrutture Matteoli: «l'idea che il manufatto non venga ritenuto prioritario (dopo 8 mesi di studi e di riflessioni) - afferma - è un grave errore». Passera, osserva Matteoli, getta la maschera. «Noi - incalza l'ex ministro - continueremo a sostenere che il Ponte vada realizzato perché rappresenta un volano di crescita non solo per l'intero Sud ma per tutto il Paese e l'Europa. E inoltre - conclude Matteoli - Passera ha verificato l'entità del danno che deriverebbe al bilancio dello Stato in caso di stop dell'opera per le penali da pagare alle imprese che dovrebbero realizzare il Ponte?».
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legolego June 27th, 2012, 10:08 AM Clausola sovranità: decide solo lo Stato
Luciano Violante, presidente di Italiadecide, la propone da tempo e ora la "clausola di sovranità" entra nella riforma costituzionale all'esame del Senato: in base a questa norma di rango maggiore lo Stato potrà decidere, in casi straordinari, bypassando l'ordinaria ripartizione di poteri fra Stato e Regioni.
Varrà anche per le opere pubbliche e soprattutto per quelle grandi opere considerate di interesse strategico nazionale e concordate con l'Unione europea. E’ stato proprio l'ex Presidente della Camera a dare notizia del lavoro di Palazzo Madama ieri nel corso del seminario che Italiadecide ha svolto alla Camera per presentare il rapporto «10 opere per la ripresa», realizzato con altre fondazioni: Apertacontrada, Astrid, Avventura Urbana, Libera Fondazione e ResPublica.
A confermare che qualcosa si muove effettivamente per la riforma dell'articolo 117 della Costituzione sulla ripartizione dei poteri tra Stato e Regioni è stato ieri il Ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera. "E allo studio la possibilità di proporre l'inserimento nell'ordinamento giuridico di norme di carattere costituzionale che attribuiscano alla competenza esclusiva dello Stato le infrastrutture strategiche di interesse nazionale e sovranazionale".
Il viceministro Mario Ciaccia ha sottolineato il lavoro di riforma che il Governo sta facendo anche grazie al contributo delle proposte delle fondazioni politiche.
Violante ha sintetizzato in cinque punti le principali proposte della sua fondazione, frutto di un lavoro che da mesi va avanti con Astrid e ResPublica e che ha già notevolmente influenzato il dibattito pubblico e le norme varate:
a volte non servono nuove infrastrutture, ma basta connetterle;
occorre favorire la leale collaborazione con i territori dall'alto verso il
basso, ma anche dal basso verso l'alto;
sobrietà degli interventi nei costi e nella loro rappresentazione;
semplificazione delle procedure perché «finora non ce ne siamo accorti», passando da un taglio orizzontale a un'analisi verticale delle procedure;
certezza delle regole per le opere in corso, negando la retroattività delle nuove norme per i contratti operativi.
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discorso logico e di buon senso, ed è per questo che per anni non si è messo in pratica. Mi pare OVVIO e SCONTATO che opere strategiche o interregionali/nazionali/sovranazionali, debbano essere di competenza dello Stato.
Se fosse sempre stato così, ad esempio non ci troveremmo con il "moncherino" della Vandastico Nord (tanto per citarne una), solo perchè il Trentino si oppone
brick84 June 27th, 2012, 02:56 PM Le tariffe italiane sono mediamente più basse di quelle applicate in altre realtà europee come Spagna, Francia e Portogallo
A rischio più di un miliardo di investimenti nelle autostrade per il decreto sviluppo
Roma, 27 giu. - (Adnkronos) - Le nuove norme, introdotte dal dl sviluppo che innalzano la quota dei lavori che le concessionarie autostradali devono affidare a terzi, rischiano di causare uno slittamento temporale di piu' di un anno e mezzo di investimenti per un valore di un miliardo di euro. A denunciarlo e' stato il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, nel corso della sua relazione all'assemblea annuale della associazione.
"Noi ringraziamo il governo -ha detto Palenzona- per aver difeso l'intangibilita' dei contratti. Stupisce pertanto, -ha evidenziato Palenzona- che dopo ripetute dichiarazioni di intenti, sia comparsa nel testo del decreto sviluppo una norma che eleva dall'attuale 40% al 60% la quota minima di lavori che le concessionarie devono affidare a terzi, cosi' cambiando le regole per la seconda volta nel giro di pochi mesi ed in totale controtentenza con la via seguita dall'Europea".
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/A-rischio-piu-di-un-miliardo-di-investimenti-nelle-autostrade-per-il-decreto-sviluppo_313448419993.html
legolego September 21st, 2012, 02:18 PM Autostrade, maxipolo a Nord-Est
Prima ancora che la società stradale Serravalle venga venduta attraverso un bando pubblico in fase di costruzione (e prima ancora che opere come la Pedemontana e la tangenziale di Milano vengano realizzate), c'è già chi guarda a un progetto che raccolga tutte le grandi società autostradali del Nord-Est.
Il dossier sarebbe allo studio dei principali fondi italiani (in particolare di Fai e Equinox), oltre che di gruppi industriali italiani e stranieri (come Gavio e Vinci), e avrebbe già avuto il gradimento anche di banche come IntesaSanpaolo, che partecipano all'azionariato di alcune infrastrutture del territorio.
L'obiettivo è realizzare le opere attraverso il project financing, e anche il mondo politico - che dovrebbe coordinare finanza e soggetti industriali, gestori e costruttori - dovrebbe dare a breve, in questo territorio, le sue risposte sul progetto.
Nel merito, l'idea è di entrare nel capitale di una holding e poi fondersi per gradi con le altre che gestiscono le infrastrutture della Lombardia e del Veneto, prevalentemente sotto il controllo pubblico. Il nuovo soggetto dovrà avere un unico piano industriale stabile, con risorse e investimenti certi, nella prospettiva di uno sbarco a Piazza Affari.
Tra le società del dossier, le prime della lista sono Serravalle, oggi in fase di alienazione da parte della Provincia e del Comune di Milano (che insieme ne detengono oltre il 70%); Autostrada Serenissima, controllata da Banca Intesa e Astaldi; Autovie Venete, controllata con larga maggioranza da Friulia, la finanziaria del Friuli Venezia Giulia. Poi, in un secondo momento, il progetto si estenderebbe ad altre società ritenuti appetibili, come la Pedemontana Veneta e l'Autobrennero.
Il progetto, ancora tutto da costruire, sembra però già sulla carta un'idea vincente, anche perché garantirebbe il proseguimento delle opere superando i continui "intoppi" degli azionisti pubblici, limitati da bilanci spesso in rosso e dai paletti del patto di stabilità.
Il primo passaggio, cioè l'aggregazione delle prime tre società (che dovrebbe concretizzarsi in un periodo di cinque anni) varrebbe tre miliardi, e sarebbe in grado attivarne altri 10 di finanziamento. Denaro di cui, evidentemente, il settore pubblico oggi non dispone. Ricapitalizzare le partecipate, in questi anni, per Comuni e Province non è, infatti, cosa semplice. Ma in questo modo si rischia che i cantieri abbiano continui stop and go, senza certezze di date. La soluzione sembrerebbe dunque offerta dai fondi che intendono acquistare e rilanciare le opere, per poi offrirle a un azionariato diffuso.
http://online.stradeeautostrade.it/notizia/100012092199004
legolego October 11th, 2012, 05:13 PM Decreto Crescita 2.0: fisco agevolato per le infrastrutture
Infrastrutture protagoniste del Decreto Crescita 2.0, contenente “ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” e approvato il 4 Ottobre dal Consiglio dei Ministri. Tra le principali novità spiccano il credito d'imposta per le opere in project financing, e l'archivio nazionale delle strade a cura dell'Istat. In particolare, “col credito d'imposta alle infrastrutture – ha spiegato il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera – si possono mettere in moto opere che altrimenti non partirebbero: potrebbero essere per 15 miliardi i lavori che questo meccanismo faciliterà”. E Palazzo Chigi ha confermato che “le norme del secondo Decreto Crescita puntano, in modo ambizioso, a fare del nostro Paese un luogo nel quale l'innovazione rappresenti un fattore strutturale di crescita sostenibile e di rafforzamento della competitività delle imprese”.
Per favorire la realizzazione di nuove opere infrastrutturali (di importo superiore a 500 milioni di euro) mediante l'utilizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato per le quali non sono previsti contributi pubblici a fondo perduto (ed è accertata la non sostenibilità del piano economico finanziario), è riconosciuto un credito di imposta su Ires e Irap fino al 50% del costo dell'investimento. I requisiti sono verificati dal Cipe con propria delibera, adottata su proposta del Ministro delle Infrastrutture, di concerto con il Ministro dell'Economia. Si tenga presente che queste misure potrebbero essere utilizzate anche per le infrastrutture di interesse strategico già affidate nel caso in cui risulti necessario ripristinare l'equilibrio del piano economico finanziario (come Brebemi, Pedemontana lombarda e Tangenziali esterne milanesi). La disposizione è valida fino al 31 Dicembre 2015. In questo modo – spiega il Governo – “sarà possibile favorire la realizzazione di un considerevole numero di grandi infrastrutture, senza incidere sulle entrate erariali e per di più stimolando un indotto positivo anche per le entrate pubbliche”.
“Per far fronte ai pagamenti per lavori e forniture già eseguiti, l’Anas può utilizzare, in via transitoria e di anticipazione, le disponibilità finanziarie giacenti sul conto di tesoreria intestato alla stessa società nel limite di 400 milioni di euro”. L'Anas è obbligata al reintegro del fondo “entro il 2012 mediante utilizzo delle risorse che le verranno erogate dallo Stato a fronte di crediti già maturati”. Inoltre, i canoni derivanti dalla realizzazione del completamento dell'autostrada Livorno-Civitavecchia, tratto Cecina-Civitavecchia, sono trasferiti alla Regione Toscana, per i primi dieci anni di gestione dell'infrastruttura, fino alla quota massima annua del 75%. Il trasferimento avviene “a titolo di concorso al finanziamento da parte della regione di misure di agevolazione tariffaria in favore dei residenti nei comuni dei territori interessati”.
Terza novità, l’Istat effettuerà con cadenza annuale il censimento generale della popolazione e delle abitazioni, realizzando anche l’Archivio nazionale delle strade e dei numeri civici, utilizzando il conferimento degli indirizzari e degli stradari comunali.
http://online.stradeeautostrade.it
legolego October 18th, 2012, 10:15 AM Anagrafe delle opere incompiute
Entro il 31 marzo di ogni anno le stazioni appaltanti dovranno comunicare quali opere possono considerarsi “incompiute”; al ministero delle Infrastrutture e alle regioni spetterà il compito di mettere in linea l’elenco-anagrafe delle opere incompiute al fine di valutarne l’eventuale diversa destinazione d’uso o un utilizzo parziale rispetto a quanto programmato e progettato.
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http://online.stradeeautostrade.it/notizia/100012101899001
legolego November 5th, 2012, 09:41 AM Il nuovo Codice degli appalti
Una delega al Governo metterà ordine alle 120 nuove normative in materia di appalti inserite nelle recenti manovre finanziarie o leggi (Salva Italia, Liberalizzazioni, Spending Review, Semplificazioni, Sviluppo).
Si tratta di armonizzarle con la legge 163/2006, “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”.
Le novità introdotte dai vari provvedimenti legislativi sono già coordinate con il Codice degli Appalti, ma manca un’opera di riordino che armonizzi l’intero impianto.
Il Ddl anticorruzione prevede un inasprimento dei controlli sulle attività a rischio di infiltrazione mafiosa ma introduce anche white list di imprese considerate al riparo da tali rischi e quindi esenti dall’obbligo di presentare la documentazione antimafia. L’elenco (in vigore dopo apposito decreto ministeriale) dovrà essere costantemente aggiornato.
C’è poi una stretta sugli arbitrati relativi agli appalti pubblici (servirà una specifica autorizzazione motivata dell’organo amministrativo competente), e ci sono nuovi obblighi di trasparenza da parte della PA su gare, bandi e procedure.
Il bando standard è stato approvato con la determinazione 4/2012 dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture per ridurre la discrezionalità delle stazioni appaltanti attraverso una precisa tipizzazione che limiti, ad esempio, "le numerose esclusioni che avvengono sulla base di elementi formali e non sostanziali, con l’obiettivo di assicurare il rispetto del principio della concorrenza e di ridurre il contenzioso in materia di affidamento dei contratti pubblici".
Il bando tipo elenca con precisione vincoli e criteri che stazioni appaltanti, e la stessa Autorità, devono osservare nell’individuazione delle ipotesi legittime di esclusione, in attuazione degli articoli 64, comma 4-bis, e 46, comma 1-bis del Codice degli Appalti (che prevedono rispettivamente di predisporre i bandi sulla base di modelli, bandi-tipo, approvati dall’Autorità e di indicare cause tassative di esclusione).
In tutto, vengono individuate circa 90 cause di esclusione, divise in tre tipologie generali:
adempimenti previsti dal Codice degli Appalti e dal relativo regolamento attuativo (Dpr 207/2010): ad esempio requisiti di partecipazione, termini di presentazione delle offerte, partecipazione di raggruppamenti temporanei e consorzi, ricorso al subappalto, mancati o tardivi chiarimenti, offerte anomale.
Carenza di elementi essenziali dell’offerta, relativi a sottoscrizione, accettazione delle condizioni generali, cauzioni, sopralluoghi.
Irregolarità relative agli adempimenti formali di partecipazione alla gara: modalità di presentazione, domande di partecipazione, dichiarazioni sostitutive, utilizzo di moduli predisposti, comunicazioni.
http://online.stradeeautostrade.it/notizia/100012102399003
legolego November 5th, 2012, 09:48 AM Dal Cdm via libera al ddl infrastrutture
Via libera al disegno di legge che semplifica il settore delle infrastrutture e anche alla nomina del nuovo direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale. La scelta del Consiglio dei ministri è ricaduta su Agostino Ragosa dall’Agosto 2004 all’Agosto 2012 Chief Operating Officer del Gruppo Poste Italiane dove, da Settembre, ricopre l’incarico di Responsabile dell’innovazione e dello sviluppo ICT, ruolo che lascerà per svolgere il nuovo incarico. Questo è quanto deciso nella riunione di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi.
Per quanto riguarda i settori produttivi nevralgici per lo sviluppo del Paese, quali infrastrutture, trasporti, edilizia e territorio, tra le nuove misure, ispirate al modello francese del debat public, introducono l’istituto della consultazione pubblica per la realizzazione delle opere di interesse strategico, così da consentire il coinvolgimento preventivo delle comunità e dei territori interessati.
Sempre su questo fronte si cercherà di agevolare ulteriormente l’utilizzo degli strumenti di partenariato pubblico-privato per la realizzazione delle opere pubbliche, anche attraverso una ulteriore semplificazione e accelerazione delle procedure. Inoltre, il provvedimento tratta anche disposizioni per l’attrazione di capitali privati e la ripartizione dei lavori delle imprese appartenenti ai raggruppamenti temporanei di imprese.
Nel corso del Cdm il Presidente del Consiglio Mario Monti e i Ministri hanno poi affrontato la questione dell’agenda Digitale, con l’importante nomina di Ragosa, «frutto di una valutazione collegiale, a cui si è giunti attraverso una procedura innovativa e aperta – si spiega nella nota del Governo –. Per l’individuazione della figura professionalmente più adatta, sui principali siti dei Ministeri competenti è stato infatti pubblicato per 15 giorni un apposito avviso, al quale hanno risposto oltre 200 candidati». La procedura è stata gestita direttamente dai Ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, della Pubblica amministrazione e Semplificazione Filippo Patroni Griffi e dell’Istruzione Francesco Profumo.
L’agenzia per l’Italia Digitale, spiega palazzo Chigi, «è uno strumento cardine per la realizzazione dell’Agenda Digitale – approvata dal Governo nel secondo decreto crescita ora all’esame del Parlamento – che necessita di un coordinamento efficace di competenze finora appartenute a Enti diversi. Per questo, con la creazione dell’Agenzia, si è deciso di semplificare fortemente le politiche e le strategie di innovazione, azzerando diversi Enti finora esistenti e dando vita a un unico e snello centro di coordinamento».
Il nuovo organismo, conclude, «rappresenta uno snodo cruciale nella gestione di tutti i processi di digitalizzazione e ammodernamento della pubblica amministrazione in particolare per quanto riguarda la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’interoperabilità dei sistemi informativi pubblici, la vigilanza sulla qualità dei servizi e sulla razionalizzazione della spesa informatica, il coordinamento delle iniziative strategiche per la digitalizzazione dei servizi pubblici per cittadini e imprese».
http://online.stradeeautostrade.it/notizia/100012103199004
brick84 January 31st, 2013, 03:17 PM Appalti pubblici: in Anas il primo atto pubblico con firma massiva
Ciucci: “D’ora in poi un ricordo le stipule notarili forzatamente lunghe ore o addirittura giorni”
Per la prima volta in Italia, l’Anas ha formalizzato un contratto pubblico massivo d’appalto in forma digitale, rispettando le nuove modalità introdotte dalla recente normativa stabilita dall’art.11 del D. lgs. 163/06, la cosiddetta legge sulla semplificazione. Infatti, grazie all’utilizzo di una sofisticata piattaforma tecnologica, anche gli atti relativi agli appalti per lavori di grande importanza tecnica ed economica (quale il contratto, con circa 300 corposi documenti allegati, del lotto VII del collegamento Sassari-Olbia firmato stamane) sono oggi stipulabili con un’unica apposizione di firma digitale da parte rispettivamente dei due contraenti e del notaio rogante.
È la cosiddetta firma “massiva”, il sistema che consente la firma veloce e contemporanea di un gran numero di file particolarmente “pesanti” a livello di dimensioni permettendo – oltre al risparmio di carta – anche un considerevole risparmio di tempo nella definizione della stipula.
“Saranno d’ora in poi un ricordo – ha commentato l’Amministratore Unico dell’Anas Pietro Ciucci – le stipule notarili lunghe diverse ore, quando non addirittura giorni, che impegnavano il dirigente dell’Anas e il delegato dell’impresa a estenuanti sedute per firmare migliaia e migliaia di allegati”.
L’atto pubblico informatico stipulato oggi è stato messo al sicuro da parte del notaio nel ‘sistema di conservazione a norma’ realizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato. Il sistema è idoneo a custodire e a preservare nel tempo la validità giuridica del documento.
L’Anas, ormai da anni la prima stazione appaltante d’Italia per volume economico, ha sviluppato soluzioni tecnologiche e organizzative avanzate, per comprimere i costi, globalmente intesi, della filiera degli appalti con un risparmio per la collettività tutta che, in questa fase così difficile, è la vera sfida da affrontare quotidianamente.
Roma, 31 gennaio 2013
anas.it
joannis January 31st, 2013, 06:47 PM ^^Finalmente dopo anni si sono decisi ad applicare le nuove procedure informatiche...se in Italia la P.A. avesse applicato da subito le norme del Codice dell'amministrazione digitale risalente al 2005 probabilmente oggi ci troveremmo in una situazione meno grave e meno disperata non solo per il fatto che la lentezza della burocrazia è un ostacolo agli investimenti e alla crescita ma anche per le casse dello Stato che ogni anno deve pagare multe salatissime per il mancato rispetto delle normedei termini di conclusione del procedimento amministrativo.
joannis February 7th, 2013, 04:08 PM Corte dei Conti, Anas: per nuove opere necessario finanziamento pubblico
Il finanziamento pubblico si conferma "necessario" nei confronti dell'Anas "per le attivita' di investimento in nuove opere ed in manutenzioni straordinarie". E' quanto rileva un passaggio della relazione sull'attivita' del 2012, svolta lunedi' dal Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, in occasione della cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario 2013. Nella relazione, in dettaglio, emerge che "di particolare rilievo sono stati, nel 2012, i referti sulla gestione finanziaria di Anas S.p.A.". "La societa' - si legge nella relazione del presidente della Corte dei Conti - pur nella negativa congiuntura economica internazionale, ha ottenuto un utile di esercizio di 10,15 milioni di euro, a conferma di un trend positivo conseguito grazie alla politica di efficientamento, messa in atto a partire dal 2006". "Il 2010 - continua Luigi Giampaolino - e' stato l'ultimo anno nel quale l'Anas ha ricevuto un corrispettivo di esercizio per le attivita' svolte nella gestione ordinaria della rete di 25.000 km affidatale". "La Corte ha rilevato - si legge nella relazione - come il finanziamento pubblico si riveli tuttora necessario per le attivita' di investimento in nuove opere ed in manutenzioni straordinarie".
legolego April 23rd, 2013, 11:40 AM Per la Corte dei conti, la Legge appalti ostacola la ripresa
La normativa sugli appalti pubblici è "elefantiaca" e "intricata", un sistema di regole che "ingessa il mercato" e ostacola l'uscita dalla crisi economica. Lo ha sottolineato il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, secondo cui "con i suoi 616 articoli complessivi, per non parlare di tutte le norme correlate, comprese quelle varate nell'ultimo anno, il Codice dei contratti e il suo regolamento attuativo hanno mostrato tutti i loro limiti e non sono perciò in grado di assecondare gli eventuali sforzi che si volessero fare per investire nelle opere pubbliche risorse capaci di invertire il ciclo economico del nostro Paese".
"In più - ha detto Giampaolino intervenendo a un convegno a Napoli - va considerato che la maggior parte degli articoli del Codice e del regolamento non eccellono per sinteticità. È necessario, invece, un corpo normativo agile e chiaro che rimuova una iper-regolamentazione elefantiaca la quale ingessa e ostacola il mercato".
stradeeautostrade.it
legolego April 30th, 2013, 11:38 AM Infrastrutture strategiche: il Parlamento valuta l’allegato V° del DEF 2013
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Il Programma è composto da 10 capitoli: viene anzitutto ribadito il ruolo chiave del X° Allegato Infrastrutture (capitolo 1), illustrati i cambiamenti generati dalla Legge Obiettivo (capitolo 2), aggiornato il quadro di avanzamento delle opere del Programma delle Infrastrutture Strategiche (capitolo 3), aggiornato lo stato di avanzamento di ciò che nel X° Allegato Infrastrutture si caratterizzava come due diligenze dell'intero Programma (capitolo 4), illustrato il quadro degli interventi che rivestono una precisa funzione comunitaria (capitolo 5).
Inoltre, il sesto e settimo capitolo contengono, rispettivamente, le priorità funzionali da supportare finanziariamente nel triennio 2014-2016 e ulteriori obiettivi, alcuni dei quali già riportati nel X° Allegato Infrastrutture, da perseguire nel breve periodo. L'ottavo capitolo contiene quanto concordato con le Regioni in occasione dell'approvazione del X° Allegato alla Conferenza Stato-Regioni del dicembre 2012; il nono capitolo riporta sinteticamente l'operato del Dicastero nel 2012 mentre il decimo capitolo mette in evidenza alcuni elementi significativi dell'Allegato.
Per quanto riguarda le priorità funzionali da supportare finanziariamente nel triennio 2014-2016, il Programma prevede di destinare 2,4 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi per il 2014, per: i contratti di programma 2013 Anas e Rfi; il completamento della messa in sicurezza di Venezia e della laguna (MO.SE); la messa in sicurezza di ponti e viadotti Anas; gli interventi di completamento di opere già cantierate e bloccate.
Circa 1,9 miliardi di euro (di cui 800 milioni per il 2014) vengono destinati a interventi sui nodi metropolitani e logistici di particolare rilievo e assi viari connessi alle Reti TEN-T, mentre 1,5 miliardi (di cui 1 miliardo per il 2014) vanno alla realizzazione di assi autostradali strategici. Per quanto concerne le altre priorità quali gli interventi legati al Piano Città e il completamento del Piano delle piccole e medie opere nel Mezzogiorno, sono destinati 600 milioni di euro di cui 400 milioni per il 2014.
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http://online.stradeeautostrade.it/notizia/100013043099002
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