View Full Version : Scienza, Tecnologia, Industria Italiana
Sampei May 23rd, 2007, 08:11 AM http://www.lasicilia.it/fotografie.nsf/(fotografie)/005.jpg/$FILE/005.jpg
CATANIA - Stmicroelectronics e Intel si alleano e, con il gruppo di private equity Francisco Partners, annunciano l'accordo per costituire una nuova società destinata a raccogliere le rispettive attività nelle memorie flash, pari a un giro d'affari di circa 3,6 miliardi di dollari, in vista di una prossima quotazione in Borsa.
La società italo-francese conferirà gli impianti italiani di Agrate e Catania, per un totale di 2mila occupati (senza alcun taglio), oltre a quelli di Singapore e Muar, in Malesia. La nuova compagnia sarà indipendente e lavorerà sulla fornitura di soluzioni basate su memorie flash per l'elettronica di consumo e industriale che include telefonia cellulare, lettori MP3, fotocamere digitali, computer e altri apparati high tech.
"Vogliamo ottimizzare gli asset a nostra disposizione e l'obiettivo è anche quello di portare la società in Borsa", spiega il numero uno di Stm, Carlo Bozotti nel corso della conference call. "Riteniamo si tratti di una buona occasione per generare valore per gli azionisti", osserva aggiungendo che la società rappresenta "un significativo passo in avanti nel valorizzare delle attività delle memorie flash scorporate nel primo trimestre".
La newco, il cui nome non è stato ancora scelto, raccoglierà attività del valore di 3,6 miliardi di dollari con l'obiettivo di break-even già nei primi tre mesi del 2008, mentre l'enterprise value è stimato in 3 miliardi di dollari. "Nel tempo - dice Bozotti - la società andrà avanti da sola", ma potrà contare all'inizio su un prestito a termine di 1,3 miliardi e una linea di credito revolving di 250 milioni. Sulla base dei termini dell'intesa, Stm cederà alla società gli asset individuati avendo in cambio il 48,6% del capitale e 468 milioni di dollari in contanti.
Stessa cosa per Intel, che, conferendo attività, avrà una partecipazione del 45,1% e contanti per 432 milioni. Francisco Partners, private equity con sede a Menlo Park in California, investirà 150 milioni per azioni privilegiate convertibili pari al 6,3% del capitale. La società avrà sede in sociale in Svizzera e sarà costituita come compagnia olandese, avendo 9 siti principali di produzione e circa 8 mila dipendenti, oltre a un portafoglio di 2.500 brevetti e altri mille in fase di registrazione. Intel, di riflesso all'operazione, prevede di migliorare i margini e, malgrado una contrazione dei ricavi, conferma le stime sull'esercizio in corso.
StMicroelectronics nel pomeriggio è ritornato in contrattazione a Piazza Affari ed è balzato del 3,58% a 15,39 euro. Il titolo era stato sospeso in attesa della nota con cui la società ha annunciato, insieme a Intel e Francisco Partners, di aver definito un accordo per costituire una nuova società di semiconduttori.
Fonte: La Sicilia (http://www.lasicilia.it/articoli.nsf/(ArticoliLaSiciliait)/C6DEE1EF6DEC06C1C12572E3005EA357?OpenDocument)
Sampei May 23rd, 2007, 08:12 AM edit
dsalenia@libero.it June 2nd, 2007, 10:06 PM Circola con insistenza l’indiscrezione che Finmeccanica e la controllata Alenia Aeronautica avrebbero deciso d’insediare a Venezia la società mista (JVCo) italo russa a maggioranza italiana che si occuperà nei prossimi anni della commercializzazione e della consegna ai clienti occidentali del velivolo SuperJet 100, analogamente a quello che fa ATR a Tolosa.
I Democratici di Sinistra di Alenia Aeronautica, in un convegno pubblico svoltosi a marzo a Napoli con la partecipazione di parlamentari campani e di amministratori regionali, hanno sostenuto la candidatura dell’area campana per l’insediamento di queste attività, riaffermando l’eccellenza industriale di questa regione per i velivoli regionali.
Il Superjet 100 è il più importante programma industriale russo nell’aeronautica civile ed ha certamente una valenza strategica anche per l’industria italiana con una produzione prevista di 1200 velivoli nei prossimi venti anni
Lo sviluppo del programma prevede oltre un miliardo di euro d’investimenti e l’azienda italiana parteciperà con 450 milioni di euro mentre il nostro governo coprirà con una quota di finanziamento l’impegno assunto con quello russo di sostenere il programma.
La produzione dei velivoli, come è noto, sostanzialmente sarà fatta negli impianti russi di Novosibirsk e Komsomolsk con la possibilità futura che siano coinvolti impianti pugliesi.
La tempistica del programma, che prevede l’inizio delle consegne in Occidente tra 4-5 anni, sarebbe compatibile con la localizzazione dei nuovi impianti presso gli aeroporti campani di Capodichino oppure di Grazzanise.
Inoltre Alenia Aeronautica in questa regione ha importanti preesistenze e gli impianti di Pomigliano d’Arco, con l’apporto di decine di PMI, sono quelli che producono da venticinque anni il velivolo regionale ATR.
Il successo di questo programma italo francese è il risultato della professionalità e della competenza delle maestranze dei siti campani, i cui tecnici sono gli stessi che stanno lavorando da mesi con i russi sul programma Superjet100.
Tuttavia altre logiche stanno condizionando le scelte del management di Finmeccanica e di Alenia Aeronautica che nel delicato bilancino con il quale gestiscono la distribuzione del lavoro, sembra che privilegino i siti campani prevalentemente per le attività manifatturiere.
Lavorazioni che potrebbero avere un impulso significativo dalla partecipazione di Alenia Aeronautica al programma Airbus A350xwb e dall’acquisizione dell’esercito e aviazione americana del velivolo italiano C27j.
Se si aspettano notizie positive dagli USA per il velivolo militare, per la partecipazione al programma europeo la quota che acquisirà l’industria italiana pare significativamente ridimensionata rispetto a quella prospettata dal management nei mesi scorsi alle autorità regionali e al sindacato.
Le PMI campane del settore si aspettano molto dalle scelte industriali di Alenia Aeronautica per consolidarsi e crescere, come giustamente molto si aspettano le istituzioni regionali che in questi anni hanno speso molta credibilità sui progetti industriali dell’azienda di Finmeccanica.
Il mercato aeronautico nel mondo attraversa una lunga e straordinaria congiuntura positiva che consente oggi e non domani di progettare il futuro.
1 giugno 2007
ferrara@dsalenia.it
taras! June 8th, 2007, 11:32 AM 8 giugno 2007:banana: :banana: :banana:
E’ stato lanciato dalla base di Vandenberg in California alle ore 19,35 ora locale, le 04,35 in Italia, il primo dei quattro satelliti della costellazione COSMO-SkyMed, sistema satellitare duale, civile e militare, italiano per l’osservazione della Terra nato da un accordo tra l’Agenzia Spaziale Italiana e il Ministero della Difesa. Il satellite è stato realizzato da Thales Alenia Space Italia, mentre Telespazio è stata responsabile della realizzazione dei Segmenti di Terra civili e militari.
Il satellite si è sganciato dal vettore 68 minuti dopo il lancio ee è stato acquisito alle 5.43 ora italiana dal Centro Spaziale del Fucino di Telespazio. Il satellite da subito scaricherà i dati della memoria di bordo sul Centro ASI di Geodesia Spaziale, a Matera, e sulla Stazione argentina di Cordoba.
Entusiasta il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giovanni Fabrizio Bignami. «Il lancio è stato un successo,- ha detto - COSMO-SkyMed è il più grande programma spaziale che l’Italia abbia mai affrontato, è il risultato di una grande collaborazione nazionale ed internazionale. Un ulteriore e nuovo primato assoluto per l’Italia che permetterà di prevenire i disastri naturali e salvaguardare i cittadini». Anche il generale Gianni Botondi segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli Armamenti ha commentato con soddisfazione l’ingresso in orbita del satellite italiano. «Con il lancio della prima piattaforma Cosmo-Skymed - ha commentato il militare - la Difesa italiana corona un impegno per la realizzazione di un sistema duale all’avanguardia ed unico al mondo per capacità e flessibilità, di cui potranno beneficiare in ugual misura gli utenti civili e le esigenze di sicurezza. E’ un risultato di cui la Difesa, l’ASI e l’Industria aerospaziale italiana possono andare ugualmente orgogliose». Il sistema COSMO-SkyMed ha come cuore una costellazione di quattro satelliti radar per l’Osservazione della Terra dallo spazio, avente lo scopo di monitorare e sorvegliare tutto il globo ai fini di Protezione Civile, strategici, scientifici e commerciali e per applicazioni nel campo della Gestione dei Rischi ambientali, delle emergenze, della Difesa e Sicurezza Nazionale ai fini di una valutazione della situazione su scala globale. I tre satelliti che vanno a completare la costellazione saranno lanciati entro il 2009. L’investimento complessivo per l’intero sistema è di un miliardo di euro.
fonte Dedalonews
Evasive June 8th, 2007, 11:39 AM ^^ ma i militari per cosa lo usano esattamente?
taras! June 8th, 2007, 11:58 AM ^^ ma i militari per cosa lo usano esattamente?
principalmente per sorveglianza strategica. che secondo me vuol dire spiare gli altri, soprattutto gli stati un pò turbolenti, per poter prevenire eventuali azioni ostili. e poi i nostri contingenti all'estero avranno l'occhio del grande fratello su di loro...
credo che sia un grande successo...come si legge nell'articolo, il sistema è all'avanguardia.
Evasive June 8th, 2007, 12:24 PM chissà che risoluzione ha...
cmq immagino faccia parte del progetto Soldato futuro ...visto che il cardine di quel progetto era la connessione costante con il comando di ogni militare...
GENIUS LOCI June 8th, 2007, 03:02 PM ^^ ma i militari per cosa lo usano esattamente?
Io egoisticamente spero che sia utile per aggiornare le foto satellitari di Google earth :D
Alieno June 10th, 2007, 11:45 PM chissà che risoluzione ha...
La risoluzione arriva fino ad un metro per scopi civili...
Mentre per gli scopi militari la risoluzione arriva tranquillamente ai centimetri e forse anche meno.
O almeno questo dicono le mie fonti.:)
Evasive June 11th, 2007, 09:32 AM La risoluzione arriva fino ad un metro per scopi civili...
Mentre per gli scopi militari la risoluzione arriva tranquillamente ai centimetri e forse anche meno.
O almeno questo dicono le mie fonti.:)
posso dire sticaxxi? :nuts:
taras! June 11th, 2007, 09:48 AM per chi ancora non lo avesse capito: E' UN SATELLITE SPIA
Evasive June 11th, 2007, 10:04 AM beh si era oramai evidente, ben venga che l'Italia si doti di uno strumento simile, spero che all'occasione possa essere utilizzato anche per operazioni importanti di polizia...
una domanda: è geostazionario, ha orbite predeterminate, si può posizionare a richiesta?
GENIUS LOCI June 11th, 2007, 10:38 AM ^^
Beh di un satellite spia di solito dettagli di questo genere non si danno
TohrAlkimista July 1st, 2007, 04:51 PM Ricordando la partecipazione di Alenia nel Boeing 787, il cui contributo viene dagli stabilimenti di Grottaglie, ecco le primissime immagini del 787.
E' nato!!!!
http://www.airliners.net/discussions/general_aviation/read.main/3478111/
SiLvEr@SSC July 3rd, 2007, 12:42 AM Ricordando la partecipazione di Alenia nel Boeing 787, il cui contributo viene dagli stabilimenti di Grottaglie, ecco le primissime immagini del 787.
E' nato!!!!
http://www.airliners.net/discussions/general_aviation/read.main/3478111/
....davvero molto bello, lo aspettavo da tempo ;)
TohrAlkimista July 4th, 2007, 07:26 PM Treni Breda per le ferrovie danesi
Sbloccata la commessa da parte delle ferrovie danesi per la AnsaldoBreda che fino a pochi mesi fa metteva a rischio il destino della storica azienda e il suo piano di rilancio.
Rimangono in attesa altre commesse e l'accordo di mobilità per 300 dipendenti.
Per la Breda si prospetta anche l'alleanza con un big mondiale del settore per partecipare alla gara per l'alta velocità italiana, possibilmente scelto tra Bombardier, Siemens o Alstom.
JoNapo July 4th, 2007, 07:35 PM ma pk invece la breda on crea un bel consorzio con la firema,visto che hanno gia lavori in comune?
TohrAlkimista July 4th, 2007, 07:52 PM Sarà per i soliti problemi di governance.
JoNapo July 4th, 2007, 08:05 PM e dire che c'era stato un avvicinamento in tal senso...in teoria è firema,seppure più piccola,ad avere al momento la possibilitù di prendere il controllo di breda....eppure sono i vertici firema che si stanno spostando inesorabilmente verso milano,che tristezza....
plottigat July 5th, 2007, 08:10 PM (Bella) notizia ANSA:
FINMECCANICA: PREQUALIFICATA CON FS PER GARA ARABIA SAUDITA
(ANSA) - MILANO - Finmeccanica e Ferrovie dello Stato sono state prequalificate per la gara internazionale da 6 miliardi di dollari per la realizzazione dell'alta velocita' ferroviaria tra Jedda, Mecca e Medina in Arabia Saudita. Lo si apprende da una nota. Alla gara le due aziende italiane hanno partecipato in consorzio con le ferrovie russe (Rzd) e Saudi Oger, primaria impresa locale di costruzioni. Finmeccanica sara' impegnata attraverso Ansaldo Sts, Ansaldo Breda e Selex Sistemi Integrati per l'ingneria del sistema, la fornitura di apparati e sistemi di segnalamento, telecomunicazioni, sottostazioni elettriche e per la sicurezza oltre che per la fornitura di treni ad alta velocita'. La gara - si legge nella nota - riguarda la realizzazione della linea Alta Velocita' Jeddah-Mecca-Medina di 450 km, in Arabia Saudita. Il progetto delle Ferrovie Saudite e' considerato una delle piu' importanti opere infrastrutturali ferroviarie ed il ''Gruppo FS si e' candidato a dare il suo contributo per la fase di design e costruzione, per la fase di esecuzione e manutenzione e per la progettazione e sviluppo delle stazioni ferroviarie, nonche' per quello di operatore del trasporto''. La partecipazione alla gara si inserisce all'interno del 'Memorandum of Understanding', sottoscritto il 9 febbraio scorso tra Ferrovie dello Stato, Finmeccanica e Ferrovie Russe per lo sviluppo e la realizzazione di progetti internazionali d'interesse comune, in particolare nel campo dell'Alta Velocita', ricorda la nota spiegando che ''la leadership tecnologica che attualmente le Ferrovie dello Stato detengono nel settore ferroviario, ha permesso al Gruppo italiano di stringere importanti accordi commerciali con diversi Paesi del Mediterraneo, dell'Europa dell'Est, del medio oriente e del Sud America''. Tra questi - e' ancora ricordato - ''il recente accordo con l'Agenzia per lo sviluppo delle ferrovie algerine per la fornitura di assistenza tecnica nella progettazione di nuove linee, finalizzata al completamento di un programma infrastrutturale del valore di 10 miliardi di dollari e l'accordo con le ferrovie rumene per fornire assistenza tecnica e ingegneristica per la realizzazione di 430 Km di rete ferroviaria''. Finmeccanica, leader mondiale nel settore del segnalamento, ''gode di una vasta esperienza internazionale nei trasporti ferroviari e metropolitani'', si conclude nel comunicato sottolineando la ''rilevanza delle realizzazioni di tali sistemi di trasporto in Europa (Spagna; Norvegia; Danimarca; Svezia, Grecia, Turchia, Romania e naturalmente Italia), in nord Africa, nonche' negli Stati Uniti, considerato oramai per il Gruppo un mercato domestico''. (ANSA). VE
Magari non vinceranno la gara, ma dimostra che fare la TAV in Italia serve anche ad accumulare know-how da rivendere all'estero... ma è un discorso difficile da far capire a tutti, purtroppo.
TohrAlkimista July 9th, 2007, 12:04 PM Primo roll-out del Boeing 787
A new baby, was born.
C'è un po' di Italia anche in lui.
:drool:
http://nl.airliners.net/photos/middle/1/0/3/1218301.jpg
http://nl.airliners.net/photos/photos/6/4/5/1233546.jpg
Ricordo il contributo, tratto dal sito di Finmeccanica, di Alenia Aeronautica per il 787.
Boeing 787 - Alenia Aeronautica
Stampa
Alenia Aeronautica partecipa con il ruolo di risk sharing partner alla realizzazione del 787 Dreamliner, il nuovo velivolo commerciale Boeing destinato al segmento intermedio del mercato, che rappresenterà il più avanzato aereo di linea nella sua categoria e definirà nuovi standard di efficienza per le linee aeree. Grazie all'esperienza maturata nel settore dei materiali all'avanguardia e delle tecniche di produzione e assemblaggio, Alenia Aeronautica svilupperà e realizzerà due sezioni, quella centrale e quella posteriore, della fusoliera e lo stabilizzatore orizzontale del B787.
Nel nuovo stabilimento di Grottaglie (nei pressi di Taranto) verrà installata un'innovativa linea di produzione automatizzata per la fabbricazione e l'assemblaggio delle due sezioni della fusoliera, composte da 380 elementi costruiti come un "pezzo unico".
Nell'ambito del programma B787 e in collaborazione con Vought, Alenia Aeronautica è impegnata nella costruzione a Charleston (South Carolina, USA) di uno stabilimento per la preintegrazione e l'assemblaggio delle sezioni della fusoliera.
TohrAlkimista July 9th, 2007, 12:26 PM ADORATE GENTE, ADORATE!
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/aereo-ecologico/afp107696540907111138_big.jpg
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/aereo-ecologico/afp107529060807111916_big.jpg
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/aereo-ecologico/reuters107693170907111356_big.jpg
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/aereo-ecologico/ap107693610907111347_big.jpg
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/aereo-ecologico/ap107694800907111256_big.jpg
http://i170.photobucket.com/albums/u245/emaskier/imageView2.jpg
Foto: Repubblica.it
Boeing! July 9th, 2007, 01:45 PM http://i170.photobucket.com/albums/u245/emaskier/imageView3.jpg
http://i170.photobucket.com/albums/u245/emaskier/imageView2.jpg
:drool: :drool:
In livrea Alitalia starebbe benissimo....:D
Falcon83 July 9th, 2007, 01:48 PM non sembra grandissimo. Auguriamoci tutti che quando questo aereo entrerà in servizio l'Alitalia sia solo un brutto ricordo.
Boeing! July 9th, 2007, 01:50 PM ^^Ma auguratelo te Falcon:D
Infatti non è grandissimo,il 787 si posiziona nella fascia di accesso degli aerei di lungo raggio,con capacità più o meno simili al 767 ma con range al livello di A380,B773ER,A345.
TohrAlkimista July 9th, 2007, 01:55 PM in pratica nasce per inculare l'airbus, che è tremendamente in ritardo con l'A350....:D
Boeing! July 9th, 2007, 02:03 PM ^^Il problema è che ad Airbus manca unvero e proprio aereo paragonabile al 787...sono tutti più grandi,a partire dal più piccolo 330 che ha un range inferiore...Il 787 permeterà di collegare tutte quelle destinazioni dove non c'è bisogno di grande offerta di posti,ma che con i 767 o 330 era impossibile operare per il loro scarso range,con costi decisamente più contenuti(che è la vera novità)
JoNapo July 9th, 2007, 04:30 PM si vabbe,ma chi sono tutte ste persone?e tohr,tu perchè sbavi sempre? :D
TohrAlkimista July 9th, 2007, 07:31 PM ^^Il problema è che ad Airbus manca unvero e proprio aereo paragonabile al 787...sono tutti più grandi,a partire dal più piccolo 330 che ha un range inferiore...Il 787 permeterà di collegare tutte quelle destinazioni dove non c'è bisogno di grande offerta di posti,ma che con i 767 o 330 era impossibile operare per il loro scarso range,con costi decisamente più contenuti(che è la vera novità)
quoto Boeing, questo 787 per me avrà grandisssimo successo, in quanto si tratta di un wide body, che pur avendo un numero relativamente basso di posti, ha un range davvero notevole.
per non parlare poi della tecnologia straordinaria impiegata, con una percentuale di materiali compositi che non ha pari, e con delle configurazioni posti che promettono di essere davvero interessante per i passeggeri.
insomma per me sfonda davvero...^^
si vabbe,ma chi sono tutte ste persone?e tohr,tu perchè sbavi sempre? :D
oVVio, ma le hai viste le carenature sui motori? :drool:
JoNapo July 9th, 2007, 08:24 PM oVVio, ma le hai viste le carenature sui motori? :drool:
devo mostrarti le "carenature" che fanno sbavare me di solito? :nuts:
TohrAlkimista July 10th, 2007, 12:40 PM Fatti sul 787:
787-8 Dreamliner:
- da 210 a 250 passeggeri
- da 14,200 a 15,200 km di autonomia
787-9 Dreamliner
- da 250 a 290 passeggeri
- da 14,800 a 15,750 km di autonomia
787-3 Dreamliner (il più misterioso :sly:)
- da 290 a 330 passeggeri
- da 4,600 a 5,650 km di autonomia
Velocità Max: Mach 0.85 :eek:
Federicoft July 10th, 2007, 12:50 PM Le carenature dei motori si chiamano GONDOLE. :P
GENIUS LOCI July 10th, 2007, 01:04 PM Velocità Max: Mach 0.85 :eek:
Come un qualsiasi aereo di linea
TohrAlkimista July 10th, 2007, 01:21 PM Situazione Boeing:
777: Mach 0.84
767: Mach 0.80
747: Mach 0.85
Classficandosi come un wide body "minore" 0.85 è più della media ed è pari al 747 (di sicuro non della sua stessa categoria), poi quale aereo di linea intendi? wide body? no perchè se scendiamo sui 737...;)
plottigat July 10th, 2007, 09:29 PM AERONAUTICA:PRIMO VOLO PROTOTIPO ITALIANO AEREO SENZA PILOTA
(ANSA) - ROMA - E' tutto italiano l'aereo senza pilota che oggi ha volato nell'aeroporto di Pratica di Mare: sei metri di apertura alare e alimentazione elettrica, e' il prototipo realizzato nel Politecnico di Torino e, come gli altri velivoli senza pilota allo studio, potra' essere utilizzato sia in ambito civile che a scopi di difesa. Il futuro del volo senza pilota e' stato presentato oggi, nel convegno internazionale su intelligenza artificiale e navigazione autonoma organizzato dal Centro Sperimentale Volo (Csv) dell'Aeronautica Militare. ''Oggi i velivoli senza pilota sono a guida remota, mentre quelli di nuova generazione sono completamente autonomi e in grado di governarsi da soli, tanto da suggerire una vasta gamma di applicazioni sia in campo militare che civile,'', ha rilevato il comandante del Csv, gen. Mario Renzo Ottone. Il vento forte ha creato qualche difficolta', ma l'aereo italiano e' riuscito comunque a completare il suo volo. Non ha un nome perche' il suo compito, ha detto il responsabile del progetto, Giulio Romeo, del Politecnico di Torino, e' aprire la strada all'Heliplat (Helios Platform), il velivolo autonomo dotato di una lunghissima autonomia perche' alimentato da celle solari e celle a idrogeno. In mostra oggi a Pratica di Mare anche i dimostratori tecnologici messi a punto in Italia, dal Politecnico di Torino e dalle universita' di Pisa. Per la prima volta produttori, progettisti e possibili utenti si sono incontrati per confrontare esigenze e affrontare insieme un futuro che sembra davvero pieno di promesse. Tra i possibili impieghi, operazioni di sorveglianza dei boschi per individuare tempestivamente gli incendi e sorveglianza del Mediterraneo per controllare l'immigrazione clandestina. (ANSA). BG
Credevo avessimo già sviluppato qualcosa di simile, in Italia. Ricordo male?
TohrAlkimista July 11th, 2007, 09:49 AM Ecco il Boeing 787 progettato a Pomigliano
Il 787 Dreamliner, l'ultimo aereo della Boeing per il trasporto a lungo raggio ad alta efficienza energetica e in fibra di carbonio, è "un sogno che diventa realtà". E' il numero uno del gruppo americano, James McNerney, a dirlo nel corso della presentazione del primo prototipo nello stabilimento di Everett, a 40 chilometri circa da Seattle, nello Stato di Washington, negli Stati Uniti.
Se il sogno diventa realtà, è Alenia Aeronautica, società del gruppo Finmeccanica, a renderlo possibile. Alenia Aeronautica, prime partner del programma 787, ha infatti un ruolo chiave nello sviluppo di questo velivolo, "che si annuncia come un nuovo best seller tra gli aerei da trasporto commerciale, realizzando il 14 per cento della sua struttura", si legge in un comunicato. "Grazie a tecnologie e processi produttivi appositamente progettati e sviluppati, Alenia Aeronautica è oggi uno dei principali produttori al mondo di grandi aerostrutture realizzate nei materiali compositi in cui è realizzato in gran parte il nuovo aereo della Boeing", si legge ancora.
Il centro dell’ingegneria e della ricerca di Alenia Aeronautica per il nuovo velivolo, come noto, è quello di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, mentre a Grottaglie, in provincia di Taranto, con l’impiego della tecnologia "one piece barrel", vengono per la prima volta realizzate in materiale composito le sezioni di fusoliera dell’aereo. In particolare, vengono costruite la centrale (8,5 metri di lunghezza) e la centro-posteriore (circa 10 metri di lunghezza). La prima spedizione delle sezioni di fusoliera negli Stati Uniti è avvenuta il 22 marzo scorso e ad oggi sono state consegnate alla Boeing tre serie di componenti.
Il 787 Dreamliner è stato presentato di fronte a una folla di 15mila dipendenti, clienti e fornitori, alla fine di un fine settimana caratterizzato dal battage pubblicitario e dall'impennata delle ordinazioni per il nuovo velivolo. L'aereo di taglia media, capace di percorrere lunghe distanze senza scali, ha già registrato 100 miliardi in ordinazioni. E' previsto che gli ordini siano completamente evasi durante l'anno in corso.
"Boeing - spiega McNerney - ha riunito le idee migliori dal mondo intero. Quello che presentiamo è il lavoro di una brillante e versatile squadra globale". L'aereo, risultato di un progetto costato 10 miliardi di dollari, è capace di trasportare da 200 a poco più di 300 passeggeri con una autonomia di 15mila chilometri e vanta già quasi 700 ordini da parte di 47 clienti diversi. Gli ultimi, in ordine temporale, sono i 35 velivoli da parte di Air Berlin, il vettore low cost tedesco, per quella che è la più grande singola commessa del valore di 4 miliardi di dollari del nuovo velivolo fatta da un operatore europeo. La compagnia italiana Blue Panorama ne acquista quattro con consegna prevista entro il 2009.
Collegato dallo stabilimento di Grottaglie, Antonio Perfetti, direttore generale di Alenia Aeronautica, esprime soddisfazione per la partecipazione della compagnia alla costruzione del 787 Dreamliner, composto per il 50 per cento da fibre di carbonio. "Siamo felici di fare parte di questo progetto", afferma.
McNerney ha voluto ringraziare i partner, che a loro volta hanno manifestato le rispettive impressioni sul lavoro fatto insieme con collegamenti diretti, come per le società nipponiche Mitsubishi, Fuji, Kawasaki, oltre che Alenia. Non c'è solo l'impronta italiana al progetto: anzi, pur essendo della Boeing, per la prima volta nella realizzazione di un aereo, gran parte dei pezzi sono costruiti all'estero: in Giappone, Australia, Canada, Germania e Regno Unito. Per il gruppo Finmeccanica hanno partecipato all'evento Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato, Giorgio Zappa, direttore operativo, e Giovanni Bertolone, amministratore delegato di Alenia Aeronautica.
Gli Stati Uniti sono ancora motivo di soddisfazione per il gruppo Finmeccanica: poche settimane fa, il 13 giugno scorso, la vittoria di Alenia Aeronautica (in consorzio con L-3 e Boeing) nella commessa da 6 miliardi di dollari del Pentagono con l'aereo da trasporto tattico C-27J Spartan; ora il roll-out del 787 Dreamliner. La presentazione del 787 Dreamliner, dice Guarguaglini, "segna un giorno importante per l'aeronautica e per Finmeccanica, perché dà luce a uno dei più significativi successi commerciali della storia e conferma la qualità delle scelte tecnologiche fatte dal gruppo in questi anni". Il livello di specializzazione raggiunto dalla controllata "Alenia Aeronautica nei materiali compositi - aggiunge - è, infatti, il frutto di investimenti iniziati negli anni Ottanta, che hanno permesso a Finmeccanica di raggiungere punte d'eccellenza tecnologica nell'aeronautica". Per Zappa, "quando si partecipa a grandi programmi come quello del 787 (in cui Alenia partecipa nella misura del 26 per cento del progetto, ndr), si accede a una serie di vantaggi e competenze che tornano sempre utili. Per noi costituisce motivo d'orgoglio che lo stabilimento di Alenia Aeronautica di Grottaglie, in Puglia, sia stato lodato e preso a esempio come nel caso di un ampio gruppo di esponenti della comunità finanziaria che lo ha visitato e apprezzato".
Non a caso, proprio a Grottaglie e nell'impianto di Foggia sono realizzati la fusoliera in fibra di carbonio più altri componenti del 787 Dreamliner, senza considerare l’importanza del centro di Pomigliano dove si concentrano l’ingegneria e la ricerca. "Riteniamo - conclude Zappa - che il futuro dell'aeronautica passi per i materiali compositi speciali e nei prossimi anni, grazie all'esperienza maturata, potremo fare leva sulle competenze acquisite per accedere con un posizione di leadership a importanti progetti e opportunità di business".
TohrAlkimista July 11th, 2007, 09:50 AM Finmeccanica, ad Ansaldo contratto in Algeria da 350 mln euro
Ansaldo Energia, società del gruppo Finmeccanica, ha ottenuto un contratto da 350 milioni di euro per la fornitura "chiavi in mano" di una centrale elettrica in Algeria, poco più di un mese dopo aver firmato due contratti analoghi nel paese nordafricano. Lo dice una nota emessa questa sera da Finmeccanica.
"Ansaldo Energia ha ottenuto l'aggiudicazione da parte di Sonelgaz, l'Ente Algerino dell'Elettricità e del Gas, del contratto per la fornitura della Centrale Elettrica di M'Sila", dice la nota.
"Il contratto di M'Sila prevede la fornitura, chiavi in mano, di una centrale elettrica basata su due turbogeneratori a gas del modello V94.3A per una potenza totale di 500 MW".
Il 4 giugno scorso Ansaldo Energia aveva ottenuto i contratti per le centrali elettriche di Batna e di Larbaa, per un valore complessivo di 340 milioni di euro e una potenza totale di 600 megawatt.
da Reuters.it
TohrAlkimista July 11th, 2007, 10:17 AM Interessante intervista a Guarguaglini,
Il nuovo Boeing è per un quarto made in Italy
Seattle - «Per noi - dice in questa intervista Pierfrancesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica - il nuovo Boeing 787 vale oggi 7 aerei con l’idea di arrivare fino a 10 aerei al mese e rappresenta dunque un fatturato da 650 milioni l’anno. Abbiamo già investito 500 milioni di euro e altrettanto è in programma».
Tutto lo stato maggiore del gruppo italiano si trova a Seattle, a casa della Boeing. E poche ora prima del «roll-out» e cioè della sfilata del nuovo 787 Dreamliner è tutto pronto per la festa. Nei nuovi stabilimenti di Grottaglie (Taranto), realizzati da Alenia, proprio per costruire circa un quarto della parte strutturale del nuovo Boeing, ci sarà un collegamento in diretta con Seattle, per festeggiare le forme e le strutture del nuovo aereo, che ancora prima di aver volato ha visto prenotati più di mille pezzi.
Il futuro di Finmeccanica sarà sempre più dipendente dall'aeronautica?
«In prospettiva è uno dei settori che crescerà di più del gruppo. Oggi rappresenta poco più di un quinto del fatturato. Ma in termini relativi tutta Finmeccanica aumenterà di dimensioni. Abbiamo stimato in 3,5 miliardi di euro le risorse disponibili per eventuali acquisizioni, tra nuovo indebitamento, risorse proprie e delega per un eventuale aumento di capitale. E poi ci sarà anche una componente di crescita organica».
I nuovi impegni e investimenti per il Dreamliner vi bruceranno parte di queste risorse?
«No».
Con l’assemblea di maggio 2008 scade il suo mandato, pensa di gestire lei la crescita ulteriore del gruppo?
«Questo tema non è all’ordine del giorno e dipende, comunque, dall’azionista di riferimento. È certo che se faremo acquisizioni, o il sottoscritto o altri le gestiranno».
Ritorniamo al 787. In giro per il mondo le compagnie aeree falliscono eppure voi puntate molto sul settore aeronautico, sembra un controsenso...
«Il mercato, nonostante le difficoltà in Europa e in America, è in crescita. Le compagnie si sono fatte un concorrenza sui prezzi talvolta esagerata. Falliscono perché hanno fatto male i conti».
E la mancanza di una compagnia italiana in buona salute vi danneggia in questo settore. Alitalia non è in grado di ordinare neanche un motorino, figuriamoci il nuovissimo 787?
«Nel passato l’Alitalia ha avuto un ruolo importante: alcune commesse venivano legate agli ordini della nostra compagnia. Ma il caso del 787 dimostra che ciò non è più vero: Alitalia non ha fatto neanche un ordine eppure noi realizziamo il 26% della struttura del nuovo Boeing».
A proposito quanto costa?
«Di listino e compresi i motori che valgono intorno a 30 milioni di dollari, si sfiorano i 200 per apparecchio».
Vi legate molto agli americani di Boeing. Nel frattempo Eads che controlla Airbus sembra in difficoltà. Ritornano periodicamente le suggestioni di un vostro possibile ingresso nel consorzio. Cosa c’è di vero?
«Andiamo per ordine. Rispetto al passato la nostra dimensione è cresciuta, mentre quella di Eads è diminuita. In funzione di ciò, però, non si può pensare a un nostro ingresso nell’azionariato in modo semplicistico. Non possiamo diventare azionisti al 5% di un nostro concorrente. Competiamo sugli elicotteri, sui cargo, sull’elettronica di difesa, è difficile mettersi insieme. A meno che non si discuta in modo molto più complessivo tutta l’architettura dei due gruppi, nell’ambito anche di un nuovo scenario europeo della difesa».
In termini di fatturato l’elettronica della difesa è quasi il 30 per cento del vostro fatturato, più di elicotteri e aerei. Eppure sembra il comparto strategicamente più fragile...
«Occorre rafforzarlo, sia organicamente sia cercando acquisizioni che potranno essere in Europa o negli stati Uniti».
Si è parlato dei francesi di Thales...
«Siamo disponibili a vedere cosa fare insieme, ma non possiamo per questo stare fermi»,
Con una pattuglia di manager italiani ha visto un mese fa il presidente francese Sarkozy. Come cambierà la struttura del sistema industriale della Difesa in Francia?
Qualche segnale su Eads si potrà avere verso la fine di questo mese. Ma ciò che conterà davvero è come si deciderà di strutturare il complesso delle diverse industrie della difesa: da Thales a Dassault. Sarkozy mi è sembrato molto deciso e credo che per settembre avremo un’idea più chiara».
da Il Giornale.it
il_piccolo_chimico July 11th, 2007, 02:10 PM Firmato il protocollo tra la Regione e un gruppo di imprese della zona industriale.
La scommessa sulla meccatronica
Nasce il distretto: "In cinque anni Bari leader in Europa"
È nato il distretto della Meccatronica, un patto tra imprese e istituzioni per fare della Puglia una terra di eccellenza nel campo dell´elettronica applicata alle meccanica. «Una scommessa che considereremo vinta solo se nel giro di cinque anni tutta l´Europa ci riconoscerà come leader di questo settore», esordisce, ambizioso il Gianfranco Viesti, presidente dell´Arti, l´Agenzia regionale per la tecnologia e l´innovazione.
Ieri sono state apposte quattordici firme al protocollo d´intesa che dovrebbe cambiare il volto della produzione industriale della Regione. A sottoscrivere l´atto di nascita del distretto della Meccatronica c´erano le multinazionali di Bari e provincia, Bosh, Getrag, Magneti Marelli, Power Train e il Centro di ricerche Fiat. La piccola e media impresa più vivace in questo settore: la Itel Comunicazioni di Ruvo, La Mer Mec di Monopoli, la Masmc di Bari. I centri di ricerca privati (Centro Laser e Sintesi Spa) e pubblici con, in prima linea, Politecnico e Università di Bari. Obiettivo dichiarato del distretto è quello di aggregare le migliori conoscenze scientifiche e industriali nel settore della Meccatronica, per accrescere la capacità innovativa e competitiva del sistema produttivo pugliese, attraverso ricerca, sviluppo tecnologico e alta formazione.
Al tavolo del protocollo ieri sedevano anche i grandi cerimonieri di questo distretto, Confindustria di Bari e Arti, i cui rispettivi presidenti, Alessandro Laterza e Gianfranco Viesti, sotto l´impulso politico della Regione, hanno lavorato per oltre un anno per arrivare alla firma di questo protocollo.
Dodici mesi per convincere le industrie private, prima di ieri in regime di acerrima e dichiarata concorrenza tra loro, a mettersi a collaborare insieme. «Un obiettivo non semplice, soprattutto se ottenuto senza mettere prima sul piatto dei soldi», sottolinea Viesti. Questo distretto non nasce con una dote di denaro pubblico già a disposizione. Le aziende non aderiscono per ottenere (e dividere) insieme alle altre qualche finanziamento (nazionale e regionale) che avrebbero potuto ottenere anche da sole. Ma riuscire a fare molto di più: rintracciare i grossi investimenti comunitari.
«Questa firma - ha precisato il presidente della Regione Nichi Vendola - è un atto politico che precede il discorso sui flussi finanziari e basa su dialogo e percorsi consapevoli l´opportunità, per il distretto della meccanica pugliese, di avviare un rapporto corretto tra pubblico e privato in vista dello scenario internazionale». La sfida all´economia del futuro è già cominciata e non può più essere rimandata. «La Puglia - ha spiegato Vendola - sta timidamente uscendo da una lunga fase di stagnazione economica. Gli indicatori dicono che c´è ripresa e fiducia di cittadini consumatori ed imprenditori. Ma l´ormai permanente crisi del nostro export mostra la fatica delle nostre imprese a competere con i giganti».
Il messaggio del presidente è netto e inequivocabile: nessuno, né in Puglia né altrove, può permettersi più il lusso di non fare ricerca. Chi non vuole seguire percorso virtuoso del Distretto, resterà tagliato fuori dal processo produttivo. Per questo il protocollo sulla Meccatronica sarà un´importante stimolo alla produzione di nuove idee e, soprattutto, sarà aperto anche a chi, per il momento, di questo distretto non fa ancora parte. I requisiti per salire sul treno della produzione industriale del futuro sono quelli di operare nel settore della Meccatronica e di essere dotati di un centro di ricerca riconosciuto dal Miur. La ricerca sarà la chiave per fare della Puglia la capitale europea dell´elettronica applicata alla meccanica. Parte integrante del nuovo distretto saranno anche Università e Politecnico che metteranno a disposizione dello sviluppo economico pugliese, cervelli, laboratori ed esperienze.
L´Arti, nel suo lavoro di avvicinamento al protocollo d´intesa, ha calcolato che tra pubblico e privato, sono circa 500 i ricercatori che in Puglia si occupano di studiare e sviluppare come l´elettronica possa rendere migliori i freddi ingranaggi della meccanica. Ma la firma di questo protocollo è anche una grossa sfida per Alessandro Laterza: dopo le biotecnologie e le nanotecnologie, questo distretto della Meccatronica è destinato a cambiare il volto dell´area industriale che sorge attorno al capoluogo regionale.
Paolo Russo - laRepubblica
DISTRETTO MECCATRONICO (Bari) http://www.ricercaitaliana.it/distretti/dettagli_dis-36.htm
POLO BIOTECNOLOGICO (Bari - Lecce - Foggia) http://www.ricercaitaliana.it/distretti/dettagli_dis-23.htm
DISTRETTO NANOTECNOLOGICO (Lecce) http://www.ricercaitaliana.it/distretti/dettagli_dis-35.htm
TohrAlkimista July 18th, 2007, 06:18 PM Agusta in Russia
La Russia vorrebbe assemblare il modello civile AW-139 di Agusta Westland nello stabilimento aeronautico di Ulan Ude, nella Repubblica di Buratta, vicino ai confini con Mongolia e Cina.
Tra i possibili impieghi vi è il trasporto di uomini e mezzi sulle piattaforme petrolifere offshore, un mercato previsto in sviluppo per i prossimi anni.
Federicoft July 18th, 2007, 07:31 PM Ritorniamo al 787. In giro per il mondo le compagnie aeree falliscono eppure voi puntate molto sul settore aeronautico, sembra un controsenso...
Mmm... a quanto pare questo giornalista è molto informato sui tassi di crescita del mercato del trasporto aereo...
TohrAlkimista July 18th, 2007, 09:13 PM Impregilo, commessa di Fisia in Kuwait per 480 milioni dollari
Impregilo, tramite la controllata Fisia Italimpianti, società attiva nel settore dell'impiantistica e dei servizi ambientali, si è aggiudicata un ordine per la fornitura chiavi in mano di un impianto di dissalazione da 45 milioni di galloni al giorno (205 milioni di litri al giorno) da costruire a Shoaiba North in Kuwait.
Il valore del contratto per Fisia Italimpianti è pari a 480 milioni di dollari.
L'impianto sarà costituito da una centrale per la produzione di energia elettrica a ciclo combinato della capacità di 750 MW, che sarà realizzata dalla Hyundai Engineering & Construction, e da un impianto di dissalazione da 45 milioni di galloni, che sarà costruito da Fisia Italimpianti.
L'entrata in esercizio dell'impianto è prevista fra 34 mesi.
Con questo nuovo ordine, che si aggiunge ai recenti acquisiti a Dubai e in Qatar, Fisia Italimpianti raggiunge un valore totale di acquisizioni negli ultimi cinque mesi di circa 2 miliardi di dollari.
da Reuters.it
il_piccolo_chimico July 19th, 2007, 03:20 PM Nuovi finanziamenti per la R&S nel Mezzogiorno d'Italia
Le risorse serviranno anche a realizzare 12 strutture ad alto contenuto tecnologico ripartite sulle 8 regioni meridionali
Il governo italiano ha annunciato l'assegnazione di oltre 268 milioni di euro per iniziative di ricerca e sviluppo (R&S) nel Mezzogiorno d'Italia. Obiettivo della misura è promuovere la competitività del meridione.
Secondo un comunicato del ministero dell'Università e della ricerca, i finanziamenti sono destinati alla realizzazione di 11 centri d'eccellenza in cui opereranno congiuntamente enti pubblici e privati. I settori di ricerca saranno quelli di maggiore interesse per lo sviluppo socioeconomico del territorio, quali energia solare, agro-alimentare, farmaci innovativi, genetica, bioinformatica e materiali avanzati.
Le risorse serviranno inoltre a realizzare 12 strutture ad alto contenuto tecnologico ripartite sulle 8 regioni meridionali. Anche queste strutture, come i centri d'eccellenza, coinvolgeranno imprese, università ed enti di ricerca in iniziative di innovazione tecnologica su settori chiave quali bioscienze, microelettronica, agro-industria, nanotecnologie, sistemi di produzione innovativi, e-business, logistica e beni culturali.
Oltre al finanziamento delle infrastrutture di ricerca, le risorse saranno destinate anche alla formazione professionale e alla nascita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico.
L'auspicio è che i nuovi finanziamenti possano contribuire allo sviluppo economico delle regioni del meridione, ancora in ritardo rispetto a quelle settentrionali. Il divario economico che da sempre esiste tra il Nord e il Sud Italia è particolarmente evidente nel settore della R&S: mentre nel Nord la spesa per la R&S nel 2005 è stata dello 0,4% del PIL, quella del Sud si è fermata allo 0,2%.
cordis.europa.eu
TohrAlkimista July 20th, 2007, 02:02 PM Istat, maggio d'oro per l'industria: volano fatturato e ordinativi
I numeri sono dell'Istat: crescono fatturato e ordinativi dell'industria italiana. I dati, relativi al mese di maggio, sono comparati con lo stesso periodo del 2006.
Il fatturato dell'industria italiana nel mese di maggio è aumentato del 7,6% rispetto a maggio 2006 e del 4,1% su aprile 2007. Lo comunica l'Istat. In particolare, fa sapere l'Istituto di statistica, il fatturato è aumentato in termini tendenziali del 6,8% sul mercato interno e del 9,7% su quello estero. Nel confronto dei primi cinque mesi del 2007 con lo stesso periodo dell'anno precedente, il fatturato dell'industria ha registrato un incremento del 6,7%, quale sintesi di una crescita del 4,9% sul mercato interno e dell'11,6% su quello estero.
ORDINATIVI. Anche gli ordinativi dell'industria italiana nel mese di maggio hanno registrato un aumento del 5,2% rispetto a maggio 2006 e del 2,5% su aprile 2007. In particolare, l'indice degli ordinativi ha registrato un incremento tendenziale del 3,5% sul mercato interno e dell'8,6% sul mercato estero. Nel confronto dei primi cinque mesi dell'anno con lo stesso periodo del 2006, si è registrato un aumento tendenziale degli ordinativi del 5,4%, derivante da una variazione positiva del 4,2% per gli ordinativi provenienti dal mercato interno e del 7,8% per quelli provenienti dall'estero.
TohrAlkimista July 20th, 2007, 02:05 PM Brembo fornirà i freni alla nuova Harley-Davidson
Brembo rafforza la sua collaborazione con la Harley Davidson a quasi tre anni dalla prima fornitura alla casa motociclistica americana. L'azienda italiana sarà, infatti, il fornitore degli impianti frenanti della prestigiosa piattaforma Touring, che rappresenta il 35% circa delle vendite di Harley. Il valore della fornitura è tra i 30 e i 40 milioni di euro l'anno. In questo modo Brembo diventa fornitore di impianti frenanti per oltre il 40% delle motociclette Harley, le cui vendite totali ammontano a quasi 350 mila veicoli l'anno.
TohrAlkimista July 20th, 2007, 02:08 PM Pirelli sviluppa in Romania il nuovo polo industriale ad alta tecnologia
Pirelli ha presentato oggi a Slatina (provincia dell'Olt) i piani di sviluppo e le attività del nuovo polo industriale e tecnologico del Gruppo in Romania. La presentazione si è svolta in occasione della cerimonia per la produzione del milionesimo pneumatico ad alte prestazioni nel Paese. Presenti, tra gli altri, il Presidente di Pirelli & C. SpA Marco Tronchetti Provera, l'Amministratore Delegato di Pirelli Tyre SpA Francesco Gori e le autorità locali. Il Gruppo Pirelli sta realizzando in due diverse aree della Romania un polo industriale e tecnologico integrato di rilevanza internazionale, con il duplice obiettivo di conquistare i mercati dell'Europa Centrale e Orientale negli pneumatici, aumentando al tempo stesso la capacità produttiva nell'alto di gamma, e di sviluppare il nuovo business dei filtri
Il nuovo polo Pirelli in Romania è composto da tre insediamenti produttivi, due già in funzione e uno in fase di realizzazione, per un investimento complessivo di circa 235 milioni di euro.
Il resto dell'articolo: http://it.biz.yahoo.com/19072007/92/pirelli-sviluppa-in-romania-polo-industriale-ad-alta-tecnologia.html
Camaway July 24th, 2007, 05:37 PM I posti te li presentano così:
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/aereo-ecologico/afp107529060807111916_big.jpg
Mentre in realtà saranno così:
http://www.recaro-as.com/uploads/pics/P1010057_small.jpg
TohrAlkimista July 24th, 2007, 07:52 PM Beh classico che sia così, ma dubito che certe compagnie, specialmente quelle asiatiche le allestirebbero così schifosamente.
TohrAlkimista July 31st, 2007, 07:04 PM Bulgaria, Astaldi si aggiudica un contratto per 162,5 milioni di euro
Ingresso in un nuovo Paese per il gruppo che rafforza la presenza nell'Europa dell'Est
Astaldi rafforza la sua presenza nell'Europa dell'Est facendo il suo ingresso in Bulgaria. Il Ministero dei Trasporti bulgaro le ha, infatti, aggiudicato il contratto per progettare, realizzare e ammodernare 104 chilometri della linea Plovdiv-Svilengrad per un importo pari a 162,5 milioni di euro. Il contratto prevede la progettazone e realizzazione di una nuova linea ferroviaria a binario singolo e la riabilitazione di una che esiste già. I lavori partono il primo trimestre del 2008.
Pavlvs August 1st, 2007, 08:43 AM Brembo fornirà i freni alla nuova Harley-Davidson
Una Harley Davidson che frena?
Come una Ferrari con un somaro al posto del cavallino.
Giammai.
Alieno August 1st, 2007, 04:07 PM È italiana la tecnologia del ponte più lungo del mondo che collegherà la Cina
È italiana la tecnologia utilizzata per fabbricare le campate del ponte più lungo del mondo.
Il ponte è in via di costruzione in Cina e attraverserà la baia di Hangzhou mettendo in comunicazione Jiaxing, dal lato di Shanghai, e Cixi, dal lato della Provincia dello Zhejiang.
Il 26 giugno, sono stati collegati i due capi del ponte che dovrebbe essere realizzato in pochi mesi: dopo il completamento dei lavori di pavimentazione stradale, si prevede che il ponte sarà inaugurato per la fine di novembre di quest'anno.
Il ponte, che misura 36 km ed è oggi il più lungo del mondo, ridurrà la distanza tra le due città portuali di Shanghai e Ningbo dagli attuali 400 km a soli 120 km e renderà possibile la promozione dell'integrazione economica tra Shanghai e lo Zhejiang, le due aree più sviluppate della Cina.
Si tratta di un'opera imponente costata 11,8 miliardi di RMB, pari a 1,18 miliardi di euro, di cui circa il 30% finanziati dal settore privato cinese. La parte sud del ponte è stata realizzata con la tecnica della posa delle campate prefabbricate utilizzando la tecnologia italiana della società DEAL Srl di Udine.
Fonte: www.agenziaaise.it
Alieno August 3rd, 2007, 05:38 PM 3-08-2007
Superjet Alenia-Sukhoi a Venezia
Sarà Tessera, a Venezia, il polo occidentale per la costruzione di alcune parti di oltre 1.200 aerei “Superjet 100”, realizzati in joint venture da Alenia e dalla russa Sukhoi. Il centro lagunare si occuperà anche dell’assistenza e della consegna dei nuovi velivoli. La Camera ha approvato ieri la mozione di Forza Italia che va in questa direzione, frutto di un’iniziativa bipartisan dei parlamentari veneti. Battuta, dunque, la concorrenza di Puglia e Campania, dunque, altre due regioni che ospitano importanti siti produttivi della società controllata da Finmeccanica. In Campania, in particolare, era sceso in campo anche il Consiglio regionale, votando un apposito ordine del giorno, per convincere Alenia a scegliere uno degli stabilimenti presenti in regione. Una scelta, quella di Venezia, che permetterà il potenziamento della forza industriale del centro lagunare con un nuova occupazione per circa trecento nuovi addetti altamente specializzati.
di Antonio La Palma
Sarà realizzato al centro aeronavale di Tessera, a Venezia, il polo occidentale per la costruzione di alcune parti di oltre 1.200 aerei italo-russi “Superjet 100”, velivolo che fa parte della famiglia dei jet regionali di nuova generazione, con 75-100 posti.
Il centro veneziano curerà anche la consegna dei nuovi velivoli e l’assistenza.
Va in porto, dunque, l’iniziativa bipartisan dei parlamentari veneti che avevano chiesto a gran voce a Finmeccanica di scegliere la città lagunare come sede delle attività di commercializzazione e assistenza del velivolo.
Una scelta che a qualcuno, in Campania, lascerà un po’ di amaro in bocca.
Molte, infatti, le voci che si erano levate in queste settimane per contrapporre la causa dei siti produttivi campani di Alenia a quelli veneti.
C’è stato anche un ordine del giorno del Consiglio regionale che aveva impegnato la giunta “ad assumere tutte le iniziative possibili” affinché gli stabilimenti Alenia di Napoli fossero scelti quali sedi ideali per l’assemblaggio del Superjet 100”.
Alla fine però l’ha spuntata Venezia.
Una scelta, quella del capoluogo veneto, che permetterà il potenziamento della forza industriale del centro lagunare con un nuova occupazione per circa trecento nuovi addetti altamente specializzati.
A Tessera non verrà assemblato il velivolo, che sarà prodotto invece nelle fabbriche di Novosibirsk e Komsomolsk in joint-venture da Alenia Finmeccanica e la russa Sukhoi, ma sarà organizzato il centro di riferimento occidentale per la commercializzazione e assistenza tecnica della macchina.
I siti produttivi meridionali di Alenia dovrebbero comunque essere coinvolti nel programma Superjet, stando a quanto hanno assicurato gli stessi vertici della società controllata da Finmeccanica in occasione del vertice italo russo di Bari svoltosi lo scorso mese di marzo.
Gli stabilimenti Alenia in Campania sono tre.
Il maggiore è quello di Pomigliano d’Arco, che occupa circa 2.300 dipendenti.
A Nola gli occupati sono poco più di 800, mentre a Casoria il numero scende a circa 350.
Il prototipo del Superjet 100 si trova attualmente a Mosca, presso l’Istituto Aerodinamico centrale per i test statici; il suo roll-out è previsto nel settembre 2007.
La consegna al cliente di lancio Aeroflot è fissata a novembre 2008, mentre, ItAli, la compagnia abruzzese primo cliente occidentale dovrà aspettare fino al 2009.
http://www.denaro.it/go/a/_articolo.qws?recID=282419
Alieno August 3rd, 2007, 05:40 PM Spazio: ipotesi centro hi-tech a Firenze
Finmeccanica chiederà all'Agenzia spaziale italiana (Asi) insieme alla Regione di realizzare nel capoluogo un centro di eccellenza per la strumentazione iperspettrale
(ANSA per intoscana.it). Firenze potrebbe ospitare un centro di eccellenza per la strumentazione iperspettrale, una tecnologia che viene usata nei programmi di esplorazione spaziale. Si tratta di un' ipotesi, ma intanto e' cio' che ''la Regione Toscana e il gruppo Finmeccanica chiederanno all'Agenzia spaziale italiana (Asi)'' secondo quanto annunciato di recente dal presidente e ad di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, e dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini. Le stesse tecnologie possono essere impiegate in campo civile, per mappare i rischi naturali (frane, alluvioni), per scoprire agenti contaminanti nelle acque, per monitorare rifiuti pericolosi. Al progetto potrebbe partecipare Galileo Avionica, una delle aziende del gruppo Finmeccanica.(ANSA per intoscana.it).
Alieno August 9th, 2007, 10:21 PM Le imprese italiane agganciano la crescita
Mediobanca: profitti a 26,5 miliardi. A sorpresa sale l'occupazione
MILANO — La grande impresa si prende la rivincita. Vanno bene i distretti, la multinazionale tascabile, il primato di nicchia: si sa, rappresentano il modello italiano. Ma la globalizzazione favorisce i big che realizzano all'estero oltre metà del valore aggiunto e fatturano il triplo di quanto esportano: la crescita mondiale, soprattutto asiatica, viene intercettata prima e meglio. Risultato nel 2006: ricavi e utili record.
Lo dice il rapporto sui «Dati cumulativi di 2.015 società italiane» realizzato dall'Ufficio studi Mediobanca. Che non fa nomi (le cifre sono aggregate) ma fa capire quanto un caso possa diventare sistema: rispetto all'anno precedente è evidente infatti il contributo alla rivincita offerto dal gruppo Fiat. Il motore per tutti non è domestico, bensì è rappresentato soprattutto dalla crescita di Cina, Russia e India. La situazione è favorevole e a beneficiarne sono state anzitutto le grandi imprese industriali.
L'indagine di Piazzetta Cuccia, che comprende in pratica tutte le aziende con oltre 500 addetti e una fetta significativa di quelle medie, lo dice in modo chiaro. Nel 2006 il fatturato delle società esaminate, pari a 567,4 miliardi, è aumentato del 10%, percentuale più elevata del decennio, con uno sviluppo fortemente sostenuto dalla domanda estera (13,5%). Il recupero dei gruppi maggiori è stato determinante visto che l'espansione delle vendite è passata per loro dal 3% al 12,7%. E in particolare è stata significativa l'evoluzione registrata dal settore della costruzione dei mezzi di trasporto (nel quale spicca appunto il Lingotto) le cui vendite sono aumentate del 17% e l'export del 17,2%.
All'interno dei big, l'ufficio studi Mediobanca sottolinea poi che per i 27 gruppi con presenza internazionale (rappresentanti il 41% del fatturato delle società esaminate) il fatturato mondiale è aumentato del 13%, percentuale di poco inferiore a quella registrata in Italia: ciò significa che i benefici della crescita mondiale, nell'anno precedente intercettati anzitutto dalla rete estera, si sono infine riflessi anche sulla struttura domestica.
Anche per questa ragione è successo qualcosa di nuovo per il nostro Paese: le imprese private italiane, che solo nel 2004 avevano ridotto gli occupati di quasi 3 mila unità, nel 2006 hanno fatto assunzioni nette per oltre 4 mila, il doppio dell'anno precedente. Gli oltre 3 mila tagli realizzati dall'impresa pubblica e i più di 2 mila delle aziende estere riportano il saldo in negativo per 1.226 unità, però i ritmi di riduzione della forza lavoro sono decisamente più bassi rispetto agli anni precedenti.
Puntare sulla globalizzazione fa bene al fatturato, porta a un aumento degli investimenti tecnici (pari al 7% per le società industriali) e fa crescere gli utili. Il risultato corrente delle aziende del rapporto ha toccato nel 2006 il nuovo massimo storico a 40,9 miliardi, il 7,2% dei ricavi. E l'utile netto è salito da 25,1 a 26,5 miliardi, grazie allo sprint delle imprese private (da 15,1 a 18,8 miliardi) mentre si è ridotto il contributo di quelle pubbliche (da 10 a 7,7 miliardi).
Come sempre il fisco ha prelevato una quota di risultato pari a circa un terzo (il tax rate è diminuito di poco: dal 31,8 al 31,1%), con aliquote inferiori di 4 punti rispetto alla media per le società quotate e di 12 punti più alte per quelle di medie dimensioni. Ma ciò che maggiormente spicca, perché rappresenta una novità, è il forte prelievo da parte degli azionisti: nel 2006 le aziende quotate hanno restituito ai soci 29,4 miliardi, contro i 4,7 dell'anno precedente. Ciò è avvenuto grazie all'aumento del 17% dei dividendi, alla caduta verticale (89% in meno) delle nuove emissioni azionarie e alle rilevante operazioni di buy-back, cioè acquisti di proprie azioni. I mezzi patrimoniali delle aziende, pari a 345 miliardi, sono quindi variati di poco.
Sergio Bocconi
09 agosto 2007
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/08_Agosto/09/grandi%20_imprese.shtml
Falcon83 August 12th, 2007, 08:04 PM futuro roseo....come sempre.
http://www.corrieredelmezzogiorno.info/root_sito/edicola/230707ecoc/EC01.pdf
TohrAlkimista August 22nd, 2007, 05:25 PM Finmeccanica, a fine settembre roll out del Superjet 100
E' programmato per il prossimo 26 settembre in Russia il roll out del nuovo Superjet 100, prodotto della collaborazione tra Alenia Aeronautica (gruppo Finmeccanica) e Sukhoi. Ad annunciarlo è il direttore generale di Sukhoi Holding, Mikhail Pogosyan, direttamente dal Salone aeronautico di Mosca, il Maks-2007 international air show.
Pogosyan ha detto che entro l'anno saranno raggiunti i 100 ordini per il nuovo aereo regionale della classe tra 70 e 100 posti. Ad oggi il jet ha ricevuto 71 ordini fermi e 15 opzioni.
Poi ha aggiunto che si stima che la richiesta di mercato per questa classe di jet, da ora al 2024, ammonterà a 5.700 aerei e che Sukhoi e Finmeccanica puntano a una quota di mercato di "1.100, di cui 300 nell'area russa e 800 nel resto del Mondo".
Nel programma, che è una delle più importanti collaborazioni tra industrie europee e russe nel campo dell'alta tecnologia, Alenia Aeronautica investirà complessivamente 250 milioni di euro.
L'accordo tra i due gruppi ha previsto, oltre all'ingresso di Alenia Aeronautica con il 25% più un'azione nel capitale di Sukhoi Civil Aircraft Company, la costituzione di una joint venture, Superjet International, al 51% italiana, con sede a Venezia, dove verranno allestiti e personalizzati gli aerei per tutti i clienti mondiali.
A competere nel segmento degli aerei regionali con il Superjet 100, ci sono gli Erj 175 e 195 della brasiliana Embraer e la classe Crj della canadese Bombardier. Pogosyan al Salone di Mosca ha anche parlato dei vantaggi, rispetto ai competitor, del Superjet 100, che ha un prezzo di listino di 17 milioni di dollari: un "costo complessivo, tra acquisto, gestione e manutenzione dell'aereo, del 10-15% inferiore"; un "10-12% in meno in termini di costi operativi, grazie anche al fatto di essere un aereo dagli elevati standard ecologici"; "un maggiore comfort della cabina per i passeggeri"; "un vano cargo più ampio".
Fonte: MilanoFinanza.it
Napo August 22nd, 2007, 11:10 PM EDIT
TohrAlkimista August 22nd, 2007, 11:15 PM edit cosa?^^
Napo August 22nd, 2007, 11:26 PM edit cosa?^^
Avevo sbagliato a inserire messaggio....pardon :D
TohrAlkimista August 22nd, 2007, 11:29 PM ah ok, ho cercato come uno scemo per mezz'ora un tuo post ma non ho trovato nulla. :no: :D
Alieno August 24th, 2007, 07:04 PM 24 agosto 2007
Si studia una ripresa dei lanci dalla base italiana San Marco
Tra il 1967 e il 1988, dal poligono spaziale italiano sono stati lanciati 27 razzi e messi in orbita dieci satelliti, alcuni anche per conto della NASA
Sarà pronto entro l'anno lo studio di fattibilità per riprendere l'attività di lanci dalla base italiana di Malindi, in Kenya. ''E' un obiettivo che intendiamo sviluppare'', ha detto il responsabile del Progetto San Marco per l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Ibba.
La base spaziale italiana di Malindi è attualmente il sito di lancio più vicino all'Equatore. Nell'ambito delle linee di sviluppo per la base per i prossimi dieci anni si punta soprattutto a quattro settori: ripresa dei lanci, potenziamento dell'attività di acquisizione dei dati da satelliti, attività di osservazione della Terra, formazione.
''Si sta verificando la possibilità di riprendere i lanci con vettori tradizionali e palloni stratosferici", ha detto Ibba. Tra i vettori tradizionali, l'ipotesi più realistica è una versione ridotta del lanciatore Vega, ma si pensa anche ad altri lanciatori di piccole dimensioni. Gli studi in proposito saranno conclusi entro l'anno e a metà del 2008 si potrebbe delineare un progetto.
Ventisette razzi lanciati, tra sonde e vettori per la messa in orbita di dieci satelliti, senza nemmeno un fallimento. Sono le cifre che compendiano i primi venti anni di attività (dal 1967 al 1988) del poligono spaziale che l'Italia possiede sulle coste del Kenya su due piattaforme denominate "San Marco" e "Santa Rita" ancorate nell'Oceano Indiano (nell'immagine), presso Malindi.
La storia della base San Marco, fortemente voluta e realizzata da Luigi Broglio, artefice della nascita delle attività spaziali italiane, è iniziata il 26 aprile 1967, con la messa in orbita del satellite San Marco-2, ed è praticamente cessata dopo circa 20 anni, almeno dal punto di vista dei lanci. Dal 1987 la base è infatti impiegata solo come stazione di telemetria per i lanci che avvengono dal poligono europeo i Kourou.
Il lancio del '67, amava sottolineare Broglio, "fece entrare l'Italia nella serie A dei Paesi spaziali, quelli con libero accesso allo spazio. Finché le situazione è durata, l'Italia è stata in testa alle nazioni europee ed ha potuto istruire centinaia di ingegneri e tecnici in una tecnologia d'avanguardia".
L'ingresso dell'Italia nello spazio era avvenuto il 15 dicembre 1964, con il lancio del San Marco-1, l'unico dei dieci satelliti ad essere lanciato in USA. I lanci dei successivi nove satelliti (compresi quattro della Nasa e uno britannico) sono avvenuti tutti dalla base di Malindi e sono tutti pienamente riusciti.
L'Italia è stato l'unico Paese ad aver messo in orbita satelliti per gli USA, a parte qualche satellite commerciale affidato negli ultimi anni a russi e cinesi. L'ultimo lancio dalla base italiana, quello del satellite San Marco-5 è avvenuto il 26 marzo 1988. Dopo oltre venti anni di attività svolta con successo utilizzando razzi vettori Scout forniti gratuitamente dagli USA, per la base equatoriale è iniziato un periodo di declino a causa di difficoltà di finanziamento per i programmi spaziali nazionali e per le spese di manutenzione. Ora c'è una nuova speranza.
http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2007/08_Agosto/20/lanci_base_italiana.shtml
TohrAlkimista August 24th, 2007, 07:50 PM lo continuano a dire...ma sono anni che non muovono dito...
worldwide70rm August 25th, 2007, 10:03 AM Forniture petrolio
dal tg2 delle 20:30 del 23 agosto
Il Kazakistan minaccia di rompere il contratto con l'Eni per l'estrazione del petrolio.
Forse dietro la minaccia c'è il colosso russo Gazprom, che vuole così ribadire il potere sugli oleodotti.
citazioni:
Ind
Industriali
Uni-gov-pc
L'Unione
Alieno August 25th, 2007, 02:28 PM ^^
25/8/2007
Eni tratta per Kashagan: "Rivedremo il contratto"
Eni e governo kazako risolveranno la questione Kashagan in via amichevole: lunedì comincia il negoziato che dovrebbe portare alla revisione del contratto che assegna all’Eni (capofila di un consorzio di compagnie) le attività di ricerca e sfruttamento del maxigiacimento di petrolio in Kazakhstan.
Dopo gli annunci minacciosi del governo kazako - s’è parlato addirittura di revoca della concessione - ieri l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni è tornato sulla vicenda per gettare acqua sul fuoco. Al tavolo con il governo kazako, ha detto Scaroni, siederanno per primi i tecnici. «Sono fiducioso che si troverà una soluzione: abbiamo 60 giorni di tempo per farlo, e conto sui nostri rapporti con le autorità kazake, che sono sempre stati eccellenti». Per ora il numero uno dell’Eni non parteciperà ai negoziati: il suo viaggio in Kazakhstan è rinviato a settembre «perché alle elezioni parlamentari del 18-19 agosto seguirà molto probabilmente un rimpasto di governo». Meglio confrontarsi con il governo che verrà.
L’Eni è pronta a rivedere «una serie di parametri che devono senz’altro essere aggiustati», ha spiegato l’ad. Punto primo: l’aumento dell’investimento fatto dalle compagnie, passato da 10 a 19 miliardi di dollari. Punto secondo, l’aumento del prezzo del petrolio. Scaroni: «Abbiamo firmato il contratto quando il greggio costava 20 dollari al barile e si ipotizzava che sul lungo termine potesse arrivare a 35». Oggi la situazione è capovolta: il barile oscilla tra i 65 e i 70 dollari, per il 2011 - quando inizierà lo sfruttamento di Kagshagan - si ipotizza un prezzo vicino ai 40 dollari.
Mentre si discute, avverte Scaroni «Non dimentichiamo che da Kashagan arrivano soprattutto buone notizie. Nel senso che ogni volta che conosciamo meglio il giacimento, ci rendiamo conto che abbiamo a che fare con un “super-super giant”. Quindi quelle che si aprono sono opportunità colossali». Anche perché il contratto Kashagan è stato scritto nell’ipotesi di sfruttare solo il petrolio, mentre sottoterra ci sono riserve enormi anche di gas naturale. «Quindi - ha concluso l’ad Eni - dovremo studiare come rendere il gas del Caspio fruibile in Europa, o in Cina o in Russia».
Il contenzioso con il governo kazako, insomma, non preoccupa troppo. Scaroni ha sottolineato che nel suo mestiere «rinegoziare è la regola, non un’eccezione». Anche contando sull’appoggio del governo: «È entrato in campo il primo ministro kazako, io ho sempre tenuto aggiornato il nostro governo. Anche in previsione della visita che il presidente del Consiglio Romano Prodi farà in Kazakhstan il 7 e 8 ottobre».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200708articoli/25090girata.asp
Alieno August 29th, 2007, 12:08 AM DAL SUD ITALIA LA SUPERTECNOLOGIA PER GLI ECO-GRATTACIELI
(Ansa) - Le parti tecnologiche più importanti dei grattacieli rotanti, le 'Rotating Tower', dell'architetto italiano David Fisher saranno prodotte in Italia. La caratteristica principale di questi grattacieli è che ciascun piano può ruotare a discrezione di chi lo occupa. L'effetto è quello di un' 'architettura dinamica' nella quale la forma muta in continuazione. Inoltre si tratta del primo edificio non solo eco-sostenibile ma anche in grado di produrre energia pulita in quantità superiore al proprio fabbisogno grazie a turbine poste tra un piano e l'altro. L'energia verde prodotta in eccesso viene così ceduta alla rete circostante. In particolare per realizzare questo 'gioiello' del made in Italy, si sta individuando una zona nel sud Italia dove a breve dovrebbe nascere un nuovo distretto industriale che, tra diretto e indotto, dovrebbe dare lavoro ad un notevole numero di operai specializzati e ingegneri. Le maestranze avranno il compito di produrre e assemblare i diversi elementi per gestire l'energia eolica prodotta dalle torri e sovrintendere al movimento di questi grattacieli. Per la prima volta gli edifici saranno pre-assemblati in fabbrica per poi essere esportati nei vari paesi rivoluzionando così il tradizionale meccanismo delle costruzioni.
"Fino ad ora abbiamo avuto due ordini. Ma abbiamo già moltissime richieste per realizzare edifici in varie capitali estere", spiega Fisher. Ed effettivamente è di pochi giorni fa la notizia che il Mirax Group di Mosca ha commissionato la realizzazione del progetto Fisher. La torre 'da capogiro' moscovita avrà oltre 60 piani con una superficie complessiva di 110 mila metri quadri e costerà oltre 400 milioni di dollari. Il grattacielo dovrebbe essere edificato tra il 2008 e il 2011 ed è destinato - scrive la stampa locale - a diventare un simbolo del sempre più mutevole skyline moscovita. Il progetto è però più ampio e destinato a creare la "Nuova Era dell'Architettura" offrendo la svolta anche all'eco-sostenibilità. L'architetto Fisher chiede al Governo italiano di 'intestarsi' in qualche modo la 'paternita'' dell'operazione che sarà presentata a giorni in una conferenza stampa internazionale: "Rappresentiamo il made in Italy - dice l'architetto - il progetto è nato in Italia e in Italia verrà sviluppato. Avremmo piacere che lo Stato si avvalesse di questa opportunità perché l'Italia non è solo il Paese dell'arte ma anche della tecnologia proiettata nel futuro". Inoltre "ci farebbe piacere realizzare in Italia un grattacielo simbolo". Tornando all'impianto di produzione italiana di prossima realizzazione Fisher spiega che in alcune regioni "abbiamo trovato realtà eccezionali. Ci avvarremo della collaborazione di aziende locali oltre a installare un nostro impianto di produzione di componenti di alta tecnologia".
Alieno August 30th, 2007, 12:53 AM Tutti come Spiderman grazie a una colla italiana
La tuta di Spiderman potrebbe essere, a breve, prodotta in Italia. Consentirebbe di arrampicarsi su superfici verticali e di camminare aderendo ai soffitti proprio come il mitico eroe dei fumetti e, al cinema, Tobey Maguire. L'ingrediente segreto per realizzarla sarebbe una colla fatta di molecole uncinate di nanotubi di carbonio.
Ne è convinto Nicola Pugno, ingegnere e fisico del Politecnico di Torino, che ha descritto la sua teoria alla rivista inglese Journal of Physics: Condensed Matter. La tecnologia, come ha spiegato lo scienziato, obbedisce alle leggi di Van der Waals, ovvero sfrutta l'attrazione che si genera fra molecole poste molto vicine. Lo stesso principio è alla base dell'abilità del geco di camminare su superfici lisce senza l'uso di secrezioni adesive: le estremità delle sue zampe, infatti, sono ricoperte da milioni di peli che moltiplicano le deboli forze elettromagnetiche d'interazione con la superficie.
Lo studio di Pugno è partito proprio dall'osservazione di questi piccoli animaletti e dei ragni. «Questi animali - ha spiegato l'ingegnere italiano - hanno una sorprendente capacità di aderire alle superfici, straordinaria per tre motivi: l'estrema resistenza adesiva, l'autopulizia delle zampette, il controllo dell'adesione nella fase di distacco». La prima e la seconda di queste caratteristiche, ha aggiunto l'esperto, «sono date dalla struttura dei peli che somigliano a tante micro-torrette poste le une sulle altre». La terza qualità, invece, deriva dalle leggi fisiche ovvero «applicando forze piccole, pezzettino dopo pezzettino, è possibile staccarsi dalle superfici facilmente».
Il ricercatore ha promesso che non ci vorranno molti anni prima di avere la tuta di Spiderman. Ma a cosa servirà? Di certo non a combattere il male, come faceva l'eroe inventato da Stan Lee e Steve Ditko nel '62, tuttavia le sue possibili applicazioni sono molteplici. Ad esempio, si potrebbe utilizzare il tessuto per la realizzazione di guanti e scarpe dei lavavetri dei grattacieli. Non è escluso che la tuta si possa usare anche per esplorare i fondali marini, se costruita con una colla resistente all'acqua. Probabilmente, però, il campo in cui sarebbe più sfruttata è quello dello spazio, dal momento che le ventose non necessitano della pressione atmosferica.
Non esiste Uomo ragno senza il filo di ragnatela al quale si aggrappa. Nicola Pugno ha pensato anche a questo. «Una griglia di nanotubi di carbonio - ha spiegato il ricercatore - sarebbe il materiale con cui comporre un cavo invisibile di un centimetro di diametro, super-resistente, adatto a supportare il peso di un uomo».
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=7935&sez=HOME_SCIENZA
Alieno August 30th, 2007, 12:54 AM Finmeccanica-Gm, è guerra per il brevetto
Turbolenze sul fronte brevetti tra Finmeccanica e General Motors. Il gruppo italiano ha infatti deciso di denunciare il colosso statunitense, portandolo davanti alla Corte distrettuale della Virginia. L’accusa? Quella di aver sottratto indebitamente tecnologie all’avanguardia per la realizzazione di un motore elettrico ibrido.
Ma facciamo un passo indietro. Il progetto in questione è stato brevettato circa due anni fa da Ansaldo ricerche che ha lavorato, gomito a gomito, con l'Università romana Tor Vergata e Lucchi Elettromeccanica, un piano realizzato per la propulsione subacquea nell'industria della Difesa. Proprio per questo lavoro, nel 2005, Finmeccanica aveva ricevuto il premio Innovazione: oltre trecento ingegneri, fisici, matematici, avevano preso parte alla cerimonia di premiazione. In dettaglio, si tratta di un "Motore elettrico per veicolo di arma subacqueo", con propulsore a magneti permanenti a flusso assiale, del tutto nuovo e del 40% meno costoso di prodotti analoghi. Un risultato di grande validità, nato dall'interazione fra accademia, centri di ricerca, aziende del gruppo. Progettato per la propulsione subacquea, ha anche la possibilità d'applicazione che spaziano dalle auto agli autobus, ai veicoli industriali, agricoli, macchine movimento terra, veicoli su rotaia, tanto civili quanto militari, a riprova che tutte le tecnologie, oggi, sono sempre duali.
Una tecnologia che, secondo gli esperti, farebbe molta gola a General Motors che tra breve sarà chiamata a fronteggiare la sfida contro i giapponesi di Toyota proprio sul mercato delle vetture ibride.
La situazione si è cominciata a muovere quando il numero uno di Gm, Richard Wagoner, ha ufficializzato proprio la produzione di un nuovo modello ibrido ogni tre mesi per i prossimi quattro anni. In questo modo, il team di Detroit ha indirettamente svelato la nuova tecnologia Ansaldo, persuadendo due professori dell'Università - secondo le accuse mosse da Finmeccanica - a svelare i dettagli ancora segreti della ricerca e mettendo, al tempo stesso, a punto un nuovo brevetto. Intanto, da Oltreoceano, un portavoce di General Motors ha dichiarato che ogni commento è ancora prematuro, dato che la procedura è stata appena avviata ed è in fase di studio.
Un gran polverone è stato sollevato e la guerra tra Finmeccanica e Gm è solo all’inizio.
http://www.finanzaonline.com/notizie/news.php?id=%257B238CDD69-0763-428E-AE0C-3BD3A0B91449%257D&folsession=020e10da726eb2cf7dd4753939e80af6
Alieno September 2nd, 2007, 03:23 PM E adesso Fiat pensa allo shopping
Jaguar, Land Rover, Lada: il gruppo italiano pensa ad espandersi con acquisizioni strategiche
Sono ormai lontani i tempi bui e si vede: Fiat è sempre più vicina a Tata nell'affare Jaguar-Land Rover. Si fanno infatti sempre più forti le indiscrezioni, riportate nei giorni scorsi, secondo cui il Lingotto potrebbe partecipare direttamente a fianco di Tata all'operazione di acquisizione di Jaguar e di Land Rover. I due marchi dovrebbero essere ceduti a Tata per un valore vicino a 1,5 miliardi e Fiat potrebbe partecipare al deal con una quota minoritaria ma significativa, quota che potrebbe anche crescere in futuro.
Tata, partner strategico di Fiat in India, punterebbe in questo modo a stringere ancora di più l'alleanza con il gruppo italiano. Inoltre vi potrebbero essere, a detta degli analisti, delle notevoli sinergie tra i due marchi Jaguar-Land Rover e Ferrari-Maserati. Non tralasciando che Fiat deve potenziare la propria rete di vendita in Usa e che la mossa Jaguar-Land Rover permetterebbe al gruppo italiano di utilizzare la fortissima rete di vendita delle due società.
Qualche tempo fa, inoltre, la stessa Fiat aveva considerato di realizzare questa operazione da sola. Jaguar è un vecchio sogno di Fiat, ma Marchionne aveva rinunciato perché il consolidamento del gruppo Jaguar-Land Rover, che ha i bilanci in forte perdita, avrebbe impattato negativamente sull'utile di Torino. Intanto ultime indiscrezioni parlano anche di un serio interessamento di Fiat per la russa Lada. Dopo aver risanato i conti e con gli utili in forte crescita Fiat sta quindi cercando realmente un'espansione all'estero.
Alieno September 2nd, 2007, 03:25 PM Enel, il cuore in Italia e le braccia in Europa
Dalla Spagna alla Russia, un futuro sempre più internazionale per la compagnia energetica
Si allargano le maglie delle costrizioni imposte dall'Autorità per l'energia spagnola ad Endesa, per l'ok all'Opa di Enel.
Il ministero dell'Industria iberica, accogliendo il ricorso presentato dalla società spagnola, ha infatti eliminato 3 delle 12 condizioni poste dall'Authority (Cne).
Per prima cosa, la Cne dovrà rinunciare al veto sulle decisioni strategiche della società. Inoltre, Endesa non sarà più vincolata al via libera dell'esecutivo per approvare i piani d'investimento. E, a questo proposito, la stampa spagnola cita fonti del ministero dell'Industria, secondo cui i piani in questione avranno solo un carattere orientativo, non vincolante.
Resta l'obbligo della nazionalità: Endesa rimarrà sempre un'impresa autonoma con sede in Spagna. Mentre cade quello di informare in anticipo l'Autorità sull'ordine del giorno delle assemblee degli azionisti e delle riunioni del consiglio di amministrazione su materie regolatorie.
Dalla Spagna alla Russia, Enel trasmette una luce di festa: la sempre più europea multinazionale dell’energia, infatti, ha guadagnato questa mattina la possibilità di indicare quattro rappresentanti nel Cda della generation company russa Ogk-5, di cui detiene una quota del 29,9%.
E' questo, forse, l'ultimo tassello di un mosaico che apre le porte al controllo della company: venerdì scorso, infatti, l'antitrust russo ha dato il via libera per salire al 100% nella medesima genco. A sedere per l'italiana nella cabina di comando della società, composta da 11 membri, saranno Stephane Zweguintzow, Dominique Fache (neo country manager di Enel in Russia), Giorgio Cimini e Marcello Bruti.
Qualche giorno fa, a proposito dello scenario internazionale in cui Enel è inserita, l'Ad Fulvio Conti, intervistato dal quotidiano La Repubblica, ha detto: "quando entro i primi di ottobre sarà chiusa l'Opa su Endesa, raggiungeremo le dimensioni qualitative e quantitative che cercavamo, diventando una multinazionale con il cuore in Italia e molte braccia in Europa". Mai, come oggi, frase fu più appropriata.
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200708311634043951&chkAgenzie=TMFI
Alieno September 15th, 2007, 02:02 PM L’Auto solare parte dal Piemonte
Progetto della Regione per una minicar alimentata con pellicole fotovoltaiche
MAURIZIO TROPEANO
Nei giorni in cui la Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici lanciava l’allarme sulle conseguenza catastrofiche per l’Italia nel palazzo della Giunta regionale del Piemonte ha preso forma un progetto che dovrebbe portare nel giro di un paio di anni a dotare il parco macchine della regione e delle Asl di mini vetture a tre posti alimentate con l’energia solare. Sul tavolo la giunta guidata da Mercedes Bresso ha messo un milione di euro e ha creato una rete di cui fanno parte il centro ricerche della Fiat, il Politecnico di Torino, un gruppo di imprese piemontesi specializzato nella produzione di pellicole fotovoltaiche e il premio Nobel, James Barber. «Il nostro obiettivo - spiega la presidente - è di avviare la ricerca e di applicare i risultati in modo di presentare una concept car nel corso dell’Anno mondiale del design in programma a Torino nel 2008».
Nei giorni scorsi l’assessore all’Innovazione, Andrea Bairati, ha incontrato i responsabili del centro ricerche Fiat che si è detto interessato alla sperimentazione. Il 15 ottobre si dovrebbe completare il pool e internazionalizzarlo. Quel giorno, infatti, s’inaugura l’anno accademico del Poli e da Londra arriverà il professor Barber per la consegna della laurea honoris causa.
Ma come dovrebbe funzionare questa macchina solare? Banalizzando si può immaginare una sorta di Domopak che avvolge una macchina piccola e compatta. «L’idea - spiega Bairati - è di utilizzare le ricerche del Politecnico sulle pellicole sottili, i film fotovoltaici, che sono in grado di assorbire meno energia di quelle al silicio ma assicurano una flessibilità maggiore nell’applicazione».
Queste pellicole verrebbero sistemate sul tetto e sulle superfici laterali della macchina e avrebbe il compito di catturare e trasformare l’energia solare che servirà per alimentare quattro piccoli motori elettrici che servono per far muovere ruote. Anche la carrozzeria della vettura sarà realizzata con materiale riciclabile. L’obiettivo è quello di arrivare all’impatto zero. Ancora Bairati: «Pensiamo ad una vettura con tre posti da utilizzare per la mobilità urbana e avrebbe un margine di autonomia di circa 200 chilometri».
E’ evidente che le quattro batterie elettriche hanno la necessità di essere ricaricate e per questo il progetto prevede anche l’individuazione e la realizzazione di spazi attrezzati con pannelli fotovoltaici. «L’idea - aggiunge Bairati - è di adattare parcheggi pubblici con tettoie su cui montare i pannelli solari». L’energia prodotta servirebbe non solo a ricaricare le auto elettriche ma potrebbe anche essere utilizzata per scopi domestici o rivenduta.
La prima verifica della fattibilità del progetto si potrà avere già nel corso del primo trimestre del 2008. Dopo l’estate ci sarà la presentazione pubblica al World Design e subito dopo «Regione e Asl potrebbero dotarsi di queste piccole vetture». Insomma la concept car è la prima tappa di un percorso più lungo che potrebbe arrivare alla produzione industriale di una flottiglia di mini vetture che «potrebbe anche essere utilizzata per trasferimenti all’interno della regione».
Il Piemonte punta molto sullo sfruttamento dell’energia solare - è previsto un progetto per sistemare pannelli su scuole, ospedali ed edifici pubblici - che gioca un ruolo centrale nel piano energetico regionale in via di approvazione da parte della Giunta che prevede anche l'utilizzo del geotermico. Poco spazio, invece, all’eolico. Il gruppo cinese Jac Anhui Jianghuai Automobile, che produce 200 mila veicoli all’anno e impiega 12 mila dipendenti, ha ha deciso di aprire il suo primo centro di ricerca all’estero a Torino, insediandosi al Politecnico del capoluogo piemontese. Contestualmente, il gruppo Jac ha anche siglato un accordocon la Pda Studio, guidata da Alessandro Albanese, per l’assistenza e l’information technology.
Il nuovo centro ricerca, dedicato in particolare alle fasi di designing e styling, è destinato a occupare una decina di ricercatori italiani, e il primo prodotto della collaborazione tra Jac e Pda sarà presentato al salone dell’auto di Pechino nel 2008.
Lou Tick, general manager di Jac, ha sottolineato che la scelta di Torino è una garanzia di esperienza e di qualità nel settore automobilistico. Dall’altra parte, oltre che con Jac, la Pda Studio ha all’attivo altre due partnership: con Mazda Motor Europe e con Rambus International, società tedesca specializzata nella produzione di sistemi informatici.
Fonte: La Stampa
Alieno September 15th, 2007, 02:41 PM La ricerca italiana sta conquistando i mercati internazionali grazie alle soluzioni di un’azienda che ha il coraggio di investire sulla tecnologia
Di Massimiliano Cassinelli
Computex in Asia, Cebit ad Hannover e Ifa a Berlino sono tre delle più importanti fiere, nell'ambito dell'Ict, in cui la ricerca italiana ha suscitato l’interesse a livello internazionale. Il merito di questo successo va a VoiSmart (www.voismart.it), il brand commerciale con il quale viene identificata la società Espia, che, a meno di 10 anni dalla sua creazione, si pone nelle vesti di fornitore di riferimento a livello globale. Questo perché, come spiega il Ceo Biagio Passaro, «siamo nati con un imprinting tecnologico, ben sapendo che sono la qualità e l'originalità dei prodotti a fare la differenza sul mercato. Non per nulla, abbiamo 25 tecnici focalizzati esclusivamente sulla ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. A questi si aggiungono i ricercatori dei laboratori del Politecnico di Milano, con il quale abbiamo stretto una partnership e creato uno spin off di tipo prettamente tecnologico. Tutto ciò perché, solo partendo da soluzioni davvero uniche, possiamo proporci con efficacia sul mercato internazionale».
La forza di… Asterisk
Una filosofia che proprio il mercato sta premiando in modo concreto. Al punto che, dopo essersi consolidata a livello nazionale, VoiSmart è oggi presente in Germania, Francia, Svizzera, Inghilterra e nell’Europa dell’Est. Inoltre, l'aspetto più interessante è l'apertura di una filiale a Taiwan, incaricata di gestire il mercato dell'Estremo Oriente, garantendo un'assistenza pre e post vendita analoga a quella offerta ai clienti europei.
Proprio il fatto che un'azienda italiana sia in grado di vendere soluzioni di elettronica a clienti del Far Est suscita un notevole interesse, soprattutto perché, negli ultimi anni, si è sempre verificato il contrario. «Per ottenere un simile risultato – spiega Passaro - è indispensabile produrre direttamente in quei Paesi, dove il ridotto costo della manodopera ci permette di realizzare l'elettronica a prezzi particolarmente competitivi e dove gli approvvigionamenti risultano più semplici. Ma questa è una scelta che hanno già fatto in molti, mentre noi ci differenziamo per la capacità di controllare completamente l'intero processo produttivo, disponendo così di un'elettronica che, dopo essere stata progettata direttamente da noi, risponda anche ai nostri parametri di qualità. Il vero punto di forza consiste, però, nel software che gestisce tali soluzioni elettroniche, fornendo risposte adeguate alle reali esigenze degli utilizzatori».
Proprio nel software, quindi, è racchiuso il segreto che sta alla base del successo di VoiSmart, un software che, come ammette lo stesso Passaro, sin dall'inizio è stato open source, «sia per ragioni economiche, sia perché, non essendo vincolato da licenze, risultano vincenti la capacità di sviluppo e di assistenza, nelle quali noi abbiamo investito in modo determinante. Per tale ragione abbiamo creduto nella piattaforma Asterisk che, a dimostrazione della correttezza delle nostre analisi, sta diventando lo standard di mercato per le telecomunicazioni».
Attenti al mercato
Il solo intuito, per quanto fondamentale, non è comunque sufficiente per emergere in un settore competitivo come quello delle telecomunicazioni. Infatti, come sottolinea Passaro, «siamo cresciuti restando sempre in stretto contatto con il mercato, per capire quali fossero le reali esigenze. Così, per esempio, siamo stati tra i primi a realizzare soluzioni di interfaccia fisso/mobile, inserendoci in un ambito nel quale, grazie al valore aggiunto dei nostri laboratori, abbiamo saputo affermarci come fornitore di riferimento».
L'attenzione alle reali esigenze del mercato, che sfrutta al meglio le sinergie instaurate con il Politecnico di Milano, permette a VoiSmart di guardare al futuro con ottimismo. Anche se Passaro non perde l'occasione di sottolineare come l'intero sistema industriale italiano, per crescere davvero, debba avere il coraggio di creare reali sinergie: «Le aziende di altri Paesi, quando si affacciano sul mercato internazionale, si alleano tra loro e sfruttano il supporto di enti e associazioni a livello nazionale. Noi, invece, ci muoviamo sempre in modo indipendente l'uno dall'altro, aumentando così i costi e limitando la nostra capacità competitiva. Per questo motivo, in occasione dei prossimi eventi, si sta promuovendo la possibilità di “fare sistema” con altre aziende, proponendoci così come una realtà unica. Questo perché, sul mercato internazionale, c'è spazio per tutti, ma è fondamentale iniziare a lavorare concretamente insieme, smettendo di lamentarsi e... piangersi addosso».
Credere nell'innovazione
“Credere nell'innovazione”, per VoiSmart, non è solo uno slogan, ma un autentico impegno, a tutti i livelli. Non per nulla, nei mesi scorsi, i progetti di ricerca e sviluppo dell'azienda, nell'ambito del wireless, sono stati riconosciuti dal ministero delle Attività Produttive. Quest’ultimo, infatti, ha ritenuto di premiare, con un finanziamento di 3 milioni di euro, i progetti di ricerca e sviluppo proposti da VoiSmart, che si è aggiudicata il primo posto tra un lotto di 600 aziende. Il progetto prevede una serie di attività nell'ambito del wireless, sia per il Wi-Max sia per il più noto Wi-Fi, oltre a una sempre maggiore integrazione della tecnologia VoIp all'interno delle reti Gsm e Umts, senza dimenticare i prodotti di videocomunicazione e videosorveglianza che, comunicando attraverso le reti di terza generazione, potranno finalmente integrarsi a bordo del Pbx aziendale, portando così alla convergenza di cui si parla da anni.
Il futuro si chiama mesh
L’attenzione alle esigenze del mercato ha portato VoiSmart a investire, in collaborazione con il Politecnico di Milano, in un ambito del wireless particolarmente innovativo: le reti mesh. La peculiarità di queste infrastrutture, che come indica il nome stesso sono “magliate”, consiste nella possibilità, per le comunicazioni, di muoversi lungo percorsi non prestabiliti. In pratica, in funzione del traffico e della disponibilità dei singoli nodi, i pacchetti possono seguire tragitti differenti per arrivare sino al destinatario. Simili soluzioni, secondo recenti studi di mercato, nel prossimo futuro sono destinate a crescere in modo significativo, in quanto garantiscono un’elevata affidabilità della rete stessa, che può sopperire in modo autonomo a eventuali guasti.
Ma l’innovazione introdotta da VoiSmart, e presentata proprio al Politecnico lo scorso luglio, va addirittura oltre queste caratteristiche, in quanto è in grado di supportare la mobilità di qualunque device, dotato di scheda Wi-Fi, all’interno dell’infrastruttura così realizzata. Il tutto, con l’ulteriore vantaggio che, equipaggiando il sistema con più interfacce multiradio, il troughput non viene influenzato nemmeno dalla crescita del traffico. Le prime applicazioni sperimentali, in questo senso, sono molto incoraggianti, in quanto è stato possibile garantire una larghezza di banda reale superiore a 20 Mb/s. Una caratteristica che, insieme a soluzioni per migliorare la gestione della mobilità, fondamentale nel caso di servizi video e voce, permetterà di incrementare ulteriormente l’utilizzo di questa tipologia di rete. Senza dimenticare che, proprio grazie alla capacità del sistema di autoconfigurarsi, anche l’installazione risulta semplificata, in quanto non richiede competenze specifiche o accurate pianificazioni preliminari.
Wireless… davvero
La vera sfida delle reti wireless consiste, però, nel renderle davvero… senza fili. «Sinora – spiega Passaro – si è lavorato sulla trasmissione dei dati, trascurando spesso le problematiche di alimentazione, che sono fondamentali soprattutto quando la rete deve essere installata in tempi rapidi o quando, all’interno di edifici storici, qualunque opera muraria costituisce un problema. Per tale ragione, dopo aver realizzato alcune soluzioni sperimentali, stiamo ottimizzando la capacità di sfruttare sistemi di alimentazione, basati su celle fotovoltaiche, che potranno essere prodotte a livello industriale».
Dopo aver consolidato ricerca e sviluppo, l’attenzione di Passaro si sta ora focalizzando maggiormente sugli aspetti commerciali, potendosi proporre sul mercato con soluzioni realmente innovative: «La nostra Gsm Card ha già ottenuto risultati eccellenti, dimostrando la correttezza delle intuizioni e del lavoro svolto nei laboratori. Per questo ci stiamo aprendo sempre più al mercato internazionale, sul quale siamo già apprezzati per VoiSmart Orchestra, l’ambiente operativo, completamente Web, che permette il completo controllo del sistema garantendo una flessibilità di configurazione e una granularità massima nell'attribuzione di permessi e profili».
Alieno September 15th, 2007, 02:48 PM Ricerca: Più Fondi e Incentivi a Privati
Roma, 14 set. (Adnkronos Salute) - ''Cercheremo di dare un contributo per maggiori stanziamenti alla ricerca in sede di sessione di bilancio''. Lo ha sottolineato il presidente del Senato, Franco Marini, nel suo intervento all'apertura della giornata di studio sulla ricerca in oftalmologia, organizzata oggi a Roma, a Palazzo Giustiniani, dalla Fondazione 'Giovan Battista Bietti' in occasione del centenario dalla nascita del professor Bietti.
''Il Governo e lo Stato - ha aggiunto Marini - facciano uno sforzo. Purtroppo - ha ammesso - siamo carenti nell'apporto alla ricerca del contributo privato''. Il presidente del Senato ha anche ricordato alcuni dati in materia di investimenti per la ricerca, settore in cui l'Italia e' indietro rispetto ad altri Paesi: ''oggi l'Italia complessivamente spende l'1,1% del Pil, a fronte dell'1,8% dei Paesi Ue, del 2,7% negli Stati Uniti e di oltre il 3% del Giappone''. ''Il nostro obiettivo formale -ha detto Marini che ha auspicato che le indicazioni del Dpef trovino concreta attuazione nella Finanziaria- e' quello di arrivare al 2,5%, in linea con gli obiettivi dei Paesi Ocse''.
"Quindi siamo in ritardo - ha sottolineato - e uno sforzo comune deve essere fatto". "Se guardiamo anche l'andamento dello sviluppo del nostro Paese che in questi ultimi anni, dopo un periodo di stagnazione, torna a mostrare vivacità e si assesta quasi al 2%, non possiamo lamentarci del tutto, ma comunque restiamo indietro nella media europea. E' un problema che dovrebbe impegnarci tutti. Non è un caso -ha detto- che questa nostra difficoltà nello stare al passo con lo sviluppo dei Paesi dell'Unione abbia qualche rapporto con gli sforzi che facciamo nel settore della ricerca".
Marini ha anche ricordato un altro dato: la carenza dell'Italia, "rispetto ad altri paesi per l'apporto alla ricerca del contributo privato", fornendo anche alcuni dati: se in Italia il contributo privato raggiunge il 40% del totale, negli Usa il 60% e il 75% in Giappone. Occorre quindi "stimolare il privato con le opportunità che si offrono. Penso ad esempio - ha detto Marini- ad incentivi a ricerche di settore con forme fiscali anche più incisive". "Non voglio dire - ha però sottolineato - che le responsabilità siano del privato", ma "c'è un quadro complessivo: l'industria italiana, nei settori dove la conoscenza, il sapere e la ricerca sono fondamentali, opera meno degli altri perchè è centrata più su settori tradizionali".
TohrAlkimista September 17th, 2007, 09:10 PM un po' di tempo fa avevo letto un articolo davvero deprimente.
parlava di una azienda italianissima che produce pannelli solari davvero unici, tanto che è richiestissima in tutto il mondo.
peccato e dico peccato, che ancora una volta ci confermiamo degli idioti che non sanno sfruttare i loro tesori, infatti si leggeva che questa azienda esporta circa il 70/80% di ciò che produce, dato che in Italia c'è troppa poca richiesta...:no:
Alieno September 17th, 2007, 09:23 PM ENERGIA: COMUNE DI COMO A PANNELLI SOLARI, PRIMO IN EUROPA
(AGI) - Como, 13 set. - Da Como arriva un esempio di come le amministrazioni comunali possano investire in impianti energetici rispettosi dell'ambiente. Da lunedi' sul tetto del Municipio e su quello della Biblioteca comunale prenderanno avvio le procedure per la posa di 500 metri quadrati di pannelli solari (212 per Palazzo Cernezzi, 160 per la Biblioteca). Entra quindi in una nuova fase il cantiere, avviato in aprile e finalizzato a creare un impianto di climatizzazione ad energia solare per il Comune e la Biblioteca cittadina. Si tratta del primo progetto del genere, per dimensioni, d'Europa (36° in tutto il mondo) che puo' vantare anche un finanziamento di 870mila euro da Regione Lombardia, somma che copre oltre la meta' dell'importo complessivo dei lavori pari a circa un milione e mezzo di euro, e che un anno fa si e' imposto in un bando regionale, promosso nell'ambito dell'accordo di programma quadro ambiente ed energia, stipulato con il ministero dell'Ambiente, per promuovere un'azione innovativa nel campo della diffusione dell'utilizzo del sole quale fonte termica di energia, specificatamente rivolta ai soggetti pubblici ed alla realizzazione di impianti ad impatto inquinante nullo. Attraverso una serie di pannelli solari sottovuoto verra' sfruttata l'energia che si accumula grazie all'irradiamento solare. Un sistema che, a pieno regime, concorrera' alla produzione del 30% dell'energia necessaria affiancandosi alle tradizionali fonti energetiche ma che consentira' un risparmio in costi (stimato in almeno 150mila euro annuali) e abbattimento dell'anidride carbonica legato al minor consumo di gas metano e al minor consumo di energia. Gli operai finora hanno effettuato le opportune modifiche alle linee esistenti, smantellato le vecchie tubazioni, montato dei nuovi macchinari, realizzato dei rinforzi strutturali sulle coperture e lavorato alle modifiche dell'impianto di riscaldamento. Dopo la posa dei pannelli solari, nei prossimi mesi invernali, si lavorera' sugli impianti di condizionamento.
Nel 2006 proprio il Comune di Como era stato premiato da Legambiente come Comune lombardo con il maggior numero di pannelli solari applicati ad edifici pubblici. (AGI)
Alieno September 17th, 2007, 09:26 PM 17 settembre 2007
Nanoforum e Bioforum: il futuro è a Milano
Carrozzerie che si puliscono da sole, ma anche nuove terapie contro i tumori, materiali da costruzioni super-resistenti e mangia-smog, le innovazioni della nanotecnologie si danno appuntamento a Milano a partire da oggi con la terza edizione del "Nanoforum" negli spazio del Politecnico. Una manifestazione seguita a ruota dal quarto Bioforum presso l'Università Statale dal 25 al 26 settembre. I due appuntamenti, che dal 2004 hanno visto la partecipazione di oltre 7000 addetti del settore, confermano il capolugo meneghino lo snodo più vitale degli incontri tra industria e ricerca avanzata.
Al nanoforum, in particolare, partecipano sia aziende italiane leader mondiali nel loro settore come ST Microelectronics, che sta sviluppando un nuovo biochip, a Saes Getters, specialista nelle tecnologie del vuoto e Pirelli Labs, all'avanguardia nella ricerca sui penumatici, ma anche molte piccole start-up e spin-off provenienti dal mondo accademico e fortemente innovative. "C'è molto interesse per le nanotecnologie e questa manifestazione sta crescendo costantemente – osserva Domenico Piazza, responsabile del progetto Nano e Bioforum all'interno di Iter che organizza l'evento – e quest'anno le sessioni si sono moltiplicate per affrontare anche i temi della sicurezza delle nanotecnologie – un tema sul quale l'industria sta dimostrando di non voler ripetere gli errori del biotech – e nuovi settori in forte espansione come l'architettura e il design".
Occupandosi di tutto ciò che ha una scala inferiore al milionesimo di millimetro, negli ultimi anni le nanotecnologie si sono affermate come una nuova scienza dei materiali con applicazioni riviluzionarie nei settori più diversi, dalla moda alla medicina e all'automotive e all'architettura, ma anche nella lotta alla contraffazione dei marchi, divenuta negli ultimi anni il tallone di Achille di molto del made in Italy. A livello internazionale il settore delle nanotecnologie, considerate ricerca di base fino a pochi anni fa, si presenta già come in pieno boom per i prossimi anni. Secondo gli analisti della britannica Cientifica, soltanto il valore delle applicazioni nanotech nel settore farmaceutico raggiungerà i 263 miliardi di dollari nel 2012 per toccare i 1500 miliardi di dollari entro il 2015.
Una dinamica che secondo gli analisti vedrà protagoniste le grandi aziende, forse accelerazioni analoghe a quelle che fecero di Sony una dominatrice nel mercato delle tecnologie basate sui transistor. Oggi però l'innovazione nanotec arriva sempre più spesso dai laboratori accademici o privati ed è portata sul mercato da start-up, soprattutto nel settore chimico (53%), dei semiconduttori (34%), dell'elettronica (7%), mentre i settori della difesa e dell'aerospaziale (3%), farmaceutico (2%) e dell'automotive (1%) promettono di esplodere nei prossimi anni.
Fonte: www.ilsole24ore.com
DirtyHarry September 22nd, 2007, 02:31 PM Alenia, altri 500 milioni per il 787
di Andrea Nativi
Alenia Aeronautica aumenta il coinvolgimento nel programma del nuovo aereo di Boeing, il B787, con l’imminente avvio di nuovi investimenti per circa 500 milioni di euro in aggiunta ai 550 milioni già spesi. Un impegno giustificato dalle prospettive del programma, che potrà generare per l’azienda di Finmeccanica ricavi per 18 miliardi di euro nell’arco di 20 anni. E oltre ai volumi di lavoro, ci sarà un margine operativo elevatissimo, stimato a regime tra l’11 e il 15%, un livello mai raggiunto in un programma aeronautico commerciale.
E il successo del B787 sarà uno degli elementi cruciali per la crescita di Alenia: già nel 2010 i ricavi raddoppieranno, passando da 1,9 miliardi di euro dello scorso anno a 3,6-4 miliardi di euro.
Nel giro di due-tre anni Alenia sarà in grado di spedire negli stabilimenti negli Usa, a Charleston, dove opera la joint venture con Vought 10 grandi serie di elementi strutturali al mese, più che raddoppiando il ritmo di produzione attuale. Questo comporterà anche un forte incremento dell’occupazione: oggi Alenia Composite, la controllata dedicata al programma, impiega 700 dipendenti, che saliranno a 850 entro fine anno, per poi aumentare ancora nel 2008.
Boeing ha firmato finora con Alenia contratti per le prime 300 serie, per un valore superiore a 1,6 miliardi. Almeno altre 100 serie saranno ordinate entro il 2009. E Boeing sta valutando se sarà necessario aumentare ancora i ritmi di produzione, arrivando addirittura a 12 o 14 aerei al mese. La domanda per il nuovo aereo è, del resto, fortissima, Boeing ne ha già venduti 710 e potrebbe toccare quota 1.000 già entro la fine del 2008. Chi volesse acquistare un B787 dovrebbe rassegnarsi ad attendere almeno fino al 2013 per la consegna.
Per ora, però, il problema più urgente è quello di rispettare la tabella di marcia prevista. Boeing continua a sostenere che il velivolo effettuerà il primo volo tra metà novembre e metà dicembre e che sarà pronto per le consegne entro fine 2008. Difficilmente questo obiettivo sarà raggiunto, si tratterebbe di un exploit senza eguali nel mondo dell’aviazione, ma per ora gli analisti ritengono che se ritardo ci sarà, sarà comunque contenuto in 1-3 mesi con penali relativamente contenute.
il Giornale (http://www.ilgiornale.it/)
Shezan September 24th, 2007, 06:44 AM ^^ ^^ ^^
qualcuno ha foto del dreamlifter a grottaglie?
Nicux September 28th, 2007, 01:01 PM Internet gratis e wireless per tutta Pordenone
A Pordenone un progetto per il superamento del digital divide porterà Internet gratis nelle case di tutti i residenti. Primo caso in Italia di copertura a tappeto con Wifi
Internet gratis per tutti gli abitanti di Pordenone. La disponibilità di connessione wireless a costo zero per gli abitanti della città friulana è frutto di un accordo tra la Regione e il comune di Pordenone i cui termini sono contenuti in un Protocollo d'Intesa firmato alla fine della scorsa settimana e che mira a creare un articolato sistema di e-governement e di e-democracy.
L'infrastruttura di base a banda larga, realizzata sulla base di un programma pluriennale il cui primo stralcio prevede la copertura sperimentale di parte del centro storico entro pochi mesi e della restante parte del territorio comunale nel corso del 2008, si trasformerà per l'utente finale in una rete Wifi di libero accesso per portare Internet gratuitamente in tutte le case di coloro che disporranno semplicemente di un computer compatibile con questo standard.
L'impegno diretto del Comune di Pordenone è notevole: ogni anno vedrà la messa a bilancio di circa 400 mila euro per il servizio; prezioso è stato e sarà il sostegno della Regione. "La logica è quella dell'inclusione perché tutti possano godere delle opportunità che la società offre", ha detto il sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello
"Questo impegno per Pordenone e la sua rete WiFi - ha affermato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy - rientra nel programma generale della Regione per dotare tutto il Friuli Venezia Giulia delle infrastrutture necessarie per accedere in modo veloce ed economico alla rete informatica. Per questo abbiamo costituito la Società Mecurio Fvg per portare la banda larga su tutto il territorio utilizzando tecnologie diverse a seconda delle caratteristiche del territorio stesso".
Il Friuli tenta di chiudere il 'digital divide' in maniera completa, con corsi dedicati a categorie come anziani e casalinghe e per contributi per l'acquisto dei pc. "Il successo è stato molto superiore alle aspettative e con le variazioni di bilancio abbiamo reperito nuove risorse per rispondere a tutte le domande", ha detto ancora Illy.
BlackLukes September 30th, 2007, 09:22 PM W pordenone! questo è il modo giusto per usare i soldi!
Il mio sogno sarebbe vedere Milano un giorno con una copertura wifi e wimax totale!
TohrAlkimista September 30th, 2007, 09:29 PM W pordenone! questo è il modo giusto per usare i soldi!
Il mio sogno sarebbe vedere Milano un giorno con una copertura wifi e wimax totale!
http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=15642801&postcount=85
^^^^^^^^^^
BlackLukes September 30th, 2007, 09:53 PM Grazie per il link, l'ho visto dopo.. e ne sono rimasto molto amareggiato.
Annibale October 3rd, 2007, 03:35 PM Pordenone... la microcapitale del punk!
TohrAlkimista October 18th, 2007, 02:29 PM Costa ordina due nuove navi a Fincantieri
Pronte nel 2011 e 2012. Investimento da 1 miliardo di euro
Costa Crociere e Fincantieri hanno annunciato oggi di aver raggiunto un accordo per la costruzione di 2 nuove navi da 114.200 tonnellate di stazza.
Le 2 nuove navi della flotta Costa saranno costruite nello stabilimento Fincantieri di Marghera con un investimento complessivo di oltre 1 miliardo di euro (510 milioni di euro l’una).
La consegna è prevista nella primavera 2011 e 2012. Saranno navi gemelle delle ammiraglie Costa Concordia, Costa Serena e di Costa Pacifica, attualmente in costruzione a Sestri Ponente, e potranno accogliere 3.012 ospiti in cabine dalla doppia occupazione e 3.780 ospiti totali.
Fonte: GuidaViaggi.it
TohrAlkimista October 18th, 2007, 02:30 PM Innovazione: dati su ricerca e imprese
Secondo i dati Istat relativi al 2005 resi noti nei giorni scorsi, la spesa totale per ricerca e sviluppo sostenuta al proprio interno da imprese, istituzioni no profit e università italiane è di 16,6 miliardi di euro - l’1,1 per cento del Pil. Le previsioni per il 2006-07 non sono brillanti: università esclusa, le cifre parlano rispettivamente di un 23,7% e di un 3,7% per il 2007. A livello territoriale le regioni dove si investe maggiormente restano Lazio, Lombardia e Piemonte.
Alieno October 20th, 2007, 05:36 PM Sito internet sull'innovazione italiana:
http://www.italianinnovation.it/
Alieno October 31st, 2007, 02:07 AM L’ENEA A PECHINO PER IL SOLARE TERMODINAMICO ITALIANO
La tecnologia, di cui l'Italia è leader, è molto apprezzata dai cinesi
Piace alla Cina la tecnologia italiana per produrre energia dal Sole. Pechino, che ha deciso di investire il 2,5% del Pil per le fonti rinnovabili, sta infatti studiando la realizzazione in Cina di un laboratorio congiunto con l’Enea, che ha realizzato in Italia un impianto leader sul solare termodinamico. Il presidente dell’Enea, Luigi Paganetto, ha detto che tra due mesi una delegazione italiana andrà a Pechino per valutare i dettagli dell’impresa. L’intesa giunge al termine in un anno di crescenti manifestazioni di interesse da parte cinese.
Il solare termodinamico realizzato all’Enea consente di produrre calore ad alta temperatura attraverso sistemi solari a concentrazione, una tecnologia matura ormai che richiederebbe solo una spinta più forte per diventare realtà industriale e tradursi, secondo gli scienziati, in impianti pilota su larga scala per capire i problemi della gestione. Per ora l’Enea è l’unico ente di ricerca al mondo, assicurano gli scienziati che lavorano al progetto, ad utilizzare sali fusi ad altissima temperatura, pari a 550 gradi, come fluido vettore per accumulare calore solare. Obiettivo di questa tecnologia è raccogliere calore dal Sole ad altissime temperature, per poi utilizzarlo al posto del petrolio. La grande idea che si racchiude dietro questo progetto è l’accumulo di energia che può così essere sfruttata al momento di effettiva necessità, senza sprechi."Il solare termodinamico italiano è una tecnologia molto precisa in cui l’Italia è leader - afferma ancora Paganetto - e quando si realizzerà il laboratorio cinese sarà anche la dimostrazione di come la ricerca può lavorare in sinergia con l’impresa e con la pubblica amministrazione".
30/10/07
Shezan November 6th, 2007, 05:19 AM ATR ha raggiunto di recente un nuovo importante obiettivo con l’annuncio del lancio della serie 600 dei suoi velivoli; l’ultimissima generazione della sua famiglia di aerombobili che entrerà in servizio nella seconda metà del 2010. I nuovi ATR 42-600 e ATR 72-600 porteranno nuove migliorie e le ultimisisme novità in ambito tecnologico, tra cui una nuova suite avionica, nuovi motori PW 127 M e un aumento di 300 kg in MTOW (Maximum Take Off Weight) e MZFW (Maximum Zero Fuel Weight).
(Comunicato stampa ATR)
Shezan November 6th, 2007, 05:21 AM CHC Helicopter Corporation ha siglato un contratto per tredici elicotteri AW139 di AgustaWestland, una società Finmeccanica, per un valore di circa 140 milioni di dollari. Questo nuovo ordine, che si aggiunge a quello precedente per venti elicotteri dello stesso modello, espande ulteriormente la flotta della CHC Helicopter Corporation basata su AW139 e dedicata a missioni di trasporto offshore ed elisoccorso. CHC, maggior fornitore mondiale di servizi di trasporto in elicottero nel settore dell’industria energetica, ha cominciato ad introdurre l’AW139 tra i propri elicotteri nel 2005 nell’ambito del piano di rinnovamento ed espansione della flotta che comprende ben 237 elicotteri e 18 velivoli ad ala fissa.
L’AW139 si è rivelato in breve tempo il punto di riferimento nella sua categoria per operazioni di trasporto offshore, missione per cui risulta particolarmente idoneo grazie all’ampia cabina in grado di trasportare fino a 12-15 passeggeri e facilmente accessibile grazie agli ampi portelloni scorrevoli posti su ambedue i lati. Le caratteristiche dell’AW139 ne fanno il punto di riferimento anche per missioni di soccorso sanitario e ricerca e soccorso e CHC ha recentemente introdotto in servizio nello stato del New South Wales, Australia, tre elicotteri AW139 che garantiranno servizi di ricerca e soccorso 24 ore su 24, sette giorni su sette. Ad oggi l’AW139 è già stato ordinato in quasi 300 esemplari da oltre 80 clienti in più di trenta paesi in tutto il mondo. Progettato quale elicottero multiruolo all’insegna della massima flessibilità operativa, l’AW139 è in grado di svolgere diverse missioni tra le quali trasporto offshore, ricerca e soccorso, soccorso sanitario, trasporto VIP/corporate, utility e operazioni proprie delle attività delle forze di polizia.
(COMUNICATO STAMPA FINMECCANICA)
TohrAlkimista November 6th, 2007, 11:25 AM Nokia e STMicroelectronics avviano una partnership
“Nokia cede parte delle sue tecnologie a STMicroelectronics, che produrrà chipset 3G per il colosso finlandese e per il libero mercato”
Nokia e STMicroelectronics annunciano oggi, tramite comunicato stampa (disponibile sia sul sito Nokia sia su quello STMicroelectronics), di aver concluso l'accordo, che era nell'aria da qualche mese, per una partnership in merito ai chipset 3G.
Secondo l'accordo Nokia trasferirà parte delle sue fasi di produzione a ST che, sfruttando le tecnologie Nokia in merito a modem, gestione delle risorse energetiche e delle connessioni radio produrrà chipset per Nokia stessa, ma anche destinate al mercato.
Nell'accordo rientra anche il trasferimento di circa 185 tecnici, attualmente impiegati in Finlandia presso Nokia, agli stabilimenti si STMicroelectronics nel Regno Unito. Il primo chipset disegnato e prodotto completamente da ST sarò un dispositivo 3G HSPA (high-speed packet access) che andrà ad equipaggiare i telefoni Nokia nel futuro prossimo.
Fonte: HWUpgrade.it
:banana::banana::banana:
mi3max November 6th, 2007, 11:56 AM Nokia e STMicroelectronics avviano una partnership
Notizia interessante in uno scenario fosco, pare che ci sarà a breve un cambio ai vertici del 5° produttore mondiale, ma anche quello con le peggiori performances; si vocifera di pesanti tagli occupazionali in Francia ed Italia.
TohrAlkimista November 6th, 2007, 12:09 PM ST ha avuto una grande peculiarità: è stata l'unica produttrici leader mondiali di semiconduttori a non aver risentito in maniera catastrofica delle crisi degli anni '90 del settore.
E' sempre rimasta così, tale e quale. Ecco forse sarebbe anche ora di pensare ad una riorganizzazione societaria.
Shezan November 13th, 2007, 03:42 AM Lo Sky-Y, il velivolo non pilotato da sorveglianza di classe MALE (Medium Altitude Long Endurance) realizzato da Alenia Aeronautica, una società Finmeccanica, ha volato per otto ore consecutive presso il poligono di Vidsel, in Svezia, stabilendo così il primato continentale di durata per un velivolo di questa classe superiore alla tonnellata di peso.
Questo volo, dedicato alla verifica delle performance a pieno carico e delle procedure operative sia del velivolo sia della stazione di controllo a terra, conferma la leadership di Alenia Aeronautica nella classe di velivoli MALE.
Con questo volo si conclude con successo un’intensa campagna di prove che ha coinvolto lo Sky-Y per circa un mese, dopo che il velivolo aveva volato per la prima volta lo scorso 20 giugno. La campagna di prove presso il poligono svedese, che ha visto lo Sky-Y impegnato in 7 sessioni di volo per un totale di 235 test di verifica, ha avuto come obiettivi quelli di verificare le prestazioni e il comportamento del velivolo in quota e a pieno carico e di valutare il motore diesel, tutti i sistemi di bordo e le modalità auto-pilota, e di navigazione autonoma, nonché le funzionalità ATOL (Automatic Take Off & Landing).
Dopo lo Sky-X, lo Sky-Y è la seconda piattaforma non pilotata UAV (Unmanned Aerial Vehicle) di Alenia Aeronautica, sviluppata specificatamente come dimostratore di tecniche e tecnologie innovative per velivoli di classe MALE destinati a svolgere missioni nel campo della sorveglianza del territorio.
Lo Sky-Y è un dimostratore tecnologico in grado di sperimentare e sviluppare tutte le tecnologie critiche, ed in particolare la propulsione diesel di derivazione automobilistica, i sensori da sorveglianza e ricognizione, i datalinks e i sistemi di trattamento dei dati per velivoli non pilotati da sorveglianza, ricognizione e protezione del territorio per usi sia civili, sia militari; sistemi e velivoli per i quali si prospettano interessanti prospettive di mercato nei prossimi anni.
Inoltre, lo Sky-Y è la piattaforma di sviluppo di altri due progetti firmati Alenia Aeronautica: il Molynx, un velivolo per usi civili di sorveglianza, protezione civile e del territorio – la cui realizzazione è prevista nel quadro delle attività del Distretto aerospaziale Piemontese – e un innovativo sistema destinato a scopi militari, di classe paragonabile o superiore a quella dei più avanzati sistemi presenti oggi sul mercato.
(Comunicato stampa Alenia)
Apteryx November 14th, 2007, 11:46 AM Pronto il motore di una nuova cella fotovoltaica capace di assorbire non solo tutte le lunghezze d'onda della luce visibile, ma anche quelle del vicino infrarosso, per cui è detta pancromatica. Ora ci si appresta a progettare la scocca e l'aerodinamica. Costruita con composti organici di sintesi - coloranti denominati squaraìne - la nuova pellicola fotovoltaica avrà il pregio di essere a basso costo, perché realizzabile con un processo simile alla verniciatura, e rispettosa dell'ambiente, perché le squaraìne usate non sono tossiche, tanto che si potrebbero sciogliere nell'acqua e bere senza conseguenze. Il nuovo materiale è nato da una collaborazione del gruppo di ricercatori del Dipartimento di scienza dei materiali dell'Università di Milano-Bicocca guidato da Giorgio Pagani con la Northwestern university di Evanston (Illinois) e con un partner industriale che, per il momento, desidera rimanere in incognito.
Sviluppate industrialmente negli anni 60 da Kodak per realizzare copie fotostatiche, squaraìne di diverso tipo trovano oggi applicazione in elettrofotografia, memorie ottiche, imaging biomedico. Quelle usate dai ricercatori milanesi sono state progettate dagli stessi con fondi ottenuti grazie a collaborazioni industriali precedenti e con l'obiettivo di ottenere un dispositivo fotovoltaico organico – dice Pagani – capace di "mietere" più lunghezze d'onda di quelli costruiti con solo silicio o con silicio misto a composti organici. Prima di noi nessuno aveva intrapreso questa strada perché solo da qualche anno la chimica ha acquisito alcune delle conoscenze che stanno alla base del principio di funzionamento.
Il principio di funzionamento: se una molecola organica assorbe energia sotto forma di luce in presenza di un'altra molecola ben precisa (partner), la prima non è più in grado di trattenere alcuni suoi elettroni che si mettono a migrare verso gli elettrodi della cella quando vi si applichi una tensione. La migrazione degli elettroni costituisce una corrente elettrica.
Il compito dei ricercatori è stato quello di immaginare e poi sintetizzare molecole organiche capaci di assorbire molta luce, visibile e non visibile, e di cedere facilmente elettroni. Un obiettivo raggiunto con la realizzazione di una pellicola costituita da molecole di due tipi, dove ogni tipo è aggregato in striscioline di dimensioni da mille a 100mila volte inferiori al diametro di un capello. Le striscioline si possono considerare le autostrade lungo cui viaggiano gli elettroni.
A fronte di un'efficienza non proprio elevata, pari al 7% nei prototipi, le celle di questo tipo presentano due grandi vantaggi rispetto a consimili dispositivi fotovoltaici al silicio, con cui non si pongono in competizione, ma piuttosto in sinergia per far fronte all'emergenza petrolio – spiega Pagani –. Il primo vantaggio sta nel costo assai modesto, che si può ipotizzare fino a 50 volte inferiore perché il processo di produzione sarà simile alla stampa di un quotidiano: al posto della carta sulle rotative scorrerà la pellicola. Il secondo vantaggio: i produttori non avranno il problema dell'approvvigionamento del materiale prevedibile per chi produce celle al silicio perché questo semiconduttore sarà sempre più richiesto sul mercato. Quello per usi fotovoltaici si ottiene in gran parte dal riciclo degli scarti della microelettronica, la cui disponibilità è limitata, o dalla raffinazione, purificazione e cristallizzazione del silicio usato nelle industrie metallurgiche.di Rosanna Mameli
Il sole 24 Ore
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...low-cost.shtml (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/11/celle-fotovoltaiche-low-cost.shtml)
JoNapo November 14th, 2007, 05:29 PM vernici solari? non vedo l'ora di riverniciarci tuttoil mio condominio :P
Shezan December 4th, 2007, 04:22 PM ATR, una società del Gruppo Finmeccanica in Joint Venture con EADS, ha siglato oggi in Malesia – in occasione del salone aerospaziale di LIMA – due contratti con Malaysia Airlines per la fornitura di 20 ATR 72-500 e opzioni per ulteriori 15 velivoli. L’accordo totale per tutte e 35 le macchine ha un valore di 650 milioni di dollari e segna un importante successo per ATR che porta a 925 gli ATR venduti dall’inizio del programma. il contratto si inquadra negli accordi di collaborazione tra il Governo italiano e quello malese ed evidenzia la sempre più crescente attenzione dell’Italia e del Gruppo Finmeccanica verso i mercati emergenti del Sud.Est asiatico.
L’accordo è stato siglato da Tengku Azmil Zahruddin, direttore esecutivo e responsabile finanziario della Malaysia Airlines e da Stéphane Mayer, CEO di ATR. Erano inoltre presenti alla firma dell’accordo il primo ministro malese, Dato’Sri Mohd Najib bin Tun Haji Abdul Razak, e il ministro dei trasporti Dato’ Sri Chan Kong Choy.
Ad acquisire gli aerei saranno le due controllate della Malaysia Airlines, Firefly e MASwings, che hanno ordinato rispettivamente 10 ATR 72-500 (più 10 opzioni) e 10 ATR 72-500 (più 5 opzioni); grazie a questo accordo, il primo con ATR, le due compagnie aeree potranno inaugurare nuove tratte in Malesia e in particolare verso Sabah e Sar, due destinazioni particolarmente turistiche dell’area.
Il velivolo a 72 posti sarà dotato di cabina “Elegance”, Light Emitting Diode (LED), In-Flight Entertainment (IFE) ed ETOPS 120, oltre alle più avanzate innovazioni tecnologiche in materia di comfort dei passeggeri e strumenti di comunicazione e navigazione. Le prime consegne sono previste per il 2008.
(comunicato Finmeccanica)
jayOOfoshO December 5th, 2007, 12:25 AM ATR
http://www.lebourget2007.com/IMG/jpg/_6181971.jpg
Alieno December 15th, 2007, 12:19 AM SALUTE. Milano, presentato studio per cura distrofia di Duchenne
La ricerca italiana sulla copertina del Time
- 13/12/2007 -
Come sostiene la rivista americana Time nella sua annuale classifica delle dieci migliori scoperte dell'anno, la genetica è la scienza regina del 2007 e in particolare al primo posto ci sono le cellule umane riprogrammate per diventare staminali che potrebbero un giorno bypassare i difetti genetici o risolvere i problemi etici legati alla ricerca sugli embrioni.
Ed è proprio l'ipotesi di riprogrammare le cellule staminali di pazienti con distrofia di Duchenne per bypassare il difetto genetico alla base della malattia su cui stanno lavorando gli scienziati dell'Unità di neurologia della Fondazione Irccs del Policlinico di Milano e del centro Dino Ferrari dell'Università degli studi del capoluogo lombardo.
Il lavoro, che ha conquistato anche la copertina della prestigiosa rivista americana, è stato presentato oggi a Milano da Nereo Bresolin - direttore di neurologia alla Fondazione Policlinico di Milano e responsabile dell'équipe che ha condotto la ricerca - e da Yvan Torrente, primo autore e coordinatore delle ricerche che sono state realizzate al Centro Dino Ferrari del Policlinico.
"L'obiettivo è correggere il difetto genetico che impedisce l'esatta produzione della proteina denominata distrofina, che svolge un ruolo fondamentale nel mantenere integra e funzionante la struttura muscolare. Lo studio sui topi ha risposto alla aspettative e rappresenta un punto di partenza per sperimentazioni cliniche finalizzate al trattamento della distrofia di Duchenne, una malattia che colpisce un bimbo su 3.500 neonati maschi", ha dichiarato il professor Bresolin alla presentazione dello studio.
La distrofia di Duchenne condanna i piccoli pazienti alla sedia a rotelle prima dei 10 anni e lascia loro un'aspettativa di vita inferiore, in media, ai 30 anni.
Lo studio utilizza una tecnica in grado di ricreare una corretta lettura del gene della distrofina nelle cellule staminali adulte. Questo metodo, denominato "exon-skipping", è stato sviluppato da diversi gruppi di ricerca internazionali - in particolare dall'equipe di Luis Garcia, del Genethon di Parigi - e può essere applicato al 75% dei malati.
Il responsabile dell'équipe di ricercatori ha spiegato che sono state estratte cellule staminali da alcuni bambini malati che poi sono state "addestrate" in laboratorio a sintetizzare una particolare proteina, la cui mancanza provoca la distrofia. Le staminali modificate sono poi state iniettate in topi malati di Duchenne, dove hanno riparato il danno muscolare provocato dalla patologia.
Secondo gli scienziati, questo lavoro "è una importante tappa nella lotta contro la malattia e richiede ulteriori conferme, ma rappresenta un notevole punto di partenza per la sperimentazione sull'uomo".
Shezan January 13th, 2008, 01:49 AM (ANSA) - PARIGI, 11 GEN - ATR ha annunciato oggi la firma di un protocollo d'accordo per la vendita di 9 aerei alla compagnia africana Lonrho Air. Per la joint venture di Alenia (Finmeccanica) e Eads, il valore del contratto e' di circa 150 milioni di dollari. Ad usare gli 8 ATR sara' una filiale di Lonrho Air, la Fly540 che e' basata a Nairobi.
Paxromana January 15th, 2008, 02:10 PM Sukhoi-Alenia
Presenza italiana in Superjet: Putin firma il decreto
Alenia Aeronautica potrà superare la soglia del 25% delle azioni del suo partner russo Sukhoi Civil Aircraft Company (SCAC), con il quale costruisce il bireattore regionale di nuova generazione Superjet. Con la firma da parte del presidente Vladimir Putin del decreto che consente alla società italiana di superare i vincoli alla partecipazione straniera nelle aziende strategiche si completano quindi le intese raggiunte nel novembre 2006 tra le capogruppo Sukhoi e Finmeccanica, ribadite nel marzo 2007 da un accordo intergovernativo e oggetto anche dei colloqui Putin-Prodi dello scorso novembre . La prossima tappa importante è ora il primo volo del prototipo.
Il superamento della soglia del 25% concede agli italiani maggiori diritti quale socio di minoranza, compresa la nomina di alcuni membri in cda, ed è visto in Russia come messaggio di apertura verso tutti i costruttori occidentali che volessero ampliare la propria collaborazione con l’industria aeronautica russa.
In attesa della firma di Putin, nell’estate 2007 le due società avevano comunque dato vita alla joint venture Superjet International per la commercializzazione in occidente ed il supporto globale della nuova famiglia di aerei. Questa società, controllata al 51% da Alenia, ha sede legale a Venezia e sta organizzando i propri uffici a Marcon, non lontano dall’aeroporto di Tessera. In settembre vi era stata la presentazione dell’aereo presso lo stabilimento Sukhoi in Siberia.
Alenia stima le vendite della famiglia Superjet, che debutta con una capacità di 95 passeggeri ma dovrà coprire negli anni l’intera gamma da 75 a 110-120 posti, in 1.500 macchine su un mercato potenziale di circa 6.500 nell’arco di un quarto di secolo. Dell’accordo dovrebbero inoltre benefiviare altre società Finmeccanica quali Alenia Aermacchi, coinvolta per la realizzazione delle gondole motore, Galileo Avionica e Selex Communications. In prospettiva vi è l’introduzione di parti in materiali compositi di cui Alenia è specialista riconosciuta, mentre l’impegno manutentivo di Superjet International prolungherà ulteriormente la vita del programma e le ricadute per l’industria italiana.
Dedalonews
TohrAlkimista January 16th, 2008, 11:45 AM Adsl: Sardegna prima in banda larga
Entro il 2008 la Sardegna sarà la prima regione in Italia che conterà sulla connessione con banda larga in tutti i suoi comuni. Con il progetto Sics, anche i più piccoli comuni dell'Isola saranno serviti dall'Adsl attraverso la fibra ottica o ponti radio. Lo hanno annunciato, il presidente della Regione Soru, e l'assessore degli Affari generali Dadea. Il primo intervento ha riguardato 105 comuni su 377 permettendo di superare la situazione di arretratezza tecnologica del 2005.
:cheers:
Paxromana January 16th, 2008, 06:59 PM Financial Times: Fincantieri potrebbe conquistare Aker battendosi contro i coreani.
(ANSA) - TRIESTE - La quotazione in Borsa e' per Fincantieri una ''opportunita' per consolidare la propria leadership europea ed evitare la minaccia coreana allo stesso tempo'': lo scrive oggi il Financial Times, per il quale il gruppo italiano puo' giocare un ruolo chiave nel rispondere alla ''minaccia'' coreana di Stx sulla norvegese Aker. Come nella battaglia navale di Lepanto nel 1571 contro gli ottomani, ''piu' di quattro secoli e mezzo dopo - scrive l'Ft - una nuova coalizione di europei si sta formando per bloccare cio' che considera indesiderabile ed estremamente pericolosa, l'incursione della Sud Corea nella cantieristica europea''. Il quotidiano della City ricorda l'ipotesi che Fincantieri si fonda con Aker e ne prenda il controllo. Da mesi - aggiunge - Roma vuole aprire il capitale del gruppo cantieristico ma trova l'ostacolo di un sindacato. Si spera, scrive l'editorialista Paul Betts, che ora ''cambi idea e non cerchi di bloccare una tale opportunità per Fincantieri''
Tarchon January 17th, 2008, 02:25 PM Una notizia un po' datata:
FINCANTIERI: DELEGAZIONE IRAQ A RIVA TRIGOSO PER NUOVA NAVE
ANSA) - GENOVA - Fincantieri ha spiegato che il contratto siglato alla fine del 2006 e concluso, attraverso l'ambasciata italiana a Baghdad, anche grazie al prezioso contributo della direzione generale Armamenti Navali e dei Ministeri della difesa e degli affari esteri, segna la ripresa ''di una proficua e importante collaborazione politica ed economica con l'Iraq - si legge in una nota -, nell'ottica del consolidamento dell'amicizia e dello sviluppo di una partnership industriale fra i due paesi''. La prima nave sara' consegnata entro la prima meta' del 2009, le altre con un intervallo di tre mesi fra l'una e l'altra. Il contratto prevede inoltre la fornitura del relativo supporto logistico e dell'addestramento. Della delegazione irachena facevano parte tra gli altri il Capo di Stato Maggiore della Difesa dell'Iraq, Generale Babaker Baderkhan Al Zibari, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Irachena, l'Ammiraglio Mohammad Jawad Kadham. La visita e' proseguita presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), dove la delegazione ospite ha potuto ammirare la nuova portaerei della flotta italiana, il Cavour, e salire a bordo del primo cacciatorpediniere della classe Orizzonte, l'Andrea Doria.(ANSA). CE/LOR
http://www.ansa.it/infrastrutturetrasporti/notizie/rubriche/traspnavale/20080111135034562136.html
Paxromana January 17th, 2008, 04:13 PM Mediaset: Telecinco sbarca in Usa
Compra 28% CaribeVision per 32 milioni di dollari
(ANSA) - MILANO, 17 GEN - Telecinco, catena tv spagnola del gruppo Mediaset, sbarca nel mercato nordamericano rilevando per 32 mln dlr il 28,3% di CaribeVision. L'operazione sara' effettuata attraverso Pegaso Tv, che controlla l'83% del canale in spagnolo diffuso nelle comunita' ispaniche di New York, Miami e Puerto Rico. In Pegaso Tv, Telecinco controlla il 34,2%, altri azionisti sono Burill-Azcarraga (49,6%) e Quantek (16,2%). Telecinco fornira' a CaribeVision il suo know how di contenuti, pubblicita', gestione.
Paxromana January 17th, 2008, 04:28 PM Già che ci siamo volevo segnalare come la conquista di Endemol da parte di Mediaset ha aperto scenari immensi al gruppo:
in merito alla conquista:
http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/economia/mediaset-endemol/mediaset-endemol/mediaset-endemol.html
il sito di Endemol Italia per verificare l'andamento dei programmi:
http://www.endemol.it/endemol/home.php
per riassumere:
http://www.endemol.it/endemol/azienda.php?cat=2
SaVe January 20th, 2008, 02:42 PM Si scoprono i veli sul progetto della centrale elettrica e termica ad olio di palma nel sito ex-Montedison.
Dubbi sulla sostenibilita'
Castellanza (19 Gen 2008) Amga Legnano SpA e la sconosciuta "BEC - Bio Energia Castellanza" hanno presentato venerdi' a Legnano, presso la sede di AMGA, alla stampa e ai rappresentanti dei Comuni di Castellanza e Olgiate Olona il progetto per la centrale elettrica e termica ad olio di palma che potrebbe essere impiantata nell'area ex-Montedison di Castellanza-Olgiate entro il 2010.
Si confermano cosi' i timori che la riqualificazione dell'area Agrolinz Melamine Italia (AMI) del gruppo Borealis (http://www.borealisgroup.com/), di cui la casa madre un anno fa ha avviato la dismissione con lo stop alla produzione di melamina in loco, persegua un obiettivo discutibile come quello di creare una centrale termoelettrica con tutti gli impatti che cio' puo' comportare sul territorio: il progetto verrebbe giustificato per attrarre in loco aziende produttive con opportuni incentivi, in modo da mantenere un buon livello occupazionale.
Il progetto di recupero dell'area industriale, il cui iter autorizzativo è in corso presso la Regione Lombardia, è promosso dalla "BEC - Bio Energia Castellanza", i cui soci sarebbero al 70% la società di ingegneria CEG (a sua volta posseduta al 50% da AET-Azienda elettrica Ticinese e da Laborex), al 20% la Borgo Olona srl, che fa capo ad imprenditori collegati a TMC, proprietaria di parte del polo industriale AMI, infine al 10% AMGA, la multiutility dell'Alto Milanese.
La Società "BEC - Bio Energia Castellanza" e' una novita' assoluta e non compare neppure nel diagramma delle societa' partecipate del Gruppo AMGA (http://www.amga.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=6&idb=11).
Secondo l'Ing. Alessandro Brusa, consigliere delegato di BEC, l'iter autorizzativo in regione dovrebbe concludersi entro metà 2008.
L'Ing. Brusa ha spiegato che "L'impianto sarà situato in edificio industriale di moderna concezione e avrà moderni sistemi fonoassorbenti per evitare l'inquinamento da rumore, alimenterà prima di tutto le utenze del sito Agrolinz ed avrà tre motori per una capacità complessiva di 50 megawatt di elettricità e 90 megawatt in calore, contro gli attuali 170 MW termici. La centrale impiegherà tecnologie già sperimentate con successo in altri impianti quali Gavirate (VA) o Occimianio (AL) e richiederà circa 75.000 tonnellate annue di combustibile."
Ma come puo' essere sostenibile un progetto del genere che richiede il trasporto fisico di un tale quantita' di combustibile proveniente dal terzo mondo? Moltissimi dubbi suscita questo progetto di rilancio di un'area di 300.000 mq nel cuore dell'AltoMilanese, a cavallo tra i territori di Castellanza Olgiate Olona e a poche centinaia di metri dal confine con Busto Arsizio, a due passi dall'Autostrada A8 e collegata da un binario alla rete ferroviaria FNM a poche centinaia di metri con un raccordo con le FS.
Gli assi nella manica dei promotori sono gli incentivi e sconti previsti per le energie da fonti rinnovabili ed il fatto che il calore sarebbe impiegato anche per la rete di teleriscaldamento, in pieno sviluppo anche a Castellanza e che potrebbe essere estesa fino al Buon Gesù, al confine con Olgiate Olona.
Ma non tutti la pensano cosi', gia' molti cittadini e politici locali hanno manifestato le proprie perplessita', e l'argomento non e' stato ancora adeguatamente discusso nei Consigli Comunali di Castellanza e Olgiate Olona anche perche' solo ora si dispone degli elementi caratteristici del progetto.
Celso Costantini
http://www.castellanzainrete.it/notizie/2008/01/19.htm
Paxromana February 4th, 2008, 04:47 PM 04-02-2008 13:44
Ad Intesa Sanpaolo banca ucraina
Pagati 504 milioni di euro per 100% Jsc Pravex
(ANSA) - MILANO, 4 FEB - Intesa Sanpaolo ha raggiunto un accordo con gli azionisti di controllo della banca ucraina Jsc Pravex.Il gruppo italiano acquistera' il 100% del capitale dell'istituto di credito, che conta 560 filiali. Al perfezionamento dell'operazione, Intesa Sanpaolo paghera' un controvalore di 504 milioni di euro.
Paxromana February 11th, 2008, 12:44 PM Ottime notizie in materia di export sul Messaggero di oggi.
Dicono che il valore raggiunto dall'export nel solo comparto "meccanica" ha raggiunto il valore dell'export francese....mi sembra un po assurdo!!!
E poi fa anche altri interessanti raffronti...
http://213.175.14.28/datastampa/List.aspx?Date=Today
SaVe March 31st, 2008, 08:34 PM ILSOLE24ORE.COM > Tecnologia e Business
Banda larga: l'Italia è ancora sotto la media europea. Linee fisse: nella Ue dominano gli ex monopolisti
di Gianni Rusconi
Non rientrano a quanto sembra fra i punti salienti di alcun programma elettorale eppure il superamento del digital divide e la correlata diffusione degli accessi a Internet a banda sono una priorità per l'Italia al pari del completamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria o della realizzazione della Tav. Il messaggio lanciato ieri da Paola Manacorda, presidente del Comitato banda larga (organismo istituito dai ministeri delle Comunicazioni, degli Affari regionali e per le Riforme) è stato perentorio e lascia intendere che quanto finora fatto non è sufficiente a garantire a cittadini e imprese una copertura adeguata ed uniforme delle linee di connessione ad alta velocità. La tecnologia Wi-Max e la possibilità di attivare accessi wireless a lunga distanza, in quest'ottica, sono solo un primo passo, ma per dare un sostanzioso impulso alla competitività del Paese e alla coesione sociale – ha detto la Manacorda – occorre una regia forte per far convergere un mix di investimenti tra pubblico e privato volto alla costruzione di nuove reti per una banda veramente larga.
Il Commissario Ue: in Italia ritardi inaccettabili
Se la nostra classe politica "snobba" il problema della carenza di infrastrutture per l'accesso alla Rete, il Commissario europeo Viviane Reding ha richiamato le autorità del Bel Paese circa i ritardi cronici e (questo l'aggettivo usato) inaccettabili quanto a diffusione della banda larga e ricorso alla "number portability" (per cui servono fino a 20 giorni, quando la Commissione Ue ne prevede solamente uno) per il cambio di operatore mobile. Dal Rapporto sulle telecomunicazioni della Commissione europea, presentato ieri l'altro a Bruxelles, emerge infatti evidente il contrasto fra la penetrazione di cellulari e di servizi di mobile entertainment (segmenti in cui Italia primeggia) e l'ancora limitata disponibilità di collegamenti "broadband". La penetrazione della banda larga nel nostro Paese è cresciuta al 17%, ma resta comunque al di sotto della media Ue del 20% pagando la mancanza di infrastrutture e il ruolo "ingombrante" di Telecom Italia, che lascia agli operatori alternativi una quota di mercato del 35,2%.
La Reding, nella sua relazione, ha rimarcato come nel mercato italiano, come quello tedesco, persista un gap digitale troppo netto tra aree urbane e rurali, con le prime a godere di una copertura Adsl pari all'89% e le seconde ferme al 50%. L'alert spedito al Commissario europeo a Roma è stato di conseguenza esplicito: la banda larga può e deve essere un volano per la crescita e per l'occupazione e i punti bianchi del digital divide vanno eliminati. L'evoluzione portata dall'aumento della concorrenza e delle offerte innovative è di buon auspicio ma c'è spazio per una concorrenza più efficace.
La liberalizzazione del cosiddetto "local loop"", quel tratto di rete che collega le centrali telefoniche agli utenti finali e che consente agli operatori alternativi di competere con l'ex monopolista, ha avuto dopo anni di (ingiustificata e dannosa) stagnazione una certa accelerazione. Secondo i dati Ue, a settembre 2007 le linee in "unbundling" delle varie Infostrada, Tiscali, Albacom e via dicendo attive in Italia erano 3,2 milioni, 1,3 milioni in più rispetto all'anno precedente. Per quanto difficile da credersi, visto il conflittuale rapporto in essere fra Internet service provider e Telecom Italia, i costi dell'ultimo miglio del Bel Paese sono i più bassi d'Europa (7,81 euro al mese), contribuendo insieme ad altri fattori alla riduzione dei prezzi dei servizi al dettaglio. All'Agcom, l'Autorità garante per le comunicazioni, sanno però bene che le innovazioni apportate al sistema non sono ancora sufficienti ed è stato lo stesso presidente Corrado Calabrò ad ammettere che occorrono ulteriori sforzi per garantire più investimenti nei servizi, dove l'Italia non è oggi in linea con i Paesi più avanzati d'Europa.
E non ci si deve quindi stupire se solo il 44,9% delle medie imprese italiane (i dati sono frutto di un'indagine ThinkTel su un campione di 1.000 Pmi) ha adottato almeno una soluzione di business basata su Internet - dal commercio elettronico al Crm fino all'e-procurement delle materie prime – a supporto delle proprie attività correnti.
Europa meglio degli Usa, ma gli ex incumbent dettano ancora legge
Se il Bel Paese viaggia ancora sotto la media europea quanto a diffusione delle linee veloci, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia sono invece gli Stati più virtuosi, con punte di penetrazione alla fine del 2007 intorno al 30%, rispetto al 22,1% degli Stati Uniti (di cui fanno meglio anche Regno Unito, Belgio, Lussemburgo e Francia). A tutto dicembre all'interno dell'Unione sono stati installati 19 milioni di nuovi accessi a banda larga, pari a oltre 50.000 utenze domestiche al giorno, e generato un volume d'affari per 62 miliardi di euro. Alla Commissione, però, dicono che quelli di cui sopra sono solo i primi risultati scaturiti da un modello regolamentare concepito in modo da incentivare la concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni.
La Reding, in proposito, ha fatto notare come via sia ancora poca concorrenza nella fornitura di servizi di fonia su rete fissa, nell'86,5% dei casi l'utente vi accede attraverso l'infrastruttura dell'operatore ex monopolista (la percentuale sale sopra il 95% in 12 Stati membri), e come i servizi di rete fissa (voce e connettività Internet) siano confinati di fatto su scala locale, con solo il 30% delle attività dei principali operatori volto al di fuori dei rispettivi mercati di appartenenza.
L'obiettivo di un mercato unico delle telcos, insomma, è ancora tutto da raggiungere ma intanto a Bruxelles hanno messo mano alla calcolatrice per misurarne l'impatto sull'economia continentale. Parliamo cioè di un settore che sommando servizi fissi e mobili vale circa 300 miliardi di euro (pari al 2% del Pil dell'intera Ue) e che nel 2007 è cresciuto dell'1,9%, registrando investimenti superiori ai 50 miliardi di euro (sullo stesso livello di quelli degli Usa e maggiore di quelli di Cina e Giappone messi insieme). C'è però un problema che preoccupa i vertici comunitari. Gli operatori ex incumbent (Telecon Italia, Deutsche Telekom, France Telecom e così via) continuano a detenere in media quasi la metà – il 46% per la precisione - delle linee a banda larga, con picchi superiori al 60% in sette Stati membri e di oltre il 70% a Cipro, Lussemburgo e Finlandia. I servizi a banda larga, come del resto quelli di telefonia fissa, parlano ancora oggi la lingua degli operatori ex monopolisti, a distanza di anni ormai dall'avvio del processo di deregulation del settore telco.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/03/banda-larga-linee-fisse-italia_2.shtml
Tarchon April 1st, 2008, 01:21 PM Al via Numonyx, joint venture per le memorie tra Intel e Stm
STMicroelectronics, insieme a Intel e Francisco Partners, ha chiuso la transazione relativa a Numonyx, la joint venture già annunciata.
Al closing dell'operazione STMicroelectronics ha conferito a Numonyx i beni e le attività memorie Flash nelle Nor e nelle Nand, incluse le sue risorse nel campo delle Phase Change Memory ("Pcm") e la sua partecipazione nella joint venture Nand, in cambio di una partecipazione azionaria al 48,6% e titoli a lungo termine per 155,6 milioni di dollari in totale, che frutteranno interessi a tasso di mercato.
Intel ha conferito i propri beni NOR e alcuni beni relativi alle risorse Pcm, mentre Francisco Partners, un fondo di private equity, ha investito 150 milioni di dollari in contanti. Intel e Francisco Partners hanno partecipazioni azionarie in Numonyx pari, rispettivamente, al 45,1% in azioni ordinarie e al 6,3% in azioni convertibili privilegiate.
Al closing, inoltre, Numonyx ha concluso accordi di finanziamento per un prestito a termine pari a 450 milioni di dollari e un finanziamento revolving pari a 100 milioni di dollari con Intesa Sanpaolo e UniCredit Banca d'Impresa. I finanziamenti hanno una durata di quattro anni e sia Intel sia la STMicroelectronics hanno concesso ciascuno a favore di Numonyx una garanzia non solidale pari al 50% per l'indebitamento. Alla chiusura, Numonyx ha una situazione di cassa di circa 585 milioni di dollari.
A partire da oggi STMicroelectronics riporterà a bilancio il proprio investimento in Numonyx attraverso il metodo di consolidamento del patrimonio netto, deconsolidando quindi i risultati del Gruppo Memorie Flash dalle voci del reddito operativo della Società. A seguito dei final terms e del bilancio alla data del closing, insieme alle variazioni nella valutazione di società comparabili nel settore delle memorie Flash, STM prevede di assumere un'ulteriore perdita una tantum e non-cash, a lordo delle imposte, di circa 150 milioni di dollari, da rilevare nel primo trimestre del 2008. Infine, dato che il closing è avvenuto l'ultimo giorno del primo trimestre, la STM pubblicherà i risultati del primo trimestre 2008 il 29 aprile 2008.
Fonte:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/03/numonyx.shtml?uuid=02d7912e-feed-11dc-9d9d-00000e251029&DocRulesView=Libero
Pavlvs April 11th, 2008, 12:24 PM ROMA - "Questo è un grande momento per l'Italia: adesso l'obiettivo idrogeno è più vicino. Nascerà una rete di energia diffusa che alleggerisce il peso del trasporto, l'impatto inquinante e la bilancia commerciale. Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento".
Jeremy Rifkin, il profeta della rivoluzione industriale verde, è a Roma per presentare un progetto messo a punto in tre anni grazie ai 5 milioni di euro investiti dal ministero dell'Ambiente e dalla Regione Puglia e al contributo tecnico dell'Università dell'idrogeno.
Il prossimo mese partirà la costruzione di cinque distributori di idrometano, una miscela composta dal 70 per cento di metano e dal 30 per cento di idrogeno. In ogni provincia della Puglia sarà così possibile fare il pieno scegliendo fra tre opzioni: idrogeno puro, idrometano e metano.
In Italia circolano 600 mila auto a metano: almeno quelle omologate negli ultimi due anni possono utilizzare la nuova miscela senza dover fare alcun intervento sul motore e senza controindicazioni sul piano della sicurezza secondo le relazioni tecniche preparate dall'Università di Pisa e dai vigili del fuoco. Questa scelta inoltre consentirà di abbattere le emissioni inquinanti del 20 per cento e di guadagnare in potenza.
Nel mondo esistono una quindicina di distributori di metano per automobili, ma la filiera dell'idrogeno pulito, quello ottenuto da fonti rinnovabili, sta nascendo in Italia. E anche per l'idrometano è un debutto su scala mondiale. Particolarmente importante perché l'idrogeno ha una doppia funzione: fa da accumulatore, perché permette di immagazzinare l'energia che viene dal sole, dal vento, dalle biomasse, dall'acqua, e da vettore per il settore dei trasporti, un settore che in Italia è basato per oltre il 96 per cento sul consumo di prodotti petroliferi.
"Daremo a tutti la possibilità di fare il pieno con una miscela a base di idrogeno", continua Rifkin, "e costruiremo anche un servizio pubblico di taxi basato sul sistema idrogeno, fuel cell, motore elettrico. Le auto pubbliche a idrogeno aspetteranno i loro clienti negli aeroporti pugliesi e, visto che in ogni città ci sarà un distributore a idrogeno, potranno fare il pieno su tutto il territorio regionale e tornare alla base. Voglio sottolineare che tutto l'idrogeno utilizzato sarà ricavato dall'acqua utilizzando fonti rinnovabili locali.
E' questa la terza rivoluzione industriale: un modello di energia pulita e decentrata che segue il modello flessibile del web. Come le informazioni, l'energia deve essere presa e data in milioni di luoghi, in tutto il mondo, creando un sistema più democratico, più sicuro e più affidabile. Non è un sogno utopico: in Puglia abbiamo dimostrato che si può partire e che conviene".
Inoltre, sottolinea Rifkin, costruendo le autostrade dell'idrogeno ci si può avvicinare all'obiettivo ambizioso fissato dall'Unione europea al 2020: 20 per cento di energia dalle fonti rinnovabili. Per l'Italia la strada è in salita visto che in 12 anni dobbiamo triplicare la nostra capacità di fornire energia pulita e che rischiamo di arrivare ancora una volta in ritardo, come è già accaduto per i tagli di gas serra previsti dal protocollo di Kyoto.
"La rete di distributori a idrogeno dimostra che la Puglia può diventare la California dell'Italia", propone il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. "E non è un caso isolato: con le centrali solari ideate da Carlo Rubbia abbiamo già posizionato un altro tassello dell'energia verde. E' questa la strada per far crescere il paese utilizzando le tecnologie più avanzate e spendendo i soldi in opere pubbliche che siano veramente utili. Noi lo chiamiamo l'ambientalismo del fare bene".
Pavlvs April 11th, 2008, 12:25 PM Test della Boeing: il FCDA (Fuel Cell Demonstrator Airplane)
è un biposto con un'apertura alare di 16,3 metri
Vola il primo aereo a idrogeno
un motoaliante dal cuore italiano
Progettati nel Napoletano i materiali termoplastici del velivolo
di CLAUDIO GERINO
HA UN CUORE italiano il primo aereo a idrogeno. Anzi, più che un cuore, sono proprio i materiali compositi termoplastici utilizzati nella realizzazione della componentistica aerodinamica del velivolo ad essere stati progettati dall'IMAST di Portici (Napoli), il consorzio operativo del Distretto tecnologico campano dei materiali. Nella sua struttura è ospitato l'ufficio di ricerca della Boeing Phantom Works, organismo scientifico realizzato nell'ambito dell'accordo tra Boeing e Alenia Aeronautica per lo sviluppo congiunto di nuove tecnologie per impieghi aeronautici.
Per la prima volta nella storia dell'aviazione, un velivolo pilotato propulso da celle a combustibile d'idrogeno ha staccato le sue ruote da terra, volando nei cieli. Questo storico risultato è frutto del lavoro del team ingegneristico del centro Boeing Research & Technology Europe (BR&TE) di Madrid, con la collaborazione di partner industriali in Europa e Stati Uniti. "Boeing lavora attivamente allo sviluppo di nuove tecnologie ecocompatibili per applicazioni aeronautiche", spiega Francisco Escartí, direttore generale del BR&TE. "Il nostro progetto innovativo, su cui abbiamo lavorato per cinque anni, rappresenta un esempio tangibile dei progressi tecnologici in tema di prestazioni ambientali".
Questo dimostratore denominato FCDA (Fuel Cell Demonstrator Airplane) è basato su un motoaliante biposto Dimona con un'apertura alare di 16,3 metri, prodotto dall'austriaca Diamond Aircraft Industries. Il BR&TE ha modificato la struttura originaria in modo da far girare l'elica con un motore elettrico alimentato da un sistema ibrido di celle a combustibile del tipo a membrana a scambio protonico (PEM - Proton Exchange Membrane) e di batterie agli ioni di litio. I tre test in volo sono stati condotti negli ultimi due mesi presso l'aerodromo di Ocaña, a sud di Madrid, gestito dalla società spagnola SENASA. Durante i voli, il pilota ha portato il dimostratore fino a 1000 metri di quota usando l'energia combinata delle batterie e delle celle a idrogeno. Dopodiché, con l'uso delle sole celle a idrogeno, ha mantenuto a questa altitudine una rotta lineare per 20 minuti alla velocità di crociera di 100 chilometri all'ora.
La cella (o pila) a combustibile è un dispositivo elettrochimico che trasforma direttamente l'idrogeno in elettricità e calore, senza alcun processo di combustione (gli "scarti" della reazione sono esclusivamente vapore acqueo e calore). Secondo i ricercatori Boeing, la tecnologia delle celle PEM potrebbe trovare impieghi potenziali nella propulsione di piccoli velivoli con e senza pilota. Nel lungo periodo, Boeing intravede un futuro anche per le celle a combustibile ad ossido solido, che potrebbero essere usate negli impianti di generazione secondari, come ad esempio le unità ausiliarie di potenza (APU) dei grandi aerei civili. Sebbene non preveda che questa tecnologia possa costituire la fonte primaria di energia per futuri aerei da trasporto passeggeri, Boeing continuerà a studiare il potenziale delle celle a combustibile e di altre fonti energetiche alternative per migliorare la sostenibilità ambientale dei propri prodotti.
Oltre all'austriaca Diamond e la spagnola SENASA, sono stati partner di Boeing in questo progetto: SAFT (Francia), Gore e MT Propeller (Germania), Intelligent Energy (Regno Unito), Adventia, Aerlyper, Air Liquide España, Indra, Ingeniería de Instrumentación y Control (IIC), Inventia, Swagelok, Técnicas Aeronauticas de Madrid (TAM), Tecnobit, Politecnico di Madrid e Comunità autonoma di Madrid (Spagna), UQM Technologies (Stati Uniti).
Il BR&TE di Madrid, parte della struttura europea della divisione di ricerca avanzata e sviluppo Boeing Phantom Works, ha lavorato dal 2003 alla progettazione, assemblaggio e collaudo dell'FCDA a stretto contatto con Boeing Commercial Airplanes e con gli altri partner.
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/ambiente/aereo-idrogeno/aereo-idrogeno/aereo-idrogeno.html
JoNapo April 11th, 2008, 01:50 PM nn sapevo nulla di questo progetto pugliese,ma che sia della puglia nn mi stupisce,è la regione che sta puntando di più,in modo concreto,sulle tecnologie verdi,e presto sarà ripagata dagli imprenditori che investiranno molto s queste tecnologie sul territorio pugliese
JoNapo April 11th, 2008, 01:50 PM nn sapevo nulla di questo progetto pugliese,ma che sia della puglia nn mi stupisce,è la regione che sta puntando di più,in modo concreto,sulle tecnologie verdi,e presto sarà ripagata dagli imprenditori che investiranno molto s queste tecnologie sul territorio pugliese
jayOOfoshO April 14th, 2008, 05:04 AM ci sono i distributori di idrogeno, ma ci sono anche le macchine che vanno ad idrogeno?
Shezan April 22nd, 2008, 02:26 AM ci sono i distributori di idrogeno, ma ci sono anche le macchine che vanno ad idrogeno?
ci sta lavorando la Fiat. e comunque, secondo uno studio denominato HyWays, nel 2030 ne circoleranno circa 16 milioni.
byebye petrolio puzzolente
jayOOfoshO April 22nd, 2008, 10:28 AM la fiat? Wow
sai qualcosa di piu?
Qui negli Stati Uniti sembra pero' piu' consistente l'opzione di automobili elettriche.
Proprio qui vicino a dove abito io fanno macchine di lusso elettriche, sulla base delle Lotus
E tirano di brutto!
JoNapo April 23rd, 2008, 05:55 PM l'idrogeno è solo un propellente per auto elettriche :) si mette nelle batterie (le fuel cell) che alimentano il motore elettrico; le tesla di cui parli sfruttano invece le batterie al litio,ma i motori sono gli stessi
meglio cmq che ci siano diverse tecnologie ,per adattarsi anche meglio alle diverse condizioni politiche,economiche ed industriali dei diversi territori
jayOOfoshO April 26th, 2008, 03:25 AM ^^
:lol: ah se non ricordo male e' con te che parlavamo della tesla un po' di tempo fa. Mi chiedo come vadano le cose, adesso do un'occhiata
JoNapo April 28th, 2008, 03:46 PM ^^
:lol: ah se non ricordo male e' con te che parlavamo della tesla un po' di tempo fa. Mi chiedo come vadano le cose, adesso do un'occhiata
ricordi bene ;)
la tesla sta avendo qualche noia legale con un suo vecchio proggettista,che ha proposto un modello in proprio molto simile alla tesla ma dal design più accattivante; inoltre è prossima la diffusione in europa della coupè,anche se ad un prezzo davvero troppo alto (molto più alto del prezzo americano), ma sono queste le basi per lo sviluppo di modelli più "popolari": e l'italia sembra essere molto appetita dalle società che puntano sulle auto elettriche
jayOOfoshO April 29th, 2008, 04:40 AM Stiamo andando OT, comunque ho visto sul sito che hanno in mente di vendere anche una Sedan fra qualche anno.
La macchina ha un'autonomia di 250 miglia, non moltissimo. Dovrebbero essere in grado di migliorare la batteria per renderla piu' appetibile
JoNapo April 29th, 2008, 01:18 PM nn è poi tanto ot,visto che la tesla ha deciso di insediare in italia la rete per la distribuzione europea dei suoi veicoli :D
jayOOfoshO April 30th, 2008, 12:11 PM :banana::banana:
E andiamo ragazzi, dopo l'expo, un'altra grande vittoria Italiana!!
:lol:
Shezan July 3rd, 2008, 01:09 AM ALENIA: POSITIVO TEST A ROTTURA STABILIZZATORE ORIZZONTALE BOEING 787
Alenia Aeronautica ha reso noto che lo stabilizzatore orizzontale del Boeing 787 prodotto nello stabilimento di Foggia ha superato con successo il test “a rottura” condotto presso il Laboratorio Prove Strutturali di Pomigliano d’Arco, alla presenza di tecnici della Boeing, di rappresentanti della FAA (Federal Aviation Administration) e dell’EASA (European Aviation Safety Agency). Con questa prova si conclude il ciclo di test statici sul complesso da parte di Alenia e Boeing, durato sette mesi. Il successivo test “a fatica” verrà condotto su di un altro stabilizzatore sempre nella struttura di Pomigliano. La sperimentazione, tesa a determinare il comportamento del componente per la durata della vita operativa prevista, verrà ripetuto tre volte. Infine direttamente Boeing, negli Stati Uniti, provvederà ai test di impatto con gli uccelli.
P. Varriale, dedalonews.it
http://www.md80.it/2008/07/01/alenia-positivo-test-a-rottura-stabilizzatore-orizzontale-boeing-787/
Pavlvs July 4th, 2008, 08:06 PM http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_ilcentro/2008/07/04/1215124718403_dscf3ag6.jpg
Un super-elicottero in volo contro gli incendi
La Forestale avrà a disposizione l’Erickson S-64, il velivolo più potente al mondo
PESCARA. Il più potente e versatile elicottero antincendi del mondo è a disposizione del Corpo forestale di Pescara. Per far fronte alla piaga degli incendi boschivi che lo scorso anno ha attanagliato la regione, l'Erickson S-64 servirà l'Abruzzo per tutta la stagione estiva. È uno dei due mezzi di questo tipo a disposizione della Forestale in tutta la penisola, l'altro velivolo è in pianta stabile a Lucca.
Da martedì l'elicottero staziona all'aeroporto internazionale d'Abruzzo, in zona San Giovanni Teatino, a 4 chilometro dal capoluogo adriatico. Il velivolo è noto per la sua efficacia: a ogni lancio sgancia con estrema precisione 10 mila litri d'acqua, pari alla portata di due Canadair. Per rifornirsi non ha bisogno di grosse risorse idriche. Lo speciale sistema di riempimento permette di aspirare l'acqua sia dai piccoli bacini che da mari, fiumi e laghi ed è il pilota a decidere la quantità d'acqua da riversare sulla vegetazione in fiamme.
«Dopo il brevetto presso l'Aeronautica militare», spiega il comandante provinciale Guido Conti, «i nostri piloti hanno frequentato un corso della durata di circa 12 mesi negli Stati Uniti, presso l'azienda costruttrice». Il mezzo è prodotto in Oregon e distribuito in diverse nazioni: Australia, Grecia, Canada, Corea, Borneo, Messico, Francia, Turchia e Italia. È stato progettato come aereo da carico e ha una capacità di sollevamento superiore a 4.000 chilogrammi «in grado di trasportare un camion o un container», continua Conti.
«Alla prima emergenza entreremo in azione», dice Ugo Sereni, ispettore capo della Forestale, «intanto lo utilizziamo negli addestramenti giornalieri da 15 minuti». L'Erickson affiancherà un altro mezzo a disposizione del Corpo forestale dello Stato, l'Ab 412. Il bolide di 21 metri e mezzo servirà a supportare l'azione della Forestale. L'Abruzzo è un'area particolarmente a rischio incendi per la presenza di aree verdi e parchi nazionali. L'anno scorso, secondo i dati forniti dalla Forestale, dal 1 gennaio al 26 agosto si sono verificati 225 incendi con 20.359 ettari di bosco bruciati.
(04 luglio 2008)
(fabrizio) July 6th, 2008, 05:08 PM la fiat? Wow
sai qualcosa di piu?
Qui negli Stati Uniti sembra pero' piu' consistente l'opzione di automobili elettriche.
Proprio qui vicino a dove abito io fanno macchine di lusso elettriche, sulla base delle Lotus
E tirano di brutto!
la Fiat aveva fatto un prototipo di Panda alimentata con fuel cells, se ricordo bene. mentre la BMW ha, a quanto ne so, creato l'unica auto "di serie" ad idrogeno, la 745h, ma se ho ben capito non è a fuel cells, cioè elettrica, ma usa l'H2 come propellente direttamente nella camera di scoppio, come se fosse metano o GPL. mi pare di aver capito questo, ma non ne sono sicuro.
-{ Rick }- July 6th, 2008, 07:34 PM In parole povere le fuel cells (celle a combustibile) sfruttano nella maggior parte dei casi l'idrogeno molecolare come combustibile e l'aria come comburente per produrre energia attraverso una reazione elettrochimica (redox), liberando sostanzialmente acqua come prodotto di scarto.. Ergo anche quelle della fiat vanno ad idrogeno :)
JoNapo July 9th, 2008, 02:30 PM In parole povere le fuel cells (celle a combustibile) sfruttano nella maggior parte dei casi l'idrogeno molecolare come combustibile e l'aria come comburente per produrre energia attraverso una reazione elettrochimica (redox), liberando sostanzialmente acqua come prodotto di scarto.. Ergo anche quelle della fiat vanno ad idrogeno :)
esattamente :) inoltre la tecnologia fuel cell esclude ogni tipo di pericolo paventato da chi dice (a volte a ragione) che l'idrogeno è difficile e pericoloso da stoccare; con il fuel cell sarà come andare a pile:quella che hai in macchina si scarica,vai dal "benzinaio",lasci la tua vuota,prendi quella carica e paghi la differenza,e sei pronto a ripartire! (almeno io la vedo così,nn so se sia davvero fattibile)
jayOOfoshO July 17th, 2008, 01:29 AM 16/07/2008 13.57
Finmeccanica festeggia nuovi contratti a Farnborough
FTA Online News
L'AirShow di Farnborough, che ha aperto i battenti lunedì e si protrarrà fino a domenica 20, come ogni anno si conferma come momento di incontro e conclusione di importanti affari nel settore aeronautico. Finmeccanica attraverso le società controllate sta infatti siglando molti contratti. Ieri Alenia Aeronautica ha annunciato la fornitura ad Avia Leasing di 24 Superjet 100, l'aereo da trasporto regionale costruito in joint venture con la russa Sukhoi. Si tratta di un velivolo che evidentemente desta molto interesse dato che oggi figura in due nuovi contratti, uno per 5 aerei con Amar Group e un altro per 20 unità con una controparte di cui non è stato rivelato il nome. In totale i due contratti hanno un valore di 750 milioni di euro.
Sempre ieri Alenia Aeronautica ha raggiunto un accordo con Rolls-Royce del valore di 900 milioni di dollari e della durata di nove anni per la fornitura in esclusiva dei motori per l'aereo da trasporto C-27J Spartan. Ma proprio questo ultimo velivolo rappresenta uno dei punti di frizione con Boeing. L'ad di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, ha infatti detto che ci sono discussioni in corso in merito alla commessa da 78 aerei aggiudicata l'anno scorso dalle forze armate USA. I velivoli dovrebbero essere costruiti in collaborazione proprio con Boeing, ma Guarguaglini ha fatto capire che in caso di problemi potrebbe partire la ricerca di un nuovo partner. Questa non sarebbe una buona notizia, dato che Alenia Aeronautica è partner di Boeing nella realizzazione del 787 Dreamliner, velivolo che è in netto ritardo sui tempi di consegna: Alenia ha fatto più volte presente che i ritardi hanno origine negli Stati Uniti e non nello stabilimento di Grottaglie.
Ma Finmeccanica guarda anche ad Est con la controllata AgustaWestland, che ha annunciato un piano di crescita globale puntando alla costruzione di 260 velivoli nel 2010, rispetto ai 128 realizzati nel 2005. L'azienda produttrice di elicotteri si impegnerà in modo particolare per conquistare il mercato cinese. L'ad di AgustaWestland, Giuseppe Orsi, ha ricordato che l'AW109 sarà l'unico modello ad essere presente nelle Olimpiadi di Pechino. Inoltre è stato siglato un accordo con la russa Oboronprom per l'assemblaggio dell'elicottero civile medio biturbina AW139.
Intanto Finmeccanica ha concluso con successo la sindacazione del prestito da 3,2 miliardi di euro destinato a supportare l'acquisizione di DRS Technologies. Il sistema bancario ha risposto positivamente all'appello dei quattro bookrunner (Goldman Sachs, Intesa San Paolo, Mediobanca, e Unicredit) rendendosi disponibile a finanziare Finmeccanica per oltre il doppio della cifra necessaria. All'argomento potrebbe anche essere collegato il nuovo decreto legge sulla manovra finanziaria che ha ricevuto l'ok delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera e prevede che in caso di aumenti di capitale da parte di Finmeccanica la quota percentuale detenuta dalla Stato non potrà andare sotto il 30% (attualmente è pari al 32,45%). Lo Stato, insomma, intende mantenere il controllo del gruppo anche al termine delle impegnative manovre su DRS. (SF)
Paxromana July 21st, 2008, 06:47 PM 21 Lug 2008 18:42
Finmeccanica: contratto da 260 mln per 18 elicotteri a Qatar
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 21 lug - AgustaWestland, societa' del gruppo Finmeccanica, ha firmato un contratto da 260 milioni di euro per la fornitura di 18 elicotteri AW139 alle Forze armate del Qatar. Il contratto, rileva una nota, 'comprende l'addestramento per gli equipaggi e la fornitura iniziale di parti di ricambio'. A oggi, sono stati complessivamente ordinati oltre 370 elicotteri AW139 da piu' di 100 clienti in circa 40 Paesi(in Medio Oriente venduti oltre 100 elicotteri).
Shezan July 25th, 2008, 02:38 AM Agusta-Bell BA-609 a Farnborough:
http://img136.imageshack.us/img136/5084/746791216483123cl6.jpg (http://imageshack.us)
http://www.jetphotos.net/viewphoto.php?id=6307798
Thanks to: Andras Sobester
http://img512.imageshack.us/img512/3113/logodey9.jpg (http://imageshack.us)
Paxromana July 25th, 2008, 10:49 AM Queste foto mi alzano lo stato vitale....thx!
DirtyHarry July 26th, 2008, 11:31 AM Sinceramente non ho mai capito bene che cosa vogliono farne del convertiplano di Agusta e Bell, applicazioni solo civili? Anche militari? Per cosa? Boh..
Shezan July 27th, 2008, 02:22 AM Sinceramente non ho mai capito bene che cosa vogliono farne del convertiplano di Agusta e Bell, applicazioni solo civili? Anche militari? Per cosa? Boh..
presumo militari, per il decollo dalle navi portaerei
ma è un mio personale pensiero..
:cheers:
Nopi July 31st, 2008, 10:24 PM Scusate se mi intrometto ma è solo per maggiore informazione. Se non ho capito male il veicolo in questione avrebbe un utilizzo principale di tipo civile ed uno secondario di tipo militare.
Nel suo utilizzo ottimale avrebbe un ruolo insotituibile per gli utilizzatori di aerei executive. Infatti servirebbe a sostituire sia l'elicottero che li traghetta dal centro città all'aereoporto, sia il jet che li porta da un aereoporto all'altro. Infatti l'utilizzatore di questo mezzo volerebbe direttamente da punto a punto sfruttando le caratteristiche di decollo e atteraggio verticale e di volo simile a quello di un aereo.
Paxromana August 1st, 2008, 12:08 PM Finmeccanica: Zappa, c'e' accordo con Boeing su programma C-27J in Usa
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 01 ago - 'C'e' l'accordo a tre tra noi, L-3 e Boeing per l'industrializzazione negli Stati Uniti del programma Joint Cargo Aircraft', quello per la fornitura al Pentagono di aerei da trasporto tattico C-27J di Alenia Aeronautica. Lo ha annunciato il direttore generale di Finmeccanica Giorgio Zappa durante una conferenza stampa al termine dell'assemblea per l'aumento di capitale spiegando che si e' 'nella fase di formalizzazione contrattuale, per meglio dire legale'.
DirtyHarry August 1st, 2008, 12:16 PM Importante successo di OTO Melara che vince gara per fornitura sistemi d'arma a marina olandese
Il 18 luglio scorso la Oto Melara, una società Finmeccanica, ha firmato due contratti per la fornitura alla Marina olandese di quattro torri Marlin 30mm (a sinistra) e otto torrette navali 12,7 mm che saranno installate a bordo di nuovi pattugliatori.
L’importante successo è stato conseguito dall’azienda italiana, leader mondiale nella realizzazione di sistemi d’arma di artiglieria navale, vincendo una gara internazionale iniziata un anno addietro.
Il valore dei due contratti, che comprendono anche l’assistenza tecnica e la fornitura di un primo lotto di parti di ricambio, supera i 12 milioni di euro; la fornitura sarà completata entro il 2011.
Un nuovo successo per il nuovissimo sistema d’arma "Marlin" calibro 30 mm che la Oto Melara installerà anche a bordo dei quattro pattugliatori che Fincantieri sta realizzando per la marina irachena, il primo è stato impostato nello scorso gennaio, e che sta fornendo anche alla marina degli Emirati Arabi Uniti.
Questo sistema d’arma é stato sviluppato da OTO Melara nella business unit BMB di Brescia, già Breda Meccanica Bresciana; denominato dall’azienda "Modular Advanced Remotely controlled Lightweight Weapon System", si tratta di un sistema d’arma che può montare armi da 25 o da 30 mm e che può essere predisposto anche per l’installazione di un lanciatore di missili della categoria dello Spike.
Il suo progetto è caratterizzato da una elevata modularità, tale da consentirne la configurazione in base alle particolari esigenze del committente. Il Marlin può essere installato sia su unità maggiori, in tal caso può essere facilmente linkato al Combat Management System della nave, sia su unità di ridotto dislocamento, laddove il sistema può essere invece gestito da piccole consolle (a destra), le stesse che su unità maggiori possono permettere l’impiego "locale" del sistema, capacità molto utile per difendere la nave da minacce asimmetriche durante l’ormeggio in porti non sicuri.
http://www.dedalonews.it/
armael August 23rd, 2008, 04:29 AM molto interesante. 12 milioni di euro e molto soldi
Non capisco piu bene la lingua, ma mi piace leggere il italiando molto.
TohrAlkimista August 23rd, 2008, 12:10 PM Sei un Italiano emigrato o hai imparato la lingua? comunque sei il benvenuto qui!! :)
Alieno August 27th, 2008, 03:07 PM Qualche litro di pannelli solari
Una speciale vernice fotovoltaica, leggera e basso costo, sostiturà i costosi pannelli solari. Le prime applicazioni saranno in campo navale (Alessandro Bolla, 25 agosto 2008).
Costosi e ingombranti pannelli solari in silicio addio: il futuro del fotovoltaico è... spalmabile, anzi, pennellabile. Un team di ricercatori italiani, insieme all’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del CNR di Bologna, ha infatti realizzato la prima vernice che trasforma in energia la luce del Sole. Fabio Cappelli, Antonio Maroscia e Stefano Segato, i papà di questo rivoluzionario prodotto, sono orgogliosi della loro creatura: per anni aziende e centri di ricerca hanno lavorato per realizzare questo progetto, ma il gruppo di italiani è stato il primo a raggiungere l’obiettivo.
Ecologia a pennellate. Photon Inside, questo il nome della speciale vernice, può essere trattata come una comune pittura: può essere stesa su qualunque superficie ed essere riapplicata man mano che si degrada, non ha impatto architettonico o ambientale e resiste agli agenti atmosferici. Da 50 metri quadri di parete trattati con Photon Inside si ottengono 3 kW di energia. I costi? Piuttosto contenuti. Una palazzina di 3 piani, dove abitano 6 famiglie, ha bisogno di circa 288 mq verniciati per garantire a ciascuna 3 kW di potenza, con una spesa totale di 59.400 euro. I primi impieghi di Photon Inside saranno in campo navale: i pannelli solari verranno verniciati su yacht per fornire corrente alle apparecchiature di bordo e a motori di emergenza.
http://www.focus.it/Tecnologia/energia/news/Qualche_litro_di_pannelli_solari_280825_1203.aspx
Nopi August 30th, 2008, 04:14 PM Pare che la certificazione civile del convertiplano continui a slittare ed almeno inzialmente verrà proposto per applicazioni paramilitari e militari, anche a causa della mancanza di infrastrutture adeguate a sfruttarne a pieno le potenzialità.
Inoltre pare che verranno ridefiniti i ruoli all'interno del consorzio con Agusta Westland che dovrebbe prendere la leadership.
Fonte RID settembre 2008
armael August 30th, 2008, 05:50 PM Sei un Italiano emigrato o hai imparato la lingua? comunque sei il benvenuto qui!! :)
Ohhh grazie amico
No, non sono un emigrato ,avito negli Stati Uniti , la havevo imparato a scuola per due anni.
JoNapo September 1st, 2008, 07:40 PM è bello sapere che ci sono stranieri che imparano la nostra lingua :)
riguardo la pittura solare,da futuro architetto spero che sia presto una diffusa realtà commerciale
Paxromana September 2nd, 2008, 10:54 AM Jacksonville. Volata finale per lo stabilimento Alenia C-27J in Florida
http://www.dedalonews.it/it/index.php/09/2008/volata-finale-per-lo-stabilimento-alenia-c-27j-in-florida/
DirtyHarry September 8th, 2008, 09:11 AM Alenia Aeronautica vende quattro C-27J a un misterioso paese non NATO
Un cliente mediterraneo non identificato e non appartenente alla NATO avrebbe ordinato quattro C-27J per un valore di circa 130 milioni di euro. La commessa, che non è confermata dall’azienda, porterebbe gli ordini per il C-27J a 121 esemplari. Secondo quanto risulta a Dedalonews il nuovo cliente non sarebbe la Libia - da tempo oggetto di un campagna di vendita di Alenia Aeronautica - ma il Marocco.
Incontrando in luglio la stampa napoletana l’a.d. Giovanni Bertolone aveva citato il Marocco insieme al Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e la Nigeria tra i paesi in cui erano in corso campagne di vendita per il C-27J. La vittoria sarebbe comunque sorprendente perché la componente da trasporto della Alkowat al malakiya al jawiya (Aviazione Reale Marocchina) comprende già il biturboelica Airtech CN235-100 (nella foto CASA in alto). I Casa - non dissimili dall’attuale C-295M che è il principale concorrente del C-27J sui mercati internazionali - sono utilizzati dall’Escadre de Transport 3 di Kenitra, da dove operano anche C-130H ed altri aerei da trasporto. Pur non facendo parte della NATO, il Marocco collabora con l’alleanza atlantica attraverso la Partnership for Peace. Dei sette CN235M marocchini, uno è in configurazione VIP.
La notizia della vendita è stata riferita, senza indicazione del paese, dalle edizioni online di due settimanali americani. Secondo Defense News, l’ordine comprenderebbe anche un kit di trasformazione rapida per trasporto personalità. Aviation Week aggiunge che la consegna del primo esemplare è prevista entro 18 mesi, che gli aerei avranno una protezione balistica e un generatore di ossigeno, mentre sarebbe incerta la presenza di sistemi di autoprotezione.
A favore della Libia militavano diversi elementi di dominio pubblico, a partire dall’accordo siglato nei giorni scorsi per chiudere definitivamente le pendenze coloniali e da quello industriale del gennaio 2006 , concretizzatosi nella vendita di alcuni elicotteri AgustaWestland e di pattugliatori ATR 42MP. Bertolone aveva parlato della campagna di vendita alla Libia già nel giugno 2007 al salone di Le Bourget , ed Alenia aveva dimostrato il proprio interesse inviando un C-27J al salone Lavex dell’ottobre successivo. La Libia aveva a suo tempo ordinato 20 esemplari del G.222, l’aereo dal quale è stato poi tratto il C-27J.
http://www.dedalonews.it/
DirtyHarry September 12th, 2008, 09:07 AM Tagli al programma JCA? Per Alenia solo voci
Proprio alla vigilia della prima consegna C-27J per il programma Joint Cargo Aircraft, prevista per fine mese, la commissione Difesa della Camera USA potrebbe proporre tagli al programma JCA. Nel mirino sarebbe la quota di velivoli destinati all’ U.S. Air Force. Lo riferisce il sito web della testata statunitense The Hill che cita documenti parlamentari. Dei sette velivoli da finanziare con la richiesta budget 2009 la commissione sarebbe intenzionata a finanziarne solo quattro. A giustificare la decisione di tagliare per il prossimo anno da 264 milioni di dollari a 151 milioni il budget JCA, il fatto che l’acquisizione dei quattro velivoli finanziati per il 2008 ricade sull’ anno successivo. Ma, secondo quanto ipotizza The Hill, quotidiano specializzato in cronache parlamentari, sullo sfondo ci sarebbe la convinzione della commissione che il nuovo aereo supporti le esigenze cargo dell’ esercito e non quelle dell’ aviazione.
I documenti citati sul sito di The Hill riferiscono che la commissione ritiene che l’ USAF «non è in grado di articolare un piano di impiego del Joint Cargo Aircraft né di spiegare i ruoli e le missioni del velivolo. Di conseguenza, non è conveniente assegnare all’ USAF un velivolo per quello che è un tradizionale profilo di missione dell’ Army».
Beninteso, questa sarebbe solo una prima presa di posizione della commissione responsabile del procuement, passibile di modifiche e di emendamenti nel corso dell’iter parlamentare dei finanziamenti del programma. Nulla di definitivo è detto né per la camera né tanto meno per il senato, ma l’eco della notizia è gia rimbalzata negli USA. Il Mansfield News Journal, testata locale della cittadina dove ha sede il 179th Airlift Wing riprende la vicenda e la mette in relazione con il previsto arrivo dei C-27J nella locale base della Guardia Nazionale. L’ipotesi avanzata è che, in caso di effettivo stop alla quota JCA destinata all’ aeronautica, al Mansfield Lahm Airport gli otto C-130 operativi e destinati ad essere sostituiti dai JCA potrebbero essere invece rimpiazzati dai C-130 J o restare in linea se questi ultimi venissero destinati alla sola USAF e non anche alla Guardia Nazionale.
Alenia Aeronautica commenta a Dedalonews queste notizie come «le solite schermaglie delle lobby parlamentari che periodicamente si ripropongono» e che sono una costante nel procurement statunitense. Per la casa costruttrice del C-27J non c’è nulla di concreto, «la produzione e le consegne procedono secondo i piani, senza ritardi» e gli ordini rimangono invariati con al momento «sei esemplari ordinati e finanziati».
http://www.dedalonews.it/
SiLvEr@SSC September 13th, 2008, 01:46 AM http://www.infobuild.it/mecgi/drv?tlHome&mod=modUniversitaSheet&IDMENU=48&MENU_INDEX=4&UID=50346
Al Politecnico arriva Nanoforumhttp://www.infobuild.it/images/LineaGrigia2.jpg13/09/2008http://www.infobuild.it/images/LineaGrigia2.jpg
NANOFORUM 2008 – Torna l’appuntamento con le nanotecnologie.
Ricerca e impresa si incontrano il 17 e 18 settembre al Politecnico di Milano.di: la redazione
http://www.infobuild.it/images/1.gif
Il 17 e 18 settembre 2008 la sede Bovisa del Politecnico di Milano in via Durando 10 ospiterà la quarta edizione di Nanoforum, expo-conference dedicata alle nanotecnologie volta a favorire i processi di trasferimento tecnologico tra il mondo della ricerca scientifica e quello imprenditoriale. Il sito Internet dell’evento è www.nanoforum.it (http://www.nanoforum.it/).
Nato nel 2005, Nanoforum rappresenta quest’anno più che mai un’importante opportunità per conoscere lo stato dell’arte nei principali settori applicativi, comprendere le tendenze del mercato e incontrare alcuni dei maggiori esperti italiani ed internazionali.
Mostra specializzata, ventitré convegni di altissimo livello, un programma di tutorial per chi desidera avvicinarsi al tema, incontri, oltre cinquanta aziende e istituzioni in area espositiva, più di cento qualificati relatori e molto altro ancora: Nanoforum è l’unico progetto italiano in cui ricerca e impresa si incontrano per promuovere una concreta innovazione.
Tra le principali novità di quest’anno, è da sottolineare la presenza di Wendy R. Sanhai, Senior Scientific Advisor della Food and Drug Administration (l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), che parteciperà alla sessione plenaria di apertura e alla sessione Nanomedicine.
Confermata la partecipazione di importanti delegazioni estere (Cina, Giappone, India, Russia, Singapore, Turchia e USA), resa possibile dalla collaborazione con l’Istituto per il Commercio Estero.
Inoltre, Nanoforum 2008 darà spazio a temi nuovi e di estrema attualità, tra cui:
- Beni culturali (per la prima volta l’illustrazione dei brillanti risultati raggiunti presso il centro di restauro “La Venaria Reale” per le applicazioni del laser sui materiali da restaurare)
- Tessile (comprese le innovative tecnologie al plasma)
- Sol-Gel (una delle più interessanti tecnologie chimiche, in grado di produrre rivestimenti dalle molteplici applicazioni industriali)
L’ingresso a nanoforum 2008 è gratuito: per iscriversi
www.nanoforum.it/iscrizione (http://www.nanoforum.it/iscrizione)
DirtyHarry September 19th, 2008, 12:27 PM Il Sud Africa guarda al made in Italy per gli equipaggiamenti militari
di Andrea Nativi
Elicotteri, navi da guerra, armi leggere, velivoli da trasporto e pattugliamento marittimo: questi sono alcuni degli equipaggiamenti militari made in Italy che il Sud Africa sta acquistando o sta valutando per le proprie esigenze. Le prospettive più interessanti sono per AgustaWestland, che nel 2009 completerà le consegne di 30 elicotteri AW109 LUH per l’aeronautica e che ha fornito 4 Super Lynx alla marina. Ora si discute la conversione in ordini delle opzioni su altri 10 LUH e 2 Super Lynx.
Agusta poi è in corsa per soddisfare un requisito per una cinquantina di elicotteri da trasporto e presto saprà se i suoi elicotteri saranno adottati anche dalla polizia. Alenia Aeronautica, che recentemente si è aggiudicata un contratto per quattro velivoli da trasporto militare C-27J ordinati da un Paese nordafricano, sta ottenendo diversi successi in Africa, ad esempio in Nigeria, ed ha in corso trattative con altri Paesi subsahariani per il C-27J e i velivoli da pattugliamento ATR-42MP.
Questi aerei saranno proposti anche al Sud Africa, che deve sostituire i vecchi velivoli in servizio.
Fincantieri è in lizza per tre programmi della marina, il più importante del quale riguarda due grandi navi anfibie portaelicotteri, unità che nessun cantiere locale è in grado di costruire. La marina vuole anche sei navi da pattugliamento oceaniche e una unità idrografica e la società italiana propone progetti derivati da quelli già realizzati per la marina italiana e marine straniere. Nel campo delle armi leggere Beretta è il fornitore privilegiato delle forze di polizia locali, al ritmo di 10mila armi ogni anno e sta puntando ai requisiti delle forze armate per lanciagranate e, in prospettiva, nuovi fucili d'assalto.
http://www.ilgiornale.it/
SiLvEr@SSC October 7th, 2008, 05:07 PM QUESTO E' UNO SCANDALO
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_07/nobel_fisica_italiani_traditi_d9993120-946d-11dd-a0d8-00144f02aabc.shtml
REAZIONI AL PREMIO
Nobel, l'amarezza dei fisici italiani
Nicola Cabibbo è il «padre» delle idee sviluppate dai due fisici giapponesi premiati ma il comitato del premio lo ha escluso
NOTIZIE CORRELATE
Audio con Giorgio Parisi, fisico dell'università di Roma: «Palese ingiustizia» (http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Scienze&vxClipId=2524_544e030a-946e-11dd-a0d8-00144f02aabc&vxBitrate=300)
ROMA- Si chiama Matrice Cabibbo-Kobayachi-Maskawa (o matrice Ckm, delle iniziali dei tre ricercatori) il contributo che è stato premiato con il Nobel per la Fisica ai giapponesi Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa (http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_07/nobel_fisica_7bf99a32-9459-11dd-a0d8-00144f02aabc.shtml). Nessuna menzione, da parte del Comitato che assegna il Nobel, dell'italiano Nicola Cabibbo, nonostante la comunità scientifica internazionale gli attribuisca senza dubbio la paternità delle idee successivamente sviluppate dai due fisici premiati oggi.
La prima versione della matrice è stata elaborata nel 1963 da Cabibbo e successivamente completata da Kobayashi e Maskawa con l'introduzione di tre nuove famiglie di quark. La matrice descrive il modo in cui i 'mattonì della materia, i quark, si mescolano per andare a formare le particelle. In pratica la matrice Ckm è stata ed è ancora il riferimento per comprendere anche l'esistenza dell'asimmetria, ossia la cosiddetta violazione di simmetria Cp (la violazione di una simmetria quasi esatta delle leggi di natura sotto l'effetto dello scambio tra particelle e le corrispondenti antiparticelle). Grazie a queste ricerche è anche stato possibile studiare una delle quattro forze fondamentali della natura, l'interazione debole. Capire quest'ultima significa poter studiare un fenomeno importante come la reazione di fusione nucleare che avviene all'interno del Sole e delle altre stelle, o le reazioni che avvengono all'interno delle centrali nucleari.
C'è tanta amarezza nella comunità dei fisici italiani per la mancata assegnazione del Nobel a Nicola Cabibbo, presidente della Ponteficie Accademia delle Scienze. Emerge chiaramente dalle dichiarazioni di Roberto Petronzio, presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). «Sono lieto che il premio Nobel sia stato attribuito a questo settore della fisica che sta avendo sempre più attenzione da tutto il mondo e dal quale ci aspettiamo fondamentali scoperte che aumenteranno la nostra comprensione sull'Universo. Tuttavia, non posso nascondere che questa particolare attribuzione mi riempie di amarezza: Kobayashi e Mascawa hanno come unico merito la generalizzazione, per altro semplice, di un'idea centrale la cui paternità è da attribuire al fisico italiano Nicola Cabibbo che, in modo autonomo e pionieristico, ha compreso il meccanismo del fenomeno del mescolamento dei quark, poi facilmente generalizzato dai due fisici premiati».
«Penso che questo Nobel sia stato un grosso errore». C’è più che altro delusione nelle parole di Giorgio Parisi (ascolta l'audio (http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Scienze&vxClipId=2524_544e030a-946e-11dd-a0d8-00144f02aabc&vxBitrate=300)), docente di Fisica Teoretica all’Università di Roma "La Sapienza". «La cosa naturale sarebbe stato darlo a Nambu per aver proposto la "carica di colore" nella cromodinamica quantistica e a Nicola Cabibbo perché il lavoro di Kobayashi e Maskawa è una generalizzazione abbastanza semplice dell’idea assolutamente nuova del 1963 di Nicola Cabibbo nella quale descriveva per la prima volta le forze nucleari che sono alla base delle interazioni deboli». Come spiega Parisi i due neo-premiati hanno generalizzato la complicata formula di Cabibbo mettendoci dentro anche la violazione di CP, nella tabella in cui viene spiegato il comportamento dei quark la prima riga è di Cabibbo, la la seconda da Iliopoulos, Glashow e Maiani e la terza da Kobayashi e Maskawa. «Una formula nella quale tante persone ci hanno messo le mani, ma mi sembra assurdo che il primo che ci ha messo le mani, Cabibbo, sia stato escluso. Il Nobel andava diviso anche con Cabibbo o solo a Cabibbo».
Il tono è gentile, ma Nicola Cabibbo è irremovibile: «Preferisco non fare dichiarazioni», ha detto riferendosi al Nobel. Fonti vicine a Cabibbo dicono che il fisico italiano è molto amareggiato. Già lo scorso anno, a pochi giorni dall'assegnazione del Nobel per la fisica 2007, circolavano con insistenza nell'ambiente scientifico fra Tokyo e Chicago voci che davano per sicuro il Nobel a Cabibbo, Kobayashi e Maskawa. Tutti, insomma, erano convinti non soltanto che le ricerche inaugurate da Cabibbo sarebbero state premiate, ma che il premio Nobel sarebbe stato condiviso dai tre ricercatori. È poi accaduto che il Nobel 2007 è stato assegnato a ricerche di tipo sperimentale e applicativo. Quest'anno sarebbe quindi stata la volta della fisica teorica. Il campo di ricerca premiato è quello atteso, a detta di molti manca però uno dei protagonisti.
07 ottobre 2008
gamma_ray_burst October 7th, 2008, 05:59 PM l'hanno presa tutti con un po' di dispiacere
I piu' vicini all'ambiente INFN sono incazzati neri, qualcuno dice che lo sforzo maggiore di formalizzazione l'hano fatto i giapponesi ma che comunque darlo a loro e non a Cabibbo non è molto equo.
Comunque l'amarezza rimane e non si riesce a togliersi l'idea che se Cabibbo stesse lavorando in un'istituzione americana invece che a Roma forse ci sarebbe un altro nome italiano insieme ai due giapponesi
SiLvEr@SSC October 7th, 2008, 09:14 PM l'hanno presa tutti con un po' di dispiacere
I piu' vicini all'ambiente INFN sono incazzati neri, qualcuno dice che lo sforzo maggiore di formalizzazione l'hano fatto i giapponesi ma che comunque darlo a loro e non a Cabibbo non è molto equo.
Comunque l'amarezza rimane e non si riesce a togliersi l'idea che se Cabibbo stesse lavorando in un'istituzione americana invece che a Roma forse ci sarebbe un altro nome italiano insieme ai due giapponesi
...quoto!
Per quanto riguarda lo "sforzo" di cui parli, e qui non entro nel merito in quanto ignorante nello specifico, leggendo dai vari articoli pare che la formalizzazione della scoperta di Cabibbo, da parte di Kobayachi e Maskawa, sia comunque una cosa più semplice rispetto all'idea di base.
SiLvEr@SSC October 7th, 2008, 09:34 PM ...una cosa "simile" successe con il nobel per la chimica (1963) Natta (Italiano per chi non lo sapesse), che riprese un lavoro di Ziegler e ne tirò fuori una cosa da poco "la plastica".
Ecco in questo caso il nobel venne dato giustamente ad entrambi.
Nobel Lecture, December 12, 1963: http://nobelprize.org/nobel_prizes/chemistry/laureates/1963/natta-lecture.html
Mr_Beat October 8th, 2008, 12:24 PM l'hanno presa tutti con un po' di dispiacere
I piu' vicini all'ambiente INFN sono incazzati neri, qualcuno dice che lo sforzo maggiore di formalizzazione l'hano fatto i giapponesi ma che comunque darlo a loro e non a Cabibbo non è molto equo.
Comunque l'amarezza rimane e non si riesce a togliersi l'idea che se Cabibbo stesse lavorando in un'istituzione americana invece che a Roma forse ci sarebbe un altro nome italiano insieme ai due giapponesi
Forse dovremmo usare i nomi d'arte come facevano attori e registi negli anni '60 e '70: Nicholas Chabyb avrebbe preso il Nobel! :lol:
Comunque da quello che ho capito il lavoro fatto dai nippo è tutt'altro che un semplice perfezionamento: di fatto la matrice CMK l'hanno introdotta loro.
Più che altro potevano premiare l'idea originale di Cabibbo svariati anni fa, forse dopo 45 anni è difficile capire il merito del singolo tanti sono quelli che ci hanno messo le mani.
gamma_ray_burst October 8th, 2008, 01:51 PM il fatto che il lavoro di M K sia stato molto piu' semplice di quello di C è francamente uno scivolone che i giornalisti italiani potevano evitarsi. L'angolo di Cabibbo da solo non funziona ed aumentare una dimensione non è una semplice questione di forma. La teoria completa e funzioante è indubbiamente opera dei giapponesi. Tuttavia sarebbe stato probabilmente piu' corretto tener conto dell'originalità dell'idea di Cabibbo che certamente è stata determinante per la formulazione completa di una delle teorie piu' riuscite della fisica teorica moderna.
Non credo questo nobel sia uno scandalo, sono anzi felicissimo che per una volta sia stato premiato il lavoro teorico e non, come spesso accade, si sia tenuto conto solo della ricaduta applicativa.
Come ho già detto penso solo che sia rimasta un po' di amarezza. Forse la cosa migliore sarebbe stata quella di dare il nobel a cabibbo all'epoca della scoperta sperimentale di quark ed oggi a M e K
SiLvEr@SSC October 8th, 2008, 03:32 PM http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id={42B2A36F-6B13-45BB-BBF7-3BB397925FE0}
Milano: al Politecnico prototipo di robot che riconosce emozioni
08 ott 15:11
MILANO - Un robot in grado di riconoscere lo stato emotivo delle persone come l'ansia, lo stress o la noia, il livello di attenzione. E' il risultato ottenuto dal prototipo sviluppato nel laboratorio di Intelligenza Artificiale e Robotica del Politecnico di Milano, nell'ambito di un progetto in collaborazione con l'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), la Fondazione Maugeri e l'Ateneo milanese. Scopo del progetto e' fornire un ausilio nella riabilitazione robotizzata delle persone colpite da ictus che hanno spesso problemi motori agli arti. Il robot e' in grado di valutare le emozioni del paziente attraverso l'utilizzo di sensori non invasivi applicati sul corpo che rilevano e misurano le attivita' fisiologiche del paziente sottoposto alla terapia robotizzata. (Agr)
SiLvEr@SSC October 8th, 2008, 03:41 PM il fatto che il lavoro di M K sia stato molto piu' semplice di quello di C è francamente uno scivolone che i giornalisti italiani potevano evitarsi. L'angolo di Cabibbo da solo non funziona ed aumentare una dimensione non è una semplice questione di forma. La teoria completa e funzioante è indubbiamente opera dei giapponesi. Tuttavia sarebbe stato probabilmente piu' corretto tener conto dell'originalità dell'idea di Cabibbo che certamente è stata determinante per la formulazione completa di una delle teorie piu' riuscite della fisica teorica moderna.
Non credo questo nobel sia uno scandalo, sono anzi felicissimo che per una volta sia stato premiato il lavoro teorico e non, come spesso accade, si sia tenuto conto solo della ricaduta applicativa.
Come ho già detto penso solo che sia rimasta un po' di amarezza. Forse la cosa migliore sarebbe stata quella di dare il nobel a cabibbo all'epoca della scoperta sperimentale di quark ed oggi a M e K
...mi fido delle tue conoscenze!
gamma_ray_burst October 8th, 2008, 06:13 PM ^^
in realtà non è proprio il mio campo ma riporto un po' le discussioni che ci soo state i questi giorni negli ambieni romani, al cern e ai laboratori del gran sasso e che mi sono stati riportati da miei ex compagni che lavorano li'.
In realtà l'argomento è uscito anche oggi in una riunione fra astrofisici nel centro danese in cui sono ospite in questi mesi ed i toni sono circa quelli che ho riportato.
Diciamo che le notizie scandalizzate sono apparse solo nei giornali italiani.
Popper October 12th, 2008, 09:38 AM Il 'Times' boccia l’Alma Mater
Bisogna fare alcune precisazioni: il Times, in realtà, dice anche indirettamente che Bologna, stando a questa classifica, si conferma la prima università italiana, quindi si tratta più che altro di un'implicita critica all'intero sistema universitario del nostro paese, più che all'Alma Mater nello specifico.
Inoltre queste classifiche sono fatte su misura per le università anglosassoni, conferendo un enorme punteggio al prestigio internazionale (basato in gran parte sul numero di pubblicazioni di docenti e ricercatori) e all'impiego post-laurea degli studenti (strettamente legato al mercato del lavoro e alla situazione sociale dei singoli paesi). La qualità dell'insegnamento e il livello di preparazione teorica degli allievi (che in alcune discipline raggiunge l'eccellenza in Italia) viene messo in secondo piano, anche perchè difficilmente valutabile in modo oggettivo. Inoltre bisogna aggiungere che il sistema con cui certe università straniere accumulano pubblicazioni (soprattutto in ambito scientifico) è quantomeno discutibile ovvero spesso si pubblica più volte lo stesso articolo con piccole modifiche e invertendo l'ordine dei ricercatori coinvolti.
UNIVERSITA'
Scende al 192° posto tra gli Atenei del mondo: diciannove piazze in meno rispetto al 2007. Il rettore: "Non è colpa nostra". Questa è la seconda brutta notizia, il rettorato ha infatti dovuto confermare il calo delle immatricolazioni
Bologna, 10 ottobre 2008 - L’Alma Mater scivola al 192°posto nella classifica delle 200 migliori Università del mondo, stilata dal quotidiano brittannico 'Times'. Diciannove piazze in meno rispetto al 2007 quando figurava al 173°. Per l’Ateneo questa è la seconda brutta notizia in pochi giorni.
Solo l’altro ieri, nel corso di una conferenza stampa, il rettorato ha dovuto confermare il calo delle immatricolazioni, anticipato sulle pagine del 'Carlino'. Anche se i dati sono stati limati, parlando di una flessione, al 30 settembre scorso, pari al 2,9% per l’intera Università e del 4,1% per la sola sede di Bologna. Il tutto escludendo dal computo "le facoltà di Ingegneria ed Economia di Bologna che hanno posticipato i termini di immatricolazione rispettivamente al 31 e al 10 ottrobre", come ha puntualizzato lo stesso rettore Pier Ugo Calzolari.
Adesso, però, a pesare sull’Università non è più solo il calo delle matricole. Ma anche la Top 200 del tabloid di Sua Maestà. "Cos’è successo all’Università di Bologna?": proprio con questo titolo il Times commenta la sua graduatoria, stilata sulla base della qualità della ricerca e del tasso di occupazione dei laureati. Senza dimenticare il profilo internazionale dell’Ateneo. Nella classifica brittannica Bologna non solo è fuori dalle prime cento Università del mondo, ma anzi rischia di uscire dalla Top 200.
L’anno scorso, era andata meglio, con tanto di analisi più che lusinghiere perché, rispetto al 2006, l’Alma Mater aveva scalato ben trentaquattro piazze, entrando nella graduatoria a pari merito con la University of Groningen, in Olanda.
Nella classifica di quest’anno non figura nessun altro Ateneo italiano e il 'Times' usa il caso di Bologna per segnalare come il baricentro della ricerca, dell’alta istruzione e dei soldi che questi generano si stia spostando verso l’Asia. "L’Università di Bologna, che ricevette il suo statuto da Federico Barbarossa nel 1158, fu probabilmente il primo Ateneo fondato in Occidente. Diventò la prestigiosa sede di studiosi di grande fama nelle scienze e nelle materie umanistiche", ricorda nell’editoriale il quotidiano inglese. Che poi, sottolineando l’avanzata delle Università asiatiche — ai vertici restano sempre quelle americane e britanniche — , nota come "tutto questo sia una buona ragione per sostenere l’alta istruzione in questo Paese... i soldi seguiranno la conoscenza, dovunque essa vada. E non va più a Bologna".
La bocciatura del 'Times' non preoccupa, però, il rettore Calzolari che spiega così la perdita di posizioni rispetto al 2007: "Il calo non dipende da quanto accade al nostro Ateneo, ma da quello che succede in tutti gli altri Se noi miglioriamo, ma qualcuno migliora più rapidamente di noi, ci passa avanti".
Inoltre, il problema non è "l’Alma Mater, ma Paesi come l’Italia che non investono abbastanza in ricerca e di questo passo sono destinati a venire scavalcati nella competizione per la conoscenza e l’innovazione dalle potenze emergenti dell’Asia". Insomma per Calzolari la questione è chiara: il 'Times' parla a nuora perché suocera intenda.
di Giovanni Panettiere
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/2008/10/10/124329-times_boccia_alma_mater.shtml
SiLvEr@SSC October 14th, 2008, 01:25 AM http://www.agopress.info/vis_news00.asp?id_news=163952
13/10/2008 19.43
GOVERNO. ISTITUITA L'AGENZIA NUCLEARE
(AGO PRESS) Il governo ha presentato questo pomeriggio in Commissione Attività Produttive, un emendamento al disegno di legge sviluppo che istituisce l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare. L’Agenzia svolgerà principalmente funzioni e compiti di autorità nazionale per la regolamentazione tecnica, il controllo e l’autorizzazione ai fini della sicurezza delle attività concernenti gli impieghi pacifici dell’energia nucleare.
L’Agenzia opererà senza nuovi oneri per lo Stato, utilizzando personale, strutture e risorse dei dipartimenti che già si occupano di energia nucleare all’Enea, l'Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente, e all'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
© Copyright AGO PRESS (http://www.agopress.it/)®
Shezan October 14th, 2008, 03:15 AM :banana::banana::banana::banana::banana::banana:
:banana::banana::banana::banana::banana::banana:
:banana::banana::banana::banana::banana::banana:
Paxromana October 16th, 2008, 06:11 PM Consegnato il primo C-27J americano
Consegnato oggi a Waco, in Texas, alle Forze Armate degli Stati Uniti il primo C-27J Spartan del programma di trasporto tattico Joint Cargo Aircraft (JCA) E’ il primo dei 78 velivoli C-27J Spartan ordinati lo scorso anno ad Alenia Aeronautica e Alenia North America e al partner americano delle aziende Finmeccanica L-3. «La consegna del primo C-27J Spartan alle Forze Armate USA dimostra la capacità di Finmeccanica di affermarsi, anche a livello internazionale, attraverso l’offerta di prodotti tecnologici di eccellenza. - ha commentato Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica - Il C-27J JCA è un progetto di cui siamo particolarmente fieri: si tratta infatti del più grande successo di export per un aereo progettato e costruito in Italia, consegnato al cliente nel pieno rispetto dei tempi e del budget previsti. Un risultato che va diviso tra i nostri partner americani di L-3 e il team di Finmeccanica, in particolare di Alenia Aeronautica e della sua controllata Alenia North America: dirigenti, ingegneri, tecnici e operai che già da molti anni lavorano a questo importante progetto».
Il contratto del valore di 2,04 miliardi di dollari per 78 aerei da trasporto tattico è stato firmato il 13 giugno 2007, ma i piani delle Forze Armate statunitensi prevedono l’acquisizione di 145 velivoli di cui 75 destinati all’Esercito e 70 all’Aeronautica, con una previsione complessiva di 207 velivoli entro 10 anni, per un valore stimato di 6 miliardi di dollari.
«In questi anni - ha aggiunto Guarguaglini - abbiamo dedicato grande attenzione all’innovazione e alla ricerca, consapevoli che la sfida competitiva può essere vinta solo offrendo prodotti sempre più avanzati e sofisticati, come questo aereo da trasporto tattico, considerato il migliore al mondo nella propria categoria.
Il mercato americano si sta rivelando uno dei principali per il Gruppo, non solo perché è quello con il budget per la difesa più consistente, ma anche perché può rappresentare il volano per la conquista di altre importanti aeree.»
Il primo C-27J destinato all’Esercito degli Stati Uniti ha compiuto il suo primo volo il 18 giugno del 2008 presso il Centro Prove Volo dello stabilimento Alenia Aeronautica di Torino-Caselle e con un lungo volo transatlantico, con scalo in Islanda e in Canada era giunto negli USA a metà agosto per l’installazione di alcune componenti peculiari della versione destinata all’US Army. Il secondo C-27J per gli Stati Uniti sta effettuando i test in Italia e arriverà a Waco nelle prossime settimane, con la consegna prevista a novembre 2008.
Dedalonews.
JoNapo October 16th, 2008, 07:10 PM http://www.agopress.info/vis_news00.asp?id_news=163952
spero sia chiaro a tutti che quest agenzia non prelude affatto alla realizzazione di omonime centrali
Cordero Luca October 19th, 2008, 06:23 PM http://www.agopress.info/vis_news00.asp?id_news=163952
13/10/2008 19.43
GOVERNO. ISTITUITA L'AGENZIA NUCLEARE
(AGO PRESS) Il governo ha presentato questo pomeriggio in Commissione Attività Produttive, un emendamento al disegno di legge sviluppo che istituisce l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare. L’Agenzia svolgerà principalmente funzioni e compiti di autorità nazionale per la regolamentazione tecnica, il controllo e l’autorizzazione ai fini della sicurezza delle attività concernenti gli impieghi pacifici dell’energia nucleare.
L’Agenzia opererà senza nuovi oneri per lo Stato, utilizzando personale, strutture e risorse dei dipartimenti che già si occupano di energia nucleare all’Enea, l'Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente, e all'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
© Copyright AGO PRESS®
effettivamente non è che se ne sentisse prorpio il bisogno di questa agenzia
che poi agisca senza nuovi oneri per lo stato lo capiremo quando sarà troppo tardi e avremo già iniziato a pagare
Shezan October 20th, 2008, 02:24 AM Yawn..
amxtopgun October 21st, 2008, 06:51 PM un passo concreto verso la rinuclearizzazione del paese.. e noi sappiamo che passetto dopo passetto al traguardo ci si arriverà :)
Cordero Luca October 21st, 2008, 11:01 PM un passo concreto verso la rinuclearizzazione del paese.. e noi sappiamo che passetto dopo passetto al traguardo ci si arriverà :)
Certo , viva il nucleare e prima o poi arriverà .
Dubito che avrà qualcosa a che fare con queste agenzie o con le vanagloriose quanto vacue dichiarazioni che il mondo politico riesce ad ammannire negli ultimi tempi al riguardo .
Per ora progrediamo in questi termini
accontentiamoci .
Segnalo a chi interessa la mostra "Immaginario nucleare" allestita alla Calcografia dell'Istituto Nazionale per la Grafica dove cito si " intende restituire voce e immagine a una vicenda, quella dell’energia atomica nel nostro Paese, che si è interrotta improvvisamente a metà degli anni ‘80, con due eventi decisivi: l’incidente di Chernobyl del 1986 e il referendum del 1987 che sancì la chiusura definitiva delle centrali in Italia e la rinuncia a ogni ulteriore investimento nel settore."
Patrocinato dal ministero dello sviluppo economico e dal ministero per i beni e le attività cultuali
lascio il link della mostra http://www.grafica.beniculturali.it/Armin%20Linke/index.htm
amxtopgun October 23rd, 2008, 04:42 PM mi sto abituando in questo periodo che ai proclami di certi politici .. poi seguono fatti :)
chissà... :|
Cordero Luca October 23rd, 2008, 10:33 PM mi sto abituando in questo periodo che ai proclami di certi politici .. poi seguono fatti :)
chissà... :|
hei sembra spam politico
se ti diverti così
amxtopgun October 26th, 2008, 10:25 AM hei sembra spam politico
se ti diverti così
ho messo due faccine apposta per metterla sullo scherzoso..........
Dokan October 27th, 2008, 03:45 PM In orbita il terzo satellite Cosmo-Skymed :
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_25/satellite_italiano_cosmo_skymed_decollato_fe85b9be-a26d-11dd-9d1b-00144f02aabc.shtml
E' IL TERZO DELLA RETE. PUO' COSTRUIRE IMMAGINI ANCHE DI NOTTE E CON LE NUVOLE
In orbita il satellite-radar italiano
E' decollato in perfetto orario il Cosmo-Skymed: scandaglierà con le sue onde la superficie terrestre
VANDENBERG (California) – Il terzo satellite ambientale italiano Cosmo-Skymed ruota intorno alla Terra. E’ decollato in perfetto orario alle 19.28 locali di ieri sera (le 4.28 di questa mattina in Italia) dalla base spaziale militare americana sulla costa pacifica. Il primo era stato lanciato nel giugno dell’anno scorso e l’ultimo partirà agli inizi del 2010. A quel punto la costellazione dei quattro veicoli spaziali sarà completa e potrà svolgere appieno il lavoro per cui è stata realizzata da Thales Alenia Space su un programma dell’agenzia spaziale italiana Asi assieme alla Difesa.
La costellazione è nata con uno scopo ambizioso: tenere sotto controllo in continuazione la superficie della Terra facendo ricorso invece che ai normali obiettivi ottici ad un radar. Lo strumento scandaglia con le sue onde la superficie e costruisce delle immagini ricche di informazioni con un grande vantaggio, quello di scrutare in continuazione il territorio nonostante la presenza delle nuvole e durante la notte; due condizioni gravose che limitano e riducono il lavoro dei normali satelliti con obiettivi ottici. Inoltre il programma nasce da un accordo e dalla partecipazione della Difesa e in questo modo è nata la prima costellazione a livello internazionale con una caratteristica «duale», cioè che serve le necessità degli impieghi civili e militari legati alla sicurezza.
Già i primi due satelliti sono stati intensamente adoperati in varie circostanze nei mesi passati aiutando ad esempio il tempestivo censimento dei danni causati dall’uragano in Birmania e dal terremoto in Cina. «E i nostri militari – nota il generale Pietro Finocchio alla guida di Teledife che sovrintende la partecipazione della Difesa - lo utilizzando correntemente nei territori in cui agiscono come in Afghanistan e Iraq – raggiungendo una miglior sicurezza nelle operazioni». Con i primi due satelliti si raccoglievano 900 immagini al giorno della Terra. Ora con il terzo si arriverà a 1300 per toccare il tetto delle 1800 riprese quotidiane quando sarà disponibile anche il terzo satellite, tutti rotanti su un’orbita che attraversa anche le aree polari a 630 chilometri d’altezza.
La costellazione sarà attiva per quindici anni ma già l’Asi sta pensando a come garantirne in futuro la continuità con una nuova generazione di veicoli ancora più avanzati. Ma intanto c’è lo sfruttamento dei satelliti ora disponibili le cui mappe mostrano oggetti più piccoli di un metro. «Ma con tre veicoli in orbita – precisa Enrico Saggese, commissario dell’Asi – potremo iniziare la sperimentazione di una tecnica di rilevazione che realizzerà addirittura immagini tridimensionali che saranno la pratica normale della futura generazione. Ora per stimolare applicazioni praticate stiamo costituendo alla stazione dell’ASI di Matera dove si ricevono le trasmissioni dei Cosmo-Skymed, un centro di eccellenza nel quale i tecnici di piccole e medie aziende e delle università possono sviluppare le tutte le innovazioni possibili».
«Intanto si sta definendo la nascita della società e-geos formata da Telespazio e Asi – precisa Giuseppe Veredice, amministratore delegato di Telespazio – per commercializzare a livello internazionale questi prodotti spaziali italiani che oggi non hanno eguali nel mercato. Naturalmente dobbiamo procedere rapidamente perché arrivare tardi significherebbe perdere una preziosa occasione». «I futuri satelliti Cosmo-Skymed a cui stiamo lavorando avranno una taglia analoga ma saranno più evoluti nelle capacità» precisa Luigi Pasquale, amministratore delegato di Thales Alenia Space. «E per la concretizzazione di questo futuro vediamo importante un più stretto rapporto di collaborazione tra l’Asi e il Ministero della Difesa» conclude Giorgio Zappa, direttore generale di Finmeccanica.
Giovanni Caprara
25 ottobre 2008(ultima modifica: 27 ottobre 2008)
Dokan October 28th, 2008, 05:15 PM Sempre dal corriere :
http://www.corriere.it/salute/08_ottobre_28/aids_molecola_blocca_infezione_6bf2189e-a4fd-11dd-bdb4-00144f02aabc.shtml
RICERCA CONGIUNTA DEL CNR E DELL'UNIVERSITÀ DI SIENA
Scoperta molecola che blocca il virus Hiv
Ferma l'azione della proteina DDX3, senza danneggiare cellule non infette. Nuove possibilità per la cura dell'Aids
)ROMA - L'Aids ha un nuovo nemico. È una piccola molecola in grado di bloccare l'infezione. La scoperta, frutto di una ricerca congiunta del Cnr e dell'Università di Siena, è stata pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry. «Il virus Hiv - spiega Giovanni Maga dell'Igm-Cnr - è un parassita delle cellule umane e dunque non è capace di riprodursi al di fuori dell'organismo infetto».
LA PROTEINA DDX3 - Per moltiplicarsi si introduce in una cellula, solitamente un linfocita del sangue, e la priva delle sue risorse nutritive ed energetiche per duplicare il proprio genoma e costruire nuovi virioni. «All'interno della cellula infetta - continua Maga - il virus prende il controllo di numerosi enzimi cellulari, obbligandoli a lavorare per produrre nuove particelle virali. Uno di questi enzimi è la proteina cellulare DDX3 che ha il compito di facilitare il flusso di informazione genetica tra il nucleo, dove l'informazione viene custodita, e il citoplasma, dove l'informazione viene tradotta in nuove proteine».
NUOVE POSSIBILITÀ - Partendo da queste premesse, i ricercatori hanno utilizzato tecniche avanzate per disegnare una molecola su misura per la proteina DDX3, che è stata poi sintetizzata e provata nei test in laboratorio. «Questa piccola molecola - sottolinea Maga - si è dimostrata in grado di bloccare l'azione di DDX3, causando l'interruzione della replicazione virale dell'Hiv, senza però danneggiare le cellule non infette». Una scoperta che apre nuove possibilità di cura dell'Aids dato che un farmaco diretto contro un enzima cellulare avrebbe più probabilità di conservare la sua efficacia anche per tempi lunghi di terapia. Le terapie attuali si basano invece su farmaci diretti contro enzimi virali, che sviluppano facilmente farmacoresistenze.
28 ottobre 2008
amxtopgun October 28th, 2008, 07:35 PM si parla di 4-5 anni ancora e l'AIDS verrà sconfitto.... penso che sia attendibile quello che affermano...
Dokan October 29th, 2008, 02:21 AM forse è un pochino presto per dirlo...
però è un passo avanti
amxtopgun October 29th, 2008, 11:42 AM forse è un pochino presto per dirlo...
però è un passo avanti
no non legato a questa notizia.. si sta mettendo a punto il vacino definitivo :) ci siamo quasi
Shezan November 6th, 2008, 01:14 AM Sarà Obama ad inaugurare il Marine One di Augusta-Westland
http://img142.imageshack.us/img142/4484/ddn2020agusta20vh71aut4.jpg (http://imageshack.us)
Un elicottero italo-inglese per un presidente afro-americano. Gli elettori hanno deciso con un ampio margine che sarà Barack Obama il primo presidente a volare sul VH-71A, l’elicottero realizzato da Lockheed Martin sulla base dell’AgustaWestland AW101 e che dovrebbe entrare in servizio entro fine 2010
Questo permetterà di sostituire gli ormai anziani Sikorsky VH-3D, nati ed attrezzati per il puro trasporto, con un elicottero per comando e controllo (C2) il cui bisogno si palesò nelle ore cruciali dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.
Il programma è in ritardo di circa un anno sui tempi inizialmente previsti ma il “rebaselining” - un eufemismo per la radicale revisione dell’approccio - lo ha rimesso in carreggiata. Si sono in pratica create due fasi e configurazioni. All’”Increment 1″, che comprende quattro Test Vehicles e cinque macchine di serie, che entrerà in servizio spetterà fornire subito prestazioni «chiaramente superiori» al vecchio VH-3D. L’”Increment 2″, con altri quattro TV e 23 macchine di serie, entrerà in servizio nel 2017 con la piena capacità C2. Da qualche giorno dovrebbe essere iniziato lo sviluppo del secondo lotto, al quale seguirà presto il primo volo del TV3 missionizzato. Dal punto di visto costruttivo, il primo lotto sarà costruito a Yeovil mentre nel secondo si inserirà anche Bell, che fornisce già il sostegno logistico all’Increment 1.
il resto dell' articolo qui:
http://www.md80.it/2008/11/05/sara-obama-a-inaugurare-il-marine-one-di-agusta-westland/#more-5996
SiLvEr@SSC November 7th, 2008, 01:08 AM Sarà Obama ad inaugurare il Marine One di Augusta-Westland
http://img142.imageshack.us/img142/4484/ddn2020agusta20vh71aut4.jpg (http://imageshack.us)
Un elicottero italo-inglese per un presidente afro-americano. Gli elettori hanno deciso con un ampio margine che sarà Barack Obama il primo presidente a volare sul VH-71A, l’elicottero realizzato da Lockheed Martin sulla base dell’AgustaWestland AW101 e che dovrebbe entrare in servizio entro fine 2010
Questo permetterà di sostituire gli ormai anziani Sikorsky VH-3D, nati ed attrezzati per il puro trasporto, con un elicottero per comando e controllo (C2) il cui bisogno si palesò nelle ore cruciali dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.
Il programma è in ritardo di circa un anno sui tempi inizialmente previsti ma il “rebaselining” - un eufemismo per la radicale revisione dell’approccio - lo ha rimesso in carreggiata. Si sono in pratica create due fasi e configurazioni. All’”Increment 1″, che comprende quattro Test Vehicles e cinque macchine di serie, che entrerà in servizio spetterà fornire subito prestazioni «chiaramente superiori» al vecchio VH-3D. L’”Increment 2″, con altri quattro TV e 23 macchine di serie, entrerà in servizio nel 2017 con la piena capacità C2. Da qualche giorno dovrebbe essere iniziato lo sviluppo del secondo lotto, al quale seguirà presto il primo volo del TV3 missionizzato. Dal punto di visto costruttivo, il primo lotto sarà costruito a Yeovil mentre nel secondo si inserirà anche Bell, che fornisce già il sostegno logistico all’Increment 1.
il resto dell' articolo qui:
http://www.md80.it/2008/11/05/sara-obama-a-inaugurare-il-marine-one-di-agusta-westland/#more-5996
...se ne avanzasse uno ehehhe :cheers:
jayOOfoshO December 3rd, 2008, 08:05 AM Enel e Smart
UN PROGETTO PER L'AUTO ELETTRICA
Pubblicata il 02/12/2008
Smart ed Enel si alleano in un progetto, denominato e-mobility Italy, sulla mobilità elettrica che interessa il nostro Paese: Daimler fornirà oltre 100 vetture elettriche a Roma, Pisa (sede del Centro ricerche Enel) e Milano, e si farà carico della loro manutenzione, mentre Enel sarà responsabile dello sviluppo, della creazione e del funzionamento dell'infrastruttura basata su oltre 400 punti di ricarica dedicati e su un sistema di controllo centrale.
L'energia utilizzata dalle auto elettriche sarà certificata Recs (Renewable energy certificate system), ovvero ottenuta attraverso un sistema di fonti rinnovabili (acqua, sole, vento e calore della Terra). In questo modo il bilancio ambientale dell'uso dei veicoli sarà veramente a emissioni zero (anche per quanto riguarda la CO2). Al progetto lavora un team di ingegneri Daimler ed Enel; le vetture impiegate saranno Smart fortwo electric drive (nella foto), già protagoniste di un test che ha coinvolto 100 esemplari prima a Londra, ora anche a Berlino.
da QuattroRuote.com (http://www.quattroruote.it/news/articolo.cfm?codice=163147)
Sampei December 29th, 2008, 02:17 AM Fotovoltaico, collaborazione Italia-Giappone
Intesa tra ST, Sharp ed Enel
http://giornale.lasicilia.it/giornale/2812/CT2812/CR/CR04/navipdf.html
-{ Rick }- December 29th, 2008, 02:41 AM Oggi il via libera dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) agli studi di fattibilità
Al via nuovo acceleratore, esplorerà l'universo di 13,7 mld di anni fa
Il progetto SuperB è complementare a quello dell'Lhc del Cern di Ginevra e potrebbe vedere la luce a Roma. Verrà ricreata una condizione simile a quella immediatamente successiva al Big Bang, in cui la materia e l'antimateria coesistevano
Roma, 22 dic. (Adnkronos/Ign) - Potrebbe aprirsi a Roma una nuova finestra sull'Universo primordiale, l'Universo di oltre 13 miliardi di anni fa. Muove infatti i primi passi il super acceleratore di particelle SuperB, un nuovo megacomplesso di ricerca che, con una tecnica innovativa inventata dai laboratori di Frascati, alle porte della Capitale, potrebbe esplorare l'Universo com'era 13,7 miliardi di anni fa. L'avvio di questa nuova avventura scientifica è stato sancito oggi, con il via libera dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) agli studi di fattibilità per arrivare al progetto internazionale del nuovo, rivoluzionario acceleratore SuperB.
Una volta superata questa prima fase, il progetto potrebbe vedere la luce a Roma e, una volta nato, il lavoro di SuperB sarà complementare a quello che sta iniziando a svolgere il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. Forte il carattere internazionale della nuova impresa scientifica cui collaboreranno scienziati e istituzioni di ricerca di Stati Uniti, Russia, Francia, Germania, Canada e di altri Paesi.
[...]
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2840222743
fabrik January 3rd, 2009, 11:31 AM 02-01-09
FINCANTIERI: ACQUISISCE MARINE GROUP E SBARCA NEL MERCATO DIFESA USA
(ASCA) - Roma, 2 gen - Fincantieri ha completato l'acquisizione di Manitowoc Marine Group dalla societa' controllante Manitowoc Company Inc. All'operazione partecipa Lockheed Martin Corporation con una quota di minoranza. Il valore della transazione (il cui relativo accordo era stato annunciato lo scorso agosto) e' di circa 120 milioni di dollari.
Manitowoc Marine Group, da oggi Fincantieri Marine Group (FMG), operera' come societa' controllata da Fincantieri.
FMG e' uno dei principali costruttori di navi di medie dimensioni negli Stati Uniti e opera per clienti civili ed enti governativi, tra i quali la Marina e la Guardia Costiera statunitensi. Ha due cantieri nel Wisconsin - Marinette Marine Corporation (a Marinette, specializzato nella costruzione di navi militari) e Bay Shipbuilding Company (a Sturgeon Bay, per la costruzione di navi commerciali e riparazioni) - un cantiere per riparazioni a Cleveland (Ohio). Recentemente ha inaugurato lo stabilimento ACE Marine LLC a Green Bay (Wisconsin), specializzato in natanti di alluminio di piccole e medie dimensioni. FMG occupa circa 1400 persone e ha realizzato nel 2007 ricavi per circa 320 milioni di dollari.
Con questa acquisizione Fincantieri consolida la propria strategia di internazionalizzazione del proprio business, segnatamente militare, entrando nel principale mercato mondiale della difesa, quello americano, che sviluppa per valore il 60% del totale.
Per i cantieri FMG sono previsti piani di ammodernamento e training del personale che incrementeranno la loro efficienza e produttivita'.
''Questa acquisizione - ha commentato Giuseppe Bono, A.D.
di Fincantieri - proietta ulteriormente l'azienda verso i mercati internazionali, permettendole, in una fase critica per l'economia globale, di affrontare con maggior massa critica una competizione sempre piu' agguerrita. Con questa operazione, prevista nel nostro piano industriale, raggiungiamo un importante traguardo e ci poniamo un obiettivo di crescita nel lungo termine, fiduciosi di poter cogliere significative occasioni di business''.
Fred Moosally, President di Lockheed Martin's Maritime Systems & Sensors business, ha dichiarato, da parte sua, che ''questa operazione migliorera' le capacita' del team per il programma Littoral Combat Ship di consegnare alla Us Navy navi di alta qualita', di elevato valore e ad un prezzo competitivo''.
http://www.asca.it/news-FINCANTIERI__ACQUISISCE_MARINE_GROUP_E_SBARCA_NEL_MERCATO_DIFESA_USA-799819-ORA-.html
amxtopgun January 3rd, 2009, 09:55 PM finmeccanica/fincantieri sta diventando un colosso pian piano!! non passa mese che non faccia grandi e piccole acquisizioni..
un esempio di italica e funzionante gestione aziendale! con criterio e con strategia! :applause:
plottigat January 21st, 2009, 07:58 PM Riporto qui una discussione nata sul topic Fusione GTT/ATM
Credo che ci attendano tempi bui se la fusione andrà in porto, guardate cosa è successo alla Sip, che era la compagnia telefonica più avanzata in Europa ancora in tutti gli anni 80 e che si è inventata la telefonia mobile "popolare" per prima al mondo, che ha inventato (a Torino :) ) lo standard dell'algoritmo degli mpeg3 senza guadagnarci un picco, ecc guardate cosa è diventata... una specie di Alitalia sfigata in europa che si cagano solo perchè è proprietaria delle infrastrutture.
Sapete cosa varrebbe Telecom senza infrastruttura e senza canone statale? 36 miliardi di debiti fatti da altri (che culo:) ) e qualche bell'immobile qui e là all'attivo, pochi centri di ricerca, anche se di eccellenza, ed un carrozzone di dipendenti senza fine.
A Telecom hanno succhiato il sangue e la linfa, ed ATM GTT le vedo sulla stessa buona strada, anche perchè se vendono, per dire, la rete, o la scorporano, cosa resta ?
Pertanto: NO FUSIONE e forza Juve :lol:
:lol:
Scusate la piccola precisazione OT:
L'algoritmo dell'Mp3 è stato sviluppato inizialmente dal Fraunhofer Institute (tetesco!); Leonardo Chiariglione era il presidente di una rete di più di 40 esperti rappresentanti di aziende e università di mezzo mondo che ha portato avanti il lavoro fino a farlo accettare come standard.
E' vero che a quei tempi Chiariglione lavorava per lo CSELT, ma dire che la SIP/Telecom Italia ha inventato l'MP3 è una leggenda urbana. Stavolta non ci hanno rubato niente se non lo CSELT stesso (che era un gioiellino), ma questo è dovuto a "dinamiche macroeconomiche" per dirla senza bestemmiare contro il sig. Afef.
Egr. Sig. Plottigat,
non per conraddirLa o per entrare in polemica con Lei :lol: ,
ma ricordo bene di una puntata del 2007 di Report su Rai3, (trasmissione di informazione che quantomeno controlla le fonti e le informazioni che spara!) in cui si intervistava il Dott. Chiariglione già in pensione, a casa sua ad Avigliana, in cui veniva presentato proprio come l'uomo investito dal fato per la creazione dell'algoritmo dell' mp3. Sicuramente non l'ha sognato da solo in una notte calda d'estate, sicuramente era coadiuvato da un pool di fisici ingegneri e quant'altro, se sai che il progetto è nato inizialmente in Germania ti credo, però a quanto pare lo Cselt di Torino ed il suo capo progetto Chiariglione sono coloro che hanno portato a termine il lavoro di compressione dei file musicali e video, per cui a loro viene data la paternità "morale".
Mi viene da pensare che il Fruanhofer magari possa avere lavorato molto per fare accettare, come dici, lo standard a livello internazionale, data la sua grande reputazione.
Ciao ! ;)
Perdonate l'eccesso di polemica OT
E rispondo all'ultimo messaggio dello zio:
Non voglio fare la gare a chi c'ha le fonti più attendibili, ma nel risponderti mi sono basato principalmente su una mail (http://ruffilli.net/2007/02/26/una-mail-molto-istruttiva/) che Chiariglione stesso ha scritto a Ruffilli (La Stampa) per criticare un suo articolo.
Come ha scritto lo stesso Chiariglione:
Come penso di aver detto a Shanghai, il mio ruolo fu quello di ideare e costituire l’ambiente in cui una moltitudine di processi collaborativi che hanno portato a standard di successo come l’MP3 hanno potuto aver luogo.
[...] sarebbe utile che si scrivesse una volta per tutte che:
1. MP3 è uno standard dell’ISO
2. sviluppato collaborativamente dal gruppo MPEG
3. con la partecipazione di tutte le principali aziende ICT
Insomma Torino non è la mamma dell'MP3, direi una delle tante zie. IMHO, ovviamente :)
ZioFausto January 22nd, 2009, 11:03 AM ........
E rispondo all'ultimo messaggio dello zio:
Non voglio fare la gare a chi c'ha le fonti più attendibili, ma nel risponderti mi sono basato principalmente su una mail (http://ruffilli.net/2007/02/26/una-mail-molto-istruttiva/) che Chiariglione stesso ha scritto a Ruffilli (La Stampa) per criticare un suo articolo.
Come ha scritto lo stesso Chiariglione:
................................
Capisco, evidentemente per i media lui è considerato un pò il mentore e padre putativo del progetto, e nel corso del tempo lo Cselt (o i media con lo Cselt), per cui lavorava, si è/ si sono appropriati di meriti indebiti.
Si vede che in molti gli vogliono del bene :nuts:
Aufwiedersehen Plotti :cheers:
fabrik January 27th, 2009, 11:43 AM MAXI-IMPIANTO FOTOVOLTAICO TETTO MICHELIN
(ANSA) - TORINO - Il gruppo Michelin realizzera' una centrale fotovoltaica sul tetto dello stabilimento di Cuneo. Si tratta - sottolinea una nota - della piu' grande installazione d'Europa di pannelli fotovoltaici su un tetto. Piu' di 147.000 metri quadrati di tetto saranno equipaggiati di moduli fotovoltaici misti in grado di produrre una potenza elettrica totale di circa 10 milioni di kWh all'anno. Questa energia pulita permettera' di fornire elettricita' a 2.000 abitanti e di evitare l'immissione nell'atmosfera di 1.200 tonnellate di CO2 l'anno. La messa in opera della centrale fotovoltaica e' prevista per l'inizio del 2010 e sara' interamente gestita da Frey Nouvelles Energies, azienda che ricerca e investe nella produzione di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili. (ANSA).
http://www.ansa.it/ecoenergia/notizie/fdg/200901261457336939/200901261457336939.html
fabrik January 27th, 2009, 11:59 AM Torino: trovata intesa Motorola-Reply
26 Gennaio 2009, 23:20
TORINO - Non perderanno il posto 330 lavoratori del Centro ricerche Motorola di Torino. L'intesa tra il colosso della telefonia e la piemontese Reply è stata trovata: ''Durante il periodo di cassa integrazione - spiega Cosimo Lavolta, segretario regionale della Uiltucs - saranno individuati tutti gli strumenti necessari per collocare i lavoratori in mansioni equivalenti alla professionalità di ciascuno all'interno della Reply o in altre aziende del settore".
http://www.instablog.org/ultime/39502.html
Paxromana January 28th, 2009, 12:48 PM Azimut-Benetti, gruppo attivo nella nautica, ha raggiunto un accordo per acquisire Intermarine, cantiere brasiliano a cui fa capo il 60% del mercato del Paese sudamericano
MILANO, 27 gennaio (Reuters) - L'intesa, si legge in un comunicato, è stata raggiunta da Paolo Vitelli, azionista di maggioranza e presidente di Azimut-Benelli, con gli eredi di Gilberto Ranalho, patron di Intermarine, recentemente scomparso in un incidente.
I termini finanziari del deal non sono stati resi noti, ma nel comunicato si dice che non è previsto un esborso di cassa, ma un pagamento tramite gli utili di Intermarine previsti nei prossimi cinque anni.
Intermarine conta 900 dipendenti e un polo produttivo della superficie totale di ventimila metri quadri.
Azimut-Benetti ha chiuso al 31 agosto scorso l'ultimo esercizio con un valore della produzione di 960 milioni di euro e un Ebitda di 110 milioni.
Nel dicembre 2007, Vitelli aveva riacquistato il 12% circa del capitale di Azimut-Benetti che precedentemente era stato ceduto a Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione). Da allora, il gruppo, secondo diverse fonti finanziarie, è stato avvicinato da vari operatori di private equity, molto interessati al settore della nautica, ma Vitelli ha preferito non cedere.
Una fonte finanziaria sottolinea che "la scelta di Azimut di mantenersi alla larga da private equity e Borsa si è rivelata giusta, alla luce di quanto sta succedendo ai concorrenti".
Il riferimento è soprattutto a Ferretti, che, secondo quanto comunicato dall'azionista di controllo, il gruppo di private equity Candover (CDI.L: Quotazione), ha saltato il pagamento di una rata degli interessi sul prestito mezzanino, parte della leva costruita nel buyout da 1,7 miliardi di euro (1,215 miliardi di loan) realizzato nel 2007.
Una fonte vicina al dossier sottolinea che si tratta di "un default tecnico" da parte di Ferretti: ora "inizia il dialogo con le banche creditrici" per rinegoziare il debito. A questo scopo, Ferretti ha incaricato Rothschild in qualità di advisor.
Paxromana January 28th, 2009, 04:40 PM Piccole storie di successo del made in Italy scovate da ADNKRONOS. Sponsor INTESASANPAOLO.
Il Maglificio Rossella (video)
http://www.adnkronos.com/IGN/ItaliaEconomia/?vid=3.0.2933598281
cioccione January 28th, 2009, 04:45 PM TORINO - Si chiama SkySpark l'aereo del futuro: ecologico e interamente elettrico e' stato presentato oggi a Torino: il progetto infatti e' il frutto del lavoro di ricercatori del Diasp del Politecnico e dell'azienda aeronautica DigiSky, ed e' sostenuto dalla Regione Piemonte. Il motore e' alimentato da energia elettrica generata da celle a combustibile a idrogeno, e come sottoprodotto si origina vapor acqueo. "Il nostro e' un prototipo - spiega Maurizio Cheli, astronauta e pilota collaudatore - realizzato per dimostrare che cosa si puo' fare con le tecnologie di oggi. Non pensiamo di commercializzarlo cosi' com'e'. Ora stiamo testando la componentistica, nei prossimi mesi assembleremo il velivolo". Il primo volo, con lo stesso Cheli ai comandi, e' previsto a giugno. (Agr)
fonte: Corriere.it (http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id={8519DF61-E39F-41C6-BC3B-BB69E99A5AD5})
Paxromana January 29th, 2009, 11:59 AM Sono trenta-quarantenni i proprietari e i manager delle aziende enologiche di successo
Corriere.it - Giovani imprenditori
I nuovi signori del vino. Il made in Italy in bottiglia sfida la crisi
Disegnano il paesaggio, dal Nord al Sud della Penisola. 476 denominazioni per un totale di 800 mila aziende, la produzione di vino in Italia rappresenta il 21% di quella mondiale e il 34% di quella dell'Unione europea. Un fiore all'occhiello del made in Italy. Di più il nostro Paese torna dopo dieci anni a superare la Francia per quantità, diventando il primo produttore di vino al mondo. Un settore che affonda nella tradizione ma che si sta sviluppando sotto la spinta della modernità. E grazie all'ingresso di giovani imprenditori, in gran parte figli d'arte ma anche laureati che si affacciano al mondo del vino motivati dalla passione e da una scelta ambientale. Giovani preparati con tanto di università e master nel curriculum che portano in azienda nuove tecniche manageriali e tanta voglia di estero.
Lamberto Frescobaldi, discendente dell'antica casata toscana è cresciuto tra i filari di una cantina che dal 1300 si passa il testimone, di generazione in generazione. «Alle medie avevo già deciso di studiare Agraria — dice il quarantacinquenne vicepresidente, figlio di Vittorio amministratore, e nipote del presidente Leonardo —. A 14 anni le prime paghette, guadagnate in estate lavorando in campagna ». Artefice dello sprint di questi ultimi anni, Lamberto applica strategie aziendali «anche se noi siamo sotto al cielo». 70 milioni il fatturato 2007 «che vogliamo portare a 100 milioni in cinque anni», dice Frescobaldi, grazie a tanto estero (il 62% della produzione va in 80 Paesi del mondo) e a nuove acquisizioni. Fondamentale la joint venture con la californiana Robert Mondavi e il successivo controllo della tenuta del pluripremiato Ornellaia. «La dimensione giusta non esiste, bisogna crescere sempre e dilazionare il rischio su più Paesi». Insieme con lui al timone la trentesima generazione: Tiziana, figlia di Dino, alle relazioni esterne, il cugino Stefano Benini, 40 anni (figlio di Maria) segue alcuni mercati esteri.
Sempre in Toscana, un'altra antica casata è passata in mano ai giovani, o meglio alle giovani della famiglia. Il marchese Piero Antinori, il numero 26 nell'albero genealogico di una delle famiglie più antiche d'Italia e ultimo erede, qualche anno fa disse: per fortuna ho tre ragazze innamorate della vigna e dei cani, proprio come me. Albiera, Allegra e Alessia, le tre figlie (tutte sotto i 40 anni) di Piero e di Francesca Boncompagni, aristocratica romana. Lavorano in azienda, vestono in jeans, non si danno arie. L'impero Antinori va dall'Umbria, alla Toscana, al Piemonte, per poi sconfinare in Ungheria e California. Ma la più giovane delle figlie, la trentaduenne Alessia spinta dal desiderio di innovare, è andata oltre il vino: ha inventato l'olio congelato. Facendo brevettare l'idea che, con 20 mila bottiglie l'anno per un fatturato di 130 mila euro, sta avendo successo in tutto il mondo.
Dalla Toscana al Veneto, a Gambellara, in provincia di Vicenza, a casa Zonin. Due secoli di produzione di bianchi e rossi. La guida di una delle maggiori aziende di produzione di vino in Italia (un impero di 3.600 ettari, 11 tenute in sette regioni diverse a cui si aggiunge Barboursville in Virgina, Usa) per il momento rimane ancora salda nelle mani del capofamiglia Gianni (anche presidente della Banca Popolare di Vicenza) ma alla vicepresidenza sono saliti i due figli maggiori, Domenico di 34 anni e Francesco, 33. Domenico (laurea in Bocconi e un periodo all'estero nella tenuta di Barboursville), si occupa di produzione «dalla vigna alla bottiglia». Francesco (laurea in Giurisprudenza alla Cattolica di Milano, un master in Enologia a Bordeaux e un tirocinio da Seagram Chateau Estate Wines Company e Gallo in Usa) segue l'attività commerciale.
Due anni fa, deciso a far diventare mondiale il marchio Zonin, ha prestato il suo volto nella campagna pubblicitaria «Il vino è un pensiero d'amore ». Il minimo comun denominatore di questi giovani imprenditori? Un occhio alla tradizione, l'altro all'impresa. Motto valido non solo per le grandi cantine, ma anche per la piccola e media impresa. È il caso di Luca Cielo, 44 anni (laurea e master in Francia), a capo dell'azienda «Cielo e Terra» (che produce e commercializza con successo vino da tavola per la grande distribuzione). Per garantire il controllo di filiera Luca, figlio di imbottigliatori da quattro generazioni, ha prima acquisito i vigneti e poi ha integrato l'azienda in un consorzio (le Cantine dei Colli Berici). «La mia più grande soddisfazione? Che il socio di maggioranza abbia approvato la mia nomina a diretto re generale. Quando cresci in un'azienda di famiglia non sai mai quanto vali».
Dal Nord al Sud. L'Astore è una masseria del Salento salvata dall'abbandono da Achille Benegiamo che insieme con i figli Paolo, Stefano e Luca hanno deciso di ristrutturare l'antico frantoio ipogeo del 1700, di costruirvi a fianco una bottaia interrata e soprattutto di riprendere la produzione virando sulla qualità. Per il reimpianto dei vigneti si sono affidati a Riccardo Cotarella, uno degli enologi più famosi al mondo e hanno assoldato una squadra di cinque giovani pugliesi laureati, con master nel settore. Il gioiello di famiglia, L'Astore (mix di Aglianico e Petit Verdot) è stato a Parigi, per il Grand Tasting, il prestigioso festival internazionale del vino, e sta per entrare nella Bibbia delle migliori etichette al mondo.
Quando il vino è donna. 43 anni, Josè Rallo riceve nel 2002 il premio Bellisario per aver rivoluzionato, in chiave femminile, l'immagine del vino siciliano nel mondo. Laurea e dottorato in Economia e Commercio a Pisa, esperienza all'Arthur Andersen, Josè è tornata in Sicilia non tanto per amore della famiglia (nel vino da 150 anni) ma per amore del marito, un siciliano.
Una splendida voce lei, un percussionista lui, insieme raccontano i vini di Donnafugata in musica. E con una band di amici fanno tournée «eno-musicali». Percorso analogo, quello di Miriam Caporali, 35 anni, nata e cresciuta a Roma, laurea Economica, il primo lavoro nella società di revisione dei conti Ernst Young. Fino a quando scopre Montepulciano dove decide di trasferirsi per affiancare il padre nella produzione dei vini doc del territorio. La sua voglia di innovare la porta a lanciare iniziative come «Adotta una barrique» per fidelizzare il cliente con una produzione «personalizzata ». In ogni regione d'Italia si moltiplicano le storie di giovani che per i più svariati motivi, a un certo punto della loro vita, scelgono la terra e la magia del vino. Francesco Illy, 55 anni, il ramo più artistico dei tre eredi triestini del caffè, dopo essersi innamorato della Toscana, ha «arricchito » il gruppo di famiglia con l'acquisizione di Mastrojanni, azienda di Montalcino che produce Brunello. E ancora in Toscana dove Filippo (50 anni) e Francesco (49) Mazzei, entrambi con esperienze manageriali alle spalle, hanno deciso di rientrare nell'azienda di famiglia (viticoltori dal 1435), per proseguire l'opera di modernizzazione avviata dal padre Lapo. Con un pizzico di novità.
Come il vino per beneficienza. I siciliani di Planeta (Francesca ha 37 anni) e i friulani Fantinel (Marco ne ha 38), oltre a produrre ottimi vini, hanno organizzato due iniziative di solidarietà: con il Cerasuolo di Vittoria, Planeta aderisce all'iniziativa «Wine for life» della Comunità di Sant'Egidio che lega il vino alla raccolta di fondi per salvare i bambini africani dall'Aids. Marco Fantinel, nominato «Goodwill Ambassador» ha ideato e realizzato «Celebrate life Merlot» per sostenere il progetto di Iimsam, un'associazione Onu impegnata alla lotta nella malnutrizione nel mondo.
Antonia Jacchia
29 gennaio 2009
SiLvEr@SSC February 11th, 2009, 04:07 AM ...una buona news, grazie Pax ;)
Nadir February 12th, 2009, 11:51 AM ^^
Sono 30/40enni!!!!! Non settantenni.........:ohno:
fabrik March 4th, 2009, 12:29 AM Team internazionale guidato dal reparto di Neurologia universitaria dell'ospedale Molinette di Torino ha scoperto il gene che regola la SLA
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=48972&sez=HOME_SCIENZA
:banana:
amxtopgun March 4th, 2009, 01:31 PM sei un giocatore di calcio? :)
fabrik March 4th, 2009, 04:38 PM ^^ no... , secondo te colpisce solo i calciatori? Sono sempre contento quanso si progredisce nello studio/cura delle malattie , a maggior ragione se i progressi li realizzano sotto casa ;)
Paxromana March 10th, 2009, 10:35 AM 9 Marzo 2009
JSF: La Russa invia schema programma alle commissioni Difesa
Il governo ha deciso di procedere con il caccia Lockheed Martin F-35 e di costruire la linea di montaggio finale di Cameri (NO).
È questo il senso della decisione del ministro della Difesa Ignazio La Russa - confermata a Dedalonews da fonti industriali e militari - di trasmettere lo schema del programma alle commissioni Difesa di Camera e Senato perché esprimano il parere previsto dalla legge. Si è così sbloccata una situazione che, anche a causa del difficile momento economico, aveva accumulato un certo ritardo rispetto alla scadenza originariamente prevista di fine 2008.
Si tratta di un passo avanti importante per l’industria italiana e per le forze armate , che potranno quindi disporre di un velivolo da combattimento di quinta generazione con elevate prestazioni, sensori avanzatissimi e piene capacità di operare in modo "network-centrico".
Oltre a partecipare alla produzione, l’industria italiana disporrà dell’unica linea di montaggio finale e di accettazione (FACO) fuori dagli Stati Uniti. Questo si tradurrà in una migliore conoscenza della macchina, nella possibilità di assemblare aerei per paesi terzi (al momento ha già aderito l’Olanda) e nelle successive revisioni ed aggiornamenti per tutta la vita operativa prevista sino al 2045 circa.
La legge prevede che le commissioni parlamentari diano il proprio parere consultivo entro 30 giorni, durante i quali possono essere svolte audizioni per raccogliere elementi di valutazione. L’ampio consenso all’interno delle forze armate e la natura "bipartisan" del programma JSF, sostenuto da tutti i governi italiani da Massimo D’Alema in avanti, fanno ipotizzare un iter complessivamente tranquillo.
Aeronautica Militare e Marina hanno previsto di dotare le proprie linee tattiche di 131 Joint Strike Fighter per due terzi nella versione convenzionale e per il resto a decollo verticale. Per l’Aeronautica gli F-35 sostituiranno prima gli AMX e poi i Tornado, consentendo una linea da combattimento su due soli tipi (Eurofighter da difesa aerea e JSF da attacco). Per la Marina rimpiazzeranno gli attuali Harrier ed opereranno sulla nuova portaerei Cavour. Grazie alla maggiore efficienza ed efficacia, l’entrata in linea dei JSF permetterà una riduzione di circa la metà del numero degli aerei da attacco rispetto a oggi.
Dedalonews
amxtopgun March 10th, 2009, 10:05 PM per la marina il dimezzamento?? :?
si e poi ci troviamo con un aereo???
attualmente hanno 16 harrier... cosa vogliano fare? scendere a 8?? con una portaerei che potrebbe portarne una dozzina senza problemi?? e arrivare anche fino a 20 nella versione total combat!
ha senso? non mi pare :)
probabilmente quello che voleva dire il giornalista è che una missione combat standar prima necessitava di una coppia di harrier... ora invece (e di questo sono super sicuro) basterà un solo jsf! infatti questo aereo è costruito ed allestito proprio per far tutto da solo! opererà collegato con altri caccia e con tutto il dispositivo che una guerra networkcentrica gli metterà a disposizione :) ma scendere a 8 unità mi pare una cavolata :D
anni fa avevo sentito che la marina ne voleva il doppio!! altro che la metà :) 32 pezzi insomma! poi magari tagli di bilancio hanno fatto scendere di qualche numero l'ordine ma non certamente a 8 :colgate:
fabrik March 12th, 2009, 05:47 PM ^^ 8 per la MM non sta scritto da nessuna parte...
Intende il dimezzamento (a spanne) della tot. forza aerea d'attacco italiana comprendente oggi la 90ina di Tornado, i 120 circa AMX e i 18 (?) harrier della Marina
Secondo l'articolo gli F35 a decollo verticale saranno circa un terzo delle macchine , cioè una 40ina , probabilmente per l'utilizzo dalle portaerei si arriverà ad una gestione mista delle macchine , come avviene già da tempo tra RAF e Royal Navy per gli harrier
fabrik March 12th, 2009, 05:48 PM ANSALDO STS FA GOL A TAIPEI...
È una delle poche società quotate alla borsa italiana convinta di fare un 2009 alla grande. L'Ansaldo Sts d'altronde è un gioiellino di tecnologia tutta italiana. Basti pensare al mondo del segnalamento ferroviario per i treni ad alta velocità: in un caso su due sono apparati made in Ansaldo Sts. Ha realizzato a Copenaghen la prima metropolitana in Europa senza conducente a bordo. Nei giorni scorsi si è portata a casa una commessa per la metro di Taipei da 220 milioni di euro. La società fattura oltre 1 miliardo di euro e stima di chiudere il 2009 con un portafoglio di ordini vicino ai 3,5 miliardi. E i suoi vertici hanno accantonato riserve da 300 milioni per fare nel prossimo triennio da quattro a sei acquisizioni. (Nicola Porro)
amxtopgun March 14th, 2009, 03:48 PM ^^ 8 per la MM non sta scritto da nessuna parte...
Intende il dimezzamento (a spanne) della tot. forza aerea d'attacco italiana comprendente oggi la 90ina di Tornado, i 120 circa AMX e i 18 (?) harrier della Marina
Secondo l'articolo gli F35 a decollo verticale saranno circa un terzo delle macchine , cioè una 40ina , probabilmente per l'utilizzo dalle portaerei si arriverà ad una gestione mista delle macchine , come avviene già da tempo tra RAF e Royal Navy per gli harrier
ahhhhhhhhhh un dimezzamento di tutta la forza aerea!! si si certo :)
dall'articolo sembrava che l'ultima frase interessava solo l'argomento della MM!!
sulla 40ina di apparecchi a decollo verticale da usare misti aeronautica e marina sono un po' scettico sinceramente... non capisco la necessità dell'aeronautica di attrezzarsi con questi velivoli creati appositamente per quelle marine medie che non possono dotarsi di portaerei convenvenzionali..
può starci il discorso che, per esempio, se l'aeronautica avesse già questi mezzi potrebbe dispiegarli su piccolissime basi in afghanistan .. ma sinceramente quante volte mandiamo noi all'estero aerei per questioni combat???? zero o prossimi allo zero...
perciò avrei unificato la linea con l'F-35A e il B lo avrei lasciato solo alla MM .. 16-20 macchine..
se un giorno finalmente l'italia sarà matura per andare in combat anche con dei cacciabombardieri come questi andrà più che bene la versione A che può essere benissimo basata su aeroporti come quelli di bagram, mazar el sharif, herat e kandahar, per esempio.. ;)
visto il costo maggiore della versione B e anche le sue minori capacità di range rispetto all'A, mi sembra proprio una gran cavolata per l'AM.. si poteva risparmiare denaro e prendere qualche macchina in più che non fa mai male ;)
amxtopgun March 27th, 2009, 02:01 AM http://www.nasa.gov/mp4/322888main_sts119flyaround.mp4
Shezan March 27th, 2009, 02:17 AM BOMBARDIER ANNUNCIA LA PARTECIPAZIONE DI ALENIA AL PROGRAMMA C SERIES
Alenia Aeronautica fornirà gli stabilizzatori orizzontali e la deriva del velivolo CSeries, il nuovo bireattore regionale di Bombardier.
Verranno forniti completi di sistemi idraulici, elettrici, di comando, nonchè di luci e antenne. Oltre all’azienda italiana, Bombardier ha annunciato la collaborazione con altri due formitori: Fokker Elmo (Wiring and Interconnection System) e Goodrich Actuation System (slat and flap actuation system).
(Ufficio stampa Bombardier)
Paxromana April 8th, 2009, 06:35 PM Oltre al brand comprata anche la distilleria in Kentucky e le scorte di liquori
Campari si «beve» Wild Turkey
L'azienda italiana acquista il produttore di whiskey americano per 575 milioni di dollari
Corriere.it
MILANO - L'aperitivo si fidanza con il whiskey. Il gruppo Campari, produttore dele celebre aperitivo, ha siglato un accordo per l'acquisizione dell'americana Wild Turkey da Pernod Ricard al prezzo di 575 milioni di dollari (pari a circa 433 milioni di euro). Lo comunica la società italiana in una nota. Si tratta della più grande acquisizione della storia di Campari. Wild Turkey è il primo premium brand di Kentucky bourbon whiskey a livello mondiale.
L'OPERAZIONE - La chiusura dell'operazione, soggetta ad approvazione antitrust, è attesa entro il 30 giugno e il corrispettivo sarà pagato in contanti. Con Wild Turkey, il business internazionale di Campari inciderà per quasi due terzi delle vendite. Wild Turkey ha un volume totale di oltre 800 mila casse da nove litri vendute in oltre 60 mercati. Gli Stati Uniti generano circa la metà delle vendite, seguiti da Australia e Giappone. L'acquisizione include i brand Wild Turkey e American Honey, la distilleria in Kentucky e le scorte di liquori. L'operazione verrà finanziata con linee di credito sottoscritte da Bank of America, Bnp Paribas, Calyon e Intesa San Paolo. Il prezzo corrisponde a 9,7 volte il margine di contribuzione (ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni) e 12 volte l'Ebitda (il margine operativo lordo) atteso nei primi dodici mesi dopo il closing. Per Campari si tratta della quarta acquisizione negli Usa dopo Sky Vodka (2002), Cabo Wabo (2007) e X-Rated (2007). L'importo totale investito Oltreoceano sale così a 1,1 miliardi di dollari. «Con Wild Turkey - ha commentato Bob Kunze-Concewitz, amministratore delegato di Campari - aggiungiamo un brand di rilevanza strategica al nostro portafoglio e rafforziamo ulteriormente la nostra offerta di premium spirit». Wild Tukey permette a Campari di compiere «un ulteriore rilevante passo avanti nella creazione di un player leader a livello globale nel settore spirit (quello dei liquori)» e di «continuare a crescere nel mercato spirit negli Stati Uniti, caratterizzato da elevata redditività».
08 aprile 2009
Paxromana April 9th, 2009, 02:24 PM Ferretti: passa ai creditori il timone degli yacht di lusso
S24ore.com - 8 aprile 2009
I creditori di Ferretti Yachts hanno acconsentito a prendere il controllo del produttore di barche di lusso attraverso uno scambio di parte del suo debito da 1,2 miliardi di euro con azioni. Dopo la riorganizzazione, hanno precisato le stesse fonti, il management e Mediobanca investiranno 85 milioni di euro ed entreranno in possesso della parte restante.
Il debito del costruttore di yacht forlivese, leader mondiale del settore, si ridurrà così a circa 560 milioni di euro. In gennaio Ferretti, che prima del credit crunch e del calo della domanda aveva pianificato il rientro in Borsa, non era riuscita a onorare il pagamento degli interessi su alcuni prestiti utilizzati dal fondo britannico di private equity Candover nel 2006 per acquisire il controllo del produttore italiano.
Ferretti Yachts, fondata nel 1968 da Norberto Ferretti (tuttora presidente e amministratore delegato), vanta un portafoglio di nove brand tra i più importanti della nautica mondiale: la stessa Ferretti Yachts e poi Pershing, Itama, Bertram, Riva, Apreamare, Mochi Craft,Crn, Custom Line. I dipendenti sono in tutto 3 mila. (Al.An.)
8 aprile 2009
Paxromana April 10th, 2009, 09:34 AM Shuttle: possibile prolungamento attività con missioni targate Italia
Dedalonews - 7 aprile
Lo space shuttle potrebbe avere un futuro e il futuro dello shuttle potrebbe essere tutto italiano, se troverà accoglimento la risoluzione presentata al senato statunitense per stanziare 2,5 miliardi di dollari per prolungare di un anno le missioni shuttle oltre la data prevista di pensionamento e se sarà approvato un disegno di legge proposto il 3 aprile scorso dal senatore repubblicano Bill Posey, disegno di legge che prevede lo stanziamento di ulteriori 1,5 miliardi di dollari l’anno per estendere la vita del traghetto spaziale fino all’entrata in servizio della nuova capsula Orion, prevista nel 2015.
Oltre che ad evitare la perdita di autonomia di lancio e la dipendenza degli Stati Uniti dalla Russia per le missioni sulla stazione spaziale (ISS), i provvedimenti proposti hanno l’obiettivo di utilizzare il traghetto per missioni di manutenzione pesante e logistica della ISS, impossibili con altri vettori (basti pensare che alcuni "ricambi" sono di dimensioni tali da entrare solo nella stiva dello shuttle).
«È una possibilità che apre grandi prospettive per l’industria italiana perché le missioni logistiche comportano prevalentemente l’uso dei moduli logistici italiani MPLM, realizzati proprio a questo scopo», ci ha detto l’astronauta italiano del corpo astronauti europei, col. Roberto Vittori, in addestramento a Houston.
L’Italia avrebbe un peso preponderante nelle eventuali future missioni logistiche oltre che per l‘uso dei tre MPLM, per il ruolo rilevante che si troverebbe a svolgere il centro ALTEC (Advanced Logistics Technology Engineering Center srl), costituito nel 2001 da ASI, Alenia Spazio e consorzio Icarus per la gestione e le operazioni industriali del CMFS (Centro Multifunzionale Spaziale).
Nell’atto costitutivo di ALTEC si fa esplicito riferimento al Memorandum of Understating (MoU) ASI-NASA del 9/10/1997 ed in particolare alle attività di "sustaining engineering" che l’ASI si impegna a fornire alla NASA per le attività legate alle missioni dei tre (MPLM), oggetto del medesimo MoU. Successivamente alla conversione di ALTEC in Spa nel 2003, l’ASI, ha affidato alcuni contratti industriali per la fornitura di servizi di supporto ingegneristico e logistico alla NASA, per la manutenzione e l’approvvigionamento di pezzi di ricambio dei moduli MPLM, nonché per il supporto logistico ed ingegneristico alle operazioni ed utilizzazione della ISS.
Vista questa rilevanza dell’impegno italiano in missioni shuttle di tipo logistico appare evidente che il proseguimento dei voli shuttle in questa configurazione logistica potrebbe comportare anche un possibile ritorno per l’Italia in termini di voli per i nostri astronauti. Ricordiamo in proposito che dei 10 candidati rimasti nella selezione per nuovi astronauti europei, due sono italiani (un uomo e una donna, entrambi piloti dell’Aeronautica Militare). Ricordiamo pure che nei giorni scorsi il capitano del Genio Aeronautico Walter Villadei ha conseguito la qualifica di ingegnere di bordo della Soyuz.
Cade quindi a proposito il workshop su "Opportunità nazionali di volo umano spaziale" che si terrà il 9 aprile a Roma nel quale ASI ed Aeronautica Militare intendono presentare e proporre alla comunità scientifica e tecnologica nazionale le possibilità di utilizzo di cui l’Italia gode per attività di ricerca in ambiente di microgravità a bordo della stazione spaziale, anche in vista di un volo breve e due di lunga durata di astronauti italiani.
amxtopgun April 10th, 2009, 02:54 PM quella della sospensione del programma shuttle l'ho sempre reputata una gran str****ta :ohno: invece di andare avanti si va indietro e si ritorna alle capsule totalmente incapaci di portare in orbita grossi moduli... boeing e lockheed hanno presentato più di un sostituto dello shuttle.. più grande, più risparmioso e con capacità di permanenza nello spazio allungate.. ma si è cestinato tutto dichiarandoli troppo costosi.. però i 100 mld della (giustissima) ISS invece vanno bene..
adesso si accorgono che col 2010 saranno completamente in balia dei russi e presto degli europei per la provvigione della stazione spaziale e che non potranno portare in orbita grossi pezzi in caso di necessità o di ampliamenti..
le capsule vanno benissimo per voli verso la luna e un giorno chissà verso marte ma, per le attività orbitali è necessario qualcosa di più di una capsula, per quanto grande sia l'orion!
se prolungano fino al 2015 lo shuttle secondo me c'è possibilità di far ripartire i progetti accantonati per shuttle di nuova generazione in modo da avere il primo in linea tipo per il 2020-2030 .. e con obama presidente chissà che non si mettano da parte le guerre stellari di bush per qualcosa di pacifico e concreto .. il futuro è nello spazio e gli usa rischiano di perdere il .. traghetto :)
http://tbn0.google.com/hosted/images/c?q=212026a37746d091_landing
http://1.bp.blogspot.com/_-98-A6yribs/Sa-V98yEg4I/AAAAAAAAAQg/m4AUzq4pNAI/s400/Venturestar1.jpg
Paxromana April 15th, 2009, 10:29 AM http://i43.tinypic.com/2nknk0p.jpg
Sampei April 23rd, 2009, 12:19 PM Azienda italiana realizzerà rete di telecomunicazioni in Iraq
il bacino di utenza è di circa 10 milioni di abitanti
(ASCA-CORRIERE COM.) - Roma, 20 apr - Le Telecomunicazioni irachene saranno targate Italia. Sarà l'azienda italiana Temix a realizzare il Piano per il ripristino della rete di telecomunicazioni in Iraq.
L'azienda firmerà domani a Catania un accordo con la Iraqi Republic Railways, il gruppo di società irachene che ha ottenuto dal governo di Baghdad la concessione per la ricostruzione delle reti infrastrutturali di telecomunicazione. Il progetto prevede la creazione di un network che, attraversando tutto il paese, servirà le città di Baghdad, Wasset e Missan e coprirà circa 10 milioni di abitanti. Solo per la prima fase del progetto sono previsti investimenti per 13 milioni di euro. La Temix, società catanese fondata nel 2003 con 30 dipendenti e un fatturato di 6 milioni di euro l'anno, è l'unica azienda italiana impegnata nella ricostruzione delle Telecomunicazioni in Iraq.
fonte (http://www.asca.it/news-TLC__LA_CATANESE_TEMIX_REALIZZERA__NUOVA_RETE_IN_IRAQ-824591-ORA-.html)
fabrik May 13th, 2009, 01:56 PM Mail Boxes Etc. diventa italiana
La Famiglia Fiorelli gestirà il business Mail Boxes Etc. franchising in più di 30 paesi con oltre 1.200 negozi.
Fineffe Holding acquisisce da UPS le attività internazionali di MBE.
Fineffe, holding di partecipazioni che fa capo alla famiglia Fiorelli, ha firmato un accordo per l’acquisizione di Mail Boxes Etc. da MBE, Inc – società controllata al 100% da UPS (quotata al New York Stock Exchange).
L’accordo globale prevede anche che UPS continui ad essere il corriere privilegiato per i servizi di spedizione espresso offerti nei negozi internazionali.
Fondata nel 1980 a San Diego in California, Mail Boxes Etc. è la più grande rete nel mondo di negozi in franchising nel campo dei servizi postali, di comunicazione e di supporto all’attività di aziende e privati.
Il contratto firmato oggi negli Stati Uniti sancisce l’acquisizione da parte di Fineffe, attraverso la nuova società controllata MBE Worldwide, di tutte le attività a livello internazionale di Mail Boxes Etc, che sommano oggi un totale di 1223 centri operativi in più di 30 paesi per un giro d’affari aggregato nel 2008 di circa 330 Milioni di Euro.
Il contratto include il marchio ed il business format. Infine prevede il trasferimento a Fineffe di tutti i contratti di Master Franchising attualmente in essere a livello mondiale (con eccezione del Nord America ed India che rimarranno in capo a MBE Usa).
Per Fineffe l’operazione ha un rilevante valore strategico perché trasferisce a livello mondiale, attraverso la controllata MBE Worldwide che diventa il Franchisor Internazionale di MBE, la leadership già acquisita a livello europeo, dove la società guidata da Graziano e Paolo Fiorelli controlla le attività Mail Boxes Etc. in Italia, Spagna, Germania e Austria.
Più in particolare, Fineffe gestisce attualmente una rete di 807 centri operativi MBE, di cui 529 in Italia, 136 in Spagna e 142 complessivi in Germania e Austria, per un giro d’affari aggregato 2008 di 216 milioni di Euro, in crescita del 12% rispetto al 2007.
L’accordo prevede inoltre che i rapporti di business con UPS siano ulteriormente rafforzati attraverso la firma di un accordo globale per accrescere ulteriormente la cooperazione tra le due società ed i rispettivi Network.
“Passare dal ruolo di licenziatario per quattro paesi a quello di titolare del marchio e delle relative attività a livello mondiale corona una avventura imprenditoriale fantastica e apre scenari di sviluppo enormi negli oltre 30 paesi in cui MBE è oggi presente e nei molti altri in cui ancora non lo è,” ha dichiarato Graziano Fiorelli, Fondatore e Presidente del Gruppo.
“Abbiamo iniziato come Master Licensee nel 1993 ed il nostro sogno era avere l’opportunità di sviluppare il network a livello globale”, ha dichiarato Paolo Fiorelli, Amministratore Delegato di MBE Worldwide.
“La cooperazione con UPS è fondamentale per progredire nello sviluppo futuro e nella creazione di valore aggiunto per il brand MBE”.
“Il successo registrato dal Gruppo Fineffe nel costruire il business Mail Boxes Etc. in 4 paesi, costituisce il fondamento per una ulteriore crescita del network che significa anche maggiori possibilità di accesso ai servizi UPS in tutto il mondo,” ha dichiarato Dan Brutto, Presidente di UPS International.
Dal punto di vista finanziario, l’acquisizione è stata perfezionata anche con il ricorso a un finanziamento da parte del Gruppo Intesa San Paolo.
Gruppo Fineffe è la holding di partecipazioni della famiglia Fiorelli che dal 1993 opera nella distribuzione organizzata al dettaglio di servizi, attraverso le catene ad insegna Mail Boxes Etc.., Western Union, Direfarestampare e Credit Planet.
Graziano Fiorelli, fondatore e Presidente, insieme al figlio Paolo Amministratore Delegato del Gruppo, dirigono dal quartier generale di Milano gli oltre 300 collaboratori. La società ha generato nel 2008 un fatturato consolidato che supera i 145 milioni di Euro.
UPS è la maggiore società di spedizioni al mondo e leader mondiale nella gestione della supply chain e dei servizi cargo.
Con oltre cent'anni di esperienza nei trasporti e nella logistica, UPS è uno dei principali operatori specializzati nel commercio globale ed è in grado di offrire un ampio portafoglio di soluzioni.
Con sede ad Atlanta, USA, UPS serve oltre 200 paesi e territori in tutto il mondo.
http://www.franchisingcity.com/fcity_site/content/view/full/11138
Paxromana May 16th, 2009, 12:41 PM La Stampa - 16 mag.
Italia campione mondiale di fisco online
Battuti tutti i Paesi del G8. Unico viaggi solo su Internet
MARCO SODANO
TORINO - L’Ocse riconosce il primato dell’Italia nei servizi fiscali online. Nel dettaglio, osservando le ultime graduatorie elaborate dall’Organizzazione di Parigi, il quadro che emerge conferma un primato, quello italiano, che non sembra incontrare rivali, sia per l’invio delle dichiarazioni dei redditi da parte dei contribuenti individuali, sia in riferimento alla trasmissione di società e professionisti dei rispettivi modelli di dichiarazione relativi al calcolo annuale dell’imposta sui profitti e all’Iva.
La Danimarca, infatti, con cui si condivide il podio, ha una popolazione di contribuenti attivi che oltrepassa a stento la soglia dei 3 milioni, persone fisiche e società incluse. Un numero questo che fa dell’Amministrazione fiscale danese un modello inutilizzabile come metro di paragone. Piuttosto, per trovare dei Paesi con cui misurarsi si deve scorrere verso il basso la gerarchia del fisco online fino a imbattersi negli Usa, dove Internet ha le sue origini, come testimoniato dalla Silicon Valley. Il raffronto però tra Usa e Italia suona quasi irriverente per gli States.
L’agenzia delle Entrate italiana corre, infatti, a velocità doppia sull’online e ha già raggiunto, da tempo, il tetto del 100 per cento delle dichiarazioni dei redditi e dell’intera mole di documentazione connessa agli adempimenti che, oramai per consuetudine, è trasmessa, lavorata e archiviata in formato file e conservata in apposite banche dati. Nonostante gli sforzi, e gli investimenti - nel triennio passato si parla di diversi miliardi di dollari - l’Internal Revenue Service (Irs), l’agenzia delle Entrate statunitense, è ancora ferma al 60 per cento nel processo di passaggio dei documenti fiscali cartacei dalla carta al file.
Le amministrazioni fiscali degli altri Paesi membri del G8 non mostrano performance migliori. Anzi, a leggere le percentuali pubblicate dall’Ocse se ne deduce che la velocità con cui il mouse si diffonde tra le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti tedeschi, spagnoli, britannici e francesi è ancor più ridotta rispetto a quella impressa dal Fisco Usa. Il risultato è che il passo di corsa dell’amministrazione fiscale italiana è addirittura triplo se confrontato con quello di Francia, Spagna, Regno Unito e Germania, almeno sul versante dell’informatizzazione dei servizi fiscali.
fabrik May 16th, 2009, 08:40 PM Exor diventa azionista dell' Economist
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=351486
alalgio May 17th, 2009, 02:41 AM Ma basta con queste scienze di guerra !
Si cominci a pensare in grande a fantasticare a realizzare missioni opere prodotti innovazioni civili e di pace ! :):):):angel1::angel1::angel1::angel::angel::fiddle::kiss::lovethem::cool::wave:
-{ Rick }- May 18th, 2009, 11:30 AM Stazione spaziale: il Nodo 3 parte da Torino per Cape Canaveral
Il Nodo 3 lascia oggi gli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space per volare verso il Kennedy Space Center, da dove sarà lanciato alla volta della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel febbraio 2010. Il Nodo 3 è un ulteriore elemento europeo che sarà agganciato permanentemente alla Stazione Spaziale contribuendo al suo completamento e ampliamento. Con il Nodo 3 la vita nello spazio sarà più confortevole: il suo innovativo sistema di supporto alla vita è il più sofisticato mai stato inviato nel cosmo. [...]
http://www.asi.it/files/node-3-cupola.jpg
http://www.dedalonews.it/it/index.php/05/2009/stazione-spaziale-il-nodo-3-parte-da-torino-per-cape-canaveral/
Paxromana June 19th, 2009, 12:31 PM Una bella intervista che alza lo stato vitale.
CRISTIANO MAGGIPINTO CONSOLE GENERALE D'ITALIA A HOUSTON:
MADE IN ITALY: IN TEXAS NON SOLO MODA MA ALTA TECNOLOGIA
(AGI) Non solo moda, design e gastronomia. Il Made in Italy, per i texani, e’ in primo luogo sinonimo di grande industria e alta tecnologia. E se l’Eni e’ una presenza imponente nello Stato americano che vanta la capitale mondiale dell’energia, il Texas scommette sull’hi-tech del tricolore a tutto campo: assolda i nostri scenziati a peso d’oro, aspetta con ansia il ritorno dell’Alfa Romeo e non e’ escluso che proprio all’Italia decida di affidarsi per la costruzione della nuova rete ferroviaria ad alta velocita’. Lo rivela Cristiano Maggipinto che da oltre un triennio e’ console generale d’Italia a Houston.
Le Ferrovie dello Stato italiane hanno davvero delle chance in Texas?
I texani sono molto interessati ai treni italiani. In Texas c’e’ una lobby molto forte che preme per la creazione di una rete ad alta velocita’ tra Houston, San Antonio, Austin e Dallas. Le Ferrovie dello Stato italiane hanno dunque invitato i rappresentanti della societa’ che gestira’ la costruzione di questa rete (e che ha presentato anche la domanda per ottenere parte del pacchetto di stimoli stanziato a questo scopo dal presidente Barack Obama), per provare il nuovo treno, Freccia Rossa, che e’ uno dei piu’ avanzati dal punto di vista della tecnolgia dell’alta velocita’. Proprio poche settimane fa c’e’ stata poi in Italia la visita di una delegazione del Congresso federale che ha viaggiato sul treno Freccia Rossa e all’interno di questa delegazione c’era, non a caso, anche un congressman texano. Si tratta di una cosa di grande interesse per noi, soprattutto perche’ gli americani non dispongono di una tecnologia per l’alta velocita’ e non solo in Texas: in tutti gli Stati Uniti le ferrovie non sono molto sviluppate e cosi’ per fare prima e per spendere meno preferiscono affidarsi ad una delle tecnologie gia’ in funzione.
Ci sara’ una gara?
Ci sara’ innanzitutto una gara per lo studio di fattibilita’ ed e’ quella per cui stanno cercando di avere una quota dei finanziamenti dello “stimulus package”, poi ci sara’ la costruzione vera e propria. L’Italia potrebbe avere da questo punto di vista grosse opportunita’.
Le imprese italiane in Texas non hanno risentito della crisi economica?
In Texas le imprese italiane hanno reagito bene alla crisi dell’economia nel senso che invece di essere intimidite sono state incoraggiate tanto e’ vero che abbiamo avuto nuovi sbarchi e nuovi investimenti. L’Eni qualche settimana fa ha acquistato una partecipazione in Quicksilver, una societa’ americana che produce gas nel Nord del Texas, nella zona di Fort Worth in uno dei piu’ grandi giacimenti di gas americani che si chiama Barnett shale. Si tratta di un accordo molto importante perche’ consente all’Eni di impadronirsi di una tecnologia di estrazione di cui non disponeva e che potra’ utilizzare in altri giacimenti in giro per il mondo. L’Ansaldo Sistemi Industriali, che fa sistemi di automazione integrata per l’industria del petrolio, ha aperto una sussidiaria a Houston. Direi che le relazioni tra l’Italia e il Texas, dal punto di vista economico, continuano bene e si stanno rafforzando. In Texas la crisi e’ sentita meno che nel resto degli Usa sia per la diversificazione sia perche’ questa economia non e’ mai stata basata sulla finanza. Ci sono stati, certo, licenziamenti anche nelle industrie del Texas pero’, comparativamente, questa economia ha retto di piu’.
Quante aziende italiane ci sono in Texas?
Noi abbiamo censito tra le 60 e le 65 aziende italiane, che si occupano un po’ di tutto. Il grosso e’ nell’ Oil & Gas, sia per quanto riguarda la produzione e l’estrazione, incarnata soprattutto da Eni e sia per quanto riguarda i servizi all’industria dell’energia e quindi costruzione di oleodotti, di gasdotti, di valvole, di tubi e cosi via. In questi tre anni e mezzo, tra l’altro, la presenza italiana si e’ rafforzata grazie soprattutto all’Eni che, con l’acquisto della Dominion di New Orleans per 4,8 mld dollari, ha quadruplicando la produzione gas e petrolio nel Golfo del Messico. Ma hanno aperto anche tre nuove aziende: la Valvitalia, la Socoterm (con siti di assemblaggio e produzione) e l’Ansaldo Sistemi Industriali. Ci sono poi l’Enel con una Wind Farm, l’Ilva e la Mediterranean Shipping Company che e’ una delle piu’ importanti al mondo per il traffico di container. Non mancano le societa’ piu’ tradizionali del Made in Italy. Sembrera’ incredibile ma nessuno forse conosce l’Italia bene come i texani che hanno quotidianamente a fare con la nostra alta tecnologia italiana. Da queste parti sanno bene che non siamo solo pizza e mandolino! Eppure per la presenza italiana in Texas ci sono ancora enormi potenzialita’ di espansione. Si dovrebbero invitare le imprese italiane a venire di piu’ in questa parte degli Stati Uniti. Molto spesso gli Stati Uniti per l’Italia si riducono alle due coste. Nel mezzo c’e’ invece la parte piu’ dinamica di questo Paese.
Un ‘occasione sara’ offerta dalla fiera sul Made in Italy in programma a Houston per il prossimo settembre.
Certamente. E’una manifestazione che si svolgera’ tra il 25 e il 27 settembre prossimi e che e’ dedicata all’ Italian style. E’ organizzata dalla Camera di Commercio di Houston. E’ una vetrina sul Made in Italy tradizionale (vino, gastronomia e moda) ma e’ anche uno spaccato sull’Italia tecnologica, innovativa, concentrata in questa occasione sulle energie rinnovabili. Tra gli sponsor principali figura l’Ansaldo Energia.
Complessivamente quanti sono gli italiani che vivono in Texas?
Sono tra i 4.500 e i 4.800 ed e’ una una comunita’ in espansione perche’ motli italiani che vivevano in altri stati del Paese si stanno trasferendo in Texas dove, come dicevamo, l’economia tiene di piu’. E’ una comunita’ di espatriati (non esiste qua l’emigrazione italiana classica) ed e’ una comunita’ fatta di uomini d’affari, di scienziati, di medici e di costruttori. Una delle piu’ grosse societa’ di costruzione di Houston, la Interfin, e’ di un signore che si chiama Giorgio Borlenghi e che, come il Financial Times ha sottolineato, sta dando alla capitale del petrolio un sapore un po’ piu’ italiano. C’e poi una presenza avanzata nel campo scientifico. A Houston lavora il padre della nanotecnologia applicata alla medicina, Mauro Ferrari, e nel Texas Medical Center ci sono circa 120 medici italiani che si occupano di clinica di ricerca ma anche esperti di informatica e tecnologie. Innumerevoli poi i tecnici e gli ingegneri che lavorano alla Nasa. Molti ignorano che quasi il 50 per cento della stazione spaziale internazionale e’ costruito da societa’ italiane. Nello spazio siamo presenti con grande rilevanza. Paolo Nespoli e’ solo l’ultimo astronauta italiano che nell’ottobre del 2007 ha preso parte alle missioni dello shuttle. Quella italiana e’ insomma una comunita’ molto benvoluta e rispettata e gode di altissima considerazione.
E anche le auto “Fiat-Chrysler” riusciranno ad essere amate nella patria dei cow boy?
Certo gli spazi in Texas fanno si che gli automobilisti, in maggioranza, abbiano questi enormi trucks che in una strada italiana non riuscirebbero neppure a fare manovra. Eppure sta diventando sempre piu’ diffusa la nuova Mini e a Houston circolano anche delle Smart e perfino delle Vespe. Con il giusto marketing, direi che i texani potrebbero innamorarsi anche facilmente anche della nuova 500, invece di limitarsi a comprare Ferrari e Maserati (il Texas e’ il secondo stato per numero di Ferrari e Maserati vendute negli Usa dopo California). E poi i texani aspettano il ritorno dell’Alfa Romeo. Qui c’e’ un gruppo solido di Alfisti che conserva gelosamente i modelli degli anni Ottanta, soprattutto quelli sportivi scopribili che con il clima mite sono sempre di gran moda.
(Rita Lofano)
amxtopgun July 10th, 2009, 09:37 PM http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_luglio_10/caprara_asi_missione_italia_marte_48c420f0-6d76-11de-9715-00144f02aabc.shtml
Nel 2016 La missione robotica Exomars su Marte
Nel futuro dell'Asi c'è una missione marziana controllata dall'Italia
Il presidente Enrico Saggese illustra le linee guida su cui si sta sviluppando il nuovo piano spaziale italiano
Evasive July 10th, 2009, 10:43 PM ^^ ho letto anche io la notizia e sono andato a spulciarmi il sito dell'ASI...il progetto CosmoSkyMed è una figata, due satelliti spia già operativi che diventeranno quattro entro l'anno prossimo, satelliti per le telecomunicazioni e per lo studio di astrofisica (addirittura l'italia è l'unico stato ad avere un laboratorio gamma in orbita), i lanciatori Vega e Lyra, insomma questo settore è un fiore all'occhiello per l'italia :cheers:
amxtopgun July 11th, 2009, 12:45 AM ^^ ho letto anche io la notizia e sono andato a spulciarmi il sito dell'ASI...il progetto CosmoSkyMed è una figata, due satelliti spia già operativi che diventeranno quattro entro l'anno prossimo, satelliti per le telecomunicazioni e per lo studio di astrofisica (addirittura l'italia è l'unico stato ad avere un laboratorio gamma in orbita), i lanciatori Vega e Lyra, insomma questo settore è un fiore all'occhiello per l'italia :cheers:
bastava che chiedessi a me e ti dicevo tutto quello che volevi sapere ;)
Rex__Siciliae July 12th, 2009, 11:35 PM Ci sono poi l’Enel con una Wind Farm, l’Ilva e la Mediterranean Shipping Company che e’ una delle piu’ importanti al mondo per il traffico di container.
ç'MSC è si una delle compagine più importanti al mondoper il traffico container, peccato che sia svizzera con sede a Basilea ed Anversa... non Italiana. :ohno:
Sampei September 18th, 2009, 07:40 PM Parte a dicembre l’intesa
Sharp-Enel-St tra Italia e Giappone
Urso e Starace hanno definito gli accordi con il colosso nipponico
http://eburum4.files.wordpress.com/2007/09/conto-energia-impianti-solari-fotovoltaici.jpg
Buone notizie da Tokyo: entro l'anno le banche finanzieranno, con una prima tranche, l'investimento di 1,38 miliardi di euro per la produzione di pannelli solari in Italia e per la ricerca da parte del colosso giapponese Sharp, dell'Enel e della ST Microelectronics. Le banche giapponesi già da giugno avevano cominciato a esaminare il piano finanziario e ora hanno dato parere favorevole - passaggio fondamentale - per cui una prima tranche sarà versata entro i prossimi tre mesi. Il primo sito per la produzione di pannelli solari sarà a Catania assieme al primo campo di generazione di elettricità che consentirà la produzione entro metà del prossimo anno di 160 megawatt, per arrivare nel 2011 a 480 megawatt e a regime un gigawatt.
L'annuncio è stato dato da Adolfo Urso, viceministro per lo Sviluppo economico con delega al commercio estero, in occasione dell'assemblea annuale della Italy-Japan business group. Urso era anche presente all'incontro tra il vicepresidente senior della Sharp, Toshio Adachi, e Francesco Starace, direttore della divisione Energie rinnovabili dell'Enel.
Si tratta del più importante investimento giapponese mai fatto in Italia e ricalcherà il modello della centrale di Sakai, vicino a Osaka, sviluppato dalla Sharp che tra l'altro ha messo a punto, grazie ai pannelli di ultima generazione, un film sottile a tripla giunzione che riduce i costi di produzione fino al 30%. Nella prima parte del piano l'Enel stanzierà 220 milioni per la costruzione della fabbrica e altri 300 per i campi solari.
Negli incontri avuti da Urso in Giappone «è emerso che il modello di sviluppo della solida cooperazione con Sharp potrebbe portare a nuovi investimenti, facendo dell'Italia la base di espansione delle attività dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Noi stiamo puntando su nuove prospettive energetiche, sul binomio energia-ambiente. La legge sullo sviluppo prevede che l'Italia si doti a medio termine di una composizione delle fonti energetiche pari al 25% di rinnovabile, di un altro 25% di nucleare e del restante 50% di origine fossile. In tal senso Enel lavora sia al nucleare che al rinnovabile con l'opportunità che il nostro Paese possa diventare una piattaforma energetica».
Dice da parte sua Starace: «L'energia italiana del futuro punta molto sul fotovoltaico, oltre all'eolico e alla geotermia. Il fotovoltaico è un'energia che ha successo perché si accompagna a un grande sviluppo tecnologico ed è un'energia diffusa disponibile per tutti, anche grazie a piccoli generatori autonomi».
Per questa grande impresa si sono espressi finora soltanto due dei tre partners, cioè Sharp ed Enel, mentre la St, terzo piede del tavolino, non si è ancora pronunciata ufficialmente, forse perché, essendo quotata in Borsa anche a New York, non può fare alcuna dichiarazione fino a quando l'accordo definitivo non è firmato. Ma che sia d'accordo sull'operazione non ci sono dubbi, come ci disse in una recente intervista il vicepresidente Carlo Ottaviani. «È un accordo che conviene a tutti e che ci consente di non licenziare nessuno, anzi di incrementare il personale».
Ci ha spiegato Urso da Tokyo: «Siamo in dirittura d'arrivo dopo i protocolli firmati oggi. Adesso si tratta di sveltire le procedure burocratiche per regolarizzare tutto entro l'anno. La ricerca è fondamentale perché in questo settore la tecnologia viaggia veloce e i modelli d'avanguardia di oggi potrebbero essere superati domani. Ecco perché bisogna spingere la ricerca per avere sistemi sempre più avanzati». Quanto al resto, tutto sta filando regolarmente, c'è il piano industriale, c'è il sito, ci sono i finanziamenti.
fonte (http://giornale.lasicilia.it/giornale/1809/CT1809/ILFATTO/MO07/navipdf.html)
Sampei January 5th, 2010, 12:42 AM ^^
È stato firmato oggi l'accordo tra Enel Green Power, Sharp (produttrice della tecnologia a thin film a tripla giunzione) e STMicroelectronics per la realizzazione della più grande fabbrica italiana di pannelli fotovoltaici. L'impianto, che avrà una capacità produttiva iniziale di 160 MW all'anno e richiederà un investimento complessivo di 320 milioni di euro, sorgerà a Catania e produrrà pannelli a film sottile a tripla giunzione.
I vantaggi del thin film a tripla giunzione. Particolarmente adatti per la generazione fotovoltaica su media e larga scala, i pannelli fotovoltaici a film sottile a tripla giunzione - rispetto ai normali pannelli fotovoltaici al silicio - sono in grado di mantenere, anche in climi molto caldi, un livello molto elevato di efficienza energetica nella conversione della luce solare in elettricità. Inoltre, sono meno esposti alle variazioni del prezzo del silicio grezzo, dato il minore utilizzo del minerale.
http://www.casaeclima.com/images/stories/2009_2_foto_articoli/fotovoltaico_catania_fabbrica.jpg
Catania – spiega una nota - rappresenta il sito ideale per la localizzazione della fabbrica, potendo usufruire pienamente dell'impianto esistente per la produzione di semiconduttori e di una significativa forza lavoro specializzata nella lavorazione su silicio. Inoltre, la città ospita Conphoebus, centro ricerche di Enel interamente dedicato alle fonti rinnovabili ( in particolare il solare) e al risparmio energetico. Senza contare che la Sicilia, fornendo una collocazione unica rispetto a tutte le rotte necessarie a raggiungere i mercati limitrofi, rappresenta una regione “chiave” nell'area del Mediterraneo per lo sviluppo di campi fotovoltaici.
Produzione dal 2011. La fabbrica avrà inizialmente una capacità produttiva annuale di pannelli fotovoltaici pari a 160 MW, destinata ad aumentare nel corso dei prossimi anni a 480 MW all'anno. La produzione dei pannelli nell'impianto di Catania dovrebbe partire all'inizio del 2011, e sarà destinata a soddisfare la domanda dei più promettenti mercati del solare della regione EMEA (Europa, Medioriente e Africa) con particolare riguardo all'area mediterranea, nella quale Enel Green Power e Sharp contano già su un'importante rete di vendita. Alla commercializzazione parteciperà anche Enel.si.
I finanziamenti. Il progetto sarà finanziato mediante una combinazione di capitale proprio, incentivi statali e project financing. Ogni partner sottoscriverà un terzo del capitale - un contributo previsto fino a 70 milioni di euro ciascuno, in cash o in asset materiali e immateriali - e deterrà un terzo delle azioni della nuova joint venture. Inoltre, Enel Green Power e Sharp hanno sottoscritto un accordo per la creazione di una joint venture paritetica con l'obiettivo di sviluppare entro il 2016 nuovi campi fotovoltaici nella regione mediterranea, per una capacità installata totale intorno a 500 MW, utilizzando i pannelli prodotti dallo stabilimento etneo.
Fonte (http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2362:fotovoltaico-a-catania-la-fabbrica-italiana-piu-grande&catid=1:latest-news&Itemid=50)
:banana:
Cumino February 14th, 2010, 02:11 PM Decollato a maggio da Caselle
adesso è in orbita intorno alla Terra
Il modulo "Tranquillity" costruito a Torino da Alenia Il modulo aveva lasciato Caselle il 17 maggio con il Beluga
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=91&ID_file=32
Dopo circa sei ore e cinquanta di lavoro, gli astronauti Bob Behnken e Nicholas Patrick hanno terminato la prima delle tre passeggiate spaziali in programma nella missione Sts-130, alle 9:49 ora italiana. Il nodo Tranquillity e la Cupola sono stati spostati dal payload e agganciati alla ISS. Lo sportello del nodo-3 è stato aperto ieri alle 3:14, ora italiana. Procede quindi nel segno della massima "tranquillity" il lavoro degli uomini partiti a bordo dell'Endeavour lunedì scorso alle 10 e 14 (ora italiana) dopo un rinvio di 24 ore dovuto alle condizioni meteo.
Lo Shuttle, lanciato dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, si era regolarmente agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale due giorni dopo, alle 6:06 del 10 febbraio. "Davvero un bel lancio - commentava l'Associated administrator per le missioni spaziali della NASA Bill Gestermaier - e un grande inizio di una missione così complessa". Il direttore generale dell'ESA Jean-Jacques Dordain ha ringraziato la NASA, il team di terra e l'equipaggio, sottolineando che "si tratta di un evento particolarmente importante perché lo Shuttle stavolta è pieno di hardware europeo". Quello di lunedì scorso è stato l'ultimo lancio in notturna dello Shuttle: le prossime quattro missioni partiranno tutte di giorno.
A bordo il suo preziosissimo carico: il terzo modulo per la Stazione, il Nodo-3 ribattezzato “Tranquillity” la scorsa primavera in omaggio alla missione Apollo 11. Un cilindro lungo 7 metri e largo 4,6 pieno di tecnologia e corredato di una gran quantità di cose: da una vera e propria palestra a un sistema per ricavare acqua potabile dall'urina e un avanzatissimo impianto di ricondizionamento dell'aria. Ma soprattutto dotato di una spettacolare Cupola a sette finestre che spalancherà alla vista degli inquilini della ISS un panorama spaziale a 360 gradi mai visto prima.
Tranquillity è stato interamente realizzato negli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space ed è parte dell'accordo NASA-ESA del 1997 (firmato proprio nel capoluogo piemontese) che impegnava l'Agenzia Spaziale Europea a fornire alla ISS il secondo e terzo dei tre moduli abitativi previsti. Cosìl'Italia può ora legittimamente farsi vanto di aver realizzato metà dello spazio abitabile sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il modulo aveva lasciato Torino Caselle lo scorso 17 maggio a bordo dell'Airbus 300 Beluga ed era stato ufficialmente consegnato alla NASA il 20 novembre con una solenne cerimonia svoltasi al Kennedy Space Centre in Florida, negli Stati Uniti.
(Con la collaborazione di Asi)
(Grazie a Francesco)
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=91&ID_articolo=1241&ID_sezione=&sezione=
amxtopgun February 16th, 2010, 12:31 AM http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/index.html?param=station
jayOOfoshO March 2nd, 2010, 10:26 AM Italy's Answer to the Race for Space?
Hypersonic space planes may someday fly into space from airport runways, but an Italian aerospace firm first wants to test whether such futuristic vehicles could still pull off high-speed maneuvers during the fiery re-entry into Earth's atmosphere.
The Italian Center for Aerospace Research (CIRA) in Capua, Italy has prepped a new unmanned prototype space plane called Pollux for a possible flight in March. Pollux would perform several test maneuvers while reaching a top re-entry speed of Mach 1.2.
"We want to fly while re-entering, and we want to reduce the logical gap between aeronautics and space," said Gennaro Russo, CIRA's Space Programs lead and USV (Unmanned Space Vehicles) program manager.
A less-advanced twin to Pollux, the engineless prototype space vehicle named Castor, successfully flew at transonic speeds between altitudes of about 10 and 6.2 miles, and reached a top speed of Mach 1.08, or just above the speed of sound.
Pollux is designed to reach its drop height of about 15 miles courtesy of a stratospheric balloon. Upon release, the space vehicle is expected to carry out pre-programmed aeronautic maneuvers where it pulls its nose up, conducts an angle of attack maneuver, a two-bank turn maneuver, and then finish with another nose-up maneuver before opening its parachute at a height of just over 3 miles.
All those twists and turns would allow the 500 experimental sensors aboard Pollux to record the acceleration, aerodynamic pressures, and strain throughout. That information will go a long way toward helping researchers figure out what maneuvers a hypersonic vehicle could pull off as it comes in for landing from space, researchers said.
"Being able to handle the flight and not simply the drop along a re-entry trajectory, you will be able to select the landing spaceport regardless of the weather conditions during the re-entry," Russo told SPACE.com.
Like its twin Castor, Pollux is a 30-foot-long flying test vehicle with a wingspan of 13 feet, and a weight of 2,910 pounds. But Pollux has more advanced control systems that allow the unmanned space vehicle to autonomously make its own last-minute tweaks for flight patterns.
Pollux also has a single-stage parachute, rather than the three-stage parachute used by Castor in 2007. Castor's three-stage parachute did not slow it down enough to avoid some damage upon landing two years ago, but Pollux's handlers seem confident that they can better control the newer prototype and slow it down enough to require just the single-stage parachute.
Two experiments are also slated to ride piggy-back aboard Pollux.
The first is a systems-on-a-chip designed by the company Strago Ricerche, which will help gauge accelerations for the flight. The second is a physics experiment by second grade schools of Italy's Apulia region that will survey atmospheric opacity due to aerosols.
The flights of Castor and Pollux may also help inform other ongoing efforts to develop space planes. The British company Reaction Engines Limited received initial funding last year from the European Space Agency and British government to begin developing its Skylon space plane concept.
The U.S. Air Force has its own secretive space plane set for launch later this year.
Russo and CIRA have already begun planning beyond their twin space vehicle prototypes. A hypersonic version that could reach Mach 7 or 8 is on the drawing boards due to collaboration with the University of Queensland and Australia's Department of Defense.
http://www.foxnews.com/static/managed/img/Scitech/italian%20space%20plane%20prototype_doomsday_604x341.jpg
Fox (http://www.foxnews.com/scitech/2010/03/01/italys-prototype-space-plane-attempts-fiery-high-speed-maneuvers/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%253A+foxnews%252Fscitech+%2528Text+-+SciTech%2529)
Apteryx March 2nd, 2010, 01:34 PM L'ESPERIMENTO «BOREXINO»
Primo sguardo al centro della Terra
dalle viscere del Gran Sasso
Fisici italiani hanno visto per la prima volta c i «geoneutrini», cioè gli antineutrini provenienti dall’interno del nostro pianeta
http://www.corriere.it/Media/Foto/2010/03/02/borexino_b--180x140.jpg
L'ESPERIMENTO «BOREXINO»
Primo sguardo al centro della Terra
dalle viscere del Gran Sasso
Fisici italiani hanno visto per la prima volta c i «geoneutrini», cioè gli antineutrini provenienti dall’interno del nostro pianeta
MILANO - L’esperimento Borexino al Laboratorio sotterraneo del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha visto in modo certo, per la prima volta al mondo, particelle provenienti dall’interno della Terra, là dove si forma il calore del nostro pianeta. Lo studio viene pubblicato dal sito scientifico online arXiv.org. I ricercatori di Borexino guidati dal professor Gianpaolo Bellini, dell’INFN di Milano, hanno visto per la prima volta con l’esperimento situato nel Laboratorio del Gran Sasso, i «geoneutrini», cioè gli antineutrini (la più piccola e elusiva particella di antimateria) provenienti dall’interno del nostro pianeta. Queste leggerissime particelle ci dicono che migliaia di chilometri sotto la crosta terrestre, degli elementi radioattivi come l’uranio si trasmutano (decadono) e producono enormi quantità di quel calore che muove i continenti, scioglie le rocce e le trasforma in magma e lava per i vulcani. Tramite i geoneutrini, gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare hanno la prova che questa radioattività sia una delle principali fonti di energia del pianeta, anche se probabilmente non l’unico combustibile della fucina che produce le decine di migliaia di miliardi di Watt che scaldano la Terra.
NON C'È IL REATTORE AL CENTRO DELLA TERRA - Viene tra l’altro smentita la teoria secondo la quale al centro della Terra vi sarebbe un enorme reattore nucleare che da solo scalda il pianeta. Con esperimenti come Borexino si potrà determinare la quantità di Uranio presente sulla Terra, e magari identificare preziosi giacimenti di combustibili nucleari.. In precedenza, ricercatori giapponesi avevano intravisto dei segnali che, forse, erano dovuti ai geoneutrini, ma i loro rivelatori, troppo vicini alle centrali nucleari, erano accecati dagli antineutrini provenienti da queste. Solo al Laboratorio del Gran Sasso, distante almeno 500 km dalla più vicina centrale nucleare, si è potuto avere un segnale genuino della radioattività naturale della Terra. Inoltre il livello di radiopurezza di Borexino, mai ottenuto da nessuno fino ad ora, ha fortemente contribuito a questo successo.
NUOVA ERA PER LA RICERCA SULLA TERRA - Per il professor Gianpaolo Bellini «Questa scoperta apre una nuova era nello studio dei meccanismi che governano l’interno della Terra. Uno studio esteso dei geoneutrini in vari punti della terra- continua Bellini - darà la possibilità di avere informazioni più precise sul calore prodotto nel mantello terrestre, e quindi sui moti convettivi che sono alla base dei fenomeni vulcanici e dei movimenti tettonici. Il successo di questo studio è stato reso possibile dalle nuove tecnologie da noi sviluppate al Laboratorio del Gran Sasso, che ci hanno permesso di raggiungere in Borexino livelli di purezza da elementi radioattivi mai raggiunti prima da nessuno, in aggiunta alla lontananza del sito del Gran Sasso da reattori nucleari». «Gli straordinari risultati dell'esperimento Borexino – afferma Lucia Votano, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso - premiano anni di intenso lavoro e sono stati possibili grazie alle caratteristiche uniche al mondo del nostro Laboratorio sotterraneo e alla estrema radiopurezza dei materiali utilizzati per l'apparato sperimentale. L'esperimento stava già dando importanti informazioni sul funzionamento interno del sole e adesso ha prodotto la prima misura mondiale dei geoneutrini provenienti dalle profondità del nostro pianeta. Ancora una volta il Laboratorio del Gran Sasso dimostra di essere un centro di ricerca di eccellenza nel campo della fisica astro particellare». «Borexino apre una nuova finestra che ci permette di guardare direttamente all’interno della Terra fino a migliaia di chilometri di profondità. – dice Giovanni Fiorentini coordinatore di un gruppo ricerca dell’INFN e dell’Università di Ferrara che ha sviluppato i primi modelli teorici per i geoneutrini - Il confronto tra i dati sperimentali e i modelli teorici getterà luce sulla composizione chimica e le origini della Terra». Inoltre il livello di radiopurezza di Borexino, mai ottenuto da nessuno fino ad ore, ha fortemente contribuito a questo successo.
da corriere.it (http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_marzo_02/antienutrini-centro-terra_df5cae72-25dd-11df-9cde-00144f02aabe.shtml)
Nadir March 2nd, 2010, 03:10 PM Un'iniezione e l'osso danneggiato torna nuovo
In arrivo un materiale composito iniettabile brevettato dall'Imcb-Cnr di Napoli e Finceramica
ROMA - Un'iniezione e l'osso danneggiato torna come nuovo. Un passo avanti possibile grazie ad un nuovo materiale composito iniettabile, utilizzabile per il trattamento delle fratture e delle patologie del sistema scheletrico, brevettato dall'Imcb-Cnr di Napoli e Finceramica. Perfezionato dall'Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche (Imcb-Cnr) di Napoli, il nuovo materiale è utilizzabile come sostituto osseo per il trattamento delle fratture da traumi e delle patologie del sistema scheletrico, dalla perdita di sostanza ossea all'osteoporosi. Il brevetto è stato depositato con Finceramica Faenza S.p.a., società spin-off dall'Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza, che si occuperà del potenziale sfruttamento industriale.
"Il dispositivo, costituito da un polimero sintetico e materiale bioceramico riassorbibile - spiega Luigi Ambrosio dell'Imcb-Cnr - è iniettabile mediante tecniche chirurgiche o vie d'accesso anatomiche mini invasive. La solidificazione avviene in pochi minuti, compatibilmente con i tempi della chirurgia, colmando il difetto osseo e stimolando la rigenerazione. Una volta riassorbito, infatti, il materiale promuove il processo di rigenerazione del tessuto osseo, riparando così fratture che presentano tempi lunghi di recupero o riempiendo cavità dovute a interventi chirurgici demolitivi". Inoltre, specifica il ricercatore, "tale materiale si differenzia dagli attuali cementi ossei perché fornisce migliori proprietà meccaniche ed evita lo sviluppo di calore durante la fase di indurimento e i conseguenti danni ai tessuti circostanti", evitando anche effetti collaterali come allergie. Il materiale, essendo 'biomimetico', è in grado di replicare sia la composizione chimica sia l'architettura tridimensionale dell'osso naturale, garantendo così il ripristino strutturale del difetto e il recupero funzionale degli apparati. Il campo di applicabilità, chiarisce Ambrosio, "riguarda tutte le patologie del sistema scheletrico: dalle più comuni legate all'età, quali osteoporosi, artrosi e artriti, alle più gravi, quali sarcomi e cisti ossee". Il brevetto, del quale Finceramica S.p.a. ha ottenuto il potenziale sfruttamento industriale, ora affronterà la fase della realizzazione dei prototipi, dalle sperimentazioni pre-cliniche su soggetti umani all'industrializzazione.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/03/02/visualizza_new.html_1709844152.html
giulietto16 May 1st, 2010, 12:13 AM Vorrei precisare che la fabbrica di cui parla Sampei è la più grande d'Europa.
inoltre volevo postare questo link anche qui :
http://video.pmi.it/file/vedi/999/le-5-citta-piu-tecnologiche-del-mondo/
Catania è la 5à città più tecnologica del mondo e quindi la più tecnologica d'Europa.
giulietto16 May 1st, 2010, 12:19 AM Anche questo a Catania a conferma di quel che si dice nel link precedente
Fonti:
http://mysterium.blogosfere.it/2010/02/una-torre-alta-due-volte-la-tour-eiffel-nelle-profondita-del-mar-di-sicilia-per-studiare-i-neutrini.html
http://www.media.inaf.it/2010/02/19/caccia-grossa-ai-neutrini/
giulietto16 May 1st, 2010, 12:23 AM Sempre Catania:
http://uptiki.com/images/1m3x0drvknuqrb0lvssd_thumb.jpg (http://uptiki.com/viewer.php?file=1m3x0drvknuqrb0lvssd.jpg)
giulietto16 May 1st, 2010, 12:26 AM Medicina nucleare:
http://uptiki.com/images/l9vtqca1p9o3h3kt388_thumb.png (http://uptiki.com/viewer.php?file=l9vtqca1p9o3h3kt388.png)
giulietto16 May 1st, 2010, 12:34 AM Grazie alla partecipazione della neonata E.T.N.A. foundation è stato organizzato a Catania il primo summit al mondo di:
Supporting education, research and development of cardiovascular sciences. Study, planning and development of basic research, pharmacological testing, application of the latest diagnostic and therapeutic cardiovascular techniques, with particular references to cardiology, angiology, interventional arrhythmology and surgery.
Fonte:
http://www.etnafoundation.org/
http://www.valvesummit.com/
giulietto16 May 1st, 2010, 12:50 AM http://www.etnavalley.com/informatica/aziende_hardware.htm
http://www.italtrade.com/focus/5123.htm
(tradotto in italianio da google)
Roma - (Adnkronos Multimedia) - distretti industriali italiani spesso hanno radici molto antiche consolidate. La maggior parte di loro è emerso dal nucleo di piccole imprese artigiane che, nel corso di alcuni decenni, si è specializzata in linee di produzione specifici. Sono stati sottoposti a un processo di reciproca integrazione e sviluppato in vera attività industriali in grado di competere sui mercati internazionali. Ma esiste un'eccezione degna di nota anche, e questo è il distretto industriale di Catania, in Sicilia - la cosiddetta Etna Valley. Nel 1997, quando a Catania il nuovo stabilimento ST Microelectronics è stato aperto - l'impresa multinazionale microchip derivante dalla fusione tra la SGS Italiana e il settore componenti della società francese Thomson - forse nessuno avrebbe potuto immaginare che solo pochi anni in poi, un gruppo solido di orizzontalmente e verticalmente integrato di imprese che emergono da una sola impresa, che rappresenta un positivo punto di riferimento nel panorama industriale italiano ed europeo.
Una rete di rapporti è stata sviluppata tra le industrie ad alta tecnologia, centri di ricerca, istituti di formazione e università, la cui sinergia ha incoraggiato la creazione di nuove attività. In un arco di cinque anni, più di 60 aziende imprenditoriali sono stati istituiti a Catania, tutte indirizzate alle nuove tecnologie e capace di un alto livello di produzione in termini di ricerca e innovazione. Antech, una società di comunicazioni via satellite, è un caso emblematico. Tra le altre imprese di Teleservice, che operano nel settore delle telecomunicazioni; Zetel, specializzata in software per l'automazione industriale; SeaSoft, produzione di software industriale e scientifico; SistemiData, operante nel settore del software industriale e STS, leader nel software di ingegneria civile.
Gli ultimi tre anni sono stati testimoni di ulteriori sviluppi, causato dalla decisione di alcune grandi aziende per stabilire divisioni importante produzione e centri di ricerca nella Valle dell'Etna. Vodafone, Nokia, IBM, Nortel e Sicos hanno insediarsi a Catania. Nel frattempo le industrie collaterali generati da ST Microelectronics hanno portato allo sviluppo di centinaia di imprese piccole e piccolissime, fornendo il gigante microelettronica con componenti e le attrezzature precedentemente importati dall'estero. Ci sono anche altri settori ad alto contenuto tecnologico - ma al di fuori dell'area di elettronica, tecnologia dell'informazione e della comunicazione - che trovano uno spazio per la possibilità di sviluppo sulle pendici dell'Etna. Ciò vale soprattutto per Wyeth Lederle, una delle principali società farmaceutica europea il compimento di ricerche importanti nel settore dei vaccini.
In soli sette anni, dell'Etna Valley è diventata un punto di riferimento essenziale nel sistema economico in Italia: più di 1.200 imprese, un migliaio dei quali derivanti da iniziative degli imprenditori locali molto giovani, circa 200 le imprese nazionali che hanno scelto Catania per sviluppare le loro attività; e 23 multinazionali. Questo ha portato anche dalla forte integrazione che ha avuto luogo fra aziende diverse, le istituzioni locali e università. Essa ha permesso la società con sede nella zona per identificare le persone giovani che siano adeguatamente formati, così come l'offerta di incentivi per le infrastrutture nuove e una semplificazione drastica delle procedure amministrative necessary per la creazione di nuove imprese.
Gran parte del merito di questa straordinaria evoluzione può essere attribuito per l'impegno delle istituzioni locali, ma anche a un uomo molto singolare: Pasquale Pistorio. Un siciliano di nascita, Pistorio, dopo un lungo periodo di esperienza manageriale negli Stati Uniti, ha assunto come direttore di ST Microelectronics, tenace nella sua volontà di dare una nuova opportunità per la sua terra natale. E 'stata una sfida difficile, che tanti altri in passato avevano tentato invano, ma il successo è stato finalmente realizzato sulle pendici del vulcano più grande d'Europa.
Area: Catania
Specializzazione produttiva: microelettronica, ICT, biotecnologia.
Superficie: 3.500 km quadrati
Popolazione: 1.100.000 abitanti
Numero di imprese: 1.200 (al 2004)
Dipendenti: 7.000 (al 2004)
Fatturato: 1.900 milioni di euro al (2004)
Esportazioni: 50% (al 2004)
giulietto16 May 1st, 2010, 12:53 AM CATANIA - Apri la rubrica e del tuo contatto, oltre ai numeri di telefono e all'email, saprai se si trova "in linea", se può ricevere e inviare files anche multimediali, se potete comunicare via chat. Oppure ancora, potrai mandare un messaggio su Facebook. E se poi mentre conversate vorrai mostrare quello che stai vedendo, potrai aggiungere alla voce il video in diretta. È la "Rich communication suite", tecnologia in arrivo nei prossimi mesi sulla telefonia mobile che, grazie al passaggio su Internet protocol, aggiunge alle informazioni statiche della rubrica le potenzialità derivanti dalla rete. Fornendo così informazioni sulla presenza, sullo stato e sulle capacità di comunicazione degli utenti, permettendo la condivisione di filmati o immagini anche con più utenti, dando accesso alle chat e ai social networks dagli apparecchi portatili.
La tecnologia in arrivo
La "comunicazione arricchita", che dal prossimo anno sarà lo standard più moderno dei servizi di telefonia, "nativo" sui dispositivi di nuova generazione, per ora funziona nel "parco macchine" del centro di ricerca e sviluppo di Catania della Nokia Siemens Network, colosso specializzato in soluzioni per telecomunicazioni (oltre 15 miliardi di euro di fatturato e 50 mila dipendenti in tutto il mondo di cui 1.700 in Italia). Nei laboratori nel cuore dell'Etna Valley, dove Il Sole 24 Ore ha potuto osservarla e provarla, i ricercatori hanno messo a punto la tecnologia che i gestori prevedono di introdurre in Italia del 2010, mentre in altri Paesi europei arriverà alla fine di quest'anno. E sarà un salto più "lungo" di quello del passaggio dal Gsm all'Umts, come portare l'interattività di Internet all'interno del mondo mobile. In sostanza, sullo schermo del cellulare appariranno varie notizie sull'utente in rubrica, come lo stato, la disponibilità ad effettuare conversazioni o a chattare, la capacità del suo telefono a scambiare files: sul display, il colore di un'icona dirà se quell'utente è in linea, ovvero agganciato alla rete mobile, e le voci del menu indicherano quali contenuti si potranno scambiare, in base alle caratteristiche tecniche dei due dispositivi. Naturalmente, attraverso un "meccanismo di presenza reattiva", ovvero solo dopo l'autorizzazione a visualizzare gli elementi del profilo. L'utente non dovrà scaricare alcun applicativo, ma troverà i "client" sul dispositivo e dovrà solo popolare la rubrica. Questa sarà la porta principale d'accesso agli strumenti della comunicazione arricchita: si tratterà di scegliere quale "canale" utilizzare.
I laboratori d'eccellenza
La Rcs è ora in fase di perfezionamento nei laboratori di Catania, dove negli anni scorsi sono stati messi a punto servizi come l'Mms e il push to talk. Nato nel 1999 nel pieno della crescita dell'hi-tech dell'Etna Valley, sulla scia dell'entusiasmo per la Mobile internet application, il Centro di ricerca e sviluppo di Nsn nella zona industriale di Catania è sopravvissuto allo scoppio della bolla di internet e alla crisi del 2002 e ha retto anche a quella attuale: mentre attorno e altrove le aziende licenziano, Nsn assume e il 17 agosto prenderà servizio un nuovo ricercatore. "Abbiamo scelto Catania grazie alla disponibilità delle competenze, per la quale è stata fondamentale la partnership con l'Università. Difficilmente avremmo potuto replicare lo stesso modello altrove", spiega Giancarlo Figini, responsabile del centro Nsn di Catania. Un patrimonio che la multinazionale finlandese ha riconosciuto, "salvandolo" dalla riorganizzazione in seguito alla fusione con Siemens nel 2007. Ora i laboratori Nsn di Catania si estendono su 1.400 mq e occupano 30 persone, ingegneri e sperimentatori. Rilevante il testbed, con 140 macchine e 80 diverse applicazioni
Fonte :
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tecnologia%20e%20Business/speciale-cellulari/news/Etna-valley-cellulare-futuro%20.shtml?uuid=b38d3c18-747a-11de-8153-99a47e66b51f&DocRulesView=Libero
giulietto16 May 1st, 2010, 01:06 AM Altra notizia un pò vecchiotta ma merita di essere menzionata così da capire anche i vari sviluppi dell'industria italiana nonchè della tecnologia e la scienza che in Italia è trainata dal Sud,infatti la prima città Wi-Fi fu appunto nel lontano 2003 Catania;addirittura nell'articolo del link qui sotto c'è scritto che fu il più grande hot-spot del mondo quello sperimentato dalla Videobank (azienda catanese) quanto confermato da Intel.
http://info.videobank.it/vbkpress/1305.htm
giulietto16 May 1st, 2010, 01:18 AM Articoli:
http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2010/02/Wired_A_Lopumo.pdf
http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2010/02/wired-italia-dedica-una-copertina-ad-andrea-lo-pumo/
giulietto16 May 1st, 2010, 01:26 AM http://www.etnavalley.com/varie/rassegna_stampa/2010-03-06.JPG
giulietto16 May 5th, 2010, 04:10 PM vi riporto al corrente link (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1121927)
riguarda l'industria la scienza e la tecnologia a Catania,
ho deciso di creare questo Thread proprio perchè l'industria,la scienza e la tecnologia Catanese merita un Thread a parte viste le innumerevoli notizie.:)
Sigar28 August 3rd, 2010, 02:10 PM dal sito del sole 24 ore: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-08-03/treni-ansaldobombardier-092008.shtml?uuid=AYdITfDC
Complimenti alla Ansaldo Breda-Bombardier che è riuscita ad riaffermare il Made in italy, e dare lavoro ai suoi dipendenti che altrimenti avrebbero rischiato di essere licenziati.
Mi dispisce un po per Alstom, ma loro possono consolarsi con i 25 AGV di Ntv.
Paxromana September 21st, 2010, 12:48 PM Cnr: "e' la conferma dell'eccellenza italiana nel campo della ricerca applicata alla protezione dell'ambiente"
Ambiente: Cnr, Osservatorio italiano Everest-Pyramid entra nel Gaw
20 settembre, ore 17:35
La Wmo ha conferito il riconoscimento per le informazioni preziose e uniche sulla composizione dell'atmosfera che l'ente italiano fornisce dagli oltre 5000 metri di quota della stazione sul monte Everest
Roma, 20 set. (Adnkronos)- A Ginevra, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo) ha conferito all'Osservatorio italiano Everest-Pyramid, che fornisce da oltre 5000 metri di quota sull'Everest in Nepal informazioni preziose e uniche sulla composizione dell'atmosfera, il ruolo di stazione globale del programma Global Atmosphere Watch (Gaw). A renderlo noto e' il Consiglio nazionale delle Ricerche sottolineando che questo riconoscimento "e' la conferma dell'eccellenza italiana nel campo della ricerca applicata alla protezione dell'ambiente".
"E' un prestigioso riconoscimento per la comunita' scientifica italiana e per il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che svolge attivita' sia scientifiche sia tecnologiche all'avanguardia, come dimostra il funzionamento ininterrotto dal marzo 2006 della stazione Everest-Pyramid, che fornisce da oltre 5000 metri di quota informazioni preziose e uniche sulla composizione dell'atmosfera" afferma Giuseppe Cavarretta, Direttore del Dipartimento Terra e Ambiente del Cnr.
"Questo osservatorio sulle pendici dell'Everest, nato nell'ambito del progetto Share (Stations at High Altitude for Research on the Environment), la rete di stazioni di monitoraggio climatico e ambientale promossa e gestita da Ev-K2-CNR, ha ora ufficialmente assunto lo status di osservatorio climatico di rilievo internazionale e assumera' un sempre maggiore valore scientifico considerando anche tra l'altro la sua collocazione al confine tra le due regioni piu' densamente popolate del pianeta" sottolinea il Presidente del Comitato, Agostino da Polenza.
Alto il prestigio per il centro di ricerca italiano in Nepal per l'ingresso nel Global Atmosphere Watch (Gaw, un programma istituito dal Wmo (World Meteorological Organization). Il Gaw, infatti, coinvolge circa ottanta paesi con lo scopo di fornire dati sulla composizione chimica e sulle caratteristiche fisiche dell'atmosfera, studiandone i cambiamenti naturali e antropici per migliorare la comprensione delle interazioni con oceani e biosfera e la crescente influenza delle attivita' umane sul clima globale.
Inoltre, e' anche sui dati forniti da questa rete che si basano i rapporti dell'Ipcc, l'Intergovernmental Panel on Climate Change, che riassumono le conoscenze piu' aggiornate circa lo stato dell'atmosfera e dei processi climatici planetari. Gaw puo' contare su oltre 600 stazioni regionali e 33 'globali', la maggior parte di quest'ultime situate in aree remote di primaria importanza per valutare i cambiamenti su medio-lungo periodo dell'atmosfera terrestre.
"Questo riconoscimento internazionale ricevuto dal Cnr e dal Comitato Ev-K2-Cnr -sottolinea l'Ente di ricerca- e' anche frutto della collaborazione con il Cnrs, il Centre National de la Recherche Scientifique francese, del Nast, il Nepal Academy of Science and Technology, e dell'Universita' di Urbino con l'Istituto di Chimica, a conferma dell'eccellenza italiana svolta nel campo della ricerca applicata alla protezione dell'ambiente".
"Everest-Pyramid o Nepal Climate Observatory-Pyramid e' attiva nell'ambito di progetti strategici per il monitoraggio della composizione chimico-fisica dell'atmosfera e per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici nell'Asia meridionale" spiega Paolo Bonasoni dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isac-Cnr), coordinatore di Share e responsabile della stazione Gaw. "Quest'area -prosegue Bonasoni- e' infatti particolarmente influenzata dalla presenza delle cosiddette 'Atmospheric Brown Clouds'".
Le Abc, spiega ancora Bonasoni, sono "le nubi di inquinanti che durante il periodo invernale e pre-monsonico si estendono dall'Oceano Indiano all'Himalaya per effetto delle emissioni di particelle e gas dalle vaste aree urbane e industriali, agricole e forestali, con conseguenze su clima, qualita' dell'aria, sistema monsonico e agricoltura, e offre quindi un'unica opportunita' nel rilevare i processi legati ai cambiamenti climatici".
"Queste misure -aggiunge- hanno registrato che elevate concentrazioni di particelle carboniose e altri inquinanti possono raggiungere e superare le pendici del Sagaramatha, il 'dio del cielo' come i nepalesi chiamano l'Everest, depositandosi sui ghiacciai, modificandone l'albedo ed influenzandone la fusione".
brandasp September 22nd, 2010, 03:21 PM da www.agi.it
11:20 18 SET 2010
(AGI) - La Spezia, 18 set. - E' stato varato stamani, presso lo stabilimento Fincantieri del Muggiano (La Spezia) il 'Serene', il megayacht da 134 metri ordinato da un grosso imprenditore russo la cui identita' e' top secret. Madrina del varo e' stata la figlia. La consegna e' prevista entro la fine dell'anno. Ci sono voluti 40 mesi di lavori non stop per vedere realizzato questo autentico gioiello del mare: sette ponti, un hangar e due piste di atterraggio per velivoli, mini sommergibile, che potra' permettere di fare passeggiate fino a 100 metri di profondita', piscina e spazi interni extra lusso per 4.500 metri quadrati. Lo yacht, del valore di circa 300 milioni di euro, al momento della consegna sara' tra i primi dieci piu' grandi mai costruiti al mondo. Intanto a La Spezia e' gia' in corso presso Fincantieri la costruzione di un altro super yacht, il 'Victory', che misura 140 metri di lunghezza. (AGI) Cli/Chi/Pgi
A l e x October 7th, 2010, 11:41 PM :shifty:
nickg October 8th, 2010, 04:43 PM da www.agi.it
11:20 18 SET 2010
(AGI) - La Spezia, 18 set. - E' stato varato stamani, presso lo stabilimento Fincantieri del Muggiano (La Spezia) il 'Serene', il megayacht da 134 metri ordinato da un grosso imprenditore russo la cui identita' e' top secret. Madrina del varo e' stata la figlia. La consegna e' prevista entro la fine dell'anno. Ci sono voluti 40 mesi di lavori non stop per vedere realizzato questo autentico gioiello del mare: sette ponti, un hangar e due piste di atterraggio per velivoli, mini sommergibile, che potra' permettere di fare passeggiate fino a 100 metri di profondita', piscina e spazi interni extra lusso per 4.500 metri quadrati. Lo yacht, del valore di circa 300 milioni di euro, al momento della consegna sara' tra i primi dieci piu' grandi mai costruiti al mondo. Intanto a La Spezia e' gia' in corso presso Fincantieri la costruzione di un altro super yacht, il 'Victory', che misura 140 metri di lunghezza. (AGI) Cli/Chi/Pgi
aiuto che cifre!!:nuts::nuts:
felis February 14th, 2011, 01:58 PM Isolante termico al fico d’India per consumare meno energia (http://www.qds.it/index.php?id=6627-isolante-termico-al-fico-d-india-per-consumare-meno-energia)
di Marina Pupella
Singolare scoperta fatta da due docenti dell’Università di Palermo col caratteristico frutto dell’Isola. Dalla pianta viene costruito un pannello di alta qualità per l’edilizia e l’industria
PALERMO - Graffia e punge eppure le sue pale, oltre a possedere qualità terapeutiche apprezzabili nella cura delle piccole ferite della pelle, possono essere usate in edilizia come efficaci isolanti ecosostenibili. A realizzare questa importante scoperta due docenti dell’Università degli studi di Palermo, Antonio De Vecchi, ordinario di Architettura tecnica, e Antonino Valenza, ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali della facoltà di Ingegneria, che hanno realizzato in laboratorio un pannello costituito integralmente di pianta opuntia ficus indica, il fico d’India appunto.
Il progetto di ricerca, ad oggi rigorosamente custodito dagli autori, prevede la preparazione di pannelli in materiale naturale con un indice di coibentazione assai basso (λ 0,07) vicino al poliuretano, l’isolante termico con le migliori prestazioni in tema di risparmio energetico nell’edilizia e nell’industria.
“La pianta - spiega il professor Valenza - opportunamente trattata, disidratata, macinata ed essiccata, viene assemblata con leganti o collanti. La novità è rappresentata dalla tipologia del materiale usato che fino ad oggi non ha trovato applicazione nel settore edilizio ed ha invece grandi potenzialità sia per la facilità di reperimento del prodotto che costituisce una fonte di materia prima rinnovabile, sia per la grande disponibilità di fico d’India nel territorio siciliano. Inoltre, attraverso i nostri studi, abbiamo potuto evidenziare le buone prestazioni termo-acustiche raggiunte”.
I ricercatori prevedono di sviluppare una tecnologia innovativa sfruttabile in edilizia per coperture, solai, pareti interne ed esterne ed in tutti quei sistemi in cui è richiesto un miglioramento della coibenza. Il prodotto può essere realizzato industrialmente con costi competitivi.
“L’inserimento del trovato in un ciclo di produzione industriale - aggiunge il collega De Vecchi - darebbe inoltre, come prodotti secondari, una parte in polvere ed una liquida prodotte dalla macinazione, utilizzabile nel settore farmaceutico, alimentare, cosmetico e manifatturiero”.
Il prodotto finito non contiene sostanze tossiche ed il pannello è riciclabile e riutilizzabile. Il primo pannello isolante naturale al mondo è stato presentato lo scorso 19 maggio alla Bip Research di Milano, dove ha suscitato l’interesse di molte aziende medie e piccole, ma anche di colossi industriali: Fiat ed Ariston in primis.
Il Bel Paese è uno dei massimi produttori al mondo di fico d’India, le cui coltivazioni sono localizzate soprattutto in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna. Recenti statistiche attribuiscono al solo territorio siciliano il 90 per cento delle superfici coltivate, con una consistenza complessiva di circa 2500 ettari di coltura specializzata e 25 mila ettari di coltura promiscua. “La Sicilia - conclude De vecchi - dispone di materie prime che derivano dagli scarti di prodotti naturali per i quali non è stato ancora sviluppato uno sfruttamento tale da renderli utilizzabili. Un vero spreco”.
brandasp February 16th, 2011, 01:09 AM fincantieri lavoro marina emirati arabi spezia
Fincantieri al lavoro per la Marina degli Emirati Arabi
Tripla cerimonia nello stabilimento di Muggiano.
La Spezia. È stata celebrata questa mattina nello stabilimento Fincantieri di Muggiano una tripla cerimonia che ha visto il varo di una corvetta, l'impostazione di una unità stealth e il taglio della prima lamiera di una seconda unità gemella. Si tratta di tre scafi che Fincantieri sta realizzato per la Marina militare degli Emirati Arabi Uniti, presente alla Spezia nella persona del capo della Marina emiratina, Ibrahim Almusharrakh.
È la prima volta che un cantiere italiano festeggi in contemporanea i tre eventi.
Nello stabilimento era presente il responsabile della Direzione navi militari di Fincantieri, Alberto Maestrini, che ha dichiarato: “L'acquisizione tra i nostri clienti degli Emirati Arabi è senza dubbio un grande risultato. Abbiamo ottenuto qualche successo all'estero in particolare su mercati come quello degli Stati Uniti e ora, appunto, degli Emirati Arabi, ma contiamo di ottenerne altri simili in Paesi tra cui il Brasile”.
Con gli Emirati, Fincantieri ha anche una opzione per la costruzione di un'altra corvetta della classe “Abu Dhabi Class”, lunga 88 metri e larga 12 per un dislocamento a pieno carico di 1.650 tonnellate. Questa tipologia di nave è dotata di una forte flessibilità operativa e può essere utilizzata sia per attività di pattugliamento che di sorveglianza. Pronta anche un'opzione per altri 4 pattugliatori “Falaji2”, che utilizzano la tecnologia stealth che le rende difficilmente individuabili dagli impianti radar.
Vista l'importanza strategica del mercato mediorientale e la solida partnership con gli Emirati, Fincantieri ha costituito una società la Ethiad Ship Building, in joint venture con Al Fattan Ship Industries e Melara Middle East, che opererà nella progettazione, produzione e vendita di navi civili e militari oltre alle attività in loco.
15/02/2011 16:50:12 Redazione
Sampei June 16th, 2011, 03:19 PM La fabbrica del sole
La Sicilia orientale è il cardine attorno cui fa perno l'energia solare italiana. Tra l'Etna e i monti Iblei, tra Catania e Ragusa, si sta formando un nucleo di aziende che studiano le tecnologie, di aziende che fabbricano le centrali, di aziende che producono la corrente elettrica usando il sole. «Come la nostra centrale termodinamica Freesun che a Noto sta già producendo calore, con una potenza di cento chilowatt iniziali – conferma Cesare Fera, imprenditore delle rinnovabili – e che da settembre produrrà anche elettricità con un megawatt di capacità». Poco lontano da Noto, a Priolo, l'Enel un anno fa aveva avviato la centrale sperimentale Archimede, mentre «stiamo studiando vicino a Catania già l'evoluzione con la futura centrale Archetype», annuncia Francesco Storace, amministratore delegato dell'Enel Green Power. E fra poche settimane, ai primi di luglio, la 3Sun (joint venture paritetica al 33,3% periodico tra StMicroelectronics, Sharp ed Enel) avvierà nella piana di Catania la più grande fabbrica italiana di produzione di pannelli fotovoltaici. «La produzione industriale partirà in autunno», specifica con orgoglio Laurent Bosson, francese, già capo della produzione mondiale della StMicroelectronics, capoprogetto del cantiere dove i macchinari sono in montaggio. La produzione industriale servirà per esempio per il futuro lancio dei pannelli fai-da-te: «Sarà un kit già pronto che ogni famiglia – anticipa Storace dell'Enel Green Power – potrà comprare anche via web attraverso la rete di vendita Enel Sì anche per le applicazioni dell'edilizia di pregio».
«La fabbrica della 3Sun era uno stabilimento nato per produrre memorie per computer. Poi – ricorda Marco Sutera, provenienza StM, responsabile della qualità e dell'automazione - la multinazionale dell'elettronica ha deciso di uscire dal settore, e si è trovata una fabbrica vuota, che è stata messa a disposizione del progetto 3Sun». Nello stabilimento in completamento si muovono mille persone, squadre al lavoro per costruire in tempi lampo la fabbrica di pannelli al silicio più grande d'Italia. Addetti arrivati da decine di Paesi diversi, come le squadre compatte e silenziose di giapponesi che montano, nella riservatezza industriale più rigorosa, le macchine che la Sharp utilizza anche in Giappone. La fabbrica avrà tre linee, ognuna delle quali produrrà ogni anno pannelli fotovoltaici pari a una capacità produttiva di 80 megawatt. Sono pannelli a film sottile da un metro per 1,40, ciascuno della capacità di 130 watt. Laurent Bosson mostra le macchine delle camere a vuoto: «Si genera il plasma che traspare azzurro e luminoso attraverso le finestrelle, e sul vetro del pannello viene depositato il silicio». Più in là, la macchina argentatrice, che depone sui pannelli di vetro una pellicola riflettente d'argento purissimo, e nella macchina c'è un lingotto gigante d'argento da 200 chili. Aggiunge Andrea Cuomo, presidente della 3Sun, che «questo è il passo iniziale, ma se il mercato crescerà come promettono le tendenze internazionali lo stabilimento potrà arrivare a produrre pannelli fino a mille megawatt l'anno».
Pochi chilometri dallo stabilimento, lungo la vecchia statale che va verso Siracusa. C'è il centro ricerche della StMicroelectronics. Salvatore Coffa è il capo della ricerca: «È ricerca applicata, noi cerchiamo soluzioni per i clienti che acquistano i componenti della StMicroelectronics, come i dispositivi di potenza e di conversione di potenza». Per esempio, spiega uno dei ricercatori, Giacomo Porcelli, i trasformatori ad altissimo rendimento, che dissipano pochissimo calore, o gli inverter per i pannelli solari che portano la corrente prodotta da 40 volt a 200 e la convertono da corrente continua a corrente alternata. «È una ricerca che non finisce mai per dare ai clienti prestazioni migliori. Per esempio questo apparecchio: i pannelli solari normali, se sono appena sfiorati da un'ombra, si spengono del tutto, ma con questo dispositivo il pannello fotovoltaico può continuare a funzionare».
Un parco di aranci e liquirizia è la sede dell'Enel Ingegneria e Innovazione. Una volta era la Comphoebus che provava le innovazioni anche nella bioclimatica e nella domotica. Oggi il centro ricerche alla periferia di Catania si è concentrato sul solare, termico e fotovoltaico. Nei piazzali battuti dal sole senza pietà della Sicilia ci sono pannelli di ogni tipo, nei laboratori una pattuglia di ingegneri, di fisici, di elettronici (come Mario Catena, Daniela Fasanaro o Walter Ferrara) misura le diverse tecnologie. Come le lenti che moltiplicano la luce, concentrando sul silicio la forza di 700 soli.
Fonte: Il sole 24 ore (http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-06-16/catania-apre-battenti-fabbrica-064155.shtml?uuid=AazXXEgD)
brick84 January 29th, 2012, 12:45 AM Non sapevo dove metterla...
http://i1219.photobucket.com/albums/dd440/brick84/Immagine-157.jpg
(Portopalo di C. Passero - SR)
|
|