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Sonic from Padova
January 26th, 2005, 04:41 PM
Altino, un nuovo ponte
sul canale S.Maria

L’opera, finanziata dalla Provincia, costerà 1.032.913 €
Un altro punto nero della viabilità provinciale si avvia verso la soluzione. Nei prossimi giorni, infatti, prenderanno il via i lavori di ricostruzione del ponte sul canale S. Maria ad Altino lungo la S.P. n. 41. Si tratta di un’opera importante finanziata dalla Provincia di Venezia.

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo ponte, molto più ampio di quello oggi esistente, di un percorso pedonale e di un impianto di illuminazione pubblica. L’importo complessivo dell’opera è pari a 1.032.913 € (due miliardi di vecchie lire). Il vecchio ponte, a senso unico alternato, rimarrà in funzione fino al completamento della nuova opera; poi verrà demolito.

“E’ un intervento significativo quello che stiamo realizzando – spiega Davide Zoggia, assessore provinciale alla Viabilità -.
Con il nuovo ponte si risolve uno dei principali punti neri del nostro sistema viario, collegando in modo più veloce il comune di Quarto d’Altino con Mestre e Venezia. Al tempo stesso realizziamo un intervento di valorizzazione dell’intera area, con un progetto di forte valenza architettonica”.

Il ponte sorgerà infatti in prossimità dell’area dove si sta costruendo il nuovo museo archeologico di Altino. Per questo la Provincia ha collaborato con la Sovrintendenza archeologica e quella dei Beni ambientali e con il Comune di Quarto d’Altino per trovare la soluzione che meglio si adatta al territorio.
Le rampe di accesso al vecchio ponte, ad esempio, verranno recuperate e trasformate in aree verdi.
I lavori dovrebbero concludersi entro il mese di febbraio del prossimo anno.

Fonte: Provincia di Venezia, Ufficio Stampa

http://tinypic.com/1gkpia

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 04:45 PM
VENEZIA: MOSE, CONSIGLIO PROVINCIALE DA' PARERE CONTRARIO AI LAVORI
Venezia, 20 gen. - (Adnkronos) - Il Consiglio provinciale di Venezia ha espresso parere contrario sui siti indicati da Magistrato alle Acque e dal Consorzio Venezia Nuova per la prefabbricazione dei cassoni necessari alla realizzazione del Mose. Lo ha fatto approvando il documento istruttorio formulato dall?Ufficio provinciale di Valutazione di Impatto Ambientale dove vengono valutati dannosi i sei anni di lavori previsti all'altezza delle Bocca di Porto di Malamocco, dal punto di vista dei rumori prodotti e dei disturbi arrecati da persone e macchinari. In aggiunta, Ca? Roman e' stata riconosciuta Oasi naturale di protezione della flora e della fauna, ed e' uno dei pochi siti dell?Alto Adriatico caratterizzato dalla presenza di dune costiere.

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 04:48 PM
Il comune di Venezia ha deciso di effettuare una preliminare analisi costi/benefici sull’operazione di scorporo delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni di ACTV spa e ASM spa, dato l’interesse a favorire lo sviluppo del coordinamento delle diverse modalità di trasporto e della realizzazione di un sistema integrato della mobilità e delle relative infrastrutture. Inoltre, la futura entrata in funzione del SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale) caratterizzerà in modo rilevante il sistema della mobilità dell’area interprovinciale riguardante le province di Venezia, Padova e Treviso e la multimodalità richiesta dal sistema comporterà una riorganizzazione degli attuali servizi alla mobilità volta ad accrescere il grado di integrazione degli stessi e una valorizzazione delle infrastrutture per la mobilità nelle polarità metropolitane.
E’ interesse del comune migliorare il coordinamento, fin dalla pianificazione, tra i servizi del trasporto pubblico urbano e gli altri servizi della mobilità (in particolare i servizi dei parcheggi scambiatori e delle altre aree di sosta) ricadenti nel territorio comunale al fine di:
- migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini;
- di rendere l’offerta dei servizi adeguata alle esigenze della domanda di mobilità;
- aumentare l’attrattività dell’uso del mezzo collettivo rispetto a quello privato.
E’ stato previsto un percorso di riassetto che ha comportato la scissione, cioè lo sdoppiamento, sia della società di trasporto pubblico locale ACTV spa che di quella operante nel campo della sosta e mobilità, ASM spa.
L’obiettivo di tale progetto è stato quello di creare una società delle infrastrutture e delle reti, salvaguardando il patrimonio di infrastrutture comunali al fine di renderlo fruibile ai soggetti gestori che, per alcuni servizi, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, verranno individuati tramite gara e, inoltre, di creare una società dell’esercizio con lo scopo di integrare maggiormente il servizio di trasporto pubblico locale e altri servizi alla mobilità (parcheggi, ecc.).
La riorganizzazione societaria è volta, fra l’altro, a concentrare le competenze delle società ASM e ACTV in ordine alla gestione ed erogazione dei servizi alla mobilità al fine di rafforzare la posizione competitiva delle loro attività e del mantenimento di una stabilità occupazionale, rappresentando a tal fine l’interesse del comune a valorizzare il patrimonio di risorse umane e competenze presenti in ASM e ACTV, e, nel contempo, a fornire alla governance delle stesse forme di organizzazione idonee ad affrontare i processi competitivi e di riorganizzazione dei servizi in atto.

http://tinypic.com/1gkq39

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 04:50 PM
Mostre: a Venezia il mito della fenice

Venezia, 24 gen. (Adnkronos) - La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, tornata in piena attività dopo l'incendio del 1996 che l'ha completamente distrutta, e la Fondazione Giorgio Cini, dedicano una mostra a uno tra i miti più diffusi e misteriosi, la fenice, uccello mitologico che ha attraversato nei millenni tutte le culture, sia orientali che occidentali. ''Il mito della Fenice in Oriente e in Occidente'', questo il titolo dell'evento, verrà allestito nelle Sale Apollinee del Nuovo Teatro La Fenice dal 29 gennaio al 2 aprile. La mostra è articolata in due sezioni: la prima, dedicata al mito della fenice in Occidente, ne ripercorre la storia a partire dal suo probabile ''antenato'', il benu egizio, fino alle rielaborazioni letterarie ed artistiche della modernità; la seconda parte illustra i caratteri di vari uccelli simbolici orientali nei quali si incontra la stessa tipologia della fenice, come lo Hol o Ziz ebraico, il Simurgh persiano e il Garuda hindu e buddista. Il percorso espositivo comprende una quarantina di raffigurazioni originali della fenice e dei suoi corrispettivi in Oriente (mosaici, manoscritti, manifesti, statue e oggettistica varia), insieme a numerose riproduzioni fotografiche. I curatori della mostra e del catalogo, pubblicato dalla casa editrice Marsilio, sono Francesco Zambon, direttore dell'Istituto per le Lettere, il Teatro ed il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, nonché docente di filologia romanza presso l'Università di Trento e Alessandro Grossato, docente di storia e cultura dei Paesi Islamici presso l'Università di Padova.

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 04:57 PM
Il nuovo stadio di Venezia
architetto : Lawrence Nield

L’idea di realizzare un nuovo stadio per sostituire la struttura di Sant’Elena risale agli anni trenta e viene riproposta periodicamente senza mai arrivare a compimento. Nella primavera del 2005 si avvieranno finalmente i lavori per la costruzione del nuovo stadio a Tessera. Che somiglierà a Piazza San Marco.

L'opera
Avrà forma rettangolare, a ricordare e ricreare piazza San Marco: è il nuovo stadio, che Venezia attende da più di settant'anni, e che sorgerà in terraferma, in una zona strategica, accanto all’aeroporto e al capolinea della metropolitana sublagunare, ma anche accanto alla nuova sede del Casinò, a costituire quindi una cittadella del tempo libero.
Lo ha progettato l’architetto australiano Lawrence Nield, che ha realizzato le strutture olimpiche di Sydney, Atene, Pechino. Capace di 30 mila posti, sarà una struttura in grado di ospitare anche eventi diversi e appuntamenti mondiali di calcio e di rugby.

Cronologia

Fine anni ’30: il Venezia sale per la prima volta in serie A e si parla di un nuovo stadio a Santa Marta. Scoppia però la guerra.
Fine anni ’50: il Venezia, dopo alcuni anni bui, torna in serie A. Il presidente Valeri Manera dà però un ultimatum: dimissioni se non verrà fatto un nuovo stadio, in Terraferma. La zona prescelta è quella del forte Marghera. Si fa anche un progetto, con uno stadio di 60.000 posti, all’interno di una vera e propria “cittadella dello sport”. Tutto va a monte per i vincoli militari a cui la zona è sottoposta.
1963: il PRG prevede la possibilità di costruire un grande stadio a Porto Marghera.
1982: il comune annuncia che lo stadio si farà in via Porto di Cavergnago, a ridosso del Palasport (ma ci sono pure le ipotesi di San Giuliano e Tessera).
1984: il comune rilancia l’idea di un nuovo stadio, da costruirsi a San Giuliano, con i fondi di Italia ‘90. Non si fa in tempo a presentare però un progetto.
Gennaio 1990: il comune emette un bando per la costruzione del nuovo stadio che viene vinto da Fiat Engineering, che lo presenta a ottobre del 1992. L’impianto dovrebbe sorgere a Tessera, vicino a forte Rossarol, avere una capienza di 47.742 posti, per un costo complessivo di 150 miliardi: troppi!
Agosto 1999: il presidente del Venezia Zamparini presenta il suo progetto del nuovo stadio, un impianto coperto, da 30.000 posti, per un costo iniziale previsto di circa 35 miliardi di vecchie lire, a cui prevede di abbinare anche una cittadella commerciale.
Fine 2000: Zamparini dichiara che non intende più dare esecuzione alla convenzione appena stipulata con il comune e, dopo infruttuose trattative, a settembre 2001 dichiara di voler cedere il proprio pacchetto azionario.
Settembre 2001: il sindaco dà immediatamente mandato alla società immobiliare del comune Ive di verificare le condizioni di acquisto.
Luglio 2002: al termine di complesse ed estenuanti trattative tra tutti i soggetti interessati, Ive acquista insieme alla fondazione Carive il pacchetto della società Marco Polo con il progetto dello stadio. Per un anno intero l’Ive cerca privati interessati all’operazione.
2003: la Casinò spa manifesta l’intenzione di trasferire la propria sede di terraferma nell’area di proprietà della Marco Polo e al tal fine acquista il controllo di quest’ultima.
Inizio 2004: la giunta autorizza la Casinò spa a proseguire. Contemporaneamente avvia contatti con altri enti per la sistemazione dell’area e l’adozione della variante urbanistica. Si dà incarico all’architetto australiano Lawrence Nield di rivisitare il progetto precedente.
Marzo 2004: la Casinò spa delibera l’acquisto della società e si impegna a costruire lo stadio cogliendo l'occasione per costruire la nuova sede della casa da gioco.
Autunno 2004: il comune delibera tutti gli atti necessari per l'urbanizzazione della zona.
In primavera 2005 è previsto l'inizio dei lavori.

http://tinypic.com/1gkqoy

http://www.edilportale.com/edilnews/Npopup.asp?IDDOC=5018

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 05:03 PM
Palazzo Grassi "impoverisce" la città
L’europarlamentare di Forza Italia, Renato Brunetta, presenta un esposto alla Corte dei Conti contro l’acquisto della sede espositiva da parte del Casinò

Mestre

Il presidente della Casinò di Venezia Spa, Giorgio Piantini, e il direttore generale Armando Favaretto si sono già messi all'opera per verificare la regolarità dei documenti e quindi decidere se procedere o meno alla firma del preliminare per l'acquisto del 31\% delle quote di Palazzo Grassi.

Intanto l'europarlamentare di Forza Italia e consigliere comunale, Renato Brunetta, torna alla carica con un esposto alla Corte dei Conti: nel documento - dopo aver ricordato che «sono in corso da parte della società "Casinò Municipale di Venezia S.p.a." (partecipata al 95\% dal Comune di Venezia) trattative, su sollecitazione del Comune di Venezia nella persona del suo sindaco On. Prof. Paolo Costa, per l'acquisizione di quote della società "Palazzo Grassi S.p.a." (ora di proprietà della Fiat) che è proprietaria e gestisce il centro espositivo situato a Venezia denominato appunto "Palazzo Grassi"» - l'europarlamentare sostiene che «a seguito di tale acquisto potrebbe presumersi un danno futuro a carico del Bilancio del Comune di Venezia». E quindi chiede l'intervento della Corte dei Conti.

Ad un ricorso aveva pensato anche l'altro consigliere di Forza Italia, Michele Zuin, ma per la questione del nuovo Statuto. Il 29 settembre scorso la giunta, sempre su sollecitazione del sindaco Paolo Costa, lo aveva varato senza però passare per l'approvazione in Consiglio comunale: questo nuovo documento permette al Casinò di acquisire e vendere partecipazioni in società e/o altri enti costituiti o costituendi, come pure di vendere o costituire diritti reali su beni immobili per un valore superiore a 516 mila e 456 euro. Questo prima non era possibile perché operazioni di tale portata dovevano per forza passare per l'assemblea dei soci che, invece, ora basta dia una semplice autorizzazione, e potrebbe darla pure a posteriori. Non è cosa di poco conto, sostiene Zuin, «anche considerando che la stessa giunta che ha approvato lo Statuto, aveva in precedenza stabilito che le modifiche sostanziali agli statuti delle società controllate dovessero essere approvate dal Consiglio comunale».

A fine dicembre il consigliere di FI aveva scritto una lettera alla Segreteria generale del Comune, chiedendo chiarimenti, e la risposta fu che tutto è in regola e secondo legge.

«Grazie tante, non potevano rispondermi altrimenti. Il problema è che non hanno violato la legge, questo è vero, ma la nuova legge di riforma del diritto societario, cui si appigliano per giustificare la modifica, non dice in nessun articolo che bisogna fare questo tipo di modifiche, ma si limita a prescrizioni molto minori, e comunque non di sostanza».

Per Michele Zuin «in questo Comune siamo arrivati al punto che la maggioranza varia gli statuti e non coinvolge il Consiglio comunale, e non lo coinvolge nemmeno per far partire operazioni come quella di Palazzo Grassi. A questo punto diventa veramente un affare tra il sindaco, la sua maggioranza e gli affari che deve fare lui. La chiamano democrazia».

Tornando all'esposto di Brunetta, l'europarlamentare ricorda che «la gestione della società "Palazzo Grassi S.p.a." è da molto tempo in perdita, con passivi anche molto pesanti negli ultimi anni. Ora le perdite si rifletteranno inevitabilmente sui bilanci della "Casinò Municipale di Venezia S.p.a." e non possono che, presumibilmente, ridurre in via indiretta le risorse derivanti da proventi di gioco che dovrebbero essere destinate al Comune di Venezia». Per giustificare quest'affermazione logica, Renato Brunetta ricorda la prassi secondo la quale il Comune, anche di recente, interviene sempre per sanare buchi del Casinò: «È successo anche con l'ultimo assestamento di bilancio di previsione comunale, quando ha rinunciato a 2 milioni di euro a favore del Casinò».

I riflessi negativi, però, non si fermerebbero qui, perché «la società "Casinò Municipale di Venezia S.p.a." si dovrà indebitare per l'acquisizione delle quote di partecipazione della società "Palazzo Grassi S.p.a.", evenienza questa che non farà altro che pesare ulteriormente sui propri bilanci».

L'europarlamentare conclude ricordando di aver scritto anche al ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, chiedendogli di valutare la correttezza dell'acquisto di Palazzo Grassi rispetto alla legge istitutiva della casa da gioco, e infine ricorda che «in tutta questa vicenda il sindaco e la giunta del Comune di Venezia hanno completamente tenuto all'oscuro il Consiglio Comunale che non è mai stato chiamato a dare un parere pur avendo i poteri di indirizzo e controllo sulle società partecipate dal Comune di Venezia riservati dalla Legge».

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 05:41 PM
NOALE
Inquinamento, il Comune acquista una centralina

NoaleLivelli sballati di Pm10? Ancora nessuna certezza ma presto si saprà. Da inizio primavera sarà a disposizione dei tecnici Arpav la centralina per il rilevamento dei tassi d'inquinamento. La spesa della strumentazione ammonta a circa 24mila euro, interamente a carico del Comune di Noale. "Inizialmente - afferma l'assessore all'ambiente Enrico Scotton - avevamo pensato ad un'ipotesi di convenzione con altri Comuni. Tra questi figurava Marcon che ha acquistato una centralina che permette di monitorare, oltre all'inquinamento da traffico, anche quello industriale e domestico. Ma dal momento che Marcon ha intenzione di usarla con frequenza, per noi sarebbe stato difficile monitorare la nostra situazione in più periodi dell'anno. Ecco, allora, la necessità di acquistarne una soltanto per noi, fermo restando la possibilità, ancora da verificare, di prestarla anche ad altri Comuni". Dopo i primi rilevamenti primaverili già si avrà chiarezza sui livelli reali delle polveri. Al momento Noale si trova in fascia C, posizionandosi verso il basso nella graduatoria dei Comuni della provincia, cioè fra quelli meno inquinati. "I dati Arpav - spiega Scotton - si riferiscono al 2003 ma da allora la situazione è cambiata. Chi si trova in fascia A può accedere più facilmente ai finanziamenti regionali per gli interventi". Se i tassi di inquinamento dovessero rivelarsi superiori alla norma scatteranno i provvedimenti che potrebbero essere, a detta del sindaco Carlo Zalunardo, anche drastici. C'è l'ipotesi di introdurre il bollino blu che l'assessore all'ambiente proporrà alla Giunta, previa consultazione con la Polizia Municipale. Tra le altr possibilità di intervento anti smog le targhe alterne: "Se tutti i Comuni limitrofi fossero d'accordo - conclude Scotton - e dovessero adottare questo rimedio, anche noi saremo disposti a farlo per non mettere in crisi l'intera mobilità locale". Noale aderirà alla giornata senz'auto prevista il prossimo 20 febbraio.Michela Manente

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 05:43 PM
MOGLIANO
Interventi per la sicurezza idraulica del bacino della "Fossa Storta", la presentazione a Mazzocco

MOGLIANO - (N.D.) Il Consorzio di Bonifica Dese-Sile ha predisposto un altro progetto di adeguamento del sistema idraulico del territorio di Mogliano. Si tratta dell'importante intervento di riqualificazione idraulica e ambientale che riguarda sia il canale "Fossa Storta" che attraversa tutto l'abitato moglianese, sia il recupero delle cave di Praello nel confinante territorio di Marcon. La presentazione alla cittadinanza moglianese del progetto preliminare e dello studio di impatto ambientale si terrà domani, alle 19, nella sala parrocchiale di Mazzocco. Rilevanti le opere idrauliche previste dal progetto, che comporterà un investimento di circa 2 milioni 500 mila euro. Oltre che alla ricalibratura di alcune zone a rischio idraulico del canale "Fossa Storta", che sfocia sul fiume Dese, il Consorzio di bonifica realizzerà delle anse di espansione dotate di fasce arboree tampone con la funzione di depurare le acque dagli inquinanti di origine agricola (azoto e fosforo) prima che si riversino nel bacino scolante della Laguna di Venezia. Del canale "Fossa Storta" si è interessato anche il Comitato di quartiere Est che ha proposto il tombinamento di un tratto del corso d'acqua in corrispondenza della pericolosa curva a ridosso della scuola elementare "Diego Valeri" di via Ragusa. La richiesta è stata motivata dall'esigenza di garantire una maggiore sicurezza stradale, e dalla necessità di ricavare dei posti macchina per i genitori che accompagnano i figli a scuola. Ma restano tutte da verificare le possibilità dell'intervento, come fa capire l'ing.Giuseppe Baldo del Consorzio Dese-Sile. "La legge 152- spiega il tecnico - è molto precisa nello stabilire le deroghe al divieto di tombinatura dei corsi d'acqua. Si può intervenire solo nel caso di dimostrata pericolosità della circolazione".

Il quartiere Est di Mogliano, presieduto da Giorgio Liana, non mancherà di fare questa verifica.

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 05:49 PM
Il nuovo aeroporto di Venezia : www.inntec.it/profilab/download/ ProfibusDay2003/Profibus_Day_Mauri.pdf

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 06:07 PM
Nuova stazione FS - Venezia Santa Lucia

Venezia Santa Lucia è una delle 13 stazioni del network GRANDI STAZIONI, la società di servizi del Gruppo Fs nata per riqualificare e gestire i principali complessi ferroviari italiani.
Il primo intervento, effettuato a Roma Termini, ha trasformato la stazione in un moderno polo di servizi ed attrazioni per turisti e cittadini.
L’iniziativa sarà ora estesa alle altre 12 stazioni, coinvolgendo Venezia, Milano, Verona, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Bari.
Gli obiettivi del progetto sono illustrati nel dettaglio nella “Carta dei Servizi 2002” di Grandi Stazioni: un documento importante, con cui l’azienda ufficializza il proprio impegno nella riqualificazione dei complessi ferroviari, fissando gli standard di qualità da raggiungere nell’offerta di servizi.
Per scaricare il documento in formato pdf, clicca qui (230 kb).

Il complesso presenta numerosi elementi critici: ad una scarsa qualità degli elementi architettonici, dovuta ai numerosi interventi che si sono susseguiti nel corso degli anni, si sommano una distribuzione degli spazi poco funzionale ed un sistema di segnaletica poco efficiente.

Gli interventi avranno inizio, per tutte le 12 stazioni del network, entro il 2004 per concludersi al massimo in 36 mesi.
A breve su questo sito sarà disponibile una nuova sezione per seguire in tempo reale i lavori, gli spostamenti dei servizi, le modalità di recupero previste e gli investimenti per portare a compimento il progetto.

http://tinypic.com/1gli12

http://tinypic.com/1gli1h

http://tinypic.com/1gli4m

http://www.veneziasantalucia.it/pagine.cfm?cont=m_1&lang=it

Sonic from Padova
January 26th, 2005, 09:23 PM
Nuovo parco di San Giuliano

IL PARCO
La costruzione del Parco di San Giuliano è stata definita sulla rivista Architectural Record come "l'atto piu' coraggioso che Venezia abbia compiuto nell'ultimo secolo, catalizzatore della trasformazione dei servizi di trasporto, dell'ecologia e della vita culturale della regione".
Si tratta infatti di una grande opera di riqualificazione ambientale e paesaggistica di un area di circa 70 ettari sulle sponde della laguna, inclusa una ex discarica per rifiuti tossici, nei pressi del ponte della Libertà, che collega Mestre al centro storico di Venezia.

La particolare posizione in cui si colloca il Parco gli conferisce un importante ruolo simbolico, che si estrinseca nella duplice funzione di porta d'accesso alla città lagunare e di baricentro dei flussi d'interesse sociale e culturale; esso è elemento catalizzatore nella riorganizzazione della struttura regionale dei trasporti e nella ridefinizione dell'uso del centro urbano di Mestre e delle aree limitrofe.
Oltre ad essere un'area di recupero ambientale e paesaggistico ed uno dei luoghi per lo studio dell'ambiente lagunare, il parco si propone quale meta per lo svolgimento di attività sportive e per il tempo libero, offrendo spazi ricreativi di ristoro in aree attrezzate, e sito adatto all'allestimento di mostre e attività culturali, spettacoli e mercati.

http://tinypic.com/1gm1hw

IL PROGETTO
Il progetto di riqualificazione dell'area è il frutto del concorso internazionale di progettazione indetto nel 1990 dal Comune di Venezia e vinto dall'architetto Antonio Di Mambro, ed è uno dei simboli della nuova politica di conservazione e salvaguardia dell'habitat lagunare e della volontà di invertire il processo di degrado del suo patrimonio naturale e culturale.
Su San Giuliano convergono numerose aspettative per l'assetto futuro della città, affinché assuma un ruolo promotore di apertura di una nuova dimensione urbana, in collegamento e in rapporto con il territorio metropolitano e regionale. Infatti, la proposta è di creare a San Giuliano un "parco attivo".

In sintesi, le opere di allestimento del parco riguardano la realizzazione di percorsi pedonali e ciclopedonali per oltre 14 km, piazze e strade carrabili, un campo sportivo e una pista di pattinaggio di 900 metri, un percorso-vita con aree di sosta attrezzate, parchi giochi per bambini, originali strutture architettoniche alla Porta Nord, centro di accoglienza per i visitatori, ingresso principale al parco, il centro di pattinaggio, il bar, tre parcheggi. Il tutto inserito in un'area dove si alternano prati, laghetti e zone umide, e dove sono stati piantati 3.000 alberi, oltre 10.000 arbusti e 14.000 piante di diverse specie. L'accesso dalla città avviene attraverso un ponte ciclo - pedonale lungo 140 m. ideale collegamento tra il centro di Mestre e il bordo lagunare. Una seconda fase di attuazione riguarderà il Polo Nautico, in un'area di circa 12 ettari in Punta San Giuliano, e la ristrutturazione dell'isola ex polveriera Manin sul canale Osellino. Ad oggi, i principali interventi realizzati riguardano: spazi verdi alberati e a prato per circa 40 ettari, percorsi pedonali e ciclabili per circa 10 km, e tutte le principali infrastrutture.

http://tinypic.com/1gm1ig

http://tinypic.com/1gm1it

Sonic from Padova
January 31st, 2005, 04:43 PM
Macalè diventerà il centro di Mestre
Dibattito e show con Carlo e Giorgio per i fondi vinti col bando "contratto di quartiere"

Passato, presente e futuro di Altobello diventano un talk show. L'happening organizzato ieri nel megatendone allestito tra piazza Barche e l'ex area Calzavara per festeggiare i 37 milioni di euro ottenuti vincendo il bando "Contratto di Quartiere" ha rappresentato una sorta di svolta storica. Una festa della rinascita di quell'area conosciuta come Macalè che da qui a una manciata d'anni diventerà il nuovo centro di Mestre. Piatto forte del pomeriggio tra dibattito, musiche e spettacoli, i progetti di riqualificazione dell'area. Un'operazione di maquillage cittadino dalle dimensioni epocali che, come ha sottolineato il giornalista e conduttore del dibattito Maurizio Dianese «di fatto ruota di 90 gradi lo sviluppo della città, spostando il suo baricentro di nuovo verso la laguna».

A presentare gli stralci di quello che per ora rimane un progetto di riqualificazione di massima, amministratori e i vertici dell'Ater (coinvolta nel progetto con l'Immobiliare Veneziana) che tra foto e ricostruzioni grafiche dell'Altobello che sarà hanno aperto ai cittadini una finestra sul futuro. Un futuro al quale tutti potranno dare il loro contributo. A far arrivare i fondi è stata la modalità con cui gli interventi sono stati progettati, coinvolgendo i residenti e facendo decidere a loro le priorità. E così, sommando i milioni, le idee e il recente annuncio dello sgombero dell'area container, da qui a breve tutto cambierà. A partire dal nome: come proposto dal palco l'area potrebbe tornare a chiamarsi le Barche. Il problema è il tempo: per accedere ai finanziamenti rimangono poco più di 48 mesi; 12 per la progettazione definitiva, 30 per gare d'appalto e realizzazione dei lavori, altri 6 per i collaudi. Unico progetto sul quale la gente ha storto un po' il naso, il cosiddetto "panettone", un mega edificio con corte interna che, costruito dall'Ater «sembra un po' una galera», hanno commentato i cabarettisti Carlo e Giorgio, che con i musicisti della Semicroma e i ragazzi del Morin hanno intervallato le presentazioni dei progetti. Una volta trasformata, l'area avrà attività commerciali, servizi sociali, case per anziani, asilo (che in molti vorrebbero nido). A partecipare alla festa il vicesindaco Mognato con gli assessori Caccia, De Gaspari, Zordan e il presidente dell'Ater Pellegrini. E proprio quest'ultimo è stato più di tutti sulle spine: incalzato da Dianese, ha dovuto dire ciò che forse non avrebbe voluto e cioè quando verranno abbattuti i fatiscenti stabili dell'ente: «Entro il 2005» la risposta che ha chiuso il dibattito e lasciato spazio a Carlo e Giorgio.

Sonic from Padova
January 31st, 2005, 04:44 PM
VEDELAGO Da sindaco e giunta
Sottostazione Enel Un altro no deciso
«Un’opera non indispensabile»

Vedelago

In merito alla sottostazione Enel da 380 KV e i relativi raccordi da 132 KV previsti a Fanzolo, nel sindaco Paolo Quaggiotto e nella sua giunta si sta facendo concreto un convincimento, quello che l'opera non sia poi più tanto necessaria. "Siamo tutti convinti che l'attuale momento di congiuntura economica, - spiega Quaggiotto - sommata alla delocalizzazione industriale in atto, tolga di fatto la necessità della stazione e del potenziamento della rete elettica locale". A distanza di un paio di mesi dall'incontro avvenuto nella sede municipale, con GRTN e Terna Spa di Roma e Venezia , per fare il punto della situazione riguardante l'impianto, per Paolo Quaggiotto e la sua giunta si sta delineando un quadro complessivo per l'energia, che fa ritenere non più sufficienti le motivazioni portate dai funzionari delle società elettriche a sostegno della decisione di realizzare la struttura. "Terna e GRTN, - aggiunge il sindaco - non hanno ancora presentato la documentazione richiesta dal Comune che, oltre a dimostrare in maniera inequivocabile la necessità e l'urgenza dell'opera, chiarisca se la scelta di Fanzolo è obbligata, oppure vi possano ressere soluzioni alternative molto meno impattanti". A questo va aggiunto il fatto che la Regione Veneto non ha ancora ufficializzato la propria strategia in merito al settore energetico, ha solo espresso un parere contrario già nel 1993, per una analoga proposta di stazione allora presentata dall'Enel. "La decisione di inserire la progettata stazione nell'elenco delle opere di preminente interesse nazionale, da realizzare con la procedura d'urgenza in base alla Legge Obiettivo Nazionale, - chiude Quaggiotto - non convince affatto. Dagli atti a nostro avviso, emerge una valenza esclusivamente locale. Pe queste ragioni abbiamo deciso di assumere una posizione nettamente contraria al programma esposto dai funzionari di Terne e GRTN, posizione che ci riserviamo di rappresentare nelle sedi opportune".

Sonic from Padova
January 31st, 2005, 06:22 PM
SOCIETÀ
Si chiude oggi al Terminal passeggeri la 16. edizione di "Venezia Moda & Sport"

(f.r.) Si chiude oggi, dalle 9 alle 16, la 16. edizione di "Venezia Moda & Sport", ospitata al molo 107 e 108, del Terminal passeggeri (nelle vicinanze di Piazzale Roma). La manifestazione è un punto di incontro per le aziende del Triveneto che operano nell'abbigliamento, sportswear e attrezzo sportivo ed è inoltre un'importante occasione per far conoscere le novità della collezione autunno-inverno 2005-2006. Al Consorzio Venezie Moda & Sport, ente organizzatore della fiera dedicata ai solo addetti ai lavori, che opera da 30 anni nel Triveneto, fanno parte le migliori espressioni delle agenzie commerciali,150 agenzie, 500 agenti diretti, in rappresentanza di 800 marchi,e 4 mila punti vendita selezionati in Triveneto. Si calcola che il giro d'affari abbia registrato i mille miliardi di fatturato.

Sonic from Padova
January 31st, 2005, 07:14 PM
Italia, Venezia (VE) 202 Hits

Concorso di progettazione NUOVA SEDE IUAV - Facoltà di Architettura di Venezia

Progetto di concorso per la Nuova sede di Architettura a Venezia.
L'edificio è caratterizzato da una forte variazione percettiva dovuta alla presenza di volumi sporgenti e arretranti; sul tetto vele fluttuanti.

http://tinypic.com/1ibxok

Sonic from Padova
January 31st, 2005, 07:15 PM
Italia, Venezia (VE)

Palazzo di Giustizia - Venezia

La riqualificazione del complesso della Manifattura Tabacchi è uno dei principali tasselli di quel nuovo sistema di trasformazione urbana che coinvolge l’area di Piazzale Roma dove si attestano anche il quarto ponte sul Canal Grande di Santiago Calatrava e l’arrivo dal Tronchetto del nuovo percorso meccanizzato (people mover). Contestualmente, le caratteristiche architettoniche degli edifici, per lo piu’ suddivisi in tre navate, è risultato particolarmente adatto al nuovo insediamento dove gli uffici, unificati a costruire una parte di citta’, dovevano mantenere un’autonomia precisa nell’immagine e nel riconoscimento dall’esterno. La scansione spaziale a tre navate ha permesso la felice organizzazione dello spazio con un’ampia distribuzione centrale su cui si affacciano lateralmente gli uffici o, ancora, nel caso delle aule giudiziarie, una navata laterale per il disimpegno e le altre due per l’aula. Il progetto di restauro ha lavorato al fine di mantenere la riconoscibilita’ architettonica dello spazio originario inserendo la fitta rete impiantistica e strutturale in pacchetti ad alto contenuto tecnologico che occupano, a seconda della specialita’ di intervento, i piani orizzontali o le pareti verticali.
Il sistema d’impianto originario è stato arricchito di due nuovi edifici che completano e consolidano i bordi nord.

http://tinypic.com/1ibxq8

Sonic from Padova
February 1st, 2005, 04:34 PM
SUBLAGUNARE
Lo studio fa discutere, nuovo rinvio in commissione

Tanto tuonò, che piovve. Ieri il consiglio comunale, discutendo della sublagunare come richiesto dalle opposizioni, ha finito per decidere di rimandare per approfondimenti il tema in commissione, approvando un ordine del giorno in tal senso presentato da Sandro Bergantin (Città Nuova) e bocciandone invece un altro (primo firmatario Luca Rizzi di Forza Italia) che invitava a convocare una conferenza dei servizi per adattare il Piano regolatore generale al progetto. «Mancano 15 giorni al decadere dell'amministrazione, quando mai ne discuterete», ha polemizzato Michele Zuin (Fi). «Non avreste certo risolto le cose con la vostra mozione», ha replicato Bergantin.

L'assessore alla Pianificazione strategica, Roberto D'Agostino, ha ricostruito l'iter del progetto, sostenendone la piena coerenza con gli strumenti urbanistici che prevedono un collegamento veloce («che poi sia un metrò o un Hoovercraft riguarda il progetto»), e ricordando che eventuali varianti verranno comunque approvate dal Cipe in sede di valutazione del progetto. Il Polo rossoverde ha storto il naso, ma alla fine si è rimesso tutto a bagnomaria decidendo di riparlarne in Commissione una volta avuti gli impatti ambientali, sociali, economici. «È comunque chiaro - ha concluso D'Agostino - che il progetto andrà comunque discusso in consiglio e in città».

Sonic from Padova
February 1st, 2005, 04:35 PM
PONTE DI CALATRAVA
Denuncia di Bonafè: «La struttura è a rischio per scarsa staticità»

L'arco del Ponte di Calatrava andrà messo in opera nella notte tra l'8 e il 9 marzo (o in quella successiva se vi saranno problemi meteo), ma ieri il consigliere comunale Paolo Bonafè (Udc) ha avanzato con un'interrogazione dubbi sulla rispondenza dell'opera al progetto. «Risulterebbe da indiscrezioni ricevute - ha scritto - che le quote di impostazione delle spalle siano non conformi al progetto di almeno 50 centimetri». Secondo Bonafè, «questo "errore" potrebbe causare nel tempo problemi di staticità, anche a seguito dell'aumento dei pesi che la struttura dovrà sopportare a seguito dell'inserimento dell'ovovia per disabili che, come è noto, è stata aggiunta successivamente al progetto iniziale».

Il consigliere dell'Udc ha poi denunciato che i costi iniziali, valutati in 10 miliardi di lire, sarebbero ora lievitati a 10 milioni di euro, di fatto raddoppiando. «Ricordo che questi soldi - ha sottolineato Bonafè - sono attinti da uno specifico capitolato dei fondi della Legge speciale, quindi tolti dalle risorse per la manutenzione pubblica e dai fondi per il risanamento e la ristrutturazione degli immobili dei veneziani». Bonafè ha chiesto, qualora ci sia l'errore costruttivo, chi ne sia responsabile e se eventuali modifiche correttive possano pregiudicare la statica del ponte.

Sonic from Padova
February 1st, 2005, 04:36 PM
«Soluzioni inusuali»

(S.T.) All'ing. Alberto Scotti, progettista del Mose, ieri devono essre fischiate le orecchie. Gli ingegneri Vincenzo Di Tella e Paolo Vielmo, infatti, non hanno solo attaccato la sua creatura (vedi servizio a lato), ma hanno anche pesantemente criticato con una nota il suo progetto per la realizzazione di un terminal petrolifero in mare. «Un progetto - hanno scritto - che si basa su soluzioni inusuali rispetto a tecnologie sperimentate e consolidate senza motivarne la scelta, carente per quanto riguarda le procedure operative per la gestione del terminale e la realizzazione delle condotte sia nella parte in laguna che in mare».

I due tecnici ex Tecnomare hanno sostenuto che non sono state esaminate soluzioni flessibili negli obiettivi, nei tempi di realizzazione e nei costi, e che dai dati meteo e dalle elaborazioni presentate si evince una discutibile determinazione delle condizioni estreme di progetto per le opere civili. «Il progetto - hanno sottolineato - esamina solo condizioni estreme per le opere civili, e non prende in considerazione le condizioni ambientali limite per le manovre di entrata nel porto e accosto agli attracchi».

La soluzione progettuale, hanno poi aggiunto Di Tella e Vielmo, non è mai messa in discussione e data come la migliore possibile. «Una soluzione del tutto inusuale di un megaporto off shore - hanno sostenuto -, e condotte in un tunnel a pressione atmosferica, con i costi di investimento così elevati e senza un'analisi dei rischi e una stima dei costi di gestione, richiede per legge un confronto tecnico/economico con soluzioni classiche di ormeggio a punto singolo, per il terminale off shore, e di condotte sottomarine interrate o protette in ambiente bagnato ("Wet") anche per la parte lagunare».

I due ingegneri hanno illustrato brevemente le più classiche soluzioni alternative suggerendo, per il terminal, di chiedere referenze alle tre ditte più conosciute al mondo, la Sbm di Monaco, la Bluewater olandese, la Sofec americana, e per le condotte ai leader mondiali che sono invece le italiane Saipem e Snamprogetti.

Sonic from Padova
February 1st, 2005, 04:37 PM
DA DOMANI
Alla Querini Stampalia in mostra il progetto del "People Mover"

Il Comune di Venezia e ASM, Azienda servizi Mobilità S.p.A., presentano alla Città il progetto People mover Venezia, la funicolare terrestre per il trasporto pubblico, con una mostra che si inaugura domani alle 18, negli spazi della Querini Stampalia. L'innovativo sistema di trasporto urbano che collegherà Piazzale Roma al Tronchetto, con una stazione intermedia a Porto Marittima, verrà illustrato in sede espositiva attraverso la proiezione di un inedito filmato e l'ausilio di una serie di pannelli esplicativi. Con il recupero e alla valorizzazione di aree un tempo considerate di poco pregio, ma oggi di grande valore per la crescita urbanistica, la città dimostra di essere viva e in espansione.

Sonic from Padova
February 1st, 2005, 04:38 PM
Anche il Mose ha un peccato originale. ...

Anche il Mose ha un peccato originale. Una scelta progettuale che a cascata ha imposto enormi appesantimenti e irrigidimenti dell'intera struttura, facendo lievitare a dismisura costi e tempi di realizzazione e costringendo a complicare, e dunque a rendere meno affidabile, l'architettura dell'intera macchina che dovrebbe difendere Venezia dalle acque alte eccezionali.

«Il risultato sarà un impatto devastante per l'ambiente lagunare», ha denunciato ieri l'ing. Vincenzo Di Tella, che a 4 anni dall'ideazione ha potuto illustrare alla commissione Legge speciale del Comune il suo progetto alternativo, sviluppato allo stadio di preliminare in collaborazione con gli ingegneri Paolo Vielmo e Gaetano Sebastiani: una sorta di Mose riveduto e corretto, che Di Tella ha brevettato.

«Il Mose è nato 30 anni fa e non tiene assolutamente conto dell'evoluzione dell'ingegneria off shore», ha sostenuto Vielmo, ricordando di essere stato incaricato dalla Fiat Impregilo, quand'essa faceva ancora parte della compagine societaria del Consorzio Venezia Nuova, dell'analisi critica del progetto. «Ma tutti i suggerimenti per la sua ottimizzazione - ha ricordato - più che un muro di gomma hanno trovato un muro di cemento armato».

Peccato che le opposizioni abbiano disertato in massa l'audizione: Di Tella, Sebastiani e Vielmo, infatti, non sono scatenati ambientalisti, né tre persone qualunque, ma probabilmente i tre massimi esperti italiani in progettazioni off shore, una vita professionale spesa nella Tecnomare a realizzare piattaforme oceaniche e le più diverse tecnologie marine in giro per il mondo, sopra e sotto l'acqua.

«Il Mose emerge contro corrente», ha spiegato Di Tella, evidenziando come la risultante tra la spinta netta di galleggiamento sulle paratoie, che si innalzano svuotandosi con pompe di aria compressa dei quasi 2 mila metri cubi d'acqua che le tengono a riposo sul fondo, e la spinta del battente di marea si traduca in una inversione dei carichi sui giunti che fissano i portelloni ai loro alloggiamenti. «La paratoia - ha insomma tradotto Di Tella - tende a strappare le sue cerniere, e sono pronto a discuterlo a tutti i livelli».

C'è, insomma, la possibilità di ribaltamento delle paratoie, e ciò ha imposto al progettista, Alberto Scotti, di prevedere delle strutture a collasso determinato che possano rompersi prima che cedano le paratoie, allagando tutto il tunnel di servizio e mettendo in crisi l'intero sistema. «Se Scotti ci facesse avere un suo curriculum - ha polemizzato Di Tella - dimostrandoci quante strutture off shore ha progettato in vita sua, forse capiremmo qualcosa di più».

Secondo Di Tella, il peso delle paratoie, sovradimensionate per evitare problemi di risonanza con le onde del mare, la necessità di enormi e non sperimentati connettori meccanici, il fatto che la loro gestione richieda un continuo e controllato pompaggio d'aria, hanno imposto il tunnel, 12 mila pali in cemento per le fondazioni per evitare cedimenti, ciclopiche spalle di sostegno, l'isola davanti al Bacàn, una centrale elettrica da 10 mila megawatt, i cantieri di costruzione a Malamocco, la conca di navigazione, il dragaggio di milioni di metri cubi di fondali, la demolizione delle dighe foranee. «Tutto - ha sottolineato Di Tella - tranne che graduale, sperimentale, reversibile come richiesto dalla legge».

Nel progetto Di Tella, invece, le paratoie a gravità si innalzano con la marea, restando zavorrate tranne una piccola camera di manovra che, svuotata di appena 50 tonnellate d'acqua con banali compressori, mette il sistema in movimento. «È il livello dell'acqua che fa salire le paratoie - ha spiegato il progettista -, il sistema è intrinsecamente stabile, non serve alcun controllo perché non dobbiamo lottare con la corrente, anche nel peggior dislivello di marea non c'è inversione di carico sulle cerniere». Dunque, tutto più leggero, più agile, adattabile ai fondali esistenti, realizzabile in un normale cantiere navale con tecnologie sperimentate e affidabili, installabile a pezzi.

A materiali e costi unitari analoghi, il Mose2 richiederebbe 2 anni di lavori contro 8 del Mose e costerebbe 1382 milioni di euro contro 2296 (2070 ha precisato Di Tella contro 3440 se venissero applicati i «mai visti» corrispettivi e gli oneri aggiuntivi del 50 per cento calcolati dal Consorzio), ma in acciaio e a gara d'appalto costerebbe 402,5 milioni di euro contro i 753,6 dei lavori in concessione unitaria al Consorzio. «Il Comune chiederà un confronto pubblico tra i due progetti nelle massime sedi», ha concluso la Commissione, ed è curioso che il Magistrato alle Acque, a cui Di Tella ha chiesto a luglio e a dicembre del 2003 di presentare il suo progetto, non abbia mai neppure risposto.

Sonic from Padova
February 1st, 2005, 09:57 PM
Zoggia: «Actv a rischio fallimento»

VENEZIA - Le aziende di trasporto venete, e quindi anche Actv, rischiano il fallimento se dovranno pagare l'Iva sui contributi ottenuti dalla Regione.

L'allarme arriva dal presidente della Provincia, Davide Zoggia, che lancia un appello a difesa delle aziende. Zoggia, di recente nominato responsabile nazionale del settore trasporti per l'Unione delle Province Italiane, chiede al ministro dell'economia Siniscalco e al direttore generale delle entrate Busa di respingere l'interpretazione data dalla Guardia di Finanza del Veneto che prevede il pagamento, da parte delle aziende, dell'Iva sui contributi erogati dalla Regione per il ripiano dei bilanci 1999 - 2000.

«La Guardia di Finanza - spiega Zoggia - utilizzando una formulazione ambigua contenuta nella legge regionale, dopo aver chiesto un parere alla direzione centrale dell'agenzia delle entrate, sta contestando alle aziende del trasporto venete il mancato assoggettamento ad Iva dei contributi erogati dalla Regione Veneto per il ripiano dei bilanci 1999 - 2000. Se dovesse passare questa interpretazione, le aziende del Veneto si troverebbero a dover far fronte ad un contenzioso fiscale per un valore complessivo di 50 milioni di euro (tra Iva, Irpeg/Ires) che comprometterebbe in maniera gravissima gli equilibri finanziari aziendali».

«Da tutto questo - aggiunge Zoggia - ne conseguirebbe l'impossibilità di certificare i bilanci sarebbe bloccata da subito, e per tutta la indefinibile durata della controversia, la possibilità di compiere qualsiasi operazione di carattere straordinario. Per completezza è giusto ricordare come tutta la tesi della Guardia di Finanza si giustifichi formalmente su di una imperfetta formulazione della legge regionale che, in questi giorni, verrà integrata dalla giunta in accordo con i capogruppo di opposizione con un'apposita norma di interpretazione».

«Il problema - conclude Zoggia - è di carattere nazionale. Il caso per ora è scoppiato in Veneto ma potrebbe ripetersi in tutte le regioni italiane assestando tanti colpi mortali al servizio di trasporto pubblico».

Sonic from Padova
February 1st, 2005, 09:58 PM
TURISMO & CRISI
Pochi stranieri, hotel e palazzi sono semivuoti

Venezia

Alberghi semivuoti, meno eventi, meno turisti, persino meno "pendolari" del Carnevale. Insomma, la festa più trasgressiva dell'anno (ma anche quella che nel 2004 aveva portato a Venezia nel primo weekend circa 130.000 visistatori), è iniziata decisamente sottotono: 20.000 turisti sabato, 25.000 domenica. Tanto che anche le feste nei palazzi ne stanno subendo lo scotto. Prenotazioni in calo un po' dappertutto rispetto alla passata edizione (al "Ballo di Casanova" ad esempio, tenutosi sabato scorso a Palazzo Pisani Moretta, hanno partecipato 150 persone su 220), ma gli organizzatori in linea di massima sono fiduciosi che prima della fine della settimana i numeri cominceranno di nuovo a salire. Sarà, ma per il momento la situazione non è certamente rosea. Basti pensare che per il "Ballo del Doge", l'happening più chic, che si svolgerà sabato 5, siamo arrivati a quota 200 su 350 posti disponibili. Madrina d'eccezione quest'anno sarà la stilista Vivienne Westwood che arriverà a Venezia nei panni di Elisabetta I d'Inghilterra.

«E' avvilente parlare di numeri per noi - ha detto l'organizzatrice Antonia Sautter - perché ciò che ci interessa è fare una cosa bella per la città e ogni anno ci mettiamo passione, impegno e soldi. Quest'anno, tra le altre cose, per la prima volta il gran galà si svilupperà all'esterno. Sulla facciata di Palazzo Pisani Moretta, infatti, sarà installata una enorme maschera neutra su cui saranno proiettate le immagini selezionate dal team della Visual Factory. In questo modo una parte del divertimento e della magia potranno essere goduti anche da chi casualmente passa sul Canale o si trova sull'altra riva. Mi piace l'idea di regalare un sogno».

Nessun appuntamento saltato, ma la preoccupazione regna anche nel Circolo culturale italiano, organizzatore di ben 24 eventi nell'ambito dell'edizione 2005 e che nelle prime giornate ha registrato un vistoso calo di presenze. Tra le feste del Circolo c'è anche il "Ballo Tiepolo" firmato dalla baronessa Romana von Sohilgen in programma per giovedì grasso, 3 febbraio, sempre a Palazzo Pisani. Finora i biglietti staccati sono stati 150 su 250.«Il Carnevale di quest'anno - ha sottolineato Fabio Momo - è decisamente sottotono per due motivi fondamentali. Il primo è che negli ultimi anni si sta perdendo la peculiarità della festa,sempre meno gente ha voglia di vestirsi in maschera e in secondo luogo perché l'evento non è adeguatamente pubblicizzato. Le faccio un esempio: alla Fiera internazionale del Turismo non c'era nessuno a parlare del Carnevale, inoltre non esiste un numero di telefono a cui rivolgersi prima che la manifestazione cominci. E allora, come possono fare i turisti a decidere di venire da noi? Ho l'impressione che non si comprendano le potenzialità di una festa sognata da mezzo mondo. E poi, l'offerta è scarsa...».

Non si lamentano gli organizzatori del "Ballo dei sospiri", la festa a sfondo erotico ma non volgare che per il 2005 propone il sottotitolo "Virgins and vampires", venerdì 4 a Palazzo Contarini dalla Porta di Ferro. «Finora abbiamo registrato una quarantina di partecipanti - fa sapere Michele Serafini - ma noi non abbiamo grosse pretese, perché al massimo possiamo ospitarne 70. Si tratta di molti affezionati che tornano ogni anno e dunque non siamo spaventati». Nessuno crede che a decretare il l'andamento "lento" delle prenotazioni per le feste possa essere il prezzo alto del biglietto (le tre feste citate, per fare soltanto qualche esempio, costano rispettivamente 500, 390 e 420 euro).Ma allora non si spiegherebbe perché invece si sia registrato un boom degli eventi "minori" e più economici. Quasi sempre tutto esaurito, infatti, per pomeriggi cioccolata, cocktail e pranzi dai prezzi decisamente più abbordabili (dai 35 ai 190 euro per quelli più sofisticati e completi). Ma che consentono almeno di "respirare" l'aria del Carnevale. Piangono anche gli albergatori che pure in questo Carnevale non avevano creduto tanto da ridurre drasticamente il loro contributo da 500.000 a 100.000 euro. Quasi tutte le strutture ricettive sono semivuote e anche per la notte di sabato, storicamente la più affollata, ci sono ancora molti posti disponibili. «Un disastro - commenta lapidario Claudio Scarpa, direttore dell'Ava, l'Associazione veneziana albergatori - e per mille motivi. Non voglio entrare in polemica con nessuno, ma mi sembra evidente che la festa sta perdendo la sua vera funzione, bisognerà mettersi attorno a un tavolo a discuterne. Inoltre quest'anno il Carnevale è troppo basso, gli eventi di richiamo sono pochi e la pubblicità è stata fatta troppo tardi. Posso dire che ad oggi le strutture ricettive, soprattutto quelle da tre stelle in su, durante la settimana sono vuote al 70\% e per il weekend abbiamo ancora un buon 30\% di camere libere. Si tratta soprattutto di ospiti italiani e francesi mentre sono calati ad esempio gli americani».

Una ricetta per recuperare i turisti statunitensi la propone Nicolas Arnita che sabato sera, a Ca' Zanardi, ha riunito un centinaio di ospiti per la festa con le Marie. «Bisogna cercare di rendere conveniente il loro soggiorno a Venezia - spiega Arnita - Con l'euro forte sul dollaro è inutile alzare i prezzi. Occorre presentare agli americani tariffe che tengano conto del rapporto un euro uguale a un dollaro. Magari ci si rimette un po', ma si riempiono le stanze».

Sonic from Padova
February 1st, 2005, 09:59 PM
LIDO
Attività internazionali all'ex ospedale al Mare In primavera la ristrutturazione del monoblocco

La conferma che entro primavera verranno avviati i lavori di ristrutturazione al monoblocco che manterrà comunque l'uso di struttura sanitaria. E il rilancio di alcune proposte per riconvertire gli spazi vuoti dell'ex Ospedale al Mare con una funzione che possa essere strategica per il Lido e la città. Questi i due versanti più significativi affrontati ieri pomeriggio dal direttore dell'Usl 12 Antonio Padoan, nel corso di un sopralluogo al Lido. «La prima cosa - spiega Padoan - è quella di sgomberare il campo dagli equivoci: il monoblocco verrà mantenuto come struttura sanitaria per concentrarvi tutti i servizi. Al piano terra verranno collocati tutti i poliambulatori, piscina e radiologia, al secondo troveranno spazio tutte le strutture specialistiche e del distretto mentre al terzo piano ci sarà la divisione di residenza sanitaria assistita, e cioè l'ospedale di distretto. Tutti gli impegni presi verranno mantenuti. Sono stati già appaltati i lavori al piano terra del monoblocco che potranno così partire entro la primavera».

Il direttore generale dell'Azienda Sanitaria Veneziana, individua poi anche un progetto, più a larga scadenza, su quelle che possono essere le funzioni nei contenitori vuoti dell'ex Ospedale Al Mare. Quasi certamente non ci sarà un centro per talassoterapia, come ipotizzato inizialmente. «Anche qui - prosegue il direttore generale - si sentono voci e ipotesi troppo semplici, sarebbero quelle di individuare una funzione per talassoterapia oppure la realizzazione di abitazioni. Ipotesi populistiche e demagogiche».

Per individuare le funzioni future Padoan dice che «occorre trovare anche un po' di fantasia, per dare all'area, che sorge vicino all'aeroporto e che quindi dovrebbe essere centrale per il rilancio dell'isola, la funzione che questa merita». E sul tavolo ci sono alcune proposte: «Ad esempio creare una sede per le attività internazionali, oppure, se si decidesse di puntare sui giovani e su un livello sportivo reale un centro sportivo agonistico in collaborazione col Coni, oppure ancora creare uno spazio universitario dedicato alla ricerca e allo studio con annessa foresteria. I prossimi mesi saranno dedicati non per decidere ma per raccogliere delle proposte e delle ipotesi sulle quali poi decidere la gestione. Scelta che deve avvenire affrontando un ragionamento a 360 gradi e non, invece, relegato a piccoli interessi finora rappresentati. Quello che è certo è che l'area deve essere centrale per il rilancio dell'isola e anche nello sviluppo della città di Venezia».

Sonic from Padova
February 2nd, 2005, 07:39 PM
Fanghi, scavo per 400 mila tonnellate
Il materiale anche inquinante sarà depositato all’isola delle Trezze appena allargata

Mestre

(e.t.) Entro un mese saranno scavate 400 mila tonnellate di fanghi dei canali industriali; se tutto va bene i lavori cominciano già questa mattina. In questo modo, entro un mese, si potrà arrivare a 10 metri e mezzo di profondità nei tratti che ormai sono compromessi e le navi rischiano ogni giorno di incagliarsi.

La prima uscita pubblica dell'ingegner Roberto Casarin - segretario regionale all'Ambiente e ai Lavori pubblici, nominato commissario delegato del Governo per fronteggiare l'emergenza ambientale nella laguna di Venezia in relazione alla rimozione dei sedimenti inquinati nei canali portuali di grande navigazione - è stata piuttosto fruttuosa dal punto di vista del porto veneziano. Ieri mattina ha partecipato alla riunione del Comitato portuale e ha annunciato una serie di misure che dovrebbero riportare, nel più breve tempo possibile, i fondali a 11 metri e mezzo o addirittura a 12, che sarebbe la misura ideale per garantire al meglio la navigabilità di accesso al nostro scalo.

Si parte con l'isola delle Trezze nella quale, opportunamente allargata, troveranno posto le prime 400 mila tonnellate di fanghi che saranno scavate nella zona che va da Fusina a Malamocco: ci saranno fanghi poco inquinanti, ma probabilmente anche fanghi di tipo C, ossia inquinatissimi, che però saranno solo parcheggiati lì in attesa di essere inviati a impianti di trattamento autorizzati.

Dopo questo primo scavo "d'emergenza" si tratterà di verificare quale strada percorrere: o proseguire e scavare 10 milioni e mezzo di tonnellate di fanghi di tutti i tipi (da quelli puliti a quelli più sporchi e pericolosi) e riportare tutti i canali industriali alla profondità di 12 metri, oppure accontentarsi di scavare 7 milioni e mezzo di tonnellate per arrivare alla quota di 11 metri e mezzo.

Ma dove metteranno tutti questo materiale? Le soluzioni prospettate dal commissario sono più o meno tutte già note: si va dal riempimento dei nuovi spazi reperiti nell'isola delle Trezze, alla rettifica del molo Sali (vicino alla Fincantieri nel canale industriale Nord), dai 43 ettari di terreno comprati dal Comune a Fusina, ad una parte della cassa di colmata A dove dovrebbero trovare posto i fanghi meno inquinati, che sarebbero utilizzati per rifare le barene.

Cosa resta da fare? Ieri pomeriggio si è riunito il comitato tecnico costituito da esperti di Comune, Provincia, regione, ministero dell'Ambiente e dei Lavori Pubblici, e Autorità portuale; già questa mattina le draghe riprendono a lavorare.

Sonic from Padova
February 2nd, 2005, 07:40 PM
Il nuovo CineStar ha chiuso i battenti

MESTRE - (e.t.) Il CineStar ha chiuso i battenti. La nuova multisala di Marghera non ha fatto nemmeno il giro di boa dei primi 12 mesi. Cos'è successo? Non si sa, perché i responsabili della società, che ha sede a Brescia, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. L'unica cosa certa è che ieri il grande edificio sulla Romea, a fianco di Leroy Merlin e della Metro, era irrimediabilmente chiuso, nonostante il sito internet continui a illustrare la programmazione dei film, mentre il numero di telefono per le prenotazioni fa scattare una segreteria telefonica. Che le cose non andassero per il meglio era risaputo da tempo. Si può solo ipotizzare che il mercato non abbia premiato l'imvestimento a Marghera: nel 2004, anno di buoni risultati per i cinema in Italia, il CineStar ha registrato circa 300 mila presenze, mentre il Warner di Marcon (12 sale come quello di Marghera e stessa capienza, 2500 spettatori), ne ha registrati 520 mila e il CineCity di Silea (della famiglia Furlan) ne ha contati 950 mila; i cinema dei Furlan in centro a Mestre, nonostante abbiamo risentito pesantemente della concorrenza dei due multisala vicini, hanno registrato circa 420 mila presenze. Per una struttura grande come il CineStar, insomma, 300 mila spettatori sarebbero insufficienti a raggiungere la soglia di convenienza.

Inaugurata in grande stile sabato 6 marzo 2004, la multisala ha puntato subito ad attirare pubblico dalla Riviera del Brenta e da Chioggia, oltre che da Marghera, spingendo molto sulle promozioni, con tessere e biglietti scontati durante la settimana. Il giorno della presentazione ufficiale della struttura i vertici di CineStar - imprenditori che prevalentemente si occupano di iniziative immobiliari nei settori del commercio innovativo e del tempo libero, e hanno accolto due società italiane che operano nella gestione di cinematografi (una per il centro-sud e una per il Nord) - dissero che puntavano a 700 mila spettatori l'anno, e l'amministratore delegato Giuseppe Taini, a chi gli obiettava che il settore a Mestre era ormai saturo, citò Toni Furlan: «È un vero imprenditore e ha già dichiarato che il mercato è di chi sa farlo».

Sonic from Padova
February 2nd, 2005, 07:41 PM
Il tram non può passare sopra i tubi del gas
Il parere dei Vigili del Fuoco è all’esame della Pmv. L’Assessore Corsini: «Verifichiamo e comunque deve pagare Italgas»

Un tram chiamato desiderio. È sempre più forte il rischio che le nostre due linee di tram si trasformino in una esercitazione artistica, come appunto il capolavoro di Tennessee Williams, insomma c'è la possibilità che non saranno mai in grado di trasportare passeggeri.

Già i lavori non sono praticamente mai partiti - a parte il cantiere sperimentale di via Monte Celo - ora l'ultimo scoglio buttato di traverso al percorso della tranvia è il parere dei Vigili del Fuoco, richiesto dopo il via libera rilasciato dal ministero delle Infrastrutture: pare che per i pompieri il tubo del gas sotto il tram non ci possa stare.

Questo può significare non solo che la data del 2007, per l'inaugurazione, si allontana, ma che si rischia di non vederlo proprio in funzione. Perché spostare tutti i sottoservizi - Vesta aveva già messo in conto di spostare i tubi dell'acqua, ma a suo carico - e metterli di fianco alla tranvia comporterebbe un costo complessivo di 40 milioni d'euro - oltre i 150 previsti per l'opera.«Non ho ancora avuto modo di leggere approfonditamente quel che hanno scritto i Vigili del Fuoco, so che hanno espresso forti perplessità sul fatto di mantenere il tubo del gas sotto il tram. Venerdì avremo un incontro con Pmv, la società di Actv che costruisce la tranvia, per analizzare la questione e decidere cosa fare. Certo che se davvero bisogna spostare il gas, noi non metteremo un centesimo, perché dovrà pagare Italgas» - spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Marco Corsini che da tempo è impegnato in prima persona per risolvere tutti i problemi, anche tecnici che fino ad oggi si sono presentati sulla strada del tram e che sicuramente dovevano essere fatti presenti per tempo, prima di partire con i lavori.

Il fatto è che Italgas sarà anche obbligata a fare i lavori, ma bisogna vedere quando li farà e che ritardi comporterà per il compimento dell'opera. Non bisogna dimenticare che il contratto prevede forti penali per le aziende impegnate nei lavori se dovessero ritardare per colpa loro, ma prevede anche forti penali per Pmv se la colpa, invece, fosse sua. Rischia di innescarsi, insomma, un contenzioso infinito e costosissimo che Pmv e lo stesso Comune non sarebbero in grado di reggere. Colpa di Pmv? In questo caso chi aveva il compito di dire che i tubi del gas non possono stare sotto ad un tram? Di questa faccenda si discute già da mesi perché il problema è saltato fuori non appena sono partiti i primi lavori in via Monte Celo a Favaro. A novembre l'ingegner Gianmaria De Stavola, vicepresidente dell'Actv e amministratore delegato di Pmv - oltre che titolare di una società che si occupa della direzione dei lavori per la tramvia di Padova, uguale alla nostra - aveva assicurato che «la colpa non è di nessuno», che «con il tram su gomma si scava solo per 60 centimetri e quindi si può lasciare tutto dove sta», che la storia del gas «è una bolla di sapone» e che, infine, al massimo «si tratta di fare pochi aggiustamenti a qualche porzione di pozzetto o altre piccole cose».

Già all'epoca l'assessore Marco Corsini ebbe a dire - piuttosto seccato - che «un anno fa, quando è stata fatta la conferenza dei servizi, con tutti i soggetti interessati, nessuno si è sognato di alzare la mano per dire che i suoi tubi andavano spostati. Si era scritto nero su bianco che si spostava solo lo stretto necessario».

Poi, invece, arrivò Italgas a dire che non era sicuro tenerli sotto la linea del tram. Il ministero delle Infrastrutture, su richiesta dell'assessore Corsini, certificò che non si tratta di un vero e proprio tram, ma di un mezzo su gomma, e che di conseguenza non servono le misure di sicurezza richieste per il primo.

Il "bello" è che se bisogna spostare i tubi del gas a Mestre, non si capisce perché invece possano restare tranquillamente sotto al tram di Padova, dove i lavori sono già quasi finiti. A Padova il problema era stato risolto alla base perché la società del gas è del Comune, quindi siccome è il Comune a volere il tram, si sono trovati tutti d'accordo.

«Se è un problema di progetto, sono i Vigili del Fuoco che si devono attivare, anche senza essere chiamati, per verificare la sicurezza. A Padova lo hanno fatto? - si chiede l'assessore Corsini. - Se davvero non si può lasciare il gas sotto ai mezzi, per noi saranno problemi enormi, ma non oso immaginare quel che potrebbe succedere a Padova».

Sonic from Padova
February 2nd, 2005, 08:15 PM
Carnevale di Venezia - sito ufficiale :

http://www.carnevale.venezia.it/opencms/opencms/carnival/it/news/index.html

GENIUS LOCI
February 2nd, 2005, 08:16 PM
Se il tram non può passare sopra i tubi del gas perchè pericoloso... Milano sarebbe saltata tutta in aria da anni... :sleepy:

Sonic from Padova
February 3rd, 2005, 05:16 PM
ALLA QUERINI STAMPALIA
In mostra il "people mover" nuova era per Piazzale Roma

Alla Querini Stampalia inaugurata la mostra "People Mover": la funicolare terrestre per il trasporto pubblico di collegamento tra Piazzale Roma e Tronchetto con una stazione intermedia a Marittima. L'innovativo e sistema di trasporto, definito dal presidente della Querini Stampalia, Marino Cortese, "un'innovazione strategica per la città", è stato illustrato dall'ass. Roberto D'Agostino.

"La città -ricorda D'Agostino - è viva, cresce e si espande grazie al recupero e valorizzazione delle aree un tempo considerate di poco pregio e, oggi, di grande valore per la crescita urbanistica". "Abbiamo deciso - sottolinea - di riorganizzare tutta la principale porta d'accesso alla città e rendere facilmente accessibile dal centro storico l'area del Tronchetto, sede di insediamenti direzionali, commerciali e servizi". Enrico Mingardi, presidente dell'Azienda servizi mobilità, afferma "che dal prossimo anno si vedranno i primi interventi, mentre i risultati si avranno nel 2007".

Nel corso dell'inaugurazione è stato proiettato un video, nel quale, l'architetto e progettista Francesco Cocco spiega le caratteristiche del progetto. "Il sistema è completamente automatico - afferma Cocco - ed è costituito da due convogli di vetture fissati simmetricamente alle due estremità della fune ad anello mossa dai motori elettrici posti nella stazione del Tronchetto". Ogni convoglio è formato da quattro veicoli, ognuno dei quali ha una portata massima di 50 persone, mentre il tempo di percorrenza tra le due stazioni terminali, P. Roma e Tronchetto, è valutato in poco più di tre minuti".

La mostra, con ingresso libero, sarà aperta al pubblico dal 3 al 27 febbraio, e rispetta il seguente orario: da martedì a sabato dalle 10 alle 24; domenica e festivi dalle 10 alle 19. Chiusura il lunedì.

Sonic from Padova
February 3rd, 2005, 05:18 PM
PER FORZA ITALIA
«Questo tram è uno scandalo e per il 2007 non sarà mai pronto»

«Questo tram uno scandalo! È dallo scorso agosto che Forza Italia denuncia l'incompatibilità dei sottoservizi con la realizzazione della linea tranviaria» scrivono i consiglieri comunali Paolo Dall'Agnola e Renato Boraso.

«E invece i lavori partiti il 10 agosto non sono stati preceduti da una attenta valutazione tecnica preliminare: un fatto grave e vergognoso. Oltre che lo spostamento delle condotte dell'acqua a carico di Vesta, oggi il parere dei Vigili del Fuoco impone pure lo spostamento dei tubi del gas, e deve essere rispettato, con conseguenti costi aggiuntivi per decine di milioni di euro che alla fine si ripercuoteranno sui cittadini».

Date? Stendiamo un velo pietoso, dicono quelli di Forza Italia: «Per ottobre 2004 dovevano essere pronti i progetti esecutivi delle altre tratte tramviarie, e a Gennaio 2005 dovevano essere aperti altri cantieri ma, invece, i lavori sono ancora bloccati a Favaro Veneto. La fine dei lavori prevista nel 2007 è un'ipotesi falsa perché irrealizzabile».

Ma la cosa più grave - secondo i due di Forza Italia - è che «l'assessore Corsini ed i tecnici continuano ad insistere su un percorso tramviario dove, per esempio, il fondamentale incrocio con la 14 bis e via San Donà tra Favaro Veneto e Carpenedo sarà, da Veneto Strade, messo a norma solo agli inizi del 2009. Inoltre ci chiediamo cosa succederà quando si dovrà scavare il tunnel sotto la Ferrovia, in via Piave, per arrivare a Marghera».

Eppure, sempre per Forza Italia, alternative ce ne sarebbero, come ad esempio «l'ipotesi della via Vallenari bis, una strada da trent'anni sulla carta e che basterebbe realizzare ex novo, con un progetto esclusivo per il tram. Lo diciamo da due anni e mezzo, ma evidentemente più di qualcuno è sordo».

Sonic from Padova
February 3rd, 2005, 05:20 PM
INTERVIENE TIOZZO
«Centrale a Cantarana? La Regione blocchi l'iter di autorizzazione»

Chioggia

Una serie di iniziative per bloccare, almeno per il momento, qualsiasi operazione che avvii il progetto per la realizzazione di una centrale a turbogas prevista a Cantarana di Cona. I primi a scendere in campo sono stati i consiglieri di Rc, che hanno presentato un ordine del giorno, ora all'attenzione della commissione ambiente e quasi di sicuro inserito nell'ordine dei lavori della prossima seduta del Consiglio comunale. La continguità territoriale tra Chioggia e l'area prescelta per l'intervento in parola, è secondo i consiglieri di Rc, un elemento da non trascurare. L'ordine del giorno impegna il sindaco a seguire tutte le misure del caso e per consentire una puntuale informazione sulle eventuali iniziative che dovessero concretizzarsi.

Sul tema si registra un intervento anche del consigliere regionale diessino Lucio Tiozzo. "La Regione - chiede Tiozzo - blocchi l'iter autorizzativo per la centrale elettrica di Cantarana fino a quando non sarà pronto il piano energetico regionale". Lo stesso Tiozzo ha presentato lo scorso ottobre una mozione contenente la richiesta di moratoria di qualsiasi autorizzazione che non possa essere riferita ad un quadro definito dalla pianificazione regionale. "Non si possono programmare insediamenti per la produzione di energia - sostiene infatti Tiozzo - se non si ha una stima credibile del fabbisogno e una programmazione del tipo di impianti e dei siti in cui questi potranno essere realizzati". Per questo Tiozzo invita la Giunta a bloccare prima di tutto la procedura autorizzativa in corso presso il ministero della attività produttive e, appena possibile, a definire il piano energetico.

"Le tensioni sociali avvertite nell'area di Cona-Cantarana - secondo Tiozzo - sono una diretta conseguenza della mancata programmazione: questo favorisce l'aumento delle richieste dei privati, senza nessuna garanzia sul funzionamento e sulla reale utilità degli impianti proposti".

"Strumentale", sempre secondo Tiozzo, è poi l'atteggiamento di An che "in Regione chiede notizie sull'iter autorizzativo della centrale di Cantarana. Meglio avrebbe fatto An ad operare in passato per far preparare il piano energetico in tempo utile".

Sonic from Padova
February 4th, 2005, 05:16 PM
Catene e Villabona insorgono
Impianto di rifiuti in mezzo alla gente
Trattamento di tossico-nocivi

Parola d'ordine: fermare quell'impianto. E impedire che il trattamento di rifiuti tossico nocivi avvenga in area residenziale. Se il progetto definitivo del sistema integrato per la gestione dei rifiuti liquidi, con una piattaforma di trattamento da realizzare tra Catene e Villabona sotto il cavalcavia di Chirignago, non esistesse sul serio e non fosse stato presentato un mese fa allo sportello unico del Comune di Venezia, la vicenda sembrerebbe irreale.

Invece gli incartamenti, che entro marzo dovranno ottenere il parere della commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale (Via), esistono. E faranno esplodere - è facile prevederlo - la protesta tra i cittadini di Catene e Villabona. Intanto hanno suscitato le contestazioni, per non dire le ire, della delegazione di zona di Catene-Villabona e della Municipalità di Marghera, messe a conoscenza dall'assessore provinciale all'Ambiente, Ezio Da Villa. "Simili progetti - sottolinea Da Villa - non si avanzano neppure nelle zone industriali: l'impianto risponde solo marginalmente ad un'esigenza di Trenitalia. L'azienda, aprendo a terzi, punta invece a creare un business sui rifiuti, malgrado il sistema del veneziano sia sovrabbondante di altri impianti simili (come quello di Salzano), tratti già 70mila tonnellate l'anno e potrebbe trattarne 180mila." Le giornate precedenti la fine del mandato della Giunta Turetta, alla guida della Municipalità, si preannunciano accese proprio a causa dell'apertura del fronte-rifiuti. "Il nostro intento - annuncia il presidente di Marghera - è quello di fermare quell'impianto a ridosso delle case: a Catene abbiamo sempre lavorato allo scopo di allontanare le ditte di autotrasporto, attive da decenni, e ora, mentre si sta prospettando la delocalizzazione della Cointra di via Bottenigo, non siamo disposti ad accettare nuovo traffico pesante, carico per di più di sostanze pericolose". Sulla strada della mobilitazione campeggiano due date: quella di martedì 15 febbraio, alle 20.30, quando il portavoce della delegazione di zona di Catene Villabona, Valdino Marangon, ha convocato una delegazione sull'argomento cui invitare anche i responsabili della società Wisco, che ha elaborato il progetto (presentato dieci giorni fa a Chirignago e non a Marghera), e quella di mercoledì 16 febbraio quando l'ultimo consiglio di Municipalità utile approverà un ordine del giorno. Intanto è già partita la sensibilizzazione di settori comunali: sull'impianto, che dovrebbe essere realizzato al posto di un mini-impianto di trattamento ad uso ferroviario, dovranno esprimere un parere, infatti, anche le commissioni Via di Comune e Provincia. "Sebbene il progetto interessi il parco ferroviario - sottolinea il delegato all'Ambiente di Marghera, Andrea Ballin, affiancato dal presidente di commissione, Piero Spano, - non può essere contrabbandato per un servizio di Trenitalia. Senza contare l'impatto sulla viabilità di Catene e su via Parco Ferroviario, area occupata anche da scuole e per la quale è prossima un'opera di riqualificazione". Per renderla a misura di cittadini, piccoli e grandi, e non certo di autocisterne di rifiuti pericolosi.

fcom1
February 4th, 2005, 07:55 PM
Ma stanno secoli per fare 2 stupide linee di tram? é uno schifo...

therock
February 7th, 2005, 03:38 PM
7/2/2005
Venezia: al via il cantiere delle grandi gallerie dell'Accademia

Venezia - Con la posa della prima pietra il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, ha dato avvio ai lavori destinati a restaurare e raddoppiare le Gallerie dell'Accademia. Il cantiere renderà disponibile l'intero Complesso della Carità per l'esposizione permanente di arte veneta più importante del mondo, oggi sistemata ai due piani superiori. Il piano terreno, infatti, è stato utilizzato dal 1807 al 2003 dall'Accademia di Belle Arti che ha ormai trasferito i suoi corsi nelle più ampie e moderne strutture dell'ex Ospedale degli Incurabili, alle Zattere.
Occorreranno 1.100 giorni e quasi 20 milioni di euro (provenienti dai fondi Lotto) per un restauro che interesserà anche il Convento dei Canonici Lateranensi, costruito da Andrea Palladio fra il 1551 e il 1560 e la quattrocentesca Chiesa della Carità, dotata di un ingresso indipendente per consentire l'accesso alla sala dedicata a mostre temporanee e convegni.
Obiettivo del progetto è dotare la pinacoteca di spazi, strutture e servizi adeguati. In tutto circa 12 mila metri quadrati, 6 mila in più rispetto all'estensione attuale. L'83 per cento della superficie sarà dedicata all'esposizione e porterà il numero di opere esibite dalle 400 di oggi ad almeno 650. Troveranno posto in sala autori e opere mai esposte: tra queste, i capolavori di Cima da Conegliano, Carpaccio, Tintoretto, Tiziano, Bonifacio Veronese e Paolo Caliari detto il Veronese, Iacopo Bassano, Giambattista Pittoni, Sebastiano Ricci e Giandomenico Tiepolo.
La stima dei flussi di visita lascia prevedere un incremento del 40 per cento degli attuali 400.000 visitatori annuali. Questi troveranno una nuova caffetteria affacciata sul cortile dove prospetta la splendida facciata realizzata da Andrea Palladio nel 1561-1563, finora sottratta al pubblico godimento. Al bookshop del primo piano se ne aggiungerà un secondo al piano terra, nella sala di ingresso, con entrata separata dal museo.
Il nuovo percorso di visita si avvierà ancora dall'ingresso principale nella sala al piano terra e, superata la bussola di Carlo Scarpa, si accederà al museo. Dallo spazio guadagnato con l'abbattimento della parete che separa l'ingresso dall'ex aula magna, si procederà attraverso l'ala nuovissima (1845-1857) e il corpo doppio sottostante i saloni gemelli del Lazzari (1828-1834), che potrà accogliere grandi tele provenienti dai depositi. Segue il corpo palladiano con varie sale espositive e l'antistante galleria destinata alla gipsoteca. Sono quindi visibili il tablinum e la famosa scala ovata palladiana. Il percorso, dopo aver raggiunto il gruppo di ascensori e scala ideato da Tobia Scarpa e inserito senza toccare le strutture storiche, salirà al piano superiore. Qui il tragitto sarà indirizzato in senso orario, inverso rispetto a quello odierno; dall'attuale sala XVIII si raggiungerà la I e da qui la XXIV, che conclude la visita col telero di Tiziano e il trittico di Antonio Vivarini e Giovanni d'Alemagna, ricollocato nella posizione originaria sulla parete di fondo, con lo splendido reliquiario del Cardinale Bessarione. Quindi attraverso il doppio scalone si guadagna l'uscita, oltrepassando il piccolo cortile e la loggia che davano ingresso all'Accademia.
La progettazione, ultimata in 15 mesi dai soprintendenti Renata Codello (per la parte architettonica) e Giovanna Nepi Sciré (per l'allestimento museale) con la determinante collaborazione di Tobia Scarpa, è riuscita a conciliare il massimo rispetto del contesto storico e architettonico con la realizzazione di complessi sistemi impiantistici. Uno sforzo progettuale particolare e risorse pari al 7 per cento dell'importo dei lavori sono state dedicate alla riduzione delle barriere architettoniche. La disponibilità di spazio permetterà, inoltre, di aprire un gabinetto fotografico e di separare il laboratorio di restauro della carta da quello dei dipinti. Una sala di regia, dotata di strumentazioni tecnologiche avanzate, permetterà il controllo centralizzato dell'illuminazione, della temperatura e dei complessi sistemi di sicurezza in tutte le sale. Per le Gallerie, infine, è stato scelto il più efficace e rapido sistema anti incendio. “Il cantiere delle Grandi Gallerie dell'Accademia – ha dichiarato il ministro Urbani – è il primo passo del Progetto Rinascimento dei Grandi Musei Italiani. Le maggiori istituzioni museali italiane verranno significativamente ampliate per potenziare l'offerta di arte e accrescere ulteriormente il turismo culturale. A questo cantiere seguiranno presto quelli degli Uffizi a Firenze, della Pinacoteca di Brera a Milano, del Museo Egizio a Torino e del polo museale romano”.
“Nei nuovi spazi della Galleria dell'Accademia – ha proseguito il ministro Urbani - verranno esposte opere importantissime, capolavori ora visibili solo a pochi storici dell'arte perché conservate nei depositi. Verranno migliorati i servizi per i visitatori e i turisti, con un accoglienza sempre più di livello per un pubblico sempre più attento ed esigente. Venezia, autentica vetrina culturale d'Italia, avrà un museo innovativo e moderno nella concezione e nell'allestimento”.

Sonic from Padova
February 8th, 2005, 04:50 PM
PORTO MARGHERA Il prosindaco risponde così al direttore generale del Ministero dell’Ambiente
Sui rifiuti radioattivi a Marghera ora Bettin querela Corrado Clini

Mestre

«Il Governo venga in Parlamento a spiegare la vicenda della Jolly Rosso, la motonave inviata nel 1989 dal governo italiano a Beirut per recuperare circa 2 mila tonnellate di rifiuti tossico nocivi, poi bruciati dalla società Monteco nell'impianto Sg31 di Porto Marghera». La deputata Verde Luana Zanella interpella il Governo dopo il servizio uscito sul settimanale l'Espresso e la lunga intervista al dottor Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente e all'epoca dei fatti direttore del servizio dell'Igiene pubblica dell'Ulss 36 (oggi Ulss 12) pubblicata dal Gazzettino. Intanto il prosindaco di Mestre e consigliere regionale Gianfranco Bettin annuncia querela contro Clini: «Nel 1989/90 il dottor Clini ci querelò per tapparci la bocca sui rischi derivanti dalla presenza a Marghera dei rifiuti tossici della Jolly Rosso, ora ci riprova, accusano anche coloro che sollevano questi problemi di favorire le ecomafie».

Sonic from Padova
February 8th, 2005, 04:50 PM
MOTO ONDOSO Primi ricorsi contro l’ordinanza del commissario al traffico e moto ondoso Paolo Costa
L'Ascom si appella al Tar
Altra opposizione da parte di 24 aziende che effettuano trasporto per conto proprio

Come previsto dal sindaco Costa, iniziano ad arrivare i primi ricorsi a Tar contro la proroga dell'ordinanza contro il moto ondoso.

Due quelli presentati ieri al Tribunale amministrativo del Veneto, uno da parte dell'Ascom Venezia, il secondo da parte di 24 aziende che operano trasporto in conto proprio, redatti rispettivamente dagli avvocati Monica Volpato e Francesco Curato. Per entrambi i ricorsi è stata richiesta la sospensiva, che verrà discussa il prossimo 16 febbraio.

«Giudicherà il giudice la situazione - spiega il presidente di Ascom Venezia, Roberto Magliocco -. L'ordinanza è poco ragionevole, anche perchè non potrà mai dare i risultati per i quali è stata emanata. In realtà è una limitazione del traffico e non del moto ondoso e si stanno sbagliando se pensano di poter chiudere la città. Venezia deve continuare a vivere, e un commerciante ha il diritto di ricevere la merce alle 11 anzichè alle 8: ne va della sua sopravvivenza. L'ordinanza di Costa purtroppo mette in crisi i rifornimenti ai veneziani, a tutti i consumatori e alle categorie, commercianti in primis, rendendo loro la vita ancora più difficile: vi sono attività ultracentenarie che rischierebbero di chiudere i battenti con i nuovi orari».

Oltre che i danni le 24 aziende ricorrenti contestano alcuni vizi specifici del provvedimento, non giustificati dopo l'intervento di proroga al 30 giugno. Secondo il ricorso infatti la proroga tardiva non può sanare l'incompetenza e l'impossibilità del commissario delegato ad intervenire per disciplinare la materia del traffico acqueo.

E venerdì è in arrivo una manifestazione pacifica di protesta delle categorie per far cambiare l'ordinanza.

Sonic from Padova
February 8th, 2005, 04:52 PM
La Regione, prima di decidere sulla Variante urbanistica, vuole risolvere i contrasti tra Comune e Save
Stadio, blocco alla viabilità
Entro una settimana l’assessore Padoin convocherà una riunione con gli interessati

(e.t.) Non si può dire ufficialmente che la Regione ha bloccato la nuova viabilità per lo stadio di Tessera. Ma, nella realtà dei fatti, accade proprio questo. Il ragionamento dell'assessore regionale all'Urbanistica, Antonio Padoin, del resto non fa una grinza: non è possibile approvare una Variante urbanistica di questo peso prima che i diretti interessati, Comune di Venezia e Save dell'aeroporto, non si siano messi d'accordo: «D'altro canto il nuovo stadio è un'opera importante per Venezia, ma l'aeroporto è un'attività fondamentale per l'intero Veneto». E, da quanto è successo fino ad oggi - con le polemiche infuocate della Save che ha accusato più volte il Comune di permettere lo sviluppo nel terreno Aeroterminal di attività uguali a quelle che l'aeroporto ha previsto altrove - non sarà così semplice, nemmeno per Padoin, trovare un'intesa.

Questo significa che la Variante urbanistica presentata dal Comune di Venezia, quella che prevede appunto la nuova viabilità per il famoso "Quadrante Tessera", non sarà approvata fino a che non si troverà questo accordo. «La settimana prossima convocherò Comune e Save attorno ad un tavolo e cercheremo di risolvere la cosa».

Ma le elezioni si avvicinano e se non si approva la Variante entro qualche giorno si rischia di andare alle calende greche. «Abbiamo tempo, l'approvazione di questa Variante si può fare anche dopo il 16 febbraio, quando la Regione entrerà in amministrazione ordinaria in vista delle elezioni, quindi io conto di riuscire ad approvare il documento ben prima della fine della legislatura» spiega ancora Padoin.

Il contrasto tra Comune e società di gestione dell'aeroporto Marco Polo è di vecchia data ed è ben noto: la Save sostiene che le opere previste dal Comune interferiscono con gli spazi destinati dal Piano d'area regionale (bloccato dal Comune di Venezia) alla seconda pista per gli aerei e allo sviluppo aeroportuale in genere. «Ma soprattutto sostengono che interferisce con la stessa viabilità di accesso all'aeroporto - sostiene ancora Padoin: - Per questo la settimana prossima ci dovremo incontrare, anche perché vogliamo verificare che la nuova viabilità prevista per lo stadio si coordini con il Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr) che passerà di lì e non influisca negativamente sulla viabilità locale di Tessera.

Sonic from Padova
February 8th, 2005, 04:53 PM
I sindacati dei chimici alla Regione
«Approvate subito il Cloro Soda»
Si rischia la chiusura dell’Evc

La regione è spaccata, l'Evc minaccia di chiudere le fabbriche e di andarsene, i lavoratori temono di perdere il posto di lavoro. La Regione avrebbe dovuto approvare già lo scorso 15 gennaio il progetto di bilanciamento dell'impianto Cloro Soda dell'Evc, progetto già approvato dalla Commissione Via regionale (Valutazione di impatto ambientale). L'ultimo ostacolo è proprio nella giunta regionale dove ci sono due anime: una che fa capo al presidente Galan, che non ha mai nascosto di voler chiudere la chimica di Porto Marghera, l'altra invece che sostiene una chimica ridotta e controllata, ma non chiusa, almeno non subito. È così, in mancanza di un accordo, che la data del 15 gennaio è passata invano, e che sono passate invano anche un altro paio di riunioni. Ora hanno promesso che venerdì prossimo metteranno all'ordine del giorno la cosa. «Ma a noi serve che ci assicurino di approvarla, altrimenti non serve a nulla, anche perché dal 16 gennaio la Regione va in amministrazione ordinaria in vista delle elezioni e tutto diventa più difficile, poi passeranno mesi prima che la nuova amministrazione possa prendere in mano l'argomento., Troppo tempo. se l'approvano questi giorni e la inviano subito alla Via nazionale, da Roma ci hanno assicurato che non vi saranno più problemi» sostiene Franco Baldan della Filcea-Cgil che, ieri, assieme ai colleghi dio Femca-Cisl e Uilcem, ha diffuso un volantino di protesta, e ha spiegato che nei prossimi giorni decideranno per forme di protesta sempre più dure: «Quello della Regione, e del presidente in particolare, è un atteggiamento attendistico e strumentale. È inaccettabile che, nonostante il pronunciamento positivo del Comune, della Provincia e della stessa Commissione di Valutazione Impatto Ambientale, la Giunta Regionale non deliberi in merito. Non è possibile bloccare tale autorizzazione, utilizzandola magari per meri scopi elettorali, senza tenere conto delle migliaia di lavoratori direttamente coinvolti che rischiano il posto di lavoro».

Sonic from Padova
February 9th, 2005, 08:24 PM
SPERANZON
«È stato un fallimento economico»

Venezia

«Con la regia di Peres e Cortese, maschere tristi, il Carnevale non poteva che fallire». Il capogruppo di An e candidato sindaco Raffaele Speranzon non risparmia le critiche all'amministrazione per le scelte effettuate nell'organizzazione della kermesse.

In primo luogo il programma. «È stato stampato in ritardo e distribuito dopo due giorni dall'inizio delle manifestazioni. Un assurdo, visto che leggendolo si capisce che poteva essere fatto almeno un mese prima, non ci sono eventi di particolare importanza».

Altra pecca la programmazione. «Come è possibile che venga effettuata a gennaio? - si chiede Speranzon - Doveva essere fatta per tempo, a giugno, perchè non si può pensare di promuovere Venezia nel mondo con la sua sola immagine. Non basta più, c'è troppa concorrenza». E anzi, sottolinea ancora il capogruppo di An, nei mass media si parla molto di più degli altri carnevali: Cento, Viareggio, Ivrea e persino Fano. «Il Carnevale lo scorso anno ha avuto un indotto di 40 milioni di euro - continua Speranzon -; quest'anno la cifra sarà sicuramente dimezzata. La città si impoverisce e blocca la propria economia, il fallimento è totale, così come è totale l'impoverimento delle radici del Carnevale. L'unica soluzione è quella di affidare l'organizzazione della kermesse a una grande azienda specializzata che abbia la possibilità di promuoverla nel mondo. Già oggi tutte le categorie devono fare un passo indietro rispetto ai propri egoismi e il Comune deve effettuare un tavolo di coordinamento per affidare il Carnevale».

Sonic from Padova
February 9th, 2005, 08:25 PM
AMBIENTE
Al via il piano di sistemazione del verde Oltre 1200 piante potate o abbattute

Un piano di potature invernali e interventi sul patrimonio arboreo di Venezia è stato avviato in questi giorni da Vesta in tutte le zone della città.

Complessivamente saranno interessate oltre 1200 piante in tutto il territorio, da San Marco al Lido, dalla Giudecca a Murano.

Il piano delle potature prevede, in particolare, interventi a Sacca Fisola, Dorsoduro, San Polo-Santa Croce, San Marco, alla Giudecca, a Cannaregio e a Castello. Ma anche a Murano, Sant'Erasmo, Vignole, Mazzorbo, Torcello, Pellestrina e al Lido. Saranno "rimessi a nuovo" un gran numero di robinie, oleandri, pioppi, platani, ailanti, lecci, pini, tigli, ippocastani, olmi, oltre ad una serie consistente di piante diverse disseminate in tutta la città.

Saranno invece circa 190 gli alberi che verranno abbattuti nell'ambito di questa risistemazione del verde comunale in centro storico. Gli interventi riguarderanno in particolare piazzale Roma, poi a San Polo, le zone di Papadopoli, campo San Polo e san Cipriano; a Dorsoduro, Santa Margherita, campiello Squellini, Rio Terà dei Saloni, Rio Terà Foscarini, l'area ex Saffa; a Cannaregio, invece, si interverrà nel ghetto mentre a Castello, in campo della Bragora, viale Garibaldi, nei giardini napoleonici, a San Pietro; a Santa Croce saranno abbattuti due ailanti in Fondamenta dei Battuti mentre ulteriori interventi riguarderanno san Mauro a Burano, Mazzorbo, Torcello e Sant'Erasmo. Al Lido Vesta lavorerà a città Giardino, in via Morea e Strada nuova dei Bagni; a Pellestrina in zona Murazzi.

Sonic from Padova
February 9th, 2005, 08:27 PM
Videocamere nelle stazioni

Le stazioni ferroviarie di Venezia Santa Lucia e Mestre saranno presto dotate di un sistema integrato di videosorveglianza. Lo prevede una delibera del Cipe, pubblicata ieri nella Gazzetta Ufficiale, che ha stanziato complessivamente 51 milioni di euro per il progetto definitivo del sistema che sorveglierà le grandi stazioni italiane fatta eccezione per quelle del Mezzogiorno.

Il progetto è stato aggiudicato da Grandi Stazioni e la realizzazione del programma verrà eseguita in affidamento unitario.Le telecamere nelle stazioni, pur se non costituiscono la soluzione a molti problemi di sicurezza tipici dei luoghi di passaggio come i binari dei treni, rappresentano comunque quantomeno un deterrente per episodi di microcriminalità e nel corso di indagini, in più di una occasione, si sono dimostrate uno strumento utile agli investigatori per l'acquisizione di dati importanti. Oltre a quelle di Venezia, saranno dotate di telecamere le stazioni di Bologna centrale, Firenze Santa Maria Novella, Genova Brignole e Porta Principe, Milano centrale, Roma Termini, Torino Porta Nuova e Verona Porta Nuova.

Sonic from Padova
February 9th, 2005, 08:27 PM
PUNTA SABBIONI Appello di Vanin
«Serve un pontile per le idroambulanze»
Usato abusivamente l’approdo Actv

«A Punta Sabbioni serve un pontile per le idroambulanze». A dirlo è il consigliere provinciale dello Sdi Renzo Vanin, che nei giorni scorsi ha voluto inviare una lettera a tutti gli enti interessati a questa vicenda, bacchettando in modo particolare il direttore generale dell'Ulss 12 Antonio Padoan. «Ancor'oggi - ha scritto nella lettera il consigliere provinciale - il trasporto per i malati e del servizio funebre è costretto ad usufruire abusivamente dell'unico attracco attualmente esiste a Punta Sabbioni, vale a dire quello del trasporto pubblico, facendo così transitare i malati e le persone defunte in mezzo ai pendolari dell'Actv. Ora è giunto il tempo di chiudere questa vergognosa situazione che crea solamente dei disagi». Secondo il consigliere Vanin infatti questo problema potrebbe essere facilmente risolto con la costruzione di un pontile alternativo, riservato a questo tipo di trasporti nella vicina Riva degli Armeni all'inizio del canale Pordelio. «Un'ipotesi - continua - che era già stata prospettata tre anni fa durante un incontro pubblico, dove il direttore dell'Ulss 12 si era impeganto pubblicamente per la realizzazione di questo pontile. Invece sono passati tre anni da qeull'incontro e per risolvere questo problema non è stato fatto nulla». Il consigliere dello Sdi ha voluto inoltre mettere in evidenza anche un altro problema legato al trasporto delle persone ammalate verso l'ospedale di Venezia. «Sono stato sollecitato ad intervenire da numerose persone ammalate, che più volte alla settimana sono costrette a servirsi di un trasporto sanitario acqueo verso Venezia. Queste persone mi hanno segnalato che spesso i trasporti verso le strutture sanitarie veneziane vengono effettuati con mezzi vecchi al limite della sicurezza. Per tanto, la direzione sanitaria prenda in cosiderazione l'ipotesi di rinnovare il parco idroambulanze».

Sonic from Padova
February 9th, 2005, 08:28 PM
Prende forma la nuova sede municipale

(L.M.) Non si può ancora parlare di un vero e proprio insediamento. Ma di un ingresso storico certamente sì. Una delegazione della Municipalità è entrata, per la prima volta, nel nuovo municipio del Lido che sorgerà nell'ex liceo Orseolo. Entro fine marzo il Lido avrà il suo municipio. Il presidente Giovanni Gusso potrà consegnare le chiavi alla coalizione che dovrà governare il Lido fino al 2010. Il sopralluogo, all'interno del cantiere dove la ditta "Canato" sta completando i lavori per trasformare l'ex liceo in sede istituzionale del parlamentino lidense è stato davvero positivo. La struttura, che sarà agibile entro fine marzo, è di fatto completata. La facciata esterna è stata completamente ridipinta, sono stati riconvertiti, per essere adibiti ad altra funzione, spazi e aule. Sul nuovo municipio sono stati investiti circa 800 mila euro. All'ex liceo troveranno spazio tutti gli uffici sia della parte politica che della componente tecnica. La municipalità trasferirà quindi la sua sede operativa ma manterrà anche Palazzo Pretorio a Malamocco che sarà impiegato come sede di rappresentanza e, forse, anche per ospitare alcune rassegne ed importanti eventi culturali. Nell'ex istituto scolastico, invece, saranno accorpati tutti i servizi oggi attivi in via Vivaldi alla scuola "Don Bosco" a Città Giardino. Al primo piano saranno concentrati tutti i servizi aperti al pubblico come anagrafe e punto informativo, mentre è già pronta una sala per ospitare uno sportello per l'edilizia privata. Ai piani superiori si accederà anche grazie ad un ascensore realizzato appositamente per la nuova sede. Ci saranno anche per completare l'edificio un'ampia sala del consiglio, ma anche la presidenza, gli uffici per i delegati e delle salette consiliari per tutti i partiti.

Sonic from Padova
February 9th, 2005, 08:29 PM
L’annuncio al convegno dell’Udc Ferrovie, investimenti per 650 milioni di euro Compresi i 45 milioni della Sfmr Per "sciogliere" il nodo ferroviario di Venezia da qui al 2008 le Ferrovie investiranno una cifra colossale; 650 milioni di euro (compresi i 45 milioni della Sfmr) che spesi per infrastrutture e ammodernamenti rivoluzioneranno soprattutto il trasporto delle persone. Dagli attuali 500 treni al giorno che passano nella stazione cittadina, dopo i lavori ed entro il 2010 si passerà infatti a ben 650 treni con circa 1000 posti ciascuno al giorno, con infrastrutture sovradimensionate capaci di smaltire un picco massimo di 750 treni giornalieri, 100 in più di quelli previsti. A parlare della viabilità su ferro prossima ventura e confermare il grosso impegno economico nell'ambito della modernizzazione e messa in sicurezza delle infrastrutture ferroviarie è Antonio Perrone, direttore del Compartimento Infrastrutture Venezia, presente l'altra sera al convegno "Il nodo di Mestre fulcro del sistema dei trasporti nel Veneto", organizzato al Ramada dal gruppo consiliare regionale dell'Udc. Il primo step di questa rivoluzione del binario dovrebbe completarsi nel 2006 "con la realizzazione delle infrastrutture per l'alta velocità e l'informatizzazione della marcia dei treni" prosegue Perrone. Entro il prossimo anno, infatti, le linee del bacino Veneto inizieranno a essere gestite interamente da un mega cervellone, una sorta di capo stazione a bit, che controllerà costantemente la marcia dei treni, aumentando così i livelli di sicurezza soprattutto sul versante più tragico, quello degli incidenti tra treni. "L'appalto per il solo cervellone vale 50 milioni di euro ed è già stato vinto dall'Ansaldo. Entro il 2006 questa macchina di fatto sostituirà l'elettromeccanica dei relè che attualmente gestiscono segnali e traffico con l'elettronica, consentendo così agli operatori di avere sempre sotto controllo l'intera area veneta in tempo reale e di destinare parte del personale attualmente addetto al controllo ad altre mansioni". Al moltiplicarsi della capacità di traffico operativa prevista entro il 2010 nel nodo di Venezia ci sarà poi anche l'ampliamento della stazione ferroviaria di Mestre che passerà dagli attuali 9 binari a 16, tre dei quali saranno dedicati all'alta velocità. Dagli attuali 5 marciapiedi che oggi servono i 9 binari si passerà a 7 mentre sempre entro il 2006 dovrebbero essere completati i lavori per abbattere i passaggi a livello e tutte le barriere architettoniche con nuovi sottopassi e più servizi per i clienti. "Ma non solo - dice Perrone - sincronizzando gli orari di arrivi e partenze ottimizzeremo anche i tempi d'uso del treno". A sottolineare l'importanza strategica dell'operazione Marco Staderini, consigliere d'amministrazione del gruppo Fs che ha sottolineato che "quello di Venezia è un nodo importantissimo per tutta la viabilità ferroviaria d'Italia e solo per quello che riguarda quest'anno abbiamo in previsto 80 milioni d'investimenti". "Il rifacimento della nuova stazione ferroviaria deve diventare un'opportunità per la città - ha detto il consigliere veneto dell'Udc Francesco Piccolo - e per il recupero di tutta l'area oggi in degrado. Altro punto importante su cui lavorare sarà quello della nuova possibile stazione a ridosso dell'aeroporto, un'occasione per il rilancio delle aree di Tessera, Favaro e Marcon".

Sonic from Padova
February 9th, 2005, 08:30 PM
Venice Rock, il sì spetta allo Stato

(s.f.) Da una parte c'è un'organizzazione, la Venice Rock Events, alle prese con i management di gruppi come gli Ac/Dc, i Deep Purple, e a sentire loro perfino i Pink Floyd, tentati da un tour estivo dopo lunghi anni di silenzio. Dall'altra un Comune che al no opposto alla richiesta di organizzare i quaranta concerti di "Venice Rock" al parco di San Giuliano (area verde troppo giovane per subire un impatto del genere), ha fatto seguire un possibile sì per la vicina area Pili, individuata come unica alternativa al progetto di una manifestazione così faraonica. È chiaro che, nell'attesa, procrastinata di giorno in giorno, di un sì definitivo, quelli di Venice Rock Events scalpitino sempre di più, temendo che i continui rinvii si trasformino in un no senza appello. Questa paura ha un suo fondamento nella proprietà dell'area Pili, che non appartiene al Comune, bensì allo Stato. «Si tratta di un ex bene demaniale - spiega in proposito l'assessore alla cultura, Armando Peres - inglobato nella società Patrimonio Spa a suo tempo istituita dal ministro Tremonti».

A questa società Peres assicura che è stata fatta formale richiesta di ottenere l'area per le serate di Venice Rock, in programma dal 13 luglio al 17 agosto. «Siamo in attesa di una risposta - specifica l'assessore - anche se da un primo contatto informale non sono emerse difficoltà di un qualche tipo. La concessione dovrebbe arrivare, dopodiché bisognerà valutare come ripulire e attrezzare una superficie destinata ad accogliere decine di migliaia di spettatori al giorno». Quelli di Venice Rock attendono ancora fiduciosi, ma pronti alla controffensiva in caso di bocciatura del progetto. «Se non si farà nulla, qualcuno dovrà tornare a speigare perché no a Sn Giuliano, parco nato, secondo chi amministra la città, per ospitare grandi eventi come Venice Rock».

Sonic from Padova
February 9th, 2005, 08:31 PM
MOGLIANO I quartieri alle prese con l’espansione abitativa
Sviluppo urbanistico sotto tiro

Mogliano

(N.D.) Bilancio comunale 2005 e sviluppo urbanistico. Sono i due argomenti all'esame delle associazioni di quartiere. Questa sera si riunirà il Comitato di quartiere Centro-Sud sul bilancio. Un altro problema centrale per il quartiere Centro-Sud riguarda lo sviluppo urbanistico della lottizzazione di Cà Marchesi: la variante prevede la creazione di una nuova area di espansione residenziale di circa 26 mila metri quadrati. Nella convenzione tra ditta lottizzante e Comune è previsto l'interramento di un tratto della linea elettrica a 132 KW che attraversa l'area della lottizzazione Marchesi. Al comune verrà ceduta anche un'area di 52 mila metri destinata a verde pubblico e ad attrezzature sportive. Intanto tra i quartieri si intensifica la collaborazione sul tema dell'espansione urbanistica. La lottizzazione Cà Marchesi confina, a sud, con l'area delle ex cave di Marocco. Nella vasta area umida (60 ettari) che confina con Mestre sorgerà un complesso edilizio abitativo, commerciale e direzionale pari a 180 mila metri cubi. Il progetto integrato per la riqualificazione urbanistica dell'area delle ex cave era stato approvato dal consiglio comunale, ad eccezione del gruppo della Lega Nord. Resta adesso da completare l'iter delle osservazioni presentate al piano di recupero. Il Comitato di cittadini che punta a realizzare il "Parco della biodiversità" nell'area delle ex cave si batte perchè l'intervento edilizio non si estenda sul lato nord fino a Cà Marchesi. In questo caso non ci sarebbero più le condizioni per la creazione del "Parco della biodiversità" a tutela di un esclusivo patrimonio florofaunistico. In particolare il Comitato chiede che non venga edificata quella parte di cubatura (8 mila metri cubi di residenza più altri 40 mila metri cubi direzionali) previsti a nord delle cave.

Sonic from Padova
February 10th, 2005, 04:39 PM
COMMERCIO Nella Finanziaria disposizione vieterà ai venditori di borse di esercitare in città
«In centro storico mai più itineranti» Regione pronta a varare una legge

Venezia

(m.f.) Niente più venditori itineranti a Venezia. Con un colpo di mano, la Lega Nord ha piazzato nel collegato della Legge finanziaria regionale, la modifica della legge sul commercio in aree pubbliche e ne ha ottenuto l'approvazione ieri da parte del Consiglio. Poche parole, che sembrano scritte apposta per Venezia e che eliminano alla radice ogni possibilità di aggiramento e interpretazione delle macchinose norme che disciplinavano gli spostamenti e il modo di tenere la merce esposta: "È vietato il commercio su aree pubbliche in forma itinerante nei centri storici dei comuni con popolazione superiore ai cinquantamila abitanti".

Nella sua semplicità, è chiara la volontà di tenere fuori da Venezia tutti quei venditori ambulanti di borse, accessori e giocattoli, in gran parte extracomunitari dotati di licenza comunale, che la legge così com'era non l'hanno mai rispettata con il tacito assenso di chi avrebbe dovuto controllare.

«Se non lo fa il Comune lo faremo noi». Lo aveva detto pochi mesi fa il presidente del Consiglio regionale, Enrico Cavaliere, intervenuto ad una tavola rotonda sul commercio abusivo organizzata dall'Ascom in cui le categorie della città si chiedevano perché il piano del commercio, già approvato da tutte le forze politiche (che prevedeva lo stesso divieto), fosse stato accantonato in fretta e furia dalla giunta. La nuova norma introduce inoltre specifiche sanzioni anche nei confronti di chi violerà ripetutamente le limitazioni comunali e prevede la sospensione della licenza anche per l'autorizzazione.

«Grazie a questa modifica - ha detto Cavaliere - sarà messo un freno allo sviluppo irrazionale e incontrollato delle attività itineranti nei centri storici e all'abusivismo commerciale».

Sonic from Padova
February 10th, 2005, 04:40 PM
AUGUSTO SALVADORI Sabato al Ramada la convention con il progetto Nord Est di Giorgio Panto
«Case all'ex distretto di via Poerio»

Mestre

(al.va.) Case per i giovani nell'ex distretto militare di via Poerio. La rivisitazione completa del piano del traffico, «perché è impensabile chiudere una strada per scaricare il traffico sulle vie laterali». La riconversione di Porto Marghera per creare dove ora ci sono capannoni ed ex fabbriche «la più grande fiera del Nordest».

Augusto Salvadori, candidato sindaco del Movimento civico per Venezia insulare e di terraferma, riempie la saletta al primo piano dell'hotel Ambasciatori. Con lui la coordinatrice del movimento Maria Teresa Ronca Babanicas e Diego Cancian, uno dei fondatori del movimento di Giorgio Panto "Progetto Nord Est" che ha deciso di presentare una propria lista alle Comunali di Venezia e di sostenere la candidatura a sindaco di Salvadori. L'annuncio ufficiale sarà fatto sabato quando al Ramada, alle 18, si terrà una convention del Progetto Nord Est con il movimento dello stesso Salvadori.

Nell'incontro pubblico di ieri pomeriggio a Mestre, l'avvocato veneziano ha anticipato alcuni temi del suo programma: la realizzazione di alloggi per i giovani (in terraferma nell'ex distretto che inizialmente doveva ospitare la sede del museo), una nuova mobilità, il recupero delle aree di Marghera. «Se non manterrò i miei impegni mi dimetterò», ha detto Salvadori, ripetendo i suoi cavalli di battaglia: rinuncia all'indennità di sindaco («E lo stesso dovranno fare i miei assessori»), tagli drastici alle consulenze («Chi firma un progetto per Venezia dovrebbe essere onorato di legare il proprio alla nostra città e non richiedere parcelle»), valorizzazione delle risorse interne alla macchina comunale («I dirigenti vanno valorizzati: chi è all'altezza resta, chi non lo è se ne va. Non dimentichiamo che il ponte degli Scalzi sul canal Grande, davanti alla stazione, lo progettò l'ingegnere capo del Comune Miozzi»).

Salvadori ha annunciato alcuni dei candidati che saranno in lista: Giorgio Pietramala, Fulvio Lucchetta, Paolo Carrara, Andrea Pasqualin, Carlo De Paoli, Albino Zoppè, Paolo Puntar. «In giunta, con la delega all'assistenza, avrò con me, se i cittadini ci premieranno, il presidente dell'associazione Alzheimer Franco Mello».

Il movimento, tra l'altro, ora è anche in Internet: www.mo.ci.ve.it

Sonic from Padova
February 12th, 2005, 08:22 PM
«Marghera diventerà la nuova Bilbao»
Il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, promette che per il 2007 sarà pronto il nuovo accordo sulla chimica

Mestre

«Porto Marghera diventerà come Bilbao: in 8 anni hanno trasformato un'area cadente in una nuova metropoli, moderna, pulita, ed economicamente produttiva». Giancarlo Galan ha anticipato la giunta regionale, ieri mattina, e in una conferenza stampa ha annunciato che non darà alcun parere favorevole sul Cloro Soda e che ha diffidato Dow Chemical sul fosgene.

Con due mosse ha intaccato tre quarti della chimica di base rimasta a Porto Marghera: per l'impianto del Cloro Soda, la giunta regionale sin dai primi di gennaio avrebbe dovuto convalidare il parere favorevole della commissione Via regionale (Valutazione d'impatto ambientale) e inviare il tutto a Roma, al ministero dell'Ambiente al quale spetta l'ultima parola per l'autorizzazione al progetto: si tratta di un investimento da 70 milioni d'euro (parte coperti dallo Stato) per sostituire le inquinanti celle al mercurio con più pulite celle a membrana. L'impianto, in base ad un accordo dell'anno scorso, sta per diventare di proprietà dell'Evc, la multinazionale che produce, anche a Porto Marghera, Cvm e Pvc (prodotti di base per realizzare plastiche di ogni tipo di uso quotidiano). Se la giunta regionale e il presidente Galan non approvano la Via, l'impianto continuerà a produrre con le celle a mercurio, fino a che non gli verrà tolta l'autorizzazione.

Il fosgene - gas micidiale usato nella prima Guerra Mondiale per uccidere i soldati nelle trincee (non a caso l'impianto di Marghera venne costruito nel 1917) - è prodotto necessario per l'impianto del Tdi (Toluendiisocianato) della Dow Chemical. L'Accordo sulla chimica del 1998 impone l'eliminazione del fosgene e la sua sostituzione con produzioni meno pericolose. «La Dow avrebbe dovuto chiudere la sperimentazione dell'impianto sostitutivo già nel 2003, sono passati due anni e ancora non sono partiti, è ora di finirla» ha aggiunto l'assessore Renato Chisso.Quanto al fosgene la diffida di Galan è in questi termini: «Entro 30 giorni debbono presentarmi un progetto credibile per la rimozione di questo gas da Marghera, pena la cessazione di qualsiasi attività collegata». Nel senso che, quando sarà il momento di riautorizzare l'impianto Tdi (tra quelli considerati a rischio e bisognosi di nuove autorizzazioni ogni tre anni), il Comitato tecnico incaricato negherà il suo placet.

Chiuso l'anno scorso il Caprolattame (produceva nylon), a Marghera rimangono il Tdi (che produce poliuretani per i rivestimenti dei divani, dei frigoriferi... ), il Cloro col Pvc (polivinilcloruro), e il cracking (etilene e in genere le olefine) e le fibre.

Se l'iniziativa di Giancarlo Galan non è campagna elettorale, a Marghera nel giro di qualche anno rischia di rimanere solo il Cracking che, tutto solo, non avrà più senso di esistere, se non per rifornire gli altri petrolchimici italiani.

E se si chiude tutto chi farà le bonifiche? Che fine farà il porto di Venezia, nel quale oltre metà dei traffici sono petroliferi? E i posti di lavoro, che alternative ci saranno?

«Io non sto dicendo nulla di estemporaneo, quel che sto facendo è una logica conseguenza del Programma regionale di sviluppo - taglia corto Galan. - Entro il 2007 noi vogliamo arrivare ad una ricontrattazione dell'Accordo sulla chimica che non è stato rispettato, e abbiamo 3 capisaldi ben presenti: servono tempi certi di dismissione delle produzioni legate al ciclo del cloro; in secondo luogo, nel frattempo bisogna costringere le industrie ad adottare le migliori tecnologie pulite sul mercato; infine bisogna prevedere l'obbligo di bonificare i terreni da dismettere. E fino a che le multinazionali e Syndial (ex EniChem) restano qui dovranno pagare per ripulire il territorio».

E l'occupazione?«I sindacati devono stare tranquilli, con il nuovo accordo non si perderà un solo posto di lavoro» ha aggiunto l'assessore Chisso.

E Galan gli ha fatto eco concludendo: «Io mi chiedo come mai nel 2005 siamo ancora in queste condizioni di assoluta insicurezza. Questo è il vero scandalo».

Sonic from Padova
February 12th, 2005, 08:23 PM
Emergenza smog, si rischia il blocco totale
Superato il trentesimo giorno di saturazione da polveri, nella prossima settimana si decideranno interventi radicali

Il conto alla rovescia è già iniziato. E le centraline utilizzate per il controllo dell'aria lo stanno confermando, giorno dopo giorno. Intanto, un po' febbrilmente, queste sofisticate apparecchiature piazzate un po' in giro per Mestre hanno già dato un'indicazione preoccupante: nell'area cittadina sotto osservazione si sono già sforati i cosiddetti "trenta giorni" continuati di pre-allerta sulla presenza delle polveri nell'atmosfera.

Così, dopo questo ennesimo dato allarmante, la Provincia ha già stabilito le contromosse. Il rischio di un blocco totale della circolazione non è più e solamente nelle parole, ma potrebbe essere nei fatti. E anche molto presto. Martedì prossimo, ammesso che da oggi a lunedì non piova a dirotto pulendo così l'aria, nella sede dell'assessorato provinciale all'Ecologia, in via Forte Marghera, si terrà una riunione del cosiddetto Tavolo tecnico zonale (Ttz) che prenderà in esame la possibilità di un blocco totale della circolazione in un'area anche più vasta da quella che siamo abituati a conoscere.

«In sostanza - sottolinea l'assessore Ezio Da Villa - potremmo trovarci nella condizioni di dover "chiudere" non solo Mestre, ma anche altre zone della Terraferma. In questo senso, nella "lista" ci sono soprattutto Zelarino, Favaro, buona parte di Marghera, altre aree di Mestre e Chirignago. Purtroppo, in presenza di una situazione fin troppo allarmante, non ci sono alternative. Le norme parlano chiaro: al trentacinquesimo giorno di superamento dei limiti è diventato indispensabile far corrispondere rimedi ancora più pesanti. L'intervento riguarderà anche la statale Brentana, il Terraglio e la Castellana».

In sostanza, la città si potrebbe trovare nella situazione di dover far fronte nientemeno che ad un raddoppio dei giorni previsti per le targhe alterne oppure alla scelta radicale di bloccare tutti i mezzi in circolazione. «Una situazione da ultimo stadio - chiarisce Da Villa - ma che potremmo trovarci a gestire al "superamento" del trentacinquesimo giorno continuato di alta densità di polveri nell'aria. La riunione di martedì servirà a valutare se vi sarà stato un superamento di questa soglia o meno e stabilire gli interventi da prendere in maniera rapida, ma anche di strutturare definitivamente le procedure e gli interventi da mettere in cantiere qualora si dovesse giungere a giorni, ma anche fra qualche settimana, alla chiusura definitiva al traffico di ampie zone della città».

Ma non sarà l'unica, drastica misura per combattere le "polveri". Oltre al traffico, è stato deciso a livello regionale che vi sarà una riduzione dell'orario di accensione degli impianti di riscaldamento a gasolio, ma anche una diminuzione delle emissioni in aria dalle centrali termoelettriche di Fusina e di Marghera dopo un'azione concertata tra Regione, Enel e governo centrale.

Sonic from Padova
February 12th, 2005, 08:24 PM
LA POLEMICA
Cacciari e Da Villa: «Pochi fondi dalla Regione»

Paolo Cacciari non le manda a dire: pollice verso sull'incontro a Palazzo Balbi sulla questione Pm10 e gli interventi per combattere l'inquinamento atmosferico. «Siamo al ridicolo - sbotta l'assessore comunale all'Ambiente - Gli stanziamenti per il lavaggio delle strade e per i trasporti con bus navetta sono ridicoli. Ridicolissimi! La Regione ci ha fatto conoscere le cifre che vengono messe a disposizione dei comuni capoluogo: si tratta di numeri irrisori». Insomma, solo pochi spiccioli. Nella sostanza, Venezia aveva chiesto due milioni di euro per un progetto di bus navetta (tra park scambiatori e centro città) per gestire la possibile emergenza, mentre si è vista recapitare dalla Regione solamente 106 mila euro. Per la pulizia delle strade invece vi saranno da distribuire in provincia 300 mila euro.

«Una situazione incredibile - aggiunge l'assessore provinciale all'Ecologia, Ezio Da Villa - che mette a repentaglio ogni progetto e, anche se andasse a favorire Mestre, metterà in grave crisi i comuni limitrofi. É inconcepibile». Dal canto suo Paolo Cacciari rincara la dose chiarendo la necessità di un incontro chiarificatore con la Regione e in particolare chiedendo un'audizione alla commissione Ambiente del consiglio regionale. «Oltre a questo - chiarisce Cacciari - credo risulti indispensabile ricostituire quanto prima il gruppo di lavoro delle città capoluogo di provincia per riavviare una trattativa serrata con la Regione su questi temi. Ritengo fondamentale a questo punto anche l'istituzione di un comitato permanente di crisi. Intanto ci troviamo nella non facile situazione di prevedere non più due giorni di targhe alterne, ma di studiare i modi e le possibilità per allargare questa misura anche ad altri giorni della settimana. Peraltro, è assolutamente evidente che se viene allargata anche l'area di riferimento per le targhe alterne, se ne potrà trarre maggiore beneficio».

Una situazione non proprio facile visto che i soldi per allestire strutture e alternative all'uso dell'auto privata non sono proprio tantissimi. «Credo che con i finanziamenti concessi dalla Regione - taglia corto Cacciari - non riusciremo a comperare nemmeno tutti i cartelloni per avvisare la cittadinanza. E pensare che il Friuli Venezia Giulia per gli analoghi problemi ha stanziato ben 16 milioni di euro da distribuire su tutto il territorio regionale». Ezio Da Villa non si tira indietro. «Siamo molto insoddisfatti da quanto ci ha fatto sapere la Regione - sottolinea - In realtà, al di là del tentativo di gestire la «patata bollente" dell'emergenza Pm10, Palazzo Balbi ha deciso di scaricare tutto su Comuni e Province. Sono stati adottati e presentati provvedimenti economici risibili che la dicono lunga. Come si fa ad organizzare un sistema di bus navetta per la cittadinanza, perchè la gente possa arrivare sul posto di lavoro o a scuola con finanziamenti così ridotti?».

Da Villa rivela comunque che la "macchina organizzativa" in previsione dell'aggravarsi della situazione era già stata avviata. «Avevamo già un progetto da attuare - confessa - stabilendo opportunamente i criteri che dovevano essere alla base del servizio di bus navetta. In questo senso sia Actv per il bacino veneziano che l'Atvo per quello del Veneto orientale avevano già fatto sapere le loro disponibilità e i loro progetti». Sul banco degli imputati comunque non ci finiscono solo i finanziamenti per i trasporti d'emergenza, ma anche gli stanziamenti per il lavaggio delle strade. «Trecentomila euro per otto comuni - sbotta Da Villa - sono ben poca cosa. Se poi, come accade di consueto, Venezia e Mestre "inghiottono" la maggior parte dei fondi, alle altre sette amministrazioni comunali rimangono solo le briciole. Allora si passa da emergenza ad altra emergenza». Ma almeno su un paio di richieste, il vertice regionale è servito a qualcosa: la verifica sulla titolarità delle decisioni per quel che riguarda la limitazione dei traffico sulle grandi direttrici stradali (Castellana, Terraglio, Riviera del Brenta) che è stata affidata ai Prefetti; la richiesta di riduzione delle emissioni in aria delle centrali termoelettriche di Fusina e Marghera. Infine è stata confermata la possibilità delle Province di limitare le autorizzazioni a quelle industrie che in un anno producono più di 10 chili di polveri.

robyk
February 16th, 2005, 03:16 PM
Siti progetti venezia
http://194.243.104.176/website/ctu/
http://www.comune.venezia.it/news/citta_che_cresce/

robyk
February 17th, 2005, 02:21 PM
16/02/2005

Un passaggio positivo verso lo stadio nuovo

Ed ecco finalmente un sì per lo stadio di Tessera.
Ieri il Consiglio Comunale ha approvato la convenzione tra la Società Marco Polo srl (società proprietaria dei terreni e del progetto dello stadio) e il Comune di Venezia.
Questo era l’ultimo passo burocratico che doveva essere fatto in ambito comunale prima di poter dare il via alla redazione dei bandi di gara per l’appalto dell’opera.
A questo punto manca solo l’approvazione della variante urbanistica da parte della Regione, oppure che passino i 90 giorni di tempo concessi alla Regione stessa (silenzio-assenso), poi si potrà passare finalmente alla parte esecutiva.

therock
February 17th, 2005, 03:25 PM
STRADE: STUDIO SU COLLEGAMENTO PADOVA-VENEZIA

- VENEZIA - Veneto Strade Spa redigera' uno studio relativo alla realizzazione di una strada regionale a pedaggio lungo l'asse intermodale Padova - Venezia. A questo scopo la Giunta veneta, su proposta dell'assessore alle politiche della mobilita' Renato Chisso, ha impegnato un finanziamento di 300 mila euro a favore della societa', partecipata dalla Regione e dalle Province e concessionaria della rete stradale di interesse regionale. L'iniziativa - ha ricordato Chisso - e' sicuramente di grande interesse, poiche' riguarda un intervento strategico per decongestionare la viabilita' del Veneto centrale. Veneto Strade Spa si propone, in pratica, di sviluppare uno studio circa la sostenibilita' economico - finanziaria e la fattibilita' tecnica di un'ipotesi progettuale in regime di finanza di progetto, sulla base della progettazione tecnica gia' disponibile a livello preliminare. Lo studio analizzera' piu' compiutamente le diverse soluzioni tecniche, economiche e finanziarie per la definizione di un moderno ed efficiente sistema di pedaggio che selezioni le varie componenti del traffico, leggero e pesante, che significa in questo caso locale e di attraversamento. L'iniziativa, peraltro, rispetta le direttive emanate dalla Regione relative a studi di fattibilita' per opere soggette a project financing e per questo la relativa spesa e' stata impegnata sul capitolo di bilancio riguardante il ''Fondo di rotazione per l'incentivazione della finanza di progetto''. Questo fondo - ha fatto presente Chisso - e' stato costituito proprio per la copertura delle spese iniziali di verifica della fattibilita' tecnico - economica di interventi che rientrano negli strumenti di programmazione regionale e per la predisposizione dei documenti di gara per l'affidamento della relativa concessione. Il contributo e' in sostanza una anticipazione che, nel caso di attivazione della procedura prevista per la finanza di progetto, dovra' essere interamente restituito alla Regione.

Sonic from Padova
February 19th, 2005, 03:45 PM
APPELLO
«Caro Galan, incontriamoci di fronte al Veneto»

Mestre

(e.t.) «Lui fa campagna elettorale, ma a noi non interessa. Non ci misuriamo su quel piano, a noi non interessa fare campagna elettorale contro Galan. Ci preme il lavoro e lo sviluppo di Porto Marghera, che può portare lavoro anche ad altri, oltre a quelli oggi occupati, pure per il futuro». Luca Bianco, segretario della Cisl veneziana, è in strada, a fianco degli operai che marciano per protestare contro la decisione del governatore del Veneto, Giancarlo Galan, di non firmare l'o.k alla sostituzione delle inquinanti celle al mercurio con celle a membrana nell'impianto del Cloro Soda. Un modo per dire che la chimica a Marghera deve chiudere.

«Noi vogliamo parlare di cose concrete, siamo pronti ad un confronto, tecnico, serio, per parlare di tutte le questioni sul tappeto. Per questo invitiamo Galan ad un incontro, pubblico, di fronte alla città, di fronte al Veneto: venga e ci spieghi le sue idee, e noi gli spiegheremo le nostre» conclude Bianco.

«È inaccettabile e inspiegabile l'atteggiamento del presidente Galan di non rispettare le procedure finalizzate al mantenimento e al consolidamento delle attività produttive a Porto Marghera, come previsto dall'accordo di programma. Necessita dio un intervento immediato del Governo» è intervenuta ieri pomeriggio anche Carla Cantone, segretaria confederale della Cgil: «Lasciar precipitare la situazione è mancanza di responsabilità da attribuire solo ed unicamente a chi non intende rispettare gli accordi. I lavoratori non sono degli irresponsabili ed hanno assolutamente ragione a pretendere chiarezza e coerenza nella piena attuazione degli impegni assunti».

Sonic from Padova
February 19th, 2005, 03:46 PM
CALLE DELL’ASCENSIONE
Inaugurato ieri a San Marco il nuovo ufficio di Poste Italiane

Sarà Nicola Funari il nuovo assessore provinciale alla cultura. Ad annunciarlo a margine del consiglio provinciale di venerdì è stato lo stesso Presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia. Funari è nato a Roma nel 1938, laureato in Economia e Commercio all'Università Ca' Foscari di Venezia, città nella quale risiede. Fra i vari incarichi professionali ricoperti Funari è stato Direttore Generale dell'Ente Morale Opera S. Maria della carità; amministratore straordinario dell'ULSS di Venezia; amministratore unico del Poliambulatorio San Marco del Cavallino; presidente del centro di servizio del volontariato della Provincia di Venezia; autore di tre libri sul volontariato culturale, sociale e sul mondo del non profit.

Sonic from Padova
February 19th, 2005, 03:47 PM
Moto ondoso, il Tar boccia il sindaco Costa
Ascom, Aepe, Assonautica e 24 ditte ricorrenti hanno ottenuto la sospensione dell’ordinanza del commissario

L'ordinanza per il moto ondoso per il momento va in panchina. Almeno fino alla discussione nel merito al Tribunale amministrativo del Veneto, non ancora fissata.

Il secondo round della disputa è in favore di Ascom, Assonautica, Aepe e di ventiquattro ditte che effettuano trasporti per contro proprio (Mille birre Mille, Caputo, Trattoria Do Forni, etc.): la prima sessione del Tar ha accolto la richiesta di sospensiva dell'ordinanza sul moto ondoso firmata dal sindaco Paolo Costa, in qualità di commissario governativo per il traffico acqueo il 28 dicembre scorso.

La sospensiva ha effetto generale su tutti gli aspetti dell' ordinanza. E quindi tutto torna come prima. Più che soddisfatto il presidente dell'Ascom Roberto Magliocco che guida la "rivolta" a nome del nuovo "Comitato delle categorie economiche veneziane". «Siamo tutti d'accordo che la città d'acqua vada salvaguardata - commenta Magliocco - e che per ottenerla occorre affrontare il problema del "traffico acqueo" e del conseguente "moto ondoso", la soluzione però non può essere certo quella di blindare Venezia come invece l'ordinanza del commissario al moto ondoso prevede». In una città dove le vie d'acqua rappresentano la rete di comunicazione viaria cittadina, sottolineano tutti i ricorrenti al Tar, è necessario che l'esigenza primaria di contenere l'emergenza moto ondoso e di tutelare il patrimonio edilizio ed ambientale si accompagni al contestuale rispetto delle esigenze economiche e produttive e dei dei diritti dei residenti.

«Chi voleva fare monopolio di qualsiasi settore commerciale è caduto male - continua Magliocco -, come male è caduto il sindaco che si vantava di non aver mai perso al Tar. Ora ci auguriamo che tutte le categorie accolgano l'appello di lavorare insieme, trovando interesse proprio nell'interesse generale e smussando altre pretese. Ringraziamo i giudici che hanno saputo cogliere le motivazioni che ci hanno indotto a chiedere la sospensiva e che hanno dimostrato che la loro categoria non si fa condizionare dai potenti».

I due ricorsi redatti rispettivamente dagli avvocati Monica Volpato (Ascom, Aepe e Assonautica) e Francesco Curato (le 24 ditte veneziane) sostengono come l'ordinanza, scaduta la proroga dello stato di emergenza, non può avere carattere ultrattivo e che il decreto del 21 gennaio della presidenza del Consiglio dei Ministri che proroga lo stato d'emergenza ma non i poteri del commissario, non potrebbe sanare tale illegittimità. Il Tar ha ritenuto susistente il danno grave irreparabile nonchè il fumus del ricorso in relazione ai motivi preliminari sui poteri del commissario e sull'efficacia dell'ordinanza.

robyk
February 23rd, 2005, 03:51 PM
CALATRAVA Per complessi motivi organizzativi e la necessità di bloccare la navigazione dell'intera area è stata nuovamente rinviata la data di installazione
La posa in opera del ponte slitta al 20 marzo
Bortoluzzi: «L'inutile e discutibilissimo manufatto rischierà di compromettere le rive su cui scaricherà il suo peso»

Slitterà quasi sicuramente di una settimana la messa in opera del ponte di Calatrava. Dalla prevista da domenica 13 marzo si passerà alla domenica delle Palme, il 20 marzo, condizioni meterologiche permettendo. Questo per complessità delle opere di allestimento e collocazione del manufatto. Il ponte smontato verrà trasportato lungo il Canal Grande e quindi, una volta giunto nell'area del Compartimento ferroviario, verrà montato in tre giorni. Infine sarà innalzato e collocato. Per quest'ultima operazione dovrà essere necessariamente bloccata tutta la navigazione, mezzi Actv compresi, nel tratto che va dal Bacino di Piazzale Roma fino alla Ferrovia.
Sull'agibilità del ponte di Calatrava sorgono i sospetti di Pietro Bortoluzzi, capogruppo di An al Cdq 2 e presidente del Circolo "Manin - Tommaseo" di Venezia. «A parte il fatto - afferma Bortoluzzi - che non è ancora stato reso noto come sarà accessibile il ponte per chi volesse imboccarlo dal lato stazione (dove attualmente ci sono parecchie barriere architettoniche, e dove non è ancora chiaro quale sia la competenza, fra Comune, Grandi Stazioni e Stato), e nonostante i molti dubbi che da più parti, seppur regolarmente smentiti (nonostante le tonnellate di cemento copiosamente versate nel sottosuolo), si sono levati sulla tenuta statica delle rive, oltre che del ponte stesso (cui si è ufficialmente posto rimedio con una modifica strutturale in corso d'opera), appare ora su internet, sul sito di www.ombra.net, una inquietante fotografia, scattata e commentata da Umberto Sartori, che non può non alimentare inquietudine». La foto in questione (a lato) mostra una grossa crepa di circa cinque centimetri, che sembra allargarsi proprio sulla fondamenta dal lato di Santa Lucia dell'erigendo ponte di Calatrava. «Proprio nel luogo - continua Bortoluzzzi - in cui solo poche settimane fa abbiamo visto betoniere sversare cemento. Oltre a mettere a rischio il ponte di Rialto durante il suo trasporto, questo manufatto inutile e discutibilissimo non rischierà forse di compromettere le rive su cui scaricherà il suo peso, soprattutto se presentano crepe come questa?».

«La crepa non è un problema - ribatte il responsabile comunale del procedimento, ing. Roberto Scibilia -, questa sconnessione riguarda il rivestimento in pietra d'Istria ed è in un tratto di muro che non abbiamo toccato. In realtà è lì da numerosi anni, in quanto è un giunto creatosi dopo l'esecuzione originaria del rivestimento e che noi abbiamo rivestito a nostra volta. Abbiamo ritenuto opportuno non toccarlo perchè si è creato un equilibrio consolidato nel tempo, basta vedere come la connessione sia perfetta nella parte superiore. Se viceversa ci fosse stato un cedimento la crepa sarebbe proseguita».

Daniela Ghio

Sonic from Padova
February 23rd, 2005, 09:04 PM
Radolovich (Uil): « Corretto l'operato della Soprintendente al polo museale veneziano»

(M.Lamb.) La UILpubblica amministrazione coordinamento provinciale Beni Culturali di Venezia si dissocia dalla presa di posizione di Cgil sui trasferimenti interni tra istituti del Polo Museale veneziano "perché questo modo di agire non è nè fare sindacato nè gli interessi dei lavoratori maqualcos'altro che risulta incomprensibile, in considerazione anche del fatto che il personale e le rsu che lo rappresenta non condividono la posizione di Cgil". La polemica da parte di Cgil è nata qualche giorno fa, quando la Soprintendente Nepi Scirè ha comunicato lo spostamento di una persona dalle Gallerie Franchetti al Museo Orientale.

Cgil ha contestato il criterio di trasferimento, eseguito con l'estrazione a sorte in mancanza di volontarietà, e il fatto che ad essere traferita era una rappresentante Cgil senza aver prima chiesto il nulla osta al sindacato. "La Soprintendente ha ragione, non poteva fare altro a parità di merito e condizioni, anzi, se avesse scelto di sua volontà sarebbe stato un atto discriminatorio" afferma il coordinatore provinciale di Uil, Edoardo Radolovich. Secondo Uil nessun accordo sindacale circa la "mobilità interna" è stato violato dalla Soprintendente, che ha invece rigorosamente rispettato quanto concordato e sottoscritto con le organizzazioni sindacali e le rsu interne.

"Ha provveduto all'informazione prevista dall'art.6 del Ccnl ed alla stipula di un accordo per la mobilità interna del personale -spiega Radolovich- non si capisce quali altri criteri doveva applicare se non quelli dell'accordo interno, considerato che il contratto collettivo nazionale di lavoro e le circolari ministeriali fanno riferimento alla mobilità tra uffici o città diverse. Non si capisce come sia stata condizionata la vita di una persona che lavorerà a cinque minuti dalla stazione ed a sei dalla Ca' d'Oro". Uil è dell'opinione che la Soprintendente abbia rispettato il Contratto di Lavoro, quello integrativo e lo statuto dei lavoratori applicando l'accordo di contrattazione richiesto e sottoscritto da tutti i lavoratori, rappresentati dalle rsu, dalle sigle sindacali e dall'Amministrazione. "L'art.22 dello statuto dei lavoratori -conclude il coordinatore- fa riferimento ad una azienda ma non possono certo essere considerate aziende gli otto musei del Polo Museale. Per assurdo nelle otto aziende ci potrebbero essere altrettanti rappresentanti sindacali ovvero 4 sigle per un minimo di 32 rappresentanti sindacali più sette rsu, ovvero il 25\% dei dipendenti. Non cadiamo nel ridicolo".

Sonic from Padova
February 23rd, 2005, 09:06 PM
CONTROCORRENTE Jesolo decide oggi dopo una consultazione con l’Arpav
San Donà sceglie di lavare le strade «Solo così si riduce davvero lo smog»

San Donà

La giunta del sindaco Francesca Zaccariotto lo aveva deciso già nei giorni scorsi: dopo la chiusura totale di domenica 20 febbraio, non sarabbero state attuate le iniziative legate alle targhe alterne delle automobili. «A parte il fatto che non siamo stati gli unici a deciderlo - ha detto il primo cittadino - abbiamo fatto questa scelta in quanto riteniamo non abbia nessuna efficacia, creando invece grandi problemi alla viabilità, senza dare delle soluzioni». Quello che San Donà ha voluto assumere, tra l'altro come primo comune nel Sandonatese (probabilmente anche nel Veneto Orientale), è quello del lavaggio delle strade. «E' scientificamente provato: il lavaggio delle strade riduce l'inquinamento da polveri sottili fino al 10, 12 per cento; polveri che poi finiscono nelle fognature. E così abbiamo già preso tutte le attrezzature necessarie e abbiamo già iniziato con questa procedura, che viene effettuata, naturalmente, nelle prime ore del mattino. Spero che anche altri comuni possano seguire questo esempio». Un'azione che il sindaco considera forse più importante ancora della chiusura totale del centro cittadino, che è difficile possa essere ripetuta ancora. «Era un atteggiamento di solidarietà, come ha fatto tutto il territorio; d'altra parte non ci sottraiamo certo a quelle iniziative che servono per dare un segnale; però da qua a dire che la chiusura è la soluzione per la lotta al Pm 10, questo no, sono altri gli sforzi necessari».

A Jesolo, invece, la decisione sarà presa solo oggi, dopo una consultazione con l'Arpav. Nella delibera della scorsa settimana, infatti, era già stata inserita (in una sorta di "pacchetto tutto compreso") anche la decisione delle targhe alterne; strano, considerato anche il pensiero espresso più volte dal sindaco Francesco Calzavara («Jesolo merita di essere declassata, perchè la sua aria non è inquinata in modo tale da essere messa nella fascia A»). E così ieri è stato deciso di prendere un giorno di tempo: in pratica, considerando i benefici ottenuti dall'arrivo della neve e della pioggia (che hanno fatto un po' di piazza pulita di polveri sottili), se i dati dell'Arpav confermeranno una riduzione del Pm 10 nell'aria, allora non saranno messe in atto le targhe alterne; in caso contrario sarà attuata la delibera già approvata.

Sonic from Padova
February 23rd, 2005, 09:07 PM
I lavori sarebbero dovuti ripartire ...

I lavori sarebbero dovuti ripartire nei primi giorni di gennaio. Invece, da quando sono stati interrotti, non sono più ripresi. Ora si parla di riprendere i lavori all'aeroporto "Nicelli" di San Nicolò, a fine mese. E così, però, si finisce per perdere tempo prezioso. A forza di aggiornare le scadenze, infatti, sono passati altri due mesi.

Nonostante l'aerostazione sia davvero ad un passo dall'essere terminata, le strutture portanti siano state ultimate, le modifiche al progetto, richieste dalla Sopraintendenza, siano state licenziate con parere favorevole. Il cantiere, che dovrà dar vita al nuovo scalo del Lido, non si è ancora ripopolato di operai e maestranze. Un po' come se un maratoneta si bloccasse per un improvviso sortilegio, proprio quando il traguardo sembra ormai in vista, la parte più difficile ormai superata. Come mai questo nuovo slittamento? Semplice: il Comune (che della Nicelli spa, società di gestione dell'aeroporto, è tra i soci di riferimento più importanti) ha parlato chiaro a tutti i componenti dell'assetto azionario.

"Confermiamo l'ulteriore contributo di un milione di euro, stanziati dai fondi di Legge speciale, per affrontare i lavori di ristrutturazione - hanno fatto sapere, in sintesi, da Ca' Farsetti - a patto che anche tutti gli altri soggetti mantengano gli accordi presi e venga così rispettato il progetto di partenza. Compresa, quindi, anche la pista in cemento". Un modo anche per richiamare il ministro alle Infrastrutture Lunardi alle proprie responsabilità e a rispettare il protocollo d'intesa sottoscritto di pugno dallo stesso ministro. "Il consiglio comunale - ha spiegato Gianpaolo Sprocati, assessore alla Legge speciale - ha approvato questo finanziamento su un progetto complessivo, non abbiamo dato un milione di euro a fondo perduto. E non diamo certo un milione di euro perchè venga fatta l'aerostazione, il ristorante e poi magari non ci sia nè la pista nè gli aerei. E questo aspetto verrà ben chiarito nella delibera che il direttore Massaro sta già preparando. Quando ci saranno i fondi in cassa di tutti i soci ci saranno anche i nostri. Ma l'impegno economico è stato deliberato dal consiglio comunale per un progetto nella sua completezza, non per una sola parte".

Per realizzare la pista, però, sono necessari gli altri 1,5 milioni di euro promessi dallo Stato, che sono stati prima deliberati, poi confermati, ma di cui, fino a pochi giorni fa, per il "congelamento" dei finanziamenti, visto la situazione economica del paese, non sono ancora disponibili. Altrimenti i soldi non entrerebbero in cassa.

Della vicenda si è fatto carico anche il capogruppo della Margherita Piero Rosa Salva: «Come amministrazione occorre vigilare. Continuiamo a considerare l'aeroporto del Lido come un fattore centrale per il rilancio socio-economico dell'isola".

Sonic from Padova
February 28th, 2005, 09:35 PM
OGGI VIA AI LAVORI
Spogliatoi e illuminazione al centro sportivo Gazzera

Comincerà oggi l'intervento per la realizzazione dei nuovi spogliatoi e l'illuminazione artificiale della piastra polivalente al Centro sportivo di Via Montessori in località GazzeraChirignago. Il primo stralcio funzionale consisterà nella realizzazione di diverse opere: un fabbricato spogliatoi e servizi, che troveranno collocazione in piccoli edifici adeguatamente mascherati dal verde; la sostituzione della recinzione con una nuova, molto leggera, al fine di evitare impatti eccessivi; il mantenimento del collegamento ciclopedonale tra Via Montessori e Via del Bosso; la realizzazione dell'impianto di illuminazione artificiale mediante l'installazione di quattro pali in acciaio alti circa 12 metri, con proiettori atti a garantire sufficiente illuminazione per le attività sportive serali; infine sarà sistemato l'esterno e realizzate le opere di completamento.

L'importo di aggiudicazione dei lavori è di 259.432,56 euro, la ditta aggiudicataria è Conte Francesco di Venezia; progettista e direttore lavori l'arch. Aldo Menegazzi del Servizio Edilizia Sportiva.

L'Amministrazione comunale ha inoltre previsto la progettazione di un secondo stralcio funzionale e il necessario finanziamento, che sarà stanziato nel prossimo bilancio. E' questo un altro intervento, dopo quelli del Parco Jacopone da Todi ad Asseggiano e del Centro sportivo di Via Calabria, che interessa l'impiantistica sportiva del Quartiere di Chirignago-Gazzera, la cui capacità di aggregare gli appassionati dello sport è notevolmente accresciuta in questi anni.

Sonic from Padova
February 28th, 2005, 09:36 PM
SCORZÈ È stata presentata venerdì in Consiglio
Minore volumetria: si discute la variante

Scorzè

Questa sera, lunedì 28 alle 19,30 verrà discussa e votata l'adozione della variante parziale del Piano regolatore generale presentata venerdì sera in consiglio comunale. Variante che è stata illustrata tramite un display dal tecnico Alessandro Calzavara con studio a Martellago, lo stesso professionista che aveva elaborato la variante nella scorsa amministrazione per il centro sinistra e poi non approvata. Ma l'attuale amministrazione di centrodestra ha ridotto la volumetria edificabile passando da 718mila metri cubi a 160mila metri cubi. Già l'8 novembre 2004 l'assessore all'Urbanistica Angelo Carraro motivava la delibera di revoca del Prg del centrosinistra in base la nuova legge regionale n.11/2004 che offrirebbe nuove opportunità di pianificazione del territorio attraverso il nuovo Piano di assetto territoriale (Pat). Inoltre poneva in evidenza il sovradimensionamento della variante del centrosinistra, costruzioni per circa 718 mila metri cubi in un comune di 18mila abitanti con una crescita di popolazione esponenziale. Un aumento di popolazione in dieci anni che avrebbe messo alle corde ancor di più la viabilità comunale e la gestione servizi pubblici. Troppo secondo il centro destra per lo sviluppo edilizio e demografico del comune di Scorzè. Tre volte di più del comune di Mirano, il più elevato nella provincia di Venezia e a Scorzè dove si riscontrerebbero già molti appartamenti vuoti. Con la variante presentata venerdì, come ha sottolineato l'assessore dopo l'illustrazione delle schede norma da parte del tecnico relative al capoluogo e alle frazioni, si interverrebbe invece nel recupero di fabbricati degradati e obsoleti per una riqualificazione ambientale nelle frazioni e nel capoluogo. "Verranno recuperati 60mila metri cubi con interventi sull'esistente e le nuove edificazioni saranno limitate nelle sole zone di completamento per una volumetria complessiva di circa 100mila metri cubi".

therock
March 2nd, 2005, 03:49 PM
3/2005
Venezia: verrà recuperato il giardino delle sculture di Carlo Scarpa

Venezia - La Giunta comunale di Venezia ha recentemente approvato, su proposta dell'assessore ai Lavori pubblici, Marco Corsini, il progetto definitivo per il restauro del "giardino delle sculture" di Carlo Scarpa ai Giardini della Biennale. L'intervento è stato predisposto dall'architetto Luciano Gemin, nell'ambito del più generale progetto di recupero dell'opera di Carlo Scarpa ai Giardini, per un importo di 231.539,20 euro.
Realizzato nel 1950-52 come allestimento temporaneo per esporre sculture all'aperto, il "giardino delle sculture" sarà riproposto come uno spazio autonomo, restituito nella sua immagine originaria, riconfigurando il legame tra l'Ala Nord dei Giardini e il palazzo centrale, così come voluto da Scarpa. Il progetto mira ad arrestare i fenomeni di degrado con interventi tesi alla massima conservazione, ma già prevedendo per questa successivi costanti interventi di ordinaria manutenzione.
Sul piano strutturale, sarà ripristinata la continuità del muro di cinta, oggi interrotta da una via di fuga aperta sulla calle (che sarà tamponata e sostituita con l'apertura di un varco in un vicino locale adibito a magazzino) e da otto fori quadrati e un varco su un altro lato (che saranno tutti tamponati); sulla base di fotografie d'epoca, sarà riportata all'originale la pavimentazione in lastre di calcestruzzo; il restauro prevede anche la sistemazione delle vasche d'acqua e la dotazione di un piccolo impianto di illuminazione, e il ripristino del corredo vegetale con una appropriata distribuzione di tappezzanti, rampicanti, cespugli, vite americana, oleandri, begonie, pitosforo, impatiens, nonché ninfee e papiri per le vasche.

Sonic from Padova
March 2nd, 2005, 06:19 PM
Il futuro è negli yacht e nei motori "puliti"
Le novità di un settore in forte espansione dal 5 al 13 marzo alla Marittima, tra incontri, esibizioni e dimostrazioni

Venezia

Torna nella capitale del mare l'appuntamento con il Salone nautico internazionale, che intende sviluppare relazioni anche con Slovenia, Croazia, Russia e con l'estremo oriente, soprattutto la Cina. Il salone, alla quarta edizione, quest'anno si presenta rinnovato, per soddisfare le esigenze degli appassionati del mare, degli operatori di settore e del grande pubblico, grazie alle diverse attività che si svolgeranno da sabato 5 a domenica 13 marzo, negli spazi della Stazione marittima al Tronchetto e nell'immenso bacino acqueo. Ci saranno esibizioni sportive nell'arena watershow e lo stadio dell'acqua,coordinato dai testimonial Cino Ricci (vela), Daniele Scarpa (remo) e Giampaolo Montavoci (motonautica).Sarà possibile provare le barche ormeggiate, cimentarsi nelle varie discipline sportive, provare le prime barche a motore elettrico, il motore che abbatte le emissioni inquinanti e permette di ridurre il moto ondoso. Ne saranno equipaggiate imbarcazioni per il trasporto cose e persone (una motonave da 70 posti, alcune barche da trasporto e un "mototopo" elettrico da 90 quintali), mentre a terra, nelle sale convegni (padiglioni 103, 107 e 108), sono in programma numerosi incontri.

Sarà una manifestazione ricca di appuntamenti: dal "Parallelo di vela" (una sfida innovativa dove il campo di regata ricorda quello dello slalom parallelo nello sci), al "Testa a testa" a vela, che vedrà a confronto famosi regalanti, nelle categorie Optimist, 2.4, Windsurf e Ufo, all'esibizione di salvataggio in mare con elicottero a cura del comando provinciale dei Vigili del fuoco di Venezia alle dimostrazioni di soccorso con cani terranova promosse dalla Scuola italiana cani salvataggio.E ancora ci saranno barche eccezionali e uniche di offshore, la possibilità di accensione motori Lamborghini in darsena e gare di regolarità. L'inaugurazione è prevista sabato, alle 15, e saranno presenti, accanto alle autorità locali (Giancarlo Galan, Paolo Costa e Davide Zoggia, rispettivamente Regione, Comune e Provincia di Venezia) anche i sottosegretari Giuseppe Galati e Nicola Bono. Il Salone nautico è la più grande manifestazione dell'Adriatico, una vetrina di novità tecnologiche, che si snoda tra divertimenti e approfondimenti culturali legati al mondo del mare. Durante la fiera saranno presenti nel bacino acqueo il "Gindungo", il cutter in acciaio di 15 metri che, con l'Antarctica Saling Project", tenterà di circumnavigare il continente antartico alla più bassa latitudine. Si potrà poi ammirare una delle unità più all'avanguardia della Marina militare.Da quest'anno il salone ha suggellato anche una sinergia con "Annual Fort Lauderdale Boat Show", che garantisce alla fiera lagunare un ulteriore supporto strategico per sviluppare al meglio il mercato dedicato ai grandi yacht. Nel corso della conferenza stampa, ospitata ieri alla Compagnia della Vela - alla quale erano presenti Giampaolo Montavoci (motonautica), Daniele Scarpa (settore sport acquatici) e Mirko Sguario (settore vela) - il presidente di Conformare, Eugenio De Vecchi, ha ricordato che «Venezia deve puntare a sviluppare la grande economia che lega la città al mercato degli yacht, indotto economico che non si può perdere». Grazie invece all'impegno di Montavoci, l'Unione europea ha finanziato un progetto per l'utilizzo dei motori a Gpl nella laguna, garantendo l'impatto ambientale vicino a zero e dalla gestione particolarmente economica. Al Salone sarà presentata anche la Locarno-Venezia, il primo raid fluviale con motori a Gpl, lungo 800 chilometri, che da Locarno (Svizzera) arriva in laguna, per concludersi a Trieste. Questo tipo di manifestazione ha trovato l'appoggio anche di Legambiente, che ha deciso di parteciparvi con una sua imbarcazione. Il primo distributore per il rifornimento sarà collocato invece a Fusina.Il salone nautico è anche salone d'impresa, dove saranno ospitati temi di interesse economico e della finanza, ma sarà anche il rilancio del design. Per i giovani progettisti è stato istituito "Young Yacht Design Award", un concorso che premia il miglior progetto di esterni e il migliore di interni che coinvolge le più rinomate scuole di design d'Europa. Mare è anche simbolo di bellezza, martedì 8 marzo, festa della donna, è prevista una selezione in prima assoluta del concorso di bellezza Miss Yacht Club 2005 con defilé di moda maschile e femminile, mentre durante la giornata è in programma il "Sailing Ladies' Day" di vela contro vela: regate di Ufo e Optimist con equipaggi femminili e con caorline.

Federica Repetto

capitan harlock
March 5th, 2005, 07:09 PM
02/03/2005 – Il Comune di Venezia indice concorso per la riqualificazione degli spazi urbani di Piazza Barche - XXVII Ottobre e di via Poerio, prevedendone il riuso pedonale nel più ampio sistema degli spazi del centro città di Mestre.
Si tratta di una competizione in due fasi mediante la quale l’amministrazione comunale intende raccogliere proposte che uniscano all’impostazione urbanistica generale qualità architettoniche ed espressive e studi di fattibilità sia tecnica che economica.
Le proposte dovranno contemplare:
- una riorganizzazione delle mobilità che dia priorità alla ciclopedonalità e al trasporto pubblico rafforzato dal tram;
- l’insediamento di nuove funzioni attrattive al fine di rafforzare le attività commerciali già insediate;
- la valorizzazione del rapporto della città con l’acqua (testata del Canal Salso, e fiume Marzenego);
- un confronto con le poche preesistenze storiche e il potenziamento degli spazi urbani pedonali soprattutto in adiacenza al nucleo storico;
- un potenziamento del sistema degli spazi verdi e per il tempo libero nell’area presso il Canal Salso.

Sonic from Padova
March 9th, 2005, 04:32 PM
PIAZZA SAN MARCO Sui grandi teli che ricoprono il cantiere dell’Orologio c’è uno dei simboli della Francia
Via la torre di Pisa, arriva l'Eiffel
I lavori, che si concluderanno a settembre, procedono rispettando le previsioni

Ora è la volta della Torre Eiffel. Da ieri mattina sui grandi teli che ricoprono il cantiere della Torre dell'Orologio è comparsa l'immagine del simbolo francese.

Come è noto grazie ad un'idea del fotografo Oliviero Toscani, il gruppo Brandolin Dottor, incaricato del restauro dell'edificio, ha deciso di utilizzare le grandi impalcature che ricoprono la struttura per rendere omaggio alle grandi torri del mondo. Dopo Pisa, con polemiche a non finire, è arrivata la Eiffel.

«Il nostro omaggio è cominciato qualche mese fa con la rappresentazione della Torre di Pisa - spiega Pietro Dottor, presidente di Brandolin Dottor group - devo dire che l'iniziativa ha suscitato un vivace dibattito a livello locale. Sicuramente anche il nuovo cambio di immagine con la presenza della Torre Eiffel non passerà inosservato e farà molto parlare. Volevamo comunque che l'immagine del cantiere fosse diversa dal solito che attirasse l'attenzione dei veneziani e dei turisti, ma nel contempo che fosse allegra e positiva».

Entro la fine dei lavori, fissata per la fine di settembre 2005, sono previste le immagini del Big Ben e dell'Empire State Building. I lavori stanno rispettando i tempi previsti. Iniziati con le lavorazioni del sottoportico, che hanno visto il restauro del cocciopesto ottocentesco della volta e il consolidamento dei pilastri, sono proseguiti con la verifica della situazione statica delle fondazioni.

Sonic from Padova
March 9th, 2005, 04:33 PM
SALONE NAUTICO/1 Dibattito sulle potenzialità della "Serenissima" diventata uno degli scali crocieristici più ricercati al mondo
Venezia avrà la sua scuola del mare
Dal settore nasceranno nuove figure professionali: il rilancio dell’istituto professionale e del Venier

Venezia avrà la sua scuola del mare. Carmela Palumbo, della direzione scolastica regionale del Veneto, ne è più che convinta. Tant'è che nel corso del dibattito "Infrastrutture e mobilità per una città d'acqua, le grandi opere a Venezia, le grandi infrastrutture tra il Veneto e l'Europa, il porto e l'aeroporto" promosso da "Venezia capitale del Mare" all'interno della programmazione del Salone nautico, ha dichiarato che "bisogna rilanciare questo tipo di istruzione".

"C'è stata una fusione nel 1999 - spiega Palumbo - tra i due istituti, il tecnico nautico Venier e l'istituto professionale nautico per le attività marittime, che ha sede a San Giorgio. Ora è il momento di completare la vera fusione della scuola con la creazione del polo nautico".

"Anche perché - sostiene Eugenio De Vecchi presidente Conformare - nasceranno nuove figure professionali". Il mercato della nautica insomma offre nuovi sbocchi, "un capitano di maxi-yacht può guadagnare tra i 5 e 10 mila euro al mese". "C'è un fabbisogno da parte delle imprese che ricercano figure professionali nel settore della nautica - ricorda Romano Tiozzo, segretario generale della Camera di commercio di Venezia - ma, non essendo ancora presenti, le aziende preferiscono rivolgersi all'estero".

"Nello scenario europeo - evidenzia Roberto Perocchio amministratore delegato della Venezia Terminal Passeggeri - possiamo diventare, con i giusti investimenti, un'agenzia del mare". In realtà "manca - riferisce Franco Sech della Cisl - la capacità di decisione. Si vive ancora in una sorta di campanilismo, ci vuole un patto per Venezia che diventare capitale del mare e anche del Nordest".

Lino Brentan, amministratore delegato della società autostradale Venezia-Padova, ritiene che "gli imprenditori devono invece stimolare e contribuire alla scelta delle infrastrutture" mentre il sovrintendente Guglielmo Monti si rammarica nel vedere che "Venezia è uguale a 50 anni fa; una città che deve riempirsi di contenuti oltre che di turismo". Il prossimo appuntamento con il forum "Venezia capitale del Mare" è per giovedì 10 marzo, dalle 10 alle 12, nell'area eventi del Salone nautico, si parlerà di "Venezia crocevia di genti e culture: un'esperienza da valorizzare".

Federica Repetto

Sonic from Padova
March 9th, 2005, 04:34 PM
LIDO
Elettrosmog entro i limiti di tollerabilità, ma preoccupano le 13 nuove antenne

Al Lido l'inquinamento elettromagnetico, nelle zone a maggior rischio, arriva a 3 volt metro e cioè circa alla metà del limite. Un valore tollerabile anche se indica una "soglia di attenzione" che mette in guardia. Soprattutto in vista di quanto potrà accadere nei prossimi mesi quando nell'isola è prevista tutta una serie di nuovi insediamenti per la telefonia mobile.

La mobilitazione dei comitati locali, che, coordinati da Bruna Gard, da anni si battono contro l'inquinamento nell'isola provocato dai ripetitori della telefonia cellulare ha portato ad un importante risultato. Ca' Farsetti infatti ha approvato una mozione, accolta anche dalla giunta comunale, che prevede di adottare, in via sperimentale, un piano di microcelle per il quartiere di Carpenedo Bissuola. Le microcelle garantiscono un sistema meno impattante per l'ambiente. Il piano è stato commissionato dal vicesindaco Michele Mognato al direttore dell'Ispesl Livio Giuliani.

«Vogliamo le microcelle anche al Lido - sostiene Bruna Gard - in quanto producono minor inquinamento. Come comitato chiediamo anche la disinstallazione del ripetitore sopra l'hotel Boulevard».

Livio Giuliani, da parte sua, sottolinea i vantaggi prodotti dalle microcelle. «Si tratta di piccoli ripetitori - spiega il direttore - dalle dimensioni di 20 centimetri per 20 centimetri che danno un effetto meno impattante sull'ambiente. Attualmente vengono già utilizzate come aggiuntive, rispetto al vecchio sistema, per aumentare le frequenze. Quello che si chiede è che le microcelle vengano utilizzate come sostitutive e non aggiuntive. Si propone di intervenire al Lido in quanto il sistema di ripetitori della telefonia mobile dovrà subire dei cambiamenti radicali e quindi si potrebbe sostituire il vecchio sistema con questo più nuovo ed avanzato».

Quali possono essere gli ostacoli al rinnovamento? «Le microcelle - prosegue Livio Giuliani - sono in grado di ripetere il segnale per le comunicazioni esterne, ma non a raggiungere gli interni dei palazzi. Anche al Lido si potrebbe lanciare questo nuovo sistema in modo sperimentale come per Carpenedo-Bissuola».

Com'è il livello di inquinamento elettromagnetico al Lido? «Gli ultimi rilevamenti - conclude il dirigente dell'istituto - hanno evidenziato un livello di 3 volt metro, soprattutto nella zona centrale. Tollerabile, quindi, anche se da tenere sotto osservazione. Ma a preoccupare sono soprattutto le 13 nuove antenne previste».

Sonic from Padova
March 9th, 2005, 04:36 PM
UN ITINERARIO ARCHEOLOGICO LUNGO LE VIE DEL CENTRO STORICO

In alcune aree del centro di Mestre è in corso l'installazione di quindici supporti in ottone brunito che contengono un pannello informativo e che costituiscono la base di un itinerario archeologico lungo le vie del centro storico mestrino.

L'obiettivo dell'iniziativa è quella di segnalare e valorizzare i principali ritrovamenti effettuati nel sottosuolo a partire dal 1992, durante lavori di riqualificazione urbana e restauro di edifici, nonché le residue esistenze, cercando di ricollegarle a un unico filo conduttore.

I pannelli riportano brevi informazioni e disegni ricostruttivi di alcune aree dell'antico centro urbano.

Attraverso il percorso è possibile inoltre osservare i pochi resti delle mura che circondavano l'abitato medievale.

A corredo del percorso sono stati predisposti una audioguida e un depliant illustrativo-divulgativo che contestualizza dal punto di vista storico i ritrovamenti archeologici.

Questi materiali sono disponibili al Centro culturale Candiani e saranno forniti gratuitamente agli utenti dell'itinerario archeologico.La realizzazione di questo itinerario rappresenta la prima tappa di un più ampio progetto Mestre archeologica. Tracce di identità dal sottosuolo, finalizzato alla valorizzazione e fruizione delle testimonianze e dei rinvenimenti archeologici a Mestre, che sarà presentato alla cittadinanza nei prossimi mesi.

Il lavoro, finanziato dall'Amministrazione comunale, Direzione Progettazione ed esecuzione lavori in collaborazione con la Direzione Beni e Attività culturali e con il contributo della Regione Veneto e della Direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto, è stato avviato circa due anni fa, nel 2003, e sarà portato a termine nel corso del biennio 2005/2006.

robyk
March 16th, 2005, 03:52 PM
PONTI: SLITTANO TEMPI PER NUOVA STRUTTURA SU CANAL GRANDE (ANSA) - VENEZIA- Per il suo epico arrivo a bordo di una chiatta gigante lungo il Canal Grande, gia' annunciato per lo scorso 20 febbraio, si dovra' ancora aspettare: la grande struttura d'acciaio del nuovo ponte di Santiago Calatrava, destinato a collegare la stazione ferroviaria e piazzale Roma, non e' infatti ancora pronta per essere collegata in sede. All'origine del ritardo la mancata consegna degli ultimi due dei sei segmenti (conci) che devono comporre la struttura in acciaio che costituisce l'unica campata arcuata del ponte. Che vi dovesse essere da aspettare era gia' previsto, visto che anche per questi due conci - come per altre fasi costruttive di un'opera che e' anche un vero prototipo del suo genere - vi sono state varianti in corso d'opera. Ma appare ormai sicuro che la consegna arrivera' anche dopo i giorni di proroga sui tempi contrattuali gia' concessi alle aziende appaltatrici. E cosi', dalle previsioni iniziali che davano il nuovo ponte in sede gia' per l'autunno 2004, si andra' sicuramente oltre la scadenza della giunta di Paolo Costa, che del nuovo ponte del Canal Grande, oltre che della ricostruzione della Fenice, aveva fatto un fiore all' occhiello. L'ultima scadenza era fissata per il 20 marzo, poi prorogata a fine giugno - precisano i tecnici del Comune - per permettere all' impresa di realizzare le ultime modifiche rese note all' impresa a fine 2004. Ma e' probabile che anche l'ultima proroga non potra' essere rispettata, e che quindi il Comune fara' scattare le penali previste dal contratto. ''Un ritardo di cui mi dispiace molto - osserva l'assessore uscente ai Lavori pubblici Marco Corsini -, questo appalto va in controtendenza con gli standard degli altri del mio assessorato''. L'appalto in questione era quello con l'impresa Cignoni di Lendinara, che ha gia' compiuto i lavori sulle due rive in cui si deve incastonare il ponte, e che aveva a sua volta affidato le strutture in acciaio alla Lorenzon Techno System di Noventa di Piave, specializzata nell'applicare l'esperienza di una lunga tradizione come officina fabbrile a tecniche e materiali d' avanguardia. A quest'ultima azienda il compito di costruire la struttura portante su cui, una volta posta in loco, sara' montata la parte superiore del ponte, dagli scalini in vetro con alzata in pietra d'Istria ai parapetti, fino a quella sorta di ovovia a scomparsa (una cabina su rotaia, che a riposo rimarra' nascosta nel terreno), per disabili e anziani. Ma mentre i primi quattro conci sono gia' giunti su una banchina di Marghera, mancano proprio gli ultimi due necessari a completare l'assemblaggio dell'intera arcata che poi sara' trasportata via acqua, nottetempo, fino alla destinazione definitiva. Ma per quell'evento tanto atteso, e che si annunciava come una vera e propria notte bianca per la citta', si dovra' aspettare insomma ancora almeno per qualche mese. (ANSA). RED
15/03/2005 18:18


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Sonic from Padova
March 20th, 2005, 12:19 PM
Italgas: bocciato il "Piano D'Agostino"
Dibattito a Santa Margherita: ok dei candidati sindaci alle proposte alternative del Forum di Dorsoduro

Venezia

Tutti d'accordo: nell'area ex Italgas niente direzionale, niente Università, solo verde, residenza e servizi, tutt'al più impianti sportivi. «Dunque, chiunque sarà il sindaco, Roberto D'Agostino non potrà fare l'assessore» ha commentato con sarcasmo Luciano Pomoni, che al dibattito sulla residenza a Dorsoduro e a Venezia, promosso dai gruppi sociali del sestiere, ha rappresentato il candidato sindaco di An, Raffaele Speranzon.

Tranne Speranzon, Casson e Pighin, all'Auditorium di Santa Margherita gli altri candidati sindaci si sono presentati tutti, e pur con sfumature diverse si sono detti sostanzialmente favorevoli alle proposte del Forum di Dorsoduro, che contesta il Piano particolareggiato dell'assessore all'Urbanistica, Roberto D'Agostino, per l'area Italgas (50 mila metri cubi di residenza, 40 mila di direzionale, 60 mila di attrezzature collettive, 25 mila di recupero dei capannoni fronte Santa Maria Maggiore).

«Bisogna salvaguardare il verde, passare ad almeno 100 mila metri cubi di residenza», propone il Forum, e non uno dei candidati ha storto il naso. Il solo Mario d'Elia ha preferito, anziché partecipare al dibattito, fare il capopopolo, protestando perché una ventina di persone non sono state lasciate entrare. «La legge sulla sicurezza nei luoghi pubblici - hanno spiegato gli organizzatori - limita a 220 le persone che possono entrare nell'Auditorium, e tante ne sono passate. Di più non è possibile».

Ma molti erano in piedi, e d'Elia ha contato pervicacemente i posti vuoti, prendendosela poi, chissà perché, con Massimo Cacciari che in quel momento stava tenendo il suo intervento. «Tra un mese, quando sarò sindaco, li farò entrare, ma per ora non posso», ha replicato divertito il candidato della Margherita, cercando di spezzare (inutilmente) una lancia per quanti erano fuori.

Marco Zordan e Daniela Grimaldi, del Forum di Dorsoduro, hanno messo sul piatto anche altri tre temi: le destinazioni d'uso per l'ex ospedale Giustinian (mantenimento del presidio sanitario, nuova residenza, sede delle associazioni di volontariato), per gli ex magazzini Ligabue in Marittima (spazi giovanili), il problema della sede del Gruppo anziani La Gondola, a Santa Marta, che le Ferrovie vogliono vendere. Su quest'ultimo tema si è espresso, a nome di Casson, il solo presidente del Cdq2, Fabrizio Reberschegg. «Alle volte - ha sostenuto - sembra più facile fare il ponte di Calatrava che dare risposte a problemi importanti, ancorché in sè banali, della città. Si faccia un'offerta alle Ferrovie, e in 5 minuti si risolve».

In sostanza, si diceva, tutti hanno condiviso le proposte del Forum, con qualche differenza. «Serve un progetto unitario per tutti gli spazi», ha sostenuto Cacciari, ricordando che alcune scelte saranno dettate dalle bonifiche delle aree, che il presidio sanitario al Giustinian andrà contrattato con la Regione («e lo faremo»), che le politiche per la residenza basate sull'assistenzialismo non stanno più in piedi. «Sull'esempio della Curia - ha spiegato -, serve un sostegno alla residenza fondato sul lavoro legato a funzioni nuove». Valutazioni, cioé, non solo di reddito.

«A Venezia ci sono 3700 case pubbliche, 400 sono sfitte», ha sostenuto Maurizio Crovato (Uno di noi), accusando l'amministrazione uscente di non aver realizzato nulle, se non le case Junghans, «assistenza per Costa, sua moglie, i figli di Costa». Basta uffici e terziario, ha aggiunto, all'Italgas serve solo residenza privata, punto e basta. «Bisogna bloccare l'esodo senza se e senza ma», ha concluso, passando la palla a Alberto Mazzonetto (Lega), che ha proposto in sostanza di portare gli insediamenti universitari in terraferma o in qualche isola abbandonata, polemizzando per i 4 punti in graduatoria riconosciuti agli extracomunitari dai regolamenti comunali.

Cesare Campa (Fi) ha gigioneggiato alla grande, da politico consumato. «A Venezia servono almeno 40 mila nuovi residenti, costi quel che costi» ha sostenuto, proponendo nuove forme di accesso all'edilizia convenzionata con incentivi che tengano conto dei maggiori costi di Venezia, e copertura fino al 100 per cento dei mutui. «L'Università non deve essere in conflitto con la città, c'è anche Mestre», ha aggiunto, plaudendo alla discesa in campo di Cacciari nonostante il «peccato originale» del sostegno a Costa. «Sono sicuro che al ballottaggio voterai per me - ha concluso - perché c'è necessità di cambiare aria».

Se Carlo Ripa di Meana (Zitelli - Boato) ha proposto per l'Italgas utilizzi anche sportivi, Vittorio Salvagno (Socialisti laici liberali) ha ribadito «case, case, tante case», proponendo di costruire soprattutto dove ora ci sono i binari. «L'area è usabile subito - ha detto - e dà meno problemi per le bonifiche». Per il Giustinian, Salvagno ha parlato di residenza, ma in modo tale da liberare in città grandi appartamenti, da usare come alloggi a rotazione. Pomoni ha smontato la tesi di Campa dei 40 mila abitanti («ma dove li mettiamo? quabndo eravamo 120 mila e stavamo negli scantinati hanno inventato Marghera»), mentre da ultimo Augusto Salvadori (Per Venezia e per Mestre) ha invitato a diffidare dalle promesse e a valutare invece quanto successo. «Smettiamola col direzionale e con l'alberghiero - ha sostenuto - servono appartamenti da 70 - 80 metri quadrati per i giovani, e opportunità di lavoro. Il rilancio economico va sostenuto con la normativa europea, con esenzioni fiscali - ha concluso -: le ha anche Madeira»!

Sonic from Padova
March 20th, 2005, 12:20 PM
La Regione sbaglia i conti: 176 mila euro in meno
L’assessore provinciale all’Ambiente, Ezio da Villa, vuole una nuova ripartizione dei fondi anti-smog

I conti non tornano. E la Provincia li rifà. Perchè all'appello, secondo l'assessore all'Ambiente, Ezio da Villa, mancano 176 mila euro, non bruscolini. Di che si tratta? La Giunta regionale ha stanziato alla fine dello scorso anno, 1 milione 633 mila euro perchè le Province diano contributi a chi sostituisce "il proprio ciclomotore a due tempi con uno a quattro tempi e catalizzato o a coloro che provvederanno a convertire il proprio autoveicolo attraverso l'installazione di impianti a Gpl o metano".

Si tratta di uno dei tanti incentivi che vengono erogati ai cittadini che decidono di dare una mano ad inquinare meno. Già è stato fatto per le bici elettriche, adesso viene esteso ai motorini e, per le macchine, si aggiunge all'incentivo che dà lo Stato a chi trasforma l'impianto di alimentazione portandolo a metano o a gpl. Fin qui niente di male, ma dov'è che il conteggio è sbagliato? Spiega Ezio Da Villa: "La Giunta regionale ha scelto di ripartire i fondi sulla base di un criterio legato al numero di abitanti per provincia. Criterio giusto in teoria, ma assolutamente iniquo nella pratica perchè la Provincia di Venezia conta il maggior numero di Comuni inquinati. Noi abbiamo 8 Comuni in fascia A e quindi il conteggio va fatto sul numero dei residenti in quei Comuni e non sul numero complessivo dei residenti in provincia di Venezia". Perchè la ripartizione non è giusta? Perchè i fondi non sono destinati genericamente a tutti i cittadini, ma solo a quelli "più inquinati" - spiega Da Villa - e cioè a quelli che risiedono nei Comuni di fascia A.

La differenza non è da ridere perchè la Regione ha assegnato alla Provincia id Venezia 289 mila 495 euro - 17,72 per cento rappresentato dai residenti totali nella provincia rispetto al totale dei residenti nella Regione - e invece avrebbe dovuto erogare 465 mila 180 euro - sulla base del 28,47 per cento degli abitanti dei Comuni della Provincia di Venezia classificati in zona A rispetto ai residenti nei Comuni di fascia A calcolati sull'intero territorio Regionale. Insomma, la Provincia ha incassato il 40 per cento in meno e, quindi, chiede la revisione urgente dei criteri. E, intanto, Da Villa ricorda, sempre alla Regione, che non ha rispettato gli impegni presi a proposito di Enel e Agip. Nell'ultima riunione, un paio di mesi fa, la Regione si era assunta il compito di monitorare le emissioni dei grandi inquinatori - centrali Enel e raffinerie di Porto Marghera. A tutt'oggi non risulta che la Regione abbia fatto alcunchè. E così Da Villa non solo tira le orechie alla Regione, ma scrive anche a tutte le ditte che non possono continuare a far finta di niente. Sulle emissioni di polveri - solo l'Enel contribuisce per il 14 per cento del totale con 382 tonnellate all'anno di polveri emesse in aria - Da Villa ricorda alle aziende che ancora non è arrivata risposta alla richiesta di presentare un piano di diminuzione delle emissioni di polveri. Insomma l'assesore provinciale all'Ambienbte vuole che sia chiaro a tutti che a ottobre bisogna essere pronti.

Sonic from Padova
March 20th, 2005, 12:22 PM
"Creare delle zone cittadine senza ...

"Creare delle zone cittadine senza inquinamento elettromagnetico da antenne telefoniche per poi studiare la differente incidenza di malattie tra la popolazione esposta e quella no".

A proporre la creazione di quartieri o aree senza sorgenti elettromagnetiche artificiali ad alta e bassa frequenza è il responsabile del Movimento dei Consumatori Giulio Labbrofrancia che a margine dell'incontro organizzato ieri al Candiani dall'amministrazione per concordare con i cittadini e comitati il contenuto del nuovo regolamento comunale per l'installazione e l'esercizio degli impianti di telefonia mobile, ha lanciato l'idea delle cosiddette aree "electric-free".

Ad appoggiare il suggerimento, accolto con interesse dai tecnici comunali presenti all'incontro, anche i portavoce dell'Associazione Italiana Elettrosensibili, che oltre alle zone protette hanno proposto di inserire nel regolamento che dovrà essere approvato dalla prossima giunta "un fondo economico comunale che, utilizzando i soldi incamerati dai gestori, aiuti tutte quelle persone che stanno soffrendo problemi fisici per la presenza di antenne nei pressi delle loro abitazioni". Aiuti che, di fatto, potrebbero tradursi in sistemi di schermatura delle abitazioni e, non ultimo, in contributi per eventuali cambi di casa quando non esistano alternative anti elettrosmog.

Tante e diverse, dunque, le proposte che in questo terzo incontro si sono aggiunte alla tante già fatte dai vari comitati e che rappresenteranno la spina dorsale del prossimo regolamento che sarà uno dei primissimi atti che la nuova giunta dovrà approvare, visto che la scadenza massima per evitare antenna selvaggia è per il 31 luglio. Se entro quella data la nova Giunta non riuscisse a deliberare nulla, infatti, per le compagnie di telefonia mobile non ci sarebbe nessun tipo di vincolo e quindi, in virtù di quanto previsto dalla Legge Gasparri, le antenne potrebbero essere installate ovunque.

Tra gli altri emendamenti ed osservazioni emersi anche quello di considerare aree sensibili le biblioteche e le sedi universitarie, visto che lì la concentrazione di persone è altissima e, come ha sottolineato Labbrofrancia "la crescita biologica si ha fino a 25 anni, l'età di chi frequenta quei luoghi".

Dito puntato poi sulla situazione Baracca. I residenti vicino allo stadio mestrino hanno infatti chiesto uno stop al proliferare di antenne. "Due ce ne sono sui tralicci che sostengono l'impianto d'illuminazione e altrettante ci sono sulle caserme delle forze dell'ordine". Troppe, sostengono i cittadini, che hanno chiesto la garanzia di non averne altre.

Sonic from Padova
March 20th, 2005, 12:23 PM
ETTERA ALL’AZIENDA
Disturbati dagli studenti protestano gli autisti Actv

Chioggia

(R.P.) Gli autisti degli autobus urbani non ne possono più del comportamento di alcuni gruppi di studenti che, durante il tragitto, disturbano gli altri passeggeri. Se la piglierebbero soprattutto con gli anziani. Proprio per questo, 28 di loro hanno indirizzato una nota di protesta alla direzione dell'Actv segnalando le difficoltà ed i pericoli connessi alla situazione. "Costantemente sottoposti alla tensione dovuta al traffico cittadino - riporta il comunicato - siamo accompagnati da urla, fischi, cori e quant'altro si possa immaginare. In queste condizioni, non possiami certamente operare nel migliore dei modi. Lo stato confusionale favorisce gli errori e gli incidenti. Facciamo notare che i danni alle persone, conseguenti alle frenate brusche ci vengono direttamente addebitati, costringendoci a fornire giustificazioni". Gli autisti pongono, quindi, una serie di interrogativi: "L'Actv fa veramente tutto il possibile per farci lavorare in tutta sicurezza? Non ci si è ancora resi conto che le scelte aziendali causano mille difficoltà ai passeggeri? Il sindaco di Chioggia ha fatto veramente tutto il possibile per rendere la circolazione più accettabile? Gli utenti possono vantare solo diritti, in qualità di clienti, oppure debbono collaborare affinché il trasporto avvenga in sicurezza?"

Il disagio dei conducenti, oggetto di una specifica istanza formulata dal capogruppo dell'Udc, Andrea Abbagnara, sarà oggetto di una specifica interrogazione, in consiglio comunale.

Sonic from Padova
March 20th, 2005, 11:51 PM
Seicento volontari per assistere i partecipanti Per la prima volta nel Comitato d'onore il presule veneziano Monsignor Angelo Scola

Un arco stilizzato all'interno del logo presente su depliant, manifesti e magliette, e poi la chiara indicazione sulla mappa del percorso. Ma la posa del ponte di Calatrava è slittata ulteriormente a fine maggio, e così domenica 3 aprile la "Su e Zo per i ponti" dovrà fare a meno del quarto ponte sul Canal Grande.

Questa la principale curiosità della 27^ edizione della tradizionale marcia non competitiva come sempre organizzata da Tgs Eurogroup e promossa dalle associazioni Venetiadi, Agesc, Ctg, Ex Allievi Don Bosco, Fism, Noi associazione, Movimento per la Vita, con il patrocinio di Regione, Provincia e Comune e in collaborazione con gli assessorati allo sport e alla cultura di Venezia.

"Si tratta di una manifestazione profondamente veneziana, dalla grande forza di attrazione anche al di fuori della laguna, e davvero importantissima, come dimostrano gli oltre 600 volontari e il nutrito comitato d'onore guidato per la prima volta dal patriarca Scola - ha dichiarato ieri mattina l'assessore comunale al turismo e alla cultura, Armando Peres, durante la presentazione a Ca' Farsetti -. L'evento, dai molteplici significati anche religiosi, intende riscoprire e invadere la città in maniera diversa, educata, civile e pacifica; inoltre vuole rapportarsi con i giovani in modo nuovo, riprendendo l'intuizione iniziale di Don Berti".

Ma l'attenzione sarà rivolta anche alla famiglie, come ha sottolineato il presidente del comitato organizzatore, l'on. Gianfranco Rocelli: "Siamo stati costretti ad organizzare la marcia nel giorno delle elezioni: speriamo che stavolta partecipino più veneziani, visto che nelle ultime edizioni purtroppo sono sempre stati meno dei foresti - ha aggiunto -. Non abbiamo ancora i numeri definitivi, ma prevediamo 10mila iscritti da 67 province di tutta Italia e pure da 14 Paesi stranieri. Come al solito l'eventuale utile sarà devoluto in opere di beneficenza: in particolare le offerte raccolte dalla vendita delle medaglie degli anni passati saranno donate all'associazione Vis a diretto sostegno dell'impegno dei 600 salesiani che assistono i rifugiati in India, Sri Landa, Indonesia e Thailandia".

Quanto al percorso, di 10 km e di 5 per le scuole materne, "anche quest'anno i partecipanti potranno entrare nell'area dell'Arsenale grazie al permesso speciale della Marina militare - ha illustrato l'infaticabile coordinatore della "Su e zo per i ponti", Gianfranco Mandruzzato -. Noi speravamo di passare per il nuovo ponte di Calatrava, ma dovremo accontentarci del ponte degli Scalzi. Saranno tre i punti di ristoro distribuiti in città: in campo dei Gesuiti, in campo San Pantalon e in campo Manin, e ci sarà pure il parallelo percorso letterario con dodici tappe di ristoro mentale tra cultura e curiosità a cura del prof. Giovanni Andrea Martini. L'iniziativa, che si affianca alla marcia per il terzo anno consecutivo, nell'edizione 2005 è dedicata alle scrittrici e poetesse che hanno avuto un rapporto speciale con Venezia".

Sonic from Padova
March 20th, 2005, 11:52 PM
IL SINDACO
«Felice può bloccarlo Massimo invece no»

Venezia

«Casson puó forse immaginare di fermare i cantieri del Mose. Cacciari no, a meno che non abbia deciso di sconfessare le radici storiche del programma della Margherita». Lo dice il sindaco Paolo Costa, che aggiunge: «Capisco che tra le tante anime della coalizione di centrosinistra ce ne siano alcune che esprimono perplessitá e opposizioni rispetto alla realizzazione del Mose. Mi stupisce che la Margherita, e il suo leader ritrovato, Massimo Cacciari, oggi rinneghino un progetto che difende Venezia e che è stato parte integrante del nostro programma di governo».

«Matteoli non puó dire - prosegue Costa - che nemmeno un sindaco di centrosinistra fermerà i cantieri del Mose. O meglio, sa che perchè non succeda occorre che il Governo onori gli impegni assunti: il progetto va mantenuto entro i paletti posti fin qui dal Comune di Venezia nel solco degli indirizzi che sono stati dati a suo tempo dai governi Prodi, D'Alema e Amato. A questa strategia non si puó opporre oggi un partito come la Margherita, a meno che non si stia svendendo il suo patrimonio programmatico. Non mi stupisce che di fronte a queste ambigue prese di posizione siano sempre di pi gli elettori e gli esponenti della Margherita che non si ritrovano pi e guardano ai candidati del centrodestra ai quali si sta regalando il merito di salvare Venezia dall'acqua alta».

Sonic from Padova
March 25th, 2005, 02:48 AM
Il Comune compra via della Montagnola

La Giunta comunale, su proposta dell'assessore al Patrimonio, ha deciso per la prima volta l'acquisizione di una strada privata a Mestre, via della Montagnola, essendo intervenuta la sua irreversibile trasformazione a viabilità pubblica nel giugno 2002, quando, con l'approvazione del progetto definitivo del parcheggio scambiatore Gazzera A, via della Montagnola, lunga 350 metri e larga 10, ha messo in comunicazione due spazi pubblici, il parcheggio e via Miranese.

Sorta ai primi anni Cinquanta, via della Montagnola è sempre stata individuata come viabilità sia nelle licenze e concessioni edilizie per l'edificazione su terreni prospicienti, sia sulle mappe catastali, mentre negli atti privati di compravendita è sempre stata indicata come servitù di passaggio a favore dei vari lotti edificati. Nel corso degli anni è stato comunque il Comune a provvedere all'adeguamento delle reti infrastrutturali (fognature, acqua, illuminazione pubblica, etc), nonché all'asfaltatura e alla manutenzione della strada. Il risarcimento per i proprietari è stato quantificato in 10mila euro.

Sonic from Padova
March 25th, 2005, 02:49 AM
MIRA Collega i marciapiedi lungo la riva del Naviglio e rende più sicuro l’ingresso in città
Aperta ieri la passerella sul Taglio ora il marciapiede fino a Mira Porte

Mira

Da ieri è attiva la passerella pedonale sul Canale Taglio. Alla cerimonia d'inaugurazione erano presenti il sindaco di Mira Roberto Marcato, il vicesindaco Renato Martin, gli assessori Eduardo Picardi e Silvana Zanon e l'ingegner Danilo Battista, progettista e direttore dei lavori.La passerella è stata realizzata parallela all'esistente ponte della Sr 11, in corrispondenza della confluenza del canale Taglio con il Naviglio Brenta. La struttura collega i marciapiedi lungo la riva del Naviglio e rende più sicuro l'ingresso a Mira, soprattutto per chi arriva a piedi o in bicicletta. Gli elementi in ferro battuto riprendono quelli del centro di Mira Taglio, dalla pensilina per gli autobus ai due ponti (uno automobilistico e l'altro pedonale), fino a tutti i manufatti idraulici attorno alla pescheria."L'apertura di questa passerella - ha spiegato Marcato a margine dell'inaugurazione - si inserisce in un progetto più ampio di riqualificazione del centro di Mira, che prevede la realizzazione di un marciapiede che collegherà Mira Taglio a Mira Porte: è stato già siglato un accordo di programma con Veneto Strade. Il Comune ha già affidato l'incarico di progettazione, e Veneto Strade ha assicurato il finanziamento. Nel 2005 potrebbe già vedere la luce un primo stralcio tra Mira Taglio e Mira Vecchia".

Sonic from Padova
March 25th, 2005, 02:50 AM
Costa: «Un grande progettista per Jesolo Kenzo Tange lo era»

JESOLO - Quella volta che Costa incontrò il grande maestro Tange. C'è una persona che forse più di ogni altro, nel Sandonatese, è rimasto scosso della scomparsa del noto architetto giapponese Kenzo Tange, morto martedì a Tokio, all'età di 91 anni. È Giancarlo Costa, assessore al turismo tra il 1991 e il 1992 (allora sindaco era Davide Zoggia); di fatto Jesolo deve a lui se poi il progettista si innamorò della località, accettando di ripensarla per un rilancio a carattere internazionale, cosa che poi avvenne con la realizzazione del Master Plan (il piano guida del piano regolatore generale), realizzato successivamente con l'attuale amministrazione comunale. Costa, residente a San Donà, inventore della coltivazione aeroponica (le radici sospese nell'aria) e oggi per buona parte del suo tempo nei Paesi Arabi per lavoro, ebbe la felice intuizione. "Sapevo che Jesolo aveva bisogno di un grande progettista, per ripensare al suo futuro. E Tange lo era. Lui era la persona giusta per noi per due motivi fondamentali: era il più grande progettista al mondo; averlo significava avere anche un ottimo veicolo promozionale per Jesolo. Questo era il mio intendimento e queste linee guida rientravano nel mio di Master Plan. Purtroppo gli attuali amministratori non sono stati capaci di gestire le enormi potenzialità pubblicitarie di una firma come la sua". I primi contatti nel 1991, poi concretizzatisi all'inizio del 1992, quando portò a Jesolo il vicepresidente della Kenzo Tange Associated, Omar Take. "Lo andai a prendere all'aeroporto e poi lo portai in giro per Jesolo. Ricordo come Take rimase affascinato dalla bellezza del nostro territorio e di come questo contribuì a convincerlo a investire la loro professionalità su Jesolo". Il sandonatese ha appreso subito della scomparsa di Tange. "È scomparso - conclude - il padre del minimalismo giapponese. Un professionista che ha saputo portare il perfezionismo zen nella maestosità dei grattacieli".

Sonic from Padova
March 28th, 2005, 11:35 PM
Il campo trincerato verrà trasformato in una struttura per la difesa del biologico e del territorio della gronda lagunare
Forte Mezzacapo diventa city farm
Un intervento che godrà di 600mila euro messi a disposizione dalla Regione

Da baluardo del campo trincerato di Mestre Forte Mezzacapo diventerà una city farm per la difesa del biologico e del territorio della gronda lagunare. A consentire la trasformazione del decadente fortilizio di Zelarino in una fattoria di città dove tra didattica, sperimentazione ed informazione sul biologico di fatto si creerà il punto di riferimento per chi produce bio nel nostro territorio i 600 mila euro assegnati dalla Regione al comune nell'ambito del programma di interventi per il disinquinamento della laguna.

Cosa centra disinquinamento con le coltivazioni biologiche, si chiederà qualcuno. E' presto detto; la maggior parte degli inquinanti azotati che arrivano in laguna provengono dalle agricolture cosidette tradizionali, quelle che utilizzano il chimico, cercare di convertire queste produzioni in biologiche di fatto diminuirebbe l'impatto di queste sostanze. Da qui l'ok della Regione al finanziameto per questo progetto triennale che fino al 2007 vedrà concretizzarsi anche in iniziative destinate agli adulti e alle scuole. Dei 600 mila euro, infatti solo 300 mila saranno girati per la sistemazione di alcuni locali del forte da adibire a city farm, i restanti verranno utilizzati per la promozione del bio sul territorio, per l'informazione e la diffusione della cultura ambientale e la creazione dentro Mazzacapo di un mercato del biologico. "Con quei soldi si sistemerà solo una parte del Forte che però diventerà il centro, il volano di tutta l'attività biologica che si fa sul territorio - spiega il consigliere Pietrangelo Pettenò -. Lì ci sono già parecchi insediamenti di questo tipo ed offrire a queste realtà un centro dove oltre alla formazione si farà anche commercio dei prodotti biologici sicuramente darà ulteriori imput al settore."

Una decisione, quella di convertire la struttura fortilizia costruita nel 1911 e declassata a polveriera nel 1915, in una sorta di baluardo del bio che non arriva a caso. "Il comune di Venezia, aderendo ad una iniziativa della Coldiretti, ha deliberato che il suo territorio deve restare libero da coltivazioni Ogm - ha detto l'assessore all'Ambiente Paolo Cacciari -. Finanziando questa iniziativa si darà la possibilità di nuovi spazi alle produzioni naturali difendendo non solo la tipicità dei nostri prodotti ma anche la salute dei cittadini. Gli Ogm oltre ad essere una forzatura innaturale sulla natura rappresentano un pericolo diretto per la salute di tutti i cittadini che, ad esempio, respirano i pollini di queste piante nate in laboratorio".

A confermare che attorno al cosiddetto "cibo di Frankenstein" anche i padri della manipolazione genetica cominciano ad essere scettici il professor Gianni Tamino, dell'Università di Padova, ospite al convegno di presentazione delle iniziative di promozione dell'agricoltura biologioca nel veneziano al Candiani.

"Lo stesso nobel Dulbecco, un pioniere in questo campo, ha detto che non si possono prevedere le conseguenze di una manipolazione perchè oltre al gene interessato poi subiscono variazioni pure geni che non dovrebbero essere modificati, rendendo così incontrollabili le mutazioni".

"Agricoltura tradizionale vuol dire crescita armoniosa del territorio e quindi ben vengano iniziative come questa della City Farm - ha detto Gianluca Lelli, direttore della Coldiretti Venezia -. Difendere la diversità, la tipicità dei nostri prodotti vuol dire turtelare anche la nostra economia. Omologare le produzioni con gli Ogm oltre ai possibili rschi per la salute vorrebbe dire minare le possibilità di sviluppo che ci sono".

Andrea Ciccarelli

Sonic from Padova
March 28th, 2005, 11:36 PM
CHIOGGIA Sul Lungolusenzio nascerà un sentiero naturalistico e sportivo
Venti milioni di euro per un percorso verde

Chioggia

Un progetto per attrezzare sul Lungolusenzio, un'opera costata più di 20 milioni di euro, un percorso sportivo e naturalistico. La proposta al Comune viene formulata dall'Azienda di promozione turistica che, per concretizzarla, si sta avvalendo della collaborazione degli alunni e di alcuni docenti della scuola elementare Caccin di Sottomarina.

Il percorso ciclistico sul Lungolusenzo, questo il dato preliminare, è ormai frequentato assiduamente da giovani sportivi, ma anche da ragazzi, da famiglie e da anziani e potrebbe, inoltre, costituire anche una forte attrattiva turistica.

Per renderlo più interessante e per incrementare la presenza turistica si è pensato di creare un percorso guidato utilizzando una serie di pannelli esplicativi per illustrare l'ambiente del Lusenzo, in modo particolare le specificità della flora e della fauna. Questo per l'immediato. In prospettiva si potrebbero prevedere vere e proprie "insule" di un museo diffuso da arricchire con altri arredi: con targhe o statue per celebrare momenti o personaggi della storia locale.

Quanto al progetto in parola gli scolari della Caccin hanno già elaborato la grafica di un buon numero di pannelli, che l'Apt si farà carico di realizzare insieme anche a degli opuscoli promozionali del percorso da distribuire all'utenza turistica attraverso i propri sportelli o nelle fiere del turismo.

Al Comune l'Apt chiede collaborazione per l'installazione della cartellonistica, di predisporre la segnaletica per la conoscenza delle vie d'accesso al percorso sportivo naturalistico e di completare la vocazione sportiva dell'itinerario integrandolo con le attrezzature di un "percorso salute". Per sé l'Apt riserva questi interventi: la progettazione e la realizzazione dei pannelli e la realizzazione dell'opuscolo promozionale.

G.B.

robyk
March 30th, 2005, 03:54 PM
La fonte energetica ''del futuro'' entrerà in funzione nel 2007
Energia, nasce a Venezia la più grande centrale a idrogeno del mondo
L'AD dell'Enel, Paolo Scaroni: ''L'Italia diventerà un centro d'eccellenza mondiale per la produzione di energia pulita''


Venezia, 25 mar. - (Adnkronos) - Nasce in Veneto, nel polo industriale di Fusina, la più grande centrale al mondo per la generazione di energia elettrica pulita, alimentata a idrogeno. La struttura, ad altissima efficienza e ''zero emissioni'', entrera' in funzione a Marghera entro il 2007. E' il progetto piu' importante di Enel nel campo della ricerca e dell'innovazione per lo sviluppo delle tecnologie applicative dell'idrogeno, considerato il ''vettore energetico'' del futuro. L'impianto, che prevede un investimento di circa 33 milioni di euro, sara' parzialmente finanziato dall'accordo di programma firmato oggi da Regione Veneto e Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.
''Sono convinto - ha commentato Paolo Scaroni, Amministratore Delegato dell'Enel - che l'accordo sottoscritto oggi ed il nostro innovativo e ambizioso progetto di Fusina, abbiano creato i presupposti perche' Venezia e l'Italia diventino un vero centro d'eccellenza mondiale per le tecnologie di utilizzo dell'idrogeno e la produzione di energia pulita''. In una fase iniziale, la turbina a gas della centrale sara' alimentata con l'idrogeno disponibile come sottoprodotto delle lavorazioni del polo industriale di Marghera; in seguito l'idrogeno sara' estratto dal carbone con un processo di gassificazione. Uno dei punti di forza del progetto e' l'integrazione con l'area industriale e con la centrale elettrica gia' esistente. Questa integrazione permettera' anche di ridurre i costi di produzione, grazie alla possibilita' di sfruttare le infrastrutture necessarie all'installazione di un impianto per la produzione e l'utilizzo di idrogeno.
Partner del progetto saranno Ge-Nuovo Pignone, Irc-Cnr, Cesi e Consorzio Pisa Ricerche. L'impianto servira' per ricercare tecnologie di accumulo dell'idrogeno che consentano un'adeguata capacita' specifica di immagazzinamento, in partnership con Sgs, Cesi, Universita' di Genova), sviluppare e sperimentare tecniche per il riutilizzo della Co2 nell'ambito di processi industriali, in partnership con Inca-Universita' di Venezia, Universita' di Bologna, Dow Chemical, Cesi.

robyk
April 11th, 2005, 01:25 PM
Lunedì 11.04.2005, CET 13:18


Da Locarno a Venezia attraverso i navigli
Un vecchio sogno, divenuto in oltre un secolo quasi inafferrabile mito, potrebbe diventare realtà.
È infatti stata fissata al 2015 la scadenza per l’apertura completa dell’idrovia Locarno-Milano-Venezia.

I lavori e i programmi di finanziamento sono in fase avanzata, non da ultimo poiché il capoluogo lombardo vuole giocarsi la carta di porto turistico internazionale per la candidatura alle Olimpiadi del 2016.

La conferma è venuta dal recente incontro organizzato a Milano dal Consolato generale di Svizzera in collaborazione con l’Istituto per i Navigli/Associazione amici dei Navigli, la Fondazione Cariplo, la Città di Locarno e l’Associazione Locarno-Venezia.

La storia di un’antica via commerciale

L’antica linea d’acqua commerciale tra Svizzera e Mare Adriatico sin dalla fine dell’Ottocento è stata oggetto di discussioni e di studi, appassionando ingegneri e politici dei due Paesi nella convinzione che il miglioramento del collegamento fluviale fosse un tassello indispensabile per lo sviluppo economico dell’area lombardo-ticinese.

Sfumato a seguito della prima guerra mondiale, il progetto ritornò d’attualità nel 1940, quando il presidente della provincia di Milano e un ingegnere milanese rilanciarono la questione.

A Locarno non si perse tempo e su iniziativa dell’avvocato Camillo Beretta venne fondata l’Associazione Locarno-Venezia con lo scopo di proseguire gli studi per l’idrovia.

La causa venne perorata sia dal consigliere di Stato Emilio Forni sia dal consigliere federale Enrico Celio il quale, durante un dibattito in Parlamento a Berna, indicò come prioritaria, nell’ambito dei collegamenti fluviali tra la Svizzera ed Europa, l’idrovia Locarno-Venezia.

La discussione proseguì nel secondo dopoguerra, tuttavia la speciale commissione incaricata dal Consiglio federale di valutare il progetto sollevò forti perplessità sulla reale utilità dell’opera (rispetto ai collegamenti stradali e ferroviari), sulle implicazioni finanziarie e sull’impatto ambientale delle infrastrutture portuali nel Locarnese. Il sogno tornò nuovamente nel cassetto.


Dalle sponde del Lago Maggiore alla laguna di Venezia

Un vecchio sogno che diventa realtà

Cinquant’anni dopo il progetto si sta finalmente concretizzando e, abbandonate le motivazioni prettamente commerciali, rientra in un discorso di recupero ambientale-urbanistico e di turismo sostenibile.

Un discorso che riguarda soprattutto il recupero dei Navigli milanesi, lunghi circa 150 chilometri, e la valorizzazione paesaggistica di intere aree, dai parchi del fiume Ticino al Lago Maggiore. Con l’aggiunta, lungo i corsi d’acqua, di un esteso sistema di piste ciclabili.

Dell’intero tragitto, attualmente sono navigabili solo i percorsi da Locarno ad Arona sul Verbano e da Cremona a Venezia sul Po. Nei prossimi dieci anni saranno dunque da rendere navigabli i tratti da Arona a Milano, il Naviglio Pavese (la cui parte milanese dovrebbe essere aperta già quest’anno) e da Pavia a Cremona.

Il lavoro è dunque imponente, poiché comprende la creazione di canali e conche con relativi impianti idraulici, di luoghi d’attracco e di porti, nonché la pulizia e il ripristino di corsi d’acqua già esistenti. Inoltre sarà attuato anche un programma di recupero energetico, con la costruzione di microcentrali elettriche.

Milano punta in alto, ma anche Locarno…

D’altra parte il capoluogo lombardo non nasconde le sue ambizioni: con il collegamento Locarno-Milano-Venezia punta a diventare cuore dell’idrovia e porto turistico internazionale in vista della candidatura per le Olimpiadi del 2016.

Ma anche per Locarno l’operazione avrà ricadute positive. Secondo uno studio Interreg – in cui la Città ha avuto un ruolo di primo piano, come tiene a precisare la sindaca Carla Speziali – l’indotto economico generato dall’idrovia sarà notevole.

Una potenzialità da sfruttare appieno, anche perché, osserva sempre Speziali, il progetto si inserisce in quel concetto di turismo sostenibile e di qualità cui mira Locarno.

Ciliegina sulla torta, l’idrovia collega anche due capitali del cinema, il Festival locarnese e la Mostra veneziana. Come dire: agosto in Piazza Grande e settembre in laguna con spostamento rigorosamente in barca. Potrebbe essere trendy.

swissinfo, Françoise Gehring, Locarno

http://www.swissinfo.org/sit/swissinfo.html?siteSect=108&sid=5519390&cKey=1113206168000

fcom1
April 11th, 2005, 04:21 PM
Un'alternativa all'A4!!!

Pavlvs
April 13th, 2005, 10:20 AM
Il progetto, un tunnel di 8 km, inizierà l'iter tra pochi giorni
Il sindaco lo caldeggia, i due candidati alla successione frenano
Via al metrò sotto la laguna
il sogno che divide Venezia
dal nostro inviato ROBERTO BIANCHIN


Il sindaco Paolo Costa
VENEZIA - Attesa come la manna e temuta come la peste, amata e odiata come tutte le grandi opere progettate nella fragile città dei Dogi, la metropolitana sublagunare, "sognata sin dalla fine dell'800", come sostiene la giunta comunale uscente, finisce di essere un miraggio, una chiacchiera da bar. Il progetto, sette fermate da Tessera all'Arsenale in un tunnel di otto chilometri che corre venti metri sott'acqua, esce a sorpresa dai cassetti polverosi del Comune e comincia ufficialmente il suo viaggio burocratico per diventare realtà.

Giovedì 21 aprile, tre giorni dopo il ballottaggio che darà a Venezia un nuovo sindaco, ma dodici giorni prima del suo insediamento, il progetto del metrò, sostenuto dalla maggioranza di centrosinistra in scadenza pur tra contrasti e polemiche, verrà esposto nell'aula magna dell'università di architettura. E sarà tutt'altro che una passerella. Perché la "pubblicizzazione dell'intervento" è il primo atto ufficiale della valutazione di impatto ambientale dell'opera, che va a così a incominciare. I cittadini avranno cinquanta giorni di tempo per presentare le loro osservazioni.

Il progetto, approvato dal Comune, e caldeggiato dal sindaco uscente Paolo Costa, è sostenuto da una "associazione temporanea di imprese" capitanata dalla Actv, l'azienda di trasporto pubblico locale, e realizzato, dice l'amministrazione, con una "procedura innovativa", quella del "project financing". Il Comune, in sostanza, "non spenderà un euro". Il costo dell'opera, stimato in 340 milioni di euro, verrà sostenuto per metà da un finanziamento del governo, e per l'altra metà da fondi anticipati dalle imprese costruttrici.

Il Comune ha inviato il progetto al ministero delle infrastrutture per l'inoltro al Cipe con la richiesta del "finanziamento aggiuntivo" a integrazione degli investimenti programmati dai promotori. Questi ultimi (Actv, Bnl, Mantovani, Sacaim, Arsenale Venezia, Net Engineering, Studio Altieri, Save Engineering, Metropolitana Milanese) contano di rientrare dall'investimento con l'incasso dei biglietti.

Il metrò, per la cui costruzione sono previsti cinque anni e mezzo di lavori, dovrebbe partire da Tessera, nella terraferma veneziana, accanto al nuovo stadio e al nuovo casinò, progettati anch'essi ma entrambi ancora da costruire. Correrà fino a Venezia per 8 chilometri e 300 metri in un tunnel sottomarino a binario unico di 5,8 metri di diametro, venti metri sott'acqua. La seconda fermata dovrebbe essere all'aeroporto "Marco Polo", la terza ai bordi della terraferma, al terminal di Tessera, dove dovrebbe incontrarsi con le nuove linee della ferrovia e dei tram urbani di Mestre. Quindi attraverserà la laguna fino all'isola di Murano, quella famosa per i suoi vetri (quarta fermata) e approderà in centro storico alle Fondamente Nuove, all'altezza della Misericordia. Le ultime due fermate, sempre a Venezia, saranno all'ospedale civile (dieci minuti a piedi da piazza San marco), e quindi all'Arsenale, semiabbandonato da decenni, che si conta in questo modo di rivitalizzare.

Per collegare le stazioni alla superficie, vi saranno delle "zone di risalita" con passaggi pedonali, scale mobili, fisse e ascensori, e attività commerciali, servizi e biglietterie. Il tempo totale di percorrenza, da Tessera all'Arsenale, sarà di 14 minuti, la metà di quello impiegato oggi con i normali mezzi acquei. Si prevedono otto corse all'ora, capaci di trasportare ciascuna 300 passeggeri, con convogli lunghi trenta metri di vetture su gomma, per una capacità totale di 30-40 mila passeggeri al giorno, e di 6 milioni di passeggeri l'anno: la metà dei turisti che annualmente intasano Venezia.

Ma non mancano le polemiche, sia sull'utilità che sui costi dell'opera, come sui rischi statici e ambientali per un'opera che potrebbe mettere a repentaglio la stabilità del sottosuolo della laguna.

robyk
April 15th, 2005, 02:03 PM
Venezia, Cacciari: ''Rilanciare la biennale con grande progetto architettonico''

Coinvolti l'Archivio storico, la Mostra del Cinema e le sedi espositive

Venezia, 14 apr. (Adnkronos) -''Per rilanciare La Biennale e Venezia, ci vuole un grande progetto architettonico che coinvolga l'Archivio Storico, la Mostra del Cinema e le Sedi espositive della Biennale Arte''. Lo ha sostenuto il candidato a sindaco di Venezia, Massimo Cacciari(Margherita), questa mattina ad un incontro con i dipendenti della Biennale di Venezia a Palazzo Querini Dubois. ''L'Asac- dichiara Cacciari - non e' soltanto un archivio, non deve essere una sorta di ''astronave'' parcheggiata in citta', ma un progetto di produzione culturale che investa il tessuto piu' vivo di Venezia e ne funga da volano per iniziative di grande spessore''. Tra gli altri temi affrontati il problema degli spazi all'Arsenale, che '' devono necessariamente essere sdemanializzati per permettere un programma continuo di eventi artistici, e non una tantum, e il cinema che richiede nuovi spazi al Lido ma non tendoni o strutture temporanee''. ''Non si puo' andare avanti cosi', - conclude Cacciari- bisogna creare un grande masterplan culturale per tutta la citta', da proporre a grandi investitori. Venezia deve rappresentare la porta d'ingresso privilegiata in Europa per realta' culturali quali Cina ed India''.

Una domanda
Ma chi è il sindaco di Venezia?

Sonic from Padova
April 15th, 2005, 04:02 PM
Il nuovo ponte sarà pronto per ...

Il nuovo ponte sarà pronto per il 1998... No, sarà pronto per il 2003, anzi sarà pronto per la primavera del 2005. Le sue fondamenta sono solide. No, il ponte senza interventi di rinforzo rischiano di non poter sostenere la spinta. Il ponte è stato progettato a norma, anzi no. Il ponte sarà a costo zero per il Comune, anzi costerà dai 6,5 ai 9 milioni di euro.

Con tutto questo parlare il nome di Santiago Calatrava, famosissimo e apprezzato architetto, dovrebbe risultare a Venezia tra i primi dieci nella lista dei più conosciuti o dei più citati. Sul ponte dal lui progettato, però, a parte il grande ritardo nell'esecuzione rispetto agli annunci, le idee non sembrano molto chiare. Per capire cosa sta succedendo abbiamo girato dubbi e perplessità al direttore dei lavori, l'ingegner Roberto Scibilia.

- Allora ingegnere, quando vedremo questo ponte?

«Una data ce l'avrei, ma ormai dati i precedenti non me la sento di fare annunci. Posso dire però che i problemi sono stati tutti risolti e che non dovrebbe mancare poi molto alla messa a dimora».

- Per "messa a dimora" s'intende il posizionamento del ponte o la possibilità di attraversarlo?

«Dopo che la struttura in acciaio sarà fissata alle spalle in calcestruzzo, occorreranno altri tre-quattro mesi per sistemare i gradini e i parapetti».

- I gradini saranno in vetro, non ci sarà pericolo di scivoloni?

«Ovviamente sarà vetro trattato in modo particolare. Non bisogna immaginarsi un ponte trasparente: di giorno i gradini non saranno molto diversi da quelli in marmo, ma di notte saranno illuminati dal basso, mentre il parapetto (quello sì trasparente) sarà "riempito" da una lama di luce che partirà dal corrimano».

- Che sia bello non ci sono dubbi. Sarà anche sicuro? Abbiamo letto di alcune polemiche relative alle fondazioni...

«L'ho detto e lo ribadisco: il ponte non ha alcun problema di cedimenti. Posso spiegarlo, ma ci dovremo addentrare in qualche spiegazione tecnica. Le fondazioni ipotizzate da Calatrava avevano una forma a "C" allungata, con pareti in calcestruzzo spesse un metro e profonde venti metri. Sono stati previsti persino gli alloggiamenti per dei tiranti d'acciaio nel caso si dovessero verificare in futuro spostamenti non previsti dai calcoli. Poi, per rendere ancora più sicura l'opera, abbiamo chiuso quella "C" trasformando le fondazioni in una grande scatola il cui fine è scaricare verticalmente la notevole spinta laterale dell'arco ribassato».

- E allora, la polemica dell'esposto della vedova del professor Creazza? Lui, da consulente di Calatrava, aveva proposto un'altra soluzione che poi non fu adottata.

«La sua proposta era di fare delle fondazioni normali, non sovradimensionate come quelle attuali, ma collegandole assieme da una "catena" in calcestruzzo sotto il canale che sarebbe potuta diventare un tunnel. Una soluzione geniale ed elegante, che arrivava con un progetto definitivo già approvato».

- A quanto pare la soluzione Creazza sarebbe costata un miliardo e mezzo in più e quindi politicamente la giunta non se la sentì di portare un altro aumento ad un budget già stanziato e in un consiglio comunale già diviso sul ponte. Senta, ma il fatto che le fondazioni siano quasi tangenti la riva della stazione non conta ai fini della sicurezza statica?

«La spinta del ponte si scarica sulle fondazioni e non avrà alcun effetto sulla riva».

- Perché tanti ritardi?

«Guardi, qui occorre premettere che questo ponte non è ciò che potrebbe sembrare a prima vista. La struttura progettata da Calatrava è altamente complessa non perché fare un ponte così sia difficile, ma perché nessun elemento che lo costituisce si trova sul mercato. Tutto va quindi progettato e realizzato ad hoc. L'arco, come in quasi tutte le opere di Calatrava, ricorda una colonna vertebrale umana e ciascuna delle 74 "vertebre" è diversa dall'altra. I suoi componenti hanno una sezione ovoidale che si interseca con una sezione tonda. Purtroppo certi problemi sono impossibili da gestire su due dimensioni e così sono emersi una volta che il lavoro era passato all'officina. Problemi che sono stati via via risolti senza stravolgere il progetto iniziale».

- L'ultimo di questi ritardi a cosa è dovuto?

«Ad un problema sugli ultimi due dei sei conci (i "pezzi" di cui è formato il ponte, ndr). In parole povere, il piede delle "vertebre" non si intersecava perfettamente con il corrente (l'arco sul quale le "vertebre" poggiano). A quel punto si sono cercate varie soluzioni, sempre tenendo presente i calcoli già effettuati. Alla fine con Calatrava si è convenuto di allargare un tratto del corrente inferiore di un centimetro e mezzo per tecuperare la tangenza. Questo ha richiesto nuovi calcoli, nuove fusioni e, una volta pronto il nuovo pezzo, sfortunatamente questo è risultato inidoneo ai test di sforzo».

- Questi, però, sono affari delle imprese esecutrici.

«Il Comune ha tenuto conto dei problemi di progettazione e dei relativi aggiustamenti concedendo le proroghe, ma per alcuni sforamenti non riferibili al progetto l'assessore ha dato il via alle contestazioni».

- Il ponte era stato previsto accessibile anche all'inizio della progettazione?

«Il servoscala era previsto fin dall'inizio, anche nel primo progetto passato in Salvaguardia. Poi le associazioni di disabili protestarono perché questo è un ripiego che si applica a strutture esistenti. Secondo loro, Calatrava avrebbe dovuto ideare qualcosa di diverso. Così si arrivò a concepire l'ovovia».

Michele Fullin

Sonic from Padova
April 15th, 2005, 04:06 PM
Il secondo aeroporto d'Europa
Subito dopo il nuovo scalo di Atene per soddisfazione dei passeggeri e qualità dei servizi

Un altro punto a favore di Save, la società di gestione dell'aeroporto Marco Polo di Tessera, che in questi giorni ha visto lo scalo veneziano inserito al secondo posto nella classifica europea per grado di soddisfazione dei passeggeri e qualità dei servizi aeroportuali.

Il risultato esce da un'indagine indipendente di SkyTrax che ha realizzato un sondaggio tra i passeggeri che frequentano gli aeroporti europei. Al primo posto si è classificato il nuovissimo scalo di Atene, subito dietro quello di Venezia che è anche l'unico aeroporto italiano presente nei primi posti di questa lista; terzo l'aeroporto di Barcellona per quel che riguarda tutta l'area del Sud Europa.

Dopo il consiglio d'amministrazione che ha approvato il bilancio, passo propedeutico - secondo il presidente di Save, Enrico Marchi - per lo sbarco in Borsa che, dopo vari rinvii, dovrebbe avvenire entro fine giugno, arriva dunque una nuova soddisfazione per il Marco Polo: «Il riconoscimento rappresenta un nuovo elemento d'orgoglio non solo per Save, ma per la città di Venezia e, più in generale, per l'intero Nord Est - afferma la società di gestione dell'aeroporto che risponde, così, alle critiche avanzate da più parti nelle scorse settimane, e anche in questi ultimi giorni dal deputato Ds Andrea Martella, sulla sicurezza dell'aerostazione, sulle attrezzature per gli handicappati, sui problemi del grande parcheggio coperto. - Contributo principale al raggiungimento di questo risultato è dato, oltre che dal lavoro di tutti gli operatori, dalla nuova aerostazione, inaugurata a luglio 2002. Le caratteristiche architettoniche e funzionali della nuova infrastruttura, unitamente all'impegno di Save per il continuo miglioramento della qualità (al proprio interno, tra l'altro, ha uno specifico ufficio che si occupa di miglioramento della qualità), permettono ai passeggeri di fruire di servizi aeroportuali di grande qualità in un contesto particolarmente gradevole che rende il transito in aeroporto un elemento determinante nella complessiva esperienza del viaggio».

SkyTrax è una società che conduce periodici sondaggi ai passeggeri di oltre 150 aeroporti in tutto il mondo. L'indagine in questione si riferisce al periodo giugno 2004-marzo 2005, e tiene conto del livello di soddisfazione dei passeggeri in merito ai più diversi aspetti dei servizi offerti dai singoli scali.

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Sonic from Padova
April 15th, 2005, 04:08 PM
FUSINA
Quasi 200 milioni di € per il nuovo impianto di trattamento delle acque

Si farà con il sistema del project financing - lo stesso usato per l'ospedale nuovo di Mestre - la trasformazione dell'impianto di depurazione di Fusina in un centro di trattamento di tutti gli scarichi civili e industriali. La Giunta regionale del Veneto ha rilevato infatti le condizioni di pubblico interesse in relazione alla proposta di «project financing» (finanza di progetto) presentata per la progettazione, realizzazione e gestione del Progetto Integrato Fusina. Con lo stesso provvedimento sono state quindi avviate le procedure per l'indizione della gara di concessione. Il soggetto promotore dell'intervento, che sarà realizzato con il concorso di capitali privati, è una Associazione Temporanea di Imprese costituita da Delta Po Spa (ora Veneto Acque Spa, in qualità di capogruppo mandataria), Vesta Spa e Impresa Costruzioni Ing. E. Mantovani Spa. Il Progetto Integrato Fusina prevede la trasformazione dell'impianto di depurazione in un centro di trattamento polifunzionale per tutti gli scarichi civili e le acque di prima pioggia di Mestre, Marghera, Porto Marghera e del Mirese, nonché gli scarichi industriali di Porto Marghera. L'ammontare dell'investimento è stato fissato in oltre 196 milioni di euro di cui la quota di capitale pubblico è di quasi 93 milioni a valere sui fondi della Legge Speciale per Venezia.

Sonic from Padova
April 20th, 2005, 03:09 PM
Bocciata la nuova porta del Marco Polo
La Commissione di Salvaguardia, all’unanimità, ha rispedito alla Save il progetto per albergo, darsena, centro congressi

I 15 componenti della Commissione di Salvaguardia hanno sbattuto la porta in faccia alla Save, la società di gestione dell'aeroporto di Venezia, e al progetto del canadese Frank O. Gehry per la grande nuova porta di Venezia: progetto voluto fortemente dall'ex presidente del Marco Polo, Gianni Pellicani, e portato avanti con determinazione dall'attuale vertice di Save, Enrico Marchi che due anni fa, in occasione della presentazione ufficiale, ebbe a dire: «È un occasione per scongiurare il pericolo di trasformare Venezia in un grande museo a cielo aperto».

Che cosa succederà ora? Ricorsi, controricorsi, nuove procedure, appelli alla "extraterritorialità" dell'aeroporto rispetto al resto del Comune di Venezia... ma sicuramente accadrà che, come disse nel 2002 proprio Gehry, «i tempi di realizzazione saranno "italiani". Cinque anni fa venni a Venezia per festeggiare il nuovo ponte di Calatrava e oggi non l'hanno ancora iniziato». Il cantiere di Calatrava, in questi due anni, è stato in effetti aperto, ma chissà quando sarà chiuso.

Ottanta milioni d'euro di investimento (anche se fino ad oggi Save ha stanziato solo poco più di 1 milione d'euro), un albergo da 350 stanze, un centro congressi per 3 mila persone solo nella sala grande, e 30 mila visitatori al giorno complessivi, un bar galleggiante, negozi, tutto sotto a due gigantesche chele di granchio con 30 mila metri quadri di edifici e una sorta di cupola di acciaio inossidabile, bucata per far passare la luce del giorno, che coprirà la darsena per taxi e vaporetti. La darsena, in proposito, dovrebbe essere raddoppiata rispetto alle attuali dimensioni. E il progetto di Save va anche oltre l'idea di Gehry, nel senso che la società di gestione del Marco Polo prevede di realizzare altri due alberghi, accanto a quello disegnato dal canadese autore del museo Guggenheim di Bilbao, per un totale di 900 posti letto.

Ebbene, di fronte a tutto questo "ben di Dio" la Commissione di Salvaguardia ha detto che la cosa è addirittura inesaminabile per 3 motivi di fondo: mancano il piano complessivo dell'area aeroportuale (che si sta aspettando da oltre 3 anni), la verifica di impatto ambientale complessiva (Via), e il piano dell'accessibilità e mobilità complessivo (per mettere assieme le esigenze di aeroporto, porta di Gehry, progetto dell'Aeroterminal, sviluppo del Casinò, nuovo stadio, cittadella del gioco e del divertimento e, non ultimi, i cittadini di Tessera).

Nell'occasione, infine, la Commissione ha segnalato che non le risulta nessun atto che autorizzi il raddoppio della darsena.

Nelle more della riunione - che a quanto pare ha scoperchiato un vulcano solo intravisto qualche mese fa quando scoppiò la lite furibonda tra l'assessore alla Pianificazione strategica del Comune di Venezia, Roberto D'Agostino, e il presidente di Save Enrico Marchi - i commissari hanno dunque appurato che la procedura per la Verifica di impatto ambientale (Via) delle nuove strutture dell'aeroporto (e quindi anche della nuova aerostazione) non è mai iniziata.

Save, da quanto si sa, ha chiesto a Maria Giovanna Piva, la presidente del Magistrato alle Acque, quale Provveditore regionale alle opere pubbliche, di convocare una nuova Conferenza dei servizi. Che cosa dovrebbe fare? In difformità degli strumenti urbanistici vigenti (come evidenzia l'istruttoria regionale, il Piano particolareggiato per le nuove opere non è mai stato fatto), dovrebbe autorizzare tutte le nuove strutture perché considerate opere di interesse pubblico. La Save, dunque - che anche poco tempo fa ha dichiarato di essere una società privata e quindi di non essere obbligata a pagare 1 milione d'euro per un'opera d'arte prevista invece dalla convenzione con lo Stato che ha permesso i finanziamenti per la nuova aerostazione, - in questo caso sostiene che deve intervenire lo Stato perché deve realizzare opere di interesse pubblico tra le quali alberghi, negozi, centro congressi e via di seguito. Il parlamentare veneziano dei Ds, Michele Vianello, a proposito di questi argomenti l'anno scorso disse: «Non so, sinceramente, quale legge di mercato stabilisca che per sviluppare l'aeroporto, realizzare l'aerostazione nuova, le piste e tutto il resto, compreso il grande progetto della porta di Tessera, si spendano soldi pubblici, e invece i proventi finiscano in tasca a pochi privati».

La disputa tra Marchi e D'Agostino - sfociata anche in querele - è scoppiata proprio sullo sviluppo dei terreni attorno all'aeroporto: una gigantesca operazione che dovrebbe riversare in gronda lagunare milioni di metri cubi di cemento, parte per realizzare il progetto Gehry (quindi per la Save), parte per il progetto di Aeroterminal la società presieduta da un imprenditore trentino che ha acquistato una ventina di ettari per costruirvi un altro albergo, un parcheggio, una piccola darsena (poi scomparsa) e via di seguito. Tra veti incrociati, per impedirsi rispettivamente di arrivare per primi alla meta e poter sfruttare al meglio l'enorme potenziale economico di queste strutture, i due contendenti non sono giunti ad un accomodamento. E per questo è strano che l'anno scorso una Conferenza dei servizi "fantasma" - nel senso che la Salvaguardia non ne ha trovato alcuna traccia (nonostante il presidente della Commissione sia anche responsabile del settore Territorio della Regione) - abbia approvato il raddoppio della darsena.

Scendendo nei particolari della bocciatura della Salvaguardia c'è da sottolineare che quanto alla Verifica di impatto ambientale, i commissari la ritengono necessaria (lo è per legge) perché un albergo da 350 stanze e alto 38 metri sarebbe visibile non tanto dalla laguna ma addirittura dal mare aperto; e questo non si può realizzare in gronda lagunare, oltretutto mezzo sulla terra e mezzo sull'acqua. Avrebbe, insomma, un impatto ambientale notevolissimo, al di là di tutte le considerazioni sulla necessità di svecchiare Venezia. Quanto alla richiesta di un piano di accessibilità e mobilità, occorre ricordare che l'istruttoria regionale ha evidenziato come già nelle condizioni operative attuali la rete viaria esistente è congestionata; la nuova porta di Venezia può condurre all'azzeramento del servizio e alla paralisi del sistema di accesso all'aeroporto

Sonic from Padova
April 20th, 2005, 03:10 PM
LIDO
L'aerostazione del Nicelli sarà inaugurata il 16 luglio con un raduno di ultraleggeri

(L.M.) Sarà un grande raduno interregionale di ultraleggeri ad inaugurare, il prossimo 16 luglio, l'aerostazione dell'aeroporto "Nicelli" di San Nicolò al Lido. La notizia è arrivata ieri dopo una riunione che si è tenuta al Lido, anche con i rappresentanti della Regione, per pianificare la manifestazione. A dare l'annuncio è stato ieri il direttore della circoscrizione aeroportuale ing. Valerio Bonato. "Per metà luglio - ha spiegato Bonato - dovremmo aver ultimato i lavori all'aerostazione del Lido e quindi vorremmo sottolineare questo traguardo con manifestazione dedicata al volo degli ultraleggeri". L'evento non resterebbe una manifestazione isolata, ma risponderebbe all'intenzione di rendere l'aeroporto del Lido specializzato in questo settore e punto di riferimento per i voli turistici. Durante il raduno ci sarà anche la presentazione di un libro dedicato agli ultraleggeri.Intanto, ieri c'è stato un altro passaggio importante verso la riapertura dei lavori che dovrebbero ripartire martedì prossimo. Con la ditta incaricata di compiere i lavori la "Nicelli spa" ha sottoscritto l'accordo che prevede anche alcune migliorie rispetto al capitolato iniziale. Il cantiere, dalla prossima settimana, dovrebbe nuovamente animarsi. Nei giorni scorsi era filtrata un po' di preoccupazione per una perdita di circa 300 mila euro nel bilancio della società. Dalla "Nicelli spa", però, sono tranquilli. "Si tratta di un disavanzo che i soci che formano l'assetto azionario si sono impegnati a coprire. Un disavanzo prodotto dai costi di esercizio della società. Ma questo non comporta un rallentamento dei lavori. Questi sono già finanziati tutti, a parte la pista per la quale attendiamo 1,5 milioni di euro. Per i costi di gestione della società, infatti, devono intervenire i soci. La "Nicelli spa" ha dei fondi in casa ma non si possono utilizzare i finanziamenti per ripianare i costi di gestione ordinari".

Sonic from Padova
April 20th, 2005, 03:11 PM
Entro la metà di maggio partiranno ...

Entro la metà di maggio partiranno due nuovi esami a domicilio al Lido. Il servizio della diagnostica a domicilio sarà incrementato con la possibilità, per i pazienti con difficoltà di deambulazione, di effettuare, su prescrizione del medico di base, nella propria abitazione gli esami di elettrocardiogramma e pulsimmetria. Intanto negli ambulatori dell'ex Ospedale Al Mare sono arrivati due nuovi specialisti: un medico pneumologo e un medico urologo. Così da poter leggere, in maniera ancor più veloce, i referti. Attualmente gli esami a domicilio vengono effettuati con una lista d'attesa di circa una settimana.

In caso di urgenza, però, su determinata richiesta del medico di base gli accertamenti medici si possono programmare anche nel breve arco di due-tre giorni al massimo. Il Lido, così, si prepara all'avvio della stagione balneare ancor più tutelato dal punto di vista sanitario. È stato avviato il servizio per il trasporto dei malati non urgenti da parte del nuovo nucleo della Croce Verde. E per le emergenze da metà maggio ci sarà anche il decollo dell'elicottero.

Tra le richieste che il distretto ha avanzato alla Regione, anche quella di poter dotare l'isola, come già avviene per il litorale nord, di una guardia medica turistica, in grado di dare assistenza a bagnanti e alla popolazione che risiederà al Lido per il periodo estivo.

La Regione Veneto, deve ancora sciogliere le riserve e dare una risposta e, dunque, è ancora incerto se questo ulteriore presidio possa partire già dal giugno del 2005.

Per il resto i servizi all'interno del distretto sono tutti confermati: compreso il punto di primo intervento all'ex Ospedale Al Mare, con due letti di terapia sub-intensiva, e l'unità diagnostica di radiologia. Dopo l'insediamento del nuovo sindaco di Cavallino-Treporti e del presidente della municipalità di Lido e Pellestrina, per il mese di maggio, il direttore del Distretto Maurizio Fontanella convocherà un apposito ufficio di coordinamento per fare il punto sul funzionamento della struttura e i prossimi obiettivi per tutto il corso del 2005.

Infine è stato raggiunto un accordo e dagli spazi dell'ex ospedale Al Mare sono stati trasferiti all'interno della casa "Madonna Nicopeya", degli Alberoni gli utenti con difficoltà mentali. Così si è liberato uno spazio all'interno dell'ex ospedale Al Mare che potrebbe essere destinato, attraverso una particolare convenzione, agli ospiti della comunità terapeutica "Villa Renata".

fcom1
April 20th, 2005, 10:12 PM
Spero che facciano ricorsi su ricorsi per il progetto di Ghery
:gunz: :down: :tongue: :wallbash: :horse: :mad2: :evil: :mad: :soapbox: :bleep: :devil: :no: :moods: :rant: :sly: :bash:

GENIUS LOCI
April 20th, 2005, 11:35 PM
Bocciata la nuova porta del Marco Polo
La Commissione di Salvaguardia, all’unanimità, ha rispedito alla Save il progetto per albergo, darsena, centro congressi

I 15 componenti della Commissione di Salvaguardia hanno sbattuto la porta in faccia alla Save, la società di gestione dell'aeroporto di Venezia, e al progetto del canadese Frank O. Gehry per la grande nuova porta di Venezia
Commissione di salvaguardia di che? :bash:
Salvaguardia di quello schifo che è oggi l'aeroporto di Venezia che da direttamente sulla laguna?

Ma da dove arrivano questi dotti signori?

Sonic from Padova
April 21st, 2005, 08:48 AM
mi dispiace molto che non sia stato approvato questo progetto; se va avanti cosi mi sa che non andiamo tanto avanti.....

capitan harlock
April 21st, 2005, 12:54 PM
Commissione di salvaguardia di che? :bash:
Salvaguardia di quello schifo che è oggi l'aeroporto di Venezia che da direttamente sulla laguna?

Ma da dove arrivano questi dotti signori?

SAVE ma questo nome non mi è nuovo.....
non è per caso l' azienda che aveva costruito e che gestiva la diga del Vajont????
:bash: :bash: :bash:

Sonic from Padova
April 28th, 2005, 03:53 PM
SALVAGUARDIA Ecoistituto, Venezia Ambiente, Italia Nostra, Lipu denunciano che i lavori restano assoggettati alle procedure della Legge speciale, e dunque non hanno autorizzazioni
Il Comune diffidato a fermare i cantieri del Mose
«O siamo nel castello di Kafka o siamo in uno Stato di diritto: gli interventi sono illegittimi e al di fuori della legge»

(S.T.) Ecoistituto Veneto, Associazione Venezia Ambiente, Italia Nostra, Lipu, hanno diffidato il direttore dello Sportello Unico del Comune, Ufficio controllo del Territorio, Renato Andreazza, a mandare i vigili nei cantieri del Mose, a controllare le autorizzazioni. «Quei lavori - ha sostenuto Michele Boato per l'Ecoistituto - sono illegittimi, sono fuorilegge. O siamo nel Castello di Kafka o siamo in uno Stato di diritto - ha aggiunto - ma io credo ancora che siamo in uno Stato di diritto, e quei lavori vanno fermati».

La diffida è stata inviata per conoscenza anche al difensore civico del Comune, nonché al sindaco, Massimo Cacciari, e al comandante dei vigili urbani, Francesco Vergine. «Ma il nostro interlocutore - ha spiegato Boato - è la direzione Sportello Unico». Quella che, secondo i firmatari della diffida, ha la competenza per intervenire. Certo, hanno aggiunto, anche Cacciari deve essere informato. «Perché qui - ha sottolineato Boato - siamo altrimenti davanti a una omissione di atti d'ufficio, e anche il sindaco, nonché il difensore civico, dovranno prendere i loro provvedimenti».

Attorno alla legittimità dei lavori è girato in Comune un fitto carteggio, innescato dall'assessore alla Legge speciale, Giampaolo Sprocati. A Sprocati hanno risposto sia l'assessore all'Urbanistica, Guido Zordan, confermando che tutte le opere del Mose risultano estranee a ogni strumentazione urbanistica comunale (Prg) e regionale (Palav), sia Andreazza, sostenendo «che la realizzazione di opere di competenza dello Stato non è soggetta ad atti abilitativi o autorizzativi rilasciabili da questo ufficio».

Secondo Andreazza, infatti, il Mose risponde alle procedure della Legge obiettivo, e non a quelle della Legge speciale, ma Ecoistituto, Italia Nostra, Lipu, Venezia Ambiente contestano proprio questa interpretazione. «Che la legge obiettivo abbia cancellato la legge speciale è falso», hanno sostenuto. E dunque pretendono che Andreazza mandi i vigili a controllare le autorizzazioni e che, in loro assenza, informi di ciò il ministero delle Infrastrutture e la Regione ai quali spetta intervenire.

«In questa vicenda troviamo illegalità ad ogni piè sospinto», ha sostenuto per la Lipu Federico Antinori, sostenendo che il Magistrato alle Acque non ha mai risposto alle richieste di accesso agli atti amministrativi ex lege 241 e che i lavori hanno violato le direttive europee habitat. «La battaglia non è finita, e più avanti vanno più facile sarà fermarli perché continuano a fare forzature», ha concluso per Italia Nostra Alvise Benedetti, puntando il dito contro il peccato originale della concessione unica al Consorzio Venezia Nuova.

Sonic from Padova
April 28th, 2005, 03:54 PM
ZATTERE
Rosan: «Ancora troppi ritardi per il nuovo pontile dell'Actv»

Torna d'attualità lo spostamento del pontile delle Zattere. Un tema più volte dibattuto e sul quale, almeno dal punto di vista formale, una decisione definitiva era stata più volte annunciata dagli stessi vertici dell'Actv. Ora, però, lo spostamento dell'imbarcadero e il conseguemente miglioramento del servizio di navigazione è al centro di una lettera inviata dal consigleire di municipalità Danilo Rosa (Italia dei valori) al direttore dell'Actv.

«Nonostante le assicurazioni avute relative allo spostamento del pontile dell'Actv alle Zattere - afferma Rosan nella lettera indirizzata al direttore dell'Actv Maurizio Castagna - nulla di nuovo si è poi saputo sullo stato di fatto dell'iter che è concluso, come è stato detto in più occasioni. Al momento, però, non si vede l'inizio dei lavori». Rosan polemizza poi sul fatto che l'Actv continua a parlare a istituire linee nuove come quella tra gli Alberoni e le Zattere. «È tempo di dire ai cittadini a che punto stanno le cose prima di iniziare una nuova mobilitazione della gente. Non c'è nessuna scusa visto che anche l'Autorità portuale ha dato l'assenso sull'uso della riva. La decisione è stata presa e non si torna indietro. Ma alla gente questo non basta conclude il rappresentante dell'Italia dei valori - perchè è ora che si veda l'inizio dei lavori».

Stranfiér
May 3rd, 2005, 10:09 AM
URBANPROMO 2005

URBIT, Urbanistica Italiana, società dell’INU, Istituto Nazionale di Urbanistica, organizza per il secondo anno consecutivo UrbanPromo 2005, Evento di Marketing Urbano, che avrà luogo a Venezia dal 16 al 19 Novembre 2005, negli spazi di Palazzo Franchetti, sede dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.

Il successo dell’edizione 2004 ha spinto il comitato scientifico di URBIT a proporre la manifestazione con cadenza annuale, constatando il numero crescente di interventi di modificazione e trasformazione urbana, che si stanno avviando in molte parti d'Italia, dopo anni di assoluto immobilismo.

UrbanPromo 2005 vuole essere un luogo di incontro per tutti gli attori che prendono parte a tali processi, ciascuno per le proprie competenze e professionalità: Enti locali, Proprietari, Promotori, Investitori e Gestori di patrimoni immobiliari, Società di progettazione, Imprese di costruzioni, Istituti di credito ed Enti di ricerca.

UrbanPromo 2005 si propone come un “salotto”, considerando la cornice dell’evento, in cui si possa discutere e dialogare sui temi pertinenti la pianificazione, la progettazione e la gestione dei complessi fenomeni di riuso del suolo, che vanno dal recupero ambientale di vuoti urbani alla riqualificazione di interi brani di città, dalla valorizzazione di patrimoni immobiliari in aree dismesse alla ricucitura di tessuti sociali sfrangiati, dal potenziamento dei sistemi infrastrutturali all’applicazione di metodologie adeguate alla mitigazione degli impatti connessi.

L’invito è pertanto rivolto a tutti coloro che hanno a cuore il futuro delle città, perché gli interventi di riqualificazione urbana diventino occasione di disseminazione del germe della riterritorializzazione, attraverso la ricerca di un giusto equilibrio tra sostenibilità economica, ambientale e sociale degli interventi,
ben lungi dalla semplicistica riduzione dei processi di trasformazione urbana ad operazioni

di svuotamento e di riempimento di aree, bisognose di campagne pubblicitarie.

Nell’ambito di tale fecondo terreno di riflessione, Urbanpromo 2005 vuole offrire un’occasione di confronto, di integrazione e di scambio fra le varie culture ed i multiformi saperi che partecipano al ridisegno delle città e del loro territorio, attraverso l’allestimento della mostra a tema “Progetti per i nodi urbani dell’intermodalità”, l’esposizione dei progetti e l’organizzazione di convegni, dibattiti, tavoli ed incontri, a cura dell’INU, delle Associazioni e degli Istituti di ricerca coinvolti e di quanti, Enti o Società presenti alla manifestazione, ne faranno richiesta.

I profili e le schede di progetto degli Enti e delle Società, partecipanti ad UrbanPromo 2005, saranno pubblicate dalla rivista specializzata Edilizia e Territorio (gruppo Il Sole 24 Ore), che diffonderà a livello nazionale un dossier dedicato alla manifestazione.

Informazioni
INU, Istituto Nazionale di Urbanistica
Piazza Farnese 44, 00186 Roma
tel. 06 68 80 11 90 - 06 68 80 96 71
fax 06 68 21 47 73 - www.inu.it

URBIT, Urbanistica Italiana Srl
Piazza Farnese 44, 00186 Roma
tel. 06 68 19 29 47 - fax 06 68 21 47 73
info@urbit.it - www.urbanpromo.it

Organizzazione di Convegni e Incontri:
Stefano Stanghellini - stanghellini@urbit.it

Partecipazione alla Mostra:
Simone Ombuen - ombuen@urbit.it

Schede del Dossier:
Manuela Ricci - ricci@urbit.it

Sito web:
Monica Minervino - info@urbit.it

Ufficio stampa:
Mila Sichera – info@urbit.it

Sonic from Padova
May 3rd, 2005, 08:42 PM
Architetti veneziani vincono un premio per il progetto relativo ad un maxi albergo

(A.S.) Il loro progetto ha battuto quelli presentati da ben 90 concorrenti provenienti da tutta l'Italia e alla fine si sono anche aggiudicati un premio di 50 mila euro.

Si tratta del raggruppamento temporaneo Csi Quattro, composto dagli architetti Alessandro Santarossa, di Pordenone, Francesca Doria e Alessandro Scaramuzza, entrambi di Venezia, risultato vincitore del Concorso di idee per la creazione di Complesso alberghiero di 4 piani, con ben 150 camere, a supporto del Centro congressi Ville Ponti, indetto dalla Camera di Commercio di Varese. L'albergo dovrebbe sorgere sul fianco più morbido di una collina, tra filari di cipressi e alte cortine di vegetazione. «Collocare in un contesto così sensibile un edificio di quasi 7000mc - spiegano i progettisti - è stata un'impresa complessa. L'approccio scelto ci è sembrato il più onesto, senza tentare finti mimetismi, che avrebbero in realtà richiesto lo sventramento di gran parte della collina. Abbiamo deciso di concentrare tutte le funzioni in un unico blocco, cercando di incidere il terreno il meno possibile. L'albergo è stato pensato secondo il principio degli spazi serventi e serviti. Quelli serventi sono tutti raccolti in quattro grandi piloni, che costituiscono la struttura principale, e liberano lo spazio a doppia altezza nella hall, la quale diventa prosecuzione coperta del parco. I piani soprastanti sono invece pensati secondo criteri di massima razionalità: le camere si dispongono attorno al chiostro centrale». Cosa, questa, molto apprezzata dalla giuria, poichè permette ai clienti orientarsi immediatamente. Unico neo, che però non intacca il merito dei tre progettisti: la realizzazione dell'albergo in quella collina in mezzo al verde sta sollevando gli ambientalisti.

Paxromana
May 5th, 2005, 04:52 PM
VENEZIA: RINASCE IL BUCINTORO, DISTRUTTO DA NAPOLEONE (2)
(AGI) - Venezia, 5 mag. - "Il Bucintoro del terzo millennio si chiamera' 'Bucintoro del mondo' - ha proseguito De Poli - e avverra' sulla base delle indicazioni di riferimenti di bibliografici disponibili e nell'ambito di una fedele reinterpretazione del modello in scala 1:10 conservato al Museo storico navale di Venezia, cosi' da garantire sia il rispetto filologico della parte scafo che la riproposizione delle parti ornamentali che hanno fatto definire il Bucintoro 'nave d'oro'".
Una impresa davvero importante, sia per la necessita' di legnami di vario tipo (noce, cirmolo, pino, abete) che di manodopera artigianale che la Fondazione intende reperire a Venezia: una nuova sfida, simile a quella della ricostruzione della Fenice.
"Contiamo di reperire i fondi dall'Unione Europea, in collaborazione con l'amministrazione comunale - ha aggiunto De Poli -. Vogliamo comunque riaprire anche la 'Casa del Bucintoro' all'Arsenale. Ovviamente, bisognera' eliminare le modifiche apportate da Napoleone. Sara' proprio in quello spazio che ricostruiremo la nave simbolo di Venezia, in una sorta di museo vivente: tutti potranno vedere le varie fasi della ricostruzione". (AGI)

Paxromana
May 5th, 2005, 04:56 PM
VENEZIA: RINASCE IL BUCINTORO, DISTRUTTO DA NAPOLEONE (1)
(AGI) - Venezia, 5 mag. - "Il gonfalone di Venezia non sara' mai piu' seppellito". Parole decise quelle di Davino De Poli, presidente del comitato della festa della Sensa ma anche della Fondazione Bucintoro, che oggi, in occasione della presentazione dello Sposalizio del mare di domenica prossima, ha annunciato che "il Bucintoro e' in fase di ricostruzione: sono gia' stati costruiti circa sei metri della struttura della chiglia".
Il Bucintoro e' stata forse la piu' fastosa imbarcazione che abbia mai solcato la Laguna, una vera reggia galleggiante ricca di ornamenti e di statue dorate su cui saliva il Doge per compiere la cerimonia dello Sposalizio del mare nel giorno dell'Ascensione. Costruito nel 1727, compi' il suo ultimo sposalizio nel 1796: Napoleone ne decreto' la distruzione e fece murare la "Casa del Bucintoro" nello splendido Arsenale per sottolineare la definitiva caduta della Serenissima Repubblica anche attraverso l'impossibilita' di riutilizzare l'imbarcazione simbolo di Venezia e lo spazio che le era dedicato. (AGI) Cli/Chi (Segue)

Sonic from Padova
May 5th, 2005, 06:52 PM
MOSE
Navigazione, nasce un Centro di simulazione

Venezia

È evidente che la conca di navigazione a Malamocco, che andrà imboccata entrando prima in un bacino di calma protetto da un lato dalla parte terminale della diga Sud (la radice è già stata del tutto demolita) e dall'altro dalla lunata a mare, imporrà alle navi in transito delle manovre complesse, che in caso di situazioni climatiche avverse (maltempo, nebbia, neve) potranno diventare anche difficili. Ugualmente i lavori di costruzione del Mose, che dovrebbero durare almeno 8 anni, ridurranno fatalmente l'agibilità della bocca di Malamocco, e dunque i piloti del porto saranno chiamati a misurarsi con condizioni sempre nuove, che metteranno a dura prova la loro capacità.

Per questo, dunque, il Magistrato alle Acque e il Consorzio Venezia Nuova hanno deciso di installare agli Alberoni, in un'area di proprietà del genio civile, un Centro di Simulazione della Navigazione (Csn), del tutto simile ai simulatori di volo, che consentirà ai piloti del porto di addestrarsi alle manovre affrontando in modo virtuale con 15 diversi tipi di navi qualsiasi scenario, come in un realistico videogioco. «Ma il simulatore potrà essere usato come mezzo di formazione per varie istituzioni mediterranee», ha sottolineato la presidente del Magistrato alle Acque, Maria Giovanna Piva, che ieri mattina ha presentato alle autorità, ai tecnici e alla stampa il Centro, con una prova pratica condotta dal comandante dei piloti veneziani, Lauro Celentano.

In una palazzina restaurata ad hoc è stata ricostruita in tutti i dettagli la plancia di una nave, con l'intera gamma della strumentazione di bordo, e all'interno della plancia l'operatore simula la navigazione, perfino coi rumori di fondo che sentirebbe se fosse in una nave vera. Attorno a lui, a 190 gradi, uno scenario virtuale riprodure la prua della sua nave, la linea di costa, la conformazione delle bocche di porto, altre navi in navigazione, mentre un software consente di cambiare batimetrie, condizioni di vento, di corrente, segnali luminosi, boe, fari, etc.

Ieri, ad esempio, il comandante Celentano ha condotto fin dentro la conca di navigazione, che misura 350 metri di lunghezza per 48 metri di larghezza, una nave portacontainer di m. 240 x 32, dal pescaggio di 8 metri. È stata simulata una corrente in uscita di 2,5 nodi, e uno Scirocco di 25 nodi, che comincia già ad essere un bel vento. A una velocità di 6 nodi, con continue correzioni Celentano ha condotto "a vista" la nave fin dentro la conca.

Il sistema è stato fornito dal Force Technology Danish Maritime Institute, col quale Magistrato e Consorzio avevano già collaborato durante gli studi propedeutici alla progettazione esecutiva delle chiuse mobili, con simulazioni delle configurazioni finali delle bocche verificate dalle corporazioni dei piloti di Venezia e di Chioggia e dalle rispettive Capitanerie di Porto. «La realizzazione del Centro - ha spiegato Maria Giovanna Piva - è costata 3 milioni di euro». In particolare, il restauro degli immobili ha richiesto 1,8 milioni di euro, mentre il simulatore è costato 1,2 milioni di euro. A questi, ha poi avvertito la presidente del Magistrato alle Acque, andranno aggiunti 250 mila euro l'anno per la manutenzione e l'assistenza del sistema, affidate all'istituto danese che l'ha fornito.

«Il simulatore - si è entusiasmato Celentano - potrà servire per formare tutti i piloti dei porti italiani, per gli ufficiali di coperta delle navi mercantili, per i capitani Actv», ma la presidente Piva lo ha frenato un po'. «È chiaro - ha detto - che sarebbe un peccato utilizzarlo solo nelle fasi di cantiere e per l'acceso alle bocche, e dunque valuteremo la possibilità di estenderne l'uso con accordi, che al momento non ci sono». L'ex comandante dei piloti veneziani, Ferruccio Falconi, è però rimasto dubbioso. «La vera formazione dei piloti - ha sostenuto - la si fa in nave».

Sonic from Padova
May 5th, 2005, 06:54 PM
LIDO Dopo l’ennesimo pronunciamento del Tar il proprietario potrà così realizzare il piano che prevede la creazione di settanta appartamenti
Via libera al progetto del conte Valmarana
L’avv. Alfredo Bianchini: «Sentenza esemplare». L’area non è considerata di interesse comunitario

Ci sono voluti otto anni, ma alla fine, ce l'ha fatta. Per lui era diventata quasi una questione di principio, con fini tutt'altro che speculativi. Il conte Lodovico Valmarana potrà costruire, nel fondo di sua proprietà, quei 70 appartamenti (da due a quattro piani) secondo un progetto che attendeva, da oltre 8 anni, l'autorizzazione, a colpi di ricorsi e battaglie legali. Lo ha stabilito, dopo l'ennesimo ricorso presentato dal proprietario, il Tribunale amministrativo regionale del Veneto, dando ragione alla tesi dell'avvocato Alfredo Bianchini, legale chiamato a tutelare gli interessi del conte.

La sentenza, in una sessantina di pagine molto approfondita e confortata anche da diverse verifiche, dice che l'area Valmarana non è considerata sic (sito di interesse comunitario per la Comunità europea) e nemmeno in quelle di protezione speciale. Non sussiste, dunque, - sempre secondo la sentenza - alcun rischio di compromettere, con le nuove edificazioni, il patrimonio ambientale o paesaggistico del cordone dunale che non entra in contatto con la zona destinata alle costruzione.«Una sentenza esemplare - commenta l'avvocato Alfredo Bianchini legale di Lodovico Valmarana - molto dura nei confronti del Comune che spiega come Ca' Farsetti abbia commesso un errore di valutazione. La motivazione a non poter costruire da parte di amministrazione e di alcuni enti era, a nostro giudizio, pure pretestuosa. Anche perché l'area in cui si vuole costruire è di fatto una porzione assai ridotta di circa 2000 metri, rispetto un'estensione complessiva di alcuni ettari. Addirittura erano state valutate di pregio ambientale delle semplici essenze piantate dallo stesso proprietario per abbellire un po' la zona».

Non è la prima volta che il Tar dà ragione ai proprietari. Nel 1997 il terreno era stato inserito in zona C nella Variante al Piano Regolatore. Ovvero in una zona dove secondo lo strumento urbanistico adottato dall'amministrazione non si poteva costruire. Da qui l'avvio della battaglia a suon di atti carte bollate. Nell'aprile del 2004, infatti, il Comune anziché adeguarsi al primo annullamento della delibera, disposto sempre dal Tar, ha riproposto, lo scorso luglio. un nuovo divieto a costruire. La delibera, quindi, è stata nuovamente impugnata dall'avvocato Bianchini che, per la seconda volta, ha così ottenuto il suo annullamento. Ora la speranza è che a questa snervante questione, dopo quest'ultima sentenza del Tar, presieduto da Lorenzo Stevanato, sia stata posta la parola fine. Ma dopo le aule legali il piano dovrà tornare sui banchi del consiglio comunale per essere definitivamente approvato.

Sonic from Padova
May 10th, 2005, 03:55 PM
JESOLO Presentato ai residenti l’ambizioso progetto di ristrutturazione dell’area per un costo di 12 milioni
Piazza Mazzini tornerà il cuore della città
Prevista la realizzazione di una torre di 23 piani, quattro fontane, un pontile sul mare

Jesolo

Venisse realizzato veramente farà di piazza Mazzini il fiore all'occhiello della città, così come lo era in tempi non lontani. E' il progetto di ristrutturazione della piazza presentato l'altra sera ai residenti e agli operatori della zona, in una serata organizzata dal Comitato cittadino e che si è trasformata in una vera e propria anteprima. Il progetto sarà quindi sottoposto all'attenzione della commissione edilizia e, entro la fine di maggio, del consiglio comunale per l'approvazione del primo stralcio; il tutto sarà poi trasmesso in Regione, dove ci saranno novanta giorni per l'approvazione; se non ci saranno intoppi, a settembre dovrebbe ritornare a Jesolo e ad ottobre potrebbero partire i lavori. Per il 2007 i lavori potrebbero essere terminati. Il tutto, con la realizzazione per il 2008 del pontile verso il mare, organi competenti permettendo. Ci vorranno dodici milioni di euro per le sole opere pubbliche; anche per questo in diversi hanno espresso qualche perplessità, come a dire "troppo bello per essere vero".

Per quanto riguarda i dettagli dell'operazione, già si era detto (dopo l'approvazione in consiglio comunale) della "Torre Aquileia", quella che sorgerà al posto dell'omonimo hotel: 23 piani, struttura in alluminio, quattro vele girevoli che imitano la punta di un enorme campanile in stile veneziano. In piazza Mazzini ci saranno quattro grandi aree dedicate a fontane d'acqua, zone verdi, aree per gli spettacoli e per i giochi; sarà ristrutturato il caratteristico immobile Maxim, dal quale si potrà accedere al mare e alla Capannina, da dove partirà un pontile di 200 metri per 12 di larghezza. Interessata anche piazza Internazionale: verrà dotata di grandi aiuole con alberature nuove e di effetto, saranno ricavati 140 posti auto sotterranei, che andranno ad aggiungersi ai 120 attuali in superficie. E' in particolare sul megapontile che potrebbero sorgere difficoltà: si renderanno necessari pareri come quelli del Magistrato alle acque e della Capitaneria di porto. Su questo ci sono già state le perplessità degli ambientalisti.

E qualche dubbio è sorto sulla utilità di questo tipo di progetto dal punto di vista delle manifestazioni: negli ultimi anni piazza Mazzini ha ospitato grandi eventi, però con qualche difficoltà di collocazione del palco; questo trasformazione non risolverebbe i problemi. Dopo la presentazione ci sarà la possibilità di presentare pareri e controdeduzioni.

Sonic from Padova
May 11th, 2005, 06:52 PM
Nuovo complesso direzionale in via delle Macchine a Porto Marghera

Progettazione Preliminare per la realizzazione di un complesso edilizio come previsto dal Piano di Recupero dell'area di via delle Macchine a Porto Marghera. Costo massimo di realizzazione dell'intervento da progettare: 31 450 000,00 EUR

http://tinypic.com/51v5eq

http://tinypic.com/51v5f8

http://tinypic.com/51v5fs

http://tinypic.com/51v5gh

http://tinypic.com/51v5hg

http://tinypic.com/51v5l0

http://tinypic.com/51v5lw

http://www.ferrater.com/

Sonic from Padova
May 12th, 2005, 02:57 PM
Partono i lavori sull'A27 e va giù il vecchio casello

MESTRE - Va giù il vecchio casello di Bazzera dell'autostrada Mestre-Trieste. La Sovrintendenza ai beni architettonici ed ambientali in realtà voleva tenerlo su perchè lo giudica un pezzo di architettura importante, ma il vecchio casello per più di un motivo "confligge" con la tangenziale. A cominciare dal fatto che intralcia l'allargamento delle corsie, previsto dai nuovi lavori per lo svincolo dell'A27. E così il casello entro fine anno sarà abbattuto. E la prossima settimana intanto partono i lavori per il nuovo innesto dall'A27. La corsia di accelerazione sarà allargata ed allungata per permettere a chi viene da Treviso di entrare in sicurezza in tangenziale.

Sonic from Padova
May 12th, 2005, 02:58 PM
Venezia città più cara per l'asporto ...

Venezia città più cara per l'asporto rifiuti? Il Comune non ci sta a detenere la maglia nera d'Italia del caro-spazzatura e, dopo aver sottolineato, come del resto avevamo già fatto nell'articolo uscito ieri, le imprecisioni presenti nella statistica condotta dalla Uil, ha precisato anche che «negli ultimi conque anni, cioè da quando si è passati dalla Tarsu alla Tia, la tariffa è aumentata del 5,2\%,meno della metà rispetto all'inflazione programmata». In pratica una famiglia di 4 persone, residente in una casa di 80 metri quadrati, paga 227 euro, un nucleo con le stesse caratteristiche, ma non residente ne sborsa invece 275. Ma a tariffa alta corrisponde anche un servizio di alta qualità? C'è da Numerose sono in realtà le segnalazioni di un aumento di inciviltà in città. «Perché il Comune - si chiede ad esempio Giovanni Frezza, presidente Fedrsanità Venezia - spende all'anno un milione e 700 mila euro per mantenere il verde pubblico e i parchi che i cittadini paganti non utilizzano, per igiene o per paura?». Frezza descrive la situazione impietosa in cui versano i giardini comunali dove vengono quotidianamente lasciati rifiuti di ogni tipo e spesso diventano «saloni all'aperto per parrucchiere» che gettano sul prato avanzi di soluzioni tossiche».

Per la giornata di domani, venerdì, intanto, le organizzazioni Fp/Cgil, Fit/Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno indetto un'assemblea generale del personale Vesta del comparto di igiene ambientale. Di conseguenza, si potrebbero verificare ritardi nello svolgimento delle normali attività, comprese la raccolta dei rifiuti e quelle relative ai servizi cimiteriali.

Sonic from Padova
May 12th, 2005, 02:59 PM
SANT’ERASMO
Espropriato d'urgenza l'unico accesso all'appezzamento agricolo. I proprietari ricorrono al Tar

(Ro.Be.) Tre porzioni di terreno di poco meno di 600 metri quadrati, ma unica via di accesso ad un appezzamento agricolo di circa 15.000 metri, sono state espropriate con procedura d'urgenza a Sant'Erasmo nell'ambito del progetto di intervento in difesa dell'isola dalle acque alte. Il provvedimento è stato approvato nel febbraio 2005 con una perizia di variante e suppletiva al progetto originario, in vigore già dal 2000, e notificato nel mese di marzo scorso. Ma i proprietari non ci stanno, credono di essere stati lesi nei loro diritti, e ieri mattina, assistiti dagli avvocati Ludovico Marco Benvenuti e Valeria Zambardi, hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo del Veneto contro la Prefettura di Venezia, il Magistrato alle Acque, i Ministeri delle Infrastrutture e dei trasporti e dell'Interno, il Consorzio Venezia Nuova.

Dopo aver sottolineato nel ricorso la disponibilità mostrata negli anni scorsi in relazione ai primi provvedimenti di esproprio messi in atto sull'isola, i ricorrenti chiedono l'annullamento della delibera non solo per l'iter che ha seguito il provvedimento dal punto di vista amministrativo, definito «illegittimo». Ma anche perché, sostengono, quei 600 metri di terreno «serviva ai proprietari per l'attività agricola e per accedere alle singole porzioni del fondo agricolo, intramezzato da quattro stagni di pesca che lo dividono in 5 parti senza possibilità di accedere dall'una all'altra se non attraverso la richiamata via campestre vietata agli estranei». E ciò finisce «per impedire il corretto e efficace godimento ed utilizzo della restante proprietà». In realtà la previsione era quella di realizzare una sorta di corridoio verde a fruizione di tutta la cittadinanza a riqualificazione urbana dei luoghi».

Sonic from Padova
May 14th, 2005, 04:16 PM
FINE LAVORI
Riaperto il ponte Excelsior in Via Sandro Gallo

(L.M.) Riaperto il ponte Excelsior in via Sandro Gallo all'altezza dell'incrocio con via Francesco Morosini al Lido. Tutta la carreggiata stradale, nei due sensi di marcia, �stata completamente liberata e non �pi�ostruita dalla presenza del cantiere che, per circa un anno e mezzo, si �occupato dei lavori di consolidamento, ristrutturazione del ponte nonch�dell'allacciamento dei sottoservizi. I lavori, svolti ad opera di Insula, si sono svolti nei tempi previsti e la consegna �stata puntuale, con un intervento strutturale e di riasfaltatura. Ora il ponte, all'altezza del campo da rugby alle Quattro Fontane, �stato rimesso a nuovo e, di fatto, si conclude cos�la sistemazione dei quattro ponti in via Sandro Gallo, in corso negli ultimi quattro anni, che avevano bisogno di consistenti lavori. Il transito automobilistico ponte Excelsior (chiamato cos�in quanto sotto vi passa il canale che porta via acqua all'albergo) per un periodo era stato a senso unico alternato, da dicembre dello scorso anno era ripristinato il doppio senso di marcia.

robyk
May 31st, 2005, 12:27 PM
28/05/2005

Questo stadio s'ha da fare. E si farà



di Redazione

Lo stadio s’ha da fare, e si farà.
I Panathlon di Venezia e Mestre faranno da stimolo e pressione che tutto vada a buon fine.
Questo l’esito della lunga mattinata al Centro Culturale Candiani di Mestre.
Una mattinata voluta dai due Clubs Service lagunari per conoscere e dibattere sullo stato dell’arte di quella che è stata definita “la più lunga gestazione del mondo” visto che la prima volta che il nuovo stadio venne promesso dall’allora sindaco Favaretto Fisca risale a 44 anni fa.
Accanto ai due presidenti del Panathlon, Antonio Serena per Mestre e Paolo Minchillo per Venezia, si sono seduti anche l’Assessore allo Sport di Venezia Sandro Simionato e il Vicepresidente del Panathlon Internazionale Maurizio Monego.
Lungo e interessante anche il dibattito che ha visto, tra i molti partecipanti, anche uno dei nuovi consiglieri del Calcio Venezia Luigi Panetta.
L’Assessore allo Sport, parlando a nome anche del Sindaco, ha confermato che l’Amministrazione è impegnatissima a portare a compimento quest’opera e che, fatte le debite correzioni per rendere lo stadio fruibile con grande continuità e, rivista la sua collocazione e raggiunto un rapido accordo con Regione e Aeroporto, i lavori potranno finalmente iniziare, considerato che il finanziamento è assicurato dal Casinò.
Dal dibattito, oltre alla preoccupazione che si tratti di una delle tante manifestazioni di intenti poi rimasta incompiuta, si è ricavato l’interesse al riutilizzo anche dello Stadio Penzo per l’Atletica Leggera.
Lo stadio, comunque, tutti lo vogliono e lo vogliono subito. Senza che la sua realizzazione, vista la sua incidenza per la qualità della vita dei cittadini, diventi subalterna a qualche altra necessità.

Sonic from Padova
June 7th, 2005, 07:34 PM
Mose, il Comune manda i vigili nei cantieri
Avviata la procedura per bloccare i lavori giudicati in contrasto con gli strumenti urbanistici della citt�e col Palav

Venezia

Il Comune ha mandato i vigili urbani nei cantieri del Mose, a verificare progetti e autorizzazioni. A San Nicol�di Lido, a Malamocco e a Pellestrina. Come fossero una finestra abusiva. Un atto dovuto, secondo la nuova amministrazione, che prelude per�per forza di cose all'intimazione nei confronti di Regione e ministero delle Infrastrutture di sospendere i lavori, che non trovano alcuna corrispondenza n�nel Piano ambientale della laguna (Palav) n�soprattutto nel Piano regolatore generale della citt� «Stiamo seguendo in totale serenit�una procedura tecnica - ha spiegato ieri l'assessore all'Urbanistica, Gianfranco Vecchiato - ma �evidente che a seconda della risposta che ci daranno Regione e ministero valuteremo i passi successivi, di natura politica�

Tutto nasce da due successive diffide inviate al Comune da Ecoistituto Veneto, Associazione Venezia Ambiente, Italia Nostra, Lipu, con le quali �stato segnalato che i cantieri del Mose erano abusivi perch�in contrasto con la pianificazione urbanistica del Comune, cosa che lo stesso assessore all'Urbanistica della giunta Costa, Guido Zordan, ha confermato in risposta a una lettera dell'assessore alle Legge speciale, Giampaolo Sprocati.

Il direttore dello Sportello Unico del Comune, Ufficio controllo del territorio, Renato Andreazza, se n'era per�lavato le mani, sostenendo che le opere di competenza dello Stato, in quanto regolate dalla legge obiettivo e non dalla legge speciale, non erano soggette ad atti autorizzativi da parte del Comune, e che bastava il s�gi�dato dalla Commissione di Salvaguardia.

�stata proprio la seconda diffida delle associazioni ambientaliste a spingere il Comune a rovesciare questa interpretazione anche se poi, chiss�perch� dalla data in cui in una riunione ai massimi livelli si �deciso di mandare i vigili (a met�maggio) a quando effettivamente i vigili sono andati (agli inizi della settimana scorsa), sono passati oltre 15 giorni. «Insediatici, abbiamo ritenuto che non potevamo stare a vedere senza attivarci� ha spiegato Vecchiato, raccontando che l'esito finale della riunione, alla quale hanno partecipato l'avvocato civico, Giulio Gidoni, il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro, i dirigenti dell'Edilizia privata e dell'Urbanistica, �stata la richiesta a Polizia municipale e Ufficio controllo del Territorio di avviare sopralluoghi e verifiche nei cantieri.

Andreazza dovr�poi chiedere al Magistrato alle Acque la cartografia di progetto, e all'Urbanistica la verifica della conformit�del progetto ai Piani, dopo di che il Comune sar�in grado di formulare le sue conclusioni. «Nel caso in cui, come �probabile - ha anticipato Vecchiato -, riscontreremo la non conformit�al Prg, attiveremo le procedure previste dall'articolo 28 del Dpr 380 del 2001� Quelle stesse, cio� che impongono a un tecnico di zona di intervenire per bloccare un'opera abusiva.

Nel caso concreto, la procedura prevede che il Comune intimi alla Regione e al ministero delle Infrastrutture di sospendere i lavori: se i due faranno orecchi da mercante, la strada obbligata �il ricorso alla Magistratura, che potr�essere evitato solo da una decisione politica in Comitatone. E il sindaco, Massimo Cacciari, sta gi�scrivendo alla presidenza del Consiglio la lettera con la richiesta di convocazione.

Mr_Beat
June 7th, 2005, 08:57 PM
Bello il centro direzionale a porto marghera!! Il M.O.S.E. non parte grazie agli ambientalisti, come al solito. Ma come pensano di fermarla l'acqua, porgendole dei fiori di campo e pregandola con un sorriso di ritirarsi? Mentecatti...

fcom1
June 7th, 2005, 09:20 PM
Quelli di Italia nostra :bash: :gunz: :skull: :nono: :ohno: :spam1: :down: :bleep: :soapbox: :mad: :devil: :evil: :mad2: :wallbash:

Sonic from Padova
July 8th, 2005, 02:47 PM
Costume: Venezia: protagonisti i robot

Appuntamento con la robotica al Telecom Italia Future Centre di Venezia. Venerdì 8 e sabato 9 luglio, nell'antico convento veneziano di San Salvador, saranno protagonisti i Robot ed il loro rapporto con la società. Verranno, infatti, trattati i diversi campi in cui trovano applicazione le ultime novità in fatto di scienza robotica e, ad animare la manifestazione ci saranno proprio loro, i robot, usciti dalla fantascienza per diventare progetti con investimenti miliardari.




Ma la tecnologia avanzata che si nasconde all'interno di questi "gioiellini hi-tech" non può nascondere il fascino dell'intelligenza artificiale e la stessa etica dei robot. Saranno infatti questi i temi trattati durante il convegno d'apertura, un appuntamento al quale non mancheranno alcuni dei più importanti esponenti della robotica e delle neuroscienze. Coordinati da Edoardo Boncinelli e Silvie Coyaud, parteciparanno al dibattito: Beom Hee Lee (Seoul University), Hod Lipson (Cornell University), William LeRoy Heinrichs (Stanford University), Devin J. Balkcom (Darmouth University), Giovanni Giovannini, Vincenzo Tagliasco, Paolo Dario, Hilde Niederman, Giulio Sandini, Domenico Parisi, Andrea Paoloni, Gianmarco Veruggio, Matthias Gommel, Martina Haits, Jan Zappe, Samuele Gorini, Giorgio Metta, Giulio Sandini e Massimo Morello. Non mancheranno poi le occasioni per scoprire da vicino il "fantascientifico" mondo dei robot. Esposizioni e dimostrazioni dal vivo permetteranno al pubblico di scoprire e di entrare in contatto con gli automi, con le loro caratteristiche e le loro potenzialità, avvicinandolo così a un mondo come quello della robotica ancora lontano nel nostro immaginario ma già presente nella nostra vita quotidiana. Gli ospiti potranno così interagire con straordinarie esperienze robotiche quali, fra i tanti, "Autoportrait", il robot pittore in grado di raffigurare il ritratto di una persona, "Robot Origami Folder", l'automa che crea origami, e gli ultimi robot firmati Sony e Lego. Per gli appassionati del cinema, dalle ore 22.00 di venerdì 8 luglio partirà un ciclo di proiezioni non-stop; questi alcuni dei titoli: "A.I. – Intelligenza Artificiale", "Terminator III", "La donna perfetta", "Io, Robot", "Corto circuito" e "S1MONE". A corredare gli spettacoli cinematografici sarà un'esposizione di manifesti originali di film sulla robotica concessi dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Stranfiér
July 12th, 2005, 02:34 PM
www.gazzettino.it

Oggi la giunta della Provincia ne discute
La Sublagunare verso la bocciatura
Proposta al Comune: ritiri il progetto

Mestre
Sublagunare sulla strada del tramonto. Oggi la giunta provinciale si riunisce per discuterne, alla luce di un primo esame dei tecnici, e le indicazioni sono molto negative. Bisogna dire che la giunta esprime un parere, non dà valutazioni che spettano, invece, al Consiglio e alle commissioni competenti e quindi per una risposta definitiva bisogna aspettare settembre, visto che l'istruttoria si prevede abbastanza complessa.
Il presidente della Provincia, Davide Zoggia, ha però in mente un'altra strada e oggi la proporrà alla giunta: invece di arrivare ad una bocciatura, vorrebbe proporre al Comune di Venezia, che ha presentato il progetto, di ritirarlo e casomai modificarlo. Scriveranno una lettera al sindaco Massimo Cacciari e agli assessori competenti per chiedere, stante i problemi che ci sono sul progetto, se devono andare avanti nell'istruttoria o meno.
È vero che il parere della Provincia è una Via consultiva (Valutazione di impatto ambientale), perché poi la vera Via è di competenza della Regione, ma a fronte di una bocciatura netta da parte della Provincia il progetto sarebbe praticamente "sepolto". Entrando nei particolari, i tecnici hanno trovato pochi problemi nel tratto che da Favaro va all'aeroporto, ma moltissimi in quello che da Tessera va all'Arsenale. La questione della copertura finanziaria (che ci sarebbe solo se la linea arrivasse fino al Lido invece di fermarsi all'Arsenale) è il problema minore; ci sono questioni tecniche e ambientali molto pesanti, come ad esempio le 6 uscite di sicurezza che sbucano in mezzo alla laguna con un impatto molto pesante.
E.T.

Falcon83
July 12th, 2005, 02:41 PM
Qualcuno sa come sono messi con la costruzione del mose?

Sonic from Padova
July 13th, 2005, 09:08 AM
^sono messi di merda, ed è meglio anche che non lo facciano!

therock
July 20th, 2005, 07:18 PM
20/7/2005
Venezia: mea culpa del Comune sul ponte di Calatrava

Venezia - “Mai più opere pubbliche inaccessibili”. Questa la promessa dell’Amministrazione comunale al termine del confronto voluto dall’assessore comunale ai Lavori pubblici di Venezia, Mara Rumiz, con le associazioni rappresentative del mondo della disabilità per discutere la tormentata vicenda del ponte di Calatrava: un’opera di straordinaria modernità ma inaccessibile alle persone con difficoltà motorie e di difficile fruizione per chi ha problemi di vista.
“C’è stata una sottovalutazione del problema dell’accessibilità – ha ammesso l’assessore Rumiz – si è sbagliato nel non considerare in fase progettuale la necessità che il ponte dovesse essere superato da tutti. Si è persa un’occasione importante di qualificazione della città, non solo per rispondere alle esigenze di coloro che hanno difficoltà motorie, ma anche perché il nuovo ponte avrebbe potuto essere lo straordinario veicolo di una diversa immagine di Venezia, città della contemporaneità, attenta alla qualità urbana e alla piena vivibilità. Ma d’ora in avanti l’accessibilità di un’opera costituirà uno degli elementi prioritari per la sua realizzazione. Quando ci si è resi conto della situazione era ormai troppo tardi e l’unica strada percorribile è stata quella della ‘riduzione del danno’, con la decisione di dotare il ponte di un sistema che ne consentisse il superamento anche alle persone disabili”.
“Dopo un lungo studio di fattibilità – ha dichiarato il direttore dei lavori, Roberto Scibilia – anche su ispirazione di quelle idee si decise di realizzare la soluzione più praticabile: la nota ‘ovovia’, un dispositivo traslante progettato dagli ingegneri Vitaliani - Serafini - Sfriso, che consentirà alle persone con difficoltà motorie di passare da un’estremità all’altra del ponte”. La cabina potrà trasportare una persona in carrozzina e l’eventuale accompagnatore. Il tempo stimato per il tragitto sarà di sei minuti.
Alle preoccupate richieste di chiarimenti di Giampaolo Lavezzo, consigliere nazionale della Federazione italiana superamento handicap, del vice presidente regionale dell’Unione italiana lotta distrofia muscolare, Gianfranco Bastianello, della presidente provinciale dell’Unione italiana ciechi, Graziella Zuccarato, ha risposto Giuseppe Toso, consigliere delegato del sindaco sui temi dell’accessibilità: “Bisogna fare tesoro di quanto è accaduto con il ponte di Calatrava perché non si presentino più problemi di questo tipo. L’unico merito di tutta questa amara vicenda è stato di aprire gli occhi agli amministratori sulle esigenze delle persone con disabilità. Non è un caso che negli ultimi anni il Comune abbia conseguito traguardi importanti come la costituzione di un ufficio per l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’adozione del Peba, l’avvio di progetti significativi che contribuiranno a dare una nuova immagine della città”.

Sonic from Padova
July 20th, 2005, 08:13 PM
IL FENOMENO Difficile riuscire a passare senza fare slalom per campi e campielli dove vengono effettuati spettacoli improvvisati e, alla lunga, di pesante sopportazione per i residenti. L’ufficio comunale rilascia una media di quattro licenze al giorno
Artisti di strada, citt�ridotta a palcoscenico
L’assessore Salvadori: «Venezia �ospitale con i turisti ma i veneziani hanno il sacrosanto diritto di essere i padroni di casa�/b>

L'arte di strada �sicuramente un fenomeno culturale, ma Venezia �ormai ridotta a un mero palcoscenico. �difficile infatti per un abitante convivere con i continui spettacoli dei sessanta artisti di strada attualmente in circolazione: musicisti, madonnari, acrobati o statue che siano, attirano una grossa fetta di spettatori e rendono spesso difficoltoso il passaggio per campi e campielli, obbligando i residenti a veri e propri slalom con carrelli e pacchi vari in mano. Senza contare ai continui concertini che, alla lunga, diventano di pesante sopportazione. Se Venezia �ormai un teatro all'aperto viene perci�spontaneo chiedere perch�non si mette davvero un biglietto all'ingresso della citt�e magari si dia una paga come comparse ai residenti?

Da sei anni a questa parte chiunque abbia velleit�artistiche pu�presentarsi all'Ufficio comunale artisti di strada in Corte Contarina a San Marco e chiedere il rilascio del tesserino personale provvisorio e valido per quindici giorni, rinnovabile, da utilizzarsi a rotazione nelle diverse zone in cui �consentito l'esercizio di tale arte. Che, consultando il regolamento di strada (delibera n. 28 dell'8/2/99 con le integrazioni approvate dal Cdq 1 nella seduta del 9 maggio 2003), escludono l'intera Area Marciana (delimitata da Bacino di San Marco, Rio del Vin, tratto di rio di San Provolo, Rio de San Zaninovo, Rio del Mondo Novo, Rio di San Zulian, Rio dei Baretteri, Rio del Scoacamin, Rio dei Fuseri, Rio dei Barcaroli, Rio di San Mois�, l'area di San Bartolomeo (delimitata da Canal Grande, Rio di San Salvador, Rio dei Bareteri, Rio della Fava, Rio del Fontego dei Tedeschi e comprendente il tratto di viabilit�congiungente il Ponte dell'Ovo e Ponte Santi Apostoli), Ruga Rialto, tutti i ponti del centro storico e delle isole. Zone che per�non vengono per lo pi�rispettate: �facilissimo, ad esempio, vedere artisti in campo San Salvador come a San Mois� I controlli sono a carico della polizia municipale che effettua la segnalazione all'ufficio che rilascia il tesserino: alla terza infrazione �previsto il ritiro e la sospensione del permesso per un anno.

Per ottenere il tesserino non serve nulla ai cittadini italiani o dell'Ue; gli extracomunitari devono invece mostrare il permesso di soggiorno. Non vi sono limitazioni di orario e di giorni, tranne l'obbligo di non prolungare gli intrattenimenti per pi�di due ore nello stesso luogo e il rispetto del regolamento di polizia municipale che prevede "il silenzio" alle ore 23.

All'ufficio comunale registrano una media di quattro utenti al giorno, contro i 5 del 2004. Per lo pi�sono extracomunitari: Rumeni, Bulgari, Polacchi, Cechi, Ungheresi, e Slovacchi. Seguono gli italiani e i cittadini dell'Unione europea. In questi sei anni di sportello si sono avuti 1045 musicisti, 136 statue, 110 giocolieri, 88 mimi, 84 attori, 49 maschere, 36 clown, 33 ballerini, 32 madonnari, 29 cantanti, 26 burattinai. L'et�media degli artisti �tra i 18 e i 35 anni. 688 sono italiani e tra questi il 21 per cento �nato a Venezia, 289 sono cittadini Ue e 785 extracomunitari.

«Se ci sono anomalie nella citt�esse vanno attentamente valutate dalla pubblica amministrazione - commenta l'assessore alla tutela del decoro della citt� Augusto Salvadori -. Ho sempre detto che, nel rispetto delle legittime iniziative, va privilegiata la vivibilit�dei cittadini e che Venezia �certamente ospitale con i turisti, ma ho altres�sempre detto che i veneziani hanno il sacrosanto diritto di essere i "padroni di casa". In questo contesto se talvolta pu�essere piacevole sentire per esempio qualche concertino improvvisato, magari con musica di grande valore storico, bisogna anche tener presente il diritto dei residenti di non avere sotto casa con continuit�per ore ed ore una musica che, pur se legittimamente cambiano o si sostituiscono gli esecutori, diventa alla fine un qualcosa di estremamente pesante. Il nostro forte impegno �per Venezia e per i veneziani e in questo contesto i suggerimenti e le valutazioni dei cittadini sono preziosi, cos�come ritengo importanti le constatazioni personali che ogni amministratore pubblico deve fare�

Sonic from Padova
July 20th, 2005, 08:15 PM
PORTO MARGHERA
Montefibre apre alla Cina ma il sindacato teme la delocalizzazione della produzione

Il futuro della Montefibre di Porto Marghera passa per la Cina. Ne sono convinti i dirigenti della societ�leader nel settore della produzione delle fibre sintetiche che proprio in questi giorni hanno firmato un contratto di joint venture con la societ�della Repubblica Popolare Cinese, Jilin Qifeng Chemical Fiber. Un accordo che prevede la costruzione di un nuovo impianto di produzione di fibra acrilica in Cina. Facile intuire le preoccupazioni del sindacato e dei lavoratori che temono una delocalizzazione delle produzioni.«Montefibre mantiene da moltissimi anni rapporti con la Cina, �uno dei mercati per piazzare le produzioni di Marghera - dice il segretario della Femca-Cisl, Luca Bianco - la scelta dell'accordo �perch�in futuro si pensa a una delocalizzazione complessiva di tutte le attivit�� Una domanda alla quale i responsabili della societ�che produce 150 mila tonnellate all'anno di fibra non rispondono, anche se tra le righe dell'accordo si legge che verranno «cedute apparecchiature critiche di proprietà» ai colleghi cinesi. «Che significa? - si chiede Bianco - Montefibre �detentrice leader della tecnologia in questo settore. Vuol dire che si apprestano a cedere anche l'enorme capitale di conoscenza acquisito in questi anni?�Per il sindacato che ha richiesto un incontro con l'azienda e con il nuovo amministratore delegato, Emilio Boriolo, l'Italia e tantomeno Marghera, che sta vivendo una fase non proprio brillante, «non possono permettersi di perdere un patrimonio industriale che non �solo produttivo, ma �anche di sapere, tecnologia, ricerca. Il governo e le amministrazioni locali non possono restare inermi a guardare senza fare nulla. Bisogna intervenire - si legge ancora nel comunicato della Femca-Cisl - per capire con esattezza cosa sta accadendo in Montefibre. I lavoratori e il sindacato non possono essere lasciati soli perch�se una soluzione bisogna trovare dovr�essere concordata anche con il sistema politico�Una vicenda che a questo punto arriver�oggi sul tavolo del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che ha convocato i sindacati per un primo incontro sul futuro di Porto Marghera. Non c'entra molto con tutte le altre questioni perch�la Montefibre non �nel cuore dei cicli produttivi in discussione, ma si capisce che se nel momento in cui si parla di rilancio con attivit�a basso impatto ambientale e altamente professionalizzato, non si pu�perdere una societ�come la Montefibre. «Il sindacato si sta attivando per mettere in campo tutte le iniziative utili a non far precipitare la situazione - dice Luca Bianco - ci auguriamo che nel frattempo l'azienda trovi il modo di discutere con noi�

Sonic from Padova
July 20th, 2005, 08:15 PM
TRAFFICO Il primo giorno �stato un disastro, ma gi�ieri nella zona attorno all’Amelia non c’erano pi�file ininterrotte di auto incolonnate. E niente proteste
Giustizia senza ingorghi, il cantiere non fa pi�paura
L’assessore Simionato: «Le Ferrovie hanno messo in campo una squadra di manutentori per i due passaggi a livello�/b>

Il secondo giorno �andata decisamente meglio. Niente code e niente proteste. A parte quelle di chi abita vicino al Piraghetto, proprio sotto il cavalcavia della Giustizia, perch�i lavori sono proseguiti ben oltre le dieci di sera. Il primo giorno di chiusura invece il ponte aveva fatto collezione di problemi. In via Giustizia il passaggio a livello eternamente chiuso. In via Breda alla Gazzera la protesta degli abitanti. In pi�la macchina che toglie l'asfalto - particolarmente rumorosa - si era rotta gi�la mattina e, quando �stata sostituita, ha lavorato fino a tarda notte per recuperare il tempo perduto. E cos�chi abita nei paraggi del cavalcaferrovia �stato tenuto sveglio dai rumori infernali del cantiere. Il responsabile del progetto per il Comune, l'ingegner Simone Agrondi si �scusato con chi ha protestato perch�i lavori rumorosi �previsto che finiscano alle 10 di sera e quel che �successo il primo giorno �un inconveniente che non deve ripetersi. Di notte, se sar�necessario lavorare, verranno eseguiti solo interventi che non facciano rumore. Intanto l'ingegner Agrondi rassicura sul fatto che il cantiere finir�il 2 settembre. Anzi, �stato pianificato tutto per avere qualche giorno di vantaggio sulla tabella di marcia, mettendo in conto anche il maltempo. Per il resto c'�da dire che anche ieri l'assessore ai lavori pubblici Sandro Simionato, ha parlato con le Ferrovie per cercare di ottenere che il passaggio a livello della Giustizia non chiuda ogni due minuti, creando incolonnamenti continui. "Ho ottenuto assicurazioni precise. Del resto anche le ferrovie si rendono conto - ha detto Simionato - che �interesse di tutti non tenere i cittadini in coda, se se ne pu�fare a meno. E per questo le ferrovie metteranno in campo una squadra di manutentori in grado di tenere sotto controllo i due passaggi a livello della Giustizia. Non solo. Per venire incontro alle esigenze dei citatdini di via Breda, si toglieranno sia la linea 7L che la linea extraurbana Montefibre-San Martino - spiega Simionato - e le si dirotter�su via Volpi. Si vedr�poi si �il caso si dirottare anche altri percorsi di autobus su via Volpi, togliendoli da via Breda dove in ogni caso sono stati gi�posizionati i new jersey per mettere in sicurezza gli attraversamenti.

La seconda correzione riguarda i ciclisti che percorrono via Giustizia in contromano. Per loro verr�fatta una provvisioria pista ciclabile, segnata a terra.

In ogni caso la calma del secondo giorno dimostra che aveva ragione chi sosteneva che i cittadini non erano stati adeguatamente informati, tant'�che una volta scoperta l'esistenza del cantiere per i lavori di consolidamento del cavalcavia, tutti hanno iniziato ad adeguarsi e le code del primo giorno si sono dissolte come neve al sole. Prova provata che non �impossibile chiudere Mestre - chiosa l'assessore ai Lavori pubblici che sta pedalando veloce verso la chiusura di via Poerio alle auto. C'�da sperare che la lezione della Giustizia - l'ennesima - valga per i prossimi cantieri, soprattutto quelli pi�a rischio: i cittadini devono essere informati.

fcom1
July 20th, 2005, 08:30 PM
20/7/2005
Venezia: mea culpa del Comune sul ponte di Calatrava

Ancora il ponte di Calatrava? ma non stanno meno a dire che non lo si verdà mai? :evil: :bash: :cry:

fcom1
July 21st, 2005, 08:11 PM
Il ponte di Calatrava scricchiola tra le accuse

Venezia



Esposto sull'opera dell'architetto Calatrava fa scattare il blitz. Tre anni dopo la prima pietra, Rialto era già finito. Otto anni dopo il via, altri guai per il quarto scavalcamento del Canal Grande. Venezia, indagine sul nuovo ponte «Errori, ritardi e costi raddoppiati». Venezia, scricchiola tra le accuse il ponte delle meraviglie. Ritardi nei lavori, perizie tecniche negative: la Guardia di Finanza nei cantieri dell'opera di Calatrava.

VENEZIA - Tre anni dopo la posa della prima pietra, il Ponte di Rialto tirato su con argani e carriole, cesti e carrucole, era finito. Otto anni dopo il via, nonostante i computer e le simulazioni elettroniche e i macchinari speciali, il Ponte di Calatrava no. Anzi: prima ancora di svettare, il quarto scavalcamento del Canal Grande è via via affondato nelle polemiche mentre i costi salivano fino a raddoppiare. E così, ieri mattina, la Corte dei Conti ha detto basta. E ha mandato la Finanza nei cantieri: cosa succede? E' sempre stato un calvario, far ponti a Venezia. Lo dimostra proprio la storia del celebre arco di pietra che unisce l'isola del commercio, Rivoaltum, con quella del potere politico e religioso di San Marco.

Stanchi di sborsare soldi per rattoppare quello di legno, i veneziani persero decenni in discussioni, ripensamenti, verifiche e verifiche delle verifiche. Scartando via via le idee di tutti i geni dell'epoca, da Fra Giocondo che aveva costruito il ponte di Notre Dame a Michelangelo, dal Sansovino al Palladio. Ma quando si decisero, accidenti, lo fecero. E nonostante l'impresa fosse temeraria (il solo primo pilone delle fondazioni è di 5 mila blocchi di pietra) fu portata a termine con una rapidità oggi inimmaginabile per uno svincolo. Stavolta, però, pareva fosse la volta buona. E che a distanza di un secolo e mezzo dall'edificazione del ponte degli Scalzi e di quello dell'Accademia, la Serenissima avrebbe avuto un quarto scavalcamento del Canal Grande. Per collegare piazzale Roma con la stazione ferroviaria. C'era la volontà politica del sindaco Massimo Cacciari, deciso col successore Paolo Costa a dimostrare che facendo le cose per bene si può costruire qualcosa di nuovo anche nella città più intoccabile del mondo. C'erano i soldi, 5 miliardi. C'era un progettista noto come il meglio del meglio: il catalano Santiago Calatrava, autore di ponti famosi, dall'«East London» sul Tamigi al «Puerto Madero» di Buenos Aires, dal «Miraflores» sul Guadalquivir all'«Overbaum» di Berlino. Era il 1997.

Da allora, però, un mucchio di cose sono andate storte. Per prime scoppiarono le polemiche sull'utilità stessa del ponte: a cosa serviva un collegamento diretto se da piazzale Roma si arriva alla stazione in un minuto col vaporetto o cinque minuti a piedi? E si sarebbe inserito quel ponte, di acciaio e vetro e pietra d'Istria, forte ma leggero, moderno ma «antico», nelle delicate armonie della più bella città del pianeta? Ma fin lì, era tutto déjà-vu.

Il botto vero scoppiò quando si scoprì che l'architetto, nel nome della purezza delle forme, non si era minimamente posto il problema dei disabili. I quali, giustamente, piantarono la grana: possibile che dopo 434 ponti costruiti a Venezia nei secoli in cui non c'era attenzione per l'handicap, anche il primo e unico dei ponti nuovi nascesse nell'indifferenza per chi è in carrozzina? Possibile che neppure Calatrava si fosse posto l'obiettivo di conciliare l'arte con il rispetto dei diversamente abili e le leggi vigenti? E come aveva potuto la Commissione di Salvaguardia approvare l'opera accettando, tra le motivazioni del «no» ai «servoscala», anche quella che senza quegli infissi metallici l'opera offriva «un impatto visivo certamente migliore»? Messo alle strette, il Comune sterzò. E chiese al progettista di trovare una soluzione. Calatrava disse sì, però, insomma... Un tira e molla. Finché, seccato per i problemi posti a lui e non ai grandi artisti del passato, inviò una lettera incredibile.

Dove si dichiarava a malincuore pronto ad adeguare il progetto ma insisteva nel suggerire ai disabili «l'attraversamento orizzontale mediante vaporetto». Cioè «il superamento del canale a livello dell'acqua coordinato con i servizi dell'Actv». «Risposta infelice», sbottò Paolo Costa. Che diffidò l'artista: decida in fretta e piantiamola qui.
Contemporaneamente, però, emergevano altri problemi. Primo fra tutti uno: bello com'era, il ponte avrebbe anche retto? E via con gli studi.

I rafforzamenti degli argini e dei due immensi blocchi dove poggiare le basi dell'arco. La definizione dell'acciaio necessario, difficile da recuperare e costosissimo. Le richieste di nuovi finanziamenti. I rinvii chiesti e concessi alle imprese Cignoni e Lorenzon Techno System. La lievitazione dei costi fino al raddoppio. Le polemiche sui ritardi.

Finché la vedova di Giuseppe Creazza, l'ingegnere che lo stesso Calatrava aveva incaricato di studiare i problemi tecnici, aveva scritto alla Nuova Venezia raccontando che il marito, come dimostrava un carteggio, aveva bocciato il progetto come «inidoneo all'attuazione per gravi carenze geotecniche e strutturali».

Tutte cose finite in una denuncia di Carlo Ripa di Meana: poteva la magistratura contabile non intervenire? Ieri mattina il Pm della Corte dei Conti Carmine Scarano ha tagliato corto. E mandato i finanzieri nelle aziende coinvolte nella costruzione e nei ritardi. Scommettiamo? Diventerà un tormentone.



il caso

IL DISEGNO - La Commissione di Salvaguardia approva nel 2002 il ponte di Calatrava.
LO SCONTRO - L'architetto non ha previsto i servoscala per i disabili, senza infissi metallici l'opera ha un «impatto visivo migliore». Secondo le associazioni il ponte vìola le leggi sulle barriere architettoniche. Nonostante le proteste, i lavori partono.
LA SOLUZIONE - L'accesso ai disabili viene garantito da un abitacolo a scomparsa.


di Gian Antonio Stella
dal Corriere della sera del 20.07.05


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Sonic from Padova
July 23rd, 2005, 06:25 PM
«Non facciamo la raccolta differenziata perch�costa troppo e non ci sono i soldi�/b>

Una Vesta in mezzo al guado, senza un piano industriale, senza un indirizzo preciso dell'ente proprietario, il Comune di Venezia, le due anime (ex Aspiv ed ex Amav) ancora distinte e in competizione, un consiglio d'amministrazione e un amministratore delegato nuovi di zecca, una miriade di problemi e un buco di 6 milioni di euro.

Questo il profilo della "azienda multiutily di gestione e fornitura in rete di energia, acqua, igiene urbana e smaltimento rifiuti, cimiteri e mercati all'ingrosso" emerso ieri a Ca' Farsetti nel corso dell'audizione dei vertici della societ�e delle sue componenti sindacali nella II Commissione, desiderosa di conoscerne la situazione.

Il neo presidente Armando Zingales, ex vicepresidente del consiglio uscente, ha tracciato il quadro della situazione indicando in tre punti la strategia del suo mandato. «Primo obiettivo - ha detto - �riportare l'azienda in attivo; per secondo procederemo a razionalizzare l'offerta, non escludendo aggregazioni o fusioni; per terzo cercheremo di salvaguardare l'occupazione� «Un fattore non scontato - ha insistito - visto il deficit di 6 milioni di euro maturato nel 2004. E quando un'azienda �in profondo rosso, di solito a farne le spese �il numero degli occupati. Ma quello che �pi�importante - ha proseguito Zingales - �che tutti dobbiamo sapere dove vogliamo arrivare. Impegnarci tutti per dare alla citt�servizi migliori�

Ed ha citato il caso della raccolta differenziata: «Oggi non siamo in grado di farla perch�costa troppo, i soldi non ci sono, e il Comune non ce li d� Settori nei quali siamo impegnati, come la bonifica o la fornitura di compost all'Enel, devono ancora decollare. Siamo oberati da costi maggiori causati da iniziative esterne all'azienda, l'iniziativa giudiziaria per lo smaltimento dei fanghi della depurazione ci costa 1,2 milioni di euro all'anno per i maggiori costi di smaltimento�

Zingales ha preannunciato: «Stiamo lavorando alla stesura del piano industriale e alla revisione di tutti i contratti di servizio con l'Amministrazione: dobbiamo ben distinguere il Comune-socio dal Comune-cliente. Certo, devono lasciarci lavorare. Bisogna far spegnere i riflettori sull'azienda, che ha solo bisogno di riorganizzarsi e migliorare il suo modo di operare e non deve essere oggetto di contesa politica� «Lasciateci sbagliare, ha concluso, e ve ne renderemo conto. Ma noi pensiamo di non sbagliare�

Ha preso la parola quindi il dott. Andrea Razzini, da 34 giorni amministratore delegato della societ�(prima ne era vice direttore). «Entro settembre presenteremo la proposta di revisione del contratto servizi per l'igiene urbana, tenendo conto che la qualit�della raccolta rifiuti a Venezia Centro storico �ritenuta insufficiente, ma gi�il 29 luglio prossimo avremo una riunione operativa col Comune proprio sulla differenziata�

A precedere le domande dei vari componenti della Commissione, l'intervento delle varie componenti sindacali che hanno avuto dei toni comuni, da un lato si �lamentata la non soluzione del nodo Aspiv-Amav e dall'altro la mancanza di indirizzi comunali. Tutti hanno sottolineato che Vesta ha il pi�alto rapporto tra il numero dei dirigenti e i dipendenti tra tutte le aziende consimili in Italia. E tutti hanno convenuto sulla priorit�del risanamento, per ottenere il quale si sono detti disposti a sottoporsi a sacrifici.

Sonic from Padova
July 23rd, 2005, 06:26 PM
Dighe mobili, la politica contro la citt�/b>

Molti avevano sperato che l'avvento della giunta Cacciari avesse anche il significato di una accelerazione delle decisioni in ordine ai grandi problemi della citt� in primis il MOSE.

Si deve registrare, purtroppo, che continua la storia infinita che tende a ritardare l'attuazione di un progetto essenziale per la messa in sicurezza di Venezia e la sua laguna.

E' la riproposizione della vicenda passante, bloccato per oltre vent'anni con costi ambientali enormi, disservizi, gravi pregiudizi all'economia del Nord-Est.

Solo che sono ormai passati 40 anni dall'alluvione del 1966 e sembrerebbe questo un tempo pi�che sufficiente per addivenire a decisioni finalmente concrete, finalmente in grado di fronteggiare la gravit�dei rischi che la citt�corre ad ogni autunno.

In verit� dopo un balletto pluridecennale, le opere erano partite e sembrava che semmai l'esigenza da tutelare fosse quella della loro accelerazione. Invece accade il contrario e, oltre ai raid dei cosiddetti ambientalisti dobbiamo registrare una corriva attitudine dell'amministrazione comunale nei confronti di coloro i quali non hanno mai voluto il MOSE.

E' questo il frutto perverso del tentativo del sindaco di mediare all'interno di una coalizione che ha in s�tutto e il contrario di tutto.

Ma �giusto che anche in questa tornata la citt�paghi il prezzo di divisioni e contrapposizioni inconciliabili sul piano programmatico?Tutti sono disattenti in questo periodo vacanziero, ma a Settembre e con l'inizio dell'autunno il problema si riproporr�in tutta la sua evidenza e forse con le accentuazioni determinate dai mutamenti climatici. Nel migliore dei casi assisteremo ad una parte di citt�allagata, ai negozi devastati, alle foto dei turisti giapponesi incuriositi e divertiti. Quelle stesse foto che servono a qualcuno per asserire che, in fondo, l'acqua alta �una nota di colore che aiuta il turismo.

Ma se dovesse accadere ci�che �accaduto 40 anni fa, chi dovremmo ringraziare? Chi dovr�pagare? Non pagher�nessuno, come nessuno ha pagato per vent'anni di code sulla tangenziale di Mestre. I giovani non ricorderanno le polemiche del mezzo secolo precedente e nel frattempo i vecchi saranno passati a miglior vita.

Non giova ricordare che gli Olandesi hanno difeso la loro terra con le dighe, se un'intera classe politica non ha la consapevolezza n�dei suoi doveri verso i propri amministrati n�delle sue responsabilit�per ci�che Venezia rappresenta come patrimonio dell'umanit�

Sonic from Padova
July 23rd, 2005, 06:27 PM
MUNICIPALIT�Annuncio di Vianello
Bilancio, il Comune taglia 29mila euro
I servizi non saranno per�toccati

Un taglio di 29.000 euro dal bilancio della municipalit�del Lido e Pellestrina (senza per�toccare alcun servizio). Ma, dall'altra parte, 11 milioni di euro trovati, con i fondi della legge speciale, per il risanamento dei canali del Lido da parte di Insula, in un quadro di 21 milioni di fondi in pi�trovati dalla legge speciale. Questi i due dati pi�significativi emersi durante il dibattito del consiglio di municipalit�di Lido e Pellestrina che, l'altra sera, si �riunito a palazzo Pretorio alla presenza del vicesindaco, nonch�assessore al Bilancio Michele Vianello. Quest'ultimo ha illustrato le due manovre sulle quali il parlamentino isolano era chiamato ad esprimere un parere necessario, anche se non vincolante. Nella sua relazione il vicesindaco ha un po' criticato la precedente amministrazione. Per quanto concerne l'assestamento di bilancio, l'amministrazione comunale �obbligata ad apportarlo per onorare il nuovo contratto, approvato a livello nazionale, che prevede un investimento di circa 8 milioni di euro per i contratti dei dipendenti. Questi fondi sono stati, in parte, trovati grazie ad alcuni tagli ai vari centri di costo che hanno riguardato tutti i settori. Vianello, poi, ha espresso la sua preoccupazione visti i minori incassi da parte del Casin� che nei primi sei mesi dell'anno in corso, ha incassato qualcosa come 16 milioni di euro in meno. Sul bilancio si sono schierati favorevoli alla manovra Ds e Margherita, mentre l'unico voto contrario, peraltro nello schieramento di centrosinistra, �arrivato da Rifondazione comunista, con i Verdi che invece si sono astenuti. Sul fronte del centrodestra, invece, diverse astensione ma nessun voto contrario. Tra le richieste che sono state portate all'attenzione del vicesindaco anche il contributo di 10.000 euro per garantire la rassegna "Cinema estate" a Pellestrina, espressa in un ordine del giorno e accettata da Vianello, mentre Stefania Brugnera Scanferlini (Margherita) ha presentato un altro ordine del giorno chiedendo che non sia operato un taglio sul fronte del capitolo di spesa relativo alle pari opportunit�delle donne. Complessivamente, comunque, i 29.000 euro in meno sul bilancio della municipalit�non andranno a toccare alcun servizio, come richiesto dal consiglio di cui si �fatto portavoce Giovanni Gusso che al termine ha espresso la sua soddisfazione anche per la qualit�del dibattito. Sull'altro argomento all'ordine del giorno, invece, e cio�quello relativo alla legge speciale l'amministrazione "raschiando il fondo del barile" �riuscita a trovare 21 milioni di euro in pi� 11 dei quali saranno investiti sul Lido per il risanamento dei canali e delle sponde operato da Insula.

Sonic from Padova
July 23rd, 2005, 06:28 PM
Cavallino. �migliorata la viabilit�di via Baracca

La nuova viabilit�in via Francesco Baracca non �apprezzata da coloro che la utilizzavano come pista da corsa, ma i benefici che ha prodotto sono di gran lunga maggiori dei piccoli disagi che pu�aver generato a qualche persona. Sono le parole di Sebastiano Barbassi portavoce del Comitato Via Baracca Piave Vecchia, schierato a favore della nuova viabilit�di recente introdotta in via Baracca e criticata da alcuni residenti.

La sicurezza di Via Baracca ci tocca da vicino - spiega il portavoce del Comitato - perch�la viviamo quotidianamente e anche per questo abbiamo sollecitato la nuova amministrazione affinch�via Baracca fosse messa in sicurezza. Pi�volte, siamo stati testimoni di morti causate dall'alta velocit� L'uscita dalle nostre case risultava pericolosa perch�non c'era spazio di manovra e ci si trovava direttamente con l'auto in carreggiata. Inoltre le biciclette non avevano uno spazio riservato e proprio per questo molte sono le testimonianze di turisti che hanno apprezzato l'iniziativa. Siamo di fronte ad una iniziativa importante che pu�solo migliorare, per quanto riguarda invece il coordinatore del Movimento Civico di Cavallino-Treporti, sempre attivo e presente nel territorio, di certo potr�rappresentare chi vuole, ma non gli abitanti di questa via.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche numerosi commercianti della zona, che per dimostrare il loro consenso nei confronti dell'intervento del Comune, nella sola giornata di ieri hanno raccolto una sessantina di firme gi�consegnate al sindaco Erminio Vanin. L'intervento realizzato dal Comune - hanno spiegato i rappresentati dei commercianti - era atteso da tempo dalla stragrande maggioranza della comunit�che abita e lavora a ridosso di via Baracca. La nuova soluzione introdotta dal Comune ha avuto effetti immeditati e sotto gli occhi di tutti: le auto sono costrette a viaggiare limitando la velocit� non si vedono pi�le inquietanti gare di veicoli che sfrecciavano a tempi di record. Chi vuole fare una passeggiata a piedi o in bicicletta ora pu�farlo in tutta tranquillit� Impossibile inoltre fare un esperimento di questo tipo in inverno.

Sonic from Padova
July 24th, 2005, 07:51 PM
MANUTENZIONE
Ponti, dopo i lavori diventano impraticabili «Non si rispettano l'estetica e l'arco pedonale�/b>

(M.Lamb.) Il Consiglio di Municipalit�di Venezia-Murano-Burano ha votato con 33 voti favorevoli e 1 astenuto un ordine del giorno, redatto da Marina Dragotto (Ds) e proposto dal centro-sinistra, sui lavori di manutenzione straordinaria dei ponti a Venezia. L'odg �stato sostenuto anche da tutta l'opposizione perch� come ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia, Giampaolo Gasperini, sono prioritari i bisogni della cittadinanza e la Municipalit�deve farsi carico di tutto ci�che riguarda il territorio. Nel documento viene preso come esempio di manutenzione il ponte del Lovo e si evidenzia che la recente riapertura ha aperto una serie di problematiche e critiche da parte di esperti di tutela del patrimonio urbano e architettonico. Anche i cittadini hanno lamentato pi�volte la difficile praticabilit�del ponte data da una eccezionale pendenza del dosso creato alla sua sommit� e la Municipalit�ha espresso la preoccupazione che le difficolt�non potranno che peggiorare con il sopraggiungere dei mesi invernali nei quali la porosit�non potr�evitare di far scivolare in caso di ghiaccio.

«Premesso che la societ�Insula sta svolgendo i lavori di manutenzione straordinaria della citt�insulare - si legge nella mozione- che nel programma di manutenzione �prevista la ristrutturazione di molti ponti, che in molti casi �evidente un mancato rispetto delle proporzioni e dell'estetica dei ponti stessi, che in alcuni casi �stato modificato l'arco pedonale�il Consiglio di Municipalit�chiede all'Amministrazione «se �davvero stata studiata la migliore soluzione possibile per unire le nuove esigenze di messa in opera dei sottoservizi con quelle della praticabilit�pedonale della citt� se sono previsti interventi migliorativi; se, in caso contrario, �intenzione dell'Amministrazione rivalersi sulla societ�Insula per la insoddisfacente progettazione del ponte richiedendo un suo rifacimento�

Sonic from Padova
July 24th, 2005, 07:52 PM
LIDO
Raddoppiati i posti auto per disabili nel piazzale S.M. Elisabetta

Il Servizio Gestione del territorio e Mobilit�della Municipalit�di Lido Pellestrina ha raddoppiato, nella zona centrale del Lido, gli stalli di parcheggio riservati alle persone con disabilit� passando dai precedenti 8 agli attuali 16. Il risultato �frutto della prima fase del progetto di riordino del sistema della sosta, intrapreso negli ultimi mesi dalla Municipalit� L'intervento ha comportato una ricognizione della situazione esistente e l'adeguamento alla normativa che prevede che un posto ogni 50 e il 10 \% sul totale sia destinato alle persone disabili. Il Servizio Gestione del territorio e Mobilit�ha quindi provveduto ad adattare le dimensioni degli stalli di sosta esistenti (6,50 m. x 2 m.), al soddisfacimento delle richieste di nuovi parcheggi in prossimit�delle abitazioni di utenti disabili, all'ampliamento del numero complessivo dei posti disponibili in funzione della dislocazione dei principali luoghi di attrazione (bar, ristoranti, negozi, farmacie) e a rendere omogenea la segnaletica verticale.

Sono invece in fase conclusiva i lavori di ristrutturazione dei marciapiedi e delle aiuole del tratto della riviera San Nicol�compreso tra via Duodo e via Cipro. Nell'ambito dell'intervento,sono stati predisposti sulla pavimentazione segnali tattili per non vedenti.

robyk
July 25th, 2005, 03:49 PM
Dal ponte fantasma agli smoking tutti gli sprechi in riva alla Laguna - di Redazione -


Marco Toscani

da Venezia

Doveva costare 2,5 milioni di euro. Ne costerà tra 700mila e 900mila in più, se tutto andrà bene. Senza contare i ritardi. Proprio l'aumento dei costi e lo slittamento dei tempi di inaugurazione hanno attirato l'interesse della Corte dei conti veneta e della Guardia di finanza sul Ponte di Calatrava, opera a dire il vero neanche tanto faraonica, ma che doveva dare lustro e prestigio a cinque anni di amministrazione comunale di Paolo Costa.
Pensato nella seconda metà degli anni novanta - Massimo Cacciari regnante - il quarto ponte sul Canal Grande, che dovrebbe collegare piazzale Roma alla stazione ferroviaria, non ha ancora visto la luce al punto che il filosofo ha fatto in tempo a ritornare alla guida del Comune dopo l'interregno di Costa. Anziché essere il simbolo di una modernità griffata da uno dei migliori architetti al mondo, il ponte è diventato emblema dello spreco di soldi pubblici. Del resto l'opera è nata male fin dall'inizio, da quando cioè si scoprì che non era stata pensata per i disabili. Oggi, sulle due sponde, ci sono i basamenti con i tronconi di innesto protesi nel vuoto, in attesa di ricevere i giunti che costituiranno il ponte a campata unica.
I tronconi sono a Marghera, dove sono stati visitati dalla Guardia di Finanza che vuole capire il motivo dei ritardi e dell'aumento dei costi. Lo vorrebbe capire anche il Comune, che ha intenzione di aprire un contenzioso con la società che ha vinto l'appalto, la Cignoni di Lendinara, che a sua volta ha affidato i lavori a una ditta di carpenteria, la Lorenzon.
I tecnici comunali dicono che il ponte non si può assemblare perché, per un errore nella realizzazione o addirittura nella progettazione (e qui viene chiamato in causa il famoso architetto spagnolo Santiago Calatrava), si è scoperto che una campata unica ad arco così basso non potrebbe stare in piedi. E dunque il ponte, che doveva essere inaugurato nel 1999, è passato per una sfilza di rinvii e annunci senza mai essere completato.
Oggi si parla di settembre, ma ormai non ci crede più neanche il contagiorni digitale che era stato collocato in piazzale Roma, rassegnato a restare spento per pudore. La magistratura contabile intanto vuole vederci chiaro, a partire dalle modalità di finanziamento. Perché, si sono chiesti ad esempio alcuni consiglieri comunali di centrodestra, un'opera che serve da una parte un'area pubblica come piazzale Roma e dall'altra un edificio che ospiterà in parte la Regione e in parte strutture di vendita private (Benetton) è stata finanziata tutta con soldi pubblici e non cinquanta e cinquanta?
Il ponte di Calatrava - soprannominato ponte di Penelope - è solo uno dei tanti simboli degli sprechi veneziani, sui quali più volte si è soffermato nelle relazioni annuali il Procuratore generale della Corte dei conti, Carmine Scarano, che nel 2000 arrivò a evocare, come modello di virtù finanziaria, addirittura gli amministratori della Repubblica Serenissima.
L'ultima polemica sugli sprechi, in ordine di tempo, fa anche sorridere. Sotto accusa è finito l'assessore al Decoro e alle tradizioni veneziane, Augusto Salvadori, lo stesso che negli anno ottanta, sempre da assessore, cacciò i saccopelisti da Venezia e vietò le canzoni napoletane in gondola. A fine giugno Salvadori con una cerimonia in pompa magna ha deciso di lavare piazza Ferretto a Mestre con 10mila litri d'acqua, proprio mentre la società comunale di gestione delle risorse idriche invitava i cittadini a non sprecare l'acqua.
Simili alla telenovela del ponte di Calatrava, invece, le vicende di altre due opere pubbliche, entrambe al Lido: il Blue Moon e la piscina.
Il primo è un complesso di negozi e locali che si affaccia sulla spiaggia e si protende in mare con una terrazza sopraelevata di dubbio gusto. Avrebbe dovuto diventare il cuore della vita commerciale e notturna dell'ex isola d'oro in cerca di rilancio. Inaugurato nel maggio 2004, dopo quindici anni di rinvii e problemi strutturali, è già decadente sebbene funzionante, con un giardino tenuto in condizioni pietose e infiltrazioni d'acqua dal tetto e dal pavimento. I costi sono lievitati dai 3 milioni di euro iniziali ai 6 milioni e mezzo finali, e ancora si continuano a pagare spese di manutenzione.
Stessa trafila per la piscina, progetto atteso per 50 anni e per cui c'era stata anche un'inchiesta penale (poi archiviata) su Cacciari, un paio di assessori e alcuni tecnici comunali.
La piscina, costruita in zona dichiarata protetta dopo l'approvazione del Piano d'area della laguna veneta, di fatto venne ritenuta abusiva anche dalla Cassazione e per la sua costruzione vi fu una lunga trafila tra appalti, guasti e ritardi.
L'impianto venne inaugurato nel 2002 con i costi che anche in questo caso erano raddoppiati, da 5 a 10 miliardi di vecchie lire.
Altro capitolo riguarda consulenze, incarichi e partecipazioni societarie dell'amministrazione comunale .
L'anno scorso gli ex consiglieri comunali di An, Raffaele Speranzon e Luciano Pomoni, denunciarono gli sprechi della giunta Costa. Tra questi, gli stipendi di 12 impiegate assunte dal Centro Donna del Comune, i cui risultati operativi non erano mai stati verificati. E ancora, le spese di rappresentanza e quelle dell'ufficio di gabinetto del sindaco Costa, ai cui dipendenti viene passato uno smoking ogni 4 anni per le grandi occasioni, con in aggiunta un'indennità annua per il vestiario di circa 9mila euro lordi. Per quanto riguarda i soldi buttati in partecipazioni societarie, brilla la vicenda di Alata, carrozzone misto tra pubblico (enti locali) e privato (Infracom) per la gestione dei flussi turistici del Giubileo. Dal 2000 Alata ha sempre chiuso in rosso, con i soci costretti a ripianare. A fronte di un capitale sociale di poco superiore ai 200mila euro, nel 2004 la perdita è stata di 673.500 euro. Il Comune deteneva il 19,7 per cento di Alata e ogni anno, per quattro anni, è dovuto intervenire a coprire i buchi per la sua parte. Risultato: Alata è stata sciolta pochi giorni fa. Infine, le tante istituzioni create dal Comune, come quella per la conservazione della gondola e per la tutela del gondoliere. Sulla loro gestione, a giugno, è calata la mannaia del collegio dei revisori dei conti, che ne ha denunciato l'elevato numero e la cattiva gestione, con bilanci spesso in perdita e quindi da ripianare.
I revisori hanno lanciato l'allarme: se non si frenano le spese correnti, a tenere in piedi il bilancio comunale non basteranno la risorse che ogni anno il Casinò trasferisce alla città: circa 100 milioni di euro

IlGiornale.it

fcom1
July 25th, 2005, 05:28 PM
Per il ponte di calatrava c'è qualche speranza?

Sonic from Padova
July 25th, 2005, 07:42 PM
Per il ponte di calatrava c'�qualche speranza?


Guarda fcom, il ponte di calatrava a mio parere si far¨¤ comunque, ormai le due parti che devono sostenere la struttura del ponte sono ormai realizzate, sicuramente ci saranno problemi finanziari, Venezia putroppo g¨¤ finio i schei!
Al massimo credo che potr¨¤ essere completato tra mooolti anni, come per il mose (che a mio parere a semplicemente rovinato la laguna).

Sinceramente, anch'io la prima volta che avevo visto il ponte, non ne avevo capito l'utlit¨¤, dato che "teoricamente", doveva collegare pi¨´ rapidamente piazzale Roma alla stazione centrale, ma con il ponte guadagni solamente 20 o 30 secondi in meno rispetto al normale giro a piedi che fai senza ponte. Una enorme minchiata insomma....

Poi a mio parere pu¨° essere figo quanto vuoi, ma a me nel contesto non mi piace per niente, come altre cose che sono state costruite la intorno (tipo i parcheggi).

Comunque sia faranno qualcosa prima o poi per risolvere questo problema, almeno spero, non si pu¨° lasciare un cantiere abbandonato in pieno centro storico....a Venezia poi.

Sonic from Padova
July 26th, 2005, 07:52 PM
I cassonetti galleggianti? A questo ...

I cassonetti galleggianti? A questo progetto �da oltre un anno che ci stiamo lavorando. Alla Vesta Spa hanno letto con interesse la proposta avanzata qualche giorno fa dal veneziano Pietro Alvise Gaggio di collocare dei moduli galleggianti lungo rive e fondamente ma, precisano, non si tratta di una novit� «Pi�di un anno fa - spiega Riccardo Seccarello - insieme al Comune abbiamo dato l'incarico agli studenti del corso di laurea in disegno industriale diretto dal professor Medardo Chiapponi di progettare per Venezia questo tipo di strutture� I progetti per la raccolta differenziata realizzati da 15 studenti con il professor Franco Clivio, in realt� sono due: ma mentre il primo �una valutazione generale sul problema della raccolta dei rifiuti, l'altro affronta in dettaglio la possibilit�di conferimento attraverso dei cassonetti galleggianti, svuotabili direttamente dall'acqua con l'ausilio di barche.

Sonic from Padova
July 26th, 2005, 08:01 PM
Laguna Palace Hotel & Conference Center

Laguna Suites Suites & Club

L’obbiettivo �stato la creazione di una struttura evoluta che si ponga come un’“Industria dell’Ospitalità” rivolta al cliente con una particolare attenzione per i suoi bisogni e desideri, utilizzando le pi�recenti tecnologie e garantendo standard qualitativi elevati.
L’intero complesso si trova situato in una posizione assolutamente invidiabile a soli 800 metri dalla stazione ferroviaria di Mestre, nel cuore della citt� e a circa 10 minuti da Venezia via auto.
Il vero valore aggiunto �l’acqua: tutta l’area si affaccia sul Canal Salso, il canale navigabile della Laguna di Venezia che entra nella citt�di Mestre, si approder�cos�nel centro storico di Venezia in pochi minuti di barca, lasciando comodamente l’auto nel parcheggio interrato e partendo direttamente dalla reception dell’hotel.
Il complesso immobiliare �composto da diversi fabbricati, e pi�precisamente dal Laguna Palace Hotel & Conference Center con un totale di 213 camere di diverse tipologie, una grande reception-hall, un’ampia area living, vari ristoranti, con una capacit�congressuale complessiva tra sala plenaria e le varie sale riunioni di oltre 1000 delegati; dal Laguna Suites Suites & Club costituito da una struttura di 100 unit�da 55/60 mq ognuna con kitchenette e da servizi comuni come “exclusive�reception, bar, ecc� e da un’autorimessa su due livelli interrati in grado di ospitare oltre 750 auto.
Il tutto unito da una darsena in grado di ospitare oltre 400 barche coperta dal pi�grande tetto di vetro trasparente del mondo ed affacciato sul canale di collegamento con Venezia.
Il Laguna Palace Hotel & Conference Center �un grande hotel in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi tipo di ospite.
Alta tecnologia, eleganza, semplicit�e comfort distinguono ogni tipologia di camera.
I servizi di ristorazione ed intrattenimento sono all’insegna dell’alta qualit�e del benessere dell’ospite.
Il suo centro congressi, dotato delle pi�moderne tecnologie, �in grado di ospitare grandi meeting ed eventi grazie alla sua capacit�ricettiva di oltre mille persone e alla versatilit�delle sue soluzioni compositive.
Nuovo, moderno ed efficiente �un centro eventi polifunzionale dotato delle pi�avanzate soluzioni tecnologiche, pensato per soddisfare ogni tipo di esigenza: dal consiglio di amministrazione alla sfilata di moda, dal congresso scientifico alla rappresentazione teatrale o musicale.
Inoltre spazi comuni ampi ed eleganti, passerelle sull’acqua ed una splendida piazza adornata dalla suggestiva fontana fanno da perfetta cornice a cocktail e ricevimenti fino a 800 invitati.
Cento suites di oltre 50 mq ciascuna compongono l’edificio denominato Laguna Suites Suites & Club, disponendo di una reception privata e di servizi di altissimo livello.


La ricercatezza dell’arredamento, l’avanzata tecnologia e la selezionata cucina fanno del Laguna Suites l’ambiente ideale per una clientela selezionata e privilegiata.
Lo Studio Marco Piva di Milano, insieme allo Studio DHK di Cape Town (Sud Africa) e allo Studio Favero & Milan Ingegneria di Mirano (VE), ha sviluppato il progetto occupandosi dell’architettura degli interni e dell’arredamento.
L’attivit�dello Studio, il quale opera in Italia e all’estero per progetti di Architettura, Interior e Industrial Design, varia dalla progettazione in grande scala per lo sviluppo di terminal turistici e singoli edifici a destinazione alberghiera, alla progettazione di interni, per giungere alla definizione di specifici prodotti per gli spazi pubblici.
Le assidue ricerche sulla spazialit�delle strutture ricettive, sui caratteri formali e funzionali degli spazi, sulle tecnologie, sui materiali, sviluppate con grande attenzione per l’ambiente, costituiscono gli elementi funzionali degli ambiti progettuali e rappresentano gli elementi basilari della filosofia di pianificazione e di progetto.
All’interno del Laguna Palace Hotel & Conference Center e del Laguna Suites Suites & Club lo Studio ha realizzato gli interiors (camere, spazi comuni, conference center, ristoranti, ecc.) sia in termini di funzionalit�che di
scelte estetiche e di materiali, con l’obbiettivo di integrare il calore, la cultura ed il gusto tipicamente italiani con la tecnologia e l’architettura internazionale.
Il concept del progetto nasce e ha le sue basi all’interno della tradizione di quella che �sicuramente la citt�storica italiana che, anche per le sue peculiari caratteristiche morfologiche, date dalla presenza del mare, possiede una “magica�bellezza che la rende unica nel mondo.
Fiumi di parole si sono spesi per Venezia e proprio la sua natura, la sua tradizione, i suoi legami culturali, i suoi colori e le sue sensazioni, non hanno non potuto far si che il progetto non ne fosse ampiamente influenzato.
Gli elementi che facendo anche, comunque, parte dell’immaginario collettivo, racchiudendo simbolicamente l’immagine di Venezia, che hanno influenzato e caratterizzato l’iter progettuale sono: l’acqua, il vetro e la gondola.
L’immagine del complesso reinterpreta, quindi, quella che �la cultura veneziana attraverso la tecnologia anche negli interiors.
Il complesso, nelle sua unicit� pu�essere considerato una delle prime operazioni turistiche a livello europeo, che certamente rappresenter� un notevole punto di riferimento per chi si avviciner�all’area di Venezia �Mestre.

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Sonic from Padova
July 26th, 2005, 08:04 PM
Italia, Mestre-Porto Marghera (VE)

Piattaforma servizi porto Marghera (VE)

Nuove Centralita' : Struttura - Infrastruttura

Progetto basato sul concetto di piastra verticale ed orizzontale, proponendo sistemi multipli di flussi sia pedonali che automobilistici_
all'interno della piattaforma di servizi vi risiedono:
-nella piastra orizzontale(piu' pubblica):
parcheggi,cinema multisala,teatro, spazi aperti,parco- parcheggio;
-nella piastra verticale:
uffici per area commerciale di marghera, uffici
direzionali per porto commerciale di marghera, uffici doganali, hotel con giardini pensili,etc...

http://tinypic.com/9h2z2t.jpg

Falcon83
July 26th, 2005, 08:19 PM
bello il Laguna Palace!! è da mettere nel forum internazionale!!! se vuoi lo faccio io!!!

Sonic from Padova
July 26th, 2005, 08:25 PM
^vai vai mettilo!!!!!!!!

Falcon83
July 26th, 2005, 08:31 PM
fato:D
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=238475

adesso va là a scrivarghe wow!!:D

Sonic from Padova
August 11th, 2005, 12:59 PM
SCUOLA La petizione consegnata ieri al direttore generale
Raccolte 833 firme contro il trasferimento di Carlon


Il dirigente scolastico Riccardo Carlon deve stare al suo posto. E così, per ribadire tale volontà e per chiedere la revoca del provvedimento di trasferimento dal Circolo San Girolamo al Circolo Diaz, il Coordinamento veneziano per la difesa della scuola pubblica ha raccolto 833 firme che ieri ha consegnato al direttore generale Carmela Palumbo dell'Ufficio scolastico regionale per il Veneto, considerata la principale "responsabile" del discusso allontanamento.La vicenda del trasferimento di Carlon, avvenuta il mese scorso, aveva sollevato le proteste di numerosi genitori e insegnanti, convinti che la scelta dell'Ufficio scolastico regionale nascondesse in realtà una sorta di "punizione" per l'attivismo dimostrato dal dirigente nei confronti della riforma Moratti. Tale trasferimento è sempre stato invece motivato dalla Palumbo come una normale operazione di rotazione dopo più di tredici anni di attività trascorsi nella stessa sede.Le parole del direttore generale non hanno però convinto nessuno, nemmeno la Flc Cgil scuola del Veneto che, tra le righe di un comunicato, aveva contestato il provvedimento, definendolo incoerente con i criteri che la direzione aveva illustrato alle organizzazioni sindacali stesse. A tale proposito il segretario regionale Antonio Giacobbi e quello provinciale, Luigi Rossi, avevano sottolineato come tutti gli elementi andassero a confermare che Carlon aveva sempre agito nel rispetto della norma e in particolare del Dpr 275/99 che disciplina l'autonomia scolastica. Non solo: i due rappresentanti sindacali si erano soffermati anche sulla bontà della gestione Carlon, caratterizzata, così avevano affermato, per una grande coesione con il consiglio di circolo e il Collegio docenti.
I genitori, gli insegnanti e i cittadini, non soddisfatti delle risposte ricevute dalla Palumbo, hanno quindi pensato di replicare con una petizione nella quale ribadiscono che "il dirigente non ha chiesto di essere trasferito e non vi sono esigenze di servizio tali da giustificare uno spostamento e ritengono il provvedimento essenzialmente punitivo nei riguardi della persona, della sua funzione, e delle posizioni fortemente critiche espresse, unitamente ad insegnanti e genitori del Circolo nei confronti della legge Moratti". Con le 883 firme (ma la raccolta continua a oltranza) chiedono quindi "che il dirigente scolastico rimanga al circolo San Girolamo per continuare a garantire la qualità del servizio nel rispetto delle posizioni di tutte le componenti della scuola".

M.Zor.

Sonic from Padova
August 11th, 2005, 01:00 PM
LIDO
Il planetario rischia la chiusura


«Abbiamo totalizzato ottomila presenze dall'inizio della nostra attività. Ma se non siamo considerati adeguatamente dalle istituzioni, potremmo anche chiudere il planetario». A lanciare la provocazione, proprio nel giorno di San Lorenzo in cui si verifica il fenomeno delle stelle cadenti, è il presidente degli Astrofili veneziani, Aldo Abate. Il planetario rischia la chiusura. «Il planetario così com'è va bene - spiega Abate - tuttavia è la zona attorno al parco che è oggetto di incursioni notturne. Ho trovato siringhe, fiale e sporcizia. Da giorni il cancello d'ingresso al parco Lungomare D'Annunzio è stato forzato e così si sono verificate frequenti intrusioni di persone che hanno sporcato un po' dappertutto. Non possiamo tenere la struttura in queste condizioni. Inoltre, anche nell'allestimento del planetario non siamo stati considerati da chi ha svolto i lavori. Avevamo dato alcune indicazioni e suggerimenti, che non sono stati ascoltati, e così alcune cose le abbiamo dovute sistemare di nostra volontà, investendoci tempo e soldi».
Per la serata di San Lorenzo, gli astrofili non hanno programmato alcuna iniziativa. «Siamo rimasti in tre a coordinare l'intera attività - spiega il presidente Abate - e non abbiamo le forze per fare un'iniziativa pubblica, oltre a quelle che abbiamo già fatto e che certamente faremo in futuro». Comunque, gli Astrofili veneziani danno qualche suggerimento per ammirare questa sera la caduta delle stelle. «Occorre mettersi in luoghi che siano bui - ricorda Abate - ad esempio, agli Alberoni o ai Murazzi, dove la luce è quasi inesistente. E poi ci vuole anche molta pazienza, visto che le cosiddette "lacrime" di San Lorenzo possono cadere anche alle prime ore della giornata successiva, tra le due e le tre di notte».

Se al planetario non ci sarà alcuna iniziativa, una serata di cinema all'aperto "Aspettando la caduta delle stelle" è stata organizzata dal Cocktail and Dream al "Blue Moon". Ci sarà musica dalle 21. E, poi, cinema per bambini alle 23 con la proiezione di "Shark Tale" all'aperto e a mezzanotte e mezza con "Alla scoperta di Nemo". La Lipu, infine, ha organizzato nell'oasi di Ca' Roman (ritrovo alle 21) una serata insieme per poter guardare le stelle in compagnia, tra gli appassionati dell'oasi.

Sonic from Padova
August 20th, 2005, 03:34 PM
VIA ALLEGRI Il restauro che non parte
«La fontana deve tornare al suo posto»
"Battaglia" dell’ex consigliere Rizzi

Continuano a zampillare polemiche dalla fontana di via Allegri. Dopo la rinuncia dello sponsor privato a finanziare il restauro dell'opera (erano già stati stanziati 7mila euro) emergono dei risvolti riguardo alle intenzioni stesse della pubblica amministrazione circa il recupero dell'opera. A sostenere che la fontana deve essere restaurata e collocata nella sua posizione originaria è Luca Rizzi, ex consigliere comunale di Forza Italia: «A suo tempo mi ero occupato della questione. La fontana è dei primi del '900, storicamente la sua collocazione è in via Allegri non capisco perché la si vorrebbe posizionare in via Fappan». A sostegno delle tesi di Rizzi ci sono anche diversi pareri della Soprintendenza dei beni ambientali e architettonici di Venezia. Documenti, che a più riprese, affermano come l'area in questione, cioè quella di via Allegri risulti essere vincolata e che quindi in caso di restauri le due fontane (in origine infatti erano due) vadano ricollocate nella loro antica posizione. Inoltre anche da alcuni documenti del Comune appare evidente che già alcuni anni fa il recupero della fontana era stato messo in calendario. Dagli uffici tecnici comunali si precisava che «In relazione al collaudo delle opere in via allegri si rammenta che dovranno essere ricollocate le due vecchie fontane asportate da piazza Allegri».Alcuni mesi fa sembrava che l'annosa questione fosse in dirittura d'arrivo con il recupero della fontana sponsorizzato dalla ditta trentina Cristoforetti. Poi tutto si è arenato, forse a causa del cambio di amministrazione. L'attuale amministrazione sembra orientata a spostare la fontana in via Fappan «ma - obietta Rizzi - non avrebbe senso. E non ha senso nemmeno sostenere che la Soprintendenza avvalori questo spostamento, privo di senso estetico e di legami storici. Forse non si vuole ammettere che la fontana originale di via Allegri farebbe sfigurare la fontana, piuttosto bruttina, posizionata nella stessa zona negli ultimi tempi».

Sonic from Padova
August 20th, 2005, 03:35 PM
Vie Ospedale e Torre Da lunedì i cantieri


L'assessorato ai Lavori pubblici rende noto che a partire da lunedì 22 agosto riprenderanno i lavori di riqualificazione di via Ospedale, che si protrarranno fino al prossimo ottobre: i lavori consistono nel rifacimento della rete di raccolta delle acque meteoriche e la sostituzione contestuale, da parte di Vesta, della condotta dell'acquedotto con relativi singoli allacci all'utenza. La pavimentazione sarà realizzata con le stesse modalità e gli stessi materiali utilizzati nel primo tratto, verso piazzetta Battisti: porfido in cubetti con sigillatura in resina e fasce in trachite contenenti caditoie. Data la ristretta sezione stradale, durante i lavori sarà istituito il divieto di accesso e di sosta a tutti i veicoli.
E sempre lunedì inizieranno i lavori di riqualificazione di via della Torre che si protrarranno per circa tre settimane. I lavori consistono nella sostituzione dell'attuale pavimentazione in porfido, che sarà riutilizzata per altri interventi, con la pavimentazione definitiva in trachite, scelta per uniformità con il materiale utilizzato nella riqualificazione del centro di Mestre e di Piazza Ferretto. Con l'occasione sarà possibile effettuare la sostituzione del cavidotto Enel, il rifacimento della condotta idrica e dell'impianto fognario. Le operazioni di cantiere saranno eseguite con l'assistenza archeologica della Società Aurea. L'assessorato assicura che in zona saranno garantiti il transito dei pedoni e l'accesso a negozi e abitazioni.

Sonic from Padova
August 20th, 2005, 03:40 PM
MARGHERA Intervento del forzista Pellegrini (già autore di un’interpellanza in Municipalità) dopo i nuovi episodi
«Scritte sui muri da ripulire in tutta fretta»


Difficile trovare aggettivi per definirli. Meglio interrompere la ricerca, parlando dei patiti delle bombolette spray come di "persone inqualificabili". E così li definisce Michele Pellegrini, consigliere della Municipalità di Marghera, tra le fila di Forza Italia, colpito dall'ennesima comparsa di scritte, sui muri della città giardino. Lui, poco più di una settimana fa, aveva rivolto un'interpellanza al presidente della Municipalità, proprio su questo argomento, sollecitando Renato Panciera a dare un segnale opposto a quello che, a volte, si coglie in città.
«Spesso - denuncia l'azzurro - assistiamo all'indifferenza con cui si lasciano, per mesi, queste scritte sui muri. Quella che inneggia a Dorigo Sindaco, comparsa ad aprile, vicino al sottopasso per la stazione, è ancora lì».

Senza contare che questi slogan riportano l'attenzione su interpretazioni di pagine cruente di storia recente, come il dramma delle foibe, o insultano istituzioni e personaggi politici. «In via Righi, si è letto, per settimane, e lo hanno fatto anche le migliaia di turisti diretti a Venezia, Nato Guerra. Ebbene, l'inqualificabilità di questi atti - sollecita Pellegrini - rischia, se i muri non vengono ripuliti, in fretta, di essere aggravata dall'indifferenza dell'amministrazione».

Sonic from Padova
August 22nd, 2005, 01:07 AM
BONIFICHE Interrogazioni di Turetta (Ds): del recupero delle discariche non si sa più nulla
«Chiarezza sulle aree Miatello e Bottenigo»


Poco più di un anno fa, sia il consiglio di Municipalità di Marghera che la Giunta Costa ne approvarono il progetto preliminare di recupero. E, quei due "sì" fecero ben sperare quanti, nella città giardino, sollecitano da anni la bonifica di due aree inquinate, situate entrambe ad ovest della statale Romea, a qualche centinaio di metri dalla zona degli ipermercati del consorzio Panorama. Aree che dovrebbero diventare un parco pubblico oltre che una "oasi" di riferimento per spettacoli viaggianti e concerti evento.
Sta di fatto che, a più di un anno da quella doppia approvazione, non si è saputo più nulla del piano di recupero, voluto da Comune e Provincia ed elaborato dall'Istituto universitario di Architettura di Venezia. Tant'è che il consigliere comunale diesse, Roberto Turetta, ha deciso di andare a fondo della vicenda e sui "destini" dell'area Miatello e di quella di via Bottenigo, inoltrando tre interrogazioni ad altrettanti assessori comunali. Per conoscere, innanzitutto, dall'assessore al Patrimonio se "l'amministrazione comunale ha proceduto all'acquisizione, tramite accordo o tramite esproprio" ed, eventualmente, per sapere quali siano i motivi che hanno indotto Ca' Farsetti a non procedere con l'acquisto. Altro quesito fondamentale, quello rivolto all'assessore all'Ambiente: l'ex-presidente di Marghera, preoccupato anche che i finanziamenti stanziati un tempo non vengano garantiti, mira a sapere se si "intenda mettere in sicurezza, da subito, l'area di via Bottenigo a prescindere dall'avvenuta acquisizione e dai tempi e dalle procedure sicuramente lunghi che porteranno alla realizzazione delle opere già previste nel piano triennale delle opere pubbliche del comune di Venezia". Nel piano triennale, infatti, circa 16 milioni di euro sono stati messi a bilancio per la riqualificazione dell'area Miatello, più a ridosso della Romea. Sono previsti, inoltre, per gli anni 2005, 2006 e 2007, oltre nove milioni di euro per la riqualificazione a verde urbano attrezzato e per la realizzazione del parco sulla discarica di via Bottenigo, "uno dei siti - dice Turetta - più inquinati, più delicati e problematici di tutto il territorio comunale". In questa area, confinante con quella Miatello, insistono 12 cisterne sotterranee, usate per il carburante durante la seconda guerra mondiale e, per questo, bersaglio dei bombardieri alleati. Negli anni '50 e '60, laddove veniva contenuto il carburante, hanno trovato posto rifiuti tossico-nocivi. Che, a tutt'oggi, sono ancora lì.

Sonic from Padova
August 23rd, 2005, 04:09 PM
Come annunciato venerdì, la Provincia ...


Come annunciato venerdì, la Provincia ha predisposto nella prima mattinata di ieri un pontone nella laguna centrale per monitorare l'attività di pesca controllata in programma sino al 31 agosto.
Grazie alla disponibilità del Magistrato alle Acque e all'impegno delle Forze dell'Ordine, la Polizia Provinciale garantirà sino al termine del periodo indicato per la pesca controllata servizi di controllo del pescato e di guardiania delle aree.

Il 1° settembre, poi, le concessioni delle aree saranno assegnate al GRAL (Gestione Risorse Alieutiche Lagunari), la società pubblica partecipata a maggioranza dalla Provincia di Venezia, nata per accompagnare i pescatori lungo il delicato percorso dalla pesca alla produzione per allevamento.

L'amministrazione provinciale è, infatti, convinta che solo attraverso un proficuo lavoro di concerto fra i soggetti pubblici coinvolti sarà possibile garantire prospettive concrete alla categoria salvaguardando il delicato ecosistema lagunare e la salute dei consumatori. «L'auspicio della Provincia - si legge in una nota - è quello che la diffusione della produzione per allevamento sia il viatico verso un clima di piena legalità in laguna».

Intanto, dopo gli accordi con la Provincia che hanno portato alla revoca del blocco del Canal Grande, venerdì scorso, il Consorzio "La Cavana", ha promosso 2 assemblee per i propri associati, una a Pellestrina e l'altra a Chioggia. Gli incontri hanno avuto lo scopo di discutere gli accordi intrapresi dal direttivo con gli esponenti politici ed amministrativi della Provincia, nonché di chiarire eventuali zone d'ombra e perplessità provenienti da ciascun associato.

«Dagli associati - ha commentato Gina Tiozzo, presidente del Consorzio - è giunta piena soddisfazione per i risultati ottenuti e soprattutto per gli intendimenti dell'amministrazione provinciale, che ringraziamo, ottimi viatici per normare e rendere efficiente, regolato e legale tutto il comparto della pesca delle vongole in laguna, salvaguardandone l'ecosistema. La posa di un pontone nella laguna centrale per monitorare l'attività di pesca controllata in programma sino al 31 agosto, ne è stato esempio».

«Riguardo ad aleatorie prese di posizione di altri consorzi ed a risibili atti diffamatori nei nostri confronti - ha concluso Gina Tiozzo - ribadiamo la serietà della nostra associazione, tesa solamente a difendere e promuovere la pesca delle vongole in laguna, nei modi consentiti e per tutti i pescatori e gli operatori, anche non facenti parte del nostro Consorzio. Voler partire per primi ed auspicare accordi esclusivi diviene una posizione infantile, come stanno a dimostrare alcune dichiarazioni da bambini imbronciati e lamentosi emesse da altro raggruppamento, a fronte delle serie, adulte ed accresciute necessità del comparto».

Sonic from Padova
August 23rd, 2005, 04:11 PM
CAVALLINO TREPORTI
Un centro fieristico nella tenuta agricola di Ca' Pasquali. La proposta della contrada incontra anche il favore del sindaco


Far diventare la Tenuta agricola di Ca' Pasquali un centro fieristico. E' la proposta lanciata all'Amministrazione Comunale da Gianni Scarpi capo contrada di Ca' Pasquali. Sia quest'estate che la scorsa, gli edifici di quella che viene considerata come una delle più importanti aziende agricole del litorale, hanno infatti ospitato con successo alcune delle più importanti manifestazioni svoltesi nel territorio; da qui la proposta di Scarpi.
«La Tenuta - spiega il capo contrada - si trova in un'ottima posizione: esattamente a metà litorale e quindi facilmente raggiungibile da tutti. Nelle ultime due estati al suo interno sono stati organizzate alcune delle più importati manifestazioni avvenute nel nostro litorale. Eventi di vario tipo a partire dalla fiera del Naturale dello scorso anno per arrivare al raduno internazione di motociclisti che ha portato a Cavallino-Treporti circa quattromila centauri provenienti da tutta Europa. Visto il successo che hanno ottenuto tutte queste manifestazioni e l'ottima posizione sulla quale sorge la Tenuta, crediamo che i suoi edifici possano essere trasformati in un centro fieristico di grande livello. Se questo centro fosse realizzato, tra le altre cose potrebbe rappresentare un valore aggiunto alla nostra offerta turistica». E l'idea non dispiace affatto all'amministrazione comunale, tanto che in tempi non sospetti l'attuale sindaco Erminio Vanin aveva inserito nel proprio programma elettorale anche questo tipo di progetto, da realizzare magari con la partecipazione di qualche grande privato.

«Nel nostro programma - ha spiegato il sindaco - abbiamo inserito anche questo tipo di progetto. Riteniamo infatti l'area sulla quale sorge la Tenuta di Ca' Pasquali ideale dal punto di vista fieristico, ricreativo e commerciale. E per commerciale intendo che questa potrebbe essere l'area giusta dove far sorgere la piattaforma polivalente per il commercio dei nostri prodotti ortofrutticoli. Questo tra l'altro sarebbe un modo per ricollegarsi alle origini della stessa Tenuta, una delle aziende agricole più importati del nostro territorio. Tuttavia prima di tutti questi discorsi bisogna sciogliere il nodo della proprietà, visto che attualmente gli edifici della Tenuta sono di proprietà privata. Per questo - conclude il sindaco Vanin - nel nostro calendario degli appuntamenti, abbiamo già programmato un incontro con i proprietari, in modo da avviare un ragionamento per una sua eventuale vendita».

Giuseppe Babbo

Sonic from Padova
August 23rd, 2005, 04:22 PM
MARGHERA Si attende il progetto di sovrappassi e controstrade per regolare il flusso del traffico urbano. Occorre uno stanziamento di 27 milioni di euro
Via alle operazioni per "liberare" Malcontenta
Sopralluogo sulla Provinciale 24 per trovare le soluzioni. Punti cruciali gli incroci con le vie dell'Elettronica, della Chimica e Padana

Aspettando Godot. Senza starsene, con le mani in mano. Ma trovando, durante l'attesa, il sistema di alleviare i disagi vissuti dai cittadini di Malcontenta. Il Godot della situazione è il progetto di ridisegno viario, elaborato dalla Provincia di Venezia e che permetterebbe di differenziare, con un sistema di sovrappassi e controstrade, il flusso di traffico urbano, di accesso a Malcontenta, con quello industriale che si dirige agli stabilimenti. Peccato che Godot possa arrivare solo quando e se gli enti locali avranno rintracciato finanziamenti per circa 27 milioni di euro. Bella sommetta, si sono detti in Comune e in Municipalità a Marghera, dove hanno deciso di mettersi al lavoro per studiare una sistemazione provvisoria che, una volta attuata, renda meno infernale per i residenti di Malcontenta l'impresa di uscire, in auto, dal paese sul Naviglio.E lo studio è cominciato, ieri, sul campo, durante un sopralluogo, durato due ore, nei punti critici della viabilità di servizio alla seconda zona industriale che poi è la stessa con cui si raggiunge Malcontenta. Partecipanti, per il Comune, l'assessore ai Lavori Pubblici di Mestre, Sandro Simionato e i dirigenti alla Mobilità, Carlo Andriolo e alla Viabilità, Roberto Perissinotto, per la Municipalità di Marghera, il delegato ai Lavori Pubblici, Valdino Marangon («I cittadini di Malcontenta non possono più continuare ad essere prigionieri», afferma) e il dirigente del Servizio Gestione del Territorio e Mobilità della Municipalità, Claudio Molin.Tre le tappe del gruppo di lavoro sul famigerato chilometro "rovente" della provinciale 24, detta via Malcontenta. Uno, all'innesto della provinciale con via dell'Elettronica. L'altro, all'incrocio della stessa provinciale con via della Chimica. Il terzo all'incrocio con via Padana, di fronte alla Sapio, dove Veneto Strade dovrebbe eliminare l'impianto semaforico e realizzare una rotonda. Il ridisegno complessivo - Godot, per intenderci - prevede un sistema di sovrappassi che metta in collegamento diretto la Romea con via dell'Elettronica, bypassando la provinciale da riservare al traffico urbano. In via provvisoria, i mezzi pesanti, che viaggiano su via dell'Elettronica, potrebbero essere "costretti" a svoltare, prima dell'immissione sulla provinciale 24, su via della Meccanica. Questa via - lunga poco più di un chilometro e larga due corsie per senso di marcia - si raccorda con via della Chimica. All'incrocio, tra quest'ultima strada con la provinciale, su cui si affacciano i container, potrebbe essere creata una rotonda allungata che permetta ai tir di girarsi e di raggiungere via delle Valli, ovvero la bretella con cui ci si innesta in Romea. Un sistema di strettoie impedirebbe ai tir di percorrere i tratti di provinciale tra via dell'Elettronica e la nuova rotonda di via della Chimica e tra questa e via Padana. Tratti che verrebbero riservati al traffico urbano. «Dobbiamo operare verifiche sui flussi di traffico e sulla fattibilità degli interventi e - conclude Simionato - contattare gli altri enti per capire come compartecipare alle spese e mettere in atto, in tempi brevi, una soluzione viabilistica transitoria».

Sonic from Padova
August 24th, 2005, 05:05 PM
La revoca del Mose costerebbe una Finanziaria bis
Il Magistrato alle acque: «La legge prevede un maxi risarcimento in caso di mancato compimento di un'opera»


(da.sca.) Il governo Prodi bloccherà il Mose? Se ciò accadrà, ci potrebbe essere bisogno di una Finanziaria bis per pagare un risarcimento "monstre" al Consorzio Venezia Nuova, che in questi mesi è andato avanti sulla linea indicata dal governo, realizzando gran parte delle opere complementari.
Sull'eventualità auspicata dal sindaco Massimo Cacciari, per la quale nei giorni scorsi si era scatenata la bagarre politica, cala ora la doccia fredda del Magistrato alle acque, organo dello Stato. Davanti all'eventualità che un cambio di maggioranza nel Paese possa segnare anche una svolta nella realizzazione della gigantesca opera pubblica in laguna, viene posto dunque un paletto ben preciso, quello della normativa sui lavori pubblici. Cacciari era stato chiaro durante una visita ai cantieri, dieci giorni fa: la città sarà coinvolta in autunno in un dibattito per decidere se il Mose è il progetto migliore o se si debba puntare su altri interventi. Il consiglio comunale e la giunta dovranno tenere conto dell'esito di queste consultazioni (il vicesindaco Michele Vianello e i Verdi propongono addirittura un referendum) e, se Venezia chiederà di rivedere il Mose, un eventuale governo di centrosinistra dovrà prenderne atto. Lo stesso vicesindaco Vianello aveva spiegato che quanto fatto finora è assolutamente reversibile.

Il Magistrato alle acque, adesso, fa però capire che la revoca del Mose, o anche la deviazione verso un progetto alternativo, potrebbe costare cara. «La normativa sugli appalti pubblici - spiega l'ingegner Maria Giovanna Piva, presidente dell'ente - dice che la mancata esecuzione di un'opera, per cause indipendenti dalla volontà dell'esecutore, comporta il pagamento di quanto già realizzato, il risarcimento agli investimenti fatti dalle imprese che hanno ricevuto l'appalto e un indennizzo alle medesime imprese superiore al 10 per cento dell'importo dell'opera». E il conto si presenta salato, se si pensa che solo per gli interventi realizzati finora sono stati stanziati 600milioni di euro. Il Mose dovrebbe costare circa 3.800 milioni e, fatti due conti, è facile quantificare l'ammontare della "penale", seppur a spanne.

Quindi, se lo Stato italiano ha deciso di costruire il Mose, l'opera va portata a compimento indipendentemente dal colore politico dei governi successivi. Una norma che chiaramente mira a evitare che il Paese diventi un colabrodo di cantieri che aprono e chiudono a seconda di chi siede a Palazzo Chigi.

Un'altra questione, sollevata nel dibattito di questi giorni, riguarda invece la compatibilità gerarchica tra il Piano regolatore generale del Comune e un'opera di rilevanza nazionale decisa dallo Stato, come è appunto il Mose. Chi è contro il progetto delle dighe mobili afferma che gli interventi attuati dal Magistrato alle acque sono stati realizzati al di fuori delle prescrizioni del Prg e in aree Sic protette. Dall'altra parte, invece, si sostiene che deve essere l'amministrazione locale, e in questo caso il Comune, ad adeguare obbligatoriamente il proprio Prg alla nuova opera. Anche qui c'è materia per giuristi ed esperti di pubblica amministrazione.

Sonic from Padova
August 25th, 2005, 08:15 PM
MARCON Area di San Liberale
Ex discarica di rifiuti, presto il via dei lavori
Prelevati 40mila metri cubi di percolato

Dovrebbero partire nel prossimo gennaio i lavori per la messa in sicurezza dell'ex discarica di San Liberale a Marcon. Un intervento di "ricomposizione ambientale" più che considerevole, il cui costo stimato è superiore ai 5milioni di euro e che potrebbe durare per circa tre anni.Il calendario degli appuntamenti prevede per la prima settimana di settembre un incontro "tecnico" fra gli esperti che seguono il progetto dal punto di vista operativo. Se verrà raggiunta l'intesa sugli aspetti tecnici il progetto potrebbe approdare ad una Conferenza dei servizi entro la fine dello stesso mese. Poi l'iter dovrebbe vedere l'inizio dei lavori sul campo nelle prime settimane del 2006. «A fine luglio - dice Mauro Scroccaro, assessore all'Ambiente del Comune di Marcon - c'è stata una prima Conferenza di servizi in cui è stato esposto il progetto ed in cui sono emerse alcune osservazioni che verranno affrontate ai primi di settembre».
Il progetto si riferisce all'ex discarica di rifiuti di San Liberale (utilizzata a suo tempo soprattutto dal Comune di Venezia), chiusa una ventina di anni fa. Un'area di circa 23 ettari che necessita di interventi per asportare il percolato presente all'interno della discarica e ripristinare tutti i dispositivi per la messa in sicurezza (copertura, teli di nylon, arginatura). Nel frattempo si dovrà anche decidere come destinare l'area dell'ex discarica (di proprietà di un privato), visto che una variante al Prg di qualche mese fa, adottata dal Comune di Marcon, ha impedito il proseguimento di attività agricole. Fra le ipotesi quella di realizzare una sorta di percorso ciclo-pedonale.Gli enti interessati sono i Comuni di Venezia, Marcon, Quarto d'Altino, il responsabile operativo è il Consorzio di bacino Venezia 2. Gran parte del finanziamento dell'opera proviene dalla Regione Veneto, collabora pure l'Arpav.«Definiti gli aspetti tecnici - precisa Angelo Montanaro, direttore del Consorzio - i lavori consisteranno nel prelievo del percolato attraverso apposite pompe». Ancora da definire, invece, se poi lo stesso percolato dovrà essere trattato in un impianto di depurazione costruito in loco o trasportato a strutture già esistenti. Ovviamente dipenderà dai costi. Ma nel caso della soluzione del trasporto occorrerà valutare anche l'aspetto legato alla viabilità. Il percolato proveniente da rifiuti da asportare è di circa 40mila metri cubi. In passato modestissime quantità di questa sostanza erano fuoriuscite dalle arginature a causa di infiltrazioni di acqua piovana. Falle, però, prontamente chiuse.

Fra gli aspetti ancora da appurare: «l'adeguamento della normativa attuale - afferma Montanaro - ad una discarica chiusa da 20 anni, che non presenta più problemi di gas prodotti dai rifiuti, i quali sono in gran parte ormai mineralizzati». La ricomposizione ambientale a San Liberale non dovrebbe riguardare la pista da motocross ed il maneggio realizzati sopra l'area dell'ex discarica ma in una posizione piuttosto marginale. Ma anche questo è un aspetto da definire.

Sulla stessa zona di San Liberale, inoltre, è presente anche un deposito di ceneri di pirite, proveniente dagli impianti della società Veneta mineraria, che spesso ha dato adito a polemiche circa il relativo smaltimento. «Anche in questo caso c'è un progetto di bonifica risalente al 1998. Ora - spiega Scroccaro - la legge ha stabilito che quel materiale non è da considerarsi rifiuto, ma materia prima, può quindi essere trasportato ad impianti di lavorazione. Una metà di quel deposito è già stata asportata da San Liberale, la seconda metà lo sarà nei prossimi mesi». L'intervento sull'ex discarica porterà anche ad una sistemazione delle vasche contenitive della cenere di pirite, che nei mesi scorsi avevano registrato qualche "smagliatura".

Sonic from Padova
August 26th, 2005, 12:13 PM
Venezia, approvato il piano di sicurezza per la Mostra

Il Consiglio d'Amministrazione della Biennale di Venezia ha approvato ieri e condiviso l'operato esecutivo degli uffici della Biennale, comunicato dal Presidente, in merito al piano sicurezza della prossima Mostra del cinema di Venezia.
"Nonostante il poco tempo a disposizione, dovuto al recente aggravarsi della situazione internazionale, la Biennale ha dato corso a tutte le richieste delle autorità competenti, in pieno accordo e in continuo dialogo con le stesse, interpretandone le esigenze - si legge in una nota della Biennale - Il piano, che intende ridurre al minimo l'eventuale disagio del pubblico e degli operatori, sarà parte integrante dell'organizzazione e degli allestimenti, non alterando la struttura della Mostra e rendendola comunque pienamente fruibile e accogliente".

"Saranno predisposti grandi varchi di ingresso, che daranno la possibilità di accedere a tutti i luoghi della 62esima Mostra - prosegue la nota - L'allestimento degli ingressi riprende l'architettura del Palazzo del Cinema e del Palazzo del Casinò, e le dimensioni sono studiate per rendere più agevole l'ingresso al pubblico, alla stampa, agli accreditati e a tutti gli ospiti della Mostra. I metal detector e i controlli saranno posizionati ed effettuati ai varchi esterni, in modo da evitare disagi all'interno e nelle sale. Particolare cura è stata poi dedicata alla delimitazione dell'area, anch'essa parte integrante dell'allestimento".

"Si è inoltre parlato della mostra sul Nuovo Palazzo del Cinema che sarà inaugurata nell'atrio del Casinò il 31 agosto, esponendo i progetti dei nove studi internazionali, cogliendo l'occasione per ribadire l'importanza e la validità dell'esito del concorso internazionale bandito dalla Biennale un anno fa - continua la nota - Il CdA ha infine approvato l'iniziativa delle due importanti serate speciali all'Arena di San Polo, martedì 30 e mercoledì 31 agosto, offerte gratuitamente agli appassionati di cinema veneziani. Tale iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Venezia e con i quotidiani "Il Gazzettino", "La Nuova Venezia" di Venezia e Mestre, e il "Corriere del Veneto", coinvolgendo le più importanti istituzioni veneziane, intende sottolineare l'intreccio indissolubile fra la Mostra del Lido e la città della Biennale".

Sonic from Padova
September 15th, 2005, 03:30 PM
error

bigjim33
September 15th, 2005, 03:49 PM
ma che c'entra con venezia? sei tu che hai letto solo il titolo oppure sono io che ho letto solo il titolo+la prima riga?

Sonic from Padova
September 15th, 2005, 03:55 PM
ops.....ho letto solo il titolo :D
va be... adesso lo cancello!

therock
September 16th, 2005, 11:31 PM
16/9/2005
Venezia: il Big Ben al posto della Torre dell’Orologio

Venezia - Con la comparsa del Big Ben, simbolo di Londra e famoso in tutto il mondo per i suoi rintocchi, prosegue sui grandi teli che ricoprono il cantiere di restauro della Torre dell’Orologio in piazza San Marco a Venezia l’omaggio alle grandi torri del mondo ideato da Oliviero Toscani.
Dopo la Torre di Pisa e la Torre Eiffel, Brandolin Dottor Group, la società incaricata del restauro della Torre dell’Orologio di Venezia, ha infatti rappresentato sulle grandi impalcature che ricoprono la struttura del famoso edificio che sorge accanto alla Basilica di San Marco, la celebre Torre del Parlamento di Londra.
L’effigie del Big Ben scandisce la penultima tappa verso la scopertura della Torre dell’Orologio restaurata, prevista inizialmente per settembre 2005. La decisione presa in questi giorni dal Comune di Venezia di affidare a Brandolin Dottor Group anche i lavori di intervento di conservazione delle opere di superfici architettoniche della Torre sposterà di alcuni mesi l’appuntamento, posticipandolo ad aprile 2006.

Sonic from Padova
September 22nd, 2005, 07:46 PM
MUNICIPALITÀ
«Niente alberghi nell'area attorno alla stazione»


(M.Lamb.) Sono state approvate dalla maggioranza del Consiglio della Municipalità di Venezia-Murano-Burano le controdeduzioni sul piano particolareggiato della Ferrovia. La seduta, che si è tenuta martedì a Ca' Farsetti, si è protratta a lungo per l'inserimento all'ordine del giorno di due mozioni presentate dal consigliere di Idv, Danilo Rosan, alla fine passate con voto favorevole: una impegna Enzo Castelli e intervenire presso il Comune e l'Ulss 12 per derattizzare il ristorante Paradiso, chiuso da tempo, e le zone che sono maggiormente ricettacolo di ratti; l'altra chiede di intervenire presso Vesta per posizionare alcune passerelle di collegamento tra quelle esistenti e l'accesso agli alloggi comunali di Sant'Anna visto che negli alloggi c'è una persona sottoposta a dialisi e chiede inoltre di garantire ai residenti il servizio di rifiuti "porta a porta". Il consigliere di Fi Franco Vianello ha ricordato di aver sollevato il problema di Sant'Anna già da diverse settimane chiedendo una conferenza di servizi con tutti i soggetti in causa e Castelli ha garantito di fissare al più presto l'incontro.
La discussione sul piano è iniziata solo alle 20.30 (il consiglio era stato convocato alle 19) e ha visto l'approvazione del piano con alcune osservazioni, prodotte dalla quarta commissione, che pongono l'attenzione sugli effetti collaterali del piano particolareggiato: una preoccupazione, sollevata dal consigliere di An Sebastiano Costalonga, nei confronti dello sfratto dato alle famiglie che vivono all'interno dell'area della Stazione; un monitoraggio dei lavori nell'ex compartimentale tenendo conto che in quell'area è previsto l'arrivo della metropolitana di superficie; una attenzione allo spostamento dei flussi turistici che si creerà dopo la costruzione del ponte di Calatrava; la necessità di avere dei ragguagli sulle zone dedicate alla residenza all'interno del piano. "E' importante perché in questo modo confermiamo che il Piazzale della Stazione è pubblico, pertanto non è privato e commerciabile, la sua destinazione sarà ad edifici ed uffici a scala regionale e non alberghi" ha detto Castelli.

Sono stati poi approvati i finanziamenti, in totale 11 mila e 414 euro, per la manutenzione ordinaria delle palestre di Murano e Burano, della Dante Alighieri, Zambelli e Casa del Marinaio. Inoltre, sono passati al voto del Consiglio gli orari, frutto del lavoro della commissione sport, per una quarantina di associazioni che usufruiscono delle palestre scolastiche in orario extra-scolastico: tutte le associazioni inizieranno i corsi il 17 ottobre nel centro storico, mentre per Murano e Burano, considerato che non vi sono corsi di attività motoria e sportiva in collaborazione con la Municipalità, le attività potranno iniziare in anticipo rispetto alla data fissata per Venezia.

Sonic from Padova
September 22nd, 2005, 07:53 PM
Il Comune intende favorire scafi più ecocompatibili, motori più silenziosi e meno potenti


Cinque milioni di euro. Questo dovrebbe essere l'importo che il Comune intende stanziare entro la metà del 2006 per il rinnovo del parco natanti lagunari. «La misura -ha annunciato il vicesindaco Michele Vianello nel corso di un incontro del Circolo Arci "Luigi Nono" sulla nautica alla Giudecca- intende incentivare la rottamazione della flotta veneziana obsoleta».«Ciò favorirà - continua Vianello - l'adozione di scafi più compatibili con la delicatezza della situazione veneziana e lagunare, che creino meno onde. Oltre a ciò puntiamo ad un abbassamento delle potenze dei motori, all'adozione di propulsori più silenziosi e meno inquinanti, e nel contempo, dare un incentivo allo sviluppo di una cantieristica intelligente e locale».
Un discorso che si è allargato a tutto campo sul vasto tema della nautica da diporto e della relativa portualità, in particolare in risposta alle voci di piani che vedrebbero coinvolta la Giudecca.

«Tra una quindicina di giorni presenteremo un dettagliato progetto di darsene urbane che avrà come nodi focali l'Isola del Tronchetto e il (futuro ex) cantiere Actv a Sant'Elena. Al Tronchetto creeremo, insieme a un parcheggio per 250 auto degli operatori del settore, una struttura per le barche da lavoro e i taxi, che saranno una volta per tutte spostati dai rii interni, liberando le rive. A Sant'Elena ci sarà l'opportunità di ampliare l'offerta cittadina al diporto privato. In più stiamo procedendo alla risistemazione degli ormeggi sulle rive del Bacino di San Marco, dove porremo il limite di 7 km./ora, e all'istituzione di una zona di intescambio aeroporto-Fondamente Nuove».

Vianello ha delineato le linee guida dell'Amministrazione nel settore, per rispondere sia alla necessità di razionalizzazione e di sviluppo, ma anche per dare una risposta "pesata" e non forzata alle pressioni di alcuni operatori del settore. «Il nodo - ha proseguito il vicesindaco- è l'infrastrutturazione, con la necessità di crearne le condizioni. Servono nuovi spazi, ma questi non sono nella disponibilità del Comune. Aree come l'Idroscalo o l'Arsenale, sulle quali si potrebbero aprire prospettive di grande respiro, sono del Demanio. D'altro canto si è avuto uno sviluppo distorto, soprattutto per quanto riguarda le darsene, che sono state costruite lontanissimo dalle bocche di porto, creando ulteriori condizioni per il moto ondoso. Navighiamo in una situazione abbastanza compromessa. Noi siamo favorevoli ad esaminare tutti i progetti che spostino il baricentro nautico veneziano verso il mare».

Dall'auditorio molte domande hanno riguardato l'ipotesi di creazione di "marina" nell'isola. Vianello ha risposto che allo stato dei fatti non esiste nulla, se non l'ipotesi di dedicare più spazio alle imbarcazioni dei residenti. «Almeno fino a quando non potremo disporre di aree idonee, come l'area Lucchesi», ha detto.

fcom1
September 25th, 2005, 11:20 AM
ma fra le altre cose, c'è qualche speranza di vedere il ponte di Calatrava a Venezia prima che sprofondi?

Sonic from Padova
September 25th, 2005, 12:25 PM
^^
Bo! Purtroppo non sono di Venezia ma pare che i lavori siano ancora li belli fermi.
Sinceramente non sò che problemi ci siano a Venezia, ma sembra che manchino moltissimi soldi. E infatti ho paura che per il tram i lavori possano certamente prolungarsi di molto, ma non per problemi di progettazione (come è capitato a Padova) , ma proprio per problemi di fondi! Quel cazzo di mose xè gà magna fora tutti i schei!

Sonic from Padova
September 25th, 2005, 06:28 PM
LIDO
L'ex Casinò apre le porte ai matrimoni Ieri la prima cerimonia nuziale da favola


(L.M.) Come i nobili palazzi veneziani, anche l'ex Casinò al Lido apre le sue porte per ospitare il ricevimento di matrimoni o feste private. Ieri sera è stata una prima volta storica: mai, che si ricordi a memoria d'uomo, la storica palazzina, costruita negli anni '30, aveva ospitato un banchetto matrimoniale. D'altronde la società è stata costituita per portare nell'isola congressi ed eventi. Di certo la cornice scelta dalla coppia di sposi è stata davvero suggestiva e originale in un'atmosfera da favola, anche nei sotterranei che, anni or sono, servirono alla banda di Felice Maniero per mettere a segno una rapina. Ora la società "Venice Convention" presieduta da Ugo Samueli, intende mettere a disposizione la risorsa di spazi così importanti che potrebbero essere utilizzati tutto l'anno. Non solo per i congressi, ma anche per altri appuntamenti. E così è stato. Si ricorderà, poi, come alcuni mesi fa fu un miliardario russo a prenotare il Casinò per festeggiare il suo compleanno. Si racconta come l'uomo spese all'incirca un milione di euro, per una serata da favola. Tra fiumi di champagne e un centinaio di figuranti. La cena fu conclusa dallo spettacolo pirotecnico dei fuochi artificiali. Da segnalare che ieri, per gli spazi congressuali del Lido, è stata una giornata di intensa attività. Oltre a "Reggio Children" si teneva in contemporanea al Palazzo del cinema un convegno di Banca Popolare. Tra gli ospiti che sono intervenuti anche il "re del tortellino" Giovanni Rama. In serata il matrimonio. Un crescendo entusiasmante. E l'organizzazione di "Venice Convention" ha funzionato a puntino guadagnandosi i complimenti di tutti.

Sonic from Padova
September 25th, 2005, 06:29 PM
CARPENEDO Torna in campo il comitato di viale Garibaldi contro i lavori stradali in corso da agosto
«Stanno rovinando la Rotonda»
Al via una petizione di protesta. «Non si sta tenendo conto del vincolo ambientale»

I lavori procedono, ma nessuno capisce che cosa si sta facendo. Già. Marciapiedi larghi incredibilmente quasi cinque metri, carreggiata ridotta in maniera considerevole, forse meno di tre metri. Insomma, poco a poco, una lenta, incredibile trasformazione della Rotonda Garibaldi, zona riconosciuta di vincolo ambientale, recentemente confermata anche dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione ai cittadini per lo spostamento dell'antenna per i cellulari di Tim e H3g.
Una vicenda iniziata ancora nello scorso agosto quando il Comitato di viale Garibaldi aveva preso posizione sui lavori, quelli stessi che sono ora in corso, per capire che cosa il Comune stesse facendo nell'area. In quell'occasione, le assicurazioni dell'assessore ai Lavori pubblici erano state chiare: il cantiere era stato avviato per un progetto di canalizzazione delle acque bianche. Punto e a capo. Ma così pare non sia, almeno stando al comitato di viale Garibaldi che ora torna nuovamente alla carica annunciando anche una raccolta di firme da inviare al Comune e alla Municipalità, nella quale si denuncia l'intenzione, neanche tanto sotterranea, di stravolgere l'assetto complessivo della zona.

«In questo momento - sottolinea il Comitato in un volantino - siamo assistendo ad una serie di lavori all'insaputa della cittadinanza. Si sta modificando profondamente, e con particolare accanimento sulla Rotonda, l'intera zona. Si stanno realizzando dei marciapiedi larghi oltre cinque metri lungo la circonferenza della Rotonda, restringendo pesantemente la carreggiata sui due lati. Perchè questo intervento? Non si dovevano sistemare solo gli scoli delle acque bianche? E poi i marciapiedi, se poi verranno limitati anche da paletti, risulteranno eccessivi rispetti a quelli di Viale Garibaldi, venendo meno alle norme ambientali e all'uniformità del viale come riconosciuto anche dal vincolo. Come Comitato chiediamo al Comune di sapere che cosa si sta facendo all'insaputa dei residenti e degli operatori economici della zona».

Una situazione che sta già avendo alcune ripercussioni. Contemporaneamente ai lavori, come ovvio, sono spariti i parcheggi sulla Rotonda per far posto ai mezzi del cantiere. Le auto che trovavamo "libero sfogo" alla sosta lungo il perimetro dei giardinetti, hanno a poco a poco invaso tutte le piccole vie laterali creando problemi alla circolazione e alla sosta. «Ma c'è di più - aggiungono quelli del Comitato - In questa zona ci sono negozi, molte scuole, impianti sportivi, una residenzialità diffusa L'intervento in atto sta alterando profondamente l'equilibrio della Rotonda visto e considerato che finora era stato possibile offrire spazi di sosta per tutti: per il residente, per la mamma che aspetta o deve accompagnare i bambini a scuola, per chi voleva andare a fare compere. Chiediamo lo stop dei lavori e che si torni all'intervento della canalizzazione delle acque bianche e che si discuta nel merito su un progetto complessivo della Rotonda».

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere provinciale della Margherita, Diego Vianello. «Stando ai progetti del Comune, il 2006 dovrebbe essere l'anno della riqualificazione della Rotonda. Riteniamo sia utile bloccare il cantiere. Si ristabiliscano i parcheggi ad anello e si realizzi un marciapiede dignitoso, non a raso come si sta facendo, ma rialzato in linea con viale Garibaldi. Certo limitiamo il parcheggio selvaggio, ma non togliamo posti utili alle auto».

Sonic from Padova
September 27th, 2005, 07:57 PM
Mose, scaramucce prima dello scontro romano
Relazione di Cacciari e dibattito dell'ultimo momento in Consiglio: a Malamocco si sperimenteranno i restringimenti

Degli 11 punti posti dal Comune come condizione per trasformare il no al Mose nel sì che poi il sindaco, Paolo Costa, diede nel Comitatone del 3 aprile 2003, quelli veramente fondamentali erano tre: la sperimentrazione di restringimenti fissi alle bocche di porto, la revisione dei tempi dei progetti e degli interventi, l'adeguamento del progetto del Mose ai risultati che ci si attendevano dalle sperimentazioni.
L'avanzamento degli 11 punti, dunque, è stato ieri finalmente al centro di un incontro tra Comune e Magistrato alle Acque (Consorzio Venezia Nuova), con risultati che dalla relazione che il sindaco, Massimo Cacciari, ha poi fatto nel pomeriggio in consiglio comunale, non sono apparsi esaltanti. «C'è un vizio di fondo - ha infatti detto Cacciari -: aveva senso proporre gli 11 punti e misurarne l'efficacia solo se essi avessero potuto precedere i lavori del Mose».

Cosa, ha aggiunto il sindaco, che non c'è stata: la sperimentazione dei restringimenti fissi (che il Comune voleva al Lido), verrà probabilmente avviata dal Consorzio a Malamocco, finanziamenti permettendo, e dovrebbe dare risultati a settembre 2006, ma intanto i lavori delle chiuse mobili sono partiti, la revisione della scansione temporale di progetti e interventi non c'è stata, il progetto non è stato adeguato. «Gli ultimi due punti - ha accusato Cacciari - sono stati assolutamente superati dai fatti».

Quanto agli altri punti, Cacciari ha parlato di studi in corso, di indicazioni del consiglio comunale travisate (come nel caso della separazione tra le esigenze della salvaguardia e della navigazione a Malamocco, che il Consorzio ha interpretato progettando una conca di navigazione), della clamorosa bocciatura da parte dell'Ufficio di Piano del progetto di riassetto morfologico della laguna presentato sempre dal Consorzio. «Sulle difese locali e sul potenziamento del Centro maree - ha aggiunto il sindaco - c'è il pieno accordo da parte di tutti i soggetti: il problema è che non vi sono quattrini, e allora che accordo è?».

La relazione di Cacciari al consiglio comunale prima del Comitatone di domani non era stata assolutamente prevista, ma alla fine c'è stata anche grazie a una lettera del capogruppo di Rifondazione comunista, Sebastiano Bonzio, che ha accusato il presidente del consiglio, Renato Boraso (Fi), di «grave mancanza di iniziativa istituzionale», invitandolo a rimediare in extremis a una situazione nella quale, per la prima volta, un sindaco si accingeva a partecipare a un Comitatone senza prima coinvolgere il consiglio comunale.

Nell'occasione, Cacciari ha poi annunciato che si batterà duramente perché fin dalla prossima finanziaria il Comune torni ad avere risorse dirette di legge speciale, senza dover invece attendere, come avviene dal 2003, di vedersi assegnare una quota dei finanziamenti che il Cipe stanzia per il Mose. «Negli anni precedenti - ha ricordato Cacciari - l'ammontare medio delle risorse era 140 - 150 milioni di euro, quest'anno siamo a 50 milioni, e si ferma tutto. Che le nostre strategie siano vincolate a ciò che il Cipe dà al Mose è politicamente e culturalmente inaccettabile». Cacciari si è detto convinto che anche la Regione sarà d'accordo.

Il sindaco, infine, ha ribadito che il Comitatone non dovrà assegnare risorse a soggetti terzi, perché le priorità per legge le detta il Comune («se vedrò rappresentanti di enti che non c'entrano mi alzo e vado via», ha minacciato), e che porrà con forza anche il tema del confronto tra il Mose e i progetti alternativi. «Se Magistrato e Consorzio sono certi che è chiaro ed evidente a tutti che l'unica soluzione è il Mose - ha concluso - è interesse loro organizzare il confronto assieme a noi».

Alla seduta del consiglio era presente una folta delegazione di aderenti al Comitato No Mose, che hanno invitato Cacciari a chiedere una moratoria dei lavori. «Richiesta assurda, priva di fondamento», ha replicato Cacciari sostenendo che nessuna città può dire sì o no ad opere dello Stato del livello del Mose. La relazione di Cacciari è stata valutata positivamente dal Comitato, salvo un punto. «Il sindaco - ha polemizzato Cristiano Gasparetto - non ha fatto una parola sull'illegittimità dei lavori, sollevata dai suoi stessi funzionari, deribricando l'importanza del tema, mentre in Comitatone sarebbe importante incalzare i ministri ai loro compiti istituzionali».

Nuova denuncia alla Commissione europea


A due giorni dal Comitatone, dalle associazioni ambientaliste arriva un nuovo atto d'accusa contro il Mose. Lipu, Wwf, Italia Nostra ed Ecoistituto Veneto Alex Langer hanno infatti presentato una denuncia - richiesta alla Commissione Europea di avviare una procedura di infrazione a carico dell'Italia per la violazione di una serie di direttive comunitarie, dalla valutazione di impatto ambientale alla conservazione degli uccelli selvatici e degli habitat naturali e seminaturali.
All'esposto indirizzato al commissario europeo all' ambiente Stavros Dimas è stata allegata una dettagliata documentazione cartografica e fotografica dei progetti del Mose portati avanti dal Consorzio Venezia Nuova e dello stato di avanzamento dei lavori già avviati alle bocche di porto con relativa segnalazione delle aree tutelate dalla direttiva 79/409/Cee, concernente la conservazione degli uccelli selvatici e dalla direttiva 92/43/Cee riguardante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.

«Il destino - ha osservato per la Lipu Claudio Celada - di Venezia è strettamente legato a quello della sua laguna, che è un sito fragile e di valore ecologico. Basti pensare che la laguna di Venezia è ai primissimi posti per quanto riguarda la classifica Iba (Important bird Area). Si stanno verificando danni irreversibili ad habitat e specie prioritarie tutelate dalle direttive europee. Il Mose perturberà in modo definitivo e a lungo termine l'ecosistema lagunare e la città stessa».

Obiettivo dichiarato dagli ambientalisti, l'intervento urgente dell'Unione Europea per bloccare i lavori. «È un paradosso giuridico e di buon senso - ha dichiarato per il Wwf Gaetano Benedetto - il fatto che si stia portando avanti un'opera come il Mose eludendo la valutazione di impatto ambientale e violando le direttive comunitarie in materia di habitat e uccelli. Le istituzioni non hanno mai avviato un confronto e l'Unione Europea non si è mai espressa nei termini dovuti».

«Ora i lavori del Mose - ha concluso Michele Boato per l'Ecoistituto Veneto - sono in fase preliminare e non è ancora troppo tardi per intervenire riutilizzando per altri scopi gli interventi che sono già stati compiuti; la situazione sarà irreversibile quando verranno fatti i cassoni e le paratoie».

Stranfiér
September 28th, 2005, 10:35 AM
Che fine ha fatto il progetto per il "People Mover"?

Sonic from Padova
September 28th, 2005, 03:56 PM
Che fine ha fatto il progetto per il "People Mover"?


areo quà macaco! ;)

Gara europea per il People Mover: sarà pronto nel novembre 2007



"Dalla fase delle parole passiamo finalmente a quella 'dei mattoni': il People Mover entro breve tempo diventerà realtà". Era palese, questa mattina, la soddisfazione del sindaco di Venezia, Paolo Costa, dopo l'annuncio, dato, nella conferenza stampa tenutasi nella suggestiva cornice della terrazza del garage comunale, che il bando per la realizzazione della funicolare terrestre che collegherà il Tronchetto con Piazzale Roma è stato pubblicato nella Gazzetta Europea. All'incontro con i giornalisti erano presenti Enrico Mingardi, presidente di Asm, la società che realizzerà l'opera, e l'assessore comunale alla Progettazione urbanistica, Roberto D'Agostino, da sempre grande sostenitore del progetto.

"Si tratta - ha spiegato - di un'opera fondamentale nell'ambito del nuovo sistema di collegamento generale disegnato per Venezia. Con essa il Tronchetto e Piazzale Roma diverranno i luoghi di accesso al centro storico pensati espressamente per i residenti e per i lavoratori, mentre Fusina sarà la porta della città per i turisti e Tessera quella per il mondo degli affari, proveniente dall'Italia e dall'estero. Il People Mover sarà anche un'occasione da non perdere per rilanciare una zona, come quella del Tronchetto che viene da sempre considerata, per definizione, degradata."

La funicolare terrestre si snoderà su un percorso, interamente in quota, di 857 metri, e collegherà in tre minuti e mezzo il Tronchetto con Piazzale Roma, on una fermata intermedia alla stazione marittima. Sarà formata da 4 vagoni, per un massimo di 200 passeggeri, a trazione elettrica. Per realizzare il collegamento è prevista anche la costruzione di due ponti: uno sul canale di Santa Chiara, lungo 45 metri, e l'altro sul canale del Tronchetto, di 176 metri. Vicino alla stazione di arrivo del Tronchetto verrà anche costruito un parco. La gara d'appalto dovrebbe essere espletata entro il 28 febbraio 2005, mentre i lavori veri e propri partiranno il 30 aprile 2005 per concludersi il 30 novembre 2007. Il costo complessivo previsto è di circa 19 milioni di euro, metà coperti da stanziamenti statali e metà a carico di Asm. "Per noi - ha ricordato il presidente Mingardi - si tratta di una grossa scommessa, che intendiamo vincere: speriamo di rientrare in pochi anni del finanziamento, anche se adotteremo prezzi popolari per i biglietti, con tariffe ancora più convenienti per gli abbonati Actv."

http://www.comune.venezia.it/news/citta_che_cresce/people_mover/images/mover1.jpg

Articolo più dettagliato :

Il progetto prevede la realizzazione di un sistema di trasporto urbano su rotaie definito da un unico tronco di collegamento tra Piazzale Roma e Tronchetto con una stazione intermedia nel Porto Marittimo. La soluzione adottata è di tipo funicolare, ossia costituita da vetture trainate a fune, completamente automatiche, quindi senza motore e personale a bordo, sollevate da terra per non occupare il suolo pubblico o intralciare eventuali situazioni d’emergenza, che scorrono su leggere rotaie. Con questo sistema si vuole stabilire un nuovo equilibrio tra i vari accessi alla città, individuando delle direttrici preferenziali per il traffico urbano e per il traffico turistico, che ha come cerniera organizzatrice il collegamento diretto fra i punti di maggiore affluenza: Piazzale Roma, Tronchetto e Porto Marittimo.
"Si tratta di un passaggio che non spezza il tessuto urbano, ma che lo ricuce con precisi filamenti estendendo le parti, sia del centro storico sia della periferia, in un unicum spaziale. Il percorso, scivolando sopra le cose, non richiede modificazioni del disegno urbano esistente, ma solo punti d’appoggio sulla terra. Ci si "muove nell’aria", in sospensione, potendo vedere le cose in diretta relazione tra loro liberate nello spazio-ambiente." altri dati


Operatori
Il progetto è promosso dall'A.S.M. S.p.A. e dal Comune di Venezia.
Responsabile della sua realizzazione è l'A.S.M. S.p.A.
Altri soggetti coinvolti sono l'Autorità Portuale di Venezia, il Comune di Venezia, il Ministero dei Trasporti e della Navigazione e l'A.C.T.V. S.p.A..

Dati economici
Il costo della realizzazione è di 22,70 milioni di euro. altri dati

Stato di attuazione
Nel 1996 l’idea di un collegamento aereo viene inserita nel piano guida per la riorganizzazione della testa di ponte costituita da Piazzale Roma, Tronchetto e Marittima.
Indicato schematicamente nella variante per la città antica, il tracciato definitivo viene approvato dalla giunta nel dicembre del 2000.
Il necessario adeguamento del piano urbanistico al tracciato definitivo e l’approvazione del nuovo progetto è oggetto di un accordo di programma tra Comune, Regione, Soprintendenza ai Beni Architettonici, Ferrovie e Autorità Portuale: viene predisposto a fine 2001 ed esaminato nel corso del 2002 dagli enti coinvolti.
Nell’ottobre del 2002 viene dato incarico ad Asm di progettare e realizzare la funicolare.
Nonostante l’accordo, la Regione ha deciso di chiedere il parere della Commissione di Salvaguardia, che a gennaio 2003 dà parere negativo sulla variante al piano urbanistico. Tale parere, ritirato il 20 giugno 2003, diventa positivo il 15 luglio successivo, consentendo la chiusura dell’iter urbanistico. Due mesi dopo si tiene la conferenza dei servizi che ratifica l’accordo di programma.
È imminente la firma dell’accordo tra ministero delle infrastrutture e comune per la definizione dei tempi di realizzazione dell'opera e il finanziamento.
Il progetto definitivo è stato approvato dal comune nel dicembre 2004, ed è stato avviata la procedura di gara. L'opera verrà terminata e consegnata alla città entro il 2007.

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Maggiori info qui (http://194.243.104.176/website/ctu/schede/skprog.asp?id=11)

Sonic from Padova
September 28th, 2005, 04:03 PM
Acqua alta, ecco la classifica dei progetti
Cacciari porta in Comitatone le alternative, giudicate tutte migliori del Mose. «Se non ci sarà il confronto, faremo da soli»

Venezia
In Comune c'è una "classifica" dei progetti, e il Mose non è in pole position. Oggi in Comitatone il sindaco, Massimo Cacciari, sosterrà la necessità di un confronto pubblico tra il Mose e i progetti alternativi che a Ca' Farsetti stanno vagliando, ma come condurlo? Cacciari ha garantito che le verifiche non saranno assembleari, che non ci saranno claque ma un sereno confronto tra i tecnici, i quali saranno chiamati a rispondere alle domande, alle critiche e alle osservazioni che il gruppo di lavoro di tecnici e consulenti del Comune sta elaborando.

Con che metodo? La relazione già consegnata a Cacciari è top secret, ma a quanto s'è potuto sapere i progetti sono stati divisi sostanzialmente in più filoni (restringimenti e chiusure alle bocche con elementi rimovibili, come Arca o Pellegrinotti; chiusure mobili con portelloni sul fondale, come Mose o Di Tella; chiusure mobili di altro tipo; spostamento del porto, come Perla), e analizzati nel senso dei vantaggi e degli svantaggi sulla base di cinque aspetti (sostenibilità, impatto sulla portualità, caratteristiche ingegneristiche, costi, tempistica) articolati in più voci che, ciascuna "pesata", hanno finito per determinare per l'appunto una sorta di classifica. Nella quale, e usiamo per davvero il condizionale, i progetti tipo Arca, rimovibili d'estate, risulterebbero al primo posto, mentre il Mose sarebbe la maglia nera! Tutti i progetti, poi, sarebbero compatibili con Perla, ovvero con lo spostamento della Marittima alla bocca di Lido.

Oggi si vedrà se l'idea del confronto passerà in Comitatone, nonostante le resistenze del ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e del governatore veneto, Giancarlo Galan. «Sennò andremo avanti da soli», ha garantito Cacciari, e se la linea passerà, per il Comune sarà un successo. Come sarà un successo per Cacciari se il Comitatone accoglierà la sua richiesta di tornare alla politica del doppio binario per il rifinanziamento della legge speciale.

Ora, infatti, per la manutenzione urbana e per il rilancio socio economico della città, il Comune non ha più fondi diretti in Finanziaria, ma si deve accontentare di una quota percentuale, stabilita dal Comitatone, di quanto il Cipe stanzia per il solo Mose. «Un metodo politicamente e culturalmente inaccettabile», ha sostenuto Cacciari, sottolineando che il Comune ci rimette (a fronte di un fabbisogno di 150 milioni di euro l'anno ne arrivano sì e no 50), e che le sue strategie non possono essere vincolate alle vicende del Mose. Cacciari ha anche avvisato che non accetterà finanziamenti diretti a soggetti terzi. «I soldi vanno tutti al Comune - ha ammonito - che poi decide sulla base delle sue priorità: se in Comitatone troverò rappresentanti non istituzionali, mi alzerò e me ne andrò».

All'ordine del giorno del Comitatone, poi, c'è la relazione sullo stato d'avanzamento del progetto del terminale off - shore per l'estromissione del traffico petrolifero (andrà rivisto) e la relazione sullo stato degli interventi per la messa in sicurezza di Porto Marghera. «Parleremo di atti attuativi», ha precisato la presidente del Magistrato alle Acque, Maria Giovanna Piva.

Sul tema della portualità, ieri è intervenuto il presidente dell'Autorità portuale, Giancarlo Zacchello. «Il Mose, certo - ha dichiarato -. Le acque alte, certo. Ma ricordiamoci che la città si salva anche con l'economia e il Porto è la linfa vitale di Venezia». Senza polemiche, Zacchello ha solo voluto ricordare che esiste una priorità tra le priorità, ed è lo scavo dei canali. «Come Porto stiamo dando fondo alle nostre risorse per scavare i fanghi e poter così continuare a mantenere gli standard elevati di traffico - ha spiegato -. Chiedo che al Commissario straordinario siano dati i fondi necessari per continuare sulla strada intrapresa. Non solo, chiedo a tutti gli Enti interessati di lavorare assieme per trovare un alloccamento ai fanghi».

In vista del Comitatone, infine, il presidente della Biennale, Davide Croff, ha detto di aspettarsi «come segnale politico» almeno una tranche dei finanziamenti per il nuovo Palazzo del Cinema. I Verdi, per bocca della parlamentare Luana Zanella, hanno chiesto il blocco dei lavori del Mose, per la mancanza di fondi e per l'esistenza dei progetti alternativi. «Un governo in agonia non può decidere le sorti della città», ha sostenuto, ma Cacciari ha già replicato che chiedere una moratoria è impensabile. In campagna elettorale, però, e prima del ballottaggio aveva sostenuto esattamente il contrario.

Stranfiér
September 28th, 2005, 04:33 PM
areo quà macaco! ;)


Ciò, se no te fusi na bea toxa a te ne dirìa coatro (ma no te jeri 'n mas-cio na olta?). ;)

In soma, me par che so el "People Mover" no ghe xe notisie nove!

fcom1
September 28th, 2005, 05:44 PM
areo quà macaco! ;)

Gara europea per il People Mover: sarà pronto nel novembre 2007

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Maggiori info qui (http://194.243.104.176/website/ctu/schede/skprog.asp?id=11)

:eek2: :eek2:

Sonic from Padova
September 28th, 2005, 07:32 PM
Ciò, se no te fusi na bea toxa a te ne dirìa coatro (ma no te jeri 'n mas-cio na olta?). ;)

Si che sò un mas-cio, pajaso! :D

Stranfiér
September 29th, 2005, 09:14 AM
Si che sò un mas-cio, pajaso! :D

Mah... :D

Sonic from Padova
September 30th, 2005, 03:43 PM
CHIOGGIA Amministrazione e categorie economiche soddisfatte per il rifinanziamento della legge speciale
Guarnieri: «Ripartiamo con i lavori»


Chioggia
La soddisfazione si taglia col coltello: 23 milioni e mezzo di euro della legge per Chioggia in un anno solo, il prossimo, dopo che negli anni scorsi si erano chiusi i cordoni della borsa rappresentano un bel passo in avanti. Dal sindaco Guarnieri all'ultimo cittadino tutti commentano positivamente "un'inversione di tendenza - per dirla col sindaco - che non riguarda solo l'entità del finanziamento promesso da Berlusconi, ma anche le modalità di erogazione, che non prevedono più il vaglio preventivo del Cipe sui progetti".

Proprio al presidente del Consiglio dei ministri il sindaco di Chioggia si è rivolto un paio di volte negli anni precedenti per lamentare il blocco di numerose iniziative, di progetti lasciati a mezzo, di bandi per la prima casa o per le attività produttive che non avrebbero avuto seguito e che, ora, potranno essere ripresi.

Un tasto questo che sta a cuore anche a Giorgio Perini, presidente dell'Ascom. "Siamo una città di opere incompiute - dice - di cantieri aperti e che dobbiamo assolutamente chiudere. Abbiamo inoltre grossi problemi di tutela del territorio e di sicurezza e continuità dei servizi". Il presidente dell'Ascom si riferisce alle frequenti inondazioni, non solo per l'acqua alta ma anche per la piaggia. Quanto ai servizi Perini mette in primo piano, per importanza "il rifacimento di buona parte delle rete idrica, quella che serve le frazioni, soprattutto, ormai troppo fragile".

Il sindaco Guarnieri e l'assessore ai lavori pubblici, Roberto Bisto hanno portato qualche settimana fa, lo afferma proprio Bisto, "al Magistrato alle acque un programma triennale di opere nelle quali sono compresi interventi per la rete idrica ma anche per collegamenti viari in modo da garantire a Chioggia e Sottomarina con una via d'accesso che raggiunga la Romea a Brondolo, un'alternativa all'attuale unico sbocco".

Il consistente rifinanziamento della legge speciale viene considerato con grande attenzione anche dal mondo della pesca. "Esiste il problema del nuovo mercato ittico - sottolinea Enzo Fornaro, presidente regionale di Federcoopesca -. Spero che la regolarità dei finanziamenti consenta di passare dagli studi di fattibilità a qualcosa di finalmente più concreto".

Carlo Alberto Tesserin, vicepresidente del Consiglio regionale: "E' importante - afferma - ottenere dei finanziamenti, più importante ancora è spenderli presto e bene. La città ha certe caratteristiche che vanno esaltate. Portarvi dentro il traffico veicolare, come si fa, significa snaturarla, minare la qualità della vita. Ci sono soluzioni progettuali ed anche i mezzi per cambiare".

Sonic from Padova
September 30th, 2005, 03:45 PM
«Sull'interscambio del Tronchetto la giunta appare come ingessata E ora bisogna partire col Pip del Lido»


Ancora quattro anni per Antonio Marchiori alla guida della Confartigianato veneziana, la cui giunta esecutiva peraltro rimane confermata integralmente, eccezion fatta per la "new entry" Renato Luciano, presidente del consorzio Arsenale. Nel direttivo, composto da 40 persone e che contempla oltre alla giunta anche presidenti e vicepresidenti delle varie specialità, sono entrati comunque sei nuovi giovani. Come nel quadriennio precedente, il lavoro non mancherà. La piccola impresa che si occupa di servizi o di attività produttive in centro storico non sta vivendo certo un periodo felice. Le preoccupazioni maggiori per Marchiori sono i costi crescenti per il reperimento di locali e la difficoltà nei trasporti. «Ovviamente - dice Marchiori - questo mandato proseguirà sulla strada del precedente. Dobbiamo chiedere con più forza l'interscambio del Tronchetto, che ha costituito buona parte delle promesse preelettorali. Invece, questa giunta appare come ingessata sui problemi dell'artigianato, probabilmente perché non rientriamo più nelle priorità. Ma noi saremo qui a ricordarlo».
Altre questioni, non meno importanti, sono ancora nella fasce nascente e per gli Artigiani dovranno essere accelerate al più presto, per dare nuovo impulso ad una categoria che raggruppa circa 1.900 piccole imprese sul territorio comunale. «Via libera dunque al Pip del Lido - continua - dopo che è rimasto bloccato per un trentennio. Ormai non ci sono più scusanti e le imprese che si devono insediare hanno assoluto bisogno di quegli spazi. Poi c'è Sacca Serenella e soprattutto il problema degli spazi per le imprese che operano in città. Ormai non riusciamo più a rimanere a Venezia e questo grazie anche agli effetti della passata amministrazione con il sistema di appalti che ha escluso gli artigiani dai bandi per i restauri. Gli spazi a Venezia costano sempre più e se continuerà così chiederemo alla giunta misure drastiche come un tetto agli affitti, divenuti improponibili. Ho profonda stima di Massimo Cacciari, ma ho l'impressione che l'artigianato sia passato in secondo o terzo piano. Se vogliono che facciamo alberghi o bed & breakfast ce lo dicano chiaramente».

C'è poi l'annoso problema della crisi del vetro di Murano, colpito dalla congiuntura negativa mondiale in quanto bene voluttuario.

In questo panorama non certo roseo, spicca però l'ingresso di alcuni giovani elementi che nei prossimi anni formeranno i quadri dell'associazione. Il gruppo giovani ha eletto il nuovo direttivo: Massimiliano Rasa )(presidente), Gianluca Segantin (vicepresidente), Piergiorgio Rosa, Matteo Seguso, Alessandro Marin, Cristina Piroddi. Un direttivo confermato ad eccezione dell'ex presidente Monica Martin, che ha dovuto lasciare per la nascita di un figlio. «Con la nostra energia e il nostro contributo- ha detto - faremo crescere se possibile anche l'associazione».

Intanto, il direttivo parteciperà nei prossimi giorni alla settima Convention nazionale dei giovani artigiani, che si svolgerà a Firenze a metà ottobre.

Rhoy
September 30th, 2005, 03:52 PM
a che punto è il nuovo ponte di calatrava.. è vero che hanno bloccato i lavori?
qlc news a riguardo?

Alter-Ego
September 30th, 2005, 03:56 PM
da che so io i lavori non sono nemmeno iniziati e non inizieranno mai... :sleepy:

sonic???

Sonic from Padova
September 30th, 2005, 07:40 PM
Emh....ti dico, i lavori sono FERMI!

E' non ho idea di quando si possa avere una notizia concreta sull'ultimazione dei lavori.
Ci sono diversi fattori che hanno causato il blocco tra cui :

1 - Mancano sicuramente dei soldi (non è stato mai detto, ma vedendo i diversi ritardi sulle opere pubbliche, io ho i miei dubbi!).
2 - Blocco da parte di Italia Nostra.
3 - Ci si è accorti dell'inutilità del ponte.
Doveva servire per collegare più velocemente Piazzale Roma alla stazione centrale, ma facendo la classica strada, passando per il vecchio ponte a piedi, ci si metteranno 30 secondi in più per cui....al limite servirebbe per salvare i passeggeri che hanno il treno che parte all'ultimo momento!
4 - Alcuni l'hanno criticato perchè troppo moderno, per quello gli abitanti della zona hanno chiesto l'intervento di Italia Nostra.
5 - Il ponte non possiede il trasporto elettronico laterale di handicap.


E' tutto.
Spero di non essere stato troppo scoraggiante, ma è la realtà.
Mi auguro che lo completino, è che le amministrazioni locali sia di destra, che di sinistra, siano meno cialtrone, perchè negli ultimi anni sono stati commessi gravissimi errori in tutti i sensi (dagli anni 70 fino ad oggi), primo fra tutti il petrolchimico di marghera, a 2 km dal centro storico.
E' spero sia lo stesso per le altre opere!

Rhoy
September 30th, 2005, 08:03 PM
1 - Mancano sicuramente dei soldi
e vabbè..
2 - Blocco da parte di Italia Nostra
a ridaje!
3 - Ci si è accorti dell'inutilità del ponte
adesso se ne sono accorti?
Alcuni l'hanno criticato perchè troppo moderno
figuriamoci.. non sia mai!
5 - Il ponte non possiede il trasporto elettronico laterale di handicap
come se una volta scesi dal ponte possano muoversi senza problemi in una città come Venezia!

:bash:

Sonic from Padova
September 30th, 2005, 11:41 PM
Guarda, se ti devo dire la verità, questo ponte secondo me non serve, e' sopratutto non cambierà la vità a nessuno, te lo posso assicurare io! :)
Per carità moderno, bello, figo...ma alla fine e sempre quella la storia.
Non serve!

E' ti posso dire un'altra cosa : più costruisci cose nuove a Venezia, più ti accorgi che la rovini! A parte la stazione centrale che necessità assolutamente un restyling, il resto bisogna tenerlo cosi com'è! Stessa cosa vale per esempio per il centro storico di Firenze o Roma...Ci sono dei quartieri costruiti tra gli anni 60 nel centro di Venezia (per fortuna cè ne sono pochi) che spantasseresti l'anima a vederli solamente!

Questo è un mio parere personale. Non appoggio minimamente Italia Nostra o Ambientalisti, anche perchè mi chiederò per tutta la vità :
" Ma dov'erano quando hanno approvato il petrolchimico di marghera?"
Dormivano forse, poverini, lavorano troppo!

Per l'architettura moderna lascierei spazio a Mestre, dove hanno già fatto qualcosa in termini di infrastrutture moderne! Questa zona ha bisogno di tanta cura, ma tanta!

GENIUS LOCI
October 2nd, 2005, 02:03 AM
Ho trovato questo progetto girando su internet...

E' per lo Stadio Marco Polo di Venezia, ma è del '99
Qualcuno sa dirmi se è effettivamente questo il progetto del nuovo Stadio? E nel caso, quando dovrebbero realizzarlo?
Grazie :)

http://www.enexsys.com/immagini/progetti/stadio_venezia1.jpg

http://www.enexsys.com/immagini/progetti/venezia_stadio03.jpg

http://www.enexsys.com/immagini/progetti/venezia_stadio04.jpg
STADIO DI CALCIO CON COPERTURA MOBILE
Il sistema strutturale di copertura è essenzialmente formato da:
- archi principali longitudinali;
- coperture laterali delle tribune;
- copertura centrale con pannelli fissi e mobili;
- manto di copertura.

Archi principali longitudinali
Gli archi longitudinali di notevole luce libera costituiscono la struttura portante principale del sistema. Il progetto concettuale prevede l’impiego di strutture metalliche in acciaio Fe 510 di grado C (adatto per variazioni termiche di strutture esposte) con protezione anticorrosione per verniciatura.
L’asse teorico dell’arco, a configurazione circolare, è contenuto in un piano verticale distante trasversalmente 45m. dalla mezzeria del piano di gioco, la luce libera è di circa 230m. e la freccia corrispondente in mezzeria è di 32.85m.
La quota d’imposta dell’arco è a +17.55m rispetto alla quota zero (corrispondente al piano di gioco ) mentre la quota massima dell’estradosso della copertura è fissata in 57m, in modo da rispettare i vincoli altimetrici imposti dall’Aeronautica Civile.
L’arco nel proprio piano è schematizzabile, dal punto di vista tipologico, come arco a due cerniere ed a spinta eliminata. Le cerniere sono posizionate alle imposte, realizzate da contrafforti in c.a. collegati da una platea-plinto di fondazione poggiante su pali trivellati di grosso diametro.
L’eliminazione della spinta dell’arco è ottenibile collegando i contrafforti mediante un tirante in cemento armato precompresso a livello fondazionale, oppure cortocicuitando la spinta a livello degli appoggi mediante una soluzione aerea realizzata con un tirante presollecitato in funi chiuse ad alta resistenza, in modo da minimizzare gli spostamenti differenziali orizzontali. La soluzione da adottare sarà scelta, in sede definitiva in funzione dei costi e facilità costruttiva e di montaggio.
La stabilità fuori dal piano dell’arco, è ottenuta tramite il legame trasversale delle zone di copertura centrale fisse e mediante l’effetto controventante dalle coperture laterali, vincolate alle rigide strutture in c.a. delle tribune.
La sezione trasversale dell’arco è formata da quattro correnti a cassone realizzati mediante composizione di lamiere saldate distanziati di 7.60m in verticale e di circa 3.50m in orizzontale. I correnti sono legati fuori dal piano e nel proprio piano da montanti e diagonali secondo uno schema tipo Nielsen con passo di 8m.

Coperture laterali
Le strutture di sostegno delle coperture laterali coprono la zona delle tribune comprese tra il bordo esterno e l’arco longitudinale.
La tipologia adottata per queste strutture è quella di travi reticolari a configurazione circolare, ordite in senso radiale.
Le travi sono collegate, esternamente, alle strutture di bordo in c.a. e metalliche a quota 23m. e, internamente all’estradosso dell’arco longitudinale. Le travi reticolarizzate con campi elementari di 2.50m circa d’altezza e larghezza, sono collegate trasversalmente a coppie ed ogni due campi secondo lo sviluppo dell’asse sono collegate trasversalmente da controventamenti, in modo da ottenere la necessaria stabilità dell’equilibrio fuori dal piano.
Le strutture laterali saranno collegate agli archi ed alla struttura in c.a. con vincoli rigidi, semirigidi e con legge costitutiva visco-elastica secondo le necessità, in modo da ottenere il grado di correlazione meccanica desiderato per assolvere alla funzione di controventamento laterale degli archi principali.

Copertura centrale
Le strutture di copertura della parte centrale dello stadio sono di due tipi; una fissa e l’altra mobile.
La parte fissa copre le zone delle tribune corrispondenti alle curve nord e sud mentre la parte mobile permette di aprire e chiudere la zona centrale, corrispondente alla zona di gioco calcio pari a circa 90x110m.
La tipologia prevista per queste strutture è di reticolare spaziale con profili aperti laminati a caldo. Particolare importanza progettuale acquista il “driving mechanism”per la movimentazione della copertura, per il quale è possibile adottare uno dei seguenti schemi:
- con cremagliera e pignone (rack and pignon);
- con ruota e pignone;
- con fune presollecitata;
- con catena.
La progettazione del meccanismo di movimentazione della copertura mobile deve tenere in considerazione la compatibilità operativa delle deformazioni statiche dell’arco e delle travi di copertura centrale. Inoltre il sistema deve tenere in conto di poter trasmettere forze statiche e dinamiche indotte da azioni del vento in direzione trasversale e longitudinale.
Nel presente caso si adotta il sistema di movimentazione con funi quale buon compromesso tra affidabilità e costo.
Il sistema meccanico di movimentazione deve rispettare le specifiche di progettazione e manutenzione riportate nell’allegato n°3.

Manto di copertura
Secondo l’esperienza internazionale la più moderna ed economica soluzione per il manto di copertura è quella che impiega tessuti presollecitati in regime di membrana tipo:
poliestere e PVC con film esterno in PTFE;
fibra di vetro e PTFE.

http://www.enexsys.com/pagine/progetti/schede/progetto-stadio_venezia.htm#

CamilloBenzo
October 2nd, 2005, 11:21 AM
Volevo segnalarvi che ho appena sentito un intervento alla radio a proposito del "Progetto Mose", nel quale si accennava al fatto che il Presidente del Consiglio avesse confermato che il progetto venisse completato al prezzo di 4,3 Mld di Euro prevedendo un termine dei lavori per il 2011 (io resto molto scettico).
Dice comunque Berlusconi che è stata posta un'attenzione particolare da parte del governo sul progetto in quanto Venezia è e resta una perla importante per i Veneziani, gli Italiani, l'Europa e tutto il mondo.

Chissà!

Sonic from Padova
October 2nd, 2005, 12:54 PM
Qualcuno sa dirmi se è effettivamente questo il progetto del nuovo Stadio? E nel caso, quando dovrebbero realizzarlo?
Grazie :)...

Si, credo sia proprio questo!
Ma dei lavori...ancora niente! :sleepy:

fcom1
October 2nd, 2005, 12:55 PM
Io avevo visto qualcosa sulla repubblica di giovedì, ma di piu non so... Per lo stadio credo che il progetto sia cambiato, lo stadio dovrebbe essere quadrato e dovrebbe essere costruito su un'isola, ma non ne sono sicuro...

Sonic from Padova
October 2nd, 2005, 12:58 PM
^Anch'io avevo visto quel progetto...

Ma secondo me hanno tenuto quello originale. Io avevo sentito che dovevano costruirlo sulla parte est di Mestre, dove attualmente si trova un'area libera.
Ma di più al riguardo non sò!

GENIUS LOCI
October 2nd, 2005, 01:05 PM
Volevo segnalarvi che ho appena sentito un intervento alla radio a proposito del "Progetto Mose", nel quale si accennava al fatto che il Presidente del Consiglio avesse confermato che il progetto venisse completato al prezzo di 4,3 Mld di Euro prevedendo un termine dei lavori per il 2011 (io resto molto scettico).
Dice comunque Berlusconi che è stata posta un'attenzione particolare da parte del governo sul progetto in quanto Venezia è e resta una perla importante per i Veneziani, gli Italiani, l'Europa e tutto il mondo.

Chissà!
Benvenuto CamilloBenzo :hi:

fcom1
October 2nd, 2005, 01:11 PM
Benvenuto Camillo!!

Sonic from Padova
October 2nd, 2005, 01:11 PM
Sorry....benvenuto anche da parte mia!

Sonic from Padova
October 4th, 2005, 07:04 PM
SALVAGUARDIA Il vicesindaco, Michele Vianello, ha analizzato la Finanziaria licenziata dal Governo
«Ci sono soldi solo per il Mose» Secondo Ca Farsetti sono false le promesse di Berlusconi: la città resta a bocca asciutta

Venezia
«La coperta è corta e i soldi sono pochi. Ma mi impegnerò anche stanotte per portare a casa i fondi che sono stati richiesti». Parola del premier, Silvio Berlusconi, dopo il Comitatone di mercoledì scorso. Ma la notte non deve avere portato consiglio, perché il vicesindaco, Michele Vianello, afferma che nella Finanziaria varata dal Governo non c'è traccia delle promese di Berlusconi: la legge speciale non è stata finanziata, ci sono solo i soldi per il Mose!

«Berlusconi ha raccontato bugie: l'articolo 16 della Finanziaria - afferma Vianello - stanzia 200 milioni di euro all'anno per 15 anni per rifinanziare la legge 166, la legge obiettivo, e per noi non c'è un tubo».

A fine Comitatone, il sindaco, Massimo Cacciari, aveva giudicato positivamente la riunione, pure avendo battuto il muso contro il no del Governo al confronto tra il Mose e i progetti alternativi, avendo ingoiato l'ennesimo "approfondimento" sugli 11 punti, avendo incassato con signorilità la concessione a sua insaputa dell'Arsenale Nord al Consorzio Venezia Nuova. «È stata accettata la logica del doppio binario», aveva infatti sottolineato, annunciando che il Governo era d'accordo di ritornare al finanziamento diretto della legge speciale, separando le risorse assegnate al Mose da quelle per la città.

Per Venezia (Comune, Regione, Magistrato alle Acque) Berlusconi aveva promesso 380 milioni di euro in tre anni, ma ora Vianello denuncia che in Finanziaria non ve n'è traccia. «Ci sono solo i soldi del Mose», sostiene, e quel che è peggio, solo a partire dal 1. gennaio 2007. «Anche se il Cipe ne darà una quota a Venezia - conclude - ben che vada non li avremo prima di fine 2007: vorrà dire che per 2 anni la città non avrà avuto un centesimo»!



http://www.wired.com/wired/archive/11.08/images/FT_venice_3.jpg

Sonic from Padova
October 4th, 2005, 07:06 PM
SANTA MARTA
All'Italgas solo verde e residenze: sparisce l'uso direzionale


Venezia
Italgas, addio al piano di Roberto D'Agostino! Comune e Università (sia lo Iuav che Ca' Foscari) ieri si sono incontrati a Ca' Farsetti nello studio del sindaco e hanno definito assieme la riprogettazione dell'intera area, nel quadro complessivo delle destinazioni da dare a tutta la zona Ovest della città, mettendo una pietra tombale sulla discussa variante dell'ex assessore alla Pianificazione strategica. «Gli obiettivi primari - ha poi spiegato l'assessore all'Urbanistica, Gianfranco Vecchiato (nella foto) - saranno la residenza, i servizi alla città, il mantenimento del verde».

La riunione è stata davvero ai massimi vertici: per il Comune vi hanno partecipato il sindaco, Massimo Cacciari, il vicesindaco, Michele Vianello, gli assessori Giuseppe Bortolussi (Attività produttive), Laura Fincato (Piano strategico), Mara Rumiz (Patrimonio), Gianfranco Vecchiato; per le università c'erano il rettore dello Iuav, Marino Folin, e il rettore di Ca' Foscari, Pierfrancesco Ghetti. «Intesa perfetta», ha commentato poi Laura Fincato.

Ca' Foscari, come è noto, ha deciso di alienare parte del Cotonificio («Scienze si trasferirà in via Torino», ha ricordato Ghetti), che verrà acquistato dallo Iuav. In attesa, però, che l'operazione si concretizzi e che Architettura possa davvero trasferire la sua attività nel cosiddetto "parallelepipedo", Iuav e Ca' Foscari restaureranno assieme le Procuratorie della Marittima, ovvero i capannoni 5 e 6 adiacenti a quelli ex di Ligabue. «Creeremo un polo didattico polifunzionale», ha spiegato Ghetti, un polo che poi tornerà nella piena disponibilità della sola Ca' Foscari quando lo Iuav si trasferirà al Cotonificio.

«Miralles resta lì», ha quindi annunciato Folin; un eufemismo per dire che verrà abbandonato il progetto dell'architetto spagnolo Enric Miralles, vincitore del concorso internazionale per la nuova sede dello Iuav a San Basilio, nell'area dove un tempo sorgevano i magazzini frigoriferi: il prosciugarsi della legge speciale e l'utilizzo dei fondi per le altre operazioni immobiliari, dettate dall'urgenza, hanno privato architettura delle risorse necessarie.

Ciò apre comunque una nuova opportunità pianificatoria, perché area Italgas e San Basilio (ex Magazzini Frigoriferi) possono ora venire ripensati assieme. «Abbiamo 160 mila metri cubi nell'Italgas e 35 mila metri cubi a San Basilio da utilizzare - ha sottolineato Vecchiato - rivedendo però le destinazioni d'uso». E gli obiettivi prioritari saranno per l'appunto residenza (social housing, edilizia convenzionata, edilizia per il mercato), verde, servizi. La riprogettazione verrà avviata utilizzando 1 milione e 500 mila euro che il ministero delle Infrastrutture ha assegnato al Comune per la riqualificazione di aree portuali e aeroportuali dismesse.

«Per questo in conferenza dei servizi abbiamo bocciato il piano di bonifica per l'area Italgas», ha da ultimo spiegato l'assessore Fincato. Il piano presentato dall'Italgas, infatti, prevedeva due tipi di bonifiche, "A" e "B", cioé più o meno spinte, legate alle destinazioni di piano. «Ma noi - ha concluso l'assessore - abbiamo chiesto solo bonifiche di livello "A", per avere mano assolutamente libera nella progettazione». Ciò comporterà ovviamente un aumento del prezzo di vendita da parte dell'Italgas, che avrà l'onere delle bonifiche (si parlava di 12 milioni di euro).

Sonic from Padova
October 4th, 2005, 07:08 PM
VIABILITÀ La giunta ha inviato il documento preliminare al consiglio comunale, ora si potrà passare alla progettazione definitiva. Costo previsto : oltre 2 milioni di euro
Via libera al nuovo sottopasso di piazzale Roma


Venezia
Avanti tutta con il nuovo sottopasso per facilutare la viabilità a piazzale Roma. La giunta comunale, su proposta dell'assessore all'Urbanistica, Gianfranco Vecchiato, e dell'assessore alla Mobilità, Enrico Mingardi, ha espresso parere favorevole alla delibera, di competenza consiliare, di presa d'atto dell'esito della pubblicazione del progetto preliminare del sottopasso veicolare e ciclopedonale per l'uscita dall'autorimessa di Piazzale Roma. Non essendo pervenuta alcuna osservazione, dopo il voto del consiglio si potrà perciò passare alla progettazione definitiva.

Presentato da Asm Spa, per un importo di 2 milioni 397.599 euro, e finanziato con fondi della legislazione speciale per Venezia, il progetto prevede la realizzazione di un tunnel con imbocco a livello del piano interrato dell'autorimessa, all'altezza dell'attuale varco di ingresso, tunnel che passerà sotto il terrapieno dell'ultimo tratto del Ponte della Libertà per risalire nell'area dietro gli ex Magazzini Parisi, da dove una rampa rettilinea parzialmente coperta porterà all'imbocco con la corsia del Ponte in direzione di Mestre.Il tunnel avrà una larghezza di 8.90 metri, dei quali 5.50 per la corsia carrabile, 1.50 per la pista ciclabile, 1.20 per la corsia pedonale, e 70 centimetri di banchinetta, con un'altezza di 2.40 metri. La rampa avrà una larghezza di 6.90 metri, dei quali 3.50 per la corsia carrabile, 2.70 per la pista ciclopedonale, 70 cm di banchinetta.

Il sottopasso, che rientra in un più ampio programma di ridisegno di piazzale Roma, consentirà ai veicoli in uscita dall'autorimessa un percorso più breve, perché eviterà l'attuale giro per il piazzale Roma, e più sicuro, perché non impegnerà più l'attuale incrocio a raso con il traffico in entrata. Consentirà inoltre ai pedoni un accesso diretto e in sicurezza ai pontili dell'Actv.

Sonic from Padova
October 4th, 2005, 07:09 PM
IL DIBATTITO
Il rilancio dell'Arsenale passa per la sublagunare


Venezia
C'è chi, come il Consorzio Arzanà, attende da mesi una firma soltanto per poter entrare con un'ottantina di dipendenti e un investimento di 4.5 milioni di euro. E chi, come Thetis, c'è già da tempo e viene visto come i primi pionieri del Far West. Strano destino, quello dell'Arsenale, ex polo produttivo della Venezia che fu e oggi simbolo di una riconversione difficile, che fatica a mettersi in moto anche se finalmente, dopo almeno 30 anni di progetti, dibattiti, studi e soldi spesi, se ne intravede il destino. Che poi è quello di luogo di produzione artigianale, luogo della cultura e della ricerca. Oltre che polo dell'economia "immateriale". Tutti concetti che ha cercato di spiegare un dibattito organizzato dal Centro culturale Nardi, alla Giudecca. Sul tavolo dei relatori, l'ex assessore alla pianificazione strategica Roberto D'Agostino, il suo successore Laura Fincato, l'assessore alle attività produttive Giuseppe Bortolussi, l'amministratore delegato di Thetis Antonio Paruzzolo, l'ingegner Sandro Vazzoler, segretario regionale dello Sdi.

Per D'Agostino finalmente l'Arsenale è passato da una preistoria fatta di progetti sulla carta, a una storia fatta di obiettivi definiti. «Finalmente - ha detto D'Agostino - si ha la certezza normativa, di competenze e societaria per il rilancio dell'Arsenale». Le incertezze, semmai, riguardano i finanziamenti, vale a dire gli investimenti da attrarre. Perchè se è vero che l'Arsenale oggi presenta ampie zone recuperate al degrado e ristrutturate, è altrettanto vero che bisogna decidere cosa mettere dentro quegli enormi contenitori. E per farlo occorre far arrivare i soldi, con progetti concreti. Ma questo è problema che riguarda la competitività e l'appetibilità dell'intero sistema Venezia.

Bortolussi e Fincato hanno ribadito l'intenzione di proseguire sulla strada intrapresa con la costutuzione della società Arsenale spa che, attraverso la compartecipazione di Demanio (51 per cento) e Comune (49), ha di fatto riportato l'Arsenale alla città. Tuttavia, per il rilancio di quest'area e dell'intera parte orientale del centro storico, non ci può prescindere dalla sublagunare.

Ed è su questa opera che a un certo punto si è incanalato il dibattito, con uno scambio di battute tra gli attuali assessori e l'ex "costiano" D'Agostino. Perchè, come hanno ribadito Bortolussi Fincato, certi particolari - come la sostenibilità economica, il raddoppio delle linee, il trasporto delle merci - non sono stati illustrati dai tecnici in maniera soddisfacente nell'unica riunione di giunta che ha affrontato il tema. L'amministrazione Cacciari ora si trova con il fiato sul collo delle categorie economiche che vogliono accelerare, ma prende tempo, per capirne di più, sebbene ad alcuni assessori la sublagunare piaccia più che a qualche ex amministratore della giunta Costa.

Sonic from Padova
October 5th, 2005, 06:53 PM
Progetto di un albergo a Jesolo dell'architetto Byrne, qualche Veneto ne sà qualcosa?

http://tinypic.com/e9td7d.jpg

da www.liquiddiamod.it

Sonic from Padova
October 5th, 2005, 10:23 PM
Finanziaria, Venezia piange lacrime e sangue
Enti locali in rivolta per i tagli, Biennale e Fenice alle strette per la riduzione dei contributi del Fondo unico per lo spettacolo

Venezia
Legge speciale, tagli alle spese degli enti locali e riduzione del Fondo unico per lo spettacolo. Tre conseguenze dirette della Legge Finanziaria 2006 messa a punto dal ministro Tremonti. Ma se per tutti i Comuni italiani la Finanziaria significa soprattutto fare i conti con la contrazione imposta alle spese correnti, per Venezia il pacchetto di misure presentato dal governo (e che andrà al vaglio del Parlamento) influisce anche in altri due comparti: quello della Legge speciale e quello della cultura. Ieri il vicesindaco Michele Vianello, che è anche parlamentare, ha alzato il velo denunciando: nella Finanziaria non c'è un euro per la salvaguardia di Venezia e per il rifinanziamento della Legge speciale, al contrario di quanto aveva annunciato Berlusconi al Comitatone della settimana scorsa. Tutti i soldi per Venezia vengono drenati dal Mose. Poi è toccato all'allarme per Biennale e Fenice: mentre a Venezia si continua a sperare in un nuovo palazzo del cinema, la Mostra stessa è a rischio(vedi a pagina II del Nordest) e alla Fenice - dice Cacciari, che sognava di portare Riccardo Muti a dirigere il teatro - al massimo si riusciranno a pagare gli stipendi.Di sicuro tutto questo si somma ai rigidi vincoli di taglio alle spese imposte ai Comuni. Ma qui andrebbe fatta chiarezza. Gli enti locali, a partire da quelli amministrati dal centrosinistra, lamentano che la mannaia calerà sui servizi ai cittadini, perché le manovre richieste dovranno essere in qualche modo compensate. Dal fronte della maggioranza, invece, si levano le voci a difesa della Finanziaria. I tagli, si dice, riguardano le spese correnti, in modo particolare il governo impone agli enti locali a dimezzare i costi per auto blu, rappresentanza, promozione, convegni, contratti a progetto (ex co.co.co.). I servizi, insomma, non verranno toccati. Dove sta la verità? La manovra 2006 parla di tetto alle spese correnti: sono le spese che i Comuni affrontano annualmente per garantirne il funzionamento e l'erogazione di servizi. In particolare sono riferite al personale, all'acquisto di beni e materie prime e di servizi, alle manutenzioni, al trasferimento ad altri soggetti, alle imposte e tasse, agli interessi passivi. La verità, come al solito, sta nel mezzo: le spese di rappresentanza sono solo una parte delle spese correnti. Chi le ha già ridotte, deve grattare il fondo del barile da altre voci. Come dire che i Comuni più spendaccioni per assurdo hanno più margine per intervenire sugli sprechi e salvaguardare quindi i servizi.

Ma a quanto ammonta il sacrificio che dovranno fare gli enti locali veneziani, vale a dire Comune e Provincia? Per il Comune l'amministrazione ha stimato tagli per 20 milioni di euro su un bilancio complessivo per beni e servizi di circa 440 milioni. Tanto per dare un metro di confronto, il sacrificio sarebbe pari a un quinto di quanto versa il Casinò nelle casse del Comune (100 milioni all'anno). Per la Provincia siamo attorno ai 7 milioni di euro. Con la recente vendita dell'1.4 per cento dell'Autostrada Venezia-Padova Ca' Corner ha incassato quasi il doppio, 13 milioni di euro (l'obiettivo è alienare il 3.4). La domanda è: si può far fronte ai sacrifici richiesti senza toccare i servizi? Spetta alle amministrazioni locali trovare una risposta onesta, al di là degli schieramenti politici. Anche perché la Finanziaria, oltre ai tagli, prevede che gli enti locali possano incrementare gli investimenti del 10 per cento rispetto al 2004.

Sonic from Padova
October 6th, 2005, 04:31 PM
Il Comune non ha più palazzi da vendere
Rumiz "disillude" Cacciari. «Quello che potevamo lo abbiamo già cartolarizzato». Sabato in giunta la manovra sui tagli

Venezia
«Dovremo vendere palazzi, case, quel che capita...». Questa l'amara provocazione del sindaco Massimo Cacciari, per testimoniare lo stato di afflizione in cui versano le casse del Comune, dopo la presentazione della manovra finanziaria che costringe gli enti locali a ridurre del 6.7 per cento le spese correnti. Per Ca' Farsetti significa un sacrificio da 20 milioni di euro su una spesa corrente complessiva di 440 milioni. Sabato la giunta si riunirà per decidere dove intervenire e cosa tagliare. «Cifre non ne do e non è possibile darne - spiega il vicesindaco Michele Vianello, che ha la delega al bilancio - Così come è prematuro indicare le percentuali di riduzione nei vari settori. Ogni ipotesi fatta oggi è fantasiosa. Aspettate sabato e vedrete. Anche perché nel 2006 ci troveremo con altri 20 milioni in meno dal Casinò...».Esclusa l'applicazione di nuove imposte (l'Ici non aumenterà e l'addizionale Irpef non si può applicare perché Venezia ha scelto di non farlo), escluse le dismissioni societarie (il Comune ha già venduto una quota dell'Autostrada Brescia-Padova ricavando 16 milioni, peraltro già spesi) non restano però che i tagli, a meno di qualche colpo di genio di "finanza creativa". Perché per le alienazioni immobiliari paventate da Cacciari non c'è spazio.

Il Comune, in sostanza, non ha più edifici e palazzi da vendere. A "disilludere" il sindaco è l'assessore al patrimonio Mara Rumiz.

«Abbiamo già avviato la cartolarizzazione degli immobili - spiega - affidando 11 proprietà alla Vecart srl. L'operazione sta procedendo molto bene, al punto che abbiamo già incassato come anticipo 26 milioni e che potremo chiuderla prima dei cinque anni previsti, ricavando molto di più di quanto previsto. Lo scorso anno, quando la cartolarizzazione è partita, erano stati stimati 35-36 milioni di euro, ora possiamo tranquillamente puntare ai 45 milioni, perché ci sono state tantissime richieste di acquisto, anche per l'intero pacchetto, non solo per i singoli beni».

La procedura di vendita dovrà avvenire per bando pubblico emanato dalla stessa Vecart, ma l'assessore preannuncia alcune importanti manifestazioni di interesse «di grosse società immobiliari». Tra l'altro, per scongiurare il rischio che con il cambio di proprietà cambi anche la destinazione d'uso, con la trasformazione in nuovi alberghi, la stessa Rumiz spiega che toccherà al Comune controllare e agire esaminando bene le richieste di eventuali cambi d'uso. «Tuttavia - aggiunge - c'è notevole richiesta di destinazioni a uso residenziale».Resta il fatto, però, che altre alienazioni non sono possibili. «Mi sembra ben difficile vendere quello che ci è rimasto - spiega l'assessore - Guai a pensare di risolvere i problemi gestionali con interventi come quello delle alienazioni immobiliari. Non possiamo far fronte con operazioni simili ai deficit di bilancio corrente».

Sonic from Padova
October 6th, 2005, 04:32 PM
Il paradosso di una Fiera senza sede
Il presidente Marino Cortese: «Tante trattative, ma ancora nessuna certezza. Siamo in una fase di stallo»

Venezia
Padiglione fieristico cercasi. Disperatamente. Dopo la polemica sorta a Ca' Corner, con l'opposizione di centrodestra che ha criticato la decisione dell'Amministrazione provinciale di ripianare, per quota parte, i debiti di Venezia Fiere e di partecipare all'aumento di capitale della spa, per la società presieduta da Marino Cortese resta il problema di reperire al più presto una sede dove poter svolgere le attività fieristiche. «Ho trovato porte spalancate - dice Cortese - ma non si è ancora concretizzato nulla». Pare di capire che nulla si concretizzerà anche nei prossimi mesi. Ergo, Venezia Fiere continuerà a spendere soldi per l'affitto dei locali e l'installazione di attrezzature ogni qualvolta verrà organizzata una esposizione. Con il rischio di chiudere anche il prossimo esercizio con qualche difficoltà.

LA SPA -Venezia Fiere nasce nel 1997 grazie alla «generosa iniziativa», dice Cortese, di un gruppo di privati. «L'idea era di realizzare iniziative fieristiche che a Venezia non c'erano mai state. Alcune iniziative hanno avuto successo (su tutte il "Salone dei beni culturali"), altre si sono perse per strada». "Navalis", ad esempio, già quest'anno è stata sospesa. Idem per "Nature" (che però potrebbe ripartire nel 2006).

L'INGRESSO DEI VERONESI -La svolta c'è stata un anno fa, maggio 2004, quando nella spa, con un terzo del capitale, è entrata Verona Fiere. «Una partecipazione importante - dice Cortese - per l'apporto non solo di capitali, ma anche di professionalità e relazioni». Nel luglio 2004 viene rinnovato il consiglio di amministrazione. Nove i componenti: Luigi Castelletti (presidente di Verona Fiere), Flavio Piva (vicedirettore di Verona Fiere), Ugo Samueli, Giancarlo Zacchello, Andrea Landillo, Adriano Rizzi, Fluvio Landillo, Marino Cortese. Le nuove cariche - senza gettone di presenza - vedono Cortese alla presidenza, castelletti vicepresidente, Fulvio Landillo amministratore delegato, Rizzi direttore generale. Lo scorso 23 settembre l'assemblea dei soci delibera l'aumento di capitale resosi necessario per la copertura delle perdite subite negli esercizi precedenti, in particolare nell'esercizio 2004, che ammontano a 620mila euro.

LE QUOTE -Oggi le quote della spa (capitale sociale 412.500 euro) sono così suddivise: Ente autonomo Verona Fiere 34\%, Remidà srl 31,84\%, Codess Cultura scarl 17,02\%, Gruppo Guaraldo spa 5\%, Comune di Venezia 3,50\%, Vega Parco Scientifico 1,81\%, Provincia di Venezia 1,80\%, Ava Associazione veneziana albergatori 1\%, S.Ve.Fi.R. srl 0,6\%, Associazione Artigiani Venezia 0,5\%, Michele Tosetto srl 0,5\%, Tv Express di Vidal Antonio 0,5\%, Padova Fiere 0,4\%, Endar srl 0,25\%, Bassani spa 0,25\%, Kele 6 Teo srl 0,25\%, Clementson Travel Office srl 0,25\%, Scalo Fluviale soc. coop. 0,19\%, Vela spa 0,18\%, Industrie dr. Hoffman 0,07\%, Gobbato Gianni 0,04\%, Buro 92 M. Sternbaum 0,04\%.

LO STALLO -«Avere una sede, come ce l'hanno le altre società fieristiche, sarebbe un'altra vita», dice Cortese. Soprattutto, sarebbero altri conti. Tanto per fare un esempio, in questi anni il "Salone dei beni culturali" è stato allestito alle Zitelle, al Padiglione Italia, al Terminal Passeggeri. Ogni volta le spese per l'affitto e, soprattutto, le spese per le installazioni di attrezzature che, avendo una sede, potrebbero essere lasciate lì e non, invece, montate e smontate. Cortese si accontenterebbe anche di una sede provvisoria: «Andrebbe bene una convenzione quinquennale, non, come succede adesso, un contratto siglato un mese prima che inizi l'esposizione». Del Padiglione Italia, ai Giardini di Castello, che potrebbe essere affittato da novembre a maggio, non se ne parla: finita la Biennale andrà in ristrutturazione. Ci sarebbe il Lido, la trattativa è aperta. Marghera, invece, è fuori discussione: «Le nostre sono fiere di nicchia, non mettiamo in mostra mobili o cavalli, le nostre sono iniziative legate alla cultura e vanno fatte in centro storico». Risultato? Cortese ammette: «Siamo in una situazione di stallo, dobbiamo andare avanti con questa situazione di precariato». Anche economico. Perché Venezia Fiere non può non risentire dei tagli della Finanziaria ai Comuni: «E la prima stretta, non volendo tagliare i servizi, cade sulla cultura».

Sonic from Padova
October 6th, 2005, 04:34 PM
LIDO L’imprenditore romano di Acqua Marcia è interessato all’area. L’operazione potrebbe portare risorse per realizzare il nuovo Palazzo del cinema
Caltagirone vuole l'ex Ospedale al mare


Venezia
(L.M.) «Saremmo interessati ad investire nell'area dell'ex Ospedale al mare se questo intervento sarà un progetto studiato insieme e condiviso dall'amministrazione comunale». La società "Acqua Marcia spa" dell'ingegner Francesco Bellavista Caltagirone (la stessa che sta realizzando il restauro del "Mulino Stucky" alla Giudecca) apre le porte all'appello lanciato ai privati dal sindaco Massimo Cacciari ad investire anche al Lido.«C'è un nostro interesse, per ora ancora generico, in questo progetto di riqualificazione complessiva - rispondono dall'ufficio stampa e comunicazione di Acqua Marcia in Veneto - Siamo disponibili ad investire nell'area dell'ex ospedale al mare e per un progetto ad essa collegato da concretizzare in "project financing". A questa disponibilità, però, non è seguito per ora alcun passo più concreto».L'ipotesi di realizzare la riconversione dell'Ospedale al mare potrebbe aprire significativi sviluppi anche per ottenere i fondi per realizzare il nuovo Palazzo del cinema sul lungomare. L'intenzione, infatti, è quella di includere la possibilità di riconvertire gli spazi vuoti dell'ex ospedale in un pacchetto che impegni gli imprenditori interessati all'affare a realizzare anche il nuovo palazzo nella zona, però, della "Cittadella del cinema". Anche l'assessore alla pianificazione strategica Laura Fincato ha confermato che, nei prossimi giorni, ci sarà una nuova riunione con l'Ulss, azienda sanitaria che fa parte della società mista con Ca' Farsetti e Regione, per stabilire le prossime tappe.«Sono state individuate con chiarezza le linee generali - ha sottolineato l'assessore - non siamo però ancora nella fase di avere dei contatti concreti con gli imprenditori». Forse proprio per questo motivo, il sindaco Cacciari, martedì nel tardo pomeriggio era già al Lido per incontrare, con il capo di gabinetto Maurizio Calligaro, all'hotel Hungaria, personaggi interessati allo sviluppo della città.

Falcon83
October 6th, 2005, 04:36 PM
tranquilli, per la fiera sistemiamo tutto noi;)

Sonic from Padova
October 7th, 2005, 06:27 PM
CHIOGGIA Esito positivo dell’incontro svoltosi a Mestre per affrontare il problema dei collegamenti con i paesi in provincia di Padova
Sarà extraurbana la linea per Civè
Un tavolo tecnico dovrà elaborare il progetto e definire i costi del nuovo servizio

Chioggia
(G.B.) La linea 3 del trasporto di Chioggia, quella che va a Ca' Bianca e a Civè, in comune di Correzzola e quindi in provincia di Padova, diventerà una linea extraurbana per collegare Chioggia a Cavarzere con fermate intermedie a Ca' Bianca, Civè, Treporti e Cantarana. Questo il risultato dell'incontro svoltosi a Mestre nel quale si sono fatte rappresentare le Amministrazioni provinciali di Venezia e di Padova ed i Comuni di Chioggia e Correzzola. L'incontro s'è concluso con la decisione di insediare un tavolo tecnico che dovrà elaborare il relativo progetto e definire anche il conto economico del nuovo servizio.

L'assessore Gianfranco Scarpa, che ha rappresentato nell'incontro il Comune di Chioggia, valuta positivamente la "strada che si è aperta e che permette di superare le difficoltà denunciate tanto da Chioggia quanto dal sindaco di Correzzola in ordine al contributo economico richiesto ai due Comuni per la gestione del servizio. Il riconoscimento di linea urbana com'è già di fatto e come più decisamente si qualificherà il collegamento con Cavarzere sposterà il peso economico sulle Amministrazioni delle due Province interessate. E' importante in questo momento registrare la collaborazione delle Province, una condizione che permetterà di studiare soluzioni che rendano effettuabile un servizio che, nell'assetto ipotizzato, acquista una valenza significativa con possibile allargamento dell'utenza".

La linea 3 effettua attualmente 14 corse al giorno. "E' probabile - prevede l'assessore Scarpa - che una volta che si effettuerà il prolungamento della linea fino a Cavarzere il numero delle corse possa diminuire. L'utenza delle frazioni appare tuttavia interessata più alla possibilità di potersi spostare utilizzando il mezzo pubblico sia verso Chioggia che verso Cavarzere che alla frequenza delle corse. Vedremo, ovviamente col suggerimento dei tecnici che stanno lavorando alla definizione del servizio, di adeguarlo in modo da poterlo utilizzare nelle fasce orarie di maggior richiesta". Si attende nel giro di qualche settimana da parte dell'Actv, incaricata della definizione del progetto, la presentazione di un piano attuativo con l'indicazione delle risorse umane e finanziarie necessarie.

GENIUS LOCI
October 9th, 2005, 10:42 PM
Error... sorry :(

Sonic from Padova
October 14th, 2005, 07:44 PM
Così il Comune potrebbe ricavare 100 milioni
Con l’aiuto di importanti consulenti abbiamo provato a dare un prezzo minimo al patrimonio da cartolarizzare, che risulta sottostimato

Venezia
Gli immobili "cartolarizzati" dal Comune (per la definizione vedere l'articolo pubblicato ieri in questa stessa pagina) hanno finora consentito a Ca' Farsetti di incassare 26 milioni 500mila euro a titolo di anticipo su quanto sarà effettivamente realizzato quando sarà bandita l'asta. Abbiamo letto nei giorni scorsi e nelle scorse settimane che ci si aspetta una cifra finale molto maggiore, di almeno 40 o 50 milioni. Il guaio è che è ancora troppo poco, per il valore intrinseco dei cespiti che saranno definitivamente alienati dall'amministrazione. Non parliamo di valutazioni stratosferiche come i 18mila euro per metro quadrato incassati dallo stesso Comune per un locale commerciale di 290 metri quadrati in Bacino Orseolo, ma di valori molto più contenuti che comunque garantirebbero un importo almeno doppio rispetto a quanto preventivato. Con l'aiuto di consulenti di chiara fama e di indiscutibile prestigio (che per questo non vogliono essere citati) abbiamo provato ad azzardare una stima di questi palazzi, tenendo conto delle condizioni di ciascuno nonché della destinazione d'uso e delle possibilità effettive di commercializzazione. Le valutazioni utilizzate nella stima sono state tenute volutamente molto più basse rispetto a quelle utilizzate per immobili simili o situati nella medesima posizione. Nei casi più impegnativi, ci siamo permessi di "regalare" interi piani terra, mezzanini, sottotetti e scoperti anche importanti, in modo da rimanere in un ambito talmente prudenziale che nessuno possa mai azzardarsi di affermare "è troppo". Il totale, comunque, supera abbondantemente i 100 milioni.

PALAZZO ZAGURI - Situato a San Maurizio, in una buona posizione, è un palazzo molto esteso anche se ala proprietà del Comune non comprende gli unici spazi commerciali che si trovano al piano terra, che sarebbero ovviamente valutati diversamente. Tenendosi cauti, i nostri esperti lo valutano 11mila euro per metro quadro da restaurare, ai quali andranno aggiunti ulteriori 2mila per i necessari lavori. La destinazione d'uso attuale non lascia molte libertà, ma considerando che il palazzo potrebbe diventare una residenza di prestigio, il valore prudenziale è definito in 18 milioni 700mila euro.

PALAZZO BONFADINI - Questo palazzo consiste in 2.168 metri quadrati di uffici in buone condizioni e con tutti gli impianti a norma di legge. Qualche lavoro sarebbe necessario, dal momento che l'immobile è vuoto da alcuni anni, ma valutarlo meno di 9mila euro per metro quadrato i nostri esperti non se la sentono proprio. In totale fanno 19 milioni 500mila euro. La curiosità sta nel fatto che con questi due palazzi si coprirebbe teoricamente la stima iniziale per l'intero blocco. E state pur certi che il compratore non farebbe un cattivo affare.

PALAZZO NANI -(nella foto) È una proprietà grandissima, quasi 5.500 metri quadrati sulla fondamenta di Cannaregio. Già sede della scuola media "Caboto", il palazzo non versa in buone condizioni generali e i piani ammezzati hanno un'altezza davvero ridotta e difficilmente potrebbero essere commerciabili separatamente. Quanto a destinazione d'uso, questa costruzione è aperta a molte possibilità. Per una valutazione eccessivamente prudenziale quale è quella che dobbiamo fare, è necessario eliminare dal conteggio il piano terra (adibito a magazzini, alcuni dei quali di altezza a misura di nano), i mezzanini e persino lo scoperto che di per sè sarebbe una ricchezza a Venezia dato che consiste in un cortile di circa 450 metri quadrati. Considerando una quotazione di 8mila euro per i rimanenti 4.500 metri quadrati si ottiene comunque una valutazione elevatissima: 36milioni. Si può regalare anche un altro piano, ma il discorso non cambia molto.

PALAZZO FOSCARI CONTARINI - Questo è davvero interessante perché è in ottime condizioni, ristrutturato da non molto tempo e soprattutto si trova sul canal Grande, in una posizione invidiabile. Esso è infatti situato ai piedi del ponte degli Scalzi e quindi vicinissimo alla stazione ferroviaria e a piazzale Roma. La destinazione d'uso ne permette molteplici utilizzi. Considerato il fatto che è stato recentemente restaurato e che quindi non necessita di particolari interventi, almeno come residenza, il suo valore per metro quadro supera i 10mila euro, forse i 10.500, per un totale di 5milioni 470mila.

PALAZZO COSTA - È uno dei più complicati da valutare e pertanto sarà analizzato piano per piano. Le condizioni generali non sono tanto buone; attualmente è utilizzato per uffici comunali e due appartamenti affittate da "Abitare Venezia". Il pianterreno non è messo bene, ma ha una bella scala, questo non sarà considerato nel conteggio. Il piano ammezzato è a norma con tutto tranne che per l'accessibilità ai disabili. Unica pecca, non è molto illuminato: 6.500 euro/metro quadro pare una valutazione equa. Il piano nobile è bello, con un salone passante di grande effetto e grande altezza: 8mila euro/metro quadro come il vicino palazzo Giovannelli. Il secondo ammezzato è meno fruibile ma è piccolo. Valutabile a 5.500 euro/mq. "Regalando" sottotetto e piano terra si arriva a 12milioni 600mila euro.

EX CONTERIE -Il lotto alienato fa parte di un più grande complesso e comprende due corpi di fabbrica a destinazione anche ricettiva (quindi alberghiera) con vista su Venezia. È tutto da rifare, pertanto 2mila euro per metro quadro potrebbero essere cifra equa. Totale: 7 milioni 336 mila euro.

GIUDECCA PONTE LONGO - Adiacente all'Incubatore ex Cnomv questo "open space" sarebbe trasformabile fisicamente in qualsiasi cosa, ma l'utilizzo urbanistico è limitativo. È possibile chiedere l'attribuzione di diversa tipologia. 3mila euro per metro quadrato, totale 2milioni 325mila.

EX SCUOLA TORCELLO -Piccolo edificio praticamente in rovina, vicino alla locanda Cipriani, utilizzo residenza. A 2.500 euro per metro quadro varrebbe 457mila euro.

EX DOCCE MALCANTON - In un palazzo moderno, al piano terra ci sono uffici comunali sui 272 metri quadri di superficie: 4mila euro per metro quadro, 1 milione per tutto.

CENTRO CIVICO LIDO - Graziosa villa sulla laguna adibita a uffici comunali e dei vigili, consta in due piani di 300 mq ciascuno più un giardino e una piccola pertinenza. Ha un limite nella destinazione d'uso che ne limita molto la commerciabilità. Se fosse destinato a residenza, varrebbe almeno 6mila euro per metro quadro, per un totale di 3milioni 618mila euro.

MURANO COLLEONI - Palazzetto al grezzo in buona posizione a Murano. Il secondo piano non è in vendita, sebbene appartenga al Comune, e questo ne causa un notevole deprezzamento. In queste condizioni, il primo piano vale circa 4mila euro per metro quadro e il pianterreno 2mila. Complessivamente 1 milione.

MURANO SAN DONATO -Piccola unità (77 mq) al piano terra, valutabile almeno 1.500 € per metro quadro: 115mila euro.

EX VIGILI SAN POLO - Altro piano terra, 90 metri quadri, di fronte all'Archivio di Stato ai Frari, è valutabile 4mila euro al metro quadro, per un totale di 360mila.

Sonic from Padova
October 18th, 2005, 07:02 PM
LE SEGNALAZIONI
Rifiuti lasciati a terra per settimane e ponti quasi nuovi ma già da rifare


Nella foto sopra, scrive il lettore Fabiano Dilaura, «è ben visibile l'ammasso di materiale che giace sul selciato ormai da due settimane. Suppongo che il mancato asporto derivi dall'incertezza degli operatori Vesta sulla natura del materiale. Si tratta di carta? Forse di bottiglie? Materiale organico? Il fatto è - osserva ancora Dilaria - che quando il materiale viene depositato fuori dei rispettivi cassonetti, vuoi per la maleducazione dei cittadini, vuoi per l'errato bilanciamento nell'asporto della differenziata (i cui cassonetti sono sempre stracarichi) tale materiale diventa una calamita che attira rifiuti di tutti i tipi». La soluzione? Semplice: «Considerare tutti i materiale gettati per terra per quello che in definitiva sono: spazzatura».
Un altro cittadino che ha a cuore il bene di Venezia, Gianni Darai, segnala la condizione di degrado in cui versano i ponti in ferro su rio di Ca' Garzoni, lato sottoportego Narisi e delle Scuole, sempre a San Samuele. In entrambi i casi le lastre di tipo bituminoso si stanno staccando e spaccando dando vita a una situazione di pericolo per i passanti.

Continua infine a far discutere l'isola ecologica a Dorsoduro. Un lettore ricorda che nè il sindaco nè il presidente della Vesta e nè l'assessore all'Ambiente hanno voluto metterla sotto casa loro. E si chiede: «Quanto tempo ci vorrà per uscire dal Medioevo e tornare nell'età moderna? Ci vorrà un'epidemia, o forse solo il risveglio dell'amministrazione?».

Sonic from Padova
October 19th, 2005, 06:28 PM
La Logistica vuol "salvare" Porto Marghera
Le imprese coinvolgono l’Università per preparare figure professionali all’altezza delle esigenze di un settore strategico

Mestre
Il settore della logistica e del trasporto rappresenta una risorsa strategica per la competitività delle imprese e del territorio ed è attualmente uno dei settori economici più dinamici e innovativi. Talmente dinamici e innovativi che sulla logistica puntano amministratori e aziende per rilanciare Porto Marghera. L'area industriale di Venezia ha spazi e infrastrutture capaci di attirare nuovi capitali per nuovi progetti che puntano sulla movimentazione delle merci. Aree dismesse, abbandonate, ma non pronte all'uso perché quasi tutte andrebbero bonificate. Ci sono ettari però che potrebbero andare bene per una prima piattaforma attrezzata, a Fusina dove fino a qualche anno fa si lavorava l'alluminio. In quella parte di Marghera si potrebbe sperimentare se davvero la logistica potrebbe diventare un'opportunità per rilanciare l'area industriale. Poi, se dovesse funzionare, si potrebbe fare un pensierino ai 52 ettari dismessi dall'Enichem e così via.

Ma per un settore innovativo servono anche figure innovative, in grado di organizzare aree così importanti e allora via libera al Master universitario di primo livello in Logistica e Trasporti, presentato ieri mattina nella sede degli industriali di Venezia, Master a cura dell'Università Iuav, in collaborazione con la facoltà di Architettura di Trieste e Ca' Foscari, promosso dal Distretto della portualità, intermodalità e logistica di Venezia e Treviso e finanziato da Unindustria di Venezia, Treviso e Belluno con il patrocinio della Regione Veneto. A presentare il Master c'erano tutti i protagonisti: il Rettore di Iuav, Marino Folin, il presidente del Distretto, Damaso Zanardo, e l'assessore regionale alle Piccole e Medie imprese Fabio Gava.

«E' un'opportunità enorme per Porto Marghera - dice Marino Folin - un'occasione formidabile per rilanciare queste aree, non solo la logistica è una delle più importanti prospettive per il tutto il Veneto e questo master contribuisce a riempire un vuoto nella formazione universitaria specifica. Insomma formiamo esperti, professionisti in grado di inserirsi senza problemi nel settore per coglierne gli aspetti più interessanti». Per Damaso Zanardo «il dinamismo del settore, particolarmente accentuato in aree come il Nordest, si scontra spesso con i forti deficit di cultura logistica e trasportistica e di preparazione professionale specifica, ciò che determina una indubbia perdita di competitività del territorio».

Se oggi le grandi realtà internazionali scelgono Amsterdam come punto di riferimento, nonostante l'apertura di mercati orientali, è solo perché qui in Italia non siamo preparati a fronteggiare simili cambiamenti. E il futuro, dunque, diventa fosco: «La Dhl ha appena acquistato le quote di maggioranza di una delle imprese italiane di logistica più importanti. E' un segnale preoccupante perché vuol dire che non facciamo sistema - aggiunge il presidente del Distretto intermodale - per questo serve una nuova cultura e il Master è stato pensato proprio per stimolare i giovani che vogliono lavorare nel settore».

Dunque Venezia deve tornare a recuperare il ruolo che aveva ai tempi della Serenissima quando era il punto di riferimento per l'Oriente e se oggi manca un ufficio di rappresentanza in Cina è solo perché non si crede troppo in queste nuove attività. C'è un solo modo per capire se la strada è quella giusta: avviare il progetto per la nuova piattaforma e per una volta mettere da parte interessi personali. Su una cosa Marino Folin ha ragione, quando dice che Marghera e il porto di Venezia sono «naturalmente destinate a ospitare imprese logistiche».

Sonic from Padova
October 19th, 2005, 06:29 PM
GIUDECCA
Inaugurato ieri il rinato, ottocentesco, Ponte Longo


(G.M.) Torna a splendere alla Giudecca il Ponte Longo. Risalente al 1895, è stato il primo in ferro ad essere costruito a Venezia.Alla cerimonia di riapertura sono intervenuti Mara Rumiz, Assessore ai Lavori pubblici del Comune di Venezia, Renata Codello, sovrintendente ai Beni architettonici, e rappresentanti della dirigenza di Insula e dell'impresa Sicop che ha partecipato in prima linea al rifacimento del ponte.L'accurato restauro conservativo, che ha permesso il recupero della sua struttura portante, è costato un milione e settecentomila euro ed è stato possibile grazie all'utilizzo di tecnologie innovative cui hanno fatto da spalla secolari tradizioni artigianali. Per il restauro, infatti, sono state riprese le tecniche di lavorazione di fine '800 per battere a caldo e schiacciare i 9200 chiodi che tengono insieme la struttura portante del ponte.Un esempio di restauro funzionale che ha tenuto conto dell'importanza dell'aspetto artigianale dell'intervento, senza tralasciare il problema delle barriere architettoniche, come ha spiegato Ivano Turlon Ingegnere responsabile del piano di risanamento della città per Insula: Per non intervenire direttamente sul ponte abbiamo optato per la costruzione a lato delle scalinate di due elevatori che entro la fine dell'anno saranno a disposizione delle persone con problemi di mobilità.Dal successo d'iniziative come questa emerge l'importanza del dialogo tra Comune, Sovrintendenza ed imprese, ha precisato Mara Rumiz, specificando nel suo intervento come risulti fondamentale per le società partecipate del Comune, in questo caso Insula, operare con logiche attente sia alla qualità dell'intervento che alle esigenze della cittadinanza.

Sonic from Padova
October 20th, 2005, 04:32 PM
Tanto per rimanere in allegria...

San Michele Cemetery

Following an international competition, this proposal for the redesign of Venice's principal cemetery was selected to develop and extend the island of San Michele. This historic site, located in the Venetian lagoon and enclosing a 15th-century church and convent, has been in continuous development for over four hundred years but has recently evolved to a point where the romantic image of its outer face is in stark contrast to the somewhat municipal character of its interior. Looking to address this apparent imbalance, the proposal sought to redefine some of the cemetery's former physical qualities.

The project itself comprises two phases: in the first, the burial grounds of the current cemetery are complemented through the construction of a series of new courtyards, a crematorium, and a chapel. In contrast to the existing rows of tombs, the proposed scheme offers a new arrangement of buildings, walls, tombs, and landscape. Rather than distributing the new elements in a linear manner (which through their regularity creates something of a rigid, repeating pattern of walls and tombs) an organisational structure has been developed which groups the volumes together to form a greater sense of settlement and enclosure. Informed by the principles of scorci (views), campo and corti (courtyards), calle (lanes) and giardini (gardens) this spatial organisation hopes to create a more varying and yet clearly defined San Michele landscape.

The second phase of the project involves the construction of a new island, running parallel to the existing cemetery but separated by a 15m-wide channel. This new island will feature four tomb buildings - designed as simple, sculpted blocks - together with a series of gardens at water level. Unlike the remainder of San Michele, built higher above the water line and with its perimeter wall, this new island looks to create a more open, accessible monument so as to provide a greater sense of place not only for the cemetery but for the lagoon and Venice as a whole.

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Gross Floor Area: Stage One: 16,000 m2
Stage Two: 500,000 m2

Competition Date: 1998
Completion Date: Stage One: 2006
Stage Two: 2013
Production Director: Franco Gazzarri
Section of the courtyard no.4

Services Engineer: Ove Arup & Partners
Quantity Surveyor: Tim Gatehouse Associates
Geologist: Cesare Rizzetto
Geotechnical Consultant: Studio Geotechnic Italiano


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Sonic from Padova
October 21st, 2005, 08:40 PM
Spaccatura tra gli architetti


VENEZIA - Spaccatura nel Consiglio provinciale dell'ordine degli architetti dopo la nomima del nuovo presidente. I consiglieri della Lista Nuova Professione hanno reso nota la loro posizione. «Il Consiglio - dice il comunicato - ha confermato la separazione in due parti tra i suoi componenti, dopo che il presidente era già stato anticipato irritualmente sulla stampa al di fuori della sede istituzionale. La maggioranza, ancorchè limitata di 8 consiglieri su 15, non ha aperto alcun dialogo alle cariche istituzionali che consentisse di trovare, per una comune utilità di categoria, le condizioni per iniziare con una partecipazione collegiale verso gli obiettivi che tutti gli iscritti si attendono».
«Questa situazione - prosegue la nota - prefigura una difficoltà imposta a fornire al numeroso elettorato, che ha eletto i componenti della lista di minoranza, il rispetto delle linee programmatiche presentate. I consiglieri di minoranza valuteranno pertanto le forme e i modi per poter comunque proseguire e raggiungere gli obiettivi preposti».

Sonic from Padova
October 21st, 2005, 08:41 PM
PORTO MARGHERA La delibera che dà il via libera alla riconversione degli impianti della Syndial è pronta ad andare in giunta
Cloro-soda, martedì l'ok della Regione


Venezia
Martedì, se non ci saranno sorprese dell'ultima ora, la Regione darà l'atteso parere positivo alla riconversione degli impianti cloro-soda della Syndial di Porto Marghera, che sancirà il passaggio a una tecnologia più pulita. Lo ha annunciato a margine della giornata di studi del premio Sapio l'assessore regionale alla Politiche per il territorio, Renzo Marangon, specificando che dopo una serie di rinvii e aggiustamenti il presidente Giancarlo Galan porterà in giunta il documento. Un atto atteso da molto tempo, questo parere, previsto dall'accordo sulla chimica del 1998 ma bloccato lo scorso febbraio da Galan stesso, il quale aveva annunciato di bloccare tutto e di voler far andare via il fosgene (sostanza pericolosissima prodotta negli impianti della Dow) da Marghera. Il parere regionale è vincolante per il Ministero dell'Ambiente per poter dare il via alla valutazione d'impatto ambientale ed è facile comprendere come attraverso questo parere passi il futuro della chimica veneziana. Niente autorizzazione, niente tecnologie più pulite e sicure, niente fabbriche e nemmeno occupazione. Il ministro Altero Matteoli si era impegnato a portare avanti velocemente la valutazione d'impatto ambientale (Via) purché il parere regionale (quelli di Comune e Provincia sono a Roma da tempo) arrivasse entro breve. Un'altra partita grossa ferma Roma ma che potrebbe concludersi assieme a quella della Syndial riguarda la Via sul potenziamento degli impianti di Evc.

Se da un lato Marghera si avvia lentamente ad abbandonare i processi industriali più obsoleti e pericolosi, dall'altro si apre l'enorme partita della bonifica e del ripristino delle zone inquinate. Su questo tema ha parlato Margherita Turvani, docente di politica economica allo Iuav, che ha presentato un'analisi dei costi e dei benefici di una simile operazione.

«Ci sono almeno tre obiettivi - ha osservato - il cui raggiungimento determina il successo e la sostenibilità dei progetti di recupero dei siti dismessi: obiettivi di tipo ambientale e di salute pubblica attraverso la riduzione dello sfruttamento delle aree incontaminate e la protezione della salute pubblica. Ci sono poi obiettivi di sviluppo sociale, come la rivitalizzazione di centri urbani degradati e l'incremento di nuove opportunità di lavoro. Infine, si parla di obiettivi economici, come l'aumento della base imponibile di una comunità e l'afflusso di capitali nazionali e stranieri per investire nelle zone riqualificate».

Sul recupero di questi luoghi, pesano molti fattori tra i quali c'è un elevato grado di incertezza in merito ai costi e alle destinazioni d'uso future dei luoghi da riconvertire e bonificare.

«Per valutare i benefici percepiti dalle popolazioni residenti - conclude la docente - stiamo conducendo indagini ulteriori sulle preferenze della gente in merito a diversi scenari di riqualificazione e riduzione del rischio».

Sonic from Padova
October 21st, 2005, 08:42 PM
Fissato il ricorso di due imprese


VENEZIA - Il Tribunale amministrativo regionale ha fissato per il prossimo 9 novembre la discussione sulla sospensiva chiesta da due imprese del Polo industriale di Marghera. A chiedere il sostanziale annullamento dei vincoli contenuti nel testo sono la Polimeri europa e la Syndial spa. Il ricorso è stato presentato tempo fa contro alcuni enti come il Ministero dell'Ambiente, il Ministero delle Infrastrutture e anche contro l'amministrazione regionale. I ricorrenti, in pratica, contestano i vincoli un po' troppo rigidi sulle emissioni delle loro attività industriali. In sostanza si mira a contestare i paramenti relativi agli scarichi reflui.

Sonic from Padova
October 28th, 2005, 04:12 PM
ACQUA ALTA Progetto già approvato
Passerelle ecologiche Sperimentazione al via
Opera del Consorzio Venezia Ricerche

Entro un paio di mesi saranno pronti il prototipo e una ventina di campioni che verranno testati sia in laboratorio sia in condizioni reali. L'ultima sperimentazione in fatto di passerelle per l'acqua alta, approvata qualche settimana fa dal consiglio d'amministrazione dell'Istituzione Centro maree, sarà firmata dal Consorzio Venezia Ricerche che ha sede al Vega di Marghera. E che ha proposto un progetto innovativo di "passerelle ecocompatibili" e totalmente riciclabili, costruite in materiale composito (60-70\% legno e il restante costituito da sostanze sintetiche con una percentuale quasi nulla di emissioni nocive). Materiali già utilizzati, ad esempio, per le bricole.«La nostra ricerca della passerella ideale continua - spiega il direttore del Centro maree Paolo Canestrelli - e toccherà poi all'amministrazione comunale decidere il progetto migliore per sostituire le passerelle già esistenti che presentano alcuni svantaggi seri come la scarsa resistenza, la scivolosità, la pesantezza dovuta all'assorbimento dell'acqua. La passerella ideale dovrebbe avere determinate caratteristiche come la resistenza al carico e costi di produzione e manutenzione non elevati».
Dopo le passerelle "Salva" costruite nel 2003, tra poco quindi in città se ne vedranno di nuove. Saranno sempre del formato standard di quattro metri di lunghezza per uno di larghezza.

«Abbiamo deciso di sperimentare il progetto del Consorzio - continua ancora Canestrelli - per due motivi principali: per la sua ecocompatibilità e per valutare se è possibile trovare una passerella che riesca a ovviare all'unico "neo" delle "Salva" e cioè l'instabilità in presenza di moto ondoso. Queste ultime, inoltre, dovrebbero anche essere proposte in un'estetica molto vicina a quella delle più classiche».I test dureranno otto mesi, quindi la parola passerà al Comune.

Intanto, per risolvere una situazione di disagio più volte segnalata dagli operatori che lavorano nei pressi del ponte della Paglia, già nella prossima settimana saranno disponibili una ventina di metri di camminamento dal ponte fino alla stazione comunale dei taxi numero 9.Finora, nel 2005 piazza san Marco è stata lambita dall'acqua alta (quando la marea è di 80 centimetri) 41 volte, contro le 53 della media annuale degli ultimi 39 anni. Se consideriamo, invece, solo gli ultimi dieci anni l'alta marea ha superato gli 80 centimetri per ben 75 volte l'anno, che nel "nefasto" 2002 salirono fino a 110.

fabrik
October 29th, 2005, 08:36 PM
Venezia - A San Giorgio una gara di architettura per un campus, un bar, una nuova foresteria .La piccola rivoluzione della Cini

Di Sergio Frigo

«A San Giorgio apriremo un bar, probabilmente entro l'anno. Ancora niente da fare, invece, per il traghetto gratis tra San Marco e l'isola. Ma non demordo».

Ma come, siamo venuti alla Fondazione Cini per parlare della polemica sulla futura sistemazione della Biblioteca del Longhena che ha mobilitato via internet fior di studiosi e letterati, e invece il segretario generale Pasquale Gagliardi ci intrattiene su bar e vaporetti? Aprendo per di più nuove... prospettive edilizie con l'annuncio della prossima realizzazione di un campus con 60, 70 camere?

Indubbiamente alla Cini è in atto una piccola rivoluzione, e come tutte le rivoluzioni anche questa si àncora a simboli apparentemente minuti, e provoca le sue resistenze e le sue vittime. Un bar a San Giorgio, ad esempio (ubicato nell'ex casetta delle suore, di fronte alla darsena, con un piccolo dehor e un panorama fra i più belli del mondo), è il simbolo di quello che è un po' il chiodo fisso di Gagliardi, fin da quando è sbarcato sull'isola, quattro anni fa: l'accessibilità della Fondazione, che vuol dire anche la possibilità di passarci un'intera giornata senza doversi sobbarcare a mezzogiorno una trasferta a San Marco per mangiare e fare pipì. Vale anche per il traghetto gratis: «Ne ho parlato con tutti, dal Comune all'Actv, siamo anche disposti a tirare fuori noi i soldi, ma non c'è verso. Ma per superare l'isolamento per noi è essenziale che si 'restringa' al massimo il tratto di mare che ci separa da San Marco. Per cui insisteremo».

Accessibilità, dunque. Nell'intento di Gagliardi significa valorizzare al massimo i due profili della Fondazione: lo scrigno di beni artistici di valore inestimabile e il luogo privilegiato per gli incontri internazionali e il libero confronto fra le più diverse culture. «Ecco perchè il bar, il traghetto, l'orario continuato in biblioteca, le visite guidate alla Fondazione, gratuite per i veneziani. Ma ecco anche la digitalizzazione della collezione dei libretti d'opera, che diventerà fruibile agli studiosi. Ecco il lavoro gratuito ma altamente qualificato di 25 ragazzi in servizio civile, che operano nei diversi istituti per renderne accessibili i pregevoli fondi fino a ieri seppelliti negli armadi. E poi capita che esaminando i materiali emerga l'opera inedita, come l'emozionante Lied 'Domani l'Aurora' del musicista Camillo Togni, scritto immediatamente prima di morire per una bimba conosciuta in ospedale, e che nessuno della famiglia sapeva esistesse».

Ma accessibilità significa anche una nuova foresteria, con 12 camere di prestigio (al posto delle precedenti sei), arricchite da preziosi mobili d'epoca scovati nei magazzini della Fondazione, da tappeti ricchissimi, da quadri di Guercino o Carena alle pareti. E significa anche un nuovo campus, che sarà realizzato nelle officine abbandonate in cui i salesiani gestivano la Scuola di arte e mestieri. «Si tratta di due capannoni costruiti negli anni '50 - spiega Gagliardi - poi svuotati e utilizzati come depositi. Nel piano di recupero dell'isola abbiamo avuto l'autorizzazione di massima dalle autorità competenti di abbatterli e di destinarne la volumetria alla realizzazione di 60, 70 camere per gli studiosi che vengono alla Cini per le loro ricerche. Ma ci pensa? Un nuovo edificio a Venezia! Naturalmente la progettazione sarà realizzata previa una gara di architettura, e nel rispetto di tutti i vincoli».

Tutto questo lavorio (che si aggiunge ai restauri strutturali in corso, con un finanziamento statale di 30 milioni di euro) sta cambiando radicalmente la fisionomia della Fondazione: non più un luogo chiuso e isolato, ma un centro di studi e di incontri di alto livello, con ospiti studiosi di tutto il mondo, che solo a San Giorgio trovano i documenti su cui stanno lavorando, e insieme l'opportunità di incontrarsi con cultori di altre discipline. «Questo è il senso della nuova scuola intitolata a Vittore Branca - prosegue Gagliardi - dedicata alla lingua e civiltà italiana: un contenitore di attività di studio e di confronto sull'arte, la musica, la storia e la letteratura. Anche per questo c'è la necessità di rimettere la Manica Lunga a disposizione degli studiosi, ripristinandone la destinazione originaria, che non era certo quella di modesto albergo a cui era stata adibita dalla gestione dei salesiani. Per questo, d'accordo con la Soprintendenza, è stata indetta una gara internazionale di architettura: sono arrivati sei elaborati, su cui sta lavorando una giuria (dalla composizione al momento segreta), che farà la sua scelta entro il 2 dicembre. Poi partiranno i lavori».

Nessun pericolo di svuotamento, ribadisce il segretario della Cini, per la sala di lettura del Longhena: «Non c'è alcun dubbio che manterrà la sua funzione, sappiamo bene cosa rappresenti per uno studioso la magia di quella luce, di quei quadri. Dovremmo semmai aumentarne le frequenze, che ora sono solo una decina al giorno. Ma oltre ai 7mila libri che essa ospita, ce ne sono 200mila fuori da sistemare, attualmente accolti, con qualche problema di stabilità, nei bracci dei chiostri. L'allarme lanciato via internet è quindi destituito di ogni fondamento, e mi stupisce che sia stato sottoscritto anche da qualche amico della Fondazione che poteva chiederci chiarimenti direttamente».

Tutto questo lavorio non ha scalfito l'attività culturale della Fondazione, che è proseguita al ritmo di quasi un evento alla settimana. E vanno avanti i progetti di radicare a San Giorgio un Centro internazionale per lo studio delle politiche sui mutamenti climatici, per il quale servirebbero però altre strutture, e anche ospitare stabilmente i lavori dell'Eurogolfe, per i rapporti fra l'Unione europea e i paesi arabi. E persino il bilancio, nonostante tutto, dovrebbe tornare in pareggio a fine anno, a quota 4 milioni netti, grazie alla riduzione di alcuni costi e ad una efficace attività di fund raising.

Ma un altro bilancio, quello dei rapporti con la città, non soddisfa ancora Gagliardi: «Ci sono persone e istituzioni della città da cui ci sentiamo appoggiati incondizionatamente. Ci sono invece persone e gruppi di interesse che probabilmente si coalizzano per difendere rendite di posizione che lo sforzo di razionalizzazione della gestione ha inevitabilmente

Sonic from Padova
November 1st, 2005, 04:10 PM
SMOG Il Comune pensa a nuovi interventi
Pm 10, è Venezia la più inquinata
Domenica registrati i valori più alti della regione

Un mese di tempo. Poi, fatto un bilancio della situazione, il Comune di Venezia deciderà se mettere in atto misure più drastiche per combattere l'emergenza smog. Ma visto che non c'è da sperare troppo che da qui a fine novembre le cose possano migliorare in modo significativo e l'aria torni ad essere d'incanto pulita già si pensa a quali interventi mettere in cantiere. Si va dall'allargamento ai residenti delle targhe alterne allo spegnimento delle caldaie per il riscaldamento in case e uffici pubblici, dalla riduzione dell'attività industriale fino alla chiusura, se proprio fosse necessario, della tangenziale al fiume di auto e camion, con relativi tubi di scappamento, che ogni giorno l'attraversano. I dati dell'Arpav sull'inquinamento sono di giorno in giorno più allarmanti. Da inizio anno sono ben 142 i giorni di superamento dei limiti di pm10 consentiti, a fronte dei 35 annuali permessi dalla legge. Domenica Venezia ha registrato i valori più alti fra le sette province venete.

Sonic from Padova
November 1st, 2005, 04:12 PM
LITORALE
Orazio accusa la giunta Vanin di inefficienza: «Non si utilizzano le risorse per gli investimenti»


(G.B.) Sette mesi possono essere un tempo congruo per dare una valutazione sull'operato di chi amministra. Ne sono convinti i consiglieri della lista "Orazio per Cavallino-Treporti", che lo scorso giovedì hanno organizzato un' iniziativa per illustrare il proprio punto di vista sull'attività della nuova amministrazione comunale. "L'operato del sindaco e della sua giunta - tuona l'ex sindaco e attuale leader dell'opposizione Claudio Orazio - per noi non può certamente essere positivo, in particolare per i ritardi che si manifestano per quanto riguarda gli strumenti urbanistici e il mancato impegno dei finanziamenti previsti per il programma delle opere pubbliche. Il programma da noi approvato per il 2005 prevedeva uno stanziamento di 25 milioni di euro, mentre la giunta a tutt'oggi ha impegnato solo 500.000 euro; ovvero solo il due per cento delle risorse disponibili".
Orazio e soci mettono quindi sotto accusa il metodo di lavoro seguito dalla nuova amministrazione. "La sensazione è che l'attuale amministrazione voglia rimettere in discussione tutto quello che è stato deciso dalla precedente: programmi, progetti, perfino la stessa organizzazione del Comune. Esemplare da questo punto di vista è il centro anziani che dopo sette mesi è ancora chiuso. Le stesse iniziative in campo sociale e culturale fanno parte di progetti precedentemente approvati e che giungono ora a conclusione: tutto il resto è sospeso. Rimettere in discussione tutto quello che era stato deciso è del tutto legittimo per la nuova amministrazione, i cittadini però devono sapere che ci saranno delle conseguenze".

Dall'opposizione vengono quindi avanzati diversi interrogativi: "Che fine faranno i progetti previsti per la riqualificazione della piazza di Cavallino, del centro di Ca' Ballarin, della pista ciclabile Cavallino-cimitero, del secondo stralcio di Punta Sabbioni, del centro per i disabili e della struttura per le attività remiere? Non avendo approvato alcun progetto esecutivo nel 2005 e non avendo impegnato nulla tutto il programma viene rinviato nella migliore al 2006 se non oltre. Tutto tace anche per altri strumenti urbanistici quali il piano per l'arenile, la variante per l'adeguamento al Palav e la classificazione delle zone di degrado urbanistico. La nostra è una posizione preoccupata ma nel contempo un atteggiamento responsabile che, come abbiamo già detto, ci porta a dare la nostra disponibilità per un confronto costruttivo con la maggioranza con l'obiettivo di fare il bene per la nostra comunità".

Sonic from Padova
November 1st, 2005, 04:13 PM
IL PRESIDENTE DEL "POLO NAUTICO" CHE RIUNISCE 1500 SOCI
Donadini: «No alla darsena privata a San Giuliano»


Niente darsene realizzate da privati al parco di San Giuliano. È quanto chiede Massimo Donadini, presidente del Polo Nautico Puntasangiuliano di cui fanno parte G.S. Voga Veneta Mestre, Società Canottieri Mestre, Canoa Club Mestre, Circolo Velico Casanova, Circolo della Vela Mestre, Spes Mestre Sezione Canoa, Gommone Laguna Club Venezia, Associazione Canoistica Arcobaleno.
Donadini si rifà a quanto dichiarato la settimana scorsa dal sindaco Massimo Cacciari durante una cena con un gruppo di imprenditori: è stato in quell'occasione che il sindaco ha rilanciato l'idea di far costruire dai privati un albergo da 250 posti e una darsena a San Giuliano, così i soldi per far fronte alle spese della gestione del parco non sarebbero più un problema.

«L'albergo - dice Donadini - probabilmente si potrà fare rubando un pezzo di parco. Da cittadino della Venezia di terraferma che ha visto rinascere San Giuliano e che tutte le domeniche vede migliaia di cittadini fruirne - scoprendo improvvisamente l'accesso alla laguna che per decenni è stato loro negato - potrei accettare il furto, purché contemporaneamente siano assunti impegni certi relativi al completamento del parco che, ricordo, deve diventare il doppio dell'attuale».

Quanto alla darsena privata, la domanda è: per che tipi di barche? Escluse le barche a remi o a vela (non garantirebbero reddito adeguato) e le grandi barche a vela (a San Giuliano non ci possono stare salvo onerosi investimenti per il continuo escavo dei canali), non restano che i motoscafi: «È questo che si vuole? È questo che si è disponibili ad accettare pur di finanziare la manutenzione del Parco?».

Donadini chiede a Cacciari che torni al progetto del Centro Nautico «cui faticosamente si lavora assieme da anni, progettista (Di Mambro), amministrazione comunale e società sportive. L'idea guida - condivisa dall'amministrazione precedente e dalle società sportive che costituiscono il Polo Nautico Puntasangiuliano - è che il progetto non riguardi solo i muri, le gru o i campi da tennis, ma anche il loro concreto utilizzo da parte della città, tramite le società sportive. Le società presenti a San Giuliano - ricorda Massimo Donadini - hanno già onorato un primo impegno preso con i precedenti amministratori della città: abbiamo costituito una nuova società comune - il "Polo Nautico Puntasangiuliano" - che raggruppa 1500 soci i quali, il 12 e il 13 novembre, voteranno per il primo direttivo democraticamente eletto».

Non è tutto. L'impressione del presidente del Polo nautico è «che il sindaco ci consideri un realtà marginale, quasi irrilevante, cui senz'altro si dovrà trovare una collocazione fisica e null'altro».

L'importante, invece, «è riprendere il dialogo e la collaborazione fra Comune e Polo Nautico, anche per la redazione del progetto gestionale del Centro, che deve affrontare il nodo dei costi e dei ricavi. Non vorrei - aggiunge Donadini - che il nostro sindaco preferisca al dialogo ed alla collaborazione con noi, auspicati dai consiglieri comunali della stessa maggioranza, quei rapporti "oligarchici" cui tanto acutamente accenna Riccardo Calimani: se così fosse, si tratterebbe - nel suo piccolo - dell'ennesima occasione di crescita civile sfumata, per questa città».

Sonic from Padova
November 1st, 2005, 04:15 PM
San Marco Hotels, nuovo progetto a Venezia
5 lussuose suite di 100 mq l'una saranno pronte nel 2007
Messaggio promozionale


Un nuovo progetto per San Marco Hotels, catena che conta sei strutture a Venezia. Si tratta di 5 lussuose suite, di 100 mq l'una, che verranno realizzate in un edificio di 5 piani, ciascuno appunto di 100 mq, che la catena possiede proprio accanto alla Torre dell'Orologio.
Le gare per l'appalto di questa nuova struttura verranno lanciate nel mese di novembre.
Tra le novità più recenti della catena la fine della ristrutturazione dell'Hotel Royal San Marco. "L'hotel aveva le aree pubbliche al primo piano, ci ha detto Nicola Sambo, sales manager. Noi abbiamo acquistato il piano terra, ove sorgeva un forno, e lo abbiamo ristrutturato per metterci la hall e la sala colazione, singolare perchè su due livelli. Al primo piano abbiamo ricavato 10 nuove camere".

Sonic from Padova
November 1st, 2005, 04:22 PM
NUOVO PALAZZO DEL CINEMA - Progetto Vincitore

Il Concorso che ha visto in gara 10 progetti, tra cui anche quello di Fuksas, verteva sulla realizzazione di una nuova struttura di rappresentanza, dato che quelle odierne sono ormai diventate obsolete e non abbastanza ricettive.

Lo studio di progettazione italiano 5+1 & Rudy Ricciotti è il vincitore
del concorso internazionale per il “Nuovo Palazzo del Cinema e aree
limitrofe”, bandito dalla Biennale di Venezia, con un progetto che si
caratterizza anche per l’alto grado di sostenibilità ambientale nell’area
in cui il Palazzo dovrà essere edifi cato, al Lido di Venezia.
Il concorso è stato indetto un anno fa, i progettisti sono stati invitati ad
agosto 2004, l’iter si è concluso ieri con la scelta di questo progetto
italiano, selezionato dalla giuria presieduta dal Presidente della
Biennale Davide Croff e composta da Pio Baldi (architetto, direttore
generale DARC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Aldo Bello
(dirigente settore Urbanistica/Edilizia privata del Comune di Venezia),
Hans Hollein (architetto, Vienna/Austria), Volkwin Marg (architetto,
Amburgo/Germania), Pina Maugeri (architetto, responsabile Progetti
Speciali della Biennale), Marco Müller (direttore Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografi ca), Giorgio Rossini (architetto, Soprintendente
per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria), Mauro Strada
(ingegnere, Istituto Universitario di Architettura di Venezia) ed Enrico
Valeriani (architetto, Università di Pavia). Il progetto del gruppo 5+1
& Rudy Ricciotti è stato scelto tra i 9 presentati da altrettanti studi di
fama internazionale invitati: Stefano Boeri (Italia), Bolles & Wilson
(Germania), Francesco Cellini (Italia), Eisenmann Architects (Usa),
Massimiliano Fuksas (Italia), Klaus Kada (Austria), MBM Arquitects
(Spagna), Rafael Moneo (Spagna).
“Finalmente Venezia avrà un Palazzo adeguato alla sempre crescente
popolarità della Mostra del Cinema, e soprattutto in linea con i nuovi
scenari tecnologici internazionali”, ha dichiarato il Presidente della
Biennale di Venezia, Davide Croff, a chiusura dei lavori.
“La giuria ha rilevato l’elevata qualità architettonica di tutte le proposte
ammesse alla fase concorsuale”, ha continuato il Presidente Croff, “il
progetto vincitore è stato selezionato sia per la qualità architettonica,
sia per la funzionalità: la soluzione proposta affronta e risolve in
maniera convincente e innovativa il tema del Nuovo Palazzo del
Cinema e della riqualifi cazione dell’area limitrofa, soddisfacendo
sia le esigenze operative della Mostra del Cinema, sia quelle di uso
congressuale ed eventi. In particolare, il progetto ha tenuto conto delle
richieste e delle proposte avanzate a Venezia e al Lido dalle istituzioni
pubbliche e dalle rappresentanze dei cittadini, risultando perfettamente
sostenibile all’ambiente, lasciando intatte le aree verdi della zona
interessata.”
La Giuria ha comunque apprezzato l’attenzione data da tutti i
progettisti al contesto monumentale e paesaggistico, e la sensibilità
con cui hanno affrontato il tema della trasformazione urbana dello
spazio, tenendo in considerazione le aspettative della città.

http://www.venezia.net/images/mostra-del-cinema/progetto-vincitore1.jpg

http://www.venezia.net/images/mostra-del-cinema/progetto-vincitore3.jpg

http://www.venezia.net/images/mostra-del-cinema/progetto-vincitore2.jpg

Siti utili :
Articolo dal sito Venezia.net (http://www.venezia.net/venezia/mostra%20del%20cinema/nuovo-palazzo-del-cinema.htm)

Scheda tecnica dal sito della Biennale di Venezia (http://www.labiennale-concorso.org/file/esiti.pdf)

Sonic from Padova
November 4th, 2005, 07:02 PM
INSULA
«Mai restaurato il ponte dei Bareteri»


«Nessun intervento di restauro è stato attuato sul ponte dei Bareteri».Lo precisa Insula, in una nota, che prosegue: «Dopo i primi problemi rilevati all'inizio di giugno, per poter garantire la viabilità cittadina nei mesi estivi - mesi in cui si verifica un maggior passaggio pedonale - sono state realizzate delle opere di messa in sicurezza della pavimentazione.
Da circa quattro mesi, il ponte dei Bareteri è sotto attento controllo: per verificarne lo stato, Insula ha predisposto, in collaborazione con l'amministrazione comunale, un dettagliato piano di monitoraggio».

«Così come programmato, inoltre, - aggiunge Insula - nei prossimi giorni inizierà un ulteriore intervento sull'intera pavimentazione del ponte - che verrà ultimata entro il mese di novembre - per risolvere i problemi che ne generano il sollevamento, anche recentemente verificatosi.Contemporaneamente si procederà alla conclusione del monitoraggio, grazie al fatto che tali lavori porteranno allo scoperto il volto del ponte».

«Solo nel caso in cui il piano di monitoraggio rivelasse dei problemi strutturali - conclude la nota - verrà concordato con l'amministrazione comunale - compatibilmente alle esigenze di viabilità - un successivo intervento di restauro del volto del ponte».

Sonic from Padova
November 4th, 2005, 07:03 PM
PROVINCIA
Metrò regionale: Zoggia ha incontrato Padova e Treviso per ricalibrare i servizi e unificare le tariffe dei trasporti


Ieri mattina al Centro Servizi della Provincia di Venezia il presidente Davide Zoggia ha incontrato le amministrazioni provinciali di Padova e Treviso, Sistemi Territoriali e i rappresentanti di tutte le aziende di trasporto pubblico locale. Nel dettaglio, all'incontro hanno preso parte il vicepresidente della Provincia di Padova Mario Verza, l'assessore della Provincia di Treviso Noemi Zanette, i responsabili di Actt, Aps, Atvo, Actv, La Marca, Sita, Atm, Ctm, Sistemi Territoriali e TrenItalia: all'ordine del giorno, uno studio di riorganizzazione del sistema di trasporto pubblico locale, prodotto dalla Kpmg, in vista dell'entrata in funzione della Metropolitana regionale di superficie.
L'incontro ha commentato Zoggia è stato estremamente positivo perché ha messo in luce la volontà di tutte le aziende e delle pubbliche amministrazioni del territorio di compiere un fondamentale salto culturale che sia capace di rispondere al meglio alla crescente richiesta di mobilità rapportandola soprattutto all'entrata in vigore della Sfmr".

Il Sfmr, ha infatti ricordato Zoggia, nei prossimi anni sarà una realtà ed il servizio pubblico di trasporto su gomma si deve calibrare alle nuove esigenze che si delineeranno. Non avrà più senso pensare al trasporto su gomma come ad un mezzo per collegare estremità: per questo tipo di servizio, infatti, ci sarà la rotaia. Il comparto automobilistico locale dovrà quindi ricoprire principalmente un ruolo di adduzione alle stazioni. Zoggia ha aggiunto che sarà necessario procedere verso una forma di tariffazione unica ed integrata: un solo biglietto, cioè, per gestori diversi ma a prezzi uguali, a parità di tratta da percorrere, in ognuna delle tre province sia per il trasporto su gomma che per quello su rotaia.

"L'obiettivo che ci poniamo ha continuato Zoggia è di garantire ai cittadini - utenti la possibilità di spostarsi in maniera comoda, conveniente in termini temporali ed economicamente vantaggiosa utilizzando il trasporto pubblico e lasciando, così, a casa il mezzo privato.

"Le aziende di trasporto pubblico locale ha concluso il presidente della Provincia di Venezia nelle prossime settimane decideranno come formalizzare questo rapporto di collaborazione, capace, certamente anche grazie all'appoggio degli attori istituzionali dei tre territori provinciali, di imboccare il prima possibile la strada della tariffazione unica e quella di un esame puntuale del riassetto organizzativo. Finalmente il territorio interpreta le novità, in questo caso rappresentate dalla Sfmr, e non si trova nella condizione di rincorrerle".

Sonic from Padova
November 4th, 2005, 07:04 PM
Case ecologiche. Le promuoverà ...


Case ecologiche. Le promuoverà il Comune di Venezia se passa in Giunta oggi la delibera dell'assessore all'Urbanistica Gianfranco Vecchiato che punta ad incoraggiare la bio-architettura a colpi di riduzione di oneri di urbanizzazione e costi di costruzione. Vecchiato pensa di riuscire ad arrivare a sgravi che coprano fino al 50 per cento delle spese di costruzione e sarebbe un bel guadagno perchè una casa bio-compatibile viene a costare solo il 20 per cento in più rispetto ad una casa normale. Finora solo Bolzano, Udine, Modena e Ferrara avevano dato il via ad un piano di questo tipo. Se parte Venezia si tratta della prima grande città che decide di aprire alla bio-architettura, incoraggiando anche la ricerca su nuovi materiali. Vecchiato la definisce una proposta etica, che può essere di stimolo anche per i professionisti e i costruttori. Teniamo poi presente che la convenienza non si ha solo nei costi di costruzione, ma anche nel valore intrinseco della casa che risulta superiore rispetto alla altre abitazioni. Tra l'altro si tratta solo di recuperare l'arte di una volta nella costruzione delle case, quando non si usavano composti chimici e le abitazioni "respiravano". Si tratta cioè di mettere insieme una serie di antiche abilità costruttive, con le nuove tecnologie per il risparmio energetico. Vuol dire mattoni come si usava una volta, ma anche tetti fotovoltaici e finestre vetrocamera, parquet per terra e orientamento della casa in modo che sia riscaldata dal sole. La casa ecologica verrebbe poi dotata di una sorta di bollino rilasciato dal Comune che certifica l'uso di materiali bio compatibili - il legno è completamente riciclabile ad esempio, a differenza delle piastrelle e del cemento armato - e questo automaticamente farebbe lievitare i prezzi dell'abitazione. Vecchiato proporrà alla Giunta di ridurre gli oneri di urbanizzazione e gli oneri di costruzione fino al 50 per cento.

capitan harlock
November 4th, 2005, 09:09 PM
il palazzo del cinema non mi piace molto devo dire....

fcom1
November 5th, 2005, 08:48 PM
Neanche a me, potevano fare di meglio

Pavlvs
November 6th, 2005, 12:07 AM
Guardate che foto:

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=277538

Nicux
November 6th, 2005, 02:50 AM
Originally posted by: Sonic from Padova
all'ordine del giorno, uno studio di riorganizzazione del sistema di trasporto pubblico locale, prodotto dalla Kpmg, in vista dell'entrata in funzione della Metropolitana regionale di superficie.

Ma quando mai? E' la famosa METROPADOVA di cui parlavo io un po' di tempo fa?
Che linee sarebbero servite da questa metropolitana di superficie?

Anche se comunque... è un'idea di metropolitana un po' perversa perché di solito la METROPOLITANA serve ANCHE i quartieri centrali di una città, non solo la periferia.

fcom1
November 6th, 2005, 08:15 PM
C'è un progetto in veneto di metropolitana regionale che credo sia simile alle linee S milanesi, ma non ne sono molto sicuro...

Sonic from Pad