->FranK<-
January 15th, 2008, 06:58 PM
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->FranK<- January 15th, 2008, 06:58 PM ..... Alter-Ego January 15th, 2008, 07:00 PM bahh non saprei , dovresti chiedere ai padovani! :) ->FranK<- January 15th, 2008, 07:04 PM :cheers:... Falcon83 January 15th, 2008, 07:49 PM Ci sono delle discoteche abbastanza fighe villabonin su tutte, Vicenza è una bella cittadina piena di verde e la topa non scarseggia di certo (se ti interssa quellA) :D ->FranK<- January 15th, 2008, 07:50 PM ... Falcon83 January 15th, 2008, 07:58 PM eh va beh e allora se ti piace tanto Bologna rimani a Bologna a sto punto!! liberamente88 January 15th, 2008, 08:59 PM E' ovvio che da Bologna a Vicenza c'è un certo salto... non ci si può aspettare troppo da una città di 115000 abitanti, dove peraltro quasi non c'è l'università, che in genere è un buon attrattore di divertimenti notturni. Se vogliamo, è difficile parlare di città molto attive anche per popolazioni assai superiori... comunque uno in genere dovrebbe avere criteri molto più importanti nel trasferirsi che non cercare vita notturna, che comunque non manca del tutto da nessuna parte, tuttalpiù basta spostarsi un pò, le città sono vicine fra loro. Il centro è ben curato per quello, è ben meno caotico di quello di Padova. Quanto a sicurezza, se finora ti è andata bene Bologna, che a me ha fatto una pessima impressione sotto questo punto di vista (e sul degrado, la sporcizia, le frequentazioni...), non vedo come una qualsiasi città più piccola possa essere peggio. ->FranK<- January 15th, 2008, 09:04 PM ... Gioven January 16th, 2008, 12:14 AM E' ovvio che da Bologna a Vicenza c'è un certo salto... non ci si può aspettare troppo da una città di 115000 abitanti, dove peraltro quasi non c'è l'università, che in genere è un buon attrattore di divertimenti notturni. Se vogliamo, è difficile parlare di città molto attive anche per popolazioni assai superiori... comunque uno in genere dovrebbe avere criteri molto più importanti nel trasferirsi che non cercare vita notturna, che comunque non manca del tutto da nessuna parte, tuttalpiù basta spostarsi un pò, le città sono vicine fra loro. Il centro è ben curato per quello, è ben meno caotico di quello di Padova. Quanto a sicurezza, se finora ti è andata bene Bologna, che a me ha fatto una pessima impressione sotto questo punto di vista (e sul degrado, la sporcizia, le frequentazioni...), non vedo come una qualsiasi città più piccola possa essere peggio. Quoto. Anche per me Bologna è tenuta molto male. E non mi risulta che a Padova girare per le strade di sera ci sia da rischiare più che altrove. Dipende ovviamente da dove ti vai a ficcare. Vicenza è una città molto tranquilla, la frequento da anni per lavoro e mi dà sempre l'impressione di essere un po' addormentata a qualsiasi ora del giorno. Tuttavia, è bene organizzata e ha una dimensione tale che la confusione dovuta al traffico è sufficientemente contenuta. E poi, soddisfa pienamente l'occhio, ha un centro storico stupendo che è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Gioven January 16th, 2008, 12:15 AM criteri piu' importanti.....l'affitto medio per un bilocale in centro o prima periferia? mezzi pubblici? e' necessario avere un auto per spostarsi o e' fornita (sono abituato a bus 24/24) lavoro.....e' vero che assumono velocemente e anche senza esperienza e si guadagna facilmente 1200-1300 al mese? Ma ce l'hai o non ce l'hai 'sto lavoro? liberamente88 January 16th, 2008, 12:28 AM Degli altri criteri sopra, come trasporto pubblico so soltanto che la gran parte dei mezzi urbani è piuttosto vecchia, basta stare un pò sul piazzale della stazione per vederlo. Poi su come sia strutturato e altro non so, ma in effetti il fatto che sia una città di dimensioni non enormi fa sì che sia più facile viaggiare a Vicenza con mezzi pubblici rispetto ad altre città. Almeno, questa è la mia impressione. Sicuramente gli autobus dopo la mezzanotte non ci sono... poi per dettagli basta che vai sul sito delle tranvie vicentine, sono cose che saltano all'occhio. Poi sicuramente il centro della città è molto gradevole e le belle colline vicentine consentono passeggiate godevolissime a poca distanza dalla città, oltre al panorama che si gode dal santuario della madonna di monte berico. Per fattori più concreti non ti saprei aiutare, ma va tranquillo che Vicenza non ha controindicazioni particolari. Falcon83 January 16th, 2008, 12:45 AM Ah tra l'altro è piena di posti imboscati dove nascondersi con la "tosa". :D Alter-Ego January 16th, 2008, 10:37 AM L'Artigianato vicentino tiene bene il passo Che si possa parlare di ripresa stabile o di "rimbalzo" occasionale lo diranno le rilevazioni sulle previsioni di fine anno e le prime indicazioni del 2008. Per il momento l'Osservatorio Economico sui fatturati curato dall'Assoartigiani di Vicenza registra il settimo risultato utile consecutivo, con un aumento percentuale pari al 7,9% nel primo semestre 2007, a conferma di un artigianato in discreto stato di salute, che non corre ma sa tenere il passo. Osserva il presidente Giuseppe Sbalchiero: "Un sistema-Italia ancora in difficoltà sui fondamentali (Pil che non decolla, euro sopravvalutato che non agevola le esportazioni e competitività internazionale costantemente sotto pressione) è dunque trainato dalle imprese artigiane che, attraversata la burrasca della crisi, continuano a remare a testa bassa. Importante, in questa fase, sarà capitalizzare anche i margini conquistati per investire ancora in qualità, innovazione e ricerca di nuovi mercati". Giuseppe Sbalchiero Nel periodo preso in esame, tutte le aree della provincia registrano un buon miglioramento con aumenti del fatturato che arrivano a toccare il 12,8% con Schio. In particolare, consolidano la timida ripresa già fatta intravedere alla fine del 2006 le aree dell'Agno Chiampo (+7,8%), di Bassano e Marostica (+6,2%) e di Vicenza, con un promettente +10%. Positiva inversione di tendenza per l'Area Berica, che ribalta il risultato negativo del precedente semestre con un discreto +2,6% e soprattutto Thiene, che dal -1,1 del 2006 registra un +8,2%. Nel complesso, quindi, l'artigianato vicentino dimostra ancora una volta di "tenere". Quanto all'analisi dei dati per attività, le imprese della manifattura, delle costruzioni e dei servizi vedono crescere il loro fatturato rispetto al 2006 di una percentuale sempre superiore al 7%: è tutta l'economia provinciale, dunque, che sembra voler invertire la tendenza negativa degli ultimi anni. Notevole lo slancio delle costruzioni che sembravano aver rallentato la corsa: con un +7,5% segnano l'aumento più significativo degli ultimi quattro anni. Anche i servizi, dopo il rallentamento della fine 2006 dovuto al raffreddamento dei consumi, rialzano la testa con un aumento del giro d'affari pari al +7,7%. Ma è la manifattura, colonna portante del sistema produttivo vicentino, a dare i segnali di maggior dinamismo, considerando anche il difficile contesto internazionale in cui l'Italia appare ancora bloccata rispetto ad altri Paesi dell'Unione Europea più competitivi: un +8,3% di aumento dei fatturati rappresenta il miglior risultato dal 2000 a oggi. Quanto alle categorie, una sola eccezione rispetto ad un generale andamento positivo: l'Oreficeria segna un lieve calo dei fatturati pari a -0,5%, tutto sommato migliorativo rispetto alla serie negativa infilata da comparto negli ultimi semestri. Positive le altre specializzazioni nel primo semestre 2007: +8,4% la Meccanica, +7,8% gli Alimentari, +8,7% del Legno, solo per fare qualche esempio. In crescita i fatturati del comparto costruzioni (Edilizia, +3,2%, inverte il risultato negativo del 2006). Rallenta l'Abbigliamento (+0,9%) mentre si ridimensiona il risultato positivo del Tessile (+9,4%), da considerarsi in ogni caso con prudenza data la limitatezza del campione di riferimento. Nel manifatturiero buon risultato della Chimica-concia (+15,4%), anch'essa capace di ribaltare il calo di fine 2006. Nei servizi, +8,4 per l'Estetica e buona ripresa delle Riparazioni di Autoveicoli, che passano da un -3,6% a un promettente +9,2. Dopo diversi anni di buio, le imprese della Ceramica che ancora si muovono sui mercati locali e nazionali segnano il secondo risultato positivo consecutivo, con un +9,2% di volume d'affari. 16/01/2008 http://www.vicenza.com/ SaVe January 16th, 2008, 06:16 PM alcuni manifestanti si sono incatenati all'interno dell'edificio Base Vicenza: occupata prefettura Trenta persone del «Presidio No Dal Molin» protestano nell'anniversario del «sì» di Prodi VICENZA - Una trentina di persone del «Presidio No Dal Molin» ha occupato la prefettura di Vicenza nell'anniversario dell'editto di Prodi. Il 16 gennaio di un anno fa, infatti, il presidente del Consiglio annunciava dall'estero di «non opporsi ai progetti statunitensi per la realizzazione di una nuova base Usa». Lo rivela una nota dei comitati contro la costruzione della base di Vicenza. «L'occupazione è iniziata negli stessi minuti in cui Prodi, l'anno scorso- si legge nella nota- pronunciò il suo via libera agli statunitensi. Contemporaneamente, all'esterno hanno iniziato ad affluire altre persone a sostegno dell'iniziativa». INCATENATI - Donne e uomini del presidio si sono incatenati all'interno della Prefettura per dare un segnale chiaro al Governo: «la vicenda vicentina non è chiusa- così ancora i rappresentanti dei comitati- e la maggioranza della comunità locale continua ad opporsi alla militarizzazione, nonostante il silenzio che ha avvolto la città berica». L'occupazione, sottolinea ancora la nota, «è anche una risposta alla ripresa delle bonifiche belliche propedeutiche alla realizzazione della base Usa e si inserisce all'interno di una campagna di lungo periodo: il 26 gennaio- aggiunge il comitato vicentino- parteciperemo alla giornata nazionale di mobilitazione contro le basi indetta dal Patto contro la guerra mentre nelle prossime settimane torneremo a contestare Prodi, a Bologna come a Roma, e a costruire- conclude- iniziative di blocco e boicottaggio dei lavori di bonifica». http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/01/16/1984653--180x140.jpg Una ricostruzione al computer dell' area della nuova base americana all' aeroporto Dal Molin (Ansa) 16 gennaio 2008 Copyright 2008 © Rcs Quotidiani Spa http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_16/occupata_base_vicenza_a71b80de-c44f-11dc-8fe5-0003ba99c667.shtml alberty February 14th, 2008, 11:07 PM Bassano del Grappa......news URBANISTICA. Critico il vice di Bizzotto: «Deroghe in altezza autorizzerebbero analoghi progetti nell’ex ospedale» Le Torri di Portoghesi continuano a “lievitare” STEFANO GIUNTA di Carlo Barbieri «Sempre più in alto», gridava un Mike Bongiorno d’annata in un noto spot pubblicitario. Oggi lo slogan si attaglia perfettamente alla telenovela amministrativa delle due torri “firmate” dalla matita di Paolo Portoghesi. Esistono solo sulla carta, in versione ancora non definitiva, eppure crescono col passare dei mesi. Dagli iniziali 45 metri ora hanno raggiunto la ragguardevole altezza di 60. A decretarne l’innalzamento è stato il gruppo di maggioranza consiliare nel corso dell’ultima riunione. La compagine che sostiene l’Amministrazione Bizzotto si è espressa a favore della cancellazione del terzo edificio “più basso” dal progetto, chiesta dalla proprietà. La cubatura è stata accorpata a quella delle torri che sono magicamente lievitate sino a 60 metri. Per la verità, non tutto il gruppo di maggioranza (Forza Italia e Alleanza nazionale) ha approvato l’opzione. Il vicesindaco Stefano Giunta, notoriamente contrario al progetto, è stato l’unica voce fuori dal coro. «Non sono contrario alle torri in quanto soluzione estetica - ha spiegato Giunta, assessore alla casa, al patrimonio, ai trasporti e alla pubblica istruzione - anzi, è un bel progetto. Io sono fondamentalmente contrario a edifici così alti a ridosso del centro storico di una città come Bassano, di origini medievali, che ha conservato intatto il suo volto, pur tra interventi discutibili». «Per noi è importante vedere il progetto, quello definitivo - sottolinea Mauro Beraldin capogruppo in Consiglio per il Centrosinistra unito -. Al momento non c’è. Attendiamo di poter esprimere un giudizio sulla qualità di una proposta che tuttora manca. Non siamo contrari a priori ad uno sviluppo in altezza ma allo stato attuale, con le ipotesi presentate, il giudizio resta negativo. Evidentemente la soluzione votata dal gruppo di maggioranza va nella direzione di garantire un minimo di spazio verde, auspicabile». E le “chiacchiere” circolate sulla possibilità di spingersi ancora più su, addirittura ai cento metri, nell’area dell’ex-ospedale in viale delle Fosse? «Sull’area ex-ospedale - taglia corto Giunta - se ne sentono di tutti i colori. Certo che se il Consiglio approva una deroga a edificare in altezza per le torri, non può negare un domani una proposta analoga per l’area ai margini di viale delle Fosse». «Sono solo fantasie - gli fa eco Beraldin - manca lo spazio. Con la cubatura dell’area Parolini non c’è spazio per ulteriori appesantimenti nel vecchio ospedale». [\FIRMA] Dal Giornale di Vicenza del 13/02/08 Alter-Ego February 27th, 2008, 08:55 AM I Colli Berici e il Palladio: 74 iniziative per approfondirne il legame Due anniversari: i 500 anni dalla nascita del Palladio e i 25 anni del Consorzio Pro Loco Colli Berici. Risultato: 74 eventi organizzati dal Consorzio che, a partire da marzo e fino a dicembre, vivacizzeranno il basso vicentino, oggi Terra Berica, nel nome del grande architetto Andrea Palladio. "Il Palladio -esordisce Lucio Penzo, presidente del Consorzio- è nato a Padova e ha vissuto a Vicenza, arricchendo la città con opere di valore inestimabile, ma è nel basso vicentino che si è formato, dapprima come lapicida e poi come architetto, lasciando nel nostro territorio tre ville stupende e ispirando la realizzazione di molte altre." Per questo il consueto impegno delle 23 Pro Loco della Terra Berica, coordinate dal Consorzio Colli Berici, non poteva che intensificarsi e dirigersi verso proposte culturali legate alla figura del grande architetto. Senza dimenticare, naturalmente, che obiettivo primo è la promozione del territorio, del suo patrimonio architettonico e naturale, e la conoscenza delle tradizioni che lo caratterizzano e che ne hanno fatto un invidiabile, e invidiato, unicum. E le opportunità sono davvero tante, comprendendo rassegne tradizionali, come i Sabati in Villa che festeggiano la 17° edizione, e manifestazioni studiate appositamente per celebrare il Palladio, come le Iniziative Palladiane. Per offrire un programma quanto più diversificato e allettante, Cinzia Albertoni, animatrice turistica del Consorzio, ha elaborato percorsi e visite guidate fuori dal solito cliché. "Vogliamo emozionare il pubblico -spiega la Albertoni- e lo faremo proponendo itinerari a due voci, una per l'illustrazione storica e architettonica, l'altra teatrale, incentrata sulla vicentinità, grazie alle abilità dell'attore e autore teatrale Adriano Marcolini." Andrea Palladio a Vicenza Oltre a Cinzia Albertoni, c'è un team di Animatori del Tempo Libero che sarà a disposizione come guida per tutte le iniziative proposte. Un gruppo di giovani volontari che hanno seguito lezioni sulla storia e sulle bellezze del territorio berico, hanno fatto uscite con esperti e si sono guadagnati l'iscrizione ad un elenco speciale elaborato in collaborazione con la Provincia di Vicenza, prima nel Veneto ad ideare un simile percorso di formazione. Sabato in Villa Giunti alla XVII edizione, quest'anno vengono proposti 6 Itinerari. Tre nel Basso Vicentino alla scoperta di architetture non sempre palladiane, ma con l'attenzione al "minore" anche in presenza di ville prestigiose (es. broli, cantine, oratori, torri) e tre nei territori limitrofi. Al termine di ogni visita, brindisi augurale offerto dalla Pro Loco ospitante o dal Consorzio. Da sabato 29 marzo a sabato 14 giugno. Itinerari Palladiani Sei particolari appuntamenti alla ricerca di un Palladio insolito: i quartieri dove ha vissuto sia a Padova che a Vicenza, i ponti che ha attraversato, i vicoli che l'hanno visto nottambulo fugace e guardingo, la vita nelle sue ville. Piccoli spaccati di un mondo passato, non idilliaco ma vissuto, esaltati con maestria dalle spiegazioni di Grazia Boschetti e Cinzia Albertoni, e dalla voce narrante dell'autore e autore teatrale Adriano Marcolini. Da sabato 5 aprile a venerdì 18 luglio 2008. Iniziative Palladiane Aderendo all'ampio progetto "palladiano" delle Pro Loco Vicentine, il Consorzio Colli Berici organizza 5 manifestazioni. Il Palladio è preso come filo conduttore per percorrere la via della pietra e degli scalpellini (Discesa del Bisatto l'8 giugno 2008); dipingere le ville (Dipingi Palladio sabato 5 e domenica 6 luglio 2008); conoscere non solo le ville ma anche chiese, oratori e monumenti della Terra Berica (Ville Aperte domenica 6 luglio 2008) navigare verso le più remote realizzazioni palladiane (Navigando con Palladio 20 luglio 2008); scoprire e degustare i sapori di un tempo (Sapori Palladiani 25 maggio a Lonigo). Domeniche Natural-Culturali Cinque itinerari escursionistici di indubbio fascino a numero chiuso e con guida. Studiati e concepiti per chi vuole avvicinarsi alla Terra Berica per conoscerla sotto l'aspetto storico, naturalistico, artistico e architettonico. Adatto al neofita che solo ora si avvicina a certe tematiche, a certi luoghi, ma anche a chi, già introdotto, ne vuole una "lettura" più approfondita. Le mete proposte sono: Val di Calto (6 aprile 2008); Val del Todesco (27 aprile 2008); Le sorgenti della Val Massina (4 maggio); A Montegalda dai Colli al Fiume (25 maggio); Ad Orgiano a spasso tra Storia e Natura (6 luglio). Al termine di ogni itinerario brindisi augurale offerto dal Consorzio. Itinerari per gruppi precostituiti Sette itinerari di mezza o intera giornata, guidati dagli Animatori del Tempo Libero a disposizione come accompagnatori per gruppi precostituiti di almeno 30 persone. Ville, chiese e palazzi nella Lonigo dei Pisani Ad Orgiano sulle orme dei Promessi Sposi Percorso storico-naturalistico a Lumignano Costozza, le ville e non solo Ville palladiane e non tra Noventa, Agugliaro e Pojana Le grotte e i mulini di Mossano La pietra e gli ulivi dei Berici Domeniche sui Colli Quarantacinque appuntamenti in una programmazione che va da Marzo a Dicembre. A partecipazione gratuita con l'organizzazione delle singole Pro Loco dell'Area Berica, sono solitamente passeggiate da mezza giornata sui sentieri. Per parteciparvi basta presentarsi nella data, orario e luogo stabilito. In alcune passeggiate le singole Pro Loco hanno previsto dei buffet, bicchierate o pranzi. Oltre alle passeggiate, ci sono escursioni notturne, visite guidate a siti, mostre, feste, marce, biciclettate e discese in canoa. VICENZA.COM Alter-Ego March 6th, 2008, 05:06 PM Amministrative a Vicenza: anche i No Dal Molin si candidano giovedì 06 marzo 2008 15:36 Anche i comitati ‘No Dal Molin’, che si battono contro la nuova base militare Usa, scendono in campo alle amministrative a Vicenza. Nelle schede elettorali del 13 e 14 aprile i vicentini troveranno anche il simbolo della lista del movimento, un segnale di divieto con dentro un aereo militare. Dopo settimane di incertezza, la decisione è maturata martedì sera nel corso di un’assemblea convocata nel tendone del presidio permanente di via Sant’Antonino, lo stesso che la uscente amministrazione ha giudicato abusivo, inviando un’ordinanza di demolizione. @Nordest Alter-Ego March 27th, 2008, 10:31 AM Il commissario regionale Elena Berton ha rilasciato il permesso di costruire all’immobiliare “Le Mura” di Fabio Amadu per l’area di Santa Lucia “Ex Q8”, c’è il via libera al palazzo. È polemica Il progetto griffato Albanese prevede la costruzione di un edificio alto nove metri davanti alle mura antiche Gian Marco Mancassola Via libera al progetto dell’ex Q8. Davanti alle mura antiche di S. Lucia sorgerà una palazzina, nell’area un tempo occupata da un distributore di benzina fra Borgo Scroffa, via Zambeccari e viale Ceccarini. Lo ha stabilito il commissario regionale, l’arch. Elena Berton, che ieri ha firmato il permesso di costruire rilasciato all’immobiliare “Le Mura” di Fabio Amadu. I lavori dovranno iniziare entro un anno e dovranno essere terminati entro tre. Prima di avviare il cantiere, il commissario ad acta ha prescritto ai proprietari di acquisire il parere favorevole di Aim. È l’ultima carta che manca: poi il progetto elaborato dallo studio Albanese potrà prendere forma una volta per tutte. L’edificio sarà costruito all’interno di un lotto di 1.870 metri quadrati, dove oggi sorge la sede dell’immobiliare sfruttando le volumetrie della precedente stazione di servizio: un cubo alto 4,30 metri. Il nuovo edificio avrà, invece, un’altezza di 9 metri. È passata, quindi, la linea della via più rapida e semplice, la via tecnica, che si limita a fornire ai privati il titolo edilizio, senza passare attraverso la presentazione di un Pua, un piano urbanistico attuativo, come richiedeva a gran voce la commissione Territorio del Comune prima di scadere. Il piano urbanistico era ritenuto necessario da molti politici e da alcuni tecnici comunali perché il progetto va a incidere su un borgo storico e un contesto architettonicamente delicato e di pregio come le mura scaligere della città antica. Questa strada avrebbe condotto a un passaggio in consiglio comunale. Così non è stato: il commissario, nominato dalla Regione due mesi fa dopo che erano decorsi i termini per l’espressione di un parere da parte del settore Edilizia privata del Comune, ha scelto di ignorare le istanze della commissione Territorio e del comitato S. Lucia, procedendo direttamente al rilascio del permesso di costruire. Contro la decisione vengono già annunciati esposti e ricorsi al Tar. In particolare, c’è un paragrafo, nell’atto depositato a palazzo Trissino, che ha scatenato ieri le critiche e le polemiche più dure. Nel passaggio contestato, l’arch. Berton cita le motivazioni con cui l’Edilizia privata comunale aveva autorizzato nel 2005 la realizzazione dei garage interrati senza prevedere la presentazione di un Pua. Per chi si oppone al progetto, però, questo significa paragonare pere a meloni: il primo è un titolo per costruire garage interrati che non fanno volume e che aggiungono servizi al quartiere; il secondo è un titolo edilizio per costruire nuovi volumi fuori terra. Chi si schiera a favore dell’operazione è l’ex assessore all’Edilizia privata, il forzista Michele Dalla Negra, il cui settore era stato commissariato proprio per il caso Q8: «Questa - sostiene Dalla Negra - è l'ennesima dimostrazione di come la politica forcaiola di una certa sinistra sia solo sterile e volgare demagogia. Se la concessione edilizia fosse stata rilasciata dagli uffici all'Edilizia privata sicuramente qualche inutile idiota avrebbe gridato allo scandalo accusando gli uffici di interessi privati o di incompetenza. Oggi che a giudicare è un soggetto terzo, la musica non cambia». Dalla Negra cita i casi recenti più eclatanti: la sentenza del Tar Veneto sulla villa delle Scalette e oggi il rilascio di una concessione «da parte di un soggetto autonomo e terzo». «Sono stati anni di stillicidio continuo - prosegue - da parte di chi, affetto da vera e propria impotenza politica ed incapace di incidere sulla realtà cittadina, ha cercato, inascoltato, di percorrere altre strade che non sono certo quelle del confronto all'interno della sedi istituzionali. Assistiamo oggi agli ultimi colpi di coda di chi si rende conto che anche l'elettorato l'ha sbugiardato». © Copyright 2008, Athesis S.p.A. alberty April 2nd, 2008, 02:44 PM Mi sono deciso di mettere le mie ''bellissime'' fotografie nel thread.. Le ho scattate tutte mentre lavoravo dentro il furgone quindi hanno poca pochissima qualità.. Ho fotografato solo edifici moderni o in costruzione di un certo livello..non casette o condomini insignificanti.. Va bhe..ecco le più belle foto di Vicenza e provincia:lol::lol::lol::lol::lol: http://img254.imageshack.us/img254/7618/p3180165cx4.th.jpg http://img158.imageshack.us/img158/2548/p2120073tz4.th.jpg http://img253.imageshack.us/img253/5452/vicenzasharma1fc4.th.jpg http://img529.imageshack.us/img529/5681/sharmafacciatawm4.th.jpg Continua... Alter-Ego April 2nd, 2008, 02:52 PM http://img254.imageshack.us/img254/7618/p3180165cx4.jpg http://img158.imageshack.us/img158/2548/p2120073tz4.jpg http://img253.imageshack.us/img253/5452/vicenzasharma1fc4.jpg http://img529.imageshack.us/img529/5681/sharmafacciatawm4.jpg Continua... le ho ridimensionate ;) alberty April 2nd, 2008, 07:37 PM Grazie Alter:cheers: Continuo.. http://img369.imageshack.us/img369/1313/cartellosharmazm6.jpg http://img116.imageshack.us/img116/8215/vicenzatowerwg3.jpg http://img116.imageshack.us/img116/3196/vicenzatowe2kn0.jpg http://img396.imageshack.us/img396/535/p3180147uh3.jpg http://img378.imageshack.us/img378/8291/vicenzacentroorafoyu5.jpg http://img135.imageshack.us/img135/9421/vicenzacantroorafhy6.jpg Dall'autostrada.. http://img116.imageshack.us/img116/3668/vicenzatorriha7.jpg http://img158.imageshack.us/img158/5787/vicenzatorri1su2.jpg Schio (Vicenza) http://img369.imageshack.us/img369/204/schiosummanoop1.jpg http://img134.imageshack.us/img134/4460/summanoascensorewt0.jpg alberty April 3rd, 2008, 08:32 PM altre foto.. Sempre Schio (definita la Manchester d'Italia x via della grande zona industriale) http://img387.imageshack.us/img387/9672/schio2summanogc9.jpg Questo palazzo è molto bello visto di persona (la foto non dà l'idea) ,davanti c'è pure un laghetto: http://img441.imageshack.us/img441/6595/schio3th4.jpg http://img228.imageshack.us/img228/8536/schio7aj6.jpg altri palazzi che si trovano lì vicino.. http://img137.imageshack.us/img137/5784/schio5vd1.jpg http://img219.imageshack.us/img219/221/schio6ce0.jpg http://img296.imageshack.us/img296/681/schio4pn4.jpg Alter-Ego April 4th, 2008, 09:52 AM belle foto alberty ;) grazie! Alter-Ego April 4th, 2008, 09:57 AM IL CONFRONTO PUBBLICO. Progettisti, urbanisti, industriali e sociologi studiano proposte “Far west”: l’area ovest lancia la sfida alla città Domani l’assemblea dei costruttori di Confindustria: si discuterà di nuova urbanistica per il governo di Vicenza Giovedì 3 Aprile 2008 Domani pomeriggio - l’appuntamento è fissato per le 17 a palazzo Bonin Longare - si parlerà delle sfide urbanistiche di Vicenza, del futuro delle città e delle costruzioni, partendo dalla zona più difficile: il Far West della città. “Il futuro delle costruzioni per il futuro della città" è infatti il tema al centro dell'assemblea del Coordinamento giovani imprenditori edili di Confindustria Vicenza, in programma nella sede di palazzo Bonin Longare, in corso Palladio 11. Dopo la parte privata, riservata alle imprese associate (avrà inizio alle 16) la parte pubblica inizierà come detto alle 17 con il saluto del coordinatore dei Giovani imprenditori edili, Antonio Vescovi. Seguirà la proiezione di un documentario intitolato appunto “Far west" e dedicato alla zona industriale di Vicenza ovest, con immagini e interviste su una delle questioni urbanistiche più delicate del capoluogo. Vicenza ovest viene infatti proposta all’attenzione della città come “paradigma" di quella sfida urbanistica globale che impegnerà gli amministratori pubblici, i progettisti, gli imprenditori e l'intera collettività nei prossimi lustri: ripensare radicalmente intere parti delle città per ridare loro qualità, efficienza e funzionalità. Dalla soluzione a questi problemi dipenderà la qualità della vita nelle città, la competitività delle aziende insediate, l'efficienza infrastrutturale, energetica e ambientale del territorio: obiettivi rispetto ai quali l'industria delle costruzioni - è il messaggio pubblico lanciato dall’assemblea della categoria che si riunisce domani - vuole giocare un ruolo da protagonista a servizio dell'intera comunità vicentina. Dal documentario “Far west" prenderà spunto una tavola rotonda che si interrogherà sul futuro della città e dell'industria delle costruzioni. Sarà affrontato il tema della capacità dell'urbanistica di guidare un processo di trasformazione del territorio che da un lato sappia riqualificare le aree degradate delle città dal punto di vista estetico e funzionale, dall'altro vada incontro alla domanda insediativa delle imprese oggi più complessa ed esigente che in passato. Coordinati da Roberto Travaglini di Confindustria Vicenza, discuteranno di questi temi Flavio Albanese, progettista e direttore della rivista Domus, Steve Bisson, urbanista e collaboratore di Confindustria Vicenza, Marisa Fantin, architetto e presidente di Inu Veneto (Istituto nazionale di urbanistica), Fernando Lucato, urbanista noto in città anche per aver studiato la situazione di Vicenza rispetto all’applicazione del Piano regolatore dell’83, Luca Romano, sociologo del territorio, e appunto Antonio Vescovi, imprenditore edile e coordinatore dei Giovani edili vicentini. Le conclusioni saranno tratte dal presidente della sezione Costruttori edili di Confindustria Vicenza, Maurizio Trentin. Ai partecipanti verrà consegnata copia della pubblicazione “Vicenza ovest, una porta per la città: interviste, immagini, progetti, fabbriche, territorio", promossa da Confindustria Vicenza e dalla sezione Costruttori edili con il contributo della Camera di commercio. © Copyright 2008, Athesis S.p.A. Falcon83 April 4th, 2008, 10:11 AM ^^Ottima notizia! Alter-Ego April 11th, 2008, 03:37 PM Shneck ai vertici della Brescia-Padova venerdì 11 aprile 2008 11:59 Il presidente della Provincia di Vicenza Attilio Shneck e' il nuovo presidente della societa' autostradale Brescia-Padova. La sua nomina, all'unanimita', e' arrivata oggi al termine della riunione tra i nove consiglieri di amministrazione della concessionaria autostradale. Sneck, espressione della Lega Nord, succede a Manuela Dal Lago che aveva abbandonato la carica per presentarsi, nelle liste del Carroccio, alle politiche. @NordEst Alter-Ego April 11th, 2008, 03:38 PM Schneck ai vertici della Brescia-Padova venerdì 11 aprile 2008 11:59 Il presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schneck e' il nuovo presidente della societa' autostradale Brescia-Padova. La sua nomina, all' unanimita', e' arrivata oggi al termine della riunione tra i nove consiglieri di amministrazione della concessionaria autostradale. Schneck, espressione della Lega Nord, succede a Manuela Dal Lago che aveva abbandonato la carica per presentarsi, nelle liste del Carroccio, alle politiche. @NordEst Alter-Ego May 29th, 2008, 09:52 AM http://i31.tinypic.com/10p9amw.jpg da : http://www.archiportale.com/default.asp Falcon83 May 29th, 2008, 09:55 AM Capannone del XXI secolo, bello! Alter-Ego May 29th, 2008, 09:58 AM progetto di nuova piazza integrata a museo e parcheggio interrato http://i27.tinypic.com/2li911i.jpg da: http://www.archiportale.com/default.asp Gioven May 29th, 2008, 08:07 PM ^^ è Santa Corona? Alter-Ego May 30th, 2008, 09:28 AM ;) bressa82 May 31st, 2008, 07:15 PM http://www.apcom.net/newscronaca/20080528_192600_2c610ee_40442.shtml http://www.casapassiva.com/case/737_Il_primo_eco-edificio_costruito_con_rifiuti_a_Conegliano.php a conegliano il primo edifico costruito coi rifiuti... quando si dice: io so gestire i rifiuti!!!!! Falcon83 May 31st, 2008, 08:17 PM Conegliano è in prov. di Treviso... bressa82 June 1st, 2008, 09:23 AM .... è che io sono al confine del regno veneto.... non conosco bene le partizioni in contee delle zone centrali Gioven June 1st, 2008, 09:27 AM .... è che io sono al confine del regno veneto.... non conosco bene le partizioni in contee delle zone centrali Bressa, non c'è mai stato un regno veneto, ma una repubblica... :D bressa82 June 1st, 2008, 09:30 AM per me era il regno veneto!!!!! lo so che era una repubblica ma per me era il regno per eccellenza. Alter-Ego July 22nd, 2008, 09:02 AM Brendola http://i37.tinypic.com/2je7er6.jpg http://i36.tinypic.com/2d2zwg.jpg http://i35.tinypic.com/28pba8.jpg da: http://www.archiportale.com/default.asp bressa82 September 18th, 2008, 02:02 PM urban center di thiene http://img145.imageshack.us/img145/1083/urbancenternotturnokf2.jpg (http://imageshack.us) http://www.edilio.it/nqcontent.cfm?a_id=12274 k_kenzo September 18th, 2008, 04:13 PM Brendola Ma che bello! :) bressa82 September 18th, 2008, 05:22 PM voglio vedere aree industriuali con opere come quelle di brendola.... mica capannoni monopiano monolitici monocolore monotipologia...... INSULSI bressa82 September 22nd, 2008, 04:28 PM http://www.palladio500anni.it/ (http://www.palladio500anni.it/#) mostra dedicata al genio palladio!!! Stranfiér October 30th, 2008, 09:01 AM Non so se sia il 3D giusto, ma... http://www.ilgazzettino.it Lunga seduta per approvare il piano Parolini, che passa con il voto della maggioranza tra una pioggia di critiche delle opposizioni Consiglio fiume, poi il sì alle torri di Portoghesi Il sindaco: «L’opera è prevista in un’area degradata, già con altre costruzioni». Assente il vice Giunta Bassano È giunto nella notte il sì del Consiglio comunale di Bassano alle torri di Portoghesi. Un verdetto atteso e senza sorprese, con la maggioranza compatta a votare a favore e le opposizioni contrarie compresa l'Udc. Assente di rilevo, il vicesindaco Stefano Giunta trattenuto fuori città secondo la spiegazione ufficiale che è stata data. Un impegno comunque provvidenziale che ha evitato imbarazzi, dal momento che il numero due dell'amministrazione comunale si è sempre dichiarato contrario alle torri.L'intera seduta è stata seguita da un folto gruppo di cittadini, molti dei quali collegati al comitato "Aggiornamento dal territorio" che aveva invitato i bassanesi a essere presenti in massa per esprimere un dissenso civile. Ma la risposta, pur di diverse decine di persone, è stata al di sotto delle aspettative, anche per la ristrettezza della sala consigliare. Subito tensioni in apertura di seduta per la presenza accanto alla giunta di un funzionario dell'urbanistica, chiamato dall'amministrazione per eventuali chiarimenti di carattere tecnico. Francesco Fantinato del Pd ha contestato la decisione dicendo: «Deve essere allontanato dai banchi della giunta altrimenti avremmo diritto anche noi a poter usufruire di un consulente tecnico». Sospensione di cinque minuti per decidere il da farsi in seguito alla quale i capigruppo hanno confermato la presenza del dirigente.Il sindaco Gianpaolo Bizzotto ha difeso il progetto: «Questa sera siamo chiamati a decidere in merito ad una proposta che ci è stata presentata tre anni fa. E' stata discussa, presentata in uffici, commissioni e consigli comunali, anche con la presenza dell'architetto Portoghesi. Ora è tempo di giungere alla considerazione finale. Il comparto dove è prevista l'opera non è un'area agricola, non si tratta di un campo vergine da trasformare in residenziale. Si tratta di un'area degradata con già altre costruzioni presenti, chiamato piano Mar dal nome dell'architetto che già 30 anni fa venne chiamato a studiare quell'area e a proporre nuove idee. Anni e amministrazioni sono passati e non è mai stato fatto nulla. Quando ci siamo insediati in questo Consiglio abbiamo guardato anche noi a quel piano e ne è uscita una proposta diversa da quella del piano regolatore. Con il nuovo progetto non ci è stato chiesto un metro cubo in più. E l'area interessata non è che un comparto parziale di tutto il Piano Mar dove era prevista un'altezza massima di 19 metri. Abbiamo guardato ad altre città, anche estere: in molte hanno interpretato la modernità vicino a costruzioni storiche, si tratta di un modo diverso per interpretare gli usi della città. Ci siamo chiesti come poter inserire il nuovo nella nostra città dove le altezze massime sono determinate dai 40 metri della torre civica e dai 52 metri del nuovo ospedale. Non è più tempo di lesinare sulla decisione: in maniera seria ed equilibrata, senza voler bruciare il tempi, i proprietari di aree ed edifici hanno il diritto di avere una risposta. Mi ha fatto specie vedere un'intervista ad una bambina dove, quando le venne chiesto se le andassero bene le torri, rispose che preferiva un prato di margherite. Non si può disinformare. Certe scivolate politico-amministrative solo per cercare di portare a casa l'ultimo consenso utile non appartengono al modo di fare di questa amministrazione». Prima e dopo l'intervento del sindaco sono arrivati gli strali dell'opposizione. Il partito democratico ha usato l'arma dell'illegittimità della delibera: «Nessuno mette in discussione la qualità formale, architettonica della proposta Portoghesi. Ma non siamo chiamati a dare patenti o brevetti di architettura moderna. Ogni nostro atto amministrativo può essere giustificato solo da un interesse pubblico, evidente, trasparente. Perciò a chi amministra non è consentito, dalla legge prima e dalla logica poi, pianificare il territorio per episodi, sull'onda emotiva di un disegno accattivante con procedure e giustificazioni autoreferenziate, che creano diritti per pochi e vincoli per tutta la comunità». «La sensazione che ho io è che due anni fa qualcuno, pur avendo già deciso, lasciò che se ne parlasse per dare segno di democrazia - ha rincarato Paola Facchinello di Un'altra Bassano - Ai cittadini di Bassano servono appartamenti di enormi dimensioni, di lusso, vicino ad una stazione ferroviaria? Gioverà ad aumentare il senso di appartenenza dei bassanesi? Che faremo se nel tempo questi preziosi oggetti si deterioreranno non trovando utenza?». «Non siamo retrogradi- hanno aggiunto dalle fila dell'Udc - ma con le torri vinceremo o perderemo tutti, nessun escluso, una partita importante. Non è una banda di rabbiosi giacobini o di iconoclasti del verticale che chiede di fermarsi. E' una parte della città, è la stessa storia urbana e civica e sociale della città a chiederlo». Dopo la discussione il voto è giunto a tarda ora. Lara Lago Alter-Ego November 12th, 2008, 10:37 AM FILK UNO sorge a Mussolente nella provincia di Vicenza Costruita nel 1983 ed ampliata nel 1990 per la produzione di oggetti in oro dove l’elemento base è la produzione della catena nelle sette fasi di passaggio, dalla condizione di lingotto a quella di prodotto finito. Si sviluppa su una superficie complessiva di circa 7.500 metri quadrati dedicati alla produzione, alle attività direzionali, commerciali ed amministrative. http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/12559_2.jpg http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/12559_4.jpg http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/12559_1.jpg http://www.archiportale.com/ Alter-Ego November 20th, 2008, 06:30 PM CLAMOROSO FURTO A MONTE BERICO. I ladri dopo la chiusura serale di martedì sono rimasti all’interno del santuario ed hanno trafugato il gioiello cristiano Rubata la corona della Madonna Diego Neri Rubata la corona che cinge il capo della statua della Madonna di Monte Berico. L’immagine della Madre del Signore più nota ai vicentini, l’icona di tanti santini, è stata spogliata la notte scorsa da una banda di ladri. Il colpo, dal punto di vista meramente economico, non ha fruttato troppo ai malviventi, poiché la corona sparita - d’argento, ricoperta di lamina d’oro, con una pietra al centro - è una copia e vale qualche migliaio di euro. Ma si tratta di una corona cara ai vicentini perché la Madonna di Monte Berico è la loro patrona, e pertanto il furto rappresenta un’offesa alla città e alla provincia. I carabinieri hanno avviato accertamenti: devono trovare la corona e chi l’ha rubata. Il colpo è stato messo a segno la notte scorsa. Le modalità utilizzate dai delinquenti non sono ancora state ricostruite nel dettaglio, e gli inquirenti non si sbilanciano. Da quanto è emerso, visto che non ci sono segni di forzatura è probabile che i ladri abbiano partecipato all’ultima messa di martedì sera alle 18, e quindi siano rimasti fingendosi fedeli fino alle 19, orario di chiusura. Quindi si sarebbero nascosti, di modo che i frati e il custode, chiudendo tutte le porte per la notte, non si accorgessero di loro. I malviventi devono aver aspettato a lungo, attendendo che i Servi di Maria andassero a dormire. A quel punto, con la luce di qualche torcia o delle candele, si sono avvicinati alla statua della Madonna, che è dietro l’altare, sopra una larga mensola. Si sono arrampicati, hanno aperto la teca di vetro che ospita la statua e hanno preso la corona. Si tratta di una copia dell’originale, un gioiello d’oreficeria che risale al 1900 in oro e pietre, che non è più stata esposta al pubblico se non in mostra dopo il restauro, avvenuto in occasione del centenario dell’incoronazione. La copia era stata realizzata dagli allievi della Scuola d’arte e mestieri per il Giubileo del 2000. I ladri, a quel punto, sono sgattaiolati all’esterno da qualche porta laterale, ed hanno fatto scattare l’allarme. Era l’una. I frati si sono subito svegliati e sono corsi a vedere. Hanno allertato il 112, facendo intervenire i carabinieri. È stato subito informato anche il colonnello Zubani. I militari nella notte hanno compiuto un sopralluogo con i religiosi, ma nessuno si è accorto di che cos’era sparito. I frati si sono resi conto che mancava la corona ieri mattina, e si sono precipitati in via Muggia per formalizzare la denuncia ai carabinieri della stazione comandata dal luogotenente Aletta. A quel punto, i militari sono tornati a Monte Berico ed hanno compiuto un lungo sopralluogo per cercare impronte e tracce utili a dare un nome ai malviventi. È probabile che si tratti di un furto su commissione, e che i ladri abbiano già consegnato la refurtiva a qualche ricettatore che aveva adocchiato la corona. Ci sono degli aspetti ancora piuttosto dubbi, a partire dal fatto che non si comprende perché i malviventi si siano concentrati sulla corona e non abbiano toccati, da quanto emerso finora, null’altro. Ieri non è mancato chi ha parlato di uno sgarro alla cristianità e alla chiesa vicentina, ma pare un’ipotesi del tutto priva di fondamento. Athesis S.p.A. Alter-Ego November 20th, 2008, 06:31 PM voglio vedere aree industriuali con opere come quelle di brendola.... mica capannoni monopiano monolitici monocolore monotipologia...... INSULSI speren :cheers: URBANISTICA. La Giunta ha adottato il progetto che sarà realizzato tra via IX settembre e la Val Tambarella L’area industriale cresce In arrivo altri capannoni L’opera da 4 milioni di euro risponde alle esigenze di Confindustria e artigiani Previste tante aree verdi Luigi Centomo Più spazi in zona industriale, con la “benedizione” dei timonieri d’azienda. L’area si allarga, con l’arrivo del Pip “IX Settembre” con la garanzia di un limitato impatto ambientale: previsti tetti e aree verdi, con muri rivestiti in legno. La giunta comunale ha appena adottato il progetto il cui importo, comprensivo delle aree da acquisire e delle opere di urbanizzazione, ammonta complessivamente a 4 milioni di euro: poco più di un milione 640 mila per le aree e 2 milioni 400 mila per le opere di urbanizzazione. Il nuovo Piano di insediementi produttivi interessa un’area di circa 47 mila metri quadrati. La zona in questione è compresa tra via IX Settembre e la Val Tambarella, area ad est dell’attuale zona industriale. Il Pip nascerà nella zona sud della città, così come previsto dal Piano regolatore generale. Al via libera, come confermato in municipio, si è arrivati dopo un’indagine preliminare che ha coinvolto le categorie economiche e che ha confermato la necessità di nuovi spazi industriali, per consentire ampliamenti e nuovi insediamenti. Industriali ed artigiani, dunque, hanno evidenziato la necessità di edifici produttivi di dimensioni piccole o medio-piccole con superficie coperta di 600 o massimo 1.500 metri quadrati. «In un periodo non semplice per l'economia del paese - ha sottolineato il sindaco, Alberto Neri - il nuovo Pip rappresenta un segnale di fiducia nel futuro, strategico per lo sviluppo della città. Per quanto limitato, sarà occasione di sviluppo e di occupazione confermando così la bontà delle scelte nel Prg». Sono previsti edifici produttivi di limitata profondità e alla creazione di ampie fasce di mitigazione ambientale. L’accesso alla nuova zona produttiva sarà garantito con una nuova rotatoria su via IX settembre ed una strada che porta a 11 lotti, con dimensione da 1.861 a 4.552 metri quadrati, in una zona che si sviluppa ad anello con circolazione a senso unico. Athesis S.p.A. alberty January 11th, 2009, 01:27 AM Per “Palladio 500” chiusura col botto Gian Maria Maselli Oltre 2mila vicentini in coda già dalle 8,30. Il gelo non frena la mostra-record, che sfiora quota 100 mila Con i 2.300 biglietti staccati ieri ha chiuso attorno alle 100 mila presenze la mostra “Palladio 500 anni” ospitata a palazzo Barbaran da Porto. L’ultima giornata dell’evento culturale dell’anno (per Vicenza, ma non solo) è stata una maratona dalle 8.30 fino alle 21, grazie all’orario prolungato che ha concluso una cavalcata durata 16 settimane. «I primi visitatori si sono presentati addirittura alle 8, quando mancava ancora mezz’ora all’apertura della biglietteria; così in contrà Porti si è formata la prima coda» racconta Dado Toniato, il custode di palazzo Barbaran da Porto. Poi, verso metà mattina è iniziato l’afflusso regolare e costante di visitatori, malgrado il gelo e le piazze delle bancarelle della Befana ancora deserte. Moltissimi sono stati i vicentini che proprio ieri, in extremis, hanno deciso di non perdersi un evento dalla risonanza sorprendente, trattandosi di architettura. Il motivo di tanto gradimento lo può cogliere anche il profano: una mostra statica, che sarebbe potuta scivolare via nella noia, si è invece rivelata gradevole grazie all’audioguida in mp3 (voce narrante di Guido Beltramini, direttore Cisa) e grazie alla sapiente alternanza di disegni firmati da Palladio, quadri d’epoca che ben rendono l’idea dell’ambiente e dei committenti con cui ebbe a che fare il grande architetto, e dei modellini che svelano, quasi più dell’opera originale, la visione d’insieme che lo guidava nel suo progettare. La mostra in effetti è stata un “dietro le quinte”, capace di affascinare tanto i vicentini, così assuefatti ai gioielli palladiani da trascurane o ignorarne parecchi dettagli e retroscena, quanto i turisti giunti da varie città italiane ed europee. Tra loro molti milanesi e romani, mentre il 20 per cento erano stranieri, in particolare tedeschi, francesi e spagnoli, percentuale record per le esposizioni in Italia. Cifre insomma, da Palladiomania: l’ex scalpellino lapicida Andrea di Pietro della Gondola non smette di ammaliare il mondo con le sue “astronavi bianche” che calò in mezzo allo spartano contesto gotico del ’500. Cinque secoli dopo, l’effetto che Palladio sa ancora esercitare sul pubblico è raccontato dagli ultimi due visitatori, che ieri alle 20 hanno fatto il loro ingresso alla mostra. Civita Tre Venezie li ha festeggiati con due biglietti omaggio: «Siamo due ritardatari della cultura, ma ci è andata bene, perchè così siamo entrati gratis» scherzano Erik Varusio, 34enne creativo della Diesel, e la fidanzata Anna Chiara Antonello, avvocato e ricercatrice universitaria di 28 anni. I due sono vicentini, ma con la mostra hanno fatto delle scoperte: «Il contesto storico in cui si muoveva Palladio è stato reso bene - dice Erik - così come è stato ben evidenziato, con tele e disegni, l’aspetto della committenza. Ma a sorprendermi di più è stato il progetto, bocciato, del ponte di Rialto, che Palladio aveva immaginato più grandioso di come lo vediamo. E poi è indubbio che i modellini in scala riescono a darti una lettura diversa di monumenti cui noi vicentini siamo abituati». Invece Anna Chiara la mette sul poetico: «Mostra interessante, come commento sceglierei una frase dei “Quattro libri dell’architettura” in cui Palladio dice che la bellezza è la consolazione per le avversità della vita». Il giornale di Vicenza gedeone81 January 14th, 2009, 12:00 PM ci sono novità rilevanti a Vicenza per quanto riguarda il trasporto pubblico? si sa niente dell'idea di fare lo stadio in zona Ca' Balbi? alberty January 29th, 2009, 07:34 PM .....a Bassano del Grappa... TORRI DI PORTOGHESI. I ricorrenti: «Delibere consiliari contraddittorie. Gli edifici lievitati da 45 a 65 metri». Sulla vicenda, ieri, un ampio servizio su “la Repubblica” «Il ricorso al Tar veneto è solo l’inizio» “La nostra Bassano” pronta a dar battaglia sino al Consiglio di Stato con Italia Nostra «Le vele, una cambiale in bianco ai privati» Il ricorso al Tar è già stato presentato e la battaglia contro le “torri di Portoghesi” è diventata una guerra da combattere «sino in fondo» sul campo legale «anche di fronte al consiglio di Stato». Nel giorno in cui “la Repubblica” richiamava in prima pagina un ampio servizio sul piano di sviluppo dell’area Parolini progettato da Paolo Portoghesi, i rappresentanti dell’associazione “La Nostra Bassano” hanno annunciato di aver impugnato di fronte al Tribunale amministrativo regionale, con il sostegno di Italia Nostra, la delibera di consiglio comunale del 28 ottobre scorso. Un documento con il quale 19 membri della maggioranza del sindaco Bizzotto hanno di fatto dato il via libera alla realizzazione, in un’area della società Numeria e in un terreno adiacente appartenente ad un privato, di tre vele di oltre sessanta metri d’altezza. Per il progettista, un architetto conosciuto in tutto il mondo, e per la squadra di governo, si tratta di un’idea innovativa per riqualificare l’area Parolini ma per i membri del nuovo sodalizio e per il 70 per cento dei cittadini che hanno partecipato al sondaggio i grattacieli snatureranno l’identità di un centro medievale come Bassano e creeranno un pericoloso precedente. L’imprimatur dato a Portoghesi, infatti, spianerà la strada a chiunque vorrà costruire in deroga al piano regolatore, che fissa un’altezza massima di 19,5 metri lineari per gli stabili costruiti entro il perimetro municipale. Proprio per queste ragioni i rappresentanti della nuova organizzazione, appoggiati dalla sede nazionale di Italia Nostra, hanno dato incarico all’avvocato Gianluigi Ceruti di promuovere un’azione legale per l’annullamento della delibera e di tutti gli atti amministrativi ad essa collegati. Il ricorso, come ha ricordato il presidente de “La nostra Bassano” Mario Baruchello, si poggia fondamentalmente su quattro presupposti. Per prima cosa il provvedimento deliberativo, nonostante dicesse di approvare un piano d’interventi relativo ad una sola parte del territorio comunale, non poteva non rapportarsi all’intero territorio bassanese nel suo complesso per essere in linea con la nuova legge urbanistica del Veneto. La seconda censura riguarda la mancanza di chiarezza sulla destinazione delle strutture e di conseguenza sugli standard necessari per questi insediamenti. «I due proprietari - scrive l’avv. Ceruti in una sintesi del ricorso - hanno proposto al Comune di destinare ad uso direzionale - commerciale tutta la volumetria consentita, mentre attualmente alle residenze deve essere destinato almeno il 40 per cento della cubatura. Questa discrezionalità e tale indeterminatezza rendono nulle le proposte di accordo». «Sarebbe come consegnare ai privati una cambiale in bianco» rimarcano i ricorrenti, sottolineando poi il contrasto esistente tra la delibera del 28 ottobre scorso e quella del 21 dicembre 2006 in cui si stabiliva che l’altezza degli edifici in questione non avrebbe dovuto superare i 45 metri. In realtà le vele sono cresciute sino a sfiorare i 65 metri. Nel documento del 28 ottobre si afferma poi che il progetto delle tre torri sarebbe il risultato del pubblico dibattito. «In realtà - conclude il legale - le dichiarazioni sui giornali e l’esito del sondaggio promosso dall’associazione “Aggiornamento dal territorio”, esprimono una netta contrarietà all’idea di innalzare i tre grattacieli che, come ha affermato lo storico dell’architettura Renato Cevese, sono del tutto estranei al paesaggio urbano di Bassano e non legano affetto con l’architettura antica e vecchia della deliziosa città». C.Z. Alter-Ego July 1st, 2009, 03:43 PM INFRASTRUTTURE. La giunta regionale ha approvato la nuova delibera con cui affida agli spagnoli la concessione per realizzare i 90 km da Montebello a Spresiano. La consegna dell'opera è prevista in 5 anni, sarà richiesto al Governo un commissario . todo Passante per gli espropri, pedaggi liberi per i residenti entro fasce di 21 km Il tratto vicentino della Pedemontana Venezia. Pedemontana, si parte. Il Governatore del Veneto Giancarlo Galan lo ha annunciato ieri, a fianco a lui l'assessore alle Infrastrutture Renato Chisso: «La posa della prima pietra avverrà nei primi giorni di marzo 2010». A chi gli fa subito notare la concomitanza con il voto regionale ribatte: «Non ho bisogno di inaugurare la Pedemontana per vincere le elezioni». Sala giunta di palazzo Balbi a Venezia: sul tavolo la nuova delibera che assegna la concessione per la progettazione, realizzazione e gestione dei 90 sudati km tra Montebello e Spresiano al Consorzio spagnolo Sis, revocando così il provvedimento del dicembre 2007 che dava la concessione alla cordata di Impregilo e soci. Tredici giorni dopo le motivazioni del Consiglio di Stato che ha ribaltato il verdetto del Tar e dichiarato l'obbligo alla Regione Veneto di aggiudicare al Pedemontana al Consorzio spagnolo Sis, Galan detta tempi e modi per l'opera che si attende ormai da 30 anni. Gli ultimi due ingarbugliati tra le aule di tribunale. TEMPI. Il programma prevede entro novembre la stesura del progetto definitivo da parte degli spagnoli. Il Consorzio dovrà versare una fidejussione pari al 10% del valore delle costruzioni che si abbassa al 5% se è in possesso di certificazione di qualità: una cifra che si aggira tra i 100 e i 200 milioni di euro. Già da oggi scatteranno le verifiche tecniche. I lavori dovranno essere consegnati entro il 2015. Possibile anche prima: «Siamo fiduciosi sul rispetto dei tempi: prima finiscono le opere e prima la concessionaria comincerà ad incassare dai pedaggi». COMMISSARIO. Per abbreviare il più possibile le procedure la Regione chiederà al Governo la nomina di un Commissario, come aveva fatto e ottenuto anche con il Passante affidando l'incarico a Silvano Vernizzi. Nessun nome ufficiale per il momento. Si auto-esclude Galan: «Sarà un tecnico e non un politico: la prossima settimana sarò a Roma e ne parlerò con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi». CONCESSIONE. Nessun rammarico sulla mancata vittoria della cordata locale. Galan lo dichiara: «Non mi dispiace neppure un pò: per me chi vince è assolutamente indifferente, la cosa importante è fare l'opera in modo rapido e recuperare il tempo perduto». Ce la faranno gli spagnoli? «Hanno vinto, non ho timori. Mi interessa un buon dialogo, non mi preoccupa neppure dover parlare un'altra lingua». Non risparmia una frecciata sul tema delle concessioni rivolta alla Serenissima: «Questa concessione ha durata di 39 anni e serve a ripagare il rischio d'impresa di chi realizza l'opera, coperto il quale non c'è motivo per rinnovarla: non c'è motivo per remunerare un rischio che non c'è più, semmai si tratta di vedere chi curerà la gestione». ESPROPRI. Si comincia anche ad andare al sodo con uno dei temi caldi che chiamerà in causa i proprietari delle aree sui quali insisterà l'arteria. Per gli espropri, viene annunciato, si ricalcherà l'accordo stipulato nel 2003 per la realizzazione del Passante tra Regione, commissario, e le tre associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura che ha definito modalità di calcolo delle indennità e i danni indiretti per la fascia di rispetto e i tempi di pagamento. Metodo che in parte è stato utilizzato anche per gli espropri della Valdastico sud. PEDAGGIO. I residenti saranno esentati dal pedaggio entro tratte di 21 chilometri. L'assessore Chisso ha utilizzato l'esempio della Gasparona per ricordare che i residenti in quella precisa fascia non dovranno pagare per entrare nella superstrada. I caselli saranno dotati di sistemi automatici per la rilevazione dei veicoli in transito. PRIMA PIETRA. La posa tra 9 mesi: «Sarà un'opera meno complessa del Passante», annuncia Chisso. Possibile un inizio concomitante tra la parte vicentina e trevigiana. Ipotizzata la prima parte di lavori concentrata soprattutto nell'area berica visto che una delle opere più complesse è la mega-galleria che sbucherà a Malo e si mangerà da sola 3 anni di lavoro. @ATHESISspa alberty July 8th, 2009, 01:08 PM Torre di vetro, sanatoria da 1 milioneABUSO EDILIZIO. Due perizie diverse sono arrivate allo stesso risultato: la demolizione ordinata dal Comune avrebbe portato al crollo dell'intero immobile di 33 metri http://media.athesiseditrice.it/media/2009/07/76570_200405_medium.jpg Vicenza. Era la «rogna» più grossa che si è trovato sul tavolo lo scorso settembre, quando il sindaco Achille Variati lo ha chiamato a guidare l'Edilizia privata. L'assessore Pierangelo Cangini ha messo la parola fine sul clamoroso caso della torre di vetro Girardi, il palazzo costruito vicino al viadotto di Vicenza ovest con gli ultimi due piani abusivi, al centro di un tiramolla amministrativo-penale che va avanti da 6 anni. Notificata all'impresa costruttrice una mega multa che condona i due piani fuori-legge e salva l'edificio Il caso si chiude con una sanatoria che sfiora il milione di euro a beneficio del Comune: non ci sarà la demolizione dei due piani fuori-legge dell'edificio, anche perché - hanno provato perizia di parte e controperizia - si sarebbe rischiato il crollo dell'immobile. Ma ci sarà una sanzione pecuniaria amministrativa a carico della ditta costruttrice, così come era stato richiesto dalla stessa impresa al posto della demolizione. La cifra è della bellezza di 939.789,62 euro per gli 8,82 metri eccedenti calcolati al grezzo, situazione peraltro in cui si trova ancora l'intero stabile. La vicenda della torre Girardi, edificio in vetro alto 9 piani, prende le mosse da una concessione edilizia rilasciata dal Comune nel 2003 e annullata dalla Provincia nel 2005. Per superare il decreto della Provincia è stato necessario prevedere di trasformare i primi sette piani da direzionale a produttivi e demolire l'ottavo e nono piano, corrispondenti alla parte di fabbricato sopra quota 24,90 metri, giudicata abusiva. Ma la strada della demolizione è stata sbarrata dall'incrocio di due perizie. «La proprietà - spiega Cangini - ci ha presentato una perizia di parte che ha sostenuto la non percorribilità della demolizione perché avrebbe esposto l'intera struttura ad un rischio di crollo. Abbiamo chiesto una controperizia ad uno studio di Padova (costo intorno ai 16 mila euro) che, con metodi diversi di calcolo, ha portato alla stessa conclusione. Io stesso peraltro ho voluto affidarmi ad uno studio fuori città e fuori provincia, completamente asettico rispetto al caso: e il calcolo ha portato al medesimo risultato. Per questo abbiamo accettato la richiesta del privato di applicare una sanzione sostitutiva alla demolizione, secondo le modalità previste dall'art. 38 del testo unico. E abbiamo chiesto alla Provincia di calcolarne il valore, pari a quello delle opere realizzate in modo abusivo». Ecco quindi la mega-multa da 939.789,62 euro notificata alla ditta Girardi tramite ordinanza firmata dal direttore del settore Michela Piron, che andrà a rimpinguare il capitolo comunale sugli abusi edilizi. Capitolo nel quale dovrebbero entrare anche i 752 mila euro notificati alla società Geal collegata alla Bdf per il presunto abuso che riguarda il capannone utilizzato dalla Fiera per allestire il "padiglione L" in viale del Lavoro: ma la sanzione è stata impugnata dalla società davanti al Tar. Sul caso della torre di vetro la sanatoria va a sistemare una storia infinita con un cantiere incompleto: per completare l'edificio l'impresa dovrà pagare la multa entro il 18 agosto (previste comunque rateizzazioni visto il corposo importo) e ottenere una nuova autorizzazione comunale per completare i lavori di arredo funzionale: i primi 7 piani dovranno essere comunque destinati ad attività produttive, gli ultimi due ad uffici. «Sono soddisfatto di aver portato a conclusione un iter tribolato - commenta Cangini - seguendo un percorso trasparente. Grazie a questa soluzione di buonsenso il Comune avrà un ritorno economico, mentre i privati salveranno un edificio di architettura contemporanea, annoverato dalle riviste di settore come un'opera del nostro tempo». Roberta Bassan Il Giornale di Vicenza.it Niceforo July 23rd, 2009, 01:28 PM Duomo, il restauro prende il via Il bronzo al posto del marmo Dopo due anni e mezzo di polemiche e approfondimenti apre il cantiere. La cattedrale sarà inaugurata dal vescovo il prossimo 4 settembre VICENZA – Spente le polemiche, cominciano i lavori in duomo annunciati oltre due anni e mezzo fa. Le porte della cattedrale di Vicenza si sono chiuse una settimana fa e si apriranno nuovamente il 4 settembre, quando verrà inaugurato il presbiterio messo a nuovo e la chiesa tirata a lucido. In questo mese e mezzo verranno portate in duomo le tre opere dello scultore Pino Castagna che, con qualche cambio nella forma e materiale completamente diverso da quello del progetto originario, verranno stabilizzate nel presbiterio. Si tratta dell’altare, della cattedra episcopale e dell’ambone creati dal maestro di origine vicentina, vincitore ancora nel 2006 del concorso nazionale indetto dalla diocesi di Vicenza per la realizzazione dei tre oggetti indispensabili per le celebrazioni. Dopo le varie sperimentazioni della modifica della scalinata che conduce al presbiterio e della posa dei tre elementi, circa un anno fa la Soprintenden¬za dei beni architettonici e l’ufficio dei Beni culturali della curia berica hanno accantonato l’idea di allargare il pianerottolo del presbiterio, come invece previsto in un primo momento, decidendo di non apportare alcuna modifica alla struttura architettonica della chiesa sorta tra il XIII e il XIV secolo. Inoltre, in seguito anche ad alcune osservazioni giunte da fedeli, esperti e frequentatori del duomo, è stato stabilito che ambone, altare e cattedra episcopale non sarebbero più stati scolpiti su marmo bianco di Carrara, ma ricavati dal bronzo. Ora, è venuto il tempo di posizionare gli oggetti e, con l’occasione, di dare una ripulita generale all’interno. «Ogni tanto è necessario – commenta don Francesco Gasparini, direttore dell’Ufficio diocesano Beni culturali –. In questi giorni in cui la cattedrale rimarrà chiusa verrà data una ripassata ai mobili e ai banchi, verranno sistemate alcune luci e verrà fatta una pulizia a fondo. Approfittiamo del minore afflusso di questo periodo per portare a tutti una cattedrale splendida con le opere di Pino castagna, un grande scultore di fama internazionale». Intanto, tutte le celebrazioni, feriali e festive, che abitual¬mente si svolgono in duomo sono state spostate all’oratorio del Gonfalone, che si trova sul lato a sud-est di piazza Duo¬mo. «Il vescovo Cesare Nosiglia – continua don Gasparini – condurrà l’inaugurazione il 4 settembre, mentre sabato 5 nel corso di una messa consacrerà l’altare». E, probabilmen¬te, monsignor Nosiglia stende¬rà anche un documento di spiegazione dei vari interventi. Il progetto di ristrutturazio¬ne del presbiterio, dal costo di 570 mila euro (parte dei quali donati dalla Fondazione Cariverona), altro non è che ade¬guamento alle disposizioni emanate dalla Santa Sede per la collocazione definitiva degli elementi rituali previsti dalla riforma del Concilio Vaticano II. La cattedrale di Vicenza era rimasta la sola, tra quelle del Tri¬veneto, a non aver ancora provveduto agli adeguamenti, così nel 2006 la diocesi ha indetto un concorso ad hoc. Il vincitore Pino Castagna aveva progettato tre opere in marmo bianco con precisi richiami ai testi sacri. I tre oggetti sono di bronzo con alcune sfumature e parti in doratura. «Il nuovo mate¬riale e la ridefinizione delle forme dei tre elementi – spiega il direttore dell’Ufficio diocesano Beni culturali – sono sembrati la scelta più felice per mantene¬re l’equilibrio con la policromia del presbiterio». Durante la prima fase di sperimentazione (cominciata a dicembre 2006) erano stati posizionati dei modelli delle sculture di Castagna in marmo bianco che, a detta di alcuni, non erano in armonia con il resto della chiesa. Ed ecco che, dopo molti approfondimenti, sono cambiati i colori. Per adesso è tutto top se¬gret: in duomo possono entrare solamente gli addetti ai lavo¬ri. Turisti e fedeli dovranno aspettare settembre. Elfrida Ragazzo (corriere del veneto) Niceforo July 23rd, 2009, 01:46 PM E’ guerra sui writer. Il Comune: «E’ arte» Il Pdl: «Imbrattano» Via libera ai murales nelle zone degradate Sgarbi: «Bravi, un armistizio coi giovani» VICENZA - Scoppia la polemica sulla scelta dell’amministrazione di destinare ai wri¬ter vicentini alcuni muri in città. La decisione era stata presa nelle settimane scorse dall’assessore alla Politiche giovanili Alessandra Moretti che ha sottoscritto con gli artisti una convenzione che li impegna a rispettare gli spazi sviluppando un tema precedentemente concordato. «Una soluzione – aveva spiegato l’assessore - ai fenomeni di imbrattamento degli edifici e dei monumenti che vanno perseguiti. Questo progetto vuole dare spazio ai murales in quanto forma d’arte, ma ha soprattutto lo scopo di responsabilizzare i giovani artisti ». Ma l’individuazione di alcune zone del centro non piace proprio al Pdl che ricorda anche come nel nuovo decre¬to Sicurezza si preveda una repressione del fenomeno. «L’amministrazione – spiega il consigliere Valerio Sorrentino - ha dato ai writers alcuni muri in città, per dare libero sfogo ad ogni creazione artistica. L’intenzione è di limitare il fenomeno del deturpamento dei muri, diffuso in tutte le zone, per lo meno quelle non riprese da telecamere installate dalla passata giunta. Ma tra i muri riservati agli “artisti” non vi sono solo quelli di edifici periferici o industriali, ma anche quello, di proprietà comunale, situato in pieno centro in contra' Mure Porta Nova. Tali scelte destano notevoli perplessità, considerato che ci troviamo alle spalle dei giardini Salvi, in un luogo che dovrebbe essere tutelato e preservato, e che, invece, da anni soffre di notevole degrado». Ma il consigliere critica proprio la scelta di consegnare le aree ai graffittari: «Il libero sfogo dei writer – precisa Sorrentino - non ha affatto impedito loro di deturpare i muri delle altre case, che sembrano essere sta¬te prese tutte di mira per scritte, disegni osceni e quant’altro. Ma poi, prima di effettuare tale scelta, è stato chiesto il parere dei residenti? Mi risulta di no». La querelle che si sta consumando ricorda la recente decisione di Verona di valorizzare le scritte amorose sotto il balcone di Giulietta, dopo una discussione non priva di polemiche, addirittura considerandole pezzi d’arte. «Ho l'impressione che il consigliere Sorrentino abbia preso un granchio – incalza la Moretti – lo spazio di contra' Mure Porta Nova è stato destinato al festival Biblico, non ai writer. Le zone che noi abbiamo concordato sono tutte periferiche e grigie. Sono d'accordo che chi imbratta i muri della città deve essere punito, ma la nostra scelta vuole dare fiducia agli artisti che vanno distinti poi da chi sporca. Vogliamo lanciare un messaggio molto forte a chi opera illegalmente, contrariamente a chi mette la sua opera alla luce del sole». A chiudere il cerchio ci pensa Vittorio Sgarbi, che sull'argomento ha sempre avuto le idee chiare e condivide tale scelta. «Partiamo da un presupposto – spiega il critico d'arte - : gli edifici storici fino al fascismo devono esse consideri delle opere d'arte. Lo sfregio è tale quando lo si fa in un'opera, viceversa fare un segno brutto su qualcosa che non lo è, può dare qualcosa di più. A Vicenza, dare delle aree delimitate è un modo per creare una sorta di armistizio, dirsi disponibili alla trattativa con questi giovani che si identificano con quello che fanno. Una cosa che per altro capita in altre città, ed è giusto che queste trattino anche per limitare i danni. È un rischio che va corso». Ieri sera, intanto, in consiglio comunale, è stata discussa, tra le polemiche della minoranza, la delibera della variante parziale al Prg, con un emendamento presentato dal sindaco Achille Variati che limita la potenzialità edificatoria di un edificio in altezza all'altezza media di quelli circostanti. (corriere del Veneto) :lol: pure sgarbi Niceforo July 24th, 2009, 02:15 PM Gallerie e tram su gomma Ecco la Vicenza del futuro Vicenza– Il volto della città dei prossimi dieci anni è stato ufficialmente svelato. Una Vi¬cenza «con dei pieni e dei vuoti », ama definirla il sindaco Achille Variati che ieri, accompagnato dall’assessore comuna¬le all’Urbanistica Francesca Lazzari e dal collega che guida la Mobilità Ennio Tosetto, ha illustrato i punti fermi del pat, il piano d’assetto del territorio. Un piano in cui, da qui ai prossimi dieci anni, troveranno posto 136 mila abitanti: questo il numero di cittadini previsto, secondo studi accurati, superiore di 28 mila unità ai residenti attuali. Mentre il volume delle nuove costruzioni non sarà inferiore ai due milioni e 200 mila metri cubi. Il Pat della Giunta di centrosinistra è andato a rovesciare quello che la precedente amministrazione di centrodestra andava costruendo, ma non era mai entrato in vigore. Ora, il nuovo piano che delinea i contorni dell’urbanistica, della viabilità, degli interventi e di tutti gli spazi cittadini è pronto per approdare in Giunta e poi avviarsi verso la strada che lo porterà in consiglio comunale.Vicenza, supportata da un sistema di tangenziali, dal punto di vista della viabilità è destinata a una rivoluzione. Una galleria, piazze, piste ciclabili, strade che da grosse arterie dovrebbero diventare «urbane» e anche un filobus su gomma a fare da metropolitana di superficie. «Penso a una Vicenza – premette il sindaco alle varie notizie tecniche – nella quale un bambino nato oggi vivrà bene anche fra dieci anni. E con lui i genitori e i nonni. Il Pat fa questo: traccia un’idea di città. Il verbo che ci guida in questo percorso è crescere: nel sociale, nei servizi, nella cultura, nell’università, nell’imprenditoria e nell’economia. Vicenza, città capoluogo e capitale del nord est, proprio grazie a questo piano crescerà. E ci sarà tanto da fare per tutti, nel pubblico e nel privato, operatori grandi e piccoli».Sono quattro gli assi portanti del Pat: mobilità, ambiente, casa, patrimonio storico, ma sembra la mobilità a fare la parte del leone. «Oggi – denuncia Variati – alcune strade spaccano letteralmente i quartieri: per dare identità al territorio dobbiamo togliere il traffico di at¬traversamento. Vogliamo una città con meno auto in circolazione, con più biciclette e più pedoni. Pensiamo a risolvere queste questioni con il sistema delle tangenziali a sud, la variante alla strada provinciale 46 e la tangenziale nord in via di definizione. Quanto alla viabilità nei quartieri e nelle frazioni, prevediamo soluzioni forti: Villaggio del Sole e Villaggio della Produttività saranno collegate da una piazza, con l’interramento di viale del Sole dalle Cattane fino a viale Diaz; alle Maddalene la Pasubio diventerà un viale urbano grazie ad un bypass di scaricamento anche sul lato est; a Polegge idem con la Marosticana; Saviabona non potrà essere usata come strada di accesso alla città; all’Anconetta vogliamo risolvere il problema del passaggio a livello e il prolungamento di via Aldo Moro; a Ca’ Balbi la previsione è di un grande viadotto anche a servizio dell’area del nuovo stadio e degli spettacoli». In questo sistema viario rivoluzionato c’è posto anche per l’interramento per unire le arterie esterne al centro, «con la città che si ricollega al colle di Monte Berico, grazie a un tunnel che prevediamo tra viale Fusinato e la Riviera Berica, poco dopo il ponte».In questo contesto si inserisce anche la realizzazione della dorsale metropolitana pubblica da est a ovest, con corsia preferenziale per un filobus su gomma con corsia dedicata (simile a quello che circola a Zurigo) e fermate strategiche a Vicenza est, al tribunale/università, in stazione e a Ponte Alto. La stazione dei treni, poi, dovrebbe trovare un altro accesso, posteriore rispetto all’attuale, con parcheggio dedicato. L’attenzione si concentra anche sul fronte del verde, con nuovi parchi urbani, come nell’area dell’ex Centrale del latte, oasi naturalistiche, boschi periurbani e il collegamento ciclabile a raggiera dalle zone rurali al centro. Elfrida Ragazzo 24 luglio 2009 (corriere Veneto) Niceforo July 25th, 2009, 11:29 AM Nuova strada e passerella Rivoluzione al S. Bortolo MOBILITÀ. A poche ore dalla presentazione del Pat emerge un progetto preliminare per trasformare e mettere in sicurezza la viabilità intorno all'ospedale Sarà creata una grande piattaforma pedonale per unificare il seminario Le auto passeranno sotto. Il vecchio viale spostato vicino all'Astichello Vicenza. Una rivoluzione viabilistica per suturare due ferite. Prende forma il progetto di ridisegnare la mobilità intorno all'ospedale. Duplice l'obiettivo: creare un trait d'union tra il S. Bortolo 1 e il S. Bortolo 2, vale a dire tra il quartier generale dell'Ulss 6 e la nuova appendice che sarà allestita nel seminario vescovile; strutturare un collegamento ciclopedonale sull'argine dell'Astichello, sposando il futuro parco fluviale con parco Querini e unendo il parking di viale Cricoli con il centro storico. IL FUTURO URBANISTICO. Presentando i punti cardinali del Pat, il piano di assetto del territorio che tratteggia lo sviluppo urbanistico della Vicenza del futuro, il sindaco Achille Variati, tra numerose novità, ha scandito una conferma: l'ospedale resta dove si trova. Non sono previsti sconvolgimenti della cittadella sanitaria di via Rodolfi, che al contrario crescerà sfruttando la disponibilità di una parte del seminario. Il Comune pianta una bandiera con le insegne dell'Ulss 6 e ne fa un polo intorno a cui far gravitare un pezzo di Vicenza. In compenso, indica a Laghetto, a sud dell'ex ospedale psichiatrico, l'area in cui può mettere le radici il polo della prevenzione, riservato al 118 e a servizi regionali oggi ospitati in via IV Novembre e in via Spalato. I NODI. Perché l'ospedale stia a suo agio lì dov'è, tuttavia, è necessario offrire la soluzione ad alcuni nodi irrisolti. Una delle spine più dolorose è la complicata viabilità intorno al S. Bortolo. In particolare, deve essere confezionato un progetto che conferisca sicurezza a una delle strade paradossalmente più pericolose del capoluogo: via Rodolfi, un chilometro di asfalto dal quale dipendono la circonvallazione interna che cinge le mura e il centro storico, ma anche gli accessi all'ospedale, il sistema dei parcheggi, l'ingresso e l'uscita delle ambulanze. In consiglio comunale non si contano le interrogazioni piovute da destra e sinistra per denunciare i pericoli e i numerosi incidenti gravi che hanno avuto per teatro proprio via Rodolfi. LA RIVOLUZIONE. Come se ne esce? Approfondendo il progetto preliminare che pubblichiamo in questa pagina e su cui sta lavorando l'assessore alla Mobilità e ai Lavori pubblici Ennio Tosetto. L'idea di partenza è di creare una piattaforma pedonale che congiunga i lati opposti di via Rodolfi, ovvero l'ospedale con il seminario. Questa grande passerella ha la precedenza nella progettazione. Che fine faranno le auto? Via Rodolfi sarà spostata verso l'ospedale, affiancandosi al fiume, a una quota più bassa rispetto all'attuale. Le auto, dunque, transiteranno sotto i pedoni. La nuova strada occuperà lo spazio oggi dedicato ai parcheggi dei visitatori, che saranno trasferiti sul lato opposto, con un potenziamento della dotazione. Una corsia dedicata sarà riservata alle ambulanze e ai mezzi di soccorso, che non dovranno più fare i conti con pericolosi incroci per immettersi nella viabilità ordinaria. L'idea della passerella era già stata abbozzata dai vertici dell'Ulss 6 un anno fa, quando era stata perfezionata l'acquisizione delle superfici del seminario. Una stima dei costi ancora non c'è. «Sono opere realizzabili in tempi relativamente brevi se collaboreremo tutti: Comune, Ulss e Regione», analizza l'assessore Tosetto. I PARCHI. L'operazione avrà anche un altro obiettivo: congiungere parco Querini con il futuro parco fluviale dell'Astichello. L'unione sarà determinata dagli argini del fiume, che saranno trasformati in una pista ciclabile tra il parcheggio di viale Cricoli e via Rodolfi, creando una continuità verde tra il centro storico e la periferia nord. Gian Marco Mancassola (Giornale di Vicenza) Niceforo July 25th, 2009, 04:14 PM Le luci lungo la Seriola per il nuovo Campo Marzo OPERAZIONE PARCO. Inaugurate le prime concretezze della "restituzione ai vicentini". Pronte anche l'area per i cani e la casetta della biblioteca Bertoliana 20 mila euro raccolti sul conto corrente delle donazioni fatte dai cittadini Da giovedì 40 spettacoli serali nell'area-dedicata di viale dell'Ippodromo Vicenza. Luci accese ieri sera lungo la roggia Seriola, in quello che per qualche decennio è stato il luogo più degradato di Campo Marzo e che in questa estate della "riappropriazione del parco" diventa un po' il simbolo dell'operazione-rinascita voluta dal Comune. Venti lanterne in stile '800 sono state accese per la prima volta lungo la passeggiata attrezzata anche con panchine e cestini.Avranno come pendant, dalla parte verso la stazione, le cento lucette-segnapasso a livello terra che accompagneranno i percorsi serali nel vialetto dall'asse centrale di viale Dalmazia verso viale Venezia.«Riportare i vicentini nel loro parco: l'idea sta prendendo corpo» ha commentato il sindaco Achille Variati nella giornata inaugurale del calendario "Vivi Campo Marzo" che prenderà concretezza la settimana prossima. Dopo l'illuminazione del percorso lungo la Seriola e mentre si completano le sistemazioni degli arredi del parco, toccherà a una sorta di edizione speciale dell'Estate Vicentina ubicata tutta nel verde.Da giovedì 30 inizieranno i quartetti di serate - ogni seconda metà di settimana fino alla domenica, per tutto agosto e settembre - che proporranno jazz e rock, musiche etniche e reggae, cori e danze nell'area-spettacoli verso viale dell'Ippodromo Nei pressi del parcheggio interrato di viale Verdi si succederanno quasi quaranta spettacoli gratuiti all'aperto a partire dalle 21.Una decina di serate è organizzata dal Bar Borsa di Piazza dei Signori, aggiudicatario del servizio di ristorazione funzionanate accanto al palco durante tutti gli spettacoli. Ogni domenica pomeriggio, dalle 18, ci saranno inoltre spettacoli di animazione per bambini: «L'obiettivo è che anche le famiglie si riapproprino del parco» ha detto ieri Variati, in un incontro in cui ha anche fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori «di un progetto fortemente voluto per restituire alla città il suo grande parco da vivere», coordinato dall'ex-assessore Matteo Quero con il contributo dello studio vicentino del designer e progettista Aldo Cibic.Per la settimana prossima sarà pronta la casetta costruita tra viale Roma e viale Dalmazia, con sedie e tavoli all'ombra dell'ultimo grande platano, dove la biblioteca Bertoliana gestira un punto-prenotazione di libri. Ai primi di agosto sarà attivato su buona parte di Campo Marzo il servizio internet wi-fi, utilizzabile liberamente dai computer portatili con procedure che il Comune renderà note al momento del "via" ai collegamenti.Praticamente pronta è una delle due aree per la sgambettatura dei cani, sul lato del parco verso viale Eretenio: sono già state sistemate la recinzione e la siepe, stanno per essere installati i distributori di sacchetti e palette per la raccolta delle cacche canine e la segnaletica che indica le condizioni di utilizzo. Variati ha annunciato che una non piccolissima e comunque significativa adesione dei vicentini all'appello per il finanziamento dei lavori c'è stata (e prosegue). Per i lavori, accanto al finanziamento comunale di 77 mila euro e alle attese sponsorizzazioni istituzionali di vari enti, si sono aggiunti i 20 mila euro di diversi privati. Le donazioni proseguono agli sportelli della Banca Popolare di Vicenza (causale "4000 - Vivi Campo Marzo", beneficiario Comune di Vicenza - IBAN IT23 K057 2811 8100 1057 0478 773). Antonio Trentin (giornale di Vicenza) Niceforo July 27th, 2009, 03:14 PM Asfalto, acqua, luce e gas Sarà l'agosto dei cantieri VIABILITÀ&DISAGI. Chi parte per le ferie troverà una città trasformata, chi resta farà i conti con chiusure e deviazioni In un mese e mezzo saranno investiti 2 milioni di euro per ristrutturare arterie come via Moro, viale Crispi, viale D'Alviano, viale Sant'Agostino Vicenza. "Asfalto rovente" sarà il titolo del film più visto sulle strade vicentine nell'estate 2009. Il Comune, Aim, Amcps e varie ditte appaltatrici e subappaltatrici si preparano a rovesciare tra agosto e settembre due milioni di euro per rimettere ordine nella viabilità del capoluogo. L'ANTIPASTO. Il trailer è andato in scena a luglio in centro storico. Le prime cure bituminose sono state riservate a via Vittorio Veneto, a contrà S. Marco, contrà S. Francesco e contrà S. Bortolo. In questi giorni tocca a contrà Apolloni, il corridoio di accesso al vecchio tribunale. Un antipasto da 300 mila euro. Finanziato da Aim, da qualche giorno è scattato anche il cantiere per il rifacimento di quelle vie lastricate con le mattonelle colabrodo: sono contrà Piancoli, contrà Cabianca e contrà Gazzolle, dove stanno tornando i cubetti di porfido: cari, vecchi sanpietrini, senza i quali sembra non si possa pavimentare il salotto cittadino. IL TOUR. La girandola delle ruspe toccherà tra agosto e settembre arterie ipertrafficate come via Aldo Moro, a Vicenza est, una strada groviera, per la rassegnazione degli automobilisti. L'investimento è di 368 mila euro per il primo stralcio. Seconda in ordine di spesa è l'operazione che sarà allestita in un'altra strada tormentata da buche e avvallamenti: è viale Crispi, in zona ovest. Qualche spicciolo sarà dedicato a nuovi rappezzi in strada Pasubio. Lavori anche in viale S. Lazzaro e viale Verona, con 250 mila euro. Per restare nel quadrante ovest del capoluogo, asfalto arriverà anche in viale S. Agostino, con 123 mila euro. Asfalto anche per viale D'Alviano. Attenzione a est: cantieri per l'asfalto anche in strada Bertesinella (250 mila euro), via Camisano in zona Stanga e in via Nicolò Vicentino vicino alla Ederle. GLI "ALTRI". Agosto sarà un mese di cantieri, non solo per nuove asfaltature. Aim sarà impegnata a posare e sostituire sottoservizi e condotte della fognatura in alcuni punti cruciali. Da qualche giorno si è concluso il cantiere di viale Fusinato, mentre si continuerà a lavorare in strada Gogna. Avanti tutta in strada della Paglia, con un'opera da alcuni milioni di euro. Lavori anche in viale Cricoli. Di imminente apertura sarà il cantiere di Borgo Berga per servire il nuovo tribunale di tutto il necessario: acqua, luce, gas, teleriscaldamento. LE PROSPETTIVE. «Nel 2008 abbiamo investito un milione di euro - fa i conti l'assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità Ennio Tosetto - quest'anno raddoppiamo, con 2 milioni di euro individuati nel bilancio del Comune. Altre risorse saranno liberate grazie alla fusione di Amcps con Aim e al contratto di "global service". Saranno quindi asfaltate vie interne ai quartieri, in modo puntuale, per risolvere problemi che durano da molto tempo». Secondo l'assessore sarà indispensabile coordinare tutti gli interventi che stanno per essere messi in campo: «Saranno coinvolte strade molto trafficate. È vero che è un periodo di ferie, ma non possiamo paralizzare la circolazione in città. Per questo si cercherà di distribuire i cantieri in modo ragionato, per ridurre i disagi agli automobilisti, ai commercianti e ai residenti». IL DOSSIER. Proprio in questi giorni Tosetto ha consegnato al sindaco Achille Variati una relazione sulle opere realizzate nel primo anno di governo. Alle asfaltature è stato dedicato un milione di euro, con interventi in 22 strade, tra cui strada Pasubio, viale del Sole, viale Roma, strada Marosticana, viale della Pace (rifatto dopo il fallimentare primo cantiere), via Medici, via Legione Antonini, tratti della Riviera Berica, corso S. Felice, viale della Scienza. Gian Marco Mancassola ( Giornale di Vicenza) Niceforo July 27th, 2009, 03:15 PM ^^^^ in effetti sparsi in giro ci sono già un sacco di cantieri,specie in centro... Niceforo July 29th, 2009, 02:38 PM Pat, il Comune apre ai privati «Così sblocchiamo la città» Accordi per le aree Beltrame, Domenichelli, Zambon VICENZA – Una cerniera tra il centro e la prima periferia della città. E’ così che l’amministrazione comunale di Vicenza ha disegnato nel Piano per l’assetto del territorio la cosiddetta «spina ovest», che dalla stazione ferroviaria va da una parte verso Monte Crocetta e dall’altra verso il Dal Molin. Il progetto è di riempire quest’area con nuovi edifici, in parte pubblici, come il nuovo palazzo degli uffici comunali e il centro culturale, altri privati. «In questo tratto – spiega l’assessore comunale alla Progettazione e Innovazione del territorio Francesca Lazzari – emerge in modo eviden¬te il metodo che ci ha guidati nella redazione del Pat: la scelta di un’urbanistica negoziata, ma non negoziabile, nella quale la governance è affidata al Comune che pianifica in modo coerente e dialoga con i privati partendo dall’esigenza del pubblico». Attraversata da una nuova mobilità ciclopedonale, la spi¬na ovest conterrà buona parte degli edifici ad uso pubblico ora posizionati nel centro storico, creando così uno svuotamento del «salotto buono di Vicenza». Per il centro, invece, si prospettano nuove residenzialità e nuovi musei. I palazzi che si libereranno, secondo quanto previsto dall’amministrazione Variati, saranno abitati, mentre altri stabili, come ad esempio il palazzo a San Biagio dove attualmente ha sede Aim, diventeranno sede museale. «Con i residenti – dice l’assessore Lazzari – il centro sarà vissuto 24 ore su 24, anche i bar dovranno adeguarsi ad orari diversi». Per quanto riguarda la zona ovest, il mirino è puntato su situazioni ferme da tempo, «come il parking Europa che la Banca Popolare di Vicenza ave¬va chiesto di avere per farne nuovi uffici per 150 posti di lavoro », precisa l’assessore. Francesca Lazzari fa alcuni nomi: «Domenichelli, Rebecca, Beltrame, Usl a San Felice, Banca Popolare, Zambon: stiamo trovando soluzioni». Alla banca verrà chiesto di contribuire per la pista ciclo pedona¬le, mentre è agli sgoccioli l’accordo con Zambon «per destinare a parco gran parte della superficie bonificata – è l’idea dell’assessore all’Urbanistica –. Ai margini dell’area ci saranno anche edifici che si svilupperanno in altezza: sette, otto piani, possono essere una scelta valida per non consumare suolo. E poi spazio ad un edificio per le associazioni ambientalistiche e uno per il servizio pubblico, per la nuova sede della polizia locale o per una vera e propria cittadella della sicurezza, se la Provincia acconsentirà a trasferirvi i carabinieri. All’ente provinciale, se vorrà procedere per conto suo, non varieremo la cubatura a disposizione per la nuova stazione di Ftv». Saranno le ex aree d’oro alle spalle del nuovo teatro ad ospitare servizi ed appartamenti: «Daremo un’occasione di investimento ai privati in cambio di aree utili al nostro disegno – avverte Lazzari – ma anche un contorno di servizi e di vita adeguati al teatro, oggi cattedrale nel deserto. Lì potranno trovare soddisfazione le richieste edificatorie della proprietà del Campo Federale e del Parco delle Montagnole, che l’amministrazione in¬tende preservare». Elfrida Ragazzo 29 luglio 2009 (corriere veneto) magari:banana: Niceforo July 29th, 2009, 02:42 PM Nasce il "Quartiere del teatro" Salvati Federale e Montagnole URBANISTICA. In vista dell'adozione del Pat, l'assessore al territorio svela il piano dell'Amministrazione comunale per riqualificare viale Mazzini e le ex aree d'oro A S. Paolo il campo sportivo passerà al Comune, a S. Andrea sarà creato un nuovo parco I privati potranno costruire edifici residenziali e commerciali nell'area del "comunale" 29/07/2009 Vicenza. La chiamano "spina ovest". Ha la forma di una grande fionda, una "y" che si articola dalla stazione fino a viale Trento e da qui si biforca verso il Dal Molin e Monte Crocetta. Da un capo all'altro sono allineate le ex aree d'oro che fecero sognare gli amministratori degli anni Ottanta. Al centro svetta il monumento del decennio hüllweckiano: il nuovo teatro. Ed è intorno al comunale che si dipana una delle matasse più complesse e strategiche del Pat targato Variati. LA CERNIERA. Della spina ovest ha svelato i segreti ieri mattina l'assessore allo sviluppo e programmazione del territorio Francesca Lazzari. Nella prospettiva della giunta, questo è un asse cerniera incaricato di ricucire il centro storico alla prima periferia, offrendo una soluzione agli ex stabilimenti industriali che oggi si presentano come grandi incompiute. Il vecchio Piano regolatore li cataloga con brutali tecnicismi: sono i piani particolareggiati 5, 6 e 7, dove un tempo erano operative acciaierie e attività logistiche. Un patrimonio edilizio di immenso valore, che non ha mai perfezionato la sua rinascita. L'ex Domenichelli in viale Milano è perennemente al centro di notizie di cronaca nera; l'ex Pp7 è una prateria di asfalto e ghiaia relegata a parcheggio; in viale Mazzini è sorto il teatro, ma intorno è rimasto il deserto; l'ex Zambon è ancora un ecomostro che attende di essere disinnescato con la più massiccia bonifica ambientale mai imbastita a Vicenza. IL TEATRO. Baricentro del nuovo disegno della "spina ovest" sono viale Mazzini e il teatro, a cui il Pat dedica uno dei capitoli più importanti. La creazione di un quartiere intorno al teatro metterà in moto un meccanismo che investirà due aree cruciali nei quartieri residenziali di S. Paolo e S. Andrea. Come delinea l'assessore Lazzari, infatti, accanto al teatro saranno paracadutati crediti edilizi concordati con i proprietari del campo sportivo Federale e del parco delle Montagnole, chiudendo così una volta per tutte due complesse telenovele urbanistiche. L'ex Federale resterà un campo sportivo, entrando a far parte, ammodernato, del patrimonio comunale. Le Montagnole diventeranno un'area verde attrezzata. I privati, in cambio, otterranno quote di capacità edificatoria intorno al teatro. I vecchi piani prevedevano la costruzione di due "bistecconi" di cemento: per il primo era stata immaginata la funzione di albergo, per il secondo di palazzina di uffici, magari per il nuovo municipio. Le nuove previsioni puntano alla creazione di strutture ricettive al servizio del comunale: bar, ristoranti, albergo. Accanto, sorgerebbero negozi e residenze. LA FILOSOFIA. Cubature nelle ex aree d'oro per fare una fisionomia al quartiere del teatro, in cambio di un doppio scudo per due quartieri densamente abitati. Questa è la ricetta su cui scommette Lazzari: «Daremo un'occasione di investimento ai privati in cambio di aree utili al nostro disegno, ma anche un contorno di servizi e di vita adeguati al teatro, oggi cattedrale nel deserto». «È in questa parte di città più che altrove - analizza Lazzari - che emerge in modo evidente il metodo che ci ha guidati nella redazione del Pat: la scelta di un'urbanistica negoziata, ma non negoziabile, nella quale la governance è affidata al Comune che pianifica in modo coerente e dialoga con i privati partendo dall'esigenza del pubblico. Chi sarà con noi in questa sfida diventerà attore di un circolo virtuoso. Per scrivere non un libro dei sogni, ma un vero business plan». Gian Marco Mancassola(giornale di Vicenza) Niceforo July 30th, 2009, 04:08 PM Revocato il sì a Wisco: il progetto è sospeso L'IMPIANTO AI FERROVIERI. Ora la Giunta regionale deve recepire la "sospensione". Nei prossimi mesi sarà riavviato l'esame tecnico e politico La commissione Via ha ritirato il parere ambientale positivo del 2008 L'assessore Dalla Pozza: «Vinta una battaglia importante, non la guerra» Vicenza. Tutto sbagliato, tutto da rifare. Il mitico Gino Bartali l'avrebbe raccontata così. Ieri, la commissione regionale Via ha revocato il parere positivo all'autorizzazione dell'impianto Wisco a Vicenza espresso il 12 marzo 2008. Quel "sì", che tanto faceva sperare l'azienda e pendeva come una spada di Damocle sul destino dei Ferrovieri, non c'è più. Il procedimento non era "perfetto": non tutto, ma qualcosa di sbagliato e mancante c'era, dice la Via. Marcia indietro, dunque. E anche se la commissione non ha pronunciato un verdetto definitivo sul progetto all'Arsenale Fs, rimandando tutto ai prossimi mesi, il quadro è cambiato. «Abbiamo vinto una battaglia - commenta l'assessore comunale all'Ambiente, Antonio Marco Dalla Pozza - ma la guerra non è finita». LA RIUNIONE. La commissione per la Valutazione d'impatto ambientale è tornata a riunirsi ieri a Venezia, presieduta da Silvano Vernizzi. Ad integrarla c'erano i rappresentanti del Comune - oltre a Dalla Pozza c'era il dirigente dell'Urbanistica Antonio Bortoli - e di Acque Vicentine - Giovanni Sacchiero - mentre l'azienda Wisco è rimasta fuori dalla porta in attesa del pronunciamento. Non c'era la Provincia, ma il presidente Schneck nei giorni scorsi aveva scritto al governatore Galan e a Vernizzi invitandoli a dire «no» all'impianto. REVOCATO IL "SÌ". Alla fine la Via ha approvato la proposta del presidente Vernizzi di revocare il parere positivo del 12 marzo 2008, sul quale faceva leva l'azienda per pretendere dalla giunta Galan il via libera all'impianto. La revoca è stata votata in quanto quel parere mancava dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che, secondo la normativa regionale, deve accompagnare il verdetto della Via (a marzo 2008 questa procedura era in fase di recepimento da parte della legge regionale). Di fronte ad un procedimento giudicato "non perfetto", in Regione hanno optato per una sorta di azione in autotutela. TUTTO SOSPESO. La revoca del parere positivo azzera il cronometro. La Giunta regionale è comunque intenzionata ad esprimersi entro il 4 agosto, così da rispettare l'ultimatum del Tar che, accogliendo il ricorso di Wisco, ha imposto a Galan e ai suoi di pronunciarsi, pena la nomina di un commissario. Secondo indiscrezioni, il pronunciamento consisterà in una presa d'atto della revoca del parere positivo. Nulla di più. Ergo: tutto sospeso in attesa di Aia, nuova Via e della definitiva decisione politica. «FELICITÀ TEMPERATA». Una decisione che, afferma l'assessore Dalla Pozza, «ci aspettiamo sia presa ben prima delle elezioni regionali della prossima primavera». E precisa che il Comune continuerà «a premere per evitare ritardi o disattenzioni». Quanto alla revoca del parere positivo, Dalla Pozza si dice «felice» perché «è anche il risultato della pressione esercitata dal Comune. Per questo ringrazio i settori ambiente e urbanisitca, Acque Vicentine, il consigliere regionale Claudio Rizzato e i comitati cittadini». D'altra parte «questa è una felicità temperata: abbiamo vinto una battaglia, ma la guerra sarà vinta solo quando Aia, Via e Regione diranno "no" all'impianto, accogliendo i rilievi ambientali e urbanistici mossi dal Comune». Non è escluso che, a fronte di questa revoca, l'azienda possa ricorrere ancora una volta al Tar. A Vicenza sperano che, nel percorso imboccato, non ci siano stati sbagli di sorta. Marco Scorzato (giornale di Vicenza) Niceforo August 17th, 2009, 11:04 AM Libri, wifi gratuito e panchine: aperta la nuova biblioteca in Campo Marzo Nel fine settimana concerti in città e provincia. Sul palco del parco tornano dj e complessi VICENZA – Il profumo del legno che la ricopre internamente la fa sembrare una casetta sul bosco. Le postazioni con il pc e il collegamento wifi, invece, le danno un’aria più professionale. E’ la succursale estiva della biblioteca Bertoliana di Vicenza, inaugurata ieri in Campo Marzo. Tra la stazione dei treni e il centro storico del capoluogo, da giovedì è aperto lo spazio culturale che in una struttura di sei metri per quattro contiene un’emeroteca, l’angolo del bookcrossing e circa 500 libri che si possono prendere in prestito tramite il circuito interbibliotecario provinciale. Dal lunedì alla domenica (9 – 12.30 e 15 19), inoltre, è possibile accomodarsi sulle postazioni all’aperto, per leggere o navigare su internet con la connessione wifi gratuita. «Non è detto – commenta durante l’inaugurazione il sindaco Achille Variati – che l’importanza sia collegata alla grandezza fisica. Qui inauguriamo una casetta piccola, ma si deve pensare che in questo parco fino ad un anno fa non era permesso sdraiarsi per leggere, invece ora diciamo a tutti i vicentini: venite a leggere un libro». Variati ha ricordato chi, gratuitamente, si è impegnato nel progetto «Vivi Campo Marzo», dall’ex assessore Matteo Quero che con lo studio Cibic ha ideato il progetto, alle librerie Galla e Traverso che hanno donato parte dei libri, al ministero della Cultura che ha finanziato al 50 per cento l’operazione biblioteca e a tutti quei cittadini che hanno dato un contributo affinché fossero possibili le iniziative nel polmone verde della città. Anche il vescovo Cesare Nosiglia, nel benedire la struttura, si è augurato che «questo segno di speranza per la città, sia come il chicco di grano del Vangelo che, coltivato, cresce». Il primo a lasciare un libro per il bookcrossing è stato proprio il vescovo che ha appoggiato su un tavolo, per chi liberamente volesse leggerlo, una versione tascabile del Vangelo. Il presidente della Bertoliana Giuseppe Pupillo si è augurato che la «succursale» sia un «posto per bambini, anziani e giovani». Con la biblioteca il progetto di rivitalizzazione di Campo Marzo è ora avviato. Giovedì sera è iniziato il terzo fine settimana di concerti sull’erba che culminerà domani con la proposta di Ferragosto. Vicenza regala ai cittadini un 15 agosto in città in compagnia dei dj Helmut e Grinta che alle 18 apriranno la serata musica anni ’70 ’80 e ’90. Alle 21, invece, saliranno sul palco Serena e i Vergini, il gruppo nato nell’estate 2006 dall’esigenza di sviluppare un progetto jazz in cui sperimentare e ricercare una sonorità originale. I ciclo di concerti di Campo Marzo, comunque, propone sia questa sera che domenica altri appuntamenti per grandi e piccini.(corriere Veneto) Salvo84 August 17th, 2009, 11:24 AM ciao ragazzi! sucsate ho una domanda alla quale forse avete già risposto in pagine precedenti ma non ho tempo di guardare :( ma alla fine la base militare la amplieranno o no? spero di cuore di no, sono dalla parte dei vicentini..uno scempio una mega base a pochi km dal centro storico della città del palladio..che vergogna...in Italia siamo sempre bravi a rovinare le nostre belle città :ohno::ohno: Niceforo August 17th, 2009, 11:38 AM ciao ragazzi! sucsate ho una domanda alla quale forse avete già risposto in pagine precedenti ma non ho tempo di guardare :( ma alla fine la base militare la amplieranno o no? spero di cuore di no, sono dalla parte dei vicentini..uno scempio una mega base a pochi km dal centro storico della città del palladio..che vergogna...in Italia siamo sempre bravi a rovinare le nostre belle città :ohno::ohno: Si. Definitivamente e senza appello. Guarda sezione "Progetti in Italia", pagina 2 verso il fondo. Grazie per la solidarietà. Niceforo August 18th, 2009, 07:26 PM Spunta una tomba longobarda nel sottosuolo della sala Borsa RESTAURI IN BASILICA. Nuove sorprese storico-archeologiche, forse visibili attraverso il vetro La Basilica Palladiana non smette di regalare sorprese sotto il profilo storico-archeologico. Di questi giorni il ritrovamento nel sottosuolo della Sala Borsa di una antica sepoltura, pare di epoca longobarda. Un manufatto interessante sia per la presenza di un sarcofago che per le modalità e la qualità di conservazione. Emerso durante i lavori di scavo attorno al restaurando monumento palladiano e probabilmente protetto, ad intervento concluso, da una pavimentazione in vetro che consentirà ai visitatori di poterlo vedere e apprezzare, il manufatto conferma una volta di più quale "tesoro" si nasconda sotto la pavimentazione di piazza dei Signori. Soprattutto alla luce delle importanti scoperte in Corte dei Bissari, presentate qualche mese fa alla stampa dall'assessore Ennio Tosetto, dall'ex Soprintendente ad interim per i Beni Archeologici del Veneto Umberto Spigo e dalla responsabile per Vicenza romana Marisa Rigoni. Qui i lavori di scavo hanno portato alla luce i resti di due domus, una di epoca romana e l'altra successiva, oltre a stoviglie da mensa di epoca imperiale e ceramica a vernice nera. A proposito di vasellame, da segnalare quello trovato nelle volte della Basilica. Ripulite per essere consolidate, quelle poste fronte piazza pare abbiano restituito stoviglie di foggia sette-ottocentesca. Particolare non da poco, dal momento che testimonierebbe di un intervento conservativo ad oggi sconosciuto. E c'è poi da verificare quale materiale sia invece stato rinvenuto durante la pulizia degli altri archi, nei quali ceramiche e vasellame di riporto potrebbero essere invece di epoca rinascimentale. Tutte notizie che, promette l'assessore alla cultura Francesca Lazzari, vedranno la luce alla fine di agosto, quando anche Tosetto sarà tornato. Sperando possa essere l'inizio di una nuova stagione di rapporti e collaborazione con Padova e con il nuovo e si spera definitivo Soprintendente Vincenzo Tinè, finalmente insediatosi dopo la fine del blocco sull'esito dei concorsi che per diverso tempo ha cristallizzato la situazione all'interno dei palazzi periferici del ministero ai Beni culturali. Roberto Luciani(Giornale di Vicenza) Niceforo August 22nd, 2009, 03:30 PM Retis e il traffico circolare «Lo progettai 10 anni fa» DOPO IL PAT. L’architetto vicentino rispolvera il suo piano di fine anni ’90 sul riordino della viabilità. E ripercorre la storia dei flop urbanistici dal 1958 ai giorni nostri Tram elettrico a senso unico con corse gratuite. E poi sottopassi e passerelle: «Vicenza può cambiare» 12/08/2009 e-mail print A I tre anelli della viabilità proposti a suo tempo da Retis Vicenza. «Non mi somiglia per niente»: è la frase che ripete più spesso l'architetto Gianni Retis, da privato cittadino e da libero professionista. Non è una parodia del Benigni del film "Johhny Stecchino", bensì il rilancio della sua battaglia per antonomasia: quella sui problemi del traffico a Vicenza. Una battaglia richiamata in vita dall'idea del sindaco Achille Variati di realizzare in città una Circolare del trasporto pubblico urbano. "È l'idea che aveva Retis" ha detto più di qualcuno. Lui, anzichè lusingarsi, si arrabbia. Architetto, perchè sostiene che la Circolare del trasporto pubblico di Variati è una brutta copia della sua ? Perchè il mio progetto risolverebbe i problemi del traffico provinciale, mentre quello di Variati si concentra sul locale. Una circolare non funziona se non ci sono gli utenti. E gli utenti arrivano dalla provincia: in pullman, e in auto. La mia circolare esterna si collega a tutti gli affluenti di traffico provenienti da hinterland e provincia, mentre non sento menzionare questa capillarità di collegamenti nel progetto degli assessori di Variati. Altra differenza enorme è che io la circolarità la intendevo come va intesa: completamente a senso unico, sia per le auto che per il trasporto pubblico, che avrebbe corse ogni 7 minuti. Tutto il traffico cittadino andrebbe di conseguenza, creando appunto una circolazione omogenea. Con questa filosofia città di 30 milioni di abitanti come Singapore hanno risolto in 6 mesi la congestione. Lei imputa alla Giunta di adottare soluzioni a mezza via, incomplete e quindi inefficaci. Sono loro che parlano continuamente di tangenziale Nord, bretella Ponte Alto- Isola, prolungamento di via Moro e di via Martiri delle Foibe eccetera. Di auto che vanno di qua e di là. Il traffico della città non si elimina così. Questi discorsi li sentiamo da 50 anni, ma non si è mai visto un progetto su carta. A parte il mio. È dal 1993 che i Piani urbani del traffico prescrivono invano il miglioramento del trasporto pubblico, la soluzione dei problemi della sosta, la riduzione dell'inquinamento acustico e dell'aria, il miglioramento della mobilità ciclopedonale, lo snellimento di quella privata. Da anni, a circolare sono solo e sempre le pure ipotesi. Ora ci risiamo, mi pare. Niente carte alla mano con cui vedere in quali punti svoltano le auto, in che direzione le si fa andare. Il mio piano sul centro storico era solcato dall'indicazione dei tragitti. Pianificati, stabili, frutto dell'esperienza sul campo. Queste cose vanno affidate ad architetti e urbanisti locali. Non a figure generiche, non a persone da fuori. Ci vuole una conoscenza intima e capillare del tessuto cittadino, della sua morfologia e dei suoi flussi. E invece a Vicenza com'è andata ? I piani regolatori, e chi li ha firmati, hanno distrutto l'Italia. Ma Giovanni Astengo, il grande urbanista-filosofo degli anni '60, aveva avvisato che prima di qualsiasi altro intervento bisogna disegnare e realizzare la viabilità. Io ho buona memoria, perchè senza memoria non c'è giustizia, e senza giustizia non c'è pace. E senza pace non c'è futuro. Non c'è futuro sviluppo se scordiamo le lezioni del passato. Ea Vicenza il passato ci racconta che dal nuovo Prg del 1958 firmato da Marconi siamo arrivati fino al 1983, con la incredibile variante che praticamente non contemplava la viabilità, firmata da tecnici comunali: Farina, Chiozzi e Dalla Libera. Poi nel 1995 Vittadini e Zambrini, senza conoscere la realtà locale, fotocopiano inutilmente armadi di carte. Nel 1999 c'è il concorso di idee, quando si è già deciso di affidare tutto a Crocioni, un veronese. E lo studio sui flussi di traffico a chi viene affidato ? A un bolognese, Righetti. A proposito di studi: mentre il mio è gratuito, perchè il problema lo vivo quoptidianamente, ricordo che lo studio Sondrio costò 130 milioni. A cos'è servito? Non è che lei è deluso perchè al suo piano prima sono stati preferiti i foresti, e poi è stato mutuato a pezzi e bocconi ? Nel luglio 1999 il Consiglio comunale di Vicenza approvò con 23 voti contro 8 un ordine del giorno, proposto da Gabriella Centomo e Giorgio Beggiato sul mio Put di immediata realizzazione, costituito da un piano biennale coordinato di interventi e infrastrutture, di modesto carattere economico. Alla città servirebbe una cinquantina di sottopassi. Perchè non li facciamo sponsorizzare ai cento sportelli bancari cittadini ? Qualche grande costruttore locale ha già realizzato sottopassi su mio progetto, spendendo tra i 300mila e i 500mila euro. E quanto ci vuole per realizzare le ciclabili sugli argini dei fiumi? E i due anelli del trasporto pubblico di cui parla Variati perchè non partono subrito, utilizzando intanto il parco mezzi attualmente in dotazione alle aziende di trasporto pubblico? I corridoi stradali ci sono già. L'ordine del giorno votato ai tempi del sindaco Hüllweck rimase lettera morta. E il piano da lei studiato prevede trasporto pubblico gratuito e tassa per chi usa l'auto all'interno della circolare. Manca il coraggio prima ancora che i soldi per portare, ad esempio, le persone sui tram. Con la metà dei soldi spesi per il nuovo Teatro si sarebbe realizzato il mio piano. È una questione di volontà, e di classe politica all'altezza. Gli elettori dovrebbero pretendere e sostenere scelte coraggiose, costringendo i politici a non essere alla mercè delle lobby economiche. È solo questo che non fa mai vedere la luce a soluzioni efficaci, di buon senso. Sembrano avveniristiche o ardite a noi, ma altove sono realtà già da tempo. Da tempo Vicenza, semiparalizzata dal traffico, non è più il centro della provincia. Vive una progressiva emarginazione economica.(Giornale di Vicenza) Niceforo August 23rd, 2009, 02:38 PM Vele di Portoghesi, il Comune dice no «Ritiriamo le delibere per il progetto» Il vicesindaco: manteniamo gli impegni presi con i bassanesi, andremo a ridiscutere il futuro dell’area BASSANO - Stop alle Vele di Portoghesi. «Nessun seguito per il progetto. Siamo sempre stati contrari al piano così come presentato e sarà nostra cura mantenere gli impegni presi con la cittadinanza prima, dopo e durante la campagna elettorale, dando uno stop al progetto». Il vicesindaco di Bassano del Grappa, Carlo Ferraro, si fa portavoce della nuova amministrazione sulle cosiddette «Vele» progettate da Paolo Portoghesi, le torri, che da oltre due anni dividono i bassanesi e che, nel corso della campagna elettorale, sono diventate questione di dibattiti tra le varie liste, poi confluite nelle coalizioni che si sono trovate faccia a faccia al ballottaggio: il gruppo a sostegno dell’attuale maggioranza, contrario al progetto, e il gruppo che appoggiava il candidato sindaco Pdl Egidio Torresan, favorevole invece alle torri. Per quanto riguarda i primi passi dopo la stagione estiva, «che è stata un po’ una fase di rodaggio della nuova Giunta», Ferraro spiega che «sarà premura dell’amministrazione organizzare un incontro con i promotori delle torri per effettuare alcuni ragionamenti e per discutere sul futuro dell’area, partendo però dal punto fermo che le Vele, così come pensate nel progetto di Portoghesi presentato alla precedente Giunta, non potranno essere realizzate e sarà nostra cura chiudere la questione ritirando le delibere già approvate negli scorsi mesi della maggioranza uscente». Il dialogo però prosegue. «Rientra sicuramente nelle regole di bon ton cercare un dialogo con le aziende proprietarie dei terreni - prosegue Ferraro - ma non possiamo cancellare gli impegni che abbiamo assunto con i bassanesi, peraltro consentendo il via libera ad un progetto che non abbiamo mai condiviso e in merito al quale non si è nemmeno voluto dare ascolto alla cittadinanza». Ferraro e i rappresentanti della nuova Giunta avevano iniziato la battaglia alle torri già nel corso della precedente amministrazione della città del Grappa, quando erano all’opposizione. Contro le delibere che approvavano le varianti al Prg, consentendo la costruzione dei grattacieli, parte dell’opposizione, che ora siede nei banchi della maggioranza, l’attuale vicensindaco aveva presentato un ricorso, poi ritirato. Si preannuncia dunque difficile il confronto che, se accettato dalla parte proponente, vedrebbe seduti ad un tavolo la nuova amministrazione bassanese e le aziende Farro srl di Riese Pio X e Carron Cav. Angelo spa di San Zenone degli Ezzelini, oltre alla Sgr Numeria, attore che si era interfacciato con il Comune di Bassano. Al momento, peraltro, sono in attesa di risposta al Tar due ricorsi contro i provvedimenti di via libera alle torri proposti da Italia Nostra e dall’associazione Nostra Bassano. «Parallelamente ai due ricorsi - fa sapere l’architetto Massimo Vallotto di Nostra Bassano - stiamo lavorando ad alcune soluzioni alternative alle vele, per cercare di risolvere la questione nel modo meno traumatico possibile. Italia Nostra promuoverà prossimamente un convegno nel quale verrà fatto capire come non esistano diritti di edificazione assoluti, ma come vi siano strumenti quali perequazioni e crediti edilizi attraverso i quali la questione è risolvibile. Inoltre si dovrà lavorare anche ad un regolamento edilizio comunale che promuova l’utilizzo di tecniche di costruzioni e di materiali rispettosi dell’ambiente e del contesto». Paolo Patruno 22 agosto 2009 (corriere Veneto) Alter-Ego September 30th, 2009, 03:34 PM Sì al filobus, progetto da 48 milioni di euro LA LINEA ELETTRICA DEL TRASPORTO PUBBLICO. Il Comune concorre all'assegnazione di contributi governativi per la tratta compresa tra Vicenza est e il centro In 16 minuti da Ponte Alto alla zona del futuro nuovo stadio a Ca' Balbi. Sarà costruito un nuovo ponte sul Bacchiglione vicino all'ex Cotorossi 30/09/2009 Vicenza. Sedici minuti da est a ovest. Undici minuti da Ca' Balbi alla stazione, cinque appena dalla stazione a Ponte Alto, trascorsi a bordo del filobus elettrico su gomma. La rivoluzione del trasporto pubblico a Vicenza è stampata sulle mappe dello studio di fattibilità approvato ieri dalla giunta. Gli incartamenti oggi saranno consegnati a Roma per concorrere allo stanziamento di contributi statali collegati alla legge 211 del '92 sui Sistemi di trasporto rapido di massa. Il progetto, che ha già ottenuto il nulla osta della Regione, vale 48 milioni di euro in base a un preventivo che considera l'acquisto dei veicoli, la strutturazione della rete elettrica aerea, la creazione di un parcheggio per la sosta dei mezzi a Ca' Balbi, gli espropri delle aree necessarie per strutturare la linea elettrica. Il filobus si prepara quindi a tornare a Vicenza, da anni relegato nelle foto amarcord in bianco e nero del dopo guerra. LA TRATTA EST. La futura linea elettrica prevista dal Pat si articolerà lungo l'asse est-ovest della strada regionale 11, agganciando l'area del nuovo stadio a Ca' Balbi con Ponte Alto e transitando per la stazione. La richiesta di contributi interessa il segmento est, il più lungo, che si snoderà tra viale della Pace, via Trissino, via Bassano. Qui è prospettata una fermata cruciale della linea, nel parcheggio scambiatore del vecchio stadio. Il progetto prevede che venga costruito un nuovo ponte sul Bacchiglione, per trasferire il filobus dal parking Bassano a piazzale Fraccon, passando tra nuovo tribunale e nuova università. A quel punto proseguirà lungo viale del Risorgimento e via Venezia fino alla stazione. Undici le fermate collocate sul percorso. I nuovi mezzi si muoveranno su pneumatici, ma saranno alimentati da elettricità catturata dalle "bretelle" che collegheranno i veicoli con le linee elettriche aeree. Secondo il sindaco Achille Variati, che ieri ha presentato lo studio di fattibilità con l'assessore alla mobilità e ai lavori pubblici Ennio Tosetto, si tratta di «una vera rivoluzione del trasporto pubblico cittadino, che diventerà assolutamente concorrenziale rispetto al traffico urbano privato, oltre che silenzioso ed ecologico». LA TRATTA OVEST. La linea si completerà in direzione ovest attraverso la corsia preferenziale di prossima realizzazione a cura della Provincia lungo la ferrovia Milano-Venezia. «Il progetto redatto dal Comune - precisa il sindaco Achille Variati - si innesta in quello già delineato da Provincia ed Ftv, portandolo a termine. Ciò che si realizza è infatti un percorso unico che parte da un nuovo parcheggio di interscambio a Ponte Alto e arriva in stazione, con sedime privilegiato in gran parte a fianco dei binari della linea ferroviaria». Ma l'intesa per elettrificare la linea è ancora tutta da calibrare con la Provincia ed Ftv, come hanno fatto capire per tutta l'estate da palazzo Nievo: senza contare che la tratta ovest confluisce in un'area come quella dell'ex Piruea Ftv su cui i due enti non si sono mai accordati. I PARCHEGGI DI INTERSCAMBIO. «Il tracciato del filobus - analizza Variati - è inserito nel Pat e rappresenta l'avvio concreto della nostra strategia per il nuovo trasporto pubblico cittadino. È fattibile perché viaggia in gran parte su sede propria, anche se utilizzabile da altri mezzi perché non prevede rotaie, ed è prioritario rispetto ad altre realizzazioni perché intercetta il traffico privato nei parcheggi d'interscambio». L'assessore Tosetto, inoltre, sottolinea come la linea elettrica andrà a servire i due quartieri più popolosi di Vicenza: S. Lazzaro e Pomari, con oltre 30 mila abitanti, e S. Pio X con oltre 20 mila abitanti. LA CACCIA AI FONDI. Il finanziamento governativo potrà coprire fino al 60 per cento dell'importo preventivato di 48 milioni di euro. La restante quota non può essere sostenuta dalle casse comunali. Le due strade più accreditate sono il coinvolgimento di capitali privati attraverso la formula del project financing o l'inserimento del progetto negli «accordi in sede di tavolo interistituzionale che si aprirà sulle compensazioni per il Dal Molin». A disposizione degli enti locali ci sono 353 milioni di euro per gli anni 2008-2011. Nel Veneto Padova concorre per lo sviluppo della tranvia, Venezia per la funicolare; la Regione ha ritenuto ammissibili alla pari tutti e tre i progetti. Gian Marco Mancassola Il Giornale di Vicenza.it Niceforo October 11th, 2009, 09:41 PM Per chi si interessa di numismatica( o di storia veneta), la banca popolare di Vicenza a palazzo Thiene(sua palladianissima sede) ha esposto la sua finalmente completa collezione di oselle veneziane. Ricordo che le oselle sono monete-medaglie donate annualmente per due secoli(dal '500 sino all'arrivo del corso infame) dal doge ai membri del Maggior Consiglio in sostituzione dell'antica strenna di anatre lagunari(che le saria le osele). Si tratta dell'unica collezione completa al mondo, inoltre palazzo Thiene vale comunque una visita! alberty October 12th, 2009, 09:07 PM URBANISTICA/1. Nel Pat è stato inserito l’accordo preliminare: sparisce il palasport, compare un park di interscambio Stadio da 20 mila posti C’è l’intesa per Ca’ Balbi Gian Marco Mancassola Sarà costruito dalla società Vicenza Futura che resterà proprietaria dell’impianto e demolirà il vecchio Menti http://i38.tinypic.com/deu1zk.jpg La chiamano arena degli eventi. Non solo calcio, ma anche concerti rock, grandi spettacoli popolari. È il nuovo Menti, sorgerà a Vicenza est e potrà ospitare almeno 20 mila spettatori. Sarà uno stadio di proprietà privata, costruito da privati. Questo è il cuore dell’accordo più importante incardinato nel Pat, il piano di assetto del territorio, che domani la giunta adotterà per trasferire poi al consiglio comunale. LA PORTA EST. Vecchia e nuova giunta si sono trovate concordi nella necessità di strutturare la porta est della città sfruttando i terreni di Ca’ Balbi, vicino al centro commerciale Palladio. Quei campi, che oggi hanno destinazione agricola, mettono insieme 280 mila metri quadrati e sono di proprietà della società “Vicenza Futura”, costituita da un mosaico di imprese, tra cui Maltauro, Caoduro e Unicomm. Intorno a quel terreno dovrebbe svilupparsi il progetto di revisione di Vicenza est: un nuovo viadotto collegato all’anello delle tangenziali, la fermata della metropolitana di superficie regionale, il terminal est del filobus elettrico, un nuovo parcheggio di interscambio. Uno dei pilastri su cui si poggerà il sistema viabilistico e trasportistico della porta est è proprio l’area della futura arena degli eventi: tutti questi elementi sono stati considerati nell’elaborazione dell’accordo firmato da Paolo Caoduro, presidente di “Vicenza Futura”. IL BUSINESS. Agli investitori privati interessava che la destinazione agricola venisse trasformata in un’etichetta urbanistica più appetibile. Quali saranno i benefici concessi dal Comune? Come spiega l’assessore allo sviluppo e alla pianificazione del Territorio Francesca Lazzari, il futuro Piano degli interventi dedicato all’arena degli eventi introdurrà una capacità edificatoria che sarà sfruttata per realizzare strutture sportive, ricettive, ricreative, culturali, commerciali (solo negozi, non ipermercati), pubblici esercizi, artigianato di servizio, residenziali. Prima che la Regione approvi il Pat, i privati dovranno presentare un layout del piano indicando come intendono utilizzare le destinazioni: in altre parole, dire se e come daranno vita a strutture annunciate come la clinica dello sportivo, le palestre, il centro benessere, le saune, i negozi, l’albergo, i bar e i ristoranti, e quant’altro compatibile con l’accordo. I BENEFICI. Cosa otterrà in cambio l’amministrazione comunale? Innanzitutto si libererà del vecchio Menti, che dovrà essere demolito, ripulito e bonificato dai privati, per rendere l’area pronta a ospitare le future funzioni collegate all’università. Il nuovo stadio sarà privato: niente più costi di manutenzione. Il Comune si riserva di poter utilizzare alcune giornate per organizzare spettacoli ed eventi. Rispetto alle previsioni originarie, sparisce dall’accordo il nuovo palasport. Lazzari spiega che il Comune di Torri di Quartesolo ha anticipato l’intenzione di costruirne uno a tre chilometri da Ca’ Balbi, dove sarebbe nato un doppione. Meglio puntare sulla costruzione di un nuovo parcheggio di interscambio. Inoltre, i privati si impegnano a finanziare le opere infrastrutturali interne all’ambito del piano: viabilità e collegamenti con metropolitana di superficie. «L’accordo per noi è positivo - commenta l’assessore - perché l’interesse pubblico è prevalente». Gian Marco Mancassola Il Giornale di Vicenza.it Niceforo April 2nd, 2010, 07:06 PM Ora, a 2 anni dall'elezione di Variati, mi permetterò di esprimere un giudizio: Per l'ennesima volta il signor Variati fa la primadonna, evitando accuratamente di far qualsiasi altra cosa. Tipo amministrare. Alter-Ego June 10th, 2010, 09:41 AM L’area del nuovo tribunale all’ex Cotorossi Vicenza. Il nuovo ponte sul Bacchiglione, tra nuovo tribunale e viale dello Stadio, s'ha da fare. Lo ha stabilito la conferenza dei servizi appositamente convocata per sbloccare una delle principali infrastrutture viarie collegate all'ex Cotorossi. Come conferma l'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto, è stata formalizzata una decisione già anticipata a maggio durante un incontro con i vertici del tribunale. A questo punto può iniziare il conto alla rovescia per la realizzazione dell'opera: il trasloco in Borgo Berga del palazzo di giustizia è slittato di un anno, rinviato all'estate del 2011: per quel tempo sarà pronto il nuovo ponte? In apertura di consiglio comunale Gerardo Meridio (Pdl) è tornato a pigiare il tasto del bando di gara per l'assegnazione dei campi da tennis comunali di via Monte Zebio. L'assessore allo sport Umberto Nicolai ha respinto ogni insinuazione su accordi sottobanco con la Federazione italiana tennis, assicurando che gli attuali gestori hanno una proroga fino a fine luglio, con la possibilità di organizzare i centri estivi per un mese e mezzo. Rinviata alla prossima seduta, invece, la ricostruzione della posizione del Comune rispetto al caso dell'hotel de La Ville: "Il tribunale civile – rimarca Maurizio Franzina (Pdl), che ricorda come la vicenda risalga ai tempi della giunta Quaresimin – condanna vari attori tra cui il Comune al pagamento di 745 mila euro. Come intende far fronte al risarcimento l'amministrazione Variati?". Via libera ecumenico al nuovo centro parrocchiale e al centro polifunzionale comunale dove giocare a pallavolo e a basket e organizzare riunioni, feste e manifestazioni nel cuore di San Pio X. Abituati al muro contro muro, i toni da "volemose bene" e le votazioni all'unanimità che hanno accompagnato la presentazione dei due progetti in consiglio comunale fanno notizia. La maggioranza marcia compatta, a dispetto delle frizioni delle ultime settimane nel gruppo del Pd, e l'opposizione non ostacola un'iniziativa elogiata da un capo all'altro dell'aula. Il succo del dibattito è stato spremuto sull' emendamento che lega i destini del centro polifunzionale all'interramento dell' elettrodotto che attraversa San Pio X: un documento firmato e fortemente sostenuto dal sindaco Variati. Tra gli alfieri dell'abbattimento dei campi elettromagnetici si è distinto Francesco Vettori (lista Variati). Tra gli scettici Luca Balzi, Eugenio Capitanio (Pd) e Lucio Zoppello (Pdl), che si sono astenuti. Forte dell'indirizzo del consiglio, l'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto fa sapere che a metà giugno si terrà un incontro con Terza, la società che gestisce l'elettrodotto, per esaminare un progetto di riqualificazione della linea ad alta tensione del capoluogo. In conclusione del consiglio c'è stato il dibattito voluto dal Pdl sulla banca fantasma di piazza Matteotti: caduta nel vuoto la richiesta di ricorso al consiglio di Stato. G.M.M. ilgiornalediviceza.it Alter-Ego June 11th, 2010, 09:18 AM L'EVENTO. Il 19 giugno debutta l'edizione della festa targata Gentilin Pezzo forte della manifestazione 40 percussionisti che sfileranno in centro, una fontana danzante ed una maxi discoteca in piazza 11/06/2010 Cittadini in piazza alla scorsa edizione della manifestazione Discoteca in piazza Libertà fino alle 4 del mattino e una fontana che danza a tempo di musica. E poi concerti, esibizioni di ballo, spettacoli di giocolieri e acrobati. Tutto senza palcoscenico: artisti fra le famiglie e acrobati fra i bambini, per una serata di emozioni che «aggredisce lo spazio urbano», come spiega Mattia Pieropan, assessore agli eventi del Comune di Arzignano che ha presentato la prima Notte Bianca targata dalla giunta di Giorgio Gentilin. «Organizzata sulla scia di un appuntamento del passato ma con caratteri nuovi» precisa il sindaco. Sabato 19 giugno la data dell'evento che apre il ricco calendario di appuntamenti pensato per vivere l'estate in città. Dalle 18.30 i locali del centro offriranno ciascuno una specialità enogastronomica diversa: crepes e birra, pizza e mojto, hamburger e spriz. Davanti ai locali, aperti fino alle 4, concerti di musica dal vivo e spettacoli di karaoke; per le strade marionette, musica popolare, mimi e saltimbanchi. «Una festa diffusa - commenta Pieropan -. Non più qualche evento centrale ma l'animazione che invade il centro». Pezzo forte della serata la fontana da 7 mila litri d'acqua, che verrà collocata in piazza Campo Marzio, dove dalle 22 alle 23 la Pro loco di Arzignano darà vita ad uno spettacolo di acqua, luce e musica. Due "marching bands", ovvero bande musicali composte da 40 percussionisti che oltre a suonare eseguono coreografie, sfileranno per le vie del centro e confluiranno alle 22 in piazza Libertà per dare il via alla discoteca. Fino all'alba, infatti, lo slargo davanti si trasformerà in una grande pista all'aperto al ritmo dei dj Giuliano e Walter Santonin. Dalle 2, come da normativa, verrà sospesa la somministrazione degli alcolici. «Per evitare che i ragazzi si mettano in auto dirigendosi verso altri locali - precisa Enrico Marcigaglia assessore alla sicurezza - verranno offerti cocktail analcolici e qualcosa da mangiare per continuare a divertirsi in sicurezza». Stefano Bruttomesso, presidente dell'Ascom che collabora all'iniziativa aggiunge: «Laddove c'è movimento c'è una città vivace e si lavora meglio. Oltre 40 negozi hanno aderito all'evento». ilgiornaledivicenza.it Alter-Ego June 15th, 2010, 11:04 AM AREA BERICA.A Lonigo è sorto il parco di energia pulita più grande del Veneto e i privati investono con il conto ad hoc Sono centinaia gli ettari destinati agli impianti fotovoltaici ma la Coldiretti vicentina avverte «Adesso servono regole chiare» 11/06/2010 Uno dei tanti impianti fotovoltaici presenti nell’Area Berica. PIANALTO Lonigo. La corsa all'oro è iniziata. E non accenna a fermarsi. Come zio Paperone setacciava il fiume Klondike alla ricerca di pepite preziose, così amministrazioni locali, imprenditori e privati cittadini stanno cercando il riscatto del Basso vicentino investendo nell'unico settore che sembra in grado di far fruttare denari in questo momento di crisi generalizzata: l'energia solare. Negli ultimi 15 mesi è cominciata la terza era, quella della "solarizzazione" sfrenata. Impianti fotovoltaici stanno spuntando come funghi nei paesi della Bassa, sui tetti delle abitazioni e delle aziende, nelle zone artigianali, perfino in mezzo ai campi. La spinta a procacciarsi il contratto più vantaggioso per l'installazione di un impianto fotovoltaico, almeno per quanto concerne le amministrazioni comunali, sembra essere soltanto in minima parte originata dalla volontà di produrre energia pulita. Alonte ed Asigliano si sono recentemente classificati al 14° e al 42° posto nella graduatoria 2010 di Legambiente, relativa al fotovoltaico. A Lonigo è sorto il parco fotovoltaico a terra più grande del Veneto, grazie all'azienda agricola Agri Lux: 22 mila metri quadri di terreno e 4.400 pannelli in silice policristallino. Sulla copertura della Thermoplast di Orgiano è stato installato l'impianto più esteso d'Europa. Su iniziativa del Comune, a Cagnano di Pojana verrà installato un impianto su un'area verde pubblica di oltre 10 mila metri quadri. Nella zona artigianale di Villaga ne sorgerà un altro di 3.500 metri quadri. A Sossano 24 mila metri quadri dei Prati comunali verranno assegnati tramite bando per realizzare ben due impianti fotovoltaici a terra. La Esco Berica srl che riunisce 18 Comuni, entro settembre inizierà i lavori di installazione di impianti per l'autoproduzione di 700 mila chilowatt ora all'anno di energia solare. Anche i cittadini corrono ad investire, perché le tariffe del Conto energia scadranno il 1 gennaio 2011. Ma anche tra gli ambientalisti più convinti inizia a diffondersi il timore che il territorio dell'Area Berica si trasformi presto in una distesa disordinata di pannelli fotovoltaici. La Coldiretti ha già lanciato l'allarme. «Siamo al paradosso», afferma il presidente provinciale Diego Meggiolaro. «Per anni ci hanno fatto impazzire dicendoci che sui tetti non ci volevano le tegole bensì i coppi e che i balconi dovevano essere di determinati materiali. Ora spuntano pannelli ovunque, senza alcuna regolamentazione. Auspichiamo un tavolo di tutela del territorio». ilgiornaledivicenza.it Alter-Ego June 15th, 2010, 11:32 AM L'estate prende il via con la Festa della Musica Dal 15 al 27 giugno 2010 al Parco La Favorita Il 15 giugno, con la presentazione dei progetti di ristrutturazione e di destinazione dei locali del Palazzo DAM, aprirà la quarta edizione della Festa della Musica. La kermesse musicale è voluta, progettata e organizzata dall’Associazione Progetto Musica, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Valdagno e il sostegno dei numerosi sponsor privati. Insostituibile, inoltre, l’apporto delle decine di volontari che anche quest’anno si sono resi disponibili. Alla manifestazione prenderanno parte musicisti professionisti e dilettanti, appassionati di musica, vecchi amici e neofiti. Gli eventi, che si protrarranno fino a domenica 27 giugno, vedranno la partecipazione di artisti ospiti e gruppi locali, professionisti di fama internazionale accanto a giovani esordienti, studenti, appassionati e dilettanti. Molto ampia l’offerta, si passerà infatti dalle rassegne bandistiche, a quelle corali e folk, accanto ad artisti e gruppi che presenteranno spettacoli e proposte musicali che andranno a toccare tutti i generi musicali. “La quarta edizione di questa Festa della Musica – è il commento dell’assessore alla cultura Maria Cristina Benetti – è l’appuntamento che apre la stagione estiva di eventi in città. L’Amministrazione è lieta di promuovere queste iniziative che portano vitalità e qualità all’offerta culturale della città, rendendola allo stesso tempo ancora più attraente. Quest'anno saranno molte le novità proposte per un calendario ricco di appuntamenti pensati appositamente per accontentare tutti i gusti, dalla musica al teatro, al cinema, senza dimenticare i più piccoli.” “La nostra associazione, non va dimenticato, nasce come scuola – commenta il direttore dell’Associazione Progetto Musica, Massimo Gonzo - e quindi accanto alla promozione, alla ricerca, alla produzione di eventi, mette sempre in primo piano la didattica in tutti i suoi aspetti, predisponendo uno spazio anche per le esibizioni dei migliori allievi di musica e di danza dell'associazione e delle scuole ospiti. Per questa edizione sarà nostra ospite la scuola di musica di Prien Am Chiemsee. Riteniamo infatti che la giusta combinazione tra la promozione della didattica e della formazione e la produzione di eventi sia l’elemento di forza della nostra attività che forma e fa crescere insieme a futuri professionisti, o semplicemente dilettanti, un pubblico appassionato e competente, condizione indispensabile per ogni futuro progetto di sviluppo e rilancio culturale.” La collocazione nel bellissimo parco della Favorita conferisce alla manifestazione un particolare sapore ed atmosfera densa di significati: storici, sociali, culturali e paesaggistici. Pone il parco e l’evento culturale come collante per la città che si riconosce in una manifestazione dai caratteri al tempo stesso popolari e colti, coniugando così mondi che a volte possono sembrare lontani e inconciliabili. Accanto alle installazioni artistiche e tecniche, saranno presenti degli stand gastronomici e servizi di ristoro, i quali, per scelta, non entreranno mai in conflitto con gli spettacoli, allontanando così ogni distrazione e disturbo durante gli eventi a salvaguardia della dignità degli esecutori, della musica e del rispetto verso gli spettatori. Gli spettacoli saranno tutti gratuiti e si chiederà, a discrezione degli spettatori, una contribuzione volontaria con l’intento di far sentire la manifestazione come un bene di tutti i partecipanti. Una serata particolare con la musica spagnola, paella e sangria è prevista per venerdì 18 giugno: “Pasión Gitana” apre con Los Caprichos uno spettacolo di improvvisazione teatrale su musica dal vivo di autori spagnoli, prosegue nella seconda parte con uno spettacolo di flamenco con coreografie di Elisabetta Mascitelli. Sabato 19 giugno alle 17.00 avrà luogo il Concerto Doppio a conclusione dello scambio culturale fra la scuola di musica di Valdagno e la Musikschule di Prien Am Chiemsee, città gemellata con Valdagno. Gli allievi e le famiglie di Valdagno ospiteranno dal 18 al 20 giugno una trentina di allievi ed insegnanti della scuola tedesca ed avranno così luogo tre giorni di musica, di incontro e di amicizia. Lo scambio prevede oltre al concerto, momenti di studio comune, visite guidate alla città sociale e al teatro Olimpico di Vicenza. “Questo – ha continuato il direttore Gonzo - vuole essere nella programmazione didattica l’avvio di un organico e continuativo scambio che vedrà coinvolti ogni anno, a turno, gruppi di allievi dell’associazione”. La serata di sabato 19 si carica di energia con la Sauro's Band, con un repertorio che spazia dallo swing alla musica latino-americana, dal funk al blues al soul, dalle colonne sonore a composizioni originali proprie. Tra gli eventi in programma, di particolare rilievo il trio Gibellini, Tavolazzi, Beggio con la presentazione del loro nuovo cd “Put on a happy face” mercoledì 23 giugno; giovedì 24 giugno sarà il turno dei violoncelli dell'Accademia Internazionale di Imola, otto tra i migliori giovani violoncellisti italiani diretti dai Maestri Giovanni Gnocchi e Stefano Cerrato. Sabato 26 giugno, andrà in scena l'Opera Rock “Dracula, l'amore non muore mai”, della compagnia Teatroinmusica. Passione, amore, sofferenza esaltate dalle splendide melodie della PFM. Spettacolo vivace, elegante e delicato per una storia tenebrosa, ma allo stesso tempo di esaltazione dell'amore, scritta per un pubblico di grandi e di piccini. Domenica 27 giugno calerà il sipario della manifestazioni lo spettacolo Tenger-Minii con il gruppo di artiste dalla Mongolia, Hulan, composto da quattro musiciste, una cantante, una ballerina e due contorsioniste. La manifestazione 2010 prevede anche tre rassegne: una rassegna bandistica domenica 20 giugno a partire dalle ore 18.00 con il Complesso Strumentale V. E. Marzotto Città di Valdagno e l'Orchestra di Fiati di Cadoneghe (PD). Seguirà una rassegna corale, venerdì 25 giugno, a partire dalle ore 20.45 con il Coro Polifonico Progetto Musica di Valdagno, il PadovaVocalEnsemble e la Corale Zumellese di Belluno. Infine, domenica 27 giugno dalle 16.00 alle 19.00 sarà il turno della rassegna folk con il Coro delle Fontanelle (San Bonifacio -VR), I Campagnoli (Rosegaferro – VR) e Rikaber (Recoaro, Valdagno – VI). Per tutte le informazioni ed il calendario completo della rassegna visitare il sito www.festadellamusicavaldagno.it vicenzanews Alter-Ego June 16th, 2010, 09:59 AM DAL MOLIN. La Provincia stringe i tempi dell'iter per il progetto preliminare, ma è corsa contro il tempo per far entrare le compensazioni nella Finanziaria 2011 Chiesta una procedura urgente al Governo per stabilire il futuro del lato est: parco o aeroporto? Decisive le prossime settimane Il cantiere della Ederle 2 allestito nel lato ovest dell'ex aeroporto Dal Molin. Balzo in avanti della tangenziale nordest. Sulla scrivania dell'assessore provinciale alla viabilità Giovanni Maria Forte è pronto il bando di gara per assegnare la progettazione dell'arteria collegata alle compensazioni per l'affaire Dal Molin. Servirà una gara europea: in palio ci sarà un incarico da 5 milioni di euro, la somma messa a disposizione dal governo per progettare la complanare. IL CRONOPROGRAMMA. «Entro l'estate il bando sarà pubblicato», annuncia Forte, Ma non basta: a Roma sono preoccupati per la tempistica di una procedura che rischia di far perdere a Vicenza anche il treno della Finanziaria 2011. A dicembre, mentre Provincia e Comuni coinvolti siglavano il protocollo d'intesa sulla nuova strada che si dipanerà per circa 10 chilometri tra il Dal Molin e la Ederle, passando per ponte del Marchese, Saviabona e Anconetta, era stata delineata una tabella di marcia che prevedeva sei tappe: entro il 15 gennaio 2010 l'affidamento degli approfondimenti tecnici, entro il 15 marzo la realizzazione di un documento propedeutico alla progettazione preliminare, entro il 31 maggio l'affidamento del progetto preliminare che dovrà essere redatto entro il 30 ottobre e approvato entro il 30 novembre con lo studio di impatto ambientale. Il cronoprogramma avanza in ritardo, con il rischio di far slittare alcune tappe strategiche per inserire l'arteria nelle pieghe della prossima Finanziaria, in un'epoca già di per sé traumatica per i tagli e i sacrifici previsti dalla manovra correttiva. URGENZA. A Roma dovrebbero essere giorni decisivi per il destino del lato est del Dal Molin, vale a dire la porzione di superficie risparmiata dalle ruspe della Ederle 2. Aeroporto sì, aeroporto no? Parco sì, parco no? Un bel po' di rumore ha fatto la lettera firmata da Claudio Cicero (Impegno a 360°) e Maurizio Franzina (capogruppo del Pdl), con la quale vengono ricordati gli impegni assunti due anni fa dal premier Silvio Berlusconi per salvare la pista di volo. A palazzo Trissino continuano a ripetere che vale l'ordine del giorno approvato a straripante maggioranza dal consiglio comunale: quel documento indicava al governo la richiesta di mettere fine all'attività aeronautica e di sterzare verso la creazione di un grande parco della pace. Per non rischiare di perdere importanti finanziamenti, tra cui gli 11,5 milioni di euro stanziati dal Cipe per la ricostruzione della pista, il commissario Paolo Costa ha chiesto al governo di decidere con urgenza su un tema dirimente per il futuro del quadrante nord del capoluogo e per le tensioni in città. Nel lato est del Dal Molin il movimento No base vorrebbe mettere in scena il 20 giugno una festa dell'acqua. Finalità nemmeno troppo collaterale dell'iniziativa è ribadire che quella fetta di città va assegnata al futuro "parco della pace", costruendo un percorso simbolico di restituzione dell'ex aeroporto a usi civili. La partita vera e propria, nelle stanze ministeriali, è però tutt'altro che conclusa. ilgiornaledivicenza.it Alter-Ego June 17th, 2010, 08:52 AM OPERAZIONE RESET. Caso-concia ad Arzignano: salto di qualità nell'indagine della Finanza Sono accusati di 68 episodi di corruzione: mazzette alla Agenzia delle entrate per ammorbidire le verifiche fiscali L'indagine contro le frodi fiscali nel mondo della concia ha fatto il salto di qualità. Ieri mattina, la guardia di finanza ha arrestato - in virtù dell'ordinanza di custodia cautelare, sette pagine firmate dal giudice Stefano Furlani - sette fra consulenti e commercialisti e un funzionario dell'Agenzia delle entrate; altre tre persone sono state sospese dall'attività su ordine del giudice. Sono tutte accusate di aver fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione: mazzette ai dipendenti pubblici per ammorbidire le verifiche fiscali e versare il meno possibile all'erario. I NUMERI. Sono cifre da capogiro quelle dell'operazione "Reset", il nome dato dai detective del nucleo di polizia tributaria al proseguo della maxinchiesta "Dirty leather". Si tratta di una delle più vaste indagini contro i colletti bianchi e i reati contro la pubblica amministrazione mai compiute nel Vicentino. Gli indagati di questo filone sono 77, tutti accusati di corruzione dal procuratore Ivano Nelson Salvarani e dal pm Marco Peraro: 55 sono imprenditori, referenti di 53 aziende molte delle quali conciarie del distretto di Arzignano. Altri 13 sono commercialisti, 9 sono pubblici funzionari, dipendenti dell'Agenzia delle Entrate e il finanziere in pensione Luigi Giovine. Le tangenti versate ammontano a oltre 2 milioni di euro in 68 episodi a partire dal 2003: quelli precedenti sono prescritti. Ieri sono state compiute 23 perquisizioni. Le richieste di custodia avanzate dalla procura riguardano un numero più persone rispetto a quelle arrestate. I COMMERCIALISTI. Il ruolo dei commercialisti (e consulenti: non tutti sono iscritti all'ordine) era emerso con le prime confessioni. Fra febbraio e marzo, in parecchi si erano presentati ai finanzieri del colonnello Antonio Morelli e del tenente colonnello Paolo Borrelli per parlare. «Durante le indagini sulla concia, che hanno coinvolto 200 aziende e un imponibile sottratto al fisco di un miliardo e 400 milioni di euro, ci eravamo chiesti quale fosse l'efficacia del sistema ispettivo», hanno spiegato gli inquirenti. «La consorteria criminale poteva avanti il sistema da anni». Un ruolo chiave ce l'avevano, per i pm, i commercialisti, che fungevano da collettori fra gli ispettori del fisco e gli imprenditori che frodavano l'iva. Si accordavano con i funzionari su quali ditte sottoporre a controllo e quindi con gli imprenditori sull'ammontare della mazzetta. Una parte la trattenevano, il resto la versavano. Chi guadagnavano tutti, a scapito dell'erario e della collettività. I NOMI. I commercialisti destinatari del provvedimento sono tutti nomi noti, di vasta esperienza. Si va da Vittorio Bonadeo, dell'omonimo studio di viale del Commercio, in città, a Claudio Consolaro; da Felice Floris a Italino Priori a Giandomenico Brando, dagli arzignanesi Graziano Dal Lago e Alessandro Salvadori ai trevigiani Roberto Lorenzon e Mario Pietrangelo. I FUNZIONARI. Hanno evitato l'arresto grazie alle loro dichiarazioni gli ex direttori e ispettori di Arzignano e Vicenza 2 Filiberto Segantini di Zimella, Claudio De Monte di Arzignano, Vito Maulucci di Vicenza e Roberto Soraci di Verona. Ieri sono scattate le manette per Angelo Fiaccabrino, che intascò una parte della maxitangente pagata dalla Bruno Mastrotto (con Soraci e Marcello Sedda), all'epoca ad Arzignano, oggi in servizio a Verona. Antonio Letizia, dipendente di Arzignano, è stato sospeso per l'accusa di aver intascato una mazzetta da 2 mila euro. GLI IMPRENDITORI. Sono 55 gli indagati per corruzione. Alcuni nomi erano già emersi, molti - assicurano gli inquirenti - hanno confessato. Si tratta dei titolari di Sea, Margraf, Mastrotto, di Franco Piran (titolare di Gruppo Valle Agno, conceria La Veneta e Adriatica), di Marmi e Graniti Favorita, di Renzo Marcegaglia. L'elenco pare destinato a allungarsi di settimana in settimana. I SEQUESTRI. Ieri, su ordine del giudice, i militari hanno compiuto 6 sequestri preventivi di auto, conti e case a carico di altrettanti funzionari. A Soraci (difeso dall'avv. Enrico Ambrosetti) sono stati sigillate due abitazioni. In totale il valore si aggira su 1,7 milioni di euro. GLI INTERROGATORI. Da domani il giudice inizierà a sentire gli indagati per gli interrogatori di garanzia, a partire da Fiaccabrino, che è in cella. Difesi dagli avv. Renato Bertelle, Andrea Balbo, Claudia Longhi, Marta Marzotto, Riccardo Canilli e Andrea Prencipe, gli arrestati potranno chiarire la loro posizione. E, se è il caso, collaborare con le indagini. ilgiornaledivicenza.it Alter-Ego June 18th, 2010, 03:24 PM AMBIENTE. Posa della prima pietra per una costruzione ad alto risparmio energetico Protocollo d'intesa col Comune per 36 nuovi alloggi a Magrè e Poleo http://media.athesiseditrice.it/media/2010/06/18_26_gdv_f1_469_medium.jpg Il progetto della costruzione ecocompatibile di via Venezia Alloggi ecocompatibili e con risparmi notevoli per le famiglie che godranno anche di un canone sociale d'affitto. L'Ater punta su Schio dove sta sviluppando ben tre diversi progetti. Oggi in via Venezia c'è la posa della prima pietra del primo edificio Ater a basso impatto ambientale. Si tratta di 7 appartamenti da assegnare in locazione. L'obiettivo dell'intervento è quello di realizzare un fabbricato di nuova generazione, con ridotto fabbisogno di energia e che punta alla certificazione energetica in classe A, secondo i parametri di Casaclima di Bolzano e di Ecodomus con Vi.Energia di Vicenza. «Un bel passo in avanti direi - commenta il presidente provinciale Ater, lo scledense Marco Tolettini - che ormai permetterà di dimenticare definitivamente il vecchio concetto di "casa popolare" e portare le nuove case sociali allo stesso livello qualitativo di quelle realizzate nell'edilizia privata». A fare la differenza sono i particolari: le pareti perimetrali sono state studiate per garantire la tenuta alle dispersioni di calore durante l'inverno ed uno scambio termico per irraggiamento verso l'interno durante l'estate. La soluzione adottata per il tetto riveste un ruolo fondamentale per la regolazione del comfort dell'ambiente perché garantisce un'adeguata coibentazione e impermeabilizzazione. Altra novità è l'uso di impianti tecnologici adatti a diminuire l'emissione di CO2: pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica condominiale. L'edificio sarà così in grado di produrre una considerevole parte dell'energia di cui avrà bisogno ed inquinerà 20 volte meno rispetto agli edifici tradizionali. «La scommessa di questo progetto - conclude Tolettini - è di riuscire a realizzare un edificio ad alta efficienza energetica pur rimanendo all'interno dei nostri budget». L'investimento totale sfiora il milione di euro e sarà finanziato con i fondi stanziati da un piano nazionale di edilizia abitativa. Alle 11,30, sempre in via Venezia, il presidente sottoscriverà col sindaco Luigi Dalla Via un protocollo d'intesa per la realizzazione di 24 appartamenti da destinare alla locazione a canone sociale in via Tuzzi a Magrè, su un'area di 1.500 mq. all'interno del Peep "bioecologico" e la costruzione di 12 alloggi a Poleo. ilgiornaledivicenza.it Alter-Ego June 21st, 2010, 08:38 AM Orso, lupo e lince torneranno nell'Altopiano L’orso Dino potrebbe tornare Gli altopianesi, così come tutti gli abitanti della montagna, dovranno abituarsi all'orso, la cui presenza con il tempo sarà inevitabile. Ne sono convinti gli esperti che sollecitano già d'ora una campagna di formazione professionale specifica per gli agenti della Polizia Provinciale e del Corpo Forestale così come di incontri informativi per gli allevatori e la popolazione residente. Informazioni necessarie per non trovarsi impreparati la prossima volta che l'orso, o altro grande predatore, arrivi. L'arrivo dei tre predatori delle Alpi (orso, lupo e lince) è pressoché inevitabile per due motivi principali; l'abbandono del bosco, quindi un territorio più "tranquillo" dove gli animali sono meno disturbati, e per la crescita esponenziale della popolazione degli ungulati (caprioli e cervi), prede primarie dei grandi predatori. Tanto più appena si insedierà sul territorio una femmina i predatori diventeranno stabili sul territorio. Ecco quindi perché sarebbe necessario insegnare già ora gli errori da evitare, primo tra tutti animali domestici incustoditi, perché se orso, lupo o lince imparano che galline, pecore o asini sono prede facili iniziano i problemi. Come si è visto nel caso dell'orso Dino. Problemi però di semplice soluzione con piccoli accorgimenti quali recinti adeguati e cani addestrati. Intanto l'on. Daniela Sbrollini invita a salvaguardare la presenza dell'orso Dino quale segno tangibile della qualità del territorio. «Mi rendo perfettamente conto che un animale di queste dimensioni può provocare danni importanti, come purtroppo è già accaduto, e penso che le autorità preposte debbano trovare il modo per risarcire i cittadini che li hanno subiti, come ha già potuto affermare il Ministro Galan - afferma la deputata del Pd - Accanto a questo non va però sottovalutato che la presenza dell'animale testimonia l'ottimo stato di salute del nostro territorio montano». Un valore, secondo la parlamentare, che non solo deve gratificare chi opera nella tutela dell'ambiente montano ma che deve anche essere "sfruttato" dal settore turistico e diventare motore dell'economica turistica provinciale. G.R. ilgiornaledivicenza.it Alter-Ego June 22nd, 2010, 08:51 AM Demolita l'ex "Pellizzari".Ora il parco «E ora va valorizzato il parco che pochi vicentini conoscono» L'ex corte Pellizzari ridotta a un mucchio di detriti e polvere Vicenza. Della vecchia fabbrica non restano che polvere e detriti. L'ex Pellizzari non c'è più, è un ricordo del passato remoto industriale di Vicenza e del passato prossimo a base di degrado: quei 40 mila metri quadrati tra la ferrovia e corso Ss. Felice e Fortunato si erano trasformati in un rifugio per disperati, tossicodipendenti o punkabbestia, e in una discarica abusiva, riempita di rottami e avanzi di cantieri edilizi. Il primo colpo di benna era stato celebrato il 20 maggio dal sindaco Achille Variati con l'assessore Antonio Marco Dalla Pozza e l'arch. Sergio Carta in rappresentanza della proprietà, la società Ivem, che con l'amministrazione ha sottoscritto un pre-accordo urbanistico inserito nel Pat per realizzare un polo residenziale, commerciale e direzionale al posto dei capannoni dismessi. In un mese il lavoro, costato poco meno di 200 mila euro, è stato concluso: non resta che trasferire e smaltire le macerie. Nelle prossime settimane, stando ad annunci e promesse, dovrebbero iniziare i lavori di demolizione anche di un altro rudere divenuto simbolo del degrado e del disagio: è l'ex Domenichelli in via Torino, all'altro capo di San Felice. Soddisfatto Raffaele Colombara, consigliere della lista "Variati sindaco", che segue da vicino le vicende del quartiere: «L'intervento di demolizione dei vecchi stabili è ormai concluso, come ho potuto verificare di persona io stesso. In questo modo si è aperto lo spazio urbanistico verso il parco di San Felice, che pochi conoscono e che merita di essere valorizzato perché è in grado di ricucire San Felice con il resto della città. Ora attendiamo che venga demolita anche l'ex Domenichelli e soprattutto attendiamo di conoscere i contenuti degli accordi tra Comune e Provincia sull'ex Pp5». Colombara è impegnato anche nel seguire il destino delle bonifiche all'ex Pp6 (nuovo teatro) e all'ex Pp7 (in via Cattaneo), per le quali la Regione ha stanziato contributi da 4 milioni di euro, per ora inutilizzabili a causa dei vincoli di spesa imposti dal Patto di stabilità. Proprio sull'area di via Cattaneo, Colombara ha recentemente presentato una domanda di attualità in cui scrive: «L'amministrazione si è impegnata, anche attraverso la messa a bilancio del Pum, il Piano urbano della mobilità, a rivedere in modo complessivo le tariffe della sosta per proporre soluzioni razionali ed integrate». «Apprendiamo - prosegue il consigliere di maggioranza - che al parking Cattaneo un posto auto costa solo 13 euro per 365 giorni, che le liste d'attesa sarebbero lunghe almeno 3 anni, che Aim non avrebbe in previsione nulla per quanto riguarda quest'area, a fronte di richieste che provengono dai lavoratori della zona, in particolare dipendenti Inps, Inail, Snals, commercianti e impiegati degli uffici privati della zona. Queste richieste si focalizzano in particolare sulla riapertura della concessione di abbonamenti a tariffa calmierata per il Cattaneo, l'individuazione di posti parcheggio da destinare agli abbonati anche in piazzale Bologna, un servizio di bus navetta che faccia sosta nelle vicinanze di corso San Felice e viale Milano. Quali programmi ha la giunta per il futuro?». ilgiornaledivicenza.it Alter-Ego June 29th, 2010, 09:00 AM Così non va Centri commerciali stop Sergio Rebecca presidente di Confcommercio Vicenza dal 1993 Rischiamo di perdere l'ultimo vagone dell'ultimo treno. Sergio Rebecca, storica guida della Confcommercio di Vicenza è preoccupato. È la prima volta che l'associazione di categoria scende in campo con un vero e proprio manifesto - denuncia (è stata pubblicata nei giorni scorsi un'inserzione a tutta pagina sul nostro Giornale) per sintetizzare un malumore non solo vicentino. Ma è a Vicenza che il tema rovente dell'urbanistica commerciale sta accendendo i dibattiti politici in Provincia e in Comune. Rebecca è conscio di gettare benzina sul fuoco. Il messaggio è chiaro: si sta sbagliando nella pianificazione. I grandi centri commerciali in periferia sono destinati a diventare cattedrali nel deserto perché il mercato è già saturo. Rebecca parla con dati tecnici alla mano, come sempre è abituato a fare. E da anni i suoi interlocutori principali sono gli amministratori pubblici, cioè chi decide il futuro urbanistico. Adesso non è più così. Presidente, è per questo che ha scelto di pubblicare un manifesto-denuncia? La situazione è delicata e preoccupate. Per realizzare scelte urbanistiche valide ci vuole lungimiranza, strategia e coraggio. I provvedimenti presi fino ad ora non hanno caratteristiche simili. Poi gli errori li pagheremo tutti: operatori e consumatori. Quindi Confcommercio chiede lo stop alla costruzione di nuovi centri commerciali in tutta la provincia. Sì, ma attenzione. La nostra non è un posizione oltranzista, ma ben pensante. E non lo diciamo da oggi. Nella pianificazione regionale del primo Galan, anno 1996, fu il blocco di nuovi insediamenti per sovrabbondanza in tutto il Veneto. Nel secondo Galan, 1999, furono concessi un limitato numero di metri quadrati che erano consoni: 67 mila in Veneto, 11.200 nel vicentino. Nel terzo Galan, 2004, via a 113 mila metri quadri, 20.400 nella nostra provincia. E sono andati quasi tutti esauriti. Si pensi, per fare un paragone, che adesso nell'area del Cis se ne prevedono 80 mila. Si figuri se non siamo preoccupati. Ora però siete inascoltati. Se andrà avanti così, quali scenari prevede? Costruire ancora significa creare sovrabbondanza di strutture che porteranno alla crisi, se non alla morte di altre strutture. Le più colpite? Il piccolo supermercato di quartiere che ha funzione sociale: e se chiuderà in quella zona non ci saranno servizi. Così non si tengono conto nè della popolazione (sono in aumento gli anziani che faticano a muoversi), nè del territorio, che va cementificato. Per non parlare del traffico che si genererà. Non vuole il centro commerciale al Cis di Montebello. L'area dove sorgerà il Cis era destinata alla logistica. Poi sono state cambiate le carte in tavola. E così da soluzione aggregante, cioè con una piccola quota di commerciale che serviva da supporto alle attività, si è giunti ad una soluzione devastante. Non è stato un processo trasparente. Si percepivano, mesi fa, voci che davano per buona questa concentrazione di commerciale. Si presumeva che fossero chiacchiere. Sbagliavamo. E adesso? Non intendiamo stare in silenzio. Entro il 4 agosto presenteremo le osservazioni al Piano territoriale di coordinamento provinciale. Chiediamo buon senso: che non si consumi territorio e che non si stravolga il sistema senza pensare alle conseguenze. E non vale solo per l'area Cis. Rileviamo un movimento interno alle aree industriali dei piccoli e grandi comuni: una oligarchia di costruttori sta rimettendo mano ai capannoni per adeguarli a standard per il commerciale. Ma in realtà in quelle zone mancano parcheggi, marciapiedi e illuminazioni adatti. Come categoria avete cercato il dialogo con gli enti locali? Abbiamo depositato svariati chili di carta con le nostre posizioni che fino a qualche tempo erano accolte, magari anche lievemente rettificate, ma pur sempre ascoltate. Adesso la situazione si fa drammatica. Si parla di centro commerciale in zona stadio. Un emendamento approvato in Provincia apre la porta a questa ipotesi. Visti i precedenti, preferiamo subito dichiarare con forza che il nuovo centro andrebbe ad incidere su un territorio già saturo. L'altra preoccupazione, verso Padova, si chiama outlet. Ecco un'altra idea che porta vantaggi a immobiliaristi e Comuni. Ma non conosco comuni ricchi per la realizzazione di outlet. A tutto questo si aggiungano le cosiddette "strade mercato" nell'asse Vicenza- Montecchio e Vicenza - Padova, centri commerciali sviluppati in lunghezza. Come se ne esce? Guardando all'Europa. Abbiamo realizzato una serie di convegni nell'ambito de "Il Veneto che vogliamo" per dimostrare come la creazione di mini centri commerciali nel cuore della città portino indotto. Vedi Klagenfurt o Barcellona con i mercati rionali. Se non si pensa in questo modo i negozi del centro o dei quartieri resteranno sfitti. E di lì al degrado, e al problema sociale, il passo è breve. Presidente, dove a Vicenza centro, per esempio, vedrebbe un mini centro commerciale? Nostri esperti mi confermano che esistono aree anche dismesse che possono essere adatte. Ma non sarò certo io ad offrire l'assist ai privati proprietari di quei terreni. Serve una scelta urbanistica. La palla passa al Comune. Negozi sfitti e degrado, diceva: quanto il centro storico di Vicenza soffre di queste malattie? Ci sono più chiusure di attività che nascite e per tanti fattori che la crisi acuisce. Per ora è fisiologico. Il problema è: per quanto tempo si resisterà se non ripartono i consumi? E questa manovra finanziaria non aiuta. E dopo il manifesto-denuncia? Intanto seguiamo la prassi: presenteremo osservazioni al Ptcp. E speriamo che le nostre istanze vengano ascoltate e applicate. ilgiornaledivicenza.it http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/163271__urbanistica_cos_non_va_centri_commerciali_stop/ Alter-Ego June 30th, 2010, 09:00 AM Trovata l'intesa sulla bozza di programma sul futuro dell'ex Piruea (verde e un albergo) con autorimessa di Ftv a Ponte Alto L'area ex Piruea di via Torino, dove potrebbe sorgere un nuovo albergo Un'intesa che vale più di vent'anni di urbanistica rimasta chiusa nel cassetto. È quella raggiunta da Comune e Provincia di Vicenza su ex Piruea Ferrotramvie ed ex Siamic e che tocca indirettamente anche il vecchio stadio Menti destinato a diventare cittadella degli studi. Un patto che apre la strada ad un lungo percorso che è destinato a cambiare il volto della città. La logica è semplice, il progetto ambizioso: sbloccare aree ed edifici rimasti inutilizzati per anni, valorizzarli, e, con i proventi, creare un "tesoretto" utilizzabile per la realizzazione di altre e più utili costruzioni. Ma i passaggi burocratici sono molti. Il primo è l'apertura formale dell'accordo di programma che il sindaco Achille Variati a breve invierà a Venezia. Ma per riuscire a dare concretezza all'accordo prima di tutto bisognerà attendere l'adozione del Pat (il 7 luglio in commissione Vtr, valutazione tecnica regionale; poi la conferenza di servizio e quindi la Giunta a Venezia): per i più ottimisti sarà già possibile entro fine estate, per altri ogni previsione è impossibile. Quindi, si procederà a piani di attuazione, strumenti urbanistici che consentono di riqualificare e riorganizzare la Vicenza del futuro. Alcune idee ci sono. EX PIRUEA. È la zona dietro all'ex Domenichelli (dove sorgerà il nuovo Comune), fine via Torino. Dove oggi ci sono il parcheggio e officina Ftv c'è l'intenzione - siamo alle ipotesi anche se per ora convincono - di dar spazio ad una nuova zona verde e un'area ricettiva. Qui, insomma, potrebbe sorgere il nuovo albergo, quello che ai tempi di Hullweck sindaco e Dal Lago presidente della Provincia si prospettava potesse essere ospitato nell'edificio accanto al park Verdi, l'ex Siamic. Il parco autobus delle Ftv e l'officina, secondo questa bozza di accordo, andrebberospostati a Ponte Alto. I mezzi per entrare in città, sfrutterebbero l'ex sedime Fs, una viabilità alternativa che quindi non graverebbe su quella esistente. Si tratta della via già prevista per il progetto del filobus. EX SIAMIC. Ai tempi di Hüllweck e Dal Lago si era spesso parlato di ex Siamic, che comprende uno storico edificio abbandonato da anni e l'area annessa all'interno. Allora si era ipotizzato di realizzare in quella sede il nuovo albergo per Vicenza. Ma adesso Variati e Schneck sembrerebbero più propensi a valorizzare l'area, di proprietà provinciale, e a venderla. SCUOLE. La bozza di accordo di Comune e Provincia prevede poi la possibilità di stilare un piano che studi il riutilizzo delle aree occupate dagli istituti Fusinieri e Piovene. Tali scuole sarebbero destinate a trasferirsi nella città degli studi che sorgerà al posto del vecchio stadio Menti, una volta mandato in pensione dal nuovo in zona Vicenza Est. Si tratta di ipotesi di lavoro che dovranno tutte essere valutate attentamente e studiate con appositi piani di attuazione. Nell'elenco di Comune e Provincia, poi, anche la zona di via Legione Gallieno con l'immobile dell'ex Provveditorato: un parcheggio pubblico? È anche questo da valutare. CESSIONI. Ma con che fondi riuscire a realizzare la nuova città degli studi? Proprio dalla vendita di terreni di proprietà della Provincia, come per esempio l'ex Provveditorato, o gli edifici di via Monte Rotondo, di via Peschiera, di via Riello. Un accordo che porterebbe alla creazione di "tesoretto" di milioni di euro per le casse di palazzo Nievo. ilgiornaledivicenza.it http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/163590__variati-schneck_ecco_laccordo_che_cambia_la_citt/ Alter-Ego July 2nd, 2010, 08:51 AM SUPERSTRADA. Il commissario Vernizzi ha presentato il progetto definitivo dell'opera da 2.177 milioni in Regione Cantiere al via in autunno 2010 da Sarcedo a Mussolente Eliminati i caselli di Breganze est e Marostica: ne sorgerà uno solo Il tratto della Pedemontana in valle dell'Agno. I residenti contrari annunciano manifestazioni La Pedemontana gratis per 21 chilometri per i residenti dei comuni interessati al tracciato. Almeno per i primi 21 anni. È questa una delle novità emerse ieri a Venezia dalla presentazione del progetto definitivo del commissario straordinario, Silvano Vernizzi, alla commissione urbanistica di palazzo Ferro- Fini. Ma non è la sola: il cantiere sarà avviato tra ottobre e novembre di quest'anno. [FIRMA]COSTI. Si partirà con il tratto Sarcedo - Mussolente. La super strada da 94,5 chilometri, richiederà sei anni di lavoro e 2.177 milioni di euro di investimento di cui 173 mila dalla Regione. Il pagamento del project financing avverrà sulla base dei volumi di traffico: se sarà pari o inferiore a 20-25 mila veicoli al giorno, la Regione dovrà pagare al concessionario 14 milioni di euro l'anno, cifra che scenderà proporzionalmente a zero a seconda dei volumi. In caso di traffico superiore ai 25 mila veicoli, gli introiti saranno divisi a metà tra Regione e concessionario. TEMPI. Ma veniamo alla tabella di marcia. Secondo quanto riferito da Vernizzi, entro due settimane dovrà essere definito il quadro economico con la concessionaria; bisognerà attendere il 14 luglio, data in cui è prevista la sentenza del ricorso al Tar del Lazio da parte di Impregilo. Se tutto filerà liscio, Vernizzi procederà col decreto di approvazione del progetto definitivo e col piano per l'acquisto delle aree. Intanto, sarà completato anche il disegno definitivo, in un paio di mesi. E quindi il via al cantiere. CANTIERI. Si comincerà dal lotto Sarcedo- Mussolente (il 10% in galleria artificiale, 49% in trincea e 41% in viadotto). Partiranno nel secondo semestre del 2011 i lotti Montecchio - Thiene (viadotto 26%, trincea 29%, galleria naturale 32%, galleria artificiale 13%) e Mussolente - Spresiano. MODIFICHE. Da segnalare inoltre la decisione di sospendere la realizzazione dei caselli di Breganze est e Marostica- Pianezze per realizzarne uno nuovo da localizzare, pare, a Villaraspa di Mason. Ma per far questo bisognerà presentare al Cipe un nuovo disegno. In tema di caselli, il commissario ha sottolineato come i progetti potrebbero subire delle modifiche in corsa diventando meno impattanti se l'Italia recepirà a breve la direttiva europea che impone l'alta automatizzazione su tutta la rete. NODI. Resta il nodo di Villaverla: irrisolto. perché non modificabile, come ha spiegato Vernizzi. La Pedemontana, poi, è stato confermato, non correrà in gran parte sull'attuale Gasparona. Questo ha suscitato perplessità da parte di Giuseppe Berlato Sella, Pd, che ha sottolineato il problema del traffico durante la fase di cantierizzazione che sarà da studiare per evitare l'intasamento della viabilità minore. Buone novità nel Bassanese per la bretella in direzione Castelfranco. Vernizzi ha sottolineato come l'opera sia in parte finanziata, fino a Castello di Godego. INNESTI. Altro nodo che ora si dovrà affrontare, come ha sottolineato il consigliere regionale ed ex assessore alla viabilità della provincia di Vicenza, Costantino Toniolo, riguarda le strade che s'immettono sulla Pedemontana. Spiega: «La Provincia dovrà fare da coordinatrice tra le esigenze dei Comuni interessati e la Regione per la programmazione delle numerose e importanti nuove strade da definire. Strade che saranno realizzate con finanziamenti regionali». Cioè la variante alla 46 per evitare il traffico sulle strada di Isola e Malo; la complanare tra Bassano est e Mussolente per collegare la 47 alla 245 e lo snodo di Cornedo. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/164141__pedemontana_gratis_per_21_km/ Alter-Ego July 5th, 2010, 12:16 PM Nel Vicentino i super-ricchi sono 10 mila I Paperoni della provincia berica sono al terzo posto in regione dietro a veronesi e padovani I clienti “high net worth” sono quelli con maggiore disponibilità Vicenza. Sono 10.443 le famiglie dei Paperoni vicentini, quei nuclei cioè che possono contare su un patrimonio finanziario, immobili esclusi, superiore ai 500 mila euro. Complessivamente in provincia il "tesoro" investibile supera i 15 miliardi, quindi si parla in media di 1,44 milioni di euro a famiglia. La provincia berica è al terzo posto in Veneto, dopo Verona e Padova; la regione, a sua volta, è al terzo posto in Italia dietro a Lombardia ed Emilia Romagna. Le cifre sono fornite dall'Aipb, l'associazione in cui confluiscono 95 tra i principali operatori italiani del private banking, quell'insieme di servizi bancari e finanziari tagliati su misura del cliente che, per definizione, ha elevate possibilità di investimento. Questi Paperoni, gli "high net worth" in gergo bancario, richiedono un trattamento particolare da parte degli operatori. Non possono, data l'entità delle cifre in gioco, "limitarsi" ai servizi bancari e finanziari standard, quelli che vanno bene ai clienti "retail", normali. Tuttavia, non è neppure detto che i super-ricchi ricorrano al private banking per l'intero loro patrimonio: una parte viaggia anche per i canali usuali, ed è quindi probabile che le cifre citate all'inizio siano da considerate per difetto. L'Aipb realizza annualmente un'indagine per avere un'idea delle dimensioni della clientela private. Ne emerge una mappa dei Paperoni d'Italia, che nel 2009 erano concentrati in cinque città: Milano, Roma, Torino, Bologna e Brescia, che rappresentano da sole oltre il 30 per cento del totale: 177 mila famiglie, 291,4 miliardi di euro. Tra le regioni primeggia la Lombardia (248,8 miliardi), seguita dall'Emilia Romagna (93,2 miliardi), e per terzo arriva il Veneto (86,9 miliardi), dove, quasi per riflesso del tessuto economico diffuso, le famiglie dei super-ricchi sono distribuite con equilibrio: 12.844 sono a Verona, con un patrimonio complessivo di 20.157 milioni, pari al 23,6% nel Veneto e al 2,5% a livello nazionale. Sono 11.679 le famiglie dei super-ricchi in provincia di Padova, con un asset di 18.400 milioni, pari al 21,2% in Veneto e al 2,2 in Italia. Terzo posto, come si è detto, per Vicenza con 10.443 famiglie, un patrimonio complessivo di 15.039 milioni che rappresenta il 17,3% del patrimonio veneto e l'1,8% di quello italiano. La situazione vicentina non è molto diversa da quella di Treviso, dove i Paperoni sono di più, 10.587, ma il patrimonio investibile complessivo è leggermente inferiore, 14.494 milioni. Più distanziate Venezia, 7.845 famiglie e 11.874 milioni; Rovigo, 2.387 famiglie e 3.332 milioni; e Belluno, 2.143 famiglie e 3.269 milioni. G.P. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/164944_nel_vicentino_i_super-ricchi_sono_10_mila/ Alter-Ego July 7th, 2010, 09:54 AM Dopo due anni e mezzo aperta la passerella sul fiume Bacchiglione L'OPERA. Quasi una "telenovela" iniziata nell'autunno 2007 e continuata tra mille difficoltà Ultimato il tratto ciclo pedonale che collega via Monte Zebio e viale Ferrarin, a breve al via il completamento del percorso 07/07/2010 http://media.athesiseditrice.it/media/2010/07/191969_184351.jpg l resto dell'articolo -> http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/165381_dopo_due_anni_e_mezzo_aperta_la_passerella_sul_fiume_bacchiglione/ :ohno: Alter-Ego July 22nd, 2010, 09:10 AM Squadra Antinquinamento della Provincia 35 interventi in un anno e tanta prevenzione Trentacinque interventi su segnalazione di idrocarburi e uno per moria di pesci: sono questi i numeri che riassumono l'attività della Squadra Antinquinamento della Provincia di Vicenza relativa all'anno 2009. “Un dato positivo -commenta l'Assessore all'Ambiente Antonio Mondardo- se si calcola che negli anni passati la media si assesta sui 40 interventi. Ma un dato negativo se valutiamo la costante attività di sensibilizzazione che stiamo portando avanti sia come Provincia che in sinergia con i Comuni contro tutti gli episodi di inquinamento, dalla pulizia della cisterna privata alla scarsa manutenzione dei serbatoi industriali. Perchè, se non debitamente gestiti, sono tutti inquinamenti che creano gravi danni all'ambiente.” “Debitamente gestiti” significa innanzitutto una segnalazione tempestiva. Chiunque veda l'acqua di un colore cangiante che emana un olezzo sgradevole deve chiamare con celerità il numero di emergenza 118, il quale poi smista le chiamate a chi di competenza. La Squadra Antinquinamento, ad esempio, interviene direttamente in presenza di idrocarburi, mentre se si tratta di altri tipi di inquinamento affianca l'Arpav, il Genio Civile, le polizie locali e provinciale, operando poi in sinergia con Prefettura, Magistratura e forze dell'ordine per la gestione del dopo-intervento. Costituita nel 1993, la Squadra è composta da 7 elementi con qualifica di agenti di Polizia Giudiziaria, in servizio presso gli uffici del Settore Ambiente della Provincia, reperibili a turno 24 ore al giorno tutti i giorni dell'anno per eliminare o limitare le conseguenze sull’ambiente degli sversamenti di idrocarburi e ridurre i rischi per la salute pubblica. “L'intervento tempestivo -spiega Andrea Baldisseri, coordinatore della Squadra- da un lato ci permette di arginare l'inquinamento prima che le conseguenze siano irreparabili, dall'altro ci aiuta a risalire con più facilità al responabile, dimodochè non sia sempre la comunità a pagare, sia in termini ambientali che economici, il costo dell'inciviltà dei singoli.” Attualmente tre quarti delle denunce sono a carico di ignoti. Si tratta perlopiù di casi non dolosi, ma causati da un incauto comportamento nella pulizia, ad esempio, di una cisterna, o nel travaso di gasolio. Di qui l'appello dell'Assessore: “I nostri uffici sono a disposizione per qualsiasi chiarimento, su piccole bonifiche, pulizie o sugli smaltimenti di oli esausti. Meglio fare una telefonata in più che rischiare di recare danni anche gravi al nostro territorio.” Nel corso del 2009 è stato integrato il materiale in dotazione della Squadra Antinquinamento con l’acquisto di barriere in PVC da utilizzare come ulteriore sistema di sbarramento nei casi di inquinamento di idrocarburi. La nuova strumentazione è stata provata nel corso di due esercitazioni realizzate a Vicenza sul fiume Retrone in via Ponte del Quarelo e sul fiume Astichello in Viale Cricoli. “L'esito è stato assolutamente positivo -commentano i tecnici della Squadra- In caso di acque torbide, ad esempio, la capacità di trattenimento è ben superiore a quella dei salsicciotti tradizionali, così come in presenza di correnti forti il pescaggio è più profondo.” E' recente anche la mappatura di tutti i corsi d'acqua vicentini, realizzata in accordo con il Genio Civile di Vicenza e i Consorzi di Bonifica, al fine di “segnare” le aree con accesso facilitato, da utilizzare come punti di intervento più agevole e tempestivo. “Il prossimo passo -conclude l'Assessore Mondardo- è un accordo con le associazioni di pescatori per attivare una sinergia in grado di garantire un capillare monitoraggio dei corsi d'acqua. I pescatori sono delle vere e proprie sentinelle dei fiumi, per cui rappresentano un efficace ausilio sia nella difesa contro episodi di inquinamento sia nella segnalazione di fatti accaduti.” 21/07/2010 http://www.vicenzanews.it/a_ITA_4663_1.html Alter-Ego July 30th, 2010, 03:15 PM Vicenza capoluogo record nel Veneto È la città più giovane e più prolifica VICENZA ALLO SPECCHIO. L'analisi demografica del Comune. La popolazione cresce e gli stranieri superano il 15%: è la quota più alta tra le grandi città venete Vicenza città giovane e prolifica Vicenza. Vicenza cresce: oltre 500 abitanti in più in un anno. Vicenza fa figli: più di tutte le sei "sorelle" venete. Vicenza continua ad attirare immigrati: stranieri, ma ancor più italiani che vi si trasferiscono da fuori. E Vicenza invecchia - come l'Italia intera - ma c'è un "ma" grande così: è comunque il capoluogo più giovane della regione. È un profilo pieno di sorprese - e di record - quello tracciato dall'indagine demografica annuale svolta dall'Ufficio statistica del Comune e pubblicata nel consueto manuale. I numeri non sono tutto, ma aiutano a leggere la realtà. A capirne le tendenze, a intuirne le prospettive. In termini demografici Vicenza cresce, dunque, e si conferma sopra quota 115 mila abitanti, sforata già due anni fa. A fine 2009, il momento cui fa riferimento la rilevazione, i residenti erano 115.550, con 538 persone in più rispetto a dodici mesi prima. In dieci anni la crescita è stata di circa 5 mila unità. PIÙ POPOLATA. A trainare la crescita della popolazione non è tanto il "saldo naturale", ovvero la differenza tra nascite e morti (che al contrario ha una tendenza a valori negativi), quanto il "saldo migratorio". Vicenza, in altre parole, è terra di approdo. Un tempo la leva era indiscutibilmente il lavoro, grazie al fitto tessuto industriale. Ma la città resta polo di attrazione anche oggi, «nonostante il 2009 sia stato l'annus horribilis dell'economia, con una contrazione della produzione manifatturiera del 25%», come ricorda l'assessore ai servizi demografici Tommaso Ruggeri. LA PIÙ STRANIERA. A trainare la crescita sono gli stranieri. Per la prima volta, la quota di non italiani supera il 15% del totale dei residenti: per l'esattezza arriva a 17.762 (15,4%, con un balzo dello 0,5% in un anno) e ormai sono molti anche gli stranieri di seconda generazione, ovvero i bambini nati qui o ricongiuntisi ai genitori. La quota di stranieri sul totale della popolazione è da primato regionale: nessuno arriva al 15,4%; Padova e Verona si fermano al 13,3%; Belluno addirittura al 6,6%. LA PIÙ GIOVANE. Ed è sempre la componente straniera alla base di un altro dato qualificante: Vicenza è il capoluogo di provincia più giovane del Veneto. L'indice di anzianità di 161 (ogni 100 vicentini under 14 ne corrispondono 161 con più di 65 anni) è il più basso, ben al di sotto di Venezia (222) e Padova (199). Così il costante e generalizzato processo di invecchiamento della popolazione risulta attenuato. LA PIÙ PROLIFICA. Più stranieri significa anche più nascite. Così, di primato in primato, Vicenza è pure il capoluogo che fa più figli. Nove nati ogni mille abitanti sono il segno della "migliore fecondità" regionale. Il tasso di natalità (9,3) è praticamente identico a quello del 2000. Ma se i nuovi nati italiani sono in calo (dalle 890 nascite del 2000 alle 711 dell'anno scorso) i piccoli neo-vicentini sono sempre più figli dell'Asia e dell'Africa (da 148 nascite a 355). http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/171012_vicenza_capoluogo_record_nel_veneto_la_citt_pi_giovane_e_pi_prolifica/ Alter-Ego August 24th, 2010, 08:22 AM Villa Saraceno e Valdastico Sud: soddisfazione della Provincia per la ''soluzione Unesco'' 10/08/2010 La Provincia accoglie con soddisfazione la decisione dell'Unesco di confermare Villa Saraceno di Agugliaro nell'elenco dei beni patrimonio mondiale dell'umanità. “Abbiamo seguito con apprensione -afferma il Vicepresidente Dino Secco- le vicende che hanno interessato la villa palladiana e il prolungamento della Valdastico Sud. Opera necessaria, la seconda, per dare una risposta seria all'esigenza di infrastrutture del nostro territorio, ma che mai, lo abbiamo sempre sottolineato, avrebbe dovuto interferire con un gioiello architettonico locale.” Così i progettisti della Società Autostrade hanno accolto i suggerimenti e i consigli dei commissari del World Heritage, modificando il tracciato della Valdastico Sud per garantire un maggior rispetto a Villa Saraceno e alle sue adiacenze. Con il risultato che il Comitato per il patrimonio storico mondiale proprio in questi giorni ha valutato positivamente il nuovo progetto della Valdastico Sud, preservando Villa Saraceno nella lista dei beni protetti dall'Unesco, assieme a tutte le altre ville palladiane disseminate nel territorio veneto e vicentino in particolare. “Quattordici anni fa -ricorda Secco- è stata la Provincia a chiedere ed ottenere l'iscrizione delle ville palladiane nella lista dei beni patrimonio dell'umanità. Un riconoscimento che consideravamo, e continuiamo a considerare, doveroso, per ciò che rappresenta lo stile palladiano nel Veneto e nel mondo. Uno stile architettonico che fonde proporzioni matematiche e eleganza degli ornamenti, per una dimora che non deve essere solo bella, ma anche funzionale al luogo e all'uso.” Da quel lontano 1996, la Provincia, in collaborazione con il Consorzio di Promozione Turistica Vicenza è, ha saputo valorizzare questo patrimonio anche, ma non solo, a fini turistici, rendendole meta privilegiata per i visitatori appassionati d'arte e di architettura. “L'Unesco -conclude il Vicepresidente Secco- ci ha dato una bella lezione di come il progresso possa convivere con la storia e l'arte. Una lezione spesso dimenticata in passato, ma che mi auguro possa rappresentare un monito per il futuro: lo sviluppo del territorio non può prescindere da tutto ciò che lo rende piacevolmente vivibile, contribuendo non solo ad incrementare il turismo, ma anche ad innalzare la qualità della vita di chi lo abita.” http://vionline.provincia.vicenza.it/n-provincia.php/1423 AleMonte September 10th, 2010, 12:20 PM Accordo APS – AIM su mobilità e nuove tecnologie Importante accordo di collaborazione sottoscritto tra le aziende dei servizi pubblici di Padova e Vicenza. Oggi il Presidente di APS Holding, Amedeo Levorato, ed il presidente di AIM, Roberto Fazioli, hanno siglato un’intesa destinata ad inaugurare una attività sistematica di incontro e confronto, su esperienze e progetti nell’ambito della gestione e dello sviluppo dei servizi nelle due città. APS Holding di Padova e AIM di Vicenza, sono aziende pressoché analoghe con numerosi punti in comune. Entrambe società per azioni a capitale interamente pubblico, servono con una molteplicità di servizi un bacino di utenza extracomunale di pari dimensioni, e soprattutto svolgono l’attività in territori continui. Naturale quindi per queste due realtà incontrarsi e trovare, di comune intesa, numerose aree di possibile collaborazione progettuale, organizzativa ed economica con lo scopo di migliorare sostanzialmente l’assetto l’organizzazione e la qualità dei servizi offerti, senza escludere la possibilità di trovare soluzioni di integrazione, anche societaria, in relazione agli obiettivi delle imprese e delle pubbliche amministrazioni di riferimento. In particolare nel corso del primo incontro operativo, già fissato in agenda per il prossimo 20 settembre, tecnici ed amministratori delle due aziende si confronteranno sulla possibilità di realizzare anche a Vicenza una linea tramviaria rapida su gomma, analoga a quella in funzione nella città di Padova, sulle problematiche relative allo sviluppo della rete in fibra ottica della città berica, e della relativa realizzazione di una rete di telesorveglianza, e sulla creazione di hot spot per la navigazione wi-fi nell’ambito della zona universitaria. Altri temi di confronto: lo sviluppo di tecnologie per la gestione della mobilità cittadina, sia nell’ambito del trasporto pubblico che in quella dell’amministrazione delle ZTL, car sharing e bike sharing. Cori October 8th, 2010, 02:34 PM Voi sapete dove si trova questa? http://www.trenomania.org/fotogallery/albums/userpics/10425/normal_2006_11_09StazioneSanGiuliano32.jpg Ecco qui un po di storia.. http://www.hrohrer.ch/railways/pictures/10/10969.jpg http://www.hrohrer.ch/railways/pictures/11/11955.jpg Alter-Ego October 21st, 2010, 02:58 PM http://www.hrohrer.ch/railways/pictures/11/11955.jpg qui sembra Montecchio M. andando verso Trissino! la stazione, se è quella che intendo io, esiste ancora. Alter-Ego November 8th, 2010, 10:21 AM Il Rotolon scivola ancora: radar e satelliti per seguirlo da vicino RECOARO. La montagna delle Piccoli Dolomiti continua a dar segni di instabilità. La Protezione civile nazionale mette in campo la tecnologia più avanzata per monitorare il monte sopra contrada Parlati La frana sul monte Rotolon da giorni tiene ormai col fiato sospeso Recoaro Recoaro. La montagna crolla ed entrano in campo radar e satelliti per monitorarla da vicino. Purtroppo le Piccole Dolomiti si sgretolano. L'anfiteatro montuoso sempre ammirato per bellezza, che fa da cornice alla Conca di Smeraldo, sta scivolando verso il basso. E fa così paura. Il Rotolon, da cui nasce il torrente Agno, cede su tutto il fronte. Milioni di metri cubi di materiale, in questa settimana di totale dissesto, si sono già mossi. La quantificazione è stata fatta dal responsabile della difesa del territorio, ing. Baglioni, con il sindaco Franco Perlotto e gli specialisti della Protezione civile, dei Vigili del fuoco, dell'esercito, che giovedì hanno compiuto una ricognizione con l'elicottero e venerdì hanno trascorso tutta la giornata in sopralluogo e a contatto diretto con la frana. Hanno respirato l'aria di un gruppo montuoso che per tutta la giornata ha continuato a scaricare massi e detriti. Spesso di questo movimento si avvertiva solo l'inquietante sonoro, perché nascosto nelle pieghe disordinate della montagna. Il sindaco Perlotto parla chiaro e afferma che la popolazione deve essere informata compiutamente su tutta la situazione del Rotolon. Gli specialisti hanno mostrato una crepa gigantesca trasversale, che sta alla base dei monti Obante, Fumante e guglie Gei, e che si è verificata in questa settimana. Il movimento prodotto è di milioni di metri cubi di roccia. Lo sconquasso è di dimensioni ciclopiche, la cornice di Recoaro mostra le ferite. Quanto importante sia la vigilanza su questa complessa e pericolosa situazione lo conferma la decisione di rinvio a mercoledì del ritiro dei 24 militari, che in questi giorni hanno affiancato i volontari della Protezione civile nel compito di vigilanza. Da sabato notte è stata attivata l'unità operativa permanente in piazza della Cabinovia, quale centrale operativa e punto di riferimento. Nella prossime ore sarà attivato un grande schermo che proietterà immagini quasi in tempo reale della frana gigantesca frana che minaccia parte del territorio comunale. Fino a metà pomeriggio di ieri in zona c'era una fitta coltre di nebbia; a tratti piovigginava, ma da metà pomeriggio le precipitazioni piovose sono aumentate. E con la pioggia che è tornata, il cielo promette nulla di buono. Nel comunicato ufficiale della Prefettura si specifica che da giorni è in esame anche l'ipotesi di evacuare 200 persone (si scrive letteralmente «è in corso di valutazione l'evacuazione») che abitano nella zona di contrada Parlati. Per ora la gente resta nelle proprie case. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/198831_il_rotolon_scivola_ancora_radar_e_satelliti_per_seguirlo_da_vicino/ Alter-Ego November 8th, 2010, 10:22 AM Ancora piogge e neve in quota, torna l'ansia METEO. Le previsioni del tempo per le prossime ore confermano nuove precipitazioni ma di entità contenuta. I fiumi si sono abbassati Nella fascia montana e pedemontana preoccupa il rischio frane Nelle prossime ore sono previste ancora piogge di entità contenuta Vicenza. Occhi all'insù a scrutare il cielo, dita incrociate a scongiurare il peggio e massima attenzione agli smottamenti in quota. Le previsioni meteo per le prossime ore confermano la permanenza della perturbazione, con nuove piogge soprattutto nelle zone montane e nella fascia pedemontana. Resta alto dunque l'allarme per le località del Vicentino, in particolare Recoaro, Valli del Pasubio e le colline del Thienese, dove incombe il pericolo-frane, a causa delle abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi che hanno messo alle corde un territorio piuttosto fragile dal punto di vista idrogeologico. LE PREVISIONI. Secondo le previsioni dell'Arpav, nella giornata di oggi è previsto tempo perturbato nelle prime ore, poi instabile con probabili schiarite sparse soprattutto in pianura a partire dalle ore centrali. Sono molto probabili le precipitazioni sulle zone montane, sulla fascia pedemontana e sulla pianura centro-orientale; è medio-alta la possibilità di piogge sulla pianura sud-orientale e media su quella sud-occidentale. Le precipitazioni saranno in genere al più di contenuta entità, anche se localmente potranno verificarsi dei rovesci. Le temperature massime sono previste in contenuto calo; anche le minime in diminuzione, il che comporta nevicate a quote via via più basse, anche fino a 1000-1300 metri di altitudine sul livello del mare. Nella giornata di domani sono previsti cielo copeeto e piogge sparse, per lo più di entità contenuta, mentre le temperature dovrebbero subire ulteriori abbassamenti. Il limite delle nevicate, inizialmente sui 700-1000 metri, è dato in moderato innalzamento nel corso della giornata. Cielo nuvoloso anche mercoledì, con possibilità di qualche precipitazione, nevosa mediamente oltre 1100-1400 metri. Temperature minime stazionarie o in contenuto calo, massime perlopiù in leggero aumento. Anche il sito meteovicenza.it conferma per oggi, fino al primo pomeriggio, fenomeni piovosi con neve che dai 1800 metri iniziali si spingerà fino a sfiorare i 1000 metri. Timide schiarite nella serata in attesa dell'arrivo di nuove nubi nella notte. Per domani è ribadito il brutto tempo fino al pomeriggio. FIUMI. Il livello dei corsi d'acqua del Vicentino, nel frattempo, si è notevolmente abbassato rispetto ai picchi raggiunti una settimana fa, quelli che hanno causato il disastro che ha inondato la frazione di Cresole, a Caldogno, e alcuni quartieri di Vicenza. Se una settimana fa, a mezzanotte di domenica, a Ponte degli Angeli il livello del Bacchiglione aveva raggiunto i 5 metri e 16 centimetri, per poi crescere di un metro e due centimetri fino al pomeriggio di lunedì, ieri i dati erano ben altri: alle 6 del mattino l'idrometro segnava quota 1,53 centimetri, il livello più basso da dopo-alluvione; nel pomeriggio, alle 16, era salito di appena 4 centimetri. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/198946_ancora_piogge_e_neve_in_quota_torna_lansia/ Alter-Ego November 8th, 2010, 10:28 AM qualche immagine del disastro... oiKXoh6CZrY&feature=fvst il fiume Guà a Lonigo il 02/11/2010 a poche centinaia di metri da casa mia UmPuIQAcb5E&feature=related Alter-Ego November 9th, 2010, 08:23 AM Alluvione, a Vicenza 2483 volontari convocati con gli sms o via email Giovani e anziani in attesa dell' "arruolamento" in piazza Matteotti Vicenza. Sono 2.483 i volontari che si sono registrati negli elenchi comunali e che sono a disposizione per effettuare interventi mirati. Da ieri infatti i volontari non vengono più convocati per i turni giornalieri, ma contattati con sms o e-mail a cui potranno dare la loro disponibilità. Cento i volontari contattati oggi che sono intervenuti in viale Trento e nella zona compresa tra le vie Caviglia, Brigata Forlì, Granatieri di Sardegna, Brigata Sassari per asportare rifiuti alluvionati. In via Divisione Folgore è continuato il lavoro di liberazione dall’acqua e dal fango degli interrati mentre squadre ridotte si sono recate in alcune località dove era stato richiesto l’intervento da parte dei cittadini. Domani i volontari in servizio saranno 200. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/199019_alluvione_a_vicenza_2483_volontariconvocati_con_gli_sms_o_via_email/ Cori November 9th, 2010, 08:43 AM qui sembra Montecchio M. andando verso Trissino! la stazione, se è quella che intendo io, esiste ancora. E' quella di Castelgomberto,un tempo davanti c'era la Bertocco automobili,ora c'è una rotatoria gigantesca.... Cori November 24th, 2010, 11:20 PM Dal Rotolon nuove scariche di melma e massi RECOARO. Dopo due giorni di calma torna alto l'allarme in vallata. I primi smottamenti già alle 7 di ieri mattina e per tutta la giornata, la scossa più forte è stata alle 10 Recoaro. Il Rotolon torna a tremare. Per tutta la giornata di ieri, tanti piccoli boati hanno riacceso la paura. Il timore è che si possa ripetere un crollo grave come quello del 4 novembre scorso. Due giorni di relativa tranquillità sono stati cancellati dalla pioggia che continua a cadere su Recoaro Terme. La frana secolare si è rimessa in moto. CROLLI. A partire dalle 7 di ieri mattina e per tutta la domenica, frane e smottamenti hanno continuato a liberare massi e materiale dal versante della montagna che, in questi giorni, è stato anche imbiancato dalle prime nevi. La scossa più importante è stata registrata intorno alle 10. Militari e vigili del fuoco impegnati a presidiare il check point "Diana 2" hanno fatto allontanare per precauzione chiunque si trovasse nelle vicinanze dell'alveo del torrente Agno. Comunque, non c'è stato nessun pericolo per gli abitanti delle contrade Parlati e Turcati che si trovano in piena traiettoria di caduta. Restano ancora da verificare le quantità di materiale caduto. Nessun danno è stato segnalato alle apparecchiature che sono in fase di installazione per avviare il monitoraggio elettronico degli spostamenti franosi. SOPRALLUOGO. Il sindaco Franco Perlotto si trovava nel mezzo di un sopralluogo ad alta quota proprio quando si è staccata la frana più consistente (il check point "Diana 1" è stato installato ad oltre 1.100 metri d'altitudine per tenere sotto controllo le scariche come quelle di ieri): «Dalla stessa posizione ho avuto modo di vedere in prima persona cosa è successo il 4 novembre -racconta il primo cittadino recoarese-. Non c'è assolutamente paragone tra i due fenomeni. Se fossimo da un'altra parte, queste frane sarebbero molto gravi. Invece qui non costituiscono nulla di straordinario». CONTROLLI. Dopo le prime scariche, linee telefoniche bollenti e vigilanza al massimo per quella che è stata l'ennesima domenica di duro lavoro nella Conca di Smeraldo. «Con me c'era anche la geologa comunale Claudia Centomo che si è subito messa in comunicazione con il collega Alberto Baglioni, responsabile della difesa del suolo per la Regione Veneto - spiega Perlotto - In questo modo vogliamo mantenere attiva la rete di comunicazione che ci consente di tenere sotto controllo il Rotolon a più livelli. Anche durante il pomeriggio, dal Centro operativo comunale sono stato avvertito dell'apertura di alcune crepe di modesta entità. Non possiamo sapere con certezza se tutto questo sia il preludio per un'altra scarica più forte. Tutto quello che possiamo fare è augurarci che finisca di piovere, sia per frenare il Rotolon, sia per riuscire ad ultimare l'installazione delle apparecchiature elettroniche di controllo. Allo stato attuale, manca circa un quarto della rete elettrica e, per il ritmo con cui sono stati fatti i lavori fino ad ora, non credo manchi molto alla conclusione». http://www3.picturepush.com/photo/a/4581486/640/Anonymous/235617-363674.jpg http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/203150_dal_rotolon_nuove_scariche_di_melma_e_massi/ Cori November 26th, 2010, 06:37 AM http://www.laraste.it/images/foto_laraste/storia-recoaro-logo.jpg «La minerale garantisce lavoro» RECOARO. Netta presa di posizione dellassessore regionale Donazzan a favore dei comuni che imbottigliano acqua Ieri in Regione un incontro tra lazienda Sanpellegrino, i sindacati di categoria e i sindaci interessati, tra cui anche Perlotto «Dobbiamo siglare un patto forte tra lavoratori, aziende e istituzioni verso i consumatori per promuovere il consumo di acque minerali venete». Lo ha dichiarato ieri pomeriggio Elena Donazzan, assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro, nel corso di un incontro - richiesto dalle organizzazioni dei lavoratori - a Palazzo Balbi a Venezia sulla situazione occupazionale del gruppo "San Pellegrino", cui hanno preso parte, oltre all'assessore ed ai vertici della stessa azienda, il sindaco di Recoaro Terme, un rappresentante del Comune di San Giorgio in Bosco, nel padovano e le rappresentanze nazionali del sindacato di categoria. Il gruppo San Pellegrino in Veneto annovera importanti marchi storici quali "Recoaro" e "Vera". «Oltre all'acqua del sindaco - ha precisato Donazzan - che sta incidendo negativamente sul consumo di acque minerali, in coscienza devo dire che c'è anche l'acqua della Comunità, quella cioè imbottigliata sul nostro territorio e che dà lavoro ai nostri cittadini». «Sono al fianco quindi - ha proseguito l'assessore regionale - dei sindaci dei comuni di Scorzè, nel veneziano, Valli del Pasubio, Recoaro Terme, Posina, Torrebelvicino e San Giorgio in Bosco, nel padovano, che hanno scelto di mettersi insieme nel lanciare un messaggio esattamente opposto a quello de l'acqua del sindaco». «L'impegno della Regione - ha concluso Donazzan - è quello unico di salvaguardare i posti di lavoro, e se questo lo possiamo fare anche dicendo ai veneti che i consumatori sono i primi alleati delle nostre imprese se acquistano acqua del territorio, lo faremo». «Apprezziamo particolarmente la posizione dell'assessore Donazzan che si è schierata a favore del consumo dell' acqua minerale perché, oltre ad avere caratteristiche diverse da quella del rubinetto, assicura posti di lavoro - ha commentato Pietro Pellegrini. segretario nazionale Uila - Anche l'azienda ha rassicurato le nostre preoccupazioni affermando che si impegnerà con attività aggiuntive per garantire produzione e occupazione. Per una verifica di questo percorso - ha concluso Pellegrini - ci siamo dati appuntamento ad aprile prossimo». http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/449_news/183649_valdagnola_minerale_garantisce_lavoro/ Intanto: Rotolon, crolli di assestamento Ora la voragine è di un metro e 30 RECOARO. Sopralluogo in elicottero sul versante montano martoriato. Crepa slittata di altri 3 centimetri Il sindaco: «Per i geologi si tratta di un assestamento. Speriamo». Rush finale per l'allarme via sms Recoaro. Continuano i sopralluoghi sul Rotolon. L'elicottero messo a disposizone dalla Regione Veneto sorvola senza sosta le vette che dominano Recoaro Terme. A bordo, oltre al sindaco Franco Perlotto, c'era il responsabile della Difesa del suolo regionale Alberto Baglioni. La crepa più minacciosa continua a spostarsi. «Le ultime rilevazioni -conferma Perlotto- hanno messo in evidenza un ulteriore spostamento di 3 centimetri», che fanno arrivare la fessura a sfiorare il metro e 30 di larghezza. «I geologi -prosegue- sono sicuri si tratti di un normale assestamento. Noi lo speriamo». Le temute colate di fango dopo il fine settimana di pioggia non si sono verificate, probabilmente a causa delle basse temperature che hanno "congelato" la situazione del sottosuolo. Intanto, prosegue l'installazione del sistema elettronico integrato di sorveglianza che terrà costantemente sotto controllo la "frana rossa". I lavori sono coordinati dai tecnici del Cnr. La tabella di marcia cambia a seconda delle esigenze. Per esempio, si è recentemente deciso di spostare un'apparecchiatura del peso di circa 70 chili fio a 1.600 metri di quota. Inizialmente, la stazione mobile di rilevamento, che effettua una scansione costante dei movimenti franosi, era stata posta a circa 1.100 metri ma si sono verificti alcuni problemi di trasmissione dati legati alla morfologia del luogo. L'allarme arriverà direttamente al sindaco e ai responsabili della Protezione civile, tramite sms attivato dal sistema elettronico di sorveglianza, nel caso di movimento franoso. Dopo il vertice in Prefettura che ha decretato la fine dell'emergenza vicentina e la chiusura del centro operativo misto, i riflettori sono puntati su Recoaro. La richiesta di prolungare la presenza dei militari dell'Esercito italiano fino al 27 novembre o, addirittura, al 5 dicembre è stata accolta dal prefetto Melchiorre Fallica ma dipende strettamente dai tempi d'installazione delle apparecchiature elettroniche di sorveglianza: finché non saranno attive, non si potrà fare a meno del lavoro dell'uomo. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/204148_rotolon_crolli_di_assestamentoora_la_voragine__di_un_metro_e_30/ http://www1.picturepush.com/photo/a/4586629/640/Anonymous/236984-71788.jpg Karl Zilliken Cori November 26th, 2010, 07:17 PM Domenica scorsa s'è conclusa la fiera del lusso di Vicenza che stride con la location storica di questo evento tanto che la prossima edizione verrà spostata a Verona. Alcune novità: http://www.nauticshow.com/luxury/images/gallery/101015-1021-e.jpg http://www.nauticshow.com/luxury/images/gallery/101015-1005-f.jpg http://www.nauticshow.com/luxury/images/gallery/101015-1018-a.jpg http://www.nauticshow.com/luxury/images/gallery/101015-1008-w.jpg http://www.nauticshow.com/luxury/images/gallery/101015-1005-g.jpg http://www.luxuryyachts.it/ Va in scena alla Fiera di Vicenza da giovedì 18 a domenica 21 novembre Luxury Garage, il salone internazionale dell'auto e della moto di lusso all'interno dell'edizione autunnale di Luxury & Yachts, salone internazionale dedicato a tutto quello che fa parte del mondo del lusso. I visitatori avranno l'occasione di ammirare, tutte insieme, le vetture presenti nel Lxury Garage. E saranno molti i marchi che esporranno le loro lussuose auto e moto: dall Abarth alla Bentley, dalla Fornasari alla Infiniti, dalla Lotus alla Maserati fino alla Pagani e alla Zonta, solo per citare le più famose nel panorama del lusso. Non mancano le anteprime per il panorama italiano, come per esempio quella della British Motors che accende i riflettori per la prima volta in un salone fieristico italiano sulla Mulsane, berlina 4 porte made in Bentley spinta da un motore da 6,8 litri biturbo da 512 CV che le fa raggiunge i 290 km/h. Questa versione speciale è stata arricchita con tv digitale, impianto di climatizzazione a 4 zone e sedili ventilati, riscaldati e massaggianti. Altra anteprima italiana è la Infiniti M30d, prima berlina diesel ad alte prestazioni del marchio del lusso di Nissan studiato apposto per il mercato europeo, con un motore diesel V6 3 litri da 238 CV. Passerella anche per la Abarth 695 – Tributo Ferrari, elaborazione della Abarth 500 per dimostrare lo stretto legame tra lo Scorpione e il Cavallino basato sulla condivisione di valori quali la passione per le prestazioni, la cura del dettaglio e lo stile italiano. Di scena anche la Vermot Veritas RS III che ha debuttato a fine luglioal Salon Privè di Londra. La straordinaria supercar da 1 milione di euro monta il V10 della BMW M5. Nel Luxury Garage troverà spazio anche la Picchio Daytona Prototype DP2, auto da competizione che ha esordito nel 2003 alla 24 Ore di Daytona arrivando terza. Per il 2014 l'azienda di Teramo sta sviluppando una GT stradale ibrida ad elevate prestazioni. Sfilerà anche la Pagani Zonda Tricolore, realizzata in tiratura limitata per festeggiare il 50° Anniversario della Pattugli Acrobatica delle Frecce Tricolori. Costruita in sole 5 unità, costa 1.300.000 euro. Costruita interamente in carbonio e titanio, la livrea ricalca quella dei velivoli Aermacchi MB-339 PAN della squadra acrobatica italiana: colore blu petrolio con due fasce tricolori lungo il cofano. Il propulsore rimane il V12 7.2 litri da 678 CV di origine Mercedes AMG. Presente anche la Icon Sheen, moto più veloce e costosa al mondo, opera ingegneristica dedicata al grande campione Barry Sheene spinta dal motore della Suzuki GSX 1400 sovralimentato da 250CV che la porta a superare i 320 km/h. Realizzata in 52 esemplari, viene dipinta diversamente su indicazione dei clienti. Altra moto da ammirare è quella messa in mostra da Superlativa, azienda bresciana che produce serie limiate di moto, caschi e accessori maschili di alta gamma rivestiti in materiali preziosi ed esclusivi come la madreperla. Da non perdere l'auto prodotta in un unico esemplare interamente a mano da Moreno Filandi: l'artigiano non si è servito di disegni e computer per realizzare la sua opera, chiamata Uragano. La vettura non ha prezzo: non è in vendita. http://www.infomotori.com/auto/2010/11/16/luxury-garage-vicenza/ Cori February 2nd, 2011, 11:12 AM L'EX RIMESSA FTV SARA' TRASFORMATA IN GALLERIA CIVICA La ristrutturazione dell'edificio di viale Europa prevede un salone di 46 metri da adibire a spazio per giovani artisti e per opere mai esposte finora Da rimessa FTV a galleria civica. In disuso dagli anni Settanta l'ex rimessa dei treni delle Ferrovie Tramvie Vicentine ritornerà a nuova vita accogliendo nei suoi spazi artisti, pittori, scultori, fotografi e contribuendo, nel contempo, ad ottimizzare la gestione del patrimonio naturalistico e archeologico del territorio del Sistema Museale Agno- Chiampo. Il costo dell'opera di ristrutturazione dell'edificio, costituito da un salone di 46,50 metri di lunghezza per 4,60 metri di larghezza, ammonta a circa 300 mila euro ed è stato inserito nel piano del bilancio comunale delle opere pubbliche del 2011. «Vogliamo che diventi una struttura polivalente di pubblica utilità nel minor tempo possibile - spiega l'assessore alla cultura Claudio Beschin -. L'immobile si trova in una posizione strategica di Montecchio, nel punto d'ingresso in città dalle valli del Chiampo e dell'Agno. Prima di procedere con i lavori, però, dovremo aspettare il nulla osta della Soprintendenza dei Beni ambientali e Architettonici di Verona». L'edificio è stato acquistato dal Comune nel 2000 al costo di 34.863 milioni di lire insieme ad altre aree nell'ambito del progetto legato al Put. Il progetto dell'amministrazione di trasformare l'edificio di viale Europa in un luogo dove dare spazio agli artisti potrebbe concretizzarsi nei primi mesi del 2011. I lavori prevedono il rifacimento della pavimentazione, la creazione di una zona di accoglienza, un piccolo magazzino, i bagni, l'installazione dell'impianto di riscaldamento e condizionamento d'aria e la sistemazione e abbellimento dell'area esterna. Spiega il sindaco Milena Cecchetto: «Mettere mano a questo edificio, che attualmente è abbandonato, significa valorizzare un'area della città che merita di essere sistemata. La destinazione culturale e didattica è un elemento di pregio che porterà benefici e potrà rappresentare un appoggio anche per sinergie sovra-comunali. I soldi destinati alla scuola, alla cultura, alla formazione, alla crescita culturale e sociale della comunità non sono mai semplicemente spesi: sono investiti in un futuro migliore». Conclude Beschin: «Contribuiremo ad arricchire il patrimonio artistico del territorio dando voce ai giovani e a tutte quelle opere che per mancanza di spazio rimangono chiuse in magazzino». L'APPROFONDIMENTO. Acquistata dal Comune dieci anni fa, fino agli anni Settanta, l'ex rimessa FTV serviva per la manutenzione e la riparazione delle carrozze dei treni. «La società che gestiva il trasporto su rotaia originariamente era austriaca- ricorda l'allora sindaco e oggi consigliere comunale Ceccato -. Poi l' FTV è passate agli autobus». Continua: «Questi spazi oggi ben si prestano alle esposizioni artistiche». http://1.bp.blogspot.com/_Ps777bArQE8/TMHNk9zKOtI/AAAAAAAABOc/DyjxZ-x9XZ0/s400/IMAGES.jpg Tratto da "Il Giornale di Vicenza" di Cinzia Ceriani Cori February 2nd, 2011, 11:58 AM Autobus AIM,ora si può salire anche con il passeggino Nuova iniziativa di Comune e Aim sulle linee 1, 2, 4, 5 e 7. S'inizia giovedì con i mezzi di ultima generazione Il nuovo logo per prendere l’autobus senza chiudere il passeggino Le proteste erano fioccate in primavera. Poi l'intervento del consigliere delegato per le pari opportunità Cristina Balbi, ora un progetto concreto. I soggetti: le mamme che, contrariamente rispetto a quanto accade in altre città non possono salire sull'autobus con il passeggino aperto, ma lo devono chiudere. E ancora le Aim che gestiscono il servizio pubblico cittadino. Il progetto diventa realtà a partire da giovedì 23 dicembre. Gli autobus, quelli di nuova generazione con il tetto bianco, utilizzati sulle tratte più frequenti: 1, 2, 4, 5 e 7 a misura di carrozzina, pedane su cui le quattro rotelline trasporta bebè potranno salire, cinghie per mettere in sicurezza il piccolo e il tutto senza pagare il biglietto, almeno in alcune fasce orarie: dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 fino alla fine del servizio. «Per chi volesse usare i mezzi pubblici in orari diversi lo potrà fare, ma pagando un biglietto suppletivo» ricorda il consigliere delegato di Aim , Roberto Bottin. SICUREZZA. Per questioni legate alla sicurezza , infatti, il regolamento vigente del trasporto pubblico locale non consente di portare sull'autobus il passeggino aperto. «E questo - ha ricordato la consigliere Balbi - costringe i genitori a chiuderlo e a tenere il bambino in braccio non sempre in sicurezza. Questa limitazione contrasta con il diritto al servizio di trasporto pubblico a tutti senza discriminazioni di sorta nei confronti di singole categorie o fasce sociali». AIM MOBILITÀ. In questi mesi si è confrontata con i sindacati e ha studiato il problema per trovare soluzioni idonee e sicure. A favorire le agevolazioni per le "mamme" i nuovi bus a metano che, oltre ad essere più confortevoli, silenziosi e non inquinanti , sono attrezzati soprattutto al centro con ganci per ancorare i passeggini e sono dotati di un pianale ribassato e inclinabile per facilitare salita e discesa. STEMMA. Le linee su cui i passeggini potranno salire a bordo avranno sul vetro anteriore un adesivo quadrato che riproduce stilizzato un bebè seduto. «Abbiamo scelto i mezzi più nuovi di quelli in servizio perché offrono maggiore sicurezza - ha ricordato Bottin - ma dal momento che è previsto un ricambio del parco macchine, in futuro aumenteranno in modo che il servizio possa essere assicurato anche su altre tratte. Per ora abbiamo scelto fasce cosiddette di "morbida" nel senso che non sono molto affollate e i passeggini aperti non possono costituire un pericolo, oppure un problema di fronte ad un'emergenza. BIGLIETTI . Le mamme che volessero comunque salire sugli autobus prima delle 9 e dalle 12 alle 14 dovranno munirsi di un secondo biglietto. Mentre per tutti quelli che salgono piegando il passeggino resta in vigore la vecchia regola: non si deve acquistare il biglietto aggiuntivo. Restano fuori dal progetto, sempre per motivi di sicurezza, legati ad una legge regionale, le carrozzine per gli infanti. C.R. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/447_news/212137_autobus_aimora_si_pusalire_anchecon_il_passeggino/ http://www3.picturepush.com/photo/a/4980766/640/Anonymous/246434-138451.jpg Da ieri è operativo su quasi tutte le linee,le uniche orfane sono ovviamente le navette che essendo di vecchia generazione non possono fregiarsi di questo servizio. E' il primissimo servizio in Italia nel suo genere diverso da quello che è già in funzione a Bologna e Verona. Per quelle città infatti questo servizio copre il 18% delle attuali linee,ed il servizio non è integrante. Vicenza invece avendo un parco per l'82% nuovissimo adotta un servizio quasi integrale. Ci sono voluti 2 mesi per metterlo a punto visto che la notizia era stata data una settimana prima della fine dell'anno. Intanto: http://www3.picturepush.com/photo/a/4980896/640/Anonymous/ftv-149a-mt.jpg Dalla Regione invece ieri il via libera al contributo di 700 mila euro che serviranno ad acquistare 4 nuovi mezzi. Sottolinea con soddisfazione l'assessore ai trasporti Cristiano Sandonà:"Ogni mezzo costa 235 mila euro.Il contributo regionale è pari al 75%. Ieri la firma sull'accordo con l'assessore regionale Renato Chisso."Si tratta della seconda parte di un contributo inserito nel programma regionale investimenti settore trasporto pubblico.Solo l'anno scorso FTV ha rinnovato 12 mezzi In totale vanta un parco mezzi di 264 autobus dell'età media di 8 anni e mezzo. Giornale di Vicenza pagina 24 del 1.2.2011. In realtà s'è valutato questo recentissimo tabellario nella sua linea principale: http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:N2pFFXHTAJ0J:www.ftv.vi.it/downloadDoc.asp%3Ff%3Dall_199_1_Valdagno.pdf%26id%3D199%26r%3D2+FTV+4+nuovi+mezzi&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEEShIjNXhL_sxnLJ5kTVspB_K0cJZ2t2Dpg09koDpuM1m7xJFBsobZHQPGg6wBjOifRKegPEq4DeotdsdzwEgG9Fpcw6Wvso133hWMAatzjEQIqAexOxm57O89-9B1CmiRxQ4D6-Z&sig=AHIEtbTj8PnPr-R-Osr1ULuJdeg0O2Pnew Dimostrando quanto FTV sia una delle aziende venete più virtuose assieme ATV e Dolomitibus. Fermo restando che sia FTV/AIM che APS/SITA dovrebbero fondersi in un unico vettore ciascuno per la propria provincia e ciò è bloccato costantemente contravertendo le direttive ASSTRA. Questo l'articolo più recente,prima che si parlasse di scatti di anzianità: «Fusione Aim-Ftv Solo così si salvano servizio e lavoro» Appello dei sindacati:Cgil, Cisl e Uil chiedono incontri urgenti a Comune e Provincia Ipotesi di fusione Aim-Ftv: le scadenze si avvicinano, i timori salgono e i sindacati serrano i ranghi. Cgil, Cisl e Uil tornano a chiedere a gran voce un incontro urgente ai vertici di Aim ed Ftv e al Comune e alla Provincia, ovvero le due amministrazioni-socie delle aziende del trasporto pubblico. «Già il 15 luglio, e ora il 10 dicembre abbiamo chiesto un incontro urgente ai presidenti di Aim e Ftv, Fazioli e Baruchello, e al presidente della Provincia Schneck e al sindaco Variati in merito alla situazione delle rispettive aziende - spiegano in una nota i segretari Marina Bergamini, Giancarlo Pederzolli e Riccardo Dal Lago - Siamo preoccupati per l'avvicinarsi inesorabile dei termini entro i quali si renderà necessario il bando di gara europea per l'assegnazione del servizio di trasporto locale. I prossimi tagli di bilancio statali sul trasporto locale - sui quali non siamo d'accordo - e le ventilate conseguenze sul piano dell'occupazione (60 esuberi in Ftv, Aim tace) e sui servizi ai cittadini, rendono urgentissimo questo incontro». Da molti anni, aggiungono si è evidenziata «la necessità e l'urgenza che le due aziende (ma sarebbe meglio dire le aziende della "collettività" vicentina) adottino misure stringenti e irreversibili per presentarsi all'appuntamento europeo forti e vincenti. Noi crediamo che ci siano tutte le condizioni perché ciò si realizzi e che sia il tempo di superare particolarismi in nome della tutela di un bene comune. Qualità e diffusività del servizio, lotta agli sprechi e alle sovrapposizioni, politiche tariffarie flessibili e garanti delle fasce più deboli e – non ultima – buona occupazione, sono obiettivi che una gestione pubblica efficiente, trasparente, manageriale e non clientelare possono e debbono garantire.Differenze e difficoltà tra le aziende non devono essere un alibi per perdere un appuntamento storico». Cori February 2nd, 2011, 02:07 PM http://www2.picturepush.com/photo/a/4981815/640/Anonymous/art-2820-1-01.jpg Un colosso dalle ruote d’argilla? È appena abbozzato il percorso che potrebbe portare alla fusione tra Aim Mobilità e Ftv, i vantaggi sono tutti da verificare gli ostacoli sono molto chiari Fusione si o fusione no. Aim Mobilità e Ftv si studiano, si prendono le misure a distanza, ma di una cosa sembrano ormai certe: l'accorpamento delle due aziende presto o tardi si farà. Dopo due anni di attese, di annunci, ma anche di tante polemiche a distanza la strada adesso sembra segnata. Un percorso che nelle ultime settimana tra l'altro ha subito anche un'accelerazione inaspettata dopo le dichiarazioni del consigliere delegato alla Mobilità Claudio Cicero che ha annunciato che entro ottobre tutto potrebbe essere pronto per la creazione del colosso vicentino dei trasporti che senza segreti dovrà essere con una maggioranza significativa di proprietà della Provincia visto il peso economico di Ftv. Lunedì fra l'altro è annunciato un vertice tra il sindaco Achille Variati e il presidente della Provincia Attilio Schneck. All'orizzonte però qualcosa potrebbe turbare il clima dell'alleanza, sembra ormai certo infatti lo spostamento a dicembre 2011 della gara europea che dovrà decidere il gestore unico dei trasporti in ogni città veneta. Una possibilità che però non sembra preoccupare molto i presidenti delle due società vicentine che credono fortemente che i colossi europei del trasporto non arriveranno a Vicenza dove l'indotto attorno a questo settore non sembra attirare i giganti del settore già sbarcati in Friuli Venezia Giulia e in altre parti d'Italia. In realtà la fusione tra Aim Mobilità e Ftv è già iniziata su piccole cose grazie alla creazione della società consortile Svt (suddivisa tra Provincia due terzi di proprietà contro un terzo di Aim) che mette insieme alcuni comparti delle due aziende come ad esempio l'acquisto del carburante e quello che diverrà la gestione del biglietto unico. Insomma le prove tecniche sul campo già ci sono, anche se uno degli aspetti di certo non secondari che si dovranno affrontare riguarda i lavoratori. Aim Mobilità e Ftv oltre ad avere condividere tratte per 200 mila chilometri se si dovessero fondere avrebbero sul piatto non pochi doppioni: amministrazione, personale tecnico delle officine e autisti. Pedine sacrificabili nel nome della razionalizzazione? Il tema ovviamente si presenterà quando sul piatto ci saranno proposte concrete e progetti veri, ma sul quale i sindacati saranno di certo chiamati a confrontarsi con le dirigenze locali. «Ftv è un'azienda sana - spiega il presidente Valter Baruchello - 28 milioni di fatturato, bilanci in pareggio, 10 milioni di chilometri coperti. Numeri che fanno della società un esempio. Sulla fusione non posso entrare nel merito è una decisione che spetta alla proprietà, cioè alla Provincia. Di certo ho la sensazione che la gara regionale sarà posticipata al prossimo anno ci sono ancora troppe cose da chiarire in primis i finanzianti della Regione Veneto. Se ci fossero dei tagli forti, come sembra, ci potrebbero essere degli squilibri pericolosi. Aim e Ftv sono realtà importanti di certo possono lavorare insieme come per altro già fanno sotto alcuni profili. Certo sulla cosa dovrà pronunciarsi un terzo. Comunque la gara per l'affidamento del servizio non ci spaventa. Sappiamo che i colossi europei del settore si gettano dove possono fare economia. Qui da noi siamo già al limite con quelle che abbiamo, insomma non c'è più polpa. L'affidabilità del nostro servizio e la solidità della società, grazie anche a chi è arrivato prima di me, ci mette in prima fila per la gara. È chiaro che se le due aziende si dovessero fondere, alcuni aggiustamenti andranno fatti. È vero che si condividono tratti ad alta frequentazione, ma su quelle linee il servizio è sempre al cento per cento, quindi non vedo grandi problematiche le corse rimarranno le stesse. Ma è chiaro che su un passo del genere non possiamo non pensare a delle razionalizzazioni su alcuni settori visti i doppioni che esisterebbero. Il percorso non è breve ma di certo la parola non spetta a me ma alla proprietà». Il presidente di Aim Roberto Fazioli non ha nascosto la volontà di trovare un accordo sulla questione e con la sua proverbiale schiettezza spiega il motivo di tanta attesa prima di sedersi attorno ad un tavolo e dialogare sul futuro insieme delle due società. «Il motivo è solo politico - incalza il numero uno della multiutility - io sono pronto, sono stato io stesso a dire che entro ottobre si potrebbe già fare tutto. Aim Mobilità è in pareggio da due anni, e di certo non ci sono ostacoli da parte nostra per creare una nuova società che anche rispecchi in percentuale quelle di Svt. Il mio auspicio è che si apra un tavolo tecnico vero e che sappia affrontare bene la questione, fino ad ora tutti i contatti sono stati blandi e senza soluzioni. Dico anche che io non affronto le strategie di una società con l'orologio sotto il naso, serve responsabilità prima di fare qualunque passo: di certo Aim Mobilità e Ftv hanno problemi comuni come la questione sindacale e doppioni che se cancellati daranno dei risparmi. Quindi un unico soggetto affronterebbe meglio le cose. Prima di fare delle scelte definitive dobbiamo tutelare gli investimenti e i lavoratori. Per questo visto che la gara regionale molto probabilmente subirà uno slittamento di un anno c'è tutto il tempo per fare il punto intorno alla questione. Il bando della Regione sono certo che non sarà pronto prima del prossimo anno, ci sono vari problemi da affrontare prima: in primo luogo dal punto di vista dei regolamenti comunitari, e poi su finanzianti regionali che non sono ancora stati decisi. Poi non credo che si intervenga prima dell'approvazione del Piano Urbano della Mobilità che Vicenza sta per approvare». Ma sulla questione c'è anche un terzo interlocutore con cui le due aziende dovranno fare i conti ovvero i sindacati che recentemente sono tornati alla carica. «La fusione tra Aim mobilità e Ftv è un problema politico - ha spiegato il coordinatore Mobilità Filt-Cgil Vicenza D'Angelo Massimo - Basta prendere in giro i lavoratori, gli studenti e gli utenti in generale. Il Presidente di Aim si è espresso in maniera positiva "la fusione si ha da fare". L'Assessore Provinciale ai trasporti Cristiano Sandonà invece nicchia e dichiara: chi pagherà il rinnovo del parco macchine di Aim vista l'entità della cifra che inevitabilmente sarà molto alta dal momento che l'azienda di trasporto del Comune dovrà mandare in pensione molti mezzi? Nel frattempo tutti sembrano ignorare cose molto importanti e che la nostra Organizzazione sindacale denuncia da anni. La Regione ha individuato per la Provincia di Vicenza in prossimità delle gare un unico bacino sia per il trasporto urbano che extraurbano. In questo territorio manca da lustri un piano territoriale sulla mobilità. La Società Trasporti Vicentina costituita tre anni orsono che doveva essere il volano per la costituzione della grande azienda del trasporto pubblico provinciale non ha partorito nulla. Nelle due aziende i livelli della qualità del lavoro, della sicurezza si sono abbassati e i salari, particolarmente quelli dei neo assunti sono vertiginosamente diminuiti. Ad oggi sono aperte due grandi vertenze, una riguarda i lavoratori inerenti alle problematiche già citate e l'altra riguarda gli studenti, i maggiori utenti, perché contestano l'alto costo dei biglietti e degli abbonamenti, un mancato coordinamento tra le aziende e i dirigenti scolastici sugli orari e rivendicano di poter viaggiare meglio e in tempi più congeniali. In questo marasma generale le amministrazioni di Comune e Provincia proprietarie delle due aziende più volte sollecitate da noi (l'ultima richiesta d'incontro è freschissima) tacciono, quasi disinteressati alla cosa, scaricando spesse volte le responsabilità alle aziende. Noi siamo a ribadire che la scelta è politica. È la politica. Conclude D'angelo - che si deve far carico di incentivare l'apertura di un confronto e di un dialogo propositivo tra le diverse aziende operanti nel settore. Questa nuova azienda dovrebbe essere partecipata anche da tutte le attività che permettano un rendiconto economico (come la sosta) e una potenzialità d'attività lavorative per terzi (le officine) in un'ottica d'autofinanziamento da dedicare all'innovazione tecnologica, agli investimenti, agli acquisti d'autobus ecologici che sono necessari all'attività nel rispetto dell'ambiente e della salute dei cittadini. Riteniamo poi necessario che l'integrazione dei vettori come da noi delineato non deve prevedere costi aggiuntivi utilizzando aree diverse, che non facilitino l'interscambio e quindi per quanto ci riguarda lo scalo merci ex-FF.SS e l'area FTV dovrebbero restare un'area dedicata all'interscambio fra gomma-rotaia, gomma-gomma potenziando lo scambio auto-servizio collettivo strategicamente indispensabile alla riuscita di una valorizzazione del trasporto collettivo. Partiamo da queste banali proposte e apriamo un confronto di fattibilità». http://www.ladomenicadivicenza.it/foto/GEN/art_3346_1_aim%20autobus.jpg IL BUS... DIMEZZATO- Non letteralmente, perché il taglio annunciato è del 25%, ma si tratta di una restrizione di spesa molto cospicua che la Regione decide e annuncia apparentemente senza tenere in molto conto le conseguenze che sortirà. Tagliare un quarto della spesa per i trasporti vuol dire, limitatamente a Vicenza e provincia, non far pervenire alle casse di FTV e AIM rispettivamente somme come 2 milioni di euro e 1milione e 300 mila euro. La misura più credibile del fatto e delle possibili conseguenze si identifica più che discretamente quando si ascoltano le considerazioni delle aziende direttamente interessate: vuol dire soprattutto tagliare a dir poco brutalmente i servizi, ridurre le linee, contrarre gli orari, far circolare meno mezzi e di conseguenza mettere in mobilità o inviare direttamente a casa una parte del personale. Questo sul versante dell'offerta di servizio. Sull'altro versante, quello degli utenti, la situazione è altrettanto drammatica in prospettiva. I dirigenti delle linee provinciali di bus padovane hanno dichiarato senza tanti complimenti che la decisione della Regione sortirà come primo effetto quello di un aumento dei costi di trasporto -abbonamenti e biglietti- che potrebbe salire addirittura del 50%. Ma la cosa più rilevante, sembra secondo questo giudizio, è che anche con queste misure la gestione delle linee di trasporto rimarrebbe un'incognita se non riducendo drasticamente il servizio. La conclusione pare perfino scontata. Gli utenti del servizio pubblico non sono facoltosi cittadini con la nausea dell'auto personale, sono pendolari, e cioè studenti e lavoratori, e sono anche e soprattutto persone anziane, pensionati, gente che non scoppia di soldi. La prospettiva più drammatica risiede appunto nelle conseguenze economiche e, ancora di più, sociali che presumibilmente caratterizzeranno i prossimi mesi e gli equilibri già abbastanza traballanti del rapporto equilibrato tra servizi resi e domanda di servizio espressa. Risvolti sociali, soprattutto, e ripari possibili che francamente ci risulta difficile indovinare. http://www.ladomenicadivicenza.it/a_ITA_2820_1.html Cori February 4th, 2011, 04:02 PM Ritorna il sogno della "monorotaia" Incontro tra il sindaco, il consigliere alla mobilità Cicero e la società italo-svizzera Intamin che avanza una proposta. Variati: «Voglio capire se il mezzo può risolvere i nostri problemi». Cazzola (Cgil): «Cicero porterà in città un pezzo di Gardaland» Due possibili percorsi ipotizzati per “people mover” tra la zona stadio, la stazione e piazza Matteotti Vicenza. Risorge il sogno della monorotaia. Il primo timido passo è stato compiuto ieri mattina a palazzo Trissino, dove il sindaco Achille Variati si è fatto raccontare il progetto evaporato cinque anni fa, ai tempi del governo di centrodestra. Dall'altra parte del tavolo si sono dati da fare a mostrare fotografie e mappe il consigliere delegato alla mobilità Claudio Cicero e l'ingegner Fernando De Simone, rappresentante per l'Italia della società Intamin Transportation, leader nel settore, che si candida a dare un'anima e un corpo al sogno del "People mover". LA FUNICOLARE. L'idea germina nel 2003, mentre muove i primi passi la seconda giunta Hüllweck. L'ipotesi più concreta è di collegare il parcheggio di via Bassano, in zona stadio, con piazza Matteotti, sfruttando la linea del Bacchiglione. Costo stimato: almeno 11 milioni di euro. Formula: il project financing. Gli investitori privati finanziano l'intervento, in cambio chiedono una concessione trentennale dell'infrastruttura. Una leva per mettere in equilibrio l'interesse pubblico e l'investimento privato è l'utilizzo del parcheggio scambiatore. Le vetture si sposterebbero su monorotaie a cinque metri da terra, alimentate da motori elettrici, silenziosi e a emissioni zero. Nel giro di due anni la monorotaia compie un giro nella morte nell'ottovolante comunale: prima sfiora il traguardo, poi finisce nel dimenticatoio, scalzata da beghe e progetti più urgenti. Mentre Vicenza litigava, Venezia lo materializzava e Bologna lo metteva in cantiere. Oggi il People mover è realtà in laguna al Tronchetto. IL RITORNO. Dopo cinque anni di silenzio, le braci tornano ad ardere sotto la cenere. Il ritorno di Cicero sul proscenio riporta in primo piano la monorotaia. E l'Intamin rinnova la sua proposta. Di questo si è discusso ieri a palazzo Trissino, con la prospettiva di ampliare ulteriormente il raggio di azione. La stampella che sostiene il progetto è rappresentata dalla necessità di far dialogare il nuovo tribunale con il centro storico, dove dimorano la larga maggioranza degli studi legali vicentini. Per evitare la migrazione quotidiana di auto, si cerca una soluzione rapida e indolore. La zona stadio è anche vicina all'università: per questa ragione un secondo ramo potrebbe proiettarsi verso la stazione attraverso viale del Risorgimento. Un'ulteriore frontiera di sviluppo potrebbero essere la zona industriale e la Fiera, dove è stata ipotizzata la stazione dell'Alta velocità. IL POMPIERE. Variati parte con il freno tirato: «Nulla più di un approfondimento», racconta al termine della riunione, gettando acqua sul nascente fuoco delle polemiche: dentro la maggioranza c'è chi ricorda che la monorotaia non fa parte del programma amministrativo, fuori palazzo Trissino gli addetti ai lavori di Aim trasporti criticano l'iniziativa. Il sindaco è prudente: «Questa azienda aveva avuto contatti con i precedenti amministratori di Vicenza, ma non se n'era fatto nulla. Ho voluto incontrare i suoi rappresentanti per analizzare l'utilizzo di questo mezzo in altre città italiane ed europee e per cominciare a capire se tale soluzione possa essere interessante per alcuni nostri nodi. Penso ad esempio alla Fiera, all'eventualità di una nuova stazione dell'Alta velocità fuori dal centro, ai parcheggi ad ovest inutilizzati, alla stazione ferroviaria, al nuovo tribunale, al polo universitario, alla necessità di lasciare le auto fuori dal centro, ma di continuare a portare le persone in città. Oggi ho visto cosa è stato fatto altrove. Ora cercheremo di capire se può esserci un'utilità per Vicenza, distinguendo subito tra il sogno e le possibilità di realizzazione concrete». LE CRITICHE. Contro la monorotaia si schiera un addetto ai lavori, Ruggero Cazzola, autista dei bus di Aim trasporti e rappresentante della Filt Cgil, che attacca: «La monorotaia non si integra con i progetti su cui sta lavorando l'amministrazione comunale». Il riferimento è alla circolare elettrica intorno al centro e alla linea del filobus da Ca' Balbi a Ponte Alto passando per la stazione. «Vengono spesso citati i casi di Venezia e Bologna, ma Vicenza non ha un centro di interesse forte. È una città policentrica, dove questa idea è difficilmente importabile. Piuttosto investiamo sul filobus, l'unico vettore in grado di collegare l'est con l'ovest. Il filobus potrebbe raccogliere i passeggeri delle altre linee, sgravando il centro storico. La monorotaia serve solo a Cicero, che potrebbe passare alla storia per aver portato a Vicenza un pezzo di Gardaland, e ai promotori, che potranno così contare sugli introiti certi del parcheggio di interscambio vicino allo stadio». http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/223473_ritorna_il_sogno_della_monorotaia/ http://www1.picturepush.com/photo/a/4995239/640/Anonymous/people-mover-mezzo.jpg Il Precedente: People Mover: “Interessante il progetto Intamin” Contatto Cicero-De Simone per portare all’attenzione del sindaco Variati la questione della monorotaia «Porterò la questione del People Mover all'attenzione del sindaco Achille Variat». Il consigliere delegato alla Mobilità di Vicenza Claudio Cicero non ha dubbi, vuole verificare la possibilità di riaprire il percorso che può portare alla realizzazione della monorotaia anche a Vicenza. «Ho sentito in settimana Fernando De Simone, rappresentante della Intamin in Italia e mi ha spiegato del project financing che ha in mente. Mi sembra una buona idea sulla quale si può lavorare per cui a breve prenderò in considerazione la cosa», spiega Claudio Cicero. Quello che è certo è che il sistema monorotaia poteva arrivare a Vicenza già molti anni fa. «Poi si scelse di dare priorità a Marghera e tutti sappiamo come è andata a finire. La monorotaia sarebbe stata molto più utile, ma al tempo furono prese altre strade», ricorda il consigliere delegato alla Mobilità. La questione People Mover era stata sollevata dal nostro settimanale un paio di settimane fa, poi ad intervenire era stata la stessa Intamin, con una presa di posizione molto precisa da parte di De Simone che aveva rilanciato sul Project financing anche con un possibile ampliamento del progetto originale. «Il vecchio tracciato - ci ha detto- è stato esteso nella nostra nuova soluzione fino al nuovo Tribunale, alla Stazione ferroviaria, ed in una seconda fase, correndo a fianco dei binari del treno, si potrebbe arrivare fino alla Fiera, sfruttando così i suoi parcheggi vicino all'autostrada. Il nostro progetto riguarda un sistema a monorotaia, posizionata a circa 5 metri di altezza, che permetterà gli spostamenti delle vetture in qualsiasi situazione, anche con le strade allagate, per restare alla triste realtà che ha nei giorni scorsi messo in ginocchio una parte della città. Le vetture Intamin, si muovono non grazie ad un cavo trainante come avviene per il People in servizio a Venezia, ma sono dotate di un silenzioso motore elettrico, che le rende più flessibili ed economiche, anche nella gestione e nella manutenzione. Attualmente, a Bologna, stiamo realizzando una linea simile a quella che intendiamo proporre all'amministrazione comunale di Vicenza. Il progetto in costruzione prevede la copertura di un percorso, lungo circa 5 km, che una volta completato collegherà la Stazione F.S., all'Università e all'aeroporto. La linea è predisposta per essere estesa fino a coprire 10 km, per collegare anche la Fiera ed i Comuni limitrofi, grazie a questa opera Bologna diventerà una città all'avanguardia in quanto a mobilità, mi auguro che presto anche Vicenza la possa imitare». Cicero è convinto che il progetto possa suscitare attenzione: «Certo dovremo valutarne la fattibilità e ci serve verificare in che modo sviluppare il Project. Presenterò il progetto al sindaco per vedere se ne è interessato, poi decideremo eventualmente come muoverci». Certo è che quello del People Mover è un vecchio pallino di Cicero e ci sono dei punti che ritiene molto interessanti nel progetto di De Simone. «Sono convinto -dice- che Vicenza, avendo i centri di attrazione fuori dal centro storico, troverebbe nella navetta su monorotaia, capace di correre in una corsia senza interferenze di traffico, la soluzione perfetta. Se un automobilista sa che per raggiungere i luoghi di interesse ci può mettere solo sette minuti, allora si convince a parcheggiare l'automobile fuori dal centro, privilegiando il servizio di trasporto pubblico, sennò ci va con il proprio mezzo. Siamo anche disponibili a trattare con la Fiera la gestione dei parcheggi che gravitano in quella area estesa». Ed è in forza di tutte queste convinzioni che la Intamin si prepara ad "atterrare" a Vicenza per riproporre il progetto, rivisto nei termini, ma quanto mai attraente per una amministrazione comunale che vuole sgravare il centro storico dalle auto. Il sistema Intamin. Il vecchio progetto prevedeva l'utilizzo di un "trenino" elettrico su monorotaia rialzata (o anche a livello terreno) in cui non c'è bisogno di conduttore, proprio simile a quello in uso a Venezia attualmente: a guidare sarebbe un computer perfino in grado di decidere la lunghezza del "trenino", per cui nelle ore di punta si sarebbe potuto automaticamente far allungare il convoglio fino a trasportare 360 persone ogni 3-5 minuti, con dieci vetture attaccate, rispetto alle 36-50 persone che porta in orario di morbida ogni convoglio. In sostanza, una media che potrebbe sfiorare i mille posti l'ora. Per costruire questo sistema, spiegava il manager Franz Zürcher della Intamin, affiancato dall'architetto padovano Fernando De Simone, sarebbero occorsi, come detto, circa 11 milioni di euro: la Intamin era pronta a mettercene la metà, e chiedeva al Comune di contribuire con un contro-valore di circa 5,5 milioni di euro, che potevano venire da un contributo finanziario diretto, oppure venire concessi ai privati sotto altre forme di contribuzione, ad esempio con la gestione del parcheggio di via Bassano (gli 800 posti possono essere raddoppiati con un secondo piano prefabbricato) e di altri posti-auto in zona. Oltre naturalmente a puntare sui contributi del Ministero delle Infrastrutture e dell'Ambiente, e della Regione. La Intamin è una ditta famosa, utilizzata da molti vicentini, quelli, ad esempio, che sono saliti su ottovolanti e maxi-giostre a Gardaland. «Vicenza per noi - spiegava Zürcher- significa un fiore all'occhiello, perché sarebbe la prima città in Italia in cui puntiamo a installare il nostro sistema di metrò, che è praticamente perfetto per le città medio-piccole. L'abbiamo già installato negli Usa, nell'estremo Oriente e in Germania. Non si possono obbligare gli automobilisti, ma saranno loro stessi a scegliere via via il nostro sistema non appena si accorgeranno dei vantaggi». http://www.ladomenicadivicenza.it/a_ITA_3193_1.html Cori February 5th, 2011, 02:11 PM TRASPORTI, A VICENZA BANDE SENSORIALI ALLE FERMATE DEI BUS Presentato il piano di predisposizione di 40 fermate lungo le principali arterie. Attraverso un particolare sistema di piastrelle si segnala a ipovedenti e non vedenti il punto esatto di arrivo del mezzo. http://www.ladomenicadivicenza.it/foto/GEN/art_3392_1_FermateBus_NonVedenti_2.JPG VICENZA - Da oggi per i vicentini non vedenti o ipovedenti che utilizzano i mezzi pubblici per gli spostamenti la vita sarà un po' più facile. Il comune infatti ha annunciato l'introduzione, entro l'anno, di apposite bande sensoriali per non vedenti in prossimità di 40 fermate dei bus di Aim Mobilità. Attraverso un sistema di segnalazioni sul pavimento con particolari piastrelle dotate di scanalature, sarà possibile individuare in sicurezza il punto esatto in cui aspettare l'autobus per poter salire dalla porta anteriore. Inoltre questo sistema - che in Italia è già stato adottato, tra gli altri, da Ferrovie dello Stato, Poste italiane e dal comune di Roma - consente di individuare linee di arresto, pericoli, scavi e ostacoli. "Aim è la prima azienda italiana del trasporto pubblico locale che applica questi meccanismi" sottolinea il sindaco Achille Variati, che aggiunge: "Il rispetto verso i diversamente abili, del resto, è un rispetto verso tutti i cittadini, perché ciò che va bene a loro, va bene anche agli altri". L'utilità delle bande sensoriali è stata sperimentata con successo in quattro fermate dell'autobus vicentine, individuate con l'Unione ciechi locale, per circa tre settimane e ora si è deciso di estendere l'esperienza alle fermate delle linee urbane che interessano le principali arterie e destinazioni. Nel dettaglio, saranno attrezzate dieci fermate il 31 marzo, altre dieci il 30 giugno e le ultime 16 il 30 novembre. "È un altro investimento - spiega il presidente di Aim Vicenza, Roberto Fazioli - che va nella direzione di far percepire sempre più Aim come uno strumento della collettività vicentina". Si dice soddisfatta anche la sezione locale della Uic, che però guarda già a un prossimo obiettivo: "Vorremmo la predisposizione delle mappe tattili per poter conoscere l'itinerario dei bus e l'attivazione del servizio via cellulare che indichi il mezzo in arrivo ad una data fermata" rilancia il presidente dell'associazione, Nicola Ferrando. Per il momento, Aim risponde con un'altra novità: il bus in arrivo alla fermata potrà annunciare il numero di linea e la destinazione dall'altoparlante esterno. Il servizio è attivo su 21 mezzi, ma verrà prossimamente esteso su tutti i 54 bus di ultima generazione. (gig) http://www.superabile.it/web/it/REGIONI/Veneto/News/info2048424096.html Fermate dei bus a dimensione di non vedente Bande sensoriali alle fermate per facilitare l’uso dei mezzi pubblici. Aim Mobilità è la prima azienda di trasporto locale ad introdurle in Italia http://www.ladomenicadivicenza.it/foto/GEN/art_3392_1_FermateBus_NonVedenti_3.JPG Sono già quattro le fermate dei bus di Aim Mobilità dotate di bande sensoriali per non vedenti, ma entro l'anno diventeranno almeno 40. Le segnalazioni sul pavimento attraverso particolari piastrelle dotate di scanalature consentono ai non vedenti e agli ipovedenti di trovarle facilmente, specie con il bastone bianco, e di individuare in sicurezza il punto esatto in cui aspettare l'autobus per poter salire dalla porta anteriore. In generale questo sistema - che in Italia è già stato adottato, tra gli altri, da Ferrovie dello Stato, Poste Italiane e dal Comune di Roma - consente infatti di individuare linee di arresto, pericoli, scavi e ostacoli. È dunque particolarmente utile anche per l'orientamento all'interno di stazioni ferroviarie, metropolitane, aeroporti e ambienti pubblici ad alto affollamento. L'iniziativa di Aim Mobilità è stata presentata questa mattina a palazzo Trissino dal sindaco Achille Variati, dal presidente di Aim Vicenza, Roberto Fazioli, e dal presidente provinciale dell'Unione dei ciechi e degli ipovedenti, Nicola Ferrando, l'associazione che ha collaborato al progetto e che offrirà la propria consulenza anche per le altre 36 bande sensoriali ancora da posizionare. «Aim è la prima azienda italiana del trasporto pubblico locale che applica questi meccanismi - ha sottolineato il sindaco con soddisfazione, accennando tra l'altro a importanti novità in arrivo per la mobilità pubblica nella prossima estate - Il rispetto verso i diversamente abili, del resto, è un rispetto verso tutti i cittadini, perché ciò che va bene a loro, va bene anche agli altri. Stiamo dunque aumentando la qualità della vita per tutti anche attraverso questi semplici accorgimenti che riguardano i mezzi pubblici». È stato il presidente Fazioli poi ad illustrare il piano di sviluppo delle fermate già attrezzate: «Su indicazione dell'Unione ciechi siamo partiti lo scorso 22 dicembre con la sperimentazione delle bande sensoriali nella quattro fermate ritenute più delicate: in corso San Felice ai civici 72 e 163, in piazza Castello di fronte al civico 27 e in piazzetta San Biagio. È ora prevista l'estensione del progetto alle fermate delle direttrici delle linee urbane che interessano le principali arterie e destinazioni, tra le quali via IV Novembre, corso Fogazzaro, piazza Matteotti, la stazione ferroviaria, l'ospedale, corso Padova, viale Trieste e viale della Pace. Nel dettaglio risulteranno attrezzate altre 10 fermate il 31 marzo, altre 10 il 30 giugno e ulteriori 16 fermate il 30 novembre. È un altro investimento - ha sottolineato Fazioli - che va nella direzione di far percepire sempre più Aim come uno strumento della collettività vicentina». «Per noi non vedenti e ipovedenti è un bel momento - ha dichiarato Ferrando - Da anni collaboriamo con Aim soprattutto sul fronte dei bus, approfittando in particolare della progressiva modernizzazione dei mezzi. Scritte ben visibili, posti all'interno dei bus facilmente individuabili e annunci vocali interni ed esterni al bus, sono utili non solo per noi, ma anche per cittadini distratti, anziani o per chi viene da fuori e non conosce la città. I prossimi obiettivi che vorremmo raggiungere sono la possibilità di avere delle mappe tattili per poter conoscere l'itinerario dei bus e l'attivazione del servizio via cellulare che indichi il mezzo in arrivo ad una data fermata». Oggi inoltre Aim Mobilità ha introdotto un'altra novità a favore di chi ha piccoli o gravi problemi di vista: il bus in arrivo alla fermata annuncia il numero di linea e la destinazione dall'altoparlante esterno. Il servizio è attivo su 21 mezzi, ma verrà successivamente esteso su tutti i 54 bus di ultima generazione, che coprono principalmente le linee 1, 2, 4, 5 e 7. «Aim Mobilità sta facendo molto nel segno della modernizzazione e del miglioramento del servizio di trasporto pubblico - ha aggiunto infine Fazioli - abbiamo sviluppato tutte le tecnologie telematiche per la localizzazione degli autobus sia per il controllo interno dei flussi di trasporto, sia per dare la massima informazione di servizio agli utenti attraverso le paline intelligenti, come avviene nelle principali capitali europee. Abbiamo inoltre sviluppato la card Aim per aumentare i benefici nei rapporti con l'azienda e stiamo sviluppando con il Comune il piano urbano della mobilità (Pum) che è la pietra miliare per il forte rinnovamento della mobilità a Vicenza». http://www.ladomenicadivicenza.it/a_ITA_3392_1.html E Finalmente si hanno le foto dei Citelis vicentini (dopo 2 mesi l'ho trovata :(): http://www3.picturepush.com/photo/a/5001076/640/Anonymous/245389-138451.jpg http://www1.picturepush.com/photo/a/5001139/640/Anonymous/218019-71788.jpg Cori February 8th, 2011, 03:43 PM Giudice da 7 anni è pagato per non lavorare CASO. I supremi magistrati danno di nuovo ragione a Eugenio Polcari. Il Csm per due volte l'ha rimosso, ma per la Cassazione è un errore Vicenza. Da sette anni Eugenio Polcari, per sedici magistrato a Vicenza e provincia, è pagato per non lavorare perché per due volte il Csm gli ha sbattuto la toga in faccia. «Indegno - a suo dire - di continuare a fare il giudice». Ma per due volte la Cassazione gliel'ha restituita (l'ultima giovedì scorso), sebbene non sia ancora sufficiente al magistrato per tornare a scrivere sentenze, il suo mestiere, anziché ricorsi ai supremi giudici com'è impegnato da tempo. Anche se stavolta, dopo sette anni, pare essere la volta buona per rientrare nei ranghi. Nel frattempo, dal 2004 percepisce due terzi dello stipendio (alcune migliaia di euro al mese) perché così prevede la legge. Ma il magistrato deve essere reintegrato in magistratura perché, come scrive la Cassazione, «il quadro disciplinare a carico del dott. Polcari è oggettivamente inferiore e meno rilevante rispetto alla decisione assunta dal Csm». Nonostante questo attestato di sproporzionalità tra la sanzione irrogata - la destituzione da magistrato - e gli eventuali comportamenti illegittimi commessi (peraltro da dimostrare perché in penale è stato assolto), Polcari da sette anni è sospeso dalla funzione di giudice. Avvenne quando l'allora toga del tribunale di Vicenza - sede distaccata di Schio - venne rinviato a giudizio davanti al tribunale di Trento per risponde di reati obiettivamente pesanti: concussione e abuso d'ufficio per l'acquisto di alcune macchine e l'affidamento di numerose consulenze a consulenti ritenuti suoi amici. Tuttavia, e questo è l'elemento decisivo che spiega perché la Cassazione gli ha fin qui dato ragione, Polcari è stato assolto su tutta la linea da tutte le accuse con la formula più ampia del "fatto non sussiste" dal tribunale collegiale trentino. Nonostante l'assoluzione sia diventata tombale nel 2007 quando è passata in giudicato, il 50enne giudice di origine napoletana è al centro di una tira e molla disciplinare che pare non abbia precedenti nella storia del Csm. «È ovvio che sono soddisfatto per la decisione della Cassazione - si limita a dichiarare il magistrato raggiunto al telefono-, del resto non ho mai dubitato di questo risultato perché io non ho commesso alcun reato, anche se questa sentenza non risolve il caso perché non sono ancora riammesso in servizio, nonostante i supremi giudici abbiano detto che la sentenza disciplinare che mi è stata inflitta sia ingiusta». In poche parole, Polcari dovrebbe tutt'al più essere sanzionato con un provvedimento disciplinare di minore entità «per renderlo proporzionato» al quadro che è emerso dal suo comportamento. Ma il punto della questione, dal quale non riesce a sbrogliarsi nemmeno il Csm, è che Polcari non ha violato la legge per i comportamenti che gli sono contestati, al massimo è stato imprudente. In pratica ha assunto comportamenti che sono leciti per un normale cittadino, tant'è che non è stato censurato dai magistrati penali, ma che per un giudice rappresentano una scorrettezza. Che di per sè, però, non prevede l'espulsione dall'ordine giudiziario. Come per due volte ha ribadito la Cassazione. E per dire come vanno le cose in Italia, di recente un altro giudice che è stato condannato penalmente con sentenza passata in giudicato a 14 mesi di reclusione per falso ideologico, ha invece ottenuto di essere riammesso in servizio. Per Polcari sono due pesi e due misure. E il salasso Eugenio Polcari è vittima di un'ingiustizia che si perpetua da 4 anni, da quando è stato assolto. Il giudice finì nella bufera 11 anni fa quando la procura di Trieste gli perquisì la casa a Sarcedo. Il procedimento disciplinare si è concretizzato col rinvio a giudizio nel 2004, quando è stato sospeso e gli è stato ridotto lo stipendio di un terzo. Da allora è pagato per non lavorare. Nel 2007, poi, è stato assolto a Trento da tutte le accuse. Dopo, per due volte, il Csm l'ha espulso e per due volte la Cassazione ha stabilito che non può essere radiato perché non basta «la mera spendita della qualifica di magistrato per determinare di per sè una sanzione disciplinare». Lo Stato ora dovrà ricostruirgli la carriera e versargli la differenza di quanto non ha percepito dal 2004. Un salasso per le case pubbliche. I.T. Ivano Tolettini http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/224801_giudice_da_7_anni__pagato_per_non_lavorare/ Cori February 9th, 2011, 02:48 PM L'alluvione ha guastato fognatura e gasdotti, disastro sotto S. Lucia I DANNI NASCOSTI. Al via un piano di risanamento da 500 mila euro: il 21 febbraio assemblea. Un maxi cantiere coinvolgerà per molti mesi l'epicentro della sciagura di Ognissanti. Scavi in profondità, tubi da rifare Vicenza. C'è del marcio sotto Vicenza. Ennio Tosetto, assessore ai lavori pubblici, lo chiama «l'ultimo regalo dell'alluvione». L'acqua sporca del Bacchiglione che ha invaso il centro storico tra parco Querini e ponte degli Angeli ha cariato l'asfalto, penetrando in profondità, fino a tre metri sotto le strade, guastando le condotte del gas metano e della fognatura, che si erano difese con onore per 120 anni, dalla fine dell'Ottocento all'altro ieri. Sono i danni nascosti del disastro di Ognissanti. Le ispezioni delle squadre di Aim e Acque vicentine, munite di microtelecamere, hanno scoperchiato il pentolone dell'epicentro della sciagura, tra piazza XX Settembre e porta Santa Lucia, rivelando guasti, fori, fughe di gas, fuoriuscite di liquami. Il conto dei danni e dei lavori da eseguire al più presto misura mezzo milione di euro. Dovranno essere sostituiti i sottoservizi: fognatura, gas metano, acqua, elettricità, illuminazione, telecomunicazioni: l'antico borgo di santa Lucia sarà rimesso a nuovo, al termine dei cantieri arriverà anche il porfido a ingentilire le passeggiate, ma prima si dovrà passare attraverso mesi e mesi di lavori e disagi, un maxi cantiere carico di incognite, a partire dalla possibilità di imbattersi in frammenti della Vicenza antica depositati sotto l'asfalto. «Poiché non si possono escludere ritrovamenti archeologici - precisa Tosetto - il progetto è stato condiviso con la Soprintendenza che ha incaricato un esperto archeologo di seguire le varie fasi di scavo». I primi lavori saranno realizzati nei prossimi mesi in contrà Mure Porta Santa Lucia e in stradella Araceli. Le opere saranno eseguite entro l'estate, quando si passerà in contrà XX Settembre per limitare i fastidi alla viabilità. Le ruspe entreranno in azione in contrà Porta Santa Lucia, dove il cantiere durerà nove mesi, solo quando sarà riaperto ponte Pusterla: oggi quel tratto di strada è indispensabile per consentire alle auto di aggirare la barriera del ponte chiuso in attesa di essere risanato. «Quelle di santa Lucia sono tubature che risalgono alla fine dell'Ottocento - dettaglia - sulle linee del gas, dove da tempo registriamo rotture e perdite che non vanno trascurate, si era deciso da tempo di intervenire, ma l'alluvione di novembre ha pesantemente compromesso anche il sistema delle fognature che è andato in sovrapressione subendo rotture, cedimenti, depositi ed intasamenti. Per questo abbiamo deciso di rifare tutti i sottoservizi contemporaneamente, in un unico intervento diviso in tappe. Ci rendiamo infatti perfettamente conto dei danni subiti dai cittadini di Santa Lucia e proprio per questo vogliamo ridurre al minimo i disagi che i lavori comporteranno. Inoltre, nell'ottica di valorizzare e rilanciare l'antico borgo, quando gli scavi saranno completati ricopriremo contrà Porta Santa Lucia di porfido come abbiamo fatto in corso Fogazzaro». Sarà un'operazione a "cuore aperto", dove l'alluvione ha fatto più male. L'intervento sarà raccontato da Tosetto e dal sindaco Achille Variati ai residenti e ai commercianti della zona in un'assemblea pubblica organizzata per lunedì 21 febbraio alle 20.30 nella sala dei chiostri di santa Corona. Questa è la punta dell'emergenza. «Le strade danneggiate dall'alluvione sono 33 in tutto il territorio comunale», sottolinea Tosetto. Nel grande giro dell'oca dell'alluvione, questa è l'ennesima carta degli imprevisti pescata dal Comune. Basti dire che il cantiere costerà 500 mila euro, di cui 300 mila euro dedicati alla sola fognatura. Dovrebbero essere ristorati con i fondi destinati all'emergenza alluvione in Veneto, ma i conti si fanno sempre alla fine. http://www5.picturepush.com/photo/a/5034703/640/Anonymous/santa-lucia.jpg http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/225101_lalluvione_ha_guastato_fognatura_e_gasdotti_disastro_sotto_s_lucia/ Cori February 9th, 2011, 02:50 PM Fiere, prove di fusione a Venezia Ferrari (Expo Venice): avviate trattative con Veneto Exhibitions. Incontro il 14 febbraio, la nuova società regionale valuta l’ingresso nel capitale Ingresso della fiera vicentina: http://www3.picturepush.com/photo/a/5034731/640/Anonymous/Immagine-dellentrata-di-LUXURY-GARAGE-a-FIERA-VICE.jpg VENEZIA—Nel Veneto della frammentazione e dei doppioni ogni tanto qualche notizia di segno contrario. Piccola forse per peso economico assoluto, ma significativa per le strategie di sviluppo sul territorio. In Laguna, Expo Venice aveva mobilitato gli avvocati contro l’operazione di salvataggio della Fiera di Venezia (finita in liquidazione) ad opera di Veneto Sviluppo, di VeronaFiere e della Fiera di Vicenza. Operazione che poi, come noto, ha preso la forma della newco Veneto Exhibitions. Adesso Piergiacomo Ferrari, presidente di Expo Venice, fa l’annuncio a sorpresa: «La nostra diffida è congelata - spiega a margine della presentazione del salone nautico che si terrà dal 7 al 10 aprile al parco San Giuliano di Mestre ed all’Arsenale di Venezia -. Sono in corso trattative per far entrare nella nostra compagine sociale la neocostituita società regionale». Veneto Exhibitions, da nemico da affrontare per vie legali, dunque diventa possibile socio rilevante. L’obiettivo è da un lato fare in modo che «Expo Venice sia l’unico soggetto espositivo a Venezia», dall’altro «portare alcune manifestazioni nel nostro portafoglio» ad iniziare da quella di Jesolo, esposizione nautica concorrente a quella organizzata dalla società guidata da Ferrari e vero motivo all’origine del contendere. «La vetrina fa capo a Veneto Exhibitions ma ora è decapitata dall’uscita di Luciano Coin che ne era il maggior promotore ». Il sogno di Ferrari è di poter fare a Jesolo una sorta di continuazione del Salone di Venezia, la settimana successiva alla sua conclusione, per le prove in mare delle imbarcazioni. «L’idea ha dimostrato di piacere molto agli operatori, speriamo - sottolinea - di riuscire a realizzarla». Cosa abbia provocato la svolta, lo lascia capire Ferrari stesso. Luciano Coin è l’inventore di Luxury & Yachts e attraverso la società Optimist avrebbe dovuto partecipare alla nascita di Veneto Exhibitions. Poi per una serie di motivi tra cui, pare, l’opposizione della fiera di Vicenza al suo ingresso, non è stato più coinvolto. Oggi la neonata società regionale è controllata da Verona e Vicenza al 35% ciascuno, con la robusta partecipazione (il restante 30%) di Veneto Sviluppo. È cambiato lo scenario, non c’è più il concorrente e si può avviare un tavolo di trattativa. E neanche lo scarso feeling tra il direttore della fiera di Verona, Giovanni Mantovani, e lo stesso Ferrari (duellavano ai tempi in cui era ad di MilanoFiere) sembra essere ormai un ostacolo serio. C’è un appuntamento in agenda: il 14 febbraio prossimo si incontreranno i soggetti interessati e si verificherà quanto concreta possa essere l’ipotesi di aggregazione. Alla testa di Veneto Exhibitions, che oltre alla nautica e al lusso ha in portafoglio il Salone dei Beni culturali e Restaura, si è insediato un paio di settimane fa Giovanni Lasagna, vecchia conoscenza in fiera a Vicenza. Expo Venice organizza una ventina di manifestazioni nell’area lagunare ed ha come soci principali Consormare e la società consortile Scp che fa capo ad alcuni imprenditori e soggetti privati (tra cui Marsilio Editore). Proprio ieri è stato confermato per il prossimo triennio il consiglio di amministrazione: Ferrari resta presidente, Giuseppe Mattiazzo continuerà a fare l’amministratore delegato. Claudio Trabona http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/economia/2011/5-febbraio-2011/fiere-prove-fusione-venezia-181405087732.shtml Cori February 9th, 2011, 02:58 PM Recoaro La cabinovia spacca il paese http://media.athesiseditrice.it/media/2011/01/251022_71788_medium.jpg RECOARO. Dopo il contributo regionale di 450 mila euro, per farla ripartire il Comune dovrà recuperarne altri 300 mila. Sul ripristino favorevoli, contrari e dubbiosi tra amministratori e operatori turistici Cabinovia, e il paese si spacca in due. La notizia diffusa dal sindaco Franco Perlotto riguardante l'erogazione di un contributo di 450 mila euro da parte della Regione per interessamento dell'assessore Marino Finozzi, indispensabili per la manutenzione straordinaria, alimenta un dibattito che sembra non avere fine. Dopo 15 anni di attività, a luglio dello scorso anno, l'impianto è stato stoppato perché il Comune non aveva le risorse per eseguire l'obbligatoria manutenzione straordinaria prescritto dalla legge. Subito sono stati attivati tutti i canali possibili per recuperare la somma necessaria che complessivamente ammonterebbe a 750 mila euro. Ne mancano 300, ma il sindaco nel ringraziare la Regione per il cospicuo contributo, assicura che saranno fatti tutti i risparmi possibili in modo da concludere le operazioni di manutenzione e collaudo in modo che la cabinovia riprenda il suo esercizio per l'inizio dell'estate. Perlotto ha aggiunto poi che questo finanziamento e la riattivazione dell'impianto rappresentano un preciso segnale di fiducia e di rilancio della cittadina termale. «A me pare tutto una presa in giro - afferma Giuliano Ezzelini Storti, capogruppo di Alleanza democratica-Prc -: dove troverà il Comune gli altri 300 mila euro? Sono contrario alla cabinovia: invece che andare avanti, Recoaro sta, in maniera preoccupante, regredendo sia sul piano di immagine che sul piano economico-turistico». «Siamo favorevoli al ripristino della cabinovia, che casomai andava fatto prima - dichiara invece Massimo Pianalto, capogruppo di Insieme per Recoaro -. La somma mancante, in buona parte andrà recuperata con i lavori fatti in economia diretta. Dobbiamo arrivare all'estate con l'impianto in funzione, e noi daremo il nostro sostegno». Il presidente degli albergatori, Antonio Spanevello, riconosce che l'operazione di finanziamento è stata ottima dal punto di vista politico, ma sbagliata dal punto di vista economico, perché va a finanziare qualcosa che non ha molto a che vedere con il centro termale. «Recoaro mille è qualcosa di estraneo rispetto alla realtà termale - è il suo pensiero-: l'economia langue e negli ultimi anni c'è stato un crollo delle presenze e in vista della stagione estiva altri due alberghi non apriranno». Nicola Storti, capogruppo di Recoaro aperta, è favorevole a patto che la cabinovia faccia parte di un progetto globale: «Altrimenti - dice -, presa come fatto isolato, diventa sperpero di denaro, visto come sono andate le cose ormai da parecchi anni». Stefano Corrà, capogruppo di maggioranza, oltre ad essere grato all'assessore regionale Finozzi per l'attenzione che ha per Recoaro, preannuncia il progetto di unire anche dal punto di vista viario il centro termale con Recoaro Mille. «Sicuramente il finanziamento regionale è una opportunità in più commenta Paolo Asnicar, presidente dell'associazione albergatori ViviRecoaro purché non si perdano di vista le Fonti centrali. Solo salvando il compendio termale si vivacizza l'economia locale, con ricaduta benefica sugli alberghi. A questo proposito, abbiamo formulato dei progetti di cui attendiamo risposta dalla Regione». Cori February 16th, 2011, 06:15 PM Autista offeso, studenti a piedi IL CASO. Il trambusto l'altro giorno. Le Ftv: «Non è la prima volta che accade». I giovani: «Puniti tutti per colpa di pochi». I ragazzi dell'Ipsia in cammino per oltre un chilometro per arrivare all'autostazione Schio. Autista esasperato lascia a piedi gli studenti, costretti a farsi una passeggiata di un chilometro e mezzo per raggiungere la stazione. È successo lunedì pomeriggio, all'Ipsia Garbin di via Tito Livio. L'istituto professionale è il più lontano dalla stazione di piazzale Divisione Acqui ed è l'unico ad avere garantito un servizio di trasporto gratuito di collegamento. Ogni giorno tre pullman caricano e scaricano gli studenti per garantire loro di poter salire sull'autobus che li riporta a casa. Tutti vogliono montare sul primo mezzo che arriva, anche se le Ftv hanno dato disposizione agli autisti delle normali linee di attendere l'arrivo di tutti e tre i bus in stazione, prima di partire. TRAMBUSTO. L'altro giorno il primo mezzo era affollato. L'autista ha chiesto ai ragazzi di scendere, ricevendo in cambio una valanga di improperi. Qualcuno, oltre a dileggiarlo, si è messo a suonare il campanello di chiamata, per infastidirlo: giusto la goccia che fa traboccare il vaso. L'autista ha tirato il freno a mano, è sceso dal pullman e ha deciso di andare a protestare dal preside, che in quel momento non era in sede. Una mossa sufficiente però a far scendere gli studenti, che hanno proseguito a piedi. «Non è la prima volta che accadono situazioni spiacevoli per i nostri autisti - spiegano agli uffici Ftv di Schio -. Non è bello sentirsi prendere in giro dagli adolescenti. Comprendiamo che qualcuno non aveva colpa ma l'autista ha fatto bene a prendere provvedimenti. Con la scuola c'è un ottimo rapporto e il preside è d'accordo con noi nel reprimere simili comportamenti». APPIEDATI. Fra gli studenti c'è chi non l'ha presa bene, come Davide, che ha mancato il collegamento per Malo che doveva raggiungere: «Un ragazzo ha premuto il pulsante di richiesta di fermata è l' autista per punizione si è fermato - racconta il testimone -. Dopo le nostre lamentele per la mancata partenza ha aperto le portiere, è sceso ed ha costretto gran parte di noi ad andare in autostazione a piedi. Posso capire che non siamo per eccellenza i migliori passeggeri a bordo, ma non possiamo pagare tutti l'insensatezza di uno solo. Non biasimo l'autista per la sua reazione, ma poteva comportarsi in modo più cordiale. Trovo però che questo suo atteggiamento, oltre che penalizzare il servizio Ftv e noi studenti, abbia prima di tutto penalizzato fortemente la sua professionalità». Nessuno è riuscito a coprire il chilometro e mezzo di tragitto nei 5 minuti indispensabili per non perdere il bus diretto al paese di residenza. Qualcuno, dovendo attendere un'ora e più, ha scomodato i genitori. «Dispiace quanto accaduto - concludono dalle Ftv -, ma ricordiamo che noi forniamo gratuitamente questo servizio e che ci deve essere rispetto per chi lavora». Gratuito, come le offese ricevute dall'autista che ha appiedato i presunti colpevoli. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/227230_autista_offeso_studenti_a_piedi/ SissyVic March 25th, 2011, 12:51 PM :) Il grattacielo accelera, «gara a livello europeo entro fine 2011» L'EX DOMENICHELLI. Il sindaco difende la torre, ma boccia l'ipotesi di un concorso di idee. Variati: «Basta provincialismo dobbiamo avere il coraggio di costruire il nuovo centro civico con rigidi criteri per la qualità» 03/03/2011 e-mailprintA L’area dell’ex Domenichelli in via Torino prima delle demolizioni: ospiterà il nuovo centro civico Vicenza. Vicenza sale in ascensore. Il futuro è verticale. Il nuovo centro civico all'ex Domenichelli sarà il primo passo di una scalata verso l'alto che detta la linea dello sviluppo del futuro baricentro della città. Il sindaco Achille Variati dribbla le polemiche. Non solo tira dritto, ma accelera: «Il 2011 deve essere l'anno del bando di gara europea. Dobbiamo farcela entro la fine dell'estate». IL POLO. Il Comune conferma i numeri di operazione inserita nel piano triennale delle opere pubbliche che vale 51 milioni di euro, da innescare con la formula del project financing, vale a dire con il coinvolgimento di investitori privati. Lo studio elaborato prevede 15.300 metri quadrati di uffici amministrativi, 3 mila metri quadrati per il centro culturale, un parcheggio multipiano di 24 mila metri quadrati, un'area verde di 10 mila metri quadrati, altrettanta superficie per gli edifici privati. L'ipotesi più accreditata per il nuovo centro civico, che ospiterà municipio e quartier generale di Aim, è una torre alta 11 piani. Viene così ribadita l'intenzione di scorporare l'ex Domenichelli dal comparto urbanistico del Pp5, la vasta area collegata alle Ferrotramvie e a proprietà di Provincia e Ulss. IL DIBATTITO. La prospettiva di modificare lo skyline di Vicenza ha già infiammato il dibattito. La nuova torre dominerà la scena politica dei prossimi mesi: «Ci sarà il tempo per confrontarsi, per discutere, ma la città deve voler immaginare lo sviluppo di se stessa. Non possiamo continuare ad essere i soliti provinciali chiusi in un assordante silenzio. Dobbiamo dare futuro, infondere forza attraverso questo nuovo centro urbano. Dobbiamo credere nella Vicenza di domani, dobbiamo avere coraggio», esorta Variati, che pensa a «un luogo di eccellenza architettonica che, anche per sciupare meno territorio possibile, si sviluppi in altezza, con modernità e innovazione, riprendendo le intuizioni che negli anni '60 portarono alla realizzazione di viale Milano». LA GARA EUROPEA. Il sindaco boccia sin d'ora un percorso che passi attraverso un concorso di idee per coinvolgere le migliori proposte sul panorama internazionale: «I concorsi di idee non hanno mai avuto fortuna: in Italia sono sempre andati male. Tutta l'operazione avrà bisogno di vari passaggi, ma non è solo un'idea. Infatti è inserita nel programma triennale delle opere pubbliche e vorrei che si concretizzasse negli atti amministrativi entro quest'anno. Fisseremo criteri rigorosi sotto il profilo architettonico. Del resto, in epoche di crisi come questa, un'amministrazione non può occuparsi solo dei marciapiedi: ha il dovere di dare anche prospettive di lavoro, di innovazione, di speranza. Non so nemmeno se il mercato sarà pronto a rispondere in termini affermativi, ma spazio per il business ce n'è. Non so ancora se ci sarà qualcuno che risponderà al mio appello. So solo che intendo offrire questa straordinaria opportunità al mercato vicentino, al mercato italiano e al mercato europeo, senza nessuna preclusione, eccezion fatta per la qualità». Dai banchi della maggioranza Raffaele Colombara, consigliere della lista "Variati sindaco" sensibile alle criticità dell'area di San Felice, avverte: «Le scelte sull'intera area segneranno il futuro della città. La sua progettazione dev'essere perciò un'occasione da affrontare con senso di visione per Vicenza: da valutare quindi con estrema attenzione strumenti e modalità con cui si arriverà alla realizzazione». IL CONFRONTO. Variati sa bene che il semaforo verde si accenderà solo dopo l'accordo con la Provincia: «I nostri progetti sono compatibili con i vincoli del Ptcp. L'intesa è auspicabile e conveniente per noi e per la Provincia, che ha interesse a valorizzare le sue aree per investire le risorse in opere pubbliche. Il centro storico non si svuoterà: voglio che il palazzo degli uffici in piazza dei Signori diventi un punto di luce. L'ex Beltrame? Tutta la spina ovest, dalla stazione all'ex Zambon, avrà un nuovo disegno urbanistico». http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/231530_il_grattacielo_accelera_gara_a_livello_europeo_entro_fine_2011/ Alter-Ego March 25th, 2011, 12:59 PM però... ci vuole coraggio per chiamare un palazzo di 11 piani grattacielo :lol: Alter-Ego March 28th, 2011, 10:32 AM Un tesoro sacro nel Summano SCHIO. In una serata illustrati gli importantissimi rinvenimenti archeologici tra cui due statuine d'argento di età romana. Rinvenuti anche un panetto di incenso di 60 grammi e un astragalo, un oggetto oracolare dell'età del Ferro tra il VI e IV a.C. Un momento delle campagne di scavo sul monte Summano. FERRARI| Un altro particolare degli scavi Schio. Il Monte Summano ha svelato sotto di sé un tesoro archeologico che conferma la sacralità insita in questo monte che sovrasta Schio e i comuni vicini. Grazie ad una serie di scavi archeologici compiuti con la collaborazioni della amministrazioni comunali di Santorso, Schio e Piovene, della Provincia di Vicenza e della Sovrintendenza archeologica, sono stati infatti ritrovati importanti reperti archeologici che confermano come il monte sia stato un probabile luogo di culto fin dall'età del ferro. I risultati degli scavi verranno illustrati in una serie di conferenze intitolate "Le montagne sacre: testimonianze archeologiche sui santuari alpini", organizzate dal Gruppo Archeologico dell'Alto Vicentino in collaborazione con il Museo Archeologico di Santorso. Il primo appuntamento, dedicato a "Le recenti scoperte archeologiche sul santuario del Monte Summano", ha visto la partecipazione di Mariolina Gamba, direttrice degli scavi, e di Rosario Salerno, responsabile degli stessi. «I lavori sono iniziati nel 2007 con una prima serie di recuperi occasionali - ha spiegato la dottoressa Gamba - Dopodiché dal 2008 al 2010 abbiamo compiuto tre campagne di scavo che hanno portato al rinvenimento di oggetti importantissimi». Tra questi due statuine di 4 cm in argento, risalenti all'età romana, una raffigurante un Marte-Ercole, l'altra una divinità femminile, simbolo di fertilità e salute. Accanto a questi, i ritrovamenti di frammentazioni di oggetti, offerti in dono, di un panetto di incenso di 60 grammi e di un astragalo, un oggetto oracolare, databile all'età del Ferro tra il VI e il IV secolo a. C. «La prospettiva - ha continuato Gamba-, dopo lo studio e la datazione di tutti i reperti, è quella di arricchire il nucleo archeologico dell'Alto-Vicentino e di valorizzare l'area del sito archeologico». Soddisfatto anche l'archeologo Rosario Salerno, che si è detto d'accordo con la definizione del Monte Summano come di un santuario. I prossimi appuntamenti del ciclo saranno giovedì 31 marzo alle 20.15 con i "Luoghi di culto in area alpina", a cura diFranco Marzatico dell'Università di Trento, e sabato 9 aprile con "L'archeobotanica e i risultati delle analisi svolte sui campioni del monte Summano". Entrambi gli incontri nella sala conferenze del museo archeologico di Santorso. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/238892_un_tesoro_sacro_nel_summano/ Cori March 29th, 2011, 02:59 AM Scossa sismica nell'Alto Vicentino 2,6° Richter, la gente in strada Il terremoto alle 15.45 a 3,9 km di profondità, l'epicentro nella zona di Chiuppano. Paura a Thiene soprattutto per chi abita ai piani alti, molte persone sono scese in strada Thiene. Una lieve scossa sismica è stata avvertita nel pomeriggio dalla popolazione in provincia di Vicenza. Le località prossime all`epicentro sono Chiuppano, Carrè e Piovene Rocchette, ma la scossa è stata sentita distintamente anche a Thiene. Molte le persone, sopprattutto chi vive ai piani alti, che sono scese in strada impaurite dopo avr visto tremare soprammobili e muri. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile non risultano danni a persone o cose. Secondo i rilievi registrati dall`istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l`evento sismico si è verificato alle 15.45 con magnitudo 2.6 Richter e alla profondità di 3,9 km. La magnitudo 2,6 Richter è considerata molto bassa: in genere tra i 2 e i 2.9 punti della scala vengono definiti i terremoti "minori, non avvertiti dalla popolazione ma registrati dai sismografi". Ma molto dipende dalla profondità della scossa: a parità di magnitudo una scossa superficiale è avvertita molto di più di quelle profonde, come è avvenuto in questo caso nell'Alto Vicentino dove la scossa è stata sentita molto bene anche nelle case. L'ultima scossa avvertita dalla popolazione in zona risale a fine 2009 nella zona tra Bassano, Valstagna e l'Altopiano di Asiago. Nell'allegato all'articolo c'è la mappa del rischio sismico in Italia, dove si può vedere che nel Nord Italia è a rischio tutta la fascia tra il Friuli (alto rischio) e l'Alto Veneto (medio). Secondo gli esperti, nel mondo di scosse di intensità tra 2 e 2.9 ce ne sono circa 1000 al giorno. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/238981_scossa_sismica_nellalto_vicentino26_richter_la_gente_in_strada/ Alter-Ego March 30th, 2011, 08:31 AM Sulle compensazioni si spacca l'alleanza tra il Pdl e la Lega nord DAL MOLIN. Centrodestra diviso sulla destinazione della parte est dell'ex-aeroporto Il Comune affronta lo sprint finale con il governo per decidere la compensazioni per il Dal Molin base Usa Sulle compensazioni a Vicenza per l'aeroporto perduto e diventato base Usa si è consumata - l'altra sera in consiglio comunale, mentre era in discussione il pacco di documenti politici da allegare al bilancio comunale 2011 - una frattura tra Popolo della libertà e Lega. È avvenuto su un singolo contenuto, ma politicamente molto importante nella settimana in cui sull'asse Vicenza-Roma si dovrebbe chiudere la partita-Dal Molin. E per questo si è esplicitamente compiaciuto il sindaco Achille Variati. Che cosa è successo? E quali spiegazioni ci sono? PDL COME NEL 2010. La prima domanda ha una risposta precisa: il Pdl, primo firmatario Maurizio Franzina, ha fatto votare un ordine del giorno che rivendica al Comune la titolarità di trattare il "risarcimento danni" che due governi hanno promesso a Vicenza. Punto di riferimento: il documento approvato in consiglio comunale un anno fa (13 aprile 2010) con obiettivi la tangenziale nord-est con il coordinamento della Provincia; la consegna al Comune del lato est del fu-Dal Molin per prevalenti interventi ambientale e per il tempo libero; la realizzazione della prima linea di filobus elettrico anti-inquinamento; una sede di alta formazione nella meccatronica. Con il Pdl ha votato il centrosinistra. La Lega nord invece ha votato contro, cambiando posizione rispetto al 2010. LEGA ISOLATA. Il secondo quesito è affrontabile invece solo a colpi di retroscena e di interpretazioni non virgolettabili con le dichiarazioni di nessuno. Nemmeno del sindaco, che ieri - commentando soddisfatto quello che è successo, in un'inedita conferenza stampa di elogio agli avversari del Pdl - non ha alimentato nessuna linea interpretativa. Ma questa è chiara lo stesso, se si guarda alle vicende delle ultime settimane. Votando con Variati & C. per il rispetto degli obiettivi comunali Del 2010 il Pdl ha isolato la Lega nella sua recente posizione a favore della Protezione civile al Dal Molin in alternativa al Parco della pace. Una posizione che vede la Lega solitaria in consiglio, che è sostenuta fino a Roma dalla consigliera-deputata Manuela Dal Lago ed è parallela all'azione extra-consiliare di Popolari europei, Impegno per Vicenza e Vicenza riformista. MARCARE LE DISTANZE. In questo modo i pidiellini hanno marcato le distanze dall'alleato sempre più ingombrante a centrodestra, fino ad aver già anticipato alla coalizione l'intenzione di una candidatura leghista per il sindaco nel 2013. Riportando a Palazzo Trissino l'intera responsabilità sulle compensazioni dalmoliniane, il Pdl ha stoppato anche le ultime esternazioni del presidente leghista della Provincia Attilio Schneck. Ieri mattina Variati ha sostanzialmente ufficializzato un "grazie" alla chiarezza fatta dal Pdl e anche al sostegno ricevuto rispetto alle scorribande targate Lega: «Voglio dare atto al Pdl - ha detto - di aver tenuto la barra ferma su un concetto fondamentale: le compensazioni e le mitigazioni per la nuova base militare hanno come riferimento la città di Vicenza, la città è rappresentata dal sindaco e quest'ultimo è vincolato al pensiero del consiglio comunale». QUESITO POLEMICO. «Non ho capito perché la consigliera Barbieri stavolta abbia votato contro - ha commentato il sindaco, riferendosi al "no" della rappresentante leghista - visto che un anno fa, su quell'ordine del giorno di aprile, aveva votato favorevolmente. Cosa è cambiato? Forse la Lega nord non è più d'accordo sul fatto che la città debba avere delle compensazioni?". Interrogativo polemico a parte, Variati in conferenza stampa si è dedicato soprattutto a confermare l'imminente azione con Roma: «Ovviamente spero di portare a casa quanto più posso, ma ribadisco che per me sono fondamentali le questioni della tangenziale nord-est e dell'acquisizione dell'area est del Dal Molin. Sto però lavorando anche per raggiungere gli altri risultati, direttamente o indirettamente». «Questa è l'area delle compensazioni - ha precisato -. C'è poi il tema del museo dell'aria che è stata una questione su cui si era impegnato il commissario Costa per mantenere una radice di ciò che è stato l'aeroporto di Vicenza». «Penso sia utile che ci sia: è una questione che va trattata con rispetto» ha aggiunto, in palese contestazione dello svilimento dell'idea-museo pronunciato pochi giorni fa dal presidente provinciale Schneck. TANGENZIALE A CHI?. Ieri dal Comune è filtrato anche uno dei probabili contenuti del patto-compensazioni relativamente alla tangenziale. Questa sarà progettata col determinante ruolo della Provincia e i lavori spetteranno alla concessionaria pro-tempore dell'autostrada Serenissima: non esplicitamente alla Brescia-Padova Spa, che tra due anni - dipenderà da come andrà l'annosa storia del prolungamento a nord del ramo-Valdastico - potrebbe non essere più titolare della concessione sulla A4. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/239421__sulle_compensazioni_si_spacca_lalleanza_tra_il_pdl_e_la_lega_nord/ Alter-Ego April 7th, 2011, 10:12 AM Post alluvione: «Non ci sono soldi per riaprire Ponte Pusterla» POST ALLUVIONE. Vertice a Montecchio per fare il punto sulle opere. Il vice commissario per l'alluvione Carraro conferma che l'unica strada percorribile è quella di un finanziamento tramite privati Gli sbarramenti all’imbocco di ponte Pusterla, chiuso da un mese e mezzo Vicenza. Ponte Pusterla resta senza soldi. Almeno per il momento. Sembra non trovare pace l'infrastruttura che dal primo novembre, a causa dei danni subiti dall'alluvione, sta dividendo in due la città. Il finanziamento tanto atteso per la ristrutturazione, infatti, è ancora un miraggio. Prima di trenta giorni, forse due mesi, non ne se ne parlerà. Per la disperazione, e rabbia, dell'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto, che da più di un mese ha licenziato il progetto definitivo. È lo stesso Mariano Carraro a portare la brutta notizia. «Non ci sono novità su ponte Pusterla ha dichiarato il vicecommissario per l'emergenza alluvione in Veneto e braccio destro del governatore Luca Zaia perché i soldi al momento non ci sono». La strada da intraprendere, in ogni caso, non è cambiata, ed è quella del finanziamento tramite privati. «Sì conferma il vicecommissario è la via più percorribile. Sarà poi il presidente Zaia a decidere. Purtroppo il periodo non è fluido perché in questo momento altri problemi, tra cui la guerra in Libia, stanno portando nuove complicazioni». Mentre l'amministrazione pressa la Regione per sbloccare la situazione, i tempi sembrano andare per le lunghe. «Quando si saprà qualcosa di nuovo? Tra un mese aggiunge Mariano Carraro o comunque prima dell'estate si avranno notizie definitive in merito al finanziamento». Carraro ha parlato a margine di un incontro avvenuto nella serata di ieri a villa Cordellina a Montecchio Maggiore. Il vicecommissario straordinario ha riunito gli amministratori dei comuni vicentini che hanno subito danni durante l'alluvione, presentando loro gli interventi che sono stati già avviati e che verranno realizzati nei prossimi mesi. Tra i presenti anche gli assessori ai lavori pubblici e all'ambiente Ennio Tosetto e Antonio Dalla Pozza. Proprio prima dell'incontro Tosetto ha parlato con Carraro chiedendo delucidazioni sullo stato del finanziamento. «Vogliamo sapere qualcosa ha affermato perché la città è divisa in due e la ristrutturazione del ponte per noi è fondamentale». http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/241946_post_alluvione_non_ci_sono_soldi_per_riaprire_ponte_pusterla/ Alter-Ego April 12th, 2011, 08:26 AM "Laghetto 2" ci riprova con parco, condomini e residence per anziani URBANISTICA. I proprietari dei terreni rilanciano una nuova versione del vecchio Pp10 L'area è di 225 mila metri quadri Si punta su residenze e negozi Sarà anche riqualificata la piazza Previsti parcheggi e ciclopiste Via Bartolomeo da Breganze a Laghetto "Laghetto 2" si rimette in moto. Il vecchio Pp10 ritorna a rivisto e corretto. La riedizione 2011 del piano particolareggiato, immaginato 30 anni fa dal Prg e mai concretizzato, si prepara a riaccendere i motori del dibattito: finora ogni tentativo di mettere d'accordo i proprietari dei terreni tra viale Dal Verme e il cuore di Laghetto, tagliati da via dei Laghi, si sono frantumati sulla soglia di palazzo Trissino, dove da alcune settimane circolano bozze di una proposta di protocollo d'intesa per un piano urbanistico ribattezzato "Green way". IL CORRIDOIO VERDE. "Green way" è il corridoio verde che dovrebbe collegare il futuro parco della pace al Dal Molin con il futuro parco fluviale sull'Astichello, tra la Marosticana e Saviabona. Rispetto alle passate versioni, infatti, i privati propongono al Comune una ridefinizione dei volumi su una superficie complessiva di 225 mila metri quadrati, creando un parco lineare pubblico nella fascia centrale, parallelo a viale Dal Verme. La bozza non ha ancora imboccato l'iter burocratico e politico: nessun passaggio formale, solo incontri preliminari. La proposta mette insieme una dozzina di proprietari, tra cui le società Edilnord, Effebi sas, Gedis srl, Pigato srl, Ediltezze e l'Ipab. I promotori si sono affidati a un progettista di fama internazionale, l'architetto Mario Cucinella, alla guida dello studio Mca di Bologna e noto per i suoi contributi a pianificazioni eco-bio-sostenibili. I privati si rendono disponibili a una riduzione del 10 per cento della capacità edificatoria prevista dal Prg, fermandosi a 151 mila metri cubi su una superficie massima di 189 mila metri quadrati su 225 mila. Il piano punta soprattutto su nuova edilizia residenziale (126 mila metri cubi su 40 mila metri quadrati di superficie utile), a cui sarà abbinata edilizia commerciale al servizio del quartiere (25 mila metri cubi su 5 mila metri quadrati di superficie utile, di cui 1.800 metri quadrati dedicati a media struttura di vendita). LA CASA DI RIPOSO. L'operazione prevede anche la progettazione e realizzazione di una struttura per anziani da 120 posti che sarà gestita dall'Ipab: la casa di riposo rientra nell'accordo con il Comune per il decentramento nei quartieri dei servizi destinati alla terza età (altre strutture simili sono pianificate a Maddalene e a Bertesinella). Sono poi previsti, oltre al parco, tre case famiglia da consegnare al Comune, la riqualificazione della piazza del quartiere, un contributo per il bocciodromo, parcheggi, piste ciclabili, nuova viabilità. IL PROGETTISTA. «Si incarico di un cliente privato, lo studio Mca - si apprende da una scheda tecnica - sta progettando un nuovo insediamento residenziale pari a circa 56 mila metri quadrati di superficie lorda suddiviso in appartamenti di varia metratura e varia tipologia, con giardini privati e ampi spazi condominiali, lungo il corridoio ecologico posto a connessione tra i due corsi d'acqua che entrano nella città di Vicenza. Dal punto di vista urbanistico l'intervento intende inserirsi nel contesto in maniera rispettosa, deve identificarsi come un "giunto urbano", come un vero parco lineare non invaso dal traffico. Gli edifici che compongono questo giunto sono composti da quattro piani fuori terra, interrotti da una serie di passaggi pedonali che rendono fruibile tutta l'area; quelli invece che sono agganciati dai percorsi pedonali e posti ai margini dell'area sono meno intensivi, con un numero di due piani fuori terra e immersi nel verde». «Lo spazio centrale - prosegue la scheda - è costituito da una sequenza di spazi e giardini privati, ad uso di alcuni alloggi, e di spazi condivisi ad uso pubblico, attraversato da piste ciclopedonali. Le residenze fruiscono di parcheggi interrati; per il parco naturale e attrezzato i parcheggi saranno disposti fuori terra e la loro visuale sarà occultata da dei leggeri movimenti di terra. L'obiettivo principale dell'intervento è di proporre la realizzazione di un complesso che risponda ai principi di sostenibilità ambientale. Il risultato sarà un intervento a zero emissioni di CO2». http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/243267__laghetto_2_ci_riprova_con_parco_condomini_e_residence_per_anziani/ |