View Full Version : VICENZA
Sonic from Padova January 31st, 2005, 06:26 PM Italia, Vicenza
Riqualificazione urbanistica di Vicenza in prossimità della Stazione Ferroviaria
Studio di Fattibilità
L’area di intervento è localizzata in prossimità della stazione ferroviaria, ed è caratterizzata allo stato attuale dalla presenza di diverse destinazioni d’uso ( servizi generali per l’istruzione , parcheggio pullman , distributore carburante, aree industriali dismesse, edifici ristrutturati, etc.).
La proposta di intervento progettuale si propone di inquadrare tale molteplicità di destinazioni in un programma coordinato, che possa sviluppare un quadro operativo in grado di intervenire contestualmente sull’ambito della città, coinvolgendo la stazione ferroviaria ( in forte stato di degrado) e le aree ferroviarie del dismesso scalo merci, che corrono parallelamente all’area di progetto, costituendo un prezioso ambito di riconnessione per un efficace intervento urbanistico di riqualificazione.
Lo strumento urbanistico in grado di coinvolgere contestualmente tale varietà di aspetti urbanistici è il “programma integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale”, in base all’ art. 16 della legge 17 febbraio 1992 n. 172, come recepito dalla Legge regionale 1 giugno 1999 n. 23.
http://tinypic.com/1ibs4z
Sonic from Padova January 31st, 2005, 06:28 PM ECONOMIA Cda berico straordinario
Fiera Vicenza rilancia per l'acquisto di Padova
Insieme alla gemella veronese
Il conto alla rovescia è finito. Oggi PadovaFiere avrà in mano le offerte definitive per la sua acquisizione. Due le buste sul tavolo: quella della cordata veneta - formata da Vicenza, Verona, Banca popolare di Vicenza, Banca popolare di Verona, Antonveneta e la società finanziaria della Regione "Veneto Sviluppo" - e quella della multinazionale francese Gl Events. Quest'ultima aveva messo sul piatto 14 milioni di euro, tre in più rispetto ai concorrenti. Ieri però, il neonato consiglio di amministrazione della Fiera di Vicenza, riunito in seduta straordinaria, ha deliberato un aumento dell'offerta e lo stesso ha fatto la gemella veronese. Sono state sparate così, le ultime cartucce per tentare di assicurarsi il 75\% della struttura patavina, che pare più orientata verso la società francese. E questo nonostante gli accorati appelli del governatore Giancarlo Galan affinché la decisone finale fosse presa non soltanto valutando aspetti economici, ma anche considerando il progetto di creare un grande polo fieristico regionale. Era stata proprio la Regione, infatti, a dare l'input per fare squadra per contrastare l'invasione del colosso d'oltralpe e a presentare una controfferta. Sulla nuova cifra proposta dalla compagine veneta le bocche sono cucite. Come conferma Antonio Tonellotto, neo presidente forzista della Fiera di Vicenza: «Abbiamo fatto il possibile e adesso la palla passa a Padova. Spero in una risoluzione positiva anche perché è stata, forse, la prima volta in cui si è riusciti davvero a fare sistema. L'impegno messo in campo da tutti in questa circostanza è volto alla costituzione di un grande fiera veneta che metterà tutti nelle condizioni di essere dei competitor più solidi e concorrenziali». Intanto, spunta qualche indiscrezione su presunti disaccordi tra Verona e Vicenza. Quest'ultima, doveva entrare in società con il 20\% e quindi con una percentuale minore rispetto alla gemella scaligera. Adesso invece sembra che l'ente berico correrà alla pari e cioè con il 35\% delle azioni, dopo aver acquisito una parte della quote di Veneto Sviluppo. Risultato, questo, per niente ben visto da Verona che voleva fare da capocordata con la maggioranza relativa.
Sonic from Padova January 31st, 2005, 06:29 PM Italia, Vicenza 3596 Hits
Riqualificazione dello Spazio Urbano adiacente la Cinta Muraria di Viale Mazzini
Riqualificazione dello Spazio Urbano adiacente la Cinta Muraria di Viale Mazzini a Vicenza. Il luogo, attualmente a verde pubblico non attrezzato, necessita di una riprogettazione complessiva per relazionarsi alle nuove destinazioni d'uso previste nelle aree limitrofe
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Alter-Ego January 31st, 2005, 06:31 PM scusa Sonic ma dove chacchio sei riuscito a scovarli??? io su Vicenza non trovo mai na mazza!
Sonic from Padova January 31st, 2005, 06:46 PM Nuovo parcheggio tra via Gallieno e via IV Novembre
36 posti auto a ridosso del centro storico
Nuovo parcheggio tra via Gallieno e via IV Novembre
Nuova opportunità di parcheggio a due passi dal centro storico: all’angolo tra le vie Legione Gallieno e IV Novembre, di fronte all’istituto Rossi, sono in corso i lavori di adeguamento dell’area che il comune ha acquisito dall’Ulss 6.
Nel giro di qualche giorno sarà agibile un nuovo parcheggio provvisorio a pagamento per 36 posti auto, con tariffa oraria di 0,50 euro all’ora, dalle 8 alle 20, esclusi i giorni festivi. Due posti sosta saranno riservati ai mezzi al servizio delle persone invalide, considerata la vicinanza alle strutture dell’Ulss.
Si tratta di un intervento deciso sulla base di una proposta dell’assessorato alla mobilità, il quale sta procedendo al completo riordino dell’area anche sotto l’aspetto viabilistico.
I lavori di installazione della segnaletica e dei parcometri sono ad opera di Aim, quelli relativi alla viabilità interna e agli stalli di sosta per disabili sono realizzati da Amcps.
Sonic from Padova January 31st, 2005, 06:50 PM Italia, Vicenza
Concorso di progettazione REVISIONE E SVILUPPO DEL QUARTIERE FIERISTICO DI VICENZA
L’intervento prevede lo sviluppo del complesso fieristico nell’ambito di una proposta organica di revisione formale e funzionale dell’intero quartiere con la costruzione di un’alta torre vetrata a segnalare la presenza della fiera e la sostituzione del padiglione centrale.
http://tinypic.com/1ibuw1
Sonic from Padova January 31st, 2005, 06:51 PM Italia, Vicenza (VI)
Concorso di progettazione RIQUALIFICAZIONE DELLA CINTA MURARIA A VICENZA
Riqualificazione dello spazio urbano adiacente la cinta muraria di Viale Mazzini a Vicenza con un progetto caratterizzato da tre aree d’intervento: la zona all’interno delle mura e Contrà delle mura di San Rocco; Viale Mazzini, il verde e le mura; Viale Mazzini e le aree ad ovest.
Si prevede di convertire Porta Santa Croce in museo cittadino attraverso la chiusura al traffico dell’attuale portone di ingresso, il castello della Rocchetta in sala conferenze.
http://tinypic.com/1ibuxj
Sonic from Padova January 31st, 2005, 06:54 PM Ristrutturazione STADIO ROMEO MENTI (VI)
Intervento di ristrutturazione con ampliamento ed adeguamento alla normativa vigente della tribuna principale e progettazione di una nuova copertura.
http://tinypic.com/1ibv4h
Sonic from Padova January 31st, 2005, 06:56 PM Come non trovi mai niente su Vicenza ? Vai su Europaconcorsi.com o su Archimagazine.it
Sonic from Padova January 31st, 2005, 06:59 PM Museo e Piazza a Santa Corona, Vicenza
Museo Naturalistico e Sala polifunzionale
Il principio generale del progetto è stato quello di capovolgere l’impostazione classica del convento come struttura chiusa, separata dal contesto per aprirla invece alla vita di relazioni esterne attraverso la costruzione di una facciata urbana che permetta di attraversare i cortili interni e raggiungere le altre zone del centro cittadino. Da essa diparte un’ampia gradonata che si collega alla piazza antistante.Il secondo tema affrontato è quello del rapporto con la preesistenza: la nuova architettura non si sovrappone a quella storica, ma piuttosto le si accosta con rispetto individuando nelle nuove strutture, elementi di raccordo fisico e funzionale tra le due componenti edilizie che mantengono la loro autonomia espressiva. La concezione del museo diviso in due musei separati (museo archeologico al piano terra e quello naturalistico al primo piano) è stata improntata a principi di grande flessibilità d’uso e di impostazione metodologica.
http://tinypic.com/1ibwp5
http://tinypic.com/1ibwpl
Sonic from Padova January 31st, 2005, 08:44 PM (R.C.) «Un palazzone? Abitazioni? ...
(R.C.) «Un palazzone? Abitazioni? Macché. Intendo solo ripristinare il volume esistente e realizzare 26 garage interrati». Fabio Amadu dell'immobiliare "Le Mura" srl, proprietaria dell'ex distributore di benzina di via Ceccarini, tranquillizza chi, come i residenti, teme per il futuro urbanistico dell'area. La vicenda, com'è noto, vede da tempo di fronte abitanti (che vorrebbero un parcheggio), Comune e appunto privato. Una delibera di giunta del novembre 2003 proponeva uno studio di fattibilità "per il recupero, il restauro e la valorizzazione delle mura di Vicenza ". Qualche giorno fa la commissione Territorio del Comune ha approvato una mozione presentata da alcuni consiglieri di centro-sinistra in cui si chiede tra l'altro una variante al prg per opere di pubblica utilità che individui per l'ex "Q8" un parcheggio di 40 posti auto circa (e quindi un esproprio). «La nostra società ha notificato al Comune la presa di visione di documenti, convocazioni e ordine del giorno della commissione - spiega ancora Amadu - Vedremo se ci sono gli estremi per impugnarli. Ho inoltre chiesto ai miei tre avvocati un parere di parte. Non intendo costruire abitazioni, come qualcuno ha ipotizzato. Mi domando se siamo in uno stato di diritto. Il parcheggio? Mi risulta che sia stato detto che è sufficiente che in via Zambeccari e Borgo Santa Lucia arrivino le strisce blu a pagamento per garantire la rotazione della sosta. Non c'è alcuno studio urbanistico per un'area verde. E non è vero che non voglio parlare con residenti e commercianti. Anzi, mi risulta che non ci sia la volontà di trattare con il privato. Non sono io che ignoro i cittadini, ma il contrario». Amadu ironizza infine sulla raccolta delle 600 firme da parte del comitato locale: «Sono state raccolte offrendo vin brulé in occasione della festività di Santa Lucia. A questo punto potrei organizzare una cena e raccoglierne duemila».
Sonic from Padova January 31st, 2005, 08:47 PM LAVORI Una legge regionale impone che le amministrazioni accantonino l’8 per cento degli introiti per le manutenzioni
Oneri di urbanizzazione destinati alle chiese
Il comune assegna 50 mila euro a sei luoghi di culto, ma non bastano: gli interventi sono tanti e costosi
Bassano
L'amministrazione ha stanziato cinquantamila euro, pari all'8 per cento degli oneri di urbanizzazione secondaria riscossi dal comune, per la manutenzione delle chiese bassanesi. Una percentuale resa obbligatoria da una legge regionale, che alla resa dei conti si dimostra modesta rispetto alle effettive necessità delle chiese cittadine. Tetti da riparare, impianti di riscaldamento e illuminazione da rifare, tinteggiature, pavimenti, affreschi da restaurare: la lista dei lavori è infinita e servirebbero centinaia di migliaia di euro.
Ma i soldi in casa sono quelli e la giunta, alla fine, ha dovuto stilare un piano di riparto assegnando la priorità ai lavori più urgenti. I cinquantamila euro saranno dunque suddivisi così: 25 mila euro alla chiesa di Marchesane, 12.900 per la chiesa di san Vito, 6.200 euro per l'organo di S. Eusebio, 4.000 euro alla parrocchia di san Lazzaro, quattrocento per il capitello votivo in via san Sebastiano nel Margnan, settecento euro per gli infissi nella sala della dottrina di San Michele. Escluse dal piano di riparto le spese non connesse alla pratica di culto, come l'impianto di videosorveglianza al Centro giovanile e la manutenzione degli infissi della sala teatro alla parrocchia di san Michele.
La fetta maggiore della «torta oneri» andrà dunque alla chiesa parrocchiale di Marchesane dedicata a S. Maria Assunta, costruita nel 1928. Il parroco, don Martino Prandina, sottolinea la necessità dell'intervento anche per le infiltrazioni d'acqua riscontrate nei muri durante la fase di rifacimento degli interni. Questi a sommi capi i lavori fatti: la sostituzione degli scalini del presbiterio, il rifacimento della pavimentazione della cappella laterale col riscaldamento a pavimento, la tinteggiatura degli interni, compreso il soffitto finemente rifinito ad "effetto doratura". È stato sistemato il pregiato coro ligneo che si trova dietro all'altare. Le nuove porte sono state donate da una locale azienda del mobile. La spesa complessiva da coprire ammonterebbe a 165 mila euro. «Ci sarebbe da ripassare anche il tetto della chiesa, visto che c'è qualche tegola rotta e servirebbe una tettoia all'entrata laterale - fa sapere il parroco, - ma si tratta di lavori che per ora dovranno aspettare».
A proposito di lavori e fatture da saldare, Don Giovanni Bovolini, parroco di san Lazzaro, mette subito in chiaro che sono i collaboratori laici della parrocchia a seguire la gestione delle strutture parrocchiali: «È preferibile che il prete si dedichi all'annuncio e all'ascolto». Il tetto del centro socio ricreativo di san Lazzaro dovrebbe essere riparato; l'impianto di illuminazione e riscaldamento dei locali del seminterrato della chiesa, dove si trova la cappellina invernale, devono essere messi a norma; il meccanismo della torre campanaria sarebbe da revisionare.
Un'altra parrocchia che ha beneficiato del riparto è Sant'Eusebio. «È in restauro dagli esperti del settore, Barthelemy e Formentelli, il pregiato organo della pieve», dice don Gino Prandina. Per il lavoro di ricomposizione nell'organo degli ingranaggi, come da assetto originario, con il rifacimento della balconata in legno e della cassa, è stato preventivato un costo di 120 mila euro. La pieve, costruita su fondamenta che risalgono a qualche secolo prima del Mille, è frequentata per le liturgie solenni e le messe prefestive: «Con l'organo restaurato si potranno tenere delle rassegne musicali», osserva don Gino. Nella competenza territoriale di sant'Eusebio anche la chiesetta di San Giorgio del 1200. Da un paio d'anni sono in restauro tre cicli di affreschi medievali. Quest'anno nessun riparto per santa Maria in Colle. Lo scorso anno c'era stato il contributo per i lavori della chiesa di via Beata Giovanna, per il campanile del duomo e la torre. Mons. Renato Tomasi, riferendosi al cantiere aperto a san Francesco, rileva che i lavori sono in fase di ultimazione. Col rifacimento anche delle pareti e la sistemazione del pavimento, l'intervento potrebbe costare ben tre miliardi di vecchie lire. Il comune lo scorso anno si è impegnato per 200 mila euro per il tetto e per coprire il costo bisognerà trovare altri contributi.
In merito al progetto di installare delle telecamere a circuito chiuso per la sorveglianza degli accessi al Centro Giovanile, l'abate osserva che «si potrebbe migliorare la sicurezza, in considerazione dell'ampiezza dell'area e della frequentazione anche serale dei locali».
Sonic from Padova January 31st, 2005, 08:48 PM Cassola
Un ricorso al Tar pende ...
Cassola
Un ricorso al Tar pende sulla discoteca Theatro, ex cinema Duse. I gestori della discoteca Theatro lo hanno presentato contro l'amministrazione comunale di Cassola in luglio. Quello che chiedono è la revoca della sospensione della licenza avvenuta il maggio scorso perché, a loro dire, sarebbe illegittima. Tutt'altro che chiusa dunque la vicenda che per anni ha alimentato i malumori dei residenti di via Pio X per i continui disturbi notturni.
La vicenda è nota. Nell'aprile scorso il sindaco Antonio Pasinato ha incontrato i residenti dando loro la soluzione chiesta da anni: una variante al piano regolatore che trasformava la zona interessata in area di utilità pubblica, premessa per la conseguente revoca della licenzia commerciale, il successivo esproprio e la realizzazione di un parcheggio pubblico con una sessantina di posti auto. E la discoteca a maggio in effetti chiuse. Quindi il silenzio. A riaccendere il caso, la scorsa settimana, una lettera con cui 122 residenti di San Giuseppe nord chiedevano a Pasinato di trasformare l'ex Duse non in un parcheggio, ma in una sede di incontri e riunioni. Tempo qualche giorno, è emersa la storia del ricorso. Che gli avvocati delle parti, Domenico Dissegna per i gestori ed Emma Bergamin per il comune di Cassola, confermano.
L'avvocato Dissegna, difensore dei gestori, dichiara: «Il ricorso l'abbiamo presentato noi, contro la revoca della licenza, illegittima. Nostra intenzione è chiedere che l'ordinanza sia sospesa perché quelle addotte dall'amministrazione comunale sono argomentazioni infondate». Ovvero motivi di ordine pubblico, «quando, invece, - prosegue Dissegna - negli ultimi tre anni non c'è stato il minimo provvedimento amministrativo o contravvenzione contro i gestori». Non solo: «Il comune non è si è nemmeno impegnato a trovare un'alternativa per la locazione della discoteca com'era invece previsto da una convenzione». Quella stipulata nel gennaio 2000 tra amministrazione e gli stessi gestori che all'articolo 9 recitava: «Entro 4 anni la società Theatro si impegna a trasferire la discoteca in altra zona individuata con l'amministrazione comunale, dando avvio alle procedure urbanistiche entro 3 anni». «Al momento ha concluso Dissegna - non è escluso che il Tar revochi l'ordinanza con la conseguente riapertura del locale. In quel caso chiederemo i danni e il comune sarà obbligato a risarcire le perdite per il periodo di chiusura. Se nel giro di un mese non si arriverà ad una soluzione qualcosa faremo: chiederemo la sospensiva o la sentenza abbreviata».
«Il ricorso non impedisce all'amministrazione di andare avanti con le sue procedure replica l'avvocato Bergamin . Di sicuro la discoteca non riaprirà con quei gestori e quello che posso dire da tecnico è che la procedura è davanti al Tar, i cui tempi sono molto lunghi. Le previsioni rimangono comunque quelle di parcheggio. Siamo a conoscenza del movimento di pensiero sull'area. La curiosità, però, è che il ricorso sia stato presentato dai gestori e non dal proprietario. Il sindaco, comunque, ha preso in mano la situazione per dare piena attuazione alle previsioni di Prg».
Sonic from Padova January 31st, 2005, 08:49 PM CENTRO STORICO Al via lavori per 600.000 euro che coinvolgeranno pure via Bellavitis
In via Verci nuova pavimentazione e, forse, marciapiedi più spaziosi
Bassano
(A.M.) Bassano avrà una nuova via Verci. È all'orizzonte l'inizio dei lavori per il rifacimento della strada che porta in piazza Libertà, compreso il tratto di via Bellavitis. Il progetto è stato esaminato pochi giorni fa dalla Commissione lavori pubblici, che ha dato il via libera, approvando una spesa di 600mila euro.
Al centro dei lavori sarà non solo il rifacimento della pavimentazione, ma anche il miglioramento dei sottoservizi e la sistemazione dei marciapiedi che corrono su entrambi i lati. Come in tutti gli interventi sulle arterie del centro, ha spiegato l'assessore competente, Egidio Torresan, anche per le vie Verci e Bellavitis si è seguita la filosofia di salvare il salvabile. Riguardo al marciapiede, almeno (verranno riposate le lastre in buono stato), dal momento che il manto stradale sarà completamente rinnovato.
Il progetto prevede l'asfaltatura di via Verci a partire da via Mure del Bastion fino all'incrocio a nord con via Bellavitis. Quest'ultima, invece, verrà ripavimentata in porfido, per assicurare un ingresso in centro esteticamente più apprezzabile.
E già che ci si mettono le mani, è stata la proposta di Mauro Beraldin (Centrosinistra unito), perché non allargare da una parte e dall'altra il marciapiede? In questo modo, si stringerebbe sì la carreggiata, ma a vantaggio dei pedoni, che potrebbero passeggiare con più spazio e tranquillità. "In centro dobbiamo dare la precedenza ai pedoni e alle biciclette e non a chi fa le corse in macchina" - ha chiosato. In effetti, ha concordato Ruggero Bizzotto (Bassano Futura), un provvedimento di questo tipo contribuirebbe a creare un centro più vivibile. Va da sé che, se la cosa dovesse andare in porto, sarebbe possibile il posteggio solamente da un lato. Ad ogni modo, ha osservato Beraldin, "per i commercianti sarebbe una manna avere una zona di passeggio più spaziosa di fronte alle loro vetrine".
Questo non è però l'unico intervento in centro storico. A pochi metri di distanza si apriranno altri cantieri. Per 100 mila euro verrà ripavimentata la piazzetta sul lato est del Ponte Vecchio (lo slargo che si trova in fondo alla discesa di via Gamba) e, sempre in porfido, sarà rifatto anche un tratto di via Ferracina.
Sonic from Padova January 31st, 2005, 08:50 PM Cromo, si trivella fino a 36 metri di profondità
Già sotto i dieci metri pesante inquinamento. 160 milioni di € i vertiginosi costi del risanamento
Tezze sul Brenta
Continua l'operazione di bonifica alla Pm Galvanica di via Tre Case, dove i pozzi piezometrici dànno sempre risultati allarmanti. La diminuzione di piogge di quest'ultimo periodo ha causato l'abbassamento della falda, che, non passando per la zona contaminata e non avendo più dilavamento del terreno soprastante, dà valori di inquinamento più bassi. È però solo una situazione temporanea, perchè con l'arrivo delle precipitazioni ritornerà il problema con tutta la sua gravità. Per essere pronti in modo adeguato gli organi competenti (Comune, Arpav, Provincia, Ulss) hanno predisposto la costruzione di un pozzo più largo da cui prelevare "l'acqua al cromo". Si vuole arrivare fino ai 36 m. di profondità con un pozzo che nei primi 6 m. sia largo 50 cm., il resto 25. Al momento la perforazione è arrivata ai 25 metri.
"Stiamo lavorando con macchine all'avanguardia - spiega Fabio Botti, il tecnico della Geotecnica Veneta incaricata di fare il pozzo - ma abbiamo trovato un terreno ostico; prima il durissimo conglomerato, poi grossi sassi, veri macigni, e poi una voragine che inghiottiva tutta l'acqua adoperata. Avevamo previsto che avremmo trovato il vecchio letto del fiume, ma comunque l'opera sta assorbendo parecchie energie".
Fate tanti pozzi del genere in zona?
"Ne facciamo continuamente per uso industriale, domestico ed agricolo. I cittadini e gli organi competenti devono rendersi conto che tutto il territorio pertinente al Brenta è a rischio di inquinamento. Sbagliare modo di fare un pozzo, oggi, equivale a creare problemi di contaminazione domani. Il cittadino, per risparmiare, spesso si accontenta di un 'buco' fatto in qualche modo, e sbaglia: non bisogna creare promiscuità tra falde sane e malate".
Purtroppo l'acqua usata per la perforazione, anche sotto ai 10 metri, si tinge di "giallo-viola", segno evidente di presenza massiccia di cromo. Anche la ghiaia che arriva in superficie, portata dalla trivella, a contatto con l'aria umida si tinge di giallo. Mano a mano che i lavori avanzano, l'orizzonte di una situazione disastrosa si fa sempre più ampio e prende sempre più consistenza anche la cifra di 154 milioni di euro che i tecnici dell'Apat (l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e del territorio) hanno preventivato e richiesto nell'ultima udienza di dicembre al Tribunale di Cittadella. Ingentissima la cifra per risanare la falda acquifera che per anni ha alimentato gli acquedotti a sud di Tezze. Per la depurazione si parla di 11 milioni di metri cubi d'acqua a un costo di 14 euro al metro cubo (154 milioni); ma a questi vanno aggiunti 2,7 milioni di € per realizzare ex-novo la rete di distribuzione pubblica, altri 309mila per mancati investimenti per la sicurezza, 750mila già stanziati dalla Regione per la roggia Brotta ed infine dai 500 ai 900mila - dipenderà dai calcoli - per illecito profitto.
Ma chi sborserà tutti questi soldi?
Al processo di Cittadella, al momento, c'è un unico imputato, ma gli avvocati della difesa hanno sempre ricordato che la legge prevede una responsabilità specifica, ognuno risponde del danno che provoca, mentre la zona incriminata, sostengono, ha anche ulteriori fonti di inquinamento. Le prossime udienze del 16 febbraio e del 16 marzo ci diranno dell'altro, prima della sentenza definitiva prevista per il 23 marzo o per il 13 aprile.
Pio Brotto
PRINCIPIO D'INCENDIO - Ieri, alle 16, i pompieri sono intervenuti nell'abitazione di Adriano Pellanda, in via Dante, a Tezze. L'uomo aveva visto fumo uscire dalla canna fumaria. I vigili hanno verificato che il camino si era surriscaldato, ma non era scoccato il fuoco.
Sonic from Padova January 31st, 2005, 08:51 PM ROSÀ
Contessa: «La bretella ovest di fatto esclude il parco rurale»
Rosà
Problemi del territorio sempre al centro del dibattito politico rosatese. L'altra sera il geologo Umberto Tundo ha tenuto una conferenza a San Pietro di Rosà sui problemi dell'acqua, organizzata dall'assessore all'ecologia Lando; la sera prima si è riunito il comitato intercomunale Cartigliano-Rosà con l'ing. Chiuppani per seguire la situazione del parco rurale di Travettore e della strada bretella ovest.
A San Pietro il dibattito sull'acqua è stato acceso, per la presenza di alcuni esponenti del comitato della frazione, che hanno riproposto il tema dell'inquinamento della falda nelle nuove zone industriali. Qualche settimana lo stesso comitato portò il problema nella popolare trasmissione di 'Striscia la notizia'. Echi di quella trasmissione si sono fatti sentire anche l'altra sera, con richiami da parte del Comitato di San Pietro alla ex Pm Galvanica ed all'inquinamemento del cromo esavalente, oggetto di una inchiesta giudiziaria a Cittadella.
Anche sulla bretella ovest continua vivace il dibattito. Daniele Contessa, ex sindaco leghista, oggi all'opposizione, ha fatto delle precisazioni, dopo l'intervista sul nostro giornale. "Mi hanno accusato di essere contrario alla bretella ovest - sottolinea - ed invece io in consiglio ho chiesto che essa venga spostata più ad ovest del parco, tra Rosà e Cartigliano, appunto per non compromettere il parco rurale". Contessa ricorda come per la legge 40 sui parchi non sia possibile realizzare all'interdmo dei medesimi delle strade. "Vorrei ricordare il comportamento singolare dell'amministrazione rosatese che prima presenta una variante al Prg con una strada che attraversa il parco di Travettore, poi nelle osservazioni alla variante la stessa amministrazione toglie la strada e mette una fascia di rispetto di circa 100 metri. Nel piano ambientale approvato lunedì viene tolto anche questo vincolo ma si spera che la Regione accetti la variante al Prg con la strada. Ma la legge è chiara: o si insiste con l'idea parco o si sceglie la strada ed allora si dice chiaramente che non si vuole il parco".
Sonic from Padova January 31st, 2005, 08:52 PM In pensione il semaforo
Nove
(E.B.) Due rotatorie in altrettanti punti critici della viabilità novese. Una, in pieno centro, dovrebbe spedire in pensione l'attuale impianto semaforico, che rallenta non poco l'attraversamento del cuore del paese fra l'altro sempre trafficato nonostante la circonvallazione sud.
La seconda, a Crosara, porrà riparo all'odierna pericolosità dell'incrocio fra via Martini, via Santa Romana, via Nodari e via Tezze.
L'amministrazione comunale guidata dal sindaco Manuele Bozzetto crede fortemente in queste due soluzioni, al punto da aver già chiesto alla Provincia (proprietaria delle strade interessate) uno studio di fattibilità sulla realizzazione delle rotonde.
Nei progetti della giunta c'è pure una pista ciclopedonale (o, nella più riduttiva delle ipotesi, un marciapiede) sul lato ovest di via Molini: lungo l'insidiosa arteria che da piazza De Fabris si dirige verso il confine con Bassano, poco più di un anno fa perse la vita la giovane Elena Barettoni, travolta da un'auto pirata.
Anche in questo caso, trattandosi di lavori che riguarderebbero la Provinciale 52, il comune di Nove ha iniziato a sondare la disponibilità dell'ente del capoluogo: se non a finanziare l'opera, quantomeno ad autorizzarla.
Fra le urgenze nel campo della viabilità, l'esecutivo municipale intende dare però assoluta priorità alla messa in sicurezza di via San Giuseppe: l'individuazione delle misure più idonee sarà compito dell'apposito gruppo di studio formato da rappresentanti istituzionali, tecnici e residenti della zona, che comincerà a riunirsi a breve.
Un toccasana davvero auspicabile per il centro della ceramica.
Sonic from Padova January 31st, 2005, 08:52 PM Al Comune l'ex Casa di riposo
Sarà appannaggio di residenze, terziario e servizi. All’Usl quasi 5 milioni per completare il monoblocco
Castelfranco
Sarà il Comune, attraverso il suo ente strumentale, l'Azienda per l'Edilizia Economica e Popolare ad acquistare il compendio dell'ex casa di riposo in via Cazzaro. Il grande complesso di proprietà dell'azienda sanitaria (oltre 27 mila metri cubi di volume, su 15 metri quadri di superficie), nato dal preesistente convento delle monache clarisse di cui conserva testimonianze tutelate, sarà destinato alla trasformazione in residenza, terziario e servizi. Una operazione di cui si parla ormai dal 1998, ma che ora appare improcrastinabile per la necessità dell'Usl 8 di reperire i fondi necessari all'operazione del project financing. E in particolare, al completamento del monoblocco ospedaliero castellano.
L'accordo di programma, che sarà posto all'approvazione del Consiglio comunale convocato per lunedì, prevede la cassione dell'intera proprietà all'Azienda per l'Edilizia Popolare che verserà 4 milioni 680 mila euro (iva esclusa) all'Usl 8. L'azienda sanitaria, per parte sua, si impegna a liberare completamente l'immobile entro la fine di giugno.Una impresa non semplicissima viste le molteplici funzioni da sempre insediate all'interno del grande contenitore. Associazioni e cooperative sociali hanno già traslocato, ma vi sono ancora importanti servizi come il Consultorio familiare e una comunità residenziale.
L'intervento di recupero del complesso edilizio, su cui la Soprintendenza ha già espresso le proprie prescrizioni, sarà destinato ad insediamenti abitativi, commerciali e direzionali come previsto dal nuovo Prg. Non è esclusa la realizzazione di edilizia convenzionata, e comunque l'Aeep punterà a mettere sul mercato gli immobili ad un prezzo concorrenziale per realizzare un effetto calmiere.E' stato lasciato ad un successivo accordo con l'Aeep, il passaggio al comune della proprietà dell'antica chiesetta sconsacrata al primo piano del compendio e di una porzione del grande parco. Sul lato sud della proprietà sarà infatti realizzato un collegamento viario fra via Cazzato e via Bordignon.
Resta così in mani pubbliche e non viene ceduta a privati, l'operazione immobiliare che per l'estensione, la centralità e il valore architettonico dell'immobile rappresenta un grande interesse per la città. Resta da capire però se sarà seguito il progetto urbanistico disegnato a suo tempo dell'arch.Paolo Portoghesi per conto dell'Usl 8.
Sonic from Padova February 1st, 2005, 05:47 PM LA PROVINCIA
Formenton: «Non siamo nè inerti nè assenti. Il 3 febbraio prima riunione»
Il Comune delibera lo stop delle auto in città. Lo può fare senza concordarlo con la Provincia? Walter Formenton, assessore provinciale all'Ambiente, cerca di sintetizzare compiti e priorità in tema di risanamento dell'atomosfera, come previsto dal piano regionale entrato in vigore a gennaio. In sintesi, abbiamo dunque questa architettura: a) Il Comitato di indirizzo e sorveglianza detta le linee guida per redigere i Piani d'azione; b) I Comuni redigono i Piani d'azione; c) Le Province approvano i Piani d'azione apportando eventuali cambiamenti per armonizzare le scelte nel territorio. Se i Comuni non predispongono i Piani d'azione, vi provvede la Provincia. d) Le Province istituiscono un Tavolo tecnico zonale che ha il compito di coordinare gli interventi tra diversi Comuni. Questo è quanto prevede la normativa. Nei primi quaranta giorni dalla pubblicazione del documento regionale ci sono state: a) Due riunioni del Comitato di indirizzo e sorveglianza; b) La Provincia di Vicenza ha promosso e presieduto due riunioni di coordinamento tra le Province, al fine di armonizzare scelte e comportamenti delle Amministrazioni Provinciali, dando il via alla convocazione dei Tavoli tecnici zonali; c) Per il territorio Vicentino, il Tavolo tecnico zonale, nonché la normativa in materia, verranno presentati attraverso i Circondari con la prima riunione già fissata da tempo per giovedì 3 febbraio. «Non si può dunque parlare né di inerzia, né di assenza di volontà da parte della Provincia in materia. Ne sia prova anche l'impegno della Provincia di Vicenza nella lotta all'inquinamento atmosferico già manifestato attraverso l'azione di controllo degli impianti termici e delle emissioni, attivata per primi in Veneto due anni or sono attraverso Agener».
Sonic from Padova February 1st, 2005, 05:48 PM URBANISTICA Il consigliere Soprana e alcuni ragazzi ieri dall’assessore Franzina per chiarimenti
In zona industriale un circolo Arci
(r.c.) «Il Regolamento che disciplina le attività sociali legate per esempio ad alcuni circoli supera quello urbanistico». Lo sostiene Stefano Soprana, consigliere comunale di opposizione per la lista "Vicenza capoluogo", il quale ieri, assieme a una delegazione di ragazzi del "centro giovanile-sociale" ricavato in un capannone in zona industriale, ha incontrato in Comune l'assessore all'Urbanistica Maurizio Franzina. A quest'ultimo Soprana ha consegnato un documento con la legislazione che regola attività come quelle svolte, ha osservato, in via dell'Edilizia 128. «Nel documento emerge chiaramente che la struttura è in regola. Il circolo è affiliato all'Arci è come tale ha diritto di esistere», ha sottolineato il consigliere. Prudente Franzina: «Ne prendo atto. Ora provvederò a fare le opportune verifiche. Gli aspetti da considerare sono molteplici. In questo momento è prematuro pronunciarsi».
Il caso è nato pochi giorni fa in seguito a un'interrogazione presentata in consiglio comunale dal consigliere di Alleanza Nazionale Luca Milani in cui chiede di fare chiarezza sulla natura del capannone e sulla sua legalità. Il dubbio di Milani è che questo "sia una sorta di centro sociale" simile a quello che fino ad alcuni fa occupò una vecchia struttura dismessa di via Battaglione Framarin chiamata "Ya Basta". Di qui l'interrogazione nella quale si invita il Comune a verificare anche se concerti e altre iniziative organizzate all'interno del capannone di Sant'Agostino osservino le norme in materia di sicurezza.
Sonic from Padova February 1st, 2005, 10:02 PM Carnevale di Venezia 2005 sito ufficiale :
http://www.carnevale.venezia.it/opencms/opencms/carnival/it/news/index.html
Sonic from Padova February 2nd, 2005, 08:16 PM GRANDI OPERE Il Comune sta preparando il bando di gara europeo e pensa alla nuova destinazione di Santa Corona
Nuovo tribunale nell'ex area Cotorossi
(r.c.) Sarà uno dei cantieri più importanti (e costosi) degli ultimi anni. In tutto, circa 23 milioni di euro stanziati dallo Stato che in pochi anni anni daranno alla città un tribunale nuovo di zecca. Entro i prossimi giorni dovrebbe essere redatto il bando di gara europeo per la realizzazione del palazzo di giustizia nell'ex area Cotorossi di Borgo Berga in sostituzione di quello di Santa Corona. Il passo successivo sarà il via all'appalto vero e proprio. Insomma, i tempi per vedere all'opera le ruspe sembrano sempre più vicini. La struttura sorgerà su una superficie di circa 20 mila metri quadrati per un totale di 60 mila metri cubi di volume. Il Piano Cotorossi, che ha ottenuto il via libera di Comune e Regione, prevede anche la costruzione di un complesso residenziale, direzionale e commerciale a carico dei privati proprietari dell'area che comprende una vasta zona tra i fiumi Retrone e Bacchiglione e lungo via dello Stadio. In programma tra l'altro una passerella sul Retrone, spazi verdi, piazzette, parcheggi, nuove fognature, sistemazione delle sponde dei corsi d'acqua. Non solo tribunale quindi, ma un nuovo quartiere. Da ricordare che nella zona dovrebbe sbucare uno dei rami del tunnel viario che il Comune intende promuovere per decongestionare la città. E l'area di contrà Santa Corona che ospita l'attuale palazzo di giustizia? Quale sarà il suo futuro? Come sarà riutilizzato? Domande che per ora non hanno risposta anche se sulla questione in Comune è già stato avviato un confronto, soprattutto alla luce della ristrutturazione del vicino complesso dell'ex convento, sede del Museo naturalistico-archeologico, che il Comune punta ad avviare.
Alter-Ego February 3rd, 2005, 06:58 PM il nuovo tribunale se mai finira :)
Alter-Ego February 3rd, 2005, 07:01 PM ci sono circa 1.200.000 di kg di acciaio me cojoni .
Sonic from Padova February 7th, 2005, 07:18 PM Nuova Ditta Nardini - Massimiliano Fuksas
Durata lavori : 2 anni (2002-2004)
Distilleria d'acquavite
www.fuksas.it/
http://tinypic.com/1o6ao7
http://tinypic.com/1o6arl
http://tinypic.com/1o6as4
Sonic from Padova February 8th, 2005, 04:54 PM ASSANO Ieri il senatore in visita al San Bassiano. Proteste della consigliera regionale Mariapia Mainardi: «Nessun confronto con le minoranze»
L'ospedale promosso: «Bello e funzionale»
Il presidente della commissione sanità Tomassini: «Ma la crisi obbliga a razionalizzare e ridurre i costi»
Bassano
Una struttura bellissima e moderna, dove i soldi pubblici sono stati ben investiti: «Ottime le dotazioni tecnologiche e felici le scelte degli architetti, che hanno concepito percorsi e reparti funzionali». L'ospedale San Bassiano è promosso a pieni voti dal presidente della commissione sanità del Senato, Antonio Tomassini, ieri in visita nella struttura di via dei Lotti. Il senatore forzista, ex primario, ha ribaltato il giudizio negativo espresso da sindacati, forze politiche e dalla conferenza dei sindaci negli ultimi tempi: «L'ospedale è sovraffollato? Buon segno, vuole dire che la gente lo apprezza - ha detto al sindaco Gianpaolo Bizzotto e al senatore Antonio Pasinato, che lo hanno accolto in municipio. In ospedale, ai dirigenti dell'Ulss, ai consiglieri provinciali e regionali e ai sindaci, ha spiegato invece l'orientamento del governo nei confronti della sanità: «È finito il tempo del tutto gratis e per tutti, oggi bisogna scegliere. Privilegiando i più deboli». Alla fine coda polemica della consigliera regionale Mariapia Mainardi, che ha protestato per la mancanza di un confronto sulla sanità bassanese con le minoranze: «Lei torna a Roma senza averci ascoltato».
ULSS Il presidente della commissione sanità del Senato in visita ieri nella struttura di via dei Lotti con un corteo di consiglieri, sindaci e commissari
«Ospedale affollato? Vuole dire che è apprezzato»
Il senatore Tomassini riabilita il San Bassiano: «Bellissimo, moderno e funzionale. Le inefficienze? Tutto è perfettibile»
Bassano
«I posti letto non bastano, all'ospedale di Bassano? Allora vuol dire che è molto apprezzato». Qualcuno potrebbe prenderla per una battuta, ma il senatore Antonio Tomassini parla convinto. San Bassiano in crisi? Struttura carente di uomini e mezzi, messa in ginocchio da tagli e crisi del welfare? Il senatore Antonio Tomassini non ci sta ad avallare il quadro a tinte fosco dipinto negli ultimi tempi da sindacati, commissioni regionali e finanche da una spazientita conferenza dei sindaci. E scandisce sicuro: «Avete un bellissimo ospedale, che lavora bene, con posti letto nella media europea. Per carità, qualche pecca ci sarà, ma tutto è perfettibile».
Tomassini, presidente della commissione sanità del Senato, ieri ha trascorso la mattinata nella struttura di via dei Lotti. Una visita concordata qualche giorno fa con il sindaco Bizzotto, in occasione di una scappata in città per incontrare l'amico ed ex onorevole Bepi Saretta. E ieri l'ex primario e ora senatore forzista ha mantenuto la parola. Prima ha incontrato il sindaco e il senatore Antonio Pasinato in municipio. Poi tutti al San Bassiano, dove il corteo si è infoltito di una corposa partecipazione di sindaci, commissari, consiglieri provinciali e regionali, tra cui la leghista Mara Bizzotto e gli azzurri Raffaele Grazia e Dino Secco, che la «faida» familiare in corso ha tenuto a distanza di sicurezza.
Il senatore, scortato dal direttore generale Giuseppe Simini, ha visitato radiologia, annuendo compiaciuto davanti alle nuove dotazioni tecnologiche. Poi l'hanno portato su a ostetricia e ginecologia, dove il primario Jacob Mair ha spiegato gli sforzi per risollevare un reparto messo sottosopra da una sequenza di eventi tragici: «Entro l'estate - ha annunciato - metà personale sarà rinnovato». Infine uno sguardo al laboratorio, tra microscopi e provette.
Nella sala congressi il sunto conclusivo, con Bizzotto che parla di «struttura invidiata, frutto degli sforzi politici di anni e a vari livelli», rammentando però una carenza di vicinanza da parte delle istituzioni: «Abbiamo segnalato le nostre difficoltà alla Regione - spiega -. Noi del nostro ospedale siamo contenti, ma ora ci servono mezzi e personale per compiere un salto di qualità. Stiamo cercando anche di diventare Provincia per avere più attenzione e servizi. Intanto, le chiediamo di metterci una parolina lei con Roma e Venezia». Pasinato si accoda con carota e bastone: «Il nostro ospedale è come una clinica svizzera - inzucchera -. Poi però aggiunge che «siamo in mezzo al guado: o facciamo un passo avanti o torniamo indietro. Bisogna che il San Bassiano, oltre che bello, divenga forte anche sotto il profilo istituzionale. Allora andranno a posto anche le code, i letti, la qualità».
Tomassini condivide in pieno il giudizio strutturale: «Ospedale bellissimo e moderno - sentenzia - dove si coglie la mano felice di architetti che hanno congegnato percorsi funzionali. I soldi sono stati spesi bene». Sul resto, è più politico che medico. Ai camici bianchi dice confidenzialmente di comprendere «la frustazione di chi si ritrova tutti i giorni ad affrontare problemi ostici come l'inadeguatezza della pianta organica e le lunghe liste d'attesa», ma poi fa capire che la crisi del welfare è un dato di fatto: «Sono stato all'estero e ho appurato che i nostri problemi sono quelli di tutto il mondo. La sanità, i servizi sociali sono in crisi ovunque, aggravati dalla recessione. Perciò bisogna scegliere. Difendendo le persone più deboli».
Non è più il tempo delle vacche grasse, non si può più mantenere un sistema «dove tutto non costa e tutto è dovuto». E allora anche la sanità veneta, «che è tra le migliori d'Italia, ma costa troppo», va riorganizzata, con la razionalizzazione o la diminuzione dei costi, la deospedalizzazione e il maggior investimento sul territorio». L'abolizione dei ticket? Il tutto per tutti? «Solo demagogia».
Sonic from Padova February 8th, 2005, 04:55 PM LA CITTÀ A PIEDI: ULTIMO GIORNO La giunta difende la validità dell’esperimento, anche se i risultati non sono quelli sperati
Diminuite le auto, non lo smog
Pm10 più basse, ma sempre sopra i limiti. Il tempo non ha aiutato. E ora? Tutto come prima
(r.c.) «Il blocco delle auto? Finora non ha dato i risultati sperati. Ma il bilancio dell'esperimento è positivo». Alle 18 di ieri si è chiuso a Vicenza il discusso test antismog che per quattro giorni, dal 4 al 7 febbraio, ha vietato l'ingresso a tutte le auto nell'area delimitata dalla circonvallazione esterna. Ma i risultati, per ora, non sembrano così confortanti. Almeno per quanto riguarda gli effetti sull'aria. Questa, dati alla mano, si è pulita ma non abbastanza per rientrare nei limiti di legge. «Ma l'esperienza è stata utile», aggiunge l'assessore alla Mobilità Claudio Cicero, tra i sostenitori, assieme al sindaco Enrico Hullweck, di questa "prova del nove" contro le polveri fini, le più dannose per l'uomo perché penetrano direttamente nel sistema respiratorio. Prudente l'assessore all'Ambiente Valerio Sorrentino: «Prima di pronunciarsi è meglio attendere i dati definitivi».
BOLLETTINO. Inesorabile il "bollettino" Arpav (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente): venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 febbraio, la centralina di viale Milano (situata nella zona interdetta) ha registrato rispettivamente 76, 57 e 81 microgrammi di pm10 per metro cubo d'aria (oggi si conosceranno le rilevazioni di ieri). Si tratta di dati in diminuzione rispetto ai giorni precedenti ma al di sopra del limite per la protezione della salute che da quest'anno è pari a 50 microgrammi. Venerdì 4 in via Tommaseo (area residenziale) le polveri si sono attestate a quota 66 microgrammi, mentre in via Spalato (area esclusa dal divieto) a 88 microgrammi, cioè un po' più in su rispetto a viale Milano. In viale Milano i pm10 sono stati più bassi sabato 5 perché quel giorno c'è stato un po' di vento. Vento che mercoledì 2 febbraio ha abbassato le polveri (77 microgrammi) più del blocco di domenica scorsa.
CONDIZIONI METEOROLOGICHE. Ancora una volta dunque lo smog si è rivelato sensibile alle condizioni atmosferiche. Non a caso quando piove la concentrazione di inquinanti cala notevolmente. Ma Cicero sottolinea anche il fattore caldaie ed emissioni industriali: «I gas di scarico delle auto influiscono solo in parte sulla qualità dell'aria. Durante lo stop caldaie e fabbriche funzionavano. Così come l'autostrada. Ma valeva la pena di fare il test. Abbiamo capito per esempio che il parcheggio di via Fratelli Bandiera non può essere chiuso per dare modo agli ospedalieri di lasciare l'auto in sosta».
DOMENICA SENZ'AUTO. E ora? Che cosa succederà in città? Innanzitutto rimane in vigore lo stop a mezzi vecchi e non catalizzati (colpiti soprattutto i furgoni) previsto ogni giovedì e venerdì fino al 25 marzo dalle 9 alle 18 sempre nell'area delimitata dalla circonvallazione esterna. In arrivo anche una domenica senz'auto (20 marzo). «Per il resto per me termina tutto qui», osserva l'assessore alla Mobilità. «Targhe alterne e altre limitazioni hanno dimostrato che servono a poco. L'area dello stop circoscritta? Anche Vicenza è circoscritta rispetto alla provincia e al Veneto. Gli ambientalisti sono stati sconfessati. Il problema è diffuso, riguarda la Pianura Padana. Potenziamento della pulizia delle strade? A zero gradi non si può effettuare altrimenti ghiaccia tutto».
SUPERAMENTI. Le polveri hanno registrato 35 superamenti in poco più di un mese. Limite che, secondo una direttiva europea, non dovrebbe essere superato nell'arco dell'anno. «Ma prima mi si dica che cosa comporta l'esposizione ai pm10 e per quanto tempo per non essere danneggiati», conclude Cicero. «Manca una normativa generale. Non esistono tesi scientifiche. In estate succede la stessa cosa con l'ozono. Le polveri sono legate alle condizioni meteorologiche».
Sonic from Padova February 9th, 2005, 08:34 PM PARCHEGGI In commissione i progetti che interessano l’ex teatro Eretenio e l’ex macello
In centro 350 posti auto
(R.C.) Si torna a parlare dei parking automatizzati nell'ex teatro Eretenio e nell'ex macello. I progetti delle due opere sono approdati ieri pomeriggio alla commissione Territorio del Comune per un nuovo esame prima del via libera del consiglio comunale e dell'approdo in Regione. L'atteso parere però non c'è stato. È stato rimandato tutto alla prossima seduta. «Il passaggio in commissione era stato chiesto dal consiglio comunale - commenta l'assessore all'Urbanistica Maurizio Franzina - Mi auguro che non si perda un'occasione importante per la città».
PIANI.I piani prevedono due parcheggi meccanizzati da riservare a residenti e alla rotazione. In tutto 350 posti auto a costo zero per il Comune, dal momento che la spesa di 6 milioni e 700 mila euro sarebbe a carico dei privati (la "Maltauro costruzioni") i quali, in cambio, otterrebbero la gestione delle due strutture per trent'anni (la formula è denominata "project financing"). La "Maltauro costruzioni" infatti aveva vinto la gara indetta dal Comune dopo il ritiro dell'unica ditta che aveva presentato un'offerta alternativa. La giunta comunale ha già dato il via libera alle varianti al Piano regolatore, il consiglio comunale no, perché attende il parere della commissione Territorio. Sulla questione era intervenuta anche Italia Nostra, la quale aveva messo in dubbio l'utilità delle due opere. Ma le osservazioni furono respinte dall'Amministrazione comunale. Entrambi i progetti hanno ottenuto il "sì" della Soprintendenza (per quello di viale Eretenio è stata chiesta la ricostruzione fedele delle facciate nel punto in cui si trovavano prima della demolizione).
POSTI AUTO. In viale Eretenio, sito che fino al 1944 ospitò il teatro prima della distruzione provocata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, arriverebbero 200 posti auto in quattro piani interrati (1.300 metri quadrati di superficie). Sopra troverebbero posto uffici, un negozio, appartamenti e locali per la Circoscrizione 1. Prevista anche la ricostruzione della facciata dell'ex teatro. Nell'ex macello di viale Giuriolo sono in programma 150 posti in tre piani esterni (le strutture esistenti, sottoposte a vincolo, verrebbero conservate e recuperate). Per evitare sorprese nel 2001 l'Amministrazione comunale incaricò alcuni esperti di effettuare scavi archeologici e geologici. In viale Eretenio furono rinvenuti sabbia pulita e argilla (presenti probabilmente anche i resti del teatro distrutto da una bomba). Nei tremila metri quadrati dell'ex macello invece si scoprirono resti di palazzo Piovene, monumento rinascimentale progettato forse da Andrea Palladio. Franzina garantisce che non si toccherà nulla dal momento che il parcheggio sarà esterno.
Sonic from Padova February 9th, 2005, 08:35 PM ARREDO URBANO Potrà ospitare anche manifestazioni. Ieri la consegna dei lavori all’impresa che si è aggiudicata l’appalto
Piazza Prati, entro l'estate la sua riqualificazione
(R.C.) E' già stata ribattezzata "piazza Prati". E' quella che sorge di fronte al complesso scolastico di via Prati, nel quartiere di San Bortolo. Un'area che entro la fine dell'estate verrà riqualificata, dotata di nuovi arredi e resa più sicura. Potrà anche ospitare manifestazioni.
Ieri in Comune ha avuto luogo la consegna dei lavori all'impresa che si è aggiudicata l'appalto, la "Nazario Marangoni srl" di Camisano Vicentino. L'intervento costerà poco meno di 300 mila euro. Progettista e responsabile del procedimento è l'ingegnere Giovanni Fichera. «Il cantiere sarà chiuso entro luglio, in tempo per l'inizio del nuovo anno scolastico. Prevista anche una pista ciclabile che si inserisce in un piano più vasto di percorsi ciclopedonali che nasceranno in zona», ha commentato l'assessore alla Mobilità Claudio Cicero. «Nel quartiere mancava un punto di ritrovo - gli ha fatto eco il presidente della Circoscrizione 5 Marco Bonafede - In futuro sarà risistemato pure un un tratto di viale Sant'Antonino».
I lavori interesseranno il tratto dell'asse Prati-Goldoni, dall'incrocio con le vie Durando e Castelfidardo all'intersezione con via Deledda. L'obiettivo è aumentare la sicurezza e riordinare il piazzale, pensato come un'area pedonale. In via Prati verranno collocati sistemi di rallentamento come gli "incroci rialzati", mentre tra via Castelfidardo, via Durando e via Prati sarà disegnata una rotatoria che renderà possibile un eventuale ripristino del doppio senso di circolazione in via Durando.
Sonic from Padova February 9th, 2005, 08:35 PM ETTECÀ
In strada Paradiso è finalmente arrivata la passerella pedonale
(R.C.) Da qualche giorno è possibile vederla ed attraversarla. A Settecà è arrivata l'attesa passerella pedonale sopra i binari della linea ferroviaria Milano-Venezia. Ca' Paradiso, piccolo borgo alle porte di Vicenza est, non è più diviso in due.
L'opera, costata al Comune circa 200 mila euro, non è ancora stata ultimata. All'appello, spiega l'assessore alla Mobilità Claudio Cicero, mancano i due ascensori destinati ad anziani e a chi ha difficoltà motorie. La passerella è costituita da due rampe parallele ai binari di 6 metri e 80 centimetri di altezza.
Restano ora da chiarire le vicende legali che vedono coinvolti da una parte il Comune e dall'altra alcuni residenti che si oppongono alla realizzazione della bretella di collegamento tra il lato nord di strada del Paradiso e strada comunale di Settecà. Il Consiglio di Stato ha infatti da poco dato ragione ai residenti, dopo avere sospeso per alcuni mesi la sentenza del Tar.
Questi, in alternativa, hanno sempre chiesto un collegamento che dal lato sud arrivi alla zona Stanga o, in alternativa, il sottopassaggio ferroviario. Ma il piano per realizzare il sottopassaggio è stato accantonato in attesa di conoscere il tracciato dell'Alta Velocità che, secondo l' ultima ipotesi, potrebbe passare proprio nelle vicinanze del sottopasso.
Sonic from Padova February 9th, 2005, 09:12 PM ROSSANO VENETO
La Nordest Merchant entra nel capitale del gruppo Favini
Bassano
Nordest Merchant, la banca d'affari del Gruppo Banca Popolare di Vicenza (BPVi), entra nel capitale del Gruppo Favini di Rossano Veneto (Vicenza), rilevando da Banca Intesa la partecipazione (pari al 17,5 per cento del capitale sociale) da quest'ultima sinora posseduta, con l'obiettivo di affiancare la famiglia Favini in un'ulteriore fase del progetto di sviluppo del Gruppo. Dopo le recentissime nomine ai propri vertici - Gianni Zonin è stato chiamato alla presidenza, mentre Alessandro Benetton è diventato vicepresidente - e l'accordo societario concluso tra Banca Popolare di Vicenza e 21 Investimenti, la Nordest Merchant ha rapidamente concluso la sua prima importante operazione dell'anno.
Il Gruppo Favini nasce dallo stabilimento di Rossano Veneto, fondato nel 1739, divenuto di proprietà della famiglia Favini nel 1906. Si sviluppa quindi, nel secondo dopoguerra, nel settore delle carte grafiche. Dal 1978 abbina alla produzione di carta anche un'attività cartotecnica di trasformazione. Il salto dimensionale avviene attraverso un percorso di crescita per acquisizioni, che inizia alla fine degli anni '90. Nel 1998 viene acquisita, dal gruppo Binda, «Cartiera di Crusinallo» produttore di carte patinate speciali e carte release; nel 2000 viene acquisito, dal gruppo Sappi, il ramo d'azienda carte patinate speciali commercializzato con il marchio Astralux; nel medesimo anno viene acquistato il gruppo olandese «Gelderse Papiergroep», attivo nel medesimo comparto di Favini.
Il gruppo opera attualmente in tre diverse aree strategiche di affari, con quattro stabilimenti produttivi: Rossano Veneto e Crusinallo in Italia, Alpeldoorn e Meerssen in Olanda, occupando complessivamente circa 1100 dipendenti. Il quartiere generale è a Rossano Veneto, guidato dall'amministratore delegato Michele Paoli. Il Gruppo Favini ha chiuso l'esercizio 2004 con un fatturato di oltre 200 milioni di euro di cui circa la metà realizzato con produzioni effettuate in Olanda a dimostrazione della vocazione europea del Gruppo. Il margine operativo lordo si attesterà a oltre l'11 per cento, in forte crescita rispetto all'esercizio 2003 e in controtendenza con l'andamento del settore.
sts February 9th, 2005, 10:35 PM Splendide le distillerie!!
Sonic from Padova February 10th, 2005, 04:43 PM beh...mi pare ovvio, sono opera del grandissimo FUKSAS!!!!!!
Sonic from Padova February 10th, 2005, 04:45 PM ZONA INDUSTRIALE
Tra i capannoni anche attività commerciali
«Non è una sanatoria, né un atto di liberalizzazione o di chiusura. È una risposta alle diverse esigenze del mondo industriale». Non solo fabbriche, ma anche servizi, uffici e aree commerciali, compatibili con l'attività delle aziende.ZONA INDUSTRIALE. La zona industriale si appresta a cambiare volto. In arrivo, una variante al Piano regolatore vigente (Prg) che può essere considerata come una rivoluzione in materia di urbanistica. Interessata la vasta area a ridosso del casello autostradale di Vicenza ovest. Il via libera lo ha decretato ieri la giunta comunale, dopo una serie di incontri con i rappresentanti dell'Associazione industriali della provincia. Si tratta del primo passo di un iter burocratico che prevede il passaggio in consiglio comunale prima e in Regione poi. In pratica se l'area delle acciaierie rimarrà solo industriale, quella tra viale degli Scaligeri e viale Sant'Agostino diventerà a "prevalente destinazione industriale". Come dire che potrà ospitare pure servizi, spacci, alberghi, uffici commerciali (fino al 30 per cento della capacità edificatoria del lotto) purché legati all'attività dell'azienda. Proprio come chiedevano gli imprenditori.PRESUNTI ABUSI. La questione era esplosa in passato quando il Comune registrò, in zona industriale, la presenza di attività commerciali e uffici e inviò oltre una cinquantina di avvisi di procedimento per presunti abusi ad altrettanti proprietari. Questo perché si trattava di attività non classificabili come "produttive". «La materia non veniva trattata da oltre venticinque anni», ha spiegato ieri in Comune il sindaco Enrico Hullweck. «Il settore industriale nel frattempo è cambiato. Allora non c'erano i problemi di oggi. E in zona industriale si sono create aree senza controllo. Del resto chi voleva costruire qualcosa di diverso si sentiva autorizzato a farlo perché non c'erano norme che lo vietavano. In pratica sono nati abusi che l'imprenditore non considera tali. Di qui i contenziosi. Alla variante siamo arrivati dopo una concertazione con Assoindustria. Questa ci chiedeva di non snaturare l'area e di garantire la polifunzionalità».
ALTEZZE. L'edilizia direzionale destinata a trovare posto nell'area verso Sant'Agostino dovrà rispettare standard urbanistici, opere di urbanizzazione e comunque essere vagliata dal consiglio comunale. «Valuteremo caso per caso», ha aggiunto il sindaco. «Abbiamo aggiornato una normativa vecchia e rigida. Sarà migliorata anche la qualità della vita perché non si guarderà più solo all'aspetto funzionale ma anche alla compatibilità eco-ambientale, ai livelli di permeabilità dei suoli e così via». Gli edifici dovranno essere alti al massimo 25 metri (pari a più di otto piani), mentre nella fascia verso i quartieri residenziali di Sant'Agostino le altezze dovranno essere al massimo di 15 metri. «In zona industriale servono anche servizi», ha concluso l'assessore all'Urbanistica Maurizio Franzina. «E grazie alla variante questa zona si aprirà al terziario».
Sonic from Padova February 10th, 2005, 04:45 PM GRANDI OPERE
TORRI DI QUARTESOLO - Il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Pietro Lunardi e il presidente del Veneto Giancarlo Galan daranno il via, sabato prossimo, ai lavori per la realizzazione della cosiddetta Valdastico Sud, un nuovo tratto autostradale che permetterà un veloce e agevole collegamento tra Vicenza, il Polesine e Rovigo.
La cerimonia è in programma all'intersezione tra la A 4 e l'attuale Valdastico, nel comune di Torri di Quartesolo. Sarà presente anche l'assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso. Il tracciato autostradale, della lunghezza complessiva di circa 54 chilometri, inizia - informa una nota - là dove la Valdastico è rimasta a suo tempo «incompiuta» e terminerà con lo svincolo sulla S.R. n. 434 «Transpolesana», nel Comune di Canda (Rovigo). All'opera sono interessati i territori di quattro Province e di ventitré Comuni. Sono previsti una barriera di esazione posta sulla sezione principale autostradale a Badia Polesine e sei caselli (Longare, Albettone-Barbarano, Agugliaro, Noventa Vicentina, Santa Margherita d'Adige, Piacenza d'Adige). La nuova tratta rientra nei piani finanziari della società concessionaria Autostrade Brescia - Padova spa, che sarà rappresentata dal presidente Aleardo Merlin.
Il costo previsto per realizzare questa tratta autostradale ammonta a 998 milioni di euro. La nuova autostrada entrerà in esercizio nel 2010. Si tratta di un ulteriore intervento strategico del programma di ammodernamento infrastrutturale del Veneto voluto dalla giunta regionale del Veneto e attualmente in corso di realizzazione, che prevede una serie di numerosi altri interventi che interessano le diverse modalità di trasporto.
Sonic from Padova February 10th, 2005, 04:47 PM BASSO VICENTINO /2
Cave alla Provincia La Regione dice sì
Vincolante il parere di palazzo Nievo
Basso Vicentino
(C. M.) «Abbiamo vinto»: il coordinamento dei comitati di Sarego, Orgiano, Sovizzo e Barbarano contiene a stento gioia e soddisfazione. Ieri, dopo tanta attesa, è stato infatti finalmente approvato dal Consiglio veneto l'emendamento al testo del "collegato" alla legge finanziaria 2004, presentato dai consiglieri regionali Achille Variati e Claudio Rizzato. Il documento stabilisce che tutte le richieste di nuove concessioni, ampliamenti e rinnovo di proroghe per l'attività mineraria siano sottoposti al parere preventivo, obbligatorio e vincolante delle amministrazioni provinciali. A tale parere, inoltre, dovranno sottostare anche le richieste minerarie già in corso. «Da oggi - hanno dichiarato i due consiglieri - il territorio veneto ed in particolare quello vicentino saranno più tutelati contro l'apertura e lo scavo delle miniere».«Per quanto riguarda la provincia di Vicenza - hanno concluso Achille Variati e Claudio Rizzato - questa decisione del Consiglio regionale viene a confermare tutte le richieste avanzate in questi anni dai comitati dei cittadini, che si sono organizzati per tutelare il proprio territorio dall'apertura di miniere di bentonite. Ci auguriamo che la Provincia di Vicenza si adegui a quanto deciso non solo dal Consiglio regionale ma anche dallo stesso Consiglio provinciale». Ed intanto il coordinamento dei comitati non ha intenzione di "adagiarsi sugli allori" e si prepara all'imminente discussione della Commissione Tecnica Regionale per la miniera di Sarego.
Alter-Ego February 10th, 2005, 07:13 PM BASSO VICENTINO /2
Cave alla Provincia La Regione dice sì
Vincolante il parere di palazzo Nievo
Basso Vicentino
(C. M.) «Abbiamo vinto»: il coordinamento dei comitati di Sarego, Orgiano, Sovizzo e Barbarano contiene a stento gioia e soddisfazione. Ieri, dopo tanta attesa, è stato infatti finalmente approvato dal Consiglio veneto l'emendamento al testo del "collegato" alla legge finanziaria 2004, presentato dai consiglieri regionali Achille Variati e Claudio Rizzato. Il documento stabilisce che tutte le richieste di nuove concessioni, ampliamenti e rinnovo di proroghe per l'attività mineraria siano sottoposti al parere preventivo, obbligatorio e vincolante delle amministrazioni provinciali. A tale parere, inoltre, dovranno sottostare anche le richieste minerarie già in corso. «Da oggi - hanno dichiarato i due consiglieri - il territorio veneto ed in particolare quello vicentino saranno più tutelati contro l'apertura e lo scavo delle miniere».«Per quanto riguarda la provincia di Vicenza - hanno concluso Achille Variati e Claudio Rizzato - questa decisione del Consiglio regionale viene a confermare tutte le richieste avanzate in questi anni dai comitati dei cittadini, che si sono organizzati per tutelare il proprio territorio dall'apertura di miniere di bentonite. Ci auguriamo che la Provincia di Vicenza si adegui a quanto deciso non solo dal Consiglio regionale ma anche dallo stesso Consiglio provinciale». Ed intanto il coordinamento dei comitati non ha intenzione di "adagiarsi sugli allori" e si prepara all'imminente discussione della Commissione Tecnica Regionale per la miniera di Sarego.
ma daiiiii io sono di Lonigooooo tra Sarego e Orgiano!!!!! :cheers:
Alter-Ego February 10th, 2005, 07:16 PM Nuova Ditta Nardini - Massimiliano Fuksas
Durata lavori : 2 anni (2002-2004)
Distilleria d'acquavite
www.fuksas.it/
http://tinypic.com/1o6ao7
http://tinypic.com/1o6arl
http://tinypic.com/1o6as4
chiamete anche le Bolle :)
Sonic from Padova February 10th, 2005, 09:11 PM ^sei andato all'inaugurazione per caso ? sono veramente bellissime queste bolle del fuksas, roba spaziale da Jetson!
Sonic from Padova February 10th, 2005, 09:13 PM ^inoltre sono contento per te Alter, era ora!
Sonic from Padova February 11th, 2005, 04:03 PM Meno rumore a Murano e S. Margherita
VENEZIA - Tre notizie: due serie, l'altra grottesca. La prima notizia, seria, è che il consiglio comunale ha approvato ieri sera il Piano di zonizzazione acustica e che campo Santa Margherita è stato "declassato" dalla quarta alla terza fascia. Vale a dire che i residenti hanno vinto la loro battaglia contro i decibel e che la zona dovrà rispettare limiti di rumorosità più rigidi. Il consiglio comunale ha infatti votato all'unanimità l'emendamento di Luciano Pomoni (An). La notizia grottesca è che all'ultimo minuto l'amministrazione comunale inizialmente aveva inserito un'area a Chirignago in cui dovrà sorgere un Centro di cura contro l'Alzheimer in una fascia ad alta rumorosità. Accortisi del "pasticciaccio", i consiglieri hanno votato un emendamento che declassasse anche via Cardinal Urbani, la zona in cui alla costruenda struttura sanitaria. La terza notizia, seria, non farà contente le vetrerie di Murano. L'isola, infatti, contrariamente a quanto proposto da Renato Darsiè (Comunisti italiani) avrò limiti più rigidi. Darsiè aveva chiesto un innalzamento della classe (da quarta a quinta) per consentire alle attività artigianali di operare. Il consigliere ieri ha perciò presentato un subemendamento inserito in un emendamento dell'assessore Zordan. Il subamendamento ha ottenuto i voti della maggioranza ed è stato approvato, ma poi Rifondazione comunista ha fatto sapere che non avrebbe votato l'emendamento dell'assessore che conteneva il subemendamento di Darsiè. I Ds, che avevano votato il documento di Darsiè, quando si è trattato di esprimersi sul testo dell'assessore hanno votato insieme a Rifondazione, cioè contro, bocciando quindi la proposta che voleva innalzare la soglia di tolleranza a Murano, isola sempre più "silenziosa". Le acrobazie per rimediare anche a questo "pasticcio", che ha messo in crisi la maggioranza, sono durate fino a tarda sera.
Sonic from Padova February 11th, 2005, 04:03 PM Meno rumore a Murano e S. Margherita
VENEZIA - Tre notizie: due serie, l'altra grottesca. La prima notizia, seria, è che il consiglio comunale ha approvato ieri sera il Piano di zonizzazione acustica e che campo Santa Margherita è stato "declassato" dalla quarta alla terza fascia. Vale a dire che i residenti hanno vinto la loro battaglia contro i decibel e che la zona dovrà rispettare limiti di rumorosità più rigidi. Il consiglio comunale ha infatti votato all'unanimità l'emendamento di Luciano Pomoni (An). La notizia grottesca è che all'ultimo minuto l'amministrazione comunale inizialmente aveva inserito un'area a Chirignago in cui dovrà sorgere un Centro di cura contro l'Alzheimer in una fascia ad alta rumorosità. Accortisi del "pasticciaccio", i consiglieri hanno votato un emendamento che declassasse anche via Cardinal Urbani, la zona in cui alla costruenda struttura sanitaria. La terza notizia, seria, non farà contente le vetrerie di Murano. L'isola, infatti, contrariamente a quanto proposto da Renato Darsiè (Comunisti italiani) avrò limiti più rigidi. Darsiè aveva chiesto un innalzamento della classe (da quarta a quinta) per consentire alle attività artigianali di operare. Il consigliere ieri ha perciò presentato un subemendamento inserito in un emendamento dell'assessore Zordan. Il subamendamento ha ottenuto i voti della maggioranza ed è stato approvato, ma poi Rifondazione comunista ha fatto sapere che non avrebbe votato l'emendamento dell'assessore che conteneva il subemendamento di Darsiè. I Ds, che avevano votato il documento di Darsiè, quando si è trattato di esprimersi sul testo dell'assessore hanno votato insieme a Rifondazione, cioè contro, bocciando quindi la proposta che voleva innalzare la soglia di tolleranza a Murano, isola sempre più "silenziosa". Le acrobazie per rimediare anche a questo "pasticcio", che ha messo in crisi la maggioranza, sono durate fino a tarda sera.
Sonic from Padova February 11th, 2005, 04:05 PM La Regione ha dato il via libera ...
La Regione ha dato il via libera ai cassoni del Mose in laguna e ai cantieri per costruirli. Un provvedimento che ribalta il parere negativo espresso da Provincia e Comune e che di fatto sblocca i lavori per la realizzazione delle dighe mobili.
La decisione della giunta di palazzo Balbi ha scatenato la reazione degli ambientalisti e del polo rossoverde. Gianfranco Bettin e il capogruppo dei Verdi, Flavio Dal Corso, parlano di «atto di forza» e di spregio della volontà espressa dalle amministrazioni provinciale e comunale. «Si tratta - spiegano Bettin e Dal Corso - di un'altra pesante forzatura sulla via della devastazione ambientale decisa contro il parere delle amministrazioni territorialmente interessate. Tutto l'iter del Mose, costellato da forzature procedurali e aggiramento di norme e prescrizioni, continua a camminare nonostante la chiara opposizione del consiglio comunale e provinciale di Venezia».
«L'ultima pesante furbata (ultima solo in ordine di tempo) del Magistrato alle Acque di Venezia e del Consorzio Venezia Nuova - aggiungono - riguarda appunto lo studio d'impatto ambientale per i siti di prefabbricazione dei cassoni delle opere mobili per il quale è stata avviata una procedura di Via presso la Regione Veneto. Lo studio prevede la realizzazione di 38 megacassoni in calcestruzzo del Mose (lunghi 60 metri, larghi 40, alti 12 metri) da collocare in laguna nell'ambito pregiato di Ca' Roman (zona Sic) e a ridosso del litorale di Pellestrina, in difformità dal progetto definitivo del sistema Mose che prevedeva la realizzazione di tali enormi manufatti nell'avamporto di Cagliari e il loro trascinamento per circa 970 miglia marine fino a Venezia».
A Bettin e Dal Corso replica però il presidente della Regione, Giancarlo Galan. «Siamo alle solite - sbotta il governatore - Le hanno provate tutte già con il Passante e lo stesso continuano a fare con il Mose. A Roma dicono: "Non ci vogliono stare", ma lo dicono nel loro dialetto. "Non di vogliono stare" e ammettere che le promesse fatte si stanno realizzando».
«Trovo assurda - prosegue Galan - la sola idea di proporre, per la costruzione di elementi del Mose, luoghi in siti lontani da Venezia e dal Veneto. Trovo assurdo che si voglia perdere l'opportunità di centinaia e centinaia posti di lavoro in laguna. Ma evidentemente la sinistra veneziana e veneta pensa solo a fare regali agli altri, meglio se francesi, così come la Fiera di Padova e così come è parso finora per Palazzo Grassi».
«Adesso però - conclude il presidente - nulla potrà ostacolare la costruzione del Mose. È caduto qualsiasi ostacolo e niente e nessuno potrà impedire la salvaguardia di Venezia».
Sonic from Padova February 11th, 2005, 04:07 PM Attenzione : a causa della mia impeditezza ho postato delle news di Venezia sul thread di Vicenza (le prime 2 di questa pagina, che tra l'altro sono uguali).
Fate finta che siano nel thread di Venezia!
Scusate ancora!
Sonic from Padova February 11th, 2005, 04:08 PM LA CITTÀ CHE CAMBIA Il sindaco tratteggia l’imponente intervento che coinvolge la caserma Ederle e l’aeroporto Dal Molin
Gli americani "ridisegnano" Vicenza
«Gli Usa hanno a disposizione 800 milioni di euro: ma se il Governo dice no, prenderanno altre destinazioni»
La risposta da Roma è attesa entro poche settimane e comunque entro il 31 marzo. Se il governo dirà "sì" alle richieste degli Stati Uniti, nel giro di cinque anni in città arriveranno circa mille militari americani, l'aeroporto "Dal Molin" verrà potenziato con nuove strutture direzionali di supporto all'aviazione statunitense e in via Moro, accanto alla caserma "Ederle" (all'interno della quale verrebbe realizzato un ospedale) sarà allestito un nuovo villaggio americano. Il tutto a carico degli Usa che contano di investire a Vicenza qualcosa come 800 milioni di euro. Se il governo dirà "no", gli americani se ne andranno in un altro paese europeo.
POLIZIA MILITARE EUROPEA. Il futuro di Vicenza si tinge di stelle e strisce. Un futuro più vicino di quanto si pensi, dal momento che l'ipotesi prevede il trasferimento nel giro di pochi anni di truppe americane di fanteria e aviazione oggi dislocate in altri stati. Una novità che si aggiunge a quella, certa, che vede Vicenza attivata per ospitare la sede della Polizia Militare Europea con la presenza di alti istruttori militari del Vecchio Continente (i preparativi fervono da tempo presso la caserma Chinotto). Insomma il capoluogo berico è sempre più al centro di ampie strategie militari non solo americane ma anche europee. In atto una "militarizzazione" della città? «No», risponde il sindaco Enrico Hullweck. «Le truppe americane ci sono sempre state. E dalla loro presenza la città ha tratto giovamento. Vicenza è strategica per gli Stati Uniti se si considera che dagli anni '50 c'è la caserma Ederle. Inoltre durante la guerra in Kosovo l'aeroporto di Vicenza è stato utilizzato come base di partenza per gli ordini dell'aviazione militare».
MILLE UNITÀ. Quella che per ora, è bene sottolinearlo, è solo un'ipotesi, prevede come detto la sistemazione di un contingente di terra per un totale di un migliaio di unità. «Mi è stata chiesta un'area accanto alla "Ederle" per potere esercitare un controllo di difesa», precisa il primo cittadino. «Gli americani non intendono disseminare nuceli abitativi in più punti. Il presidente Berlusconi mi ha raccomandato di non realizzare edilizia da caserma, ma villette abitabili. Se poi gli americani partissero, erediteremmo case di bell'aspetto».
«Questo va detto per fugare i timori che l'arrivo di tante famiglie inneschi una guerra degli affitti. Ciò non si verificherà», aggiunge. «Non ci sarà libera ricerca di case da parte degli americani. Andranno nella stessa area. Mi è stato chiesto anche un ospedale alla Ederle e altri servizi».
AEROPORTO. Con il contingente militare si ristrutturerebbe l'aeroporto "Dal Molin" con nuove strutture logistiche di supporto. «Non significa che giungeranno aeroplani, ma che saranno costruiti edifici direzionali come uffici», prosegue Hullweck. «In questo modo si rilancerebbe lo scalo anche in vista di un riutilizzo civile con radar e così via. Rimane un punto interrogativo. Il Ministero della Difesa intende trasferire l'aeroporto al Ministero dei Trasporti mettendo quindi in dubbio il suo destino. Il "Dal Molin" verrebbe inserito nell'elenco degli aeroporti eventualmente dismissibili».
ENTRO IL 31 MARZO. Da dove nasce l'idea dell'insediamento di truppe statunitensi? «A stimolare gli Usa è stato il progetto di Polizia Militare Europea. Hanno un budget ampio: 800 milioni di euro. Il Comando americano vuole una risposta entro il 31 marzo. Se per quella data il recupero del "Dal Molin" risultasse non praticabile, se ne andrebbero dall'Italia». Ogni decisione dipenderà dal governo, aggiunge il sindaco. «Mi hanno chiesto di farmi interprete del problema presso il governo. Ne ho parlato con il ministro Letta, il quale ha anche ricevuto l'ambasciatore americano».
«OPPORTUNITÀ». Parola d'ordine è prudenza. «Stiamo parlando di alte strategie che investono rapporti internazionali», conclude il sindaco. «È giusto essere prudenti anche se mi pare probabile un esito positivo della vicenda. Il mio auspicio? Considerata la tranquilla coesistenza tra vicentini e americani, sarebbe un vantaggio potenziare la presenza di questi ultimi, sia in termini di internazionalizzazione della città che economici. Avremmo l'opportunità di chiudere la telenovela sul riuso dell'aeroporto e di realizzare infrastrutture».
Sonic from Padova February 11th, 2005, 04:09 PM ARZIGNANO Promossa la seconda fase del piano urbano del traffico con l’apertura di via Volpato: circolazione senza intoppi nelle vie Trento e 4 Novembre e in piazza Beltrame
Viabilità, niente più code e ingorghi ai semafori
Il sindaco Fracasso: «Stiamo lavorando con Montecchio Maggiore a un progetto comune per la riduzione dello smog»
Arzignano
Migliora la viabilità ad Arzignano: niente più code in via 4 Novembre e via Trento, piazza Beltrame libera dagli ingorghi semaforici, più spedito l'accesso all'ospedale, dal 30 gennaio quando è stata applicata la seconda fase del Piano Urbano del Traffico con l'apertura di via Volpato e l'introduzione della nuova viabilità. Le modifiche hanno superato brillantemente l'esame degli automobilisti dimostratisi molto attenti e disciplinati nel recepire questo cambio di comportamento, dimenticando presto le vecchie abitudini. Particolarmente assidua e preziosa è stata l'opera dei vigili urbani che, in questi giorni, assieme agli uomini della Protezione Civile e ai tecnici degli uffici comunali hanno "guidato" gli utenti ad interpretare correttamente la nuova segnaletica. Il sindaco Stefano Fracasso e l'assessore alla mobilità Gianfranco Signorin hanno illustrato i risultati nel corso di una conferenza stampa: «Abbiamo sempre difeso e sostenuto il Piano Urbano del Traffico, approvato nel maggio del 2003, convinti che un approccio serio e pragmatico potesse dare davvero questi ottimi risultati. Non mancheranno certo ulteriori assestamenti alla nuova riorganizzazione viaria con un incremento dei passaggi pedonali nell'abitato e, soprattutto, in prossimità delle scuole a maggior tutela dei cittadini. L'importante è comunque essere riusciti a dare respiro all'incrocio di piazza Beltrame, da sempre un collo di bottiglia, con i suoi quattro semafori, per la viabilità della zona, cui è stata strategica la riqualificazione dell'area ex Rensi attraversata dalla nuova via Volpato». Il tema della viabilità, tuttavia, non si esaurisce con quest'operazione, al centro dell'azione amministrativa sia sul versante delle infrastrutture (al primo posto l'intervento per il nuovo accesso a san Zeno), sia sul versante della sostenibilità ambientale. E' partito, infatti, con il nuovo anno il progetto "Mobilitiamoci" riservato ai ragazzi della scuola media per coinvolgerli in un modo nuovo e diverso di percorrere e vivere la città grazie anche alla disponibilità delle nuove piste ciclopedonali. «La nostra città -spiega il sindaco - è stata inserita dalla Regione Veneto, assieme ad altri Comuni della provincia, tra le aree "a rischio di inquinanti da traffico", per cui stiamo lavorando con il comune di Montecchio Maggiore ad un piano condiviso per la riduzione dei fattori di questo disagio. In tale ottica, sono allo studio nuovi progetti di mobilità, la creazione di zone cosiddette protette da tutelare con la possibile introduzione per i veicoli del bollino blu, e soprattutto, l'attivazione di servizi di trasporto pubblico a livello intercomunale».Paola Frighetto
Sonic from Padova February 12th, 2005, 08:15 PM CANTIERI Ruspe in contra’ S. Biagio
L'Archivio custodito dove era il carcere
L’architetto Alberti: progetto ambizioso
(r.c.) «Spunteranno gli affreschi più ampi che Vicenza abbia mai avuto». L'architetto Emilio Alberti, progettista dei lavori, non ha dubbi: il restauro partito da poco nell'ex carcere di contra' Pedemuro San Biagio riserverà molte sorprese. A cominciare dagli affreschi delle lunette laterali del chiostro, realizzato attorno al Cinquecento, dove sta emergendo una vastissima serie di affreschi di autori ancora sconosciuti mai vista prima nel capoluogo. Nel complesso che fino a vent'anni fa ospitò il carcere di Vicenza è scattata le seconda fase di un intervento che dovrebbe terminare nel prossimo luglio. Un intervento di ristrutturazione, demolizione e consolidamento destinato rimettere a nuovo l'edificio (la zona ospita anche un antico monastero francescano) in vista del possibile trasferimento dell'Archivio di Stato, oggi ospitato a Borgo Casale.«Provvedermo alla demolizione dei fabbricati non originali», prosegue Alberti. «Saranno effettuate anche indagini archeologiche. La prima fase dei lavori risale al 2004. In quell'occasione si fecero indagini strutturali per conoscere la consistenza delle strutture murarie e del sottosuolo. L'importo dell'intervento è di 250 mila euro stanziati dal Ministero dei Beni Archivistici». Previsto infine il restauro degli affreschi, a quanto pare non in buone condizioni.
Come detto sull'area c'è un progetto ambizioso: la realizzazione di una sorta di polo archivistico e culturale che ridarebbe vita a un complesso dismesso da molti anni e per di più in pieno centro storico. Dell'argomento si discute da tempo, ma finora senza soluzione. Ma ci sono da sciogliere diversi nodi, anche perché la struttura di San Biagio non appartiene interamente allo Stato ma in parte pure al Comune. L'archivio di Borgo Casale appare invece sempre più stretto per contenere tutti i documenti.
Sonic from Padova February 12th, 2005, 08:16 PM PARCHEGGI Sosta a pagamento da borgo Santa Lucia a piazzetta Gioia, da via Tommaseo a porta Santa Croce: una scelta contro gli stop selvaggi
Le "strisce blu" si allargano fino alla periferia
(r.c.) Da Borgo Santa Lucia a piazzetta Gioia. Da via Tommaseo a Porta Santa Croce. In città arrivano nuovi posti a strisce blu per la sosta a pagamento. Dopo il centro storico, il Comune punta dritto alla periferia per favorire la rotazione ed evitare che le auto si fermino irregolarmente oltre il tempo consentito. È questa la motivazione che ha portato l'assessore alla Mobilità Claudio Cicero ad elaborare la delibera approvata dalla giunta. Intanto scoppia la polemica nella zona dell'ex motorizzazione di via Fratelli Bandiera. L'area privata, utilizzata finora come parcheggio gratuito, è stata chiusa dal proprietario. E gli automobilisti hanno cominciato a lasciare l'auto nelle vie limitrofe come via Adige e via Brenta, dove la sosta è ancora libera.
Queste le aree che verranno regolamentate da parcometri. Via Zambeccari e contra' Borgo Santa Lucia (70 posti), via san Martino, via Martiri di Belfiore, via Cadorna, via Pepe, piazzetta Gioia e vie confluenti, via Mentana (dall'incrocio di via Palestro a piazzetta Gioia), via Curtatone, via Durando (dall'incrocio di via Milazzo a piazzetta Gioia). E ancora: area del nuovo parcheggio di via Tommaseo, viale Dante e viale Mazzini, lato nord dal tratto tra Porta Santa Croce e l'intersezione con viale Trento, via Borgo Casale (da via Trissino alla linea ferroviaria Vicenza-Schio), via Legione Antonini (completamento), via Faccio, via Minghetti e via Saudino.
In molti casi la proposta delle strisce blu nasce da cittadini e commercianti, intenzionati a porre fine alla sosta selvaggia che in alcuni casi impedisce un comodo accesso al negozio (da parte dei clienti) o all'abitazione (proprietari). Nelle sudette zone la tariffa oraria sarà di 0.50 euro all'ora. Per i residenti abbonamenti agevolati a 5.16 euro al mese.
Sonic from Padova February 12th, 2005, 08:17 PM CHIAMPO Presentato il piano delle opere pubbliche per il 2005 per un importo complessivo di 23 milioni di euro. È frutto di una collaborazione di enti, anche privati
Periferia più vicina al centro, lavoro di "cucito" per il Comune
Chiampo
Ventitrè milioni e 400 mila euro in opere pubbliche nel 2005, cui concorreranno Regione, Comune ed Enti, per modernizzare il volto del territorio. «Un piano di opere pubbliche nato da un continuo confronto tra il comune di Chiampo e gli enti interessati», sintetizza il sindaco Massimo Confente. «Una cifra straordinaria per un comune di medie dimensioni -aggiunge il vice-sindaco e assessore all'urbanistica e allo sviluppo del territorio Giuliana Fontanella- che consentirà la realizzazione di numerose opere per il miglioramento della qualità urbana e ambientale e per lo sviluppo del nostro territorio, senza gravare in modo eccessivo sulle risorse finanziarie a disposizione del Comune e quindi senza pesare sui singoli cittadini». Infatti, numerosi sono gli interventi che saranno finanziati sia da contributi statali, regionali e provinciali, sia da fondi provenienti da alcuni enti che operano nel territorio, quali Acque del Chiampo, la Comunità Montana, il Consorzio Zerpano Alpone e il Servizio Forestale Regionale. Ciò testimonia da un lato la capacità di Chiampo di far recepire le proprie istanze nelle sedi istituzionali, dall'altro l'importanza riconosciuta al distretto produttivo e industriale della zona. Il piano prevede una serie di opere finanziate con i quasi 10 milioni di euro dei "Contratti di quartiere II", i contributi regionali assegnati al Chiampo per la realizzazione d'interventi di edilizia residenziale e opere di urbanizzazione dei quartieri interessati. «L'obiettivo -spiega Giuliana Fontanella- è ricostruire a Chiampo un tessuto urbanistico sociale improntato su di una superiore qualità della vita. Dopo il grande e a volte convulso sviluppo degli ultimi decenni, andremo a "ricucire" la città, avvicinando centro e periferia, incrementando i servizi e garantendo ovunque condizioni residenziali positive». Tra le opere più significative, la risistemazione delle strade della zona P.E.E.P. e l'annessa nuova viabilità in località Baeti, per una spesa totale di 585 mila euro, la realizzazione del primo stralcio per l'ampliamento di piazza Zanella, per circa 700 mila euro, il primo stralcio per il rifacimento e adeguamento dei marciapiedi del centro storico e la costruzione di una passerella sul torrente Chiampo in via Beato Isnardo. Nel settore impiantistico sportivo è prevista la sistemazione dell'impianto sportivo e di una palestra ad Arso (1 milione di euro). Tra gli altri interventi previsti dal piano di opere pubbliche, spiccano il collegamento tra la nuova zona industriale e la strada provinciale Valchiampo nella zona Pieve Bassa (1 milione e 285 mila euro), finanziato in parte da fondi regionali, e il rifacimento del ponte Filanda, per un totale di 1 milione 160 mila euro, in parte finanziati da un contributo C.I.P.E. (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) tramite il patto territoriale Agno-Chiampo. Ed ancora: la riqualificazione della località Pregiana, col completamento della rete fognaria, il rifacimento dell'acquedotto e la sistemazione dei marciapiedi, della rete stradale, della pubblica illuminazione e della segnaletica, la realizzazione di una nuova rete fognaria in località Vignanga e Mistrorighi, per una spesa di 3 milioni di euro, finanziati in parte anche da fondi regionali: opere importanti nate dalla fattiva ed efficace collaborazione del Comune con la società Acque del Chiampo. In primavera partiranno i lavori per la ristrutturazione della biblioteca (finanziamenti regionali per 1 milione 200 mila euro, pari ad oltre i due terzi il costo complessivo dell'opera che ammonta a 1 milione 700 mila euro). Oltre 1 milione di euro, inoltre, sarà investito per interventi di asfaltatura e adeguamento di numerose strade nel territorio comunale. Tra gli interventi previsti per il 2005, infine, da ricordare le opere che saranno realizzate in collaborazione con il Consorzio Zerpano Alpone per la risoluzione di problemi relativi alla rete idraulica.
Sonic from Padova February 23rd, 2005, 09:42 PM ELETTROSMOG Dopo la Riviera Berica (domani manifestazione a Campedello) si solleva contra’ del Quartiere
Antenne, i quartieri protestano
Interpellanza dei Ds in Circoscrizione 1. L’assessore: «Il Comune ha le mani legate»
Dopo la Riviera Berica, contra' del Quartiere. In città non si placano le polemiche attorno al problema delle antenne per la telefonia mobile e dell'elettrosmog. Se i residenti di Campedello hanno annunciato per domani pomeriggio una pacifica protesta contro la cosiddetta stazione di radiobase collocata nel cuore del centro abitato, quelli di contra' del Quartiere, in pieno centro storico, si mobilitano per l'antenna della Telecom che si sta installando in questi giorni sul tetto di un palazzo.ASSEMBLEA. La questione, segnalata attraverso un'interpellanza dal gruppo consiliare dei Ds della Circoscrizione 1, è stata discussa l'altra sera nel corso della riunione del parlamentino di piazzetta Gualdi. E il presidente Maurizio Finizio, ribadendo e sollecitando la massima attenzione da parte dell'Amministrazione comunale, ha annunciato che sul tema sarà organizzata un'assembla pubblica con docenti universitari della facoltà di Elettronica e Telecomunicazioni «per una reale conoscenza del problema, delle conseguenze sulla salute pubblica e di proposte alternative». Iniziativa, questa, concordata e votata all'unanimità dalla Zona 1 in un ordine del giorno. Per i Ds la stazione di contra' del Quartiere è vicina a scuole e il rischio di campi elettromagnetici è alto. «Nessuno sa veramente se e quanto facciano male le antenne», spiega il presidente Finizio. «La legge non è chiara. È inutile emettere sentenze quando non si conosce la materia. Se bloccassimo i lavori in contrà del Quartiere rischieremmo di dovere pagare i danni al gestore. Ricordo il caso dell'enorme traliccio di San Bortolo: le domande non ebbero risposta. Per questo è opportuno sentire la parola di un esperto. Così sarà più facile chiedere interventi, magari solo cautelativi. Altro non si può dire e nemmeno fare».
QUESTIONE. La questione è complessa. Comune e i quattro gestori di telefonia mobile, cioè Tim, Vodafone-Omnitel, Wind e H3g hanno siglato un protocollo d'intesa per la pianificazione e la localizzazione delle stazioni radio-base. Il piano prevede l'individuazione di siti che abbiano come priorità la riduzione dell'impatto ambientale e la minimizzazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici. Inoltre verrà data particolare attenzione all'ambiente storico-artistico e preferenza all'utilizzo di punti di proprietà comunale. La Regione nel frattempo ha approvato una legge che, per la collocazione di nuove antenne, rende necessaria la concessione edilizia dei sindaci. «Ma per lo Stato la legge è legale?», si chiede ancora Finizio. Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore all'Urbanistica Maurizio Franzina: «Il problema non ha soluzione. Bloccare l'installazione dell'antenna? Con quali motivazioni? Viviamo in uno Stato di diritto, non di arbitrio. La verità è che tutti abbiamo i telefonini ma nessuno vuole le antenne».
Intanto sull'apparecchio di Campedello spunta una possibile soluzione: «Se è vero che il sito è condominiale, l'antenna sarà smontata», conclude l'assessore. «Il problema forse si risolverà».
Sonic from Padova March 20th, 2005, 12:25 PM CASTEGNERO Comitati e Italia Nostra polemici nel corso del convegno a Villaganzerla sugli scenari futuri per la qualità della vita nell’Area Berica
Viabilità dell'"Altro Vicentino", protesta per la Valdastico Sud
Castegnero
"Viabilità e vivibilità": questi i temi principali affrontati mercoledì sera a Villaganzerla di Castegnero, nel corso della sesta edizione del convegno "L'altro Vicentino: scenari futuri per la qualità della vita nell'Area Berica". L'appuntamento ha visto la partecipazione di numerosi sindaci del Basso Vicentino, della presidente della Provincia Manuela Dal Lago, di rappresentanti delle categorie economiche - sociali, tra cui Giuseppe Zigliotto, presidente degli industriali dell'Area, dell'assessore provinciale Roberto Ciambetti e di Mario Bellasia, direttore dell'autostrada Valdastico Sud.
Sono quattro i principali interventi discussi nel corso del convegno e destinati, per la loro importanza, a modificare radicalmente l'area berica e la sua viabilità: l'apertura della bretella sud di Vicenza; il futuro by - pass di Longare; il completamento del terzo stralcio della mediana, un'opera da sei milioni e mezzo di euro che collegherà la Contellena e la San Feliciano, interessando i comuni di Asigliano, Orgiano, Pojana Maggiore e Sossano e, soprattutto, la realizzazione del tratto autostradale della Valdastico Sud che, da Torri di Quartesolo, lungo un tragitto di 54 chilometri, arriverà sino a Canda, in provincia di Rovigo, con la presenza di ben sei caselli.
«La collaborazione tra i comuni interessati - hanno sottolineato i promotori dell'incontro - sarà indispensabile per mettere a fuoco delle strategie volte a garantire non solo un miglioramento viario, ma una generale vivibilità della zona»".
«L'obiettivo - ha altresì soggiunto Manuela Dal Lago - è che queste nuove infrastrutture garantiscano sempre maggior sicurezza e siano in grado di offrire nuove opportunità economiche, evitando che, come purtroppo è successo in passato, proliferino altre zone industriali lungo le nuove arterie».
Ma le polemiche, nel corso del dibattito, non sono mancate, soprattutto al momento di parlare dei nuovi 54 chilometri di Valdastico Sud. Comitati e Italia Nostra hanno sollevato dubbi sulla reale necessità dell'infrastruttura, mettendo in guardia dal pericolo di apertura di nuove cave, lamentando l'impossibilità, sino ad oggi, di poter aprire un dialogo costruttivo con gli amministratori e ricordando l'imminente discussione al Tar, forse decisiva, dei ricorsi presentati. «L'autostrada - hanno replicato gli organizzatori - è un'opera ormai improrogabile, fortemente voluta dai cittadini, con un impatto ambientale ridotto al minimo e non prevede inoltre l'apertura di nessuna nuova cava».
Sonic from Padova March 20th, 2005, 12:25 PM UN ALTRO ANNO DA RECORD La nostra città ancora ai vertici provinciali per arrivi (+ 11\%) e presenze (+21\%). In netto calo Asiago
Un'isola felice per il turismo nel Veneto
Gli assessori comunale Luciano Fabris e provinciale Dino Secco parlano di una qualità di proposte premianti
Bassano
Si conferma da record il 2004 per il turismo bassanese. Dopo gli ottimi risultati già annunciati per i primi otto mesi dell'anno, anche i dati globali registrati al 31 dicembre confermano la città del Grappa tra i principali poli d'attrazione dell'intera regione. A svelarlo, senza alcun timore di smentita, i dati comunicati ufficialmente nella mattinata di ieri dall'assessore provinciale al Turismo, Dino Secco. Se comparati ai già ottimi risultati del 2003 aumentano in città sia gli arrivi (+11\%) che le presenze (+21,3\%), dati questi che superano di gran lunga il trend su scala provinciale che segnala un aumento negli arrivi (+1,5\%) ma una decisa diminuzione nelle presenze (-4,3\%). Colpa della montagna, fa sapere l'assessore Secco, capace anche nel caso di Asiago di perdere l'11\% negli arrivi e persino il 22\% nelle presenze.Bassano, dunque, si conferma isola felice anche nell'anno che vede la riscoperta delle altre città d'arte della provincia, grazie ad un netto incremento dei visitatori italiani, giunti numerosi ai piedi del Grappa in occasione della mostra dedicata al Canova. Sono stati esattamente 54.352 gli arrivi registrati in città nel 2004 (48.944 nel 2003), 32.605 dei quali italiani e 21.747 stranieri; nettamente superiori le presenze contate in 135.845 (111.987 il dato 2003), 79.610 delle quali italiane e 56.235 straniere. "Una conferma, quella del 2004 - ha affermato l'assessore comunale al turismo, Luciano Fabris - che premia il lavoro di squadra che da anni l'amministrazione comunale sta conducendo accanto alla Provincia, al consorzio Vicenza E', alle associazioni di categoria, alla Pro Bassano e all'imprenditoria privata". Bassano, insomma, ancora una volta si rivela città capofila in provincia nel settore del turismo, una città da imitare, ha ribadito l'assessore Dino Secco, capace di conoscere ancora un incremento dopo un 2003 già di segno positivo (+12\%). "Tanto è stato fatto, ma ancora tanto resta da fare - ha proseguito Secco - soprattutto in relazione al continuo miglioramento dell'offerta e della sua qualità". Sul banco degli imputati residence e seconde case, ancora incapaci di tenere il passo degli alberghi e delle altre strutture ricettive, che tante migliorie hanno invece saputo apportare negli ultimi anni al loro servizio. Tante le iniziative nel cassetto della Provincia che, come ricordato dall'assessore, punta adesso a conquistare nuove fette di turismo congressuale e sportivo. "Stiamo pensando ad esempio- ha spiegato Secco - di sponsorizzare alcune squadre vicentine affinché portino in giro per l'Italia il nome del nostro territorio, e non c'è dubbio che, come provincia, vogliamo avere un ruolo importante all'interno del nuovo distretto produttivo del turismo, che porterà presto tutta l'area del vicentino in contatto diretto con Venezia e i suoi visitatori".Barbara Todesco
Sonic from Padova March 20th, 2005, 12:27 PM ROSA’ Per abbattere la vecchia struttura piezometrica si pensa a cariche esplosive
Bum, e la torre va giù
Rosà
Come abbattere la torre piezometrica che attualmente sta dominando il centro di Rosà? Ne hanno discusso ieri mattina con dei tecnici l'assessore ai lavori pubblici Gianni Zen, il presidente del consiglio rosatese Natale Zonta, i dirigenti comunali in un sopralluogo nella piazzetta antistante Palazzo Casale, dove appunto sorge la torre dell'acquedotto eretta a metà degli anni cinquanta del secolo scorso.
In questi mesi stanno continuano in modo febbrile i lavori di ristrutturazione di tutta l'area del centro storico, in particolare quella attorno al Parco Schallstadt. All'interno di questi lavori era previsto anche l'abbattimento della vecchia torre piezometrica, simbolo assime al campanile del centro di Rosà, che per quasi cinquant'anni ha garantito la fornitura d'acqua alle famiglie rosatesi. Oggi tutto il servizio idrico è gestito dalla Brenta Servizi, in collegamento con l'acquedotto consortile. Ma per abbattere la torre ci sono dei problemi.
Come fare per creare il minor danno nei cofronti delle abitazioni vicine? Tre le ipotesi allo studio. O collocare una grande gru a sud, nei pressi della canonica, o ad est, nella piazzetta antistante il Duomo. Entrambe le soluzioni appaiono comunque molto difficili per l'installazione di queste enormi gru. Ci sarebbe una terza soluzione, molto ardita, quasi americana, quella dell'implosione: mettere cioè delle cariche ai piedi e lungo l'asse della torre, farle brillare in modo che, come i grandi grattacieli americani, la torre si accasci su se stessa.Un'idea ardita, che affascina ed accende la fantasia, ma che proprio per la sua novità procura qualche timore. Che succederebbe alle case vicine, alla canonica, a palazzo Casale, alle altre abitazioni quando avverrà l'implosione?
Il botto sarà davvero senza conseguenze? E la torrre che si accascerà, davvero non lascerà partire qualche pezzo di materiale contro gli edifici vicini? Eppure l'ipotesi, proprio per la sua arditezza, affascina e farà parlare nei prossimi giorni la gente. Sicuramente, se dovesse andare in porto, avrà molta visibilità mediatica, con interventi di cineamatori, televisioni e giornali. Ma Rosà, famosa da tempo per certe arditezze architettoniche. sembra abituata a questa ribalta pubblica.
Sonic from Padova March 20th, 2005, 12:28 PM I sondaggi del Comune nella zona di via Zecchinel danno un esito poco rassicurante dal punto di vista ambientale
Arsenico all'ex scalo merci
Bonifica per il sito, mentre non ci sarebbero comunque rischi per la popolazione
Montebelluna
Arsenico all'ex scalo merci. I sondaggi effettuati nella zona di via Zecchinel in cui il Comune intende realizzare parcheggio scambiatore, sottopasso pedonale di collegamento con la stazione e caserma dei vigili, hanno dato un esito poco rassicurante dal punto di vista ambientale: l'analisi in tre punti campione, motivata dalla presenza nel luogo, fino al 1960, di un'industria chimica, la "Montecatini", ha evidenziato "tenori molto elevati di arsenico, caratterizzati da un'anomala colorazione rossastra, imputabile alla presenza di depositi di scarti di lavorazione della pirite, minerale del ferro".Non ci sarebbero, comunque, rischi per la popolazione dato che gli agenti contaminanti sono stati rinvenuti "al di sotto di un primo strato superficiale di materiale di riporto inerte"; inoltre, la superficie "risulta in massima parte asfaltata e quindi impearmeabilizzata e di conseguenza non soggetta a dilavamento da parte delle acque meteoriche". Non si ritengono pertanto necessari particolari provvedimenti di messa in sicurezza dell'area.Sarà, invece, indispensabile una bonifica del sito. "Abbiamo subito informato la Provincia, l'Arpav, il Servizio igiene dell'Usl 8 e la direzione compartimentale delle ferrovie -spiega l'assessore all'ambiente, Franco Andolfato- Si dovrà ora procedere come nel caso della discarica di Busta. Con il piano di caratterizzazione avremo delle risposte certe sulle modalità da seguire per il risanamento dell'area".Secondo le prime rilevazioni, dovrebbe essere comunque possibile circoscrivere l'area inquinata, che non si estende sull'intero ambito interessato dai lavori in programma. "Ci auguriamo -afferma il primo cittadino Laura Puppato- di poter iniziare con gli interventi previsti nella parte rimanente della zona, sottopasso, nuova caserma dei vigili e area nord ovest del parcheggio. Per il completamento bisognerà, invece, attendere il risanamento. Ovviamente, il fatto ci dispiace non poco, dato che per la città è molto importante la realizzazione dell'opera".
Per quanto riguarda invece le spese da sostenere per la bonifica, ci sono buone notizie. "Grazie all'accordo siglato con Ferrovie Italiane, proprietaria dell'area (che viene data in comodato al Comune), l'amministrazione si occuperà di realizzare l'intervento su delega dell'Ente ferrovie, che però finanzierà interamente i costi necessari".
Sonic from Padova March 20th, 2005, 11:55 PM MAROSTICA Serate col Wwf
Carenza di fognature interviene l'Arpav
Marostica
È riuscita bene la prima Serata Natura, organizzata dal Wwf con la Consulta delle associazioni culturali e la biblioteca di Marostica, svoltasi mercoledì sera nella chiesetta di san Marco.E mercoledì prossimo si replica, con un tema molto caro a tutta la realtà di Marostica, ovvero la mancanza-carenza di fognature nel territorio marosticense. Un tema che più volte è venuto alla ribalta negli ultimi mesi e che mercoledì 23 marzo il dott. Alessandro Bizzotto (dell'Arpav, distaccamento di Bassano) approfondirà, non solo per Marostica, anche alla luce degli episodi che hanno coinvolto anche il Wwf locale. L'appuntamento è per le ore 20.30 sempre presso in chiesetta di S. Marco (via S. Marco) di Marostica.
Infine il 30 marzo il dott. Umberto Tundo spiegherà perchè l'acqua dei nostri rubinetti sia da preferirsi a quella che troviamo in vendita in bottiglia.
Sonic from Padova March 25th, 2005, 02:53 AM RENDOLA
Contro la bretella una raccolta di firme
Brendola
Ancora poche settimane e poi la Conferenza dei Servizi discuterà l'approvazione definitiva sia del nuovo casello autostradale di Montecchio Maggiore, sia della bretella che fungerà da collegamento tra casello e la ex strada statale 500, innestandosi sulla provinciale a ridosso della frazione di Pedocchio, mediante un'enorme rotatoria, e di una strada di congiungimento con Madonna dei Prati. Ma se sull'utilità e l'importanza del nuovo casello nessuno discute, la nuova bretella sembra invece non piacere a molti cittadini. Per cercare di bloccarne la realizzazione è già attivo a Brendola il Comitato spontaneo di Pedocchio, con oltre quaranta iscritti ed inoltre martedì sera un gruppo di cittadini del capoluogo ha organizzato un'assemblea pubblica sul tema "Sviluppo, viabilità e qualità della vita", dando il via ad una raccolta di firme da presentare all'amministrazione comunale, ala Provincia e alla Conferenza dei Servizi. In una sala gremita di gente i relatori hanno messo in evidenza le ripercussioni negative, principalmente dal punto di vista sanitario ed ambientale, che la nuova infrastruttura potrebbe avere. «Riteniamo che la valutazione d'impatto ambientale presenti alcune evidenti lacune - ha spiegato Guido Zilli, esponente del comitato -. Consideriamo indispensabile la creazione di un nuovo casello autostradale, ma non capiamo l'utilità né dell'enorme rotatoria in programma, né di una bretella che non servirebbe ad accorciare il tragitto degli abitanti per raggiungere l'autostrada». Secondo il comitato le conseguenze saranno un inevitabile aumento delle concentrazioni di pm10, le polveri sottili il cui livello, a Vicenza e provincia, è già tra i più alti e preoccupanti d'Italia. Nel corso dell'incontro, inoltre, alcuni medici hanno evidenziato come l'incidenza di disturbi respiratori, già rilevante nell'area in questione, sia direttamente proporzionale alla presenza di polveri sottili. «Cercheremo - hanno concluso gli esponenti del comitato - di raccogliere quante più firme possibile per bloccare la realizzazione di un'opera che i brendolani non vogliono e che, oltre alle gravi conseguenza ambientali e sanitarie non avrà alcun effetto positivo sulla stessa viabilità».
Sonic from Padova March 25th, 2005, 02:54 AM CHIAMPO Cerimonia di inaugurazione sabato. Il vicesindaco: «L’intervento ci ha restituito uno degli elementi più amati del nostro paesaggio urbano»
Con uffici e sedi di associazioni torna a rivivere l'ex stazione ferroviaria
Chiampo
Con una significativa cerimonia d'inaugurazione, in programma per sabato alle ore 11, torna a vivere l'ex stazione ferroviaria di Chiampo.
Al taglio del nastro dei nuovi locali ci saranno il sindaco Massimo Confente ed il vice-sindaco e vice-presidente della Provincia Giuliana Fontanella, con altre autorità civili e religiose.Dopo l'importante riqualificazione del parco circostante, ultimata da qualche tempo, l'amministrazione comunale, già da qualche anno proprietaria dello stabile, ha scelto di valorizzare uno degli edifici simbolo del capoluogo della vallata, con un intervento da oltre 200 mila euro.
I locali del primo piano e del sottotetto, usciti dallo stato d'abbandono in cui si trovavano, sono stati completamente ristrutturati e risistemati con un intervento attento e mirato. Si tratta di un generale riordino funzionale e impiantistico della struttura, che presenta oggi l'entrata separata rispetto all'esercizio pubblico che occupa il pianoterra.
«Salutiamo con grande soddisfazione la conclusione dei lavori -dichiara il vice-sindaco e assessore all'urbanistica Giuliana Fontanella-. L'intervento restituisce a Chiampo uno degli elementi più amati del nostro paesaggio urbano, finalmente ristrutturato e riportato all'originario decoro, ma allarga anche gli spazi di partecipazione comunitaria, offrendo alle associazioni una sede prestigiosa e ora pienamente funzionale. Un segno tangibile dell'impegno che abbiamo sempre messo nel valorizzare l'operato e l'importanza dell'associazionismo in tutto il nostro territorio».
L'edificio andrà infatti ad ospitare uffici a disposizione delle associazioni.
In particolare, il secondo piano è stato destinato alle attività della sede locale della Protezione Civile grazie anche alla sistemazione dei vani scala, che sono stati adeguati agli standard richiesti dalla norma, e del servizio igienico adiacente ai locali.
Sarà temporaneamente ospitato anche il Centro di Aggregazione, la cui sede ufficiale si trova attualmente nella scuola elementare G. Zanella.
L'azione di ripristino da parte dell'amministrazione porta a conclusione il processo di sistemazione e riqualificazione dell'intera zona, che, negli ultimi anni, ha portato alla creazione di aree verdi e di punti di aggregazione a disposizione della cittadinanza.
Paola Frighetto
Sonic from Padova March 25th, 2005, 02:55 AM CORNEDO Sono stati messi nero su bianco i tempi dell’iter procedurale per arrivare alla gara d’appalto dell’opera. Eseguiti già i lavori sulle sponde del torrente
Nuovo ponte sull'Agno, fissata la tabella di marcia
Il sindaco Lucio Vigolo: «Ci siamo impegnati a approvare il progetto entro il 29 aprile. La Conferenza dei Servizi entro il 15 giugno»
Cornedo
Nuovo ponte sull'Agno: fissata la tabella di marcia. Dopo l'assicurazione dello scorso fine gennaio da parte della Regione sul finanziamento dell'opera, stimato in 2.985.000 euro, e l'affidamento da parte del comune di Cornedo dell'incarico per la progettazione definitiva dell'opera allo studio Girpa (ex Rpa) di Verona che dovrà essere consegnato non oltre il prossimo 25 aprile (costo circa 63.600 euro per il quale le amministrazioni della Valle dell'Agno hanno espresso la disponibilità al cofinanziamento), è stato messo nero su bianco la tempistica dell'iter procedurale per arrivare alla gara d'appalto. «Noi ci siamo impegnati - ha dichiarato il sindaco Lucio Vigolo - ad approvare il progetto definitivo entro il 29 aprile, l'amministrazione provinciale ad approvarlo entro il 4 maggio in maniera poi da poter convocare la Conferenza dei Servizi con tutti gli enti chiamati ad esprimersi sul progetto stesso entro il 15 giugno». L'approvazione definitiva da parte della Conferenza dei Servizi è previsto avvenga entro il 30 giugno.
«Sarà poi un'apposita convenzione, da sottoscrivere sempre entro il 30 giugno 2005, a stabilire se i lavori saranno affidati all'Anas (quindi con possibilità di procedere con una variante all'appalto già in corso) oppure se alla realizzazione dei lavori provvederà la Provin-cia di Vicenza». Il nuovo ponte sul torrente Agno, che collegherà la costruenda nuova bretella per l'attraversamento di Cornedo dell'ex statale 246 e la Destra Agno, è ritenuto un'opera indispensabile per dare piena funzionalità alla viabilità di vallata. Intanto nelle scorse settimane sono stati eseguiti dei carotaggi sulle sponde degli argini del torrente Agno in corrispondenza della zona dove sarà realizzato il nuovo ponte.
Sonic from Padova March 28th, 2005, 11:39 PM TRAFFICI D’ARTE Una "Scena agreste" del celebre pittore rubata a Roma nel 2003, scoperta ad Ascoli Piceno
Recuperata un'opera di Jacopo Bassano
Bassano
(E.B.) C'è anche un dipinto di Jacopo Da Ponte fra le preziosissime opere d'arte recuperate dai militi del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri di Bari, che hanno smascherato nei giorni scorsi un traffico internazionale di pezzi di valore. Una "Scena agreste con villaggio ed asino" attribuita al cinquecentesco maestro bassanese, rubata nel 2003 a Roma, è stata rinvenuta dagli uomini dell'Arma ad Ascoli Piceno.
Proprio nelle Marche è stata rintracciata la maggior parte delle opere, per lo più in vendita (anche camuffate) in insospettabili negozi di antiquariato.
Nell'inchiesta è rimasta coinvolta pure un'impresa di Cordenons, in provincia di Pordenone: forse perché truffata, o più probabilmente per accedere con un trucco agli sgravi fiscali concessi a chi investe nell'arte, la ditta friulana ha acquistato alcune riproduzioni digitali spacciate per veri paesaggi settecenteschi.
Dodici mesi di investigazioni, coordinate dal procuratore della Repubblica del tribunale ascolano, Franco Ponticelli, e dal suo sostituto Ettore Picardi, sono sfociate nell'iscrizione nel registro degli indagati di 18 persone: una di queste, il cinquantenne Luigi Forlini, antiquario nel capoluogo marchigiano, si trova ora agli arresti domiciliari con l'accusa di riciclaggio e ricettazione. Il tutto aveva preso il via circa un anno fa con la perquisizione di una bottega di San Benedetto del Tronto, dove venne pizzicato un quadro seicentesco del pittore napoletano Giuseppe Recco, sottratto a Roma nel 2003. Fra le circa quaranta tele recuperate, la più pregiata è un dipinto del valore approssimativo di un milione e mezzo di euro del fiammingo Jean Gossaert detto il "Mabuse", rubato nel 1982 a Londra in una galleria d'arte privata. Rinvenuti anche numerosi reperti archeologici trafugati in Puglia, compresa una scultura acefala in marmo raffigurante Minerva con tunica e corazza.
* * *
FURTO AL BAR DEL CENTRO SPORTIVO. Terzo furto, in tre mesi, nel bar del centro sportivo di Stroppari, a Tezze sul Brenta. A colpo sicuro, nella notte sono penetrati nel magazzino dell'esercizio gestito da Michele Saltarelli ed hanno fatto man bassa soprattutto di una nuova scorta di bottiglie di vino, appena arrivate al bar: intere confezioni di raboso, cabernet e merlot, per un valore denunciato di circa 2 mila euro. Anche nelle precedenti incursioni erano state svuotate le scorte di vino e liquori, con bottini aggirantesi su diverse migliaia di euro.
Sonic from Padova March 29th, 2005, 12:12 AM IMPIANTI Slitta la consegna dei lavori (già aggiudicati) ma l’assessore Torresan assicura che si recupererà il tempo perduto
Ancora ritardi per l'"area Caneva"
Si era inceppata la macchina burocratica. E con l’inizio di aprile sarà agibile la palestra in Destra Brenta
Bassano
"Siamo pronti a partire subito: entro l'inizio di febbraio assegneremo l'appalto e daremo avvio ai lavori". Questo era quanto assicurava al Gazzettino lo scorso 18 gennaio l'assessore ai lavori pubblici Egidio Torresan, interrogato sullo stato dell'ex area Caneva. Oggi, a due mesi esatti di distanza, solo la prima delle due promesse è stata mantenuta: lo scorso 26 febbraio, infatti, aperte le buste, l'appalto dei lavori è stato assegnato alla impresa marosticense Mubre. Da allora nulla però è stato fatto per dare avvio all'opera di completamento della struttura, il cui progetto iniziale risale persino al novembre 2002.
"La consegna dei lavori dovrebbe avere luogo entro la fine della prossima settimana" dichiara ora Torresan, cercando di dare spiegazioni ad un ritardo nella macchina comunale, difficilmente giustificabile.
"Stiamo attendendo di risolvere alcune questioni burocratiche e appena possibile (le ultime indicazioni parlano del 15 aprile, ndr) i lavori riprenderanno", precisa, "e da allora l'azienda avrà 150 giorni per completare la copertura".Entro la fine di agosto, dunque, assicura l'assessore l'impianto sarà definitivamente coperto e all'inizio dell'autunno perfettamente agibile. Questo, se non altro, è quanto sperano le numerose associazioni sportive che da anni attendono di poter utilizzare la struttura, e che oggi temono di vederla rovinata prima ancora del suo completamento. Proprio il timore di un deperimento rapido dell'impianto era stato alla base della scelta di coprire stabilmente la superficie di cemento quarzato (20x40) completata già da un anno, mentre proprio all'indecisione sulla scelta della copertura è da imputare il ritardo sulla continuazione dei lavori.
Approvato già lo scorso gennaio il progetto definitivo (che prevede la realizzazione di una copertura fissa in muratura e vetro nella parte bassa ed in lastre metalliche simili a quelle in dotazione al PalaBassano, nella parte più alta) e stanziati ancora nel bilancio 2004 i 550mila euro necessari, l'impianto appare oggi come lasciato all'inizio della primavera scorsa, dopo l'eliminazione della tensostruttura provvisoria innalzata l'inverno precedente.Eppure, la pista in area Caneva appare oggi assolutamente necessaria per poter dare una risposta, la più rapida possibile, alla continua ricerca di spazi da parte delle realtà sportive bassanesi, ed in particolare di quelle che come il pattinaggio e hockey necessitano di superfici particolari e specifiche.Frattanto però, sempre da Torresan e sempre sul fronte degli impianti sportivi giungono due buone notizie: completata già da qualche settimana, la palestra in destra Brenta potrebbe diventare definitivamente agibile all'inizio del mese di aprile, quando avrà luogo il collaudo provvisorio (per quello definitivo bisognerà attendere l'estate), mentre qualche prima indicazione arriva anche in merito al PalaBassano 2, il cui progetto provvisorio, affidato all'ing. Ivano Sebellin, sarà al vaglio dell'assessore Torresan già il prossimo martedì.
Barbara Todesco
Mr_Beat April 10th, 2005, 11:06 PM sonic sei un pò solo qui a vicenza
Io avevo sentito parecchio tempo fa che dovevano fare una monorotaia, addirittura la prima in Italia, tu ne sai qualcosa? Grazie ciao
Sonic from Padova April 12th, 2005, 10:04 AM ^non sapevo della monorotaia, adesso sono andato un pò in giro e ho trovato questo articolo dell'ASCOM :
VICENZA DEL FUTURO. FINORA INTERVENTI INCOMPLETI. REBECCA: “PROGETTI E SERVIZI DEVONO ANDARE A BRACCETTO. LE IPOTESI MONCHE NON CI INTERESSANO”
“I quattro interventi previsti, lo stadio, il Cotorossi, l’università e la monorotaia, costituiscono il carburante per avviare il motore di una macchina che è priva di volante e ha la carrozzeria incompleta”. La Confcommercio dà un giudizio particolarmente severo sulla proposta di maxi-trasformazione dell’area del Menti presentata in Comune con la procedura del “project financing”. Non solo, ma l’associazione di via Faccio, al di là dello stesso esito di questa prima proposta, fissa dei paletti sia sul Piruea Cotorossi, già adottato dalla giunta e in corso di approvazione da parte del consiglio comunale, sia sull’università, che interessa parte dell’ex Pp 11 sul quale è stato già presentato a luglio un progetto preliminare per i lavori da concludersi entro la fine del 2006, e sia, appunto, per la ristrutturazione dell’area che gravita sullo stadio cittadino. “Oltre determinati criteri – precisa il presidente Sergio Rebecca – non potremo accettare nessuna ipotesi”. Così la presa di posizione dell’Ascom, che tende anche ad evidenziare quelli che sono le idee e gli indirizzi dell’associazione sul riordino di un’area particolarmente importante nella strategia urbanistica della città e nello sviluppo complessivo della programmazione urbana dei prossimi anni.
Ancora una volta la Confcommercio, in quello che è un discorso di prospettiva, rileva l’esigenza prioritaria di porre in relazione ogni progetto di revisione urbanistica con la necessaria offerta di servizi, in primis infrastrutture, parcheggi e trasporti. “Senza questo indispensabile corredo – dice Rebecca – qualsiasi progetto è destinato al fallimento”.
In pratica la ristrutturazione dello stadio diventa, nell’intendimento del Comune, lo strumento per ripensare la geografia e l’organizzazione di un pezzo di città dietro il Menti e in tutta la zona in cui oggi si estende il parcheggio di via Bassano. Ma, secondo la Confcommercio, prima di procedere, occorre mettere a punto una serie di servizi imprescindibili. E condizione primaria diventa quella di potenziare sia l’accessibilità della circonvallazione sud e sia la disponibilità di aree di sosta nella zona del futuro tribunale, attuando almeno i parcheggi previsti dal Prg e predisponendo adeguati e sicuri collegamenti pedonali.
Altro punto fermo, per la Confcommercio, è l’integrazione fra trasporto pubblico locale e sistema ferroviario e di metro leggera, confermando l’ipotesi della stazione metropolitana presso il parcheggio di via Bassano. Si dovranno, poi, rafforzare gli itinerari commerciali affinché le nuove strutture non solo non entrino in contrasto con il modello distributivo consolidato ma contribuiscano a consolidarlo.
“Attenzione – spiega Rebecca – : esse dovranno risultare il punto di approdo al centro storico e non il punto di arrivo dal resto del territorio”. Inoltre – dice ancora il presidente della Confcommercio – “bisognerà completare la progettazione della zona assegnando una nuova funzione alle aree coinvolte anche se non sono direttamente comprese nei programmi complessi”.
Se non si andrà avanti in questo modo e se non si metteranno in preventivo altri cospicui investimenti per finanziare i nuovi interventi necessari e sostenere quelli già programmati, la conseguenza realistica, secondo la Confcommercio, sarà quella di far riversare, ancora una volta, sull’attuale struttura urbana un ulteriore carico di funzioni, con il rischio di provocarne il collasso.
Quanto all’ipotizzata monorotaia – questo il pensiero di Rebecca – “sembra più un’esercitazione tecnica che un progetto cantierabile”.
“In ogni caso – spiega ancora il presidente dell’Ascom – non c’è dubbio che questa parte della città è destinata ad accogliere stabilmente nell’arco della settimana un consistente numero di residenti, operatori o semplici fruitori, generando nuove opportunità e innescando un effetto domino che va attentamente governato. Non è scontato – aggiunge – che quei benefici si rifletteranno automaticamente al centro storico”.
“La verità – dice – è che la procedura adottata va contro l’esigenza di fare un progetto complessivo. Il metodo è stato di pianificare a compartimenti-stagno per cui, alla fine, resta vaga e fumosa l’idea della città che si vorrebbe costruire. Restano, quindi, sulla carta questioni vitali come il ruolo del Retrone e del Bacchiglione, il rapporto di questo nuovo contesto urbano con l’area di Monte Berico, la viabilità della zona, la funzione delle zone confinanti, e la creazione di nuovi itinerari commerciali”.
Urgono, pertanto, rimedi e soluzioni. E in tempi di grande austerità e di risorse ridotte al lumicino -– osserva Rebecca – non può sfuggire l’opportunità offerta dal nuovo Prg in corso di elaborazione di poter utilizzare i criteri perequativi già sperimentati anche da Comuni limitrofi. “Più che un bando sugli interessi diffusi è però preferibile - sottolinea – cercare il concorso dei privati in un progetto che, peraltro, non può che avere la propria matrice nell’ente pubblico in quanto rappresentativo degli interessi generali”.
Sonic from Padova April 12th, 2005, 10:06 AM penso comunque che sia un progetto ancora in alto mare, non ne avevo mai sentito parlare. Comunque grazie per l'info :)
sts April 12th, 2005, 10:09 AM Monorotaia??Cavoli,non male!
Sonic from Padova April 15th, 2005, 04:16 PM PRIMI PROBLEMI
Parcheggi insufficienti nell'area Urgente un piano del traffico
Bassano
(A.M.) I commenti durante la visita alla nuova palestra in destra Brenta sono stati positivi da parte di tutti, o quasi. Dario Bernardi, in particolare, ha sollevato un problema, ripreso poi anche da Francesco Fantinato e da Matteo Reginato, ossia il parcheggio. È una questione tutta ancora da discutere, aveva avvertito l'assessore ai Lavori pubblici Egidio Torresan, ma Bernardi ha voluto fare comunque qualche osservazione. "Il parcheggio è insufficiente considerando che verrà condiviso con l'impianto di calcio e tenendo presente che i caseggiati nei dintorni sono senza garage". Per Bernardi il numero di auto che l'area può ospitare non è maggiore di quello di vicolo Parolini, dove attualmente confluiscono i giocatori e gli spettatori del basket, che assieme al volley dovrebbe essere trasferito in destra Brenta. "Era meglio se si pensava da subito di fare un posteggio sotterraneo, sfruttando tutto l'ambito della palestra". Ma non essendo chiuso il capitolo, "si pensi a qualche cosa per ampliarlo", ha esortato il consigliere. Nemmeno l'idea di intitolare la struttura a uno sponsor gli è piaciuta tanto. "Questa è la più grande opera finanziata quasi totalmente dai nostri cittadini negli ultimi anni" ha detto Bernardi; dandole il nome di un'azienda "si sminuirebbe il suo valore pubblico".
Sullo stesso fronte si è schierato Francesco Fantinato, del Centrosinistra unito, il quale si è augurato che il nodo della viabilità attorno alla palestra possa essere un motivo in più per varare il Piano urbano del traffico.
Al presidente della commissione Lavori pubblici Luigi Galliotto, che ha precisato che quella dell'intitolazione a un privato rimane per il momento solamente un'ipotesi, si è unito lo stesso assessore allo Sport Gianni Menegon. "Non c'è coincidenza d'orario tra le manifestazioni che si terranno sul campo di calcio e quelle che avranno luogo il palestra" e questo, per Menegon, ridimensiona il problema non di poco.
Ha dichiarato la propria soddisfazione anche il diessino Mauro Beraldin. "Ho lottato per più di 10 anni perché quest'area non fosse edificata da privati, e adesso c'è quest'opera così importante". Quel che è necessario, d'ora in avanti, è che sulla struttura e sul territorio circostante "non vengano fatte scelte frettolose".
Sonic from Padova April 15th, 2005, 04:17 PM RESANA Un’area verde rischia di essere cementificata
Un intero quartiere in rivolta contro l'Ater
Resana
Un intero quartiere in rivolta contro l'Ater. Tra l'azienda per l'edilizia territoriale di Treviso e i residenti di via delle Pedane, via dei Gelsi, via Europa e via Giorgione è "guerra" aperta per un'area verde che rischia di essere "cementificata" prossimamente. Con una raccolta di firme consegnata al sindaco i residenti in protesta hanno chiesto che venga fatta chiarezza sulla destinazione dell'area a ridosso della stazione ferroviaria di Via Vittorio Veneto, l'unica rimasta "verde" di un intero quartiere residenziale che in pochi anni si è espanso e che ora rischia di essere "soffocato" da nuove costruzioni. Nei piani dell'Ater, proprietaria dell'area, c'è infatti la realizzazione di 18 nuovi alloggi da dare in affitto nell'ambito del piano per l'edilizia economica popolare approvato alcuni anni fa."Qui si rischia una nuova via Anelli, come a Padova - ci tengono a sottolineare i residenti in protesta - questi nuovi appartamenti popolari se verranno affittati andranno in gran parte ad extracomunitari, per di più a ridosso della stazione e con la previsione che verrà chiuso il passaggio a livello di via Cà Zane. Ovvero al posto di un'area verde che potrebbe essere destinata a giardini e a parcheggi ci sarà un vero e proprio caos".
Con la petizione fatta i cittadini di via delle Pedane e via dei Gelsi hanno chiesto al sindaco Mario Frasson di fare pressione sull'Ater affinchè la realizzazione dei nuovi alloggi trovi un'altra ubicazione. "Siamo convinti che il Comune possa dare altri spazi all'Ater per questo tipo di costruzioni - hanno aggiunto - sappiamo che l'azienda ha acquistato dal Comune quest'area ma gli spazi verdi e a parcheggio che dovevano esserci che fine hanno fatto ?. Uno scambio di aree, che sappiamo è stato proposto, potrebbe risolvere il problema". Ora si attende una risposta dall'Ater.
Sonic from Padova April 15th, 2005, 04:19 PM RIESE PIO X
Inaugurato il nuovo ufficio postale
Riese Pio X
E' stato inaugurato ieri mattina alla presenza di autorità e dipendenti, il nuovo ufficio postale di Riese Pio X. In pratica la nuova struttura sorge ad un centinaio di metri dalla vecchia sede ma sono molte le differenze ed innovazioni apportate che vanno incontro alle esigenze di un comune con più di 10 mila abitanti. Più di un centinaio di metriquadrati, quattro sportelli a disposizione del pubblico, abbattimento delle barriere architettoniche, uffici spaziosi ma anche zone riservate ai colloqui nel rispetto della privacy, questo in sintesi è il nuovo ufficio postale di via Giorgione. Fra qualche giorno sarà installato anche l'Atm Postamat per il prelievo di denaro ed il pagamento delle bollette principali e la ricarica dei cellulari. Una cerimonia semplice ma sentita quella di ieri mattina alla presenza di Mauro Michielon componente del consiglio di amministrazione di Poste Italiane, del sindaco di Riese Pio X Gianluigi Contarin, del direttore della filiale di Treviso Francesco Multineddo e del direttore dell'ufficio di Riese Renato Berton che ha fatto gli onori di casa. "Non solo il comune deve dare delle risposte ai cittadini -ha spiegato il sindaco- ma anche gli enti come Poste Italiane e quella di Riese è una risposta chiara alle esigenze della popolazione".
Gabriele Zanchin
Sonic from Padova May 12th, 2005, 03:02 PM GRANDI CANTIERI Entro il mese sarà pubblicato sulla Gazzetta Europea il bando di gara per l’aggiudicazione dei lavori per un importo di 23 milioni di euro
«Nel 2007 avremo il nuovo Palazzo di Giustizia»
Hüllweck: è l’opera più impegnativa dal Dopoguerra, e valorizzerà un’area abbandonata. Da evitare il rischio di un caso teatro
«È l'opera economicamente più importante dal dopoguerra». Il futuro del nuovo Palazzo di giustizia nell'ex cotonificio Rossi di borgo Berga è dietro l'angolo. Entro maggio sarà pubblicato sulla Gazzetta europea il bando di gara per l'aggiudicazione dei lavori. Un'opera da 23 milioni di euro, finanziati dal Ministero di Grazia e Giustizia, che dovrebbe essere pronta per la fine del 2007. E per evitare problemi com'è accaduto per il cantiere del teatro civico di viale Mazzini (il contratto con la nuova ditta sarà siglato a fine maggio), la gara non terrà conto solo dell'offerta economicamente più vantaggiosa (la base d'appalto è di 20 milioni di euro) ma anche delle soluzioni migliorative proposte, dell'organizzazione e qualità della struttura operativa, dei vantaggi di utilizzo e manutenzione e del tempo impiegato per la realizzazione dell'edificio. Insomma, sarà una gara selettiva.
GARA. Ieri la giunta comunale ha dato il via libera all'operazione. Soddisfatto il sindaco di Vicenza Enrico Hllweck che vede così decollare un'opera che la città attende da tempo. «Valorizzerà un'area abbandonata, accanto all'Università e alla stazione ferroviaria. La nostra preoccupazione era per la gara. A causa della legge Merloni che aggiudicava l'appalto all'offerta più bassa, il teatro ha subito un ritardo di sei mesi. Con la nuova normativa saranno considerati altri requisiti».
AREA. Il tribunale sorgerà tra borgo Berga e via dello Stadio, su una superficie di 15mila metri quadrati all'interno di un'area di 40 mila metri quadrati dove troveranno posto piazzette, parcheggi, spazi verdi, complessi residenziali e commerciali. Il tutto a carico dei privati. L'area destinata al tribunale sarà ceduta dal proprietario, la società FinVi, al comune di Vicenza entro il 27 ottobre 2005, come previsto da una convenzione siglata lo scorso anno. Entro quella data, ha aggiunto l'assessore ai Lavori Pubblici Carla Ancora, saranno demoliti i ruderi dell'ex cotonificio.
REQUISITI. I termini del bando, redatto con la consulenza di Alessandro Coletta e Vittorio Domenichelli, dovrebbero chiudersi sessanta giorni dopo la pubblicazione e quindi entro metà settembre. A giudicare le domande ci sarà una speciale commissione formata da esperti di Comune e ordini professionali. Il tribunale dovrà essere realizzato entro 730 giorni, cioè due anni. Grazie alla recente normativa sui pubblici appalti, le voci legate alla professionalità delle ditte avranno il sessanta per cento del peso della gara. Per esempio, ha concluso l'assessore Ancora, saranno assegnati 8 punti a chi presenterà migliorìe per isolamenti termici e acustici, 15 punti per organizzazione e qualità dell'azienda e così via.
Sonic from Padova May 12th, 2005, 03:03 PM AREA BERICA La Valdastico Sud
Autostrada, comitato con il fiato sospeso
I ricorsi oggi al Tar del Veneto
Area berica
(C. M.) «La giornata di oggi potrebbe rivelarsi la vera data cruciale nel lungo iter della Valdastico - Sud»: comitati, Italia Nostra, WWF e Legambiente sono pronti per l'appuntamento a Venezia. Questa mattina, infatti, al TAR Veneto saranno discussi pubblicamente i ricorsi presentati dalle associazioni per l'annullamento del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 maggio 2003 che concerne la valutazione d'impatto ambientale relativa al tratto autostradale che da Torri di Quartesolo raggiungerà Canda. Cinquantaquattro chilometri di asfalto che, come gli oppositori hanno più volte ribadito, collegheranno province e città già servite da autostrade, rischiando di distruggere l'integrità di terreni e fabbricati, di danneggiare irrimediabilmente il patrimonio storico - architettonico della zona, di frammentare aziende agricole e di deturpare i Monti Berici. Per questo l'attività del comitato e delle diverse associazioni negli ultimi tempi si è notevolmente intensificata con l'organizzazione di convegni, dibattiti, riunioni e la recente iniziativa dell'"autostrada verde". Da domenica, infatti, molti pioppi hanno cominciato ad essere piantati lungo quello che dovrà essere il tragitto della A31 sia come valida barriera al rumore e all'inquinamento, sia come proposta provocatoria. E oggi ci si prepara ad una massiccia presenza a Venezia. «E' estremamente improbabile - spiega Alessandro Negretto, presidente d'Italia Nostra - che già in giornata il Tar Veneto si pronunci definitivamente sulla questione. Probabilmente dovremo attendere giorni, se non settimane».
Falcon83 June 22nd, 2005, 10:51 PM http://www.ooze.com/ooze13/images/cats/cat-smalleat.gif
Sonic from Padova July 23rd, 2005, 06:29 PM CARO GASOLIO Ritoccate le tariffe
Bus, aumentano i biglietti E gli studenti protestano
L’assessore: adeguamento inevitabile
Il caro petrolio trova eco anche sui prezzi dell'autobus. A Vicenza, dal 1�settembre scatter� come deliberato nei giorni scorsi dalla giunta comunale, l'aumento di tutte le tariffe del servizio bus Aim. Si parla di una maggiorazione dell'ordine di 50 centesimi di euro sul biglietto di corsa semplice valido sulla rete urbana e su quello per l'intera rete: il primo passa cos�da 1 a 1.05 euro, il secondo da 1.60 a 1.65 euro. Anche il biglietto del centrobus sar�ritoccato verso l'alto, passando da 2 a 2.10 euro.A compensare l'impopolare impennata dei prezzi, c'�l'aumento della durata del biglietto. Se ora un biglietto semplice dura 70 minuti dall'obliterazione, da settembre con un solo tagliando si avr�a disposizione 1 ora e mezzo di tempo e ben 2 ore per chi acquista un biglietto extraurbano. La nuova formula �ideale per impegni e commissioni veloci, che non superino la durata di 90 minuti.
Anche gli abbonamenti sono stati ritoccati: il personale mensile valido lungo la rete urbana aumenter�di 90 centesimi (arrivando a costare 34.50 euro), quello utilizzabile su l'intera rete, invece, subir�uno scatto di 1 euro. L'abbonamento valido su un'unica tratta urbana (casa/lavoro-scuola) coster�80 centesimi in pi� La stessa formula valida sulle tratte extraurbane subir�un aumento di 70 centesimi. I mensili Carta 60 saliranno di 70 centesimi, mentre gli annuali per studenti si alzano di circa 7 euro. Dopo due anni dall'ultimo aumento, i nuovi prezzi, secondo l'assessore comunale alla Mobilit�Claudio Cicero, erano inevitabili, diretta conseguenza dell'aumento del prezzo del gasolio (in un anno salito a pi�di 1 euro al litro). Anche per gli studenti qualcosa cambier� gli abbonamenti mensili potranno essere validi anche la domenica solo su richiesta, pagando 3.10 euro in pi�
Ma il nuovo piano tariffario non va a genio all'Unione degli studenti che ieri in un comunicato ha espresso il suo profondo dissenso per la politica dei trasporti dell'amministrazione, definita «Scandalosa, come �scandalosa l'abitudine di aumentare le tariffe durante il periodo estivo. Le corse continuano ad essere poche, mal organizzate; i bus sono perennemente in ritardo, sovraffollati a tal punto da non permettere a tutti gli studenti di salire. Ancora una volta si �deciso di svantaggiare il trasporto pubblico rispetto a quello privato. N�70 n�90 minuti sono sufficienti per viaggi di andate e ritorno, pertanto tale ampliamento �del tutto inutile� E sulla estensione festiva dell'abbonamento? «Un abbonamento mensile dovrebbe comprendere tutti i giorni del mese, domeniche incluse. Il sovrapprezzo di 3.10 euro equivale a ben tre biglietti giornalieri per un servizio che nei giorni festivi �ancora pi�scadente�
E a questo proposito arriva la replica dell'assessore Cicero: «Mi sono attenuto alle statistiche dell'Aim, secondo cui gli studenti che hanno l'esigenza di viaggiare anche di domenica rappresentano circa il 20\% del totale. Avrei potuto spalmare l'aumento su tutti gli abbonamenti, ma non potevo gravare anche chi non �interessato a questo tipo di servizio. �comunque un bel risparmio: chi ad esempio va al cinema tutte le domeniche risparmia pi�di 5 euro. Questo lo considero un anno sperimentale, intanto mi sto attivando perch�arrivino pi�fondi dalla Regione destinati al trasporto pubblico locale�
Sonic from Padova July 23rd, 2005, 06:30 PM Come vengono spesi i soldi per strade, scuole ed edifici
STRADE
�23.800.000 euro manutenzione, risanamento, consolidamento scarpate, barriere strade varie
�770.000 euro messa in sicurezza tratti SP Favorita a Sarego
�740.000 euro allargamento SP Albettone tra capoluogo di Albettone e frazione Lovolo
�650.000 euro sistemazione SP Bolognese a Pojana Maggiore
�550.000 euro messa in sicurezza incrocio tra SSPP Feliciano e Contellena a Pojana Maggiore
�425.000 euro realizzazione rotatoria tra via Roma e via Barco a Caldogno
�4.150.000 euro realizzazione rotatoria tra SP Valdichiampo e via Pascoli in Comune di Chiampo�500.000 euro realizzazione rotatoria all'incrocio tra SP Almisano e via Raguia a Lonigo
�5.550.000 euro variante all'abitato Sorio-Gambellara (SP Sorio)
�860.000 euro realizzazione rotatoria tra le SSPP Chizzalunga e San Sisto a Sandrigo
�6.250.000 euro variante all'abitato di Grumolo delle Abbadesse (SP Abbadesse)
�2.000.000 euro sistemazione SP Campanella in Comune di Altissimo
�500.000 euro sistemazione curva pericolosa a Menegotti di Nogarole
�400.000 euro realizzazione rotatoria tra SP Liona e via Roma a Agugliaro
�710.000 euro realizzazione rotatoria in localit�Tezze ad Arzignano
�526.000 euro realizzazione rotatoria tra SP Riviera Berica e via del Progresso a Castegnero
�600.000 euro realizzazione rotatoria all'incrocio tra SSPP Costo e Capiterlina a Villaverla
�400.000 euro adeguamento intersezione tra SSPP Marosticana e Prepara a Dueville
�2.000.000 euro ammodernamento SP Valdichiampo a Zermeghedo
�300.000 euro allargamento SP Pedemontana del Grappa nel centro abitato di Pove (2 stralcio)
�400.000 euro sistemazione incrocio tra via Vegre e via Santa Caterina a Montecchio Precalcino
�425.000 euro sistemazione incrocio SP Preara e via Astichello a Montecchio Precalcino
�1.862.000 euro allargamento rotatoria e sistemazione incrocio della SP 246 di Recoaro con le SSPP Trissino e Tezze in Comune di Trissino
�1.040.000 euro sistemazione incrocio tra le SSPP Gasparona e Valdella a Sarcedo
�2.420.000 euro realizzazione rotatoria tra la SR 11 e la SP Valdichiampo a Montebello Vicentino
�830.000 euro realizzazione rotatoria incrocio tra SSPP Val d'Astico e Garziere a Santorso
�540.000 euro realizzazione rotatoria a Villa Stecchini di Romano d'Ezzelino
�382.000 euro realizzazione rotatoria tra SSPP Mediana e Marpegane a Campiglia dei Berici
�860.000 euro allargamento SP Campesana-Valvecchia da Campolongo a Valstagna (3 stralcio)
�400.000 euro messa in sicurezza SP Valdichiampo a Montorso
�200.000 euro messa in sicurezza incrocio tra SP Montorsina e via Corcironda a Montorso
�350.000 euro realizzazione rotatoria tra SP San Vito e via Kennedy a San Vito di Leguzzano
�420.000 euro messa in sicurezza incrocio tra SSPP Fara e Valdella a Zugliano
�20.000.000 euro variante all'abitato di Villaverla (SP 349 del Costo)
�923.000 euro costruzione corsia riservata al trasporto pubblico in localit�Ponte Alto a Vicenza
�10.000.000 euro direttissima Vicenza-Bassano del Grappa (1 stralcio)
�1.020.000 euro allargamento tratto tra Melaro e variante di Altavilla (3 stralcio)
SCUOLE
�4.200.000 euro manutenzione edifici scolastici vari
�150.000 euro costruzione palestra Cittadella Studi Vicenza
�500.000 euro messa a norma Provveditorato Studi Vicenza (3 stralcio)
�300.000 euro completamento Liceo Pigafetta Vicenza
�750.000 euro ricostruzione laboratori Ipsia Lobbia di Asiago
�1.200.000 euro ampliamento Remondini a Bassano
�1.000.000euro adeguamento Villa Fanzago al Sacro Cuore di Bassano per nuova sede Liceo Brocchi
�350.000 euro sistemazione esterno Ipa Parolini a Pove del Grappa
�900.000 euro realizzazione Ita Trentin a Lonigo (2 stralcio)
�2.000.000 euro ampliamento Ipsia Garbin di Schio�300.000 euro ampliamento Itis Chilesotti di Thiene
�1.500.000 nuova sede Liceo Corradini di Thiene (2 stralcio)
�200.000 euro ristrutturazione Ipsia Garbin di Thiene (2 stralcio)
�970.000 euro nuova sede Liceo Brocchi al Sacro Cuore di Bassano del Grappa
�2.000.000 euro nuovo complesso universitario all'area Mezzalira a Vicenza
�1.000.000euro ampliamento Liceo Masotto di Noventa�700.000 euro ristrutturazione ex casa custode per Cittadella Studi Lonigo
�1.300.000 ristrutturazione ex Camerini per Cittadella Studi Lonigo
�2.300.000 ampliamento Ipsia Lampertico a Vicenza
�300.000 euro ampliamento Itc Pertile di Asiago (2 stralcio)
�100.000 euro sistemazione esterna area ex Paolini
EDIFICI
�500.000 euro riqualificazione tecnologica Palazzo Nievo a Vicenza (3 stralcio)
�400.000 manutenzione Palazzo Nievo Vicenza�150.000 euro realizzazione passerella Contr�Barche a Vicenza
�150.000 sistemazione parcheggio Villa Cordellina a Montecchio Maggiore
Sonic from Padova July 23rd, 2005, 06:31 PM TORRI DI QUARTESOLO/ IL CASO DI VIA DEI BERSAGLIERI E VIA CAMISANA
Concessioni edilizie, il sindaco: «Atto inoppugnabile�/b>
Torri di Quartesolo
Concessioni edilizie di via dei Bersaglieri e lottizzazione "via Camisana" a Lerino: dopo le critiche del capogruppo della lista di minoranza "Noi con voi", Gianluigi Ghiotto, sulle vicende urbanistiche di Torri interviene il sindaco Diego Marchioro.
«Abbiamo consegnato tutta la documentazione relativa alla concessione edilizia in via dei Bersaglieri con una memoria. La perizia �arrivata solo da qualche giorno, la stiamo esaminando. Per quanto riguarda le osservazioni dei residenti, sono decorsi i termini per la presentazione dell'esposto e l'atto �inoppugnabile, almeno da quanto ci risulta�
Secondo i residenti l'iter di via dei Bersaglieri sarebbe stato particolarmente rapido...
«Tutte le concessioni vengono rilasciate in tempi piuttosto brevi; quelle di via dei Bersaglieri hanno avuto gli stessi tempi, anzi addirittura superiori alle altre, lo possiamo provare con la tabella di tutte le concessioni dal 2003 in avanti. La posizione espressa da Ghiotto comunque non �molto distante da quello che pensiamo noi. In ogni caso, quando ci �stato proposto il problema abbiamo fatto una variante molto rapidamente, in dieci giorni�
Cosa stabilisce questa variante?
«Nel caso di abbattimento di case singole, per un numero di unit�immobiliari superiore a due stabilisce una serie di minimi. Abbiamo innalzato la superficie utile minima di ogni appartamento dal minimo di legge di 28 metri metri quadrati a 42. Non si possono quindi pi�costruire monolocali di 28 mq ma un mini-appartamento decoroso. Secondo limite, chiediamo standard urbanistici di parcheggi e verde in aggiunta a quelli gi�dati al momento della concessione, come se si trattasse di un piano urbanistico attuativo, mentre precedentemente quelli erano interventi di edilizia diretta senza nessuno standard in pi� Altro vincolo, bisogna avere il nullaosta preventivo dei gestori di servizio a rete (acqua, gas e fognature)�
Ghiotto sostiene per�che ormai si �creato un precedente.
«Non �cos� non si �trattato di nessuna eccezione, solo di un permesso a costruire legittimo, solo che noi ci siamo fatti carico del problema dell'aumento del carico urbanistico ed abbiamo messo delle limitazioni�
Le polemiche sulla lottizzazione via Camisana a Lerino?
«La commissione paritetica l'abbiamo proposta noi all'inizio del consiglio, con un'apertura verso le minoranze, mettendoci sullo stesso piano. Dopo la discussione di un paio d'ore �stata fatta una dichiarazione di voto nella quale le minoranze dicevano che erano d'accordo ma che si sarebbero astenuti perch�la delibera era scritta male. A quel punto, anche ad una persona calma come me sono saltati i nervi, ma poi tutto �stato ricucito�
Sonic from Padova July 24th, 2005, 07:53 PM SOSSANO/ IL PIANO ILLUSTRATO DAL SINDACO CAVALLARO. «UNA RIQUALIFICAZIONE CHE NON HA PRECEDENTI�
Opere pubbliche, ecco tutti gli interventi
Sossano
(C.M.) "Una riqualificazione globale di Sossano, senza precedenti negli ultimi decenni ed un'altrettanto frenetica attivit�per dare il via, tra i primi nel vicentino, al nuovo piano regolatore comunale": il sindaco Giuseppe Cavallaro ha illustrato un fitto calendario d'interventi, lavori e progetti che stanno coinvolgendo il centro del Basso Vicentino.
Per quanto concerne le opere pubbliche il via �stato dato con la recente inaugurazione di Villa Loschi - Gazzetta, dopo la conclusione dei lavori di restauro di tutto il piano terra.
Lo storico edificio, in stile primo - rinascimentale, era stato acquistato dal comune oltre vent'anni fa.
Il primo stralcio dei lavori, per un ammontare di circa 400 mila euro ed ottenuti da un finanziamento statale a fondo perduto, sar�seguito dalla sistemazione del primo e secondo piano e degli annessi rustici. L'amministrazione prevede inoltre l'acquisto di un'area, da destinare a parco e a parcheggio, di 4000 metri quadrati. La villa potr�cos�diventare un importante fulcro della vita sociale, culturale ed artistica sossanese, con spazi riservati alla pro loco e alle associazioni locali.
Tra le altre opere recentemente deliberate dall'amministrazione anche la nuova caserma dei carabinieri che sar�ubicata in via Aldo Moro e che �ormai una necessit�improrogabile: sia da un punto di vista degli alloggi che degli uffici quella attuale, in via San Giovanni Bosco, risulta infatti ormai completamente inadeguata.
Oltre alla caserma, la costruzione del palazzetto dello sport, la sistemazione di campi da tennis, del museo di Colloredo "Storia e Memorie", di numerose vie e degli infissi delle scuole primarie, il rifacimento della pista ciclabile all'interno del campo sportivo e la creazione di un nuovo campo di Calcetto.
Per quanto concerne invece il nuovo piano regolatore comunale, Sossano, tra i primi comuni della provincia, ha appena dato il via alla concertazione urbanistica e, gi�a settembre, secondo i programmi dell'amministrazione, si potranno illustrare ai cittadini ed alle associazioni di categoria le linee guida.
Il nuovo Pat servir�ad aggiornare il vecchio Prg e garantir� soprattutto, una maggiore tutela del territorio collinare, anche in sinergia con i comuni limitrofi.
Proprio per perseguire quest'obiettivo Sossano ha gi�dato il via alla collaborazione con Orgiano, Villaga e San Germano dei Berici.
Sonic from Padova July 24th, 2005, 07:54 PM Chiampo
Con oltre 1 milione ...
Chiampo
Con oltre 1 milione e mezzo di euro, l'amministrazione comunale di Chiampo mette mano alle strade cittadine. In autunno sono previsti interventi di sistemazione di via Culpi, via Tonini e via Coraini, situate nel versante nord est delle colline che separano Chiampo da San Giovanni Ilarione. Si tratta di vie che attendevano da anni un intervento non solo di manutenzione ma anche e soprattutto di consolidamento in alcuni tratti. Sono gi�previsti lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale, consolidamento d'eventuali cigli franosi, realizzazione d'adeguati muri di sostegno alla carreggiata, ripristino o sostituzione di alcuni tratti di guard-rail e, ove necessario, raccolta e allontanamento delle acque piovane; questi interventi costeranno circa 260 mila euro, ed i relativi lavori saranno appaltati a fine luglio. Gli interventi in via Culpi e via Tonini sono a carico del comune; in via Coraini, invece, partiranno a giorni i lavori di asfaltatura, non appena saranno ultimati gli interventi di sistemazione della rete fognaria da parte di Acque del Chiampo. Sempre nella stessa zona, a carico della Provincia, sono previsti lavori di sistemazione in via Busetta, colpita da frane e smottamenti. Il primo stralcio d'interventi �gi�stato realizzato, con opere di drenaggio profondo delle acque di falda e d'infiltrazione e con lavori di consolidamento del ciglio stradale e del versante sottostrada. La spesa �stata di circa 258 mila e 200 euro. Il secondo stralcio, il cui costo complessivo ammonta a 400 mila euro, �gi�iniziato e prevede il rifacimento e consolidamento di tutto il tratto stradale interessato dalla frana. Sempre a fine luglio andranno in appalto anche i lavori di sistemazione in via Angi� S. Daniele e Biasini, per una spesa totale di 460 mila euro. Anche per queste strade sono previsti lavori di sistemazione del manto stradale, consolidamento dei cigli franosi e realizzazione di nuova segnaletica, dove necessario. In particolare, in via Vignaga si prevede la realizzazione di un tratto di marciapiede nell'attraversamento dei nuclei abitati, per una lunghezza di circa di 50 metri. Entro fine anno andranno in appalto i lavori per la sistemazione e manutenzione di via XXV Aprile, Salvo d'Acquisto, Zonati, Portinari, Monterosa, Monte Cengio, Zoccolari, Costion, Carpaneda Alta e Carpaneda Bassa. Il costo complessivo sar�di 500 mila euro. "Le strade in questione -spiega l'assessore ai lavori pubblici Andrea Dal Maso- si trovano in aree periferiche e collinari, meno popolate rispetto al centro cittadino, ma non per questo meno importanti. I lavori in programma, quindi, testimoniano l'impegno della nostra amministrazione nel voler garantire a tutti cittadini la maggior sicurezza possibile, ma anche nell'offrire un sistema del trasporto che supporti le attivit�dell'area".
Sonic from Padova August 3rd, 2005, 11:36 PM VIABILIT�La novit� per ora solo sulla carta, prevede l’inserimento diretto in viale Margherita . L’obiettivo �quello di ridurre le code verso porta Padova
Bus, corsia preferenziale allo stadio Menti
L’assessore alla mobilit�Cicero: «Se tutto va bene progetto pronto in autunno� Tra le ipotesi via Schio a doppio senso
Per ora �disegnata solo sulla carta, ma a breve lo sar�anche sulla strada. In citt�nasce una nuova corsia preferenziale per i bus. Sar�realizzata accanto allo stadio "Menti", tra viale Trissino e via Arzignano, a due passi dal centro storico. Si tratta di un'opera che mira a rendere pi�veloce il mezzo pubblico in un punto (viale Trissino) dove le code sono abbastanza frequenti. Nello stesso tempo verr�ridisegnata parzialmente anche la viabilit�della zona. Se non ci saranno problemi, ha gi�detto l'assessore alla Mobilit�Claudio Cicero, il lavoro sar�pronto entro l'autunno.
L'ipotesi �di riservare a bus e centrobus una corsia lungo viale Trissino (oggi a senso unico in direzione Campo De' Nane fino all'incrocio con via Arzignano). Da qui il mezzo pubblico, invece di girare attorno al parco come succede ora, svolterebbe a sinistra (passerebbe di fronte a un'autoscuola) per collegarsi subito a viale Margherita e proseguire quindi per viale Giuriolo.
La novit�comporterebbe per�delle modifiche alla circolazione attuale. In particolare le auto che transitano in viale Margherita provenienti da piazzale Fraccon, una volta giunte all'incrocio con via dello Stadio, non potrebbero pi�proseguire per via Arzignano, ma dovrebbero svoltare obbligatoriamente a destra per via dello Stadio (manovra oggi facoltativa). Per andare in via Arzignano e Porta Padova, ai veicoli non resterebbe che percorrere un tratto di via dello Stadio, girare a sinistra in via Schio e immettersi infine in via Trissino. Per fare questo bisognerebbe allargare la corsia che affianca l'aiuola di fronte alla gelateria "Ricci".
In via Schio sarebbe istituito il doppio senso di marcia (oggi vige il senso unico da via Trissino a via dello Stadio). Chi arriva da via dello Stadio (rimarr�il senso unico) potrebbe comunque, come ora, proseguire diritto e andare verso la Riviera Berica o via Bassano.
L'obiettivo dell'amministrazione comunale �chiaro: evitare che il bus insista attorno a Campo de' Nane dove, come detto, spesso si generano file di veicoli diretti a Porta Padova. Con il nuovo sistema, il mezzo pubblico di fatto taglierebbe il circolo rotatorio arrivando prima in viale Margherita. Dopo quella dello stadio, Vicenza attende un'altra corsia preferenziale: quella lungo corso Padova. Anche se Cicero ha fatto sapere che sar�realizzata dopo la rotatoria di Borgo Scroffa.
Sonic from Padova August 3rd, 2005, 11:37 PM PALAZZO TRISSINO
Emergenza casa, entro l'anno 160 nuovi alloggi
(r.c.) Millequattocento domande. Un record.BANDO. Richieste a valanga per il recente bando comunale per l'assegnazione di contributi per il pagamento del canone di locazione 2004. Il 14 per cento in pi�rispetto all'anno precedente e il doppio rispetto a tre anni fa. Entro l'anno chi ne avr�diritto si suddivider�un finanziamento regionale che nel corso degli anni �progressivamente diminuto. Il contributo per il 2004 infatti �di 800 mila euro, nettamente inferiore al milione di euro erogato per esempio nel 2002. Ogni nucleo familiare dovrebbe quindi percepire mediamente 500 euro contro i 1800 di cinque anni fa.
DISAGIO ABITATIVO. Il disagio abitativo si misura anche attraverso questi numeri che dimostrano ancora una volta quanto sia sentito il problema in citt� Un problema che conta 900 domande di edilizia residenziale pubblica (erp), 2600 alloggi privati sfitti, 200 sfitti pubblici e 150 sfratti all'anno. «Ma l'emergenza non si risolve solo in ambito comunale� commenta l'assessore comunale agli Interventi sociali Davide Piazza. «Per questo siamo in contatto con associazioni di categoria e agenzie immobiliari. In settembre presenteremo il Piano casa con tutte le priorit�da realizzare in materia abitativa�
FONDI DA INCREMENTARE. Per sostenere le persone in difficolt�nel pagamento dell'affitto, a quanto pare sempre pi�numerose a causa anche di un mercato delle locazioni proibitivo, l'assessore ha proposto all'amministrazione comunale di incrementare i fondi destinati appunto al sostegno del pagamento del canone di locazione che la Regione trasferisce ai comuni in base alla legge statale 431 del 1998. Per il 2006 Vicenza ricever�800mila euro ma la somma potrebbe salire fino a 1 milione e 350mila euro. Come? «Stanziando fondi comunali di 150mila euro per il 2006 e il 2007� riprende Piazza. «In questo modo la Regione stanzierebbe altri 400mila euro. I soldi si possono trovare, o a bilancio e a risorse. Se non si possono dare subito risposte con la casa, almeno interveniamo sugli affitti�
500 ALLOGGI. Per quanto riguarda la casa, il Comune conta di consegnare almeno 500 alloggi nel giro di pochi anni, in particolare attraverso piani di sviluppo urbanistico pubblico-privati. «Intanto quest'anno pensiamo di consegnare 160 appartamenti erp� ribadisce l'assessore. Nel 2006 sar�la volta del bando per l'assegnazione degli ultimi 15 dei 90 alloggi totali messi a disposizione degli inquilini a cui �chiesto un contributo pari a 8000 euro da detrarre dalla locazione (gli immobili, consultabili su Internet, si trovano in quartieri come San Bortolo, Santa Croce Bigolina, Laghetto).ALIENAZIONI. Piazza ricorda infine che nel Piano casa ci sar�un capitolo relativo ai finanziamenti per nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica attraverso "alienazioni pubbliche non strategiche". Proseguir�nel frattempo la promozione dei cosiddetti contratti concordati che prevedono affitti agevolati per gli inquilini e sconti fiscali per i proprietari.
Sonic from Padova August 3rd, 2005, 11:38 PM BRETELLA, L'IDEA DI CICERO �PROPOSTA DI BUON SENSO
di STEFANO SOPRANA, GIOVANNI GIULIARI, CARLA ZUIN*
La questione della bretella Vicenza Ovest-Isola Vicentina va a inserirsi, a nostro parere, in quel ritardo di infrastrutture viarie che il nostro territorio denuncia e che ha radici profonde. Il progressivo abbandono della rotaia a favore del trasporto su gomma ed il moltiplicarsi di quest'ultimo sono avvenuti senza un corrispondente adeguamento della struttura stradale. Il tema della bretella non pu�pertanto essere correttamente affrontato se non lo si inquadra nell'ambito di quelli che sono i prossimi progetti viari che interesseranno la nostra provincia. Il tracciato della Pedemontana porter�a una sostanziale modifica dell'assetto viario vicentino del triangolo formato dalle tre autostrade (Milano-Venezia, Valdastico, Pedemontana) e la nostra citt�di Vicenza, assieme a molti Comuni contermini, si trover�inserita in quest'area "metropolitana berica".Diventa pertanto indispensabile che tutti i prossimi provvedimenti urbanistici tengano conto di questo disegno complessivo e che ci sia in tutti la consapevolezza che la costruzione di nuove strade significher�"perdere" ulteriormente territorio: tali interventi dovranno necessariamente produrre un risultato qualitativo alla vita della nostra comunit�locale.Per questo non �pi�possibile insistere nel vecchio modo di "far crescere" case subito dopo avere costruito le nuove strade, ma la realizzazione di nuove grandi infrastrutture stradali dovr�meglio qualificare le aree residenziali: per questo ogni nuova strada di scorrimento dovr�avere ai suoi bordi almeno 200 metri di bosco. La nuova rete stradale all'interno del suddetto triangolo dovr�pertanto essere studiata in modo tale da rendere pi�breve possibile il tragitto dalle zone produttive alla grande viabilit�e da non permettere l'attraversamento dei mezzi pesanti al suo interno.La bretella Vicenza Ovest-Isola Vicentina pu�essere un'occasione privilegiata per concretizzare la nuova legge urbanistica regionale la cui finalit��anche quella di esigere il coinvolgimento di tutte le parti interessate. Un'opera cos�importante e delicata richiede, infatti, amministratori capaci di tessere relazioni positive in quanto l'infrastruttura ha un impatto pesante in un'area densa di interessi particolari che necessariamente richiede una politica che educhi anche alla condivisione e alla corresponsabilit�Condividiamo anche noi l'obiettivo strategico della bretella e cio�quello di farla diventare la nuova statale Pasubio ma, pur arrivando in ritardo rispetto ai tempi dell'Amministrazione Provinciale, la proposta della tangenziale nord dell'assessore Cicero, che tra l'altro porterebbe a completamento la parte esistente, non pu�essere liquidata in fretta: merita attenzione ed approfondimento. La proposta dell'assessore Cicero ha il merito di individuare una soluzione che, a nostro parere, potrebbe far venir meno il diniego della comunit�di Costabissara che, come noto, si sta opponendo alla realizzazione della bretella cos�come presentata dall'Amministrazione provinciale.Auspichiamo pertanto che gli amministratori e i cittadini di Costabissara prendano in esame la proposta Cicero e sviluppino quel percorso che, passando per il loro territorio, assicuri un collegamento moderno ad Isola Vicentina. La proposta dell'assessore Cicero appare un'azione concreta e di buon senso capace di superare lo scoglio politico che si �venuto a creare e che, se non superato, rischia di far naufragare per sempre la realizzazione dell'opera. Nel contempo auspichiamo che l'Amministrazione provinciale continui a svolgere il suo ruolo di coordinamento del progetto, intensificando il coinvolgimento di tutte le parti interessate e che soprattutto inquadri il progetto all'interno del disegno pi�complessivo della mobilit�del "triangolo berico" (autostrade Milano-Venezia, Valdastico, Pedemontana), indicando quale utilizzo dovr�essere fatto delle diverse strade su gomma e su rotaia (mezzi pesanti, mezzi privati, mezzi pubblici, mezzi ciclabili, per il trasporto merci, per il trasporto pubblico) e quali saranno le aree di sviluppo sostenibile, nonch�le aree agricole per lo sviluppo di parchi e boschi urbani.*gruppo consiliare
Sonic from Padova August 3rd, 2005, 11:39 PM LONIGO
Valdastico Sud, maggioranza e opposizione compatte per il s�/b>
Lonigo
A Lonigo maggioranza ed opposizione sono compatte a favore dell'autostrada Valdastico Sud: marted�sera, nel corso dell'ultima seduta consigliare, �stato infatti approvato all'unanimit�l'ordine del giorno a sostegno del prolungamento della A 31.
Gli amministratori, aderendo all'invito rivolto dalla presidente della Provincia Manuela Dal Lago, hanno sottolineato che la nuova arteria, rendendo pi�fluida e veloce la viabilit�del vicentino e delle province limitrofe, «sar�un indispensabile strumento per sostenere e sviluppare l'economia locale e, soprattutto, garantir�maggiore sicurezza ai cittadini�
«Numerosi centri urbani - hanno continuato - sono oggi penalizzati da una mole eccessiva di traffico, sia pesante che automobilistico, a tutte le ore del giorno. Grazie alla nuova autostrada il tasso d'inquinamento ed il rischio d'incidenti saranno destinati a diminuire sensibilmente�
Nel corso del consiglio �stato altres�approvato un emendamento, presentato dal consigliere di minoranza Luca Lazzari, affinch�nessuna spesa aggiuntiva, oltre alla cifra simbolica di 100 euro che tutti i comuni si sono impegnati a versare, venga sostenuta dal comune di Lonigo. Nell'emendamento si auspica inoltre che «si giunga ad un miglioramento dei rapporti e del dialogo tra istituzioni amministrative locali ed associazioni ambientaliste, nella convinzione che il confronto sia il miglior garante per una buona realizzazione dell'infrastruttura� Numerosi sono stati, infatti, i gruppi e le associazioni tra cui, solo qualche giorno fa, la Confederazione Italiana Agricoltori, che pi�volte hanno messo in evidenza il fatto di non essere mai stati coinvolti in fase di predisposizione del tracciato e di essere stati interpellati, a livello Regionale, solo al termine del procedimento burocratico, qualche settimana prima dell'inaugurazione ufficiale dello scorso febbraio.
Sonic from Padova August 11th, 2005, 01:14 PM Ecco una gallery di edifici residenziali moderni a Vicenza (enjoy!) :
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GENIUS LOCI August 11th, 2005, 02:16 PM Non male.. non male.. :)
alberty August 15th, 2005, 11:32 AM belle foto sonic..grazie! :)
Sonic from Padova August 20th, 2005, 03:36 PM STRUTTURE E SERVIZI A Ca Rezzonico cantieri aperti per ristrutturare la casa di riposo. Verrà realizzato anche un collegamento diretto con la residenza Pazzaglia
Ancora sei mesi di lavoro al pensionato Sturm
Il presidente Pietro Fabris impegnato ad adeguare gli istituti alle accresciute esigenze senza ritoccare le rette per gli ospiti
Bassano
A ottobre sarà passato un anno dall'inizio dei lavori di ristrutturazione del pensionato Sturm in via Ca' Rezzonico. Dovrà passare ancora un po' di tempo perché i ponteggi vengano smantellati. La data prevista per la chiusura del cantiere è febbraio del 2006, e fino ad allora il presidente dell'Istituto, il sen. Piero Fabris, manterrà alta l'attenzione. "Adesso sono in pausa per le ferie", spiega, giustificando il silenzio al di là delle recinzioni. Tra qualche giorno, aggiunge, torneranno al lavoro, dopodiché la casa di riposo potrà vantare un'ala completamente nuova. Tutto procede regolarmente, assicura Fabris: "c'è stato qualche mese fa un piccolo ritardo per adeguare la struttura alla nuova normativa antisismica regionale e per garantire maggiore sicurezza".
Del vecchio edificio si è conservato ben poco, i pilastri e i solai, per il resto sarà tutto nuovo. Le circa 20 stanze messe a disposizione dei pazienti (anziani non autosufficienti) e delle suore che li assistono, come fece a suo tempo la loro fondatrice Gaetana Sterni, avranno tutti i servizi necessari.
"Alcuni servizi verranno temporaneamente spostati nella nuova ala perché - anticipa il presidente - entro l'autunno del 2005 verrà predisposto l'appalto per la demolizione e la costruzione di un nuovo corpo centrale, che unirà il pensionato Sturm all'altro complesso, quello della residenza Pazzaglia". Un lavoro oneroso che sarà eseguito grazie a un finanziamento, già stanziato da parte della Regione, di 3 milioni di euro. Entro il 2007 (data di conclusione di quest'ultimo intervento), attorno alla struttura di accoglienza per anziani verranno spesi più di 10 miliardi delle vecchie lire. A questi 3 milioni, infatti, vanno aggiunti i 2,5 impiegati per la ristrutturazione in corso (2 milioni versati dalla Regione, 500 mila ottenuti dalla fondazione Cariverona).
Il nuovo corpo centrale avrà la stessa altezza dei due plessi Sturm e Pazzaglia e farà da collegamento tra l'uno e l'altro, "così migliorerà la funzionalità stessa della casa di riposo".
Altri 300 mila euro saranno spesi dal Comune per il complesso di Villa Serena, che ospita il maggior numero di anziani (280). "La struttura è stata costruita 35 anni fa ed è stata pensata per anziani autosufficienti, mentre adesso molti degli ospiti non sono più in grado di badare a se stessi", dichiara Fabris. Urge, quindi, un ammodernamento, perciò "l'amministrazione della casa di riposo ha già redatto dei piani d'intervento che diverranno esecutivi una volta trovati i finanziamenti necessari". Effettuare delle spese straordinarie, conferma il presidente, significherebbe dover ritoccare anche le rette pagate dagli ospiti. I 300 mila euro del Comune serviranno invece per un intervento di cui si parla da tempo, ossia una bonifica del suolo sottostante Villa Serena, oggi interessato dalla stagnazione di acque che creano disagi soprattutto nei mesi estivi.
Sonic from Padova August 20th, 2005, 03:38 PM AMBIENTE Il comitato si è rivolto anche al difensore civico
Antenna di via Fusinieri È rivolta: raccolta di firme
(m.c.) Sorge un'antenna in via Fusinieri e infuria la rivolta, con tanto di raccolta di firme, dei dipendenti Aim e dei residenti. Basta poco a scaldare gli animi dei cittadini quando c'è di mezzo un ripetitore per la telefonia cellulare. Quei mostruosi tralicci d'acciaio inquietano soltanto a vederli, ma ancor di più quando si pensa al pericolo che potrebbe derivare all'uomo dall'assorbimento delle impalpabili e invisibili onde elettromagnetiche.
L'elettromagnetismo è sempre esistito, ma solo negli ultimi anni, da quando le antenne sono spuntate ovunque, tra un condominio e l'altro, passano per scuole, parchi ed ospedali, questa parola risuona nelle bocche di tutti, il più delle volte senza che vi sia la consapevolezza di cosa si tratta. Il comitato spontaneo nato contro l'antenna da poco installata in via Fusinieri n. 83/h è rappresentato da una folta schiera di cittadini residenti nella zona e da altrettanti dipendenti di Aim trasporti, la cui palazzina è situata proprio di fronte a dove nasce il traliccio.
Le lamentele sono quelle che emergono sempre in casi analoghi: «Non si è tenuto conto del parere dei cittadini residenti, né si è svolto nessun accertamento circa la presenza di soggetti sensibili (portatori di pacemaker, bambini, persone con patologie incompatibili con i campi elettromagnetici, ecc...)». Alla luce della temuta pericolosità e dei danni ce si paventa possano derivare all'essere umano a seguito dell'esposizione continuativa ed ininterrotta alle onde elettromagnetiche, il comitato chiede al sindaco Hllweck «la rimozione dell'antenna e la sua delocalizzazione in sito idoneo conformemente al protocollo d'intesa recentemente stipulato tra Comune e Società di telefonia mobile, al fine di tutelare la salute dei bambini che frequentano la scuola materna, dei lavoratori di Aim trasporti e mobilità e, più i generale, degli abitanti del quartiere, che verrebbero ad essere costantemente esposti ad una situazione potenzialmente dannosa».
Interpellato dai firmatari della petizione il difensore civico Massimo Pecori assicura tutto il proprio interessamento: «interesserò l'assessorato all'Urbanistica, affinché vengano eseguite le opportune rilevazioni delle emissioni di onde elettromagnetiche. Chiederò, inoltre, che venga data attuazione al punto due del protocollo d'intesa, che prevede una partecipazione di spesa del gestore telefonico interessato al fine di informare correttamente la cittadinanza ed eseguire un costante monitoraggio delle emissioni».
Sonic from Padova August 22nd, 2005, 01:05 AM ..
Sonic from Padova August 24th, 2005, 05:16 PM LA CITTÀ CHE CAMBIA
È iniziata ieri la posa della nuova pavimentazione in contra Gazzolle, di fronte a Prefettura e Provincia. E poi si passerà in contra Piancoli e Cabianca
Il centro mette il cemento (bordeaux) sotto i piedi
L'addio ai cubetti di porfido comporterà anche una rivoluzione viaria per l'accesso a piazza delle Erbe. Sbarre per i parcheggi
Ha un colore che, per le strade del centro storico, è una novità assoluta: rosso scuro, meglio noto come bordeaux. È il materiale che da ieri sta ricoprendo contra' Gazzolle, di fronte a Provincia e Prefettura e che, dalle prossime settimane, coprirà anche contra' Piancoli e contra' Cabianca fino all'incrocio con contra' delle Barche. Si tratta di cemento misto colorato che sostituirà progressivamente il porfido, più fragile.
LAVORI. I lavori per la posa della rete di sottoservizi e teleriscaldamento nella zona attorno a piazza delle Erbe, dopo la breve pausa estiva, registrano un'accelerazione in vista dell'apertura delle scuole, del rientro dei vicentini dalle vacanze e, soprattutto, della sistemazione delle sbarre nel parking di piazza delle Erbe, attese per l'inizio di autunno. L'obiettivo è fare presto per liberare le strade e ridurre al minimo i disagi, commenta l'assessore alla Mobilità Claudio Cicero che sta seguendo da vicino il cantiere aperto lo scorso anno. «Stiamo recuperando il ritardo di due settimane», sottolinea. «Contiamo di concludere quanto prima gli interventi in contra' Gazzolle in modo aprire l'anello tra contra' San Paolo e piazza delle Erbe». Ma alcuni residenti protestano: «Quel colore rosso è in contrasto con la pavimentazione del centro e non piace a nessuno. Inoltre i marciapiedi sono stati realizzati senza motivo allo stesso livello della strada».
AUTO. Con contra' Gazzolle libera e contra' Piancoli chiusa, infatti, l'accesso a piazza delle Erbe avverrà da Ponte San Paolo. In altre parole, il tradizionale flusso che da piazza Matteotti va verso contra' Cabianca, piazza delle Erbe e contra' San Paolo, verrà ridisegnato in direzione opposta. Le auto dovrebbero essere deviate per contra' delle Barche (senso opposto a quello attuale), contra' Busa San Michele, contra' Lioy, contra' Ponte San Paolo, contra' San Paolo (sempre a senso inverso), contra' Gazzolle, contra' Catena, piazza delle Erbe, contra' Pescaria, contra' Ponte San Paolo (a doppio senso).
BAULATURA. In occasione del rifacimento del manto stradale, sarà rivista anche la cosiddetta baulatura delle strade: i pozzetti, attualmente al centro della carreggiata, verranno spostati ai lati in modo da agevolare il transito dei mezzi. Contra' della Piarda e contra' delle Barche saranno coperte invece da asfalto.
PARCHEGGIO. Le sbarre in piazza delle Erbe destinate a regolamentare la sosta verranno collocate in contra' Pescaria (ingresso) e in contra' Catena (uscita). Le auto provenienti da contra' Cabianca dovranno proseguire per contra' San Paolo e, se dirette al nuovo parking, mettersi in fila sulla destra in prossimità di contra' Pescaria. La sosta dalle 8 alle 20 costerà 2 euro all'ora.
Sonic from Padova August 25th, 2005, 07:47 PM EDILIZIA SCOLASTICA Stanziati da palazzo Nievo i fondi per la manutenzione degli istituti superiori di città e provincia
Il nuovo look costa 3,5 milioni di euro
La parte del leone spetta al Rossi e al liceo scientifico Lioy. I lavori verranno ultimati entro il 15 settembre
Oltre tre milioni e mezzo di euro per la manutenzione delle scuole superiori di città e provincia. E' quanto stanziato per l'anno in corso dall'Amministrazione provinciale competente per gli istituti superiori del Vicentino. Si tratta di opere che vanno dall'installazione dei controsoffitti alla realizzazione di laboratori. La parte del leone spetta al liceo scientifico Lioy e all'istituto Rossi, entrambi situati in città, per i quali la Palazzo Nievo spenderà rispettivamente 1 milione e centomila euro e 375 mila euro. Gli interventi, già iniziati, saranno ultimati entro il 15 settembre, prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Ecco, nel dettaglio, l'elenco dei lavori.
VICENZA. Istituto tecnico Fusinieri: installazione controsoffitti piano terra e tinteggiatura corridoi (50 mila euro).Itis Rossi: realizzazione di 2 laboratori (metrologia e meccatronica), rifacimento impianto elettrico del nuovo ufficio tecnico e dell'ufficio funzioni strumentali, rimozione copertura laboratori in cemento amianto e realizzazione nuova copertura (375 mila).Istituto Lampertico: sistemazione coperture facciate (250 mila).Liceo classico Pigafetta: opere di adeguamento impianto di riscaldamento, sistemazione palestre (267 mila).Liceo Lioy: adeguamento alla normativa antincendio e superamento barriere architettoniche, ristrutturazione servizi igienici e ampliamento biblioteca (1.107.000).Liceo Quadri: manutenzione straordinaria (400 mila).
ARZIGNANO. Istituti superiori: adeguamento normativa antincendio ed abbattimento barriere architettoniche (61 mila).
ASIAGO. Ipsia Lobbia: manutenzione straordinaria manto di copertura (180 mila).Ipc Remondini: lavori di adeguamento (100 mila).Istituto Einaudi: risanamento aule piano seminterrato (40 mila).
BREGANZE. Ipsia Scotton-sede di via Roma: manutenzione straordinaria (nuovi servizi igienici, sistemazione ex locale caldaia ad uso deposito, nuova pavimentazione aula magna, rifacimento guaina di copertura, locale biblioteca, installazione cancelli e recinzione esterna) e sistemazione intonaci facciate esterne. Stanziati 195 mila euro.
LONIGO. Istituto Trentin: ristrutturazione spogliatoi palestra e servizi igienici (75 mila).
NOVENTA VICENTINA. Ipsia Da Vinci: ristrutturazione spogliatoi palestra ed annessi servizi igienici, insonorizzazione palestra e sostituzione della pavimentazione, rimozione copertura in cemento amianto officine con posa nuova copertura (100 mila).SCHIO. Itis De Pretto: rifacimento serramenti terzo stralcio (150 mila).Liceo artistico Martini: ristrutturazione palazzina di via Marconi ad uso aule (25 mila).
THIENE. Ipsia Garbin: sistemazione facciata e sostituzione serramenti (150 mila).
VALDAGNO. Palazzetto dello sport: rifacimento della pavimentazione della palestra inferiore, impianto elettrico, serramenti e sistemazione pavimentazione d'ingresso (100 mila).Ipsia Perin: rifacimento serramenti (200 mila).Liceo Trissino: opere di impermeabilizzazione del coperto, rifacimento serramenti, pavimentazione e sottofondo di ingresso (360 mila).
Sonic from Padova August 25th, 2005, 07:49 PM SPAZI VERDI
Parco Montagnole Italia nostra contro il piano di riordino
(r.c.) «No a un parco in cemento». Sul progetto di recupero del cosiddetto parco delle Montagnole, 23 mila metri quadrati di verde abbandonato situati nel quartiere di Sant'Andrea in via Riello, scende in campo la sezione vicentina di "Italia Nostra" che boccia il piano di riordino che prevede tra l'altro una convenzione pubblico-privato per la realizzazione di settemila metri quadrati di immobili nei quali ricavare una settantina di appartamenti. "Italia Nostra" chiede inoltre che «l'area torni alla destinazione originaria di parco completamente ad uso pubblico».
Del progetto per la riqualificazione delle Montagnole si parla da almeno vent'anni. Di recente pareva che tra Comune e privati fosse stato raggiunto un accordo. Questo prevedeva quattro palazzi: uno di 848 metri quadrati, un altro di 2300 metri quadri, un terzo di 2700 e l'ultimo di 1100 metri quadrati. I primi tre sarebbero stati costruiti nella zona interna del parco compresa tra via Riello e via Fusinieri, il quarto in via Riello tra via Visonà e via Borella. Il resto sarebbe stato adibito a verde. Ma "Italia Nostra" non ci sta: «Nella Circoscrizione 4 gli standard minimi di verde pubblico per abitante erano al di sotto di quelli previsti dalla legge già negli anni Novanta. Da allora la situazione è peggiorata sia per l'impatto di Parco Città che per la trasformazione di molte ville con parco in condomini senza un albero».
L'associzione ambientalista conclude ricordando che un gruppo di residenti ha formato il "Comitato pro-verde Montagnole" per chiedere che nel prossimo piano regolatore l'area diventi un parco ad uso pubblico.
Sonic from Padova August 26th, 2005, 08:17 PM INQUINAMENTO L'associazione ha chiesto chiarimenti sulle Pm10 e poi valuterà come procedere
Smog: 12 Comuni nel mirino di Legambiente
PM10: sono dodici i Comuni del Vicentino "sorvegliati speciali" da Legambiente Veneto. L'associazione si è rivolta, nei giorni scorsi, alle amministrazioni di Vicenza, Altavilla, Arcugnano, Arzignano, Bassano, Costabissara, Grisignano di Zocco, Marano, Montecchio Maggiore, Schio, Torri di Quartesolo e Valdagno, ovvero ai comuni rientranti, secondo l'Arpav, nella fascia A, per avere chiarimenti sia in merito ai provvedimenti antismog adottati nel 2005, sia alle misure in programma per i prossimi mesi.
La fascia A è considerata la più critica per quanto concerne le polveri sottili ed include comuni dove sarebbe quindi fondamentale l'applicazione di energici piani d'azione. La lista comprende, in tutta la regione, ben 84 centri, ma secondo l'Arpav, che sta proseguendo le campagne di monitoraggio, è destinata ad aumentare considerevolmente. «La nostra iniziativa», spiegano i promotori, «mira a contrastare una tendenza già ampiamente manifestatasi lo scorso inverno e che ha visto molti comuni defilarsi dalla lotta al PM 10, vanificando in questo modo gli sforzi di molte città virtuose».
Una volta ricevute le risposte dagli amministratori e studiati i dati forniti, Legambiente si propone di riassumere l'esito della ricerca in un dossier pubblico, valutando inoltre se vi saranno gli estremi per diffidare e denunciare i sindaci palesemente inadempienti.
«Non è certo nostra intenzione criminalizzare i comuni», ha soggiunto Michele Bertucco della Segreteria regionale. «Siamo purtroppo consapevoli che la Regione ha scaricato la 'patata bollente' a Province e Comuni, senza fra l'altro fornire le risorse economiche adeguate, ma questo non può in alcun modo costituire un alibi per gli amministratori, che devono invece essere i primi garanti della salute pubblica dei loro cittadini».
Altra iniziativa che l'Associazione si prefigge di sostenere è la protesta contro il Governo, organizzata dall'Anci e prevista il prossimo 22 settembre, in occasione della giornata europea senz'auto. L'Anci invita a organizzare blocchi del traffico e chiede, soprattutto, che vengano introdotti nella Finanziaria provvedimenti seri in tema d'inquinamento e di una mobilità sostenibile.
Sonic from Padova August 26th, 2005, 08:18 PM SCHIO Chiude lo stabilimento che da due secoli è l'emblema dell'impero tessile della cittadina dell'Alto Vicentino
Ex Lanerossi, se ne va un pezzo di storia
Cerimonia ufficiale il 31 agosto. Reazioni politiche e dei sindacati, non mancano le polemiche
Schio
Chiude a Schio la grande fabbrica, ex Lanerossi, che da due secoli è l'emblema dell' impero tessile della cittadina dell'alto vicentino. Un pezzo di storia, economica e sociale, locale e nazionale. La Marzotto ufficializzerà la chiusura dello stabilimento in un incontro con i rappresentanti sindacali fissato per il 31 agosto a Valdagno. La decisione di chiudere la tintoria scledense coinvolge i 160 dipendenti attualmente in cassa integrazione ordinaria. Nove impiegati e 116 operai saranno posti in mobilità: altri 21 addetti saranno trasferiti nello stabilimento di Valdagno e un ulteriore ventina resterà a Schio nel reparto finissaggio e nel magazzino copertificio. Una scelta, come sottolinea oggi 'Il Giornale di Vicenza', che ha reso particolarmente tesi i rapporti con i sindacati che protestano per essere stati posti davanti al fatto compiuto. «Durante le ferie avevamo visto movimenti strani in fabbrica - ha spiegato oggi il segretario provinciale della Cisl Femca Mario Siviero - ma solo lunedì in un incontro informale con l'azienda abbiamo capito cosa stava succedendo. Hanno agito da irresponsabili perché, per quanto ci riguarda, esistono possibilità alternative che andrebbero affrontate». I sindacati non nascondono le difficoltà del comparto tessile testimoniate nella ex Lanerossi da quasi tre mesi di cassa integrazione nella prima parte dell'anno. «Ma questo è un fulmine a ciel sereno - ha continuato Siviero - una decisione che abbatte l'ultimo grande pezzo di storia della città e dell'economia vicentina». Ma non è solo un'epoca industriale a finire in archivio. Nome e marchio Lanerossi scrissero per circa 25 anni un pezzo di storia del calcio italiano. Fu l'azienda scledense infatti la prima industria italiana a «sposare» nel 1953 una società di calcio abbinando il proprio logo al Vicenza. Il primo caso di sponsorizzazione ufficiale - seguito subito dopo dalla Talmone Torino e dalla Ozo Mantova - che trasformò l'allora Ac Vicenza in Lanerossi Vicenza con la sede e lo stadio Menti posti, guarda caso, in via Schio. Dalla stagione 1953-'54 sino ai primi anni Ottanta in piena epopea Paolo Rossi i biancorossi berici portarono sul petto la celebre «R». Per oltre un ventennio Lanerossi fu sinonimo, nelle cronache sportive di giornali e televisioni, della squadra berica al punto tale da sostituirsi al nome stesso della città. Proprio grazie a questa tradizione la società sportiva da un paio d'anni ha ottenuto di far riapparire sulle casacche il simbolo che tanta fortuna sportiva regalò ai biancorossi.
Tra gli interventi, quello del segretario della Cgil di Vicenza, Danilo Andriollo.
«La stampa locale - ha detto ieri Andriolo - nei giorni scorsi ha collocato la Marzotto tra le aziende tessili di successo, in un settore che premia le aziende più innovative, ciò sulla base dei risultati di bilancio e di quanto accade in borsa, dove il titolo dell'azienda di Valdagno va a gonfie vele. Nelle stesse ore, la Direzione del Gruppo comunicava alle Rappresentanze Sindacali Unitarie e alle Organizzazioni sindacali dei tessili la decisione unilaterale di chiusura dello stabilimento di Schio, con l'intenzione di non far rientrare i lavoratori che ad oggi sono in Cassa integrazione. L'azienda non ha mai voluto dichiarare le proprie intenzioni, rifiutandosi di esplicitarle in un piano industriale tra l'altro a lungo richiesto dal sindacato per poterlo valutare, modificare o contrastare nei punti non condivisi, al fine di salvaguardare produzione e l'occupazione. Ora si sta verificando ciò che più scongiuravamo, l'obiettivo vero è lo smantellamento delle produzioni e l'abbandono dell'occupazione. La Marzotto getta così definitivamente la maschera. Con atteggiamento arrogante presenta al sindacato e ai lavoratori le decisioni già prese e, a suo dire, immodificabili. Nessuna attenzione per le ricadute sociali, produttive e occupazionali che vanno a scaricarsi sul territorio già interessato da molte altre situazioni di crisi e da un numero sempre maggiore di lavoratori licenziati e in mobilità. Questi atteggiamenti, e le relative conseguenze, sono inaccettabili, da capitalismo un po' predone che ha a cuore solo ed unicamente il profitto e la suddivisione degli utili tra gli azionisti e non il rilancio della produzione e degli investimenti industriali in ricerca e innovazione di prodotto. Tutto ciò proprio quando le recenti indagini, anche di parte industriale, affermano che il tessile abbigliamento di qualità può avere un futuro anche in paesi industrialmente avanzati come il nostro. È il "capitalismo manageriale azionario" (L. Gallino) che così come crea, in poco tempo distrugge valore e ricchezza, e non si fa carico dei costi sociali provocati dalle proprie scelte, che vengono scaricati sui lavoratori e sulla collettività».
«Nei prossimi giorni - continua Andriolo - è convocato il Coordinamento sindacale nazionale del Gruppo Marzotto il quale deciderà le iniziative di lotta necessarie a bloccare e rivedere i programmi aziendali. A livello locale mobiliteremo le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti Marzotto della provincia e coinvolgeremo i Comuni, la Provincia, la Regione, fino al Governo nazionale, affinchè l'azienda venga costretta a cambiare le proprie scelte e si impegni nella salvaguardia delle produzioni e dell'occupazione, per difendere oggi Schio e domani Valdagno. Non si può più concedere alle aziende di sfruttare i lavoratori, l'ambiente e il territorio per trarne guadagni e profitti, decidendo poi di delocalizzare, senza porsi il problema di ciò che resta negli impianti abbandonati e di come garantire, attraverso un rapporto corretto con il sindacato e le istituzioni, un futuro occupazionale di qualità a coloro che operano nelle aziende che subiscono processi di ristrutturazione e delocalizzazione. La Marzotto deve essere chiamata a rispondere della proprie scelte di fronte alla comunità locale. Lo stabilimento Lanerossi per Schio - conclude il sindacalista - rappresenta non solo un sito produttivo, ma un forte richiamo alla propria storia di città industriale. Questa vertenza può tracciare una strada diversa per affrontare positivamente i processi in corso».
Per il responsabile della Segreteria politica nazionale dei Popolari-Udeur, Mauro Fabbris «la vicenda della chiusura dell'ex Lanerossi, simile a quanto già capitato alla storica azienda vicentina Fiam, segnala una situazione di crisi in cui si dibatte il sistema produttivo vicentino che vede le sue aziende storiche armai chiudere una ad una. Quello che colpisce nella vicenda della Marzotto di Schio, come all'inizio quella della Fiam, è il venir meno delle corrette relazioni sindacali e sempre da parte dell'azienda anche nei confronti delle istituzioni locali».
«Alcune aziende - continua Fabris - hanno si fatto la fortuna di certe zone della nostra provincia ma al tempo stesso hanno fatto la loro fortuna grazie all'impegno e alla disponibilità delle realtà locali, maestranze ed enti locali che per esse si sono impegnati. Nessuno pretende che un'azienda produca in perdita ma crediamo sia lecito pretendere dalle aziende, specialmente quelle che hanno una storia locale, maggiore rispetto e correttezza per quanti in esse hanno investito». «È giusta dunque la mobilitazione a cui stanno dando vita sindacati ed enti locali. Mi auguro - conclude Fabris - che la regione Veneto, non rimanga assente così come alla riapertura del Parlamento chiederò al Governo che cosa intenda fare, per ottenere da un gruppo che nelle varie fasi della sua storia ha ottenuto non pochi sostegni pubblici, le rassicurazioni necessarie sul futuro quantomeno delle maestranze coinvolte».
Sonic from Padova September 18th, 2005, 08:38 PM URBANISTICA Convegno ieri mattina in città per dibattere le tematiche legate alla sostenibilità nell'edilizia
Le case del futuro, ecologiche e comode
Parte dal Bassanese la sfida a costruire abitazioni meno "energivore" e più confortevoli
Bassano
(S.S.)Una nuova cultura del vivere urbano, un nuovo modo di pensare la città e di progettare le case. In altre parole "La sostenibilità nell'urbanistica e nell'achitettura": così è stato intitolato un interessante tavolo di confronto promosso dal Gruppo architetti di Bassano/Altopiano, svoltosi ieri mattina presso la sede dell'Editrice Artistica Bassano di Andrea Minchio. E su quel tavolo tante sollecitazioni: come progettare le case in modo che divorino minor energia possibile per il riscaldamento e il condizionamento, per l'acqua calda o per l'illuminazione.
In questo senso, le molte normative che regolano la materia non vanno viste come vincoli o limitazioni, bensì come stimoli a fare sempre meglio il proprio lavoro di progettisti.
Un'iniziativa salutata con favore dall'amministrazione comunale di Bassano (presente l'assessore Giuseppe Bottecchia e l'arch. Vasco Camporese che sta redigendo il Pat su incarico del Comune di Bassano) ma anche da molti professionisti nonchè funzionari di pubbliche amministrazioni che, in quanto appuntamento a numero chiuso, hanno in due giorni dall'apertura delle iscrizioni coperta la disponibilità fissata a 25 partecipanti.
L'idea dell'iniziativa la si deve all'arch. Massimo Vallotto e all'ing. Ruggero Todesco che hanno voluto far rimbalzare anche a Bassano questioni di attualità come il risparmio energetico e l'inquinamento urbano e globale. Da qui l'invito alla pubblica amministrazione e ad alcuni massimi esperti del settore per trovarsi, per scambiarsi informazioni e valutare insieme le prospettive per applicare la sostenibilità nell'edilizia esistente e futura.
In apertura, l'architetto marosticense Sergio Los ha compiuto un excursus sulla scienza della sostenibilità (ovvero quanto di meglio si può utilizzare nell'uso del territorio e nella costruzione a basso consumo energetico e a basso tasso inquinante) e su come far leva sugli aspetti normativi e di mercato per far uscire da una nicchia la sostenibilità.
Il prof. Giuliano Dall'O', professore al Politecnico di Torino, ha riportato gli esiti positivi dell'esperienza concreta del nuovo regolamento edilizio del comune di Carugate (MI) per lo sviluppo sostenibile del territorio.
Il prof. Piercarlo Romagnoni, ordinario di tecnica del controllo ambientale all'università di Venezia, si è soffermato sulla certificazione energetica degli edifici che dal 2006 diverrà obbligatoria anche per l'Italia.
Sonic from Padova September 20th, 2005, 09:21 PM TORREBELVICINO Costituito un comitato che ha iniziato a raccogliere firme nella valle del Leogra per impedirne l'apertura
Una task force contro la cava
Sarebbe tra le più estese del Veneto. Comune contrario: teme la contaminazione delle falde idriche
TorrebelvicinoUna cava tra le più estese del Veneto: ma il comune di Torrebelvicino non è d'accordo, teme la contaminazione delle sue falde idriche e uno scempio ecologico. Costituito un comitato che ha iniziato a raccogliere firme nella valle del Leogra per impedirne l'apertura. L'iniziativa parte dal comune di Recoaro Terme che intende aprire una cava di pietrisco alle pendici del monte Civillina, area ai confini con Torrebelvicino, Valdagno e Valli Del Pasubio, una zona ricca di risorse idriche dove nove anni fa, sul versante della Val Mercanti, il comune ha respinto un'analoga richiesta di escavazione. Sul versante di Torrebelvicino, tra l'altro, all'inizio del secolo scorso, una frana staccatasi dal monte Variolo (vicino al Civillina) seppellì un'intera contrada con i suoi abitanti che ancor oggi sono ricordati da un'edicola sacra. «Con piacere-afferma Pietro Maria Collareda, ex sindaco di Torrebelvicino e consigliere priovinciale-ho registrato la presa di posizione del sindaco di Valdagno Alberto Neri al quale, insieme al consigliere provinciale Eliseo Fioraso, avevo presentato la questione. E' importante che iniziative di questo genere siano analizzate dalle comunità interessate e, soprattutto, condivise. Ora vedremo come coinvolgere la Provincia già in questa prima fase». La cava si estenderebbe su una superficie di 240.000 metri quadrati e prevederebbe l'escavazione di 7.000.000 di metri cubi diventando di fatto una delle cave più grandi del Veneto. Nel periodo di escavazione (come minimo venti anni), secondo il comitato, questa attività genererebbe un flusso di oltre 35.000 grossi camion che si riverserebbero sulla viabilità della valle dell'Agno, già intasata, sia all'andata che al ritorno. In altre perole circa 200 transiti di automezzi al giorno lungo il tratto stradale che, partendo a nord di San Quirico di Valdagno, porta a Montecchio. «Chi percorre la strada- aggiunge Collareda-può benissimo rendersi conto che si tratterebbe di un disagio non sopportabile. Gli abitanti al confine tra i comuni di Valdagno e Recoaro dovrebbero subire i danni della polvere e del rumore dei frantoi; e, per l'intero abitato di Valdagno, verrebbe messo a rischio l'approvvigionamento idrico dato che l'acquedotto che lo serve ha diverse prese in prossimità dell'area di escavazione. Ma forti dubbi si rilevano anche sotto il profilo della sostenibilità economica del piano che la giunta di Recoaro sta studiando per mettere in gara. Tutto questo senza contare l'impatto ambientale devastante che un'opera di questo tipo comporta in un comune che si dice votato al turismo».
Sonic from Padova September 20th, 2005, 09:34 PM Concorso di idee Costruzione nuova sede provinciale CISL Vicenza
Progetto per la nuova sede provinciale della CISL di Vicenza.
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Info (http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=1509)
"Talmente bello da spantassare l'anima"
Sonic from Padova September 24th, 2005, 07:37 PM STRADE
Niente camion, lunedì in piazza Biade, per sottolineare l'appoggio degli autotrasportatori vicentini alla realizzazione della bretella Vicenza-Isola.Le sezioni dei trasportatori delle categorie vicentine avevano chiesto al Comune l'autorizzazione a parcheggiare tre camion lunedì 26 in piazza Biade, in occasione della riunione che sul tema della bretella si terrà in mattinata in Provincia, per presentare le proprie posizioni a sostegno dell'opera. L'autorizzazione è stata però negata.
«Volevamo semplicemente essere presenti con tre nostri camion per ricordare l'importanza che, per il mondo dell'autotrasporto, ha la realizzazione della bretella Vicenza-Isola - rilevano Rodolfo Mariotto presidente della sezione trasporto merci e persone e spedizionieri, Maria Teresa Faresin presidente provinciale della categoria Trasporti dell'Assoartigiani, Alberto Lanaro presidente della categoria Trasporti della Cna Vicenza, Luca Dall'Osto presidente della sezione Trasporti di Apindustria -. Inaspettatamente, però, è giunto il no del sindaco. Ci dispiace, perché ci sembra che vengano usati due pesi e due misure: ci sono organizzazioni e comitati a cui tutto è concesso, mentre la nostra categoria produttiva viene sempre regolarmentre bistrattata. Avremmo semplicemente esposto sui camion alcuni manifesti, per dire che chiediamo agli amministratori di usare il buon senso e di smetterla con le beghe politiche. La bretella Ponte Alto-Isola è l'unica soluzione ai problemi di traffico di viale Pasubio».
fcom1 September 25th, 2005, 11:15 AM ho sbagliato thread...
Sonic from Padova September 25th, 2005, 06:31 PM POLITICA ED ECONOMIA Distretti industriali, documento dei Comunisti italiani
«Ecco le aree di crisi»
(M.M.) «Le aree industriali dismesse debbono essere vincolate per finalità sociali. Occorre identificare i settori industriali strategici per l'economia. I distretti industriali interessati dalla delocalizzazione con stabilimenti in via di chiusura vanno considerati aree di crisi. La lotta all'evasione fiscale deve essere inflessibile ed incorruttibile». Per i Comunisti italiani del Vicentino sono questi i punti fondamentali per il rilancio dell'economia berica, «che sta attraversando un momento di grande difficoltà, con la disoccupazione sempre più in agguato».
La presa di posizione è arrivata ieri con la pubblicazione di un vero e proprio manifesto da parte del segretario provinciale Giorgio Langella, che in vista delle primarie lancia agli alleati della Unione l'idea di un tavolo politico di discussione. «Nei primi sei mesi del 2005 - spiega il segretario - il ricorso alla mobilità è fortemente aumentato rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Questo risultato assume caratteristiche ancora più preoccupanti proprio perché messo in relazione a quello del 2004 già estremamente negativo. Sono infatti 2290 le lavoratrici e i lavoratori che hanno perso il lavoro (nel 2004 erano 2131). È una corsa ormai senza freni verso la disoccupazione (che passa dal 2.5\% al 3\%). Il tutto aggravato dal fenomeno del lavoro ad orario ridotto al quale sono costrette molte aziende. La decisione della Marzotto di chiudere la Lanerossi di Schio è solo l'ultima drammatica notizia del declino industriale che sta colpendo anche la nostra provincia senza prospettive di inversione di tendenza. Facile è la previsione che la tendenza all'impoverimento industriale e produttivo del territorio vicentino continui a provocare chiusure, mobilità, cassa integrazione, perdita di lavoro. Ad essere colpite ci sono intere zone della provincia. La Valle dell'Agno è, sicuramente, tra queste. La quasi certa ulteriore perdita di posti di lavoro negli stabilimenti della Marzotto porta a prevedere una situazione quasi disperata per una vallata che ha già vissuto i drammi della Recoaro e di altre industrie».
«Troppo spesso la chiusura degli stabilimenti - continua Langella - e la perdita di lavoro dipende dalla spasmodica ricerca di sempre maggiori profitti privati, dalla volontà speculativa sia essa immobiliare o finanziaria. Lo sviluppo industriale, la stessa produzione manifatturiera sono considerati poco importanti, poco remunerativi e quindi attività per le quali non si deve investire. Se un'azienda riceve incentivi (o agevolazioni fiscali) dallo Stato, dalla Regione o dalla Provincia e poi delocalizza quei soldi vanno restituiti alla collettività. Vanno tassate le rendite finanziarie in modo da incentivare indirittamente la produzione». Quanto al surplus fiscale «bisogna finanziare la ricerca e identificare i settori industriali strategici, puntare sulle produzioni ad alto valore aggiunto». Langella parla di patto che deve diventare vincolante anche per il resto dell'Unione e ribadisce il «no al precariato nel mondo del lavoro».
Sonic from Padova September 25th, 2005, 06:31 PM MARANO
Artigiani, una nuova sede per sfidare la crisi
Marano
(V. B.) L'associazione Artigiani compie 60 anni e per l'occasione ha inaugurato ieri la nuova sede di Marano. Al motto di "Da 60 anni con fiducia nel futuro", i due presidenti, il provinciale Giuseppe Sbalchiero e il mandamentale Antonio Benetti, hanno tagliato il nastro inaugurale. Emozionatissimo, il padrone di casa, il presidente degli artigiani di Marano Piero Dalla Fontana ha voluto far risaltare come l'apertura di una nuova sede sia un fatto in controtendenza rispetto al momento congiunturale. «Stiamo dando un segno di forza e continuità - ha detto -. Speriamo che questo segno inviti il mondo politico e economico ma soprattutto bancario a guardarci con occhio benevolo, ricordando che in provincia operano 20.000 artigiani». Antonio Benetti, presidente del mandamento ha voluto ricordare il mondo degli artigiani vicentini. «In provincia - ha detto -siamo oltre 20.000, di cui 1.900 a Thiene e 160 a Marano, divisi in 13 mandamenti con 30 uffici. Occupiamo 450 dipendenti, con 700 dirigenti scelti nel mondo artigianale, divisi in 16 categorie. Attorno al nostro mondo gravitano 81.000 addetti, con un fatturato di 3.500 milioni di euro, pari al 16,5\% del totale del fatturato provinciale. Possiamo vantare 1.500 aziende che lavorano per l'estero e infine la media dei nostri dipendenti è di 4,87 dipendenti. E' alla luce di questi numeri che voglio chiedere al governo e alle altre forze economiche una maggiore attenzione nei nostri riguardi. Delocalizzare è stato uno sbaglio e oggi, chi di dovere, deve correre ai ripari e fare in modo che investire nel nostro Paese ridiventi competitivo».
Sonic from Padova September 25th, 2005, 06:44 PM La Casa mimetica a Schio (Vicenza)
Si tratta di un edificio esistente trasformato in foresteria con 12 monolocali. L’edifico era brutto, il giardino bellissimo con due cedri secolari.
"Non potevo demolire l’edificio così l’ho mimetizzato nella natura".
Una forma di rinuncia all’architettura o meglio un esempio di esaltazione della natura. Il gioco cromatico viene ripreso all’interno in tonalità più soft. Il colore si estende a macchie su tutto il corpo dell’edificio annullandone spigoli e forme. Una opportunità di modellare l’edificio , senza intervenire sulla materia, ma utilizzando il solo effetto visivo.
It is the transformation of an existing building into a guest-quarter with 12 single-flats. The palace was unsightly but with a wonderful garden with two age-old cedars.
"I couldn’t demolish the building so I camouflaged it inside nature".
A way to renounce to architecture or better to exalt nature . The chromatic effect is repeated inside by softer colours. The spots of colour are all over the building, confusing corner and shapes. A way to model the built without intervening on the material, but only using chromatic effects.
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-{ Rick }- September 25th, 2005, 06:45 PM Eh bè, adesso è veramente invisibile ! :)
Sonic from Padova September 27th, 2005, 07:59 PM VIABILITÀ Ieri mattina a Palazzo Nievo firmato il protocollo di intesa tra Provincia e Comuni, condizione fondamentale per riaffrontare il problema
La bretella Ponte Alto - Isola Vicentina si farà
Progetto esecutivo entro dicembre. Soddisfatti gli industriali. Contrari Costabissara e Coldiretti. Astenuti Cgil Cisl e Uil
La bretella che dovrebbe congiungere Ponte Alto con Isola Vicentina si farà: i soldi non verranno utilizzati altrove e l'iter va avanti. È stato questo il risultato dell'incontro che, ieri mattina, ha visto riuniti nella sede della Provincia categorie economiche, organizzazioni sindacali e sindaci. E nei corridoi di Palazzo Nievo hanno fatto la loro apparizione anche alcuni rappresentanti del comitato dell'Albera che da sempre sostengono la realizzazione dell'opera e che ora sono in attesa di sapere cosa deciderà di fare il sindaco Enrico Hllweck quando il prossimo 30 settembre scadrà la seconda ordinanza anti tir.
Erano i primi giorni di settembre quando la giunta provinciale dopo giorni di lotta tra la Provincia e il Comune di Vicenza - che aveva incorporato a sé un chilometro di strada provinciale considerato indispensabile per la realizzazione della bretella scatenando la reazione di Palazzo Nievo che aveva deciso di "congelare" i soldi e bloccare l'iter - licenziava all'unanimità un protocollo d'intesa da far firmare a tutti i soggetti interessati direttamente ed indirettamente dall'infrastruttura. Questa la condizione "sine qua non" per la ripresa dei lavori. E ieri a firmare il documento sono stati la presidente Manuela Dal Lago, il Comune di Vicenza per mano del suo vicesindaco e il primo cittadino di Isola Vicentina mentre la firma dell'amministrazione di Monteviale arriverà a giorni perché nessun rappresentante è potuto essere presente.
Scontata invece l'opposizione del sindaco di Costabissara Giovanni Maria Forte che, come annunciato, rimane contrario al progetto, giunto ormai alla sua fase definitiva. A non firmare anche la Coldiretti che è d'accordo sulla realizzazione della bretella ma che ha fatto presente come alcune imprese agricole verrebbero di fatto tagliate in due chiedendo quindi di trovare soluzione a questo aspetto. Pure Cgil, Cisl e Uil si sono astenute perché, come spiega il segretario generale della Cgil Oscar Mancini, «esiste sì un problema di congestione del traffico, ma questo va discusso nell'ambito di un piano generale dei trasporti: il problema è che oggi manca un'idea di pianificazione urbanistica».
Compatte invece le categorie economiche e la Camera di commercio, tutti presenti, che hanno posto la loro firma in calce ad documento preparato da loro in cui sollecitano «l'amministrazione provinciale ad accelerare l'iter di approvazione definitiva del progetto». E se Rodolfo Mariotto, dell'Associazione industriali, esce dall'incontro «rinfrancato perché con la decisone di andare avanti è stata evitata una scelta mortale per il nostro territorio», la presidente Dal Lago spiega che «con queste firme ci sentiamo vincolati a proseguire».
L'attesa variante alla strada 46, dunque, dovrebbe arrivare per dicembre al progetto definitivo. «Con questo incontro si voleva capire se al di là di Costabissara si riteneva necessaria la costruzione dell'infrastruttura», spiega la presidente. «Perché in caso contrario i soldi, molti, che questa Provincia ha messo da parte a questo scopo sarebbero stati indirizzati verso altri utilizzi. Perché ricominciare tutto il procedimento da zero avrebbe significato un inutile sperpero di denaro pubblico e tempi infiniti. Tutti ci rendiamo conto che oggi, dopo 40 anni di gap infrastrutturale e una distribuzione urbanistica fatta malamente, è difficile realizzare nuove vie di comunicazione ma questi sacrifici sono necessari per il bene generale».
Sonic from Padova September 27th, 2005, 08:02 PM ROSSANO Cava ex Egaf, ultimatum del Comitato al sindaco Trevisan per la chiusura dopo l'incontro in Regione
«L'ordinanza o occupiamo il municipio»
Diana Marchetti non usa mezzi termini: «Comune e Provincia sono inadempienti»
Rossano Veneto
"Per il nostro comitato - dice perentoria Diana Marchetti - la Regione è a posto sia dal punto di vista politico che tecnico, avendo detto no alla cava con la mozione del consiglio regionale dell'agosto 2004 e con il decreto del febbraio scorso: inadempienti sono la Provincia ed il Comune. Il sindaco Trevisan - avverte la Marchetti - emetta l'ordinanza per la chiusura degli impianti di betonaggio oppure occuperemo il municipio".
Si surriscalda il clima a Rossano intorno alla faccende dell'ex Egaf. Ieri mattina il progetto di ampliamento della cava di via Cà Vico, presentanto dalla Biasuzzi spa, è stato illustrato a Venezia dai tecnici della ditta di Ponzano Veneto alla commissione regionale Via (Valutazione impatto ambientale) presieduta da Roberto Casarin.
Alla riunione erano presenti l'assessore provinciale alle cave Gasparotto, il sindaco Gilberto Trevisan e la coordinatrice del comitato "Salviamo Rossano" Diana Marchetti, che ha consegnato a Casarin la petizione popolare con le 1.700 firme dei cittadini e un filmato sulla cava. "La commissione - spiega Marchetti - ha preso atto del progetto della Biasuzzi, ma si è riservata di decidere. Sono convinta che avremo il parere non prima della fine dell'anno in quanto l'organo regionale deve essere rinnovato in novembre. Durante l'incontro - prosegue la coordinatrice - il commissario Dal Prà ha sollevato non poche perplessità dal punto di vista geologico sullo studio della Biasuzzi".
A margine della riunione sono emerse alcune novità, per quanto riguarda i controlli a carico della Provincia, che avrebbe avviato una "contestazione" nei confronti della Biasuzzi, e del Comune.
"La Provincia - dice il consigliere regionale diessino Claudio Rizzato - ha constatato che il ripristino all'interno del sito, imposto dal decreto regionale del febbraio scorso, non sta avvenendo correttamente e che gli impianti di betonaggio sono fuori legge. A questo punto il sindaco deve emettere un'ordinanza di chiusura degli impianti, con i quali la ditta continua a lavorare il materiale proveniente dall'esterno".
Sulla regolarità degli impianti lo stesso sindaco Trevisan ha ammesso che la Biasuzzi aveva presentato una richiesta di condono edilizio nel '96, però mai autorizzato dal comune. Dal canto suo la Marchetti, con non poco rammarico, fa presente che la commissione provinciale cave, riunitasi a Rossano due settimane fa, non ha ancora inviato in Regione il parere negativo al progetto.
Sonic from Padova September 30th, 2005, 03:47 PM CONTRO I LICENZIAMENTI
Ex Lanerossi, i sindacalisti saranno ricevuti dal ministro Maroni
Da Roma è arrivato ieri un segnale positivo per i 116 operai e 9 impiegati della ex Lanerossi, in odore di licenziamento per la procedura di mobilità aperta il 19 settembre dalla Marzotto. La prossima settimana i segretari nazionali del tessile-abbigliamento Sergio Spiller (Femca-Cisl), Teresa Bellanova (Filtea-Cgil) e Pasquale Rossetti (Ulita-Uil), che il 31 agosto e il 14 settembre hanno partecipato a Valdagno alle riunioni con i vertici della Marzotto, si recheranno nella capitale, al ministero del Welfare, per discutere con il ministro Roberto Maroni, o i suoi funzionari, del futuro dell'azienda simbolo della Valleogra, operativa dal 1817. E preparare assieme il tavolo d'incontro a Vicenza, nella sede della Provincia, precedentemente calendarizzato per il 12 settembre e rinviato a data da destinarsi. L'incontro con il ministro Roberto Maroni, che potrebbe aprire concrete prospettive di salvaguardia dei posti di lavoro per i 125 lavoratori, sembra vicino. In merito martedì alle 15 i sei componenti delle rsu della ex Lanerossi con i tre delegati sindacali della Femca, Filtea e Uilta si recheranno a Vicenza dal Prefetto, per discutere dei preparativi dell'incontro con il ministro. La Provincia e il Governo nazionale dunque si sono mossi e così l'annunciato sit-in dei lavoratori per lunedì pomeriggio sotto palazzo Nievo, sede della Provincia, non ci sarà. «Abbiamo ricevuto l'atteso segnale da parte del ministero del Welfare e così lunedì, anzichè portarci a Vicenza, sotto la sede della Provincia per solleciatre l'incontro con Roberto Maroni, ci troveremo -spiega Renato Omenetto della Filtea Cgil- in Sala mensa di viale dell'Industria, alle 14, per discutere tra noi in una nuova assemblea». Ieri mattina tra le bandiere sindacali e di lotta dei metalmeccanici che hanno sfilato, in sciopero, per il centro di Vicenza, hanno sventolato anche quelle della triplice sindacale del tessile-abbigliamento Femca-Filtea-Uilta.Vittorino Bernardi
Sonic from Padova October 4th, 2005, 07:12 PM LA CITTÀ CHE CAMBIA Pronto un provvedimento per le Acciaierie Valbruna
Area teatro, nuova bonifica
Si interverrà nella zona ovest tra viale Mazzini e via Btg. Framarin
(r.c.) Dopo l'ordinanza per la bonifica della parte est, ecco quella per la zona ovest. Non c'è pace per l'area tra viale Mazzini, via Battaglione Framarin e via Cairoli dove sta nascendo il nuovo teatro civico. Il Comune di Vicenza sta per emettere un nuovo provvedimento destinato alle Acciaierie Valbruna spa per la messa in sicurezza e la bonifica del lato ovest del terreno oggi dismesso, cioè quello che fino al 31 agosto scorso ospitava il parcheggio. «Sì, l'obiettivo è questo», sottolinea il vicesindaco e assessore all'Ambiente Valerio Sorrentino. Si tratta di un provvedimento annunciato, visto che il sottosuolo, un tempo sede dello stabilimento Valbruna, è inquinato. Da analisi effettuate in passato sarebbero presenti infatti metalli come piombo, rame, nichel, zinco e cadmio. Di qui la necessità di risanare l'area (di proprietà comunale) in vista del suo sviluppo urbanistico.
La suddetta ordinanza arriva poco tempo dopo quella emessa per il lotto ovest dello stesso sito, vale a dire per il terreno all'angolo tra viale Mazzini e via Battaglione Framarin, sempre appartenente al Comune. In quell'occasione il Comune aveva chiesto alle Acciaierie Valbruna spa "di procedere agli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale". Secondo quel provvedimento, "l'inquinamento riscontrato è evidentemente imputabile alle lavorazioni tipiche delle acciaierie". Anche in quest'ultimo caso lo scopo è "risanare" lo spicchio di terreno in vista della possibile realizzazione della nuova sede della Camera di Commercio e della palazzina degli uffici comunali.
Poco più in là, nell'area dismessa di via Cattaneo (ex acciaierie Beltrame), sono invece previsti carotaggi per verificare la quantità dei cosiddetti "Pcb", cioè poli-cloruri-difenili (idrocarburi leggeri e pesanti).
Sonic from Padova October 6th, 2005, 04:36 PM Il restauro italiano nei circoli veneti
(l.p.) La cultura italiana del restauro sbarca nei circoli veneti del pianeta. È una iniziativa dell'Ente Vicentini nel Mondo - fresco dei festeggiamenti per il mezzo secolo di attività - che in Australia ha appena concluso il suo terzo corso dedicato al recupero architettonico, dopo le esperienze in Brasile e in Argentina. Anche quest'anno, in collaborazione con la Regione Veneto e con i Circoli Vicentini di Sydney e Melbourne, l'ente ha dato appuntamento a ingegneri, liberi professionisti o dipendenti pubblici del settore per una 2 giorni dedicata al tema della conservazione e del restauro dei beni monumentali. E se l'origine vicentina o veneta era il titolo preferenziale per partecipare ai corsi, non è mancata la presenza di qualche indigeno doc. A fare lezione (in italiano con traduzione simultanea) sono stati il prof. Ruggero Boschi, docente e rappresentante del ministero per i Beni culturali al Consiglio d'Europa e l'ing. Ferruccio Zecchin, presidente della commissione cultura dell'Ente Vicentini nel mondo, specialista in restauro e beni monumentali. E i risultati, solo quest'anno, sono stati molto soddisfacenti con 63 iscritti a Sydney e 43 a Melbourne. «L'intento è quello di portare nel mondo la nostra esperienza italiana e vicentina in particolar modo», spiega Giuseppe Sbalchiero presidente dei Vicentini nel mondo. «Si tratta di nazioni relativamente recenti, dove gli edifici più antichi hanno al massimo qualche centinaio di anni. L'idea nasce dall'esigenza di andare incontro alle richieste dei nostri emigrati che operano nel settore dei beni architettonici. Ogni anno invitiamo alcuni di questi ragazzi a frequentare un corso al Cisa. Purtroppo però la loro presenza è sempre limitata perchè la trasferta è costosa. Così abbiamo deciso di portare questa esperienza direttamente a casa loro». Oltre alla parte teorica, i corsi si avvalgono anche di qualche lezione dimostrativa dei restauri effettuati a Vicenza, racconta il prof. Boschi: «È un modo per far conoscere ai vicentini di seconda o terza generazione la loro città d'origine».
Falcon83 October 6th, 2005, 06:27 PM proporrei un gemellaggio tra vicenza e la cina;)
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=265335
Sonic from Padova October 7th, 2005, 06:28 PM AMBIENTE Summit tecnico allArpav a cui ha partecipato il vicesindaco Sorrentino. «Mancava la Provincia. Ora invieremo i verbali della riunione ai responsabili di palazzo Nievo»»
Bonifica all'ex Zambon, si decide dopo gli esami
Nuove indagini saranno effettuate sul terreno inquinato di via Cappuccini, dove sorgeva lazienda farmaceutica
(r.c.) All'ex Zambon servirà una bonifica? La risposta si conoscerà dopo le nuove indagini che saranno effettuate sul terreno inquinato di via Cappuccini, area oggi dismessa ma fino ai primi anni Ottanta occupata da una nota azienda farmaceutica, la "Zambon Group srl".È questo l'esito del summit che ha avuto luogo ieri all'Arpav (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) di via Spalato. Un summit tecnico sul tema della messa in sicurezza dell'area a cui ha preso parte, tra gli altri, il vicesindaco e assessore comunale all'Ambiente Valerio Sorrentino. «Ma mancava la Provincia - ha sottolineato quest'ultimo - Mi chiedo perché. Eppure era stata invitata. Ora invieremo i verbali della riunione ai responsabili di Palazzo Nievo». Il futuro dell'ex Zambon dunque appare ancora incerto. Le analisi effettuate finora non hanno convinto i tecnici. «Di qui la necessità di effettuare nuove indagini - ha spiegato Sorrentino - In base ai risultati capiremo se servirà la bonifica».
In passato le analisi del primo dei quattro pozzi interrati avevano dato esiti allarmanti. L'area risultava inquinata da monoclorobenzene (cinquemila volte superiore ai limiti di legge) e benzene (duemila volte). Seguì la sua messa in sicurezza. Dati più confortanti invece dalle analisi di altri due pozzi. Nel frattempo sono continuate le operazioni di monitoraggio.
Ma la vera partita si giocherà attorno alla questione dell'eventuale bonifica che, fa capire l'assessore, potrebbe non essere più necessaria. In questo caso il risparmio di denaro sarebbe notevole (ma non è stato ancora chiarito chi dovrebbe accollarsi la spesa). Sorrentino ha già detto che, in caso di bonifica, se i costi non saranno sostenuti dai privati, il Comune chiederà l'intervento della Regione o dello Stato attraverso la dichiarazione del sito "di interesse nazionale".
Sonic from Padova October 7th, 2005, 06:29 PM OPERE PUBBLICHE
Entro la metà ottobre avrà la pista che chiedevano gli atleti e le società sportive
Campo di via Rosmini, concluso il lifting
(r.c.) Sulla carta la fine dei lavori è prevista il prossimo 15 ottobre. Entro quella data lo storico campo di atletica di via Rosmini avrà finalmente una pista nuova di zecca, come chiedevano atleti e società che lo utilizzano. «Il 12 ottobre si riunirà la commissione comunale competente chiamata a dare l'autorizzazione ufficiale all'apertura. Se tutto andrà bene, dalla metà di ottobre sportivi e pubblico potranno riprendere a frequentare l'impianto», sottolinea l'assessore comunale ai Servizi sportivi Gianfranco Morsoletto. Volge al termine dunque l'atteso lifting dell'unico campo di atletica cittadino, per il quale la Regione Veneto ha devoluto 260 mila euro destinati al recupero della dissestata pista, l'opera più importante. Complessivamente il costo del restauro è stato di 520 mila euro necessari per la sistemazione delle tribune (sotto le quali troveranno posto servizi igienici per disabili), la realizzazione di un punto di ristoro, di una sala per il pronto intervento e un magazzino. L'obiettivo era quello di riqualificare il fatiscente impianto sportivo che sorge accanto al palasport.Ma il programma lavori non finisce qui. In futuro, ricorda l'assessore, dovranno essere rifatte pavimentazioni e recinzioni. Da rivedere anche le alberature e la copetura. Il costo di questi interventi è di 30 mila euro (non ancora inseriti in bilancio). Terza e ultima fase dei lavori prevede il raddoppio degli spogliatoi. «A quel punto potremo dire di avere un impianto a regola d'arte», aggiunge Morsoletto. Insomma, la ristrutturazione del campo di atletica non è che all'inizio, ma intanto grazie alla sistemazione della pista ha riconquistato l'agibilità. La struttura di via Rosmini, intitolata a "Guido Perraro", è stata realizzata nel 1956 e da anni era abbandonata a se stessa senza manutenzione.
GENIUS LOCI October 9th, 2005, 10:45 PM TEATRO COMUNALE - VICENZA
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P10/F10-01.jpg
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http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P10/F10-03.jpg
http://www.architettivalle.net/pagine/progetto10.htm
Sonic from Padova October 18th, 2005, 07:03 PM EDILIZIA Domani si riunisce la speciale Commissione
Nuovo palazzo di giustizia all'esame tredici progetti
Vicenza
Prende ufficialmente il via l'iter burocratico che porterà ai lavori per la realizzazione del nuovo palazzo di giustizia in Borgo Berga. Domani in Comune si riunirà per la prima volta la speciale Commissione formata da esperti comunali e ordini professionali chiamata a giudicare i 13 progetti presentati la settimana scorsa nell'ambito del bando di gara europea per l'appalto da 23 milioni di euro, finanziati dal Ministero di Grazia e Giustizia. Questo l'elenco delle ditte in gara: Guerrino Pivato spa di Brescia, Consta di Roma, Mazzi imprese, Generale costruzioni spa di Verona, Bonatti spa di Parma, Codelfa spa di Alessandria, Intercantieri Vittadello spa di Padova, Aldo Pollonio spa di Brescia, Clea sc. di Venezia, Rigotti spa di Trento, Sacaim spa di Venezia, Cosfara spa di Fara Vicentino e Cm Consorzio nazionale cooperative di produzione e lavoro di Bologna.
Una di queste sarà la vincitrice e costruirà l'atteso tribunale che sostituirà quello di contra' Santa Corona. Se tutto andrà bene i lavori prenderanno il via entro i primi mesi del 2006. Il tribunale sarà quindi pronto nel giro di un paio d'anni. Per evitare problemi com'è accaduto per il cantiere del teatro civico di viale Mazzini, la gara non terrà conto solo dell'offerta economicamente più vantaggiosa ma anche delle soluzioni migliorative proposte, dell'organizzazione e della qualità della struttura operativa, della manutenzione e del tempo impiegato per la realizzazione dell'edificio.Grazie alla recente normativa sui pubblici appalti, le voci legate alla professionalità delle ditte avranno il sessanta per cento del peso della gara. Per esempio saranno assegnati 8 punti a chi presenterà migliorìe per isolamenti termici e acustici, 15 punti sull'organizzazione e qualità dell'azienda e così via.Roberto Cervellin
Articolo allegato (http://www.presider.it/news.php?id=00134)
Sonic from Padova October 18th, 2005, 07:06 PM SAN PIO X Ieri l’inaugurazione con l’assessore Cicero
Nuova pista in via Calvi Ma manca ancora la fine
(e.s.) Inaugurato ieri tra l'indifferenza dei cittadini la nuova pista ciclo-pedonabile di via Calvi, in quartiere San Pio X. Anzi qualche passante ha persino rimproverato scherzosamente all'assessore Claudio Cicero di aver fatto un'inaugurazione a sorpresa per non permettere il ripetersi delle proteste del passato, quando venne inaugurato il primo pezzo della ciclabile di via Calvi. Ieri, come oggi, la priorità per cittadini è avere un passaggio che permetta di raggiungere via Meschinelli, dall'altra parte dei binari della ferrovia Vicenza-Treviso. «E infatti il terzo stralcio del progetto prevede proprio la realizzazione di questo passaggio nel programma triennale 2005-2007», si è affrettato a precisare Cicero. L'intervento presentato ieri collega via Calvi con via Giorgione, passando attraverso il parcheggio di via Piazzetta, di fronte al campo da calcio, e il parco giochi di via Giuriato. In sostanza, invece di percorrere tutta via Calvi, i ciclisti potranno correre lungo questa nuova lingua di asfalto lunga circa 250 metri e larga 2.50, che attraversa un'area verde già esistente. I lavorati, consegnati a giugno, sono stati portati a termine dall'impresa Coima di Camisano Vicentino, per un importo complessivo di sessanta mila euro più iva.
Sonic from Padova October 18th, 2005, 07:07 PM BRENDOLA Sabato prossimo un serpentone di auto partirà da piazzetta Delle risorgive per raggiungere il municipio e consegnare al sindaco 1500 firme
Il comitato di Pedocchio in corteo contro la bretella
No al tratto compreso tra il casello e l’ex statale 500. «Speriamo che l’amministrazione non resti insensibile alle richieste dei cittadini»
Brendola
Il Comitato di Pedocchio si prepara a manifestare contro la bretella. Sabato 22, un lungo serpentone d'auto partirà alle 10.30 dalla Piazzetta delle Risorgive (di fronte al supermercato SMA) per raggiungere la sede municipale e consegnare ufficialmente al sindaco le oltre 1500 firme raccolte contro il nuovo, tanto discusso tratto di strada. Per tutta la mattina sarà inoltre aperto in piazza un banchetto informativo sulle attività del gruppo. La nuova bretella dovrebbe fungere da collegamento tra il nuovo casello autostradale e la ex strada statale 500, innestandosi sulla provinciale a ridosso della frazione di Pedocchio, mediante un'enorme rotatoria ed una strada di congiungimento con Madonna dei Prati.Ma se sull'utilità e sull'importanza del nuovo casello nessuno discute, la nuova bretella sembra invece non piacere a molti cittadini. Per cercare di bloccarne la realizzazione da tempo è attivo a Brendola il Comitato spontaneo di Pedocchio, con oltre quaranta iscritti. «Riteniamo che la valutazione d'impatto ambientale presenti alcune evidenti lacune. - aveva spiegato Guido Zilli, esponente del comitato, in una assemblea pubblica - Consideriamo indispensabile la creazione di un nuovo casello autostradale, ma non capiamo l'utilità né dell'enorme rotatoria in programma, né di una bretella che non servirebbe ad accorciare il tragitto degli abitanti per raggiungere l'autostrada». Secondo il comitato le conseguenze sarebbero un inevitabile aumento delle concentrazioni di pm10. «Consideriamo un enorme successo l'aver raccolto, in poco tempo - hanno spiegato gli esponenti del comitato - un numero così elevato di firme ed auspichiamo che l'amministrazione non rimanga insensibile di fronte alle legittime richieste dei cittadini».
Mr_Beat October 18th, 2005, 09:34 PM BRENDOLA Sabato prossimo un serpentone di auto partirà da piazzetta Delle risorgive per raggiungere il municipio e consegnare al sindaco 1500 firme
Il comitato di Pedocchio in corteo contro la bretella
No al tratto compreso tra il casello e l’ex statale 500. «Speriamo che l’amministrazione non resti insensibile alle richieste dei cittadini»
Brendola
Il Comitato di Pedocchio si prepara a manifestare contro la bretella. Sabato 22, un lungo serpentone d'auto partirà alle 10.30 dalla Piazzetta delle Risorgive (di fronte al supermercato SMA) per raggiungere la sede municipale e consegnare ufficialmente al sindaco le oltre 1500 firme raccolte contro il nuovo, tanto discusso tratto di strada. Per tutta la mattina sarà inoltre aperto in piazza un banchetto informativo sulle attività del gruppo. La nuova bretella dovrebbe fungere da collegamento tra il nuovo casello autostradale e la ex strada statale 500, innestandosi sulla provinciale a ridosso della frazione di Pedocchio, mediante un'enorme rotatoria ed una strada di congiungimento con Madonna dei Prati.Ma se sull'utilità e sull'importanza del nuovo casello nessuno discute, la nuova bretella sembra invece non piacere a molti cittadini. Per cercare di bloccarne la realizzazione da tempo è attivo a Brendola il Comitato spontaneo di Pedocchio, con oltre quaranta iscritti. «Riteniamo che la valutazione d'impatto ambientale presenti alcune evidenti lacune. - aveva spiegato Guido Zilli, esponente del comitato, in una assemblea pubblica - Consideriamo indispensabile la creazione di un nuovo casello autostradale, ma non capiamo l'utilità né dell'enorme rotatoria in programma, né di una bretella che non servirebbe ad accorciare il tragitto degli abitanti per raggiungere l'autostrada». Secondo il comitato le conseguenze sarebbero un inevitabile aumento delle concentrazioni di pm10. «Consideriamo un enorme successo l'aver raccolto, in poco tempo - hanno spiegato gli esponenti del comitato - un numero così elevato di firme ed auspichiamo che l'amministrazione non rimanga insensibile di fronte alle legittime richieste dei cittadini».
Parlano di Pm10 e poi il corteo per consegnare le firme lo fanno in macchina! Un lungo serpentone di auto! Fantastico... :lol:
Sonic from Padova October 24th, 2005, 07:56 PM Vicenza - In corso Padova un intervento innovativo e di grande valenza urbanistica e architettonica
Nasce 'Borgo San Giuliano' La riqualificazione dell'ex concessionaria FIAT'SAVI in via di ultimazione Nelle dodici abitazioni niente mini'appartamenti solo unità residenziali di prestigio dotate di ampi spazi Un complesso immerso nel verde direttamente collegato ai servizi
In corso Padova è oramai avviata a conclusione la realizzazione di uno dei più importanti interventi di riqualificazione urbana progettati in città, la trasformazione cioè dell'ex concessionaria FIAT SAVI in un nuovo, prestigioso complesso residenziale cui, per recuperare l'antica denominazione dell'area che lo accoglie, è stato dato il nome di 'Borgo San Giuliano'.
Il progetto di trasformazione dello storico complesso direzionale e artigianale, elaborato dagli architetti Piergiuseppe Valente e Martino Chiesa, interessa non solo il fabbricato noto a tutti che si affaccia su corso Padova ma anche le ex officine situate all'interno dell'isolato. Si tratta, come si è ben capito, di un intervento che per la sua concezione e la sua dimensione rappresenta per Vicenza sotto il profilo urbanistico e architettonico un evento assolutamente unico, ideato per dare la risposta più alta, più avanzata alla qualità abitativa nonché adottando tutte quelle soluzioni e quegli impieghi impiantistici e di rifinitura che ne garantiscano il più elevato livello costruttivo.
Insomma, un'opera di grande valenza, indubbiamente destinata a dare a questa parte della città un'immagine rimarchevole, distintiva, sicuramente originale. Un'opera che vale la pena di conoscere più da vicino, quanto meno nei suoi aspetti più peculiari. Ovviamente sarà conservato il volume direzionale, fortemente caratterizzato dalla sagoma che crea un invaso semicircolare delimitato da due torri, così ben radicato nel tessuto urbano e che rappresenta una testimonianza singolare e significativa dell'architettura del dopoguerra. L'intervento qui è indirizzato al restauro dell'esistente la cui singolarità è stata sottolineata con una nuova colorazione rossa della facciata e al rinnovo completo della corte di accesso e collegamento con corso Padova.
Il vero fulcro del progetto è dunque è la retrostante area artigianale che è stata recuperata e riconvertita alla più coerente destinazione residenziale, operando una ricucitura in una zona,quella oltre l'antica porta di Padova, ricca di verde e a vocazione prevalentemente abitativa. Il progetto di trasformazione delle ex officine è stato sviluppato attorno a due temi considerati essenziali: il recupero della dimensione abitativa a misura d'uomo e la coerenza con il carattere di città'giardino dell'edificato circostante. Intonata, allora, la scelta dei progettisti di sviluppare le unità residenziali come case singole affiancate di soli due piani fuori terra che si affacciano su giardini privati e che sono collegate a corso Padova da un viale pedonale. Il risultato ' come mette ben in evidenza il progetto ? è un 'borgo verde' privato e riservato, separato dal traffico e dal rumore, e però armoniosamente e direttamente immerso nelle attività, nei servizi, nei commerci, nei collegamenti del centro in espansione di Vicenza.
Ed ecco la novità, l'originalità dell'intervento: la scelta dell'organizzazione a corte è alternativa, inedita rispetto alla consuetudine costruttiva dei complessi residenziali. Il grande spazio aperto su cui si espongono le abitazioni fa sì che la distanza tra le case sia di tredici'quindici metri rispetto ai dieci metri che attualmente, di norma, separano tra loro i condomini di nuova costruzione. Distanze, quindi, nel nuovo 'Borgo San Giuliano' sensibilmente superiori a quelle abitualmente adottate e che lasciano ai residenti spazi ben maggiori. Inoltre è stato possibile anche ottenere maggiore luminosità all'interno delle stanze, specialmente al piano terreno che ospita le zone giorno, e maggiore privacy in ogni unità con la realizzazione di siepi e alberature fiancheggianti il viale pedonale centrale.
Per quanto riguarda le dimensioni delle unità, il complesso è stato suddiviso in sole dodici case di grandezza omogenea, evitando di inserire appartamenti di piccola metratura, di taglio meramente speculativo, normalmente destinati al mercato della locazione. Ciò al fine di ottenere il medesimo livello di interesse e di cura per ogni proprietà. Oltre alle scelte che riguardano il complesso nel suo insieme, è stata posta particolare attenzione alla ricerca del comfort abitativo all'interno di ogni singola edificazione. La circolazione dei veicoli inoltre è separata da quella pedonale all'ingresso della corte. Una rampa infatti scende verso un percorso sotterraneo di distribuzione alle autorimesse tutte direttamente collegate alle abitazioni attraverso una scala interna che dà accesso alla zona giorno. Le dimensioni delle stanze di soggiorno, delle camere e dei servizi sono sensibilmente superiori alle ridotte superfici entro cui molte recenti realizzazioni immobiliari hanno ristretto la vita domestica.
Anche la dotazione dei locali accessori e di servizio è superiore alla media per rispondere al crescente bisogno di ricovero delle attrezzature per la conduzione della casa, per il lavoro e per il tempo libero. La dotazione di impianti e il livello delle finiture sono naturalmente coerenti con la qualità architettonica dell'intervento e l'esecuzione dei lavori è stata appaltata a ditte note della zona, di provata affidabilità perché operanti nei loro settori da ormai molti anni. Un complesso dunque ' 'Borgo San Giuliano' ' in fase di ultimazione, dopo due anni lavoro, che si presume verrà completato nei primi mesi del 2006. Un intervento urbanistico'architettonico che sicuramente, come si accennava, oltre che dai residenti sarà apprezzato anche per la sua eleganza, per la sua distinzione dalla generalità dei cittadini. Va sottolineato a questo proposito che chi lo desidera può tranquillamente visitare il cantiere magari anche soltanto per curiosità, rendersi conto delle caratteristiche dell'intervento rivolgendosi all'Ufficio Immobiliare Zanguio (tel. 0444'544433) cui è affidata la commercializzazione del complesso.
Sonic from Padova November 12th, 2005, 05:35 PM NUOVI SERVIZI
Bus navetta serali ai parcheggi esterni e sosta agevolata a chi lavora in centro
(r.c.) Collegamenti serali di bus navetta tra la città e i parcheggi esterni e sosta agevolata per chi lavora in centro. È quanto chiedono i consiglieri comunali Sandro Guaiti (Margherita) e Giovanni Rolando (Ds) in un'interpellanza presentata in Comune sul problema della mobilità serale. Ma l'assessore Claudio Cicero replica: «I bus di sera sono vuoti. Istituiremo il servizio di taxi a chiamata». Il problema, secondo Guaiti e Rolando, nasce dal fatto che il bus navetta è attivo fino alle 20.30. «Questo obbliga le persone che lavorano in centro storico con orario 15.30-23/24 ad utilizzare l'auto. Si tratta in particolare di donne che non usano i parking di interscambio perché all'uscita dal lavoro non sono più collegati con il centro città e temono per la loro sicurezza nel percorrere a quell'ora della notte lunghi tragitti di strada a piedi, particolarmente gravosi nei mesi invernali».
Di qui, proseguono i consiglieri, i disagi. «Queste lavoratrici, non perché non sanno staccarsi dall'auto ma perché non possono fare altrimenti, sono sempre alla ricerca di un posto auto comodo per il lavoro. In più devono fare fronte al caro parcheggio, utilizzato mediamente per 6-8 ore per un costo di 5-7 euro al giorno e di 130-160 euro mensili».
La proposta è che il Comune equipari questi lavoratori ai residenti in modo che possano beneficiare delle agevolazioni previste per gli abbonamenti della sosta. «Le tariffe degli abbonamenti mensili e annuali dovrebbero essere ridotte almeno del 20\%. Sindaco e giunta in alternativa potrebbero attivare il servizio di bus navetta fino a mezzanotte». Ma Cicero non ci sta: «Di sera i bus sono vuoti. Non avrebbe senso attivare corse solo per pochi. L'alternativa è studiare un servizio flessibile come il taxi a chiamata. Gli abbonamenti per la sosta? Costano poco».
Sonic from Padova November 12th, 2005, 05:41 PM VICENZA BUSINESS TOWER
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Link - Informazioni (http://www.edilbasso.it/realizzazioni.php?frmtipologie=rea#)
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Sonic from Padova December 8th, 2005, 09:25 PM CASSOLA Interrogazione al consiglio di domani sera sui "punti neri" di via Asiago, via Marzabotto, e non solo
«Viabilità a San Zeno inadeguata al carico di traffico»
Cassola
Curve secche a 90 gradi, carreggiate troppe strette, immissioni poco visibili. È la lista nera di Via Asiago, a San Zeno, contenuta nell'interrogazione presentata dal consigliere Giuseppe Petucco in vista del consiglio di venerdì sera.
La via di collegamento est - ovest con la Statale 47 e il San Bassiano ed ovest - est con i magazzini Nico, non sarebbe più adeguata al traffico sostenuto. In particolare il consigliere punta il dito sulle "2 curve a 90 gradi di cui una con un guard rail interrotto da un passo carraio proprio nel fulcro dove maggiormente sarebbe necessario"; e sulla "ristrettezza della carreggiata aggravata dalla presenza di un fossato". Ne risulterebbe una percorrenza compromessa, specie nelle ore notturne e in caso di nebbia. E poi "l'incrocio in prossimità dei magazzini Nico con via don Concato è teatro di frequenti incidenti, perché non sufficientemente segnalato", come ciliegina sulla torta di una San Zeno "ingabbiata da ben 3 passaggi a livello, due lungo la linea ferroviaria Trento/Venezia; uno sulla linea Padova/Bassano. Il disagio creato da questa situazione, con il tempo, è andato crescendo - scrive Petucco -. E a questo si aggiunga il forte aumento del traffico nella frazione dopo l'apertura di sempre nuovi punti di vendita. San Zeno ha una viabilità assolutamente inadeguata alla crescita urbanistica degli ultimi anni". Ulteriori prove? Via Marzabotto, in direzione Rosà, che collega San Zeno con il Palasport rosatese e la birreria Centopercento: "Si tratta di una strada molto stretta e priva di illuminazione, particolarmente frequentata nelle ore serali". Ancora, l'immissione da via San Zeno in via Croceron, che obbliga "ad uscire dalla linea di stop con quasi tutta la parte anteriore del veicolo, essendo la visibilità ostruita da una recinzione in muratura". Tracciato il quadro, Petucco chiede allora all'amministrazione come intenda intervenire nei diversi "punti neri".
L'assessore alla viabilità Marcellino Tessarolo, raggiunto telefonicamente ha detto che "c'è un progetto Anas di viabilità in atto. Il sindaco Pasinato da me delegato risponderà in consiglio".
Sonic from Padova December 8th, 2005, 09:27 PM SANITÀ
Tagli alla Sanità, il sindaco si chiama fuori
«I sindacati della sanità in arrivo a Palazzo Trissino? Vengano pure, ma sarà tempo perso». Il sindaco Enrico Hllweck smorza sul nascere le velleità delle Rsu dell'Asl 6 che hanno annunciato di voler portare le magagne della sanità alla seduta consiliare della settimana prossima. Non è il Comune, spiega il primo cittadino, ad avere voce in capitolo sulla sanità, ma la Conferenza dei sindaci. Una risposta che scatena le critiche dell'opposizione: «Le problematiche dell'ospedale della sua città lo riguardano in prima persona, non può chiamarsi fuori». Hllweck respinge le accuse di disinteresse che gli vengono mosse anche dai sindacati, che lo hanno tacciato di insensibilità, «tanto più grave trattandosi di un medico». Chiarisce lui: «Fino a tre anni fa ero presidente della Conferenza dei sindaci e dunque avevo possibilità di azione. Adesso ho il potere di un qualsiasi cittadino. Il mio ruolo di medico? È una posizione assolutamente separata da quella politica: posso essere amico di Alessandri, ma questo non incide nella realtà dei fatti».
Secondo Hllweck sono l'Asl ed Eleutherios Prezialis, presidente della Conferenza dei sindaci, a dover premere per avere più fondi dalla Regione: «Se fossi al posto di Alessandri sarei molto arrabbiato. Padova e Verona si mangiano tutto e alla piccola Vicenza restano le briciole». Prezialis, nel suo piccolo, si sta muovendo. Lunedì incontrerà prima le Rsu dell'ospedale, poi gli altri presidenti delle Conferenze dei sindaci e i consiglieri regionali. Ma per Ds e Margherita anche il primo cittadino di Vicenza dovrebbe unirsi al gruppo. Punta il dito Luigi Poletto, capogruppo consiliare dei Ds: «Hllweck era assente anche quando era presidente della Conferenza dei sindaci, dopo è addirittura scomparso. Come sindaco della città ora è suo dovere interessarsi al suo ospedale». Sulla stessa lunghezza d'onda Marino Quaresimin, capogruppo della Margherita: «Il sindaco non può ignorare il San Bortolo - scandisce -. Il minimo che dovrebbe fare è un pressing nei confronti della Regione perché riveda la decisione di bloccare le assunzioni».
Difende Hllweck la Lega Nord, attraverso l'assessore Davide Piazza: «L'accusa di disinteresse che arriva dai sindacati è una strumentalizzazione politica. Parole ingiuste e infondate, perché sia io che il sindaco abbiamo seguito con costanza i nodi della sanità vicentina. E il 15 ci troveremo per delineare tutta la programmazione dell'Asl 6 relativa al prossimo anno».
Sonic from Padova December 22nd, 2005, 11:01 PM Consorzio Acque del Chiampo
Si tratta di un centro di depurazione delle acque prodotte da numerose concerie della zona. Un edificio costituito da due blocchi in calcestruzzo prefabbricato, rivestiti di alluminio ondulato, molto ravvicinati tra loro, uno adibito alla manutenzione dei depuratori, l’altro ad uffici. Sui lati nord e sud vi è assenza di affacci al fine di isolare il complesso dai fabbricati circostanti. Le grandi facciate vetrate che caratterizzano i lati est ed ovest di ciascuna unità aprono la veduta sulla campagna circostante e consentono l’affaccio su di una calle interna ricavata da un taglio tra le due strutture dove è situato l’ingresso. L’interno si sviluppa su tre livelli comunicanti tra loro e che si affacciano su di una grande corte centrale coperta nella quale sono situati la reception, l'ascensore trasparente, il grande volume nero della scala e le passerelle. Oltre a queste funzioni, lo spazio centrale è adibito anche a luogo di incontro ed esposizioni. I pavimenti sono in resina di colore grigio perla, le scale in lamiera e gomma nera.
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fcom1 December 23rd, 2005, 12:32 PM ^^ Bellissimo!
Sonic from Padova December 27th, 2005, 12:49 PM Ufficio 039
Intervento di trasformazione di un fabbricato residenziale su due piani in direzionale. Il progetto parte da un telaio strutturale esistente e rimonta le facciate in una sequenza di parallelepipedi regolari intersecati fra loro. L'intersezione continua all'interno dove produce la definizione dei locali. I differenti materiali di rivestimento ne definiscono le funzioni. Ferro, legno, vetro, ardesia e cemento vengono utilizzati senza trattamenti specifici e al massimo delle dimensioni reperibili in produzione. Il fruitore entra in contatto con materiali astratti, li consuma e segna lo scorrere del tempo con le proprie attività.
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Sonic from Padova December 27th, 2005, 12:52 PM Neores Complex
In una zona affollata da costruzioni utilitarie varie, resa squallida da una fitta rete d’opifici e capannoni senza qualità, ha trovato posto il complesso misto industrial-commerciale Neores,. Si tratta di un intervento su un’area di poco più di 40.000 mq caratterizzato da tratti di originale concezione , così come da vicende di rapida realizzazione (i 130.000 mc dello scavo sono stati portati a termine nel 1999, mentre i getti già nel 2000 ne avevano delineato l’intera struttura, sotto e sopra terra) e di recente completamento (gli edifici, e poi gli esterni, sono stati finiti tra marzo e maggio del 2001). La riflessione progettuale si è concentrata sulle caratteristiche del sito, al margine della zona industriale e delimitato da uno svincolo stradale, l’idea di uno sviluppo compatibile nei confronti del territorio, il riesame della concezione stessa di un usuale insediamento produttivo e commercial-direttivo, di un complesso che tenga fabbrica e uffici assieme, l’ipotesi di una “architettura di servizio”, in buona misura sottrattiva e ipogea, tesa cioè a celarsi ove possibile e ad esporsi solo ove necessario.Collocare l’intera gamma dei prodotti sotto quota zero ha significato rimodulare l’idea tradizionale della fabbrica, trasformandola in una cavità, nascosta 22 metri sottoterra e non invasiva nella percezione del paesaggio; conseguentemente, si è limitato il fuori-terra a una sorta di leggera stele trasparente, che emerge dall’ampio parterre verde per 7 piani: la grande hall del livello zero, i piani tipo organizzati da luminose piante libere a open-space per gli uffici, l’ultimo è riservato a funzioni di direzione e presidenza, con sale riunione e consiglio, spazi di segreteria, nonché un candido giardino pensile.Ai 600 mq di superficie coperta nel lotto rispondono così 3600 mq utili fuori terra e 19.000 mq sotto terra. Nella distesa verde emergono le prese d’aria “navali” e le rampe d’accesso, a settentrione la piastra grossomodo quadrata divisa in settori rettangolari e caratterizzata da un disegno d’assieme d’ispirazione organico-fitomorfica, ove si alternano il brecciolino al prato. I prospetti sulla piazzetta animati da un disegno a dente di sega, gli altri tesi a involucrare la trasparenza dell’insieme, robustamente contraffortata dalla spartana rudezza delle vie di fuga. Al nitido candore diurno degli interni risponde, al calar delle ombre, una sequenza di cangianti luci artificiali, servite da un sistema appositamente congegnato per i montanti delle reseghe e i marcapiano, in grado di animare con varianza programmata l’immagine del parallelepipedo di vetro.
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Sonic from Padova December 27th, 2005, 12:54 PM Nuova sede degli uffici di Dalla Verde a Montecchio Maggiore
Cibic&Partners, noto studio di architettura e design, ha realizzato per Dalla Verde, ditta costruttrice che opera nel campo dell’edilizia e in ambito immobiliare, la nuova sede degli uffici a Montecchio Maggiore, Vicenza.
L’idea era quella di creare un edificio polifunzionale, di circa 1000 mq., che fosse di forte impatto visivo e che diventasse una sorta di punto di riferimento per l’area circostante e per il paese, dominato dai castelli di Giulietta e Romeo.
Un edificio unico, a forma trapezioedale, composto da due volumi, differenti sia per altezza che per struttura :
- un corpo, quello che affaccia su Via Veneto la via principale, si erge a torre e ospita gli uffici dell’impresa.
L’esterno, intonaco di colore rosso mattone acquerellato, è caratterizzato da finestre di dimensioni diverse, disposte seguendo la logica dell’armonia delle differenze e dell’equilibrio nella composizione architettonica.
Illuminate dall’interno, insieme al finto tetto tracciato con dei tubolari, danno alla torre le sembianze di una grande lanterna che di notte viene sempre lasciata accesa.
All’interno nell’area antestante la zona uffici, Cibic&Partners ha ricavato un importante spazio ( circa 250 mq) che la Dalla Verde può utilizzare per l’esposizione.
Una scala con struttura metallica, gradini in legno di rovere spazzolato e parapetti in vetro, conduce al piano superiore dove si trova la reception.
Da qui, attraverso un corridoi di distribuzione, si accede agli uffici, alla sala d’attesa e alle due sale riunioni.
I serramenti in alluminio con retrocamera garantiscono un elevato comfort acustico e visivo all’interno degli uffici.
- l’altro volume, con struttura in cemento armato, rivestito in Lecabloc bi-color effetto pietra, per contrapposizione, è più basso e lungo e osserva, sia nelle finestrature che nella struttura, una geometria molto più regolare.
Lo spazio al piano terra è stato pensato per negozi e uffici, mentre al primo piano si trovano gli uffici operativi della Dalla Verde, chiusi al pubblico. Tutto il secondo piano è adibito a residenza.
La copertura dell’edificio e lo spessore variabile del tetto contribuiscono al raffrescamento passivo dell’edificio che sfrutta, quindi, un sistema a basso consumo energetico basato sul riscaldamento invernale e sul raffrescamento estivo delle strutture.
La struttura è in calcestruzzo prefabbricato formata da un nucleo centrale in setti di irrigidimento dove scorre una parte degli impianti.
Particolare attenzione è stata data agli spazi esterni quali il giardino, il verde le relative alberature e alle pavimentazioni dei percorsi.
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Paxromana January 20th, 2006, 01:55 PM DIFESA: MARTINO A INAUGURAZIONE SEDE DI EUROGENDFOR
(AGI) - Roma, 19 gen. - Il ministro della Difesa, Antonio Martino, sara' lunedi' 23 gennaio a Vicenza, alla cerimonia di inaugurazione della sede del Quartier Generale della Forza di Gendarmeria Europea denominata EUROGENDFOR.
All'evento, che avra' luogo presso la caserma "Gen. A.
Chinotto", saranno presenti i rappresentanti dei Governi dei Paesi che partecipano alla Forza: i Ministri della Difesa francese, Miche'le Alliot-Marie, e olandese, Henk G. J. Kamp nonche' i Ministri dell'Interno portoghese, António LuÃÂ*s Santos da Costa, e spagnolo, Jose' Antonio Alonso Suárez.
Interverranno altresi' i Ministri della Difesa austriaco, Günther Platter, e belga, Andre' Flahaut.
Sonic from Padova January 20th, 2006, 08:16 PM Concorso per il ridisegno degli spazi aperti e per la realizzazione di un nuovo auditorium e di un edificio per servizi nel "Campus dei Licei"
Il bando, nel richiamare gli indirizzi degli strumenti urbanistici, poneva un obbiettivo: quello di conferire all' area caratteri di "isola ambientale". Ciò può avvenire senz'altro privilegiando la circolazione pedonale e ciclabile e arricchendo di verde il sito; ma questo risultato sarà meglio raggiunto imponendo da un lato un linguaggio articolato ma omogeneo nella trattazione del suolo e affidando dall' altro ai due nuovi complessi un ruolo gerarchicamente prevalente anche sul piano formale, in modo da conferire al campus un alto grado di identità ambientale e insieme architettonica.
Nella ricomposizione unitaria degli spazi aperti, oggi frazionati in lotti recintati di pertinenza di ciascuna scuola, il nostro progetto persegue una sorta di rimodellazione plastica del suolo secondo una orditura e una trama suggerite dal lieve digradare pede-montano dell'area per arrivare a formare una sorta di mosaico di tessere dai toni diversi , più morbide quelle alberate o a prato, dure quelle lastricate, componendo una matrice che avvolgerà gli edifici esistenti, ingloberà parti dei nuovi e incastonerà i corpi emergenti dell'auditorium e del centro servizi.
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Sonic from Padova January 20th, 2006, 08:18 PM Laboratorio artigianale, uffici, abitazione
Casa- laboratorio dell'erborista e magazzino confezioni
Vi sono alcuni piccoli centri nel Veneto, fuori dai percorsi tradizionali, che meno di quelli più prossimi alle città subiscono le devastazioni morfologiche e d'uso tipiche delle periferie e — al contrario — mantengono una loro dignità architettonica e formale assai caratteristica; piccoli esempi di un costruire magari minore, ma ricco di sapere e di cultura del luogo. Le trasformazioni che essi pure richiedono non devono perciò essere condotte in modo più disinvolto e distratto degli interventi nei centri storici di maggior e più consolidata reputazione.
In questo caso il lavoro del progettista, documenta un'intelligente valutazione di tutte le componenti che formano la qualità di un sito, di una situazione urbana, dove il nuovo intervento non delega la propria responsa-bilità nascondendosi dietro un'improbabile neutralità, ma accetta piuttosto il confronto diretto, il dialogo, Io scambio, l'interrelazione e- perché no?- la compromissione. Tutto ciò può accadere solo quando l'uso delta grammatica architettonica è altamente controllato, quando la conoscenza del linguaggio consente l’articolazione di un discorso costruito e complesso.
A Malo la fortunata coincidenza di un doppio incarico consente un intervento unitario all'interno di un complesso edilizio frammentato che aveva perso col tempo la configurazione originaria e poneva grandi problemi di ricucitura nell’ipotesi di una riqualificazione funzionale degli spazi. Da un lato tre piccole unità su due piani attestantisi sulla strada con breve fronte - residuo di antiche parcellizzazioni a "lotto gotico"- vedono già compromessa la propria individualità con una ormai consolidata unificazione di cortili interni; dall'altro un edificio a forma di parallelepipedo privo di qualsiasi elemento caratterizzante, ex cinema parrocchiale, chiude in qualche modo il cortile.
Il tema prevede l'organizzazione di un laboratorio sartoriale con uffici, nonché la realizzazione di un laboratorio di erboristeria con annessa abitazione.
Delle tre piccole unità su strada (due erano già state ristrutturate con destinazione residenziale), una funziona ora da ingresso-reception per la prima attività; un corpo di fabbrica lungo e stretto, addossato al muro di confine, crea un collegamento tra questa e l'ex cinema in fondo, già riattato per le funzioni più specificamente produttive; mentre la seconda attività più l'abita-zione completano l'intervento occupando un angolo che fa da cerniera all'intera composizione.
Il nuovo collegamento interno alla corte si fa carico di una acuta intuizione: riprendere- interpretandolo- il concetto del lotto gotico allungato tra muri chiusi, e si "inventa" l'esigenza di prendere la luce direttamente dall'alto lasciando la nuova parete sulla corte interamente cieca. I due piani degradanti della nuova costruzione hanno pertanto lucernari sfalsati che creano interessanti situazioni di luce all'interno, dove, oltre ai necessari percorsi di connessione, trovano spazio magazzini, uffici, salette riunioni, archivi.
Per la "casa dell'erborista" l'ingresso avviene dalla parte opposta dell'isolato, consentendo la valorizzazione di un'altra piccola corte interna, che accentua il carattere indipendente e privato dell'edificio. Esso rappresenta una variazio-ne sul tema del quadrato con breve torretta centrale, già più volte sperimentato dall’architetto Faresin. In questo caso la composizione è addolcita da una protuberanza semicircolare su di un lato che rappresenta, ai vari piani, l'espansione della casa verso l'esterno: sala distillazione, loggia, terrazza. Essa, piuttosto che negare, riconferma con la propria presenza il carattere geome-trico dell'edificio, rafforzandone l'immagine di elemento d'angolo significativo e resistente per il complesso dell'intervento.
L'organizzazione degli spazi interni, attorno ad un gruppo scale- ascensore centrale, poteva facilmente condurre ad una banalizzazione compositiva basata sulla semplice simmetria; al contrario, la simmetria esiste ma è ogni volta messa in discussione e negata da alcuni elementi di "disturbo" che rendono gli spazi più vivi, più intensi, più inediti. Valga per tutti l'interessante passerella, sospesa alla cornice di copertura che, partendo dalla terrazza dell'ultimo piano, segna un angolo della casa- fregio, altorilievo aereo, postazione filiforme, furbesca-mente inutile.
A ricucire il doppio intervento è anche un medesimo e accurato uso dei materiali: grandi pareti murarie in blocchi di argilla espansa bicolori: qua e là, dove servono, elementi in ferro; calcestruzzo a vista per la griglia del corpo semicircolare, e vetro, oltre che i lucernari — com'è ovvio che sia — anche per fare da filtro nei momenti di connessione tra corpi di fabbrica vecchi e nuovi, a sottolineare una correttezza metodologica e di pensiero, una ricerca archi-tettonica logica e formale da parte dello studio Faresin, che non manca di dare risultati sempre più soddisfacenti, convincenti e completi.
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Sonic from Padova January 20th, 2006, 08:21 PM «C'è degrado in centro Il Comune salvaguardi l'immagine della città»
(r.c.) «Il Comune salvaguardi l'immagine della città». A chiederlo al sindaco Enrico Hullweck sono i consiglieri comunali di centro-sinistra Pierangelo Cangini e Sandro Guaiti, i quali hannno presentato un'interpellanza in consiglio comunale per sollecitare la pulizia dell'angolo tra corso Palladio e via Battisti. «E' un angolo sporco diventato bersaglio di persone irriverenti dal comportamento incivile e poco rispettoso dell'ambiente. Di recente è stata ripristinata una recinzione che non impedisce l'accumulo di rifiuti. Il degrado è notevole. Non è certo un degno biglietto da visita per una città patrimonio dell'Unesco».
In un'interrogazione, i suddetti consiglieri, assieme al collega Marino Quaresimin, chiedono inoltre al Comune di fare fronte ai casi di emarginazione sociale. «Ci sono anziani che vivono soli, senza parenti e in difficoltà economiche - sottolineano - Le poltiche sociali della città devono conoscere e combattere il fenomeno per non abbandonarli o, peggio, lasciarli morire. A quanto pare non esiste un censimento della loro situazione sociale. Una mappa, studiata con volontari, soggetti impegnati nel settore sociale e sanitario e la consulta degli anziani, oltre a garantire maggiore tutela all'anziano, sarebbe un utile appoggio per le persone a rischio e favorirebbe la permanenza a casa».
Sonic from Padova January 20th, 2006, 08:23 PM (m.a.) Ex area Domenichelli, in ...
(m.a.) Ex area Domenichelli, in via Torino a due passi dalla stazione ferroviaria. Centinaia di metri quadrati dismessi da sette anni ora acquistata dall'immobiliare "La Maddalena" di Montecchio Maggiore. Da martedì i disobbedienti hanno trasformato la palazzina degli uffici nel quartier generale dove è stata pianificata la protesta contro Eurogendfor. Fino a ieri la proprietà non ha sporto denuncia per occupazione abusiva, ma da quanto appreso, si riserverebbe di farlo. Intanto Francesco Pavin, anima del corteo no global, non esclude di aprire vertenza pubblica che coinvolga l'intera città, ponendo la questione del futuro del complesso.
«Molto probabilmente questa zona sarà oggetto di un piano di recupero edilizio che nasconderà le solite speculazioni. In ogni caso ci vorranno anni prima che si sblocchi l'iter per i progetti e i lavori. Perché non utilizzare questi spazi abbandonati a se stessi?». E il futuro dell'area è stato uno degli argomenti discussi nell'assemblea svolta in serata, prima della festa conclusiva e dello sgombero spontaneo che ha restituito all'oblìo l'intera struttura. «Ci siamo dati un mese o più - ha commentato Pavin - per costruire un'iniziativa condivisa prima al nostro interno e poi cercando il consenso all'esterno, fra le forze sensibili ai temi sociali».
Sonic from Padova January 20th, 2006, 08:24 PM Progetto area ex baseball a san Pio X Assemblea pubblica sul riutilizzo
Che fine ha fatto il progetto dell'ex campo da baseball di via Giuriato, a San Pio X? Lo chiede il Forum delle Associazioni, che invita i residenti ad un'assemblea pubblica organizzata per stasera alle 20.45 nella palestra dell'Altair.
All'incontro sono stati invitati il presidente della Circoscrizione 3, Lucio Zoppello, che ha già confermato la propria presenza, e l'assessore all'urbanistica Marco Zocca.
E proprio riguardo il riutilizzo dell'area in questione per renderla disponibile alle necessità aggregative dei residenti nei giorni scorsi è stato diffuso in quartiere un volantino con la dicitura "Ex campo da baseball! Ci sono novità!! Eppur qualcosa si muove !!!". Una realtà o una provocazione? Lo spiega Claudio Barbieri, presidente dell'Associazione Genitori e componente del Forum: «Dalle notizie in nostro possesso, il progetto è pronto, manca solo il passaggio in consiglio comunale per il cambio di destinazione dell'area da sportiva a sociale».
In cosa consiste il vostro progetto? «Il progetto già presentato a suo tempo a Comune, Circoscrizione e ed Amcps prevede casette o prefabbricati in muratura, una tensostruttura da 200-250 posti e una piastra. Questo per consentire di organizzare manifestazioni musicali e teatrali sia all'aperto che al chiuso. Ci preme inoltre sottolineare che metà della superficie rimarrà ad area verde. Vedremo a questo proposito se rendere definitivo l'inserimento del campo da beach-volley».
Sonic from Padova January 26th, 2006, 10:59 PM Geox Madison575
La nostra ricerca si concentra nella “migliore applicazione“, delle nuove tecnologie, dei nuovi materiali all’architettura ed al design, materiali peraltro applicati solitamente in altri ambiti di indagine scientifica vedi (fibre complesse VTR carbonio plastiche e leghe metalliche estruse)
In questo senso il progetto per Madison nasce proprio dalla forte interrelazione tra tecnologie costruttive, tecnologie per la comunicazione del prodotto e spazio come contesto di riferimento. Come sottolineato sopra, la particolarità della location e la disponibilità del piano interrato, acquisito come area tecnica e magazzino, ci ha spinti a modificare quest’ultima destinazione d’uso e a trasformare l’intero spazio a disposizione in volume commerciale. E’ stata demolita la soletta dell’intero piano e sostituita con un solaio circolare a sbalzo che fa da perno al complesso sistema di centine curvate e display prodotto. L’intera esposizione commerciale è racchiusa entro la geometria sferica della macchina.Questo ci ha permesso di liberare completamente le pareti che sono a disposizione delle grafiche e del sistema di proiezioni video.La macchina espositiva che avvolge il consumatore è composta per buona parte di display prodotto e monitor che informano l’acquirente sul brevetto Geox sulle singole caratteristiche tecniche delle referenze a disposizione e sulle diverse linee di vendita.Gli elementi anche strutturali di cui è composta rispondono alle sole regole d’uso dello spazio, alle necessità espositive, alla massima flessibilità nella gestione e commercializzazione del prodotto. La richiesta di nuove soluzioni integrate per la vendita è stata in questo senso declinata secondo un immaginario di riferimento che guarda alle macchine complesse, alla ricerca spaziale (vedi moduli abitativi per gli astronauti per esempio), dove la tecnologia “nuda” definisce di per se lo spazio abitabile, gli ambiti operativi di lavoro ed in ultima istanza la propria stessa immagine la propria figura architettonica.
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Sonic from Padova March 10th, 2006, 04:23 PM Nuovo Centro Logistico Dainese
E ampliamento delle strutture commerciali Dainese
Nell’area industriale di Vicenza, nei pressi del casello autostradale di Vicenza-Ovest, sono stati da poco inaugurati i nuovi edifici industriali Dainese (azienda produttrice di abbigliamento e accessori protettivi per motociclisti) firmati dall’architetto Silvia Dainese.
Il progetto è costituito da quattro entità:
- Magazzino Automatizzato
- Edificio di raccordo con le strutture preesistenti
- Showroom
- Esterni e immagine coordinata.
Il progetto è il punto d’arrivo di un percorso iniziato nel 1994, con le prime collaborazioni tra Silvia Dainese e l’azienda: dal lavoro sull’effimero (stand fieristici e concept per il retail) al progetto della stabilità (l’architettura).
L’idea narrante del progetto è il gioco di rimandi tra architettura e prodotti.
Si coglie una prima citazione nell’Edificio di raccordo che imita il ‘soffietto’ usato per le giunture nelle tute da motociclismo.
Mentre il legame con la produzione diventa più sotterraneo, nella scelta di utilizzare per il Magazzino una copertura di zinco ossidato, simile a una vera e propria ‘pelle nera’ (il tipico materiale utilizzato delle tute). Una pelle tanto neutra e oscura che può essere utilizzata come schermo/lavagna su cui proiettare immagini e messaggi luminosi, non esclusivamente pubblicitari (a sfondo sociale, sul tema della sicurezza...)
In quest’ultima ipotesi l’architettura di Silvia Dainese completa il suo ruolo, diventando parte della comunicazione corporate.
“Abbiamo citato in modo esplicito la produzione Dainese, creando volumi sinuosi o biomorfi, solo nei luoghi destinati ad accogliere magazzinieri, clienti, dipendenti... segnalando invece con volumi squadrati e austeri gli spazi in cui non è prevista presenza umana” dice Silvia Dainese.
Il progetto è nato da un concorso a inviti rivolto a tre noti studi di architettura, lanciato nel 1999 dal presidente e fondatore dell’azienda Lino Dainese, cugino di Silvia. Lo Studio Dainese si aggiudicò la competizione con un progetto che prevedeva l’interramento del grande magazzino, ma l’iter subì uno stop decisivo, nel 2000, poiché le analisi geologiche del terreno mostrarono l’impossibilità di realizzare il progetto.
Il progetto fu affidato in via definitiva a Silvia Dainese e, dopo due anni di elaborazioni, è ripartito nel 2002.
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Sonic from Padova March 10th, 2006, 04:27 PM FPL Arredi, Zané, Vicenza
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Alter-Ego March 16th, 2006, 04:44 PM Presentata in Comune l’associazione che punta su fonti rinnovabili, non inquinanti
I cittadini bocciano il petrolio
Energia amica unisce chi ha scelto i pannelli solari
di Mauro Sartori
Alla crisi legata alle forniture russe di gas, ai problemi dell’approvvigionamento petrolifero nei Paesi sconvolti da guerre civili, all’irrigidimento di rapporti fra Italia e Francia dovuti alle grandi manovre dei colossi energetici, i cittadini di Schio rispondono con "Energia amica", un’associazione composta soprattutto da privati che hanno deciso di compiere una straordinaria svolta, affidandosi a fonti alternative pulite nell’ottica del risparmio energetico.
Non a caso metà dei soci fondatori ha realizzato, nella propria abitazione, un impianto fotovoltaico per la produzione di corrente elettrica e termosolari per l’acqua calda. Addirittura un socio ha fatto apporre, sull’uscio la scritta "questa casa è libera dal petrolio".
«La nostra associazione non è il frutto di una ondata emotiva - spiega il presidente Giuseppe Mafrica - che esplode quando le problematiche diventano acute per poi affievolirsi. È da 3 anni che ne parliamo confrontandoci sulle rispettive esperienze. Non ci poniamo obiettivi di trasformazioni epocali ed immediate ma ci proponiamo con molta umiltà come strumento di supporto, informazione e stimolo per tutti coloro i quali vogliono iniziare o portare avanti il cambiamento».
A dire il vero l’obiettivo fissato non è così marginale, perchè l’associazione punta alla riconversione del sistema energetico: dall’attuale basato su fonti esauribili ad un sistema sostenibile basato sulle fonti di energia rinnovabili.
"Energia amica" punta alla collaborazione con i principali soggetti economici e istituzionali di tutto l’Alto vicentino. C’è già un accordo di massima con la Banca di Credito Cooperativo di Magrè, interessata a garantire un accesso agevolato a finanziamenti per realizzazioni di impianti fotovoltaici e via dicendo. All’Amministrazione comunale scledense verrà chiesto un impegno formale per la costituzione di un fondo di garanzia a copertura da eventuali rischi connessi all’accesso ai finanziamenti. E un impegno concreto e soprattutto rapido nel rimuovere tutti quegli ostacoli, legati a regolamenti edilizi e architettonici che si frappongono alla realizzazione, specialmente nei centri storici, di installazioni di impianti per la produzione domestica di energia.
«Con le aziende, a partire da quelle del territorio, intendiamo stipulare convenzioni - precisa Egidio Borriero, socio fondatore - accordi e collaborazioni onde assicurare un ampliamento dei contatti con possibili clienti e a questi ultimi, condizioni vantaggiose di risparmio e di garanzia».
Intanto sabato alle 18, a palazzo Toladi Capra, "Energia amica" si presenta ufficialmente alla cittadinanza. Nell’occasione ci sarà una tavola rotondacon Tom Bosco, responsabile della rivista "Nexus magazine", che parlerà di tecnologie alternative. Seguirà l’intervento di due ingegneri: Lorenzo Fanelli della ditta Pro Long Italia e Eliseo Settimo della Celcoprofil, specializzata in consulenza e produzione di impiantistica che utilizza l’idrogeno per produrre energia elettrica.
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Alter-Ego March 17th, 2006, 03:49 PM Venerdì 17 Marzo 2006
Nuove prospettive. Se ne parla da tempo, ma ora senza tanti clamori stanno per cominciare i lavori a palazzo del Monte
Arriva il museo dell’oro È atteso da oltre 30 anni
Concepito come un centro espositivo dell’artigianato artistico
di Sandro Sandoli
A Vicenza si lavora l’oro da settecento anni e la presenza di una fraglia ovvero di una corporzione degli orafi è documentata in città fin dal 1300, eppure non non s’è mai sentita l’esigenza, vera e non solo a parole, di dedicare al “biondo”metallo, che tiene in piedi tra città e provincia circa millecinquecento aziende, uno straccio di museo: se ne parla da sei lustri, ma solo per dare aria ai denti.
Né a Vicenza, che si picca di essere chiamata la “città dell’oro”, nessuno ha mai pensato seriamente di far “incrociare” il turista con piccoli souvenir confezionati con il prezioso metallo a imperitura memoria del passaggio per la nostra città: chi ad esempio torna da Londra difficilmente non ha in valigia almeno un piccolo barattolo di the, nella capitale del Regno Unito la tipica bevanda è proposta in tutte le salse e probabilmente, se ci fossero le “tazze” giuste, il forestiero verrebbe invogliato a farci anche il bidè.
Ma adesso qualcosa si muove. Non siamo ancora al museo vero e proprio, però tra qualche settimana nel settecentesco palazzo del Monte comincerà a prendere corpo un “Centro espositivo dell’artigianato artistico”, nel quale per forza di cose (e di peso nell’economia berica) l’oro farà la parte del leone. Lo realizza la “Viart srl”, una società con capitale sociale di 180 mila euro depositati in parti eguali da Camera di commercio, Associazione artigiani e Comune. Il costo dell’intervento sarà di un milione di euro e se lo sobbarcano i tre soci, che si autofinanziano con un mutuo venticinquennale, ma per identico periodo non pagano l’affitto al Monte di pietà, che dà in comodato d’uso cinquecento metri quadrati, disposti su tre piani, del bellissimo edificio progettato dal Muttoni.
Insomma senza tanti clamori c’è chi ha fatto un piccolo miracolo. Racconta infatti l’assessore comunale al turismo Pietro Magaddino, che ha lavorato a lungo in apnea e che ora sta raccogliendo i frutti della sua determinazione a concretizzare l’idea che gli era balenata qualche anno fa: «Credo che questa sia una delle pochissime volte in cui tre entità pubbliche riescono a fare qualcosa insieme senza litigare. Io ho cominciato a pensarci seriamente nel 2002 e un giorno ne ho parlato con Roberto Pavan presidente del Monte di Pietà: l’idea gli è piaciuta. Poi sono stati contattati Dario Menarin e Giuseppe Sbalchiero, presidenti di Camera di commercio e di Assoartigiani: entrambi hanno detto subito sì».
Per farla breve, un anno fa è stata costituita Viart, che significa “Vicenza artigianato artistico”, perché in filigrana si intravvede il museo dell’oro, ma per ora, almeno ufficialmente, quella che sta per nascere è una grande “vetrina” per il meglio della produzione berica, che annovera, oltre ai gioielli, anche oggetti in ceramica, vetro, legno e pelle.
Dice Sbalchiero: «Per ora facciamo una grande esposizione dei prodotti tipici locali: in una città in cui lo sport preferito è sparare sulle idee degli altri, farla partire è già un grande successo. Se poi la collettività chiederà un grande museo, siamo pronti a discuterne».
Soggiunge Menarin, che la settimana scorsa, assieme a Magaddino, è stato ospite di Pforzheim, la gemellata “città dell’oro” tedesca, che di recente ha ampliato il suo già bello e grande museo dell’oro e che ora ha inaugurato un’area espositiva di quattromila metri quadrati (metà mostra e metà spazio commerciale) costata 30 mile euro e pagata dalla locale “Sparkasse”: «A Phorzheim hanno fatto le cose in grande, il loro museo parte dall’estrazione dell’oro e continua, con una visione internazionale, con una rassegna completa di tutte le tipologie di lavorazione: noi invece il museo lo concepiamo come punto di riferimento per chi viene a visitare la città, che nell’oro ha un punto di forza della sua economia».
E al turista già tra qualche mese sarà data la possibilità di comprare souvenir e gadget. Sono state ottenute tutte le autorizzazioni (anche quelle della sovrintendenza alle Belle arti), i lavori dovrebbero cominciare tra un mese, per concludersi, per la prima parte, probabilmente a dicembre. Dunque prima di Natale sarà ultimato il piano terra (ex sede della Bertoliana): i circa 150 metri quadrati, saranno spartiti tra biglietteria-show room e spazio espositivo per tutto ciò che è d’oro.
Contemporaneamente dovrebbe essere agibile anche il mezzanino: in 135 metri quadrati sarà allestita la mostra di ceramica, vetro, plexiglass, legno e ferro minuto. Il piano nobile invece dovrebbe essere disponibile a primavera del prossimo anno: in circa 300 metri quadrati, assieme a un’altra area espositiva, saranno ricavate una sala riunioni con cento posti a sedere e una sala multimediale.
Le spese di gestione saranno coperte dal ricavato dei biglietti d’ingresso (2 euro) e dall’affitto serale della sala riunioni. Ma Magaddino anche su questo versante qualche idea ce l’ha: «La visita di palazzo del Monte potrebbe essere abbinata a quella di Olimpico, palazzo Chiericati, Santa Corona e museo del Risorgimento e, perché no?, anche di palazzo Montanari e del museo Diocesano: a rigor di logica (e di marketing), senza ritoccare gli 8 euro attuali del biglietto cumulativo, potremmo avere più introiti, perché aumentando l’offerta dovrebbero lievitare anche i visitatori. È un’ipotesi probabilmente fattibile e comunque tutta da verificare».
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Alter-Ego March 17th, 2006, 03:56 PM Venerdì 17 Marzo 2006
Il polo museale S. Chiara nell’ex caserma Cimberle-Ferrari
Sono otto gli studi di architettura che hanno superato la prima selezione del bando
“Sfida” tra grandi firme
Entro lunedì dovranno presentare la «parcella»
(r. f.) Sono otto le grandi firme dell’architettura internazionale che hanno superato la prima selezione del bando per l’assegnazione della progettazione del polo museale Santa Chiara. La prima scrematura ha dimezzato infatti gli iniziali 16 partecipanti alla gara nella quale si chiede ai professionisti di ridisegnare l’area dell’ex caserma Cimberle-Ferrari, destinata a diventare un prestigioso spazio espositivo-culturale. Le otto realtà professionali che si contendono l’assegnazione dell’incarico appartengono a nomi di chiara fama; architetti proiettati a livelli internazionali che hanno firmato importanti e celebrati lavori in ogni angolo del mondo.
Si tratta di: AI Engineering srl di Torino, Byrne Goncalo con lo studio Architetti Associati Baldissero, Marchetto e Zancan di Vicenza, Mario Botta di Lugano, Chipperfield David di Londra, Isozaki Arata Associati di Milano, Sintecna srl di Torino, Steam srl di Padova, SWS Engineering spa di Trento.
La procedura ora prevede un ulteriore passaggio. «I concorrenti dovranno presentare entro lunedì un’offerta tecnica e una economica - ha informato l’assessore ai lavori pubblici Egidio Torresan -. La prima consiste in una documentazione fotografica relativa a tre progetti firmati dai partecipanti, che gli stessi ritengono particolarmente significativi e rappresentativi delle rispettive carriere e delle singole capacità progettuali. Questa dovrà essere accompagnata da una relazione illustrativa della metodologia utilizzata nell’espletamento dell’incarico e dal curriculum professionale. L’offerta economica riguarda invece quella che comunemente si definisce la parcella».
«Il materiale fatto pervenire dagli otto partecipanti sarà poi valutato dalla commissione - ha precisato Torresan - costituita da un rappresentante della Regione, da uno del Comune e da un professionista della Fondazione della Cariverona che sostiene finanziariamente l’operazione urbanistica, il cui valore si aggira sui 13 milioni di euro».
Nel nuovo polo culturale, che prende il nome dalla presenza in loco di un antico monastero intitolato a Santa Chiara, troveranno posto il museo naturalistico, quello dell’automobile Bonfanti e la struttura all’aperto per gli spettacoli di Operaestate Festival Veneto.
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Alter-Ego March 27th, 2006, 11:29 AM Urbanistica. Uno strumento necessario per Vicenza
Sì ai “Piruea” per eliminare il degrado e sviluppare la città
di Diego Bardelli *
Ho molto apprezzato le pagine di confronto Zocca/Alifuoco sull'urbanistica. Esse sono un contributo importante per un approccio a questi temi che non sia banale o, peggio, infondato.
La crescita di una città è un fatto inevitabile, perché la società si evolve, la qualità dello spazio urbano tende a salire, i servizi alla popolazione hanno bisogno di continui miglioramenti, si allargano le opportunità abitative. Eppoi siamo in Europa, anche se Vicenza dovrà adoperarsi molto per diventare città europea, dovrà accrescere l'ospitalità, creare un traffico più scorrevole, dotarsi di mezzi di trasporto pubblico più efficienti, diminuire l'inquinamento. Le scuole devono adeguarsi a nuovi standards, concentrarsi il più possibile in cittadelle (la Provincia a ciò si sta adoperando a Vicenza, Schio e Lonigo; a Bassano esiste già una cittadella), la cultura deve svilupparsi in spazi strutturali individuati, le infrastrutture di una città europea devono poter essere realizzate, soprattutto ferroviarie (TAV, metropolitana, tram cittadino), ma anche stradali (togliere i flussi parassitari dalle strade urbane, disegnare una rete moderna della mobilità), non dimenticando la mobilità più debole (pedoni e ciclisti) che ha bisogno di spazi dedicati. Parcheggi, verde pubblico e sport sono elementi fondamentali per la qualità della vita, fatta di lavoro con meno stress e di godimento fisico delle ore libere: anche questo va previsto.
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Sonic from Padova March 28th, 2006, 04:25 PM Schio
Auditorium e edificio per uffici all’interno di un nuovo campus scolastico
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Sonic from Padova April 15th, 2006, 01:27 PM Assegnati ieri i lavori per il collegamento a Torri e alla futura Centrale del latte
Rotatoria Vi est, nuova strada
(r.c.) Consentirà a chi proviene dalla città da viale Serenissima ed è diretto a Torri di Quartesolo di evitare la pericolosa svolta a sinistra nei pressi del casello di Vicenza est. E garantirà un facile accesso al futuro stabilimento della Centrale del Latte in via Casone. Scattano i lavori per la nuova strada di collegamento tra via Italia Unita (Comune di Torri di Quartesolo) e la rotatoria di viale Serenissima (Comune di Vicenza) e di quella di accesso alla nuova Centrale del Latte, a pochi passi dal centro commerciale "Palladio". Ieri in Comune l'intervento da 1 milione e 100 mila euro è stato ufficialmente assegnato dall'assessore alla Mobilità Claudio Cicero all'impresa Cogemi di Marostica, che in città ha già realizzato i nuovi marciapiedi di strada di Saviabona e strada del Tormeno. La Cogemi è infatti la ditta che ha vinto l'appalto superando la concorrenza di 180 candidati che avevano risposto al bando di gara. Il cantiere dovrebbe aprire la settimana prossima per concludersi nel giro di 1 anno e mezzo, più o meno in concomitanza con l'inaugurazione del nuovo stabilimento prevista entro il 2007 (inizialmente era stata programmata per dicembre 2006). «Ma la strada di accesso sarà pronta entro l'anno», ha precisato l'assessore, soddisfatto dei tempi rapidi con cui si è svolto l'appalto. Si calcola che serviranno 300 giorni per il tratto fino allo stabilimento e 130 giorni per le opere legate allo spostamento della roggia Caveggiara.
La nuova bretella partirà da via Italia Unita e, passando dietro l'hotel Viest, si collegherà a viale della Serenissima attraverso una rotatoria. Da questa si staccherà la strada che arriverà al nuovo stabilimento della Centrale del Latte. Quest'ultimo sorgerà su 12.300 metri quadrati di superficie coperta da destinare a reparti produttivi, magazzini, imballaggio e spaccio. Nel 2002 l'azienda è passata dalle mani del Comune a quelle della Centrale del latte di Torino per un importo di quasi 24 milioni di euro. E l'area di San Bortolo che ospita la struttura? Probabile una destinazione a verde con una parte direzionale e una residenziale.
Sonic from Padova April 15th, 2006, 01:28 PM Un’idea dei frati, in vista di cerimonie affollate
A Monte Berico la rotatoria è mobile
(r.c.) Sarà una rotatoria singolare, la prima del genere in città. A Monte Berico arriva il "rondò mobile" da sistemare in piazzale della Vittoria per fluidificare il traffico in occasione di manifestazioni e cerimonie, e da togliere negli altri giorni. Un esperimento proposto dai frati del Santuario e ideato dall'assessore alla Mobilità Claudio Cicero per porre fine ai problemi di manovra dei bus che entrano o escono dal ristorante "ai Sette Santi".
In effetti quando il parcheggio è saturo, sia la sosta che la mobilità diventano un problema per diversi automobilisti. Di qui la necessità di studiare una soluzione che rispetti l'ambiente e non sia da ostacolo agli spettacoli. L'anello sarà collocato nel punto in cui il piazzale si restringe, in prossimità dell'ingresso "ai sette Santi". L'obiettivo è rendere più ordinato il flusso di auto e bus. Probabilmente sarà sacrificato qualche posto auto, spiega l'assessore Cicero, ma in compenso il traffico sarà più regolare. «L'anello sarà smontabile e al centro conterrà un'aiuola», aggiunge.
Tempi più lunghi del previsto invece per un'altra rotatoria attesa in città, cioè quella tra Porta Santa Croce, viale D'Alviano, viale Mazzini e viale Trento. «C'è qualche problema con il privato proprietario di una parte del terreno sul quale ricade il rondò», si limita a dire l'assessore. Il "cerchio" è destinato a snellire il traffico e a spegnere i semafori in uno degli incroci più congestionati di Vicenza. Per il via ai lavori il Comune ha ottenuto il "sì" della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici per la variante urbanistica perché l'anello invaderà parzialmente l'area verde sotto le mura di viale Mazzini. Il costo dell'operazione è di 220 mila euro. Previste anche due aiuole: una all'angolo di viale D'Alviano con viale Trento, l'altra tra viale Mazzini e la rotatoria.
Sonic from Padova April 15th, 2006, 01:29 PM Contro il fabbricato di via della Meccanica scende in campo il Comitato antiabusi edilizi con i coordinatori Rebesani e Crestanello
«L'edificio Girardi viola il vincolo paesistico»
(r.c.) «L'edificio Girardi in zona industriale? Sorge accanto alla roggia Dioma e quindi vìola il vincolo paesistico». È stato oggetto di denunce e della contestazione della Provincia, che ha negato le concessioni edilizie. Di recente è intervenuto anche il Comune di Vicenza, che ha detto "no" al Piano urbanistico attuativo (Pua) presentato dai proprietari. Ora contro il discusso fabbricato di nove piani realizzato in via della Meccanica dalle società Girardi e Stimac scende in campo il Comitato antiabusi edilizi di Vicenza che ha segnalato alla Procura della Repubblica la questione legata alla distanza che gli immobili devono tenere dai corsi d'acqua. A sollevarla sono Fulvio Rebesani e Paolo Crestanello, coordinatori del Comitato da tempo in prima linea nella "promozione di un'urbanistica a misura d'uomo e dell'ambiente". Tra le numerose battaglie, va ricordata quella contro il complesso residenziale di via Brotton per il quale, osservano Rebesani e Crestanello, il contenzioso penale ha lasciato il posto a quello civile.
«Sulla vicenda dell'edificio della zona industriale siamo intervenuti perché finora è stato trascurato l'aspetto forse più importante e cioè quello relativo alla distanza di un immobile dal corso d'acqua - hanno spiegato ieri i coordinatori del comitato nel corso di una conferenza stampa - In base a un decreto del 1999, fiumi, torrenti e corsi d'acqua sono tutelati per una fascia di 150 metri. All'interno di questa fascia vincolata non si può costruire, a meno che la Regione non dia il nulla osta. A noi risulta che per l'edificio in questione il nulla osta non sia mai stato chiesto. In altre parole siamo di fronte a un abuso edilizio, non sanabile con strumenti ordinari. Anche per l'edificio Cofimar di Ponte Alto il Comune di Vicenza aveva negato l'esistenza di un vincolo paesistico».
Sul caso di via Brotton, «dopo sette anni di battaglie civili i reati contestati a progettista e proprietario sono stati prescritti - proseguono Rebesani e Crestanello - Significa che avevamo visto giusto, nel senso che i reati esistevano». Ma per chiudere il cerchio, aggiungono, manca la quantificazione, da parte del Comune, del danno subito. «Il Comune non si è ancora attivato. Se non lo farà, presenteremo un esposto alla Corte di Conti. Chiediamo che vengano incassate le spese legali che abbiamo già anticipato per conto del Comune, visto che ci eravamo costituiti come parte civile. Il danno subito è anche di immagine».
Sonic from Padova May 14th, 2006, 12:51 PM Italia, Schio (VI)
Nuovo auditorium ed edificio per servizi nel «Campus dei Licei» (1a fase)
Progetto di concorso
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Alter-Ego May 26th, 2006, 08:55 AM L’aeroporto agli Usa. Ecco le prime immagini del progetto presentato dai militari americani in Comune per trasformare il lato di strada S. Antonino
Al “Dal Molin” caserma in stile palladiano
Hüllweck rinvia il dibattito in Giunta. Oggi la battaglia in consiglio comunale
di Gian Marco Mancassola
«L’estetica esterna degli edifici riprenderà i caratteri stilistici architettonici palladiani». No, non è la descrizione di una villa. È il progetto di una caserma. Questo, infatti, è uno dei passaggi salienti della relazione tecnica che illustra la palazzina studiata per ospitare il quartier generale della brigata statunitense. Quella scopiazzatura della Casa bianca sarà il cervello della nuova caserma che gli americani intendono costruire all’aeroporto “Dal Molin”. L’area prescelta, come si vede nella prospettiva aerea che pubblichiamo in questa pagina, è la porzione dello scalo oggi deputata alle attività civili e commerciali. L’operazione, infatti, prevede l’inversione dei settori, con il civile al posto del militare e viceversa. Per chi ha dimestichezza con lo stradario cittadino, i vertici americani puntano a insediare la nuova base, che si aggiungerà alla Ederle, sul lato di strada S. Antonino. La copia dei progetti sta girando da alcuni giorni, dopo la notizia che dal municipio è partito un parere tecnico negativo sui progetti a stelle e strisce. Destinatario del parere è il comitato regionale misto-paritetico, che si occupa di esaminare i nuovi insediamenti militari nel Veneto e che solitamente tiene in debito conto la voce delle comunità locali. Il parere tecnico, almeno stando alle dichiarazioni che circolano, sarebbe ben diverso da quello politico della Giunta, che ieri avrebbe dovuto dibattere dell’operazione per escogitare una via d’uscita al mezzo incidente diplomatico con il governo americano. L’assessore ai Trasporti Claudio Cicero aveva addirittura invitato quattro rappresentanti della caserma Ederle per illustrare agli amministratori le linee guida del progetto. Il sindaco Enrico Hüllweck si è però rifiutato di aprire l’esame delle carte e di far entrare nella stanza gli emissari della Ederle. Un altro mezzo incidente diplomatico, a quanto pare spiegabile con l’irritazione patita dal capo dell’Amministrazione, inascoltato martedì sera da un consiglio comunale che ha deciso di dibattere in aula l’operazione questa sera, per fornire indirizzi alla Giunta. Di qui il rifiuto del sindaco a trattare prima il problema. «Se le cose stanno così, ci prepariamo a presentare un ordine del giorno per fornire noi gli indirizzi alla Giunta - ironizza il Verde Ciro Asproso -. A nostro avviso sono imprescindibili alcuni paletti: la sicurezza, la compatibilità urbanistica e viabilistica e il contenimento della militarizzazione della città». In attesa della battaglia, circolano le immagini del progetto, che per i soli edifici vale quasi 300 milioni di dollari, tutti investiti su imprese vicentine. Gli alloggi per le truppe occuperanno buona parte dello spazio: nel rendering al computer assomigliano alle tipiche caserme americane, quelle visionate in film come “Full metal jacket”. I posti letto saranno 1.230, destinati ai soldati senza famiglia. È prevista poi una grande officina per la manutenzione dei veicoli militari. Due palazzine ospiteranno uffici amministrativi e il comando di battaglione. Al centro dell’area verrà ricavata una mensa unificata, capace di fornire pasti a 1.300 persone. Ci saranno una stazione della polizia militare e una dei vigili del fuoco. In ossequio alla tradizione americana, non mancherà un mega centro sportivo, con piscina al coperto, palestre per il fitness e il body-building, sauna, jogging indoor. È poi prospettata la costruzione di un parcheggio multipiano con ascensori, in grado di contenere fino a 832 veicoli. Infine, immancabile, il centro commerciale, con negozi, fast-food, barbiere e lavanderia. Tutti gli edifici saranno immersi nel verde e saranno dotati dei più moderni servizi, in particolare per quanto riguarda le linee telefoniche e informatiche. Una curiosità, da ultimo: dove oggi sorgono i campi da rugby (molto british, ma poco american), domani dovrebbe risplendere il “diamante” di un campo da baseball.
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Sonic from Padova May 27th, 2006, 07:01 PM Uffici direzionali
L’intervento prevede la ristrutturazione degli spazi interni della sede di una ditta commerciale di prodotti per l’implantologia e l’ortodonzia, in un’area direzionale a Vicenza. Gli uffici sono organizzati su un piano terra e un piano primo.
Al piano terra è collocato a sinistra l’atrio d’ingresso principale con la scala e l’ascensore e a destra la scala e l’ingresso di servizio, in mezzo l’accesso carraio, al piano primo la hall e la reception, il bar, la sala conferenze, gli uffici direzionali, la sala riunioni e il customer service.
Il progetto propone un’interpretazione dello spazio ufficio pensato non solo come luogo del lavoro globale (24h x 7g) ma anche come luogo del piacere, dove la pura necessità produttiva si mescola ad una riflessione sul tempo, il tempo impiegato nel lavoro ma anche dedicato alla vita.
Tenere formalmente insieme in un unico spazio (mq 1200), perché il progetto di architettura è sempre unitario, queste due condizioni impongono una procedura compositiva che non può necessariamente fermarsi ad un semplice open-space, più o meno decorato.
Il tema è quello di sottolineare la diversità delle due questioni attraverso un’idea narrativa che ne evidenzi il significato spaziale.
Bianco e nero per le parti della composizione significano anche il passaggio dall’ombra alla luce, dal basso all’alto. L’idea compositiva è costruita quindi con un intento narrativo che porta alla comprensione dei vari luoghi del progetto attraverso il passaggio dall’ombra alla luce. Quindi dal basso il vano scale tutto dipinto di smalto nero propone al visitatore uno spazio su cui indugiare per poi salire. Una grande parete a specchio riflette contemporaneamente l’immagine della scala e la luce che da una grande vetrata scende dalla hall al piano primo. Si passa da un luogo dominato dalla penombra e dai riflessi ad un ampio spazio illuminato. Il vano scale dimostra nella hall la su presenza con un parallelepipedo nero che si contrappone a quello chiaro della reception. Nella hall d’ingresso al piano primo la grande parete vetrata assume il compito, oltre che di illuminare con luce naturale lo spazio, di apparire come iscrizione. In essa dall’interno verso si racconta con un immagine serigrafata sul vetro una metafora di ciò che è prodotto.
Gli elementi che definiscono la hall, il volume del vano scale, il volume della reception, la grande parete vetrata e la parete con le teche sfuggono alla facile definizione di elementi d’arredo diventando degli spazi abitabili o dei luoghi della contemplazione.
Dalla hall si accede alla sala e poi al bar. Questo è costruito in uno spazio rettangolare, dominato dalla presenza di due figure. La parete vetrata ed illuminata con le panche ed il banco bar con la bancalina in acciaio che si estende anche lungo la parete diventando mensola. Tutti gli elementi sono caratterizzati dall’uso di materiali lucidi, riflettenti e soprattutto luminosi.
Dalla hall si accede alla sala convegni dove una parete mobile oltre a mascherare dalla luce la sala crea un luogo di sosta separato e appartato usabile durante le conferenze.
Per gli uffici si è scelto la suddivisione dello spazio con una serie di pareti vetrate che creano una sequenza di scatole trasparenti che si vanno a comporre con i materiali lucidi e riflettenti della hall e del bar.
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Alter-Ego May 31st, 2006, 08:36 AM Torre ovest, scontro Comune-Provincia
Dalla Negra: «Ricorso contro la sentenza del Tar», che dà ragione a palazzo Nievo
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di Piero Erle
«Faremo ricorso al Consiglio di Stato». Si era preso qualche giorno prima di rispondere, l’assessore all’edizilia privata Michele Dalla Negra, sul caso della sentenza del Tar che ha confermato la decisione della Provincia di annullare i permessi di costruire rilasciati dal Comune per la torre “Girardi” sorta a Vicenza ovest. Prima di ricevere il giornalista, l’assessore va a colloquio con il direttore del dipartimento “Territorio” Lorella Bressanello. «Ho voluto parlare prima con l’arch. Bressanello - spiega poi lo stesso Dalla Negra - perché voglio annunciare che mercoledì (domani, ndr) proporrò alla Giunta di deliberare l’incarico al prof. Vittorio Domenichelli perché presenti ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar». «Ci sono altre sentenze di tribunale amministrativo che non sono in sintonia con questa, ma d’altra parte il Tar ha diverse sezioni - spiega Dalla Negra - e di fatto questa sentenza del Tar cassa l’interpretazione che i dipendenti di questi uffici da 20 anni danno alle norme comunali». In effetti la sentenza del Tar chiama in causa il Comune per almeno due questioni molto pesanti. La prima: la Provincia ha annullato la concessione edilizia perché sostiene - e il Tar si è detto d’accordo - che va applicata la legge secondo cui quando si va oltre i 25 metri di altezza (oppure, dice la legge, quando si concede una quantità di cubatura che va oltre i tre metri cubi per metro quadro del lotto di terreno) è necessario imporre comunque un piano urbanistico attuativo per la zona, e non si può concedere un semplice permesso di costruire. La seconda questione pesante: il Tar, sempre in riferimento al caso della torre Girardi, ha ricordato al Comune che non può conteggiare i parcheggi pubblici da chiedere al privato sulla base di quanto prescrive il Piano regolatore, che risale al 1983, ma in base a quanto stabilisce la legge urbanistica regionale che è dell’86 (venti anni fa, appunto). Nel caso Girardi, dice il Tar, si devono realizzare 4 mila metri quadri di parcheggi pubblici, e non mille (più 2 mila metri “monetizzabili”). Già la Provincia in marzo si è resa conto che però la questione non riguarda certo solo la Girardi, e ha chiesto con una lettera al Comune di specificare se in zona industriale, per il calcolo degli standard, applica o meno la legge regionale. La risposta, firmata dai dirigenti Franco Zanella (urbanistica) e Roberto Pasini (edilizia), è stata: “specificateci a quali aree della zona industriale vi riferite, perché ci sono aree soggette a piano urbanistico e altre soggette al semplice permesso di costruire”. Ma questa risposta fa scaturire una domanda immediata: significa che, per il calcolo dei parcheggi, il Comune applica conteggi diversi a seconda che ci sia un piano urbanistico o un semplice permesso di costruire? L’assessore Dalla Negra non risponde: «Su questioni del genere i competenti sono i tecnici, non l’assessore. Di certo la sentenza del Tar va a inficiare un modus operandi (una pratica operativa) che si è consolidato nei decenni in questo Comune. Per questo conferiremo l’incarico a Domenichelli», si limita a dire Dalla Negra. Insomma, si preannuncia uno scontro duro al Consiglio di Stato: il Comune si schiera contro il Tar e contro la Provincia. «Che il privato “Girardi” faccia ricorso al Consiglio di Stato lo posso capire - commenta da parte sua Ubaldo Alifuoco (Ds), vicepresidente della commissione “Territorio” e autore dell’esposto alla Provincia che ha fatto nascere il ’caso Girardi’ - ma la logica con cui il Comune si muove è veramente incomprensibile. Da una sentenza di questo tipo ha solo da guadagnare, perché il Tar gli dà i mezzi per intervenire su un abuso che magari sotto anche altri aspetti il Comune aveva ritenuto tale (in principio il Comune aveva rifiutato di concedere una torre di soli uffici in zona industriale, ma il Tar gli diede torto, ndr)». «Che ci siano altri casi in ballo, lo capisce anche l’uomo della strada, non può certo cancellare l’abuso. E che ci sia una gerarchia delle leggi, per cui quella regionale prevale sul Piano regolatore, mi sembra altrettanto chiaro: sono curioso di conoscere gli argomenti tecnici-giudici con cui il Comune supporterà il ricorso. Mi chiedo - conclude Alifuoco - se non sia un altro capitolo di scontro istituzionale che il Comune porta avanti con la Provincia».
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Sonic from Padova May 31st, 2006, 03:25 PM ^^
Ma è la torre che stanno costruendo vicino alla zona industriale Ovest di Vicenza?
Perchè si intravede una struttura molto alta in costruzione vicino alla zona industriale, passando per l'autostrada....
Alter-Ego May 31st, 2006, 06:17 PM si è quella :)
Alter-Ego June 1st, 2006, 11:27 AM Stefano Liccardo
Altavilla vicentina (VI)progetto di un edificio ad uso commerciale e direzionale
AVI
Realizzazione di un edificio ad uso commerciale e direzionale ad Altavilla Vicentina (VI)
Committente: privato
Progettista Capogruppo: MASMA architetti associati
Gruppo di progettazione: MASMA architetti associati(Stefano Liccardo,Massimo Stella,Manuel Zanon
Strutture: ing.Alessandro Contin
Impianti: Studio termotecnico Gallo
Impresa: Maltauro spa
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Alter-Ego June 1st, 2006, 11:31 AM 31/05/2006
Il “Dal Molin” agli Usa. Parla il generale Kamiya, che ieri ha incontrato il sindaco: «Sarà un’altra Ederle»
«La nuova caserma al via nel 2007»
Gli americani: «Dall’aeroporto non partirà alcuna azione di guerra»
In quattro anni lavori finiti. I soldati raddoppieranno, passando a 4 mila
di Gian Marco Mancassola
«Vicenza is the right place». Vicenza è il posto giusto, dicono gli americani, per sviluppare le loro infrastrutture militari. Così la pensa Jason Kamiya, generale a due stelle, che ieri ha fatto visita al sindaco Enrico Hüllweck, nello studio di palazzo Trissino, per fare il punto sulla trasformazione del “Dal Molin” in una caserma gemella della Ederle. Nell’aria c’era ancora l’eco delle polemiche politiche seguite alla fuga di notizie dei giorni scorsi. Il numero uno degli americani a Vicenza ha quindi voluto incontrare il capo dell’Amministrazione comunale, per provare a serrare le fila in vista della volata finale. Con il sindaco Hüllweck, ieri c’era l’assessore ai Trasporti Claudio Cicero. Con il generale Kamiya, il comandante italiano della Ederle colonnello Salvatore Bordonaro e il consigliere politico del comando Setaf Vincent Figliomeni. Una nuova Ederle. Il generale spiega che Vicenza è il luogo ideale per i loro progetti di sviluppo, «perché l’ambiente è molto favorevole». Nel suo incipit, Kamiya ricorda quanto i vicentini hanno fatto e dimostrato durante le missioni dei parà nel mondo. Poi puntualizza: «La nuova caserma non sarà nulla di diverso dalla Ederle. La struttura sarà nettamente separata dall’aeroporto civile. Dal “Dal Molin” non partiranno azioni di guerra. L’unico nostro aereo che atterrerà e decollerà è un apparecchio da sette posti. Non ci sarà quindi alcuna interferenza. Il nostro disegno è di creare edifici rispettando le distanze dalla pista». Questo significa che Aviano resta l’aeroporto per le missioni americane, mentre al “Dal Molin” verrà creata una caserma “gemella” rispetto alla Ederle, con il medesimo impatto sulla città. E a proposito di impatto, il generale conferma la «disponibilità a migliorare i progetti, soprattutto dal punto di vista della viabilità». L’accordo. La domanda che circola con maggiore insistenza in città è: a che punto è l’operazione? C’è stato un accordo fra Amministrazione Bush e Governo Berlusconi? Di questo, ad esempio, si parlerà oggi alla Camera, dove l’on. Mauro Fabris, capogruppo dell’Udeur, ha chiesto al Governo di conoscere se corrisponde al vero l’esistenza di un accordo, o quantomeno di un impegno formale, tra il Governo italiano e quello statunitense per la cessione dell’utilizzo dell’attuale aeroporto militare “Dal Molin”. La risposta che dà l’assessore Cicero è: «Siamo a buon punto, c’è un accordo che sta sopra a tutti noi. Ora deve essere formalizzato dal nuovo Governo Prodi». Il colonnello Bordonaro conferma che il progetto è stato giudicato fattibile dal precedente Governo. L’eventuale firma finale fra Roma e Washington avverrà in ogni caso dopo il pronunciamento del Comipar, il comitato mistoparitetico regionale, che si riunirà a metà giugno. Con tutta probabilità, la Giunta berica si riunirà prima per votare un documento con cui accoglie favorevolmente il progetto di trasformazione dell’aeroporto, in modo da superare il parere tecnico negativo già inviato dall’Edilizia privata. «Per me fa già fede il voto sugli ordini del giorno presentati in Consiglio comunale, dove la maggioranza ha respinto tutte le proposte negative», commenta Hüllweck. I lavori. Se il cerchio quadrerà secondo la tabella di marcia delineata ieri a palazzo Trissino, i progetti esecutivi saranno pronti entro la fine del 2006 e poi ci saranno le autorizzazioni per avviare i cantieri, che valgono quasi 300 milioni di dollari. «Inizieremo nel 2007 - conferma il generale - per completare tutto entro il 2011. Oggi i soldati presenti a Vicenza sono fra i 2 mila e i 2.500. Una volta completata la nuova base saranno 4 mila, più o meno il doppio. Considerando anche le famiglie, le presenze americane saranno fra le 7 e le 8 mila in tutto». L’indotto. Dopo il vertice, Hüllweck presenta un quadro decisamente diverso rispetto a quello a tinte fosche disegnato dopo il dibattito in sala Bernarda, che lo aveva indotto a pensare a un referendum popolare. «L’operazione è un’occasione importante, presenta aspetti positivi che non possiamo ignorare. Primo fra tutti quello economico. Basti pensare che soltanto alla Ederle lavorano più di 700 vicentini. C’è una prospettiva di ulteriore crescita, con un volume di investimenti notevole. Ma se l’operazione non va in porto, c’è il rischio di perdere anche la Ederle, per un fenomeno di trascinamento».
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Alter-Ego June 8th, 2006, 10:15 AM Il nuovo teatro di Vicenza fa un passo fondamentale E con la posa della maxi-trave regala già spettacolo
Il nuovo teatro di Vicenza ha compiuto ieri un altro passo importante lungo il cammino (sofferto) della costruzione. È stata infatti posata la maxi-trave, un pezzo unico del peso di 540 quintali e lungo 54 metri, che consentirà di finire in tempi rapidi il tetto del nuovo stabile. Sollevato da un’enorme grù, il “mostro” è stato posizionato con un’operazione tutt’altro che semplice che ha dovuto tener conto anche della forza del vento. La trave, arrivata con un trasporto eccezionale da Udine, è stata presa in consegna dai responsabili del cantiere, che dopo tre ore hanno potuto liberare il sorriso da “missione compiuta”. Il tutto sotto gli occhi di molti spettatori interessati. Insomma, il teatro ha già dato il primo spettacolo. (Marzotto a pag. 13)
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Alter-Ego June 23rd, 2006, 11:09 AM Italia, Isola vicentina (VI)
Capannone Industriale
L’area d’intervento è un’area dalla tipica vocazione e tradizione agricola, già segnata negli anni dalla speculazione per l’estrazione dell’argilla. Quindi, un terreno scavato una considerevole quantità di volte e imbonito con terra di risulta e quant’altro fosse utile a ridare la quota d’origine al piano di campagna.
L’operoso Veneto orientale, continua a investire nella piccola e media produzione destinando consistenti e a volte pregevoli parti del proprio territorio, per la realizzazione di capannoni. Così nel duemiladue anche l’Amministrazione di Isola Vicentina (Comune nella pedemontana vicentina), rende attuativo l’ennesimo piano per gli insediamenti produttivi (P.I.P.) e la conseguente lottizzazione per realizzare in una zona rurale di questo piccolo paese (ottomila abitanti), un polo industriale e artigianale che risolva un debito verso il centro urbano nel quale insistono ancora, in modo improbabile, attività di questo tipo a ridosso della chiesa anziché del municipio. Il contesto in cui avviene la lottizzazione, è definito da nord a ovest da una cortina montuosa formata dal gruppo del Pasubio, dall’Altopiano di Asiago e dal Grappa, poi una grande spianata verso est. Da questo ambiente, la volontà di caratterizzare l’edificio con la scala geografica a cui appartiene.
La committenza è costituita da due piccole realtà artigianali che non desiderano particolarmente spiegare l’uso congiunto della volumetria, bensì apparire vicendevolmente proprietari di tutto il capannone per rendere un’immagine più “consistente” della loro attività. Questa ipotesi viene affrontata in particolare modo da uno dei due committenti, che trova nel partner all’inizio un timido convincimento e conseguentemente un “appoggio” dubbioso sin dall’avvio del progetto e fino alla fine dei lavori. Il capannone bi-aziendale (mille metriquadri alla lattoneria e cinquecento alla ditta di installazione di impianti tecnologici), doveva costare pochissimo non avere nessun raddoppio di materiale per nessuna ragione e essere diviso in maniera chiara per le due proprietà, dalle fondazioni sino alla copertura, a costo di separare la stessa con una cinzione. L’edificio è pensato per essere realizzato come un kit di montaggio prefabbricato, con la parte basamentale senza disegno, in cemento (bianco) per ogni dovuta sicurezza contro le immancabili effrazioni e atti vandalici vari. Sovrapposto a questo muro, sino al solaio di copertura e sempre senza alcun raddoppio di materiali, si sale con un’unica pelle (al contempo tamponamento isolante) di lamiera grecata di color grigio metallico e con il disegno della sua texture a evidenziare l’aspetto tecnologico del volume.
Questa partizione, in continuità con quella cementizia, è stata scelta perché di caratteristica leggera, capace del necessario isolamento, dal costo minore del cemento e perché è un materiale individuabile anche alla scala territoriale, per la sua lucentezza e il disegno. Il tetto è stato comunque disegnato perché essendo praticabile (manutenzione degli impianti), è luogo panoramico verso la cortina a nord. L’angolo sud-ovest è “svuotato” per consentire le operazioni di carico e scarico dei materiali al coperto. All’interno, sono realizzate una serie di finestrature “panoramiche” a nastro (lato nord), per permettere semplicemente agli operai di avere sempre un contatto visivo con l’ambiente circostante.
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Sonic from Padova July 1st, 2006, 02:52 AM Stabilimento e uffici Telwin - Vicenza
Il progetto di ampliamento dello stabilimento produttivo, realizzato negli anni 2002 - 2004, si concretizza come la prosecuzione di quanto già attuato nella stessa area negli anni 1992-1994, quando il vecchio capannone della Ditta Telwin SpA costruito nei primi anni ottanta fu ristrutturato e contestualmente ampliato, e infine completato con la costruzione di una palazzina direzionale. Pertanto questo nuovo episodio edilizio non deve essere considerato come un intervento a se stante ma come una successiva fase di un unico processo di sviluppo aziendale.
Il primo intervento era composto da un corpo uffici vetrato, completato da elementi in calcestruzzo a vista nei portali che ne definiscono i contorni, e dagli edifici produttivi, corpi lineari segnati orizzontalmente da lunghe finestre a nastro rivestite da frangisole. Il portico della casa del custode, inglobato formalmente nei magazzini, e il volume degli uffici inquadrano la palazzina. Gli interni sono caratterizzati da un’illuminazione quanto più possibile naturale e diffusa, tema ripreso nel progetto di ampliamento. Gli spazi aperti, in particolare gli elementi trattati a verde, contribuiscono a relazionare gli edifici fra di loro e con la strada, dando immediatamente, per chi arriva da nord, la visione generale del complesso.
Il nuovo edificio si distacca dal precedente per forme architettoniche, ma si relaziona con esso nella comune volontà di creazione di un’immagine continua e unitaria.
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Il confronto con la standardizzazione, la prefabbricazione, le tecnologie innovative, l'ingegneria e l'uso di materiali come l'acciaio generano segni di interessante ed inconsueto impatto formale. L’obiettivo è contrapporsi agli edifici, in particolare capannoni, che invadono in maniera disordinata il territorio e trovare anche nel tema produttivo e terziario un’occasione per fare architettura e confrontarsi con il paesaggio.
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La forma planimetrica del nuovo fabbricato ad uso industriale è da un lato influenzata dalla forma del lotto, dall’altro dettata dalle esigenze funzionali richieste dal ciclo produttivo dell’azienda, considerato il suo ruolo di ampliamento ma anche di collegamento con i fabbricati esistenti. La sagoma dell’edificio è trapezoidale, simile a quella del lotto, con la presenza di una grande tettoia a sbalzo posta verso sud a protezione della zona di carico-scarico merci e con una seconda tettoia, sorretta da quattro pilastri, a collegamento del nuovo edificio con il fabbricato esistente.
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La caratteristica dell’intervento è quella di ripensare gli spazi e gli ambienti destinati all’uso industriale, trasformandoli da semplici contenitori di funzioni in architetture in grado di restituire una reale qualità ai luoghi del lavoro.
Il nuovo grande fabbricato è diventato così l’occasione per affrontare e risolvere il problema relativo al miglioramento delle condizioni climatiche degli spazi produttivi.
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In quest’ottica va letto l’approfondito studio sull’irraggiamento solare compiuto dai progettisti al fine di ricavare una serie di informazioni utili alla realizzazione di un elemento frangisole, capace di mitigare il surriscaldamento delle pareti del manufatto.
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Le pareti dell’edificio rivolte a sud e a ovest sono infatti ombreggiate da un brise soleil continuo orizzontale in lamiera d’acciaio stirata, dello spessore di due millimetri, sostenuto da un sistema di mensole e tiranti metallici, che creano un gioco di luci ed ombre sul lungo prospetto.
Interessanti dal punto di vista architettonico sono alcuni elementi che, oltre allo scopo funzionale e distributivo, creano l’immagine generale del complesso: la pensilina a sbalzo di copertura dello spazio di scarico e carico merci; il volume tecnico esterno in lamiera stirata; due cornici metalliche in aggetto che segnano la facciata rivestita da doghe con finitura in alluminio OX/argento, aperture con infissi riflettenti a sporgere esterni e rivestimento in profili di legno lamellare; la facciata inclinata vetrata retta da tre colonne sagomate in acciaio e, in particolare, la tettoia di collegamento fra il fabbricato nuovo e il preesistente.
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Quest’ultima, la cui idea costruttiva nasce dal paragone con le zampe e il corpo di un ragno, è retta da colonne in acciaio tirantate alle estremità ed è formata da una struttura metallica a graticcio con profili orizzontali superiori di 180 x 10 cm, inferiori di 150 x 10 cm e diagonali di 80 x 8 cm, che regge un pannello di copertura del tipo Monowall H80.
Tutti gli elementi tecnici sono in forte evidenza, raggiungendo un’interessante sintesi fra approccio strutturale e compositivo, che caratterizza l’intero complesso industriale.
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Sonic from Padova September 23rd, 2006, 12:58 PM Vicenza Business Tower
Il nuovissimo edificio Vicenza Business Tower (da cui l’acronimo VBT con cui viene identificato) costruito a Torri di Quartesolo in provincia di Vicenza (dall’impresa Edilbasso, costruttore e proprietario dell’edificio), sorge in un’area strategica dal punto di vista della viabilità e della visibilità: si trova infatti in prossimità delle principali arterie stradali, all’incrocio tra l’autostrada A4 Milano-Venezia e la A31 Valdastico (che attraversa la regione veneta da sud a nord), nei pressi della tangenziale est di Vicenza in via di costruzione.
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Il VBT si inserisce in un’area caratterizzata da numerose attività produttive e di servizio, oltre che dalla presenza del grande centro commerciale Le Piramidi, costruito circa 15 anni fa e circondato da una serie di edifici scadenti sotto il profilo architettonico.
Da qui la necessità di riqualificare la zona attraverso una realizzazione all’avanguardia, che comunicasse a utenti, visitatori e semplici osservatori la particolarità e l’idea di innovazione che doveva caratterizzare l’edificio.
Il progetto è stato concepito fin dall’inizio come una sorta di “lanterna”, visibile anche dall’autostrada, per non rinunciare alle grandi opportunità che offre l’essere visti dall’intenso traffico in transito: per questo il progettista e direttore dei lavori, l’Architetto Gabriele Milan, supportato nella stesura del progetto esecutivo architettonico da Mediapolis Engineering s.r.l., ha pensato ad una torre, contraddistinta dalla combinazione di due materiali nobili quali vetro, obbligatoriamente trasparente, e metallo. Questa scelta ha reso l’edificio un simbolo che rappresenta da solo un grande marchio pubblicitario, senza bisogno di insegne, sinonimo anche di qualità.
Il complesso propone una tipologia che risponde pienamente alle esigenze della committenza e per le quali mancava un’offerta nell’area in oggetto.
Esso è composto da una piastra di un piano fuori terra a forma di L, che si estende per circa 4500 mq, la cui copertura è raggiungibile dalle automobili mediante una rampa.
Questo corpo ospita attività commerciali al dettaglio, e su di esso si eleva una torre di cristallo alta 12 piani, di circa 450 mq ciascuno, in cui sono insediate attività professionali e di terziario avanzato.
In appendice al blocco della torre è stato progettato un volume servente a massa compatta, per il quale sono stati utilizzati materiali differenti da quelli che caratterizzano il resto del complesso, dove sono posizionate le scale e gli ascensori panoramici, il cui movimento ascensionale è percepibile sulla facciata.
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Dal punto di vista costruttivo e dei materiali, i prospetti della piastra sono stati realizzati con pannelli metallici color zinco, mentre la torre è rivestita da una vetrata strutturale continua a doppia pelle, che copre una superficie di circa 245 mq a piano.
Entrando nello specifico delle caratteristiche e delle prestazioni della vetrata, denominata facciata interattiva Blue Technology, essa è stata realizzata con un sistema a cellule strutturali indipendenti, realizzata da Nordisa S.r.l. (società del gruppo Permasteelisa S.p.A.).
Tali cellule, preassemblate in fabbrica in modo da arrivare in cantiere pronte per la messa in opera, hanno uno spessore di 18 cm e dimensioni modulari di 145 cm di larghezza per 270 cm di altezza.
Esse, che possono essere fisse o apribili, sono composte esternamente da un vetro monolitico float extrachiaro temperato spesso 8 mm, un’intercapedine di 120-140 mm all’interno della quale è posta una tenda alla veneziana di 25 mm di colore chiaro (con un coefficiente di riflessione compreso tra il 40 e il 70%) e infine da un vetro-camera isolante (apribile per effettuare la manutenzione), composto a sua volta da una lastra esterna selettiva neutra di 8 mm di spessore, un’intercapedine di 16 mm e una lastra interna stratificata di sicurezza float normale trasparente, spessa circa 4 mm.
In corrispondenza dei solai sono state realizzate delle specchiature cieche di 60 cm di altezza, costituite da una lastra esterna in vetro float normale trasparente chiaro neutro temperato, dello spessore di 8 mm parzialmente o interamente serigrafato, da un’intercapedine ventilata di 109 mm e da un pannello composto da una lamiera di acciaio zincato prelaccato posta all’esterno, dalla coibentazione in lana minerale isolante ad alta prestazione dello spessore di 64 mm (necessaria per evitare ponti termici) e chiuso nella parte interna da un altro foglio di lamiera d’acciaio zincato.
Per quanto riguarda invece le vetrine espositive che costituiscono l’involucro del piano terra, esposte a Est e Nord (le cui dimensioni sono 145 cm di larghezza per 270-300 cm di altezza), esse sono realizzate con specchiature fisse in vetro monolitico stratificato float normale chiaro, ciascuna di 8 mm di spessore e unite tramite PoliVinilButirrale (PVB). In particolare le vetrine che si trovano al piano terra della torre presentano superiormente una specchiatura cieca alta circa 70 cm, realizzata con le stesse caratteristiche delle cellule utilizzate per il mascheramento dei solai interpiano.
Tutte le parti trasparenti sono certificate per la tenuta all’aria, all’acqua e alla spinta del vento dai principali istituti preposti, in Italia e all’estero.
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Una superficie vetrata di queste dimensioni è però soggetta a carichi termici notevoli a causa della sua esposizione alla radiazione solare, dunque la scelta di utilizzare un sistema di facciata interattivo Blue Technology deriva dalla volontà di mantenere alto il livello di comfort interno degli ambienti, controllando l’esposizione ai raggi del sole attraverso sistemi di schermatura e attraverso la ventilazione.
Questo tipo di facciata infatti sfrutta i vantaggi della doppia pelle e della possibilità di inserimento nell’intercapedine di una tenda alla veneziana, strumento importante per la regolazione dei flussi energetici che penetrano nell’edificio sulla base delle effettive necessità.
Le veneziane infatti possono essere comandate a seconda delle esigenze dell’utenza, sia localmente che attraverso un comando centralizzato remoto automatico. Ad ogni lato dell’edificio in cui è presente la facciata interattiva sono posizionate due fotocellule e una centralina di controllo tende, in grado di controllare il livello di radiazione esterna e la temperatura all’interno degli ambienti. Il controllo centralizzato è progettato per disattivare i comandi locali quando vengono superati i valori di radiazione solare e temperatura interna stabiliti a priori.
Superati tali valori infatti le tende scendono automaticamente in posizione chiusa e le lamelle si posizionano con un’angolazione di circa 37° ( con una tolleranza di circa 3°).
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Sempre per garantire adeguati livelli di comfort interno degli ambienti, la facciata interattiva permette la ventilazione dell’intercapedine nelle zone visive, effettuata mediante un flusso di aria generato da ventilatori tangenziali posti nella parte cieca delle cellule, in corrispondenza cioè della fascia marcapiano, che vengono attivati o disattivati in funzione della temperatura dell’aria nell’intercapedine.
Il tamponamento trasparente descritto, il cui effetto estetico è neutro, garantisce alte prestazioni a livello di comfort interno, dal momento che è caratterizzato da una trasmissione luminosa del 60% (5% in assenza delle veneziane), da una riflessione luminosa del 14% ed una trasmissione energetica al massimo pari al 15%, ottenuta posizionando le lamelle delle veneziane con un’inclinazione di 60°. Inoltre, il valore medio di isolamento della facciata si aggira attorno a 1,4 W/mq °C.
Come è possibile capire da questi dati, le pareti vetrate che ricoprono la torre sono caratterizzate da livelli di trasmittanza termica piuttosto bassi (1,4 W/mq °C), il che si traduce in una minore dispersione del calore rispetto alle normali superfici vetrate e un miglior livello di comfort all’interno degli ambienti.
Questa attenzione per l’aspetto prestazionale del componente vetrato non è fine a sé stessa, ma fa parte di un approccio progettuale che ha individuato nel risparmio energetico, nel benessere degli occupanti e nell’utilizzo di fonti energetiche alternative delle tematiche fondamentali: per questo motivo ad esempio nella fase di progetto preliminare è stato indicato il sistema a pompa di calore come possibile fonte energetica alternativa.
Per quanto riguarda invece l’impianto di condizionamento degli ambienti, è stata perseguita l’idea di completare l’edificio intelligente con lo studio di un’impiantistica applicata in modo innovativo da parte della Daikin, che ha realizzato un impianto con recupero di calore.
Questo tipo di impianto permette infatti il funzionamento simultaneo in riscaldamento e raffreddamento per ambienti diversi, in modo da sfruttare in modo più razionale l’energia, minimizzando contemporaneamente i costi di esercizio.
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L’opera è stata iniziata nel settembre 2002 ed è stata parzialmente inaugurata, nella sua parte commerciale, nella primavera del 2004 e completata nella parte direzionale nell’estate dello stesso anno.
Attualmente è stato venduto circa il 70% degli spazi dell’edificio, anche se dall’autostrada, da cui è visibile soprattutto il volume della torre, esso può sembrare ancora vuoto: un effetto volutamente pensato per mantenere la privacy degli occupanti, realizzato grazie alle caratteristiche della vetrata Blue Technology.
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Si ringrazia per il materiale tecnico e iconografico l’Arch. Milan, Nordisa s.r.l. e Edilbasso.
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Alter-Ego September 28th, 2006, 09:43 AM «Forza Italia dice sì, senza se né ma»
Galla: «Il sindaco Hüllweck si batta per ottenere il massimo beneficio»
di Gian Marco Mancassola
A prima vista sembrerebbe un lapsus freudiano. Per una curiosa inversione delle parti, Gabriele Galla, segretario cittadino di Forza Italia, nel tentativo di chiarire il sì incondizionato del suo partito al progetto per la nuova base americana all’aeroporto “Dal Molin” prende in prestito dal vocabolario della sinistra la formula usata ai tempi della guerra in Iraq e afferma: «Forza Italia è favorevole senza se e senza ma». L’outing pubblico è destinato a fare rumore in una città che si sta dividendo fra il sì e il no: primo perché quello azzurro è il partito più votato alle ultime elezioni comunali, quando ha incamerato un voto su quattro, ed è il più rappresentato in sala Bernarda; secondo perché è il partito del sindaco Hüllweck, che finora non si è pronunciato e che ha anche dichiarato a più riprese di avere la sensazione che la maggior parte della popolazione sia contraria all’operazione a stelle e strisce. Galla accetta di uscire allo scoperto proprio mentre la conferenza dei capigruppo in consiglio comunale non ha ancora programmato alcuna discussione perché attende notizie da Roma. - Perché siete tanto favorevoli al progetto? «Vicenza, ahinoi, nella sua storia ha perso decine di occasioni importanti - argomenta Galla -. Ora che siamo di fronte a questa grande occasione di rilancio economico, ma non solo, ancora c’è chi si straccia le vesti nel disperato tentativo di far perdere alla città questa opportunità. Ormai sono chiari a tutti gli incalcolabili vantaggi che questa operazione porterebbe al territorio vicentino, a partire dalle infrastrutture che gli americani costruiranno per noi, per finire all’indotto che procurerà numerose opportunità di lavoro a imprese e cittadini. Quello di FI è un sì incondizionato dal punto di vista politico, mentre sotto il profilo amministrativo è condizionato all’ottenimento di infrastrutture e benefici per i quali ci sono già precisi impegni». - Qualcuno avrà, però, da obiettare che il sindaco negli ultimi tempi sta dando la sensazione di virare verso il no e comunque non verso un sì tanto incondizionato. «Il sindaco - replica il segretario forzista - è il rappresentante di tutti i cittadini ed è comprensibile la sua prudenza su questa vicenda. Però è giusto che sappia che FI è nettamente e senza riserve a favore dell’arrivo degli americani e gli chiede di impegnarsi e di battersi fino in fondo per riuscire a portare a casa i maggiori vantaggi possibili per Vicenza. Credo che il popolo del sì sia molto più numeroso del popolo del no, ma è anche più silenzioso e ordinato: non scende in piazza per sbraitare con le bandiere rosse». - Siete pronti anche ad affrontare l’incerta conta dei voti in consiglio comunale? «Personalmente ritengo che sarebbe giusto e contribuirebbe a fare chiarezza arrivare al voto in Consiglio, anche se dovrà essere chiaro a tutti che l’unica decisione vera dovrà essere quella del Governo. Il quando e il come lo deciderà la conferenza dei capigruppo. Quella sarà l’occasione per mostrare quanto il centrodestra sia coeso e solido. La nostra più grande paura è invece che il Governo svenda l’area del “Dal Molin”, tentando rocambolescamente di attribuire la responsabilità all’ente locale, senza badare a condurre la trattativa volta a ottenere il massimo beneficio». - Roma, però, in ossequio al federalismo, sta attendendo risposte da Vicenza prima di chiudere la partita. Se da Vicenza non presentano la lista della spesa, come fanno a chiedere agli americani le infrastrutture? «Il comportamento del Governo è scandaloso e indecente, oltre che da irresponsabili. La legge attribuisce a loro il dovere di decidere e loro scappano, abdicando. Vogliono evitare di prendere decisioni millantando di voler coinvolgere il territorio, senza ad esempio domandare alcunché ai Comuni limitrofi o a Caldogno. Provvedimenti come il decreto Bersani hanno messo in ginocchio migliaia di professionisti e imprenditori senza che nessuno di loro fosse consultato prima. Vergogna». - Sullo sfondo, ci sono i dipendenti della Ederle che temono per i loro posti di lavoro. Queste preoccupazioni hanno un fondamento? «Ai lavoratori della caserma Ederle va tutta la solidarietà mia e del partito che rappresento, per come si sta sviluppando la vicenda e per come vengono presi in giro da esponenti del centrosinistra, che danno garanzie per i posti di lavoro, salvo poi scoprire che non sono in grado di mantenere le promesse: e il caso della Maddalena è emblematico. Sempre disponibile a regolarizzare il maggior numero di immigrati, la sinistra si rifiuta di considerare l’ipotesi di ricevere duemila cittadini americani». - Si chiacchiera spesso dell’impegno profuso dall’ex premier Berlusconi a sostegno del progetto. Una settimana fa il braccio destro Gianni Letta ha accompagnato il sindaco dall’ambasciatore. Non è che dietro questa vostra presa di posizione ci sono indicazioni piovute dall’alto, anzi, dall’altissimo? «Direi di no, è un’iniziativa locale, venuta dalla città».
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Alter-Ego October 12th, 2006, 08:31 AM La nuova caserma Usa. Reso noto il verbale della riunione ministeriale del 6 luglio, contestata dal sindaco Hüllweck Dal Molin: «Appalti nell’estate 2007»
I militari: «Resta da definire solo la strada di accesso al cantiere»
(g. m. m.) Riveduto e corretto dopo le proteste formali del sindaco Enrico Hüllweck, è finalmente di dominio pubblico il verbale della riunione del gruppo di lavoro ministeriale sul progetto Dal Molin, andata in scena a Roma il 6 luglio scorso. Intorno al tavolo si sedettero rappresentanti del ministero della Difesa, dell’Enac, militari Usa, sindaco e tecnici comunali, esponenti della Provincia.
I programmi americani. Dal documento si apprende che la delegazione statunitense, illustrando il progetto, ritiene l’aeroporto berico «un’ottima soluzione e, pertanto, se si riuscirà a eseguire regolarmente il programma delineato, una volta stanziati i primi fondi dalle autorità statunitensi entro dicembre 2006, si ritiene di poter bandire la gara nella primavera 2007 e aggiudicare l’appalto ad estate inoltrata».
Le esigenze Usa. Per capire lo stato di avanzamento della progettazione, basterebbe leggere quanto dichiarato dal rappresentante del comando del Genio statunitense, il Navfac, secondo il quale «gli elementi critici - riporta il verbale - che non sono stati ancora totalmente definiti e che necessitano di ulteriore approfondimento sono costituiti dalla viabilità di accesso al cantiere, per le fasi di realizzazione dei lavori e, quando sarà in funzione la base, la viabilità di accesso alla parte dell’aeroporto in uso agli americani. Tali aspetti sono stati recentemente (era luglio, ndr) prospettati agli uffici tecnici del Comune per una prima analisi e un coordinamento iniziale con tutte le autorità locali per consentire di raggiungere l’obiettivo di disporre delle progettazioni necessarie per la fine di marzo 2007».
Le proteste di Hüllweck. Prima di ogni analisi, la riunione si è aperta con la sfuriata del sindaco, che nel verbale viene riportata depurata e mondata. Hüllweck, infatti, «ha duramente contestato la convocazione della riunione, tenuta in assenza dei rappresentanti del Governo», denunciando che il premier Romano Prodi «non ha ancora risposto alle richieste scritte avanzate dal sindaco stesso per conoscere l’orientamento ufficiale del Governo e, in caso di parere positivo, di ottenere garanzie in termini di sicurezza, sostenibilità, impatto urbanistico e viabilistico e impegni economici per la città di Vicenza».
Le ipotesi di Cicero. Mentre Roberto Ciambetti, in rappresentanza della Provincia, pone l’interrogativo sugli equilibri idrogeologici dell’area e sulle conseguenze dell’impermeabilizzazione, l’assessore comunale alla Mobilità Claudio Cicero delinea il suo progetto per la tangenziale nord, in grado di collegare il Dal Molin alla Ederle e di risolvere i problemi del quadrante settentrionale cittadino. Inoltre, sollecita il potenziamento delle infrastrutture e dei sottoservizi (gas, luce, acqua e fognatura) presenti nella zona.
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Alter-Ego October 30th, 2006, 01:19 PM CIOCCOLANDOVI E NOTTE BIANCA. In piazza molti turisti golosi provenienti da diverse province del nord
In 150 mila “pazzi” per il cacao
Presi d’assalto anche i musei, all’Olimpico tremila visite in tre ore
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di Giovanni Zanolo
Gli psicologi non avrebbero il minimo dubbio: i vicentini hanno tanto, ma proprio tanto bisogno di affetto, saziabile solo con tanta, ma proprio tanta cioccolata. Non si spiegherebbe altrimenti il numero davvero impressionante di visitatori che da venerdì pomeriggio a domenica sera si sono riversati come fiumi di cacao nelle strade del centro in occasione della seconda edizione di CioccolandoVi, anche quest’anno abbinata alla “mezza notte bianca” vicentina. Le cifre ufficiali si sapranno solo oggi, ma l’assessore al turismo Pietro Magaddino, tra i promotori principali dell’evento assieme alla Confcommercio, non ha dubbi: «Le stime dovrebbero essere superiori di un 20-25 per cento rispetto alla scorsa edizione: probabilmente abbiamo raggiunto quota 150 mila». A rigor di logica, quindi, ogni singolo vicentino dovrebbe essere uscito in strada a far provviste cioccolatose per tutto l’inverno. «In realtà - spiega l’assessore - moltissimi sono venuti anche da fuori provincia. Ne ho visti da Pavia, Piacenza, Parma, Bergamo e Brescia. Alcuni, con il camper, sono rimasti per tutti i tre giorni». E poi dicono che la cioccolata non è una droga. Dopo il successo dell’anno scorso, insomma, si dev’essere sparsa la voce che Vicenza è diventata il centro di pellegrinaggio per i patiti del “cibo degli dei” di tutto il Nord Italia. E ce n’era davvero per ogni gusto, con trenta stand di maestri cioccolatieri da più regioni del Paese, che hanno sfruttato la cornice del centro storico patrimonio dell’Unesco per mettere in mostra ogni possibile combinazione a base di cacao: dai bicchieri di cialda con il liquore al cioccolato, passando per le classiche praline boero, dai cioccolatini al gusto di tabacco alle tavolette speziate al peperoncino, assenzio o zenzero, per arrivare infine al top del top, al vertice dell’inaudito: la cioccolata al sale, andata letteralmente a ruba (e l’anno prossimo, esaurite le combinazioni, offriranno forse la cioccolata al gusto di…cioccolata?). Anche se i prezzi spesso sorpassavano la soglia oltre alla quale, normalmente, nessuno comprerebbe un po’ di cioccolata (10 euro per una barretta speziata?!), per una volta tanto il “caro euro” è finito nel dimenticatoio: sia venerdì sera che domenica, infatti, i proprietari degli stand sono stati letteralmente obbligati dai clienti a non chiudere per l’orario prefissato (le 21), continuando fino a mezzanotte a riempire le tasche di migliaia di persone in estasi con quintali di cioccolata. L’apice, manco a dirlo, è stato raggiunto nella nottata di sabato in occasione di “Culture and music by night”, la “mezza notte bianca” che fino alle 2 ha totalizzato quote da capogiro, in particolare nei musei del centro aperti gratuitamente. Più di mille le presenze nel museo Diocesano, mentre il teatro Olimpico ha sorpassato i 3 mila visitatori in sole tre ore tanto che si sono sfiorati momenti di tensione alle 11, all’apertura, quando un camion della polizia municipale che tentava di uscire dal cortile interno, ha provocato scompiglio tra la folla ammassata e in fila all’entrata. A palazzo Chiericati, ancora nessuna cifra ufficiale, ma secondo le prime stime si parla anche in questo caso di una “fiumana” di appassionati d’arte di un migliaio di persone. Una manifestazione “fatta in casa”, come tiene a sottolineare Magaddino, fiero di avere costruito un evento frutto di un «lavoro di squadra tutto vicentino (pensiamo solo al grande contributo della Protezione civile)», riducendo le spese al minimo indispensabile: «Tra Comune e Confcommercio – ha spiegato – per i tre giorni (inclusa la notte bianca) non abbiamo superato i 23 mila euro». Tutti vicentini anche i gruppi musicali che in oltre 12 palchi sparsi in tutte le piazze hanno offerto spettacoli e concerti ad un pubblico spesso in delirio: «Non abbiamo bisogno di grandi nomi – aggiunge l’assessore – i giovani vicentini se la cavano alla grande, basta dare loro spazio». L’alto flusso di visitatori si è tradotto in lunghe code e viabilità congestionata intorno alla città, mentre per trovare un parcheggio ci si è dovuti spingere fino alla prima periferia. Quest’anno, comunque, pare essere andata meglio rispetto alla scorsa edizione, macchiata dalle tante multe piovute sui visitatori: «Lo dobbiamo grazie alla modifica della viabilità – conclude Magaddino - ogni auto era costretta a parcheggiare in uno dei parcheggi, al Bassano o al Cricoli». Un’ultima nota: «Nessun incidente grave in tutti i tre giorni, segno di una Vicenza con cittadini veramente responsabili».
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alberty March 5th, 2007, 02:33 PM Tre progetti di Paolo Portoghesi per la nuova area a sud di Largo Parolini
Proposte destinate a rivoluzionare il profilo della città sulle quali si apre il dibattito tecnico, estetico e politico
Due torri e un mare di dubbi
(r. f.) «Due o più torri, ispirate al motivo della chiocciola, con piani sovrapposti di sagoma eguale, ruotati ogni volta di 60 gradi».
Così l’architetto Paolo Portoghesi descrive in un suo volume pubblicato da Skira alcune soluzioni progettuali datate 2004 per «il complesso residenziale nei pressi dello scalo merci di Bassano del Grappa per l’impresa Carron».
Le ipotesi cui si riferisce il professionista di fama internazionale sono quelle riferite all’area che si sviluppa a sud della stazione ferroviaria, nella superficie un tempo ribattezzata piano Mar.
A Portoghesi si erano infatti rivolte le imprese Farro srl e Carron spa affinché il celebre architetto individuasse alcuni interventi da effettuare in quella zona.
Dunque, uno o più grattacieli che rivoluzionerebbero il profilo di Bassano. Una soluzione innovativa attorno alla quale in città si sta accendendo un dibattito. Da una parte c’è chi è favorevole ad uno skyline movimentato, dall’altra chi ritiene che questo tocco di modernità risulti eccessivo per la città del ponte facendola "volare troppo in alto".
Sulla questione, il consiglio comunale nei mesi scorsi si era dichiarato possibilista. Senza dare alcuna approvazione, l’esecutivo non ha infatti posto alcuna pregiudiziale negativa nei confronti della tesi che prevede lo sviluppo in verticale fino ai 45 metri degli edifici in quell’area a ridosso del centro storico, dove attualmente la normativa prevede per le edificazioni un’altezza massima di diciannove metri.
In attesa di vedere nei dettagli la proposta di Portoghesi per capire come si svilupperà il progetto e come si inserirà nel contesto cittadino, si dividono i pareri dei bassanesi.
Tra i perplessi figurano anche i componenti dell’associazione Civicity presieduta da Sergio Los, costituitasi di recente per aprire un dibattito sui temi della riqualificazione, valorizzazione e gestione della città e del territorio, con particolare attenzione alla sostenibilità nell’architettura.
«Siamo convinti che ogni soluzione di questo tipo debba coniugare l’aspetto estetico con le esigenze dei cittadini - ha osservato Massimo Vallotto di Civicity - L’intervento di Portoghesi, che riguarda un’area privata, è sicuramente originale, ma di impatto. È prematuro esprimere un giudizio, bisognerebbe conoscere l’operazione nei dettagli. Certo, l’opera di un grande professionista internazionale è sempre di prestigio per una città, ma talvolta chi la progetta non conosce l’identità e le dinamiche sociali di una comunità. Per questo motivo la nostra associazione intende favorire un'architettura civica, ossia che tenga conto delle peculiarità e dello sviluppo della città senza dimenticarsi di coloro che la vivono quotidianamente. Prima di realizzare un’opera di tale portata vanno valutati attentamente tanti aspetti al di là di quello estetico. Dobbiamo pensare alla qualità dei materiali utilizzati, alla loro usura nel tempo, all’accessibilità e alla fruibilità. Una costruzione futurista deve anche essere funzionale alle esigenze di chi poi la vive».
I progetti
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http://2002.ilgiornaledivicenza.it/verifica.asp?path=dir&giorno=20070303&pagina=27&elemento=gdv_f1_635.jpg
http://2002.ilgiornaledivicenza.it/verifica.asp?path=dir&giorno=20070303&pagina=27&elemento=gdv_f1_637.jpg
Per chi non conoscesse Bassano del Grappa:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f3/Bassano_del_Grappa_overview_01.jpg/800px-Bassano_del_Grappa_overview_01.jpg
Bassano del Grappa è un Comune di 40.411 abitanti della provincia di Vicenza.
alberty March 5th, 2007, 02:36 PM Notizia presa dal Giornale di Vicenza il 3/03/07
Alter-Ego March 6th, 2007, 10:56 AM non si vede nulla
Sonic from Padova March 6th, 2007, 04:28 PM http://img130.imageshack.us/img130/5021/bassanotorreil5.jpg
http://img295.imageshack.us/img295/6614/bassanotorre1hc0.jpg
http://img242.imageshack.us/img242/4632/bassanotorre2tl1.jpg
http://img20.imageshack.us/img20/5647/bassanotorre3vk7.jpg
Davvero interessante! Ma perchè non li fanno a Vicenza? :)
alberty March 6th, 2007, 09:21 PM Grazie Sonic..6 in grande !!!:
Cmq sono sicuro che se faranno una di queste torri a Bassano, Padova con il suo bel Net e con gli altri progetti, Verona idem...Vicenza non starà a guardare!!
Ogni tanto fà bene un pò di campanalismo :lol: :lol: !!!:
X i progetti di Bassano l'unica pecca è l'altezza..soltanto 50 metri:ohno: (anche se guardando dalle foto mi sembrano tutti più alti)!!
alberty March 7th, 2007, 12:38 PM I club service e le associazioni culturali scendono in campo per invitare alla sensibilizzazione
«Non è coi grattacieli che si migliora la qualità della vita nelle nostre città»
(c. z.) «Con serietà e senza preconcetti» vogliono essere informati sulle scelte inerenti alla loro città e contribuire «in modo continuo al suo sviluppo culturale e territoriale».
Preoccupati dalla continua e rapida trasformazione di Bassano e del territorio che la circonda e stimolati dalle questioni urbanistiche che, soprattutto a partire da quest’estate, sono state portate all’attenzione dell’opinione pubblica, i club service e le associazioni culturali cittadine hanno scelto di adottare sui problemi legati all’ambiente e allo sviluppo urbanistico una linea d’azione unitaria e di dare il via, all’interno dei singoli gruppi di appartenenza o in maniera allargata, ad un’attività permanente di sensibilizzazione.
Il Pat, il piano strategico di area vasta, il recupero delle aree dismesse, la tutela delle colline, il recupero del teatro Astra e le torri di 45 metri d’altezza che potrebbero sorgere in largo Parolini saranno quindi posti al centro dei programmi e delle iniziative delle organizzazioni coinvolte e gli spunti da cui dovrà partire una discussione destinata a coinvolgere l’intera cittadinanza. L’idea, spiega Bruno Bernardi, del Rotary club di Bassano, è quella di iniziare un dibattito serio e di creare una rubrica permanente in cui possano essere inglobate le osservazioni e le sollecitazioni legate a tali temi e di un osservatorio, in modo da coinvolgere la popolazione e di farsi ascoltare dall’amministrazione.
«Su tali questioni infatti si interpellano sempre le associazioni economiche ma non quelle culturali - sottolinea Bernardi -. Eppure, con esempi di sviluppo edilizio come quelli offerti dalle costruzioni della zona dei pilastroni, dal cantiere aperto tra le colline di San Giorgio o dai cosiddetti annessi rustici sui "Maragonsei", possiamo davvero fidarci e non interessarci in prima persona di quanto sta accadendo a Bassano?».
I rappresentanti dei Rotary Bassano e Bassano Castelli, del Lions Host, del Fai, dell’Innerweel, del Soroptimist, di Italia Nostra, degli Amici dei musei del Panathlon Club, accumunati da un grande amore per la propria città e memori delle azioni portate avanti in passato dai loro gruppi per la salvaguardia del patrimonio, storico, artistico e culturale del centro ai piedi del Grappa sono pronte a combattere sullo stesso fronte per tutelare quanto di bello è rimasto a Bassano e nei comuni vicini e per arrestare il degrado di queste zone. I promotori di quest’iniziativa si sono quindi chiesto come le due torri di 45 metri pensate potranno inserirsi nel paesaggio urbano bassanese e se davvero, come ha affermato l’assessore all’urbanistica Giuseppe Bottecchia un simile intervento potrà rendere la cittadina veneta più simile ai grandi centri europei.
«Le città europee oggi lavorano per rendere il trasporto pubblico più efficiente - continua Bernardi - per abbassare il livello di inquinamento o per creare piste ciclabili»
«La città del futuro - conclude Eugenio Rinaldi, presidente di Italia Nostra e del Lions Bassano Host - non si caratterizza con i grattacieli ma con la ricerca di una migliore qualità della vita, con un centro storico pedonalizzato, con i parcheggi di scambio, con il potenziamento delle aree verdi e con un maggior rispetto per le categorie più deboli e per il patrimonio storico e ambientale».
Notizia presa dal Giornale di Vicenza
6/03/07
Klovis June 29th, 2007, 01:28 AM Ciao a tutti,sono nuovo e abito a vicenza..
seguo skyscrapers da molto ma non ho mai postato,e vorrei iniziare postando le foto dei palazzi di vicenza..spero siano apprezzati..ho fotografato i piu alti,ed i piu nuovi anche se vicenza,penso non abbia veri e propri grattaceli,ma qualcosa di carino nelle foto ne è saltato fuori..il tempo di fare l'upload su imageshack e posto..scusatemi se ho sbagliato qualcosa e non so se questa sezione sia libera ai post per gli edifici già costruiti o sia solo per i nuovi progetti.
Edificio nuovo nella zona commerciale di torri di quartesolo(VI) vicino le piramidi e il vicenza business tower
http://img264.imageshack.us/img264/7788/img3648ty7.jpg
ancora parte dello stesso edificio(imponente) dove si intravvede dietro il vicenza business tower
http://img443.imageshack.us/img443/1053/img3650cz1.jpg
vicenza business tower
http://img241.imageshack.us/img241/4584/img3654hp3.jpg
veduta dalla terrazza panoramica di monteberico
http://img407.imageshack.us/img407/5910/img3662mo6.jpg
edifici nel centro di vicenza
http://img407.imageshack.us/img407/555/img3663pe3.jpg
altra veduta del centro di vicenza da un parcheggio..
http://img170.imageshack.us/img170/6883/img3664mo3.jpg
jolly hotel
http://img525.imageshack.us/img525/2051/img3666uu6.jpg
imponente edificio in costruzione nella zona vicino l'auchan,infatti in quella zona è tutto un cantiere a cielo aperto..vediamo come uscirà quella zona in futuro..sono curioso..:)
http://img227.imageshack.us/img227/1552/img3668mt0.jpg
enorme edificio che affianca la tangenziale che passa da zona fiera a villaggio del sole
http://img440.imageshack.us/img440/8159/img3671dz0.jpg
altro edificio imponente,ma ancora in costruzione vicino all'edificio nella foto precedente
http://img505.imageshack.us/img505/4037/img3672jr8.jpg
nuovo palazzo,ancora nella fase finale di costruzione in zona fiera che affianca la tangenziale..e visibile anche dall'autostrada.(non so come si chiama)
http://img401.imageshack.us/img401/2400/img3674ka4.jpg
http://img178.imageshack.us/img178/6013/img3675ss8.jpg
http://img178.imageshack.us/img178/787/img3676vr1.jpg
http://img443.imageshack.us/img443/8946/img3678yn4.jpg
foto particolare:lol: ,riflesso dell'edifcio delle foto precedenti riflesso in un palazzo adiacente..
http://img157.imageshack.us/img157/1543/img3681ub6.jpg
alte di montecchio maggiore(vi)
palazzi residenziali visibili dall'autostrada
http://img157.imageshack.us/img157/5223/img3686oq4.jpg
alte di montecchio maggiore(VI)
palazzo di vetro dietro al bowling
http://img503.imageshack.us/img503/6672/img3690pf7.jpg
Nicux June 29th, 2007, 01:30 AM Benvenuto a te, corregionale! :D
Sonic from Padova June 29th, 2007, 08:25 AM Hey benvenuto vicentino! :)
complimenti per le foto, anche Vicenza si da da fare vero!
hai foto dell'edificio di 12 piani che hanno costruito in Zona industriale?
Klovis June 29th, 2007, 01:45 PM ho solo quelle li che vedi,se ti interessano te le mando via mail,ma se aspetti,sabato pomeriggio,devo passare per la zona fiera/zona industriale e ne faccio un pò,poi te le mando :okay:
Alter-Ego July 4th, 2007, 08:57 AM benvenuto klovis, finalmente 'naltro magnagati :D
Ristrutturazione VILLA VALMARANA MARGHERITA
Progetto per la ristrutturazione di una villa ad uso residenziale, con la creazione di 12 unità immobiliari distribuite su tre edifici a tre piani.
Restauro delle parti decorativi e pittoriche.
Progettista capogruppo: SILVANO FARESIN
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_391591866.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_1773032426.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_662924050.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w80h80q75bw1_579503582.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_579503582.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_561103838.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_487507364.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_457072502.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_1447224717.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_1629425870.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_898047451.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_1597377766.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_1889083817.jpg
http://www.europaconcorsi.com/db/cache/pub/pub_17312_w500h500q75bw1_550544189.jpg
Alter-Ego July 4th, 2007, 03:48 PM imponente edificio in costruzione nella zona vicino l'auchan,infatti in quella zona è tutto un cantiere a cielo aperto..vediamo come uscirà quella zona in futuro..sono curioso..:)
http://img227.imageshack.us/img227/1552/img3668mt0.jpg]
cosa vuoi che ne esca...na schifezzuola, come tutta la zona :bash:
enorme edificio che affianca la tangenziale che passa da zona fiera a villaggio del sole
http://img440.imageshack.us/img440/8159/img3671dz0.jpg
questo è moooooolto interessante :cheers:
nuovo palazzo,ancora nella fase finale di costruzione in zona fiera che affianca la tangenziale..e visibile anche dall'autostrada.(non so come si chiama)
http://img178.imageshack.us/img178/6013/img3675ss8.jpg
http://img178.imageshack.us/img178/787/img3676vr1.jpg
http://img443.imageshack.us/img443/8946/img3678yn4.jpg
ormai è più di un anno che il cantiere è sotto sequestro!
Klovis July 13th, 2007, 01:14 PM ormai è più di un anno che il cantiere è sotto sequestro!
e come mai?
qualcuno sa percaso cosa fanno nella zona delle piramidi a torri di quartesolo?hanno recintato tutti i campi liberi che c'erano ed hanno cominciato a pichettare il suolo..sembra facciano qualcosa di grosso,almeno dalle dimensioni dei recinti sono grandi cantieri...speriamo ricalchino gli ultimi 2 palazzi costruiti e non facciano ancora capannonimanche se,dalle dimensioni dei cantieri non lo sembrano affatto.L'altro giorno sono passato e testavano la profondità e qualità del sottosuolo con qualla macchina tipo trivella..quindi dovrebbero scavare parecchio in profondità..
FabrizioC July 13th, 2007, 01:23 PM A proposito.....saltando di palo in frasca
Qual è il mezzo pubblico piu comodo per raggiungere le Piramidi? (raggiungere significa arrivare di fronte all'ingresso)
Klovis July 13th, 2007, 01:43 PM A proposito.....saltando di palo in frasca
Qual è il mezzo pubblico piu comodo per raggiungere le Piramidi? (raggiungere significa arrivare di fronte all'ingresso)
nessuno...:ohno: o il costoso taxi :ohno:
mi ricordo ke quando andavo a scuola prendevo il tram numero 7 per arrivare fino a lerino..e non oltre..poi 2 km di camminata e ci arrivavo..certo ke se facessero qualcosa in piu sarebbe l'ideale..
ora sinceramente non lo so,sono passati 10 anni dai tempi di scuola..magari qualche progresso l'hanno fatto..io uso la macchina e non ti so priprio dire..
prova a dare un occhiata qua se scrivono qualcosa http://www.centrolepiramidi.it/ (http://http://www.centrolepiramidi.it/)
Klovis July 13th, 2007, 01:58 PM ho appena mandato una mail alle piramidi con la tua domanda..attendiamo la risposta..:nuts:
FabrizioC July 13th, 2007, 02:02 PM Ma le FTV che da Vicenza vanno a Padova non si fermano davanti alle Piramidi?
Klovis July 13th, 2007, 09:09 PM ecco la risposta delle piramidi..
"Buongiorno,
la presente per informarLa che non vi è alcun mezzo pubblico che arriva direttamente ai parcheggi del Centro Acquisti Le Piramidi.
Il mezzo più comodo è la linea FTV Vicenza-Padova che ha la fermata all’inizio della rotatoria che dopo porta all’interno del Centro.
Cordiali saluti.
Centro Acquisti Le Piramidi."
FabrizioC July 13th, 2007, 09:44 PM Grazie mille!! Quindi dovro andare a Padova, andare al Boschetti (qualcuno sa dirmi la fermata piu vicina alla stazione?) pigliarmi la FTV, chiedere al conducente di fermarsi all'inizio di Torri e fare attenzione ad attraversare quella rotatoria.... :nuts: :nuts: :nuts: :nuts: :nuts:
Ricky76 July 31st, 2007, 04:34 PM SALVE A TUTTI!!!
...
http://img443.imageshack.us/img443/8946/img3678yn4.jpg
..questo è il PALAZZO DI VETRO della Girardini.. sotto sequestro perchè hanno costruito tre piani in più del progetto originale.. ovviamente nessuno si è accorto di nulla.. se non dopo molto tempo (essì che è in piena tangenziale!!!)
http://img503.imageshack.us/img503/6672/img3690pf7.jpg
...questo di alte ceccato invece. è stato soprannominato "il MATITONE"
.. BELLISSIME le foto di villa valmarana!!! mentre per la zona auchan stendiamo un velo pietoso... cemento dappertutto!
Ricky76 July 31st, 2007, 04:37 PM .. a breve (...speriamo...) inoltre, dovrebbero iniziare i lavori di riqualificazione ed ampliamento della FIERA.. (http://www.immobiliarefieradivicenza.it/)
nonchè il "pepatissimo" DAL MOLIN by USarmy..
Ricky76 July 31st, 2007, 04:47 PM SEDE EDILPIAZZA - arzignano (VI)
http://www.edilpiazza.it/gfx/profilo1.jpg
http://www.edilpiazza.it/gfx/profilo2.jpg
http://www.edilpiazza.it/gfx/profilo3.jpg
http://www.edilpiazza.it/gfx/profilo5.jpg
Area1000 è la nuova sede Edilpiazza e ne rappresenta il cambiamento: ancora più qualità, ancora più efficienza e sempre più sicurezza.
Valori in mostra all’inaugurazione del 30 settembre scorso, raccontati in una giornata di festa per tutta la comunità di Arzignano, da ospiti, collaboratori e presenze importanti dell’Amministrazione Comunale. Doti importanti che sottolineano la volontà dell’azienda di assicurare il massimo ai suoi clienti, superando standard qualitativi e fissando sempre nuovi obiettivi.
Obiettivi come la Certificazione di Qualità degli Immobili. Area1000 infatti è il primo edificio in Veneto ad ottenerla. La CQI è un importante progetto avviato dal Rina, storico ente certificatore italiano e da Confedilizia riconosciuto quale garanzia di valorizzazione e sicurezza dell'edificio.
La certificazione impone che venga redatto un dossier tecnico, vale a dire un quadro completo di tutto l'edificio, ricostruendo la sua storia, dall'autorizzazione alla progettazione fino alla realizzazione di tutti i particolari. Tutto è reso noto attraverso foto ed elaborati grafici: le strutture e gli impianti, i materiali e l’esecuzione delle opere.
E in questo modo, oltre alla prova della conformità legale ed amministrativa dell’edificio, è possibile programmarne correttamente gli interventi di manutenzione e gestione.
Edilpiazza, inoltre, ha richiesto per Area1000 delle certificazioni addizionali, verificate attraverso test in cantiere da tecnici specializzati Rina:
• l’assenza di materiali potenzialmente tossici per componenti, impianti, elementi di finitura ed arredo;
• l’abbattimento dell'inquinamento acustico esterno ed interno, fra unità immobiliari, aereo e da calpestio;
• il risparmio energetico, calcolato sui parametri della legge 192, più stringente rispetto alle norme precedenti: una soluzione di qualità che accresce il valore di mercato del fabbricato;
• la classificazione energetica dell’edificio che ne garantisce e attesta il basso consumo ha assegnato ad Area1000 la classe A, il massimo ottenibile.
fonte: edilpiazza.it
Ricky76 July 31st, 2007, 04:52 PM BOLLE - Distillerie B.Nardini - Bassano d.G.
Due “mondi”: il primo “sospeso”, formato da due bolle ellissoidali trasparenti che racchiudono i laboratori del centro di ricerca, e l’altro “sommerso”, uno spazio scolpito nel terreno come un canyon naturale che ospita un auditorium di 100 posti a sedere.
Una rampa discendente, matrice generatrice dello spazio-canyon, conduce all’auditorium ed è utilizzabile anche come platea all’aperto.
La contrapposizione delle due platee inclinate forma un’unica arena continua per ospitare eventi.
Lo spettatore seduto è circondato da un landscape generato dall’andamento aritmico delle pareti del muro inclinato.
Due segni: uno raffinato, elegante, tecnologico, immateriale. L’altro brutale, dove la materia, il cemento armato, diventa epifania della forma.
Un contenente e un contenuto, positivo e negativo in continua tensione connessi dalla struttura inclinata dell’ascensore ma immersi nella loro energia di segno contrario che spinge verso l’alto le bolle vitree dei laboratori e sprofonda nel sottosuolo l’auditorium con la sua pesante corposità.
Massimiliano Fuksas
(http://www.fuksas.it)
L’idea di questo progetto nasce con l’obiettivo principale di supplire alla necessità di un auditorium, in cui potessero essere accolte tutte le persone interessate alla cultura della Grappa che, non soltanto nel periodo di distillazione (novembre/aprile circa), potessero apprendere attraverso dei filmati il processo di produzione della Grappa Nardini e la sua lunga storia.
Il 2004 è stato inoltre l’anno del 225° anniversario dell’azienda. Lo si è voluto celebrare con un’opera architettonica che lasciasse un segno di valore; un’opera che valorizzasse sia il territorio che la cultura imprenditoriale e che soprattutto restasse nel tempo, come monito alle generazioni future.
Una decisione maturata nel 2000 e da quel momento portata avanti con passione, scegliendo la strada della qualità nell’innovazione, affidando questo compito all’architetto Massimiliano Fuksas. Una scelta, questa, dettata dalla volontà di avere un architetto italiano ad interpretare un prodotto solamente italiano come la grappa, ma anche di fama mondiale, che valorizzasse ulteriormente l’opera dandole un respiro internazionale.
http://www.nardini.it/ita/index5.htm
Ricky76 July 31st, 2007, 04:56 PM VERGILIUS hotel SPA & wellness - creazzo (VI)
purtroppo tutte foto in FLASH... metto quindi il link
http://www.vergilius.it
Alter-Ego August 1st, 2007, 08:40 AM benvenuto Ricky :hi:
Ricky76 August 1st, 2007, 10:20 AM grazie ;)
alberty September 3rd, 2007, 01:50 PM Dò il benvenuto a Ricky76 e Klovis !!:)
:cheers1: :cheers1:
X quanto riguarda la torre che si trova in zona fiera c'era un articolo sul Giornale di Vicenza l'altro giorno, adesso ve lo posto:
VICENZA OVEST. I privati sperano che il Consiglio di Stato annulli tutto
Il Comune: «Va a noi
quella torre di vetro»
Non c’è stata la demolizione ordinata già a metà giugno? E allora il Comune è pronto ad acquisire la proprietà della torre di vetro di Vicenza ovest e dell’intera area di sua pertinenza.
È questo il nuovo atto che è stato emesso nei giorni scorsi dal Comune di Vicenza - settore edilizia privata - nei confronti del caso edilizio più clamoroso degli ultimi anni: la torre “Girardi” sorta vicino al viadotto di Vicenza ovest, per la quale però è intervenuta la Provincia con un provvedimento che ha annullato i permessi di costruire che erano invece stati rilasciati dal Comune.
Come noto, dovendo prendere atto delle ordinanze della Provincia, il Comune a metà giugno ha emanato un’ordinanza di abbattimento a carico dei proprietari della torre di vetro. Sono passati due mesi, la torre non è stata abbattuta e adesso il Comune applica il successivo passo previsto dalla legge regionale: «i beni sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio comunale», dopo di che su cosa farne si deve esprimere il Consiglio comunale. Per ora il provvedimento comunale si è limitato a definire cosa passerebbe in proprietà del Comune: l’intera area. Per l’acquisizione vera e propria occorre che ne prenda possesso e soprattutto che trascriva la proprietà nei registri immobiliari. Ma adesso è tutto davanti ai giudici: la Girardi si è infatti rivolta al Tar (e il Comune si costituirà in giudizio) per chiedere che venga almeno sospesa subito, in attesa che i giudici valutino il merito della vicenda, l’efficacia dell’ordine di demolire. L’udienza si terrà il 5 settembre ed è anche ipotizzabile che i giudici si riservano appunto di fermare tutto in attesa non solo di decidere loro a Venezia, ma anche che ad esprimersi una volta per tutte sulla vicenda sia il Consiglio di Stato, cui la Girardi ha fatto ricorso per annullare l’ordinanza della Provincia che ha messo “fuorilegge” l’edificio. Insomma, palla ai giudici.P.E.
sabato 01 settembre 2007
Ah..un grazie a Klovis x il bel reportage sui palazzi di Vicenza e provincia... anche se non sono molti e abbastanza alti, sono pur sempre carini !!
alberty September 3rd, 2007, 02:01 PM Sede Neores - Schio (Vicenza)
http://www.floornature.com/worldaround/img_magazine/wr135_6_popup.jpg
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http://www.floornature.com/worldaround/img_magazine/wr135_2_popup.jpg
http://www.floornature.com/worldaround/img_magazine/wr135_3_popup.jpg
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http://www.floornature.com/worldaround/img_magazine/wr135_5_popup.jpg
La sede produttiva e amministrativa della Neores sorge, in provincia di Vicenza, a Schio, una cittadina a vocazione industriale soprattutto nel settore tessile e dell'abbigliamento.
In un contesto fatto di lunghi capannoni e anonimi fabbricati industriali, l'edificio Neores rappresenta un modo nuovo di concepire l'edilizia produttiva, che opera sfruttando le più moderne tecnologie nel rispetto dell'ambiente e dell'uomo.
Questa fabbrica del futuro è nata dalla mente dei fratelli Franco e Flavio Albanese, fondatori dell'ASA Studio, che sono riusciti, grazie anche ad un serio piano economico e funzionale, ad avere l'approvazione di Francesco Della Rovere, giovane produttore di sportswear.
Dopo una serie di riflessioni sulle dinamiche lavorative delle aziende contemporanee gli architetti ed il committente, di comune accordo, hanno deciso di confinare nel sottosuolo l'attività produttiva, completamente meccanizzata, e di collocare in superficie, in ambienti dotati di tutti i comfort, le attività umane.
Così nell'area di 40.000 mq destinata ad attività produttive insiste un solo edificio, che occupa un'area di 600 mq su sette piani, offrendo una superficie utile di 3600 mq, mentre tutt'intorno un giardino zen, un laghetto e zone verdi nascondono i 19.000 mq sotterranei della fabbrica.
La scelta di sprofondare l'attività lavorativa delle macchine sottoterra e di portare alla luce l'attività dell'uomo è stata determinata dalla volontà di ribaltare i piani teorici dell'impostazione industriale classica, che vuole le catene di montaggio in alto e l'uomo in basso.
A Schio le macchine sono relegate nel sottosuolo, lavorano da sole allo stoccaggio dei capi di abbigliamento prodotti dalla Neores, mentre il regno dell'uomo sono i sette piani fuori terra che ospitano le attività gestionali e direzionali dell'azienda.
Al complesso si accede da Est, attraverso una piazzetta collocata al livello 0 (-4.35 m), sulla quale, di fronte all'edificio direzionale, affacciano la palestra per i dipendenti, il parcheggio coperto ed una gradinata da usare come anfiteatro all'aperto.
Al livello 0, lungo una serie di spazi di distribuzione, in parte scoperti, sono sistemati anche lo show room, la sartoria, la modelleria, gli spogliatoi, la mensa ed i servizi.
Tutti questi spazi prendono aria e luce attraverso delle torrette bianche disseminate nel giardino zen dove i ciottoli, reperiti in situ, sono stati affiancati a comporre disegni dalle linee morbide che si fondono con le collinette verdi ottenute con il terreno degli scavi.
Il Livello -1 (-8.45m) ospita il parcheggio all'aperto per il carico scarico merci, al quale si accede attraverso due rampe a sud, e una serie di locali tecnici e magazzini.
Uno degli ambienti più spettacolari del complesso è sicuramente il magazzino intensivo automatizzato: un grande vuoto, che raggiunge i 22 metri di profondità, attraversato solo dalla lama del corridoio di alimentazione. All'interno del rigoroso edificio direzionale, rivestito in vetro, i primi sei piani sono organizzati con luminosi uffici a pianta libera e corredati di spazi di relax e divanetti per i dipendenti.
L'ultimo piano, destinato alla presidenza, presenta un impianto planimetrico più rigido che organizza le diverse sale riunione, gli uffici, i servizi, una cucina ed un grazioso giardino pensile.
All'esterno l'edificio presenta soluzioni diverse per ogni facciata: il fronte est è movimentato da una disposizione delle vetrate a dente di sega, quello ovest presenta una serie di balconate di distribuzione esterne, coperte in parte da una quinta in rete metallica, mentre i fronti nord e sud, più corti, presentano superfici continue.
I sistemi di collegamento verticale sono accorpati in uno stretto parallelepipedo, rivestito in rete metallica e addossato alla parete sud, che appare così completamente cieca.
L'edificio è caratterizzato da una serie di soluzioni volte al rispetto dell'ambiente che hanno consentito un abbassamento dei costi sia in fase di costruzione che di gestione.
Ad esempio per la realizzazione del calcestruzzo della struttura sotterranea è stata usata la ghiaia ricavata dagli scavi e le vetrate dell'edificio sono realizzate in modo da trattenere il calore consentendo un risparmio sul riscaldamento fino al trenta per cento.
Di notte, la vita dell'edificio continua, un sistema di leds, collocati all'interno delle fasce marcapiano, illumina le facciate dell'edificio con 1400 colori, creando dei disegni luminosi che rendono questa fabbrica intelligente un importante segno urbano, simbolo di un'imprenditoria illuminata.
Flores Zanchi
fonte FLOORNATURE
alberty September 3rd, 2007, 02:26 PM Centro Direzionale Summano - Schio (Vicenza)
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Project description: Centro Direzionale Commerciale Summano
Country: Italy
Project address: Schio/Vicenza
Designing architect: Arch. Giorgio Ferrari-Ferrari e Associati S.r.l.
Completion: 01.01.2004
Project type: - Office buildings
Fonte:
http://www.schuco-usa.com/
Alter-Ego September 21st, 2007, 02:52 PM Progetto per il disegno degli spazi aperti e per la realizzazione di un nuovo auditorium e di un edificio per servizi nel "Campus dei licei"
L'idea di progetto, si basa sulla necessità di dare all'area, attraverso la realizzazione di un desiderio di città che si esplica nell'attuazione di un percorso urbano simbolico che nasce come prolungamento delle vie e dei luoghi pubblici del centro storico e, si collega con la strada parco connettendo le scuole esistenti, gli edifici di progetto ed il verde.
Tale percorso, identificato come muro-portico, è collocato nella parte sinistra della via di comunicazione interna (Via Tito Livio) e ridefinisce e ridisegna il limite della strada di accesso e distribuzione esistente verso la parte edificata del campus.
Questo forte elemento di architettura, ha il duplice compito di delimitare ed unire l'area del parco con i servizi scolastici, sportivi e pubblici a carattere quasi esclusivamente pedonale, con la parte destinata alla penetrazione carrabile con la strada, i parcheggi e le fermate degli autobus.
Il portico, che ha una profondità ed una altezza di cinque metri, è un percorso pedonale coperto (aperto verso la strada e delimitato verso il campus da un muro) che comincia dall'ingresso del sottopasso che conduce al centro storico, e si conclude nella piazzetta ridisegnata da un monumento in prossimità del collegamento con la strada parco.
Affiancato al percorso pedonale, corre la pista ciclabile che segue il tracciato esistente e prosegue in accordo con le indicazioni del Piano Regolatore.
L'idea di città è in modo convenzionale riproposta all'interno di questo progetto, ed è sviluppata e resa chiara nel rapporto nel quale questa via si pone rispetto alle "situazioni urbane" che si presentano durante il percorso.
Infatti, il "muro portico", che è l'elemento primario del progetto ed anche via principale urbana che si modifica rispetto alle situazioni che incontra, è anche un segno importante di identificazione il quale collega in modo chiaro ed immediato le parti esistenti con le parti di nuova edificazione.
Il carattere stesso della "via urbana" e delle "facciate", varia in corrispondenza delle funzioni del campus connotandosi gerarchicamente come strada, ingresso, luogo collettivo, piazza.
Gli ingressi alle scuole sono, nell'idea di progetto, direttamente collegati al muro-portico e completati da nuove strutture per i parcheggi coperti per cicli e motocicli che raddoppiati e paralleli indicano la direzione verso l'edificio scolastico di riferimento.
In corrispondenza dell'edificio per servizi che contiene la caffetteria-ristorante e la biblioteca-mediateca (area B), la strada si apre verso uno spazio comune individuato coma luogo collettivo sul quale prospettano le due parti della costruzione.
Nell'area dove è stato progettato l'auditorium (area C), il muro diventa anch'esso un portico che lascia intravedere la piazza rettangolare antistante
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Alter-Ego October 18th, 2007, 11:24 AM Mercoledì 17 Ottobre 2007
DAL MOLIN. Il commissario straordinario precisa che era solo un’opinione personale quella espressa in commissione Territorio
«Il progetto punta a salvare l’aeroporto civile»
Costa: «Il mio compito è ricordare la volontà espressa nel 2006 dal consiglio comunale»
Quello che conta è l’indirizzo del consiglio comunale. E allora: l’aeroporto s’ha da salvare. Se non ci saranno contrordini da parte della comunità vicentina, la pista del Dal Molin sarà operativa per voli esclusivamente civili.
Parola di Paolo Costa, commissario straordinario per il Dal Molin. Direttamente da Bruxelles, dove Costa è europarlamentare e presidente della commissione Trasporti, il commissario interviene per precisare la sua posizione sul futuro dell’aeroporto civile. Il verbale dell’audizione in commissione Territorio, infatti, riferiva che da tecnico Costa ritiene che abbia un’utilità davvero limitata: «Se mi domandate da tecnico a cosa serve questo aeroporto vi dico a niente», aveva spiegato ai consiglieri comunali.
«Desidero precisare - spiega l’on. Costa - che, al di là delle mie opinioni personali, la posizione del commissario straordinario del Governo è espressa unicamente dagli atti: nella fattispecie dai progetti presentati al Comipar, Comitato misto paritetico regionale, il 26 settembre per il necessario parere di competenza».
Il faro che indica la rotta è l’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale un anno fa, in cui si poneva fra le condizioni irrinunciabili la salvaguardia dell’operatività dello scalo civile. «I progetti - prosegue Costa - sono stati redatti nel pieno rispetto dell’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Vicenza del 26 ottobre 2006, in cui veniva affermata l'importanza dell’utilizzo turistico-commerciale dell’aeroporto Dal Molin e richiesta la garanzia che l’aeroporto non fosse interessato da voli militari connessi con l’attività operativa del reparto Usa».
«Il compito che mi è stato assegnato dal governo - chiarisce il commissario - consiste nel far eseguire le decisioni assunte, realizzando il miglior contemperamento degli interessi coinvolti. Ciò implica che io segua con attenzione il dibattito in corso, ma che ricordi sempre che la volontà legittima a tutt'oggi espressa dalla comunità vicentina è quella dell’ordine del giorno votato dal Consiglio comunale nell’ottobre 2006».G.M.M.
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Alter-Ego October 18th, 2007, 11:25 AM Mercoledì 17 Ottobre 2007
URBANISTICA. L’annuncio di Hüllweck e Zocca sull’intesa con biancorossi e Vicenza Futura
Sì al nuovo stadio a est «Trovato l’accordo»
Verrà rivoluzionata anche la viabilità, con la costruzione di un nuovo viadotto e di un parcheggio da 3 mila posti
Gian Marco Mancassola
Sì al nuovo stadio a Vicenza est. Sì alla cittadella sportiva di Ca’ Balbi. Dopo tante nuvole e qualche tuono, il barometro dell’operazione urbanistica, una delle più rilevanti prospettate nel Pat, sembra volgere al bel tempo. Lo hanno annunciato ieri il sindaco Enrico Hüllweck e l’assessore all’Urbanistica Marco Zocca. L’accordo si può fare, l’equilibrio fra gli interessi in gioco è stato trovato. Le mosse nel grande scacchiere del piano di assetto territoriale, il nuovo piano regolatore del Comune in fase di elaborazione, saranno essenzialmente due: prima l’indicazione sulla carta delle nuove destinazioni urbanistiche dei terreni di Ca’ Balbi, nelle vicinanze del cavalcavia della Stanga e del centro commerciale Palladio; poi un contratto fra le parti, vale a dire Comune, Vicenza calcio e Vicenza Futura, la società proprietaria dell’area.
«Sarà uno stadio da almeno 20 mila posti, per poter competere in serie A - spiega l’assessore Zocca - sarà coperto, avrà un assetto infrastrutturale adeguato e un parcheggio da 3 mila posti. Vogliamo che sia un centro polifunzionale in grado di attrarre le famiglie, con attività commerciali, uffici, ristoranti, cinema».
Intorno allo stadio sarà creata una cittadella sportiva, con un nuovo palasport da 5 mila spettatori. Un progetto in grande stile, che verrà interamente costruito dai privati, che in cambio otterranno volumetrie per ricavare spazi commerciali, direzionali e ricettive: si parla, ad esempio, di clinica dello sportivo, centro fitness, piscina tropicale, mini-parco divertimenti. Il dettaglio dei metri quadrati e dei metri cubi verrà definito successivamente, con un apposito Pua, un piano urbanistico attuativo: «Per ora l’importante è stabilire che il nuovo stadio andrà in quell’area - commenta Zocca -. Con questa formula, ispirata all’urbanistica concertata, non peseremo sulle tasche dei cittadini. La proprietà dello stadio? Sarà comunale, in concessione al Vicenza calcio o a Vicenza Futura per 30 anni, senza oneri per il Comune». Anche la viabilità subirà una radicale trasformazione. La novità principale sarà la costruzione di un viadotto per collegare viale della Serenissima, vale a dire il corridoio di immissione verso il casello autostradale, con il cavalcavia di Ca’ Balbi.
«L’area del vecchio Menti - osserva il sindaco Hüllweck - è strategica e va riservata all’università. Il trasferimento dello stadio è una mossa giusta e buona per la città».
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Alter-Ego October 23rd, 2007, 11:53 AM Approvate dalla Giunta provinciale le opere viarie e di difesa del suolo per i prossimi anni
Più di 50 interventi per 210 milioni di euro. Sono questi i numeri del Programma triennale delle opere pubbliche 2008-2010 e dell'Elenco Annuale 2008 relativamente alle opere viarie e alle opere di difesa del suolo che verrà approvato dal Consiglio Provinciale con il bilancio 2008. Lo schema del documento è stato presentato e fatto adottare dalla Giunta provinciale dall'Assessore alla Viabilità e alla Difesa del Suolo Costantino Toniolo e ora rimarrà pubblicato 60 giorni in attesa di eventuali osservazioni. "L'approvazione del programma triennale delle opere pubbliche rappresenta un importante passo nel cammino di miglioramento della rete stradale provinciale - sottolinea Toniolo. Nei prossimi tre anni abbiamo in programma circa cinquanta interventi su tutto il vicentino, molti dei quali di importanza strategica. Investiremo 210 milioni di euro per realizzare nuovi collegamenti e per migliorare il patrimonio esistente."
Costantino Toniolo
Ognuno di questi cinquanta interventi ha una sua funzionalità, porterà uno specifico beneficio nell'area in cui viene realizzato. Ma è nell'ottica di rete, nell'orizzonte complessivo della viabilità provinciale che la Provincia di Vicenza intende lavorare, con l'obiettivo di considerare non una singola strada, ma l'intero sistema. "Un sistema - spiega l'Assessore- che deve essere integrato, per unire e collegare città, paesi, contrade. Funzionale, per essere all'altezza delle esigenze del territorio, dei singoli cittadini, delle imprese, dei trasporti pubblici. Sicuro, per garantire le migliori condizioni di viabilità in ogni chilometro di ogni arteria. Solo in questo modo le nostre strade provinciali potranno continuare ad essere uno strumento e un luogo di collegamento e comunicazione».
Tra le opere viarie principali approvate dalla Giunta per il 2008 si segnalano:
il potenziamento lungo la strada provinciale del Costo tra Treschè Conca e Asiago (oltre 11 milioni di euro)
la variante alla SP 46 del Pasubio negli abitati di Caldogno - Isola Vicentina - Malo (oltre 10 milioni di euro)
i lavori di costruzione del nuovo ponte in località Debba-Longare (6.750.000 euro)
la sistemazione dell'intersezione tra le strade provinciali Travettore e Granella in Comune di Rosà ( 1milione di euro)
la sistemazione e la messa in sicurezza dell'incrocio con la strada del Costo in località Botteghino in Comune di Costabissara (1.500.000 euro)
Nel 2009 sono in programma, sempre in tema di interventi viari, le opere di completamento lungo la strada provinciale del Costo della variante di Thiene (24 milioni di euro) e la variante alla SP 26 Abbadesse all'abitato di Grumolo delle Abbadesse (oltre 6 milioni di euro). Nel 2010 si segnalano la direttissima Bassano-Vicenza, la variante alla SP 349 del Costo all'abitato di Villaverla e la variante di Schio alla SP 46 del Pasubio Nei prossimi tre anni, inoltre, la Provincia effettuerà un investimento di oltre 10 milioni di euro per il risanamento dei piani viabili, la posa di barriere metalliche di sicurezza e la manutenzione straordinaria su diverse strade provinciali.
Per quanto riguarda la difesa del suolo, l'opera più importante prevista nell'elenco del 2008 è un secondo stralcio del consolidamento del versante in frana in località Fantoni a Recoaro Terme, che continua quello programmato nel 2006 per cercare di fermare uno storico dissesto idrogeologico, noto ormai da molti anni, che coinvolge alcuni fabbricati e un ampio tratto della strada provinciale 100 "di Recoaro Mille". Finora la zona di frana è stata interessata da numerosi studi e interventi di tipo sia passivo, come le ricariche stradali e le opere di sostegno, che attivo, come la regimazione delle acque, tutti comunque con esiti limitati ed esauritisi nel tempo. Nel marzo 2006, dopo un concorso di progettazione europeo, è stato individuato un pool di tecnici che ha progettato in più stralci un intervento complessivo per risolvere il problema. Stralci che, anno dopo anno, la Provincia sta realizzando.
22/10/2007
vicenza.com
Alter-Ego October 23rd, 2007, 03:22 PM Palazzo di Giustizia di Vicenza
Nell’idea di movimento concetti come simmetria e asimmetria si perdono nell’universo della quarta dimensione
Il nuovo Palazzo di Giustizia si colloca all’interno dell’area dialogando con l’intorno senza senza rinunciare alla sua identità istituzionale,funzionale e architettonica. L’edificio, che nella sua geometria di pianta si identifica con tre corpi orientati verso est,media,con il suo piano terra posto a livello della piazza d’ingresso e il piano seminterrato posto a livello della piastra, il rapporto tra il livello pedonale e quello veicolare. Una gradonata di verde e di acqua trasforma il sistema delle coperture del piano seminterrato i spazi esterni progettati come piazze da vivere in continuità con gli spazi interni. La visibilità delle coperture ha imposto un controllo del progetto da visuali prospettiche inusuali, passando dalle visuali a livello strada a quelle del livello piastre pedonali, alla visibilità dell’intera area dall’alto del Monte Berico. La forma architettonica del complesso edilizio deriva dalla sintesi tra le esigenze di funzionalità,gestione e fruizione dell’edificio e la volontà di frammentare la massa volumetrica del palazzo che si lascia penetrare scoprendo nel suo interno un pezzo di città con i suoi spazi interni ed esterni in un continuo modificarsi delle facciate;muri pieni,bucati dalle finestre o sventrati da ampie vetrate, in una alternanza tra materiali lapidei, mattone e le
Trasparenze del vetro, nella costante ricerca del “movimento”,l’acqua che scorre e precipita nelle vasche lungo la strada e le “vibrazioni” del verde posto sulla copertura delle aule, le stesse masse architettoniche che ruotano intorno ad un centro ideale.
* Committente: Finvi S.r.l. - Comune di Vicenza
* Progettista capogruppo: Michele Valentini
* Gruppo di progettazione: Glauco Fontanive
Giorgio Basso
* Strutture: Giorgio Basso
* Impianti: Glauco Fontanive
* Consulenti: Gabriella Valmasoni
* Direzione Lavori: Michele Valentini
* Impresa: Codelfa S.p.a.
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Alter-Ego October 25th, 2007, 08:23 AM IL VECCHIO MENTI
Dopo la partita col Modena si è aperto un foro sui gradoni. Oggi sopralluogo dei tecnici
Un buco in curva Sud. Rischio crollo?
Un buco in curva Sud. Lo avevano segnalato alcuni tifosi biancorossi sabato, al termine della partita con il Modena, indicando il foro allo steward. Ora quell’improvviso crollo fa temere per la tenuta dei gradoni assiepati in occasione di ogni gara interna dai supporter della squadra di Gregucci e stamattina la commissione provinciale di vigilanza effettuerà un sopralluogo tecnico per verificare se vi siano dei rischi e per studiare le modalità d’intervento per far fronte al problema. In base a quanto emerso, si tratta di un buco di un diametro di trenta centimetri che si è aperto inspiegabilmente su uno dei gradoni mentre i tifosi abbandonavano delusi il Menti dopo la sconfitta per 2 a 1. I calcinacci sono caduti di sotto e fortunatamente nessuno si è fatto male, ma è palese che il foro deve essere coperto e sistemato. Il Vicenza calcio ha avvisato la prefettura che ha disposto il sopralluogo per capire se quella zona della mitica curva Sud sia a rischio crollo e quali interventi siano necessari. Fra le ipotesi sul tavolo, quella di chiudere una porzione di curva in previsione della prossima gara interna dei biancorossi, quella di sabato pomeriggio contro lo Spezia, quasi uno spareggio salvezza. A meno che non sia possibile tamponare il foro in pochi giorni garantendo la sicurezza dei tifosi. Stamattina i vigili del fuoco, con un funzionario della questura e i tecnici del Vicenza e del Comune visiteranno l’area interessata dal crollo con degli esperti di stabilità. Probabilmente si tratterà di un sopralluogo lungo e particolareggiato. D’altronde, sottolineano gli interessati, i gradoni della Sud sono i più sollecitati dai tifosi che da decenni vi saltano sopra ad ogni gol o ad ogni occasione sbagliata. D. N.
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alberty October 25th, 2007, 03:34 PM Bassano del Grappa
Due foto delle due torri di 45 metri in progetto ma non ancora approvate a Bassano del Grappa, dell'architetto Paolo Portoghesi !
Speriamo in bene :okay:
http://www.civicity.eu/uploads/070807-1544-vele.jpg
http://www.civicity.eu/uploads/251007-1022-GdVA
fonte civicity.eu
Alter-Ego October 26th, 2007, 08:29 AM DAL MOLIN. I no base chiedono che il commissario e il governo facciano marcia indietro e realizzino un parco pubblico
Presidio, ultimatum a Costa Corteo, anche S. Felice dice no
La giunta comunale vota un documento di solidarietà ad Anna Jannò «Preoccupazione per gli arresti di Perugia: due erano qui a febbraio»
Gian Marco Mancassola
La giunta Hüllweck si schiera compatta nel manifestare solidarietà ad Anna Jannò, leader delle “Vetrine del centro storico”, condannando le intimidazioni subite sabato pomeriggio, quando davanti al suo negozio in corso Palladio è stato inscenato un boicottaggio. L’iniziativa, firmata da esponenti di Movimento Zero, era una risposta alle preoccupazioni manifestate dalla Jannò sul corteo dei No Dal Molin di metà dicembre.
Il documento della giunta è stato proposto dal sindaco Enrico Hüllweck e dal vicesindaco Valerio Sorrentino. Durante la discussione è stata anche espressa forte preoccupazione per il corteo di metà dicembre. Alcuni amministratori si sono detti sconcertati per le notizie riportate da alcuni quotidiani nazionali. Riferendo degli arresti avvenuti a Perugia di cinque anarco-insurrezionalisti accusati di associazione con finalità di terrorismo, alcuni riportano che nella richiesta di arresto viene sottolineato come due degli arrestati, entrambi ventenni, abbiano partecipato a Vicenza alla manifestazione di protesta contro il Dal Molin del 17 febbraio.
I malumori contro il corteo, nel frattempo, si allargano anche all’esterno del centro storico. Da San Felice, il portavoce del comitato di viale Milano e via Torino Florio Cappon esprime solidarietà alla Jannò e preoccupazione per gli effetti collaterali della manifestazione: «Sui muri delle case, sui segnali stradali e sull’asfalto - spiega Cappon - ci sono ancora i segni e le scritte del corteo di febbraio».
Il Presidio permanente, comunque, non demorde e sabato alle 18 dà appuntamento per una fiaccolata contro la bonifica bellica del Dal Molin da ponte del Marchese lungo strada S. Antonino. Il Presidio, nell’annunciare l’iniziativa, dà l’ultimatum di sette giorni al commissario governativo Paolo Costa. Costa l’ha definito “un regalo alla città”; ma è un regalo esclusivamente se sarà finalizzata alla realizzazione del parco pubblico di cui la città ha bisogno. Se, invece, la bonifica è funzionale alla realizzazione dell’installazione militare statunitense, essa rappresenta un affronto ai vicentini e come tale sarà considerata.
«Se non farà marcia indietro sul progetto statunitense, costruiremo azioni creative di disturbo e blocco delle bonifiche».
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Alter-Ego October 26th, 2007, 08:30 AM Bassano del Grappa
Due foto delle due torri di 45 metri in progetto ma non ancora approvate a Bassano del Grappa, dell'architetto Paolo Portoghesi !
Speriamo in bene :okay:
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http://www.civicity.eu/uploads/251007-1022-GdVA
fonte civicity.eu
molto interessanti queste torri anche se qualche metro in più non avrebbe guastato :nuts:
ma sbaglio o ne erano previte 3 inizialmente?
Alter-Ego October 26th, 2007, 08:43 AM ecco un paio di fotine del nuovo teatro di vicenza
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P10/aerea.jpg
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P10/arco.jpg
da http://www.architettivalle.net/pagine/progetto10.htm
alberty October 26th, 2007, 02:07 PM Ciao Alter-Ego, avevo letto x quanto riguarda le torri di Bassano che forse la terza torre (molto più bassa) non la fanno x aggingere qualche piano in più alle altre due!
Fonte Civicity (è un articolo contro le torri, non ho trovato di meglio:ohno:)
"Alla fine le due torri saranno ancora più alte"
"un disastro, si vedranno dal centro"
Bassano
«È matematico: se decideranno di assorbire nelle torri il terzo edificio previsto nel comparto, i 60 metri d'altezza verranno abbondantemente sfondati. E cadranno così tutte le rassicurazioni di Paolo Portoghesi sul fatto che le nuove costruzioni non si vedranno dal centro storico».
L'architetto Massimo Vallotto, vicepresidente di CiViCiTY, l'associazione di professionisti bassanesi attenta ai temi della sostenibilità e della partecipazione, era tra gli spettatori della commissione consiliare Urbanistica di martedì, al Castello degli Ezzelini. Ha sbarrato gli occhi incredulo, quando il capogruppo di Forza Italia Sergio Martinelli ha dettato la correzione di rotta a ditta e progettista: sopprimere la "sorellina minore" delle torri gemelle e traslare quei volumi in verticale.
«Per recuperare le cubature di quell'edificio - calcola Vallotto - in ciascuna torre bisognerà aggiungere tre piani ai 12 residenziali già in cantiere. Sappiamo tutti che l'altezza minima di un piano è di due metri e 70, ai quali bisogna sommare 50 centimetri di solaio. Poi ci sono i primi due piani a destinazione commerciale: per legge dovranno essere alti tre metri. In totale, siamo già a 55 metri. Mettiamoci infine le vele in cima, irrinunciabili perché danno il nome alle strutture: dalle tavole si evince che si protenderanno per un'altra decina di metri. Ed eccoci a quota 65. Con buona pace di Portoghesi, che a giugno ci aveva dettagliatamente illustrato la sua ricerca eseguita con l'ausilio di palloncini sonda, per dimostrare che nel cuore della città le torri sarebbero risultate invisibili».
Alter-Ego October 26th, 2007, 02:38 PM io ho fatto lo stesso ragionamento di Vallotto !
cmq staremo a vedere e speriamo in bene, il progetto è molto interessante :cheers:
grazie per le info alberty
alberty October 26th, 2007, 03:48 PM Però pensandoci, è vero anche che Bassano senza torri è bellisssima lo stesso!
Cioè se le fanno fuori dal centro storico ben venga (per fare un esempio,vicino all'ospedale) , oppure meglio di no x non rovinare il panorama!
Il centro con le piazze,il ponte degli alpini e il castello degli Ezzelini fanno di Bassano uno dei posti più belli del Veneto. DA VISITARE!
Qualche fotina :)
Simbolo della città. Architetto Andrea Palladio 1569. Dal ponte si gode uno splendido panorama sulla Valsugana. :master:
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Il Castello degli Ezzelini visto dal ponte vecchio.
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La torre di Bassano del grappa dove sventola la bandiera giallorossa e imponente il simbolo del Veneto, il leone alato.
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L'Ossario (Il monumento, che accoglie i resti di 23.000 caduti, si svolge in cinque gradoni, collegati da un'ampia gradinata centrale a cinque rampe che dalla base del monumento porta alla sommità)
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Nei dintorni di Bassano
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La pianura dell'altovicentino
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(fonte fotografieitalia.it)
Ciao ciao
Alter-Ego October 26th, 2007, 06:36 PM è il solito problema che si ripropone in Italia tutte le volte che si parla di costruire torri/grattacieli.
alberty October 27th, 2007, 01:07 PM Questa è una bella news:cheers:
IL PROGETTO. L’Immobiliare scarta 4 candidati non idonei a questa partita da 67 milioni
Fiera, l’ampliamento sarà una gara a nove
di Marco Scorzato
Sarà una gara a nove. Tanti sono sono i raggruppamenti d’imprese selezionati per il concorso internazionale di progettazione e realizzazione della nuova Fiera di Vicenza.
L’ampliamento voluto dall’Immobiliare - l’azienda partecipata da Comune, Provincia e Camera di commercio - è consistente: l’intervento riguarda un’area di 112 mila metri quadrati per svilupparne una quarantina di superficie espositiva netta (più 20%). Ma, su tutti, basti un dato: 67 milioni. È questo il “peso”, in euro sonanti, della partita che vedrà in lizza alcune tra le aziende di costruzioni più note del Nordest e non solo. Le aziende capo-cordata sono tutte italiane, ma con loro ci sono anche studi di progettazione europei di fama internazionale.
Dei 13 gruppi d’imprese che, sulla base del bando di gara, avevano presentato la propria candidatura entro settembre per partecipare al concorso, quattro non sono stati giudicati idonei. «La selezione - spiega Andrea Pellizzari, presidente dell’Immobiliare Fiera - è stata fatta da una commissione interna all’Immobiliare, composta dal sottoscritto, dai due vice-presidenti, dall’advisor Sviluppo Sistema Fiera e dallo studio legale Giustiniani. I criteri erano esclusivamente documentali: abbiamo ammesso chi aveva presentato i documenti richiesti dal bando».
I nove pretendenti dovranno presentare i progetti entro il 31 gennaio. Tra questi nomi eccellenti delle imprese di costruzioni del Veneto, come Mantovani, Gemmo, Maltauro, Guerrino Pivato. Tra gli studi di progettazione c’è il vicentino Studio Altieri ma anche l’inglese David Chipperfield, il tedesco Herzog e molti altri.
Entro febbraio sarà decretato il vincitore che avrà il compito di realizzare l’opera entro novembre del 2011. La riqualificazione è prevista in tre fasi e la sfida più impegnativa sarà quella di procedere con i lavori senza compromettere l’attività espositiva. Tra gli obiettivi finali, consentire lo svolgimento contemporaneo di più manifestazioni e dare flessibilità agli spazi espositivi.
La prima parola d’ordine sarà “demolire”. Giù l’ex Holiday Inn, via anche la storica “chiocciola”, i padilioni C-D-E e l’ex edificio dell’azienda di trasporti Baggio. In quella fase, 39 milioni in tutto, sarà realizzato un parcheggio multipiano da 800 posti. Il secondo passo è la costruzione. Con 21 milioni saranno ampliati gli spazi espositivi del 20%, risultato della demolizione di una superficie lorda di 32 mila metri quadri e della realizzazione di 56 mila metri quadri nuovi. Terza mossa: riqualificazione dell’ingresso e un altro parking da 400 posti. «È solo l’inizio di un lungo percorso, ma sono soddisfatto - conclude Pellizzari - Nove gruppi sono un buon numero. Sono imprese qualificate che danno garanzie».
1. Grandi Lavori Fincosit (Capo -fila), Ortolan. Progettisti: Girpa-Cm&p, Archa, Maggiora e Ass., Cons. Fores Partners, Act Progetti.
2. Impresa di Costruzione ing. Mantovani (Cap.), Mbm, Prog.: arch. Gian Guido Visentin, arch. Walter Noebel, Glass Architettura e Urbanistica, Zibell, Willner & Partners, Gse Saar, Enseleit & Partners, Andres Holguin.
3. Impresa di costruzione Cimolai Armando. Progettista: Favero & Milan.
4. Arcas (Cap.), Cometal. Prog.: Mdn Marco Visconti & Partners, Herzog + Partner dipl.- ing. Architekten Bda, Open Project, Studio Renato lazzerini, Idest, Studio Majowiecki.
5. Guerrino Pivato (Cap.), Bit. Prog.: Pool Engineering, Idroesse Infrastrutture, arch. Angelo Zampolini e arch. Bartolomeo Azzaro.
6. Impresa Costruzioni Giuseppe Maltauro (Cap.), Gemmo. Prog.: Studio Altieri, Svei, Asa Studio Albanese, Steam, Sistematica Works, arch. Altieri Giulio.
7. Consta Soc. Cons. P.A. (Cap.), Cons. Naz.Coop. Menotti. Prog.: Politecnica-Ing. ed Arch., ing. A. Bortolazzi Consulting.
8. Mazzi Impresa Generale Costruzioni (Cap.), Fima Cosma Silos, De Facci Luigi. Progettisti: Gmp-Generalplanungsgesellschaft mbh, Contec, Ingea.
9. Codelfa (Cap) Omba Impianti & Engineering. Prog.: David Chipperfield Architects, Sm Ingegneria, Planex, Mte Ingegneria, ing. Claudio Modena.
Gioven October 27th, 2007, 05:03 PM ecco un paio di fotine del nuovo teatro di vicenza
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P10/aerea.jpg
http://www.architettivalle.net/progetti/scelte/P10/arco.jpg
da http://www.architettivalle.net/pagine/progetto10.htm
E' un pezzo che non passo lì davanti...l'hanno finito allora...
Devo dire che dall'alto mi piace di più rispetto alla vista che si ha a livello strada.
Gioven October 27th, 2007, 05:06 PM Però pensandoci, è vero anche che Bassano senza torri è bellisssima lo stesso!
Cioè se le fanno fuori dal centro storico ben venga (per fare un esempio,vicino all'ospedale) , oppure meglio di no x non rovinare il panorama!
Il centro con le piazze,il ponte degli alpini e il castello degli Ezzelini fanno di Bassano uno dei posti più belli del Veneto. DA VISITARE!
Qualche fotina :)
Simbolo della città. Architetto Andrea Palladio 1569. Dal ponte si gode uno splendido panorama sulla Valsugana. :master:
http://www.fotografieitalia.it/foto/321/BASSANO%20DEL%20GRAPPA_321-09-56-40-4025.jpg
http://www.fotografieitalia.it/foto/548/BASSANO%20DEL%20GRAPPA_548-11-44-26-9260.jpg
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Il Castello degli Ezzelini visto dal ponte vecchio.
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http://www.fotografieitalia.it/foto/548/BASSANO%20DEL%20GRAPPA_548-11-45-11-4119.jpg
La torre di Bassano del grappa dove sventola la bandiera giallorossa e imponente il simbolo del Veneto, il leone alato.
http://www.fotografieitalia.it/foto/548/BASSANO%20DEL%20GRAPPA_548-11-46-09-2106.jpg
L'Ossario (Il monumento, che accoglie i resti di 23.000 caduti, si svolge in cinque gradoni, collegati da un'ampia gradinata centrale a cinque rampe che dalla base del monumento porta alla sommità)
http://www.fotografieitalia.it/foto/321/Romano%20d'Ezzelino_321-03-52-07-1429.jpg
Nei dintorni di Bassano
http://www.fotografieitalia.it/foto/548/BASSANO%20DEL%20GRAPPA_548-11-48-31-9358.jpg
http://www.fotografieitalia.it/foto/321/Romano%20d'Ezzelino_321-04-23-26-9523.jpg
La pianura dell'altovicentino
http://www.fotografieitalia.it/foto/548/Monte%20Grappa_548-06-34-31-9458.jpg
(fonte fotografieitalia.it)
Ciao ciao
Bassano è stupenda... perché non copi questo post in Vicenza - foto?
Acquisterebbe maggiore visibilità :)
Alter-Ego October 29th, 2007, 09:16 AM Osservatorio Assoartigiani: l'occupazione nel vicentino è tornata a crescere nel 2007
Si inverte la tendenza nell'andamento dell'occupazione dell'artigianato vicentino: dopo qualche semestre di sofferenza, i segnali della ripresa si manifestano anche attraverso un rilancio della domanda di lavoro da parte delle imprese artigiane. È quanto emerge dall'indagine condotta dall'Osservatorio dell'Associazione Artigiani relativamente al primo semestre del 2007, che segna un incoraggiante +1,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dai dati risulta che la crescita degli occupati è ben distribuita tra le diverse aree della provincia e tra i diversi comparti economici, fornendo garanzia di una crescita sostanzialmente omogenea e perciò statisticamente apprezzabile (va ricordato che l'indagine si basa su un campione 2.912 imprese artigiane della provincia per 13.890 dipendenti in totale). A livello territoriale si nota che i valori di variazione risultano compresi tra il dato dell'area di Agno-Chiampo (-1,4%) e il miglior valore di Vicenza e cintura (+3,5%), con l'Area Berica a +0,7%, la zona Bassano-Marostica attestata su un lieve -0,1%, Schio con +1,0%, Thiene con +2,9%.
Lavoro
Quanto ai settori produttivi, gli occupati nel Manifatturiero tornano a crescere dopo tre anni di stallo (+0,5%); anche nelle costruzioni si torna ad assumere (+1,9%). Si attenua così quel fenomeno di "frammentazione" del settore edile iniziato tre anni fa, caratterizzato da un generale aumento del numero delle imprese e un contemporaneo calo della dimensione media delle stesse. Ma sono i Servizi a far segnare i migliori risultati in termini occupazionali, segno di un rilancio dei consumi privati forse sospinti dal generale miglioramento delle aspettative (+3,4%).
La categoria delle Arti sanitarie e varie segna il miglior risultato con un significativo +13,8%, ma non meno importante appare il risultato di altre categorie dei servizi come l'Estetica (+4,9%) e gli Autoriparatori (+3,1%). Buoni il +6,3% della categoria Alimentari e il +8,1% dell'Edilizia, con +3,5 degli Affini. La Meccanica (25% del campione di occupati analizzato, ovvero oltre 3.500 dipendenti) segna un ottimo +2,1%, i Trasporti un +1,5%, mentre altre categorie del manifatturiero come Abbigliamento (-0,6%), Legno (-0,2%), Ceramica (-8,7%) e Tessile (-2,7%) si trovano ancora in una situazione di stallo o di riorganizzazione. I segnali moderatamente positivi della fiera di settembre fanno sperare, ma nel primo semestre d'anno l'occupazione nel settore Orafo ha fatto segnare ancora flessione (-8,6%).
I dati della ricognizione mettono in luce la persistenza degli andamenti di segno positivo in relazione agli impiegati (+2,9%) e al part-time (+6%) e, in modo più contenuto, anche agli operai (+0.8%), per i quali si inverte la tendenza rispetto agli ultimi semestri. La componente "comunitaria" dell'occupazione nelle imprese artigiane è pari all'84,4% e fa segnare nel semestre un +2,0%. Cala invece, sia pure leggermente, l'incidenza della componente extracomunitaria che risulta pari al 15,6% (era al 16% a fine 2006). Pare questa, a giudicare dall'andamento degli ultimi cinque anni, la soglia fisiologica della capacità di inclusione di manodopera straniera da parte dell'artigianato vicentino.
29/10/2007
vicenza.com
Alter-Ego October 29th, 2007, 09:18 AM E' un pezzo che non passo lì davanti...l'hanno finito allora...
Devo dire che dall'alto mi piace di più rispetto alla vista che si ha a livello strada.
diciamo che l'opera non entrerà nella storia dell'architettura :lol:
perché non copi questo post in Vicenza - foto?
Acquisterebbe maggiore visibilità :)
ottima idea, dai alberty spostale :)
Alter-Ego October 29th, 2007, 09:22 AM La Giunta punta ad aumentare le detrazioni per chiudere con il botto il mandato
Il piano: nel 2008 taglio dell’Ici sulla prima casa
Gian Marco Mancassola A palazzo Trissino il prurito alle mani ce l’hanno da un po’ di tempo: la voglia di inforcare le forbici e tagliuzzare la pressione fiscale monta dall’inizio dell’anno, da quando la giunta Hüllweck è stata costretta ad aumentare l’addizionale Irpef. Così, da alcune settimane, assessori e tecnici sono al lavoro per studiare il botto di fine mandato: meno tasse, magari non per tutti, ma per molti. Il progetto che sta mettendo a punto l’assessore alle Finanze Linda Favretto è lineare: ridurre l’Ici sulla prima casa. Un’imposta che, se applicata sull’abitazione principale, l’esponente leghista non esita a definire «odiosa e anticostituzionale». L’obiettivo stuzzica tutto il centrodestra: sarebbe l’assist ideale in vista della campagna elettorale per il nuovo sindaco. La prudenza, però, in municipio la fa da padrona. Nessuno vuole farla fuori dal vaso per poi pentirsene amaramente qualora il progetto non dovesse decollare. Le variabili sono molte: c’è una Finanziaria 2008 assai traballante, come raccontano le cronache capitoline, con un governo sull’orlo della crisi ogni due per tre; e poi ci sono i vincoli del bilancio comunale, che deve rispettare alcuni equilibri imprenscindibili per garantire tutti i servizi fin qui attivati. L’assessore al Bilancio, il forzista Marco Zocca, sta cercando di chiudere in questi giorni la Manovra comunale, per riuscire a ottener eil voto del consiglio comunale a metà dicembre. In questo momento c’è una disparità, fra entrate e uscite, di circa 2 milioni di euro: un delta meno problematico di altre annate, che però non lascia immaginare al momento clamorosi tagli alla pressione fiscale. Per questo, ha avvertito la collega alle Finanze: sì a rimodulazioni della pressione fiscale, a patto che il gettito sia garantito. La Favretto ha già schierato i suoi soldatini sul campo di battaglia e attende soltanto di conoscere la versione finale della Finanziaria. In questo momento, infatti, viene prospettata una ulteriore detrazione sull’abitazione principale ai proprietari di immobili con reddito non superiore ai 50 mila euro, fino a un massimo di 200 euro, che si aggiungerebbero allo sconto attuale che ammonta a 103,29 euro, per un totale di oltre 300 euro. Sogno o realtà? La Favretto non ha dubbi: «Se la Finanziaria assegnerà ai Comuni questa possibilità, cercheremo di percorrerla». Gli equilibri dovranno essere trovati perseguendo altre vie: l’assessore non svela gli assi nella manica, ma fa capire di avere studiato le contromosse. Se l’artiglieria pesante non dovesse sfondare, c’è sempre la cavalleria con il piano B, vale a dire tagli più contenuti, mirati, calibrati su misura per particolari contesti, come le abitazioni inserite nei Pai, i piani di assetto idrogeologico. «Questi edifici - spiega la Favretto - hanno patito in pochi anni una forte svalutazione immobiliare». Infine, qualche novità potrebbe essere studiata anche per ridefinire la fisionomia delle aree edificabili.[/FIRMA]
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alberty October 29th, 2007, 12:39 PM Quote:
Originally Posted by Gioven
perché non copi questo post in Vicenza - foto?
Acquisterebbe maggiore visibilità
ottima idea, dai alberty spostale
FATTO :cheers:
(ho anche aggiunto 2 foto)
bye bye
Alter-Ego October 29th, 2007, 03:48 PM Oggi s’inaugura la nuova struttura. Domani a Budapest l’accordo con la Cciaa italiana per l’Ungheria
Samorin, un nuovo traguardo Centro servizi per le imprese
Si consolida il progetto slovacco di Assindustria Vicenza che supporta l’internazionalizzazione delle aziende beriche della meccatronica
Marco Scorzato
Un distretto esportato per rilanciare la competitività delle imprese vicentine della meccatronica. Un’internazionalizzazione virtuosa, che gioca al rialzo, puntando sulla penetrazione nei mercati che “tirano” piuttosto che sul risparmio nel costo del lavoro. Un’idea che, da subito, cioè dalla primavera del 2003 quando il progetto vide la luce, in molti definirono «geniale». E che, mattone dopo mattone, sta diventando sempre più concreta.
Dalla “posa della prima pietra” sono passati quattro anni e mezzo e per il “progetto Samorin” è giunto il momento di varcare un nuovo traguardo. Si inaugura oggi, nella cittadina slovacca a due passi da Bratislava, il Centro Servizi del distretto. Sarà Massimo Calearo Ciman, presidente di Assindustria Vicenza e delegato di Confindustria nei rapporti con la Slovacchia a guidare la folta delegazione di industriali berici. Alla cerimonia parteciperanno anche il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e l’amministratore delegato di Unicredit Banca Alessandro Profumo. Tra le autorità è prevista anche la presenza di Ivan Gasparovich, presidente della Repubblica slovacca.
Per l’Associazione Industriali di Vicenza l’apertura del Centro Servizi è una tappa fondamentale: non sarà, infatti, solo la struttura deputata alla gestione dei servizi come la mensa o la foresteria per il personale in trasferta, ma anche un centro attivo nella pianificazione finanziaria delle imprese che partecipano al distretto e nella promozione di un’attività esclusiva di formazione che ricalca il modello di business school già sperimentato dalla Fondazione Cuoa. «Con questo progetto - spiega Calearo - la nostra associazione diventa un soggetto attivo delle politiche di internazionalizzazione, che si trasforma in una vera e propria azione di sistema».
La missione degli industriali vicentini nell’Europa centro-orientale proseguirà anche domani, a Budapest, per la firma della convenzione tra la Camera di commercio italiana per l’Ungheria e l’Associazione Industriali di Vicenza, primo passo per un nuovo cammino di collaborazione tra le imprese beriche e quelle ungheresi. La delegazione parteciperà poi al Forum sulla cooperazione italo-ungherese. La giornata si concluderà con la visita dallo showroom della Grotto Spa, titolare del marchio Gas.
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Alter-Ego October 30th, 2007, 04:34 PM DAL MOLIN. Convinti gli americani: la Ederle 2 si farà verso viale Ferrarin, ma la pista va demolita. Hüllweck: «Non deciderò io sul futuro dell’aerostazione civile»
Base a ovest, stop ai voli per 4 anni
Gian Marco Mancassola Un pit-stop di tre o quattro anni. Forse di più. È una pausa forzata lunga quella che attende l’aeroporto civile di Vicenza, che non potrà disporre della pista di volo per lasciar spazio al cantiere della Ederle 2. Ormai tutti i protagonisti del caso Dal Molin danno per certa la costruzione della base Usa sul lato ovest: il commissario straordinario Paolo Costa ha ottenuto precise informazioni e ha fornito altrettanto precise garanzie agli interlocutori vicentini. Anche gli americani se ne sono fatti convinti: l’impatto sulla città è inferiore e il costo non è poi così superiore. A novembre si esprimerà una volta per tutte anche il Comipar, il comitato mistoparitetico regionale. La condizione indispensabile perché questo avvenga, però, è la demolizione della vecchia pista e la sua eventuale ricostruzione più a est, leggermente ruotata. A questo punto Vicenza si trova di fronte a un bivio: confermare l’aeroporto civile oppure chiudere baracca e burattini, optando per altre soluzioni urbanistiche? «Dal momento che per 3 o 4 anni non ci saranno attività di volo - spiega il sindaco Enrico Hüllweck - sarà la prossima amministrazione comunale a prendere la decisione definitiva, quando, alla fine di questo periodo, potrà verificare se gli scenari saranno o meno cambiati. Qualunque scelta oggi è azzardata. Oggi io ho la responsabilità di lasciare aperte tutte le porte e in questo Costa mi ha rassicurato. Quindi si opererà come se l’aeroporto dovesse continuare a funzionare». E l’Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile, come riferisce Costa, sta per consegnare al Comipar un nulla osta al trasferimento della pista e alla sua funzionalità. Hüllweck non nasconde la sua personale posizione, favorevole al mantenimento dello scalo civile, soprattutto in un quadro infrastrutturale che rischia di lasciare Vicenza ai margini del grande sistema trasportistico nazionale ed europeo, con l’Alta Velocità in stato di paralisi proprio sul nodo berico. Sopravviva o meno la pista, Costa ha comunicato l’intenzione di imporre un vincolo statale al momento della sdemanializzazione dell’aeroporto: «Faremo in modo che la superficie più piccola possibile sia militare, il resto, o sarà aeroporto più verde pubblico, oppure soltanto verde pubblico. No ai condomini e alle lottizzazioni: vorrebbe dire vanificare tutto lo sforzo di trasferire a ovest la base americana. Se sparirà la pista, si cercherà di realizzare un grande parco». Il commissario ha fornito garanzie anche sulla costruzione della tangenziale nord. La stima dei costi è lievitata oltre i 300 milioni di euro, secondo le ultime indiscrezioni, che saranno più o meno confermate dallo studio di fattibilità che la Provincia, a cui è stata assegnata ufficialmente la regia dell’opera, presenterà fra una settimana. «Lo Stato - spiega Hüllweck - si comporterà come l’adulto che aiuta un bambino a camminare. Se il bambino ha tre anni, l’aiuto sarà modesto; se ha tre mesi, l’aiuto sarà totale». E il Comune non ha remore a descriversi a Roma come un infante. «Vicenza ha fornito un servizio alla comunità nazionale, la comunità nazionale finanzierà le mitigazioni», si limita a dire Costa, che liquida il termine “cofinanziamento” come un semplice tecnicismo. «Tutto sta procedendo secondo i tempi previsti», assicura l’europarlamentare: fra fine 2007 e inizio 2008 si conoscerà il vincitore del bando e si completerà il percorso delle autorizzazioni.
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Alter-Ego October 31st, 2007, 03:44 PM Botta e risposta fra il portavoce dei comitati del No e il presidente di zona
«Albera ha interrotto il Consiglio della 5» «Non è vero, io parlo solo per i cittadini»
Prosegue il botta e risposta sull’ultima riunione della circoscrizione 5, accesa dall’intervento di Giancarlo Albera, portavoce del Coordinamento dei comitati del No al Dal Molin.
Parla il presidente della zona 5, l’aennista Marco Bonafede: «All'arrivo di Albera, il dibattito sulla mozione relativa al corteo del “No Dal Molin" si era già ampiamente concluso. Il signor Albera specula sul suo stesso comportamento, ben sapendo - e le registrazioni sono a disposizione - che gli era stata data la parola specificando che avrei ammesso interventi solo in relazione all’oggetto in quel momento in trattazione. Albera, visibilmente alterato, è invece intervenuto senza alcuna attinenza, offendendo tutti i consiglieri presenti. A quel punto ho chiesto agli agenti di polizia locale presenti di allontanarlo. Le preoccupazioni espresse da Albera sono comuni a tutti i gruppi politici presenti alla 5. Le grida e le offese gratuite invece non aggiungono nulla al dibattito ma squalificano solo chi se ne rende protagonista». Albera respinge le accuse: «Non ho interrotto. Ho chiesto di parlare e mi è stata data la parola. Secondo me il mio intervento era inerente ai lavori del consiglio. Se questa è la reazione, significa che qualcosa ho smosso. ma le risposte non le devono dare a me, le devono dare ai cittadini, i veri danneggiati».
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Alter-Ego October 31st, 2007, 03:45 PM Il progetto del Comune prevede la progressiva eliminazione della sosta nelle aree intorno alla Basilica, a beneficio dei banchi con prodotti tipici
Spariscono le auto, ecco il mercatino
Il parcheggio dei Vip ha le ore contate. Il Comune darà la precedenza a imprenditori under 30
Spariscono le auto intorno alla Basilica palladiana. Al loro posto arrivano i banchi di un mercatino di prodotti tipici promossi da imprenditori under 30. Il progetto sta per essere varato dall’amministrazione comunale, su proposta dell’assessore alla Sosta Arrigo Abalti, che sta concertando l’operazione con il sindaco Enrico Hüllweck e l’assessore allo Sviluppo economico Ernesto Gallo.
Al centro del piano c’è l’eliminazione della sosta da piazza Biade, spesso sotto i riflettori per le polemiche sul parcheggio dei Vip, che a questo punto sembra avere le ore contate. Oggi vi sostano un’ottantina di mezzi, intestati a assessori, consiglieri, alcuni dipendenti, presidenti di circoscrizione e altre figure collegate all’amministrazione comunale.
In base al progetto, che potrebbe essere varato entro la fine del 2007, il parcheggio smetterebbe di funzionare, con l’eccezione dei giorni in cui si riunisce il consiglio comunale. Il resto della settimana lo spazio di piazza Biade di fronte alle colonne di piazza dei Signori e al palazzo degli uffici comunali sarà riservato a un mercatino di prodotti tipici.
Nelle intenzioni dell’assessore Abalti, l’accesso al mercatino dovrebbe essere regolato da un bando pubblico che stabilisca gli operatori che possono ottenere il permesso di esporre la propria merce.
Nei criteri dovrebbero essere inserite corsie preferenziali per i giovani imprenditori che si dedichino alla valorizzazione di prodotti tipici vicentini o veneti.
E le auto? Ci sono alcune alternative allo studio. La prima è di fornire speciali pass per parcheggiare sui posti blu o nelle aree di sosta del centro storico. La seconda è concordare una convenzione con la Provincia per utilizzare il parcheggio delle Barche.G.M.M.
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alberty November 3rd, 2007, 02:57 PM LA PROTESTA. Sabato davanti a palazzo Trissino iniziativa del Coordinamento studentesco e del capannone sociale
Uno spritz “a cielo aperto”
contro l’ordinanza anti-alcol
di Gian Marco Mancassola
Uno spritz open air per dire no al proibizionismo e all’ordinanza anti-alcol. Se ne vedranno delle belle sabato pomeriggio davanti a palazzo Trissino, quando andrà in scena l’aperitivo all’aperto offerto dal Capannone sociale e dal Coordinamento studentesco per protestare contro la tolleranza zero voluta dall’amministrazione comunale. «Facciano pure, si attireranno le antipatie di tutti i vicentini che approvano questo provvedimento», replica il vicesindaco e assessore alla Pubblica sicurezza Valerio Sorrentino, promotore delle misure analcoliche che stanno facendo scuola in tutta Italia. «Anzi - prosegue Sorrentino - visto che ci sono si facciano anche una canna: già godono di poco consenso, così ne avranno ancora meno».
«In questo periodo - spiegano i promotori della protesta creativa - molte amministrazioni comunali stanno facendo a gara a chi sforna più provvedimenti securitari possibili contro il degrado e per aumentare il decoro delle nostre città. Improvvisamente lavavetri, mendicanti, prostitute, barboni, writers, rom, immigrati, giovani che bevono un aperitivo in piazza diventano emergenza sociale e di conseguenza vanno repressi, cacciati dalla vista dei cittadini. L'ultima trovata è quella della coppia Hüllweck-Sorrentino, che con un'ordinanza hanno vietato di detenere e consumare sostanze alcooliche in tutti gli spazi pubblici comunali ad eccezione degli spazi adiacenti ai bar e ai locali pubblici. Questa ossessione per il decoro e per la “città vetrina” mira a nascondere i problemi, ma non li risolve di certo. In una città tra le più inquinate d'Italia, dove vogliono costruire la base militare straniera più grande d'Europa e dove si fa fatica ad arrivare a fine mese, l'emergenza non è certo rappresentata da chi beve una birra per strada o al parco. Per queste ragioni abbiamo organizzato un presidio sabato 3 novembre a partire dalle 17.30 in corso Palladio davanti all'entrata di palazzo Trissino per offrire alla cittadinanza un aperitivo e quindi violare tutti assieme e pubblicamente l'ordinanza comunale di Sorrentino».
«Trattandosi di una manifestazione - risponde l’assessore - toccherà al questore decidere sull’autorizzazione. E voglio proprio vedere se verrà concesso di violare un’ordinanza comunale».
Alter-Ego November 5th, 2007, 09:48 AM Nuovo quadro finanziario della superstrada che, sulla base dell’offerta dei concorrenti, prevede di chiedere alla Regione 61 milioni di euro in meno
La Pedemontana si farà Ma con lo sconto del 25%
Roberta Bassan Pedemontana Veneta con lo sconto del 25%. I 90 chilometri di asfalto da Montebello sulla A4 fino a Spresiano in provincia di Treviso, toccando una quindicina di comuni del Vicentino subirà una sorta di cura dimagrante. Verrà fatta sì secondo progetto, ma con un risparmio del 25% sul conto finale. Che, in soldoni, significa 61 milioni di euro in meno sul contributo pubblico in conto capitale. Insomma stessa strada, ma con meno soldi. Potenza di un meccanismo tutto economico-giuridico che in gergo si chiama “diritto di prelazione”. In pratica è accaduto questo. La Regione Veneto ha indetto la gara per la concessione della superstrada Pedemontana Veneta. Ne è uscito vincitore il Consorzio denonimato Sis, che comprende Sacyr Vallehermoso, colosso spagnolo del settore delle costruzioni e Itinere Infrastructures, società iberica che si occupa di concessioni autostradali. Non certo un neofita del settore visto che opera già da alcuni anni in Italia (in particolare sulla Salerno-Reggio Calabria, in Piemonte e a Palermo) e con ambizioni di rafforzare la propria posizione all’estero e proporsi, grazie alla Pedemontana, non più solo come costruttore, ma anche come gestore. E dunque lancia un’offerta allettante. In pratica la Pedemontana con lo sconto del 25%. A quel punto il concessionario che costruirà e gestirà la superstrada Pedemontana Veneta, cioé la società Pedemontana Veneta spa, rende noto alla Regione che si avvalerà del diritto di prelazione. In buona sostanza la cordata formata da Atlantia (ex autostrade del gruppo Benetton), Autostrada Brescia-Padova, Autovie venete spa, Venezia-Padova Spa insieme ad un gruppo di istituti di credito ha deciso - com’era del resto annunciato - di adeguarsi all’offerta migliorativa della Sis e quindi dovrà, nella stesura del nuovo piano, attenersi alle condizioni poste dal consorzio vincitore. La Regione Veneto ha invitato la Pedemontana Veneta a formulare un piano economico-finanziario ad hoc, sostenibile e certificato dalle banche. La società ha cominciato a lavorare sodo per riformulare il nuovo progetto. L’altro ieri, si è svolto il primo summit del dopo-prelazione tra soci pubblici e privati e si è cominciato a delineare il nuovo quadro finanziario, nonchè i rapporti tra i soci e il metodo di lavoro da seguire. Un progetto che dovrà quindi pareggiare l’offerta e sostenere il ragguardevole taglio impresso da Sis. Il nuovo progetto finanziario sul quale dovrà incanalarsi ora il concessionario riguarda almeno tre aspetti: un risparmio del contributo pubblico in conto capitale di 61 milioni di euro (da 243,7 a 182,7 milioni), la durata dell’esenzione al pedaggio per i residenti che passa dai 15 anni a base di gara a 21 anni (e da 18 a 21 diventano i chilometri di percorso entro i quali l’esenzione scatta), un anno in meno di durata della concessione. Una premessa che piace alla Regione Veneto: in un colpo solo risparmia 61 milioni di euro sul contributo pubblico in conto capitale. Tuttavia il dimagrimento dovrà essere accettato in eguale misura da tutti i soci ed è su questo che ora la società Pedemontana Veneta sta lavorando. Stessi chilometri, stessi svincoli, stesse caratteristiche. Con un piccolo particolare: il 25 per cento in meno di soldi.
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Alter-Ego November 6th, 2007, 09:20 AM Nel mirino elemosina molesta e parcheggiatori abusivi. «E sullo spritz di sabato in arrivo multe»
L’emergenza «Via i romeni dal santuario»
Gian Marco Mancassola
«Aspettiamo soltanto che il vescovo o i frati ci chiamino. Noi siamo pronti a estendere l’ordinanza anti-mendicanti anche a Monte Berico. Solo così si risolverà il problema del gruppo di romeni che opera in piazzale della Vittoria e davanti al santuario». Valerio Sorrentino, vicesindaco e assessore alla Pubblica sicurezza, lancia un messaggio chiaro ai vertici ecclesiastici berici per cercare di imporre una svolta ai fenomeni delle elemosine moleste e dei parcheggiatori abusivi. PORTICI NEL MIRINO. Giusto sabato, nel pieno della sindrome scatenata dalla tragedia di Roma, un gruppo di 14 romeni è stato fermato dalla polizia davanti alla basilica di Monte Berico. Secondo la segnalazione che ha fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine, i romeni stavano litigando per la spartizione dei posti dove chiedere l’elemosina ai fedeli che entravano e uscivano dalla chiesa. La polizia è riuscita a bloccare otto uomini e sei donne, tra cui una minorenne. I romeni sono poi stati identificati e fotosegnalati in questura. Reati, al momento, non ne vengono ipotizzati, ma la tensione cresce, tanto che Sorrentino prepara la tolleranza zero: a patto che curia e frati siano d’accordo. «Li conosciamo tutti, uno per uno - riferisce il vicesindaco - l’unico strumento per eliminare il fenomeno è applicare l’ordinanza sui mendicanti anche a Monte Berico, dalla basilica al parcheggio fino ai portici. Basta dare un’occhiata in centro storico: gli elemosinanti sono spariti. Quello che l’amministrazione comunale non vuole è varare il provvedimento con il rischio di trovarsi contro la Chiesa». Il giro di vite, ormai è certo, non avverrà ispirandosi all’ordinanza sui lavavetri emanata a Firenze: «Alla fine è stata ritirata, perché la materia era già normata a livello nazionale. Semmai, attendiamo di conoscere nei dettagli il pacchetto sicurezza del governo, per capire se ci possono essere ricadute utili anche al problema di Monte Berico». LO SPRITZ DI TRAVERSO. Ma c’è un’altra ordinanza che ha fatto molto discutere in questo caldo autunno vicentino ed è il divieto di consumare alcolici per le strade, nelle piazze e nei parchi di tutta Vicenza. Contro un provvedimento che definiscono «proibizionista», Coordinamento studentesco e Capannone sociale hanno messo in scena, sabato pomeriggio, uno spritz open air davanti a palazzo Trissino. Come già il sindaco Enrico Hüllweck, anche Sorrentino, principale sostenitore della misura che non ha precedenti, liquida la manifestazione derubricandola a «episodio goliardico», salvo poi avvertire: «Ma è una goliardia che può costare cara. Se effettivamente hanno bevuto vino - osserva l’assessore - tutti i partecipanti identificati saranno automaticamente multati. E potrebbero beccarsi anche una denuncia dalla polizia per aver violato una specifica ordinanza del questore, che ringrazio per la sensibilità dimostrata». Non resterà che attendere gli esiti delle analisi, come in tutti i casi di “doping” che si rispettino.
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Alter-Ego November 6th, 2007, 09:32 AM Università a metà dell’opera, verrà inaugurata a settembre 2008
A metà dell'opera dei lavori di realizzazione del nuovo complesso universitario di Vicenza, è già ben visibile la struttura capace di contenere un flusso di 1.500 tra studenti, docenti e personale amministrativo. Il Presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schneck e l'Assessore all'Edilizia Scolastica Nereo Galvanin hanno effettuato un sopralluogo alla struttura, i cui lavori, iniziati nel settembre dello scorso anno, termineranno nell'autunno del 2008. "E' il primo sopralluogo che faccio in questo cantiere -ha esordito il Presidente- e vedo che i lavori procedono speditamente, e che quindi potremo inaugurare la struttura secondo i tempi stabiliti. Sono molto soddisfatto anche di come si sta conformando l'edificio, studiato per le esigenze degli studenti, ma con possibilità di essere usato anche dalla comunità. In questo modo si crea il necessario dialogo tra una struttura pubblica e la città che la ospita."
Il Presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schneck
L'edificio è un rettangolo di 35 x 45 metri, suddiviso in tre corpi paralleli. Il Piano terra è riservato ai garage, con 37 posti auto e 121 posti per ciclomotori. Il primo livello è destinato ad un grande atrio con la portineria, la segreteria studenti, locali destinati a uffici e due aule da 60 e 120 posti. Il secondo livello ospita tre aule rispettivamente da 60, 120 e 240 posti, affacciate su un grande atrio parzialmente a doppia altezza, con una reading-room. Il terzo livello è destinato agli uffici, cinque stanze per i professori, tre per seminari, una sala riunioni, un locale Ced e un laboratorio informatico, la biblioteca.
La sala convegni ha una capacità di 300 posti e unisce i due livelli dell'edificio. E' un corpo che fuoriesce dal rettangolo universitario, denotando così la sua diversa natura ed appartenenza. Trova al primo livello una ampia hall con caffetteria e servizi separata dalla zona universitaria da una grande vetrata.
Il corpo centrale serve da atrio e spazio di relazione ed è a due (e parzialmente a tre) livelli, con grandi ballatoi. E' illuminato naturalmente dalle grandi vetrate alle estremità e parzialmente dall'alto, attraverso i grandi vuoti ricavati nel solaio al secondo livello. La copertura dei due corpi esterni e di quello centrale è a botte, con alcune terrazze.
"Nel bilancio del 2007 -ha affermato l'assessore Galvanin- abbiamo rimpinguato il capitolo dedicato all'Università con ulteriori 2milioni di euro, che serviranno per realizzare le opere esterne, quindi per sistemare il verde abbellendo un angolo importante della città e con la previsione di una passerella che colleghi il complesso universitario al parcheggio dello stadio, in modo da creare un accesso pedonale percorribile in sicurezza." L'area dove sta sorgendo il polo universitario di Vicenza è infatti adiacente allo stadio, nell'area ex Cosma ora area Mezzalira. Ubicata nel centro di Vicenza, in Viale Margherita, ha una superficie complessiva di 16.622 mq.
Tra acquisto e realizzazione del primo stralcio, l'università sta pesantemente impegnando le finanze della Provincia, ammontando l'importo a oltre 18milioni di euro. La Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno è intervenuta in maniera importante sia nell'acquisto dell'area che nella realizzazione dell'edificio, rendendo di fatto possibile un celere procedere dell'opera.
Lo stato dei lavori è stato illustrato dal direttore dei lavori Davide Romanin Jacur: "Abbiamo realizzato scavi e movimenti di terra, le palificazioni e le opere di fondazione. Sono stati completati il piano autorimesse e i tre livelli superiori ed è in corso l'esecuzione delle murature in laterizio e la posa dell'impianto elettrico nella zona autorimesse. E' in fase di montaggio anche la copertura. Il programma dei lavori di progetto è stato necessariamente adeguato all'organizzazione cantieristica della ditta esecutrice, fermi i tempi complessivi di realizzazione. Dall'andamento del cantiere si può ritenere che si riuscirà a concludere l'intervento entro i tempi previsti."
Rispetto al progetto originario, sono poche le variazioni ritenute necessarie in corso d'opera. "E' emersa l'esigenza - spiega il dirigente provinciale del settore lavori pubblici Sandra Brentan- di eseguire alcune opere finalizzate al miglioramento dell'intero complesso e alla sua funzionalità, che non comportano modifiche sostanziali al progetto d'appalto. Tra le più importanti l'aumento dell'altezza utile del piano interrato e la variazione della struttura di copertura, precedentemente metallica ora lignea, per un migliore isolamento termico."
05/11/2007
http://www.vicenza.com/mx_op-nwarticoli_id-0000005786_cat-3038007008.shtml
Alter-Ego November 7th, 2007, 10:26 AM Ora anche Padova dice no. Interrogazioni provinciale e comunale dei consiglieri Verdi
Come se non bastassero i clamori e le polemiche vicentine, attorno al caso Dal Molin si leva ora anche una voce contraria dalla vicina Padova. Interrogazioni provinciali e comunali dei Verdi patavini infatti denunciano il rischio di devastazione del sistema delle falde acquifere con risultati negativi per gli acquedotti del padovano, a seguito di progetti collegati alla nuova base. La decisione di costruire al Dal Molin di Vicenza una nuova base USA produrrà "effetti collaterali" negativi per l'approvvigionamento idrico della provincia di Padova. La volontà espressa dal commissario governativo Costa, di dotare la nuova pista area dell'aeroporto civile Dal Molin di una infrastruttura viaria adeguata, come la prevista tangenziale nord di Vicenza, rischia di compromettere il sistema delle falde acquifere e dei pozzi che si trovano nel sottosuolo.
Il progetto Dal Molin. Sotto, acqua prezosa
E intanto è partito la sera del 6 novembre alle 21.00 il blocco delle due entrate dell'aeroporto Dal Molin di Vicenza. I blocchi hanno l'obiettivo di impedire i lavori di bonifica propedeutici alla realizzazione della nuova base militare statunitense. Secondo una nota diffusa dai Comitati, durante l'allestimento dei blocchi in Via Ferrarin un militare italiano di stanza all'aeroporto Dal Molin ha tentato di investire più manifestanti che si apprestavano ad allestire i blocchi degli accessi all'installazione militare vicentina. Il militare, di passaggio con la propria auto, si è fermato e ha poi deliberatamente accelerato dirigendosi verso i manifestanti e colpendone uno, Francesco Pavin, per poi fuggire sgommando. Secondo l'avvocato che tutela il movimento No Dal Molin, dalle testimonianze raccolte sul fatto, l'azione è stata deliberata: si potrebbe perciò configurare il reato di tentato omicidio ed omissione di soccorso.
Il militare è attualmente all'interno dell'aeroporto Dal Molin. I manifestanti hanno chiesto alla Digos l'immediata identificazione del militare. Se ciò non dovesse avvenire si verificherebbe anche il reato di omissione da parte delle forze dell'ordine, che sono tenute all'identificazione immediata. Pavin, che ricordo essere uno dei più attivi nella lotta, è stato portato con l'ambulanza all'ospedale di Vicenza e le sue condizioni non sembrano essere critiche. Vi aggiorneremo
Tornando a Padova, sempre secondo i consiglieri, il progetto di tangenziale prevede una galleria di circa un chilometro, collocata in direzione est-ovest secondo lo staff del commissario Costa, rappresentata da una enorme diga in cemento calate nel terreno tra i 30 e 50 metri di profondità, dove sono presenti importanti falde acquifere. L'intera zona è ricca di pozzi di acquedotto da cui attingono sia AIM di Vicenza, sia APS-ACEGAS di Padova, sia ETRA per i Comuni dell'alta padovana e bassanese.
La realizzazione di questo progetto provocherebbe certamente una alterazione grave del sistema acquifero di questa zona e conseguente danno all'approvvigionamento di acqua potabile per le Province di Vicenza e Padova. Tutto questo per dotare di una adeguata viabilità il previsto aeroporto civile Dal Molin, ma, nella realtà, per dotare di pista area la nuova base USA.
Questo "effetto collaterale" evidenzia quanto importante sia la mobilitazione dei cittadini vicentini per impedire la costruzione di questa base militare; come sia centrale, nelle ragioni del NO alla base, non solo il rifiuto della guerra e delle logiche di guerra, la rivendicazione della difesa dei beni comuni, territorio, risorse naturali, ambiente. Ragioni che trovano i verdi veneti al fianco della mobilitazione.
Il patrimonio d'acqua di questo territorio è un tesoro prezioso da difendere e tutelare. Di fronte ad una decisione del Governo, supina agli interessi dell'amministrazione militare USA, che mette a rischio il patrimonio idrico non è accettabile il silenzio degli enti gestori, delle Province e dei Comuni. Nello specifico è in ballo l'approvvigionamento di acqua potabile per interi territori della provincia di Padova. Vi è il dovere delle amministrazioni pubbliche di farsi sentire, di dire no a questo progetto.
Le interrogazioni provinciale e comunale presentata dai Verdi (Aurora d'Agostino, consigliera comunale Verdi - Padova Città Aperta, e Paolo De Marchi, consigliere provinciale Verdi Padova) intendono destare l'attenzione nel merito e stimolare un intervento della Provincia e del Comune di Padova e, per loro tramite, del CdA di APS-ACEGAS e di ETRA perché facciano tutti i passi necessari a scongiurare questa decisione.
06/11/2007
http://www.vicenza.com/
cavedano November 7th, 2007, 03:08 PM Progetto per il disegno degli spazi aperti e per la realizzazione di un nuovo auditorium e di un edificio per servizi nel "Campus dei licei"
L'idea di progetto, si basa sulla necessità di dare all'area, attraverso la realizzazione di un desiderio di città che si esplica nell'attuazione di un percorso urbano simbolico che nasce come prolungamento delle vie e dei luoghi pubblici del centro storico e, si collega con la strada parco connettendo le scuole esistenti, gli edifici di progetto ed il verde.
Tale percorso, identificato come muro-portico, è collocato nella parte sinistra della via di comunicazione interna (Via Tito Livio) e ridefinisce e ridisegna il limite della strada di accesso e distribuzione esistente verso la parte edificata del campus.
Questo forte elemento di architettura, ha il duplice compito di delimitare ed unire l'area del parco con i servizi scolastici, sportivi e pubblici a carattere quasi esclusivamente pedonale, con la parte destinata alla penetrazione carrabile con la strada, i parcheggi e le fermate degli autobus.
Il portico, che ha una profondità ed una altezza di cinque metri, è un percorso pedonale coperto (aperto verso la strada e delimitato verso il campus da un muro) che comincia dall'ingresso del sottopasso che conduce al centro storico, e si conclude nella piazzetta ridisegnata da un monumento in prossimità del collegamento con la strada parco.
Affiancato al percorso pedonale, corre la pista ciclabile che segue il tracciato esistente e prosegue in accordo con le indicazioni del Piano Regolatore.
L'idea di città è in modo convenzionale riproposta all'interno di questo progetto, ed è sviluppata e resa chiara nel rapporto nel quale questa via si pone rispetto alle "situazioni urbane" che si presentano durante il percorso.
Infatti, il "muro portico", che è l'elemento primario del progetto ed anche via principale urbana che si modifica rispetto alle situazioni che incontra, è anche un segno importante di identificazione il quale collega in modo chiaro ed immediato le parti esistenti con le parti di nuova edificazione.
Il carattere stesso della "via urbana" e delle "facciate", varia in corrispondenza delle funzioni del campus connotandosi gerarchicamente come strada, ingresso, luogo collettivo, piazza.
Gli ingressi alle scuole sono, nell'idea di progetto, direttamente collegati al muro-portico e completati da nuove strutture per i parcheggi coperti per cicli e motocicli che raddoppiati e paralleli indicano la direzione verso l'edificio scolastico di riferimento.
In corrispondenza dell'edificio per servizi che contiene la caffetteria-ristorante e la biblioteca-mediateca (area B), la strada si apre verso uno spazio comune individuato coma luogo collettivo sul quale prospettano le due parti della costruzione.
Nell'area dove è stato progettato l'auditorium (area C), il muro diventa anch'esso un portico che lascia intravedere la piazza rettangolare antistante
Mmmmh dove hai trovato queste immagini? Non è il progetto vincitore del concorso e nemmeno uno dei 10 finalisti. E' uno "scartato".
Tra parentesi consiglierei a tutti di guardarsi su Europaconcorsi tutti i progetti finalisti del Campus dei Licei di Schio, perchè secondo me sono tutti meritevoli, specialmente i primi 5. Se fossi stato in giuria mi sarei trovato in forte imbarazzo a designare il vincitore...
Alter-Ego November 7th, 2007, 03:45 PM ^^ ciao e benvenuto cavedano :)
link http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=17851
Alter-Ego November 9th, 2007, 09:36 AM Il commissario straordinario interviene dopo l’attuazione dei primi blocchi all’aeroporto, che stanno scatenando infuocate polemiche a livello nazionale
Costa: «La bonifica andrà avanti»
Gian Marco Mancassola «I lavori andranno avanti. Non c’è alcuna ragione per fermare la bonifica in corso al Dal Molin». Paolo Costa, commissario straordinario per lo sviluppo della Ederle 2, aveva lanciato l’appello contro i blocchi già qualche settimana fa. Parole rimaste inascoltate, come la sua disponibilità al faccia a faccia con i leader del Presidio permanente: «Finora si sono sempre negati a un confronto vero. Se decidessero di incontrarmi, io sono sempre disponibile», spiega Costa, che respinge la tesi secondo cui l’ultimatum lanciato dal tendone di Ponte del Marchese sarebbe rimasto inascoltato: «Ribadisco che la mia risposta l’ho data. Nell’ambito dell’incarico che mi è stato conferito, ho garantito che verrà limitata il più possibile la superficie su cui si svilupperà la base, che verrà costruita in gran parte dove già oggi ci sono edifici, sul lato ovest, e che la porzione non utilizzata dalla pista sarà destinata alla creazione di un grande parco, perché non vogliamo che vi vengano costruiti condomini. Sarebbe una beffa. Sul futuro della pista, ogni ragionamento dipende dalla volontà della comunità vicentina. Se invece l’ultimatum riguardava l’interruzione dei lavori, questo non lo posso fare, non è nei miei poteri». Il commissario ripete ancora una volta che il cantiere in atto è completamente finanziato dagli americani, ma ha l’unico obiettivo «di ripulire tutta l’area dell’aeroporto, pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale. Ogni vicentino con onestà intellettuale ammetterà che questo è un primo segno di riconoscenza verso la città. I lavori, quindi proseguiranno. Fermarli sarebbe un atto contrario agli interessi dei vicentini. Non ho nulla da temere, anche il Tar del Lazio, respingendo l’istanza di sospensiva avanzata dai Comitati, ha dimostrato che la procedura è corretta. Quindi, non posso ipotizzare che la strategia possa cambiare». Sui blocchi e sul rischio di incidenti, Costa non si pronuncia: «Sono problemi che attengono a valutazioni che non sono mie. Per la gestione dell’ordine pubblico ci sono un questore e un prefetto». E proprio il prefetto Piero Mattei in serata ha diffuso una nota in cui parla di «clima di tensione venutosi a creare a seguito dell’azione di boicottaggio dei lavori di bonifica». Mattei «sta costantemente seguendo l’evolversi della situazione», in stretto raccordo con il questore Dario Rotondi, «valutando con la massima attenzione tutte le possibili azioni da porre in essere sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, sia per garantire il regolare svolgimento delle attività militari e civili all’interno dell’aeroporto, sia per evitare il compimento di atti di illegalità la cui commissione verrà segnalata tempestivamente all’autorità giudiziaria, e far riprendere quanto prima i lavori di bonifica». Intorno alla bonifica, secondo Costa, si gioca la credibilità delle istituzioni democratiche: «Il nostro dovere - spiega - è continuare i lavori. Mi rifaccio alle parole che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha pronunciato il 4 novembre: il nostro Paese si impegni al mantenimento della pace e della sicurezza nel mondo. A Vicenza è in atto l’esercizio della più alta responsabilità democratica. È troppo facile prendere decisioni che non costano niente. Più difficile è far rispettare decisioni difficili, ma assunte dagli organi democratici preposti. Proprio a Vicenza l’Italia è impegnata a togliersi la patina di inaffidabilità che spesso le è stata rimproverata. I vicentini si sentano orgogliosi».
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Klovis November 9th, 2007, 05:57 PM E' un pezzo che non passo lì davanti...l'hanno finito allora...
Devo dire che dall'alto mi piace di più rispetto alla vista che si ha a livello strada.
guardando le foto del teatro,e vedendo gli edifici nello sfondo mi chiedo,ma gli edifici del centro di vicenza non potrebbero verniciarli o rivestirli con qualcosa?fanno pena..
Alter-Ego November 11th, 2007, 12:03 PM Il risanamento dell’aeroporto dagli ordigni subisce un’improvvisa frenata
Bonifica, le aziende sospendono i lavori
Marco Scorzato Bonifica bellica sospesa sine die. «Non ci sono le condizioni per lavorare, pertanto abbiamo ritirato da Vicenza i nostri tecnici. Quando riprenderemo? Non sappiamo. Comunque il contratto con il committente americano resta in essere». È quanto riferiscono Gianfranco Mela e Massimo Morici, rispettivamente presidente della Abc di Firenze e direttore generale della Strago di Pozzuoli, cioè delle due aziende che hanno vinto l’appalto per i lavori di sminamento e risanamento dei terreni da ordigni bellici all’aeroporto Dal Molin. Le due aziende, costuitesi in Ati (Associazione temporanea di imprese) avevano aperto il cantiere alle 4,30 del 17 ottobre scorso. Dall’altro ieri, però, il personale è stato ritirato. I blocchi messi in atto dai No Dal Molin hanno spinto le due aziende ad una pausa di riflessione. «Finché non ci sono le condizioni per lavorare in sicurezza non procederemo», spiega Mela. La notizia era rimbalzata ieri in città dalle pagine del Sole 24 Ore: in un’intervista il numero uno di Abc che a Firenze ha subito la contestazione dei gruppi pacifisti, annunciava l’intenzione di ritirare i suoi 15 tecnici da Vicenza. In un primo momento era sembrato che avesse fatto retromarcia sul contratto, cosa smentita ieri al telefono sia da Mela che dal responsabile della Strago. «Ho solo detto che il personale era stato ritirato temporaneamente - spiega Mela - ma il contratto non è in discussione». Non lo dice, ma il rischio di penali da capogiro sconsiglia cambi di rotta che non siano ben ponderati sotto il profilo giuridico. Sia Abc che Strago confermano l’intenzione di riprendere i lavori: «Il contratto ci obbliga a continuare - afferma Morici - non sappiamo quando ripartiremo, ma questo è un lavoro cui teniamo molto». Del resto, in tempi di infrastrutture bloccate, un appalto da oltre 2,2 milioni per nove mesi di lavori è un boccone da non perdere. «Certo non ci aspettavamo questa tensione sociale», aggiungono Mela e Morici. Lo scenario vicentino ha capovolto i loro “standard”: «In giro per il mondo - osserva Mela - ci applaudono per lo sminamento dei terreni, qui invece...». Non si aspettava una tensione così anche perché, quando firmò il contratto, il movimento No-base era solo agli albori. «Il contratto - aggiunge il titolare di Abc al telefono scartabellando i documenti nel suo ufficio - è stato firmato l’11 settembre 2006, cioè tredici mesi fa. La mandataria è la Strago, con cui abbiamo creato l’Ati». L’11 settembre 2006: cioè prima delle grandi manifestazioni di piazza e soprattutto prima che il Governo Prodi pronunciasse il primo “sì” pubblico alla base (16 gennaio). La notizia della sospensione dei lavori è stata accolta con applausi e abbracci durante la conferenza stampa del Presidio davanti ai cancelli del Dal Molin, in viale S. Antonino: «Abbiamo vinto - ha affermato Marco Palma, uno dei portavoce del No -. Non solo la tre giorni di blocchi ha funzionato, ma abbiamo anche ottenuto la retromarcia dell’azienda. La mobilitazione è trasversale alle età e alle fasce sociali e sta dimostrando che fermare la realizzazione della base è possibile. Ora tiriamo il fiato, ma ritorneremo ad agire in futuro». «È soltanto una vittoria di Pirro - replica Roberto Cattaneo, del comitato del Sì -. Se i No-base sono contenti, buon per loro, ma tutti sanno che la Ederle 2 si farà. D’altra parte capisco le aziende che temporeggiano: credo sia il momento che il governo e le istituzioni diano segnali ben chiari». Ieri sera, comunque, i No base hanno festeggiato davanti all’aeroporto. Intanto Sinistra Democratica ha presentato un’interrogazione a risposta urgente al sindaco sulla sospensione della bonifica, chiedendo che il commissario Costa relazioni al Consiglio.
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Alter-Ego November 15th, 2007, 08:04 PM Al vicentino Renato Cevese il Premio speciale del centenario Giuseppe Mazzotti
Si svolgerà sabato 17 novembre, alle ore 17.30, presso il Parco Gambrinus a San Polo di Piave (Tv) la cerimonia delle premiazioni della XXV edizione del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti. Con essa, le celebrazioni per il centenario della nascita di Giuseppe Mazzotti, raggiungono il culmine. La serata, che si preannuncia ricca di ospiti illustri dal mondo della cultura e dello spettacolo, rappresenta uno degli incontri più significativi dell'anno con la letteratura di montagna, ecologia, esplorazione ed artigianato di tradizione. Saranno infatti celebrati i vincitori delle cinque sezioni del Premio scelti dalla Giuria e, per il terzo anno consecutivo, verrà assegnato il Premio "Veneto Banca - La Voce dei Lettori" di cinquemila euro: un riconoscimento espressione del gradimento del pubblico, destinato all'opera più votata durante la serata da una Consulta di lettori, composta da 40 rappresentanti a vario titolo della società civile.
Renato Cevese
Tra le presenze più illustri, Renato Cevese, fondatore del Centro internazionale di Studi di Architettura "Andrea Palladio" e storico compagno di Mazzotti nella sua battaglia in difesa delle Ville Venete. Egli interverrà alla cerimonia per ricevere il Premio speciale del centenario conferito dal Comitato Regionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giuseppe Mazzotti, "per aver speso la propria vita di studioso e di uomo di grande cultura - si legge nella motivazione ufficiale - a favore della conoscenza di un patrimonio architettonico, artistico e storico che oggi, a tutti, appare di immenso valore, ma che in anni non lontani ha rischiato l'oblio". Al vincitore verrà consegnata la scultura in fusione bronzea del simbolo del premio Gambrinus, opera dell'illustre maestro Toni Benetton.
Renato Cevese
Insegnante per ventitre anni di Storia dell'Architettura presso la Facoltà di ingegneria dell'Università di Padova e Accademico olimpico, Renato Cevese ha dedicato gran parte della sua vita alla salvaguardia del patrimonio artistico italiano, soprattutto veneto, impegnandosi strenuamente in difesa delle ville venete. È stato fondatore dell'Associazione degli Amici dei Monumenti per la città e la provincia di Vicenza, ideatore del Centro Internazionale di Studi di Architettura "Andrea Palladio" e organizzatore di importanti eventi espositivi quali, per esempio, la prima mostra sulle architetture palladiane. È autore di molti saggi e libri di storia dell'arte tra cui, relativamente alle tematiche vicentine, Guida di Vicenza (1953) in collaborazione con Franco Barbieri e Licisco Magagnato, I palazzi dei Thiene, sede della Banca Popolare di Vicenza (1962), Ville della provincia di Vicenza (1971) in due volumi, Invito a Palladio (1980).
15/11/2007
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alberty November 17th, 2007, 12:45 PM INTEGRAZIONE. Nelle scuole del comprensivo 2 la presenza di bimbi stranieri sfiora il 70%
Emergenza immigrati
Alte “caso nazionale”
di Luisa Dissegna
«Caro ministro, le scuole di Alte sono ai primi posti nella graduatoria veneta per la presenza di stranieri. Abbiamo bisogno di risorse umane e finanziarie, di spazi e di insegnanti per risolvere una situazione problematica».
Potrebbe iniziare così l’ideale lettera del consiglio del comprensivo 2, indirizzata al sottosegretario del Ministero pubblica istruzione, Letizia De Torre, oggi alle 11,30 a Montecchio per visitare le scuole "Piaget", "Zanella" e "Marco Polo" e discutere la particolare realtà di Alte.
Una situazione, che conta picchi del 68% di stranieri nelle classi del "Piaget", e fa di queste scuole un caso nazionale che vede solo pochi altri esempi in Italia.
«Le difficoltà legate al forte concentramento di stranieri in un’unica parte della città mettono in evidenza una disomogeneità tra le scuole dei due comprensivi», dice fuor di polemica Davide Del Sale nel direttivo dell’istituto 2.
E proprio per ottenere un’equa ridistribuzione sul territorio castellano - dopo la proposta del sindaco di spostare parte degli studenti stranieri nelle scuole dei paesi limitrofi - le famiglie degli alunni hanno lanciato l’idea di una segreteria unica per le prossime iscrizioni di gennaio 2008. «Resta purtroppo una richiesta non esaudibile - spiega Del Sale -. Gli istituti comprensivi sono organismi autonomi, indipendenti anche dal Comune. Si dovrebbe cercare un accordo tra i due istituti; ed è quanto l’amministrazione sta tentando di fare con il progetto "Montecchio si-cura"».
Continua Del Sale: «La convivenza tra i nostri bambini è perfetta. Quanto dobbiamo offrire a tutti, invece, è di usufruire nel modo migliore del servizio scuola, evitando di perdere il senso di comunità con lo spostamento dei nostri figli altrove». L’elenco degli interventi ipotizzati prevede: formazione e alfabetizzazione per le famiglie immigrate; mediatori culturali; aiuto allo studio per gli alunni stranieri che arrivano in corso d’anno; qualche docente in più e meno turn-over di precari, che fino a qualche anno fa alla "Zanella" rappresentavano circa il 50%. «Infine, spazi per contenere le nuove esigenze (ampliamento "Piaget", "Don Milani" e "Marco Polo", nuova mensa all’"Andersen") che ci vedono in ritardo almeno di 6 anni» dice Del Sale. Recentemente l’amministrazione comunale, oltre a dare avvio a opere per le scuole pari ad oltre un milione e mezzo di euro, ha messo in campo per il comprensivo 2 un consistente intervento da 84 mila euro contro i 22 mila dello scorso anno, dando un segno di discontinuità.
Giornale di Vicenza
alberty November 17th, 2007, 12:48 PM L’EVENTO. Il presidente della Regione Giancarlo Galan ha presieduto ieri l’insediamento del comitato istituzionale
«Porterò all’Adunata
il cappello di mio nonno»
«Per quest’adunata abbiamo investito non solo in risorse finanziarie ma anche in esperienza, affetto, tradizione e storia. Siamo allenati e non temiamo confronti».
Con le parole d’incoraggiamento pronunciate dal presidente della Regione Giancarlo Galan e con l’insediamento del comitato istituzionale dell’adunata, si aperta ieri in città la fase finale del percorso di preparazione che porterà Bassano all’ottantunesimo convegno nazionale degli alpini del prossimo maggio. Nella sala consiliare di via Matteotti, alla presenza dei rappresentanti dell’Ana nazionale, del governatore del Veneto, del sindaco bassanese Gianpaolo Bizzotto e dei colleghi di tutti i Comuni della sezione Ana Montegrappa ma anche degli esponenti delle forze dell’ordine, del questore e del prefetto, si è tenuta la prima riunione ufficiale dell’organo (composto da Provincia e Regione, da Bizzotto e dall’Ana sezionale e nazionale) che dovrà accuparsi della gestione dei fondi e delle questioni economiche legate alla manifestazione. «Un evento che il centro ai piedi del Grappa ha voluto ospitare perché qui gli alpini hanno fatto la storia pagando un tributo di sangue eccezionale», ha sottolineato Bizzotto rivolgendosi alle autorità ma anche ai portavoce dei gruppi alpini del mandamento giunti in via Matteotti con il cappello grigioverde e con il proprio gagliardetto. Soprattutto a loro, il primo amministratore ha ricordato le motivazioni che hanno permesso alla città di divenire sede, a due soli anni di distanza dall’adunata di Asiago, di un nuovo raduno delle penne nere. Nel 2008 ricorreranno infatti il novantesimo anniversario della fine della Prima guerra mondiale ma anche il sessantennale della ricostruzione, da parte degli alpini, del Ponte Vecchio e della prima adunata, svoltasi proprio ai piedi del massiccio.
«Questo è quello che ci spinge a lavorare in maniera assidua perché quello del 10 e dell’11 maggio 2008 - ha continuato - sia ricordato come un grande evento. Diamoci quindi una mano, alpini e persone di buona volontà, perchè anche chi non può portare il cappello ha un cuore che batte per la nostra terra».
Galan, d’altro canto, pur non nascondendo una punta d’invidia per non poter indossare, come il sindaco Bizzotto, il copricapo con la penna nera, ha confermato il pieno sostegno della Regione alla città di Bassano, all’Ana e al comitato organizzatore. «Quando ci hanno chiesto se saremmo stati disposti ad appoggiare un altro appuntamento alpino a Bassano, poco dopo Asiago, ci ha preso un brivido - ha confessato - ma volevamo fortemente questa presenza. Abbiamo messo sul tavolo un milione di euro, perché sono convinto che la stragrande maggioranza dei veneti sia contenta di ciò. Ma in questo evento, che avrà bisogno di uno sforzo straordinario e coinvolgerà moltissime realtà, metteremo anche la nostra competenza, l’esperienza e il cuore che abbiamo dimostrato di avere sotto l’acqua torrenziale di Asiago. Io porterò sotto il braccio il cappello di mio nonno». E poco importa se la città del Grappa non è un capoluogo di Provincia. «Bassano non ha nulla da invidiare alla maggior parte dei capoluoghi - ha puntualizzato il presidente - e se non è a capo di un’entità territoriale è solo perché quando sono stati istituiti i capluoghi non è rientrata fra le sette città prescelte. Ma questo non deve essere visto come uno svantaggio». C.Z.
Giornale di Vicenza
Alter-Ego November 21st, 2007, 10:50 AM A Padova il Comipar ha votato all’unanimità: è l’ultima tappa dell’iter burocratico. La Setaf si riserva di esprimere valutazioni sulle prescrizioni imposte
Ederle 2, sì definitivo: si va a ovest
[FIRMA CITTA]Gian Marco Mancassola inviato a PADOVA «Ora non ci sono più ostacoli. Gli americani possono iniziare i lavori anche domani». Parola di Paolo Costa, commissario governativo del caso Dal Molin. In realtà il programma statunitense prevede di avviare il maxi cantiere della Ederle 2 a giugno 2008. Questo hanno confermato i vertici della Setaf anche ieri a Padova, nella palazzina del Circolo unificato di Presidio in Prato della Valle, dove si è riunito il Comipar, il comitato mistoparitetico regionale incaricato di esaminare, con l’occhio dei militari e con l’occhio dei rappresentanti delle istituzioni civili, i progetti edilizi che riguardano le servitù militari. La riunione si è conclusa con un sì unanime alla Ederle 2 sul lato ovest del Dal Molin. Tramonta, quindi, una volta per tutte la prospettiva di costruire la base americana, destinata a ospitare circa 2 mila soldati della 173a brigata paracadutisti, sul lato di strada S. Antonino. Il commissario Costa non nasconde la soddisfazione per un obiettivo raggiunto in meno di sei mesi, da quando è stato incaricato dal presidente Giorgio Napolitano. «Nessun ostacolo temporale è più imputabile all'amministrazione italiana - ha sottolineato Costa - adesso gli americani stanno definendo la loro gara d'appalto, sanno cosa fare e dove lo devono fare, quindi sta a loro andare avanti il più rapidamente possibile». Secondo Costa l'opzione ovest rappresenta un «ulteriore sforzo per mitigare l'impatto ambientale» della nuova base, anche perché consentirà di mantenere il traffico militare separato da quello civile in attesa della realizzazione della tangenziale nord. Le carte ora passano al ministero della Difesa, che dovrà prendere atto dell’orientamento espresso dal Comipar, obbligatorio ma non vincolante. Anche gli statunitensi «prendono atto», stando alle parole del colonnello Gordon Davis, e «si riservano di esprimere la loro valutazione». Per l’assegnazione dell’appalto da 325 milioni di euro «serviranno ancora diverse settimane». Costa rimarca la «minimizzazione dell’impatto», potendo sfruttare il settore in cui già esistono edifici militari, le palazzine dell’ex V Ataf, riducendo così il consumo di aree verdi. «La scelta dell’opzione ovest accoglie le istanze del Comune - osserva il sindaco Enrico Hüllweck, presente al vertice con l’assessore Marco Zocca - così si migliora il progetto, trovando il consenso di buona parte della popolazione. Inoltre, viene confermato il mantenimento dell’operatività dell’aeroporto». L’assessore regionale Renzo Marangon parla di «miglioramento straordinario alle già buone condizioni progettuali precedenti». Positivo il giudizio anche dell’on. Mauro Fabris (Udeur) «perché supera i problemi di impatto ambientale».
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Alter-Ego November 22nd, 2007, 07:06 PM Ospedale unico Altovicentino, firmato il contratto di realizzazione e gestione dei servizi
"Sono convinta che l'ospedale unico a Santorso metterà tutti d'accordo perché sarà una struttura all'avanguardia, con personale altamente specializzato e con sale operatorie modernissime. Credo che di fronte a queste premesse non ci debbano essere motivi di rivalità o campanilismo con Schio". Si è espressa così il sindaco di Thiene Maria Rita Busetti in merito alla firma del contratto di concessione per l'affidamento della progettazione, realizzazione e gestione del nuovo ospedale, avvenuta nei giorni scorsi tra il direttore generale dell'Ulss 4 Altovicentino, Sandro Caffi, e il presidente di Summano Sanità Spa, Andrea Zanon. "E comunque - prosegue Busetti - non dobbiamo pensare solo ai centri maggiori, ma anche ai piccoli comuni della Pedemontana. Pensiamo a chi arriva da Tonezza, da Valdastico, da Valli del Pasubio. C'è bisogno di un sistema viabilistico che tenga conto di queste esigenze, e bisognerà pianificare gli interventi coinvolgendo la Provincia e la Regione, cioè gli enti che si occupano di viabilità sovracomunale. Cercherò in prima persona di attivarmi per questo. Per quanto riguarda i tempi, sappiamo che i lavori inizieranno nella prima metà del 2008, dureranno 36 mesi e termineranno entro il 2011, anche ammettendo qualche ritardo fisiologico, normale nella costruzione di un'opera così complessa".
Il progetto dell'ospedale unico. Sotto il Sindaco di Schio Dalla Via
Ma Schio rimane ferma sulla sua posizione. Il sindaco Luigi Dalla Via continua a dimostrarsi contrario al nuovo ospedale, e difende il "suo" De Lellis: "Questo progetto non ci ha visti coinvolti come avremmo dovuto, nonostante il Tar nel giugno 2007 ci abbia dato ragione sulla bontà del progetto alternativo che avrebbe permesso, con una spesa inferiore del 50%, il recupero dell'ospedale di Schio quale polo unico. Siamo perplessi soprattutto sulla convenzione che impedisce una sana concorrenza tra aziende nell'erogazione dei servizi ospedalieri per un periodo così lungo, e temiamo che questo vada a tutto svantaggio dei cittadini".
La firma del contratto conclude un lungo iter iniziato nel dicembre del 2003 e culminato nel 2006 con l'individuazione del promotore dell'opera, che sarà realizzata con il cosiddetto "Project financing", vale a dire che l'opera pubblica si concretizza utilizzando capitali di enti privati, che poi vengono coinvolti nella gestione dei servizi. La società Summano Sanità, con base nel Vicentino, è costituita da un gruppo di imprese con un'esperienza consolidata in ambito ospedaliero, avendo già costruito alcune strutture ospedaliere importanti nell'Italia settentrionale.
Ma vediamo alcuni numeri del nuovo progetto. L'ospedale di Santorso sorgerà in una area di 180.000 metri quadrati e avrà una superficie di 73.000. Sarà realizzato con un piano interrato e tre piani fuori terra, con in tutto 460 posti letto e 246 camere di degenza molto ampie rispetto a quelle tradizionali, tutte utilizzabili per uso singolo, o singolo con accompagnatore. Ci saranno quindici sale operatorie e otto sale endoscopiche. Il valore complessivo dell'opera è di circa 140 milioni di euro Iva compresa. metà dei quali coperti da un finanziamento regionale, mentre la restante quota sarà finanziata da Summano Sanità, la quale potrà ripagarsi dell'investimento, e qui sta il senso del "Project financing", grazie all'affidamento della gestione di servizi non sanitari, già attualmente esternalizzati, per i successivi 24 anni.
E proprio su questo aspetto, fonte di polemiche negli ultimi mesi, il direttore generale Caffi ha tenuto a precisare che il restante investimento sarà coperto grazie ad un canone annuo di 4.232.250 euro più Iva e grazie ai ricavi della gestione di alcuni servizi commerciali all'interno dell'Ospedale. Inoltre, con la corresponsione annua per 24 anni di ulteriori 1.904.750 euro più Iva, verranno forniti tutti i mobili, gli arredi, le attrezzature informatiche e le relative manutenzioni. Per i primi otto anni, anziché ricorrere all'acquisto diretto, l'Ulss 4 avrà in dotazione con un contratto di fornitura e manutenzione anche le attrezzature biomedicali e di laboratorio. Al termine, tali attrezzature resteranno di proprietà dell'Azienda e l'Ulss potrà decidere gli acquisti delle nuove attrezzature alla luce delle novità tecnologiche disponibili. Caffi ha poi dichiarato la sua soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo strategico per la sanità di tutto il territorio: "Con il nuovo ospedale si concretizza per l'Altovicentino la definitiva realizzazione di un sistema assistenziale dove erogare cure moderne ed efficaci per pazienti acuti, e che prevede nel Distretto servizi adeguati per il trattamento dei malati cronici".
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22/11/2007
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Alter-Ego November 23rd, 2007, 09:34 AM Presentati i dati dell’indagine relativa all’impatto ambientale dell’impianto di termovalorizzazione
Ca’ Capretta non inquina Promosso all’eco-esame
Elisa Morici Promosso a pieni voti. L’impianto di termovalorizzazione di Ca’ Capretta risulta ecocompatibile: tutti gli inquinanti presenti nell’aria, riconducibili all’attività dell’inceneritore, registrano infatti livelli talmente bassi da poter essere definiti “insignificanti”. È la conclusione elaborata dal SIA, un’indagine tecnica redatta in due anni da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano. Lo studio, basato su dati che sono stati elaborati attraverso l’applicazione di un modello matematico, è stato presentato ieri sera alla città nel corso di un’assemblea pubblica. E le conclusioni sono appunto molto confortanti, intese come il risultato della tecnologia dei sistemi di controllo dei fumi adottata da Ava, che gestisce Ca’ Capretta, e finalizzata alla riduzione delle emissioni no
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