Sonic from Padova
July 26th, 2005, 11:11 AM
Centro Bambino, Ospedale di Bressanone
Il parco femminile dell’ex-sanatorio di Bressanone, da tempo abbandonato, �l’area scelta dal concorso d’appalto per la realizzazione di un Centro Bambino dell’ospedale. Il nuovo edificio si colloca sul lato settentrionale del lotto, cogliendo l’opportunit�di un confronto con un contesto naturale fortemente consolidato. Conifere secolari divengono solide architetture verticali, alle quali il nuovo edificio guarda in senso orizzontale, attraverso un’ampia vetrata posta a sud. A tale generosa apertura corrisponde una netta chiusura dell’edificio verso nord, dove volumi metallici emergenti dalla facciata dialogano con le nere cisterne di gasolio della centrale termica. La richiesta del bando di realizzare l’edificio chiavi in mano in novanta giorni, ha posto in essere un progetto di forte semplicit�strutturale e costruttiva. Il legno �in assoluto il materiale predominante nella costruzione. Pareti sandwich in legno si compongono e collaborano con un sistema di travi-pilastro in legno lamellare posti su solaio di legno massiccio. Il rivestimento esterno �in doghe verticali di larice naturale, dalle dimensioni e spessori variabili, tale da far vibrare la facciata sotto il sole. Il larice e l’acciaio cor-ten, materiali mutevoli, trasformeranno l’aspetto dell’edificio nella muta del loro colore, assimilandolo in tale processo alla naturalit�del parco. Una breve rampa asimmetrica accompagna all’ingresso dell’asilo dove si trovano l’amministrazione, il deposito delle carrozzelle e il guardaroba, collocato di fronte ad una grande nicchia-finestra. Seguono gli spazi di gruppo per l’attivit� lo studio ed il movimento rivolti verso la terrazza coperta, continuazione degli spazi interni e affaccio sul parco. Lungo il lato nord si orientano gli ambienti di servizio e le due camere per il riposo dei lattanti e dei divezzi. Gli arredi interni, elementi integrati all’architettura, ripetono con persistenza il disegno a cornice, declinando la forma quadrata in modo serio ed ironico e donando unit�all’intero edificio.
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Il parco femminile dell’ex-sanatorio di Bressanone, da tempo abbandonato, �l’area scelta dal concorso d’appalto per la realizzazione di un Centro Bambino dell’ospedale. Il nuovo edificio si colloca sul lato settentrionale del lotto, cogliendo l’opportunit�di un confronto con un contesto naturale fortemente consolidato. Conifere secolari divengono solide architetture verticali, alle quali il nuovo edificio guarda in senso orizzontale, attraverso un’ampia vetrata posta a sud. A tale generosa apertura corrisponde una netta chiusura dell’edificio verso nord, dove volumi metallici emergenti dalla facciata dialogano con le nere cisterne di gasolio della centrale termica. La richiesta del bando di realizzare l’edificio chiavi in mano in novanta giorni, ha posto in essere un progetto di forte semplicit�strutturale e costruttiva. Il legno �in assoluto il materiale predominante nella costruzione. Pareti sandwich in legno si compongono e collaborano con un sistema di travi-pilastro in legno lamellare posti su solaio di legno massiccio. Il rivestimento esterno �in doghe verticali di larice naturale, dalle dimensioni e spessori variabili, tale da far vibrare la facciata sotto il sole. Il larice e l’acciaio cor-ten, materiali mutevoli, trasformeranno l’aspetto dell’edificio nella muta del loro colore, assimilandolo in tale processo alla naturalit�del parco. Una breve rampa asimmetrica accompagna all’ingresso dell’asilo dove si trovano l’amministrazione, il deposito delle carrozzelle e il guardaroba, collocato di fronte ad una grande nicchia-finestra. Seguono gli spazi di gruppo per l’attivit� lo studio ed il movimento rivolti verso la terrazza coperta, continuazione degli spazi interni e affaccio sul parco. Lungo il lato nord si orientano gli ambienti di servizio e le due camere per il riposo dei lattanti e dei divezzi. Gli arredi interni, elementi integrati all’architettura, ripetono con persistenza il disegno a cornice, declinando la forma quadrata in modo serio ed ironico e donando unit�all’intero edificio.
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