View Full Version : Fiera, Verona lancia la sfida a Milano


Falcon83
September 6th, 2005, 09:03 PM
Fiere, così Verona vuole sfidare Milano

Di fronte allo strapotere della nuova Fiera di Milano, Verona si muove su tre fronti: da un lato l’apertura di cantieri per creare nuove infrastrutture e padiglioni nel quartiere fieristico; dall’altro l’acquisizione di marchi per rafforzare la leadership nazionale; sul terzo fronte, infine, migliorando i bilanci per generare sempre più risorse.


Investimenti per 30 milioni di euro e nuovi padiglioni: «Sempre primi sul territorio»


Di fronte allo strapotere della nuova Fiera di Milano che apre in questi giorni nel polo di Rho-Pero nel segno della grande vela disegnata dall’architetto Fuksas, Verona lavora in silenzio e si attrezza per la dura campagna d’inverno. Come? Siamo andati nel grande cantiere della Fiera per capire le strategie che si muovono su tre fronti: da un lato l’apertura di cantieri per creare nuove infrastrutture e padiglioni nel quartiere fieristico; sull’altro l’acquisizione di marchi per entrarne in possesso, rafforzando la leadership nazionale e evitando dolorosi scippi; infine migliorando i bilanci per generare sempre più risorse proprie (le prospettive per dicembre sono molto buone) e a metà novembre l’assemblea dei soci sarà chiamata a valutare il percorso di trasformazione in spa e privatizzazione. Senza dimenticare la promozione in Russia, Cina, Stati Uniti. Messo al sicuro tutto questo, si penserà ad alleanze e strategie.
Questo è il percorso tracciato dal presidente Luigi Castelletti, che in agosto ha incrociato la spada con il presidente di Milanofiere sul Sole 24 Ore in un dibattito che ha visto l’intervento anche di altre società fieristiche, come Genova per nulla disposte a farsi portar via fette di mercato dal nuovo polo di Milano, un centro fieristico che non ha uguali neppure in Europa. Verona, Genova, Bologna, Rimini, Parma, Vicenza stanno creando un fronte comune.
Alla vigilia dell’apertura della nuova stagione fieristica che vedrà innanzi tutto Marmomacc, il presidente Castelletti, caschetto rosso in testa, parla dal cantiere che sarà pronto nel marzo 2006, poco prima di Vinitaly, e che porterà a 140 mila metri quadrati coperti al disponibilità di spazi espositivi (300 mila lordi).
Presidente, Milano butta sul tappeto 345 mila metri quadrati coperti lordi più 60 mila scoperti, ai quali aggiungere 115 mila metri di Fiera Milano City: è chiaro che dovranno pur riempirla, no?
«Noi ci opponiamo alla strategia di Milanofiere, secondo la quale esistono soltanto loro e le altre devono inchinarsi e cedere manifestazioni. Noi, e con noi altre città, difendiamo il sistema fiere italiano e riteniamo che Milano debba svolgere un ruolo soprattutto di livello europeo».
D’accordo, però il dibattito è fortissimo e le pressioni anche...
«Noi prima vogliamo realizzare fatti concreti e abbiamo lavorato sodo tutta l’estate proprio per questo. Una volta che saremo attrezzati come si deve, penseremo ai dibattiti e alleanze. Ma prima, ripeto, dobbiamo essere forti.
In che modo?
«Vogliamo confermarci come secondo polo fieristico dopo Milano e primi per proprietà di marchi e manifestazioni. Prosegue al nostra politica di acquisizione, vedi Luxury and Yacht. Riteniamo che si possa lavorare assieme con Vicenza e Padova su una piattaforma regionale per aiutarsi a vicenda: prima che facciano investimenti immobiliari consistenti magari per una sola manifestazione fieristica che si è sviluppata molto, è meglio trovare soluzioni logistiche da noi. Abbiamo la dimensione giusta, le infrastrutture, la massa critica per ospitare manifestazioni fieristiche senza snaturarle, ma salvaguardandole».
Parcheggi?
«Abbiamo avuto rassicurazioni che nel Polo finanziario che sorgerà qui di fronte ci saranno».
Area ex Macello: che cosa ne farete?
«All’ordine del giorno di uno dei prossimi consigli di amministrazione ci sarà la scelta per la valorizzazione di quest’area».
Che cosa farete del nuovo capannone?
«Sarà un’area coperta di 20 mila metri quadrati pronta per marzo 2006 così da ospitare parte del Vinitaly e avrà un proprio ingresso, così da poter diventare un domani, un modulo indipendente: stiamo preparando un quartiere fieristico che possa lavorare su più manifestazioni contemporaneamente. E non finiremo mai di promuovere immagine e prodotti all’estero: e avere un veronese, Meocci, alla direzioen generale della Rai sarà sicuramente di aiuto».

fcom1
September 7th, 2005, 12:13 PM
Fiere, così Verona vuole sfidare Milano

Di fronte allo strapotere della nuova Fiera di Milano, Verona si muove su tre fronti: da un lato l’apertura di cantieri per creare nuove infrastrutture e padiglioni nel quartiere fieristico; dall’altro l’acquisizione di marchi per rafforzare la leadership nazionale; sul terzo fronte, infine, migliorando i bilanci per generare sempre più risorse.


Il solito campanilismo... ;)

area00
September 7th, 2005, 12:15 PM
Opterei + per una sinergia piuttosto che una sfida...magari un triangolo Milano-Verona-Bologna

GENIUS LOCI
September 7th, 2005, 01:54 PM
^
Ovviamente l'articolo è un po' eccessivo nel dire che la fiera di Verona lancia la sfida a Milano...

Più che altro la vera sfida potrebbe essere con la fiera di Bologna (che però è molto più forte della attuale fiera di Verona)
Al di là degli articoli autocelebrativi un buon modo per rilanciare la fiera di Verona (oltre a infrastrutturarla) potrebbe essere quello di creare delle sinergie con altre fiere, come ricordava area 00

Ma deve essere appunto la fiera di Verona a muoversi in questo senso, che, per esempio le due fiere citate, quella di Milano e di Bologna, non hanno interessi particolari a eventuali sinergie essendo già ai vertici a livello nazionale

Insomma, non basta fare le infrastrutture per avere una fiera competitiva: facendo le infrastrutture si inizia già col passo giusto... ampi spazi espositivi, collegamenti, ecc.
Ma è sul piano della gestione degli eventi, della pubblicità, della capacità di essere "visibili" e della organizzazione che le fiere campano e si sviluppano.

Dopo aver fatto i "lavori" bisognerà vedere quali saranno le alleanze e le strategie messe in campo dalla fiera di verona per meglio capire il suo futuro possibile ruolo nel campo fieristico italiano

Falcon83
September 7th, 2005, 02:39 PM
Io la penso diversamente, Milano dovrebbe fare concorrenza a fiere come Parigi, Hannover, Dusseldorf etc. solo che essendo diretta dai francesi (GL events), loro se ne sbattono e preferiscono depredare le manifestazioni alle altre fiere italiane invece che alle fiere europee.
PS

un vinitaly porta molti più introiti di un motoshow!!

@Genius
probabilmente intendevano la sfida per la sopravvivenza;)

Falcon83
September 7th, 2005, 02:51 PM
^
Ovviamente l'articolo è un po' eccessivo nel dire che la fiera di Verona lancia la sfida a Milano...

Più che altro la vera sfida potrebbe essere con la fiera di Bologna (che però è molto più forte della attuale fiera di Verona)
Al di là degli articoli autocelebrativi un buon modo per rilanciare la fiera di Verona (oltre a infrastrutturarla) potrebbe essere quello di creare delle sinergie con altre fiere, come ricordava area 00

Ma deve essere appunto la fiera di Verona a muoversi in questo senso, che, per esempio le due fiere citate, quella di Milano e di Bologna, non hanno interessi particolari a eventuali sinergie essendo già ai vertici a livello nazionale

Insomma, non basta fare le infrastrutture per avere una fiera competitiva: facendo le infrastrutture si inizia già col passo giusto... ampi spazi espositivi, collegamenti, ecc.
Ma è sul piano della gestione degli eventi, della pubblicità, della capacità di essere "visibili" e della organizzazione che le fiere campano e si sviluppano.

Dopo aver fatto i "lavori" bisognerà vedere quali saranno le alleanze e le strategie messe in campo dalla fiera di verona per meglio capire il suo futuro possibile ruolo nel campo fieristico italiano

Quello che hai detto tu è ciò che stanno facendo! Veronafiere ha acquistato la fiera di Vicenza e stava comprando anche quella di Padova solo che quelli di.....GL Events (uno a caso, fatalità) hanno messo i bastoni tra le ruote (c'è ancora una causa in corso).

area00
September 7th, 2005, 03:18 PM
Io la penso diversamente, Milano dovrebbe fare concorrenza a fiere come Parigi, Hannover, Dusseldorf etc. solo che essendo diretta dai francesi (GL events), loro se ne sbattono e preferiscono depredare le manifestazioni alle altre fiere italiane invece che alle fiere europee.
PS

un vinitaly porta molti più introiti di un motoshow!!


Dai per piacere non provarci neppure...è ancora lunga la strada
Calendario BolognaFiere 2005 (http://www.bolognafiere.it/ita/calendario_2005.asp)
Calendario BolognaFiere 2006 (http://www.bolognafiere.it/ita/calendario_2006.asp)

+ FerraraFiere
+ ModenaEsposizioni

Aggiornamenti BolognaFiera (http://skyscrapercity.com/showthread.php?p=5321172#post5321172)

Falcon83
September 7th, 2005, 04:08 PM
^ che c.zzo stai dicendo? Non hai la minima idea delle transazioni che avvengono durante il Vinitaly, dei giapponesi e degli americani dalla Nappa Velley che si comprano direttamente le cantine senza passare per le bottiglie e di tutti i soldi che girano. Ci ho lavorato dentro per 2 anni di fila. Fino a prova contraria non ho mai visto nessuno comprarsi la macchina al motorshow. Il Motorshow, bellissimo per carità non lo metto in dubbio, è un po' come una partita di calcio allo stadio, dentro non ci fai businnes. Potrai far soldi con i biglietti e la pubblicità, ma non fai affari.

Falcon83
September 7th, 2005, 04:28 PM
Piano di riqualificazione del quartiere fieristico veronese. Veronafiere ha approvato il progetto di riqualificazione preparato dalla società tedesca GMP che entro il 2006 comincerà a ridisegnare il volto urbanistico dell’Ente, trasformandolo in uno dei poli più moderni d’Europa. Verrà creata una «città della Fiera», in grado di mantenere i livelli competitivi con i quartieri più dinamici e attivi sia a livello nazionale che internazionale. GMP, la società specializzata nella progettazione di quartieri fieristici, ha previsto un aumento di superficie coperta fino a 185.700 metri quadrati contro i 125mila attuali, ed una serie di interventi strutturali che rinnoveranno l’immagine e razionalizzeranno gli spazi dell’area per un investimento che complessivamente toccherà i 152 milioni di euro.
Il progetto contiene varie soluzioni di accesso esterno al quartiere e di mobilità interna, compresi nuovi padiglioni e parcheggi. Ci saranno tre ingressi: quello attuale; un altro a metà di Viale del Lavoro, con una loggia di «accoglienza» dalla quale partirà una galleria di attraversamento (est-ovest) della zona espositiva fino a via Roveggia; il terzo verrà collocato all’incrocio tra Viale dell’Industria e via Roveggia e sarà realizzata una cupola in vetro ed acciaio di 15mila metri quadrati, speculare, in diagonale, alla cupola delle celle frigorifere degli ex Magazzini Generali.
La cittadella, un quadrilatero delimitato da Viale del Lavoro, Viale dell’Industria, via Roveggia e via Scopoli, sarà fortemente potenziata poi con la creazione di parcheggi esterni e sotterranei, il raddoppio del «silos» multipiano, la costruzione di un albergo nell’area dell’ex Macello di proprietà della Fiera (un altro è previsto dal Prusst, Progetto di riqualificazione urbanistica di Verona Sud, all’interno dell’ex Mercato ortofrutticolo), il rifacimento dei padiglioni più vecchi.
L’intero piano si svilupperà in tre fasi: nella prima, che si completerà in due anni, in tempo per il Vinitaly 2006, si passerà dagli attuali 100mila metri quadrati a 140mila, utilizzando le aree di proprietà dell’ex Enel e dell’ex don Calabria, costruendo anche la cupola di via Roveggia-Viale dell’Industria. La spesa sarà di 42 milioni di euro, 17 già nel 2004, finanziati con risorse dell’Ente. La seconda fase, il cui costo stimato è di 65 milioni di euro, porterà ad un incremento di altri 16mila metri quadrati coperti, ad un parcheggio di oltre mille posti sotto l’entrata attuale, alla galleria che taglia a metà il quartiere da est a ovest per 18mila metri quadrati e alla sistemazione o rifacimento dei padiglioni esistenti. Infine la terza, che include aree che Veronafiere dovrà acquistare, completerà la cittadella con 32mila metri quadrati e 45 milioni di euro di spesa. Contemporaneamente il parcheggio multipiano di Viale dell’Industria passerà da 2mila a 4mila posti auto, verrà costruito un albergo nell’area dell’ex Macello e anche un sottopasso in Viale dell’Industria per accedere direttamente al quartiere.

http://www.cfk.it/bild/verona_02_G.jpg

http://www.veronafiere.it/manifestazioni_calendario.asp?lingua=it
http://www.veronafiere.it/manifestazioni_prossimo.asp



+ Vicenzafiere
+ Veneziafiere
+ Padovafiere(?)
+ Vinitaly US tour, Boston
+ Vinitaly US tour, Chicago
+ Vinitaly US tour, Los Angeles
+ Vinitaly China
+ Vinitaly Russia

area00
September 7th, 2005, 06:57 PM
Io mi riferivo al calendario di BolognaFiere e non certo al singolo evento che reputo ben + di bassa lega rispetto a Vinitaly, allo stato attuale Bologna detiene un bel numero di fiere e manifestazioni che la pongono al secondo posto per importanza in Italia e questo è innegabile...

Falcon83
September 7th, 2005, 07:08 PM
non mi sembra di vedere questa grande differenza in termini di manifestazioni.

gruber
September 8th, 2005, 01:01 PM
Falcon...si chiama CONCORRENZA.
Fiera di Milano ha tutto il diritto di mangiarsi le esposizioni di chiunque, da Bologna a Parigi, da Verona ad Hannover, così come avviene in ogni paese del mondo.
tra poco sarà pronto pure il polo fieristico di Roma, piccolo, ma con un importantissimo valore aggiunto determinante nelle Espozioni: il bacino d'utenza.

Verona deve specializzarsi su determinate esposizioni legate al territorio veneto, ben sapendo che quando una determinata esposizione raggiunge elevatissimi livelli di consenso, correrà sempre il rischio di vedersela soffiare da chi offre spazi 10 volte superiori e un numero totale di visitatori 15, 20 volte superiore. visitatori PAGANTI.

semplice concorrenza.

Falcon83
September 8th, 2005, 02:28 PM
va bene allora vorrà dire che noi abbiamo tutto il diritto di resistere (finora con successo) e a non mollarvi neanche le esposizioni sui copricessi se mai ci fossero :)
PS
gli spazi sono 2 volte superiori, non 10.

gruber
September 8th, 2005, 02:43 PM
10 volte era un modo per far capire la differenza di dimensioni.
ma se ci tieni a precisare:

quando i lavori di ampliament di Verona saranno finiti avrà 140.000 mq.
Milano oggi ne ha 460.000, quindi 3.2 volte di più.

e se Fiera Verona resiste...tutto di guadagnato per tutti.
negli altir paesi ci sono sempre 1 Fiera leader (Hannover-Parigi-Tokyo-Los Angelese, quelle che competono con Milano) e almeno 3 o 4 altre Fiere a dimensione inferiore ma di buon successo (Lione, Monaco, Francoforte, Chicago, Osaka, Bologna, Verona).

libera concorrenza.
il grande può mangiarsi il piccolo, ma il piccolo occupa spazi che il grande nemmeno vede.

Falcon83
September 8th, 2005, 03:04 PM
sì, ci tengo a precisare...185.700 mq ;)

resiste, resiste. A parte che ci sono problemi di copyright che sono già venuti a galla, se una determinata manifestazione è di proprietà di una determinata fiera, non può organizzarla anche la Fiera di Milano (o altre fiere) con lo stesso nome e con lo stesso topic.
Resiste perchè è la prima in Italia come proprietà di marchi (manifestazioni) il problema è che GL Events (che è l'ente francese che controlla le manifestazioni della fiera di Milano) è una realtà mondiale, e lì son cazzi acidi.

GENIUS LOCI
September 8th, 2005, 09:34 PM
sì, ci tengo a precisare...185.700 mq ;)

Visto che siete tutti così precisini ci tengo a precisare anch'io...

La fiera di Milano ha a disposizione oltre 710.000 mq di spazi espositivi...
Gruber si era dimenticato di aggiungere i padiglioni al Portello che non verranno smantellati e faranno (fanno!) sistema con il Nuovo Polo :)

Falcon83
September 8th, 2005, 09:37 PM
anch'io!! Perchè non aggiungiamo la fiera di Vicenza, quella di Venezia e tra un po' se tutto va bene anche quella di Padova?:)

GENIUS LOCI
September 8th, 2005, 09:46 PM
^^
E no, amico caro...

La Fiera al Portello e quella a Rho Pero non sono due fiere diverse: è la stessa fiera gestita dallo stesso operatore; succede che gli oltre 350.000 metri quadri di esposizione nel vecchio quartiere fieristico non bastano più alle esigenze espositive e quindi decide di fare il nuovo polo a Rho...
Dismette il vecchio quartiere tranne tre padiglioni, quelli del Portello, costruiti negli anni novanta

Non riesco a capire come si possa pensare che siano due fiere diverse :)

Falcon83
September 8th, 2005, 09:52 PM
ma quelle che ho elencato io sono le fiere sotto controllo azionario della Fiera di Verona, bene o male è la stessa fiera, e se sono in città diverse tanto di guadagnato (soprattutto con quella di Venezia) non faremmo mai organizzare le nostre fiere ai francesi come succede da altre parti (anche se i padovani la pensano diversamente), alle nostre cose ci teniamo!! :nuts: ;)

Pavlvs
September 9th, 2005, 01:30 AM
A regime la Fiera di Roma sarà seconda per dimensioni solo a quella di Milano.
Roma però non ha mai avuto tradizioni fieristiche, ergo occorrerà inventarsele.
Cosa che non mi sembra facile.
Se avrà amministratori intelligenti, Roma potrà ritagliarsi un ruolo nelle fiere sui servizi, sulla P.A, sugli eserciti, sulla formazione, sugli aiuti alla cooperazione internazionale, magari sui trasporti pubblici.
Mi piacerebbe un ruolo come polo fieristico del Mediterraneo e relative culture.

Se invece avrà amministratori cretini tenterà di sgomitare nei soliti settori, design, arredamento, auto/moto, tecnologia, alimentazione etcetcetc, ed andrà presto a sbattere le corna contro Fiere con molta più esperienza e capacità di quella di Roma.

taurus
September 9th, 2005, 02:18 PM
Anche io sono curioso di vedere che tipo di fiere organizzerà quella di Roma.. visto anche la saturazione di eventi fieristici che coprono ormai qualsiasi prodotto e il fatto che le grandi fiere si rubano tra loro a suon di decine di millioni di euro.. credo che Roma punterà più come vetrina dei prodotti turistici culturali ed enogastronomici..

Roma ha poi secondo me un grosso svantaggio rispetto alle città del Nord ossia la posizione geografica periferica rispetto al cuore dell'Europa che nel campo fieristico è fondamentale.
La vedo dura che riesca ad entrare nei settori B2B..

Non riesco a capire la logica con cui abbiano deciso di costruire dal niente una fiera così grande... tutte le fiere che conosco si ingrandiscono mano a mano che acquistano importanza a livello internazionale altrimenti si rischia di costruire cattedrali nel deserto.. cmq non so .. sicuramente avranno fatto un piano finanziario molto dettagliato e molto a lungo termine prima di decidere di costruire una fiera così.. o almeno lo spero..

pampero
September 9th, 2005, 02:48 PM
Non riesco a capire la logica con cui abbiano deciso di costruire dal niente una fiera così grande...

Forse ho capito male cosa intendevi dire, ma guarda che quella che stanno costruendo è la nuova sede...a Roma una fiera di 70.000 mq (non riesco neanche ad immaginarmi quanto possa essere grande quella di Milano se quella di Roma sono "solo" 70000 mq!) c'è già. Con la nuova sede a regime (2009) si passerà invece a 189000 mq di superficie espositiva al coperto, 2000000 di visitatori l'anno. La prima fase (2006) ne prevede 150000 mq, 1200000 visitatori previsti.

From Milano
September 9th, 2005, 03:03 PM
La Fiera di Milano (nuovo polo + portello) è una delle più grandi del mondo, punto. Inutili i confronti con quella di Verona, imparagonabile come dimensioni, manifestazioni e fatturato generato.

Sonic from Padova
September 9th, 2005, 03:06 PM
^benvenuto From Milano!

GENIUS LOCI
September 9th, 2005, 03:38 PM
(non riesco neanche ad immaginarmi quanto possa essere grande quella di Milano se quella di Roma sono "solo" 70000 mq!) .
Come dicevo nell'altra pagina la fiera di Milano ha un'estensione di 710.000 mq

Comunque credo di aver capito il punto di taurus, al di là dell'estensione...
Il fatto è che ora (ora...) la fiera di Roma è superata nel panorama fieristico italiano da innumerevoli fiere (da Bologna a Bari a Genova) ed è quantomeno anomalo che senza una effettivo rilancio in questi anni (o almeno percepito, perchè i dati reali dei visitatori e delle manifestazioni della Fiera di Roma non li so) si sia deciso di espandere così tanto la superficie espositiva

Poi, magari non conosco io la situazione e la richiesta di spazi da parte degli espositori era tale da non poter essere soddisfatta con la sola vecchia sede...

Ma al di là di questo, al contrario di taurus, credo che la fiera di Roma abbia una carta in più nel potersi rilanciare proprio per il fatto che sta a Roma (a patto, ovviamente, che abbia una dirigenza accorta)

Ovvio che i competitors della fiera di Roma non saranno la Fiera di Milano o le Fiere del Nord Europa, ma le Fiere del Centro Sud Italia (penso a Bari nello specifico: Roma è molto-molto più accessibile della città pugliese) e in generale quelle del bacino del mediterraneo

pampero
September 9th, 2005, 03:48 PM
Come dicevo nell'altra pagina la fiera di Milano ha un'estensione di 710.000 mq

Sì avevo letto...appunto dicevo che non riuscivo a capacitarmi di quanto potesse essere grande. 10 volte Roma!


Poi, magari non conosco io la situazione e la richiesta di spazi da parte degli espositori era tale da non poter essere soddisfatta con la sola vecchia sede...


La Fiera di Roma è al 50% di Comune e Regione e al 50% della Camera di Commercio di Roma...dubito che i privati non si siano fatti i loro conti prima di avviare un investimeno da più di 350 milioni di euro. Oltre ai campi da voi segnalati la nuova fiera potrebbe puntare anche sulle nuove tecnologie....l'area metropolitana di Roma sta vivendo un periodo particolarmente fortunato per le aziende impegnate in quel campo.

gruber
September 9th, 2005, 04:05 PM
la Fiera delle Nuove Tecnologie c'è già.
anzi, per la precisione ce ne sono 3 di livello mondiale, che già "occupano" totalmente il mercato:
Ginevra, Monaco e Los Anglese.
agli altri lasciano le briciole, tipo il Futurshow e lo SMAU entrambi a Milano.

io fossi nell'ente fiera di Roma punterei sul bacino del Mediterraneo, sul Turismo (anche se il BIT c'è già a Milano) e su...non so cosa altro...anche percè il Vino è già a Verona e il Cibo di alta qualità è a Torino, mentre il la Fiera dell'alimentare in generale è già a Milano.
sinceramente credo che si finirà con fare non pochi doppioni.

aggiungo che a Roma sono un pò "prepotenti" sotto questo aspetto, sopratutto Veltroni.
edi candidatura Olimpica e Festival del Cinema in concorrenza con Venezia.
sembra sempre che ci sia questa voglia innata di accentrare in quanto città capitale, così i politici possono meglio lottizzare, controllare e spartirsi la torta.

Falcon83
September 9th, 2005, 05:23 PM
la Fiera delle Nuove Tecnologie c'è già.
anzi, per la precisione ce ne sono 3 di livello mondiale, che già "occupano" totalmente il mercato:
Ginevra, Monaco e Los Anglese.
agli altri lasciano le briciole, tipo il Futurshow e lo SMAU entrambi a Milano.


hai dimenticato la più grossa in assoluto, il CEBIT di Hannover.

pampero
September 9th, 2005, 07:22 PM
aggiungo che a Roma sono un pò "prepotenti" sotto questo aspetto, sopratutto Veltroni.

Fammi capire come funziona: se si tratta di Milano, Verona o Bologna è concorrenza (cit.!!!), se invece si tratta di Roma è prepotenza (cit.)? Interessante. Per caso a Roma la facciamo anche più puzzolente?

From Milano
September 10th, 2005, 02:17 PM
^benvenuto From Milano!


Grazie, Sonic. Vi seguo da moltissimo tempo, ma un pò per pigrizia e un pò per mancanza di tempo posto pochissimo...

Sono di Milano, ma sono un sostenitore di tutto ciò che è italiano: città, automobili, cultura eccecc. Ma senza paraocchi, credo di essere oggettivo quando in certi casi c'è da riconoscere la superiorità dei paesi esteri (e purtroppo tocca farlo in moltissimi campi e sempre più spesso...)

Ci vediamo al prossimo post!

therock
September 10th, 2005, 03:53 PM
Benvenuto From Milano :)!

MONZA doc
September 11th, 2005, 12:50 PM
Fiera Milano viene così a disporre non solo del più vasto e avanzato sistema fieristico al mondo (345mila metri quadrati lordi coperti e 60mila all’aperto i nuovi padiglioni; 115mila il Fiera Milano City ), ma anche di un potenziale espositivo articolato su due grandi quartieri collegati l’uno all’altro dalla metropolitana e in grado di far fronte in modo ottimale alle diverse esigenze degli eventi fieristici e dei settori economici rappresentati.

http://www.fieramilano.com

MONZA doc
September 11th, 2005, 12:51 PM
Fiera Milano viene così a disporre non solo del più vasto e avanzato sistema fieristico al mondo (345mila metri quadrati lordi coperti e 60mila all’aperto i nuovi padiglioni; 115mila il Fiera Milano City ), ma anche di un potenziale espositivo articolato su due grandi quartieri collegati l’uno all’altro dalla metropolitana e in grado di far fronte in modo ottimale alle diverse esigenze degli eventi fieristici e dei settori economici rappresentati.

http://www.fieramilano.com

http://www.fieramilano.com/portal/site/fieramilano/?epi_menuItemID=9684561e9b9d3ad288a21506f11041ca&epi_menuID=6bc1b942fc2eddc99ba21506f11041ca&epi_baseMenuID=7491fc42461e13ac9ced0f3371a08a0c

From Milano
September 11th, 2005, 08:21 PM
Benvenuto From Milano :)!

Grazie, therock :-) !

gruber
September 12th, 2005, 11:43 AM
Fammi capire come funziona: se si tratta di Milano, Verona o Bologna è concorrenza (cit.!!!), se invece si tratta di Roma è prepotenza (cit.)? Interessante. Per caso a Roma la facciamo anche più puzzolente?

c'è una bella differenza tra concorrenza e ACCENTRAMENTO.
a Roma c'è sempre questa voglia di portare tutto tra le mura di casa, dalla Rai, alla Telecom, dal Cinema a ogni evento sportivo. i motivi sono molteplici, ma di sicuro la Politica e la gestione dei fondi sono i più importanti.

se Fiera Roma fa concorrenza alle altre Fiere...è solo una cosa positiva, perchè c'è spazio per altre Fiere in Italia.
il discorso che facevo io è invece verso la Mostra di Venezia.
nessun Paese al mondo ha 2 festival internazionali.
noi abbiam oil più antico del mondo, Venezia...e Veltroni facendo concorrenza lo devasterà, proprio perchè il potere politico centrale non ha mai dato fondi a Venezia per rifare il Lido.
Roma, gode invece di fondi elevatissimi.
questa non è concorrenza, è MIOPIA.
così facendo in pochi anni Venezia perderà il festival e Roma avrà il festival de noantri.
alla fine vinceranno Berlino e Cannes.
però Veltroni sarà felice!

stesso discorso per le Olimpiadi.
detto e stradetto.
la doppia candidatura è deleteria
alla fine ne uscirà vincente una sola dal CONI, ma con una candidatura a metà.
Milano è da 1 anno che parla di candidarsi...e zacchette Veltroni, per motivi squisitamente politici ecco che candida Roma.

non è concorrenza: è MIOPIA POLITICA e VORACITA'.

LA CONCORRENZA, RICORDATI SI FA AD ARMI PARI.

Vitruvio
September 12th, 2005, 12:12 PM
Fammi capire come funziona: se si tratta di Milano, Verona o Bologna è concorrenza (cit.!!!), se invece si tratta di Roma è prepotenza (cit.)? Interessante. Per caso a Roma la facciamo anche più puzzolente?

Tra il serio e il faceto...

Ho convissuto tre anni con un romano... vi assicuro, faceva la cacca più puzzolente che abbia mai sentito!!!

MONZA doc
September 12th, 2005, 04:06 PM
a Roma c'è sempre questa voglia di portare tutto tra le mura di casa, dalla Rai, alla Telecom, dal Cinema a ogni evento sportivo

La Telecom è stata portata da Torino a Milano e non a Roma.....

gruber
September 12th, 2005, 04:53 PM
...ne azzeccassi una ogni tanto....!
Telecom è stata portata da Torino direttamente a Roma circa 40 anni fa. su decisione vorace dello Stato.

altro discorso è se un imprandiotre vuole spostare una azineda. fatti suoi, se rispetta la legge. e ci sono stati casi in ogni direzione: la Fiat e l'Alfa che hanno praticamente chiuso al Nord per aprire al Sud o altri casi simili in direzione opposta.
sono Piani Industriali. possono anche essere sbagliati, ma sono legittimi.

altro fatto è l'accentramento a Roma di praticamente ogni azienda ed ente.
la Telecom da Torino finì a Roma, la Rai (metà a Torino e metà a Milano) è finita a Roma, tutte le Federazioni sportive, nate quasi tutte tra Milano e Torino, sono finite a Roma, l'Ente Tabacchi, enorme azeinda del mezzogiorno da Napoli e Palermo è finita a Roma per fallire...e via così.

la logica era una sola, voluta dal potere politico:
portare a Roma per meglio controllare, lottizzare, spolpare e arricchirsi. loro e i loro amici, cugini, conoscienti, favoriti, puttane e spose. e anche qualche nano.

Tronchetti Provera che si è comprato la Telecom ha tentato, senza risucrvi di spostare la Telecom a Milano, dove c'è il core business del suo impero industriale e dove c'è la borsa.
l'ira dei politici romani, di ogni colore, l'ha travolto.

non mi ricordo nulla di simile quando intere fabbriche del Nord vennero spostate al Sud, licenziando migliai di persone qui, per assumerne qualcuna là!
non mi ricordo strali, offese ed invettive quando la Rai venne spostata d'ufficio nel giro di 365 giorni da Milano (a Torino già negli anni 60 non c'era più niente o quasi) a Roma...per meglio lottizzarla!
non mi ricordo urla o scene isterice di qualche -ONI quando Telemontecarlo venne spostata di colpo da Milano a Roma...semplicemente la scelta legittima dell'editore dell'epoca! oggi Tronchetti Provera, editore de LA7 potrebbe riportarla a Milano...ma verrebbe ricoperto di strali ed insuli dagli -ONI acentratori.

c'è una differenza abissale tra un Piano Inudtriale (magari sbagliato, magari no) e una decisione dettata dalla voracità e dalla spartizione del potere.
la Rai, Telecom e tanto altro a Roma hanno avuto come origine di ciò solo questo.

SdR
September 12th, 2005, 10:10 PM
Telecom Italia fino al 2001 aveva la sede legale a Torino, dal 2001 in poi la telecom ha trasferito il tutto a milano, in piazza affari 2 ... il "povero" marco tronchetti è riuscito a spostare la telecom da torino a milano senza che l'ira di nessun politico romano glielo impedisse ed infatti ad oggi la telecom è un'azienda iscritta al registro delle imprese di milano.

certo che roma in quanto capitale è sede di molte ex-aziende statali, ma come sempre mi sembra che ci sia un'estremizzazione di ciò che avviene poi realmente nei fatti, se non sbaglio proprio in questo forum qualcuno asseriva che il tg lombardia veniva girato a roma per pagare gli stipendi ai romani ...

detto questo proprio non capisco perchè se roma organizza il suo festival del cinema dovrà sparire quello di venezia?! anche a trieste, a milano, a bologna si svolgono importanti festival del cinema ... eppure quello di venezia ancora si svolge.
il discorso che il potere centrale di roma non da i soldi a venezia per rifare il lido, quindi il festival di venezia sparirà per fare posto a roma che invece è super finanziata ... proprio non mi convince, a me sembra piuttosto che se è il sindaco di roma a fare certi annuci si scatenano ire funeste ... non credo che ci sarebbero state le stesse reazioni se lo avesse fatto il sindaco di torino, milano, firenze, bologna ...

pampero
September 12th, 2005, 10:30 PM
a me sembra piuttosto che se è il sindaco di roma a fare certi annuci si scatenano ire funeste ... non credo che ci sarebbero state le stesse reazioni se lo avesse fatto il sindaco di torino, milano, firenze, bologna ...

Secondo me ti sembra benissimo.

gruber
September 13th, 2005, 02:55 PM

non parlo della sede legale e di 4 uffici in croce!
il 90% dei dipendenti Telecom è a Roma, dopo che vennerp trasferiti d'ufficio da Torino negli anni 50, allorquando l'Iri accorpò le 5 società telefoniche che esistevano in Italia!


secondo me vi sembra male....dato che l'unico che fa discorsi simili è Veltr-Oni.
non mi ricordo di fatti simili accaduti a Chiamparino, Albertini, Illy, Guazzaloca, Iervolino e via dicendo.
l'istinto accentratore è ovviamente nel posto ove si è accentraro tutto nell'ultimo secolo: Roma...non a Milano, Napoli, Torino, Venezia eccetera!


il Festival del Cinema internazionale, l'unico che sopravvive in Italia è Venezia.
se Veltroni ne pianta uno a Roma, per fare diretta concorrenza è logico che i film saranno spartiti tra Roma e Venezia. con il risultato di uno scadimento delle manifestazione e una ancor più forte fuga verso Cannes e Berlino e Sundance.


personalmente non ho mai scritto una castroneria sul TG lombardia come quella che hai riportato. forse altri.
so però per certo e sicuro che l'intera troup e presentatori della Domenica Sportiva (uno dei 2 o 3 programmi rimasti a Milano) era composta da Romani che venivano spostati in trasferta strapagata per 48 ore a Milano ogni Sabato.
so altrettanto bene che la sede Rai di corso Sempione a Milano lavora al 20% delle sue potenzialità, mentre Saxa Rubra a Roma è totalmente satura, e non riuscendo a produrre oltre APPALTA alle ditte dei soliti noti di Roma per fare i programmi. si ottiene così che la sede Rai di Milano (e di tutte le altre grosse città d'Italia) hanno decine di dipendenti che non fanno una mazza tutto il giorno, mentre la sede di Roma accentra oltre le sue possibilità. nel 2002 parlavano di oltre il 130%, che veniva llegramente subappaltato.


è comprensibile che le aziende Statli ed ex-statali siano a Roma...meno comprensibile che lo siano anche società che erano sorte in città e regioni diverse e spostate d'ufficio dal potere politico (non dai Romani!).
TOTALMENTE INACCETTABILE è che se oggi si spostano o si provano a spostare industrie PRIVATE da Roma verso altre città, siano gli amministratori di Roma ad insorgere, urlare, strillare e lanciare strali contro tutto e tutti. da Storace a Veltroni.

in pratica se si sposta tutto a Roma va bene...se si sposta da Roma ad altrove non va bene?!
delle 2 l'una.

MONZA doc
September 13th, 2005, 03:40 PM
penso che sei proprio tu che non ne azzecchi una!!
la Telecom ormai è stata portata da Torino a Milano in piazza degli affari, 2 (una marea di uffici) e non a Roma (dove secondo te lavora il 90% dei dipendenti Telecom....cioè nel resto d'Italia gli utenti fanno un self service)
poi addirittura il fallimento dell'ente tabacchi (questa del fallimento di un ente di stato non l'avevo mai sentita....è proprio forte)......forse tutte queste idiozie le sogni la notte
non commento il resto ...non ne vale la pena

gruber
September 13th, 2005, 03:49 PM
visto che ti piace scrivere CAZZATE in continuazione leggiti questo trafiletto. se non sei capace di intendere ciò che c'è scritto, e inizio a temerlo, te lo riassumo:
RIPORTA CHIARO E TONDO CHE LA MAGGIORPARTE DEI DIPENDENTI TELECOM ITALIANI SONO A ROMA (a Torino c'era l'ufficio legale, trasferito a Milano - forse in totale 100 persone) E CHE SONO PREOCCUPATI PERCHE' LA DIREZIONE VORREBBE SPOSTARLI A MILANO.
IN OGNI CASO SONO ANCORA TUTTI A ROMA.


http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?news=54295

ROMA e il Lazio restano centrali nell’organizzazione del gruppo Telecom. E non ci sarà nessun trasferimento di migliaia di lavoratori da Roma a Milano. A precisarlo con una nota rivolta a quanto pubblicato nei giorni scorsi da Il Tempo è stata ieri la stessa società di telecomunicazioni, senza fugare però tutti i dubbi in circolazione da settimane. Telecom, infatti, si è limitata a smentire un generico trasferimento di massa di personale da Roma a Milano, ma senza fare mai cenno al trasloco dei dirigenti Tim (cioè il livello decisionale) verso il capoluogo lombardo, per effetto della fusione completata a giugno scorso proprio tra la società di telefonia mobile e la casa madre Telecom.


http://www.iltempo.it/approfondimenti/print.aspx?id=759325&news=

UN TAVOLO di confronto con Telecom-Tim per evitare i trasferimenti dei dirigenti da Roma a Milano.

È una delle misure proposte dalla Regione e dalla Provincia contro il depotenziamento della struttura capitolina dell’azienda. Le procedure per portare i dirigenti della Tim nel capoluogo lombardo sono state già avviate: una scelta che ha gettato nell’incertezza i dipendenti romani dell’azienda telefonica, che temono di restare senza lavoro. Una situazione che farebbe perdere alla città eterna la parte più rilevante di un settore strategico ma non solo. Che renderebbe inutili gli investimenti delle istituzioni previsti per il comparto e che avrebbe gravi ripercussioni per tutte le attività che gravitano intorno alla Telecom-Tim. Per questo Provincia di Roma e Regione Lazio scendono in campo. Bruno Manzi, assessore alle Attività Produttive di Palazzo Valentini, non usa mezzi termini: «È necessario evitare l’impoverimento economico della capitale e dunque un eventuale trasferimento della Tim in Lombardia». Si tratterebbe, secondo Manzi, di un vero e proprio paradosso: «Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto per far sì che Roma attenuasse il suo carattere di città della burocrazia per sposare quello di capitale dell’impresa. Un cambio di passo che ha già dato grandi frutti». Ma qui si tratta anche delle strategie future: «Abbiamo elaborato un piano per puntare sulla ricerca e sull’innovazione. Non si può permettere che una delle aziende leader in questo settore si trasferisca a Milano. Sarebbe, tra l’altro, un grave danno anche per l’indotto che vive su quelle attività imprenditoriali». L’assessore provinciale propone dunque l’istituzione di «un tavolo specifico per un confronto serio con i vertici dell’azienda». Stessa musica alla Regione. «L’assessorato allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo - spiega Raffaele Ranucci - ha già previsto a partire da settembre un’azione incisiva per rafforzare il rapporto tra le Istituzioni pubbliche regionali e i grandi investitori nazionali e internazionali presenti nel Lazio. Vogliamo attuare, nel rispetto della normativa comunitaria, iniziative di marketing territoriale mirate a migliorare nei prossimi anni la qualità e stabilità della loro presenza sul territorio e del valore aggiunto creato a suo vantaggio». Una strategia che coinvolgerà anche altre realtà economiche: «Queste iniziative - continua l’assessore Ranucci - saranno dirette, oltre che a Telecom, ad altre imprese che potrebbero presentare le stesse criticità, come Wind, alcuni gruppi farmaceutici e altre aziende, senza trascurare il rilancio dell’aeroporto di Fiumicino come hub primario internazionale per il nostro Paese. Ritengo che l’intervento pubblico in economia non debba più essere inteso come erogazione di contributi a pioggia. Al contrario la politica industriale della Regione deve tradursi principalmente in concrete misure di semplificazione della normativa e delle procedure amministrative rilevanti per la realizzazione e la gestione di investimenti industriali in specifici ambiti territoriali». I progetti? Un primo passo sarà costituito dalla «legge quadro in materia di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico che sarà portata in Giunta entro la fine dell’anno». Le cose si muovono anche in Consiglio comunale. L’esponente di Alleanza Nazionale, Michele Baldi, spiega: «L’operazione di portare a Milano le realtà più significative della capitale continua. A Roma sono rimaste soltanto le strutture della Telecom che erano intrasferibili, come ad esempio la rete. Si tratta di una grave penalizzazione per il nostro territorio: un processo che ha preso il via nel 1998. Adesso si rischia di vedere lo stesso film anche per Tim». Il consigliere comunale insiste: «Che poi la Telecom si presenti come un benefattore della città perché ci regala il concerto di Elton John sa veramente di una beffa. Il punto è che in questi anni Roma ha sviluppato delle potenzialità che non giustificano questi trasferimenti». Baldi chiede l’intervento del sindaco «per sospendere il concerto Telecom: sarebbe un segnale importante. Poi è necessaria la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per analizzare la situazione e, soprattutto, i posti di lavoro persi nella capitale in favore di Milano. Non vorrei - conclude l’esponente di An - che tante famiglie di dipendenti Telecom-Tim trasferiti a Milano si ritrovassero fuori dal Colosseo durante il concerto di Elton John per fischiare le decisioni dell’azienda».

**********************************************************************

prima di scirvere le tue solite cagate prova ad informarti. stai collezionando figure di merda una dopo l'altra.

MONZA doc
September 13th, 2005, 03:58 PM
Guarda che sei diventato una barzelletta con le tue cazzate...

Epicurion
September 13th, 2005, 04:01 PM
riguardo Telecom, ciò che nel 2001 venne trasferito da Torino a Milano era soltanto la sede legale (ossia un ufficio con una segretaria o poco più...non ci lavora quasi nessuno in Piazza Affari!!!), tutta la direzione generale era a Roma, non a Torino.
poi, nei primi mesi di quest'anno, la direzione generale è stata portata a Milano, e non solo il CdA (che si tiene a Rozzano da un paio d'anni). le proteste di Veltroni e Storace sono andate ad infrangersi contro il muro degli interessi finanziari (visto che oltra a Pirelli, in Olimpia ci sono Benetton, Gnutti, Unicredito, Intesa e Mediobanca).

per quanto riguarda il discorso Fiere, beh, ragazzi, ricordatevi che il mercato è globale, quindi la concorrenza è tra megalopoli e non tra cittadine. tutt'al più le Fiere italiane possono aspirare ad un ruolo marginale di nicchia, ma si dovranno scannare nei prossimi anni per rimanere in vita (non possono esserci 2 fiere dello stesso comparto nello stesso Paese...già sarà tanto se ce ne potranno essere 2 nello stesso continente!!! e non è pensabile che esista una Fiera che ospiti una sola manifestazione. indi per cui tra Bologna, Verona, Bari, Roma, ecc. qualcuno dovrà abbandonare il campo. per forza delle cose.).
il motivo per cui Fiera Milano è stata costretta ad espandersi è l'inevitabile concorrenza delle megalopoli asiatiche. perché andare ad una manifestazione fieristica sulla meccanica di precisione a Milano quando la stragrande maggioranza delle fabbriche sono ormai concentrate in Asia? Milano si è dotata del nuovo polo non per essere numero uno (il che non lo potrà mai essere, per forza economica e demografica), ma per non soccombere. per le altre fiere italiane la vita sarà molto, ma molto più difficile.

gruber
September 13th, 2005, 04:01 PM
toglimi una curiosità...DOC sta per DOTTORE IN IDIOZIE?

va bè...perdere tempo con te è la cosa peggiore che una persona normale possa fare.
quindi:
ADDIO.

MONZA doc
September 13th, 2005, 04:03 PM
Di certo non sei normale......guardando la foto

gruber
September 13th, 2005, 04:06 PM
Epi, hanno spostato un centinaio di dirigenti e segretarie relative.
fine.
il piano industriale originario prevedeva l'intero trasferimento di Telecom e Tim a Milano, per accorpare tutte le industrie della vecchia Pirelli nella stessa città.

non ci sono riusciti.

Epicurion
September 13th, 2005, 04:33 PM
Epi, hanno spostato un centinaio di dirigenti e segretarie relative.
fine.
il piano industriale originario prevedeva l'intero trasferimento di Telecom e Tim a Milano, per accorpare tutte le industrie della vecchia Pirelli nella stessa città.

non ci sono riusciti.dai tempo al tempo. una direzione alla volta, spostano tutto a Milano. d'altronde sono i politici a correre dietro al carro di industriali e finanzieri, non viceversa. e gli interessi industriali e finanziari di Telecom ormai sono al 100% a Milano.

gruber
September 13th, 2005, 04:47 PM
per me non ce la faranno. vorrebbe dire spostare circa 6.000 persone e relative famiglie.
Veltr-Oni piuttosto si brucerebbe vivo. idem Storace, er Pecora, Gasparri, tutta la banda di Rai3. verrebbe fuori un polverone allucinante.

e Tronky Provera, Grande Elettore del CSX, non farebbe MAI uno sgarbo simile a Occhi Languidi Veltr-Oni.
sorpatutto considerando che le elezione 2006 andranno al CSX!

CAESARS-PALACe
September 13th, 2005, 07:25 PM
il film festival di Roma sarà come il festival di Parigi :

http://www.festivaldeparisidf.com/


Un'iniziativa con cui la Fondazione Musica per Roma - con il sostegno di Comune, Provincia, Regione e Camera di commercio - si propone di portare per nove giorni nella Capitale i protagonisti della produzione mondiale. Senza contrapposizioni con Venezia, come e' stato oggi sottolineato, ma anzi consolidando anche nel campo del cinema i rapporti gia' avviati dalla Fondazione romana con la Biennale nella musica, nella danza e presto nel teatro. Con l'obiettivo comune di creare un progetto europeo di alto profilo.

Le ''ottobrate romane'', come l'iniziativa è già stata ribattezzata, sarà un evento lontano dai modelli dei grandi festival tradizionali, promettono gli organizzatori, e avrà la specificità di portare il meglio del cinema al grande pubblico di una metropoli. Concentrandosi in particolare sulla figura dell'attore piu' che sull'autore; privilegiando il contatto diretto tra cinema e pubblico; evitando steccati e gerarchie tra i diversi generi; contribuendo al risveglio del cinema italiano.

Articolato in cinque sezioni e in alcuni progetti speciali, snello nella struttura (con non piu' di 80 film selezionati), il Festival non vuole offrire solo una rassegna di titoli, ma anche dibattiti, workshop e incontri con gli autori. Il programma, di cui oggi a Venezia e' stato data solo un'anteprima, prevede i cinque percorsi delle 'Serate d'Onore', riservate alle grandi anteprime; del 'Pianeta dell'attore', con un completo omaggio ad un interprete contemporaneo; del 'Percorso dei Talenti', dedicato alla ricerca di un cinema nuovo; de 'I racconti, le storie', per la produzione di qualità che non varca le frontiere; di 'Alice nella città' dedicato ai ragazzi.

A garantire, in teoria, la non conflittualità tra Roma e Venezia, è stato siglato oggi un Protocollo d'intesa tra le due fondazioni, e sarà creato un gruppo di lavoro comune. Il Festival romano non avrà inoltre un solo direttore artistico, ma diversi per le sue varie sezioni. Previsto anche un concorso tra 12-14 film con relativa giuria, in cui un ruolo centrale sarà del pubblico. "Comprendo le perplessità sorte - ha detto il presidente della Fondazione di Roma Goffredo Bettini - ma mentre Venezia continuerà ad essere una vetrina d'eccellenza, la nostra sarà una grande festa metropolitana del cinema, di qualità ma anche popolare, e che valorizzerà la ricca e inesplorata produzione che rimane esclusa dalla selezione veneziana''. Con la premessa condivisa, ha evidenziato per la Biennale il presidente Croff, ''della difesa del posizionamento di Venezia a livello mondiale. Dobbiamo - ha concluso Croff, per il quale si e' anche parlato di un possibile coinvolgimento negli organi direttivi del festival romano - non difenderci da Roma, ma fare tutto il possibile per investire su Venezia e le sue strutture".

CAESARS-PALACe
September 13th, 2005, 07:52 PM
Poi c'è Cinecittà :

http://www.cinecittastudios.it/public/index.cfm?changeLang=1

largest film and television production facility in continental Europe. Our 99 acre (40 ha) studio complex is just 5.6 miles (9 km) from the centre of Rome. We offer fully serviced production and post-production facilities for feature films, television, commercials/advertising, music videos/videoclips and photo shoots.

We are part of one of the biggest production communities in the world, second only to Hollywood. Over 5,000 experienced, multilingual professionals - from period costume makers to visual effects specialists - are at your call in Rome.

speriamo che nel futuro ci sarà anche Cinecittà World :

http://www.cinecittaworld.it/

Insomma un'industria importante, vitale con una lunga tradizione ed anche in crescita. Mi sembra normale di creare una vetrina internazionale per il settore, ovviamente dovrebbe essere un festival diverso da quello in Venezia.

SdR
September 13th, 2005, 07:59 PM
quello che sta avvenendo con la tim in questi giorni non c'entra nulla con quello che è avvenuto con la telecom qualche anno fa.

anno 2001 spostamento telecom da torino a milano:

riporto alcuni pezzi di un articolo abbastanza recente (2003) che ne parla a seguito di ulteriori tagli a torino in favore di milano (http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=2733&numero=461):

Tronchetti dimentica le promesse fatte a Torino
Dopo il trasferimento della Direzione Generale a Milano,
Telecom chiude anche il Centro di Formazione di Torino,
nonostante le promesse di non abbandonare la città piemontese.

Quando Tronchetti Provera assunse il controllo di Telecom Italia, la sua prima decisione fu quella di trasferire la sede legale e della Direzione Generale da Torino, dove storicamente è nata la Sip, a Milano, sua città di elezione e sede del quartiere generale della Pirelli.

[............]

Il trasferimento della sede da Torino a Milano non fu indolore: ci fu una sollevazione della Città che già intravedeva la crisi Fiat, ci furono vigorose proteste da parte dei commercianti torinesi che invitarono a disdire l'abbonamento Telecom, il sindaco minacciò di fare altrettanto e, in effetti, il contratto per i cellulari del Comune di Torino, del valore di più di dieci miliardi, passò a Vodafone.

[.............]



il sindaco di torino era per caso veltroni in quel periodo??? credo proprio di no, ma ha avuto lo stesso atteggiamento che avrebbe qualsiasi altro sindaco che vede minacciati posti di lavori nella sua città.

anno 2005 accorpamento telecom - tim
con l'accorpamento telecom-tim politici e sindacati si preoccupano che a roma spetti lo stesso trattamento di torino, e quindi a roma come a torino si levano preoccupazioni e proteste ... a roma come a torino!

credo che definire la sede legale e la dg 4 uffici in croce non mi sembra il modo esatto per definire il cervello dell'azienda ... proprio quello che i politici romani dovrebbero aver portato a roma per meglio controllare e spartire ...

infine considerando che telecom ha sedi e dipendenti sparsi su tutto il territorio italiano, che torino rimane cmq una città strategica per telecom, credo sia ancora sede del ramo di ricerca e sviluppo di ti che da solo conta un migliaio di dipendenti, considerando che tra le principali sedi con funzioni di rilevanza nazionale ci sono oltre roma e milano anche bari, napoli (in questi ultimi anni rafforzatissima), trento e palermo, considerando che ogni regione, provincia, comune ha bisogno dell'omino che con la panda (ora hanno la punto rossa) che va in giro a riparare i guasti ... dire che il 90% dei dipendenti telecom sta a roma è una cifra davvero esagerata.

###################

apro un'ulteriore parentesi sul festival ... dal sito film festival internazionale di milano (http://www.miffmilanofestival.com/italiano/ita.php?page=meaning.html):

La scelta di Milano:

• Milano è il centro della moda e la moda procede al passo con il cinema. La cerimonia degli Oscar® è la più importante passerella di stile e tendenze del mondo e la maggior parte degli abiti e degli accessori indossati dalle star di Hollywood sono creazioni dei più famosi e prestigiosi stilisti italiani, tutte case di moda milanesi, spesso associate a testimonial scelti tra i tappeti rossi di Hollywood;
• Milano è la città italiana più facilmente raggiungibile, grazie anche all’aeroporto internazionale di Malpensa (ora il primo d'Italia) e a nuovi servizi di trasporti come il Malpensa Express. Le sale e gli hotel sono ben serviti dai trasporti pubblici, che collegano tutte le location del festival al centro geografico della città;
• tutti i film festival del mondo uniscono il buon cinema al buon turismo, e, Milano, non è solo un grande e dinamico centro d'affari e di comunicazione, ma anche una città da scoprire per la cultura, l’arte e la buona cucina;
• a confronto con altri grandi eventi simili in altre città europee, come Berlino, Cannes, Venezia, Milano è la meno cara e la più accessibile.

bhe se questa non è concorrenza a venezia ... se la fa milano è giusta e se la fa roma no? questo proprio continuo a non capirlo!

gruber
September 14th, 2005, 10:34 AM
no...se la fa Milano è una puttanata come e allo stesso livello di Roma...o di Napoli o di Pavia o di Fiascherino!
in ogni caso...se un PRIVATO decide di spostare l'azienda da Roma a Milano o da Venezia a Palermo...CAZZI SUOI.
se c'è un piano industriale, se i sindacati e i lavoratori accettano, se tutto è predisposto per il meglio.....DECIDE L'IMPRENDITORE.
NON IL SINDACO!

discorso diverso, lo ribadisco per l/8° volta, è quello dell'accentramento che hanno fatto i Partiti Politici a Roma di tutte le attività che erano sotto controllo statale negli ultimi 80 anni, partendo dagli anni 20!
lì la scelta non è stata strategica o di piano industriale, ma meramente di CONTROLLO POLITICO, LOTTIZZAZIONE E SPARTIZIONE DELLE TANGENTI E BUSTARELLE E TALVOLTA ADDIRITTURA DEGLI UTILI delle aziende trasportate d'ufficio nella capitale.

il discorso, ribadisco, è totalmente differente.

se una azienda decide di spostarsi da Milano a Berlino o a Catania....che ci posso fare? niente! ci saranno ragioni economiche e strategiche o anche meno nobili.
ma se si parla di AZIENDA PRIVATA....

cosa succederebbe se domani lo Stato decidesse di portare TUTTA LA RAI da Roma aTorino o Napoli o Trieste?
cosa succederebbe se domani lo Stato decidesse di portare l'Ente Tabacchi (migliaia di dipendenti nel Lazio) a Napoli e Palermo?
cosa succederebbe se domani lo Stato spostasse tutte le federazioni sportive a Torino, Milano e Bologna?
cosa succederebbe se l'Eni rispostasse a Milano la sede generale?


...eppure tutte le altre città d'Italia hanno subito questo trattamento, perdendo decine di migliaia di posti di lavoro, abitanti e cervelli.


tra l'altro il festival di Roma sarà ad Ottobre....in piena e totale concorrenza con Venezia.
come dire...cari autori...aspettate solo 1 mese e al posto di andare a Venezia venite a Roma!

Epicurion
September 14th, 2005, 10:36 AM
due cose SdR (premettendo prima che io preferisco il modello tedesco di sedi aziendali e funzioni importanti sparse su tutto il territorio nazionale, e non certo per quello francese che accentra tutto, ripeto, tutto nella sola Parigi):

1) come ho già scritto, da Torino a Milano è stata trasferita solo la sede legale, che conta veramente una manciata di dipendenti. tutto il resto (uffici amministrativi ma soprattutto il settore Ricerca & Sviluppo, il più importante dopo la direzione generale che però era già a Roma da decenni) è rimasto a Torino. quello che riporti tu sono solo le urla di politicanti locali che temono contraccolpi elettorali. e invece i sindacati, gli unici che avrebbero avuto il diritto di protestare, non si sono fatti sentire perché sapevano benissimo che tutto quello che si poteva spostare da Torino era già stato spostato 40 anni prima, mentre assicurazioni sul mantenimento in Piemonte dei Telecom Labs le avrebbero ottenute poco dopo.
detto questo, hai mai sentito levarsi proteste vibranti quando il San Paolo di Torino acquisì l'IMI di Milano trasferendone in blocco la sede nel capoluogo sabaudo? o quando lo stesso fece FIAT con Alfa Romeo? O quando Pfizer si fuse con Pharmacia e tutto (compreso la R & S!) venne trasferito a Roma? Io mi ricordo di aver letto solo le preoccupazioni che si registravano tra i dipendenti e negli ambienti sindacali. gli unici ad avere voce in capitolo. che cazzo centrano politici e commercianti? i primi hanno paura di perdere voti (per i quali protesterebbero pure contro il sorgere del sole), i secondi di perdere clienti nelle loro boutique o alberghi del centro. a Milano solo la Lega assume un'atteggiamento da roccaforte medioevale, ma loro si conosco. altra cosa sono politici che si vantano del loro progressismo e della loro apertura mentale e internazionale salvo poi prendere posizioni veramente feudali come sul caso Telecom o BNL.

2) il Milano Film Festival farà la fine del MIFED, la rassegna fieristica sul cinema indipendente che è stata stroncata dall'analoga rassegna di Los Angeles. Milano che punta sul cinema è una barzelletta, hai ragione tu, la concorrenza a Venezia è ridicola e, vedrai, si risolverà con il trasferimento a Venezia sia del Miff che del Mifed, com'è giusto che sia.

gruber
September 14th, 2005, 10:55 AM
aggiungo all'elenco di Epi un caso che conosco assai bene.
L'Allianz gigante tedesco vende alla Subalpina la sede Italiana (a Milano).
per motivi meramente di speculazione economica la direzione decide di trasferire TUTTI i dipendenti negl giro di 4 mesi da Milano a Torino, chi non vuole ha un incentivo a licenziarsi.

parla di 1000 persone circa. hai sentito qualcosa a proposito di ciò?
è avvenuto circa 5 anni fa.

altro esempio:
ST Microelectronics.
il direttore e AD per 20 anni è stato Pasquale Pistorio, prossimo Ministro di Prodi, grande industriale Italiano che risiede a Ginevra per NON pagare le tasse.
bene, lui, di sicuro ottimo industriale, partito dal nulla dalla natia Sicilia, credo sia Siracusano, risolleva le sorti di ST e la trasforma in un gigante mondiale.

le sedi storicamente sono 2:
Castelletto Ticino e Agrate, entrambe nell'hinterland di Milano.
c'è una 3° sede minuscola a Catania. moribonda e improduttiva.

Pistorio però è Siciliano, quindi con i soldi del Governo Prodi (già limonavano all'epoca) costruisce 2 fabbriche e 1 centro di ricerca enormi a Catania.
ottimo...niente da dire, posti di lavoro...peccato che siano stati CREATI TOTALMENTE CON SOLDI STATALI! tutto pagato dallo Stato. gli abbiamo regalato 3 impianti nuovi, nuovi.
più detassazioni e altre quisquille per i prossimi 15 anni.

la ST va a gonfie vele per 10 anni, aprono Catania....e però si accorgono di aver fatto il passo più lungo della gamba...troppi dipendenti.
cosa fanno?
semplice...CHIUDONO Castelletto Ticino. a casa tutti!

passano altri anni e l'anno scorso Pistorio va in pensione e inizia a girare con il suo grande amico Prodi.
2 mesi dopo che Pistorio si è dimesso la ST annuncia MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI IN TUTTA EUROPA (le fabbriche ci sono anche in Svizzera Francia ecc.)
così Pistorio è IMMACOLATO...lui non licenzia e potrà fare il Ministro.

però c'è un problemino...dunque, la sede di Catania NON ha businness, dato che è totalmente fuori dalle rotte strategiche.
la sede di Catania, per documenti interni di ST ha una produttività del 30% e più inferiore a quella delle consorelle di Francia e resto d'Italia.
la sede di Catania ha il 20% circa di dipendenti in esubero.
la sede di Catania ha dovuto assumere decine di FIGLI DI, CUGINI DI, NIPOTI DI...che non sanno fare una mazza.
la sede di Catania ha un bel 30% di lavoratori che ANDREBBERO LICENZIATI.

cosa fa la ST?

ma semplice perdio!
1.500 Licenziamenti ad Agrate Brianza.

infatti la sede di Catania è INTOCCABILE.
a meno di fallimento dell'azienda i dipendenti siciliani non possono essere toccati!

da 2 mesi ad Agrate ci sono circa 2.000 persone ch enon sanno se saranno licenziate o meno.
ne parlano i giornali?
sindaci che urlano?
Prodi?
Fassino?
Sindacati?

TUTTI ZITTI.
la ST "è cosa nostra"!

e tralascio di parlare dei rapporti che la ST Catania ha con 2 ditte che non sono in odor di mafia ma che sono totalmente in mano alla mafia.
e lo sanno tutti i dipendenti e i dirigenti.
Pistorio compreso.

ma tutti zitti!

eppure nessuno parla...nessuno dice nulla.

CAESARS-PALACe
September 14th, 2005, 11:12 AM
tra l'altro il festival di Roma sarà ad Ottobre....in piena e totale concorrenza con Venezia.
come dire...cari autori...aspettate solo 1 mese e al posto di andare a Venezia venite a Roma!


mission statement festival di Roma :

Senza contrapposizioni con Venezia,un evento lontano dai modelli dei grandi festival tradizionali,non conflittualità tra Roma e Venezia,protocollo d'intesa,gruppo di lavoro comune,possibile coinvolgimento negli organi direttivi del festival romano...




mission statement festival di Milano :

a confronto con altri grandi eventi simili in altre città europee, come Berlino, Cannes, Venezia, Milano è la meno cara e la più accessibile


:sleepy:

gruber
September 14th, 2005, 11:16 AM
ma tu ci credi alle cazzate che scrive Veltroni?
il festival di Milano...non esiste...è una minchiata, fa 200 spettatori in totale e non ci vanno film belli!
il festival di Roma a ridosso di quello di Venezia è in palese e chiara contrapposizione, a prescindere dalle cazzate che scrivono!!!
e le scrivono perchè sanno di avere la coda di paglia!

tra l'altro Milano è più cara di Berlino, Cannes e forse pure di Venezia...quindi!

Milano aveva solo il Salone del Cinema, che per concorrenza di Los Angeles si dovrà spostare.
pace, amen, nessuno urla!
la consorenza tra paesi stranieri è legittima.

la concorrenza IN CASA, con alle porte Berlino, Locarno e Cannes...è da cogli.ONI.

Epicurion
September 14th, 2005, 11:22 AM
mission statement festival di Roma :

Senza contrapposizioni con Venezia,un evento lontano dai modelli dei grandi festival tradizionali,non conflittualità tra Roma e Venezia,protocollo d'intesa,gruppo di lavoro comune,possibile coinvolgimento negli organi direttivi del festival romano...dai, non mi crederai mica ad un "mission statement"! i mission statements sono come la pubblicità: devono impressionare raccontandoti palle, il più possibile!!!!! in ogni modo, come il Milano Film Festival, il festival di Roma entra in un mercato già saturo (solo in Europa ci sono Venezia, Cannes e Berlino, solo in Europa!!!) e consolidato da decenni. non ha speranze.



mission statement festival di Milano :

a confronto con altri grandi eventi simili in altre città europee, come Berlino, Cannes, Venezia, Milano è la meno cara e la più accessibilealtra affermazione ridicola (a parte, forse, il discorso sull'accessibilità). tanto, come ho già scritto sopra, il Miff è acqua passata, già pensano di fonderlo con quello di Venezia e trasferirlo in Laguna...

CAESARS-PALACe
September 14th, 2005, 11:43 AM
il festival di Roma entra in un mercato già saturo (solo in Europa ci sono Venezia, Cannes e Berlino, solo in Europa!!!) e consolidato da decenni. non ha speranze.

questo mi sembra il problema del festival di Roma

tra l'altro Milano è più cara di Berlino, Cannes e forse pure di Venezia...quindi!

dunque c'è anche propaganda sbagliata sul sito del festival di Milano :sleepy:

la concorrenza IN CASA, con alle porte Berlino, Locarno e Cannes...è da cogli.ONI.

:yes:
a confronto con altri grandi eventi simili in altre città europee, come Berlino, Cannes, Venezia, Milano è la meno cara e la più accessibile


altra affermazione ridicola (a parte, forse, il discorso sull'accessibilità). tanto, come ho già scritto sopra, il Miff è acqua passata, già pensano di fonderlo con quello di Venezia e trasferirlo in Laguna...

ridicola o no,la realtà è che per il momento non è aqua passata...

http://www.miffmilanofestival.com/images/horse.jpg
http://www.miffmilanofestival.com/images/home_page_title.jpg

March 30 - April 10, 2006





.

gruber
September 14th, 2005, 12:11 PM
Cesar....mi sa che non ci capiamo....se a Milano fanno o scrivono una STRONZATA...io non li difendo mica, solo perchè il cogli-one che l'ha scritta vive a Milano o ci è nato!

se accade a Roma, siete subito lì con i coltelli!

mettetevi il cuore in pace, Veltr-Oni vuole il festival del Cinema per fare concorrenza a Venezia, e farà collassare il festival della laguna.
è scontato e matematico.

posso capire che vi farà piacere per andare a vedere i film al festival de noantri....ma sappiate che Cannes e Berlino si divoreranno le macerie di Venezia e Roma.

ci perderemo tutti.

p.s.

il Festival del Cinema di Milano, ti ripeto che il 99% dei milanesi non sa nemmeno che c'è!
i giornali non ne parlano e tutto ciò per un semplice motivo: FA CAGARE.

quello di Roma parte con ben altri presupposti.

è pazzesco comunque...al posto di valorizzare Venezia...si fa un altro festical a Roma....pazzesco....siamo nel medioevo, Guelfi e Ghibellini!

e poi si parla tanto di quei somari della Lega...ma a Roma non è che alcuni politic locali si comportano in modo differente!!!

SdR
September 14th, 2005, 12:36 PM
............
se accade a Roma, siete subito lì con i coltelli!
.........


personalmente cerco di essere il più obbiettivo possibile, anche se ammetto che mi riesce difficile, quando si parla di roma, parlando delle olimpiadi ho sempre affermato che candidare roma dopo che lo ha già fatto milano non mi sembra una cosa giusta e soprattutto non mi sembra molto corretta.

ma allo stesso modo quando sento parlare di roma come arrogante e prepotente quando non se lo merita mi da fastidio e tengo a precisarlo, quindi se si afferma che tronchetti non può spostare neinte a milano perchè i politici romani non lo permettono, dato che tronchetti lo ha gia fatto sottolineo questo fatto, se si dice che a roma quando si cerca di spostare qualcosa via dalla capitale i politici sbraitano, sottolineo che è un comportamento che avviene ovunque (vedi torino proprio per la storia della telecom), quando si dice che il 90% dei dipendenti telecom sta a roma perchè tutto si deve accentrare a roma sottolineo che non è così ... tutto qua e senza coltelli tra i denti.

anche per quel che riguarda venezia, una cosa è affermare che è da sciocchi fare la concorrenza interna al festival di venezia, opinione per molti aspetti condivisibile, una cosa è dire che roma non darà i soldi a venezia per rifare il lido e farà fallire il fesival di venezia.

gruber
September 14th, 2005, 12:46 PM
scusa...ma non riuscite proprio a capire che quando si dice "Roma non darà i soldi" non si parla dei Romani o di Roma città, ma del potere politco, che tra l'altro negli ultimi 10 anni è quasi totalmente (mal)gestito da gente e gentaglia del nord e del centro?!

il discorso si fa diverso invece con il senso innato (...nato dall'epoca fascista) che tutto ciò che è statale deve stare a Roma!
ma dove sta scritto?
nella costituzione non c'è mica!
Roma non è Parigi o Londra, non è la città più grande del paese, non ne è la capitale economica, la capitale culturale, la capitale finanziaria...è la sede del Governo e del parlamento e Senato.
fine.
però per 80 anni tutto è stato erroneamente portato lì, per motivi molto palesi e chiari.
per me, tutto questo p stupido, illogico, arrogante e dannoso.

capisco e so benissimo che non lo hanno fatto o voluto i Romani, ma i politici, che in larghissima parte nemmeno sono ed erano di Roma!
però i Romani hanno goduto ampiamento (e ancor'oggi) di ciò, e taluni , o forse tutti, i politici Romani (parlo di quello di livello locale e taluni di livello Nazionale) continuano a ritenere che tutto sia dovuto sotto questo aspetto a Roma.

sai perchè a Parigi non fanno un Festival del Cinema Internazionale?
per non danneggiare Cannes! e questo nel paese leader dell'accentramento politico. e con Parigi poi...mica Roma!

perchè a Francoforte o Monaco non fanno un Festival del Cinema Internazionale?
per non danneggiare Berlino.

perchè a Berna o Zurigo Festival del Cinema Internazionale?
per non danneggiare Locarno.

....perche a Roma invece fanno un Festival del Cinema Internazionale?

BHO.

io ho solo una risposta logica:
il senso innato che hanno alcuni politici Romani di accentrare a loro tutto il possibile.

un esempio stupido:
6 Nazioni di Rugby.
il Rugby è uno sport giocato al 90% dai Veneti, con piccole realtà locali a Milano, Parma, L'Aquila, Brescia e Catania.

dove si gioca il 6 Nazioni? a Roma!
per me la scelta logica sarebbe stata Padova. nel cuore del mondo del Rugby Italiano!
invece no, ovviamente, come TUTTE le manifestazioni sportive o quasi, finisce a Roma.

perchè è la capitale?
non basta mica, sai!

GENIUS LOCI
September 14th, 2005, 12:46 PM
il Festival del Cinema di Milano, ti ripeto che il 99% dei milanesi non sa nemmeno che c'è!

Il solitamente informatissimo Genius :D ne scopre solo ora l'esistenza...

Oppure è quello che voleva metter su De Niro? O sto dicendo una cavolata...?

gruber
September 14th, 2005, 12:50 PM
Genius...io adoro il cinema di qualità, quando ero universitario andavo a vedermi le rassegne in contemporanea di Venezia tutti i giorni, sparandomi anche 2 o 3 film al dì!

bè...ho scoperto ieri pure io che esiste un festival del cinema a Milano.
l'ho scoperto qui, e faccio parte del 99% che non ne sa nulla!

dove si tiene?
quando è?
dove è?
ne parlano i giornali?
ne parlano le tv?
ci sono finanziamenti statali?
è privato?
è pubblico?

.......

lo trovato io....

questa è la BRILLANTE STORIA DEL FESTIVAL DEL CINEMA DI MILANO

Il MIFF-Film Festival Internazionale di Milano è una mostra cinematografica internazionale alla sua Quinta Edizione e si svolge annualmente nel capoluogo lombardo. Dalla sua nascita il MIFF mira a celebrare il cinema come arte, presentando una selezione dei migliori film indipendenti dell’anno provenienti da tutto il mondo.

Il Film Festival Internazionale di Milano o MIFF (dall'acronimo inglese) muove i primi passi nel 1999 concretizzando l’intuito visionario del suo fondatore, Andrea Galante, un regista e sceneggiatore italiano residente a Hollywood. La prima apparizione ufficiale del MIFF avviene il 23 Marzo dell’anno 2000 all’American Film Market, quando Galante presenta le sue idee alla stampa. Data la strategica decisione di inserire il festival tra i London Screening e lo storico mercato milanese (andando a colmare la rottura di continuità tra il momento di promozione dell’evento londinese - soprannominato “pre-Mifed” - e del momento di commercializzazione dei prodotti cinematografici del Mifed), il MIFF viene subito accolto con grande fervore sia dalla comunità cinematografica sia dal pubblico, che partecipa con caldo entusiasmo a tutti i dibattiti dopo le proiezioni: il successo è immediate. Centinaia le richieste di partecipazione inviate per le selezioni alla nuova mostra del cinema, delle quali 70 (43 lungometraggi e 27 corti) selezionate per la Prima Edizione.

L’inaugurazione ufficiale del MIFF avviene Giovedì 26 ottobre dello stesso anno al cinema Eliseo, in Via Torino nel centro storico milanese, con l’anteprima italiana di A Shot at Glory. Il film, con Robert Duvall and Micahel Keaton, racconta la storia di una squadra di calcio in Scozia. La serata di chiusura e la premiazione del primo anno avviene all’Atlantique, famoso locale notturno della città, e tutti i premi vengono creati dall’artista-scultore Giuseppe Rizzi. La serata di gala viene presentata da Francesco Salvi, e, Franco Nero arriva a Milano per consegnare il premio del Miglior Film a Its the Rage, di produzione Americana con un cast d’eccezione, Gary Sinise (Best Actor, MIFF 2000), Joan Allen, Robert Forester e Giovanni Ribisi.

Il comitato direttivo del festival, per mantenere il successo avuto dopo la prima edizione, e migliorare l’organizzazione della manifestazione contenendo i costi ed educando lo staff e i volontari arrivati da tutta Italia per contribuire allo sviluppo del MIFF, diminuisce il numero dei film presentati a 45, riuscendo a mantenere l’elevata qualità della programmazione con il budget disponibile e ad aumentare la presenza del pubblico.

Nel 2001 il festival apre con il film La Rentreé di produzione italiana e, dopo un anno di continue trattative Andrea Galante riesce ad acquisire i diritti del famoso e prestigioso Cavallo di Leonardo, che viene istituito per la maggiore onorificenza della mostra come premio per il Miglior Film. Il gala di premiazione della seconda edizione avviene al Teatro Dal Verme, un storico teatro milanese del XIXº secolo con più di 1600 posti, risorto dopo lunghe vicissitudini burocratiche, una ristrutturazione di 10 anni e circa 12 milioni di Euro. In quell’anno anche Michael Radford (regista de Il Postino e de Il Mercante di Venezia) sceglie il MIFF e viene a Milano per presentare la prima italiana del suo film Dancing at the Blue Iguana. Il film Cookers, thriller mozzafiato di Dan Mintz vince il primo Cavallo di Leonardo, ancora nella sua versione di prototipo in bronzo, bagnato argento, e con un piedistallo in legno. Il premio viene consegnato dal produttore Mark Damon (9 Settimane e Mezzo, Monster), Sabato, 27 ottobre 2001.

Il pubblico del MIFF raddoppia letteralmente ogni anno… alla Terza Edizione la mostra apre con Changing Hearts film di produzione americana del regista argentino Martin Guigui con la famosa e bravissima Faye Dunaway. Il film Showboy, una produzione anglo-americana co-diretta da Christian Taylor e Lindy Heimann, vince il Secondo Cavallo di Leonardo, ormai nella sua versione definitiva, d’argento massiccio, lucidato a platino e con piedistallo in marmo. Showboy, viene premiato a diversi festival nel mondo, la stampa triplica la copertura, ed importanti televisioni a livello mondiale – come CNN e RAI International – trasmettono interviste e speciali sul MIFF. La Terza Edizione della rassegna “MIFF’s Best” all’Istituto Italiano di Cultura a Los Angeles – manifestazione consolidata fin dalla prima edizione – è un evento tutto esaurito con la partecipazione di celebrità da Oscar® come Minnie Driver, Dante Spinotti, Robert Forster, John Savage e la presenza delle maggiori rappresentanze istituzionali italiane della città.

Fortemente impegnato a scoprire i nuovi talenti della prossima generazione, ma volendo anche far vivere al suo pubblico un’esperienza indimenticabile, immersa nel cuore dello stile, del design e nel fascino del centro storico milanese, nel 2002 il MIFF inserisce un momento di glamour legato alla moda, inserendo alcune sfilate nel programma della mostra cinematografica, che diventano uno degli ingredienti caratteristici del festival. La prima sfilata di moda viene presentata durante la serata di gala per la premiazione e organizzata in collaborazione con la NABA (Nuova Accademia delle Belle Arti) di Milano.

Con la prospettiva dell’unione Cinema-Moda, nel 2003 la quarta edizione del MIFF porta a Milano film e ospiti d’eccezione. Apre al Teatro Smeraldo con l’anteprima europea del film Dummy, interpretato dal Premio Oscar® in carica Adrien Brody e dalla bellissima testimonial di Armani, Milla Jovovich; accoglie in Giuria il famoso attore italo-americano Vincent Schiavelli (…sul Nido del Cuculo, Ghost); e ripete la sfilata di moda alla serata di premiazione, che avviene al Ragno D’Oro. L’after-party si terrà all’Hollywood, il locale VIP della Milano notturna. Il film anglo-americano American Cousins con Danny Nucci (Titanic) e Shirley Henderson (Il Diario di Bridget Jones) si aggiudica il Cavallo di Leonardo e alla rassegna annuale “MIFF’s Best”, ormai parte del calendario ufficiale dell’Istituto di Cultura Italiano a Los Angeles, presenziano Bob Boyle (scenografo di Alfred Hitchcock), Daniel Baldwin, e Tomas Arana (The Gladiator). Nel frattempo il pubblico e la copertura dei media aumentano vertiginosamente.

Nel 2004 seguendo lo spostamento di date dell’American Film Market in Autunno e con l’intento di proporre una manifestazione che possa interagire con la città e il pubblico in un più tiepido clima primaverile, la date del festival vengono spostate strategicamente in Primavera. Successivamente al cambiamento di date Andrea Galante inserisce ufficialmente una sezione del festival dedicata allo “stile”, aprendo un concorso per stilisti emergenti. Inoltre, emulando il modello Oscar, tutti i premi della mostra vengono modificati ad immagine del Cavallo di Leonardo e se ne vedrà l’assegnazione, per la prima volta, alla quinta edizione del MIFF a Marzo del 2005.

NOTARE CHE NONC'E' UNA SEDE,
NOTARE CHE VENGONO PRESI IN AFFITTO DEI CINEMA, ALL'INZIO PURE DI PESSIMO LIVELLO COME L'ELISEO,

NOTARE CHE I FILM CHE SONO PASSATI ....FANNO SCHIFO.

CAESARS-PALACe
September 14th, 2005, 12:52 PM
è pazzesco comunque...al posto di valorizzare Venezia...si fa un altro festical a Roma....pazzesco....siamo nel medioevo, Guelfi e Ghibellini!

http://www.miffmilanofestival.com/images/home_page_title.jpg

:laugh:

non c'entra molto che il festival di Milano non è capace di realizzare il suo obiettivo :cioè fare concorrenza al festival di Venezia (a confronto con altri grandi eventi simili in altre città come Venezia, Milano è la meno cara e la più accessibile). Almeno hanno questo obiettivo. :sleepy:



non è la responsabilità del Comune di Roma o della Camera di Commercio di Roma di valorizzare il film festival di Venezia. Ma se c'è un'industria con +5000 posti di lavoro è normale che vogliono promuovere il settore con un festival che sarà piuttosto come il festival di Parigi :

http://www.festivaldeparisidf.com/


.

GENIUS LOCI
September 14th, 2005, 12:56 PM
...comunque, in questa storia del Festival del Cinema a Roma, mi viene il legittimo sospetto che l'idea sia venuta a Veltroni per via degli studi che ha fatto: ha studiato cinematografia prima di darsi alla politica, prima come giornalista (direttore dell'Unità... ricordate?) e poi come politico a tempo pieno

Bhè, spero che a Milano venga eletto un sindaco che abbia fatto in passato il cuoco: un bel Festival della Porchetta ci starebbe proprio bene :D

P.S.
Roma è tuttora, e rimarrà, la Capitale del Cinema italiano (anche se non è più il bel cinema dei tempi andati...)
Questo senza bisogno di festival o manifestazioni di alcun genere

gruber
September 14th, 2005, 01:01 PM
il festival di Milano, da quanto si legge è inventato e gestito da un PRIVATO, un produttore e regista Italiano che vive negli USA, totalmente socnosciuto.
c'è il patrocinio di Ciampi, che non significa una fava, dato che quella scritta ce l'hanno pure la "sagra del pizzo e merletto" di Sannazzaro de Burgoni (PV) e la "Fiera della Cappasanta" di Budoni (OT).

a Roma verrà creato da Sindaco, Provincia e Regione, esi beccheranno DI SICURO finanziamenti Statali (è strasicuro).

e a chi li sottrarranno? al Festival di Venezia.

ne vale la pena?
per me no.
è tutto qui.

Veltroni poteva fare un Festa del Cinema in Primavera o estare, ma fare un Festival Internazionale, con tanto di concorso a premi, a 1 mese da Venezia...è una carognata ai danni di Venezia.
per il peso politico di Roma e per i finanziamenti che Roma ha e Venezia no, dato che tutto ciò che va a Venezia in questi anni viene deviato nel Mose.

CAESARS-PALACe
September 14th, 2005, 01:05 PM
Roma non è Parigi o Londra, non è la città più grande del paese, non ne è la capitale economica, la capitale culturale, la capitale finanziaria...è la sede del Governo e del parlamento e Senato.
fine.


:weird:

Falcon83
September 14th, 2005, 01:06 PM
non preoccuparti, Venezia trionferà ancora una volta e riuscirà a costruire i nuovi padiglioni anche senza i finanziamenti "statali" (che di statale non hanno un bel niente comunque).

Vitruvio
September 14th, 2005, 01:12 PM
Purtoppo oggi sono realmente molto impegnato al lavoro e quindi ogni tanto "sbircio" per vedere cosa scrivete. So per certo, e invito Gruber ad indagare, che dietro tutto questo movimento che c'è tra Roma e Venezia, c'è anche la questione del MIFED (Mercato cinematografico che si tiene a MIlano da moltissimi anni) che per questioni legate ad un medesimo evento che si tiene a Los Angeles, quest'anno si è trovato costretto a modifcare i piani... Ripeto purtoppo non posso essere più preciso, ma cercate in rete informazioni relative al Mifed e alla'accordo tra Cinecittà, il festival di venezia e l'ente fiera di Milano.

gruber
September 14th, 2005, 02:50 PM
:weird:

che c'è?
ti pare che Roma possa essere paragonata a Parigi o Londra come importanza?
non stavo parlando di bellezza della città, di musei o di rovine.
stavo parlando di importanza di una città.
Roma l'unica importanza che ha nel panorama mondiale di oggi p dato dall'essere capitale d'Italia. altrimenti sarebbe come Firenze e Venezia, una bellissima cittò con musei fantastici, un clima stupendo e ottimi ristoranti, piena di turisti.
senza il Governo e le Camera non ci sarebbero nemmeno 300.000 posti di lavoro, associazioni internazionali, ambasciate e tutto ciò che ci gira intorno.

tutto il resto, tutto ciò che rigurada editoria, finanza, economia, moda, design, industria piccola e grande....non è a Roma!

ma questo mi pare assodato.

CAESARS-PALACe
September 14th, 2005, 02:58 PM
una bellissima cittò con musei fantastici, un clima stupendo e ottimi ristoranti, piena di turisti.

:blahblah: :blahblah: :blahblah:

quoto : è la sede del Governo e del parlamento e Senato.
fine.



.

pampero
September 14th, 2005, 03:03 PM
tutto il resto, tutto ciò che rigurada editoria, finanza, economia, moda, design, industria piccola e grande....non è a Roma!

Poteva essere vero 20-30 anni fa, ora non più. E ci sono tutt'ora centinaia di iniziative che stanno contribuendo all'ulteriore sviluppo di Roma (tant'è che il PIL di Roma cresce molto più che la media nazionale)...iniziative che taluni definiscono "prepotenti".

gruber
September 14th, 2005, 03:03 PM
al posto di quotare...prova un pò a scrivere qualcosa.

Roma secondo te ha una valenza a livello mondiale paragonabile a Parigi e Londra?
Roma se non fosse capitale, come sarebbe oggi? uguale?

Roma ripeto a livello di importanza internazionale ha rilevanza per 1 UNICO E SOLO MOTIVO: è sede del Governo e di tutto ciò che l'accentramento ha portato.

prova a fare uno sforzo e a scrivere qualcosa al posto di inserire pupazzetti colorati.

gruber
September 14th, 2005, 03:06 PM
non c'entra Pampero non centra!
Roma dopo 50 anni di vita vissuta grazie al denaro pubblico, oggi sta iniziando a diventare una città con una iprenditoria privata...ma NON è paragonbile sotto questo aspetto ne a Londra, ne a Parigi, ne tanomeno a Francoforte, Milano e Barcellona!
le ultime 3 che ho citato sono città di improtanza internazionale...pur NON essendo capitali politiche!
banche, assicurazioni, gruppi privati, editoria, moda, design, università e master di livello internazionale...non sono a Roma!

cazzo...non venitemi a dire che il cielo è giallo!!!!

CAESARS-PALACe
September 14th, 2005, 03:15 PM
al posto di quotare...prova un pò a scrivere qualcosa.

prova a fare uno sforzo e a scrivere qualcosa al posto di inserire pupazzetti colorati.

sarebbe ovviamente un spreco di tempo...scusa ma per questo
è la sede del Governo e del parlamento e Senato.
fine.

i pupazzetti sono più che sufficiente... :)

Eletrix
September 14th, 2005, 03:19 PM
Che bello un'altro thread FOCOSO:) Mi stavo a PREOCCUPA'!:)
Chissà perchè poi alla fine si passa sempre a (s)parlare di Roma e di Milano....sempre colpa di Falcon, eh????;)

Falcon83
September 14th, 2005, 03:21 PM
beh dai c'è Riccucci il mattonaro...

pampero
September 14th, 2005, 03:40 PM
non c'entra Pampero non centra!
Roma dopo 50 anni di vita vissuta grazie al denaro pubblico, oggi sta iniziando a diventare una città con una iprenditoria privata...ma NON è paragonbile sotto questo aspetto ne a Londra, ne a Parigi, ne tanomeno a Francoforte, Milano e Barcellona!

Eccome se c'entra! Perchè se la stessa persona, te, dice "Roma non ha un'imprenditoria privata degna di questo nome" e poi si lamenta della "prepotenza" romana che si fa la fiera nuova allora qualcosa che non va c'è. Poi nessuno vuole paragonare l'importanza dell'economia romana a quelle di Francoforte, Milano o Barcellona. Ma sostenere che è solo colpa della presunta mentalità romana non ha senso.


banche, assicurazioni, gruppi privati, editoria, moda, design, università e master di livello internazionale...non sono a Roma!

Non esageriamo. Di certo Roma non è paragonabile a Milano sotto questo punto di vista ma dire che non c'è niente di livello internazionale è una stupidaggine bella e buona.

fabrik
September 14th, 2005, 03:55 PM
c'è una bella differenza tra concorrenza e ACCENTRAMENTO.
a Roma c'è sempre questa voglia di portare tutto tra le mura di casa, dalla Rai, alla Telecom, dal Cinema a ogni evento sportivo. i motivi sono molteplici, ma di sicuro la Politica e la gestione dei fondi sono i più importanti.

se Fiera Roma fa concorrenza alle altre Fiere...è solo una cosa positiva, perchè c'è spazio per altre Fiere in Italia.
il discorso che facevo io è invece verso la Mostra di Venezia.
nessun Paese al mondo ha 2 festival internazionali.
noi abbiam oil più antico del mondo, Venezia...e Veltroni facendo concorrenza lo devasterà, proprio perchè il potere politico centrale non ha mai dato fondi a Venezia per rifare il Lido.
Roma, gode invece di fondi elevatissimi.
questa non è concorrenza, è MIOPIA.
così facendo in pochi anni Venezia perderà il festival e Roma avrà il festival de noantri.
alla fine vinceranno Berlino e Cannes.
però Veltroni sarà felice!

stesso discorso per le Olimpiadi.
detto e stradetto.
la doppia candidatura è deleteria
alla fine ne uscirà vincente una sola dal CONI, ma con una candidatura a metà.
Milano è da 1 anno che parla di candidarsi...e zacchette Veltroni, per motivi squisitamente politici ecco che candida Roma.

non è concorrenza: è MIOPIA POLITICA e VORACITA'.

LA CONCORRENZA, RICORDATI SI FA AD ARMI PARI.

quoto tutto dappertutto! :cheers:

gruber
September 14th, 2005, 04:13 PM
Eccome se c'entra! Perchè se la stessa persona, te, dice "Roma non ha un'imprenditoria privata degna di questo nome" e poi si lamenta della "prepotenza" romana che si fa la fiera nuova allora qualcosa che non va c'è. Poi nessuno vuole paragonare l'importanza dell'economia romana a quelle di Francoforte, Milano o Barcellona. Ma sostenere che è solo colpa della presunta mentalità romana non ha senso.
Non esageriamo. Di certo Roma non è paragonabile a Milano sotto questo punto di vista ma dire che non c'è niente di livello internazionale è una stupidaggine bella e buona.

mai sognato di dire che Roma non ha imprenditoria privata.
ce l'ha, e anche di tutto rispetto da un dieci anni a questa parte.
prima era essenzialmente una città che viveva principalmente con e di Stato.
ad ogni livello e con un indotto legato allo Stato abnorme.

io stavo scrivendo PARAGONANDO ROMA CON PARIGI E LONDRA.

bene, per me, e credo per chiunque abbai un minimo di obbiettività, Roma non è lontanamente paagonabile a Parigi e Londra. New York e Tokyo sono le uniche 2 città paragonabili.
a questo punto ho scritto che Roma come importana a livello mondiale, escluso il Turismo e la Politica (città capitale) non ha ad oggi alcun elemento che la faccia spiccare tra le metropoli mondiali.
nessuno a parte turismo (bella, città, musei, bla bla e faccette stupide che piaciono a Cesar) e il ruolo di Capitale.

e non mi pare proprio di aver detto nulla di strano!
sembra la scoperta dell'acqua calda!

e poi...quando mai ho parlato di mentalità romana????
ho scritto e riscritto della VORACITA' del mondo politico che si trova a Roma in quanto capitale nel portare lì tutte le imprese statali esistenti.
e ho scritto e riscritto che ALCUNI (o molti) politici locali di Roma hanno mantenuto questa ottica accentratrice.

il comportamento di Veltroni ne è un PALESE CASO.
e la prova lampante è con Olimpiadi, con Venezia, con esempi ridicoli come il 6 Nazioni, con gli strali lanciati per lo spostamente di Telecom (azienda privata!), con le urla lunghe 3 anni riguardo Alitalia (vi ricordate cosa scrivevate voi riguardo allo spostamento NECESSARIO di ALitalia a Malpensa??? scrivevate che Fiumicino sarebbe andato a rotoli, che non si sarebbe mai dovuto spostare i dipendenti al Nord...e alla fine l'hanno fatto a metà e male, ma Alitalia pian piano sta recuperando clienti e Fiunmicino continua ad andare bene, e Malpenda cresce!)

...anzi a volerla dire tutta Alitalia è il caso emblematico di tutto ciò.
azienda che NON doveva stare a Roma, che per stupidi motivi politici era tutta lì e che per questo è fallita almeno 4 volte!
e chi era che non voleva lo spostamento dei dipendenti?
Veltroni, Provincia e Storace. più una grossa Lobby pro-Fiumicino!

non so se te lo ricordi!
alla fine cosa ha DOVUTO fare Cimoli per far riprendere Alitialia?
spostare tutto ciò che riusciva a Malpensa, dove vengono venduti il 70% dei biglietti Alitalia e da dove prendono l'aereo la magigorparte degli Italiani!

è questo che è stupido. che non ha senso.
voler portare tutto a Roma anche quando è palesemente contrario ad ogni logica di mercato, finanziaria, economica e logistica!
Alitalia è fallita più e più volte per questo motivo.

la Rai...chi lo può dire...fosse rimasta a Torino e Milano magari (sottolineo magari) non sarebbe stata così lottizzata e schifosa come oggi (ma ho seri dubbi a proposito).....

fabrik
September 14th, 2005, 04:20 PM
per quanto riguarda il discorso "capitale & governo.." volendo fare gli storici , siete la capitale di un paese che roma non ha minimamente contribuito a creare le altre città e regioni la mia in primis si sono fatte il culo e voi siete "ah' capitale" , complimenti.. per la fortuna e basta

circa il cinema , lo stesso discorso , torino è stata la capitale del cinema fino agli anni 20-30 qui è nato il cinema italiano qui c'erano le maestranze.. poi un giorno il dux viene dalle mie parti e visiona il progetto per costruire una vera industria del cinema (una sorta di cinecittà) tra i comuni di collegno e grugliasco... il dux capisce non solo l'importanza del progetto ma anche l'importanza che può avere il cinema per la sua immagine quindi che fa? prende baracca e burattini e traferisce tutto a roma "ah capitale" per avere tutto sotto controllo in modo diretto invece che nella lontana e pco fascista torino.. la roma che all'epoca a differenza di torino non sapeva neanche che fosse il cinema

ma questa è solo una storia lontana..

therock
September 14th, 2005, 04:26 PM
Cavolo raga, siete andati mostrusamente off-topic, ma di che parla questo thread?
Siamo nella sezione infrastrutture e trasporti, giusto? :)

Vitruvio
September 14th, 2005, 04:43 PM
Per gran parte, condivido le cose che scrivono Fabrik e Gruber, anche se non amo questo tipo di polemiche, che solitamente escono senza un vero "vincitore". E' indubbio che Roma stia vivendo un periodo felice, ma ciò che la "propaganda" fa passare per un piccolo miracolo su Tevere, è per certa parte una montatura. Il fatto che Roma a livello internazionale sia sempre qualche passo indietro rispetto ad altre città non lo dico io, non lo dicono Fabrik o Gruber o chissachì, ma lo si legge anche dalla relazione uscita poco tempo fa sulle città alpha, beta etc.

Sono felice che in questo momento ci sia uno sviluppo e una rinascita, ma non bisogna dimenticare da dove siamo partiti: fino a due o tre anni fa a Roma i documenti di identità si scrivevano a mano, ancor oggi in mezzo alle strade (e li vedo tutte le volte che vado) ci sono cassonetti straripanti di immondizia anche a pochi passi da San Pietro (quando sono a Roma sto in Via Gregorio VII), i mezzi pubblici sono sempre strapieni e l'estensione della metropolitana, al momento, è assolutamente inadeguata.

Il fatto che a Roma si affacci una certa imprenditoria è certamente un fatto positivo, ma è innegabile che il fatto che esista una città come Milano dove si vanno ad insediare le sedi di parecchie multinazionali e che sia la sede della Borsa sia una cosa che non vada dimenticata.

L'opinione che noi abbiamo delle nostre città è deviata dall'affetto (giusto e sacrosanto) che noi nutriamo per loro, è nutrita dalla "propaganda" che fanno i politici etc., ma se è vero che l'immagine di Milano nel mondo è così appannata come ci vogliono far credere, qualcuno mi potrebbe spiegare perche IKEA ha aperto un punto vendita a Roma dieci anni dopo che a Milano, o perche H&M e Muji decidono di aprire punti vendita a MIlano e non a Roma.

Lo sviluppo di Roma non è altro che il traguardo che stà per tagliare. ma con un ritardo su altre città di almeno 30 anni

pampero
September 14th, 2005, 04:58 PM
ma non bisogna dimenticare da dove siamo partiti: fino a due o tre anni fa a Roma i documenti di identità si scrivevano a mano

Sì e invece del telefono usiamo i segnali di fumo. Ma questa delle carte d'identità dove l'hai letta? La mia prima carta d'identità, 1996, mi è stata rilasciata in XVIII circoscrizione (e quindi non al centro) ed era fatta al computer. Non vorrei che si generalizzi partendo da singoli episodi...i luoghi comuni nascono sempre così.

Detto questo nessuno vuole negare che l'importanza economica di Roma sia seconda (ma anche terza) a Milano, ci mancherebbe altro. La polemica (e qui rispondo a rock) era nata perchè c'era chi si lamentava che Roma si stesse dotando di infrastrutture adatte ad una città di importanza europea. Insomma...a Roma si contesta la colpa di essere indietro ma anche la voglia di rimettersi in linea.

fabrik
September 14th, 2005, 05:08 PM
rimettersi in linea rubando spazi che altre città si sono costruite in 70 anni di lavoro vedi il festival veneziano o costruendosi una fiera del tutto fuori luogo per le tradizioni fieristiche della città e quindi andando a rubare spazio a enti fieristici più collaudati come bari , per fare un esempio e ritornare in tema..

con questo modo di fare roma dimostra di essere una città veramente poco elegante e intelligente checchè ne dica il perbenista-buonista-volemosebenechevifregotutti-Veltroni..

Vitruvio
September 14th, 2005, 05:16 PM
Sì e invece del telefono usiamo i segnali di fumo. Ma questa delle carte d'identità dove l'hai letta?

Guarda, non l'ho letta a nessuna parte, ma lavoro in un albergo e ti assicuro che fino a qualche anno fa (non tanti, ho iniziato a lavorare nel '96...) quando facevo i check in, dovevo strizzare gli occhi tutte le volte che dovevo leggere i documenti rilasciati dal comune di Roma. Erano tutti scritti a mano.

pampero
September 14th, 2005, 05:20 PM
rimettersi in linea rubando spazi che altre città si sono costruite in 70 anni di lavoro vedi il festival veneziano o costruendosi una fiera del tutto fuori luogo per le tradizioni fieristiche della città e quindi andando a rubare spazio a enti fieristici più collaudati come bari , per fare un esempio e ritornare in tema..

"Rubando" spazi che le altre città in 70 anni hanno "rubato" a loro volta. Non capisco dove sia il problema...come ha ben detto gruber si chiama "concorrenza". Non capisco perchè Roma dovrebbe stare a guardare altre città che rivendicano giustamente nuovi spazi e non possa fare altrettanto. Per poi sentirsi dire contemporaneamente che è una città prepotente e che è immobile e vive di politica.
Di grazia mi dici dei settori nei quali Roma si potrebbe espandere senza sentirsi dare della ladra? Coltivazione della cicoria? Festival dello stornello? Sagra della porchetta?

@ Vitruvio

Ah, quindi è una tua conclusione. Sbagliata, come vedi.

fabrik
September 14th, 2005, 05:27 PM
"Rubando" spazi che le altre città in 70 anni hanno "rubato" a loro volta. Non capisco dove sia il problema...come ha ben detto gruber si chiama "concorrenza". Non capisco perchè Roma dovrebbe stare a guardare altre città che rivendicano giustamente nuovi spazi e non possa fare altrettanto. Per poi sentirsi dire contemporaneamente che è una città prepotente e che è immobile e vive di politica.
Di grazia mi dici dei settori nei quali Roma si potrebbe espandere senza sentirsi dare della ladra? Coltivazione della cicoria? Festival dello stornello? Sagra della porchetta?

.

spiegami il rubato di venezia circa il festival del cinema , personalmente lo ignoro..

Falcon83
September 14th, 2005, 05:30 PM
rimettersi in linea rubando spazi che altre città si sono costruite in 70 anni di lavoro vedi il festival veneziano o costruendosi una fiera del tutto fuori luogo per le tradizioni fieristiche della città e quindi andando a rubare spazio a enti fieristici più collaudati come bari , per fare un esempio e ritornare in tema..

con questo modo di fare roma dimostra di essere una città veramente poco elegante e intelligente checchè ne dica il perbenista-buonista-volemosebenechevifregotutti-Veltroni..

benissimo, un motivo in più per odiarli ;)

fabrik
September 14th, 2005, 05:32 PM
^ poi dov'è la necessità di roma di espandersi in altri settori? non mi pare che la città abbia particolari motivazioni di crisi , roma ha già i suoi settori strategici , nel bene o nel male , a seconda dei punti di vista... sedi governative , produzioni cinematografiche-televisive , turismo di massa , un settore industriale positivo.. se vi limitate a gestire al meglio ciò che già avete vedrai che riuscirete a crescere comunque senza danneggiare le altre città..

Falcon83
September 14th, 2005, 05:34 PM
che facciano la fiera sul pecorino romano ;)

Vitruvio
September 14th, 2005, 05:39 PM
Personalmente non credo che Roma debba rimanere alla finestra, putroppo ( o per fortuna) viviamo in un paese dove le realtà urbane sono molte di più che in altri paesi, basti pensare al fatto che nella sezione "AREE METROPOLITANE" di ssc ci siano 27 città, e questo fa si che in ognuna di esse abbia delle tipicità e degli eventi ai quali difficilmente rinuncierebbe. Il fatto che Venezia abbia un Festival con una storia alle spalle e che si decida di "sovrapporne" (o quasi) uno in un'altra città è logico che possa provocare dei malumori. Purtroppo Roma è la Capitale di un paese molto differente dal solito ed è per questo che dovrebbe cercare di adeguarsi a questa situazione. Non è colpa ne di Milano, Torino, Napoli o Palermo se "esistono". Non pùo Roma, giusto perchè è la capitale, cercare di assomigliare a Parigi a Londra o che altro. Quelle città sono grandi capitali, frutto di un paese, dove, oltre ad avere una stroria recente molto più blasonata della nostra, sono le uniche realtà urbane di un certo livello. Roma diovrebbe cercare di svilupparsi e cercare la propria identità, adeguandosi a quelle che sono le tipicità del nostro paese e senza pretendere che altre zone d'Italia rinuncino al ruolo che hanno svolto sino adesso.

Vitruvio
September 14th, 2005, 05:44 PM
@ Vitruvio

Ah, quindi è una tua conclusione. Sbagliata, come vedi.


Affatto sbagliata, i documenti erano li da vedere, ed erano tutti così... non è una conclusione, è un dato di fatto!!!

Falcon83
September 14th, 2005, 05:45 PM
dai, vi diamo la finale del festivalbar!!!;)

gruber
September 14th, 2005, 05:50 PM
Pampero, Roma deve puntare ovviamente a 360° e se fosse possibile a 400°!
l'espansione deve essere NATURALE.
gli imprenditori romani (quelli seri, non i Ricucci o i palazzinari mafiosi e speculatori come Caltagirone), che sono tanti e di ottime capacità devono espandersi in tutte le direzioni possibili, facendo concorrenza a tutto e tutti, da Frascati sino a Bolzano e Lampedusa, da Oslo a Città del Capo e da Tokyo a Boston!

CONCORRENZA.
LIBERA CONCORRENZA.

è quello che ripeto da 48 ore!!!
nessuno può o deve mettere pali o paletti agli IMPRENDITORI PRIVATI ROMANI (e a quelli di tutto il resto d'Italia, purche siano seri, onesti e si muovano entro le leggi).

il discorso è però partito da una base assai diversa:
IL TRASFERIMENTO "DI STATO" A ROMA DI ATTIVITA' PRODUTTIVE CHE HANNO GIA' LUOGO IN ALTRI POSTI...E NON PARLO DI ESTERO...MA DELLA STESSA NAZIONE!

Veltroni Sindaco di Roma ch fa un festival del cinema...è CONCORRENTE di Venezia.
ma non è un libero imprenditore!
è una amministrazione comunale che fa concorrenza (su piani differenti vista la mole e le ricchezze in termini di stanziamenti tra le 2 città!) che fa concorrenza ad una sua simile!!!

la Fiera di Roma che pur avendo una buona parte di proprietà pubblica fa concorrenza alla Fiera di Milano (che è quasi totalmente privata e quotata)...va comunque bene.
una fiera in una città come Roma...va solo bene.
e tra Milano e Roma ci sono 500 km! a Milano vengono alla Fiera i Tedeschi, gli SVizzeri...non i Romani!" e questo accade da 80 anni!

ma la concorrenza tra organi pubblici...è folle!

e questo come spiegazione, per me, ha solo quella dell'atavico VIZIO (nella sua peggiore accezione) di spostare per legge tutto a Roma.

non ti rifaccio l'elenco sterminato degli ultimi 80 anni...mi sono stufato, ma non venitemi a raccontare che si vuole impedire lo sviluppo di Roma!
mai pensato una idiozia tale!

a me...del festival di Venezia oltretutto me ne fotte poco...non ci andrò mai. tanto meno a quello di ROma.
quello che mi fa girare le palle vorticosamente che tra un pò mi alzo dalla sedia, è che il DANNO sarà fatto al mondo cinematografico Italiano!

così come è stato fatto ad Alitalia e alle tasche dei contribuenti Italiani, così come sta facendo Veltroni con le Olimpiadi....

Roma deve recuperare 60 anni o quasi di "lavoro pubblico"...e ci sta riuscendo molto bene, ma deve evitare accuratamente di creare doppioni con altre realtà più piccole che vivono anche su quello.

deve imparare (parlo di amministratori locali e alcuni giornalisti) che nella Libera Concorrenza una impresa privata PUO' ANCHE ESSERE SPOSTATA DA ROMA A MILANO....sopratutto dopo che per Grazia di Dio Roma per quasi 120 anni ha vissuto grazie ai Ministeri e al Pubblico....e ricordando che tutto quello....NON ERA Lì!
ma a Torino, Milano, Firenza, Napoli, Palermo, Venezia....e via dicendo.

altrimenti è giustissimo opporsi e denunciare il fatto che la mentalità è rimasta ancora quella ACCENTRATRICE.
ma non pronta al libero mercato.

"tutto a noi perchè siamo la capitale!"

SdR
September 14th, 2005, 08:12 PM
per quanto riguarda il discorso "capitale & governo.." volendo fare gli storici , siete la capitale di un paese che roma non ha minimamente contribuito a creare le altre città e regioni la mia in primis si sono fatte il culo e voi siete "ah' capitale" , complimenti.. per la fortuna e basta
..........

bhe questa la prendo più o meno come la battuta dell'altro thread: "qualche opera d'arte" = "pizza e mandolino" ... perchè è una battuta vero???

cmq cercando di fare un po di ordine tra le battute di falcon e fabrik, credo che a nessuno qui è venuto in mente di paragonare l'economia romana con quella di milano, ne tantomeno con londra o parigi. punto.

il problema è che in un thread che si intitola verona sfida milano ... ci si accanisce in tutti i modi possibili contro le prepotenze di roma che sta aprendo una sua fiera e che dichiara di voler fare un suo festival del cinema ...

1- milano ha il suo festival del cinema (che poi non lo sappia nessuno è un problema degli organizzatori) e nessuno si scandalizza, a roma si dichiara di voler organizzare un festival del cinema ed addirittura si predige che farà sparire quello di venezia

2- verona amplia la fiera e va tutto bene ed è concorrenza a bologna, roma amplia la sua fiera ed è prepotenza a bari ...

secondo me siete un pochino roma-fobici!

Pavlvs
September 14th, 2005, 11:08 PM
io stavo scrivendo PARAGONANDO ROMA CON PARIGI E LONDRA.
bene, per me, e credo per chiunque abbai un minimo di obbiettività, Roma non è lontanamente paagonabile a Parigi e Londra. New York e Tokyo sono le uniche 2 città paragonabili.

Nessuna città al mondo è oggi paragonabile a Parigi e Londra (e forse Tokyo).
Per il semplice motivo che Francia e Gran bretagna sono gli unici 2 paesi - tra le potenze economiche mondiali - a poter essere definite " one city nation".
Senza Roma l'Italia sarebbe comunque l'Italia.
Senza Parigi o senza Londra io non riesco manco ad immaginare cosa sarebbero Francia e Gran Bretagna. Probabilmente niente.
Alla prima resterebbe Marsiglia - una Napoli senza la bellezza nè la cultura - e Lione.
Alla seconda 2 acciaierie ed 1 porto tra Manchester, Liverpool e Sheffield.
In futuro le nuove Parigi e Londra potrebbero essere Teheran, Città del Messico, Il Cairo e Buenos Aires, cioè le uniche città ad unire in sè tutte le principali funzioni dei rispettivi paesi.

Tutti gli altri paesi al mondo, che non siano stati esigui, hanno funzioni suddivise tra più città.
Stati Uniti, Cina, India, Germania, Russia, Turchia, Spagna, Pakistan, Brasile, Sudafrica, Australia, Canada etcetc.
Grazie a Dio l'Italia appartiene a questo secondo gruppo di paesi.
Paesi dove non c'è una sola città che conta e il resto è merda.
Ma dove un insieme di città si ripartisce le funzioni direzionali, finanziarie, commerciali, turistiche, industriali.

a questo punto ho scritto che Roma come importana a livello mondiale, escluso il Turismo e la Politica (città capitale) non ha ad oggi alcun elemento che la faccia spiccare tra le metropoli mondiali.
nessuno a parte turismo (bella, città, musei, bla bla e faccette stupide che piaciono a Cesar) e il ruolo di Capitale.

Roma è la Capitale del Cattolicesimo ed il principale punto di riferimento dell'intera Cristianità.

E qualcosa mi dice che nei prossimi anni questo ruolo avrà un peso -in positivo ma soprattutto in negativo - ben maggiore di quanto non ne abbia l'essere capitale di un Paese come l'Italia.
O come la Francia o la Germania e via dicendo.

Pavlvs
September 14th, 2005, 11:11 PM
dai, vi diamo la finale del festivalbar!!!;)

No no, tiettela!!
Anzi, se volete vi prestiamo er Piotta ed i Flaminio Maphia, a patto che ve li tenete almeno per un quinquennio :D:D:D

Pavlvs
September 15th, 2005, 12:35 AM
per quanto riguarda il discorso "capitale & governo.." volendo fare gli storici , siete la capitale di un paese che roma non ha minimamente contribuito a creare le altre città e regioni la mia in primis si sono fatte il culo e voi siete "ah' capitale" , complimenti.. per la fortuna e basta..

Sicchè "volendo fare gli storici" Roma sarebbe Capitale d'Italia perchè è fortunata!!!???
Che dire?
Solitamente non rispondo ad affermazioni di tal fatta, ma ci tenevo a sottolineare questo passo, ritenendolo il più idiota che io abbia mai letto su Skyscraperscity, unitamente al passo di quel tal forumista cinese che, trovando il Pantheon un po' malandato, proponeva di passarci sopra una buona mano di stucco.
Complimenti a te quindi, non a Roma.


circa il cinema , lo stesso discorso , torino è stata la capitale del cinema fino agli anni 20-30 qui è nato il cinema italiano qui c'erano le maestranze.. poi un giorno il dux viene dalle mie parti e visiona il progetto per costruire una vera industria del cinema (una sorta di cinecittà) tra i comuni di collegno e grugliasco... il dux capisce non solo l'importanza del progetto ma anche l'importanza che può avere il cinema per la sua immagine quindi che fa? prende baracca e burattini e traferisce tutto a roma "ah capitale" per avere tutto sotto controllo in modo diretto invece che nella lontana e pco fascista torino.. la roma che all'epoca a differenza di torino non sapeva neanche che fosse il cinema
ma questa è solo una storia lontana..

La prima industria italiana di cinema è, come rivendica già il nome, la
"Primo stabilimento di manifattura cinematografica Alberini e Santoni", fondata a ROMA nel 1903.
L'Alberini in questione è quello stesso Alberini che, per una serie di intoppi e lungaggini burocratiche, venne battuto sul tempo dai F.lli Lumiere, non riuscendo ad ottenere il brevetto per il "cinematografo", siamo nel 1895.
Ma già l'anno seguente il celeberrimo trasformista romano Leopoldo Fregoli si permetteva il lusso di perfezionare la macchina dei F.lli Lumiere, creando il Fregoligraph.
La prima scena cinematografica mai girata in Italia riprende Papa Leone XIII che benedice la cinepresa.
Quindi è stata girata a Roma avendo per soggetto il Papa "romano".
Il primo film tout court mai girato in Italia è stato girato a Roma da un azienda romana fondata e gestita da un imprenditore romano e si intitola, pensa tu:
"La presa di Roma" 1904.

L' Alberini e Santoni divenne presto famosa col nome di Cines, grazie ai suoi film del genere "Roma imperiale", che costituiscono il meglio del cinema muto italiano degli anni 10.
Superata la crisi del '29 e la grande depressione, nel 1935 gli stabilimenti Cines di Porta San Giovanni andarono a fuoco.
Il Duce, che amava il cinema perchè funzionale ai suoi scopi, promosse allora la costruzione di una nuova città del cinema, Cinecittà, in una Roma che era già di gran lunga e da un pezzo l'indiscussa capitale del cinema italiano
La storiella del Duce che si reca a Torino, prende baracca e burattini e se li porta a Roma è decisamente una "baracconata/burattinata".

Conclusioni:

Se tu impegnassi più tempo ad informarti invece che a scrivere cagate in genere e cagate su Roma in ispecie, la qualità complessiva del dibattito ne avrebbe giovamento.

Pavlvs
September 15th, 2005, 02:29 AM
Scusatemi per il post precedente.
Non chiedo nè stima nè simpatia, ma esigo rispetto per la mia città.
Altrimenti mi sentirò non in diritto ma in dovere di mettere i puntini sulle i.

Veniamo al discorso.

Come forse saprete non ho affatto condiviso la scelta di Veltroni di candidare Roma per le Olimpiadi del 2016.
E non perchè, avendole ottenute Londra per il 2012, non è realistico che una città europea le ottenga prima del 2024.
Perchè, avendo Milano avanzato la sua candidatura per le Olimpiadi 2016 già da qualche anno, sarebbe stato un "beau geste" se il sindaco di Roma avesse detto:
"Appoggiamo e sosteniamo la candidatura di Milano, candidatura di tutto il Paese".
Purtroppo, essendo Milano la roccaforte del Polo (almeno così è percepita) e Veltroni il leader in pectore del centrosinistra, gli interessi politici di parte hanno prevalso su quelli generali del Paese.
E così invece di una candidatura zoppa (perchè Milano 2016 era una candidatura zoppa anche prima che Roma si candidasse, e lo era esattamente da quando hanno scelto Londra per il 2012) avremo 2 candidature zoppe.
Con l'unico risultato apprezzabile di far ridere di noi i membri del Cio.
In tempi non sospetti avevo avanzato la proposta di un gentleman agreement trai sindaci delle più importanti città italiane, con l'elaborazione di un calendario di candidature scaglionato di 4 anni in 4 anni.
Poichè così non è stato, se domani il Coni dovesse candidare Roma, Milano insorgerà accusando la Capitale di ricevere favori politici - anche se la classe politica odierna è per buona parte lombarda.
Se invece il Coni dovesse candidare Milano, nel momento in cui Milano verrà fatta fuori, la colpa sarà stata di Roma che non ha fornito il necessario appoggio.
E se poi, in estrema ipotesi, Milano dovesse essere scelta come città ospitante dei giochi, allora sarà il miracolo delle grandi capacità di iniziativa della città lombarda NONOSTANTE l'ostracismo di Roma.

Insomma, come vada vada, Roma ci rimetterà in immagine.
Mi chiedo se Veltroni abbia fatto queste considerazioni prima di candidare Roma per un'edizione delle olimpiadi che oltretutto è già persa in partenza.


Parzialmente diverso trovo invece che sia la prossima, semma ci sarà, mostra del cinema di Roma.
Per un motivo semplice.
Sia pur con il sostegno degli enti pubblici locali, ed il solito patrocinio di questo o quel pezzo grosso, sarà una mostra organizzata prevalentemente con capitali privati.
Sarà la mostra dell'industria del cinema romano a Roma, una specie di expò.
La mostra del cinema di Venezia invece, voluta dal Duce, cioè dallo Stato, è fatta con capitali essenzialmente pubblici.
Insomma: qui non è Roma che sfrutta il suo essere Capitale per fare concorrenza sleale, ma è l'industria privata romana che si organizza contro una mostra di Stato, pagata e finanziata dai Beni Culturali, e che si dice sia in crisi per il rifiuto di questo ministero di scucire 100 milioni tondi tondi per rifare il Lido.
Insomma: qui è venezia a fare "concorrenza sleale".

Dice Gruber. giustamente, che non è intelligente che un paese che vanta già la più antica mostra del cinema del mondo, ne crei un'altra in una città come Roma, che ha un suo qual certo ruolo nella storia del cinema, e che finirà per far concorrenza alla prima.
In sè, è un discorso che non fa una piega anzi, che mi sento di condividere.
Il tutto però è parte di un discorso un po' più complesso, che tenterò di riassumere cercando di essere soprattutto chiaro.

Roma, da quando è capitale d'Italia, è sempre stata città burocratica, amministrativa, terziaria per una precisa volontà politica.
Ci sono agli atti parlamentari, che se avrò il tempo vi riprodurrò, precise prese di posizioni di questo o quel deputato/senatore che, dal 1871 fino a tutto il periodo fascista si dichiarano contrari all'apertura di "stabilimenti industriali" in Roma.
Semplicemente non si voleva favorire la formazione di una classe operaia - socialista e men che mai comunista - a Roma, per ovvie esigenze di ordine pubblico.

Ora, negli ultimi anni è in atto nel Paese un processo che, alla fine della pista, porterà ad un decentramento amministrativo che, si chiami o meno federalismo, lascerà a Roma solo poche funzioni perlopiù di rappresentanza e di coordinamento tra Regioni.
Nel frattempo altre funzioni, con lo sviluppo del sistema di unificazione europea, verranno portate a Bruxelles, a Strasburgo e persino all'Aja.
Credo che questi 2 processi, in alto ed in basso, siano in qualche modo inevitabili e per certi aspetti i benvenuti.
Dal mio punto di vista poi sono DECISAMENTE i benvenuti.
Perchè a me l'immagine di Roma come città parassitaria ed arrogante sta piuttosto stretta.
A me piace la concorrenza.
E solo quando Roma si sarà liberata di gran parte delle sue attuali funzioni amministrative, che oggi la favoriscono e rendono sleale la sua eventuale competizione, solo allora sarà libera di fare concorrenza come è giusto e normale che sia.

Perchè ha ragione Gruber.
Perchè il 6 Nazioni si deve giocare a Roma quando il 90% del movimento rugbistico si trova tra Bergamo e Treviso?
Al pari, perchè la mostra del cinema si deve fare a Venezia quando il cinema italiano è sostanzialmente, per opere ed autori, cinema romano?
Ha diritto Roma di fare concorrenza a Venezia, a Cannes, a Berlino?
La risposta, la mia risposta è: oggi forse no.
Domani forse sì.

Anche perchè, in qualche modo il vuoto di funzioni che investirà Roma dovrà essere in qualche modo riempito.
Cinema, industria, terziario, commercio, finanza.
Perchè no, anche finanza, visto che Roma ha delle insospettabili eredità come capitale finanziaria che magari un giorno potrebbero tornare buone.

Già perchè, qualcosa mi dice che pochi o nessuno di voi sa che la prima borsa d'Italia è stata proprio quella dello Stato Pontificio, fondata a Roma con decreto papale del 1802, ed attivata il 1 giugno del 1821, in un'epoca in cui Milano era una colonia asburgica.
E sempre pochi di voi probabilmente sanno che, fino a 10 anni fa, in Italia c'erano 10 borse valori: Milano, Torino, Genova, Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.
Poi un bel giorno, esattamente il 23/07/1996, con decreto legislativo n° 415, il cosiddetto decreto Eurosim, le 10 borse furono soppresse e gli scambi vennero concentrati nella allora Borsa Valori di Milano, che da quel momento prese il nome di Borsa Italiana.
Questo è il motivo per cui a Milano c'è la borsa.
Perchè il Paese - o dovrei dire Roma? - espresse la chiara volontà politica di avere 1 borsa di rilievo internazionale piuttosto che 10 borsellini.
E poichè nel 1996 quella di Milano era la borsa principale del Paese, vi si concentrarono tutte le attività borsistiche italiane.
2 o 3 mila tra impiegati e funzionari delle borse di tutta Italia, personale altamente qualificato, posti di lavoro di alto pregio, dovettero trasferirsi a Milano per una decisione politica voluta da Roma, e nessuno fiatò.
Come nessuno fiatò, rimanendo qui a Roma, quando le Generali, primo gruppo assicurativo italiano, assorbì il secondo gruppo assicurativo italiano, la romana Ina-Assitalia.
Un migliaio di posti dei più pregiati, soprattutto dirigenziali, venne soppresso o trasferito a Trieste.
Ma nessuno fiatò perchè in quel momento, con quella fusione, si stava creando un colosso assicurativo europeo ITALIANO.
Insomma, l'interesse che si perseguiva era superiore alle lamentazioni di pochi costretti al trasloco.
Al pari, semmai dovessero trasferire la direzione generale di Telecom, così come è avvenuto per la sede legale di Telecom, posso assicurarvi che vi saranno MOLTE lamentazioni.
Perchè non se ne ravvisa la necessità, perchè non c'è dietro alcuna esigenza operativa.
Ed a nessuno piace doversi trasferire perchè Afeffina bella vuole il Tronchettino vicino vicino, tantomeno piace a 10 o 20.000 dipendenti.

A domani, buonanotte a tutti.

fabrik
September 15th, 2005, 11:07 AM
è la differenza di opinioni che rende possibile la corsa dei cavalli (mark twain)

se racconti un pochino la realtà ti fai ridere dietro da mezza italia e l'altra metà si offende (alberto arbasino)

lo scontento di ciò che hai scritto è il concime di ciò che scriverai (camillo sbarbaro)

molte parole non sono mai indizio di molta sapienza (talete)

paulus è la migliore rappresentazione di roma (fabrik)


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a parte darmi dell'idiota , che detto da te mi riempe di orgoglio , non hai minimamente risposto.. sulla questione capitale... ha già.. ho scritto una cosa troppo stupida da meritare una risposta ma non abbastanza da mettere i puntini sulle "i"... ma si ! infondo hai pienamente ragione ! sono roma e il lazio rispettivamente la città e la regione che più si sono spesi in termini di tasse e sangue per fare il paese di cui siete "a capitale".. lo meritate pienamente , come faccio a essere così stupido? forse tu lo sai..

circa il cinema.. se il museo nazionale del cinema è a torino c'è una ragione o no? notevole la "ripresa del papa"... notevole esempio di cinema... ma per favore.. accolgo il tuo invito a informarmi di più , non fa mai male , ma non sono l'unico a doverlo fare..

infondo ai ragione tu , mi attacco a queste vecchie cagate.. sei talmente sicuro del valore della tua città che hai bisogno di rispondere alle stronzate che scrive un imbecille..

gruber
September 15th, 2005, 11:26 AM
1° Veltroni/Olimpiadi

totalmente d'accordo. Veltroni pagherà in termini di immagine la candidatura Romana. la pagherà fuori da Roma e la pagherà quando tornerà a fare politica a livello nazionale.
Milano, dal mio punto di vista NON ha nessuna possibilità di ospitare le Olimpiadi nei prossimi 30 anni almeno. ma la candidatura serve ad ottenre un minimo di finanziamenti per costruire impianti sportivi che a Milano mancano e che nonostante richieste ultradecennali non vengono mai finanziati dallo Stato, ne tanto meno da Leggi di Finanziamento Speciale come è avvenuto con Roma, Napoli, Torino, Venezia eccetera.
Lo stadio Olimpico a Milano non serve (a meno di una miracolosa assegnazione dei Giochi), ma le piscine olimpiche, un palazzo da 18/20.000 posti IN città...

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2° cinema

che il cinema Italiano sia Roma...non lo mette in dubbio nessuno. sarebbe stupido!
la maggiorparte dei grandi registi Italiani degli anni 40, 50 e 60 era per larghissima parte di Milano o Lombarda, qualcuno Emiliano, alcuni Toscani. ebbene, tutti loro si dovettero trasferire a Roma, perchè là c'era e c'è l'industria cinematografica.
e ancora oggi è così!
però, Paulus, il discorso Festival è differente!
l'industria cinematografica Francese è totalmente a Parigi...ma il festival è a 1.300 km a sud a Cannes! l'industria del cinema Tedesca, dalla 2GM in poi è a Monaco e Amburgo...eppure il festival è rimasot nella vecchia capitale Berlino!
il Sundance Festival è volutamente a 2000 km da Los Angeles!

poi però ci sono i FESTIVAL DEL CINEMA NAZIONALE.
la consegna dei premi dei film Italiani...giustamente è a Roma, con i David!
il festival del cinema Francese...è giustamente a Parigi!
gli Oscar, che devono premiare film prodotti o coprodotti da Americani sono a L.A!
ma appunto questi sono festival ...denoantri!
non festival Internazionali!

vedi, ci deve pur essere un motivo se non vengono organizzati festival concorrenti in Francia e Germania!
perchè noi ci tiriamo la zappa sui piedi?
perchè Veltroni organizza un FESTIVAL INTERNAZIONALE A 1 MESE DI DISTANZA DA VENEZIA...E LO ORGANIZZA A ROMA...MICA A ZAGAROLO O A CLUSONE!
e lo organizza mettendo in campo il ruolo di Roma, la potenza di Roma, i finanziamenti di Roma, l'industria cinematografica di Roma!

se si vuole spostare il festival da Venezia a Roma....guarda, sostanzialmente sono d'accordo!
costa di sicuro di meno che rifare il Palazzo del cinema del Lido!
ci sarebbe meno problemi organizzativi e di sicuro avrebbe più risonanza.
nessun problema!
però dovrebb essere CHIARO E PALESE.
invece viene fatta una subdola concorrenza!

@ a SDR riguardo il Festival di Milano
ho letto i dati, il festival fa 100.000 persone all'anno. a Milano sono una cacatina di mosca, probabilmente è il numero di persone che ogni venerdì sera va al cinema nell'AM, dove trasmettono i film del festival, e molta gente va a vedere film che nemmeno sa essere in concorso!
il festival in questione non lo conosce nessuno perchè NON VALE UN CAZZO.
tu dici che andrebbe promosso di più.
ma ....scusa...tu per caso pensi che i Romani conoscano TUTTE LE SAGRE, FESTE E FESTIVAL che vengono organizzati in 365 giorni nell aloro città?
dubito.
alcuni saranno eventi di risonanza, altri saranno eventi di nicchia.
bene il festival del cinema di Milano è un eventi più che di NICCHIA, di MINCHIA.
non è famoso e conosciuto perchè fa SCHIFO. e di basso livello e qualità.
io per esempio, avendo una casa di famiglia sul Lago Maggiore, per anni sono andato a vedermi i film del Festival di Locarno, in Svizzera a 20 km dal confine, cittadina molto bella, con un festival ECCELLENTE.
e ti assicuro che i 3/4 dei pesenti sono regolarmenti Milanesi.
quindi vuol dire che il festival meneghino è una boiata, e che non può fare concorrenza nemmeno al festival di Locarno...figurati a Venezia!

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3° Borsa e altro.

La Borsa valori di Milano capitalizzava già negli anni 50, i primi anni 50, circa il 90% della capitalizzazione di tutti i titoli che si quotavano nelle varie borse Italiane.
negli anni 70, questa cifra era prossima al 99%.
le altre Borse non sono state chiuse d'ufficio....sono MORTE PER CONCORRENZA.

poi è arrivato una Legge che ha certificato questa morte.
è una cosa ben diversa!

le altre Borse Italiane avevano oltretutto una funzione molto differente.
quando una società di medio livello NON era pronta, o NON veniva accettata dalla Borsa di Milano (per le più svariate motivazioni) allora si collocava generalmente a lla Borsa di Roma.
le società piccole desiderose di collocarsi in Borsa, ma non avendo la necessaria dimensione, si collocavano nelle Borse delle altre città.

questo scenario era comune a tutta Europa.
c'erano le Borse Valori di Monaco, Berlino, Amburgo, Lione, Barcellona, Valencia, Anversa, Berna.....in quasi ogni grande città, retaggio delle sedi delle corporazioni medioevali ove avvenivano le contrattazioni delle materie prime e dei lavorati!

con il decreto Eurosim, che credo sia di ispirazione UE, si procedette a dichiare quali sono le Borse di interesse internazionale per ogni paese membro dell'UE.
ma non si è fatto altro che nomimare quelle che il libero mercato aveva già deputato come vincitrici nella competizione nazionale!

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4°- spostamenti personale.

pensi he sia piaciuto a circa 50.000 dipendenti FIAT venire licenziati al Nord Italia durante la fine dei 70 e gli inizi dell'80, per dare la possibilità alla Fiat stessa, alla DC, al PCI e ai Sindacati di assumere circa 30.000 disoccupati al Sud un paio di anni dopo?

pensi che sia piaciuto a tutti i dipendenti delle 4 su 5 società telefoniche che avevano sede al Nord a venire accorpati dall'Iri e spostati a Roma?

o ai dirigenti delle Federazioni Sportive?
o ad alcune migliaia di dipendeti RAI negli anni 70?

o a circa 20.000 persone che da Torino si spostarono a Roma, via Firenze nel 1871?

a nessuno piace.
ma se lo decide di IMPERIO lo Stato piace ancora meno!
se lo decide il Privato, il Padrone, chimala come vuoi, è una sua decisione, che A LOGICA, è motivata da un piano industriale o da motivi economici. altrimenti spostare 10.000 persone per uno schiribizzo o un asegan mentale, spendendo centinai di miliardi è da pazzi! oh no?

c'è differenza tra pubblico e privato.
differenza sostanziale.
uno ha spostato per 80 anni a Roma tutto ciò che poteva per mero interesse politico e di lottizzazione (LO SI E' VISTO BENE IERI A MATRIX CON LE RACCOMANDAZIONI A POSTE ITALIANE, COTRAL, ATAC E VIA DICENDO), l'altro se vuole può spostare dove cacchio gli pare. ma a meno che non sia un ricco pazzo, lo fa per un motivo economico o finanziario, o strategico, o di produttività.

GENIUS LOCI
September 15th, 2005, 11:37 AM
Più terra-terra: ma perchè ogni volta che si parla di Roma e Milano contemporaneamente nello stesso thread deve sempre finire in zuffa tra Romanacci e Baùscia? (e adesso non iniziate a dirmi "ha iniziato questo", "ha iniziato quell'altro", come i bambini dell'asilo... :) )

Avete ragione tutti, siete contenti? Roma Ladrona e Milano Razzista!
Stop... pari patta... a ciascuno il suo

Ora, non è meglio accendere il Calumet della pace e continuare più pacatamente il discorso? (sto rompipalle di Genius, quando fa il paciere non lo sopport :bash: Ma chi cazzo crede di essere sto' qui...?)

Qualcuno ha fatto notare di essere infastidito da alcune affermazioni che ritiene offensive per la propria città..
Bhè, io mi sento infastidito sia da affermazioni offensive su Milano che da quelle su Roma...
Quindi preferirei di gran lunga tutti quanti deste una "registrata" ai toni

VIVA SAN MARINO :)

pampero
September 15th, 2005, 12:14 PM
VIVA SAN MARINO :)

Seee....così butti solo benzina sul fuoco!!! ;)

CAESARS-PALACe
September 15th, 2005, 12:36 PM
quindi vuol dire che il festival meneghino è una boiata, e che non può fare concorrenza nemmeno al festival di Locarno...figurati a Venezia!


ma questo non c'entra nel discorso moralista, hanno l'intenzione di fare concorrenza.Che poi non sono in grado di farlo è un loro problema. C'è anche il : http://www.milanofilmfestival.it/ con un concorso internazionale con appoggio e fondi del comune (vogliono anche più denaro). Certo è un festival completamente diverso del Festival di Venezia, ma anche l'evento a Roma sarà diverso.

XXWog
September 15th, 2005, 12:59 PM
ma questo non c'entra nel discorso moralista, hanno l'intenzione di fare concorrenza.Che poi non sono in grado di farlo è un loro problema. C'è anche il : http://www.milanofilmfestival.it/ con un concorso internazionale con appoggio e fondi del comune (vogliono acnhe più denaro). Certo è un festival completamente diverso del Festival di Venezia, ma anche l'evento a Roma sarà diverso.


adesso non mi picchiate! :) ma volevo segnalarvi il Torino Film Festival di Torino - Cinema Giovani, considerato, sia in termini di pubblico sia in termini qualitativi, il secondo festival più importante in Italia e uno dei più importanti al mondo per il cinema giovane e indipendente.
www.torinofilmfest.org
Non è che Veltroni punta a questo? :eek2:

XXWog
September 15th, 2005, 01:02 PM
... ma poi qui non si parlava di Fiere...?

Vitruvio
September 15th, 2005, 01:06 PM
Si ma FIERE, nel senso di animali feroci!!!

SdR
September 15th, 2005, 02:31 PM
adesso non mi picchiate! :) ma volevo segnalarvi il Torino Film Festival di Torino - Cinema Giovani, considerato, sia in termini di pubblico sia in termini qualitativi, il secondo festival più importante in Italia e uno dei più importanti al mondo per il cinema giovane e indipendente.
www.torinofilmfest.org
Non è che Veltroni punta a questo? :eek2:

no no no preocuparti puoi dirlo tranquillamente torino può fare tutti i festival del cinema che vuole ... e che problema c'è ... ma non dirlo troppo che se lo sanno a roma ve lo rubano! :)

... ma poi qui non si parlava di Fiere...?

si si! parlavamo allegramente della fiera di verona che faceva concorrenza a quella i milano, magari anche a quella di bologna ... ma poi ci siamo accorti che c'è anche quella di roma che però è prepotenza nei confronti della povera bari ...

ed in fine dulcis in fundo ci siamo accorti che roma non conta un cazzo nella storia d'italia e che si è ritrovata capitale perchè ha vinto un'estrazione!!!!

http://www.fotograficamente.org/newhome/TN_Fuochi%20d'artificio%202003.JPG

@"sto rompipalle di Genius, quando fa il paciere non lo sopporto Ma chi cazzo crede di essere sto' qui"

san marino??? e certo buoni quelli che non pagano l'iva e vivono alle spalle di noi italiani!!!! :)

damon milan
September 15th, 2005, 07:33 PM
san marino??? e certo buoni quelli che non pagano l'iva e vivono alle spalle di noi italiani!!!! :)

verisssssssimo!!!

Mr_Beat
September 15th, 2005, 09:40 PM
Nella sigla iniziale del tg1 c'è un'immagine dell'Europa di notte dallo spazio, e Roma brilla di luce pulsante come un faro nella nebbia.
Il resto d'Italia buio pesto.

Falcon83
September 15th, 2005, 10:26 PM
^ è una vergogna Mr Beat;)

GENIUS LOCI
September 16th, 2005, 01:17 AM
san marino??? e certo buoni quelli che non pagano l'iva e vivono alle spalle di noi italiani!!!!
...e subito dopo...

verisssssssimo!!!

Dimostrazione che nella psiche umana l'identità si crea sempre contro qualcuno o qualcosa

EVVIVA: abbiamo finalmente trovato l'identità nazionale :banana: :cheer:
TUTTI CONTRO SAN MARINO! :gunz:

Tiè e tiè, sammarinesi che grazie a internet non vendete più manco un francobollo.... :clown:

Pavlvs
September 16th, 2005, 02:27 AM
La Borsa valori di Milano capitalizzava già negli anni 50, i primi anni 50, circa il 90% della capitalizzazione di tutti i titoli che si quotavano nelle varie borse Italiane.
negli anni 70, questa cifra era prossima al 99%.
le altre Borse non sono state chiuse d'ufficio....sono MORTE PER CONCORRENZA.
poi è arrivato una Legge che ha certificato questa morte.
è una cosa ben diversa!
le altre Borse Italiane avevano oltretutto una funzione molto differente.
quando una società di medio livello NON era pronta, o NON veniva accettata dalla Borsa di Milano (per le più svariate motivazioni) allora si collocava generalmente a lla Borsa di Roma.
le società piccole desiderose di collocarsi in Borsa, ma non avendo la necessaria dimensione, si collocavano nelle Borse delle altre città.
questo scenario era comune a tutta Europa.
c'erano le Borse Valori di Monaco, Berlino, Amburgo, Lione, Barcellona, Valencia, Anversa, Berna.....in quasi ogni grande città, retaggio delle sedi delle corporazioni medioevali ove avvenivano le contrattazioni delle materie prime e dei lavorati!
con il decreto Eurosim, che credo sia di ispirazione UE, si procedette a dichiare quali sono le Borse di interesse internazionale per ogni paese membro dell'UE.
ma non si è fatto altro che nomimare quelle che il libero mercato aveva già deputato come vincitrici nella competizione nazionale!.



Vero.
Anche se, all'estero, le direttive europee che da noi hanno portato all'Eurosim, cioè alla morte per decreto legislativo di tutte le borse locali,
sono state applicate diversamente salvaguardando interessi e patrimoni culturali storici di borse plurisecolari.
Così in Germania, accanto alla borsa di Francoforte, abbiamo ancor oggi la borsa di Brema, di Dusseldorf, di Amburgo, della Baviera, del Baden Wuttemberg e della Bassa Sassonia, + qualche altra che dimentico.
In Spagna abbiamo la "Bolsa de Valores" di Madrid, di Barcelona, di Bilbao, di Valencia e qualche altra.
Persino nel piccolo Portogallo ci sono 2 borse, quella di Lisbona e quella di Porto.
In Italia invece si è deciso che le cachettiche borsette locali, con quella di Roma prossima ai 2 secoli di vita, dovessero smettere di fare per legge anche quel minimo di misera concorrenza che in ogni modo modo facevano.

E' stata una buona cosa?
Decisamente sì.
La capitalizzazione della Borsa Italiana, anche oggi che ce n'è una sola, è sempre stata miserevole, ed è notizia di ieri l'altro, di cui chiedo conferma a chi ne sappia qualcosa di più, che la Borsa di Madrid ha superato per capitalizzazione quella di Milano.
Se poi dalla capitalizzazione passiamo ad esaminare il numero di società quotate, c'è letteralmente di che mettersi a piangere.
Ci sono borse di paesi del terzo mondo che hanno il doppio ed il triplo dei titoli quotati a Milano.
E' chiaro che in un panorama del genere, il famoso Capitalismo senza Capitali tutto made in Italy, 10 borse non servivano ad una mazza.
Meglio una in grado, se non di competere, almeno di sopravvivere.
Per cui, chissenefrega se a Piazza di Pietra hanno portato via anche i bicentenari sgabelli per le grida.
Ci sono esigenze nazionali che prevalicano quelle locali.



pensi he sia piaciuto a circa 50.000 dipendenti FIAT venire licenziati al Nord Italia durante la fine dei 70 e gli inizi dell'80, per dare la possibilità alla Fiat stessa, alla DC, al PCI e ai Sindacati di assumere circa 30.000 disoccupati al Sud un paio di anni dopo?.

Gruber,
i dipendenti Fiat del Nord Italia non sono stati licenziati per dare la possibilità di assumere nel Sud Italia.
I dipendenti Fiat del Nord Italia sono stati licenziati perchè la Fiat era troppo occupata a diversificare i propri introiti in mille attività che con le automobili non c'entravano una sega per accorgersi che i propri stabilimenti, una volta orgoglio e vanto dell'industria italiana, erano diventati dei musei.
Sono stati licenziati perchè mentre Volkswagen reinvestiva gli utili in Audi, in Seat, in Skoda e nella stessa Volkswagen, mentre Renault investiva in Renault, mentre PSA investiva in PSA, Fiat investiva in Corriere della Sera Rizzoli, la Stampa, Banca San Paolo, Toro Assicurazioni, Mediobanca, Generali, La Fondiaria, Fc Juventus, Club Mediterranee, Valtur, Autostrade, Telecom e via cazzeggiando!!
E quando, alla fine degli anni 80, all'apertura del mercato europeo alla libera concorrenza giapponese, ci si accorse infine che i vari Mirafiori, Lingotto, Rivalta, Arese non erano più in grado di reggere il passo....ci si accorse pure che non si era provveduto ad accantonare i fondi necessari per costruire stabilimenti moderni.
A quel punto l' unica vera soluzione industriale, caro Gruber, era semplicissima.
Sbaraccare tutto e portare la produzione in Polonia, meglio ancora in Turchia o a Togliattigrad, lasciando in Italia poche funzioni direttive.
Se avessero fatto così 15 anni fa, oggi la Fiat al 99% sarebbe un colosso.
Ma si poteva, alla fine degli anni 80, prendere una decisione del genere su 2 piedi?
Ovviamente no, per mille motivi che buoi benissimo immaginare da solo.
Quindi tentarono la strada tripartita.
1) Chiudere l'insalvabile, il troppo vecchio per esser conservato, licenziandone gli operai : Arese ad es.
2) Riammodernare il riammodernabile, buttando fuori più operai possibile.
Come certo saprai, riammodernare - passami il termine - uno stabilimento industriale costa molto più che costruirne uno ex novo.
Ma per le ragioni politiche di prima, alcuni stabilimenti vennero riqualificati, sia pure a prezzi da capogiro.
E' il caso di Mirafiori ad es, di cui tutti sanno che sarebbe il caso di chiuderlo, ma nessuno lo chiuderà mai.
I motivi li sai meglio di me, e non sto a spiegarti ciò che sai benissimo.
3) Costruire ex novo.
Dove? Beh, in primis si pensava di costruire in Polonia, allargando gli stabilimenti che già erano stati acquisiti pochi anni prima, gentile omaggio del contribuente polacco.
In un secondo tempo ci si accorse che anche in Italia esistono delle zone, classificate come gravemente depresse che, se ci costruisci sopra una bella fabbrichetta, lo Stato e l'Unione Europea ti coprono fino al 50% dei costi sostenuti.
Nacque così Melfi, stabilimento pagato per buona età dai contribuenti, anche da chi, come te Gruber, non compra le Fiat.

E si scoprì pure che in queste zone c'è talmente tanta fame di lavoro che i sindacati dovettero accettare persino le gabbie salariali di fatto, se non di diritto.
E' noto infatti, e la crisi di 2 anni fa ha portato alla luce la vicenda, che gli operai Fiat di Melfi percepivano l'80% del salario stabilito dal Ccnl dei metalmeccanici, cioè l'80% dello stipendio dei loro pari grado e funzione di Torino o di Pomigliano d'Arco..
A dir la verità percepivano l'80% di tutto.
Salario, ferie, permessi, straordinari.
In compenso i turni di lavoro sono i più massacranti di tutti, essendo quella di Melfi l'unica fabbrica Fiat al mondo dove il rapporto dipendenti/vetture prodotte si avvicina ai migliori canoni giapponesi, coreani e tedeschi.

Queste sono le ragioni per cui tanti lavoratori sono stati licenziati al nord e diversi altri assunti al sud.
E possiamo considerarci pure fortunati se in Italia abbiamo zone depresse, chè altrimenti l'intera produzione sarebbe finita in Polonia o in Brasile.
Perchè mentre a Roma si discute, i cartaginesi espugnano Sagunto.
Ed è notizia di qualche tempo fa che pare, e dico pare, che la Fiat stia valutando di aprire uno stabilimento , per costruirci cosa non si sa, in un paese del Maghreb che si è offerto di finanziare il 100% dei costi dello stabilimento.
Ovviamente una cosa del genere in Italia non si può fare, manco se la fai nella Piana degli Albanesi o nella Locride, perchè sarebbe una chiarissima violazione del principio europeo di non intervento del pubblico nella competizione tra privati.
Vedi un po' te se a queste condizioni potevano sopravvivere gli stabilimenti industriali nord italiani, alcuni dei quali sarebbero da far dichiarare monumento nazionale dalla sovrintendenza ai beni archeologici.


pensi che sia piaciuto a tutti i dipendenti delle 4 su 5 società telefoniche che avevano sede al Nord a venire accorpati dall'Iri e spostati a Roma??.

Forse fai riferimento alle 5 concessionarie che, con la nazionalizzazione del servizio telefonico del 1962, vennero accorpate nella Sip.
Le 5 concessionarie, e le relative aree di concessione , dal sito Telecom erano:

1a zona - Piemonte e Lombardia - STIPEL
2a zona - Tre Venezie, Friuli, Zara - TELVE
3a zona - Emilia, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise - TIMO
4a zona - Liguria, Toscana, Lazio, Sardegna - TETI
5a zona - Italia meridionale e Sicilia - SET

Come vedi 4 su 5 non erano del nord.
La Sip poi, che io sappia, aveva sede legale a Torino.
Solo in un secondo momento venne aperta la direzione generale di Roma, che procedette ad assumere personale in loco.
E che io sappia nel 62 non ci fu alcun esodo di milanesi a Roma.
Al massimo qualche funzionario strapagato.


a circa 20.000 persone che da Torino si spostarono a Roma, via Firenze nel 1871

Gruber, nessuno li aveva invitati.
Ti ricordo che Roma venne conquistata manu militari, avendo deciso i Savoia, non contenti di essersi incamerati armi in pugno lo Stato Pontificio, il più antico degli Stati italiani pre-unitari, che l'Italia non poteva dirsi realmente riunificata senza Roma.

E' come se io mi autoinvitassi a casa tua, entro buttando giù la porta, ti svuoto il frigorifero, ti cicco sul tappeto, ti sputo nell'acquario dei pesci, e poi mi lamento che mi hai fatto fare 500 Km per venirti a trovare.



se lo decide il Privato, il Padrone, chimala come vuoi, è una sua decisione, che A LOGICA, è motivata da un piano industriale o da motivi economici. altrimenti spostare 10.000 persone per uno schiribizzo o un asegan mentale, spendendo centinai di miliardi è da pazzi! oh no?


esatto.
E' il caso che ti ho citato dell' Ina Assitalia.
Per il resto in Italia troppo spesso alcuni piani industriali di gruppi privati che - A LOGICA - dovrebbero avere esclusiva valenza economica, sembrano invece dettati più da eterodirette esigenze politiche - di tipo localistico - che da vere ragioni industriali.
In tutta onestà non vedo proprio il motivo industriale per cui si sia spostata la sede legale della Telecom da Torino a Milano.
Ravviso invece più di una ragione politica.

Anche stasera ho scritto troppo.
Buona notte a tutti.

gruber
September 16th, 2005, 12:08 PM
parto dalla fine.

è fuori da ogni dubbio che ci possono essere scelte politiche anch eni piani industriali dei privati.
ma in questo caso...io non la vedo.
Tronchetti Provera e l'intero management di Telecom sono vicini al CSX.
Milano è governata dal Polo e la Lombardia pure.
il CSX in Lombardia è in minoranza da un 15 anni almeno e i DS hanno raggiunto proprio qui a Milano i loro minimi storici a livello nazionale pochi anni orsono.
la Margherita non è che vada poi meglio!
Milano è una città moderata, che per 50 anni circa ha fornito il bacino di voti dei Socialisti e in misura minore al PCI. era la città dove PRI e PLI facevano man bassa di voti. una città moderata. dove per esmpio l'MSI prendeva le briciole così come la sinistra radicale negli anni 70 e 80.
oggi invece punta su Forza Italia (puntava?), la Lega è un prefisso telefonico.

quindi...che vantaggi ha Tronki a spostare la Telecom a Milano da Roma, città TOTALMENTE in mano al CSX?
per fare uno sgarbo ai suoi amici? ai suoi sponsor politici?
mi sembra alquanto dubbio!

penso, ma potrei sbagliarmi che la motivazione sia puramente strategica.
il suo gruppo ha l'intera testa e la maggiorparte della produzione a Milano.
lasciare il suo pilastro centrale della holding a Roma...non ha logica.
Telecom è strettamente legata alla Borsa, ai fatturati di Tim, ai fatturati dell'intero gruppo Pirelli, e tutto ciò è a Milano.

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Roma conquistata.
io non parlo dei Savoia o di Garibaldi o di Cavour o di Mazzini, che fremevano all'idea di trasferirsi a Roma.
parlo dei travet (Milanese: impiegato di basso livello), di quelle decine di migliaia di dipendenti dello stato dei Savoia che si dovettero OBBLIGATORIAMENTE (non eravamo una Repubblica o una Democrazia Parlamentare come oggi e i SIndacati non c'erano!) trasferire a centinaia di km di distanza.
parlavo di persone, di dipendenti. non di Re o Primi Ministri!

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concessionarie.
ok, 3 su 5 avevano sede nel Nord
e non 4 su 5 non del Nord come scrivi tu.

http://www.sapere.it/gr/ArticleViewServletOriginal?otid=GEDEA_telefonia&orid=OMNIA_111844&todo=LinkToFree

sempre dal sito Telecom:
"L'Iri acquisì; le azioni delle tre aziende telefoniche concessionarie del servizio per l'Italia settentrionale (Stipel, Telve e Timo)..."
http://italiaaltelefono.virgilio.it/alfabeto/esse.html


FIAT
possiamo leggerla in 100 modi diversi, ciascuno con sue ragioni e dati di fatto e la tua analisi mi trova quasi totalmente d'accordo.
resta UN FATTO.
hanno licenziato al Nord per assumere al Sud.
e si parla di DECINE DI MIGLIAIA DI LICENZIATI, CASSAINTEGRATI PER ANNI!

questa fu una decisione POLITICA. in quegli anni, al contrario di oggi i politici erano per la quasi totalità Meridionali e avevan oi loro serbatoi di voti al Sud.
la Fiat fu gentilmente pregata di aprire e potenziare le fabbriche meriodionali, con regalie varie da te ricordate.
la Fiat obbedì.

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Borsa

sull'utilità delle altre Borse...non ne ho idea, non è mia materia assolutamente.
sul fatto che esistano negli altri paesi, tanto meglio per loro, hanno qualche posto di lavoro in più.
sulla capitalizzazione di Madrid...non ne ho idea.
il problema della Borsa italiana è che un numero imrpessionante di aziende si quotano all'estero e non a Milano, ma sopratutto dal fatto che siamo una nazione di PICCOLE E MEDIE IMPRESE.
che non si quotano.
la Spagna ha più GRANDI imprese. e le concentrazioni son oben gradite dallos tato dirigista iberico.
cosa che non avviene in Italia.
basti pensare alle Banche. in Spagna che ha una economia che è 3/4° della nostra hanno 2 colossi bancari. noi tanti piccoli nanetti.
e la capitalizzazione di una Borsa ne risente.

GENIUS LOCI
September 17th, 2005, 03:00 AM
Sul fatto che la Fiat obbedisca ai diktat della politica ho i miei dubbi; semmai il contrario

Per andare a Melfi la Fiat ha aspettato che qualche politico (magari "stimolato" dall'azienda stessa) mettesse a punto qualche bel finanziamento statale: così che alla Fiat stessa convenisse di più, economicamente, andare a produrre nel Sud Italia rispetto che in Polonia o in Brasile...
Ovviamente licenziando operai al Nord, sennò il gioco non valeva la candela...

Non ubbidiva alla politica la Fiat, ma la teneva a bacchetta, soprattutto da quando le cose sono iniziate ad andare male: col sempreverde ricatto del "mando a casa tutti e trasferisco baracca, burattini e produzione all'estero"... altro che vanto dell'industria Italiana e Torinese; la dirigenza se ne fregava: tirava fuori (tira fuori...) l'italianità e il fatto di essere il vanto e l'orgoglio di Torino, quando gli conveniva a lei, per ragioni di immagine
Mi spiace per i Torinesi del forum, ma dalla dirigenza di Giovanni Agnelli in poi (spero che Montezemolo cambi, ma già lo vedo su una strada che non mi piace...), la Fiat ha condizionato la sua presenza sul territorio italiano e a Torino con contropartite in termini di aiuti statali; usando sempre la efficace arma del ricatto, per quanto velato fosse...

Pavlvs
September 17th, 2005, 10:41 AM
Quoto Genius.
Ed aggiungo il carico da 90.
E' piuttosto noto come negli anni 60 la Gm, nel suo piano d'espansione in Europa, avesse vagliato la possibilità di impiantare una fabbrica Opel in Italia, che all'epoca era altamente competitiva avendo già una discreta rete autostradale - almeno rispetto agli altri paesi europei - un costo del lavoro basso ed una lira stabile.
E' stranoto poi come negli anni 70 la Ford avesse cercato prima di impiantare una fabbrica in Italia, poi di acquistare la Ferrari ed infine, negli 80, di comprare l'Alfa Romeo.
In tutti questi casi, salvo che in quello della Ferrari dove fu rilevante la sola volontà di Enzo Ferrari, sappiamo bene che il governo italiano ostracizzò l'investimento straniero in Italia nel timore che gli stranieri andassero a togliere quote di mercato alla Fiat.
E nel caso dell'Alfa Romeo, Prodi letteralmente regalò l'industria milanese agli Agnelli, sebbene Ford avesse presentato un'offerta clamorosamente più conveniente.
Lo stesso Prodi ha confessato neanche qualche anno fa che all'epoca la decisione fu dettata dalla volontà politica di creare un gigante dell'auto italiana, sebbene per le tasche degli italiani (Alfa Romeo era di proprietà dello Stato) fosse più conveniente l'offerta concorrente.
A voler i calcoletti: quanti posti di lavoro -soprattutto al Sud - si sono persi per perseguire siffatta politica?

Ma non solo.
L'Italia si è costruita in questo modo la fama di paese dove è difficile se non impossibile per gli stranieri impiantare industrie meccaniche in genere, automobilistiche in ispecie.
L'unico investimento straniero di tal fatta è lo stabilimento Getrag in Puglia, dove si producono cambi.
Una volta c'era pure a Goodyear a Latina, ma hanno chiuso e sono scappati all'estero.
Per il resto nel corso degli anni l'industria automobilistica mondiale è andata a costruire ovunque, e non solo in paesi dal costo del lavoro bassissimo, ma anche in paesi con un costo del lavoro come il nostro se non più alto.

La Chrysler andò a produrre i Grand Cherokee in Austria, mica in Mozambico.
La Nissan e la Toyota sono andate a produrre Micra e Corolla in Gran Bretagna.
Lo stesso ha fatto la Bmw con la Mini (uno stabilimento completamente nuovo, che non c'entra nulla con quello della vecchia mini, e che i tedeschi avrebbero potuto impiantare ovunque).
L'americana Ford produce in Belgio, e la svedese Volvo è andata a produrre in Olanda.
La Daimler/Chrysler produce la Smart in Francia.

In Italia l'unica produzione per conto di industrie estere viene fatta negli stabilimenti Pininfarina, dove gli eredi di Pinin curano tutta l'ingegnerizzazione della vettura, dal disegno alla messa su strada.
E si tratta comunque di prodotti di nicchia, tipo il Pajero Pinin, la 406 coupè o l'Astra cabriolet.

I risultati evidentissimi è che paesi SENZA un industria automobilistica nazionale, come il Messico, il Canada, il Brasile e soprattutto la Spagna oggi producono più autovetture dell'Italia, e nel caso della Spagna producono il DOPPIO dell'Italia.
Presto ci supereranno, per numero di vetture prodotte, anche la Cina, l'India ed il Brasile, ma questo è ovvio viste le dimensioni dei paesi in questione .
Ma soprattutto ci supereranno, e questo non è ovvio, anche la Polonia, la Turchia e soprattutto la Slovacchia.
Segue la tabella della produzione mondiale anno 2003.


Paese Produzione 2003
Usa 8.716.000
Giappone 8.478.300
Germania 5.145.400
Francia 3.343.400
Sud Corea 2.819.400
Spagna 2.647.800
Canada 2.063.500
Cina 2.005.200
Gran Bretagna 1.657.600
Brasile 1.567.300
Messico 1.265.400
Russia 1.029.100
Italia 1.026.500

Stranfiér
September 17th, 2005, 04:12 PM
Il sottosegretario Aldo Brancher, in visita ad Abitare il Tempo, assicura il sostegno del governo anche per difendersi da Milano
«La Fiera deve pensare in grande»
E il presidente Castelletti invita a «rivedere tutto il sistema della mobilità


Se Verona è al centro di un sistema geografico importante, all’incrocio tra il Corridoio 1 (Brennero) e il Corridoio 5 (Transpadano), la Fiera è il suo perno. E quindi deve sviluppare questa centralità, trovare alleanze, ampliarsi, deve essere sostenuta da Governo e istituzioni per nuove infrastrutture (e qui ritorna l’annosa problema dei parcheggi). Perché «la Fiera va supportata e non sopportata», ma anzi va «incardinata nella piattaforma logistica del Nordest, appunto Verona».
Così il sottosegretario alle Riforme Aldo Brancher ieri mattina in visita ad Abitare il Tempo ha voluto testimoniare il proprio impegno, e del Governo, per dare ulteriore slancio e impulso a Veronafiere. Tre i messaggi fondamentali.
Primo: «La Fiera ha punti fermi importantissimi con Vinitaly, Fieragricola, Marmomacc e altro ancora, e io per primo mi impegno ad aiutare l’ente per aumentare il suo volume di attività: non ci dobbiamo fermare, ma dobbiamo aprirci ad altre fiere del Veneto. In questo senso la presidenza di Castelletti ha avviato un progetto lungimirante e importante: non possiamo restare da soli».
Secondo punto. «Verona è stata individuata nel Dpef come piattaforma logistica del Nordest per dare concretezza e contenuti alla sua centralità, crocevia di due corridoi europei fondamentali. In ottobre faremo a Verona un convegno per fare il punto con Ferrovie e Governo sulle grandi opere che riguardano Verona; la Fiera in questa ottica deve pensare in grande perché prenda in mano questa centralità e la sviluppi. Per questo dobbiamo coordinare il lavoro di Zai, Ferrovie, Autostrade per la Fiera può avere un ruolo importante in questo senso».
Terzo: in questa prospettiva, le istituzioni devono impegnarsi a sostenere la Fiera. «Porta sviluppo, crescita economica, aiuta le imprese: chi la sopporta e non la supporta dice una bestemmia. La Fiera», ha aggiunto, «va lasciata libera di muoversi, interferenze di altro genere devono essere molto accorte. Qui c’è di mezzo l’espansione e lo sviluppo non solo della Fiera ma anche dell’economia e quindi va collegata al polo logistico, con potenziamento di viabilità e di accessi, incardinandola nella piattaforma logistica».
Spostarla? «Sta bene qui, sviluppiamo quello che c’è». La concorrenza di Milano? «È necessario che come Governo interveniamo nel settore delle Fiere: Milano ha una potenzialità enorme che può schiacciare chiunque; dobbiamo trovare delle aree nelle quali fare accordi, senza andare a prove muscolari. Con la Lombardia dobbiamo fare sistema e non concorrenza, difendendo i nostri ruoli, come avvenuto nel caso degli aeroporti Catullo e Montichiari: se è vero che siamo in Europa dobbiamo ragionare per distretti».
Il nodo di fondo resta comunque, ora che sono stati aperti i cantieri per nuovi padiglioni, la realizzazione di nuovi parcheggi nelle aree destinate al Polo finanziario e l’accessibilità al quartiere: «Oggi esistono sistemi innovativi per realizzare opere infrastrutturali e logistiche - ha ricordato il presidente di Veronafiere, Luigi Castelletti -che rendono sempre più fluidi e accessibili le vie di ingresso ai centri di smistamento e spedizione delle merci, sia su gomme che rotaia, del trasporto di persone e degli scambi, come lo è una Fiera. Occorre il coraggio di nuove idee e di nuovi modi di pensare la mobilità, che non deve rimanere ancorata ai vecchi sistemi».

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GENIUS LOCI
September 17th, 2005, 06:05 PM
^^
Come ti permetti di riportare il thread al suo topic originario... :D

Stranfiér
September 19th, 2005, 01:14 PM
^^
Come ti permetti di riportare il thread al suo topic originario... :D

Riportarvi sulla retta via è la mia funzione in questo forum! ;)

Stranfiér
November 15th, 2005, 01:44 PM
Martedì 15 Novembre 2005

Fondi a Milano: la Fiera si ribella

Appello di Castelletti ai politici dopo la notizia che solo il polo lombardo ha ottenuto finanziamenti

I parlamentari si impegnano a intervenire sulla Finanziaria
Servono risorse anche per viabilità e parcheggi. Assicurazioni di Zanotto


di Enrico Giardini



Soldi per la Fiera di Verona nella legge finanziaria? Le strade percorribili per ottenerne sono due, dopo che sembra assodato che la fiera di Milano, unica in Italia, ha ottenuto 22 milioni e mezzo di euro, attraverso un duplice stanziamento all’Anas e al Comune di Milano, da girare poi in opere viabilistiche per la fiera ambrosiana. Quindi, per Verona: o diminuire la quota toccata a Milano (originariamente di 25 milioni, poi ridotta del 10 per cento), oppure fare in modo che vengano aggiunti altri soldi oltre a quelli già stanziati, da utilizzare anche per l’ente scaligero. I politici veronesi comunque si sono impegnati ieri a trovarli, questi soldi, inserendo un emendamento per la fiera di Verona nella finanziaria.
A tracciare i tempi e gli spazi di manovra sono in particolare i due deputati scaligeri che operano nella commissione Bilancio della Camera, Alberto Giorgetti di Alleanza nazionale ed Ettore Peretti dell’Udc (quest’ultimo relatore della finanziaria) oltre al sottosegretario alle riforme istituzionali, Aldo Brancher, di Forza Italia. I tre erano presenti ieri mattina all’incontro convocato dal presidente di Veronafiere, Luigi Castelletti, a cui hanno partecipato il sindaco Paolo Zanotto, il vicepresidente della Provincia Antonio Pastorello, il vicepresidente della Camera di Commercio Enrico Ghinato e i deputati Pieralfonso Fratta Pasini e Massimo Ferro (Forza Italia), Annamaria Leone (Udc), Francesca Martini e Federico Bricolo (Lega Nord, quest’ultimo sottosegretario), il senatore Luigi Viviani (Ulivo) e Aventino Frau e l’assessore regionale Stefano Valdegamberi, veronese.
Il tema del finanziamenti tocca direttamente la fiera ma di riflesso l’intera Verona, per le opportunità economiche e d’immagine che le rassegne fieristiche offrono alla città, per tre quarti dell’anno. Ma risorse alla fiera significa anche possibilità di costruire opere utili a migliorare la viabilità nelle zone limitrofe all’area dei padiglioni, quindi il quartiere Golosine e l’intera Zai, soprattutto con nuovi parcheggi. Il che, in parte è gi successo, visto che la Fiera ha costruito il parcheggio multipiano in viale dell’Industria e quello a raso all’ex macello, in area di proprietà dell’ente.
Giorgetti tiene il profilo basso. Vale a dire: meno se ne parla, dei soldi che devono arrivare a Verona, meglio è per farli arrivare. «In una legge finanziaria di due anni abbiamo fatto giungere alla Fiera di Verona 15 milioni di euro, assegnati alla Regione che li ha girati alla Fiera. Intendiamo fare la stessa cosa stavolta, e abbiamo un impegno per trovare altri 10 milioni di euro. Normale che Milano rivendichi per sè dei soldi. Noi comunque ci stiamo muovendo».
È Peretti a tracciare il doppio binario: «O togliere qualcosa a Milano e fare in modo che altre fiere possano avere dei finanziamenti», ha detto, «oppure aggiungere a quelli già stanziati per Milano altri soldi per Verona. Dovremo insistere politicamente per fare sì che il principio valso per Milano possa valere anche per Verona. Meglio, comunque, che i progetti da finanziare possa tramutarsi presto in opere». Quest’ultimo non sembra essere un problema per il presidente di Veronafiere, Luigi Castelletti. «Abbiamo richiamato i nostri parlamentari che operano a Roma sulla legge finanziaria ad attivarsi per trovare soldi per la fiera, che sta lavorando per ampliare il suo spazio espositivo ma che sempre di più deve pensare anche ai parcheggi nei quartieri attorno, per rendere migliroe la viabilità. I progetti li abbiamo e i soldi, se arrivano, sappiamo come impiegarli».
Il piani di sviluppo della fiera porterà a 150mila metri quadrati complessivi di spazi a disposizione, tra padiglioni, uffici e parcheggi. Il sindaco Zanotto ha parlato proprio dei parcheggi. «Siamo impegnati per fornire alla Fiera tutte le opportunità per migliorare l’offerta di posti auto per visitatori ed espositori delle varie rassegne. Abbiamo già stabilito che nell’area antistante al Palaexpo della fiera si possa realizzare un parcheggio di 800 posti auto e che altri 1.000 posti auto si possano ricavare in parte dell’area dell’ex mercato ortofrutticolo rimasta al Comune, vicino al futuro polo finanziario».
Brancher conclude ribadendo «il sostegno al chi alla Camera sta operando per portare soldi alla Fiera di Verona», dice, «che deve affrontare e risolvere insieme alla città il problema dei parcheggi e della viabilità».




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fcom1
November 15th, 2005, 07:03 PM
VERONA DA OGGI IL SALONE INTERNAZIONALE BUS&BUS BUSINESS
(ANSA) - ROMA - Di scenaa Verona il salone internazionale Bus & Bus Business. Fino al 19 novembre la Fiera scaligera sara' la vetrina e il punto di incontro per tutti coloro i quali si occupano di trasporto di persone su gomma ed oltre, sia esso urbano che extraurbano, interurbano o gran turismo. Giunto alla decima edizione Bus & Bus, manifestazione a cadenza biennale, si propone di migliorare gli ottimi risultati ottenuti nella precedente edizione. Nell'edizione di quest'anno sono coinvolte quasi 200 aziende oltre il 20% delle quali straniere provenienti da 16 Paesi.
Nel 2003 vi hanno preso parte 198 aziende di livello internazionale (22,22% estere) provenienti da 16 paesi; tra loro le maggiori Case costruttrici europee oltre alle piu' qualificate aziende specializzate in accessori, ricambi e servizi ed a quanto gravita intorno al mondo dei mezzi di trasporto pubblico di persone, nonche' alla stampa tecnica di settore.
Il Salone, nell'edizione di due anni fa, si e' sviluppato su un area di oltre 40.000 mq. (di cui oltre un terzo occupato da marchi esteri) ed ha visto la presenza di 12.938 visitatori professionali qualificati, provenienti da 32 paesi, oltre a 67 giornalisti specializzati inviati da 11 nazioni . Si tratta, comunque, di un evento a 360 gradi.
Nei cinque giorni della fiera in calendario riunioni, seminari, corsi di formazione, assemblee di categoria, iniziative speciale, prove tecniche e anteprime. (ANSA). KQG

Vitruvio
November 22nd, 2005, 09:47 AM
ACCORDO TRA FIERA MILANO E VERONAFIERE NELLE MANIFESTAZIONI DEI VEICOLI COMMERCIALI E INDUSTRIALI


VeronaFiere entra nel capitale di TL.TI Expo, Società del Gruppo Fiera Milano che gestisce la manifestazione Transpotec & Logitec nel settore dei veicoli industriali, rilevandone il 25% dalla Famiglia Macola, socio di Fiera Milano con il 40% di TL.TI Expo.
Fiera Milano consente alla Famiglia Macola di esercitare in anticipo l’opzione call a suo tempo concessa sul 9% del capitale di TL.TI Expo.
La nuova compagine azionaria vedrà soci di TL.TI Expo il Gruppo Fiera Milano (tramite la controllata Fiera Milano Tech) con il 51%, VeronaFiere con il 25% e la Famiglia Macola con il 24%.
Milano-Verona, 21 novembre 2005. Fiera Milano e VeronaFiere hanno concluso un accordo che vede il suo punto di forza nella collaborazione che i due quartieri fieristici hanno deciso di avviare per la gestione della manifestazione Transpotec & Logitec (Salone Internazionale delle Tecnologie dei Trasporti su strada, dei Servizi Intermodali e della Logistica) giunto alla decima edizione. Il salone, di proprietà di TL.TI Expo - società del Gruppo Fiera Milano - dall’aprile 2006 si svolgerà nel nuovo grande quartiere espositivo fieramilano.

Secondo gli accordi raggiunti, la Famiglia Macola cederà a VeronaFiere il 25% di TL.TI Expo, a valere sulla quota del 40% che detiene attualmente, e le parti rinunceranno ad ogni diritto nell’ambito della controversia derivante dal trasferimento di Transpotec & Logitec da Verona a Milano.
Al tempo stesso Fiera Milano SpA consente alla Famiglia Macola di anticipare, rispetto al secondo semestre del 2007, l’esercizio della opzione call prevista negli accordi del dicembre 2004, sulla quota del 9% direttamente rilevata dalla stessa Fiera Milano SpA. Grazie all’esercizio anticipato dell’opzione la quota della Famiglia Macola in TL.TI Expo si attesta al 24%.
Il restante 51% resta in portafoglio a Fiera Milano Tech, controllata di Fiera Milano specializzata nelle manifestazioni a carattere tecnico.

L’attuale patto parasociale tra il Gruppo Fiera Milano e la Famiglia Macola sarà risolto e sostituito da un nuovo patto parasociale, i cui termini sono già recepiti nell’accordo siglato oggi e riguardano sia le modalità operative con cui i tre soci gestiranno le iniziative nei settori dei veicoli commerciali e industriali, della logistica e delle macchine movimento terra da cantiere per l’edilizia, sia le regole di governance di TL.TI Expo, tra cui la definizione della composizione degli organi sociali ed il loro funzionamento, prevedendo maggioranze qualificate sui temi più rilevanti della gestione della Società.
La manifestazione Transpotec & Logitec sarà da subito commercializzata anche con il coinvolgimento di VeronaFiere e a partire dalla terza edizione la segreteria organizzativa della mostra sarà svolta a condizioni di mercato da VeronaFiere, presso il quartiere di Fiera Milano.

Infine, nell’accordo è prevista un’opzione put a favore di VeronaFiere ed un’opzione call a favore di Fiera Milano, a condizioni predefinite, nell’ipotesi di disaccordo su alcuni specifici temi riguardanti i rapporti tra Soci.
L’accordo ha una durata di cinque anni ed è rinnovabile automaticamente di eguali periodi, salvo disdetta da comunicare con sei mesi di preavviso.

Il Presidente di Fiera Milano spa, Michele Perini, sottolinea che “l’atteggiamento di salvaguardia e di valorizzazione del sistema fieristico italiano, che dobbiamo rendere altamente professionale e orientato alla razionalizzazione degli eventi, passa anche attraverso operazioni di collaborazione come quella che abbiamo definito oggi con VeronaFiere”.
“Con questo accordo - osserva l’Amministratore delegato di Fiera Milano spa, Piergiacomo Ferrari - abbiamo dato, come già nel recente passato, un importante contributo alla razionalizzazione dell’offerta fieristica, che questa volta ha riguardato il settore dei veicoli industriali. Abbiamo risposto con ciò ad una richiesta manifestata con chiarezza dagli operatori ed in particolare dalle grandi case che storicamente partecipano alla manifestazione Transpotec & Logitec. Sono certo che questi operatori apprezzeranno lo sforzo che noi e VeronaFiere abbiamo fatto, anche grazie al contributo e alla disponibilità del fondatore della manifestazione, Ferruccio Macola”.

“Con l’intesa che oggi abbiamo concluso – afferma il presidente di VeronaFiere, Luigi Castelletti – si apre un nuovo capitolo nella collaborazione tra quartieri fieristici in Italia. VeronaFiere e Fiera Milano hanno saputo cogliere questa opportunità. Auspichiamo che l’accordo odierno, che riconosce l’importanza per il sistema fieristico di potenziare le rassegne di livello internazionale e le punte di eccellenza che abbiamo, possa essere il primo di una lunga serie, a vantaggio di tutti gli operatori che continuano a credere nelle fiere come fondamentale leva competitiva per lo sviluppo del proprio business”.
Il direttore generale di VeronaFiere, Giovanni Mantovani, dichiara: “sono molto soddisfatto di questo accordo che avvia nuove collaborazioni fra poli fieristici e consente a VeronaFiere di poter dedicare ancora maggior attenzione allo sviluppo delle manifestazioni internazionali del settore gestite direttamente, quali Samoter e Bus&Bus Business”.


E ora scambiatevi un segno di pace...

Vitruvio
November 29th, 2005, 10:13 AM
A dispetto del post precedente è notizia di oggi, tratta dal Sole24ore, dell'accordo tra Miwine e la Fiera enologica di madrid che si terranno ad anni alterni e con un forte legame commerciale (legato al mercato e alla produzione del Sudamerica) al fine di insidiare Vinitaly e la fiera di Bordoux

Vitruvio
November 29th, 2005, 10:27 AM
GENNAIO 2006
18-20 gennaio

PROMOTIONTRADE EXHIBITION
fieramilanocity

18-22 gennaio

FESTIVITY
fieramilano - Nuovo Quartiere

20-23 gennaio

CHIBI&CART
fieramilano - Nuovo Quartiere

20-23 gennaio

MACEF
fieramilano - Nuovo Quartiere

24-27 gennaio

TAU INTERNATIONAL
fieramilanocity

28-29 gennaio

ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE CANINA DI MILANO
fieramilanocity

FEBBRAIO 2006
2-5 febbraio

iosposa
fieramilanocity

8-10 febbraio

INFOSECURITY ITALIA 2006
fieramilanocity

8-10 febbraio

STORAGE EXPO ITALIA
fieramilanocity

10-13 febbraio

MILANOVENDEMODA
fieramilanocity

14-17 febbraio

MILANO UNICA - Il Salone Italiano del Tessile
fieramilano - Nuovo Quartiere

14-18 febbraio

IPACK-IMA
fieramilano - Nuovo Quartiere

14-18 febbraio

PLAST '06
fieramilano - Nuovo Quartiere

17-19 febbraio

FLORMART - MIFLOR
PADOVA - Quartiere Fiera

17-20 febbraio

MORE
fieramilanocity

18-21 febbraio

BIT
fieramilanocity

18-26 febbraio

MILANO MODA DONNA
fieramilanocity

28 febbraio - 4 marzo

MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT (con Servitis e Expobagno)
fieramilano - Nuovo Quartiere

MARZO 2006
1-5 marzo

LA PRIMAVERA IN FIERA
fieramilanocity

15-17 marzo

PROMOTION EXPO
fieramilanocity

15-18 marzo

EXPO DEL CAPITALE UMANO E DELL'INNOVAZIONE
fieramilanocity

15-18 marzo

LIFT
fieramilano - Nuovo Quartiere

15-18 marzo

SICUREZZA
fieramilano - Nuovo Quartiere

15-18 marzo

SICURTECH EXPO
fieramilano - Nuovo Quartiere

15-19 marzo

MIFUR
fieramilanocity

16-19 marzo

MICAM SHOEVENT
fieramilano - Nuovo Quartiere

16-19 marzo

MIPEL - THE BAGSHOW
fieramilano - Nuovo Quartiere

17-19 marzo

CARTOOMICS
fieramilanocity

20-21 marzo

ANTEPRIMA
fieramilanocity

29 marzo - 1 aprile

VENDITALIA
fieramilanocity

30 marzo - 2 aprile

MIART
fieramilanocity

APRILE 2006
1-9 aprile

MILANO INTERNAZIONALE ANTIQUARIATO
fieramilanocity

5-10 aprile

EIMU.2006
fieramilano - Nuovo Quartiere

5-10 aprile

EUROCUCINA
fieramilano - Nuovo Quartiere

5-10 aprile

SALONE INTERNAZIONALE DEL BAGNO
fieramilano - Nuovo Quartiere

5-10 aprile

SALONE INTERNAZIONALE DEL COMPLEMENTO D'ARREDO
fieramilano - Nuovo Quartiere

5-10 aprile

SALONE INTERNAZIONALE DEL MOBILE
fieramilano - Nuovo Quartiere

26-29 aprile

WORLD FRUIT
fieramilano - Nuovo Quartiere

26-30 aprile

TRANSPOTEC & LOGITEC
fieramilano - Nuovo Quartiere

MAGGIO 2006
5-8 maggio

MIDO
fieramilanocity

9-12 maggio

SCOPERTA
fieramilano - Nuovo Quartiere

9-13 maggio

CONVERFLEX EUROPE 2006
fieramilano - Nuovo Quartiere

9-13 maggio

GRAFITALIA
fieramilano - Nuovo Quartiere

16-20 maggio

SASMIL
fieramilano - Nuovo Quartiere

16-20 maggio

XYLEXPO
fieramilano - Nuovo Quartiere

23-26 maggio

EXPO ITALIA REAL ESTATE
fieramilano - Nuovo Quartiere

26-29 maggio

CHIBIDUE
fieramilanocity

26-29 maggio

CHIBIMART - AFFARI D'ESTATE
fieramilanocity

28-30 maggio

MODAPRIMA
fieramilanocity

GIUGNO 2006
12-14 giugno

MIWINE
fieramilano - Nuovo Quartiere

23-26 giugno

SPOSAITALIA COLLEZIONI
fieramilanocity

SETTEMBRE 2006
8-11 settembre

BIJOUX
fieramilano - Nuovo Quartiere

8-11 settembre

MACEF
fieramilano - Nuovo Quartiere

12-15 settembre

MILANO UNICA - Il Salone Italiano del Tessile
fieramilano - Nuovo Quartiere

15-18 settembre

EICMA 2006 - 64^ ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DEL CICLO
fieramilano - Nuovo Quartiere

20-23 settembre

BIAS
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20-23 settembre

FLUIDTRANS COMPOMAC
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21-24 settembre

MICAM SHOEVENT
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22-25 settembre

MIPEL - THE BAGSHOW
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23 settembre - 1 ottobre

MILANO MODA DONNA
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OTTOBRE 2006
4-5 ottobre

ICI - International Congress & Incentive Market Place
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4-7 ottobre

INTERNATIONAL EXPODENTAL
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4-8 ottobre

IBTS
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4-8 ottobre

SMAU
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5-8 ottobre

WELLNESS WORLD EXHIBITION
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5-10 ottobre

BIMU
fieramilano - Nuovo Quartiere

5-10 ottobre

SFORTEC
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20-23 ottobre

EXPO TRADE
fieramilano - Nuovo Quartiere

20-23 ottobre

SHOP PROJECT
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28 ottobre - 5 novembre

LA MIA CASA
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NOVEMBRE 2006
9-11 novembre

VISUAL COMMUNICATION
fieramilano - Nuovo Quartiere

9-12 novembre

LA PIAZZA DEI MERCANTI
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10-13 novembre

EXPO DEI SAPORI
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10-13 novembre

EXPO DETERGO INTERNATIONAL
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14-19 novembre

EICMA 2006 - 64^ ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DEL MOTOCICLO
fieramilano - Nuovo Quartiere

17-20 novembre

CHIBIMART INVERNO
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26-28 novembre

MODAPRIMA
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DICEMBRE 2006
2-10 dicembre

AF / L'ARTIGIANO IN FIERA
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DATE DA DEFINIRSI

ANTEPRIMA
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ANTIQUARIA
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FUTURSHOW
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MILANO MODA UOMO
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MILANO MODA UOMO
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MILANOVENDEMODA
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SALONE DEL LIBRO USATO
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Vitruvio
November 30th, 2005, 09:22 AM
GEMELLAGGIO

Fiera di Milano e di Madrid Intesa sulle rassegne del vino

MILANO - Alleanza italo-spagnola sul vino. Fiera Milano e Ifema, l’omologa società di Madrid, hanno siglato un accordo di collaborazione su MiWine e IberWine: le due manifestazioni avranno una promozione reciproca, con l’obiettivo di acquisire espositori dell’area ispanica (Spagna, ma anche Portogallo, Cile e Argentina) per il salone milanese, e produttori italiani per l’appuntamento di Madrid. L’accordo avvierà anche un programma di visite da parte delle aziende del settore a prestigiose cantine europee. «Siamo molto soddisfatti - commenta l’amministratore delegato di Fiera Milano, Piergiacomo Ferrari -. L’accordo produrrà risultati interessanti nel comparto vinicolo, dove Fiera Milano e Ifema possono contare su mercati di produzione e consumo tra i maggiori al mondo. Per MiWine questo accordo significa ampliare la popolarità della manifestazione anche in America Latina, un mercato emergente e molto interessante».

Stranfiér
November 30th, 2005, 01:14 PM
Mercoledì 30 Novembre 2005

A Vinitaly China 34 aziende regionali
Zaia: Veneto ok

«L’azione della Regione per promuovere l’agroalimentare veneto di qualità nel mercato cinese non si esaurirà con la presenza a Shanghai, ma continuerà attraverso una serie di iniziative nel corso del 2006, che riguarderanno sia la valorizzazione e il supporto commerciale alle imprese venete, sia altre attività per favorire la conoscenza del “Veneto wine and food” in Cina: attraverso il circuito della ristorazione, la formazione degli operatori, contatti con i media locali». Lo sottolinea il vicepresidente della Giunta regionale Luca Zaia, al termine Vinitaly China, rassegna internazionale del settore vinicolo promossa da VeronaFiere.
«La manifestazione - fa presente Zaia - è stata anche un’ulteriore occasione per presentare l’offerta e il logo turistico del Veneto, nel contesto dell’azione che abbiamo già avviato prima in Germania e poi a Londra per dare un’immagine unificata e identitaria della regione e del suo turismo».
A Shanghai hanno partecipato 34 aziende vitivinicole venete, che rappresentavano un campione estremamente significativo della produzione enologica regionale (12 aziende di Verona, 8 di Treviso, altrettante di Vicenza, 4 di Venezia e 2 di Padova).


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Vitruvio
December 2nd, 2005, 11:50 AM
LA CITTÀ CHE STA NASCENDO
Nuova Fiera, un colosso per puntare all’Europa

OBIETTIVO 2006

La nuova Fiera di Roma non è più solo un progetto sulla carta. I primi padiglioni del moderno quartiere espositivo sono ormai quasi ultimati. Nel cantiere aperto un anno e mezzo fa a Ponte Galeria, sull’asse che unisce la Capitale a Fiumicino, ogni giorno sono impegnati 400 operai, dal primo gennaio il numero sarà triplicato. E il 21 aprile 2006, Natale di Roma, sarà consegnato il primo lotto: 8 padiglioni per una superficie coperta complessiva di oltre 70 mila metri quadrati. Il progetto iniziale prevedeva come primo step 14 blocchi, ma il numero è stato ridotto per accelerare i tempi. Anche perché alle porte bussano gli espositori e gli organizzatori di eventi. A settembre infatti si apriranno le danze con la prima rassegna: Orocapital, dedicata alla gioielleria e ai prodotti dell’extra lusso. E sarà solo l’inizio. Già dal 2007 è previsto un fitto calendario di appuntamenti (una trentina le le manifestazioni già fissate), mentre il nuovo polo continuerà a crescere e presto manderà in pensione la vecchia di Fiera sulla Cristoforo Colombo. Ed entro il 2009 è prevista la fine dei lavori che regaleranno alla città la seconda struttura espositiva italiana per dimensioni (dopo Milano), una fra le più grandi in Europa. Il tutto firmato da un architetto famoso: Tommaso Valle. La nuova Fiera di Roma porta in dote una promessa importante: «A regime la struttura darà lavoro direttamente e indirettamente a 8400 persone, il fatturato previsto complessivo è di 700-800 milioni di euro all’anno», ha spiegato il presidente Roberto Bosi partecipando ieri a un incontro per illustrare lo stato di avanzamento dei lavori. «Per la città e per l’economia locale è un’opera importante, ma sarà un traino per tutto il sistema fieristico italiano e per il turismo», ha aggiunto Andrea Mondello, presidente della Camera di Commercio, azionista principale della Fiera di Roma Spa, che raccoglie nel libro soci fra gli altri anche Comune e Regione.
Il nuovo quartiere espositivo avrà i numeri per competere con le maggiori piazze internazionali: a regime la Fiera potrà disporre di 22 padiglioni collegati da una passerella sopraelevata, un centro congressi da 4 mila posti, 21 sale riunioni, uffici, servizi di ristorazione, ufficio postale, sportelli bancari, agenzie di viaggio, spazi espostivi anche all’aperto, megaparcheggi (14 mila posti in tutto) e via discorrendo. L’investimento, assistito da linee di credito concesse da banche del gruppo Capitalia, ammonta a 355 milioni, interamente coperti dagli azionisti della Fiera. Le infrastrutture di accesso, comprese due ampie strade di imminente apertura a 3 corsie per senso di marcia, costeranno 150 milioni a Comune e Anas. Prima dell’inaugurazione del prossimo aprile sarà realizzata inoltre la stazione ferroviaria Fiera sulla Roma-Fiumicino. È prevista anche la realizzazione di un attracco sul Tevere, che scorre a poca distanza dai padiglioni. L’architetto Valle, insieme alla Soprintendenza di Ostia e alla Camera di Commercio, sta poi studiando un progetto di fattibilità per la tutela e la valorizzazione dell’antica via Portuense, che lambisce le nuove costruzioni. E i visitatori, se l’iniziativa andrà in porto, passeggiando fra un padiglione l’altro potranno fare anche un tuffo nella storia.

Paolo Foschi

Vitruvio
December 2nd, 2005, 11:52 AM
«Alleanza con Milano? Solo alle nostre condizioni»

La Fiera di Roma riapre uno spiraglio all’ipotesi dell’alleanza con Milano. «Ma solo a condizioni paritetiche, non vogliamo essere subalterni a nessuno»: lo ha detto ieri Andrea Mondello, numero uno della Camera di Commercio e presidente della società che sta realizzando la nuova struttura capitolina. Nei mesi scorsi la trattativa per costruire una partnership fra i due principali poli espositivi italiani si era arenata, nonostante la mediazione di Maria Pia Garavaglia, vicesindaco di Roma ma milanese di nascita e profonda conoscitrice dei poteri forti del capoluogo lombardo. La Fiera di Milano, vantando numeri più rilevanti e tradizioni più solide rispetto all’ente romano, voleva il controllo dell’alleanza. Richiesta respinta al mittente. «L’importanza non è legata solo alle dimensioni. Roma può offrire tantissimo, sia perché il nuovo polo sarà una struttura di altissimo livello, sia perché l’offerta potrà essere integrata con il valore aggiunto della capitale», ha spiegato Mondello. La trattativa va comunque avanti. Almeno per adesso, però, non c’è più in ballo l’ipotesi dello scambio azionario, che avrebbe sancito una sorta di fusione fra le due società, ma solo la collaborazione su singoli progetti da portare avanti insieme. La porta su Milano resta dunque aperta, anche se a metà. La Fiera di Roma non è rimasta al palo. «Abbiamo già raggiunto un accordo di massima per realizzare nel 2007 un imporante evento internazionale sul turismo insieme alla Fiera di Rimini - ha spiegato Mondello - e stiamo studiando iniziative con altre realtà del settore. Non sfidiamo nessuno,siamo pronti a collaborare con tutti per rendere più competitivo il sistema Italia. Punteremo in particolare su tre settori, turismo, cultura e industria agroalimentare, che rappresentano tre forti vocazioni territoriali». Ma il polo espositivo sarà aperto anche ad altro: dai convegni alle manifestazioni sportive, dalle feste alle rassegne dedicate all’hi-tech. «La struttura - ha commentato Raffaella Alibrandi, amministratore delegato - si presta a ospitare qualsiasi tipo di manifestazione. La nuova Fiera quindi non solo riceverà in eredità il calendario degli eventi che finora sono stati ospitati sulla Colombo, ma sarà aperta a tantissime altre iniziative». Fra i sogni di Mondello c’è anche la realizzazione di un Salone internazionale del libro. Già nel 2007, intanto, si terrà un’importante rassegna dedicata al cibo, ai prodotti tipici e all’industria enogastronomica. Qualcuno sussurra anche di un progetto per una manifestazione internazionale dedicata al vino. Le idee sono dunque tantissime. «E lo spazio per metterle in atto adesso c’è», ha detto con soddisfazione la Alibrandi. Sul piano finanziario, «è assai improbabile la quotazione in Borsa», ha affermato Mondello, che ha però auspicato l’ingresso dei privati nell’azionariato. «Mi auguro che gli imprenditori romani capiscano l’importanza del progetto e vogliano partecipare a questa grande sfida».

P. Fo.