View Full Version : TESTA A TESTA MALPENSA E FIUMICINO
gruber September 29th, 2005, 07:10 PM CLASSIFICA DEGLI AEROPORTI:
TESTA A TESTA MALPENSA E FIUMICINO
1 passeggero internazionale su 3 in Italia (e quasi 1 kg di merci ogni 2) passa da Malpensa
Ma il “Sistema Milano” (Malpensa – Linate) è il più grande scalo italiano
Milano, 29 settembre 2005. Si scrive Malpensa, ma si pensa all’estero. Oltre 13 milioni di passeggeri internazionali (che provengono dall’estero o che vanno all’estero), pari al 30% del totale nazionale: a Milano-Malpensa ogni 4 passeggeri, tre sono “internazionali”. E la scelta, oltre che sui voli di linea, cade anche sui charter (con il 25% del tot. nazionale). Direzione? I movimenti da e verso la Spagna raggiungono gli 1,6 milioni di passeggeri; ma tra le prime dieci posizioni c’è anche l’Egitto e il Brasile. Bene le mete esotiche: dal Marocco, a Cuba, agli Emirati Arabi Uniti (oltre 100 mila passeggeri all’anno). Complessivamente, Malpensa e Fiumicino si dividono la palma del primo aeroporto italiano. Mentre Linate si piazza al terzo posto. La classifica è stata calcolata tenendo presente 7 indicatori (tot. passeggeri; tot. passeggeri internazionali; numero movimenti di aerei; cargo; passeggeri charter; passeggeri voli di linea; infrastrutture aeroportuali). In particolare, Milano-Malpensa gode di un indiscusso primato nel movimento merci (con oltre il 40% del tot. nazionale), diretto per la quasi totalità verso l’estero. Non sorprende allora che Malpensa risulti al 24° posto nella classifica mondiale (e all’8° in Europa) per movimento merci e che Milano e Varese assieme rappresentino quasi 1 impresa su 3 attiva in Italia nel settore del trasporto aereo. Per quanto riguarda le infrastrutture aeroportuali, al primo posto si piazza Milano Linate, mentre Malpensa è al quinto posto. Sono questi alcuni dei risultati che emergono da una elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ENAC e dell’Airport Council International (ACI).
L’accordo per la costituzione del “Comitato Malpensa” tra le Camere di commercio di Milano, Varese e Novara. Firmato oggi alla presenza di Carlo Sangalli, Presidente Camera di commercio di Milano, Angelo Belloli, presidente Camera di commercio di Varese, Gianfredo Comazzi, presidente Camera di commercio di Novara. Presidente del comitato: Gianfredo Comazzi. Il nuovo comitato punterà a consolidare l’aeroporto, attrarre investitori stranieri, sviluppare le strutture, promuovere momenti di incontro e di ricerca per elevarne l’immagine.
“Un aeroporto – ha commentato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – rappresenta molto di più che una infrastruttura essenziale per il sistema dei trasporti. E’ infatti una porta che si apre verso il mondo, e che attraverso cui il mondo guarda a noi. E’ quindi il naturale complemento a un sistema imprenditoriale, come quello milanese, fondato su piccole imprese, che fanno proprio della loro vocazione all’internazionalizzazione il segreto del loro successo. Continuare ad investire nel progetto Malpensa per farlo crescere, senza per questo dimenticare la centralità di Linate, è quindi la sfida a cui siamo chiamati come istituzioni”.
L’accordo per la costituzione del “Comitato Malpensa” tra le Camere di commercio di Milano, Varese e Novara. Firmato oggi alla presenza di Carlo Sangalli, Presidente Camera di commercio di Milano, Angelo Belloli, presidente Camera di commercio di Varese, Gianfredo Comazzi, presidente Camera di commercio di Novara, l’accordo prevede la possibilità di creare specifici momenti di confronto nell’ambito di una Consulta aperta alla partecipazione di enti pubblici e privati direttamente coinvolti nello sviluppo dell’area o interessati alla gestione di servizi o strutture di rilevante interesse per lo scalo aeroportuale. Presidente del comitato: Gianfredo Comazzi. Finalità del comitato: consolidare e valorizzare l’aeroporto di Malpensa quale hub europeo del nord ovest, favorire l’accessibilità dell’area del Nord Ovest e l’ampliamento della gamma dei collegamenti internazionali al fine di attrarre investitori stranieri, incentivare lo sviluppo delle strutture e dei servizi collegati allo scalo aeroportuale di Malpensa, promozione di convegni, seminari, incontri volti a sensibilizzare e coinvolgere le autorità politiche di livello regionale, nazionale ed europeo, monitoraggio costante della realtà aeroportuale in termini di ricaduta su occupazione, imprenditorialità, flussi turistici, mobilità di persone e merci, redazione di studi e ricerche e svolgimento di attività in grado di elevare l’immagine dell’aeroporto di Malpensa nel contesto di riferimento.
TUTTI I DATI DELL’ELABORAZIONE
Movimento di passeggeri. Complessivamente (dati 2002), il movimento di passeggeri a Milano-Malpensa ha coinvolto 17,4 milioni di persone, pari al 19,1% del tot. italiano. Grazie a questo risultato, Milano-Malpensa è al 2° posto in Italia dietro a Roma-Fiumicino (24,9 milioni di passeggeri) e precedendo Milano-Linate (7,8 milioni di passeggeri) e Venezia-Tessera (4,2 milioni di passeggeri). Se consideriamo però i soli passeggeri su voli internazionali, Milano-Malpensa passa al primo posto (13,4 milioni di passeggeri pari al 29,4% del tot. nazionale); precedendo Roma-Fiumicino (12,8 milioni) e Venezia-Tessera (2,6 milioni). Complessivamente, ogni 4 passeggeri che partono o arrivano a Milano-Malpensa, 3 sono passeggeri internazionali. Tra i primi 15 aeroporti italiani, solo Bergamo Orio al Serio (con l’83,1% di passeggeri internazionali sul tot.) fa meglio. Al contrario, a Milano Linate, ogni 4 passeggeri, 3 sono passeggeri nazionali. Se consideriamo i soli voli di linea, Roma-Fiumicino è al primo posto (oltre 24 milioni di passeggeri); seguita da Milano-Malpensa (15,2 milioni) e da Milano-Linate (7,8 milioni). Infine, Milano-Malpensa torna al 1° posto se consideriamo i passeggeri su voli charter (2,2 milioni di passeggeri; il 25% del tot. nazionale), precedendo Bologna-Borgo Panigale (750 mila) e Verona-Villafranca (744 mila passeggeri). Nel primo semestre 2003, Milano-Malpensa ha registrato una crescita dello 0,3% nel numero di passeggeri rispetto allo stesso periodo del 2002 (pari a 8,1 milioni di passeggeri); in particolare cresce il numero di passeggeri nazionali (+2,2%). A Milano-Linate la crescita è ancora più sostenuta (+4,3%; per un tot. di 4,2 milioni di passeggeri).
Movimento di aerei. Milano-Malpensa (dati 2002) è al secondo posto per movimento di aerei con 212.210 movimenti (pari al 17,4% del tot. nazionale), preceduta da Roma-Fiumicino (277.755 movimenti) e subito prima di Milano-Linate (86.588 movimenti). Anche in questo caso, spicca l’internazionalizzazione di Malpensa: con il 75,9% del tot. di movimenti che riguardano tratte di volo internazionale. Tra i primi 15 aeroporti italiani, ancora una volta solo Bergamo Orio al Serio è più internazionalizzata da questo punto di vista (78,6%). Durante il primo semestre 2003, il movimento di aerei è cresciuto a Malpensa del 2% (per un tot. di 102.855 movimenti); in particolare si registra un +2,5% per i movimenti internazionali. Milano-Linate registra invece un +4% (46.533 movimenti), con un +7,7% per i voli internazionali.
Movimento di merci. Per quanto riguarda il movimento di cargo (dati 2002), Milano-Malpensa è nettamente il primo aeroporto in Italia con quasi 294 mila tonnellate trasportate (pari al 40% del tot. nazionale). Segue Roma-Fiumicino (176 mila tonnellate); Bergamo Orio al Serio (113 mila) e Linate (23 mila tonnellate). La quasi totalità della merce trasportata a Malpensa è diretta all’estero (per il 96,9% del tot.). Il primato di Malpensa si rafforza nel primo semestre 2003: +15,1% nei movimenti di cargo rispetto al primo semestre 2002 (oltre 175 mila tonnellate). Milano-Linate fa invece registrare una contrazione del 23,4%.
Infrastrutture aeroportuali. Sulla base di tre indicatori (dimensioni aeroporti; distanza da città; area parcheggio aerei) è Milano Linate l’aeroporto italiano meglio attrezzato; seguito da Bergamo Orio al Serio e da Pisa San Giusto. Milano Malpensa è quinta subito dopo Roma Fiumicino. In particolare, Roma-Fiumicino è l’aeroporto di maggiori dimensioni (con oltre 1.600 ettari) e precede Milano Malpensa (quasi 1.300 ettari). Per quanto riguarda l’area parcheggio aerei, Milano-Malpensa è prima (area parcheggio di quasi 1.400 mq), e precede Roma Fiumicino e Milano Linate. Infine, per quanto riguarda la distanza dalla città, l’aeroporto più “comodo” è Lamezia Terme (distanza dalla città: 1 km); seguita da Pisa-San Giusto (3 km). Milano-Linate è al 13° posto (distanza: 8 km). Mentre Milano-Malpensa si colloca al 26° posto (48 km).
Imprese nel settore dei trasporti aerei. A Milano è presente quasi 1 impresa attiva ogni 4 nel settore del trasporto aereo (44 imprese pari al 23% del tot. nazionale); rispetto al 2000, si registra un incremento del 10%. Al secondo posto c’è Roma (24 imprese); Napoli (12 imprese) e poi Varese (10 imprese; +43% rispetto al 2000). Assieme, Milano e Varese raggiungono nel 2004 il 28,3% del tot. delle imprese del trasporto aereo italiane, rispetto al 24% del 2000.
Chi passa da Malpensa. E’ la Spagna la regina di Malpensa con quasi 1,6 milioni di passeggeri in arrivo e in partenza. Segue la Germania (1,2 milioni di passeggeri); gli Stati Uniti (1 milione); la Francia (946 mila); la Gran Bretagna (882 mila). Tra le prime dieci mete, spiccano l’Egitto al 7° posto (626 mila passeggeri); il Giappone all’8° posto (387 mila); la vicina Svizzera al 9° (300 mila passeggeri); e il Brasile al 10° posto (276 mila passeggeri). Anche il movimento da e verso le Maldive è di tutto rispetto (151 mila passeggeri), così come quello per il Marocco (200 mila); Russia (180 mila); Cuba (163 mila); Messico (136 mila); per finire agli Emirati Arabi Uniti (105 mila). A Milano Linate, invece, il movimento più intenso è da e verso la Gran Bretagna (704 mila passeggeri); seguita dalla Francia (345 mila); e dalla Spagna (239 mila).
Malpensa e Milano nel mondo. Milano-Malpensa è al 25° posto nel Mondo (e al 14° in Europa) come movimento di passeggeri internazionali, e precede Taipei, Roma Fiumicino, Vienna e Barcellona. Al 1° posto di questa classifica Londra Heathrow (con oltre 56 milioni di passeggeri internazionali). Malpensa migliora di una posizione se consideriamo invece il movimento di merci internazionali (24° posto), precedendo San Francisco, Atlanta e Manila. Al 1° posto c’è l’aeroporto di Hong Kong con oltre 2,6 milioni di tonnellate di merci. Se poi consideriamo i soli paesi europei, Malpensa si piazza all’8° posto (prima tra gli aeroporti italiani).
tabelle:
http://tuttocamera.mi.camcom.it/upload/repos/stampa/613/306516/Malpensa.doc
Vitruvio September 30th, 2005, 01:03 PM La cosa bella poi è che i dati sono del 2002, quando Malpensa stava vivendo ancora un momento di transizione eancora non si capiva se sarebbe stato un successo o meno. Negli ultimi tre anni le cose per lo scalo Milanese sono nettamnte migliorate, sia in termini di servizio, sia per il numero e tipo di voli offerti. Nel frattempo procedono a pieno i ritmo i lavori per la costruzione del "terzo attracco" del terminal 1 che rispetto ai primi due costruiti e miolto più grande e da solo ha una potenzialità in termini di arrivi e partenze superiore a Linate.
taurus September 30th, 2005, 04:38 PM ..basterebbe che si seguissero semplici logiche di mercato e Malpensa in poco tempo avrebbe almeno il doppio dei passaggeri di Fiumicino..
gruber September 30th, 2005, 05:10 PM ..basterebbe che si seguissero semplici logiche di mercato e Malpensa in poco tempo avrebbe almeno il doppio dei passaggeri di Fiumicino..
ma che...scherzi?
e quando mai un'azienda statale segue logiche di libero mercato e concorrenza?
in primis deve stare a Roma, poi assumero circa 20.000 dipendenti in più del necessario; poi promuoverne almeno il 20% alla dirigenza; poi concedere fantastici benefit a tutti i dipendenti e alle loro famiglie.
dopodichè si può guardare al mercato.
se il emrcato è troppo difficile si dichiara bancarotta.
tanto i cittadini e i governi ripianano le spese inutili.
le aziende statali sono funzionate TUTTE così.
Poste, FFSS, Alitalia, Banche di interesse nazionale, INA, Ministeri, Protezione Civile, Croce Rossa...RAI!
Le uniche che si stanno salvando sono quelle privatizzate o con consistenti quote in borsa:
Telecom e Eni
il resto un disastro continuo e sopratutto carrozzoni spaventosi e costosissimi.
roborob September 30th, 2005, 06:16 PM Tra queste 2 dovresti,a parer mio, mettere anche le poste
XXWog September 30th, 2005, 07:07 PM La cosa bella poi è che i dati sono del 2002, quando Malpensa stava vivendo ancora un momento di transizione eancora non si capiva se sarebbe stato un successo o meno. Negli ultimi tre anni le cose per lo scalo Milanese sono nettamnte migliorate, sia in termini di servizio, sia per il numero e tipo di voli offerti. Nel frattempo procedono a pieno i ritmo i lavori per la costruzione del "terzo attracco" del terminal 1 che rispetto ai primi due costruiti e miolto più grande e da solo ha una potenzialità in termini di arrivi e partenze superiore a Linate.
Io sono passato da Malpensa circa una decina di volte negli ultimi due anni, quindi dopo il 2002... se le cose sono migliorate non voglio pensare come fossero prima! Ultima esperienza? 50 (dico 50) minuti di attesa del bagaglio provenendo da Atlanta... Le volte precedenti non è che fosse andata meglio...! Personalmente passo da Malpensa solo se obbligato. Speriamo per il futuro...!
gruber September 30th, 2005, 07:09 PM Tra queste 2 dovresti,a parer mio, mettere anche le poste
Poste...?
esistono ancora le Poste??
l'ultima volt ami sembrava di essere entrato in una Banca...10 sportelli per servizi bancari 1 sportello per servizi postali.
la media a Milano è questa.
code apocalittiche, solito personale che cazzeggia da mattina a sera e che cambia ogni 3 mesi causa trasferimenti al paisiello d'origine, scortesia, una discreta maleducazione...e poi...perchè dobbiamo essere gli unici stronzi al mondo a dover pagare la Posta Prioritaria per avere lettere e pacchi spedite in tempi decenti?
io ormai da 2 anni abbondanti uso le Poste Svizzere, che qui a Milano funzionano da dio.
loro, chissà perchè riescono a spedire una basta da Milano a Torino in 24 ore.
le Poste normali ci impiegnao almeno 4 o 5 giorni se non 1 settimana.
la Prioritaria, che ripeto è una rapina, ci impega almeno 48 ore!
gruber September 30th, 2005, 07:13 PM Io sono passato da Malpensa circa una decina di volte negli ultimi due anni, quindi dopo il 2002... se le cose sono migliorate non voglio pensare come fossero prima! Ultima esperienza? 50 (dico 50) minuti di attesa del bagaglio provenendo da Atlanta... Le volte precedenti non è che fosse andata meglio...! Personalmente passo da Malpensa solo se obbligato. Speriamo per il futuro...!
è la stessa sensazione che ho avuto io...aeroporto abbastanza puntuale come voli aerei, ma lentissimo nella riconsegna dei bagagli.
da sempre.
eppure le statistiche dicono l'esatto opposto, sopratutto negli ultimi 2 anni...bho!
in ogni caso i tempi biblici sono una costante in tutti gli aeroporti che ho usato in Usa e Europa.
solo a SIngapore, HK e Kuala Lumpur i bagagli arrivano sul nastro prima dei propietari!
sempre!!!
di sicuro bisogna vedere anche quando si viaggia.
le statistiche sono fatte considerando tutti i giorni dell'anno.
io Malpensa lo uso quasi esclusivamente per viaggi di vacanza, mentre per lavoro uso Linate.
chi come me va a Malpensa durante i periodi di ferie lo trova iperintasato di persone con punte, credo, oltre le 100.000 persone quotidiane.
ovvio che in quei giorni le riconsegne siano lente.
ma le statistiche vengono fatte anche su Giovedi 29 Settembre...dove probabilmente transitavano molte decine di migliaia di persone, e bagagli in meno.
area00 September 30th, 2005, 07:16 PM Eni la lascierei tra l'Alitalia e le altre... non era mai successo un black-out totale prima della privatizzazione.....basta chiedere ai californiani che ne pensano ;)
gruber September 30th, 2005, 07:46 PM E che c'entra l'Eni con il balckout?
a parte che fu causato dal crollo di un albero su un solo elettrodotto con la Svizzera...ma poi il Gestore della Rete mica è l'Eni!
l'Eni è l'ente nazionale idrocarburi...forse se ci fosse una responsablità andrebbe all'Enel....
la vera responsabilità è dei Verdi che chiesero il referendum contro il Nucleare pochi mesi dopo Chernobyl!
e sopratutto di quella maggioranza relativa degli italiani che istericamente corsero dietro ai Verdi e al PCI!
e anche a piccole parti della DC, che visto l'andazzo divenne di colpo antinuclearista!
paghiamo quella scelta stupida, folle, sbagliata ed errata di 20 anni fa!
sono passato settimana scorsa a Montalto di Castro lungo l'Aurelia...m'è venuta una incazzatura....
SdR September 30th, 2005, 09:02 PM se interessano dati aggiornati fino ad agosto 2005:
http://www.assaeroporti.it/fin.asp
purtroppo si possono visualizzare i dati solo mese per mese e non relativi ad un anno intero.
Sonic from Padova September 30th, 2005, 09:04 PM ^^^
Il nucleare dovrebbe ritornare, sarebbe un alternativa al petrolio e ha quei schifosi petrolchimici di merda che si trovano per l'Italia. Secondo me si pagherebbero anche meno bollette!
Federicoft September 30th, 2005, 09:11 PM la vera responsabilità è dei Verdi che chiesero il referendum contro il Nucleare pochi mesi dopo Chernobyl!
e sopratutto di quella maggioranza relativa degli italiani che istericamente corsero dietro ai Verdi e al PCI!
e anche a piccole parti della DC, che visto l'andazzo divenne di colpo antinuclearista!
paghiamo quella scelta stupida, folle, sbagliata ed errata di 20 anni fa!
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area00 September 30th, 2005, 09:12 PM Pardon errore mio...mi ero appena svegliato!
Comunque non è un albero che ti fa collassare un intero paese...e se anche fosse è scandaloso che un evento del genere ci metta in ginocchio!
Il referendum ringrazio che ci sia stato. La gente votò un referendum che capitava a fagiolo, ma che era stato concepito ben prima dell'incidente russo.
Più che un ritorno al nucleare io mi concentrerei sul SOLARE visto che siamo il paese do sole! E magari partecipare anche alla ricerca sulla fusione invece che lasciare sempre tutto in mano ai francesi!
taurus September 30th, 2005, 09:41 PM ^ sì è veramente scandaloso che il nostro sistema energetico dipenda dalla robustezza degli alberi svizzeri.. sembra una barzelletta ma è proprio così.. e l'aspetto scandaloso è doppio quando si vedono alcune nostre bellissime vallate alpine deturpate da mega elettrodotti giganteschi e vomitevoli.. come dire.. oltre il danno anche la beffa..
sul solare è una cazzata.. solo qualche ambientalista imbecille vuole farci credere che il solare o addirittura l'eolico sia la panacea di tutti i mali..non è così! ..intendiamoci io non ho niente contro il solare..anzi lo propongo spesso anch'io nei progetti per alcuni clienti ma il 90% delle volte il discorso decade per i costi eccessivi e per il fatto che il "break even point" è troppo lontano nel tempo a meno che non si abbiano dei contributi pubblici.. comunque sia anche se un domani, come mi auguro, il solare decollerà sarà sempre limitato alle utenze domestiche a meno che vogliamo riempire montagne e pianure con migliaia di ettari di pannelli fotovoltaici..
..l'industria (se vogliamo rimanere un paese industriale) ha bisogno di serie infrastrutture che sappiano garantire energia a tutto il paese anche nei periodi di massima crisi energetica (meteorologiche o petrolifere che siano) e l'abbandono demagogico del nucleare è stata una rovina per noi!
area00 September 30th, 2005, 10:13 PM Non credo che sia demagogia l'abbandono del nucleare, questa è la mia opinione, troppo alti i rischi....è altrettanto una stronzata che i nuovi impianti sono sicuri e che la fissione risolve ogni problema.
Dovremmo iniziare a preoccuparci di costruire abitazioni, uffici ecc.. che siano + ecocompatibili, è impensabile che gli indici italiani sulla dispersione di calore siano molto + bassi di quelli tedeschi o non ci sia un piano serio sul risparmio energetico...
Il solare e le energie rinnovabili non possono sostituire il petrolio o gli altri combustibili fossili, ma sicuramente possiamo far molto di + per aumentare la percentuale di sfruttamento... Rubbia sosteneva che se mettessimo su ogni tetto della Sicilia un pannello fotovoltaico avremmo una quantità d'energia disponibile tale da ridurre in maniera veramente significativa le importazioni... è ovvio che impossibile tutto ciò, ma allo stesso modo ti descrive la facilità d'impiego del fotovoltaico...basterebbero incentivi seri e tanta pubblicità
taurus September 30th, 2005, 10:31 PM troppo alti i rischi del nucleare? ..ma dai!
..quanti incidenti nucleari ci sono stati al mondo da quando esiste questa tecnologia? 4 o 5 al massimo.. di cui solo 1 veramente grave ossia Chernobyl.. ma in quegli anni l'Ucraina e l'Unione Sovietica erano paesi alla sfascio! ..sai invece quanti sono i morti ogni anno per tumore causati dalle grandi centrali in Italia che funzionano ancora a carbone o a olio combustibile? ..migliaia! ..in Francia che ha 50 centrali nucleari quanti saranno stati i morti causati in questi decenni dalle centrali nucleari? credo zero!
..ripeto.. per me il referendum contro il nucleare è stato una scelleratezza soprattutto perchè è stato pilotato dalla spinta emotiva del disastro di Chernobyl e ciò ci ha condannato per tutti questi anni e credo ancora per molti futuri ad un terzomondismo energetico!
Mr_Beat September 30th, 2005, 11:03 PM Un giorno non avremo bisogno di petrolio ne di uranio.
Questo è uno schema del nucleo di ITER, International Thermonuclear Experimental Reactor, il primo tokamak (reattore a fusione a plasma confinato magneticamente) in grado di produrre energia in modo continuo ed economico entro il 2016. Quindici anni dopo si comincerà a costruire le vere e proprie centrali a fusione. In teoria.
http://usera.imagecave.com/Mr_Beat/iter_coupe01.jpg
E un giorno ancora più lontano, forse potremo ottenere energia dall'annichilazione materia-antimateria. Un grammo di antimateria fornisce la stessa energia di 4300 tonnellate di petrolio.
Ma prima bisognerà finire il petrolio, devono farci ancora parecchi soldi ! :cheers:
fcom1 October 1st, 2005, 11:39 AM Un grammo di antimateria fornisce la stessa energia di 4300 tonnellate di petrolio.
:runaway:
Ma prima bisognerà finire il petrolio, devono farci ancora parecchi soldi ! :cheers:
:bash:
area00 October 1st, 2005, 12:24 PM Betato te che sei convinto....
GENIUS LOCI October 1st, 2005, 12:26 PM Ma prima bisognerà finire il petrolio, devono farci ancora parecchi soldi !
^^
Non sarei del tutto sicuro...
Ieri la Nasa ha lanciato l'allarme sul global warming...
Ora la Nasa, è noto per essere un'ente che (in qualche modo) risponde al Governo degli Stati uniti d'America; è altrettanto noto che al Governo degli Stati Uniti d'America c'è un tizio che si chiama George W. Bush; ed è altrettanto noto che questo tizio è amico delle lobbie petrolifere e, diciamo così, poco sensibile ai temi ambientali
Ora, io non mi intendo molto di geo-fisica, meteorologia e compagnia bella
Ma so qualcosina di politica: secondo me il rapporto della Nasa è stato fatto uscire ad hoc (perchè adesso un allarme così accorato -in conomitanza quasi, con quello dell'Onu - e non negli anni passati, visto che il problema già c'era? Neanche durante la Presidenza Clinton, teroicamente più sensibile a questi temi...)
Secondo me è l'inizio dell'annuncio del cambiamento della politica energetica degli Stati Uniti: per questioni politiche, più che ambientali... vogliono mettersi al riparo dalla "dipendenza assoluta" dal petrolio, non proprio vantaggiosa visto che là dove il petrolio si produce in maggior quantità, nel Medio Oriente Allargato, la situazione è un gran casino (non bisogna dimenticare, tra le altre cose, che in Arabia Saudita, morto re Fahad, non è assolutamente chiara la situazione... ed esce poco anche sui giornali - anche quelli arabi - di quello che sta avvenendo)
Una spia d'allarme della troppa dipendenza dal petrolio è stata, ultimamente, data dall'uragano Cathrina: gli Stati Uniti hanno dovuto chiedere agli Europei aiuti in petrolio
La chiave politica, quindi, è che il petrolio non permette agli Stati Uniti di essere energeticamente indipendenti, e quindi di essere, sotto questo profilo, vulnerabili...
Per questo (guardando anche ai "segnali" che arrivano dai rapporti "politici" come quello della Nasa) credo che la loro politica energetica cambierà (anche gradualmente, per carità), e a ruota cambierà anche quella dell'Europa, che certo è storicamente più sensibile a questo tema, ma che comunque non ha avuto la forza di uscire da sola dalla petrolio-dipendenza
Se Stati Uniti ed Europa (e anche Giappone) che sono i maggiori consumatori di petrolio del pianeta, cambiano0 radicalmente la loro politica, allora forse cambierà in tutto il mondo il modo di produrre energia...
Almeno spero che sia così, perchè sennò avverrà questo: mentre gradualmente US ed EU diminuiscono il loro consumo di petrolio sostituendolo con fonti alternative, paesi come Cina ed India potrebbero continuare ad aumentarlo (cosa che già avviene costantemente), "compensando" il buco lasciato dai primi e rendendone vana la loro politica, almeno in materia ambientale
Mr_Beat October 1st, 2005, 05:47 PM Può darsi che tu abbia ragione, certo i dati sul consumo di petrolio in Usa sono spaventosi anche rispetto ai paesi europei, e probabilmente la fonte energetica primaria per l'autotrasporto diventerà l'idrogeno nel giro di 15anni.
Per quanto riguarda le fonti rinnovabili non ce la possono fare a soddisfare la domanda energetica mondiale, in crescita esponenziale. Solo l'Italia, dai calcoli di Rubbia che è un fautore fanatico del fotovoltaico, ci vorrebbero 500Kmq di pannelli solari.
Le centrali nucleari a fissione possono durare altri 50-60 anni, ma nemmeno l'uranio è infinito, soprattutto quello reperibile con bassi costi di estrazione. Negli oceani ce n'è molto, ma non è facile da ottenere.
Le centrali a fusione saranno realizzate certamente (se tutto va come previsto), ma nel mio post di prima sono stato troppo ottimistico, non credo che ne vedremo allacciate alla rete elettrica prima del 2040 come minimo.
Ci sono diversi problemi tecnici, tra cui quello non trascurabile che il plasma raggiungerà temperature di 100milioni di gradi e tutto deve funzionare alla perfezione.
L'antimateria oggi può essere prodotta, ma in quantità infinitesime e per una eventuale "centrale ad antimateria" ci vorrà come minimo un secolo credo.
Se riusciremo a produrne in quantità e controllarne l'energia, ci porterà anche su altri mondi distanti anni luce.
Ma forse è meglio chiedere al comandante Archer e a T'Pol... :)
pampero October 1st, 2005, 05:53 PM Può darsi che tu abbia ragione, certo i dati sul consumo di petrolio in Usa sono spaventosi anche rispetto ai paesi europei, e probabilmente la fonte energetica primaria per l'autotrasporto diventerà l'idrogeno nel giro di 15anni.
Il problema dell'idrogeno è che non è una fonte d'energia ma un vettore. L'energia viene ottenuta da altre sostanze e viene quindi "immagazzinata" con l'idrogeno. Bisogna quindi trovare un metodo efficiente per produrlo quest'idrogeno, perchè ovviamente ha poco senso usare il petrolio (si aggiungerebbe solo un altro anello alla catena)
Per quanto riguarda le fonti rinnovabili non ce la possono fare a soddisfare la domanda energetica mondiale, in crescita esponenziale. Solo l'Italia, dai calcoli di Rubbia che è un fautore fanatico del fotovoltaico, ci vorrebbero 500Kmq di pannelli solari.
Tutto questo senza dire che i pannelli fotovoltaici vengono prodotti con materiali ottenuti dal petrolio....
GENIUS LOCI October 1st, 2005, 06:07 PM Tutto questo senza dire che i pannelli fotovoltaici vengono prodotti con materiali ottenuti dal petrolio....
Sì, ma in questo caso credo che sia più da paragonare alla plastica, anch'essa prodotta dal petrolio
Il petrolio non serve solo come fonte energetica ma per fare molte altre cose, voi lo sapete sicuramente meglio di me
Quasi tutto ciò che viene prodotto al giorno d'oggi è composto in una piccola percentuale da materiali plastici
Ma l'inquinamento è dato dalla combustione dei derivati del petrolio, quindi la produzione di materiali plastici (escluso forse i sacchetti, se dispersi nell'ambiente) non tocca direttamente le questioni ambientali...
Forse tocca più la questione politica della "dipendenza" dal petrolio: ma una cosa è usare il petrolio come fonte d'energia, un'altra è usarlo per fare "utensili"... non sono "ricattabile" se il Paese produttore di petrolio non mi dà la materia prima per costruire la tastiera del mio computer, che mi importa, la faccio in un altro materiale, la faccio in creta, tho! :)
Ma se il Paese produttore non mi dà il petrolio per fare andare la mia industria, allora la questione è diversa...
E comunque, per tagliare la testa al toro, la plastica si può riciclare :)
damon milan October 1st, 2005, 06:08 PM beat,
mentre sulla fusione e sui progetti di questi tempi sono abbastanza ferrato, sull'anti-materia non so una beneamata mazza..! :)
nel senso che non so neanche le basi scientifiche, per non parlare delle possibili applicazioni..
quando trovi un po' di tempo e voglia non è che faresti un thread per dare agli ignoranti in materia come me le informazioni essenziali per capire almeno di cosa si parla?
grazie in anticipo!
fabrik October 1st, 2005, 07:24 PM Non credo che sia demagogia l'abbandono del nucleare, questa è la mia opinione, troppo alti i rischi....
non sono d'accordo , anche per le motivazioni spiegate da altri , ma mettiamo per certo quello che tu dici , allora l'italia , per coerenza , non dovrebbe in nessuna maniera utilizzare energia prodotta con centrali nucleari.. invece noi importiamo energia nucleare prodotta non a migliaia e migliaia di km dai nostri confini ma prodotta in centrali nucleari slovene e francesi lontane poche decine di km dai nostri confini! allora che differenza c'è ? il rischio di un incidente nucleare che appesti il nostro paese esiste comunque , con la differenza che non possiamo controllare la potenziale fonte del danno e paghiamo l'energia nucleare molto più cara di quanto ci costerebbe produrcela autonomamente... una scelta molto demagogica e quindi anche molto dannosa
area00 October 1st, 2005, 09:27 PM Di tu quello che pare a te...io sto dicendo che dobbiamo semplicemente cambiare i rapporti di utilizzo delle risorse concentrandoci su quelle rinnovabili... il rischio c'è appunto, ma non è che se non la compro se c'è un incidente non mi succede nulla!
Mentre se attivi e mantieni accese un maggior numero di centrali, maggiore è il numero di possibilità che una di queste abbioa un guasto... oltretutto l'utilizzo del nucleare in Europa è ancora + rischioso, sempre parlando in percentuli, essendoci una delle + alte concentrazioni di uomini x kmq...
E RIBADISCO LA RACCOLATA FIRME FU FATTA PRIMA DELL'ESPLOSIONE RUSSA, è stata una scelta popolare, magari guidata dal momento! Dopo l'11 settembre non si volevano costruire + grattacieli ;)
fabrik October 1st, 2005, 10:26 PM ^ visot che tanto il rischio c'è cmq , perchè noi dobbiamo essere gli unici pirla d'europa a non avere centrali? anche così si perde competitività
gruber October 3rd, 2005, 12:04 PM per illuminare un area metropolitana come Milano per esempio, con 6.5/7 Milioni di cristiani (e musulmani), con ancora alcune migliaid di aziende medi, con emigliaia di aziende piccole, con strade illuminate per migliaia di km, con circa 3.000.000 di abitazioni....servirebbero probabilmente pannelli solari su una superficie pari al Nord Italia.
anzi...probabilmente NON BASTEREBBERO.
stesso discorso con le pale a vento.
non c'è alternativa.
c'è il nucleare, o le altre fonti che inquinano.
i verdi hanno scelto l'inquinamento, la sinistra pure e i CAPRONI IGNORANTI italiani gli sono andati istericamente dietro grazie a Chernobyl.
ora paghiamo l'energia più cara d'Euorpa,
l'importiamo dalle centrali Nucleari Francesi, Slovene e Svizzere, e siamo l'UNICO paese Europeo a non avere centrali nucleari.
la stessa Germania che con quel pirla di Schroeder aveva detto 2 anni fa di volerle chiudere tutte (aveva quel pazzdo si Fischer dei Verdi come miglior alleato!) ora non ne parla più da 2 anni almeno e la CDU ha già detto di voler anzi POTENZIARE il Nucleare.
l'UE e l'Italia paga, stanno per costruire in Francia il reattore della prossima generazione!
e noi paghiamo e daremo i benefici ai francesi!
il tutto grazie ad alcuni ignoranti Verdi che hanno preferito il petrolio e la nafta al nucleare.
quanto all'Idrogeno, nonostante le sparate dei Verdi e di Grillo ad oggi COSTA PIU' DELLA BENZINA. quindi è antieconomico come fonte energetica.
i Verdi hanno fatto SOLO DANNI.
fcom1 October 3rd, 2005, 03:57 PM ....il tutto grazie ad alcuni ignoranti Verdi che hanno preferito il petrolio e la nafta al nucleare.
Rigurado questo argomento sono daccordissimo. Cmq in Italia si deve potenziare il fotovoltaico ad uso civile provato. Ogni casa nuova con il suo bel tetto in pannelli solari. Non servirà a molto ma qualcosa consente di risparmiare...
gruber October 3rd, 2005, 03:59 PM su questo sono d'accordo. totalmente.
ma non possono venire a raccontarci che con i pannelli solari o le energie alternative di oggi si manda avanti una nazione di 58 milioni di persone!
sono balle.
SACROSANTE BALLE.
puoi al massimo riscaldare l'acqua del boiler, puoi farti il caffè e se L'INTERA casa è costruita con metodi specifici (e costosi) puoi anche rinunciare al riscaldamento e usare il fotovoltaico.
ma non puoi far andare avanti intere città, industrie e una nazione!
sono balle.
per quello c'è una sola via per ridurre l'inquinamento del 98%:
il nucleare.
ma tanto non abbiamo i soldi per far ripartire le centrali...
pie3ge October 3rd, 2005, 04:40 PM Il referendum sul nucleare dimostra la non funzionalità di questo strumento democratico (naturalmente se il referendum riguarda tematiche scientifiche o economiche) per il resto funziona, se si raggiunge il quorum...
Riguardo al nucleare l'Italia era una delle nazioni più avanzate ed ha ancora delle aziende che lavorano ma all'estero, infatti gran parte dei reattori francesi sono costruiti con tecnologia italiana (esempio i reattori tipo felix).
Se non sbaglio l'Enel ha intenzioni di costruire centrali nucleari nel est europeo, quindi se ci fosse la possibilità politica potrebbe costruirle in Italia...
Riguardo alla pericolosità dei reattori nucleari siamo tutti d'accordo, ma visto che a circa 100-150 km da casa mia ci sono circa 20 reattori nucleari e che le onde radioattive non conoscono i confini politici allora preferisco avere delle centrali italiane (naturalmente sui confini) , pagare un pò meno la bolletta della luce, e liberare l' italia da decine di centrali a carbone e petrolio (soprattuto la centrale sotto la lanterna)
pampero October 3rd, 2005, 07:02 PM ^ visot che tanto il rischio c'è cmq , perchè noi dobbiamo essere gli unici pirla d'europa a non avere centrali? anche così si perde competitività
E' quello che penso anch'io. Basta vedere la cartina delle centrali francesi per capire che i rischi ci sono malgrado il referendum....non c'è mica la dogana che alla frontiera manda indietro la nube radioattiva perchè questo è un paese denuclearizzato!
fabrik October 3rd, 2005, 09:23 PM per vedere la differenza che c'è tra l'inquinamento di un paese con reattori e uno senza basta andare a mentone-montecarlo... inesorabilmente tutte le volte che guardi in direzione dell'italia vedi una cappa grigio-marrone che viceversa gurdando da bordighera verso mentone non vedi.. tutte le volte rabbrividisco..
e poi sarà un caso che le auto e le facciate dei palazzi francesi siano mediamente più linde di quelle italiane?
fcom1 October 3rd, 2005, 10:02 PM Ma in francia non è diffuso il nucleare perchè hanno il loro uranio? In Italia non c'è uranio, giusto??
Mr_Beat October 3rd, 2005, 10:37 PM Perchè i Comuni denuclearizzati non tolgono la scritta dal cartello stradale e scrivono "comune che consuma energia elettrica come tutti però si adegua all'onda ecologista e dice no al nucleare salvo poi non preoccuparsi di come cazzo arriva la corrente elettrica, forse qualcuno fa la danza della corrente ed essa arriva per magia".
O è troppo lungo?
Vitruvio October 4th, 2005, 09:21 AM sindacati: l’accordo per il trasferimento di 1.400 dipendenti è rimasto sulla carta. L’azienda: siamo in fase attuativa
«Alitalia, fallito lo sbarco a Milano»
I piloti partono sempre da Roma, ma timbrano il cartellino alla Malpensa
MALPENSA (Varese) - Bocciato a giugno, rimandato a ottobre, l'accordo in base al quale Alitalia avrebbe dovuto trasferire al Nord circa 1.400 dipendenti per rafforzare Malpensa e Linate è ora oggetto di una guerra di cifre tra azienda e sindacati. All'ottimismo della compagnia di bandiera, secondo la quale l’obiettivo può dirsi raggiunto, si aggiungono le valutazioni più sfumate dei sindacati secondo i quali la scadenza di ottobre, data per la quale era previsto l'effettivo spostamento degli equipaggi da Roma al Nord, è stata rispettata sulla carta o solo in parte. Una cosa pare certa: alcuni dipendenti Alitalia continueranno a risiedere a Roma ma, per così dire, timbreranno il cartellino a Malpensa. Altri si sposteranno al Nord ma avranno a disposizione un residence pagato dall’azienda, altri ancora hanno effettivamente cambiato casa e abitudini. Mettetela come volete, ma il trasferimento del personale Alitalia da Fiumicino in Lombardia comincia ad assomigliare - forse perché c'è di mezzo Milano - alla proverbiale «fabbrica del Duomo». «Per noi la nuova base operativa di Milano è a regime: il dimensionamento previsto per il 2005 è stato rispettato» informano dall'Alitalia. E aggiungono: «Da un punto di vista operativo piloti e assistenti di volo sono a Milano e prendono servizio a Milano. A marzo è previsto anche il trasferimento di un centinaio di tecnici». Per la compagnia, insomma, il rinforzo degli scali milanesi si è compiuto. Significa che una certa quota di dipendenti ha fisicamente trasferito armi, bagagli e residenza in Valpadana?
«Non è così: l'accordo è in fase attuativa secondo quanto si trova scritto nei patti sottoscritti da azienda e sindacato, vale a dire su base volontaria» fa notare Roberto Spinazzola, comandante Alitalia e portavoce dell'Unione Piloti. «Chi copre rotte di lungo raggio - spiega - resta a Roma, ma il tempo di trasferimento da Fiumicino a Milano non viene più computato, come avveniva in passato, come orario di lavoro. Per il medio e corto raggio si sono scelti meccanismi differenti: i corsi per formare i nuovi comandanti avverranno a Milano. Questo significa che una certa quota di piloti, periodicamente, verrà trasferita in un residence della zona e da lì prenderà servizio ogni giorno sugli aerei. Ci aspettavamo entro la fine di settembre una convocazione da parte dell’azienda per decidere meglio le modalità di questi cambiamenti, ma la convocazione non c’è stata».
«Tutto questo significa che l’accordo funzionerà soltanto a metà - incalza Dario Balotta della Cisl trasporti - e Malpensa non avrà a disposizione le risorse necessarie a sviluppare la sua operatività: non ha senso che i piloti debbano ancora muoversi da Roma. Bene che vada, poi, arriveranno solo 450 nuovi addetti, perché Alitalia conteggia nei 1.400 previsti dagli accordi anche gli oltre 800 suoi dipendenti già presenti in Lombardia. In altre parole la sostanza del problema non è cambiata».
XXWog October 4th, 2005, 11:12 AM e poi sarà un caso che le auto e le facciate dei palazzi francesi siano mediamente più linde di quelle italiane?
... su questo punto: non è una questione di inquinamento: ciclicamente le facciate dei palazzi francesi sono soggetti a pulizia per regolamento comunale... lo facessero anche da noi...!
GENIUS LOCI October 4th, 2005, 12:15 PM ... su questo punto: non è una questione di inquinamento: ciclicamente le facciate dei palazzi francesi sono soggetti a pulizia per regolamento comunale... lo facessero anche da noi...!
Devo dare torto sia a te che a fabrik
Punto primo: se in Francia i palazzi sembrano messi meglio di quelli Italiani è per due motivi
- sono mediamente più "nuovi"
- l'edilizia francese, rispetto a quella italiana (soprattutto di 20/30/40 anni fa) è più industrializzata... usa abbondantemente materiali prefabbricati
Punto secondo: il fatto è che in Francia i palazzi non sono affatto messi meglio che in Italia... anzi è il contrario
- sembrano più puliti di quelli italiani perchè mediamente usano materiali più chiari, intonaci bianchi o giallo panna... e basta!
- costruttivamente sono mediamente meno solidi: la prefabbricazione è una bella cosa, ma si rischia poi (come appunto avviene) di ritrovarsi con dei "giocattoloni" montati che danno molti problemi di gestione
- tranne rare eccezioni, tutti gli edifici di una certa età (diciamo dai 50 anni in su) cadono letteralmente a pezzi e vengono lasciati in stato pietoso, anzi, a volte aggravano la situazione con supperfettazioni posticce che nulla hanno a che vedere con lo stile originario degli edifici
- la manutenzione degli edifici è praticamente inesistente (in Italia la facciamo - rifacciamo intonaci, pluviali e quant'altro...); l'edificio in Francia non viene manutenuto affatto: eventuali apporti successivi vengono semplicemente aggiunti senza alcuna cura (fateci caso ai vari fili che corrono sulle facciate degli edifici, alcuni in funzione e altri no: lasciati lì a marcire... e sto parlando della Costa Azzurra)
- le ristrutturazioni sono inesistenti: l'idea che ha un francese di una ristrutturazione è "demolire e ricostruire con 10 volte la volumetria precedente"
Adesso, in Costa Azzurra sempre, si iniziano a vedere edifici di una certa età che vengono ristrutturati (ristrutturazioni qualitativamente molto inferiori a quelle che si fanno da noi)... credo che anche qui la spiegazione sia da ascriversi alla massiccia presenza italiana nel mercato immobiliare della Costa Azzurra (avevo letto tempo fa che una cosa come il 70% del mercato immobiliare lì è fatto da società immobiliari italiane)
Insomma: la prossima volta che andate in Francia, pensate a GENIUS :) e date un'occhiata più attenta agli edifici: vi accorgerete di piccoli e grandi difetti... e che forse, tutto sommato, è meglio da noi ;)
Eleinad October 4th, 2005, 12:45 PM Devo dare torto sia a te che a fabrik
Punto primo: se in Francia i palazzi sembrano messi meglio di quelli Italiani è per due motivi
- sono mediamente più "nuovi"
- l'edilizia francese, rispetto a quella italiana (soprattutto di 20/30/40 anni fa) è più industrializzata... usa abbondantemente materiali prefabbricati
Punto secondo: il fatto è che in Francia i palazzi non sono affatto messi meglio che in Italia... anzi è il contrario
- sembrano più puliti di quelli italiani perchè mediamente usano materiali più chiari, intonaci bianchi o giallo panna... e basta!
- costruttivamente sono mediamente meno solidi: la prefabbricazione è una bella cosa, ma si rischia poi (come appunto avviene) di ritrovarsi con dei "giocattoloni" montati che danno molti problemi di gestione
- tranne rare eccezioni, tutti gli edifici di una certa età (diciamo dai 50 anni in su) cadono letteralmente a pezzi e vengono lasciati in stato pietoso, anzi, a volte aggravano la situazione con supperfettazioni posticce che nulla hanno a che vedere con lo stile originario degli edifici
- la manutenzione degli edifici è praticamente inesistente (in Italia la facciamo - rifacciamo intonaci, pluviali e quant'altro...); l'edificio in Francia non viene manutenuto affatto: eventuali apporti successivi vengono semplicemente aggiunti senza alcuna cura (fateci caso ai vari fili che corrono sulle facciate degli edifici, alcuni in funzione e altri no: lasciati lì a marcire... e sto parlando della Costa Azzurra)
- le ristrutturazioni sono inesistenti: l'idea che ha un francese di una ristrutturazione è "demolire e ricostruire con 10 volte la volumetria precedente"
Adesso, in Costa Azzurra sempre, si iniziano a vedere edifici di una certa età che vengono ristrutturati (ristrutturazioni qualitativamente molto inferiori a quelle che si fanno da noi)... credo che anche qui la spiegazione sia da ascriversi alla massiccia presenza italiana nel mercato immobiliare della Costa Azzurra (avevo letto tempo fa che una cosa come il 70% del mercato immobiliare lì è fatto da società immobiliari italiane)
Insomma: la prossima volta che andate in Francia, pensate a GENIUS :) e date un'occhiata più attenta agli edifici: vi accorgerete di piccoli e grandi difetti... e che forse, tutto sommato, è meglio da noi ;)
Una cosa che ho notato in Francia è che negli appartamenti le tubazioni (specialmente quelle del riscaldamento) rimangono a vista. Da un punto di vista estetico è una soluzione che lascia il tempo che trova, ma che diventa molto meno problematica quando si deve intervenire sulle tubazioni stesse.
gruber October 4th, 2005, 12:46 PM Genius...in Francia ci ho abitato parecchio e ci vado molto spesso ogni anno.
c'è una legge Nazionale che obbliga ogni condominio o propietario di una unità simgola ad accantonare ogni anno TOT soldi per la pulizia e il rifacimento della facciata principale sulla strada.
ciò comporta che ogni tot anni le facciate sono ripulite e/o ripitturate e/o restaurate se si tratta di immobili storici.
questo in Italia...non esiste, e bast andare da Roma in giù per trovare la metà delle case e dei condomini che nemmeno hanno l'intonaco sulla facciata!
che la legge venga poi rispettata principalmente nei centri storici e non nelle periferie...bè...tutto il mondo è paese.
ma almeno la legge c'è. e in alcuni posti dove ho abitato viene RIGOROSAMENTE fatta rispettare (Antibes, Grasse, Vallaurais...)
questi soldi in più che ogni famiglia deve sborsare sono comunque compensati dal fatto che i Francesi spendono meno della metà rispetto a noi per Telefono, energia elettrica, rislcadamento e acqua calda, grazie alle Centrali Nucleari e ai bassi costi di alcuni servizi ritenuti di diritto sociale come la telefonia e che lo Stato mantiene bassi.
l'esatto opposto dell'Italia dove abbiamo tutto carissimo e cartelli di aziende che se ne fottono della concorrenza.
quanto ai fili appesi ai muri è un uso francese di non sotterrare le linee elettriche e telefoniche.
aggiungici poi che in Francia ogn'uno può costruire e modificare quanto vuole all'interno della propria casa.
non esiste alcun limite o legge.
e se da noi ci sono troppi regolamenti...lì proprio è l'esatto opposto.
dannoso da noi, danno so da loro.
ci vorrebbe una via di mezzo.
GENIUS LOCI October 4th, 2005, 01:00 PM Genius...in Francia ci ho abitato parecchio e ci vado molto spesso ogni anno.
c'è una legge Nazionale che obbliga ogni condominio o propietario di una unità simgola ad accantonare ogni anno TOT soldi per la pulizia e il rifacimento della facciata principale sulla strada.
ciò comporta che ogni tot anni le facciate sono ripulite e/o ripitturate e/o restaurate se si tratta di immobili storici.
Ho un'appartamentino in quel di Cannes (che data sul centinaio di anni) e ti assicuro che i soldi dell'accantonamento se li "pappa" l'amministratore... e da quel che ho visto e so è più o meno così dappertutto (non pensavo esistesse un posto al mondo dove gli amministratori di condominio fossero più ladri che in Italia)
Il problema francese è (a mio modo di vedere) culturale: non hanno una cultura dell'abitare come l'abbiamo noi in Italia... sono molto, ma molto più trascurati
Sia per quel che riguarda gli edifici, ma anche per quello che riguarda le abitazioni vere e proprie: in Italia, anche nei posti dove le case sono tutte o quasi abusive e lasciate non finite, trovi abitazioni ben curate... in Francia, da quel che mi è parso, se ne fregano un po'
gruber October 4th, 2005, 01:48 PM ho un appartamentino in quel di Antibes, che do in affitto da diversi anni, dopo averci abitato per 1 anno circa nel 94, ho amici che si sono trasfierti a Grasse e a Sophia Antipolis, ho carissimi amici che ci ospitano quando la casa è affittata a Cap Martin.
tutti costoro, e me, accantoniamo un discreto gruzzolo per la manutenzione straordinario dello stabile (rifacimento della facciata) ogni anno.
l'amministratore, sarò fortunato, non se lo è mai pappato, e la facciata è perfetta.
la casa è nella Vielle Antibes, nel centro storico e pedonale, sarà che questo comporta che deve essere sempre tutto a posto per non dar "fastidio" ai turisti...però dal 1994 ad oggi l'hanno già ripitturata 2 volte in 11 anni!
in Italia ogni...30 anni?
50 anni?
mai?
riguardo alla Francia, precisamente della Francia del Sud, penso che il tuo discorso possa valere per alcuni quartieri di Nizza , per quasi tutta Marsiglia e per alcune zone di Tolone...e forse per alcuni edifici periferice nelle cittadine della Costa Azzura.
considera che in ogni caso è il loro Meridione, con una elevatissima percentuale di abitanti Nord-Africani che elevati tassi di disoccupazione che alcune isole felici dedicate al turismo.
se però hai visitato il resto della Francia...dubito che MAI troverai situazioni come nel nostro sud, dove ci sono interi quartieri abusivi senza fogna, metà città senza intonaco e con i tondini che spuntano fuori dai muri, con i forati a vista eccetera.
io perlomeno non l'ho mai visto, e credo che la Francia sia il Paese che meglio conosco fuori dall'Italia!
hanno periferie oscene anche loro...ma noi?
in ogni caso, secondo me, la manutenzione, perlomeno di ciò che è rivolto alla strada, alla pubblica vista è nettamente superiore alla nostra.
ma proprio nettamente!
sulla pulizia...perlomeno nel Nord Italia siamo secoli avanti!
strade ridotte a cessi pubblici come a Parigi, Nizza e Marsiglia non le ho mai viste a Milano, Torino, Bologna, Firenza, e nemmeno a Venezia!!!
GENIUS LOCI October 4th, 2005, 02:43 PM ^^
A Cannes la raccolta differenziata hanno cominciato a farla da quest'anno... ti dico solo questo (però fanno una cosa intelligentissima per la pulizia strade - che fanno tutte le notti... almeno le principali strade - utilizzano dei macchinari con un braccio meccanico "orientabile" in modo da poter "aggirare" l'ostacolo delle macchine parcheggiate e lavare comunque la strada sottostante le stesse: se prendessero questi macchinari pure a Milano non ci sarebbe più bisogno di fare "i turni" di parcheggio per il lavaggio strade)
Per il resto non è che non funzioni il servizio di nettezza urbana, anzi: io vedo spesso che sono in giro a pulire e svuotare cestini, a raccogliere escrementi canini con speciali aspirapolvere... ma nonostante ciò le strade sono mediamente sporche e in alcuni punti sono proprio "luride"
Per quello che riguarda le abitazioni abusive ti do' perfettamente ragione: a girare tutta la Francia non ne trovi una. E sicuramente i servizi primari arrivano ovunque e la pianificazione territoriale è sicuramente su un altro pianeta rispetto all'Italia (quella a vasta scala dico... perchè a mia opinione quella ordinaria urbana usa standard di edificazione troppo elevati - anche qui bisognerebbe fare una mediazione tra quelli Italiani e quelli Francesi)
Però, come dicevi prima, il punto è su alcune cose in cui i francesi non hanno attenzione e invece gli Italiani sì (lasciando stare le case abusive, per una volta)
Una cosa che ho notato, tra le altre, è che aggiungono sul vecchio, continuano ad aggiunger-aggiungere senza tante analisi estetico-qualitative, di inserimento ambientale... e non riguarda solo l'edilizia: anche a livello dell'arredo urbano - mediamente in Francia il "disegno" delle strade è più curato ed elaborato che in Italia e l'arredo urbano (dai suoi elementi principali, come semafori - tutti rigorosamente con un "mini-semaforino" all'altezza del guidatore - e indicazioni luminose) è molto più "ricco"... solo che molte volte, anche qui, vanno per aggiunte: così c'è un affollamento incoerente di ringhiere e ringhierine, pali e paletti (da qualche anno succede anche a Milano una cosa del genere, a dire la verità...)
Quando si deve mettere mano a una cosa in Francia si aggiunge di solito: noi invece tendiamo a riprogettarla completamente...
Non lo so... non è solo una questione normativa o di abitudine: credo che sia proprio una differenza di atteggiamento mentale
Per abitudine noi siamo portati a cercare di vedere l'insieme nel suo complesso, a cercare di "armonizzare" il nuovo col vecchio o comunque di contestualizzarlo (non sempre riuscendoci, e quasi mai con risultati proprio eccellenti)
E ove questo non avvenga o non fosse avvenuto (non è che stiamo qui a contare balle: durante tutti gli anni '50 in Italia si è costruito alla cavolo e malissimo ovunque... senza alcun rispetto nè di preesistenze nè di decoro urbano) lo stesso il risultato non mi sembra essere il guazzabuglio stilistico francese, dove mi pare che di cose come l'armonizzazione o l'unitarietà tendano a fottersene (e pensare che attuarono a Parigi forse il più vasto progetto di "unitarietà e armonizzazione" mai esistito - forse esclusa San Pietroburgo - alla fine dell''800: dove per alcuni boulevard erano prescritte - nel piano! - pure il tipo di ringhiere che i progettisti degli edifici dovevano adottare)
Inoltre costruiscono con troppa densità: ed hanno così tanto spazio a disposizione, è incredibile
Non solo, sempre a Cannes, negli ultimi 4-5 anni hanno demolito in vari punti della città diversi palazzine di due piani fuori terra, ex-ville di villeggiatura di inizio novecento di buona fattura architettonica per edificare sopra "bellissimi" residence di 8-9 piani (con interpiano a 2,60-2,70 come in Francia si usa da 40 anni...) con giusto due metri quadrati lasciati liberi a lato strada per un aiuolina...
Da noi, legalmente sarebbe impossibile fare una cosa del genere: abbattere un palazzo d'epoca senza colpo ferire (altro che sovrintendenza) e costruire con densità mostruose (anche con le nuove normative "deregolatrici")
gruber October 4th, 2005, 03:45 PM tutto vero...però da loro vanno turisti da tutto il mondo a Parigi, comein Bretagna, a Lione, in tutta la Costa Azzurra, sulle Alpi a sciare, nella Champagne, nel Bordeuaux, nel Vexelay, nel massiccio centrale, sui Pirenei....e a decine di milionate.
da noi diminuiscono ogni anno e sotto Roma non va nessuno straniero o quasi.
perchè?
dal mio punto di vista perchè l'arredo urbano (ovviamente non solo questo!), così come la manutenzione generale di paesi e città è avanti anni luce.
uno straniero che gira per la Siclia, a gioielli incredibili come Taormina, Erice o Caltagirone....aggiunge anche luoghi post-bellici come Gela, Licata, Trapani eccetera.
forse noi abbia apici irraggiungibili di bellezza urbana, ma anche profondi cadute di qualità.
la Francia mediamente ha città belle, ben tenute, sporche, ma vivibili.
la tanto temuta Marsiglia ha un numero di borseggiatori che è 1/100° di Napoli!
e fa pure cagare!
eppure ci vanno i turisti.
lo stesso per Nizza, che probabilmente, anzi, sicuramente ha più turisti di Napoli città, pur essendo molto meno bella!
però non trovi immondizia per strada per metà anno, traffico assurdo e allucinante, borsegiatori, truffatori e quant'altro.
e parlo di Nizza. la città Francese con i peggiori record in materia di furti, rapine e per me, di Milano, sporchissima!
ma gli americani e gli inglesi ci vanno a MILIONATE.
mentre a Napoli?
in pochi. molto pochi se togli gli stranieri di discendenza meridionale che tornano a visitare i parenti.
in questo e non solo, la Francia ci è nettamente superiore.
ci vorrebbe poco, ma più che una questione d soldi è di mentalità.
d'altra parte 900.000 abitazioni abusive a Roma, qualche milione nell'intero sud...non sono un fenomeno riconducibile a motivi...passeggeri.
è proprio una questione di cultura e senso civico.
in Francia c'è.
GENIUS LOCI October 4th, 2005, 04:19 PM Molto è dovuto anche a come viene trattato il turismo in Francia: è direttamente "sponsorizzato" dallo Stato, che ne cura anche i "dettagli" per così dire
Gli hotel vengono verificati anno per anno, ad esempio: se vai in un tre stelle francese mediamente sai di avere un servizio decente a prezzi abbordabili
E' così in Italia? Ma neanche lontanamente...
Il problema del turismo in Italia e che (nonostante siamo comunque - e da moltissimo tempo - uno dei Paesi più visitati al mondo) non c'è una vera cultura del turismo... non c'è coordinamento, non c'è promozione, non ci sono sconti agevolazioni, non c'è controllo adeguato sulle attività di ricezione, ecc...
In questo siamo tra gli ultimi Paesi al mondo (mentre la Francia è innegabilmente il primo: ed infatti non a caso è anche il primo per numero di turisti)
Quindi, semmai, il successo della Francia e l'insuccesso dell'Italia è da imputare a una politica mirata e supercollaudata per quello che riguarda il turismo, per la prima, e a una politica fallimentare per la seconda
D'altronde, in Paesi come la Grecia (per non andare fuori dall'Europa) dove l'abusivismo edilizio è diffusissimo e i servizi sono mediamente più scarsi rispetto all'Italia (anche alle zone più "depresse" del Sud Italia) la gente va a frotte: perchè la Grecia, oltre ad avere un bellissimo mare, un territorio unico e anche interessanti reperti storici (ma comunque nulla rispetto a quelli che si possono trovare nella sola Sicilia), fa promozione turistica e persegue una politica turistica precisa... non è neanche lontanamente ai livelli della Francia, ma è sicuramente (come quasi tutti) davanti a noi
Mr_Beat October 4th, 2005, 09:43 PM ^^
E soprattutto albergatori, ristoratori e altri operatori turistici hanno una caratteristica in comune: sono tutti indistintamente dei ladri!
fabrik October 5th, 2005, 04:38 PM ^ non è che in francia , come del resto in gran parte del mondo occidentale , circa il 90% delle strutture ricettive fanno parte di grandi catene e ciò fa sì che si possano fare economie di scala , aumentare la pubblicità (quindi richiamare più turisti) e offrire un servizio qualitativamente migliore e più standardizzato , mente in italia ci affidiamo ancora alla "pensione mariuccia" di turno?
GAER October 5th, 2005, 04:50 PM Vero Fabrik!
Il problema in Italia è proprio questo.. che ci lascia ben sperare per il futuro, la situazione prima o poi si sbloccherà..
Ciao
Vitruvio October 5th, 2005, 04:51 PM ^^
E soprattutto albergatori, ristoratori e altri operatori turistici hanno una caratteristica in comune: sono tutti indistintamente dei ladri!
a nome dell'associazione albergatori ringrazio!!!
GENIUS LOCI October 6th, 2005, 12:13 AM ^ non è che in francia , come del resto in gran parte del mondo occidentale , circa il 90% delle strutture ricettive fanno parte di grandi catene e ciò fa sì che si possano fare economie di scala , aumentare la pubblicità (quindi richiamare più turisti) e offrire un servizio qualitativamente migliore e più standardizzato , mente in italia ci affidiamo ancora alla "pensione mariuccia" di turno?
Non è vero... in Francia c'è un vasto panorama di strutture ricettive a conduzione familiare o semi-familiare: e sono le migliori (prezzi bassi e ottimo servizio)
La differenza rispeto all'Italia che sono costantemente monitorate e, nel caso di "inadempienze", severamente punite (se le inadempienze non sono tali da chiudere i locali, degradano comunque le strutture cambiando senza preavviso da un anno all'altro il "grado" delle stesse - da tre stelle a due, e così via)
Fanno controlli r-i-g-o-r-o-s-i: è questa la differenza con l'Italia
Anzi, di struttre familiari, forse se ne trovano mediamente di più (e questo proprio grazie ai controlli che garantiscono la buona qualità) e ovunque... tu in Francia trovi l'alberghetto anche nel più sperduto paese di provincia, e lo trovi tenuto comme-il-faut, come direbbero, appunto, i Francesi; in Italia non trovi manco il cacchio, nei posti più sperduti... e se trovi sono i soliti posti del tipo "prenditi quello che c'è e non rompere i coglioni"
Facendo una considerazione sulle grandi catene alberghiere in generale, invece, normalmente queste sono presenti massicciamente in Paesi dove è difficile trovare soluzioni "alternative" decenti (leggi Paesi in via di sviluppo che hanno sviluppato una vocazione turistica)
In Francia si possono trovare tutti i tipi di hotel, e le catene economiche (tipo i Formula 1) sono anche più presenti che da noi... ma solo perchè l'offerta è maggiore: hanno più catene di hotel economici, ma anche più hotel a conduzione familiare
Ma trovi sempre posti di qualità: perchè hanno un controllo che noi ce lo sognamo
GENIUS LOCI October 6th, 2005, 12:17 AM a nome dell'associazione albergatori ringrazio!!!
Dai, Vitruvio è una persona per bene: una volta gli ho prestato la macchina fotografica e mica è scappato via... me l'ha riportata pregna di foto interessantissime :D :)
frankiego October 6th, 2005, 01:50 AM Scusate , ma che c`entra tutto questo con Fiumicino e Malpensa ?
fabrik October 6th, 2005, 11:25 AM [QUOTE=GENIUS LOCI]Non è vero... in Francia c'è un vasto panorama di strutture ricettive a conduzione familiare o semi-familiare: e sono le migliori (prezzi bassi e ottimo servizio)
attenzione , non ho detto che non ce ne sono a conduzione famigliare (anche perchè poi dobbiamo capire cosa si intende a "conduzione famigliare / semifamigliare" visto che strutture tipo formule 1 sono una specie di franchising e le singole strutture spesso , non sempre sono gestite da singole famiglie) dico solo che nel loro panorama ricettivo le catene alberghiere sono più presenti sia come numero totale di catene , numero di hotel , tipologie di offerta ecc. con l'italia non c'è paragone... tanto per fare un esempio , la costa azzurra , in quasi ogni paese c'è un (e in alcuni casi anche più di una struttura) residence "pierre et vacances" , dov'è in liguria , tanto per fare un esempio , un offerta simile (catena con grandi strutture 3-4 stelle)?, è parliamo della liguria , che è attaccata alla costa azzurra ed è fortemente turisticizzata.. esempi del genere se ne potrebbero fare a vagonate...
ho avuto la fortuna negli anni scorsi di girare tutta la francia (tranne la zona di bordeaux) , belgio , olanda .... ovunque andavi c'erano catene : mercure , sofitel , novotel , ibis , arcade , formule 1 , etap , campanile , holiday inn ecc... , quante strutture del genere ci sono in italia...? 15 anni fa nei formule 1 c'erano diavolerie come i cessi che si autosterilizzavano automaticamente dopo ogni utilizzo o il processo di accettazione e prenotazione automatizzato , chiavi dell'hotel sotto forma di codici , ecc... parliamo di 15 anni fa e di hotel ultraeconomici.. nel 2005 queste cose , in italia , sono ancora fantascientifiche... dopo aver dormito una notte in un Ibis a Strasburgo potevo porenotare (attraverso la reception) una stanza in un altro Ibis dalle parti di Den Haag (olanda) , con una pensione mariuccia potrei farlo? non credo..
Facendo una considerazione sulle grandi catene alberghiere in generale, invece, normalmente queste sono presenti massicciamente in Paesi dove è difficile trovare soluzioni "alternative" decenti
in italia è difficile trovare soluzioni alternative decenti.. perchè non ci sono o sono mooolto meno presenti che altrove?
In Francia si possono trovare tutti i tipi di hotel, e le catene economiche (tipo i Formula 1) sono anche più presenti che da noi...
eufemismo..
ma solo perchè l'offerta è maggiore: hanno più catene di hotel economici, ma anche più hotel a conduzione familiare
tanto le catene internazionali non sono solo economiche ma si rivolgono anche a fasce medio-alte... e poi perchè l'offerta è maggiore? e poi certamente hanno più hotel a conduzione famigliare.... hanno flussi turistici che sono 4 volte 4 quelli italiani.. ma qual'è il rapporto tra hotel di catene e hotel famigliari? secondo me c'è un netto predominio delle catene mentre in italia è l'esatto opposto..
fatti un giro su sti siti e guarda la differenza che c'è tra il numero di strutture che hanno in italia rispetto alla francia.. :
http://www.accorhotels.com/accorhotels/index.html
http://www.pierreetvacances.com/
https://www.envergure.fr/campanilefr.html
Turnpike October 6th, 2005, 12:46 PM [QUOTE]
ovunque andavi c'erano catene : mercure , sofitel , novotel , ibis , arcade , formule 1 , etap , campanile , holiday inn ecc...
...Premiere Classe, Mr. Bed, La Nuit, B&B Hotel, Quick Palace...
..a Torino Rivoli hanno aperto un nuovo Campanile..è il secondo! Siamo anni luce dalla francia ma è meglio che un calcio nelle palle.
Mr_Beat October 7th, 2005, 10:15 PM Nel 2001 con 18-20mila lire si mangiava in pizzeria, oggi ci vogliono 15 Euro.
In un ristorante dignitoso si mangiava con 50mila lire, oggi ci vogliono 40Euro.
Ma i ristoratori non sono dei ladri, noooooo....
Non sono i soli comunque voglio sottolineare, la maggior parte dei piccoli commercianti ha allegramente aumentato i prezzi a dismisura con l'introduzione dell'Euro.
Vitruvio October 12th, 2005, 03:44 PM SEA: ACCORDO CON EASYJET, ORA MALPENSA PUNTA SULLE LOW COST
(ANSA) - MILANO - La societa' degli aeroporti milanesi Sea e la societa' low cost EasyJet hanno raggiunto un accordo per l' utilizzo di Malpensa quale base principale della compagnia aerea. ''L' obiettivo e' di avere 1,2 milioni in piu' di passeggeri nel 2006 e 2,2 milioni nei prossimi cinque anni grazie a questa intesa'', ha commentato il presidente Sea Giuseppe Bencini.
Il fatto che l' accordo sia con una compagnia low cost, ha aggiunto il presidente parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa di presentazione dell' iniziativa, ''significa che la Sea guarda ad ogni prospettiva di sviluppo''. E, senza voler fare riferimento alle difficolta' di Alitalia, ha continuato aggiungendo che la scelta e' stata fatta in quanto ''il settore low cost e' quello che adesso e' trainante e noi non possiamo non andare incontro ad ogni opportunita' di sviluppo'.
Alla domanda se la Sea ora guarda con interesse a tutto il settore low cost, Bencini ha risposto poi che ''la societa' osserva con attenzione a tutto quanto possa portare piu' traffico passeggeri e possibilita' di sviluppo. Il nostro obiettivo e' naturalmente ampliare il complesso delle attivita' di business''. (ANSA)
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