View Full Version : Milano - Vittorio Gregotti: «Uno sviluppo nel nome del caos»»
fabrik October 29th, 2005, 08:34 PM Ore - 29.10.2005 - 13 Hits
Milano - Vittorio Gregotti: «Uno sviluppo nel nome del caos»»
Di Stefano Biolchini
«Negli ultimi anni si è ideologizzata l'idea di non fare ipotesi sulle città, piani regolatori sullo sviluppo urbano: così le nostre città crescono in modo occasionale» dice uno dei più noti e apprezzati architetti italiani, Vittorio Gregotti . Occhi di ghiaccio e profilo elegante, l'architetto ci riceve nel suo studio milanese, a pochi passi dal carcere di San Vittore. Pochi istanti ed entriamo subito nel vivo dell'intervista, non senza però un certo stupore da parte dell'architetto: Gregotti si dice infatti meravigliato per la polemica sugli interventi architettonici nelle città italiane, polemica scatenata dalla trasmissione di Adriano Celentano.
RockPolitik ha rilanciato il dibattito sulla qualità degli interventi in una città simbolo per l'architettura del Novecento come Milano. Come il cantante-presentatore molti milanesi chiedono più verde e il recupero delle periferie. Secondo il sindaco Albertin i i nuovi grattacieli rispondono proprio all'esigenza di salvaguardare gli spazi per il verde...
E' una tipica idea da incompetenti. Non c'è una relazione così univoca tra le due cose. La concentrazione in altezza non è detto che abbia come risultato un miglior utilizzo delle superfici libere. Ma trovo molto più grave che tutto l'hinterland milanese, in particolare a nord, dilaghi sul territorio in maniera disordinata.
Cosa pensa dei recenti interventi sull'architettura della città?
A Milano si sta intervenendo in maniera disordinata. Manca un'idea complessiva, un'architettura coerente. Nell'Ottocento si costruiva qualche buon edificio e tanti altri edifici non molto interessanti, che però facevano la città e che erano rispettosi di una certa civiltà architettonica complessiva.
Parliamo dei nuovi grandi progetti che cambieranno lo skyline della città: Santa Giulia, Garibaldi-Repubblica e l'area della Fiera Campionaria ...
Il progetto per Garibaldi-Repubblica non si capisce molto. Per quanto riguarda l'area Montecity-Rogoredo hanno usato un grande nome come quello dell'architetto Norman Foster. Ma l'architetto inglese è in una fase di decadenza del suo lavoro. Foster era molto interessante vent'anni fa. Il suo progetto comunque non riguarda una parte di città: si tratta di tante abitazioni e di qualche centro commerciale. Forse perché fa l'immobiliarista, ma i suoi lavori degli ultimi dieci anni sono, come dire, poco consistenti.
Quanto al recupero dell'area che verrà abbandonata dalla Fiera Campionaria (il progetto Hadid, Isozaki , Libeskind ) ?
Quello per l'area della vecchia Fiera è un progetto disastroso sotto tutti i punti di vista. C'era un buon progetto, quello di Renzo Piano, che non è stato premiato. Ma come gli architetti sanno bene i premi non contano niente: ha vinto chi aveva offerto più soldi per il terreno. Un progetto che non è poi il massimo dal punto di vista architettonico: si favorisce la bizzarria in sé; dal punto di vista del verde poi si tratta di un verde da condominio, non c'è alcun parco urbano.
L'amministrazione milanese sembra essere sorda alla richiesta di verde e spazi per i cittadini ...
Non sembra, è un'amministrazione sorda. Ma è un problema generale. I politici di oggi sono abbastanza confusi. Lo dico indipendentemente da una valutazione politica. Ribadisco: il problema è che bisogna capire quali sono le linee di principio che si stanno perseguendo.
Il Teatro degli Arcimboldi è un'opportunità, ma anche una ferita aperta per la città ...
Gli Arcimboldi sono una vittima: non sono percepiti come un'opportunità. Il perché la Scala affronti una crisi così grave, non si è ancora capito bene. L'idea iniziale era di far funzionare la Scala del Piermarini e l'Arcimboldi insieme. Oggi i tagli alla cultura e la crisi dell'economia rendono tutto più difficile. Si è pensato di superare la crisi della Scala abbandonando gli Arcimboldi. Io spero che questo patrimonio non venga buttato via, che il buonsenso prevalga.
Dica la verità, le stanno dando più soddisfazioni le sue esperienze all'estero?
Ho avuto molte soddisfazioni, specie in Francia. Questo perché il meccanismo complessivo di pianificazione del lavoro funziona, è previsto nei tempi giusti, con i controlli a tempo debito. il cliente sa cosa vuole e si confronta con quanto l'architetto propone. A fronte di un concorso ha un sì o un no. Anche in Cina lei riscuote consensi, e sta progettando un'intera città ...
In Cina fanno dei grandi concorsi con due procedure diverse: una procedura come contributo di idee, un'altra per fare.. Nel primo caso uno fornisce solamente le idee, mentre in quelli operativi si va davanti a una commissione di quattro persone, che in tre mesi di tempo decide sul concorso. Si tratta di un rapporto chiaro. Una volta che il concorso è vinto si passa a una presentazione di un piano in dettaglio, che poi diventa operativo. Quindi si mette a concorso il terreno fra gli immobiliaristi, che possono rivolgersi o meno agli autori del progetto per sviluppare gli edifici. Quest'ultima cosa sta avvenendo nella città di Pujiang, dove i lavori stanno procedendo .
Quali sono le cose più interessanti costruite recentemente a Milano? Una è il Palazzo di Renzo Piano per Il Sole-24 Ore, un progetto di tutto rispetto. Poi mi viene in mente l'Hotel Bulgari (progetto Citterio), in centro. Ma suo avviso il concorso internazionale resta ancora l'unica vera chances per i progetti di un certo livello? Sì e no. La storia dell'architettura moderna è fatta da progetti che hanno perso, e che però sono rimasti nella storia dell'architettura. Sarebbe un ottimo strumento se favorisse l'emergere di nuove leve. Ma il problema dei concorsi è in realtà quello dei giudici dei concorsi. Il grande Frank Llloyd Wright si rifiutava di parteciparvi per non essere giudicato 'da architetti peggiori di lui'. Ecco, la formazione delle giurie è il vero elemento portante; e le giurie di oggi sono da un lato burocratiche e dall'altro incompetenti.
Come mai i concorsi in italia vengono vinti dagli stranieri? Premiare gli architetti internazionali di nome per un sindaco è una garanzia dalle critiche, una opportunità per non prodursi in un dibattito reale. Ciò non significa che io non resti internazionalista. Poi c'è la comunicazione di massa che tende a premiere la bizzarria, ma come diceva un grande cr itico 'le novità creative possono essere anche inutili e dannosissime'
Vitruvio October 30th, 2005, 08:46 AM Perchè non lo mettiamo in Skybar? Tanto chiaramente Gregotti è ubriaco...
therock October 30th, 2005, 11:12 AM Ma chi è Gregotti..................?
Rhoy October 30th, 2005, 11:45 AM Ma chi è Gregotti..................?
è il Genio che ha concepito e realizzato la Bicocca e altre brutture simili..
Eleinad October 30th, 2005, 12:10 PM Ecco chi ha scelto il progetto Citylife, non certo una massa di idioti o i soli Formigoni o Albertini:
La Commissione di valutazione e gli 11 esperti
La shortlist, approvata dal Consiglio Generale di Fondazione Fiera Milano, lo scorso 28 giugno 2004, è stata selezionata da un’apposita Commissione di valutazione - composta dal Consiglio di Amministrazione di Sviluppo Sistema Fiera (Claudio Artusi, Marcello Botta, Giorgio Montingelli, Rodrigo Rodriquez, Luigi Roth) che si è avvalsa della collaborazione di Lazard & C. Real Estate in qualità di advisor e dell’assistenza dei rappresentanti del Comune di Milano e della Regione Lombardia. La Commissione, nella sua attività di analisi, è stata coadiuvata inoltre da un gruppo multidisciplinare di esperti composto da:
• Kenneth Frampton titolare della cattedra di architettura alla Columbia University. Competenza: architettura
• Cristophe Girot docente di architettura del paesaggio presso l’Università Tecnica Federale di Zurigo. Competenza: architettura del paesaggio
• Guido Martinotti ordinario di sociologia urbana presso l’Università Milano – Bicocca. Competenza: sociologia
• Gaetano Morazzoni consulente del Comitato promotore Corridoio 5. Competenza: infrastrutture ad ampia scala territoriale
• Lorenzo Ornaghi Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Competenza: governo delle reti di interessi
• Bianca Alessandra Pinto Sovrintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Competenza: estetica
• Marco Angelo Romano ordinario di urbanistica ed esperto di Estetica della città presso la facoltà di architettura dell’Università di Genova. Competenza: urbanistica
• Giorgio Rumi storico e componente del CdA della Fondazione Balzan e della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Competenza: storia
• Lanfranco Senn ordinario di Economia regionale e urbana presso l’Università commerciale Luigi Bocconi di Milano. Competenza: economia urbana
• Deyan Sudijc critico, curatore di mostre e direttore di riviste, nel 2002 è stato direttore della Biennale di Venezia. Competenza: architettura
• Bernhard Winkler è tra i fondatori della facoltà di architettura presso l’Università Tecnica di Monaco di Baviera, della quale è stato docente e preside. Competenza: mobilità
Federicoft October 30th, 2005, 01:50 PM A mio parere dice cose degne di interesse: basta cercare di leggerlo con un minimo di obiettività. Ma dopotutto non si parla di una città che abito né che mi è affettivamente cara, quindi alzo le mani e taccio :).
therock October 30th, 2005, 02:18 PM è il Genio che ha concepito e realizzato la Bicocca e altre brutture simili..
Lo so purtruppo, ero ironico.....
Eletrix October 30th, 2005, 02:48 PM Milano cresce nel nome del CAOS?
E chi dice che il "caos" sia un fenomeno negativo? Milano è cresciuta in modo disomogeneo. E' verissimo. E' una città che non ha una sua "complessità architettonica", non esiste un "continuum urbanistico". Io questo CAOS lo intendo come una caratteristica della città, un segno di riconoscibilità architettonica ed urbanistica. Quindi nel caos milanese la bizzarria CITY LIFE ha ragion d'esserci. E' un progetto che di certo non fa a cazzotti col contesto anzi diversifica e sfaccetta l'anima urbana di Milano.
Sedurre, impressionare, giocare con i simboli nel pieno rispetto dei criteri minimi del buon gusto e dei contesti è la sfida dell'architettura dei nostri tempi. Bisogna osare, esporsi, competere per non rimanere indietro e soprattutto evitare i moralismi inutili quando il mondo va tutto in una direzione. Questo non significa spersonalizzarsi ma avere un occhio critico verso la società che cambia, che avolve. Invidiamo Parigi, Bilbao, Barcellona, Berlino e a casa nostra siamo maniacalmente "meticolosi".
Rhoy October 30th, 2005, 04:19 PM Lo so purtruppo, ero ironico.....
mi sembrava strano che non lo conoscessi.. le sue tracce sono ben visibili..
Melchisedeck October 30th, 2005, 07:09 PM Ecco chi ha scelto il progetto Citylife, non certo una massa di idioti o i soli Formigoni o Albertini:
• Kenneth Frampton titolare della cattedra di architettura alla Columbia University. Competenza: architettura
• Cristophe Girot docente di architettura del paesaggio presso l’Università Tecnica Federale di Zurigo. Competenza: architettura del paesaggio
• Guido Martinotti ordinario di sociologia urbana presso l’Università Milano – Bicocca. Competenza: sociologia
• Gaetano Morazzoni consulente del Comitato promotore Corridoio 5. Competenza: infrastrutture ad ampia scala territoriale
• Lorenzo Ornaghi Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Competenza: governo delle reti di interessi
• Bianca Alessandra Pinto Sovrintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Competenza: estetica
• Marco Angelo Romano ordinario di urbanistica ed esperto di Estetica della città presso la facoltà di architettura dell’Università di Genova. Competenza: urbanistica
• Giorgio Rumi storico e componente del CdA della Fondazione Balzan e della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Competenza: storia
• Lanfranco Senn ordinario di Economia regionale e urbana presso l’Università commerciale Luigi Bocconi di Milano. Competenza: economia urbana
• Deyan Sudijc critico, curatore di mostre e direttore di riviste, nel 2002 è stato direttore della Biennale di Venezia. Competenza: architettura
• Bernhard Winkler è tra i fondatori della facoltà di architettura presso l’Università Tecnica di Monaco di Baviera, della quale è stato docente e preside. Competenza: mobilità
In questa lista di consulenti bisognava includere il noto esperto di architettura, paesaggistica e urbanistica Adriano Celentano (pure il comitato per la ricostruzione di Ground Zero avrebbe dovuto chiedergli una consulenza).
From Milano October 30th, 2005, 08:59 PM Gregotti potrebbe anche parlare...potrebbe, se non avesse realizzato la Bicocca...ma dopo aver lavorato sulla Bicocca com'è pensabile che si senta ancora in grado di dare lezioni ad altri? E' ormai un dinosauro superato dal tempo e da architetti mille volte più bravi di lui...ma anzichè rassegnarsi e sparire con dignità non trova di meglio da fare che sputare veleno e attaccare il lavoro altrui...patetico, ringrazi solo la tessera di partito che gli ha permesso di lavorare qualche anno in più...
GENIUS LOCI October 30th, 2005, 09:24 PM Che bello: l'ordine di Gregotti... Milano una megaBicocca grigia, piatta, tutta ugale, con un bel fascino tipo carcere... però tutto bello ordinato :D
Milanomia January 27th, 2006, 01:19 PM Mi aggiungo al coro solo ora visto che prima non conoscevo questo mitico forum....dopo quello che ha compinato in bicocca (abito li vicino) non vedo come possa permettersi di criticare foster e santa giulia...patetico... :bash:
Su altre cose potrebbe avere un briciolo di ragione, le volumetrie delle residenze di citylife stonano un po col quartiere storico ma cmq stiamo giudicando progetti ancora su carta, mentre il quartiere frezer che ha costruito lui è purtroppo una realtà....parla di verde ma l'unico verde che ha concepito è la collina dei ciliegi che è ancora chiusa e non praticabile, che sforzo!!!!
Mr_Beat January 27th, 2006, 06:32 PM Milano cresce nel nome del CAOS?
E chi dice che il "caos" sia un fenomeno negativo? Milano è cresciuta in modo disomogeneo. E' verissimo. E' una città che non ha una sua "complessità architettonica", non esiste un "continuum urbanistico". Io questo CAOS lo intendo come una caratteristica della città, un segno di riconoscibilità architettonica ed urbanistica. Quindi nel caos milanese la bizzarria CITY LIFE ha ragion d'esserci.
Sono d'accordo.
quello che nion mi piace dello sviluppo della metropoli negli ultimi 15-20 anni è l'espansione incasinata delle periferie realizzata a misura d'auto.
Si è trascurata la città per fare spazio a stradoni, svincoli, centri commerciali, complessi di uffici, residenze "Le gardenie" in mezzo al nulla, campi spelacchiati...il nuovo cittadino della metropoli estesa ha quattro ruote e un motore, una cosa davvero inumana.
Torniamo a fare strade, piazze, portici, negozi sulla strada e tavolini dove prendere un caffè, posti raggiungibili con una passeggiata.
Diamo alla periferia la stessa dignità del centro.
URBN+Soup January 28th, 2006, 11:30 AM Milano cresce nel nome del CAOS?
E chi dice che il "caos" sia un fenomeno negativo? Milano è cresciuta in modo disomogeneo. E' verissimo. E' una città che non ha una sua "complessità architettonica", non esiste un "continuum urbanistico". Io questo CAOS lo intendo come una caratteristica della città, un segno di riconoscibilità architettonica ed urbanistica. Quindi nel caos milanese la bizzarria CITY LIFE ha ragion d'esserci. E' un progetto che di certo non fa a cazzotti col contesto anzi diversifica e sfaccetta l'anima urbana di Milano.
Sedurre, impressionare, giocare con i simboli nel pieno rispetto dei criteri minimi del buon gusto e dei contesti è la sfida dell'architettura dei nostri tempi. Bisogna osare, esporsi, competere per non rimanere indietro e soprattutto evitare i moralismi inutili quando il mondo va tutto in una direzione. Questo non significa spersonalizzarsi ma avere un occhio critico verso la società che cambia, che avolve. Invidiamo Parigi, Bilbao, Barcellona, Berlino e a casa nostra siamo maniacalmente "meticolosi".
approvo in pieno, da 'milanese' acquisito quale sono, ho da sempre ritenuto il presunto caos architettonico di Milano parte fondante del fascino della città.
Caustic January 29th, 2006, 01:08 PM Sedurre, impressionare, giocare con i simboli nel pieno rispetto dei criteri minimi del buon gusto e dei contesti è la sfida dell'architettura dei nostri tempi.
Appunto. Ragionando in quest'ottica, Milano, nel corso degli ultimi decenni, ha miseramente fallito. Il caos urbanistico ed architettonico che la contraddistingue mi ricorda più le metropoli del Sud America che le grandi capitali europee.
D'altronde, Milano non è capitale.
Eletrix January 29th, 2006, 01:49 PM Appunto. Ragionando in quest'ottica, Milano, nel corso degli ultimi decenni, ha miseramente fallito. Il caos urbanistico ed architettonico che la contraddistingue mi ricorda più le metropoli del Sud America che le grandi capitali europee.
D'altronde, Milano non è capitale.
Sull'impressionare, sedurre e giocare con nuovi simboli architettonici mi riferivo alle nuove strategie della città contemporanea e sui NUOVI progetti di Milano. Il CAOS per definizione non rimanda ai processi di razionalizzazione, non fa parte di un ragionamento, di una strategia e quindi rappresenta pienamente la Milano degli ultimi anni che ha fallito perchè non ha mai pensato in termini di sistema, come hai ben detto. In un'ottica generale i nuovi progetti pensati per Milano si inseriscono perfettamente in questo CAOS contribuendo ad avvalorare, seppur in maniera più sensata e coerente col trend architettonico-urbanistico attuale, la natura disomogenea e sfaccettata della città. Milano non è capitale, non lo sarà mai e personalmente non vorrei che lo fosse perchè ha già una sua anima e identità ben definita e non ha bisogno di innalzarsi a capitale. Stesso discorso per Francoforte o altre città definite "capitali mancate".
Federicoft January 29th, 2006, 02:31 PM Appunto. Ragionando in quest'ottica, Milano, nel corso degli ultimi decenni, ha miseramente fallito. Il caos urbanistico ed architettonico che la contraddistingue mi ricorda più le metropoli del Sud America che le grandi capitali europee.
D'altronde, Milano non è capitale.
Se una cosa simile l'avessi scritta io non oso immaginare che cosa sarebbe successo. :runaway:
In ogni caso: i grattacieli nelle città italiane non mi piacciono. Il centro direzionale di Napoli, nonostante sia stato un sostanziale fallimento urbanistico, può andare bene. Invece nel tessuto storico, no. Milano sarebbe culturalmente la città più adatta ad ospitarne, ma manca di vasti orizzonti. Come ha scritto Mario Botta - il ticinese più famoso dopo Francesco Borromini - Manhattan ha il mare, le città asiatiche pure, Londra un grande fiume, a Milano i grattacieli incomberebbero su una realtà urbana che già di per sé non ha spazi aperti. L'effetto sarebbe da Blade Runner. I grattacieli della Fiera sarebbero una eccezione positiva a conferma della regola: lì gli spazi aperti ci dovrebbero essere. Sul grattacielo della Regione taccio.
Invece riflettevo sul fatto che Genova è densissima ma estesa in lunghezza, un vero palco naturale sul mare. I grattacieli troverebbero facilmente vie di fuga a valle e a monte, rincorrendo all'assedio del cielo i monti alle spalle e le strade e gli altri palazzi a livelli diversi, disperdendo quindi l'ingombro ma creando un effetto complessivo a mio parere strepitoso. Ci sono dei bei progetti lì, credo che alla fine ne potremo vedere delle belle. :)
Nicux January 29th, 2006, 02:33 PM Perché scusa la Défense è mal riuscita? Eppure mica c'è il mare a Parigi... e oltre la Défense c'è la famosa Banlieue. Comunque sono d'accordo su Genova.
Federicoft January 29th, 2006, 02:42 PM ^^
La Defense mi risulta essere a vari km dal centro di Parigi. Non è nemmeno nel Comune di Parigi. Vale lo stesso discorso del Centro Direzionale di Napoli: un'area lontana dal centro storico destinata intensivamente all'edilizia "hi-rise".
Grattacieli a Parigi nessuno si è mai sognato di farne (tranne la Montparnasse, che è la classica eccezione che conferma la regola, anch'essa senza avere problemi di ampi spazi).
Eletrix January 29th, 2006, 03:02 PM ^^ La defanse fa parte del comune di parigi ed è più decentrata del C.D. di Napoli che pur non essendo nel centro storico lambisce questo (è nei pressi della stazione centrale). Probabilmente con l'espansione della città ad est il CD ha un po' deturpato il panorama della città partenopea che è conosciuta nel mondo per il suo golfo. Il cugino della torre Montparnasse è il grattacielo Jolly, sempre a napoli, che è un pugno nell'occhio...andrebbe abbattutto subito.
Federicoft January 29th, 2006, 03:10 PM ^^
Quotissimo sul Jolly. Una schifezza da abbattere subito, al pari dei grattacieli di Palermo. Invece credo che l'effetto complessivo dell'inserimento del CD nel panorama del golfo di Napoli sia molto positivo.
Quanto alla Défense, è situata nella Grande Parigi ma non nel Comune propriamente detto (non è un "arrondissment"). Precisamente è nel comune di Puteaux.
SaVe November 12th, 2007, 08:53 PM interessante...
alessiorosanero69 November 12th, 2007, 09:46 PM gregotti è il genio ke una mattina si svegliò e disse: creiamo un bellissimo quartiere tutto giallo cn tutte le case a schiera attaccate e gli diede il nome di Z.E.N (zona espansione nord) e in un intervista alle iene disse ke gli abitanti dello zen devono essere orgogliosi di abitare in un posto del genere..ke secondo lui è il meglio di tutto quello ke ha costruito a Palermo..bah..se lo dice lui..grande architetto!!!!!
Epicurion November 13th, 2007, 08:53 AM gregotti è il genio ke una mattina si svegliò e disse: creiamo un bellissimo quartiere tutto giallo cn tutte le case a schiera attaccate e gli diede il nome di Z.E.N (zona espansione nord) e in un intervista alle iene disse ke gli abitanti dello zen devono essere orgogliosi di abitare in un posto del genere..ke secondo lui è il meglio di tutto quello ke ha costruito a Palermo..bah..se lo dice lui..grande architetto!!!!!eccola l'intervista:
elLMJEso0F0
:no:
maxmax November 13th, 2007, 10:07 AM Bah...
La Bicocca non mi piace, ma finchè rimane lì da sola può andare, se non si considerano le casermone su viale Sarca. Una città così razionalizzata sarebbe orrida. Le periferie di Milano sono molto difficili da gestire urbanisticamente, in quanto il comune amministrativo è piccolo e ciò che altrove sarebbe considerato della medesima città, qui fa parte di un comune diverso. Sesto S. Giovanni, Cinisello, Rho, Pero, Cormano, Trezzano S.N. eccetera.
Le aree di confine sono in via di generale riprogettazione e devo riconoscere che in diversi casi non mi dispiacciono. Se prendiamo il Parco Nord, le aree del Centro Vulcano, quelle attigue e altre, si sta realizzando un'unione con Milano di tipo funzionale/commerciale. D'altra parte così come Milano non può imporre ai brianzoli di avere la metropolitana, non può neppure imporre di edificare come meglio ritiene.
Purtroppo, invece, trovo che il progetto di Foster sia davvero una periferia con casermoni. Garibaldi Repubblica e CityLife credo siano progetti ottimi. Così come il palazzo degli orafi.
Da ricordare, anche, che diversi teatri, senza tanto clamore wolteriano, sono stati riaperti o creati. Il Dal Verme, il Teatro in Largo Mahler (non ricordo mai il nome), il Piccolo e gli Arcimboldi (che hanno acquisito una loro identità). Questo per dire che al di là delle periferie ci sono molte aree da ri-rendere abitabili e servite.
Mr Ricco November 13th, 2007, 10:28 AM Milano sarebbe culturalmente la città più adatta ad ospitarne, ma manca di vasti orizzonti. Come ha scritto Mario Botta - il ticinese più famoso dopo Francesco Borromini - Manhattan ha il mare, le città asiatiche pure, Londra un grande fiume, a Milano i grattacieli incomberebbero su una realtà urbana che già di per sé non ha spazi aperti. L'effetto sarebbe da Blade Runner.
..lo so, il post è un po' vecchio...
..volevo solo dire che a noi blade runner piace.... e poi chi l'ha detto che Milano manca di vasti orizzonti? smog permettendo, la cerchia delle Alpi è fantastica e l'effetto skyline urbana su skyline dei monti a mio parere è proprio molto bello....
WalkTheWorld November 13th, 2007, 12:19 PM Sull'impressionare, sedurre e giocare con nuovi simboli architettonici mi riferivo alle nuove strategie della città contemporanea e sui NUOVI progetti di Milano. Il CAOS per definizione non rimanda ai processi di razionalizzazione, non fa parte di un ragionamento, di una strategia e quindi rappresenta pienamente la Milano degli ultimi anni che ha fallito perchè non ha mai pensato in termini di sistema, come hai ben detto. In un'ottica generale i nuovi progetti pensati per Milano si inseriscono perfettamente in questo CAOS contribuendo ad avvalorare, seppur in maniera più sensata e coerente col trend architettonico-urbanistico attuale, la natura disomogenea e sfaccettata della città. Milano non è capitale, non lo sarà mai e personalmente non vorrei che lo fosse perchè ha già una sua anima e identità ben definita e non ha bisogno di innalzarsi a capitale. Stesso discorso per Francoforte o altre città definite "capitali mancate".
Lista che comprende fra l'altro, robette tipo New York, Toronto, San Paolo, Sidney.....
Milano HA la piazza della cattedrale e il salotto buono, ma l'analogia con altre città italiane credo finisca lì. E' e sarà sempre più policentrica. La cose interessanti e fruibili della città sono ormai sparse su una superfice immensa, gli interventi di ricucitura, i nuovi progetti potranno solo rafforzare e rendre più evidente quello che non è caos ma densità urbana.
Perlomeno la vedo così da esterno. A me piace anche andare in giro per la bicocca. Trovo l'edificio della Pirelli con lo scambiatore di calore all'interno semplicemente geniale. C'è un nitore razionalista. non appesantito da statue di eroi che non mi sembra del tutto negativo. Certo un paio di torri alte e sfaccettate ridarebbero più fascino al tutto. Magari (pignolo) avrei evitato i lampioni autostradali, ma con l'arrivo della metro credo che anche l'offerta culturale del quartiere possa essere più apprezzata. E magari un buon collegamento col parco Nord (se c'è non l'ho visto, le dritte sono benvenute)
Ho letto che da quest'anno gli Arcimboldi avranno una stagione distinta e articolata. E' vero?
TohrAlkimista November 13th, 2007, 12:22 PM Si, dici bene.
Ospitano anche Zelig quest'anno. :colgate:
WalkTheWorld November 13th, 2007, 12:38 PM ^^ La defanse fa parte del comune di parigi ed è più decentrata del C.D. di Napoli che pur non essendo nel centro storico lambisce questo (è nei pressi della stazione centrale). Probabilmente con l'espansione della città ad est il CD ha un po' deturpato il panorama della città partenopea che è conosciuta nel mondo per il suo golfo. Il cugino della torre Montparnasse è il grattacielo Jolly, sempre a napoli, che è un pugno nell'occhio...andrebbe abbattutto subito.
ok, è un po' defilata e credo che in parte ricada sotto nNnterre (almeno Emporis non classifica le torri della Defense come parte di Parigi che ha nell'elenco solo gli edifici di Porte D'Italia, ma comunque Emporis non governa Parigi...) ma che faccia parte di Parigi e ovvio. C'è una prospettiva maestosa che in una giornata di sole permetter di vedere in parata L'arco di Trionfo, l'obelisco (di Concorde?) e la Grande Arche perfettamente allineati e centrati. Questo si che è Grande Disegno Urbano.
Parigi è però una classe a sè, difficilmente imitabile anche per la sua lunga esistenza come capitale.
Tornando al discorso dell'inserimento dei grattacieli nel contesto urbano italiano vorrei proporre un distinguo.
Ci sono le città "di pietra" come Milano, Torino, ma anche Brescia, con una loro "massività" dove l'antico, l'ottocentesco, il moderno e il modernissimo possono coesistere a dialogare (come a Parigi, a Londra, a New York) e città dove le trine rinascimentali e il cotto medievale fanno sicuramente più fatica (Bologna ad esempio, ma anche Roma) e dove i progetti devono essere più limitati, e caratterizzati (ad esempio a Roma vedrei bene opere di Calatrava , ma un Empire Stae Building mai e poi mai. Scusate i paragoni ad ampio spettro...
WalkTheWorld November 13th, 2007, 12:40 PM Si, dici bene.
Ospitano anche Zelig quest'anno. :colgate:
si per quello sto cercando di capire come funziona per i biglietti:)
Vedi, sono meno di due ore di treno per andare alla Scala o agli Arcimboldi. Viviamo già tutti in una dimensione metropolitana. Come a Londra, ma senza dover prendere l'aereo per andare a sciare o a vedere venezia, o un locale trendy della Gardesana o andare in barca a vela.
figata.
Hyperdanny November 13th, 2007, 02:02 PM ^^
trovi tutte le informazioni (stagione, biglietti ecc.) sul nuovo sito:
www.teatroarcimboldi.it
WalkTheWorld November 13th, 2007, 02:05 PM ^^
thanx!
superciuck November 13th, 2007, 02:39 PM please, un link sulla bicocca...sono troppo curioso:)
Marlowe November 13th, 2007, 02:52 PM Se una cosa simile l'avessi scritta io non oso immaginare che cosa sarebbe successo. :runaway:
In ogni caso: i grattacieli nelle città italiane non mi piacciono.
Manhattan ha il mare, le città asiatiche pure, Londra un grande fiume, a Milano i grattacieli incomberebbero su una realtà urbana che già di per sé non ha spazi aperti. L'effetto sarebbe da Blade Runner.
I grattacieli a Milano vanno bene. No, benissimo. Se costruiti fuori dai bastioni. Per esempio, la torre Velasca per me e' un grande errore. Cosi come quello sgorbio di torretta in centro Torino, ecc...
Ora a Mario Botta, che dice tante cavolate... e che costruisce banche bunker o lucernario a Lugano (vedere per credere). Le sue costruzioni tolgono il respiro.
Manhattan ha il mare? veramente e' stretta tra NJ e Long Island.
Londra ha un fiume? e allora? vanno tutti sul fiume a prendere aria ogni 2 ore?
Invece parliamo di cose intelligenti. I parchi danno respiro. Il consumo del territorio con schifezze toglie respiro. La chiusura del traffico da respiro. La manutenzione delle strade e delle vie da respiro. La creazione di vie ciclabili da respiro. La creazione di parcheggi da respiro (visto che ora Milano e. un parcheggio unico). La chiusura delle zone alle macchine dei non residenti da respiro. La lotta all'inquinamento da respiro. La riapertura dei Navigli da respiro.
Piuttosto starei attento a non costruire nuove costruzioni alte (quelle classiche speculazioni che sono piu' alte di 4 piani) dentro la cerchia dei bastioni.
WalkTheWorld November 13th, 2007, 02:56 PM please, un link sulla bicocca...sono troppo curioso:)
Nel menù principale, in "foto storiche e architetture" trovi un thread "'c'era bisogno di un'altra foto della Bicocca?"
Shezan November 13th, 2007, 02:58 PM Ma chi è Gregotti..................?
ma come, non lo sai?
è un famoso politico, caro. . .
mi3max November 13th, 2007, 11:28 PM @TheRock
ma come, non lo sai?
è un famoso politico, caro. . .
Cacchio!! per un momento ho creduto al miracolo...:nuts:
SaVe November 14th, 2007, 12:52 PM please, un link sulla bicocca...sono troppo curioso:)
se non hai voglia dicercarlo
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=345352
|
|