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November 18th, 2005, 09:51 PM
Nuovo Aeroporto Torino Cuneo-Levaldigi
La realizzazione del nuovo aeroporto di Cuneo è stata l’occasione di una rimeditazione del ruolo che può assumere un complesso così importante quale futuro nodo di comunicazione per un territorio costellato di importanti realtà economiche e produttive che si sono via via affermate in questi ultimi decenni anche, e soprattutto, a livello internazionale.
Oltre alle attese dei gruppi industriali, e delle innumerevoli imprese di altri settori (artigianato, agricoltura e commercio), si sono aggiunte quelle di altre realtà importanti ed insostituibili, soprattutto nell’ambito del recente ambizioso progetto di un futuro ampliamento degli orizzonti economici e di interscambio della provincia nel nuovo territorio delle “Alpi del Mare”: una vasta area d’attività che si estende dal basso Piemonte alla Liguria ed alla Costa Azzurra.
Per il conseguimento di questi obbiettivi non poteva mancare la creazione di un’aerostazione dotata di tutte le infrastrutture necessarie per consentire un serio programma di sviluppo quale condizione necessaria per scongiurare l’isolamento che ha caratterizzato, negli ultimi anni, uno degli aspetti negativi di questa terra di confine.
Si è pensato ad un Aeroporto come la “Porta delle Alpi del Mare” verso l’Europa.
La società di gestione ha voluto un’aerostazione il cui disegno volesse rappresentare questa volontà di cambiamento.
La forma architettonica definitiva, realizzata dall’Arch. Gianni Arnau
do di Cuneo, su una struttura della “Tecnoengineering 2C” - Ing. Carlo Criscuolo, ricorda vagamente l’idea di un veliero adagiato su una splendida pianura a cui fa da sfondo la splendida scenografia della cerchia delle Alpi Marittime.
La rigida materia, dal cemento al cristallo, diviene “duttile”, per creare l’immagine poetica, il filo conduttore di una nuova ed accattivante forma architettonica.
Avvicinandosi, l’edificio sembra disegnato dal vento e le forme aerodinamiche ne annunciano il tipo di funzione delle varie parti componenti.
Il vecchio volume è racchiuso fra “gusci” metallici che si rifanno simbolicamente al logo e ricordano le linee inconfondibili delle colline di Langa o il profilo dell’arco alpino non lontano.
La grande hall semicircolare è luminosissima, racchiusa da una grande vetrata che consente una visuale panoramica sulle montagne: il primo piacevole benvenuto per i viaggiatori.
I corpi scala, rivestiti in cristallo, conducono alle aree di rappresentanza dotate di bar, ristorante, shop center, internet point e sale di attesa, dove le forme architettoniche degli interni sono un tutt’uno con le linee morbide delle superfici esterne.
Il bar nella sua forma richiama modelli aerodinamici: i materiali sono derivati dal linguaggio aeronautico, dalle fibre di carbonio all’alluminio, dal plexiglass alle fibre ottiche …
Al piano superiore il ristorante si apre con un’ampia rotonda panoramica a sbalzo verso le piste ed il paesaggio circostante, creando una prospettiva emozionante sulla zona di arrivo degli aeromobili.
I materiali impiegati sono relativamente semplici, ma è l’aspetto poetico di tutto l’insieme architettonico che rende straordinario questo progetto: l’accostamento di materiali e forme creando strisce orizzontali, superfici curve, alternanza di “pieni” e di “vuoti”, di opacità e di trasparenze, definendo quell’idea di immaterialità o, meglio, quella ricerca di “smaterializzazione” che sta alla base del linguaggio dell’architetto.
Il complesso si distingue, nelle intenzioni dell’Amministrazione, anche per l’uso che la sua forma consente: esso potrà diventare un’area polifunzionale offrendo, oltre alle consuete destinazioni di tipo aeroportuale, spazi espositivi e culturali, aree per l’enogastronomia e promozione dei prodotti tipici dei luoghi, ma anche ambienti per la cultura adatti a mostre, dibattiti, incontri e conferenze.
Questo è un nuovo modo di intendere lo spazio aeroportuale, non semplicemente visto come luogo di transito, ma come occasione per promuovere le risorse del territorio, gli itinerari turistici e l’economia, ma anche i valori culturali, la creatività e la dinamicità dei comuni, degli Enti e della gente che ha creduto in questo progetto.
Gli aspetti tecnici
La recente storia della realizzazione della aerostazione Torino Cuneo-Levaldigi riguarda quest’ultimo decennio: infatti nel giugno del 1993 veniva presentato al Ministero dei Trasporti un progetto generale che prevedeva interventi finalizzati a completare le opere di potenziamento realizzate nel 1989-90 in occasione dei Mondiali di Calcio del 1990.
Nel corso degli anni ’80 si erano evidenziate inadeguatezze e carenze strutturali tali da richiedere già allo scadere di quel decennio consistenti innovazioni al fine di consentire un minimo di sviluppo all’unico collegamento aereo di un territorio così vasto come la Provincia di Cuneo.
Il progetto del 1993 aveva il compito non solo di adeguamento strutturale di tutta l’aerostazione alle normative vigenti ma ne prevedeva un sostanziale potenziamento, e aveva lo scopo di completare l’ammodernamento dello scalo al fine di adeguare le capacità ricettive alla domanda legata ad un positivo trend di crescita. Le opere previste erano anche in funzione della possibilità di operare come scalo alternativo a Torino ed a Genova in caso di condizioni metereologiche avverse quali nebbia o vento.
Nel 1998 viene presentato un progetto esecutivo che determina l’attuale dimensionamento dell’aerostazione.
L’attuale configurazione prevede un’aerostazione articolata su tre livelli per un totale di sup. lorda di mq. 4.950 ca.
Essa è dimensionata per aumentare le capacità di traffico con un’ipotesi di sviluppo di previsione di circa 200.000 passeggieri/anno secondo uno studio previsto di trend di crescita costante dall’anno 2000 al 2010.
Sono notevolmente agevolate le operazioni degli aeromobili, è stato razionalizzato il costo di gestione e si è posto l’intero complesso in condizioni tali da poter essere appetibile per nuove attività produttive e commerciali nell’ambito di una più vasta area territoriale all’interno del Piemonte.
L’andamento di crescita del traffico era stato individuato già a partire dal 1998 in base ad uno studio fornito dalle Amministrazioni Provinciali, dalla Camere di Commercio e dalle Associazioni Industriali di Torino, Cuneo e Biella.
Il potenziamento dell’Aerostazione è stato determinato oltrettutto in concomitanza ad eventi di notevole rilievo quali i giochi olimpici (evento transitorio), la realizzazione dell’Autostrada Cuneo-Asti e quella della piattaforma logistica di interscambio delle merci in corso di progettazione.
Le attività previste all’interno dell’aerostazione possono essere così riassunte: commerciali con la creazione di un bar-tavola calda ristorante con punto di ristoro all’aperto tipo “roof-garden”, rivendita giornali, tabacchi, prodotti locali, autonoleggio, meeting-point e spazi pubblicitari; le attività direzionali spaziano dagli uffici di scalo a quelli di controllo e della società di gestione. Sono previsti uffici per le compagnie aeree, operatori turistici, nonché sale riunioni e conferenze, un ambulatorio medico ed un’infermeria.
Un dato interessante riferito ai costi di realizzazione può essere riassunto nel rapporto fra la superficie utile lorda e l’ammontare della somma d’appalto:
sup. lorda dell’aerostazione mq. 4.950 ca.
costo dell’intervento (come da relazione tecnica) €. 4.163.000 ca.
costo al mq.: €.840.00 ca.
finanziamento ENAC € 2.500.000,00 ca.
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La realizzazione del nuovo aeroporto di Cuneo è stata l’occasione di una rimeditazione del ruolo che può assumere un complesso così importante quale futuro nodo di comunicazione per un territorio costellato di importanti realtà economiche e produttive che si sono via via affermate in questi ultimi decenni anche, e soprattutto, a livello internazionale.
Oltre alle attese dei gruppi industriali, e delle innumerevoli imprese di altri settori (artigianato, agricoltura e commercio), si sono aggiunte quelle di altre realtà importanti ed insostituibili, soprattutto nell’ambito del recente ambizioso progetto di un futuro ampliamento degli orizzonti economici e di interscambio della provincia nel nuovo territorio delle “Alpi del Mare”: una vasta area d’attività che si estende dal basso Piemonte alla Liguria ed alla Costa Azzurra.
Per il conseguimento di questi obbiettivi non poteva mancare la creazione di un’aerostazione dotata di tutte le infrastrutture necessarie per consentire un serio programma di sviluppo quale condizione necessaria per scongiurare l’isolamento che ha caratterizzato, negli ultimi anni, uno degli aspetti negativi di questa terra di confine.
Si è pensato ad un Aeroporto come la “Porta delle Alpi del Mare” verso l’Europa.
La società di gestione ha voluto un’aerostazione il cui disegno volesse rappresentare questa volontà di cambiamento.
La forma architettonica definitiva, realizzata dall’Arch. Gianni Arnau
do di Cuneo, su una struttura della “Tecnoengineering 2C” - Ing. Carlo Criscuolo, ricorda vagamente l’idea di un veliero adagiato su una splendida pianura a cui fa da sfondo la splendida scenografia della cerchia delle Alpi Marittime.
La rigida materia, dal cemento al cristallo, diviene “duttile”, per creare l’immagine poetica, il filo conduttore di una nuova ed accattivante forma architettonica.
Avvicinandosi, l’edificio sembra disegnato dal vento e le forme aerodinamiche ne annunciano il tipo di funzione delle varie parti componenti.
Il vecchio volume è racchiuso fra “gusci” metallici che si rifanno simbolicamente al logo e ricordano le linee inconfondibili delle colline di Langa o il profilo dell’arco alpino non lontano.
La grande hall semicircolare è luminosissima, racchiusa da una grande vetrata che consente una visuale panoramica sulle montagne: il primo piacevole benvenuto per i viaggiatori.
I corpi scala, rivestiti in cristallo, conducono alle aree di rappresentanza dotate di bar, ristorante, shop center, internet point e sale di attesa, dove le forme architettoniche degli interni sono un tutt’uno con le linee morbide delle superfici esterne.
Il bar nella sua forma richiama modelli aerodinamici: i materiali sono derivati dal linguaggio aeronautico, dalle fibre di carbonio all’alluminio, dal plexiglass alle fibre ottiche …
Al piano superiore il ristorante si apre con un’ampia rotonda panoramica a sbalzo verso le piste ed il paesaggio circostante, creando una prospettiva emozionante sulla zona di arrivo degli aeromobili.
I materiali impiegati sono relativamente semplici, ma è l’aspetto poetico di tutto l’insieme architettonico che rende straordinario questo progetto: l’accostamento di materiali e forme creando strisce orizzontali, superfici curve, alternanza di “pieni” e di “vuoti”, di opacità e di trasparenze, definendo quell’idea di immaterialità o, meglio, quella ricerca di “smaterializzazione” che sta alla base del linguaggio dell’architetto.
Il complesso si distingue, nelle intenzioni dell’Amministrazione, anche per l’uso che la sua forma consente: esso potrà diventare un’area polifunzionale offrendo, oltre alle consuete destinazioni di tipo aeroportuale, spazi espositivi e culturali, aree per l’enogastronomia e promozione dei prodotti tipici dei luoghi, ma anche ambienti per la cultura adatti a mostre, dibattiti, incontri e conferenze.
Questo è un nuovo modo di intendere lo spazio aeroportuale, non semplicemente visto come luogo di transito, ma come occasione per promuovere le risorse del territorio, gli itinerari turistici e l’economia, ma anche i valori culturali, la creatività e la dinamicità dei comuni, degli Enti e della gente che ha creduto in questo progetto.
Gli aspetti tecnici
La recente storia della realizzazione della aerostazione Torino Cuneo-Levaldigi riguarda quest’ultimo decennio: infatti nel giugno del 1993 veniva presentato al Ministero dei Trasporti un progetto generale che prevedeva interventi finalizzati a completare le opere di potenziamento realizzate nel 1989-90 in occasione dei Mondiali di Calcio del 1990.
Nel corso degli anni ’80 si erano evidenziate inadeguatezze e carenze strutturali tali da richiedere già allo scadere di quel decennio consistenti innovazioni al fine di consentire un minimo di sviluppo all’unico collegamento aereo di un territorio così vasto come la Provincia di Cuneo.
Il progetto del 1993 aveva il compito non solo di adeguamento strutturale di tutta l’aerostazione alle normative vigenti ma ne prevedeva un sostanziale potenziamento, e aveva lo scopo di completare l’ammodernamento dello scalo al fine di adeguare le capacità ricettive alla domanda legata ad un positivo trend di crescita. Le opere previste erano anche in funzione della possibilità di operare come scalo alternativo a Torino ed a Genova in caso di condizioni metereologiche avverse quali nebbia o vento.
Nel 1998 viene presentato un progetto esecutivo che determina l’attuale dimensionamento dell’aerostazione.
L’attuale configurazione prevede un’aerostazione articolata su tre livelli per un totale di sup. lorda di mq. 4.950 ca.
Essa è dimensionata per aumentare le capacità di traffico con un’ipotesi di sviluppo di previsione di circa 200.000 passeggieri/anno secondo uno studio previsto di trend di crescita costante dall’anno 2000 al 2010.
Sono notevolmente agevolate le operazioni degli aeromobili, è stato razionalizzato il costo di gestione e si è posto l’intero complesso in condizioni tali da poter essere appetibile per nuove attività produttive e commerciali nell’ambito di una più vasta area territoriale all’interno del Piemonte.
L’andamento di crescita del traffico era stato individuato già a partire dal 1998 in base ad uno studio fornito dalle Amministrazioni Provinciali, dalla Camere di Commercio e dalle Associazioni Industriali di Torino, Cuneo e Biella.
Il potenziamento dell’Aerostazione è stato determinato oltrettutto in concomitanza ad eventi di notevole rilievo quali i giochi olimpici (evento transitorio), la realizzazione dell’Autostrada Cuneo-Asti e quella della piattaforma logistica di interscambio delle merci in corso di progettazione.
Le attività previste all’interno dell’aerostazione possono essere così riassunte: commerciali con la creazione di un bar-tavola calda ristorante con punto di ristoro all’aperto tipo “roof-garden”, rivendita giornali, tabacchi, prodotti locali, autonoleggio, meeting-point e spazi pubblicitari; le attività direzionali spaziano dagli uffici di scalo a quelli di controllo e della società di gestione. Sono previsti uffici per le compagnie aeree, operatori turistici, nonché sale riunioni e conferenze, un ambulatorio medico ed un’infermeria.
Un dato interessante riferito ai costi di realizzazione può essere riassunto nel rapporto fra la superficie utile lorda e l’ammontare della somma d’appalto:
sup. lorda dell’aerostazione mq. 4.950 ca.
costo dell’intervento (come da relazione tecnica) €. 4.163.000 ca.
costo al mq.: €.840.00 ca.
finanziamento ENAC € 2.500.000,00 ca.
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