View Full Version : Padova: Archivio 1
therock
January 6th, 2006, 11:09 AM
Padova archivio: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=169765
Sergio
January 7th, 2006, 01:42 AM
Ma io non ho capito. Il tower trade sarebbe in sostituzione del progetto dello Zippone, oppure si tratta di un altro "grattacielo"?
Sonic from Padova
January 7th, 2006, 07:43 PM
^^
No no, non centra niente.
La "tower trade" è la sede dei Magazzini Generali di Padova.
La torre Zip, invece, sarà la sede della società Zip.
Son 2 cose diverse.
E tra l'altro, il progetto della torre Zip è cambiato. Essendo leggermente datato, la giunta comunale ha deciso di innalzare la torre di altri metri (probabilmente l'altezza di aggirerà sopra ai 100 metri), e di cambiarlo esteticamente. Adesso però, è la Regione che deve dare il via libera al progetto. Finche non dà il via libera, la torre Zip non si farà. Manca solamente questo passaggio. L'attuale giunta comunale aveva ri-approvato questo progetto un anno fà, quando la giunta Destro, nel 2003, lo aveva bocciato.
Sonic from Padova
January 7th, 2006, 07:44 PM
LAVORI PUBBLICI & MOBILITA'
La Regione accelera i tempi per la realizzazione del Sistema Ferroviario Metropolitano. Va in questa direzione la ratifica decisa dalla Giunta veneta, su proposta dell'assessore alle politiche della Mobilità Renato Chisso, dell'intesa sottoscritta alla vigilia dello scorso Natale con Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. relativamente al piano degli interventi sulla linea Padova - Mestre, dove sono in corso i lavori di quadruplicamento della linea per la realizzazione dell'Alta Capacità ferroviaria. Contestualmente sono stati impegnati 4 milioni 147 mila euro, a integrazione delle somme già impegnate per queste finalità nel luglio scorso.
«Abbiamo verificato con Rete Ferroviaria Italiana - sottolinea Chisso - l'opportunità di anticipare la realizzazione di ulteriori interventi infrastrutturali che riguardano le stazioni della tratta in questione, previsti nella prima fase funzionale del S.F.M.R., in modo da coordinarli con quelli del quadruplicamento AV/AC, verificando nel contempo quanto regolato dalla Convenzione stipulata nel dicembre 2003. Con l'accordo di due settimane fa e ora ratificato - precisa Chisso - è stato stabilito che la realizzazione degli interventi infrastrutturali previsti nell'ambito del progetto S.F.M.R. che interessano le stazioni della tratta Padova - Mestre verrà curata da RFI.
«Una parte delle iniziative verrà realizzata da RFI nell'ambito dei lavori per il quadruplicamento AV/AC Padova - Mestre e utilizzando finanziamenti propri, mentre per gli altri interventi RFI utilizzerà fondi messi a disposizione dalla Regione, fino alla concorrenza massima di 7 milioni 570 mila euro, oltre all'Iva».
Gli interventi padovani a carico della Regione riguardano la realizzazione del parcheggio e del terminal S.F.M.R. alla stazione di Padova; la realizzazione del parcheggio lato nord e del parcheggio lato sud, compresa la relativa viabilità di accesso nella nuova fermata di Busa di Vigonza; a Vigonza - Pianiga la realizzazione del parcheggio lato nord e del parcheggio lato sud, compresa la relativa viabilità di accesso.
La realizzazione degli interventi verrà eseguita per fasi, ciascuna delle quali verrà concordata nel dettaglio tra la Regione e RFI.
Sergio
January 8th, 2006, 03:12 AM
Grazie Sonic... Sono notizie interessanti queste. Soprattutto quella dell'idea di alzarlo ulteriormente. Infatti mi chiedevo: perchè no? Se non mi sbaglio lo vorrebbero fare in piena zona industriale, quindi che male c'è!
Del nuovo progetto si sa qualcosa? Il vecchio personalmente non lo trovavo bellissimo... anche se poi forse, dal vivo, si sarebbe rivelato carino.
Sonic from Padova
January 11th, 2006, 04:42 PM
QUESTIONE AUDITORIUM - Commento di Elio Franzin
E' noto che al progetto Schvarcz si è opposto l'onorevole Settimo Gottardo del UDC. Ma se i sostenitori dell'ubicazione dell'Auditorium in Pra' avessero subito, fin dall'inizio, proposto il metodo del concorso internazionale, io non avrei avuto nessuna obbiezione. Lionello Puppi, mio amico e maestro, ha sostenuto il progetto del grande architetto Oscar Neimeier per il Pra'. Ed è una cosa seria anche se qualcuno ha fregato i disegni e il modellino in legno dell'architetto. Il sindaco Zanonato ha il merito innegabile di aver proposto per la progettazione dell'Auditorium il metodo del bando di concorso internazionale: non è poco, in una città sostanzialmente mafiosa come Padova. Si veda un libretto sull'antiurbanistica a Padova dove ho documentato i rapporti mafiosi padovani.
Luigi Piccinato se ne é accorto a spese sue. Contemporaneamente il sindaco, da buon padovano conservatore, si dichiara innamorato dell'attuale ubicazione del Monti. E qui non lo seguo. Il velodromo Monti deve andare alla Cittadella dello sport. Confesso che se si costruissero assieme il Conservatorio Pollini e l'Auditorium in Pra', previo stombinamento del canale Alicorno e restauro del Pra', non mi lamenterei tanto. L'importante è non aumentare il traffico delle auto. Certo la soluzione più giusta mi pare quella di costruire il Pollini e l'Auditorium nelle periferie padovane tristi e squallide. Il posto migliore è il quartiere dell'Arcella, come abbiamo sostenuto assieme a Legambiente. Qualcuno, quando esploderanno le nostre periferie, speriamo si ricordi di questa proposta.
Conoscendo, per esperienza, la testardaggine del nostro amato sindaco, mi rendo conto che non vuole perdere ancora tempo riesaminando le due proposte del Pra' della Valle o dell'Arcella, ma sbaglia. Non sempre "il meglio meno ma subito" è il metodo giusto. La scelta di Zanonato è minimalista, di basso profilo culturale. Se Zanonato riaprisse il dibattito sulla ubicazione migliore del Pollini e dell'Auditorium e sapesse anche portarlo alla conclusione definitiva, non sarebbe un merito da poco. Forse dovrebbe lasciare il progetto al suo successore. Ma forse potrebbe realizzarlo lui stesso. Rimane il fatto che il dibattito sull'ubicazione del nuovo Auditorium è stato insufficiente, asfittico, equivoco ed ha portato ad una soluzione come quella di piazzale Boschetti che noi rifiutiamo per una infinità di ragioni. Andate a vedere Lucca (o Ferrara) se volete capire per quali ragioni. La partecipazione dei cittadini alle grandi scelte culturali e urbanistiche non è una perdita di tempo. Basta leggere che cosa ne pensa anche il maestro Daniel Libeskind. A giustificazione parziale di Zanonato, non bisogna dimenticare che la signora Destro, a suo tempo, ha venduto l'area del PP1 di proprietà comunale. Con una denuncia in procura della Repubblica mia e dell'assessore Ivo Rossi abbiamo imposto la ripetizione dell'asta pubblica.
Chi era l'unico concorrente? E con quale offerta? Ma il danno era fatto. Domanda: perché il Collegio dei costruttori edili, il cui presidente Leonardo Cetera crede di essere un urbanista, non vuole l'Auditorium nell'area del PP1? In una prima fase aveva dichiarato di accettarlo. Che cosa è cambiato nel frattempo?
Sonic from Padova
January 12th, 2006, 04:29 PM
http://www.padovafiere.it/images/logo-gl-events.gif
Finanziamento dalla Regione per realizzare un ponte
La Giunta veneta, su proposta dell'assessore alle politiche della mobilità Renato Chisso, ha ratificato l'Accordo di Programma sottoscritto il 27 dicembre scorso con il Comune di Padova, per la realizzazione di infrastrutture per la mobilità a servizio della Fiera. È stata prevista, in particolare, la realizzazione di un ponte in struttura mista, con una luce di 81 metri, appoggiato su due spalle poste ai limiti dell'area ferroviaria. Il ponte sarà raccordato sul versante nord con la via Avanzo tramite due rampe, una per la salita ed una per la discesa; la loro accessibilità sarà regolata da due nuove rotatorie con funzione di torna indietro. Sul versante sud, l'opera si raccorderà con le vie Rismondo e Goldoni tramite due rampe aperte a ventaglio che si concluderanno in due rotatorie di selezione del traffico e verranno unite da un tratto stradale a servizio dell'Autosilos della Fiera. Via Avanzo sarà poi integrata da un nuovo ramo di circa 430 metri, dei quali circa 90 in galleria artificiale per sottopassare il Parco Milcovich sovrastante, e da due rotatorie di servizio al cavalcaferrovia. La via sarà inoltre ripavimentata nei tratti di collegamento alla rete di viabilità urbana.
L'importo complessivo delle opere da realizzare è di 17 milioni di euro. La differenza verrà coperta con fondi propri dall'amministrazione comunale.
Sonic from Padova
January 12th, 2006, 04:31 PM
Zanon (An) sul nuovo ospedale: «Passiamo dalle parole ai fatti»
In relazione alla recente visita all'Ospedale di Padova dell'assessore regionale alla Sanità, Flavio Tosi, che si è detto favorevole alla creazione del nuovo Polo ospedaliero, e alla conseguente richiesta di incontro con le commissioni consiliari del Comune, il Consigliere regionale di An Raffaele Zanon chiede di «accantonare polemiche e strumentalizzazioni politiche di parte e di passare finalmente dalle parole ai fatti», e sollecita la convocazione di un'apposita seduta della Quinta Commissione consiliare, alla presenza dei responsabili delle istituzioni locali, delle Ulss e delle strutture ospedaliere di Padova. «Le discussioni dovranno avvenire a Padova e nelle sedi istituzionali competenti - spiega l'esponente di An - al fine di fare una seria programmazione sanitaria. Ritengo sia importante discutere e poi si tratta di passare dalle parole ai fatti per capire se vi sono le condizioni per inserire il progetto del nuovo ospedale nella programmazione regionale, cogliendo dalle istituzioni padovane le disponibilità e le eventuali possibilità per la realizzazione di un project-financing che coinvolga anche soggetti privati, come accaduto per l'ospedale di Mestre».
Sergio
January 13th, 2006, 12:59 AM
Ma scusate... per fare il cavalcavia che dovrebbe sostituire il Borgomagno ci stanno mettendo secoli e adesso ci dicono che stanno pensando pure ad un terzo ponte?? Lo vedremo mai realizzato? E soprattutto... riusciranno a fare l'altro, senza il quale in pratica il metrotram non può andare più a nord della stazione?!?!
Sonic from Padova
January 13th, 2006, 07:57 PM
Antonianum: solo una ristrutturazione
L'Università aveva fatto retromarcia due anni fa, perché la trattativa per l'acquisizione è durata un anno e mezzo
La Est Capital Sgr, la società padovana che ha portato a termine l'operazione di acquisto del collegio e del teatro Antonianum, interpellata telefonicamente, fa sapere alcune indiscrezioni, in attesa di complete delucidazioni che verranno fornite la settimana prossima, in un'apposita conferenza stampa.
«La trattativa con i padri gesuiti - dice un collaboratore del dottor Federico Tosatto, responsabile della Est Capital - è durata circa un anno e mezzo e non è stata di facile conclusione. Per sgombrare il campo da equivoci, possiamo anticipare che il grande complesso non verrà abbattuto, ma sarà ristrutturato. Non è ancora stata definita la futura destinazione d'uso, ma l'ipotesi più probabile è quella trapelata nei giorni scorsi, ossia l'edificazione di una struttura residenziale».
Questo è quanto, al momento, comunica la Est Capital. Sorprende soprattutto una cosa: se la trattativa per l'acquisto di teatro e collegio è durata un anno e mezzo, significa che l'Università aveva fatto marcia indietro almeno due anni fa, e che perciò in realtà il rettore Milanesi non ha mai avuto la minima intenzione di acquisire l'area, come invece era propenso a fare il suo predecessore Marchesini; il quale, nella primavera del 2001, aveva acquistato tutti i terreni degli impianti sportivi del Tre Pini, per l'ampliamento dell'Orto Botanico. Al momento non è neanche dato sapere se, prima dell'inizio della trattativa con la Est Capital, i padri gesuiti avessero sondato altre strade, se si fossero rivolti ad esempio ad una ipotetica cordata di ex allievi della scuola di religione e di industriali padovani.
Consola il fatto che la Est Capital è una società radicata nel territorio (la sede è in via Carlo Leoni) e che, quindi, è perfettamente conscia di cosa l'Antonianum abbia rappresentato per oltre cento anni per la città di Padova. Almeno, il grande complesso di Prato della Valle non finisce in mani "straniere", come sta accadendo a molte altre importanti strutture che hanno segnato la vita della nostra città come, ad esempio, la Cassa di Risparmio e la Fiera.
Sonic from Padova
January 13th, 2006, 07:58 PM
Auditorium: l'enigma è ora cosa fare del conservatorio
La prima possibilità è di realizzarlo al Boschetti, l'altra resta quella del PP1. Intanto è partito il bando per la progettazione
L'enigma, adesso, è che cosa fare del conservatorio. Un nodo che dovrà essere sciolto al più presto, visto che ormai il progetto per la realizzazione del nuovo auditorium sta procedendo a spron battuto, dopo che la giunta ha deciso in via definitiva di realizzarlo in Piazzale Boschetti. L'amministrazione, infatti, ha tutte le intenzioni di avvicinare le due strutture, in modo che alla fine la città possa disporre di una sorta di polo musicale.
Per avere un conservatorio consono alle esigenze dei padovani servono quattro mila metri quadrati di superficie.
«Per questo scopo - spiega Luigi Mariani, assessore all'Urbanistica - potrebbero essere utilizzate le due palazzine che danno su via Trieste e che il Sovrintendente Monti non vuole demolire. Raggruppandole si potrebbe riaggiustare la volumetria, con un vantaggio, non da poco, di avere il conservatorio a due passi dall'auditorium. Quest'ultimo, nel caso andasse in porto tale ipotesi, verrebbe spostato nell'area più vicina al fiume».
La seconda eventualità che si sta valutando a Palazzo Moroni è quella esattamente opposta, e cioè di avere l'auditorium a ridosso di via Trieste. «In questo caso - ha detto ancora Mariani - si dovrà fare un ragionamento di tipo diverso e vedere se possa essere possibile realizzare l'auditorium al PP1, sulla cubatura rimasta al Comune che però va ceduta alla Provincia in cambio di Piazzale Boschetti. Qualora si optasse per questa soluzione, bisognerà fare un collegamento, magari sotterraneo, fra i due nuovi edifici. Ed è proprio su questi punti che nei prossimi giorni dobbiamo arrivare a un chiarimento definitivo».
Nel frattempo è stato predisposto il bando di gara per la progettazione dell'auditorium, partendo da queste ipotesi e prendendo in considerazione un modello funzionale in cui sono già previsti il numero delle sale necessarie, la suddivisione degli spazi e anche le indicazioni inerenti il conservatorio stesso.
«Su ogni passaggio - ha ricordato l'assessore chiederemo il parere dell'Ordine degli Architetti e di quello degli Ingegneri. Nei prossimi giorni, inoltre, è previsto un incontro tra il sindaco Flavio Zanonato, il rettore Vincenzo Milanesi, il presidente della Provincia Vittorio Casarin e Antonio Finotti presidente della Fondazione Cassa di Risparmio per cercare di trovare una convergenza su chi nominare alla presidenza della Commissione che seguirà i lavori. Si stanno cercando almeno due architetti di fama internazionale che garantiscano la massima serietà e correttezza nelle procedure che porteranno alla realizzazione di quest'opera fondamentale per il futuro di Padova.
A metà dicembre, durante la seduta in cui venne scelta l'opzione-Boschetti, la giunta comunale aveva stabilito anche che la volumetria relativa all'auditorium non sarebbe dovuta essere superiore a quanto attualmente previsto dalla Provincia per quell'area (circa 34.000 metri cubi), con una zona verde a ridosso del fiume, il tutto grazie a a una permuta con l'amministrazione provinciale a cui va una cubatura di pari valore sulla porzione di PP1 di proprietà comunale. Nel PP1, infatti, l'area rimasta era troppo piccola, cioè solo 6 mila metri quadrati localizzati o vicino alla Banca Antoniana, o in fondo, verso via Ugo Foscolo. Lo spostamento al Boschetti consente di lavorare su una superficie di 14 mila metri quadrati, su cui si tenterà di mantenere una fascia di verde vicino al Piovego, concentrando l'edificazione a ridosso delle attuali palazzine. La cittadella della musica, nelle intenzioni di Zanonato, segnerà una sorta di confine metaforico tra la città nuova e la città vecchia, simbolicamente rappresentata dai Giardini dell'Arena e dalla Cappella degli Scrovegni.
Sonic from Padova
January 13th, 2006, 08:02 PM
Monselice (PD) - "Progetto palestre"
Struttura sportiva polifunzionale / progetto terzo classificato
Il progetto parte dall’analisi della tipologia delle palestre che, avendo dimensioni considerevoli soprattutto in altezza, rischiano di porsi come elemento invasivo nei confronti del paesaggio circostante. In questo caso ci troviamo di fronte ad un ambiente caratterizzato prevalentemente da campagna coltivata con poche case per lo più isolate.
La proposta progettuale prevede quindi l’inserimento del campo da gioco a una quota di – 6.10 m. rispetto al piano stradale, mentre ingresso, uffici, bar e spogliatoi sono posti a quota – 2.60 m.
L’inserimento di un piano inclinato a gradoni che collega la quota della strada con quella dell’ingresso, permette l’apertura di una grande vetrata che consente l’illuminazione dall’alto della palestra.
In conseguenza alla scelta di interrare l’edificio: il tetto, facilmente accessibile dalla strada e dal terreno circostante tramite rampe, viene reso praticabile e utilizzato come piattaforma polisportiva dotata di campo da bocce, da basket e da pallavolo. I piani inclinati che perimetrano il campo possono essere utilizzati per la pratica dello skateboard.
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Sonic from Padova
January 13th, 2006, 08:37 PM
Centro commerciale – direzionale a Loreggia
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Contestualizzazione dell’intervento
Negli ultimi anni l’hinterland di Padova ha assistito alla nascita di numerosi poli industriali ed artigianali. Tra questi segnaliamo la nuova zona artigianale tra Loreggia e Resana, lungo la statale del Santo.
Al suo ingresso, a poche centinaia di metri dal luogo dove sorgerà un nuovo svincolo della rete viaria verso Padova, è stato realizzato un complesso di nuova costruzione destinato ad ospitare attività commerciali e uffici, composto da due corpi di fabbrica separati che si sviluppano su tre piani fuori terra ed uno interrato.
Il piano interrato, adibito a parcheggio, è di pertinenza del primo edificio che si affaccia sulla strada principale. Il secondo corpo invece si sviluppa su tre piani solo per una porzione della sua superficie: la parte rimanente presenta solamente un piano e, al di sopra dell’impalcato, è stata realizzata una terrazza, anch’essa adibita a parcheggio scoperto, a cui si accede tramite una rampa costruita sulla parte posteriore dell’edificio.
Complessivamente la superficie dell’opera ha una dimensione di circa 9.800 mq.
L’intervento
L’utilizzo di un sistema costruttivo basato su elementi prefabbricati permetteva di rispondere alle due esigenze principali espresse dalla committenza: velocità e semplicità di posa.
La velocità di posa è uno degli elementi maggiormente richiesti nell’esecuzione di opere edili (anche in questo caso i tempi di realizzazione imposti erano particolarmente stretti). Se poi tale caratteristica è associata anche alla garanzia di una maggiore sicurezza in cantiere, la soluzione diventa ancor più interessante, stimolando la sensibilità delle imprese verso un aspetto sempre più importante nella pratica edile.
L’impresa di costruzioni, che in questo caso coincide con la committenza, ha espresso l’esigenza di utilizzare elementi autoportanti caratterizzati da una agevole posa in opera e, considerando anche il fatto di essere un’azienda molto giovane, ha ritenuto l’impiego di strutture prefabbricate un buon compromesso tra qualità e convenienza economica.
Inoltre, rispetto ai sistemi tradizionali, il sistema costruttivo costituito da solaio RAP e travi TLQ permette, a parità di sovraccarichi da rispettare, di contenere gli spessori delle strutture, recuperando maggior volume disponibile, e dimostra una grande flessibilità (data per esempio dalla possibilità di inserire, durante i getti di completamento, le armature per gli elementi architettonici esterni).
Al di sopra delle opere fondazionali a platea, è stata progettata una maglia strutturale di 8,8 x 5,6 m.
Le strutture verticali sono costituite da pilastri in c.a. gettati in opera, e nel piano interrato le pareti perimetrali sono in calcestruzzo. I tamponamenti esterni sono realizzati quasi completamente in vetro e acciaio.
I solai alveolari autoportanti in c.a.p. del tipo RAP presentano un’altezza massima di 35 cm (comprensivi di 5 cm di cappa collaborante), dimensionati per sopportare un sovraccarico totale massimo di 1200 daN/mq e tali da garantire una resistenza al fuoco pari a R=180’.
Le travi reticolari prefabbricate TLQ sono sottosporgenti e autoportanti, con base di 70 cm e altezza massima di 55 cm, mentre lo zoccolo sottosporgente di calcestruzzo ha uno spessore di 20 cm. Anch’esse garantiscono una resistenza al fuoco pari a R=180’.
L’autoportanza cha caratterizza i sistemi costruttivi utilizzati consente di eliminare tutte le opere provvisionali (puntelli, tavole, ecc.) altrimenti necessarie nel caso di impiego di strutture tradizionali in opera, garantendo un’attività di cantiere veloce, "pulita" ed ordinata.
Progetto in PDF (http://www.edilportale.com/Manager/Uploads/6978_Descrizione_Progetto.pdf)
Nicux
January 15th, 2006, 06:46 PM
Magari un giorno ci diranno pure come arrivare fino a Loreggia, io ho brutte esperienze con la statale del Santo :). Non brutto il progetto.
Sonic from Padova
January 18th, 2006, 06:03 PM
INFRASTRUTTURE
Dalla Regione 22 milioni di euro al Comune per la realizzazione del viadotto a Padova est
La Regione ha confermato il contributo di oltre 22 milioni di euro a favore del Comune di Padova per la realizzazione del collegamento tra Corso Argentina e la Strada Regionale 307 del Santo - 1/o Stralcio; con decreto del dirigente di settore ha impegnato a favore dell'Amministrazione comunale oltre 10 milioni 223 mila euro, come primo acconto. L'intervento in questione - sottolinea l'assessore alle politiche della mobilità del Veneto, Renato Chisso - è previsto in un Accordo di Programma firmato nel 2002 tra Regione, Province di Padova e di Venezia, Comune di Padova, ANAS e le società autostradali venete, relativo alla soluzione dei principali nodi viari della città e della provincia padovana. L'iniziativa è stata successivamente inserita in una Convenzione e, nel 2003, in un Accordo Integrativo con il quale è stato previsto il cofinanziamento regionale appunto per 22 milioni di euro. I lavori sono stati aggiudicati e sono maturate le condizioni per il pagamento di quota parte del contributo riconosciuto, cui si è ora provveduto. Al pagamento della rimanente quota si provvederà con successivi provvedimenti.
Sonic from Padova
January 18th, 2006, 06:05 PM
PP1
I lavori inizieranno entro il mese. In tempi strettissimi, quindi. Perché c'è la massima urgenza di sgomberare l'area del PP1 che è stata acquistata dai privati nel marzo del 2004 con un preciso scopo: realizzare degli immobili. Il 13 gennaio infatti, c'è stata una riunione a Roma a cui hanno partecipato il sindaco Flavio Zanonato, il vice presidente della Provincia Mario Verza e Domenico Riolfatto, assessore a Palazzo Santo Stefano. Si sono incontrati con Emanuele Moretti, amministratore delegato di RFI, per discutere come e quando utilizzare l'area che va dalla Stazione al retro della Chiesa della Pace, che è stata suddivisa in tre parti. Nell'ultima, quindi, è stato stabilito che nei prossimi giorni partano i cantieri per la realizzazione del nuovo terminal per le corriere, attualmente situato appunto al PP1, con tutti i servizi annessi, come biglietteria, bar e sala sala di attesa per i viaggiatori che troveranno posto nella palazzina bianca già esistente, che però verrà riadattata per questo utilizzo. Le Ferrovie hanno delegato Antonio Perrone, Direttore Compartimentale Infrastrutture di Rete Ferroviaria Italiana, a condurre l'operazione.
L'accordo prevede appunto la suddivisione in più parti del territorio in questione e l'ultima, cioè quella spostata verso la Chiesa, sarà presa momentanemante in affitto dal Comune per realizzarvi il parcheggio delle autocorriere. Quando sarà stato raggiunto un accordo sulle volumetrie possibili nelle altre due zone, Palazzo Moroni comprerà la zona inizialmente presa in locazione. Nella prima parte, quella denominata Ex Guidovie, Comune e RFI si sono impegnate a realizzare solo strutture per i servizi pubblici, anche se una porzione Palazzo Moroni potrebbe cederla alla Provincia per gli uffici della Sita; inoltre, dove attualmente c'è il deposito delle biciclette, verrà realizzato un park multipiano, grazie a un contributo della Regione di tre milioni e mezzo di euro, in quanto la struttura sarà messa disposizione di chi userà il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale.
Nella seconda porzione, che va appunto dalle ex Guidovie fino alla Chiesa della Pace, Rete Ferroviaria Italiana costruirà due strutture: una recettiva, cioè un albergo, e un'altra direzionale- commerciale per 60 mila metri cubi complessivi. Infine c'è la terza parte, che va dal retro del Santuario fino a via Goldoni, cioè la superficie destinata al deposito, per la cui sistemazione il Comune ha previsto di dare un contributo di 750 mila euro. «Partiamo con l'affitto - spiegato Zanonato - per cui spenderemo 120 mila euro l'anno, cioè 6 euro al metro quadrato e poi procederemo con "l'acquisto" nel senso che dovrebbe arrivare al Comune in cambio dell'edificabilità da concedere a Rfi.
Nella "palazzina pacchi", dietro all'attuale "deposito" del tram metteremo la biglietteria e le sale d'attesa, aspettando l'accordo globale definitivo, anche perché l'amministrazione precedente si era impegnata a concedere alle Ferrovie una volumetria di 170 mila metri cubi, che ci pare esagerata». Servivano anche per costruire la piastra sopraelevata tra il nuovo terminale della Sita e l'Arcella, con ascensori e scale ai binari giudicato inutile da questa giunta. Nell'area del Comune e di Rfi, invece, il silos previsto è di 400 posti-auto. L'importo totale dell'operazione sarà di 4 milioni e mezzo di euro.
Nicoletta Cozza
Nicux
January 18th, 2006, 08:12 PM
Ferrovie, nuova linea a sud per merci e passeggeri
Ci saranno anche due nuove fermate ad Albignasego e a Ponte S. Nicolò per Agripolis. Inaugurazione prevista nel 2010
La Giunta veneta, su proposta dell'assessore alle politiche della mobilità Renato Chisso, ha ratificato il Protocollo di Intesa sottoscritto nel novembre scorso tra Regione, Provincia e Rete Ferroviaria Italiana Spa, relativo alla progettazione definitiva del collegamento ferroviario diretto dell'Interporto di Padova alla linea Bologna-Padova.
«Il raccordo in questione - ha ricordato Chisso - servirà a migliorare il trasporto merci verso e dall'Interporto padovano, uno tra i maggiori centri intermodali d'Italia, senza passare dalla stazione centrale; ma risponderà anche ad esigenze di mobilità delle persone, realizzando una sorta di anello ferroviario a sud di Padova, percorribile in circa 35 minuti, collegato con la stazione della città, i comuni dell'hinterland, il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale e le grandi direttrici di traffico ferroviario».
L'accordo ora formalmente ratificato prevede che la Regione, operando di concerto con RFI e con la Provincia di Padova, provvederà alla redazione del progetto definitivo, che sarà completato entro la prossima primavera. Il costo del progetto sarà ripartito fra Regione Veneto (9 per cento), Provincia (2 per cento) e RFI (89 per cento). «Allo scopo di pervenire ad un progetto condiviso con il territorio - ha sottolineato Chisso - le amministrazioni locali saranno costantemente coinvolte nelle scelte progettuali». Per contenere l'impatto sul territorio, è stato previsto che la nuova linea si snodi in stretto affiancamento al raccordo autostradale fra la A4 e la A13, a sud di Padova. La linea servirà alle esigenze di smistamento dell'Interporto con la capacità di soddisfare una domanda potenziale di 40 treni merci al giorno, ma potranno transitarvi quotidianamente anche 40 convogli passeggeri a servizio della mobilità locale. Per soddisfare il servizio passeggeri, è prevista la realizzazione di due nuove fermate: una ad Albignasego e una a Ponte San Nicolò a servizio anche del polo universitario di Agripolis, tenendo conto delle connessioni con il previsto prolungamento delle linee 1 e 3 del SIR (Sistema Intermedio a Rete) di Padova. Tali fermate si aggiungono a quelle in zona San Marco, Interporto, Abano Terme e Padova Campo Marte. Il volume di traffico minimo previsto è di 14.600 passeggeri/km, servito da 258 treni/km, con un numero medio di 57 passeggeri per treno. Per la fascia dall'ora di punta (fra le 6,30 e le 10,30) il numero medio di passeggeri è previsto in 90 unità per treno.
Sulla base del progetto definitivo sarà attivata, nella prossima estate, la Conferenza di servizi di approvazione dell'opera. L'affidamento dei lavori, con la procedura dell'"appalto integrato", potrà avvenire entro la primavera del 2007 e i lavori potranno iniziare nell'estate dello stesso anno. L'ultimazione del raccordo e l'entrata in esercizio della nuova linea è prevista per la fine del 2010. L'opera è inserita nel Ppi (Piano prioritario degli investimenti) concordato fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e RFI.
Sonic from Padova
January 19th, 2006, 07:17 PM
Presentato il progetto di riqualificazione ambientale della zona, snaturata dai maxi insediamenti commerciali che hanno distrutto le "oasi"
Alberi mangia-polveri a Padova est
Padova partecipa a un bando della Comunità europea che mette a disposizione 200 mila euro
http://tinypic.com/m81yci.jpg
La risposta arriverà a fine aprile, ma qualunque essa sia, l'amministrazione ha già deciso: nell'area di Padova est si procederà con un massiccio intervento di rimboschimento, in modo da riproporre la stessa quantità di verde che c'era prima dell'insediamento di Ikea e della altre strutture commerciali che stanno sorgendo. Curioso è che gli alberi che verranno scelti saranno quelli che contribuiscono a distruggere le polveri sottili, come per esempio pioppi e frassini. L'iniziativa è stata presentata ieri dall'assessore Luisa Boldrin, che era affiancata dal collega Francesco Bicciato, e da Agostino Cella di Spazio Verde. Il punto di partenza è un finanziamento di 200 mila euro contenuto in un bando della Comunità Europea e riservato appunto alle città che intendano procedere con una riqualificazione verde di un'area. I soldi, nella fattispecie, servirebbero per Padova Est, che come è stato sottolineato ieri, è stata snaturata dal punto di vista ambientale, visto che i nuovi mega insediamenti commerciali hanno eliminato per esempio il bosco che c'era alla destra del casello autostradale e il parco attiguo a Villa Italia. Se non arriveranno i finanziamenti, la spesa sarà sostenuta dal Comune. «Non possiamo compensare architettonicamente la zona - ha detto Luisa Boldrin - e quindi lo facciamo dal punto di vista ambientale, procedendo con il rimboschimento, scegliendo le essenze che più si addicono a questo scopo. La gente che abita a Ponte di Brenta e a San Lazzaro deve ritrovare il piacere di andare a piedi, o in bicicletta». «Utilizzeremo alberi che catturano le polveri sottili - ha aggiunto Bicciato - perché la nostra filosofia è quella del rispetto dell'ambiente. Non è un caso, infatti, che quando usiamo legnami, scegliamo quelli che non provengono dai Paesi in via di sviluppo, dove la distruzione delle foreste costringe alla fame migliaia di persone».
Intanto, proseguono i lavori per la realizzazione del maxi cavalcavia progettato dallo studio Casado. Dove c'è la vecchia rotatoria, fra 15 giorni verrà costruita la pila del viadotto in cemento armato. Verranno realizzati dei cordoli-guida per creare gli "alloggiamenti" a 40 metri di profondità, in cui collocare i diaframmi di sostegno. Per lo scavo, sarà usata una particolare attrezzatura e ci sarà anche la possibilità di vedere che cosa c'è sotto terra, cioè da quali materiali è costituito il sottosuolo appunto a una profondità così elevata.
Sonic from Padova
January 19th, 2006, 07:20 PM
Provincia
In attesa di passare finalmente dalle parole ai fatti, il Ptcp (piano territoriale di coordinamento provinciale) voluto dalla legge di Urbanistica regionale n.11 dell'aprile 2004, la Provincia organizza lunedì 23 gennaio dalle 9.15 al Biri un convegno per fare il punto sui Pati, ovvero i piani di assetto del territorio intercomunali. Sottoposti ai paesi di tutto il padovano raggruppati per macro aree (sulla falsariga dei vecchi mandamenti), i piani cercano di puntare sulla realizzazione di progetti e piani regolatori che coinvolgano più comuni sugli stessi temi come ambiente, difesa del suolo, infrastrutture, mobilità, sicurezza. Il convegno voluto dall'assessorato provinciale all'Urbanistica farà non solo il punto sui Pati e sull'attività di coordinamento assunto per volere della Regione, ma guarderà oltre i confini nazionali, per confrontarsi con quanto si sta facendo nelle "agglomeration" francesi. I nostri cugini d'oltralpe sono suddivisi in ben 36.600 comuni (contro gli 8.100 italiani) e dunque sono ancora più interessati di noi a razionalizzare le spese e a potenziare i progetti varati da più comuni insieme, finanziati spesso a "rotazione".
«Ogni anno la Provincia vuole organizzare non tanti piccoli convegni, ma un unico, grande appuntamento - spiega l'assessore all'Urbanistica Flavio Frasson - L'anno scorso ha avuto grande successo il nostro convegno sulla nuova legge Urbanistica regionale con particolare riferimento ai Colli Euganei, quest'anno passiamo ad occuparci di tutta la provincia. Tra i relatori segnalo l'on. Maurizio Lupi, relatore in aula della nuova legge urbanistica statale, già passata alla Camera, e il prof. Francesco Karrer, che ha contribuito alle stesura sia di questa legge che della sua corrispondente regionale qui in Veneto. Presente anche l'assessore regionale Renzo Marangon e tutti i suoi dirigenti».
Nicux
January 21st, 2006, 01:21 AM
Un po' di sana opinione? Che ne pensate degli alberi mangiapolvere a Padova Est :) poveri!!
Sonic from Padova
January 22nd, 2006, 12:47 PM
Articolo vecchio ma sempre interessante :)
Puntano decisamente in alto i tre grattacieli che sorgeranno nei prossimi anni tra Padova Est, la zona industriale e l'Interporto, mentre all'Arcella viene ripescato un progetto firmato da Gregotti quindici anni fa che prevede di affiancare alla "torre" del Pam altri tre edifici alti 35 metri. Scatenando le critiche degli ambientalisti contro il via libera concesso dal consiglio di quartiere (Polo e Verdi hanno votato contro) e dei Verdi, pronti a dare battaglia in Consiglio comunale.
http://www.ingegneria2000.com/ultimi%20lavori%20-%20fotografie/3%20Sangati/vista%201.jpg
La torre costruita da Gregotti. Ne sono previste, secondo il progetto, altre tre.
NET
Solo per il "Net" (north east tower) della Edilbasso, che sovrasterà via San Marco, il cantiere nell'area ex Sidercomit è già aperto e si sta lavorando alle fondamenta. Una torre di 20 piani, progettata da Aurelio Galfetti (sua anche la nuova Safilo), affiancata da quattro edifici alti cinque piani sulla destra (palazzo Tendenza) e altrettanti sulla sinistra (palazzo Economia). Il complesso occupa in totale 40 mila metri quadri. Tutte e quattro le facciate sono rivestite da frangisole in alluminio anodizzato rosso e si rifletteranno sulla grande vasca d'acqua ricavata sulla piastra pedonale. Durante la costruzione della prima ala di palazzi la destinazione d'uso e la gestione di tutto il "Net center" hanno subito inevitabili aggiustamenti di rotta. La torre ospiterà un hotel a 4 stelle con 150 camere, servizi di ristorazione (dallo slow food al ristorante), un centro congressi con sale polivalenti (per un massimo di 600 posti a sedere), un centro wellness, una galleria e altri spazi destinati ad ospitare eventi, un centro traduzioni e interpretariato. Dal nono al ventesimo piano i locali della torre saranno riservati a uffici di prestigio, con open space a geometria variabile, per superfici comprese tra i 180 e i 210 mq., accorpabili fino a 760 mq. L'ultimo piano ha un ampio terrazzo.
http://www.edilbasso.it/backend/upimages/Visione%20di%20insieme_rid.jpg
Il .Net Center visto dalla piazza centrale.
INTERPORTO
Un altro edificio pronto a grattare il cielo di Padova con un'altezza di 70 metri sorgerà nel cuore dell'Interporto. La società ha in mente di "sfruttarlo" per ricavare fondi da destinare alla costruzione del secondo terminal ferroviario, che costerà almeno 25 milioni di euro. Il progetto esecutivo, firmato da Tobia Scarpa, figlio del celebre Carlo, e dal padovano Claudio Caramel, verrà consegnato entro marzo. Le uniche modifiche riguardano alcune migliorie frutto di accurati approfondimenti tecnico/costruttivi, che sfrutteranno il meglio della tecnologia, soprattutto per il rivestimento esterno. Tra aprile e maggio verrà indetta la gara di appalto e se tutto andrà per il verso giusto il cantiere potrebbe aprire nell'estate. La realizzazione del centro servizi richiederà almeno 20 mesi. «L'edificio sarà sempre vivo, mai uguale a se stesso - spiega Caramel - Le due facciate sono esposte a est e a ovest: grazie ad opportune sonde i frangisole in alluminio anodizzato si apriranno e chiuderanno per regolare la luce e assicurare sempre la giusta illuminazione negli spazi interni». Il colore grigio chiarissimo dei pannelli che ricoprono le facciate prenderanno così tutti i riflessi del cielo, cambiando continuamente colore.
http://www.claudiocaramel.it/fotoprod/INTERPORTO_2.jpg
Il grattacielo dell'interporto.
ZIPPONE
Lo "Zippone", alto 60 metri, fortemente voluto da Roberto Ongaro quand'era presidente della Zip e stroncato dalla giunta Destro con una variante firmata dall'assessore ai Lavori pubblici Riccoboni nel luglio 2003, nel dicembre scorso è stato "riabilitato" dall'attuale governo Zanonato e dall'assessore all'Urbanistica Luigi Mariani. La variante che rimette in gioco la realizzazione del centro servizi è ora in Regione e alla Zip sperano di ricevere l'ok nel giro di qualche mese: «Le condizioni per volerlo tre anni fa ci sono ancora oggi - spiega Ongaro, che nel frattempo ha lasciato l'incarico a Gianfranco Chiesa e parla come consigliere - Alla nostra zona industriale serve ancora un business center vicino al casello autostradale e alle aziende. Anche la serie di sale riservate a riunioni e convegni è indispensabile, visto che il vicino hotel Campanile non è sufficiente. I piani più alti potrebbero essere riservati alle associazioni di categoria, che qui avrebbero una degna sede decentrata, così come alla Camera di Commercio. Certo sono passati gli anni è l'operazione va ridiscussa dal punto di vista economico, con un'opportuna indagine di mercato». Se lo "Zippone" si farà, verrà tenuto buono il progetto firmato nel 2002 da "Xquadra" di Padova e dal celebre "Atelier Mendini" dei fratelli Alessandro e Francesco? «Il mio parere oggi non può essere che personale, da consigliere della Zip - risponde Ongaro - Il progetto ha un indubbio valore e soddisfa in pieno la voglia di rappresentatività del mondo imprenditoriale padovano. Lo "Zippone" deve poter testimoniare sia il successo passato che l'aspirazione futura a fare altrettanto della nostra zona industriale. Un compito che solo il pubblico può avere a cuore: i privati, ovviamente, hanno altre aspirazioni. Il nostro centro servizi non dovrà essere banale, frutto di una semplice operazione immobiliare. Se parliamo di voler spendere il minimo possibile per un edificio qualsiasi, meglio lasciarlo fare ad altri». Sullo scontro con l'opposizione, rappresentata da Menorello e Riccoboni, che bocciò lo Zippone preferendo concentrare sull'asse che va dalla stazione alla Stanga fino a Padova est il futuro direzionale della città, Ongaro replica: «Rispetto alla variante precedente non c'è alcuna volumetria in più. Al posto di tre centri servizi oggi pensiamo a due, lo Zippone appunto e il Teleporto».
http://www.ateliermendini.it/img/arch_73.jpg
La torre Zip. Il progetto ora è stato cambiato.
Nicux
January 25th, 2006, 11:56 PM
Metrò di superficie: due incontri per valutare
Bassa Padovana
(C.Z.) Tra oggi e sabato due incontri nella vicina Legnago sul "Metrò" di superfice. Una Metropolitana leggera per l'intera Bassa: da 11 anni se ne parla (già nel febbraio del 1995 il Gruppo di sindaci ed amministratori della Bassa Padovana, presieduto da Giuseppe Trentin attraverso il periodico -Comune e Territorio- aveva lanciato l'idea) ma di fatti concreti nulla si è visto. La "Metropolitana leggera", ossia agganciare l'intera area della bassa padovana e veronese alla rete metropolitana veneta (SFMR) per uscire così dall'isolamento in modo sostenibile e dare nuove opportunità ad un pezzo di Basso Veneto troppo spesso dimenticato. Di questo si parlerà in due incontri, il primo in programma questa sera alle 20.45 e sabato alle 15.30, entrambi nella Sala Civica del comune di Legnago, con esponenti provinciali e regionali, tra cui questa sera l'assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso. Che sia la volta buona che dalle parole si passi ai fatti? Per molti amministratori del Montagnanese sembrerebbe di si, anche se resta sempre la realizzazione dell'intera tratta della Nuova Strada Regionale 10 (ex Statale 10). Comunque sempre gradito è anche il progetto che vede il possibile circolare lungo le strade del montagnanese dei bus navetta (20-30 posti al massimo) che da Masi, Castelbaldo, Urbana, Casale di Scodosia abbiano come destinazione i capoluoghi di mandamento dove sono previsti gli scali principali del "metro" in grado di raggiungere Padova o Verona in tempi rapidi. Che fare dunque? "Sposare" il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR) in fase di costruzione nel quadrilatero Padova - Mestre - Treviso- Castelfranco e riportalo anche nella bassa lungo le attuali linee ferroviaria: la Monselice, Este, Montagnana, Legnago, Mantova e la linea Legnago, Bovolone, Verona.
Nicux
January 26th, 2006, 12:01 AM
Riolfatto: «Il Gra è importante per rilanciare l'economia»
«Il Grande Raccordo Anulare non solo è in grado di ridurre il traffico e abbattere l'inquinamento, ma è anche un'opera irrinunciabile se si vuole davvero rilanciare la produzione e l'economia padovana. Come si può, infatti, ricordare l'importanza dell'industria e, nel contempo, opporsi ad una soluzione infrastrutturale capace di mettere a frutto la posizione strategica di Padova, così come da anni ci chiede l'intero mondo produttivo? Questa è una contraddizione fuori luogo e poco costruttiva per un territorio che ha invece bisogno di dar modo ai lavoratori di raggiungere fabbriche e uffici senza inutili perdite di tempo, ai cittadini di respirare meglio e alle imprese di creare ricchezza e quindi lavoro. Esattamente ciò che il progetto del Gra, nato dopo anni di studi e confronti sul territorio, può garantire».
Lo ribadisce l'assessore alla Viabilità della Provincia Domenico Riolfatto che sottolinea l'indispensabilità del progetto fortemente voluto dall'Amministrazione Provinciale in risposta alle dichiarazioni emerse al Congresso della Cgil.
«Anche sul fatto che il Gra produca più traffico e inquinamento, - ha continuato Riolfatto - i dati e il buonsenso dicono l'esatto contrario. Il Piano Regionale di Risanamento Atmosferico indica infatti che il 32 \% delle polveri sottili prodotte a livello provinciale sono causate dal traffico e, se guardiamo al Comune di Padova, si parla addirittura del 44\%. Il Gra ridisegna l'intera rete viaria in maniera strutturale distribuendo e fluidificando il traffico su più accessi, dunque abbattendo polveri sottili, pm10 e quant'altro venga prodotto da forti concentrazioni di veicoli. Il Piano Provinciale della Viabilità ha messo in luce anche come, attuando gli interventi viari previsti dal piano stesso, ci sarebbe una riduzione del 7,2\% di monossido di carbonio e del 7,7\% di idrocarburi e benzene».
L'assessore Riolfatto ha quindi concluso che «andare contro un progetto come quello del Gra, è un lusso che non può permettersi chi amministra un territorio la cui economia è basata proprio sulla funzionalità della rete viaria. Padova è il crocevia tra i vari assi viari per i collegamenti italiani ed europei: un punto di forza che dobbiamo assolutamente sfruttare attraverso adeguate infrastrutture per rilanciare l'economia di tutto il territorio. Il Gra, accompagnato dagli interventi in corso per il potenziamento della ferrovia, è un'opera in grado di dare una risposta duratura ad esigenze vitali per tutta Padova e provincia».
Sonic from Padova
January 26th, 2006, 10:28 PM
TERRITORIO
Entro sei mesi un progetto concordato per lo sviluppo dell'area di Agripolis
Dopo le polemicherelative al progetto di sviluppo della ZIP, l'assessore provinciale Flavio Frasson ha convocato negli uffici della Provincia il tavolo denominato "Agripolis" intorno al quale siedono la Provincia, la Regione, i Comuni di Padova, Legnaro, Polverara, Ponte S. Nicolò, l'Università di Padova, l'Esu, l'Istituto Zooprofilattico, l'Istituto Nazionale di Fisica, Veneto Agricoltura e la ZIP.
«Il Tavolo - ha detto l'assessore Frasson - che ha la funzione di affrontare le problematiche relative all'Area di Agripolis ed è quindi un tavolo specifico e complementare rispetto al Tavolo della Città Metropolitana, è stato un momento importante soprattutto perché ha consentito la ripresa di dialogo e del confronto dopo le polemiche anche aspre sulla stampa. Al termine dell'incontro è stato infatti sottoscritto un protocollo d'intesa finalizzato all'avvio di un progetto strategico per lo sviluppo dell'assetto territoriale dell'area interessata, nell'ambito della definizione dei nuovi strumenti di pianificazione intercomunali».
Il documento prevede l'elaborazione di un progetto che si organizza su quattro aree disciplinari: la difesa della qualità storico-ambientale diffusa, l'identificazione delle eccellenze tipologico funzionali, l'individuazione delle azioni per aumentare il valore dell'architettura della città, la definizione degli interventi per dare efficienza alle reti della mobilità e di relazione. Il progetto, che sarà concluso nel giro di sei mesi, individuerà nell'area di Agripolis un "centro del sapere", un "polo scientifico", un "polo della produzione" e una "vetrina verde" per la visitazione del Bacchiglione, con i "poli dell'ospitalità" di Isola di Abbà, Roncajette e Legnaro.
Lo studio, propedeutico al P.A.T.I. della Città Metropolitana, sarà improntato al metodo della partecipazione, della condivisione e della concertazione tra tutti i soggetti interessati, partendo dal presupposto della pari dignità.
La Provincia svolgerà funzioni di coordinamento e di garanzia.
markcode
January 26th, 2006, 10:37 PM
azzo quanti bei progetti...
Federicoft
January 26th, 2006, 10:42 PM
Riolfatto: «Il Gra è importante per rilanciare l'economia»
«Il Grande Raccordo Anulare non solo è in grado di ridurre il traffico e abbattere l'inquinamento, ma è anche un'opera irrinunciabile se si vuole davvero rilanciare la produzione e l'economia padovana. Come si può, infatti, ricordare l'importanza dell'industria e, nel contempo, opporsi ad una soluzione infrastrutturale capace di mettere a frutto la posizione strategica di Padova, così come da anni ci chiede l'intero mondo produttivo? Questa è una contraddizione fuori luogo e poco costruttiva per un territorio che ha invece bisogno di dar modo ai lavoratori di raggiungere fabbriche e uffici senza inutili perdite di tempo, ai cittadini di respirare meglio e alle imprese di creare ricchezza e quindi lavoro. Esattamente ciò che il progetto del Gra, nato dopo anni di studi e confronti sul territorio, può garantire».
Lo ribadisce l'assessore alla Viabilità della Provincia Domenico Riolfatto che sottolinea l'indispensabilità del progetto fortemente voluto dall'Amministrazione Provinciale in risposta alle dichiarazioni emerse al Congresso della Cgil.
«Anche sul fatto che il Gra produca più traffico e inquinamento, - ha continuato Riolfatto - i dati e il buonsenso dicono l'esatto contrario. Il Piano Regionale di Risanamento Atmosferico indica infatti che il 32 \% delle polveri sottili prodotte a livello provinciale sono causate dal traffico e, se guardiamo al Comune di Padova, si parla addirittura del 44\%. Il Gra ridisegna l'intera rete viaria in maniera strutturale distribuendo e fluidificando il traffico su più accessi, dunque abbattendo polveri sottili, pm10 e quant'altro venga prodotto da forti concentrazioni di veicoli. Il Piano Provinciale della Viabilità ha messo in luce anche come, attuando gli interventi viari previsti dal piano stesso, ci sarebbe una riduzione del 7,2\% di monossido di carbonio e del 7,7\% di idrocarburi e benzene».
L'assessore Riolfatto ha quindi concluso che «andare contro un progetto come quello del Gra, è un lusso che non può permettersi chi amministra un territorio la cui economia è basata proprio sulla funzionalità della rete viaria. Padova è il crocevia tra i vari assi viari per i collegamenti italiani ed europei: un punto di forza che dobbiamo assolutamente sfruttare attraverso adeguate infrastrutture per rilanciare l'economia di tutto il territorio. Il Gra, accompagnato dagli interventi in corso per il potenziamento della ferrovia, è un'opera in grado di dare una risposta duratura ad esigenze vitali per tutta Padova e provincia».
Non potevano proprio chiamarlo in un altro modo? :sleepy:
Sonic from Padova
January 26th, 2006, 10:53 PM
Scenari futuri per il Parco Roncajette e la Zip
E' stata allestita a Padova, presso la Banca d'Italia, una mostra dei progetti della Harvard Design School sulle aree e i corridoi verdi che dal parco Roncajette, si estendono fino ad Agripolis nel comune di Legnaro, attraversando Ponte San Nicolò e Polverara.
http://www.zip.padova.it/news/news060109/images/MostraHarvard02.JPG
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Questo studio analizza possibili scenari futuri per il Parco Roncajette, per la Zona Industriale di Padova e per il paesaggio della zona orientale della provincia di Padova. E' il prodotto del lavoro condiviso di un gruppo di studenti dell'Università di Harvard - Graduate School of Design, diretto dal Professor Carl Steinitz con l'aiuto di Juan Carlos Vargas-Moreno e Laura Cipriani. Un ringraziamento particolare va alle molte persone incontrate, che hanno collaborato costantemente durante tutto lo svolgimento dello studio.
Il lavoro qui presentato ha limiti riconosciuti. Non vuole e non può descrivere pienamente la complessità del territorio padovano poiché molti, e diversi, sono i suoi residenti e molteplici sono i livelli amministrativi di questo territorio. Il lavoro degli studenti non si basa su di una approfondita conoscenza dei luoghi. E' piuttosto il risultato di una familiarità acquisita attraverso sopralluoghi, interviste, pubblicazioni, consulenze da parte di tecnici e specialisti in materia.
Lo studio, piuttosto che concentrarsi sulla complessità di una valutazione costi–benefici, su cambiamenti istituzionali o sulla sua immediata fattibilità, nasce dall'esigenza di un pensare a lungo termine secondo un approccio attento alla pianificazione così come alla progettazione. Pur riconoscendo i suoi limiti, questo studio ha il vantaggio di osservare i luoghi da una dovuta distanza, adottando uno sguardo "fresco", nuovo, verso problematiche e potenzialità del Parco Roncajette e del contesto in cui è inserito.
Il lavoro è consapevolmente di carattere accademico. È importante segnalare come questo tipo di studio non intenda immaginare il futuro del territorio, né voglia produrre un nuovo strumento di pianificazione. Le linee guida e le proposte intraprese dagli studenti sono indagini di possibili scenari progettuali alla luce delle forze e dei fattori al momento in atto. Il loro valore risiede nel consentire di visualizzare il futuro per un momento, e forse decidere se sia quello il futuro verso cui ci si vuole dirigere e quali scelte debbano conseguire.
Primo scopo dello studio è costituito dall'insegnamento reciproco: per gli studenti che sono già, o diventeranno, professionisti in architettura del paesaggio, architettura, pianificazione e disegno urbano; e per i cittadini della provincia di Padova che hanno la responsabilità di sviluppare le loro proposte progettuali e che potrebbero beneficiare delle idee approfondite dagli studenti.
Stato di fatto e problematiche – area di studio
AREA DI STUDIO
L'area di studio in esame si trova in prossimità del Parco Roncajette. L'analisi comprende anche le zone residenziali presenti a sud ed a ovest, e la zona industriale localizzata a nord ed a est.
Molte delle problematiche venute alla luce durante lo studio del più ampio contesto provinciale, si sono presentate anche a livello locale nell'area del Parco Roncajette. Per esempio, la qualità dell'acqua, i trasporti e la vicinanza di terreni apparentemente di diverse destinazioni d'uso hanno dimostrato quanto sia complessa la situazione nella zona attorno al parco.
Gran parte dell'area interessata – ciò che noi definiamo "Parco Roncajette" – è quella che si estende lungo il Canale Roncajette e confina con lo scalo ferroviario a est, il Canale San Gregorio a ovest, il Canale Scaricatore a sud e la vecchia zona industriale a nord. La maggior parte di quest'area è di proprietà del Consorzio ZIP, ma al suo interno vi sono numerose altre proprietà che ricoprono un'importanza fondamentale.
1. 1) Parco Roncajette: è importante sottolineare che all'interno di quella che viene definita come area del Parco Roncajette sorge il "Parco Roncajette" vero e proprio, uno spazio verde di 90.500 m2 posto alla confluenza del fiume Fossetta e del Canale Roncajette. Una volta l'anno il parco – a superficie prevalentemente erbosa con numerose zone alberate – ospita una serie di concerti all'aperto. E' uno dei rari momenti in cui l'afflusso dei visitatori, altrimenti molto scarso, aumenta. Il Parco Roncajette rappresenta lo spazio verde in assoluto più ampio tra quelli posseduti dal Consorzio ZIP.
2. 2) La Scacchiera è un agriturismo con annesso ristorante situato a nord dell'area in questione vicino al Canale San Gregorio. La proprietà comprende un'azienda agricola tuttora in attività ed alcuni edifici storici.
3. 3) Il maneggio è situato anch'esso lungo il Canale San Gregorio. Esiste la possibilità di ampliare le attività ricreative legate al maneggio, che opera visite guidate a cavallo.
4. 4) L'isola di Terranegra è un piccolo centro rurale storico prevalentemente residenziale che si estende lungo i tortuosi argini del Canale Roncajette; dispone di un ristorante e strade di accesso locali. In passato, ma anche adesso, il centro è stato soggetto a frequenti inondazioni, così come il territorio circostante.
5. 5) Il Centro Sperimentale per i Modelli Idraulici è situato a sud dell'area. Il centro di ricerca contiene al suo interno un modello in scala della laguna di Venezia, utilizzato per analizzare e prevedere variazioni idrologiche nella città di Venezia, ed una serie di altri modelli per testare impianti di ingegneria idraulica nel territorio veneto.
6. 6) L'impianto di depurazione opera il trattamento degli scarichi di circa 100.000 persone della città di Padova e della zona industriale. Quasi la metà della popolazione è servita da questa struttura; gli altri quartieri della città non dispongono invece di sistemi fognari adeguati.
7. 7) La proprietà dell'Università di Padova sorge a nord del modello della laguna di Venezia in un'area ancora prevalentemente agricola.
Attualmente l'area in esame è afflitta da numerose problematiche. Elenchiamo di seguito i settori interessati.
1. Acque reflue: le acque contaminate si riversano nella zona interessata direttamente attraverso il fiume Fossetta. Il corso d'acqua, carico di agenti inquinanti, viene incanalato a nord sotto la zona industriale nord e riemerge come canale aperto all'estremità nord del parco. Come illustrato dai dati relativi alla qualità dell'acqua pubblicati su "Ricerche Preliminari", il Fossetta costituisce un pericolo per la salute. Il fiume emette miasmi maleodoranti e la composizione chimica dell'acqua impedisce lo sviluppo di un ecosistema sano in grado di garantire la creazione di un habitat ideale per piante acquatiche, pesci ed uccelli.
2. Contaminazione dei sedimenti: l'incuria umana ed il trasporto di acque reflue non trattate e acque meteoriche di dilavamento sono la causa di decenni (se non secoli) di contaminazione del suolo e dei sedimenti lungo il Fossetta ed il Canale Roncajette.
3. Trasporti: i principali sistemi stradali all'interno e all'esterno dell'area interessata sono caratterizzati da carreggiate a corsia unica. Sono spesso realizzate in sommità degli argini dei canali, risultando così pericolose sia per il traffico motorizzato che per ciclisti e pedoni. Inoltre la forte richiesta di collegamenti accessibili tra il centro di Padova e la zona industriale non fa che aumentare il flusso di traffico su queste strade molto strette, dando origine a situazioni di pericoloso sovraffollamento. L'area non è servita da un sistema di trasporto urbano.
4. Scarsa identificazione: perfino gli abitanti dei quartieri che si trovano nel raggio di 1 km dall'attuale Parco Roncajette vi si recano di rado. È pressoché sconosciuto, nonostante sia uno degli spazi verdi più importanti all'interno della città e potrebbe divenire uno spazio ricreativo fondamentale per gli impiegati del Consorzio ZIP. Uno dei motivi può essere legato alla mancanza di una segnaletica chiara; secondo un'altra ipotesi i miasmi provenienti dal Fossetta sarebbero insopportabili.
Le zone a margine del parco, al di là dei confini dettati dalla conformazione del paesaggio, sono di tipo residenziale ed industriale. Esiste quindi una chiara possibilità di integrare i vari terreni all'interno ed all'esterno del parco. Per questo, oltre agli spazi verdi, abbiamo analizzato i cambiamenti da apportare alla zona industriale. Gli insediamenti industriali più vetusti, situati a nord, sono suddivisi in piccoli lotti ad alta densità. Di conseguenza, è probabile che le proprietà a nord – la cui superficie è quasi interamente impermeabile – dovranno essere presto riconvertite ad altre destinazioni d'uso di carattere commerciale, civico e residenziale.
L'area più recente della ZIP situata a sud e adiacente all'attuale ferrovia, è composta da lotti più ampi e quindi maggiormente adatti ad accogliere attività logistiche e produttive. Alcune delle proprietà presenti in quest'area sono ancora prive di strutture.
Nella fase di riprogettazione del parco, la necessità di affrontare alcuni di questi problemi ha permesso di sviluppare degli approcci concreti volti a garantirne la risoluzione. Ha inoltre stimolato la creatività necessaria per concepire l'idea di una nuova area del Parco Roncajette, affinché diventi un'icona paesaggistica fondamentale per la città, per il Consorzio ZIP e per la comunità in genere.
PDF (http://www.zip.padova.it/proj/mostraHarvard/10_CORE_issues_revisedZ.pdf)
Ricerche preliminari
TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE E WETLAND
Il trattamento di base delle acque reflue si suddivide in tre fasi: trattamento primario, secondario e terziario.
Il trattamento primario consiste nella separazione dei liquami e dei sedimenti dal liquido. Generalmente questo processo rimuove solo 1/3 della domanda biologica di ossigeno (Bod) dall'effluente.
Il trattamento secondario prevede l'areazione/ossidazione dell'effluente ed il contatto tra l'acqua e i microorganismi aerobici.
Al termine del trattamento secondario viene rimosso circa il 90% del BOD. I tradizionali impianti di depurazione delle acque reflue sottopongono quindi l'effluente ad una fase di clorazione, riportandolo in seguito nelle acque superficiali locali. Un trattamento di questo tipo permette di diminuire il livello di Bod, ma non elimina completamente la presenza di azoto e fosforo. Questi nutrienti inorganici possono favorire la formazione di fioriture algali nelle acque di superficie. Per risolvere tale problema, alcuni impianti di depurazione sottopongono l'effluente ad una terza fase di trattamento.
Il trattamento terziario è anche conosciuto come "trattamento avanzato" o di "pulitura".
La realizzazione di wetland, ovvero di aree umide, è divenuto uno strumento molto diffuso per l'applicazione del trattamento terziario. Le condizioni di anossia del suolo collegate alle piante delle wetland consentono la trasformazione e la rimozione biochimica delle tracce di azoto e fosforo dall'acqua.
Le wetland sono aree in cui terra e acqua si incontrano. Le wetland di tipo naturale sono ecosistemi con alto grado di diversificazione biologica. L'unione tra terra e vegetazione nei sistemi umidi li rende un ambiente ideale per intrappolare e filtrare le sostanze inquinanti dell'acqua.
Esistono numerosi esempi di wetland realizzate che, ricalcando i processi tipici delle wetland naturali, sono state in grado di raggiungere ottimi risultati nella rimozione degli inquinanti e nella diminuzione dei livelli di Bod. Oltre alle wetland destinate al trattamento delle acque reflue, esistono alcuni sistemi umidi che si occupano delle sostanze inquinanti derivate dalle acque meteoriche di dilavamento (metalli pesanti, nutrienti e solidi sospesi).
I livelli di profondità dell'acqua nelle wetland possono variare da 0 a 100 cm di acqua stagnante, a seconda della stagione. Le piante selezionate per le wetland artificiali devono essere in grado di resistere ai livelli di fluttuazione delle acque ed adattarsi al clima locale.
PROGETTAZIONE DI LAGHI
Nella progettazione di un lago è importante sapere l'uso a cui è destinato perché questo influenzerà l'aspetto fisico del luogo, tra cui la profondità, la pendenza delle sponde, le caratteristiche della costa e la qualità dell'acqua.
Il fondale del lago deve essere reso impermeabile per mantenere il livello idrico desiderato; si può quindi ricorrere ad uno strato di argilla o ad una membrana impermeabile. Dal nostro punto di vista questo aspetto tecnico riveste un'importanza fondamentale dal momento che gran parte del suolo del Parco Roncajette è inquinato ed in particolar modo lo sono i sedimenti del fiume.
ARGINI
Gli argini rappresentano un elemento importante del programma di controllo delle piene all'interno ed all'esterno del comune di Padova. Queste conformazioni del terreno consentono alle acque di scorrere attraverso il paesaggio ad un livello inferiore a quello del mare e contengono le acque di piena provenienti dai terreni adiacenti. Si stima che la capacità massima di raccolta delle acque di piena della sezione del Canale Roncajette relativa alla zona centrale del parco, sia pari a circa 740.000 metri cubi.
Per motivi di stabilità e contrappeso, agli argini vengono aggiunte delle berme, che possono essere utilizzate per strade e per spazi ricreativi, quali ad esempio percorsi pedonali e campi sportivi.
STRADE, PONTI, GALLERIE
Questo studio analizza la possibilità di costruire nuove strade, garantendo punti di accesso strategici al parco. Alcune soluzioni per facilitare l'attraversamento dei binari ferroviari da parte del traffico veicolare, prevedono la realizzazione di passaggi a livello, ponti e gallerie. I passaggi a livello sono tuttavia potenzialmente pericolosi e, nonostante un costo più elevato, ponti e gallerie offrono un grado di sicurezza maggiore.
In generale, le gallerie richiedono minore manutenzione rispetto a ponti e sovrappassi; inoltre, rispetto a questi ultimi, le gallerie non necessitano la realizzazione di terrapieni. Ponti carrabili e sovrappassi richiedono invece lunghe e ripide rampe. La costruzione di gallerie permette di conservare quella parte di terreno che altrimenti sarebbe destinata alla realizzazione delle rampe.
STAZIONI DI TRANSITO
Nel quadro dello sviluppo urbanistico regionale, è fondamentale un sistema di trasporto pubblico efficiente. Maggiori sono le modalità di trasporto a disposizione per gli spostamenti in città, minore è l'uso del mezzo automobilistico.
I componenti principali di una stazione di transito sono l'accessibilità, la mobilità e la sicurezza. Le scelte estetiche e progettuali che possono influenzare le funzioni di trasporto di una stazione sono numerose. Le immagini a sinistra riportano alcuni esempi.
Un'illuminazione naturale adeguata accresce il senso di sicurezza e benessere; riveste una notevole importanza la presenza di una segnaletica chiara ed il facile accesso a vicine zone commerciali.
Le stazioni di transito possono essere realizzate sopra, sotto od in prossimità delle principali linee di trasporto. Quelle in grado di gestire sistemi intermodali – come autobus, tram e treni – hanno maggiori probabilità di successo.
PIANTUMAZIONE
Queste immagini mostrano alcuni tipi di vegetazione del territorio padovano. Molte di queste specie sono state utilizzate negli scenari progettuali proposti per il Parco Roncajette ed il Consorzio ZIP.
La vegetazione è suddivisa in categorie a seconda dell'ambiente e dell'uso più appropriato.
Icona del pdf "Ricerche preliminari 2"
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INDUSTRIE "VERDI"
Nella progettazione del nuovo Parco Roncajette è subito emersa l'opportunità di effettuare alcuni cambiamenti nelle destinazioni d'uso, in modo particolare nelle zone di proprietà del Consorzio ZIP.
Il Consorzio è interessato allo sviluppo e alla sperimentazione di un modello di area produttiva sostenibile. Il Modello di Aree Industriali Sostenibili [Siam (pdf 540 kb)], avviato grazie all'iniziativa dell'Unione Europea, funge da modello politico ed organizzativo per uno sviluppo sostenibile dei luoghi produttivi.
L'ipotesi di un'industria sostenibile integra aspetti di carattere economico, sociale ed ambientale e si impegna a migliorarli. Per raggiungere questi obiettivi è necessario contare sulla partecipazione delle autorità locali, dei cittadini e del settore industriale.
Questa ricerca evidenzia gli ottimi risultati ottenuti in altre parti del mondo per quanto riguarda la realizzazione di una sostenibilità in ambito costruttivo, paesaggistico, idrico ed energetico. I concetti illustrati potrebbero trovare applicazione sia nell'attuale zona industriale che nei futuri insediamenti.
TETTI VERDI
Una delle principali conseguenze a livello ecologico legate allo sfruttamento dei terreni riguarda l'inaridimento e l'impermeabilizzazione del suolo. Nelle tradizionali zone industriali, le coperture, le strade e le ampie distese pavimentate impediscono la percolazione dell'acqua piovana nel sottosuolo che, di conseguenza, scorre lungo queste superfici impermeabili causando l'esondazione di tubature e canali e l'erosione dei materiali con conseguente inquinamento (es. oli, grassi, metalli pesanti). Per ridurre i tempi di corrivazione sono state proposte numerose soluzioni architettoniche e paesaggistiche, volte a rallentare la velocità del flusso e ad assorbire l'acqua in eccesso.
I tetti verdi, noti anche come "tetti viventi" o "eco-tetti", possono essere installati al di sopra dei fabbricati in normali operazioni di restauro. I tetti verdi più recenti hanno una struttura tale da garantire una maggiore leggerezza ed un assorbimento più efficace dell'acqua piovana. Le piante presenti sulle sommità svolgono una funzione di evaporazione–traspirazione, permettendo all'acqua di ritornare nell'atmosfera.
RACCOLTA DELLE ACQUE
I sistemi di raccolta delle acque comprendono serbatoi, pluviali di raccolta, fontane e vasche di buon disegno architettonico che permettono il riutilizzo dell'acqua in eccesso, ad esempio per scopi irrigui e per usi industriali e domestici. Inoltre riducono la dipendenza dalle scorte di acqua potabile e contribuiscono a diminuire il pericolo di alluvioni. Esistono molti esempi progettuali a piccola scala per la raccolta delle acque che hanno riscosso grande successo. Il "restauro" della zona industriale rappresenta un'ottima opportunità per elaborare sistemi innovativi di raccolta delle acque.
PERCORSI VERDI e PARCHEGGI
Nella progettazione di strade e parcheggi si devono usare pavimentazioni permeabili, selciati porosi, superfici verdi invece di asfalto e cemento. Un'altra possibile strategia prevede l'utilizzo di canali di drenaggio fitodepurativi o ricoperti di erba al posto di canali e tubi per la raccolta dell'acqua piovana; questi dispositivi prendono il nome di "canali fitodepurativi".
Quando il carico d'acqua piovana entra in contatto con suolo e vegetazione, le sostanze inquinanti contenute nei sedimenti trasportati dall'acqua vengono catturate da radici e superfici assorbenti prima che queste possano scorrere a valle o penetrare nella rete fognaria. Anche i batteri presenti nel suolo contribuiscono a migliorare la qualità dell'acqua attraverso l'assorbimento di oli e grassi.
ENERGIA SOLARE
Lo sfruttamento di fonti di energia rinnovabili è una componente fondamentale per il passaggio ad un'industria di tipo sostenibile. L'energia solare può essere utilizzata per fornire energia ai macchinari produttivi, per riscaldare e condizionare edifici e acqua. Gli esempi riportati a destra illustrano una serie di progetti a scala industriale volti a ridurre la dipendenza dai prodotti petroliferi grazie allo sfruttamento di energia prodotta dal sole.
ANALISI DELLA ZONA INDUSTRIALE
La nostra ricerca si è concentrata anche sull'analisi delle aree edificate e libere all'interno della zona industriale esistente. Prima di tutto abbiamo esaminato le percentuali di spazi edificati e spazi liberi e poi abbiamo separato gli edifici dalle altre superfici impermeabili (come strade e parcheggi). Infine abbiamo suddiviso le varie tipologie di tetti presenti nel Consorzio ZIP per capire fino a che punto possano essere riconvertiti in tetti verdi, sistemi di raccolta delle acque e/o di assorbimento dei raggi solari.
SOLUZIONI PROPOSTE
La combinazione di tetti verdi, sistemi di raccolta delle acque e dispositivi di assorbimento dei raggi solari, come ad esempio pannelli fotovoltaici ed impianti solari per il riscaldamento dell'acqua, permetterebbe al Consorzio di ridurre drasticamente l'utilizzo di carburanti fossili e quindi diminuire l'impatto ambientale legato alle attività industriali. Il grafico all'estrema destra mette a confronto le quantità di carico idrico sulle coperture durante un temporale. I tetti verdi riducono il carico in maniera molto più efficiente rispetto alle tradizionali coperture piane. I tetti verdi molto ampi sono leggeri ed eleganti e contribuiscono a regolare il clima all'interno degli edifici.
Molte delle soluzioni che sono state proposte cominciano ad essere applicate in altre zone d'Europa e del mondo. Se cambierà il modo di concepire la funzione degli edifici e del paesaggio della zona industriale, allora il Consorzio ZIP potrà fornire un prezioso contributo per la tutela dell'ambiente e della comunità padovana, divenendo un gruppo leader nel campo dell'industria sostenibile.
PDF (http://www.zip.padova.it/proj/mostraHarvard/13_ResearchBZ.pdf)
Scenario A
http://www.zip.padova.it/proj/mostraHarvard/cover1harvard.jpg
COSTANTI
Questo progetto per il parco Roncajette prevede l'integrazione tra la città di Padova e la zona industriale per mezzo di nuovi investimenti nell'area.Immagine virtuale dell'area trasformata in base allo scenario A
Consorzio ZIP e partner d'investimento realizzeranno quartieri residenziali con funzioni miste per soddisfare la crescente domanda di alloggi economicamente accessibili a giovani e famiglie. Inoltre la creazione di un grande fronte d'acqua offrirà a Padova l'opportunità di garantire lo sviluppo di un'area vitale per la città.
Il progetto si basa sulla creazione di un fronte d'acqua continuo. Prima di entrare nell'area del Roncajette, le acque del fiume Fossetta vengono trattate da un impianto di depurazione in modo da servire la zona settentrionale della città. Quando scorre all'interno del parco il fiume viene depurato da una serie di wetland disposte lungo il percorso. Per contenere i sedimenti inquinati attualmente presenti nel letto del corso d'acqua, il fiume Roncajette viene interrato. In questo modo il canale esistente viene trasformato in un percorso ricreativo sopraelevato che si estende da nord a sud. Il terreno viene scavato su entrambi i lati in modo da creare un lago ed una wetland nella zona adiacente. Il trasferimento della linea di trasporto merci e del fascio di binari in altre aree industriali, consente la nascita di un waterfront lungo quasi 2 km, costituendo una sorta di margine d'acqua per l'Isola di Terranegra.
Il rischio di piene viene a ridursi considerevolmente grazie all'aumento della capacità di raccolta delle acque nell'area all'interno del nuovo lago. I lotti destinati alle attività ricreative lungo il fronte d'acqua possono fungere da bacini di esondazione durante periodi di intense precipitazioni ed essere nuovamente fruibili non appena le acque di piena si ritirino.
Un treno passeggeri ed un tram locale collegheranno l'area in questione con il territorio padovano. Entro 10 anni dall'inizio dei lavori, quattro nuovi quartieri offriranno ai circa 2 mila residenti una serie di strutture civiche, commerciali e sociali estremamente utili per attività lavorative e di studio. Le tipologie abitative, che variano dalle case a schiera a palazzi di cinque piani, sono accessibili, visto l'importo contenuto, a giovani professionisti e famiglie. Gli edifici industriali vicini alle zone residenziali vengono riconvertiti a fini commerciali in modo da garantire una zona di transizione tra gli insediamenti urbani e quelli industriali. Nella zona industriale nord il Fossetta, ormai pulito, viene riaperto per creare un waterfront continuo: si incentiva così la riqualificazione degli edifici prospicienti con destinazioni d'uso residenziali e miste.
Si propone la creazione di un piccolo campus con centri di ricerca ed alloggi universitari nelle attuali proprietà dell'università di Padova per attrarre industrie ed istituti di ricerca specializzati in alta tecnologia. Inoltre le abitazioni adiacenti sono collegate al campus per mezzo di una direttrice est–ovest che prosegue fino in città.
Ad ovest del lago sorge il centro storico dell'Isola di Terranegra; i residenti avranno facile accesso alle risorse dei nuovi quartieri, senza modificare caratteri e specificità del proprio borgo. La totalità dell'intervento – fatta eccezione per piantumazioni supplementari – ha luogo all'interno dei territori di proprietà del Consorzio ZIP.
Per collegare le nuove aree residenziali al centro storico di Padova si provvederà ad un ulteriore intervento lungo il Canale San Gregorio, ponendo particolare attenzione alle strutture esistenti, quali La Scacchiera, il maneggio Gondrano e Berta e il modello idraulico della Laguna di Venezia. Una strada di circonvallazione, percorsi pedonali ed equestri collegheranno tra loro queste strutture lungo una "fascia di destinazioni".
Nuove formazioni collinari permetteranno di distinguere visivamente l'area, altrimenti penalizzata da un paesaggio fin troppo pianeggiante. In questo modo, la zona sarà visibile anche da lontano e si potrà godere della vista del parco e del territorio circostante. La presenza di tre corridoi panoramici tra la zona industriale e la città favoriscono la circolazione e donano un'identità precisa all'area. Durante la costruzione del parco e delle abitazioni verranno rafforzati i collegamenti visivi per mezzo di una piantumazione incrementale di nuove specie vegetali.
Il parco industriale esistente aumenta i caratteri sostenibili del Consorzio ZIP: diminuisce l'attuale impatto ambientale grazie alla progressiva sostituzione delle coperture esistenti con tetti verdi; introduce canali fitodepurativi che rallentino e filtrino il carico delle acque piovane; gli spazi stradali ("streetscapes"), i campi sportivi e le attività commerciali migliorano l'ambiente pedonale ai margini della zona industriale.
FASE 1
Nel corso dei primi dieci anni di lavori, un nuovo impianto di depurazione situato a nord (al di fuori della mappa presentata) ripulisce le acque provenienti dal fiume Fossetta. Una connessione ferroviaria per passeggeri collega la zona del Roncajette al resto della città. Nella zona industriale nord viene riaperto il Fossetta e questo getta le basi per la riqualificazione degli edifici con destinazioni d'uso residenziale e a carattere misto. Scorrendo verso sud, le acque si immettono in un nuovo lago lineare. Lo scavo del lago fornisce il terreno necessario alla creazione di collinette panoramiche, che offrono un collegamento visivo della città e dei Colli Euganei a est. Il letto inquinato del fiume Roncajette viene interrato e trasformato in un percorso ricreativo che si sviluppa da nord a sud. Il trasferimento della linea di trasporto merci e del fascio di binari in un'altra zona industriale di proprietà del Consorzio ZIP crea lo spazio necessario per lo sviluppo di un fronte d'acqua residenziale. Al momento di sostituire le coperture nella zona industriale, si procede all'attuazione delle strategie verdi progettate.
FASE 2
I dieci anni successivi sono destinati allo sviluppo residenziale di quattro comunità che contano ognuna circa 500 persone. L'università amplia le strutture di ricerca e provvede alla costruzione di una serie di abitazioni proprie. L'impianto di depurazione delle acque reflue esistente viene rinnovato, introducendo il trattamento terziario delle wetland e sviluppando una componente di ricerca. Le strade che collegano la zona industriale, il parco e la città di Padova da est a ovest vengono dotate di filari alberati. Il corridoio verde centrale nord–sud rafforza i collegamenti tra il fiume Brenta, il canale Roncajette ed Agripolis.
AMBITO PROVINCIALE
I cambiamenti si estendono oltre i confini del parco. Il sistema di trasporto verrà migliorato notevolmente grazie allo spostamento dei binari e alla linea ferroviaria adibita al trasporto passeggeri, che viene ad utilizzare le stesse rotaie che collegano il centro di Padova con i comuni situati a sud. I nuovi lavori di piantumazione del parco fanno parte di un progetto più ampio, volto alla realizzazione di un corridoio verde nord–sud che collegherà Padova ai comuni limitrofi e al fiume Brenta. Il Roncajette, ora pulito, prosegue il suo corso nel paesaggio verso sud fiancheggiato da un percorso pedonale. Gli spazi verdi si estendono ben oltre i limiti del parco ampliandosi nei corridoi verdi dei maggiori assi infrastrutturali. L'espansione industriale proposta a sud da parte del Consorzio ZIP viene attuata tenendo in considerazione i carattere ambientali del luogo e la tutela delle zone agricole e delle abitazioni a est del tratto meridionale della linea ferroviaria. Il resto dell'espansione industriale e logistica proposta dal Consorzio ZIP si realizzerà nella zona industriale esistente, ad est e a nord del parco Roncajette.
Attraverso l'integrazione di nuove abitazioni, sistemi di trasporto, corsi d'acqua e parco, questo progetto da' vita ad uno sviluppo economico, sociale ed ambientale per Padova e provincia.
PDF (http://www.zip.padova.it/proj/mostraHarvard/24_25sect_persp_scenarioAZ.pdf)
Scenario B
http://www.zip.padova.it/proj/mostraHarvard/cover2harvard.jpg
Questo scenario prevede la realizzazione di un parco didattico basato sulla depurazione delle acque, unico nel suo genere in Italia. Il parco viene a connettere gli insediamenti industriali esistenti con le aree residenziali limitrofe. I visitatori del nuovo Parco Roncajette avranno l'opportunità di intraprendere un percorso didattico–educativo all'insegna dell'acqua, acquisendo una rinnovata sensibilità nei confronti dello stato qualitativo delle acque e dei processi di depurazione e di riutilizzo della risorsa idrica. Questo scenario propone il trattamento delle acque inquinate, migliorando non solo l'habitat naturale del parco, ma anche dando luogo ad interessanti spazi pubblici ricreativi ed offrendo un'esperienza didattica unica.
LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE NEL PARCO RONCAJETTE
La realizzazione di un sistema fluviale pulito ed ecologicamente sano inizia a nord del parco con il trattamento delle acque reflue e piovane provenienti dai quartieri nord della città di Padova. Per eliminare un'ulteriore fonte di inquinamento nel Canale Roncajette, si prevede di depurare il fiume Fossetta. Il corso d'acqua, passante sotto la zona industriale nord e successivamente sotto il Canale Piovego, viene convogliato verso un nuovo impianto di depurazione sotterraneo.
Una serie di colline verdi sopra il depuratore ipogeo evidenziano l'entrata del nuovo parco pubblico; questo spazio offre viste prospettiche lungo il canale, costituendo un luogo di sosta per i passanti in transito lungo le piste ciclabili del parco. Inoltre, il sito segnala il principale accesso nord al parco, costituito da una serie di wetland fitodepurative lungo tutto il margine est del Parco Roncajette. Il nuovo impianto opera il trattamento primario e secondario delle acque reflue, rilasciando successivamente l'acqua per i trattamenti terziari di depurazione nel sistema di wetland.
WETLAND (IL PARCO LINEARE)
Il sistema di wetland proposto presenta una serie di aree estetico–naturalistiche che operano come sistema di trattamento terziario dell'acqua e come parco lineare per i visitatori. Immagine virtuale dell'area trasformata in base allo scenario BLe vasche ellittiche fitodepurative evidenziano solennemente il processo di depurazione dell'acqua, che diviene visibilmente pulita procedendo verso sud. Il sistema di wetland si sviluppa interamente all'interno dei confini di proprietà del Consorzio ZIP, seguendo il percorso principale degli argini esistenti del Fiume Fossetta fino alla sua confluenza con il Canale Roncajette nella zona centrale del parco. Un sistema separato di wetland verrà localizzato a nord–ovest del Parco Roncajette lungo il corso del fiume prima che questo attraversi il Canale San Gregorio e scorra all'interno del parco. Questo sistema intende trattare le sostanze inquinanti delle acque urbane di prima pioggia: è dotato di una serie di dighe e consente la crescita di vegetazione tipica delle aree umide, atta a portare in superficie e filtrare le sostanze nutrienti ed i metalli pesanti. Se necessario, il sistema, dotato di sufficiente capacità idraulica, può essere utilizzato per il controllo delle acque di piena. Non appena il Canale Roncajette entra nel parco, si viene ad unire all'acqua depurata del fiume Fossetta, per poi passare attraverso la sequenza successiva del sistema di wetland, interamente costruito entro le anse alluvionali esistenti del Roncajette. Il progetto permette l'unione dei due corsi d'acqua, lasciando intatto il sistema arginale storico.
Una serie di sentieri pedonali segue il corso d'acqua. Il nuovo sistema ciclo-pedonale attraverso le wetland è costituito da un percorso sopraelevato creato attraverso il riempimento e la fitodepurazione dei sedimenti inquinati all'interno del Canale Roncajette esistente. Lungo questo tracciato sono presenti molteplici passerelle per osservare il paesaggio e per sostare lungo il percorso durante le visite didattico–educative. Il sentiero è caratterizzato dalla cura dei dettagli architettonici, tra cui si menzionano i percorsi in ghiaia e legno, le murature in pietrame, le passerelle in legno. L'esperienza del camminare lungo questo sistema unico di wetland consente di apprezzare la sequenza di spazi confortevoli dove in qualunque stagione ci si può recare per ammirare il paesaggio, rilassarsi ed imparare a conoscere il ciclo dell'acqua. Il sistema di wetland, oltre a migliorare la qualità dell'acqua, a creare opportunità ricreative e stimolare esperienze didattiche, fornisce ampie nuove zone per la regolamentazione delle acque di piena ed un migliore habitat naturale per pesca ed uccelli. I benefici si estendono anche oltre i limiti del parco: le viste panoramiche verso la zona industriale, dalla zona industriale e da Padova verranno evidenziate in modo considerevole.
FUNZIONE E PROGETTO
Il sistema di wetland è diviso principalmente secondo tre zone:
1. La prima comprende una serie di vasche ellittiche di fitodepurazione contenute da spesse murature di pietrame poste parzialmente od integralmente al di sopra della quota terra esistente. Queste strutture includono stagni di regolamentazione delle acque e vasche d'acque profonde. L'acqua, scorrendo all'interno di questi dispositivi, rimarrà in questa prima zona nord per tre–quattro giorni. Il passaggio dell'acqua da una vasca ad un'altra successiva è marcato da una serie di dispositivi di filtraggio. Il percorso pedonale sopraelevato consente la vista dall'alto delle vasche ellittiche di trattamento che variano in altezza da 1 a 3 metri.
2. Le zone umide sono formate da una serie di isole createsi nelle zone di wetland poco profonde dove maggiori sono le condizioni naturali adeguate. L'acqua rimane all'interno degli stagni da due a tre giorni. Le aree umide sono state disegnate in modo tale che mantengano e proteggano alcune aree esistenti caratterizzate da alberature ad alto fusto creando così un paesaggio dall'habitat naturale maggiormente diversificato. La terra di scavo della zona attorno a queste isole viene utilizzata per il riempimento del corso esistente del fiume Roncajette in modo da formare un substrato per la fitodepurazione. L'acqua dalle vasche profonde a monte, viene poi convogliata per mezzo di tubazioni in stagni poco profondi, riempiendo la zona attorno alle isole e creando le condizioni ideali per la crescita della vegetazione delle wetland nella fase successiva di trattamento. Il percorso sopraelevato taglia a metà la zona paludosa e fornisce accesso ad alcune isole.
3. Gli stagni di depurazione costituiscono la fase finale del ciclo. Qui l'acqua di alta qualità proveniente dalle wetland a monte permane per uno o due giorni. Questi stretti, lunghi e profondi segmenti d'acqua del sistema di wetland daranno luogo ad una serie di cascate d'acqua pulita e depurata prima di confluire nuovamente nel Canale Roncajette. Questi stagni paralleli verranno separati da una vegetazione alta e densa e racchiusi all'interno di muri contenutivi che ne assicurino la forma. Inoltre, parte del volume d'acqua proveniente dagli stagni di fitodepurazione verrà riutilizzata per scopi ricreativi nel nuovo centro acquatico e nei numerosi giochi d'acqua, ma anche per scopi domestici negli insediamenti a sud in prossimità del modello idraulico della laguna di Venezia.
DIDATTICA E RICERCA
La zona meridionale del parco termina in una sorta di celebrazione dell'acqua depurata, enfatizzando gli aspetti educativi del sistema di wetland con il riutilizzo dell'acqua dolce per scopi domestici, industriali e ricreativi. Si progetta di adibire il modello idraulico della laguna di Venezia a museo. Questa parte del parco funziona anche come collegamento tra l'impianto di depurazione esistente ed il nuovo centro universitario di ricerca grazie ai percorsi pedonali che attraversano il sistema di wetland. Le passerelle sopraelevate lungo il Roncajette, non accessibili al traffico automobilistico, sono sufficientemente ampie da ospitare all'occorrenza veicoli d'emergenza così come piccoli pulmini turistici e scolastici. Nella medesima area i nuovi fabbricati universitari ospitano aule per la didattica e gli edifici del campus sono dotati di spazi aperti, campi sportivi, piscine ed aree alberate. La zona sud del parco costituisce l'entrata per i visitatori provenienti da sud.
Il sistema di wetland unisce l'intero parco da nord a sud: dagli spazi collinari a nord–est al di sopra dell'impianto di depurazione al modello della laguna di Venezia a sud–ovest.
Il modello idraulico della laguna ed i servizi universitari richiameranno presumibilmente molti visitatori. Per incrementare l'esperienza ricreativa ed attrarre il maggior numero di persone, quest'area del sito sarà dotata anche di un centro acquatico indipendente che includa quattro piscine, un nuovo hotel ed alcune zone di vendita al dettaglio a servizio dei visitatori.
IL MARGINE OVEST
Nelle aree ad est del Canale San Gregorio e a sud dell'Isola di Terranegra, vengono creati una serie di campi sportivi ed alcune zone alberate. Questo approccio di tipo minimalista contrasta con la complessità del sistema di wetland. L'obiettivo è quello di migliorare le attuali attività sportivo–ricreative ampliando gli argini esistenti in alcuni punti strategici. Inoltre, l'allargamento degli argini dà luogo ad alcuni terrapieni sopraelevati che ospitano campi, piste di atletica leggera e spazi per la sosta lungo i percorsi pedonali est–ovest all'interno del parco.
PARCHEGGI ED ACCESSIBILITÀ
Tutta la nuova circolazione est–ovest è di tipo ciclo–pedonale. Solo la circonvallazione periferica prima dell'entrata del parco è accessibile in auto da parte dei potenziali visitatori. I parcheggi sono localizzati al di fuori del perimetro del parco in strada ed in zone parcheggio con meno di 100 posti auto. Un'ampia strada sopraelevata costruita tra l'estremità arginale est e la ferrovia, fornisce un accesso facile e veloce al parco ed ulteriori parcheggi a raso in strada.
Il lato ovest del parco è limitato all'accesso pedonale; dieci ponti attraversano il San Gregorio, cinque dei quali sono solo ciclo–pedonali. Le passerelle in progetto sono pedonali fatta eccezione per il ponte sud che consente il transito automobilistico. I parcheggi ad ovest sono collocati solo sul lato occidentale del canale San Gregorio in uno schema che tenta di integrare campi agricoli e parcheggi. Tutti i luoghi di sosta avranno un tipo di pavimentazione permeabile in modo da ridurre i problemi delle acque di piena ed aiutare a mantenere pulita l'acqua nel parco.
FASE 1
I primi dieci anni di sviluppo del parco sono dedicati alla costruzione dei percorsi e delle murature di contenimento, ed all'escavazione delle wetland per il trattamento delle acque reflue. Nella parte nord del parco viene realizzato un nuovo impianto di depurazione sotterraneo coperto da un parco collinare. Ad ovest vengono costruite una serie di dighe ed una piccola vasca di raccolta delle acque di pioggia in modo da depurare il Canale Roncajette. L'esistente Canale Roncajette viene riempito con parte del suolo estratto dallo scavo e con un particolare tipo di piante fitodepurative per eliminare i sedimenti inquinati. Si piantano vegetazioni appropriate per le wetland e fasce alberate.
Viene completata la circonvallazione carrabile arretrandola rispetto al perimetro del parco; vengono costruite le passerelle pedonali ed i ponti carrabili proposti. Lungo il Canale San Gregorio si vengono a completare i percorsi ricreativi. Inoltre nella zona sud, il modello idraulico della laguna di Venezia viene adibito a museo e viene realizzato un centro di ricerca universitaria. Nella zona industriale nord e nell'area principale della zona industriale, le coperture esistenti, se bisognose di interventi di restauro, vengono sostituite con diverse tipologie di tetti verdi.
FASE 2
Quando la vegetazione delle wetland si è ben adattata, l'acqua può essere re-introdotta nel sistema. Nella zona sud il centro acquatico, che include anche un hotel ed uno spazio commerciale di vendita al dettaglio, viene completato e messo in funzione grazie all'acqua depurata. Il complesso di wetland a questo punto è divenuto un habitat naturale di prima qualità per uccelli, pesci, flora e fauna selvatiche. Il nuovo percorso sopraelevato nelle wetland del Roncajette viene aperto per visite guidate.
AMBITO PROVINCIALE
Il sistema di wetland realizzato, oltre ad offrire acqua di miglior qualità, opportunità ricreative ed esperienze didattiche, è un capace strumento di controllo delle piene migliorando al tempo stesso l'habitat naturale. I benefici si estendono ben oltre i limiti fisici del sistema. Le viste panoramiche dal parco verso la zona industriale, verso Padova e verso la provincia verranno enfatizzate, facendo così conoscere il parco a gran parte dei cittadini.
Questo progetto agisce positivamente anche al di fuori del Parco Roncajette. Il fiume Roncajette prosegue il suo corso nel paesaggio verso sud fiancheggiato da un percorso ciclo–pedonale. Gli spazi verdi si estendono ben oltre i limiti del parco ampliandosi nei corridoi verdi dei maggiori assi infrastrutturali.
L'espansione proposta a sud da parte del Consorzio ZIP viene completamente realizzata, fornendo nuove opportunità economiche per i Comuni dell'area metropolitana di Padova. Questa espansione include non solo attività industriali, ma anche aree residenziali, commerciali, destinazioni d'uso miste ed ampi spazi verdi nel circondario. Si prevede inoltre una politica di tutela del paesaggio agricolo in prossimità delle maggiori arterie stradali, mantenendo i caratteri visuali storici della regione interessata.
PDF (http://www.zip.padova.it/proj/mostraHarvard/22_23_Scenario%20B_CoreZ.pdf)
Altre info sul progetto qui (http://www.zip.padova.it/proj/mostraHarvard/index.htm)
Sonic from Padova
January 27th, 2006, 09:05 PM
MERCATI EUROPEI Il centro per lo sdoganamento delle merci e la logistica in progetto a Vladimir
Un teleporto per gli scambi Padova-Russia
Un teleporto nella regione di Vladimir per favorire gli scambi tra Italia e Russia. Lo studio per la realizzazione del progetto è stato presentato ieri, in un convegno conclusivo, che si è svolto a Palazzo Santo Stefano e che ha visto la partecipazione dei principali partner italiani e russi: Provincia di Padova, Magazzini Generali, Oblast di Vladimir, Cesfo, Log System Scarl e VladimirMettalloptorg. "Le aziende che commerciano con la realtà russa - ha spiegato Renzo Sartori, presidente Magazzini Generali - avranno a disposizione un centro di sdoganamento e distribuzione logistica delle merci sicuro e veloce". Lo studio del progetto ha portato alla costituzione di una società a capitale misto, la PVLogistics, per il 60\% italiana, nata per gestire gli scambi commerciali fra Italia e Russia, avvalendosi di una metodologia che garantisca procedure di sdoganamento più semplici e rapide. Il progetto va a implementare una situazione già esistente. La vera sfida è quella di dare una maggiore organizzazione al servizio logistico. L'iniziativa, del costo totale di 357mila euro, ha ottenuto per il 50\% il finanziamento del ministero delle Attività Produttive. "La scelta di Vladimir, con cui siamo gemellati, non è casuale - precisa Flavio Manzolini, assessore provinciale alle Attività Economiche e Produttive - Ci sono somiglianze con la nostra città dal punto di vista culturale e commerciale. Padova si trova in una posizione centrale e allo stesso modo Vladimir si trova al centro del sistema di distribuzione russo. Ritengo che questo progetto sia un importante passo per bloccare la delocalizzazione e favorire l'internazionalizzazione, agevolando i sistemi di smistamento e stoccaggio". Gli scambi tra Padova e Russia sono in continua crescita: ogni settimana partono dai Magazzini Generali almeno 10 tir con questa destinazione. Le aziende maggiormente coinvolte sono quelle del settore del mobile e dell'abbigliamento. "Se producessimo un prodotto italiano in Russia, verrebbe a perdere la sua particolarità, il fashion del Made in Italy - ha detto Vera Shamota dell'amministrazione di Vladimir - Proprio per questo sosteniamo l'implementazione delle strutture logistiche".
Sonic from Padova
January 27th, 2006, 09:09 PM
Padova - Michele De Lucchi e Massimiliano Fuksas, due lezioni d'architettura presso l'Aula Magna del Bo
Due importanti incontri d'architettura sono organizzati dall' Ordine degli Architetti P.P e C. della Provincia di Padova per il 30 gennaio e 9 febbraio prossimi in collaborazione con la Fondazione Barbara Cappochin e il Comune di Padova. Due grandi architetti italiani di fama internazionale come Michele De Lucchi e Massimiliano Fuksas terranno due lezioni d'architettura aperte al pubblico a Padova, presso l'Aula Magna del Bo. Ma è solo l'inizio, si conta infatti di organizzare altri appuntamenti nei mesi seguenti. Unica raccomandazione è quella di confermare la propria presenza telefonando al n. 049 6994038 entro il 27 gennaio per la conferenza del 30 gennaio e entro il 6 di febbraio per quella del 9 febbraio.
Nello stesso pomeriggio i partecipanti potranno inoltre visitare gratuitamente la mostra del Premio Biennale di Architettura Barbara Cappochin a Palazzo della Gran Guardia e la mostra di David Chipperfield 'Idea e realtà' a Palazzo della Ragione. Entrambe le mostre rimarranno aperte sino al 19 febbraio 2006.
Lunedì 30 gennaio 2006
ore 15.00
visita guidata alla Mostra del Premio Biennale di Architettura Barbara Cappochin
Ore 16.00
Michele De Lucchi
'Architettura e altri piaceri'
Aula Magna 'Galileo Galilei'
Palazzo del Bo, Università di Padova
Arch. Michele De Lucchi: 'Anche l'architettura è, pur sempre, una disciplina creativa fatta certamente di nozioni scientifiche e tecniche, di considerazioni sociali e urbanistiche, di conoscenze legislative e regolamenti, ma anche di fantasie, libertà creative, passione e appunto 'piacere'. Il 'piacere' di fare l'architettura è stato sempre al centro della mia attività e probabilmente non avrei superato tante difficoltà professionali se questo 'piacere' non mi avesse sostenuto. Il 'piacere' dell'architettura mi ha anche fatto scoprire altri piaceri corredati pur sempre con il suo mondo, ma sicuramente diversi quali l'artigianato, la tecnologia, il design, la relazione con l'industria; tutti argomenti che ho trattato con lo stesso 'piacere'.
Ore 18.00
Visita, a cura di Michele De Lucchi, della mostra di David Chipperfield 'Idea e realtà'
Giovedì 9 febbraio 2006
ore 15.30
Massimiliano Fuksas
'Lost in translation 10'
presenta Marco Casamonti, Direttore della rivista 'Area'
Aula Magna 'Galileo Galilei'
Palazzo del Bo, Università di Padova
Arch. Massimiliano Fuksas: 'La geografia è il nuovo territorio dell'Architettura. Contiene l'economia, l'uomo e il paesaggio nel suo modificarsi. La metà del genere umano vive ora non più nelle campagne, ma nelle aree urbane. Questo comporta un cambiamento di scala o, se si vuole, di dimensione. E' il luogo teorico per riflettere mentre i progetti scorrono come fotogrammi rapidi e la traduzione in 'parole' è sempre difficile. Lost in translation?'
Ore 17.30
Visita guidata alla Mostra del Premio Biennale di Architettura Barbara Cappochin
Ore 18.00
Visita, a cura di Marco Casamonti, alla mostra di David Chipperfield 'Idea e realtà'
Per informazioni:
Segreteria Organizzativa
Ordine degli architetti , pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Padova
Piazza Salvemini 20, Padova. Tel. 049 662340 , E-mail : architettipadova@awn.it
Eletrix
January 28th, 2006, 11:55 AM
^^lunedì farò una capatina mordi e fuggi nella tua PADOVA per la mostra di Chipperfield:D Tutto pagato dal master:) E poi andremo anche a Castelfranco Veneto per lavorare col comune ad un progetto di riqualificazione di un'area del comune. Porterò con me la digitale.
Sonic from Padova
January 29th, 2006, 08:01 PM
STRADE, LAVORI INFINITI, ANCHE 10 ANNI FA
Le strade da sistemare non sono mai state un 'piatto forte' per le pubbliche amministrazioni. Qualche volta però anche la sfortuna ci mette lo zampino. Come è capitato dieci anni fa a Cadoneghe, per il rifacimento di rete fognaria, illuminazione e pista ciclabile di via Lauro. Leggiamo dal Gazzettino del 26 gennaio 1996: "L'Amministrazione, dopo un lungo iter, aveva aggiudicato i lavori per un miliardo e 300 milioni alla ditta Scaramati di Vicenza. Che aveva innalzato i cartelli annunciando l'imminente apertura del cantiere. Dell'arrivo delle ruspe e delle squadre di operai non si è avuta tuttavia alcuna traccia. Motivo? La ditta vicentina ha nel frattempo ricevuto commesse d'importi miliardari e ciò l'ha indotta a relegare in secondo piano l'appato di Cadoneghe. Per cui i lavori di via Lauro, che dovevano già essere avviati da qualche mese, riprenderanno a fine estate".
Da una mancanza di parola e di buona volontà a un'altra, che troviamo scritta nel nostro giornale del giorno dopo. Tre giovani di Piove di Sacco, visto che nel loro paese non ci sono nè discoteche nè sale giochi, si propongono di aprire "un club ludico senza fine di lucro. Sono in cerca di uno spazio da attrezzare con una cinquantina di giochi da tavolo, dal semplice gioco dell'oca al più sofisticato Memory, ed ancora una raccolta di fumetti e di animazioni giapponesi". Riassumiamo il resto: i ragazzi avevano avuto la disponibilità di un locale della Banca di Credito Cooperativo, quindi di un altro sopra alla palestra del liceo, poi ancora di un ufficio vuoto della polizia municipale nel quartiere Sant'Anna. Ma poi, per un verso o per l'altro, Banca, Comune e Vigili, non mantegono le promesse, tirando fuori i pretesti più disparati. Quindi, niente.Alberto Zuccato
Nicux
January 30th, 2006, 10:07 PM
Ciao Eletrix ma ora sei a Milano? Ce l'hai fatta a raggiungere Padova in treno vista la soppressione di numerosi ES sulla direttrice Venezia-Milano?
Hai fatto una capatina a vedere il Net? Facci sapere tutto! Chau
Nicux
January 31st, 2006, 03:29 PM
Salve Patavini. Oggi salendo sull'autobus sono rimasto colpito da una pubblicità.. diceva che su quella corsa era in prova il BIGLIETTO AMICO.. una cosa del genere, comunque era un biglietto unico per Ferrovie Venete/Trenitalia - Sita - Aps Mobilità. NE sapete nulla?
Eletrix
January 31st, 2006, 03:53 PM
Eccomi di ritorno dal Veneto:) Ho visitato insieme ai miei colleghi del master castelfranco e Padova. Padova è stata un successone e ha riscosso molti consensi...complimenti a go-go! (Milano NO, Padova SI!!!..il commento più ricorrente;)). Bellissimo il Palazzo del BO e tutto il centro storico (ricorda molto Bologna per via dei porticati). Abbiamo anche bevuto lo Spritz (si scrive così?). Peccato sia durato poco ma abbiamo intenzione di tornare per continuare il tour ne Nord Est (Treviso, verona, Venezia e.........TRIESTE!).
Quando avrò un po' di tempo posterò qualche foto di PD:)
Ciao!
PS: Sonic scusa se non ti ho chiamato ma sono mezzo rintronato e ho lasciato a casa il cell Vodafone! (il tuo num. l'ho memorizzato lì!).....sarà per la prossima volta, promesso:)
Sonic from Padova
January 31st, 2006, 06:18 PM
^^
Vai tranquillo! :)
Son contento che ti sia piaciuta Padova. Ma avete visitato solo il centro storico oppure vi siete andati anche il monumento del WTC di Libeskind (oppure altro) ?
Sonic from Padova
January 31st, 2006, 06:20 PM
Walter Dalla Costa (Upa) invita a sciogliere urgentemente il nodo sulla presidenza
«Zip, i tempi stringono»
http://www.zip.padova.it/img/insegne.jpg
«Ma prima dei nomi, è necessario parlare dei progetti»
Con il ritorno di Vittorio Casarin si scioglierà anche il nodo della presidenza alla Zip. Il presidente della Provincia è atteso per domani e, presumibilmente, tra qualche giorno incontrerà i rappresentanti degli altri enti proprietari: il sindaco Zanonato e Gianfranco Chiesa, presidente della Camera di Commercio. La data dell'incontro tuttavia non è ancora stata decisa ma ormai i tempi stringono e sarebbe intenzione comune di chiudere la partita entro la fine di febbraio. Perchè, andare oltre significherebbe infatti entrare in rotta di collisione con una campagna elettorale più che mai al vetriolo. Ma sul futuro della Zona industriale di Padova vogliono avere una voce in capitolo anche le categorie, e in particolare l'Unione provinciale degli artigiani. Con una precisazione importante. «Perchè discutiamo tanto di uomini e così poco invece di progetti?» si chiede il presidente Walter Dalla Costa. Il quale aggiunge: «Credo sia necessario cambiare metodo». Appuntamenti all'orizzonte? «Non mi risulta - risponde il responsabile dell'Upa - Ci sono solo movimenti riservati, che avvengono tra le categorie economiche. Nonostante alcuni abbiano ancora paura di uscire allo scoperto, penso siano ormai maturi i tempi in cui politica ed economia si mettano attorno ad un tavolo». Per Walter Dalla Costa è questa una necessità urgente. «Passano i giorni - dice - e qui non accade nulla».L'Unione degli artigiani, per la verità, da tempo insiste sulla necessità di organizzare un tavolo comune. «Noi abbiamo già iniziato a farlo - spiega il presidente - e stiamo lavorando con alcune categorie. Ma sulla questione Zip è fondamentale che venga sentita anche l'Upa che al riguardo ha idee ben chiare. Se la politica ha intenzione di prendere in mano le redini del Consorzio, ci fornisca una spiegazione ed eventualmente trovi il coraggio di dirci di no».
Conclude Dalla Costa: «Non vorrei che l'inchiesta della magistratura sulla Camera di Commercio diventasse un alibi per non decidere».
Nicux
January 31st, 2006, 10:34 PM
E il NET lo avete visto? Son contento pure io ti sia piaciuta Padova. Quando tornerai avvisa me e Sonic che ti facciamo gli striscioni di benvenuti alla stazione :)
Eletrix
February 1st, 2006, 01:19 AM
^^ Abbiamo visto il centro storico, il monumento al WTC illuminato (lo conoscevo già grazie alle foto di Sonic). Poi ho visto anche quel grattacielo vicino la stazione (mi riferisco a quello verde e bianco).
Ok, preparate gli striscioni e la banda che ele tornerà a padova, presto....:D
Sonic from Padova
February 3rd, 2006, 07:53 PM
Zilio: «Ora bisogna riqualificare il centro»
http://www.ascompd.com/comunicati/Comunicati2006/Immagini/veduta_padova.jpg
All'assessore Ivo Rossi l'avevano anticipato la sera dell'incontro svoltosi lo scorso 11 gennaio nella nuova sede di via Zabarella per parlare di varchi elettronici. «Stiamo lavorando ad un progetto per la città - aveva detto il presidente dell'Ascom, Fernando Zilio - perché vogliamo la riqualificazione dell'offerta commerciale». Adesso, a due giorni dall'avvio dei varchi elettronici, dopo l'allarme piazze lanciato dal presidente dei commercianti del centro, Patrizio Bertin, e con la prospettiva, poco tranquillizzante, della creazione di Venetocity, Zilio anticipa i tratti salienti del progetto. «Non solo parcheggi - precisa subito il presidente dell'Ascom - anche se una definizione precisa delle aree destinate ad "accogliere" è indispensabile per affrontare qualsiasi ipotesi di rilancio». «Padova - continua Zilio - ha uno dei tessuti commerciali più interessanti di tutto il Nordest. E' un patrimonio che rischia di andare perduto se non interverrà una profonda azione di riqualificazione e, al tempo stesso, di mantenimento delle tipologie di vendita. Non possiamo continuare a sostituire gli sportelli bancari ai negozi così come non possiamo rinunciare ad una "qualità" che sola può garantire il futuro del centro cittadino». Palpabili, nel discorso del presidente dell'Ascom, le preoccupazioni di questi giorni in ordine ad un progressivo degrado del centro che si manifesta anche attraverso atti vandalici. «La sicurezza - aggiunge il presidente dell'Ascom - intesa nella sua accezione più ampia, ovvero anche come libertà di muoversi in centro senza dover rischiare non solo per la propria incolumità ma anche per la mancanza della semplice serenità, è un altro degli aspetti sui quali si fonda la nostra iniziativa che intendiamo presentare all'amministrazione comunale. Ovvio che noi speriamo che la nostra proposta trovi accoglimento, ma siamo naturalmente disponibili a confrontarci con le altre componenti cittadine. Personalmente ritengo che a tutti stia a cuore una città più bella, più ordinata, più efficiente».
«L'avvento del tram - mette in chiaro Zilio - cambierà profondamente le abitudini dei padovani. Ribadisco che i commercianti sono stati tra quelli che il tram non lo volevano, ma adesso che sta per partire, vogliamo che rappresenti un'opportunità. Va dunque ripensata l'intera politica del trasporto pubblico urbano ed extraurbano ed in questo senso riteniamo che anche il commercio possa svolgere un ruolo propositivo soprattutto con riferimento alle zone periferiche. Ed in questo senso, anche la stessa Zip deve poter rappresentare una nuova opportunità di sviluppo». «Il progetto - conclude il presidente dell'Ascom - sarà presentato ufficialmente nel corso del convegno che stiamo organizzando proprio per dibattere le questioni sollevate da Venetocity, una prospettiva che, proprio per la sua valenza dirompente, rischia di mettere Padova in un angolo».
Sergio
February 4th, 2006, 01:17 AM
Venetocity?? Sapete di che si tratta?
Sonic from Padova
February 8th, 2006, 08:19 PM
NUOVO CENTRO DIREZIONALE BANCA DI CREDITO
COOPERATIVO DELL’ALTA PADOVANA e SALA POLIVALENTE
Campodarsego (PD)
Committente:
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DELL’ALTA PADOVANA
Progettista: arch. SERGIO MIOTTO (Padova)
Impresa: CAZZARO COSTRUZIONI S.R.L.
http://www.cazzarocostruzioni.it/image2/41.jpg
http://www.cazzarocostruzioni.it/image2/47.jpg
http://www.cazzarocostruzioni.it/image2/48.jpg
Sonic from Padova
February 9th, 2006, 06:57 PM
http://www.zip.padova.it/news/news060109/harvard_small.jpg
Forestazione e formazione per progettare lo sviluppo sostenibile.
Progetto Fenice - Zip Padova
Riqualificazione del paleo-alveo del Roncajette.
Progetto PDF (http://www.zip.padova.it/proj/Fenice.pdf)
Sonic from Padova
February 10th, 2006, 05:13 PM
Jutificio
Ristrutturazione e nuova edificazione ad uso residenziale e commerciale
Lo Jutificio, pur costituendo gran parte del centro storico di Piazzola, molto prossimo al complesso monumentale della Piazza Paolo Camerini e della prospiciente Villa Contarini, è sempre stato recintato e inaccessibile al pubblico.
Dismessa l'attività di produzione, col completamento del progetto di ristrutturazione il complesso sta assumendo un nuovo carattere, dovuto proprio alla sua accessibilità.
La collocazione centrale, insieme alle sue caratteristiche morfologiche e insediative, date dalla forma quadrata del recinto incastonato nella maglia ortogonale della città e del territorio piazzolese e dalla presenza della roggia che l'attraversa, consentono di affermare che l'Ex Jutificio è in grado di assumere un ruolo assai efficace, sia a scala urbana sia territoriale.
Dal punto di vista architettonico, il segno più forte è costituito dalla forma quadrata del recinto della fabbrica, formalmente realizzato con edifici a sezione relativamente ridotta o con un semplice muro, sul quale si addossano grandi capannoni. Ma vi sono anche elementi caratteristici puntuali, come la sala macchine con la sua ciminiera e la torre dell'acqua.
Il perimetro murario costruisce un'immagine molto forte, un vero e proprio segnale d'ingresso alla città.
Mantenendo quest'immagine, il progetto si propone di costruire nuove relazioni tra questo limite e la maglia infrastrutturale che lo circonda, aprendo nuovi percorsi e spazi pubblici che forano in alcuni punti il quadrato e che invitano ad attraversarlo secondo nuove direttrici.
La natura compositiva dei percorsi e degli spazi deriva dalla morfologia ortogonale di Piazzola e del suo territorio.
Ma non ne risulta necessariamente una maglia quadrata, perché si ritiene che questa, provenendo da una dimensione maggiore, non si debba riprodurre all'infinito, a mano a mano che si scende di scala, altrimenti si renderebbe impossibile quella costruzione dello sguardo che costituisce la fondamentale qualità degli spazi urbani complessi. Quindi, contemporaneamente all'ortogonalità, si propone l'eccezione, ossia lo sfalsamento in parallelo dei tracciati. Così, un percorso intrapreso non mostra subito il suo punto si fuga; un cambiamento di direzione costringe a cambiare prospettiva per poi tornare su un altro percorso parallelo al primo, ma sfalsato da questo.
Lo spazio di sosta più significativo è quello della piazza, delimitata sia da costruzioni nuove sia preesistenti: un edificio sollevato sopra un portico a sud, la sala macchine a est, la grande sala di filatura a nord. E proprio la misura del lato di quest’ultima fissa la dimensione longitudinale della nuova piazza, intendendo segnalare e portar fuori quel grande e suggestivo spazio pilastrato del capannone quadrato, che aspira a diventare il contrappeso della piazza scoperta: una gran piazza coperta pubblica.
Questa nuova piazza tiene così la scala dell'intervento e, al contempo, tiene insieme, facendole sembrare più vicine, anche cose relativamente lontane, quali la sala delle macchine a vapore con la ciminiera e la torre con la cisterna dell'acqua. Cioè proprio gli elementi più appariscenti dell'originaria funzione, che ci raccontano molto della sua storia.
L'edificio che delimita a sud la piazza si affaccia, sul lato opposto, su di un giardino pubblico di dimensioni analoghe e sull'unico tratto carrabile dei percorsi che attraversano l'area di progetto. E' una strada che entra nel recinto da Via Rolando, portando dentro la quota di questa, ossia ponendosi a m 1,50 circa al di sotto della quota interna del limite quadrato. Questa sistemazione in basso corrisponde ad una posizione anche gerarchicamente inferiore, rispetto ai percorsi pedonali, e permette contemporaneamente di ridurre l'impatto visivo dei parcheggi che vi si attestano e delle rampe d'accesso ai parcheggi interrati.
Gli edifici, sia quelli mantenuti sia quelli di nuova costruzione, sono costituiti per la maggior parte da residenze; la funzione commerciale si colloca ovviamente al piano terra di alcuni di essi e in punti specifici, atti a ritmare il percorso pubblico e a dare vitalità alla nuova piazza.
Un altro segno molto forte dell'area è dato dalla roggia che l'attraversa da ovest a est, visibile nella prima metà, sotterranea nella seconda.
Questo canale, oltre che caratterizzare l'ambito spaziale e gli edifici che vi si riflettono nell'immediato, è la traccia vivente della funzione produttiva dell'Ex Jutificio. La sua acqua scorre ancora, nonostante non sia utilizzata per muovere turbine, e il suo tracciato è parte integrante di una rete di canali che ha disegnato un'ampia porzione di territorio, nel quale rientra Piazzola stessa, e che ne ha permesso il sostentamento economico per molte generazioni. Tutto questo ha stimolato l'idea di costruire un percorso pedonale lungo questa rete di canali, consentendo di leggere la geografia di questi luoghi da nuovi punti di vista. Il breve tratto di passerella sospeso sull'acqua della roggia, a fianco della Sala Consiliare, costituisce, in questa logica, un primo tratto di questo nuovo e per ora ideale percorso.
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Sonic from Padova
February 12th, 2006, 09:05 PM
Il sindaco Flavio Zanonato ha incontrato i rappresentanti della cordata che ha acquistato l�area del Tre Pini da trasformare in residenziale
Antonianum: il teatro resterà alla città
Intanto è stato ultimato il bando per la realizzazione dell�Auditorium: il Conservatorio potrebbe tornare al Pp1
Il teatro Antonianum quasi sicuramente resterà a disposizione della città. Con le stesse funzioni che ha avuto finora. Nei giorni scorsi, infatti, la cordata che ha acquistato il complesso del Tre Pini è andata a parlare con Flavio Zanonato. «Mi hanno dimostrato - ha commentato il sindaco - una straordinaria disponibilità per quanto riguarda il futuro del teatro che dovrebbe rimanere ai cittadini. Per il resto hanno confermato la la loro intenzione di voler realizzare un complesso residenziale, ma hanno anche aggiunto che desiderano instaurare un rapporto di stretta collaborazione con l'amministrazione, in modo che dalle discussioni emergano soluzioni che vadano incontro ai loro obiettivi e nel contempo rispettino le esigenze della città».
Intanto sta procedendo il progetto inerente la realizzazione dell'auditorium (50 milioni di euro è il costo) in Piazzale Boschetti. Come è noto il sindaco dovrà nominare una commissione che giudicherà i progetti, presieduta da un professionista di fama internazionale: la difficoltà, però, è costituita dal fatto che tutti gli interpellati hanno risposto con un fermo "no grazie", aggiungendo che rifiutano perché vogliono concorrere.
«Ci troviamo in questa curiosa situazione - ha commentato Zanonato - e quindi il nome del presidente deve essere ancora scelto, cosiccome quelli degli altri membri della giuria. Il bando è stato predisposto dal direttore generale Giuseppe Contino ed è già stato spedito sia all'ordine degli architetti che a quello degli ingegneri. Alla fine fra i dieci preselezionati verrà scelto il progetto che la Commissione decreterà come migliore. Ci sono circa sette mesi a disposizione dei concorrenti per predisporre l'elaborato e abbiamo chiesto anche un'indicazione precisa dei costi, perché non vogliamo sorprese dell'ultimo minuto». Come ha precisato poi Luigi Mariani, assessore all'Urbanistica, l'auditorium sarà costituito da una sala per 1200 persone, da un'altra per 300, e da una hall dove si potranno mettere una segreteria, qualche piccola mostra e uffici. La destinazione del Conservatorio, invece, è ancora da decidere: se noi riuscissimo a tenere per questo utilizzo il pezzo di terra (9 mila metri quadrati, suddivisi in due lotti, ndr) di proprietà comunale prospiciente la strada, potremmo farlo proprio lì». Questa superficie è oggetto di una trattativa con la Provincia, ma il sindaco ha detto che potrebbe cedere a Palazzo Santo Stefano un'area di uguale valore, in una zona di pari importanza.
Zanonato, poi, si è soffermato sugli altri spazi a destinazione culturale di cui la città disporrà in un futuro abbastanza imminente, tra cui alcune porzioni di Palazzo Zuckerman, come l'ampio sottotetto, che sono in fase di restauro. «Puntiamo soprattutto su San Gaetano - ha detto - e stiamo valutando insieme all'Università come gestirlo. Dovrà essere un luogo vivace, dove si legge, si studia, ma anche dove si ascolta musica, visto che l'Ateneo ci metterà a disposizione anche una collezione di 40 mila dischi che ha avuto come donazione. Abbiamo costituito un gruppo di lavoro appunto insieme agli esponenti del Bo con i quali stiamo discutendo pure del Teatro Ruzzante che in tante fasce orarie non viene usato per le lezioni universitarie. Noi, quando è libero, vorremmo utilizzarlo per manifestazioni culturali e contiamo di riportarvi anche la rassegna del Cuc, oltre a conferenze, musica e spettacoli teatrali. Importante è che ci siamo accordati su una gestione comune sia del San Gaetano, che del Ruzzante, strutture destinate ai giovani».Infine il Castello dei Carraresi. «Lo ha realizzato la famiglia che ha dominato Padova e alla città deve ritornare - ha concluso il sindaco - Adesso va fatta una ricognizione per capire cosa va tenuto, cosa va recuperato e cosa va abbattuto. È un oggetto che deve essere capito e a quel punto si può scegliere il suo utilizzo».
Sonic from Padova
February 12th, 2006, 09:09 PM
« Sarà una cerniera tra l'area moderna e il centro storico » . Sul memoriale alle Porte Contarine:
« Un monumento che dialoga »
Botta si candida: voglio disegnare l'auditorium
L'architetto svizzero presenterà un progetto per l'area di piazzale Boschetti. E
intanto benedice Libeskind
PADOVA – Mario Botta si candida a progettare il nuovo auditorium di Padova.« Mi piacerebbe moltissimo —spiega l'architetto svizzero di Mendrisio — soprattutto per le suggestioni del luogo in cui dovrà sorgere » . Il trasferimento della sala concerti dall'area dell'ex gasometro ( Pp1) a quella di piazzale Boschetti apre infatti
molti scenari. A partire dalla necessità di armonizzare l'opera con i due edifici di fine ‘ 800 che sorgono su via
Trieste e sui quali da una settimana esiste un preciso vincolo della Soprintendenza. Ma anche dall'opportunità
di inserire l'auditorium lungo il Piovego e a due passi dal complesso museale degli Eremitani, dai giardini
dell'Arena e dalla cappella degli Scrovegni.
« Mi piacerebbe molto potermi confrontare con questo contesto — sottolinea — e partecipare al concorso
internazionale per la scelta del progetto. Bisognerà valutare la mole di lavoro che avremo in quel periodo
perché tutto non si può fare. Certo è che tra costruire a Dusseldorf o a Padova, sceglierei sicuramente la città
del Santo » . Una dichiarazione d'amore che è quasi una promessa. Tanto che Botta ha già in testa alcune
delle linee guida del suo auditorium. « Per la sua posizione sarà una cerniera tra la città moderna oltre via
Trieste e il centro storico — spiega — . Lungo l'asse viario potrebbe trovare posto l'ingresso tecnico alla sala
concerti. Mentre poi l'edificio si dovrebbe sviluppare sull'altro lato. E' un progetto molto interessante grazie alla
dimensione lirica e poetica di Padova, una città senza eguali » . Se non ci saranno colpi di scena Botta
dovrebbe rientrare nel pacchetto di dieci architetti chiamati a disegnare il volto dell'auditorium, senza ubbio la
più importante opera moderna che verrà costruita in città nei prossimi anni.
Padova la conosce bene. Negli ultimi mesi ha allacciato uno stretto rapporto con l'amministrazione. E avviato
una collaborazione che coinvolge l'Università di Mendrisio. Con gli studenti che si stanno cimentando con la
progettazione di edifici da inserire nel tessuto urbanistico della città. Su richiesta dell'assessore ai Lavori
pubblici Luisa Boldrin, Botta ha voluto fare alcune considerazioni anche sul nuovo memoriale alle vittime delle
« Twin towers » di Daniel Libeskind.
Nessun riferimento diretto all'opera che l'architetto dice « di non conoscere a sufficienza per dare un giudizio »
spiega. Ma un ragionamento sull'opportunità di inserire edifici o strutture moderne in un tessuto
architettonico « storico » come quello di Padova. « La città del Santo rappresenta l'eccellenza della città
europea — spiega — decisamente superiore come qualità della vita a quelle americane o asiatiche. Qualità che
derivano dalla stratificazione culturale nella quale italiani e padovani vivono. Ma non possiamo pensare che il
centro storico abbia concluso la sua evoluzione con il ventesimo secolo. E' importante trovare anche la
presenza di segni dell'epoca contemporanea che sono lo specchio del nostro tempo » . In pratica Botta
benedice la scelta di collocare il monumento alle porte Contarine, nonostante la vicinanza con le mura
cinquecentesche. « L'opera di architettura non è oggettistica — spiega — non è una scultura che si possa
spostare. Ma è un intervento che dialoga con quelli intorno.
Che modifica un equilibrio, per crearne uno di nuovo filtrato dalla sensibilità moderna delle persone. La buona
architettura è sempre contestualizzata.
Non sono lavori semplici. Richiedono sensibilità, umiltà e determinazione. Spesso le nuove costruzioni sono
prive di qualità e in questo caso ne escono palazzi orribili » . E come il pittore ha l'ambizione di vedere un suo
quadro esposto in una grande galleria, tra le tele di grandi autori, così l'architetto punta a mettere la sua firma
in zone dove sono visibili i segni lasciati da grandi costruttori del passato. Per quanto riguarda invece il fiume di
polemiche che in queste settimane hanno accompagnato il memoriale di Libeskind, Botta ritiene « siano
critiche positive perché dimostrano la partecipazione della gente ai cambiamenti della città » spiega. « Ben
vengano le polemiche — sottolinea — quando la gente si interessa dei simboli, delle metafore e del ruolo delle
opere di architettura. E' un segno di civiltà e di partecipazione da parte dei cittadini » . Marco De Rossi
Sonic from Padova
February 13th, 2006, 08:53 PM
Cinecity Padova
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Sergio
February 15th, 2006, 01:06 AM
INFRASTRUTTURE
La bretella di accesso al cavalcavia Borgomagno è quasi pronta, nel senso che al massimo a maggio dovrebbe essere completata, compreso l'inserimento della via guidata su cui correrà il tram. Il manufatto in cemento ospita anche la sottostazione che serve per alimentare il mezzo della Translohr.Ma sarà un elemento caratterizzante pure per la viabilità, visto che le automobili, per raggiungere via Eremitano, non faranno più l'ampio giro attuale (verso destra, cioè in direzione del mezzo del Piazzale), ma svolteranno prima, passando proprio sotto alla rampa che è in fase di ultimazione.Anche il cavalcavia Borgomagno deve essere rifatto e il progetto definitivo potrà essere pronto fra tre quattro mesi.«A quel punto - sottolinea Luigi Mariani, assessore all'Urbanistica - si procederà con la gara d'appalto per individuare l'impresa che effettuerà la realizzazione. I cantieri è prevedibile che possano essere aperti all'inizio dell'anno prossimo e poi per concludere l'opera ci vorranno un paio di anni».
Nel frattempo Ivo Rossi, assessore alla Mobilità, dovrà decidere fra queste due opzioni: o far andare il mezzo all'Arcella immediatamente, facendolo transitare con un senso unico alternato, oppure aspettare il nuovo ponte che sarà più largo di quello attuale.Proseguono anche le progettazioni di altre infrastrutture sopraelevate, come il Sarpi-Dalmazia, per il quale è già a disposizione l'esecutivo (quest'opera è strettamente connessa con il passaggio del tram all'Arcella) e il Ponte Verde, che è un pezzo dell'Arco di Giano, e che sorgerà dietro la Fiera.
Sonic from Padova
February 15th, 2006, 05:09 PM
Via libera in giunta alla delibera dell'assessore Luisa Boldrin
Verde in Tribunale
Il progetto riguarda il giardino interno del Palazzo
http://www.fischeritalia.it/jsps/images/ic_trib_padova.jpg
La risoluzione del contratto è diventata ufficiale e quindi il progetto che era stato predisposto dal professor Ippolito Pizzetti è stato definitivamente accantonato. Pertanto ora sarà il Settore Verde a predisporre un intervento per la realizzazione del giardino interno del Tribunale. Va in questo senso, infatti, la delibera approvata ieri dalla giunta su iniziativa di Luisa Boldrin, assessore ai Lavori Pubblici.«Certo - spiega la stessa Boldrin - si tratta di un ridimensionamento che il paesaggista non ha accettato e quindi ora siamo finalmente liberi da ogni vincolo, dopo un contenzioso che è durato a lungo. Ora siamo arrivati a una conclusione e d'altro canto non c'erano altre soluzioni. Il progetto originario, infatti, prevedeva, a destra dell'entrata, un giardino esterno, in aggiunta a quello interno, ma l'ipotesi di vedere realizzato il primo è naufragata perché la Commissione manutenzione del Tribunale per ragioni di sicurezza ha chiesto di non prendere neppure in considerazione un'eventualità del genere, perché uno spazio verde attiguo al Palazzo di via Tommaseo avrebbe potuto attirare presenze non controllabili, creando magari problemi di ordine pubblico in un sito particolarmente delicato da questo punto di vista».
Adesso, quindi, che cosa succederà? «Devo dire - aggiunge l'assessore - che essendo io avvocato, mi trovo spesso davanti alla bussola del nuovo Palazzo di Giustizia e finora mi sono sempre sentita impotente di fronte a questa situazione: nel giardino attuale, infatti, c'è una superficie coperta da ghiaino, tutta la zona è degradata e ovunque regna la sporcizia. Intollerabile per un luogo così importante. Pertanto adesso studieremo il da farsi e lo abbelliremo con piante e altro. Si tratta di un'area collocata in una situazione di grande evidenza, proprio al centro del Tribunale».
Il nuovo progetto sarà ora affidato agli esperti del Settore Verde e poi, trattandosi di un intervento effettuato all'interno del Palazzo di Giustizia, verrà richiesto il rimborso del costo sostenuto al Ministero competente.«Intanto - ha concluso Luisa Boldrin - partiremo con la gara per le opere d'arte da realizzare all'interno della bussola del Tribunale».
Nicux
February 15th, 2006, 10:31 PM
Sonic come ci sei arrivato al Cinecity? Qual'è la nuova Tangenziale per Limena da dove si prende?
Sonic from Padova
February 16th, 2006, 05:21 PM
@Nicux : Semplicissimo, prendi la nuova tangenziale di Padova Ovest in direzione Limena, e prendi l'uscita per la nuova tangenziale di Limena. Dopodichè prosegui in direzione della zona industriale di Limena, e dopo 1 km circa, prendi l'uscita per Limena (nel pannello che indica le mete che si possono raggiungere cè pure scritto Cinecity).
"Padova città aperta" è un progetto ...
"Padova città aperta" è un progetto di Ascom concentrato - si legge nel testo consegnato all'assessore Ivo Rossi e diventato un volantino in distribuzione in città - su "misure di breve periodo finalizzate a riportare il consumatore in centro e a ridare ossigeno alle attività commerciali, in attesa di una progettazione strutturale che affronti le problematiche del centro cittadino in maniera esaustiva". «Il problema dell'accessibilità al Centro Storico di Padova - si legge nel documento - aggravato, oltre che da una annosa mancata volontà progettuale in termini di parcheggi di prossimità, anche dalle recenti forme di limitazione al traffico veicolare, in concomitanza con la nota difficile congiuntura economica degli operatori del nostro settore, ha portato la nostra Associazione a proporre all'Amministrazione Comunale il progetto. Si tratta di cinque "iniziative", semplici e fattibili». Ecco le idee di Ascom. 1: riapertura del parcheggio di Piazza Eremitani che per la sua posizione strategica garantisce una concreta possibilità di accesso al centro, con un adeguato sistema di regolamentazione di sosta breve. 2: verificare la possibilità di creazione di un parcheggio nell'area di Piazzetta Conciapelli, spazio già adibito in passato al mercato provvisorio di Piazza dei Signori e periodicamente dal mercato etnico natalizio; consentirebbe tra l'altro di rivitalizzare anche le attività commerciali delle piazzette attigue. 3: istituzione di un servizio speciale di bus-navetta, il primo con partenza dal Parcheggio Ex Canova e arrivo in Piazza Garibaldi e il secondo con partenza dall'Ospedale (attraverso Pontecorvo e via S. Francesco) e arrivo in Piazza Erbe; ma per consentire il transito della navetta in via San Francesco sarà necessario rimuovere le attuali fioriere posizionate all'altezza di Vicolo S. Margherita e installare un sistema di passaggio telecomandato; una terza navetta dovrebbe partire dal parcheggio Ascom di Piazza Bardelle e arrivare in centro. «In via promozionale - ha aggiunto Zilio - Ascom è disponibile a sostenere i costi di tale servizio speciale per la durata di 4 sabati consecutivi». La quarta proposta riguarda un sostegno finanziario alle attività commerciali del Centro, mentre il quinto punto concerne la richiesta di spostamento del varco di via Tadi verso via Patriarcato per consentire un adeguato numero di posti auto a sosta breve a servizio delle numerose attività commerciali della zona.
Sonic from Padova
February 16th, 2006, 05:25 PM
VIA ANELLI
A marzo lo sgombero della terza palazzina
(M.A.)Partiti i preparativi per lo sgombero della terza palazzina del residence Serenissima di via Anelli. L'assessore alla Casa Daniela Ruffini ha tenuto una riunione con tutti i soggetti impegnati nell'azione di bonifica dell'area. Presente al meeting, anche, il comitato Stanga 6 con il presidente Paolo Manfrin. «Abbiamo saputo che lo svuotamento di un terzo edificio è ormai imminente - dice Manfrin - Si parla di marzo. L'assessore non ci ha voluto dire quale sarà il condominio interessato, ma noi speriamo che sia la palazzina che si affaccia su via De Besi. Sgomberandola si andrebbe ad eliminare lo spaccio che disturba gli abitanti di via De Besi».
«L'assessore - continua Manfrin - ha chiesto se è possibile reperire delle stufe e dei fornelli per le famiglie che lasceranno il terzo stabile. Quindi, abbiamo parlato di integrazione e del fatto che le famiglie che hanno già abbandonato via Anelli, si sono perfettamente inserite nel loro nuovo contesto abitativo e molte di quelle regolari che, ancora, vivono nel residence Serenissima frequentano le varie attività della parrocchia Pio x». Il Comitato che ha chiesto all'assessore Ruffini dove sia finita la Croce Rossa, che una volta stazionava in via Anelli. «Un peccato, perchè crediamo che serva sia per la popolazione di via Anelli che per i tossicodipendenti».
Sonic from Padova
February 16th, 2006, 05:30 PM
SICUREZZA
Da ieri mattina cliccando su www.commissariatodips.it è possibile accedere al nuovo servizio Commissariato di Pubblica Sicurezza in rete. Si tratta di un vero e proprio "113 on line" dove i cittadini navigatori potranno inoltrare denunce e segnalazioni dal web per determinati reati commessi on line.
Non solo: il "Commissariato di PS online" fornisce consigli e suggerimenti sulla sicurezza in internet, grazie agli esperti della Polizia postale e delle comunicazioni con i quali sarà possibile interagire nel forum tematico.
Come per il servizio di "Denuncia vi@ web" attivo già dall'inizio dello scorso anno, le denunce fatte nel Commissariato on line assumeranno valore legale solo in seguito alla sottoscrizione di fronte a un ufficiale di polizia giudiziaria.
Le competenze del Commissariato di Pubblica Sicurezza on line saranno le stesse di un qualsiasi Commissariato di Polizia reale presente sul territorio nazionale per le materie relative a passaporti, immigrazione, minori, concorsi, polizia amministrativa e sociale (licenze). E visto che si tratta di un commissariato raggiungibile esclusivamente sul web, non poteva mancare l'ufficio della sicurezza telematica. Sette "stanze" per rispondere a quello che il cittadino richiede più frequentemente in un ufficio di Polizia "vero".
Sarà altresì possibile presentare le denunce via web per furti smarrimenti e reati informatici.
E' il primo servizio del genere ad essere offerto in Europa, al quale guardano con interesse le polizia europee, nato con la consapevolezza che la polizia di prossimità si attua anche affiancando e rendendo più sicura la navigazione nella rete internet.
Cliccando su www.commissariatodips.it o tramite i link sui portali Libero, Ebay, Tiscali, Google, Yahoo Italia, Kataweb, Msn e Virgilio sarà così possibile accedere all'ufficio di riferimento sicuro e sempre presente per tutti i navigatori della rete.
Nel corso del 2005 la Polizia postale del Veneto in tutta la regione ha compiuto 17 interventi su richiesta per "hacking" denunciando 5 persone. Per quanto riguarda la pedofilia on line, il monitoraggio è stato effettuato su 696 siti. Quattro le persone arrestate e 126 quelle denunciate. Compiute 112 perquisizioni. Indagate poi 90 persone per e-commerce e truffe a mezzo internet (487 i casi denunciati).
Riguardo al fenomeno "phishing" otto le persone denunciate e 311 mila euro il danno patrimoniale accertate.
Il phishing è una tecnica di ingegneria sociale utilizzata per ottenere l'accesso a informazioni personali e riservate con la finalità del furto di identità. L'hacking, invece, è la pratica di accedere illegalmente in altri sistemi informatici. Chi fa queste azioni viene chiamato hacker.
Nicux
February 17th, 2006, 02:28 AM
@Nicux : Semplicissimo, prendi la nuova tangenziale di Padova Ovest in direzione Limena, e prendi l'uscita per la nuova tangenziale di Limena. Dopodichè prosegui in direzione della zona industriale di Limena, e dopo 1 km circa, prendi l'uscita per Limena (nel pannello che indica le mete che si possono raggiungere cè pure scritto Cinecity).
E la nuova tangenziale si prende vicino al casello di Padova Ovest vero? Grazie 1000
Sonic from Padova
February 17th, 2006, 05:13 PM
Una macchina industriale per le pulizie esplode nel sotterraneo della sede dell'istituto di credito in piazza Turati adibito a garage. Miracolosamente illesi due operai
Un boato scuote il grattacielo dell'Antonveneta
Panico tra dipendenti e clienti che hanno pensato ad un attentato. Schegge metalliche e sostanze tossiche scagliate a venti metri di distanza
http://www.plein.nl/~anp2/ANP/ECO/img-270705-171.onlineBild.jpg
Un'esplosione violentissima, amplificata dal sotterraneo chiuso, ha scosso le pareti di vetro temperato del grattacielo dove ha sede l'Antonveneta, in piazza Turati. Erano le nove e un quarto di ieri mattina. Il primo pensiero è andato allo scoppio di un ordigno. Un attentato. E per qualche minuto dipendenti e clienti si sono lasciati vincere dal panico. Pallidi, hanno cominciato a guardarsi attorno con aria smarrita. Qualcuno è precipitosamente uscito dal palazzo. Ma la paura è rientrata immediatamente. Ad esplodere, nel locale interrato adibito a garage, era stata una macchina per le pulizie. E due operatori, che stavano lavando la rimessa, sono rimasti lievemente feriti. Praticamente miracolati se si considera che il botto ha proiettato schegge metalliche e acido fino ad una ventina di metri di distanza.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, la polizia e gli ispettori dello Spisal esperti in fughe di gas tossico.
La macchina-bomba è una "Leader sit 850", una idropulitrice industriale che funziona autonomamente a batteria ed è impiegata per la pulizia di grandi superfici. La macchina, per cause che sono in conrso di accertamento, è esplosa come fosse una pentola a pressione. Schegge, acido, vapori hanno investito Mauro Di Leo, trentaseienne, e Daniel Livio Duta, trentunenne, romeno, dipendenti dell'impresa "Clean Out Professional" con sede nella zona industriale padovana, che ha in appalto il servizio di pulizia nell'istituto di credito. Ricoverati in osservazione nell'area verde del pronto soccorso, i due operai sono stati medicati. I controlli hanno escluso che abbiano subito lesioni polmonari in seguito all'inalazione dei fumi tossici delle batterie.
La idropulitrice viene commercializzata dal una ditta di Monselice, la "Ber.Mar.",con sede legale in via Piemonte. Titolare è Roberto Martini. L'azienda oltre che della commercializzazione della macchina si occupa anche della sua manutenzione.
La idropulitrice è stata ovviamente posta sotto sequestro giudiziario e affidata in custodia alla stessa ditta di pulizie. Dovrà essere esaminata da un perito, che sarà nominato dal pubblico ministero Emma Ferrero, il quale dovrà accertare eventuali vizi strutturali e di manutenzione che potrebbero essere la causa dell'esplosione. Ai tecnici dello Spisal, invece, il compito di verificare se siano state violate le norme antinfortunistiche.
Sonic from Padova
February 20th, 2006, 10:22 PM
Phanta S.r.l.
HOTEL PANORAMIC PLAZA
Anno di costruzione : 2004
http://www.pantha.it/fotosmall/hotel-plaza00.jpg
http://www.pantha.it/fotosmall/hotel-plaza01.jpg
http://www.plaza.it/italiano/ambiente/facciata400.jpg
Nicux
February 21st, 2006, 11:46 PM
Torno al problema delle tangenziali! Oggi mi sono perso per la bassa padovana col motorino alle 19:00 ero ancora a Ponterotto :D
Ma cari concittadini, c'è una carta che evidenzi in modo dettagliato quali sono le tangenziali patavine? Ogni tanto qua e là spunta un cartello con scritto:Tangenzial, su sfondo blu, ovviamente.
Ma c'è una mappa con entrate ed uscite delle tangenziali di Padova come ad esempio c'è per il G.R.A di Roma? Secondo me qui, per avere le tangenziali più trafficate del veneto (dopo quella di mestre) non c'è una cartellonistica molto chiara.
Leggevo su un giornale che purtroppo mia madre ha cestinato che è stato completato l'anello delle tangenziali. E come? quando?
Beh sarei molto grato a chi avesse la mappa o mi potesse dire chi gestisce le tangenziali padovane.
Sergio
February 22nd, 2006, 12:32 AM
Le tangenziali sono: corso argentina dal casello di PD nord a quello di PD sud, da lì comincia corso australia, che arriva fino a Limena, e da prima di Limena, ossia prima del casello di PD ovest, parte la nuova tangenziale nord, che per l'appunto ha chiuso il giro delle tangenziali dal momento che arriva di nuovo fino a PD nord, e volendo prosegue fino a ponte di brenta. In effetti forse le uscite non sono ben segnalate, ma una volta che impari sono abbastanza utili da usare (sempre meglio che il traffico cittadino). Certo che secondo me bisognerebbe davvero pensare velocemente al nuovo Grap se si vuole evitare di rendere ancora più congestionate le poche tangenziali che abbiamo.
Sonic from Padova
February 22nd, 2006, 04:45 PM
^^
Si, in effetti bisognerebbe affrettarsi per quel Grande Raccordo Anulare.
Comunque i lavori dovrebbero partire entro il 2007.
La nuova tangenziale nord comunque sarà bella piena di mezzi pesanti, quando inaugureranno il nuovo Viadotto di Padova Est, e il traffico si immetterà direttamente in via del Plebiscito.
NUOVI ALBERGHI
Crescono sempre più gli alberghi padovani. E fra i nuovi alberghi, l'Hotel Venezia che sta nascendo a un metro dalla Stanga vuole stupire tutti decidendo di aumentare la hall, ampliare la piscina coperta che vuole realizzare e fare un Fitness center (forse aperto anche alla cittadinanza?) nel piano interrato.
È anche per questo che ha chiesto - e ottenuto - ieri dal Comune una piccola ma fondamentale deroga su una parte che doveva essere in un primo tempo destinata solo a... scantinato. La società "Giotto srl" infatti, legalmente rappresentata dal signor Pierdomenico Favero che ha acquistato dalla famiglia Bovo lo stabile, ha chiesto di derogare ai limiti concessi dal piano regolatore in quella zona per incrementare ancora di più la superficie del fabbricato. L'intervento infatti prevede complessivamente una superficie lorda di pavimento di quasi 10mila metri quadrati circostanza che però prefigura un indice di edificabilità pari a 1,503 che non è conforme alle prescrizioni del piano regolatore che in quella zona richiede un rapporto massimo fra la superficie lorda massima e quella fondiaria di 1 metro quadro su metro quadro. Visto che la Commissione Urbanistica non ha obiettato, all'assessore all'Urbanistica Mariani non è rimasto che portare la delibera in Giunta. Per quanto riguarda le altezze degli edifici a destinazione alberghiera il progetto edilizio aveva già avuto un'altra precedente deroga dal consiglio comunale con maggioranza di centrodestra il 12 novembre del 2001.
Sonic from Padova
February 22nd, 2006, 08:38 PM
Posto alcune foto di Padova Uno, un quartiere direzionale in direzione Padova Est.
http://i1.tinypic.com/oacgb7.jpg
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Sonic from Padova
February 23rd, 2006, 11:14 PM
CENTRO INGROSSO CINA
http://www.zip.padova.it/img/idrovia.jpg
Gli operatori del Centro Ingrosso Cina che sarà il più importante insediamento del Nord Est, hanno chiesto di entrare a far parte dell'Ascom. Domani alle 10.30 incontreranno il presidente dell'associazione dei Commercianti, Fernando Zilio, che si troverà a vagliare la loro richiesta anche nella duplice veste di Presidente del Centro grossisti padovano, che i cinesi li vede proprio come fumo negli occhi. Se decidesse di accogliere i 67 operatori che entreranno nei capannoni ormai pronti, non riceverebbe certo il plauso dei cinquanta imprenditori del Centro, ma farebbe il bene dell'Ascom che vive di nuovi associati. Ma questo costringerebbe ad un cambio di posizione totale.
In ogni caso domani la delegazione sarà formata da due dei tre soci (Fabio Yang e Antonio i nomi in italiano) che gestiranno gli spazi dentro i due capannoni e un avvocato italiano che cura i rapporti legali. Com'è noto sono 5mila i metri quadrati destinati all'insediamento dei cinesi su un'area di 25mila metri quadrati di proprietà della società "Finleb srl" della famiglia Marchiorello (ex Oms) nella quale andranno anche altri insediamenti, come concessionarie di auto. Per l'apertura si attendono solo i tempi del silenzio-assenso per l'abitabilità che scadono a metà marzo.
Ma il passo dei cinesi è quanto mai significativo. Abbiamo parlato con un importatore di prodotti cinesi di bigiotteria, titolare di diverse aziende in Veneto e che è in società con uno dei soci cinesi del "Centro ingrosso Cina", a testimonianza che non ci sono solo cinesi dietro a questa operazione ma business globale.
«Loro vogliono integrarsi. E per questo li ho consigliati di iscriversi ad un'associazione - ci ha detto, preferendo l'anonimato - perché se restassero isolati non avrebbero alcuna rappresentatività». Ma chi sono questi cinesi? «Sono persone che hanno il passaporto italiano, che hanno ricongiunto la famiglia, che vogliono lavorare. E sapete perché sono malvisti? Perché le loro ricariche sui prodotti sono più basse, perché si accontentano di guadagnare meno. E non solo: perché qualcuno che lavora sporco ha paura che loro gli freghino questo mercato. Invece loro sono puliti. Hanno tutti i permessi in regola, sono iscritti alla Camera di Commercio e hanno la dignità di tutti gli altri. Lo sa che si sono dati un regolamento ferreo? Nessuno venderà merci contraffatte o griffe false. Gli organizzatori vigileranno.
«E poi venderanno a dettaglianti non al pubblico - continua l'imprenditore - Ma che colpa possono avere se, fra coloro a cui venderanno, ci saranno soprattutto gli ambulanti, circostanza che potrebbe diminuire il guadagno di qualcun altro? Il discorso che bisogna capire è che è inutile continuare a boicottarli, solo qui poi, perchè se andate a Napoli, a Firenze, a Milano o a Roma di centri come questo ce ne sono già e ci sono importatori italiani che vendono ai cinesi. Perché anche loro vanno dall'importatore comprano e fatturano e poi vendono ai dettaglianti come tutti. E non ci sarà solo abbigliamento ma tutto quello che non è alimentare. Infine debbo dire che si metteranno insieme grossisti cinesi che hanno già magazzini sparsi sia in regione che in città. Non vedo la novità e del resto questa filosofia gliel'abbiamo insegnata noi. Io giro il mondo e a Canton c'è il centro grossisti fatto dalle firme italiane».
«Piuttosto verrebbe da chiedersi - conclude - Perché le Camere di Commercio coi contributi statali e delle categorie non comprano aree per far fare altrettanto agli italiani qui? Non servono solo le missioni all'estero».
Sonic from Padova
February 23rd, 2006, 11:17 PM
ZANONATO
«La nostra città non subisce le conseguenze della crisi»
«Quello che ci interessa - spiega Flavio Zanonato - sono le variazioni rispetto agli anni precedenti, perchè ci danno l'idea di come sta cambiando la città. Il nostro interesse è finalizzato soprattutto ad aiutare le famiglie giovani, fornendo loro la possibilità di avere una casa e maggiori servizi per i bambini. Inoltre i dati ci dicono che sta aumentando il numero degli anziani e quindi stiamo mettendo a punto servizi per andare incontro alle esigenze dei non autosufficienti». Il primo cittadino ha poi sottolineato la necessità di mettere a punto delle iniziative finalizzare all'integrazione degli extracomunitari: «Il loro numero è in continua crescita - ha detto - e questo non è un fenomeno che a breve si fermerà. Per cui dobbiamo dare risposte esaurienti anche in tale ambito, facendo sì che gli stranieri abbiano tutti i diritti in modo da pretendere poi da loro comportamenti rispettosi». «Per quanto riguarda l'economia - ha aggiunto il sindaco - Padova si sta dotando di strutture alberghiere importanti e chi le apre fa una scommessa. Per questo il turismo va potenziato. Il nostro, comunque, è un Comune in crescita, che non sta subendo le conseguenze della crisi nazionale e se ci sarà una ripresa di tipo economico sarà la prima città ad avere i requisiti per fare un balzo in avanti. Intanto il complesso delle attività economiche è in aumento».
Sonic from Padova
February 24th, 2006, 06:45 PM
PORTELLO
Team di psicologi per convincere gli abitanti che il silos-park è necessario
Due container di psicologi per convincere gli abitanti del quadrilatero del Portello (abitazioni dell'Ater comprese tra via Poleni e via Stratico) ad accettare il garage sotterraneo. Questa l'interpretazione della delibera di giunta da parte di Pierlorenzo Parrinello, consigliere dei verdi del quartiere centro e portavoce dei residenti della zona interessata dal progetto autosilos. «Il Comune ha ideato questa trovata, il cui costo dovrebbe aggirarsi sui 90 mila euro, per tentare di portare avanti la partecipazione. Infatti, le sovvenzioni dello Stato (10 milioni di euro, ndr) per la costruzione del garage sotterraneo, non saranno erogate al Comune se questo prima non dimostra che il progetto è stato partecipato. Cosa, appunto, - sottolinea Parrinello - che non è mai avvenuta, visto che noi l'autosilos non lo vogliamo. Pensiamo, quindi, che il team di psicologi serva per convincere gli abitanti ad accettare il garage sotterraneo. Tuttavia, non sappiamo quando arriveranno gli strizza cervelli, ma crediamo dopo le elezioni». Ricordiamo, che gli alloggi di proprietà dell'Ater coinvolti nel progetto autosilos sono 174 per una popolazione di quasi 400 persone per lo più anziane. Dei dieci milioni che il Comune dovrebbe ricevere dallo Stato (soldi destinati al recupero delle periferie urbane), sette saranno spesi per la costruzione del garage interrato (128 posti auto) e gli altri tre per sistemare le case comunali in via Gradenigo, Stella e vicolo Pastori. «Noi con la raccolta di oltre cento firme, per ora, - prosegue Parrinello - chiediamo che questo denaro non venga speso per l'autosilos, ma piuttosto per sistemare i tetti e le verande delle palazzine delle vie Marzolo, Stratico, Poleni, Loredan, Vanzetti e Coletti. Una casa con le infrastrutture danneggiate non permette di avere un adeguato isolamento termico, quindi di conseguenza registriamo degli enormi sprechi per il riscaldamento». Gli abitanti del quadrilatero, intanto, fanno sentire la loro voce tramite la rivista quindicinale "PorteoAlegre", che viene distribuita gratuitamente al Portello. Per contattare la redazione è possibile scrivere all'indirizzo porteoalegre@libero.it.
Sonic from Padova
February 24th, 2006, 06:47 PM
Effetto Olimpiadi: cresce la voglia di pattini. Ma in città già 200 persone si ritrovano nei fine settimana nell'impianto di via Plebiscito
«Faremo un palaghiaccio, anche a nostre spese»
La società che da anni gestisce la pista all'aperto è decisa a realizzare la nuova struttura per poter organizzare gare ufficiali
Le gesta sul ghiaccio olimpico di Torino degli Azzurri in questi giorni stanno creando forti emozioni in tutti. Anche chi non è conoscitore di queste discipline resta inevitabilmente coinvolto dalla abilità di chi si destreggia con mirabili capacità sulla lastra di ghiaccio. Tanto che a molti - sia pure con tutti i propri limiti - verrebbe la voglia di provare a scivolare con i pattini.Ebbene, anche nella nostra città c'è una struttura che consente di muovere i primi passi incerti o di confermare alcune capacità già acquisite. Aperta dallo scorso 20 dicembre, la pista del centro sportivo Plebiscito rimarrà infatti a disposizione fino al prossimo 15 marzo. Tutti i giorni: dal lunedì al venerdì (orari 9-13, 14-19, 21-23 escluso quest'ultimo il lunedì) il costo è di 5 euro, 3.5 euro il ridotto (fino a 12 anni); Sabato e domenica (9-13, 14-16, 16-18, 18-20, 21-23 solo il sabato) 7 euro il biglietto intero, 5 euro il ridotto.
"E' ormai diciottanni che allestiamo la pista da ghiaccio - afferma Dimitri Barbiero, amministratore unico della società Water&Ice - Abbiamo cominciato in Prato della Valle con una affluenza di circa 100 mila persone e dopo una flessione dovuta al decentramento, ora qui al Plebiscito riscontriamo una crescita, perchè abbiamo organizzato attività didattiche sul ghiaccio con un corpo istruttori di trenta elementi, a cui partecipano anche le scuole con presenze doppie rispetto all'anno scorso e con corsi di formazione per i docenti di educazione fisica. Senza poi dimenticare che abbiamo valorizzato la pista con spettacoli (Paradise on ice) che hanno riscontrato un discreto successo". Barbiero poi aggiunge: "L'obiettivo è arrivare a realizzare - anche a nostre spese - un vero e proprio palaghiaccio e grazie all'attuale amministrazione comunale siamo sulla buona strada. Ossia una struttura vera, permanente che ci consenta anche la pratica agonistica, oggi impossibile dato che l'impianto è aperto solo pochi mesi. Siamo già tra l'altro come società affiliati alla federazione ghiaccio, ma di fatto non possiamo partecipare ai campionati non avendo la struttura".
Un altro impianto ancora funzionante (fino al 30 aprile) nel padovano è quello di Piove di Sacco, sempre gestito dalla Water&Ice. Una struttura al chiuso, inaugurata quest'anno e che è già stata frequentata da circa tremila persone. E allora, può l'effetto olimpiade incentivare ulteriormente l'approccio alle varie attività sportive su ghiaccio? "Probabilmente i riflessi di Torino 2006 si vedranno l'anno prossimo - continua Barbiero - In questi giorni non abbiamo registrato un incremento particolare in termini di presenze, anche perchè tra i padovani c'è da qualche anno una tradizione comunque di venire a pattinare. Normalmente al Plebiscito nel periodo natalizio arrivano 300 persone al giorno, numero che scende a circa 200 nei fine settimana, mentre durante i giorni lavorativi c'è una affluenza che fa sì che la pista sia comunque sempre aperta, mentre negli anni precedenti talvolta chiudevamo. Di effetto si può invece già parlare quest'anno relativamente ai corsi che abbiamo organizzato nell'hockey, nel pattinaggio artistico e nell'altra disciplina olimpica della velocità, lo skating".
http://www.jmunari.gensoft.it/foto/Sincro/2005/ragazze%20padova/piscina33small.jpg
Sonic from Padova
February 24th, 2006, 08:24 PM
Nuovo Residence "Parco del Santo"
Gruppo Merlo Costruzioni
http://parcodelsanto.it/
http://i1.tinypic.com/oh5pxk.jpg
http://i1.tinypic.com/oh5q21
http://i1.tinypic.com/oh5q45.jpg
Sonic from Padova
February 25th, 2006, 04:26 PM
ZANONATO AD ANTENORE
«Per l'Auditorium sarà nominata una commissione di alto livello»
Massimiliano Fuksas potrebbe realizzare il nuovo auditorium
http://www.vitruvius.com.br/arquitextos/arq000/imagens/107_16.jpg
Metti una sera, a cena, con il Sindaco. L'invito è stato rivolto dall'Associazione Culturale Antenore e Zanonato l'ha accettato, cogliendo l'occasione per parlare della città, del suo presente e, soprattutto, del suo futuro. Tre i temi principali toccati: l'auditorium, il nuovo polo ospedaliero, i parcheggi; questioni a cui l'Associazione, nel corso del 2005, ha dedicato incontri e dibattiti.
"L'auditorium, che dopo varie ipotesi abbiamo deciso di costruire partendo dai 40 mila metri cubi ancora di proprietà del Comune nell'area "Pp1" - ha iniziato il sindaco - non deve essere una struttura in grado di soddisfare solo la passione musicale dei padovani, ma divenire un impianto punto di riferimento per tutta la Regione. Sembra pertanto adeguata una struttura capace di contenere tra i 1300 e i 1400 posti, collegata ad una sala da altri 300 posti per attività convegnistica. Vorremmo che i progetti presentati fossero seguiti passo-passo nella loro realizzazione dalla città. Stiamo vedendo di allestire una commissione giudicante sopra ogni possibile sospetto, l'architetto Fuksas ha dato la sua disponibilità a prendervi parte".
Sulla questione legata al polo ospedaliero Zanonato ha tenuto ha precisare la forte sintonia che unisce al riguardo Comune e Provincia. "Faremo - ha precisato - un consiglio comunale assieme a quello provinciale così da avere una visione comune e d'insieme sulla "questione ospedale". Io posso impegnarmi ad individuare un'area dove poter realizzare il nuovo ospedale, e non è detto la migliore debba essere quella più lontana dal centro, però questo non basta; servono anche i fondi. Quello che auspico è che anche la Regione segua noi e la Provincia in questo progetto".
Il sindaco è quindi è entrato nel merito del problema relativo alla mobilità. "Dobbiamo avere un po' di pazienza - ha detto, allargando le braccia - in fondo i varchi sono in funzione da neanche un mese. Questa fase di "difficoltà" è legata al cambiamento di abitudini oramai consolidate, però non era più possibile mantenere una zona a traffico limitato non rispettata; significava continuare a vivere nell'ipocrisia. Quando sento continuamente parlare del problema dei parcheggi, e della necessità di crearne di nuovi, vorrei ricordare che in autunno prenderà a funzionare il tram. A me sembra un po' un'antitesi parlare di nuovi parcheggi, ovvero di incentivare l'utilizzo delle auto e poi invitare i cittadini a servirsi del tram".
Quindi la conclusione dedicata alla Zip. "Perché il problema della Zip - ha precisato Zanonato - non è soltanto quello del suo presidente; il problema è legato al futuro e al ruolo da assegnare a questa zona, ripensandola urbanisticamente con la possibilità di farla divenire una "cittadella direzionale"".
Sonic from Padova
February 25th, 2006, 04:27 PM
Accordo di massima tra Provincia e Comune. Il successore di Gianfranco Chiesa resterà alla guida del Consorzio solo per una manciata di mesi
Casarin: «Alla Zip un presidente di transizione»
Tra i due enti vi è intesa anche sul nome: l'importante poltrona sarà proposta all'imprenditore Vincenzo de' Stefani
Quando una poltrona fa gola, fioccano anche i candidati. E quella per la presidenza del Consorzio Zip è certamente tra le più ambite, con il risultato che ogni associazione ha ormai un proprio nome da proporre. A raggelare l'illusione di una scelta a breve del successore di Gianfranco Chiesa, è però il presidente della Provincia. Vittorio Casarin, l'altra sera ha avuto un lungo colloquio con il sindaco Flavio Zanonato, ed alla fine avrebbe raggiunto un accordo di massima. A reggere la Zip sarà un presidente di transizione, ovvero di garanzia. Dovrebbe restare in carica per i prossimi sette, otto mesi, per permettere di costruire una politica a lungo termine della Zona industriale. A chi sarà assegnato il delicato compito? C'è un nome che incontra il favore sia di Casarin che di Zanonato: è quello di Vincenzo de' Stefani, l'imprenditore di rango che guida Mip Engineering.
E proprio necessario un presidente ad interim? «Dopo Chiesa - risponde Casarin - ci vuole una fase di transizione. Il sindaco ha sostenuto che la scelta deve cadere su una persona di rilievo. Alla fine, anche lui ha convenuto sul fatto che in questa fase sia proprio de' Stefani l'uomo più adatto». E Angelo Boschetti? Non era forse lui il candidato del Comune? «Boschetti potrebbe andare bene per il futuro - dice il presidente della Provincia - Al momento bisogna evitare una soluzione politica per costruire la missione della Zip nei prossimi anni. Fra qualche giorno quindi, Zanonato ed io formuleremo ufficialmente la nostra proposta a de' Stefani. È chiaro che la nostra è un'intesa che arriva da una situazione contingente». Casarin, per la verità, ha le idee ben chiare sul futuro della Zip. Il Consorzio dovrebbe innanzitutto essere trasformato in spa. Per due motivi: il primo perché quando avrà assegnato gli ultimi 100 mila metri quadrati di terreno, non avrà più aree. Dovrebbe espandersi nei Comuni vicini ma questi ultimi nicchiano parecchio. L'unica vera soluzione, secondo il presidente, è fare in modo di aprire il Consorzio al capitale privato.
Le grandi manovre per la presidenza sono iniziate ai primi di febbraio quando, nella sede della Camera di Commercio, Gianfranco Chiesa aveva ricevuto Casarin, Zanonato, i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e di categoria, degli enti economici e dei sindacati confederali. A loro, aveva spiegato il ruolo assunto dalla sua presidenza al Consorzio Zip e ribadito le tappe fondamentali del suo mandato, sottolineando chiaramente come «la politica sia stata sempre fuori dalla Zip». Durante l'incontro, Zanonato e Casarin avevano quindi dovuto prendere atto che Chiesa era veramente intenzionato a rimettere il mandato. Il presidente lascerà l'incarico a fine aprile quando sarà presentato il bilancio.
Sergio
February 26th, 2006, 07:38 PM
MANTEGNA
Padova, Verona e Mantova, tre città in cui per quattro mesi il protagonista sarà Andrea Mantegna. Nella nostra, dal 16 settembre al 14 gennaio al Museo degli Eremitani ci sarà la mostra a lui dedicata, alla quale saranno collegati anche alcuni eventi. Le iniziative rientrano nell'ambito delle celebrazioni fissate in occasione del quinto centenario della morteFlavio Zanonato ieri mattina ha fatto il punto sull'organizzazione delle varie rassegne e ha annunciato che sono già stati individuati gli sponsor. «Abbiamo ottenuto - ha segnalato il primo cittadino - il prestito di una dozzina di opere del pittore quattrocentesco e in totale l'esposizione conterrà un centinaio di capolavori, compresi quelli degli artisti che appartengono alla sua scuola. È prevista poi la ricostruzione virtuale delle opere di Mantegna che erano presenti nella cappella degli Ovetari, distrutta dai bombardamenti: verranno utilizzati in parte i frammenti e in parte i videoproiettori, in modo da avere alla fine un'immagine completa. Dalle foto in bianco e nero , è stato possibile ricostruire gli affreschi a colori, utilizzando un particolare programma computerizzato».
Ma la cosa più curiosa è che l'Amministrazione ha ordinato alcune "miniriproduzioni" della Cappella degli Ovetari in scala 1 a 2,5, con pannelli in plastica: una perfetta ricostruzione, come era stata fatto un paio di anni fa per gli Scrovegni. Ogni esemplare costerà 10 mila euro e ne verranno collocati nei posti più svariati: dall'aeroporto di Venezia, alla Fiera di Barcellona, ai supermercati del patron del Padova Marcello Cestaro. All'interno delle strutture verranno messi depliant e materiale informativo su Padova, in modo da richiamare i turisti. Il sindaco non ha escluso che sia possibile anche mettere a disposizione dei visitatori un unico biglietto per le rassegne di Padova, Verona e Mantova.
«Da agosto - ha aggiunto Ivo Rossi - chiuderemo Piazza Eremitani e studieremo per quest'area un nuovo disegno, considerato che a settembre comincerà questa serie di straordinari eventi dedicati ad Andrea Mantegna».
Sonic from Padova
February 27th, 2006, 12:44 AM
L'OPINIONE
VENETO CITY NON S'HA DA FARE: FERMIAMO IL DILAGARE DI CENTRI COMMERCIALI E MULTISALE
di NICOLA ROSSI presidente Confesercenti, Padova
http://www.riviera-brenta.it/upload/18/images/mira1.jpg
Ormai da un paio di settimane i commercianti, i rappresentanti della cultura della politica padovani ,stanno ricevendo il notiziario della Confesercenti padovana con una immagine sicuramente 'forte'. Un enorme King Kong sovrasta una città terrorizzata, la scritta è eloquente: Basta con le cittadelle artificiali dello shopping e dello spettacolo: Salviamo la nostra cultura salviamo le nostre città: Veneto City non sa da fare. Sul retro un appello contro lo scempio delle città e per fermare il sorgere continuo di centri commerciali, di multisale che stanno svuotando di funzioni le nostre città i nostri centri urbani. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo : La proposta Veneto City non si può neanche discutere, semplicemente non si deve fare, punto e basta.
In questi ultimi mesi la proposta di edificazione di un mega colosso commerciale, ( 563.000 mq con spazi espositivi per 200.000mq , 60.000 a negozio, 50.000 a residence, hotel banche ecc. 1.720.000 metri cubi edificati ecc.), a ridosso del casello autostradale di Dolo, sembra trovare il no da parte di tutti i responsabili nel governo territoriale. Ma, proprio questo allontanarsi dall'entusiasmo iniziale, questo silenzio calato attorno alla proposta, è quello che ci preoccupa.
Siamo a poche settimane dalle elezioni amministrative, chi ci dice che non sarà come al solito?
Silenzio, molti i contrari, molti i silenziosi e poi, come di consueto ecco riemergere la proposta e ritrovarci, come di consueto, con il centro commerciale già fatto senza che nessuno possa intervenire.
Basta.
Se vogliamo veramente garantire un futuro alle nostre città dobbiamo smetterla con una programmazione selvaggia del territorio. Non si tratta di un problema di concorrenza commerciale , ma bensì della volontà di rilanciare le funzioni tipiche delle città e dei centri urbani minori.
Cioè la funzione di relazioni sociale ed economiche, la residenza. Infatti sono soprattutto residenza e commercio i due fattori di successo dei centri storici e delle città.
Troppo spesso, la miopia ci ha portato, a non comprendere come lo sviluppo urbano possa esistere solo in presenza anzi accompagnato dallo sviluppo delle attività economiche che vi operano. Sviluppo possibile solo con una rete di piccole attività commerciali, di artigiani di attività di servizio.
Il mancato connubio di questi due importanti fattori, la crescita di giganteschi poli di attrazione commerciale in concorrenza con i centri urbani ( la mega struttura di Dolo inciderebbe su Padova, Venezia, Treviso, oltre che sui comuni limitrofi) sono gli strumenti per desertificare le nostre città.
Si vuole costruire tra Padova, Venezia, Treviso una agglomerato urbano che svolge le stesse funzioni delle città ( commercio, direzionale, spettacolo ecc.) basta aggiungere un po' di residenziale ed i giochi sono fatti.
Le tre città, (Padova Treviso Venezia) già in difficoltà per l'inquinamento, il traffico, l'accessibilità la concorrenza ecc. saranno ulteriormente svuotate delle loro funzioni.
La domanda sorge spontanea: a quando l'abbattimento dei nostri centri storici. Ma quali convegni, quali incontri, Veneto City non si discute non s'ha da fare e basta.
Questa è l'unica posizione possibile non solo per le associazioni dei commercianti, come la Confesercenti, ma per tutte le persone di buon senso che hanno a cuore il futuro delle nostre città, della nostra storia, della nostra cultura. Quindi un no! senza dubbi, senza perplessità senza ma solo un semplice e deciso no!
Sonic from Padova
February 28th, 2006, 07:18 PM
NELL'AREA TRA LA STAZIONE E LA CHIESA DELLA PACE
Il parcheggio sarà a due piani
Dopo un battibecco fra il sindaco Zanonato e i consiglieri dell'opposizione Menorello e Riccoboni sulla presenza di una media struttura di vendita concessa in cambio di parcheggi («l'avevate prevista voi» ha detto il sindaco) via libera del consiglio comunale alla possibilità di portare a due i piani di parcheggio sotterraneo nell'area compresa fra la Stazione ferroviaria e la Chiesa della Pace. A presentare la richiesta che prevede appunto una modifica della variante, è stata la società Ifip, che fa capo a Favaro e Santinello. Il raddoppio del parcheggio si rende necessario per adeguare i posti auto alle esigenze dell'edificio che sorgerà nella zona. Il progetto prevede infatti la realizzazione di un hotel direzionale, di alcuni appartamenti residenziali, e di una struttura di 2500 metri quadrati destinata agli alimentari.
Il 13 gennaio c'era stata una riunione a Roma a cui avevano hanno partecipato il sindaco Flavio Zanonato, gli assessori Mario Verza e Domenico Riolfatto per la Provincia. Si erano incontrati con Emanuele Moretti, amministratore delegato di RFI, per discutere come e quando utilizzare l'area che va dalla Stazione al retro della Chiesa della Pace. L'area è stata suddivisa in tre parti in una delle quali sarà realizzato il nuovo terminal per le corriere, attualmente situato al PP1, con tutti i servizi annessi, come biglietteria, bar e sala sala di attesa per i viaggiatori che troveranno posto nella palazzina bianca già esistente, che però verrà riadattata per questo utilizzo. Nella seconda porzione, che va appunto dalle ex Guidovie fino alla Chiesa della Pace, Rete Ferroviaria Italiana costruirà due strutture: una recettiva, cioè l'albergo, e un'altra direzionale-commerciale per 60 mila metri cubi complessivi. Infine c'è la terza parte, che va dal retro del Santuario fino a via Goldoni, cioè la superficie destinata al deposito, per la cui sistemazione il Comune ha previsto di dare un contributo di 750 mila euro.
Sonic from Padova
March 1st, 2006, 04:40 PM
Progetto di max per un complesso residenziale - PD
Si tratta di un progetto di massima relativo ad un intervento di recupero di un’area sita lungo la strada provinciale che conduce da Padova ad Abano Terme. Attualmente sul lotto insiste un modesto e fatiscente stabile risalente ai primi anni del ‘900, che verrà demolito per far posto ad un complesso caratterizzato da un edificio a torre prospiciente la via Aponense con destinazione mista commerciale-residenziale, ed un secondo fabbricato posto ortogonalmente alla via stessa che ospiterà 5 appartamenti a schiera su due piani.
Per quanto riguarda l’impiantistica, il progetto prevede che l’intero complesso sia completamente autonomo dal momento che si ricorrerà all’uso di pompe geotermiche con integrazione di pannelli solari e fotovoltaici.
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Sonic from Padova
March 1st, 2006, 04:43 PM
Nell'ex scuderia probabilmente un centro sociale e ricreativo per gli anziani
Restauri all'ex fornace
Al piano terra spazi espositivi e sale prove per i giovani
(D.B.) La scuderia della ex fornace Carotta, in piazza Napoli, sarà ristrutturata. L'edificio, adiacente al complesso che già ospita la sede del Consiglio di quartiere 5, oggi praticamente un rudere, sarà restaurato e destinato alla popolazione locale. «Stiamo ragionando, a commissioni congiunte, sull'utilizzo dello stabile - spiega il presidente della quinta circoscrizione Francesco Pavan. - Con molta propobabilità diventerà un centro sociale e ricreativo per anziani. Quel che è certo è che il recupero dell'immobile avverrà secondo criteri di risparmio di risorse energetiche; quindi tetto fotovoltaico per l'autoproduzione di energia, impianto di raffrescamento il meno energivoro possibile, recupero dell'acqua piovana per usi igienico sanitari. Certo non basteranno questi accorgimenti per renderci autonomi, ma sono un'indicazione culturale forte che il quartiere vuole dare».
E i fondi? «Nel bilancio comunale 2006 - aggiunge il presidente - è stato destinato ad ogni quartiere cittadino un milione di euro che il comune spenderà sul territorio, realizzando progetti indicati dagli stessi quartieri. Che lavoreranno così in stretta collaborazione, da una parte con i cittadini, dall'altra con i settori comunali competenti». Il quartiere 5 ha pensato di suddividere così la cifra: 500.000 euro per il restauro della ex scuderia; 400.000 per il completamento del recupero della fornace Carotta; 100.000 in aggiunta al fondo manutenzioni, per eventuali emergenze. Nella fornace Carotta saranno restaurati gli spazi al piano terra, il soppalco sopra l'atrio, uno dei due tunnel di cottura dove si potrebbero situare spazi espositivi e delle sale prova. Questo intervento infatti sarà destinato soprattuto ai giovani. «Desideriamo - spiega il presidente - che i gruppi giovanili trovino in quartiere un loro punto di riferimento significativo. Faremo delle sale prova ben insonorizzate e potranno usarle anche i ragazzi delle altre parti della città perchè la zona è bene collegata al centro anche con il bus».
Ma le novità in quartiere 5 non si fermano qui. Partirà infatti, a breve, la riqualificazione di via Monte Cengio. «Si tratta - spiega il consigliere Rodolfo Cibotto - di un intervento di riqualificazione urbanistica e di arredo urbano per circa 200.000 euro che rientra nei "progetti obiettivo" 2006. La strada sarà dotata di marciapiedi, sarà rifatta l'illuminazione e sarà realizzato un parcheggio. Il tutto per ridurre drasticamente il traffico di attraversamento da via Vicenza a via Sorio che crea disagio e pericoli continui nelle vie residenziali e per garantire agli abitanti quella sicurezza che chiedono da tempo».
Sonic from Padova
March 2nd, 2006, 08:46 PM
TELEFONIA MOBILE
Un sito Arpav fornisce la mappa completa
Visualizzare in tempo reale l'impianto per la telefonia mobile, il gestore e il campo elettromagnetico prodotto dall'antenna presente sotto casa, da oggi è possibile collegandosi al sito dell'Agenzia per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto www.arpa.veneto.it e cliccando sulla finestra "Stazioni radio base attive in Veneto". Il servizio presenta una mappa del Veneto con tutte le sorgenti di campi elettromagnetici ad alta frequenza, costituite dalle stazioni radio base per telefonia mobile. La consultazione inizia con una mappa che può zoommata sulla località che interessa per individuare le stazioni radio base presenti, visualizzare la scheda contenente le informazioni relative all'impianto e le antenne installate. Per la maggior parte delle stazioni radio base è disponibile anche l'immagine che evidenzia l'intensità del campo elettrico calcolata dal Dipartimento Provinciale ARPAV di competenza utilizzando il software "ETERE" sviluppato da ARPAV per la formulazione dei pareri preventivi all'installazione degli impianti. La mappa evidenzia i livelli di campo elettrico calcolati a cinque metri dal suolo.
Sonic from Padova
March 2nd, 2006, 08:50 PM
Il presidente della Provincia incontrerà Zanonato per il primo passo del "Progetto strategico della città metropolitana" che coinvolge tutti gli enti
Casarin: «Da domani nascerà la nuova Zip»
«Vorrei che si trasformasse da Consorzio a Spa, puntando a investimenti nel territorio fra Padova e Venezia»
http://www.zip.padova.it/img/zip_notte2.jpg
Il neopresidente dell'Ascom, Fernando Zilio, due mesi fa si domandava, furioso per il destino del "suo" Centro Grossisti: «Chi ha dato il via all'arrivo del Centro ingrosso Cina in zona industriale? Perché agli imprenditori, ai quali abbiamo dato la terra a poco prezzo si consente adesso di delocalizzare la produzione in Cina e nella terra che gli abbiamo concesso portare qui i cinesi a distruggere il territorio?»
Non era che l'inizio. Chi fermerà oggi la società "Rosso Ristrutturazioni" che nei 100mila metri quadrati dietro il Centro ingrosso Cina ha già previsto oltre dodici capannoni fra i 4mila e i 6mila metri quadrati, dentro i quali certamente non andranno industrie manifatturiere ma qualcos'altro?
Ebbene nessuno oggi ha il potere di controllare che cosa succederà alla Zip, come si trasformerà, quali compiti avrà in futuro (le ragioni "tecniche" le illustriamo qui a fianco). Ma la Provincia - uno dei soci fondatori dell'ente, insieme e a Comune e Camera di Commercio - ha un piano di rilancio che è già condiviso dall'amministrazione comunale, al punto che domani si terrà un'importante riunione fra il presidente Casarin e il sindaco Zanonato che sancirà il primo atto del "Progetto strategico della città metropolitana" ovvero la testimonianza che gli enti fondatori vogliono guidare la trasformazione dei processi verso la "nuova Zip".
«Io credo che stiamo vivendo un momento un po' particolare - dice Casarin - le associazioni di categoria, Ascom, Upa, Unindustria, stanno cambiando. C'è una rivoluzione in atto e finché non troveranno un assestamento, ovvero a fine 2007 col rinnovo della Camera di Commercio, non potremo avere un interlocutore delle istituzioni su cui improntare un nuovo progetto. Allora la mia proposta è di utilizzare quest'anno per farne un laboratorio di idee, nel quale si parli di Zip ma nel contesto di Padova e dell'hinterland perché nel frattempo le istituzioni devono governare il processo. E per me lo devono fare confezionando un progetto strategico sotto forma urbanistica, economica e ambientale che riguardi tutta la città metropolitana. Per me dunque il Comune ha un ruolo fondamentale per definire che tipo di espansione deve avere la Zip, che tipo di riconversione vuole in quelle aree. Ma è un progetto che va visto coi comuni della cintura urbana, coi sindacati, la Provincia, la Camera e le associazioni per fare sintesi e definire gli obiettivi a largo respiro».
Scendendo sul concreto? «Per me la "mission" del Consorzio nella zona industriale è finita. Ora deve proseguire puntando a infrastrutturazioni e ad urbanizzazioni fuori dal contesto padovano, specialmente lungo l'asse dell'Idrovia che diventerà il vero cuore del Veneto. Venezia spinge per il collegamento stradale, nascerà "Veneto city", ci saranno il Gra, e l'Sfmr, la metropolitana leggera di superfice. Questi 20 chilometri saranno il nostro sviluppo e qui bisognerà entrare».
Per creare nuove zone industriali, per portare servizi. «Sì, per questo la Zip deve cambiare pelle, trasformarsi da Consorzio a società per azioni, aperta ai privati. E con altre società della provincia, come il Cosecon, Zaico, Tergola servizi, costituire una holding che nel terreno fra l'idrovia e l'autostrada si occupi di urbanizzazione e infrastrutture. Nel nostro piccolo lo stiamo facendo anche noi con "Logistic park" che con capitale Zip, Magazzini generali e Finser, la finanziaria della Provincia, vuole costruire un autoparco a fianco del Maap dotato di tutti i servizi». E De Stefani presidente della Zip potrebbe essere il primo passo di questo piano? «È un presidente di garanzia, lo trovo perfettamente coerente».
Sonic from Padova
March 2nd, 2006, 08:55 PM
Qualcuno ha scoperto che la zona industriale è in vendita
Sono stati i cinesi. Hanno capito per primi che la Zip era in vendita e ne hanno approfittato subito. Lo abbiamo scritto il 28 giugno dello scorso annunciando l'arrivo del Centro ingrosso Cina. E lo abbiamo ribadito il 22 novembre quando abbiamo scoperto che metà della zona industriale, ovvero 5milioni di metri quadrati, erano in vendita. Merito di un "baco" nella costituzione stessa della Zip, avvenuta giusto 50 anni fa. Per invogliare gli imprenditori, oltre a creare un Consorzio che espropriasse i contadini, si disse agli industriali che dopo 19 anni undici mesi e un giorno quella terra sarebbe diventata di loro proprietà, invece di vendere solo il diritto di superficie. È per questo che sulla terra delle Ex Oms (Marchiorello) sono nati nuovi capannoni che ospiteranno i cinesi. E nessuno potrà dire niente anche per i centomila metri quadri che ci sono dietro. Nessuno potrà controllare che nascano industrie, come si dovrebbe, o uffici, centri all'ingrosso, negozi. La Zip non ha questo potere. L'unico "potere" ce l'ha il Comune, attraverso il piano regolatore che prevede in quella zona, dal 2003, destinazioni d'uso industriali, artigianali e commerciali, cioè tutto. Il Comune ha cercato, adeguandosi alla legge 15 del 2004 di fare una variante ancora più restrittiva, limitando ad esempio la presenza di commercio al dettaglio a non più di 1000 metri quadrati. Ma è come chiudere il recinto quando i buoi sono scappati. Per questo la Zip chiese, attraverso il Gazzettino, l'1 dicembre, più poteri di "governance" per quell'area su tre punti: eliminare la liberalizzazione del territorio dopo 20 anni, delega alla pianificazione delle aree dismesse, possibilità di controllare chi entrerà. Perché il colmo è che ci sono 72 aziende esterne che chiedono di aprire in Zip e dal momento che i privati imprenditori della loro terra possono fare quello che vogliono, restano fuori. Mentre in compenso ci arrivano i cinesi. Anche di questo dovranno discutere nei prossimi mesi i tre enti fondatori, Comune, Provincia e Camera di Commercio, se vorranno dare una nuova "mission" alla Zip.
Sonic from Padova
March 2nd, 2006, 09:13 PM
Attenzione!!! - Articolo importante sul futuro di Piazzale Boschetti
PIAZZALE BOSCHETTI
Durante la cena organizzata giovedì scorso dall'Associazione culturale Antenore, alla quale era stato invitato in veste di ospite d'onore il sindaco Flavio Zanonato, era emersa l'idea di una petizione per abbattere le casette ai lati di Piazzale Boschetti per liberare l'area in cui dovrebbe sorgere il nuovo auditorium. La proposta della raccolta delle firme era stata lanciata dall'ex assessore Mario Liccardo. Oggi, a una settimana di distanza dal "suggerimento" a che punto siamo? L'annunciata raccolta delle firme è già partita?
«Da solo, con il banchetto in piazza - si affretta a precisare Liccardo - non mi ci metto di certo, semmai posso adoperarmi per raccogliere delle firme "eccellenti", anche via internet, volendo. In ogni caso ci vuole un organismo che faccia propria l'iniziativa».
"Per l'auditorium sì all'area Boschetti, ma libera". È questo lo slogan pensato da Liccardo con cui promuovere la campagna per abbattere le tanto vituperate costruzioni che sorgono ai lati della stazione dei pullman della Sita.
«Ho preparato un documento - prosegue Liccardo - e nel frattempo si è fatto vivo anche Elio Franzin, dell'associazione "Amissi del Piovego", che è concorde nella sostanza. Vorrei precisare che il mio documento prescinde da valutazioni politiche che non mi interessano. L'obiettivo immediato è quello di arrivare all'abbattimento delle casette; lascio ad "Antenore", ora, decidere se sposare quanto ho redatto, oppure eventualmente apportare qualche modifica. Non credo sia stato deciso ancora niente, quindi attendo una risposta».
E la risposta non si è fatta attendere.
«Abbiamo ricevuto - conferma Walter Stefan, dell'associazione Antenore - il documento di Liccardo, lo stiamo rielaborando, comunque siamo concordi nel renderci promotori dell'iniziativa e di farla pervenire al ministro Buttiglione. Deve essere chiaro, però, che il nostro vuole essere un progetto bi-partisan coinvolgente, in maniera trasversale, tutti. Abbiamo già ricevuto l'adesione del presidente Casarin, del sindaco Zanonato, dell'assessore Ivo Rossi, e poi dell'onorevole Saia e di altri illustri esponenti politici padovani. Sabato, dalle 10 alle 12, davanti all'ingresso del Pedrocchi, quello che si affaccia sul Municipio, i cittadini troveranno il nostro banchetto attraverso il quale inizieremo la raccolta di firme per liberare l'area Boschetti dalle "famose" casette».
Sonic from Padova
March 3rd, 2006, 04:08 PM
Zona a traffico limitato, il Comune ha rilasciato 33 mila pass
(M.A.) Mamma mia quanti permessi. Il Comune ha rilasciato a circa 33 mila automobilisti il pass per accedere nella zona a traffico limitato. I lasciapassare più numerosi, 13 mila, sono quelli dati ai commercianti per il carico e lo scarico delle merci, infatti possono entrare nella Ztl anche i veicoli inferiori ai 35 quintali dalle 4 alle 9.30, dalle 13 alle 16 e dalle 19 alle 21. Ci sono, poi, gli esercenti che riforniscono autonomamente la loro bottega servendosi della macchina. In questo caso i permessi erogati sono stati 307. Quindi, i padovani muniti di pass che risiedono nel centro storico sono 5.533, solo 1.596, invece, gli abitanti autorizzati a transitare e a sostare perchè vivono nella zona a traffico limitato, ma sono privi di garage o posto auto privato. Lasciapassare (443) sono stati dati, anche, ai residenti del centro storico per le soste brevi non superiori ai 15 minuti. Imponente, poi, il numero di pass erogato ai diversamente abili. Un totale di 5.052, diviso in 4.238 per i portatori di handicap residenti nel comune di Padova e 814 per quelli che abitano in altri comuni della provincia. Infine, sono stati 229 i permessi rilasciati per i medici in visita, 494 per gli artigiani che effettuano servizi d'emergenza, 387 per le auto della pubblica amministrazione, 662 tra corrieri e porta valori, e 138 per i taxi. Ricordiamo, che per il rilascio dei contrassegni di circolazione bisogna rivolgersi all'ufficio zona blu di via Vicenza (dietro all'hotel Milano) al civico 10a int. 1 e dove è possibile parcheggiare l'auto ad 1 euro all'ora nel piazzale e nel garage sotterraneo dell'hotel Milano. Lo sportello è aperto al pubblico il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12, e il giovedì dalle 10 alle 15. Il servizio telefonico è attivo al numero 049-8562438 lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 8 alle 9, e il martedì dalle 8 alle 10. Ulteriori informazioni si possono avere collegandosi al sito del Comune www.padovanet.it dove si possono avere dettagliate notizie sui sei varchi che presidiano la Ztl e su come chiedere i pass.
Nicux
March 3rd, 2006, 08:11 PM
Sonic tu firmi? Io se ce la faccio perché poi devo andare via da amici a Firenze!
Sonic from Padova
March 3rd, 2006, 08:22 PM
Si. Volevo andare a firmare perchè ci tenevo...
Sonic from Padova
March 7th, 2006, 10:16 PM
Legambiente - Documento Programmatico
http://www.lanuovaecologia.it/images/logo1-con_634_3.jpg
Il Documento Programmatico riafferma la centralità dei percorsi partecipativi per la costruzione del piano e la necessità che il Quadro Conoscitivo in corso di formazione sia ispirato al principio della trasparenza e pertanto che i dati, una volta raccolti, verificati e aggiornati, siano resi leggibili anche graficamente in modo semplice e chiaro e messi a disposizione del pubblico.
Nella focalizzazione delle principali scelte strategiche che dovranno caratterizzare il piano (formazione della rete ecologica e del sistema dei parchi urbani e periurbani, valorizzazione dell'agricoltura, sistema infrastrutturale che privilegi il trasporto collettivo su ferro e che sia di guida per la formazione di nuove polarità urbane, sistema dei grandi servizi urbani, individuazione di ambiti territoriali omogenei nei quali costruire progetti partecipati per una nuova qualità urbana, ecc.) si è in diversi casi avanzata l'ipotesi di possibili scenari alternativi che dovranno essere sottoposti ad un approfondito dibattito collettivo e ad una corretta valutazione delle interconnessioni esistenti in termini di traffico indotto, accessibilità ai servizi, relazioni sociali, consumo di risorse territoriali ed energetiche, inquinamento, - con i molteplici aspetti della vita comunitaria e del metabolismo dell'organismo urbano.
Un importante punto del Documento Programmatico è inoltre quello in cui si avanza esplicitamente l'ipotesi di rivedere la recente Variante ai Servizi (ancora in corso di approvazione da parte della Regione Veneto e che com'è noto noi di Legambiente, e non solo noi, abbiamo duramente contestato in fase di adozione) utilizzando gli strumenti della compensazione urbanistica e dei crediti edilizi, introdotti dalla nuova Legge Urbanistica Regionale, per recuperare integralmente a fini ambientali alcune aree strategiche per la formazione di un organico sistema del verde (ad esempio Parco del Basso Isonzo ndr), delocalizzandone le volumetrie oggi consentite dagli indici di perequazione.
Ciò premesso è comunque essenziale essere coscienti del fatto che il percorso sin qui fatto è solo l'inizio di un processo ancora molto lungo, i cui esiti non sono affatto scontati. Il lavoro del Forum di Agenda 21 è stato utile per avviare un primo, serrato confronto culturale e politico tra associazioni e forze sociali di diversa provenienza ed orientamento e soprattutto per far emergere i bisogni e le attese delle diverse componenti della nostra comunità, ma non è ancora pervenuto ad un sufficiente grado di elaborazione e di proposta, anche perché per molte problematiche e settori d'intervento del tutto carente è stata la base informativa fornita dall'Amministrazione. Ritengo dunque fondamentale che lo stesso Documento Programmatico venga prima della sua approvazione in Giunta integrato con una chiara precisazione delle metodologie, delle fasi e degli strumenti che dovranno da qui in avanti caratterizzare il processo partecipativo. Ad iniziare dall'esplicitazione dell'assoluta necessità che si dia vita in una sede centrale appositamente attrezzata, ad esempio Palazzo Angeli in Prato della Valle un Ufficio del Piano / Urban Center in grado di garantire l'effettiva trasparenza del processo di raccolta ed elaborazione dei dati: un processo che dovrà riguardare tutto il territorio della Grande Padova (e quindi il PATI Piano di Assetto Territoriale Intercomunale) e non esclusivamente quello (come sin qui è avvenuto) del solo Comune di Padova. Un luogo che deve divenire al più presto punto di incontro e di confronto permanente aperto alle associazioni ed ai cittadini e nel quale previa la predisposizione di appositi rapporti scritti si avvii il dibattito pubblico su almeno alcune delle tematiche chiave per lo sviluppo sostenibile della nostra città: tendenze demografiche, occupazionali e sociali, problemi della casa e dell'immigrazione; salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio, salvaguardia idraulica, mobilità comprensoriale, sistema dei trasporti ed accessibilità ai servizi, piano energetico, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti urbani ed industriali, lotta all'inquinamento ed al rumore, calcolo dell'impronta ecologica, ruolo del centro storico, policentrismo urbano e localizzazione dei servizi, ecc.
Anche il capitolo che il documento preliminare dedica alla valutazione ambientale strategica dev'essere a mio avviso integrato, accentuando la necessità di un più stretto coordinamento tra i diversi piani che oggi regolano la vita della città (non solo piani territoriali, urbanistici e del traffico, ma anche piani di settore: Energetico, del Rumore, d'Azione Ambientale di Agenda 21, di smaltimento dei rifiuti, ecc.) e quindi di una visione olistica delle diverse problematiche, ma soprattutto affermando la necessità che la VAS utilizzi una gamma di indicatori ambientali e sociali preventivamente elaborati e condivisi. E' questa infatti una condizione essenziale per far sì che nella fase successiva, quella degli scenari alternativi e delle scelte, il processo decisionale sia effettivamente trasparente e che nella fase di gestione del piano sia possibile monitorarne gli effetti reali sulla qualità e sostenibilità della vita cittadina.
Sergio Lironi
presidente Legambiente Padova
Sonic from Padova
March 7th, 2006, 10:28 PM
Ho trovato un documento interessante con una tabella dove sono visualizzate tutte le opere edilizie programmate per i prossimi anni a Padova. Nella tabella sono contenuti progetti che io non ho MAI SENTITO. Tra questi un centro direzionale a Padova Est (da quando?), credevo si trattasse solo di strutture commerciali, ma vedo che mi sbaglio...
Vi posto l'articolo :
PADOVA, TRA UN MARE DI CEMENTO SPUNTA IL NUOVO PIANO D’ASSETTO TERRITORIALE
LIRONI “E’ UNA GRANDE OPPORTUNITA’ "
02/03/2006
Tra lasciti della Giunta Destro ed interventi ex novo della Giunta Zanonato, Padova è o sarà presto sottoposta a una ventina di interventi edilizi (tra piani di lottizzazione, progetti urbanistici, piani integrati, piani di recupero, piani per l’edilizia….).VEDI TABELLA (http://www.legambientepadova.it/files/tabella_come_cambia_la_citt%C3%A0.pdf) .
“Alcuni possono anche sembrare minori – commenta Lucio Passi – coordinatore di Legambiente Padova - ma sommati portano ad un aumento sostanzioso dell’edificabilità in città. Taluni, a parere di Legambiente, possono essere giudicati utili e corretti, altri sono invece dannosi ed inutili. Ma soprattutto, tutte insieme e rendono conto di un’operazione urbanistica importante e rapida, che rischia di rendere complessivamente insostenibile la già compromessa situazione attuale. Un’operazione di cui la stragrande parte della città non ha la percezione, a cui sfugge la dimensione, e che appare non rispondere ad un chiaro e condiviso disegno di sviluppo urbanistico.
“Per questo motivo è importantissimo – afferma Sergio Lironi, presidente di Legambiente Padova - quanto è avvenuto nei giorni scorsi. Infatti si è conclusa in questi giorni, con la presentazione da parte dell’Assessorato all’Urbanistica della Bozza di Documento preliminare, la prima fase del processo di elaborazione del nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT) del Comune di Padova, predisposto dagli architetti Piergiorgio Vitillo e Federico Oliva, che ha riprendendo nella sostanza larga parte dei contenuti espressi dal documento di sintesi elaborato nei mesi scorsi dal Forum di Agenda 21 con la partecipazione di numerose forze sociali, associazioni ambientaliste e di categoria, tra cui Legambiente.” A QUESTO PROPOSITO SI VEDA LA TABELLA (http://www.legambientepadova.it/files/tabella_come_cambia_la_citt%C3%A0.pdf) CON L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE PADOVA, SERGIO LIRONI
“Ora è fondamentale – conclude Passi - che su questo Documento Programmatico si apra la concertazione in tutte le istanza cittadine, per arrivare, nei fatti, ad un nuovo piano regolatore condiviso della città che metta fine, una volta per tutta a quell’urbanistica contrattata e senza qualità che in questi decenni ha rosicchiato gli spazi urbani riducendo drasticamente la qualità materiale, ambientale e sociale della nostra città.”
I PRIMI CONTENUTI DEL PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO PADOVANO
Si è conclusa in questi giorni, con la presentazione da parte dell’Assessorato all’Urbanistica della Bozza di Documento preliminare, la prima fase del processo di elaborazione del nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT) del Comune di Padova, quello che in altre Regioni viene definito il Piano strategico della città. Pur avendo ancora un valore prevalentemente metodologico e di indirizzo, il Documento Preliminare, predisposto dagli architetti Piergiorgio Vitillo e Federico Oliva, fornisce un interessante quadro generale di riferimento per la prosecuzione dei lavori d’indagine e di progetto ed inizia positivamente ad entrare nel merito di alcune questioni di fondo propedeutiche alle fondamentali scelte di piano, riprendendo nella sostanza larga parte dei contenuti espressi dal documento di sintesi elaborato nei mesi scorsi dal Forum di Agenda 21 con la partecipazione di numerose forze sociali, associazioni ambientaliste e di categoria.
In particolare il Documento Programmatico riafferma la centralità dei percorsi partecipativi per la costruzione del piano e la necessità che il Quadro Conoscitivo in corso di formazione sia ispirato al principio della trasparenza e pertanto che i dati, una volta raccolti, verificati e aggiornati, siano resi leggibili anche graficamente in modo semplice e chiaro e messi a disposizione del pubblico.
Nella focalizzazione delle principali scelte strategiche che dovranno caratterizzare il piano (formazione della rete ecologica e del sistema dei parchi urbani e periurbani, valorizzazione dell’agricoltura, sistema infrastrutturale che privilegi il trasporto collettivo su ferro e che sia di guida per la formazione di nuove polarità urbane, sistema dei grandi servizi urbani, individuazione di ambiti territoriali omogenei nei quali costruire progetti partecipati per una nuova qualità urbana, riconversione produttiva ed ecologica della zona industriale di vecchia e di più recente formazione, integrazione del sistema universitario con la vita e dei servizi finalizzati alla popolazione urbana, riorganizzazione ed eventuale rilocalizzazione del sistema sanitario, ecc.) si è in diversi casi avanzata l’ipotesi di possibili scenari alternativi che dovranno essere sottoposti ad un approfondito dibattito collettivo e ad una corretta valutazione delle interconnessioni esistenti – in termini di traffico indotto, accessibilità ai servizi, relazioni sociali, consumo di risorse territoriali ed energetiche, inquinamento, …- con i molteplici aspetti della vita comunitaria e del metabolismo dell’organismo urbano.
Un importante punto del Documento Programmatico è inoltre quello in cui si avanza esplicitamente l’ipotesi di rivedere la recente Variante ai Servizi (ancora in corso di approvazione da parte della Regione Veneto e che – com’è noto – noi di Legambiente, e non solo noi, abbiamo duramente contestato in fase di adozione) utilizzando gli strumenti della compensazione urbanistica e dei crediti edilizi, introdotti dalla nuova Legge Urbanistica Regionale, per recuperare integralmente a fini ambientali alcune aree strategiche per la formazione di un organico sistema del verde (ad esempio Parco del Basso Isonzo –ndr), delocalizzandone le volumetrie oggi consentite dagli indici di perequazione.
Ciò premesso è comunque essenziale essere coscienti del fatto che il percorso sin qui fatto è solo l’inizio di un processo ancora molto lungo, i cui esiti non sono affatto scontati. Il lavoro del Forum di Agenda 21 è stato utile per avviare un primo, serrato confronto culturale e politico tra associazioni e forze sociali di diversa provenienza ed orientamento e soprattutto per far emergere i bisogni e le attese delle diverse componenti della nostra comunità, ma non è ancora pervenuto ad un sufficiente grado di elaborazione e di proposta, anche perché per molte problematiche e settori d’intervento del tutto carente è stata la base informativa fornita dall’Amministrazione. Ritengo dunque fondamentale che lo stesso Documento Programmatico venga – prima della sua approvazione in Giunta – integrato con una chiara precisazione delle metodologie, delle fasi e degli strumenti che dovranno da qui in avanti caratterizzare il processo partecipativo. Ad iniziare dall’esplicitazione dell’assoluta necessità che si dia vita – in una sede centrale appositamente attrezzata, ad esempio Palazzo Angeli in Prato della Valle – un Ufficio del Piano / Urban Center in grado di garantire l’effettiva trasparenza del processo di raccolta ed elaborazione dei dati: un processo che dovrà riguardare tutto il territorio della Grande Padova (e quindi il PATI – Piano di Assetto Territoriale Intercomunale) e non esclusivamente quello (come sin qui è avvenuto) del solo Comune di Padova. Un luogo che deve divenire al più presto punto di incontro e di confronto permanente aperto alle associazioni ed ai cittadini e nel quale – previa la predisposizione di appositi rapporti scritti – si avvii il dibattito pubblico su almeno alcune delle tematiche chiave per lo sviluppo sostenibile della nostra città: tendenze demografiche, occupazionali e sociali, problemi della casa e dell’immigrazione; salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio, salvaguardia idraulica, mobilità comprensoriale, sistema dei trasporti ed accessibilità ai servizi, piano energetico, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti urbani ed industriali, lotta all’inquinamento ed al rumore, calcolo dell’impronta ecologica, ruolo del centro storico, policentrismo urbano e localizzazione dei servizi, ecc.
Anche il capitolo che il Documento Preliminare dedica alla VAS – Valutazione ambientale strategica dev’essere a mio avviso integrato, accentuando la necessità di un più stretto coordinamento tra i diversi piani che oggi regolano la vita della città (non solo piani territoriali, urbanistici e del traffico, ma anche piani di settore: Piano Energetico, Piano del Rumore, Piano d’Azione Ambientale di Agenda 21, Piano di smaltimento dei rifiuti, ecc.) e quindi di una visione olistica delle diverse problematiche, ma soprattutto affermando la necessità che la VAS utilizzi una gamma di indicatori ambientali e sociali preventivamente elaborati e condivisi attraverso un reale processo partecipativo. E’ questa infatti una condizione essenziale per far sì che nella fase successiva, quella degli scenari alternativi e delle scelte, il processo decisionale sia effettivamente trasparente (basato su motivazioni verificabili ed evidenti) e che nella fase di gestione del piano sia possibile monitorarne gli effetti reali sulla qualità e sostenibilità della vita cittadina, provvedendo – se necessario – in tempo reale alle eventuali correzioni di rotta
Sergio Lironi – Presidente Legambiente Padova
Sonic from Padova
March 8th, 2006, 04:15 PM
Piano di lottizzazione "Afra" in via del Bigolo
Via libera della giunta comunale al piano di lottizzazione denominato Afra da applicare in via del Bigolo. La giunta comunale riunitasi ieri mattina a Palazzo Moroni ha infatti approvato la delibera presentata dall'assessore Luigi Mariani la quale prevede di costruire circa diciassette appartamenti nell'ambito di un progetto di edilizia residenziale.
In particolare, si tratta di realizzare un complesso con una cubatura di oltre 5 mila metri per una superficie edificabile di 3 mila 500 metri quadrati.
«La parte sud del piano - recita la delibera - è interessata da tre lotti edilizi serviti da una strada in direzione nord-sud che potrà in seguito proseguire verso nord per collegarsi con la futura zona Peep». Ancora: «Lungo la strada di penetrazione, saranno ricavati dei parcheggi. La zona destinata a verde pubblico, è invece localizzata a nord, ed è adiacente alla futura area Peep, in modo da integrare il verde pubblico già esistente».
Sonic from Padova
March 8th, 2006, 04:20 PM
Progetto del magazzino (mq. 2000) e blocco uffici (mq.1600) per Biosline s.r.l. in provincia di Padova
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Sonic from Padova
March 8th, 2006, 04:23 PM
Notte Bianca
L'anno scorso era stata un successo. «Quest'anno andrà ancora meglio» assicura Ruggero Pieruz, assessore al commercio. La Notte Bianca, il grande appuntamento che terrà svegli i padovani tra il 24 e il 25 giugno, avrà infatti un look ancora più accattivante e tale da attirare in città un numero di visitatori più alto rispetto all'edizione del 2005. «Quest'anno - spiega inoltre Pieruz - la manifestazione verrà a cadere tre giorni dopo il solstizio d'estate del 21 giugno che quest'anno coinciderà con la festa mondiale della musica». Quale migliore occasione per invitare a Padova una grande star nazionale o internazionale? Il Comune, finito il Festival di Sanremo, ha ora avviato i contatti con alcuni cantanti, i cui nomi però rimangono top secret, finché le trattative non saranno andate a buon fine. L'esibizione avverrà comunque nel grande scenario di Prato della Valle. La Notte Bianca edizione 2006 serba un'altra curiosità. La manifestazione si allungherà fino a Santa Croce ed in altre vie. Non solo. Alcuni banchetti contribuiranno a rivitalizzare anche le Riviere dove è previsto un grande afflusso di visitatori. Naturalmente, come è avvenuto nella scorsa edizione, un punto importante di aggregazione sarà ancora una volta il Portello. Nel frattempo, in Comune arrivano le proposte dia alcuni artisti che chiedono di potersi esibire. Fra queste, quella di una band russa che intende proporre canzoni del repertorio nazionale. La macchina organizzativa si è insomma messa in moto. La settimana scorsa l'assessore Pieruz ha incontrato i rappresentanti delle istituzioni: Provincia, Camera di Commercio ed Ente Turismo Padova Terme Euganee. Fra qualche giorno sarà invece la volta delle associazioni: Ascom, Confesercenti, Appe, Upa e Cna.
Riuscirà la nuova edizione a superare quella del 2005? È ancora presto per dirlo. Quella di un anno fa, a detta di molti, era stata una Notte Bianca veramente magica, con duemila negozi aperti che hanno dato la possibilità ai padovani di fare shopping a un orario insolito. Il programma messo a punto da Daniele Formaggio e Roberta Strazzabosco era stato molto nutrito ed aveva riservato iniziative per tutte le fasce di età. Ai Giardini dell'Arena e al Torresino, ad esempio, si era tenuta la la maratona del Cinema. In Piazza Eremitani, erano stati organizzati spettacoli di danza. Il Pedrocchi aveva ospitato una curiosissima maratona di tango. Piazza della Frutta, invece, era stata dedicata ai bambini, con iniziative di animazione e di teatro. Non era mancato, in piazza delle Erbe, l'allestimento di una sorta di cittadella della degustazione, con vendita di prodotti tipici.
Sonic from Padova
March 8th, 2006, 04:27 PM
Piano Particolareggiato per il centro di Selvazzano Dentro (PD)
- area intervento: mq 140.000
- strumento urbanistico:
PPE 56 con Delibera della Giunta Comunale n° 279 del 18.10.2000
- volume lordo di progetto:
mc 72.000
- superficie utile: mq 18.706 residenziale
mq 6052 commerciale direzionale
- area a standards: 65% area complessiva
- aree pubbliche:
10.513 mq a parcheggio pubblico
12.315 mq a piazza per municipio
4.727 mq a verde
37.862 mq per aree pubbliche per standard secondari
24.244 mq per la viabilità
89.661 totale
- aree private aggiuntive:
10.000 mq per parcheggi privati
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Sonic from Padova
March 9th, 2006, 04:21 PM
Coordinato dal Consorzio Zip, il "Sistema Padova" si presenta al Mipim di Cannes
I soggetti istituzionali ed economici padovani intervenuti alle ultime due edizioni del più grande mercato immobiliare del pianeta l'avevano già constatato: per catalizzare l'attenzione degli investitori e decision maker è importante proporsi come "sistema". Un chiaro esempio lo offrivano le più importanti metropoli.
E' in base a questa esperienza che, per il 17° Mipim di Cannes, in programma dal 14 al 17 marzo, il Consorzio Zona industriale si è impegnato a coordinare tecnicamente la presenza padovana sotto un unico marchio, presentando alla Regione Veneto, in qualità di capofila, il progetto Promoterr che ha ottenuto un apposito finanziamento (L.R. n. 8 del 04/2003 sui distretti produttivi per la promozione delle strutture logistiche e delle opportunità di investimento nel territorio padovano).
I progetti di riqualificazione urbana più significativi e strategici per la nostra area – con un particolare accento sulla logistica – vengono quindi ora proposti al Palais des Festivals sotto un'immagine uniforme che, insieme a Zip, vede protagonisti: Provincia, Comune, Università, Fin.Ser, Interporto, Ente Autonomo Magazzini Generali, Mip Engineering, Iniziative Immobiliari Industriali, Mercato Agroalimentare, Centro Grossisti e Collegio Costruttori.
Un insieme qualificato di soggetti che ci permette insomma di presentare un’offerta integrata ed unica di servizi tecnologicamente all’avanguardia, destinati a un territorio assolutamente attrattivo sia per gli operatori che intendano insediarvisi, sia per gli investitori internazionali.
Va qui ricordato che nell’ultimo decennio si sono concentrate a Padova oltre un terzo delle attività terziarie del Veneto, in settori avanzati come telecomunicazioni, tecnologie di rete, logistica integrata. Particolarmente rilevanti anche gli interventi sul versante delle opere infrastrutturali e per la mobilità urbana ed extraurbana, così come l’attività di riqualificazione territoriale, che testimoniano l’intensa fase di progettualità che sta vivendo il capoluogo.
Tutto ciò concorre a rafforzare il primato che l’area detiene grazie alla sua posizione strategica rispetto alle principali vie di comunicazione europee: Padova è infatti il punto d’incontro fra il Corridoio 5 (Lisbona-Kiev) e la direttrice nord-sud "Corridoio Adriatico" ed è da sempre considerata la porta per i mercati dell’Est europeo.
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Altrettanto significativi i progetti che - attraverso documentazione, supporti multimediali e plastici - i soggetti di Sistema Padova sottopongono ora all'attenzione dei massimi investitori del real estate a livello mondiale presenti a Cannes. Essi rientrano principalmente in tre settori: riqualificazione urbanistico ambientale, logistica e grandi opere per la viabilità.
Tra le iniziative piu’ rilevanti: il progetto Viridis di riqualificazione urbanistico–ambientale del Parco Roncajette (2.500.000 mq) commissionato da Zip, in collaborazione con il Comune di Padova, all’Harvard Design School; il Grande Raccordo Anulare (42 km) proposto dalla Provincia, un'opera che consentirà di snellire il traffico urbano e migliorare l’accessibilità alla città, potenziando i collegamenti con le principali autostrade; la nuova piattaforma logistica dell’Interporto, il Distripark; il Logistic Park a cura di FinSer, riservato ai mezzi pesanti, in grado di offrire servizi e strutture specializzate di parcheggio in prossimità del casello autostradale della zona industriale; e la Tower Trade, l’avveniristica torre direzionale per operatori economici, progetto dei Magazzini Generali, in fase di realizzazione.
Mipim si è confermata la ribalta più prestigiosa per aumentare la visibilità internazionale dei territori e delle aree urbane, nonchè per avviare partnership strategiche capaci di attivare investimenti sul territorio. Nel 2005, su un'area di 18 mila mq, la manifestazione è stata caratterizzata da oltre 2 mila aziende espositrici e 10 mila visitatori provenienti da quasi 74 paesi.
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I SOGGETTI E PROGETTI DI "SISTEMA PADOVA" A MIPIM 2006
PROVINCIA DI PADOVA – Il Grande Raccordo Anulare (GRA) di Padova e il Centro commerciale ‘naturale’ di Montagnana
La Provincia di Padova, da sempre attenta a cogliere ed esaltare le potenzialità del suo territorio, è impegnata a sostenere lo sviluppo insediativo, residenziale ed industriale oltre che a dare una risposta alle esigenze sociali, culturali ed ambientali dei cittadini.
In particolare, ha promosso il progetto del Grande Raccordo Anulare di Padova, inserito tra le opere correlate al Passante di Mestre e quindi di preminente interesse nazionale.
L’obiettivo strategico del GRA di Padova è quello di creare un’alternativa di percorso all’impianto viabilistico radiale della città, ormai saturo e inefficiente. Il nuovo itinerario orbitale migliorerà il livello di sicurezza e funzionalità, favorirà l’accesso da e per il capoluogo, si integrerà con le altre modalità di trasporto. Il progetto ha affrontato le tematiche ambientali, valutando la compatibilità con i vincoli storici, architettonici e archeologici, nonché con il paesaggio e l’ambiente idrico. La soluzione scelta interessa 42 km di viabilità, di cui 22,7 km di nuova progettazione e realizzazione e 19,3 km di viabilità esistente.
Il Centro commerciale ‘naturale’ di Montagnana è invece destinato ad incentivare le attività commerciali ed artigianali locali e a rivalutare il centro città mediante il riequilibrio delle diverse forme di commercio, il rinnovo dell’arredo urbano, la promozione di iniziative collaterali e l’incentivazione della residenzialità nel centro storico (con maggiori agevolazioni all’accesso e garanzie di sicurezza). L’intenzione è quella di realizzare un centro commerciale che sia anche luogo di incontro e di relazione sociale, consentendo ai cittadini di tornare ad apprezzare la qualità delle attività commerciali (prodotti offerti, cortesia del servizio, gradevolezza dell’ambiente).
CONSORZIO ZIP e COMUNE DI PADOVA – Viridis: scenari futuri per il Parco Roncajette e la Zona Industriale
Il Consorzio Zip (certificato Uni En Iso 9001:2000 nel campo applicativo della pianificazione, progettazione, costruzione e manutenzione di infrastrutture per insediamenti produttivi) presenta al Mipim un progetto di riqualificazione urbanistico–ambientale che riguarda un’area di 2.500.000 mq lungo le anse del fiume Roncajette. Commissionato da Zip, in accordo con il Comune di Padova, all’Harvard Design School, si presenta estremamente innovativo poiché coniuga lo sviluppo ambientale con quello commerciale, direzionale e residenziale, in un’ottica di integrazione tra la città e la sua zona industriale. All’interno della vasta area oggetto di intervento, al confine tra la Zona Industriale e la città, il progetto prevede lo sviluppo di attività commerciali, residenziali (da destinare a giovani e famiglie), direzionali e incubatori scientifico–tecnologici per lo sviluppo e la ricerca universitaria, oltre ad impianti sportivi e attività ricreative, con una forte attenzione alla qualità delle acque che vi transitano.
Ciò che si propone il Consorzio con la riqualificazione di quest’area è uno sviluppo sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale ed economico, il cui obiettivo finale è la creazione di un circolo virtuoso che favorisca l'integrazione tra lavoro, studio, residenza e tempo libero.
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INIZIATIVE IMMOBILIARI INDUSTRIALI spa – L’Area industriale di Arqua’ Polesine - Villamarzana
La società, costituita dai Comuni di Arquà Polesine e di Villamarzana, Mip Engineering srl e Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Camera di Commercio, Provincia e Interporto di Rovigo, si propone di realizzare e gestire l’area industriale situata al confine tra i Comuni di Arquà Polesine e Villamarzana, connessa all’autostrada A13 Padova-Bologna, attraverso il casello autostradale di Villamarzana, e con la superstrada Transpolesana; è inoltre in collegamento diretto con l’asse del Brennero e con il corridoio 5 (Lisbona–Kiev).
Quest’area di 1.400.000 mq, favorita da un’eccezionale localizzazione, baricentrica tra Veneto ed Emilia, si presenta come un insediamento ideale per operatori di logistica, grazie anche alle sue dotazioni tecnologiche, verde e viabilità. Al Mipim, in riferimento a questa area, I3 presenterà la vendita dei lotti ancora a disposizione ed un area di 30.000 mq, dove collocare un albergo ed un business center.
MIP ENGINEERING srl – Valorizzazione dei patrimoni industriali
Mip Engineering è una società di capitali, costituita nel 2000 su iniziativa del Consorzio Zona Industriale di Padova, per la valorizzazione del know–how consolidato. Mip progetta, costruisce e cura le aree produttive di nuova concezione; agisce nel settore real estate valorizzando patrimoni immobiliari industriali mediante la ricollocazione dell’esistente oppure attraverso la nuova costruzione di immobili ad uso produttivo. La società offre un servizio integrato che permette di avere un unico referente dal punto di vista operativo e progettuale, con certezza di un prodotto “chiavi in mano” nei tempi e nei prezzi concordati.
Mip offre lotti ad uso produttivo, anche di grande superficie, nell’area industriale di Arquà Polesine–Villamarzana; dispone inoltre di aree ed immobili, sia di nuova progettazione che già edificati nel nord padovano, a Cittadella, come pure nel Sud Italia, in particolare ad Enna in Sicilia, ma anche in Puglia e Basilicata.
La società presenterà al Mipim i seguenti progetti: un nuovo business center che intende realizzare a Cittadella; un nuovo albergo ed un nuovo business center da costruire nell’area industriale di Arquà Polesine e di Villamarzana; un nuovo immobile produttivo ad uso logistica, sito nell’area industriale di Padova, da realizzarsi con la consulenza e la successiva gestione di Magazzini Generali Padova e Log System.
ENTE AUTONOMO MAGAZZINI GENERALI DI PADOVA – Il Centro Log Man e la Tower Trade
Magazzini Generali di Padova sono certificati Iso 9001/Uni En Iso 9001:2000 per i servizi di logistica integrata, servizi doganali e noli. I servizi offerti, gestiti dalla partecipata Log System, riguardano: la gestione amministrativa delle merci e degli ordini; la possibilità di manipolazione delle merci anche allo stato estero attraverso il reimballo, la rietichettatura e il riconfezionamento; lo stoccaggio, la custodia e la conservazione delle merci; le operazioni di carico e scarico di autotreni, vagoni, container; lo smistamento delle merci; i trasporti in ambito nazionale e internazionale; la possibilità di usufruire di un parco ferroviario per le soste e di parcheggi custoditi per automezzi e numerosi servizi accessori.
Due i progetti in vetrina al Mipim: il Centro Log Man, una serie di magazzini da realizzare e gestire nell’area industriale di Padova, in collaborazione con Log System e Mip Engineering e la Tower Trade, una torre direzionale per operatori economici, composta da 8 piani più un piano interrato e circondata da ampi spazi verdi. La torre avrà caratteristiche avveniristiche, sarà completamente cablata e dotata di tutte le tecnologie per soddisfare una fascia di utenti che necessitano di servizi ad alto valore aggiunto. Il progetto prevede una superficie totale di 5560 mq, 4010 mq destinati ad uffici e un’autorimessa interrata di 1550 mq.
FIN.SER. – Progetto Autoparco ‘Logistic Park’
Fin.Ser è una società per azioni privata a prevalente capitale pubblico, i cui soci sono l’Amministrazione provinciale di Padova, la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e la Banca Antonveneta. Il gruppo è stato costituito nel 2000 per promuovere lo sviluppo economico del territorio padovano attraverso la realizzazione di iniziative imprenditoriali e il reperimento delle risorse per la loro attuazione.
Fin.Ser. si presenta al Mipim con il progetto del Logistic Park, un autoparco riservato ai mezzi pesanti, che intende offrire agli autotrasportatori locali e a quelli in transito, strutture specializzate di parcheggio e servizi in prossimità del casello autostradale di Padova zona industriale. Le aree recintate, con ingresso controllato e video-sorveglianza sull’intera area, saranno dotate di piazzola di sosta, distributore di carburante, impianti di lavaggio, servizi di ristorazione, sale relax, bagni, docce ed uffici di assistenza. Tre aree di sosta saranno realizzate nella zona industriale di Padova mentre le altre due saranno costruite nel territorio attorno la Provincia di Padova.
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INTERPORTO DI PADOVA – Presentazione delle infrastrutture e dei servizi logistici interportuali
L’Interporto di Padova è il primo terminal intermodale terrestre italiano e uno dei primi in Europa rispetto alla quantità di traffico merci. Collocato in una superficie di quasi 2 milioni di mq ospita circa 80 aziende, presso cui sono occupate 1.200 persone, con un indotto di oltre 3.000 addetti. Offre servizi avanzati di logistica sia tramite gli operatori insediati nelle infrastrutture di sua proprietà, sia direttamente grazie alla sua ‘Divisione Logistica’ che opera nel nuovo Distripark, un moderno centro di 50 mila mq coperti completamente raccordati, in grado di integrare i flussi intermodali che collegano Padova ai più importanti porti europei con le esigenze distributive della clientela.
Interporto di Padova è un gateway strategico per tutti i flussi di traffico merci che dall’Asia vogliono penetrare in Europa, garantendo un servizio competitivo in termini di resa, efficienza e costi contenuti.
MAAP scarl – Ampliamento e rinnovo del Centro Agroalimentare
Il Mercato Agro Alimentare di Padova si colloca, a livello nazionale, al quinto posto per capacità commerciale su un totale di circa 150 mercati all’ingrosso e alla produzione. Maap è certificato Iso 9001 – Vision 2000. All’interno del mercato operano 49 imprese grossiste e lavorano, complessivamente, circa 2.000 persone. Maap è il primo mercato all’ingrosso italiano per attività di export. Circa il 40% del suo fatturato è dato dall’attività di esportazione. Nelle sue attività è favorito dalla posizione geografica: Maap è infatti situato sulle direttrici delle autostrade Milano–Venezia e Venezia–Bologna, costituisce inoltre l’ingresso privilegiato per tutta l’Europa dell’Est.
L’intenzione di Maap è quella di ampliare la valenza del centro Agro Alimentare, indirizzando gli investimenti ad altri settori agroalimentari oltre a quello dell’ortofrutta. Tra gli obiettivi, in tal senso, si ipotizza la realizzazione di strutture dedicate a: 1) piattaforme logistiche per attività di import-export e fornitura Grande Distribuzione Organizzata; 2) Cash & Carry; 3) spazi dedicati alla promozione ed al commercio della produzione agroalimentare tipica locale; 4) uffici per attività commerciali varie nonchè sale per riunioni.
Un ulteriore progetto riguarda la coibentazione dell’intera attuale struttura del mercato, in aggiunta alle celle frigo già presenti, in modo da disporre di stand di vendita di ortofrutta condizionati a 12-14°C costanti su tutta la superficie di esposizione e vendita.
COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI DELLA PROVINCIA DI PADOVA – Il Centro Direzionale Industriale e Commerciale, il Net Center e il Pp1
Si tratta dell'associazione di categoria, aderente all'Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance), che rappresenta a livello provinciale l'imprenditoria operante nei settori delle opere pubbliche e dell'edilizia residenziale, commerciale, direzionale ed industriale. Obiettivo primario del Collegio è la tutela, sia sul piano collettivo che individuale, degli interessi delle imprese associate nei confronti delle Istituzioni e di tutti gli operatori che si relazionano con il settore delle costruzioni, nonché la promozione dello sviluppo e del progresso delle attività edili della Provincia di Padova.
Saranno tre i progetti in visione al Mipim: il Centro direzionale industriale e commerciale di Zip; il Net Center di via San Marco, un'area di 41.000 mq. a destinazione commerciale direzionale ed alberghiera ; il progetto Pp1, una centralissima area di 30.000 mq. a Padova, con destinazione residenziale commerciale e direzionale.
CENTRO GROSSISTI DI PADOVA
Il centro più importante del Nord Italia per la distribuzione all’ingrosso sta elaborando un progetto volto a proiettare quest’area, già fortemente strategica, al centro del cambiamento commerciale ed immobiliare che la globalizzazione impone. Su una superfice di 160.000 mq., sono distribuiti 80.000 mq. di immobili con oltre 50 aziende insediate. Il Centro Grossisti è situato all’incrocio delle principali arterie provinciali ed autostradali, tra il corridoio 5 e la direttrice Nord Sud Europa.
Sonic from Padova
March 9th, 2006, 04:27 PM
«Dopo due anni di Zanonato molta gente saluta con piacere il suo ritorno. Padova non è mai stata così mal gestita e lei da Roma potrà dare una mano a cambiare le cose»
Elisabetta Gardini: «Io difendo Giustina Destro»
«La sua candidatura rafforza il ruolo delle donne e il valore aggiunto che porta la sua esperienza sarà determinante»
«Io credo che dopo due anni di Giunta Zanonato molta gente saluti con piacere il ritorno di Giustina Destro sulla scena politica. Padova non è mai stata così mal gestita e la sua presenza anche da Roma sono sicura che contribuirà a sottolinearlo». Elisabetta Gardini, candidata di Fi alla Camera in "Veneto 2" come sempre è schietta fino in fondo. Le polemiche sulla candidatura dell'ex sindaco per lei sono in un certo senso fisiologiche. «Capisco gli scontenti, ma sono anche sicura che fra qualche giorno marceremo tutti insieme per garantire la vittoria a Forza Italia e alla Casa delle Libertà. Per quanto riguarda Giustina ci voleva proprio, in questo momento perché Zanonato non rappresenta certo l'idea dei padovani. Basti pensare a come dal punto di vista politico ha fatto entrare le frange più estreme della sinistra nella compagine e dal punto di vista della progettualità la città sia ferma, siamo in pieno immobilismo. Credo inoltre che la candidatura della Destro, così come la mia in Veneto 2 sia il riconoscimento al ruolo della donna, rafforzandone le responsabilità. Lei ha esperienza e visibilità e potrà fare molto per la città».
Anche la sua candidatura è stata criticata... «A parte che non ho visto virgolettati contro di me, ricordo che alle europee ho preso 33 mila voti e sono stata la seconda dopo Berlusconi, con tre settimane di campagna elettorale. E comunque all'interno del partito ho buoni rapporti con tutti».
E le polemiche dei rappresentanti di Forza Italia che si considerano in un certo senso traditi dal fatto di non averlo nemmeno saputo? «Se lei guarda alla scena politica tutti i partiti in questo momento stanno vivendo polemiche ed assestamenti. Ma passati i primi giorni sono sicura che ci ritroveremo uniti a combattere. Perchè qui si tratta di scegliere fra due diverse visioni non solo del fare politica ma dello stato. A sinistra asisstiamo ad un'invasione di campo della politica che si arroga il diritto di decidere che società avere. Una politica che in nome del relativisimo vorrebbe cancellare una tradizione millenaria».
Sonic from Padova
March 9th, 2006, 04:32 PM
Il nuovo Marchesi nel settembre 2009
La Provincia ha annunciato che i lavori inizieranno il prossimo anno per un costo di oltre 18 milioni di euro
Settembre 2009: è questa la data prevista dalla Provincia di Padova per la realizzazione del nuovo liceo Marchesi. Nell'area dell'ex-istituto Configliachi di via Guido Reni, all'Arcella, estesa per oltre 10 mila metri quadrati sorgerà il nuovo liceo comprendente gli indirizzi classico, linguistico e delle scienze sociali.
Attualmente il Marchesi è diviso tra la sede centrale di viale Codalunga e le succursali di via Pilade Bronzetti, di via Monte Santo e del quartiere Arcella. La frammentazione logistica, i nuovi programmi didattici, le continue necessità di aggiornamento degli edifici scolastici e la necessità di riqualificare una vasta area della nostra città, hanno portato alla realizzazione di un progetto per una nuova struttura scolastica all'avanguardia e in grado di rispondere al contempo anche a determinati bisogni del quartiere all'interno del quale sorgerà.
Il piano di lavoro, che inizierà nel 2007, ha comportato una spesa per la Provincia di oltre 18 milioni di euro che comprendono l'acquisto degli immobili e la sistemazione della piazza antistante il complesso parrocchiale di via Reni.
«Abbiamo deciso di realizzare questo nuovo impianto - ha detto il presidente della Provincia, Vittorio Casarin - per tre ragioni. La prima quella di recuperare un'area oggi abbandonata e che pregiudica la salute pubblica; la seconda per rispondere ad una funzione scolastica accorpando in un'unica struttura tre delle quattro sedi di cui si compone il "Marchesi". Abbiamo deciso di mantenere distaccata, soprattutto per una comodità degli studenti della zona sud della città, la sede di via "Monte Santo". Infine per una funzione sociale, perché c'è la volontà che il nuovo edificio diventi un importante punto di riferimento per tutto il quartiere, con la possibilità di rimanere aperto anche dopo l'orario scolastico. Si è pensato alla costruzione di una biblioteca, di una grande palestra e anche di un centro sociale».
Rimane sul tavolo il problema legato ai circa ottanta anziani, ospiti dell'Ira, che ora occupano una parte della struttura che dovrà essere abbattuta per poi ricostituirsi.
«Non ci siamo dimenticati di loro - ha tenuto a precisare l'assessore all'edilizia scolastica Luciano Salvò - anzi, a partire dal 2009 gli anziani oggi ospiti del Configliachi potranno essere trasferiti in un centro appositamente per loro costruito a Selvazzano. Nel frattempo, ovvero da qui al 2009, ci siamo attivati con l'Ira e con lo stesso Configliachi per arrivare a trovare a queste persone una sistemazione che non li "sradichi" dal nostro territorio. Non vogliamo assolutamente creare delle differenze tra giovani e anziani, anzi, ricerchiamo il benessere per entrambi».
E nell'illustrare il progetto per il nuovo liceo Marchesi, l'assessore Salvò ha parlato dell'esigenza di creare una nuova sede anche per un altro istituto cittadino, il "Valle".
«Proprio così - ha confermato Salvò - l'obiettivo è quello di realizzare anche per l'istituto professionale Valle una nuova, unica, sede visto che oggi è diviso in tre succursali. L'area dovrebbe essere quella di Brusegana, tra lo Scalcerle e il San Benedetto da Norcia».
Quindi sia Casarin che Salvò hanno avuto parole di apprezzamento per l'apporto che i Ds hanno avuto nella realizzazione del progetto Marchesi.
«Ci ha fatto piacere - hanno ripetuto entrambi gli amministratori provinciali - registrare la disponibilità sia in consiglio comunale che in quello provinciale manifestata dai Ds verso quest'opera che riteniamo importante per tutta la città».
Matteo Bernardini
Sonic from Padova
March 9th, 2006, 11:40 PM
Edificio Mosaico - Nicolli
edificio direzionale e commerciale
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Sergio
March 10th, 2006, 12:54 PM
Sembra, e forse non è solo una mia opinione, che funzioni meglio l'intesa casarin-zanonato che quella casarin-destro. Sono d'accordo su molte cose, si fanno sempre complimenti a vicenda, e questo non può che far bene alla città. Speriamo bene per il futuro.
Sonic from Padova
March 10th, 2006, 04:46 PM
Già, sembra anche a me che le cose vadano più che bene. Cè una bella intesa tra Zanonato e Casarin. Ed entrambi mi sembra che ragionino abbastanza bene.
Sonic from Padova
March 14th, 2006, 06:46 PM
Promossa da "Antenore" per piazzale Boschetti
Raccolta di firme: abbattere le casette
Raccolta di firme promossa dall'Associazione culturale Antenore per abbattere le "casette" ai lati di Piazzale Boschetti, liberando in questo modo l'area all'interno della quale dovrebbe sorgere l'auditorium cittadino. La proposta di una petizione popolare per abbattere le due costruzioni era stata lanciata nei giorni scorsi dall'ex-assessore Mario Liccardo, trovando ben presto terreno fertile da parte di esponenti politici sia del centro destra che del centro sinistra. E proprio per il suo carattere trasversale, bi-partisan, l'idea è stata sposata dall'Associazione Antenore ricevendo numerose adesioni, molte delle quali si sono concretizzate, "nero su bianco", con la firma.
Uno dei primi ad apporre il proprio "autografo" alla proposta è stato l'onorevole di Alleanza Nazionale, Maurizio Saia. «Sul fatto di abbattere le "casette" di Piazzale Boschetti - ha detto Saia - ero già d'accordo quando facevo parte della giunta comunale. Non occorre essere esperti d'arte per capire che quelle costruzioni sono completamente fuori dal contesto dell'area». Firmatario dell'iniziativa anche l'europarlamentare Udc, Iles Braghetto. «Credo - ha dichiarato Braghetto - che l'auditoruim debba divenire un'opera moderna che rappresenti la città e il suo volto e quindi non trovo abbia alcun senso mantenere in vita due costruzioni che non hanno nemmeno un grande valore storico». Lo stesso Braghetto ha promesso ai rappresentanti di Antenore che si impegnerà a portare il Ministro dei Beni Culturali, Buttiglione, a Padova, affinché le firme gli possano essere personalmente consegnate.
Sull'iniziativa di Antenore è intervenuto anche l'assessore Ivo Rossi che però, pur dicendosi favorevole all'iniziativa, ha optato per non firmare.
Sonic from Padova
March 14th, 2006, 06:49 PM
Partono le gare d'appalto per la curva Boston e la direttissima per Selvazzano
Due obiettivi verranno centrati in tempi piuttosto stretti, mentre per il terzo, che risulta essere il più rilevante per il Comune di Padova, bisognerà ancora attendere.Ieri mattina a Palazzo Moroni, infatti, Luisa Boldrin, assessore ai Lavori Pubblici, ha annunciato che sono prossime le pubblicazioni delle gare d'appalto finalizzate alla realizzazione della bretella per Selvazzano e del trifoglio che completerà la curva Boston. Per ora, però, sarà rimandato l'iter relativo alla costruzione della direttissima per Abano terme.«Ho parlato con Veneto Strade - ha commentato - e mi è stato assicurato che entro la fine di marzo verrà pubblicato l'appalto relativo alle prime due opere. Purtroppo per ora resta ferma la procedura per l'arteria diretta alla zona aponense, che è importantissima per la nostra viabilità: l'intoppo è costituito dal collegamento tra la strada e i due sottopassaggi per la ferrovia. Stiamo cercando di raccogliere elementi che ci permettano di sciogliere anche questi nodi, ma per il momento il lavoro da fare è ancora molto».
I tempi, come detto, sono stati definiti e primi due cantieri per la direttissima per Abano si prevede che possano essere avviati in tempi stretti, mentre il terzo partirà più tardi. Entrambi i collegamenti partono dalla cosiddetta ex Curva Boston, ovvero dal raccordo di tangenziale sud ovest e arrivano uno direttamente ad Abano e l'altro a Selvazzano. Per quanto riguarda la bretella per Selvazzano, una volta cominciati i lavori ci sarà il problema legato al fatto che il percorso passa attraverso una zona di pregio dal punto di vista paesaggistico, dove c'è l'ex Polveriera.
I costi. Dovrebbero essere circa 15 milioni di euro per ogni bretella, interamente finanziati da Veneto Strade e da altri partner, mentre per il nodo della curva Boston è previsto un esborso di 7 milioni e 800 mila euro, suddivisi fra Regione, Provincia e Comune.
Liar
March 23rd, 2006, 07:15 PM
salve a tutti!!!
questo è il mio primo intervento!!!
complimenti a tutti, in particolare agli utenti della sezione Padova!!!
Vi spiego la mia situazione: sono uno studente laureando in arch che sta portando avanti come tesi la realizzazone di alcune torri residenziali a padova nei pressi del qartiere forcellini e parco iris.
Avete qualche info riguardo quest'area??? circa piani oscuri :D dell'amministrazione per quest'area??? il fatto è che ogni tanto mi sfugge qualche notizia.
Grazie Liar.
:)
Sonic from Padova
March 27th, 2006, 09:28 AM
Ciao Liar e benvenuto! :)
Purtroppo non sò dirti nulla sul progetto, poichè internet non mi funziona più e non posso più collegarmi al forum.
Comunque non nè ho idea delle torri. Magari prova a fare un giro nei dintorni, forse ci sono già i cantieri aperti.
Sonic from Padova
March 28th, 2006, 04:08 PM
Pronto il progetto esecutivo dell’opera che cambierà completamente l’assetto della zona e che servirà per collegare l’Arcella alla città
Tra due anni il cavalcavia Sarpi-Dalmazia
Sparirà il tratto di via Sarpi che va dall’ex Domenichelli all’attuale distributore della Tamoil: al suo posto un’area verde
Intanto parte il primo stralcio. Che non significa una tranche secondaria rispetto all'intero sistema, bensì alla porzione più qualificante: la costruzione del cavalcavia che collegherà via Sarpi con via Dalmazia. Un'opera che modificherà non solo l'assetto di quell'area, visto che lungo la circonvallazione spariranno gli edifici degradati e le zone dove anni addietro si rottamavano le macchine, ma anche del centro storico che acquisterà una nuova porzione di verde, dato che scomparirà completamente via Sarpi, nel tratto che va da Domenichelli all'attuale distributore Tamoil.
L'opera, attesissima perché consentirà di accedere all'Arcella da un ponte alternativo al Borgomagno, è anche indispensabile per far correre il tram dalla Stazione a Pontevigodarzere. Luisa Boldrin, assessore ai lavori Pubblici, ieri mattina ha annunciato che la fase esecutiva del progetto è già stata ultimata e che quindi in una delle prossime sedute della giunta si potrà approvare la delibera che consentirà di mettere in gara l'opera. Ciò significa che i cantieri potranno essere aperti l'estate prossima e che nel 2008, cioè il nuovo cavalcavia sarà percorribile. «Parliamo di stralcio - ha spiegato - perché si tratta di un intervento particolarmente oneroso, anche perché implica l'acquisizione di aree, per la quale sono ancora in corso le trattative con i proprietari. L'intervento coinvolge zone della città dove saranno valorizzati il verde e la conta muraria. Le infrastrutture hanno la loro importanza, ma ne hanno altrettanta anche la necessità di bonificare una zona degradata, mentre il centro storico acquisirà una nuova porzione di verde. Il cavalcavia, inoltre, sarà pregevole dal punto di vista estetico e architettonico». Con Luisa Boldrin, quindi, stanno lavorando anche Francesco Bicciato e Ivo Rossi che a palazzo Moroni hanno la delega rispettivamente all'Ambiente e alla Mobilità.Ma è stato Umberto Rovini, l'ingegnere che seguirà i lavori, a spiegare le caratteristiche dell'intero progetto. «All'altezza dell'ex Domenichelli - ha sottolineato - ci sarà una rotatoria dalla quale partirà la rampa che salirà a un'altezza di nove metri necessaria per far passare sotto i treni. Dalla rampa stessa inizierà il cavalcavia vero e proprio, che arriverà fino all'Arcella, esattamente in via Dalmazia. Proseguendo, si avranno due opzioni: a destra si potrà andare fino a circa cinquanta metri da Borgomagno, costeggiando i binari; a sinistra, invece, partendo sempre da sotto il ponte di Borgomagno, si procederà in direzione di Altichiero. Ai due lati del nuovo ponte, equidistanti, sorgeranno due rotatorie simmetriche di smistamento. Il tratto di via Sarpi a ridosso delle Mura scomparirà e chi arriverà da sud, percorrerà la circonvallazione e poi una sorta di nuovo percorso "circolare", da realizzare in una seconda fase, che sbucherà all'altezza del distributore della Tamoil, dove è previsto un rondò. Ci sarà una grande riqualificazione urbanistica e la zona non sarà caricata di ulteriori volumetrie, visto che sarà modesta la porzione che verrà riedificata».
«Abbiamo completato - ha osservato Bicciato - la mappa georereferenziale per le bonifica. In coordinamento con Rossi e Luisa Boldrin, abbiamo sistemato le situazioni più critiche, come l'area degli ex rottamari che è stata rimessa a posto da chi l'aveva inquinata, compresi dei benzinai. In questo caso riqualificazione urbanistica e ambientale vanno avanti a braccetto». «Procedendo in questo modo - ha proseguito Rossi - eliminiamo una serie di brutture a cui eravamo abituati. Il cavalcavia è indispensabile per connettere l'Arcella con il resto della città e per recuperare il bastione: insomma sarà un segno importante della Padova che cambia. Se a questo e al Borgomagno aggiungiamo il Ponte Verde previsto dietro alla Fiera, ci saranno tre strutture importanti di connessione, che consentiranno di sgravare completamente per esempio via Tommaso e via Venezia, che potranno essere rivalutate dal punto di vista pedonale».
Il costo delle opere in appalto ammonta a poco meno di 15 milioni di euro.
http://gazzettino.it/ParteMobile/Padova/28-03-2006.jpg
Sonic from Padova
March 28th, 2006, 04:14 PM
Verdi : No alle tre torri
No alle tre torri e sì a un referendum di quartiere da tenersi il più presto possibile. Per spiegare il proprio orientamento sul piano di riqualificazione di piazza Azzurri d'Italia, all'Arcella, i Verdi hanno manifestato ieri mattina con striscioni e bandiere. Il no va al piano di riassetto architettonico della zona tra il centro commerciale Pam e la chiesa parrocchiale di San Carlo, che diventerebbe un quadrilatero di cemento dalla cubatura di 105 mila metri adibiti a commerciale e residenziale. Per fermare l'avanzare ormai imminente di ruspe e betoniere, i Verdi chiedono la consultazione di tutti gli oltre 60 mila residenti del quartiere Arcella.«Per far digerire al quartiere la nuova colata di cemento che stravolgerebbe gli assetti del quartiere San Carlo - spiega il portavoce dei Verdi Marzio Sturaro - il piano Gregotti prevede che all'interno di una delle tre torri di nuova costruzione, che andrebbero ad affiancarsi a quella già esistente, trovi posto anche la nuova sede del Consiglio di quartiere». Una soluzione perequativa che non piace al partito dei Verdi. Dare una nuova sede al Consiglio di quartiere senza realizzare le tre nuove torri è possibile, secondo i Verdi: basta acquistare l'ex sede del Totocalcio. «È un edificio di pregio da ottomila metri cubi totali - spiega il consigliere di quartiere Salvatore Pugliese - L'Arcella e San Carlo in particolare non hanno bisogno di altro cemento. Per l'acquisto di questo stabile proporremo una tassa di scopo». A fianco dei Verdi in piazza Azzurri d'Italia ieri mattina c'era anche Mario Levante, attualmente candidato nelle fila di Progetto Nordest.
Sulla questione del referendum di quartiere Aurora D'Agostino, consigliere comunale, ha chiarito che da tempo la commissione Statuto comunale è bloccata dalla campagna elettorale. «Ho letto nei giorni scorsi che i consiglieri di Forza Italia si sono espressi a riguardo con parole sprezzanti - spiega il consigliere D'Agostino - Siamo chiaramente di fronte ad una strumentalizzazione da parte di una parte politica che si è finora disinteressata della minaccia che incombe su quest'area e che tira fuori la questione per mere speculazioni elettoralistiche. Da più di due anni noi ci battiamo dentro e fuori il consiglio comunale perché la colata di cemento che deturperebbe l'unica piazza libera dell'Arcella venga bloccata, ma proprio a causa dell'inerzia delle altre forze politiche rappresentate in consiglio comunale il referendum di quartiere su questo tema delicato non può tenersi data la mancanza di un regolamento attuativo che dovrebbe essere emanato dalla commissione consiliare».
Sonic from Padova
March 31st, 2006, 05:36 PM
Partono i lavori per realizzare la struttura su quattro piani, situata davanti all’attuale Stazione delle corriere, dove sarà costruito anche l’auditorium
Autorimessa da 700 posti all'ex Cledca
Il sindaco sta valutando la proposta di un gruppo di privati per un garage sotterraneo nell’area Mazzini-Codalunga
Uno, per ora, è solamente a livello di ipotesi. L'altro, invece, è una certezza, visto che sarà pronto tra due anni. Flavio Zanonato, infatti, ieri mattina ha fatto il punto sulla questione dei nuovi parcheggi, partendo proprio dalle due strutture di cui si sta parlando in questi giorni: la proposta di realizzare un'autorimessa interrata in Piazza Mazzini e la sicurezza di costruire un garage su quattro piani all'ex Cledca, proprio davanti all'attuale biglietteria della Stazione delle corriere.
L'idea di scavare un garage underground è stata lanciata al sindaco da una società privata che gli ha prospettato l'eventualità di realizzarla con la formula del project financing: in pratica chi si accollerebbe l'onere di pagare l'intero importo del cantiere, si rifarebbe poi delle uscite grazie alle tariffe dei parcheggi.
«Per il momento - ha spiegato il primo cittadino - è stato effettuato uno studio di fattibilità, ma non un ragionamento vero e proprio su questa eventualità. Certo, il sito potrebbe presentare dei problemi, perché stiamo parlando di una zona ad alto interesse archeologico. Mi hanno esposto l'eventualità di realizzare un'opera che potrebbe avere varie dimensioni ed estendersi addirittura dal Bastione della Gatta a palazzo Maldura, tutta su un unico piano, appunto interrato, per il quale servirebbe uno scavo di quattro metri per realizzare seicento posti macchina».
Al sindaco, poi, è stata ventilata anche la possibilità di costruire strutture sotterranea utilizzando la cosiddetta "talpa" che serve per andare al di sotto degli otto metri, evitando così di danneggiare i reperti archeologici che si trovano a una profondità inferiore: in questo caso, però, i costi raddoppierebbero.
Se per le autorimesse sotto terra per il momento siamo a livello di discussione, una certezza è invece quella che sta per essere costruita all'ex Cledca: nei giorni scorsi Zanonato ha parlato con Giacomo Cavagnis che si accinge a realizzare il park atteso da almeno quindici anni, dove potranno essere ospitate circa 700 macchine. Sarà un edificio dalla forma particolare con una base più larga, che degrada man mano che procede verso l'alto e che si allontana dal fiume. Nella zona interessata c'era una fabbrica di prodotti chimici e quindi il terreno richiede di essere messo in sicurezza con una bonifica.
«L'impresa - ha aggiunto il sindaco - è già in possesso delle concessioni edilizie e quindi si appresta ad avviare i cantieri. Ho chiesto che nei due anni che serviranno per ultimare l'opera non venga toccato il parcheggio a raso che attualmente è in funzione. Un volta pronto, il garage all'ex Cledca darà una risposta esauriente a tutti coloro che devono andare in centro, visto che a piedi in due minuti si arriva in Piazza Eremitani e in sei-sette all'Angolo del gallo. Gli automezzi saranno custoditi e al coperto: un'ottima opportunità, quindi, anche in vista dell'arrivo dell'auditorium, previsto proprio davanti alla nuova autorimessa, dove oggi c'è la Stazione delle corriere. In pratica, anche Padova avrà una struttura del tutto simile a quella di Verona, collocata a poca distanza dall'Arena».
Sergio
April 3rd, 2006, 02:03 PM
"Mantegna Padua All Inclusive", ovvero tutto per venire a Padova, soggiornarvi, visitare la mostra dedicata al grande pittore del Quattrocento, ma anche gustare la tipicità della nostra cucina, ammirare gli altri monumenti e luoghi della cultura con l'aiuto delle guide professionali, salire in battello o in pullman ed, infine, acquistare nei negozi aderenti all'iniziativa. Tutto questo attraverso un "circolo virtuoso" per cui ogni soggetto diventa promotore di tutti gli altri. «L'iniziativa, che sottoporrò al giudizio dei colleghi all'assemblea che si svolgerà mercoledì, nelle intenzioni dell'Ascom dovrebbe prendere avvio con l'inaugurazione della mostra, ovvero venerdì 15 settembre -dichiara Monica Soranzo, presidente del sindacato albergatori di Ascom Padova che raggruppa la gran parte dei principali hotel di Padova e provincia - per proseguire fino alla chiusura della stessa, ovvero domenica 14 gennaio 2007 con l'obiettivo, evidente, di intercettare, oltre che gli amanti della cultura, anche quel turismo che sceglie le città d'arte per il periodo a cavallo del Natale». «Si tratta -continua Soranzo- di migliorare "l'offerta Padova" partendo proprio dalla qualità della nostra ricettività per allargarsi a tutta una serie di servizi, proposti nel "Mantegna Padua All Inclusive", che i nostri colleghi del comparto turistico sono in grado di offrire con un livello molto elevato di professionalità».
«L'idea di sfruttare la mostra ospitata ai musei civici degli Eremitani per ridare slancio ad all'offerta turistico-commerciale padovana -sottolinea la Soranzo - si basa sugli ottimi riscontri avuti in occasione della rassegna giottesca, supportata dall'innovazione di un "tutto compreso" che rientra sempre più nei criteri di scelta effettuati dal turismo sia italiano che straniero e che, assieme al canale tradizionale delle agenzie di viaggio, non disdegna l'utilizzo di internet». Da qui l'avvio, nelle prossime settimane, del portale che l'Ascom dedicherà all'iniziativa e che raccoglierà tutte le diverse opportunità offerte dal "Mantegna Padua All Inclusive". «Una grande associazione come l'Ascom -conclude il presidente dell'Associazione commercianti di Padova, Fernando Zilio- non poteva non cogliere la valenza di un appuntamento così importante per sottolineare l'eccellenza della propria offerta turistica ma anche per sviluppare, in sinergia, un approccio non casuale col commercio cittadino. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che per sua natura Padova è una città commerciale splendida che noi vorremmo votata all'accoglienza molto di più di quanto non lo sia oggi (per colpa, soprattutto, di un'assenza cronica di parcheggi) ed, in ogni caso, in grado di migliorare le proprie statistiche sia turistiche che commerciali».
Sergio
April 3rd, 2006, 02:06 PM
Ma si può davvero pensare che a Padova vengano pochi turisti perchè ci sono pochi parcheggi??? Ma i commercianti pensano davvero tutto in funzione delle macchine. Quando si va in vacanza direi che una delle cose più belle sia proprio poter fare a meno dello stress del traffico quotidiano... magari affidandosi a qualche buon mezzo pubblico: qui sta la vera carenza della ricettività di Padova al giorno d'oggi secondo me!
Sonic from Padova
April 3rd, 2006, 03:14 PM
Entro il 2009 saranno pronti i nuovi parcheggi per le auto di chi va in centro. In parte verranno realizzati dai privati
In arrivo quasi 4 mila posti-macchina
Intanto si è aperto il dibattito sul garage interrato che potrebbe venire costruito in piazza Mazzini
Tremilaottocentocinquanta nuovi posti auto entro il 2009. A cui potrebbero aggiungersene molti altri, nel caso venisse realizzata nche l'autorimezza interrata nell'area Piazza Mazzini-Viale Codalunga.
Sono queste le cifre su cui sta lavorando Ivo Rossi, assessore alla Mobilità, per dare una risposta alla necessità, sottolineata più volte dalle categorie economiche, di avere a disposizione un numero considerevole di posti dove la gente può lasciare la macchina, per recarsi poi in centro a fare shopping.Settecnto saranno nel garage a quattro piani dell'ex Cledca, che sarà pronto tra due anni; 1250 ad uso pubblico sono previsti, sotto terra, al PP1; 500 complessivi nelle aree delle vie Bembo e Piovese (in questo caso si tratta di posti gratuiti) da dove partono i bus diretti in centro; altri 600 saranno al capolinea del tram e 800 alla Stazione, in una struttura multipiano al servizio del Servizio Ferroviario Metropolitano Regionale. «Si tratta - ha spiegato Rossi - di opere già decise - e che quindi sicuramente saranno realizzate, alcune delle quali dai privati che si rifaranno delle uscite grazie alle tariffe che gli utenti pagheranno per lasciare la macchina sosta.».
Sulla struttura interrata di Piazza Mazzini, intanto, si è aperta la discussione, avviata dal sindaco che nei giorni scorsi, assieme allo stesso Rossi, aveva ricevuto la società di Milano che si era candidata a realizzare l'opera, sempre con la formula del project financing. «Ci è stato presentato - ha spiegato - uno studio di fattibilità molto interessante. Innanzitutto il luogo potrebbe essere adatto a ospitare una garage interrato, perchè si tratta di un'area che non è proprio in pieno centro, anche se, nel contempo, garantisce la possibilità di arrivare a piedi in pochi minuti nelle Pazze. In secondo luogo, se andaesse in porto il progetto, verrebbero tolte definitivamente dal centro tutte le macchine che provengono dalla zona nord: per esempio, ipotizzando le rampe di accesso ai piedi del Borgomagno e nei pressi di palazzo Maldura, i veicoli potrebbero entrare e uscire proprio da questi due punti, consentendo ai proprietari di portarsi a piedi nel cuore della città in poco tempo. Inoltre, un'opera del genere potrebbe essere utile anche in vista dell'arrivo del cavalcavia Sarpi-Dalmazia e poi, considerato che verrà realizzato pure il Ponte Verde dietro alla Fiera, toglierebbe una notevole quantità di traffico dalle vie Tommaseo e Trieste». «Positivo - ha detto ancora l'assessore - è che, trattandosi di un'autorimessa su un unico piano, non si dovrebbe scavare molto, ma solamente quattro metri. Insomma ci sono molti motivi di interesse sui quali vale la pena di aprire una discussione, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, a partire dalle categorie economiche».
Sonic from Padova
April 13th, 2006, 06:05 PM
Matrix Relais - Luxury Residence
La struttura e' inserita in una zona verde di 20.000 mq dove è possibile fare jogging o attività fisiche.
Facile accessibilità da autostrade e circonvalazioni.
Elegante hall con salottini per piccole pause o brevi appuntamenti d'affari.
Parcheggio privato coperto.
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Sonic from Padova
April 13th, 2006, 06:50 PM
Documento PDF di Centostazioni relativo al progetto della nuova stazione di Padova : >>> Clicca qui (http://www.centostazioni.it/re/padova.pdf)
dottor K
April 14th, 2006, 03:08 PM
Immagino che la stazione dovrà essere più o meno come nel cartello ormai ingiallito che ci hanno messo sopra....
dovrebbero finire entro l'estate 2007!?! quando pensano di cominciare?
Una nuova piazza urbana aperta a tutti, ben illuminata, sicura, pulita, priva di
barriere architettoniche e attrezzata con negozi e servizi utili per i clienti.
sicura e pulita?? speriamo.... conoscendo la zona!!
Sonic from Padova
April 14th, 2006, 04:22 PM
^^
Boh! Io non sò se finiranno entro il 2007.
Le Fs ne sparano di minchiate!
La fontana della piazza appena restaurata è già piena di bottiglie rotte, mozziconi, cartacce
Appena restaurata, grazie ad un make up da 17 mila euro, la fontana di piazza delle Erbe è già stata lordata. La vasca di raccolta dell'acqua è piena di bottigliette di birra, bicchieri di carta, mozziconi di sigaretta e cartacce di ogni tipo. Individuare i colpevoli è fin troppo facile. Quando sono iniziati i lavori di ristrutturazione del monumento, i... "soliti noti" hanno lasciato la fontana per riversarsi sotto le volte di palazzo Moroni; adesso sono tornati. Sono vagabondi tossicodipendenti, emarginati, alcuni accompagnati da un branco di cani sciolti e sporchi; per questo sono chiamati in gergo giovanile "punkabestia". E non mancano alla sera gli spacciatori maghrebini pronti a smerciare qualsiasi tipo di droga, soprattutto il mercoledì e il venerdì sera quando la piazza si riempie di studenti e giovani lavoratori che arrivano in centro per il consueto rito dell'aperitivo.
La situazione è allarmante. Delleana Roissard, titolare dell'omonima gioielleria in piazza delle Erbe. quotidianamente è costretta a vedere lo squallido spettacolo che avviene vicino alla fontana«Come gli altri commercianti, sono esasperata. Il problema degli spritz nel centro storico non è altro che una questione di ordine pubblico, che Comune e forze dell'ordine sembrano non volere risolvere - dice la titolare della gioielleria - Di fronte alla fontana ogni giorno stazionano per tutta la giornata drogati, spacciatori e sbandati. Attorno girano dei cani randagi, che vengono nutriti con carcasse di animale prese da qualche macellaio. Uno scempio». Delleana Roissard, nonostante la sobria eleganza, non nasconde la sua rabbia. «L'altro giorno - dice - ho visto due che alla luce del sole stavano copulando. Tra nove mesi vedremo il bambino. I miei clienti ogni volta che vengono a trovarmi hanno paura e quelli occasionali ormai in centro a Padova non ci mettono più piede. Troppo degrado. La delinquenza che gravita attorno alla fontana e a due passi dalla mia gioielleria, mi ha ridotto gli introiti del 50 per cento durante la settimana e del 90 per cento il sabato».
La gioielliera sferra l'attacco finale. «Mi sono ripetutamente rivolta all'amministrazione comunale, alla questura e alla prefettura. Ho ricevuto tante promesse, ma nulla è cambiato. Sembra quasi abbiano paura. A breve noi commercianti della zona inoltreremo un esposto alla Procura della Repubblica, per denunciare le nefandezze che si manifestano tra piazza delle Erbe e il Ghetto».
Piazza delle Erbe che da un paio di mesi a questa parte registra un altro fenomeno di degrado sociale. A fianco della "Bottega del Pane" e di fronte alla scala che porta al palazzo della Ragione, bivaccano per tutto il giorno almeno sei disperati. Suonano, chiedono l'elemosina, si ubriacano e urinano dappertutto. Significative le parole di Paolo, titolare del panificio: «Se il Comune non è in grado di salvaguardare le bellezze di Padova, è chiaro che i turisti nella nostra città saranno sempre di meno».
Sonic from Padova
April 15th, 2006, 10:34 AM
l riconoscimento è stato attribuito per l’attività svolta nell’ultimo anno e mezzo e per la sua qualità. Sono stati messi a dimora 1200 arbusti
Padova vince il premio per il verde migliore
Ivo Rossi: «Abbiamo censito gli alberi e conosciamo lo stato di salute di tutti. Ogni intervento è finalizzato alla tutela»
Cento anni fa veniva progettato e realizzato il Giardino dell'Arena. Adesso, esattamente un secolo dopo, Padova si è aggiudicata il prestigioso premio "La città per il verde". L'assegnazione, avvenuta all'unanimità, ha riconosciuto non solo il numero delle realizzazioni, ma anche la qualità riscontrata negli interventi portati a termine. per esempio nei sistemi di censimento del patrimonio arboreo, nelle gestione differenziata delle aree, nelle tecniche di avanguardia per il monitoraggio, la cura e la manutenzione degli alberi in città.
Ivo Rossi, assessore al Verde, assieme al caposettore Gianpaolo Barbariol, al vice Alzetta e all'architetto Mosole, ieri mattina ha fatto il punto sulla situazione, partendo proprio dal premio che è stato attribuito al Comune per l'attività svolta nell'ultimo anno. «Negli ultimi mesi - ha ricordato - c'è stato uno sviluppo del pensiero sull'importanza del verde nella nostra città. Purtroppo le attenzioni che noi abbiamo dedicato a questo comparto non sempre sono state comprese. Sotto gli occhi di tutti, però, ci sono gli interventi che abbiamo effettuato per tutelare la salute degli alberi che si trovano lungo le strade, addirittura raddoppiando le spese per le manutenzioni delle pavimentazioni in asfalto, visto che abbiamo voluto creare delle "oasi" che assicurino agli arbusti di crescere e di svilupparsi senza sofferenze. Questo, per esempio, si è verificato in via Pilade Bronzetti, in via Bernardi e in via IV Novembre. Inoltre, sono state censite tutte le alberature stradali: un lavoro improbo, dato che stiamo parlando di 15 mila esemplari, che sono oggetto di un monitoraggio permanente. Ieri, tra l'altro, sono state controllate le sofore di Piazza Capitaniato, per vedere se si possono curare e salvare».
L'assessore ha poi aggiunto che è stato dato un volto ad alcuni luoghi urbani anonimi. «Prima - ha osservato - erano "non luoghi", e mi riferisco per esempio alle rotatorie, mentre adesso hanno una dignità. Anche questo è stato valutato come elemento innovativo dalla commissione che ha attribuito il premio. Non va dimenticato che negli ultimi dodici mesi abbiamo piantato 70 mila bulbi, che nel prossimo triennio diventeranno 210 mila, mentre sono stati messi a dimora 1800 alberi nell'ultimo anno e mezzo. Che Padova sia riconosciuta a livello nazionale come la città che ha più attenzione per il verde, quindi, non può che riempirci di soddisfazione».
Il riconoscimento sarà ritirato dallo stesso Rossi il prossimo 21 aprile a Genova, nell'ambito di Euroflora.
Sonic from Padova
April 17th, 2006, 01:26 PM
Progetto di riqualificazione Zona Stazione
http://i3.tinypic.com/vpw51y.jpg
Area azzurra : Nuovo grattacielo ad uso alberghiero.
Area blu : Area ex-gasometro, PP1, nuovo complesso commerciale e residenziale. Previsti 4 grattacieli, una piazza e un parco pubblico.
Area verde : Stazione SITA/ACTV [piazzale Boschetti], nuovo auditorium con 3 sale. Dopo diverse consultazioni, è stato deciso di mantenere la facciata dei vecchi edifici in modo da integrarli con il progetto. Metà dell'area verrà lasciata a verde pubblico.
Area arancio : Area ex-cledca, nuovo autosilos a forma di vela. Si svilupperà su 4 piani. Anche qui, parte dell'area verrà lasciata a verde.
Area rossa : Nuova stazione di interscambio TRAM e autobus regionali SITA e ACTV. Previsto un autosilos e nuovi edifici direzionali (a ridosso della ferrovia).
Area viola : Nuovo edificio direzionale. Attualmente si trova una vecchia fabbrica dismessa.
Wilhem275
April 17th, 2006, 09:20 PM
Finalmente... però l'idea di integrare le vecchie facciate è sciocca secondo me: non sono edifici di qualche pregio, sono solo dei vecchi ruderi.
W i Verdi e la Soprintendenza! :weird:
Sergio
April 18th, 2006, 12:17 AM
Molto bella questa descrizione completa: ce n'era bisogno, visto che sembra la zona di PD che più cambierà nei prossimi anni.
1)Si sa quando cominceranno e quando presumibilmente finiranno i lavori del pp1? Sembra un progetto abbastanza imponente.
2)Le facciate dei vecchi edifici sarebbe stato più bello poterle abbattere, ma non credo che la colpa sia dei verdi, ma solo della soprintendenza, e ad ogni modo penso che si possa ugualmente fare un bel lavoro: l'estetica vuole la sua parte, ma pensiamo anche all'importanza che ha l'opera in sè. Pur di raggiungere questo risultato si può anche accettare qualche piccolo compromesso.
Sonic from Padova
April 18th, 2006, 01:05 AM
Grazie tosi :)
@Sergio : guarda, sinceramente non sò quando partiranno i lavori al Pp1, ma credo che tra pochi giorni l'area verrà sgomberata. I giornali locali parlavano di un "paio di giorni" (speriamo, perchè anche a Ottobre dicevano "tra un paio di giorni"...) comunque credo che i lavori partiranno senza problemi, anche per le altre aree, quindi...via libera :)
Per il Boschetti invece...avrei preferito demolire quei vecchi palazzi. Ma probabilmente con un restauro e un progetto ben integrato riusciranno a fare un bel lavoro (il progetto verrà affidato ad architetti seri, si parla di roba tipo Massimiliano Fuksas o Mario Botta!). Potrebbe fare da contrasto anche con gli edifici moderni della Antonveneta. Vedremo.
Sono curioso dei progetti per il Pp1 e per il nuovo hotel che verrà costruito davanti al grattacielo verde della stazione. Speriamo esca qualcosa su internet in futuro.
Wilhem275
April 18th, 2006, 03:39 AM
Lo so che questa volta i Verdi non c'entrano, ma è mio uso citare insieme i due mali peggiori per il progresso, simboli spesso di opposizione cieca e immotivata :weird:
Il problema di quegli edifici è che non solo sono molto brutti, ma sono anche lì lì per crollare, quindi si porrà il problema della ristrutturazione.
Ma poi che diavolo di valore storico/artistico hanno, "le casette"???
Ad ogni modo speriamo che venga fuori un bel lavoro nel complesso della zona ;)
Liar
April 18th, 2006, 10:49 AM
salve ragazzi...
non so nemeno io spiegarmi il perchè si mantengano quei due vecchi edifici...
sinceramente avrei fatto tabula rasa anche io, ma l'idea di tenere un oggetto grazioso "nascosto" dietro un fronte di edifici esistenti, potrebbe funzionare...
... voglio dire che forse gli edifici esistenti adagiati sul fronte strada, dialogano bene (intermini di altezze) con il fronte della banca, mentre se vengono abbattuti, e costruendo l'uditorium più internamente (sicuramente non in fronte strada) si avrebbe una percezione dell'area più dispersiva...
... solo questo potrebbe indurmi a mantenerli... altro non saprei.....
ciaooooooooo :wave:
Sonic from Padova
April 18th, 2006, 12:06 PM
Nel 2008 sarà pronto il primo
Due nuovi ponti per ricongiungere l'Arcella alla città
E' stato presentato il progetto esecutivo del cavalcavia che congiungerà l'Arcella alla città fra via Dalmazia e via Sarpi. Fra qualche mese il Comune mostrerà anche il piano per il 'ponte verde' che scavalcherà la Ferrovia sbucando dietro la fiera.
http://www.padovando.com/foto/cavalcaviadalmazia.jpg
L'Arcella presto sarà ricongiunta a Padova da due nuovi ponti: uno a ovest della stazione, che, dall'Arcella, all'altezza di via Dalmazia, scavalcherà i binari per finire su via Sarpi, e uno a est, che, proseguendo l'Arco di Giano, la futura strada sopraelevata che partirà dall'Ikea, scavalcherà i binari all'altezza della Fiera. In questo modo si darà una soluzione all'ormai prossimo problema della difficile convivenza di metrobus e auto sul cavalcavia Borgomagno. ''Il cavalcavia Borgomagno lo stiamo rifacendo'' precisa l'Assessore ai lavori pubblici Luisa Boldrin ''Con un nuovo angolo di curvatura per consentire al tram di girare in tutta scioltezza; il ponte verrà anche alzato in previsione della nuova linea ad alta velocità che le Ferrovie della Stato realizzeranno nel futuro quinquennio.'' Ciò non toglie che le corsie di scorrimento sul Borgomagno rimarranno 4 e sarà difficile far coesistere lo scorrimento, in andata e ritorno, di tram e auto. ''Per questo'' afferma l'assessore Ivo Rossi ''solo un nuovo cavalcavia risolverà la situazione; quando il Sarpi sarà costruito, il Borgomagno sarà dedicato esclusivamente al tram. Le auto provenienti dall'Arcella procederanno a nord, in parallelo a via Annibale da Bassano, e, all'altezza di via Dalmazia, attraverseranno i binari con il nuovo ponte. Da qui potranno proseguire verso il centro-città o verso la Stazione lungo un nuovo tracciato. Il cavalcavia, infatti'' puntualizza Rossi ''scenderà dall'Arcella innnestandosi in una nuova strada: fra porta Trento e la stazione non si percorrerà più via Sarpi, ma un nuovo tracciato parallelo ai binari: così l'area verde lungo le mura sarà riqualificata e ingrandita: sarà creato un nuovo tassello del futuro 'parco delle mura'''.
I lavori inizieranno già nel settembre di quest'anno con la bonifica ambientale nell'area ex-Domenichelli lungo via Sarpi, fra Porta Trento e la Stazione. ''Saranno eliminati rifiuti pericolosi come benzine e rottamazioni che stazionavano in quell'ariea da decenni'' annuncia l'Assessore Bicciato ''una volta bonificata l'area, si procederà all'edificazione del nuovo cavalcavia''. Assieme all'edificazione del nuovo ponte si procederà al restauro degli immobili esistenti e vedranno la luce nuovi edifici ad uso sia residenziale che commerciale. ''Ma in quantità limitata'' sottolinenano gli assessori. La nuova viabilità dovrebbe sgravare l'asse Borgomagno - viale codalunga - piazza Mazzini, che ora è invaso dal fiume di macchine provenienti da via Tiziano Aspetti. ''Inoltre'' prosegue Ivo Rossi ''quando sarà realizzato anche il cavalcavia a est della Stazione, il cosìdetto ponte verde che unirà la via Avanzo dell'Arcella con la via Goldoni dietro la Fiera, anche la colonna di macchine proveniente dalla Stanga e che ora invade l'asse via venezia-via Tommaseo, avrà un percorso alternativo''.
I Tempi. I lavori per il cavalcavia Sarpi saranno appaltati entro agosto 2006, inizieranno a settembre, e si concluderanno, secondo le previsoni, nel settembre 2008. Costo totale: 22,98 milioni di euro. Per il ponte verde non ci sono date certe: il progetto definitivo sarà presentato dal Comuna fra qualche mese.
Alta velocità. In tutto questo si incastrano anche i piani della TAV, la linea di treni super veloci prevista dalla rete ferroviaria italiana. Per la realizazione dell'alta velocità sono necessari alcuni interventi sui tracciati viabilistici esistenti; uno di questi include l'azzeramento del passaggio a livello fra via Ticino e via Ruspoli e la realizzazione di un nuovo cavalcavia (in viola nella mappa sopra). Il cavalcavia si innesta nel futuro tracciato 'di servizio' per il quartiere Arcella, una strada che correrà parallela alla ferrovia: un'alternativa a via Annibale da Bassano. La strada partirà dal cavalcavia Grassi, all'altezza di via Gennari, e si ricongiungerà a via Annibale da Bassano all'altezza del nodo Camerini Guicciardini, dopo via Ticino, in direzione Altichiero.
Sonic from Padova
April 18th, 2006, 05:43 PM
Da domani Legambiente grazie ai volontari di Salvalarte terrà aperto il sottopasso San Lorenzo che da riviera Tito Livio sbocca in via S. Francesco
Torna lo splendore dell'antico ponte romano
Sotto la strada si trova uno dei più potenti esempi di architettura romana di cui si possono notare ancora le arcate
Domani Legambiente, grazie ai volontari del suo gruppo Salvalarte, restituirà a cittadini e turisti il ponte romano di San Lorenzo, riaprendo il sottopassaggio in Riviera Tito Livio che sbocca in via San Francesco. «Un'iniziativa a carattere civico, storico e culturale, ma anche di forte valenza politica - sottolinea Lucio Passi, coordinatore di Legambiente Padova - perché quel ponte interrato con i tombinamenti del naviglio interno nel 59 è il simbolo di un modo sbagliatissimo di concepire lo sviluppo urbano, purtroppo ancora dominante nonostante i guasti prodotti siano ormai visibili a tutti, che in nuove forme, ma sempre negative, rischia nuovamente di riproporsi in questi mesi».
«L'operazione di riapertura del sito - dice Silvano Schiavo, animatore del gruppo Salvalarte di Legambiente - è a costo zero per il Comune (e quindi per i cittadini) di Padova, avendo Legambiente firmato con l'assessore all'Edilizia monumentale, Luisa Boldrin, una convenzione non onerosa: tutto ciò grazie all'impegno di diversi volontari che vigileranno sul manufatto, e lo illustreranno a turisti e padovani». Ma Schiavo lancia anche un appello: «Cerchiamo altri cittadini che si uniscano a noi per gestire al meglio il sito archeologico. Diventare volontario è facile, assicura. Bisogna solo avere passione per la bellezza della nostra città e la disponibilità di due ore settimanali da concordare insieme: alla formazione pensiamo noi (info 049/8561212 o legambiente_padova@libero.it)».
Dal 1997 i volontari di Salvalarte hanno tenuto aperti al pubblico l'oratorio di Santa Margherita e la Scuola della Carità, entrambi in via S. Francesco. Quest'ultima, con i grandi affreschi di Dario Varotari, proprio grazie alla caparbietà dei volontari di Legambiente ha visto iniziare quest'anno il restauro di cui aveva estremo bisogno. Ancora, hanno tenuto aperta la chiesa di San Luca, salvando numerosi dipinti minacciati dalle infiltrazioni d'acqua, e attualmente collaborano con l'Archivio di Stato per recuperare e rendere fruibili antichi archivi storici riguardanti Padova.
«Riportare l'attenzione dei padovani sul ponte romano e sullo scellerato tombinamento dei navigli che ne decretò la scomparsa nel sottosuolo - conclude Lucio Passi - è un indubbio monito verso nuove operazioni urbanistiche ed edilizie che si prospettano proprio in questi mesi. Anche per questo motivo riaprire il sito storico sarà per noi un impegno centrale, perché diventerà un modo di far riflettere tutti su cosa deve, o non deve - diventare Padova in questi anni. Infatti la vicenda del ponte oggi torna d'attualità: negli anni '50 la logica che ne decretò l'interramento fu la stessa che, favorendo la speculazione edilizia, portò alla realizzazione del policlinico in un sito sbagliato, con l'abbattimento di mezzo chilometro di cinta muraria e la menomazione quasi totale degli storici giardini Jappelliani di Treves.
«Tutto ciò in spregio al Piano regolatore di Piccinato. Oggi l'autosilos in via Trieste e l'Auditorium a piazzale Boschetti darebbero il colpo di grazia alla possibilità di realizzare almeno uno stralcio di quel parco delle mura e delle acque, a parole da tutti i politici sempre voluto, nella direttrice Piovego, Portello, Golena Contarine. E tutto ciò mentre l'Università chiede 100 nuovi ettari per una nuova astronave-policlinico. Con buona pace dei presunti percorsi partecipativi che dovrebbero portare ad una stesura, condivisa da tutti, del Piano di assetto territoriale, il nuovo Piano regolatore».
Sonic from Padova
April 19th, 2006, 05:00 PM
Mancano all’appello il rappresentante della fondazione Cassa di Risparmio e il presidente, che verrà nominato dalla stessa commissione
Auditorium, nominata finalmente la giuria
Tra gli architetti Fuksas, Byrne e Desvigne. I colleghi Botta, Podrecca e Chipperfield vogliono invece progettare
http://www.arcoweb.com.br/entrevista/fotos/6/entrevista6.jpg
Finalmente un altro passo in avanti verso la realizzazione dell'auditorium in città. A dire il vero, manca ancora un nome, ma la giuria che si occuperà del concorso lanciato dal Comune è fatta. Risponde ancora assente all'appello e verrà individuato domani il rappresentante della fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che si accollerà buona parte della spesa. Per quanto riguarda invece gli ordini professionali, le associazioni, l'Università, la Provincia e il Comune, sono undici i giurati pronti a mettersi al lavoro: gli architetti Gonçalo Byrne di Lisbona, Michel Desvigne da Parigi, gli italiani Massimiliano Fuksas e GianPaolo Mar e i prof. Mauro Strada (ingegnere, Iuav di Venezia), Giuliana Mazzi dell'Ateneo padovano e il maestro Claudio Scimone, mitico leader dei Solisti Veneti. E ancora il Comune ha designato l'architetto Luigi Favero come responsabile del procedimento e ha voluto in giuria anche i rappresentanti delle due associazioni che da anni si battono per avere una città della musica padovana: Carlo De Pirro (docente, compositore e critico musicale) del Comitato per l'auditorium e Giampiero Battaglia di Padova Auditorium. In commissione siederà anche l'architetto Guglielmo Monti, il soprintendente ai Beni architettonici del Veneto Orientale che ha voluto vincolare le due palazzine del primo Novecento che si affacciano da piazzale Boschetti su via Trieste, una bella sfida per i progettisti che così non potranno sbizzarrirsi sull'intero spazio oggi occupato dalla stazione delle corriere, ancora di proprietà della Provincia. La giuria del concorso conta anche tre supplenti: gli architetti Gianfranco Zulian e Luigino Gennaro e il prof. Sergio Durante. Alla segreteria tecnica c'è l'architetto Bruno Segato. Manca solo il presidente: sarà la stessa commissione, alla sua prima riunione, ad occuparsi della nomina scegliendo tra i suoi membri.
Hanno respinto al mittente l'invito a cimentarsi in giuria alcuni grandi nomi dell'architettura internazionale, che già conoscono Padova, per poter così liberamente partecipare al concorso: hanno infatti già preannunciato che intendono progettare il futuro auditorium padovano Mario Botta, Boris Podrecca e David Chipperfield. Niente giuria neppure per Rafael Moneo, che ha firmato l'auditorium di Barcellona: non poteva assicurare la sua presenza per almeno sei mesi, che lo vedranno impegnato per lavoro negli Stati Uniti.
Duplice il compito della giuria: esaminare in base ai titoli gli studi di architettura che intendono partecipare al concorso scegliendo i migliori dieci e poi selezionare tra i loro progetti il più adatto alle esigenze della nostra città. Se tutto va bene tutto l'iter dovrebbe concludersi entro il 2007: una volta pubblicato il bando, approvato dalla giuria, sulla Gazzetta Ufficiale europea e lasciati passare tre mesi per la presentazione delle candidature, ci vorranno altri otto mesi per far lavorare architetti e ingegneri. «Il nostro auditorium non dovrà soddisfare la voglia di musica dei padovani, ma di tutto il Nordest - commenta il sindaco, Flavio Zanonato - il concorso riguarda esclusivamente l'auditorium, e non il conservatorio. Non perchè non ci stia a cuore il destino del Pollini. Risorgerà nelle immediate vicinanze di piazzale Boschetti: allora sì potremo avere finalmente la nostra città della musica».
Ps : speriamo lo faccia Fuksas!
Sonic from Padova
April 19th, 2006, 05:01 PM
L’ASSESSORE ALL’URBANISTICA INDIVIDUA TRE AREE POTENZIALMENTE ADATTE, MA ATTENDE LE PROPOSTE DEI COMUNI DELLA CITTA’ METROPOLITANA
«Per il nuovo ospedale basta mezzo milione di metri quadrati»
Sul progetto di un nuovo polo ospedaliero lanciato giorni fa dall'Università (1000 posti letto per un costo di 1 miliardo di euro) torna a replicare l'assessore comunale all'Urbanistica, Luigi Mariani: «Intanto va chiarito che l'area attualmente occupata dall'ospedale civile non è di proprietà comunale, ma è divisa tra demanio (le mura cinquecentesche), Università e Regione e quindi una sua eventuale vendita non è così semplice. Inoltre lo spazio richiesto dall'Università, di almeno un milione di metri quadri, mi sembra eccessivo. Basta pensare che l'ospedale di via Giustiniani occupa circa 175 mila metri quadrati e che tutte le strutture sanitarie della città non vanno oltre i 350 mila. Credo che mezzo milione di metri quadrati al massimo sarebbero più che sufficienti. Non va poi dimenticato che l'attuale cubatura dell'ospedale è eccessiva: parliamo di 5 metri cubi per metro quadrato. Un'eventuale riconversione dell'area non potrebbe più mantenere questo dato, ma dovrebbe abbassarsi a 2 metri cubi, con evidentemente un guadagno notevolmente inferiore di quello preventivato riferendosi all'indice di edificabilità attuale».
«Nel vecchio Prg comunale non è prevista un'area per costruire un nuovo e grande polo ospedaliero - precisa Mariani - nel preparare il Pat il Comune però ha il dovere di indicare quest'area, anche se l'ultima parola spetta al Pati, ovvero a tutti i comuni della cintura. Il nuovo ospedale va quindi discusso e deciso a livello metropolitano. Già due Comuni si sono fatti avanti al riguardo. Legnaro propone di utilizzare un terreno che confina con Agripolis e su cui ha già messo gli occhi la Zip. Selvazzano offre invece l'area occupata dall'ex seminario. Padova, dicevo, deve dare almeno un'indicazione, anche se non può assicurare uno spazio troppo esteso per la zona destinata a verde. Dobbiamo tener conto anche dei servizi di trasporto pubblico, visto che saranno in migliaia gli studenti interessati, compresa un eventuale prolungamento della linea del metrobus».
Tre le ipotesi lanciate dal Comune per il nuovo ospedale padovano. Scartata la zona di Padova Est - «Con l'Ikea abbiamo già dato, meglio non intasare ulteriormente San Lazzaro» precisa Mariani - sembra più adatta quella destinata alla futura cittadella dello sport, attorno allo stadio Euganeo, «fermo restando che almeno un quarto del terreno, che si estende su circa 2 milioni e mezzo di metri quadrati, va preservato, come già deciso anni fa, per la realizzazione di impianti sportivi come il palazzetto e il velodromo». Altra zona papabile quella alla Mandria, ai confini con Abano, ben più estesa, ma occupata da un fitto reticolo di strade e da moltissime abitazioni. Da non trascurare una terza zona adatta al futuro policlinico, al capolinea del metrobus alla Guizza. «Ma attenzione, siamo ancora nella fase delle ipotesi - conclude Mariani - E non mancheranno altre proposte dai comuni dell'area metropolitana. Staremo a vedere».
Sonic from Padova
April 21st, 2006, 07:05 PM
Il sindaco Flavio Zanonato alimenta il dibattito e sottolinea l’esigenza di valutare tutte le ipotesi prima di prendere la decisione finale
«L'ospedale nuovo al posto del vecchio»
Secondo il primo cittadino non è da scartare l’idea di rigenerare l’attuale polo, creando parcheggi e viabilità idonei
http://www.sanita.padova.it/img/ospedale.jpg
«Il nuovo ospedale? E perché non farlo dove c'è il vecchio?». A prendere in considerazione questa eventualità è stato il sindaco Flavio Zanonato, che intende così avviare un dibattito e una riflessione sulla collocazione più opportuna per quello che è destinato a diventare uno dei poli sanitari più importanti del nordest.
Nei giorni scorsi, infatti, proprio il primo cittadino aveva annunciato che l'amministrazione sta valutando quale potrebbe essere l'area più adatta ad accogliere una struttura del genere e aveva aggiunto che comunque la scelta, alla fin fine, sarebbe circoscritta a tre zone: la Guizza, la Mandria e l'area attigua alla stadio Euganeo.
«Fermo restando che stiamo lavorando anche su questa possibilità - ha aggiunto il sindaco - vale la pena di valutare anche l'ipotesi di rigenerare l'attuale polo ospedaliero, abbattendo alcune strutture e realizzandone altre. Per realizzarne uno nuovo in un altro sito, serve una somma ingentissima: con questi soldi, quindi, penso che si potrebbero risolvere anche i problemi che evidenzia il complesso di via Giustiniani. Per esempio quelli del traffico e dei parcheggi, visto che nell'area attigua ai reparti gravitano quotidianamente migliaia e migliaia di persone, fra pazienti, accompagnatori, medici, infermieri e fornitori. Ribadisco, però, che non c'è da parte nostra un orientamento in un senso, o nell'altro. Bisogna valutare attentamente i pro e i contro di entrambe le soluzioni, prima di prendere la decisione definitiva su un argomento tanto importante per il futuro della nostra città».
Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva anche affermato che il polo ospedaliero del futuro dovrà essere collegato al resto della città dal tram.
Sonic from Padova
April 23rd, 2006, 11:41 AM
I progettisti dell’auditorium potranno sbizzarrirsi, ma con l’okay della Sovrintendenza
Meno vincoli sulle palazzine
Intanto la Fondazione ha scelto il professor Siviero dello Iuav per la giuria
Le palazzine che si affacciano su via Trieste e che sono state sottoposte a vincolo dalla Soprintendenza, in realtà potranno essere ritoccate, anche in maniera significativa. Ma a una condizione: che il progetto per la realizzazione in Piazzale Boschetti del nuovo auditorium di cui faranno parte integrante sia di grandissima qualità e, in questo caso, abbia l'avallo del Sovrintendente Guglielmo Monti, che farà parte della giuria che valuterà tutti gli elaborati pervenuti. La possibilità, come ha spiegato ieri Luisa Boldrin, assessore all'Edilizia Monumentale, è garantita dall'articolo 3 del Dpr 380 del 2001 che prevede appunto in caso di ristrutturazione edilizia questa eventualità per gli edifici di valore storico. Non è escluso, quindi, che le vecchie strutture siano destinate a subire modifiche considerevoli, anche se alcuni architetti che hanno avanzato le loro candidature per la progettazione, come Mario Botta e David Chipperfield, le considerano elementi stimolanti per la loro fantasia.
Intanto l'idea di progettare una struttura così importante a poca distanza dagli Scrovegni ha suscitato l'interesse dei maggiori studi di architettura del mondo, tanto è vero che molti autorevoli professionisti hanno cortesemente rifiutato l'invito a far parte della commissione, candidandosi, invece, proprio alla progettazione. A Luisa Boldrin è arrivata una e mail pure dal Giappone, firmata da Isozaki Arata, l'architetto che 7 anni fa aveva vinto il concorso per la realizzazione del secondo accesso alla Galleria degli Uffizi. «Prima di decidere - ha sottolineato il sindaco Flavio Zanonato - convocheremo un incontro pubblico durante il quale saranno i cittadini a dire come vorrebbero l'auditorium ai dieci qualificati progettisti che dovranno presentare le loro proposte». «Della giuria - ha aggiunto Luisa Boldrin - farà parte anche un paesaggista, perché la qualità dell'intervento deve essere garantita anche per il verde circostante: il nuovo auditorium dovrà dialogare sia con il Piovego, che con il complesso degli Eremitani. Ed è questa la sfida che viene colta con entusiasmo dai grandi dell'architettura contemporanea».Intanto la Fondazione Cassa di Risparmio ha indicato il nome del membro della giuria che ancora mancava. È quello del professor Enzo Siviero, docente di progettazione allo Iuav dei Venezia. Adesso, quindi, la Commissione che giudicherà i progetti per la realizzazione dell'auditorium è al completo. Gli altri undici membri, che rappresentano Comune, Provincia, Università e mondo associazionistico erano già stati designati. Si tratta di personaggi di grande prestigio, come quelli degli architetti Gonçalo Byrne di Lisbona, Michel Desvignes di Parigi, a cui si aggiungono gli italiani Massimiliano Fuksas e GianPaolo Mar; ci sono poi i professori Mauro Strada, ingegnere dello Iuav di Venezia, Giuliana Mazzi della nostra Università e il maestro Claudio Scimone, dei Solisti Veneti. Inoltre il Comune ha affidato la responsabilità del procedimento all'architetto Luigi Favero e ha inserito nella giuria pure due esponenti delle associazioni che da tempo sostengono l'esigenza di avere in città una struttura dedicata alla musica: Carlo De Pirro (docente, compositore e critico musicale) del Comitato per l'auditorium e Giampiero Battaglia di Padova Auditorium. Fra i commissari ci sarà ovviamente il Sovrintendente Guglielmo Monti, mentre membri supplenti saranno gli architetti Gianfranco Zulian e Luigino Gennaro, e il prof. Sergio Durante. Bruno Segato si occuperà della segreteria tecnica. Nel corso della prima riunione verrà indicato il nome del presidente, mentre la chiusura dei cantieri è prevista per il 2008.
«La commissione - ha detto ancora Luisa Boldrin, assessore all'Edilizia Monumentale - è composta da soggetti di grande prestigio e per noi è una grande soddisfazione sapere che la scelta sarà fra opzioni di qualità elevatissima».
Sonic from Padova
April 23rd, 2006, 11:47 AM
Angelo Boschetti nuovo presidente del Consorzio Zip
http://www.zip.padova.it/news/news060420/images/IMG_9708a.JPG
I 15 componenti dell'Assemblea del Consorzio hanno eletto nuovo presidente Angelo Boschetti. Presenti i massimi rappresentanti di tutti e tre gli enti soci di Zip: il presidente della Provincia, Vittorio Casarin; il sindaco di Padova, Flavio Zanonato; e il presidente della Camera di commercio, Gianfranco Chiesa, che – appunto – aveva rassegnato le sue dimissioni da presidente Zip.
Rinnovato anche il consiglio di amministrazione di Mip Engineering srl, società partecipata da Zip, con la riconferma alla sua guida dell'imprenditore Vincenzo de Stefani. Questo l'elenco dei consiglieri: Maurizio Mazzari, Roberto Ongaro, Luca Ruffin, Attilio Siviero, Antonio Vendraminelli e Oscar Zecchin
«Vogliamo capire quale futuro avrà la Zip»
Ascom: «Ci aspettiamo un Cda autorevole». Confesercenti: «Continuare a fornire servizi alle imprese»
Ormai è fatta, e da un paio di giorni la Zip ha un nuovo vertice. Angelo Boschetti presidente, e un Cda che dovrebbe accontentare tutti. Sul nome del successore di Gianfranco Chiesa in effetti i tre enti proprietari (Comune, Provincia ed Ente Camerale) si sono trovati d'accordo.
Ma non è detto che le categorie economiche del commercio (Ascom e e Confesercenti) esprimano lo stesso tasso di gradimento. Le sfumature in effetti non mancano. L'Ascom ad esempio, come suoi rappresentanti aveva proposto per iscritto due nomi: quelli di Flavio Manzolini e di Giancarlo Daniele entrambi suoi consiglieri.
«In tutti e due i casi si tratta di persone che conoscono bene la Zip - dice il presidente Fernando Zilio - Il primo come assessore provinciale alle attività produttive, il secondo come presidente del Map, il Mercato Agroalimentare. È chiaro che se la scelta fosse caduta su di loro saremmo stati più contenti». Battaglia persa quindi? «Non proprio - risponde Zilio - perchè nel consiglio di amministrazione è entrato anche Sergio Giordani, uomo autorevole in grado di rappresentare l'associazione e di costruire un dialogo. Con lui avrò un incontro tra un paio di settimane». Nomi a parte, l'Ascom punta ad avviare una discussione a 360 gradi su ciò che si vuole fare della Zip. Le preoccupazioni in effetti non mancano. Zilio le ricorda ancora una volta: il timore che l'area diventi commerciale, il pericolo che si ripetano cambi di destinazione d'uso come è avvenuto per il China market all'ingrosso di corso Stati Uniti. «Per questo motivo - continua il presidente dell'Ascom - ci aspettiamo che il Cda della Zip dimostri grande autorevolezza».
Zilio per la verità non ha mai smesso di puntare il dito contro la vecchia governance della Zip. «Vogliamo capire - ha detto recentemente - come mai tante aziende si sono trasferite all'estero e particolarmente in Cina, lasciando a casa molti dipendenti. E come mai tanti capannoni della Zona industriale siano desolatamente vuoti. Purtroppo vedo in giro tanta voglia di nuove aree commerciali. Decidiamo quindi una volta per tutte se mantenere la vocazione manifatturiera, oppure se circondarci di strutture come quella di Veneto City».
È una richiesta che Zilio rivolge non solo al presidente ma anche ai politici padovani.
Pienamente soddisfatto per la scelta di Boschetti è Nicola Rossi, presidente della Confesercenti. «Mi sembra un ottimo nominativo - spiega - L'abbiamo conosciuto quando era assessore comunale al commercio e ci siamo trovati bene. E poi, anche se è stato scelto dai politici, Boschetti è un imprenditore. Ma il vero nodo è ciò che si vuole fare della Zip, tenendo conto che non deve diventare un contenitore di attività commerciali al dettaglio ma un'area specializzata nei servizi alle imprese e con un occhio attento all'internazionalizzazione. Un veicolo prezioso insomma, per chi vuole conquistare nuovi mercati esteri, e uno strumento di riqualificazione non solo per la città, ma dell'intero territorio padovano».
Sonic from Padova
April 28th, 2006, 03:51 PM
La permuta dell’area Boschetti con quella del Pp1 fra Comune e Provincia non è stata perfezionata. La Commissione Urbanistica attende garanzie
Auditorium, si complica la strada del bando
E per cominciare ha bloccato il piano di costruzione degli appartamenti di lusso nella parte del Pp1 acquistata dai privati
Bell'affare questo auditorium. L'altro giorno è stato il turno della Commissione Urbanistica scoprire che il delicato gioco di incastri per inserire quest'opera pubblica nell'area gioiello della città è legato ad un misero pezzo di carta. Ovvero una lettera d'intenti della Provincia che si dichiara disposta a cedere piazzale Boschetti al Comune in cambio più o meno della stessa metratura dall'altra parte della strada, al Pp1, l'area dove oggi si trova il deposito della Sita.
Non ci sono ancora, allo stato attuale, una delibera di consiglio o di giunta che santifichino il passaggio. E il presidente della Commissione Urbanistica, Sandro Faleschini (Sdi) è categorico: «Sono procedure da attuare, prima di partire col bando. Che potrebbe anche avere vita propria, ma così è a rischio». Metti infatti che Casarin cambi idea. Insomma, avere almeno due pezzi di carta che dicano la stessa cosa da Comune e Provincia non sarebbe male.
Come non sarebbe male evitare di fare altre scoperte. L'altro giorno era di scena in Commissione la presentazione del planivolumetrico dell'architetto Podrecca che ha progettato che cosa nascerà fra via Trieste, via Valeri e corso del Popolo per la società che si è aggiudicata all'asta, il 23 marzo del 2004, i 24mila metri quadrati del Pp1 ai privati.
Ebbene, per il momento è stato congelato. «Non ci siamo trovati con le misure - dice Faleschini - In pratica non sapevamo dove si trova il confine tra l'area che è stata acquistata dai privati e quella pubblica». Insomma sembra che siano rimasti così pochi metri quadrati di area publica da rendere quasi impossibile la previsione di cubatura da metterci sopra.
L'area del Pp1 doveva essere di 33mila metri quadrati, di cui 24mila venduti ai privati con 100mila metri cubi di cubatura da farci sopra e 9mila rimasti al comune con la possibilità di 40mila metri cubi. Tanto è vero che in un primo tempo doveva sorgerci la nuova caserma della Polizia Municipale. Poi il Comune si è accorto che si è ristretta a 30mila e la sua area sarebbe di 6mila metri quadrati. Oggi sembra che sia ancora di meno e ovviamente non potrebbe contenere la cubatura prevista. Ragion per cui la Commissione ha chiesto che venga istruita una Conferenza di servizi che veda tecnici, Ufficio Patrimonio e privati insieme a tracciare i confini per stabilire che cosa è pubblico e che cosa è privato.
La questione è importante perché la permuta per far stare l'auditorium sul terreno della Provincia, all'ex Boschetti, prevede per il Comune di dare in cambio la previsione di cubatura, 34mila metri cubi, che la Provincia aveva intenzione di mettere sul piazzale, per poi venderla e ricavarci soldi. Se i metri cubi fossero di meno è logico che il Comune dovrebbe compensare in natura, cioè con soldi. Se restassero invece 40mila i metri cubi a disposizione, sarebbe la Provincia a dover compensare.
Ma forse c'è una soluzione a tutto, a vantaggio però dei privati. La Provincia ha fame di soldi, dove costruire nuove scuole, il liceo Marchesi in via Reni e il nuovo Valle nella zona degli istituti agrari a Brusegana. L'area pubblica al Pp1 vale almeno 10 milioni di euro. Potrebbe ospitare il nuovo Conservatorio in un altro gioco di permute col Comune che darebbe in cambio alla Provincia la sede dell'attuale, vicino a piazza Eremitani. Ma non è meglio vendere e incassare? Così i privati speculeranno in modo pulito e finiremo anche per ringraziarli.
Ps : Che palle! Ma quando incomincieranno a costruire stò benedetto complesso? Spero si diano una mossa che non cè la faccio più a leggere in continuazione sul giornale "Via libera all'Auditorium" e il giorno dopo "Stop Auditorium per le volumetrie" e bla bla bla.... ma vaffanculo! Fatelo e basta!
Sonic from Padova
April 28th, 2006, 03:53 PM
LA PROPOSTA SULL'AREA PUBBLICA
Relativa all'area Pp1 ed ex-gasometro
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(M.G.) Giancarlo Pavin, imprenditore edile, ex presidente del Collegio dei Costruttori, è il portavoce della cordata di imprenditori nostrani che si è aggiudicata il 23 marzo del 2004 l'asta per la vendita di 24mila metri quadrati nell'area più cara della città, ovvero il quadrilatero compreso fra corso del Popolo, via Trieste e le torri delle banche su via Gozzi, chiamata Pp1. La cordata "Progetto Pp1 snc" vede insieme la Belvedere snc, Bido Secondo Costruzioni srl, Cecar snc, Edilbasso spa, Gino Nicolini srl, Tieme costruzioni edili spa, Trevi costruzioni. L'idea è di costruire, dove adesso si trovano le corriere, 200 appartamenti di lusso con una media di 400 metri quadrati ciascuno. L'architetto svizzero Podrecca in un primo tempo aveva progettato palazzi di 5 piani dalla parte delle banche e altri di 10 piani affacciati su via Valeri con una torre di 17 piani all'angolo e una piazza al centro. «Adesso la situazione è cambiata - dice Pavin - Ci sono due torri nella zona verso la stazione un po' più alte di prima e non c'è più la torre ad angolo».
È tutto nel planivolumetrico presentato l'altro giorno alla Commissione Urbanistica che però l'ha sospeso. Tra i vincitori dell'asta e il Comune è già stato firmato da tempo il preliminare di vendita, che non è mai stato perfezionato perché il pagamento dei 30 milioni di euro è legato al trasloco dei bus della Sita alla stazione. «A questo punto speriamo che non ci siano più tempi lunghi - commenta Pavin - la voltura è prevista per il 30 settembre ma dev'essere fatta col piano urbanistico approvato dalla Commissione». E sareste interessati a comprare anche l'area pubblica oggi del Comune, domani della Provincia? «Certamente - ammette Pavin - credo che darebbe continuità al nostro progetto». E se in quell'area ci fosse il vincolo di fare il nuovo Conservatorio? «Abbiamo delle idee e ci candidiamo a costruirlo».
Sonic from Padova
April 28th, 2006, 03:54 PM
Abbattuti quattro "bagolari" malati di via Diaz
Si preannuncia battaglia invece per i due esemplari che fanno angolo con via Cadorna. Per il Comune andranno giù entro l’anno
Sarà ultimato questa mattina il taglio dei quattro bagolari ultradecennali di via Armando Diaz. Esemplari malati ("ragionevoli sospetti della compromissione dell'apparato radicale in aree non ispezionabili, presenza di patogeni fungini decompositori del legno, Ustulina deusta" si legge tra le ragioni dell'intervento nel foglio di notizie del Comune) che sono stati catalogati nelle categorie a rischio per quanto concerne la loro stabilità. Ieri l'abbattimento ha riguardato i celsis australis numero 26 e 32 (rispettivamente davanti alla casa di cura Diaz e fra ai numeri civici 5 e 7) e il numero 9 (sul lato opposto della strada in prossimità della scuola Teresianum).Il numero 16 sarà invece eliminato oggi. Gli alberi sono stati abbattuti con "depezzamento" (in pratica sono stati smontati) seguendo la tecnica del "treeclimbing" (ossia dell'arrampicata sull'albero con le corde). Tutti e quattro saranno rimpiazzati da nuovi esemplari della stessa specie: il 9 e 16 durante la prossima stagione invernale, il 26 e 32 dopo la realizzazione di adeguati siti di impianto.Le operazioni sono filate via lisce, senza ostacoli di alcuna sorta. Anche perchè i "difensori" dei bagolari, ieri mattina non presenti al taglio, avevano già fatto sapere mercoledì - per bocca di Roberto Marinello (consigliere dei Verdi nel consiglio di quartiere Quattro Est) - di non avere nessun motivo di opporsi, tanto più che gli stessi tecnici di loro fiducia avevano dedotto da una semplice analisi visiva che i quattro esemplari erano molto mal messi.Le operazioni di taglio però in via Diaz non si sono chiuse con gli esemplari sopra citati. I prossimi due bagolari a essere eliminati saranno entro la fine dell'anno i numeri 18 e 19. Proprio loro, quelli all'angolo di via Cadorna, fatti periziare dal comitato dell'omonima via e oggetto del lungo contendere con il Comune. La conferma arriva da Claudia Alzetta (responsabile ufficio alberature del settore Verde) e da Giovanni Morelli (agronomo della Ares di Ferrara, ditta commissionata dal Comune per le valutazioni di stabilità sui bagolari).«Verrà fatta sui due alberi una seconda indagine, come stabilito a distanza di un anno dalla prima, per vedere il corso della loro patogenicità - spiega la Alzetta - Ma entro il 2006 saranno comunque abbattuti. Purtroppo in questi mesi l'interferenza dei vari comitati ha rallentato quella che è una operazione di messa in sicurezza del viale». «Gli alberi da abbattere in via Diaz sono in tutto sei - aggiunge Morelli - Gli esemplari 18 e 19 sono stati potati in maniera severa perchè non cadessero. Saranno oggetto di una seconda indagine, ma già adesso non hanno i parametri per stare in piedi. E se non sono pericolosi oggi, lo diventerebbero in pochissimo tempo».
Sonic from Padova
April 29th, 2006, 04:21 PM
Il sindaco e l’assessore all’Urbanistica Luigi Mariani fanno il punto sulla questione dell’Auditorium, sostenendo che non ci sono problemi
Zanonato: «Entro un anno spostiamo le corriere»
I ritardi a loro avviso sono dovuti al fatto che c’erano da ultimare numerose procedure per il deposito della Sita
Per il sindaco Flavio Zanonato la questione è a posto. E sul fatto che non ci siano problemi è d'accordo pure Luigi Mariani, assessore all'Urbanistica. Entrambi, ieri nattina in Municipio, hanno fatto il punto sulla questione auditorium, dopo che nei giorni scorsi, durante l'ultima riunione della Commissione Urbanistica, era emerso il fatto che non esiste ancora, nero su bianco, un accordo in base al quale la Provincia si dichiara pronta a cedere Piazzale Boschetti (dove deve essere costruito appunto l'auditorium) al Comune, in cambio di una metratura analoga dall'altra parte della strada, cioè al PP1 dove attualmente si trova il deposito della Sita.
E per confermare la loro posizione di assoluta tranquillità, entrambi hanno assicurato che nel giro al massimo di un anno le corriere lasceranno la superficie del PP1 e verranno trasferite in quella di proprietà delle Ferrovie, situata dietro a Palazzo di Giustizia.
«Se siamo in ritardo con tutta l'operazione - ha osservato il sindaco - non è certo per colpa nostra. Quando ci siamo insediati a Palazzo Moroni abbiamo trovato questa situazione: l'area era stata venduta ai privati, ma tutto il resto era rimasto nelle intenzioni dei nostri predecessori. Un esempio? Per costruire al PP1 bisogna togliere le corriere e per toglierle bisogna avere un'alternativa, perché non possiamo fermare le corse della Sita, interrompendo un servizio fondamentale per i cittadini. L'area è stata individuata, ma abbiamo dovuto procedere con una complessa operazione urbanistica che ha coinvolto le Ferrovie. Non è stato semplice mettere in movimento tutto questo, ma adesso è stato fatto». «Con Pavin - ha detto ancora Zanonato - abbiamo parlato più volte, come si fa tra gentiluomini. E lo stesso è avvenuto con il presidente della Provincia Casarin, con il quale abbiamo concordato che al Comune passino i 36 mila metri cubi del Boschetti per costruire l'auditorium, in cambio dei 40 mila la PP1 che andranno appunto all'ente di Piazza Antenore. Alla fine il totale dei servizi resterà identico e uguale rimarrà pure la cubatura destinata a residenziale: sarà una permuta senza denaro e se ci sarà una differenza di soldi, sarà trasformata in una differenza di quote. Detto questo voglio sottolineare che l'attività di controllo dei consiglieri comunali è giusta e legittima; Faleschini, da persona intelligente qual è anche altre volte ci ha detto cose utili».
«La questione - ha precisato Mariani - è sostanzialmente una, e cioè che ci vuole tempo per mettere a fuoco tutti gli aspetti che sono rimasti in sospeso. Ci sono una serie di tasselli, concatenati l'un l'altro, che devono andare a posto. È per questo che ancora non c'è chiarezza. Per esempio il Conservatorio: attualmente è in una sede del Comune, ma quello nuovo potrebbe sorgere su un terreno della Provincia, la quale a sua volta potrebbe avere l'edificio attuale. Si potrebbe poi avere una gestione unica tra auditorium e conservatorio, in cui potrebbe essere coinvolta la Provincia».
Sonic from Padova
April 29th, 2006, 04:22 PM
DUE RUOTE
(ni.co.) Stanno per partire due nuovi cantieri per la realizzazione di altrettante piste ciclabili. La prima, lunga circa tre chilometri, sarà nelle vie Boccaccio-Forcellini: da Ponte dei Graissi, infatti, arriverà fino al tratto esistente appunto in via Forcellini, intercettando gli attraversamenti pedonali rialzati e interconnettendosi con il tratto riservato alle bici che da Ponte dei Graissi arriva a Ponte Ariosto, consentendo di bypassare la Stanga.
La seconda pista ciclabile, prevista su un percorso di un chilometro e mezzo, si snoderà attraverso le vie Machiavelli, Durer e Arcella andrà a completare l'asse principale via Aspetti-via Reni.
Come ha precisato Ivo Rossi, assessore alla Mobilità, il primo intervento verrà a costare 280 mila ero, e il secondo 260 mila.
Intanto proseguono i lavori per la realizzazione dell'asse ciclabile Zabarella-Forcellini che, una volta ultimato, servirà a liberare dalle biciclette le Riviere che sono state dichiarate off limits per le due ruote a causa della presenza della rotaia del tram, che finora ha provocato numerose cadute.
Sonic from Padova
April 29th, 2006, 05:47 PM
Foto storiche della ZIP - Ente Zona Industriale di Padova
Foto dello sviluppo di una delle zone industriali più grandi d'Europa.
Dal 1961 fino al 1981.
Idrovia Padova-Venezia
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Visione dall'alto del mandracchio di valle della Conca Romea e della struttura che consentirà il salto d'acqua da 8,80 a 14,50 m. verso Padova dei natanti fluviomarittimi.
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Consorzio Zona Industriale e Porto Fluviale di Padova
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14 maggio 1961 - Visita dell'on. prof. Amintore Fanfani, Presidente del Consiglio dei Ministri, alla ZIP.
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25 agosto 1961 - Visita dell'on. Calogero Volpe.
Il Sottosegretario è accompagnato dal Direttore della ZIP al sopralluogo del cantiere del primo tratto della tangenziale est dal casello autostradale a Strada Ranare. A sinistra si notano il cav. Trescato ed il geom. Zanon.
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25 agosto 1961 - Visita dell'on. Calogero Volpe.
Birra Itala Pilsen: l'ing. Michieli, Direttore dei lavori del nuovo centro imbottigliamento, accompagna il Sottosegretario di Stato nella visita al cantiere. A destra il dott. Galeazzo.
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Giugno 1963 - Veduta d'insieme del primo centro sociale costruito nella parte nord del comprensorio industriale.
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Luglio 1963 - Tangenziale est di Padova.
Cavalcavia sulla provinciale Vigonovese, destinata ad essere raddoppiata; lunghezza ml. 40 su quattro campate a travi semplicemente appoggiate.
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Febbraio 1965 - Si sta completando la posa del binario nel settore nord dell'area di attraversamento di Strada S. Marco.
Al centro della foto l'ing. Carlo Alberto Arengi e il Direttore della ZIP.
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Ottobre 1963 - Viale della Navigazione Interna nel settore del comprensorio industriale ha già molteplici aziende in attività.
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15 luglio 1965 - La Giunta Provinciale in visita alla ZIP.
Gli Amministratori assistono alle operazioni di scarico, dai battelli fluviali, dei cereali provenienti da Chioggia.
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Ottobre 1965 - Il cavalcaferrovia costruito lungo via Friburgo per superare la linea di raccordo a servizio del comprensorio industriale.
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29 aprile 1966 - Visita alla ZIP dei Consiglieri ed Assessori Provinciali incaricati della programmazione economica.
Gli Amministratori vengono ricevuti all'ingresso dell'Officina C. Miazzo dal Titolare.
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5 novembre 1966 - ore 10.10 - Momento della massima piena - Vista a monte.
E' da notare la differenza di livello tra l'argine sinistro e l'argine destro del canale.
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Febbraio 1967 - I capannoni delle nuove Officine Meccaniche Stanga in costruzione lungo Corso Stati Uniti.
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Aprile 1967 - All'ingresso occidentale della zona nord è in costruzione la sede della C.R.I.
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Aprile 1968 - I lavori della tangenziale est nel tratto Ranare - Piovese si avvicinano all'argine del Bacchiglione.
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15 giugno 1968 - Lavori di dragaggio laghetto in Corso Stati Uniti.
Ritrovamento di un tronco d'albero risalente al periodo preistorico (10.000 a.C.) - Foresta planiziaria - Scavo portato a quota -30 rispetto al piano campagna.
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Agosto 1968 - La contestazione sui muri della zona industriale.
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Maggio 1969 - Sono in corso i lavori di costruzione della Conca Romea.
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Luglio 1969 - In Via Uruguay il centro tecnico E.N.E.L. in corso di ultimazione.
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Ottobre 1969 - La ZIP sta per interessare i terreni del settore sud del comprensorio.
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Ottobre 1969 - Lo stabilimento Longato in corso di costruzione, in fregio a Corso Stati Uniti.
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Maggio 1970 - Cantiere della Conca Romea.
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Maggio 1970 - Il cantiere della Conca Romea. Visione dall'alto del mandracchio di valle e della struttura che consentirà il salto d'acqua da 8.80 a 14.50 m. verso Padova dei natanti fluviomarittimi.
Si notano le gettate già effettuate dei muri di sostegno del manufatto e del terrapieno di valle.
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16 luglio 1970 - Il Presidente Crescente illustra nella sala del Self Service i dieci interventi effettuati (cavalcavia, viadotti, ponti ferroviari, ecc.) sulla tangenziale est.
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5 dicembre 1970 - Il Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia ing. Lancetti e l'Ingegnere Capo del Genio Civile di Padova ing. Mantovani in visita ai lavori idroviari.
All'estrema sinistra si nota l'avv. Burlini.
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Marzo 1971 - Attraversamento stradale n. 2 - Strada Provinciale Granze in Comune di Padova. Particolare della campata centrale del ponte.
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Novembre 1971 - Una visione parziale del settore a sud del Piovego dove oltre cinquanta aziende hanno avviato l'attività, mentre a nord le ditte insediate assommano già ad oltre duecento.
In primo piano: a sinistra via del Progresso e a destra la tangenziale est con il ponte viadotto già costruito: a giorni verranno aggiudicati i lavori delle rampe di accesso, sciogliendo il grave ostacolo viario costituito dall'incrocio di corso Stati Uniti con viale Argentina.
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Maggio 1971 - All'incrocio di Viale dell'Industria con Corso Argentina il primo cavalcavia è già in avanzata fase di costruzione. Sono stati già inseriti nel terreno per le fondazioni oltre 90 pali di medio diametro e stanno ora per essere realizzate le opere fuori terra che serviranno di appoggio per il futuro cavalcavia.
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Aprile 1972 - La Conca Romea è quasi ultimata.
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Aprile 1972 - Nel settore sud della ZIP il quadrante nord orientale vede già la presenza di una ventina di aziende.
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Aprile 1972 - Foto aerea dei lavori della Conca Romea.
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Aprile 1972 - Lavori idroviari a cavallo del ponte idroviario n. 7.
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Maggio 1972 - Veduta aerea in primo piano dell'autostrada Padova-Bologna, del laghetto della ZIP in Corso Stati Uniti e della lottizzazione nord-orientale.
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9 novembre 1973 - L'Ingegnere Capo del Genio Civile di Padova ing. Franco Mantovani in visita alla ZIP.
Da destra l'ing. Gusso, l'ing. Baroncini, il comm. Galante e l'ing. Mantovani (Foto Gadi)
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3 maggio 1974 - Lungo la tangenziale est di Padova sono in corso i lavori per la costruzione dell'area della Ricerca Scientifica del C.N.R.
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Giugno 1974 - Lungo le ampie arterie stradali della zona industriale sono in corso di posa su letto di sabbia grandi tubi in cemento armato del diametro di 150 centimetri. Le dimensioni e la profondità rispetto alla quota stradale sono notevoli: ciò garantirà un soddisfacente recepimento e deflusso delle acque bianche. (Foto Gadi)
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Marzo 1975 - Al termine di Viale dell'Industria lo stabilimento per la lavorazione della frutta della ditta Di Lenardo, in costruzione.
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Febbraio 1976 - Il raccordo ferroviario, costruito dal Consorzio Zona Industriale e Porto Fluviale di Padova, raggiunge ormai una estesa lineare di circa quindici chilometri ed è utilizzato giornalmente da lunghe tradotte di carri merci che forniscono la materia prima di lavorazione alle industrie. Il servizio di traino vagoni è stato affidato pro tempore dalla Zona Industriale in gestione ai Magazzini Generali.
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Gennaio 1977 - Lo scavo dell'Idrovia Padova-Venezia ha raggiunto la zona industriale nella zona di Riviera Francia.
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Novembre 1977 - Sono in corso i lavori di costruzione della sede della ZIP e della sede della Comit. Sullo sfondo, a destra il C.E.R.V.E.D.
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Giugno 1978 - Centro Meccanizzazione Postale - Il più importante cantiere nella zona industriale padovana accelererà la distribuzione della corrispondenza e dei pacchi postali delle Venezie.
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12 giugno 1975 - Si prolunga il raccordo ferroviario fino al orientale della ZIP.
Da sinistra il geom. Nicola Marani, dell'Ufficio tecnico consorziale il Consigliere delegato gr.uff. dott. Giulio Tosato, il Presidente Bentsik con il Direttore.
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7 luglio 1978 - I giovani della Coop. Marte, oltre che ostacolare la costruzione dell'Interporto Merci di Padova, e quindi i piani di sviluppo della ZIP, si oppongono anche alla costruzione del porto fluviale.
Il cartello che appare nella foto non è frutto di un fotomontaggio.
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7 luglio 1978 - I trattori della Cooperativa Martiri della Libertà di Cadoneghe aderenti al COOP. seguono il corteo per poter iniziare lo scasso dei terreni già predisposti dalla ZIP per la futura sede della stazione merci di Padova e della nuova linea ferroviaria.
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7 luglio 1978 - La Cooperativa Marte, dopo avere preannunciato con manifesti e volantini nei giorni precedenti l'occupazione di immobili nel comprensorio della zona industriale di Padova, nella mattinata del 7 luglio 1978, ha convocato iscritti e simpatizzanti nel piazzale antistante la stazione F.S. di Padova.
Il corteo degli occupandi si muove verso la zona industriale preceduto dai vigili urbani di Padova e dalle forze di polizia.
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Settembre 1978 - I lavori per la costruzione dell'impianto di sollevamento delle acque nere nel settore del comprensorio industriale.
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7 luglio 1978 - La Cooperativa Marte, dopo avere preannunciato con manifesti e volantini nei giorni precedenti l'occupazione di immobili nel comprensorio della zona industriale di Padova, nella mattinata del 7 luglio 1978, ha convocato iscritti e simpatizzanti nel piazzale antistante la stazione F.S. di Padova.
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Febbraio 1979 - Il Presidente della ZIP avv. Crescente illustra i progetti attuati dalla zona industriale.
Da sinistra il Consigliere regionale Zoccarato, l'Assessore regionale prof. Rampi, il Presidente della Giunta Regionale dott. Orcalli e l'avv. Olivi.
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Maggio 1979 - Attraversamento stradale n. 1 - Strada tangenziale est Padova in Comune di Padova. Prospettiva del ponte a due carreggiate separate.
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Sonic from Padova
April 30th, 2006, 11:43 PM
IN VIA DIAZ
Protesta davanti a "ciò che rimane" dei bagolari segati: "No park: questo posto è riservato ad un nuovo albero"
"No parcheggio. Posto riservato a un nuovo albero". E' il cartello che i rappresentanti del comitato di via Diaz hanno picchettato ieri mattina davanti a ciò che rimane dei quattro bagolari abbattuti tra giovedì e venerdì, sul cui taglio lo stesso comitato aveva convenuto dato lo stato degli esemplari. «Un gesto simbolico - dicono - per evitare che si verifichi quanto accaduto anche in via Carducci, dove al posto di alberi che dovevano essere reimpiantati, oggi ci sono le macchine».
Si sono ritrovati in una dozzina sotto il celtis australis 18, oggetto del contendere con il Comune al pari del gemello 19, per esprimere alcune valutazioni. «Quando ci siamo opposti tre mesi fa - spiega Roberto Marinello (consigliere Verde del Quartiere Quattro) - l'abbiamo fatto perchè contestavamo il metodo di procedere all'abbattimento, ossia l'assenza di una informazione chiara e per tempo ai cittadini, la possibilità per gli stessi di presentare contro perizie. Noi ci siamo attivati con il 18 e 19, e il fatto che siano ancora in piedi è una vittoria per il comitato». Sull'abbattimento previsto entro il 2006 dei due esemplari, a noi ha ribadito giovedì scorso da Claudia Alzetta (responsabile ufficio alberature settore verde Comune), Marinello commenta: «Notizie ufficiali non ne abbiamo avute, ma se fosse così si tratterebbe di una provocazione molto grave a fronte di un nostro atteggiamento sempre responsabile. Ciò che chiediamo è una manutenzione accurata degli esemplari e che sulla base della seconda indagine ci sia una nuova discussione pubblica, prima di qualsiasi decisione». Presente era anche Simone Petrin, tecnico di fiducia del comitato. Che si è espresso sull'intervento di potatura dell'esempalre 18 (lunedì toccherà al 19): «E' chiaro l'intento di arrivare in poco tempo all'abbattimento - dice Petrin - Un intervento che lascia poche speranze. Il bagolare è una specie che tollera poco le potature e se vengono fatte ci sono dei limiti di rispetto nei tagli, perchè non devono superare i dieci centimetri di diametro. Qui invece sono abbondantemente superiori. Si poteva procedere in maniera più contenuta nel rispetto dell'esemplare e consolidare i fusti dominanti. Operazione che allo stato attuale non avrebbe più senso».
Wilhem275
May 2nd, 2006, 02:41 PM
Fantastico il post sulla storia della ZIP, è incredibile come alcuni manufatti non siano cambiati di una virgola (pensa al cavalcavia sulla Vigonovese).
Bravo! ;)
Sonic from Padova
May 2nd, 2006, 06:25 PM
^^
Grazie Wil!
Lettera di Mauro Giacon al Gazzettino sulla questione Auditorium al Piazzale Boschetti e alla lottizzazione del Pp1 per la costruzione di un residence di lusso.
È l'affare più lucroso della città, più ancora dell'Ikea a Padova est.
La faccenda del nuovo auditorium all'ex piazzale Boschetti rischia, se non sarà controllata dal Comune e dalla Provincia, di dare un vantaggio enorme ai privati che investiranno sull'area davanti al piazzale, quella chiamata Pp1, e di togliere per converso alla città dello spazio che avremmo potuto usare o per mantenerlo a verde pubblico o ancora per farci la nuova caserma della Polizia municipale.
Stando così le cose invece potremmo consentire a chi costruirà i nuovi appartamenti sul Pp1, dove adesso c'è il deposito della Sita, di fare il miglior affare della sua vita. Ovvero investire 40 milioni di euro e guadagnarne almeno 150. Se poi pensiamo che il nuovo auditorium di soldi ne costerà, da solo, altri 50 milioni, tutto l'affare vale oltre 200 milioni di euro.
Spiegare la vicenda non è semplice. L'area sulla quale nascerà l'auditorium è l'ex piazzale Boschetti. Così ha deciso il Comune. Ma quell'area è della Provincia che pensava, appena le corriere traslocheranno alla stazione, di costruirci appartamenti e negozi, lasciandone una grande fetta a verde per la città e anzi facendo un ponte di collegamento coi giardini Giotto. Ovviamente avrebbe venduto tutto per finanziarsi le due nuove scuole superiori che vuole costruire.
Il Comune le ha fatto una proposta. Dacci quell'area e noi ti diamo la nostra, il Pp1, che sta davanti a piazzale Boschetti. È la porzione che resta dopo che la Giunta Destro ha venduto 24mila metri quadrati all'asta a una cordata di imprenditori privati per 30 milioni di euro. Sono tutti imprenditori edili nostrani (per fortuna) con portavoce l'ex presidente del Collegio Industriali, Giancarlo Pavin. Le previsioni di cubatura (cioè la possibilità di edificarci sopra) sono simili in entrambe. A questo punto che cosa farà però la Provincia?
Il Comune tenta di convincerla ad ospitare sulla sua area al Pp1 il nuovo Conservatorio e offre in cambio alla Provincia lo stabile attuale, di via Cassan.
Il sindaco si sforza di dire che le due cose, auditorium e Conservatorio, sono due partite diverse. Ma chi potrebbe impedire a Casarin di rinunciare ai soldi che gli verrebbero dalla vendita di quell'area per fare cassa al posto del Conservatorio?
Se così fosse la situazione cambierebbe radicalmente. Il Comune ha in quella zona circa 9mila metri quadrati divisi in due lotti, uno più grande, verso la stazione, dove contava di fare la nuova caserma della Polizia municipale (ma oggi ci ha rinunciato) e uno più piccolo verso via Trieste, dal lato delle banche. Potrebbero essere messi all'asta e acquistate anch'esse dai privati. Se nel 2004, 24mila metri sono stati venduti a 30 milioni, nulla vieta di pensare che questi non ne valgano meno di dieci. La previsione degli imprenditori era di fare 200 appartamenti che potrebbero tranquillamente diventare 300. Ora, se prendiamo le ultime quotazioni della Findomestic in centro storico, il nuovo parte da 4.200 euro al metro quadro. Ipotizzando appartamenti solo di 100 metri quadri (ma si parla anche di 400 metri, circostanza che ne aumenterebbe di molto il valore) arriviamo facilmente a 126 milioni di euro. Un grande affare ma anche un'area totalmente cementificata. Così Legambiente o gli Amissi del Piovego si troverebbero d'un tratto dalla richiesta di avere un grande giardino supplettivo in piazzale Boschetti all'impatto fortissimo di un auditorium da un lato e di nuove palazzine, comprese torri di 17 piani, dall'altro. Il gioco vale la candela?
L'ipotesi di piazzare l'auditorium a piazzale Boschetti dunque presuppone la salvaguardia almeno della contropartita al Pp1 da una nuova speculazione urbanistica che non ci sarebbe stata se il Comune la sua area pubblica non avesse dovuto giocarsela con la Provincia. Alle amministrazioni il compito di cavarsela.
Mauro Giacon
PS : Io comunque sono favorevole al progetto di riqualificazione. Che ci facciano quello che vogliono, ma devono costruire qualcosa. Cè un vuoto in quell'area cosi triste...
Sonic from Padova
May 3rd, 2006, 04:11 PM
A tra poco i lavori di riqualificazione di Piazza Cavour.
Inizieranno il 15 giugno i lavori per la sistemazione di Piazza Cavour. Ieri mattina Luisa Boldrin, assessore ai Lavori Pubblici, ha annunciato che il cantiere il 15 maggio sarà affidato alla ditta padovana dei fratelli Gallo, che ha vinto la gara d'appalto proponendo un ribasso del 13,269\% sull'importo di partenza che era pari a 494.328,140 euro. A ottobre dovrà essere tutto finito. Fino a quella data, comunque, il cantiere non disturberà in alcun modo i plateatici del Caffè Cavour, del Pe Pen e del Brek. L'area interessata dall'intervento sarà delimitata da una sorta di parallelepipedo: questo, tra l'altro, impedirà, come avviene adesso, che la zona si trasformi in una sorta di pattumiera dove vengono buttati rifiuti di ogni genere. Il cantiere estivo, che ogni giorno chiuderà intorno alle 18, sarà alto otto metri dalla parte situata a ridosso del Liston e due metri vicino alla statua di Cavour.
A novembre, invece, sarà avviato il "cantiere invernale" che interesserà anche le aree che con la bella stagione vengono occupate dai plateatici: dovrà essere rifatta, infatti, anche la pavimentazione dell'intera piazza. Poi si deciderà dove collocare l'edicola e, soprattutto, come realizzare il progetto per la Piazza che era stato messo a punto dall'architetto Zambusi.
Sonic from Padova
May 3rd, 2006, 04:14 PM
Il presidente della Provincia boccia la richiesta del Comune. L’area che acquisterà perdendo l’ex piazzale Boschetti serve per guadagnare 13 milioni di euro
Casarin: «Niente Conservatorio al Pp1»
«Starà benissimo nelle palazzine salvate dell’ex Boschetti, insieme all’auditorium, e non fra negozi, uffici e abitazioni»
«No guardi, il Conservatorio starà benissimo nelle due palazzine primo Novecento dell'ex piazzale Boschetti che la Sovrintendenza ha voluto salvare. Lì sarà accanto all'auditorium, mi sembra il posto migliore. Non lo vedo proprio dall'altra parte della strada, al Pp1, fra negozi, appartamenti e uffici».
Le parole del presidente della Provincia, Vittorio Casarin, sono importanti. Perché santificano un concetto che, anche fra amministrazioni, va rispettato. Ovvero che gli affari sono affari. È stato il Comune a chiedergli di cedere l'area dell'ex Boschetti in cambio di un'altra, dall'altra parte della strada. E il Comune gli ha ceduto anche la previsione di cubatura, 35mila metri cubi. Queste due condizioni sono importanti perché servono a Casarin. La Provincia venderà area e cubatura ai privati. Ha bisogno di soldi per fare nuove scuole, non può andare tanto per il sottile. E quindi non può accettare la proposta del Comune di fare un sacrificio, dando di ritorno una parte della sua cubatura per permettere di fare un Conservatorio.
La situazione è complicata da spiegare ma semplice nella sostanza. Fare l'auditorium al Boschetti costerà non solo la cementificazione del piazzale che in principio doveva essere a verde e in un secondo tempo comunque libero dal cemento (due palazzine ristrutturate e un park sotterraneo) ma anche un ulteriore cementificazione del Pp1 a vantaggio dei privati.
Ieri mattina in verità l'assessore all'Urbanistica, Mariani, aveva provato a lanciare il sasso nello stagno. Al Pp1 il Comune ha due aree, una dalla parte di via Trieste, a fianco della banche, di circa 2mila metri quadri. E l'altra dalla parte che guarda verso la stazione, di altri 4mila. La potenzialità totale è di 40mila metri cubi. Di questi la Provincia ne prenderà 35mila. Quindi il Comune ne ha già 5mila di avanzo. A questo punto potrebbe tenersi l'area più piccola e concentrarvi tutta la sua cubatura, chiedendo o alla Provincia o ai privati di cedere un po' della loro per farci stare il Conservatorio, che richiederà minimo 15mila metri cubi, dice Mariani.
Con la prima ci sarebbe una compensazione, forse cedendo altre aree. Ai secondi verrebbe pagata con la vendita dell'edificio che dà su via Zabarella, sede dell'attuale Conservatorio e il resto dei soldi impiegato per il nuovo».
Ma Casarin non la pensa proprio così, anzi dimostra, dati alla mano, come la Provincia sia già in credito col Comune. E qui scopriamo nuovi particolari sull'accordo di permuta. «Intanto nella lettera con cui il sindaco mi chiedeva la permuta si parla di aree» dice Casarin, intendendo quindi tutte le aree, nessuna esclusa. «In secondo luogo i nostri tecnici e quelli comunali stanno cercando di capire come equiparare i valori. Noi abbiamo una perizia della "Reale Estate Pirelli" che ci dà un valore di 13milioni di euro dell'area Boschetti, con la cubatura prevista. Ora il valore dell'area che il Comune ci darebbe in contropartita con la cubatura prevista sopra e in base alla vendita dell'ultima asta ai privati, è di 12 milioni di euro. Quindi a mio avviso c'è 1 milione di euro che il Comune dovrebbe compensare. Noi abbiamo già due idee. O ci vende un terreno alla stazione per mettere le nostre corriere dentro il nuovo intermodale, oppure lo tiene come anticipo della nostra quota dentro il futuro auditorium». Un ragionamento che equivale a dire: cosa mi parlate di fare un sacrificio che avanzo già dei soldi... Comunque tutto sarà chiarito col sindaco in un incontro previsto o alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima.
E che destino avrà l'area del Pp1 una volta che sarà acquistata dalla Provincia? Andrà all'asta? «Probabilmente la cederemo alla nostra società finanziaria, la Finser che si preoccuperà di venderla».
Sergio
May 3rd, 2006, 04:14 PM
Infatti Sonic. E' una parte veramente molto bella di PD, lasciata al degrado più totale. Qualcosa ci va costruito, e sarebbe bello se fosse qualcosa di prestigioso.
Sonic from Padova
May 3rd, 2006, 04:20 PM
Credo che la questione della riqualificazione di quell'area trovi concorde la maggior parte dei padovani. Penso che quella zona sia la più adatta per realizzare qualche nuova struttura direzionale e residenziale.
L'importante è che completino l'autosilos su via Trieste. I lavori non sono ancora incominciati e non sò se avranno il coraggio di incominciare. Tutte quelle macchine dove cavolo andranno a finire?
Io pensavo ad una bella soluzione. Demolire tutte, ma tutte le fabbriche dismesse a ridosso della stazione (quelle vicino al parcheggio ex-Canova, oppure quelle lungo via Tommaseo) e creare qualche parcheggio provvisorio.
Poi quando completeranno l'autosilos, ci faranno qualcosa. :)
Nicux
May 4th, 2006, 06:06 PM
Bellissime le foto storiche della Z.I.P
Sonic from Padova
May 5th, 2006, 02:45 PM
Stamattina ho notato che hanno incominciato a fare la rotonda davanti al grattacielo verde. Pensavo ci costruissero il nuovo albergo, ma probabilmente il progetto seguirà la "linea" del progetto di riqualificazione voluto dalla Destro. Pertanto non ci saranno cambiamenti.
Un grattacielo verrà comunque realizzato nelle vicinanze. Guardando il rendering del progetto (localizzato vicino alla Chiesa della Pace, su via Tommaseo), si nota la collocazione dei nuovi edifici che verranno costruiti.
A questo punto mi auguro che i lavori procedano spediti!
Sonic from Padova
May 8th, 2006, 05:00 PM
http://i3.tinypic.com/xgbnt5.jpg
fonte : IlPadova
Dizzy
May 8th, 2006, 09:54 PM
PRIMO POST!
Ciao a tutti, son Francesco, di Padova (ovest, sotto i colli) ma studio a Venezia.
Precisazione non inutile, visto che ogni giorno mi godo dal treno il NET Center "in erezione" :D
Ieri ero capitato su questo forum e ho pensato di fare qualche foto dal treno.
Ora, la qualità non è ottima (provate voi a fotografare qualcosa attraverso i finestrini straonti dei magnifici interregionali di Trenitalia... e poi ovviamente c'è roba in mezzo, da alberi a tralici), ma la cosa interessante è che si capisce perfettamente la stranezza della forma del NET.
E' difficile spiegare a parole... pensate soltanto che queste foto sono state scattate a distanza di pochi secondi e scorrendo in linea retta di fianco al palazzo.
http://img438.imageshack.us/img438/6617/net16fc.th.jpg (http://img438.imageshack.us/my.php?image=net16fc.jpg)
http://img346.imageshack.us/img346/3722/net23bw.th.jpg (http://img346.imageshack.us/my.php?image=net23bw.jpg)
http://img340.imageshack.us/img340/5971/net39ys.th.jpg (http://img340.imageshack.us/my.php?image=net39ys.jpg)
http://img340.imageshack.us/img340/6979/net48se.th.jpg (http://img340.imageshack.us/my.php?image=net48se.jpg)
http://img188.imageshack.us/img188/3098/net50ww.th.jpg (http://img188.imageshack.us/my.php?image=net50ww.jpg)
Vedete l'impalcatura, sembra che l'inclinazione cambi a seconda della foto, nelle prime due verso destra e poi verso sinistra!
Ah, poi ero a Boschetti (sono un SITArolo chiaramente :D) e ho fotografato la palazzina d'angolo, quella per dire che ci si trova di fronte quando si attraversa via Vecchio Gasometro all'incrocio con via Trieste... ecco, se proprio vogliono tenere in piedi quella serie di sgorbi, quanto meno le mettessero a nuovo seguendo per tutte lo stesso stile di questa... che con quelle vetrate colorate secondo me avrebbe un effetto scenico notevole con una piazza davanti.
http://img188.imageshack.us/img188/2127/pict00257vx.th.jpg (http://img188.imageshack.us/my.php?image=pict00257vx.jpg)
http://img427.imageshack.us/img427/230/pict00288jp.th.jpg (http://img427.imageshack.us/my.php?image=pict00288jp.jpg)
...e per chi leggesse che non è mai stato a Padova, quando si parla degli "sgorbi di Boschetti" ci si riferisce a 'sta roba:
http://img392.imageshack.us/img392/9254/pict00275mk.th.jpg (http://img392.imageshack.us/my.php?image=pict00275mk.jpg)
:toilet:
GENIUS LOCI
May 8th, 2006, 11:59 PM
Benvenuto Dizzy :hi:
e sono sempre benvenute anche le foto di aggiornamento della Torre NET; anche se prese "in corsa" :)
Sonic from Padova
May 9th, 2006, 12:39 PM
Benvenuto Dizzy! Grazie per le foto del Net è del prestigioso edificio Boschetti :)
Fa piacere avere sempre gente nuova!
Sonic from Padova
May 9th, 2006, 12:54 PM
http://i2.tinypic.com/xlmgch.jpg
fonte : IlPadova
Sonic from Padova
May 9th, 2006, 07:30 PM
PARCO SCIENTIFICO GALILEO
http://www.galileopark.it/img/logogalileo02.gif
Il Parco Scientifico e Tecnologico Galileo di Padova si conferma ai vertici nazionali a livello di ricerca e innovazione tecnologica finalizzate al trasferimento di nuove idee e nuovi stimoli alle imprese e alla società. Comincia infatti questa mattina una delle settimane più esaltanti e prolifiche per la storia del Parco Galileo e dei suoi due satelliti operativi interni, Matech e Scuola Italiana Design. Verso l'ora di pranzo, a Roma, il direttore del Galileo Massimo Malaguti ed Elena Biasiolo di Matech saranno infatti accanto al sindaco della capitale Walter Veltroni per l'inaugurazione della Limonaia e del Villino Medioevale a Villa Torlonia. Il motivo? Semplice ed affascinante: all'interno del Villino verrà battezzata una nuova vetrina tecnologica dedicata ai ragazzi dagli 11 ai 17 anni per sperimentare percorsi ludico-educativi e scoprire un diverso approccio alla realtà. Matech infatti, dipartimento del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo, è partner di IBM-Italia, Bioparco di Roma e Zetema nella realizzazione della "ludoteca tecnologica" nel Parco di Villa Torlonia. Il progetto, vincitore di un concorso internazionale cui hanno partecipato istituzioni di fama internazionale quali il Science Museum di Londra, ha come obiettivo quello di fornire ai ragazzi adolescenti, che saranno i fruitori di questo centro, la possibilità di sperimentare in forma diretta nuove tecnologie in modo divertente e istruttivo. A Matech, partner selezionato dal professor Paco Lanciano, responsabile scientifico del progetto e già assistente di Piero Angela, è stato assegnato il compito di identificare e selezionare materiali e tecnologie innovative per la realizzazione sia dei giochi tecnologici che dell'area espositiva, coordinando a livello internazionale le relazioni con le aziende produttrici di tali materiali. Domani, poi, nell'Archivio Antico dell'Università di Padova (ore 9,30) ci sarà la presentazione dell'ambizioso progetto legato alla realizzazione di una rete satellitare per il Veneto. L'Università di Padova e la Regione sono infatti impegnate per attivare una rete regionale di posizionamento basata sui satelliti del Global Navigation Satellite System (Gnss). Come spiega Giorgio Pellizzaro, responsabile della Scuola Italiana Design realizzatrice del suggestivo web design di presentazione del progetto «l'obiettivo è garantire la copertura trigonometrica del territorio regionale con un servizio di precisione, affidabilità e standard di qualità in linea con quelli europei».
http://www.galileopark.it/img/img_gallery/impresa04.jpg
Sonic from Padova
May 13th, 2006, 02:28 PM
http://i2.tinypic.com/zkn77r.jpg
fonte : IlPadova
Sonic from Padova
May 14th, 2006, 12:44 PM
ECONOMIA
Padova è la dodicesima provincia italiana per dimensioni del reddito prodotto dal terziario, e per ora ha il 21\% delle imprese del settore nel Veneto.
Le attività terziarie contribuiscono con il 67\% al valore aggiunto prodotto nella nostra città. I servizi assorbono il 58\% dell'occupazione complessiva, la più alta rispetto alle altre province venete.Analizzando il biennio 2001-2005, va rilevato che il grande incremento ha riguardato i servizi di rete che rappresentano il 16\% del terziario. Un dato interessante è il peso dell'artigianato nei servizi. Mentre sulle imprese del manifatturiero quelle artigiane rappresentano il 70\%, su quelle dei servizi la percentuale è solo del 17\%. Il 63\% delle aziende, poi, utilizza servizi forniti da imprese esterne; quelli maggiormente richiesti riguardano per l'80\% la gestione fiscale, per il 74\% i servizi di import/export e per il 68\% la gestione informatica. I servizi che invece vengono meno richiesti all'esterno sono quelli che riguardano la ricerca e l'innovazione.
«Il dato forte, e per noi negativo - ha dichiarato Alessandro Selmin - è che Verona, Treviso e Vicenza da qualche anno sono più dinamiche di Padova nella crescita delle imprese dei servizi. Per non perdere posizioni dobbiamo impegnarci, anche in questo settore».
Sonic from Padova
May 14th, 2006, 12:46 PM
VOLTABRUSEGANA
Bloccata l'installazione di un'antenna vicino alla scuola
(m.a.) I Verdi bloccano l'installazione di una antenna della Wind nei pressi del cimitero di Voltabrusegana tra via Decorati al Valor Civile e via Falcone. L'azione di protesta è stata attuata, ieri mattina, dal verde Danilo Del Bello, insieme ad altri ambientalisti, che si è calato nella fossa dove dovrebbe essere impiantata l'antenna. Dopo qualche minuto di tensione con annesso l'arrivo delle forze dell'ordine, gli operai della Wind hanno desistito.
«Questo ripetitore per la telefonia mobile - spiega Danilo Del Bello - dovrebbe essere innalzato in un terreno privato accanto al cimitero. Siamo intervenuti perchè vicino al camposanto ci sono due siti sensibili: la scuola elementare Prati e un gruppo di case. Noi - sottolinea Del Bello - non siamo contrari all'installazione dell'antenna, è sufficiente che la Wind la sposti di un centinaio di metri per non arrecare disturbo ai bambini e agli abitanti del quartiere». «I Verdi - rammenta Del Bello - non si sono dimenticati delle altre battaglie contro le antenne. Presto torneremo alla carica per quelle posizionate sopra il tetto del garage di proprietà dell'Azienda Ospedaliera e gestito dalla cooperativa Giotto. Chi di dovere aveva detto che si sarebbe impegnato per fare qualcosa, invece non abbiamo più ricevuto risposte. Ricordo, che il regolamento comunale prevede che non si possano innalzare antenne vicino ai siti sensibili, come scuole ed ospedali, e che la loro collocazione debba essere sempre discussa con i residenti della zona interessata». Intanto l'assessore all'Ambiente Francesco Bicciato si sta prodigando per appurare se è possibile raggiungere un accordo tra gli abitanti di Voltabrusegana e la Wind. «Sto provando a vedere se la Wind, che ha il regolare permesso per installare l'antenna in quel preciso punto, è eventualmente disposta a spostarla di qualche metro. Per quanto riguarda le richieste di installazioni di antenne, ne abbiamo ricevuto 105 e di queste solo otto sono state accettate previa consultazione con i consigli di quartiere».
Sonic from Padova
May 14th, 2006, 03:06 PM
«In quartiere Armistizio-Savonarola ...
«In quartiere Armistizio-Savonarola sarà realizzata una passerella ciclopedonale sul Bacchiglione per collegare i rioni Sacra Famiglia a nord e Don Bosco-Paltana a sud». L'annuncio è stato dato dai consiglieri della Margherita del Cdq5: il vicepresidente Alessandro Sanco, Paola Lincetto e Rodolfo Cibotto coordinatori delle commissioni Urbanistica e Viabilità. «Si tratta - ha ricordato Sanco - di un'opera che i cittadini del quartiere attendono e sollecitano da molto tempo, che è stata davvero seguita con attenzione dalle forze della Margherita e che in questi giorni scorsi lo stesso assessore Rossi si è impegnato a realizzare». Il ponte sul Bacchigione, secondo i consiglieri, costituirà infatti una struttura nevralgica per tutta la viabilità ciclopedonale presente e futura della zona. I lavori per la nuova passerella, ora in fase di progettazione, potrebbero iniziare nella seconda metà del 2007, e avranno un costo di circa 760.000 euro, in parte già reperiti. «Con il nuovo manufatto - è stato detto - biciclette e pedoni e soprattutto i molti ragazzi che frequentano le piscine della Paltana, potranno finalmente spostarsi nel rione con maggior sicurezza evitando la pericolosissima via Vittorio Veneto». «La passerella - ha spiegato Lincetto - sarà costruita all'altezza di via Campidano. In tal modo chi proviene dalla Mandria seguendo le piste ciclabili potrà raggiungere il centro evitando il Bassanello, nodo già oggi supertraffico e che diventerà ancora più rischioso con l'entrata in funzione del tram. Inoltre il ponticello sarà la porta di accesso principale al parco del Basso Isonzo e metterà in collegamento tramite il lungargine Boschetto, le Brentelle con il rione don Bosco e con la Mandria avvicinando al centro storico anche i ciclisti di Brusegana». In attesa di ulteriori interventi, in via Vittorio Veneto saranno rimosse gradini e dislivelli dai marciapiedi.
Sonic from Padova
May 16th, 2006, 03:57 PM
A Montecitorio una delegazione con studenti, docenti e la preside del Tito Livio, dove il Presidente si è maturato, e l’assessore Piron
Napolitano invitato a Padova
Portavoce gli on. Naccarato e Giaretta, e Ruzzante, direttore del Gruppo dell’Ulivo alla Camera
http://www.elporvenir.com.mx/upload/foto/5/4/1/giorgio.jpg
Non è da tutti avere un presidente della Repubblica che ha studiato in una delle scuole della città. Ed è per questo che lo si può anche invitare per primi a ritornarci ufficialmente. È accaduto ieri in Parlamento quando una delegazione del Tito Livio con alcuni studenti, due professori e la preside Daria Zangirolami, grazie alla collaborazione fra l'assessore alle Politiche Giovanili Claudio Piron e il nuovo direttore del Gruppo dell'Ulivo, Piero Ruzzante, hanno potuto assistere alla proclamazione e prima ancora incontrare i parlamentari padovani Naccarato e Giaretta ai quali hanno chiesto di farsi portavoce della loro richiesta: avere il presidente Napolitano a Padova. Attraverso i parlamentari padovani è stato donato al Presidente un volume di memorie che racconta le storie degli studenti del liceo caduti durante la lotta di Liberazione.
«Potrebbe essere all'edizione di Civitas dell'anno prossimo, ma ogni data è buona per noi» ha detto l'assessore Piron anche lui a Roma. Si rinsalderebbe un dialogo che dura da molto. Quando ha compiuto ottant'anni il presidente ricevette un pacco da Padova, mittente il Liceo classico Tito Livio. Con sua sorpresa dentro ci trovò la pagella - zeppa di sette e otto - dell'anno scolastico 1941-42 quando era uno degli studenti dello storico istituto delle riviere. Allora aveva sedici anni o poco più. A gennaio, superate le ottanta primavere, ci è tornato e, accompagnato dal sindaco Flavio Zanonato, ha fatto visita ai luoghi di allora e tenuto conversazione con gli studenti di adesso.
A far incontrare parlamentari e delegazione è stato Piero Ruzzante, l'ex deputato Ds che era già orientato a diventare il nuovo segretario provinciale dei Ds. Il congresso si sarebbe fatto il 20 maggio dopo le consultazioni. Era tutto pronto ma la scorsa settimana il segretario Fassino lo ha scelto per diventare il nuovo coordinatore del Gruppo dell'Ulivo. «È un compito difficile, perché dovrò coordinare una struttura di 80 dipendenti, ma soprattutto il Gruppo dell'Ulivo che ha 218 deputati ed è il maggiore del Paese. Bisognerà far girare la macchina dell'Ufficio legislativo, economico, della stampa e della comunicazione. Ma soprattutto questa sfida per me rappresenta l'ambizione di far vivere il Partito democratico, un progetto in cui credo e che cambierà la storia d'Italia. Non mi vedrete più molto dibattere in pubbico - aggiunge - ma lavorerò dietro le quinte, il mio è un ufficio tecnico-politico che mi terrà ancora di più a Roma. Per questo ho accettato, non mi sfugge il valore straordinario di vivere questa opportunità, ma resterò collegato alla città. Qui stavo già dando vita ad un Centro studi sulla città futura».
Sonic from Padova
May 16th, 2006, 04:02 PM
Gli esponenti di Rifondazione Comunista si dissociano dal progetto Gregotti e dalla consultazione
«Si coinvolgano i cittadini»
Daniela Ruffini: «Ci sono dei problemi all’interno della maggioranza»
http://www.ingegneria2000.com/ultimi%20lavori%20-%20fotografie/3%20Sangati/vista%201.jpg
A loro avviso i cittadini non sono stati nè coinvolti, nè informati. E ritengono la cosa particolarmente grave, perché l'amministrazione di centro sinistra aveva fatto proprio della partecipazione il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale. L'assessore Daniela Ruffini, Giuliana Beltrane, Paolo Michelini e Giorgio Sacchetto, tutti di Rifondazione Comunista, ieri mattina in Municipio si sono soffermati sulla questione del "progetto Gregotti", che prevede la costruzione di quattro "torri" all'Arcella, una delle quali è già stata realizzata. In questi giorni sta per essere varato un referendum tra gli abitanti del quartiere 2, che ha per oggetto proprio il futuro dell'area centrale del quartiere, dove dovrebbe sorgere il tanto contestato progetto Gregotti, dando tre opzioni: realizzare l'intero progetto (cioè le tre torri); concretizzarne solo un pezzo (una torre), oppure lasciare tutto così com'è. L'assessorato alla Partecipazione affidato a Renzo Scortegagna ha ratificato i quesiti e fissato il voto per il 28 maggio. Gli esponenti di Rifondazione hanno contestato queste decisioni nel merito e nel metodo, astenendosi dal voto sia in consiglio di quartiere che in giunta. «La nostra posizione - ha sintetizzato Giuliana Beltrame - non trova posto nei quesiti referendari annunciati. Rifondazione, in accordo con altre forze dell'associazionismo, tra cui Legambiente, aveva proposto di avviare un percorso di progettazione partecipata per coinvolgere i cittadini nella definizione delle esigenze cui una riqualificazione di quell'area, vero e proprio centro del quartiere Arcella, avrebbe dovuto rispondere, esigenze sulla base delle quali bandire successivamente un concorso di progettazione. La fretta di realizzare il referendum sembra obbedire all'esigenza di sottrarsi al termine del 30 giugno, data che segnerà l'obbligo di servirsi l'obbligo di servirsi dei nuovi strumenti urbanistici. Organizzare una consultazione in due settimane è assurdo. Lanciamo un appello affinché si metta da parte la fretta e si organizzi una consultazione vera come primo passo verso il coinvolgimento dei cittadini nella definizione di un nuovo progetto».
«Nella maggioranza - ha detto Daniela Ruffini - è innegabile che ci siano dei problemi, oltre a questo. Su una cosa importante come il progetto Gregotti si doveva restare uniti e rispettare quello che diceva il sindaco».
Nicux
May 17th, 2006, 01:57 PM
Il tito Livio :) Schola mea
Sonic from Padova
May 18th, 2006, 03:49 PM
AUDITORIUM E NUOVA CITTADELLA DELLA MUSICA
«Il Conservatorio lo faremo al Pp1». L'assessore all'Urbanistica, Luigi Mariani, è deciso. Non lo intimorisce il fatto che il presidente della Provincia Casarin abbia bocciato l'idea, non volendo "regalare" neanche un metro dell'area che il Comune gli ha dato al Pp1 in cambio dell'ex Boschetti.
«Sono d'accordo col sindaco sul fatto che non lo si debba pensare contemporaneamente all'auditorium, però siamo fermamente convinti di farlo. E per questo metteremo in vendita, o in permuta, il palazzo su via Eremitani che ospita l'attuale Conservatorio. Tranne il Pollini che resterà al Comune».
Questa presa di posizione prevede delle conseguenze immediate. Prima di tutto le due palazzine Novecentesche vincolate non vedranno ospitato il Conservatorio, situazione che porterà ad arretrare la massa di cemento protesa verso il fiume. Quindi avremo un insieme più armonizzato con l'area dei giardini e più verde. In secondo luogo il Conservatorio sorgerà in un'area di circa 2mila metri quadrati che dà su via Trieste che il Comune vorrebbe salvare dalla Provincia. Spieghiamo meglio. Il Comune ha assicurato alla Provincia, in cambio dell'ex piazzale Boschetti, la stessa possibilità di cubatura che ci aveva sopra, però piazzata al Pp1. Se questi 34mila metri cubi previsti la Provincia li facesse stare solo su una delle due aree del Comune, quella più grande da 4.100 metri, il Comune potrebbe utilizzare quella più piccola per fare il Conservatorio. Bisogna vedere che cosa ne pensa la Provincia che ha intenzione di vendere tutto per incassare soldi e fare nuove scuole. Se Comune e Provincia però si mettessero d'accordo che i privati possono intervenire solo sulla porzione di 4mila metri quadrati, il resto il Comune potrebbe giocarselo.
«Se manteniamo i 2mila metri quadrati possiamo farci 15mila metri cubi sopra e poi, trattandosi di una scuola, potremmo anche andare in deroga» dice Mariani. Insomma il nuovo Conservatorio sarebbe costituito da una palazzina alta tre piani che poi potrebbe essere magnificamente raccordata all'auditorium, chiudendo via Trieste, un progetto di cui già il sindaco ci aveva parlato più di un anno fa e che sarebbe contenuto anche nelle idee che la cordata di imprenditori padovani che ha acquistato per 30 milioni di euro 30mila metri quadrati del Pp1, avrebbe presentato alla Commissione Urbanistica.
Sonic from Padova
May 19th, 2006, 08:43 PM
Musica a tutto volume, spritz e maxischermo in piazza
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In tono minore, ma la terza beffa di fila contro l'ordinanza anti-spritz (chiusura anticipata alla mezzanotte anziché alle 2 di venti locali tra piazze e Ghetto) targata Flavio Zanonato va ugualmente in scena. Il mercoledì universitario si è regolarmente consumato in piazza delle Erbe dalle 20.45, ora in cui i Disobbedienti hanno proiettato su uno schermo la finale di Coppa dei Campioni, fino a dopo l'una grazie alla musica sparata a tutto volume sempre dai no global.
Indiani padani che per l'occasione, hanno attrezzato la piazza con una serie di cestini per la raccolta delle immondizie e due bagni chimici posizionati sopra un camion. Dunque, dal tre maggio giorno dell'entrata in vigore del provvedimento comunale, sono stati tre i mercoledì sera in cui il centro storico è stato preso d'assalto dagli studenti. Se, però, le prime due volte si è registrato un afflusso di quasi 4 mila persone, l'altra sera in piazza non ne sono arrivate più di 2 mila. Forse sono iniziate le sessioni d'esame e gli universitari preferiscono concentrarsi sullo studio. A controllare la situazione, insieme agli agenti della Digos e ai Vigili Urbani, l'assessore alla Polizia Municipale Marco Carrai.
«Questa volta le unità presenti sulla piazze sono di meno rispetto ai precedenti mercoledì. Tuttavia, il suono della musica è assordante e per chi abita qui vicino diventa un serio problema». A distribuire lo spritz in centro non c'erano solo i Disobbedienti, ma anche militanti del Cpo Gramigna e in via Locatelli al civico 1 il Collettivo di Scienze Politiche che nella mattinata di mercoledì ha occupato uno stabile di proprietà dell'Irpea (istituti riuniti padovani di educazione e assistenza). Allo scoccare della mezzanotte in piazza delle Erbe i no global hanno sparato in cielo, come ormai da tradizione, tre fuochi d'artificio. Il segnale che la festa può cominciare. Terminato il rave party il selciato della piazza, nonostante la buona volontà dei Disobbedienti di portare cestini e bagni chimici, è lo stesso sudiciume di sempre. Bottiglie rotte, bicchieri di plastica, lattine, cartacce, rivoli di urina, chiazze di vomito ed escrementi di cane. Intanto, sembra che sia previsto per oggi un altro incontro tra il sindaco e il comitato "Bar per il centro".
«Stiamo aspettando - spiega il presidente Federico Contin - che Flavio Zanonato parli con i residenti per capire se alcuni locali, sicuramente non quelli tra il Ghetto e piazze delle Erbe, potranno tenere aperto almeno fino all'una».
Sonic from Padova
May 19th, 2006, 09:15 PM
GRANDI STRUTTURE
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È uno spazio che fa gola a molti. Oltre 50 mila metri quadrati in pieno centro storico. Le sorti dell'ex caserma Prandina, immersa in un mare di verde tra via Orsini Riviera San Benedetto e Corso Milano, si decide in queste ore, visto che il Ministero l'ha messa all'asta per venderla al migliore offerente, come sta facendo con altre strutture demaniali situate in varie zone dell'Italia.Per la verità l'amministrazione nelle scorse settimane aveva chiesto di prendere in affitto una parte della superficie per adibirla a parcheggio, ma la risposta non era mai arrivata perché evidentemente si stava aspettando la conclusione dell'asta per stabilire la destinazione dell'ex caserma.
«Certo - spiega Luigi Mariani, assessore all'Urbanistica - chi la comprerà dovrà poi venire a parlare con noi per concordare cosa farne, visto che è allo stato attuale delle cose è destinata a verde. La superficie, sulla quale ci sono anche numerosi capannoni vuoti, è uno dei punti del Pat che sarà oggetto di recupero, come altre zone dismesse. La nostra idea per l'ex Prandina era quella di realizzare un enorme parco cittadino e un parcheggio interrato, con ingresso e uscita da via Orsini, dove si sarebbero potuto lasciare centinaia di macchine e da lì arrivare comodamente a piedi in pochi minuti. Avevamo provato a ottenere parte della superficie in locazione, ma non è stato possibile».
In passato era emersa anche l'ipotesi che una porzione dell'ex Prandina potesse essere destinata a ospitare l'ostello della gioventù, struttura che manca in città; un'altra soluzione, che era stata proposta dal vice sindaco Claudio Sinigaglia, era quella di realizzare i posti di accoglienza per i giovani turisti nell'edificio che ospita le scuole dei Padri Rogazionisti. Quanto all'auditorium, visto che di nuovo in questi giorni erano emerse altre ipotesi, Mariani ha detto che il discorso è chiuso: si farà al Boschetti e il 10 giugno arriverà il documento preliminare di progettazione.
Sonic from Padova
May 20th, 2006, 03:49 PM
Il Comune e la Mdm di Brescia che ha comprato 67mila metri quadrati davanti all’Ikea, nell’area più ambita del Veneto, si sono accordati sugli insediamenti
Un affare da 50 milioni di euro a Padova est
La società verserà 10 milioni di euro per la terra. In cambio aprirà cinque medie strutture di vendita, ristoranti e sale fitness
La Giunta ha deciso che nell'ultimo pezzo di Padova est ancora a verde nasceranno megastore, ristoranti, sale fitness e via discorrendo. E ieri, in Comune, c'è stata la firma sull'accordo che porterà una società bresciana, la Mdm del finanziere Narciso Mensi, a investire 50 milioni di euro sull'area, trasformando definitivamente Padova est nell'alternativa a "Veneto city".
Due anni e mezzo. Di soldi non pagati, di ricorsi al Tar, di baruffa col Comune. È stata dura convincere Zanonato ad aprire altri megastore a Padova est dopo l'esperienza di Ikea. Il sindaco quando aveva visto il progetto della Mdm che ha comprato all'asta, nel settembre del 2003, la terra che sta dall'altra parte della strada rispetto all'Ikea, per poco non faceva un colpo. La Mdm aveva previsto 10 medie strutture di vendita (tanti piccoli Media World per intenderci). E il sindaco non ci aveva visto più. «Basta, blocco tutto». La Mdm aveva avuto dalla Giunta Destro assicurazioni precise: comprate che approveremo un piano urbanistico adeguato ai vostri insediamenti. Ma non aveva fatto in tempo ad presentarlo in consiglio comunale.
Dopo le elezioni ci si era mezzo di mezzo il disastro Ikea. E il sindaco era stato chiaro con i bresciani: dovete dimezzare il vostro piano di investimenti ovvero da dieci a cinque strutture, se volete aprire. Un danno enorme per la Mdm che dapprima aveva puntato i piedi: siamo in regola, abbiamo presentato le domande prima della legge regionale che blocca i grandi insediamenti commerciali e sia il settore Urbanistica della Regione che quello del Commercio ci hanno dato ragione. Lo stop del Comune non ha senso e nemmeno l'aut-aut. Così il 20 gennaio dell'anno scorso ha fatto un ricorso al Tar, tutt'oggi pendente.
«Poi abbiamo capito che così non saremmo andati da nessuna parte» dice il portavoce, l'avvocato padovano Sergio Dal Prà, che ha aperto una trattativa durata un anno. Perchè alla Mdm interessava investire in quella che, anche grazie all'Ikea, è diventata per gli immobiliaristi l'area più appetita del Veneto. Tanto è vero che oltre ai 52mila metri quadrati acquistati all'asta dal Comune aveva preso altri 12mila metri dalla famiglia Di Lenardo e altri 3mila dall'Autostrada, spendendo altri 8 milioni di euro. Ma non certo per farci crescere i ciuffi d'erba. È così che da 25mila metri quadrati coperti di previsione iniziale è passata a 12.500, metà, come voleva il Comune. Ma la restante parte, altri 12.500 potranno essere impiegati per farci ristoranti, sale fitness, o esercizi aperti al pubblico.
Insomma, assisteremo al raddoppio della cementificazione dell'area che, si spera presto, sarà tagliata in due dal nuovo viadotto per riuscire almeno a muoversi. Fra l'altro ci sarà un sottopasso, chiesto dall'Ikea, che unirà le due aree. E, tanto per chiudere il quadro, vedremo in azione anche gli insediamenti previsti nei due edifici dietro l'Ikea, di 11mila e 6mila metri, costruiti dalla società "Padova est spa" (Marchi, Endrizzi, Stefanel).
Adesso il Comune dovrà dare il via libera su tutti i fronti. In cambio della riduzione da 10 a 5 medie strutture di vendita la Mdm ha chiesto che il Comune entro 90 giorni approvi il piano urbanistico attuativo "e rilasci contestualmente le licenze commerciali". Quindi: pronti, via. In cambio si impegna a saldare 10 milioni di euro entro 30 giorni dall'approvazione del piano e dal rilascio delle autorizzazioni commerciali (mica stupidi). Infine rinuncerà al ricorso al Tar.
Ps : Mi domando come cavolo faranno a costuire altri centri commerciali...bah!
Sonic from Padova
May 20th, 2006, 03:51 PM
Riepilogo nuovi progetti di lottizzazione e riqualificazione urbanistica [20.05.06]
AREE PT1, PT2, PT3: zona polifunzionale di trasformazione. Alberghi, commerciale, grandi strutture (max. 70\%) residenziale (10\%) Verde pubblico (11).
PT1: area ex Stimamiglio. Privata, 10mila metri quadrati; previste grandi strutture di vendita. Nessun investimento per ora.
PT2:area ex comunale: 52mila metri quadrati venduti all'asta a settembre 2003 per 11 milioni 750mila euro alla Mdm di Brescia. Previsti 5 negozi di media superficie (da 2500 metri quadrati), ristoranti e sale fitness. Mdm ha acquistato altri 15mila metri da privati, per altri 7-8 milioni di euro. Investimento previsto almeno 50milioni di euro.
PT3: Area privata, 81mila metri quadrati. Ikea su 30mila metri più maxi ristorante e due altri edifici commerciali, dietro, uno da 11mila e l'altro da 6mila metri quadrati. Li sta finendo la società "Padova est spa". Investimento 70milioni di euro.
PT4:nel nuovo lotto contiguo a "Padova 1" previste destinazioni direzionali e commerciali.
AREA ID: Interfaccia regionale. Alberghi, commerciale, grandi strutture compreso alimentari (max.75\%). Ex terreno di proprietà della Fiera, 268mila metri quadri ora del Comune. Auchan ha proposto di trasferirsi lì triplicando la superficie attuale di 21mila metri quadrati. Investimento di 35 milioni di euro comprese le strade e i parcheggi pubblici promessi. Il piano è stato bloccato dall'amministrazione.
IR1-IR2: zona di trasformazione integrata. Alberghi, commerciale, (max.60\%) ma anche locali di spettacolo e discoteche.
IR1: area ex Sidercomit, 40mila metri quadri di proprietà Edilbasso, si affaccia su via S. Marco. Investimento di 145milioni di euro. Già nata due palazzine per uffici, in costruzione il Net Center, un grattacielo di 20 piani che si troverà al centro.
IR2:area ex Finpe, 250mila metri proprietà EdilBasso, nella quale nasceranno fino a 700 appartamenti ma destinata anche a commerciale fino al 50 per cento. Investimento per ora non quantificato.
Sonic from Padova
May 24th, 2006, 04:05 PM
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fonte : IlPadova
Sonic from Padova
May 24th, 2006, 04:07 PM
IN VIA ASPETTI DA LUNEDÌ
Ancora scavi per cercare la bomba
Riprenderanno lunedì i lavori di ricerca dell'ordigno bellico del secondo conflitto mondiale in via Tiziano Aspetti (angolo via Lombardo) all'Arcella. A essere scandagliata sarà l'area del distributore della Tamoil, dato che le ispezioni sul suolo comunale effettuate oltre un mese fa hanno già dato esito negativo. Ieri l'iter autorizzativo per la prosecuzione delle operazioni all'interno dell'impianto Tamoil - procedura avviata lo scorso 8 maggio sulla base dell'istanza presentata dal Comune all'autorità militare - si è formalmente concluso. All'ufficio Bcm (Bonifica campi minati) V. reparto infrastrutture di vicolo San Benedetto sono stati convocati i rappresentanti del Comune e quelli dell'Ageo di Manfredonia (la ditta, tra quelle iscritte a un registro speciale, incaricata dal genio militare alla ricerca e che ha già effettuato le indagini sul suolo pubblico) per la sottoscrizione di accettazione degli atti. Di fatto la pratica è stata autorizzata dal comando superiore del genio "Dife" di Roma, il che comporta per l'appunto l'operatività del nulla osta - e prescrizioni annesse - rilasciato alle parti, che contiene le modalità operative della ricerca in base al decreto luogotenenziale 320 del 1946.
Considerati i numerosi sottoservizi presenti nell'area, gli scavi saranno effettuati dagli uomini della Ageo con l'affiancamento di personale brevettato Bcm. E verranno utilizzate sonde speciali "Foerster", solitamente impiegate nella ricerca di ordigni. Quanto all'onere finanziario, è il Comune che in questa fase se lo sta accollando per intero (il costo complessivo si aggira sui 40 mila euro), in attesa poi discutere con la Tamoil l'eventuale ripartizione della spese a seconda che venga trovato o meno l'ordigno del 1944.
La ripresa dei lavori nel cantiere, rimasto sempre aperto in queste settimane di "stallo" e che da questa mattina verrà riorganizzato in vista di lunedì, consentirà finalmente di sciogliere a breve ogni dubbio sulla presenza o meno della bomba. La ricerca dovrebbe focalizzarsi in primis nel punto più sospettato all'interno del distributore, ossia nelle vicinanze dell'edificio che ospita il ristorante indiano. Interrogativi che saranno sciolti, a cominciare dalla presunta presenza della spoletta di cemento messa a suo tempo a protezione dell'ordigno bellico e forse già rinvenuta nelle prima fase delle operazioni.
Sonic from Padova
May 24th, 2006, 04:10 PM
INFRASTRUTTURE
Salve le due direttissime
Le due "direttissime" previste dalla curva Boston per Abano e Selvazzano e che l'Anas voleva bocciare, sono salve. Ci hanno pensato il Comune e la Provincia che garantiranno il finanziamento di 11 milioni di euro che l'Anas improvvisamente ha detto di non poter più assicurare. Ieri l'annuncio del presidente della Provincia Casarin insieme ai due assessori, Domenico Riolfatto per le opere pubbliche e la viabilità e Ivo Rossi per la Mobilità del Comune.
«Abbiamo la ferma volontà di far partire le due opere - ha detto Casarin - e faremo pressione sull'Anas perché i fondi non siano ritirati, anche perché fanno parte di un preciso accordo di programma». L'accordo di programma fra gli enti locali e l'Anas era stato firmato il 18 febbraio del 2002 e il 12 settembre di quello stesso anno era avvenuta la firma a Roma per le convenzioni e l'avvio dei progetti. E proprio adesso che coi progetti esecutivi terminati si pensava di far partire il bando per l'appalto delle opere è arrivata la doccia fredda con la lettera del direttore generale Claudio Artusi che informava Veneto Strade, la Regione, la Provincia e il Comune "che in considerazione delle ridottissime risorse economiche destinate all'Anas dalla legge Finanziaria 2006 per i nuovi investimenti, attualmente non è possibile assicurare il contributo previsto".
«Ebbene noi ci aggrappiamo a quell'avverbio, "attualmente", per sperare che i soldi ritornino - ha detto Riolfatto - ma vogliamo aprire il bando per l'appalto ai primi di giugno, aggiudicare i lavori a settembre e cominciare l'opera tra la fine dell'anno e l'inizio del 2007. Per Abano invece i tempi tecnici slitteranno di due mesi». «Tecnicamente Provincia e Comune faranno due delibere nelle quali si impegnano a pagare la differenza nel caso l'Anas non potesse effettivamente pagare» aggiunge Rossi. Ma è evidente che i costi sarebbero alti per tutti: le due opere producono un investimento complessivo di 43 milioni di euro. Finora 3 li metteva Abano e 3 Selvazzano, 8 la Provincia, 6 il Comune, 11 l'Anas e 12 la Regione.
La direttissima per Abano partirà dalla curva Boston, correrà parallella alla ferrovia per Rovigo, passerà dietro all'Oic alla Mandria e a fianco del cavalcavia per finire dietro il P1, cento metri dopo la rotonda per Abano in direzione del capoluogo termale. Lunghezza 5 chilometri. La bretella per Selvazzano, quasi 3 chilometri, partirà sempre dalla Boston, pssando per l'ex Polveria a Brusegana e proseguendo dietro al seminario minore per immettersi sulla provinciale 89, la strada dei colli, all'altezza della deviazione per Saccolongo (ai laghetti per intenderci).
Sulla questione interviene anche Tosca Cecchinato, consigliere provinciale Ds: «Ho ricevuto numerose proteste dei cittadini per questo stop. Le nostre istituzioni devono fare ogni forma di pressione, perchè sono opere attese da anni e per le quali sono state raccolte firme». Anche il neodeputato Alessandro Naccarato ha inoltrato un'interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere "quali iniziative verranno attuate dal governo per reperire con urgenza il finanziamento per l'Anas".
Sonic from Padova
May 24th, 2006, 04:13 PM
Lavori di ristrutturazione di P.zza Cavour
Lunedì 29 si comincia. È stato fissato, infatti, il giorno in cui verranno avviati i cantieri per la sistemazione degli spazi interrati di Piazza Cavour. Non sarà un intervento invasivo, nel senso che non inciderà minimamente con quanto c'è in superficie, e cioè i plateatici e l'edicola, che non verranno condizionati dai lavori.
L'intervento proseguirà fino al 31 ottobre prossimo, mentre dal primo novembre gli operai si trasferiranno in superficie, per effettuare l'intervento di ridisegno della Piazza, sul quale, però, si sta ancora discutendo.In questi giorni, quindi, verranno montati i maxi pannelli che fungeranno da perimetro all'area interessata, peraltro limitata, che riguarda questo primo stralcio di lavori: in pratica, la zona oggetto del cantiere è quella centrale, da dove si accede alla parte interrata.«Vedremo - ha spiegato Luisa Boldrin, assessore ai lavori Pubblici - una sorta di parallelepipedo che nasconderà il cantiere. Alle sue pareti, però, ci sarà la pubblicità di "Quadro advertising", che pagherà alle casse comunali circa 60 mila euro per usufruire di questi spazi. A tale proposito, martedì ho indetto una riunione, perchè voglio esaminare personalmente il contenuto dei messaggi pubblicitari che verranno messi in Piazza Cavour. Saranno più di uno da oggi a fine ottobre, ma vigileremo su tutti».
Da novembre, invece, la superficie interessata dai lavori sarà molto più ampia, ma in quel periodo i plateatici esterni non ci saranno più, per motivi climatici. L'amministrazione, però, nel frattempo, incontrerà i progettisti che hanno ideato la veranda del Caffè Cavour, in modo da individuare insieme a loro quella che sarà la soluzione definitiva, che dovrà armonizzarsi perfettamente con l'assetto definitivo della Piazza.
Un intervento importante riguarderà la funzionalità del secondo accesso, quello di sicurezza, alla parte sotterranea: finora esisteva solo un griglia, peraltro impossibile da aprire, che non rispettava certo le normative vigenti in materia; al suo posto verrà realizzato un vero e proprio ingresso, con tanto di ascensori per i disabili.
Luisa Boldrin ha anche detto che la tradizionale mostra del libro che solitamente si svolge in Piazza Cavour, sotto un tendone, potrebbe essere ospitata nei locali interrati, una volta che questi ultimi verranno messi a nuovo e si trasformeranno in un prestigioso spazio espositivo.
Il progetto di ridisegno di Piazza Cavour era stato affidato allo studio dell'architetto Antonio Zambusi.
Sonic from Padova
May 25th, 2006, 05:04 PM
Prima Festa del Parco Fenice
La Fondazione Fenice Onlus, ha organizzato domenica 14 maggio 2006, in collaborazione con il Consiglio di Quartiere n. 3 (Forcellini), la Prima Festa del Parco Fenice. Il simpatico incontro è stato anche occasione per presentare il progetto Centro di Formazione – Ostello Didattico per lo Sviluppo Sostenibile.
"Il Parco – ricorda il presidente Zip, Angelo Boschetti – è nato 4 anni fa nell'Isola di Terranegra per iniziativa nostra e della Sezione Scout del Cngei di Padova ed è frutto della piantumazione di circa 1.300 nuovi alberi, appartenenti a una trentina di specie autoctone. Occupa complessivamente oltre tre ettari di quella vasta area verde di quasi 2 milioni di mq posta a cuscinetto tra la zona industriale e la città di Padova. La stessa che il Consorzio mira a riqualificare attraverso l'attuazione del progetto Viridis PDF (http://www.zip.padova.it/proj/ViridisZip_web-it.pdf)
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Il Centro troverà sede nel cuore dell'area, in due casolari di cui è previsto un prossimo restauro. Essi ospiteranno anche la Fondazione Fenice, nata nel novembre 2005 per realizzare una primitiva idea degli scout, poi sposata e finanziata (per un totale di 900 mila euro) da Zip, Regione e Fondazione Cassa di Risparmio. Progettati secondo i principi di bio-edilizia, i due edifici saranno attrezzati con pompe geotermiche, sistema termo-fotovoltaico, riscaldamento a radianti, isolamento delle pareti ecosostenibili, fitodepurazione delle acque e sistema di recupero di quelle meteoriche.
L'attività di formazione si occuperà di tematiche legate all’ambiente, all’etica ed alle energie rinnovabili e sarà destinata alle aziende e alla specializzazione post-universitaria. Un Ostello didattico – in cui troveranno spazio la cucina, gli alloggi per complessivi 40 posti letto e una sala polifunzionale di 300 mq – destinerà le sue attività ai giovani, alle scolaresche ed ai gruppi scout, per farli entrare in contatto con la natura e renderli consapevoli dell’espressione "sostenibilità ambientale". L'intero Parco sarà attrezzato con aree gioco, frutteto, alveari, arena per spettacoli e laghetto di fitodepurazione.
Molto articolato il programma della festa, animata con una gara di orienteering, vino e frittata gratis per tutti, cavalcata sui pony per i piccoli, incontro con l’associazione Vivere il Cane sui temi dell’educazione cinofila gentile e della pet therapy e un “tombolon” popolare.
Intervenuti, tra gli altri: l'assessore comunale all'urbanistica Luigi Mariani, l’assessore alla qualità urbana e alle politiche giovanili Claudio Piron, il presidente e il direttore della Fondazione Fenice, ex senatore Marco Toniolli e Andreas Spataros. In rappresentanza del Consorzio Zip, proprietario dell'area, sono intervenuti il presidente Boschetti con il consigliere Giorgio Simonetto e il direttore generale Alberto Danieli.
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Preziosa per la buona riuscita dell’evento la collaborazione spontanea di: scout del Cngei, dei Volontari del Roncajette, dei Volontari della Protezione Civile di Padova, della Parrocchia dell’Internato Ignoto, della Federazione Italiana Sport Orientamento, dell’Agriturismo la Scacchiera, dell’Associazione Vivere il Cane, del Maneggio Gondrano e Berta e degli abitanti dell’Isola.
Nè sono mancati significativi gesti di solidarietà dal mondo delle imprese e del commercio padovano fra i quali menzioniamo la donazione di 800 uova bio-logiche da parte di CoopAdriatica e il dono delle prime uniformi delle neo-istituende Guide Ecologiche del Roncajette da parte di Decathlon. Da segnalare, infine, il massiccio appoggio dei piccoli esercizi del quartiere Camin–Forcellini che hanno offerto i premi per la tombola.
Sonic from Padova
May 25th, 2006, 05:25 PM
Progetto Viridis (approvato, in corso di realizzazione).
Riqualificazione area Roncajette
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Sonic from Padova
May 27th, 2006, 06:14 PM
L’Arpav ha inviato una relazione al pm Emma Ferrero, che conduce l’inchiesta sull’inquinamento causato dal vecchio distributore di benzina
«Il cavalcavia Borgomagno è stato bonificato»
I lavori sono stati eseguiti dalla ditta americana Foster Weeler per conto dell’Eni, che gestiva l’ex area di servizio
"Sono stati chiesti in conclusione altri due sondaggi, effettuati in data 11 aprile 2006 alla presenza di tecnici Arpav sul lato opposto di viale Codalunga, in area ciclabile, che hanno dato esito negativo. In data 5 maggio 2006 si è tenuta una ulteriore conferenza di servizi per discutere gli ultimi esiti e per analizzare la proposta avanzata da Eni tramite consulenti Foster Wheeler, di applicare per la parte residuale di inquinamento sotto sede stradale (e marginalmente ancora sotto il fondo scavo già reinterrato) una analisi di rischio igienico-sanitario che dovrebbe chiudere definitivamente la questione. La conferenza ha concordato e preso atto che la contaminazione residua del terreno è circoscritta e non presenta alcun rischio igienico sanitario, quindi l'intervento può considerarsi concluso". Sono le conclusini della relazione che l'Arpav ha consegnato nelle scorse settimane al pubblico minsitero Emma Ferrero sull'inquinamento del cavalcavia Borgomnagno. La bonifica è stata fatta dagli esperiti della società americana Foster Wheeler, per conto dell'Eni, titolare dell'ex distributore di benzina. Cosa farà adesso il pubblico ministero?
Il sostituto procuratore Ferrero sta vagliando con gli investigatori della Sezione ambiente della Procura il comportamento dei tecnici del Consorzio Mantegna, che stanno realizzando la via guidata su cui dovrà correre il Metrobus. Forse hanno agito troppo in fretta un paio di anni fa, quando erano state rinvenute le tre cisterne del vecchio distributore. E forse non è stata fatta la scelta migliore, dopo che si era venuti a conoscenza che il terreno era intriso di benzina, realizzare il reticolo di carotaggi. Non è che in questo modo si sia portato l'inquinamento dappertutto? Non sarebbe stato rispettato il decreto legge Ronchi, il cui articolo 51 detta disposizioni ben precise in presenza di simili situazioni. Il Consorzio Mantegna aveva affidato ad una ditta specializzata, la Ageo di Manfredonia, di effettuare la bonifica del terreno per l'individuazione di eventuali ordigni bellici. Decisione doverosa. La bonifica bellica è prevista per legge. Perchè la ferrovia è stata bombardata e bombe sono cadute anche in zona Fiera. Tra il 1943 e il 1944 tutta l'area era stata obiettivo dei bombardieri inglesi e americani. Ebbene, i metal detector dei tecnici di Manfredonia avevano rilevato la presenza dei tre mega-serbatoi dell'ex area di servizio di cui si ignorava l'esistenza. Perchè i gestori avrebbero dichiarato di aver provveduto a toglierli. Le cisterne erano state dissotterrate alla presenza degli investigatori della Squadra di polizia giudiziaria della Procura. Ed era stato in quel preciso momento che ci si era resi conto che il terreno sottostante l'ex chiosco era intriso di carburante. Tanto che gli esperti dell'Arpav si erano fiondati in cantiere a fare i prelievi. Il decreto legge Ronchi dice che si sarebbe dovuto fermare tutto e procedere solo dopo aver individuato un programma con l'Arpav e il Comune. Invece, i responsabili del Consorzio Mantegna avrebbero continuato i lavori già decisi. La zona era stata sondata con un reticolo di carotaggi. Erano state fatte perforazioni fino a sette metri per individuare la presenza di eventuali bombe. Ordigni inesplosi non ne erano stati trovati. Ma c'è un sospetto. Le buche potrebbero aver favorito l'allargarsi dell'inquinamento.
Sonic from Padova
May 27th, 2006, 06:15 PM
Sull’area in questione c’è un’abitazione che il proprietario non vuole vendere e che era destinata a ospitare altre strutture commerciali
Padova est: martedì si decide per il terzo lotto
Adesso la società omonima ha ipotizzato di usare la superficie per l'ampliamento di Ikea e per un suo park
Martedì durante la seduta di giunta si deciderà il destino di Padova est. In quella sede, infatti, sindaco e assessori saranno chiamati a scegliere fra due opzioni relative a quello che viene indicato come il terzo stralcio relativo alla zona.In ballo c'è l'eventuale ampliamento del magazzino di Ikea e la realizzazione di un parcheggio bipiano, definitivo da mettere a disposizione del megastore svedese. Attualmente sulla superficie che sarà oggetto dell'attenzione dell'assise di Palazzo Moroni c'è l'abitazione dell'architetto Paolo Sartore. «Finora - ha spiegato Luigi Mariani, assessore all'Urbanistica - il proprietario dell'immobile ha resistito a qualsiasi... tentazione, nel senso che gli è stata fatta dalla Società Padova est un'offerta di acquisto per una cifra molto più alta rispetto al valore di mercato dell'abitazione. Però, non ha voluto vendere. Questo ha fatto sì che sia stata bloccata la realizzazione su quel terreno di altre strutture medie di vendita. Sempre Padova est, adesso ha fatto un'altra proposta di destinazione dell'area in questione e cioè quella di adibirla all'ampliamento del magazzino di Ikea e alla realizzazione del parcheggio di cui l'ipermercato ha bisogno, tenuto conto che a luglio scadrà il contratto d'affitto della zona attigua a Villa Italia, che è stata adibita appunto alla sosta degli autoveicoli. Per fare tutto questo, però, bisognerebbe avere a disposizione anche la proprietà di Sartore. La società, quindi, ha chiesto all'amministrazione di approvare questa ipotesi, in modo che poi si possa procedere con l'esproprio dell'immobile che il proprietario non vuole cedere. Tutto ciò, tra l'altro implicherebbe che, se si aprisse un cantiere dove c'è Ikea, andrebbe ridisegnata anche la viabilità annessa. Che cosa avrebbe in cambio il Comune da tutta questa operazione? Un interesse indiretto, e cioè il fatto che sarebbe matematicamente evitata la costruzione di nuove strutture medie di vendita in una zona già congestionata dal traffico. Martedì la decisione sarà presa dalla giunta e, allo stato attuale delle cose, non si possono fare pronostici». Certo è che il Comune, nel caso accolga l'istanza della società Padova est, si vedrebbe poi costretto a imporre l'esproprio al proprietario che finora non ha voluto vendere. C'è poi l'ipotesi che, sempre nel caso in cui Padova est sia impossibilitata a realizzare l'intera cubatura prevista in un primo tempo nella zona, chieda di poterla costruire altrove. «Su quest'ultimo punto - ha risposto l'assessore all'Urbanistica - l'ultima parola spetta al Pat».
Nel frattempo sono pronti i quindicimila metri quadrati su due piani previsti sul lotto due (il primo si riferisce all'Ikea), che saranno destinati ad accogliere medie strutture di vendita: si tratta di immobile molto ambiti perché essendo a due passi dall'Ikea, saranno frequentati dalle migliaia di persone che ogni giorno vanno a fare acquisti all'Ikea. «Si tratta di una zona straordinaria dal punto di vista commerciale - ha detto ancora Mariani - perché chi viene da fuori per andare a comprare i mobili all'Ikea, sicuramente poi entrerà nel negozio di abbigliamento, o di scarpe, a comprare qualcos'altro».Nicoletta Cozza
Sonic from Padova
May 27th, 2006, 06:29 PM
Riepilogo progetti di grattacieli approvati o in costruzione o proposti :
In costruzione
- Torre NET (84 mt - 21 piani - in costruzione)
- Torre Mantegna (14 piani - in costruzione)
Approvati
- Progetto torre Viridis (21 piani - approvato)
- Progetto Pp1 (3 torri - 17 piani - approvato)
- Nuovo edificio ad uso alberghiero ( ??? - approvato)
- Torre Edilbasso (21 piani - approvato)
- Torre ZIP (18 piani - approvato)
- Edificio direzionale interporto - nuovo centro servizi (18 piani - approvato)
Proposti
- Progetto Gregotti Arcella/San Carlo (1 torre da 12 piani o 3 torri da 12 piani)
Sonic from Padova
May 29th, 2006, 03:44 PM
Progetti di Limena
Recupero urbano da accordi pubblico privato
La legislazione urbanistica come la giurisprudenza, nel corso degli ultimi anni non sono più orientate a far prevalere sempre e comunque l'interesse pubblico a scapito di quello privato, ma piuttosto a far convergere, nei limiti del possibile, i due interessi.
E' altresì opportuno aggiungere che lo strumento dell'esproprio diventerà sempre più uno strumento marginale per le amministrazioni pubbliche, nonostante l'applicazione della nuova legge sugli espropri e la nuova legge urbanistica, già approvate, siano state rimandate all'anno venturo.
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Ne consegue che sempre più spesso le amministrazioni comunali cercano di realizzare le loro previsioni urbanistiche o di far realizzare a privati le opere pubbliche ritenute prioritarie, reperendo aree o risorse attraverso accordi di programma con soggetti privati.
Queste nuove procedure hanno permesso di sbloccare nel Veneto una serie innumerevole di piani attuativi che erano bloccati oltre che dalla mancanza di intesa tra enti pubblici e privati, anche dalla effettiva farragginosità burocratica di tali strumenti: è per Limena il caso del cosiddetto Piano Barchesse ed è il caso della zona direzionale nella Zona Industriale
AREA BARCHESSE/EDILIMA
Ditta: Edilima SRL
Progetto: arch. Guido Zordan, arch. Franceschini
Stato dell'intervento: avvenuta approvazione del piano in Consiglio Comunale
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Questo intervento, di cui è superfluo sottolineare la portata storica, è il frutto di un accordo di
programma con il privato, nel quale il privato stesso si è impegnato a realizzare e cedere al comune 13.000 mq a servizi ed a verde pubblico attrezzato (11.000 in più di quanto previsto ordinariamente dagli standard per i piani attuativi), a fronte di un incremento di volume netto concesso dal comune pari a 6.000 mc (totale 28.000).
Il compromesso tra chi in quest'area voleva più edificazione e chi voleva più verde è stato dunque trovato ed è un compromesso di alto profilo.
La prevalenza degli spazi di uso pubblico rispetto a quelli privati è più che evidente, l'eccedenza degli spazi a verde e servizi è lampante, l'interesse pubblico anche dopo la variante è ancora di gran lunga prevalente su quello privato.
Accanto a questi dati, che pure sono significativi per determinare la bontà economica dell'operazione per il comune, bisogna sottolineare come dal punto di vista urbanistico architettonico
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Questo intervento, di cui è superfluo sottolineare la portata storica, è il frutto di un accordo di
programma con il privato, nel quale il privato stesso si è impegnato a realizzare e cedere al comune 13.000 mq a servizi ed a verde pubblico attrezzato (11.000 in più di quanto previsto ordinariamente dagli standard per i piani attuativi), a fronte di un incremento di volume netto concesso dal comune pari a 6.000 mc (totale 28.000).
Il compromesso tra chi in quest'area voleva più edificazione e chi voleva più verde è stato dunque trovato ed è un compromesso di alto profilo.
La prevalenza degli spazi di uso pubblico rispetto a quelli privati è più che evidente, l'eccedenza degli spazi a verde e servizi è lampante, l'interesse pubblico anche dopo la variante è ancora di gran lunga prevalente su quello privato.
Accanto a questi dati, che pure sono significativi per determinare la bontà economica dell'operazione per il comune, bisogna sottolineare come dal punto di vista urbanistico architettonico il progetto sia armonico e ben rapportato con la barchessa, il bene primo da tutelare, ma anche e soprattutto è un'opera contemporanea, legata all'attualità della architettura italiana.
Per quanto riguarda l'accessibilità all'area delle due barchesse, questa è massima, dando priorità alle bici ed ai pedoni, sfruttando il previsto collegamento diretto con i quartieri PEEP e
Porra.
L'accessibilità veicolare è limitata al perimetro dell'area, e attorno a tale perimetro sorgono i necessari parcheggi.
Insomma, il disegno che si sta sviluppando non è che la realizzazione di un grande spazio verde aperto a tutto il paese, con al suo interno funzioni quanto più possibile diverse: mercato, luogo di commerci, area da destinare al tempo libero, al gioco dei bambini, alle attività culturali, alle attività sociali, alla residenza intesa come presidio vivo di un luogo da vivere ventiquattro ore al giorno, a tutte le attività che un luogo come questo può ospitare.
Le forme dell'urbanistica di questo progetto sono indiscutibilmente moderne e innovative, e questo ha ancora più significativo nel contesto italiano, contesto in cui fatica trovare spazio una architettura realmente contemporanea, almeno un poco slegata dalle regole del profitto
immediato e del facile consenso.
Più che le cifre, comunque lampanti sulla bontà dell'operazione, conta il risultato finale, e cioè che Limena vedrà realizzare uno spicchio importante del suo centro alla fine di un percorso di urbanistica partecipata, per mano di un architetto e urbanista di fama mondiale.
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AREA BARCHESSE/GOLIN
Ditta: Golin
Progetto: arch.Giuseppe Cappochin
Stato dell'intervento: avvenuta approvazione del piano in Consiglio Comunale
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Questo intervento, che si inserisce nell'impianto complessivo concepito dal Prof. Zordan, ha una importanza dal punto di vista culturale ancora più grande di quello sopra descritto, nonostante le quantità siano inferiori.
Il risultato di tale accordo è che il comune di Limena, a fronte della possibilità concessa di realizzare un volume di 7500. mc, e l'accordo di valorizzare un'area della stessa proprietà a Taggì di sopra, potrà disporre nell'area tra le barchesse di ulteriori 10.500 mq, parte da sistemare a verde pubblico attrezzato, e parte a servizi.
Tenendo conto che attorno alla barchessa/municipio il comune ha sistemato a prato 15.500 mq, si fa presto a tirare le somme e dire che un cittadino di Limena, in una delle aree centrali del paese, potrà passeggiare (senza contare gli spazi a piazza ed i percorsi pubblici) in uno spazio a verde e servizi di 39.000 mq; per dare un'idea della grandezza, è una misura equivalente a cinque campi da calcio di medie dimensioni; per dare un'altra idea, significa in pratica che ogni cittadino limenese sarà più ricco di circa 3,3 mq di verde pubblico nuovo.
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AREA DEL CENTRO DIREZIONALE/FINVIT
Ditta: Finvit SPA
Progetto: arch. Giorgio Genero
Stato dell'intervento: avvenuta approvazione del piano in Consiglio Comunale
L'intervento proposto dal privato prevede di dotare finalmente la zona industriale di Limena di un'area direzionale, di un'area dunque dove possano concentrarsi tutte le attività legate al terziario (es. uffici, banche, sedi di aziende pubbliche o private).
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La proposta rappresenta una occasione storica per la Zona Ind di Limena, che vede mettersi in moto un processo di riqualificazione complessivo a partire dal suo punto centrale.
L'accordo, realizzato dopo un anno e mezzo di serrate trattative, è stato recepito dall'amministrazione a fronte della chiara dimostrazione dell'interesse pubblico di tutta l'operazione e della rinuncia a qualsiasi ipotesi di centro commerciale (è possibile infatti una sola media struttura di vendita di max 1000 mq).
L'opportunità di insediare, a parità di superficie, una percentuale di volume a destinazione direzionale in più pari al 10% di quanto previsto dal PRG in precedenza (118.000 mc contro i previsti 106.000 di PRG) non è apparsa un serio ostacolo urbanistico, poiché in molte zone direzionali, tra cui quella di Padova, non vige il parametro della cubatura ma semplici rapporti di superficie coperta.
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Anche il fatto di andare in altezza risponde a criteri di uno sfruttamento ottimale del territorio, poiché se si va in altezza si incide meno sulla quantità di superficie sacrificata alla costruzione, e si afferma visivamente un concetto importante: questo è il centro della zona industriale; questo è di fatto quanto già prevedeva il PRG, e l'aumento in altezza da 21 m a 28 m alla fine vuole dire due piani in più (nove anziché sette).
L'unico reale aumento di incidenza urbanistica è dato dalla previsione di poter ospitare nella zona
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a servizi, tra le altre destinazioni quali auditorium e palazzetto dello sport, anche quella di un cinema multisala, e la conseguente possibilità di coprire una porzione di area in più di quanto previsto in precedenza dal PRG (7.000 mq su 60.000 complessivi di area).
L'ipotesi del cinema multisala è stato valutato per tutti i suoi possibili impatti, in primo luogo quello sulla viabilità: a tal fine l'amministrazione si è premunita prevedendo che fosse il privato ad
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accollarsi l'onere della progettazione e realizzazione della tanto attesa rotatoria al centro della Z.I., che sarà tanto più necessaria una volta completata la tangenziale; tale progetto ha avuto l'avvallo della Provincia, l'Ente gestore della 47; si è inoltre preteso uno studio del traffico che partisse da una precisa indagine sui flussi di traffico reali; tale analisi dimostra come la rotatoria in progetto, per le sue dimensioni, sarà sufficiente a fare confluire senza conflitti i flussi di traffico
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attuali, quelli previsti dai nuovi insediamenti, e quelli in arrivo dalla nuova bretella sulla tangenziale.
Anche il numero dei parcheggi è stato dimensionato in maniera più che abbondante, tanto più che gli standard a parcheggio per il direzionale sono i più severi (1034 posti auto a livello del
suolo e quindi escludendo i parcheggi interrati, comunque presenti).
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La contropartita per il paese di Limena è evidente: oltre alla citata rotatoria tra via bredavolta
e la 47, del valore stimato di 1 miliardo di vecchie lire, il privato si obbliga a realizzare uno
stabile da adibire a distretto sanitario (mq 250 + sistemazione del parcheggio antistante) del
valore stimato di circa 600 mil di vecchie lire, a realizzare la ricalibratura di Via Volta per ricavare nuovi parcheggi pubblici in sede protetta con rifacimento del marciapiede e illuminazione pubblica fino a via del Santo, a realizzare una nuova condotta di scolo per le acque meteoriche indispensabile per tutta la Zona Industriale da via Breda al Brentella, del valore stimato di 1,2 miliardi di vecchie lire, a cedere e realizzare 15.200 mq di verde pubblico di prg in area limitrofa, per un controvalore di 1 miliardo; Oltre ai freddi dati numerici che dimostrano in maniera chiara
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come sia in realtà limitato l'impatto complessivo sul territorio (il 10% di volume direzionale in più è sostanzialmente giocato in altezza e possibilità di realizzare un cinema multisala), tale progetto presenta almeno altri tre aspetti di grande positività: 1- per la prima volta i cittadini possono vedere come una iniziativa della Zona Industriale abbia delle ricadute anche per il paese di Limena, oltre che per i proprietari delle aree; 2- dal punto di vista socioculturale un cinema multisala vuole dire un centinaio di posti di lavoro tipicamente giovanile/studentesco, ma anche la riabilitazione culturale di tutta la nostra
cittadina, dopo che per vari motivi si è stati costretti a dismettere la storica sala del cinema;
3- L'area centrale della Z.I. verrà riconvertita ad un presidio sociale sicuro, che è quello delle
famiglie e dei giovani, l'utenza d'elezione dei cinema.
Sonic from Padova
May 29th, 2006, 04:33 PM
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Descrizione
La manifestazione "Vivi il parco" vuole promuovere l'utilizzo appropriato degli spazi verdi della città, per soddisfare la voglia di benessere e favorire gli incontri con nuovi amici in un ambiente sano e naturale.
Sono previste una serie di iniziative: fitness, animazione per bambini, cinema, cabaret, teatro, musica, mostre, percorsi botanici e attività ricreative per trascorrere il tempo libero nel verde della città.
>>> Informazioni (http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tassid=652&id=6079)
Sonic from Padova
May 31st, 2006, 03:26 PM
INAUGURATO IERI SOTTO IL CAVALCAVIA DI VIA VENEZIA
La Vodafone apre un nuovo park con 100 posti auto
(M.B.) Quando l'incontro tra pubblico e privato è sinonimo di cambiamenti positivi e di operazioni che avvantaggiano la collettività. E' il caso del nuovo parcheggio aperto dalla Vodafone sotto il cavalcavia di via Venezia in un'area data in concessione, per dieci anni, dal Comune all'azienda leader della telefonia. All'interno dell'area dismessa è stato creato un parcheggio auto per 100 posti e contemporaneamente è stata ridisegnata grazie alla stessa impresa l'intera segnaletica della zona, rifatti sia il percorso pedonale che la pista ciclabile e creato un altro spazio auto, in questo caso pubblico, di ulteriori venti posti, sempre in via Venezia, per un investimento di oltre 400mila euro. L'inaugurazione del nuovo parcheggio Vodafone è avvenuta ieri alla presenza, tra gli altri, dell'assessore alla Viabilità, Ivo Rossi, del direttore di Regione di Vodafone Italia, Salvatore Saia e di Alessandro Varotto, direttore del customer care di Vodafone, aperto nel 2003 proprio davanti al nuovo parcheggio. «La nostra esigenza di creare un posto sicuro e sorvegliato per i nostri dipendenti, che in gran parte sono ragazze - ha detto Salvatore Saia - si è perfettamente incontrata con quella del Comune di rendere la zona più sicura e controllata». «Era un'area - ha confermato l'assessore Ivo Rossi - che rischiava di rimanere "terra di nessuno", la convenzione pattuita con Vodafone invece ha reso possibile migliorie che interesseranno l'intera zona. Fruire dei sottopassi, come vogliamo fare in via Piovese e in via Bembo, crediamo possa rappresentare una buona soluzione per rendere più protette e vivibili zone che altrimenti rischiano il degrado».
Sonic from Padova
June 1st, 2006, 04:11 PM
LA NUOVA VIABILITÀ
Pronta nel 2008 la strada alternativa a via Guizza
L'alternativa a via Guizza, una sorta di minitangenziale, sarà pronta all'inizio del 2008. I cantieri, infatti, come hanno annunciato ieri mattina l'assessore Ivo Rossi e l'ingegner Umberto Rovini, consulente di cui si avvale il Comune per alcune progettazioni, partiranno all'inizio dell'anno prossimo, per realizzare i tratti che ancora mancano dell'arteria che alla fine collegherà Strada Battaglia all'intersezione col capolinea sud del tram e che verrà a costare poco meno di due milioni di euro.
Il progetto è già stato approvato e quindi ora si può procedere con la fase successiva dell'iter. Le due porzioni che restano da fare vanno rispettivamente da via Testi a via Boiardo, e da via Gozzano all'intersezione con via Fogazzaro. Ci sono due tranche, invece, che rientrano nelle opere annesse ai Peep 7 e 8, essendo ritenuti interventi di pubblica utilità.
Prima della fine dell'anno, quindi, partiranno gli espropri, mentre entro dicembre è prevista la gara d'appalto, per far sì che i cantieri possoano essere avviati all'inizio del 2007.
«Questa arteria - ha spiegato l'assessore - serve a sgravare via Guizza che diventerà esclusivamente una strada di quartiere, dove transiteranno il tram e i frontisti. Tutti gli altri mezzi saranno incentivati a usare il nuovo percorso, anche perché in via Guizza ci saranno i dossi rallentatori e i semafori che regoleranno il transito del mezzo della Translohr. In pratica, quindi, converrà percorrere la strada alternativa, perché più scorrevole».
Ivo Rossi non ha ancora deciso, però, come regolamentare l'accesso a questa nuova bretella. In una fase iniziale, quindi, chi arriva da via Goito, dopo avere superato il ponte Isonzo, non potrà attraversare la Statale Adriatica e immettersi nell'alternativa a via Guizza; dovrà invece proseguire dritto, appunto lungo la Statale Adriatica e svoltare a sinistra successivamente. Nessun problema, invece, per chi arriva da sud, che potrà imboccarla direttamente. «Effettueremo una sperimentazione - ha detto lo stesso assessore - e alla fine decideremo se mantenere questa impostazione, oppure se realizzare un rondò per far sì che le macchine entrino anche dall'altro senso. Staremo a vedere qual è la soluzione più conveniente per la viabilità, in modo da non creare disagi agli automobilisti, con l'obiettivo primo, comunque, di liberare via Guizza che attualmente è congestionata dal traffico».
Sonic from Padova
June 3rd, 2006, 02:41 PM
Sarà pronta prima della prossima estate la nuova struttura balneare di 16 mila metri sul Lungargine Boschetto, in un’area della Provincia
Una spiaggia dietro all'aeroporto
Siglato a Palazzo Santo Stefano l’accordo che dà il via ai lavori. Ci saranno bar, ombrelloni e sdraio
Sarà una vera e propria spiaggia. Immersa in un paesaggio a dir poco suggestivo, con l'acqua, il verde e i Colli Euganei a fare da sfondo. Sarà pronta prima di quest'estate, infatti, l'oasi "marittima" situata tra il Bacchiglione e l'Istituto Agrario Duca degli Abruzzi, su un terreno di quasi due ettari di proprietà della Provincia, denominato Lungargine Boschetto. Ieri mattina a Palazzo Santo Stefano gli assessori Luciano Salvò (provinciale) e Ivo Rossi (comunale), e i rappresentanti della Regione, hanno siglato un protocollo d'intesa finalizzato proprio alla concretizzazione della struttura balneare che qualcuno ha già battezzato la versione moderna del "peoceto beach", che anni fa sorgeva nella zona di Cadoneghe. Adesso, per realizzare questa moderna spiaggia i tre enti coinvolti spenderanno complessivamente 45 mila euro.
La gestione sarà affidata a un concessionario che ha già vinto la gara d'appalto il quale fornirà ai "bagnanti" ombrelloni, sedie a sdraio e, ovviamente il servizio bar. Coloro che però vorranno portarsi i lettini per prendere il sole da casa potranno farlo senza dove sostenere alcuna spesa.
«Da tempo stiamo lavorando a questo progetto - ha sottolineato Salvò - dato che la Provincia è proprietaria di questa meravigliosa area sottoutilizzzata, situata a due passi dall'Istituto Agrario, dove un tempo si piazzavano i pastori che effettuavano la transumanza. Adesso abbiamo deciso di recuperarla e di usarla per scopi ludico-ricreativi, mettendola in relazione con l'Agrario stesso, dove ci sono realtà molto interessanti come la corte benedettina, la stalla e la cantina. Attualmente sulla superficie crescono erba e arbusti incolti: nei prossimi giorni verrà effettuata una pulizia radicale e poi saranno portati in zona anche i collegamenti dell'acqua e della corrente elettrica. Coloro che frequenteranno la nuova spiaggia potranno usufruire del parcheggio dell'Istituto. Dell'allestimento si occuperanno i gestori, i quali hanno in animo di creare anche una spiaggetta di sabbia destinata ai bambini. È previsto pure un approdo, cioè un pontile per agevolare chi arriverà in barca».
«Certo - ha aggiunto Ivo Rossi - nelle acque del fiume non si potrà fare il bagno, a meno che la Regione non decida di destinare un congruo investimento alla... depurazione. Sono certo che la possibilità di trascorrere alcune ore durante l'estate in un posto del genere incontrerà il favore dei padovani. A conferma di quanto sto dicendo, basta analizzare il numero di coloro che la domenica frequentano il Parco Iris: sono migliaia e migliaia, perché nei giorni di festa gli spazi verdi vengono vissuti come un'alternativa al mare. Il Lungargine Boschetto, poi, è particolarmente appetibile perché, essendo in riva al fiume d'estate dà una sensazione di fresco».La scelta di realizzare una spiaggia su questa superficie ha come obiettivo anche quella di liberarla dalle sgradite presenze che ormai la frequentano abitualmente.
Nicux
June 4th, 2006, 04:26 PM
^^
Ed il lieto rumore dei treni che passano lungo la linea Padova - Bologna, Regionali, Interregionali, Intercity, Espressi, Eurostar diretti a Sud. E magari qualche velivolo che decolla :)
:runaway:
Ma Sonic dietro l'aeroporto, appunto, non c'è subito la ferrovia?
Sonic from Padova
June 4th, 2006, 11:47 PM
^^
Si, teoricamente.
Alla fine xè mejo Padovaland (se fà par dir!) :)
Nicux
June 5th, 2006, 01:14 AM
Almanco mi e ti eo ghemo da drio casa!
Sampei
June 5th, 2006, 02:19 AM
^^
Yes!
Sonic from Padova
June 5th, 2006, 03:46 PM
Crescono i dissensi sul referendum voluto dall’amministrazione comunale sul progetto Gregotti-Valli nel cuore del quartiere San Carlo
«Una colata di cemento ci seppellirà tutti»
Critiche sulle modalità della consultazione popolare. Verdi, Rifondazione, Legambiente e Sos Arcella si schierano per il "No"
Crescono i dissensi sulla proposta del referendum popolare voluto dall'Amministrazione comunale sul progetto "Gregotti-Valli" nel cuore di San Carlo. Ieri mattina, al caffè Pedrocchi, conferenza stampa di Verdi per la Pace, Rifondazione Comunista, Legambiente, Comitato Sos Arcella con due forti obiettivi: far slittare se possibile la consultazione dal 18 al 25 giugno, data in cui è indetto il referendum sulle modifiche costituzionali; cambiare il quesito contrario al progetto riformulandolo così: "No al progetto delle torri (Gregotti-Valli) per una riqualificazione partecipata e rispondente ai bisogni del quartiere Arcella". «La data della consultazione - ha ribadito Davide Sabbadin di Legambiente - è troppo vicina. Non c'è tempo sufficiente, da parte dei contrari, per informare la gente». «Far slittare la consultazione al 25 giugno - hanno detto Aurora D'Agostino e Marzio Sturaro dei Verdi - si può. Oltre tutto permetterebbe di far risparmiare 60.000 euro all'Amministrazione. Tanto costa la consultazione». «Gli abitanti - ha spiegato Mario Levante di Sos Arcella - devono votare "no" all'intervento. La realizzazione del progetto frutterebbe al Comune la nuova sede del quartiere. Ma gli spazi per la circoscrizione si possono fin d'ora recuperare nella palazzina dismessa del Coni in piazza Azzurri d'Italia, evitando di seppellire il centro del quartiere sotto una colata di cemento». Critiche sulla modalità con cui è indetta la consultazione e sulla lettera del sindaco ai cittadini piovono anche da Rifondazione Comunista. «I quesiti - ha sottolineato Paolo Michielini - sono stati formulati da chi è favorevole all'intervento. Almeno il primo va riscritto. Noi non siamo il partito dell'immobilismo e del degrado. Crediamo che migliorare questa parte di città che è il cuore stesso dell'Arcella, sia possibile. Ma il processo va invertito: la riqualificazione urbanistica deve partire dal basso, dalle esigenze dei cittadini. Per questo è importante che possano esprimersi partecipando in massa alla consultazione e votando "No" a questo progetto. Si tratta di un'occasione da non perdere, di un primo passo per altre consultazioni referendarie che in futuro saranno organizzate nei quartieri». Uniti nel chiedere una revisione del referendum, i gruppi del "no" non sono del tutto in sintonia sulle modalità con cui procedere: i Verdi, fanno sapere che saranno presenti e porranno un'interrogazione al sindaco in Consiglio Comunale lunedì prossimo. La prossima settimana, poi, volantinaggi per il "No" davanti alle scuole del quartiere. «Se la risposta dell'Amministrazione alla revisione del testo e della data sarà negativa - concludono i Verdi - faremo una consultazione autogestita. Il 25 giugno metteremo banchetti e gazebo vicino ai seggi elettorali e chiederemo alla gente cosa pensa del progetto Gregotti- Valli e quale futuro sogna per il quartiere».
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IL SINDACO SCRIVE
Zanonato invita i residenti del quartiere a votare per la riqualificazione urbanistica
(D.B.) Migliaia di residenti del quartiere Arcella-San Carlo stanno ricevendo posta da Palazzo Moroni. A scrivere, per informare sul "Programma integrato di riqualificazione urbanistica dell'area San Carlo-Piazza Azzurri d'Italia", comunemente conosciuto come "Progetto Gregotti-Valli", è il sindaco Flavio Zanonanto che invita i cittadini a partecipare alla consultazione popolare che si terrà nel quartiere il 18 giugno prossimo. «Il programma integrato "San Carlo - Piazza Azzurri d'Italia" - spiega il sindaco - è l'accordo che si sta perfezionando tra l'Amministrazione comunale di Padova e i proprietari dell'area antistante la chiesa parrocchiale di San Carlo. Il proprietario privato avrà la possibilità di costruire due edifici, di diversa altezza, ad uso residenziale e commerciale e un edificio pubblico da riservare alla sede e agli uffici del Quartiere 2 Nord, alla biblioteca comunale, a sale per riunioni destinate ai cittadini. Nella stessa area ci sarà spazio per verde pubblico e parcheggi». «Nell'attuale piazza Azzurri d'Italia - sottolinea Zanonato - negli spazi di proprietà comunale in un secondo momento è prevista la realizzazione di altri edifici ad uso residenziale, uffici e servizi pubblici con relativo parcheggio e piazza pavimentata». «Intorno al progetto - ricorda il sindaco - il dibattito si è animato e l'amministrazione ha deciso perciò, su richiesta del Consiglio di Quartiere 2, di coinvolgere tutti gli abitanti per conoscere la loro preferenza rispetto alla soluzione da adottare». In pratica i residenti potranno scegliere tra due proposte: A) lasciare tutto come sta, in attesa di nuove regole urbanistiche; B) realizzazione dell'intervento previsto davanti alla chiesa di San Carlo per complessivi 33.500 metri cubi o realizzazione integrale dell'intervento (per complessivi 70.000 metri cubi), con la sistemazione anche del lato attualmente occupato da piazza Azzurri d'Italia. I seggi delle sezioni elettorali saranno allestiti nella sede del quartiere in via Curzola, nella casetta del Parco Piacentino, nel Centro parrocchiale di San Carlo in via Guarnieri, nella sala riunioni di via Reni 96, nella palazzina del quartiere in via Vivarini 8, nello spazio di atletica Colbachini in piazza Azzurri d'Italia, nel centro sociale di via Brunelleschi.
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NESSUNO SPAZIO DI AFFISSIONE PREVISTO PER LA CONSULTAZIONE POPOLARE DEL 18 GIUGNO
Legambiente accusa: Comune e Quartiere violano la "par condicio"
Nessuno spazio d'affissione elettorale è stato previsto, dal Comune o dal Consiglio di Quartiere, per la consultazione popolare che riguarda oltre ventinovemila abitanti del quartiere n. 2, chiamati a votare Domenica 18 giugno. Insomma il referendum anomalo sulla realizzazione delle nuove torri da 13 piani da costruire tra San Carlo e Piazza Azzurri d'Italia, continua a rivelarsi sempre più anomalo. Ora si scopre che non è stato previsto neanche uno di quei tabelloni elettorali mobili che si montano per qualsiasi consultazione elettorale. Persino l'ex sindaco Destro, per il referendum sul Tram nel 2000, pur restringendone il numero rispetto all'usuale, li fece allestire. La scoperta l'ha fatta Legambiente, nel tentativo di comunicare agli aventi diritto al voto, la propria indicazione a votare per la soluzione A, cioè No agli ecomostri a San Carlo e successivo nuovo progetto partecipato. Racconta Andrea Nicolello, vice presidente di Legambiente. «È stata un'esperienza conturbante. Prima ho chiesto alla segreteria dell'assessore Scortegagna, poi all'Ufficio decentramento e poi all'Ufficio informazioni del Comune quali spazi pubblici erano accessibili da parte di comitati ed associazioni che volessero partecipare alla campagna per la consultazione del 18 giugno. Chi non sapeva, chi cadeva dalle nuvole, chi dimostrava imbarazzo. Alla fine è saltata fuori la verità. Non sono stati previsti spazi d'affissione ad hoc. Al contrario però consiglio di quartiere e Comune si sono premurati di garantire all'Immobiliare Valli di esporre un proprio plastico all'interno della galleria della Torre Gregotti già realizzata, per una settimana». Insomma, penalizzato il pluralismo dell'informazione. In sindaco, intanto, ha già scritto ai 30.000 eventi diritto invitandoli a votare per le torri. Al Comune e al quartiere Legambiente chiede, a parziale risarcimento di una par condicio violata, l'accesso gratuito e autogestito a metà degli spazi di affissione pubblica del quartiere e alle bacheche delle sedi istituzionali in deroga all'attuale regolamento di esposizione interna, e che in tutte le iniziative pubbliche organizzate da Comune o quartiere sul tema della consultazione tra relatori sia sempre invitato chi sostiene le ragioni della soluzione.
Sonic from Padova
June 5th, 2006, 03:49 PM
Almanco mi e ti eo ghemo da drio casa!
Xè vero!
Ciò ma sito 'ndà a vedare Trl? Mi me gà ripreso e sabo pomeriggio dò me amighe xè montà de sora e e ga dito : "Xe gemo fato el cueo par venier de sora, voemo i biglieti!!" che storie... :)
Sonic from Padova
June 5th, 2006, 09:28 PM
Concorso di idee per la riqualificazione del Centro urbano di Sant'Angelo di Piove
L’intervento si propone di realizzare un nuovo tessuto urbano che coinvolga e riavvicini le aree preesistenti, inserendole in un contesto più vivibile e pensato a misura d’uomo.
Elemento caratterizzante sarà la costante presenza di ampie zone a verde su ogni tipo di percorso, soprattutto ciclabile e pedonale: vero filo conduttore all’interno del nuovo assetto urbanistico.
Aree tematiche non distinte e scollegate tra loro bensì funzionalmente interconnesse in maniera tale da costituire un insieme unico strutturalmente organico e bene organizzato, piacevolmente fruibile.
Dunque, massima pedonalizzazione del centro cittadino e traffico veicolare limitato alle arterie principali.
L’Area ex Mulino ospiterà una struttura dedicata all’arte ed all’artigianato locale e regionale, con esposizione permanente in spazi interni, da ricavare con il recupero del vecchio opificio, ed aree esterne, per manifestazioni più ampie, nelle immediate adiacenze.
Le caratteristiche dimensionali e strutturali del vecchio mulino saranno ovviamente rispettate e mantenute, evidenziando semmai eventuali emergenze tecnico-architettoniche legate alla sua originaria funzione.
Nella stesso ambito è previsto un nuovo collegamento ciclo-pedonale verso il cimitero comunale.
Nell’Area degli uffici pubblici, la zona “A”, comprendente uffici comunali e postali già esistenti, sarà riqualificata in uno all’attuale piazza principale del Comune, inserendo nuovi percorsi ciclo-pedonali che consentano una ottimale e coinvolgente fruizione da parte dei cittadini.
L’intervento sulla zona “B” inedificata prevede invece la realizzazione di una nuova piazza, strettamente collegata con gli altri ambiti urbani e caratterizzata da un nuovo corpo di fabbrica da destinare ad uffici direzionali ed eventuali attività commerciali.
L’edificazione prevista è in sintonia con il contesto esistente pur non rinunciando a segnare il luogo con emergenze caratterizzanti e di sostanziale valorizzazione per l’intero ambito.
Giochi d’acqua alternati ad aree verdi completano l’insieme.
Gli interventi migliorativi pensati per la zona “C” di nuova edificazione prevedono la parziale sistemazione a parcheggio auto con area verde finalizzata all’inserimento di un elemento scultoreo caratterizzante.
L’Area delle attrezzature scolastiche, socio-culturali e sportive ospiterà un nuovo polo scolastico completo di adeguati spazi per attività comuni, sportive ed interdisciplinari nonché uffici direzionali, esposizioni, aree verdi di pertinenza esclusiva e parcheggi auto.
Previste anche nuove strutture sportive per tennis, calcetto ecc.
L’Area della piazza e degli edifici parrocchiali, coincidendo con l’attuale centro storico propriamente detto, sarà oggetto di una riqualificazione che coinvolgerà prevalentemente pavimentazioni esterne, sistemazione a verde, nuovi parcheggi auto nonché arredo urbano e recupero armonico delle facciate ivi prospicienti.
L’Asse centrale del paese, costituito dalla S.P. 40, sarà la vera spina dorsale dell’intero organismo, conservando la sua attuale funzione di principale direttrice ai fini dei collegamenti urbani ed extraurbani.
Avrà però una veste differente: sarà infatti anch’esso caratterizzato da una consistente presenza di verde e ospiterà soprattutto lunghi percorsi ciclo-pedonali di collegamento, interamente alberati, ai margini della carreggiata stradale destinata al traffico veicolare.
Previsto inoltre il potenziamento e la nuova sistemazione dei principali parcheggi auto.
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Nicux
June 5th, 2006, 09:32 PM
Magari rifanno anche la piazza dove c'è stata la rissa ed il tipo che difendeva la Juventus ha ammazzato l'altro.
Sonic from Padova
June 5th, 2006, 09:48 PM
^^
Tasi vaeà che ieri in macchina ci sono pure passato per andare a Piove di Sacco.
Non sapevo neanche che si erano ammazzati...l'ho saputo dopo guardando il tg.
Che storie...
Sonic from Padova
June 6th, 2006, 08:00 PM
ALL’EX SCALO MERCI
Intermodale: ecco il via libera definitivo al progetto dei terminal
Via libera definitiva per la realizzazione del Centro Intermodale Viaggiatori. La Giunta provinciale, infatti, ha approvato il Protocollo d'Intesa che prevede la messa in opera, in collaborazione con il Comune di Padova e Rete Ferroviaria Italiana, del nuovo Terminal autobus e dell'Intermodale viaggiatori nell'area dell'ex scalo merci ferroviario di Padova.
«Il nuovo Terminal autobus - ha detto il presidente della Provincia Vittorio Casarin - è considerato una delle priorità viabilistiche della città e, una volta realizzato, sarà in grado di integrare e connettere il trasporto pubblico urbano con quello extraurbano potenziandoli grazie all'accesso diretto alle linee del trasporto ferroviario». Nel nuovo Terminal troveranno posto il deposito degli autobus extraurbani, la stazione di servizio, vera e propria, del trasporto interurbano dotata di sistema depositi e i nuovi parcheggi.
«Complessivamente la nuova struttura - ha aggiunto l'assessore ai Trasporti Mario Verza - sorgerà su aree di proprietà del Comune di Padova e di Rete Ferroviaria Italiana che verranno concesse in locazione alla Provincia. Dal canto sua la Provincia realizzerà, in parte con proprie spese in parte con contributi comunali, tutti gli interventi necessari per assicurare la funzionalità degli impianti di interscambio e dell'intera area della stazione».
Infatti, in base a questo progetto, sarà tutta la zona circostante la stazione ferroviaria ad essere interessata ad importanti cambiamenti. Il protocollo prevede, infatti, che oltre alla realizzazione dell'Intermodale viaggiatori vengano riqualificati gli accessi e le aree attorno a Padova Centrale, con un piano complessivo che prevede il riassetto urbanistico dell'intera area.
Con l'approvazione del Protocollo d'Intesa si dà il via ad un importante progetto di miglioramento e potenziamento del trasporto pubblico, favorendone l'accesso e l'utilizzo da parte di tutti i cittadini.
Sonic from Padova
June 7th, 2006, 04:56 PM
GABRIELE ZANON
«La giunta Zanonato è allo sbando e lo scontro sull'Arcella ne è la prova»
«La durezza ed i toni infuocati con cui il Sindaco Zanonato e l'assessore Scortegagna sono stati contestati dai cittadini e da parte della coalizione la dice lunga sullo stato di salute dell'amministrazione di sinistra. Un'amministrazione che si impantana, nel vecchio stile "Zanonato prima edizione", in scelte impopolari con un confronto solo virtuale con la città. Il referendum burla del 18 giugno sull'area Gregotti ne è un chiaro esempio dove le comunicazioni ai cittadini vengono fatte in maniera discutibile e dove la disinformazione regna sovrana», afferma il consigliere Comunale e Presidente Provinciale Gabriele Zanon in merito a ciò che è avvenuto nel consiglio comunale di ieri sera e aggiunge. «L'Arcella, quartiere con il più basso rapporto della città verde/abitante non ha bisogno di ulteriore cemento nè di finte riqualificazioni. Queste forzature di Zanonato sono esempio di un completo abbandono progettuale di una Padova senza futuro ed umiliata in un Veneto che al contrario cresce. Il sindaco conferma di non avere un progetto per Padova nè potrebbe produrlo con le profonde contraddizioni e scontri che caratterizzano la sua maggioranza. Chi criticava il centrodestra vive in una città senza prospettive di sviluppo e di vivibilità».
Zanon conclude: «Tutto questo avviene mentre ci sono zone di Padova dove i cittadini non riescono ad avere una vita serena. Nessuna lite tra verdi e l'amministrazione sulla situazione critica dei residenti di Via De Besi. La Ztl, dopo installazione delle telecamere che avevamo chiesto come Alleanza Nazionale circa un anno fa, potrebbe essere un deterrente allo spaccio che avviene continuamente tutti i giorni sotto gli occhi dei cittadini esasperati».
Sonic from Padova
June 7th, 2006, 07:06 PM
http://show.imagehosting.us/show/1408482/0/nouser_1408/T0_-1_1408482.jpg
fonte : IlPadova
Nicux
June 8th, 2006, 12:08 AM
Autobus Urbani + Metrotram + Corriere + Taxi + Auto + Biciclette + Motorini.
Spero Padova sia in grado di sostenere un tale movimento attorno alla stazione. Sono molto fiducioso comunque.
Sonic from Padova
June 8th, 2006, 03:08 PM
LE GRANDI OPERE CHE CAMBIERANNO LA CITTÀ
Auditorium: pubblicato il bando europeo per la realizzazione
Il bando europeo per la realizzazione dell'auditorium è diventato ufficiale. Da ieri, infatti, è visibile anche nel sito padovanet. La costruzione dell'opera, infatti, ha fatto questo primo, ma significativo, passo concreto. Il progetto dovrà prevedere la presenza di due sale concerti, una da 1300 posti e una da 350, utilizzabili anche per ospitare congressi ed eventi culturali«Nelle prossime settimane - ha sottolineato Luigi Mariani, assessore all'Urbanistica - l'iter implica che ci siano due fasi. Nella prima ci sarà una sorta di "qualificazione" fra coloro che intendono partecipare, non solo i progettisti, ma per esempio pure i consulenti acustici. A settembre è stata fissata la prima riunione della giuria che sceglierà i 10 elaborati che riterrà migliori, e poi ci saranno otto mesi di tempo per predisporre un progetto preliminare. A questo punto entreranno in gioco commissione tecnica e giuria che proclameranno il vincitore e tutte le proposte saranno oggetto di una mostra. Chi ha vinto dovrà predisporre l'elaborato definitivo che poi verrà valutato dall'amministrazione, la quale verificherà in primis se corrisponde alle sue indicazioni. La spesa massima prevista ammonta a 40 milioni di euro, ma si può prevedere ragionevolmente di arrivare intorno ai cinquanta. Subito dopo, ed è questa la "fase due", il Comune farà una sorta di "appalto integrato" e cioè chiederà ai partecipanti di formulare un'offerta e di produrre un progetto esecutivo sulla base di quello definitivo».Per quanto riguarda i dettagli della struttura, Luisa Boldrin, assessore ai Lavori Pubblici, spiega: «Sono previste due grandi sale con degli altri spazi che sono complementari e che saranno destinati per esempio alle riunioni, o alle, prove. Ci saranno anche una cafeteria, il ristorante e i locali destinati ad accogliere mostre temporanee, legate alla musica, oppure da usare per la didattica. Certo, queste sono indicazioni di massima, riportate sul bando in base alla tipologia canonica di un auditorium, ma saranno poi gli esperti a dare suggerimenti anche in base ai calcoli di gestione riguardanti le funzioni remunerative. È previsto che ci siano una quota di edificato e una quota di giardino, tant'è che uno dei tre architetti importanti, Michel Desvigne, è un paesaggista di Parigi fra i più famosi al mondo, appartenente alla scuola di Versailles, nonchè consulente paesaggista delle più grandi firme dell'architettura mondiale, tra cui Renzo Piano». «Sicuramente - ha aggiunto Luisa Boldrin - trattandosi di un sito che comunica con il Piovego e con la Cappella di Giotto vorrei che la quota verde fosse ampia e che ci fosse un'architettura del paesaggio, che si accompagni a quella della costruzione. Entrambe devono essere di grande significato. I più importanti professionisti che si stanno cimentando in questa sfida sono entusiasti e il loro stato d'animo è dovuto al sito: avere collocato l'auditorium in Piazzale Boschetti, al confine tra città moderna e antica, di fronte a giardini pubblici e a un canale così bello, è stato uno stimolo fortissimo. Contiamo, quindi, di avere una grande adesione. Adesso questi architetti dovranno interpretare anche la necessità di prevedere funzioni che garantiscano redditività e mi aspetto che possano proporre con intelligenza soluzioni economicamente sostenibili. Una bella costruzione, se non è anche remunerativa, non è un grande risultato. La Fondazione Cassa di Risparmio che è nostro partner in questa operazione storica, si sta già occupando della gestione: ci siano incontrati con i loro esperti di investimenti e abbiamo esaminato alcuni presupposti. Loro valuteranno la scheda tecnica che prevede questi elementi di base di realizzazione e daranno un parere sulla sostenibilità economica delle funzioni. Alla fine potranno dire quali caratteristiche debba avere l'auditorium: per esempio chiarire se serve un'attività commerciale complementare a quella culturale, ma che produca reddito. Oppure suggeriranno se è il caso di affittare degli spazi. Anc'io sono entusiasta di questa avventura: l'auditorium e il Centro Culturale nell'ex Tribunale di via Alessio, toglieranno dalla dimensione provinciale, aprendola anche al turismo dell'architettura che oggi è un volano straordinario per il turismo, come è avvenuto a Bilbao. Mettere l'auditorium a due passi dalla Cappella degli Scrovegni ha anche un significato: far riacquistare al centro un brano di territorio che non apparteneva alla città pregiata».
Sonic from Padova
June 8th, 2006, 03:10 PM
Concluso il concorso per le scuole “Città sì, città no”
Vince il Liceo “A. Modigliani” con il Nuovo Auditorium di Padova
È un progetto sul nuovo Auditorium di Padova elaborato dai ragazzi del Liceo Artistico “Amedeo Modigliani” il vincitore del concorso “Città sì, città no”, promosso dall’Ordine degli Architetti di Padova in collaborazione con la Provincia di Padova.
La proclamazione è avvenuta davanti a un pubblico di oltre 1.000 ragazzi delle scuole superiori di Padova che hanno aderito al progetto “L’Architettura incontra la scuola”. Un’iniziativa che ha accompagnato i ragazzi di 21 scuole durante l’anno scolastico attraverso incontri con esperti e visite guidate e che è terminata stamattina con la premiazione del concorso.
Per l’occasione, si è tenuta la conferenza dal titolo “Professione designer” dell’architetto di fama internazionale Michele De Lucchi. Una testimonianza ricca di spunti e di sollecitazioni per i ragazzi presenti: «Mi sono chiesto spesso in passato che cosa volesse dire progettare, disegnare oggetti per gli altri - ha detto -: la risposta non è il cercare di sentirsi creativi ma trovare e realizzare ciò che può far sentire creativi gli altri». Il designer, secondo De Lucchi, deve lavorare prima di tutto sulla “convenienza” dell’oggetto e sulla sua capacità di comunicare, ma oggi deve saper puntare anche all’“ecologia”, alla sostenibilità che sempre più diventa criterio imprescindibile nella progettazione.
Concludendo, De Lucchi ha lanciato alla platea attenta e affascinata un messaggio forte: «Quello che mi interessa di più è quando disegno per me stesso. Per il vostro futuro, la vostra professione, vi do un consiglio, scegliete con un solo criterio: fate quello che vi piace di più. Solo così possiamo meritarci di vivere la vita che vogliamo».
«Il concorso “Città sì, Città no” – ha spiegato Giuseppe Cappochin, presidente dell’Ordine degli Architetti di Padova - invitava ad un approccio di “lettura” critica della città, cercando di individuare luoghi frequentati quotidianamente che presentassero interesse per ricchezza o mancanza di qualità architettonica. Un’iniziativa che ha visto quest’anno, rispetto alla prima edizione, raddoppiati i lavori in concorso». 25, infatti, i lavori presentati (di cui 4 video), realizzati da 235 studenti di 11 scuole. Elaborati molto apprezzati dalla giuria e che, secondo De Lucchi, «sembrano usciti quantomeno dalle mani di universitari». L’elevato livello dei progetti presentati ha portato la giuria ad attribuire due menzioni speciali, aggiuntive rispetto ai primi tre classificati. A tutti loro andrà in premio un viaggio-studio a Lucerna, Basilea, Foresta Nera, Tumlingen. «Questo viaggio – ha detto sempre Cappochin - darà la possibilità ai ragazzi di incontrare l’architettura di altri paesi europei, potendo così ampliare le conoscenze acquisite durante il percorso».
Significativo il progetto vincitore, JEUX DES FORMES, premiato per la sua completezza e “arditezza”: il nuovo Auditorium di Padova è infatti al centro di numerosi e vivaci dibattiti da lungo tempo. La giuria ha visto nell’elaborato delle classi quinte del Liceo Artistico statale “A. Modigliani” “una buona integrazione delle preesistenze architettoniche e un disegno armonico degli spazi liberi”. Un progetto che tra l’altro collocherebbe l’Auditorium all’interno di un’ampia area verde (l’attuale PP1).
AUDITORIUM “JEUX DES FORMES” prevede nell’area di Piazzale Boschetti, un moderno auditorium (composto da tre sale con capienza di 1500, 600 e 300 posti, punti ristorazione, uffici e negozi), due aree verdi e l’area parcheggi. Coerenza di forme e valorizzazione dell’esistente sono le linee conduttrici; ogni dettaglio è stato curato: dalle vetrate poste a sud-ovest per privilegiare la vista sui giardini pubblici dell’Arena, agli spazi interni ampi, ai lampioni, le panchine da inserire nei parchi.
Al secondo posto si è classificato il progetto “SISTEMAZIONE DELL’ AREA NORD (ALTAMENTE DEGRADATA) DELL’ ISTITUTO D’ ARTE P. SELVATICO: UNA PARTE AD USO PRIVATO E UNA PARTE AD USO PUBBLICO CON COLLEGAMENTI UNIVERSITARI” .
Lo studio propone il recupero dello storico edificio, sede dell’istituto d’arte, progettato da Jappelli e della circostante zona lungo le mura cinquecentesche e il canale Piovego. La progettazione comprende un giardino privato, chiamato “Giardino dell’Arte” nella zona retrostante l’istituto per offrire agli studenti anche la possibilità di esporre le proprie creazioni artistiche e un parco pubblico per valorizzare il corso d’acqua e rivitalizzare una zona oggi altamente degradata. Anche la vegetazione è stata oggetto di studio e pianificazione: nel giardino privato sono previsti ninfee, iris e tulipani, nel parco pubblico invece, alberi d’alto fusto alternati a piccoli arbusti.
Tale accuratezza fa parte della motivazioni considerate dalla giuria per l’assegnazione del riconoscimento: il lavoro è stato premiato “per una buona analisi della situazione urbana, delle aree verdi marginali e delle essenze arboree con una successiva interessante proposta progettuale che bene integra il “giardino privato” alle aree pubbliche”.
Terzo classificato, l’elaborato “MUSICA PER MODELLARE L’ARCHITETTURA” presentato dall’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri “Enrico De Nicola” di Piove di Sacco.
L’elaborato propone la riqualificazione di un cinema (a Calcroci di Camponogara) ormai in disuso, attraverso il rifacimento della facciata esterna e la sua riconversione a “luogo della musica”. I ragazzi hanno ideato infatti sale prova, biblioteca discografica, ricovero strumenti e sala spettacoli, conferenze e cinema.
La giuria ha motivato così il premio: “per un progetto di riqualificazione architettonico-funzionale che bene coniuga le necessità e i bisogni giovanili con un linguaggio contemporaneo”.
Una menzione speciale è andata anche al Liceo Scientifico “Rogazionisti” con il video “Patchwork di emozioni urbane” per “l’innovativo linguaggio rappresentativo degli spazi urbani vissuti dai giovani” e al Liceo Scientifico “Ippolito Nievo” con il “progetto di recupero del parco e della scuderia ex fornace Carotta”, per la sensibilità verso le tematiche di sostenibilità ambientale: uso di energie rinnovabili”.
Tutti gli elaborati saranno esposti in una mostra che sarà allestita presso la sede della Provincia di Padova, Palazzo Santo Stefano, dall’11 giugno al 5 luglio 2006.
Alla cerimonia sono intervenuti anche Flavio Frasson, assessore all’Urbanistica della Provincia di Padova, Claudio Piron, assessore ai Servizi scolastici e alle Politiche giovanili del Comune di Padova, Guglielmo Monti, sovrintendente per i Beni Architettonici e per il paesaggio del Veneto Orientale, Sandro Voltan, consigliere dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova, con funzione di presidente della giuria, Cosetta Bernini, istruttore amministrativo, assessorato all’Urbanistica della provincia di Padova, Steffen Zügel, amministratore delegato Fischer Italia s.r.l., Alessandra Meneghetti, referente di Vitra by Master.
L’iniziativa è stata realizzata anche grazie al contributo di Fischer e Vitra by Master.
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Sonic from Padova
June 13th, 2006, 02:47 PM
Consultazione dei cittadini in quartiere Arcella
Descrizione
Qualche mese fa è stato avviato un programma di riqualificazione urbanistica all'Arcella per riordinare insediamenti, riammodernare infrastrutture e spazi verdi, ricavando così la piazza pensata come centro naturale del quartiere.
Il progetto prevede nell'area San Carlo (lato est di via Tiziano Aspetti) la costruzione di due edifici, di diversa altezza, ad uso residenziale e commerciale e di un edificio pubblico da riservare alla sede e agli uffici del quartiere, alla biblioteca comunale, a sale per riunioni destinate ai cittadini, ecc. Nella stessa area ci sarà spazio per verde pubblico e parcheggi pubblici e privati.
Nell'attuale piazza Azzurri d'Italia (lato ovest di via Tiziano Aspetti), totalmente di proprietà comunale, in un secondo momento, sono previsti altri edifici ad uso residenziale, uffici e servizi pubblici, con relativi parcheggi e piazza pavimentata.
A fronte dell'ampio dibattito che si è aperto intorno a questo progetto, l'Amministrazione comunale ha deciso di chiedere agli abitanti dell'Arcella di esprimere la propria idea sul futuro di questa zona, attraverso una consultazione dei cittadini.
Ad ogni residente viene chiesto di scegliere, secondo le sue preferenze, fra due soluzioni che riportiamo di seguito nel dettaglio.
La consultazione è ritenuta valida se il voto viene espresso da almeno il 20% degli iscritti nelle liste elettorali del quartiere 2.
Quando e dove si vota
Domenica 18 giugno 2006, dalle 8:00 alle 20:00.
Il seggio dove esprimere la propria preferenza viene indicato nella lettera informativa del Sindaco, inviata ad ogni residente del quartiere.
Chi vota
Sono chiamati al voto tutti gli elettori del quartiere 2 Nord (Arcella, San Carlo, Pontevigodarzere).
Come si vota
Per votare è necessario presentarsi al seggio, indicato nella lettera informativa del Sindaco, inviata ad ogni elettore, con un documento di riconoscimento.
Si vota sbarrando con una X il riquadro "A" oppure il riquadro "B" (vedi fac-simile scheda nella sezione "Documenti" di questa pagina).
Nel caso in cui l'elettore/trice voti il riquadro "B", può ulteriormente sbarrare la soluzione "1" oppure la soluzione "2".
E' nulla la scheda in presenza di preferenze apposte contestualmente sia sul riquadro "A" che sul riquadro "B".
Soluzione A
nessun intervento edilizio, in attesa delle nuove regole urbanistiche.
Soluzione B
la soluzione B prevede due modalità di intervento.
1. realizzazione dell'intervento previsto davanti alla chiesa di San Carlo (lato est) comprendente:
- sistemazione dell'area a verde pubblico e realizzazione di parcheggi pubblici;
- costruzione di un edificio ad uso residenziale, uffici e spazi commerciali per complessivi 33.500 m³, di cui 600 ad uso residenza pubblica;
- costruzione di un edificio pubblico per la sede del Quartiere, le sale per la comunità e le associazioni e altri uffici pubblici, di 6.500 m³.
2. realizzazione integrale del programma: quanto previsto nella soluzione B più la realizzazione di altri edifici ad uso residenziale, spazi commerciali, uffici, parcheggi e pavimentazione della piazza Azzurri d'Italia per complessivi 70.000 m³ suddivisi in 40.000 lato est e 30.000 lato ovest.
http://www.legambientepadova.it/files/vista%20tridimensionale%20del%20progetto.jpg
Per maggiori informazioni >>> Cliccare qui (http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tassid=1483&id=7691)
Sonic from Padova
June 13th, 2006, 06:27 PM
PARCO IRIS & DINTORNI
Mobilitazione per salvaguardare il verde
Ci risiamo. Cittadini pronti a organizzarsi spontaneamente per salvaguardare il patrimonio verde del proprio quartiere. Nel mirino questa volta l'area compresa tra il parco Iris e il canale Terranegra, oggetto di un piano di urbanizzazione già avvallato e in fase di realizzazione per quanto concerne una parte della zona. L'appuntamento è fissato per giovedì sera alle 21 nella sala polivalente del Quartiere IV (Voltabarozzo), occasione nella quale si terrà una assemblea promossa dai cittadini e finalizzata alla costituzione del comitato "Iris", il cui primo obiettivo è l'ampliamento del parco omonimo. Residenti che già si sono mobilitati nelle ultime settimane, raccogliendo duecento firme per la difesa dell'area verde. «Padova aveva un piano regolatore che prevedeva la destinazione di alcune zone ad "aree per verde di interesse generale" - spiega Ernesto Ginestri, uno dei promotori del nuovo comitato -. Una di queste ha visto la nascita alcuni anni fa dell'Iris, parco che ha presto riscosso grande successo, dimostrando quanto sia importante in una città moderna la presenza di un parco urbano attrezzato che permette alle persone di godere di spazi confortevoli, sani e capaci di dare serenità. Gli amministratori cittadini - la giunta destra prima e quella di sinistra poi - hanno però reso edificabile la restante parte dell'area, tanto è che oggi procede a ritmo serrato la costruzione di sei palazzi (135 alloggi) nel tratto finale di via Canestrini. Stiamo in pratica assistendo all'inizio di un processo di edificazione che rischia di trasformare l'"area verde di interesse generale" in uno spezzatino di nuove strade, parcheggi, edifici e verde privato che avrà ripercussioni sulla vivibilità della zona, in termini di inquinamento e di mobilità». «Noi non vogliamo restare a guardare - continua Ginestri - e cercheremo di coinvolgere associazioni ambientaliste e comitati che già si battono per una città più verde. Il piano guida (non vincolante) per la definizione dell'area prevede la realizzazione di nuovi edifici a ridosso delle vie Canestrini e Forcellini destinando a verde pubblico un parchetto tra i futuri palazzi. I costruttori intendono sostanzialmente trasformare gli spazi destinati a uso pubblico in giardini e parcheggi solo a servizio dei futuri insediamenti. La realtà già difficile di via Canestrini diventerebbe ancora più caotica e verrebbe privata di quegli spazi di utilità sociale che dovrebbero essere destinati a uso pubblico, come per l'appunto piste ciclabili, verde, parcheggi. Chiediamo pertanto all'amministrazione comunale una doverosa e partecipata riprogettazione dell'area, che in primis impedisca il sorgere di ulteriori edifici nel cuneo verde della zona parco Iris».
Sergio
June 15th, 2006, 12:17 AM
Attento sonic... il progetto che hai messo non c'entra nulla con quello di cui staimo parlando. Quello è il piano Gregotti, che nessuno vuole realizzare, nemmeno nell'ipotesi B2. E' un progetto vecchio di 20 anni, e nel frattempo le cose sono cambiate. Sinceramente il rendering del progetto dell'immobiliare valli, che sarebbe realizzato dalla svec (la stessa del centro tommaseo), non mi sembra affatto male.
Sonic from Padova
June 15th, 2006, 12:46 AM
^^
Da quello che ho capito io, il progetto è quello del 1988.
Quindi se si voterà la soluzione B si costruirà un complesso simile a quello già esistente.
So che il progetto è affidato alla Immobiliare Valli, ma credo di non aver capito...vuoi dire che hanno cambiato di nuovo il progetto? E che la Svec si occuperà della sua realizzazione?
Sonic from Padova
June 15th, 2006, 03:59 PM
Appello dei partiti del centrosinistra: «Votare è un'occasione unica di partecipazione»
http://www.ingegneria2000.com/ultimi%20lavori%20-%20fotografie/3%20Sangati/vista%201.jpg
Vada come vada questa consultazione sarà ricordata per un aspetto fondamentale. Sarà la prima volta che i cittadini vengono coinvolti direttamente in una scelta dell'amministrazione comunale. Per questo il "referendum" di domenica segnerà comunque uno spartiacque per la "partecipazione". È proprio a partire da questo che le forze del centrosinistra hanno trovato una significativa congruenza su un documento che ieri hanno firmato tutti i capigruppo in consiglio comunale, compresa Rifondazione. È in pratica un appello al voto, cioè a celebrare quest'occasione di partecipazione.
"La scelta del Consiglio di quartiere 2 e della Giunta Comunale di promuovere questa consultazione segna un passo avanti davvero importante del percorso di costruzione di un metodo di governo partecipato che tutti abbiamo auspicato e che vogliamo contribuire a rafforzare nei prossimi anni - scrivono i sottoscrittori- La partecipazione, per noi, non è solo un impegno elettorale preso con i padovani nel 2004: la scelta di costruire dal basso un orientamento sul futuro del Piru "San Carlo" è un fatto straordinariamente innovativo, tanto da non avere precedenti nella vita amministrativa della nostra Città. "Al di là delle indicazioni di voto che ciascuna forza del centrosinistra ha dato e darà sul piano di riqualificazione urbanistica "San Carlo", ciò che a noi sembra più importante è la scelta di chiedere ai cittadini cosa ne pensano e vincolare le nostre future decisioni al parere che emergerà dalla consultazione. Il risultato più importante di questo "referendum" sarà proprio quello di avere mostrato una grande capacità di dialogo e di confronto da parte dell'amministrazione comunale: pertanto, più alta sarà l'affluenza alle urne, più tutti noi saremo soddisfatti del suo esito". L'appello è stato firmato da Umberto Zampieri, capogruppo Ds; Antonino Pipitone, capogruppo Margherita; Gaetano Sirone, capogruppo Sdi; Giuliana Beltrame, capogruppo Rifondazione Comunista; Gianni Di Masi, capogruppo Padova per Padova.
La grande novità è la presenza di Rifondazione. DiceGiuliana Beltrame: «Approviamo l'iniziativa perché la consultazione è un fatto positivo di assoluta novità. Rimangono le nostre critiche sulla tipologia dei quesiti e la nostra indicazione di votare per il quesito A (quello che propone di lasciare tutto così com'è in attesa del Pat). Per Umberto Zampieri capogruppo dei Ds «questo documento è importante perché significa che c'è una totale condivisione sul metodo. Noi siamo per il quesito B1 ovvero per la realizzazione solo dell'intervento previsto davanti alla chiesa di S. Carlo perchè ha una forte utilità pubblica. Permetterà infatti di fare il municipio di quartiere con spazi per gli anziani e biblioteca e dare la piazza che mancava. Poi perché apriranno piccole attività commerciali e si concentreranno i servizi anagrafe».Nino Pipitone, capogruppo Margherita: «Il primo obiettivo è che i cittadini vadano a votare. Il secondo, visto che appoggiamo la soluzione B1 è che ci saranno servizi pubblici in cambio di 30 appartamenti. Non mi pare che questo ci renda l'amministrazione del cemento e che 30 appartamenti possano essere definiti un "ecomostro".
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Mariani:«Il rischio ora è la paralisi per anni»
L’assessore all’Urbanistica fa il punto sulla consultazione che domenica deciderà il futuro dell’Arcella
Il futuro prossimo dell'Arcella si decide domenica. Nel senso che, se dalla consultazione relativa al Programma Integrato di Riqualificazione Urbanistica dell'area San Carlo-Piazza Azzurri d'Italia uscirà una delle ipotesi preventivate dalla soluzione B, partiranno i lavori per la realizzazione di una (o due torri), del municipio di quartiere e di alcuni appartamenti. Se invece prevarrà l'ipotesi A, che non prevede nessun intervento edilizio in attesa delle nuove regole urbanistiche, se ne riparlerà come minimo fra più di tre anni, quando a Palazzo Moroni ci sarà una nuova amministrazione.Luigi Mariani, titolare della delega all'Urbanistica, auspica che i residenti diano il via libera a una delle ipotesi contenute nella risposta "B".
Assessore, come andrà a finire?
«Certo ci rimettiamo al giudizio della gente. Se dirà che non vuole che all'Arcella si costruisca nulla, revocheremo tutto e non succederà niente. Ritireremo tutte le ipotesi di costruzione con un "come non detto". Se invece il responso sarà opposto, noi procederemo. Finora avevamo avuto il pronunciamento, favorevole, del consiglio di quartiere. Adesso vedremo come la pensa la gente».
Perché auspicate la soluzione B1, cioè quella che prevede solo l'intervento davanti alla chiesa di San Carlo, sull'area est?
«In questo caso in un primo tempo il privato dovrà fare le opere di urbanizzazione, realizzare la piazza, il parcheggio sotterraneo e quello pubblico, e il Municipio che saranno "regalati" alla città, insieme a 4 appartamenti di edilizia residenziale pubblica. Solo a questo punto si potrà procedere con tutto resto, cioè la parte che interessa appunto ai privati».
I contrari, fra cui Verdi, Rifondazione, Legambiente e altri, sostengono per esempio che nuovi insediamenti abitativi potrebbero provocare confusione.
«Non è vero, perché le abitazioni sono in una zona assolutamente servita dai trasporti pubblici e proprio a pochi metri da dove dovrebbero essere realizzati gli appartamenti passerà il tram. Inoltre si tratta di un'area dotata di tutti i servizi: i problemi nascono quando non ci sono queste condizioni».
Anche sui parcheggi c'è chi solleva delle obiezioni, sostenendo che porterebbero a una presenza eccessiva di veicoli.
«Non è vero. I posti auto saranno destinati in primis ai residenti. Quelli pubblici saranno a disposizione di coloro che per qualunque motivo dovranno accedere a quell'area dell'Arcella, senza impazzire per trovare un posto per la macchina».
L'ipotesi dei realizzare una Municipio all'Arcella, ed eventualmente una o due torri, nasce molto indietro nel tempo.
«Gregotti aveva messo a punto il suo piano circa venticinque anni fa, prevedendo in totale quattro torri, comprese le due di cui stiamo discutendo ora. L'iter era stato ripreso dall'amministrazione-Destro che aveva acquisito il parere favorevole della commissione urbanistica, senza adottare poi il piano. Anni addietro anche altri esperti come Piccinato negli anni Sessanta, Campos Venuti e Oliva più recentemente, dopo avere fatto uno studio sull'Arcella, avevano detto che andava creato un centro del quartiere nella piazza di San Carlo. Quando è stato adottato il Piru, il Piano integrato di recupero urbanistico e ambientale, sono state inserite sia le aree comunali, che quelle dei privati (l'immobiliare Valli srl), prevedendo, nell'ipotesi che oggi chiamiamo B1, la possibilità di realizzare un Municipio da 7 mila metri cubi, una torre di 13 piani alta 45 metri analoga a quella esistente, più una costruzione bassa, quella con le residenze, per complessivi 33 mila metri cubi»..
Qual è il rischio che corrono gli abitanti dell'Arcella?
«Che tutto rimanga com'è e che si slitti al Pat di cui si occuperà la prossima amministrazione. Adesso, infatti, in Comune non ci sono i soldi nè per fare gli espropro finalizzati ad avere un'area da destinare a verde, nè quelli per costruire il Municipio di quartiere».
Sonic from Padova
June 16th, 2006, 03:32 PM
Cavalcavia Sarpi-Dalmazia
Il progetto è stato validato, sia dal punto di vista tecnico, sia per quanto riguarda il quadro economico. Martedì, quindi, l'esecutivo sarà discusso in giunta: un atto formale, perché subito dopo partirà la gara per individuare la ditta che effettuerà l'intervento. Non ci sono più ostacoli, quindi, alla realizzazione del nuovo cavalcavia Sarpi-Dalmazia, dato che negli ultimi giorni sono state concluse con successo, e senza contenziosi, anche le procedure di esproprio dei terreni necessari per la realizzazione della struttura.
L'investimento di 24 milioni di euro prevede, come ha precisato l'assessore ai Lavori Pubblici Luisa Boldrin, non solo la costruzione del nuovo ponte, ma anche la riqualificazione urbanistica della zona di via Sarpi, che anni addietro ospitava insediamenti industriali e che oggi è invece degradata.«Tutte le operazioni di esproprio - spiega Luisa Boldrin - si sono concluse con accordi amichevoli. Chi ha raggiunto un'intesa per il trasferimento della cubatura, avrà a disposizione altrove un numero di metri cubi inferiore: gli interessati, però, si sono dimostrati soddisfatti perché hanno la necessità di realizzare altrove i manufatti dove svolgere le loro attività. Alla fine, quindi, avremo una infrastruttura stradale che renderà più funzionale la mobilità e un'area verde di straordinaria bellezza, cioè il Parco delle Mura, senza che siano stati spesi soldi per acquisire le superifici necessarie. Senza contare che le permute hanno portato a una diminuzione della cubatura. Alla luce di tutto questo, è facile ipotizzare che le procedure per la pubblicare la gara si possano avviare a settembre. Ciò significa che i cantieri inizieranno nella primavera prossime e che avremmo il cavalcavia Sarpi-Dalmazia esattamente due anni dopo».
L'opera è attesissima perché consentirà di accedere all'Arcella da un ponte alternativo al Borgomagno ed è anche indispensabile per far correre il tram dalla Stazione a Pontevigodarzere.
Come sarà la nuova viabilità, una volta che le macchine potranno usare il nuovo cavalcavia? All'altezza dell'ex Domenichelli ci sarà una rotatoria dalla quale partirà la rampa che salirà a un'altezza di nove metri necessaria per far passare sotto i treni. Dalla rampa stessa inizierà il cavalcavia vero e proprio, che arriverà fino all'Arcella, esattamente in via Dalmazia. Proseguendo, si avranno due opzioni: a destra si potrà andare fino a circa cinquanta metri da Borgomagno, costeggiando i binari; a sinistra, invece, partendo sempre da sotto il ponte di Borgomagno, si procederà in direzione di Altichiero. Ai due lati del nuovo ponte, equidistanti, sorgeranno due rotatorie simmetriche di smistamento. Il tratto di via Sarpi a ridosso delle Mura scomparirà e chi arriverà da sud, percorrerà la circonvallazione e poi una sorta di nuovo percorso "circolare", da realizzare in una seconda fase, che sbucherà all'altezza del distributore della Tamoil, dove è previsto un rondò. Ci sarà poi la grande riqualificazione urbanistica a ridosso delle Mura.
Sergio
June 17th, 2006, 12:25 AM
Allora, il progetto lo puoi vedere in galleria san carlo: c'è pure una stagista carina della Valli che ti racconta per filo e per segno tutto ciò che ti possa interessare. La Valli è solo un'immobiliare, ergo non costruisce il palazzo. Da quello che ci hanno detto sarà proprio la svec a costruire. I disegni e i rendering sono solo "di massima", ma in generale il palazzo (perchè solo di 1 palazzo in più si parla, non di farli tutti e 4 come nel progetto dell'88, che era davvero orrido) dovrebbe assomigliare come colori e materiali al palazzo tommaseo, quello dove stanno costruendo la torre dell'hotel mantegna (mi sembra si chiami così). Quindi, a parte la propaganda e qualche falso volantino divulgato da partiti in mala fede e da comitati un po' troppo pessimisti (o incazzati), il progetto dovrebbe essere ben più decoroso di come aveva previsto gregotti, e dovrebbe anche portare alla riqualificazione del sagrato della chiesa. Maggiori info le trovate qui: http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tassid=1483&id=7691
dove però non si trovano i rendering decenti che ci sono invece nei volantini che distribuiscono in galleria.
Ah, dimenticavo: non guardate il progetto B2, quello che prevede la realizzazione di una terza torre. Quelli dell'immobiliare mi hanno detto che è praticamente impossibile che si faccia: il terreno sul quale dovrebbe sorgere è del comune, e per il momento il comune non ha intenzione di farci nulla.
Sonic from Padova
June 17th, 2006, 02:44 AM
^^
Beh se te lo ha detto la tipa del Valli posso stare sicuro.
Non credevo mica. Ma allora tutte quelle voci riguardo una torre uguale a quella già esistente son tutte false...non ci posso credere! :)
Va ben...grazie comunque delle informazioni!
Eehh...era bella la tipa? :D
Sergio
June 17th, 2006, 09:40 AM
Ovviamente....;-)
Sonic from Padova
June 17th, 2006, 07:07 PM
L’INTERVISTA
Parla il costruttore Pierdomenico Favaro: «Un progetto gioiello, con verde e parcheggi»
E' il suo sogno. Il più sospirato, inseguito, voluto. Quello "alla carriera", in un certo senso. Ancor più del riconoscimento consegnatogli qualche mese fa dal sindaco Flavio Zanonato per il contributo dato nella ricostruzione della città. Ancor più, forse, dei "suoi" primi cantieri alla Sacra Famiglia, al Torresino, in via Giotto; o quelli più recenti, come la Casa Madre Teresa di Calcutta, le facoltà di Economia e Psicologia, le sedi dell'Inail e delle Entrate, per citarne solo alcuni.
«Sì - ammette Pierdomenico Favaro, presidente da sempre della Svec Spa - Considero il Piano Gregotti un contributo personale alla riqualificazione dell'Arcella; una sorta di debito morale e professionale alla mia città».
E lo chiamano "ecomostro"
Socchiude gli occhi, Favaro. Istintivamente, quasi volesse schivare lo schiaffo di un'immagine che trova falsa, violenta, offensiva. «Quel progetto - ribatte - possono vederlo e giudicarlo tutti. Parla di verde, di servizi, di parcheggi, di piazze e di voglia di stare insieme. È appeso alle pareti di un ufficio della ripartizione urbanistica del comune di Padova quale progetto esemplare».
E allora, Favaro, dov'è nato l'equivoco?
«Probabilmente quando il progetto è diventato un pretesto, uno strumento di contrapposizione, scivolando sul terreno viscido dello scontro ideologico e pseudo-politico».
Pessimista?
«No. Sono convinto che i cittadini dell'Arcella sanno distinguere tra la concretezza del progetto, le ricadute tangibili e concrete nella vita del quartiere e la vuota propaganda».E se qualcuno rimanesse incerto?
«A costoro dico: guardate ai fatti, "pesate" le persone, la loro storia, il loro impegno».
Lei che referenze presenta?
«La mia attività di imprenditore, fatta di tanti episodi e di molte soddisfazioni. Certo, un impegno in un terreno delicato qual è quello delle costruzioni, ma che non è mai andato in conflitto con gli interesse generali della città».
Ad esempio?
Il più eclatante è sicuramente quello che è passato alle cronache come la "Padova Sviluppo". Credo che l'opposizione determinante, ad esempio, assunta anche da una parte importante del Psi - da Fusaro a Faleschini e Mezzalira - e che ha portato al naufragio a quella devastante proposta, sia anche frutto di una mia campagna di denuncia e di sensibilizzazione.
Lo dice con orgoglio.
«Certo che ne sono orgoglioso: con quella battaglia sì ha evitato il "sacco" della nostra città. Ed è con la stessa sensibilità di costruttore che sa guardare e distinguere le ricadute del suo lavoro che difendo il Progetto Gregotti dell'Arcella».
Lo sintetizzi in uno slogan.
«Un'opportunità unica per costruire un pezzo di città che non c'è. Non soffochiamo questa possibilità»
Sonic from Padova
June 17th, 2006, 07:08 PM
Bloccano il traffico per dire no ...
Bloccano il traffico per dire no al cemento. Una delegazione dei Verdi spalleggiata da alcuni residenti del quartiere Arcella e da un gruppo di Disobbedienti, ieri mattina, di fronte al supermercato Pam della zona San Carlo, si è riversata su via Tiziano Aspetti all'altezza della sala "Bingo" procurando per almeno cinque minuti disagio alla viabilità per protestare contro l'eventuale costruzione di una torre. Azione che gli ambientalisti hanno organizzato a 48 ore dal referendum consultivo che domani dalle 8 alle 20 chiederà, solo ai residenti dell'Arcella, se sono favorevoli o meno alla edificazione di una sorta di grattacielo davanti al lato est della chiesa di San Carlo. Verdi che prima di arrecare disturbo alle auto hanno accerchiato, muniti di megafono e cartelloni con stampigliate scritte contrarie alla cementificazione, il plastico informativo situato dentro la galleria San Carlo promosso dalla immobiliare "Valli" che sponsorizza, logicamente, l'innalzamento di una nuova torre.
"Questo che sta per avvenire all'Arcella - spiega il verde Danilo Del Bello - non è altro che una mera speculazione edilizia. In questo quartiere non serve altro cemento, ma piuttosto delle aree di verde. Si sta perpetrando solamente un business sulle spalle dei cittadini dell'Arcella. Invitiamo, dunque - prosegue Del Bello - gli abitanti di questo quartiere a votare per il quesito A che boccia in maniera categorica il progetto della costruzione di una torre. Noi siamo favorevoli ad una riqualificazione dell'Arcella, ma dev'essere raggiunta grazie ad un iter partecipato. Speriamo, però, che alla fine del referendum chi ha il compito di contare i voti si comporti bene". La protesta dei Verdi continuerà anche domani dalle 10 alle 13 di fronte al seggio di via Curzola, dove si posizioneranno con dei banchetti per lanciare una consultazione autogestita.
dottor K
June 17th, 2006, 07:45 PM
Certo che i Verdi sanno proprio come convincere la gente, bloccando il traffico e arrecando disturbo non credo che diano una buona impressione ai cittadini, poi pensano pure che la gente grazie a quest'iniziativa voterà in favore alle loro idee?!?
Poi se ci tengono così tanto all'ambiente dovrebberro sapere che bloccare i veicolo significa causare un aumento dell'inquinamento....
Nicux
June 18th, 2006, 03:42 AM
Nella stazioncina di Vigonza-Pianiga c'era un foglietto in cui i Verdi locali dicevano di accontentarsi di 2 binari, e non di 4, sommando i 2 della tav.
Con la loro logica dei numeri e la loro contabilità del più e del meno non si farà mai nulla.
Per ora mi son limitato a correggere in VERDE i 7 errori presenti in quel foglietto che già andando da mia nonna non ho più visto :)
Sonic from Padova
June 18th, 2006, 04:40 AM
Ovviamente....;-)
Eh lo sapevo! :)
Comunque per quanto mi riguarda, io non sono favorevole al progetto di "riqualificazione".
La torre, se la devono costruire, la possono fare nell'area dove si trova quell'edificio dismesso degli anni 50. Lo potevano buttare giu e farci un siluro di 100 metri.
Non mi piace proprio che vadano a costruire su un'area vuota, potevano farci un parco, c'era già il verde e secondo me, non dovevano spendere tanti soldi per fare bonifiche ecc...
Inoltre costruire un palazzo proprio davanti alla chiesa...mmhhh.
Ci potevano pensare meglio.
Sonic from Padova
June 18th, 2006, 03:42 PM
È arrivato il "torri-day": oggi 29 mila alle urne
Dalle 8 alle 20 all’Arcella saranno aperti i seggi. Si decide il futuro del quartiere, sulla base di tre opzioni
E' arrivato il "torri-day". Oggi 29 mila abitanti del Quartiere 2 Nord andranno dalle 8 alle 20 negli stessi seggi dove votano per le elezioni per pronunciarsi su ciò che vogliono sia fatto sul loro territorio: dare la possibilità ad un privato di edificare un palazzo di 13 piani davanti alla chiesa di S.Carlo in cambio di una piazza verde, parcheggi e una palazzina che sarà la nuova sede del quartiere con biblioteca e centro anziani, oppure no. Chi vota per il no barri il quesito A. Chi è d'accordo barri il quesito B. E non dimentichi in quest'ultimo caso di barrare anche una delle due "preferenze", ovvero se vuole la scelta B con l'opzione 1 (costruire solo dalla parte della chiesa) oppure se vuole la scelta B con l'opzione 2 (far costruire un'altra torre anche in piazza Azzurri). Su questa consultazione i partiti politici da tempo hanno preso posizione. Il centrodestra compatto contro il cemento e dalla stessa parte Rifondazione, i Verdi, Legambiente e la Cgil. Dall'altra parte Ds, Margherita, Sdi, Cisl e Uil. E la consultazione è passata da occasione di sperimentare il modello partecipativo alla sfida politica. I Verdi ad esempio, un tempo alleati di Zanonato e oggi suoi oppositori, hanno detto addirittura annunciato una specie di contro-referendum, in diretta, sul posto, con gazebi davanti ad ogni seggio, riproponendo il no al piano Gregotti ma anche un progetto di riqualificazione alternativo.
Domani la Commissione della consultazione si riunirà per determinare il numero degli elettori che hanno votato e per valutare se è stata raggiunta la quota percentuale minima richiesta (20 per cento) e determinare i risultati della consultazione. La seduta della Commissione è pubblica e si terrà alle 9 nella sede del Consiglio di quartiere 2 Nord (piazza Napoli, 74).
Si vota sbarrando con una X il riquadro "A" oppure il riquadro "B". Nel caso in cui l'elettore/trice voti il riquadro "B", può ulteriormente sbarrare la soluzione "1" oppure la soluzione "2". E' nulla la scheda in presenza di preferenze apposte sia sul riquadro "A" che sul riquadro "B".
SOLUZIONE A
Nessun intervento edilizio, in attesa delle nuove regole urbanistiche ovvero i Piani d'ambito territoriale.
SOLUZIONE B1
La soluzione B prevede due modalità di intervento. realizzazione dell'intervento previsto davanti alla chiesa di San Carlo (lato est) comprendente: sistemazione dell'area a verde pubblico e realizzazione di parcheggi pubblici; costruzione di un edificio residenziale, con uffici e spazi commerciali per complessivi 33.500 m³, di cui 600 ad uso residenzale pubblico; costruzione di un edificio pubblico per la sede del Quartiere, le sale per la comunità e le associazioni e altri uffici pubblici, di 6.500 m³.
SOLUZIONE B2
Realizzazione integrale del programma: quanto previsto nella soluzione B più la realizzazione di altri edifici ad uso residenziale, spazi commerciali, uffici, parcheggi dalla parte dove c'è l'ortofrutta e pavimentazione della piazza Azzurri d'Italia per complessivi 70.000 m³, suddivisi in 40.000 lato est e 30.000 lato ovest dove c'è l'ortofrutta.
Nicux
June 18th, 2006, 05:49 PM
Padova, 16 giu. - (Adnkronos) - La competenza illumino-tecnica dell'Enel unita all'impegno della Fondazione Banca Antonveneta permetteranno di far risplendere una luce nuova all'interno della Basilica di Sant'Antonio a Padova. La Delegazione Pontificia per la Basilica del Santo, Enel e Fondazione Banca Antonveneta hanno definito un accordo per la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione artistica ad alta efficienza, per la valorizzazione di alcune aree interne del complesso della Basilica, tra le quali, in particolare: l'Altare maggiore ed i suoi elementi decorativi, la "Deposizione" del Donatello, il coro, il presbiterio, il tabernacolo, il candelabro pasquale ed il leggio
Sampei
June 18th, 2006, 07:08 PM
^^ Chissà che bello!
Wilhem275
June 18th, 2006, 07:08 PM
A me piacerebbe vedere la Basilica illuminata meglio all'esterno, essendo molto scenica... oggi e' solo ben illuminata, ma e' piuttosto banale.
In ogni caso, consiglio a chi ha voglia e tempo di pigliare l'auto e fare un bel giro e dei dintorni del centro di PD a notte fonda, dopo le 2... ora che e' estate, anche piu' tardi (per non trovare veramente nessuno).
Merita assolutamente. Solo occhio alle telecamere delle ZTL... :(
Nicux
June 18th, 2006, 07:14 PM
Oppure con la bicicletta? A meno che tu non ti riferisca a luoghi oltre le mura.
E oltre alla ZTL occhio al Metrotram, assassini avidi di preda della notte patavina.
Un mio amico rincasava tardi la notte in bici lungo il bassanello quando per poco il metrotram a tutta birra non investiva lui ed una panda
Secondo me debbono proprio farla quella cosa dell'illuminazione... la Deposizione di Donatello merita d'essere valorizzata. Ora non la si distingue dalla ricca acquasantiera :)
Sonic from Padova
June 19th, 2006, 10:57 AM
A me fa impressione andare a Padova verso il tardino (tipo le 2) quando non cè nessuno, specie in Prato della Valle, è una cosa stranissima!
Quel posto è veramente fantastico!
Interessante il progetto dell'illuminazione! Era necessario un nuovo intervento per valorizzare l'interno della Basilica.
Speriamo facciano anche un intervento esterno!
Nicux
June 19th, 2006, 01:30 PM
Un plebiscito abbatte le torri. Gli Arcellani scelgono ilverde.
E' un coro unanime quello dei cittadini del quartiere: "Qui di cemento ne abbiamo già troppo".
Due le incognite che hanno accompagnato il referendum sul futuro del quartiere Arcella e sulla costruzione delle torri Gregotti:
affluenza sopra al quorum (20%) e prevalenza del quesito A (quello che boccia l'edificazione di 33 mila metri cubi di cemento).
Entrambe si sono risolte in modo positivo.
Ha le dimensioni di un plebiscito la vittoria della soluzione A, che è stata scelta da 5.655 residenti, pari al 75,7 per cento del totale dei 7.494 votanti.
Sono stati gli abitanti delle vie limitrofe all'area, destinata all'intervento edile della ditta Valli, a rappresentare il nocciolo duro del fronte del NO.
Sonic from Padova
June 19th, 2006, 02:15 PM
Poco fà ho visto un'intervista di Zanonato sul tg3.
Mi ha fatto una bella impressione. Tra l'altro ha detto una cosa in cui sono stato ampliamente d'accordo :
"Domanda....la giunta Destro, avrebbe fatto la consultazione?"
In effetti...
E' la prima volta che assisto ad una consultazione popolare per dare giudizio ad un progetto urbanistico. Non ne avevo mai viste prima d'ora e sinceramente è stato un bel gesto da parte della giunta Zanonato fare una consultazione per sentire il parere dei cittadini.
Tra l'altro sono sicuro che la Destro non l'ho avrebbe mai fatto, altrimenti avrebbe fatto una consultazione per la lottizzazione di Padova Est, per l'IKEA, per il metrotram, per la lottizzazione vicino al Parco Iris ecc...
Cosa che invece...non ha mai fatto.
Nicux
June 19th, 2006, 07:48 PM
Sì Sonic ma se facessero sempre consultazioni credo che si realizzerebbero ben poche cose.
Alla fine solo a noi del forum e altri appassionati può far piacere la realizzazione di grattacieli, torri o altro.
Anche il metrotram... chi lo sa se un giorno con alcuni prolungamenti non sarà veramente un servizio utile?
La gente è sempre molto scettica, specialmente in Italia.
Nonostante tutto il gesto di Zanonato è stato encomiabile.
Wilhem275
June 19th, 2006, 10:15 PM
"La democrazia e' l'unica forma di governo equo conosciuta. Nonche' la peggiore."
Non ha vinto il fronte del NO democratico: ha vinto il fronte del NOt in my backyard. Che e' ben diverso.
Le grandi decisioni, specialmente se invasive, non si possono lasciare in mano ad una votazione democratica... e' ovvio che nessuno vorra' mai nulla di nuovo :sleepy:
Bah... affari dell'Arcella, e delle meraviglie architettoniche di cui da' sfoggio... :|
Sonic from Padova
June 20th, 2006, 10:49 AM
E vero Nicux, che se si lasciassero decidere queste cose ai cittadini non verrebbe realizzato mai niente, ma se ci pensi bene, poteva essere fatto qualcosa di meglio.
Sonic from Padova
June 20th, 2006, 02:06 PM
Video del tg3 Veneto del progetto Gregotti.
E' il terzo servizio. Mi pare ci sia anche una spiegazione del sindaco.
VIDEO TG3 (rtsp://mm3.rai.it/regioni/veneto/tgr/20060619new1biftgr_ore_19_30_del_giorno_19_giugno_2006-veneto-00.rm)
Nicux
June 20th, 2006, 02:51 PM
Ti riferisci alle torri Gregotti? Senz'ombra di dubbio amico scalatore :D
Sonic from Padova
June 20th, 2006, 02:54 PM
Ehhhh certooo! Come no! :D :D
Sonic from Padova
June 20th, 2006, 03:07 PM
Aaahh...dopo aver consumato pagine intere per stò cazzo di progetto di Gregotti, è ora di parlare di qualcos'altro!
Restaurato il capitello di Sant'Antonio
Il capitello di Sant'Antonio situato al Portello, dopo un significativo intervento di restauro voluto dall'assessore all'Edilizia Monumentale Luisa Boldrin, è tornato all'antico splendore. Nei giorni scorsi, infatti, sono state tolte anche le ultime impalcature che ricoprivano la struttura che quindi è di nuovo visibile. L'operazione di maquillage è consistita in una ripulitura delle parti esterne con "impacchi" particolari per la pietra. Anche la parte interna è stata recuperata utilizzando il colore originario e in questa fase sono emerse tracce di un antico affresco. Lo stesso trattamento è stato riservato pure alla statua e all'altare. Persino la recinzione e la pavimentazione sono stati rimessi a nuovo.
La paternità dell'edicola è attribuita alla fraglia dei Barcaroli, che era una delle due corporazioni presenti a Padova , che riuniva gli addetti alle comunicazioni fluviali della zona est e che si contrapponeva a quella di San Giovanni: proprio in sostituzione della chiesa di San Giovanni, demolita quando fu rifatto il ponte sul Piovego, venne eretta nel 1790 la cappelletta, nel sito dove sorge tuttora, appena fuori Porta Portello, a destra del ponte, in prossimità della scalinata del molo, proprio in corrispondenza del luogo di attracco delle imbarcazioni che effettuavano il percorso fluviale da Padova a Fusina. Così facendo si era offerta possibilità di assistere alla messa ai viaggiatori in attesa della partenza del traghetto
Sonic from Padova
June 20th, 2006, 03:11 PM
A PARTIRE DA LUNEDI’ 3 LUGLIO
L'Ufficio delle Entrate trasferito in via Turazza
http://www.pieroruzzante.it/rassegna/articoli2005/maggio/AlleanzaMC601F.jpg
L'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate di Padova 1 trasferisce la propria sede da via Zabarella 54, dove svolgerà la propria attività fino a venerdì 30 giugno, a via Turazza 37, zona Stanga. Grazie alle nuove strutture ed ad una migliore distribuzione degli spazi interni la nuova sede, che sarà attiva a partire da lunedì 3 luglio, offrirà un maggiore comfort agli utenti ed ai 146 dipendenti. I recapiti telefonici del nuovo ufficio saranno: 049 7911501 e 049 7911511. Sarà inoltre attivata una deviazione di chiamata che trasferirà le telefonate dai numeri della vecchia sede ai nuovi recapiti. L'ufficio di via Turazza 37 sarà raggiungibile con diverse linee di trasporto pubblico urbano (APS): la linea 7, con una fermata diretta davanti all'Ufficio, e la linea 9 e 18, con fermata in piazzale Stanga.
Alla novità sono interessati i cittadini di tutti i comuni che rientrano nella competenza territoriale dell'Ufficio di Padova 1 che si estende ai quartieri di Padova 1, 2, 3, 4, 5 ed ai comuni di Borgoricco, Cadoneghe, Campodarsego, Campodoro, Camposampiero, Cervarese santa Croce,Curtarolo, Limena, Loreggia, Massanzago, Mestrino, Piazzola sul Brenta, Piombino Dese,Rubano, Saccolongo, San Giorgio delle Pertiche, S.Giustina in Colle, Trebaseleghe, Veggiano, Vigodarzere, Vigonza, Villa del Conte, Villafranca Padovana, Villanova di Camposampiero.
Il cambio di sede non comporterà un cambio dell'orario di apertura che rimane fissato dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30, con due turni pomeridiani dalle 15.00 alle 17.00, il lunedì ed il mercoledì. Le operazioni di trasloco inizieranno il giorno mercoledì 20 giugno.
Sonic from Padova
June 21st, 2006, 04:44 PM
DIFESA DEL VERDE
No alla cementificazione, nasce un comitato per il parco Iris
(PpS) Da giovedì scorso l'area dell'Iris ha i suoi rappresentanti ufficiali. Oltre un centinaio di cittadini si sono dati appuntamento nella sala polivalente del Quartiere IV (Voltabarozzo) per sancire formalmente la nascita di un comitato spontaneo, che punta alla salvaguardia e all'estensione del patrimonio verde incluso tra il parco omonimo e il canale Terranegra. Zona che è oggetto di un piano di urbanizzazione già avvallato dal Comune e in fase di realizzazione per quanto concerne una parte dell'area. Trecento al momento le firme di adesione raccolte al comitato "Iris", che entro fine mese riunirà il suo coordinamento - saranno tra l'altro stabilite le cariche - per poi avviare ufficialmente tutte le iniziative possibili al fine di difendere l'area verde.
«Vogliamo che l'area non ancora definitivamente destinata all'edificazione - spiega Ernesto Ginestri, uno dei promotori della nuova organizzazione spontanea - sia riservata all'ampliamento del parco, i cui spazi sono al momento insufficienti a soddisfare le richieste della cittadinanza. Si tratta in pratica di congiungere l'Iris con dei corridoi naturali alle altre aree verdi limitrofe, ad esempio al progetto del parco agrario dell'isola di Terranegra e al lungargine stesso. Di fatto si vuole salvaguardare quel cuneo verde che era previsto nell'iniziale piano regolatore generale prima della variante Riccoboni (assessore della giunta Destro, ndr), in base alla quale l'area tra il parco e il canale è stata per l'appunto destinata all'edificazione».
«Altro aspetto su cui abbiamo focalizzato l'attenzione è quello dell'inquinamento e delle polveri sottili in città - continua Ginestri - Siamo consapevoli che non è l'ampliamento del parco Iris in sè a risolvere il problema, ma riteniamo che questa sia la strada da seguire e da applicare a tutti gli spazi verdi cittadini per affrontarlo. Si tratta di cambiare la cultura, una assunzione di coraggio e di senso di responsabilità da parte
dell'amministrazione».
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Il progetto iniziale - di Fgf
Attività di Project Management e partecipazione immobiliare al consorzio Iris per l'intervento di riqualificazione urbanistica denominato "Programma Iris"
http://www.fgf.it/images/foto/iris1.gif
http://www.fgf.it/images/foto/iris2.gif
Sonic from Padova
June 21st, 2006, 04:50 PM
Nuova sede Safilo S.p.a
Padova est - Zip Padova
Anno di realizzazione : 2002
http://www.fgf.it/images/foto/safilo_2.jpg
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http://barra-ufficio.com/img/referenze/safilo_padua2-g.jpg
Wilhem275
June 21st, 2006, 06:54 PM
Ma avete visto quanti cantieri ci sono sulla Statale 11 a Vigonza (o meglio, a Capriccio)??
Stanno costruendo mazzi di palazzi e centri direzionali... oggi hanno deviato la statale in quello che diventera' un piazzale, per lavorare sulla sede attuale.
Ma io mi chiedo: Padova e Venezia si fondono sempre piu', ma seriamente pensano di campare con quella misera stradina e quel misero servizio d'autobus?
La Statale sta per arrivare al collasso... e voglio vedere come si circolera' bene quando quelle strutture saranno operanti :sleepy:
Sonic from Padova
June 22nd, 2006, 04:44 PM
E da tanto che non passo per la statale 11...ma stanno costruendo tanto? Io non mi ricordo nulla!
I piccoli proprietari fanno una proposta al Comune per evitare che ricorrano al Tar ogni volta che l’amminis