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Epicurion
November 24th, 2006, 11:57 AM
^^
la fusione con Air France-KLM comporterebbe un ridimensionamento drastico sia di Malpensa che di Fiumicino, inutile farsi illusioni. verrebbero strasformati in aeroporti regionali con qualche intercontinentale, ma il grosso passerebbe per Parigi o (in misura minore) Amsterdam.

Alitalia-Air France alla stretta finale
Air France-Alitalia, i francesi ammettono: «Stiamo trattando»
Prodi: «No ad intese punitive». Spinetta: «Ma andate avanti con la privatizzazione»

ALESSANDRO BARBERA

ROMA
Il destino vuole che il Palazzo Ducale di Lucca, sede del vertice, stia ospitando una mostra di reperti napoleonici. Piaccia o meno, lì oggi si discuterà la possibile fusione fra la piccola e indebitata Alitalia e la florida Air France-Klm. Al bilaterale Italia-Francia ci saranno Romano Prodi e Jacques Chirac, accompagnati rispettivamente da otto ministri. Il dossier è lungo, ma il piatto forte saranno le possibili nozze fra le due compagnie. Dalle indiscrezioni si è passati alle conferme ufficiali: ieri hanno ammesso l’esistenza dei colloqui i vertici delle due società, l’Eliseo, il ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani e lo stesso Prodi in un’intervista a Le Figaro. L’interesse dunque c’è, ed è reciproco. La soluzione negoziale è però ancora in alto mare. Lo si intuisce dall’atteggiamento pretattico del premier: «Ho sempre sostenuto i contatti, ma ho alcuni dubbi», diceva ieri al quotidiano transalpino. «Air France vuole creare un grande gruppo europeo nel quale Alitalia ha il suo spazio o impadronirsi del ricco mercato italiano?». È attorno a questo punto che si gioca la riuscita di una trattativa già fallita prima con Klm (nel 1999) e poi con Air France.

«Abbiamo avviato colloqui esplorativi», dice il numero uno di Air France Jean Cyril Spinetta. I colloqui «sono ancora in una fase iniziale e non esclusiva», conferma una nota di Alitalia. In Borsa la notizia ha causato un tonfo della compagnia francese (-6,36%), ma anche Alitalia a Milano ha chiuso in perdita (-1,53%). Air-France metterebbe le mani su un mercato che vale oltre 4,5 miliardi di biglietti l’anno: l’utile netto del terzo trimestre, dicevano i dati diffusi ieri, supera i 370 milioni ma scende del 48%. Alitalia, fondendosi con il terzo vettore del mondo, risolverebbe in un sol colpo tutti i suoi problemi. Altri partner potenziali - come confermano fonti autorevoli di Palazzo Chigi - non ce ne sono. E la rottura dell’accordo commerciale firmato nel 2001 costerebbe ad Alitalia una penale da circa 400 milioni di euro.

Gli ostacoli sono tutti per la politica: Prodi deve trattare un accordo non punitivo per l’azienda, per gli aeroporti italiani e in particolare per Fiumicino e Malpensa. Le orecchie di una parte della maggioranza e dei sindacati su questo punto sono sensibilissime. Il premier ha pronte anche un paio di contromisure. Una prevede la possibilità di cedere il 20% dell’attuale 49,9% in mano al Tesoro a un socio italiano. In questo modo nell’azionariato della nuova società italo-franco-olandese ci sarebbe un «nocciolino» italiano. L’altra contromisura è in realtà un «piano B» in caso di fallimento del negoziato: cedere comunque parte delle quote in mano al Tesoro e fare spazio a una cordata di privati che sostengano una nuova ricapitalizzazione. Di nomi di imprenditori interessati ne sono circolati molti: dai Benetton a Colaninno, da De Benedetti a Della Valle. Ma così come avvenne per l’ultima ricapitalizzazione di un anno fa, in quel caso un ruolo importante l’avranno comunque Intesa e Deutsche Bank, le due banche che hanno seguito l’ultimo - e finora inutile - tentativo di rilancio.http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200611articoli/14606girata.asp

SiLvEr@SSC
November 25th, 2006, 01:04 AM
...se devono ridimensionare sia MXP che FCO, a questo punto è meglio che Alitalia fallisca!

cesco_82
November 25th, 2006, 01:41 PM
se lo stato fosse un vero imprenditore, non lascerebbe in mano ai francesi o a chiunque altro il remunerativissimo mercato dei voli italiano!!!!!
ci vogliono scelte drastiche ma precise!!!! propongo marchionne alla guida di Alitalia...chissàmai che faccia un miracolo pure lì!!! ehehehe :P

Falcon83
November 25th, 2006, 01:50 PM
L'ultima novità è che: Airfrance salverà Alitalia se Finmeccanica entrerà in Airbus (quindi in eads)

SiLvEr@SSC
November 25th, 2006, 02:09 PM
se lo stato fosse un vero imprenditore, non lascerebbe in mano ai francesi o a chiunque altro il remunerativissimo mercato dei voli italiano!!!!!
ci vogliono scelte drastiche ma precise!!!! propongo marchionne alla guida di Alitalia...chissàmai che faccia un miracolo pure lì!!! ehehehe :P

...non metto in dubbio i meriti di Marchionne, ma sono certo che non fossero usciti progetti vincenti come Panda e GPunto, i risultati non sarebberò stati così positivi...di questo ne sono più che certo!

GENIUS LOCI
November 25th, 2006, 03:15 PM
L'ultima novità è che: Airfrance salverà Alitalia se Finmeccanica entrerà in Airbus (quindi in eads)Mi sembra logico questo do ut des (nessuno fa niente per niente), però se fosse per me lascerei fallire l'Alitalia e terrei Finmeccanica legata alle sue alleanze attuali, che vanno benissmo; mentre se fosse entrata a suo tempo in Airbus, adesso avrebbe seri problemi

Per salvare una compagnia aerea di bandiera (che non è esattamente un assetto industriale strategico come invece Finmeccanica) andrei veramente coi piedi di piombo a mettere a rischio con spericolate fusioni aziendali il gioiello di famiglia, che invece va alla grandissima (mentre Airbus no, affatto)

Ma penso che il governo Prodi invece lo farà, visto che già 5 anni fa la sinistra era favorevole all'entrata in Airbus: almeno però allora si pensava che Airbus avesse una crescita senza fine; oggi è sinceramente difficile pensarlo

Epicurion
November 26th, 2006, 05:03 PM
25 novembre 2006
No all'assalto Air France
Per Alitalia banca d'affari

di Gianni Dragoni

Per Alitalia si va ai rilanci. Il Governo ha respinto il primo assalto di Air France e, come in una partita a poker, andrà a vedere le carte di tutti i giocatori. I pretendenti dovranno uscire dalla penombra e mostrare il progetto industriale, il piano d'investimenti nella flotta e nel mercato italiano, eventuali ipotesi d'integrazione societaria. La «procedura» di gara — anticipata ieri dal «Sole24 Ore» — partirà nelle prossime settimane, appena stemperata latensione sulla Finanziaria. Il ministero dell'Economia, azionista al 49,9% di Alitalia, chiamerà una banca d'affari a valutare progetti industriali, eventuali offerte di acquisto di azioni, piani di sviluppo o di integrazione dei pretendenti.
Una procedura competitiva e trasparente, voluta dal ministro Tommaso PadoaSchioppa e dal sottosegretario Massimo Tononi, dopo consultazioni con Palazzo Chigi e con il ministro dello Sviluppo, Pier Luigi Bersani.
Troppe le pressioni e le ricette nel Governo sul futuro della compagnia per arrivare a una decisione senza cambiare metodo. Chi punta su Air FranceKlm (il presidente Alitalia, Giancarlo Cimoli,sfiduciato da mezzo Governo ma confermato da Padoa Schioppa), chi sponsorizza Air One e di conseguenza Lufthansa (molti Ds), chi stravede per un «partner asiatico» (Prodi, Rutelli, D'Alema). Senza trascurare le ipotesidi coinvolgere imprenditori nazionali, banche, fondi, finora restii.
Dal vertice di Lucca il tema dell'alleanza AlitaliaAir France è stato liquidato con poche battute.
«Non abbiamo parlato di Alitalia nel colloquio bilaterale», ha tagliato corto il presidente del Consiglio, Romano Prodi. «Un avvicinamento a mio parere è auspicabile », ha ammesso l'ospite francese, il presidente Jacques Chirac, osservando che «siamo di fronte ad un problema che riguarda due aziende private». Chirac ha esortato a lasciare «che queste imprese continuino ad analizzare il problema» e ha riferito che ieri il presidente di Air France, JeanCyril Spinetta, ha inviato dei dirigenti a Roma per incontrare Cimoli.
Difficile che Prodi non abbia detto una parola a Chirac dopo che su«Le Figaro»aveva ammonito Air France a non credere di poter acquisire Alitalia per utilizzarla solo come navetta passeggeri per Parigi o Amsterdam, tagliando voli intercontinentali dall'Italia. «Bisogna trovare soluzioni che non svendano le nostre potenzialità », ha spiegato Bersani. «Non tutte le soluzioni sono accettabili. Le parole di Prodi sono state molto chiare:abbiamo interesse a soluzioni che non siano semplicemente il trasferimento del ricco mercato nazionale ad altri soggetti». Secondo Bersani, «quello che abbiamo ascoltato fin qui non corrisponde a questa esigenza»,da parte di Air France «e anche da parte di altri».
I rilanci dovrebbero portare entro gennaio a individuare un'alleanza o nuovi partner.Sempre che questi interessi ci siano veramente. Air France potrà migliorare le sue proposte, se non vorrà rischiaredi perdere l'Alitalia per l'offensiva di potenti vettori asiatici come Singapore, Thai, Emirates (che smentisce) o di outsider italiani. L'Antitrust apre uno spiraglio a Air One.«Se ci fosse un'esigenza politica superiore di superare» i tetti Antitrust per un'alleanza «tutta italian », secondo Antonio Catricalà la legge consente una deroga, con «un programma del Governo concordato con l'Antitrust».
Le azioni hanno perso il 2,2% a 0,9078 euro, scambiato il 9,3% del capitale. Ha pesato il collocamento di 37 milioni di azioni (il 3% del capitale), fatto da Morgan Stanley, a 0,91 euro. «Non c'entriamo niente», ha detto Bersani, sottolineando le «molte turbative» intorno alla compagnia italiana.
Alitalia prepara nuovi tagli di rotte, dopo aver ridotto i voli per la Cina (Malpensa-Shanghai) e cancellato il Malpensa-Washington. Lo staff di Cimoli ha proposto di cancellare le rotte per l'India (da Malpensa per Delhi e Mumbai) e l'ex Jugoslavia (da Malpensa per Belgrado, Sarajevo, Skopje). Al contrario Air France ha appena aumentato i voli verso Cina e India, i mercati più promettenti.http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2006/11/air_france_alitalia251106gd.shtml?uuid=c03eb350-7c62-11db-a667-00000e25108c&DocRulesView=Libero

Epicurion
November 27th, 2006, 09:07 AM
Spinetta: «Air France non vuol rapinare l’Italia»

Pierluigi Bonora

«Non ho l'ambizione di impossessarmi del mercato italiano, non mi appartiene. È però vero che mi interessa, ma non si può andare a rapinare un mercato. Un avvicinamento con Alitalia è possibile a condizione che crei valore per gli azionisti e i dipendenti di Air France-Klm». In un'intervista all'emittente radiofonica Europe 1, il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, affronta l'ipotesi di un'alleanza con la compagnia italiana, ma tenendo sempre le debite distanze. «Sono responsabile di 100mila dipendenti - ha puntualizzato - e non intendo imbarcarmi in un progetto assurdo o a prezzo di tagli occupazionali». (in altre parole, ci deve pensare il governo italiano a snellire il personale, n.d.E.)
Spinetta ha anche ribadito che, per ora, non è stato avviato alcun negoziato. Fondamentale per il numero uno del gruppo francese è, prima di tutto, che Alitalia rimetta in ordine i suoi conti. Allo stesso tempo le due compagnie dovranno condividere un'unica visione strategica e puntare sulle sinergie.
Le dichiarazioni di Spinetta sono arrivate pochi giorni dopo l'annuncio dell'avvio di contatti con Alitalia per esplorare la possibilità di una fusione che facesse uscire la compagnia guidata da Giancarlo Cimoli dalla crisi in cui si sta avvitando. Affermazioni, queste, che avevano fatto pensare che dal vertice di venerdì scorso tra il presidente francese Jacques Chirac e il premier Romano Prodi arrivasse un'accelerazione al progetto. Al contrario, il raffreddamento da parte italiana causato appunto dalle dure condizioni poste da Spinetta (riduzione di flotta, rotte e personale Alitalia), hanno portato il governo a decidere di nominare prima di Natale due advisor, uno finanziario e l'altro industriale, e di far individuare a loro anche eventuali altri possibili partner oltre ad Air France.
Da qui i toni più morbidi usati ieri da Spinetta nell'intervista a Europe 1: se l'accordo andrà in porto il nome Alitalia continuerà a esistere perché «è un marchio prestigioso e conosciuto in tutto il mondo» e poi la compagnia «ha fatto progressi considerevoli per la riduzione dei costi». Spinetta ha comunque invitato Alitalia a uscire dal dubbio e a scegliere quale aeroporto, se Malpensa o Fiumicino, debba diventare l'hub italiano, cioè la piattaforma di corrispondenza aerea. «Il mercato degli affari è soprattutto al Nord - ha ricordato il presidente di Air France - e Roma è la capitale politica. Il centro di gravità dovrà essere in uno dei due aeroporti, non dico che bisogna chiuderne uno, ma è necessario che l'accento venga messo su uno di questi due scali». Oggi, intanto, la parola passa ancora ai mercati dopo che venerdì il titolo Alitalia aveva perso il 2, 17% a 0,90 euro. Penalizzata anche Air France (meno 1,1%) che per la possibilità di un'intesa con gli italiani ha subito il taglio del giudizio da parte di Abn Amro.http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=136814

Epicurion
November 27th, 2006, 09:35 AM
Le condizioni di Air France
Spinetta: troppi due aeroporti

ALESSANDRO BARBERA

ROMA
«Alors, Monsieur», vuole mettere le mani sul mercato italiano? «Certo che mi interessa. Ma non ho l’ambizione di impadronirmene. Non si può mica fare una rapina...» E comunque Alitalia «deve fare delle scelte». «Strategiche» e non solo, come quella fra Fiumicino e Malpensa. Perché «due centri di gravità non se li può permettere». A dispetto delle dichiarazioni pubbliche della politica, la lunga intervista di ieri mattina alla Radio Europe 1 del numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta dimostra che la trattativa fra Roma e Parigi sull’ipotesi di fusione con Alitalia è tutt’altro che chiusa. E che la frenata pubblica da parte del premier Prodi sul dossier nel frattempo un qualche risultato l’ha raggiunto. «A che tipo di accordo penso? La direzione di marcia dovrebbe essere la stessa che ci ha portato alla fusione con Klm, grazie al quale i due marchi sono rimasti intatti», dice Spinetta. Alitalia «ha un marchio prestigioso conosciuto in tutto il mondo».

I francesi cercano dunque di rassicurare la politica italiana che teme un’annessione. I numeri parlano chiaro: Alitalia perde un milione di euro al giorno. «Più vola più perde», ammetteva qualche giorno fa il numero uno Giancarlo Cimoli. Un’enormità rispetto al quasi miliardo di utili segnato l’anno scorso dai franco-olandesi. Air France-Klm va troppo bene - dice una parte della politica nostrana - per firmare un accordo ad armi pari. Eppure, dice Spinetta, «da qualche anno Alitalia sta facendo un lavoro molto duro in direzione del risanamento». Se oggi gli manca qualcosa «è una strategia commerciale pertinente».

Finite le rassicurazioni e gli elogi, nell’intervista a Dominique Souchier l’amministratore delegato di Air France mette però anche una serie di paletti. Il più decisivo tende a smentire le voci secondo le quali i francesi abbiano già deciso quale dovrebbe essere, nell’ottica di una fusione, l’aeroporto nostrano di riferimento. «So che la geografia e la storia sono la geografia e la storia. Il mercato d’affari è al nord, Roma è la capitale politica. Ma il centro di gravità non può essere qui e là». Sia chiaro, dice Spinetta, «non credo bisognerebbe chiudere un aeroporto. Sarebbe una totale assurdità. Milano deve avere le sue linee, Roma anche». Ma «l’accento va messo in uno dei due». Questo andrà fatto «a prescindere dal futuro di Alitalia». E agli investitori che hanno punito il titolo sulle voci della trattativa Spinetta manda a dire che se l’operazione si farà «dovrà creare valore per gli azionisti e per i dipendenti». «Tagli all’occupazione non ce ne saranno», dice parlando della sua compagnia. Insomma, se «sarà buona», la fusione «si farà», se non sarà buona «non si farà». E’ quello «che stiamo cercando di valutare».http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200611articoli/14703girata.asp


...e intanto il management di Lufthansa e quello di AirOne stanno avendo un orgasmo collettivo e sfrenato...

Eleinad
November 27th, 2006, 11:39 AM
Ma se Alitalia è il vettore nazionale, perchè il vettore ufficale della nazionale di calcio è Eurofly?

Epicurion
November 29th, 2006, 09:54 AM
Alitalia, sindacati spaccati su Air France
Confederali contrari ai colloqui, ma per l’Anpac sarebbe un errore interromperli. Continua la volata di Eurofly: di nuovo più 14%

Per l'Alitalia occorre «un progetto industriale non contaminato dalla politica» e che «mercato e imprese prendano il posto dell'azionista di riferimento, il Tesoro, perchè non è stato capace di affrontare il problema industriale dell'Alitalia». L'affermazione proviene, curiosamente, dai sindacati confederali, più Unione piloti e Sult; gli stessi che negli ultimi anni non hanno mancato di ostacolare «progetti industriali e di mercato» ogni volta che questi andassero a toccare privilegi o rendite costituite. Tuttora è innescato lo sciopero del 15 dicembre - sul quale tuttavia la Uil distingue la propria posizione - a meno che le delegazioni dei lavoratori non vengano accolte a Palazzo Chigi.
La Cgil ieri ha riferito in dettaglio decisioni che sarebbero «giê prese». Secondo Fabrizio Solari, segretario generale Filt-Cigl, «la maggioranza del governo è orientata a una tripartizione della governance con un socio italiano, un alleato internazionale e il Tesoro che scende dall'attuale 49% a circa il 25%» del capitale. Siccome, aggiunge Solari, «il socio italiano non è pronto, è possibile che le banche italiane facciano da ponte in un periodo di transizione». Quanto all'alleato internazionale, il sindacalista ha precisato che al momento il governo guarda più a Est che a un'ipotesi con Air France, che creerebbe degli immediati squilibri sul sistema aeroportuale italiano. «La telenovela Air France non porterê niente di buono» dice il segretario nazionale dello stesso sindacato, Mauro Rossi, ma Anpac, Anpav e Avia (piloti e assistenti di volo) sono di tutt'altro avviso: «Appare incomprensibile la leggerezza con la quale si ipotizza una rinuncia alla partecipazione all'alleanza con il gruppo Air France-Klm».
L'evoluzione delle cose è in progressione quotidiana. Nelle ultime dichiarazioni dei politici si coglie un recupero di orgoglio nazionale; l'intento sarebbe di mantenere il 51% della compagnia nel possesso di soggetti italiani, sommando la partecipazione del Tesoro a quella di uno o più partner. All'ipotesi Air One si sommano voci su investitori di diversi settori. L'Alitalia, peraltro, avrebbe giê affidato a Deutsche Bank l'incarico di consulenza per essere assistita nell'individuazione del o dei partner più efficaci. Ricordiamo che Deutsche bank ha guidato lo scorso anno il consorzio di garanzia per l'aumento di capitale da un miliardo, chiuso con un successo superiore a ogni previsione.
Questo pomeriggio, alle 14, il presidente di Alitalia, Giancarlo Cimoli, si presenterê alla Camera per un'audizione alle commissioni trasporti; l'ultimo appuntamento, in settembre, fu sospeso per gli impegni parlamentari legati alla finanziaria; alla vigilia era stato reso noto il decumento che Cimoli avrebbe letto, nel quale si diceva che non mettendo mano al «sistema» del trasporto aereo italiano, l'Alitalia (meno 1,7% ieri in Borsa) volando di più avrebbe perso di più. Ieri la compagnia ha reso noto l'indebitamento a fine ottobre, migliorato di 51 milioni a 972 milioni.
Sull'altro fronte aeronautico aperto, Eurofly - ieri l'ennesimo balzo del 13,7% - va registrata l'ipotesi di un interessamento del gruppo Miro Radici T&E, guidato da Nicola Radici, giê presente nel settore del trasporto aereo con attivitê cargo.http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=137277

Epicurion
November 29th, 2006, 09:56 AM
Favorita una compagnia orientale piuttosto che Air France
Alitalia: Cgil, governo pensa a tripartizione
Per il segretario della Filt-Cgil, esecutivo vorrebbe dividere in tre il controllo della compagnia: entrerebbe un socio straniero e banche

ROMA - «Una decisione sulla governance dell'azienda è stata presa». Lo riferisce Fabrizio Solari, segretario generale della Filt-Cgil, spiegando che «La maggioranza del governo è orientata a una tripartizione della governance con un socio italiano, un alleato internazionale e il tesoro che scende dall'attuale 49% a circa il 25%» del capitale.

Siccome, aggiunge Solari, «il socio italiano non è pronto, è possibile che le banche italiane facciano da ponte in un periodo di transizione». Quanto all'alleato internazionale, il sindacalista ha precisato che al momento il governo guarda più ad Oriente che ad un'ipotesi con Air France.
28 novembre 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/11_Novembre/28/alitalia.shtml

Alieno
November 29th, 2006, 01:49 PM
Come partner estero si torna a parlare anche di Emirates, intanto scioperi in vista:

http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&del=20061129&fonte=AGI&codnews=151843


E qualche timidissimo accenno di miglioramento della situazione finanziaria:

http://www.ttgitalia.com/notizie/Alitalia-risale-la-china-dellindebitamento.aspx?ID=News_Details001&L=IT&id_news=222463&idx=0

taurus
November 29th, 2006, 02:03 PM
ho letto alcuni giorni fa l'intervista ad un rappresentante di Emirates che escludeva a priori un qualsiasi accordo commerciale con alitalia

Epicurion
November 30th, 2006, 11:17 AM
La lettera al Corriere su Alitalia
?Una cordata italiana per la compagnia?
Moratti e Veltroni: Malpensa e Fiumicino possono crescere assieme

Caro direttore, un banco di prova per il Paese, per le sue ambizioni, per il ruolo che vuole giocare sulla scena internazionale, per la capacit? di visione e di gestione che ? in grado di mettere in campo. Questo ? il valore della vicenda Alitalia che riceve su di s?, tanto pi? in un momento cos? difficile, l'attenzione e il peso che inevitabilmente ricade sulla principale compagnia aerea del Paese, la chiave di volta fondamentale per il trasporto aereo italiano, un fattore di competitivit? strategico e perci? irrinunciabile. ? un banco di prova per tutti.
Per la compagnia in primo luogo e per i suoi vertici che devono essere in grado di risanare e rilanciare l'azienda in un rapporto di fiducia e collaborazione con le parti sociali. Per le parti sociali stesse chiamate a tutelare gli interessi dei lavoratori ma anche le prospettive di sviluppo della compagnia. Per il governo che ha ora il fondamentale compito di guidare il percorso che deve rimettere Alitalia in condizioni di competere sul mercato.
Lo ? anche per chi come noi ha la responsabilit? di rappresentare le due principali citt? del Paese, quelle a cui fanno riferimento i due scali maggiori e che alimentano la pi? forte domanda di collegamenti. Lo abbiamo ripetuto pi? volte. Non si tratta di mettere Malpensa contro Fiumicino. Nessuno sarebbe cos? miope da trascurare uno dei due bacini, l'uno legato pi? tradizionalmente al mondo degli affari, l'altro con una vistosa crescita turistica. Ed entrambi gli aeroporti possono crescere, l'uno con migliori collegamenti stradali e ferroviari, l'altro con ulteriori ampliamenti delle infrastrutture aeroportuali. Questo ? consapevolezza comune ormai. Ne siamo convinti cos? come lo siamo del fatto che questo traguardo pu? essere raggiunto solo attraverso un' azione comune ed ? per questo che proponiamo al governo di stabilire una collaborazione permanente con le nostre due citt? per condividere lo sforzo di programmazione, progettazione e gestione delle infrastrutture indicate da tempo come necessarie e indispensabili per lo sviluppo di Malpensa e Fiumicino. Dobbiamo per? sapere anche che per riuscire davvero nel compito di rilanciare la principale compagnia aerea del Paese va evitato il rischio che, nel tentativo di servire due mercati con risorse troppo scarse, altri abbiano in realt? la meglio. E dobbiamo sapere anche che i collegamenti pi? importanti sono quelli a lungo raggio, perch? permettono margini pi? ampi di guadagno, possono supportare meglio l'impegno delle nostre imprese e spostano flussi turistici pregiati, non subiscono la stretta dei vettori a basso costo. E' l? che bisogna riuscire a investire, nei collegamenti con i Paesi emergenti, con il continente americano, con il Medio e l'Estremo Oriente, per aumentare il livello di servizio ai cittadini e alle imprese in termini di destinazioni servite e frequenza delle connessioni.
Se questo ? il quadro, allora quello che dobbiamo fare ? uno sforzo in pi? per mettere in campo le energie che servono per vincere una sfida cos? difficile. Migliorare gli elementi di contesto, lavorare per rafforzare la collaborazione operativa tra compagnia e scali, verificare le possibili sinergie con altri vettori italiani. Dobbiamo attrezzarci al compito. E per fare questo bisogna tirar fuori tutte le risorse e le potenzialit? che il nostro Paese ha. Ci vogliono le migliori forze del Paese, del settore industriale, finanziario, bancario, forze che hanno gi? dimostrato di avere enormi potenzialit? e di saper mettere il proprio talento alla prova in sfide difficili. ? davvero interesse di tutti rilanciare Alitalia e farle svolgere il ruolo che le spetta come principale compagnia aerea di un grande Paese come il nostro. E' uno sforzo che accompagneremo in modo convinto.

Letizia Moratti e Walter Veltroni

30 novembre 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/11_Novembre/30/alitalia.shtml

Alieno
November 30th, 2006, 11:22 PM
...

Alieno
November 30th, 2006, 11:22 PM
Scusate, e' piu' forte di me, ma se penso che un uomo come Cimoli guadagna milioni di euro mi vengono i brividi, guardate cosa ha dichiarato:



Cimoli, in un intervista al Sole 24 Ore, sottolinea che per Alitalia "in quanto societa' quotata la risposta non puo' che venire dal mercato e la corretta soluzione e' la privatizzazione della compagnia", ma non attraverso l'ingresso di soci finanziari, visto che tra l'altro non c'e' "bisogno di capitali freschi", ma "con l'ingresso di un forte partner industriale europeo" (con riferimento indiretto ad Air France-KLM). Il numero uno della compagnia aggiunge che un "forte gruppo europeo non avrebbe nessun interesse a lasciare il mercato dei voli intercontinentali ai concorrenti diretti e non penalizzerebbe certamente i nostri due hub di fiumicino e malpensa. Non sempre le alleanze sono sinonimo di colonizzazione - conclude Cimoli - ma anzi, se fatte con logica industriale, rappresentano un buon antidoto ad alchimie societarie non sempre trasparenti".

Ora queste sono le condizioni imposte da Spinetta (presidente di Air France) per l'alleanza:


- Riduzione della flotta Alitalia;
- Riduzione delle rotte;
- Riduzione del personale alitalia;
- Scelta di un solo hub tra Malpensa o Fiumicino.


Ma vi rendete conto? Basterebbe guardare solo quello che ho scritto in grassetto. Sono senza parole. E meno male che io ho scelto "alieno" come nick, in che pianeta vive Cimoli?

Falcon83
December 1st, 2006, 12:01 AM
d'altronde Cimoli ? che quello che ha "risanato" le ferrovie...e i risultati si vedono no?

Alieno
December 1st, 2006, 12:15 AM
d'altronde Cimoli ? che quello che ha "risanato" le ferrovie...e i risultati si vedono no?


Gia', ma quando impareremo a scegliere delle persone capaci? Nel settore pubblico poi lo sappiamo che contano piu' le raccomandazioni che le qualita', pero' almeno i vertici aziendali... almeno chi deve prendere le decisioni...:ohno:

Federicoft
December 1st, 2006, 12:26 AM
In Italia il virgolettato si usa piuttosto in facilit?, ma a me pare che Cimoli volesse intendere: non importa se un gruppo straniero entrer? in Alitalia, i voli intercontinentali rimarranno comunque qui e Malpensa e Fiumicino nel loro complesso non verranno penalizzati. Poi i dettagli dell'accordo (hub unico? Ma magari!) sono un'altra questione...

Alieno
December 1st, 2006, 01:32 AM
In Italia il virgolettato si usa piuttosto in facilit?, ma a me pare che Cimoli volesse intendere: non importa se un gruppo straniero entrer? in Alitalia, i voli intercontinentali rimarranno comunque qui e Malpensa e Fiumicino nel loro complesso non verranno penalizzati. Poi i dettagli dell'accordo (hub unico? Ma magari!) sono un'altra questione...


E' chiaro che siamo sempre nel campo delle opinioni personali, pero' la questione dei dettagli dell'accordo non la condivido.
Io sono abituato a guardare i contratti nella loro interezza, anche le postille piu' nascoste! :)
La fregatura e' sempre dietro l'angolo e dai francesi e facile aspettarsela...:lol:
A parte le battute, il discorso e' un po' piu' ampio, perche' se si sceglie un solo hub si deve dare la possibilita' all'altro scalo aereo di espandersi in forma propria, magari con altre compagnie.
Se questo non accade e' inevitabile che verra' penalizzato... si avrebbe una grande quantita' di rotte verso parigi e pochissime rotte intercontinentali.
Quando si parla di riduzione di flotta, rotte e personale e' chiaro che si intende ridurre la compagnia alla subordinazione.
E infatti il governo Prodi sta cercando strade alternative anche per questo...

enrico vigo
December 1st, 2006, 07:54 AM
Se poteva andar bene per Alitalia la KLM, oggi Air France-KLM non va certo bene, serve un partner di altro continente, americhe, far east o middle east, o australia, che abbia voglia di un hub in europa.

L'alternativa ? che sia Alitalia a ricercare un vettore europeo di grado inferiore e diventare essa stessa il contractor principale in Europa, appoggiata da una accurata privatizzazione con spirito industriale e non solo finanziaria.

Per gli aeroporti bisogna giocare la carta dei due hubs con fantasia italiana, , ridimensionare Linate a vero City Hub e Ciampino (esclusiva Charter / Low cost).

Epicurion
December 1st, 2006, 10:20 AM
Se poteva andar bene per Alitalia la KLM, oggi Air France-KLM non va certo bene, serve un partner di altro continente, americhe, far east o middle east, o australia, che abbia voglia di un hub in europa.

L'alternativa ? che sia Alitalia a ricercare un vettore europeo di grado inferiore e diventare essa stessa il contractor principale in Europa, appoggiata da una accurata privatizzazione con spirito industriale e non solo finanziaria.

Per gli aeroporti bisogna giocare la carta dei due hubs con fantasia italiana, , ridimensionare Linate a vero City Hub e Ciampino (esclusiva Charter / Low cost).su questo siamo d'accordo. soprattutto Linate ? un grattacapo per Alitalia, e l'atteggiamento miope (per usare un eufemismo) degli amministratori locali milanesi, interessati a due voti (quelli della lobby dei tassisti) nel loro comune di competenza, non fa che peggiorare le cose.

ma i problemi principali di Alitalia sono, a mio giudizio, gli elevati costi e la disastrata situazione finanziaria. qualsiasi ipotesi di alleanza (che sia con AF o con Thai o con chicchessia) non pu? certo prescindere da un risanamento portato a termine con successo prima del matrimonio. altrimenti gli unici che potrebbero decidere di investire nell'azienda sarebbero banche e fondi d'investimento, le quali per? prima ristrutturerebbero e ridimensionerebbero di brutto la compagnia (in termini di personale, flotta e rotte), e a risanamento compiuto la rivenderebbero alla concorrenza come vettore regionale.
l'unico modo per evitare ci? sarebbe dare carta bianca al management ed iniettare ingenti capitali. la prima cosa ? impossibile da compiersi a causa delle inevitabili ingerenze politiche che Alitalia suscita (ultimo esempio: la lettera di Veltroni e Moratti al Corriere di ieri), la seconda ? stata esplicitamente esclusa da Bruxelles, che nel dare via libera all'ultimo prestito ponte due anni fa pretese la privatizzazione della compagnia senza pi? aiuti di stato.

in ogni modo, ecco un altro articolo sulla situazione Alitalia:

Alitalia, il governo cerca l?aiuto dei sindacati

Paolo Stefanato

Mentre sul fronte politico-sindacale si continua ad argomentare quale sia l'alleanza pi? favorevole al destino dell'Alitalia (pi? 1,1% in Borsa) e quale sia la strada da percorrere per sostenere la compagnia, dalla Spagna ? arrivata una (indiretta) doccia fredda. Iberia, oggi alleata di British Airways (che ne possiede il 10%), potrebbe rompere con il socio britannico e orientarsi a un nuovo rapporto con Air France-Klm o Lufthansa. Le dichiarazioni - peraltro smentite in serata dal presidente della compagnia spagnola - sono state fatte in un'intervista dal direttore finanziario della compagnia spagnola; nel contesto europeo, in un settore in via di progressivo consolidamento, se Iberia confluisse in un altro gruppo, per Alitalia significherebbe rimanere ancora pi? isolata, con la difficolt? di dover far fronte con le proprie forze a un nuovo assetto della concorrenza. Iberia ? specializzata, nel lungo raggio, nei collegamenti tra Europa e Sud America, e offrirebbe buone sinergie a nuovi partner.

Mercoled? sera i segretari nazionali dei sindacati confederali hanno incontrato a cena il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa, che ? l'azionista di maggioranza dell'Alitalia. Va osservato che il consenso sindacale ? essenziale in vista di un'alleanza, sia essa italiana o straniera, perch? un percorso di risanamento non pu? non passare anche per sacrifici agli organici. Le dichiarazioni rilasciate ieri non sono originali, ma indicano un clima costruttivo. Bonanni (Cisl): ?Un grande Paese come il nostro deve ricostruire la propria compagnia, dobbiamo prima fortificare l'Alitalia e poi fare l'alleanza, possibilmente con partner di zone poco gestite da compagnie europee?. Epifani (Cgil): ?Alitalia ? appesa a un filo e bisogna far di tutto per rilanciarla. Bisogna aspettare che cosa il governo decida di fare, con quali modalit? e con quali tempi. Noi siamo interessati innanzitutto al rilancio di Alitalia?. Angeletti (Uil): ?Credo che il governo sia in condizione di decidere nei prossimi giorni che cosa vuol fare?. Il dibattito ieri ha registrato anche l'intervento congiunto dei sindaci di Milano e di Roma, Letizia Moratti e Walter Veltroni, che hanno voluto soprattutto dare il segno di una ?concordia aeroportuale?: Malpensa e Fiumicino - hanno scritto - ?possono crescere assieme?, e la compagnia deve puntare sul lungo raggio, che permette ?margini pi? ampi di guadagno?. Sia Veltroni sia la Moratti in altre dichiarazioni hanno insistito su una ?soluzione italiana?. A lui ha risposto ieri il presidente e ad della compagnia, Giancarlo Cimoli, secondo il quale ?non ha alcun senso oggi proteggere la cosiddetta italianit?? perch? ?la concorrenza ? spietata e la risposta non pu? che essere la creazione di un forte gruppo europeo?. Da Parigi il presidente di Air France, Spinetta, ha detto che ?? prematuro parlare di fusione con Alitalia?.
Il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo si ? chiesto ?se da parte dell'imprenditoria italiana ci possa essere il rischio, il coraggio di affrontare un progetto? per l'Alitalia. Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ?si cercher? una soluzione che valorizzi il pi? possibile l'asset industriale. Dobbiamo trovare un'alleanza, certamente internazionale, in un quadro di rafforzamento interno?.http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=137769

gruber
December 1st, 2006, 03:42 PM
decisione del governo: "Trattativa diretta rivolta
a potenziali acquirenti". Dopo gennaio scelte definitive
Alitalia, il Tesoro cede il controllo
In Borsa balzo dell'11 per cento
Letta: "Il governo sotto quota 30%". Di Pietro: "Management in uscita"
A Piazza Affari contrattazioni sospese per eccesso di rialzo, poi riammesse

ROMA - Per salvare Alitalia dal fallimento il governo ha deciso di completarne la privatizzazione. Verrà infatti ceduta a "trattativa diretta" una quota di controllo della compagnia di bandiera detenuta dal ministero del Tesoro. La quota, secondo quanto spiega il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta, sarà inferiore al 30%. Per rendere la trattativa il più trasparente possibile il governo nominerà un advisor che gestirà i rapporti con gli interlocutori.

La decisione viene resa nota intorno a mezzogiorno con un comunicato di palazzo Chigi: "Il Consiglio dei ministri ha deliberato di procedere alla cessione di una quota di controllo di Alitalia da parte del ministero dell'Economia, che attualmente detiene il 49,9% del capitale della società, mediante una procedura competitiva a trattativa diretta, rivolta a potenziali acquirenti". Al termine del cdm il ministro Antonio Di Pietro - a chi chiede se Air France sia ormai tagliata fuori - spiega che "alla gara potranno partecipare tutti".

Questa mattina in Borsa il titolo della compagnia era stato sospeso dalle negoziazioni in quanto il governo aveva avvisato la Consob delle imminenti decisioni. Prima del provvedimento il titolo segnava un progresso dell'1,32% a 0,8605 euro. A riapertura delle contrattazioni il titolo ha effettuato un balzo dell'11,21% a 0,94 euro. Il titolo è stato sospeso nuovamente per eccesso di rialzo. Per consentire gli scambi sono stati quindi allargati i parametri, con un rialzo dell'11,44% a 0,94 euro. Intense le contrattazioni, per oltre 62 milioni di pezzi, pari al 4,5% del capitale.

La decisione del governo, spiega sempre la nota di palazzo Chigi, si riferisce alla possibilità per al compagnia di bandiera di trovare adeguati partner internazionali: "La decisione è stata assunta in coerenza agli intendimenti espressi dal Governo lo scorso 10 ottobre di porre la ricerca di alleanze internazionali strategiche al centro della propria azione politica, riservandosi di effettuare entro il gennaio 2007 le scelte definitive riguardanti il futuro dell'Alitalia".

Il Governo ritiene che il rilancio strategico di Alitalia "non possa prescindere dall'ingresso nel capitale della società di nuovi soggetti industriali e finanziari e che ciò debba necessariamente avvenire attraverso un processo trasparente e non discriminatorio".

La procedura individuata, ritenuta la più idonea tra quelle indicate nel decreto del Presidente del Consiglio del 3 febbraio 2005, sarà curata dal Ministero dell'economia e delle finanze con il supporto di un advisor - così come confermato da Enrico Letta - e prenderà avvio mediante la pubblicazione sulla stampa di un avviso in cui si farà richiesta di manifestare interesse all'acquisto della suddetta partecipazione di controllo.

Quanto ai requisiti richiesti ai potenziali acquirenti, si legge sempre nella nota di Palazzo Chigi, si terrà conto di "profili di interesse generale (livelli occupazionali, adeguata offerta dei servizi e copertura del territorio), oltre che, ovviamente, dei contenuti economici delle offerte e di una accurata analisi dei piani industriali che verranno presentati dai soggetti interessati al rilievo della quota di controllo di Alitalia, anche al fine di verificarne la compatibilità con gli obiettivi di risanamento, sviluppo e rilancio dell'azienda, ritenuti imprescindibili dal Governo".

Il processo di cessione costituisce il completamento della privatizzazione della società, la cui prima fase, che prevedeva ai sensi del DPCM sopra citato, il mantenimento in capo allo stato di una quota di partecipazione non inferiore al 30% del capitale, si è conclusa lo scorso dicembre mediante la diluizione al di sotto del 50% della partecipazione pubblica al capitale di Alitalia realizzata in occasione dell'aumento di capitale della stessa.

Positivi i commenti a margine della decisione. Antonio Di Pietro parla di "scelta matura" riferendosi al "cambio dei vertici" di Alitalia "che deve avvenire a prescindere della vendita delle quote societarie". Francesco Rutelli definisce invece la decisione del Cdm "una tappa decisiva e coraggiosa". Per il vicepremier adesso "si apre la prima fase per ricercare un azionista di riferimento italiano, cui il governo presenterà linee guida strategiche capaci di fare nuovamente decollare alitalia".

Quanto alla possibilità di una azione di responsabilità civile nei confronti del management, ventilata dal ministro Alfonso Pecoraro Scanio, Di Pietro si schermisce: "Non ne abbiamo parlato in cdm e poi la decisione non spetta nè a me, nè al governo, ma al ministro dell'Economia". "Certo - si lascia scappare poi- quando è toccato a me ci ho messo tre secondi a decidere positivamente...".

Nessun commento invece da Air France-Klm. Secondo fonti informate la decisione sarebbe stata accolta 'nella calma' dall'alleata della compagnia italiana. Air France-KLM è legata a Alitalia da un accordo commerciale rafforzato da uno scambio azionario incrociato del 2%.

(1 dicembre 2006)

http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/economia/alitalia5/quota-tesoro-ceduta/quota-tesoro-ceduta.html

...Mi pare un...getta via la patata bollente...

Eleinad
December 1st, 2006, 04:53 PM
http://img75.imageshack.us/img75/3364/alitaahw8.jpg

Alieno
December 1st, 2006, 07:50 PM
Non ve lo volevo dire, ma in realtà dietro al mio nick si nasconde Di Pietro...:lol:

Mi sa che ha letto il mio sfogo su Cimoli...:)




Di Pietro: tempi maturi per un cambio al vertice dell'Alitalia

Roma, 1 dic. (Apcom) - "I tempi per il cambio del vertice di Alitalia, che deve avvenire a prescindere dalla vendita della quota, sono maturi". E' quanto ha affermato il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, conversando a Montecitorio con i giornalisti poco dopo aver lasciato Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri. L'indicazione del ministro deriva dal "semplice fatto che la società perde un milione di euro al giorno a fronte di un signore (Cimoli, ndr) che guadagna centinaia di migliaia di euro al mese".

"Con la decisione di oggi si apre la porta d'uscita per chi sta seduto nelle poltrone dentro Alitalia, perché ha fallito la propria missione" ha detto il ministro delle Infrastrutture. Di Pietro ha poi aggiunto che "parlare di azione di responsabilità (nei confronti del management Alitalia, ndr) non compete né a me né al Cdm, ma al ministro dell'Economia. Quando toccava a me - ha comunque ricordato Di Pietro - ci ho messo tre secondi a decidere in positivo".

La decisione finale verrà maturata solo tra qualche giorno ma la quota che lo Stato intende mettere sul mercato di Alitalia "sarà maggioritaria rispetto a quella che attualmente controlla", cioè poco più del 49%. Lo ha riferito il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, aggiungendo che "c'è la nostra disponibilità di mettere sul mercato dal 25 al 30%".

Conversando con i giornalisti a Montecitorio, il ministro ha sottolineato "l'importanza di questa privatizzazione" che inoltre è "una soluzione necessitata e improcrastinabile per far fronte allo stato di grave crisi aziendale in cui versa Alitalia da tanto tempo". L'obiettivo, ha spiegato sempre Di Pietro, "è trovare un partner di qualità con piani industriali credibili e solidi per ridare competitività alla società e garantire servizi migliori per i cittadini".

Il responsabile delle Infrastrutture ha quindi evidenziato con favore la scelta "di ricorrere a questa procedura di vendita che - ha detto in conclusione - cerca il miglior offerente e garantisce la maggior trasparenza".

Eleinad
December 5th, 2006, 02:05 PM
Ma chi l'acquista dovrà prendere una serie di impegni Alitalia: il Tesoro: «Cederemo più del 30%» Il compratore avrà quindi l'obbligo di lanciare un'Opa sul 100% del capitale, che, ai prezzi attuali, vale più di 1300 milioni

ROMA - Il Tesoro cederà più del 30,1% del capitale di Alitalia, di cui il ministero dell'Economia è l'azionista di controllo. Il compratore sarà successivamente obbligato a lanciare un'Opa sul 100% del capitale della compagnia aerea, che ai prezzi attuali vale oltre un miliardo e 300 milioni di lire.
I potenziali acquirenti di Alitalia dovranno dopo aver presentato un dettagliato piano industriale, sottoscrivere una serie di impegni di presa in carico dell'azienda, « che saranno individuati anche tenendo conto di profili di interesse generale: tra questi, a titolo esemplificativo: adeguata offerta dei servizi e copertura del territorio; livelli occupazionali; mantenimento dell'identità nazionale della società, del suo logo e del suo marchio». Lo dice il Tesoro nel comunicato.
Nella nota, che informa sull'avvio della ricerca degli advisor legale e finanziario il ministero dell'Economia, titolare del 49,9% del capitale della compagnia aerea in crisi, aggiunge che saranno vendute anche la totalità delle obbligazioni convertibili Alitalia detenute dal ministero. L'invito a manifestare interesse all'acquisto delle attività oggetto della procedura sarà pubblicato, presumibilmente entro la fine dell'anno. Le azioni Alitalia e tutti gli strumenti correlati sono stati sospesi dalle contrattazioni di Piazza Affari.
05 dicembre 2006


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/12_Dicembre/05/alitalia.shtml

Federicoft
December 5th, 2006, 02:22 PM
Non so se è chiaro... il pubblico scende per la prima volta nella storia di Alitalia sotto il 20% del capitale, quindi il nuovo acquirente lancerà una Opa. Vuol dire Alitalia privata, gestita con logiche imprenditoriali privatistiche, visto che nessun imprenditore è disposto a fare beneficenza.
Com'era la storia? Governo di estrema sinistra?
Ma andate a ciapà i ratt!

Eleinad
December 5th, 2006, 02:26 PM
Non so se è chiaro... il pubblico scende per la prima volta nella storia di Alitalia sotto il 20% del capitale, quindi il nuovo acquirente lancerà una Opa. Vuol dire Alitalia privata, gestita con logiche imprenditoriali privatistiche, visto che nessun imprenditore è disposto a fare beneficenza.
Com'era la storia? Governo di estrema sinistra?
Ma andate a ciapà i ratt!

A ciapar i ratt ci vai tu e non offendi grazie, cmq guarda che ancora niente è sicuro dato che bisognerà garantire i livelli occupazionali che sono la vera spada di Damocle di Alitalia. Il nodo sta lì bisognerà leggere il bando. Se non si potranno fare tagli netti difficile prendersi sul groppone una società con 900 milioni di euro di debito, spendendonone già almeno 600 per l'acquisto (nonostante l'opa sul 100% possa voler dire 1300 milioni) e con una flotta vecchia da rinnovare.

Federicoft
December 5th, 2006, 02:30 PM
^^
Ma guarda che offendevo quelli dei due miliardi in piazza, quelli che parlano del governo "di estrema sinistra" e dei "comunisti", che sarà pure pessimo ma fino ad oggi è stato molto più di destra del governo che c'era prima. Ohh?! Che c'entri tu?

Eleinad
December 5th, 2006, 02:37 PM
^^
Pensavo tu mandassi improperi a quelli che scrivono su questo forum, non pensavo tu mandassi improperi a gente che non scrive sul forum.

E poi tu non sei comunista, a te piace ò bello guaglione che è vissuto a pane e cicoria per anni... non so se è peggio però. :D

GENIUS LOCI
December 5th, 2006, 02:37 PM
Coi ratt o senza i ratt, plaudo alla cessione di quota da parte del Governo

Spero però che non finisca come al solito che si vende tutto all'amico De Benedetti per due lire, come già si vocifera (De Benedetti, Colaninno e Della Valle: sono i nomi che si fanno in queste ore; i soliti amici da sistemare)

SiLvEr@SSC
December 5th, 2006, 04:53 PM
.....e se la fininvest decidesse di investire quel miliardo di euro (derivante dalla cessione della quota di mediaset) per acquisire il 100% di alitalia?

...capisco che sia fantascienza, ma prima o poi qualcosa tireranno fuori dal cilindro magico!

Epicurion
December 5th, 2006, 05:14 PM
5 dicembre 2006
Il Governo su Alitalia: «Sarà ceduto il 30,1%, poi Opa sul 100%». Il titolo vola

Alitalia vola alto in Piazza Affari dopo l'annuncio del Governo che ha comunicato la cessione della quota di maggioranza e, di fatto, l'obbligo per l'acquirente a lanciare l'Opa sulla totalità del capitale. La procedura competitiva parte oggi con l'avvio della selezione degli advisor.

L'azionista Tesoro cederà ai privati non meno del 30,1% di Alitalia e la totalità delle obbligazioni convertibili che detiene. Lo ha precisato il ministero dell'Economia, che ha annunciato anche l'avvio delle procedure di scelta degli advisor. In pratica, chi vorrà entrare in Alitalia sa da subito che dovrà poi lanciare un'offerta sul 100% del capitale. Il titolo, intanto, è stato sospeso in Borsa fino alle 13,35. Dopo la buona performance delle ultime sedute le Alitalia stavano prendendo fiato e arretravano dell'1,15% attestandosi a 0,95 euro. Alla ripresa delle contrattazioni le azioni della compagnia di bandiera sono decollate e alle 15,15 segnavano il +7% a 1,03 euro. Oltre 157 milioni i pezzi passati di mano, pari al 12% del capitale.

Il Tesoro, si legge nella nota, «comunica che in data odierna viene dato concreto avvio all' operazione di cessione della quota di controllo detenuta in Alitalia. Viene a tal fine attivata la procedura di selezione degli advisor finanziario e legale che assisteranno il ministero nel corso della privatizzazione della Società. Come stabilito dal Governo lo scorso 1 dicembre, verrà seguita una procedura competitiva a trattativa diretta rivolta a potenziali acquirenti».

Bando entro l'anno. «Coerentemente con la decisione del Governo di trasferire ai privati il controllo di Alitalia - spiega la nota - verranno cedute una quota del capitale della società non inferiore al 30,1% e la totalità delle obbligazioni convertibili Alitalia detenute dal ministero stesso. Ai sensi della normativa in vigore, la cessione comporterà, per l'acquirente, l'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto sulla totalità delle azioni che costituiscono il capitale della Società. A conclusione della procedura di selezione dei consulenti, il ministero provvederà alla predisposizione dell'invito a manifestare interesse all'acquisto delle attività oggetto della procedura. L'invito sarà pubblicato, presumibilmente entro la fine dell'anno, sulla stampa nazionale ed estera; in tale ambito, verranno individuati i requisiti richiesti ai soggetti che vorranno partecipare alla procedura».

Vincoli su marchio e identità nazionale della società. Infine, il Tesoro ribadisce che «ad esito della procedura di cessione (offerte vincolanti) verrà richiesto ai potenziali acquirenti di presentare un dettagliato piano industriale e di vincolarsi contrattualmente con lo Stato italiano al rispetto di una serie di impegni di lock-up, che saranno individuati anche tenendo conto di profili di interesse generale; tra questi, a titolo esemplificativo: adeguata offerta dei servizi e copertura del territorio; livelli occupazionali; mantenimento dell' identità nazionale della società, del suo logo e del suo marchio».

SanPaolo e Intesa studiano le mosse. Sulla vicenda Alitalia è intervenuto il presidente del SanPaolo-Imi, Enrico Salza, dicendo che un intervento del gruppo SanPaolo-Intesa in Alitalia è possibile se «sarà una buona occasione di investimento. Una banca deve fare affari non opere di bene. È tanti anni che si parla di privatizzazione, ma finora non ho visto niente di serio». Un esame preliminare potrebbe esserci anche a breve: «Domani vedrò l'ad Passera - ha aggiunto Salza - e tra le altre cose parleremo anche di questo».
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2006/12/alan_5dic_AilitaliaOpa.shtml?uuid=927c65ce-8456-11db-b101-00000e251029&DocRulesView=Libero



vorrei ricordare che sia Intesa che San Paolo sono politicamente vicine a Prodi...

SiLvEr@SSC
December 5th, 2006, 05:29 PM
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2006/12/alan_5dic_AilitaliaOpa.shtml?uuid=927c65ce-8456-11db-b101-00000e251029&DocRulesView=Libero



vorrei ricordare che sia Intesa che San Paolo sono politicamente vicine a Prodi...


...e non solo intesa e san paolo ;)! Cmq vedremo che ne uscirà fuori, anche se sono ottimista!

gruber
December 5th, 2006, 05:33 PM
Intesa, San Paolo, ma anche De Benedetti, Della Valle e Colaninno...

Intesa/San Paolo, sono l'unico che vede un do ut des tra la fusione delle 2 banche e la vendita di Alitalia?

è arrivata la cambiale da pagare?

SiLvEr@SSC
December 5th, 2006, 05:35 PM
edit doppio post

GENIUS LOCI
December 5th, 2006, 06:23 PM
Intesa, San Paolo, ma anche De Benedetti, Della Valle e Colaninno...

Intesa/San Paolo, sono l'unico che vede un do ut des tra la fusione delle 2 banche e la vendita di Alitalia?

è arrivata la cambiale da pagare?

Vedrai che tra poco, dopo la vendita agli amichetti, uscirà una legge (tipo quella dei registratori di cassa) che obbligherà gli Italiani a fare almeno un viaggio aereo l'anno

P.S. super OT e faziosamente antigovernativo
A proposito di legge tipo registratori di cassa (per far piacere a Olivetti, già, guardacaso, gruppo di De Benedetti) nei meandri della finanziaria c'è un'altra furbata del genere
Tra le cosiddette norme antievasione c'è l'obbligo per i commercianti a comunicare in tempo reale i dati dei corrispettivi al Ministero delle Finanze (peccato che dei corrispettivi non se ne facciano nulla); per fare questo, ovviamente, c'è bisogno di un apparecchietto speciale che ti mette in comunicazione col ministero
Questo apparecchietto è stato inventato di sana pianta (non esiste in commercio, non ancora) e sarà prodotto da un società creata ad hoc, in cui partecipano le mogli di vari esponenti della maggioranza
Ovviamente, essendo l'unica ditta che produrrà questo apparecchietto inutile, che per legge tutti i commercianti d'Italia dovranno acquistare e piazzare nel loro negozio, vi lascio intuire quali possano essere i guadagni di costoro
La notizia è di fonte anonima, ma attendibile; per cui potete anche non darle credito, se credete: tanto nel giro di qualche mese si capirà l'inghippo (sempre se qualche giornale non l'ha già pubblicata; cosa di cui sinceramente non mi è giunta notizia)

Epicurion
December 5th, 2006, 06:37 PM
Intesa, San Paolo, ma anche De Benedetti, Della Valle e Colaninno...

Intesa/San Paolo, sono l'unico che vede un do ut des tra la fusione delle 2 banche e la vendita di Alitalia?

è arrivata la cambiale da pagare?De Benedetti, Della Valle e Colaninno sono più vicini ai DS che a Prodi. e dubito che la neonata superbanca (che, per quanto piccola in confronti a colossi del calibro di HSBC o Citigroup, rimane pur sempre una delle due principali istituzioni finanziarie italiane e la seconda o terza società per capitalizzazione) si vada a infilare in un vicolo cieco per fare un piacere ad un esponente politico. anzi, è sempre il contrario: è la politica che siede al carro della grande finanza. per ovvi motivi. tant'è che furono le grandi banche a far silurare Fazio, che pur godeva di un fan club particolarmente nutrito in parlamento...

no, io credo che se veramente Intesa-San Paolo entra in campo per Alitalia, lo fa per interesse personale. semmai, proprio per mostrare i muscoli al mondo della finanza e dell'industria italiana (in cui l'istituto ha duecentomila partecipazioni). e di riflesso, a quello della politica. ma secondo me per ora si tratta solo di ipotesi giornalistiche...

Epicurion
December 5th, 2006, 06:48 PM
^^
ipotesi rilanciata dal Financial Times:

Italy to sell 30.1% of Alitalia

By Tony Barber in Rome

Published: December 5 2006 15:01 | Last updated: December 5 2006 15:01

Italy’s government said on Tuesday it intended to sell at least 30.1 per cent of Alitalia, forcing any company or consortium that buys the stake to make a full takeover bid for the loss-making airline.

No potential buyers have yet surfaced, but the heads of Banca Intesa and Sanpaolo IMI, two Italian banks which are in the process of merging, are due to meet on Wednesday to discuss a possible bid for Alitalia.http://www.ft.com/cms/s/9e18886c-8470-11db-87e0-0000779e2340.html

gruber
December 5th, 2006, 06:54 PM
De Benedetti e Colaninno sono DS puri, Della Valle più...Margherito...

riguardo al discorso banche, non bisogna però dimenticare come in passato il potere politico ha deciso vita e morte di non poche banche e di altrettanti "grandi banchieri".
quando la politica ha deciso di mollare Sindona...Sindona è crollato, quando Calvi è diventato inutile è stato suicidato, quando ci sono stati i famosi "sacchi del Banco di Roma" e di quello di Napoli da parte di migliaia delle famiglie più "illlustri" delle due città, è stato il potere politico a salvare quelle banche e tutti i correntisti innocenti.

certo, con Draghi oggi il mondo bancario dovrebbe, dovrebbe essere più indipendente.
infatti appena hanno fatto fuori Fazio, guarda caso c'è stata la fusione del secolo, per lo meno qui in Italia, lasciando fuori proprio la mammasantissima di tutte le banche, il Montepaschi e l'ennesimo serbatoio di finanziamenti ai partiti e alle solite famiglie che è il Banco di Roma di Geronzi, per continuare nella tragica scia delle banche capitoline.

Epicurion
December 5th, 2006, 07:03 PM
hmmm, per quanto ne sappiamo Sindona e Calvi sono state vittime dei giochi di potere all'interno della Finanza italiana. il secondo, in particolare, ha probabilmente pagato il fatto di aver sottratto fondi allo IOR per tentare invano di salvare il Banco Ambrosiano dal fallimento (si dice che fossero soldi della mafia riciclati e destinati a finanziare attività politico/militari in Sud America...mi sa che la verità, se mai salterà fuori, la si saprà solo tra decenni con l'apertura degli archivi segreti, sempre che essi non siano quelli vaticani...). e poi, sulle sorti di banchieri e finanzieri caduti in rovina ha sempre pesato di più l'influenza di altri banchieri e finanzieri: la figura di Cuccia è quasi leggendaria a riguardo.

che poi per un banchiere sia meglio farseli amici i politici piuttosto che nemici, beh, su questo non si discute...

Alieno
December 5th, 2006, 07:08 PM
Oltrettutto da qualche giorno si dice che banca intesa appoggerebbe air one, questo vorrebbe dire sicuramente qualche cambiamento anche nelle alleanze, perché air one è partner di lufthansa...

Federicoft
December 5th, 2006, 07:52 PM
E adesso non va bene nemmeno se la grana ce la mette un privato, se gli aumenti di capitale con soldi pubblici non si potranno più fare, se l'Alitalia tornerà ad essere governata da logiche di profitto?
Oh mio Dio, che incontentabili... dite dite, non vi piace che perderete un argomento di cui sparlare. :nuts:

gruber
December 5th, 2006, 08:19 PM
Governo CSX, vende AUtostrade ai Benetton.
Benetton non fa investimenti (circa 4 miliardi di euro) e alla fine vende le NOSTRE autostrade (ti rammento che le autostrade in Italia vennero costruite con il debito pubblico, cioè con i dindini nostri e vennero poste a pagamento fino a data da definirsi in corrispondenza dell'avvenuto rimborso dei debiti - tale data è stato postposta dozzine di volte, nonostante le autostrade si fosero ripagate 100 volte. Tale Andreotti Giulio decise nei primi anni 90 di cancellare quella piccola norma che prevedeva che le autostrade divenissero grautite).

Governo di CSX vende la Telecom ad un privato.
da monopolio pubblico a quello privato.
vantaggi per noi?
zero.
abbiamo le telefonia più cara d'Europa con il servizio più misero.

Prodi Romano, boiardo DC alla guida dell'Iri svende agli amici la SME.
la SME fallisce.

anno domini 2006 Prodi Romano e il CSX decidono di privatizzare Alitalia.

bene, FINALMENTE.

conoscendo però il passato di codesti figuri sorgono palesi e inconfutabili dubbi.
aggiungendoci poi che quel carrozzone di Alitalia ipersindacalizzato e con circa un 30/40% di dipendenti nullafacenti in esubero senza il taglio dei posti di lavoro non andrà da nessuna parte.

cosa temo?
semplice.
Prodi Romano e il CSX nella loro lunga storia di FALLIMENTARI PRIVATIZZAZIONI cedono la società a degli amici o agli amici degli amici.

questi sono obbligati a prenderla.
lottano con la GCIL, non riescono a licenziare quanto devono (qualche migliaio...ma se ne segheranno 1000 sarà un miracolo) e dulcis in fundo NOI continueremo a pagare sotto forma di PREPENSIONAMENTI, CASSE INTEGRAZIONE, SUSSIDI AI LAVORATORI IN ESUBERO e via dicendo.

le soluzioni erano solo 2, pubblica o privata che fosse Alitalia.
spostarla in massa a Malpensa oppure lasciarla fallira.

non hanno avuto il coraggio di fare nessuna delle due.
ora ci sarà da ridere e per non poco tempo, tra manifestazioni, annunci, spostamento a Fiumicino di tutti gli Intercontinentali per tenere buona la mafia politica che fa capo ai vari Rutelli e soci.

Federicoft
December 5th, 2006, 08:52 PM
^^
Sì ma è inutile fare parallelismi con fatti sghembi fra loro.
Svendere le Autostrade è stata una cretinata con tutti i crismi, visto che sulle autostrade anche io posso non farci un euro di investimento, intascare i pedaggi, ed essere comunque un grande imprenditore. Ma se l'Alitalia si svendesse anche alla metà di quanto vale sarà ancora una cosa sensata, visto che come sappiamo tutti accumula milioni su milioni di perdite, più vola e più perde, e le sue perdite le dobbiamo pagare noi. Prepensionamenti? Bazzecole paragonati a tutti gli aumenti di capitale fatti nell'ultimo ventennio, roba da miliardi di euro.
Poi rimarrà un carrozzone impersindacalizzato? Non si sposterà da Fiumicino? Senza tagliare i posti di lavoro non andrà da nessuna parte? Affari di De Benedetti o di chi sarà tanto folle da comprarsela, i soldi sono suoi, non affari nostri come è oggi.
Ma non era quello che si chiedeva da tempo immemore su questo forum?

SaVe
December 5th, 2006, 09:50 PM
Ma infatti!! Se ci fosse un barlume di speranza di risanamento direi di tenerla in mano allo stato invece di venderla per due lire, e semmai venderla dopo quando vale qualcosa. Ma siamo realisti... quindi che se lo cucchi il privato il fallimento.
Ma poi chi è il pazzo che se la compra a queste condizioni? A meno che non ci sia sotto l'inghippo.

bigjim33
December 5th, 2006, 11:23 PM
Questo apparecchietto è stato inventato di sana pianta (non esiste in commercio, non ancora) e sarà prodotto da un società creata ad hoc, in cui partecipano le mogli di vari esponenti della maggioranza
[...]La notizia è di fonte anonima, ma attendibile; per cui potete anche non darle credito, se credete:
è la stessa fonte che ipotizza i proventi dei parcheggi di roma alla moglie del sindaco di turno? oppure quella che denuncia i contributi ai ricevitori digitali di berlusconi?

bigjim33
December 5th, 2006, 11:30 PM
io capisco che un governo di CSX che decide di privatizzare una azienda in nome del libero mercato faccia innervosire chi sostiene un CDX che un anno fa finanziava un ulteriore aumento di capitale per 1 miliardo di euro... ma registro il fatto che fin qui si fanno solo illazioni, si cerca di trovare inghippi e inciuci, mentre entro poche settimane dovremmo sapere limpidamente chi ha acquistato e a che prezzo, e vi ricordo che alitalia è quotata in borsa

GENIUS LOCI
December 6th, 2006, 10:44 AM
Ma se l'Alitalia si svendesse anche alla metà di quanto vale sarà ancora una cosa sensata, visto che come sappiamo tutti accumula milioni su milioni di perdite, più vola e più perde, e le sue perdite le dobbiamo pagare noi.
Ma infatti io sono convinto che anche se la si regalasse o buttasse nel cestino, la sottrazione di Alitalia dalla mano pubblica sarà un vantaggio per le casse erariali, e quindi per tutti noi

Alla fine è stata fatta la cosa giusta... si cavillava solo sul fatto che quando c'è Prodi i compratori, guardacaso, sono sempre quelli.
Comunque, secondo alcuni, pare che la cosa più probabile è che sia Air France quella che alla fine la comprerà

GENIUS LOCI
December 6th, 2006, 10:46 AM
è la stessa fonte che ipotizza i proventi dei parcheggi di roma alla moglie del sindaco di turno? oppure quella che denuncia i contributi ai ricevitori digitali di berlusconi?
Non sono fonti giornalistiche

(comunque anche Berlusconi ha fatto le sue belle 'porcate': vedi decoder prodotti da suo fratello)
Io, infatti, più che altro contesto chi si presenta come 'differente' riempiendosi la bocca di un moralismo fasullo

Epicurion
December 6th, 2006, 10:46 AM
Toto e l’ultimo volo dell’«italianità»

Italianità: secondo il Dizionario De Mauro della lingua italiana è la «conformità a ciò che è o si considera peculiare, tipico degli italiani o della loro lingua, cultura, ecc.». Il banchiere Alessandro Profumo preferisce invece definirlo, più pragmaticamente, un «fattore bloccante ». Ma archiviata la stagione dei furbetti del quartierino, svanito il governatore Antonio Fazio e con lui tutti gli alfieri della italianità, anche se di quella «malintesa», adesso il capo di Unicredit pare sempre più isolato. Le Coop vogliono comprare Esselunga per preservarne l’«italianità». Romano Prodi rivela risentito che Marco Tronchetti Provera gli garantì «l’italianità» di Telecom Italia.
E Francesco Rutelli, che nella battaglia delle banche fu in prima fila contro il «malinteso», ribadisce che è «impensabile» per l’Italia rimanere «senza compagnia di bandiera». Mentre anche Fausto Bertinotti, presidente della Camera ed ex leader di Rifondazione comunista insiste: «l’Alitalia resti italiana». Pur sapendo bene che cosa questo potrebbe significare. Per esempio, che l’«italianità» assuma le sembianze di Carlo Toto, ex piccolo imprenditore chietino, classe 1944, proprietario dell’AirOne, una compagnia aerea nata dal nulla poco più di 10 anni fa. Un topolino che mangerebbe l’elefante, anche se con l’aiuto di un gigante come Banca Intesa. Ma un topolino italiano, e questo è quello che conta. AirOne ha 1.449 dipendenti, contro i circa 20 mila del gruppo Alitalia. Fattura mezzo miliardo, contro i quasi cinque della ex compagnia di bandiera. Ed è un altro esempio del capitalismo all’italiana, anche se dire che faccia soldi a palate proprio non si potrebbe.
A Carlo Toto piacciono le Ferrari, ha una formidabile collezione di orologi da polso e possiede una bella barca: anche se non sa nuotare. Nessuna delle imprese di famiglia è quotata in Borsa. Il fondatore di AirOne è sposato e ha quattro figli: tre lavorano nell’azienda. Il più grande, Alfonso, non ancora trentenne, è amministratore delegato della capogruppo Toto spa, azienda che insieme alla stessa AirOne è spesso comparsa nella lunga lista dei privati che erogano contributi in denaro ai partiti o ai singoli politici. Con sistematico ecumenismo: 125 mila euro a Forza Italia, 20 mila ad Alleanza nazionale, 65 mila ai Ds (di cui 20 mila a Pier Luigi Bersani e 25 mila a Massimo D’Alema). Ma da quando, nel 1995, ha lanciato da Chieti il guanto di sfida all’Alitalia, il suo sistema di relazioni si è sviluppato geometricamente.
Come dimostra, per esempio, la presenza nel consiglio di amministrazione di AirOne di Giovanni Malagò, imprenditore romano considerato molto vicino a Rutelli. Non che Toto, però, abbia rinnegato le conoscenze più vecchie. Come quella con l’ex democristiano, passato al An, Publio Fiori, o con il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, anche lui abruzzese della Val di Sangro, al quale forse per primo ha confidato l’ambizioso piano di conquista dell’Alitalia. Naturalmente, gli amici non sono dappertutto. Se nei Ds si tifa più o meno apertamente per l’integrazione fra AirOne e Alitalia, il ministro di Rifondazione Paolo Ferrero, in apparente disaccordo con Bertinotti, non si dice sicuro che la soluzione italiana «sia la migliore». E chissà se in questa carezza contropelo non ci sia anche dell’altro. Vengono a mente i ripetuti avvertimenti lanciati da Rifondazione comunista all’indirizzo del governo, insieme al sospetto che Prodi si farebbe dettare l’agenda della cosiddetta «fase due» dalla Confindustria di Luca Cordero di Montezemolo.
E vengono a mente anche i nomi che oltre a quello di Carlo Toto e di Banca Intesa sono stati fatti. C’è chi non esclude che l’«italianità» possa prendere la fisionomia di Carlo De Benedetti e del fondo Management & capitali. Ma qualcuno immagina che a un certo punto possano spuntare anche altri imprenditori. Forse Roberto Colaninno, l’uomo del takeover del secolo su Telecom Italia, al quale non mancano gli estimatori nella Quercia? Oppure Diego Della Valle, che di Montezemolo è amico e socio, e nelle scalate bancarie dello scorso anno si schierò fermamente anch’egli contro la «malintesa» italianità? E che inoltre, essendo stato anche protagonista di un epico scontro a Vicenza con Berlusconi, non ha mai nascosto le proprie simpatie per i moderati del centrosinistra (ha finanziato con 100 mila euro la campagna elettorale della Margherita)? I punti di domanda, in questa storia, sono sempre più numerosi. Magari i sostenitori dell’«italianità» resteranno delusi. Forse, come molti in realtà si augurano, arriverà una compagnia straniera e metterà sul piatto un’offerta di quelle che il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa non potrà rifiutare.
O prevarrà una cordata con un socio estero che alla fine comanderà. Ma solo una cosa è certa: se Giancarlo Cimoli resisterà fino a primavera, quando Alitalia avrà ormai cambiato padrone, sarà il primo amministratore delegato, in vent’anni di «italianità », ad aver concluso il mandato alla scadenza naturale. Proprio al momento di voltare pagina.

Sergio Rizzo

06 dicembre 2006http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/12_Dicembre/06/rizzo.shtml

Epicurion
December 6th, 2006, 10:48 AM
06 dic 08:46
Alitalia: Financial Times, "Improbabile compratore straniero"

ROMA - ''E' improbabile che si materializzi un compratore straniero'' per Alitalia. Lo afferma il Financial Times nella rubrica di commenti Lex Column. "Air France - spiega il quotidiano di Londra - e' semplicemente troppo assennata per prendere Alitalia in queste condizioni. Invece, un rivale interno come Air One, sostenuto da una banca italiana, probabilmente sara' all'altezza del compito. Il governo ha i modi per rendere appetibile questa impresa apparentemente non attraente''. (Agr)http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={E9455743-4C12-4134-9FA2-06E25C06519A}

Epicurion
December 6th, 2006, 11:26 AM
6/12/2006 (7:50) - Retroscena, i piani per il rilancio
Air France e banche
Sfida da tre miliardi

ALESSANDRO BARBERA

ROMA
Ieri fra i delegati sindacali di Alitalia si facevano un po’ di conti. Con gli ultimi rialzi di borsa il titolo vale più di un euro. Un’offerta pubblica sul 100% delle azioni, anche se il Tesoro non rinunciasse a tutte le sue quote, costerebbe un miliardo. Poi va ricapitalizzata: questa volta, per rilanciarla davvero, la compagnia deve scommettere sul lungo raggio (i voli che fanno fare utili ai concorrenti) e comprare nuovi aerei. A occhio e croce c’è da investire almeno un altro paio di miliardi. Andrea Cavola, il combattivo leader degli autonomi del Sult, la vede così: «Chi è l’imprenditore che mette sul piatto tre miliardi per Alitalia? Io ne vedo solo due: le banche o Air France».

Il «piano B» messo a punto da Romano Prodi per rilanciare l’ex compagnia di bandiera in effetti contempla entrambi. Il progetto è in due fasi: nella prima si rilancia Alitalia con capitali italiani, nella seconda si va alla caccia dell’alleato internazionale. Ma Roberto Colaninno ha fatto sapere di non voler essere della partita e per ora l’unico interesse italiano forte è quello del Fondo «Management e Capitali» di Carlo De Benedetti e Diego della Valle. Quel fondo per statuto non può mettere sul piatto più di 150 milioni. Con la plusvalenza che otterrà dalla cessione di Cdb WebTech De Benedetti potrebbe investire direttamente 135 milioni, ma siamo lontani dalle cifre necessarie ad Alitalia. «Alla fine i soldi dovranno metterli le banche», diceva pochi giorni fa una fonte di governo. Nella testa del premier finora ci sono stati i grandi istituti: Unicredito, Banca Intesa, il Sanpaolo. Una fonte ben informata sul dossier la definisce un’operazione sul modello Sabena. In realtà i due casi non sono comparabili: la compagnia belga fallì, Alitalia è ancora liquida per circa 700 milioni di euro. Ma il paragone è per ricordare che in quel caso furono le banche a gestire la fase più difficile del risanamento. Quella che il governo belga non sarebbe stato in grado di reggere politicamente.

Finora però nemmeno le banche si sono mostrate entusiaste all’idea di investire in Alitalia. L’investimento potrebbero essere disposte a farlo, ma a condizioni di mercato. Il numero uno di Unicredito Alessandro Profumo lo ha detto quasi esplicitamente, ieri si è mostrato prudente anche il presidente del Sanpaolo Enrico Salza. Il ruolo delle banche è essenziale: nel progetto del governo c’è il tentativo di fusione con Air One per rafforzare Alitalia sul mercato italiano. L’ipotesi ha un respiro strategico, ma senza il loro sostegno non può andare in porto. Perché quindi ieri il Tesoro ha deciso di annunciare la cessione del 30% delle azioni e l’obbligo dell’offerta pubblica per il compratore? E’ un messaggio in due direzioni. Da un lato è un avvertimento agli speculatori: la compagnia non è in svendita. Dall’altra è un segnale per le banche e i potenziali alleati di Alitalia: il governo fa sul serio ed è disposto a uscire di scena. Nel governo alcuni dicono che il messaggio è a Cimoli perchè si dimetta. L’ex zar dei trasporti nella maggioranza non ha più alcun sostegno. Ma per il Tesoro è tuttora una sponda con il numero transalpino Jean Cyril Spinetta, colui che già sei mesi fa venne a Roma per proporgli un piano di fusione.

Nei piani del governo, dopo il fallito bilaterale di Lucca con Chirac, Air France-Klm resterebbe sullo sfondo. Se dovesse andare in porto l’accordo con Air One, negli incontri riservati il premier non ha escluso l’ipotesi (sempre sostenuta da Ds) di tentare un dialogo con Lufthansa. Ma quella francese resta l’unica soluzione concreta sul tavolo. Al punto che ieri il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, non certo un campione di liberismo, ammetteva di non escludere «nessuna soluzione. Quello che conta sono le garanzie per l’occupazione e il rilancio industriale». Nella maggioranza e fra i sindacati comincia a farsi breccia un’idea: stretti fra l’italianità e il modello Sabena, forse alla fine la strada meno dolorosa resta quella che porta a Parigi.http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200612articoli/15073girata.asp

bigjim33
December 6th, 2006, 11:34 AM
Non sono fonti giornalistiche
(comunque anche Berlusconi ha fatto le sue belle 'porcate': vedi decoder prodotti da suo fratello)
Io, infatti, più che altro contesto chi si presenta come 'differente' riempiendosi la bocca di un moralismo fasullo
le mogli dei politici sono sempre oggetto di mirabolanti leggende metropolitane... poi tutto può essere, staremo a vedere!
Per quanto riguarda le 'differenze', comunque qualcuno più autorevole di me molto tempo fa ci ha tenuto a fare la differenza tra travi e pagliuzze...

gruber
December 6th, 2006, 11:58 AM
^^
Sì ma è inutile fare parallelismi con fatti sghembi fra loro.
Svendere le Autostrade è stata una cretinata con tutti i crismi, visto che sulle autostrade anche io posso non farci un euro di investimento, intascare i pedaggi, ed essere comunque un grande imprenditore. Ma se l'Alitalia si svendesse anche alla metà di quanto vale sarà ancora una cosa sensata, visto che come sappiamo tutti accumula milioni su milioni di perdite, più vola e più perde, e le sue perdite le dobbiamo pagare noi. Prepensionamenti? Bazzecole paragonati a tutti gli aumenti di capitale fatti nell'ultimo ventennio, roba da miliardi di euro.
Poi rimarrà un carrozzone impersindacalizzato? Non si sposterà da Fiumicino? Senza tagliare i posti di lavoro non andrà da nessuna parte? Affari di De Benedetti o di chi sarà tanto folle da comprarsela, i soldi sono suoi, non affari nostri come è oggi.
Ma non era quello che si chiedeva da tempo immemore su questo forum?


a dire il vero quando il CDX ha ricapitalizzato con 1 miliardo di euro Alitalia io mi sono incazzato non poco, dato che l'avrei lasciata fallire, ma già da almeno un decennio!
quanto al fatto che siano bazzecole i prepensionamenti le casse integrazione e i sicuri scioperi che avverranno nei prossimi mesi, se non anni dopo la privatizzazione, chi ne pagherà le conseguenze saremo noi.
dato la mole di Alitalia, ci scommetto che gli scioperanti non si limiteranno a starsene a casa, ma a bloccare gli aeroporti.
i danni li subiremo noi, come è sempre accaduto negli ultimi 25 anni buoni di questo enorme buco tricolore che è stata Alitalia.

che la privatizzino mi va benissimo.
che la vendano a qualche loro amico...non me ne frega più di tanto.
che ne pagheremo le conseguenze ancora a lungo...questa è forse l'unica certezza.

ripeto, il fallimento e il licenziamento di un bel 35/40% almeno del personale era forse la soluzione migliore, con susseguente ricostituzione di una Alitalia Bis, più leggera e privata.

ma ormai non resta che sedersi e guardare.

taurus
December 6th, 2006, 02:44 PM
la completa privatizzazione sarebbe una cosa positivissima.. però c'è sicuramente sotto qualcosa.. solo uno stolto può comprare una società allo sfascio come alitalia..

su dai.. il nostro capitalismo è lontano anni luce da quello anglosassone.. se qualcuno compra sta roba come se fosse una macchina da soldi sicuramente ci sarà sotto qualche pegno da pagare..

la soluzione economicamente più sana e più asupicabile è il fallimento non la vendita ai Colaninno e i Della Valle che in pochi anni ne hanno già combinate di cotte e di crude..

Cumino
December 6th, 2006, 03:05 PM
adesso ci resta da privatizzare solo FS, e spero prresto...

Alieno
December 6th, 2006, 05:34 PM
Ecco un pezzo del discorso di Bersani su La7:


"Non faccio una distinzione particolarissima tra italiani o arabi o cinesi per la privatizzazione di Alitalia. Certamente italiani sarebbero meglio, quantomeno per la lingua, ma non sarà questo il discrimine: saranno la credibilità e la forza del piano industriale", ha detto Bersani parlando di Alitalia su La7.

http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/articoli/articolo339184.shtml


Non ha citato i francesi, che sia un lapsus? L'ipotesi Air France-KLM mi sembra sempre quella meno apprezzata dal governo. E infatti i paletti che Prodi vuole mettere alla vendita di Alitalia mi sembrano indirizzati proprio ad Air France-KLM (sede in Italia, aumento delle rotte, salvaguardia del personale... insomma tutto quello che Air France non voleva fare).
Poi magari mi sbaglio...
Però, intanto si parla di arabi (Emirates?), cinesi (Air China?) e italiani che tra l'altro hanno già tre cordate pronte all'acquisto:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200612articoli/14964girata.asp

Ormai non ci resta che vedere quello che succederà!

GENIUS LOCI
December 6th, 2006, 05:54 PM
^^
Forse, invece, non ha citato i Francesi proprio perchè pensano di venderla ad Air France, no?

Thelème
December 6th, 2006, 06:23 PM
^^ io ho visto la trasmissione e i francesi sono stati citati (anche in quella frase). il virgolettato non è corretto. con che coraggio mettono le virgolette non lo so

Federicoft
December 6th, 2006, 06:39 PM
Io ci tengo a sottolineare che Alitalia non ha nessun esubero di "migliaia" di dipendenti, anzi oggi è sotto organico e per molte operazioni vitali si affida a stagisti con stipendi da fame, o a precari sottoposti ad una totale precarietà. Questo non perché gli altri non fanno una mazza, ma perché ventimila dipendenti per un'azienda di quelle dimensioni sono un numero molto più che onesto,
nonostante Cimoli affermi il contrario.
L'Alitalia è, tra le grandi compagnie europee, quella con il costo del lavoro più basso e quella che fattura di più per singolo dipendente. A dispetto di gruber che preferisce immaginarsela come un carrozzone zeppo di amici degli amici, titolari di enormi privilegi. Vedrete che il nuovo acquirente, se veramente sarà interessato a fare di Alitalia una grande compagnia intercontinentale e non un catalizzatore di traffico a servizio altrui come qualcuno qui preferirebbe auspicandone il fallimento, non licenzierà, prepensionerà o dichiarerà in esubero un singolo dipendente, un singolo dipendente. Al di fuori di un caso limite.

Il caso limite sono i duecento dirigenti su ventimila dipendenti (Air France ha il doppio dei dipendenti e la metà dei dirigenti), e qui ci riconduciamo al vero problema di Alitalia: sprechi, gestione finanziaria irresponsabile, hub spostato di cinquecento km da un mese all'altro perché così comanda la politica, incapacità di vendita del prodotto. In una azienda pubblica è perfettamente normale, in una azienda privata vedrete che no. Auspico sinceramente che Alitalia venga rilevata da Toto, il proprietario di Air One, uno che prima di autorizzare anche un euro di spesa si legge perché viene fatta. Nel caso, prevedo tempi bui per quei centocinquanta dirigenti e per Malpensa, ma floridissimi per l'Alitalia.

Alieno
December 6th, 2006, 07:56 PM
^^ io ho visto la trasmissione e i francesi sono stati citati (anche in quella frase). il virgolettato non è corretto. con che coraggio mettono le virgolette non lo so


In effetti a me sembrava già un pò strano che mediaset desse spazio a Bersani!:lol:
Che poi abbiano troncato i francesi non lo immaginavo...

Alieno
December 6th, 2006, 08:23 PM
Io ci tengo a sottolineare che Alitalia non ha nessun esubero di "migliaia" di dipendenti, anzi oggi è sotto organico e per molte operazioni vitali si affida a stagisti con stipendi da fame, o a precari sottoposti ad una totale precarietà. Questo non perché gli altri non fanno una mazza, ma perché ventimila dipendenti per un'azienda di quelle dimensioni sono un numero molto più che onesto,
nonostante Cimoli affermi il contrario.
L'Alitalia è, tra le grandi compagnie europee, quella con il costo del lavoro più basso e quella che fattura di più per singolo dipendente. A dispetto di gruber che preferisce immaginarsela come un carrozzone zeppo di amici degli amici, titolari di enormi privilegi. Vedrete che il nuovo acquirente, se veramente sarà interessato a fare di Alitalia una grande compagnia intercontinentale e non un catalizzatore di traffico a servizio altrui come qualcuno qui preferirebbe auspicandone il fallimento, non licenzierà, prepensionerà o dichiarerà in esubero un singolo dipendente, un singolo dipendente. Al di fuori di un caso limite.

Il caso limite sono i duecento dirigenti su ventimila dipendenti (Air France ha il doppio dei dipendenti e la metà dei dirigenti), e qui ci riconduciamo al vero problema di Alitalia: sprechi, gestione finanziaria irresponsabile, hub spostato di cinquecento km da un mese all'altro perché così comanda la politica, incapacità di vendita del prodotto. In una azienda pubblica è perfettamente normale, in una azienda privata vedrete che no. Auspico sinceramente che Alitalia venga rilevata da Toto, il proprietario di Air One, uno che prima di autorizzare anche un euro di spesa si legge perché viene fatta. Nel caso, prevedo tempi bui per quei centocinquanta dirigenti e per Malpensa, ma floridissimi per l'Alitalia.


Se dobbiamo dirla tutta anche la flotta di aerei Air France è circa il doppio di quella Alitalia, quindi il doppio di dipendenti è giustificato... altrimenti sembra che Air France viva nonostante il gran numero dipendenti!
Sicuramente le politiche di Alitalia sono state sbagliate, ma io non parlerei di "spostamento dell'hub di 500 km da un mese all'altro", perchè questo non c'è mai stato, al limite c'è stato uno spostamento di voli. Si è parlato di due hub e lo spazio teoricamente ci sarebbe, lo fanno in Germania con Francoforte e Monaco, non vedo perché non si possa fare qui!
Casomai l'assurdo è appunto la gestione: che senso ha mettere tanti voli intercontinentali a Malpensa e poi non trasferire il personale, facendolo partire tutti i giorni da roma e aumentando i costi?
La stessa cosa si è avuta per la manutenzione, con aerei che magari viaggiavano a vuoto solo per andare a fare un controllo a fiumicino!
Se questa è gestione...

Federicoft
December 6th, 2006, 08:27 PM
^^
Spostare la base d'armamento e tutte le operazioni di manutenzione di una Compagnia con 20 mila dipendenti e 200 aerei è una operazione mastodontica che impiegherebbe anni ed anni per essere portata a termine, e poi chi la avrebbe pagata? Spostare i voli invece è assai più semplice, poco importa se è totalmente inefficiente.

Comunque la vergogna non è che Air France ha il doppio dei dipendenti di Alitalia. È che pur avendone il doppio, ha la metà dei dirigenti, ognuno dei quali si intasca 200 mila euro all'anno.

LatinumRm
December 6th, 2006, 08:31 PM
Comunque la distanza tra l'Aeroporto di Fiumicino e Malpensa credo sia 470 km...piu' o meno tre quarti d'ora se gli aerei andassero alla velocita' che dovrebbero...calcoliamo la velocita' degli aerei e' di solito 800-900 km ma attestiamo una velocita' tra alzarsi e abbassarsi di 700 km mi chiedo come fa a metterci un'ora e passa vuol dire che va a 470 orari di media.... :(

Alieno
December 6th, 2006, 08:41 PM
^^ @federicoft

Ma infatti sui dirigenti sono pienamente d'accordo...
Sulla questione della base d'armamento un pò meno, perché se la strategia è di avere due hub si deve anche pensare a quello che comporta... non si può fare le cose a metà, altrimenti come hai giustamente detto ci sono delle inefficienze che poi stanno alla base dei risultati economici!
Quando si è visto che molti prendono l'aereo per andare a prendere la coincidenza a parigi, francoforte, londra, amsterdam, ecc. si è capito che c'è lo spazio per un hub nel Nord Italia, il problema è che hub non vuol dire solo aumento dei voli... e considerando che Alitalia era pubblica è sicuramente un fallimento sia dei troppi dirigenti che delle politiche messe in atto... su questo non c'è alcun dubbio!

Federicoft
December 6th, 2006, 08:47 PM
@Latinum

Togli dieci minuti per andare dal gate alla pista.
Altri dieci minuti dalla pista al gate.
Altri dieci minuti per raggiungere la velocità di crociera dalla velocità di decollo.
Altri dieci minuti per arrivare alla velocità di atterraggio dalla velocità di crociera.
Altri dieci minuti sommati arbitrariamente all'orario di arrivo di ogni volo ed utilizzati come cuscinetto per evitare di arrivare in ritardo al minimo problema di traffico o meteo...

edo-padova
December 6th, 2006, 08:50 PM
Comunque la distanza tra l'Aeroporto di Fiumicino e Malpensa credo sia 470 km...piu' o meno tre quarti d'ora se gli aerei andassero alla velocita' che dovrebbero...calcoliamo la velocita' degli aerei e' di solito 800-900 km ma attestiamo una velocita' tra alzarsi e abbassarsi di 700 km mi chiedo come fa a metterci un'ora e passa vuol dire che va a 470 orari di media.... :(

Dovresti aggiungere una decina di minuti(se va bene e non c'e' coda) da quando l'aereo si stacca dal flinger fino al decollo effettivo e altri 10 minuti dal momento effettivo di atterraggio al raggiungimento del flinger o della piazzola di arrivo (anche qui se tutto va bene e ti consentono subito di atterrare e non ti fanno fare giri sopra l'aeroporto) ... e cosi' sei arrivato all'ora e passa

Alieno
December 11th, 2006, 07:03 PM
ALITALIA: BIANCHI,CON AIR FRANCE SAREBBE COMPAGNIA REGIONALE

(ANSA) - PARIGI - L'operazione che lancia il governo italiano mira a ''restituire all'Italia la sua compagnia nazionale'', mentre con Air France diventerebbe ''una compagnia regionale con solo Parigi-Roma e Parigi-Milano e dei voli interni''. Lo ha dichiarato il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi nell'illustrare al quotidiano 'La Tribune' le nuove regole del settore aereo italiano che presentera' domani al consiglio dei ministri. Gli acquirenti per Alitalia '' che ricerchiamo sono dei veri imprenditori e non dei finanzieri perche' si dovranno impegnare per almeno due o tre anni. Non si tratta di fare un affare da raider della finanza internazionale...'', ha detto. ''C'e' un certo interesse per questa operazione '', ha indicato il ministro, convinto che la soluzione migliore sarebbe la costituzione di un gruppo formato da ''uno, due, tre imprenditori seri accompagnati dalla copertura di una banca che metta a loro disposizione i fondi necessari''. A suo avviso sarebbe anche 'una buona cosa' aggregare Alitalia con Air One o Meridiana per poter controllare l'80% delle rotte nazionali. Quanto alle eventuali chances dell'alleata Air France-Klm, Bianchi ha dichiarato che il gruppo franco-olandese ''avrebbe volentieri comprato Alitalia al prezzo piu' basso possibile per poi farne la sua compagnia regionale''. ''Ma non e' questa la logica dell'operazione che lanciamo che e' di restituire all'Italia la sua compagnia nazionale'', ha aggiunto precisando che un eventuale pagamento della penale di 200 milioni per la rottura del patto con Air France ''non e' una cifra che ci farebbe rinunciare all'operazione''. (ANSA).

http://www.ansa.it/infrastrutturetrasporti/notizie/fdg/200612111419265530/200612111419265530.html

Epicurion
December 12th, 2006, 11:25 AM
12 dicembre 2006
Piano Alitalia, vincoli più soft per i futuri compratori

di Gianni Dragoni

Paletti più morbidi per Alitalia; l'ipotesi di attenuare i vincoli per i futuri compratori della compagnia è allo studio del Governo, dopo le reazioni negative dal mondo finanziario e delle imprese all'annuncio di Palazzo Chigi del primo dicembre.
Nel comunicato sulla«cessione di una quota di controllo» si diceva che «la selezione dei potenziali acquirenti terrà conto dei profili di interesse generale ( livelli occupazionali, adeguata offerta dei servizi e copertura del territorio)».
Questa frase può avere un contenuto più o meno vasto, secondo come viene letta. Nella maggioranza vi è chi la interpreta come una clausola di totale salvaguardia dell'occupazione (Rifondazione, Pdci). Peraltro, al ministero dell'Economia si punta a non vanificare l'obiettivo di trovare un vero compratore, che si prenda in carico la grana dell'Alitalia e abbia margini per ristrutturare un'azienda che quest'anno perderà almeno 300 milioni di euro.
Dopo le perplessità espresse, nell'ordine, da Lupo Rattazzi, Luca Cordero di Montezemolo, Carlo De Benedetti e Roberto Colaninno, per l'eccesso di vincoli, trapela che il Governo stia studiando una via intermedia, un modo per essere più flessibile ed evitare il flop della procedura di cessione. È un passaggio molto delicato, sul quale c'è anche la massima vigilanza dei sindacati. È confermato comunque che non sarà una pura e semplice vendita di azioni al miglior offerente.
Dal parterre dei possibili interessati si è dissociato Marco De Benedetti, responsabile per l'Italia del fondo americano Carlyle Group. «No, non credo, non ci sono le condizioni», ha risposto ai cronisti d'agenzia che chiedevano di un interesse di Carlyle. Posizione diversa dal padre,Carlo De Benedetti, azionista di riferimento di Cofide, Cir e del gruppo L'Espresso, il quale sta approfondendo il dossier e potrebbe presentare un'offerta attraverso Management & Capitali (ieri +1% a 0,929) euro,fondo del quale è socio anche Diego Della Valle.De Benedetti sta valutando un intervento insieme a fondi stranieri,tra cui uno vicino alla compagnia asiatica Emirates.
Non si è spaventato Carlo Toto, proprietario di Air One e alleato di Lufthansa, il quale va avanti in silenzio nel progetto di conquista dell'Alitalia nonostante sia previsto per il compratore l'obbligo di lanciare l'Opa totalitaria. Adesso in Borsa (ieri +0,5% a 0,9876 euro) Alitalia vale circa 1.400 milioni, oltre ai bond convertibili per un valore nominale di 715 milioni. Dalla parte di Toto ci sono i Ds.
L'annuncio del Tesoro, il 5 dicembre, della vendita di almeno il 30,1%e tutti i bond in mano pubblica con obbligo di Opa è stato letto in sede politica come un colpo di freno a Toto: un modo di alzare l'asticella per un imprenditore che avrebbe bisogno di massiccio credito bancario, affiancato per questo da Banca Intesa.
Al Tesoro si è conclusa ieri la raccolta delle manifestazioni d'interesse delle banche d'affari al ruolo di advisor finanziario. Ci sarebbero una decina di candidature. L'advisor del venditore sarà scelto entro fine settimana, insieme al consulente legale, per il quale è scattata ieri la selezione. Si deciderà più in là se sia opportuno reclutare anche un advisor industriale.
Il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, farà oggi una relazione al Consiglio dei ministri sul «sistema»del trasporto aereo,dalle compagnie agli aeroporti. Bianchi ha detto che Alitalia potrebbe uscire dall'alleanza con Air France e SkyTeam:la penale da 180 milioni di euro «non è una cifra che ci farebbe rinunciare »,sostiene.
In attesa di un'ipotetica offerta su Alitalia, Air One ha presentato appello al Consiglio di Stato contro la sentenza con cui il Tar ha annullato l'aggiudicazione del gruppo Volare. Il ricorso sarà discusso oggi.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2006/12/alitalia121206dragoni.shtml?uuid=5d1f4472-89b6-11db-91a6-00000e25108c&DocRulesView=Libero

Epicurion
December 13th, 2006, 11:48 AM
"Un'Alitalia così nessuna la vuole"
Bisignani, presidente della Iata: ho incontrato molti concorrenti, non c'è interesse

LUIGI GRASSIA

Alitalia non la vuole nessuno, o almeno non alle condizioni che pone il governo. Fra l’altro è l’unica compagnia aerea che continua tenacemente a perdere soldi in un’Europa dove i vettori nel 2006 cumuleranno 1,3 miliardi di euro di profitti. La diagnosi infausta sulle prospettive di accordo è del numero uno della Iata (federazione mondiale delle compagnie) Giovanni Bisignani, ex amministratore delegato di Alitalia, e i sindacati s’infuriano. Una reazione per tutte: il Sult parla di «parole gravi e del tutto incomprensibili». Di fatto le compagnie macinano utili a dispetto del terrorismo e del petrolio alle stelle e chi ha i bilanci in rosso non può accampare scuse.

La Iata ha fatto il punto del settore in un meeting a Ginevra durante il quale Bisignani, per ragioni istituzionali, non poteva esprimersi su Alitalia in forma ufficiale ma solo informalmente («mi sento come un prete cattolico tenuto al segreto della confessione»). «Ho incontrato molti “ceo” in Europa, Medio Oriente e Asia - ha testimoniato - di compagnie aeree citate dai giornali come interessate ad Alitalia, e non ho trovato alcun interesse a un accordo da parte loro». Il problema sta non solo e non tanto nella situazione di Alitalia in sé (perché le compagnie in difficoltà possono sempre essere risanate da nuovi soci) quanto nelle troppe condizioni che ha imposto il governo italiano ai futuri partner. Il numero uno della Iata ha citato in positivo l’esempio del governo elvetico e della compagnia Swiss, nata dalle ceneri della fallita Swissair: per far ripartire l’avventura industriale Berna ha posto «l’unica condizione di servire il mercato elvetico su basi economiche». Secondo Bisignani «solo con questo approccio l'interesse per Alitalia potrebbe essere riconsiderato».

A livello globale il trasporto aereo nel 2006 perderà 380 milioni di euro mentre l’anno prossimo si prevede un profitto netto di 1,8 miliardi, e si tratterà della prima annata buona per il settore nel complesso del pianeta dal 2001. Non che ci sia da esaltarsi: Bisignani ha sottolineato che 1,8 miliardi «sono noccioline» rispetto a un giro d’affari di 340 miliardi. Inoltre i dati sono molto diversi per macro-aree, con l’Europa (ingiustamente immaginata come il fanalino di coda in tutti i campi) che ha fatto utili per 1,2 miliardi di euro nel 2005 e ne farà per 1,3 miliardi quest’anno e 1,1 miliardi nel 2007. È solo Alitalia a rimanere abbonata al rosso cronico, considerando che il passivo è stimato in 167 milioni nel 2005 e in altri 160 nel 2006. Ieri a Bruxelles il ministro italiano dei Trasporti, Alessandro Bianchi, è tornato a deprecare l’atteggiamento predatorio di Air France e ha annunciato che «in settimana» verrà nominato l’advisor per vendere la quota pubblica di Alitalia e a gennaio ci sarà il bando. Bianchi ha detto che vorrebbe Sergio Marchionne alla guida di Alitalia ma ha aggiunto che quando gliene ha accennato di persona «Marchionne si è messo a ridere». Il ministro ha anche parlato di Malpensa: «Non può essere l’hub italiano perché ha la nebbia tre mesi all’anno».

A Roma il Consiglio dei ministri ha approvato un piano di riforma del trasporto aereo che prevede una nuova disciplina delle concessioni aeroportuali, «standard europei» nei contratti dei piloti e dei controllori di volo e nuove procedure per proclamare gli scioperi così da rendere meno efficace l’effetto-annuncio.http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200612articoli/15363girata.asp


hmmm, mi sembra che Bianchi come al solito abbia sfoggiato tutta la sua competenza sul settore areo: racconta barzellette ai manager, si inventa "weather-man" per caso (c'è molta più nebbia a Linate che a Malpensa!), lancia scomuniche a compagnie straniere...insomma, il solito intervento costruttivo utile al salvataggio di Alitalia...

GENIUS LOCI
December 13th, 2006, 12:05 PM
^^
Meno male che almeno il ministro delle infrastrutture, monsieur che c'azzecca Tonino Di Pietro, è di tutt'altra pasta: è giusto l'altro giorno che lo sentivo per radio parlare di Autostrade spa (ripeto spa) male-male-male; dicendo tra le altre contumelie una cosa incredibile: che i cessi dell'autostrada sono sporchi e fanno schifo (i cessi dell'autostrada non sono di Autostrade spa, ma eventualmente di Autogrill, Agip, Esso, ecc... signor ministro, mi scusi, ma che c'azzeccano i cessi?)

Siamo in mani ottime, come potete vedere :ohno:

Sonic from Padova
December 13th, 2006, 12:18 PM
tra le altre contumelie una cosa incredibile: che i cessi dell'autostrada sono sporchi e fanno schifo (i cessi dell'autostrada non sono di Autostrade spa, ma eventualmente di Autogrill, Agip, Esso, ecc... signor ministro, mi scusi, ma che c'azzeccano i cessi?)

Infatti Benetton gestisce sia Autostrade S.p.a. che Autogrill.
E comunque il fatto che i cessi siano onti non mi sembra una novità. I cessi onti li ho visti nei selfservice francesi (che sono orrendi, compresa la roba da mangiare), negli Usa e anche in Inghilterra....
Teoricamente i cessi li dovrebbero tenere puliti gli utenti che ne fanno uso, ma siccome hanno tutti il pisello storto e fanno la gara a chi piscia più in alto della tavolozza, e ovvio che i cessi rimaranno sempre stra-onti.

GENIUS LOCI
December 13th, 2006, 12:44 PM
Infatti Benetton gestisce sia Autostrade S.p.a. che Autogrill.Lo so, ma sono due cose separate: non puoi criticarte la gestione di Autostrade spa parlando di cessi, visto che i cessi non fanno parte delle competenze della società (e poi i cessi in autostrada mica sono solo quelli di Autogrill... e poi non sono neanche messi male, a dirla tutta)

il problema è che un ministro della Repubblica non può sparlare in questa maniera di una spa, perchè lede interessi privati; a maggior ragione usando un argomento così 'basso' e che non c'entra niente con l'oggetto in questione, assolutamente fuori da parametri 'tecnici' che un ministro dovrebbe adottare per parlare di materie di sua competenza (non ci importa niente delle sensazioni personali di Di Pietro nel mentre svolge il suo ruolo di Ministro della Repubblica... non è serio per un ministro dire 'credo che questo faccia schifo' basandosi su impressioni personali e non portando specifici dati tecnici -relazioni, studi, ricerche, sondaggi - a sostegno delle sue tesi)

pelush
December 13th, 2006, 02:57 PM
Federico:
Se Alitalia trasfrisse la sua base di armamento a roma fallirebbe in tre mesi.
Se il 70% delle revenues è originato nel nord Italia (tenendo presente che Alitalia trascura il veneto e il friuli) Alitalia non può fare a meno di questo mercato.
Concentrandosi a Roma lo perderebbe tutto, perchè più nessuno del nord andrebeb mai a cambiare aereo a Roma, sia per ragioni di campanilismo, sia per ragioni di efficienza (cambiarea FCO è un INCUBO), sia perchè Roma è fuori direzione per qualsiaisi località.
Dato che siamo nell'emisfero boreale le rotte vanno verso nord, pertanto gli HUB devono stare a Nord.

PANORMUS
December 13th, 2006, 04:24 PM
Federico:
Se Alitalia trasfrisse la sua base di armamento a roma fallirebbe in tre mesi.
Se il 70% delle revenues è originato nel nord Italia (tenendo presente che Alitalia trascura il veneto e il friuli) Alitalia non può fare a meno di questo mercato.
Concentrandosi a Roma lo perderebbe tutto, perchè più nessuno del nord andrebeb mai a cambiare aereo a Roma, sia per ragioni di campanilismo, sia per ragioni di efficienza (cambiarea FCO è un INCUBO), sia perchè Roma è fuori direzione per qualsiaisi località.
Dato che siamo nell'emisfero boreale le rotte vanno verso nord, pertanto gli HUB devono stare a Nord.

Scommetto Pelush che non sei ne Palermitano ne Barese e nemmeno Romano! Beh non ti parlo invece dei meravigliosi ed agevoli cambi che si fanno a MPX oppure dei bagagli che si perdono, ect...

Federicoft
December 13th, 2006, 05:17 PM
Federico:
Se Alitalia trasfrisse la sua base di armamento a roma fallirebbe in tre mesi.


Non vorrei crearti problemi, ma la base di armamento di Alitalia è Fiumicino. Da circa quarantacinque anni, perché prima era Ciampino.
Sul resto si è parlato ad nauseam in questo thread (a proposito, sarebbe anche ora di aprirne uno nuovo), e se hai pazienza troverai risposta a tutte le questioni che hai posto.

PANORMUS
December 13th, 2006, 05:21 PM
ed aggiungo che è giusto che l'headquarter dell'Alitalia si trovi a Fiumicino, visto che si trova a Roma, che è la capitale dell'Italia ed uno scalo a Roma non fa mai male!!

edo-padova
December 13th, 2006, 05:29 PM
ed aggiungo che è giusto che l'headquarter dell'Alitalia si trovi a Fiumicino, visto che si trova a Roma, che è la capitale dell'Italia ed uno scalo a Roma non fa mai male!!


tante compagnie .. hanno headquarter diverso dalla Capitale politica in genere lo fanno dove ci sono i piccioli o nella capitale economica ... Lufthansa(Francoforte e non Berlino) , Swiss (Zurigo e non Berna), KLM (Amsterdam e non l'aia), Delta (Atlanta e non Washington),Qantas,Air Canada,Canadian,Northwestern,Varig,USair,New Zealand,South African etc. etc etc etc...

IoMoi
December 13th, 2006, 05:39 PM
Federico:
Concentrandosi a Roma lo perderebbe tutto, perchè più nessuno del nord andrebeb mai a cambiare aereo a Roma, sia per ragioni di campanilismo, sia per ragioni di efficienza (cambiarea FCO è un INCUBO), sia perchè Roma è fuori direzione per qualsiaisi località.
Dato che siamo nell'emisfero boreale le rotte vanno verso nord, pertanto gli HUB devono stare a Nord.

Roma è fuori direzione per qualsiaisi località....?? :ohno:

siamo nell'emisfero boreale le rotte vanno verso nord, pertanto gli HUB devono stare a Nord ...? :ohno:

perchè più nessuno del nord andrebeb mai a cambiare aereo a Roma, sia per ragioni di campanilismo,.... ECCO IL TUO VERO MOTIVO :lol: il campanilismo !!

Senza dubbi ci posso essere tanti motivi per rendere Malpensa l'HUB dell'Alitalia .... ma non mi sembra proprio tu sia la persona più adatta, competente e oggettiva di questo forum :lol:

Federicoft
December 13th, 2006, 05:43 PM
KLM (Amsterdam e non l'aia)

Ma la capitale dell'Olanda è Amsterdam!

GENIUS LOCI
December 13th, 2006, 05:47 PM
Sul resto si è parlato ad nauseam in questo thread (a proposito, sarebbe anche ora di aprirne uno nuovo)Concordo per la nausea e per il thread nuovo.. (non mi ero accorto che qui avevamo di gran lunga superato i 500 post :tongue3: )

Eleinad
December 13th, 2006, 05:47 PM
Ma la capitale dell'Olanda è Amsterdam!

Ma la sede del Governo è L'Aia. 1 a 1 palla al centro.

GENIUS LOCI
December 13th, 2006, 05:50 PM
Thread chiuso :lock:

eccone uno nuovo-nuovno http://skyscrapercity.com/showthread.php?t=419837