View Full Version : Alitalia
Eleinad
January 21st, 2006, 02:57 PM
Le assemblee dei lavoratori continuano a fino alle 24 di domenica Alitalia: lunedì altre 24 ore di sciopero Ritardi e cancellazioni negli aeroporti di Linate e Fiumicino. Disagi anche a Malpensa
ROMA - Scioperi e manifestazioni: all’aeroporto di Fiumicino la protesta dei dipendenti Alitalia sale d’intensità. Giovedì sono stati cancellati decine di voli. Ieri ancora disagi e caos: assemblee, presidi ai varchi presidiati dagli agenti, occupazione dei binari che collegano Roma all’aerostazione, ritardi, altri voli cancellati, rapporti sempre più tesi tra sindacati e l’Alitalia, divisioni e tensione anche sul fronte sindacale. E oggi la compagnia prevede la cancellazione di 130 voli. La vertenza Alitalia si complica in uno stillicidio di agitazioni. La serie di giornate nere per il trasporto aereo sembra non finire: le proteste, che si sarebbero dovute concludere nel pomeriggio di ieri, continueranno oggi e domani. E per lunedì i sindacati hanno annunciato un altro stop. Se ieri l’azienda è riuscita a contenere i disagi e alla fine sono stati pochi i passeggeri rimasti a terra, la situazione resta incerta per i prossimi giorni. Lo sciopero del 23, per Antonio Martone, presidente della commissione di garanzia, viola le regole del preavviso minimo di dieci giorni e dell’intervallo minimo rispetto allo sciopero di giovedì.
La segnalazione di Martone ha indotto i piloti a rispettare le regole: lunedì decolleranno ma si fermeranno il 4 marzo. Ma lunedì si fermeranno hostess, steward e personale di terra. Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno indetto le nuove proteste (Anpac, Avia e Anpav hanno deciso di non aderire), hanno dichiarato guerra ai vertici dell’azienda. Accusandola anche di mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri. I sindacati, che chiedono un nuovo piano industriale, sono intenzionati ad andare avanti fino a quando il governo non li convocherà. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, preoccupati per la crescente tensione, hanno ripetuto la richiesta al sottosegretario Gianni Letta. A chiedere l’intervento del governo è anche il sindaco di Roma Walter Veltroni. Un primo segnale è venuto dal ministro della Funzione pubblica. Mario Baccini ha detto «di essere solidale con i lavoratori dell’Alitalia in sciopero» e che porterà il dossier Alitalia al Consiglio dei ministri di martedì, anche se per il ministro del Welfare Maroni «la crisi Alitalia è senza fine».
«Il governo ha fatto molte cose, ma non può intervenire finanziariamente perché la Ue lo vieta», ha spiegato Maroni. Non molti i voli cancellati ieri, ma la giornata all’aeroporto è trascorsa in un clima di caos e tensione. Poco dopo le 17 oltre un centinaio di lavoratori Alitalia ha occupato la sede dei binari in prossimità dell'ingresso della stazione ferroviaria. Un treno è stato fermato a circa ottocento metri della stazione e alcune decine di passeggeri, bagagli al seguito, hanno percorso
Lavoratori Alitalia a Fiumicino (Ansa)
a piedi l’ultimo tratto. La Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Up, in una lettera inviata all’ente per l’aviazione civile (Enac), hanno accusato l’Alitalia di non rispettare gli standard di sicurezza per la partenza degli aerei. Dura la replica dell’Alitalia che ha diffidato i sindacati e ha minacciato querele. Confermato per giovedì prossimo lo sciopero di 24 ore del personale addetto alla circolazione dei treni proclamato da Filt-fit, Uilt-fast, Ugl, Orsa. Lo stop inizierà alle 21 di giovedì 26 gennaio per concludersi alle 21 di venerdì 27. L’azienda ricorda che potranno subire variazioni anche i treni in partenza prima dell'inizio dello sciopero e invita pertanto a fare le opportune verifiche.
Giulio Benedetti
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/20/alitalia.shtml
Eleinad
January 21st, 2006, 03:08 PM
Aerei fermi forse fino a martedì Alitalia: verso blocco totale flotta I voli cancellati oggi potrebbero essere il doppio rispetto ai previsti 130. I sindacati: «Situazione in progressivo peggioramento»
ROMA -L'intera flotta Alitalia rischia di rimanere bloccata da sabato fino a martedì prossimo. È quanto prevedono i sindacati che hanno indetto la mobilitazione ad oltranza fino allo sciopero di 24 ore di lunedì. «Oggi le cancellazioni saliranno a circa 200 e da stasera tutti gli aerei Alitalia rischiano di rimanere a terra perchè la compagnia non ha più personale per fare i controlli tecnici indispensabili per far partire gli aerei» dice all'ANSA il coordinatore del settore trasporti della Cgil, Mauro Rossi. Secondo il sindacalista «Alitalia non può più contare sul sostegno dei tecnici delle compagnie straniere che ormai lavorano ininterrottamente da 48 ore».
MOBILITAZIONE - I sindacati di categoria protestano contro le condizioni di lavoro ritenute insostenibili, contro l'introduzione di lavoratori precari e per ottenere aumenti salariali. Inoltre chiedono all'azienda una discussione sullo stato della compagnia e le sue strategie dopo l'aumento di capitale. «Prendiamo atto con soddisfazione leggendo il sole 24 ore che l'allarme sui conti lanciato da tempo dal sindacato vede la luce pubblica su documenti aziendali. Quei dati -sottolinea- sono gravissimi in special modo perchè segnano un trend in progressivo peggioramento. Ora finalmente si smetterà con le smentite che nascondono la verità. Piuttosto ci domandiamo come Governo e Consiglio di Amministrazione possano aver sottovalutato questi dati».
«Bisogna fare presto ed invertire la rotta per il salvataggio di Alitalia» continua il sindacalista che torna a chiedere «un tavolo di verifica a Palazzo Chigi, un piano industriale che guardi alla produzione, un credibile progetto e strategia di ricavi, manager (magari pagati in proporzione ai risultati e non investiti come oggi da una pioggia di denaro) in grado di portare avanti la sfida competitiva del Gruppo, per cui i lavoratori stanno facendo enormi sacrifici».Ieri la Commissione di garanzia sullo sciopero ha bocciato la protesta proclamata per il 23 affermando che viola le regole, che richiedono un preavviso minimo di dieci giorni e un intervallo minimo con riferimento allo sciopero effettuato il 19.
INFORMAZIONI - I passeggeri possono chiedere informazioni sui voli Alitalia al numero verde 800 650 055 oppure sul sito www.alitalia.com.
21 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/21/alitalia.shtml
E questa compagnia vorrebbe comprare anche Volare http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=306790 ? Ma come dice Cossiga la lasciassero fallire!
Eleinad
January 22nd, 2006, 04:56 PM
Alle 11.30 già quasi 50 voli a terra Alitalia: annullato lo sciopero di domani Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Unione Piloti hanno sospeso l'agitazione prevista per lunedì in vista dell'incontro di mercoledì con il Governo.
ROMA - Continuano i disagi per chi deve viaggiare in aereo, ma si apre uno spiraglio nella trattativa Alitalia. Mentre a Fiumicino il coordinamento sindacale di Cgil, Cisl, Uil, Ugl ed Unione Piloti ha deciso di sospendere lo sciopero di domani dopo la convocazione a Palazzo Chigi decisa dal governo per mercoledi prossimo, sono diversi i voli della compagnia cancellati. Al Leonardo Da Vinci, di Roma, già in mattinata diversi voli sono stati cancellati, (44 secondo Alitalia, alle 11.30, diventati 89 poche ore dopo, con una previsione di 120 annullamenti per l'intera giornata) sia in partenza che in arrivo. Tra le rotte soppresse in partenza: Parigi, Londra, Atene, Barcellona, Catania, Linate, Torino, Trieste, Ginevra, Palermo, Nizza, Malta, Genova.
«Le organizzazioni sindacali - ha sottolineato Claudio Genovesi, segretario della Fit-Cisl - hanno confermato le assemblee permanenti e i presidi dei lavoratori come elementi di pressione affinchè il governo prenda assunzioni di responsabilità. Lo sciopero di domani è sospeso a seguito delal convocazione del governo e delle considerazioni del prof. Martone, della commissione di garanzia».
SCIOPERO REVOCATO - L’orientamento dei vertici, riferivano fonti sindacali già in mattinata, era quello di revocare lo sciopero. Tuttavia una decisione in questo senso non era assolutamente scontata. Nel frattempo, prosegue la mobilitazione dei lavoratori con i conseguenti disagi per i passeggeri. Ieri, secondo dati della compagnia, erano stati cancellati 66 voli. Per questa sera, prevedevano ieri i sindacati, nel caso in cui le proteste dovessero proseguire, non viene escluso il blocco totale della flotta.
ALEMANNO: GESTO DI RESPONSABILITA' - «È molto importante che i sindacati abbiano deciso di revocare lo sciopero. È un gesto di responsabilità e una corretta risposta alla convocazione del Governo per mercoledì». Lo ha detto il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno, dopo la sospensione delle agitazioni da parte dei dipendenti della compagnia aerea. «Ci auguriamo - ha aggiunto il ministro - che i rappresentanti dei lavoratori giungano al tavolo con proposte costruttive e concrete per contribuire al rilancio dell'azienda con uno spirito di partecipazione. Alitalia si salva se tutti gli attori, governo, dirigenza e sindacati, si assumono la responsabilità di un'azione convergente». «Gli uccelli del malaugurio che da tanto tempo tifano per la morte di Alitalia - ha concluso il ministro - possono essere sconfitti non con la demagogia o l'assistenzialismo, ma con un piano industriale competitivo e partecipato».
22 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/22/alitalia.shtml
Eleinad
January 22nd, 2006, 04:57 PM
Caso Alitalia Realismo già in fumo. Attenti al rogo finale La condotta di questi giorni è irresponsabile perché allontana l'unica prospettiva concreta di azione, senza avvicinare alternative più gradite.
Simili ai mitici lemming e guidati dallo stesso istinto, sindacati e dipendenti di Alitalia si suicidano in massa gettandosi dalle rupi in mare. Essi credono che uno Stato che ha bruciato tanti miliardi di euro nella fornace Alitalia sia vittima della coazione a ripetere il proprio comportamento. Troppe volte il contribuente ha già salvato la compagnia, questo è vero.
Ma chi pensa che il fuoco delle banconote scalderà ancora a lungo la scena sbaglia i conti, e di grosso. Ci si dimentica che a seguito dell'aumento di capitale recente, lo Stato è sceso sotto il 50%. Ciò perché gli investitori istituzionali, per lo più esteri, hanno sottoscritto le nuove azioni, in quanto convinti dallo Stato che la compagnia è avviata sulla strada del risanamento.
Ora sindacato e dipendenti, sempre più staccati dalla realtà, smentiscono fragorosamente queste rassicurazioni, continuando a ignorare, nel caso Alitalia, una lunga tradizione di realismo, visto all'opera giusto due giorni fa nella firma del contratto dei metalmeccanici.
Alla radice dell'inasprimento della vertenza sembra esserci l'intenzione di Cimoli, amministratore delegato della compagnia, di far svolgere all'esterno del gruppo, in outsourcing, tutta una serie di attività, come la manutenzione, che ancora si fanno all'interno. Questa forte integrazione verticale è il residuo di un tempo che fu e che non tornerà, irrigidisce la gestione e causa sprechi, rendendo ancor più difficile il risanamento: solo compagnie aeree di ben altre dimensioni, e con un parco velivoli più omogeneo, possono permettersi il lusso della manutenzione interna. Non certo Alitalia.
Se gli investitori entrati nel capitale dovessero vedere i loro euro andare in fumo, insieme a questo ennesimo falò andrebbe bruciata per anni qualsiasi possibilità per Alitalia: i privati sentirebbero nell'aria l'acre odore della perdita e si guarderebbero dal ripetere l'errore. La strada del fallimento e della rinascita dalle ceneri di un nuovo soggetto, libero dai vincoli contrattuali del passato, è stata seguita per Sabena e Swissair; a chi crede che Roma sia ancora caput mundi e al più si spinge a Fiumicino, quella strada parrà remota, ma ancor più lo è una rinazionalizzazione che, anche volendo, ci sarebbe preclusa dall' Unione Europea. Checché ne pensino i nostalgici, Alitalia ha davanti a sé una sola strada: rimettere ordine al proprio interno, raggiungendo finalmente un assetto di volo sostenibile. Con conti economici e situazioni finanziarie in ordine, e senza burrasche sullo schermo radar, essa potrà presentarsi come partner credibile ad un'alleanza internazionale, forse con Air France/Klm, forse con altri. L'acquisto di Volare serve a perseguire questa via, riducendo i costi e portandoli in linea.
La condotta di questi giorni è irresponsabile perché allontana l'unica prospettiva concreta di azione, senza avvicinare alternative più gradite. Ameno che le menti (…) della protesta non mirino ad altro: forse a spingere il governo a cacciare Cimoli, forse a tirare in lungo la vertenza così da poter discutere domani magari con un governo di centrosinistra. Sarebbe un errore di calcolo, certo non il primo, ma gravissimo. A parte il fatto che la compagnia non potrebbe sopportare il perdurare del conflitto oltre le elezioni, un nuovo governo di centrosinistra non vorrà assolutamente apparire cedevole rispetto a richieste sindacali che scaturissero dal perdurare per mesi di una vicenda così irragionevole.
Se poi dovesse fallire Cimoli, il suo successore bisognerebbe cercarlo con la lanterna di Diogene. Quale manager con una reputazione da difendere, infatti, accetterebbe di subentrare a un altro cui il governo, incapace di resistere alle lobby organizzate, ha tagliato l'erba sotto i piedi? Dovrebbe pensarci bene il governo, che incontra i sindacati il 25 gennaio, con il viatico della pelosa «solidarietà» del ministro Baccini agli scioperanti.
Chi invece volesse sostituire Cimoli con figuranti disposti a proseguire la tragica farsa di questi giorni, ne troverebbe a iosa. Le menti della protesta si potrebbero allora accomodare in platea, a godersi lo spettacolo del rogo finale.
Salvatore Bragantini
22 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/01_Gennaio/22/bragantini.shtml
Epicurion
January 23rd, 2006, 10:50 AM
Intervista al ministro del Welfare: "Non sarebbe un dramma
Bisogna rifondare la compagnia, farne un'azienda più snella"
Maroni: se si va avanti così sarà inevitabile il fallimento
di LUCIO CILLIS
Il ministro Maroni
ROMA - "La "nuova" Alitalia che potrebbe rinascere da un fallimento, non rappresenta un dramma. Semmai, è l'incertezza che crea un dramma". Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, prenota un posto in prima fila all'incontro che mercoledì prossimo metterà di fronte sindacati di Alitalia e il governo. Un posto scomodo, certo, con il ministro che punta a scuotere il dibattito dalle sue fondamenta e a mettere sul tavolo una carta a sorpresa.
Ministro Maroni, le sue sono parole forti che probabilmente non troveranno i sindacati pronti ad accoglierle a braccia aperte, non pensa?
"Guardi, qui bisogna fare un po' di chiarezza. Da parte del governo non c'è alcuna "apertura", soprattutto se si pensa di risolvere l'ennesima puntata della crisi chiedendo soldi. Questo, infatti, è un capitolo chiuso: Bruxelles ci ha messo nel mirino e attende un qualunque passo falso dopo aver dato un via libera sofferto al prestito ponte. Oggi, quindi, non ci sono più margini per trattare e parlare di denaro. Gli assegni sono finiti e il "conto corrente" ce l'ha chiuso la Ue. Per questo vorrei evitare di far nascere delle illusioni: i sindacati ci hanno chiesto un incontro e noi abbiamo accettato. Niente di più".
Di qualcosa dovrete pur parlare. Ad esempio del futuro della compagnia, del destino dei suoi dipendenti, del piano industriale e della sorte di Cimoli, ormai in rotta di collisione col sindacato. Sono questioni che vi verranno poste mercoledì prossimo.
"Non compete certo al governo entrare nei dettagli del piano industriale. Alitalia è una società per azioni quotata, lo Stato è azionista al di sotto del 49 per cento e le scelte sono affidate al management. Temo, quindi, che il sindacato voglia allungare i tempi".
Cioè?
"Visto che il piano industriale così com'è non piace ai sindacati, questi intendono chiedere all'esecutivo di intervenire e di bloccarlo, sfiduciando di fatto il vertice e quindi Cimoli, in modo da guadagnare qualche mese e tirare avanti. Una scelta sbagliata, sottolineo, che in prospettiva non farà altro che portare Alitalia dritta verso il fallimento".
Lei, dunque, dà piena fiducia al vertice della compagnia e a Cimoli?
"Io do fiducia a questo management, anche se ho criticato più volte Cimoli. Quello delle associazioni di categoria resta però, a mio avviso, un attacco strumentale: dietro la protesta si cela il tentativo di tornare al passato, ai tempi dell'Iri. Io sarò al tavolo mercoledì proprio per vigilare e seppellire certe tentazioni...".
Una posizione decisa la sua: la replica del sindacato potrebbe rivelarsi altrettanto dura, con nuove e più pesanti proteste.
"Se questa è la strada che si vuol seguire, si accomodino pure. Ma con le agitazioni non si va molto lontano: alla fine di questo percorso si entra dritti in tribunale con i libri contabili, si va al fallimento di Alitalia. E i sindacati dovranno assumersene in pieno la responsabilità. Personalmente, poi, non penso nemmeno che il fallimento sia una fatto così negativo. Non è certo un dramma...".
In che senso, ministro?
"Nel senso che per far rinascere una compagnia in crisi e farla competere davvero sul mercato, c'è bisogno di rifondarla. Ricostruirla dalle fondamenta, rendendola più snella, magari puntando a sinergie con vettori più piccoli e coinvolgendo in questo rilancio direttamente le Regioni, penso a Lazio e Lombardia, che hanno gli scali più importanti nel nostro Paese. Se al tavolo di mercoledì, al quale saranno presenti solo sindacati e governo, si vorrà discutere anche di alternative coraggiose, allora potremo avviare un dialogo costruttivo. Se Alitalia continua di questo passo, perdendo quote di mercato e passeggeri, bloccando i voli come sta accadendo in queste ore, si andrà inevitabilmente incontro alla chiusura".
Ma ai lavoratori che potrebbero perdere il posto di lavoro ci ha pensato?
"Porte aperte su questo punto. Potremmo mettere in campo dei sostegni al reddito, come per la Fiat. Insomma, di sistemi per salvaguardare i dipendenti di Alitalia, ci sono, il governo ha ampia autonomia e margine di manovra. Occorre però prendere certe decisioni in fretta: non ostiniamoci a difendere l'indifendibile".
(23 gennaio 2006)
http://www.repubblica.it/images/loghi/l_economia.gif (http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/alitalia1/alitalia1/alitalia1.html)
Epicurion
January 23rd, 2006, 10:55 AM
qui fiumicino:
Alitalia: le proteste negli scali e le risposte del governo
Alemanno: «Verifica su Cimoli»
Secondo il ministro delle Politiche agricole «è necessario salvaguardare l'azienda»
ROMA - Ministro Alemanno, il suo partito, Alleanza nazionale, si è sempre molto occupato di Alitalia. Oggi per la compagnia è di nuovo emergenza. Come è possibile? «Un attimo, c’è bisogno di approfondire. Le rivendicazioni sindacali in questo caso non sono soltanto a tutela dei diritti dei lavoratori. Il problema ruota intorno al rispetto del piano industriale e le accuse dei sindacati sono molto specifiche: riguardano Cimoli e la sua gestione».
Quindi sono richieste legittime?
«Lo vedremo. Non è che i sindacati debbano sempre avere torto. Nel caso specifico, non mi pare che stiano giocando ad appesantire una situazione già difficile. Sono consapevoli delle difficoltà dell’azienda».
Quindi cosa succederà a palazzo Chigi mercoledì, quando vedrete i sindacati?
«In quella sede esamineremo le rivendicazioni sindacali e se fossero corrette sarebbe la posizione di Cimoli a essere messa in discussione».
Anche se finora il manager avesse fatto del suo meglio?
«Cimoli si è impegnato: è riuscito a trovare le risorse dell’aumento di capitale. Adesso però bisogna esaminare le responsabilità nell’attuazione del piano industriale».
La Lega non esita a dire che sarebbe meglio fare fallire la compagnia. Che ne dice?
«Che è una follia. Un’impresa va lasciata fallire se non ha un prodotto e un mercato. Se invece è stata solo vittima di una cattiva gestione di molti anni, allora va salvata. Il nostro Paese punta molto sul turismo per risollevare il Pil e una compagnia di bandiera è indispensabile a questo scopo».
Le sembra corretto, in una situazione ancora difficile, che Alitalia acquisti un’altra compagnia, nel caso specifico Volare?
«Questa è una delle critiche rivolte a Cimoli da verificare».
La scelta di Cimoli per Alitalia nacque da un patto Tremonti-Fini la cui regola principale fu l’estromissione dei partiti dalla gestione. È una regola ancora valida?
«Cimoli ai tempi si presentava come uno dei manager più accreditati nel campo dei trasporti. Certo però il trasporto aereo ha un suo specifico molto tecnico, la cui gestione può creare problemi anche al manager più bravo».
Si parlerà anche di questo nel prossimo consiglio dei ministri?
«Non vorrei però che su Cimoli si creasse una sorta di braccio di ferro: il partito dei favorevoli e quello dei contrari. Sarebbe la botta finale per Alitalia».
Ma un cambio ai vertici nella compagnia è da escludere o no?
«La richiesta di cambiare Cimoli non parte dalla politica: per i sindacati è condizione per salvare l’azienda. Vedremo. Intanto però bisogna ristabilire un clima di coesione che non c’è più. Al momento tra Cimoli e i sindacati c’è una profonda frattura».
È possibile che Cimoli resti e gli venga affiancato un esperto del settore in un ruolo operativo?
«È una possibilità. An, e io personalmente, vigileremo sulla situazione e cercheremo di risolverla in pochi giorni».
Antonella Baccaro
23 gennaio 2006
...qui malpensa:
La crisi della compagnia di bandiera e i disagi
Calderoli: «Alitalia può anche fallire»
«La protesta è selvaggia e fuori dalle regole»
ROMA — Ministro Calderoli (nella foto), il partito cui appartiene, la Lega, non ha mai risparmiato critiche ad Alitalia. Che idea si è fatto della vertenza riesplosa in questi giorni?
«Purtroppo quella che si sono fatti gli utenti della compagnia: pessima. Ora, mercoledì c'è questo incontro voluto dal governo a palazzo Chigi. Vedremo».
I sindacati chiedono che il governo intervenga per far rispettare al manager gli accordi che tutelano l'unitarietà dell'azienda. Come la vede?
«Penso che sia ora che i sindacati addivengano a più miti consigli e facciano dei sacrifici».
Dicono di averli già fatti: in fondo hanno concesso una riduzione del 30% sul costo del lavoro.
«Quello che vedo sono cittadini che pagano senza ottenere il servizio dovuto. Il problema dei sindacati è la loro "forma mentis": sono abituati a chiedere. E per farlo scioperano».
Scioperare è legittimo. Non crede?
«Sì, ma qui siamo persino in presenza di una protesta selvaggia, fuori dalle regole. Anche l'immagine dell'azienda ne esce a pezzi».
La responsabilità è tutta dei lavoratori, o anche gli attuali vertici, arrivati nel maggio 2004, hanno colpe?
«L'amministratore delegato Giancarlo Cimoli ha avuto un compito difficile da portare a termine e ha fatto abbastanza bene. Non direi che il problema sia cambiare il manager».
Ma come, sulla «Padania», il giornale della Lega, ieri il titolo d'apertura era «Mandiamoli a casa», riferito ai manager di Alitalia e Fs, con tanto di foto...
«Sì, ma quello che vogliamo dire è che in un momento in cui s'impone un certo rigore, le regole devono valere per tutti. Non è più consentito ad Alitalia chiedere aiuto al governo: non possiamo più intervenire».
Quindi cosa intendete fare mercoledì a palazzo Chigi?
«L'unico ruolo che possiamo avere è quello di mediazione».
C'è qualcuno che consiglia al governo di non fare neanche quello e di lasciare fallire Alitalia.
«Farla fallire? Se la situazione è tale per cui ogni volta devono venire a Canossa a chiedere aiuto, allora forse è meglio».
Il Tesoro ci ha appena messo una bella cifra nell'aumento di capitale...
«Sì, ed è l'ultima volta che lo può fare. Poi se la compagnia sta in piedi, bene. Se invece deve bruciare solo risorse, che vada incontro al suo destino».
Il governo avrebbe sbagliato investimento in questo caso. Non crede?
«Che il governo non dovesse metterci altri soldi noi lo abbiamo detto dai tempi del "prestito-ponte". E mi sembra che i fatti ci stiano dando ragione: la compagnia va salvata solo se fa il suo dovere. Che è erogare servizi».
Intanto Alitalia sta comprando Volare.
«Appunto. Sono molto perplesso: Alitalia ha lavoratori in cassintegrazione e acquista un'altra compagnia? E poi che fa, mette in cassintegrazione anche questi altri?».
Ma se eravate voi a sostenere l'integrazione tra Alitalia e Volare.
«Non mi risulta. Noi siamo sempre stati attenti ad assicurare che Volare continuasse a operare. E la soluzione Alitalia non mi pare lo garantisca».
Antonella Baccaro
23 gennaio 2006
Copyright 2005 © Rcs Quotidiani Spa
:no:
blimey
January 23rd, 2006, 11:00 AM
Why does the Pope kiss the land whenever he comes to a country? Because he flies with Alitalia!!
Camaway
January 23rd, 2006, 12:32 PM
Why does the Pope kiss the land whenever he comes to a country? Because he flies with Alitalia!!
You are sorely wrong. The pope is never afraid to fly Alitalia as he knows the plane is not going to take off anyway.
Falcon83
January 23rd, 2006, 01:21 PM
prevedo un ritorno di Gruber in grande stile.
GENIUS LOCI
January 23rd, 2006, 02:50 PM
Gruber... dove sei?
Eleinad
January 23rd, 2006, 10:28 PM
«Ma ci sono buone prospettive per creare una struttura nuova» Maroni: se Alitalia non ce la fa, può fallire Il ministro del Welfare: «Se Alitalia non ha la forza per competere, è destinata a portare i libri in tribunale»
ROMA - «Se Alitalia non ha la forza per competere, per trovare al suo interno le risorse, è destinata a portare i libri in tribunale, dopodiché la preoccupazione del governo saranno i posti di lavoro, come sempre: ci sono, io credo, buone prospettive per creare una struttura nuova». Così, il ministro del Welfare, Roberto Maroni, è tornato sulla situazione della compagnia di bandiera, dopo aver parlato di rischio fallimento. «Non so bene cosa mercoledì ci chiederanno i sindacati - ha ribadito il ministro leghista, conversando coi giornalisti a Varese -. La mia impressione è che qualcuno a Roma pensa che Alitalia sia una cosa che deve sopravvivere a prescindere e che il governo ha l'obbligo di sostenere sempre e comunque: non è così, non può essere così».
23 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/23/maroni.shtml
Eleinad
January 23rd, 2006, 10:30 PM
Per martedì la compagnia prevede ancora ritardi e fino a 250 voli cancellati Alitalia, cancellati 225 voli. Crollo in Borsa La compagnia invita a chiamare il numero verde prima di andare in aeroporto. Tonfo del titolo che arriva a perdere il 8,84%
ROMA - Come previsto, la settimana si apre con una nuova giornata di difficoltà per i viaggiatori sui voli Alitalia. Fino alle 19 di lunedì sono stati cancellati 225 voli rispetto alle 250 cancellazioni stimate per la giornata sull'intera rete e per martedì la compagnia prevede ritardi e stima fino a 250 cancellazioni di voli. Pochi i passeggeri in fila ai banchi d'informazione. Ma qualcuno c'è, ed è infuriato: «Ieri sera ho sentito al telegiornale che lo sciopero era sospeso - ha detto un viaggiatore, Rodolfo Corinto, di Roma - ero convinto allora che il mio volo per Mosca, questa mattina, fosse in piedi, invece niente. Ora cerco un posto sul primo volo utile o su un'altra compagnia. Rischia di saltare un impegno di lavoro, da Mosca dovevo proseguire subito per Samara con un volo interno».
NUMERO VERDE - La compagnia invita l'utenza a contattare preventivamente il numero verde Alitalia 800.650055 per verificare lo status del volo prima di recarsi in aeroporto. Sono previsti per l'intera giornata, per «il protrarsi di iniziative sindacali illegittime», numerosi ritardi e cancellazioni. Dinanzi ai varchi d'ingresso alle officine, proseguono i presidi con una presenza complessiva, nel primo mattino, al momento, di circa 200 lavoratori.
A PICCO IN BORSA - La situazione intanto si ripercuote in maniera pesante in Borsa: peggiorano infatti ulteriormente i titoli Alitalia a Piazza Affari, con una perdita dell'8,84% ( ■ Quotazione http://perinvestire.corriere.it/quotazioni/dettaglio.aspx?tfs=1151&n1=1&mrk=-2 ).
23 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/23/alitalia.shtml
taurus
January 24th, 2006, 01:22 AM
..speriamo sia la volta buona..
Eleinad
January 24th, 2006, 11:54 AM
Dopo le 225 cancellazioni di ieri, anche oggi forti disagi
A Fiumicino check-in deserti, decine di cancellazioni
Alitalia, Berlusconi contro gli scioperi
"Manu militari con chi si oppone"
Borsa, il titolo in netto rialzo in seguito alle parole del premier
"necessario attuare il piano Cimoli". Ieri era sceso dell'8,84%
ROMA - Intervento "manu militari" contro i lavoratori dell'Alitalia in sciopero. Lo dice il premier Silvio Berlusconi intervenendo a "Radio anch'io" su tutti i temi caldi della politica e dell'economia.
Dopo aver parlato della data delle elezioni e del riscaldamento da ridurre, il premier ha attaccato l'agitazione Alitalia: "C'è una situazione difficile. C'è da fare un intervento deciso, addirittura manu militari nei confronti di coloro che si oppongono... Credo si dovrà forse arrivare...". Poi frena: "Cerchiamo di evitarlo perchè poi possono succedere tragedie". Comunque, rivendica il premier, su Alitalia "l'attenzione del governo è assoluta". Però, insiste, "chi oggi sciopera, soprattutto i sindacati della sinistra e alcuni partiti della sinistra come Prc, non tengono conto del diritto dei cittadini".
E sulla privatizzazione della compagnia il premier ha sottolineato che "non risolverebbe nulla, gli scioperi selvaggi continuerebbero". Secondo Berlusconi quella di Alitalia è una situazione molto difficile, "anche perchè è difficile mettere insieme le idee di tutte le forze politiche della coalizione. Alitalia ha avuto meritatamente un aumento di capitale e non è possibile non attuare il piano di Cimoli", altrimenti bisognerebbe "restituire i capitali" agli imprenditori che hanno investito.
Quella appena cominciata è un'altra giornata difficile.
Continuano le assemblee permanenti e il risultato, se possibile, è ancora più devastante. Gli aerei sono ormai quasi tutti a terra a causa della mancata manutenzione. Ieri sono stati cancellati 225 voli. Oggi sono prevedibili numeri analoghi se non superiori e la compagnia invita i passeggeri a contattare preventivamente il numero verde 800.650055 per verificare lo status del volo prima di recarsi all'aeroporto.
Nello scalo romano di Fiumicino le sale check-in sono praticamente vuote. Decine di voli dell'Alitalia sono stati cancellati ed i passeggeri vengono riprotetti su altri aerei con ritardi che vanno da una a cinque ore. Il personale della compagnia di bandiera spiega ai passeggeri che protestano per i ritardi che i problemi nascono "a causa dello sciopero selvaggio degli assistenti di volo".
"La situazione sostanzialmente non migliora - ha dichiarato Claudio Genovesi, segretario nazionale della Filt-Cisl - ma tende a peggiorare. Senza manutenzione ordinaria gli aerei non possono decollare". Anche secondo Mauro Rossi, segretario nazionale di Filt-Cgil, la giornata di oggi sarà "in linea con quella di ieri, forse leggermente peggiore".
Domani è in programma l'incontro tra governo e sindacati, ma le posizioni già espresse dal ministro del Welfare Maroni non fanno sperare in facili soluzioni e i disagi potrebbero durare ancora a lungo.
Intanto in Borsa si registra una inversione di rotta per Alitalia che dopo aver perso fino al 5% in avvio sale ora del 3,16% a 1,076 euro, dopo l'intervento di Berlusconi. Ieri sulle azioni della compagnia ieri si era scatenata la bufera con un'ondata di vendite che le hanno fatto perdere in Borsa fino al 10%. Al termine della seduta, e dopo che per tutta la giornata sono continuate a fioccare cancellazioni di voli, il titolo dell'aviolinea aveva perso l'8,67% con scambi sul 4% del capitale.
Sullo sfondo, oltre al caos nei cieli, la prospettiva del crack che continua ad essere paventato dal ministro del Welfare. Ma sulla possibile chiusura della compagnia il Presidente del Consiglio assicura: "non è facile pensare di fare una cosa del genere" dice Berlusconi che difende "l'orgoglio nazionale di avere una compagnia di bandiera" ed invita i dipendenti a comportarsi "come quelli dell'Air France", facendo meno scioperi, e contribuendo così a fare andare "le cose meglio".
(24 gennaio 2006)
http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/alitalia1/ancoracaos/ancoracaos.html
Epicurion
January 24th, 2006, 12:02 PM
Intanto è prevista per la giornata di oggi la cancellazione di altri 250 voli
«Su Alitalia serve intervento manu militari»
Berlusconi a Radio Anch'io: «C'è da fare un intervento deciso, addirittura manu militari nei confronti di coloro che si oppongono»
ROMA - Si arroventa il caso Alitalia. E il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi getta benzina sul fuoco. Sul caso Alitalia, di fronte ai tanti scioperi, «c'è una situazione difficile. C'è da fare un intervento deciso, addirittura manu militari nei confronti di coloro che si oppongono... Credo si dovrà forse arrivare...». Parola di Berlusconi che, durante la trasmissione «Radio Anch'io», affronta l'argomento sottolineando che «cerchiamo di evitarlo perchè poi possono succedere tragedie». Comunque, rivendica il premier, su Alitalia «l'attenzione del governo è assoluta». Però, insiste, «chi oggi sciopera, soprattutto i sindacati della sinistra e alcuni partiti della sinistra come Prc (veramente nel settore forte è la presenza di Ugl, ed inoltre AN si è schierata apertamente a favore degli scioperanti, n.d.E.), non tengono conto del diritto dei cittadini».
Ad avviso di Berlusconi la compagnia non va privatizzata (peccato che la privatizzazione sia proprio la condizione posta da Bruxelles per autorizzare il prestito ponte, n.d.E.): «Attraverso la privatizzazione non si risolverebbe nulla, gli scioperi selvaggi continuerebbero». È quanto afferma Silvio Berlusconi sulla situazione in Alitalia. «È una situazione molto difficile. Anche perchè è difficile mettere insieme le idee di tutte le forze politiche della coalizione. Alitalia ha avuto meritatamente un aumento di capitale e non è possibile non attuare il piano di Cimoli», altrimenti bisognerebbe «restituire i capitali» agli imprenditori che hanno investito. «Trovo giusto - continua il premier - che un Paese abbia una propria compagnia di bandiera. Dovremo seguire l'esempio della Francia. Il governo fa di tutto, oggi incontra i sindacati».
CANCELLATI 250 VOLI - Intanto è prevista anche per la giornata di oggi la cancellazione di circa 250 voli nell’intero network. La Compagnia di bandiera nazionale consiglia a tutti i passeggeri di informarsi presso il numero verde sullo stato dei voli odierni. Continuano i presidi dei sindacati che si prolungheranno fino alla giornata di domani quando il problema Alitalia sarà presentato a Palazzo Chigi. I lavoratori hanno sottolineato di essere profondamente dispiaciuti dei disagi che stanno provocando ai passeggeri aggiungendo che si tratta di un ’atto dovuto’. Intanto all’aeroporto di Fiumicino per adesso si registrano pochi utenti presso i banchi informazioni Alitalia e presso i check-in anche perché come spiegano gli addetti ai lavori, molte persone hanno preferito disertare i viaggi previsti per oggi o cambiare compagnia. Nella giornata di ieri si sono registrati nel tardo pomeriggio numerosissimi disagi, ma soprattutto tanta rabbia da parte dei passeggeri rimasti per ore nell’aerostazione ed in particolare i passeggeri che provenivano da voli internazionali i quali erano completamente ignari della situazione italiana.
24 gennaio 2006
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Eleinad
January 24th, 2006, 12:06 PM
24 gen 10:47
Alitalia: si' del ministero all'offerta per Volare
ROMA - Parere favorevole all'offerta di Alitalia per acquistare Volare e' stato espresso dal Comitato di sorveglianza del ministero delle Attivita' produttive. Ne da' notizia "Il Sole 24Ore". Ora manca solo il decreto del ministro Scajola per rendere ufficiale il via libera del ministero. (Agr)
Eleinad
January 24th, 2006, 04:06 PM
Intanto è prevista per la giornata di oggi la cancellazione di altri 250 voli Scioperi Alitalia, la procura apre un'inchiesta Si indaga per interruzione di pubblico servizio. Il premier: «Serve intervento manu militari contro chi si oppone al piano di rilancio»
ROMA - Si arroventa il caso Alitalia. E il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi getta benzina sul fuoco. Lo fa intervenendo ai microfoni di Radio Anch'io. Parlando degli scioperi degli ultimi giorni il premier ha detto che «c'è una situazione difficile. C'è da fare un intervento deciso, addirittura manu militari nei confronti di coloro che si oppongono... Credo si dovrà forse arrivare...». Berlusconi ha però sottolineato che «cerchiamo di evitarlo perchè poi possono succedere tragedie». Comunque, ha rivendicato il premier, su Alitalia «l'attenzione del governo è assoluta». Però, ha insistito, «chi oggi sciopera, soprattutto i sindacati della sinistra e alcuni partiti della sinistra come Prc, non tengono conto del diritto dei cittadini».
L'INCHIESTA - E proprio i diritti dei cittadini, ovvero l'interruzione di pubblico servizio, è all'origine dell'inchiesta giudiziaria aperta dalla procura della Repubblica di Civitavecchia, competente per la zona di Fiumicino. Il procedimento è stato aperto a seguito della cancellazione di numerosi voli a causa delle proteste del personale Alitalia. Al momento, non è stato adottato alcun provvedimento giudiziario. Nei prossimi giorni, le forze dell'ordine dovranno acquisire elementi conoscitivi da riferire alla magistratura, in relazione alle singole responsabilità degli scioperanti.
VOLI CANCELLATI - Nel frattempo, dei 250 voli stimati per oggi sull'intera rete AZ come probabili cancellazioni per il perdurare della mobilitazione dei lavoratori del Gruppo Alitalia, a Fiumicino fino alle ore 10, tra nazionali e internazionali, ne risultano soppressi già 30. Al «Leonardo da Vinci», dove i tre terminal risultano poco affollati e senza code di passeggeri ai check-in dell'Alitalia, proseguono intanto i presidi delle «tute verdi» davanti ai varchi di ingresso delle officine della Compagnia. Per ora, comunque, stando a quanto riferiscono le forze dell'ordine, non si registrano particolari problemi di ordine pubblico.
24 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/24/alitalia.shtml
Eleinad
January 25th, 2006, 02:18 PM
Previste circa 220 cancellazioni di voli sull'intera rete Alitalia, oggi incontro Governo-sindacati Alle 15 question time alla Camera sui livelli occupazionali e gli interventi di rilancio della compagnia. Presente anche Giovanardi
ROMA - Voli cancellati e file contenute ai banchi d'informazione di Alitalia. Nuova giornata di mobilitazione dei lavoratori della compagnia di bandiera, la settima consecutiva. Mentre si attende l'incontro, fissato alle 13 a Palazzo Chigi, tra governo e sindacati, all'aeroporto di Fiumicino vengono mantenuti i presidi: dalle 6.30 si sono alimentati i capannelli dei lavoratori davanti agli ingressi delle officine e degli hangar. Sfidano il freddo pungente ma sono decisi a mantenere ferma l'azione di protesta, in attesa delle notizie sull'esito dell'incontro tra i rappresentanti nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Up e il governo. Nelle aerostazioni i monitor di servizio segnalano in apertura di giornata già diverse cancellazioni di voli in partenza con la sigla AZ: fino alle 10, tra collegamenti nazionali e internazionali, se ne contano oltre una ventina. Tra le tratte soppresse, Atene, Barcellona, Catania, Torino, Trieste, Ginevra, Amsterdam, Parigi, Genova. La compagnia ha stimato per oggi, sull'intera rete, circa 220 cancellazioni. Solo a Fiumicino potrebbero saltare una novantina di collegamenti in partenza. L’Alitalia ricorda agli utenti che prima di raggiungere l’aeroporto è consigliabile consultare il numero verde 800.650055 o a il sito della compagnia www.alitalia.it per chiedere informazioni relative ai voli.
QUESTION TIME - Alle 15 il ministro del Welfare, Roberto Maroni, risponderà alla Camera a un'interrogazione sulle iniziative volte a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali di Alitalia. Anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, sarà presente per rispondere in merito agli interventi per il rilancio e lo sviluppo della compagnia e sulle iniziative del governo in relazione alle recenti agitazioni sindacali dei dipendenti.
MANIFESTAZIONE - Davanti a Palazzo Chigi è in programma una manifestazione dei lavoratori. «La Cub Trasporti - informa un comunicato sindacale - manifesta contro il progetto aziendale di smembrare l'Alitalia e vendere le attività di terra a terzi: un disegno industriale che Cimoli sta attuando dopo aver ottenuto la pace sociale e dopo la sottoscrizione degli accordi delle 9 sigle. I lavoratori che oggi come ieri si stanno mobilitando lo fanno affinché il personale di terra dell'Alitalia resti nella compagnia di bandiera».
25 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/25/alitalia.shtml
Eleinad
January 25th, 2006, 02:18 PM
Premier all'attacco «Caos Alitalia per oscurare il caso Unipol» L'atto d'accusa di Berlusconi ai sindacati: «Agitazione organizzata dalla sinistra per far dimenticare lo scandalo delle scalate»
ROMA - «Questi scioperi non nascono da soli, sono coordinati, organizzati. La sinistra si è trovata di fronte al problema dello scandalo Unipol e quindi è venuto fuori l'ordine generale: dimenticare Unipol».
SINDACATI NEL MIRINO - L'accusa è del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenuto a SkyTg24, che insiste: la sinistra «esalta ogni altra situazione per togliere via lo scandalo Unipol dai giornali». Sinistra che, insiste, «oggi è in gravissima difficolta di credibilità. Il velo di ipocrisia che la circonda e di cui era riuscita a coprirsi si è squarciato».
«MAI DETTO MANU MILITARI» - «Ho detto - spiega poi il premier riferendosi alle polemiche suscitate da alcune sue affermazioni di ieri - che non dobbiamo arrivare ad un intervento manu militari. Bisogna che i cittadini - prosegue il presidente del Consiglio- sappiano che se stanno a bivaccare in aeroporto la colpa è dei sindacati della sinistra».
LA DIFESA DI CIMOLI - Quanto alla situazione dell'Alitalia Berlusconi ha definito Giancarlo Cimoli «un ottimo amministratore», aggiungendo che la compagnia aerea «può andare bene e produrre utile». Quindi è tornato ad attaccare i sindacati: «si è deciso - ha spiegato il premier - il piano di ristrutturazione Alitalia firmato e sottoscritto da dipendenti e sindacati», poi «la Cgil si è accorta che una organizzazione diversa di Alitalia toglieva i cosiddetti manutentori al controllo dei sindacati».
25 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/25/alitalia.shtml
Tarchon
January 25th, 2006, 02:32 PM
Premier all'attacco «Caos Alitalia per oscurare il caso Unipol» L'atto d'accusa di Berlusconi ai sindacati: «Agitazione organizzata dalla sinistra per far dimenticare lo scandalo delle scalate»
Questa è proprio una stronzata degna di Berlusconi, mi ricorda tanto le caricature di Sabina Guzzanti.
Federicoft
January 25th, 2006, 03:26 PM
Premier all'attacco «Caos Alitalia per oscurare il caso Unipol» L'atto d'accusa di Berlusconi ai sindacati: «Agitazione organizzata dalla sinistra per far dimenticare lo scandalo delle scalate»
Uno scandalo che si stava sopendo da solo non essendo alimentato da alcun fatto?
Epicurion
January 25th, 2006, 03:30 PM
Questa è proprio una stronzata degna di Berlusconi, mi ricorda tanto le caricature di Sabina Guzzanti.come, vuoi dire che all'UGL (già sindacato del MSI) non sono comunisti??? e lo sanno tutti poi che i problemi Alitalia sono nati tutti nelle ultime settimane (dopo l'arresto di Fiorani)!!!
Epicurion
January 27th, 2006, 09:28 AM
INDISCRETO
Az service? Resta negli hangar
ROMA - ( a. bac. ) Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, l’ha detto anche ieri: «il piano Cimoli è l'unico modo per salvare» Alitalia. Dietro le quinte però il sottosegretario Gianni Letta, con i vertici di Alitalia e Fintecna, prepara la soluzione. Il piano, come richiesto da Tremonti, non viene toccato, ma solo «cristallizzato» per scavallare le elezioni. Il risultato si ottiene o allungando i tempi entro cui il cda di Az Service deve lanciare l’aumento di capitale a favore di Fintecna. Oppure impegnando lo stesso cda di Az Service a non eseguire per ora la delibera del 16 dicembre che fissava quell’aumento entro il primo semestre 2006.
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Epicurion
January 27th, 2006, 09:36 AM
Rinaldini: «La decisione alla firma del ministro Scajola». La compagnia ha 700 dipendenti
«Ho deciso: Volare va ad Alitalia»
Il commissario: sarà la compagnia low cost del gruppo. I ricorsi di Air One
VARESE - Il taglio netto a giorni di indiscrezioni, sussurri e mezze marce indietro arriva nella sala del municipio di Gallarate nel corso di una cerimonia che doveva essere un semplice saluto alle autorità cittadine: «Ho assegnato la compagnia aerea Volare ad Alitalia, il comitato consultivo ha avallato la mia decisione, il provvedimento è già alla firma del ministro Scajola». La voce di Carlo Rinaldini, il manager incaricato un anno fa di risollevare la disastrata società non lascia campo a dubbi. E se mai ce ne fossero, l'uomo rimasto al timone della compagnia aggiunge: «L'offerta presentata dalla compagnia di bandiera è stata valutata la migliore. Adesso occorre far presto perché Volare ha una serie di contratti in scadenza, primo fra tutti quello per l'affitto degli aerei». La notizia era nell'aria, ma non tutti si aspettavano un annuncio così repentino, viste le molte pressioni, anche in campo politico, che tenevano in bilico la decisione. «Siamo soddisfatti del lavoro svolto - commenta Rinaldini - la compagnia è stata salvata, non un lavoratore è stato licenziato. Alitalia e Volare possono ora integrarsi alla perfezione, la prima grazie a noi, può affrontare la sfida del low cost ». Alitalia aveva presentato l'offerta economica migliore (38 milioni di euro) ma c'è stato chi, come il ministro Maroni, nutre forti dubbi che la compagnia di Giancarlo Cimoli, vista la bufera che la sta investendo, possa garantire un futuro a Volare. «Ma una volta calato il polverone di questi giorni - così Rinaldini stoppa le obiezioni - vedrete che tutto si risolverà. Alitalia è in questo momento una società con una forte liquidità, ha raccolto sul mercato un miliardo di euro e ha preso impegni precisi sul mantenimento degli slot di Volare e sullo sviluppo della compagnia a Malpensa. Impegni che mi auguro vengano resi pubblici». Dei 1.200 dipendenti che il vettore di Gallarate aveva in carico al momento in cui fu decisa la terapia della legge Marzano, ne sono rimasti solo 700, metà di loro è in cassa integrazione, ma ai lavoratori la scelta delle nozze con Alitalia piace: «È il partner non solo che ha avanzato l'offerta più ricca - commenta Giuliana De Poli, delegata sindacale di Volare - ma che può aggiungere tutto ciò che ci manca in termini di tecnologie e strategie aziendali. Abbiamo passato mesi nerissimi, abbiamo creduto nelle possibilità di riscatto, questa ci sembra davvero la soluzione migliore». L'happy end dunque è già scritto? Come detto, manca solo la firma del ministro sui titoli di coda e bisognerà fare i conti con il fuoco di sbarramento organizzato da Air One, la compagnia risultata perdente nell'asta di Volare: Air One ha già presentato ricorsi al tribunale di Roma e all'Antitrust, contestando la posizione dominante che Alitalia avrebbe acquisito nel campo delle rotte nazionali.
Claudio Del Frate
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Eleinad
January 28th, 2006, 01:39 PM
VARESE I dipendenti del gruppo di Gallarate approvano la scelta della compagnia di bandiera
«Alitalia partner ideale per Volare»
Chiesto un vertice per organici e sviluppo. L'ombra del ricorso di Air One
VARESE — «Come eravamo messi un anno fa? Senza soldi, senza aerei e con gli scali di tutta l'Europa che ci avevano chiuso le porte. È stata difficile, ma adesso siamo ancora in pista». Giuliana De Poli, a suo modo, è una «pasionaria». È entrata nei ranghi di Volare (o meglio di Air Europe, il marchio dei voli charter del gruppo) nel '90, è stata per tanti anni hostess sulle linee intercontinentali prima di passare dietro a una scrivania. Ha resistito alla tentazione di dimettersi quando la compagnia si è trovata con un piede nella fossa e adesso può guardare di nuovo al futuro, grazie alle annunciate nozze del piccolo vettore gallaratese con Alitalia. Lei e altri 700 dipendenti che sono rimasti nei ranghi di Volare. Mai avuto la tentazione di gettare la spugna? «Mai, anche se è stata dura, specie per me che lavoro all'ufficio commerciale: provate voi a chiedere fiducia ai creditori spiegando che cos'è la legge Marzano, che all'estero nessuno conosce. Come sono stati questi dodici mesi? Fino ad aprile solo i pochi spiccioli della cassa integrazione, poi finalmente il rientro nei ranghi, al lavoro attivo, ma sempre con il fiato sospeso per timore che tutto il castello crollasse». Giuliana De Poli, come la maggior parte dei suoi colleghi di lavoro, guarda ora in maniera positiva all'arrivo di Alitalia. Non vi sentite, come ha detto il ministro Maroni, simili i lemmings, piccoli roditori con una spiccata tendenza al suicidio? «Per niente, riteniamo la compagnia di bandiera il partner ideale per Volare, ha tutto quello che manca a noi». Giudizio sostanzialmente condiviso dalle segreterie territoriali di categoria, anche se con il proverbiale «grano salis». «Abbiamo già chiesto un vertice a tre — spiega Luigi Argiolas, della Cgil trasporti — fra noi, Alitalia e il commissario di Volare Carlo Rinaldini: vogliamo sentire dalla viva voce di Alitalia quali impegni intende assumere per i lavoratori e per lo sviluppo di Volare, specie nell'area di Malpensa». Fidarsi è bene, insomma, ma se ci sono parole messe nero su bianco è meglio per tutti, specie perché qualche trappola è ancora disseminata qua e là. Noti sono i ricorsi di Air One, la società uscita sconfitta dalla corsa a Volare, mentre ancora ieri l'entourage del ministro Maroni ribadiva le sue perplessità sulla scelta di Alitalia, società il cui piano di ristrutturazione prevede invece l'alleggerimento dei costi del personale.
C. Del.
700 I DIPENDENTIdella compagnia Volare che ora dovrebbero passare nei ranghi di Alitalia
38 MILIONIdi euro: è l'offerta presentata da Alitalia all'asta per Volare
http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2006/01/28/lombardia/11_APRE.shtml
Eleinad
January 30th, 2006, 05:39 PM
30 gen 16:13
Alitalia: acquisto di Volare Group blaccato dal Tribunale di Roma
ROMA - Il tribunale civile di Roma ha bloccato l'acquisizione di Volare Group da parte di Alitalia, accogliendo il ricorso presentato da AirOne e motivato con la tesi che Alitalia non poteva effettuare investimenti a causa dei vincoli imposti dall'Ue per l'ok al prestito ponte. Accolta dunque la tesi di Air One secondo la quale Alitalia avrebbe fatto, con l'offerta per Volare, un uso illegale degli aiuti di stato. (Agr)
Eleinad
January 30th, 2006, 05:53 PM
Il pronunciamento del Tribunale civile di Roma «Alitalia non può acquistare Volare» Accolto il ricorso presentato da Air One secondo cui la compagnia di bandiera italiana avrebbe fatto un uso illegale degli aiuti di stato
ROMA - Il Tribunale civile di Roma ha accolto il ricorso presentato da Air One contro l'acquisto di Volare da parte di Alitalia. Lo dicono fonti della compagnia romana precisando che il pronunciamento riguarderebbe l'accoglimento della tesi di Air One secondo la quale Alitalia avrebbe fatto, con l'offerta per Volare, un uso illegale degli aiuti di stato.
«CONCORRRENZA SLEALE» - Secondo l'ordinanza depositata in cancelleria il 27 gennaio, anticipata dall'agenzia Radiocor , il giudice «inibisce alla resistente (ovvero Alitalia, ndr) la partecipazione alla gara bandita dal commissario straordinario» per l'acquisto delle società del gruppo Volare. In pratica, spiegano fonti vicine agli altri candidati (oltre ad Air One, il duo Meridiana-Eurofly e il gruppo Radici), il tribunale avrebbe emesso oggi un'ordinanza che inibirebbe la partecipazione di Alitalia alla gara per l'acquisizione di Volare. «I fatti - si legge nell'ordinanza - appaiono concretare la fattispecie di concorrenza sleale».
LOW COST - Alitalia intende acquisire Volare per riuscire a competere con efficacia sul low cost, segmento nel quale la compagnia di bandiera non presenta un'offerta adeguata, ampliando così lo sviluppo su nuove destinazioni turistiche soprattutto dall'area lombarda. Un acquisto inoltre, che non creerebbe passività e sarebbe in linea con le linee di sviluppo del piano industriale.
MENO DUE AL VERTICE A TRE - Intanto per la vertenza Alitalia si avvicina un altro passaggio cruciale. Mentre regge la tregua armata, decisa nei giorni scorsi dai lavoratori di terra della compagnia, dopo l'incontro tra Governo e sindacati, mercoledì sera si svolgerà l'atteso vertice triangolare tra governo, azienda e sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Up ma senza il Sult) convocato a Palazzo Chigi. Un appuntamento, questo, che, dopo il durissimo scontro tra i sindacati e la compagnia, suona come il momento della verità, il momento in cui tutte le parti in causa sono chiamate a scoprire le carte.
30 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/01_Gennaio/30/alitalia.shtml
Eleinad
January 30th, 2006, 06:23 PM
Accolto il ricorso presentato da Air One: "Uso illegittimo
del prestito ponte di 400 milioni concesso dallo Stato"
Il tribunale vieta ad Alitalia
di comprare la compagnia Volare
ROMA - Il Tribunale civile di Roma ha accolto il ricorso presentato da Air One, contro l'acquisto da parte di Alitalia di Volare. In pratica, i giudici hanno accolto la tesi secondo la quale Alitalia avrebbe fatto, con questa offerta sulla compagnia low cost, un uso illegale degli aiuti di Stato. E dunque, rispetto agli altri pretendenti - oltre a Air One, il duo Meridiana-Eurofly e il gruppo Radici - si configurerebbe l'ipotesi di concorrenza sleale.
L'ordinanza del tribunale civile, entro trenta giorni dal deposito, sarà seguita da un'udienza su un eventuale risarcimento danni a favore della stessa Air One. Nel frattempo, le parti interessate potranno fornire documenti a sostegno delle rispettive posizioni.
Nel merito, va detto che la compagnia di bandiera, secondo il giudice, ha avuto un comportamento "non conforme ai principi della correttezza professionale idoneo a danneggiare l'altrui azienda". Il perché, è spiegato in un comunicato Air One diffuso da Air One: "Il Tribunale di Roma - vi si legge - ha riconosciuto la sussistenza sia di utilizzazione abusiva degli aiuti concessi all'Alitalia - il cosiddetto prestito ponte di 400 milioni di euro - sia di illecito concorrenziale".
"Nello specifico - è scritto ancora nella nota - il Tribunale ha precisato che sussiste ancora la facoltà dell'Alitalia di rinunciare all'offerta e alla relativa aggiudicazione". Altrimenti "L'azione di risarcimento danni - conclude il comunicato - potrà essere avviata da Air One entro i successivi 30 giorni a decorrere dal 27 gennaio".
Air One, però, si è vista respingere (per inammissibilità) i ricorsi presentati contro la commissione Ue e le società del gruppo Volare ed è stata quindi condannata al rimborso delle spese: 10 mila euro.
(30 gennaio 2006)
http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/alitalia1/novolare/novolare.html
man101
January 30th, 2006, 06:40 PM
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menomale finalmente una decisione sensata, sono contento :)
Federicoft
January 30th, 2006, 06:46 PM
Ma cosa vuol dire? Il prestito ponte già è stato restituito...
Eleinad
January 30th, 2006, 08:44 PM
30 gen 19:17
Alitalia: Volare, presentato ricorso contro Tribunale Roma
ROMA - Alitalia presentera' ricorso contro il Tribunale di Roma, che oggi aveva bloccato l'acquisizione di Volare Group da parte della compagnia aerea di Cimoli, accogliendo il ricorso presentato da AirOne. Intanto Meridiana ha annunciato un'istanza per l'annullamento della gara ritenendo che sia doveroso visto il susseguirsi degli eventi che hanno interessato lo svolgimento dell'intera procedura. (Agr
Epicurion
January 31st, 2006, 09:40 AM
niente paura, in Italia la prassi è questa: il TAR accoglie il ricorso, la parte in causa ricorre al Consiglio di Stato, il quale ribalta la sentenza del TAR. d'altronde, mai fu istituzione più inutile dei TAR...
in ogni modo:
Alitalia-Volare, alt del Tribunale
I giudici accolgono il ricorso di Air One. Cimoli: scelta abnorme
ROMA - Il Tribunale di Roma blocca l’acquisizione di Volare da parte di Alitalia. Nei prossimi 30 giorni esaminerà nel merito il ricorso della concorrente Air One, che intanto si dichiara «soddisfatta». La decisione d’urgenza, assunta venerdì scorso, «inibisce» alla compagnia la partecipazione alla gara, chiedendo ad Alitalia di rinunciare a un’eventuale aggiudicazione. Ma questa giudica «abnorme» la decisione assunta perché «risponde a una domanda mai presentata da Air One» e annuncia ricorso. Infine Meridiana, che ha concorso insieme con Eurofly, farà istanza d’annullamento della gara. Ad Alitalia viene addebitata la «concorrenza sleale» in quanto la sua manifestazione d’interesse «è stata possibile solo grazie all’esistenza del prestito-ponte» (400 milioni), cioè di un «aiuto di Stato al salvataggio». Insomma Alitalia sarebbe stata scorretta perché si sarebbe avvantaggiata della disponibilità di soldi ottenuti grazie a una garanzia pubblica. Soldi che erano in possesso di Alitalia quando ha presentato l’offerta, a novembre, ma che sono stati restituiti un mese dopo, a dicembre. Data l’imminenza dell’aggiudicazione, il Tribunale ha scelto un provvedimento d’urgenza con l’intento di bloccarla. Ma il commissario di Volare, Gianni Rinaldini, fa sapere che la procedura proseguirà, che all’aggiudicazione di Alitalia manca solo la firma ministeriale e che Alitalia resta vincolata ad acquistare.
Per valutare la situazione oggi si riunirà il consiglio d’amministrazione di Alitalia che esaminerà le previsioni per il 2006. Una mossa attesa, visto che domani, nell’incontro con i sindacati previsto a palazzo Chigi, questi torneranno all’attacco denunciando il mancato rispetto degli obiettivi di piano.
Intanto ieri è emersa la notizia che Fintecna, una settimana fa, avrebbe deciso di posticipare di qualche mese l'acquisizione della maggioranza di Az Servizi (per ora in mano a Alitalia), di cui detiene il 49% del capitale più un 2% di usufrutto. La richiesta, che porterebbe a scavallare le elezioni, sarebbe partita da Alitalia, pressata dai sindacati. Ma questi negano che in questo modo si possa risolvere la vertenza: «Non basta. Il patto era che Alitalia non si smembrasse fino al 2008» ricorda Fabrizio Solari (Filt-Cgil). «Non servono pannicelli caldi ma soluzioni strutturali» insorge Claudio Claudiani (Fit-Cisl). Per i sindacati la diffusione della notizia sarebbe un espediente del Tesoro per sondare il terreno in vista dell’incontro di domani. Tra le altre ipotesi, circola quella di una modifica del piano che farebbe rientrare la manutenzione in Alitalia.
Antonella Baccaro
Copyright 2006 © Rcs Quotidiani Spa
Eleinad
January 31st, 2006, 05:47 PM
31 gen 16:22
Alitalia: ministero Attivita' Produttive blocca acquisizione Volare
ROMA - Alitalia non acquisira' Volare. Sarebbe questa la decisione del ministero delle Attivita' Produttive che avrebbe deciso di bloccare la procedura di cessione della compagnia aerea low-cost. Ancora poco chiari i motivi del provvedimento. (Agr)
Eleinad
January 31st, 2006, 05:53 PM
I manifestanti: «L'azienda è nostra» Alitalia, occupati gli uffici di Cimoli L'azione di 100 dipendenti della compagnia di bandiera contro il quartier generale alla Magliana. Sospesa la cessione di Volare
ROMA - Circa 100 dipendenti di Alitalia hanno occupato il sesto piano della Magliana, il quartier generale di Cimoli dove si tengono le riunioni del cda. I dipendenti, spiegano alcuni sindacalisti presenti alla manifestazione, hanno deciso questa occupazione «simbolica» degli ambienti dove si riunisce il cda e ora stanno tentando di oltrepassare il blocco dei controlli di sicurezza.
«L'azienda ha già chiamato in rafforzamento le guardie interne ma non la sicurezza pubblica» spiega il coordinatore della Filt Cgil Mauro Rossi. L'occupazione è in corso da poche decine di minuti. «Aprite la porta, l'azienda è nostra» stanno urlando, tra l'altro, i manifestanti.
VOLARE, IL MINISTERO SOSPENDE LA CESSIONE - Il Ministero delle Attività avrebbe deciso di sospendere la procedura di cessione di Volare ad Alitalia. È quanto apprende l'Ansa da ambienti vicini al dossier. La decisione - riferiscono le stesse fonti - sarebbe stata assunta al fine di valutare la vicenda, alla luce della decisione del Tribunale di Roma.
31 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/31/alitalia.shtml
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Tutto ciò è grottesco...
Eleinad
March 17th, 2006, 04:28 PM
Almeno federicoft sarà contento :)
Dovrà anche essere mantenuto lo stesso livello occupazionale Il gruppo Volare venduto ad Alitalia La decisione del ministero delle Attività Produttive: obbligo di proseguire le attività imprenditoriali per almeno due anni
ROMA - Alla fine scelta a sorpresa. Dopo controversie durate mesi, per il fatto che la compagnia di bandiera potesse utilizzare supposti aiuti di Stato per acquistare un'altra compagnia il Ministero delle Attività Produttive ha assegnato all'Alitalia la gara per la vendita del complesso aziendale del gruppo Volare. È quanto si legge in una nota, dove si precisa che il contratto di compravendita «dovrà prevedere l'obbligo della società acquirente a proseguire per almeno un biennio le attività imprenditoriali e a mantenere per il medesimo periodo i livelli occupazionali di cui all'offerta in data 28 dicembre 2005».
17 marzo 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/03_Marzo/17/volare.shtml
gruber
March 17th, 2006, 07:19 PM
me l'ha mandato via mail un mio amico canadese.
stava cercando un volo per Milano e cercando il sito Alitalia gli è uscito questo.
http://www.alitaliasucks.com/
non male come nomea all'estero!
Federicoft
March 17th, 2006, 08:27 PM
me l'ha mandato via mail un mio amico canadese.
stava cercando un volo per Milano e cercando il sito Alitalia gli è uscito questo.
http://www.alitaliasucks.com/
non male come nomea all'estero!
Peccato che da almeno tre anni è pubblicato in bella vista che Alitalia dovrà fallire in massimo 24 mesi e che nessuno vuole allearsi con lei... quando nel frattempo è entrata in Skyteam ed ha chiuso l'ultimo bilancio in quasi-pareggio. Dovrebbero rivedere le loro previsioni...
gruber
March 20th, 2006, 11:40 AM
l'ultimo bilancio l'ha chiuso in quasi pareggio per l'ennesimo prestito ponte fatto con i nostri soldi per mantenere un carrozzone che dovrebbe essere lasciato affondare e ricostruire subito dopo, eliminando quelle sacche abnormi di spreco e nepotismo che ci sono dentro.
quel sito non l'ho nemmeno letto, mi ha solo fatto specie che esista.
e già il fatto che esista...dice tutto...
l'alleanza di cui probabilmente parlano...non c'entra uan fava con Skyteam. e lo dovresti sapere benissimo.
quando si parla di alleanza si parla di ciò che Alitalia ha già fallito 2 volte con KLM e Air France.
si parla di scambio di pacchetti azionari o di fusione. e il fatto che KLM pur si "scappare! da Alitalia abbia pagato decine di milioni di euro di penale ...dice tutto!!!
far parte di un gruppo di linee aeree che effettuano code-sharing e che si "prestano" le loung first class nei loro hub in giro per il mondo...non significa nulla!
sono andato poche settimane fa a Singapore con la locale compagnia aerea.
tratta già fatta sempre con la Singapore Airlines diverse volte...paragonare l'efficienza, il servizio, la gentilezza e il cibo di questa compagnia con Alitalia fa provare un senso di vergogna indicibile.
è come farsi 13 ore su un tram paragondandolo a 13 ore su una Rolls Royce.
btw. le loro previsioni non sono sbagliate.
credo sia un sito nord americano, dove un carrozzone come Alitalia nemmeno esiste.
Alitalia è fallita tecnicamente già parecchie volte.
l'ultima delle quali quest'anno, ove senza l'ennesimo prestito avrebbe dovuto portare i libri al tribunale fallimentare.
gruber
March 24th, 2006, 07:26 PM
Lettere al Corriere
Milano e la battaglia perduta della Malpensa
Ero presente al convegno organizzato dall'Università Bocconi e mi sarebbe piaciuto rivolgerle una domanda relativamente alla «battaglia» persa dell’aeroporto di Malpensa. Lei ha detto che il «sindaco di Roma ha paradossalmente contato più di quello di Milano». In realtà a me non sembra proprio un fatto paradossale se si considera che Roma negli ultimi anni ha saputo esprimere come sindaci figure di rilievo nazionale quali Francesco Rutelli (che sconfisse Gianfranco Fini, altra figura di statura nazionale) e Walter Veltroni, cosa che non ha saputo fare Milano (con tutto il rispetto per Marco Formentini e per Gabriele Albertini). Non è piuttosto da chiedersi perché il ceto politico milanese è stato negli ultimi anni così modesto?
Caro Busato,
qualche chiarimento, prima di risponderle, per i lettori che non sono al corrente di ciò che è stato discusso alla Università Bocconi nella mattina del 15 marzo. La tavola rotonda a cui lei allude è stata organizzata dal professor Lanfranco Senn in occasione della presenza a Milano di uno studioso britannico, Peter Hall, che ha ricevuto il premio Balzan 2005 per la sua monumentale opera sulla storia delle città europee.
Nella sua conferenza Hall ha parlato delle megacittà e delle grandi regioni che le circondano.
Uno dei grafici più interessanti, fra quelli proiettati sullo schermo dell’aula in cui ha avuto luogo la conferenza, rappresenta una sorta di Pentagono che comprende le importanti aree produttive dell’Inghilterra meridionale, i grandi centri belgi e olandesi, una parte considerevole della Francia orientale e della Germania occidentale, la Svizzera e un pezzo di Italia settentrionale. Di questo Pentagono, che è per molti aspetti il cuore e il cervello, dell’Europa, Milano rappresenta quindi la punta meridionale, ai confini con aree molto prospere, ma non altrettanto dinamiche.
La principale caratteristica del Pentagono, se ho ben capito la spiegazione di Peter Hall, è quella di avere un raffinato sistema di comunicazioni interne ed esterne. Una città può restare nel Pentagono, in altre parole, soltanto se è in grado di offrire ai propri abitanti la possibilità di comunicare nel modo più rapido ed efficace con le altri parti del «cuore » e con il mondo. Quando il professor Senn mi ha dato la parola, ho amaramente constatato che l’Italia aveva perduto la battaglia della Malpensa.
Intendevo dire che il maggiore aeroporto di Milano non è un «hub» (il fulcro da cui si staccano i raggi della ruota) e che non garantisce ai cittadini della megaregione i vantaggi di Londra, Francoforte, Parigi.
Un milanese non può andare a Shanghai o a Buenos Aires se non passando da un altro aeroporto europeo. E se i cittadini della Val di Susa riusciranno a impedire la costruzione della Tav, non potrà neppure inserirsi nella grande rete di comunicazione che si sta realizzando al centro del Pentagono.
All’origine di questo handicap vi è naturalmente la crisi dell’Alitalia e il fallimento dell’intesa che la linea italiana aveva concluso qualche anno fa con la Klm. La nostra società di bandiera è stabilita a Roma, dove vive e lavora la maggior parte del suo personale di terra e di volo. Non mi sembra che abbia preso in considerazione la necessità di trasferire a Milano il centro dei suoi interessi e di adottare, per restare in gioco, la prospettiva del Pentagono disegnato da Peter Hall. E non mi sembra che il governo, nonostante le origini del presidente del Consiglio e del suo partito, abbia affrontato il problema in una prospettiva milanese. La questione Alitalia è stata trattata come una questione romana e sindacale, vale a dire, in ultima analisi, corporativa e provinciale. A Walter Veltroni non mi sentirei di muovere alcun rimprovero.
Ogni uomo politico deve valorizzare la propria funzione e rispondere delle proprie decisioni a coloro che lo hanno eletto.
Dal sindaco di Milano, invece, mi sarei aspettato interventi e ammonimenti più energici.
Sergio Romano
Shogun
March 26th, 2006, 01:38 AM
Ma il progetto della 3° pista di Malpensa esiste ancora?
Qualcuno ne sa qualche cosa?
Eleinad
March 26th, 2006, 02:48 AM
Ma il progetto della 3° pista di Malpensa esiste ancora?
Qualcuno ne sa qualche cosa?
Sì esiste, ma è congelato da istanze ambientaliste e dai comuni limitrofi.
Shogun
March 26th, 2006, 03:05 AM
Ti pareva...
Peccato
Comunque grazie per l'info
Epicurion
March 28th, 2006, 09:10 AM
per la prima volta in vita sua, Maroni aveva ragione a starnazzare:
INDISCRETO
Piano Alitalia, appena comprata Volare va in Cig
Qualcuno l’aveva detto. Ora Alitalia l’ha messo nero sul bianco: nel futuro dei 700 lavoratori di Volare, il vettore appena acquisito dall’ex compagnia di bandiera, potrebbe esserci la cassa integrazione. L’ammissione è contenuta a pagina 23 del «Rapporto sui risultati 2005 e l’esecuzione del piano», pubblicato ieri sul sito. «Alitalia - vi si legge - è obbligata a mantenere gli attuali livelli d’occupazione per due anni». E poi, tra parentesi: «Esuberi temporanei saranno gestiti da strumenti come la cassa integrazione guadagni già in corso».
(a. bac.)
Copyright 2006 © Rcs Quotidiani Spa
la strategia di Cimoli? fin'ora, e fino a prova contraria, è stata di ottenere un prestito ponte (l'ultimo della sua lunga e travagliata storia, precisa Bruxelles), strappare un accordo alquanto precario con i sindacati, e svenarsi per comprare un vettore in bancarotta solo per impedire che gli slot di quest'ultimo finiscano nelle mani della concorrenza...per poi mettere in cassa integrazioni i suoi dipendenti e quindi rendere inutilizzabili gli slot appena acquisiti!!!!!!!!!! vorrei proprio che qualcuno più "addentro" al settore aereo mi spieghi che le cose stanno diversamente...
gruber
March 28th, 2006, 09:58 AM
d'altra parte è la medesima strategia che Alitalia sta attuando da anni e anni su Malpensa.
non molla gli slots (decine) che non usa per gli intercontinentali impedendoci di viaggiare e ...sperando che i fessi vadano sino a Roma per prendere un intercontinental econ Alitalia!
una strategia così mirata ed intelligente che in 20 anni consecutivi non ha fatto altro che far fallire Alitalia e arricchire Zurigo, Monaco, Parigi, Vienna eccetea eccetera...
markcode
March 28th, 2006, 10:34 AM
alitalia più che una compagnia aerea sembra una compagnia di dittatura dei voli... spero fallisca quanto prima
gruber
March 30th, 2006, 09:42 AM
L'aeroporto
Nella lettera pubblicata sul Corriere del 24 marzo e anche nella sua risposta, ravviso un punto di partenza che non posso condividere: il «presunto» fallimento di Malpensa. Lo scalo infatti non solo è decollato, ma lo ha fatto oltre le più rosee previsioni.
Secondo le stime in fase di progetto, il nuovo aeroporto avrebbe dovuto portare i passeggeri di Malpensa da 4 a 12 milioni l'anno. Oggi sono 20 milioni, 28,5 se consideriamo il sistema Malpensa+Linate. Ciò significa che il sistema aeroportuale del capoluogo lombardo è cresciuto in pochi anni più di ogni altro in Europa. Questo nonostante la congiuntura economica, l'allarme terrorismo, la Sars. E soprattutto nonostante i vettori. Sono infatti le compagnie, non i Sindaci, che fanno di un aeroporto un hub attraverso la loro capacità di fare operazioni hub and spokes. Se non sono in grado di farlo, il problema non è di Malpensa, ma delle compagnie stesse. Per fortuna, qualcosa è cambiato anche sotto questo profilo. Alitalia sta investendo su Malpensa diversamente da ciò che viene riportato nella sua rubrica. Da due anni tutti i nuovi voli Alitalia partono dallo scalo varesino. Compresi quelli che lei dice non esistere, ovvero i voli diretti Milano-Shanghai e Milano-Buenos Aires. Chi li prende abitualmente, si sarà stupito di leggere che effettuano uno scalo intermedio «fantasma» in una città europea. Nuovi voli vengono continuamente aperti: il 1° maggio, per esempio, Alitalia inaugurerà un nuovo collegamento diretto per Minsk, la capitale della Bielorussia.
È la prova che anche la compagnia di bandiera crede in Malpensa e vuole farla crescere. Altrimenti non avrebbe appena affittato l'hangar costruito dalla Sea e trasferito 6000 dipendenti effettivi contro i 700 in servizio nel 2003. E tra un mese porterà alla nuova Cargo City tutti i suoi cargo 5 MD11F. Nessuno di questi andrà a Fiumicino. Poi ci sono gli altri vettori. In due anni sono arrivate a Malpensa 34 nuove compagnie che hanno aperto 45 nuove destinazioni. Peraltro oggi il 70% dei biglietti aerei acquistati nel nostro Paese viene staccato nel Nord Italia.
Mi rendo conto che forse è una verità scomoda da comunicare ad alta voce, ma ormai, nonostante le responsabilità in negativo che ci attribuisce il lettore («Roma negli ultimi anni ha saputo esprimere come Sindaci figure di rilievo nazionale» mentre «il ceto politico milanese è stato negli ultimi anni così modesto»), in Italia esiste un solo hub, quello di Malpensa. Lo dice anche il Pentagono di cui ha parlato il prof. Lanfranco Senn. Malpensa è lo scalo europeo con la migliore performance (34% dei passeggeri in transito) solo dopo Londra (35,9%) e Madrid (35%). La sua crescita non è episodica ma costante: nel 2005 i transiti sono lievitati del 5,8%, nei primi due mesi del 2006 già siamo a un aumento del 9,3%.
Questi sono i «veri» numeri di Malpensa. Non mi stupisce che chi continua a sostenere che l'aeroporto non sia decollato, non abbia citato alcun dato a supporto della sua tesi.
Le cifre che ho elencato rispondono infine anche al desiderio da lei espresso di un mio intervento «più energico» sulla questione. La crescita di Malpensa, nonostante tutto, è forse anche il frutto dell'opera di un Sindaco che certamente non ha la caratura nazionale dei primi cittadini romani, ma altrettanto certamente ha dichiarato poco e lavorato molto.
Gabriele Albertini - Sindaco di Milano
Grazie per i suoi dati, molto più ottimistici della mia analisi. Mi ha fatto piacere apprendere, in particolare, che al volo per Shanghai, di cui si è discusso nel corso di un convegno italo-cinese all'Assolombarda presieduto da Cesare Romiti nel novembre del 2001, si sia provveduto. Debbo confermare tuttavia che Malpensa non è diventato, purtroppo, un hub europeo e segnalare un inconveniente che Milano avrebbe dovuto evitare: per coloro che debbono o vogliono raggiungere Malpensa in taxi, l'aeroporto è uno dei più cari. La corsa, dal centro della città, costa quanto il viaggio a Londra con alcune linee aeree.
Sergio Romano
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Stavolta Romano ha pisciato fuori dalla tazza...
Federicoft
March 30th, 2006, 01:52 PM
^^
Dipende dai punti di vista. Io non ho la più pallida idea di dove Albertini abbia preso i suoi dati, o su quali basi possa definire Malpensa l'unico hub italiano (risate), ma temo proprio o che non sappia di che cosa stia parlando o che sia in malafede. Più probabile la prima, visto il personaggio. Malpensa (non Duemila) aveva già oltre quindici milioni di passeggeri alla metà degli anni Novanta. L'obiettivo di Malpensa 2000 era creare un hub da TRENTATRE' milioni di passeggeri entro il 2005, altro che dodici milioni (numeri da aeroporto regionale, assolutamente ridicolo).
Adesso a quanto siamo? Poco più di venti, credo, quando c'è un altro aeroporto italiano che si appresta a superare i trenta, e che oltretutto negli ultimi sei anni ha visto i suoi passeggeri - sia totali sia internazionali - crescere più di quelli di Malpensa. Mah.
Federicoft
March 30th, 2006, 02:02 PM
Ps: nessuno racconti ad Albertini che negli ultimi due anni a Fiumicino Alitalia ha inaugurato voli per Budapest, Salonicco, Valencia, Malaga, Zurigo, Copenaghen, Stoccolma, Bangkok, Taipei, Osaka, Toronto, Boston e (in c/s con Delta) Cincinnati, trasferito da Malpensa due voli settimanali per Caracas, aumentato una infinità di frequenze, eccetera eccetera.
gruber
March 30th, 2006, 02:22 PM
Le destinazioni
Caro Romano, in relazione alla lettera pubblicata sul Corriere «Milano e la battaglia perduta della Malpensa» è sicuramente vero che Malpensa non ha avuto e non ha vita facile per le ragioni che lei stesso ha sottolineato, tuttavia, negli ultimi due anni, pur con tutti i limiti derivanti dalla situazione nazionale e internazionale (terrorismo, Sars e quant’altro), Malpensa ha notevolmente aumentato le destinazioni servite. È, infatti, collegata con 177 destinazioni al mondo e con il 72% delle principali destinazioni business.
Il nord America è collegato con 70 voli settimanali e le destinazioni principali servite sono Atlanta, Boston, Chicago, Miami, New York, Washington e Toronto e a maggio la Us Airways aprirà una nuova rotta per Philadelphia. Il sud America si può raggiungere attraverso le rotte di Buenos Aires, Caracas, Rio de Janeiro e San Paolo.
Malpensa collega Milano con Tokyo e Osaka con voli giornalieri, con Bangkok e Islamabad e fra il 2004 e il 2005 sono state aperte nuove importanti rotte fra le quali Delhi, Karachi e Shanghai (quest’ultima con 9 voli a settimana). Il medio Oriente è collegato con 10 destinazioni e 65 voli settimanali e l’Africa con 17 destinazioni e 96 voli settimanali, per non parlare dell’est Europa, area in forte sviluppo, che è collegata a Malpensa con oltre 200 voli settimanali.
Questi sono solo alcuni esempi di risultati importanti ottenuti negli ultimi 2 anni grazie anche al fatto che sono arrivate a Malpensa 34 nuove compagnie e sono state aperte 45 nuove destinazioni. Sicuramente non siamo ai livelli di Londra, Parigi e Francoforte che hanno un’economia e una storia ben diverse dalla nostra ma per quanto riguarda i dati sull’accessibilità intercontinentale è giusto dire che siamo meglio di tutti gli altri aeroporti in Europa.
Amsterdam ci supera ma di poco.
Giuseppe Bencini - Presidente e Amministratore delegato Sea Spa,
taurus
March 30th, 2006, 02:49 PM
Ps: nessuno racconti ad Albertini che negli ultimi due anni a Fiumicino Alitalia ha inaugurato voli per Budapest, Salonicco, Valencia, Malaga, Zurigo, Copenaghen, Stoccolma, Bangkok, Taipei, Osaka, Toronto, Boston e (in c/s con Delta) Cincinnati, trasferito da Malpensa due voli settimanali per Caracas, aumentato una infinità di frequenze, eccetera eccetera.
..questo dimostra ancora di più (se mai ce ne fosse bisogno) quanto sia inetta quella porcheria di Alitalia.. al posto di inaugurare nuove tratte dove c'è mercato, ossia Malpensa, le apre dove non c'è o c'è molto meno.. così che gli imprenditori lombardi e di tutto il Nord Italia continueranno a volare partendo da altri aeroporti internazionali.
Se la compagnia di bandiera del Lazio non vuole sfruttare il bacino di utenza di Malpensa faccia pure.. noi ne guadagneremmo in termini di qualità del servizio.. ma almeno se ne vada per sempre e lasci liberi gli slot e vedremo che in un batter d'occhio saranno occupati da compagnie aeree più serie.
gruber
March 30th, 2006, 03:00 PM
Malpensa 177 destinazioni
Fiumicino 130 destinazioni (sito ADR http://www.adr.it/content.asp?L=1&IdMen=877&txtsearch=destinazioni#top%20destinations)
Fonti Enac 2004
Sistema Aeroportuale Milanese
passeggeri:
Malpensa 18.421.598
Linate 8.944.991
Orio 4.356.000
Totale 31.722.589
Movimenti:
Malpensa 214.357
Linate 94.524
Orio 43.130
Totale 352.011
Sistema Aeroportuale Romano
passeggeri:
Fiumicino 27.608.482
Cimapino 2.540.854
Totale 30.149.336
Movimenti:
Fiumicino 304.520
Ciampino 37.036
Totale 341.556
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Anche sul piano della frequenza dei voli intercontinentali l'hub lombardo ottiene importanti risultati: con 300 collegamenti settimanali per le 53 città considerate, Malpensa si colloca prima di Madrid (252 voli settimanali), Zurigo (223), Fiumicino (210), Vienna (144), Monaco (142) e Barcellona (115) (tab.3).
http://wai.mi.camcom.it/show.jsp?page=614515
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Fonte CISL:
La categoria più felice dopo l’apertura dell’Aeroporto di Malpensa 2000 continua ad essere quella degli albergatori. Infatti solo nel 2004 sono state pagate dall’Alitalia oltre 110.000 camere per far pernottare piloti e hostess a Milano. Vale a dire circa 300 camere per notte a causa della mancata apertura di una base operativa degli equipaggi a Malpensa. Alitalia continua a formare gli equipaggi a Fiumicino per voli in partenza da Malpensa quando i passeggeri Alitalia sono passati da 1.654.000 nel 1998 a 9.490.000 nel 2005. L’assenza di una base a Malpensa causa costi e sprechi enormi: 8,5 milioni per le sole camere; 2,4 milioni per il trasporto degli equipaggi in albergo mentre i mancati guadagni per l’occupazione dei posti a bordo sulla tratta Fiumicino-Malpensa è pari a 13 milioni di euro. Complessivamente si tratta, tenuto conto di un stima prudenziale, di 24 milioni di euro. Inoltre il pendolarismo degli equipaggi, stimati in 360 giornalieri tra piloti e stuards, che nell’ultimo piano Cimoli doveva finire lo scorso anno, provoca pesanti inefficienze poiché ogni minimo ritardo o intoppo da Roma causa disfunzioni organizzative a catena creando disagi ai passeggeri e alla Società di Gestione Aeroportuale. Il permanere di questa situazione è un presupposto negativo del piano di riassetto e di risanamento della compagnia di bandiera.
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Camera di Commercio di Milano:
Malpensa si è inoltre distinta in Europa per qualità dei servizi (tab.4) L'AEA (Association of European Airlines) ha reso noto che l'aeroporto milanese è il secondo miglior hub in Europa per puntualità. Nell'anno 2004 infatti, l'81,4% dei voli di Malpensa sono partiti puntuali, o meglio, con ritardi inferiori ai 15 minuti. Con questo risultato, per poco lo scalo italiano non è riuscito a superare Francoforte, primo in classifica con l'81,8% di puntualità.
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Oltre al traffico passeggeri, anche le merci registrano dati che confermano il primato italiano di Malpensa per il settore cargo. Nel 2004 l'hub milanese, con un incremento del 13,2%, ha trasportato un totale di 361.237 tonnellate di merci, pari a circa il 50% di quelle trasportate per via aerea nel nostro Paese.
Sistema Aeroportuale Milanese
Tonnellate Merci:
Malpensa 361.237
Linate 25.634
Orio 129.652
Totale 516.523
Sistema Aeroportuale Romano
Tonnellate Merci:
Fiumicino 174.658
Cimapino 21.669
Totale 196.237
Totale Nazionale 820.166
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Traffico Nazionale dati Enac 2004
Fiumicino 12.508.129
Malpensa 3.362.710
si evince facilmente come sottraendo i 12 Milioni ai 27 Milioni dei passeggeri totali di Fiumicino (ne restano 15 M) di Hub inteso come Porta Intercontinentale ce ne è uno solo, Malpensa, e un'altro a metà, Fiumicino, che sta in piedi solo al fatto che Alitalia preferisca fallire piuttosto che spostarsi ove sarebbe logico.
tutto ciò nonostante le scandalose interferenze del potere politico romanocentrico che su argomenti come Alitalia/Fiumicino è a dir poco scandaloso.
Federicoft
March 30th, 2006, 03:41 PM
@taurus
Vorrei sapere su quali certezze basi la tua asserzione secondo cui il mercato c'è solo a Malpensa ed ogni volo da Fiumicino non abbia la dignità di esistere. Moltissime compagnie aeree straniere (Delta, US Air, Thai, Cathay, Qantas, Aeroflot, Jal, Saudi Arabian, Emirates) in questi ultimi anni non solo lo hanno smentito, aprendo voli diretti verso Roma, ma sono state proprio il motivo della crescita di Fiume. Infatti nonostante l'unica tendenza della politica negli ultimi cinque anni sia stata quella di trasferire voli da Fiumicino a Malpensa, ebbene Fiumicino in traffico internazionale è cresciuto più di Malpensa (controlla su www.assaeroporti.it). Infine, la considerazione che il Nord Italia, 60% della popolazione italiana, produca il 70% del traffico, esula dalla nozione di Hub: a parte rari casi un savonese od un triestino non prendono l'auto fino a Milano, se devono andare all'estero. Prendere un volo di collegamento aereo verso un eventuale hub che sta a Milano ed un eventuale che sta a Roma, per loro è del tutto indifferente.
@gruber
Tanto per cominciare credo serva a poco questa pletora di dati: se Albertini dice che a Rovaniemi d'inverno fa caldo, ed io rispondo che ma quale caldo, a Rovaniemi fa meno venti e a Roma cinque, non serve che mi pubblichi le temperature di Rio de Janeiro per dimostrare che a Rovaniemi d'inverno fa caldo: continua a fare freddo anche se Rio è più calda di Roma. Io avevo semplicemente messo in ridicolo due affermazioni di Albertini che a chiunque conosca anche minimamente la materia non possono far che ridere: quella secondo cui Malpensa è stata progettata per 12 milioni di passeggeri e quella secondo cui Alitalia è da due anni che non inaugura voli su Fiumicino. In realtà a Malpensa ci si attendevano 33 milioni di passeggeri (rigorosamente mai registrati) ed Alitalia sta attivando molte e profittevoli rotte da Fiume.
Infine ti prego, mi dovresti spiegare perché - togliendo di mezzo Alitalia che i tuoi dati assodano operare molti più voli intercontinentali da Malpensa - 15 milioni (27 M-12 M) di passeggeri internazionali fanno di Fiumicino un mezzo hub e 15,1 (18,4 M-3,3 M) di Malpensa un vero hub intercontinentale con tutti i crismi.
gruber
March 30th, 2006, 04:29 PM
semplice, perchè se Alitalia fosse una società SERIA e non guidata da dei cazzoni, sarebbe già a Milano da 25 anni circa!
i 70% dei biglietti aerei si staccano al nord.
quindi, logicamente, Alitalia deve stare a 600 km minimo di distanza.
ragionamento giustissimo!
se Alitalia fosse a Milano, come sarebbe naturale e logico a Roma ci sarebbero si e no una decine di milioni di passeggeri annui.
quei 15 M depurati dai voli intercontinentali sono la reale cifra di Fiumicino senza Hub!
gli altri 12 M di cui almeno 10 sono di Alitalia sarebbero a Milano!
chiaro?
comunque, come ha detto giustamente Taurus, quassù non ce ne fotte niente di ALitalia...i dipendenti sono tutti della Provincia di Roma, il fatturato va a Roma, i casini sull'occupazione si ripercuoteranno a Roma...quando ALitalia fallirà, perchè farà questa fine rimanendo a Roma, voi sarete nella cacca, noi avremo gli Hub di mezza Europa a 1 ora di volo o a 5 o 6 ore di auto, come già adesso in Milioni facciamo ogn anno our di non volare con una compagnia così scarsa e demente.
voi dovrete farvi 1 ora di volo in più per andare in un altro Hub, e i meridionali addirittura dei voli Continentali per uscire dall'Europa.
e tanto per cambiare tutti paghiamo qualche DECINA di milioni di euro all'anno per pagare gli alberghi e le note spese gonfiate dei dipendenti Alitalia in trasferta.
che fallisca!!!
e liberi gli slot!
gruber
March 30th, 2006, 04:35 PM
Riguardo a questa tua stupenda frase:
"Infatti nonostante l'unica tendenza della politica negli ultimi cinque anni sia stata quella di trasferire voli da Fiumicino a Malpensa"
Alitalia su Malpensa tra il 2000 e il 2005
Voli intercontinentali
Cancellazioni:
Hong Kong, Pechino, San Francisco, Newark (da dicembre 2001 ad aprile 2002), Johannesburg, Nairobi, Bangkok, Los Angeles, Jedda, Osaka, Singapore Sidney
Riduzione dei collegamenti:
San Paolo (inverno 2002), Dubai, Amman
Voli internazionali
Cancellazioni:
Noriberga, Colonia
Riduzione dei collegamenti:
Cairo (ridotto da ottobre 2001 per un anno), Tel Aviv, Nizza, Madrid, Marsiglia (da ottobre 2001 a marzo 2002), Monaco, Amburgo, Atene (estate 2002), Bilbao, Lisbona, ect.
Voli nazionali
Cancellazioni:
Reggio Calabria (da ottobre 2001 ad aprile 2002), Parma, Verona
Riduzione dei collegamenti
Ancona, Bologna, Roma, Genova, Pisa, Trieste, Venezia, Perugina, Catania, Napoli.
Federicoft
March 30th, 2006, 04:44 PM
^^
Ripeto il mio, di ragionamento. I tuoi dati rivelano come Malpensa abbia più voli internazionali di Fiumicino. A fronte di ciò, i passeggeri sono gli stessi. Domanda: perché? Azzardo di risposta: forse non è vero che tutto il mercato sia a Malpensa, o forse Malpensa è un mercato ideale ma l'aeroporto è inadeguato - per varie ragioni - ad essere un hub.
E poi dàgli con le solite litanie: sì, va bene, Alitalia fallisce e libera gli slot, e poi? Chi viene a fare di Malpensa il suo hub? Meridiana? No: voi prenderete l'aereo e andrete a Francoforte o Londra o Madrid e noi? Noi lo stesso. Sai che bella rinascita per Malpensa. Recentemente c'è stata l'acquisizione di Volare da parte di Alitalia e francamente non mi pare che nessuna compagnia straniera abbia sgomitato per accaparrarsi i suoi slot...
taurus
March 30th, 2006, 04:55 PM
Riguardo a questa tua stupenda frase (parte seconda):
"Infatti nonostante l'unica tendenza della politica negli ultimi cinque anni sia stata quella di trasferire voli da Fiumicino a Malpensa"
poco sopra hai scritto:
Ps: nessuno racconti ad Albertini che negli ultimi due anni a Fiumicino Alitalia ha inaugurato voli per Budapest, Salonicco, Valencia, Malaga, Zurigo, Copenaghen, Stoccolma, Bangkok, Taipei, Osaka, Toronto, Boston e (in c/s con Delta) Cincinnati, trasferito da Malpensa due voli settimanali per Caracas, aumentato una infinità di frequenze, eccetera eccetera.
..mi sembra che hai le idee un pò confuse ...deciditi.. a Malpensa li tolgono o li mettono sti benedetti voli??
gruber
March 30th, 2006, 05:02 PM
ma tu sai cosa è uno slot???
Alitalia ha acquisito Volare ma mica ha preso gli aerei e gli ha cambiato la livrea!
ne ha assunto il controllo gestionale e patrimoniale!!!
ma Volare continuerà...a volare. (o meglio...continuerà ad avere i suoi aerei)
guarda che Alitalia ha voluto comprare Volare proprio per NON LIBERARE GLI SLOT DI MALPENSA!!!
se Volare fosse stata acquisita da una compagnia straniera allora si che tutti gli slot che ha su Malpensa diventavano ...oro!
oggi invece Volare, controllata da Alitalia permette di non liberare gli slot, di non far aumentare le compagnie aeree che atterrano a Malpensa e di non far concorrenza ad ALitalia...che già crepa da sola...
forse tu voli un pò poco, o comunque hai preso pochi intercontinentali in vita tua.
se tu volassi per lavoro su tratte intercontinentali scopriresti come fuori dalle alte stagioni (Capodanno/Agosto) gli aerei che girano il mondo volano spessissimo mezzi vuoti.
non pensare che il Milano-New York o il Roma-Rio sia pieno come quando lo si prende per andare a fare gli acquisti di Natale o a passare il Carnevale!
Malpensa ha un numero maggiore di aerei ma è un HUB intercontinentale pur NON avendo praticamente una compagnia di bandiera alle spalle.
Fiumicino ha Alitalia in casa, ha avuto in passato sovvenzioni spaventose, ma quasi la metà dei voli e dei passeggeri sono Nazionali! a riprova che di Hub ha ben poco.
giusto quello che viene servito dal fatto di avere Alitalia lì!
se Alitalia fosse a Torino o Napoli o Milano, Roma avrebbe i 4 o 5 Milioni di voli internazionali dovuti al turismo e in misura minima agli affari e una parte di quei 12 milioni di voli nazionali di cui un numero ELEVATO sono passeggeri del nord che sono obbligati ad andare a Roma per prendere un volo, e un numero più piccolo di meriodionali che ci devono andare per il medesimo motivo.
in ogni caso il problema è 1 solo.
tu vuoi la botte piena e la moglie ubriaca.
cioè Fiumicino Hub incontrastato e Alitalia a pieno regime.
è impossibile, come hanno detto tutti gli economisti e come una pletora di fallimenti a catena ha dimostrato negli ultimi 25 anni.
io, e credo la totalità delle persone che vivono al nord, siamo interessati solo ad 1 cosa:
poter volare.
Alitalia, fa cagare, e con la nostra mentalità da cumenda...può anche fallire perchè è gestita da cani, i lavoratori sono in larga misura dei fannulloni ipersindacalizzati e iperprotetti che lavorano poco e guadagnano cifre srpopositate (tranne pochi nuovi assunti degli ultimi anni)
quindi se ALitalia fallisce a noi va solo bene.
smettiamo di pagare per una azienda decotta e si liberano gli slot.
tu stai tranquillo che un mercato come quello del nord dove si staccano il 70% dei biglietti aerei fa gola a TUTTE le compagnie straniere, sopratutto anche perchè è un mercato locato in una delle zone più ricche d'Europa e dove ogni anno ci sono milioni di voli businness e la quasi totalità dei voli intercontinentali Italiani.
poi, quando Alitalia sarà fallita, vedremo chi invece farà il Servizio Nazionale per il Sud e per le Isole, dove molti aeroporti sono raggiunti, male, da ALitalia esclusivamente perchè Compagnia di Bandiera e non per una effettiva redditività.
quando ciò non accadrà e milioni di Italiani saranno semiisolati o malcollegati, e quando anche le imprese del mezzogiorno si trovveranno senza nemmeno quei pochi voli che oggi hanno....tu potrai dire...Grazie Alitalia, Grazie Fiumicino, Grazie Veltroni.
occhio...che non passi un Barese o un Cagliaritano nelle vicinanze...credimi ...si incazzerebbe non poco.
Federicoft
March 30th, 2006, 05:04 PM
i 70% dei biglietti aerei si staccano al nord.
Questa affermazione mi ha sempre affascinato.
Parte dalla premessa che in Italia ogni anno si registrano 120 milioni di passeggeri all'anno, e dalla supposizione che 80 di questi partono, arrivano o transitano da aeroporti del Nord.
Vediamo un po'. Sommando tutti i passeggeri in partenza, arrivo o transito da tutti gli aeroporti di Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e - attenzione - Toscana, Marche ed Umbria, arriviamo a 58 milioni di passeggeri. Non ottanta, cinquantotto. E non nel Nord, ma da Bolzano a Grosseto. Se a questi 58 sommiamo i 32,5 milioni in partenza, arrivo o transito negli aeroporti laziali, i 4,9 dagli aeroporti sardi, i 4,5 dagli aeroporti campani, i 14 milioni dagli aeroporti siciliani, i 1,4 dagli aeroporti calabresi e i 2,4 dagli aeroporti pugliesi arriviamo, approssimazioni a parte, ai 120 di partenza. Risultato finale: 62 milioni di passeggeri partono, arrivano o transitano in aeroporti a sud di Roma (compresa) e 58 da aeroporti a nord.
Fonti a riprova della fantasmagorica affermazione secondo cui il 70% del traffico aereo in Italia è al Nord sarebbero assai gradite.
Epicurion
March 30th, 2006, 05:14 PM
Recentemente c'è stata l'acquisizione di Volare da parte di Alitalia e francamente non mi pare che nessuna compagnia straniera abbia sgomitato per accaparrarsi i suoi slot...grazie al cazzo, erano quasi tutti slot per collegamenti nazionali!!!
in ogni modo, vorrei farvi notare una cosa. sia il sistema aeroportuale romano sia quello milanese sono cresciuti negli ultimi anni, più della media europea. l'Italia ha una popolazione pari a quella britannica e a quella francese, con un PIL non di molto inferiore a tali due nazioni. inoltre, geograficamente la Penisola necessita inevitabilmente di collegamenti aerei, più di quasi tutti i Paesi europei. e ancora, è il terzo Paese in Europa per afflusso di turisti (con 70 milioni di cinesi pronti ad entrare in questo mercato se solo la burocrazia italiana glielo permettesse). morale della favola, il mercato aereo italiano è potenzialmente molto più cospicuo di come è oggi. non vedo perché non possano coesistervi 2 hub. quando si parla di impossibilità di averne due in un Paese, si intende che per la compagnia di bandiera ciò non conviene finanziariamente. ma l'esperienza americana ci isegna che non serve ospitare la sede di un carrier per essere un hub: Chicago O'Hare è il principale aeroporto del continente americano, mentre i 3 di New York (il più "piccolo" dei quali, il La Guardia, ha un traffico passeggeri superiore a Fiumicino) arrivano a trasportare qualcosa come 120 milioni di persone all'anno. ma i carrier americani hanno la sede altrove (Salt Lake City, Atlanta, etc.).
gruber
March 30th, 2006, 05:17 PM
65%, chiedo venia. ho scritto 70%, come d'altronde è riportato su decine di Agenzie stampa rintracciabili su Internet.
ma credo che il 65% sia il dato giusto.
ti basta la CAMERA DEI DEPUTATI?
Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 503 del 31/7/2004
ANDREA GIBELLI.
Pag. 70
........Oggi ci troviamo di fronte - è giusto fare alcune considerazioni di carattere finale - ad una cambiale in bianco rispetto ad un prestito-ponte che si configura privo di paletti che consentano una verifica parlamentare. A me dispiace aver sentito oggi interventi di colleghi del centrosinistra che non fanno onore alla verità parlamentare, ciò per un motivo molto semplice: in più di un'occasione abbiamo visto i colleghi del centrosinistra definire ancora una volta, e in ritardo, la compagnia Alitalia come compagnia di bandiera.
Vorrei ricordare ai colleghi che non si tratta di una compagnia di bandiera, ma di una compagnia di riferimento, che è stata privatizzata fino al 62 per cento (anche se vi è ancora una quota dello Stato), e che ha continuato, come società per azioni, ad assumere personale in questi anni, definendo una serie di piani finanziari ed industriali che non hanno trovato soluzione.
La critica al prestito ponte è dovuta al semplice fatto che non potremo, per rispettare le condizioni della Comunità europea, valorizzare il sistema degli aeroporti italiani, con particolare riferimento a quelli milanesi, ed orientare le rotte di questa società verso quelle più redditizie, perché in un libero mercato, non sarà possibile, secondo il principio della non concorrenza, considerata la concessione del prestito ponte, incrementare il network della compagnia di riferimento Alitalia.
Quindi, nel corso di questi dieci mesi o di quest'anno finanziario, durante il quale l'amministratore delegato Cimoli dovrà presentare un piano di ristrutturazione, non vi saranno ulteriori sviluppi per definire quote di mercato in maniera coerente e secondo una logica industriale. Ci troveremo, quindi, di fronte ad un piano industriale che sarà determinato in una condizione economica assolutamente sfavorevole.
Come rilevato questa mattina, la società perde circa mille euro al minuto e le probabilità che si possa ristrutturare sono praticamente inesistenti.
Avevamo detto in tempi non sospetti - e rispondo alle critiche rivolte al presidente Bonomi - che, forse, qualcuno in quest'aula, soprattutto nel centrosinistra, dimentica le operazioni poste in essere dall'amministratore Mengozzi, uomo di Prodi, che non è stato in grado di predisporre, quando si poteva fare, un piano industriale in maniera economicamente conveniente.
Ho notato in qualche intervento una certa ansia (uso questo termine per non aggiungere altro) quando si faceva riferimento alla necessità, per esempio, di mantenere l'hub di riferimento a Roma. Vorrei ricordare che, del 70 per cento dei biglietti aerei venduti nel nostro paese, il 65 per cento sono venduti al nord.
PIETRO TIDEI. Sono turisti che vengono a Roma!
ANDREA GIBELLI. Sono numeri che, evidentemente, l'onorevole Tidei dimentica, perché la logica di mercato imporrebbe certe scelte industriali. Invece, il 27 per cento dei biglietti aerei sono venduti nel centro Italia e, quindi, logica vorrebbe che l'hub venisse spostato in altre parti d'Italia. Evidentemente, ancora una volta, prevale la logica politica su quella industriale!
Il fatto che si continui a sostenere che una compagnia di bandiera (si tratta, invece, di una compagnia di riferimento), avrebbe avuto, attraverso le proprie risorse, maggiori spazi di ristrutturazione un anno fa, come è stato detto dal presidente Bonomi nel corso di un'audizione alla Camera, non fa onore alla verità! Alla soluzione individuata, ancora una volta, del risanamento finanziario, si è opposta un'unica voce, rimasta inascoltata, per quanto riguarda l'attuazione di un certo piano industriale. Ci si è chiesti: come mai l'Italia ha rinunciato alle rotte più redditizie? Come mai esistono coincidenze di volo che favoriscono l'hub francese di Charles De Gaulle e, quindi, nei fatti Air France? Sono scelte che sono state industrialmente determinate quando alla guida del paese vi era il centrosinistra, non il centrodestra!
----------------------------------------------------------------
Alitalia:
65% Al Nord
27% Al Centro
8% al Sud
----------------------------------------------------------------
La Sea è d’accordo e snocciola i numeri o sostegno di questa tesi. Formigoni ricordava che al Nord viene venduto oltre il 60% dei biglietti aerei, nella sola Lombardia il 31% (doppio del Lazio) e inoltre che il 90% del personale tecnico di Alitalia ha base a Roma, mentre il 66% viene impiegato a Malpensa.
taurus
March 30th, 2006, 05:18 PM
@taurus
Vorrei sapere su quali certezze basi la tua asserzione secondo cui il mercato c'è solo a Malpensa ed ogni volo da Fiumicino non abbia la dignità di esistere. Moltissime compagnie aeree straniere (Delta, US Air, Thai, Cathay, Qantas, Aeroflot, Jal, Saudi Arabian, Emirates) in questi ultimi anni non solo lo hanno smentito, aprendo voli diretti verso Roma, ma sono state proprio il motivo della crescita di Fiume. Infatti nonostante l'unica tendenza della politica negli ultimi cinque anni sia stata quella di trasferire voli da Fiumicino a Malpensa, ebbene Fiumicino in traffico internazionale è cresciuto più di Malpensa (controlla su www.assaeroporti.it). Infine, la considerazione che il Nord Italia, 60% della popolazione italiana, produca il 70% del traffico, esula dalla nozione di Hub: a parte rari casi un savonese od un triestino non prendono l'auto fino a Milano, se devono andare all'estero. Prendere un volo di collegamento aereo verso un eventuale hub che sta a Milano ed un eventuale che sta a Roma, per loro è del tutto indifferente.
@gruber
Tanto per cominciare credo serva a poco questa pletora di dati: se Albertini dice che a Rovaniemi d'inverno fa caldo, ed io rispondo che ma quale caldo, a Rovaniemi fa meno venti e a Roma cinque, non serve che mi pubblichi le temperature di Rio de Janeiro per dimostrare che a Rovaniemi d'inverno fa caldo: continua a fare freddo anche se Rio è più calda di Roma. Io avevo semplicemente messo in ridicolo due affermazioni di Albertini che a chiunque conosca anche minimamente la materia non possono far che ridere: quella secondo cui Malpensa è stata progettata per 12 milioni di passeggeri e quella secondo cui Alitalia è da due anni che non inaugura voli su Fiumicino. In realtà a Malpensa ci si attendevano 33 milioni di passeggeri (rigorosamente mai registrati) ed Alitalia sta attivando molte e profittevoli rotte da Fiume.
Infine ti prego, mi dovresti spiegare perché - togliendo di mezzo Alitalia che i tuoi dati assodano operare molti più voli intercontinentali da Malpensa - 15 milioni (27 M-12 M) di passeggeri internazionali fanno di Fiumicino un mezzo hub e 15,1 (18,4 M-3,3 M) di Malpensa un vero hub intercontinentale con tutti i crismi.
..io non ho detto che Fiumicino non ha mercato.. ho detto che quello di Malpensa è potenzialmente molto più ampio ma che purtroppo è sfruttato solo in minima parte lasciando lo sfruttamento alle varie compagnie straniere.. le mie asserzioni le baso su elementi molto semplici.. i bacini aeroportuali corrispondono grossomodo alla densità di abitanti, alla capacità di attrarre turismo ma soprattutto alla potenzialità economica di quel territorio e di conseguenza la sua capacità di commercio estero (finanziario e industriale). Di questi elementi Roma può competere solo per quello turistico ma per il resto non c'è storia..
..comunque non preoccuparti.. se fallisse Alitalia (incrociamo le dita che avvenga al più presto) non saremmo tutti costretti ad emigrare per volare all'estero.. basterebbe rifondare una nuova compagnia di bandiera, ma che sia VERAMENTE di bandiera e che quindi fornisca un VERO servizio al paese e alla sua economia.. basterebbe che tutto ciò avvenisse con una semplicissima regoletta basilare.. che le scelte aziendali siano dettate dal MERCATO e non dalla POLITICA CLIENTELARE.. vedrai che tutto si sistemerebbe.
gruber
March 30th, 2006, 05:19 PM
grazie al cazzo, erano quasi tutti slot per collegamenti nazionali!!!
in ogni modo, vorrei farvi notare una cosa. sia il sistema aeroportuale romano sia quello milanese sono cresciuti negli ultimi anni, più della media europea. l'Italia ha una popolazione pari a quella britannica e a quella francese, con un PIL non di molto inferiore a tali due nazioni. inoltre, geograficamente la Penisola necessita inevitabilmente di collegamenti aerei, più di quasi tutti i Paesi europei. e ancora, è il terzo Paese in Europa per afflusso di turisti (con 70 milioni di cinesi pronti ad entrare in questo mercato se solo la burocrazia italiana glielo permettesse). morale della favola, il mercato aereo italiano è potenzialmente molto più cospicuo di come è oggi. non vedo perché non possano coesistervi 2 hub. quando si parla di impossibilità di averne due in un Paese, si intende che per la compagnia di bandiera ciò non conviene finanziariamente. ma l'esperienza americana ci isegna che non serve ospitare la sede di un carrier per essere un hub: Chicago O'Hare è il principale aeroporto del continente americano, mentre i 3 di New York (il più "piccolo" dei quali, il La Guardia, ha un traffico passeggeri superiore a Fiumicino) arrivano a trasportare qualcosa come 120 milioni di persone all'anno. ma i carrier americani hanno la sede altrove (Salt Lake City, Atlanta, etc.).
ma infatti la soluzione migliore sarebbe far fallire Alitalia!
gruber
March 30th, 2006, 05:23 PM
comunque, dalla stessa
Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 503 del 31/7/2004
Pag. 73
EUGENIO DUCA (Parlamentare DS)
Signor Presidente, concludo ricordando all'onorevole Landi Di Chiavenna che nel 1994 ho presentato un'interrogazione sull'Alitalia. In questa sede non intendo fare i nomi dei colleghi e concluderò in poco tempo. Vorrei invece ricordare un episodio avvenuto il 27 dicembre 1994 sul volo AZ 812 Roma-Johannesburg-Mauritius e ritorno; in proposito ho presentato un'interrogazione parlamentare che non ha peraltro mai avuto risposta, in quanto il ministro competente, in sede di Commissione, denunciò da parte dell'Alitalia la mancata trasmissione degli elementi di risposta.
È avvenuto in quel volo, nel quale Alitalia ha perso 72 milioni di lire, che otto passeggeri prenotati sulla top class (uno con carta di diamante) - vi sono colleghi esperti, tra i quali il collega Pezzella, che se ne intende - sono stati cancellati perché altre otto persone, munite dei biglietti economici class serie M, del valore di 2 milioni 100 mila lire dell'epoca, per l'andata e il ritorno, sono stati fatti viaggiare in top class al posto di coloro che avevano pagato 8 milioni e 100 mila lire.
Questi signori erano il consigliere di un ministro (non voglio fare nomi), Consolo e famiglia nonché un ministro e famiglia.
Questo fa ben capire come "funziona" Alitalia....
Federicoft
March 30th, 2006, 05:25 PM
Malpensa ha un numero maggiore di aerei ma è un HUB intercontinentale pur NON avendo praticamente una compagnia di bandiera alle spalle.
Fiumicino ha Alitalia in casa, ha avuto in passato sovvenzioni spaventose, ma quasi la metà dei voli e dei passeggeri sono Nazionali! a riprova che di Hub ha ben poco.
Tanto per cominciare non capisco come tu possa ripetere che è un hub senza compagnia aerea quando la maggior parte dei voli intercontinentali Alitalia parte da Malpensa (nonostante i dati di traffico eccetera).
Inoltre. Con molto rispetto ma dimostrazione un bel niente. Quattro quinti dei passeggeri di Malpensa sono internazionali. Metà dei passeggeri di Fiumicino sono internazionali. A fronte di ciò, il numero di passeggeri è lo stesso: che cosa hai dimostrato? Niente.
giusto quello che viene servito dal fatto di avere Alitalia lì!
se Alitalia fosse a Torino o Napoli o Milano, Roma avrebbe i 4 o 5 Milioni di voli internazionali dovuti al turismo e in misura minima agli affari e una parte di quei 12 milioni di voli nazionali di cui un numero ELEVATO sono passeggeri del nord che sono obbligati ad andare a Roma per prendere un volo, e un numero più piccolo di meriodionali che ci devono andare per il medesimo motivo.
Quella iniziale è una illazione. Ripeto: Alitalia opera la maggior parte dei suoi voli intercontinentali da Malpensa. A fronte di ciò, Fiumicino ha lo stesso numero di passeggeri: come la mettiamo?
Il numero ELEVATO è di circa 500.000 (dato passeggeri in transito, sempre da Assoaeroporti). I restanti 28 milioni di passeggeri di Fiumicino sono tutti diretti o provenienti a/da Roma.
in ogni caso il problema è 1 solo.
tu vuoi la botte piena e la moglie ubriaca.
cioè Fiumicino Hub incontrastato e Alitalia a pieno regime.
Fondamentalmente non voglio la botte vuota e la moglie sobria.
tu stai tranquillo che un mercato come quello del nord dove si staccano il 70% dei biglietti aerei fa gola a TUTTE le compagnie straniere, sopratutto anche perchè è un mercato locato in una delle zone più ricche d'Europa e dove ogni anno ci sono milioni di voli businness e la quasi totalità dei voli intercontinentali Italiani.
poi, quando Alitalia sarà fallita, vedremo chi invece farà il Servizio Nazionale per il Sud e per le Isole, dove molti aeroporti sono raggiunti, male, da ALitalia esclusivamente perchè Compagnia di Bandiera e non per una effettiva redditività.
quando ciò non accadrà e milioni di Italiani saranno semiisolati o malcollegati, e quando anche le imprese del mezzogiorno si trovveranno senza nemmeno quei pochi voli che oggi hanno....tu potrai dire...Grazie Alitalia, Grazie Fiumicino, Grazie Veltroni.
occhio...che non passi un Barese o un Cagliaritano nelle vicinanze...credimi ...si incazzerebbe non poco.
Vogliamo scommettere su quando Alitalia fallirà? Da un bel po' di anni le cassandre che lo predicono vengono regolarmente smentite, e come se non bastasse quest'anno Alitalia prevede di chiudere il suo esercizio in attivo.
Anche se dovesse fallire, vogliamo scommettere su chi ne subirà le maggiori conseguenze?
gruber
March 30th, 2006, 05:29 PM
E bè...un grazie al cazzo mo te lo meriti anche da me!!!
Alitalia chiuderà in attivo....
E GRAZIE AL CAZZO!
con le mie tasse e quelle di altri 56.000.000 di Italiani gli ripianiano i debiti per la 5° volta!!!!
E GRAZIE AL CAZZO!
però almeno sarà l'ultima, tra 2 o 3 anni...si chiude, baracca e burattini!
Epicurion
March 30th, 2006, 05:30 PM
Questa affermazione mi ha sempre affascinato.
Parte dalla premessa che in Italia ogni anno si registrano 120 milioni di passeggeri all'anno, e dalla supposizione che 80 di questi partono, arrivano o transitano da aeroporti del Nord.
Vediamo un po'. Sommando tutti i passeggeri in partenza, arrivo o transito da tutti gli aeroporti di Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e - attenzione - Toscana, Marche ed Umbria, arriviamo a 58 milioni di passeggeri. Non ottanta, cinquantotto. E non nel Nord, ma da Bolzano a Grosseto. Se a questi 58 sommiamo i 32,5 milioni in partenza, arrivo o transito negli aeroporti laziali, i 4,9 dagli aeroporti sardi, i 4,5 dagli aeroporti campani, i 14 milioni dagli aeroporti siciliani, i 1,4 dagli aeroporti calabresi e i 2,4 dagli aeroporti pugliesi arriviamo, approssimazioni a parte, ai 120 di partenza. Risultato finale: 62 milioni di passeggeri partono, arrivano o transitano in aeroporti a sud di Roma (compresa) e 58 da aeroporti a nord.
Fonti a riprova della fantasmagorica affermazione secondo cui il 70% del traffico aereo in Italia è al Nord sarebbero assai gradite.penso non ti sia chiara una cosa. quando si dice che "il 70% dei biglietti aerei viene staccato al nord", significa che il 70% degli utenti del mercato aereo italiano risiedono al nord. tanto per chiarire: per una famiglia milanese (diciamo di 4 persone) che va in vacanza in Sardegna, il biglietto risulta venduto al nord, ma il dato di 4 passeggeri va ad incrementare il traffico sia lombardo che sardo, no? mi sembra abbastanza logico che i due concetti (biglietti venduti vs. traffico passeggeri) diano luogo a dati contrastanti.
Federicoft
March 30th, 2006, 05:35 PM
65%, chiedo venia. ho scritto 70%, come d'altronde è riportato su decine di Agenzie stampa rintracciabili su Internet.
ma credo che il 65% sia il dato giusto.
ti basta la CAMERA DEI DEPUTATI?
Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 503 del 31/7/2004
ANDREA GIBELLI.
Pag. 70
........Oggi ci troviamo di fronte - è giusto fare alcune considerazioni di carattere finale - ad una cambiale in bianco rispetto ad un prestito-ponte che si configura privo di paletti che consentano una verifica parlamentare. A me dispiace aver sentito oggi interventi di colleghi del centrosinistra che non fanno onore alla verità parlamentare, ciò per un motivo molto semplice: in più di un'occasione abbiamo visto i colleghi del centrosinistra definire ancora una volta, e in ritardo, la compagnia Alitalia come compagnia di bandiera.
Vorrei ricordare ai colleghi che non si tratta di una compagnia di bandiera, ma di una compagnia di riferimento, che è stata privatizzata fino al 62 per cento (anche se vi è ancora una quota dello Stato), e che ha continuato, come società per azioni, ad assumere personale in questi anni, definendo una serie di piani finanziari ed industriali che non hanno trovato soluzione.
La critica al prestito ponte è dovuta al semplice fatto che non potremo, per rispettare le condizioni della Comunità europea, valorizzare il sistema degli aeroporti italiani, con particolare riferimento a quelli milanesi, ed orientare le rotte di questa società verso quelle più redditizie, perché in un libero mercato, non sarà possibile, secondo il principio della non concorrenza, considerata la concessione del prestito ponte, incrementare il network della compagnia di riferimento Alitalia.
Quindi, nel corso di questi dieci mesi o di quest'anno finanziario, durante il quale l'amministratore delegato Cimoli dovrà presentare un piano di ristrutturazione, non vi saranno ulteriori sviluppi per definire quote di mercato in maniera coerente e secondo una logica industriale. Ci troveremo, quindi, di fronte ad un piano industriale che sarà determinato in una condizione economica assolutamente sfavorevole.
Come rilevato questa mattina, la società perde circa mille euro al minuto e le probabilità che si possa ristrutturare sono praticamente inesistenti.
Avevamo detto in tempi non sospetti - e rispondo alle critiche rivolte al presidente Bonomi - che, forse, qualcuno in quest'aula, soprattutto nel centrosinistra, dimentica le operazioni poste in essere dall'amministratore Mengozzi, uomo di Prodi, che non è stato in grado di predisporre, quando si poteva fare, un piano industriale in maniera economicamente conveniente.
Ho notato in qualche intervento una certa ansia (uso questo termine per non aggiungere altro) quando si faceva riferimento alla necessità, per esempio, di mantenere l'hub di riferimento a Roma. Vorrei ricordare che, del 70 per cento dei biglietti aerei venduti nel nostro paese, il 65 per cento sono venduti al nord.
PIETRO TIDEI. Sono turisti che vengono a Roma!
ANDREA GIBELLI. Sono numeri che, evidentemente, l'onorevole Tidei dimentica, perché la logica di mercato imporrebbe certe scelte industriali. Invece, il 27 per cento dei biglietti aerei sono venduti nel centro Italia e, quindi, logica vorrebbe che l'hub venisse spostato in altre parti d'Italia. Evidentemente, ancora una volta, prevale la logica politica su quella industriale!
Il fatto che si continui a sostenere che una compagnia di bandiera (si tratta, invece, di una compagnia di riferimento), avrebbe avuto, attraverso le proprie risorse, maggiori spazi di ristrutturazione un anno fa, come è stato detto dal presidente Bonomi nel corso di un'audizione alla Camera, non fa onore alla verità! Alla soluzione individuata, ancora una volta, del risanamento finanziario, si è opposta un'unica voce, rimasta inascoltata, per quanto riguarda l'attuazione di un certo piano industriale. Ci si è chiesti: come mai l'Italia ha rinunciato alle rotte più redditizie? Come mai esistono coincidenze di volo che favoriscono l'hub francese di Charles De Gaulle e, quindi, nei fatti Air France? Sono scelte che sono state industrialmente determinate quando alla guida del paese vi era il centrosinistra, non il centrodestra!
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Alitalia:
65% Al Nord
27% Al Centro
8% al Sud
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La Sea è d’accordo e snocciola i numeri o sostegno di questa tesi. Formigoni ricordava che al Nord viene venduto oltre il 60% dei biglietti aerei, nella sola Lombardia il 31% (doppio del Lazio) e inoltre che il 90% del personale tecnico di Alitalia ha base a Roma, mentre il 66% viene impiegato a Malpensa.
Questa non è una fonte. È un parlamentare della Lega che ha sparato un numero in Aula, ed uno stenografo l'ha riportato, come riporta i complimenti che si scambiano i deputati quando scoppia una baruffa.
Mi devo fidare di Gibelli (che oltretutto anche lui si guarda bene dal fornire una fonte)?
taurus
March 30th, 2006, 05:36 PM
..riguardo al numero di biglietti venduti poi c'è da dire anche un altra cosa e cioè che non tutti hanno lo stesso valore.. un biglietto venduto ad un imprenditore brianzolo che va a fare affari in Cina o in Romania non ha lo stesso valore di un biglietto venduto ad esempio ad uno studente siciliano che dopo aver passato le feste di natale a casa se ne torna a Roma o Milano.. per le statistiche sono due biglietti venduti uno al nord e uno al sud ma il loro indotto economico è ben diverso!
Federicoft
March 30th, 2006, 05:39 PM
E bè...un grazie al cazzo mo te lo meriti anche da me!!!
Alitalia chiuderà in attivo....
E GRAZIE AL CAZZO!
con le mie tasse e quelle di altri 56.000.000 di Italiani gli ripianiano i debiti per la 5° volta!!!!
E GRAZIE AL CAZZO!
però almeno sarà l'ultima, tra 2 o 3 anni...si chiude, baracca e burattini!
MA DOVE! MA QUANDO! L'ultima volta che Alitalia ha ricevuto uno pseudo aiuto di Stato è stato nel con il prestito ponte. Che era tutto fuorché un aiuto (un prestito garantito!), e peraltro è stato totalmente restituito con gli interessi.
gruber
March 30th, 2006, 06:00 PM
se Gibelli, ma anche la SEA e Formigoni danno quei dati...e secondo te, ovviamente sono taroccati...come mai Veltroni, Cimoli, Romiti e tutti i pappa e ciccia di ADR non sono corsi a correggerli?
come mai sono riportati su decine di siti di tutti i tipi?
chi lo sa!
mistero...P2...secessionisti padani...terroristi veneti...framassoni brianzoli....tutti in combutta contro la povera Alitalia...
va be...ocio che arrampicarsi sugli specchi non è facile....te saludi...
in ogni caso per farti meglio glorificare Alitalia eccoti delle "tabelline" di quei Leghisti Fottuti dell'Università Padana della Bocconi.
L’analisi di dettaglio evidenzia come a Malpensa il 47,8% dei voli intercontinentali di Alitalia in partenza sia in ritardo e come questa percentuale salga ad un valore ancora più elevato a Fiumicino, ben il 75,8%. Per avere un termine di paragone, a Francoforte e Monaco i voli intercontinentali di Lufthansa sono in ritardo in partenza nel 31,7% e nel
33,8% dei casi.
http://i2.tinypic.com/smdcpl.jpg
La tabella successiva evidenzia il risultato delle due porte di accesso intercontinentali nei confronti dei principali scali europei, prendendo in considerazione i dati di traffico del 2001 e indicando i tassi di crescita del periodo 1994-2001. I cambiamenti nell’assetto del mercato italiano hanno comportato, da un lato, che il sistema milanese (Malpensa + Linate) crescesse in modo particolarmente elevato (+86% nei 7 anni considerati),
secondo solo a Barcellona (+95%) per tassi di crescita, dall’altro lato, che lo scalo di Roma - Fiumicino registrasse un tasso di crescita inferiore a tutti gli scali europei (solo +26%)
e qui i tuoi dati vanno a ramengo!
che Leghisti sti Bocconiani!!!
gruber
March 30th, 2006, 06:19 PM
..riguardo al numero di biglietti venduti poi c'è da dire anche un altra cosa e cioè che non tutti hanno lo stesso valore.. un biglietto venduto ad un imprenditore brianzolo che va a fare affari in Cina o in Romania non ha lo stesso valore di un biglietto venduto ad esempio ad uno studente siciliano che dopo aver passato le feste di natale a casa se ne torna a Roma o Milano.. per le statistiche sono due biglietti venduti uno al nord e uno al sud ma il loro indotto economico è ben diverso!
"la Lombardia è la Regione in cui viene venduta la maggior parte dei biglietti aerei (con riferimento al valore monetario): 1391 milioni di euro, pari al 31% del totale italiano. "
Firmato quel sovversivo Rivoluzionario Indipendentista di Roberto "CL" Formigoni.
Federicoft
March 30th, 2006, 07:51 PM
Vorrei precisare che nonostante mi sia sforzato, non sono riuscito a trovare uno straccio di fonte, studio, analisi o consimile che dimostri il fatto che il 70% del traffico aereo venga dal nord Italia (che peraltro non vuol dire da Milano - mi dovete spiegare qual è il vantaggio per un triestino ad avere un hub a Milano anziché Roma, ma facciamo finta di ignorare). Leggo sul sito della Camera che Gibelli Andrea nato a Codogno è di professione architetto: forse per questo non è abituato a fornire la fonte dei suoi dati. E beninteso: i dati non si convalidano in se stessi, sul principio che più sono diffusi più sono esatti. Così si propagano solo le idiozie.
Un'analisi meramente quantitativa, l'unica che si possa fare in mancanza di studi appositi, dice che Nord e Sud movimentano lo stesso numero di passeggeri, o anzi ne movimenta più il Sud.
Detto questo, ripeto anche per l'ennesima volta che non sta scritto da nessuna parte che l'hub di una compagnia debba stare dove ci sono più passeggeri. La prima compagnia mondiale (American) rimane tranquillamente la prima senza fallire venti volte pur avendo il suo hub non già a New York o Los Angeles, ma a Dallas. La seconda (Delta) ha fatto di Atlanta il più grande aeroporto del mondo. Una delle maggiori d'Europa (Lufthansa) ha posto il suo hub non nella città più popolata, che è solo la sua quinta destinazione, ma in quella più centrale.
Infine, mi piace sottolineaere di nuovo che nonostante gli stessi dati sopra pubblicati dimostrino che Alitalia operi più destinazioni internazionali da Malpensa che da Fiumicino, ancorché il traffico internazionale dei due aeroporti sia misteriosamente identico, non si è persa occasione per tirar fuori la solita litania che la responsabile dell'affossamento di Malpensa è... proprio l'Alitalia!
Pavlvs
March 30th, 2006, 09:16 PM
@Federicoft:
c'è un equivoco.
E' il 70% della clientela BUSINESS quella che vola dal nord Italia.
Vitruvio
March 30th, 2006, 09:22 PM
Detto questo, ripeto anche per l'ennesima volta che non sta scritto da nessuna parte che l'hub di una compagnia debba stare dove ci sono più passeggeri.
E' vero!!! in effetti non esiste nemmeno una legge che dica che i negozi debbano stare vicino ai consumatori, che i cinema debbano stare vicino agli spettatori e gli stadi vicini ai tifosi. Quindi al solo scopo di creare spostamenti interni inutili, creaiamo tutto, il più lontano possibile dal loro potenziale bacino d'utenza!!!
Eleinad
March 30th, 2006, 09:35 PM
Detto questo, ripeto anche per l'ennesima volta che non sta scritto da nessuna parte che l'hub di una compagnia debba stare dove ci sono più passeggeri. La prima compagnia mondiale (American) rimane tranquillamente la prima senza fallire venti volte pur avendo il suo hub non già a New York o Los Angeles, ma a Dallas. La seconda (Delta) ha fatto di Atlanta il più grande aeroporto del mondo. Una delle maggiori d'Europa (Lufthansa) ha posto il suo hub non nella città più popolata, che è solo la sua quinta destinazione, ma in quella più centrale.
Se in Italia si facesse come negli USA dove motivazioni economiche e non politiche privilegiano la crescita di un aeroporto piuttosto che di un altro ti potrei anche dare ragione.
Federicoft
March 30th, 2006, 09:43 PM
@Federicoft:
c'è un equivoco.
E' il 70% della clientela BUSINESS quella che vola dal nord Italia.
Oh, finalmente! Questa è una cosa che mi pare sensata. Settanta percento di clientela business non vuol dire che "il 70% dei biglietti aerei si staccano nel nord Italia".
E' vero!!! in effetti non esiste nemmeno una legge che dica che i negozi debbano stare vicino ai consumatori, che i cinema debbano stare vicino agli spettatori e gli stadi vicini ai tifosi. Quindi al solo scopo di creare spostamenti interni inutili, creaiamo tutto, il più lontano possibile dal loro potenziale bacino d'utenza!!!
Dunque il potenziale bacino d'utenza del mezzo aereo è Milano e il suo circondario, vero? Noi poveri trogloditi a sud del Po forse non sappiamo nemmeno che cosa sia? Se poi non ti costa troppa fatica, potresti leggere anche le tre o quattro righe immediatamente successive?
Vitruvio
March 31st, 2006, 08:29 AM
Impatto ambientale: la Ue assolve Malpensa
La Sea: ora via alla terza pista. Proteste
VARESE - Il segnale che arriva da Bruxelles è esplicito: mettiamo una pietra tombale sul «processo» contro l’ampliamento di Malpensa. La Commissione Europea ha infatti proposto l’archiviazione della «procedura d’infrazione» per la mancata valutazione di impatto ambientale sul potenziamento dello scalo, e in particolare sull’ampliamento del Terminal 1, quello principale. Fine delle battaglie ambientaliste attorno a Malpensa? «Nemmeno per sogno - ribattono i comitati e le associazioni da anni in guerra con l’hub -, perché Sea ha già posto le basi per realizzare la terza pista».
Vero è che il pronunciamento arrivato da Bruxelles ha chiuso una strada sulla quale ambientalisti, sindaci e comitati di cittadini facevano molto conto. Nel 2001 questo «cartello» aveva inoltrato una protesta formale alla Ue perché il progetto di allargamento di Malpensa non era stato sottoposto alla cosiddetta valutazione di impatto ambientale. I commissari europei non avevano ritenuto infondata la richiesta e nel 2003 avevano «messo in mora» il governo italiano proprio sul punto in questione. Ma, ora, ecco la doccia fredda: per la Ue a Malpensa i lavori sono in regola, né esistono preoccupazioni per l’ambiente.
Come si spiega quest’inversione di rotta? Le motivazioni non sono state ancora ufficialmente rese note, ma è possibile sia passata la tesi da sempre sostenuta da Sea, la società di gestione aeroportuale, secondo la quale il progetto dell’aeroporto risale a prima dell’introduzione in Italia dell’obbligo di valutazione di impatto ambientale. Tesi rafforzata anche da un parere del ministro dell’Ambiente Altero Matteoli. «Ma è un controsenso - commenta Mario Zambrini, dell’associazione Ambiente Italia -, perché un decreto di sei anni fa dell’allora ministro Edo Ronchi, pur tollerando lo spostamento di una serie di voli a Malpensa, sottolineava che il traffico era incompatibile con l’ambiente e invitava a riconsiderare la questione».
Nonostante il parere comunicato dall’Europa, il mondo ambientalista non rinfodera le armi. «Mentre a Bruxelles si discute, a Milano si costruisce» incalza Emilio Magni di Legambiente, parafrasando la famosa frase latina. «La Sea - prosegue - ha da tempo comunicato alla Regione la sua intenzione di costruire la terza pista e chiede di modificare il piano d’area. L’ipotesi di ampliamento costringerà ad allargare l’area dell’aeroporto del 30%, inglobando altro territorio oggi verde e costringendo a delocalizzare gli abitanti di un altro paese, Tornavento».
Claudio Del Frate
Vitruvio
March 31st, 2006, 08:33 AM
Oh, finalmente! Questa è una cosa che mi pare sensata. Settanta percento di clientela business non vuol dire che "il 70% dei biglietti aerei si staccano nel nord Italia".
Dunque il potenziale bacino d'utenza del mezzo aereo è Milano e il suo circondario, vero? Noi poveri trogloditi a sud del Po forse non sappiamo nemmeno che cosa sia? Se poi non ti costa troppa fatica, potresti leggere anche le tre o quattro righe immediatamente successive?
Guarda che questo pensiero, se così si può chiamare l'hai fatto solo tu... il fatto di creare un hub dove c'è potenziale clientela mi sembra una cosa ragionevole, ma questo non esclude che ci possano essere altri aeroporti.
Certo che se si usano le affermazioni degli altri per poi tacciarli di cose che nemmeno si sognano forse hanno ragione quelli che hanno abbandonato il forum. Saluti
gruber
March 31st, 2006, 09:54 AM
Vorrei precisare che nonostante mi sia sforzato, non sono riuscito a trovare uno straccio di fonte, studio, analisi o consimile che dimostri il fatto che il 70% del traffico aereo venga dal nord Italia (che peraltro non vuol dire da Milano - mi dovete spiegare qual è il vantaggio per un triestino ad avere un hub a Milano anziché Roma, ma facciamo finta di ignorare). Leggo sul sito della Camera che Gibelli Andrea nato a Codogno è di professione architetto: forse per questo non è abituato a fornire la fonte dei suoi dati. E beninteso: i dati non si convalidano in se stessi, sul principio che più sono diffusi più sono esatti. Così si propagano solo le idiozie.
Un'analisi meramente quantitativa, l'unica che si possa fare in mancanza di studi appositi, dice che Nord e Sud movimentano lo stesso numero di passeggeri, o anzi ne movimenta più il Sud.
Detto questo, ripeto anche per l'ennesima volta che non sta scritto da nessuna parte che l'hub di una compagnia debba stare dove ci sono più passeggeri. La prima compagnia mondiale (American) rimane tranquillamente la prima senza fallire venti volte pur avendo il suo hub non già a New York o Los Angeles, ma a Dallas. La seconda (Delta) ha fatto di Atlanta il più grande aeroporto del mondo. Una delle maggiori d'Europa (Lufthansa) ha posto il suo hub non nella città più popolata, che è solo la sua quinta destinazione, ma in quella più centrale.
Infine, mi piace sottolineaere di nuovo che nonostante gli stessi dati sopra pubblicati dimostrino che Alitalia operi più destinazioni internazionali da Malpensa che da Fiumicino, ancorché il traffico internazionale dei due aeroporti sia misteriosamente identico, non si è persa occasione per tirar fuori la solita litania che la responsabile dell'affossamento di Malpensa è... proprio l'Alitalia!
fondamentalmente parliamo di 2 cose diverse.
tu da una parte tutti gli altri da un'altra.
te l'ho anche scritto più volte ma o fai orecchie da mercante o non leggi o non mi spiego.
ci riprovo.
tu affermi che Alitalia è una compagnia che può vivere, che dve vivere e che ha giustamente il la sua base a Roma.
noi ti diciamo che di Alitalia ce ne fotte ben poco, ti diciamo che secondo OGNI logica di mercato Alitalia dovrebbe stare al Nord dove c'è il maggior bacino d'utenza, il maggior numero di clienti e i maggiori ricavi (ricordati che una compagnia aere SOPRAVVIVE GRAZIE AL TRAFFICO BUSINNESS E A QUELLO FIRST. non con i biglietti economy!)
e dulcis in fundo che Alitalia potrebbe benissimo anche fallire e gli slot lasciti liberi al mercato.
proprio per concludere quella che al Sud si stacchino più biglietti che nel resto d'Italia è veramente la battuta del Mese.
molto divertente.
Vitruvio
March 31st, 2006, 02:29 PM
Neanche a farlo apposta guardate un pochino cosa scrive Cimoli esattamente due mesi dopo aver detto l'esatto contrario...
31 mar 14:10
Alitalia: Cimoli, "In Italia due hub non sono troppi"
ROMA - Due hub (Fiumicino e Malpensa) in Italia non sono troppi. Lo ha detto Giancarlo Cimoli, amministratore delegato di Alitalia, durante l'assemblea degli azionisti. "Le aree di Roma e Milano rappresentano un mercato di oltre 17 milioni di passeggeri in origine e destinazione. Questi numeri si confrontano con aeroporti come Francoforte che ha 17 milioni di passeggeri e Monaco che ne vale 15". Cimoli ha concluso: "In Europa ci sono solo 10 aree di queste dimensioni e ci sono compagnie che operano con 100mila passeggeri. Allora e' normale che un vettore come il nostro punti a servrire entrambi gli hub". (Agr)
gruber
March 31st, 2006, 02:32 PM
Neanche a farlo apposta guardate un pochino cosa scrive Cimoli esattamente due mesi dopo aver detto l'esatto contrario...
31 mar 14:10
Alitalia: Cimoli, "In Italia due hub non sono troppi"
ROMA - Due hub (Fiumicino e Malpensa) in Italia non sono troppi. Lo ha detto Giancarlo Cimoli, amministratore delegato di Alitalia, durante l'assemblea degli azionisti. "Le aree di Roma e Milano rappresentano un mercato di oltre 17 milioni di passeggeri in origine e destinazione. Questi numeri si confrontano con aeroporti come Francoforte che ha 17 milioni di passeggeri e Monaco che ne vale 15". Cimoli ha concluso: "In Europa ci sono solo 10 aree di queste dimensioni e ci sono compagnie che operano con 100mila passeggeri. Allora e' normale che un vettore come il nostro punti a servrire entrambi gli hub". (Agr)
il potere politico ha vinto ancora.
ma almeno spostasse tutta Alitalia a Roma...ma lo facesse....liberando gli slots su Malpensa!!!!!
Epicurion
March 31st, 2006, 03:00 PM
e ancora:
Cimoli accusa il governo: lasciati soli contro le low cost
«Alitalia, una compagnia aerea lasciata sola dal governo contro l'assalto delle low cost»
C.B.
È un atto di accusa quello lanciato dall'amministratore delegato del vettore della Magliana all'Assemblea dei soci in corso a Roma. «Dalla metà del 2005 - ha affermato Cimoli - oltre al rincaro del barile, c'è stato in Italia un assalto delle low cost come in nessun altro Paese europeo. Un po' per la forza dei vettori nazionali come ad esempio Air France o Lufthansa, un po' per le misure di protezione messe in atto dalle autorità nazionali». In Europa, ha detto, «c'è stata liberalizzazione e regolamentazione. In Italia, invece, a Bergamo Ryanair ha costruito un palazzo per far dormire i propri dipendenti e a Malpensa, EasyJet atterra di notte e fa le nostre stesse rotte. Questa non è una politica del trasporto aereo attenta e illuminata». All'ordine del giorno della riunione dei soci c'è l'approvazione dei conti 2005. È rappresentato in assemblea il 50,13% del
capitale sociale pari a 695.129.777 azioni. Tra gli azionisti che hanno una partecipazione superiore del 2%, risultano il ministero dell'Economia e delle Finanze con il 49,9%, il fondo Usa Walter Capital Management (in qualità di gestore del fondo Sac Global Investments che detiene l'intera partecipazione) con l'8,2%, il fondo inglese Newton Investment Management con il 4,2%, Air France con il 2%, Norges Bank con il 2,002%.
© Copyright Il Sole 24 Ore
...gli rosica che lui deve spendere milioni di euro per camere d'hotel a 4/5 stelle, mentre alla Ryan hanno un cervello. e poi se la prende perché un'altra compagnia aerea gli fa concorrenza?!?!?!? ma se non ti piace il libero mercato, che cazzo sei diventato a fare manager?!?
gruber
March 31st, 2006, 03:13 PM
pazzesco...le peggiori tradizioni e usi dello statalismo dirigista raccolte in poche righe!
non pensavo che Cimoli arrivase a questi livelli!
è alla frutta...deve spostare pian piano Alitalia a Malpensa, perchè lì c'è il mercato e ci sono i soldi, e c'è l'unica ancora di sopravvivenza per sta compagnia con le pezze al culo...ma lo deve fare di nascosto, in tempi biblici....e quando sembra che ce la stia facendo....zacchette che qualcuno lo tira per la giacca (uno a caso? Veltroni, un altro a caso? Storace...un altro ancora? Letta) e gli ricorda che Alitalia ha Roma tra dipendenti, moglie, cugini e nipoti è un serbatoio di voti intoccabile....ed ecco che Cimoli sposta 200 persone delle 2000 previste, ecco che si tengono 2 Hub, ecco che si liscia il pelo ai sindacati pur avendo il peggior personale come cortesia ed efficienza, ecco che per pagare il prestito ponte si ipotecano gli aerei (follia assoluta!!)...ed ecco che vorrebbe tornare a fare il monopolista.
vorrebbe tanto spostare tutto a Malpensa ma non può.
la sostanza è questa.
allora spara contro tutto e tutti.
il problema, temo è che con la vittoria del CSX, il partito pro-Fiumicino e pro-Alitalia ritornerà al potere più di prima...e allora altri soldi gettati.
alla fine Maroni almeno in 2 cose in tutta la sua vita aveva visto giusto:
non dare prestiti alla Fiat e far fallire Alitalia.
gruber
March 31st, 2006, 03:18 PM
continuano le lettere al Corriere su Alitalia
lettera dipendente Alitalia di Roma
Personale Alitalia
Caro Romano, ho letto la sua risposta e sono rimasto allibito.
E' sempre colpa dell'Alitalia.
Mi risulta che l'Alitalia sia molto presente a Malpensa, qualcuno dice sia il 60% del traffico su questo aeroporto, tutti i voli intercontinentali partono da Malpensa, compresi voli giornalieri per Shanghai e Buenos Aires, città peraltro fuori dal «pentagono ». Inoltre l'Alitalia ha da tempo trasferito personale di volo a Malpensa, circa 200 persone, tra i quali ci sono anch'io, solo lo scorso ottobre, più tutte le nuove assunzioni. Penso che l'Alitalia non dovrebbe certo smantellare Fiumicino in favore di Malpensa, e non ne vedo il motivo, dato che l'aeroporto di Roma si trova anch'esso in ottima posizione per varie destinazioni.
Noi dipendenti siamo i primi a sperare che Alitalia comperi nuovi aerei, che apra nuove rotte e che le cose vadano meglio, e leggere notizie incomplete e veder dare tanto risalto a tesi opinabili, che non credo siano verità assolute, certo non aiuta nessuno.
Mario Martinelli
---------------
Lettera utente Alitalia
Scalo di Buenos Aires
Caro Romano, una piccola, ma doverosa precisazione, da parte di una collega e viaggiatrice assidua Milano Malpensa - Buenos Aires: quasi ogni giorno c'è un volo diretto Alitalia (che copre la distanza in 12-13 ore). Carissimo (vergognosamente!) e con un disservizio di overbooking e maleducazione che non ne fanno certo un fiore all'occhiello, però esiste.
Bruna Bianchi, Milano,
Federicoft
March 31st, 2006, 10:28 PM
Guarda che questo pensiero, se così si può chiamare l'hai fatto solo tu... [...]
Certo che se si usano le affermazioni degli altri per poi tacciarli di cose che nemmeno si sognano forse hanno ragione quelli che hanno abbandonato il forum [...]
Senza intenti polemici ma solo per cercare di comprendere.
Ignoro se non hai ben letto, sei fai finta di non aver ben letto o se forse quello che per un paio di decenni mi hanno raccontato essere la lingua italiana in realtà è tutt'altra cosa e i suoi significati a me totalmente oscuri.
Ma dal momento che stai variamente accusando e recriminando (presumo siano questi i motivi che spingono a rimanere sul forum), vorrei cercare di vederci chiaro. Perdonami, ma chi caspita ha tacciato chi e di che cosa? Chi ha usato affermazioni altrui? Io ho solo domandato (sai quel costume in voga nell'antichità che consisteva nel rivolgersi a qualcuno per sapere qualcosa?), anche in modo evidentemente sarcastico, se tu credi che "noi poveri trogloditi a sud del Po forse non sappiamo nemmeno che cosa sia [l'aereo]?". Detta anche interrogazione retorica, la cui risposta è già in sé ed è lapalissiano sia no. Oppure caspita, credi che possa pensare realmente che la Lombardia sia popolata da persone convinte del fatto che a sud del Po non si usi l'aereo? Ma anche se proprio l'avevi scambiata per una domanda seria che si attendeva una risposta, bastava rispondermi: "non lo credo". Mica t'ho detto cotica. Pazzesco che quattordici parole come quelle possano essere prese per un insulto personale o il suo autore un valido motivo per abbandonare il forum...
Camaway
April 1st, 2006, 12:48 AM
Cimoli vuole spostare parte della direzione Alitalia a Milano, ma a diventare Hub sarà Fiumicino, malpensa non ha le caratteristiche tecnico/strutturali. Parola del mio conquilino Manager Alitalia a Roma. E poi, il luogo comune che a Milano girino i soldi, bhe!! sono anni che i dati ci dicono il contrario, Roma produce più del resto d'Italia, ed è la PRIMA per turismo, 2+2 4. A roma c'è il turismo, a Roma L'HUb!!!!!!!!!!.
Ah beh, se l'ha detto il tuo coinquilino...
bigjim33
April 1st, 2006, 01:03 AM
^^ pensavo che i Manager di Alitalia se la passassero meglio degli studenti fuori sede... manco un monolocale si possono permettere?
Federicoft
April 1st, 2006, 01:14 AM
Non ci vuole nessun coinquilino manager (?) Alitalia per accorgersi che tra Malpensa e Fiumicino l'aeroporto con le carte tecniche e strutturali migliori per essere un hub è Fiumicino. Che è sempre stato hub, è più grande, ha una pista in più, una capacità di smistamento del traffico maggiore, condizioni meteorologiche più favorevoli, un'area tecnica non da costruire da zero, collegamenti con il centro della città più efficienti, e che soprattutto non deve subire la concorrenza interna di nessun altro aeroporto.
Una volta chiuso per sempre Linate, messi alla gogna tutti gli ambientalisti, rasa al suolo Malpensa e ricostruita ex novo con quattro piste e logiche degne del Ventunesimo secolo, spostati a spese di non so chi tutti gli hangar, realizzata una ferrovia veloce che in massimo 30 minuti dia la possibilità di arrivare in centro città, costruito un raccordo che permetta di innestarsi alla rete autostradale circostante senza essere costretti a passare per l'intasatissima A8, licenziati tutti i dipendenti a Roma e riassunto un egual numero a Milano, E TUTTO QUESTO A SPESE DEI CONTRIBUENTI, Malpensa avrebbe tutte le carte in regola per diventare unico hub di Alitalia.
Dal momento che, per fortuna, nessun Governo si sognerà di finanziare mai una follia del genere, una soluzione di compromesso con due hub è l'unica accettabile. Naturalmente l'ideale sarebbe stato lasciare UN unico hub dove è sempre stato dalla nascita dell'aviazione civile alla fine degli anni Novanta: a Roma.
Infine, riporto quello che ha dichiarato Giuseppe Roma (nomen omen), direttore del Censis, il 16 marzo 2006. Leggete e meditate.
"Roma registra una crescita economica del 6,7 per cento in controtendenza con i risultati nazionali. Un dato che ha un significato importante. [...] Un terzo dei passeggeri che volano in Italia appartengono a Roma, nonostante le tratte assegnate a Fiumicino siano quelle di un aeroporto regionale; questo è un dato che si può abbattere con un decreto legge. L'operazione Malpensa è inevitabilmente fallita visto che il traffico del Mediterraneo per le tratte internazionali passa per Francoforte e Parigi".
Vitruvio
April 1st, 2006, 10:32 AM
un viaggio in Groellandia????
Sei fortunato che sul forum non ci sia la Gialappa's...altrimenti saresti finito nella RUBRICA dedicata all'ottusangolo in: "Mai dire Skyscrapercity"
Eleinad
April 20th, 2006, 04:05 PM
Da Dagospia di oggi:
CIMOLI SENZA ALI-CIAMPI
Giancarlo Cimoli è molto preoccupato. Tra pochi giorni il suo grande amico e protettore di Livorno, Carlo Azeglio Ciampi, potrebbe lasciare il Quirinale e per il manager dell'Alitalia si renderebbe necessaria la maschera ad ossigeno.
Ieri i sindacati hanno menato duro sui conti del primo trimestre che hanno registrato un livello di vendite e di prenotazioni inferiori del 20% rispetto al budget. Il dialogo è sempre più difficile e il 15 maggio Cimoli dovrà presentare al Consiglio d'amministrazione i conti del primo trimestre sui quali comincerà a pesare come un macigno il prezzo del carburante.
A renderlo ancora meno allegro è una notizia che arriva dalla Spagna e ha un sapore esemplare. L'amministratore delegato dell'Iberia, Angel Mullor, ha presentato le sue dimissioni "per misurarsi con nuove sfide professionali". Il capo della Compagnia spagnola aveva lavorato in precedenza con la holding svizzero-svedese ABB, e all'Iberia non ha fatto solo bene, ha fatto benissimo tanto è vero che al Consiglio di amministrazione del 30 maggio presenterà un bilancio che è il migliore della storia aziendale: 5.603 milioni di euro di ricavi e 385,6 di profitti, ossia il 99,5% in più rispetto all'anno precedente.
Non solo: per il triennio 2006-2008 el senor Angel Mullor prevede utili per 600 milioni e un programma di congelamento (già concordato e varato) dei livelli retributivi.
Per Cimoli (che guadagna 8mila euro al giorno) sono notizie che fanno riflettere.
Eleinad
May 2nd, 2006, 11:30 AM
02 mag 11:10
Alitalia: acquisizione Volare, Air One ricorre al Tar
ROMA - Un ricorso contro l'acquisizione di Volare da parte di Alitalia e' stato presentato da Air One al Tar del Lazio. Il ricorso prevede una richiesta di annullamento del decreto del 17 marzo scorso, con il quale il ministro delle Attivita' produttive, Claudio Scajola, aveva autorizzato il commissario straordinario di Volare "ad aggiudicare la gara per la vendita del complesso aziendale del gruppo Volare all'Alitalia". Air One figurava al secondo posto nella graduatoria, dopo la compagnia di bandiera e prima di Meridiana-Eurofly. (Agr)
Epicurion
May 2nd, 2006, 02:58 PM
02 mag 12:23
Aerei: scaduta la deroga per i voli Alitalia in Sardegna
CAGLIARI - E' scaduta da circa mezz'ora, alle 12, la deroga che consentiva ad Alitalia di volare da e per la Sardegna, nonostante oggi sia entrato in vigore il nuovo regime di continuita' territoriale, dal quale la compagnia di bandiera e' esclusa. Alitalia e' stata invitata a informare i passeggeri e a sospendere immediatamente le operazioni di accettazione per i voli in partenza oltre le 12.
(Agr)
Epicurion
May 2nd, 2006, 04:13 PM
siamo alla farsa:
02 mag 13:13
Aerei: Linate, bloccato volo Alitalia per Cagliari
MILANO - Il volo Alitalia da Milano Linate per Cagliari, previsto per le 12.40, e' stato bloccato a causa della sospensione della deroga sul nuovo regime di continuita' territoriale con la Sardegna, dal quale Alitalia e' esclusa. La deroga consentiva infatti alla compagnia di bandiera di effettuare voli da e per la Sardegna fino alle 12 di oggi.
(Agr)
:bash:
Eleinad
May 3rd, 2006, 12:07 PM
Sardegna, cieli vietati ad Alitalia E i clienti Ryanair restano a terra
da Milano
All'aeroporto di Cagliari la giornata di ieri è cominciata con una deroga: l'Enac ha permesso all'Alitalia di volare verso Milano e Roma fino alle 12. Poi, basta. Meridiana e AirOne hanno accolto anche i passeggeri della compagnia pubblica, e Meridiana in serata ha annunciato che accetterà fino al 5 maggio la clientela con il biglietto AZ. Per l'Enac - l'autorità per l'aviazione civile - la partita è chiusa: alla gara per l'esercizio delle rotte da e per la Sardegna l'Alitalia non ha partecipato, e quindi rimane esclusa. L'Alitalia dice di essere pronta a un ricorso al Tar: sostiene di aver inviato la sua richiesta di partecipazione (la scadenza era alle 20 del 24 aprile), ma l'Enac non l'ha mai ricevuta. È stata solo consegnata a mano, il 27 aprile, una richiesta datata 24, dicono all'ente. Un ricorso sembra difficile da sostenere. La via individuata - e auspicata dall'Enac - è quella di un accordo di «code sharing» (l'esercizio in comune dei diritti di volo), per il quale Meridiana si è detta disponibile. Chiaro che in questo momento i rapporti contrattuali pendono a favore di Merdiana, situazione un po' inedita per l'ex monopolista.
Un passo indietro. I voli per i tre aeroporti sardi (Cagliari, Olbia, Alghero) dal 2002 sono assegnati in regime di «continuità territoriale» (la Sardegna presenta i disagi propri di un'isola), sulla base di una gara che dà alle compagnie il diritto al trasporto in cambio di tariffe agevolate a favore dei residenti e di una continuità operativa durante l'anno. Alitalia era attiva sulla Cagliari-Roma e sulla Cagliari-Milano, con un totale di 680mila passeggeri all'anno. Alla gara per il rinnovo delle convenzioni però non si è presentata, e i diritti sono andati a AirOne (Cagliari e Alghero per Milano e Roma) e Meridiana (Cagliari e Olbia per Milano e Roma). Da ieri è scattato il nuovo operativo. (Non sono autorizzate al trasporto nemmeno EasyJet e Ryanair, che invocano il «libero mercato». Un mancato decollo da Ciampino per Alghero ieri ha lasciato a terra 189 passeggeri di Ryanair). L'interrogativo è: perché Alitalia non ha partecipato alla gara? Spiegazioni ufficiali non ce ne sono. Ma molti sono propensi a credere che ci sia stata una semplice (ma grave) dimenticanza da parte di qualche ufficio (legale o commerciale). Possibile? Possibile, certo. La compagnia ha cercato immediatamente di recuperare, ma una gara ufficialmente bandita è difficile da aggirare. Sostiene che la sua volontà è sempre stata quella di continuare a servire la Sardegna; tant'è vero che ieri sera sul sito Alitalia era (stranamente) acquistabile un'andata da Milano a Cagliari per il 14 maggio con ritorno il 20, con codici e diritti ormai privi di valore. Ma non basta l'intenzione. Ora la compagnia deve fare i conti con Meridiana. Una proposta Meridiana l'avrebbe fatta già il 28 aprile, appena scoppiato il «pasticcio», ottenendo un rifiuto. Ieri c'è stato un ulteriore vertice all'Enac, per il quale comunque la vicenda è chiusa, salvo auspicare una composizione amichevole tra le compagnie. Va osservato che Meridiana e Alitalia hanno sempre svolto un'attività piuttosto integrata, più che concorrente, e che quindi un'intesa appare del tutto realistica. Si tratterà di vedere a che prezzo per la compagnia di Cimoli.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=86263
Eleinad
May 16th, 2006, 01:04 PM
16 mag 09:36
Alitalia: dopo trimestrale titolo perde 8,5%
MILANO - Calo dell'8,51% per il titolo Alitalia. A Piazza Affari le azioni della compagnia di bandiera valgono oggi 0,861 euro. Ieri sono stati resi noti i conti del primo trimestre 2006, che ha registrato un peggioramento delle perdite della compagnia aerea a 157 milioni, mentre anche il rosso operativo e' salito a 129 milioni. (Agr)
Nicux
May 17th, 2006, 01:13 AM
Ma poi com'è finita con i voli per la Sardegna?
Cari signori stento a crederci che alitalia abbia dimenticato l'offerta per la rotta sulla bella terra dei lestrigoni =)
E se così fosse... beh con tutto il bene che posso volere alla compagnia di bandiera (che non esito a tradire con voli low-cost) se li merita certi cali a Piazza Affari.
Federicoft
May 17th, 2006, 01:20 AM
^^
È andata a finire che è stata data ragione ad Alitalia, naturalmente.
Vitruvio
May 22nd, 2006, 11:10 PM
Ma dove è finito il thread in cui ci si chiedeva se Alitalia dovesse fallire?
Oggi il titolo della compagnia di bandiera (non quella verde bianca e rossa, ma quella giallo-rossa con scritto SPQR...) ha perso in borsa l'11%... ancora una settimana così e Cimoli, magari accompagnato dal suo amico Veltroni porterà i libri in tribunale, finalmente!!!
Per la conaca, in segno di protesta contro Alitalia, oggi ho mandato una raccomandata indirizzata a Cimoli con dentro la mia tessera Millemiglia (42.000 miglia... se vi sembran poche) e una lettera in cui esprimevo tutto il mio sdegno per il comportamento cieco e insultante di quella che tra poco diventerà la nostra ex aerolinea ufficiale. Grazie Cimoli, grazie Veltroni!!!
Shogun
May 23rd, 2006, 05:38 AM
Letizia Moratti, la candidata sindaco di Milano della Cdl nella videochat del Corriere.it
..........Aeroporti. Cosa farà per difendere gli scali milanesi?
«Ne approfitto per un appello a Prodi, perché c'è stato un accordo tra Veltroni e Alitalia per spostare alcuni voli intercontinentali da Malpensa a Fiumicino. Cerchiamo di non perdere le tratte che vanno in Asia come successo con quelle per l'America Latina. A Milano vengono venduti il 66% dei biglietti del totale nazionale. Molte persone non andrebbero a Fiumicino ma a Zurigo o Francoforte o altre città. Faccio dunque appello a Prodi perché difendendo Milano si difende sistema nazionale».
Se Malpensa chiude spesso per nebbia è normale che compagnie aeree passino altrove...
«La nebbia a Milano è diminuita moltissimo. La decisione presa non dipende da nebbia. Malpensa è il 5° hub internazionale d'Europa. E ha già il 34% di traffico di interscambio. E' una realtà che va preservata: non possiamo distruggerla per salvare Fiumicino. Bisogna potenziare Fiumicino senza distruggere Malpensa. Prendiamo traffico di Francoforte e Zurigo, invece di perdere Malpensa».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/05_Maggio/22/diretta_moratti.shtml
:eek2:
Pavlvs
May 23rd, 2006, 09:12 AM
A Milano il 66% del totale biglietti venduti?
Delle 2 l'una: o la Moratti i numeri li estrae da un'urna, o se li sogna di notte.
edo-padova
May 23rd, 2006, 09:42 AM
A Milano il 66% del totale biglietti venduti?
Delle 2 l'una: o la Moratti i numeri li estrae da un'urna, o se li sogna di notte.
le cifre sono proprio queste ... quasi il 70% dei biglietti Alitalia ...sono venduti in Lombardia ...
gruber
May 23rd, 2006, 09:56 AM
Paulus rassegnati, la Moratti cita dati esatti.
Tenendo conto che il 70% dei biglietti venduti ha origine nel centro nord, aver messo in competizione i due maggiori scali italiani appartiene alla sfera delle sciocchezze e non a quella della tutela degli interessi del Paese. Malpensa poteva essere un’opportunità per il rilancio della compagnia che il Governo e il management di Alitalia non hanno saputo sfruttare.
Democratici di Sinistra - Regione Lombardia
http://www.dsregionelombardia.it/newsletter/7ggds172.doc
su un valore totale dei biglietti venduti in Italia, pari a circa 4,5 miliardi di euro (nel 1999), il 60% viene venduto al nord e ben il 31% del totale italiano è venduto in Lombardia. Non solo: Alitalia gestisce a Malpensa ben il 51% dell'offerta complessiva di posti sui velivoli in partenza per tutte le destinazioni (contro il 41% di Fiumicino). Nonostante ciò Alitalia ha tardato ad adeguarsi a questa situazione.
Camera di Commercio di Milano
http://www.mi.camcom.it/show.jsp?page=614520
Basti pensare che, dai dati del BSP IATA (il sistema di back-up e stampa dei biglietti aerei di IATA) più recenti e risalenti al 1999 , emerge un valore totale del venduto in Italia pari a 4.451 milioni di euro 1999; la Lombardia è la Regione in cui viene venduta la maggior parte dei biglietti aerei (con riferimento al loro valore monetario): 1.391 milioni di euro, pari al 31% del totale italiano, circa il doppio del Lazio. Nel Nord vengono venduti biglietti aerei per il 60% del valore totale, mentre il Centro fa registrare una quota del 25% e Sud e Isole, insieme, una quota del 15%. Il valore dei biglietti venduti per voli internazionali ammonta a 3.119 milioni di euro (70% sul totale), di cui il 65% al Nord, il 27% al Centro e l’8% al Sud ed Isole.
Sindacati Confederali - Regione Lombardia
http://www.uil.it/uil_lombardia/accordo%20malpensa.doc
Bencini ha quindi sottolineato che «Malpensa ha tutte le caratteristiche per essere il vero hub per il business italiano. Ricordo infatti che il 70% dei biglietti aerei intercontinentali business è venduto nel Nord Italia, Fiumicino, invece, ha e deve continuare ad avere una connotazione di hub orientato al traffico turistico».
Sole 24 ore
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=774799&chId=30&artType=Articolo&back=0
Avevamo detto in tempi non sospetti - e rispondo alle critiche rivolte al presidente Bonomi - che, forse, qualcuno in quest'aula, soprattutto nel centrosinistra, dimentica le operazioni poste in essere dall'amministratore Mengozzi, uomo di Prodi, che non è stato in grado di predisporre, quando si poteva fare, un piano industriale in maniera economicamente conveniente.
Ho notato in qualche intervento una certa ansia (uso questo termine per non aggiungere altro) quando si faceva riferimento alla necessità, per esempio, di mantenere l'hub di riferimento a Roma. Vorrei ricordare che, del 70 per cento dei biglietti aerei venduti nel nostro paese, il 65 per cento sono venduti al nord.
Resoconto stenografico dell'Assemblea della Camera dei Deputati
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed503/s150.htm
Federicoft
May 23rd, 2006, 12:49 PM
A stretto giro di tre-quattro messaggi siamo passati dal 70% di biglietti venduti a Milano al 60% del valore totale dei biglietti venduto al Nord.
Come inizio non male...
Ps: piccola nota metodologica. I resoconti stenografici della Camera o le interviste a questo o quel giornale non solo non costituiscono fonte, ma sono esattamente la dimostrazione di come si possa dire di tutto senza citarne nemmeno una, di fonte.
gruber
May 23rd, 2006, 01:31 PM
Camera di Commercio.
dati BSP IATA.
Sindacati.
mentono tutti?
tutti cripto-leghisti?
Federicoft
May 23rd, 2006, 01:36 PM
^^
No no, gruber: leggi bene. Io mi sono fermato ai dati che hai fornito.
Si passa da un 70% di biglietti venduti a Milano (Letizia Moratti) ad un 60% di valore totale di biglietti venduto nel Nord Italia (Camera di Commercio e Sindacati, per l'appunto).
Anche senza entrare nel merito dei dati, dal momento che il Nord Italia comprende Milano, e 70% comprende 60%, se ne deduce logicamente che almeno una delle fonti che hai pubblicato mente o dice una panzana, senza discussioni.
Shogun
May 23rd, 2006, 01:37 PM
^^
Dati o meno, non ci vuole molto a immaginare, per questioni economiche, geografiche e demografiche, che la stragrande maggioranza del traffico per business (partenze e arrivi) e turismo (partenze e arrivi) abbia come centro Milano e la Lombardia, mentre Roma abbia solo il turismo (prevalentemente arrivi di esterni)
Questo lo sanno anche all'Alitalia
L'Italia potrebbe avere il 3° hub d'Europa dopo Londra e Parigi e Alitalia non starebbe fallendo.
E' da 500 anni che in Italia si danneggia l'interesse nazionale in nome del più bieco campanilismo.
Poi se uno vuole può trovare anche le ragioni per fare l'hub a Lampedusa...
edo-padova
May 23rd, 2006, 02:22 PM
ricordo che qualche anno fa l'alleanza strategica fra Alitalia e KLM falli' per il mancato sviluppo dell'hub di Milano .... all'estero fa gola il ricco traffico "padano" ...
gruber
May 23rd, 2006, 03:07 PM
^^
No no, gruber: leggi bene. Io mi sono fermato ai dati che hai fornito.
Si passa da un 70% di biglietti venduti a Milano (Letizia Moratti) ad un 60% di valore totale di biglietti venduto nel Nord Italia (Camera di Commercio e Sindacati, per l'appunto).
Anche senza entrare nel merito dei dati, dal momento che il Nord Italia comprende Milano, e 70% comprende 60%, se ne deduce logicamente che almeno una delle fonti che hai pubblicato mente o dice una panzana, senza discussioni.
credo che nessuno metta in dubbio che la Moratt abbia detto una cazzata quando ha parlato solo di Milano e non di Nord!
spero sia stato un lapus o non un errore.
quello che sottolineavo io, è che nonostanto non pochi su questo sito continuino ad affermare che NON è vero che il 60% e più dei biglietti aeri Alitalia siano staccati al Nord e che oltre il 70% dei biglietti Businness e First siano al Nord questi dati sono ormai conclamati e palesi.
e bisogna sottolineare un ulteriore dato, di cui pochi sono a conoscienza.
ciò su cui una compagnia di bandiera "vive" non sono i voli nazionali ma gli intercontinentali e i Businness/First (che non esistono più nei voli interni Aitalia).
se il 70% del traffico più ricco e vantaggioso, per Alitalia, è nel Nord...dimmi tu...che senso ha ripostaro a Sud, quando, io, tu, noi, i Sindacati, i DS, il CDX e via dicendo sanno che se i voli intercontinentali sono a Roma...il Nord intero va a prendere l'aereo a Zurigo, Francoforte, Monaco, Parigi, Amsterda, Londra ....ovunque tranne che a Roma.
e il motivo non è che siamo scemi Leghisti.
è molto più semplice.
Alitalia fa cagare, costa un botto e in tutte le classifiche di smarrimento bagalia, scortesia del personale e qualità/prezzo è costantemente in fondo.
quindi se ho la possibilità di prendere una compagnia che fa cagare relativamente vicino a casa, magari pur perdendoci come denaro e qualità, ne facio uso proprio per la relativa vicinanza.
ma se devo farmi 1 ora di volo per andare a prendere sempre la stessa compagnia che fa cagare (Alitalia), vado a 50 minuti, 1 ora, 1 ora e venti minuti a prendere una compagnia decisamente migliore e che spessissimo...costa anche qualcosina in meno, è più puntuale, non ha l'attracco nel terminal a 3 km di distanza dal check-in, non ha le hostess che ti mandano a fanculo se chiedi qualcosa, non rischi di ritrovarti il bagaglio a Osaka mentre vai Saigon (a me è capitato...non con Alitalia!).
Malpensa 2000 fu voluto dalla DC e dai Sindacati Nazionali e da Alitalia stessa proprio per questo motivo.
intercettare il numero abnorme di Italiani del Nord che volavano con compagnie straniere perchè non volevano andare a Roma a prendere Alitalia.
nonostante ciò...tu pensa che ALitalia vendeva e vede il 70% dei biglietti più cari e il 66% dei biglietti "normali" al Nord.
prova solo a immaginare quanti biglietti venivano "regalati" agli stranieri.
se ora rispostano i voli a Fiumicino...a noi non cambia nulla.
SEA ha già annunciato ieri che i voli che Alitalia cancellerà da Malpensa per portarli per strategia politica a Roma sono già stati sostituiti con voli della Singapore Airlines e della United Airlines.
chi ci perderà quindi?
Alitalia e i lavoratori Alitalia.
grazie a dio non più noi Italiani che non dobiamo più regalare nemmeno 100 lire a quella accozzaglia di compagnia aerea.
però, come ripeto da anni...che Alitalia se ne vada da Malpensa.
totalmente...almeno libera gli slot!
Federicoft
May 23rd, 2006, 03:41 PM
^^
Singapore Airlines e United Airlines come esempi mi vanno benissimo.
La prima opera da almeno trenta anni ininterrotti due voli alla settimana, senza scalo, tra Singapore e Roma. La seconda ha inaugurato da qualche anno un volo diretto tra Philadelphia e Roma, che ha avuto grandissimo successo e da tresettimanale è stato portato a giornaliero.
Queste compagnie operano su Malpensa? No.
Alitalia effettua voli analoghi da Malpensa? No.
Il management di Singapore Airlines e United Airlines è in gran parte formato da statalisti raccomandati romani senza voglia di lavorare, che hanno provveduto a piazzarci dentro gli amici e gli amici degli amici? No.
Dunque, cominciamo magari ad ammettere che se qualcuno vorrebbe che l'hub principale fosse riportato a Fiumicino, dove è sempre stato, magari qualche motivo serio dietro c'è. E anche che la questione forse si può discutere, che ci sono vantaggi e svantaggi da soppesare nei due casi, ma la lotta non è tra l'unico hub naturale concepibile per l'Italia ed un aeroporto di straccioni decentrato e frequentato solo dai turisti giapponesi.
gruber
May 23rd, 2006, 04:05 PM
forse non ti è chiaro il concetto degli slots.
siccome te lo avevo già spiegato, siccome non ho assolutamente voglia di continuare a scrivere con un muro di gomma...ti ricordo solo che su Malpensa operano più compagnie che su Fiumicino (guardati i dati del 2003, 2004 e 2005)...quindi...
in ogni caso...toglimi un'ultima curiosità:
come mai da 30 anni Alitalia "Romana" fallisce?
Eleinad
May 23rd, 2006, 04:41 PM
in ogni caso...toglimi un'ultima curiosità:
come mai da 30 anni Alitalia "Romana" fallisce?
Ho sentito dire che è colpa di Moggi...
Eleinad
May 23rd, 2006, 06:04 PM
23 mag 17:54
Volare: Consiglio di Stato sospende vendita
ROMA - Il Consiglio di Stato ha sospeso la vendita della compagnia "Volare" che, dopo il fallimento, era stata messa sul mercato. Alitalia si era aggiudicata l'asta, ma AirOne aveva presentato ricorso con la motivazione che una societa' in crisi - Alitalia - non potesse acquisire un'altra societa' fallita. (Agr)
Vitruvio
May 23rd, 2006, 07:53 PM
23 mag 17:54
Volare: Consiglio di Stato sospende vendita
ROMA - Il Consiglio di Stato ha sospeso la vendita della compagnia "Volare" che, dopo il fallimento, era stata messa sul mercato. Alitalia si era aggiudicata l'asta, ma AirOne aveva presentato ricorso con la motivazione che una societa' in crisi - Alitalia - non potesse acquisire un'altra societa' fallita. (Agr)
e via...così perderà ancora qualcosa...
Sonic from Padova
May 23rd, 2006, 07:59 PM
Ho sentito dire che è colpa di Moggi...
Stà minchia, ma quante cose ha fatto stò Moggi? :)
Vitruvio
May 24th, 2006, 03:56 PM
ALITALIA: CONSIGLIO DI STATO VIETA LE ROTTE PER LA SARDEGNA
ROMA - Il Consiglio di Stato vieta ad Alitalia l'esercizio delle rotte per la Sardegna. Il Consiglio di Stato, secondo fonti molto vicine al dossier, avrebbe infatti accolto il ricorso di Air One contro il provvedimento con cui il Tar aveva sospeso l'esclusione di Alitalia dalla gara per le rotte in onere di servizio. Il tribunale avrebbe infatti valutato che il termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara, non rispettato da Alitalia, sarebbe perentorio e che quindi il ricorso di Alitalia non sarebbe assistito da alcun 'fumus'.
Sempre più giù........ fra un po', altro che trasferire i voli a Fiumicino... gli aerei resteranno a terra a Fiumicino....
Vitruvio
May 24th, 2006, 04:03 PM
Borsa: Alitalia in coda allo S&PMib
(Teleborsa) - Roma, 24 mag - Avvio pesante a Piazza Affari per il titolo Alitalia, protagonista ieri di un rally, insieme alle altre blue chips. Le azioni della compagnia di bandiera, stanno registrando una flessione del 3,02% a 0,78 euro, collocandosi in coda allo S&PMib.
Il Consiglio di Stato, ha deciso di bloccare la vendita di Volare ad Alitalia, accogliendo l'appello di Air One.
cristianocani
May 24th, 2006, 11:28 PM
Mi chiedo come possa l'Alitalia fare ricorso al TAR per l'esclusione dalla tratta Cagliari-Roma affermando che la richiesta di partecipazione è stata sì consegnata 4 giorni in ritardo, ma all'interno della busta vi era apposta la data ultima di consegna.....
Mi chiedo come possa continuare in questo modo, tra l'altro non partecipando neanche alla richiesta di effettuare tutte le nuove tratte per la continuità territoriale tra la Sardegna e gli aeroporti di Torino, Bologna, Verona, Firenze, Napoli e Palermo.
Mi chiedo come mai riesca puntualmente a fare ritardi su ritardi ad ogni volo, non garantendo il numero minimo di voli, tagliando quelli più comodi per gli utenti (e sanzionati con multe salatissime dalle regole della continuità territoriale).
Mi sa che sto chiedendo troppo......
E allora.... viva Meridiana che dal 1° Giugno mi permetterà di andare e tornare da Parigi con 60€ (tasse aeroportuali comprese), viva Easyjet che fa lo stesso con Londra.... e pensare che Ryanair farebbe tranquillamente le tratte della continuità senza rimborsi statali e dimezzando (almeno) il costo attuale del biglietto.
Per ulteriori notizie sull'esclusione dell'Alitalia :
Continuità territoriale nel caos: Alitalia resta a terra (http://www.sardegnaoggi.it/notizie.php?notizia=7412)
Pavlvs
May 24th, 2006, 11:43 PM
in ogni caso...toglimi un'ultima curiosità:
come mai da 30 anni Alitalia "Romana" fallisce?
Alitalia non è mai stata manco pensata per stare sul mercato.
Alitalia è - era - il classico carrozzone concepito nato e cresciuto in epoca di "vettori nazionali".
Alitalia qui, Air France in Francia, Lufthansa in Germania e così via.
Mai nessuno in Alitalia ha mai solo creduto che un bel giorno ci sarebbero stati dei mercati integrati, dei vettori internazionali, addirittura dei voli low cost!!
Quindi, per rispondere alla tua domanda:
Perchè tecnicamente Alitalia falliva in media ogni 5 anni?
Perchè aveva (ha) un numero di aerei scarso, almeno la metà del più vicino vettore estero di paese di pari dimensione.
Tratte poche e quasi tutte nazionali o al massimo europee.
Rarissime le intercontinentali.
Dal doppio al triplo del personale in carico rispetto alla concorrenza.
Tasso di sindacalizzazione da guinnes dei primati.
Scioperosità da record interstellare.
Maleducazione e sciatteria proverbiale di questi sindacalizzati scioperanti.
Stipendi elevati, ben superiori alla media europea.
Media ore volo per dipendente la metà della media europea.
Soggiorni all'estero in alberghi di lusso o semilusso per il personale di volo.
Tangenti e mazzette diffuse per ogni dove, dall'acquisto degli aerei e dei pezzi di ricambio, al carburante, alle minigonne per le hostess.
Decine di tratte italiane tenute aperte per ragioni "sociali", con gravi perdite economiche.
Migliaia di scrocconi esentati dal pagamento del biglietto, tra cui tutti i parlamentari, i loro familiari, i loro amici, gli amici degli amici, le amanti, le puttane, e le madri di queste.
Ma soprattutto la considerazione che Alitalia fosse "cosa nostra", cioè un carrozzone che il manuale Cencelli assegnava all'area socialista, con ill preciso scopo di rubare il più possibile e di infilarci quanti più possibile amici e paraculati vari ci fossero da sistemare.
Ora, il fatto che Alitalia avesse il suo hub a Fiumicino è del tutto ininfluente.
Con una gestione come quella, all'apparire del minimo cenno di concorrenza, Alitalia sarebbe fallita a Roma, a Milano, a Londra, a New York, a Tokyo.
Se si vuol far credere che, con una gestione come quella, il problema di Alitalia fosse l'avere l'hub a Fiumicino, mi spiace ma siamo fuori strada.
Mi ricorda anzi la storiella di quel giovane medico appena laureato che, chiamato a certificare la morte di un paziente affetto da Aids, tifo, peste, colera, scorbuto, scarlattina, morbillo, lebbra e rosolia, nonchè una decina di tumori sparsi per tutto il corpo, diagnosticò la morte per acne giovanile.
taurus
May 25th, 2006, 12:13 AM
^^ concordo.. alitalia è fallita per tutti questi motivi.. e poi come dici tu una compagnia aerea così di merda sarebbe fallita ovunque.. anche se avesse avuto la base di armamento a Londra..
..quello che mi chiedo è perchè io contribuente, oltre a continuare a pagare per mantenere in vita una oscenità del genere, sono anche obbligato ad andare a Zurigo o Francoforte o Parigi per fare determinati voli intercontinentale che abbiano un servizio decente quando potrei partire direttamente da Malpensa?? ..e tutto questo solo perchè una tale compagnia di merda continua ad occuparne gli slot senza usufruirne!!
..se alitalia non crede nello sviluppo di Malpensa, benissimo.. che se ne vada completamente.. chiunque ne farebbe volentieri a meno.. da Fiumicino può farsi tutti i voli intercontinentali o interplanetari che vuole.. ma se ne vada da Malpensa per sempre e che non ci faccia pagare due volte un servizio che non è in grado di fornire ..e che abbia almeno la decenza di non più definirsi "compagnia di bandiera".
Pavlvs
May 25th, 2006, 12:38 AM
^^
Grazie per il pensiero ma declino l'offerta.
Pigliati Alitalia :D e si sgomberino gli slots a Fiumicino, di cui Alitalia non usufruisce avendo portato il 75/80% degli intercontinentali a Malpensa.
Con la prossima concorrenza asiatica l'Italia industriale non ha futuro.
L'Italia turistica sì, e grazie proprio agli asiatici di cui sopra.
Ma purtroppo pare che Alitalia abbia deciso che i 1.3 miliardi di cinesi non possano venire a Roma, nonostante che questa città parrebbe essere tra le prime 3 mete desiderate dal turista cinese, senza passare per la provincia di Varese.
Altrettanto dicasi per una miliardata di indiani.
La logica mi sembra alitaliesca, cioè una non-logica.
Ci rinuncio a capire, ma auspico libertà di slots per tutti :)
Freedom for slots :D
damon milan
May 25th, 2006, 12:52 AM
che bbbello!
alla fine ha vinto l'ammmore!!!
:D :D :D
Mr_Beat
May 25th, 2006, 08:30 AM
Ma come mai nessuna cordata di imprenditori italiani fonda una grande compagnia privata che faccia da vera compagnia nazionale e sia in grado di stare sul mercato? Perchè c'è ancora solo l'Alitalia?
Ma quando c***o fallisce veramente e scompare dai tabelloni degli aeroporti?
XXWog
May 25th, 2006, 09:51 AM
^^
Grazie per il pensiero ma declino l'offerta.
Pigliati Alitalia :D e si sgomberino gli slots a Fiumicino, di cui Alitalia non usufruisce avendo portato il 75/80% degli intercontinentali a Malpensa.
Con la prossima concorrenza asiatica l'Italia industriale non ha futuro.
L'Italia turistica sì, e grazie proprio agli asiatici di cui sopra.
Ma purtroppo pare che Alitalia abbia deciso che i 1.3 miliardi di cinesi non possano venire a Roma, nonostante che questa città parrebbe essere tra le prime 3 mete desiderate dal turista cinese, senza passare per la provincia di Varese.
Altrettanto dicasi per una miliardata di indiani.
La logica mi sembra alitaliesca, cioè una non-logica.
Ci rinuncio a capire, ma auspico libertà di slots per tutti :)
Freedom for slots :D
^^ sicuramente Alitalia si è dimenticata del traffico turistico romano...!
secondo me comunque pensare che Malpensa possa diventare un hub "business" mi sembra una grandissima cazzata! L'utenza business non ha problemi di spesa: sono tutti voli a rimborso! Ora qualcuno mi deve spiegare per quale motivo un Torinese, un Genovese o un Veneziano devono sbobbarsi un'ora e mezzo (nella migliore delle ipotesi) di auto, lasciare la macchina in un parcheggio per tutta la durata del viaggio per partire da Malpensa...
Da Torino, ad esempio, ci sono nove voli giornalieri per i due hub tedeschi, cinque per Cdg, tre per Madrid, per non parlare dei 16 voli per Roma... insomma il vantaggio di partire da malpensa, in termini di tempo e comodità, è annullato per la maggiorparte delle destinazioni intercontinentali...
Per quel che mi riguarda ho volato (e volerò) da Malpensa solo per il mio tempo libero (e solo quando riuscirò a trovare un biglietto dal prezzo competitivo...). Certo che se un domani (chissà quando...) ci fosse un collegamento TAV con Malpensa le cose cambierebbero... Tra l'altro un collegamento similTAV era stato effettuato durante le olimpiadi...
edo-padova
May 25th, 2006, 10:44 AM
^^ sicuramente Alitalia si è dimenticata del traffico turistico romano...!
secondo me comunque pensare che Malpensa possa diventare un hub "business" mi sembra una grandissima cazzata! L'utenza business non ha problemi di spesa: sono tutti voli a rimborso! Ora qualcuno mi deve spiegare per quale motivo un Torinese, un Genovese o un Veneziano devono sbobbarsi un'ora e mezzo (nella migliore delle ipotesi) di auto, lasciare la macchina in un parcheggio per tutta la durata del viaggio per partire da Malpensa...
Da Torino, ad esempio, ci sono nove voli giornalieri per i due hub tedeschi, cinque per Cdg, tre per Madrid, per non parlare dei 16 voli per Roma... insomma il vantaggio di partire da malpensa, in termini di tempo e comodità, è annullato per la maggiorparte delle destinazioni intercontinentali...
Per quel che mi riguarda ho volato (e volerò) da Malpensa solo per il mio tempo libero (e solo quando riuscirò a trovare un biglietto dal prezzo competitivo...). Certo che se un domani (chissà quando...) ci fosse un collegamento TAV con Malpensa le cose cambierebbero... Tra l'altro un collegamento similTAV era stato effettuato durante le olimpiadi...
Concordo al 98% .. da Venezia (45 min. da casa mia) raggiungo comodamente gli hubs di Star Alliance (Francoforte,Monaco,Vienna,Zurigo) ...e me ne fotto di che fine fa Alitalia ...
andrewSQ347
May 27th, 2006, 08:28 PM
^^ sicuramente Alitalia si è dimenticata del traffico turistico romano...!
secondo me comunque pensare che Malpensa possa diventare un hub "business" mi sembra una grandissima cazzata!
Be il destino di un hub dipende dalla compagnia aeree che lo utilizano come hub. E sicome Alitalia usa la maggiore parte dei slot x il momento non potrà crescere molto :bash:
Se parti da Venezia puoi fare un scalo a Roma / Milano / Francoforte/Parigi/....Tutti sti aeroporti sono facili da ragingere eceto londra grazie al fatto che le maggiore parte delle compagnie volano 100km lontano da LHR/Heathrow :D
Quindi almeno che non vuoi fare un volo domestico puoi scegliere qualsiasi hub e a me MXP/Malpensa mi sembra un po picolino rispeto a FCO/Fiumicino. E l'ultima volta che ci sono passato il collegamento con la ferrovia di milano e da dimenticare ~1h :bash:
Comunque un hub ha bisogno di ottimi servizi , buoni collegamenti , buon servizio bagagli ... ! :D confrontare Malpensa con Singapore Changi che e stato dichiarato come aeroporto del anno seguito da Hong Kong e Munich .
http://www.worldairportawards.com/Awards-2006/AirportYear-2006.htm
Milano ha sicuramente un buon numero di passeggeri buisness , per esempio Singapore Airlines dal giunio opperera sulla rotta Singapore-Milano-Barcelona [3x sett.] , senza eliminare la rotta Singapore-Roma. A milano e magiore il numero di passengeri in buisness e sopratuto piu cargo il che e un enorme vantagio perche questo permete di rendere dei voli con basso numero di passegeri e alti carichi di cargo, reditizi .
Mr_Beat
May 27th, 2006, 09:30 PM
^^ sicuramente Alitalia si è dimenticata del traffico turistico romano...!
secondo me comunque pensare che Malpensa possa diventare un hub "business" mi sembra una grandissima cazzata! L'utenza business non ha problemi di spesa: sono tutti voli a rimborso! Ora qualcuno mi deve spiegare per quale motivo un Torinese, un Genovese o un Veneziano devono sbobbarsi un'ora e mezzo (nella migliore delle ipotesi) di auto, lasciare la macchina in un parcheggio per tutta la durata del viaggio per partire da Malpensa...
Da Torino, ad esempio, ci sono nove voli giornalieri per i due hub tedeschi, cinque per Cdg, tre per Madrid, per non parlare dei 16 voli per Roma... insomma il vantaggio di partire da malpensa, in termini di tempo e comodità, è annullato per la maggiorparte delle destinazioni intercontinentali...
Per quel che mi riguarda ho volato (e volerò) da Malpensa solo per il mio tempo libero (e solo quando riuscirò a trovare un biglietto dal prezzo competitivo...). Certo che se un domani (chissà quando...) ci fosse un collegamento TAV con Malpensa le cose cambierebbero... Tra l'altro un collegamento similTAV era stato effettuato durante le olimpiadi...
Non capisco...non ci si sobbarca un'ora e mezza di treno o auto per raggiungere un hub, ma di aereo per raggiungerne un'altro si? Dove sta la grande comodità per un Torinese di spararsi tre ore di viaggio in più (tutto compreso) per prendere il volo intercontinentale da Francoforte o Parigi?
andrewSQ347
May 27th, 2006, 10:59 PM
Non capisco...non ci si sobbarca un'ora e mezza di treno o auto per raggiungere un hub, ma di aereo per raggiungerne un'altro si? Dove sta la grande comodità per un Torinese di spararsi tre ore di viaggio in più (tutto compreso) per prendere il volo intercontinentale da Francoforte o Parigi?
Forse la comodita sta nel evitare l' Alitalia :runaway: :jk:
zurzy
May 28th, 2006, 11:33 AM
Non capisco...non ci si sobbarca un'ora e mezza di treno o auto per raggiungere un hub, ma di aereo per raggiungerne un'altro si? Dove sta la grande comodità per un Torinese di spararsi tre ore di viaggio in più (tutto compreso) per prendere il volo intercontinentale da Francoforte o Parigi?
non capisco xe' 3 ore in +
la differenza tra fare scalo a parigi/francoforte o andare alla malpensa e' al max 1 ora, quando c'e'
inoltre
1) non volo alitalia
2) non rischio code/intasamenti sull'autostrada
3) guido di - (personalmente odio guidare)
4) do' lavoro all'aeroporto della mia citta'
Federicoft
May 28th, 2006, 01:35 PM
Il fatto che non mi stuferò mai di ripetere, e che qui continua a non essere recepito da molti, è che l'hub non deve stare dove c'è il mercato più vasto. La scelta di un hub si fa dopo un'analisi seria di tutti i singoli mercati che possono concorrere a costituirne il bacino di utenza complessivo, oltre a considerazioni di natura geografica e logistica.
Esempio: il più grande aeroporto del mondo qual è? No, non è il JFK di New York né Heathrow. E' nientemeno che Atlanta, quasi 90 milioni di passeggeri all'anno, più di qualsiasi altro aeroporto mondiale.
Obiezione: ma Nyc e Londra hanno un sistema aeroportuale costituito da tre o più aeroporti, Atlanta no. Obiezione accolta, ma basta sommare tutti i passeggeri di tutti gli aeroporti costituenti il sistema aeroportuale di quelle due città, per scoprire che supereranno certamente quelli di Atlanta, ma l'ordine di grandezza rimarrà comunque comparabile (90 milioni contro 130). Cosa che va certamente oltre la grandezza e l'importanza a tutti i livelli di New York comparata a quella di Atlanta.
Altre notarelle: il maggiore hub della maggiore compagnia aerea mondiale qual è? Dallas-Fort Worth. La maggiore città tedesca è sede del principale hub della locale compagnia di bandiera? No. Del secondo? nemmeno. Del terzo? Neanche. Berlino è solo il quarto maggiore aeroporto della Lufthansa, dopo Francoforte, Monaco ed Amburgo.
L'obiezione a questo punto qual è, che gli altri hub sono frutto di iniziativa privatistica ed Alitalia è un carrozzone pubblico? Beh, questa è respinta, ed è anche piuttosto deboluccia.
edo-padova
May 29th, 2006, 02:32 PM
Il fatto che non mi stuferò mai di ripetere, e che qui continua a non essere recepito da molti, è che l'hub non deve stare dove c'è il mercato più vasto. La scelta di un hub si fa dopo un'analisi seria di tutti i singoli mercati che possono concorrere a costituirne il bacino di utenza complessivo, oltre a considerazioni di natura geografica e logistica.
Esempio: il più grande aeroporto del mondo qual è? No, non è il JFK di New York né Heathrow. E' nientemeno che Atlanta, quasi 90 milioni di passeggeri all'anno, più di qualsiasi altro aeroporto mondiale.
Obiezione: ma Nyc e Londra hanno un sistema aeroportuale costituito da tre o più aeroporti, Atlanta no. Obiezione accolta, ma basta sommare tutti i passeggeri di tutti gli aeroporti costituenti il sistema aeroportuale di quelle due città, per scoprire che supereranno certamente quelli di Atlanta, ma l'ordine di grandezza rimarrà comunque comparabile (90 milioni contro 130). Cosa che va certamente oltre la grandezza e l'importanza a tutti i livelli di New York comparata a quella di Atlanta.
Altre notarelle: il maggiore hub della maggiore compagnia aerea mondiale qual è? Dallas-Fort Worth. La maggiore città tedesca è sede del principale hub della locale compagnia di bandiera? No. Del secondo? nemmeno. Del terzo? Neanche. Berlino è solo il quarto maggiore aeroporto della Lufthansa, dopo Francoforte, Monaco ed Amburgo.
L'obiezione a questo punto qual è, che gli altri hub sono frutto di iniziativa privatistica ed Alitalia è un carrozzone pubblico? Beh, questa è respinta, ed è anche piuttosto deboluccia.
L'esempio di Atlanta calza proprio a pennello ... Atlanta e' la base operativa di Delta ... pero' la stessa Delta ha un grande numero di voli per l'Europa che partono da JFK ... cio' per non obbligare gli abitanti della costa est degli stati Uniti a raggiungere Atlanta per volare in Europa ....Allo stesso modo per raggiungere gli Stati Uniti (le rotte vanno tutte verso nord) un abitante della pianura padana non ha proprio senso che voli 1 ora fino a Roma ... per poi rivolare per un altra ora risorvolando la pianura padana ... .. sprecando cosi' piu' di 2 ore di tempo ... ..molto piu' pratico raggiungere gli hub del nord-europa
Per quanto riguarda Francoforte ..e' vero non e' la citta' piu' popolosa della germania ... ma fa parte di una macroregione (che si estende fino a Colonia e Dusseldorf) ... che e' la piu' popolosa della Germania..... comunque anche la Lufthansa sta' usando il sistema multi-hub ... sviluppando gli aereoporti di Monaco e Dusseldorf ..da cui partono numerosi collegamenti intercontinentali .
Comunque in ogni caso ...ritengo che l'Alitalia sia un carrozzone pubblico ... senza futuro.
Marlowe
June 3rd, 2006, 05:56 AM
Concordo!
Aggiungere 1-2 ore di volo vuole dire essere masochisti... anche rispetto ai costi del carburante. A quel punto vale la pena fare partire i voli a Milano o Roma a dipendenza se la rotta e' verso Nord, o Sud ed Est?
In maggiorparte i voli sono verso Nord penso.
Eleinad
June 5th, 2006, 01:01 PM
05 giu 12:16
Aerei: Sardegna, verso assegnazione rotte "minori"
CAGLIARI - La commissione di gara internazionale per assegnare le rotte "minori" della continuita' territoriale della Sardegna, si insediera' mercoledi' alle 9.30 all'Enac . L'apertura delle buste con le offerte delle compagnie e' attesa entro la fine di questa settimana. Meridiana e Airone hanno presentato l'offerta per i tre voli principali che collegheranno Cagliari con Palermo, Napoli e Firenze. Per i voli da Alghero a Bologna e Torino l'unica in gara e' Air One. Nei giorni scorsi Meridiana ha accettato il regime di imposizione di oneri di servizio, senza contributi finanziari per i collegamenti da Cagliari su Bologna, Torino e Verona e da Olbia su Bologna. Dopo la firma delle convenzioni, sara' un decreto ministeriale a fissare la decorrenza dei servizi. I collegamenti dovranno essere assicurati a 55 euro piu' tasse a tratta. (Agr)
Federicoft
June 6th, 2006, 04:13 PM
Concordo!
Aggiungere 1-2 ore di volo vuole dire essere masochisti... anche rispetto ai costi del carburante. A quel punto vale la pena fare partire i voli a Milano o Roma a dipendenza se la rotta e' verso Nord, o Sud ed Est?
In maggiorparte i voli sono verso Nord penso.
Secondo me varrebbe assolutamente, posta la chiusura di Linate. Da Milano i voli per il Nord America e la Russia. Da Roma quelli per il Medio ed Estremo Oriente, l'Africa, l'Australia (if any) ed il Sud America. Apertura alla concorrenza per altri collegamenti. I voli si dividerebbero grosso modo a metà, o due terzi contro uno. Ciò sarebbe razionale e fattibilissimo.
edo-padova
June 22nd, 2006, 10:03 AM
Due Lettere tratte dal forum di Severgnini (ho omesso per privacy i nomi delle persone che le hanno inviate) a proposito del differente trattamento dei Customers service di Alitalia e British
Alitalia: dov’è il servizio clienti?
Caro Beppe, cari Italians,
a proposito di consumatori, la lettera del 13 giugno (“I consumatori italiani sono dei "bischeri", D. Mori) mi incoraggia a segnalare un paio di episodi non proprio simpatici che mi sono capitati con Alitalia. Premetto che non mi piace scrivere per lamentarmi di disservizi delle nostre compagnie nazionali pero' Alitalia mi stupisce per la completa mancanza di assistenza quando ritiene che sia il consumatore in torto. La mia situazione e' questa: abitando a Londra, mando spesso mio figlio (12 anni) in Italia da solo usufruendo della cosiddetta “unaccompained minor” dove il ragazzino viene assistito dal personale di volo. Il personale Alitalia del check in di Heathrow airport non ha mai dato nessun problema. Sono efficienti, cordiali e pratici. Quello invece da Malpensa o Linate a volte invece fa cose davvero imprevedibili. Due anni fa in partenza sul volo di ritorno per Londra l'impiegata del check in non ha voluto imbarcare mio figlio perche' secondo lei, la tariffa da noi pagata era quella sbagliata. Notare che da Heathrow, quindi sulla prima tratta del viaggio, non abbiamo avuto il benche' minimo problema. Il biglietto era stato fatto con una nota agenzia di Londra sulla serieta' e professionalita' della quale non abbiamo mai avuto alcun dubbio. Alle proteste di mio padre non c'e' stato niente da fare. Ha dovuto sborsare un intero biglietto andata e ritorno per far partire il ragazzino. Tra le altre cose quello che fa imbestialire e' che mio padre con il suo cellulare, si e' trovato a dover telefonare a Roma dove, come nelle migliori storie del disservizio italiano, ha trovato una impiegato scorettissimo che non e' stato di benche' minimo aiuto. Dopo 4 mesi e tramite la nostra agenzia abbiamo avuto il pieno rimborso del biglietto. La seconda volta, una settimana fa, l'impiegata del check in di Linate sosteneva che non avessimo comunicato alla compagnia che sarebbe stato mio marito e non io a prelevare Matteo a Londra. Anche in questo caso hanno dato a noi il compito di telefonare ad un generico numero di Roma di Alitalia per risolvere il problema. Dopo circa mezz'ora di telefonate varie l'impiegata si e' accorta che il cambiamento era stato regolarmente notificato. Errori possono capitare, ma questa prassi per cui sia il cliente con il suo telefono a dover sbrogliare gli errori e sviste del loro personale e' sconcertante. Dov'e' il servizio clienti? Qualcuno prenda nota prego. Cordiali saluti,
La professionalità della British Airways
Caro Beppe,
vorrei segnalarti un fatto estremamente positivo che ha recentemente visto coinvolta la British Airways. La settimana scorsa stavo per partire per Londra (da Fiumicino), quando un guasto tecnico ha costretto tutti i passegeri del volo a recuperare i rispettivi bagagli e posticipare la propria partenza. Dopo aver ritirato il bagaglio mi sono accorto che questo era stato danneggiato (ed era appena stato comprato). Il giorno successivo, ho cercato di contattare il personale di terra della British, ma avendo pochi minuti a disposizione (causa imbarco) non ho potuto presentare personalmente il reclamo ed ho incaricato mia mamma di occuparsi della faccenda: ebbene nel giro di un paio di giorni e con estrema gentilezza e disponibilità da parte del personale della compagnia aerea britannica, la valigia è stata sostituita, con una COMPLETAMENTE nuova e di qualità superiore... Credo che si tratti di un modo molto intelligente con cui fidelizzare i propri clienti, non trovi? Un po’ come quando le Ferrovie dello Stato rimborsano i biglietti per i ritardi accumulati dai super veloci EUROSTAR ITALIA. Stesso tipo di trattamento. Per quanto mi riguarda, fa davvero piacere sapere che esistono aziende come la British Airways, per le quali il CUSTOMER SERVICE riveste ancora un ruolo di primaria importanza. Cordiali saluti.
enrico vigo
June 24th, 2006, 08:37 AM
L'arretratezza del nostro paese comincia dalle infrastrutture fuori standard che avviliscono Malpensa e ne impediscono un sereno sviluppo. Ferrovie e autostrade da adeguare, il flusso ed il deflusso dei passeggeri da e per l'Aerostazione di Malpensa è difficoltoso e tortuoso (fuori standard) in alcune ore della giornata assolutamente indecente, il traffico sulle strade è da follia. Per questo il bacino d'utenza naturale di Malpensa si rivolge per i voli internazionali a Linate e ad altri Hubs europei. Se a questo aggiungiamo i meccanismi perversi che ingessano la politica di espansione di Alitalia, lacci e lacciuoli che spesso hanno del ridicolo, ci troviamo nel bel mezzo di un paese, l'Italia, che al solito masochisticamente sa far male solo a sè stessa con usuale accanimento. Malpensa ha un bacino d'utenza merci-passeggeri che è in assoluto il primo in Italia e tra i primi in Europa. Il lobbismo romano ben presidiato dal potente Sindaco Veltroni cerca di blindare Fiumicino ed impedisce il vero risanamento di Alitalia che invece sta a cuore a tutti coloro che, sani di mente, credono in un futuro industriale del nostro paese che non può vivere riciclando l'industria ad alta tecnologia con pizzerie e bar per dare una alternativa ed un futuro ai nostri giovani diplomati e laureati. Il patrimonio Alitalia va conservato e risanato, vanno eliminate le diseconomie assurde che ne appesantiscono la gestione, va assecondato un piano industriale coraggioso di sviluppo e di riposizionameno sul mercato, in un quadro di politica nazionale seria e rigorosa. Per questo al Primo Ministro Prodi va chiesto di eliminare le botteghe e bottegucce messe in piedi dai circoli lobbistici romani che agiscono pro-Fiumicino solo per interesse di campanile danneggiando l'economia italiana nel suo complesso. C'è bisogno di imparzialità e rigore e non di ricatti di bassa lega, ramificati, intricati, e imposti da potenti sponsorizzazioni politiche.
bigjim33
June 24th, 2006, 10:58 AM
detta cosi sembra che alitalia voli in perdiata da fiumicino. E invece tutto sommato ottiene buoni risultati, anche grazie al turismo incoming.
enrico vigo
July 1st, 2006, 07:52 AM
detta cosi sembra che alitalia voli in perdiata da fiumicino. E invece tutto sommato ottiene buoni risultati, anche grazie al turismo incoming.
Non è una questione di perdita o meno, bisogna recuperare a Malpensa la grande fuga di passeggeri e merci verso gli scali europei e ristabilire i ruoli degl aeroporti di Linate (city airport) e Bergamo (chartering).
Malpensa deve poter contare su linee ferroviarie e collegamenti di prim'ordine con Lugano, Torino, Novara, Genova, Milano, Monza, Varese.
La Pedemontana lombarda (autostradale), la superstrada Malpensa-Boffalora, l'asse autostradale di penetrazione verso la tangenziale ovest e Pavia e verso Mortara.
Nuova Fiera di Milano (RHO_PERO) e Malpensa saranno uno dei motori trainanti del NordOvest d'Italia, oggi abbiamo solo due belle cattedrali in un contesto di Jungla amazzonica di attività, un territorio fortemente disordinato e mal coordinato e dal punto di vista logistico assolutamente inadeguato ed irrazionale.
bigjim33
July 1st, 2006, 04:47 PM
^^possiamo essere d'accordo sull'utilità dell'aeroporto di malpensa, ma da qui a dire che sostenere fiumicino è roba da malati di mente ce ne passa...
Tocky
July 1st, 2006, 11:57 PM
Anche perchè ora come ora i transiti Alitalia a MXP li fanno i flussi di passeggeri che da Est si dirigono ad Ovest e viceversa.Per quanto riguarda il mercato del Nord-Italia la sfida di AZ è persa,la clientela è fidelizzata dalle varie maiors europee. Roma ha dalla sua una grande mole di traffico O/D.
enrico vigo
July 2nd, 2006, 06:20 PM
Fiumicino è importante certo, ma Malpensa deve recuperare spazio sottraendolo ad altri Hubs Europei, e a Linate in particolare. La merce aviocamionata su Francoforte, Parigi, Amsterdam, Luxemburgo etc., che snobba Malpensa per mancanza di collegamenti rappresenta una vergogna da cancellare in fretta a supporto dell'economia italiana. Merci e passeggeri devono tornare ad arricchire il sistema Italia, la nostra dipendenza da paesi terzi rappresenta un grosso handicap e rende l'Italia periferia d'Europa.
Ed ecco che Alitalia deve ritoccare il piano industriale puntando sullo sviluppo. Cina (Shanghai-Hong Kong), Brasile (Belo Horizonte - Curitiba), Stati Uniti (Atlanta, Chicago), Canada (Toronto), Equador (Quito), Santo Domingo, Egitto (Cairo) sono tra le rotte intercontinentali più interessanti, il medio raggio europeo (Barcellona, Nizza, Lione, Lugano, Zurigo, Innsbruck, Katowice, Brno, et similia, sono importantissme da sviluppare in code sharing con compagnie minori per alimentare i flussi ed i deflussi dell'Hub di Malpensa, l'esatto contrario delle tendenze recenti che rischiano di condannare Alitalia. L'unico risanamento e rilancio previsti sono in un piano di mega sviluppo di Alitalia e di Malpensa, che devono crescere e svilupparsi insieme. Il Cargo Alitalia deve ritrovare il suo ruolo internazionale e veicolare le merci italiane nel mondo e viceversa. Abbiamo i numeri, manca forse il coraggio e la squadra giusta per crederci fino in fondo.
Tocky
July 2nd, 2006, 06:38 PM
Fiumicino è importante certo, ma Malpensa deve recuperare spazio sottraendolo ad altri Hubs Europei, e a Linate in particolare. La merce aviocamionata su Francoforte, Parigi, Amsterdam, Luxemburgo etc., che snobba Malpensa per mancanza di collegamenti rappresenta una vergogna da cancellare in fretta a supporto dell'economia italiana. Merci e passeggeri devono tornare ad arricchire il sistema Italia, la nostra dipendenza da paesi terzi rappresenta un grosso handicap e rende l'Italia periferia d'Europa.
Ed ecco che Alitalia deve ritoccare il piano industriale puntando sullo sviluppo. Cina (Shanghai-Hong Kong), Brasile (Belo Horizonte - Curitiba), Stati Uniti (Atlanta, Chicago), Canada (Toronto), Equador (Quito), Santo Domingo, Egitto (Cairo) sono tra le rotte intercontinentali più interessanti, il medio raggio europeo (Barcellona, Nizza, Lione, Lugano, Zurigo, Innsbruck, Katowice, Brno, et similia, sono importantissme da sviluppare in code sharing con compagnie minori per alimentare i flussi ed i deflussi dell'Hub di Malpensa, l'esatto contrario delle tendenze recenti che rischiano di condannare Alitalia. L'unico risanamento e rilancio previsti sono in un piano di mega sviluppo di Alitalia e di Malpensa, che devono crescere e svilupparsi insieme. Il Cargo Alitalia deve ritrovare il suo ruolo internazionale e veicolare le merci italiane nel mondo e viceversa. Abbiamo i numeri, manca forse il coraggio e la squadra giusta per crederci fino in fondo.
Mah,molte rotte intercontinentali da te elencate fanno già parte del network AZ e di MXP,mi riferisco a Shanghai,Toronto,Cairo,Chicago. Certo la flotta di Alitalia è purtroppo molto carente,e il lungo raggio ne risente. Mentre il sistema implementato da AZ a MXP già funziona benissimo,il flusso e deflusso,o feeding,è assicurato da 3 ondate,che permettono coincidenze intercontinentali. In questo senso si sono sviluppate le direttrici ad Est, St. Petersburg, Minsk. Kiev,Belgrado e molte altre.Diciamo che ancora c'è molto da fare,ma bisogna dire che MXP deve la sua vitalità alla presenza di AZ che qui sviluppa la quasi totalità del suo operativo.
Centurymax
July 3rd, 2006, 01:22 PM
Mi piacerebbe che lo sapessero proprio tutti: Fiumicino oltre ad essere sicuramente molto più bello di Malpensa, è l'aeroporto della Nostra capitale, Roma, e come ho spesso letto in questo thread non c'entra proprio niente il campanilismo romano...smettiamola con questi luoghi comuni che oltre ad essere fuori moda, da decenni non coincidono più con la realtà...Roma è la seconda città più visitata AL MONDO...con un incremento annuo di diversi punti %...certo, Milano con MXP ha un cuore e una vocazione industriale internazionale ed è giusto che abbia il suo sviluppo, ma oltre ad essere scomodissimo da raggiungere non raggiungerà mai il volume di traffico passeggeri di FCO (circa 28 mln/anno FCO, contro circa 20mln/anno MPX) anche perchè oltre al discorso fatto sul prossimo nuovo boom turistico from China e dintorni...paradossalmente parlando il bacino di utenza su Roma è di 6 miliardi di persone! ...E quale mai potrebbe essere la prima meta di sbarco?...Milano? non credo proprio... e i dirigenti romani lo sanno...e già si stanno organizzando x il futuro...
Eleinad
July 3rd, 2006, 01:26 PM
Mi piacerebbe che lo sapessero proprio tutti: Fiumicino oltre ad essere sicuramente molto più bello di Malpensa, è l'aeroporto della Nostra capitale, Roma, e come ho spesso letto in questo thread non c'entra proprio niente il campanilismo romano...smettiamola con questi luoghi comuni che oltre ad essere fuori moda, da decenni non coincidono più con la realtà...Roma è la seconda città più visitata AL MONDO...con un incremento annuo di diversi punti %...certo, Milano con MXP ha un cuore e una vocazione industriale internazionale ed è giusto che abbia il suo sviluppo, ma oltre ad essere scomodissimo da raggiungere non raggiungerà mai il volume di traffico passeggeri di FCO (circa 28 mln/anno FCO, contro circa 20mln/anno MPX) anche perchè oltre al discorso fatto sul prossimo nuovo boom turistico from China e dintorni...paradossalmente parlando il bacino di utenza su Roma è di 6 miliardi di persone! ...E quale mai potrebbe essere la prima meta di sbarco?...Milano? non credo proprio... e i dirigenti romani lo sanno...e già si stanno organizzando x il futuro...
Il tuo ragionamento non fa una piega. Peccato però che le ipotesi siano sbagliate, se no non si spiegherebbero il successo di Francoforte in Europa o di Atlanta negli USA.
Centurymax
July 3rd, 2006, 02:00 PM
Il tuo ragionamento non fa una piega. Peccato però che le ipotesi siano sbagliate, se no non si spiegherebbero il successo di Francoforte in Europa o di Atlanta negli USA.
Ok, ma questi hub sono nati apposta, in quelle determinate zone geo-politiche soprattutto per il traffico passeggeri di "passaggio" (coincidenze tra un volo e l'altro)...va fatto a parte il discorso merci... e non principalmente come destinazione finale che è Roma (parlo per traffico internazionale...) :)
gruber
July 3rd, 2006, 02:22 PM
Centurymax, nessuno qui ha mai posto il problema se Fiumicino sia meglio di Malpensa, se Roma sia più bella di Milano...lo sanno anche i sassi.
il problema è relativo ad Alitalia.
Alitalia vive, male grazie agli utenti del nord che comprano la maggiorparte dei biglietti, ma da sempre è localizzata a Roma.
ALitalia stessa volle Malpensa per intercettare quel 50% abbondante di settentrionali che volano con altre compagnie.
ma al posto di svilupparsi al nord ha continuato, causa lobby pro-fiumicino molto potente politicamente, ad assumere a Roma.
il 70% abbondante dei dipendenti di Alitalia sono Romani.
oggi il 55% dei voli Alitalia partono da Milano, ma i dipendenti continuano ad arrivare da Roma.
la soluzione c'è:
Alitalia se ne va da Malpnse (o viene fatta fallire come verrebbe fatto in ogni paese serio), e vengono lasciati liberli gli slot di Malpensa alle compagnie straniere.
così saremo tutti felici e contenti.
noi al nord di volare dove vogliamo non con quel cesso di compagnia che è ALitalia, a Fiumicino felice o di avere ALitalia tutta per loro o anche loro di fare arrivare tutte le compagnie straniere che lo vogliono.
sarebbe facile, ma Veltroni e la lobby ADR non vogliono perchè tutti i dipendenti ALitalia che verrebber giustamente segati sono di Roma!
tra l'altro con una efficienza fantastica.
lo si è visto l'altra sera quando UNICA CITTA' IN ITALIA ha visto annullare 5 voli in partenza da Fiumicino perchè...gli equipaggi ...non c'erano!
erano a vedere Italia Ukraina.
grande efficienza e grande affidabilità.
Malpensa senza Alitalia vivrebbe molto meglio e ci guadagneremmo in efficienza, cortesia, puntualità e anche economicamente.
purtroppo Alitalia continua a restare in vita, intubata e morente.
speriamo sia la volta buona.
fallimento e liberalizzazione.
edo-padova
July 3rd, 2006, 02:43 PM
Ok, ma questi hub sono nati apposta, in quelle determinate zone geo-politiche soprattutto per il traffico passeggeri di "passaggio" (coincidenze tra un volo e l'altro)...va fatto a parte il discorso merci... e non principalmente come destinazione finale che è Roma (parlo per traffico internazionale...) :)
lo dici tu stesso ... Roma e' una destinazione finale ... quindi non ha senso come Hub ...
Nicux
July 3rd, 2006, 03:08 PM
Sono d'accordo con Eleinad74. Chi si aspettava decenni fa un tale boom su Francoforte e Atlanta?
Malpensa ha la fisionomia del grande hub, dell'hub attraverso il quale italiani e non possano TRANSITARE. Dell'hub dal quale partiranno sempre più intercontinentali e dal quale transiterà anche una famiglia austriaca che per andare oltreoceano preferirò MXP al Frankfurt Flughafen!
s4Sco[86]
July 3rd, 2006, 07:01 PM
cliccate qui (http://www.md80.it/bbforum/mxp-vs-fco-vt4036.html)
Tocky
July 3rd, 2006, 07:41 PM
lo dici tu stesso ... Roma e' una destinazione finale ... quindi non ha senso come Hub ...
Scusa ma l'affermazione è concettualmente sbagliata: aver un traffico di O/D imponente nn è sicuramente di intralcio per la creazione di un hub,anzi rappresenterebbe sicuramente un valore aggiunto. Un esempio è sicuramente Monaco,hub di LH,dove si combina perfettamente un ottimo traffico P2P con una discreta componente di transiti. Certo FCO dove presumibilmente quest'anno verrano superati i 30 milioni di transiti nn gode del beneficio di una compagnia che "hubbizza" seriamente.
Centurymax
July 3rd, 2006, 09:22 PM
Scusa ma l'affermazione è concettualmente sbagliata: aver un traffico di O/D imponente nn è sicuramente di intralcio per la creazione di un hub,anzi rappresenterebbe sicuramente un valore aggiunto. Un esempio è sicuramente Monaco,hub di LH,dove si combina perfettamente un ottimo traffico P2P con una discreta componente di transiti. Certo FCO dove presumibilmente quest'anno verrano superati i 30 milioni di transiti nn gode del beneficio di una compagnia che "hubbizza" seriamente.
...era proprio quello che intendevo.... :)
edo-padova
July 4th, 2006, 09:17 AM
Scusa ma l'affermazione è concettualmente sbagliata: aver un traffico di O/D imponente nn è sicuramente di intralcio per la creazione di un hub,anzi rappresenterebbe sicuramente un valore aggiunto. Un esempio è sicuramente Monaco,hub di LH,dove si combina perfettamente un ottimo traffico P2P con una discreta componente di transiti. Certo FCO dove presumibilmente quest'anno verrano superati i 30 milioni di transiti nn gode del beneficio di una compagnia che "hubbizza" seriamente.
Non sono d'accordo ... L'Italia non e' come la Germania al centro geografico dell'Europa ..Roma come hub puo' intercettare solo passeggeri provenienti o diretti verso l'Italia del sud ol bacino del mediterraneo .. nessuno dal nord Italia (dove vengono venduti il maggior numero di biglietti Alitalia e dove risiede molta piu' popolazione) si sognerebbe di andare fino a Roma (1 ora circa di volo) ..per poi dopo un altra ora risorvolare la pianura padana... e salutare la mamma dal finestrino ... le rotte ricche (nord america ..Giappone e cina del nord) passano tutte verso nord ....
Poi sinceramente io dal Veneto me ne frego completamente di queste beghe campanilistiche fra Roma e Milano ... e sopratutto della sorte che fara' Alitalia ... l'aeroporto di Venezia ha voli diretti con gli USA Delta(JFK e Atlanta) e USAIR (Philadelphia) e' gia' collegato efficientemente con i maggiori hubs europei ... quindi in ogni caso non volerei Alitalia ne da Malpensa e ne da Fiumicino.
edo-padova
July 4th, 2006, 10:11 AM
Volevo anche aggiungere che negli anni anni 95-96-97 .. ero un super frequent-flyers Alitalia viaggiavo per lavoro tutti i lunedi' in andata e i venerdi in ritorno ... ho accumulato cosi' tanti punti mille miglia Alitalia ... da volare gratis a Sydney , a Johannesburg ,Lisbona ed Amburgo ... ed ero titolare della tessera Ulisse ... quindi credo di potere essere un minimo competente (come consumatore ...ne ho viste di tutti i colori) per potere giudicare il basso livello .. della nostra compagnia di bandiera
Nicux
July 4th, 2006, 03:07 PM
Edo ma poi l'hai fatto il viaggio a Sydney? Si potrebbe anche dividere per due ed andare alle maldive :D
Sono d'accordissimo con te comunque. Alla fine né i veneti né i piemontesi né altri troveranno utile servirsi di ALITALIA dato che dispongono di hubs collegati eccellentemente da compagnie low-cost e non agli altri scali europei e anche a quelli americani, come nel caso veneziano.
edo-padova
July 4th, 2006, 03:26 PM
Edo ma poi l'hai fatto il viaggio a Sydney? Si potrebbe anche dividere per due ed andare alle maldive :D
Sono d'accordissimo con te comunque. Alla fine né i veneti né i piemontesi né altri troveranno utile servirsi di ALITALIA dato che dispongono di hubs collegati eccellentemente da compagnie low-cost e non agli altri scali europei e anche a quelli americani, come nel caso veneziano.
Sembrerebbe di si ....
http://i6.tinypic.com/16lk5sy.jpg
Tocky
July 4th, 2006, 07:25 PM
Non sono d'accordo ... L'Italia non e' come la Germania al centro geografico dell'Europa ..Roma come hub puo' intercettare solo passeggeri provenienti o diretti verso l'Italia del sud ol bacino del mediterraneo .. nessuno dal nord Italia (dove vengono venduti il maggior numero di biglietti Alitalia e dove risiede molta piu' popolazione) si sognerebbe di andare fino a Roma (1 ora circa di volo) ..per poi dopo un altra ora risorvolare la pianura padana... e salutare la mamma dal finestrino ... le rotte ricche (nord america ..Giappone e cina del nord) passano tutte verso nord ....
Poi sinceramente io dal Veneto me ne frego completamente di queste beghe campanilistiche fra Roma e Milano ... e sopratutto della sorte che fara' Alitalia ... l'aeroporto di Venezia ha voli diretti con gli USA Delta(JFK e Atlanta) e USAIR (Philadelphia) e' gia' collegato efficientemente con i maggiori hubs europei ... quindi in ogni caso non volerei Alitalia ne da Malpensa e ne da Fiumicino.
Il fatto è i pax del centro-Nord continuano tranquillamente a transitare per altri hubs europei e nn a MXP. Sulla posizione geografica, Rm è svantaggiata per intrecettare i transiti per rotte che vanno a Nord,ma nn quelle Est-Ovest.
E l'appetibilità di FCO quale snodo intercontinentale nn la sostengo io,ma la grande quantità di compagnie intercontinentali;ad esempio oggi a FCO abbiamo 5 macchine DL,e moltissime altre big Usa per il Nord America,altrettante big per l'estremo Oriente. Questo testimonia l'importanza di FCO grazie al traffico O/D con una spiccata vocazione per quello incoming.
edo-padova
July 5th, 2006, 08:56 AM
Il fatto è i pax del centro-Nord continuano tranquillamente a transitare per altri hubs europei e nn a MXP. Sulla posizione geografica, Rm è svantaggiata per intrecettare i transiti per rotte che vanno a Nord,ma nn quelle Est-Ovest.
E l'appetibilità di FCO quale snodo intercontinentale nn la sostengo io,ma la grande quantità di compagnie intercontinentali;ad esempio oggi a FCO abbiamo 5 macchine DL,e moltissime altre big Usa per il Nord America,altrettante big per l'estremo Oriente. Questo testimonia l'importanza di FCO grazie al traffico O/D con una spiccata vocazione per quello incoming.
Nessuno credo metta in dubbio l'appeal di Roma ed il fatto che possa essere prestigioso avere nel proprio network una destinazione cosi' bella ... il punto e' un altro , abbiamo (parlo come Italiano ...) ... una compagnia aerea di dimensioni medie che non riesce ad automantenersi e che ha bisogno continuamente di grosse risorse finanziarie .. (dalle nostre tasche...) al contrario dopo un periodo di crisi i concorrenti europei ..dopo drastici tagli e interventi di razionalizzazione della loro rete ... si stanno tirando fuori al punto che Lufthansa KLM ed altre annunciano per l'anno in corso bilanci sani ed utili per i loro azionisti.
Il problema dell'Alitalia e' di tipo geografico ... e di bacini di utenza ... l'italia non ha una megalopoli tipo Parigi o Londra .. che da sole fanno con le periferie circa 10 milioni a testa di abitanti .. Roma (con tutto il rispetto) .. ha solo 3 milioni di abitanti ... e comprendendo tutto il Lazio arriva a poco di piu' ....
Sempre seguendo la logica del numero di abitanti si scopre che la Lombardia ... ha 9 milioni di abitanti ed e' circondata da regioni popolose ... Piemonte ,Veneto,Emilia Romagna (potremmo aggiungere anche il canton Ticino) e che nel nord Italia si concentra un numero di abitanti di piu' del doppio rispetto a quelli presenti nel Lazio e regioni limitrofe.
Guardando al di fuori dei nostri confini ... si scopre che l'Hub principale di Lufthansa e' Francoforte ... citta' non grossissima ma che e' al centro di una macroregione che va da Stoccarda fino a Dusseldorf ... dove abita piu' della meta' dei tedeschi ....
Inoltre vorrei far notare che la stragrande maggior parte dei biglietti Alitalia viene venduta nel Nord Italia ....
Per questi motivi ... tutti di tipo geografico (non mi interessano i campanilismi fra Milanesi e Romani e non ho fatto nessuna considerazione sul peso economico dei rispettivi bacini di utenza) ... ritengo che Milano sia piu' adatta per essere la sede operativa di una fantomatica ... ambiziosa compagnia aerea nazionale.
gruber
July 5th, 2006, 09:44 AM
giusto, tanto è vero che fu Alitalia a volere Malpensa 2000 in previsione di un trasloco a Milano.
ma i sindacati, la lobby pro-Fiumicino e la scellarata idea di assumere (ancora oggi!) più del 70% dei dipendenti a Roma ha reso impossibile questo trasloco.
ancor oggi il 70% dei dipendenti ALitalia che lavorano a Malpensa e Linate arrivano ogni santo giorno in aereo da Roma, e la sera tornano a casa!
poi ci sono quelli che restano a Milano in camere negli alberghi a 4 stelle.
camere strapagate.
aggiungiamoci i voli che ALitalia butta nel cesso dato che sono solo per trasferimento personale quotidiano e abbiamo come risultato il perenne fallimento della compagnia.
la soluzione, detta e stradetta c'è.
lasciamo fallire Alitalia.
Tocky
July 5th, 2006, 07:33 PM
Il problema dell'Alitalia e' di tipo geografico ... e di bacini di utenza ... l'italia non ha una megalopoli tipo Parigi o Londra .. che da sole fanno con le periferie circa 10 milioni a testa di abitanti .. Roma (con tutto il rispetto) .. ha solo 3 milioni di abitanti ... e comprendendo tutto il Lazio arriva a poco di piu' ....
Sempre seguendo la logica del numero di abitanti si scopre che la Lombardia ... ha 9 milioni di abitanti ed e' circondata da regioni popolose ... Piemonte ,Veneto,Emilia Romagna (potremmo aggiungere anche il canton Ticino) e che nel nord Italia si concentra un numero di abitanti di piu' del doppio rispetto a quelli presenti nel Lazio e regioni limitrofe.
Guardando al di fuori dei nostri confini ... si scopre che l'Hub principale di Lufthansa e' Francoforte ... citta' non grossissima ma che e' al centro di una macroregione che va da Stoccarda fino a Dusseldorf ... dove abita piu' della meta' dei tedeschi ....
Inoltre vorrei far notare che la stragrande maggior parte dei biglietti Alitalia viene venduta nel Nord Italia ....
Per questi motivi ... tutti di tipo geografico (non mi interessano i campanilismi fra Milanesi e Romani e non ho fatto nessuna considerazione sul peso economico dei rispettivi bacini di utenza) ... ritengo che Milano sia piu' adatta per essere la sede operativa di una fantomatica ... ambiziosa compagnia aerea nazionale.
La tua analisi è rispettabilissima,però permettimi di dissentire in alcuni punti,altri punti invece mi trovano d'accordo.
Verissimo che l'Italia ( e quindi AZ) nn può contare su città delle dimensioni,e aggiungo io dell'importanza,di Parigi e Londra,e per questo ne risulterà sempre svataggiata.
Roma e il suo hinterland superano i 4 mln di abitanti,ma nn è questo il punto,la catchment area allargata di FCO conta su 32 mln di abitanti se consideriamo il Sud e le Isole,ma il punto nn è nemmeno questo;bisognerebbe invece spostare l'analisi su un campo puramente d'aviazione e considerare che MXP e AZ hanno un concorrente interno che è LIN che va puntualmente ad alimentare gli hubs rivali di MXP.Tale situazione oltre ad essere paradossale,comporta dei costi elevatissimi per AZ e la sua rete di lungo raggio.
Altro punto da nn sottovature è che il traffico incoming è diretto prevalentemente su RM,e questo è importante nell'ottica di un hub esattamente come quello outgoing.
Mentre per quanto riguarda AZ mi sembra chiaro che ,se ha fatto la scelta di puntare su MXP e guardando l'operativo l'ha fatta,deve cercare di implementare una base MI alla svelta in modo da ottimizzare i costi del personale e di struttura.
Eleinad
July 6th, 2006, 12:03 AM
05 lug 23:06
Alitalia: dall'Antitrust via libera condizionato all'acquisto di Volare
ROMA - L'Antitrust da il via libera all'operazione Alitalia-Volare. Alitalia dovra' pero' rilasciare due coppie di slot nazionali ovvero le fasce orarie durante le quali e' previsto il decollo e l' atterraggio in determinati scali, in conformita' con decisione Commissione Ue: Linate-Lamezia Terme e Linate-Bari. Da cedere anche due coppie Linate-Parigi-Orly .(Agr)
enrico vigo
July 6th, 2006, 07:38 AM
Credo che il dimensionamento corretto di Linate sia uno dei tasselli fondamentali per risettare Malpensa ed il suo irrinunciabile ruolo di Hub passeggeri e merci del primario Sud-Europa, oltre che d'Italia. E' certo irrinunciabile per Milano il ruolo di City Airport di Malpensa, a cui va dato un taglio più "nazionale" e di medio raggio europeo per i voli più gettonati delle capital europee. Allo stesso modo bisogna colmare di voli nazionali le fasce orarie che ne sono sprovviste sull'aeroporto di Malpensa, tutt'ora mal collegato. Bisogna fermare il lobbismo Veltroniano che ruota attorno a Fiumicino, riconducendo il tutto ad una logica industriale vera e meno campanilistica. Oltretutto oramai Linate è impresentabile dal punto di vista estetico-funzionale, e per quanto concerne la sicurezza pare che il numero dei passeggeri sia in eccesso rispetto ai parametri e che sia opportuno ridimensionare lo scalo e aumentarne gl stanard di sicurezza. Alitalia deve essere messa in condizione di sviluppare un piano industriale coragioso ne ne possa decretare un rapido rilancio, il Governo Prodi deve operare presto scelte in questa direzione.
enrico vigo
July 6th, 2006, 07:42 AM
SCUSATE GLI ERRORI DEL PRECEDENTE POST.
===================================
Errata Corrige
Credo che il dimensionamento corretto di Linate sia uno dei tasselli fondamentali per risettare Malpensa ed il suo irrinunciabile ruolo di Hub passeggeri e merci del Sud-Europa, oltre che d'Italia. E' certo irrinunciabile per Milano il ruolo di City Airport di LINATE, a cui va dato un taglio più "nazionale" e di medio raggio europeo per i voli più gettonati delle capital europee. Allo stesso modo bisogna colmare di voli nazionali le fasce orarie che ne sono sprovviste sull'aeroporto di Malpensa, tutt'ora mal collegato con gli altri scali nazionali, incluso Roma. Bisogna fermare il lobbismo Veltroniano che ruota attorno a Fiumicino, riconducendo il tutto ad una logica industriale vera e meno campanilistica. Oltretutto oramai Linate è impresentabile dal punto di vista estetico-funzionale, e per quanto concerne la sicurezza pare che il numero dei passeggeri sia in eccesso rispetto ai parametri e che sia opportuno ridimensionare lo scalo e aumentarne gl standard di sicurezza. Alitalia deve essere messa in condizione di sviluppare un piano industriale coraggioso che ne possa decretare un rapido rilancio, il Governo Prodi deve operare presto scelte in questa direzione.
Federicoft
July 8th, 2006, 12:55 PM
^^
Ma era già stato fatto. Decreto Burlando.
Poi basta vedere come è andata a finire.
Sampei
July 16th, 2006, 11:50 PM
WindJet, Air One e Alitalia:
un articolo de "La Padania" :shocked:
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=62563,1,1
PS
La faccetta è dovuta al fatto che mi stupisce aver usato questa fonte :lol:
pelush
August 3rd, 2006, 01:04 PM
Ok, ma questi hub sono nati apposta, in quelle determinate zone geo-politiche soprattutto per il traffico passeggeri di "passaggio" (coincidenze tra un volo e l'altro)...va fatto a parte il discorso merci... e non principalmente come destinazione finale che è Roma (parlo per traffico internazionale...) :)
Il problema sta nell'unicità della situazione Italiana
l'Italia è l'UNICO paese al mondo! dove l'aeroporto principale èè stato localizzato presso la capitale politica e non presso la capitale economica.
Questo, soprattutto, a causa delle scelte pitically correct, ma economicamente sbagliatissime che hanno portato ad una mala ricostruzione del nostro paese dopo la guerra.
Soprattutto il macello è dovuto al fatto che si sia voluto dare un po a tutti anzichè fare come le altre nazioni che hanno privilegiato la crescita delle capitali economiche.
La Germania ha puntato tutto su francoforte perchè quella è la sua capitale economica, la svizzera ha puntato su Zurigo, gli USA su New York ed ora su altre città, ma mai su Washington!
Alitalia perde lavorando su Milano perchè AZ non è a Milano e perchè gestisce malissimo la manutenzione e la logistica, guarda caso basate a FCO.
Guardiamo solo le merci: AZ ha basato 5 aerei cargo a MXP gestiti da 5 persone! mentre a Roma sono in 250 a guardare l'unico volo settimanale operato con un ATR 42.
In questo momento se spostassimo la maggior parte dei voli da FCO a MXP Alitalia non perderebbe un passeggero e MXP avrebbe oltre 30 milioni di passeggeri.
Questo sarebeb possibile se SEA, la società di handling di Malpensa facesse correre la sua gente un po di più .... e finisse sto aeroporto ....
teniamo anche presente che lo scenario AZ se ne va da Malpensa non è percoribile, non un milanese andrebbe mai a Roma per cambiare aereo, Roma è fuori rotta e causa allungamenti di percorrenza, Parigi, Londra e Francoforte sarebbero preferiti perchè offrirebbero più voli rispetto a FCO, percè sarebbero in-route, ma soprattutto perchè cambiare aereo a Roma è un macello emerito, quell'aeroporto è progettato da un incapace e pensato malissimo.
pelush
August 3rd, 2006, 01:13 PM
detta cosi sembra che alitalia voli in perdiata da fiumicino. E invece tutto sommato ottiene buoni risultati, anche grazie al turismo incoming.
Col turismo, incoming o outgoing, le compagnie aeree riempiono gli aerei, ma non guadagnano una lira!
i soldi si fanno con i biglietti di economy a tariffa piena e con le business class.
Senza quel tipo di passeggeri i voli di linea non stanno in piedi, pure i charter che si appoggiano su politiche di gestione molto più sparagnine fanno fatica a campare col solo turismo.
taras!
August 3rd, 2006, 01:28 PM
Il problema sta nell'unicità della situazione Italiana
l'Italia è l'UNICO paese al mondo! dove l'aeroporto principale èè stato localizzato presso la capitale politica e non presso la capitale economica.
Si da il caso che la capitale politica di cui sopra sia una delle mete turistiche più visitate del mondo....(come li facciamo arrivare a Roma i turisti in mongolfiera??? e perchè mai dovrebbero pasare prima da Milano???).
Non vedo perchè Roma, il suo sindaco, ADR e quant'altro non debbano fare gli interessi di Fiumicino...che ad oggi, stime 2006, sfiorerà i 30 MLN di passeggeri, che è superiore a Malpensa come sedime aeroportuale, come n° di piste, come moli di attracco per aerei, come collegamenti e vicinanza ala città, come superficie totale dell'aerostazione e così via...
Non credo che i problemi di Alitalia siano una questione Fiumicino/Malpensa....
edo-padova
August 3rd, 2006, 02:07 PM
Si da il caso che la capitale politica di cui sopra sia una delle mete turistiche più visitate del mondo....(come li facciamo arrivare a Roma i turisti in mongolfiera??? e perchè mai dovrebbero pasare prima da Milano???).
Non vedo perchè Roma, il suo sindaco, ADR e quant'altro non debbano fare gli interessi di Fiumicino...che ad oggi, stime 2006, sfiorerà i 30 MLN di passeggeri, che è superiore a Malpensa come sedime aeroportuale, come n° di piste, come moli di attracco per aerei, come collegamenti e vicinanza ala città, come superficie totale dell'aerostazione e così via...
Non credo che i problemi di Alitalia siano una questione Fiumicino/Malpensa....
mi dispiace smorzare il tuo entusiamo .. ma i problemi di Alitalia stanno proprio li' e l'analisi che ha fatto pelush anche se un po' eccessivamente partigiana ha dei presupposti corretti ... e sicuramente non sono i voli turistici a fare la fortuna di una compagnia aerea ...
Comunque se vuole (Veltroni e compagnia cantante...) Alitalia rimanga a Roma ma liberi gli slot al Nord Italia ..il mercato e la concorrenza faranno il resto ....
pelush
August 3rd, 2006, 04:36 PM
non è una questione di essere partigiani, è vero che sono un ingegnere di Milano, ma ho lavorato sia sull'aeroporto di Malpensa che di fiumicino.
La questione profonda sta nel fatto che sebbeno Roma sia una delle principali mete turistiche ha un incoming che non ingrassa nessuno.
Se facessimo arrivare i turisti a MAlpensa con i voli intercontinentali e poi li portassimo a Roma non faremme altro che modificare il normale tour che i visitatori di tutto il mondo fanno in Italia, anzichè cominciare la visita da Roma comincierebbero da Milano, Venezia o Firenze.
Non solo teniamo presente che Fiumicino si avvia verso i 27 milioni di pax/anno, ma consideriamo che quasi 9 di essi prendono la navetta Linate-Roma di AZ o di AP e che questa sia l'unica rotta con revenenues che passa da FCO.
bigjim33
August 4th, 2006, 08:22 AM
Col turismo, incoming o outgoing, le compagnie aeree riempiono gli aerei, ma non guadagnano una lira!
i soldi si fanno con i biglietti di economy a tariffa piena e con le business class.
le frotte di americani che vengono a roma non corrispondono per niente all'archetipo del viaggiatore low cost...
pure i charter che si appoggiano su politiche di gestione molto più sparagnine fanno fatica a campare col solo turismo
...tu sì che ne capisci di trasporto aereo...
pelush
August 4th, 2006, 10:30 AM
le frotte di americani che vengono a roma non corrispondono per niente all'archetipo del viaggiatore low cost...
...tu sì che ne capisci di trasporto aereo...
è vero che gli americani spendono e spandono, ma i biglietti li comprano i tour operator e le varie mafie commerciali i quali:
1. puntano molto a fare sconti a volume
2. preferiscono vettori nazionali su cui hanno molto appeal.
io frequento molto i voli per il nordamerica e non ho mai trovato tantissimi turisti statunitensi sui voli Alitalia e soprattutto non li ho mai trovati in business class.
Gli statunitensi che ho trovato su AZ erano gente d'affari che veniva a Milano (anche pasando da Roma se non trovava posto)
SaVe
August 5th, 2006, 06:06 PM
C'è anche il traffico merci. Malpensa è in assoluto il primo scalo in Italia per le merci, gran parte delle nostre importazioni/esportazioni arrivano e partono da qui. Un campo molto redditizio per Alitalia Cargo. ;)
enrico vigo
August 6th, 2006, 09:02 AM
Una quota percentuale considerevole di merci in arrivo ed in partenza da Italia è aviocamionata su Parigi/Francoforte/Bruxelles/Luxemburg/Zurigo etc. purtroppo l'Italia è lontanissima dall'essere autosufficiente nel trasporto persone e merci, il sistema Italia non è ancora stato completato e la cultura nazionale italiana fatica a riconoscere Milano malpensa quale unico vero hub aeroportuale non solo d'Italia ma di tutto il sud-Europa. I l problema prima ancora che Alitalia sono i collegamenti, Malpensa è dal punto di vista logistico (ferro-gomma) praticamente irragiungibile il tasso di infrastrutture disponibili nel territoirio rispetto agli altri hub d'Europa relega Malpensa all'ultimo posto.
Ferrovia: Lugano/Torino/Varese-Como-Erba-Lecco/Genova/Brescia devono avere collegamenti treno diretti con Malpensa. La superstrada Malpensa-Boffalora in costruzione procede con una lentezza esasperante ritardando continuamente la previsione di termine lavori (tra l'indifferenza di Formigoni-Penati-Moratti-Prodi-Di Pietro & C.), mentre l'unico accesso, l'autostrada A8, è di fatto bloccata per molte ore al giorno, lo stesso vale per tutto il sistema autostradale attorno a Milano assolutamente insufficiente che costringe la logistica delle merci a extra-costi insostenibili. Quindi la nota dolente è la rete infrastrutturale italiana incapace di dare certezze e costi logistici in linea con gli altri hub d'Europa, poi c'è assurda rivalità Malpensa-Fiumicino che è irrazionale, perchè Malpensa è di gran lunga l'hub portuale di cui l'Italia ed il Sud Europa hanno bisogno per merciu e passeggeri. Poi ci sono gli investimenti sull'aerostazione di Malpensa che sono stati ritardati oltre ogni buon senso, e Alitalia che fatica a muoversi tra i lacci e lacciuoli di un piano di rilancio ancora troppo timido e stentato che non riesce a far decollare la Compagnia di bandiera come tutti ci aspettiamo e come serve al sistema Italia troppo dipendente dall'estero in percentuale assolutamente indegna di un paese civile.
trav 82
August 14th, 2006, 08:35 AM
Lette le diverse opinioni, dico anche io la mia.
Malpensa rappresenta una buona occasione di sviluppo in quanto in grado di attirare la clientela del Nord Italia ed in piccola parte anche quella proveniente da aree limitrofe. L'esistenza della Malpensa non impedisce però lo sviluppo di Fiumicino dal momento che, con l'aumento di persone che utilizzano l'aereo, il poter offrire due buoni punti d'ingresso in Italia a chi effettua viaggi intercontinentali costituirebbe un vantaggio non indifferente. Nella logica del singolo hub sembrerebbe una contraddizione ma diverse linee aeree hanno già puntato su una strategia simile (lh con Fra e Muc; Af sta potenziando Lione; Iberia cerca di accontentare le rivendicazioni di Bcn). Leggendo gli orari estivi delle compagnie americane si nota l'accresciuto interesse per i collegamenti point to point(vedi Nice-Atlanta,Venezia-Philadelphia etc.) ed in un mercato diversificato come quello italiano (affari al nord,turismo a Roma,Venezia ed altro) permettere all'uomo d'affari di raggiungere direttamente Milano ed al turista cinese Roma sarebbe un punto di forza.
Sul punto espresso da più persone nel forum circa il ruolo di Fiumicino vorrei sottolineare alcuni punti:
a) Fco non è necessariamente poco profittevole perchè comunque diverse compagnie lo utilizzano (ad esempio la Delta con 5 voli giornalieri durante la stagione estiva,la Cathay,la Thai,la Jal,Air china,Aerolineas argentinas,Korean air ed altri) senza essere state costrette da nessuno ad adoperarlo. Il discorso degli slots su Malpensa regge in parte perchè frena certamente lo sviluppo dell'hub lombardo ma spesso le compagnie che hanno avuto modo di iniziare l'attività a Mxp non hanno fino ad ora abbandonato Fco e non hanno introdotto un numero di frequenze analogo a quello dei maggiori scali europei, per cui forse alcuni limiti sono da ricercare nel modello Malpensa: servizi offerti non eccelsi, collegamenti con la città non all'altezza, la comodità di Linate che rappresenta il vero freno allo sviluppo di Mxp.
b) Alitalia ha le sue colpe ma pur con tutti i limiti Mxp gode di un discreto numero di collegamenti intercontinentali firmati Az
c) Gli intercontinentali Az a Fco sono quasi del tutto inesistenti:
Az 610 Fco-Jfk giornaliero
Az 644 Newark " " "
Az 686 Ccs 2 alla settimana
Az 680 Eze 3 " " "
Az 784 Nrt 3 " " "
In aggiunta i voli stagionali per Bos e Yyz.
Come si fa a dire che gli intercontinentali Az stanno a Roma!
I voli citati hanno buoni coefficienti di riempimento e dunque vengono operati perchè viaggiano spesso pieni (l'estate sopratutto) . La Fco-Eze è poi stracolma ogni periodo dell'anno e i pax paganti non di rado restano a terra.
bigjim33
August 14th, 2006, 06:34 PM
ti straquoto, trav
enrico vigo
August 18th, 2006, 09:57 AM
Dobbiamo aggiungere che olte alle infrastrutture (strada e ferrovia) mancanti su Malpensa, vanno accelerati i lavori dell'aerostazione. Ma Alitalia va aiutata a osare di più sui collegamenti intercontinentali con USA-Canada, Equador-Mexico-Venezuela- Brasile-Argentina-Uruguay,China, Giappone, Russia. Ricordiamoci che il patrimonio industriale complessivo di Alitalia non è barattabile con nuove pizzerie o garage-officina del fai da te italiano della riconversione industriale. L'Italia sta slittando fuori dal club dei paesi più evoluti ed il masochismo liberista "old fashion" che ancora alberga nelle teste di certuni è la causa più eclatante della incapacità di ripartire del nostro paese. Prendiamo esempio dai francesi e dai tedeschi che sanno custodire e sviluppare i loro punti di forza, nell'essere europei diventiamo finalmente anche noi una nazione, bandendo quei localismi beceri capaci solo di battaglie di retroguardia e baruffe sterili fuori dalla cultura del nostro tempo.
Roma-Fiumicino
September 3rd, 2006, 01:57 PM
Non solo teniamo presente che Fiumicino si avvia verso i 27 milioni di pax/anno, ma consideriamo che quasi 9 di essi prendono la navetta Linate-Roma di AZ o di AP e che questa sia l'unica rotta con revenenues che passa da FCO.
Al di là del discorso generale che non condivido, ti invito, prima di esporre numeri e dati con tanta sicurezza, a documentarti un attimino. Grazie
FCO per la cronaca i 27 mil li ha già superati dal 2004 (vedi ASSAEROPORTI), quest'anno si appresta a raggiungere (e forse anche a superare) i 30 mil di pax.
Inoltre, dati ENAC, il traffico LIN-FCO-LIN è di circa 2,5 mil/anno, ben altra cosa direi.
Ti faccio anche presente che il traffico TOTALE di LIN è proprio di 9 mil di pax (anche qui vedi ASSAEROPORTI). E' a maggior ragione questa una prova evidente che la totalità del traffico di LIN non può essere solo concentrato per la navetta su FCO, come sembrerebbe leggendo quanto hai riportato sopra.
In questo sta tutta la contraddizione dei numeri da te citati.
Tocky
September 3rd, 2006, 02:44 PM
non è una questione di essere partigiani, è vero che sono un ingegnere di Milano, ma ho lavorato sia sull'aeroporto di Malpensa che di fiumicino.
La questione profonda sta nel fatto che sebbeno Roma sia una delle principali mete turistiche ha un incoming che non ingrassa nessuno.
Se facessimo arrivare i turisti a MAlpensa con i voli intercontinentali e poi li portassimo a Roma non faremme altro che modificare il normale tour che i visitatori di tutto il mondo fanno in Italia, anzichè cominciare la visita da Roma comincierebbero da Milano, Venezia o Firenze.
Non solo teniamo presente che Fiumicino si avvia verso i 27 milioni di pax/anno, ma consideriamo che quasi 9 di essi prendono la navetta Linate-Roma di AZ o di AP e che questa sia l'unica rotta con revenenues che passa da FCO.
Premettimi un paio di puntualizzazioni:
1) Come ti è stato risposto giustamente sopra,i dati enunciati su FCO sono palesemente infondati:FCO quest'anno dovrebbe superare i 30 mln di pax,poi che la navetta FCO-LIN rappresenti 1/3 del traffico di FCO è cosa abbondantemente falsa.
2)Che la FCO-LIN sia l'unica rotta remunerativa originata da FCO mi sembra cosa altrettanto falsa,per non dire di peggio: ci sono esempi di compagnie intercontinetali che incrementano continuamente la capacità su FCO (CA,CX e molte altre) e non penso lo facciano per puro spirito di masochismo o perchè la mission aziendale di tale compagnie sia perdere soldi,anzi,questo significa che le revenues sono ottime,gli yields sono più che buoni.
3) Pure sul fatto dei turisti che transitano da MXP,di cui nessuno ne mette in dubbio l'importanza,mi lascia perplesso,non è assolutamente automatico che indebolire ulteriormente FCO significhi favorire MXP: c'è il serio rischio o che i turisti scelgano mete alternative a RM e alll'Italia,Spagna in primis,che ci sta "rubando" turisti su turisti,o che transitino via altri hubs europei più comodi in termini di frequenze e collocazione geografica rispetto a MXP.
4) Ultimo appunto,il settore leisure,quello su cui RM fonda prevalentemente e non totalmente la sua importanza,può essere remunerativo e come,basta solo avere delle configurazioni di aeromobili adeguate e il successo viene da sè.
Questo per puntualizzare e non per sminuire l'importanza di MXP,che è il centro del network internazionale e intercontinentale AZ,ma anche per non mortificare il ruolo di FCO,che è patrimonio fondamentale,come MXP,per lo sviluppo economico, turistico e commerciale di Italia.
Roma-Fiumicino
September 3rd, 2006, 03:00 PM
2)Che la FCO-LIN sia l'unica rotta remunerativa originata da FCO mi sembra cosa altrettanto falsa,per non dire di peggio: ci sono esempi di compagnie intercontinetali che incrementano continuamente la capacità su FCO (CA,CX e molte altre) e non penso lo facciano per puro spirito di masochismo o perchè la mission aziendale di tale compagnie sia perdere soldi,anzi,questo significa che le revenues sono ottime,gli yields sono più che buoni.
A proposito di CA, questa è l'ennesima compagnia intercontinentale che vola masochisticamente a Roma
http://i4.photobucket.com/albums/y128/landingFCO/CA005.jpg
aisthesis
September 7th, 2006, 03:07 AM
Ho letto tutto quando e si sono fatte le due e quaranta, ma è stato interessante tutto sommato.
Voglio dire la mia, qui si parla a tratti di alitalia a tratti di chi ha l'aereoporto più bello, più grosso.
Su Alitalia quoto Paulus, una baracca clientelare gestita come lo è stata fallisce ovunque, altrove avrebbero avuto più buon senso ma hanno anche più stabilità (londra, BA, parigi AF etc etc).
Su MXP e FCO. Chi ha costruito MXP, qualcuno dice i democristiani, qualcuno dice Alitalia che progettava di spostarsi a Milano.
MXP è stato un classico errore all'italiana, che ha arricchito parecchie persone, un contentino (ino?) per il giubileo in arrivo.
MXP è nato dalla solita guida plurima dissociata, non è nato da un piano organico, da un'unica mente, è stata un idea che faceva comodo a molti.
Una volta completo, nel cellophane, fin dal giorno dell'inaugurazione, giorno in cui gli ingegneri si frantumavano il setto nasale su vetrate linde e senza adesivi, tutti si sono accorti che la nuova torta bianca era irraggiungibile e non a Milano. Sull'irraggiungibilità ci si è lavorato quel minimo sindacale, sul fatto che Malpensa non è l'aereoporto di Milano beh guardiamo la mappa.
Due settimane dopo si sono anche accorti che Malpensa violava qualche Annesso ICAO, poi è uscito fuori il rumore.
Detto questo parliamo di Fiumicino! Perchè è nato li? Perchè è stato costruito su terreni TORLONIA! Uno spazio anche adatto se non fosse che posa su sabbia e argilla. Infine Fiumicino è tutt'ora good looking, ma avrebbe bisogno di un bell'aggiornamento, e altro che Studio Valle!
Sempre sulle inesattezze vorrei parlare dei tanto invocati Slot. Cos'è uno slot? In Italiano usiamo l'espressione "banda oraria", e cioè il lasso di tempo in cui è operabile un'imbarco/sbarco, quindi rullaggio, piazzola, operazioni, handling vario. Le bande orarie sono gestite da Assoclearence, società gestita dalle compagnie aeree, coordinando con la direzione d'aereoporto, che però dopo la riforma del Cod.Nav del 2005 ha funzioni di garanzia in finale.
Uno slot è use it or loose it. Non ci sono slot non utilizzati. Non ci sono gate chiusi e piste vuote perchè i cattivi hanno diritti baronali che non cedono. NO!
Alitalia ha degli slot perchè gli sono stati assegnati e li usa. Magari li usa male, ma li usa! Sennò sarebbero riassegnati ad altri vettori.
Al che entra la politica, io Veltroni pretendo che una delle capitali culturali del pianeta sia collegata adeguatamente, tu Alitalia metti tratte regionali su slot che potrebbero andare ad altri, sei una stronza, e se fossi un privato non potrei sindacare (!!!) e forse le cose funzionerebbero meglio da sole, ma siccome sei un carrozzone partitico io sindaco.
Sulle possibilità di crescita dei due aereoporti poi Malpensa è sfigata, viola le norme sul rumore, per questo motivo e perchè la Cargocity costruita e collegatissima è a Roma, il traffico Cargo è sfigato. Come pure il giorno che dovrà atterrarci un A380 valli a sentire gli abitanti là intorno.
Fiumicino regge meglio il rumore. Questo, posto che NESSUN AEREOPORTO ITALIANO rispetta le norme.
Norme tradotte e applicate da Enac, ma che sono uguali ovunque, sono regole ICAO che sono di base, poi se vogliono i singoli stati aggiungono.
Un ultima precisazione, un HUB, è una base operativa, hangar, zona tecnica, transito, e voli voli voli. Essere un hub per un aereoporto vuol dire poco.
Questo per quello che proprio mi toccava.
Se vogliamo andare al macello Roma-Milano parliamone.
Il sud. Diteci dove inizia, verremo al nord. Ma per un Berlinese Milano è Nord?
Nord ricco, resto poveri? Il nostro aereoporto non decolla perchè deliberatamente migliaia di flyers vanno deliberatamente in Germania?
Milano capitale economica? E' un titolo per seconde arrivate, tipo Miss l'Oreal?
Milano capitale economica. Ok forse lo era, forse lo è, il fatto è che il trend è Milano giù, Roma su. Roma non è solo turismo, e le capacità di sviluppo sono enormemente oltre Milano, quindi in futuro Milano starà sempre più al posto suo. Milano Milano Milano, allora perchè non Torino, capitale industriale, Venezia, capitale delle acque, Genova del porto, Bologna della ferrovia.
Roma è Roma ragazzi su. E da quel dì. Perchè non lo si vuole riconoscere.
Roma = ministeri, Roma = turismo.
Poi appena costruiamo due capannoni sulla Roma Fiumicino, tutti che si cagano in mano, appena decidiamo di proiettare due film idem, e se vogliamo un aereoporto all'altezza anche.
Ci si caga in mano e si reagisce con la politica ed il resto. Piove governo ladro.
Aspetto le cifre della nuova fiera, e che Alitalia traslochi a Varese!
Vitruvio
September 7th, 2006, 08:37 AM
edit
taurus
September 7th, 2006, 04:50 PM
@ aisthesis
..del senso del tuo intervento ho capito ben poco ma ho compreso benissimo la partigianeria delle ultime frasi che spiega tutto il resto
enrico vigo
September 7th, 2006, 08:55 PM
@Aisthesis
Che senso ha il tuo vaniloquio?
Pregiudizi tribali ...
italo_venezolano
September 9th, 2006, 08:02 PM
Ho letto con interesse il Thread e vorrei dare umilmente una mia opinione per quel po' che ho viaggiato e che conosco. Al di la delle dispute tra Roma e Milano il primo errore da riconoscere per l'Alitalia è l'aver puntato sui due hub (più che semplicemente su Malpensa), anche se ho letto che qualcuno lo considera tuttora plausibile. Le ragioni sono molteplici ma per me la più importante, e una delle principali cause della perdita di competitività della compagnia, è che con una flotta in possesso tutto sommato esigua diventa difficile spalmare i voli sui due aeroporti. Guarda caso le principali linee aeree europee che possiedono flotte ben più consistenti di Alitalia hanno optato per un solo hub. In questo modo il principale vantaggio di poter richiamare un nuovo bacino d'utenza a venire in Italia e volare con Alitalia viene meno se si riescono a coprire poche destinazioni importanti. E a mio avviso questa è una delle ragioni anche del fallimento delle precedenti alleanze.
Si è detto inoltre che poco importa a che città è collegato un hub quando questo diventa semplicemente uno scalo dove i passeggeri passano da un aereo all'altro. Quante volte capita di andare a fare scalo a Parigi o a Francoforte (in alcuni casi proprio in alternativa a Malpensa) anche se poi bisogna "scendere" di nuovo perché la destinazione finale è a sud? E' la tariffa che guida, non il percorso... Detto ciò ritengo comunque che l'Alitalia doveva puntare sin dall'inizio su Roma per il semplice fatto che era già vocato come importante aeroporto intercontinentale, per cui a mio avviso era più consono investirci per potenziarlo. Malpensa possiede una posizione tutto sommato infelice: lontanuccio da Milano e quasi al confine con la Svizzera; inoltre d'inverno spesso dà più problemi con il clima (neve ma soprattutto nebbia) con conseguenti ritardi e dirottamenti.
Nicux
September 10th, 2006, 01:35 AM
Milano capitale economica? E' un titolo per seconde arrivate, tipo Miss l'Oreal?
No, è una verità effettuale che si protrae dal dopoguerra; altrimenti come le spieghi le migliaia di anime che arrivavano da chissà dove con la valigia di cartone a Milano Centrale (primo di tutti pure il mio vecchio nonno eh)?
E perché la borsa è rimasta a Milano finora?
Perché per l'interporto di Milano passa più merce che in quello di Roma?
Queste sono realtà inconfutabili e il campanilista che le critica.. direi che è un baùscia!
Poi appena costruiamo due capannoni sulla Roma Fiumicino, tutti che si cagano in mano, appena decidiamo di proiettare due film idem, e se vogliamo un aereoporto all'altezza anche.
Ci si caga in mano e si reagisce con la politica ed il resto. Piove governo ladro.
Aspetto le cifre della nuova fiera, e che Alitalia traslochi a Varese!
Gradirei qualcuno di voi, compreso il redattore, mi spiegasse cosa significa tutto ciò. Un delirio febbrile?
Che nesso ha la nuova fiera? E perché dovremmo sorridere all'idea che Alitalia traslochi a Varese?
Facciamo tutti presto a criticare la Malpensa! Oh via non ditemi bischerate:
l'aéroport Roissy Charles de Gaulle di Parigi è così tanto vicino al centro della ville lumière? No, ma ne è collegato in continuazione dalla RER con frequenze che fanno invidia alla metropolitana di Valencia o di Napoli.
Se mettessero un Malpensa Express ogni 10 minuti vedresti come sarebbe bene collegato a Milano l'aeroporto!
E con Milano non dico patate, dico una delle aree più produttive d'Europa!
Milano è Torino, Venezia, Trieste, Genova passando per Verona, Bologna, Parma e Modena!
Bisognerebbe smetterla di arrampicarsi sugli specchi dicendo che Malpensa è distante dalla città e cominciare a pensare all'aeroporto MENEGHINO come uno scalo, un posto di semplice passaggio, non da vedersi come destinazione finale!
Sarà anche più vicino a Varese ma in fondo che importanza ha? Varese non è di certo una metropoli che vanta di avere la Malpensa, pace all'anima dei varesotti che ogni mattina ci passano vicini per andare... a MILANO a lavurà e a portare a casa il danè. E' ovvio ad OGNUNO di noi che alla Malpensa giungono più passeggeri da Milano che da Varese, ed è ancora più ovvio che giungano da tutto il Nord Italia. Quello che vogliamo è che comincino pure ad affluire da Svizzera, Austria, Francia del Sud e compagnia briscola.
E se Roma proprio non riesce a farne a meno di questa Benedetta Alitalia che se la tenga, ma allora si faccia come in Spagna e si istituisca un collegamento frequente tra le due capitali italiane (mentre in Spagna diremmo: città principali).
Credo che la parola Puente Aereo/Pont Aeri non sia nuova a nessuno di noi.
Fino a quando noi italiani continueremo a contenderci (parlo di Nord e Sud) una compagnia sull'orlo della crisi, anzi che già sta cadendo nel precipizio, come potremo mai pensare ad una Milano semplice città satellite-principale della lontana (in tutti i sensi, anche politicamente) Roma?
Shogun
September 12th, 2006, 08:05 PM
Appello all’Enac: gli slot vengono assegnati alle compagnie senza alcun controllo sulle tariffe
Milano-Roma, la guerra degli aerei
Meridiana a Alitalia e AirOne: soffocate la concorrenza, i prezzi devono scendere
ROMA — Nella lotta per la sopravvivenza tra le compagnie aeree italiane, quella di Meridiana potrebbe sembrare una resa. Oppure la battaglia di Davide contro Golia. Dallo scorso giugno il vettore sardo di proprietà dell’Aga Khan ha dovuto sospendere i due voli giornalieri sulla tratta tra Roma-Fiumicino e Milano-Linate: nel 2005 la seconda più ricca d’Europa dopo la Berlino- Francoforte. «È impossibile lavorare: Alitalia e AirOne non rispettano le regole e soffocano la concorrenza» lamenta l’amministratore delegato, Giovanni Rossi. Che ora si appella all’Antitrust, all’Enac (ente aviazione civile) e a tutti i consumatori perché venga abbattuto quello che chiama, senza mezzi termini, «il monopolio dei due colossi».
LA RITIRATA — Ma cosa è successo? Perché Meridiana si è ritirata dalla Roma-Milano facendo fuori la sua «gallina dalle uova d’oro», quel piccolo capitale di slot (fascia oraria) sulla Milano-Roma? Gli slot che erano stati assegnati a Meridiana sin dal 2003 erano due: uno al mattino e uno al pomeriggio. Con una forzatura la compagnia ha deciso di operare il secondo alla sera, «perché i clienti — spiega Rossi — non comperano un biglietto di andata e ritorno se il rientro non è in serata». Ma a giugno scorso l’Enac (ente aviazione civile) ha deciso che bisognava rientrare nelle regole e che il volo andasse rispostato al pomeriggio. Di qui la decisione di Meridiana di sospendere anche il volo del mattino. Pur ammettendo di aver violato le regole, Rossi ora reclama la par condicio: «Su Linate i primi a non rispettare le norme sono Alitalia e AirOne. Violano sistematicamente il decreto Bersani bis. Ma nessuno, Enac compreso, le richiama all’ordine » accusa l’amministratore. Secondo quest’ultimo, Alitalia e AirOne «aggirerebbero » la normativa operando da Linate più voli del consentito: «Si servono di altre compagnie, come Air France nel caso di Alitalia, e Lufthansa, nel caso di AirOne, e sfondano i limiti del decreto Bersani bis». Non solo. «C’è anche un’altra compagnia, WindJet, che vola da Linate senza che le siano mai stati assegnati gli slot per la Sicilia ». Da qui l’esposto al Tar e all’Antitrust che risale al gennaio scorso e che non ha ancora avuto esito.
L’ACCUSA — Ma il messaggio lanciato da Meridiana riguarda soprattutto la tratta Roma-Milano: «Non vi è al momento alcuna possibilità per Meridiana di ottenere slot aggiuntivi sulla tratta su cui Alitalia opera su 30 slot e AirOne su 16. Purtroppo gli slot su Linate — spiega l’amministratore— sono, di fatto, concessioni perpetue, che vengono utilizzate dalle compagnie aeree assegnatarie, senza nessuna limitazione temporale e senza alcun controllo sui prezzi che vengono proposti al cliente o sulla qualità del servizio fornito».
L’IDEA — La proposta di Meridiana è che venga aumentata la capacità di Linate: «Al momento quello scalo opera al di sotto delle proprie possibilità: solo 18 movimenti l’ora, quando potrebbe benissimo farne 32. Perché allora non aumentare esclusivamente i movimenti Milano- Roma? Questo è l’unico modo per aprire la tratta a una vera concorrenza rompendo l’attuale monopolio». Ma c’è chi dice che anche Meridiana operi in un sostanziale regime di monopolio sulle tratte sarde: «Non è vero—protesta Rossi—Noi quelle tratte le operiamo perché le abbiamo vinte in una gara che si rinnova ogni anno. E comunque lancio una sfida a Alitalia e AirOne: lasciate gli slot di Roma-Milano eMeridiana cederà loro quelli sardi». La battaglia è appena iniziata: la compagnia ha deciso di coinvolgervi anche i consumatori, le imprese e le loro associazioni. «Vogliamo che i prezzi possano scendere davvero — conclude Rossi —: ce lo chiedono i passeggeri ma anche le piccole imprese che non si possono permettere tariffe così impraticabili ».
Antonella Baccaro
12 settembre 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/09_Settembre/12/baccar0.shtml
Epicurion
September 13th, 2006, 09:31 AM
ECONOMIA
LA COMPAGNIA IN ROSSO DOVEVA ESSERE L’ANNO DEL RILANCIO: COLPA DEL COSTO DEL CARBURANTE. SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA
Conti Alitalia, picchiata infinita
Peggiorano le perdite. Cessioni in vista. Traballa la poltrona di Cimoli
13/9/2006
di Alessandro Barbera
ROMA. Il 14 aprile dell’anno scorso l’amministratore delegato Giancarlo Cimoli garantiva il pareggio di bilancio per il 2006. I conti semestrali di Alitalia presentati ieri chiudono con una perdita netta di 221 milioni di euro. Un milione di euro di passivo al giorno. Sessanta milioni in più di quelli accumulati in tutto il 2005. Numeri che - riferiscono autorevoli fonti di Palazzo Chigi - «preoccupano seriamente» il governo e fanno nuovamente traballare la poltrona del numero uno della compagnia di bandiera. La decisione del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa di confermare la fiducia a Cimoli è di pochi giorni fa, ma è come se fosse passato un secolo. L’allora «presa d’atto» (così la definisce una fonte di governo) del premier di rinnovargli l’incarico «è superata». I sindacati di categoria sono di nuovo nervosi (si parla di un possibile sciopero unitario il 18 settembre) e nella maggioranza si torna a discutere di un ricambio ai vertici. Ogni decisione è rimandata al rientro di Prodi dal viaggio in Cina e Stati Uniti il 21 settembre.
SPERANZE E CESSIONI
Nonostante tutto Cimoli non perde l’ottimismo (beato lui!!! n.d.E.). Nel comunicato che accompagna i numeri del primo semestre si spera nei prossimi sei mesi: il risultato sarà positivo e la crescita dei ricavi da traffico (+2,8%) aiuterà a contenere la perdita nei 167 milioni di un anno fa. Tutt’altra musica rispetto alle indiscrezioni di fonte sindacale non smentite che prevedono per l’intero 2006 perdite pari a 450 milioni di euro. Più che nell’aumento del traffico (fra le altre cose è prossima la chiusura del Malpensa-Washington) l’ottimismo contabile di Cimoli sta nelle «partite non ricorrenti» citate dallo stesso comunicato di ieri: l’imminente cessione di immobili e terreni (valore 130 milioni) e di nuovi rami d’azienda. Chiusa la vendita di Information tecnology e gestione amministrativa, in rampa di lancio c’è la vendita dei call center e di Alitalia Airport, la società di gestione aeroportuale. Sempre che nel frattempo non cambino i vertici o non si mettano di traverso i sindacati. Ieri tutte le sigle hanno scritto una lettera al governo per chiedere un «incontro urgente» a Palazzo Chigi. Persino la Uil - l’unica insieme all’Anpac a non chiedere le dimissioni di Cimoli - ora esce allo scoperto: «E’ ora che il governo intervenga», dice il segretario nazionale di categoria Marco Veneziani.
IL NODO AIR FRANCE
L’ennesima situazione di stallo nella gestione di Alitalia stavolta si complica per via della scelta definitiva che attende il governo. Nella maggioranza ci sono due scuole di pensiero: da un lato c’è chi - come Bersani e Padoa-Schioppa - punta ad una rapida integrazione di Alitalia con Air France. Altri, come il vicepremier Rutelli o il potente viceministro diesse ai Trasporti (e uomo di Fassino) Cesare De Piccoli crede nonostante tutto nel rilancio di Alitalia. Con loro c’è l’ala sinistra della maggioranza, da Rifondazione ai Verdi. «No alla svendita ad Air France» tuonava ieri il capogruppo verde alla Camera Angelo Bonelli. La rinnovata fiducia all’attuale numero uno era stato il segno del prevalere delle prima impostazione e di una strategia attendista dello stesso Prodi. Le notizie sui conti riaprono la strada di una rapida successione e al rientro dalla Cina Prodi dovrà ricominciare da zero. Perché l’incertezza nel governo sul da farsi finora ha allontanato alcuni dei possibili pretendenti al timone della compagnia già sondati dal premier e dal sottosegretario Enrico Letta. Uno su tutti: l’ex numero uno di Rcs Vittorio Colao. Il successore più accreditato alla poltrona di Cimoli per ora è l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma Vincenzo Basile.
UN ANNO PERSO
I giudizi del governo sulla gestione Cimoli restano contrastanti come lo fu nella stagione alle Ferrovie. Di certo fra la previsione di pareggio di un anno fa e l’ammissione di ieri di un nuovo bilancio in perdita sono passati invano 18 mesi. Esaurito il prestito-ponte da 400 milioni (garantito dallo Stato) per far partire il piano di riassetto 2005-2008, a ottobre dell’anno scorso Cimoli ha rivisto al ribasso il risultato operativo di 320 milioni. A novembre c’è stato un altro aumento di capitale (questa volta finanziato dai privati e collocato da Deutsche Bank) da un miliardo di euro. In quel piano è prevista la cessione delle attività di terra (che oggi i sindacati contestano perché non previste dagli accordi del 2004) e l’ipoteca di parte della flotta, che a dicembre ha portato in cassa altri 445 milioni di dollari. Nonostante tutto a maggio Alitalia ha chiuso il bilancio 2005 con 167 milioni di euro di passivo. Lo stesso risultato che, vendendo gli ultimi pezzi pregiati del patrimonio, Cimoli garantisce di raggiungere alla fine di quest’anno.http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200609articoli/10631girata.asp
Epicurion
September 13th, 2006, 11:36 AM
I titoli dell'aviolinea risentono dei pessimi risultati della semestrale
diffusi ieri, che mostrano un rosso di 221 milioni di euro
Alitalia crolla in Borsa e viene congelata al ribasso
MILANO - Dopo la semestrale diffusa ieri, che mostra perdite superiori a quelle dell'intero 2005, crolla stamane il titolo Alitalia a Piazza Affari. La compagnia di bandiera è stata infatti congelata al ribasso poco dopo le 11, dopo che era scivolata a -11,28%. Intensissimi gli scambi che, a poco meno di un'ora dall'inizio delle contrattazioni, avevano interessato già 42,5 milioni di pezzi, pari al 3% circa del capitale.
Ieri Alitalia aveva diffuso una semestrale in rosso per 221 milioni di euro e il cda ha preso atto che non sarà raggiunto l'obiettivo dell'utile netto e operativo per il 2006.
Il risultato dei primi sei mesi del 2006 è in peggioramento di circa 97 milioni rispetto al primo semestre 2005, a causa "dell'aumento del prezzo del carburante, della maggiore pressione competitiva delle compagnie low cost e degli impatti negativi degli scioperi dello scorso gennaio", secondo una nota dell'azienda.
La perdita operativa consolidata del primo semestre 2006, pari a 132 milioni di euro, è salita rispetto agli 83,8 milioni dell'anno prima. Anche il 2006 è atteso pertanto decisamente in rosso, come il 2005. Resta l'attesa per il nuovo piano industriale, che dovrebbe arrivare per l'inizio di ottobre.
(13 settembre 2006)http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/economia/alitalia3/alitalia3/alitalia3.html
...tic toc, tic toc, tic toc...
Eleinad
September 13th, 2006, 12:11 PM
Chissà che si inventeranno dopo il prestito ponte ed avere ipotecato la flotta per salvare sto carozzone?
Aver comprato Volare è stata un vero toccasana!
E bravo Cimoli (pagato 8.000€ al giorno) che sei riuscito ad aumentare la perdita del 78% rispetto al 2005!
:applause: :applause:
Vitruvio
September 13th, 2006, 12:25 PM
Aisthesis for president!!! altro che Cimoli...
Firmato: Miss L'Oreal
s4Sco[86]
September 13th, 2006, 03:17 PM
oggi -8.5% avete sentito?
Epicurion
September 14th, 2006, 09:09 AM
13 settembre 2006
Alitalia crolla in Borsa. I piloti: presto il caos
Al.An.
Alitalia in picchiata a Piazza Affari dopo la semestrale in rosso presentata martedì: il titolo della compagnia aerea di bandiera cedeva mercoledì mattina l'11,28% a 0,80 euro e gli scambi si aggiravano attorno al 3% del capitale, quando è stato congelato per eccesso di ribasso.
Pochi minuti e poi nuovo via alle contrattazioni, con una leggera risalita: 0,833 euro e -8,08% alle 12,30. In chiusura è andata ancora peggio, con una nuova caduta e la sospensione a cinque minuti dal termine: 0,8121 euro (dato che valorizza il gruppo guidato da Giancarlo Cimoli 1,255 miliardi) e -10,38 per cento con oltre 111 milioni di pezzi scambiati, l'8% del capitale. Le azioni Alitalia hanno perso in un anno il 59,05%, peggiore performance dell'S&P/Mib.
Voli verso il caos, Cimoli sotto tiro. Un diluvio di critiche si è abbattuto sia dal fronte dei sindacati (confederali e Sult compatti per lo sciopero del 18 settembre) e dell'Unione Piloti, che hanno annunciato «a partire dalle prossime ore la normale operatività dell'impresa, che non rispettando gli impegni presi dà dimostrazione di non avere in alcun conto i soggetti con cui tali impegni sono stati sottoscritti». I piloti hanno anche parlato di «scelte strategiche sbagliate sotto gli occhi di tutti; gestione finanziaria fallimentare non più nascondibile; disastro operativo del tutto evidente; quotazione in Borsa ormai in caduta libera; retribuzioni e premi elargiti per fantomatici obiettivi mai raggiunti». Morale: «I vertici vanno rimossi».
Concordi gli operatori finanziari: «Doveva essere l'anno della svolta - spiega il responsabile di una sala operativa - ma il problema è che la svolta non si vede. Riguardo all'ipotesi di unione con Air France, sembra poi che ci voglia del tempo e questo non aiuta il titolo di una società che perde 200 milioni di euro al trimestre». Secondo un altro operatore, peraltro, «con questi dati non è escluso che il discorso delle alleanze internazionali possa subire un ulteriore rallentamento». Infine, da un'altra Sim si mostra forte scetticismo sulle capacità di Cimoli: «è alla guida da diverso tempo, eppure non si vede ancora nulla nonostante le intese sindacali e le forti aspettative».
Nella relazione allagata alla semestrale, Cimoli, che sarà ascoltato nei prossimi giorni dalla commissione Trasporti della Camera, ha chiesto che «l'alto numero delle organizzazioni sindacali proceda in modo uniforme e responsabile a consentire l'individuazione, a mezzo anche di inevitabili rinunce a concessioni non più sostenibili nel nuovo corso del trasporto aereo né ritraibili da altri vettori concorrenti, di misure che permettano di realizzare quanto fondamentale e doveroso» per consentire all'Italia di avere una compagnia di riferimento all'altezza. Nel documento Cimoli ha proposto ai sindacati di negoziare «un nuovo patto» per il rilancio. Ma per il Sult «serviva e serve un concreto progetto che definisca una missione industriale innovativa. Servono idee nuove che facciano interagire turismo, industria, commercio e trasporto aereo. Serve un impegno del governo come soggetto di regolazione del mercato. Serve tornare indietro su alcuni aspetti che vanno anche oltre la liberalizzazione e che disegnano uno scenario senza alcuna regola, dove soggetti spesso estranei al trasporto aereo si cimentano in operazioni di pura speculazione.
Perdite per 221 milioni nel semestre. Nel primo semestre 2006 i ricavi del traffico di Alitalia sono stati pari a 2.043 milioni di euro con un aumento di 55 milioni (+2,8%) rispetto al precedente esercizio. I ricavi netti consolidati del primo semestre 2006 sono stati pari a 2.239 milioni di euro in calo di circa 36 milioni di euro (-1,6%) principalmente a causa del deconsolidamento dei ricavi di Alitalia Servizi (nel semestre gli altri ricavi operativi sono infatti diminuiti di circa 91 milioni di cui circa 61 riferibili direttamente all’attività di handling e manutenzione svolta per clienti terzi nel 2005 e oggi deconsolidata con Alitalia Servizi). La perdita operativa è stata pari a 132 milioni di euro superiore alla perdita del primo semestre 2005 (pari a 84 milioni di euro) anche a causa dei suddetti effetti dell’incremento del costo del carburante (+107 milioni di euro, con il barile di Brent salito a 66 dollari di media nella prima metà dell'anno, +32% sul 2005) e degli scioperi avvenuti nel primo trimestre dell’anno (che hanno comportato un appesantimento dei conti nell’ordine di 40 milioni). Il forte innalzamento del prezzo del carburante (incremento di oltre 107 milioni di euro nel semestre rispetto allo scorso anno), la maggiore pressione competitiva delle compagnie low cost e gli impatti negativi degli scioperi dello scorso gennaio hanno portato ad un risultato netto del semestre negativo per 221 milioni (peggioramento di 97 milioni circa rispetto al precedente esercizio). La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2006 ha toccato i 791 milioni con forte un peggioramento rispetto al 31 dicembre del 2005 (circa 37 milioni di euro).http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=21.0.2032613254&chId=30&artType=Articolo&DocRulesView=Libero
Shogun
September 15th, 2006, 02:31 AM
Chissà che si inventeranno dopo il prestito ponte ed avere ipotecato la flotta per salvare sto carozzone?
:applause: :applause:
14 set 18:44
Alitalia: Rutelli, "Servono partner asiatici"
FIUGGI - Servono partner privati per Alitalia, attraverso "la definizione di alleanze internazionali che non devono essere europee, perche' gli europei sono nostri amici ma concorrenti. Abbiamo interesse a fare alleanze con l'Asia". Lo ha detto il leader della Margherita e vice presidente del Consiglio, Francesco Rutelli.
http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={F931D531-CB6F-4D01-AB98-9868A57EB571} (http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={F931D531-CB6F-4D01-AB98-9868A57EB571})
gruber
September 22nd, 2006, 02:12 PM
Ciao Ciao Alitalia....
un certo sottosegretario Proietti (tò...sarà di Roma?) insieme con il Ministro Rutelli (tò...sarà di Roma?), in concerto con Uolter Veltroni (tò...sarà di Roma?) e in combutta con il presidente di Aeroporti di Roma di cui mi sfugge il nome (tò...sarà di Roma?), stanno stendendo il Nuovo Piano per l'Alitalia, tipo Piano Quinquennale.
le indiscrezioni erano uscite velatamente settimana scorsa, poi se ne è parlato tutta la settimana e oggi il Corriere gli dedica 7 righe 7.
che dice il piano?
semplice, Alitalia fa cagare, è morta, cotta e da buttare in una fossa...MA....MA...è la prima azienda per numero di dipendenti del Lazio.
20.000 persone con relative famiglie e relativi VOTI.
quindi che fare?
semplice, spostare TUTTI gli intercontinentali a Roma Fiumicino, tranne, udite udite il Malpensa New York e il Malpensa Tokyo.
dopodichè vendere una manciata di nuovi Boeing comprati un paio di anni fa, e autodeclassarsi a compagnia europea con qualche volo intercontinentale per fare contenti i sindacati, ADR (cioè i Romiti quelli che ci guadagnano!), Veltroni/Gasbarra/Marrazzo più tutto il partito Pro-Fiumicino e continuare a gestire Alitalia come una COSA DE NOANTRI.
cosa c'è di strano?
semplice. il 70% dei biglietti che portano utile ad Alitalia (business e intercontinentali vengono venduti al Nord) e se Alitalia torna a Roma al Nord si tornerà a fare come anni fa e cioè volando con compagnie straniere.
e poi, ancora più bella è che chi ha fatto questo piano geniale è quel tale di cui non ricordo il nome ma che guarda caso oltre ad essere ovviamente di Roma è ANCHE presidente di ADR...e che è dato nelle totonomine come quasi sicuro successore di Cimoli alla presidenza di Alitalia!
non c'è che dire.
Rutelli e sorci hanno fatto il pieno.
salvano 20000 posti di inefficienza assoluta nel Lazio, portano Alitalia a Roma, dove potranno spartirsi per bene i ricavi, guadagnare i voti dei dipendenti Alitalia e far fare soldi e soldi e soldi ai Romiti e ai Benetton (altri soci ADR).
finalmente la situazione folle finirà, Alitalia fuori dalle palle da Malpensa, compagnie straniere libere di entrare e di sottrarre utenti a quel carrozzone iperpoliticizzato ed inefficiente e sopratutto basta sperperi per spostare alcune migliaia di Romani tutti i giorni a lavorare a Malpensa.
Falcon83
September 22nd, 2006, 02:33 PM
beh meglio, se si spostano a Roma fallirà prima no? Così siamo contenti noi del partito pro-fallimento e anche Federicoft che per un po' di anni (forse mesi) vedrà svolazzare gli aerei della sua compagnia di bandiera sopra la sua testa.
man101
September 23rd, 2006, 01:41 PM
Concordo con Falcon.. anzi, se finalmente fallira' facciamo una bella festa!
Intanto:
ALITALIA: PIANO, RINNOVO FLOTTA E NUOVE BASI OPERATIVE
(ANSA) - ROMA - Graduale rinnovo della flotta di breve-medio raggio e installazione 'in tempi accelerati' di nuove basi operative in Italia per favorire i collegamenti 'punto a punto'. E' anche con queste due mosse - indicate nelle ulteriori modifiche al piano industriale 2005-2008 che saranno presentate agli inizi di ottobre - che l'Alitalia intende modificare le proprie strategie. Nella relazione che accompagna la semestrale, l'Alitalia indica che nell'implementazione del piano ''sono stati rinnovati e rafforzati e sanzionati obiettivi e strategie primarie''. Fra questi, la compagnia rileva che intende rafforzarsi nel mercato domestico, essere leader per i collegamenti dai mercati mediterranei, medio-orientali e dell'Europa dell'Est e privilegiare le opportunita' di espansione su queste aeree, essere 'porta d'ingresso' in Italia ed in Europa per i flussi internazionali ed intercontinentali 'naturali', ristrutturare e consolidare la propria presenza sul lungo raggio''. A proposito del rafforzamento della posizione sul settore domestico, l'Alitalia indica che ''e' necessario non solo mantenere un forte presidio ma altresi' sviluppare una posizione di leadership''. Per ottenere questi risultati, ''nonostante il continuo ingresso di nuovi operatori, in particolare low cost'', bisogna coniugare ''un accurato controllo di qualita' e costi che accentui e recuperi efficienza operativa ed efficacia commerciale, con il rinnovo graduale della flotta di breve-medio raggio''; sotto il profilo strategico, ''cogliendo opportunita' di crescita per le linee esterne, anche tramite lo sviluppo di partnership ed alleanze con altri vettori che si trovano su flussi 'by pass' non serviti direttamente da Alitalia''. Per quanto riguarda il rinnovo della flotta, alcuni sindacati hanno di recente parlato di contatti fra Alitalia e Airbus per l'acquisto di una trentina di A320. Questi velivoli sarebbero destinati a sostituire parte degli attuali MD80 che operano sul medio raggio. L'Alitalia parla di rinnovo flotta anche per il lungo raggio. La compagnia ambisce ad essere la ''porta d'ingresso in Italia e Europa per i flussi internazionali ed intercontinentali 'naturali''' e ritiene ''di primaria rilevanza strategica la capacita' di competere efficacemente sul mercato internazionale che ha come origine o destinazione l'Italia e quelle regioni che possono trovare negli aeroporti di Roma e Milano un naturale crocevia della loro accessibilita' aerea''. In particolare, per quanto riguarda il traffico intercontinentale, l'aviolinea ha l'esigenza di ''una ristrutturazione e di un consolidamento della propria presenza'' sul lungo raggio. Questo obiettivo, si legge nella relazione, ''da conseguirsi sotto il duplice profilo dello sviluppo della propria flotta dedicata ai collegamenti intercontinentali e la riconfigurazione degli aeromobili ivi impiegati, per incrementare la produttivita' e migliorare il posizionamento competitivo sul segmento business''. Altra ambizione di Alitalia e' essere ''leader del trasporto aereo in connessione dai mercati mediterranei, medio-orientali e dell'Europa dell'Est, avvalendosi della collocazione geografica ed economica dell'Italia e privilegiando le opportunita' di espansione aperte dalla crescita del traffico su queste aeree, dove le dinamiche concorrenziali in atto tenderanno a favorire quei vettori in grado di competere con costi maggiormente contenuti ed un grado di efficienza piu' elevato sia nei collegamenti 'point to point' sia nelle operazioni di alimentazione''. Una sfida per Alitalia e' essere piu' concorrenziale sui costi. Anche per questo vuole installare ''in tempi accelerati nuove basi operative in Italia in grado di determinare un incremento della produttivita' degli equipaggi e dell'utilizzazione degli aeromobili sia su collegamenti con flussi in connessione naturale sia su rotte ad esclusiva domanda punto a punto''. E ancora, intende contenere ''ulteriormente gli oneri commerciali e distributivi'', tra l'altro, aumentando le vendite dirette oltre a rinegoziare i contratti con i fornitori di servizi. Infine, la compagnia vuole innalzare la qualita': sul breve raggio con maggiore rispetto della regolarita' operativa, puntualita', fruibilita' e speditezza del servizio e con una offerta punto a punto sui mercati ad alta intensita' di traffico; sul lungo raggio, riqualificando il servizio sia a terra sia a bordo, in particolare per la clientela business, e concentrandosi sui collegamenti verso i principali mercati''.(ANSA). DR
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 22/09/2006 17:35
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taurus
September 23rd, 2006, 07:30 PM
ultima frase del comunicato stampa: "...e concentrandosi sui collegamenti verso i principali mercati''.
E' notizia dell'altro giorno che alitalia ha tagliato o taglierà a breve il volo Milano - Shangai.
Adesso questi imbecilli devono davvero smetterla di prendere per i fondelli gli italiani.
Dove credono poi di trovare i passeggeri con una strategia del genere?
Ormai l'unica strada per evitare di perdere ancora accessibilità e competitività è aprire totalmente alle compagnie straniere anche senza avere il vincolo di reciprocità oppure fondare una nuova compagnia di bandiera parallela con base di armamento a Malpensa che attui le pricipali rotte turistiche e business intercontinentali (..ci vorrebbe un bel piano in cui imprenditori e banche del Nord investano in un progetto del genere)!
Eleinad
September 27th, 2006, 01:56 PM
Voli regolari il 29 dopo la mediazione del ministro Bianchi
Il governo proporrà un piano alternativo a quello dell'azienda
ROMA - Non ci sarà lo sciopero aereo proclamato dai sindacati per venerdì 29 settembre. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha infatti convocato le parti per il 10 ottobre a palazzo Chigi e in vista del confronto l'agitazione è stata sospesa.
La decisione è stata presa al termine di un incontro con il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e i sindacati confedereali, più Ugl, Sult e Up. L'Alitalia ha anche accolto l'istanza del governo di non procedere sino al 10 con le iniziative assunte unilateralmente relative alla cessione di alcuni rami dell'azienda. La partita Alitalia approda dunque a Palazzo Chigi e il presidente del Consiglio ha avocato a sé il dossier sul rilancio della compagnia e le linee guida strategiche del trasporto aereo. I sindacati hanno ahche aggiunto che "il ministro, a nome del Governo, ha comunicato l'immediata interruzione delle procedure di cessione dei rami di azienda".
Il ministro Bianchi ha anche annunciato che il governo presenterà un proprio piano di rilancio dell'Alitalia entro la fine dell'anno. Il responsabile dei trasporti ha chiarito che le linee guida di tale piano saranno elaborate nel tavolo che si terrà a il 10 ottobre prossimo e che l'attuale piano industriale, con gli aggiornamenti a cui sta lavorando il management della compagnia, confluiranno in tale piano.
Pietro Zannoni, segretario dell'Unione Trasporti (Snaut), una delle sigle sindacali che avevano indetto la protesta insieme al Sult e ai confederali di categoria, ha riferito alcuni dettagli sull'incontro con Bianchi. "Sembra che il governo sia intenzionato a cambiare il piano Cimoli, che prevede tra le altre cose il taglio di almeno mille posti di lavoro. Il ministro - ha detto il sindacalista - nell'incontro ha illustrato due varianti da applicare al Piano Cimoli: la prima, che sembra essere la più probabile, è la proposta di introduzione di un ammortizzatore sociale che eviterebbe per il prossimo biennio contrattuale, il licenziamento di almeno mille dipendenti del comparto aereo".
"La seconda - ha detto Zannoni ritenendola più improbabile - riguarderebbe un eventuale congelamento della prevista vendita dei due rami d'azienda Alitalia, alle due società americane in lizza Eds e Acetour e una riformulazione del piano".
(27 settembre 2006)
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/economia/sciopero-trasporti-2/rinvio-sciopero-aereo/rinvio-sciopero-aereo.html
Un nuovo piano industriale per Alitalia? Si parla già di utilizzarla come vettore per la costruzione della Base Spaziale Orbitante (ISS)... galattico... :scouserd:
Epicurion
September 27th, 2006, 03:04 PM
tic toc, tic toc, tic toc...
cesco_82
September 27th, 2006, 03:07 PM
Articolo di Panorama sulla rotta LIN-FCO:
http://img244.imageshack.us/img244/468/alitalia1lq1.th.jpg (http://img244.imageshack.us/my.php?image=alitalia1lq1.jpg) http://img206.imageshack.us/img206/6249/alitalia2oj2.th.jpg (http://img206.imageshack.us/my.php?image=alitalia2oj2.jpg) http://img139.imageshack.us/img139/1831/alitalia3tx3.th.jpg (http://img139.imageshack.us/my.php?image=alitalia3tx3.jpg)
Eleinad
October 4th, 2006, 05:18 PM
Questa è una bomba:
04 ott 16:37
Alitalia: Cimoli, "Impossibile redditivita' per affermarsi delle low cost"
ROMA - "Nel contesto attuale" Alitalia "non e' in grado di generare redditivita' neppure per il capitale gia' investito". E' quanto si legge in un documento consegnato alla Commissione trasporti della Camera. Per il presidente e amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, "mantenere lo status quo strutturale dell'industria significa che l'esperienza passata di progressiva erosione del capitale investito sara' ripetuta anche nel futuro, semmai con maggiore rapidita', dato il veloce affermarsi di concorrenti low cost". (Agr)
http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={4605D60A-B951-4127-A2D5-2B50E5208D91}
Aspettiamo fiduciosi il piano industriale del Governo...
Epicurion
October 10th, 2006, 12:35 PM
10 ottobre 2006
Prodi ai sindacati di Alitalia: «Rischio fallimento, un piano entro tre mesi»
Al.An.
La nave affonda, ma la scialuppa potrebbe arrivare entro tre mesi.
«Alitalia vive il momento più difficile della sua storia. La situazione è completamente fuori controllo e non vedo paracaduti». È l'allarme lanciato dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, all'incontro con i sindacati a Palazzo Chigi. In Borsa titolo in fase di rimbalzo dai minimi di giornata (+1,31% a 0,826 euro) poco prima di mezzogiorno. Al tavolo, oltre a Prodi, il vicepremier, Francesco Rutelli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, i leader sindacali confederali e di categoria.
Il presidente del Consiglio ha chiarito che «non ha senso parlare di ristrutturazioni o ricapitalizzazioni» in un contesto così grave. La scorsa settimana in un documento anticipato alla commissione parlamentare Trasporti il presidente di Alitalia, Giancarlo Cimoli, aveva spiegato che nelle attuali condizioni di mercato la compagnia di bandiera più vola e più vede approfondirsi la voragine del debito.
Guida politica per la partnership. Prodi, in effetti, ha spiegato che si è vicini «alla crisi irreversibile» e ha chiesto ai sindacati di «dare una mano fino a gennaio» perché se non si trova «una soluzione concordata» non resta che il «fallimento». La compagnia «arretra mentre gli altri crescono». Le misure più urgenti riguarderebbero la flotta e le infrastrutture. «Ho bisogno di tre mesi - ha concluso Prodi - per affrontare e dare soluzione» al problema. «Mi prenderò un tempo non lunghissimo per mettere a punto una nuova proposta, una strategia definitiva, che tenterò di elaborare in rapporto con voi - ha aggiunto il premier rivolto ai sindacati - potremmo anche fallire, ma insieme ne usciremo, altrimenti saremo la periferia del trasporto internazionale». Il presidente del Consiglio ha annunciato che «da domani sentirà anche il management» della compagnia. Cosa che, ha sottolineato Prodi, «fino a oggi rispettosamente non ho ancora fatto». Secondo il ministro Bianchi l'obiettivo sarebbe trasformare Alitalia in «un forte vettore nazionale e poi darle una forte alleanza». Bisognerà poi «ridefinire la missione della compagnia» e restituire «centralità al cliente e ai lavoratori». Quanto alla partnership da individuare, si tratta di un passo che il Governo intende guidare «politicamente», ha precisato il premier: «Metterò in gioco i rapporti internazionali e la credibilità dell'esecutivo».
Negativo il primo giudizio dei sindacati. «Tre mesi sono troppi», ha obiettato Andrea Cavola del Sult al termine del vertice di Palazzo Chigi. «Devono partire subito i tavoli tecnici sull'operativo e sul nuovo piano. Con il Governo ci risentiremo a giorni, dopo che Prodi avrà consultato Cimoli». Secondo il segretario della Filt-Cgil, Fabrizio Solari, è necessario agire subito. «C'è una sensibilità diversa sui tempi - ha affermato Solari - ci rendiamo conto che tre mesi sono anche pochi per definire le situazioni strategiche. Ma per il quotidiano, per la gestione operativa settimanale, è necessario agire subito se vogliamo arrivare vivi fra tre mesi. Vediamo con favore l'assunzione di responsabilità del Governo, tuttavia alcune decisioni possono essere assunte subito».http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2006/10/alan_10ott_Alitalia.shtml?uuid=3f8ee892-5845-11db-8fee-00000e25108c&DocRulesView=Libero
Sonic from Padova
October 10th, 2006, 02:20 PM
Ma quando aspettano a chiudere stà merdata di Alitalia?
Epicurion
October 11th, 2006, 08:22 AM
^^
La festa è finita
Lo Stato imprenditore inizia la ritirata dall'Alitalia e riconosce così la più grave delle sue sconfitte. Con l'intervento di ieri, all'incontro con i sindacati sull'Alitalia, Romano Prodi ha dato un aut aut a tutti: niente più soldi e basta parlare di ristrutturazioni se prima non si definiscono le alleanze internazionali di quel che resta della compagnia di bandiera. E' una presa di posizione che va letta alla luce dei conti di oggi e della storia di ieri.
Poiché in Borsa vale un miliardo di euro o poco più, l'Alitalia non è in grado di stringere nessuna alleanza alla pari. Air France-Klm, il partner più gettonato, capitalizza oltre 6,5 miliardi. British Airways idem. Si parla di alleanze, ma, in pratica, si sta preparando la vendita dell'Alitalia. E a questo punto vendere è un bene. I governi, infatti, hanno esaurito la fiducia che anche i più nostalgici difensori della compagnia di bandiera potevano ancora avere nella ristrutturazione di un'azienda un tempo — un tempo lontano — esemplare e florida. La politica si è rivelata incapace di scegliere e di sostenere un management e un piano. Fare ora le pulci a Giancarlo Cimoli sarebbe ingeneroso, oltre che inutile. Ma come si arriva alla vendita? Congelare tutto fino all'individuazione dell'«alleato», che dovrebbe avvenire entro il 31 gennaio 2007, significa prendere tempo con il duplice effetto di evitare destabilizzanti conflitti sindacali nel trasporto aereo durante la discussione della legge finanziaria, e di bruciare, giorno dopo giorno, quanto resta dell'ultimo aumento di capitale. Se le previsioni sono giuste, la cassa finirà a marzo. E' dunque possibile che il termine di gennaio slitti ancora un po'. Ma non cambierebbe granché: con la fine della cassa finiranno le illusioni.
Al dunque, l'Alitalia senza più un euro, e con la Commissione europea che ne impedirebbe la ricapitalizzazione a opera dello Stato, sarà pronta per essere ceduta all'«alleato». E l'evidente alternativa del fallimento ridurrà a miti consigli anche i sindacati interni. I riflessi di un simile esito sull'industria italiana del trasporto aereo, che comprende l'Alitalia ma anche le altre compagnie e il sistema aeroportuale, non saranno entusiasmanti. Senza una forte compagnia di riferimento (lasciamo perdere la bandiera), nessuno dei due grandi scali italiani diventerà mai un hub sul modello di Parigi, Amsterdam, Francoforte e Londra. Ma la nuova stagione che si prospetta per i resti dell'Alitalia iscrive un punto di domanda anche sui processi avviati negli ultimi tempi. Gli aeroporti internazionali di Malpensa e Fiumicino, sui quali sono state investite ingenti risorse pubbliche e private, possono forse trovare una nuova prospettiva nella rifocalizzazione dell'Alitalia sull'aeroporto romano e nella rinascita imprenditoriale di quello milanese, magari con un secondo vettore italiano, che, in teoria, potrebbe essere Eurofly, o con i vettori asiatici come già si pensava negli anni Novanta. In fondo, l'accordo tra Alitalia e il Comune di Roma per riportare a Fiumicino voli internazionali per 3 milioni di passeggeri oggi dislocati a Malpensa obbediva a questa logica. Ma anche gli aeroporti non possono pensare di fare profitti perché qualcuno paga sempre il conto dell'Alitalia. La festa sta finendo. Eppure, l'ultima ora dell'Alitalia può rappresentare un'opportunità per quanti abbiano voglia di investire e provare le proprie capacità imprenditoriali. E in questo novero vanno compresi, per una parte, anche gli azionisti degli scali, se vogliono fare qualcosa di più che sfruttare i loro monopoli naturali. Altrimenti, vive la France!, e non se ne parli più.
Massimo Mucchetti
11 ottobre 2006http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/10_Ottobre/11/mucchetti.shtml
...tic toc, tic toc, tic toc...
Mr_Beat
October 11th, 2006, 09:02 AM
http://i10.tinypic.com/3zhk1v4.jpg
GAME OVER
Speriamo che sia la volta buona...
Camaway
October 11th, 2006, 09:16 AM
Interessante e purtroppo pienamente condivisibile analisi su Repubblica:
Dai fasti dei superpiloti e della Lollobrigida al disastro economico
L'azienda è ormai in una situazione paradossale: più vola più perde
Errori, clientele e sabotaggi
morte di una bandiera con le ali
di ALBERTO STATERA
Rintocca da anni ossessivamente la campana a morto, ma le parole pronunciate ieri da Romano Prodi sono l'elogio funebre dell'Alitalia. E' il precipitare senza paracadute "dagli spazi sconfinati del cielo", come disse nel 1979 papa Wojtyla ricevendo il management della allora potente "Compagnia di bandiera" che illustrava l'Italia e lo portava felicemente e gratuitamente a baciare tutte le terre del mondo, alla cupa "aiuola" dantesca.
Al disastro economico-politico-corporativo che in un sessantennio ha fatto del prestigioso vettore dell'Italia del boom, della Vespa e della Fiat Seicento, del conte Nicolò Carandini che la presiedeva come si presiede all'onore della bandiera nazionale, di Gina Lollobrigida che nel 1957 la promuoveva come il biglietto da visita d'oro di questo paese, il più mostruoso vettore di debiti forse mai nato nel mondo capitalista. L'autentica metafora del "declino" italiano tanto evocato, spesso da quegli stessi che ne sono responsabili.
Dai piloti "half beer", considerati quasi i migliori dell'universo, ai sabotaggi napoletani attribuiti al personale inviperito, dagli utili di bilancio della deprecata gestione pubblica dell'Iri alla perdita di un milione di euro al giorno, da icona della modernità del paese a foresteria di un Palazzo irresponsabile, che non ha mai voluto una vera azienda, ma solo una succursale della Farnesina, del Vaticano, delle segreterie dei partiti, delle clientele, degli scontri tra correnti, prima tra democristiani e socialisti, poi tra leghisti, forzitalici e pulviscoli vari di potere. Oggi - c'è da temere - tra demagogia veterocomunista e corporativismi di destra e di sinistra.
Meglio allora chiudere bottega senza tanti rimpianti? Giancarlo Cimoli, manager sopravvalutato come tanti in questo paese, catapultato dalle Ferrovie, dai binari ai cieli, gonfio di premi e stock options milionari, ripeterà alla Commissione Trasporti della Camera, quando avrà il coraggio di presentarsi, che non c'è più spazio per la sopravvivenza dell'Alitalia "visto che a un maggior numero di ore volate corrisponderebbero maggiori perdite".
Capite? Più l'Alitalia vola, più riempie i vecchi "Md 80" come carri buoi, più tutti noi perdiamo soldi. Tariffe pagate due volte: 430 euro, più o meno, per andare da Roma a Milano e viceversa - quel che basta per andare a New York - più la perdita su ogni volo che, in un modo o nell'altro, pagheremo con le tasse. Ma meno l'Alitalia vola e meno incassa. Equazione irresolubile.
Per l'eccesso del personale, per lo strapotere delle corporazioni e per i piani industriali di un'azienda in cui il ricavo per aereo non copre i costi, che non riesce a commisurare con rapidità offerta e capacità ai costi fissi.
Cimoli, come tutti, dice che è colpa delle solite infrastrutture e almeno su questo non si può dargli torto. Aeroporti privatizzati da Terzo mondo per efficienza, enti di controllo lottizzati da partiti, partitini, correnti e sottocorrenti, come l'Enac e l'Enav, come Vitrociset, lascito del defunto tangentaro Camillo Crociani alla moglie Camilla, società controllante del sistema dei radar che dovrebbe garantire la sicurezza dei viaggiatori e il funzionamento del sistema ora rivenduta allo Stato, guerre municipali come quella ormai decennale tra i due "hub" di Roma - Fiumicino e Milano - Malpensa, che fa sghignazzare gli operatori europei e di mezzo mondo, ormai quasi tutti usciti dalla crisi. "Les italiens!", esclamano seguendo incuriositi le capriole del ministro Alessandro Bianchi sui due "hub", Fiumicino e Malpensa, e la progressiva, inarrestabile caduta dagli "spazi sconfinati dei cieli".
Dove collocare il principio della fine dell'Alitalia, i prodromi del "default" di cui il governo Prodi ha adesso preso atto? Correva la fine degli anni Settanta e l'Alitalia monopolista chiudeva ancora i bilanci in utile. La guidava Umberto Nordio, un distinto signore genovese, molto snob e gran giocatore di golf, che Romano Prodi, presidente dell'Iri, prese subito in ubbìa fino a cacciarlo perché i piloti continuavano a fare scioperi. Poi fu una girandola senza requie: Verri, Bisignani, Riverso, Schisano, Cempella, Mengozzi, Cereti, Bonomi, Zanichelli, Cimoli... Chi ricorda più i nomi dei presidenti e degli amministratori delegati che si sono succeduti negli ultimi anni? Anche se qualcuno di loro è francamente indimenticabile, come Giuseppe Bonomi, ex deputato leghista sponsorizzato dall'ex ministro Bobo Maroni.
Questo Bonomi, nella sua breve permanenza nel palazzo della Magliana, uno degli emblemi di "Roma ladrona", si segnalò per la sponsorizzazione del mondiale di equitazione indoor salto a ostacoli ad Assago, Milano, con la sua personale partecipazione in sella a un baio, e per la sponsorizzazione dei festeggiamenti di Silvio Berlusconi, nominato "statista dell'anno" dall'Anti Defamation Legue Usa. Accanto a lui, nel tavolo di gala newyorchese pagato fior di dollari, sedevano il presidente dell'Enac Vito Riggio e quello dell'Enav Bruno Nieddu. Fu un bel vedere, il tripudio del clientelismo e delle corporazioni. Da una parte Gianfranco Fini e An, il partito dei piloti, di Fiumicino e degli aiuti di Stato, dall'altra il filone leghista di Bobo Maroni e di Malpensa, Padania. A latere gli enti "controllori" e i loro boss.
E ora quel simpaticone del leghista Roberto Calderoli ha il coraggio di dire che non si può resuscitare un morto.
Prodi, un quarto di secolo dopo il licenziamento di Nordio, si ritrova alle prese con il cielo oscurato dall'"aiuola dantesca che ci fa tanto feroci", citata tanti anni fa dal Santo Padre, con un morto da resuscitare. Come farà? Archiviato Cimoli proporrà come salvatore della patria e della bandiera magari Mengozzi o Bernabé, Cuccia o Gamberale, Ovi o Costamagna. O chissà chi. Ma chiunque sia, anche fosse il padreterno in persona, non basterà. Forse chiamerà in soccorso la Cassa Depositi e Prestiti, estrema cassaforte italica. E ancora non basterà.
Ma, in qualche modo, dovrà pur rendere conto del fatto che quasi tutte le compagnie aeree in Europa si sono salvate dalla crisi, anche con l'aiuto della politica. Si è salvata l'Iberia, si è salvata l'Aer Lingus. Sono fallite, ma poi sono state risanate, Sabena e Swissair. Così capita qualche volta alle aziende. Il problema è che l'Alitalia, sottoscala del potere, in fondo non è mai stata una vera azienda.
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/economia/alitalia3/campane-morto/campane-morto.html
Epicurion
October 11th, 2006, 09:25 AM
^^
mi hai anticipato di pochi secondi.
notare come tutti i principali quotidiani (compresi La Stampa ed Il Sole) danno ormai per scontato il fallimento. addirittura, Di Pietro ha dichiarato ieri che "prima si portano i libri in tribunale, meglio è...".
fosse nei panni dei leader sindacali, inizierei a viaggiare solo in treno...
taurus
October 11th, 2006, 10:20 AM
forse è giunta veramente la fine di questa operetta italica ..chi porta lo spumante per festeggiare?
Epicurion
October 11th, 2006, 12:26 PM
..chi porta lo spumante per festeggiare?ci hanno già pensato AirFrance, British Airways, Lufthansa, Iberica...
Sonic from Padova
October 11th, 2006, 12:34 PM
Wow, chissa che sia la volta buona che la chiudono!
Comunque, guardate questo video (http://youtube.com/watch?v=Aw5AHPj6BSQ) e metteteci Alitalia al posto di Kotionkin! :)
Epicurion
October 11th, 2006, 01:11 PM
Bruxelles da un'altra spinta politica ad Alitalia verso la fossa (se mai ce ne fosse stato bisogno):
Martedì l'allarme di Prodi: «La situazione del gruppo è fuori controllo»
Alitalia, no di Bruxelles agli aiuti di Stato
Il portavoce del commissario Ue ai Trasporti Barrot: «I problemi della compagnia sono di natura industriale ed economica»
MILANO - Alitalia non si salverà attraverso gli aiuti di Stato. Almeno stando a quanto riferito dal portavoce del commissario Ue per i Trasporti Jacques Barrot. All'indomani dell'allarme del premier Pordi sulla compagnia di bandiera, Bruxelles dice dunque no ad un intervento statale che risollevi il gruppo dalla crisi. «I problemi di Alitalia - ha spiegato il portavoce di Barrot - sono di natura industriale ed economica. Come Commissione abbiamo dato già due volte il via libera alla ricapitalizzazione della compagnia. E non abbiamo ragione di credere che il piano di ristrutturazione non sia stato attuato nella giusta maniera. Però - ha concluso - è difficile commentare le notizie che arrivano sulla crisi di Alitalia, anche perchè non rientra nel ruolo della Commissione».
11 ottobre 2006http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/10_Ottobre/11/alitalia.shtml
Federicoft
October 11th, 2006, 01:35 PM
Siamo un mirabolante paese dell'isteria collettiva e della lamentazione generale. Riteniamo perfettamente legittimo che le Ferrovie dello Stato perdano centinaia di milioni di euro ogni anno offrendo un servizio penoso per quanto imprescindibile, non battiamo ciglio per i quaranta miliardi di euro che l'Unione Europea versa ogni anno, tutti gli anni, in sussidi a fondo perduto ai contadini europei per sfuggire alla concorrenza dei paesi in via di sviluppo e permetterci di acquistare pomodori a prezzi del 50% più alti di quelli di mercato, e invece siamo pronti a fare i salti di gioia se alla nostra compagnia di bandiera - quella che si suppone essere una delle pietre angolari della credibilità, della visibilità e del prestigio del sistema economico di un paese - si prospetta davanti il fallimento. Poi potremmo chiudere bottega sul serio, mascherandoci tutti da Pulcinella per far vedere ai cinesi che verranno (ovviamente facendo scalo a Londra o Francoforte) i ruderi di quello che era un grande paese.
Se il nostro futuro di decidesse sui forum di SSC, meriteremmo veramente di essere terra di conquista degli altri. Per fortuna non è così.
PS: io sto qui da un anno, ed è un anno che fate le macumbe. Nulla mi impedisce di sospettare che sia anche di più. Suvvia: se proprio ci tenete, almeno risparmiate le litanie della serie "speriamo che sia la volta buona" o "dai che manca poco" al dopo, no? A mio parere sarebbero comunque molto poco dignitose, però almeno a rileggervi uno o due anni dopo non ne andrebbe della vostra credibilità.
gruber
October 11th, 2006, 01:46 PM
Hai perfettamente ragione Federico....tranne sulla parte Alitalia.
vedi, i treni giustamente fanno cagare e vomitare in Italia, ma a tutt'oggi hanno il MONOPOLIO ASSOLUTO.
se voglio andare da A a B in treno ci vado con le FS ...quindi ciccia...
niente altre opzioni.
il che significa che essendo un asset assolutamente necessario del Paese ce lo dobbiamo sorbire anche se fa cagare e vomitare.
Alitalia non ha più il monopolio (tranne che sul Milano-Roma...praticamente).
fa cagare come le FS nel servizio, ci sono sacche di improduttività imbarazzanti, assenteismo pazzesco, ultimamente pure sabotaggi agli aerei a Napoli, sindacalizzazione pazzesca, piloti strapagati, 20.000 dipendenti concentrati a 600 km dall'Hub della compagnia che non accettano ne di trasferirsi ne di cercarsi un altro lavoro e che preferiscono vedere crepare la loro azienda piuttosto che darsi da fare (muoia Sansone con tutti i Filistei...).
quindi se Alitalia fallisce...ma che me ne fotte?
speriamo! almeno tagliano con la scimitarra una buona parte di quei 20.000 entrati dentro solo perchè amici, cugini e parenti, eliminano gli assenteisti e i fannulloni e come è successo a Sabena e Swiss Air risorgerà, più in piccolo, speriamo delocalizzata a Fiumicino.
e tutto il resto del Paese che farà?
semplice, volerà con altre compagnie, straniere o italiane.
ci vorrà qualche mese, ma tutto si stabilizzerà.
finalmente la smetteremo di ripianare con i nostri soldi le cazzate combinate da qul moloch di inefficienza, clientelismo e improduttività.
vuoi che te lo dica chiaro e tondo?
SPERO CHE ALITALIA FALLISCA.
che chiuda, che vengano mandati a casa almeno 10.000 dipendenti francamente inutili, che venga rifondata e che stia pure sotto casa tua a Fiumicino.
detto en passant...oggi come biglietto da visita dell'Italia la nostra ex compagnia di bandiera sembra più un pezzo di carta igienica usata....
edo-padova
October 11th, 2006, 01:58 PM
A lways
L ate
I n
T ake off
A lways
L ate
I n
A rrival
:toilet: :toilet: :toilet:
Shogun
October 11th, 2006, 01:59 PM
THIS IS THE END
:lock:ALITALIA:lock:
edo-padova
October 11th, 2006, 02:39 PM
Ultimatum di Prodi, Alitalia giù
E il Financial dà la colpa ai sindacati
L'ultimatum di Prodi su Alitalia penalizza il titolo della compagnia di bandiera, che a Piazza Affari cede l'1,57% a 0,816 euro. Il premier ha detto che la situazione della società è fuori controllo e ha dato tempo fino a gennaio per trovare una soluzione. Altrimenti, sarà fallimento. Parole dure che non hanno lasciato indifferenti gli investitori.
D'altra parte il titolo soltanto nell'ultimo mese ha perso il 14% del suo valore. La sofferenza per la compagnia sta davvero diventando cronica. E sul triste caso è intervenuto anche il prestigioso quotidiano britannico "Financial Times", che dà le colpe del dissesto ai rappresentanti dei lavoratori.
"I sindacati italiani bloccano il decollo della ristrutturazione di Alitalia". Questo il titolo di un commento di Paul Betts sulla situazione dell'aviolinea italiana. "I problemi" spiega Betts nel commento "sono tutti troppo noti e i rimedi ugualmente ovvi: tagliare la forza lavoro, rinegoziare i contratti di lavoro, ridisegnare la struttura delle rotte, tornare all'utile e stringere un'alleanza con altre forti compagnie aeree". Le difficoltà più generali sono comuni a quelle di altre società europee e riguardano "il costo del carburante e la concorrenza da parte delle low-cost", ma, osserva l'editorialista, "molte ancora si danno da fare per fare soldi, mentre all'Alitalia le perdite continuano a crescere".
Insomma, la compagnia "continua a essere un pasticcio" e se "compagnie normali in una situazione simile avrebbero fatto fallimento", Alitalia "non sembra autorizzata" in questo senso, perchè "rimane un feudo politico". I politici "sembrano d'accordo" con i sindacati, che "se la prendono con Cimoli per i problemi della società": tuttavia, sottolinea Betts, "se l'amministratore delegato se ne andrà, come sembra sempre più probabile, il suo successore probabilmente non farà meglio se non gli verrà data carta bianca per ristrutturare".
Il dossier Alitalia, conclude l'editoriale, "offre al governo di Roma la possibilità di dimostrare che l'Italia è seria sulla riforma. Sfortunatamente, il governo di centro-sinistra di Prodi ha una maggioranza sottilissima che gli renderà difficile, se non impossibile, affrontare i sindacati", che "quando il gioco si farà duro scenderanno in sciopero", la sinistra cederà e "tutto tornerà al punto di partenza. I miracoli, perfino in Italia, sono rari in questo periodo".
(articolo tratto da TGfin)
Falcon83
October 11th, 2006, 03:11 PM
vuoi vedere che non ci sarà nemmeno il tempo per trasferire tutto a Fiumicino e far svolazzare i boeing sulla casa di Federicoft.
Però ci sarà un carrozzone romano in meno da mantenere e tariffe più competitive, non vedo l'ora.
Mr_Beat
October 11th, 2006, 06:40 PM
Siamo un mirabolante paese dell'isteria collettiva e della lamentazione generale. Riteniamo perfettamente legittimo che le Ferrovie dello Stato perdano centinaia di milioni di euro ogni anno offrendo un servizio penoso per quanto imprescindibile, non battiamo ciglio per i quaranta miliardi di euro che l'Unione Europea versa ogni anno, tutti gli anni, in sussidi a fondo perduto ai contadini europei per sfuggire alla concorrenza dei paesi in via di sviluppo e permetterci di acquistare pomodori a prezzi del 50% più alti di quelli di mercato, e invece siamo pronti a fare i salti di gioia se alla nostra compagnia di bandiera - quella che si suppone essere una delle pietre angolari della credibilità, della visibilità e del prestigio del sistema economico di un paese - si prospetta davanti il fallimento.
Io mi tiro fuori, ho sempre criticato il penoso servizio di Trenitalia e la assurda politica agroalimentare protezionistica dell'Unione Europea.
Auspico il fallimento di Alitalia anche come segnale, come campanello d'allarme che deve dare una svegliata alla classe politica e alla gente, che forse non ha capito che l'Italia deve rimboccarsi le maniche seriamente o viene seppellita.
taurus
October 11th, 2006, 07:07 PM
vedi federicoft ..una compagnia di bandiera non è un simbolo di prestigio ma è uno strumento per fornire dei servizi ai suoi cittadini.. ma se questi servizi non vengono forniti in maniera adeguata oppure, come con alitalia, forniti in maniera imbarazzante, perchè mai dovremmo strapparci le vesti in difesa di uno dei maggiori simboli della inefficienza e della cialtroneria italica? ..perchè mai?
..io una compagnia di bandiera la vorrei e spero tanto che dopo il fallimento di alitalia si rifondi una compagnia nuova, qualcosa che funzioni però, formata non da fannulloni di borgata ma da gente seria ed efficiente, e soprattutto una compagnia che sopravviva con le leggi del mercato e non con quelle della politica (politica di una sola città tra l'altro)!
enrico vigo
October 12th, 2006, 07:14 AM
No agli sfascisti che odiano Alitalia e Malpensa!
Un patrimonio per il sistema Italia; nel confronto con Fiumicino, i parametri economici sono favorevoli allo scalo gallaratese
"Sono giorni decisivi per il rapporto tra Malpensa e Alitalia dopo che il premier Prodi ha avocato a sé il dossier sul rilancio della compagnia: ’Mi auguro che si tenga conto delle recenti parole del ministro dei Trasporti, Bianchi, che proprio in vista della rielaborazione del piano sollecitava la piena valorizzazione del nostro aeroporto, messa invece in dubbio dal presidente Cimoli’, sottolinea Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa, l’organismo che mette in rete le Camere di Commercio di Varese, Novara e Milano allo scopo di promuovere la crescita dell’aeroporto intercontinentale quale volano dello sviluppo dell’area nord-ovest lombardo piemontese. ’Malpensa è una vera porta d’Europa per il Sistema Italia: altro che limitarne il ruolo a favore di Fiumicino, come pretenderebbero i notabili di Alitalia e lo stesso presidente della Regione Lazio Marrazzo’. Al contrario, occorre mettere lo scalo inaugurato nell’autunno 1998 - il più grande investimento infrastrutturale italiano dell’ultima parte del ventesimo secolo - nelle condizioni di concretizzare appieno le sue potenzialità a beneficio dell’intero sistema socio-economico nazionale.
Del resto, una semplice occhiata alle cifre permette di verificare puntualmente come, nel confronto con Fiumicino, la scelta a favore di Malpensa sia indiscutibile: basti pensare che gran parte dei biglietti aerei è staccato nel nord-ovest, dove su una popolazione di 15 milioni e mezzo di abitanti ci sono ben 1 milione e 361 mila imprese. L’area che fa riferimento a Fiumicino invece conta solo su 11 milioni di abitanti e 957 mila imprese. Ancora più significativo è il divario sul fronte del valore aggiunto (406 miliardi di Euro per il nord-ovest rispetto ai 269 miliardi del centro) e soprattutto sul commercio estero: in questo caso il fatturato del nord-ovest, pari a 120 miliardi di Euro, è quasi il triplo di quello del Centro, limitato a 44 miliardi di Euro. ’E a queste condizioni economiche c’è qualcuno che vorrebbe rinunciare a Malpensa quale hub… Mi sembra assurdo. Tanto più che tutti i voli intercontinentali verso America del Nord e Asia, ovvero quelli principali, seguono rotte polari che puntano settentrione. E’ impensabile, quindi, per il Nord Italia fare hub su Fiumicino: vorrebbe dire aggiungere almeno due ore al viaggio’ riprende Comazzi. La conseguenza, ovvia, è che i nostri passeggeri saranno indirizzati su Parigi oppure Francoforte. ’Con quali conseguenze per un’area che economicamente è la più importante del Paese e che è crocevia anche delle grandi reti europee ferroviarie come il Corridoio 5 e la Genova-Rotterdam? Lo sanno a Roma che il Parlamento svizzero proprio in questi giorni ha inserito la Stabio-Arcisate tra le sue priorità finanziarie e, quindi, fra pochi anni avremo veramente la possibilità di un collegamento diretto tra Malpensa e la nuova linea del Gottardo che arriverà a Lugano?’.
Se questo non bastasse, ci sono anche altre forti motivazioni economiche relative alla provincia di Varese, dove Malpensa costituisce ormai l’impresa più importante: «I dipendenti Sea che fanno capo allo scalo sono ben 4500 e il fatturato è di 400 milioni di Euro’ aggiunge Angelo Belloli, presidente della Camera di Commercio varesina, prima di aggiungere che ’…gli studi più recenti concordano nel ritenere che l’indotto generato dallo scalo riguarda addirittura 2750 imprese specializzate nel settore dei trasporti, della logistica e del magazzinaggio, per un numero complessivo pari a circa 16.000 addetti’.
Quattro motivi per preferire Malpensa
Demografia
• Qui è venduto il 70% dei biglietti aerei
• Il bacino di Malpensa conta 15,5 milioni di abitanti (Fiumicino 11, 3 milioni)
Economia
• l’hub di Malpensa è al centro di un’area che è il motore economico del Paese:
- numero imprese: 1 milione e 361 mila (Fiumicino 957 mila)
- valore aggiunto: 406 miliardi di Euro (Fiumicino 269 miliardi)
- export fatturato: 120 miliardi di Euro (Fiumicino 44 miliardi)
Geografia
• I voli verso Nord America e Asia seguono rotte polari: per il Nord Italia spostarsi su Fiumicino vorrebbe dire aumentare il viaggio di almeno due ore
• Conseguenza: i passeggeri saranno attratti dagli hub dell’Europa del Nord
Strategia
• I piani di sviluppo infrastrutturale europei pongono Malpensa in posizione strategica, all’incrocio di due delle principali reti: il Corridoio 5 e il Corridoio ’Genova-Rotterdam’".
ravanellidiciamo
October 12th, 2006, 08:29 AM
Io mi tiro fuori, ho sempre criticato il penoso servizio di Trenitalia e la assurda politica agroalimentare protezionistica dell'Unione Europea.
Auspico il fallimento di Alitalia anche come segnale, come campanello d'allarme che deve dare una svegliata alla classe politica e alla gente, che forse non ha capito che l'Italia deve rimboccarsi le maniche seriamente o viene seppellita.
forse non sai che la politica agroalimentare ha salvato l'europa nel dopoguerra.
Mr_Beat
October 12th, 2006, 08:39 AM
^^
Forse non sai che grandi proprietari terrieri europei vengono pagati dall'UE per NON coltivare e che ogni anno vengono distrutte migliaia di tonnellate di derrate alimentari prodotte in eccesso, perchè pur essendoci parecchia gente al mondo che fa fatica a riempirsi lo stomaco, sono in eccesso.
Il dopoguerra è passato da sessant'anni.
italo_venezolano
October 12th, 2006, 10:35 PM
Certo se l'Alitalia fallisce dispiace ma oramai siamo arrivati a livelli insostenibili, credo che sia proprio inevitabile, è più umiliante per l'orgoglio nazionale continuare a vederla funzionare in maniera totalmente inefficiente che vederla morta e sepolta...
^^ riflessi di un simile esito sull'industria italiana del trasporto aereo, che comprende l'Alitalia ma anche le altre compagnie e il sistema aeroportuale, non saranno entusiasmanti. Senza una forte compagnia di riferimento (lasciamo perdere la bandiera), nessuno dei due grandi scali italiani diventerà mai un hub sul modello di Parigi, Amsterdam, Francoforte e Londra.
In ogni caso Alitalia non sarebbe mai riuscita a raggiungere i livelli di quegli scali aerei e proprio perché ha sbagliato le sue strategie di fondo. Non ci vuole molto, basta confrontare la struttura degli aeroporti: Roissy CDG, Schiphol, Frankfurt International e Heatrow sono ben lontani da Fiumicino e Malpensa (o perché no di entrambi messi insieme...) e le flotte di Air France, KLM, Lufthansa e British Airways sono ben più numerose di quella di Alitalia. La stessa IBERIA nel suo piccolo ha saputo fare meglio: ha puntato verso una direzione certa e precisa e ha saputo imporsi come linea aerea privilegiata per i collegamenti con l'America centrale e meridionale, complici l'affinità con la Spagna e l'ubicazione geografica dell'aeroporto di Barajas che non a caso viene definito "la porta europea di Iberoamerica". E a Barajas hanno recentemente inaugurato un nuovo favoloso terminale, il T4, che fa impallidire la struttura di Malpensa anche qualora questa dovesse concludere il terzo terminale.
Alitalia invece ha puntato su una strategia vigorosa ed efficace? Macché, ha continuato a "distinguersi" con la famigerata diattriba tra i due hub...
Nicux
October 12th, 2006, 10:40 PM
Io prima di vedere l'Alitalia fallita vorrei provare l'esperimento di un hub solo. Poi se non va, ben venga il fallimento.
Certo che se pensiamo a quello che anche solo 10 anni fa era Alitalia... un simbolo di qualità internazionale!
enrico vigo
October 14th, 2006, 09:31 AM
Gravissime indiscrezioni danno per certo l'appoggio dello staff del Ministero dei Trasporti al riposizionamento Alitalia su Roma oramai dato per scontato e l'abbandono dell'Hub di Malpensa considerato uno scalo senza prospettive, geograficamente troppo gregario di Francoforte (qualficata fonte giornalistica documentabile di oggi su IL SECOLO XIX). Se questa è la "cultura" logistica di cui è permeato il Ministero dei Trasporti e questa è la filosofia con cui sta per essere consegnato il nuovo piano industriale di Alitalia, per il nostro paese ci sono solo prospettive di serie B. Aadesso vengono messe in chiaro molte cose, tra cui la necessità di un forte strappo istituzionale tra Milano e Roma di cui devono farsi portavoce i Presidenti di Regione Formigoni e Provincia Penati e il Sindaco Moratti in difesa di interessi locali e nazionali che qui a Milano coincidono, mentre a Roma no. Dopo una finanziaria che premia solo il Comune di Roma nel panorama nazionale, adesso questo gravissimo sgarbo a Milano che metterà in ginocchio l'economia lombarda e farà saltare del tutto la possibilità di rimettere in sesto un vettore nazionale (Alitalia). Malpensa terra di nessuno quindi o meglio terra di conquista e condanna ad un ruolo marginale, saranno contenti gli sfascisti di questo forum, questa è la politica del Centrosinistra che affossa le realtà portuali storiche come Genova e aeroportuali come Milano Malpensa a favore di alternative più "mediterranee" rincorrendo fantasmi che esistono solo nelle "grasse botteghe romane", ben attrezzate a fare a pezzi l'area produttiva del nostro paese per vivere di rendita "ad libitum". Milano e la Lombardia sappiano riposizionarsi lontano da Roma riorientando la sfera dei propri interessi economici e politici.
italo_venezolano
October 14th, 2006, 10:05 PM
^^ Non capisco cosa intendi con declassare una realtà areoportuale storica come Malpensa a favore di Fiumicino... non per polemizzare, perché io sostengo semplicemente che Alitalia doveva investire su UN SOLO HUB come tutti gli altri principali vettori europei, poco importa quale dei due, ma ammetterai che Fiumicino è stato per anni il primo aeroporto internazionale e intercontinentale d'Italia anche quando Malpensa era poco e niente... Malpensa ha esordito con la nuova struttura con i due satelliti, e quindi come importante HUB del settentrione, solo nel 2000, per cui semmai è Malpensa che dal 2000 in avanti con il suo potenziamente ha offuscato Fiumicino... il fatto che adesso vogliano fare inversione di rotta non modifica questo dato storico...
taurus
October 15th, 2006, 02:14 PM
^^ guarda che Malpensa è da 50 anni l'aeroporto intercontinentale di Alitalia
Shogun
October 15th, 2006, 05:11 PM
15 ott 16:48
Alitalia: Formigoni, "La scelta di Fiumicino e' clientelismo"
MILANO - ''Vogliono puntare su Fiumicino non per una logica di mercato e di scelte di politica generale del Paese ma in base al clientelismo territoriale''. Cosi' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha replicato alle dichiarazioni di Francesco Rutelli. Il vicepresidente del Consiglio, sulla crisi di Alitalia, aveva affermato che la compagnia ''e' andata a rotoli anche per Malpensa''. "Scegliendo Fiumicino e non Malpensa il governo si prende la responsabilita' di abbandonare 30 milioni di cittadini e milioni di imprese che qui sono presenti dicendo loro di arrangiarsi a volare'', ha detto Formigoni.
http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={C977FE81-1875-4458-B119-667E5C74708C}
GENIUS LOCI
October 15th, 2006, 05:37 PM
Fiumicino-Malpensa, e' scontro
Formigoni a Rutelli: scelta Roma per clientelismo
(ANSA) - MILANO, 15 OTT - 'Vogliono puntare su Fiumicino non per una logica di mercato ma in base al clientelismo territoriale': cosi' Formigoni a Rutelli.Il vicepremier aveva auspicato il trasferimento delle tratte intercontinentali. 'Finalmente hanno gettato la maschera - tuona Formigoni - Scegliendo Roma il governo si prende la responsabilita' di abbandonare milioni di cittadini e imprese'. Per il leader del Prc, Giordano, e' fallita la politica di Cimoli sui tagli, occorre una nuova strategia industriale
http://www.ansa.it/main/notizie/ticker/2006-10-15_1153061.html
Per Rutelli la colpa della profonda crisi di Alitalia è da ricercare nell'aeroporto di Malpensa... :sleepy:
Nicux
October 15th, 2006, 05:46 PM
Non ho parole. Vedere politicanti che litigano ed una compagnia di bandiera che fallisce è assurdo.
cesco_82
October 15th, 2006, 06:14 PM
se litigano in questo caso è per un buon motivo---non puntare sull'areoporto di una delle zone più industrializzate ed economicamente "pesanti" del mondo è veramente da pazzoidi!
italo_venezolano
October 15th, 2006, 07:23 PM
^^ guarda che Malpensa è da 50 anni l'aeroporto intercontinentale di Alitalia
Lo so, e lo è anche Fiumicino, quello che volevo dire è che fino a quando non hanno rilanciato Malpensa con il nuovo progetto (Malpensa 2000) era Fiumicino il più importante scalo internazionale d'Italia. Io ho avuto modo di partire per Caracas sia da Roma che da Milano negli anni 80 e nei primi dei 90 (Alitalia con lo stesso aereo faceva i due scali) e a Malpensa c'era solo quello che adesso è il Terminale 2 (ora mi sembra di aver capito che lo usano per i charter), non so come sarà oggi ma ti posso assicurare che a quei tempi come struttura era pietosa rispetto a Roma! A quei tempi il traffico aereo di Linate superava quello di Malpensa. Poi è arrivata la struttura che conosciamo oggi con il nuovo terminal, il collegamento ferroviario, ecc. Non parlo di dati e statistiche di cui neanche me ne intendo, do semplicemente una mia opinione per quello che ho avuto modo di conoscere personalmente come passeggero di entrambi gli scali...
Nicux
October 15th, 2006, 07:28 PM
Ma questo è il passato. Come tu stesso dici ora le cose sono cambiate. E da cosa valutiamo il cambiamento? Dai dati e dalle statistiche che confermano che la maggioranza dei biglietti per voli a lungo raggio vengono strappati nell'aeroporto meneghino.
italo_venezolano
October 15th, 2006, 07:40 PM
^^ Infatti io non mi sento di dire tecnicamente che Milano è meglio di Roma o viceversa, io critico aspramente la scelta di Alitalia di rimanere con UN PIEDE IN DUE SCARPE con questa storia dei due hub... doveva fare come le principali compagnie europee che ne hanno uno enorme e basta! E ovviamente non deve essere necessariamete la capitale, basta vedere la Germania con Francoforte...
Nicux
October 15th, 2006, 07:42 PM
E su questo, non hai altro che ragione!
Mr_Beat
October 16th, 2006, 08:39 AM
Ma è possibile che il Nord Italia non riesca a farsi una propria compagnia di bandiera privata con base a Milano?
Il dualismo Milano-Roma non si risolverà mai secondo me, ci sarà sempre una delle due città scontenta.
Epicurion
October 16th, 2006, 09:21 AM
LA CRISI IL MINISTRO DEI TRASPORTI: STIAMO CERCANDO SOCI PER IL RILANCIO IN ITALIA E ALL’ESTERO
Bianchi avverte Parigi «Alitalia non si svende»
«Air France è quarta al mondo, rischiamo l’annessione»
15/10/2006
di Marco Sodano
Vero che nulla deve restare intentato per la salvezza di Alitalia, altrettanto vero che il Governo non è disposto a svendere la compagnia di bandiera né ad avallare annessioni a colleghi molto più forti: per esempio l’Air France che tutti indicano come il probabile partner della salvezza. Bando alla polemica del campanile - della torre di controllo - sull’asse Roma (Fiumicino)-Milano (Malpensa): «Non c’è nessuna scelta a favore di Fiumicino per l'hip», il maxiaeroporto sul che riceverà il traffico aereo internazionale da e per l’Italia, garantisce il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Dal rilancio di Alitalia dipende il futuro dell'aeronautica nazionale, dunque: «Air France è un grande vettore, non c’è dubbio che con Parigi si può fare un’alleanza interessante» ma quello che non si può fare è una «svendita». E ancora: «Non consegniamoci in mano a un’azienda che, forte dello status di quarto vettore mondiale, considererebbe questa cosa come un’annessione. Questo a noi non interessa».
Secondo punto: la partnership con i francesi «era l’ipotesi praticata con maggiore convinzione da Cimoli in questi anni», l’interessato ne riparlerà nei prossimi giorni con il presidente del Consiglio Romano Prodi e poi si vedrà. Nel frattempo il governo si muove alla ricerca di soci. Bianchi: «guardiamo in tutte le direzioni, Prodi s’è impegnato a mettere in gioco la sua rete di conoscenze internazionali e ha sepmpre parlato con interesse dei mercati orientali, ma stiamo facendo un lavoro analogo anche in Italia». Ovvero «stiamo cercando di sollecitare il più ampio spettro possibile di soggetti che possano essere interessati.
A noi spetta il compito di fare in modo che l’investimento in Alitalia possa tornare ad essere interessante». Gratta gratta sotto l’ovvio c’è ancora poco di concreto.
C’è, spiega Bianchi, un problema con i manager che guidano la compagnia: «Si tratta di capire se condividono il piano a cui sta lavorando il Governo, se vogliono assecondarlo oppure no. Se capiscono restano, se non capiscono partono». Anche se, per esempio, in virtù della buonuscita cui ha diritto Cimoli in caso di licenziamento (8 milioni, la stessa cifra liquidata per allontanare Elio Catania dalle Ferrovie qualche settimana fa) facilmente questi resterà presidente, almeno nella forma, fino alla Primavera, quando scadrà il suo mandato. «Vogliamo lavorare ad un piano di cui abbiamo indicato le linee guida - dice ancora il ministro -. Un piano che non può non essere diverso da quello che finora ha proposto il presidente di Alitalia».
E la lotta tra Fiumicino e Malpensa? Bianchi si fa più prudente che mai: «Abbiamo due grandi aeroporti e nella revisione del sistema dobbiamo capire quali sono le rispettive funzioni, qual è la complementarità dei ruoli. C’è indubbiamente un problema: i volumi di traffico che abbiamo in questo momento non giustificano due hub», qualcuno dovrà fare un passo indietro.
Palazzo Chigi ha preso contatto con i presidenti di Lombardia e Lazio e con i sindaci di Milano e Roma per trovare una mediazione. Infine è atteso il piano Alitalia affidato ai tecnici del ministero. «A breve - conclude Bianchi - ci sottoporranno alcune proposte. Abbiamo chiesto tempo sino alla fine di gennaio, la settimana prossima cominciano gli incontri con le parti».http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200610articoli/12215girata.asp
domanda: MA CHI CAZZO INVESTIREBBE IN UN BARACCONE CHE PERDE MILIONI DI EURO AL GIORNO E HA 10'000 DIPENDENTI IN ESUBERO, POLITICAMENTE E SINDACALMENTE INTOCCABILE, CHE E' COSTATO ALLO STATO 5 MILIARDI DI EURO IN 10 ANNI, E CHE E' L'UNICO CASO AL MONDO DI AZIENDA CHE PIU' VENDE E PIU' PERDE???
BABBO NATALE?
Prodi, Bianchi, Rutelli & Co. credono veramente che in Italia o in Asia (o in qualunque altro angolo dell'Universo) esistano dei fessi che si imbarchino in una guerra con sindacati e amministrazioni locali per poi dover semplicemente risanare un'azienda che vale poco più di un miliardo di euro?
From Milano
October 16th, 2006, 09:27 AM
Ma è possibile che il Nord Italia non riesca a farsi una propria compagnia di bandiera privata con base a Milano?
Il dualismo Milano-Roma non si risolverà mai secondo me, ci sarà sempre una delle due città scontenta.
Ormai le logiche clientelari dei politici laziali sono talmente sfacciate da apparire ovvie e palesi anche a bambini di 5 anni...
Non basta ricoprire Roma di fondi statali (senza nessuna equità nel rapporto ricchezza prodotta/ricchezza ricevuta), ora il grande Rutelli vuole tutto a Fiumicino...tralasciando il discorso Alitalia si/Alitalia no penso che anche i romani non dotati di paraocchi capiscono come il "mercato dell'aviazione" abbia nel nord il suo mercato principale.
Rutelli può anche fare le capriole per cercare di interpretare in senso contrario qualche statistica o qualche percentuale, ma in fondo sa (come sanno anche gli imprenditori, le compagnie aeree straniere, come sa chiunque) che questo è un dato di fatto.
Essere a conoscenza di tutto questo ed agire in modo opposto solo per le proprie convenienze clientelari è un atto CRIMINALE da parte di un uomo di governo, che condanna in primo luogo la compagnia aerea all'estinzione, ma che soprattutto mostra come questa gente sia disposta a tutto (anche ad AFFONDARE CONSAPEVOLMENTE il nostro Paese) pur di avere un voto o qualche vantaggio in più nell'area geografica in cui operano. E' un atteggiamento milioni di volte peggiore della tanto vituperata Lega Nord, che almeno fa del radicamento al territorio una cosa esplicita e che chiede semplicemente di avere per il Nord il corrispettivo di quello che il nord produce. L'atteggiamento di Rutelli e di quelli come lui causerà non sono gravi danni economici al Paese (in alcuni casi irrecuperabili) ma soprattutto spaccherà ancora di più l'Italia, dando fiato (ed aggiungo giustamente, a questo punto) alle tensioni separatiste ecc.
Si prendano Alitalia, si prendano a Roma anche l'Autorità sul Polo Nord, quella sulla Foresta Amazzonica, si prendano l'organismo di tutela degli Aborigeni Australiani, si prendano tutto. Lasceranno un Paese a pezzi e un Paese più povero, fermando il motore che produceva ricchezza anche per loro.
Poi, un brutto giorno, si sveglieranno e capiranno che il loro (come Alitalia, come tanti altri) era un carrozzone che si sosteneva solo con i soldi prodotti altrove e che questi soldi ora sono finiti e che loro non hanno i mezzi e le capacità per crearne altri (succede così a chi è abituato a vivere solo tramite sussidi ed aiuti, senza essere capaci di produrre alcunchè). Purtroppo quando quel giorno arriverà loro saranno gli ultimi a pagare, e noi tutti saremo ridotti a un Paese del terzo mondo....
Falcon83
October 16th, 2006, 09:32 AM
@From Milano
Cosa ti aspettavi da gente che da millenni è abituata a comandare e a far lavorare gli altri?
Che se la prendano sta Alitalia, accasatasi a Fiumicino fallirà ancora prima. Malpensa avrà più possibilità di crescita affittando gli ex slot Alitalia alle compagnie straniere.
gruber
October 16th, 2006, 09:35 AM
non gliene frega un cazzo di Malpensa o Fiumicino, di ALitalia in vita o bollita, di Hub o mica Hub, di milioni di passeggeri e di investimenti.
gli interessano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE I VOTI.
i voti sono a Roma.
20.000 dipendenti Alitalia, quasi tutti romani, che con relative famiglie e parenti stretti arrivano ad un serbatoio elettorale di circa 80/10.000 (persone) VOTI.
questo è quello che interessa a Rutelli, Veltroni, Giordano eccetera.
il Nord in ogni caso non vota in modo clientelare e vota più a destra che a sinistra.
quindi scegliendo Fiumicino non fanno hanno altro che rafforzare il loro serbatoio di voti.
punto.
tutto il resto, strategie, piani e cazzate simili non c'entrano nulla.
il tutto è dimostrato che il "piano di salvataggio" (leggi piano Fiumicino) è stato redatto dal Presidente di Aeroporti di Roma!!!!
tra i candidati per succedere a Cimoli.
Epicurion
October 16th, 2006, 10:01 AM
Gravissime indiscrezioni danno per certo l'appoggio dello staff del Ministero dei Trasporti al riposizionamento Alitalia su Roma oramai dato per scontato e l'abbandono dell'Hub di Malpensa considerato uno scalo senza prospettive, geograficamente troppo gregario di Francoforte (qualficata fonte giornalistica documentabile di oggi su IL SECOLO XIX). Se questa è la "cultura" logistica di cui è permeato il Ministero dei Trasporti e questa è la filosofia con cui sta per essere consegnato il nuovo piano industriale di Alitalia, per il nostro paese ci sono solo prospettive di serie B. Aadesso vengono messe in chiaro molte cose, tra cui la necessità di un forte strappo istituzionale tra Milano e Roma di cui devono farsi portavoce i Presidenti di Regione Formigoni e Provincia Penati e il Sindaco Moratti in difesa di interessi locali e nazionali che qui a Milano coincidono, mentre a Roma no. Dopo una finanziaria che premia solo il Comune di Roma nel panorama nazionale, adesso questo gravissimo sgarbo a Milano che metterà in ginocchio l'economia lombarda e farà saltare del tutto la possibilità di rimettere in sesto un vettore nazionale (Alitalia). Malpensa terra di nessuno quindi o meglio terra di conquista e condanna ad un ruolo marginale, saranno contenti gli sfascisti di questo forum, questa è la politica del Centrosinistra che affossa le realtà portuali storiche come Genova e aeroportuali come Milano Malpensa a favore di alternative più "mediterranee" rincorrendo fantasmi che esistono solo nelle "grasse botteghe romane", ben attrezzate a fare a pezzi l'area produttiva del nostro paese per vivere di rendita "ad libitum". Milano e la Lombardia sappiano riposizionarsi lontano da Roma riorientando la sfera dei propri interessi economici e politici.io non sono sicuro che lo spostamento di Alitalia da Malpensa a Fiumicino sia una cattiva notizia per utenti e dipendenti dello scalo varesino. innanzitutto, Milano e il Nord Italia scontano DA SEMPRE l'assenza di un vero hub. in questo caso non credo si possa parlare di declino, visto che la situazione è sempre stata deficitaria. certo, le settimane della Moda, del Design, eccetera perderanno attrattiva, poco ma sicuro, ed il ruolo internazionale della Fiera di Milano non ne gioverà di certo. ma di fatto Milano ha sempre avuto soltanto aspirazioni continentali, non globali. nessuna città italiana può ambire a rivaleggiare con New York, Londra, Parigi, Hong Kong, Tokyo o Shanghai. il parametro di confronto è con città tipo Barcellona, Berlino, Lisbona, Lione. città di seconda fascia. mentre industrialmente il Nord Italia non credo ne risenterà particolarmente, visto che già oggi sconta questo annoso problema.
secondo, oggi le inefficienze di Alitalia (ed il fatto che occupa slot preziosi) pesano sia sui clienti dell'aeroporto che su chi ci lavora. se Lufthansa, AirFrance e British fossero libere di accalappiarsi il bacino utenti di Malpensa, ne scaturerebbe una concorrenza che gioverebbe ai prezzi, e la stabilità finanziaria ed industriale di tali compagnie sarebbe una garanzia maggiore per i lavoratori del settore. certo, bisognerebbe fare scalo a Parigi, Londra o Francoforte anche per andare a New York. ma chi viaggia nella stragrande maggioranza dei casi ha in mente innanzitutto il portafoglio...
infine, i problemi di Alitalia saranno un brutta gatta da pelare per il nuovo management. metà dei dipendenti in esubero e un indotto economico che arriva al 2% del PIL del Lazio. ovvio che in una situazione del genere sia politicamente impraticabile risanare l'azienda in maniera completa. e quindi, che ci pensino Rutelli e Marazzo a risolvere il problema, facendo di Alitalia (e di Fiumicino) una compagnia regionale (con alcuni voli intercontinentali e orientata verso Mediterraneo e Medio Oriente), inevitabilmente ridimensionata. mentre il futuro di Malpensa sarà quello di scalo internazionale (vale a dire Europa, più pochi voli intercontinentali, sul modello di Ginevra o Bruxelles). a questo riguardo, si era parlato di un possibile investimento di Eurofly. senza dimenticarsi del fatto che i guai di Airbus ed i conseguenti fasti di Boeing sembrerebbero premiare la strategia di quest'ultima: aerei snelli per connessioni point-to-point, invece che mastodonti per hub megagalattici...
From Milano
October 16th, 2006, 10:06 AM
Quoto Falcon e Gruber...ormai davvero non ho più parole per commentare l'operato di questi criminali...che schifo...povera Italia, schiava di un manipolo di nullafacenti e dei voti che qualche altro migliaio di parassiti riversa puntuale nelle loro urne...
GENIUS LOCI
October 16th, 2006, 10:12 AM
io non sono sicuro che lo spostamento di Alitalia da Malpensa a Fiumicino sia una cattiva notizia per utenti e dipendenti dello scalo varesino. innanzitutto, Milano e il Nord Italia scontano DA SEMPRE l'assenza di un vero hub. in questo caso non credo si possa parlare di declino, visto che la situazione è sempre stata deficitaria. certo, le settimane della Moda, del Design, eccetera perderanno attrattiva, poco ma sicuro, ed il ruolo internazionale della Fiera di Milano non ne gioverà di certo. ma di fatto Milano ha sempre avuto soltanto aspirazioni continentali, non globali. nessuna città italiana può ambire a rivaleggiare con New York, Londra, Parigi, Hong Kong, Tokyo o Shanghai. il parametro di confronto è con città tipo Barcellona, Berlino, Lisbona, Lione. città di seconda fascia. mentre industrialmente il Nord Italia non credo ne risenterà particolarmente, visto che già oggi sconta questo annoso problema.
secondo, oggi le inefficienze di Alitalia (ed il fatto che occupa slot preziosi) pesano sia sui clienti dell'aeroporto che su chi ci lavora. se Lufthansa, AirFrance e British fossero libere di accalappiarsi il bacino utenti di Malpensa, ne scaturerebbe una concorrenza che gioverebbe ai prezzi, e la stabilità finanziaria ed industriale di tali compagnie sarebbe una garanzia maggiore per i lavoratori del settore. certo, bisognerebbe fare scalo a Parigi, Londra o Francoforte anche per andare a New York. ma chi viaggia nella stragrande maggioranza dei casi ha in mente innanzitutto il portafoglio...
infine, i problemi di Alitalia saranno un brutta gatta da pelare per il nuovo management. metà dei dipendenti in esubero e un indotto economico che arriva al 2% del PIL del Lazio. ovvio che in una situazione del genere sia politicamente impraticabile risanare l'azienda in maniera completa. e quindi, che ci pensino Rutelli e Marazzo a risolvere il problema, facendo di Alitalia (e di Fiumicino) una compagnia regionale (con alcuni voli intercontinentali e orientata verso Mediterraneo e Medio Oriente), inevitabilmente ridimensionata. mentre il futuro di Malpensa sarà quello di scalo internazionale (vale a dire Europa, più pochi voli intercontinentali, sul modello di Ginevra o Bruxelles). a questo riguardo, si era parlato di un possibile investimento di Eurofly. senza dimenticarsi del fatto che i guai di Airbus ed i conseguenti fasti di Boeing sembrerebbero premiare la strategia di quest'ultima: aerei snelli per connessioni point-to-point, invece che mastodonti per hub megagalattici...Lo sai che non hai tutti i torti? Senza Alitalia, alla fine, malpensa avrebbe le "mani libere" per il suo eventuale rilancio
Vitruvio
October 16th, 2006, 10:30 AM
Anch'io sono d'accordo che Alitalia non sia un punto qualificante di malpensa, nel senso che potrebbe essere benissimo sostituita dal compagnie aeree con le palle e non con assistenti di volo che meritano schiaffi, ma mi chiedo, anche se da mxp non partisse più nemmeno un volo Alitalia, non è automatico che i suoi slot vengano concessi ad altri... anzi!!! Figuriamoci se il carrozzone permetterebbe che da malpensa operino conpagnie serie.
Temo che gli slot rimangano comunque nelle mani di Alitalia e che li tenga li a marcire...
Vi prego smentitemi!!!
Epicurion
October 16th, 2006, 10:39 AM
^^
basterebbe che le compagnie straniere facessero ricorso alla Corte Europea...
gruber
October 16th, 2006, 10:39 AM
ti smentisco.
gli slot se non utilizzati scadono.
ma solo quelli UE.
quelli extra UE si basano ancora sulla reciprocità.
to voli da me - io volo da te.
altrimenti ciccia.
così facendo Malpensa perderebbe tutte le tratte intercontinentali o quasi.
poco male, si tornerà a fare come prima del 2000.
si andrà a Parigi, Vienna, Francoforte...50 minuti di volo e via verso Americhe e Asia.
nessuno ovviamente andrà a Roma, come esattamente prima, sia per i costi Alitalia, sia per i disservizi Alitalia/ADR sia perchè nessuno è così pirla di farsi 2 o 3 ore in più di volo verso sud per Roma, quando tutte le rotte per Asia e Nord America sono Artiche o comunque passano sulla Russia!
Alitalia abbandonando Milano fallirà. è ineluttabile.
il 70% dei biglietti sono al nord.
se Alitalia se ne va a sud...quei biglietti resteranno in ogni caso a nord....ma anci andranno un pochino più a nord...da Air France, Lufthansa, KLM...
e i 20.000 Alitaliani....bè...continuino a votare Rutelli e Veltroni, ma anche Storace e Alemanno...poi vedremo come andranno a finire....(per me almeno la metà in cassa integrazione entro i prossimi 24 mesi)
Epicurion
October 16th, 2006, 10:55 AM
dopo le critiche a Rutelli e Bianchi, vorrei anche ricordare che buona parte dei guai di Malpensa sono imputabili ai politici milanesi. se ai tempi del famoso decreto Burlando e ai successivi tentativi di spostare traffico da Linate a Malpensa non si fossero scatenate le proteste imbecilli di alcuni politicanti meneghini (come scordarsi lo starnazzare della Colli in difesa della lobby dei tassisti?), il partito anti-Malpensa (capeggiato dalle compagnie straniere più che dagli ambienti politici romani...) non avrebbe avuto vita così facile!!!
sarebbe ora che i partiti milanesi recitassero il mea culpa...
Epicurion
October 16th, 2006, 10:58 AM
http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/infografica/200610images/alitalia_tabellino.jpg
Eleinad
October 16th, 2006, 11:05 AM
^^
Sarebbe curioso sapere di quel 62.1% di passeggeri nazionali di Fiumicino quanti siano i Fiumicino - Linate e vicecersa, forse mi sbaglio, ma credo una quota preponderante...
bigjim33
October 16th, 2006, 11:10 AM
Dai dati e dalle statistiche che confermano che la maggioranza dei biglietti per voli a lungo raggio vengono strappati nell'aeroporto meneghino.
dove possiamo trovare questi dati e statistiche?
a me pare che lo scorso anno il traffico internazionale a FCO sia stato praticamente uguale a quello di MXP, intorno ai 16 milioni di pax...
gruber
October 16th, 2006, 11:10 AM
Epicurion, hai ragione sulle cazzate della Colli, ma guarda che se Alitalia avesse spostato TUTTI gli intercontinentali a Malpensa e avesse spostato un 5-6.000 dipendenti a Milano, tutto questo casino non sarebbe avvenuto.
il problema di Linate come drenaggio verso Hub stranieri sussiste SOLO se Malpensa non è Hub.
se io per andare a NY devo andare a Roma, vado a Linate, prendo un volo per Parigi o Londra e ci impiego quasi 2 ore in meno che ad andare a Roma.
se però ho il volo alla Malpensa diretto io vado alla Malpensa!
il problema si pone quindi solo ed esclusivamente se Linate si presenta come alternativa non a Malpensa ma a Fiumicino!
la fonte dei guai di Alitalia tra l'altro è stata proprio di natura politica "romana".
cioè non aver avuto il coraggio di obbligare i dipendenti Alitalia di Roma a spostarsi dove la stessa Alitalia aveva voluto far costruire Malpensa 2000 per recuperare quei 10-15 milioni di passeggeri del nord che volavano con altre compagnie partendo da Linate e che si rifiutavano, giustamente, di buttar via tempo e denaro per volare a Roma!
dalla tabella che hai postato si capisce benissimo perchè Alitalia volle Malpensa 2000!
Roma vive di traffico nazionale, NON REDDITIZIO e che nonostante sia quasi ancora in monopolio o al massimo in duopolio non consente ad Alitalia di restare in attivo.
le tratte redditizie sono le intercontinentali.
e se il 70% dei biglietti di Alitalia è staccato al nord, la percentuale dei biglietti intercontinentali staccati al nord sale ancora di più, verso il 75%!
quindi se Alitalia torna a Roma c'è un'unica possibilità. trasformarsiin vettore regionale dal Sud Italia per l'Europa e con qualche volo per turisti dalla Cina e Nord America.
e fallirà in ogni caso, perchè l'intero Nord tornerà a volare da altri Paesi come ha fatto nei 30 anni passati!
il problema è politico.
c'è una scelta politica da fare.
salvare Alitalia mantenendola come vettore primario in Europa o assecondare logiche clientelari, romanocentriche e declassare Alitalia in compagnia del sud Italia con poche rotte internazionali.
esattamente come è stata per tutti gli anni 80 e 90, quando è fallita 4 volte!!!
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