View Full Version : Rigassificatori in Toscana


Eleinad
March 30th, 2006, 11:59 AM
e dopo l'uranio in Val di Susa, le 50 bombe atomiche in Toscana...

Comitati contro l’impianto che sorgerà al largo di Livorno Il gassificatore spacca la sinistra
Ma unisce pisani e livornesi «Sarà un’altra Tav», dicono nelle due città toscane. Bersani: l’opera è nel programma dell’Unione, si farà

Dove non hanno potuto terremoti, fulmini, eserciti invasori — genovesi milanesi fiorentini —, fino ai bombardamenti dell’ultima guerra, potrà forse oggi il «bombolone ». Il cedimento del suolo del 1174 le impresse l’inclinazione che ne fa il monumento più noto al mondo; il gassificatore al largo di Livorno minaccia di darle il colpo di grazia. Così almeno assicurano gli ambientalisti e i professori che ieri si sono ritrovati ai piedi della Torre di Pisa, per aprire una battaglia contro il gassificatore al largo di Livorno «destinata a fare impallidire quella dei valsusini contro l’alta velocità».

La sinistra divisa è ormai un luogo comune. Alle numerose tradizionali questioni si aggiunge ora la tenuta della torre pendente. Perché l’impianto che dovrà trasformare dallo stato liquido a quello gassoso il combustibile in arrivo dalla Libia ha avuto il via libera delle istituzioni locali, compreso il Comune di Livorno, tutte saldamente in mano alla sinistra. Ma vicini alla sinistra— verde, radicale ma anche diessina—sono i fondatori dei due comitati, livornese e pisano, che annunciano raccolte di firme e ricorsi al Tar.

Ovviamente i tecnici della Olt, la società che dovrà gestire l’impianto, assicurano che «sarà sicuro al cento per cento». I professori scesi ieri in piazza dei Miracoli parlano invece di «effetto 30 miglia»: se il «bombolone»—come l’hanno battezzato i livornesi — dovesse mai esplodere, svilupperebbe un’energia pari a 50 ordigni atomici e distruggerebbe ogni cosa nel raggio di 55 chilometri, compresa Torre di Pisa e Quattro Mori simbolo di Livorno. «La valutazione di impatto ambientale non ha tenuto conto dei rischi reali, conosciuti in tutto il mondo» ammonisce il fisico Massimo De Santi, uno dei leader dei comitati, già responsabile del settore Energia della Regione Toscana.

Se l’attendibilità scientifica dell’allarme è in discussione, la paura è certa. Lo garantisce Mario Cardinali, direttore del Vernacoliere, termometro degli umori popolari: «E’ la prima volta dalla fondazione del giornale che riceviamo lettere di pisani solidali con i livornesi e viceversa.

Cose drammatiche tipo: "Moriremo insieme"; "Per una volta uniti dalla disgrazia". E non c’è niente da ridere. Il mare di fronte a Livorno, dove dovrebbe sorgere il bombolone, è trafficatissimo. Il litorale è tutto una raffineria e un deposito di petrolio. Gli amministratori sono sereni, parlano di posti di lavoro, mai toscani sono preoccupati. Noi in genere si fa titoli sulla topa e sui bucaioli,madi questo passo toccherà schierare il giornale su questa brutta storia. I pisani li prendiamo in giro da secoli, ma alla loro torre siamo affezionati anche noi».

Una storia esemplare della questione grandi opere, che il centrosinistra si troverà di fronte se davvero andrà al governo. Una frattura che talora si sovrappone alla linea che separa le due sinistre—la riformista e la radicale, quella dei cantieri e quella dei blocchi —, talora crea schieramenti trasversali: come quando il segretario della Cgil Epifani ha scavalcato a destra il governatore Marrazzo, criticando il suo no alla centrale a carbone di Civitavecchia. Proprio ieri, in un’atmosfera familiare come l’assemblea della lega delle cooperative, Massimo D’Alema ha affrontato il dossier energia: «Ci siamoprivati del nucleare, non amiamo il carbone, usiamo il gas ma non vogliamo la costruzione dei rigassificatori. Un Paese così non sta in piedi. La politica deve decidere, tagliare questi nodi, far partire le opere in tempi ragionevoli». Un altro esponente della sinistra riformista, Pierluigi Bersani, ne ha discusso in pubblico la settimana scorsa con Giulio Tremonti.

«Ogni volta che in un comizio cito il nucleare partono gli applausi » ha detto ilministro dell’Economia, sostenendo la necessità di modificare la Costituzione, per eliminare il potere di veto che la riformadel titolo V voluta dal centrosinistra ha consegnato alle Regioni. «Ho il timore che Tremonti non sarebbe applaudito con lo stesso calore, se annunciasse che la centrale nucleare si farà nel comune dove sta comiziando» sorride ora Bersani. Che poi però si incupisce.

«Nel programma dell’Unione, su cui non solo gli ambientalisti della Margherita ma anche Verdi e Rifondazione si sono impegnati, c’è scritto chiaramente che i gassificatori, o rigassificatori è la stessa cosa, vanno fatti». Quanti? «Almeno tre o quattro nella prossima legislatura. Oltre a quello di Livorno, ci sono progetti per altri impianti in Sicilia, Veneto e Puglia. Nichi Vendola non lo vuole a Brindisi,maè possibilista su Taranto. Ora, noi non vogliamo passare sulla testa dei cittadini, ma se fior di scienziati come nel caso di Livorno assicurano che non ci sono rischi, credo ci si possa fidare. Non possiamo dire sempre e solo di no. Si è fatto tanto baccano sulla Val Susa, ma tra Firenze e Bologna stanno facendo un traforo gigantesco, roba da James Bond. Ed è stato il governo dell’Ulivo a renderlo possibile, ottenendo l’assenso di decine di sindaci». Per i gassificatori non sarà altrettanto semplice.

Ma non è solo in gioco il tabù delle grandi opere. I riformisti della sinistra fanno i conti anche con Kyoto, e dopo tante invettive contro Bush e l’America inadempiente si rendono conto che il rispetto pieno del trattato metterebbe in difficoltà anche l’Italia. «Kyoto si sta rivelando un impegno gravoso —riconosce Bersani —.
Credo che alcuni punti si possano rinegoziare. In ogni caso dovremo avvicinarci agli standard richiesti, con un grande lavoro di investimenti e ammodernamento».
Aldo Cazzullo
30 marzo 2006

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/03_Marzo/30/cazzullo.shtml

Mr_Beat
March 30th, 2006, 12:57 PM
In tutto l'articolo manca un trascurabile dettaglio...ma di che stanno parlando? Cos'è (a grandi linee) un gassificatore e come è fatto?

http://www.presidente.regione.toscana.it/index.php?codice=15340

In pratica è un impianto che stocca il gas liquido, lo trasforma in gassoso e lo manda sul continente.

Notare che si trova a 12 miglia (22.2 km) dalla costa, ma per i no-tutto non andrebbe bene nemmeno a 200miglia.

Io direi di non fare nemmeno questo impianto, poi mettiamo i verdi a pedalare per produrre energia.

LatinumRm
March 30th, 2006, 01:03 PM
^^Beh io sono contrario per quel che riguarda i rigassificatori,mentre per il nucleare sono daccordo...secondo me la scelta di un posto o di un altro cambia poco,tanto si sa che nessuno lo vuole vicino a se,e noi in Italia abbiamo il problema che il nostro Paese non ha ampi spazi come gli Usa o l'Australia che se fanno qualcosa la fanno lontana dalle case,noi purtroppo abbiamo una densita di popolazione immensa...pero' queste cose vanno fatte altrimenti il nostro Paese non va avanti....Si al NUCLEARE e NO ai RIGASSIFICATORI

GENIUS LOCI
March 30th, 2006, 01:06 PM
Non sapevo di avere una bomba atomica in cucina...

Epicurion
March 30th, 2006, 01:29 PM
Io direi di non fare nemmeno questo impianto, poi mettiamo i verdi a pedalare per produrre energia.è quello che sostengo da sempre. chi è contro il progresso, o si trasferisce sull'isola di Lost oppure contribuisce CONCRETAMENTE ad implementare soluzioni alternative: con dinamo e mulini a trazione umana basterebbe qualche milione di verdi per dare pane ed energia ad una metropoli!!!

GENIUS LOCI
March 30th, 2006, 01:35 PM
Certo che se esistesse un convertitore di minchiate che le trasformasse in energia elettrica tutti i problemi energetici della terra sarebbero ampiamente superati... e finalmente anche i Verdi darebbero un contributo determinante allo sviluppo e alla produzione di energia finalmente pulita, contribuendo per la prima volta nella loro storia alla diminuzione dell'inquinamento... :D

Epicurion
March 30th, 2006, 01:40 PM
^^
se esistesse veramente un tale convertitore, la Terra diverrebbe più calda di una stella a neutroni...

Eleinad
March 30th, 2006, 01:41 PM
Certo che se esistesse un convertitore di minchiate che le trasformasse in energia elettrica tutti i problemi energetici della terra sarebbero ampiamente superati... e finalmente anche i Verdi darebbero un contributo determinante allo sviluppo e alla produzione di energia finalmente pulita, contribuendo per la prima volta nella loro storia alla diminuzione dell'inquinamento... :D

Tra il serio ed il faceto lo sapevate che il 20% delle emissioni di metano nell'atmosfera è dovuto ad emissioni animali e che solo il 10% di queste emissioni è dovuto alla flatulenza mentre il restante è dovuto (qual'è il termine scientifico per dire rutto?) e che il 60% dell'emissioni causa dell'effetto serra in Nuova Zelanda è dovuta alle greggi?

http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6431

http://www.guardian.co.uk/international/story/0,3604,1035851,00.html

GENIUS LOCI
March 30th, 2006, 01:48 PM
^^
Se ne era parlato anche in passato sul forum

L'effetto serra è sempre esistito e la maggiorparte dei gas serra sono tutt'oggi di origine animale: il problema è la restante parte che solo negli ultimi 100 anni è aumentata in maniera vertiginosa
I gas serra da eliminare, quindi, sono quelli prodotti dalle attività non biologiche umane; non è che bisogna invece mettere un tappo in culo (scusate il francese) a miliardi di animali sulla terra per evitare che emettano gas serra...

Pavlvs
March 30th, 2006, 09:11 PM
Chissà perchè non si è mai pensato ad una politica premiale verso le comunità che accettano di mettersi in casa dei potenziali pericoli come centrali elettriche ad olio,a carbone, rigassificatori, magari domani centrali nucleari.

Ad es. il comune che ospita quel servizio non paga per quel servizio.
Mi spiego: nel Comune di Caorso, 5000 anime, c'è (c'era) una centrale nucleare che dà luce e corrente a mezza Emilia Romagna?
Bene: nel comune di Caorso nessuno paga la corrente.

A Vattelapesca fanno il rigassificatore?
A Vattelapesca non si paga il riscaldamento ( o la corrente, fate voi).

E nei comuni limitrofi si paga al 50%.

I vantaggi sono evidenti: le industrie in genere, e quelle pesanti in particolare, sono MOOOOOLTO attratte dai posti dove la bolletta energetica costa poco, figuriamoci dove costa zero.

Un comune, una collettività che accettasse di mettersi in casa un'opera che gli altri non vogliono, verrebbe fattivamente premiata con uno sviluppo economico certo e non solo ipotetico.

In più, se la cosa non bastasse, si potrebbe aggiungere che i dipendenti della struttura, salvo le professionalità per le quali occorre scegliere nel mondo (tipo gli ingegneri nucleari, i fisici, e roba del genere), devono essere per forza del luogo.

Riapro la centrale nucleare di Caorso?
Salvo quelle professionalità altamente specializzate che per foza di cose non posso reperire in loco, tutti gli altri, amministrativi, uscieri, operai, addetti alle pulizie, custodi, devono essere scelti trai giovani del luogo.

Non solo, ma anche eventuali appalti esterni dovrebbero essere dati ad aziende del luogo.
Appalto il servizio catering?
Le aziende locali devono avere la precedenza, anche a costo di pagare un sovrapprezzo, entro un massimo del 20/25%, rispetto alla migliore offerta.
Appalto la pulizia dei cessi? Idem.
Appalto la manutenzione delle strutture? Idem.

In questo modo si praticherebbe una sorta di vero e proprio risarcimento sociale per i danni che comunque vengono inflitti all'ambiente ed al paesaggio.

Una centrale a carbone non è bella nè da vedere nè da "sniffare".
Civitavecchia vorrebbe lanciarsi turisticamente, ed è chiaro che con una centrale a carbone tra le palle deve dire addio ai suoi sogni.
Se però i 500/600 addetti della centrale fossero tutti locali, come locali le aziende che lavorano per la centrale, a cominciare da quelle che la dovranno costruire, e la città fosse premiata con un sensibile sconto sulla bolletta energetica, Civitavecchia potrebbe tentare un tipo di sviluppo diverso dal programmato: non turistico ma industriale e logistico.

gruber
March 31st, 2006, 10:04 AM
Chissà perchè non si è mai pensato ad una politica premiale verso le comunità che accettano di mettersi in casa dei potenziali pericoli come centrali elettriche ad olio,a carbone, rigassificatori, magari domani centrali nucleari.

Ad es. il comune che ospita quel servizio non paga per quel servizio.
Mi spiego: nel Comune di Caorso, 5000 anime, c'è (c'era) una centrale nucleare che dà luce e corrente a mezza Emilia Romagna?
Bene: nel comune di Caorso nessuno paga la corrente.

A Vattelapesca fanno il rigassificatore?
A Vattelapesca non si paga il riscaldamento ( o la corrente, fate voi).

E nei comuni limitrofi si paga al 50%.

I vantaggi sono evidenti: le industrie in genere, e quelle pesanti in particolare, sono MOOOOOLTO attratte dai posti dove la bolletta energetica costa poco, figuriamoci dove costa zero.

Un comune, una collettività che accettasse di mettersi in casa un'opera che gli altri non vogliono, verrebbe fattivamente premiata con uno sviluppo economico certo e non solo ipotetico.

In più, se la cosa non bastasse, si potrebbe aggiungere che i dipendenti della struttura, salvo le professionalità per le quali occorre scegliere nel mondo (tipo gli ingegneri nucleari, i fisici, e roba del genere), devono essere per forza del luogo.

Riapro la centrale nucleare di Caorso?
Salvo quelle professionalità altamente specializzate che per foza di cose non posso reperire in loco, tutti gli altri, amministrativi, uscieri, operai, addetti alle pulizie, custodi, devono essere scelti trai giovani del luogo.

Non solo, ma anche eventuali appalti esterni dovrebbero essere dati ad aziende del luogo.
Appalto il servizio catering?
Le aziende locali devono avere la precedenza, anche a costo di pagare un sovrapprezzo, entro un massimo del 20/25%, rispetto alla migliore offerta.
Appalto la pulizia dei cessi? Idem.
Appalto la manutenzione delle strutture? Idem.

In questo modo si praticherebbe una sorta di vero e proprio risarcimento sociale per i danni che comunque vengono inflitti all'ambiente ed al paesaggio.

Una centrale a carbone non è bella nè da vedere nè da "sniffare".
Civitavecchia vorrebbe lanciarsi turisticamente, ed è chiaro che con una centrale a carbone tra le palle deve dire addio ai suoi sogni.
Se però i 500/600 addetti della centrale fossero tutti locali, come locali le aziende che lavorano per la centrale, a cominciare da quelle che la dovranno costruire, e la città fosse premiata con un sensibile sconto sulla bolletta energetica, Civitavecchia potrebbe tentare un tipo di sviluppo diverso dal programmato: non turistico ma industriale e logistico.


per lavoro ho seguito alcune aperture di centri commerciali in un area a sud-ovest di Milano, nei comuni di Corsico e Cesano Boscone.
lungo uno stradone a 10 corsie che taglia questi 2 comuni hanno costurito nell'arco di 30 anni diversi centri comemrciali e megastore monomarca.
negli ultimi 15 anni addirittura è stato edficiato tutto lo spazio possibile. l'ultimo l'ha preso l'Auchan e l'altro pezzetto rimasto l'Ikea che sta per raddoppiare la sede di Corsico creando la più grande Ikea d'Europa.
bene i sindaci di entrambi i comuni hanno rilasciato concessione edilizie e fatto varianti al PRG a non finire per rendere commerciale tutto l'asse della Nuova Vigevanese. hanno ceduto a prezzi non da palazzinari i terreni alle società. in cambio hanno ottenuto l'assunzione dalle liste di disoccupazione dei loro concittadini.
praticamente azzerando la disoccupazione in 2 quartieri/cittadine che dagli anni 50 avevano assorbito decine di migliaia di immigrati meridionali con punte di disoccupazione elevatissime per i canoni di Milano.
non è certo lavoro qualificato (commesse/i, baristi, magazzinieri, custodi, e via dicendo), ma meglio che un calcio in culo!

fuori dalle grandi città è un usanza molto frequente e credo ottima.