View Full Version : Fusione Autostrade-Abertis


pampero
April 23rd, 2006, 10:52 PM
Fusione Autostrade-Abertis via libera dei due Cda
Dall'operazione nascerà il maggior gruppo autostradale del mondo

I consigli di amministrazione di Abertis e Autostrade hanno approvato oggi la fusione alla pari tra il gruppo spagnolo e quello italiano. Per primo è arrivato il via libera da Barcellona, in serata quello di Milano. A riferire della decisione all'uscita dalla sede di Autostrade è stato Gilberto Benetton. Dall'operazione nascerà il maggior operatore autostradale del mondo.
http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/economia/autostrade-grande-fusione/cda-approvano-fusione/cda-approvano-fusione.html

tito_
April 23rd, 2006, 11:28 PM
Beh, proprio il primo gruppo al mondo non credo. Cmq sicuramente in Europa la farà da padrone sull'imminente grossa torta degli appalti per la costruzione di molte autostrade nell'Est Europeo dove dal punto di vista autostradale sono molto indietro.

damon milan
April 23rd, 2006, 11:41 PM
bella mmmerda..

bigjim33
April 24th, 2006, 12:51 AM
di fatto ne ho sentito parlare come una vendita agli spagnoli...
...la nuova società avrà nome spagnolo e sede a barcellona, i benetton si portano a casa un bel po' di contanti!

damon milan
April 24th, 2006, 01:09 AM
^^ infatti, ribadisco: bella mmerda..!

GENIUS LOCI
April 24th, 2006, 01:12 AM
Cioè... vuoi dire che noi, che siamo stati i primi a fare le autostrade in Europa e nel mondo, con esperienza nel settore che tutta Europa ci invidia... la Spagna fa autostrade dall' altroieri, ed ha una rete di due chilometri e mezzo e ci compra?
E' così, ho capito bene...?

markcode
April 24th, 2006, 02:03 AM
^^ evidentemente sono diventati più competitivi di noi...

Epicurion
April 24th, 2006, 09:50 AM
Investimenti per 15 miliardi, di cui 11 in Italia
Autostrade e Abertis, via libera alla fusione
L'operazione sarà sottoposta all'approvazione contestuale delle assemblee degli azionisti delle due società entro il 30 giugno

ROMA - Il consiglio di amministrazione di Autostrade Spa ha dato il via libera al progetto di fusione con il gruppo spagnolo Abertis, che sarà completata entro il 2006 e prevede investimenti per 15 miliardi, di cui 11 in Italia. La decisione è giunta al termine di un consiglio di amministrazione durato circa tre ore, contemporaneamente alla riunione del board del gruppo spagnolo. All'uscita dalla sede di Autostrade Gilberto Benetton ha dato notizia della decisione presa. L'intera operazione di fusione sarà sottoposta all'approvazione contestuale delle assemblee degli azionisti di Autostrade e di Abertis entro il 30 giugno. I prossimi cda, previsti per il 2 maggio, daranno l'ok definitivo. Dopo la fusione, i principali azionisti di Abertis saranno Schemaventotto (vale a dire la familia Benetton, n.d.E.), con il 24,9%, Acs con il 12,5% e La caixa con l'11,7%.

CAMBIO 1 A 1 - La futura società opererà in 16 paesi e avrà oltre 20.000 dipendenti. Con 6.713 km di autostrade sarà il principale operatore di autostarde in Europa e nel mondo. Conterà 6 miliardi di euro di ricavi e 3,8 miliardi di Ebitda nel 2005. Gilberto Benetton ha spiegato che l'accordo tra i due operatori prevede un concambio di 1 a 1 e un dividendo straordinario per gli azionisti Autostrade di 3,75 euro per azione. L'accordo, stimato in 25 miliardi di euro, prevede anche che il nuovo gruppo sia capeggiato, in veste di amministratore delegato dall'attuale capo di Abertis, Salvador Alemany e che il quartier generale abbia sede a Barcellona. Il nuovo gruppo si chiamerà Abertis e, secondo una fonte vicina al gruppo spagnolo, sarà quotato alle borse di Madrid e di Milano. Abertis farebbe un aumento di capitale per far fronte al concambio 1 a 1 previsto dall'operazione.

MOTORE PER L'ECONOMIA - La nuova azienda che nascerà dalla fusione di Autostrade con Abertis «sarà il motore di sviluppo dell'economia italiana e spagnola, e sarà protagonista nella costruzione del progetto di rete autostradale europea e di altre infrastrutture nel mondo». Lo sottolineano, in una nota diffusa al termine del cda di Autostrade, i presidenti delle due società, Gian Maria Gros-Pietro e Isidre Fainè. «Italia e Spagna insieme - aggiungono Gros-Petro e Fainè - fanno nascere il leader mondiale nella gestione delle infrastrutture, con un valore combinato delle aziende di oltre 45 milioni di euro».

23 aprile 2006




Via alla fusione Autostrade-Abertis, ma c'è chi critica
L'errore del patriottismo
di Francesco Giavazzi

L’eccessiva concentrazione nell’industria rimane una delle debolezze italiane. L’industria rappresenta oltre il 30% del nostro prodotto interno, contro il 24% in Francia, 23 negli Stati Uniti. La differenza, un 6% circa, è rappresentata da industrie marginali, che non hanno futuro in quanto non riescono più a competere con i nuovi produttori asiatici. Per diventare un Paese moderno dobbiamo quindi spostare una quota del nostro capitale dall’industria ai servizi. E farlo con imprese di servizi che sappiano esportare, altrimenti chi pagherà per il petrolio e il gas che importiamo?

Finora ciò non è accaduto: in 10 anni la quota dei servizi è sì aumentata di 5 punti, ma attraverso la crescita di imprese esclusivamente rivolte al mercato interno: banche, energia, telefoni, assicurazioni, autostrade. Ora mi pare si sia aperta una fase nuova.

L’espansione di Unicredito in Germania e Polonia, l’intenzione di Enel di acquisire la francese Suez, la fusione annunciata ieri tra Autostrade e la spagnola Abertis cominciano a dare una prospettiva europea alle nostre aziende di servizi. Questo ha molti vantaggi, innanzitutto per i consumatori.

Autostrade oggi gestisce 3.000 km di una rete tutta italiana. Con l’eccezione della variante appenninica sul tratto Bologna-Firenze e il passante di Genova (che però rimane in alto mare) si tratta di una gestione poco innovativa, che si riduce all’ordinaria amministrazione: rifare l’asfalto e incassare i pedaggi. Un’azienda siffatta rende solo se le tariffe le sono favorevoli, come sono state in questi anni. Ma è un gioco a somma zero: i consumatori pagano e gli azionisti incassano, non è chiaro che beneficio ne ottenga il paese. La dipendenza dalle tariffe crea poi, inevitabilmente, dipendenza dalla politica, soprattutto in un settore in cui manca ancora un’autorità di regolamentazione indipendente e i prezzi sono determinati dal Cipe, cioè dai politici.

Da questa guerra tra poveri, in cui l’arbitro è la politica, si esce solo andando in Europa. Per collegare il cuore dell’Europa ai nuovi paesi dell’Est (alla Polonia in particolare) si devono costruire 2.000 km di nuove autostrade e oltre 5.000 km di strade veloci, investimenti per i quali Bruxelles ha stanziato 10 miliardi di euro da spendere entro il 2013. Questa è la vera opportunità, per la quale servono ingegneri e progettisti, capacità che la società Autostrade, abituata al tranquillo tran tran domestico, non possiede.

Fondendosi con Abertis il gioco può cambiare. Ne beneficeranno i consumatori, perché ora i profitti dell’azienda (a condizione che si crei al più presto una forte Autorità di controllo delle reti) dipenderanno meno dalle tariffe italiane e più dagli investimenti in Europa, e poiché continuiamo a produrre ottimi ingegneri, si aprirà un mercato per giovani laureati che finora non avevano altra scelta che emigrare.

Il centrosinistra, e in particolare la Margherita, lamenta che Autostrade non sarà più italiana. Non mi è chiaro che cosa significhi: se ci interessano i benefici per i consumatori e per i nostri giovani ingegneri, questi ci saranno qualunque sia l’azionista.

I termini finanziari dell’operazione prevedono che gli attuali azionisti di Autostrade, oltre a ricevere il 25% della nuova società, incassino un dividendo straordinario di quasi un miliardo di euro. Per investitori che sette anni fa acquisirono il controllo dell’azienda con 2,4 miliardi è un buon affare, certamente risultato di una regolamentazione molto favorevole. Se i Benetton e i loro soci non vogliono essere accusati di arricchirsi alle spalle dei consumatori, e se davvero credono in questo progetto, dovrebbero investire questo miliardo nella nuova azienda. In questo modo se ne rafforzerebbe anche l’italianità.





I Benetton sulle perplessità per la fusione Autostrade-Abertis
«Ci preferiscono piccoli e italiani?»
«Forse non ci siamo spiegati... Non si può essere europeisti a corrente alternata»

Sorpresa. E ancora sorpresa. Un'unica domanda corre sul filo del telefono tra Luciano e Gilberto Benetton: perché? Tra Ponzano Veneto e Roma, i due angoli dove si sta giocando la partita che dovrebbe portare alla creazione del leader europeo delle autostrade, prevale lo stupore. Lo stupore per il disappunto con il quale è stata accolta in alcuni ambienti politici l'operazione tra Autostrade e Abertis. Uno stupore forse dovuto anche al fatto che la famiglia di Ponzano Veneto in passato ha avuto un atteggiamento più che dialogante con la politica. Anzi è stata più volte sospettata di simpatie per il centrosinistra. C’è chi ricorda ancora quel breve passaggio in Parlamento di Luciano Benetton come senatore eletto nelle liste dei repubblicani.

«Siamo rimasti senza parole» avrebbero detto ai loro collaboratori i Benetton. «Forse è ancora presto o non ci siamo fatti capire abbastanza. Maerano mesi che, a cominciare da Gilberto, l'ipotesi era stata illustrata in tutti gli ambienti anche politici». Le critiche bruciano. Eppure — dicono — l'operazione è così lineare: la taglia di Autostrade è grande ma se si vogliono affrontare nuovi Paesi come quelli nell'Europa dell'Est, se si vuole ragionare in un’ottica europea, che significa sbarcare in Francia, dove Abertis già c'è, se si vuole puntare su nazioni come la Germania, non si può pensare di fare tutto da soli, occorrono alleanze strategiche, come ha dimostrato di recente il caso della privatizzazione delle Autostrade francesi.

Già, ma è chiaro il sospetto di quanti guardano dubbiosi alle nozze con gli spagnoli: che si tratti di una vendita mascherata, che dietro questa sede del colosso piazzata a Barcellona, ci sia la voglia solo di sbarazzarsi di un business, un gettare la spugna. «Ma quale vendita?— avrebbero detto i due fratelli—abbiamo il diritto di acquistare le quote spagnole se loro vorranno uscire e loro hanno un analogo diritto se noi volessimo lasciare la società. Ma questa volontà non c'è. Altrimenti perché tirare dentro anche Mediobanca? E avere l'approvazione e il supporto in Schema 28 di un altro importante socio come Alessandro Profumo che, con Unicredito, è stato in grado di scalare una società tedesca? Non possiamo essere europeisti a corrente alternata». Ma perché la sede a Barcellona? «Al di là dei vantaggi fiscali che ormai sono una componente della competitività di una azienda e di un Paese, una società americana è tale se ha sede in California e non nel Minnesota?».

Certo c'è il precedente della Gs, comprata dai Benetton e ceduta poi ai francesi. «Giusto esempio — commentano da Ponzano —, Gs era una società che aveva un giro di affari di un decimo dei suoi competitor internazionali. E qualcuno si è chiesto perché? Perché a suo tempo si è preferito lasciarla sonnecchiare tra i confini italiani. E quando ci si è svegliati e la si è privatizzata si è scoperto che era minuscola, senza più alcuna possibilità di competere in Europa. Si dovrebbe forse fare lo stesso con Autostrade? Per poi piangerci addosso tra cinque anni? Trent'anni fa Abertis si faceva costruire le strade dagli italiani, oggi la taglia delle due società è pressoché identica. E allora o si capisce che per avere respiro europeo occorrono alleanze forti e paritetiche oppure ci si accontenti di giocare di rimessa».

In quell'angolo del trevigiano da dove i Benetton sono partiti per costruire uno dei gruppi del made in Italy più noti del mondo si preferisce pensare che a Roma si abbia paura più che altro delle strumentalizzazioni. Il fatto però che ai Benetton arrivi una cedola straordinaria dall'operazione sembra avvalorare l'ipotesi di una cessione.... «Tutt'altro — è il commento dei Benetton — è la prova che si tratta di una vera unione fra uguali. Autostrade è leggermente più grande di Abertis e per fare una operazione uno a uno si dovevano riequilibrare le due realtà, altrimenti l'operazione non sarebbe stata tra eguali e sarebbe naufragata».

E con l’andare delle ore cresce il disappunto, basta pronunciare la domanda: chissà che fine faranno gli investimenti in Italia, che si viene investiti da un fiume di parole. «Che fine vuole che facciano? Resteranno, aumenteranno persino. Pensare che davvero un gruppo come il nostro possa fare questi scherzi al Paese nel quale si è radicato e si è sviluppato è persino ingeneroso. Abbiamo preso Autogrill che era un gruppo presente solo in Italia e l'abbiamo fatto diventare leader incontrastato nel mondo. Nel mondo non in Europa. E adesso queste accuse...».

Daniele Manca

24 aprile 2006



Copyright 2006 © Rcs Quotidiani Spa

Epicurion
April 24th, 2006, 10:01 AM
Beh, proprio il primo gruppo al mondo non credo.e invece sì, lo dicono tutti, dal Financial Time al sito delle due aziende. con una capitalizzazione di 25 miliardi di euro e un valore di 45 miliardi di euro, sarà uno dei principali gruppi italiani (ovunque sarà la sede) in assoluto, non solo nel settore autostrade.

vi chiedete come mai poi la sede sarà a Barcellona quando il primo azionista sarà la famiglia Benetton e Autostrade è leggermente più grossa di Abertis? beh, ricordatevi dov'è ora la sede di Autostrade, e di quanto possa pesare (in negativo) per un'azienda che opera in un settore di interesse pubblico la vicinanza "fisica" del maggiore ente pubblico di uno Stato...

Epicurion
April 24th, 2006, 10:36 AM
Impennata del titolo schizzato a 24 euro
Piazza Affari, Autostrade vola oltre il 10%
Dopo il via libera alla fusione tra la società italiana e la spagnola Abertis. La società iberica è stata sospesa alla Borsa di Madrid

MILANO - Vola in apertura a Piazza Affari Autostrade dopo il primo via libera alla fusione con la spagnola Abertis, dato ieri dai rispettivi consigli di amministrazione. Il titolo schizza al rialzo del 10,6% a oltre 24 euro.

Dalla fusione da 25 miliardi di euro nascerà il principale operatore del settore in Europa e nel mondo. Intanto il titolo della spagnola Abertis è stato sospeso in maniera cautelativa dalle contrattazioni sui mercati finanziari spagnoli.

24 aprile 2006


Copyright 2006 © Rcs Quotidiani Spa

Camaway
April 24th, 2006, 10:58 AM
Cioè... vuoi dire che noi, che siamo stati i primi a fare le autostrade in Europa e nel mondo, con esperienza nel settore che tutta Europa ci invidia... la Spagna fa autostrade dall' altroieri, ed ha una rete di due chilometri e mezzo e ci compra?
E' così, ho capito bene...?

Il mercato non assegna medaglie alla memoria a chi è stato bravo 40 anni fa e poi si è seduto a contare i soldi senza più innovare, ma premia chi ha volontà di crescere ed idee nuove.



vi chiedete come mai poi la sede sarà a Barcellona quando il primo azionista sarà la famiglia Benetton e Autostrade è leggermente più grossa di Abertis? beh, ricordatevi dov'è ora la sede di Autostrade, e di quanto possa pesare (in negativo) per un'azienda che opera in un settore di interesse pubblico la vicinanza "fisica" del maggiore ente pubblico di uno Stato...

La società avrà sede a Barcellona perché è più conveniente da un punto di vista fiscale farla lì. Ai Benetton conta incassare moneta e facendola lì ne incassano di più, punto.

Il governo spagnolo è MOLTO più furbo del nostro (a riprova che nel 2006 i concetti "sinistra" e "destra" per definire politiche economiche non hanno assolutamente più senso) ed incentiva fiscalmente le aziende ad avere sede lì sapendo che ci guadagna a livello di "peso" internazionale e come ritorno di indotto e terziario.

La considerazione da fare è magari di smettere di illudersi che i "capitani d'industria" nostrani abbiano a cuore il bene della nazione. Certo la bandierina la si sventola per farsi pubblicità, per imbonire il pubblico e per ottenere un finanziamento pubblico, ma la realtà è che il capitale va dove i ritorni sono maggiori.

Se un giorno una ditta cinese farà un'offerta cash sostanziosa agli Agnelli vedete con che velocità la Fiat diventa un brand asiatico...

Epicurion
April 24th, 2006, 11:17 AM
^^
assolutamente d'accordo, anche se un conto è la sede legale e un conto la sede amministrativa (molti gruppi italiani hanno la sede legale in Lussemburgo per motivi fiscali, ma i quartieri generali rimangono in Italia). il quartier generale del nuovo gruppo sarà a Barcellona, sede anche legale dello stesso.

a riprova del fatto che il concetto di difesa della "italianità" è una barzelletta, basti notare la posizione della Margherita: di assoluto liberismo quando in gioco ci sono le banche degli altri (casi Unipol-BNL e Lodi-Antonveneta), di spiccato nazionalismo nel caso di Autostrade-Abertis. stessa storia, a posizioni invertite, per alcuni membri del centrodestra...

Camaway
April 24th, 2006, 12:00 PM
Certo è che la sensazione di dismissione di Autostrade da parte dei Benetton è forte. La stanno vendendo come una fusione ma fino ad ora questo è quello che si sa:

Nome della nuova società: Abertis
Sede legale: Spagna
Sede amministrativa: Spagna
Amministratore delegato: quello di Abertis (spagnolo)
Borsa di riferimento: Madrid

Condizioni paritetiche? Mmmh....

dreaad
April 24th, 2006, 12:34 PM
ennesimo esempio di come gli altri si prendono gioco dell'italia ( e a ragione visto che noi siamo deficienti).

già la sede a barcellona dice tutto su chi prenderà le decisioni e dove verranno fatti gli investimenti.

e secondo me la stessa cosa succederà tra la paribas e la bnl, dove hanno assicurato che la sede rimarrà a roma (ma fatemi il piacere va...)

bigjim33
April 24th, 2006, 12:42 PM
ma se "gli attuali azionisti di Autostrade riceveranno il 25% della nuova società +un dividendo straordinario di quasi un miliardo di euro", significa che i vecchi azionisti di labertis avranno il 75% e un miliardo in meno... se non è un'acquisizione questa?

avevo letto proprio ieri sul giornale che prodi aveva gelato i vertici di autostrade non concedendo un incontro a gros-pietro sulla faccenda...

spero che la vicenda non si concluda qui! passi la sede a barcellona, ma una vera fusione vedrebbe gli azionisti di autostrade con almeno il 50% della nuova società, e senza trasferimenti di liquidità!

bigjim33
April 24th, 2006, 12:46 PM
non credo che il fulcro della vicenda siano le capacità straordinarie del gruppo spagnolo... piuttosto la statura del nostro mondo imprenditoriale, che si nutre di sotterfugi finanziari e speculazioni

-{ Rick }-
April 24th, 2006, 01:02 PM
Ragazzi dovete ricordare 1)che il maggior azionista è la famiglia benetton, 2) che stando al primo articolo, i maggiori investimenti si faranno in italia .. Non siate troppo drastici !

GENIUS LOCI
April 24th, 2006, 01:23 PM
e invece sì, lo dicono tutti, dal Financial Time al sito delle due aziende. con una capitalizzazione di 25 miliardi di euro e un valore di 45 miliardi di euro, sarà uno dei principali gruppi italiani (ovunque sarà la sede) in assoluto, non solo nel settore autostrade.

vi chiedete come mai poi la sede sarà a Barcellona quando il primo azionista sarà la famiglia Benetton e Autostrade è leggermente più grossa di Abertis? beh, ricordatevi dov'è ora la sede di Autostrade, e di quanto possa pesare (in negativo) per un'azienda che opera in un settore di interesse pubblico la vicinanza "fisica" del maggiore ente pubblico di uno Stato...
Ora mi è più chiaro... infatti non capivo perchè un pesce più piccolo si mangiasse un pesce più grande: a quanto pare non è proprio così, giusto?

bigjim33
April 24th, 2006, 01:31 PM
@rick
non credo che la qualità del servizio autostradale peggiorerà, ma so che il 75% dei consistenti pedaggi riscossi da un monopolista di fatto usciranno dall'italia...

Camaway
April 24th, 2006, 01:39 PM
ma se "gli attuali azionisti di Autostrade riceveranno il 25% della nuova società +un dividendo straordinario di quasi un miliardo di euro", significa che i vecchi azionisti di labertis avranno il 75% e un miliardo in meno... se non è un'acquisizione questa?

avevo letto proprio ieri sul giornale che prodi aveva gelato i vertici di autostrade non concedendo un incontro a gros-pietro sulla faccenda...

spero che la vicenda non si concluda qui! passi la sede a barcellona, ma una vera fusione vedrebbe gli azionisti di autostrade con almeno il 50% della nuova società, e senza trasferimenti di liquidità!

Nelle società quotate sul mercato il maggior azionista non possiede mai più del 20-25% delle azioni. Queste azioni non vengono mai immesse sul mercato e determinano chi "controlla" la società. È quella che si definisce infatti una quota di controllo. È per questo che esiste la possibilità di scalate. Gli spagnoli avranno una quota di circa il 22%, il resto è sul mercato, quelle azioni che anche tu puoi comprare o vendere.

Epicurion
April 24th, 2006, 01:44 PM
^^
esatto. non è vero che ai soci spagnoli andrà il 75%. la quota del 25% di cui si parlava è quella che spetterà a Schema28 (la finanziaria della famiglia Benetton), non a tutti gli azionisti italiani messi assieme!!! così i Benetton saranno il principale azionista singolo. ma poi che problema c'è se Abertis integrerà Benetton e non vice-versa? chi se ne frega se gli azionisti di Autostrade dovranno prendere un aereo per Barcellona invece che per Roma per partecipare al CdA? anzi, se Autostrade si fosse fusa con un'altra società italiana, oltre a spostare la sede in toto (e non solo i dirigenti), ci sarebbero stati migliaia di esuberi. invece così il centro tecnologico di Firenze verrà addirittura potenziato. senza contare che dei 15 miliardi di investimenti previsti dal prospetto informativo alla fusione, 11 verranno fatti in Italia.
e se ci pensate è anche normale che Abertis detti le condizioni. benché infatti il suo valore di mercato fosse leggermente inferiore a quello di Autostrade, Abertis è un gruppo industriale saldo e in espansione, mentre Autostrade è un ex-monopolista di Stato la cui unica funzione dalla sua privatizzazione è stata quella di rimpinguare le casse dei proprio azionisti di dividenti e rendite da posizione. in pratica Autostrade è una società di servizi, gestisce i pedaggi della sua rete stradale e poco più.

che poi i Benetton ne escano con una plusvalenza oscena da questa fusione è un altro discorso. hanno investito 2,4 miliardi di euro ai tempi della privatizzazione (un regalo degno del podio dell'infamia, dopo Telecom a Colaninno e l'Alfa alla FIAT) e ora si beccano un bel miliardo di euro di cedola più il 25% delle azioni di una nuova società che a ieri valeva 31 miliardi di euro di capitalizzazione. il che significa che come minimo (ma già oggi il titolo Autostrade guadagnava il 10% a Milano e Abertis il 3% a Madrid) i Benetton ci hanno guadagnato la bellezza di 6,5 miliardi di euro. chiavi in mano.

bigjim33
April 24th, 2006, 01:56 PM
^^
Mi stai dicendo che sarà la famiglia benetton a controllare il gruppo? non si evince da nessun articolo nè dalle ipotesi che si sono fatte sul futuro della società

EDIT: vedi sotto. Resta il fatto che la famiglia benetton sembra cedere l'esecutivo con qualche centinaio di milioni come contropartita

bigjim33
April 24th, 2006, 01:57 PM
Vero epicurion. schema28 è al 25%, poi un'altro 25 agli altri azionisti ex autostrade. L'articolo postato era erroneo.

tito_
April 24th, 2006, 02:00 PM
^^
esatto. non è vero che ai soci spagnoli andrà il 75%. la quota del 25% di cui si parlava è quella che spetterà a Schema28 (la finanziaria della famiglia Benetton), non a tutti gli azionisti italiani messi assieme!!! così i Benetton saranno il principale azionista singolo. ma poi che problema c'è se Abertis integrerà Benetton e non vice-versa? chi se ne frega se gli azionisti di Autostrade dovranno prendere un aereo per Barcellona invece che per Roma per partecipare al CdA? anzi, se Autostrade si fosse fusa con un'altra società italiana, oltre a spostare la sede in toto (e non solo i dirigenti), ci sarebbero stati migliaia di esuberi. invece così il centro tecnologico di Firenze verrà addirittura potenziato. senza contare che dei 15 miliardi di investimenti previsti dal prospetto informativo alla fusione, 11 verranno fatti in Italia.
e se ci pensate è anche normale che Abertis detti le condizioni. benché infatti il suo valore di mercato fosse leggermente inferiore a quello di Autostrade, Abertis è un gruppo industriale saldo e in espansione, mentre Autostrade è un ex-monopolista di Stato la cui unica funzione dalla sua privatizzazione è stata quella di rimpinguare le casse dei proprio azionisti di dividenti e rendite da posizione. in pratica Autostrade è una società di servizi, gestisce i pedaggi della sua rete stradale e poco più.

che poi i Benetton ne escano con una plusvalenza oscena da questa fusione è un altro discorso. hanno investito 2,4 miliardi di euro ai tempi della privatizzazione (un regalo degno del podio dell'infamia, dopo Telecom a Colaninno e l'Alfa alla FIAT) e ora si beccano un bel miliardo di euro di cedola più il 25% delle azioni di una nuova società che a ieri valeva 31 miliardi di euro di capitalizzazione. il che significa che come minimo (ma già oggi il titolo Autostrade guadagnava il 10% a Milano e Abertis il 3% a Madrid) i Benetton ci hanno guadagnato la bellezza di 6,5 miliardi di euro. chiavi in mano.


Ma scusa un secondo. Autostrade è una società ex pubblica e va bene. Ma Abertis è totalmente privata? Lo Stato spagnolo o qualche Regione non ha alcuna partecipazione azionaria?

Epicurion
April 24th, 2006, 02:20 PM
Ma scusa un secondo. Autostrade è una società ex pubblica e va bene. Ma Abertis è totalmente privata? Lo Stato spagnolo o qualche Regione non ha alcuna partecipazione azionaria?è privata, è privata. guarda qui:

http://www.abertis.com/en/ai/estruc_accio.php

Epicurion
April 24th, 2006, 02:25 PM
Resta il fatto che la famiglia benetton sembra cedere l'esecutivo con qualche centinaio di milioni come contropartitama i Benetton non hanno mai esercitato la guida operativa dell'azienda. d'altronde, che cazzo ne sanno di autostrade, sono una famiglia di sarti-finanzieri!!!! loro hanno semplicemente investito un capitale al momento della privatizzazione, come semplici azionisti. sono sempre stati l'ad e il presidente (Gambarale e Gros-Pietro) a guidare l'azienda. e a portarla alla fusione con Abertis, con il beneplacito ovviamente degli azionisti. i quali non si tirano certo indietro di fronte a maxi-cedole e plusvalenze da sogno.

Mr_Beat
April 24th, 2006, 02:52 PM
ma i Benetton non hanno mai esercitato la guida operativa dell'azienda. d'altronde, che cazzo ne sanno di autostrade, sono una famiglia di sarti-finanzieri!!!! loro hanno semplicemente investito un capitale al momento della privatizzazione, come semplici azionisti. sono sempre stati l'ad e il presidente (Gambarale e Gros-Pietro) a guidare l'azienda. e a portarla alla fusione con Abertis, con il beneplacito ovviamente degli azionisti. i quali non si tirano certo indietro di fronte a maxi-cedole e plusvalenze da sogno.
Benetton non ha tirato fuori un euro, anche perchè otto miliardi non ce li aveva di certo.
Li ha chiesti alle banche, che glieli hanno dati così, et voilà!

Se ti chiami Pinco Pallino e chiedi 100mila euro per un mutuo ti controllano anche il c**o e poi magari non te li danno, per Benetton questo ed altro.

Epicurion
April 24th, 2006, 04:02 PM
24 aprile 2006
Autostrade-Abertis dopo le nozze puntano su aeroporti
di Alberto Annicchiarico e Chiara Bussi

Piazza Affari brinda alla fusione italo-spagnola tra Autostrade e Abertis tra le perplessità della politica e l'indecisione di Bruxelles su a chi spetti dare l'ok all'operazione.


I titoli della società che fa capo alla famiglia Benetton, guidata da Gian Maria Gros Pietro (presidente) e Vito Gamberale (amministratore delegato), guadagnano - poco dopo le ore 13 - il 5,82% a 23,99 euro dopo avere toccato in apertura di contrattazioni un top di oltre il +9% a 24,91 euro con scambi al 5% del capitale. A pieni giri anche Autogrill, l'altra controllata della famiglia Benetton, che guadagna il 4,19% a 13,23 euro. In rialzo, ma con minore entusiasmo, le azioni della società iberica, in un primo tempo sospese dalle contrattazioni in via cautelativa, che segnano +2,29% a 21,42 euro alla Borsa di Madrid.

L'operazione di integrazione tra due gruppi che insieme capitalizzano 25 miliardi, secondo il nuovo amministratore delegato, lo spagnolo Salvador Alemany i Mas, «non comporterà nessuna ristrutturazione né delocalizzazione, ci saranno soltanto vantaggi per i rispettivi paesi e lavoratori, non c'è ragione di pensare a rischi né di alimentare paure». Da subito il nuovo colosso pensa a progetti di esansione e le prossime prede sono società aeroportuali del Centro e dell'Est Europa, che sono nel bel mezzo di un gigantesco processo di privatizzazione. Altri settori di interesse i parcheggi e appalti autostradali in tutto il continente. «La capacità finanziaria - ha precisato uno dei due nuovi presidenti, l'iberico Isidre Fainé - è adeguata per fare fronte a qualsiasi situazione».

L'altro neo presidente del megagruppo, l'italiano Gros Pietro, è intervenuto invece per stemperare le polemiche sorte soprattutto dal versante del centro-sinistra (Rutelli, Pezzotta). «Assolutamente non si tratta di una vendita mascherata - ha dichiarato - In quel caso o si vendeva tutto o ci si procurava un'opzione put. Gli azionisti italiani intendono rimanere stabilmente e a lungo. Quando il mondo politico esaminerà con più apertura mentale verso l'Europa e rifletterà sugli impegni che vincolano gli azionisti, si renderà conto della grande importanza di questo accordo per entrmbi i Paesi».

Una fusione tra eguali. I consigli di amministrazione delle due società hanno dato il via libera all'operazione domenica 23 aprile. Come sottolineano i protagonisti, sarà una «fusione tra eguali» e prevederà un concambio di un'azione Abertis per ogni titolo Autostrade, più una compensazione ai soci italiani con un dividendo straordinario di 3,75 euro da 2,1 miliardi. Il nuovo gruppo manterrà il nome spagnolo, avrà sede a Barcellona - scelta, secondo Gamberale, nel solco della «maggiore efficienza finanziaria» che sarebbe garantita in Spagna e che, spiegano le due società, «trae origine da una ricognizione attenta e idonea a creare valore per gli azionisti» - e gestirà 6.713 chilometri di autostrade diventando il principale operatore del settore in Europa con un valore combinato di aziende di oltre 45 miliardi di euro. Post-fusione, Schemaventotto dei Benetton avrà la maggioranza di Abertis con il 24,9%, mentre gli spagnoli Acs e Caixa il 24,2% (Acs il 12,5%, Caixa l'11,7%).

La governance. Nel rispetto della fusione tra eguali nel consiglio di amministrazione che entrerà in carica saranno rappresentate partieticamente, con uguale dignità, le due realtà e i rispettivi azionariati. L' amministratore delegato sarà per i primi re anni lo spagnolo Salvador Alemany i Mas, che poi passerà il testimone a un rappresentante italiano, in base al principio di rotazione. Saranno due i presidenti, lo spagnolo Isidre Fainé accanto a Gian Maria Gros Pietro, e due anche i vicepresidenti, Florentino Perez (ex presidente del Real Madrid) per Abertis e Vito Gamberale per Autostrade. La società italiana ha già ottenuto dalle banche una dichiarazione di disponibilità a erogare linee di credito per far fronte al pagamento del dividendo straordinario (che secondo Gamberale sarebbe già stato recuperato dalla performance di Borsa) e per sostenere l'esborso a favore di eventuali soci recedenti. Gli istituti in questione sono Goldman Sachs, Merrill Lynch, Ubm e Capitalia. Le azioni del nuovo gruppo saranno quotate alla Borsa di Milano e a quella di Madrid. Il colosso, che può contare su 6 miliardi di euro di ricavi e 3,8 miliardi di Ebitda riferiti al 2005, opera in 16 Paesi con oltre 20.000 dipendenti, e lavora su un programma di investimenti per circa 15 miliardi, di cui 11 in Italia.

Le prossime tappe. Nelle intenzioni dei due gruppi la fusione dovrà essere attuata entro la fine del 2006. Il prossimo appuntamento è fissato per il 2 maggio, quando si riuniranno nuovamente i due consigli di amministrazione per formalizzare l'ok al progetto e l'ulteriore documentazione. Il concambio potrà essere ulteriormente rettificato per tenere conto di un aumento del capitale a titolo gratuito sul quale è chiamata a deliberare l'assemblea straordinaria di Abertis convocata per il 3 maggio. Entro giugno si terranno poi le rispettive assemblee per l'approvazione della fusione.


http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Foto/Finanza%20e%20Mercati/2006/04/autostrade_abertis.jpg?cmd=art&codid=20.0.1879705366


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gruber
April 24th, 2006, 04:17 PM
haihaiahahaiahai.....hai sforato le 100 parole!
mò ti denunZio!

Epicurion
April 25th, 2006, 10:05 AM
Autostrade, alla Borsa piace il matrimonio spagnolo
L’Anas: informati dai giornali. E convoca i vertici. S&P mette sotto osservazione il rating

ROMA - Più 4%. La Borsa premia l’incorporazione di Autostrade nella spagnola Abertis: il titolo ieri ha toccato quasi il 10%, con scambi pari al 6,5%. All’ exploit ha contribuito la prospettiva del dividendo straordinario (3,75 euro), promesso da Autostrade per novembre. Per il resto, sulla nascita della Neo Abertis, che secondo i vertici di Autostrade non impatterà sulle tariffe autostradali, persistono i dubbi della politica e delle parti sociali che vi vedono una «vendita mascherata». «Non è così - ha detto il presidente Gian Maria Gros-Pietro - non ci sono accordi se non quelli resi pubblici. Se il mondo politico giudicasse con maggiore apertura mentale, si renderebbe conto dell’importanza di questa operazione sinergica». In serata ulteriori spunti critici sono arrivati dalla decisione dell’agenzia di rating Standard & Poor’s di mettere sotto osservazione il titolo Autostrade per tre mesi. E non basta. L’Anas, titolare dei diritti sui 3.408 chilometri di rete dati in concessione a Autostrade, ne ha convocato i vertici. «L’Anas - recita la nota - al pari di altre istituzioni pubbliche italiane, è stata informata solo dalla stampa del progetto di fusione». Urgono dunque «chiarimenti sui possibili riflessi dell’operazione», in particolare sull’attuazione degli investimenti promessi dalla concessionaria. Per questo l’Anas si riserva «ogni conseguente valutazione». Compresa la possibilità che la fusione comporti tra tre anni, quando la concessione dovrà essere aggiornata, una sua consistente revisione che potrebbe arrivare, teoricamente, fino alla revoca. «Il nostro unico obbligo nei confronti dell’Anas, ora è quello d’informazione» ha tagliato corto ieri Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, a chi ventilava una simile reazione.
A preoccupare chi difende l’italianità è invece la prospettiva di un disimpegno italiano dall’operazione, visto che l’unico vincolo tra le parti è un diritto reciproco di prelazione in caso di vendita. Il futuro amministratore delegato, lo spagnolo Salvador Alemany, lo spiega così: «Non c’è un patto per mantenere la stabilità, al di là di quello che lega per tre anni (fino al dicembre 2007 ndr ) i soci di Schema28», il maggior azionista (50,1%) di Autostrade, cui Abertis partecipa al 13,3%. Proprio questa quota verrà ridistribuita in tempi da definire: un terzo dovrebbe andare ai soci italiani (Edizioni Holding, Fondazione Crt, Unicredit e Generali) e due terzi agli spagnoli che però uscirebbero da Schema28. In definitiva, a novembre, la Neo Abertis verrebbe partecipata per il 22,7% da Schema28, mentre l’11,7% andrebbe al gruppo finanziario spagnolo «la Caixa» e il 12,5% all’impresa di costruzioni iberica Acs, per un totale di 24,2%, che diventa 26,4% aggiungendo quel 2,2% che esce da Schema28. Il 5,6% andrebbe a due banche spagnole; infine l’0,7% al Tesoro spagnolo e il restante (44,6%) al mercato.
L’integrazione riguarda solo le holding, mentre le società operative resteranno dove sono. La sede principale della nuova holding sarà Barcellona «per ragioni amministrative e fiscali». «Di conseguenza» si è detto, anche l’amministratore delegato è spagnolo. Ci saranno poi due presidenti (Gros-Pietro e Isidre Fainé) e due vicepresidenti (Vito Gamberale e l’ex presidente del Real Madrid Florentino Peres).
Il nuovo gruppo che opererà in 16 Paesi con 20 mila dipendenti, prevede investimenti per 15 miliardi, 10 in Italia (per 8 ci sono già le approvazioni). Nel mirino, le grandi privatizzazioni soprattutto nel Centro-Nord d’Europa.

Antonella Baccaro



«Almeno reinvestano» I tormenti dell’Ulivo
Letta: i Benetton incassano un miliardo, verifica sui programmi futuri Rossi (Ds): aggregazione per crescere, ma serve una nuova Authority

ROMA - «Vedremo se quel miliardo di euro incassato andrà a finire nella cassaforte di famiglia o in investimenti infrastrutturali». Enrico Letta, responsabile economico della Margherita, resta fortemente negativo sul comportamento degli azionisti di Autostrade ma li sfida a recuperare credibilità proprio rinunciando alla ricca plusvalenza e a rimetterla in azienda. «Noi siamo liberisti ed europeisti, questo deve essere chiaro - ci tiene a precisare Letta - ma sulle promesse di Autostrade è meglio andare cauti visto che, dopo aver incassato l’aumento dei pedaggi, si era impegnata a investire 7 miliardi di euro che non si sono visti, del resto lo stato della rete autostradale è sotto gli occhi di tutti». Il centrosinistra, protagonista sette anni fa della privatizzazione di Autostrade con il secondo governo di Massimo D’Alema, è ancora sotto choc per la fusione in salsa spagnola ma già emergono diverse sensibilità nella valutazione di questa vicenda. Nicola Rossi, economista riformista e neo deputato ulivista, pur trovandosi d’accordo con Enrico Letta invita a «guardare al futuro perché a queste fusioni dovremo abituarci essendo l’unica strada per crescere». E propone una risposta non politica ma di mercato: «Fare al più presto, come prevede del resto il programma dell’Unione, un’authority che regoli i trasporti, meglio se a livello paneuropeo».
Per Cesare De Piccoli, responsabile infrastrutture dei Ds, occorre mettere l’allarme sul rischio che «la logistica italiana alla fine finisca in mani straniere». «Non è che Alitalia, i porti e le Ferrovie - sottolinea - siano messe bene e questi temi devono essere affrontati dentro una cornice di decisa politica industriale».
Tutti concordano su quella che considerano una «caduta di stile» della famiglia Benetton, azionista di controllo con la Holding Schemaventotto. «Ci ha informati a giochi fatti e in un momento di interregno politico - puntualizza Enrico Letta -, il tasso di credibilità degli azionisti italiani è indubbiamente sceso e d’ora in poi credo che ci intenderemo meglio con Barcellona che con Ponzano Veneto». Il responsabile economico della Margherita, fra i candidati per l’incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel futuro governo di Romano Prodi, gli spagnoli del resto li conosce bene. Da sei anni è infatti presidente del foro di dialogo italo-spagnolo ed è profondamente convinto che non si può parlare che bene di una fusione industriale con un gruppo iberico.
Letta non accetta le accuse di «patriottismo a corrente alternata» uscite un po' dovunque in questi giorni nei confronti della Margherita in particolare, ricordando il favore con cui è stata accolta la proposta degli spagnoli per rilevare la Bnl (poi finita ai francesi, ndr ) contro l’italiana Unipol. «Un conto è una banca, altra cosa una società monopolista che vive di concessioni pubbliche - precisa -: io sono un liberista ed europeista convinto, dico solo che questa operazione non mi piace». Se Letta condivide la linea di Francesco Giavazzi - l’editorialista del Corriere che attende i Benetton al varco delle loro decisioni da capitalisti -, è guardingo con la teoria sostenuta anche dall’amministratore delegato di Unicredito Alessandro Profumo secondo il quale ci sarebbero dei forti vantaggi per i consumatori. «Forse per i consumatori europei - continua Letta -, non vedo in che modo per quelli italiani». In assenza di notizie più precise, Letta giudica quella fatta dai Benetton una «finta fusione». «Se mettiamo insieme il fatto che hanno incassato un miliardo di euro, cioè la metà di quanto hanno sborsato per pagare Autostrade, che il quartier generale si sposta a Barcellona, che i manager sono spagnoli, che li vincola un clausola di prelazione - sostiene -, mi sembra chiaro che si debba parlare più di una cessione». Su questo tono una nota ufficiale della Margherita che ipotizza che la società «entro tre anni finirà in mani spagnole».
Parole dure anche da parte di Rossi che parla di «tradimento» da parte dei Benetton e si riserva di fare «approfondimenti sul contratto di vendita perché non è escluso, come si prevede sempre negli atti concessori, che ci sia una sorta di gradimento da parte dello Stato nel caso in cui si verifichi un cambio di proprietà». In attesa che per gli azionisti di Schemaventotto possa spuntare qualche poison pill non prevista, Nicola Rossi si diverte a punzecchiare anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. «Sono anni che annuncia clamorosi disegni di competizione fiscale a livello societario - dice - ora questa fusione dimostra che ha completamente fallito visto che la società si sposta a Barcellona proprio per sfruttare i benefici tributari».
De Piccoli, che seguì da vicino tutta la complessa e controversa cessione dell’ex monopolista delle autostrade, oggi ammette che forse «è stata un’operazione sbagliata». Comunque il deputato dell’Ulivo invita alla cautela. «Ci sono troppo poche informazioni, meglio attendere gli sviluppi», anche se osserva come non sempre una alleanza «strategica nata per ragioni di mercato coincida con l’interesse del Paese». Scettici, se non nettamente contro, anche i sindacati. Per il leader della Cgil Guglielmo Epifani nella fusione «c’è qualcosa che non quadra» e invita tutti alla massima attenzione per il futuro di 10 mila lavoratori. Il successore di Savino Pezzotta alla guida della Cisl Raffaele Bonanni ricorda che «Autostrade godono di una concessione pubblica e il governo in carica deve intervenire per avere chiarimenti».

Roberto Bagnoli



«Bravi, vince chi fa la prima mossa»
Profumo sponsor dell’alleato Benetton

C’è il più europeo dei banchieri italiani nella cabina di regia dell’operazione Autostrade-Abertis. E tocca ad Alessandro Profumo che ha firmato la prima fusione bancaria nel Vecchio Continente e che oggi mette la faccia sulla creazione del polo delle reti autostradali, il compito di placare l’ansia della politica e spiegare le ragioni, e i tempi, del mercato. E proprio a quella parte a cui vanno le sue simpatie: il centrosinistra. «È un operazione di respiro europeo assolutamente positiva sia per le società coinvolte, sia per i rispettivi Paesi - garantisce Profumo in una nota consegnata alle agenzie nel pomeriggio di ieri -. Dalla combinazione paritetica delle due entità nascerà un campione continentale capace di competere su scala mondiale. Come nell’operazione che ha unito Unicredit e Hvb - sottolinea l’amministratore delegato del gruppo bancario che di Autostrade è azionista attraverso la partecipazione nella holding Schema28 e della fusione è advisor attraverso l'investment bank Ubm - Autostrade e Abertis hanno potuto contare sul vantaggio del first mover scegliendo il miglior partner possibile l’una per l’altra. È importante - conclude - che l’Italia, con un forte gruppo di azionisti, sia ancora una volta in prima linea in questo processo di integrazione europea, che non potrà non proseguire nell’interesse di tutti i cittadini e i consumatori europei». Il matrimonio tra il gruppo che fa capo alla famiglia Benetton e le Autopistas di Barcellona, Profumo pare lo caldeggi da mesi. Da quando gli interessati hanno cominciato a parlarne seriamente, alla fine dello scorso anno, in quello che viene ricordato come «il vertice di Venezia». Un faccia a faccia in un grand hotel della Laguna tra Gilberto Benetton e i numeri uno di Caixa e Acesa nel corso del quale sono stati posti i primi paletti dell’operazione. L’accelerazione è arrivata nelle ultime settimane, anche sui timori di un’offensiva sulle infrastrutture europee da parte dei grandi fondi specializzati internazionali e sullo stop subito da Autostrade nella gara per le privatizzazioni francesi. Nella compagine italiana, intanto, non si profilano nuovi ingressi. Almeno per ora non ne farà parte Mediobanca, che si era resa disponibile all’acquisto di una quota in tandem con Generali (azionista di Schemaventotto). E Capitalia, che potrebbe partecipare al pool di finanziamento, ha preso posizione a sostegno della fusione italo-spagnola con una dichiarazione dell’amministratore delegato, Matteo Arpe, secondo il quale «la governance della nuova realtà è equilibrata e ispirata alla realizzazione di una vera partnership strategica su scala continentale. E come tale deve essere supportata da un consenso istituzionale e politico». Negli accordi, è stato chiarito ieri da più parti, «non c’è alcuna put, né obbligo a vendere». E, nella nuova holding, le decisioni saranno prese, «con la maggioranza qualificata del 75%». Resta da chiarire se, come auspicato da Francesco Giavazzi sul Corriere di ieri, i soci italiani intenderanno investire nella nuova azienda il dividendo straordinario da 1 miliardo che incasseranno a fusione avvenuta. «Lo si vedrà - si è limitato a dire il presidente di Schema28, Giuseppe Piaggio -. Questa è un’alleanza strategica per investimenti futuri».
Obiettivo Europa

Paola Pica


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Nicux
April 25th, 2006, 06:47 PM
di fatto ne ho sentito parlare come una vendita agli spagnoli...
...la nuova società avrà nome spagnolo e sede a barcellona, i benetton si portano a casa un bel po' di contanti!


ancora la mentalità del "Francia o Spagna purché se magna" cari italiani? No.
La sede è a Barcellona solo per gli sgravi fiscali che possono ottenere. Nessun altro motivo.

bigjim33
April 25th, 2006, 09:28 PM
La sede è a Barcellona solo per gli sgravi fiscali che possono ottenere. Nessun altro motivo.
da quando in qua siedi nel consiglio di ammistrazione di abertis? ti ricordo:
Nome della nuova società: Abertis
Sede legale: Spagna
Sede amministrativa: Spagna
Amministratore delegato: quello di Abertis (spagnolo)
Borsa di riferimento: Madrid

damon milan
April 25th, 2006, 10:56 PM
da quando in qua siedi nel consiglio di ammistrazione di abertis? ti ricordo:
Nome della nuova società: Abertis
Sede legale: Spagna
Sede amministrativa: Spagna
Amministratore delegato: quello di Abertis (spagnolo)
Borsa di riferimento: Madrid

dimentichi:
stato i cui cittadini maggiormente pagheranno in pedaggi: italia
stato cui verranno versate le tasse: spagna

Epicurion
April 26th, 2006, 04:47 PM
dal Corriere della Sera di oggi:

[...]I Benetton, d’altra parte, si muovono entro vincoli finanziari che sono emersi con chiarezza nel loro sfortunato tentativo di acquisire l’Autoroute Paris-Rhin-Rhone alla fine del 2005. Al dunque, infatti, non hanno rilanciato da 60 a 61 euro per azione, perché quel minimo rilancio avrebbe ridotto di un fiato i rendimenti elevatissimi promessi in garanzia alle banche che avevano procurato i capitali per l’acquisizione del monopolio italiano e che certo non rischiavano l’insolvenza. All’acquisizione sarebbe seguita la fusione Autostrade-Aprr: la stessa operazione cross border di oggi, ma a guida saldamente italiana. Non risulta che i banchieri plaudenti di Unicredito e Capitalia abbiano sei mesi fa criticato il governo Berlusconi latitante in Francia mentre Zapatero faceva lobby , né incoraggiato i Benetton a rischiare un baffo del rating. Con quali «credenziali» adesso Matteo Arpe può chiedere, come chiede, l’appoggio della politica alla fusione Abertis-Autostrade sulla parola?
In Autostrade i Benetton hanno investito circa 8-900 milioni dei loro nel marzo del 2000. Sei anni dopo la quota vale, compreso il dividendo straordinario in arrivo dagli spagnoli, 4,8 miliardi. Il mercato finanziario ha guadagnato meno, ma sempre molto. Sono questi numeri a porre le domande cruciali.[...]


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http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=ECONOMIA&doc=VADE

Juan EU
April 28th, 2006, 04:42 PM
dimentichi:
stato i cui cittadini maggiormente pagheranno in pedaggi: italia
stato cui verranno versate le tasse: spagna

Forse credi che i pedaggi che paghiamo i cittadini qui in Spagna a Abertis, la cui rete non e precisamente di 2 chilometri e mezzo ma di molti di piu, sono gratis. Invece no, caro amico.

E puoi, da un punto di vista nazionale italiano, sarebbe meglio forse una sede in Veneto, ma da un punto di vista di efficienza economica, se si pagano meno tasse a Barcellona che a Treviso per mettere in piedi una società, e logico che la sede sia li.

E di efficienza economica, sanno abastanza questi di La Caixa, per cio sono bancheri. E l'amico Florentino Pérez (padrone di ACS), ne sa anche abbastanza di efficienza, di un gruppo come Dragados ha fatto anche un gigante. Nel giro di dieci anni, i catalani di La Caixa hanno saputo prendere una piccola concessionaria autostradale come era Acesa, creare un grande grupo come Abertis che adesso gestisce non solo autostrade (Sanef in Francia, Brisa in Portogallo, altre in Argentina, Cile, Colombia,ecc) ma anche aeroporti in tutto il mondo con la sua filiale TBI (Luton, Atlanta, Miami,Toronto, ecc.) alcuni dei quali sono della sua proprietá (come Luton). Sono anche proprietari di operatori di telecomunicazioni (Retevisión), parcheggi e forniscono servizi di logistica.

Perché Autostrade, una volta privatizzata, non ha fatto anche una espansione come la vecchia Acesa? Certo, e sempre piú facile continuare a funzionare con una logica di monopolio statale dove nessuno ti rompe le scatole e gli unici con chi devi litigare un po sono l’Anas e i comuni che si lamentano perche gli investimenti non vengono fatti. Rimaniamo tranquilli, intanto, siccome non c’è concorrenza e tutte le macchine devono passare da noi, chi se ne frega?

Invece, Abertis vede che accanto a molte delle sue autostrade, il governo spagnolo e le regioni incominciano a construire superstrade alternative gratuite di quatro corsie, per debblocare il traffico ed evitare incidenti (Barcellona-Lleida, Alicante-Valencia, N-232 a Navarra e Saragozza, ecc). Avverte questo impatto nei pedaggi dei suoi caselli e capisce che deve trovare altre linee di negozio se vuole crescere ed aumentare il fatturato. In Spagna ha poche opportunitá di espansione, e deve crescere prima in America puoi in Europa, quindi si mette di accordo con l’amico Florentino ed incomincia a comprare e a mettersi in nuovi negozi como gli aeroporti, le telecomunicazioni o la logistica.

Ripetto, perche Autostrade non ha fatto lo stesso? Adesso potrebbe gestire autostrade nel sud della Francia, in Croazia, in Grecia e in tutta Europa del Est. Peró, e piu facile non fare nulla e dopo lamentarsi che altri ti comprano.

Se non formiamo dei veri gruppi europei e continuiamo ad ascoltari ai sindacati, ai politici, e a litigare perche la sede e a Barcellona o a Firenze o Treviso, forse l’anno prossimo arrivano gli indiani di Tata e comprano la Fiat, oppure i cinesi di Cnooc si comprano l’Eni, o l’Agip. Stesso discorso per l’eletricittà o le banche, sono il primo ad apoggiare la compra di Endesa per E.On, o quella della BNL per la BBVA (grazie Fazio e Forlani, per fortuna adesso questi due hanno cambiato lavoro). Italia, Spagna, e tutta Europa, hanno bisogno di GESTORI CAPACI e chi agiscano, non tanto di un cortile dove politici, sindacalisti e tanti altri parliano e puoi non si faccia nulla.

Stesso conto per l’Alitalia e tanti altri vecchi monopoli, serve ORGANIZZARSI. Iberia, tra l’áltro la aerolinea meno dinamica della Spagna, e la piu conservatrice, ha finito la sua privatizzazzione nel 2001, ed sta mettendo in motto una low cost con sede a Barcellona per complementare il suo hub di Madrid. Lo fa perche a visto che se no, Ryanair, Easyjet, Vueling, Air Berlin, Spanair, Air Europa e le altre se la mangiano con patate.

Perche non fa lo stesso Alitalia? Perche ha cassini molto piu grandi, inanzitutto non ha capito ancora quale e il suo hub principale, non rinnova la flotta, usa ancora i vecchi MD che spreccano querosene, e continua ancora a ad ascoltare di pu quello che dicono Storace, Veltroni o Formigoni ed aspettare la prossima iniezione di contanti dello stato, invece di pensare como organizzarsi, tagliare costi e concorrerre. Ma i monopoli di rado sono abbastanza dinamici. Almeno adesso a Autostrade non li succederá quello, perche adesso avra opportunitá di crescere e conquistare nuovi mercati.

Juan EU
April 28th, 2006, 06:38 PM
Cioè... vuoi dire che noi, che siamo stati i primi a fare le autostrade in Europa e nel mondo, con esperienza nel settore che tutta Europa ci invidia... la Spagna fa autostrade dall' altroieri, ed ha una rete di due chilometri e mezzo e ci compra?E' così, ho capito bene...

Il mercato non assegna medaglie alla memoria a chi è stato bravo 40 anni fa e poi si è seduto a contare i soldi senza più innovare, ma premia chi ha volontà di crescere ed idee nuove.

Assolutamente d'accordo con te, Canaway. Vivere dal passato non basta per afrontare il futuro.

Il governo spagnolo è MOLTO più furbo del nostro (a riprova che nel 2006 i concetti "sinistra" e "destra" per definire politiche economiche non hanno assolutamente più senso) ed incentiva fiscalmente le aziende ad avere sede lì sapendo che ci guadagna a livello di "peso" internazionale e come ritorno di indotto e terziario.

E ci sono altri governi molto piu furbi in Europa, che non hanno una imposta sulle aziende del 25 o 35% come in Spagna o in Italia, ma come l'Estonia che ne ha il 0%!!! Ed alla fine a loro questo va bene. Come dobbiamo fare noi, italiani o spagnoli a lottare contro questo? Offrendo altri vantaggi, come incentivi, lotti di terra, parchi aziendali integrati, qualitá di vita, ecc.

picard_bs
April 28th, 2006, 06:54 PM
Come dobbiamo fare noi, italiani o spagnoli a lottare contro questo? Offrendo altri vantaggi, come incentivi, lotti di terra, parchi aziendali integrati, qualitá di vita, ecc.

...proviamo offrendo tartufo d'Alba... y sangria por cuatro

Eleinad
April 28th, 2006, 10:30 PM
28 apr 21:11
Autostrade: Gamberale, "Rimeditare la fusione con Abertis"

ROMA - "Spero ancora che il prossimo consiglio di amministrazione del 2 maggio possa essere un'occasione per rimeditare tutta la vicenda". Lo afferma l'amministratore del gruppo Autostrade, Vito Gamberale, in merito all'annunciata fusione con la societa' spagnola Abertis. Cosi' Gamberale ha espresso la propria opinione in un comunicato in cui replica alla nota di Autostrade diffusa su richiesta della Consob. In particolare, Gamberale spera che venga rimeditata anche "l'opzione finale" dell'operazione "soprattutto per gli interessi del Paese". (Agr)

bigjim33
April 28th, 2006, 10:31 PM
Forse credi che i pedaggi che paghiamo i cittadini qui in Spagna a Abertis, la cui rete non e precisamente di 2 chilometri e mezzo ma di molti di piu, sono gratis. Invece no, caro amico.

che i pedaggi riscossi annualmente da autostrade siano superiori a quelli di abertis è un fatto (basta guardare i fatturati)


Ripetto, perche Autostrade non ha fatto lo stesso? Adesso potrebbe gestire autostrade nel sud della Francia, in Croazia, in Grecia e in tutta Europa del Est. Peró, e piu facile non fare nulla e dopo lamentarsi che altri ti comprano.

Stai facendo confusione, nessuno dei benetton si è lamentato di essere stato comprato nonchè profumatamente pagato!
la mia posizione (e quella, mi pare di capire, della maggior parte di noi) è completamente diversa!
se c'è stato un sentimento unanime in questo forum, è stato lo spregio per gli investitori che hanno gestito autostrade in questi anni.

Pavlvs
April 29th, 2006, 12:24 AM
Come si sia potuto privatizzare, in nome del libero mercato, un monopolio di fatto come le autostrade rimane un mistero.
Così ora, sul fronte autostradale, abbiamo il libero mercato dei monopoli o, se preferite, il libero monopolio di mercato.
Come è noto infatti, se da Roma voglio andare a Milano con l'auto, posso scegliere tra 15 autostrade diverse.
Per cui quella migliore, quella che mi offre i servizi migliori ai prezzi inferiori, sarà quella sulla quale sceglierò di viaggiare.
Vi consiglio in particolare l'autostrada del console Flaminio fino a Fano, da qui si raggiunge Forlì e si imbocca l'autostrada del console Emilio fino a Milano!!

Non potete capire che servizi, che rapidità, che sicurezza, e soprattutto che modernità!!
In fondo, perchè scegliere l'A1?
Non siete mica obbligati, nooo!!

GENIUS LOCI
April 29th, 2006, 03:49 AM
^^
Poi, tra l'altro, se proprio volessi scegliere un'alternativa anche restando "nel monopolio", puoi scegliere l'autostrada Tirrenica, no?

Ah no? :D

bigjim33
April 29th, 2006, 11:39 AM
Come si sia potuto privatizzare, in nome del libero mercato, un monopolio di fatto come le autostrade rimane un mistero.
e aggiungerei che i mezzi di produzione devono essere gestiti dal proletariato, e non dai padroni borghesi!

Epicurion
May 1st, 2006, 11:53 AM
Autostrade, l'affondo di Gamberale
"Spero che il cda rimediti la fusione"


ROMA - L'amministratore del gruppo Autostrade, Vito Gamberale, ha smentito ufficialmente le sue dimissioni, ma in un comunicato ha anche auspicato che la fusione del gruppo italiano con quello spagnolo Abertis "venga rimeditata". "Spero ancora che il prossimo consiglio di amministrazione del 2 maggio possa essere un'occasione per rimeditare, alla luce del mio intervento, tutta la vicenda, nonchè la sua opzione finale, anche e soprattutto per gli interessi del Paese" afferma Gamberale.

Gamberale ha ricordato quindi di aver votato a favore del progetto, nel cda del 23 aprile, "solo per non creare un problema societario, perchè si trattava di delibera propedeutica. E ho anche spiegato quali altri dubbi ho maturato nel corso delle conferenze stampa, specie quella di Barcellona".

"In dette circostanze - afferma ancora l'ad del gruppo Autostrade - ho maturato la consapevolezza che taluni aspetti del progetto erano non convincenti".

Con questo comunicato, Gamberale smentisce anche la versione della stessa Autostrade, data con un altro comunicato, su richiesta della Consob. "Nella lettera inviata ieri al collega presidente di Autostrade, e che per espressa richiesta dello stesso ho tenuto secretata - ha scritto l'ad del gruppo - ho ben spiegato la dinamica evolutiva dei dubbi maturati sul progetto".

Le dichiarazioni di Gamberale fanno seguito all'incontro dei vertici di Autostrade stamane con l'Anas. L'Anas ha chiesto una serie di chiarimenti sulla fusione con Abertis, e ha istituito una commissione d'inchiesta per valutare gli effetti dell'operazione. La commissione sarà presieduta dal direttore generale dell'Anas Claudio Artusi, e ne faranno parte anche l'ex Ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio, il professor Luigi Cappugi e l'avvocato Guido Rossi.

"L'Anas - si legge in un comunicato della società - nella sua qualità di concedente ed esercente l'attività di controllo del settore autostradale, ha incontrato questa mattina i vertici di Autostrade, convocati a seguito delle notizie rese alla stampa e al mercato in merito al progetto di fusione. Nel corso dell'incontro, Anas ha chiesto ai vertici di Autostrade di fornire chiarimenti sui possibili riflessi dell'operazione, sotto il profilo economico finanziario ed industriale relativamente al pieno rispetto degli obblighi di convenzione".

Inoltre oggi i vertici di Autostrade hanno incontrato i rappresentanti sindacali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Sla Cisal. L'incontro è stato chiesto dalle stesse organizzazioni sindacali, che avevano definito "inaccettabile" l'atteggiamento tenuto da Autostrade nella vicenda della fusione, e avevano minacciato "di attivare tutte le iniziative di lotta necessarie a garantire l'integrità dell'azienda e a difendere l'occupazione e le condizioni dei lavoratori". Al termine dell'incontro, i sindacati si sono detti insoddisfatti del confronto. "Resta in piedi lo stato di agitazione e non escludiamo lo sciopero - hanno detto - Perplessità ed elementi di preoccupazione ci sono tutti".

Gamberale tuttavia non ha partecipato nè all'incontro con l'Anas nè con quello con i sindacati, circostanza che aveva favorito le voci sulle sue dimissioni. Voci che invece lo stesso Gamberale si è preoccupato in serata di smentire direttamente, non senza comunicare però il suo fermo dissenso sulla fusione con Abertis.


28/04/2006 - 21:32
http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza\dettaglio_news.tpl&del=20060428&fonte=RPB&codnews=543487

Trolleybus
May 2nd, 2006, 12:19 AM
Forse credi che i pedaggi che paghiamo i cittadini qui in Spagna a Abertis, la cui rete non e precisamente di 2 chilometri e mezzo ma di molti di piu, sono gratis. Invece no, caro amico.
........


In parte quoto, ma solo in parte. Quoto la parte in cui sostieni che la chiusura delle frontiere per mantenere i campioni in patria é controproducente per il futuro dell'Europa. Ma noi Europei siamo ipocriti e tutto sommato ultimamente (a mio avviso solo per questioni di debolezza politica) qui in Italia lo siamo stati un pò meno (a parte la parentesi della BNL e della BAPV, ma alla fine le barricate sono state tolte) di Spagna e soprattutto Francia (la Germania ha cambiato radicalmente approccio rispetto al passato, il Regno Unito non si discute).
La scelta di un atteggiamento attendista anziché aggressivo sul mercato va, a mio avviso, associata al discorso "plusvalenza" che l'acquisto di Autostrade dallo stato per un successivo suo disimpegno comporterà. Un investimento in tal senso avrebbe distratto investimenti verso le altre società possedute dai proprietari che in fin dei conti vanno molto bene e sono in forte espansione. Tutto ciò é immorale, soprattutto nei confronti degli ex proprietari, cioé NOI.
La ritirata di Francia ne é riprova in quanto sostanzialmente legata a questioni finanziarie e non di altro tipo. Autostrade é stata ultimamente vista come la gallina dalle uova d'oro e nulla più. Pensare che un suo rilancio debba passare attraverso una sua fusione con una società ad intersezione nulla o quasi, più piccola anche se attualmente sicuramente più aggressiva con un prevedibile basso livello di sinergie mi sembra francamente poco entusiasmante. E' come se, per risvegliare un bambino dal sonno si decidesse di pagare il vicino di casa perché nessuno in famiglia ha questo compito in agenda. In questo momento l'Europa non é ancora pronta ad affrontare il mercato globale unita. E poi, sei davvero il primo a desiderare l'acquisto di Endesa da parte di E.On? Creare un nuovo gigante dell'energia? Fuori confine? Cosa rimarrebbe in Spagna? Una media compagnia non in grado di competere con i colossi europei destinata prima o poi ad essere assorbita anch'essa? E se poi anche Repsol dovesse essere inglobata in Elf o in Eni e tutto il settore energetico fosse gestito da Multinazionali straniere? Se l'Euorpa fosse un conglomerato di stati come gli USA probabilmente non costituirebbe un problema ma in un contesto dove tutto é contrattato a livello politico tra i singoli stati facendo pesare la propria "potenza" economica, probabilmente il discorso cambia.

Trolleybus
May 2nd, 2006, 12:43 AM
E di efficienza economica, sanno abastanza questi di La Caixa, per cio sono bancheri. E l'amico Florentino Pérez (padrone di ACS), ne sa anche abbastanza di efficienza, di un gruppo come Dragados ha fatto anche un gigante.

Juan, tra l'altro, con Dragados, hai scelto un esempio infelice. Il gruppo Dragados aveva vinto una gara qui a Milano per la costruzione di un impianto di depurazione da 1.500.000 abitanti con un esagerato ribasso d'asta. Alla fine é risulato che il progetto era assolutamente inadeguato ed i lavori sono stati girati alla Degremont causando un ritardo di almeno un anno sulla consegna dell'impianto.
In Spagna in questi ultimi anni sono cresciute molte valide conglomerate in grado di competere globalmente in diversi campi (penso a Telefonica o a Zara) che hanno saputo confrontarsi con una forte concorrenza. Rimango un pò più perplesso quando si parla di Aziende che sono enormemente cresciute sfruttando il Boom edilizio degli ultimi anni in Spagna e che adesso, giustamente, stanno riciclando il loro volto tentando, ad esempio, di conquistare la Borsa di Londra con i proventi provenienti dall'edilizia.

Pavlvs
May 2nd, 2006, 12:53 AM
Mah!!
L'unica vera consolazione è che da adesso per Anas e Ministero sarà molto molto difficile autorizzare ulteriori aumenti del pedaggio.
Non ci sono più amici da foraggiare e/o gruppi italiani da sostenere ad ogni costo.

Eleinad
May 2nd, 2006, 12:32 PM
02 mag 11:02
Autostrade: in cda la revoca dei poteri a Gamberale

ROMA - In una nota Societa' Autostrade ha fatto sapere che il consiglio di amministrazione, convocato per oggi, discutera' della "revoca per giusta causa'' dei poteri dell'amministratore delegato Vito Gamberale. Lo stesso Gamberale aveva espresso perplessita' sulla fusione, annunciata la scorsa settimana, tra Autostrade e il gruppo spagnolo Abertis. (Agr)

Epicurion
May 2nd, 2006, 06:06 PM
29 aprile 2006
Scontro frontale Gamberale-Benetton «Fusione da rimeditare»
Al.An.

L'operazione con Abertis va rimeditata, anche e soprattutto nell'interesse del Paese. L'amministratore delegato di Autostrade, Vito Gamberale, ha espresso in modo inequivocabile la sua contrarietà all'annunciata fusione di Autostrade spa con la spagnola Abertis. Lo ha fatto venerdì sera con una nota di risposta a un comunicato diffuso poche ore prima da Autostrade su richiesta della Consob, in cui ha definito senza troppi giri di parole «non veritiera» la versione del concessionario. Un botta e risposta carico di veleni tra il manager e l'azienda che ha sancito la rottura tra Gamberale e i Benetton, consumata proprio sulla contestazione alla fusione con Abertis. Fatto che è sostanzialmente costato al manager la sfiducia della famiglia e dello stratega di Edizione Holding (finanziaria del gruppo di Ponzano Veneto), Gianni Mion.

L'integrazione «va rivista - ha scritto Gamberale - per il bene del Paese». E poi: «Spero ancora che il prossimo consiglio di amministrazione del 2 maggio possa essere un'occasione per rimeditare, alla luce del mio intervento, tutta la vicenda, nonché la sua opzione finale, anche e soprattutto per gli interessi del Paese». Secondo Il Sole 24 Ore Gamberale si preparerebbe a guidare il nuovo braccio infrastrutture del fondo Clessidra di Claudio Sposito. La Borsa, comunque, non ha risentito del bailamme generato dalla notizia della fusione: il titolo, che durante la settimana ha incassato un +6,09%, soltanto venerdì ha messo a segno un +1,58%, attestandosi a quota 24,28 euro.

Generali in Schema28, Caltagirone svicola sulla cordata italiana. Dall'assemblea di Generali, intanto, nella mattinata di sabato 29 aprile è arrivata la disponibilità a rilevare parte della quota detenuta dagli spagnoli di Abertis in Schema28 (che detiene la maggioranza di Autostrade con il 50,1%), dove la compagnia di assicurazioni triestina possiede il 6,67% di Schema28. Ad Abertis corrisponde, invece, una quota del 13%, partecipazione che dovrebbe essere ceduta con la fusione con Autostrade. L'ad di Generali, Giovanni Perissinotto, ha detto che l'investimento ammonterebbe a 150 milioni di euro. «Riteniamo - ha commentato Perissinotto - che l'investimento in infrastrutture sia adeguato in termini di durata, stabilità e rendimento». Sulla questione Autostrade-Abertis è intervenuto dall'assemblea del Monte dei Paschi a Siena anche Francesco Gaetano Galtagirone: «È prematuro, non ci stiamo pensando», ha risposto l'imprenditore ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull'ipotesi di una cordata (insieme a Gavio, Astaldi e Ligresti) che potrebbe farsi sotto, con la regia di Credit Suisse, per una controfferta tutta italiana, la cui formazione avrebbe convinto Gilberto Benetton ad accelerare i tempi dell'accordo con gli spagnoli.

Le reazioni dei politici. Quanto al mondo della politica, si moltiplicano le critiche alle nozze italo-spagnole. Due deputati del centro-destra, Maurizio Lupi (Fi) e Maurizio Gasparri (An) hanno annunciato una mozione afficnhé il Parlamento «accenda un faro» sul «carattere finanziario di un'operazione portata avanti da una società titolare di una concessione pubblica». All'attacco anche il forzista Luigi Grillo, ex presidente della commissione Lavori pubblici al Senato: «I Benetton con questa fusione fanno tombola, ma il Paese?». Dal centro-sinistra Enrico Letta, responsabile economia della Margherita, ha osservato che «la fusione si è infilata in un cul-de-sac» e che il Governo «dovrà rivedere la situazione regolamentare italiana»; il suo collega dei Ds, Pierluigi Bersani, ha chiarito che «se uno prende i soldi è perché vende e con questa operazione potremmo essere di fronte alla sommatoria di aziende concessionarie» in condizioni di «fare arbitrato tra i regolatori a seconda delle convenienze». Vuole «vederci chiaro», infine, il neosegretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.

Gamberale lascia? Al termine di una giornata in cui l'ad di Autostrade spa non aveva partecipato agli appuntamenti cruciali (il vertice con l'Anas e il confronto con i sindacati), una nota della stessa Autostrade diffusa, su richiesta della Consob, aveva fatto sapere che Gamberale, irritato per essere stato avvertito il 20 aprile, giorno precedente all'annuncio dell'operazione, «ha comunicato alla società di aver incaricato un professionista per la definizione del suo rapporto con la stessa, senza avere ancora rassegnato le dimissioni dalla carica». Subito dopo, alle 19.11, la replica dello stesso Gamberale: «Smentisco le mie dimissioni. Mi riservo ogni ulteriore comunicazione sui comunicati attribuiti alla società, di cui resto ad ogni effetto l'amministratore delegato con i relativi pieni poteri».

Scontro aperto con i Benetton. La società controllata dalla famiglia Benetton ha addirittura precisato fin nei dettagli il dissenso dell'amministratore delegato dall'operazione Abertis: Gamberale «è stato informato da esponenti di Schemaventotto della trattativa in corso con Abertis, nella giornata di giovedì 20 aprile» e «ha espresso il suo appoggio incondizionato all'operazione nel Consiglio di amministrazione di Schemaventotto, tenutosi alle ore 14,30 del 23 aprile 2006 e in quello di Autostrade, tenutosi alle ore 16,30 dello stesso giorno». Gamberale, si leggeva ancora nella nota, «ha, quindi, partecipato, in rappresentanza di Autostrade, insieme al presidente Gros-Pietro, alla presentazione dell'operazione alla comunità finanziaria, nelle conferenze stampa tenutesi il giorno 24 aprile a Roma e a Barcellona, senza esprimere riserve od obiezioni». Infine, «successivamente, in una lettera indirizzata nella giornata di ieri al Presidente della società Autostrade , Gamberale ha espresso riserve sull'opportunità dell'operazione, anticipando di aver tratto drastiche conclusioni in merito al rapporto con l'azionista di riferimento». Una ricostruzione, è stata la replica di Gamberale, «incompleta e pertanto non veritiera». L'ad ha ricordato, quindi, di avere votato a favore del progetto, nel Cda del 23 aprile, «solo per non creare un problema societario, perché si trattava di delibera propedeutica. E ho anche spiegato quali altri dubbi ho maturato nel corso delle conferenze stampa, specie quella di Barcellona».

Anas, insediata la commissione a tre. L'Anas, nel frattempo, ha insediato una commissione di valutazione, per capire se l'operazione di fusione può avere risvolti su Aspi e sul piano finanziario. La Commissione, presieduta dal direttore generale Claudio Artusi, e composta da Andrea Monorchio, Guido Rossi, e Luigi Cappugi, e dovrebbe formulare i propri pareri nell'arco di una quarantina di giorni, una volta ricevute le risposte scritte di Autostrade, alle domande anch'esse messe nero su bianco dell'Anas. Di revoca della concessione, ha precisato Gros-Pietro, «non si è assolutamente parlato. Non è argomento di discussione». All'Anas, ha aggiunto, «sono state fornite le più ampie assicurazioni non solo di mantenere ma anzi di aumentare le capacità operative». Ritardi negli investimenti, «ce ne sono - ha ammesso infine Gros-Pietro - ma sono tutti dovuti a condizioni esterne ed è un problema generale del Paese».

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Epicurion
May 3rd, 2006, 10:35 AM
Revocati «per giusta causa» poteri all'amministratore delegato Gamberale
Cda di Autostrade: si alla fusione con Abertis
Deleghe al presidente Gros-Pietro e al direttore generale Castellucci. Benestare all'operazione con il gruppo spagnolo

ROMA - Il Cda della società Autostrade ha dato il via libera all'operazione di fusione con la spagnola Abertis. E quanto si apprende al termine del consiglio di amministrazione della società italiana che ha revocato all'unanimità «per giusta causa» i poteri all'amministratore delegato Vito Gamberale (che aveva votato contro la fusione). Le deleghe sono state riattribuite al presidente Gian Maria Gros-Pietro e al direttore generale del gruppo Giovanni Castellucci. Giuseppe Guarino ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione. Guarino si è dimesso dopo aver «verificato una ipotesi di conflitto - precisa la nota - tra il ruolo di consulente per la società svolto nell'ultimo esercizio e il ruolo di amministratore indipendente».

BENETTON: «SPERO NUOVI INVESTITORI ITALIANI» - La famiglia Benetton spera che «altri investitori italiani si affianchino in schema 28» nel progetto di fusione tra Autostrade e Abertis». Lo ha detto Gilberto Benetton al termine del consiglio di amministrazione di Autostrade. «L'operazione rafforza il ruolo di protagonista dell'Italia nel panorama internazionale delle infrastrutture».
02 maggio 2006http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/05_Maggio/02/autostrade.shtml

Epicurion
May 3rd, 2006, 10:48 AM
Fino all’ultimo il suo «no» al «progetto Gaucho»

ROMA - Ha stroncato il «progetto Gaucho» davanti al consiglio di amministrazione senza fare una piega. Aggiungendo pure con perfida ironia che «Gaucho», il nome utilizzato per definire il piano di fusione fra Autostrade e Abertis, «in spagnolo significa mandriano». Lo ha fatto con una relazione, come lo stesso Vito Gamberale ha comunicato al termine della riunione con la quale gli sono stati revocati i poteri, «lasciata agli atti della società». Agli atti, appunto, perché nessuno dimentichi. L’amministratore delegato ha spiegato di aver motivato il suo dissenso affrontando «gli aspetti concessori, i vincoli della privatizzazione, il rapporto di concambio sotto i vari profili, compreso quello per il Paese in generale, la governance, il merger, la sede, le strategie». Un dissenso totale, che tuttavia, lascia intendere, era rimasto segreto prima che fosse reso noto «proprio dalla società con due comunicati stampa redatti e diffusi», ha affermato Gamberale nella serata di ieri, «senza che l’amministratore delegato fosse consultato, nei quali è stata pubblicizzata una mia lettera riservata indirizzata al presidente». Il comunicato di due pagine finisce con i ringraziamenti di rito. Insomma, un divorzio traumatico, ma che forse gli eventi degli ultimi giorni hanno soltanto accelerato. Gli incarichi più importanti che il manager abruzzese ricopriva nel gruppo erano comunque in scadenza con l’approvazione del bilancio 2005: tanto la presidenza di Autostrade per l’italia, quanto il posto da amministratore delegato di Autostrade spa. Fino al 2008 avrebbe invece mantenuto i posti da consigliere di Impregilo, della Igli e di Schemaventotto, la holding con cui i Benetton controllano il gruppo autostradale. Mentre al 2007 era fissata la scadenza dai consigli dell’Autobrennero e delle Autovie venete. Gamberale sarebbe invece rimasto fino al 2009 amministratore delegato delle Autostrade Sud America. Ma nel nascente gruppo avrebbe avuto un ruolo simbolico.
E ora? Sette anni fa, chiudendo la sua esperienza a Telecom Italia, Gamberale andò in pensione a 55 anni con 75 milioni di lire al mese: il trattamento previdenziale più alto corrisposto dall’Inps. Ma non è il tipo da andarci davvero, in pensione. Così c’è già (Claudio Sposito) chi lo ha messo in pista per gestire un grande fondo per le infrastrutture. Sempre che il suo nome non spunti ora di nuovo per qualche incarico pubblico.

S.Riz.


Copyright 2006 © Rcs Quotidiani Spahttp://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=ECONOMIA&doc=MEZZO

pampero
May 3rd, 2006, 02:05 PM
AUTOSTRADE: ANAS, REVOCA CONCESSIONE POSSIBILE ARMA

L'Anas potrebbe revocare la concessione ad Autostrade se la fusione con Abertis non assicurera' il rispetto del contratto sugli investimenti. Lo ha detto il presidente dell'Anas Vincenzo Pozzi al termine dell'audizione su Autostrade presso l'Autorita' per vigilanza sui lavori pubblici. "Se ci sono elementi ostativi al contratto li faremo presenti in maniera molto autorevole - ha spiegato Pozzi - e in funzione del grado, della gravita', anche la revoca della concessione e' una delle possibili armi che abbiamo e che potremmo mettere in campo".
Tra le preoccupazioni manifestate dall'Anas c'e' anche il rischio di un abbassamento del rating sulla nuova societa' che nascera' dalla fusione tra Autostrade e Abertis.

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_1501698.html?ref=hprepnews

Pavlvs
May 3rd, 2006, 03:44 PM
Tutti i nodi arrivano, prima o poi, al pettine.

Privatizzare un monopolio di fatto come Autostrade solo per fare cassa è stato un atto indegno, che è servito solo per scaricare sui cittadini aumenti ingiustificati del pedaggio e distribuire dividendi senza precedenti agli azionisti.

Insomma io pago, e non posso non pagare o scegliere altrimenti perchè le autostrade le devo prendere per forza, e la solita razza padrona/ladrona si pappa i miei pedaggi sotto forma di dividendi.

Ovviamente, manco a dirlo, all'Anas hanno un dossier di 40.000 pagine di opere e lavori promessi dal concessionario e mai effettuati.

Ed ora che la razza padrona vende agli spagnoli ci troviamo nella simpaticissima situazione per la quale i pedaggi degli italiani serviranno per finanziare opere ed investimenti.... in Spagna.

Nicux
May 4th, 2006, 01:15 AM
Forse credi che i pedaggi che paghiamo i cittadini qui in Spagna a Abertis, la cui rete non e precisamente di 2 chilometri e mezzo ma di molti di piu, sono gratis. Invece no, caro amico.

E puoi, da un punto di vista nazionale italiano, sarebbe meglio forse una sede in Veneto, ma da un punto di vista di efficienza economica, se si pagano meno tasse a Barcellona che a Treviso per mettere in piedi una società, e logico che la sede sia li.

E di efficienza economica, sanno abastanza questi di La Caixa, per cio sono bancheri. E l'amico Florentino Pérez (padrone di ACS), ne sa anche abbastanza di efficienza, di un gruppo come Dragados ha fatto anche un gigante. Nel giro di dieci anni, i catalani di La Caixa hanno saputo prendere una piccola concessionaria autostradale come era Acesa, creare un grande grupo come Abertis che adesso gestisce non solo autostrade (Sanef in Francia, Brisa in Portogallo, altre in Argentina, Cile, Colombia,ecc) ma anche aeroporti in tutto il mondo con la sua filiale TBI (Luton, Atlanta, Miami,Toronto, ecc.) alcuni dei quali sono della sua proprietá (come Luton). Sono anche proprietari di operatori di telecomunicazioni (Retevisión), parcheggi e forniscono servizi di logistica.

Perché Autostrade, una volta privatizzata, non ha fatto anche una espansione come la vecchia Acesa? Certo, e sempre piú facile continuare a funzionare con una logica di monopolio statale dove nessuno ti rompe le scatole e gli unici con chi devi litigare un po sono l’Anas e i comuni che si lamentano perche gli investimenti non vengono fatti. Rimaniamo tranquilli, intanto, siccome non c’è concorrenza e tutte le macchine devono passare da noi, chi se ne frega?

Invece, Abertis vede che accanto a molte delle sue autostrade, il governo spagnolo e le regioni incominciano a construire superstrade alternative gratuite di quatro corsie, per debblocare il traffico ed evitare incidenti (Barcellona-Lleida, Alicante-Valencia, N-232 a Navarra e Saragozza, ecc). Avverte questo impatto nei pedaggi dei suoi caselli e capisce che deve trovare altre linee di negozio se vuole crescere ed aumentare il fatturato. In Spagna ha poche opportunitá di espansione, e deve crescere prima in America puoi in Europa, quindi si mette di accordo con l’amico Florentino ed incomincia a comprare e a mettersi in nuovi negozi como gli aeroporti, le telecomunicazioni o la logistica.

Ripetto, perche Autostrade non ha fatto lo stesso? Adesso potrebbe gestire autostrade nel sud della Francia, in Croazia, in Grecia e in tutta Europa del Est. Peró, e piu facile non fare nulla e dopo lamentarsi che altri ti comprano.

Se non formiamo dei veri gruppi europei e continuiamo ad ascoltari ai sindacati, ai politici, e a litigare perche la sede e a Barcellona o a Firenze o Treviso, forse l’anno prossimo arrivano gli indiani di Tata e comprano la Fiat, oppure i cinesi di Cnooc si comprano l’Eni, o l’Agip. Stesso discorso per l’eletricittà o le banche, sono il primo ad apoggiare la compra di Endesa per E.On, o quella della BNL per la BBVA (grazie Fazio e Forlani, per fortuna adesso questi due hanno cambiato lavoro). Italia, Spagna, e tutta Europa, hanno bisogno di GESTORI CAPACI e chi agiscano, non tanto di un cortile dove politici, sindacalisti e tanti altri parliano e puoi non si faccia nulla.

Stesso conto per l’Alitalia e tanti altri vecchi monopoli, serve ORGANIZZARSI. Iberia, tra l’áltro la aerolinea meno dinamica della Spagna, e la piu conservatrice, ha finito la sua privatizzazzione nel 2001, ed sta mettendo in motto una low cost con sede a Barcellona per complementare il suo hub di Madrid. Lo fa perche a visto che se no, Ryanair, Easyjet, Vueling, Air Berlin, Spanair, Air Europa e le altre se la mangiano con patate.

Perche non fa lo stesso Alitalia? Perche ha cassini molto piu grandi, inanzitutto non ha capito ancora quale e il suo hub principale, non rinnova la flotta, usa ancora i vecchi MD che spreccano querosene, e continua ancora a ad ascoltare di pu quello che dicono Storace, Veltroni o Formigoni ed aspettare la prossima iniezione di contanti dello stato, invece di pensare como organizzarsi, tagliare costi e concorrerre. Ma i monopoli di rado sono abbastanza dinamici. Almeno adesso a Autostrade non li succederá quello, perche adesso avra opportunitá di crescere e conquistare nuovi mercati.

Sodoma e Gomorra sarebbero state salvate per una persona... per fortuna!

Epicurion
May 9th, 2006, 09:37 AM
L’accordo con il governo Prodi si farà.

L’accordo con il governo Prodi si farà. Anzi, è questo il «primo obiettivo a breve termine» nella marcia verso la fusione con Abertis di Gilberto Benetton e alleati, che sembrano così raccogliere l’invito di Pierluigi Bersani a sospendere ogni ulteriore passo verso Barcellona, fino all’insediamento del nuovo esecutivo. O almeno a questo punterebbero le diplomazie del gruppo che dal 21 aprile, giorno dell’annuncio dell’operazione, si sono messe al lavoro. Al confronto con il governo, Autostrade intenderebbe arrivare con i tre argomenti che più sembrano preoccupare il mondo politico: investimenti, governance, occupazione. Anche perché il timore di una cordata alternativa sembra tutt’altro che scomparso. Anzi. Da potenziali nuovi attori come Caltagirone a partner già messi alla prova come Gavio, l’interesse per il settore non è diminuito. Prova ne sia che banche d’affari e fondi sono ancora al lavoro per tentare di contrastare l’operazione dei Benetton. Sul piano societario, l’unica vera scadenza è quella del 30 giugno, giorno entro il quale dovrà tenersi l’assemblea di Abertis. La data non è casuale: per la normativa spagnola solo l’approvazione dell’assemblea entro il primo semestre di esercizio consente di perfezionare la fusione sulla base dei bilanci dell’anno precedente mentre in Italia sarebbe sufficiente il «sì» del consiglio di amministrazione per procedere con i dati patrimoniali del 2005. I tempi tecnici, tuttavia, sono oggi quasi un dettaglio rispetto alla sempre più evidente necessità degli azionisti italiani di ricucire lo strappo con il centrosinistra, e in particolare con il presidente in pectore Romano Prodi, causato dall’annuncio intempestivo dell’Operazione Gaucho, nella vacatio tra un governo e l’altro. Ed è il fronte politico-diplomatico quello che assorbe in questi giorni, e ancor più impegnerà nei prossimi, la compagine di controllo e i vertici della stessa Autostrade, nel lavoro preparatorio degli incontri ormai alle viste con il governo. Un compito, quello dell’apertura del tavolo con Palazzo Chigi, che sarà seguito dal presidente Gian Maria Gros-Pietro, anche se è probabile che il governo voglia incontrare anche gli azionisti di peso, a cominciare dai Benetton per finire ai catalani della Caixa e ai madrileni di Acs.
«Dobbiamo dare, e daremo, tutte le garanzie che ci verranno chieste» è la linea del gruppo controllato da Schemaventotto (oltre ai Benetton, Unicredit, Generali, Fondazione Crt) e presieduto da Gros-Pietro. Il quale di sicuro confermerà che dei 14 miliardi investimenti «ereditati» dalla Nuova Abertis, 11 riguardano l’Italia, ma potrebbe annunciare anche e soprattutto la disponibilità a investimenti ulteriori, ribadendo le parole spese a un convegno dei Ds ancor prima delle elezioni: «C’è disponibilità a fare di più - aveva detto in quell’occasione - considerateci una risorsa del Paese». Autostrade dovrebbe poi impegnarsi sul mantenimento dei livelli occupazionali, mentre in tema di governance e pariteticità la società dovrà chiarire a fondo i «pesi» nel nuovo vertice. Anche se la legge spagnola garantisce ad Autostrade il 25% dei posti.

Paola Pica


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Epicurion
May 9th, 2006, 09:41 AM
Venerdì il consiglio di amministrazione, Castellucci sarà amministratore delegato
Autostrade, altolà di Bersani e Visco
«La società aspetti il nuovo governo». A fine giugno le assemblee per la fusione

ROMA - Stop alla fusione di Autostrade con la spagnola Abertis fino a quando il nuovo governo non sarà «nella pienezza delle sue funzioni». È quanto ha sollecitato ieri il centrosinistra per bocca del responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani. E mentre il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, chiede la revoca della concessione, il sindacato Fegica-Cisl vorrebbe l’azzeramento dei vertici dell’Anas. Intanto venerdì prossimo il consiglio d’amministrazione di Autostrade, convocato sulla trimestrale, procederà alla sostituzione del consigliere dimissionario Giuseppe Guarino, probabilmente con l’amministratore di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, che potrebbe essere nominato a.d. della holding, al posto di Vito Gamberale. Questi per ora resterà consigliere, almeno fino all’assemblea straordinaria di Autostrade che sarà chiamata a dare il via libera alla fusione con Abertis e che dovrebbe tenersi tra il 26 e il 29 giugno.
Il condizionale è d’obbligo dopo l’uscita di Bersani: «È lecito aspettarsi - ha detto ieri - che la società Autostrade prima di ogni ulteriore decisione attenda che ci sia un governo nella pienezza delle sue funzioni. Cosa che, se tutto va come deve andare, avverrà fra breve. Ci dev’essere la possibilità di un confronto su tutta questa vicenda». D’accordo con Bersani, l’ex ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, che inoltre ha attaccato l’Anas: «La cosa più stravagante - ha sottolineato - è che si sia improvvisamente svegliata, rendendosi conto che era responsabile di tutte le cose che oggi vengono imputate a Autostrade». Per Visco, bisognerà vedere se l’operazione Abertis configura «una violazione rilevante».
Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, e in corsa per il ministero delle Infrastrutture, ha le «idee chiarissime» sulla fusione, ma non intende farle prevalere: «Dovranno far posto alle decisioni collegiali del governo» ha spiegato. Non aspetta di confrontarsi con l’esecutivo invece Diliberto per chiedere la revoca della concessione: «Il rapporto tra concedente e concessionario è un rapporto fiduciario - osserva -: se colui che riceve la concessione la dà ad altri, allora è necessario che il concedente, cioè l’Anas e quindi lo Stato italiano, rivalutino l’offerta». Un plauso, Diliberto lo riserva a Gamberale: «Ha svolto una battaglia interna per me molto giusta».
Dito puntato contro l’Anas invece per il sindacato dei gestori degli impianti di benzina autostradali, Fegica-Cisl: «I suoi dirigenti avrebbero dovuto esercitare la funzione di controllo che le norme attribuiscono». Per questo, si sostiene, il governo deve «sciogliere immediatamente il consiglio di amministrazione». Immediata la replica di Anas: «Fegica non rappresenta l’opinione delle organizzazioni confederali della Cisl deputate ai Trasporti e alla Funzione pubblica, né della segreteria generale di uno dei più importanti sindacati dei lavoratori». Infine nell’incontro tra Autostrade e le associazioni dei consumatori il gruppo avrebbe ammesso che esistono ritardi negli investimenti per 800 milioni, ma solo per «ritardi autorizzativi».

A. Bac.


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Epicurion
May 9th, 2006, 06:36 PM
9 maggio 2006
Benetton rassicura il Governo: «Non venderemo»
di Chiara Bussi

La famiglia Benetton, che attraverso Schemaventotto controlla Autostrade, rassicura il governo sulla fusione con la spagnola Abertis. «È giusto che l'operazione di Autostrade sia spiegata alla politica e al nuovo esecutivo e deve essere data sicurezza agli investimenti in Italia», afferma il presidente di Benetton Group Luciano Benetton a margine dell'Assemblea dei soci a Ponzano Veneto e dice di non avere «nessuna intenzione di vendere o perdere il controllo paritetico». A fornire sufficienti garanzie, sottolinea, sono gli accordi sulla governance del nuovo gruppo oltre al fatto che l'operazione consentirà alla società italiana un'espansione internazionale. «Il partner poteva essere francese o tedesco ma Abertis, socio di Autostrade già da cinque anni - prosegue Benetton - ha dimostrato di essere una società capace di crescere sui mercati».

Il matrimonio alla pari con gli spagnoli, ribadisce il numero uno di Benetton Group, non chiude però la porta all'ingresso di nuovi soci italiani nel capitale del gruppo che nascerà dalla fusione con Abertis. Un'operazione che «porterà vantaggi per gli italiani. Sarebbe riduttivo pensare il contrario». E tornando sulle polemiche scoppiate in seguito all'annuncio delle nozze, rileva che «in questi dieci giorni si è detto di tutto, ma il nostro marchio è sempre stato quello di imprenditori senza confini». Prende atto delle rassicurazioni il responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani: «Mi fa piacere - afferma -. Staremo a vedere, visto che questa operazione è avvenuta in una fase di interregno, forse capiremo di più. È necessario rivedere il ruolo dell'Anas: fa troppi mestieri».
Da parte loro le associazioni dei consumatori non sono ancora convinte. All'indomani dell'incontro con l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, l'Adusbef continua ancora a dubitare che il matrimonio alla pari sia una «vendita mascherata ad Abertis» e chiede un intervento urgente del futuro governo sul progetto di fusione.

Sul fronte giudiziario, intanto, è stato affidato al pm Perla Lori il fascicolo sulla fusione aperto sabato scorso, dopo l'accoglimento dell'esposto presentato dall'Adusbef sulle oscillazioni del titolo. Secondo quanto si è appreso gli inquirenti non hanno ancora previsto ipotesi di reato ma stanno propendendo verso quella di manipolazione del mercato e aggiotaggio. Le deleghe d'indagine alla Guardia di Finanza sono già state conferite. La valutazione sul reato su cui procedere continuerà nei prossimi giorni mentre si attende anche una relazione dellla Consob per avere chiarezza sul numero dei titoli Autostrade scambiati nelle diverse sessioni di mercato a cavallo dell'annuncio della fusione con Abertis.

Le perplessità di Astaldi. Sull'operazione mostra qualche perplessità il vicepresidente esecutivo di Astaldi Vittorio Di Paola. Autostrade detiene il 20% di Igli, azionista con il 15,5% di Impregilo che sta studiando l'ipotesi (perché per il momento solo di questo si tratta, come chiarito dallo stesso Di Paola) di un'integrazione con il gruppo di costruzioni romano. Un azionista con una forte presenza spagnola, mette però le mani avanti il manager, «potrebbe essere un problema. Qualunque operazione ha bisogno di unanimità e ho il dubbio che l'operazione spagnola possa creare problemi».


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Stranfiér
May 11th, 2006, 01:10 PM
Giovedì 11 Maggio 2006


Serenissima. Il presidente spiega le strategie: un’alleanza tra le concessionarie lungo il Corridoio 5
Autostrade, scatta il patto del Nord
Merlin: «Arrivano gli spagnoli, dobbiamo rafforzarci»
Il governatore: «Al Cipe un blitz vergognoso»
Galan furioso con Brancher «Difende la lobby dei privati»


Sulla Serenissima lo scontro, questa volta, è politico e vede protagonista in presidente della Giunta regionale Giancarlo Galan (vedi box) che si è scagliato contro l’ultima riunione del Cipe nella quale è stato dato il via libera al nuovo piano finanziario della Brescia-Padova. E in controluce emerge un rafforzamento dell’asse lombardo-veneto lungo il Corridoio 5 che ha tra i protagonisti anche imprenditori bresciani come Mario Rino Gambari, socio privato di Serenissima, l’autostrada Serravalle dove ha una fortissima partecipazione la Provincia di Milano, il sottosegretario alle Riforme Aldo Brancher (uscente) e il potente uomo delle autostrade Marcellino Gavio.
Ma la novità non è soltanto il fatto che Serenissima sia ormai lanciata verso un prolungamento della concessione fino al 2036 sulla base di un piano finanziario da 3,5 miliardi di euro che prevede anche la Valdastico nord. L’altro elemento di novità è che sta nascendo il blocco autostradale del Nord. Come? Con la Confederazione Autostrade, presieduta così come Serenissima dal veronese Aleardo Merlin e che riunisce Autobrennero, Cisa, Autostrade Centro Padane, Venezia-Padova, Torino-Piacenza e Milano-Serravalle. Quest’ultima si è aggiudicata, entrando così nel board dei soci di Serenissima, il 5,2% di azioni dell’A4 messe in vendita dalla Provincia di Milano, sborsando oltre 70 milioni di euro. E trattandosi di una società controllata proprio da chi ha messo in vendita le quote (la Provincia di Milano detiene quasi il 38% della Serravalle) lo statuto non prevede che gli altri soci possano esprimere diritto di prelazione.
Detto questo, è chiaro il progetto di riunire in un patto sempre più stretto tutti i soci che corrono sull’asse Lombardo Veneto per arrivare probabilmente a uno sbarco in Borsa e creare non solo un polo autostradale del Nord Est, ma del Lombardo-Veneto come strategia difensiva di fronte all’arrivo di competitors stranieri. Lo conferma lo stesso presidente Aleardo Merlin: «Di fronte alle iniziative di grandi colossi come la spagnola Abertis che punta alla fusione con Autostrade per l’Italia, dobbiamo rafforzarci e attrezzarci».
Ma Serenissima ha già avuto sentore di attacchi da parte di colossi stranieri?
«Finora no, per fortuna», dice Merlin, «ma teniamo conto che se gli spagnoli di Abertis entrano in Autostrade per l’Italia vuol dire che diventano soci della Bologna-Padova e della Venezia-Belluno, quindi entrano anche nel nostro territorio. Se poi ricordiamo che Autostrade è socia di Autovie venete, significa che ci ritroveremo i signori di Barcellona seduti nel consiglio di amministrazione. Ecco quindi l’urgente necessità di fare massa critica, e lo strumento c’è: la Confederazione».
Ma come replica la Brescia Padova all’attacco di Galan? La Serenissima si è affidata a un comunicato, nel quale ricorda indirettamente al presidente della Regione che l’altro ieri al Cipe si è concluso un iter in piedi da mesi e non certo improvvisato.
«La revisione del Piano finanziario della Società Brescia-Padova avviene dopo 5 anni dall’approvazione della convenzione tra concedente e concessionario, come prevede la normativa. Il Piano, che non prevede alcun contributo a carico dello Stato, è stato approvato in prima battuta dall’Anas il 20 febbraio 2006, già in forte ritardo rispetto alla scadenza del primo quinquennio, prevista in data 31 dicembre 2004. Nell’occasione, è stata decisa la rideteminazione della scadenza della concessione dal 2013 al 2036. L’Avvocatura Generale dello Stato e, successivamente una direttiva del Ministro delle Infrastrutture del 9 dicembre 2005, sostengono infatti che il prolungamento è un atto dovuto. Non si tratta giuridicamente di una proroga ma di una rideterminazione ab origine della scadenza, basata sul fatto che viene inserita nel piano finanziario, dietro formale richiesta del Ministero e di Anas, la Valdastico Nord, già in concessione alla Brescia-Padova ancor prima dell’entrata in vigore delle direttive europee del 1993, ma mai computata nel piano finanziario».
«Va infine precisato», conclude la nota, «che la Valdastico Nord è inserita nel principale strumento di programmazione nazionale, cioè nel Dpef 2006-2009, approvato il 15 luglio 2005. Il 24 novembre 2005 la Conferenza unificata ha sancito l’intesa con le due regioni coinvolte (il Veneto, appunto-ndr) e le province autonome di Trento e Bolzano. A fine marzo il Cipe ha dato poi il via libera a tutte le opere previste dal Dpef, inclusa la Valdastico Nord, inserendole nella legge obiettivo».



Giancarlo Galan era uscito dalla basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, dove aveva partecipato ai funerali di Stato per l’alpino veronese Manuel Fiorito con la cartellina dei documenti sottobraccio: come presidente della Regione Veneto era stato convocato di tutta fretta al Cipe, con il premier uscente Silvio Berlusconi presente, per una seduta dove si è trovato faccia a faccia «con il parlamentare Aldo Brancher che si dava un gran daffare per garantire il numero legale».
Galan si aspettava, come ha dichiarato in un’intervista al Mattino di Padova, di discutere dei progetti per la tangenziale di Cortina, «ma di Cortina non si è praticamente parlato, sebbene fosse l’unico punto ufficialmente all’ordine del giorno».
Quindi? «Quindi mi pare semplicemente vergognoso che un governo in scadenza decida con un blitz inqualificabile, a tempo abbondantemente scaduto, i destini delle infrastrutture del Veneto senza che la Regione sia minimamente coinvolta. Anzi, mi hanno messo davanti al fatto compiuto».
La questione però era sul tappeto da tempo. «Ma subdolamente questo governo in scadenza l’ha inserita senza alcun preavviso. E la proroga della concessione arriva con l’alibi del completamento dell’A31 da Piovene Rocchette a Trento. Ma lo sapete che non se ne discute più da anni? Ma lo sapete che la Regione Trentino è contraria e non ha inserito la A 31 Valdastico nei suoi piani dei trasporti?». Galan poi mette Brancher, sottosegretario alle Riforme, nel mirino: «Non dovrebbe entrarci per nulla, invece dell’indegna sceneggiata dell’ultimo Cipe è stato il gran cerimoniere. Mi pare chiaro che la potentissima lobby dei padroni delle autostrade, dei Gambari e dei Gavio ha vinto una volta ancora. E Gambari con i suoi alleati potrà lucrare riccamente il suo investimento su Serenissima, perché con la proroga della concessione la società è quotabile in Borsa».
Galan conclude amaro: «Rilevo che una lobby potente ha saputo lavorare sotto traccia per mesi e mesi, assestando infine un colpo da maestro. Mi viene da restituire qualsiasi tessera, sono nauseato».




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-{ Rick }-
May 23rd, 2006, 10:49 PM
Da "La Repubblica" :

Autostrade, dopo lettera Di Pietro, rinviata fusione con Abertis


ROMA - Le nozze annunciate tra Autostrade e Abertis restano in sospeso. Almeno fino al 16 giugno prossimo, in attesa delle indicazioni del governo che ha chiesto, con una lettera inviata dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro al presidente Gian Maria Gros-Pietro, di "differire le deliberazioni sulla fusione". La notizia arriva a sorpresa al termine del cda quando la società in una nota annuncia di aver riconvocato, per il 16 giugno, il consiglio d'amministrazione, precisando di attendere eventuali indicazioni dalle "istituzioni" per sottoporle all'assemblea, comunque convocata per il 28 giugno (il 30 in seconda convocazione).

Il cda "ha preliminarmente preso atto della lettera", si legge nella nota, spiegando che Di Pietro, "in attesa di 'ogni elemento utile per una valutazione appropriata degli esatti termini dell operazione', invitava a valutare l'opportunità di un differimento di ogni deliberazione dell'operazione' Autostrade-Abertis". Il cda ha così deciso di "offrire ad Anas e ai governi interessati, italiano e spagnolo, ogni chiarimento che dovesse essere richiesto in ordine alla conoscenza completa dell'operazione". E di "riconvocarsi per il 16 giugno per valutare le indicazioni che nel frattempo dovessero essere fornite dalle Istituzioni, da eventualmente sottoporre all'assemblea dei soci".

Il board di Autostrade ha inoltre messo la parola 'fine' al capitolo Gamberale, con la presa d'atto dell'uscita definitiva, dopo 6 anni, del manager, come comunicato dalla stessa società domenica scorsa. Gamberale lo scorso 2 maggio si è visto infatti ritirare le deleghe di amministratore delegato dallo stesso cda, a motivo della sua espressa contrarietà all'operazione Abertis. Operazione che viene invece difesa a spada tratta dal presidente di Aiscat, Fabrizio Palenzona, nonché vice presidente di Unicredit.

[...]



L'articolo completo qui :

http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/economia/autostrade-grande-fusione/di-pietro-lettera/di-pietro-lettera.html

Pavlvs
May 24th, 2006, 12:55 AM
Di Pietro, fino ad oggi, è il portabandiera di questo governo.
Prima il brusco altolà a quel chiacchierone del ministro dei trasporti Bianchi, ricordandogli che il Ponte sullo Stretto è competenza del Ministero delle Infrastrutture, poi questo altolà alla svendita di Autostrade.

Ottimo.

Eleinad
December 4th, 2006, 12:06 PM
04 dic 10:45
Autostrade: Castellucci, "Abertis pensa seriamente stop a fusione"

COURMAYEUR - La societa' spagnola Abertis sta "seriamente" considerando la possibilita' di rinunciare alla fusione con Autostrade. Lo ha detto l'amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci. (Agr)


http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={F047473E-FD59-4D91-B1AD-01F970E42476}

Ma Castellucci è già a Courmayeur a fare il ponte?

Nicux
December 8th, 2006, 04:04 PM
L’ad Castellucci: scommetto poco sull’operazione. Il titolo perde quota
Cda convocato di nuovo il 13 dicembre. Di Pietro: È possibile una ripresa del dialogo

LA FUSIONE tra Autostrade e Abertis è «oggettivamente a rischio». L’ad della società Giovanni Castellucci lo dice chiaramente e il titolo a Piazza Affari chiude in flessione dell’1,63%. Nonostante i timidi segnali di apertura lanciati ieri dal ministro Antonio Di Pietro. Intanto, il consiglio di amministrazione di Autostrade è stato nuovamente convocato per il prossimo 13 dicembre, prima dell’assemblea degli azionisti, per prendere decisioni «definitive» dopo le decisioni del Tar, che ha rigettato i ricorsi d’urgenza presentati dalle società. Castellucci ha lanciato un invito a «cercare una soluzione con lo strumento della concertazione». Il ministro delle Infrastrutture Di Pietro ha risposto che «è possibile una ripresa del dialogo», ma chiarisce: «Con questa apertura non metteremo una pietra sul passato. Per tutto ciò che è avvenuto finora ci riserviamo di valutare eventuali inadempimenti in tutte le sedi e nei confronti di tutti». Si riapre anche il confronto con l’Anas, che si è vista confermare dal Tar il potere di autorizzare l’operazione. La società intanto ha mandato nuove informazioni e l’Anas ha convocato per oggi una riunione straordinaria del cda. Al centro del confronto due temi che si intrecciano: la riforma delle concessioni autostradali che introduce nuove regole considerate da Autostrade ed Abertis un ostacolo alla fusione, e la procedura di valutazione dell’operazione da parte appunto dell’Anas. L’ad Castellucci non usa mezzi termini: «L’operazione è oggettivamente a rischio, non sono in grado di indicare quante probabilità ci sono di concludere la fusione. Immediata la reazione negativa dei mercati. Il titolo è piombato giù di oltre il 2%, poi in chiusura ha segnato un prezzo di riferimento di 22,93, euro in flessione dell’1,63%. Il progetto, ha spiegato l’ad è «a rischio per due motivi: la mancanza di una autorizzazione dell’Anas e la riforma delle concessioni, che ha fatto saltare tutte le basi contrattuali e rende incerto il valore della nostra concessione. In queste condizioni - ha concluso - è davvero difficile prendere una decisione finale, soprattutto da parte degli spagnoli». Che martedì hanno acquisito una quota del 32% in Eutelsat, e così «già stanno guardando un pochino altrove. Hanno altre alternative, come ne abbiamo anche noi». Autostrade «ha una capacità di indebitamento ulteriore per investimenti e acquisizioni di circa 6-8 miliardi».

Eleinad
December 13th, 2006, 12:27 PM
Non esclusa un'intesa per il futuro Autostrade-Abertis, stop alla fusione La decisione del Cda del gruppo italiano: «Impossibilità di procedere»

ROMA - Il cda di Autostrade ha deciso di bloccare la fusione con la spagnola Abertis «per impossibilità di procedere». Di conseguenza, riferisce una nota, agli azionisti di Autostrade verrà proposto di non deliberare in assemblea sul dividendo straordinario.
I gruppi Autostrade e Abertis «auspicano che in futuro si possano ricreare le condizioni per riconsiderare il progetto di fusione, e a tal fine, intendono proseguire congiuntamente nell'azione e nel dialogo a livello istituzionale», comunicano le società dopo la riunione del cda.
13 dicembre 2006


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/12_Dicembre/13/autostrade.shtml

Pavlvs
December 13th, 2006, 01:14 PM
GODO

ramloc06
December 14th, 2006, 11:15 AM
Che bella notizia