Sonic from Padova
June 14th, 2006, 06:19 PM
Aeroporto di Ancona
Il fenomeno di un mercato globale allargato da un punto di vista economico, culturale e politico ha determinato negli ultimi decenni lo sviluppo esponenziale del numero di flussi di traffico. Per rispondere all’esigenza di rapidità e frequenza che alcune attività impongono, il mezzo aereo si è andato sempre più sviluppando dalla iniziale configurazione di “lusso per pochi”, traducendosi in sistema di spostamento per molti, con conseguenti processi di crescita, che hanno portato ad una concezione rinnovata dello spazio-aeroporto, a nuovi tipi edilizi e a una diversa mobilità urbana.
Il sistema e l’uso dell’aereo modifica tanto la percezione quanto l’uso che noi facciamo dello spazio, infatti a dispetto di morfologie diverse, complesse e irregolari, tutte le aree edificate rispondono comunque a un principio di organizzazione spaziale, dove l’aeroporto di un tempo ne occupava le zone marginali con attività annesse anch’esse marginali. Ma cosa succede quando, come nel momento attuale, si assiste ad un incremento del traffico aereo che porta a riorganizzare non solo la mobilità nei cieli, ma anche e soprattutto quella negli aeroporti? L’offerta vasta e consistente, messa in gioco dai principali attori del trasporto aereo mondiale, se da un lato ha concesso agli utenti una capillarità del servizio, dall’altro ha costituito un problema di riorganizzazione della mobilità nei cieli, e al contempo ha incarnato negli aeroporti minori un volàno di sviluppo regionale che per questa ed altre ragioni li ha visti collocati nella città in maniera differente, creando multiformi effetti di centralità tesi ad occupare gli spazi in maniera caratteristica, coagulando funzioni ed innescando complesse fasi di crescita urbana.
Al momento attuale non ci stupiamo più di vedere operare una miriade di piccole compagnie aree che, lavorando con velivoli da 30 a 90 posti, trasportano da piccoli-medi aeroporti regionali italiani decine di migliaia di passeggeri verso i maggiori scali europei e mondiali, una modalità di circolazione questa che fa muovere sulla città una rete di aree di spostamento, dalla struttura al contempo orizzontale e verticale, che si differenziano in funzione della velocità e del mezzo di locomozione. Più che dettare usi cogenti e univoci, bisogna dunque immaginare e descrivere i comportamenti compatibili; più che definire le quantità dell’intervento attraverso la logica degli standards, occorre operare per il riconoscimento delle qualità sottese agli usi che si ipotizzano come legittimi.
A questo proposito, un’occasione di confronto che mi sembra della massima importanza nel quadro nazionale ed estremamente stimolante per gli sviluppi futuri che ne deriveranno è quella rappresentata dal fenomeno “voli low-cost” in virtù del quale sono stati ristrutturati diversi piccoli/medi aeroporti nel corso degli ultimi dieci anni, come quelli delle significative esperienze di Ancona, Olbia e Bolzano che andiamo a presentare in questa succinta rassegna e che svolgono un ruolo determinante, in questo delicato momento di trasformazione dello scenario progettuale/realizzativo italiano, di volàno per il passaggio regionale e di rara attuazione ad un concreto processo di progettazione e realizzazione a breve, economica e di qualità.
Le tipicità progettuali
Nel progettare un piccolo/medio aeroporto è richiesta all’architetto una particolare semplificazione delle complesse relazione che intercorrono tra aeromobili, passeggeri, bagagli, merce, trasporto terrestre, tecnologie ed ambiente, infatti una piccola/media aerostazione efficace ed efficiente è al momento attuale caratterizzata non solo dall’efficienza operativa/commerciale e dalla sicurezza, ma anche e soprattutto dalla semplicità d’utilizzo, risparmio economico, flessibilità delle strutture e sostenibilità ambientale. Gli aspetti della progettazione di una piccola/media aerostazione passeggeri devono in queste strutture essere il più possibile integrati per garantire risparmio economico, efficienza operativa, e soddisfazione di passeggeri e compagnie aeree. Imponendo oltretutto, e finalmente, la rinnovata assunzione di una relazione stretta e totalmente integrata tra architettura e ingegneria quale fattore imprescindibile per la corretta impostazione di tutti gli aspetti progettuali e assolutamente necessario per la buona riuscita delle fasi esecutivo/realizzative. Vediamo ora tre aspetti specifici ma fortemente caratterizzanti la progettazione di una piccola aerostazione:
- il layout dei piccoli terminal, spesso disposto su un solo piano per facilità di orientamento dei passeggeri, porta nelle maggior parte dei casi la sala arrivi e partenze a ridosso del piazzale di sosta per gli aeromobili, consentendo più efficaci e dirette operazioni di imbarco;
- al livello inferiore, nella maggior parte degli esempi, vengono localizzati in genere locali tecnici e galleria impianti, bagagli in partenza, mezzi di rampa, pronto soccorso, infermeria, uffici addetti ai mezzi di rampa, corpi centrale, spogliatoi, depositi e vani tecnici, bagagli in arrivo;
- quando il layout è su due piani in genere il piano superiore è destinato ad ospitare funzioni assimilabili al terziario che escludono la necessità di accesso da parte dei camion. Inoltre si tende negli ultimi tempi ad un approccio progettuale basato su efficienza energetica e spazi interni ad alto livello di comfort ambientale, attraverso lo studio delle caratteristiche microclimatiche e geografiche dei siti oggetto di intervento, ottimizzando le potenzialità in termini di sfruttamento solare attivo e passivo offerte dall’ambiente circostante, al fine di ridurre al minimo gli impianti necessari per la climatizzazione e soprattutto per l’illuminazione degli edifici.
Ad esempio, vetri speciali usati ampiamente non solo permettono l’illuminazione naturale ed un buon controllo termico, ma garantiscono anche un ottimo controllo acustico.
Lavori di ampliamento di piccole aerostazioni e progetti di sostituzione di una struttura inoltre richiedono un’attenta e minuziosa pianificazione delle fasi di progettazione e delle diverse interfaccia in modo da ridurre al minimo gli impatti funzionali garantendo l’efficienza costruttiva.
Questo genere di aerostazioni passeggeri infatti non viene concepita come struttura permanente, ma tende ad un cambiamento veloce nel tempo. Per questo è necessario anche un approccio nella progettazione di tali strutture in modo da ridurre al minimo i rischi ed i costi di eventuali trasformazioni e riassetti. Infine, una delle problematiche principali che si affrontano negli ampliamenti di questi piccoli/medi aeroporti è la ripianificazione di strade d’accesso ed infrastrutture di trasporto adeguate e con il minimo impatto ambientale: quali ferrovie, metropolitane, tramvie, autobus elettrici e parcheggi di scambio.
http://www.buildinginitaly.com/rf/321_426/2i.jpg
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Il fenomeno di un mercato globale allargato da un punto di vista economico, culturale e politico ha determinato negli ultimi decenni lo sviluppo esponenziale del numero di flussi di traffico. Per rispondere all’esigenza di rapidità e frequenza che alcune attività impongono, il mezzo aereo si è andato sempre più sviluppando dalla iniziale configurazione di “lusso per pochi”, traducendosi in sistema di spostamento per molti, con conseguenti processi di crescita, che hanno portato ad una concezione rinnovata dello spazio-aeroporto, a nuovi tipi edilizi e a una diversa mobilità urbana.
Il sistema e l’uso dell’aereo modifica tanto la percezione quanto l’uso che noi facciamo dello spazio, infatti a dispetto di morfologie diverse, complesse e irregolari, tutte le aree edificate rispondono comunque a un principio di organizzazione spaziale, dove l’aeroporto di un tempo ne occupava le zone marginali con attività annesse anch’esse marginali. Ma cosa succede quando, come nel momento attuale, si assiste ad un incremento del traffico aereo che porta a riorganizzare non solo la mobilità nei cieli, ma anche e soprattutto quella negli aeroporti? L’offerta vasta e consistente, messa in gioco dai principali attori del trasporto aereo mondiale, se da un lato ha concesso agli utenti una capillarità del servizio, dall’altro ha costituito un problema di riorganizzazione della mobilità nei cieli, e al contempo ha incarnato negli aeroporti minori un volàno di sviluppo regionale che per questa ed altre ragioni li ha visti collocati nella città in maniera differente, creando multiformi effetti di centralità tesi ad occupare gli spazi in maniera caratteristica, coagulando funzioni ed innescando complesse fasi di crescita urbana.
Al momento attuale non ci stupiamo più di vedere operare una miriade di piccole compagnie aree che, lavorando con velivoli da 30 a 90 posti, trasportano da piccoli-medi aeroporti regionali italiani decine di migliaia di passeggeri verso i maggiori scali europei e mondiali, una modalità di circolazione questa che fa muovere sulla città una rete di aree di spostamento, dalla struttura al contempo orizzontale e verticale, che si differenziano in funzione della velocità e del mezzo di locomozione. Più che dettare usi cogenti e univoci, bisogna dunque immaginare e descrivere i comportamenti compatibili; più che definire le quantità dell’intervento attraverso la logica degli standards, occorre operare per il riconoscimento delle qualità sottese agli usi che si ipotizzano come legittimi.
A questo proposito, un’occasione di confronto che mi sembra della massima importanza nel quadro nazionale ed estremamente stimolante per gli sviluppi futuri che ne deriveranno è quella rappresentata dal fenomeno “voli low-cost” in virtù del quale sono stati ristrutturati diversi piccoli/medi aeroporti nel corso degli ultimi dieci anni, come quelli delle significative esperienze di Ancona, Olbia e Bolzano che andiamo a presentare in questa succinta rassegna e che svolgono un ruolo determinante, in questo delicato momento di trasformazione dello scenario progettuale/realizzativo italiano, di volàno per il passaggio regionale e di rara attuazione ad un concreto processo di progettazione e realizzazione a breve, economica e di qualità.
Le tipicità progettuali
Nel progettare un piccolo/medio aeroporto è richiesta all’architetto una particolare semplificazione delle complesse relazione che intercorrono tra aeromobili, passeggeri, bagagli, merce, trasporto terrestre, tecnologie ed ambiente, infatti una piccola/media aerostazione efficace ed efficiente è al momento attuale caratterizzata non solo dall’efficienza operativa/commerciale e dalla sicurezza, ma anche e soprattutto dalla semplicità d’utilizzo, risparmio economico, flessibilità delle strutture e sostenibilità ambientale. Gli aspetti della progettazione di una piccola/media aerostazione passeggeri devono in queste strutture essere il più possibile integrati per garantire risparmio economico, efficienza operativa, e soddisfazione di passeggeri e compagnie aeree. Imponendo oltretutto, e finalmente, la rinnovata assunzione di una relazione stretta e totalmente integrata tra architettura e ingegneria quale fattore imprescindibile per la corretta impostazione di tutti gli aspetti progettuali e assolutamente necessario per la buona riuscita delle fasi esecutivo/realizzative. Vediamo ora tre aspetti specifici ma fortemente caratterizzanti la progettazione di una piccola aerostazione:
- il layout dei piccoli terminal, spesso disposto su un solo piano per facilità di orientamento dei passeggeri, porta nelle maggior parte dei casi la sala arrivi e partenze a ridosso del piazzale di sosta per gli aeromobili, consentendo più efficaci e dirette operazioni di imbarco;
- al livello inferiore, nella maggior parte degli esempi, vengono localizzati in genere locali tecnici e galleria impianti, bagagli in partenza, mezzi di rampa, pronto soccorso, infermeria, uffici addetti ai mezzi di rampa, corpi centrale, spogliatoi, depositi e vani tecnici, bagagli in arrivo;
- quando il layout è su due piani in genere il piano superiore è destinato ad ospitare funzioni assimilabili al terziario che escludono la necessità di accesso da parte dei camion. Inoltre si tende negli ultimi tempi ad un approccio progettuale basato su efficienza energetica e spazi interni ad alto livello di comfort ambientale, attraverso lo studio delle caratteristiche microclimatiche e geografiche dei siti oggetto di intervento, ottimizzando le potenzialità in termini di sfruttamento solare attivo e passivo offerte dall’ambiente circostante, al fine di ridurre al minimo gli impianti necessari per la climatizzazione e soprattutto per l’illuminazione degli edifici.
Ad esempio, vetri speciali usati ampiamente non solo permettono l’illuminazione naturale ed un buon controllo termico, ma garantiscono anche un ottimo controllo acustico.
Lavori di ampliamento di piccole aerostazioni e progetti di sostituzione di una struttura inoltre richiedono un’attenta e minuziosa pianificazione delle fasi di progettazione e delle diverse interfaccia in modo da ridurre al minimo gli impatti funzionali garantendo l’efficienza costruttiva.
Questo genere di aerostazioni passeggeri infatti non viene concepita come struttura permanente, ma tende ad un cambiamento veloce nel tempo. Per questo è necessario anche un approccio nella progettazione di tali strutture in modo da ridurre al minimo i rischi ed i costi di eventuali trasformazioni e riassetti. Infine, una delle problematiche principali che si affrontano negli ampliamenti di questi piccoli/medi aeroporti è la ripianificazione di strade d’accesso ed infrastrutture di trasporto adeguate e con il minimo impatto ambientale: quali ferrovie, metropolitane, tramvie, autobus elettrici e parcheggi di scambio.
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