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Stranfiér November 3rd, 2006, 12:06 PM Il grande plastico che descrive Vema, la città nuova
25/10/2006 - L’allestimento del Padiglione Italiano alla 10° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia curato da Franco Purini con Nicola Marzot, Margherita Petranzan e Livio Sacchi diventa l’occasione per rileggere un percorso progettuale sul tema della città di fondazione e sul ruolo che oggi l’architettura può rivestire nel disegno del territorio.
Situata all’incrocio dei due corridoi europei Lisbona-Kiev e Berlino-Palermo tra le province di VErona e MAntova, VEMA si presenta come una città innovativa, utopica ed al contempo ideale.
Il grande plastico, realizzato in poco più di un mese dal DIAPReM dell’Università di Ferrara, identifica un momento importante dell’allestimento del Padiglione perché unifica le diverse espressioni progettuali e permette di comprendere e di rendere accessibile a tutti il potere rappresentativo del masterplan e del disegno architettonico.
Le metodologie di prototipazione rapida, la tecnologia informatica e l’innovazione di processo permettono oggi di produrre in breve tempo da diversi sorgenti digitali di modellazione CAD una descrizione solida coerente dello spazio urbano, secondo un’antica tradizione che vede nella costruzione del modello un primo tentativo di imitazione e di simulazione concreta dell’atto fondativo dell’architettura e della città.
Questo articolo è dedicato a raccontare tutta la storia della creazione del plastico, attraverso le oltre seicento formelle che lo compongono, che possono in qualche modo identificare ciascuna altrettante vicende umane, critiche e tecniche.
Il masterplan
Il lavoro di fondazione progettuale di VEMA, iniziato con un tracciato urbano proposto da Franco Purini sulla base di alcuni suoi schizzi, è ripercorribile attraverso alcune fasi qui di seguito sintetizzate. Dopo una accurata verifica delle funzioni necessarie a una città, da organizzare secondo un modello organico e stratificato diverso da quello dello zoning sono stati distribuiti sulla sua struttura insediativa, definita da una matrice quadrata di 204x204 m, gli edifici destinati a ospitarle.
In una fase ulteriore, l’elemento insediativo primario è stato precisato in una “quadra” composta da nove isolati di 120x120 metri l’uno. Tale modifica ha reso lo schema insediativo più articolato e soprattutto più complesso, consentendo una maggiore commistione tra le varie destinazioni d’uso. In questa fase della progettazione è stato importante definire il rapporto tra la forma urbana e le infrastrutture. È stata esaminata una vasta gamma di possibilità fino alla scelta di predisporre, oltre alla rete stradale che alimenta il tessuto, raccordata da un anello viario perimetrale, tre barre infrastrutturali che solcano longitudinalmente il rettangolo.
Esse contengono il trasporto pubblico meccanizzato e terminano in torri/testate di servizio. Un altro momento decisivo per la progettazione della città è stata la messa a punto del sistema delle aree verdi. Si tratta di un grande vuoto centrale a forma di croce che contiene un lago, aree destinate a parco e il centro di produzione dell’energia. Quest’ultimo è pensato come un vero e proprio “giardino tecnologico”, dotato di innovativi dispositivi fotovoltaici ed eolici che garantiscono l’autosufficienza della città nella chiave di una sostenibilità non intesa solo sul piano tecnico, ma anche su quello della qualità ambientale e architettonica.
Dopo un ulteriore lavoro sul “modello direttore” VEMA è stata gradualmente “deposta” sul suo sito. Questa delicata operazione ha comportato l’incorporazione di una serie di tracce
territoriali nonché la redazione definitiva dello schema insediativo più contenuto per ragioni di scala rispetto a quello di partenza, iscritto in un rettangolo aureo di 3720x2300 metri. Gli isolati sono stati ridotti fino a diventare di 72x72 metri e la trama viaria è stata oggetto di un approfondimento suddividendosi in strade di sezioni rispettivamente di 12, 18 e 24 metri. A questa trama si è sovrapposto un sistema di canali che si collegano al Mincio e al Po ampliando le possibilità di trasporto e di percorrenza nella città.
Per concludere, il lavoro di fondazione, per tutto il suo lungo percorso, è stato rivolto a sondare le possibilità e le ragioni di esistenza di una città nuova che vivrà nel 2026.
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_1.jpg?166,0382
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_7.jpg?713,3251
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_8.jpg?200,5688
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_11.jpg?207,832
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_12.jpg?315,3149
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_13.jpg?595,3442
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_21.jpg?268,684
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_22.jpg?855,1098
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_23.jpg?482,2918
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_14.jpg?657,5237
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_18.jpg?945,4266
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_24.jpg?473,7469
Pavlvs November 3rd, 2006, 12:11 PM Bel lavoro.
Ma Vema si realizzerà col tempo.
E' scritto nella Storia che lì dove si incontrano le vie commerciali si sviluppano grandi città.
Della Vema di Purini, che mi ricorda Stalingrado, non saprei cosa farmene.
GENIUS LOCI November 3rd, 2006, 12:14 PM Come la favoleggiata Mi-To di un tempo (non l'alleanza strategica, ma una nuova città tra Milano e Torino)?
Quante possibilità ci sono che venga realizzata su una scala tra 0 e 100? 0.00000000000000001 o 0.00000000000000002? :)
Comunque è un bel progetto a vederlo così... mi ricorda vagamente il piano per Tokyo 1960 di Kenzo Tange (che non fu mai realizzato, infatti)
Aggiungiamoci che città ex-novo (a parte Latina e Sabaudia nel ventennio) in Italia non si costruiscono da centinaia di anni... siamo mica l'America
Sonic from Padova November 3rd, 2006, 12:34 PM Sogni! Sogni! Sogni!
Ricorda tanto quei numerosi masterplan di Le Courbusier.
E poi domanda....ma ci sono spazi liberi tra Verona e Mantova per costruire tutto ciò? :)
Super Tim November 3rd, 2006, 02:13 PM Il grande plastico che descrive Vema, la città nuova
[...]
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_12.jpg?315,3149
[...]Bel lavoro. Le linee tracciate ricordano molto Tange, è vero. D'impatto anche la suddivisione dei livelli veicolari che originano e muoiono in una spirale quasi dantesca.
Questo angolino però IMHO lo ascrivo tra i peggiori incubi metropolitani moderni: una sorta di Stiftung Denkmal berlinese per viventi?
felis November 4th, 2006, 11:16 AM http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_1.jpg?166,0382
Uh, grazie per aver postato foto della mia facoltà. ^^ Se volete altre info questo articolo è molto ben fatto ( La città nuova. Italia-Y-26 (http://www.infobuild.it/mecgi/drv?tlHome&mod=modUniversitaSheet&IDMENU=48&MENU_INDEX=4&UID=36933) ) mentre cliccando su Marcello Balzani (http://www.padiglioneitaliano.org/forum) potete ascoltare l'intervista al capo dei nostri labs.. e curatore del plastico. Fra i presenti, anche Pietro Valle, Nicola Marzot e Iotti&Paravani insegnano alla Facoltà di Architettura di Ferrara.
Su VEMA in sè... delirio vuoto, di chi non può intervenire sulla realtà e nemmanco la capisce. Non ci sono parole per chi presenta un progetto simile come *sostenibile* ed a *misura d'uomo*, una città con densità miserrima e con un consumo di suolo idiota (che si sa, in Italia c'è n'è tanto.. abbiamo le praterie, perché non cementificare altro suolo agricolo??). :bash: Del resto per Purini l'ecologia fa rima col cemento mangiasmog (http://www.archiwatch.it/2006/11/01/purini-in-salsa-picada-quando-lo-sponsor-passa-a-riscuotere.html), nel suo padiglione (http://www.archiwatch.it/2006/09/02/purini-mensor-e-i-saranno-famosi-alla-biennale-06.html). Sic.
area00 November 4th, 2006, 12:29 PM Uh, grazie per aver postato foto della mia facoltà. ^^ Se volete altre info questo articolo è molto ben fatto ( La città nuova. Italia-Y-26 (http://www.infobuild.it/mecgi/drv?tlHome&mod=modUniversitaSheet&IDMENU=48&MENU_INDEX=4&UID=36933) ) mentre cliccando su Marcello Balzani (http://www.padiglioneitaliano.org/forum) potete ascoltare l'intervista al capo dei nostri labs.. e curatore del plastico. Fra i presenti, anche Pietro Valle, Nicola Marzot e Iotti&Paravani insegnano alla Facoltà di Architettura di Ferrara.
Su VEMA in sè... delirio vuoto, di chi non può intervenire sulla realtà e nemmanco la capisce. Non ci sono parole per chi presenta un progetto simile come *sostenibile* ed a *misura d'uomo*, una città con densità miserrima e con un consumo di suolo idiota (che si sa, in Italia c'è n'è tanto.. abbiamo le praterie, perché non cementificare altro suolo agricolo??). :bash: Del resto per Purini l'ecologia fa rima col cemento mangiasmog (http://www.archiwatch.it/2006/11/01/purini-in-salsa-picada-quando-lo-sponsor-passa-a-riscuotere.html), nel suo padiglione (http://www.archiwatch.it/2006/09/02/purini-mensor-e-i-saranno-famosi-alla-biennale-06.html). Sic.
Anch'io sono un "ferrarese"! Di chi è il progetto di 'sta roba? Di Marzot veramente? Mi aspettavo di più... :(
felis November 4th, 2006, 12:41 PM Anch'io sono un "ferrarese"! Di chi è il progetto di 'sta roba? Di Marzot veramente? Mi aspettavo di più... :(
No, ma Marzot è il primo collaboratore di Purini sia per la mostra che per il catalogo.. ovviamente penso nessuno abbia gli elementi per affermare con sicurezza da chi venga questa o quella idea del masterplan di VEMA, la direzione/responsabilità comunque è tutta di Purini. :ohno:
"Ferrarese" anche tu? :) Bentrovato! Che anno, come ti trovi?!
urbane November 4th, 2006, 07:06 PM Su VEMA in sè... delirio vuoto, di chi non può intervenire sulla realtà e nemmanco la capisce. Non ci sono parole per chi presenta un progetto simile come *sostenibile* ed a *misura d'uomo*, una città con densità miserrima e con un consumo di suolo idiota (che si sa, in Italia c'è n'è tanto.. abbiamo le praterie, perché non cementificare altro suolo agricolo??). :bash: Del resto per Purini l'ecologia fa rima col cemento mangiasmog (http://www.archiwatch.it/2006/11/01/purini-in-salsa-picada-quando-lo-sponsor-passa-a-riscuotere.html), nel suo padiglione (http://www.archiwatch.it/2006/09/02/purini-mensor-e-i-saranno-famosi-alla-biennale-06.html). Sic.
:applause: :applause:
Mi ricorda un po` un incubo Le Corbuseriano. Ma non abbiamo imparato niente negli ultimi 40 anni ?
Nadir October 8th, 2007, 02:30 PM Al tg regionale Lombardia è stato mostrato un servizio riguardante la costruzione di una città di 30.000 abitanti situata tra Venona e Mantova, il progetto è curato da Purini.
http://www.arcomai.it/index.asp?id=post_365657
Chi ne sa qualcosa parli!!! Anche se per adesso è solo una proposta, il progetto è davvero molto interessante.......
GENIUS LOCI October 8th, 2007, 02:34 PM Se ne era già parlato tempo fa: il progetto era stato presentato alla biennale di venezia
Comunque è pura utopia... e per fortuna, aggiungo
Nadir October 8th, 2007, 06:34 PM Chiedo scusa, non ne avevo mai sentito parlare prima io.
Se è un thread inutile,lo si può anche cancellare:)
isola-man October 8th, 2007, 08:17 PM Lo schifo.
SaVe October 8th, 2007, 08:43 PM Al tg regionale Lombardia è stato mostrato un servizio riguardante la costruzione di una città di 30.000 abitanti situata tra Venona e Mantova, il progetto è curato da Purini.
http://www.arcomai.it/index.asp?id=post_365657
Chi ne sa qualcosa parli!!! Anche se per adesso è solo una proposta, il progetto è davvero molto interessante.......
Cos'ha detto nel servizio?
TohrAlkimista October 8th, 2007, 10:55 PM ma che progetto!!! :eek2: :eek2:
ovviamente rimarrà solo nella fantasia collettiva di tutti noi...:D
Nadir October 8th, 2007, 10:56 PM Voi si che siete dei professionisti.......:ohno:
SaVe October 9th, 2007, 08:30 AM ^^
Se ti concedi ai membri della Lobby in cambio potrebbero trasmetterti la loro esperienza :naughty:
gamma_ray_burst October 9th, 2007, 11:59 AM mi sa molto di progetto anni '30
Nadir October 9th, 2007, 01:30 PM ^^
Se ti concedi ai membri della Lobby in cambio potrebbero trasmetterti la loro esperienza :naughty:
:runaway:
Bruso October 9th, 2007, 02:21 PM Veneto o Lombardia???
WalkTheWorld October 9th, 2007, 06:07 PM Mi ricorda le prime pagine della Gazzetta di Mantova di vent'anni fa, quando per dare una scossa alla quiete domenicale si pubblicavano con dovizia di particolari le tesi di laurea in architettura di qualche ragazzo del posto con uno stile tale da far credere che le ruspe fossero già in movimento...
Ma diciamocelo un po', chi vive a Mantova, a Verona o nella bella Villafranca che sta giusto a metà...ha mai sentito nella propria vita il bisogna di buttare giù tutto e sostituirlo con una specie di Brasilia?
Sono città così brutte?
Chiedo perchè mi guardo intorno e non sembra...
PANORMUS October 9th, 2007, 08:08 PM chissà come sarebbe andare a vivere in una città nata dal nulla, dove il giorno prima si inaugura il tutto. Dove viviamo abbiamo trovato già tutto
PANORMUS October 9th, 2007, 08:09 PM Chiedo scusa, non ne avevo mai sentito parlare prima io.
Se è un thread inutile,lo si può anche cancellare:)
niente è inutile, unica cosa di 3d ne esiste anche un altro
JoNapo October 9th, 2007, 08:13 PM partecipò anche un mio prof,per il quale collaborò anche mia sorella,che si occupò di alcune aree verdi
il prog in se nn era male,solo utopico
PANORMUS October 9th, 2007, 08:23 PM troppo avveneristico
Building October 9th, 2007, 08:31 PM I costi di realizzazione???? Quante decine di miliardi di euro???? E dove li trovano tutti stì soldi????
WalkTheWorld October 9th, 2007, 11:03 PM Forse sarebbe un po' un effetto "villaggio vacanze", tutto nuovo, tutto bello, ma non tuo. Io credo che le città siano il tuo luogo, quello che hai trovato quando sei nato, che ha visto cambiare. Qualcosa che cambia con la partecipazione di chi ci vive, cercando di farne qualcosa di bello. Nuove espansioni di alto livello delle nostre città. Quello sì. Un nuovo tessuto che segna l'essenza del tuo tempo.
http://images.google.it/imgres?imgurl=http://farm1.static.flickr.com/194/472414583_5fcf935e88_m.jpg&imgrefurl=http://www.flickr.com/photos/70707422%40N00&h=240&w=180&sz=24&hl=it&start=35&um=1&tbnid=pr3RVFSkpnmGNM:&tbnh=110&tbnw=83&prev=/images%3Fq%3Dcrystal%2Bpalace%2Bbrescia%26start%3D20%26ndsp%3D20%26svnum%3D10%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN
Una città nuova da zero...sa un po' di base spaziale.
Anche se nel passato, qualche volta è stato fatto e bene.
Montagnana, Sabbioneta...
Crys-tal March 16th, 2009, 11:25 PM Nessuno di voi ha mai sentito parlare di Vema o Ve-ma?
Un paio(?) d'anni fa sul tgr (lombardia) è andato in onda un servizio che illustrava il progetto di una nuova città o "città di fondazione", come l'hanno chiamata loro, dovrebbe sorgere a metà strada tra Verona e Mantova nella campagna (la zona è stata scelta dopo approfonditi studi di fattibilità).
Nel servizio hanno mostrato pure alcuni render.
Una città ultramoderna con uffici residenze e servizi insomma un megaprogetto di cui poi non si è più sentito parlare..
Sapete qualcosa?
Dabi89 March 17th, 2009, 01:21 AM Anche io ho sentito di questo. Fra l'altro abito proprio in mezzo fra Verona e Mantova, quindi mi interessava molto.
Ma mi pare che non ci siano ulteriori informazioni dal 2006 a ora. Ecco comunque alcuni renderings e plastici:
http://www.arcomai.it/public/img_post/VEMA_01.jpg
Il masterplan
Il lavoro di fondazione progettuale di VEMA, iniziato con un tracciato urbano proposto da Franco Purini sulla base di alcuni suoi schizzi, è ripercorribile attraverso alcune fasi qui di seguito sintetizzate. La prima ha riguardato il rapporto tra la forma generale della città e la sua articolazione in parti distinte. Inizialmente lo schema insediativo, alla cui prima stesura ha collaborato Sebastiano Giannesini, consisteva in un rettangolo di 5120x2740 m, inclinato rispetto al nord di 12 gradi suddiviso in bande parallele destinate alternativamente ad accogliere il verde e gli edifici.
Questo sistema è rimasto sostanzialmente inalterato nella sua definizione ideogrammatica attraverso tutte le successive stesure preliminari. Dopo una accurata verifica delle funzioni necessarie a una città, da organizzare secondo un modello organico e stratificato diverso da quello dello zoning sono stati distribuiti sulla sua struttura insediativa, definita da una matrice quadrata di 204x204 m, gli edifici destinati a ospitarle. In una fase ulteriore, l’elemento insediativo primario è stato precisato in una “quadra” composta da nove isolati di 120x120 metri l’uno. Tale modifica ha reso lo schema insediativo più articolato e soprattutto più complesso, consentendo una maggiore commistione tra le varie destinazioni d’uso.
In questa fase della progettazione è stato importante definire il rapporto tra la forma urbana e le infrastrutture. È stata esaminata una vasta gamma di possibilità fino alla scelta di predisporre, oltre alla rete stradale che alimenta il tessuto, raccordata da un anello viario perimetrale, tre barre infrastrutturali che solcano longitudinalmente il rettangolo. Esse contengono il trasporto pubblico meccanizzato e terminano in torri/testate di servizio.
Un altro momento decisivo per la progettazione della città è stata la messa a punto del sistema delle aree verdi. Si tratta di un grande vuoto centrale a forma di croce che contiene un lago, aree destinate a parco e il centro di produzione dell’energia. Quest’ultimo è pensato come un vero e proprio “giardino tecnologico”, dotato di innovativi dispositivi fotovoltaici ed eolici che garantiscono l’autosufficienza della città nella chiave di una sostenibilità non intesa solo sul piano tecnico, ma anche su quello della qualità ambientale e architettonica.
Nel corso di un seminario tenutosi a Roma l’11 aprile 2006, al quale hanno partecipato anche Pio Baldi e Margherita Guccione, VEMA è stata presentata a venti gruppi di giovani progettisti under 40. Dopo una serie di approfondimenti tematici e di chiarimenti sulle finalità del programma i gruppi hanno scelto i singoli argomenti da sviluppare. Avatar Architettura ha espresso la sua preferenza per il progetto del mercato, Lorenzo Capobianco per gli studi televisivi e Pier Vittorio Aureli, Dogma|Office per la progettazione del cimitero. Elastico spa + Elastico 3 ha deciso di occuparsi del polo scolastico, lo studio.eu del parco dell’energia, Giuseppe Fallacara del lago, Santo Giunta degli uffici e del municipio della città. Il gruppo Iotti + Pavarani ha preferito disegnare lo shopping mall mentre ma0 / emmeazero studio d’architettura il museo di VEMA, Antonella Mari l’ospedale, Masstudio il parco del confine, Moduloquattro la mediateca, il gruppo Raffaella Laezza, Michele Moreno, Giovanni Antamaria lo spazio sacro, Stefano Milani i depositi industriali, Tomaso Monestiroli e Massimo Ferrari il teatro, OBR Open Building Research il parco dello sport, Gianfranco Sanna il ricettivo, Andrea Stipa il polo dell’intrattenimento, Alberto Ulisse il sistema delle barre infrastrutturali. Agli architetti è stato inoltre richiesto di progettare, all’interno della quadra loro assegnata, anche le residenze, il verde e lo spazio pubblico.
Dopo un ulteriore lavoro sul “modello direttore” VEMA è stata gradualmente “deposta” sul suo sito. Questa delicata operazione ha comportato l’incorporazione di una serie di tracce
territoriali nonché la redazione definitiva dello schema insediativo più contenuto per ragioni di scala rispetto a quello di partenza, iscritto in un rettangolo aureo di 3720x2300 metri. Gli isolati sono stati ridotti fino a diventare di 72x72 metri e la trama viaria è stata oggetto di un approfondimento suddividendosi in strade di sezioni rispettivamente di 12, 18 e 24 metri.
A questa trama si è sovrapposto un sistema di canali che si collegano al Mincio e al Po ampliando le possibilità di trasporto e di percorrenza nella città. Il rapporto tra chi scrive che ha svolto le laboriose ma necessarie mansioni di city manager di VEMA e gli architetti che hanno progettato le singole parti della nuova città è stato per tutta la durata dell’elaborazione intenso e continuo, ispirato dalla necessità di conciliare le libere interpretazioni del programma da parte dei singoli gruppi con l’esigenza di pervenire a un risultato complessivo in qualche modo unitario.
In particolare l’interferenza tra le zone di tangenza delle differenti aree ha comportato una paziente e puntuale collimazione delle varie proposte. Franco Purini ha successivamente suggerito di inserire nella città la dimensione dell’arte chiedendo ai gruppi di invitare pittori e scultori a loro vicini. Per i progettisti privi di rapporti diretti con il mondo della ricerca estetica Francesco Moschini, direttore della romana A.A.M. (Architettura e Arte Moderna) ha proposto alcuni nomi di giovani artisti.
Un’ulteriore ipotesi che Franco Purini ha proposto ai gruppi è stata quella di coinvolgere progettisti esterni, anche stranieri, che fossero per i giovani invitati figure di riferimento, alle quali chiedere un contributo all’interno della loro proposta. Ciò al fine di comunicare l’idea che VEMA è già inserita in una storia, che vive già una sua evoluzione verso un futuro molteplice, che la vedrà accogliere una pluralità di linguaggi. Infine è stato chiesto ai costruttori della nuova città di accennare a un progetto di toponomastica che conferisse a VEMA una maggiore concretezza urbana, densa di metafore dedicatorie e di plusvalori narrativi. Per concludere, il lavoro di fondazione, per tutto il suo lungo percorso, è stato rivolto a sondare le possibilità e le ragioni di esistenza di una città nuova che vivrà nel 2026.
[Da archiportale]
Dabi89 March 17th, 2009, 01:25 AM http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/1760_30.jpg
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_22.jpg
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/b_1760_23.jpg
http://www.archiportale.com/immagini/FileProgetto/immaginigrandi/1760_34.jpg
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