View Full Version : miniera TAV : mezzo Piemonte in vendita


fabrik
July 9th, 2007, 08:35 PM
Alla logistica servono
terreni per 10 milioni di metri
MAURIZIO TROPEANO
TORINO
Senza fanfare e senza campagne pubblicitarie le grandi compagnie nazionali e internazionali che si occupano di logistica hanno iniziato ad acquistare aree dove installare le loro strutture e presentato progetti di sviluppo. Paolo Balistreri, responsabile del servizio Trasporti e Infrastrutture di Confindustria Piemonte, spiega: «Le nostre previsioni sulla crescita del traffico merci ci fanno stimare in circa 6 milioni di metri quadrati gli spazi necessari per accogliere, stipare e assemblare i prodotti con orizzonte 2015». Di questi la metà si concentrano nell’Alessandrino individuato come il retroporto di Genova e l’altra metà tra Novara e Vercelli. Poi c’è Orbassano. A fronte di questa domanda potenziale si è scatenata una guerra tra i Comuni per mettere a disposizione terreni e varianti dei piani regolatori: solo in provincia di Alessandria ci sono oltre 20 milioni di mq disponibili. Un rapporto asimmetrico che secondo Balistreri «è necessario correggere in fretta con una programmazione a livello regionale perché per favorire lo sviluppo non basta costruire una serie di capannoni». Il rischio è che si «realizzino centinaia di magazzini senza sapere che cosa metterci dentro». Manca in sostanza la «conoscenza della domanda di trasporto soprattutto per quanto riguarda le potenzialità del porto di Genova». Il pericolo è di uno sviluppo disordinato anche se il disegno di legge approvato dalla giunta regionale su proposta dell’assessore Daniele Borioli mette per la prima volta a disposizione 13 milioni di euro e punta alla creazione di un unico soggetto per la gestione degli interporti regionali esistenti. Il motivo di tanto interesse? Il Piemonte è la terra dove si incrociano il corridoio 5, Lione-Torino-Venezia-paesi dell’Est, e il 24 cioè quello che collega i porti di Genova e Rotterdam. E questo nonostante il nuovo tunnel del Frejus e il Terzo valico siano ancora lontani - lontanissimo il secondo - dall’essere realizzati. Negli anni passati i sostenitori della Tav avevano sbandierato la possibilità di creare 100 mila nuovi posti di lavoro legati alla logistica in tutta la pianura padana. Oggi nessuno fa propaganda ma spuntano gli investitori. A muoversi sono gli americani della Prologis - con sede a Denver nel Colorado -, che hanno «prenotato» 1.2 milioni di metri quadrati a Borgo Vercelli e già realizzati 200 mila metri a Romentino. Prologis si caratterizza per essere il più grande proprietario (40 milioni di metri quadrati) di spazi industriali su 103 mercati tra America del Nord, Asia ed Europa da mettere a disposizione dei distributori. Nel polo ex Teksid di Crescentino la bresciana Lucefin, specializzata nella logistica dei metalli, ha presentato un progetto di utilizzo del sito (600 mila mq) che per essere perfezionato ha bisogno solo di un intervento di infrastrutturazione ferroviaria. A Pozzolo Formigaro, in provincia di Alessandria, la ditta Romani punta ad utilizzare per la commercializzazione del caffè 45 mila metri quadrati. Nell’alessandrino, poi, il gruppo Gavio ha progettato l’ampliamento della propria area logistica di altri 900 mila metri quadrati. Anche per l’interporto di Rivalta Scrivia si parla di un allargamento di 25 mila metri quadrati. E le offerte dei comuni si moltiplicano: 2,4 milioni a Novi Ligure; 2,7 a Casale; 1,5 milioni a Trino Vercellese (ex centrale nucleare). Poi c’è l’area torinese. Dunque il Sito di Orbassano. Ad oggi sono in corso trattative tra la parte pubblica e i privati per ampliare i 3 milioni di metri quadrati. Gli spazi disponibili ammontano a 1,5 milioni. Le prospettive di crescita sono notevolmente salite dopo la decisione del Governo di cancellare il vecchio progetto della Torino-Lione e di inserire nel nuovo tracciato il collegamento con lo scalo merci. Da allora anche l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, sembra aver deciso di cambiare la strategia dell’azienda (prima si pensava a Chivasso) che sarebbe pronto a valorizzare lo scalo, anche in sinergia con la Regione, a patto di giocare un ruolo di primo piano. Aziende private, poi, sono interessate ad insediarsi a Torrazza Piemonte.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/tav/200707articoli/23491girata.asp

Pavlvs
July 9th, 2007, 09:34 PM
Il Piemonte è tra le più grandi regioni d'Italia e sopporterà anche questa.

Certo che 6 kmq di capannoni..........:ohno: