View Full Version : Recupero Ferrovie Dismesse
RomaCogitans July 15th, 2008, 10:30 PM So che molti siffatti progetti sono stati analizzati in varie parti di questo Forum, ma ritengo opportuno accorpare qui le discussioni su quei programmi che prevedono il recupero di ferrovie dismesse, nello specifico quei Piani più strettamente legati ad uno sviluppo territoriale sostenibile.
Tra i casi più gettonati ricordo la tratta Civitavecchia-Capranica-(Orte) tra le Province di Roma e Viterbo e la linea Merano-Malles in provincia di Bolzano...
liberamente88 July 16th, 2008, 01:18 AM Intendi ferrovie dismesse da riattivare? Perchè la Merano-Malles, con 24 treni per direzione nei giorni feriali, non rientra proprio più in questa categoria! Io ho solo cognizioni astratte che in provincia di Verona nel lungo periodo si prevede di tornare ad utilizzare la linea Dossobuono-Isola della Scala per un collegamento metropolitano fra Verona e Legnago (forse collegato anche alla vicenda Motorcity...), poi in Veneto mi pare si voglia riattivare la linea dei bivi di mestre (per le merci) e la padova-piove di sacco (una ex-tranvia, credo)... ma non sono progetti destinati a concretizzarsi a breve. Più concretamente: a Bergamo si stanno recuperando le ferrovie della val brembana e val seriana per farvi due linee tranviarie, di cui la Bergamo-Alzano-Albino sarà inaugurata nella prima tratta dopo l'estate. Meno concretamente, in Trentino c'è stato un periodo che si parlava di ricostruire la Mori-Riva del Garda-Arco su tracciato tutto nuovo, ma aldilà dell'ostilità delle amministrazioni locali al solo sentire tali voci si tratta di fantaferrovia, che può comunque avere un seguito dato che in Trentino non mancano certo soldi da spendere... Nelle Marche si fa molta pressione per la riattivazione della Fano-Urbino, anche se gli spiragli non sono moltissimi dato il disinteresse della Regione... In Puglia si sta ricostruendo la Foggia-Lucera ad opera delle Ferrovie del Gargano, e sicuramente questa ferrovia è destinata a un grande successo, dato che collegherà due città popolose e poco distanti fra loro a una velocità massima di 160 km/h... l'inaugurazione è stata posticipata al 2009 per ritrovamenti archeologici.
Non so se intendevi questo... io non ho maggiori dettagli sui singoli progetti, e del resto è difficile trovarne. Se poi intendi progetti di recupero tipo ciclabili la lista si allunga, ma francamente pensare a utili infrastrutture gettate alle ortiche definitivamente per farci una lingua d'asfalto che al massimo può portare a un modesto afflusso turistico... :ohno:
liberamente88 July 16th, 2008, 01:19 AM bis
RomaCogitans July 16th, 2008, 09:52 AM Intendi ferrovie dismesse da riattivare? Perchè la Merano-Malles, con 24 treni per direzione nei giorni feriali, non rientra proprio più in questa categoria!
Esattamente tutto quello che citi, e prendevo la Merano-Malles ad esempio di come si possano riattivare (con eccellenti risultati) delle ferrovie morte... piuttosto che buttarle e farci passare una pista ciclabile per le scampagnate, come giustamente fai notare.
Inoltre in questa virtuosa categoria rientrerebbero pure le piccole tratte dismesse recuperate all'interno di una progetto più ampio (come succede a Napoli), ma poi forse il discorso si annacqua troppo...
davidetricomi July 16th, 2008, 12:22 PM C'è un progetto che prevede la riattivazione della linea Alòcantara - Randazzo (ex f.s. chiusa nel 1994 al traffico regolare, e nel 1996 in maniera definitiva)
di tale linea è stata concessa la gestione alla ferrovia circumetnea (previo lavori di recupero a carico dello stato 50 milioni di euro)
questa linea è inquadrata nel piano di sviluppo strategico dela f.c.e. alla fase nr. 3 che prevede l'inizio dei lavori di recupero tra il 2010 ed il 2015.
speriamo che tutto fili liscio!
RomaCogitans July 17th, 2008, 05:46 PM Inserisco anche qui una piantina del 2005 dove si possono vedere alcuni progetti di recupero di ferrovie dismesse e miglior (o diverso) uso di altre infrastrutture ferrate nella Provincia di Roma
http://ptpg.provincia.roma.it:8080/UploadDocs/tavole_piano/13_1_ReteFerroviariaEsistenteEProgrammiConsolidatiAl2005.jpg
GENIUS LOCI July 17th, 2008, 06:04 PM Bella carta... un po' grandicella forse :)
RomaCogitans July 18th, 2008, 01:21 PM Bella carta... un po' grandicella forse :)
E' bellissima, ma l'ho trovata così, e non so come si possa rimpicciolire... in ogni modo così permette di essere intellegibile in ogni sua parte e forma, anche nelle preziose didascalie a lato.
E' strano che tanto si parli di cura del ferro a Roma e dei progetti del Comune quanto poco invece si faccia riferimento al contributo (come idee, progetti, ambizioni) della Provincia allo sviluppo di una idonea rete ferroviaria... Potere della demagogia e della propaganda, che si fa sentire dove c'è più bisogno... per i loro bisogni (le espansioni edilizie in primis), ovviamente
Aug31 July 18th, 2008, 07:58 PM E' in fase di recupero la Formia-Gaeta, dopo una trentina scarsa di anni di stop.
dante78 July 19th, 2008, 12:36 AM Se poi intendi progetti di recupero tipo ciclabili la lista si allunga, ma francamente pensare a utili infrastrutture gettate alle ortiche definitivamente per farci una lingua d'asfalto che al massimo può portare a un modesto afflusso turistico... :ohno:
Questo tipo di conversione sarebbe da sfruttare per quelle tratte dimesse a casusa della variazione del tracciato che non saranno quindi mai riadibite al traffico ferroviario.
Ad esempio il raddoppio tra Carnate e Airuno sulla MI-LC che in parte si discosta dal tracciato originario.
liberamente88 July 19th, 2008, 04:10 PM Poi ci sono anche le ferrovie costruite nell'800 magari per trasporto merci o per togliere delle zone dall'isolamento ma palesemente inutili ormai, anche perchè costruite con criteri vecchi e non competitive... piuttosto però mi riferivo ad altre che potrebbero essere utili ma che per mancanza di volontà e fondi e per accontentare i ciclisti vengono trasformate in piste ciclabili in mezzo magari al vuoto e non particolarmente ricche di interesse turistico... penso alla Treviso-Ostiglia... se ci sono dei tratti del tutto inutili, come la Legnago-Ostiglia che scorre nei campi bonificati e senza l'ombra di una casa, altri andrebbero riutilizzati... è pur vero però che già ora il servizio ferroviario sulle tratte attive è così modesto che su queste anche se aperte al traffico ridiventerebbero presto rami secchi per le poche corse, ma se l'abbandono lascia comunque spazio libero per un eventuale riutilizzo del sedime anche solo come bretella merci prima che come servizio passeggeri, farci una pista ciclabile ci mette una pietra sopra per sempre. E' per questo che non amo sentire parlare di queste riconversioni... poi bisogna valutare il caso singolo. I sedimi ferroviari dismessi sono ottime sedi per piste ciclabili, se non c'è altro modo per utilizzarli.
Sulla Civitavecchia-Capranica ho letto il thread a riguardo sul forum di ferrovieonline, e nonostante loro siano indubbiamente grandi appassionati di ferrovie quasi tutti ritengono che nessuna possibilità ci sia di utilizzo di questa linea... tocca solo pochi e scarsi abitati, è ricca di forti pendenze tali da qualificarla come ferrovia di montagna, che non la rende utile neanche per il trasporto merci, e anche l'interesse turistico pare scarso... inoltre l'infrastruttura risulta molto compromessa, tale da richiedere ingenti investimenti. E quindi...
RomaCogitans September 15th, 2008, 03:48 PM Viterbo - Riapertura tratta Civitavecchia-Capranica-Orte - I comitati presenteranno ricorso alla Corte dei conti
"Dove sono finiti i 200 miliardi per la ferrovia?"
14 settembre 2008 - ore 18,00
Riceviamo e pubblichiamo - Si sono riuniti a Ronciglione i componenti del comitato per la riapertura della ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte e del comitato Promozioni Alto Lazio di Civitavecchia, per fare il punto della situazione delle iniziative in atto per la riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia-Capranica-Orte.
Allo stato dei fatti è emersa la necessità di riprendere le iniziative valutate indispensabili per il riequilibrio del territorio e lo sviluppo economico, attraverso la richiesta di realizzazione delle infrastrutture che nell'Alto Lazio sono assai carenti.
Da ciò ne deriva il rinnovato impegno da parte dei comitati, per la sensibilizzazione dei cittadini e degli amministratori.
Gli atti conseguenti saranno incontri decisionali, in primis con gli amministratori che hanno preso impegni a favore, come il sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini, l'assessore alla Mobilità della Provincia di Viterbo Renzo Trappolini, il presidente dell'Interporto Marcello Mariani, il presidente della commissione Trasporti Enrico Luciani.
Infatti dopo tante chiacchiere e promesse, che questi e altri politici e amministratori hanno fatto, non ci sembra che si sia riusciti a tirar fuori un ragno dal buco.
Il coinvolgimento dei cittadini, indispensabile per la riuscita delle iniziative, verrà ricercato con azioni, quali un concorso grafico-pittorico-fotografico nelle scuole elementari e nelle medie dei paesi interessati alla linea ferroviaria Civitavecchia-Capranica-Orte.
L'atto principale in preparazione da parte dei comitati sarà la presentazione alla Corte dei conti di un ricorso volto all'accertamento dei fondi spesi circa 200 miliardi di lire e dei fondi stanziati 123 miliardi di lire, per i lavori da effettuare per la riapertura, che non si riesce a sapere quale destinazione abbiano preso, visto che su quella tratta, Civitavecchia-Capranica non sono stati posti ancora i binari.
I comitati dicono basta all'anomalia tutta italiana che, al contrario dell'Europa, punta ancora a movimentare i trasporti per strada sapendo bene che sono più costosi dei ferroviari, più dannosi alla salute, più pericolosi.
Giacomo Traini
Comitato Promozioni Alto Lazio
Gabriele Pillon
Comitato per la riapertura della ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte
da: http://www.tusciaweb.it/notizie/2008/settembre/14_14ferrovia.htm
liberamente88 January 3rd, 2009, 12:34 AM Notizia di novembre da teleradioerre.it
FOGGIA-LUCERA, sabato 8 novembre 2008 - ORE 09.28
Foggia-Lucera, a maggio 2009 un collegamento sui binari
Taglio del nastro a maggio 2009 per la linea ferroviaria Foggia-Lucera. Una ripresa dopo 40 anni di fermo. Un metrotram che servirà a mettere in collegamento il capoluogo Dauno con il centro federiciano. Previste una serie di fermate intermedie: una appena fuori la stazione di Foggia, all'altezza del rione Candelaro, l'altra a Vaccarella e la terza nei pressi della zona 167. La tratta è affidata alle Ferrovie del Gargano.
amxtopgun January 3rd, 2009, 01:57 AM per il treno merano-malles c'è un ottimo sito! :)
http://www.vinschgerbahn.it/it/default.asp
magari un giorno se ho tempo faccio un 3D a parte e/o una scheda su urbanfile ;)
http://www.vinschgauerbahn.it/upload/ZugAussenTrenoEsterno/images/zug_aussen_009.jpg
http://www.vinschgauerbahn.it/upload/BahnBikeTrenoBici/images/bahn_bike_008.jpg
http://www.vinschgauerbahn.it/upload/BahnhoefeStazioni/images/bahnhoefe_019.jpg
amxtopgun January 22nd, 2009, 12:46 PM sapete se ci sono progetti per il recupero/ricostruzione della vecchia calalzo-dobbiaco?
visto che il cadore è abbastanza "affollato", non sarebbe male.. ;)
http://www.**************/phr2-le%20concesse/images/sfd/101e102calalzo.jpg
http://www.**************/phr2-le%20concesse/images/sfd/003erim-lagodobbiaco.jpg
http://www.**************/phr2-le%20concesse/images/sfd/004erim-cortina.jpg
http://www.**************/phr2-le%20concesse/images/sfd/001cortina.jpg
Fab87 January 22nd, 2009, 01:06 PM Sarebbe la Dobbiaco Cortina? Spero di no, ormai è percorso storico dello sci di fondo!
In Veneto ci sarebbero un sacco di linee ferroviarie da riattivare. Non so se avete presente la linea che da Castelfranco passava per Grisignano di Zocco e andava giù verso i Berici fino a collegarsi con la linea che da Monselice va verso Legnago e Mantova. Tristemente dismessa, temo anche scomparsa in molti punti. In ottica di servizio metropolitano regionale, sarebbe interessante poterla sfruttare
liberamente88 January 22nd, 2009, 02:25 PM La Dobbiaco-Cortina-Calalzo di Cadore non può più essere ripristinata. Il territorio è molto cambiato, ci sono costruzioni e infrastrutture nuove al suo posto. Anche se molto lenta, sarebbe una cosa meravigliosa per il turismo e la viabilità locale, però non si può, salvo rifare tutto, il che costerebbe moltissimo. Deve essere stato bello arrivare a Cortina col treno in viadotto, ma ormai è un vecchio ricordo.
Per la Treviso-Ostiglia non c'è più niente da fare: è condannata a diventare pista ciclabile. Pare che in provincia di treviso e padova sia già stata convertita da tempo in certi tratti, in altri la regione la sta finanziando. E' pur vero che ci sono dei tratti un pò inutili, come Legnago-Ostiglia che viaggia nella palude, ma almeno la Legnago-Grisignano di Zocco e la Treviso-Camposampiero sarebbero state utili, magari per creare dei servizi fra Legnago e Vicenza, o dei diretti fra Treviso e Padova via camposampiero... dato però che ormai stanno marcendo anche le linee in servizio, salvo proprio le linee principalissime, è inutile sperare in un suo ripristino nel medio periodo. Se non altro, facendoci una ciclabile non la si riconverte in strada, e la massicciata resta riutilizzabile in (un lontano) futuro.
Dabi89 January 22nd, 2009, 02:35 PM Una domanda. Premetto che di ferrovie me ne intendo poco, ma per quale motivo nel corso del '900 sono state chiuse così tante linee ferroviarie in Italia?
liberamente88 January 22nd, 2009, 03:10 PM I motivi possono essere stati i più svariati. In alcuni casi le guerre hanno provocato danni che non si è più voluto recuperare; in altri gli impianti erano stati costruiti con tecniche antiquate o con scelte volte al risparmio (magari con molte curve strette, specie in montagna) che incidendo sulla velocità non le rendeva più compatibili con un servizio moderno; spesso nel secondo dopoguerra la motorizzazione di massa ha comportato che andassero fuori mercato e che queste infrastrutture apparissero fini a loro stesse; ma ci sono state anche moltissimi casi di ferrovia utilizzate e apprezzate, ricche di potenzialità non solo turistiche, che sono state tagliate per una pura logica di risparmio sui servizi e la manutenzione (politica dei "rami secchi"), senza pensare a investire sull'esistente per renderlo più compatibile con le moderne esigenze, senza riguardo per il denaro pubblico stanziato in passato. Al tempo la gomma sembrava potesse sostituire la maggior parte di queste linee, ora ci si rende conto che invece si è perso moltissimo, molto di più che dei semplici mezzi di trasporto. Tante linee forse non varrebbe la pena di ripristinarle, ma ce ne sono tante che invece sarebbero utili, ma o non ci sono risorse per farlo o più che altro non ce n'è la volontà. La ferrovia è solo un servizio pubblico, mentre la gomma tocca interessi privati molto più vasti, e quindi sostenerla ha richiesto e richiede di sacrificare la possibile concorrenza. Dall'altra parte, la politica per cui il trasporto su treno deve costare poco ha portato le ferrovie a una crisi di risorse dalla quale si salva sempre più tagliando tutto, dai servizi al personale alla manutenzione. E si tratta di un processo ancora tutto in divenire, il fondo non è stato ancora toccato. Adesso non si parla più come anni fa di liste intere di ferrovie da smantellare, ma i servizi si riducono e diventano sempre meno utili... tante linee ora magari non sono dismesse, ma un pò "fantasma" sicuramente sì...
cesco_82 January 22nd, 2009, 03:15 PM la Saronno-Seregno...
Bradipo January 22nd, 2009, 03:41 PM Sulle ferrovie abbandonate consiglio questo sito:
http://www.ferrovieabbandonate.it/index.php
Dr.Zoidberg January 23rd, 2009, 12:14 PM La Dobbiaco-Cortina-Calalzo di Cadore non può più essere ripristinata. Il territorio è molto cambiato, ci sono costruzioni e infrastrutture nuove al suo posto. Anche se molto lenta, sarebbe una cosa meravigliosa per il turismo e la viabilità locale, però non si può, salvo rifare tutto, il che costerebbe moltissimo. Deve essere stato bello arrivare a Cortina col treno in viadotto, ma ormai è un vecchio ricordo.
Per la Treviso-Ostiglia non c'è più niente da fare: è condannata a diventare pista ciclabile. Pare che in provincia di treviso e padova sia già stata convertita da tempo in certi tratti, in altri la regione la sta finanziando. E' pur vero che ci sono dei tratti un pò inutili, come Legnago-Ostiglia che viaggia nella palude, ma almeno la Legnago-Grisignano di Zocco e la Treviso-Camposampiero sarebbero state utili, magari per creare dei servizi fra Legnago e Vicenza, o dei diretti fra Treviso e Padova via camposampiero... dato però che ormai stanno marcendo anche le linee in servizio, salvo proprio le linee principalissime, è inutile sperare in un suo ripristino nel medio periodo. Se non altro, facendoci una ciclabile non la si riconverte in strada, e la massicciata resta riutilizzabile in (un lontano) futuro.
Mah,il tratto da Cortina a Dobbiaco mi sembra potrebbe essere facilamente recuperabile,attualmente c'è la ciclabile che d'inverno diventa pista da fondo,discorso opposto per la parte Calalzo Cortina andrebbe rifatta da capo anche perchè se non sbaglio incrocia in più punti la strada statale,certamente la spesa sarebbe sostenuta,ma penso che sarebbe una tratta redditizia visto l' afflusso di gente che richiama Cortina e il Cadore,e visto che le strade son sempre intasate il treno sarebbe una vaida alternativa.
per ora è solo un mio sogno ma sperare non costa nulla...
liberamente88 January 23rd, 2009, 08:38 PM Il primo giugno partirà il servizio sulla rinnovata Foggia-Lucera: corse ogni ora dalle 4 alle 24 e ogni mezz'ora fra le 7 e le 21... una partenza col botto, direi! Ce ne fossero di linee così fortunate... martedì c'è stato il primo viaggio dimostrativo ufficiale, qui trovate video dell'arrivo e degli interni.
http://www.luceraweb.eu/Giornale.asp?ID=15103
liberamente88 February 9th, 2009, 12:16 AM C'è una notizia importante che riguarda la Civitavecchia-Capranica-Orte: la Regione e l'UE finanzieranno per due milioni di euro lo studio preliminare per la sua riapertura, allo scopo prevalentemente di bretella per le merci.
http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=29430
Calò February 9th, 2009, 09:44 PM In Sicilia ci sono diverse linee dismesse, soprattutto dal dopoguerra in poi:
Palermo-Corleone-Burgio: http://digilander.iol.it/trenodoc/linee/pa_corleone.html
Castelvetrano-Porto Empedocle : http://digilander.iol.it/trenodoc/linee/castelvetr_porto_empedoc.html
Castelvetrano-San Carlo :
http://digilander.iol.it/trenodoc/linee/castelv_sancarlo.html
Lercara bassa-Magazzolo :
http://digilander.iol.it/trenodoc/linee/lercara_magazzolo.html
Alcantara-Randazzo :
http://digilander.iol.it/trenodoc/linee/alcantara_randazzo.html
Cariddi May 3rd, 2009, 07:18 PM aggiungerei anche l'ex linea di valico dei Peloritani nella tratta tra Gazzi - Camaro - Gesso - Villafranca
Cariddi
Riobasco May 3rd, 2009, 07:29 PM In Sicilia ci sono diverse linee dismesse, soprattutto dal dopoguerra in poi:
Caspita, davvero interessante, grazie! Ci sono altri siti con immagini, magari d'epoca? :)
Calò May 3rd, 2009, 07:37 PM Caspita, davvero interessante, grazie! Ci sono altri siti con immagini, magari d'epoca? :)
Devo cercare, in caso nè trovo altri metto il link:).
Sal73x May 16th, 2009, 02:33 AM In Sicilia ci sono diverse linee dismesse, soprattutto dal dopoguerra in poi:
Palermo-Corleone-Burgio
Castelvetrano-Porto Empedocle
Castelvetrano-San Carlo
Lercara bassa-Magazzolo
Alcantara-Randazzo
Hey Claudio, hai dimenticato:
Siracusa-Ragusa-Vizzini:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Siracusa-Ragusa-Vizzini
Noto-Pachino:
http://digilander.libero.it/trenodoc/linee/noto_pachino.html
Calò May 16th, 2009, 05:11 PM Hey Claudio, hai dimenticato:
Siracusa-Ragusa-Vizzini:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Siracusa-Ragusa-Vizzini
Noto-Pachino:
http://digilander.libero.it/trenodoc/linee/noto_pachino.html
Hai ragione, strano però che un sito aggiornato e molto bello come treno doc non abbia la Siracusa-Ragusa-Vizzini.
Sal73x May 16th, 2009, 05:15 PM Hai ragione, strano però che un sito aggiornato e molto bello come treno doc non abbia la Siracusa-Ragusa-Vizzini.
Si ma la Noto-Pachino l'avevi dimenticata...
avanti con le scuse dando la colpa al sito :lol:
comunque si, strano che manchi quella linea...
Calò May 16th, 2009, 05:18 PM Si ma la Noto-Pachino l'avevi dimenticata...
avanti con le scuse dando la colpa al sito :lol:
:D
Calò May 20th, 2009, 07:23 PM Foto che stringe il uore a qualunque appassionato di ferrovie in Sicilia e non:
Linea Castelvetrano-Ribera, nei pressi di Sciacca, scattata da quanto ho capito da un soldato americano nel 1949.
http://i44.tinypic.com/16itz43.jpg
wronny May 21st, 2009, 07:03 PM Qualcuno sa a che punto è il recupero della Ferrovia della Valmorea?
VicoloStretto May 22nd, 2009, 09:53 AM Qualcuno sa a che punto è il recupero della Ferrovia della Valmorea?
http://www.clubsangottardo.ch/
spaziozero June 25th, 2011, 07:24 PM La Ferrovia Civitavecchia-Orte verra' ripristinata, e' stato firmato l'accordo quadro tra regione Lazio e governo.
video tronco est:
http://vimeo.com/24794447
davide84 June 25th, 2011, 09:23 PM La Linea dei Bivi di Mestre è stata in parte ripristinata ad uso transito merci da Austria/Treviso verso Marghera Scalo. Ora non incrocia più la Venezia-Trento ma ne condivide l'ingresso a Mestre:
http://www.ferrovieanordest.it/portale/node/85
in blu la parte attiva, in rosa la parte ancora dismessa, stessi colori ma sbiadito il resto della rete.
Cori June 26th, 2011, 06:11 AM La Linea dei Bivi di Mestre è stata in parte ripristinata ad uso transito merci da Austria/Treviso verso Marghera Scalo. Ora non incrocia più la Venezia-Trento ma ne condivide l'ingresso a Mestre:
http://www.ferrovieanordest.it/portale/node/85
in blu la parte attiva, in rosa la parte ancora dismessa, stessi colori ma sbiadito il resto della rete.
Mi ricordo il casino che faceva quell'incrocio a raso...
http://www.hrohrer.ch/railways/pictures/31/31694.jpg
dotcomma June 26th, 2011, 02:08 PM La Ferrovia Civitavecchia-Orte verra' ripristinata, e' stato firmato l'accordo quadro tra regione Lazio e governo.
Ottima notizia :cheers:
Gualtiero June 26th, 2011, 06:54 PM Bel thread!!!Complimenti...e per i siciliani ricordo che vi siete dimenticati:
Agrigento - Licata (scartamento ridotto); Caltagirone - Piazza Armerina - Dittaino - Leonforte (scartamento ridotto); Motta Sant'Anastasia - Regalbuto (scartamento ordinario) ;)
Alicata Dilecta June 28th, 2011, 12:36 AM e la naro-canicatti-riesi (S:R) ;)
godetto June 28th, 2011, 09:28 AM Bel thread!!!Complimenti...e per i siciliani ricordo che vi siete dimenticati:
Agrigento - Licata (scartamento ridotto); Caltagirone - Piazza Armerina - Dittaino - Leonforte (scartamento ridotto); Motta Sant'Anastasia - Regalbuto (scartamento ordinario) ;)
Che meraviglia... ma sono ancora armate? o quanto meno il tracciato non è stato interrotto da costruzioni o altre cose?
Gualtiero June 28th, 2011, 10:04 AM e la naro-canicatti-riesi (S:R) ;)
^^
Eh eh...ma questa non è considerata una linea dismessa...risulta dagli elenchi e dai vari articoli usciti come linea "mai completata"...progettata, quasi costruita ma mai entrata in funzione, ci avevo pensato pure. Ma la mettono come "linee incompiute" ;)
Gualtiero June 28th, 2011, 10:08 AM Che meraviglia... ma sono ancora armate? o quanto meno il tracciato non è stato interrotto da costruzioni o altre cose?
Dell'Agrigento Licata, purtroppo il tracciato è quasi del tutto andato perduto, poco visibile. Della Caltagirone - Leonforte, c'è qualche traccia di caselli lungo linea, FV, e magazzini merci, e per molti chilometri è stato recuperato come percorso da mountain -bike (nell'ultima giornata delle ferrovie dimenticate hanno organizzato una gita in bici su questa tratta).
Per la motta sant'anastasia - regalbuto, c'è ancora gran parte dell'armamento e delle stazioni. La sezione messa peggio è quella più alta, tra regalbuto e carcaci, dopo nella piana vera e propria il percorso è ancora "buono". Ottimo per organizzare qualche gita. Tempo fa ho percorso a piedi da Paternò a Schettino - Santa Maria di Licodia..appena ho tempo posto qualche foto.
Alicata Dilecta June 28th, 2011, 02:09 PM dell'agrigento-licata sono ancora presenti caselli,ponti e stazioni (torre di gaffe,palma di m.,naro)
x gualtiero
della canicatti-riesi,la linea era aperta per uso commerciale a pieno servizio della grande miniera di zolfo trabia-tallarita (oggi museo tematico delle solfatare) tra i comuni di riesi e sommatino in provincia di caltanissetta.
sono visibilissimi ponti,gallerie,stazioni. questa liena doveva essere convertita a scartamento ordinario. poi naturalmente,purtroppo abbandonata....
Gualtiero June 28th, 2011, 02:28 PM Mi spiace...se leggevi l'articolo pubblicato su AFC, su quello pubblicato in "stradeferrate" e la classificazione del sito ferrovieabbandonate, la linea risulta mai aperta...si hanno costruito tutte le strutture connesse, gallerie, viadotti, caselli, stazioni...ma non hanno mai posato binari...che già a priori dovevano essere a scartamento ridotto:
lo pensavo anche io ma purtroppo la line non è mai entrata in servizio, altrimenti su tutto il tracciato sarebbero stati visibili, non dico le rotaie, ma qualche traversina o i punti di ancoraggio al terreno....
http://www.lestradeferrate.it/mono40.htm
http://www.ferrovieabbandonate.it/linea_dismessa.php?table=incompiuta&id=167&type=search&r=Sicilia&g=&s=&l=&start=0
L'articolo pubblicato da AFC purtroppo ce l'ho solo cartaceo. Pensavo l'avessi letto l'ultima volta che ci siamo visti.
Le foto con quella specie di vagoncini che abbiamo visto al museo delle solfatare facevano riferimento ad una linea interna alla miniera che portava lo zolfo dalle cava alla zona lavorazione.
Alicata Dilecta June 29th, 2011, 03:08 PM chiaro cugino.
mi sembra di aver visto quella foto,di un viadottino ferroviario che oltrepassa un'altra linea ferroviaria.
Gualtiero June 29th, 2011, 09:27 PM ^^
Hai detto bene...era la foto che ricordo pure io!!
Civis Fede II July 3rd, 2011, 04:55 PM mi autoquoto
a proposito di ferrovie dismesse...
visto che esiste il thread...
per caso ieri mi sono trovato a passare davanti la vecchia stazione di allumiere della linea civitavecchia-orte.
sono foto di cellulare, ma spero vi interessino...
http://img192.imageshack.us/img192/1740/20110702193518.jpg
http://img402.imageshack.us/img402/6654/20110702193554.jpg
http://img840.imageshack.us/img840/6049/20110702193636.jpg
http://img837.imageshack.us/img837/1096/20110702193759.jpg
http://img837.imageshack.us/img837/7873/20110702193943.jpg
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Gualtiero August 4th, 2011, 05:21 PM Tracciata tra Canicattì e Riesi, quarantuno chilometri in un paesaggio da western nel cuore della Sicilia, doveva sveltire il trasporto dello zolfo ma la guerra nel 1940 bloccò tutto. Viadotti, gallerie elicoidali, curve da ottovolante: un percorso sapiente che accende nell'animo del cronista un conflitto molto siculo tra incuria e bellezza
Arrivai a Castrofilippo una sera arancione d'aprile con una luna gravida all'ottavo mese, sensuale, già araba. Il terreno era crivellato di solfare chiuse con i loro scheletri di ferro, ma la terra emanava lo stesso odore di zolfo per il trattamento delle vigne. Col buio poi si sparse il profumo dei gelsomini, e da una terrazza con vista su Racalmuto rimasi a sorseggiare una birra fredda tra i grilli, mentre nelle campagne i cani si chiamavano, disegnando come un'ecografia di quel terreno inquieto. I cani, anime abbandonate, erano stati adottati dalle rovine, e ora erano a loro volta guardiani dell'abbandono.
In anni di viaggi in Italia avevo collezionato un'infinità di ruderi, solitudini e case abitate dal vento. La mia strada era sempre più spesso sbarrata da sterpaglie, ruggine, foreste di robinie, muri sbrecciati, roveti o capannoni dismessi. Un tale percorso di guerra che la Penisola a un certo punto mi parve abitata più dai fantasmi che dai vivi. A volte erano abbandoni fulminei e inspiegabili, altre volte il risultato di incuria e vandalismo: ma sempre erano pietre mute sotto una luna selvaggia. Avevo visto di tutto, e solo una cosa mi mancava. La rovina di una cosa mai nata. Il disfacimento dell'incompiuto. All'inizio pensavo che nemmeno esistesse, ma mi sbagliavo. Lo capii quando l'amica Valentina Scaglia, indomabile esploratrice, mi parlò di questa sublime categoria dell'abbandono, e mi indicò un luogo preciso, la ferrovia a scartamento ridotto, mai inaugurata, tra Canicattì e Riesi, in Sicilia. Disse che era un manufatto relativamente integro, con stazioni, caselli, viadotti, gallerie e case cantoniere. Una meraviglia che tagliava un paesaggio desertico “da film di Sergio Leone”. Quarantuno chilometri e mezzo percorribili a piedi o in motocicletta tra il finocchietto e le cicale.
L'indomani partii di buon'ora, ma fu precauzione inutile perché già alle dieci un sole africano martellava la massicciata attorno a Delìa. La strada ferrata era una pista ghiaiosa senza binari né traversine, non perché queste fossero state tolte, ma semplicemente perché non erano mai state messe in opera. Era successo che, a lavori quasi finiti, nel 1940, era stata dichiarata la guerra e il ferro era diventato strategico. Così le rotaie non arrivarono mai, e mai una locomotiva passò.
Quel mattino il paesaggio era coperto di peluria verde, la Sicilia era ancor priva dei colori funerei dell'estate. Andai avanti veloce: il tratto più bello, mi aveva detto Enzo Giuliana, un ex minatore di Sommatino col vizio della memoria, veniva proprio dopo il suo paese, quando la linea si inabissava nella valle del Salso verso la miniera di Trabìa Tallarita, disegnando curve da ottovolante e gallerie elicoidali, per risalire poi verso Riesi.
Quando arrivai sul punto di scollinamento, rimasi senza fiato davanti a una conca immensa e giallina, solcata da potenti smagliature di un bianco gessoso che indicava le vene di zolfo. Ero davanti a un capolavoro di ingegneria che aveva vinto un dislivello pazzesco. Il senso dell'opera era trasparente: collegare la rete di solfare alla ferrovia maggiore Caltanissetta-Licata, in modo da rendere più svelto l'imbarco del minerale.
Cominciai così la discesa in uno degli spazi più desertici della Sicilia. Terreno perfetto per latitanti, rapimenti e agguati. Così mi era stato spiegato, con dovizia di nomi e dettagli truculenti, da quelli di Castrofilippo.
Volevo attraversare anche le gallerie più lunghe, ma il buio era poco raccomandabile anche con la lampadina frontale, e mi avevano avvertito della possibilità di crolli. Gli ingressi, con la volta segnata dalla stampigliatura “Anno IX era fascista” erano ingombri di terra e vegetazione alta fino alle spalle. Da un anfratto sbucò una lepre come una palla di schioppo. Poi fu la volta di un cinghiale di pessimo carattere. Meglio stare all'aperto, godersi i viadotti dalle magnifiche arcate che segnavano il territorio come acquedotti romani. Scesi scontando nell'anima la tempesta di un conflitto molto siculo, tra incuria e bellezza.
Arrivai sul fondovalle e il senso di abbandono crebbe. Il ponte che superava il Salso era stato amputato da una piena, la stazione murata. Lungo il fiume, la strada nazionale 557 che sulla carta del Touring collegava direttamente Ravanusa all'autostrada per Enna, era chiusa. Anzi, non era stata mai aperta. Come la ferrovia, era anch'essa una grande incompiuta in rovina. La transitava solo qualche camion, tanto per tenere vivo l'appalto mangiasoldi. Era così vuota che potei percorrerla a piedi sulla mezzeria. E da lì potei vedere le rovine della grande solfara, Trabia-Tallarita, una montagna di ferro spolpato dai vandali. Decisamente, ero nell'epicentro di una tempesta di abbandoni.
Enzo Giuliana, il cuntastorie della miniera, mi aspettava lì vicino, all'ingresso del museo dello zolfo che, con le sue ordinate collezioni, sembrava davvero l'unico contrappunto allo sfacelo. Quando andammo a camminare tra i resti della miniera ed Enzo cominciò a narrare senza una sbavatura di retorica una grande storia di fatica, di gloria, di sangue e lavoro, capii che la ferrovia estinta era stata solo una soglia per farmi entrare in quel mondo sulfureo, abitato dagli dei o dai demoni del Profondo. Parlava con rabbia, il custode della memoria, e lentamente la rievocazione divenne anatema, parole digrignate contro i saccheggiatori “delinquenti disgraziati bastardi”.
“Con i camion vengono sti maledetti, in vent'anni s'hanno carriatu tonnellate e tonnellate di ferro, delinquenti, oggi si portano via anche i muretti a secco per le loro ville, e se gli dici qualcosa ti puntano contro la pistola, disgraziati bastardi... Talìa, via le funi, via le travi, via le grondaie, si pigliarono la nostra identità più bella”. Camminammo in mezzo a scheletri rugginosi, scavalcando mucchi di pietre cadute coperte d'ortica. Quattromila uomini avevano lavorato là sotto, ma nulla era più visitabile. Anche la miniera di Cozzo d'Isi, la meno malandata, era percorribile solo con laboriosi permessi ministeriali o palermitani. Ero di fronte all'occultamento criminale di una storia grandiosa.
Fu lì che Enzo indicò il sottosuolo e fu come se il bastoncino di un rabdomante disegnasse il labirinto dove per oltre un secolo uomini nudi, bambini gobbi e asini ciechi avevano sputato sangue in mezzo a nubi di giallo vapore. “Qui – disse picchiando il terreno col piede – qui è nato il nostro desiderio di libertà, qui la speranza, qui la lotta, e mi lasci dire, qui come in altri luoghi di sfruttamento è nata la nostra Costituzione, che è la più bella del mondo”. E aggiunse con gli occhi lustri: “Mi creda, non è un caso che i barbari si accaniscano su questi luoghi simbolo della nostra storia operaia”.
Il sole picchiava, tremendo. E io ero solo all'inizio della scoperta. L'indomani Enzo mi avrebbe dischiuso le porte dell'inferno.
La Repubblica
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