View Full Version : TEATRI Italiani


Cumino
September 9th, 2008, 10:41 PM
Sbaglio o manca un thread del genere?

Per adesso faccio una breve lista di quelli che mi vengono in mente, poi per ogni teatro si può creare un post a parte con foto e info. Questo post può essere aggiornato di volta in volta inserendo i nuovi.




Teatro di San Carlo Napoli (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25142152&postcount=2)
Teatro Regio di Parma (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25142324&postcount=5)
Teatro Farnese di Parma (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25206794&postcount=26)
Teatro Carignano di Torino (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25142360&postcount=3)
Teatro Regio di Torino (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25142394&postcount=4)
Teatro alla Scala di Milano (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25153378&postcount=14)
Teatro Comunale di Ferrara
Teatro Scientifico di Mantova (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25170374&postcount=20)
Teatro Carlo Felice di Genova
Teatro Filarmonico di Verona (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25143274&postcount=6)
Teatro Massimo di Palermo
Teatro Municipale di Piacenza (la Scaletta) (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25149704&postcount=13)
Teatro Massimo "Vincenzo Bellini" di Catania (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25167654&postcount=15)
Teatro Coccia di Novara (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25169920&postcount=18)
Teatro Olimpico di Vicenza (http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=25206986&postcount=27)

Cumino
September 9th, 2008, 10:43 PM
http://www.larotondaonlus.org/Loghi%20convenzioni/Copia%20di%20Logo%20S.jpg

Foto e testi: http://www.teatrosancarlo.it/index.php

La Storia
La storia architettonica

Gabriel-Pierre-Martin Dumont, giunto a Napoli nel 1751 al seguito di Abel Poisson, fratello di Madame de Pompadour e futuro marchese di Marigny, pubblicherà i suoi disegni nel volume «Parallèle des plans des plus belles salles de spectacle d'Italie et de France ...» contribuendo, assieme alle incisioni edite nel decimo volume (1772) dell' Encyclopédie di Diderot e D'Alembert, alla notorietà internazionale della fabbrica.
L'analisi comparata di questi documenti consente di restituire l'alzato dell'auditorio, articolato su sei ordini di balconate con parapetti decorati e un boccascena poco profondo costituito da un semplice arco ribassato sormontato dallo stemma reale. Un alto cornicione concludeva la sala mediando il passaggio al velario.

Le numerose testimonianze tramandate da viaggiatori ed illustri visitatori sono generalmente concordi nel celebrare la vastità della sala e dei palchi, pur se a discapito dell'acustica, e la sontuosità della decorazione.
Non di rado si riscontrano nelle descrizioni singolari osservazioni, come le originali poltroncine della platea dotate di schienali pieghevoli e chiudibili con serrature ricordate nel 1765 dal famoso chirurgo inglese Samuel Sharp.
Una minore attenzione, forse a causa dei vincoli determinati dalle preesistenze, era stata rivolta dall'architetto agli ambienti di ingresso e alla facciata esterna così come documentata in due dipinti, rispettivamente di Ignoto e di Antonio Joli. Poco rappresentativo della funzione dell'edificio, il prospetto presentava tre portali che immettevano in altrettante scale raccordate ad una stretta «Galleria». Da questa era possibile accedere direttamente ai corridoi di servizio dei palchi e alla platea.

Il Settecento

Nell'arco del Settecento, l'edificio vede diversi ammodernamenti sollecitati dalla necessità di migliorarne l'acustica, come l'intervento diretto da Giovanni Maria Galli Bibiena il Giovane nel 1742, oppure dalle mutate esigenze del gusto, che richiedeva sempre nuove «vesti» per l'auditorio.
Per particolari circostanze, l'intera sala poteva essere trasformata con strutture e decorazioni provvisorie.
Un esempio significativo è il sontuoso apparato realizzato da Vincenzo Re nel 1747 per la «Gran Festa da Ballo» in occasione della nascita del primogenito reale.

Ristrutturazioni permanenti furono invece eseguite da Ferdinando Fuga (1699-1782) dapprima nel 1767-68 in occasione del matrimonio di Ferdinando IV con Maria Carolina e di nuovo nel 1777-78.
Con i primi lavori l'architetto toscano provvede a rinnovare la decorazione dell'auditorio e inserisce all'intemo dei palchi grandi specchi provvisti di torciere con candele, che, sfruttando l'effetto di riflessione, moltiplicavano l'illuminazione della sala producendo «uno splendore troppo abbagliante per gli occhi» come ricorda il compositore e erudito inglese Charles Burney. Il successivo intervento riguarda quasi esclusivamente il boccascena, ricostruito con il raddoppio dei pilastri e l'inserimento dei palchi di proscenio, utili ad alloggiare altro pubblico pagante.

Le modifiche apportate da Fuga furono conservate fino al 1797, quando la sala viene sottoposta ad un nuovo restauro decorativo sotto la direzione dello scenografo del teatro Domenico Chelli (1746-1820). Questo intervento, ancora da storicizzare adeguatamente, fu poco apprezzato dalla critica settecentesca soprattutto per la soluzione adottata nel soffitto con un finto pubblico dipinto illusionisticamente sul velario.
La breve parentesi della Repubblica Partenopea del 1799 non determinò particolari modifiche alla struttura, ad eccezione di alcuni danni provocati dall'uso improprio della sala, ribattezzata Teatro Nazionale e «profanata» da spettacoli equestri.

L'Ottocento

Un nuovo capitolo si apre con l'ascesa al trono di Gioacchino Murat nel 1808, come è noto promotore di una politica di embellissement della città, e la gestione di Domenico Barbaja, dal luglio del 1809.
Quest'ultimo era particolarmente interessato ad avviare una ristrutturazione dell'edificio per inserirvi nuovi ambienti necessari alla sua attività di appaltatore dei giochi d'azzardo.
Regista delle trasformazioni è Antonio Niccolini (1772-1850), caposcuola del Neoclassicismo a Napoli, che a più riprese interverrà sull'edificio fissandone progressivamente la fisionomia che ancora oggi possiamo osservare. La prima tappa della metamorfosi riguarda la facciata, con la conseguente aggiunzione del ridotto e degli ambienti di ricreazione e ristoro. I lavori, avviati già nel dicembre 1809, verranno conclusi due anni dopo.

Per il portico carrozzabile sostenuto da pilastri va certamente tenuto in conto il modello offerto dalla Scala (1776-78) di Giuseppe Piermarini, modificato tuttavia dall'inserimento, al secondo registro della facciata, della loggia ionica corrispondente agli ambienti del ridotto in luogo della terrazza della fabbrica milanese.
Con questa soluzione Niccolini risolve magistralmente la dibattuta questione del manifestarsi dell'edificio nella città: per surgere alla dignità di monumento-sirnbolo della cittadinanza il teatro acquista le connotazioni del tempio inglobando nella facciata elementi della grammatica classicista e una decorazione ellenizzante allusiva alla poesia drammatica e alla musica. L'associazione tra tempio e teatro non era certamente nuova.
Già la cultura architettonica illuminista in Francia nell'ultimo trentennio del Settecento ne aveva formulato interessanti teorizzazioni e concrete realizzazioni, ad esempio il teatro di Besançon (1776) di Claude-Nicolas Ledoux che incorporava un elegante portico ionico. La facciata niccoliniana recupera questo tema, tenendo conto delle esperienze del Cinquecento italiano e fissando un prototipo di respiro europeo in seguito variamente imitato.

Non meno interessante è il ridotto, oggi sede del Circolo dell'Unione, prospettante sulla via di San Carlo attraverso la loggia ionica. Si presenta in forma di una grande sala tetrastila, con elegante decorazione vegetale in oro, fiancheggiata da ambienti minori, destinati secondo il progetto autografo di Niccolini alle sale da gioco. Un anno dopo la conclusione dei lavori dell'avancorpo, l'architetto toscano attende alla trasformazione della sala per adeguarla alla nuova decorazione del vestibolo e delle scale.
Tra le numerose innovazioni eseguite, vanno ricordate le coppie di semicolonne addossate ai pilastri già realizzati da Fuga nel proscenio, il lampadario sospeso nella zona più oscura della sala e il rifacimento del velario sostenuto da aste con cariatidi.Al centro di questo era raffigurata l'apoteosi degli uomini illustri con Minerva circondata dalla Muse e da Apollo, soggetto conservato anche nelle successive edizioni della sala.

La Ricostruzione

Nella notte dei 13 febbraio 1816 un incendio devastava l'edificio lasciando intatti i soli muri perimetrali e il corpo aggiunto. La ricostruzione, compiuta nell'arco di nove mesi e sempre diretta dall'architetto toscano, ripropone in grandi linee la sala del 1812 conservandone l'impianto a ferro di cavallo e la configurazione del boccascena, sebbene allargato e ornato nell'imbotte dal bassorilievo raffigurante il Tempo e le Ore, ancor oggi in sito.

Viene modificata invece la decorazione delle balconate, integralmente conservata a meno delle dorature e ridipinture eseguite nei successivi restauri. Per il disegno dei rilievi delle balaustre, Niccolini si avvalse delle tavole contenute nel primo tomo delle Antichilà di Ercolano ... (1757) alternate a fregi in oro e argento. Nella copertura viene semplificato il dispositivo messo in opera nel 1812, utilizzando semplici aste raccordate ad un velario «all'antica» secondo una soluzione già adottata dall'architetto dieci anni prima nel Teatro degli Avvalorati a Livorno (1806).
L'apporto di Niccolini non si ferma alla ricostruzione, ma in quanto «Architetto decoratore de' Reali Teatri» sovrintende anche ai numerosi successivi interventi di manutenzione e di restauro.
Fra questi va almeno menzionato l'ammodemamento compiuto nel 1844, assieme al figlio Fausto e a Francesco Maria dei Giudice, di cui rimane testimonianza in una memoria autografa pubblicata nello stesso anno.
I lavori riguardarono la trasformazione della tappezzeria dei palchi da azzurro in rosso, e il rifacimento delle decorazioni per adeguarle alla nuova tonalità dominante nella sala.
A tale fine anche il tondo centrale del velario viene ridipinto da Antonio, Giuseppe e Giovanni Cammarano riprendendo il soggetto delle precedenti edizioni. Completava l'arredo fisso della sala il sipario, più volte ridipinto da Giuseppe Cammarano e sostituito nel 1854 dall'attuale esemplare dovuto a Giuseppe Mancinelli e Salvatore Fergola, raffigurante un «simbolico Parnaso» con ottanta poeti e musicisti.
La vicenda della fabbrica non può dirsi completa senza dare cenno della facciata laterale realizzata su progetto di Francesco Gavaudan e Pietro Gesuè a seguito dell'abbattimento dell'ultimo baluardo del Palazzo Vecchio (1838-42).
Questa risolve il complesso raccordo con la nuova ala del Palazzo Reale derivando motivi dal prospetto principale.
Va infine ricordato l'attuale foyer realizzato su disegno di Michele Platania nel 1937, creando un nuovo corpo di fabbrica nella zona orientale del giardino di Palazzo Reale. Distrutto da un bombardamento nel 1943, è stato ricostruito nell'immediato dopoguerra.

Pieri Luigi Ciapparelli



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Cumino
September 9th, 2008, 10:48 PM
http://www.ecoditorino.org/data/ecoditorino/teatro_stabile_torino_logo.jpg

La Storia

Il Teatro dei Principi di Carignano nacque come un teatrino “di famiglia” nobiliare, aperto ogni sera al Principe e ai suoi familiari; era realizzato in legno per favorire l’acustica e dotato di retro-palchi per svestire gli abiti da viaggio impolverati e vestire gli abiti di rappresentanza.

La realizzazione del teatro originario avvenne tra gli ultimi anni del Seicento e i primi del Settecento, a cura di Luigi Amedeo figlio di Emanuele Filiberto, per ospitare spettacoli minori, come il “ballo di corda” o il “ballo di spada”. Solo dopo il passaggio alla Società dei Cavalieri nel 1727 iniziarono spettacoli di maggior lustro, come la prosa, il canto ed i balletti.

Nel maggio del 1752 si pose la prima pietra di un nuovo teatro su disegno di Benedetto Alfieri, con 84 logge e tre ranghi di panche in platea, lumi a candela e stucchi lumeggiati d’oro, mentre il soffitto fu dipinto da Gaetano Perego e Mattia Franceschini e il sipario da Bernardino Galliari. Il teatro fu inaugurato per la Pasqua del 1753 con la “Calamita dei cuori” di Carlo Goldoni, musicata da Baldassarre Galluppi. L’incendio del 16 febbraio 1786 impose una nuova costruzione su progetto di G.B. Feroggio con quattro ordini di palchi, dei quali venti al primo ordine, ventuno al secondo, ventidue al terzo e quarto ordine. La divisione delle logge era data da cariatidi in cartapesta sovrastate da un capitello jonico, con colore prevalente giallo e bigio. Il soffitto e il sipario furono dipinti da Bernardino Galliari, ottantenne.

Nel 1845 il pittore Francesco Gonin realizzò la decorazione del soffitto della platea, dipingendo un Trionfo di Bacco: esso sottolinea, col suo esplicito grecismo, una fase importante della cultura piemontese collegata con quella teutonica, prima che italiana. Il Teatro Carignano, il più antico teatro torinese rimasto, è anche uno dei più illustri in Italia per gli eventi artistici e culturali che ha ospitato. Nel 1751 vi diede un lungo ciclo di recite la compagnia di Carlo Goldoni, che allora scrisse per il pubblico torinese la commedia Molière.

Nel teatro ricostruito subito dopo da Benedetto Alfieri, nacque la vocazione teatrale del geniale e tormentato nipote Vittorio Alfieri, che qui esordì e a lungo vi trionfò con le sue tragedie. Dopo la “bufera napoleonica”, dal 1821 al 1855 fu sede della Compagnia Reale Sarda, ricalcata sulla Comédie Française e illustre antenata del Teatro Stabile di Torino. Sotto Carlo Felice e Carlo Alberto, la Reale Sarda portò al successo opere di Alberto Nota, Angelo Brofferio, Silvio Pellico e consacrò le più grandi attrici dell’Ottocento, prima Carlotta Marchionni e più tardi Adelaide Ristori.

Nel 1884 vi ebbe il suo primo trionfo Eleonora Duse con Cavalleria rusticana di Giovanni Verga, nel 1886 vi fece il suo debutto in Italia il giovane Arturo Toscanini e nel 1888 qui si entusiasmò per Carmen il filosofo Friedrich Nietzsche. Nel corso del Novecento ospitò storiche “prime”, come Il piacere dell’onestà di Luigi Pirandello, e tutti i maggiori protagonisti della scena del secolo, oltre a personalità di fama come Jean Cocteau, Albert Camus e di recente il premio Nobel Harold Pinter.

Nel 1977 la Città di Torino, proprietaria dell’edificio fin dall’Unità d’Italia, lo affida ufficialmente al Teatro Stabile di Torino.


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Cumino
September 9th, 2008, 10:48 PM
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La Storia


1740-1790

Le origini del Teatro risalgono all’inizio del XVIII secolo quando Vittorio Amedeo II decise di commissionare all’architetto Filippo Juvarra la progettazione e la costruzione di un nuovo grande teatro nell’ambito del più generale riassetto urbano della Piazza Castello.

L’intento venne però perfezionato solo qualche anno più tardi da Carlo Emanuele III (incoronato re nel 1730) il quale, in seguito alla morte di Juvarra, scelse di affidare il progetto all’architetto Benedetto Alfieri con la richiesta di progettare un teatro di grande prestigio. Il «Regio Teatro» di Torino, edificato nel tempo record di due anni, venne inaugurato il 26 dicembre del 1740 con l’Arsace di Francesco Feo, diventando subito un punto di riferimento internazionale per la capienza – circa 2.500 posti tra platea e cinque ordini di palchetti –, le magnifiche decorazioni della sala fra le quali spiccava la volta dipinta da Sebastiano Galeotti, gli imponenti scenari e le attrezzature tecniche, nonché la qualità delle rappresentazioni.

Ogni stagione aveva inizio il 26 dicembre, si concludeva con la fine del Carnevale e comprendeva due nuove opere serie composte appositamente per il Teatro: nel corso del XVIII secolo scrissero per il Regio celebri compositori italiani come Galuppi, Jommelli, Cimarosa, Paisiello e autori stranieri come Gluck, Johann Christian Bach e Hasse; vi cantarono inoltre i più celebri castrati e prime donne dell’epoca, contribuendo in modo determinante al successo degli spettacoli. Non minore interesse suscitavano i danzatori, che si esibivano nei due balli entr’acte e nell’azione coreografica finale che corredavano ogni opera.

1790-1814

In seguito a cinque anni di chiusura (1792/1797) il Regio cambia nome più volte, rispecchiando gli eventi storici: nel 1798 diviene Teatro Nazionale, nel 1801 Grand Théâtre des Arts e nel 1804 Théâtre Impérial.

Nel clima moralizzatore degli anni repubblicani è abolito il gioco d’azzardo e viene proibito l’ingaggio dei castrati (che torneranno in epoca imperiale). In repertorio continuano a esserci opere italiane, con libretti rimaneggiati più o meno superficialmente in senso giacobino. Napoleone presenzia agli spettacoli in tre occasioni e giungono a Torino interpreti di prima grandezza, come il soprano Isabella Colbran, il tenore Nicola Tacchinardi e il coreografo Salvatore Viganò.

1815-1870

Con la Restaurazione, il teatro rientra in possesso dei Savoia. All’epoca di Carlo Felice, grande appassionato di musica, calcano le scene del Regio virtuosi come Giuditta Pasta e Domenico Donzelli, ma nell’Ottocento Torino perde importanza rispetto a Milano, Napoli e Venezia.

Sotto Carlo Alberto la sala riceve un’impronta neoclassica (sottolineata dai lavori di rifacimento affidati a Ernesto Melano e Pelagio Palagi). Alla metà del secolo vengono introdotte alcune novità nella programmazione: si passa alla stagione di Carnevale-Quaresima, articolata in cinque o più opere, ora prevalentemente di repertorio (e non più scritte appositamente per il Teatro). Inoltre a partire dal Barbiere di Siviglia rossiniano (1855), il Regio si apre all’opera buffa.

Un nuovo restauro, realizzato da Angelo Moja nel 1861, cancella le modifiche palagiane conferendo alla sala una veste “neobarocca”.

1870-1936

Nel 1870 la proprietà del Regio passa al Comune di Torino; in questi anni la storia del Teatro si intreccia con quella dell’Orchestra Civica e dei Concerti Popolari ideati da Carlo Pedrotti, il quale apporta forti innovazioni nel repertorio introducendo nella programmazione la musica di Wagner e Massenet. Nel nome di Wagner è pure l’esordio in Teatro di Arturo Toscanini, che collabora con l’Orchestra dal 1895 al 1898 e che il 26 dicembre 1905, dopo i lavori di ristrutturazione guidati da Ferdinando Cocito, inaugura la nuova sala con il Sigfrido.

Altri autori significativi nella storia del Regio sono Giacomo Puccini, che tiene a battesimo a Torino Manon Lescaut (1893) e La bohéme (1896), e Richard Strauss, che nel 1906 dirige Salome in “prima” italiana. L’ultima grande “prima” ospitata dal Regio antico è Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, su libretto di Gabriele D’Annunzio (1914). Dopo la chiusura nel periodo bellico, il Teatro si dedica a opere di repertorio.

Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1936 il Teatro viene distrutto da un violento incendio: saranno necessari quasi quarant’anni per la sua ricostruzione.

1936-1973

Dopo l’incendio del 1936, si pone il problema di stabilire a chi affidare il progetto di ricostruzione del Teatro. Il bando di concorso, pubblicato nel 1937, viene vinto dagli architetti Aldo Morbelli e Robaldo Morozzo della Rocca.

Il loro progetto, tuttavia, non si sarebbe mai concretizzato: nel 1965, infatti, l’amministrazione civica promuove una nuova soluzione con l’affidamento dell’incarico all’architetto Carlo Mollino e all’ingegner Marcello Zavelani Rossi. I lavori hanno inizio nel settembre 1967 per concludersi nei primissimi mesi del 1974.

Dal 1973 a oggi

Il nuovo Teatro Regio viene inaugurato il 10 aprile 1973 con l’opera di Giuseppe Verdi I vespri siciliani, per la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Da quella data l’attività produttiva si è progressivamente incrementata, fino alle ricorrenze che hanno segnato la storia degli ultimi anni del Regio: nel 1990 il 250° anniversario dalla sua fondazione, nel 1996 il centenario dalla “prima” assoluta della Bohème in diretta tv, nel 1998 i 25 anni del nuovo teatro (con un importante restauro acustico), nel 2006 la straordinaria avventura dei XX Giochi Olimpici Invernali e delle Olimpiadi della Cultura.

Alla Stagione d’Opera e Balletto, che prevede almeno dieci titoli da ottobre a giugno, si affiancano molte altre attività: concerti sinfonico-corali e cameristici che vedono impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio; una serie di spettacoli allestiti al Piccolo Regio e destinati al nuovo pubblico e alle famiglie; manifestazioni organizzate in collaborazione con le istituzioni locali come Torino Settembre Musica, Torinodanza, RegioneInTour, Punto Verde Giardini Reali e altre; La Scuola all’Opera, fitto calendario di attività e spettacoli destinati a bambini e ragazzi; e poi conferenze, visite guidate e mostre. Tutte manifestazioni che pongono il Teatro Regio al centro della vita culturale e artistica di Torino e del Piemonte ma non solo.

http://www.teatroregio.torino.it/it/storia



FOTO


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http://www.flickr.com/photos/24073474@N06/sets/72157603970367849/

Cumino
September 9th, 2008, 10:50 PM
Foto: http://www.teatroregioparma.org/regio/regio_immagini.htm

in aggiornamento

Falcon83
September 9th, 2008, 11:09 PM
http://digilander.libero.it/accademiaconcertante/CONCERTI/2007/30.11.07%20verona/orchestra.gif

le6ato
September 9th, 2008, 11:10 PM
Sotto Milano, oltre alla scala ci sono:

- ARCIMBOLDI Viale dell'Innovazione
- CIAK Via Sangallo, 33
- LIBERO Via Savona, 10
- MANZONI Via Alessandro Manzoni, 42
- PICCOLO TEATRO (STREHLER) Largo Antonio Greppi, 1
- SAN BABILA Corso Venezia, 2/a
- OFFICINA Via Sant'Elembardo, 2
- Teatro Alfredo Chiesa Via San Cristoforo, 1
- FILODRAMMATICI Via Filodrammatici, 1
- PIM Spazio Scenico Via Tertulliano, 68
- Teatro del Buratto al Pime Via Mosè Bianchi, 94
- Spazio Teatro 89 Via Fratelli Zoia, 89
- Teatro della Memoria Via Cucchiari Domenico, 4
- BLU, Via Giovanni Cagliero, 26
- OUT-OFF Via Mac Mahon, 16
- Teatro Grassi Via Rovello, 2
- Spazio Teatro No'hma Via Andrea Orcagna, 2
- Teatro Arsenale Via Cesare Correnti, 11
- STUDIO Via Rivoli, 6
- Teatro Derby Via Pietro Mascagni, 8
- Teatro San Carlo Via Morozzo della Rocca, 10

Non so se era nelle intenzioni di CUMINO trattare anche i teatri minori.
Nel caso mi scuso in anticipo.

Cumino
September 9th, 2008, 11:14 PM
Non so se era nelle intenzioni di CUMINO trattare anche i teatri minori.
Nel caso mi scuso in anticipo.

Si, la mia intenzione è quella di mettere solo i teatri principali storici, non fare una semplice lista di tutti i teatri cittadini.
Tra quelli moderni invece l'importante è che abbiano almeno una certa rilevanza architettonica. :)

alessiorosanero69
September 9th, 2008, 11:40 PM
vi siete dimenticati il teatro massimo di Palermo

Cumino
September 9th, 2008, 11:42 PM
vi siete dimenticati il teatro massimo di Palermo

Leggi bene il primo post va' :sleepy:

Se hai foto e info puoi crearlo stesso tu, poi inserisco tutto nell'indice

Falcon83
September 9th, 2008, 11:45 PM
Leggi bene il primo post va' :sleepy:

Se hai foto e info puoi crearlo stesso tu, poi inserisco tutto nell'indice

Hem hem, Cumino guarda che nel primo post Palermo non c'è....

Cumino
September 10th, 2008, 12:47 AM
^^ Appunto, appena vengono creati i relativi post io li inserisco in elenco, adesso metto anche il teatro di palermo di alessiorosanero69

Caustic
September 10th, 2008, 01:56 AM
Sono un po' grandi ma pazienza.

Teatro Municipale - Piacenza (il cui disegno architettonico é chiaramente ispirato alla Scala di Milano)

Il Teatro Municipale di Piacenza, inaugurato nel 1804, fu progettato da Lotario Tomba per una società di nobili piacentini a seguito dell’incendio che aveva distrutto il teatro ducale della Cittadella il 24 dicembre 1798.
I lavori iniziarono nel settembre del 1803, e già il 10 settembre 1804 il teatro “Nuovo” fu inaugurato con grandi festeggiamenti e con l’esecuzione del dramma Zamori ossia l’Eroe delle Indie, composto per l’occasione dal maestro bavarese Giovanni Simone Mayr. La festa coinvolse la città intera in una giornata indimenticabile, animata da fiere di bestiame, fuochi artificiali, un macchinone in cartapesta allestito in Piazza Cavalli, feste da ballo e corse di cavalli.

Il Teatro si affaccia su via Verdi, ricca di palazzi settecenteschi - Malvicini Fontana, Scotti da San Giorgio, Zanardi Landi - e sulla rettangolare piazza Sant’Antonino, definita dalla più antica chiesa della città (IV - XII sec.), dai Palazzi Marazzani Visconti, Trevani con portale cinquecentesco e Zanardi Landi.

http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/I/TEATRI3/30088071.JPG

http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/I/TEATRI1/11980038.JPG

SiLvEr@SSC
September 10th, 2008, 03:44 AM
http://www.teatroallascala.org/includes/img/logo.gif
http://www.teatroallascala.org/

Storia
Il Teatro alla Scala venne fondato, per volontà dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, in seguito all'incendio che il 26 febbraio 1776 aveva distrutto il Teatro Regio Ducale, antica sede delle rappresentazioni liriche a Milano. Le spese della costruzione furono sostenute dai palchettisti del Ducale, in cambio della concessione del terreno dove sorgeva la Chiesa di Santa Maria alla Scala (da cui il suo nome) e del rinnovo della proprietà dei palchi. Opera del grande architetto neoclassico Giuseppe Piermarini, il Teatro venne inaugurato il 3 agosto 1778 con l'opera di Antonio Salieri, L'Europa riconosciuta, su libretto di Mattia Verazi.

Il primo periodo della sua storia artistica è legato alla tradizione dell'opera buffa "napoletana", i cui maggiori esponenti sono stati Giovanni Paisiello (1740-1816) e Domenico Cimarosa (1749-1801). Fra le numerose opere rappresentate, vanno ricordate La Frascatana (1780), Il barbiere di Siviglia (1786) e Nina, ossia pazza per amore (1804) di Paisiello, L'italiana in Londra (1780) e Il matrimonio segreto (1793) di Cimarosa.

Il rinnovamento del repertorio viene avviato fra il 1793 e il 1798 con L'oro fa tutto di Ferdinando Paër (1771-1839) e Un pazzo ne fa cento di Giovanni Simone Mayr (1763-1845). La Scala si apriva così al gusto neoclassico di ascendenza francese e alla successiva, più radicale evoluzione del teatro musicale. Paër e Mayr, infatti, costituiranno storicamente il punto di collegamento e passaggio dall'opera buffa all'opera romantica di Gioachino Rossini (1792-1868).

Con l'avvento nel 1812 di Rossini (La pietra del paragone), la Scala diventerà il luogo deputato del melodramma italiano: della sua storia lungo oltre un secolo e poi della sua tradizione fino ai nostri giorni. Il catalogo rossiniano rappresentato fino al 1825 comprende: Il turco in Italia, La Cenerentola, Il barbiere di Siviglia, La donna del lago, Otello, Tancredi, Semiramide, Mosé. Negli stessi anni, le coreografie di Salvatore Viganò (1769-1821) e di Carlo Blasis (1795-1878) estendevano il primato artistico del Teatro anche al balletto.

Per quanto riguarda il repertorio straniero, spiccano gli allestimenti nel 1816 del Flauto magico, una delle opere di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) rappresentate nel corso dell'Ottocento, e nel 1822 della Vestale di Gaspare Spontini (1774-1851). Nel 1806 Alessandro Sanquirico (1777-1849) assume la direzione della scenografia e rinnova la concezione degli allestimenti adeguandoli alla nuova sensibilità romantica. Nel 1814 si accresce la profondità del palcoscenico, occupando parte dell'area di un convento demolito nella contrada di San Giuseppe (l'attuale via Verdi). Nel 1821 l'illuminazione a candele viene sostituita da una grande lumiera centrale a lampade di sicurezza ("argants"), rimaste in funzione fino all'impianto a gas che sarà adottato nel 1860.

Una nuova, straordinaria stagione del melodramma si apre fra il 1822 e il 1825 con Chiara e Serafina di Gaetano Donizetti (1797-1848) e Il pirata di Vincenzo Bellini (1801-1835). Le opere successive di Donizetti alla Scala saranno (fino al 1850) Anna Bolena, Lucrezia Borgia, Torquato Tasso, La figlia del reggimento, La favorita, Linda di Chamounix, Don Pasquale e Poliuto. Di Bellini seguiranno (fino al 1836) I Capuleti e i Montecchi, Norma, La sonnambula, Beatrice di Tenda e I puritani.

Fra i massimi interpreti del repertorio di Rossini, Donizetti e Bellini si ricordano i soprani Isabella Colbran (1785-1845), Maria Teresa Belloc-Giorgi (1784-1855), Giuditta Pasta (1797-1865), il mezzosoprano Maria Malibran (1808-1836), il tenore Luigi Pacini (1767-1837), i sopranisti Gasparo Pacchiarotti (1740-1821) e Giovanni Battista Velluti (1780-1861). Si affermano nella danza tre delle più grandi dive della storia scaligera, Maria Taglioni (1804-1884), Fanny Cerrito (1817-1909) e l'austriaca Fanny Elsler (1810-1884), quest'ultima costretta nel '48 a lasciare il Teatro perché ritenuta un'informatrice della polizia. Insieme a loro si ricorda il francese Marius Petipa (1818-1910), rimasto celebre anche per aver creato a San Pietroburgo La Bella addormentata nel bosco e Il lago dei cigni di Čajkovskij.

Nel 1839 Oberto, conte di San Bonifacio inaugura il ciclo delle opere di Giuseppe Verdi (1813-1901), il compositore che più di ogni altro è legato alla storia del Teatro. Dopo il clamoroso insuccesso di Un giorno di regno, nel 1842 va in scena Nabucco, il primo e decisivo trionfo per la sua ascesa. Al tempo stesso, il forte sentimento patriottico suscitato da Nabucco, fonda la "popolarità" del melodramma e identifica la sua immagine con la Scala. Ancora due opere (I Lombardi alla prima crociata e Giovanna d'Arco) e nel 1846 la collaborazione si rompe bruscamente. Per lunghi anni le nuove opere di Verdi nasceranno lontano dalla Scala. La riconciliazione avverrà gradualmente a partire dal 1869, con l'allestimento della nuova versione della Forza del destino. Nel 1872 si tiene la "prima" europea di Aida, nel 1874 Verdi vi dirige il suo Requiem, nel 1881 presenta la revisione di Simon Boccanegra. Nel 1887 e nel 1893, la Scala mette in scena Otello e Falstaff, i due ultimi capolavori nati dalla collaborazione con Arrigo Boito (1842-1918).

Fra i più grandi interpreti storici del teatro verdiano alla Scala, si ricordano il soprano Giuseppina Strepponi (1815-1897, sposa del Maestro), Adelina Patti (1843-1919), Teresa Stolz (1834-1902, prima interprete del Requiem), Francesco Tamagno (1850-1905, primo interprete di Otello), il baritono Victor Maurel (1848-1923, primo Falstaff). Nel 1881 Luigi Manzotti (1835-1905) e Romualdo Marenco (1841-1907) creano il ballo Excelsior, uno dei capolavori della coreografia alla Scala, rimasto ancor oggi in repertorio. Nel 1883 l'illuminazione della sala e del palcoscenico viene interamente elettrificata.

Nel 1898 le difficoltà economiche del Teatro danno origine al primo esperimento di modernizzazione della gestione, attuato dal duca Guido Visconti di Modrone, da Arrigo Boito e da Giulio Gatti Casazza, al quale viene affidata la direzione generale (il ruolo del futuro sovrintendente).

Arturo Toscanini (1867-1957) assume la direzione artistica e promuove una radicale riforma del Teatro sia negli aspetti organizzativi sia nei rapporti con il pubblico. Toscanini, uno dei grandi direttori di sempre, raccoglie l'eredità musicale di Verdi, inaugurando una tradizione interpretativa che sarà ininterrottamente continuata e rinnovata durante il Novecento. A lui si devono inoltre la rivalutazione e la regolare esecuzione alla Scala delle opere di Richard Wagner (in precedenza tardiva e manchevole) e la stabile estensione del repertorio orchestrale alla musica sinfonica. Giacomo Puccini (1858-1924) appare alla Scala nel 1885 con Le Villi cui seguiranno, fra le altre, Manon Lescaut, Madama Butterfly, La fanciulla del West. Nel 1926, con la direzione di Toscanini, si tiene la "prima" di Turandot, l'opera considerata conclusiva della storia del melodramma italiano.

Cavalleria rusticana segna, nel 1891, l'introduzione nel repertorio scaligero di Pietro Mascagni (1863-1945) e del Verismo musicale. Seguiranno numerosi altri suoi titoli (Iris, Parisina, Le maschere) e le principali opere di Ruggero Leoncavallo (1857-1919), Francesco Cilea (1866-1950) e Umberto Giordano (1867-1948). L'allestimento, nel 1906, di Salome di Richard Strauss costituisce sia una svolta del repertorio verso le nuove correnti musicali, sia una più decisa apertura ai compositori stranieri. Negli anni immediatamente successivi seguiranno opere o musiche, fra altri, di Igor Stravinskij, Claude Debussy, Ferruccio Busoni, Ildebrando Pizzetti, Riccardo Zandonai, Ottorino Respighi. Il nuovo indirizzo artistico, uno dei cui protagonisti è il direttore Tullio Serafin (1878-1968), verrà poi consolidato e mantenuto. L'8 marzo 1913 si inaugura il Museo Teatrale alla Scala, nato dall'acquisto delle collezioni dell'antiquario parigino Jules Sambon.

Nel 1921 la proprietà dei palchi viene trasferita dai privati al Comune di Milano. La misura si è resa necessaria per risolvere una nuova crisi economica, aggravata nel 1917 dalle difficoltà della prima guerra mondiale. La Scala si trasforma in un Ente Autonomo comunale, sotto il controllo dello Stato che assicura il finanziamento annuale dell'attività. Si realizzano un importante ampliamento del palcoscenico e il completo rinnovo degli impianti tecnici.

Il periodo fra le due guerre è caratterizzato dall'avvicendamento alla Scala dei più grandi interpreti del tempo, fra i quali Fëdor Saljapin, Magda Olivero, Giacomo Lauri Volpi, Titta Ruffo, Gino Bechi, Beniamino Gigli, Mafalda Favero, Toti Dal Monte, Gilda Dalla Rizza, Aureliano Pertile. Sono inoltre significative le innovazioni nei criteri di allestimento promosse da Nicola Benois.

Nel 1943 la Scala viene gravemente danneggiata da un bombardamento. Riaperto l'11 maggio 1946 da uno storico concerto di Toscanini, il Teatro torna rapidamente, sotto la sovrintendenza di Antonio Ghiringhelli, ai più alti livelli produttivi e artistici. Ritorna alla direzione del Coro Vittore Veneziani, allontanato nel 1938 per le leggi razziali. Nel 1948 esordisce il maestro Guido Cantelli (1920-1956) che si affermerà fra i maggiori direttori del dopoguerra. Numerosi allestimenti d'opera (il ciclo wagneriano diretto nel 1950 da Wilhelm Furtwängler, il repertorio verdiano di Victor de Sabata ecc.), concerti (Herbert von Karajan, Dimitri Mitropoulos, Bruno Walter ecc.), interpreti (Maria Callas, Renata Tebaldi, Giuseppe Di Stefano, Mario Del Monaco ecc.), spettacoli di ballo (Margot Fonteyn, Serge Lifar, Maja Plissetskaja, Rudolf Nureyev), regie (Luchino Visconti, Giorgio Strehler) restano non solo nella storia della Scala, ma della musica e del teatro nel dopoguerra.

Nel 1954 Norberto Mola assume la direzione del Coro. Nel 1955 esordisce Carla Fracci. Per quanto riguarda il repertorio contemporaneo, tra il 1947 e il 1960 e in particolare durante la direzione artistica di Francesco Siciliani, vengono eseguite opere o musiche, fra gli altri, di Sergej Prokof'ev, Benjamin Britten, Alban Berg (Wozzeck, 1952), George Gershwin, Francis Poulenc (Dialoghi delle Carmelitane, 1957), Ferruccio Busoni. Importante anche il bilancio del decennio successivo che comprende, fra altri, Arnold Schönberg (Mosè e Aronne, 1961), Dmitrij Sostakovič (Katerina Ismailova, 1964), Luigi Dallapiccola (Volo di notte, 1963), Kurt Weill (Ascesa e caduta della città di Mahagonny, 1964), Paul Hindemith (Cardillac, 1964). Nel 1965 debuttano alla Scala Liliana Cosi e Luciana Savignano. Nel 1963 esordiscono alla Scala Luciano Berio, come direttore e compositore (Passaggio), e Bruno Maderna (1920-1973) come direttore; nel 1965 con Atomtod esordiscono Giacomo Manzoni e Claudio Abbado; nel 1968 il compositore Franco Donatoni (1927-2000) e nel 1969 Maurizio Pollini.

Le creazioni di Roland Petit e Maurice Béjart rinnovano la coreografia. Semiramide (1962) e Guglielmo Tell (1965) di Rossini, assenti da molti anni alla Scala, avviano la rivalutazione del suo repertorio melodrammatico, conosciuta come "Rossini-Renaissance". Un ruolo preminente nella vita musicale del Teatro è esercitato da direttori come Gianandrea Gavazzeni e Antonino Votto (maestro del Coro, dal 1963, Roberto Benaglio). Nel 1970 Riccardo Muti debutta alla Scala come direttore sinfonico.

Nel 1972 Claudio Abbado assume la direzione dell'Orchestra. Fino al 1986 esegue fra l'altro Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola, L'italiana in Algeri di Rossini, Simon Boccanegra, Macbeth, Don Carlo di Verdi, la novità assoluta Al gran sole carico d'amore di Luigi Nono, Pelléas et Mélisande di Claude Debussy. Svolge inoltre un'intensa attività concertistica. Maestro del Coro è Romano Gandolfi.

Nel 1975 esordio alla Scala di Oriella Dorella. Nel 1978 una grande mostra al Palazzo Reale di Milano celebra il Bicentenario del Teatro. Nel 1981 Riccardo Muti debutta alla Scala come direttore d'opera (Mozart, Le nozze di Figaro). Giulio Bertola assume la direzione del Coro. Nel 1982 nasce l'Orchestra Filarmonica della Scala.

Fra gli altri autori contemporanei, sono eseguiti fino al 1986 Luciano Berio (La vera storia), Franco Donatoni (Atem) e Karlheinz Stockhausen (Samstag aus Licht). Nel 1985 debutta alla Scala Alessandra Ferri.
Nel 1986 Riccardo Muti assume la direzione musicale. Dal 1989 al 1998 riporta in scena le opere più amate (Rigoletto, La traviata, Macbeth, La forza del destino) e numerosi altri titoli di Verdi, tra cui Falstaff e Don Carlo. Affronta la trilogia italiana di Mozart-Da Ponte, dirigendo inoltre Idomeneo e La clemenza di Tito. Il suo repertorio alla Scala comprende Parsifal di Wagner e le edizioni del Ring e del Ciclo sinfonico di Beethoven, Fidelio, quattro opere di Christoph W. Gluck (fra cui Armide, 1996), Lodoïska di Luigi Cherubini, La donna del lago di Rossini, Pagliacci di Leoncavallo, Nina, ossia la pazza per amore di Paisiello, Tosca di Puccini, Dialogues des Carmélites di Poulenc.

Fra gli altri autori contemporanei, sono eseguiti fino al 1999 Luciano Berio (Outis), Hans Werner Henze (Lo sdegno del mare, Undine), Giacomo Manzoni (Doktor Faustus), Fabio Vacchi (La station thermale), Salvatore Sciarrino (Perseo e Andromeda), Aldo Clementi (Carillon), Leonard Bernstein (West Side Story).

Nel 1991 Roberto Gabbiani assume la direzione del Coro. Nel 1997 la Scala si trasforma in una Fondazione con soci privati, aprendo una decisiva fase di modernizzazione. Nel 2000 Bruno Casoni è nominato nuovo direttore del Coro.

Il 7 dicembre 2001 un nuovo allestimento di Otello, con la direzione di Muti, conclude l'Anno verdiano e le rappresentazioni nell'edificio del Piermarini, sottoposto dal gennaio 2002 a importanti lavori di restauro e modernizzazione. Il 19 gennaio 2002 si inaugura, con La traviata, diretta da Muti, il nuovo Teatro degli Arcimboldi, sorto nell'area industriale dismessa della Pirelli-Bicocca.

Il 23 maggio si apre la sede del Museo Teatrale a Palazzo Busca. Il Consiglio comunale di Milano approva il progetto architettonico di Mario Botta e il progetto di restauro conservativo di Elisabetta Fabbri per il Teatro alla Scala. Nel mese di settembre 2003 si svolge un'altra tournée a Tokyo.

Il 7 dicembre 2004, con Europa riconosciuta di Antonio Salieri, diretta da Riccardo Muti si inaugura la Scala restaurata. Nell'edificio del Piermarini ritorna anche il Museo Teatrale alla Scala, in un nuovo allestimento di Pier Luigi Pizzi.

Nella primavera del 2005 Riccardo Muti lascia dopo diciannove anni la direzione musicale del Teatro. La stagione 2005-06, dedicata al duecentocinquantenario della nascita di Mozart, è inaugurata da Idomeneo, con la direzione di Daniel Harding.

La Stagione 2006/07 vede il ritorno, il 7 dicembre, di un’opera di Verdi, Aida diretta da Riccardo Chailly, e l’inizio delle Celebrazioni per il 50° anniversario della scomparsa di Arturo Toscanini, culmininate con la doppia esecuzione, alla Scala e nel Duomo di Parma, della Messa da Requiem di Verdi diretta da Daniel Barenboim.

Il 7 dicembre 2007 sarà Tristan und Isolde di Wagner, diretta da Barenboim, ad aprire la Stagione 2007/08, opera che segnerà l’inizio di una più stretta collaborazione tra il Teatro alla Scala e il Maestro argentino-israeliano.


L'Orchestra
L'Ottocento musicale italiano fu dominato da quello che Gian Francesco Malipiero, argutamente, chiamava "mal di melodramma".

La mancanza di una tradizione cameristica e sinfonica ha tardato a configurare, nella scuola italiana, l'immagine del direttore d'orchestra sinfonico, e del maestro direttore e concertatore per le opere.

Nel melodramma visse per lungo tempo la figura del primo violino capo d'orchestra, anche con illustri esempi quali Alessandro Rolla e il suo allievo Eugenio Cavallini.

Si dovrà aspettare il 1854 per avere con Alberto Mazzucato il primo vero e proprio maestro direttore e concertatore con bacchetta sul podio.

Mazzucato apre la gloriosissima dinastia dei direttori scaligeri, che conterà Franco Faccio (fautore anche, contro l'opinione di Verdi, di una vita sinfonica dell'orchestra), poi Leopoldo Mugnone, Edoardo Mascheroni e, alla fine, Arturo Toscanini.

A Franco Faccio l'onore di dirigere la prima di Otello nel 1887, a Edoardo Mascheroni la prima di Falstaff nel 1893 e a Toscanini il compito di trasformare, con una lunga battaglia, la Scala da teatro privato in Ente Autonomo (stagione 1921/22).

Grazie alla continua presenza di grandi direttori - dallo stesso Toscanini a Victor de Sabata, da Wilhelm Furtwängler a Herbert von Karajan, da Guido Cantelli a Leonard Bernstein, per giungere a Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini , Carlos Kleiber, Claudio Abbado e Riccardo Muti - il prestigio internazionale dell'Orchestra non ha fatto che crescere.

Composta da circa 135 elementi, l'Orchestra della Scala, considerata tra le migliori al mondo per la produzione operistica, oggi ha acquisito una posizione internazionale di grande prestigio anche per l'attività sinfonica.

Sua caratteristica principale è la capacità di ottenere un suono omogeneo e distinto, tipicamente scaligero, che viene trasmesso di generazione in generazione.

La duttilità, la morbidezza e la velocità nel sistemare il bilanciamento timbrico sono caratteristiche proprie dell'Orchestra della Scala.



Foto
http://img235.imageshack.us/img235/3462/scala1es3.jpg

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http://www.filarmonica.it/photo/orchestra9-Gatti.JPG

http://www.filarmonica.it/photo/orchestra2.jpg

http://www.filarmonica.it/photo/orchestra3.jpg

Sampei
September 10th, 2008, 12:44 PM
Teatro Massimo "Vincenzo Bellini" di Catania

http://www.teatromassimobellini.it/images/logoTeatro.gif (http://www.teatromassimobellini.it/)

La storia
Il Teatro Massimo "Vincenzo Bellini", il primo ad ottenere l'appellativo di "Massimo" in Sicilia, costruito su progetto dell'architetto milanese Carlo Sada, fu inaugurato nel 1890. Durante la sua esistenza questo centro propulsore della vita musicale catanese ha visto passare sulle tavole del suo palcoscenico molti tra i maggiori musicisti dei Novecento: da Gino Marinuzzi a Vittorio Gui, da Antonio Guarnieri a Georg Solti, Lorin Maazel, Riccardo Muti, Giuseppe Sinopoli, Alain Lombard; da Toti Dal Monte alla Callas alla Caballé alla Scotto alla Freni; da Schipa a Gigli, a Corelli a Pavarotti a Pertile a Del Monaco a Di Stefano; da Galeffi a Bechi, a Gobbi, a Nucci, ed ha rappresentato in pratica tutti i capolavori del teatro musicale da Mozart a Berg, nonché opere contemporanee come, ultima in ordine di tempo, la Divara di Azio Corghi in prima esecuzione assoluta nella versione originale in lingua italiana. Il "Bellini" dispone di un'orchestra di 105 elementi, di un coro di 84 elementi, di un nutrito gruppo di tecnici di palcoscenico, di laboratori scenografici che negli ultimi anni hanno realizzato allestimenti di Ezio Frigerio, Pet Halmen, Maurizio Balò, Hugo de Ana, Luciano Ricceri, Dante Ferretti, Franca Squarciapino. Gli spettacoli sono stati curati da registi quali Pierre Ponnelle, Werner Herzog, Claude D'Anna, Gilbert Deflo, Giuliano Montaldo, Denis Krief. Nella sua sala di milleduecento posti, dall'acustica perfetta, si svolgono ogni anno una stagione d'opera, con sette turni d'abbonamento, ed una stagione sinfonica e da camera, con due turni d'abbonamento. Molti concerti vengono replicati in località della Sicilia ed una intensa attività promozionale viene svolta da piccoli complessi strumentali e vocali formati da elementi dell'orchestra e del coro.

http://farm2.static.flickr.com/1223/1073805603_832aa326ee.jpg?v=0

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/3/36/TeatroMassimoCt.jpg/340px-TeatroMassimoCt.jpg

http://www.francescopolito.com/manifestazioni/slides/Teatro_Bellini_Catania.jpg

http://farm2.static.flickr.com/1361/1073808943_10683e0896.jpg?v=0

http://fotocenter.corriere.it/gallery/5470723c-18cd-11dc-9e5c-0003ba99c53b/16_500.jpg

http://www.siciliaonline.it/images/stories/Teatro1.jpg

Curiosità:

- È il teatro riprodotto nella vecchia banconota delle 5000 lire, dietro il volto del compositore catanese Vincenzo Bellini:

http://www.oldmoney.it/banconote/lit/lit_img/5000LIT.JPG

- È il teatro dove Roberto Benigni ha girato alcune famose scene di "Johnny Stecchino" (ambientato però a Palermo):

q0kIzQvfcvE

Super Tim
September 10th, 2008, 01:29 PM
Sbaglio o manca un thread del genere?http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=537513

Fondendoli si sarebbe perso il post di apertura al quale lavora Cumino, quindi... meglio un thread in più sui teatri che uno in meno. :)

Rhoy
September 10th, 2008, 01:54 PM
Sono un po' grandi ma pazienza.

Teatro Municipale - Piacenza (il cui disegno architettonico é chiaramente ispirato alla Scala di Milano)

e pure meglio mi verrebbe da dire.. foto a colori? :)

Dorocka
September 10th, 2008, 01:54 PM
Teatro Coccia - Novara

Progetto del Teatro

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Coccia antico

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Coccia di oggi

http://i34.tinypic.com/30kenpt.jpg

Interni

http://i33.tinypic.com/kdmv45.jpg

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Dorocka
September 10th, 2008, 02:01 PM
uffaaaa due foto mi sono venute piccole...:(

caligola00
September 10th, 2008, 02:08 PM
Per me il Teatro più suggestivo d'Italia

Teatro Scientifico di Mantova

http://i33.tinypic.com/1z1qq2u.jpg

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Costruito tra il 1767 e il 1769, il gioiello settecentesco della città fu progettato dal parmense Antonio Galli Bibiena su commissione del rettore dell'Accademia dei Timidi, conte Carlo Ottavio di Colloredo, con la finalità di ospitare principalmente adunanze scientifiche , ma aperto anche a recite e concerti. Il teatro, non più a gradinata come quelli rinascimentali, presenta una pianta a forma di campana ed è disposto su più ordini di palchetti lignei, secondo il genere di struttura inventato nel Seicento e che ormai imperava.
Con vivacità prodigiosa pari alle risorse dell'estro, l'architetto Bibiena adempì in soli due anni all'obbligo che nel 1767 aveva contratto coi Timidi: ideò lo speciale teatro, ne diresse i lavori di fabbrica ed infine, con abilità di pittore oltre che di architetto, affrescò personalmente gli interni dei numerosi palchetti con figurazioni monocrome, anch'esse documento prezioso dell'attività artistica dell'insigne maestro. La classica facciata fu invece realizzata da Giuseppe Piermarini da cui trae il nome il salone posto al primo piano del teatro.
Lo “scientifico”, finito di tutto punto, il 3 dicembre 1769 poteva essere ufficialmente inaugurato: risultava essere un gioiello squisito per gli equilibri fra movimento ed eleganza e una delle formulazioni architettoniche più significative del tardo Settecento europeo. Poco più di un mese dopo l'inaugurazione, il 16 gennaio 1770 il giovinetto Wolfgang Amadeus Mozart, appena quattordicenne, giunto a Mantova nel giro della sua prima tournée italiana, consacrava l'incipiente vita del leggiadro teatro “scientifico” dandovi insieme al padre Leopold un memorabile concerto.
Tuttora il teatro viene utilizzato per ospitare rassegne musicali, concerti e convegni di alto livello.

BiagPal
September 10th, 2008, 02:46 PM
Ottima idea aprire questa discussione! :okay:

paolo60
September 10th, 2008, 02:53 PM
Il Teatro Dal Verme di Milano in Via San Giovanni sul muro , pieno centro cittadino Cairoli per intenderci

http://eternauta66.blog.kataweb.it/files/2008/05/2_dal-verme.jpg

http://www.dalverme.org/ breve copia incolla:D dallo stesso sito

Il Teatro Dal Verme prende il nome dall'antica famiglia dei Dal Verme che nel xix secolo abitava i palazzi affacciati sulle attuali vie San Giovanni sul Muro e Puccini. Di fronte a queste strade, allora periferiche, nel 1864 era stato eretto il baraccone di legno del Circo Ciniselli, che provocava continue proteste tra gli abitanti del quartiere. I Dal Verme, qualche anno dopo, decisero di acquistarlo per abbatterlo e di utilizzare l'area per erigervi un grande teatro che portasse il nome del casato.

Il progetto fu affidato dal Conte Francesco Dal Verme all'architetto Giuseppe Pestagalli il quale concepì un edificio capiente circa tremila posti e con le caratteristiche dell'architettura teatrale del pieno Ottocento: la consueta forma a ferro di cavallo, molto ampia, su cui sorgevano due ordini di palchi, sormontati da una profondissima loggia che da sola conteneva circa mille quattrocento persone. L'edificio fu eretto a tempo di record e inaugurato nel 1872, dopo un anno e mezzo di lavori.

L'inaugurazione avvenne il 14 settembre 1872 e con la rappresentazione de' Gli Ugonotti di Meyerbeer. Destinato prevalentemente all'opera lirica, ma anche alla prosa e a spettacoli popolari, il teatro da allora programmò regolari stagioni che in certi periodi vennero giudicate non inferiori a quelle della Scala.

Tra gli anni d'oro del Teatro si ricorda, il 1884, quando l'inaugurazione propose Le Villi dell'esordiente Giacomo Puccini; e il 1892, quando ebbe luogo la prima rappresentazione dei Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.

La vedova allegra di Franz Lehar, ebbe al Dal Verme , il 27 aprile 1907 , il suo trionfale battesimo italiano: applausi e richieste di bis a non finire non solo per la protagonista, la celebre Emma Vecla, ma anche per Caramba, il mago dei costumi. Serate memorabili furono quelle nelle quali arrivò Marinetti con il Teatro futurista. Per quanto riguarda la prosa, sono passate alla storia del Dal Verme le recite di Tommaso Salvini nel 1878 e l'addio alle scene di Ermete Novelli il 19 febbraio 1915.

I bombardamenti del 1943 distrussero gli interni nonché la splendida cupola originaria che, dagli occupanti tedeschi, venne spogliata di tutte le parti metalliche. Venne restaurato nel 1946.

Negli anni Cinquanta il Teatro Dal Verme, trasformato in cinematografo già da una ventina d'anni, venne per qualche tempo destinato ad ospitare le riviste musicali; si tornò poi al cinema e, saltuariamente, ai congressi politici.

La speranza di riportare il Teatro Dal Verme ai lustri del passato si riaccese brevemente quando, nel 1964, gli architetti Ernesto Rogers e Marco Zanuso approntarono un progetto che ne prevedeva l'utilizzazione come nuova sede del Piccolo Teatro. Il progetto non andò in porto soprattutto a causa di difficoltà finanziarie.

tiziana75
September 10th, 2008, 07:38 PM
http://www.oldmoney.it/banconote/lit/lit_img/5000LIT.JPG



Mitiche!!!:)

Falcon83
September 10th, 2008, 09:06 PM
^^^Almeno si sono degnati di fare il Leone di San Marco tre volte più grande dei simboli delle repubbliche marinare dai.....

Cumino
September 11th, 2008, 12:41 AM
Aggiunti all'indice iniziale gli ultimi posts ;)

caligola00
September 11th, 2008, 09:32 AM
Un altro capolavoro

Teatro Farnese di Parma

non più utilizzato come teatro, ma inserito nell'itinerario della galleria nazionale di parma
tra l'altro uno dei rari esempi di restauro con ampie porzioni di ricostruzione in italia. il tetaro fu infatti distrutto da un incendio e ciò che si vede oggi è il frutto di una riscostruzione molto estesa.

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caligola00
September 11th, 2008, 09:39 AM
I Forumer stranieri ci scuseranno la presunzione....

ma, Signore e Signori il Teatro più bello del Mondo

Teatro Olimpico di Vicenza

Andrea Palladio
(nientepopodimenoche...)

scena fissa. usato per teatro classico
http://i36.tinypic.com/1z554w5.jpg

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Cumino
September 11th, 2008, 10:09 AM
^^ Bellissimo il Teatro Farnese! Io ho avuto la possibilità di visitarlo in seconda media in gita. Rimasi affascinato, tutto in legno, chissà vederci le Opere lì dentro come sarà stato...

Milanomia
September 11th, 2008, 11:30 AM
Sotto Milano, oltre alla scala ci sono:

- SCALA piazza della scala
- DAL VERME largo cairoli
- ARCIMBOLDI Viale dell'Innovazione
- PICCOLO TEATRO (STREHLER) Largo Antonio Greppi, 1



Vista l'intenzione del 3d terrei solo questi che hanno una presenza architettonica forte nel contesto urbano.....poi ci sono teatri storicamente importanti (almeno 5/6) ma che da furi non hanno molta visibilità...

SiLvEr@SSC
September 13th, 2008, 02:48 AM
I Forumer stranieri ci scuseranno la presunzione....

ma, Signore e Signori il Teatro più bello del Mondo

Teatro Olimpico di Vicenza

Andrea Palladio
(nientepopodimenoche...)

scena fissa. usato per teatro classico
http://i36.tinypic.com/1z554w5.jpg

http://i35.tinypic.com/vzvvk2.jpg

http://i33.tinypic.com/nn0k87.jpg

http://i35.tinypic.com/vzvvk2.jpg

...visitato, e posso confermare che è davvero molto suggestivo ;)

Pavlvs
September 13th, 2008, 08:59 AM
Teatro anatomico - Padova

http://www.outcome-evaluation.org/eusarf2008/public/images/gallery/teatro_anatomico.jpg

Tzaziky
September 13th, 2008, 10:10 AM
^^ehm..non è proprio un teatro inteso con l'accezione moderna del termine..

Pavlvs
September 13th, 2008, 10:16 AM
Sempre teatro è :D

Tzaziky
September 13th, 2008, 10:25 AM
già.. stupendo comunque, cesellato a mano da maestranze della Serenissima repubblica, simbolo dell'apertura culturale alla scienza di Venezia nonchè vanto dell' Università di Padova. Non a caso lo studio dell'anatomia è nato proprio qua.

gerry69
September 13th, 2008, 12:25 PM
Teatro anatomico - Padova

http://www.outcome-evaluation.org/eusarf2008/public/images/gallery/teatro_anatomico.jpg
Ma è un'aula universitaria?!?!?
Comunque il Teatro Massimo di Palermo è sicuramente tra i più belli del mondo. Ne ho visitati anche all'estero, blasonati come quelli di Vienna ma non all'altezza del Teatro palermitano.
Suggestivi quelli di Vicenza e Parma e quando passerò da quelle parti li vorrò visitare.
Ciao
Gerry

Gioven
September 13th, 2008, 12:54 PM
Ma è un'aula universitaria?!?!?


Il Teatro Anatomico era un'aula universitaria, ora lo si visita nel tour dell'antico palazzo dell'Università, il Bo.
Gli studenti stavano in piedi appoggiati alla balaustra del "palco" su cui si trovavano e potevano così assistere alle anatomie (leggi: autopsie a scopo didattico).

Complimenti a Pavlvs per averne fatto menzione.

gerry69
September 13th, 2008, 01:22 PM
http://www.teatromassimo.it/teatro/visita.html

tiziana75
September 15th, 2008, 03:36 PM
Teatro Massimo
http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/2164350118_080180989a_o.jpg

http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/2442277769_c2643d5ed3_b.jpg

http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/190634372_0795bb1f95.jpg

http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/2510914206_2282e7dfdd_b.jpg

http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/DSC00019-SICILY-PALERMO-TEATRO-MASS.jpg

http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/6_0.jpg

http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/2537622385_a42a2f8479.jpg

http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/3486927.jpg

Hornblower
September 15th, 2008, 03:53 PM
Teatro Massimo
http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/2164350118_080180989a_o.jpg

http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/2442277769_c2643d5ed3_b.jpg

http://i297.photobucket.com/albums/mm205/tixxi75/3486927.jpg

In questo teatro è ambientata la famosa scena della banana di Roberto Benigni nel film "Jhonny Stecchino", e una parte del film "Il padrino parte III".

:)

Teatro stupendo trai i più belli e grandi d'Europa

Hornblower
September 16th, 2008, 04:46 PM
http://www.hotel-rimini.biz/photo_gallery/RIMINI.TEATRO.GALLI.jpg

http://www.guidahotel.com/rimini-storia/img/teatro-galli-di-rimini.jpg

http://www.rimini.com/img_doc/1/831.jpg

http://www.rimini.com/img_doc/1/195.jpg

La costruzione del Teatro Comunale di Rimini è iniziata nel 1843 e l’inaugurazione è avvenuta nel 1857 con l’“Aroldo” di Giuseppe Verdi.
Il Teatro è stato intitolato (quando in gran parte era ridotto in rovina) al compositore Amintore Galli (1845-1919) nel 1947, in precedenza si chiamò Teatro Nuovo e dal 1859 Teatro Vittorio Emanuele II.
Il progetto (1841-43) porta la firma di Luigi Poletti, architetto e ingegnere dello Stato Pontificio. Le sei tavole dello studio originale, da lui depositate a Rimini il 29 gennaio 1842, sono andate perdute quando il terremoto del 1916 danneggiò gli uffici comunali. Esistono però 6 fotografie (di Luigi Perilli) che risalgono al 1900 circa e cinque disegni acquerellati del progetto originale.
Il progetto originario del Poletti non corrisponde a quello pubblicato da Genesio Morandi nel 1857 (col titolo: “Il teatro di Rimini. Opera dell’architetto commendatore professor Luigi Poletti descritto ed illustrato in ordine alla storia ed alle arti da Genesio Morandi con prolegomeni estetici incisi in rame”) e nemmeno a quello realizzato, che fra le altre cose risulta più corto e più basso dell’originario.
L’ultima stagione del Teatro è quella che si tiene nel periodo di carnevale del 1943, perché le bombe della seconda guerra mondiale distrussero gran parte della struttura, facendo crollare interamente l’abside e la copertura, circa il 90 per cento della sala e del palcoscenico (è rimasto invece pressoché integro il foyer) e provocando gravi danni al paramento albertiano, tali da rendere necessario lo smontaggio e il rimontaggio di tutti i blocchi. Saccheggi e demolizioni successive fecero il resto (la parte danneggiata è stata usata anche come cava di materiali da costruzione). Sulla parte distrutta del Teatro vero e proprio è stato costruito il capannone-palestra pavimentato in calcestruzzo che, secondo alcuni studiosi, molto probabilmente copre un’area archeologica e di certo le fondazioni della vecchia struttura.
La sala teatrale con i palchi e i loggioni conteneva oltre mille posti a sedere, inizialmente era illuminata a gas e più o meno a partire dal 1920 con luce elettrica.
Il Teatro di Rimini progettato dal Poletti (quasi negli stessi anni ne costruì tre: oltre a quello della nostra città, anche i teatri di Fano e Terni; mentre quest’ultimo è andato perduto, quello di Fano - perfettamente funzionante e restaurato di recente - presenta le stesse caratteristiche tipologiche e costruttive del teatro “Galli”) rivoluzionò la tipologia del teatro a palchi in uso in Europa fino a quel momento, proponendo una variante del teatro all’italiana, con un’impronta architettonica classica (greco-romana) e monumentale. Luigi Poletti concepì il Teatro Comunale di Rimini come tempio della musica ispirandosi alla solennità e alla sontuosità dei templi romani.

P.S.
Complinti a CUMINO per aver aperto questa interessante discussione :)

BrixianArch
November 18th, 2008, 09:57 AM
http://img241.imageshack.us/img241/7127/logotopau7.gif (http://imageshack.us)

Il teatro Grande di Brescia è il maggiore teatro storico della città lombarda.
Situato nel cuore cittadino si affaccia direttamente sul centralissimo Corso Zanardelli.
Le origini di questa istituzione sono storiche e risalgono alla secentesca Accademia degli erranti.
L'edificio attuale è frutto di successivi ampliamenti e ricostruzioni. La sala del teatro sorge nell'area anticamente occupata dalla cortile dell'accademia mentre il ridotto odierno ha sostituito la primitiva sala teatrale.
L'esterno del teatro, in gran parte circondato da abitazioni private, si affaccia sul corso mediante un portico a doppia altezza edificato nel XVIII secolo, sopra questo doveva sorgere una grande sala che avrebbe completato il prospetto dell'edificio e mai realizzata.
http://img142.imageshack.us/img142/9373/zoomumb8728xe0.jpg (http://imageshack.us)
Dal portico, mediande una piccola scalinata, si accede al grande scalone che, ricavato nel vano di un'antica torre della cinta muraria romana-medievale, supera il dislivello fra il corso e la sala teatrale. Ai lati dello scalone, nel primo decennio del XX secolo, vennero realizzati due affreschi monocromi raffiguranti la Tragedia e la Commedia opere del pittore Gaetano Cresseri.
Il successivo ambiente è la Sala delle Statue che trae il nome dal gruppo di sculture in stucco che ne ornano la sommità, qui è ancora conservato un antico lampadario in vetro mentre alle pareti, oltre ad epigrafi che ricordano i grandi della musica che hanno visitato questo luogo, si notano gli attacchi dell'originale impianto a gas per l'illuminazione
http://img247.imageshack.us/img247/9279/zoomsaladellestatueva2.jpg (http://imageshack.us)
Da qui, mediante un atrio vetrato si accede, da un lato, al Ridotto, e dall' altro, alla rotondina che distribuisce le scale per i palchi ed alla Sala.
Il Ridotto è uno sfarzoso salone settecentesco affiancato dal logge, e decorato da affreschi raffiguranti scene di vita nobiliare (nelle finte logge)
http://img522.imageshack.us/img522/8944/zoomridottoparticolareuam7.jpg (http://imageshack.us)
e temi della musica e del teatro (sfondato)
http://img220.imageshack.us/img220/281/zoomdsc7533og6.jpg (http://imageshack.us)
http://img522.imageshack.us/img522/903/zoomridottosoffittofh3.jpg (http://imageshack.us)
Nel corso dell'800 l'architetto eclettico Anronio Tagliaferri inserì nella sala un impianto di illuminazione celato dal curioso rigonfiamento della base delle lesene e dai putti in gesso del primo registro.
http://img354.imageshack.us/img354/9633/zoomridotto1gn5.jpg (http://imageshack.us)
La grande sala teatrale fu ricostruita a ferro di cavallo sul finire del XVII secolo e decorata in stile neoclassico dal pittore Luigi Teosa.
Nel corso del primo decennio del 800 la città di Brescia si apprestò ad accogliere la visita di Napoleone. In vista di tale evento i nobili fecero ridecorare in sfarzoso stile neobarocco tutta la sala teatrale, organizzarono un grande spettacolo e diedero al teatro il nome Napoleone Il Grande.
Giunto nella città, l'imperatore francese, che riteneva lo spettacolo e la musica frivolezze che indebolivano l'uomo, non volle assistere allo spettacolo.
Il suo nome venne quindi cancellato per sdegno dai nobili ed il nome del teatro cittadino rimase semplicemente Il Grande.
http://img522.imageshack.us/img522/1985/zoomdsc9381of1.jpg (http://imageshack.us)
http://img389.imageshack.us/img389/2026/zoomsala2lu0.jpg (http://imageshack.us)
Della struttura neoclassica si conservano esclusivamente i palchi del proscenio
http://img440.imageshack.us/img440/4618/zoompalchidiprosceniolw4.jpg (http://imageshack.us)
ed il palco reale al cui interno l'elegante decorazione neoclassica a stucco è impreziosita da un dipinto raffigurante l'allegoria della Notte opera di Domenico Vantini, fratello del più noto architetto neoclassico.
http://img151.imageshack.us/img151/2230/zoompalcorealetz6.jpg[/URL]
Negli anni 80 del 900 il peso dell'antico lampadario fece crollare parte della volta della sala che venne prontamente restaurata con il recupero e la ricollocazione delle decorazioni originali
http://img389.imageshack.us/img389/866/zoomlampadariodellasalaao2.jpg[/URL]
Sul retro del teatro si trovano vari ambienti in attesa di essere recuperati nelle loro forme originali. Unica a conservare la sua decorazione ancora in vista è la Saletta Neoclassica. Una piccola sala interamente affrescata con divinità mitologiche che giocano a dadi, esplicito riferimento agli incontri della nobiltà locale che qui conveniva per praticare il gioco d'azzardo.
http://img146.imageshack.us/img146/5198/zoomsalettaneoclassica1nl0.jpg[/URL]
By Erik_Bs (http://profile.imageshack.us/user/Erik_Bs)

Immagini tratte dal sito www.teatrogrande.it

alex1984
November 18th, 2008, 11:42 AM
Ragazzi...ma ma, mi avete dimenticato uno dei teatri più belli d'Italia e d'Europa, il mitico Taeatro Petruzzelli di Bari che a breve ( 6 dicembre ) verrà riconsegnato alla città.

Comunque per fare una piccola rassegna sui teatri di Bari ora come ora mi vengono in mente:

Teatro Petruzzelli - Corso Cavour

http://img511.imageshack.us/img511/2577/bariteatropetruzzelliinjb6.jpg (http://imageshack.us)
http://img511.imageshack.us/img511/bariteatropetruzzelliinjb6.jpg/1/w468.png (http://g.imageshack.us/img511/bariteatropetruzzelliinjb6.jpg/1/)

Teatro Piccinni - Corso Vittorio Emanuele

http://img520.imageshack.us/img520/8886/piccinnidu0.jpg (http://imageshack.us)
http://img520.imageshack.us/img520/piccinnidu0.jpg/1/w350.png (http://g.imageshack.us/img520/piccinnidu0.jpg/1/)

Teatro Margherita - Piazza IV Novembre

http://img511.imageshack.us/img511/2157/margheritabo8.jpg (http://imageshack.us)
http://img511.imageshack.us/img511/margheritabo8.jpg/1/w285.png (http://g.imageshack.us/img511/margheritabo8.jpg/1/)

Teatro Kursaal Santa Lucia - Largo Adua

http://img511.imageshack.us/img511/9721/kursaalmt9.jpg (http://imageshack.us)
http://img511.imageshack.us/img511/kursaalmt9.jpg/1/w584.png (http://g.imageshack.us/img511/kursaalmt9.jpg/1/)

E poi...

Teatro Team
Teatro Abeliano;
Teatro Kismet OperA;
Teatro Duse;
Teatro-Cinema Royal;
Teatro Purgatorio;
Piccolo Teatro;
Teatro dell'Anonima;
Casa di Pulcinella;
Teatro Barium
Teatro Di Cagno
Auditorium Nino Rota
Auditorium della Vallisa.

tanosmile
December 11th, 2008, 06:30 PM
teatro Rendano di Cosenza
http://farm1.static.flickr.com/87/209908400_eb3b6da474_o.jpg
facciata
http://bp2.blogger.com/_XbXGepCsORI/SIXO63XcQfI/AAAAAAAAAKw/WWTk8fHxVCA/s400/teatro+rendano.jpg
interno
http://farm3.static.flickr.com/2275/2244033327_e37112bb52_b.jpg
piazza antistante (piazza XV marzo)

tanosmile
December 11th, 2008, 06:47 PM
teatro Cilea Di Reggio Calabria

http://www.exibart.com/profilo/imgpost/ev/032/ev5032(2)-ori.jpg
facciata

http://www.meteoweb.it/images/smallfinegiugno/26.JPG
altra veduta

http://www.flickr.com/photos/ziosalli/2442066679/
interno


http://http://images.google.it/imgres?imgurl=http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1e/Reggio_calabria_teatro_cilea_cartolina_antica.jpg/400px-Reggio_calabria_teatro_cilea_cartolina_antica.jpg&imgrefurl=http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Francesco_Cilea&usg=__bQ4U_AFxGbsQLGIXDcZP2Q8BW9A=&h=247&w=400&sz=28&hl=it&start=6&sig2=cnsxYVIWrLkRVSCGADATYQ&um=1&tbnid=WQtycJkVe_fImM:&tbnh=77&tbnw=124&ei=5VBBSd6PGYOe_QbU3YD1CA&prev=/images%3Fq%3Dteatro%2Bcilea%2Breggio%2Bcalabria%26um%3D1%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26hs%3DYR%26sa%3DN
vecchio teatro Borbonio di Reggio Calabria, distrutto dal terremoto del 1908

tanosmile
December 11th, 2008, 06:54 PM
teatro Politeama Catanzaro

http://www.lameziamarmi.it/P7240208.JPG
facciata

http://farm3.static.flickr.com/2273/2636048892_45f2cfa35d.jpg?v=0
interno


http://farm4.static.flickr.com/3065/2636044010_08bdd27c81.jpg?v=0
particolare del sipario

tanosmile
December 11th, 2008, 07:12 PM
teatro Stabile di Potenza
http://farm4.static.flickr.com/3231/2709804625_e52644f144.jpg?v=0
facciata

http://farm4.static.flickr.com/3234/2488665065_5230d09ea8.jpg?v=0
interni

http://farm3.static.flickr.com/2053/2488664827_27ce614a55.jpg?v=0
altra immagine

Caius Iulius Caesar
December 13th, 2008, 06:26 PM
Confermo la bellezza dell'Olimpico di Vicenza (ci son stato interrogato a Storia dell'Arte)
ma ne dimenticate uno, il piu' grande della storia, del mondo anzi.
Signori e signore....

http://www.rome-guide.it/photo/roma_colosseo02.jpg

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/29/Colosseo_di_notte.01.jpg

ancora li' a simboleggiare la grandezza dello spirito d'intraprendenza umano.:hi:

tanosmile
December 13th, 2008, 06:38 PM
il colosseo è un anfiteatro non un teatro, forse per quello che non c'è, cmq di anfiteatri greci e romani in italia si potrebbe fare un altro thread (col colosseo al 1° posto ovviamente)

giovannimi1976
December 13th, 2008, 11:06 PM
Teatro Massimo "Vincenzo Bellini" di Catania

http://www.teatromassimobellini.it/images/logoTeatro.gif (http://www.teatromassimobellini.it/)

La storia
Il Teatro Massimo "Vincenzo Bellini", il primo ad ottenere l'appellativo di "Massimo" in Sicilia, costruito su progetto dell'architetto milanese Carlo Sada, fu inaugurato nel 1890. Durante la sua esistenza questo centro propulsore della vita musicale catanese ha visto passare sulle tavole del suo palcoscenico molti tra i maggiori musicisti dei Novecento: da Gino Marinuzzi a Vittorio Gui, da Antonio Guarnieri a Georg Solti, Lorin Maazel, Riccardo Muti, Giuseppe Sinopoli, Alain Lombard; da Toti Dal Monte alla Callas alla Caballé alla Scotto alla Freni; da Schipa a Gigli, a Corelli a Pavarotti a Pertile a Del Monaco a Di Stefano; da Galeffi a Bechi, a Gobbi, a Nucci, ed ha rappresentato in pratica tutti i capolavori del teatro musicale da Mozart a Berg, nonché opere contemporanee come, ultima in ordine di tempo, la Divara di Azio Corghi in prima esecuzione assoluta nella versione originale in lingua italiana. Il "Bellini" dispone di un'orchestra di 105 elementi, di un coro di 84 elementi, di un nutrito gruppo di tecnici di palcoscenico, di laboratori scenografici che negli ultimi anni hanno realizzato allestimenti di Ezio Frigerio, Pet Halmen, Maurizio Balò, Hugo de Ana, Luciano Ricceri, Dante Ferretti, Franca Squarciapino. Gli spettacoli sono stati curati da registi quali Pierre Ponnelle, Werner Herzog, Claude D'Anna, Gilbert Deflo, Giuliano Montaldo, Denis Krief. Nella sua sala di milleduecento posti, dall'acustica perfetta, si svolgono ogni anno una stagione d'opera, con sette turni d'abbonamento, ed una stagione sinfonica e da camera, con due turni d'abbonamento. Molti concerti vengono replicati in località della Sicilia ed una intensa attività promozionale viene svolta da piccoli complessi strumentali e vocali formati da elementi dell'orchestra e del coro.

http://farm2.static.flickr.com/1223/1073805603_832aa326ee.jpg?v=0

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/3/36/TeatroMassimoCt.jpg/340px-TeatroMassimoCt.jpg

http://www.francescopolito.com/manifestazioni/slides/Teatro_Bellini_Catania.jpg

http://farm2.static.flickr.com/1361/1073808943_10683e0896.jpg?v=0

http://fotocenter.corriere.it/gallery/5470723c-18cd-11dc-9e5c-0003ba99c53b/16_500.jpg

http://www.siciliaonline.it/images/stories/Teatro1.jpg

Curiosità:

- È il teatro riprodotto nella vecchia banconota delle 5000 lire, dietro il volto del compositore catanese Vincenzo Bellini:

http://www.oldmoney.it/banconote/lit/lit_img/5000LIT.JPG

- È il teatro dove Roberto Benigni ha girato alcune famose scene di "Johnny Stecchino" (ambientato però a Palermo):

q0kIzQvfcvE

..Non sapevo sta cosa, immagino perche' a quei tempi ( primissimi anni 90) il teatro Massimo di Palermo fosse chiuso:)

neeuq71
December 13th, 2008, 11:18 PM
^^^^^^

..all'epoca il teatro di Palermo..era chiuso per restauro..
..fonte Wikipedia..Johnny Stecchino..

Sampei
December 14th, 2008, 12:05 AM
http://img241.imageshack.us/img241/7127/logotopau7.gif (http://imageshack.us)

Complimenti, veramente un bellissimo teatro che non conoscevo. :okay:

Fanatic74
February 11th, 2009, 03:52 PM
Teatro Marrucino - Chieti
http://www.teatromarrucino.it/default/

Il "Teatro Marrucino di Chieti" prende il nome dalla stirpe che storicamente si era insediata nel territorio teatino.
Il cambio di denominazione avvenne dopo l’Unità d’Italia, in quanto precedentemente lo stesso teatro era chiamato Real Teatro San Ferdinando.
È ubicato in via Cesare De Lollis e rappresenta uno degli edifici storici di pregio architettonico della città di Chieti.
Fu costruito nei primi anni dell’800. Dopo il cambio di denominazione la sua forma architettonica fu severamente modificata, con la platea che divenne di forma circolare e l’aggiunta di un ulteriore ordine di palchi.
Particolare bellezza il rosone dove sono stati realizzate le effige di noti drammaturghi e compositori, tra cui Verdi, Goethe e Shakespeare.
Le attività del Marrucino, dopo la seconda guerra mondiale, furono sospese per poi riprendere negli anni ’70 dopo una ulteriore ristrutturazione, ripetuta nel 1983.
Oggi il Marrucino conserva ancora lo spirito di un tempo e si accredita come un punto di riferimento dell’arte teatrale regionale.
Propone ogni anno una stagione lirico-concertistica ed una stagione di prosa.
Quest’ultima da spazio a tre filoni: il classico, le nuove scritture ed il teatro per ragazzi.
Fiore all’occhiello del Teatro Marrucino di Chieti, l’orchestra ed il coro, riconosciute in ambito nazionale.
Teatro di tradizione e teatro lirico d'Abruzzo.

La Storia http://www.teatromarrucino.it/la-storia/
Le Immagini http://www.teatromarrucino.it/immagini/


http://img9.imageshack.us/img9/5618/3645ao4kq9.th.jpg (http://img9.imageshack.us/my.php?image=3645ao4kq9.jpg)

http://img518.imageshack.us/img518/508/teatr1ku1.th.jpg (http://img518.imageshack.us/my.php?image=teatr1ku1.jpg)

http://img160.imageshack.us/img160/8296/teatromarruccino800x720ee6.th.jpg (http://img160.imageshack.us/my.php?image=teatromarruccino800x720ee6.jpg)

http://img160.imageshack.us/img160/4141/teatrpi9.th.jpg (http://img160.imageshack.us/my.php?image=teatrpi9.jpg)

http://www.youtube.com/watch?v=NZsygLSr_7o

Aerophobic
May 22nd, 2009, 03:25 PM
Sì ma il Teatro della Pergola di Firenze?...dove tra l'altro ha lavorato Meucci prima della partenza per l'America?

MAQVEDA
May 22nd, 2009, 05:17 PM
Scioccante il teatro di Brescia:eek2:

MAQVEDA
May 22nd, 2009, 05:51 PM
Visto che le foto del Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo non sono più visibili ci penso io:
E' considerato uno dei più bei teatri d'Europa. Opera colta e difficile, il teatro Massimo è una creazione controversa e di lunga e sofferta realizzazione. Operazione urbana di grande rilievo portata avanti ancora prima dell'approvazione del nuovo piano urbanistico, cioè quella di dotare la città di grandi teatri. Benché Palermo ne contasse già quattro, da parte della nuova compagine sociale si faceva sempre più pressante la richiesta di un nuovo teatro che desse finalmente sfarzo e prestigio alla capitale dell'Isola. Nel 1864 venne bandito il concorso per la progettazione e la realizzazione di un nuovo grandioso Teatro Massimo, capace di almeno 3000 persone che divenisse un monumento emblematico dei nuovi tempi.Il progetto vincitore risultò quello di G.B. Filippo Basile, che rispondeva ai criteri di monumentalità imposti dal bando. Il teatro si fece spazio attraverso la demolizione di interi quartieri (tra cui il rione detto degli Aragonesi nella parte più orientale del vecchio "Capo"). vennero inoltre demolite la porta Maqueda e le chiese e i monasteri delle Stimmate e di S. Giuliano, venendo così a trovarsi in una posizione di cerniera tra il nucleo antico e la nuova espansione settentrionale. Approvato oppure osteggiato durante la costruzione dalle varie sindacature che si succedettero in quegli anni, i lavori subirono forti rallentamenti. Questi vennero portati a termine dal figlio di G.B.Filippo, Ernesto essendo il padre venuto a mancare nel 1891. Egli si dedicò al completamento dell'opera e particolarmente curò tutta la parte decorativa degli interni avvalendosi della collaborazione di valenti artisti.
Il Teatro Massimo venne solennemente inaugurato nel 1897 col "Falstaff" di Giuseppe Verdi.
E' in graduatoria il terzo teatro più grande d'Europa, dopo l'Opéra di Parigi e l'Hof-Opernhaus di Vienna. Chiuso per motivi gestionali per oltre un ventennio dieci anni fa è stato restaurato e restituito finalmente alla città divenendo così il simbolo di una volontà di rinascita da parte della città di Palermo.
http://img269.imageshack.us/img269/2703/dscn5177.jpg (http://img269.imageshack.us/my.php?image=dscn5177.jpg)
http://img269.imageshack.us/img269/5453/dscn5181.jpg (http://img269.imageshack.us/my.php?image=dscn5181.jpg)
http://img40.imageshack.us/img40/1120/dscn5183.jpg (http://img40.imageshack.us/my.php?image=dscn5183.jpg)
http://img40.imageshack.us/img40/2626/dscn5187.jpg (http://img40.imageshack.us/my.php?image=dscn5187.jpg)
http://img38.imageshack.us/img38/522/dscn5192.jpg (http://img38.imageshack.us/my.php?image=dscn5192.jpg)
http://img38.imageshack.us/img38/4158/dscn5199.jpg (http://img38.imageshack.us/my.php?image=dscn5199.jpg)
http://img196.imageshack.us/img196/7941/dscn5202.jpg (http://img196.imageshack.us/my.php?image=dscn5202.jpg)
http://img200.imageshack.us/img200/4415/20061127100631010.jpg (http://img200.imageshack.us/my.php?image=20061127100631010.jpg)
http://img200.imageshack.us/img200/6626/20061127100735013.jpg (http://img200.imageshack.us/my.php?image=20061127100735013.jpg)
http://img198.imageshack.us/img198/6624/20061127101413017.jpg (http://img198.imageshack.us/my.php?image=20061127101413017.jpg)
http://img198.imageshack.us/img198/4608/20061127102206018.jpg (http://img198.imageshack.us/my.php?image=20061127102206018.jpg)
http://img132.imageshack.us/img132/3720/20061127113658063.jpg (http://img132.imageshack.us/my.php?image=20061127113658063.jpg)
http://img38.imageshack.us/img38/5698/dsc01143l.jpg (http://img38.imageshack.us/my.php?image=dsc01143l.jpg)

Skeltar
May 23rd, 2009, 12:50 PM
Ma esiste un teatro italiano che non lascia a bocca aperta per la sua bellezza ed imponenza indipendentemente che sia antico o moderno?!?

http://www.rome-guide.it/photo/roma_colosseo02.jpg

Ma perchè il Colosseo (e la zona intorno) mi sembra tenuto... "male" (non mi riferisco al fatto che l'edificio sia semi-distrutto XD)? Cioè, sicuramente viene tutto molto curato, eppure questa zona mi sembra sempre un pò trascurata (anche dal vivo)... sarà una mia impressione...

hkjhnttryu
June 16th, 2009, 05:13 PM
Sassari

teatro civico (1825)
http://static.panoramio.com/photos/original/3418640.jpg
http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/12000123.jpg
http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/3418648.jpg



Teatro Verdi (1863)
http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/12148433.jpg
http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/5347050.jpg
http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/5347022.jpg

prima dell' incendio del 1927
http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/2899492.jpg

Auditorium comunale
http://www.sardegnaspettacolo.it/mostra_immagini/mostra_immagine.php?id=81&tipo=immagine_strutture
http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/9539155.jpg

w3deco
June 18th, 2009, 03:30 PM
I principali teatri di Cagliari sono 3:

il Teatro Lirico (http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Lirico_di_Cagliari)
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/2875361436_0dc504a122_b.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/2971705786_3de951d65a_b.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/teatro_lirico_cagliari.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/7_88_20071211162200.jpg

il Teatro Civico (http://www.comune.cagliari.it/portale/it/scheda_sito.wp?contentId=SIT888)
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/1878510283_ac51764aa8_b.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/grsgd.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/2528400572_ccce30b0c3_b.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/2676011151_5c40c9a326_o.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/2676827824_d9485e1b2a_o.jpg

e il Teatro Massimo (http://www.giornaledellospettacolo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1753&Itemid=52)
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/2700292677_ce8fc1cff5_o.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/Immaginefaew.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/ewagfw.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/dssdv.jpg

Foto di
http://www.flickr.com/photos/merc_/1016862334/
http://www.flickr.com/photos/desmobts/3272452850/
http://www.flickr.com/photos/8637531@N04/2700292677/
http://www.flickr.com/photos/vserpe/1878510283/
http://www.flickr.com/photos/bagna/138070966/
http://www.flickr.com/photos/26864981@N08/2971705786/
http://www.flickr.com/photos/ale-yleclipse/2875361436/
http://www.flickr.com/photos/m3design/3271471949/
http://www.flickr.com/photos/vorticeassurdo/3272203635/
http://www.flickr.com/photos/signorafranca/2528400572/sizes/l/
http://www.flickr.com/photos/cristianocani/2676827824/sizes/o/

RikFC86
July 30th, 2009, 12:06 PM
Sono un grande appassionato di Teatro, e vi propongo i due teatri perduti più belli di Cagliari. La città ha sempre avuto uno dei pubblici più raffinati d'Italia, non di rado le compagnie esordivano a Cagliari come banco di prova...Immaginate che ferita aver perso due splendidi teatri, e ancora di più il fatto che il Teatro Lirico sia stato completato solo nel 1993.

Teatro Regio (anche detto Civico, in Castello), distrutto dalle bombe

http://www.imagehut.eu/images/62912Teatro Regio Cagliari.jpg

Politeama Regina Margherita, distrutto da un incendio e mai più costruito

http://www.imagehut.eu/images/8845Politeama Regina Margherita.jpg

w3deco
July 30th, 2009, 12:20 PM
^^
Che peccato!
Belle immagini complimenti!

RikFC86
July 30th, 2009, 12:33 PM
Un peccato davvero...In ogni caso l'importante è che ora abbiamo un Teatro Lirico davvero importante, anche se di architettura moderna. Alla fin fine ciò che importa è il palinsesto proposto no?

w3deco
July 30th, 2009, 12:41 PM
Un peccato davvero...In ogni caso l'importante è che ora abbiamo un Teatro Lirico davvero importante, anche se di architettura moderna. Alla fin fine ciò che importa è il palinsesto proposto no?

Giusto...che poi ora con la quasi completata Piazza della Musica e il T Hotel, quell'area è diventata e diventerà sempre più piacevole!

Cordero Luca
July 30th, 2009, 08:38 PM
Giusto...che poi ora con la quasi completata Piazza della Musica e il T Hotel, quell'area è diventata e diventerà sempre più piacevole!

ho dormito la scorsa settimana al T hotel e i lavori mi sembravano parecchio avanti
a Cagliari avete anche il bellissimo teatro romano
insuperabile per i concerti estivi

w3deco
July 31st, 2009, 03:50 PM
ho dormito la scorsa settimana al T hotel e i lavori mi sembravano parecchio avanti
a Cagliari avete anche il bellissimo teatro romano
insuperabile per i concerti estivi

Pura curiosità...a che piano eri?
Eh si l'anfiteatro è un gioiellino, anche se ora con quelle gradinate di legno l'hanno un pò "rovinato"...l'ideale sarebbe un miglioramento meno invasivo.

w3deco
July 31st, 2009, 03:58 PM
L'anfiteatro romano di Cagliari così com'è in origine...
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/ca.jpg

Vista dall'alto dopo gli spalti in legno...
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/60-00.jpg

http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/cagliari_roman_amphitheatre_2003.jpg

Spettacoli notturni...
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/anfiteatro.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/anfiteatro-romano.jpg
http://i210.photobucket.com/albums/bb189/ddie85/P5290029.jpg

ricu__
July 31st, 2009, 06:12 PM
quello di catanzaro è il più strano, sembra roba americana. Bello però!

w3deco
July 31st, 2009, 07:46 PM
Non ce l'ho presente quello di catanzaro...foto?

ricu__
August 1st, 2009, 09:02 AM
Non ce l'ho presente quello di catanzaro...foto?

è stato postato in questo thread, la pagina precedente forse :)

Metro Polis -Milano-
August 2nd, 2009, 02:10 AM
Signori,vi presento il fratello minore di Sua Maestà LA SCALA.Il Teatro LIRICO o della CANNOBIANA,voluto dalla Corte Asburgica e inaugurato appena un anno dopo il piu famoso teatro del mondo,anch'esso con un opera di Antonio Salieri.Ha vissuto momenti difficili,vide un ultimo Duce dal balcone arringare la folla che già gli aveva voltato le spalle.Ora sta tornando a nuova vita.Sarà intitolato a GIORGIO GABER e riavrà la sua famosa CUPOLA.Questa volta in Cristallo,con vista sul Duomo e sul Campanile di San Gottardo.Buona Visione www.teatroliricomilano.it

w3deco
August 2nd, 2009, 01:19 PM
è stato postato in questo thread, la pagina precedente forse :)

Grazie... :)
Veramente particolare! Anche se non è che mi faccia impazzire... :lol:

creatorVesevo
August 2nd, 2009, 01:50 PM
oltre al famoso teatro di S. Carlo, Napoli ha anche un altro teatro, meno conosciuto ma vicinissimo al grande teatro, praticamente nel Palazzo Reale: è il teatrino di corte.

http://i381.photobucket.com/albums/oo260/creatorVesevo/1228484138589_5_teatrino1.jpg

http://i381.photobucket.com/albums/oo260/creatorVesevo/1228484110934_4_teatrino1.jpg

http://net.palazzorealenapoli.it/002.asp?id=233

creatorVesevo
August 2nd, 2009, 02:10 PM
altro importantissimo teatro in Campania è il teatro di corte alla Reggia di Caserta.

http://i381.photobucket.com/albums/oo260/creatorVesevo/Teatro_di_Corte_4001.jpg

http://i381.photobucket.com/albums/oo260/creatorVesevo/1228822649182_21_teatro1.jpg

http://i381.photobucket.com/albums/oo260/creatorVesevo/teatrino11.jpg

http://www.ambientece.arti.beniculturali.it/guida_reggia/guida/3150fs.htm

Cordero Luca
August 2nd, 2009, 03:06 PM
quello di catanzaro è il più strano, sembra roba americana. Bello però!

quello di catanzaro non mi sembra strano sembra solo di una bruttezza sconcertante
almeno per me
sia da fuori che da dentro

Cordero Luca
August 2nd, 2009, 03:19 PM
Pura curiosità...a che piano eri?
Eh si l'anfiteatro è un gioiellino, anche se ora con quelle gradinate di legno l'hanno un pò "rovinato"...l'ideale sarebbe un miglioramento meno invasivo.

al quarto
perchè dici che lo hanno rovinato ?
mi sembra una struttura ben armonizzata con i ruderi romanici
anche per quanto riguarda i materiali scelti
credo sia un intervento abbastanza riuscito
un gioiellino lo è proprio perche è stato fatto questo intervento

altrimenti sarebbe l'ennesimo rudere romano di relativo medio/basso interesse

w3deco
August 2nd, 2009, 08:33 PM
al quarto

Dev'essere bello alloggiare negli ultimi piani...

perchè dici che lo hanno rovinato ?
mi sembra una struttura ben armonizzata con i ruderi romanici
anche per quanto riguarda i materiali scelti
credo sia un intervento abbastanza riuscito
un gioiellino lo è proprio perche è stato fatto questo intervento

altrimenti sarebbe l'ennesimo rudere romano di relativo medio/basso interesse

Tra tutte le possibili scelte hanno indubbiamente attuato una di quelle migliori e hanno permesso di sfruttare al meglio lo spazio disponibile...però lo trovo un intervento troppo invasivo, quasi non sembra di essere dentro un anfiteatro romano!
Adesso non so bene in base a che criteri architettonici e archeologici si possa intervenire con una struttura del genere, ma per esempio io sarei partito dalla parte più o meno intatta dei gradini per continuare sulla falsariga di quelli magari di colore bianco così com è l'originale...
So che molti si sono lamentati di come è diventato l'anfiteatro adesso ma non so quale sarebbe il loro rimedio.

Cordero Luca
August 3rd, 2009, 08:00 PM
Dev'essere bello alloggiare negli ultimi piani...



Tra tutte le possibili scelte hanno indubbiamente attuato una di quelle migliori e hanno permesso di sfruttare al meglio lo spazio disponibile...però lo trovo un intervento troppo invasivo, quasi non sembra di essere dentro un anfiteatro romano!
Adesso non so bene in base a che criteri architettonici e archeologici si possa intervenire con una struttura del genere, ma per esempio io sarei partito dalla parte più o meno intatta dei gradini per continuare sulla falsariga di quelli magari di colore bianco così com è l'originale...
So che molti si sono lamentati di come è diventato l'anfiteatro adesso ma non so quale sarebbe il loro rimedio.

invasivo
permettere a 5000 persone di sedersi e godere comodamente di uno spettacolo è per forza un pò invasivo
non ho visto gli altri progetti e potevano forse essercene di migliori
io ho visto questa realizazzione e mi è sembrata equilibrata e non eccessivamente costosa
poi che qualcuno si lamenti credo sia fisiologico
forse la cosa che avrei fatto sarebbe stato un pavimento trasparente che avrebbe fatto percepire ciò che c'è sotto
ma ne vale la pena ?
e poi credo si possa sempre fare
tra l'altro volendo li sotto al teatro ci sono delle gallerie romane che ad oggi sono inutilizzate e si potrebbero valorizzare

in generale se c'è realmente qualcosa di meglio ben venga
ma in questo caso c'è ?

MAQVEDA
August 3rd, 2009, 09:07 PM
Il teatrino di corte e il teatro della Reggia di Caserta sono assolutamente splendidi:)

Caustic
August 4th, 2009, 12:39 AM
Grazie... :)
Veramente particolare! Anche se non è che mi faccia impazzire... :lol:

:lol:

E' talmente particolare che lo lascio volentieri a riposare nella pagina precedente.

w3deco
August 4th, 2009, 12:24 PM
:lol:

E' talmente particolare che lo lascio volentieri a riposare nella pagina precedente.

:hilarious

R1188BS
January 5th, 2010, 11:22 AM
Qualcuno ha immagini.. dell'interno del Teatro Nazionale di Milano prima e dopo il restauro terminato ad Ottobre??
perchè sul sito internet nn ho trovato nulla di che....

John85
January 9th, 2010, 12:25 PM
Ho visto che MAQVEDA ha postato diverse foto del Teatro Massimo di Palermo, ma penso che comunque vada la pena di aggiungere questa che lo ritrae nella sua maestosità addobbato a festa :)

L'epigrafe dell'architrave resta una della frasi più belle che abbia mai letto riguardanti l'arte...peccato non si possa risalire all'autore.
"L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire"

Merita inoltre una citazione, il sopraffino lavoro ingegneristico fatto più di cento anni fa che permette tramite la rotazione dei pannelli del soffitto di far incanalare aria fresca all'interno della sala...insomma uno dei più grandi climatizzatori naturali mai realizzati :D

Ricordando in numeri invece, con i suoi oltre 7700 mq è, per estensione, il più grande teatro lirico d'Italia ed il terzo d'Europa.

http://img340.imageshack.us/img340/1039/dscf0127u.jpg (http://img340.imageshack.us/i/dscf0127u.jpg/) http://img340.imageshack.us/img340/dscf0127u.jpg/1/w1024.png (http://g.imageshack.us/img340/dscf0127u.jpg/1/)

John85
January 9th, 2010, 01:01 PM
Chissà come mai...ma ci si era dimenticati del secondo teatro più importante della città di Palermo, sia per la posizione che occupa, sia per le dimensioni, sia perchè sede dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.

Progettato da Giuseppe Damiani Almeyda è stato realizzato tra il 1865 e il 1891, il valore di questa costruzione sta nell’esaltazione della funzione sociale del teatro come “teatro del popolo” con l’enorme sala a ferro di cavallo (che nel 1874 poteva contenere cinquemila spettatori) con due file di palchi, dominata da una grande galleria articolata in due ordini.
L’ingresso è costituito da un arco di trionfo sormontato dalla quadriga bronzea di Apollo, opera di Mario Rutelli, cui s’affianca una coppia di cavalli bronzei di Benedetto Civiletti.

http://laguilla.files.wordpress.com/2009/03/palermo-teatro-politeama-e-p-zza-castelnuovo-primi-del-900.jpg

http://www.iquattrocanti.com/images/Palermo-Politeama-bjs-1.jpg

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c4/Palermo-Politeama-bjs-2.jpg

MeneghinofromBovisa
January 9th, 2010, 03:10 PM
http://www.musical.it/img/public/nazionale_esterno.jpg

Pavlvs
January 10th, 2010, 01:52 PM
Teatro dell'Opera di Roma è il teatro romano dedicato all'opera lirica e al balletto; è anche conosciuto come Teatro Costanzi, dal nome del suo artefice, Domenico Costanzi.

Ancor prima che la capitale d'Italia fosse trasferita a Roma, monsignor Francesco Saverio De Merode, che possedeva la vallata di San Vitale, vide con chiarezza che urbanizzare il percorso dalla stazione ferroviaria (allora in costruzione) alla via del Corso sarebbe stato un vero affare.
Domenico Costanzi partecipò all'iniziativa e comprò terreni, sui quali fece costruire prima l'Hotel Quirinale lungo la nuova via Nazionale nel 1874, poi sul terreno confinante il Teatro d'Opera, che nella nuova capitale ancora mancava.
L'albergo comunicava col teatro attraverso un passaggio sotterraneo, che garantiva la massima privacy agli artisti (i quali anche per questo apprezzavano molto la sistemazione).

L'architetto Achille Sfondrini in due anni costruì il teatro, nello stile neorinascimentale di moda all'epoca. Il teatro non era di grandi dimensioni, ma aveva un'ottima acustica e una bella cupola dipinta da Andrea Brugnoli. L'opera fu inaugurata alla presenza del Re d'Italia e della Regina il 27 novembre 1880, con la Semiramide di Rossini. L'impresa, tuttavia, non si rivelò particolarmente redditizia: Costanzi dovette impegnarvi beni propri e rimanerne impresario fino alla morte.

Nel 1926 il Comune di Roma acquistò il teatro e ne assunse la gestione.
I lavori di restauro furono affidati all'architetto Marcello Piacentini, che aumentò di uno i tre ordini di palchi originali e fece installare uno straordinario lampadario di cristallo di Murano, oggi considerato il più grande del mondo.
Il teatro assunse il nome di Teatro Reale dell'Opera e fu reinaugurato il 27 febbraio 1928 con il Nerone di Arrigo Boito.
Eliminato l'epiteto reale con il passaggio alla Repubblica, Piacentini tornò a lavorare all'Opera di Roma, rifacendone la facciata in stile modernista nel 1958.
Il teatro dell'Opera di Roma ha una capienza di circa 2200 posti.

Pietro Mascagni fu un assiduo frequentatore dell'Opera, di cui fu anche direttore artistico nella stagione 1909-10 e vi diede diverse prime, come la Cavalleria rusticana nel 1890, L'amico Fritz nel 1891, Iris nel 1898 con Enrico Caruso, e poi ancora la Lodoletta nel 1917.
Giacomo Puccini diede al Costanzi la prima della Tosca nel 1900 (di cui il 9 marzo 2004 è stato ripresentato l'allestimento storico), la prima italiana della La fanciulla del West, diretta da Arturo Toscanini nel 1911, ed ancora la prima italiana del Gianni Schicchi nel 1919.
Ruggero Leoncavallo vi presentò la prima di Maia nel 1910; dieci anni dopo Riccardo Zandonai vi diede la prima di Giulietta e Romeo.

A parte le prime, sono rimaste memorabili alcune grandi esecuzioni, come Le nozze di Figaro di Mozart del 1964, il Don Carlo di Giuseppe Verdi diretto da Carlo Maria Giulini per la regia di Luchino Visconti nel 1965

Il Teatro ha inoltre un suo corpo di ballo e una scuola di danza, ed ha sempre avuto una stagione di balletto, molto popolare nella città e oltre. Qui si ebbe qui la prima italiana de L'uccello di fuoco di Igor Stravinskij, rappresentata dalla compagnia di Balletti Russi di Sergej Diaghilev il 9 aprile 1917.

Pavlvs
January 10th, 2010, 01:58 PM
http://www.tapahtuma.tv/ClassicLive/uploadkuvat/Facade_Teatro_dell_Opera_Rome.jpg

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/images/2008_gallerie/0866_2008_12_22_concerto_immigrazione_teatro_opera_esterno.jpg

http://www.numerounoservizi.it/store/media/catalog/product/cache/6/image/5e06319eda06f020e43594a9c230972d/t/e/teatro-opera-roma.jpg

http://www.villadellerose.it/imgevents/teatro%20opera%20roma.jpg

http://www.mollicone.it/wp-content/uploads/2009/03/teatro_dell_opera_gallery_full.jpg

Pavlvs
January 10th, 2010, 02:01 PM
Trovo assolutamente mediocre il teatro dell'Opera di Roma, soprattutto nella brutta facciata piacentiniana del 1958, un Piacentini vecchio ed ingrigito, sempre più accademico.

Di rilievo invece la cupola del Brugnoli con lo straordinario lampadario, che è il più grande lampadario di cristallo al mondo, in cristallo di Murano, a suo modo una attrazione artistico/culturale.

Sul lampadario

Il Teatro dell'Opera di Roma ha il privilegio di possedere il lampadario di cristallo più grande del mondo. Un lampadario che è un vero e gigantesco gioiello "incastonato" nella cupola del grande salone curvilineo, contornato da stucchi dorati e da bellissime decorazioni eseguite dal pittore Annibale Brugnoli (Perugia 1843-1911). Al centro di queste splendide armonie di figure e di colori campeggia, dunque, maestoso, il singolare e caratteristico lampadario che ha la forma circolare, con un diametro di sei metri, un'altezza di tre metri e mezzo, un volume di ben 36 metri cubi ed un peso di oltre 3.000 chilogrammi. Realizzato a Murano, il lampadario è un autentico capolavoro dell'arte vetraria italiana. Fu voluto da Domenico Costanzi proprietario del teatro e venne posto in opera nel 1878, anno di inaugurazione del tempio romano della lirica.
La struttura metallica di sostegno del grande lampadario è costituita da 17 anelli concentrici, verticalmente collegati tra loro da un elemento tubolare centrale in ottone e orizzontalmente da catene di ripartizione.
La parte ornamentale è composta da elementi di cristallo variamente foggiati, disposti su file verticali, appesi ai 17 ordini, per un totale di 560 strisce che contengono oltre 48.000 cristalli prismatici. Pezzo unico di valore inestimabile, naturalmente.

Pavlvs
January 10th, 2010, 02:06 PM
Non mi dispiacerebbe affatto un nuovo teatro dell'Opera per Roma, questo il modello che suggerisco

http://www.huma3.com/repository/reviews/GEHRY1.jpg

Da fare in pieno centro o al massimo in Prati.

Pavlvs
January 10th, 2010, 02:10 PM
La stagione lirica romana, d' estate, si trasferisce a Caracalla.

L'Opera di dà qui:

http://www.operaroma.it/var/opera/storage/images/luoghi/terme_di_caracalla/galleria/terme_di_caracalla/7951-1-ita-IT/terme_di_caracalla_gallery_full.jpg

http://www.operaroma.it/var/opera/storage/images/luoghi/terme_di_caracalla/galleria/il_palcoscenico/3234-1-ita-IT/il_palcoscenico_gallery_full.jpg

Pavlvs
January 10th, 2010, 02:17 PM
Un bel teatro romano è invece il Teatro Argentina, in l.go di Torre Argentina.
Così bello che hanno pensato bene di metterci davanti il capolinea del jumbo tram.


La bella facciata settecentesca

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bf/S_Eustachio_-_teatro_Argentina_1010120_.JPG/736px-S_Eustachio_-_teatro_Argentina_1010120_.JPG

Gli interni

http://www.teatrodiroma.net/adon/files/teatro%20argentina%20interno.jpg

R1188BS
January 10th, 2010, 06:57 PM
http://www.musical.it/img/public/nazionale_esterno.jpg

non si trovano le foto degli interni vero??

j0zef84
January 10th, 2010, 09:23 PM
La bella facciata settecentesca

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bf/S_Eustachio_-_teatro_Argentina_1010120_.JPG/736px-S_Eustachio_-_teatro_Argentina_1010120_.JPG





Sei sicuro che sia settecentesca? A me sembra più recente.

BrixianArch
January 11th, 2010, 12:21 PM
La bella facciata settecentesca

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bf/S_Eustachio_-_teatro_Argentina_1010120_.JPG/736px-S_Eustachio_-_teatro_Argentina_1010120_.JPG


Io sul mio manuale di architettura dello spettacolo ho segnato che la facciata venne ideata da Pietro Holl nel 1826...

tanosmile
January 12th, 2010, 04:24 AM
com'era la precedente facciata dell'opera di roma??

asessa
January 12th, 2010, 11:14 AM
Teatro VERDI

Storia
La costruzione del Teatro Municipale Giuseppe Verdi fu deliberata dal Consiglio Comunale di Salerno il 15 dicembre 1863, su proposta dell’allora Sindaco Matteo Luciani.
Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati agli architetti Antonio D’Amora e Giuseppe Manichini che si basarono sulle misure e le proporzioni del Teatro di San Carlo di Napoli. I lavori di decorazione furono invece diretti da Gaetano D’Agostino, pittore di gran pregio che si fece affiancare dalle firme più prestigiose del mondo artistico partenopeo.
Il Teatro fu inaugurato il 15 aprile 1872 con la rappresentazione del Rigoletto; il 27 marzo 1901 il Teatro fu intitolato a Giuseppe Verdi, morto il primo gennaio dello stesso anno.

Reso inagibile dal terremoto del 1980, il Teatro è rimasto chiuso per quasi 14 anni. È stato ristrutturato e reinaugurato il 6 luglio 1994, durante le celebrazioni per il 50° anniversario di Salerno Capitale.
Il restauro ha riportato alla luce particolari storico-artistici che rendono ancora più prezioso il Teatro, fra i pochi in Italia, ottocenteschi e a struttura lignea perfettamente conservati.
Il 22 gennaio 1997 la messa in scena del Falstaff di Verdi, interpretato dal baritono Rolando Panerai, inaugura la Prima Stagione Lirica della storia recente del teatro, fortemente voluta dall’amministrazione di Vincenzo De Luca, Sindaco allora come tuttora, e dal Direttore artistico del momento, Janos Acs. All’evento è legata anche la fondazione del Coro Lirico del Teatro.

A quella Prima Stagione Lirica ne seguiranno altre ogni anno, 10 anni di musica, ininterrottamente, sempre con larghi consensi di pubblico e critica. Il Teatro ospita oggi, oltre alla Stagione Lirica, di Balletto e di Concerti, stagioni teatrali, rassegne, concerti, appuntamenti per i giovani, laboratori, stagioni di ricerca. Migliaia di studenti l’hanno potuto conoscere ed apprezzare, grazie alle visite guidate in programma.
La sensibilità dell’amministrazione comunale ha fatto sì che la città ritrovasse finalmente un suo tempio di musica e cultura; a coronamento di un percorso storico all’insegna della musica, giunge quest’anno, in occasione del decennale, la nomina di un direttore artistico del calibro di Daniel Oren, che conferisce alla lirica del teatro Verdi la giusta risonanza internazionale.

Storia architettonica
L’esigenza di individuare un’area capace di accogliere un nuovo edificio teatrale in Salerno è già viva agli albori del quinto decennio dell’Ottocento.

Il 15 novembre del 1843, infatti, l’Intendente della Provincia propone due luoghi per l’erigenda costruzione:
il largo Santa Teresa, ubicato nella parte occidentale della città, e il largo della barriera fuori Portauova, che si estende sul versante opposto.
Il dibattito sull’opportunità di optare per l’uno o per l’altro sito, i problemi connessi al finanziamento dell’opere e alle lentezze della burocrazia borbonica impediscono, per vent’anni, che l’edificio venga realizzato. L’intricata vicenda conosce il suo positivo scioglimento solo dopo la costituzione del Regno d’Italia, quando l’annosa querelle sul teatro municipale ritorna agli onori delle cronache riproponendosi, in tutta la sua urgenza, alla classe politica post-risorgimentale. Nella seduta del 15 dicembre del 1863, il Consiglio Comunale, per la ferma volontà del neo-sindaco Matteo Lucani, risolve la controversa questione, scegliendo l’area di Santa Teresa come luogo su cui dovrà sorgere l’edificio.
Il primo progetto, firmato dagli ingegneri Petrilli e De Luca nel 1844, viene sottoposto a revisione dall’architetto Antonio Genovese.

A redigere, però, quello definitivo sono Antonino D’Amora, ingegnere capo del Genio Civile di Salerno, e l’architetto Giuseppe Manichini. Ad essi sarà anche affidata la direzione dei lavori dell’opera.
L’edificio è costituito da un corpo di fabbrica lungo m. 65 e largo m. 35; presenta agli estremi corti due appendici simmetriche, corrispondenti rispettivamente alla zona d’ingresso e al retropalco. Nelle articolazioni esterne, soprattutto nel suo prospetto frontale, esso ripropone lo schema neoclassico, già sperimentato dal Piermarini per la Scala di Milano e dal Piccolini per il Massimo napoletano; la pianta interna del San Carlo è, inoltre, rispresa, ridotta ed adattata per quella del Municipale salernitana.

Il 1° aprile del 1864 si dà inizio ai lavori, affidati dall’appaltatore Vincenzo Fiorillo cui, nel 1867, per le accresciute difficoltà progettuali e il conseguente aggravio economico, si associano anche Bonaventura della Monica, col sostegno dei capitali, e l’impresa di Antonio Avallone, per la realizzazione della complessa opera edilizia.

Il 1° ottobre del 1869 il rustico viene portato a termine e si dà corso ai lavori di decorazione. Il maestro dell’immagine del teatro Municipale è Gaetano D’Agostino, pittore e decoratore di gran talento, che sceglie di farsi affiancare dalle firme più prestigiose del mondo accademico partenopeo.

Gli sono accanto: Domenico Morelli, Pasquale Di Criscito, Ignazio Perricci, Giuseppe Sciuti e una nutrita schiera di Salernitana: suo fratello antonio, il cugino Ermenegildo Caputo, Matteo Amendola e lo scultore Giovan Battista Amendola, originario di Episcopio di Sarno. Fin dal foyer, il disegno iconografico si delinea con estrema chiarezza: le immagini prescelte devono comunicare la destinazione d’uso del luogo, concepito come tempio della musica e, in particolare, della tradizione del bel canto. Al centro del peristilio è collocata la scultura di Giovan Battista Amendola raffigurante Pergolesi morente, la cui funzione simbolica è quella di introdurre lo spettatore all’interno del tempio della musica. Di esso è Signore incontrastato Gioacchino Rossigni che, al centro del plafond, dall’alto di una balaustra, assurge a suprema espressione della genialità musicale italiana e partenopea, avendo l’artista dominato la scena napoletane negli anni tra il 1815 e il 1822. Le muse gli fanno corona, procedendo dal bleu di Prussica del cielo e tenendosi per mano in un coreografico carosello. Sorelle minori delle superbe e leggiadre divinità di Paolo Veronese, delle fiorite e voluttuose figure di Pietro da Cortona, di quelle più lieve e aeree del Tiepolo, le muse del soffitto salernitana scandalizzano il pur coltissimo Francesco Saverio Malpica.

Questi, pur ritenendo il Di Criscito pittore di doti non comuni, in due lettere indirizzate ad un amico nel 1872, e poi pubblicate in Salerno, scrisse che nel soffitto del teatro Municipale non era riuscito ad individuare un pur lontano barlume di ispirazione artistica, essendo Rossigni ritratto con una “faccia di luna piena” e le muse come “….donne grosse e grasse che dimenano natiche, gambe e braccia….” e perciò indegne di qualsiasi pudico sguardo. Incuranti di tali clamori, le nove sorelle sciorinano abbondanti grazie neo-barocche, avvolgendo, nel loro festoso roteare, l’allegoria della musicalità, in tunica bleu e candida mano all’orecchio; la melodia, effigiata la potenza musicale, la cui allusa intensità è affidata al suono di una buccina, cui dà fiato una creatura marina.

Alle spalle di Rossigni si apre una sequenza di quadri ispirati alle sue opere più significative, scritte in Italia prima della partenza per Parigi: Tancredi, Armida, Otello, il Barbiere di Siviglia, Mosè in Egitto e Semiramide. Se il cielo del Di Criscito rappresenta la consacrazione della sala alle grande stagione del melodramma italiano, al sipario è affidato il compito di celebrare la storia della città, evocando un glorioso episodio del passato. Grazie alla sua personale amicizia, il D’Agostino ottiene che sia il maestro Domenico Morelli a realizzare l’opera più emblematica del teatro.

L’episodio prescelto è la Cacciata dei Saraceni da Salerno, avvenuta nell’estate del 1871, quando i Salernitana, guidati dal principe Guaiferio, opposero resistenza agli invasori Amareni, capeggiati dal violento Abdila. Dalle fonti letterarie Morelli trasceglie il momento in cui i baldanzosi Saraceni, forti della loro superiorità militare, avanzano per vendicare settanta uomini delle loro schiere, uccisi dagli avversari nel corso di una fulminea incursione oltre le mura. L’alleanza di tre città campane Salerno, Benevento e Capua, illustrata nel medaglione in alto, al centro del sipario, il concorso popolare, esemplato nelle figure degli arcieri e delle donne, dipinte negli otto cammei della cornice, simboleggiano l’eroica e vittoriosa resistenza di Salerno. Ventiquattro disegni preparatori, il bozzetto definitivo, due studi di ampie dimensioni dell’episodio centrale, costituiscono l’intero iter del lavoro morelliano. Nei fatti, la trasposizione dell’opera sul telone di 122 metri quadrati è affidata a due pittori assai vicini al maestro: Giuseppe Sciuti, siciliano di Zafferana Etnea, che dipinge tutte le figure, Ignazio Perricci, architetto di Monopoli di Bari, che elabora la preziosa cornice.
Essa costituisce la vera originalità del fastoso sipario. I suoi eleganti medaglioni giallo-azzurri si equilibrano perfettamente col racconto storico, costruito sull’abile dosaggio tra grande coreografia da melodramma ed esotici tocchi orientaleggianti alla Mariano Fortuny. Capomastri, intagliatori e indoratori di collaudato mestiere affiancano il D’Agostino nella realizzazione delle decorazioni. Sui parapetti dei palchi di prima fila spiccano dei putti che reggono un medaglione; in seconda, vi sono possenti giganti neo-manieristi col corpo fiorito in calice nell’estremità inferiore; in terza, figure femminili si congiungono a disegnare un cammeo, che accoglie le effigie di un poeta, di un pittore e di un musicista.

In questi medaglioni, da destra a sinistra, rispetto a chi entra nella sala, sono raffiguranti: Vincenzo Bellini, Domenico Cimarosa, Giovan Battista Pergolesi, Carlo Goldoni, Gioacchino Rossigni, Gaetano Donizzetti, Vittoio Alfieri, Torquato Tasso, Dante Alighieri, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Giotto, Leonardo da Vinci, Andrea sabatini, Benvenuto Cellini, Salvator Rosa e Giuseppe Verdi. Il teatro Municipale di Salerno (Teatro Giuseppe Verdi dal 1902, per delibera del Consiglio Comunale) viene inaugurato il 30 marzo del 1872 con la rappresentazione del Rigoletto di Giuseppe Verdi

Orchestra filarmonica salernitana "Giuseppe Verdi"
Fondata nel 1990, l’Orchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi costituisce l’organico stabile di tutte le stagioni lirico – concertistiche del Teatro Municipale Giuseppe Verdi.

Nel corso di questi anni, la direzione e il potenziamento musicale dell’orchestra sono stati affidati a direttori del calibro di Peter Maag, Janos Acs, Nicola Luisotti, Yoram David, Daniel Lipton, Donato Renzetti, Roberto Tolomelli, Paolo Arrivabeni, Antonino Fogliani, Massimo Pradella,
Piero Bellugi, Yves Abel, David Garforth, Daniel Oren.
Si è esibita con solisti quali Massimo Quarta, Felice Cusano, Carlo Chiarappa, François Joel- Thiollier, Laura De Fusco, Michele Campanella, Marco Postinghel, Guido Corti, Paolo Restani, Francesco Nicolosi, Vadim Repin.

Ha realizzato numerose produzioni lirico-sinfoniche e di balletto, quali Traviata, Rigoletto, Trovatore, Nabucco, Falstaff, Cavalleria Rusticana, Pagliacci, La Bohème, Nozze di Figaro, Edgar, Madama Butterfly, Norma, Lucia di Lammermoor, Carmen, Il Barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Hänsel e Gretel, Tosca, Giselle, Il lago dei cigni, Manon Lescaut, Werther, Lo Schiaccianoci, Macbeth. Nel 2001 ha portato in scena il balletto Romeo e Giulietta di Prokof’ev, con la direzione di David Garforth; nel corso della stagione 2004 si è particolarmente distinta nella rappresentazione de Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota e Vedova allegra con la regia di Gino Landi.

Dal 1997 ad oggi, 2007, nella ricorrenza del decennale delle stagioni liriche dalla riapertura del Teatro Verdi, l’Orchestra ha continuato ad affermarsi stabilmente nel panorama musicale italiano ed internazionale, esibendosi anche in veste esclusivamente sinfonica, ed in concerti al fianco di interpreti di rilievo mondiale, quali Ghena Dimitrova, Nicola Martinucci, Renato Bruson, Rolando Panerai, Giorgio Casciarri, Maria Dragoni, Katia Ricciarelli, Luciana Serra, Neil
Shicoff, Fiorenza Cedolins.

Negli ultimi tempi ha manifestato una notevole crescita interpretativa, divenendo punto di riferimento nel mezzogiorno d’Italia ed imponendosi al di fuori dei confini nazionali, in particolare con tournée in Germania (Stoccarda), un’acclamata tournée in India (New Delhi e Mumbay) con Il Barbiere di Siviglia di Rossini, in occasione del Vertice UE 2003, una recente tournée in Francia con Turandot. Si è esibita, inoltre, alla presenza di Sua Santità Giovanni

II e dell'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, diretta da Daniel Oren. Ed è proprio il Maestro Oren, dal 2007, a dirigere dal podio la compagine salernitana.

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Cumino
January 12th, 2010, 12:14 PM
Bellissimo il teatro Verdi! Per me è una novità assoluta.
E' possibile fare delle visite, anche non guidate? Se riuscirò in futuro, quando sarò in zona, farei volentieri una visitina.

Salerno insegna ancora una volta che anche nelle mediopiccole realtà del sud è possibile creare e mantenere delle eccellenze del genere. :)

Civis Fede
January 12th, 2010, 01:00 PM
Un bel teatro romano è invece il Teatro Argentina, in l.go di Torre Argentina.
Così bello che hanno pensato bene di metterci davanti il capolinea del jumbo tram.


La bella facciata settecentesca

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Gli interni

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Piccola curiosità: all'argentina venne mandata la prima assoluta del barbiere di siviglia di Rossini; la prima rappresentazione fu un grande fiasco con fischi e protesta da parte del pubblico: Sembra dato ormai per certo il fatto che venne fischiato per colpa di un azione di disturbo del principale teatro rivale dell'argentina: il Valle, situato poco distante e tra i più antichi di roma: Per rovinare quello che si prospettava un grande successo del nemico sembra, la direzione del valle, vi mandò una folla di agitatori, che entrati regolarmente nel teatro iniziarono fin da subito a "molestare" la scena, con fischi e critiche....
comunque già dalla seconda rappresentazione il barbiere di siviglia riscosse un grande e meritatissimo successo, tanto da renderlo uno degli spettacoli più rappresentativi della stessa opera italiana.

Civis Fede
January 12th, 2010, 01:02 PM
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http://www.info.roma.it/foto/schede/medie/136_2820.jpg
Ed ecco appunto il teatro valle, notare nella seconda foto il magnifico campanile di sant'ivo alla sapienza progettato dal borromini