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MILANO | MiLuce - storia di un cantiere
Vorrei proporre una rassegna stampa per ripercorrere le vicissitudini del cantiere.
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22/09/2008 Quicasa.it | House e Glamour | Costruire Tendenze | 2462
Mi Luce: case light-tech nel cuore di Milano
A due passi dalla "nuova cittadella della moda"

MI LUCE. Questo il nome del nuovo, moderno ed esclusivo progetto architettonico, firmato da Studio Marzorati Architettura, che sorgerà in via Pirelli a Milano, a pochi passi dal quartiere Garibaldi-Repubblica, definito "nuova cittadella della moda e cuore pulsante della città" che, completamente riqualificato, rappresenterà anche una delle isole pedonali più grandi d'Europa, con spazi di verde urbano di altissimo pregio intervallati da ampi spazi creati per esaltare al massimo il comfort cittadino.
Il progetto di queste nuove residenze di prestigio prevede la realizzazione di "esclusive case light-tech" inserite in tre avveniristiche torri di luce, con una vista panoramica mozzafiato sulla città di Milano. Vivere "light-tech" è usare intelligentemente lo spazio. Spazi che crescono dentro la purezza delle linee.
MI LUCE ha trasformato la casa e valorizzato tutti i suoi componenti. Si tratta di residenze esclusive per qualità e novità di progetto, un disegno imponente e allo stesso tempo aereo, leggero, impalpabile.
Un'idea di trasparenza nuova che produce appartamenti vivibilissimi, moderni, disponibili in diverse metrature, con ampia possibilità di personalizzazione, studiati per rispettare i gusti e le attese di tutti.
Tutti gli appartamenti di MI LUCE sono stati pensati e progettati per garantire un altissimo livello di comfort e per soddisfare le più attuali esigenze abitative. Saranno, infatti, appartamenti con finiture di altissimo pregio e una completa dotazione di sistemi domotici, per esprimere al massimo la qualità dell'abitare moderno.
Nel contesto della residenza MI LUCE si alterneranno spazi vetrati, arredi alberati, vivaci presenze d'acqua, zone commerciali di altissimo pregio e collegamenti diretti per i moderni servizi di mobilità cittadina.
Il centro di Milano, il Duomo, le antiche mura, i quartieri di Brera e Porta Venezia, il Castello Sforzesco saranno vicinissimi, raggiungibili con una semplice passeggiata. Mi luce è light-tech, concezioni abitative originate da una progettualità dominata dalla luce.
La casa light-tech anima un modo di vivere esclusivo, che lascia un segno di libertà. La casa in pratica non ha più pareti. "Light-tech" è, secondo le parole di chi l'ha progettato, un "evento, un modo di vivere, un nuovo stile di vita. Mi luce l'ha creato per offrire qualcosa di differente, per aprire nuovi orizzonti e vincere la sfida della casa negli anni duemila.
Quindi un ritorno alla luce, un ritorno a un nuovo vivere esclusivo nelle nuove case di pregio nel cuore di Milano. Un ritorno all'"essere e avere" per chi sceglie la "luce" come protagonista.
Abitare prima in centro a Milano, poi in un luogo in cui riconoscersi per sentirsi a proprio agio in un'architettura che si propone con fronte in pietra, come tipicamente in questa zona, per elevarsi con le tre torri circolari con finiture cromatiche e materiche differenti.
Un linguaggio che si evolve salendo fino al lirismo dei tredici livelli fuori terra con terrazze e roof-garden in sommità, proprio per acquisire la magia della maggior luce nei piani alti.
La piazza da cui si eleva il fabbricato disegna spazi coperti e scoperti con comfort e servizi alle persone in un disegno sottolineato dal verde, dalla pietra e da fontane." La vendita e la promozione della residenza è affidata alla società Forza Quattro srl., che gestisce contemporaneamente anche un'altra esclusiva operazione "Milano Santa Monica", un'oasi di tranquillità localizzata a 7 km dal centro del capoluogo lombardo. Si tratta di un moderno centro urbano immerso nel verde di un parco di oltre 1.300.000 metri quadrati con circa 2.000 appartamenti di diversi tagli.
Anche questo progetto è stato realizzato dallo Studio Marzorati Architettura, fondato a Sesto San Giovanni dall'architetto Giancarlo Marzorati.
Mi Luce: progetto di proprietà del fondo immobiliare chiuso Calatrava
MI LUCE è di proprietà del fondo immobiliare chiuso CALATRAVA, gestito da Vegagest SGR Spa, società di Gestione del Risparmio, indipendente e partecipata da partner bancari e assicurativi di grande affidabilità.
La vendita e la promozione della residenza è gestita dalla società Forza Quattro Srl., agency di intermediazione immobiliare che interpreta una nuova e dinamica forma di commercializzazione di progetti complessi di sviluppo attraverso attività di promozione e vendita.
Professionisti di diversi settori affiancano il developer assistendolo nelle scelte progettuali, finanziarie e di comunicazione.
Manuela Stucchi
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04/07/2009 il Sole 24 ore
Calatrava, il fondo al riassetto
Il nome è affascinante: si tratta di MiLuce, cioè lo sviluppo immobiliare in una delle aree di maggior rilievo di Milano-centro: cioè nella zona Garibaldi-Repubblica, all'angolo tra via Pirelli e via Cornalia, non distante dal “Pirellone“ e il colossale cantiere di “Hines-Porta Nuova“ dove sorgerà la città della Moda.
Ad avere il compito di sviluppare il progetto, gestendo il fondo chiuso Calatrava, è stata chiamata la Vegagest Sgr, cioè la società di gestione della Cassa di risparmio di Ferrara: si tratta di un progetto del valore di circa 90 milioni di euro con un Irr previsto (l'internal rate of return, cioè il rendimento composto annuo) lordo pari al 18 per cento.
Ma, malgrado l'iniziativa di assoluto valore, il fondo sta affrontando qualche nodo che dovrà essere sciolto: un riassetto dei quotisti è infatti alle porte. Nell'ultima assemblea sarebbe stata richiesta dalla Sgr un'iniezione di capitali, procedura normale nell'attività di un fondo, ma all'appello potrebbe mancare la famiglia Siano, che è attualmente uno dei principali investitori tramite alcune scatole lussemburghesi oltre a essere una dei precedenti proprietari dell'area. Quest'ultima è una famiglia di imprenditori di Cernusco sul Naviglio attiva tramite il gruppo Industria della Costruzione Spa.
Sarebbero, dunque, in corso trattative per l'ingresso di nuovi soggetti, che rileveranno il diritto d'opzione dai soci uscenti affiancando o subentrando totalmente alla famiglia Siano: transazione che dovrebbe avvenire all'attuale valore del nav (il net asset value), quindi a una valutazione di mercato. Il progetto milanese, che ha rinnovato di recente le autorizzazioni con l'amministrazione comunale e pagato gli oneri di urbanizzazione previsti, prevede che, al posto di un preesistente degradato edificio, dovrebbe sorgere entro il 2011 un palazzo ispirato ai building newyorchesi, firmato dall'architetto Giancarlo Marzorati. L'area di MiLuce si estende per circa 3.400 metri quadrati: i prezzi, secondo le intenzioni iniziali, sarebbero dovuti attestarsi da un minimo di 6.500 a un massimo di 11 mila euro al metro quadrato. L'intervento č stato progettato in altezza: con 14 piani, che dovrebbero contenere residenze di lusso (per circa 10 mila metri quadrati) e destinazioni commerciali (circa 2.300 metri quadrati). Tra i finanziatori dell'iniziativa ci sono principalmente la Cassa di Risparmio di Ferrara e Banca Intesa Sanpaolo che hanno messo sul piatto alcune decine di milioni di euro e che stanno tenendo sotto osservazione la situazione.
Sempre la famiglia Siano è anche tra i quotisti del fondo Aster, uno sviluppo residenziale di livello piů basso nella zona di Segrate, sempre gestito da Vegagest, con l'obiettivo di farne una nuova Milano 2.
C.Fe.
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30/10/2010 il Sole 24 ore
Su Vegagest il faro dei Pm
Buca, cavità, fenditura, fossa, voragine. O meglio voragini. Perché in questa storia ce ne sono svariate, di voragini. Voragini contabili, voragini nel centro di Milano e a Segrate. A scoprire chi le ha scavate sarà la Procura della Repubblica di Milano che ha aperto un'inchiesta coordinata dal Pm Gaetano Ruta e sviluppata dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf. All'attenzione degli inquirenti sono finiti due mega progetti immobiliari: uno a Segrate (Milano Santa Monica), l'altro in via Adda a Milano (MiLuce). Due iniziative firmate da Vegagest immobiliare Sgr e da due suoi fondi immobiliari riservati (Aster e Calatrava). Vegagest è la società di gestione del risparmio i cui azionisti di maggioranza sono (al 30,52%) la Cassa di risparmio di Ferrara, la Cassa di risparmio di San Miniato (22,51%) e il gruppo Cattolica assicurazioni (16,99%) oltre ad altre banche locali. Il bubbone scoppia prima a Segrate, a Santa Monica, quando, già nel luglio scorso, avrebbero dovuto essere consegnate le prime abitazioni agli acquirenti che avevano già consegnato le caparre. Lavori fermi e case al palo. Sino a quando, sembra su pressione delle stesse banche, viene completato almeno un lotto. Buio pesto invece su MiLuce. L'enorme voragine (documentata nella foto scattata lo scorso mercoledì) che si spalanca di fronte al numero civico 32 di via Pirelli a Milano è recintata dallo scorso aprile. Sul cartello che dà conto della concessione edilizia c'è solo la data inizio lavori: 20 aprile 2009. Non la data di chiusura. Entrambe le maxilottizzazioni dovevano essere finite dalla Polis Engineering, presieduta da Andrea Roma (che è anche il direttore lavori dell'area di via Adda). Roma è pure consigliere delegato della Ic Spa, Industria della Costruzione Spa, società del gruppo Siano, costruttori campani con base a Cernusco sul Naviglio. Furono proprio i Siano a conferire i due terreni ai due fondi Aster e Calatrava di cui sono contestualmente diventati sottoscrittori (o quotisti). In questo modo avrebbero raggiunto due obiettivi: da una parte mantenere il ruolo di sviluppatori delle iniziative, dall'altro affidare a una struttura bancaria il compito di negoziare con le istituzioni locali eventuali varianti in corso d'opera. Ma il legame tra il gruppo Siano, Vegagest e la Cassa di risparmio di Ferrara è di lunga data. Sembra sia stata proprio questa liaison, a provocare il golpe che nell'estate 2009 ha portato alla chiusura del rapporto decennale tra la banca e il suo ex direttore generale Gennaro Murolo. Murolo diede le dimissioni a pochi mesi da un'ispezione di Banca d'Italia e fu sostituito da Giuseppe Grassano, banchiere considerato vicino a Palazzo Koch. È di questi giorni la notizia delle sanzioni erogate da Banca d'Italia a Murolo e agli altri amministratori della banca: dovute proprio a carenze e irregolarità nella gestione dei crediti. Tra questi 140 milioni di affidamenti concessi ai Siano. Un canale di finanziamento quasi a fondo perduto che sembra la reale ragione del l'azzeramento del vecchio management sia della banca, sia della sua Sgr immobililare che ha visto Franco Ciccarello, ex direttore generale di Cattolica immobiliare, insediarsi al posto di Alberto Bollea nella funzione di amministratore. Una curiosità, come già documentato da «Plus24» nell'ottobre 2009 un'altra società della galassia Siano, la Commerfin, era sul punto di emettere un bond da 65 milioni di euro. A sottoscriverlo avrebbe dovuto essere l'Enasarco, l'ente previdenziale degli agenti di commercio. Non se ne fece più nulla. Da sottolineare nella vicenda poi anche le numerose analogie con quanto è già accaduto alla Banca popolare di Intra, laddove proprio Grassano, nel giugno 2006, era stato chiamato a sostituire il direttore generale Giovanni Brumana, esautorato (e poi finito sotto inchiesta) per le disinvolte erogazioni al gruppo Finpart finito in bancarotta.
stefano elli
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02/11/2010 la Nuova Ferrara
Santa Monica, s'indaga sui passaggi di quote
L'investimento milanese della Carife nel mirino del Nucleo speciale di polizia tributaria
E' ai primi passi l'inchiesta della Procura milanese sui due mega progetti immobiliari milanesi di Santa Monica e Miluce, finanziati dalla Cassa di Risparmio di Ferrara attraverso Vegagest immobiliare. La sua origine, però, potrebbe affondare in vicende di qualche anno fa, raccontate in un esposto del 2009 e arricchite da una una seconda, più recente, denuncia. A sollecitare i magistrati milanesi è stato, in entrambi i casi, Mario De Gaspari, ex sindaco di Pioltello e consigliere provinciale Pd, che da anni si occupa dei progetti immobiliari di quelle aree del Milanese e degli affari che ruotano attorno alle bonifiche. Nell'esposto del 2009 si accendevano i riflettori sul fondo Aster, lo strumento utilizzato da Vegagest e dai costruttori Siano per realizzare Santa Monica, e sulla Sopaf, la finanziaria dei fratelli Magnoni, esponenti di primo piano dell'imprenditoria lombarda. Da una vendita di quote Aster acquisite quattordici mesi prima da Sopaf venne fuori, nel 2006, una plusvalenza di 10 milioni di euro: soldi usciti dal nulla, secondo De Gaspari, che li mette in relazione con operazioni speculative già finite nel mirino degli inquirenti. L'esposto si concludeva con l'invito a verificare che dietro queste operazioni «in realtà non si nascondano invece trasferimenti di ricchezza a soggetti pubblici, o persone che in ragione della loro posizione o rapporto con gli enti pubblici siano in grado di elargire concessioni, facilitare procedure o permessi direttamente collegati all'area di Santa Monica, di cui la plusvalenza dell'operazione non risulti essere altro che la naturale contropartita». Più recente è un secondo esposto che riguarda un'area confinante con Santa Monica, sempre di proprietà dei Siano, nella quale però non risultano interessi ferraresi. Aster è un fondo comune d'investimento immobiliare di tipo chiuso, riservato a investitori qualificati e gestito da Vegagest Sgr, società di gestione nella quale Carife ha il 30,54%, la Cassa di Risparmio di San Miniato il 22,51% e la Cattolica assicurazioni il 16,99%. Lì dentro è stato conferito il terreno di Santa Monica e in questa maniera i proprietari Siano sono diventati quotisti del fondo stesso. La maxilottizzazione sta andando avanti a rilento, provocando perdite a catena che sono giunte fino alla Carife, la quale sta cercando di uscirne con due mosse: completare i lotti 1, 1bis e 2, e vendere il progetto connesso ai lotti residui al valore indicato nello stesso rendiconto Aster. Situazione simile anche per il fondo Calatrava, che gestisce il progetto Miluce nel centro di Milano. Su ritardi e omissioni nella realizzazione degli appartamenti sono in corso controversie di tipo civile. L'inchiesta penale, condotta dal pm Gaetano Ruta e affidata al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano, potrebbe a questo punto riguardare ipotesi di riciclaggio e fondi neri, legati appunto ai passaggi di quote del fondo. Tutte da valutare le ripercussioni ferraresi, ipotizzabili nuovi ostacoli nel chiudere questa partita sanguinosa per la Cassa. (s.c.)
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09/11/2010 estense.com
Vegagest e Carife, parla Murolo
L’ex dg precisa che la sua posizione non è oggetto di indagine da parte dei pm di Milano
Cantieri milanesi di Vegagest, interviene Gennaro Murolo. L’ex direttore generale della Cassa di Risparmio di Ferrara invia una lettera alla nostra redazione per quelle che ritiene “alcune precisazioni”.
L’occasione è data dall’articolo di Estense.com, pubblicato lo scorso 1 novembre, dal titolo “A Milano la procura indaga sui cantieri Carife” (leggi l’articolo), dove si spiega che la procura di Milano ha aperto un’inchiesta su due mega progetti immobiliari: uno a Segrate (Milano Santa Monica), l’altro in via Adda a Milano (MiLuce). Due iniziative firmate da Vegagest immobiliare Sgr e da due suoi fondi immobiliari riservati (Aster e Calatrava).
Murolo ricorda, come d’altronde riportato nel nostro articolo, che “non si tratta di cantieri Carife bensì di attività immobiliari della società Vegagest, della quale Carife detiene solo una quota di minoranza”. La Cassa è infatti azionista di maggioranza della società immobiliare, con il 30,52% delle quote.
L’inchiesta milanese non ha lambito però le sponde ferraresi. “Né Carife né tantomeno il sottoscritto risultano essere oggetto di indagine da parte dei pm”, precisa il manager, che fa sapere come “in sede di ispezione da parte della Banca d’Italia presso Carife, il gruppo Siano (immobiliaristi milanesi, ndr) fu collocato dagli ispettori non alla categoria “sofferenze” ma tra i “crediti ristrutturati”, che ben altro significato hanno, non facendo prospettare perdite finanziarie certe, bensì un percorso credibile di ripresa”.
Murolo entra poi nei dettagli, chiarendo come “peraltro gli affidamenti concessi al Gruppo Siano sono sempre stati regolarmente deliberati dagli organi statutari di Carife. Per i fondi immobiliari Vegagest, alla data delle mie dimissioni, erano previsti una ristrutturazione e l’avviamento a soluzione delle difficoltà (intervenute per la ben nota crisi finanziaria e immobiliare mondiale) attraverso un finanziamento ipotecario, promosso da Unicredit in forma di “pool”. Ciò che è eventualmente successo dopo la data del mio pensionamento (settembre 2009) non è riferibile alla mia attività”.
Nell’articolo si citava il “Sole 24Ore plus”, che riconduceva Sempre al legame tra il gruppo Siano, Vegagest e la Cassa di risparmio di Ferrara “il golpe che nell’estate 2009 ha portato alla chiusura del rapporto decennale tra la banca e il suo ex direttore generale”.
“Le mie dimissioni – puntualizza il diretto interessato – sono avvenute a seguito del raggiungimento del 40° anno di contribuzione e di conseguenza della maturazione della pensione; peraltro esse erano da tempo state preannunciate agli amministratori”.
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02/01/2011 Corriere della sera
Il flop immobiliare del fondo Vegagest
Il contenzioso da 100 milioni con Bellavista Caltagirone Il salvataggio L' amministratore delegato Ciccarello: pronto il piano di salvataggio per le due gestioni. Acqua Marcia? Pretese infondate
MILANO - Vegagest è una società di gestione del risparmio. Il nome dice poco ma è come quegli sconosciuti che nello sport vengono fuori dal nulla e ti piazzano il record. Il record di Vegagest è aver inanellato un' incredibile serie di investimenti sballati con alcuni dei suoi fondi immobiliari, gestiti dalla controllata Vegagest Immobiliare. «Operazioni disastrose», secondo la definizione di un manager che ha avuto accesso a tutte le carte. Operazioni, a Milano e Roma, di una gestione riferibile al socio Cassa di Risparmio di Ferrara che nel frattempo è stata rimandata a casa. Anche perché Bankitalia è stata durissima. Ma non sembra essere solo una storia di incapacità o di sfortuna o di congiuntura negativa, che pure ha pesato e pesa. A rendere Vegagest un caso un pò particolare e di stretta attualità sono tre fatti. Il primo è che la Procura di Milano - ha scritto di recente Il Sole 24 Ore - ha aperto un' inchiesta sui grandi progetti immobiliari milanesi di via Pirelli MiLuce e di Segrate Santa Monica appartenenti ai fondi Vegagest «Calatrava» e «Aster»: a mettere in moto i pm sarebbero state le denunce di chi ha versato gli anticipi per gli appartamenti che ancora non ci sono. Il secondo fatto riguarda il fondo quotato «Europa Immobiliare 1» che non avrebbe pagato 95 milioni per un immobile a Roma del gruppo Acqua Marcia, costringendo Francesco Bellavista Caltagirone, secondo la sua versione, a chiedere una moratoria alle banche e a citare in giudizio la stessa Vegagest. Il terzo fatto è che Vegagest non è una società qualunque governata da un immobiliarista rampante o da un finanziere, ma è posseduta, attraverso una holding, da banche e da una compagnia assicurativa quotata in Borsa: il 30% è della già citata Cassa di Ferrara Carife, poi la Cassa di San Miniato 22%, la Cattolica Assicurazioni 17%, Popolare Bari 10,7% e altre banche. E avere questi azionisti alle spalle è allo stesso tempo un' aggravante considerati i flop immobiliari e una speranza i finanziamenti per far procedere i lavori. «Un sogno tutto da abitare», recita il sito di Milano Santa Monica fondo Aster cioè l' iniziativa di Segrate che è al palo. «La casa light-tech anima un modo di vivere esclusivo», butta lì il sito di MiL [Esplora il significato del termine: Il flop immobiliare del fondo Vegagest Il contenzioso da 100 milioni con Bellavista Caltagirone Il salvataggio L’ amministratore delegato Ciccarello: pronto il piano di salvataggio per le due gestioni. Acqua Marcia? Pretese infondate MILANO - Vegagest è una società di gestione del risparmio. Il nome dice poco ma è come quegli sconosciuti che nello sport vengono fuori dal nulla e ti piazzano il record. Il record di Vegagest è aver inanellato un’ incredibile serie di investimenti sballati con alcuni dei suoi fondi immobiliari, gestiti dalla controllata Vegagest Immobiliare. «Operazioni disastrose», secondo la definizione di un manager che ha avuto accesso a tutte le carte. Operazioni, a Milano e Roma, di una gestione riferibile al socio Cassa di Risparmio di Ferrara che nel frattempo è stata rimandata a casa. Anche perché Bankitalia è stata durissima. Ma non sembra essere solo una storia di incapacità o di sfortuna o di congiuntura negativa, che pure ha pesato e pesa. A rendere Vegagest un caso un pò particolare e di stretta attualità sono tre fatti. Il primo è che la Procura di Milano - ha scritto di recente Il Sole 24 Ore - ha aperto un’ inchiesta sui grandi progetti immobiliari milanesi di via Pirelli MiLuce e di Segrate Santa Monica appartenenti ai fondi Vegagest «Calatrava» e «Aster»: a mettere in moto i pm sarebbero state le denunce di chi ha versato gli anticipi per gli appartamenti che ancora non ci sono. Il secondo fatto riguarda il fondo quotato «Europa Immobiliare 1» che non avrebbe pagato 95 milioni per un immobile a Roma del gruppo Acqua Marcia, costringendo Francesco Bellavista Caltagirone, secondo la sua versione, a chiedere una moratoria alle banche e a citare in giudizio la stessa Vegagest. Il terzo fatto è che Vegagest non è una società qualunque governata da un immobiliarista rampante o da un finanziere, ma è posseduta, attraverso una holding, da banche e da una compagnia assicurativa quotata in Borsa: il 30% è della già citata Cassa di Ferrara Carife, poi la Cassa di San Miniato 22%, la Cattolica Assicurazioni 17%, Popolare Bari 10,7% e altre banche. E avere questi azionisti alle spalle è allo stesso tempo un’ aggravante considerati i flop immobiliari e una speranza i finanziamenti per far procedere i lavori. «Un sogno tutto da abitare», recita il sito di Milano Santa Monica fondo Aster cioè l’ iniziativa di Segrate che è al palo. «La casa light-tech anima un modo di vivere esclusivo», butta lì il sito di MiL] uce fondo Calatrava mentre chi ha dato la caparra vorrebbe subito la sua casa in centro a Milano tra la zona Garibaldi e Repubblica anche senza light e tech. Queste due iniziative nacquero circa 4 anni fa in casa Carife che finanziò con un' ottantina di milioni la Sopaf dei Magnoni, il gruppo Bordigoni e i costruttori Siano. Poi, nel 2007, i Siano rilevarono tutto il «pacchetto», con Sopaf e Bordigoni che fecero ottime plusvalenze e con i finanziamenti saliti a 120 milioni. I Siano diventano sottoscrittori pressoché unici dei fondi Aster e Calatrava. Ma chi compra i terreni su cui vengono sviluppati i mega progetti immobiliari? I due fondi. E di chi sono i terreni? Dei Siano. Oggi la posizione dei costruttori di Cernusco sul Naviglio Mi è un problema per Carife che, dopo l' ispezione di Bankitalia, è stata affidata per oltre un anno si è dimesso da poco a un banchiere d' esperienza e di fiducia di Via Nazionale, Giuseppe Grassano, specialista nel raddrizzare situazioni difficili. Il problema a Roma è da 95 milioni. Il fondo Europa Immobiliare 1 ha comprato l' immobile per 120 milioni da Acqua Marcia, ne ha pagati 25 e sugli altri si va in tribunale. Secondo fonti dei soci Vegagest, «all' epoca fu fatta una valutazione eccessiva recependo la stima di Bellavista». Colpa di chi, se c' è stata colpa? Un' operazione del genere non è nelle deleghe di un solo manager. Intanto però è stato cacciato a maggio 2010 il direttore generale di Vegagest Immobiliare, Alberto Bollea, «senza alcuna rinunzia ad eventuali azioni a suo carico», dice il verbale del cda. Oggi la gestione è in mano a Salvatore Ciccarello che rassicura: «Sono pronti i piani di salvataggio per Aster e Calatrava». Promette che in via Pirelli i lavori riprenderanno il 10 gennaio anche perché «un pool di banche erogherà un ulteriore finanziamento». Cioè le banche socie. E Roma? La citazione in giudizio di Bellavista? «Pretese infondate totalmente, non ci sono le condizioni per adempiere al contratto perché l' immobile non è pronto, non è finito». E il prezzo, 120 milioni? «Il fondo fece una perizia autonoma». Mario Gerevini
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21/01/2001 il Sole 24 ore
Immobiliare: Vegagest sgr, ripartono i lavori del progetto Mi.Luce
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 gen - Nei giorni scorsi sono ripartiti i canteri di Mi.Luce, il progetto di sviluppo immobiliare milanese inserito nel fondo immobiliare Calatrava gestito da Vegagest immobiliare sgr. A un anno dallo stop, sono ripartiti i lavori grazie a un finanziamento erogato dai soci della controllante Vegagest sgr che consentira' di mettere in sicurezza il cantiere esistente e, nel contempo, di riprendere i lavori di edificazione, eseguiti dall'impresa Mazzi di Verona sotto la direzione della Polis Engineering. "La messa in sicurezza del cantiere e l'edificazione dei piani interrati di Mi.Luce ci consentira' - afferma in una nota Salvatore Ciccarello, a.d. di Vegagest Immobiliare SGR - di riproporci al mercato immobiliare milanese con un progetto di edilizia residenziale di prestigio". Mi.luce prevede la realizzazione di novantasette appartamenti, 284 box, sette negozi, un'autorimessa di 124 posti auto oltre alla ristrutturazione di un edificio destinato a servizi socio assistenziali come previsto dalla convenzione urbanistica sottoscritta con il Comune. Com-Mau
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25/01/2011 il Sole 24 ore
Immobiliare: Vegagest, a Santa Monica lavori finiti in 12-15 mesi
Milano, 25 gen - Per quel che riguarda le strategie di Vegagest, "in questo momento la priorita' assoluta e' la risoluzione della questione dei fondi Aster e Calatrava", spiega Ciccarello. La vicenda e' particolarmente spinosa soprattutto per il fondo Aster con un centinaio di famiglie che aspettano la loro casa: "Capisco l'arrabbiatura - dice l'a.d. di Vegagest - ma entro poco tempo la questione si definira', il piano c'e' gia', abbiamo solo bisogno della controparte pubblica", vale a dire il Comune di Segrate, con cui sono in corso le trattative. Dopo di che "i soci vogliono rafforzare la societa', lanciare nuovi fondi e cercare nuovi partner finanziari e industriali". Vegagest "non e' in vendita" tiene a precisare Ciccarello. Si e' molto parlato delle difficolta' di uno dei suoi azionisti piu' importanti, la CariFerrara che naviga in acque agitate, ma l'unica cosa che dice Ciccarello e' che "non escludo l'arrivo di nuovi soci" anche se "se ne parlera' nella seconda meta' dell'anno". Mau
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