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Old December 5th, 2011, 06:21 PM   #1
CRIME
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Napoli: Architettura e Trasformazioni Urbanistiche

Napoli: Dalla città antica....





....alle trasformazioni Urbane.





Dal Risanamento di fine Ottocento, alla ricostruzione del dopoguerra, fino ai giorni nostri.
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Old December 5th, 2011, 08:03 PM   #2
CRIME
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Cominciamo con la Bonifica del Rione Carità/San Giuseppe nel periodo Fascista.
In realtà l'intervento in questa zona fu previsto già nel Risanamento di fine Ottocento, ma tra ritardi e questioni economiche si rimandò la cosa. Pensate solo che il Risanamento dei quartieri bassi della città, quello famoso di fine ottocento, vide fine sono negli anni venti del novecento.

Interessante e vedere questa mappa di Enrico Alvino del 1868 dove il grande architetto traccia un lungo rettifilo che unisce la stazione centrale con il centro città. La nuova strada "rettifilo", secondo Alvino arrivata a via Medina avrebbe dovuto continuare attraverso il rione Carità per raggiungere via Toledo (in quel periodo via Roma)


Interessante e vedere come l'architetto aveva pensato anche di creare un rettifilo che dalla stazione Centrale, attraverso la Duchesca e Forcella, arrivasse nei pressi di via Duomo che grazie a Dio nessuono in seguito però ha mai riconsiderato questa sua soluzione.

Ma ritorniamo al rione Carità
Questa zona conosciuta un tempo come il territorio di santa Marta, si trovava nella cinta muraria aragonese (fine 400) e da quel periodo in poi fu densamente urbanizzata fino alla bonifica Fascista cominciata verso la fine degli anni venti del Novecento. Prima di questa bonifica la zona si presentava così:


Una serie di vicoletti forse disordinati, ma vediamo cosa avevamo e cosa poi rimane degli edifici storici e monumentali andati persi.

1: Nel 1484 veniva costruita la chiesa di san Giovanni dei Fiorentini. Eliminata con la Bonifica Fascista

2:Nel 1500 viene edifica la chiesa di san Giuseppe Maggiore. Eliminata con la bonifica Fascista e in parte ricostruita in altra zona.

3: Sempre durante il 1500 viene costruita la chiesa di san Giorgio dei Genovesi. Esiste ancora schiacciata dai palazzoni della ricostruzione del secondo dopoguerra.

4:Nel 1518 viene costruita la graziosa chiesetta di San Pietro e Paolo dei Greci. Esiste ancora soffocata dagli alti edifici costruiti nel secondo dopoguerra

5:nel 1540 veniva costruito il complesso conventuale di san Tommaso D'Aquino. Eliminato dalla bonifica Fascista.

6: Teatro dei Fiorentini, uno dei più antichi teatri di Napoli, costruito nella seconda meta del sedicesimo secolo. Eliminato dalla bonifica Fascista

7: presso il largo della Carità all'inizio del 1800, fu costruito su progetto dell'architetto Gasse, il mercato dei commestibili, che si vede nella mappa di sopra. Eliminato dalla bonifica Fascista.

8: Un'altro edificio per il mercato, compare nella mappa lungo la via del Ponte di Tappia. Anche questo verrà eliminato dalla bonifica Fascista.

Se verso la fine dell'Ottocento questa zona viene definita come uno dei luoghi più infetti, e come una stretta e fedita rete di vicoli, ciò non giustifica il totale sventramento del rione cancellandone ongi memoria storica.
Se come anche per il precedente Risanamento di fine Ottocento che vide un grosso sventramento ed una nuova architettura un poco più contestualizzata, questa volta la nuova architettura romperà definitivamente ogni legame con quella presistente, tanto che neanche all'interno del nuovo rione, le nuove costruzioni, avranno una continuità stilistica. Pe non parlare di quello che succede nel dopoguerra, ma ci arriveremo per grado.

Vediamo le tre chiese eliminate, in ordine, san Tommaso D'Aquino, san Giovanni dei Fiorentini e san Giuseppe Maggiore.


Mentre qui vediamo le stradine scomparse del vecchio quartiere. L'ultima a sinistra era la vecchia via del Ponte di Tappia nella parte che arriva su via Toledo. Il supportico che si vede, giustifica in nome della strada che prende il nome dai palazzi della familgia Tapia(con unap) uniti da questo ponte.


qui vediamo l'antico teatro dei Fiorentini e il largo della Carità nella fila di palazzi che verranno distrutti.


qui vediamo le opere di demolizione già cominciate, da questo momento in poi la zona sarà stravolta e dell'antico Largo della Carità ne rimarrà la zona alle spalle del monumento di Caarlo Poerio, anche questo spostato da questo luogo.


quindi via Toledo verrà interrotta per creare la nuova piazza Carità. In questa bella foto vediamo il largo della Carità e il pezzo di via Toledo che sale verso piazza Dante. I palazzi a destra della foto saranno demoliti.


Quindi se nella metà dell'Ottocento il rione Carità san Giuseppe si presentava così


In seguito alla bonica Fascista e alla ricostruzione del dopoguerra l'impianto del rione, come lo vediamo oggi, è così


Quindi dell'antico tracciato viario, nella zona compresa tra via Toledo, via Medina, piazza Municipio e piazza Carità non rimane niente. In qualche caso, grazie a Dio troviamo gli antichi nomi delle strade come memoria storica.

Il nuovo rione costruito nel periodo Fascista e in quello della ricostruzione del dopoguerra, porta un rifacimento totale della zona, che ai giorni nostri e arrivata così



Insomma quello che scampò nella prima bonifica, fu tolto di mezzo nella seconda (il dopoguerra) Oggi troviamo un paio di palazzi e la chiesa dei Genovesi su via Medina, e la chiesetta dei Greci come testimonianza Storica e anche come pregio architettonico, se consideriamo che il nuovo, soprattutto quello nato nel dopoguerra, trovarne un pregio architettonico e mooooolto difficile.

Vedremo punto per punto il nuovo Rione Carità/san Giuseppe a partire dagli edifici fascisti a quella zozzimma del dopoguerra nella seconda parte
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Last edited by CRIME; December 5th, 2011 at 08:08 PM.
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Old December 5th, 2011, 08:06 PM   #3
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san tommaso d'aquino.
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Old December 5th, 2011, 08:26 PM   #4
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Bella ricostruzione, molto interessante.
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Old December 5th, 2011, 09:52 PM   #5
CRIME
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analizziamo il Rione Carità, cominciando dalla piazza che ne da il nome.

Come già detto prima, verranno demoliti i palazzi lungo via Toldeo per creare la nuova piazza Carità. In questa vecchia foto si tratta dei palazzi di fronte al monumento di Carlo Poerio


del vecchio largo in realtà non verrà demolito niente, diventerà piazza una volta demoliti gli edifici di via Toledo. Quindi considerate la foto di sopra, alle spalle della statua di Poerio lo slargo appariva esattamente come oggi con i suoi meraviglisi e importanti palazzi settecenteschi.


Come già detto prima anche il monumento di Carlo Poerio verrà tolto e trasferito a piazza san Pasquale, al suo posto in posizione però centrale alla nuova piazza, verrà messo nel dopoguerra quello a Salvo D'Acquisto.

Con la nuova piazza Carità verranno costruiti i nuovi edifici a servizio pubblico.
Qui bisogna dire una cosa molto importante.

Se nel primo Risanamento di fine Ottocento il motivo fu soprattutto farne una mega speculazione, a confermarlo e il fatto che in tutto l'intervento interamente sostenuto con fondi statali furono realizzati sono due edifici pubblici (la Borsa e l'Università), questa volta si mira a crare un polo finanziario e funzionale che servisse alla città e che risultasse un moderno quartiere diringenziale. Ma non si tenne per nulla conto della nuova architettura, con violento contrasto con quella presistente.
Infatti la prospettiva se si arriva da Monteoliveto, e come dire, un po varia.


Per chiudere il fronte della nuova piazza si abbatte il Mercato dei Commestibili, già costruito al posto di uno dei 4 chiosti di Monteoliveto. Al suo posto verrà costuito il grosso e alto palazzo dell'INA, senza tener conto dell'entica architettura dei chiostri di Monteoliveto al quale confina, e soprattutto l'altezza dei vicini palazzi. Quindi per aiutare a capire chi non conosce il posto, se da un lato l'antico Largo della Carità conserva come abbiamo già detto il suo originale profilo settecentesco....


...il fronte opposto è chiusto dal palazzo dell'INa






questo palazzo costruito da un famoso architetto Napoletano in quei tempi






Forse anche interessante a livello architettonico, ma non tanto per "cucirlo" ai monumenti circostanti. Ecco sempre il palazzo dell'INA legato all'antico chiostro di Monteoliveto.




A chiudere il lato sinistro (tendendo alle spalle i palazzi settecenteschi) troviamo il palazzo che venne realizzato per l'Ente Autonomo del Volturno.




questo seppur più basso, ma non trova nessun legamento stilistico verso gli antichi chiostri di Monteoliveto o i confinanti palazzi settecenteschi.


A chiudere il lato opposto della piazza, con angolo di via Toledo verso il Pebliscito e con la nuova via Battisti ricavata al posto delll'antica via della Corsea, troviamo questo edificio, credo uno dei pochi edificio per civili abitazioni previsti in quel periodo


Anche in questo caso il contrasto con i vicini edifici e ben evidente. Già non trova legame con suo "fratello" dall'altro lato della piazza....un po di simmetria...vabbè.




Da pizza Carità prendiamo via Cesare Battisti per entrare nel cuore del nuovo Rione Carità relativo alla Bonifica Fascista.


dove puttroppo vediamo già i segni di quello che sarà la successiva bonifica del dopoguerra.


Continua....
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Old December 5th, 2011, 10:30 PM   #6
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Lungo via Cesare Battisti troviamo sulla sinistra il palazzo degli Uffici Finanziari realizzato sempre da Marcello Canino.
Questa volta l'architetto, a differenza del palazzo dell'INA, e più accorto sia all'altezza, alla simmetria che nel mettere elementi architettonici decorativi.

La prima cosa che vediamo di questo edificio appena lascita piazza Carità, e una sorta di abside che nel chiude il retro. L'architetto mette il prospetto principale del palazzo sulla nuova via Diaz che sarà l'asse viario più importante di tutta la bonifica Fascista.


I due prospetti laterali sono simmetrici...questo e quello sul lato di via Oberdan


...spezzati al centro con questo particolare grigliato di travertino che chiude il corpo scala.




anche i prospetti risultano particolari


questo è il prospetto opposto su via Fabio Filzi
[/URL]

Mentre sul prospetto Principale che da su via Diaz si apre questo particolare del portale


Ma vediamo nella mappa che per la costruzione del palazzo degli Uffici Finanziari, si toglie di mezzo la chiesa di san Tommaso D'Acquino...



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Last edited by CRIME; December 5th, 2011 at 11:11 PM.
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Old December 5th, 2011, 11:59 PM   #7
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Nel Cuore del nuovo rione Carità troviamo uno degli edifici simbolo di questa bonifica, il palazzo delle Regie Poste e Telegrafi.

Il palazzo delle foto chiude i ingloba, come il palazzo dell'INA, i chiostri di Montioliveto.


Praticamemte questi due palazzi chiudono il grosso chiostro di Monteoliveto

Nello specifico questo è il palazzo delle poste, progettato da Giuseppe Vaccaro e Gino Franzi, sarà anche la prima opera ad essere inaugurata del nuovo rione Carità.


Interessante è anche il progetto, poi scartato, sempre di Giuseppe Vaccaro


Il nuovo edificio delle poste con la bella facciata in diorite di baveno grigio scuro e sormotata dal pregiato marmo di Vallestrona.

Il palazzo delle poste e senza dubbio bello, monumentale e di ottima architettura, questo ancora di più se poi lo si confronta con qualsiasi edificio nato in zona nel dopoguerra.


il semplice ma bellismo portale rompe la facciata curvilineaa e allo stesso tempo risulta elegante.


tutta via risulta violento il contrasto con l'architettura antica presente in zona. In questo caso poi, si vede la diversa quota stradale tra piazza Matteotti e via Monteoliveto. Così fu creata la grande scalinata che unisce le due strade e che corre di lato alla facciata delle poste, un tempo strada, un tempo la strada dei Guantai Vecchi, che a differenza dei vicini Guantai Nuovi dove se ne ricorda solo il nome, qui ogni memoria storica è andata persa. Mah...


se tenete presente il disegno di sopra dove il palazzo delle poste si "cuce" con il chiostro di Monteoliveto, ecco questo e il punto dalla parte di piazza matteotti, quindi alla sinistra della facciata principale delle poste e quasi a livello con piazza Matteotti.




La parte che da su via Monteoliveto, come già detto data la differenza di quota, risulta forse più monumentale. L'accostamento tra il nuovo palazzo delle poste e l'antico chiostro di Monteoliveto da questa parte risulta più contestualizzato per via della presenza di archi sulla facciata che chiude sul chiostro, ora non so se ricostruita apposta o se scampata alla demolizione e quindi inglobata. Fatto sta che se tolgono le macchine di la, chiudono la starda con una bella pavimentazione e con qualche panchina e fioriera, questo angolo e ancor più bello.




il prospetto che da su via Monteoliveto
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Last edited by CRIME; December 15th, 2011 at 06:26 PM.
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Old December 6th, 2011, 10:32 AM   #8
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mamma che lavorone! grande crime
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Old December 6th, 2011, 01:05 PM   #9
tanosmile
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dispiace per il patrimonio andato perduto, comunque rispetto allo scempio fatto a Milano nel Bottonuto, la bonifica fascista fatta a Napoli è stata realizzata con più criterio e qualità architettonica. A Milano invece hanno costruito delle ciofeche che se vai in via Larga sembra di camminare in una brutta strada di Berlino est.
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Old December 7th, 2011, 12:01 AM   #10
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Originally Posted by tanosmile View Post
dispiace per il patrimonio andato perduto, comunque rispetto allo scempio fatto a Milano nel Bottonuto, la bonifica fascista fatta a Napoli è stata realizzata con più criterio e qualità architettonica. A Milano invece hanno costruito delle ciofeche che se vai in via Larga sembra di camminare in una brutta strada di Berlino est.
grazie per le informazioni che non conoscevo affatto e mi capitano giusto utili siccome dopodomani vengo per una settimana a Milano e sono curioso di vedere questa zona.

Comunque non ti preuccupare, se la bonifica fascista e stata realizzata con criterio e qualità architettonica aspetta che metto le foto di quello realizzato nel dopoguerra ...non tutto, ma la buona parte.....

Con un po di tempo metto tutto, finisco con l'edilizia fascista e metto quella anni 50/60 sempre all'interno del Rione Carità.
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Old December 15th, 2011, 08:15 PM   #11
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Originally Posted by tanosmile View Post
dispiace per il patrimonio andato perduto, comunque rispetto allo scempio fatto a Milano nel Bottonuto, la bonifica fascista fatta a Napoli è stata realizzata con più criterio e qualità architettonica. A Milano invece hanno costruito delle ciofeche che se vai in via Larga sembra di camminare in una brutta strada di Berlino est.
sono stato in questa via Larga, neanche a farlo apposta vicino sta l'università dove questa amica si laureava. Un ex convento mi pare, molto bello con dei chuistri favolosi. La via Larga e piazza Diaz dove siamo andati a mangiare da Panino Giusto molto buono ma antipatici esagerati i tipi che ci lavorano. A Milano l'intervento fascista e stato molto ma molto più massiccio che a Napoli. A me anche se l'architettura fascista in se non mi dispiace, a Milano qualcosa lo butterei giù a cominciare dai palazzi a San Babila.

Comunque continuo con la bonifica Fascista Napoletana, che toglie insieme a quella del dopoguerra, ogni testimonianza storica di quello che era un tempo il terriotorio di Santa Marta.

a chiudere un lato di piazza Matteotti tra la il Palazzo delle Poste e le scale che andavano a sostituire la via dei Guantai Vecchi, fu eretto palazzo Troise, quello che oggi ospita Eldo.
Nella Mappa evidenziato con le linee arancioni


palazzo Troise, di Alessandro Carnelli


singolare vicenda legata a questo palazzo. Nella sua visita a Napoli il sei febbraio 1939, Mussoli, nel vedere palazzo Troise e dopo averlo definito paracarro, ne ordina la demolizione. Il Duce sostiene che il palazzo Troise, si aper la sua posizione che per la sua architettura, deturpa la monumentalità del grandioso palazzo delle reali Poste. Ma per motivi economici nulla poi fu fatto, anche perchè Palazzo Troise nasconde il forte dislivello tra piazza Matteotti e il quadrivio di Monteoliveto.

Quindi se al centro della piazza venne realizzato il palazzo delle Poste, (vedere mappa sopra) a chiuderne un lato il palazzo Troise, dalla parte oppostavenne costruito il palazzo della Provincia di Ferdinando Chiaromonte e Marcello Canino.


particolare del portale in bronzo con bassorilievi




di lato e dietro per la conformazione del lotto, si chiuede a forma trapezioidale.
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Last edited by CRIME; December 15th, 2011 at 08:33 PM.
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Old December 6th, 2011, 01:22 PM   #12
yuri
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Applauso a Crime!
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Old December 6th, 2011, 09:40 PM   #13
GUISKARD
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Topic superbo!
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"Sono convinto che i rimedi necessari per l'Italia, come il reggimento costituzionale del Piemonte, ben lungi dall'avvicinarla al suo risorgimento, ne l'allontanano: non farei il minimo sacrifizio per cacciare gli austriaci dalla Lombardia ed accrescere il Regno sardo: per me dominio di casa Savoia e dominio di casa d'Austria è precisamente lo stesso"
dal "Testamento politico" di Carlo Pisacane, 1857
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Old December 7th, 2011, 03:37 AM   #14
STEFANO983
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crime grande lavoro sei mitico! ci fai conoscere davvero un prima e dopo affascinante
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A PENSAR MALE SI FA PECCATO...MA SPESSO SI INDOVINA...
Nun sputà 'n cielo,ca 'n faccia te torna..
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Old December 14th, 2011, 02:48 PM   #15
yuri
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Approfitto del bel thread aperto da Crime per parlare di quest'altra zona della città: l'area del teatro greco romano.

L'area del centro antico è un vero scrigno di trasformazioni urbanistiche, nonostante l'impianto viario sia lo stesso da più di 2000 anni.
[IMG]http://i41.************/1gr6zs.jpg[/IMG]

Ad esempio, nel museo del complesso di San Lorenzo Maggiore, sono riportati una serie di schemi e plastici che mostrano come è cambiata l'area del teatro romano negli ultimi 2000 anni, mostrando i rapporti fra le strutture attuali e quelle precedenti.
Dall'immagine sottostante è possibile evincere i rapporti rispetto alla rete stradale esistente.
Come si può vedere il teatro è tagliato da una strada, vico cinquesanti, ed è separato dall'odeon da un cardo già esistente all'epoca romana.
[IMG]http://i39.************/3gff4.jpg[/IMG]

I rapporti con il costruito attuale ci mostrano molte cose interessanti concernenti il teatro: la prima è che la porzione superiore è stata totalmente smantellata per far spazio alle case; la seconda è che i cortili interni dei palazzi più recenti hanno comunque rispettato la restante area di cavea. Inoltre, parte degli ambienti è stato sfruttato dalle suddette case più recenti.
[IMG]http://i44.************/e0wso.jpg[/IMG]

[IMG]http://i42.************/fegdhs.jpg[/IMG]

Le immagini del plastico che seguono invece, mostrano in modo chiaro i rapporti esistenti fra il complesso odeon/teatro e l'attuale urbanistica del centro antico.
[IMG]http://i44.************/nqobac.jpg[/IMG]

Qui si intravede anche il tempio dei Dioscuri.
[IMG]http://i42.************/5ceis9.jpg[/IMG]

L'odeon
[IMG]http://i43.************/wldvlw.jpg[/IMG]
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Old December 14th, 2011, 03:02 PM   #16
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bravissimo yuri, complimenti.
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Old December 14th, 2011, 09:06 PM   #17
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Informazioni interessantissime.
Bravissimi ad entrambi.
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Old December 15th, 2011, 09:51 PM   #18
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ora ricapitoliamo

Il primo punto importante della bonifca fascista al Rione Carità riguarda piazza Carità e abbiamo visto i palazzi che hanno configurato la piazza prima poco più che slargo.

La via Cesare Battisti che in parte percorre la precedente via della Corsea, sbuca nella nuova piazza Matteotti ricavata togliendo di mezzo i vecchi palazzi. e questo e il secondo punto importante della bonica

Il terzo punto invece, anche questo molto importante, è l' attuale via Diaz.

Praticamente via Diaz sarebbe il continuo di via Sanfelice creata durate il Risanamento ottocentesco. Quindi il corso Umberto arriva a Piazza della Borsa (ora Bovio) di li via Depretis arriva al porto e via Sanfelice a via Medina. Con il Risanamento non copleto di fine ottocento si collega la Stazione Centrale con il porto da una parte e quindi piazza Municipio, e via Medina/Monteoliveto dall'altra.

Con la Bonifica Fascista si arriva a via Toledo, si continua via Sanfelice e in primo momento si sarebbe dovuti finire a chiuedere il frontale della nuova strada con la chiesa monumentale di santa Maria delle Grazie a Toledo



Ma anche questa idea alla fine fu lasciata stare, non ne ricordo il motivo. All'inizio della bonifica dovevano essere preservati anche tutte le chiese dove si andava a ricostruire, ma poi anche questo fu messo da parte.

Insomma si apre questa nuova via Diaz arrivava trionfalmente alla nobile via Toledo. L'idea era quella di creare un'ingresso monumentale che dava l'idea della grandezza a chi entrava su via Diaz da via Toledo, di una cittadella diringenziale funzionale e monumentale allo stesso tempo.

Anche qui vi fu un certo fallimento e spiego perchè.

Dalla mappa si vede l'ingresso su via Diaz da via Toledo


in rosa ho evidenziato la chiesa di santa Maria delle Grazie a Toledo dove in primo momento doveva finire la nuov avia Diaz

A sinistra, ad aprire via Diaz troviamo il palazzo della BNL mentre a destra palazzo Fernandez.

Cominciamo dal palazzo della BNL, imponente e monumentale allo stesso tempo che dava l'idea di grandiosità al nuovo quartiere direzionale
Di Armando Brasini il palazzo della Banca Nazionale del Lavoro
Il prospetto che da su via Toledo


Interamente rivestito di pietra Bianca, il Brasini articola tutto il suo palazzo in altezza unico blocco, e dispone una torre a 45 gradi come ingresso monumentale al nuovo quartiere direzionele.


Dalla parte opposta incece troviamo palazzo Fernandez, di Chiaromonte.


Totalmente diverso per idea e per materiali, palazzo Fernandez prima di tutto è un condominio. Se per Brasini l'idea del suo palazzo per la BNL si sviluppava in verticale, per Chiaromonte coin palazzo Fernandez è in orizzontale. I materiali sono totalmente differenti, anche la monumentalità e l'impostazione dello stesso è totalmente differente dall'altro.
Il risultato è talmente disomogeneo, che i due edifici anche se sviluppino entrambi il tema d'angolo, nell'insieme però non danno una configurazione monumentale all'ingresso del nuovo quartiere direzionale.

ecco, qui da via Diaz in prossimità di via Toledo cogliamo meglio le differenze dei due palazzi, e possiamo notare come l'idea di chiudera la strada frontalmente, quella iniziale con la chiesa di Santa Maria delle Grazie, risultasse molto più monumentale (anche per la chiesa) che avere come chiusura quel semplice palazzetto, seppur bello.


per capire metto la mappa


E con palazzo Fernandez, vediamo sparita la chiesa dei Fiorentini, (evidenziata un po con le linee arancioni nella mappa) oggi in ricordo, ne rimane il nome della strada dove si affaccia il prospetto di una delle più tremende costruzioni del dopoguerra, poi ci arriviamo
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Old December 15th, 2011, 10:19 PM   #19
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Old December 15th, 2011, 10:45 PM   #20
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grazie, spero di essere chiaro con chi non è di Napoli o non conosce la zona.

Mi scuso per eventuali errori di ortografia e prima di continuare voglio precisare che le informazioni da me scritte sono ricerche fatte su vari libri, sono appassionato ma non del mestiere. Nel senso che se qualcuno trova dellle inesattezze può correggere, perchè non sono ne urbanista ne architetto. La mia e solo curiosità e passione, grazie a Dio ogni cosa successa in questa città è stata ampiamenta scritta da persone competenti, studiosi, su libri che si comprano nella miriade di piccole librerie sparse per Napoli. Anche questa una fortuna, visto che i grandi marchi di libreire da centro commerciale hanno il libro di Totti, ma spesso non quelli specifici sulla storia di Napoli, ovviamente che non sia camorra, gomorra o la monnezza.

Dio benedica Port'Alba

Infine le foto sono mie, salvo in alcuni casi dove lo segnalo.
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