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ad mos maiorum
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S24ore intervista a.d. ANAS Ciucci sul mezzogiorno
Ciucci: Ponte, via ai lavori
Il Presidente dell'Anas al Sole24ore: Il 57% dei fondi per le nuove strade sarà speso nel Mezzogiorno Data di pubblicazione: 14/10/2009 Finita l’estate, Pietro Ciucci tira un sospiro di sollievo. Per uno che fa il presidente dell’Anas la prova più ardua è quella mediatica di agosto: è l’esodo sulla Salerno-Reggio Calabria, con i cantieri aperti da quasi un decennio. Quest’anno, come nel 2008, è andata bene. Cioè senza disagi enormi, grazie anche a piani d’emergenza ormai rodati. Ma le difficoltà più grandi sono quelle che non si vedono e non passano con l’estate: non si può ancora essere certi di quando i lavori finiranno su tutti i 450 chilometri del tracciato. Ci indichi una data lei. L’obiettivo che ci siamo posti, su indirizzo del Ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, è completare l’opera nel 2012-2013. Molto è stato fatto da quando, nel 2003, finalmente si iniziò davvero la ricostruzione di questa autostrada sulla vecchia sede, grazie alla Legge Obiettivo. A partire dal primo macrolotto, Atena-Sicignano degli Alburni: 30 chilometri aperti in soli 4 anni e mezzo, nel 2008, un record per gli standard italiani. L’accelerazione dell’ultimo triennio ci consente oggi di avere lavori ultimati, in corso e in appalto per circa 360 chilometri (l’82% del percorso), dei quali 191 già aperti al traffico. Che cosa resta da fare? Avviare i lavori su 73 chilometri, attualmente in fase di avanzata progettazione, che potranno andare in gara entro il 2010 con un investimento pari a 2,7 miliardi di euro, in parte significativa già stanziati dal Cipe. In generale, per l’Anas è più difficile operare al Sud? Servono nuovi schemi tagliati sulla situazione meridionale? Le difficoltà ci sono, anche per motivi di carattere ‘ambientale‘; ma non è vero che al Sud non si possa operare rispettando tempi e costi, e assicurando la legalità e la trasparenza. Il 1° macrolotto della A3 e l'autostrada Catania-Siracusa, che sarà completata entro l’anno, ne rappresentano l’esempio. Sono convinto che anche il Ponte sullo Stretto sia un’opera che dimostrerà come nel Mezzogiorno si possano costruire infrastrutture moderne e avanzate a livello mondiale. Il ponte sarà realizzato attraverso un project financing, ovvero con l'intervento di privati. E' quindi un’opera che non può essere considerata alternativa agli interventi strutturali per la sicurezza, così come è stato paventato dopo il dissesto idrogeologico nella provincia di Messina. Ma è sicuro che l’opera si farà? Chiariamo. Non dobbiamo ricominciare da zero: i contratti già firmati a inizio 2006 restano validi, vanno solo aggiornati dopo il blocco politico di metà 2006 (poco prima del via ai cantieri). Il ministro Matteoli, appena insediatosi, ci ha invitati a ripartire al più presto e in questo anno siamo stati molto impegnati nei difficili aggiornamenti degli accordi contrattuali, della convenzione col Ministero e del relativo piano finanziario. Abbiamo firmato i nuovi contratti col contraente generale (Eurolink, società di progetto dell’ati guidata da Impregilo) e il project management consultant (Parson Transportation). Il Cipe ha deliberato 1,3 miliardi di euro per il Ponte. Il fabbisogno era stato stimato nel 2003 in via largamente prudenziale in 6,1 miliardi e non si discosta molto dai 6,3 miliardi previsti nel nuovo accordo con Eurolink. Ora l’obiettivo è: primi cantieri tra dicembre e gennaio, apertura il 1° gennaio 2017. Si dice che pensiate solo al Ponte. No, e non soltanto dopo la tragedia che ha colpito il Messinese. Il Presidente Berlusconi e il Ministro Matteoli hanno dato da tempo direttive precise per non trascurare opere meno visibili ma indispensabili per lo sviluppo del Sud. L’Anas è impegnata nel Mezzogiorno tra lavori in corso o in fase di cantierizzazione con investimenti complessivi pari a circa 23 miliardi di euro, pari al 53% del totale, e abbiamo previsto investimenti per 16 miliardi, il 57% del totale nazionale. Nel piano Anas è previsto il project financing – con promotori finanziari già individuati – per la bretella A1-aeroporto di Grazzanise-Domitiana, la Benevento-Caianello, la Termoli-San Vittore e la Ragusa-Catania. A che punto è il raddoppio dell’asse Bari-Foggia? Intanto statali come la Jonica non hanno vie alternative e i lavori sono in alto mare. In Puglia abbiamo una convenzione con la Regione per individuare le priorità e negli ultimi due anni abbiamo completato lavori per 128 milioni, ultimando la Taranto-Brindisi e la tangenziale di Lecce. Per quanto riguarda l'asse Bari-Foggia, nel primo trimestre 2010 aprirà al traffico tutto il tratto tra Foggia e Cerignola. La Jonica? Il tratto pugliese è completato da anni, su quello lucano restano da ultimare solo gli ultimi quattro chilometri, già progettati e messi in gara, e in Calabria abbiamo in corso lavori per 1,3 miliardi e presto ne avvieremo per altrettanti. Non mi sembra poco. Trascurando la manutenzione? Al contrario. Il nostro bilancio 2008 chiude, per la prima volta in attivo dalla trasformazione in spa e, oltre a certificare che anche lo scorso anno ci siamo confermati la prima stazione appaltante italiana, ha fatto registrare un incremento degli investimenti in manutenzione. Ad esempio nella manutenzione straordinaria gli interventi avviati sono 257, per 176 milioni. L’importo speso nel corso dell’anno 2008 per la manutenzione ordinaria è stato di 323 milioni di euro, comprendente sia i servizi acquistati all’esterno che le attività svolte direttamente da Anas con proprio personale e proprie attrezzature. E l’attività prosegue con grande slancio anche nel 2009. Tanto da "permetterci" di progettare il nuovo guard-rail che salva i motociclisti impedendo di incastrarvisi sotto. E come vede la gestione fatta da regioni e province? Sono dieci anni che, col "Federalismo stradale", metà della rete è passata da voi a loro. Le modalità del passaggio delle strade agli enti territoriali sono state a volte un po’ irrazionali. Alcuni aggiustamenti sono in corso, ma auspico una rapida riforma: c’è troppa frammentazione. L’Anas si ritrova di fatto una rete a maglie aperte e la frammentazione implica più costi di manutenzione e una diversa configurazione di tratti contigui, a scapito dell’immagine in un contesto europeo. Proponiamo una rete a maglie chiuse, cui imporre omogeneità, scorrevolezza e sicurezza, non concorrenziale con le autostrade. Potrebbe collegare i capoluoghi regionali con città, porti, aeroporti, frontiere e aree molto sensibili per commercio, industria e religione, per non più di 30.000 km Last edited by Paxromana; October 14th, 2009 at 12:09 PM. |
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#2 |
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Softwarista
Join Date: Sep 2009
Location: Selargius (CA)
Posts: 263
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Evidentemente la Sardegna non è abbastanza italiana da meritare un angolino dell'articolo sui lavori delle strade nel mezzogiorno... ^_^
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#3 |
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Orgoglio italiano
Join Date: Jan 2009
Location: Santo Spirito-Palese(BARI)
Posts: 1,108
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x fortuna la puglia è stata tenuta in considerazione,essendo tra le regioni piu' dinamiche.
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