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Old November 21st, 2011, 06:49 PM   #161
butel
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Old November 21st, 2011, 06:53 PM   #162
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Old November 21st, 2011, 06:57 PM   #163
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Old November 21st, 2011, 06:57 PM   #164
butel
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imponente la controscarpa del fosso questa ha una discreta altezza dalla propria base, inoltre è rivestita da un muro in corrispondenza delle due caponiere che fungono da casematte, posizionate agli angoli esterni del muro alla Carnot.











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Old November 21st, 2011, 06:58 PM   #165
butel
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Old November 21st, 2011, 06:58 PM   #166
butel
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i portali sono entrambi muniti di ponte levatoio su fossato ormai interrato.















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Consiglio la visita a tutti !
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Old November 21st, 2011, 07:27 PM   #167
Fab87
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Che bello!!! lo visiterò sicuramente al mio ritorno a vr, grassie butel!
Stupende in particolare le caponiere!

altre info sul forte chievo
http://www.fortificazioni.net/prima_cerchia/CHIEVO.htm
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Old November 21st, 2011, 07:43 PM   #168
liberamente88
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Davvero bello! Sembra messo meglio di Forte Azzano! Grazie molte
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Old November 21st, 2011, 08:24 PM   #169
butel
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Si il Forte è in discreto stato di conservazione merito di quelle tre o quattro associazioni che vi hanno sede,d'altronde lo abbiamo sempre detto da queste pagine che, uno dei sistemi piu' semplici ed economici per far vivere queste strutture è darle in gestione ad asso varie.

Potete notare inoltre come le foto aeree prese da Bing siano precedenti all'opera di sfalcio e pulitura alla quale è stata sottoposta l'intera area interna al forte ed, in particolare, la scarpata esterna del terrapieno degradante verso il muro alla Carnot.
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Old November 22nd, 2011, 12:49 AM   #170
liberamente88
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Certo che per apparire nelle migliori condizioni occorrerebbero dei restauri e non delle semplici ripuliture... ma difficilmente ci si arriverà mai. Alla fine mantengono un aspetto dimesso che non è quello che queste strutture avevano quando erano ancora utilizzati, anche se rispetto all'aspetto originario una pavimentazione almeno nei punti principali sarebbe bene l'avesse. Del resto ce ne sono talmente tanti ancora in pessimo stato che non ci si può lamentare.
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Old November 22nd, 2011, 10:08 AM   #171
charlievr
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bellissimo repotage, sinceramente pensavo fosse messo peggio!
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Old November 25th, 2011, 02:49 PM   #172
lia79
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intendi il Santa Sofia?
http://www.fortificazioni.net/opere_...anta_sofia.htm[/QUOTE]

grazie..purtoppo erano cose che più o meno già avevo...ma sei stato gentile.. quel link nn lo avevo visitato....
sto facendo la tesi sul forte Sofia o Santa sofia comè più conoscito ma nn trovo tante cose... le uniche piantine e cartine reperibili sono quelle nella "piazzaforte di verona sotto la dominazione autriaca 1814-1866" che sono poi quelle che c'erano anche nel link.
sono alla continua ricerca di qualcosa di nuovo che nn ho ancora visto...
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Old November 25th, 2011, 09:21 PM   #173
liberamente88
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Passalacqua, Giacino: «A giorni i lavori sui bastioni Maddalene»

«Siamo in presenza di un comparto urbano», ha detto la Soprintendente Gaudini, «con elementi architettonici di straordinaria importanza. Proprio per questa sua valenza, il progetto viene costantemente seguito dalla Soprintendenza in tutto il suo evolversi, con prescrizioni e interventi migliorativi in corso d’opera»

Il vicesindaco con delega all’Urbanistica Vito Giacino, insieme alla soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Verona Gianna Gaudini, si è recato oggi in sopralluogo al cantiere delle ex caserme Passalacqua e Santa Marta, al termine dei lavori di ripulitura dei bastioni Maddalene. Alla visita hanno preso parte il presidente della commissione consiliare Urbanistica Marco Comencini, il direttore area Lavori pubblici del Comune ingegner Luciano Ortolani, il presidente dell’Ordine degli architetti di Verona Arnaldo Toffali, il direttore lavori del programma di riqualificazione Passalacqua e Santa Marta architetto Giovanni Policante con i consulenti per il progetto di recupero del parco urbano architetto Vittorio Lino Bozzetto e professor Adriaan Geuze dello studio West 8 urban design & landscape di Rotterdam.

“A giorni –ha spiegato Giacino –inizieranno i lavori di recupero e riqualificazione dei bastioni Maddalene, delle fortificazioni militari e delle gallerie sotterranee, perfettamente conservate, che corrono lungo tutte le mura del compendio. Si tratta della prima parte, 15 mila metri quadri, di quello che diventerà uno fra i più grandi parchi urbani a valenza storico paesaggistica d’Europa, con 182 mila metri quadri complessivi di verde. I lavori di riqualificazione dei bastioni Maddalene termineranno la prossima primavera, consentendo il recupero di un percorso pedonale che riprodurrà i camminamenti delle ronde militari”.

“Siamo in presenza di un comparto urbano –ha sottolineato la Soprintendente Gaudini- con elementi architettonici di straordinaria importanza. Proprio per questa sua valenza, il progetto viene costantemente seguito dalla Soprintendenza in tutto il suo evolversi, con prescrizioni e interventi migliorativi in corso d’opera. Un intervento di fondamentale importanza per il recupero di una vasta parte della città, che viene sottratta al degrado e restituita alla fruibilità pubblica, come previsto dal Codice dei Beni Culturali”. Il bastione Maddalene, primo esempio di fortificazione militare moderna, perfettamente conservato, risale al 1527 ad opera di Francesco Maria della Rovere, duca di Urbino. Come ricordato dal vicesindaco, il programma urbano di riqualificazione del compendio Passalacqua e Santa Marta, che sarà a costo zero per l’Amministrazione comunale, viene realizzato con un finanziamento regionale per i progetti di housing sociale di 10 milioni di euro e il contributo di partner privati, l’A.T.I. Sarmar e imprese associate, individuati tramite bando pubblico, aggiudicato a 31, 6 milioni di euro. Tra gli elementi qualificanti del progetto la realizzazione, oltre che del più grande parco della città, del campus universitario, di alloggi residenziali per le fasce più deboli e di una vasta area riservata al polo sportivo e ai servizi per il quartiere di Veronetta.
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Old December 31st, 2011, 11:34 AM   #174
Ospedale Alessandri
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Originally Posted by butel View Post
Si il Forte è in discreto stato di conservazione merito di quelle tre o quattro associazioni che vi hanno sede,d'altronde lo abbiamo sempre detto da queste pagine che, uno dei sistemi piu' semplici ed economici per far vivere queste strutture è darle in gestione ad asso varie.
Sì, al Forte Chievo ha sede un'associazione di radioamatori che, oltre a curare la manutenzione della struttura, ne consente la visita con molta disponibilità a chi ne faccia richiesta.
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Old September 27th, 2012, 02:27 PM   #175
liberamente88
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AMBIENTE. Il presidente Albi: «Sarà protetto da ulteriori edificazioni»
Legambiente curerà
bastione San Francesco
Chiara Bazzanella
Il Demanio ha dato all´associazione la concessione del forte. Domani l´iniziativa «Puliamo il mondo»


giovedì 27 settembre 2012 CRONACA, pagina 15


I volontari di Legambiente sono pronti a pulire il mondo. Con una serie di iniziative che, a Verona, prendono il via dal bastione di San Francesco, in procinto di essere dato in concessione dal Demanio all´associazione ambientalista.
Domani mattina, dalle 9.30, le iniziative per stimolare a riuso, raccolta differenziata e riduzione in fase di produzione a Verona e provincia, partiranno infatti con una radicale ripulita del bastione incastonato tra l´omonimo ponte e via dell´Autiere.
«Si tratta di un posto abbandonato dato ora in concessione a Legambiente», annuncia Chiara Martinelli della segreteria dell´associazione. «I nostri volontari (con il materiale per la pulizia fornito da Amia, ndr), si attiveranno per restituire alla città il bastione cinquecentesco progettato dall´architetto Michele Sanmicheli».
La nuova concessione affiderà a Legambiente la gestione della piazza interna alla struttura e comporterà la demolizione, in accordo con il Comune, dei piccoli edifici abusivi che stanziano nell´area ormai da tempo immemore.
«Abbiamo insistito per ottenere la concessione anche per evitare eventuali speculazione edilizie», precisa il presidente di Legambiente Verona, Lorenzo Albi. «Il luogo è appetibile e non vogliamo che, come successo alla Passalacqua, la riqualifica paghi lo scotto di ulteriori edificazioni».
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Old September 27th, 2012, 09:33 PM   #176
Fab87
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Ottima notizia!!!

Oggi giretto per le zone più centrali del parco delle Mura. Niente di nuovo, ma mi piaceva riscoprire il vero parco urbano che abbiamo a Verona, anche se purtroppo avevo con me solo il cellulare.

Devo dire che la situazione non è male, ci sono molte coppiette, qualche ciclista, anche molti "sfaticati" ma vabbè.

Raggio di Sole è chiaramente tenuto molto bene e ci sono anche molte famiglie nell'area parco giochi. Qui il tratto iniziale, verso la Breccia Cappuccini.



Direi buona anche la situazione fra Porta Nuova e la breccia di Via città di Nimes, è la zona più frequentata, con scorci interessanti.







Trovo invece leggermente degradata la situazione all'ex zoo. I gradini complicano notevolmente l'accesso con la bici, le panchine sono più in malora, le vecchie gabbie, anche se ne rimangono esclusivamente i muri, sono un po' inquietanti. Non ho fatto foto, se non di questo scorcio che farà sicuramente rabbrividire charlievr



ah già, ho fotografato pure l'ingresso



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Old September 28th, 2012, 01:40 AM   #177
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Ora come ora le mura possono sembrare una zona incantevole e serena come un luogo orrendo, a seconda delle frequentazioni che si incontrano nel momento in cui vi si giunge. Non c'è da starne granchè sicuri, a parte a Raggio di Sole e al Bastione San Zeno. Speriamo anche qui in proficui recuperi per il futuro, a volte non serve molto, come si vede con Legambiente.
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Old September 28th, 2012, 10:17 AM   #178
butel
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Grazie per le foto Fab.
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Old October 2nd, 2012, 03:29 PM   #179
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Oggi sull'Arena c'è un bel servizio che mostra per la prima volta la cisterna viscontea di recente svuotata a Castel San Pietro e che diverrà snodo importante della visita agli interni.












FIORE ALL´OCCHIELLO. Rimasta nascosta per anni, tornerà a risplendere per le modifiche al piano iniziale che prevedeva di realizzarci una hall ipogea per l´accoglienza
La cisterna sarà parte del museo
Elena Cardinali
L´imponente struttura medievale sarà salvaguardata dal progetto di recupero della Fondazione Cariverona

martedì 02 ottobre 2012 CRONACA, pagina 14

Rimasta nascosta per secoli sotto terra e ora destinata a diventare uno dei fiori all´occhiello nel progetto di recupero di Castel San Pietro. È la grande cisterna, definita viscontea, sotto al castello, un´opera idraulica di venti metri d´altezza e altrettanti di larghezza, realizzata probabilmente in epoca medievale per creare un grande deposito d´acqua piovana destinata ad usi igienici, potabili e irrigui. Grazie alla disponibilità della Fondazione Cariverona, proprietaria del monumento acquistato a suo tempo dal Comune e destinato a diventare sede del Museo di storia naturale, entriamo per la prima volta dentro il grandioso manufatto, accompagnati dall´architetto Stefano Gris, autore del progetto architettonico di recupero dei Castel San Pietro e dell´allestimento del futuro museo, e della sua collega Elisa Castiglioni.
L´ACCESSO è nel cantiere allestito dietro a Castel San Pietro. A prima vista si nota solo un´area sterrata coperta da grandi teloni, sovrastata da una struttura metallica. Arrivati sopra la piattaforma si nota una grande porzione di muro circolare, il perimetro esterno della cisterna, costruito con grossi sassi di fiume. Proseguendo in senso circolare si incontra invece il muro della fortificazione austriaca con il tipico opus poligonale. Una grande impalcatura sospesa, a vari piani, permette l´accesso alla cisterna sottostante. La presenza di questo grande raccoglitore per l´acqua era noto dalle mappe ma da decenni era quasi stato cancellato dal degrado. La cisterna era diventata una sorta di discarica, probabilmente utilizzata negli anni Venti per gettarvi il materiale di riporto dei lavori per la costruzione della funicolare, altra porzione di memoria storica che dovrà essere recuperata e rimessa in funzione nel progetto globale di recupero di Castel San Pietro.
IL LAVORO di pulizia della cisterna, effettuato da un gruppo di archeologici e seguito dalla Sovrintendenza ai Beni ambinetali e architettonici, è durato alcuni mesi. «Dentro c´era di tutto», spiega l´architetto Castiglioni, «dalla terra ai rifiuti. Per poter effettuare l´operazione di svuotamento è stato necessario praticare un´apertura nella cisterna per far defluire all´esterno il materiale accumulato nel corso dei decenni. Un lavoro enorme».
SCENDIAMO per una scaletta metallica a pioli nella struttura sospesa e lo spettacolo che ci troviamo davanti è stupefacente: un gigantesco vaso rovesciato, tutto realizzato in mattoni, con una sorta di enorme ciminiera nel mezzo, la struttura del pozzo principale. È un luogo unico che sembra proiettarci in un´altra dimensione. Sotto ai nostri piedi si apre la base della cisterna, realizzata in argilla, di colore rossastro. Un sottile strato d´acqua indica l´antica funzione dell´immenso manufatto. Le pareti si alzano verso la sommità formando una specie di ampio cono, con aperture circolari che richiamano vagamente la struttura della non lontana Rondella delle Boccare, la splendida casamatta circolare inserita nelle mura magistrali tra Santo Stefano e via Nievo.
QUESTO CONTENITORE raccoglieva l´acqua piovana e anche quella che sgorgava da falde nelle colline, spiega l´architetto Gris, «attraverso un sistema di canaline. Inoltre intorno al pozzo principale ce n´erano altri tre più piccoli. È un manufatto di straordinaria ingegnosità e bellezza, tutto realizzato in mattoni». L´idea è di rendere fruibile al pubblico questo luogo particolare, o realizzando una sorta di percorso didattico, con delle passerelle e con dei pannelli che spiegano la funzione della cisterna, oppure con realizzazione di «tagli di luce» sulla sommità per rendere visibile la cisterna dall´alto. In ogni caso questo patrimonio non cadrà ancora una volta nell´oblìo della storia. «Verranno studiati tutti gli accorgimenti tecnici necessari per mantenere integra l´antica struttura», precisa l´architetto Gris, ricordando che la Sovrintendenza intende effettuare uno studio sul microclima interno della cisterna dove un funzionale ricambio d´aria, messo a punto già all´epoca della costruzione, garantisce la salubrità dell´acqua.
PER SECOLI questo fu il colle sacro della città e ora c´è finalmente l´opportunità di riportarlo alla luce con un recupero che non si limiterà a Castel San Pietro ma agli spazi circostanti. L´ipotesi del progetto della nuova hall ipogea per l´accoglienza del pubblico, da realizzarsi dentro alla cisterna, è tramontata mentre il nuovo orientamento, come puntualizza l´architetto Gris, parla «della costruzione di un piccolo padiglione d´ingresso nell´area sopra la cisterna per salvaguardare interamente gli scavi archeologici e la bellissima cisterna».
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Old October 15th, 2012, 04:23 PM   #180
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FORTE SAN GIORGIO

Ogni seconda domenica del mese sono organizzate da volontari del quartiere, oltre a varie iniziative culturali durante le sere estive (spesso pubblicizzate su l'Arena), visite guidate (ore 9.30 e 11) all'ampio complesso di Forte San Giorgio, comprendente l'omonima porta: un edificio molto articolato fra il nucleo del forte e le varie gallerie sotterranee. Si tratta di un viaggio alla scoperta di due secoli di storia della città. I locali sono utilizzati dalla polisportiva Ascii, dagli scout e altri soggetti, in un contesto di grande fascino. Il forte fu costruito in un anno e mezzo su disegnod dell'ingegnere von Scholl, come anche molti altri a Verona e dintorni; aveva la funzione di proteggere la città dalle colline e dal fiume, assieme ad altre opere. Accoglieva una guarnigione di circa 300 soldati, potendo ospitarne fino a 600 durante la guerra, anche se non fu mai attaccato. Durante la seconda guerra mondiale fu usato come rifugio antiaereo da fino a 500 persone, sedute su panche, ma il forte non venne mai danneggiato dai bombardamenti alleati. Dopo il periodo austriaco come molti altri forti finì in decadenza e in alcune parti veniva abitato abusivamente, e per questo il fossato fu riempito per due-quattro metri per impedirvi l'ingresso, anche se in alcuni punti il forte fu abitato fino alla fine degli anni '50. Certo il forte oggi ci appare ben diverso da un tempo, come noto: le mura già scaligere chiudevano l'accesso dall'Adige, con solo un varco per i soldati che fu demolito negli anni '30. Oggi il forte è accessibile in gran parte, ma non è possibile usare i collegamenti esistenti verso la rondella dall'altra parte della strada, in quanto vi si trovano le serre comunali.


L'accesso dall'esterno, un pò in disparte nei pressi della bacheca in legno che mostra le attività che si svolgono nel forte, è stato realizzato nel '900. Il piazzale interno era ben diverso in epoca austriaca, con vari terrapieni; ora è asfaltato; le panche usate dai visitatori sono state portate qui dal vecchio cinema all'aperto Smeraldo, che si trovava in via XX Settembre. Il forte è costruito prevalentemente in pietra delle vicine valli a nord-ovest, in particolare da Montericco. L'ambiente è certamente suggestivo, specie scendendo nei sotterranei. Alcune foto mostrano il difficile lavoro compiuto dai volontari e dagli scout per svuotare almeno in parte queste gallerie, che furono invase dal fango nell'alluvione dell'Adige del 1882: un lavoro difficile, dovendo portare il materiale su per una scala a chiocciola. Tutte gli ambienti a questo piano sono realizzate con una tripartizione: due fasce di roccia e la volta in cotto. Il soffitto si abbassa in molte parti per via del livello della terra; dove è stata rimossa completamente è riemerso in molti punti la pavimentazione originaria, mentre in molti punti dove non si è ancora fatto questo lavoro si vede come la fascia di roccia delle pareti "ridursi"... un effetto assai particolare.


























Facile perdersi in questa struttura, anche se varie mappe mostrano la posizione degli ambienti in cui ci si trova. Alcuni resti del passato sono dati da scritte (come quella "non sostare" che si trova in una galleria superficiale che non avrebbe resistito all'impatto delle bombe), dai muri che a metà chiudono le gallerie senza appoggiarvisi (per frangere l'onda d'urto di eventuali bombe), dalle fogne delle latrine austriache, da resti di chi vi abitò, persino da una stufa degli ultimi abitanti della camera di sortita nel fossato. Suggestiva la scala a chiocciola in pietra che collega i due piani della galleria di controscarpa: come nella scarpa (cioè nel forte), dall'altra parte del fossato c'erano anche lì due piani di feritoie per sparare sul nemico che entrasse nel fossato. Ora il piano più basso è dappertutto sotto terra e quindi non vede la luce, mentre in quello superiore in parte si vede ancora il fossato. In vari punti poi si trovano delle prese d'aria ben cammuffate. L'unico punto in cui si potesse uscire nel fossato era la camera di sortita, un ambiente ricco di feritoie che si trovava vicino alla porta al di là del fossato.







































In seguito abbiamo fatto il giro esterno del forte, che vi è sempre possibile entrando nei Giardini Lombroso e poi nella parte del fossato adibita ad area per cani. Per me che non sono mai passato nel giardino è parsa una vista insolita quella del basso fossato che termina in Adige e poi termina sotto Porta San Giorgio. Il fossato un tempo era profondo circa sei metri, mentre ora appare molto più alto essendo stato in parte riempito negli anni '30, come ho detto sopra. E' sempre stato un fossato asciutto, non essendovi acque che lo percorressero; nella parte vicino alla camera di sortita e alla porta stagnavano invece le acque del Lorì (che ha la sorgente ad Avesa), che poi esce (o usciva?) nell'Adige da un buco negli argini dove giungevano le mura; per questo il Lorì fu deviato mentre prima attraverso ponte Pietra serviva ad alimentare la fontana di Madonna Verona in piazza Erbe (così mi pare di aver capito). Se entrate nell'area cani potete vedere Porta San Giorgio dal basso, una visuale insolita che mostra come fosse ben meno accessibile di adesso; si può notare come gli austriaci, nel realizzare il forte, mantennero la facciata in cotto anzichè in pietra per meglio rispettare l'esistente. Vicino alla camera di sortita in un avvallamento si può notare un numero civico (4) a raso terra: era quello degli ultimi abitanti del forte, quelli della stufetta nella camera di sortita!













Dalla destra di porta San Giorgio si entra negli uffici e poi negli spogliatoi della polisportiva Ascii: un ambiente assai particolare dove fare sport! Si esce poi sui campi sportivi dove in passato c'era il cinema all'aperto Diana. Si notano qui le mura che proseguivano dalla rondella attraverso la porta San Giorgio fino all'Adige e nelle quali gli austriaci potevano rifugiarsi qualora il forte venisse preso dal nemico, e inoltre i resti dell'arco di passaggio dei soldati verso il fiume (non aperto al pubblico). La torretta sul fiume, invece, non era collegata al forte.


















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