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#61 |
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E' successo oggi 24 gennaio...
E' successo oggi 24 gennaio...
Il 24 gennaio del 41 d.C. sale al trono imperiale di Roma Claudio, nominato dopo l’assassinio di suo nipote Caligola. Aveva 51 anni, e fu il quarto imperatore romano, appartenente alla dinastia Giulio-Claudia, ed il primo a nascere fuori dell’Italia (era nato a Lugdunum, l’attuale Lione). Per assurdo, non venne mai considerato dai suoi contemporanei un candidato probabile, e quindi pericoloso, per il trono, anche per una sua qualche infermità (fisica e/o mentale), e quindi fu l’unico maschio adulto a sopravvivere alle epurazioni e agli omicidi che sconvolsero la sua famiglia. Esordì sulla scena politica solo a 47 anni, quando tenne il consolato assieme al nipote Caligola. L’Imperatore Claudio si dimostrò un sovrano capace e, al contrario, fu un abile amministratore, mecenate, espansionista in politica estera (sotto di lui Roma conquistò la Britannia, la Mauretania, la Tracia, la Rezia, il Norico, la Licia e l’Armenia), e un grande legislatore. Fu però fortemente contrastato dall’aristocrazia, e quindi per tutelare la sua posizione fu costretto a mettere a morte molti senatori. Morì probabilmente avvelenato da funghi velenosi, forse ucciso da Agrippina, la madre di Nerone, che gli successe nel 54 d.C. Gli storici antichi ebbero una visione assai negativa di Claudio, mentre tra i moderni il suo operato è stato ampiamente rivalutato. Come abbiamo detto, fu un fautore delle arti e dell’architettura, in un piano di opere pubbliche di grande respiro. Ultimò la costruzione di due acquedotti iniziati dal predecessore Caligola: l’acquedotto Claudio (Aqua Claudia), e l’Anio Novus che si incontrano entro Roma nella famosa Porta Maggiore, da lui voluta nel 52 , e ne restaurò anche un terzo, l’Aqua Virgo... Continua a leggere...
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#62 |
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E' successo oggi 25 gennaio...
E' successo oggi 25 gennaio...
Per i cristiani oggi ricorre la “Conversione di Paolo”, l’evento, riportato negli Atti degli Apostoli, che segna l’ingresso nella fede in Cristo di Paolo di Tarso. Questo soggetto, come anche lo stesso San Paolo, al quale sono dedicati un’infinita di monumenti in tutto il mondo, ha avuto un’ampia fortuna nella tradizione artistica successiva, che però non ha sempre aderito in modo pieno alla descrizione dei resoconti che ci sono pervenuti. In particolare, nella maggior parte dei casi, Paolo viene raffigurato come caduto da cavallo, anche se negli scritti non si fa mai riferimento a questo elemento. Dopo la la folgorante rivelazione, Paolo si recò a Damasco, dove fu battezzato da un giudeo-cristiano di nome Anania, riacquistando la vista. Secondo la tradizione biblica fu tramite Anania che Paolo apprese da Gesù risorto il suo mandato missionario successivo. Nell'articolo percorreremo, in particolare, le vicende dei dipinti di Caravaggio dedicati a questo tema... ![]() Continua a leggere...
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#63 |
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E' successo oggi 26 gennaio...
E' successo oggi 26 gennaio...
Oggi è l’Australia Day, la festa nazionale ufficiale della terra dei canguri. E questo, però, vi starete chiedendo, che cosa c’entra con l’architettura o l’arte? C’entra, c’entra, eccome! Infatti questa celebrazione ricorda lo sbarco della First Fleet a Port Jackson, avvenuto, appunto, il 26 gennaio del 1788. In questa data il capitano Arthur Phillip prese formalmente possesso della nascente colonia del Nuovo Galles del Sud e, quindi, fondò la città di Sydney, dal nome di Thomas Townshend, Lord Sydney. ![]() Continua a leggere...
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E' successo oggi 27 gennaio...
Accade oggi 27 gennaio... il Giorno della Memoria
Anche in questo giornata, spero che me lo perdonerete, dedicata alla commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell’Olocausto e a coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, voglio parlare di Architettura. Questa data è stata scelta perché proprio il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche arrivarono presso la città polacca di Auschwitz dove scoprirono il campo di concentramento omonimo, liberandone i pochi superstiti, rivelando al mondo l’orrore del genocidio perpetrato dai nazisti. Voglio ricordare che anche tre architetti italiani – quelli maggiormente conosciuti – sono stati vittime di un lager. E non solo perché in quel periodo non fosse poi così difficile, come sappiamo tristemente, essere deportati, ma perché questi Architetti hanno creduto nella libertà e nella speranza… proprio SPERANZA è il termine giusto… sapete che la radice indoeuropea di SPERANZA è la stessa di SPAZIO? Non è un caso, allora, che un tempo gli architetti si occupassero di politica, quella che deriva da polis, “città”, e al tempo stesso significa “molti”, riferendosi alla collettività. Ci sono stati architetti che hanno creduto che la missione della loro professione andasse ben al di là della parcella e del tavolo da disegno, ma che mirasse all’ABITARE, inteso come lo considerava Heidegger riferendosi all’abitare poeticamente di Hölderlin, e cioè la capacità dell’essere umano di esistere su questa terra provvisoria e precaria (Rilke), nel senso più denso e profondo. L’abitare come missione, quindi, sociale, ideologiaca ed esistenziale, fino alla morte… per gli architetti, forse, d’un tempo… e speriamo non solo! ![]() (sopra: la “Sala dei Nomi” nel Museo di Carpi dello Studio BBPR) Continua a leggere...
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#65 |
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E' successo oggi 28 gennaio...
Cosa è accaduto il 28 gennaio?
Immaginate di trovarvi a Venezia. Siamo nel 1505, e sulla Serenissima regna Leonardo Loredan, il doge che venne immortalato da Bellini in uno dei primi ritratti frontali di un Serenissimo Principe (di solito si utilizzava il profilo, mentre la vista frontale era riservata ai soggetti sacri). La notte è scura. La vostra gondola nera si perde nella pece dell’acqua del Canal Grande, e attorno notate una nebbia più densa del solito. Direte, “e cosa c’è di strano” la “nebbia c’è sempre” a Venezia. Superato, però, il Ponte di Rialto (non quello di pietra attuale di Antonio da Ponte, costruito nel 1551, ma quello ligneo che si vede nel celebre dipinto di Vittore Carpaccio Miracolo della Croce a Rialto del 1494 – immagine sotto), si scorgono delle luci guizzanti. “Ma allora non è nebbia”, vi rendete così conto, all’improvviso, “ma fumo!”. ![]() Nella notte tra il 27 e il 28 gennaio del 1505 un devastante incendio distrusse il “Fontego dei Tedeschi”, in italiano Fondaco dei Tedeschi, uno dei palazzi più famosi di Venezia, situato proprio nel sestiere di San Marco e affacciato sul Canal Grande, adiacente al Ponte di Rialto... ![]() Continua a leggere...
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#66 |
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E' successo oggi 29 gennaio...
E' successo oggi 29 gennaio...
Oggi andiamo all’Archiginnasio di Bologna! No, non è la nuova accademia-università ultra chic della dotta, ma uno dei palazzi più importanti di Bologna (archiginnasio era il nome con il quale ci si riferiva agli Studia di Roma e di Bologna, intesi, appunto come “grandi” ginnasi), situato nel cuore della rossa, accanto a San Petronio. Fu sede dell’antichissima Università, tra il 1563 e il 1803, ed oggi della Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio. [...] Non voglio, però, parlarvi di questo prestigioso monumento culturale, ma di un ambiente molto particolare all’interno di questo edificio. Il 29 gennaio del 1944, infatti, un raid aereo bombardò il centro di Bologna, dannaggiando pesantemente anche l’Archiginnasio, e distrusse, quasi completamente, il teatro anatomico, lo spazio di cui vi voglio raccontare le meraviglie. Per teatro o, spesso, anche per anfiteatro anatomico si intende il luogo deputato alle dimostrazioni di anatomia. Queste storiche strutture, che spesso appaiono nei film, erano, di norma, articolate come delle sale con al centro il tavolo dove avvenivano gli studi, le dissezioni, ecc., circondato da gradoni disposti in modo avvolgente, come delle cavee (di forma ellittica, ottagonale, circolare), di solito corredati di parapetti (come quello di Padova - foto sotto). ![]() Continua a leggere...
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#67 |
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E' successo oggi 30 gennaio...
E' successo oggi 30 gennaio...
Ho comprato qualche mese fa, su una bancarella a piazzale Flaminio, un testo fondamentale della storia dell’architettura: I pionieri dell’architettura moderna, edito da Garzanti. Guarda caso – direte voi – oggi ricorre proprio l’anniversario della nascita dell’autore: Nikolaus Pevsner. Nato a Lipsia il 30 gennaio del 1902, apparteneva a una famiglia di origine ebraica. Studiò storia dell’arte a Lipsia, Monaco, Berlino e Francoforte sul Meno, e poi iniziò a lavorare alla Galleria di Dresda... Continua a leggere...
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#68 |
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E' successo oggi 31 gennaio...
E' successo oggi 31 gennaio...
Oggi ricorre la commemorazione liturgica della beata Ludovica Albertoni (Roma, 1474 – Roma, 31 gennaio 1533). Grande mistica e religiosa, terziaria dell’Ordine francescano, appartenenva ad una importante famiglia romana. Rimase prematuramente orfana del padre e, quando la madre decise di risposarsi, fu, quindi, cresciuta dalla nonna materna e da alcune zie. Contro la sua volontà fu costretta a sposare il nobile Giacomo della Cetera, con il quale, comunque, ebbe un rapporto amorevole e dal quale ebbe tre figlie. Quando nel Nel 1506 morì il marito, decise di aderire al Terz’Ordine francescano, e da questo momento si ritirò in una dimensione fondata sulla preghiera, meditazione, penitenza e opere di misericordia, esaurendo tutti i suoi beni a favore dei bisognosi. Secondo le testimonianze dei fedeli, ebbe il dono dell’estasi, per la quale la religiosa divenne particolarmente nota e amata dalla devozione popolare, tanto che subito dopo la morte cominciò il suo culto pubblico spontaneamente, poi confermato da papa Clemente X il 28 gennaio 1671. Ludovica Albertoni è nota, dagli amanti dell’arte, anche per un altro aspetto. Per capire i motivi di questa “passione” ci dobbiamo spostare al 17 gennaio 1674, quando le sue spoglie mortali vennero deposte in un magnifico sepolcro, tanto marmoreo quanto estatico, a San Francesco a Ripa in Roma, dove sono tuttora. Solo un artista poteva essere in grado di raffigurare l’estatica trascendenza della beata, solo uno scultore aveva la capacità di rendere eterea e fluida la pietra e “maravigliare” l’entusiata pellegrino arrivato al cospetto del sublime sepolcro: Gian Lorenzo Bernini. ![]() Continua a leggere l'articolo...
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#69 |
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E' successo oggi 1° febbraio...
E' successo oggi 1° febbraio...
Park Avenue è come al solito trafficata a più non posso. Fa un freddo bestiale e il grande viale è una distesa di neve gelata, tinta dal grigiore malato dello smog della Grande Mela. Le begonie curate dal Fund for Park Avenue sono solo un ricordo estivo, e sono stati appena rimossi gli alberi di natale… avrei preferito portarmi il mio mp3 per sentire la voce di Lisa Minnelli decantare New York. ![]() «Che bello», sento dentro di me, «la bandiera italiana qui a New York!»… infatti, al numero 690 di Park Avenue ha sede il Consolato Generale di Prima Classe dello Stato Italiano. La presenza italiana non finisce qui… sullo sfondo s’impone con sempre maggiore incombenza la massa del MetLife Building, che originariamente si chiamava Pan Am Building, un gigantesco edificio che sembra la copia all’americana del nostro affezionato Pirellone. Quando venne aperto nel 1963, l’allora Pan Am Building era uno dei cinquanta grattacieli più alti del mondo (venne progettato da Emery Roth & Sons, con la collaborazione di Walter Gropius). In effetti posso capire il motivo per cui i newyorkesi non lo hanno mai amato: è di un’invadenza sfacciata, come un totem della moderna superbia oscura la vista di Park Avenue. ![]() Sotto il grattacielo mi ritrova al cospetto di un mito vero della città, che ha preso parte a film importanti… una superstar delle infrastrutture… avete capito, è lei, la Grand Central Station! ![]() Continua a leggere l'articolo...
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