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Old February 14th, 2012, 05:19 PM   #1
Joule69
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Arte e cultura....nelle frazioni

Salve a tutti! Ho creato questa discussione per poter parlare e postare foto dei tesori artistici custoditi nelle frazioni dei nostri paesi (intesi come capoluoghi comunali, si capisce ). Mi piacerebbe in particolare che sia posto l'accento su quelle frazioni che sono esse stesse, nella struttura urbanistica, architettonica ecc... dei veri gioiellini, ma purtroppo sempre bistrattati proprio perchè "frazioni". E' pur vero che in genere sono i capoluoghi comunali ad avere una storia e un patrimonio artistico certamente notevoli, ma (solo per fare un esempio) qui in Abruzzo ci sono decine e decine di frazioni che custodiscono tesori inaspettati.

E ora possiamo metterci all'opera!

P.S.: ovviamente, è opportuno indicare il Comune in cui la frazione è sita e anche dire se anticamente essa era Comune autonomo, sede comunale o anche parte di un altro Comune.
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Old February 14th, 2012, 09:14 PM   #2
Joule69
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Comincio io con la chicca del mio Comune...

Silvi Paese
Comune: Silvi Marina (Te)
Abitanti: 1500
Altitudine: 240 m. s. l. m.
Santo patrono: San Leone (29 Maggio)



(da http://www.uniquevisitor.it/)

Silvi Paese, conosciuta anche (volgarmente) come Silvi Alta, costituisce il centro storico della città, per cui si tratta del luogo in cui si conservano le memorie antiche di Silvi. L'antica Castrum Silvi, appartenuta fin dal periodo romano ad Atri che la utilizzava come roccaforte a difesa del Porto di Cerrano situato sotto il colle (a parte una parentesi in cui passò agli abati di San Giovanni in Venere, tra X e XIII secolo), riacquistò l'indipendenza (rivendicata da sempre dai silvaroli) solo nel 1760, quando il ducato d'Atri scomparve e il borgo fu infeudato dai Forcella. In realtà si tratta di indipendenza precaria: istituito il Comune nel 1806, nel 1815 era diventata frazione di Atri, dopodichè fu scorporata nel 1834 (primo sindaco Michelangelo Scordella) per poi tornare frazione di Atri nel 1927. Finalmente nel 1929 finì ogni subordinazione a quella città, ma due anni dopo la sede comunale fu spostata nel nuovo centro sorto nella seconda metà dell'Ottocento sulla costa, più popoloso: si venne a creare così la distinzione tra Silvi Paese e Silvi Marina.

Silvi Paese, che è la frazione più popolosa del Comune (con 1500 abitanti), si erge su uno scenografico colle che si spinge molto vicino al mare, per cui è visibile sia da nord (San Benedetto del Tronto), sia da sud (Francavilla e Pescara). Il suo centro storico, benchè sia stato sempre sottovalutato dagli amministratori locali, è davvero meritevole di una visita.

Passeggiata per il borgo
La visita può cominciare da Piazza della Porta, già Largo degli Alberelli, all'ingresso del paese, così chiamata per la presenza della Porta da Capo, il principale accesso di Silvi, costruito nel XV secolo dai governatori del duca di Atri che risiedevano probabilmente nel palazzetto (oggi visibile dopo le pesanti trasformazioni settecentesche) sulla sinistra della porta, bisognoso di restauro. Sulla piazza prospetta anche il fianco della cappella del Rosario, parte della chiesa di San Salvatore, con due statuine della Madonna e di Sant'Antonio poste dopo un pellegrinaggio nel 1934.

La chiesa parrocchiale di San Salvatore fu eretta nell'XI secolo dagli abati di San Giovanni in Venere, ma fu trasformata nel XVIII secolo, quando fu rimpicciolito l'interno e spostato l'ingresso nella posizione attuale. Anticamente la facciata dava su Corso Umberto I, dove ancora si vedono i tre pregevoli grandi portali atriani, del '300, così chiamati perchè si ricollegano ad una tipologia che fa capo ai portali del Duomo di Atri, realizzati tra il 1288 e il 1305 da Rainaldo d'Atri e Raimondo del Poggio. I portali di Silvi sono però di fattura più modesta, per cui dovrebbero essere opera di qualche autore locale che si ispira alla monumentalità delle opere atriane. Interessante anche il campanile, realizzato nel 1706 e recentemente restaurato, dove nel 1951 fu collocato l'orologio civico proveniente dalla distrutta chiesa di Sant'Antonio. L'interno è ad una navata con tre altari dedicati alla Madonna del Carmine, a San Giuseppe e a San Leone: particolarmente interessante quest'ultimo, poichè contiene il busto del santo martire (scuola napoletana, 1766), divenuto protettore di Silvi alla fine del '500 al posto di San Salvatore. Il culto fu portato dai profughi di Julcini, in Montenegro, scappati nel XV secolo dalle loro terre per sfuggire ai Turchi.
L'altare maggiore occupa tutta la parete di fondo ed è occupato da tre tele che però sono state sistemate qui molto tempo dopo l'erezione dell'altare. Oltre ai due dipinti laterali, ottocenteschi (Sacro Cuore di Gesù e Sacro Cuore di Maria), la tela centrale, la Comunione degli Apostoli, riveste una particolare importanza artistica per quanto riguarda la produzione artistica del territorio. Genericamente assegnata alla scuola napoletana del XVIII secolo, la tela di Silvi potrebbe appartenere al vivace ambito pittorico sviluppatosi in alcuni centri abruzzesi nella seconda metà del '700. Gli autori potrebbero essere ricercati in Giuseppe Prepositi di Atri oppure in Nicola Ranieri di Guardiagrele (lo stile sembra essere più vicino a quest'ultimo), entrambi comunque legati alle formule barocche del Solimena. La figura di San Nicola in basso ci permette di ipotizzare la provenienza dalla chiesa di San Nicola, distrutta dal terremoto del 1889.
A destra si apre l'ingresso alla Cappella del Rosario, già sede dell'omonima confraternita: vi sono esposte una serie di pregevoli statue vestite barocche (Addolorata, Sant'Antonio di Padova, Assunta, Madonna di Loreto, Madonna del Rosario), oltre alle statue a figura intere di Santa Lucia e del Cristo morto, che vengono ancora utilizzate nelle solennità religiose.
Del passato medievale sono rimaste tre importanti testimonianze: le due acquasantiere in pietra, decorate con motivi floreali, provenienti però da un tempio romano; e soprattutto la Santa Caterina d'Alessandria (ma l'identificazione è ancora molto discussa), affresco della metà del '200 che si va riscoprendo come uno dei più importanti documenti dell'arte sveva in Italia. Forse altri affreschi si celano sotto gli intonaci.

Usciti dalla chiesa, dopo la bella Fontana Maggiore (1999), inizia il rettilineo Corso Umberto I, che termina nella Loggia del Belvedere e determina la struttura a spina di pesce del paese, con numerosi vicoletti che si aprono ai lati. Tra gli edifici più antichi affacciati lungo il corso si segnala una locanda del XV secolo, vicino a cui c'è l'elegante Palazzo De Torres, degli inizi del XVIII secolo, con balconata in ferro battutto e facciata inferiore in bugnato. Nei suggestivi vicoli laterali si segnalano: la Porta di Belfiore sovrastata dall'omonima torre (XIV-XV secolo), uniche parti rimaste del Castello di Belfiore, in vico De Torres; una casa con il portale di accesso e il piccolo chiostro dell'ex convento francescano, in Piazza Sant'Antonio, derivata dall'abbattimento dell'omonima chiesa (risalente al 1334) nel 1951; numerosi passaggi coperti, utilizzati durante attacchi nemici, in vico Nicola Fuschi.

Il Corso termina quindi nella Loggia, la parte centrale e più grande del Belvedere, da cui la vista spazia, nelle giornate limpide, dal Conero fino al Gargano; addirittura, con un buon cannocchiale, sono visibili i monti della Dalmazia. Nella Loggia prospettano il Palazzo Forcella, eretto nel 1760 quando la famiglia ottenne la baronia di Silvia, e la Torre della Loggia del XIV secolo. Di qui si può proseguire o per la parte settentrionale del Belvedere (Circonvallazione Boreale), oppure per la parte meridionale (Circonvallazione Meridionale): entrambi i percorsi confluiscono nella piazza. Dalla Circonvallazione Boreale è possibile godere di vedute di Atri e del Gran Sasso; la vista della Circonvallazione Meridionale è più chiusa per la presenza della collina di Pianacce, ma qui vi sono alcuni graziosi edifici popolari medievali. Tutto il Belvedere è stato costruito sopra i resti delle antiche mura (di cui viene ripetuto il motivo dei merli); sotto la Loggia e la Circonvallazione Meridionale, a seguito del terremoto del 1933, furono costruiti dei grandi archi di rinforzo che costituiscono oggi la vera caratteristica di Silvi Paese. Durante i lavori, che si protrassero fino al 1950 per dei problemi con la ditta costruttrice, furono scoperti analoghi archi, più piccoli, di epoca romana.

Da Piazza della Porta si può prendere via San Rocco, dove a partire dalla fine dell'Ottocento si è concentrata l'espansione moderna del paese; nel primo tratto, con gli edifici più antichi in laterizio, prospetta la chiesa di San Rocco, edificata nel XVI secolo, ma l'aspetto attuale è dovuto alla ricostruzione del XIX secolo. All'interno c'è l'altare barocco con la statua del santo.

Numerosi gli eventi che si tengono in paese: le feste di Santa Lucia il 13 Dicembre, San Rocco il 22 Agosto e i riti della Pasqua con la suggestiva Via Crucis del Venerdì di Passione (accompagnata da un corteo di donne velate di nero) e la processione del Venerdì santo accompagnata dal coro parrocchiale. D'estate inoltre si tengono numerosi eventi come sagre e concerti.

La festa che però più di tutte fa affluire gente a Silvi è quella in onore di San Leone protettore, il 29 Maggio. Il santo sarebbe diventato patrono di Silvi dopo che, dice la leggenda, avrebbe scongiurato nel 1557 l'attacco dei Turchi facendo accendere in paese dei grandi falò e facendo credere agli assalitori che Silvi era già stata attaccata, per cui era vano proseguire.
Questo evento viene rievocato la sera della vigilia con l'accensione in piazza del Ciancialone, un grande fascio di canne (affiancato da altri due più piccoli) che perpetuano la memoria del miracolo, in un'atmosfera allegra e briosa. La processione del giorno dopo, che vede, oltre al busto, la presenza del braccio argenteo con le reliquie del santo, trova il momento più bello quando il santo dalla Loggia viene rivolto alla Marina, da dove vengono lanciati i mortaretti.


(da cappanella.blogspot.com)


(da casaclick.it)


Messa di rito tridentino nella chiesa di San Salvatore (da ordochristianusmiles.blogspot.com)


La Loggia.


Veduta verso sud dal belvedere.

image hosted on flickr



(da ilcentro.it)
Le spettacolari vedute che offre Silvi Paese in questi mesi per celebrare il 150° dell'Unità d'Italia.


Silvi Marina e Silvi Paese (da kataweb.it).

Last edited by Joule69; May 20th, 2012 at 05:12 PM.
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