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#341 |
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MASUKI Team
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E' già stato postato?
ELORO (Siracusa) Un pezzo di Magna Grecia nel Val di Noto Questa piccola città fondata dai Siracusani, probabilmente intorno al VII sec. a.C., sorge in una splendida posizione su una collinetta prospiciente il mare, in prossimità nella foce del Tellaro. Entrando ad Eloro si notano immediatamente, in direzione est, i resti di una stoà (portico) di notevoli dimensioni che include tutta l'area sacra su cui sorgeva un santuario dedicato a Demetra e Kore e a cui si sovrapposero altre strutture in epoca bizantina. .... ... http://www.eloro.sicilia.it/ http://www.siciliaorientale.com/it/e...eologico-eloro http://it.wikipedia.org/wiki/Eloro
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Non chiederti che cosa puo' fare il tuo paese per te, ma chiediti che cosa puoi fare tu per il tuo paese. ********************** Ponte sullo Stretto di Messina - Prima parte Ponte sullo Stretto di Messina - Seconda parte |
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#342 | |
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Italian user
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![]() Mi pare di no, hai fatto bene a pubblicare, comunque! Quote:
Non perderTi la Cuba piccola, che spesso viene trascurata dai tour panormiti... Interessantissimi. Grazie per avere pubblicato!
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Donde espumoso el mar sicilïano El pie argenta de plata al Lilibeo, Bóveda o de las fraguas de Vulcano O tumba de los huesos de Tifeo, Pálidas señas cenizoso un llano, Cuando no del sacrílego deseo, Del duro oficio da. Allí una alta roca Mordaza es a una gruta de su boca. |
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#343 | |
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Registered User
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Domani sarò a Palazzo Chiaramonte o Steri con l'Università
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Meno che nazione, la Sicilia è più che regione; non un frammento d'Italia, ma sua integrazione e aumento... cit. Antonio Borgese SICILIA|SITI ARCHEOLOGICI: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1489705 PALERMO|RESTAURO DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1406146 |
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#344 |
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Italian user
Join Date: Aug 2010
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![]() Bello! Ho trovato e Ti ho mandato l'articolo via mp. Poi mi fai sapere se Ti è piaciuto!
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#345 | ||
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Italian user
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SEGNALO
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EDIT. Buone nuove dal Teatro Romano: Quote:
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#346 |
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MASUKI Team
Join Date: Aug 2007
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Palazzolo Acreide (SR)
Necropoli di Bibbinello ![]() ![]() http://www.siciliafotografica.it/hom...?limitstart=12 nei pressi, il tracciato della vecchia ferrovia ![]() La Necropoli di Bibbinello è una vasta necropoli sicula situata in Contrada Bibbinello al confine dei territori comunali di Canicattini e Solarino. Questa necropoli è ubicata a picco sulla "Cava Bibbinello" dentro cui scorre l'omonimo torrente che pochi chilometri più avanti affluirà nell'Anapo. Nelle pareti di questa cava vi sono un'infinità di grotticelle scavate nella roccia dalle popolazioni sicule, dentro le quali vi venivano riposti i defunti. Dentro queste caverne possiamo ammirare ancora le nicchie in cui venivano tumulati i corpi senza vita (negli anni passati vi sono stati ritrovati alcuni piccoli frammenti ossei appartenenti ad individui umani, ma ora non vi è più presenza ne di scheletri ne di ossa perchè il tempo ha consumato anche quelle). In queste nicchie vi venivano deposti anche corredi funerari comprendenti anfore, giare, scodelle, statuine di idoli pagani e gioielli in metallo. Presso questa Necropoli vi è anche una catacomba rupestre chiamata "Tomba del Re" appartenuta forse ad un capo siculo, ma citata anche nella Leggenda di "Pauluzzu" (vedi link "Feste e tradizioni di Palazzolo Acreide"). Sotto la Necropoli vi è una grotta naturale risalente al VII secolo d.C. adibita dai Bizantini ad Oratorio Rupestre. Qui durante il periodo che va dal 1300 al 1690 vi vennero a predicare numerosi Eremiti che passarono la loro vita in modo ascetico nella Chiesetta Rupestre. La Necropoli di Bibbinello è antropizzata solo in pochi tratti, per cui bisogna fare attenzione nel visitarla poichè le pareti scoscese risultano pericolose per chi non abbia esperienza in speleologia o in arrampicate. E' sconsigliata la discesa a chi soffre di malattie ossee o cardiovascolari. http://itinerariprovsr.altervista.or..._di_Bibbinello
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#347 | |
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Italian user
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L'ignoranza che hanno certe "guide turistiche" - le medesime che hanno bloccato gli esami per l'iscrizione all'albo - è abissale. La popolazione che i Greci colonizzatori chiamarono Siculi usava la sepoltura ad enchitrismos entro grossi pithoi, a differenza della popolazione detta Sicana la quale la maggior parte delle volte depositava i defunti in grotticelle artificiali. In pratica, se vedi una tomba scavata nella roccia in Sicilia, stai sicuro che è di tutto fuorché Sicula. Ma siamo in Sicilia e quindi queste pseudo-guide si sentono autorizzate a sparare cazz^te enormi, convinti di avere a che fare con turisti ignoranti come loro. Per la cronaca, per chi invece è laureato e ha lavorato in ambiente archeologico - come il sottoscritto - la Regione non fa altro che ostracismo: i laureati devono affrontare un esame di abilitazione (?!? a cosa abbiamo la laurea allora, per pulirci il sedere? Non dimostra nulla dei nostri anni di studio?), le vecchie guide che ottennero i patentini coi corsi regionali (quelli in cui venivano persino pagati...) vent'anni fa che sono più ignoranti di una capra lobotomizzata sono libere di continuare l'esercizio. E poi ci si chiede perché il turismo siciliano non decolla. Scusate lo sfogo, ma ogni tanto è necessario.
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#348 |
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^il pesce puzza sempre dalla testa e la testa va eliminata...questa è la mia tesi distruttiva contro questi governanti che hanno infangato il nome di questa terra. mi trovo e mi trovavo quasi nelle tue stesse condizioni.... non bisogna mollare nemmeno un metro,in fondo amiamo la nostra terra e per lei ci battiamo,per cui non bisogna darla vinta a questi lerci |
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#349 |
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Registered User
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Stamattina passeggiata alla Cuba e alla Zisa
![]() La Cuba (Palermo) La Cuba Sottana, Castello della Cuba, o più semplicemente Cuba, è un padiglione di delizie, in origine all'interno di uno dei Sollazzi Regi dei re normanni di Sicilia, e si trova a Palermo all'interno dell'omonimo quartiere. La Cuba (dall'arabo Qubba, "cupola") fu costruita nel 1180 per il re Guglielmo II, al centro di un ampio parco che si chiamava Jannat al-ard ("il Giardino - o Paradiso - in terra"), il Genoardo. Il Genoardo comprendeva anche la Cuba Soprana e la Cubula, e faceva parte dei Sollazzi Regi, un circuito di splendidi palazzi della corte normanna situati intorno a Palermo. L'uso originale della Cuba era di padiglione di delizie, ossia di un luogo in cui il Re e la sua Corte potevano trascorrere ore piacevoli al fresco delle fontane e dei giardini di agrumi, riposandosi nelle ore diurne o assistendo a feste e cerimonie alla sera. La Cuba Sottana, appare oggi di proporzioni turriformi abbastanza sgraziate. La spiegazione è semplice. Era circondata da un bacino artificiale profondo quasi due metri e mezzo. L'apertura più grande, sul fronte settentrionale, si affacciava sull'acqua ad un'altezza oggi inspiegabile. Le notizie sul committente e sulla data sono esatte grazie all'epigrafe posta sul muretto d'attico dell'edificio. La parte più importante, quella sul committente, era dispersa e fu ritrovata nel XIX secolo, scavando ai piedi della Cuba, da Michele Amari massimo studioso della Sicilia Araba e Normanna. La parte dell'epigrafe ritrovata dall'Amari, esposta in una sala a lato, dice cosi: "[Nel] nome di Dio clemente e misericordioso. Bada qui, fermati e mira! Vedrai l'egregia stanza dell'egregio tra i re di tutta la terra Guglielmo II re cristiano. Non v'ha castello che sia degno di lui. ... Sia lode perenne a Dio. Lo mantenga ricolmo e gli dia benefici per tutta la vita". Il fatto straordinario per oggi di questa epigrafe, che dimostra la tolleranza e l'apertura della corte normanna, è la lingua: arabo fatimita in caratteri cufici. Dunque pur riferendosi ad un Re cristiano, fondatore del Duomo di Monreale e vassallo del Pontefice, l'iscrizione è in arabo. È noto che molti componenti delle varie corti normanne in Sicilia fossero arabi, celeberrimo è il caso di Edrisi, massimo geografo del suo tempo, arabo alla corte cristiana di Ruggero II re di Sicilia. Nei secoli successivi, la Cuba fu destinata agli usi più vari. Il lago fu prosciugato e sulle rive furono costruiti dei padiglioni, usati come lazzaretto dalla peste del 1576 al 1621. Poi fu alloggio per una compagnia di mercenari borgognoni ed infine proprietà dello Stato nel 1921. Negli anni '80 comincia il restauro che riporta alla luce le strutture del XII secolo. [IMG]http://i41.************/2e4xlr9.jpg[/IMG] [IMG]http://i39.************/1114ea9.jpg[/IMG] [IMG]http://i44.************/23m1sax.jpg[/IMG] [IMG]http://i40.************/n475nr.jpg[/IMG] [IMG]http://i44.************/152ylft.jpg[/IMG] [IMG]http://i42.************/2qx1dhe.jpg[/IMG] [IMG]http://i44.************/2utqd0h.jpg[/IMG] [IMG]http://i43.************/10h95d3.jpg[/IMG] [IMG]http://i41.************/wa6d1e.jpg[/IMG] Qui un dipinto della Cuba Soprana con la Cubola nel momento del loro massimo splendore [IMG]http://i44.************/2sb4ynt.jpg[/IMG]
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Meno che nazione, la Sicilia è più che regione; non un frammento d'Italia, ma sua integrazione e aumento... cit. Antonio Borgese SICILIA|SITI ARCHEOLOGICI: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1489705 PALERMO|RESTAURO DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1406146 Last edited by Simone Stifler; April 22nd, 2012 at 02:51 PM. |
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#350 |
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Registered User
Join Date: Mar 2008
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Segnalo questa nuova importante apertura:
Archeodromo delle Madonie (Scillato) [IMG]http://i42.************/2e2l3yc.jpg[/IMG] Da una idea di un gruppo di giovani madoniti nasce nei pressi del Mulino Famunia Suttanu, in territorio di Scillato, il primo Parco Archeologico a tema della Sicilia. Qui gruppi più o meno numerosi di turisti, famiglie e scolaresche potranno vivere una esperienza unica e diretta. Uno straordinario viaggio nel tempo che vi proietterà nella preistoria, in un autentico villaggio primitivo, ricostruito fedelmente nei minimi dettagli, dove poter vivere in prima persona l'esperienza delle prime grandi scoperte: l'accensione del fuoco, la lavorazione dei primi utensili, la realizzazione di ogetti in argilla, la fusione dei metalli, finanche delle campagne di scavi archeologici simulati. Qui il link con altre informazioni e foto http://www.parcodellemadonie.it/uffi...rcheodromo.pdf http://www.facebook.com/pages/Archeo...67551946620586
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Meno che nazione, la Sicilia è più che regione; non un frammento d'Italia, ma sua integrazione e aumento... cit. Antonio Borgese SICILIA|SITI ARCHEOLOGICI: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1489705 PALERMO|RESTAURO DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1406146 |
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#351 |
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Italian user
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![]() Il primo lo stavamo aprendo presso la Grotta del Conzo (sarei dovuto essere il consulente archeologico), ma ci hanno fatto fallire ogni proposito.
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#352 | |
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#353 |
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Italian user
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![]() Ben vengano sì. Per il Conzo peccato, sarebbe stata davvero una gran bella occasione.
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#354 |
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@Euplio
Viste le foto della Cuba?
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#355 |
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Italian user
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Sì, e credevo di averTi ringraziato delle belle foto.
Sono stonato in questi giorni, mi dimentico le cose.
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#356 | |
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.. domani pubblico quelle della Zisa
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#357 |
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Mio reportage fotografico fatto domenica mattina approfittando della giornata meravigliosa
![]() La Zisa (1165 d.C. Palermo) Il palazzo della Zisa (dall’arabo al-ʿAzīza, ovvero "la splendida") sorgeva fuori le mura della città di Palermo, all’interno del parco reale normanno, il Genoardo (dall’arabo Jannat al-arḍ ovvero "giardino o paradiso della terra"), che si estendeva con splendidi padiglioni, rigogliosi giardini e bacini d’acqua da Altofonte fino alle mura del palazzo reale. Le prime notizie indicanti il 1165 come data d’inizio della costruzione della Zisa, sotto il regno di Guglielmo I (detto "Il Malo"), ci sono state tramandate da Ugo Falcando nel Liber de Regno Siciliae. Sappiamo da questa fonte che nel 1166, anno della morte di Guglielmo I, la maggior parte del palazzo era stata costruita “mira celeritate, non sine magnis sumptibus” (lett. "con straordinaria velocità, non senza ingenti spese) e che l’opera fu portata a termine dal suo successore Guglielmo II (detto "Il Buono") (1172-1184), subito dopo la sua maggiore età. Facciata L'appellativo Mustaʿizz è riferito, secondo Michele Amari, a Guglielmo II anche in un'iscrizione in caratteri naskhī nell'intradosso dell'arcata d'accesso alla Sala della Fontana. Un'altra iscrizione, invece, ben più famosa – in caratteri cufici – è a tutt'oggi conservata nel muretto d’attico del palazzo, tagliata ad intervalli regolari nel tardo medioevo, quando la struttura fu trasformata in fortezza. Alla luce di queste fonti, la maggior parte degli studiosi sono concordi nel fissare al 1175 la data di completamento dei lavori del solarium reale. Fino al XVII secolo il palatium non venne sostanzialmente modificato, come ci testimonia la descrizione del 1526 fatta dal monaco bolognese Leandro Alberti, che visitò la Zisa in quell’anno. Significativi interventi di restauro si ebbero negli anni 1635-36, quando Giovanni de Sandoval e Platamone, cavaliere dell’Alcantara, marchese di San Giovanni la Mendola, príncipe di Castelreale, signore della Mezzagrana e della Zisa, acquistò la Zisa, adattandola alle nuove esigenze abitative. In occasione di questi lavori fu aggiunto un altro piano chiudendo il terrazzo e si costruì, nell’ala destra del palazzo, secondo la moda dei tempi, un grande scalone, resecando i muri portanti e distruggendo le originarie scale d’accesso. Successivamente, nel 1806, la Zisa pervenne ai Principi Notarbartolo, rappresentanti della più antica nobiltà siciliana ed eredi della Casa Ducale dei Sandoval de Leon, che ne fecero propria residenza effettuando diverse opere di consolidamento, quali il risarcimento di lesioni sui muri e l’incatenamento degli stessi per contenere le spinte delle volte. Venne trasformata la distribuzione degli ambienti mediante la costruzione di tramezzi, soppalchi, scalette interne e nel 1860 fu ricoperta la volta del secondo piano per costruire il pavimento del padiglione ricavato sulla terrazza. Nel 1955 il palazzo fu espropriato dallo Stato, ed i lavori di restauro, iniziati immediatamente, vennero poco dopo sospesi. Dopo un quindicennio d’incuria ed abbandono nel 1971 l’ala destra, compromessa strutturalmente dai lavori del Sandoval e dagli interventi di restauro, crollò. Il progetto per la ricostruzione strutturale, il restauro filologico e la fruizione, venne affidato al Prof. Giuseppe Caronia, il quale, dopo circa vent'anni di appassionato lavoro e rilettura integrale, nel Giugno del 1991, restituì alla storia, uno dei monumenti più belli e suggestivi della civiltà siculo normanna. Durante l'opera di restauro il Prof. Caronia invitò più volte a visitare il cantiere il direttore editoriale della casa editrice Laterza, Enrico Mistretta, che al termine dei lavori fece raccogliere un ampio materiale illustrativo a documentazione delle varie fasi del restauro, materiale adeguatamente commentato dallo stesso Caronia, pubblicando quindi nel 1982 uno splendido volume di grande formato. Attualmente la Zisa ospita il Museo d'arte islamica. Il titolo nobiliare di Principe della Zisa fu creato dai Re di Spagna per i proprietari del castello: fu concesso inizialmente ai Sandoval con apposito privilegio del 1672, e in seguito passò con titoli e beni ai Notarbartolo di Sciara, eredi dei Sandoval. Il palazzo della zisa, concepito come dimora estiva dei re, nasce da un progetto unitario, realizzato da un architetto di matrice culturale islamica ben consapevole di tutta una serie di espedienti per rendere più confortevole questa struttura durante i mesi più caldi dell’anno. Si tratta, infatti, di un edificio rivolto a nord-est, cioè verso il mare per meglio godere delle brezze più temperate, specialmente notturne, che venivano captate dentro il palazzo attraverso i tre grandi fornici della facciata e la grande finestra belvedere del piano alto. Questi venti, inoltre, venivano inumiditi dal passaggio sopra la grande peschiera antistante il palazzo e la presenza di acqua corrente all’interno della Sala della Fontana dava una grande sensazione di frescura. L'ubicazione del bacino davanti al fornice d'accesso, infatti, è tutt'altro che casuale: esso costituiva una fonte d’umidità al servizio del palazzo e le sue dimensioni erano perfettamente calibrate rispetto a quelle della Zisa. Anche la dislocazione interna degli ambienti era stata condizionata da un sistema abbastanza complesso di circolazione dell’aria che attraverso canne di ventilazione, finestre esterne ed altri posti in riscontro stabilivano un flusso continuo di aria. La stereometria e la simmetria del palazzo sono assolute. Esso è orizzontalmente distribuito in tre ordini, il primo dei quali al piano terra è completamente chiuso all’esterno, fatta eccezione per i tre grandi fornici d’accesso. Il secondo ordine è segnato da una cornice marcapiano che delinea anche i vani delle finestre, mentre il terzo, quello più alto, presenta una serie continua di arcate cieche. Una cornice con l’iscrizione dedicatoria chiudeva in alto la costruzione con una linea continua. Si tratta di un’iscrizione in caratteri cufici, molto lacunosa e priva del nome del re e della data, che è tuttora visibile nel muretto d’attico del palazzo. Questa iscrizione venne, infatti, tagliata ad intervalli regolari per ricavarne merli nel momento in cui il palazzo fu trasformato in fortezza. Il piano terra del palazzo è costituito da un lungo vestibolo interno che corre per tutta la lunghezza della facciata principale sul quale si aprono al centro la grande Sala della Fontana, nella quale il sovrano riceveva la corte, e ai lati una serie di ambienti di servizio con le due scale d’accesso ai piani superiori. La Sala della Fontana, di gran lunga l’elemento architettonico più caratterizzante dell’intero edificio, ha una pianta quadrata sormontata da una volta a crociera ogivale, con tre grandi nicchie su ciascuno dei lati della stanza, occupate in alto da semicupole decorate da muqarnas (decorazioni ad alveare). Nella nicchia sull’asse dell’ingresso principale si trova la fontana sormontata da un pannello a mosaico su fondo oro, sotto il quale scaturisce l’acqua che, scivolando su una lastra marmorea decorata a chevrons posta in posizione obliqua, viene canalizzata in una canaletta che taglia al centro il pavimento della stanza e che arriva alla peschiera antistante. In questo ambiente sono ancora visibili i resti di affreschi parietali realizzati nel 1600 dai Sandoval. Il primo piano si presenta di dimensioni più piccole, poiché buona parte della sua superficie è occupata dalla Sala della Fontana e dal vestibolo d’ingresso, che con la loro altezza raggiungono il livello del piano superiore. Esso è costituito a destra e a sinistra della Sala della Fontana dalle due scale d’accesso che si aprono su due vestiboli. Questi si affacciano con delle piccole finestre sulla parte alta della Sala, affinché, anche dal piano superiore, si potesse osservare quanto accadeva nel salone di ricevimento. Questo piano costituiva una delle zone residenziali del palazzo ed era destinato molto probabilmente alle donne. Il secondo piano constava originariamente di un grande atrio centrale delle stesse dimensioni della sottostante Sala della Fontana, di una contigua sala belvedere che si affaccia sul prospetto principale e di due unità residenziali poste simmetricamente ai lati dell’atrio. Questo piano dovette certamente assolvere alla funzione di luogo di soggiorno estivo privato, dal momento che l’atrio centrale scoperto apriva questo luogo all’aria ed alla luce. Facevano parte del complesso monumentale normanno anche un edificio termale, i cui resti furono scoperti ad ovest della residenza principale durante i lavori di restauro del palazzo, ed una cappella palatina posta poco più ad ovest, lungo la via oggi nominata dei Normanni [IMG]http://i48.************/10sfyad.jpg[/IMG] [IMG]http://i50.************/99nxjk.jpg[/IMG] [IMG]http://i48.************/2wr2cdu.jpg[/IMG] [IMG]http://i45.************/2hghhtz.jpg[/IMG] [IMG]http://i50.************/x6ejbc.jpg[/IMG] [IMG]http://i48.************/2d27vjk.jpg[/IMG] [IMG]http://i45.************/1zf7sj7.jpg[/IMG] [IMG]http://i50.************/11ifvnt.jpg[/IMG] [IMG]http://i49.************/huhjx2.jpg[/IMG] [IMG]http://i49.************/x5se8k.jpg[/IMG] [IMG]http://i45.************/34f09sk.jpg[/IMG] [IMG]http://i50.************/2zh0aq8.jpg[/IMG] [IMG]http://i49.************/357ghnq.jpg[/IMG] [IMG]http://i50.************/2d7sqrp.jpg[/IMG]
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Isole Egadi: recuperata ancora del I secolo A.C
Una squadra di tecnici e volontari dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi” e della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, ha recuperato dai fondali di Cala Grande, a Favignana, un ceppo d’ancora romana in piombo del peso di circa 150 kg. Il reperto archeologico, databile approssimativamente attorno al I Secolo a. C., giaceva su un fondale roccioso a 20 metridi profondità ed era stato rinvenuto da Michele Rallo, esperto apneista. Una squadra di tecnici subacquei della Soprintendenza del Mare – inviata sul luogo dal Soprintendente, Sebastiano Tusa, e supportata dai mezzi nautici dei carabinieri, della Capitaneria di Porto e dell’Area Marina Protetta, ha recuperato il reperto che è stato issato a bordo di un peschereccio. L’arrivo in porto dell’ancora romana è stata salutata dal Presidente dell’Area marina protetta, il Sindaco di Favignana, Lucio Antinoro. “Provo grande soddisfazione – ha commentato – per un intervento importante, portato a termine grazie ad una esemplare collaborazione istituzionale”. Per i primi tempi è stato concordato con il Soprintendente del Mare di allocare l’ancora nell’atrio di Palazzo Florio, prestigiosa sede del Consiglio comunale. A breve saranno effettuati gli opportuni rilievi e si procederà ad un intervento di pulizia conservativa dell’ancora, che sarà poi esposta al pubblico in un luogo ancora da stabilire
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Meno che nazione, la Sicilia è più che regione; non un frammento d'Italia, ma sua integrazione e aumento... cit. Antonio Borgese SICILIA|SITI ARCHEOLOGICI: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1489705 PALERMO|RESTAURO DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1406146 |
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#359 |
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MASUKI Team
Join Date: Aug 2007
Posts: 18,625
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Scavi archeologici a Filicudi, 2009
da: http://www.filicudi.info/component/c...logicifilicudi Nel 2009 sono stati effettuati dei lavori di scavo nell'area archeologica di Filicudi di Filo braccio del 2009. Alcune capanne sono state portate alla luce, simili a quelle del villaggio neolitico di Capo Graziano, popolato sin dall'età del Bronzo. Alcuni reperti sono stati ritrovati, è stato creato un percorso pedonale attorno all'area. Nel 2010 l'area a picco sul mare ha fatto da cornice a parecchi eventi culturali. ![]() La zona attualmente oggetto di attenzione da parte degli archeologi è quella corrispondente al primo insediamento abitato rinvenuto a Filicudi, risalente all'inizio dell'età del Bronzo! Gli abitanti erano venuti da mare, e avevano ritenuto il piano del porto un luogo ideale per insediarsi. M... era un luogo troppo comodo ed accessibile anche ai nemici che provenivano dal mare, in particolare quelli che agli inizi del secondo millennio a.C. attaccarono le eolie. In quel periodo l'abitato fu abbandonato, e le genti si trasferirono quasi in cima al monte di Capo Graziano, nel villaggio preistorico ormai famoso e più conosciuto di Filicudi, che era molto più difficile da raggiungere da parte dei nemici, e lasciava comunque tempo agli abitanti di avvistare i pericoli dal mare e prepararsi al controattacco ( o scappare!). Le foto documentano gli scavi iniziati nel febbraio 2009e tuttora agli inizi. La zona interessata è mostrata nella foto in fucsia. image hosted on flickr ![]() ![]() ![]() La foto seguenti mostrano alcune capanne del villagio preistorico in cima al monte di Capo Graziano. image hosted on flickr ![]() image hosted on flickr ![]() image hosted on flickr ![]() image hosted on flickr ![]() image hosted on flickr ![]() image hosted on flickr
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Non chiederti che cosa puo' fare il tuo paese per te, ma chiediti che cosa puoi fare tu per il tuo paese. ********************** Ponte sullo Stretto di Messina - Prima parte Ponte sullo Stretto di Messina - Seconda parte |
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#360 | |
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Italian user
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![]() Vedi la forma circolare delle capanne? Questa planimetria è tipica del Bronzo siciliano. La cultura di Capo Graziano è la "versione eoliana" di Castelluccio, anche se non mancano tracce indiziarie che possano far pensare a Castelluccio quale una "versione siciliana" di C. Graziano... ![]() A Thapsos (ci siamo stati poi ieri, ci sei mancato... se vuoi rifarTi tra due settimane saremo a Palikè) la capanna circolare è stata rimpiazzata dalla capanna quadrata, in una continuità abitativa che ha dell'unico. Quote:
![]() In nessun modo e in nessuna parte del pianeta si cammina sui muri di un sito archeologico, la cosa si fa ancora più grave se il sito ha circa 4 millenni!! Ignoranti e vandali.
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Donde espumoso el mar sicilïano El pie argenta de plata al Lilibeo, Bóveda o de las fraguas de Vulcano O tumba de los huesos de Tifeo, Pálidas señas cenizoso un llano, Cuando no del sacrílego deseo, Del duro oficio da. Allí una alta roca Mordaza es a una gruta de su boca. |
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