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Nord Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Valle d'Aosta, Veneto



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Old December 14th, 2012, 10:38 PM   #49261
skaccomatto
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provato a riscaldare un po' la batteria?
No, in questo caso era proprio a secco... anche in ufficio si spegneva dopo pochi istanti.
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Old December 14th, 2012, 10:51 PM   #49262
dreamjay
Q.re Lorenteggio
 
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Belle foto Gruber!
Ma 25cm dove li hai misurati? Sui prati?
O al posto del 2 è un 1, perché da nessuna parte nel milanese a quell'ora s'erano passati i 15cm...
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Old December 15th, 2012, 10:55 AM   #49263
gruber
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Gelati, lecca-lecca, iPad: le spese caricate sul bilancio. «Pagata una festa di nozze»
Lo scandalo rimborsi al consiglio regionale della Lombardia


MILANO - Senza regole e, più ancora, senza stile. L'assalto alle note spese rimborsate «per il funzionamento dei gruppi» del consiglio della Regione Lombardia, infatti, visto con le lenti degli scontrini costati ieri 22 inviti a comparire per peculato ad altrettanti consiglieri di Pdl e Lega, nemmeno pulsa della ribalda "nobiltà" di illustri predecessori che nel Lazio si erano fatti la villa o avevano acquistato il Suv con i soldi dei cittadini: qui al Pirellone c'è solo gente che, pur guadagnando almeno 9.000 euro netti al mese di stipendio comprensivo di diaria, e pur essendo già dotata di telefoni e computer gratis, con gli ulteriori fondi pubblici «per il funzionamento del gruppo consiliare» si fa rimborsare il cono gelato da 1 euro e 50, il lecca-lecca, l'ovetto-Kinder e una clessidra; compra la salsiccia dal macellaio, va dal panettiere, segna uno dietro l'altro a distanza di pochi minuti i caffè con brioche da 1 euro e 60 al bar, beve una birra al pub; acquista in tabaccheria blocchi di «gratta e vinci», mette in lista un farmaco e il relativo ticket da 21 euro, e a Capodanno accolla ai contribuenti i fuochi d'artificio.


Tartufi e ostriche
Perfino le trasgressioni culinarie sono un po' da filmetto di serie B. Come nei «due coperti» da 127 euro di ostriche rimborsati al leghista Pierluigi Toscani. O come il pasto al ristorante «il Baretto al Baglioni» il 23 ottobre 2010 che l'ex presidente leghista del consiglio regionale Davide Boni qualifica «spesa di rappresentanza» nei «rapporti consiglio-giunta e nuova sede con il Sottosegretario Expo 2015», consumando 30 grammi di tartufo per 180 euro su 644 di conto. Il tartufo deve essere una passione: Giorgio Pozzi si fa rimborsare una cena «con rappresentanti dell'imprenditoria locale» il 23 dicembre 2010 sempre al «Baretto» dove, su un conto di 3.320 euro, 200 sono di vini, 400 di champagne e ben 882 di tartufi in un «privé» il cui utilizzo costa da solo 150 euro.


Sushi e ospitalità
Quando a saldare i conti è indirettamente il contribuente, diventa più facile largheggiare in generosità: sempre Pozzi, ad esempio, ottiene il rimborso di 5.500 euro spesi al ristorante «Il Gatto Nero» di Cernobbio il 30 luglio 2010 per una «cena istituzionale con operatori e imprenditori locali» offerta a 55 persone. Alessandro Colucci oscilla invece tra gli arancini da 5 euro e il sushi da 127 euro per due coperti al ristorante «Nobu Armani».

I taxi, il Natale, Parigi
Del resto la madre di tutte le ambiguità è il concetto in sé di «materiale di rappresentanza», tipo quello che Boni compra per 11.164 euro a Napoli tra il 28 e il 30 dicembre 2010: 75 cravatte in seta, 3 sciarpe in cashmere, 7 foulard in seta. Per definizione, nulla è più di «rappresentanza» come le colazioni e le cene al ristorante, che insieme a una marea di taxi sono la voce più ricorrente e corposa nei rimborsi ritenuti dubbi dagli uomini della GdF milanese che con i pm Robledo-Filippini-D'Alessio già avevano indagato sul finanziamento pubblico alla Lega e prima ancora sui derivati del Comune di Milano. L'ex assessore Buscemi, ad esempio, al ristorante milanese «A Riccione» sostiene «spese di rappresentanza» per 380 euro proprio alla viglia di Natale, 24 dicembre 2009, e per 695 euro proprio l'ultimo dell'anno, 31 dicembre 2009.
Altre volte Buscemi qualifica come «spese di rappresentanza» il ritiro di pietanze da asporto presso ristoranti giapponesi e cinesi. E quando un evento legato all'Expo propizia un soggiorno istituzionale a Parigi, all'«Hotel Park Hyatt» paga 638 euro con carta di credito della Regione anche se dalla fattura dell'albergo sembrerebbe che i servizi ricettivi siano stati offerti a «2 persone».

Matrimonio
Tante cose potranno forse essere chiarite, e certo ce n'è parecchie da mettere a fuoco. Il capogruppo leghista Stefano Galli, ad esempio, che il 5 marzo 2009 mette in lista 8 euro per la ricarica di una penna, sostiene il 16 giugno 2010 al Ristorante «Toscano» una asserita spesa «di funzionamento» del gruppo anche se il ristoratore, interrogato come teste, ha affermato che quella spesa, 6.180 euro per 103 coperti, riguardava di certo un matrimonio.

Ovetti e Mignottocrazia
L'orizzonte degli scontrini è il più vario. Alessandro Marelli, pur non disdegnando di acquistare pc e cellulari, esibisce 4 euro per una birra spina media al pub e 9,90 euro per un tubetto di ovetti Kinder con sorpresa, e si fa rimborsare le sigarette e persino i coni gelato come Pierluigi Toscani, che non manca 752 euro di cartucce e non disdegna i tagliandi «win for live». Nicole Minetti sceglie invece di spaziare dagli 899 euro per l'iPhone5 ai 27 euro per «barattoli di sabbia in vetro giallo», dagli 832 auro di «consumazioni» all'Hotel Principe di Savoia ai pochi euro per una crema da viso. Ed è al gruppo consiliare pdl che l'imputata nel processo Ruby accolla i 16 euro spesi per comprare il libro «Mignottocrazia» scritto da Paolo Guzzanti.

«Si può vivere così?»
Ciascuno ha le sue predilezioni. Angelo Giammario (114mila euro contestati sul 2008-2012, più di lui solo il capogruppo pdl Paolo Valentini con 118.000) suole affittare un'auto con conducente da Basiglio a Milano. Cesare Bossetti, intestatario del rimborso della tazzina di caffè al bar come del farmaco da 21 euro, ricorre alle spese di funzionamento del gruppo per 14 cornici per 672 euro il 2 agosto 2010, e per altre 8 cornici il 7 luglio per 384 euro. Giulio Boscagli, il cognato di Formigoni, compra tre iPad per 2.626 euro. E mentre Roberto Pedretti si fa rimborsare 960 euro per un ingrandimento fotografico, per il suo collega Marcello Raimondi, che attinge spesso ai soldi pubblici per il rifornimento di carburante, l'1 marzo 2008 è invece giorno di acquisti tecnologici: una macchina fotografica da 520 euro, una telecamera da 230, un proiettore da 720, un computer da 1.390. Ma una decina di giorni dopo si dà anche ai libri. Titolo: «Si può vivere così?».

Luigi Ferrarella, Giuseppe Guastella
15 dicembre 2012 | 10:39
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Old December 15th, 2012, 11:58 AM   #49264
Macteo
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Gelati, lecca-lecca, iPad: le spese caricate sul bilancio. «Pagata una festa di nozze»
Lo scandalo rimborsi al consiglio regionale della Lombardia

MILANO - Senza regole e, più ancora, senza stile. L'assalto alle note spese rimborsate «per il funzionamento dei gruppi» del consiglio della Regione Lombardia, infatti, visto con le lenti degli scontrini costati ieri 22 inviti a comparire per peculato ad altrettanti consiglieri di Pdl e Lega, nemmeno pulsa della ribalda "nobiltà" di illustri predecessori che nel Lazio si erano fatti la villa o avevano acquistato il Suv con i soldi dei cittadini: qui al Pirellone c'è solo gente che, pur guadagnando almeno 9.000 euro netti al mese di stipendio comprensivo di diaria, e pur essendo già dotata di telefoni e computer gratis, con gli ulteriori fondi pubblici «per il funzionamento del gruppo consiliare» si fa rimborsare il cono gelato da 1 euro e 50, il lecca-lecca, l'ovetto-Kinder e una clessidra; compra la salsiccia dal macellaio, va dal panettiere, segna uno dietro l'altro a distanza di pochi minuti i caffè con brioche da 1 euro e 60 al bar, beve una birra al pub; acquista in tabaccheria blocchi di «gratta e vinci», mette in lista un farmaco e il relativo ticket da 21 euro, e a Capodanno accolla ai contribuenti i fuochi d'artificio.

Tartufi e ostriche
Perfino le trasgressioni culinarie sono un po' da filmetto di serie B. Come nei «due coperti» da 127 euro di ostriche rimborsati al leghista Pierluigi Toscani. O come il pasto al ristorante «il Baretto al Baglioni» il 23 ottobre 2010 che l'ex presidente leghista del consiglio regionale Davide Boni qualifica «spesa di rappresentanza» nei «rapporti consiglio-giunta e nuova sede con il Sottosegretario Expo 2015», consumando 30 grammi di tartufo per 180 euro su 644 di conto. Il tartufo deve essere una passione: Giorgio Pozzi si fa rimborsare una cena «con rappresentanti dell'imprenditoria locale» il 23 dicembre 2010 sempre al «Baretto» dove, su un conto di 3.320 euro, 200 sono di vini, 400 di champagne e ben 882 di tartufi in un «privé» il cui utilizzo costa da solo 150 euro.

Sushi e ospitalità
Quando a saldare i conti è indirettamente il contribuente, diventa più facile largheggiare in generosità: sempre Pozzi, ad esempio, ottiene il rimborso di 5.500 euro spesi al ristorante «Il Gatto Nero» di Cernobbio il 30 luglio 2010 per una «cena istituzionale con operatori e imprenditori locali» offerta a 55 persone. Alessandro Colucci oscilla invece tra gli arancini da 5 euro e il sushi da 127 euro per due coperti al ristorante «Nobu Armani».

I taxi, il Natale, Parigi
Del resto la madre di tutte le ambiguità è il concetto in sé di «materiale di rappresentanza», tipo quello che Boni compra per 11.164 euro a Napoli tra il 28 e il 30 dicembre 2010: 75 cravatte in seta, 3 sciarpe in cashmere, 7 foulard in seta. Per definizione, nulla è più di «rappresentanza» come le colazioni e le cene al ristorante, che insieme a una marea di taxi sono la voce più ricorrente e corposa nei rimborsi ritenuti dubbi dagli uomini della GdF milanese che con i pm Robledo-Filippini-D'Alessio già avevano indagato sul finanziamento pubblico alla Lega e prima ancora sui derivati del Comune di Milano. L'ex assessore Buscemi, ad esempio, al ristorante milanese «A Riccione» sostiene «spese di rappresentanza» per 380 euro proprio alla viglia di Natale, 24 dicembre 2009, e per 695 euro proprio l'ultimo dell'anno, 31 dicembre 2009.
Altre volte Buscemi qualifica come «spese di rappresentanza» il ritiro di pietanze da asporto presso ristoranti giapponesi e cinesi. E quando un evento legato all'Expo propizia un soggiorno istituzionale a Parigi, all'«Hotel Park Hyatt» paga 638 euro con carta di credito della Regione anche se dalla fattura dell'albergo sembrerebbe che i servizi ricettivi siano stati offerti a «2 persone».

Matrimonio
Tante cose potranno forse essere chiarite, e certo ce n'è parecchie da mettere a fuoco. Il capogruppo leghista Stefano Galli, ad esempio, che il 5 marzo 2009 mette in lista 8 euro per la ricarica di una penna, sostiene il 16 giugno 2010 al Ristorante «Toscano» una asserita spesa «di funzionamento» del gruppo anche se il ristoratore, interrogato come teste, ha affermato che quella spesa, 6.180 euro per 103 coperti, riguardava di certo un matrimonio.

Ovetti e Mignottocrazia
L'orizzonte degli scontrini è il più vario. Alessandro Marelli, pur non disdegnando di acquistare pc e cellulari, esibisce 4 euro per una birra spina media al pub e 9,90 euro per un tubetto di ovetti Kinder con sorpresa, e si fa rimborsare le sigarette e persino i coni gelato come Pierluigi Toscani, che non manca 752 euro di cartucce e non disdegna i tagliandi «win for live». Nicole Minetti sceglie invece di spaziare dagli 899 euro per l'iPhone5 ai 27 euro per «barattoli di sabbia in vetro giallo», dagli 832 auro di «consumazioni» all'Hotel Principe di Savoia ai pochi euro per una crema da viso. Ed è al gruppo consiliare pdl che l'imputata nel processo Ruby accolla i 16 euro spesi per comprare il libro «Mignottocrazia» scritto da Paolo Guzzanti.

«Si può vivere così?»
Ciascuno ha le sue predilezioni. Angelo Giammario (114mila euro contestati sul 2008-2012, più di lui solo il capogruppo pdl Paolo Valentini con 118.000) suole affittare un'auto con conducente da Basiglio a Milano. Cesare Bossetti, intestatario del rimborso della tazzina di caffè al bar come del farmaco da 21 euro, ricorre alle spese di funzionamento del gruppo per 14 cornici per 672 euro il 2 agosto 2010, e per altre 8 cornici il 7 luglio per 384 euro. Giulio Boscagli, il cognato di Formigoni, compra tre iPad per 2.626 euro. E mentre Roberto Pedretti si fa rimborsare 960 euro per un ingrandimento fotografico, per il suo collega Marcello Raimondi, che attinge spesso ai soldi pubblici per il rifornimento di carburante, l'1 marzo 2008 è invece giorno di acquisti tecnologici: una macchina fotografica da 520 euro, una telecamera da 230, un proiettore da 720, un computer da 1.390. Ma una decina di giorni dopo si dà anche ai libri. Titolo: «Si può vivere così?».

Luigi Ferrarella, Giuseppe Guastella
15 dicembre 2012 | 10:39
Vien voglia di raccogliere tanti sassi... Altro che monetine. 'Sti figli di mignotta!
Macteo no está en línea   Reply With Quote
Old December 15th, 2012, 01:10 PM   #49265
caligola00
L'Imperatore Perverso
 
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Al mio seggio molta più gente di quanto avessi previsto nonostante la neve
__________________
[Ora basta!!!!!]

...sono qui ad aspettar la Metro.......la 4!!
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Old December 15th, 2012, 01:26 PM   #49266
gruber
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Originally Posted by Macteo View Post
Vien voglia di raccogliere tanti sassi... Altro che monetine. 'Sti figli di mignotta!
Impunità assoluta.
E l'arroganza di dire "non rompetemi i coglioni", "non ci sono Batman in Lombardia", "volete indietro i soldi?"
gruber no está en línea   Reply With Quote
Old December 15th, 2012, 01:29 PM   #49267
Shogun3
Plonkélite
 
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Che palle, devo trovare la voglia di mettere gli stivali ed andare a votare prima delle 20
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Old December 15th, 2012, 01:44 PM   #49268
Stebbo
In the Frig
 
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Originally Posted by gruber View Post
Ma una decina di giorni dopo si dà anche ai libri. Titolo: «Si può vivere così?».
__________________
Milano è una litote, perché ama svelarsi nascondendosi, dice “non sono brutta” per dire “sono bella”, devi corteggiarla per scoprire che è una donna elegante e un po’ snob.
Stebbo no está en línea   Reply With Quote
Old December 15th, 2012, 01:51 PM   #49269
caligola00
L'Imperatore Perverso
 
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Vorrei sapere il nome della società che ha messo a punto questa meraviglia di software di trenord (1,5 mln euro) e se trenord o regione Lombardia chiederanno i danni
__________________
[Ora basta!!!!!]

...sono qui ad aspettar la Metro.......la 4!!
caligola00 no está en línea   Reply With Quote
Old December 15th, 2012, 01:54 PM   #49270
Van Loon
Hendrik Willem
 
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Non è questione del software che altrove è ampiamente impiegato e con successo. E' questione di inserimento dei dati. Ad ogni modo riporto un intervento un po' lunghetto ma oltremodo interessante su tutta la vicenda. Chi vuole se lo può leggere, chi no al massimo lo salta.

Quote:
NON SARÀ UN'AVVENTURA... O FORSE SÌ.
Sono venuto a conoscenza dell'ipotesi di una unione tra la Divisione Regionale lombarda di Trenitalia e LeNord (azienda a controllo regionale operante il servizio ferrroviario nata dallo scorporo in gestore della rete ed in gestore servizio della ex-concessa FNM) quasi 4 anni fa... All'epoca l'idea di una fusione fra le due aziende ferrovarie lombarde girava in modo carbonaro fra gli adetti ai lavori che si riferivano all'evento chiamandolo "Il Matrimonio".
Personalmente, fin dal primo momento in cui ne venni a conoscenza, giudicai l'intera operazione in modo assolutamente e fortemente negativo: a rileggere oggi quello che scrivevo nelle mail di allora debbo ammettere di essermi sbagliato, ma su questo punto ritorno più avanti.
Dopo alcune (molte) titubanze iniziali legate alla copertura finanziaria per l'intera operazione, il matrimonio ebbe luogo il 4 agosto 2009. Trenitalia-Le Nord era nata ma pochissimo risalto pubblico era stato dato all'operazione per varie ragioni.
Al momento, a parte qualche "possibilista", tutti quelli che erano a conoscenza della cosa espressero un giudizio fortemente negativo sull'evento. Io rietro tra questi: all'epoca di quest'operazione vedevo solo la fine della possibilità di mettere a gare il servizio ferroviario regionale lombardo visto che l'unico concorrente possibile (Le Nord) era stato assorbito dal monopolista.
Inoltre le due aziende avevano una storia molto diversa e caratteristiche che non era facile riunire: da un lato vi era Le Nord, azienda abbastanza efficiente e con moderati problemi di organico ma con un giro d'affari abbastanza modesto rispetto alla controparte della fusione (1:4); dall'altra c'era la Divisione Regionale Lobardia di Trenitalia che poteva ritenersi, senza esagerare, a pochi passi dallo sfascio. All'epoca non mancai d'ironizzare sulla cosa dicendo "adesso che il sano è andato a stare assieme allo zoppo, lo vedremo imparare a zoppicare".

NEMO PROPHETA IN PATRIA
Con l'arrivo dei primi tagli ai trasferimenti statali cominciai a mutare d'opinione sulla questione della fusione: infatti era successa una cosa che non avevo considerato nel 2009 ma che è stata -senza dubbio- uno degli elementi che in Lombardia hanno fatto la differenza.
La nascita di Trenitalia-Le Nord prima e di Trenord poi ha fatto percepire al bilancio regionale l'intero comparto del trasporto ferroviario regionale come un cosa "di casa", un piccolo pargolo su cui investire anche notevoli somme.
Infatti nelle altre Regioni spendere soldi per il servizio ferroviario regionale affidato a Trenitalia (S.P.A. 100% del Ministero del Tesoro) era considerato un po' come regalare altro denaro a "Roma ladrona" mentre, invece, investerire nelle aziende di auto-trasporto a controllo locale (provinciale o regionale) era visto come un modo per far restare i soldi sul territorio. Questo fattore è stato determinante -in molti casi, come per esempio in Piemonte- per portare alla decisione di tagliare pesantemente lato TI e, nel contempo, favorire le aziende di autotrasporto locali.
In Lombardia invece è stato fatto proprio l'opposto e per questa (saggia) decisione sono stati determinanti tre fattori: una struttura tecnica regionale di livello eccellente che ha capito da decenni l'importanza di investire nel TPL ferroviario, un Assessore ai trasporti che non ha esordito in modo particolarmente favorevole alle ferrovie ma che durante il proprio mandato si è convinto dell'importanza di investire in questo settore ed infine un bilancio che, non percependo Trenord come un "corpo estraneo", ha dato il via libera per l'investimento di cospicue somme in materiale rotabile, infrastruttura e spesa corrente per il servizio.
Ecco quindi che avere Trenord si è rivelato determinate affinché il boia non lavorasse parecchio anche in Lombardia.
Dal punto di vista meramente pratico, la fusione portò aspetti positivi e negativi. Di positivo vi è stato un moderato incremento della produttività nell'ex ramo TI, malato grave. Di negativo vi è stato un certo peggioramento del ramo sano d'azienda, ossia di quello Le Nord. Quantificare precisamente queste due cose non credo sarà mai possibile ed ognuno cerca di vederci un po' quello che vuole. Ad ogni modo, in una certa misura non facilmente precisabile, sono vere entrambe le cose.
Oggi mi rendo conto, poi, che la fusione è stata gestita molto male anche livello di personale e che si è creato un pericoloso clima di frustrazione fra i lavoratori che hanno visto abbattersi sulle loro spalle problemi che dipendenvano dall'unione di realtà così diverse. Inoltre non aitava la cosa il fatto che per i lavoratori ex-Trenitalia si applicasse un certo contratto e per gli ex Le Nord un altro. Ma su questo torno dopo.

LO SGAMBETTO
Gli anni 2011 e 2012 vedono una costante diminuzione da parte delle altre regioni italiane negli investimenti del TPL su ferro (anche tu ne sai qualcosa!!) che determinano tagli, riduzioni del servizio ed addirittura chiusure molto vaste (in Piemonte un quarto dell'intera rete scompare a giugno scorso).
In Lombardia, invece, il servizio viene ampliato in questi anni come non mai: viene finalmente completato il progetto delle linee S (partito addirittura nel 1982 e per lunghissimo tempo rimasto su un binario morto) che prevede oltre una decina di linee a carattere suburbano con cadenzamento fisso alla mezzora dalle 6 a mezzanotte; si cadenza TUTTA la rete regionale; si mette ordine nel servizio strutturandolo in livelli differenti (regionali veloci e treni locali che si rafforzano l'uno con l'altro diventando rete) e si trasformano rami secchi -in concreto rischio chiusura- in direttrici con una utenza decente grazie a un servizio frequente e degno di un paese civile.
Ovviamente non mancano i problemi (guasti, materiale obsoleto, ecc..) ma il confronto con le altre realtà italiane è impietoso (per loro): nasce quello che oggi chiamo "modello Lombardia".
Nel momento in cui il Ministero e molti sparano sulle ferrovie ritenendole costose ed inutili, in Lombardia c'è un modello che funziona, che trasporta sempre più gente e che si può oppore alle becere argomentazioni contro la ferrovia.
Essenziale, perché si avesse questo potenziamento, oltre ovviamente alla disponibilità da parte del bilancio regionale ad investire nel settore, era mettere fine al costoso, dannoso ed inutile "catalogo Trenitalia".
Spiegare cosa è il "catalogo" è abbastanza complicato e quindi sintetizzo: si tratta di un prezziario che definisce i costi dei servizi ferroviari acquistati dalle Regioni (i committenti del servizio). Il problema è che per via di molte storture inserite (volutamente) al suo interno, risulta molto oneroso soprattutto per le Regioni, scarica totalmente su di esse il rischio d'impresa ed i costi di produzione cosicché l'impresa ferroviaria non è in alcun modo invogliata ad efficentarsi. Non ultimo, costringendo le regioni ad anticipare anche la parte di costi ricoperta dagli introiti dei biglietti, incentiva pesantemente chi taglia (se tagli un treno, tu come regione hai subito un risparmio e solo dopo vedi l'ammanco in termini di soldi ricavati dai biglietti di chi prendeva quel treno).
Tornando alla questione, attraverso Trenord, la scorsa estate è stato possibile archiviare questo malefico metodo di tarifazione del servizio e proporre un sistema più equo ed intelligente. Non è stato semplice fare lo sgambetto a Moretti: anche quando i termini del contratto erano stati ampiamente definiti nessuno dei dirigenti Trenord voleva assumersi il rischio di firmarlo visto che comunque TI continuava a possedere poco oltre il 50% delle quote di Trenord e si temevano ritorsioni. Ma alla fine anche questo importante passaggio chiave è stato fatto.

LA DEBACLE
Il disastro che stiamo vivendo in questi giorni nasce da un problema di fondo: i lavoratori ex Le Nord avevano un tipo di contratto (autoferro) e quelli ex TI un altro (ferrovieri), un po' più ricco. Inoltre in TI coprivano il servizio con gli straordinari fronteggiando di norma carenze di organico stimate tra gli 80 ed 100 addetti. Nel ramo Le Nord le carenze di organico erano marginali e gli straordinari una cosa sporadica.
Dopo la fusione, tutto il personale ha inziato a svolgere straordinari per compensare le carenze di organico ereditate da un lato ed i contratti sono rimasti a lungo separati per le due grandi famiglie di lavoratori.
Qualche mese fa, finalmente, è stato firmato un nuovo contratto unico per tutti i lavoratori, siano essi figli della gallina bianca o di quella nera. Questo contratto, prevede di coprire le carenze di organico croniche non più con gli straordinari diventati decisamente troppo onerosi (perché andati fuori controllo) ma aumentando le ore di guida effettive da 2 e mezza sino a 5 attraverso l'effettuazione di turni di servizio dalla durata complessiva di massimo 10 ore (prima erano 7). Inoltre, secondo il nuovo contratto, gli straordinari eventualmente effettuati, non sono praticamente retribuiti (proprio perché si pensava di poterli quasi abolire).
Ovviamente aumentare la produttività dell'azienda era più che doveroso per evitare grossi problemi economici e si doveva passare anche attraverso l'incremento delle ore di guida ordinarie con conseguente riduzione del costoso straordinario. Ma con tutta probabilità è stato sbagliato aver tirato troppo la cosa sino a ritenere che non ci fosse più bisogno di chiedere dello straordinario alla gente e quindi non retribuirlo più.
E così arriviamo ai giorni nostri... La scorsa domenica è partito il nuovo orario che prevede ancora più treni del vecchio: si completano le linee S sistemando il servizio nelle ore notturne (un treno ogni trenta sino all'1 di notte, in molti casi!), si riapre al traffico viaggiatori una linea chiusa da lustri (Saronno-Seregno) garantendo sin da subito, per tutto il giorno e tutti i giorni, una frequenza di 30 minuti, si mette ordine al servizio sistemando gli ultimi dettagli...
Contemporaneamente entrava in vigore anche il nuovo contratto, caratterizzato da turni più lunghi per limitare gli straordinari e, siccome siamo in Lombardia e non in Burundi, si adattano i nuovi turni al nuovo orario e non viceversa. Per fare questa delicata operazione si ha la pessima idea di affidarsi ad un software spagnolo: è la classica goccia che fa traboccare il bacino sino a produrre un'innondazione.
Il programma, non adeguatamente testato in anticipo, funziona male ed inizia a fare casini: assegna più coppie allo stesso treno e ne lascia scoperti altri. Ma il bello si ha martedì, giornata per la quale non non vengono tempestivamente comunicati i turni e quindi i macchinisti e i CT si ripresentano in impianto al termine del riposo minimo (la maggior parte al mattino del martedì) e da quel momento riparte la giornata di turno di ognuno.
Questo fatto fa si che rimangano scoperti i treni non più tanto a causa del sistema informatico ma perché la maggior parte del personale disponibile aveva terminato le ore ordinarie già nel primo pomeriggio e non era più disposto a fare straordinario, visto che non sarebbe stato pagato... Rimangono quindi scoperti un sacco di treni della fascia pendolare serale.
Ed anche nei giorni successivi, anomalie simili a questa anche se un pochino ridotte permangono: è il collasso dell'intero sistema. Da un lato c'è il software che commette errori a profusione rendendo arduo il rispetto dei turni, dall'altro il personale esasperato che non è disposto a fare straordinari gratuiti per rimediare al danno dell'azienda.
Nel mezzo di questa bufera arriva la ciliegina sulla torta: Giuseppe Biesuz, AD di Trenord, viene arrestato a metà mattina di martedì con l'accusa di bancarotta fraudolenta per una azienda (completamente estranea a Trenord ed alle ferrovie) che ha guidato sino al 2008. Trenord è decapitata nel momento più difficile della sua storia e -come se non bastasse- pure il potere politico latita: la giunta regionale è stata azzerata un mese fa dopo le note vicende legali ed il peso politico (e pratico) degli assessori tecnici è pressoché nullo. E' il vuoto di potere più totale.
Nessuno sembra azzardarsi a prendere alcuna decisione che possa porre fine al disastro (come era accaduto in passato) e nessuno la sollecita (manca il potere politico): i treni macinano ritardi e le soppressioni raggiungono quote inaudite. Inoltre il perdurare di questa situazione incasina le manutenzioni e i treni ne risentono parecchio.
Ed i viaggiatori si esasperano e danno luogo a forme di protesta molto forti che talora sconfinano nell'aggressione fisica del personale in servizio.

EPILOGO?
Chiaramente il rischio più grosso di tutta questa situazione è di buttare via il bambino con l'acqua sporca.
Infatti in questo momento in Lombardia non c'è un capo: la giunta tecnica attuale non conta niente e non decide nulla.. Trenord è senza AD, con un cda esposto lato TI e c'è Mauro che è ancora preoccupato che il modello di contratto di servizio made in Lombardia (che bypassa il famoso "catalogo") si diffonda altrove con i rischi che ne seguirebbero. Infine, la Lombardia era l'unica regione che si opponeva sul serio alla voglia di tagli dei tecnici del Ministero e questi ora potrebbero cogliere l'occasione servita su un piatto d'argento dal vuoto di potere e dal mal contento generale.
I viaggiatori, giustamente esasperati, minacciano azioni pesanti come class-action, mega azioni di protesta e richieste di risarcimenti da cui non può nascere nulla di buono, viste le condizioni al contorno spiegate sopra e considerato che se si dovesse risarcire ognuno di loro regalando un mese di abbonamento, il delicatissimo bilancio del TPL non reggerebbe (parliano di una decina di milioni di euro persi) portando ulteriori danni al sistema.
Quello che temo maggiormente, di tutta questa situazione, è la fine dell'esperienza Trenord ed il passaggio di tutta l'azienda sotto Trenitalia. Questo sarebbe catastrofico poiché porterebbe (anche nel caso di una nuova giunta che volesse proseguire l'opera della precedente) a bloccare qualsiasi investimento nel settore e -verosimilmente- aprirebbe anche qui la danza dei tagli.
Se poi chi venisse eletto cavalcasse il mal contento di queste ore e si mettesse in testa di riorganizzare tutto il servizio, visto che le possibilità di fare meglio sugli orari sono scarse mentre di disastri se ne possono fare a iosa, rischieremmo enormemente di andare a stare peggio.
Per non parlare poi della battaglia completamente persa con i tecnici del ministero ed il via libera a norme anti-ferrovia.

Andmart
> http://forum.milanotrasporti.org/vie...452752#p452752
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Les sanglots longs des violons de l'automne blessent mon coeur d'une langueur monotone.
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Old December 15th, 2012, 01:57 PM   #49271
Stebbo
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Originally Posted by caligola00 View Post
Vorrei sapere il nome della società che ha messo a punto questa meraviglia di software di trenord (1,5 mln euro) e se trenord o regione Lombardia chiederanno i danni
il sw è ottimo, "sempliicemente" hanno sbagliato a inserire i dati, hanno cannato il momento della migrazione (facendolo coincidere con il cambio di orario) e non l'hanno testato a dovere.
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Milano è una litote, perché ama svelarsi nascondendosi, dice “non sono brutta” per dire “sono bella”, devi corteggiarla per scoprire che è una donna elegante e un po’ snob.
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Old December 15th, 2012, 02:05 PM   #49272
gruber
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Originally Posted by caligola00 View Post
Vorrei sapere il nome della società che ha messo a punto questa meraviglia di software di trenord (1,5 mln euro) e se trenord o regione Lombardia chiederanno i danni
Come hanno detto gli altri... hanno voluto fare i fenomeni.
Non so se Biesuz o altri dirigenti, ma hanno voluto fare tutto in un colpo solo.
Orario invernale, nuovo contratto dei lavoratori, allungamento dell'orario di lavoro, una nuova linea al debutto, il ben previsto mal tempo in arrivo e dulcis in fundo... la fretta, la fretta inspiegabile.

Il risultato della fretta è stato un inserimento errato dei parametri e il non aver testato il software per qualche settimana ma solo per pochi giorni.



Ora preparatevi al bis.
Formigoni ha obbligato ad aprire oggi il nuovo ospedale di Bergamo.

Dopo anni di ritardi, tangenti, lo scandalo dei piani interrati completamente allagati, il rinvio del rinvio del rinvio a ottobre dell'anno scorso... ed ecco che Formigoni ha assicurato che l'ospedale sarebbe stato aperto entro la fine del 2012.

Bene, lo hanno aperto oggi con nemmeno il 30% delle funzioni operative attive.
Il 30% delle sale operatorie, mancanza di parecchie macchinari assolutamente fondamentali per un ospedale e via dicendo.

Ma Formigoni ha ordinato.

I quaquaraquà lottizzati alla guida dell'ospedale e delle asl bergamsche (volete indovinare quale corrente del PDL le ha lottizzate totalmente?) hanno chinato il capo davanti al Ras e hanno aperto l'ospedale.
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Old December 15th, 2012, 03:16 PM   #49273
caligola00
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Grazie per le spiegazioni che purtroppo mi rendono una situazione peggiore di come me la ero prospettata
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[Ora basta!!!!!]

...sono qui ad aspettar la Metro.......la 4!!
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Old December 15th, 2012, 04:25 PM   #49274
gruber
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Altro dono della giunta Formigoni ai lombardi.

La figlia del boss torna a sedersi in consiglio comunale: contestata e accolta con slogan di protesta: «Mafiosa», «Dimissioni», «Vergogna».

Teresa Costantino, assunta all'Aler su pressioni di Zambetti, sostiene la maggioranza del sindaco Celeste




SEDRIANO – Dopo due mesi di assenza dalle sedute, venerdì sera è tornata in consiglio comunale a Sedriano Teresa Costantino, la figlia di Eugenio, imprenditore (è titolare di negozi Compro Oro) legato al clan della 'ndrangheta Di Grillo-Mancuso, in carcere dal 10 ottobre scorso con l'accusa di aver comprato voti per l'assessore regionale Domenico Zambetti.

Teresa Costantino, che - secondo la Procura di Milano - fu assunta all'Aler («sul lavoro era altezzosa», raccontò una funzionaria) proprio su pressioni di Zambetti e alla quale l'ente assegnò anche una casa in via Fratelli Bronzetti, è tornata in consiglio per permettere alla maggioranza, capeggiata del sindaco Alfredo Celeste attualmente ai domiciliari, di avere ancora i numeri per continuare il mandato approvando, di volta in volta, gli atti all'ordine del giorno.

Dopo l'arresto di Celeste, una dei suoi consiglieri si è dimessa, e il consigliere che le è subentrato, Roberto Franchetti (già assessore di Celeste prima della separazione fra Lega e Pdl ndr), si è subito proclamato all'opposizione. Inoltre, la presidente del consiglio comunale, Elisabetta Cattaneo, ha deciso di astenersi dalle votazioni, pur mantenendo il proprio ruolo.

Per questo, senza la presenza della Costantino, maggioranza e opposizione si troverebbero con lo stesso numero di consiglieri, ovvero 9. Durante il consiglio, la Costantino non ha aperto bocca e anche alla fine si è allontanata, accompagnata dai vigili, senza fare dichiarazioni.

All'uscita l'aspettavano alcuni manifestanti della Carovana Antimafia Ovest Milano, che l'hanno accolta con slogan di protesta: «Mafiosa», «Dimissioni», «Vergogna».

Le contestazioni sono proseguite anche all'uscita degli altri consiglieri e assessori, mentre subito dopo la fine della seduta, all'interno della sala consigliare, c'era stato anche un acceso scambio di accuse fra un sostenitore della maggioranza e il capogruppo della Lega Nord, Davide Garavaglia.

I vigili erano intervenuti a placare gli animi. «Il modello Sedriano, ovvero che una giunta inquisita continui a governare, non deve passare – hanno dichiarato i rappresentanti della Carovana Antimafia Igor Bonazzoli e Giampiero Sebri – chiediamo a tutti i sindaci del Magentino di andare insieme dal Prefetto a pretendere che il consiglio sia sciolto per infiltrazioni mafiose». Alfredo Celeste, agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, si proclama «totalmente estraneo ai fatti».

L'unico punto all'ordine del giorno del consiglio di venerdì era la surroga del consigliere Antonella Pigliafreddo, dimissionaria, e l'ingresso di Roberto Franchetti. L'opposizione ha però colto l'occasione per leggere in aula la presa di posizione del consiglio pastorale, che chiede ai consiglieri di maggioranza di dimettersi.

«Una cosa che possiamo fare tutti insieme, come vi abbiamo già proposto», ha spiegato il consigliere di opposizione del Pd Maria Teresa Olgiati. Richiesta che è stata respinta: «Continuate a spargere falsità, solo questo sapete fare», ha ribattuto il vicesindaco Adelio Pivetta.

La Olgiati, che fa parte anche del consiglio pastorale, è stata anche accusata di averne «pilotato» il voto. «Ma il consiglio pastorale è composto da 36 persone, che ragionano con la loro testa. Com'è possibile affermare cose del genere?», ha ribattutto la Olgiati.

Una richiesta di dimissioni è arrivata, nelle scorse settimane, anche dal coordinamento provinciale del Pdl. Nei prossimi giorni si attende una decisione ufficiale da parte del partito. Sul «caso» Sedriano sono state presentate anche interrogazioni parlamentari.

Giovanna Maria Fagnani
15 dicembre 2012 | 16:20
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Old December 15th, 2012, 04:28 PM   #49275
gruber
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Altre "scorie"...

San Raffaele, un nuovo ateneo sostituirà quello di don Verzè


MILANO - È destinata a cadere anche l'ultima roccaforte dell'opera di don Luigi Verzé, l'Università Vita Salute del San Raffaele.

Il prete-manager l'aveva fondata nel 1996 per rispondere all'interrogativo «Quid est homo? » e negli anni è arrivata in cima alla classifica dei migliori atenei privati.

Adesso, a quasi un anno dalla scomparsa del fondatore, si consuma la rottura definitiva tra i Sigilli (i suoi fedelissimi) e la proprietà dell'ospedale, che fa capo dallo scorso maggio all'imprenditore Giuseppe Rotelli, 67 anni.

È di ieri l'annuncio a sorpresa dello stesso Rotelli (primo azionista fuori patto anche del Corriere della Sera ): «Ho promosso la costituzione di una nuova università che sostituirà l'attuale Vita Salute».

È la resa dei conti tra gli eredi di don Verzé e i nuovi vertici del San Raffaele, tenuti fuori dalla stanza dei bottoni dell'ateneo Vita Salute, anche se hanno salvato l'ospedale da un crac da 1,5 miliardi di euro (il piano di risanamento è tuttora in corso, con trattative sindacali molto tese, perché sono a rischio 244 posti di lavoro).

Con l'offerta da 405 milioni di euro, Rotelli si è aggiudicato l'acquisto del San Raffaele, ma non è riuscito a nominare nessuno dei propri uomini nel consiglio di amministrazione dell'università.

Don Verzé, infatti, aveva fatto approvare uno statuto per attribuire tutte le nomine all'Associazione Monte Tabor, il gradino più alto del sistema di potere creato dal prete-manager.

Davanti a questa blindatura Giuseppe Rotelli fonda la propria università. La decisione è stata comunicata ieri durante il congresso di cardiochirurgia che riunisce al San Raffaele mille scienziati provenienti da tutto il mondo. Il nome - dicono i ben informati - sarà Libera Università San Raffaele .

Raffaella Voltolini, fedelissima di don Verzé, replica: «L'università Vita Salute non potrà essere spenta da interventi esterni».

Ma senza l'accordo con l'ospedale - che con il 2014 non sarà rinnovato - l'ateneo fondato da don Verzé rischia di rimanere una scatola vuota: la quasi totalità dei 60 docenti della facoltà di Medicina sono anche primari e clinici del complesso sanitario.

È difficile pensare, dunque, che attività clinica, ricerca e insegnamento possano procedere su binari separati. Anche perché la loro unione è il modello che ha reso grande il San Raffaele.


15 dicembre 2012
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Old December 15th, 2012, 06:11 PM   #49276
Gix_ba
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Pausa pubblicità



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Old December 15th, 2012, 09:26 PM   #49277
Lucio
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Ma possibile che a Milano citta' e zone limitrofe i candidati piu' estremisti siano sempre piu' forti che altrove?
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Pika-Pikachu!
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Old December 15th, 2012, 10:40 PM   #49278
balthazar
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Certo che il presidente della Lombardia a sinistra pare non lo voglia fare nessuno. Erano meglio i candidati delle primarie per il sindaco di Milano.
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quando si dorme si beve male (René Daumal)
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Old December 15th, 2012, 10:43 PM   #49279
Shogun3
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Originally Posted by caligola00 View Post
Vorrei sapere il nome della società che ha messo a punto questa meraviglia di software di trenord (1,5 mln euro) e se trenord o regione Lombardia chiederanno i danni
Il software va bene.

Il problema è saperlo usare...
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Old December 15th, 2012, 10:46 PM   #49280
Shogun3
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Bene Ambrosoli, non mi dispiace affatto.
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