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Sud e Isole Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia



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Old October 12th, 2004, 12:25 PM   #121
Eletrix
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Un'altra notizia a riguardo...

Apre a Nola il primo multiplex della Warner Bros in Italia. La Warner Bros Entertainment Theatres e la Interporto Campano spa hanno sottoscritto un accordo di partnership per la struttura cinematografica inserita nel Centro Servizi polifunzionale ''il Vulcano buono”.
L'accordo è stato siglato lo scorso 27 settembre a Nola dal presidente della Warner, Millard Ochs, e dal presidente del CIS/Interporto Campano, Giovanni Punzo. La Warner Bros affiderà la gestione del multiplex alla Warner Village Cinemas, di cui detiene il 45 per cento e che, con circa 10 milioni di spettatori registrati nel corso del 2003, e' leader in Italia in proiezioni di pellicole nazionali, europee e statunitense. Per la Warner Village Cinemas si tratta del secondo intervento in Campania, dopo la multisala nell’ ex cinema Metropolitan di via Chiaia. Il multiplex, che avrà 9 schermi e occupera' circa 60 addetti, si troverà all’ interno del “Vulcano buono”, progettato in forma conica dall'architetto Renzo Piano. Il ''Vulcano buono”, alto 40 metri, sorgerà su di una area di circa 450.000 metri quadrati, di cui circa 140.000 coperti. Oltre alla multisala, il Vulcano ospiterà un ipermercato Auchan/Rinascente, un albergo Holiday Inn con 140 stanze, oltre 20 tra ristoranti e punti di ristoro e disporrà di parcheggi per circa 8.000 posti auto.
Il Centro Servizi sarà gestito da Vulcano spa, una società sorta da una partnership con il gruppo Auchan/Rinascente. L'intera opera in corso di realizzazione comporterà un investimento complessivo di 200 milioni di euro. ''L'area CIS/Interporto di Nola e' una realizzazione impressionante” afferma Millard Ochs, “Siamo particolarmente felici di poter prendere parte al progetto del vulcano, il cui disegno e' davvero particolare e si inserisce bene nel contesto urbanistico, con una viabilità di accesso che lo rende unico e permetterà di funzionare al meglio''. Antonio Maldonado, amministratore delegato della Warner Village Cinemas Italia, ha ricordato la filosofia della società: ''Il nostro obiettivo e' offrire un intrattenimento divertente e servizi di qualità, grazie all’ utilizzo di tecnologie avanzate''. Secondo le previsioni, il Centro Servizi dovrebbe accogliere 20-25 mila persone al giorno, circa 10 milioni di visitatori l’ anno.
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Old October 12th, 2004, 12:30 PM   #122
Eletrix
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IL VULCANO di R.PIANO a NOLA, immagini dai cantieri:






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Old October 12th, 2004, 02:13 PM   #123
capitan harlock
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grazie Eletrix"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
sì avevo visto anche un servizio su un canale satellitare francese in cui Piano
andava a visitare i cantieri...
dovrebbe diventare uno dei centri commerciali piu' grandi d' Italia, sicuramente il piu' spettacolare....
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Old October 12th, 2004, 03:08 PM   #124
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Originally Posted by capitan harlock
grazie Eletrix"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
sì avevo visto anche un servizio su un canale satellitare francese in cui Piano
andava a visitare i cantieri...
dovrebbe diventare uno dei centri commerciali piu' grandi d' Italia, sicuramente il piu' spettacolare....
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Old October 12th, 2004, 03:40 PM   #125
Paxromana
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Sull'ultimo numero di Archeo c'è un ampio e documentato servizio sui ritrovamenti archeologici dei cantieri della metropolitana. Fatto molto bene con bele foto.

Quanto al multiplex di Nola, c'è già un Warner Village sulla Roma-Fiumicino in località Parco dè Medici da 2-3 anni almeno!!!
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Old October 12th, 2004, 05:05 PM   #126
robyk
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Ricorso contro il termovalotizzatore, Fimmanò rappresenta 100 cittadini
Un mega ricorso d'urgenza per ottenere la sospensione dei lavori di costruzione del termovalorizzatore di Acerra (Napoli) è stato depositato ieri mattina al Tribunale di Napoli dall'avvocato Francesco Fimmanò, docente universitario di Diritto commerciale, in rappresentanza di oltre cento cittadini della stessa Acerra tra i quali il Comune, oltre ad associazioni di categoria, imprenditori ed agricoltori.


Il ricorso, di oltre 70 pagine, è collegato ad una class action americana (in un solo processo un'azienda può essere condannata a risarcire lo stesso danno subito da una molteplicità di cittadini) con cui si intendono, secondo i promotori, tutelare i diritti fondamentali di rango costituzionale alla salute, alla proprietà, all'iniziativa economica. Con il ricorso si tende a dimostrare, spiega Fimmanò, "che il termodistruttore di rifiuti, in astratto è nocivo ma può essere ecocompatibile e che in concreto il termodistruttore di Acerra è assolutamente intollerabile anche perché si avvale di una tecnologia non innovativa". Oltre all'inibizione della costruzione del termovalorizzatore, il ricorso chiede l'irrogazione di una misura coercitiva di 250 milioni di euro. Con il ricorso presentato oggi, cui seguiranno iniziative giudiziarie in sede penale e comunitaria, si denuncia, con il supporto di una serie di relazioni di esperti e della ricerca della rivista 'The Lancet-Oncology'- pubblicata il primo settembre scorso, che l'attività dell'impianto in costruzione "è illecita in quanto fonte di danno ambientale gravissimo ed irreparabile". In particolare, si afferma che "in aperta violazione delle normative comunitarie non si è preventivamente realizzata una valutazione di impatto ambientale, limitandosi nel lontano 1999 ad un simulacro di esame di compatibilità". Fimmanò (noto, tra l'altro per aver difeso gli acquirenti di bond Cirio e aver fatto parte della curatela fallimentare del Calcio Napoli) sintetizza che "insediare un termodistruttore a Capo Nord è cosa diversa dall'aggiungere un impianto di quelle dimensioni ad un territorio già pieno di impianti ad altissima capacità inquinante come la Montefibre e da discariche abusive e dove lo stesso avrà l'effetto di una bomba ecologica". Spulciando tra le settanta pagine del ricorso emerge che "la violazione delle numerose norme comunitarie avviene proprio quando l'Unione europea ha messo in mora il governo italiano per l'inceneritore Asm di Brescia e la Corte di Giustizia, con la sentenza C-383/02 del 9 settembre 2004, ha condannato l'Italia per il mancato intervento nella discarica di Rodano". Il termovalorizzatore di Acerra, secondo i ricorrenti, "si avvale di una tecnologia non innovativa. I forni di combustione a griglia mobile, adoperano un combustibile ricco di ceneri". Ciò, secondo quanto si sostiene nel corposo documento, "sarebbe stato confermato dalle dichiarazioni rese dal commissario di governo e dal Procuratore della Repubblica di Nola, Alfredo Izzo, in una trasmissione di sabato 9 ottobre di Rai Tre, ove è stato ammesso per di più l'inadempimento della società costruttrice Fibe nella realizzazione delle cosidette ecoballe da incenerire, le quali sarebbero composte da rifiuti tal-quali e pertanto ancora più pericolose sul piano dell'impatto ambientale". Il ricorso si fonda anche su normative specifiche quali il reato di aumento dell'inquinamento contemplato nel dlg.152/1999 e sulla legge 3491986 che legittima il Comune all'azione per il danno ambientale. Il professor Fimmanò afferma nel ricorso che la Suprema Corte "ha già sancito che la tutela giudiziaria del diritto alla salute, messo in pericolo da fattori di rischio, possa e debba essere preventiva con pronunce inibitorie prima ancora che l'opera sia messa in esercizio". La Cassazione, ricorda Fimmanò, ha statuito, con il pronunciamento numero 9893 del 2000 che "il fondato timore, sussiste non solo quando l'intensità di emissione superi i limiti di soglia o i valori di attenzione, ma anche nel caso in cui le peculiarità del contesto ambientale la rendono intollerabile, aggravando l'esposizione a cui è sottoposto il soggetto dissenziente. Ed il fondato timore sussiste - conclude il docente universitario - anche quando lo sviluppo tecnologico consenta la realizzazione di impianti meno aggressivi rispetto a quelli ritenuti pericolosi ma ugualmente idonei a garantire il servizio".

12-10-2004

denaro.it
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Old October 12th, 2004, 07:24 PM   #127
Madeco
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per Full
scusami io mi riferivo allo studio di Fattibilità della Linea 9
qui sotto ti riporto un articolo tratto dal quotidiano partenopeo "il mattino"
Comunque non penso che il Centro Speleologico Meridionale non abbia avuto un minimo di sovvenzione dal Comune per questa ricerca.

LA REGIONE STANZIA 257MILA EURO PER LO STUDIO DI FATTIBILITÀ. LA DECISIONE IN ESTATE
Linea diretta tra i due musei, variante al metrò

LUIGI ROANO
Un nuovo tratto di metropolitana (variante alla linea 1) unirà i due poli d’arte del museo Archeologico e quello di Capodimonte, anche se non è ancora esclusa l’ipotesi di un collegamento con una funicolare. Entro l’estate si deciderà quale soluzione adottare visto che per individuarla l’assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta, ha stanziato 257mila euro per uno studio di fattibilità. Il punto di partenza è che i progetti esecutivi per la realizzazione tanto della funicolare quanto del metrò già ci sono: il primo costa 35 milioni di euro, il secondo 200 milioni. Lo studio dovrà indicare come abbassare i costi, in particolare per la metropolitana.
«Il vero problema - conferma il vicesindaco e assessore alle Infrastrutture dei trasporti, Rocco Papa - è proprio questo, oltre alle difficoltà che presenta la morfologia del luogo. Ecco perché abbiamo chiesto alla Regione di finanziare lo studio di fattibilità. Di sicuro o il metrò o la funicolare collegheranno i due siti museali e questa sarà l’occasione per riqualificare un quartiere, come quello della Sanità, molto degradato anche se centralissimo. Un modo per prevenire quanto accaduto a Forcella».
Da Palazzo San Giacomo spingono per la soluzione metrò: mappa e fermate, tempi e modalità di lavoro sono già sotto forma di documenti. Cuore del progetto è piazza Cavour, già nodo di interscambio fra linea 1 e 2. Da lì dovrebbe partire la deviazione che dall’Archeologico trasporterebbe napoletani e turisti a Capodimonte. Prima tappa la stazione di via Miracoli, nel cuore della Sanità. Seconda tappa a Capodimonte, dove c’è l’osservatorio astronomico, la parte alta del rione Sanità a quattro passi da Porta Piccola dove inizia il parco con il museo.
Poi il treno correrebbe sotto l’oasi verde per uscirne a Lieti, dove c’è l’ingresso nord del museo e del bosco: due le uscite previste per consentire, nelle ore in cui il parco è chiuso, comunque la fruibilità del metrò. Quarta tappa via Nicolardi: anche qui doppia uscita, una in via Nicolardi e l’altra all’altezza del Tribunale per i minori. Quest’ultima fermata consentirebbe da un lato di chiudere il cerchio con la stazione dei Colli Aminei, che fungerebbe da interscambio e dall’altro di assestare un po’ i conti. Il futuro metrò, infatti, ha una utenza prevista tale da coprire i costi dell’opera in un arco di anni troppo lungo. Con l’uscita di via Nicolardi, invece, si catturerebbero potenziali passeggeri calcolati in migliaia a livello quotidiano, così da riequilibrare anche l’aspetto finanziaria.
Poi c’è l’opzione funicolare, almeno cinque i progetti già pronti, parte dei quali redatti nel ’97. Progetti poi messi nel cassetto e ora tirati nuovamente fuori grazie ai progressi fatti sul fronte del metrò con il quale la funicolare dovrà interscambiarsi. Le caratteristiche di questa opzione sono legate al quartiere, alla Sanità dentro il quale il trenino viaggerebbe sfruttando cave e cavità. Un percorso che prevede un passaggio anche per il cimitero delle Fontanelle. Fra i progetti che potrebbero diventare esecutivi spicca quello che individua il punto di partenza sempre da piazza Cavour a seguire cinque fermate: Crociferi, Miradois, Maddalena, Specola, Belvedere e Capodimonte. Ad ogni fermata scale mobili e ascensori, pendenza media del 7% lunghezza del percorso di 1080 metri, di cui 350 in superficie, 530 in viadotto e 200 in galleria. Tempo di percorrenza: 7 minuti.
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Old October 12th, 2004, 11:24 PM   #128
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per Madeco,
non so quali siano le tue fonti oltre a quelle dell'articolo comparso sul "Mattino", ma ti posso garantire, per diretta conoscenza delle persone coinvolte, che per la ricerca in questione e la successiva relazione sulla (linea dei due musei), il CSM non ha preso un solo quattrino.
Del resto non vedo quale sarebbe il problema, se così non fosse, a dire di aver preso dei soldi per un lavoro svolto.
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Old October 13th, 2004, 10:16 AM   #129
Madeco
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per Full
ok mi affido alle tue informazioni
che lavoro fai di preciso? e di quale zona sei di Napoli?
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Old October 13th, 2004, 10:28 AM   #130
Madeco
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per Eletrix
ciao, sul sito del Comune di Napoli ho trovato questo riferimento al progetto
di Piazza Garibaldi. inoltre inserisco un'altra notizia tratta dal Mattino
ma come ti dicevo io so che una parte del progetto per la stazione del metrò è in rivisitazione per problemi con le scale mobili

15/04/04
presentazione progetto piazza garibaldi

Questa mattina, giovedì 15 aprile, alle ore 12.00, nella Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo il Vicesindaco Rocco Papa presenterà alla stampa l'Architetto Dominique Perrault incaricato della realizzazione del progetto per la risistemazione di Piazza Garibaldi in vista della costruzione della Stazione Garibaldi della Linea1.
Saranno presenti il Preside della facoltà Di Architettura Benedetto Gravagnuolo ed il Presidente della Metropolitana SPA Giannegidio Silva.


RIQUALIFICAZIONE URBANA PER IL RILANCIO DELL’INTERO QUARTIERE
Garibaldi, due piazze in una nella matita di Perrault

LUIGI ROANO
Piazza Garibaldi non è una piazza, ma un grande spazio informe da trasformare in almeno due agorà. La missione è stata affidata dal vicesindaco e assessore all'Urbanistica Rocco Papa a Dominique Perrault. Architetto francese di fama mondiale, nativo di Clermont Ferrand, ma parigino d’adozione, che annovera fra le sue opere più note la biblioteca di Francia progettata su commissione di Francois Mitterand. Il punto di partenza, il perno intorno al quale si svilupperà la riqualificazione di tutto il quartiere, della porta d’oriente della città è la nuova stazione, già in costruzione, della linea 1 del metrò. Stazione che proprio Perrault deve progettare, che prevede un tunnel sotterraneo con il quale linea 1 e stazione centrale si collegheranno, sulla stregua di quanto Alvaro Siza sta progettando per la stazione del metrò di piazza Municipio che sarà collegata alla stazione marittima.
Galleria pedonale sotterranea che come quella di Siza prevede aperture sul lato superiore perché vi entri la luce del sole. Tunnel dentro il quale troveranno posto soprattutto le attività commerciali. Tutta la piazza, però, andrà ridisegnata e Perrault ha idee chiare, non definisce mai piazza quella dominata da un lato dalla stazione centrale e dall’altro dalla statua dell’eroe dei due mondi, ma più semplicemente «un grande spazio, un problema grande, da sviluppare e da risolvere». Meno di due mesi per il progetto preliminare, a fine luglio Perrault presenterà il conto e il suo studio che potrebbe essere rivoluzionario: «Immagino almeno due piazze, sul modello delle vecchie corti partenopeee, luoghi che devono essere restituiti alla vivibilità della città. Bisogna organizzare quello che adesso è caos, mettere in connessione questo enorme spazio con il tessuto vivo di Napoli».
Costo delle opere 42 milioni di euro, equamente distribuiti fra «le nuove piazze» e la stazione della linea 1 finanziamenti già erogati in virtù della cosiddetta «legge obiettivo» del governo. Per il 2008 tutte le opere dovranno essere pronte. «Perrault - spiega Papa - testimonia ancora una volta che Napoli attrarre le grandi firme dell’architettura internazionale. Ma il progetto che l’amministrazione sta mettendo in campo serve a riqualificare un ampio pezzo di città ora in stato di degrado. Il senso è di prevenire quanto accaduto a Forcella per dare ai napoletani spazi di socialità e di vivibilità sempre migliori». Trasformare lo spazio informe in più agorà presuppone un vero e proprio fronte, cioè installare al centro della piazza almeno due edifici a mo’ di delimitazione del territorio. Edifici da destinare a usi pubblici, ma anche privati, potrebbero essere uffici, alberghi o case oltre che gallerie commerciali. Una frontiera che segna lo spazio per almeno due piazze. Quella che alla stazione centrale va verso appunti gli edifici. E quella che dagli edifici va oltre la statua di Garibaldi. Riqualificare la piazza significa ristrutturare anche la stazione centrale le due cose vanno di pari passo e la Società grandi stazioni su questo fronte è molte attiva. Visto che è previsto il riutilizzo ei sottopassaggi di piazza Garibaldi, un nuovo terminal dei bus a corso Lucci, un parcheggio multipiano, che dovrebbe cadere nella zona prospicente l’hotel Terminus, un nuovo ingresso alla stazione dal corso Meridionale. L’idea è quella di dare accesso alla stazione centrale da tutti e quattro i punti cardinali. L’obiettivo è anche quello di gestire in maniera più ordinata il flusso veicolare, stimato in 60mila auto al giorno. E quello pedonale e dei passeggeri, che per il 2008 è stimato arrivi a 150mila presenze al giorno, grazie all’arrivo della stazione per l’alta velocità.

Last edited by Madeco; October 13th, 2004 at 10:36 AM.
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Old October 13th, 2004, 01:20 PM   #131
Eletrix
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@Madeco
Grazie, conosco già queste due notizie, le ho postate tempo fa Non credo ci siano notizie fresche però.....
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Old October 13th, 2004, 02:22 PM   #132
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A Est nascerà un parco per le Pmi
di Roberto Miele

Napoli Est: nasce il Parco produttivo integrato nell’area degli ex-Magazzini approvvigionamento di Ponticelli. Per il recupero dell’intera superficie di 24 ettari, il proprietario, Ferrovie Real Estate, presenta i risultati dello studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione di un insediamento di beni industriali e servizi, e destinato a rivitalizzare l’intera periferia nord-orientale. L’area, del valore di 24 milioni di euro, sarà venduta in blocco entro dicembre, forse ad una holding asiatica, che per la sua ristrutturazione dovrà investire circa 95 milioni.


Un Parco produttivo integrato, affidato in gestione alle piccole e medie imprese per rilanciare l’intera periferia nord-orientale. È quanto emerge dallo studio di fattibilità realizzato dal Comune di Napoli e dalla società Ferrovie Real Estate sull’area dismessa dei “Magazzini approvvigionamento” di Ponticelli, a seguito dell’accordo sottoscritto lo scorso aprile per il recupero e lo sviluppo di Napoli Est, e presentato ieri mattina nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo.
Nel lotto di ventiquattro ettari al confine con il comune di Casoria, del valore complessivo di 24 milioni di euro (pari a 1 milione di euro per ettaro), il proprietario dell’insediamento, Ferrovie Real Estate, e l’amministrazione comunale, prevedono una triplice tipologia di interventi. La prima, per almeno i due terzi dell’area, rivolta a localizzare e realizzare nuove attività produttive, con una ricaduta occupazionale di almeno un migliaio di unità. La seconda, destinata a convertire in produzione di beni industriali e servizi alle imprese la destinazione d’uso degli insediamenti, per renderli compatibili all’interesse strategico che il nuovo Piano regolatore cittadino affida alla periferia in questione. La terza tipologia di interventi, infine, mira ad insediare nuove funzioni di interesse generale, tra cui un insediamento residenziale ai margini del parco.
L’investimento di ristrutturazione si aggira intorno ai 95 milioni di euro, “ma le interessanti potenzialità del territorio - spiega l’amministratore delegato di Ferrovie Real Estate, Livio Vido — ci mettono in condizione di riuscire a venderlo, in un’unica soluzione, entro dicembre”. Tanto più che per l’area temporaneamente assegnata all’accoglienza dei Rom, e delimitata da via Botteghelle, dalla linea dell’alta velocità, dal raccordo autostradale A1 e da un costone che definisce il salto di quota con via Nazionale delle Puglie, “il valore aggiunto è rappresentato proprio dai servizi alle imprese - precisa il responsabile dell’ufficio comunale Urbanistica, Giovanni Dispoto — che offriranno, alle piccole e medie aziende interessate ad affittarne i locali, una occasione unica di internazionalizzazione”. E non è solo un caso, forse, che tra gli interessati all’acquisto del lotto vi siano una holding asiatica e l’Unione degli industriali partenopea.
Dallo studio di fattibilità sui possibili scenari di intervento per la valorizzazione e la trasformazione degli ex Magazzini approvvigionamento, emerge, dunque, una procedura che, da un lato, vede la cooperazione tra Pubblica amministrazione ed ente privato per una comune strategia di rivalorizzazione territoriale, e, dall’altro, mette Palazzo San Giacomo “in condizione — afferma il vicesindaco con delega all’Urbanistica Rocco Papa — di configurarsi, sempre più, come una vera e propria Agenzia di sviluppo, nella misura in cui fornisce una indispensabile consulenza tecnica in materia di urbanistica, sul quadro di riferimenti normativi del Piano regolatore generale”.
Nel corso della seduta di Giunta precedente la presentazione del progetto, infine, trovano approvazione altre due delibere. La prima, individua il Responsabile unico del procedimento che si occuperà della realizzazione di Porto Fiorito, a San Giovanni a Teduccio. La seconda, relativa all’accordo, tra Palazzo San Giacomo e la Nunziatella, per la costruzione della Cittadella della Polizia tra Secondigliano e Scampia, attraverso la smobilitazione della caserma Nino Bixio, da cedere al comparto militare, in cambio delle caserme Caretto e Bighelli, o, in alternativa, dello stadio militare Albricci.
--------------------------------------------------------------------------------
L’identikit dell’operazione

Area: ex-Magazzini approvvigionamento all’estremità nord-orientale di Napoli
Superficie: circa 24 ettari
Proprietario: Ferrovie Real Estate
Valore economico: 24 milioni di euro
Interventi: recupero, riqualificazione, e insediamento di nuove attività
Tipologie attività: produzione di beni industriali e servizi alle imprese
Investimento previsto: circa 95 milioni di euro

Suddivisione dell’area
Attività industriali: almeno 2/3
Attrezzature per la produzione di servizi: 1/3
Insediamento residenziale: ai margini del parco


13-10-2004
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Old October 14th, 2004, 07:24 PM   #133
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La nuova Piazza Municipio: interviste a SIZA e PAGLIARA

INTERVISTA / 1 SIZA
Alvaro Siza vivrà a Napoli almeno fino al 30 giugno quando presenterà il progetto definitivo per piazza Municipio e le
due stazioni del metrò. L’architetto portoghese però dimostra già di avere trovato un certo feeling con la città e con il
carattere della sua gente. «Appena sbarcato una signora che ho incrociato mi ha fatto molti complimenti. Pensavo
avesse capito fossi un architetto. Poi invece mi ha chiesto l’autografo dicendomi che sono un bravo attore...».
Siza, lei sta cambiando volto a un pezzo importante della città: impresa difficile o cosa?
«Impresa affascinante. L’idea si basa su un dato molto visibile nelle tante incisioni del porto e di piazza Municipio, la
persistenza di questa fortissima penetrazione della città verso il mare, l’asse con il golfo. Il punto è rinforzarlo e
incrociarlo con i bisogni della metropolitana e della mobilità cittadina».
Lei mette mano anche al fossato del Maschio Angioino, una rivoluzione.
«Il fossato attuale verrà solo ingrandito e usato come accesso principale alla metropolitana. Sarà una piazza, con
molti attrattori commerciali e non».
La scelta di utilizzare il sottosuolo è dettata dall’esigenza di rispettare la storia della città?
«È un aspetto importante, ma ricordiamoci che la galleria sotterranea delle due stazioni apre sul porto con una
rampa per accogliere i turisti del mare. Si fonde così passato, presente e futuro».
L’utilizzo di varie fonti di luce e la semplicità del disegno caratterizzano il suo progetto. Le cose stanno davvero
così?
«Esattamente, le fenditure sulla galleria servono proprio a questo: a dare luce al sottosuolo. Il sole che penetra nelle
viscere della città è una bella sfida».
Come collocherà i reperti archeologici emersi dagli scavi del metrò?
«Le navi romane avranno un ruolo di vera e propria calamita: una sarà appesa alla parete come un quadro, per far
vedere ai visitatori gli scafi anche da sotto. Le altre due saranno poggiate in terra».
lu.ro.
INTERVISTA / 2 PAGLIARA
Stima Alvaro Siza, «è uno dei migliori in Europa», però Nicola Pagliara, docente alla facoltà di Architettura, se
avesse dovuta disegnarla lui la nuova piazza Municipio, avrebbe individuato soluzioni diverse.
Allora Pagliara, cos’è che non le piace?
«Questa mania tutta napoletana di volere insistere a fare le cose sotto la terra e non in superficie. È anche
rischioso. Non parlo di dissesti idrogeologici, ma di altro».
Prego, si spieghi meglio
«Il degrado sociale è evidente: se nelle piazze in superficie c’è tanta violenza, figuriamoci a venti metri di profondità.
Il problema più grande sarà proprio quello della sicurezza».
Scusi professore, ma non aveva detto che stimava Siza?
«E lo confermo, per me è uno dei migliori in assoluto. Però, per una piazza come quella in questione avrei preferito
un architetto più aggressivo. Ma sono sicuro che anche il progetto di Siza sarà affascinante».
Trova giusta l’idea di collegare la città al mare?
«Sì, giustissima, anzi siamo in ritardo su questo fronte, si poteva anche cominciare prima»
E sulla pedonalizzazione di tutta piazza Municipio?
«Su questo no, trovo anche questa una forzatura. Un conto è recuperare la passeggiata a mare, altra cosa è inibire il
traffico».
Come l’avrebbe disegnata lei la piazza?
«Esattamente in maniera opposta: dall’alto verso il mare, non dal basso. Si poteva immaginare anche una
sopraelevata, come alla stazione Termini di Roma, con sopra le attività del commercio e per il turismo. Sotto la
normale viabilità, senza chiudere la piazza al traffico».
lu.ro.
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Old October 17th, 2004, 06:16 PM   #134
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Nuove immagini della metropolitana di Napoli (Linea1):












Ingresso Stazione Dante (linea 1) e nuova sistemazione della piazza.
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Old October 18th, 2004, 01:02 PM   #135
Madeco
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IL FUTURO
DELL’AREA EST
L'acquario di Vigliena

L’acquario di Genova è stato inaugurato il 15 ottobre del 1993, costruito per l’Expo del ’92 è oggi, a oltre 10 anni dal suo battesimo, è una delle principali «industrie» della città. Dal 1993 a oggi è stato visitato da 11 milioni di persone, mediamente 1,2 milioni l’anno. Solo il 15% del pubblico è genovese. L’acquario, una piattafoma nel mare del porto di Genova, è dotato di 71 vasche che riproducono ambienti marini, ospita 600 specie e oltre 6mila animali. Da un punto di vista finanziario l’acquario ha arrichhito il capoluogo ligure per una cifra di 37 milioni. Basta pensare che 50mila pernottamenti all’anno sono dovuti per la visita all’acquario e generano 2,6 milioni di euro. La strutturra è un buon traino anche per quello che riguarda l’occupazione diretta visto che dà lavoro a 175 addetti a tempo pieno.

LUIGI ROANO
Se a Genova ha funzionato così bene perché non riprovarci a Napoli? Così Giuseppe Costa, titolare della Costa Edutainment che gestisce l’acquario genovese disegnato da Renzo Piano, il più grande d’Europa, il museo marino e ha fatto nascere il bioparco a Roma, oggi sbarca in città per incontrare Francesco Nerli, presidente di Nausicaa, la società consortile della quale fa parte anche il Comune e che tecnicamente dovrà far venire alla luce l’acquario napoletano nella zona est della città, e l’assessore Nicola Oddati che ha dato la paternità all’idea dell’acquario.
Il modello Genova potrebbe essere il punto di partenza, perché Costa, uno dei membri della famiglia di armatori, non solo è intenzionato a investire direttamente nell’affare, ma oggi presenterà un suo progetto, o almeno una bozza, che potrebbe essere il punto di partenza dell’avventura che ha già incassato il sì della Iervolino e anche della Regione, pronta a dare una mano.
L’idea dei liguri potrebbe diventare il volano di un project financing grazie al quale concretizzarla rapidamente. Nella zona orientale la tecnica del project financing è già stata sperimentata per la realizzazione dell’approdo turistico cittadino, con finanziamenti interamente privati superiori ai 100 milioni di euro.
Un po’ di conti per capire come stanno le cose. L’acquario a Napoli orientale costa tra i 58 e i 63 milioni di euro, a disposizione c’è un’area vasta 20mila metri quadrati. Palazzo San Giacomo è disposto a mettere di tasca sua il 25 per cento della somma che non è poco, ma l’obiettivo è quello di far investire i privati. Non a caso alle porte dell’amministrazione hanno già bussato imprenditori spagnoli e americani. Italo-americani in particolare portati in città da Elia Mannetta, l’ingegnere di origine beneventane, ma con passaporto statunitense e residenza a Baltimora, che sta completando lo studio di fattibilità per l’acquario napoletano. Il quale sorgerà a San Giovanni a Teduccio e collegato al porto di Vigliena da una passeggiata a mare: sarà una piattaforma nell’acqua. Contattati anche gli architetti che dovranno dare forma e appeal al progetto. Una rosa di tre professionisti di fama mondiale, nella quale spicca il nome di Santiago Calatrava, valenciano di 53 anni originario della città che ha soffiato l’America’s Cup di vela a Napoli sul filo di lana. In lizza ci sono lo stesso Renzo Piano, che è ligure, e Vittorio Gregotti. I tempi: l’iter del progetto e la fase amministrativa dovrà essere chiusa entro l’anno o nei primi mesi del prossimo. Consegna dell’opera nel 2007. L’acquario dovrebbe essere il grande attrattore turistico per far decollare lo sviluppo di tutta l’area orientale, essere anche il fiore all’occhiello del waterfront, ma soprattutto portare un forte indotto economico. Manetta ha stimato che all’inizio i flussi turistici collegati all’acquario daranno 350mila nuovi visitatori in più all’anno. Ecco perché intorno a esso sorgeranno alberghi, cinema, musei, ristoranti, bar. Nel segno di un progetto che deve avere anche una valenza educativa è inserito il protocollo già firmato con la stazione zoologica Anton Dhorn e con la facoltà di Microbiologia marina della Federico II.
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Old October 18th, 2004, 03:47 PM   #136
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Ho letto che il progetto del nuovo acquario farà tremare VALENCIA!! Sarà avveneristico con tutta lòa riqualificazione dell'area limitrofa....speriamo che non sia Gregotti a generare la creaturiella
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Old October 18th, 2004, 07:40 PM   #137
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Nuove immagini della metropolitana di Napoli (Linea1):












Ingresso Stazione Dante (linea 1) e nuova sistemazione della piazza.



Guardando queste foto e leggendo dei progetti inseriti in precedenza sono sempre più dell'idea per cui Napoli ha ed avrà ancora a lungo il miglior sistema metropolitano d'Italia!!!!
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Old October 18th, 2004, 07:47 PM   #138
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caro TheRock, si ...attualmente, secondo me, per bellezza, funzionalità e progettistica napoli possiede il primato. Altre città si stanno imponendo sulla scena: Torino (per le olimpiadi), Milano, Bari e in minima parte anche Genova.
Sono iniziate da qualche giorno anche i lavori della LINEA 6, totalmente sottoterra e dai piani alti di Palazzo S. Giacomo (il Comune, insomma) fanno sapere che questa nuova linea sarà FIGHISSIMA. Grandi nomi di architetti internazionali sono stati assoldati per dirigere i lavori: Nell'interscambio tra LINEA 1 e LINEA 6, stazione MUNICIPIO, c'è il nome di SIZA.....mica noccioline
Napoli ha un traffico allucinante, caotico...la metropolitana sta alleviando un pò la situazione, è un'opera fondamentale. Soldi spesi bene...alla faccia di quelli che dicono che a Napoli non si fa nulla....Io sono un testimone oculare di questa realtà "metropolitana"
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Old October 18th, 2004, 08:02 PM   #139
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Originally Posted by ELETRIX
caro TheRock, si ...attualmente, secondo me, per bellezza, funzionalità e progettistica napoli possiede il primato. Altre città si stanno imponendo sulla scena: Torino (per le olimpiadi), Milano, Bari e in minima parte anche Genova.
Sono iniziate da qualche giorno anche i lavori della LINEA 6, totalmente sottoterra e dai piani alti di Palazzo S. Giacomo (il Comune, insomma) fanno sapere che questa nuova linea sarà FIGHISSIMA. Grandi nomi di architetti internazionali sono stati assoldati per dirigere i lavori: Nell'interscambio tra LINEA 1 e LINEA 6, stazione MUNICIPIO, c'è il nome di SIZA.....mica noccioline
Napoli ha un traffico allucinante, caotico...la metropolitana sta alleviando un pò la situazione, è un'opera fondamentale. Soldi spesi bene...alla faccia di quelli che dicono che a Napoli non si fa nulla....Io sono un testimone oculare di questa realtà "metropolitana"


Certo mi sembra il meglio articolato di tutti, e poi cavolo un turista che arriva a Napoli e veda quelle stazioni, ha tutta un altra impressione rispetto a quella che avrebbe a Roma (non conosco la metro milanese).
Ed in questo senso sono molto felice che si stia dirigendo Torino, dove similmente a Napoli le stazioni della metro saranno decorate con opere d'arte di vario genere ( tra l'altro manca 1 anno e 10 giorni all'inaugurazione della prima tratta).
Quanto alla nuova linea 6 , aspetto con curiosità delle immagini, nella speranza magari quest'estate di fare un salto a Napoli( e costiera Amalfitana) per osservare di persona il proseguimento dei lavori!!


ps: Sendo te, risposta secca, è meglio la metro di Roma o Milano ???
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Old October 18th, 2004, 08:11 PM   #140
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In assoluta obiettività ti dico che secondo me, anche se conosco pokissimo la metropolitana milanese, è migliore quella lombarda
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