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Old September 12th, 2007, 04:05 PM   #1
Pincio
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Museo Torlonia - Il Museo scomparso

Apro un thread sullo scomparso Museo Torlonia per cercare di ripercorrerne la storia passata e le prospettive di una sua rinascita futura (si spera).
Il Museo Torlonia, un tempo considerato la più importante collezione privata al mondo di arte greca e romana, oggi non esiste più. Il palazzo è stato venduto, le sue sale trasformate in residenze private, e le 620 opere della collezione si trovano da oltre 40 anni rinchiuse in uno scantinato, abbandonate al degrado, senza più nessuna catalogazione.
Quarant'anni di oblio, una intera generazione è passata. Per l'umanità, oggi, di fatto il Museo Torlonia non è mai esistito.
Del Museo Torlonia oggi non esiste più nessuna traccia, solo pochissime fotografie e alcuni documenti. Se un giorno dovesse rinascere sarebbe una cosa clamorosa, mai vista prima: sarebbe come se improvvisamente un secondo Museo Capitolino, che nessuno ha mai visto nè in foto nè dal vivo, venisse aperto al pubblico per la prima volta, di punto in bianco, da un giorno all'altro.
Oggi sono in corso trattative per acquistare l'intera collezione ed esporla nel rinascimentale Palazzo Rivaldi (che si affaccia su Via dei Fori Imperiali, con terrazza sul Colosseo), ma dell'affare se ne sa poco o niente.

Ne parliamo in questo thread

Last edited by Pincio; September 13th, 2007 at 08:00 AM.
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Old September 12th, 2007, 04:07 PM   #2
Pincio
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Una proposta di legge del 2002

Proposta di legge: Acquisizione al demanio dello Stato della collezione Torlonia
2002-02-22

CAMERA DEI DEPUTATI
N. 2407

PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa dei deputati:
TITTI DE SIMONE, AMICI, ANGIONI, ANNUNZIATA, EMERENZIO
BARBIERI, BATTAGLIA, BELLINI, BENVENUTO, BIELLI, BUFFO,
BULGARELLI, BUONTEMPO, CARBONELLA, CENTO, CHIAROMONTE, CIMA,
CUSUMANO, ALBERTA DE SIMONE, DEIANA, DI SERIO D'ANTONA,
FRIGATO, GIACCO, GIULIETTI, GRANDI, GRIGNAFFINI, LETTIERI,
MASCIA, NESI, PANATTONI, PERROTTA, PISAPIA, PISTONE,
ROSSIELLO, RUGGHIA, SANZA, SINISCALCHI, TIDEI, TOCCI, TRUPIA,
VALPIANA, VENDOLA, ZANELLA, ZANOTTI

Acquisizione al demanio dello Stato della collezione Torlonia
e realizzazione dell'area archeologica e monumentale del Circo
Massimo (Presentata il 22 febbraio 2002)




Relazione

Onorevoli Colleghe e Colleghi! - Esisteva a Roma, fondato nel 1859 da Alessandro Torlonia uno straordinario museo di scultura antica greca e romana che aveva sede in Trastevere, alla Lungara, via dei Corsini, n.5, e che, nelle sue settantasette sale, ospitava 620 sculture che costituivano, per giudizio unanime, la più importante collezione privata al mondo.

La raccolta di sculture greche e romane, ufficializzata come Museo Torlonia nel 1859 dal nome dei proprietari e debitamente menzionata fino agli anni sessanta e settanta in tutte le guide di Roma, a cominciare da quella del Touring Club, è costituita da statue, busti, ritratti, sarcofagi, rilievi, elementi decorativi provenienti dalle più importanti collezioni private: dai 115 pezzi di quella gloriosa dei Giustiniani ad altri originariamente dei Cavaceppi, Vitali, Albacini, Savelli, Caetani, Cesarini, Orsini. La collezione si arricchì a seguito delle campagne di scavo effettuate nei grandi possedimenti familiari dei Torlonia: dalla Villa dei Quintili a quelle di Massenzio e dei Gordiani, dall'area del Porto di Traiano a Fiumicino a quella del Fucino, da Centocelle e Villa Adriana a Cerveteri, ad Anzio e ad altre località del Lazio.

Per quantità e qualità del livello artistico si è calcolato che le opere della collezione Torlonia rappresentano da sole "un buon terzo del patrimonio antico posseduto dalla città". Tra i veri e propri capolavori: l'Hestia Giustiniani, la Pallade di Porto, la colossale Testa di Apollo di Kanachos, due esemplari dell'Eirene di Cefisodoto padre di Prassitele, l'Afrodite Anadiomene, l'Atleta di Mirone, il Diadumeno di Policleto, il ritratto noto come Euridemo di Battriana, l'eccezionale rilievo di Portus con la rappresentazione degli edifici, delle navi, delle divinità protrettrici e della vita commerciale dell'antico Porto di Roma, pregevolissimi sarcofagi, come quello delle fatiche di Ercole e quello singolare di un'accolta di dotti a grandi figure, la splendida serie di un centinaio di ritratti, in maggior parte imperiali, considerata dagli studiosi più importante di quelle dei Musei Capitolini e Vaticani. Il primo catalogo della collezione Torlonia fu quello redatto nel 1883 da Carlo Ludovico Visconti, cui si aggiunsero un atlante di tavole in fonotipia pubblicato dal Danesi ed una seconda edizione del 1885. Risultarono così numerati 616 pezzi, mentre una ulteriore quarantina risultarono in un successivo esame non catalogati. Un aggiornamento in epoca abbastanza recente è stato curato dall'Accademia dei Lincei (C. Gasparri, "Materiali per servire allo studio del Museo Torlonia di scultura antica", 1980).

La collezione Torlonia, nella sua unitarietà ed interezza, è stata oggetto di notifica da parte dell'allora Ministro della pubblica istruzione, Guido Gonnella, il 22 dicembre 1948, ai sensi e per gli effetti della legge n. 1089 del 1939, in quanto "per tradizione, fama e caratteristiche ambientali" la collezione riveste come complesso un eccezionale interesse artistico e storico; il Museo Torlonia è stato fino a metà di questo secolo accessibile a chi ne faceva richiesta all'amministrazione Torlonia, ed a discrezione di quest'ultima. Poi è stato sbarrato ai visitatori e man mano è anche venuta meno qualsivoglia attività di manutenzione delle opere.

La tragica sorte del museo e la sua sottrazione al pubblico è riconducibile al periodo che va tra gli anni sessanta e settanta, allorché, come accertato dalla Corte di cassazione, sezione III, in data 27 aprile 1979, le settantasette sale del museo vennero trasformate, abusivamente, in novantatrè miniappartamenti, immediatamente affittati, e le seicentoventi antiche sculture greche e romane trasferite "(...) in locali angusti, insufficienti, pericolosi (...) rimosse dai locali destinati a museo (...) stipate in maniera incredibile, addossate l'una all'altra senza alcun riferimento storico o di omogeneità", talché a giudizio della Corte si sarebbe verificata di fatto "(...) la distruzione del Museo e di quanto esso rappresentava per gli studiosi". Abbiamo a che fare con lo smantellamento di un intero museo d'arte antica, notificato per il suo interesse pubblico in quanto museo e quindi anche per la sua sistemazione ambientale. Un museo, un complesso ambientale espressione di una determinata cultura antiquario-espositiva di fine ottocento, è stato frantumato in un ammasso di singole opere.

Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi! Il reato edilizio allora commesso risulta oggi prescritto e in ogni caso per il reato perpetrato contro il patrimonio storico-artistico è intervenuta l'amnistia, ma i suoi disastrosi effetti permangono. Dobbiamo infatti prendere atto che, purtroppo, come accertato dalla Corte di cassazione, il trasferimento delle sculture della collezione Torlonia da un museo vero e proprio a locali del tutto inidonei ne ha determinato di fatto "(...) la morte dal punto di vista culturale", cagionando alla collettività una sicura ragione di danno pubblico, culturale ed anche economico. Dobbiamo purtroppo prendere atto, inoltre, che la paradossale condizione della collezione Torlonia perdura da troppo tempo, sottratta alla fruizione ed al godimento della collettività da oramai troppi anni e che intere generazioni di cittadine e cittadini hanno perso anche la memoria della sua esistenza.

Un bene culturale ha il carattere di testimonianza materiale di civiltà ed alla perdita di un bene culturale non può non corrispondere una perdita di civiltà.

A norma dell'articolo 131, comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali di cui al decreto legislativo n. 490 del 1999, è stabilito che se per l'effetto della violazione degli obblighi di conservazione il bene culturale subisce un danno, il Ministero per i beni e le attività culturali debba ordinare al responsabile l'esecuzione, a sue spese, delle opere necessarie alla sua reintegrazione. In questo caso la riduzione in pristino nell'originaria sede di via Corsini, alla Lungara, risulta di difficilissima praticabilità, vista la definitiva ed oramai pluriennale trasformazione degli ambienti in miniappartamenti. In questa situazione bisognerebbe, semmai, applicare il comma 4 dell'articolo 131 del citato testo unico, secondo il quale, quando la reintegrazione non sia possibile, il responsabile è tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa perduta o alla diminuzione del valore subita dalla cosa. Ed è oramai lecito sostenere, tanto più che da circa quaranta anni la collezione Torlonia è sottratta al godimento pubblico, che la diminuzione di valore subita dalla cosa per effetto della trasgressione quantomeno equivale al valore della cosa perduta. Perduta lo è stata e per più di una generazione. Quindi, quand'anche fosse inestimabile il valore della collezione, sicuramente altrettanto inestimabile è il danno economico e culturale cagionato alla collettività tutta, ed in primo luogo alla città di Roma, in virtù della perdita del suo godimento pubblico. Danno che peraltro permane ancora oggi. E quindi, quanto dovuto dal trasgressore a norma dell'articolo 131, comma 4 del testo unico, quantomeno equivale a quanto sarebbe dovuto come indennità di espropriazione ai sensi dell'articolo 95 del medesimo testo unico.

Riteniamo pertanto che debba essere obiettivo primario del Ministero per i beni e per le attività culturali recuperare al più presto alla collettività la possibilità di godere della incommensurabile bellezza della collezione Torlonia.

Riteniamo assolutamente non condivisibile, oltre che di assai dubbia praticabilità, la proposta di realizzare di un nuovo museo privato per ospitare la collezione Torlonia a Villa Albani, su area verde vincolata sotto il profilo monumentale ed ambientale.

Dovrebbe sorgere una sorta di nuovo grande "contenitore", una nuova grande cubatura, di proprietà privata, da edificare unitamente ad un grande parcheggio sotterraneo. Una proposta assolutamente inaccettabile e tuttavia connessa ad un procedimento amministrativo diretto alla conclusione di apposito accordo di programma rispetto al quale, alla luce del definitivo pronunciamento della Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza n. 105 del 12 marzo 2001, le amministrazioni competenti dovranno comunque tempestivamente pronunciarsi.

Riteniamo che lo Stato, in ottemperanza all'articolo 19 della Costituzione, debba pertanto urgentemente porre rimedio, attraverso un piano straordinario di interventi, ad una insostenibile situazione che si protrae da troppi anni, acquisendo finalmente al demanio dello Stato la collezione Torlonia e ospitandola in un museo pubblico realizzabile attraverso il semplice recupero alla sua originaria destinazione del Palazzo dei Musei di Roma, ossia dell' immobile di proprietà comunale sito in via dei Cerchi, al Circo Massimo, occupato da anni dagli uffici comunali, nel quadro di un complessivo intervento di "musealizzazione" dell'area archeologica e monumentale del Circo Massimo.

La realizzazione del suddetto intervento di musealizzazione dovrebbe rientrare di diritto nell'intesa istituzionale di programma tra Stato e la regione Lazio finalizzata a sostenere la valorizzazione dei beni, delle attività e dei servizi culturali del Lazio ed è stata approvata dal consiglio comunale di Roma, a stragrande maggioranza, e dal consiglio provinciale di Roma, all'unanimità, rispettivamente nelle sedute del 20-21 dicembre 2001 e nelle sedute del 28-29 gennaio 2002, attraverso appositi ordini del giorno volti ad impegnare il Governo italiano ed in primo luogo Ministro per i beni e le attività culturali a prevedere e provvedere, nell'immediato, al rifinanziamento della legge n. 396 del 1990, recante interventi per Roma, capitale della Repubblica, onde recuperare al suo originario uso l'immobile comunale sito in Roma, via dei Cerchi, meglio noto come Palazzo dei Musei di Roma, per potervi ospitare anche la collezione Torlonia.
La citata legge n. 396 del 1990 per Roma, prevede, infatti, tra i suoi obiettivi all'articolo 1, comma 1, lettera a), la definizione del piano di localizzazione delle amministrazioni e degli uffici pubblici anche attraverso il conseguente programma di riutilizzazione dei beni pubblici e all'articolo 1, comma 1, lettera b), la conservazione e la valorizzazione del patrimonio monumentale, archeologico ed artistico.

Proprio per evitare ulteriori lunghi contenziosi che non avrebbero altro effetto che prolungare l'attuale gravissima situazione, si sceglie la strada della legge provvedimento. Il che ci pare non solo giustificabile, ma doveroso, come necessario pronunciamento del Parlamento, sulla sorte di una testimonianza materiale avente un valore di civiltà di tale importanza.


Art. 1.

1. Al fine di permetterne la fruizione pubblica quale bene culturale di primaria importanza, ai sensi delle disposizioni contenute nel titolo I, capo VI, sezione I, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, il Ministero per i beni e le attività culturali procede all'acquisizione, con le modalità di cui al comma 3 del presente articolo, della collezione privata di antichità classiche già contenute nell'ex Museo Torlonia di Roma, di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 22 dicembre 1948.

2. La collezione è acquisita al demanio dello Stato ed è custodita presso il Palazzo dei Musei di Roma sito in via dei Cerchi. Agli atti amministrativi necessari all'attuazione della presente legge provvede il Ministero per i beni e le attività culturali.

3. L'acquisizione avviene a titolo gratuito ai sensi del comma 4 dell'articolo 131 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.


Art. 2.

1. Per gli interventi necessari alla realizzazione dell'area archeologica e monumentale del Circo Massimo e al recupero alla sua originale destinazione del Palazzo dei Musei di Roma sito in via dei Cerchi, al fine di ospitare la collezione Torlonia, è concesso al comune di Roma un contributo straordinario di 50 milioni di euro, in ottemperanza agli obiettivi di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), della legge 15 dicembre 1990, n. 396.

http://www.camera.it/_dati/leg14/lav...icola/2407.htm

Last edited by Pincio; September 12th, 2007 at 04:26 PM.
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Old September 12th, 2007, 04:21 PM   #3
Pavlvs
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Ma l'esproprio proletario è passato di moda?

Ci presentiamo in 620, tanti quante sono le opere.

Chi porta via un busto chi un tronco chi un togato chi una dea.

Non je lasciamo manco le ragnatele!!
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Old September 12th, 2007, 04:24 PM   #4
Hyperdanny
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Pavlvs, scusa la mia ignoranza su Roma, ma quindi questo museo Torlonia non ha nulla a che fare con palazzo Torlonia, ex-residenza di Mussolini, che recentemente è stato (cosi' ho letto) restaurato e riaperto?
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Old September 12th, 2007, 04:27 PM   #5
Pincio
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Pavlvs, scusa la mia ignoranza su Roma, ma quindi questo museo Torlonia non ha nulla a che fare con palazzo Torlonia, ex-residenza di Mussolini, che recentemente è stato (cosi' ho letto) restaurato e riaperto?
Villa Torlonia? No, non c'entra nulla.
Cioè, i proprietari (la famiglia) sono quelli, ma il Museo si trovava da tutt'altra parte, a Trastevere.
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Old September 12th, 2007, 04:29 PM   #6
Hyperdanny
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tks
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Old September 13th, 2007, 02:41 AM   #7
A l e x
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Roba che fa girare i coglioni..
odio gli scantinati, a meno che non siano il set per un film dell'orrore come si deve. Ma niente opere d'arte, per favore.
__________________
Un paese di ct della Nazionale, geologi, giuristi, costituzionalisti, esperti di finanza strutturata.

Sono un autodidatta che ha avuto un cattivo maestro e un pessimo scolaro
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Old September 13th, 2007, 08:02 AM   #8
Pincio
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Un articolo interessante, con due foto rarissime:

Le sculture antiche di Palazzo Torlonia alla Lungara

http://www.scudit.net/mdtorloniasculture.htm

"La più importante collezione privata d'arte antica del mondo": così molti esperti definiscono la raccolta di sculture greche e romane voluta nel XIX secolo da Giovanni e Alessandro Torlonia.
620 tra statue, busti, ritratti, sarcofagi, rilievi, elementi decorativi, con capolavori come l'Hestia Giustiniani e l'Atleta di Mirone, collocate nel Palazzo Torlonia alla Lungara, in Trastevere.

Le opere in parte erano state acquistate: le grandi famiglie romane, tutte indebitate con i Torlonia, spesso saldavano i debiti svendendo le loro collezioni d’arte. Così sono passate di mano le collezioni dei Caetani-Ruspoli, Carpi, Cesarini, Giustiniani (ben 115 sculture, in pratica l’intera raccolta) e di Bartolomeo Cavaceppi.
Ma per lo più provenivano dagli scavi archeologici(!) effettuati nei terreni di proprietà della famiglia, che erano vastissimi. In particolare venne saccheggiata la "Villa dei Quintili" sull'Appia antica, la più grande villa del suburbio romano, che lo Stato Italiano ha acquistato solo nel 1985. Era conosciuta come "Statuario", per la ricchezza delle opere d'arte, o anche come "Roma Vecchia", perché era talmente grande che le rovine monumentali richiamavano un'antica città.

Molti volevano visitare la collezione, ma i Torlonia ammettevano solo chi apparteneva alla nobiltà. Pensate che il grande archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli nel 1947, quand'era Direttore generale delle Antichità e delle Arti, per visitare il museo si è addirittura travestito da spazzino. E non è stato

l'unico a fare follie per riuscire ad entrare!



Oggi questa raccolta di meraviglie è una collezione fantasma. Fin dal 1948 il palazzo è stato sottoposto a vincolo (tutto doveva rimanere com'era fino a quel momento), ma circa quaranta anni fa il principe Alessandro ottiene l'autorizzazione a restaurare un tetto e, con l'occasione, "restaura" anche le sale interne, che diventano 93 miniappartamenti: le sculture vengono imballate e trasferite altrove.

Da quel momento è cominciata una vera guerra legale tra lo Stato italiano e il principe Alessandro. Un magistrato ha perfino sequestrato palazzo e collezione, ma inutilmente. Nel 2002 è stata presentata una proposta di legge per l'acquisizione della collezione. A tutt'oggi non è possibile ammirare questa raccolta, veramente unica, di meraviglie...
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Old August 20th, 2011, 07:00 AM   #9
Kriativus
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Any news about that?

Are we finally going to see and admire this awesome collection?

It's been time, uh?
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