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Old December 6th, 2017, 01:48 PM   #801
yuri
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Ho trovato la lettera di Spirito e Brunini (GESAC) a Coppola (presidente dell'ACI) concernente la situazione ambientale del porto di Napoli e Aeroporto Niutta.

TROVIAMO a dir poco singolare e strumentale l’intervento del presidente dell’Automobil Club, Antonio Coppola che, per difendere il proprio settore, riconosciuto dalla letteratura scientifica come il più inquinante, cerca di scaricare le colpe sull’aeroporto ed il porto, senza avere a supporto alcun dato.

E se la difesa d’ufficio può apparire comprensibile per il suo ruolo, non è accettabile tirare in ballo altri soggetti - come il porto e l’aeroporto - ritenendoli responsabili al pari del settore auto, ritenuto – e lo ripetiamo – il più inquinante. Al contrario di Antonio Coppola, la Gesac e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale possono esibire invece dati certi per quanto riguarda aeroporto e porto.

L’aviazione civile “contribuisce” per un mero 2% alle emissioni di CO2 prodotte dalle attività antropiche: la recente campagna di monitoraggio, i cui risultati sono stati resi disponibili alle autorità, ha fatto emergere che l’aeroporto di Napoli incide molto poco nella produzione di CO2, con livelli ben al di sotto della normativa in vigore. Paradossalmente lo stesso monitoraggio ha evidenziato valori ben più alti di concentrazioni inquinanti nelle aree immediatamente esterne al sedime aeroportuale, in corrispondenza delle arterie stradali trafficate. L’intera industria aeronautica sta lavorando per rendere compatibile crescita con ambiente, tant’è che le nuove motorizzazioni degli aerei Airbus e Boeing, grazie agli enormi progressi raggiunti dalla ricerca, saranno ancora meno inquinanti (50% di riduzione emissioni).

Dall’aeroporto al porto: nello scalo partenopeo, studi e monitoraggi condotti in periodi specifici dalla università Federico II e dalla società Orion, nel corso del 2016, certificano che i livelli di inquinamento atmosferico sono certamente al di sotto dei limiti. Dall’analisi delle rilevazioni di Orion si evidenzia che “la maggiore causa di inquinamento atmosferico è di origine veicolare; si consiglia perciò di intraprendere azioni atte a ridurre il traffico”.

Per la nostra parte lo abbiamo fatto immediatamente, appena iniziato il nostro mandato, regolamentando in modo differente l’accesso delle automobili in porto, tariffandone l’utilizzazione. Prima era previsto un diritto di accesso per le automobili in porto che valeva per tutti 25 euro l’anno; ora invece tale diritto con eguale valore economico si applica solo ai lavoratori in porto, mentre le auto delle istituzioni pagano 200 euro, ed i privati cittadini mille euro l’anno. In questo modo le automobili alle quali è consentito l’accesso al porto sono passate da più di 10.000 a meno di 7.000, con una riduzione del 30% in un anno.

Quanto poi alla elettrificazione delle banchine, si tratta di una chimera che non va rincorsa. Tutte le esperienze in Italia si sono rivelate disastrose: sono state spese tante risorse per non raggiungere alcun obiettivo. Tale tecnologia è ormai superata in Europa e nel mondo: si trattava di un modello di decenni fa. La ragione è semplice: senza che vi sia una parallela scelta di attrezzaggio delle navi, l’intervento non serve a nulla. E le flotte si stanno orientando verso altre scelte.

L’Autorità di sistema portuale si sta impegnando invece per predisporre e pubblicare entro l’anno una manifestazione di interesse per la costruzione di un deposito di stoccaggio per il gas liquefatto, che costituisce la scelta strategica effettuata dal piano energetico nazionale. L’impatto di tale fonte energetica è molto più ridotto rispetto alle tradizionali fonti, e genererà per questa via un forte beneficio per la collettività, non solo per la città di Napoli, ma per tutta l’area servita.

Il piano energetico nazionale prevede che siano realizzate infrastrutture di stoccaggio del Gnl in otto porti strategici del nostro Paese, tra cui il porto di Napoli, per consentire sia l’alimentazione delle flotte che saranno attrezzate a trazione Gnl, sia dell’autotrasporto su gomma, che nei prossimi anni conoscerà lo sviluppo di questa tecnica di trazione.

Infine, ci preme sottolineare che per noi – per l’aeroporto ed il porto - l’ambiente rappresenta un tema molto serio, che va affrontato senza superficialità, e su cui è doveroso non abbassare la guardia: noi lo facciamo costantemente. Come aeroporto siamo, infatti, impegnati in un programma certificato a livello europeo che ci porterà ad avere un impatto neutro sulle emissioni entro il 2018 grazie ad importanti interventi ed investimenti di efficientamento energetico. Come porto stiamo per realizzare un piano di miglioramento energetico che è finanziato dalla Unione Europea, la cui progettazione sarà messa a gara nel prossimo anno.

Questa la risposta concreta suffragata da dati reali fornita da Gesac e dal porto di Napoli. A questo punto, assodato che, come responsabili di Gesac ed Adsp (Autorità di sistema portuale), seguiamo una politica di estrema attenzione alla salvaguardia ambientale, come semplici cittadini vorremmo sapere invece che cosa l’Aci di Napoli sta facendo per migliorare l’ambiente della nostra area metropolitana.

Lettera pubblicata su Repubblica
http://napoli.repubblica.it/cronaca/...to_-180219283/
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Old December 6th, 2017, 01:49 PM   #802
yuri
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La posizione dell'Autorità Portuale sull'elettrificazione mi sembra chiara: perdita inutile di soldi, senza che porti benefici ambientali.
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Old December 6th, 2017, 04:48 PM   #803
basilisco87
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Sì, d'accordo: è normale che loro tirino acqua al loro mulino. Nessuno sta negando che non esistano altre fonti di inquinamento, dal traffico veicolare fino ai riscaldamenti della abitazione ecc ecc. E per carità anche i dati sull'aeroporto che inquina per il 2% delle attività antropiche (hai detto niente!) nessuno li vuole confutare, ma in quella lettera sono sicuramente utilizzati a loro favore. Che vuol dire quel 2%? È un valore assoluto, è normale che il numero sia un numero basso visto il limitato numero di movimenti aerei all'ora. Ma vogliamo vedere in termini di CO2/pax?
Idem vale per le navi.
Comunque l'antifona è chiara, non vogliono spendere soldi per l'elettrificazione e quindi scordiamocela e mettiamoci l'anima in pace, ma sicuramente il problma dell'inquinamento non si risolve facendo finta che non ci sia.

Tra l'altro io lavoro in un ufficio all'interno dell'aera portuale, vi inviteri a provare di persona l'ottima qualità della splendida area di mare che si respira :/
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Old December 6th, 2017, 05:31 PM   #804
yuri
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Sì, d'accordo: è normale che loro tirino acqua al loro mulino. Nessuno sta negando che non esistano altre fonti di inquinamento, dal traffico veicolare fino ai riscaldamenti della abitazione ecc ecc. E per carità anche i dati sull'aeroporto che inquina per il 2% delle attività antropiche (hai detto niente!) nessuno li vuole confutare, ma in quella lettera sono sicuramente utilizzati a loro favore. Che vuol dire quel 2%? È un valore assoluto, è normale che il numero sia un numero basso visto il limitato numero di movimenti aerei all'ora. Ma vogliamo vedere in termini di CO2/pax?
Idem vale per le navi.
Comunque l'antifona è chiara, non vogliono spendere soldi per l'elettrificazione e quindi scordiamocela e mettiamoci l'anima in pace, ma sicuramente il problma dell'inquinamento non si risolve facendo finta che non ci sia.

Tra l'altro io lavoro in un ufficio all'interno dell'aera portuale, vi inviteri a provare di persona l'ottima qualità della splendida area di mare che si respira :/
Credo che nessuno si sogni di dire che il porto di Napoli non inquini, anzi! Ricordo di articoli, che lessi anni fa, che affermavano che metà dell'inquinamento a Napoli proviene per l'appunto dal porto stesso. Ora non so se hanno ragione quegli articolisti o i numeri forniti da Spirito, ma i fatti dicono che per l'autorità portuale non è l'elettrificazione la strada.

Non so come si possa fare per provare a disinquinare l'aria del porto, non essendo un esperto in materia non posso pronunciarmi, però bisogna prendere atto di questa scelta strategica fatta e capire cos'ha in mente Spirito per rendere il porto più pulito ed ecologico.
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Old December 7th, 2017, 12:43 PM   #805
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Sì, d'accordo: è normale che loro tirino acqua al loro mulino. Nessuno sta negando che non esistano altre fonti di inquinamento, dal traffico veicolare fino ai riscaldamenti della abitazione ecc ecc. E per carità anche i dati sull'aeroporto che inquina per il 2% delle attività antropiche (hai detto niente!) nessuno li vuole confutare, ma in quella lettera sono sicuramente utilizzati a loro favore. Che vuol dire quel 2%? È un valore assoluto, è normale che il numero sia un numero basso visto il limitato numero di movimenti aerei all'ora. Ma vogliamo vedere in termini di CO2/pax?
Idem vale per le navi.
E quindi? Che facciamo, chiudiamo gli aeroporti?
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Comunque l'antifona è chiara, non vogliono spendere soldi per l'elettrificazione e quindi scordiamocela e mettiamoci l'anima in pace, ma sicuramente il problma dell'inquinamento non si risolve facendo finta che non ci sia.

Tra l'altro io lavoro in un ufficio all'interno dell'aera portuale, vi inviteri a provare di persona l'ottima qualità della splendida area di mare che si respira :/
Ma il problema lì più che dalle emissioni delle navi, è costituito dall'enorme mole di traffico delle strade circostanti. E' vicino alla trafficatissima Via Marina e proprio nel bel mezzo degli svincoli autostradali, anch'essi trafficatissimi.
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Old December 7th, 2017, 11:24 PM   #806
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Ora non so se hanno ragione quegli articolisti o i numeri forniti da Spirito, ma i fatti dicono che per l'autorità portuale non è l'elettrificazione la strada.
Quali numeri?
Ho dato uno sguardo veloce, e sembra che il dibattito a livello globale sia tutt'ora in atto, Civitavecchia inclusa, con diversi studi. In una parola: ancora non si sa se valga la pena, causa dispersioni, costi maggiorati, inquinamento della centrale elettrica, e nuovi regolamenti del 2020 sui combustibili liquidi per le navi.
Nei fatti, si diminuiscono davvero le emissioni, ma viene a costare tanto, e non si hanno garanzie sugli sviluppi futuri.
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Old December 8th, 2017, 06:29 PM   #807
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E quindi? Che facciamo, chiudiamo gli aeroporti?
Ma il problema lì più che dalle emissioni delle navi, è costituito dall'enorme mole di traffico delle strade circostanti. E' vicino alla trafficatissima Via Marina e proprio nel bel mezzo degli svincoli autostradali, anch'essi trafficatissimi.
quello che cacciano quelle catapecchie parcheggiate nel porto, oppure i mostri da crociere, penso servano centiania di vie Marine intasate di traffico per produrre le stesse colonne di fumo nerissimo.

Quante volte abbiamo visto colonne di fumo enormi, nere, alzarsi da quei cosi. Il problema esiste, in qualche modo bisogna metterci mano.

tipo il martedì attraccano tre palazzi ottieri da crociera alla stazione marittima, per tutta la giornata con i motori accesi. Avoglia a fare blocchi del traffico...

e le catapecchie inizio anni 80 che portano alle isole?
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il Vesuvio sulla costa fuma. Il vento porta zolfo e aroma. Il golfo ispira il poema di una sirena protagonista di questa odissea. Mi diede le note come dote con gli occhi come la notte pelle come latte mare come letto, ti canto questo sonetto, che tratta di un ritratto fatto ad una dea... mi devi credere...
Partenope e' piu' bella di Venere
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Old December 9th, 2017, 01:21 PM   #808
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Il fumo nero esce solo dai vecchi aliscafi che fanno servizio nelle isole del Golfo, non dalle navi da crociera. Queste ultime sono tutte navi moderne ormai.
Per quanto riguarda i vecchi aliscafi, il fumo nero viene prodotto quando sono in partenza, non certo quando sono fermi. Al momento aliscafi a propulsione elettrica non esistono.
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Old December 9th, 2017, 04:23 PM   #809
zola89
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E' chiaro che se le navi di ultima generazione non si sono attrezzate, è inutile spendere soldi per l'elettrificazione. Se i "palazzi ottieri" dei quali si parla non si sono attrezzati ed io elettrifico, spendo solo soldi inutilmente.

La domanda è: perché dovrebbero rendersi compatibili al discorso GNL?
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Old December 9th, 2017, 09:23 PM   #810
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Perché quelle moderne già lo sono.
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STENDHAL, 1817
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Old December 11th, 2017, 12:47 PM   #811
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Un'interessantissima intervista al Presidente Spirito.

Il presidente Spirito: il programma del Porto nuovo
Il Presidente Spirito ha appena compiuto un anno di mandato alla guida del sistema portuale campano e abbiamo voluto delineare con lui un primo bilancio.


Salerno si è sempre opposta ad un’Autorità portuale unica. Cosa è cambiato?

All’inizio c’era, inevitabilmente, la volontà di mantenere la propria identità. Il che è parte della nostra storia. Il nostro Paese è fatto di identità comunali che affondano le proprie radici in una storia più di campanile che di sistema. Nell’ultimo anno abbiamo lavorato per dimostrare che la costruzione di una struttura organizzativa unitaria consente a tutto il sistema della portualità campana di esprimere una voce più forte e più capace di offrire servizi al territorio. Sia gli operatori che le Istituzioni hanno quindi compreso che ci sono più vantaggi che svantaggi a fare sinergia.

Si parla di un accordo Del Rio/De Luca. Il presidente dell’Autorità in quota al Ministro e il segretario generale, salernitano, in quota al Presidente della Regione.

Quando ho partecipato alla selezione pubblica per diventare presidente, il Ministro mi ha fatto un colloquio. Io preferivo andare a Civitavecchia, ma lui mi spiegò che era opportuno che venissi a Napoli perché tra i candidati idonei ero l’unico napoletano che mancava da Napoli da più di trent’anni e quindi ero competente, conoscevo la cultura locale e non avevo interessi specifici. Queste caratteristiche erano funzionali per realizzare un’operazione di discontinuità molto forte. Poi mi disse di aver valutato positivamente l’ingegner Messineo quale segretario generale e mi invitò a conoscerlo, verificarlo e compiere liberamente le mie scelte. Io l’ho fatto e l’ho giudicato più che adatto e l’esperienza di questo anno me lo ha confermato. Quindi è stata una scelta di carattere professionale.

Le chiedo qualche parola di commento su ognuno degli interventi che le elenco. Immacolatella Vecchia.

Ieri ho firmato il contratto per la sua ristrutturazione. Adesso l’impresa dovrà fare il progetto esecutivo e poi realizzare i lavori. Come direttore dei lavori ho scelto il Sovrintendente ai beni culturali e sono contento che abbia accettato per la grande importanza storica dell’edificio.

Molo di San Vincenzo.

Entro quest’anno termineremo la ristrutturazione della passeggiata, che è il primo elemento. I napoletani ne hanno perso la memoria. Io ho visto il molo di San Vincenzo per la prima volta nella mia vita il primo gennaio 2016, durante una manifestazione pubblica con il Sindaco, ed in quella occasione ho dichiarato che ritenevo indispensabile che i napoletani tornassero a conoscerlo. Esiste una questione che riguarda il primo tratto della passeggiata che ricade nella competenza della Marina Militare, la quale chiede opere di sicurezza per circa un milione di euro che non ho intenzione di pagare. Vedremo come risolveremo la questione: sono sempre disponibile al dialogo ed alla cooperazione istituzionale.

Waterfront.

E’ un tema molto articolato perché si tratta di un’area assai vasta che va dal molo di San Vincenzo al varco Pisacane. Il progetto non si può realizzare tutto assieme perché è un’opera molto complessa. Abbiamo avviato la prima fase che è quella di realizzare la nuova stazione marittima passeggeri al molo Beverello e il progetto esecutivo è stato approvato in conferenza di servizi a inizio dicembre 2017. Adesso aspettiamo che il ministero finanzi l’opera e poi potremo bandire la gara.
Seguirà la progettazione della ristrutturazione degli ex Magazzini Generali, dove realizzeremo il museo del mare e della migrazione e, a fianco, la sede dell’università Partenope con la quale esiste già un protocollo d’intesa.


Dragaggi.

I lavori sono cominciati con le opere di predisposizione a terra e la bonifica dagli ordigni bellici. Entro 14 mesi il dragaggio sarà completato.

Darsena di levante.

La darsena è stata collaudata e riceverà tutti i residui derivanti dalle operazioni di dragaggio.

Sinergia con la bonifica di Bagnoli.

E’ un impegno che abbiamo preso sin dall’inizio con il Governo e con il Commissario Nastasi. Siamo in attesa di conoscere la quantità di materiale che sarà rimosso dal mare a Bagnoli. I risultati si conosceranno nei prossimi mesi, a valle delle analisi in da parte dell’Istituto Dohrn, per poter predisporre una colmata adeguata a raccoglierlo. Poi il Ministero dovrà finanziare l’intervento.

Cosa ci dice della paventata sanzione da parte dell’Unione Europea per aiuti di Stato?

Si tratta di un procedimento che va avanti da moltissimo tempo. I porti del nord Europa, nei decenni passati, hanno operato robustissimi aiuti di Stato per realizzare le infrastrutture dei porti. Ovviamente lo hanno fatto in tempo utile per non entrare in contrasto con le normative comunitarie. Noi invece siamo in ritardo, ma più volte abbiamo spiegato che questi non sono aiuti di Stato in quanto destinati al potenziamento delle strutture di uso comune. Andiamo avanti con serenità.

Cambiamo argomento. Qual è lo stato dei rapporti con gli operatori commerciali all’interno del porto?

Al mio arrivo ho constatato un alto tasso di litigiosità. Si facevano più cause che traffici. Ho quindi lavorato per chiudere accordi transattivi e ripristinare una situazione di serenità. Ma è necessaria anche un’evoluzione culturale. Ancora oggi i concessionari si riferiscono alle banchine come se fossero di loro proprietà. Ovviamente non è così. Sono beni di proprietà dello Stato, che li ha affidati in concessione, con precise regole che vanno rispettate. Anche se gli operatori sono presente da svariati decenni, la concessione non può mica significare usucapione.

Si è parlato di una delocalizzazione dei petrolieri.

Si, ma è una sciocchezza. Per delocalizzare è necessario un luogo di destino che non è stato individuato. Quindi ho spiegato alle Istituzioni che quando mi diranno dove ricollocare i depositi dei petroli ne riparleremo. Oggi il porto serve 14 milioni di cittadini, perché arrivano 4 milioni di tonnellate di petrolio e un milione di tonnellate di gas: se vogliamo continuare ad accendere la luce e riscaldare le nostre case abbiamo bisogno che, fino a quando non ci sarà una nuova localizzazione, queste attività continuino.

E’ stata innescata recentemente una polemica, della quale il nostro giornale si è occupato, sull’inquinamento generato dalle attività portuali e si è anche ipotizzata l’elettrificazione dei moli.

Il tema esiste. I porti devono essere ecologicamente compatibili. E’ uno scenario sul quale bisogna lavorare con idee e programmi, ma l’esperienza internazionale dimostra che l’elettrificazione è un processo molto costoso e molto complesso da realizzare, perché non si tratta solo di attrezzare le banchine ma anche le navi. Invece lo standard internazionale, che deve andare in vigore entro il 2020, va verso l’utilizzo del gas liquefatto. Quindi ho lavorato, in attuazione di una direttiva del Governo italiano e della Commissione europea, con le università campane per un pre studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione di un deposito di stoccaggio di gnl. Entro Natale pubblicherò la manifestazione di interesse e con l’anno nuovo saranno avviate le procedure di gara. Il deposito non servirà solo per le navi ma anche per il trasporto pesante a terra, che genera molto più inquinamento. Bisogna favorire una motorizzazione dei tir adeguata ad utilizzare il gas liquefatto. Questo è un percorso concreto, senza proclami.

Esiste una strategia per contrastare l’illegalità all’interno del porto?

Ho parlato con il Prefetto e stipuleremo un protocollo di legalità. L’illegalità si combatte stando al fianco delle Istituzioni e le forze dell’ordine sono gli alleati indispensabili per contrastare la criminalità organizzata.

In conclusione, quale futuro vede per i tre porti di sua competenza?

Sono convinto che esiste uno spazio per crescere. Certo siamo consapevoli di non essere il principale sistema portuale del Paese. Genova guarda al luogo più produttivo d’Italia, noi siamo invece nel Mezzogiorno, ma l’istituzione della zona economica speciale nei porti della Campania ci darà un elemento per crescere, rafforzando il tessuto industriale della nostra regione. Già nel 2016 la Campania ha registrato un aumento del pil del 2,4%, il più alto d’Italia; per consolidare la crescita c’è bisogno di una nuova politica industriale che incentivi gli investimenti. Il presidente dell’Autorità portuale presiederà il comitato di indirizzo per gestire la zes e, assieme alla Regione ed al Governo, guiderà con molta attenzione questo percorso.
Bisogna poi ricordarsi che i porti della Campania non sono importanti solo per il traffico merci, ma soprattutto per quello passeggeri. Napoli ne movimenta ogni anno 8 milioni. Su questo bisogna lavorare in sinergia con tutti i soggetti interessati per migliorare il servizio alla clientela. Collaboriamo con l’aeroporto di Capodichino, che è un’eccellenza, voglio farlo anche con le ferrovie per la stazione di Garibaldi. Le tre porte di accesso alla città sono porto, aeroporto e stazione. Bisogna fare massa critica.

https://www.genteeterritorio.it/pres...mma-del-porto/
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Old December 28th, 2017, 04:55 PM   #812
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Al porto di Napoli dall' estate 2018 potranno attraccare le grandi navi

"Il dragaggio del porto di Napoli finirà alla fine del 2018 ma già in estate potremo ospitare le grandi navi commerciali"... articolo qui
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Old December 29th, 2017, 09:13 AM   #813
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yuri
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Spirito continua a muoversi: alcune interessanti novità.

Spirito: "Con 500 milioni di lavori cambieremo i porti di Napoli e Salerno"

Il presidente dell'Autorità portuale in visita allo scalo salernitano, fa il punto su cantieri, progetti e sul caso Porto Ovest. Mega yacht a Castellammare

di TIZIANA COZZI
http://napoli.repubblica.it/cronaca/...no_-186390854/

Cinquecento milioni di lavori nei porti di Napoli e Salerno. È lungo l’elenco delle attività in fase d’avvio o in parte già in corso e dei cantieri che cambieranno il volto ai due scali nei prossimi anni. Il presidente Pietro Spirito presenta il report dei lavori dalla stazione Marittima di Salerno, dal primo gennaio entrata di fatto nell’Autorità del Mar Tirreno centrale. Ora l’obiettivo primario è unificare concretamente uffici, funzione, regole e autorizzazioni, tra Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno.

«Abbiamo firmato sette contratti per 50 milioni di euro – spiega il presidente Spirito assieme al segretario dell’Autorità Francesco Messineo – e rivitalizzato gli investimenti. Il porto di Napoli era bloccato da dieci anni». A Napoli, sono in programma dragaggio, nuovi collegamenti stradali e ferroviari, rete fognaria, piano di efficientamento energetico, mentre tra i progetti futuri, Porto Fiorito. «Siamo rientrati in possesso del 7 per cento del porto di Napoli e ora ragioneremo su cosa farne – precisa Spirito - abbiamo revocato la concessione ma la società aveva già chiesto 70 milioni di danni. Una cifra folle. Tentiamo la conciliazione altrimenti saranno i tribunali a decidere nei prossimi decenni».

A Salerno sono invece in programma 11 interventi per 216 milioni: spianamento dei fondali, infrastrutture di sicurezza, estensione dell’imboccatura del porto, indagini sui fondali con campagna oceanografica e acquisizione pareri da parte del ministero per dare il via libera ai lavori tra 2019 e 2020. Ma anche qui, c’è un caso in sospeso: i lavori alla Porta Ovest, bloccati dopo il fallimento dell’impresa.

«Abbiamo realizzato per il 45 per cento la galleria – spiega il presidente – ma è un puzzle complicato. Bisogna arrivare a fare gli svincoli, stiamo lavorando con il commissario Ruperto e stiamo operando perché si possa procedere all’affitto o alla cessione del ramo d’azienda dell’impresa e rimettere in carreggiata il progetto, cambiato nel tempo, con le relative autorizzazioni». Tra i progetti futuri, c’è anche la realizzazione di un garage multipiano, da parte del gruppo Grimaldi, per le 800 mila vetture prodotte in un anno a Melfi da esportare via mare all’estero: un’attività in cui Grimaldi è leader nel porto di Salerno.

Infine, il porto di Castellammare: dopo la bonifica del fronte mare, quello scalo avrà nel turismo di lusso il suo punto di forza (previsto l’attracco di giga e mega yacht), senza dimenticare Fincantieri. Ed è il direttore marittimo della Campania, Arturo Faraone, a evidenziare come «la riforma della portualità italiana ha reso la governance più snella ed efficace».
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