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Old April 13th, 2017, 08:22 PM   #141
lowrence
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I treni a scartamento ridotto hanno velocitÃ* massima molto, molto, molto più bassa di quella che può essere raggiunta dai treni a scartamento normale. Non per niente i Giapponesi hanno costruito lo Shinkansen: la loro rete, tutta a scartamento ridotto, non poteva avere miglioramenti di velocitÃ*.
Ehmm, vogliamo raggiungere Matera con l'alta velocita ?
E' palese che negli anni ottanta hanno sbagliato a buttare l'equivalente di 500 milioni, o forse più, di Euro sulla Ferrandina Matera. Avessero investito quei soldi sulla Battipaglia Potenza (che ha velocitÃ* da scartamento ridotto di montagna) ora a Ferrandina ci si arrivava molto, molto prima. Col Shinkansen di casa nostra. (E a Ferrandina si appendeva l'insegna: Matera-Ferrandina).
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Old May 23rd, 2017, 05:49 PM   #142
brick84
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Ferrovie: l'intervista di Renato Mazzoncini
23 Maggio 2017
Interessante intervista rilasciata ieri da Renato Mazzoncini, amministratore delegato delle Ferrovie a Repubblica. Ne riportiamo i punti più salienti.




Ma la Sicilia resta lontana senza il Ponte sullo Stretto.

"Non ho cambiato idea. L'opera serve, in Sicilia vivono 5 milioni di persone, sbagliato ricorrere al Project financing, inserito nelle opere ferroviarie con 4 miliardi si fa e costa meno della Napoli - Bari e di tante altre opere; strategicamente è il completamento del corridoio ferroviario Scandinavia-Mediterraneo, corridoio di cui fanno parte il ponte di Oresund e il traforo del Brennero, opere non certamente meno complesse o costose".



Le grandi opere sono importanti, ma bisogna anche migliorare il servizio delle linee regionali

"…nel nostro Piano spingiamo per unificare nella rete nazionale gestita da RFI le linee ex concesse gestite ancora dalle regioni, normalmente con standard tecnologici assai più arretrati. Nello stesso pacchetto di norme che tratta il trasferimento di Anas vi è una norma che consentirà alle regioni che lo desidereranno, il trasferimento delle linee alla gestione di RFI".

L'altra gamba sono le merci, che assumono un'importanza crescente visto gli enormi investimenti che la Cina sta facendo per portare i suoi prodotti sui mercati europei.

"…nell'ipotesi che la Cina metta gli occhi sul porto di Taranto, stiamo investendo sulla linea merci adriatica aumentandone la capacità con carri a standard pc80, capaci di portare in Europa merci con grandi ingombri. Le merci per noi sono strategiche. Stiamo investendo nel merci 1.5 miliardi di euro dopo anni di disinvestimento, 125 nuove locomotive, nuovi carri tecnologici e terminali per lo scambio gomma-ferro".

Lei parla di Malpensa, e viene in mente Alitalia. Vi hanno chiesto di dare aiuto?

"Ci sono sinergie tra aerei e treni e infatti abbiamo già iniziative commerciali il corso con compagnie. Già ci stiamo impegnano in settori non tradizionalmente nostri, come il trasporto su gomma o le infrastrutture stradali, non abbiamo energie e risorse per Alitalia. Per rilanciarla servono energie finanziarie e competenza. È fuori dalla nostra portata".

Treni, metropolitane, autobus. All'elenco mancano le stazioni. Cosa ne fate?

"Quelle più grandi stanno diventando dei grandi mall cittadini: a Milano il 30 per cento delle persone che entrano in Centrale ci va a fare la spesa. Per le 620 più piccole c'è un progetto: più sicurezza e riqualificazione, con i tornelli; e-commerce, con armadi dove farsi consegnare la spesa fatta on line; attività alberghiera dove possibile, con Bed & Breakfast; e soprattutto una rete di servizi commerciali dove trovare beni di necessità tipo pasta, rasoi, batterie, come accade negli Autogrill in autostrada".
http://www.ferrovie.info/index.php/i...ato-mazzoncini
__________________
"Sicilia rovina d'Italia e del forum" (cit.)


"Quello che facciamo per noi stessi,muore con noi quello che facciamo per gli altri e per il mondo rimane, ed e’ immortale" - Albert Pine.

Ponte sullo Stretto di Messina - Prima parte
Ponte sullo Stretto di Messina - Seconda parte

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Old May 24th, 2017, 08:22 PM   #143
TRINACRIA FELIX
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ABBIAMO BISOGNO DELLA PARTECIPAZIONE DI TUTTI. DATECI UNA MANO!



Cari amici, RETE CIVICA PER LE INFRASTRUTTURE NEL MEZZOGIORNO, già da qualche anno, lavora da movimento indipendente e apartitico
Unico scopo della rete: il progresso e l'infrastrutturazione del sud e, condizione necessaria per questo, IL PONTE SULLO STRETTO
In questi anni abbiamo lavorato molto, studiando, contattando, informando; abbiamo, faticosamente, cercato di superare quel muro di ostruzionismo e disinformazione scientemente eretto in anni di politiche razziste che hanno voluto la nostra terra sottomessa e dipendente, tale da renderla solo un infinito calderone di voti, uno stanco e rassegnato pachiderma che sa solo tendere la mano elemosinante.
In questi anni abbiamo organizzato convegni, comprato pagine di giornali, stampato volantini e informative; invitato a nostre spese illustri studiosi.
Il nostro lavoro continua costante per il raggiungimento dell'obiettivo, per la nostra terra, per noi, per i nostri figli
Ma tutto questo lavoro ha dei costi, fino ad ora li abbiamo sostenuti auto tassandoci, adesso abbiamo bisogno del vostro aiuto, dell'aiuto di tutti!
Pertanto vi invitiamo sul sito: www.oltreilponte.eu, lì raccontiamo il nostro progetto, raccogliamo le vostre adesioni alla rete e, speriamo, anche il sostegno di tutti voi.
In questo sito che vi invitiamo a visitare, abbiamo aperto un programma di CROWFUNDING, in parole molto semplici, è un programma per raccogliere fondi per conseguire un fine, per realizzare un progetto, nel nostro caso: portare avanti ed ampliare il lavoro di studio, comunicazione e informazione di questi anni.
Dimostriamo concretamente tutti insieme di non essere solo "leoni da tastiera", dimostriamo di fare e sapere fare....e, soprattutto, di essere tanti.
Solo così possiamo dimostrare la nostra convinzione e la nostra forza!
Quindi tutti insieme lavoriamo, sosteniamo, conosciamo e facciamoci conoscere www.oltreilponte.eu
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brick84
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Ponte sullo Stretto, la svolta durante il G7: “valuteremo se fare la proposta all’Unione Europea”
Ponte sullo Stretto, mentre si sta svolgendo il G7 a Taormina l’Ad di Fs Mazzoncini afferma: “non è affatto una cosa lanciata là dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini”
26 maggio 2017 23:25 | Danilo Loria



Mentre a Taormina si svolge il G7 durante il quale si sta discutendo di importanti temi come il terrorismo, il clima e l’immigrazione ritorna in auge la questione del Ponte sullo Stretto. L’a.d. di Fs, Renato Mazzoncini, a margine della presentazione di una mostra sull’Alta velocità nel nuovo sottopasso della stazione di Brescia, a chi gli chiedeva in merito all’idea rilanciata all’inizio di aprile dal ministro Franceschini afferma: “il ponte sullo Stretto non è affatto una cosa lanciata dal responsabile dei Beni Culturali, ma Ferrovie dello Stato sta valutando se ripresentarlo come progetto ferroviario per ottenere il finanziamento all’Unione europea. ”Per quanto riguarda il corridoio europeo fino a Reggio Calabria e poi Sicilia – ha spiegato Mazzoncini -, adesso stiamo dando priorità ai collegamenti interni alla Sicilia, in particolare alla rotta Catania-Palermo e alla Messina Catania, e si sta lavorando anche sul progetto di una linea veloce, che potrebbe anche non essere a 300 km/h ma potrebbe essere a 200 km/h, per collegare Napoli con Reggio Calabia”. “Io credo molto nel corridoio – ha proseguito il capo azienda -, è un corridoio europeo che parte dalla Scandinavia e arriva in Sicilia, in questo corridoio ci sono opere molto importanti, come il Brennero ad esempio, e il ponte era una di queste: è stato stralciato perché inserito in un project financing stradale, che non ha avuto evidentemente successo. Ragioneremo se ripresentarlo all’Ue e al coordinatore del corridoio come infrastruttura ferroviaria, come avrebbe dovuto essere trattato sin dall’inizio” In merito all’Alta velocità al Sud, Mazzoncini ha precisato che “abbiamo chiuso i due lotti per la Napoli-Bari, due pezzi fondamentali della infrastruttura al Sud che sono la prosecuzione dell’Alta velocità da Napoli verso Bari e da Salerno verso Reggio Calabria e la Sicilia”. “Stanno aprendo i cantieri – ha concluso l’a.d. di Fs -, è un’opera molto importante, consentirà di ridurre di un’altra mezzora il collegamento tra la Puglia e la Campania, e quindi Roma. Un’opera molto attesa e molto importante”.


Per approfondire http://www.strettoweb.com/2017/05/po...sZ2TP5qQXlZ.99
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Old May 30th, 2017, 02:10 AM   #145
Roberto.palermo
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Ma la Sicilia resta lontana senza il Ponte sullo Stretto.

"Non ho cambiato idea. L'opera serve, in Sicilia vivono 5 milioni di persone, sbagliato ricorrere al Project financing, inserito nelle opere ferroviarie con 4 miliardi si fa e costa meno della Napoli - Bari e di tante altre opere; strategicamente è il completamento del corridoio ferroviario Scandinavia-Mediterraneo, corridoio di cui fanno parte il ponte di Oresund e il traforo del Brennero, opere non certamente meno complesse o costose".

...................
L'altra gamba sono le merci, che assumono un'importanza crescente visto gli enormi investimenti che la Cina sta facendo per portare i suoi prodotti sui mercati europei.

"…nell'ipotesi che la Cina metta gli occhi sul porto di Taranto, stiamo investendo sulla linea merci adriatica aumentandone la capacità con carri a standard pc80, capaci di portare in Europa merci con grandi ingombri. Le merci per noi sono strategiche. Stiamo investendo nel merci 1.5 miliardi di euro dopo anni di disinvestimento, 125 nuove locomotive, nuovi carri tecnologici e terminali per lo scambio gomma-ferro".
......
Un altro pazzo incompetente che pensa che si possano sbarcare le merci dalle megaportacontainers cinesi in un porto dell'Italia meridionale e farle arrivare in Europa via terra.....
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Old May 30th, 2017, 09:54 AM   #146
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Un altro pazzo incompetente che pensa che si possano sbarcare le merci dalle megaportacontainers cinesi in un porto dell'Italia meridionale e farle arrivare in Europa via terra.....
No, un AD di una società di trasporti che a parola sopravvaluta due infrastrutture per ragioni del proprio ufficio.
I pazzi sono quelli che gli credono letteralmente.
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Old June 7th, 2017, 08:50 PM   #147
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NUOVO PONTE DI 2,4 KM IN CROAZIA FINANZIATO DA UE!!!


L'Unione Europea finanzierà la costruzione di un ponte di 2,4 chilometri per 8200 persone. Chissà cosa ne pensano i "fini economisti" indigeni locali. Il tutto alla faccia di oltre 5.000.000 milioni di siciliani!

Il Ponte di Sabbioncello in Croazia sarà finanziato quasi per intero dall’Unione Europea. L’infrastruttura costerà 430 milioni 200mila euro. Di questi, 357 milioni saranno offerti a fondo perduto da Bruxelles. Davvero un altro mondo se si pensa che lo scopo dell’opera è di unire la penisola di Pelješa, appena 8.200 abitanti, situata nella Dalmazia meridionale, al resto della Croazia,
Il ponte sarà uno dei ponti più grandi d'Europa e sarà lungo 2,404 chilometri e largo 22,50 metri, disporrà di due sole corsie, più quella d'emergenza in entrambe le direzioni. L’arcata più grande sarà lunga 285 metri; l’altezza dei piloni collocati sul fondale marino, sopra il livello del mare differiranno tra 75,4 metri a 90,8 metri.
https://www.lecodelsud.it/ue-finanzi...o-ai-siciliani



















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Che il ponte serva solo 8200 è una minchiata col botto, visto che servirà l'intera area di Dubrovnik.

I fini osservatori forse non si sono accorti che c'è la Bosnia-Erzegovina di mezzo e il ponte servirà a collegare due aree separate del territorio croato.

C'è poi una leggera differenza di costi, ma anche su questo sorvoliamo.

Dite che lo riusciamo a costruire il ponte di Messina con 350 milioni du euro?
Sono sicuro che quellla cifra la UE ce la darebbe, come l'ha data alla Croazia.
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Evviva Santo Patrono Huge il Siculo, siculo protettore delle attvita' illecite di cosa sicula (cit.)

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Un altro pazzo incompetente che pensa che si possano sbarcare le merci dalle megaportacontainers cinesi in un porto dell'Italia meridionale e farle arrivare in Europa via terra.....
Infatti è una minchiata e lo sai anche tu.
Uno dei pochi motivi per cui fare il ponte non avrebbe alcun senso.
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Evviva Santo Patrono Huge il Siculo, siculo protettore delle attvita' illecite di cosa sicula (cit.)

U viri cà si bbestia!

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Old July 29th, 2017, 11:18 PM   #150
brick84
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Ponte sullo Stretto: lÂ’Ue mette in mora lÂ’Italia

Salini-Impregilo verso Wall Street: "Andiamo dove ci sono i capitali"
Intervista a Pietro Salini, ad del gruppo: alleanze estere se alla pari, Italia Paesi fermo, il ponte sullo Stretto bloccato perché infrastruttura troppo intelligente. Roma? Meglio non parlarne
di FABIO BOGO


Dalle finestre della sede romana di Salini Impregilo, in via della Dataria, Pietro Salini vede il Quirinale. Ma lo sguardo finanziario supera il Colle e corre oltre l'Atlantico, verso l'America. "Siamo un'azienda che continua a crescere sul mercato mondiale, in linea con il suo piano industriale", dice Salini. "Oggi possiamo dire che le acquisizioni negli Stati Uniti e i diversi contratti acquisiti vanno oltre le nostre aspettative, con un profilo finanziario in continuo miglioramento. In pochi anni il nostro rating è cresciuto di due notch, ora è quasi investment grade e raggiungeremo l'investment grade + con la realizzazione degli obiettivi del piano industriale, nel 2019".

Dottor Salini, le risorse finanziarie per crescere è difficile trovarle in Italia. State pensando a collocare il titolo a Wall Street?
"Non escludiamo nulla, per definizione. Se guardiamo all'origine del mercato dei capitali, in Borsa a Milano, per i titoli azionari solo una piccola parte della domanda viene dall'Italia, meno del 2%. Quando abbiamo fatto l'aumento di capitale siamo partiti dagli Usa. Per un'impresa globale come noi, è indispensabile operare sul mercato globale dei capitali, anche se in Italia ci sono intermediari eccellenti".

Ma Salini-Impregilo è un campione nazionale, un'impresa tricolore.
"Non siamo più un campione italiano, dobbiamo essere considerati una realtà internazionale che fattura piùdel 93% all'estero, in competizione con i principali leader mondiali del settore. Siamo concreti, non dobbiamo usare eufemismi. Purtroppo i vincoli burocratici e di mercato presenti in Italia spingono le imprese a trasferirsi all'estero, impoverendo il tessuto economico del Paese. Luxottica, Telecom e Pesenti sono un chiaro esempio di società italiane con uno spostamento della componente azionaria all'estero. Delle principali multinazionali italiane attive fino a qualche anno fa, oggi ne sono rimaste solo quattro. La Borsa di Milano ha come interlocutori investitori stranieri. Bisogna porsi delle domande".


Quindi non guardate ai francesi di Vinci, ad esempio? O a Bouygues?
Un'altra strada per crescere è quella di fare alleanze.

"Non escludo nemmeno questa ipotesi, perché la dimensione è fondamentale nel nostro settore e in particolare nello specifico segmento di riferimento delle grandi opere, e oggi siamo in grado di fare alleanze alla pari con i più importanti operatori del settore. La dimensione è indispensabile per gestire i grandi progetti, garantire eccellenza realizzativa ed ingegneristica di infrastrutture che hanno carattere strategico per interi continenti. E la dimensione è importante anche per diversificare e gestire i rischi. Nel campo del genio civile siamo già tra le aziende più grandi del mondo, e abbiamo come obiettivo di arrivare nel 2019 con un fatturato nell'ordine di 9 miliardi".
"Per alleanze e aggregazioni ci vuole innanzitutto una chiara visione e un forte razionale industriale. Vinci e Bouygues sono multinazionali che hanno puntato sulla diversificazione di prodotto, sono grandi costruttori del genio civile ma si occupano anche e soprattutto di concessioni, servizi ed attività correlate. Noi invece siamo focalizzati sulle grandi opere, realizziamo dighe, metropolitane, ferrovie, ponti, strade e grandi opere idrauliche come il nuovo canale di Panama. In molte società, anche più grandi di noi, le divisioni equivalenti al nostro settore di business sono molto più piccole".

Stiamo sempre parlando di operazioni o attività che riguardano l'estero. L'Italia è un mercato che vi interessa poco. È poco appetibile o c'è qualcosa che non funziona, qualche freno che blocca lo sviluppo e le opere?
"Lo stato delle nostre infrastrutture esistenti e di quelle mancanti è la dimostrazione di un'Italia che non decide. Purtroppo le infrastrutture non fatte sono a mio avviso il termometro dell'incapacità di un Paese prigioniero delle procedure, e non attento invece ai risultati. Sappiamo tutti cosa non funziona, analizziamo i problemi e le carenze dei nostri sistemi infrastrutturali. Ma poi non siamo capaci di trasformare le idee in piani concreti e in opere. In Cina hanno realizzato in soli 10 anni Nanhui, una città modello, che si sta configurando come un paradiso residenziale, universitario, industriale e portuale, già in grado di accogliere circa 800mila abitanti".

Quando parla di immobilismo sembra quasi voglia parlare di Roma.
"Non voglio parlare di una città che amo e che è purtroppo in una situazione molto complessa che sicuramente non fa onore al suo ruolo nella cultura, nella storia e nell'arte. Ma in termini di infrastrutture Roma è solo il riflesso di un quadro debole a livello nazionale, anche se tagliare l'erba e raccogliere i rifiuti non dovrebbe essere un problema insormontabile".

Gli Usa sono da sempre un vostro grande mercato, nel vostro fatturato pesano per il 30 per cento. E ora con un presidente come Trump che ha dato il via ad un grande programma infrastrutturale le cose si prospettano ancora migliori. A molti Trump non piace, a voi?
"Gli Usa sono un grande mercato, ma per noi sono diventati un mercato reale solo con l'acquisizione di una società americana, Lane. Gli Stati Uniti sono un Paese con una organizzazione federale, ma molte competenze sono dei 50 Stati e non del governo centrale. Quindi le opportunità di crescita sono perseguibili con una forte presenza in quegli Stati che hanno importanti budget per nuovi investimenti e per ammodernamento delle infrastrutture, e quindi con strutture e presenze distribuite sul territorio. Il presidente Trump ha messo al centro del suo programma le infrastrutture, e ha ragione. Gli Stati Uniti necessitano di un grande piano di ammodernamento infrastrutturale. Solo per rimettere in funzione le dighe nel Paese, di cui 14mila sono a rischio collasso, si stima un fabbisogno di circa 21 miliardi di dollari. Ma interventi strutturali sono necessari anche nei settori delle ferrovie, dei porti, degli aeroporti. E noi siamo presenti con Lane, pronti a dare il nostro contributo e a cogliere le migliori opportunità, con tutta l'esperienza di un gruppo con oltre 110 anni di storia e leader mondiale nel settore acqua".

Un altro mercato importante è l'Africa. Recentemente avete realizzate dighe in Etiopia, e quel Paese è uno di quelli che stanno crescendo di più.
Che aiuto possono dare le infrastrutture all'Africa?
"L'Africa rappresenta circa il 16 per cento del nostro fatturato, lavoriamo e abbiamo lavorato in Etiopia e in altri Paesi. Non condivido la politica degli aiuti a fondo perduto, talvolta possono essere non sufficienti o poco efficaci. Credo invece in contributi che siano in grado di incrociare il supporto economico con il trasferimento di competenze e tecnologia, per migliorare il contesto economico in loco nel lungo periodo. Oggi, se permettiamo ai migliori talenti africani di emigrare rischiamo noi stessi di contribuire a creare le condizioni di impoverimento del continente. Una proposta concreta? L'Europa trovi il modo di dare garanzie concrete e reali a supporto delle imprese che operano e che investono in Africa. C'è bisogno di energia, è l'energia che cambia la scolarizzazione, le abitudini, i consumi, la crescita. L'Etiopia, che lei citava, lo ha fatto e cresce a due cifre".

Torniamo all'Italia. Come procede il programma lanciato con l'assunzione di giovani ingegneri?
"Benissimo, sono tutti ancora con noi nei vari cantieri che stiamo gestendo nel mondo. Meno del 2% ha fatto altre scelte professionali. Crediamo nei giovani e per questo abbiamo lanciato un master al Politecnico di Milano: un modello di collaborazione con una delle più prestigiose università, con cui stiamo preparando i futuri manager dell'azienda, come facciamo in molti altri Paesi nel mondo".

Allora all'Italia un po' ci crede, nonostante abbiate qualche contenzioso, tipo quello per la Pedemontana.
"In Italia purtroppo lavoriamo poco. E sul contenzioso mi pare che tutti concordino che si debba migliorare su temi come la certezza del diritto e la durata dei giudizi". Un'azienda ha doveri verso gli azionisti anche sul fronte della governance e della successione. Si segnalano tensioni in famiglia.

"Per la successione c'è un piano approvato dal cda. Sulla famiglia posso dire che dirigere una società globale è già molto difficile, dirigere una famiglia può, a volte, anche essere impossibile. È uno dei problemi del capitalismo italiano ".

Qual è l'opera che le ha dato più orgoglio?
"Panama, ma anche le dighe, l'Autosole, la Ferrovia direttissima. Quando vado da Roma a Milano utilizzando un'infrastruttura realizzata da Salini Impregilo o quando prendo una metropolitana nelle diverse capitali, o uso un treno ad alta velocità fatto da noi provo un robusto orgoglio".

E quella che le piacerebbe più fare?
"Se dicessi il Ponte sullo Stretto di Messina darei una risposta intelligente per il nostro Paese, ma rischierei di far alzare solo polemiche strumentali. Quindi non lo dico. Mi piacerebbe l'alta velocità ferroviaria negli Usa tra Boston, New York e Washington. E poi lavorare nel settore acqua in California, che ogni anno soffre per la carenza idrica".

Dottor Salini, lei legge? E cosa?
"Libri del '700, che colleziono. Libri d'arte. Libri di cucina, antica ma anche molecolare. Mi piace l'Illuminismo: Voltaire e il suo spirito mi aiutano a superare le piccole insoddisfazioni e le tante difficoltà quotidiane".
http://www.repubblica.it/economia/af...ali-171566990/
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Ponte sullo Stretto di Messina - Prima parte
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Old July 30th, 2017, 11:28 AM   #151
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contemporaneamente l'opinione altrettanto autorevole, informata ed argomentata del On. Alessandro Di Battista (m5s) secondo cui TAV e Ponte sullo Stretto di Messina sarebbero "opere inutili"
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Old July 30th, 2017, 05:41 PM   #152
deltat86
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contemporaneamente l'opinione altrettanto autorevole, informata ed argomentata del On. Alessandro Di Battista (m5s) secondo cui TAV e Ponte sullo Stretto di Messina sarebbero "opere inutili"

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Old July 30th, 2017, 06:29 PM   #153
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Sicilia e il Ponte sullo Stretto, un'occasione persa
di Lelio Cusimano— 27 Agosto 2017




MESSINA. Settecento anni dopo Marco Polo, si riscoprono l’interesse strategico del Mare Mediterraneo e le grandi potenzialità di questo “piccolo” bacino, esteso meno dello 0,5% dei mari del mondo, ma nel quale già oggi transita il 20% delle merci trasportate via mare nell’intero globo.
Ora che è intervenuto un blocco (temporaneo?) degli immigrati dall’Africa verso l’Europa, è possibile guardare al Mediterraneo con un occhio meno coinvolto dal terribile mercato di esseri umani e considerare l’antico Mare Nostrum per quello che, storicamente, è sempre stato: una grande area di mercato utile alla crescita, all’affrancamento dai bisogni e all’integrazione sociale dei Paesi rivieraschi.

Crocevia d’importanti rotte internazionali, sulla direttrice est-ovest, il Mediterraneo vive una nuova vita, prima con l’ampliamento del canale di Panama e poi con il recente raddoppio del canale di Suez; ma la vera rivoluzione riguarda la «Via della Seta».

Si tratta di un progetto stategico, energicamente sostenuto dalla Cina, con il supporto finanziario di una grande banca e una dotazione di almeno 100 miliardi di dollari. Senza entrare in complesse valutazioni geo-economiche, basti considerare che, nel collegamento tra l’Oriente e l’Europa, la Sicilia rappresenta l’ultimo approdo prima di arrivare nei grandi porti del Nord dell’Europa. Con una postilla: scaricare le merci in un porto siciliano invece di puntare, per esempio, su Rotterdam (il più grande scalo marittimo al mondo) comporterebbe un risparmio di quattro giorni di navigazione.
È questa, in pillola, la grande opportunità che si apre per la Sicilia: essere al centro di un gigantesco fusso di merci via mare. Il trasporto marittimo mondiale ha superato per la prima volta i 10 miliardi di tonnellate e, nei prossimi quindici anni, raggiungerà i 17 miliardi di tonnellate (Rapporto SRM - Intesa San Paolo del giugno scorso); un quinto si muove già oggi nel Mediterraneo.

L’occasione è ghiotta e forse irripetibile; la Sicilia potrebbe aspirare al ruolo di porta di ingresso verso l’Italia e l’Europa continentale, con importanti prospettive di lavoro, di ricchezza e di insediamento di nuove attività imprenditoriali; sarebbe, infatti, una gigantesca base logistica per la movimentazione delle merci, senza apportare nuovo inquinamento ad una terra povera di industrie ma già ricca di inquinanti (poli petrolchimici).

Certo non basta fare arrivare le merci in Sicilia; occorre poi smistarle verso il resto del Paese e il Continente europeo. Una partita complessa e con molti concorrenti; ma chi potrebbe mai competere con la posizione strategica di un porto come Augusta, nel Siracusano, il più grande della Sicilia e il quarto in Italia? A condizione, però, che si realizzi un collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente: il ponte sullo stretto di Messina.

La storia del ponte di Messina è stata puntualmente accompagnata da polemiche roventi, da mistificazioni e da non poca disinformazione.
Non c’è nulla di male a essere pregiudizialmente contrari al ponte; ma non si possono mischiare le carte dell’analisi oggettiva.
Una delle polemiche più ricorrenti si sintetizza in poche battute: «a chi serve»?

Serve; eccome serve! L’Autorità Portuale di Messina (soggetto di diritto pubblico) aggiorna periodicamente on line, i dati sui flussi passeggeri e merci nello stretto. Nel 2016 sono transitati, tra Scilla e Cariddi, poco più di sette milioni di passeggeri paganti e quasi sei milioni di tonnellate di merci; secondo una stima contenuta nel progetto di fattibilità del ponte, circa il 40% dei passeggeri attraversa lo stretto con regolarità (pendolari).

Basterebbero questi dati per confermare la valenza economica e commerciale di un collegamento stabile per le merci e i passeggeri fra le due sponde.
Una seconda considerazione riguarda i costi dell’investimento. Allo Stato si chiedeva per il ponte un finanziamento di 2,2 miliardi di euro mentre il resto (circa quattro miliardi) era a carico d’investitori privati che avrebbero incassato il pedaggio per 90 anni, con l’impegno contrattuale di contenere gli eventuali aumenti del pedaggio entro i limiti dell’inflazione. Di questo impegno si faceva garante anche la società pubblica ferroviaria «FS» che, di contro, avrebbe eliminato le corse via traghetto, stabilmente in perdita.

Certo due miliardi di euro sono una cifra importante, ma come dimenticare che lo Stato ha speso cica 33 miliardi di euro per l’alta velocità ferroviaria che trasporta (su 1.500 chilometri di linea) trenta milioni di passeggeri l’anno? Perché non investire due miliardi per (almeno) sette milioni di passeggeri l’anno? Perché non realizzare quella che diventerebbe la più grande attrazione turistica italiana? Oltre che di candidati «presidente della regione» le forze politiche si occuperanno d’altro?
http://messina.gds.it/2017/08/27/sic...-persa_715995/
__________________
"Sicilia rovina d'Italia e del forum" (cit.)


"Quello che facciamo per noi stessi,muore con noi quello che facciamo per gli altri e per il mondo rimane, ed e’ immortale" - Albert Pine.

Ponte sullo Stretto di Messina - Prima parte
Ponte sullo Stretto di Messina - Seconda parte

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Old August 30th, 2017, 01:43 PM   #155
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Le solite sciocchezze smentite infinite volte.
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Old August 31st, 2017, 02:15 AM   #156
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Sicilia e il Ponte sullo Stretto, un'occasione persa
di Lelio Cusimano— 27 Agosto 2017




MESSINA. Settecento anni dopo Marco Polo, si riscoprono l’interesse strategico del Mare Mediterraneo e le grandi potenzialità di questo “piccolo” bacino, esteso meno dello 0,5% dei mari del mondo, ma nel quale già oggi transita il 20% delle merci trasportate via mare nell’intero globo.
Ora che è intervenuto un blocco (temporaneo?) degli immigrati dall’Africa verso l’Europa, è possibile guardare al Mediterraneo con un occhio meno coinvolto dal terribile mercato di esseri umani e considerare l’antico Mare Nostrum per quello che, storicamente, è sempre stato: una grande area di mercato utile alla crescita, all’affrancamento dai bisogni e all’integrazione sociale dei Paesi rivieraschi.
.......
Certo due miliardi di euro sono una cifra importante, ma come dimenticare che lo Stato ha speso cica 33 miliardi di euro per l’alta velocità ferroviaria che trasporta (su 1.500 chilometri di linea) trenta milioni di passeggeri l’anno? Perché non investire due miliardi per (almeno) sette milioni di passeggeri l’anno? Perché non realizzare quella che diventerebbe la più grande attrazione turistica italiana? Oltre che di candidati «presidente della regione» le forze politiche si occuperanno d’altro?
http://messina.gds.it/2017/08/27/sic...-persa_715995/
Straquoto. Gli argomenti sono risaputi, ma vale la pena ricordarli, ogni tanto.
Quello che scrive Lelio Cusimano è tutto vero, sensato e comprovato da dati UFFICIALI, non da chiacchiere da bar. Se il Ponte non si fa, è solo per pregiudizi nei confronti di quest'opera, che non ha mai goduto del favore della stampa nazionale ed è stata boicottata, per puro interesse, da troppi nostri corregionali.

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Old August 31st, 2017, 11:47 AM   #157
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la Sicilia rappresenta l’ultimo approdo prima di arrivare nei grandi porti del Nord dell’Europa. Con una postilla: scaricare le merci in un porto siciliano invece di puntare, per esempio, su Rotterdam (il più grande scalo marittimo al mondo) comporterebbe un risparmio di quattro giorni di navigazione...

L’occasione è ghiotta e forse irripetibile; la Sicilia potrebbe aspirare al ruolo di porta di ingresso verso l’Italia e l’Europa continentale, con importanti prospettive di lavoro, di ricchezza e di insediamento di nuove attività imprenditoriali; sarebbe, infatti, una gigantesca base logistica per la movimentazione delle merci, senza apportare nuovo inquinamento ad una terra povera di industrie ma già ricca di inquinanti (poli petrolchimici).
Di tutti i motivi per dovere/volere costruire il ponte, questo è quello più debole. E di parecchio.
Senza considerare che la premessa è una totale falsità: la Sicilia ultimo approdo?? Questa fesseria si commenta da sola.

Che la Sicilia diventerebbe l'hub del Mediterraneo per lo scarico delle merci è una favoletta che continuano a ripetere a oltranza. Non mi sembra ci sia alcuna indicazione che questo sarebbe il caso e gente esperta in materia qui dentro lo ha ribadito più e più volte.

Che poi, se ci fosse questo disperato bisogno di scaricare a sud, ci sarebbe già stato un enorme sviluppo di hub lungo le coste del Mediterraneo (e qui torniamo alla premessa). La Sicilia non sarebbe certo l'unica possibilità. E in Italia stessa ci sarebbero altre opzioni. Eppure nulla di tutto ciò è avvenuto. Almeno non in dimesioni tali da far gridare all'occasione unica e irripetibile che avremmo col ponte.
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Last edited by huge; August 31st, 2017 at 11:58 PM.
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Old September 1st, 2017, 02:13 AM   #159
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Sicilia e il Ponte sullo Stretto, un'occasione persa
di Lelio Cusimano— 27 Agosto 2017
.....
Crocevia d’importanti rotte internazionali, sulla direttrice est-ovest, il Mediterraneo vive una nuova vita, prima con l’ampliamento del canale di Panama e poi con il recente raddoppio del canale di Suez; ma la vera rivoluzione riguarda la «Via della Seta».
Si tratta di un progetto stategico, energicamente sostenuto dalla Cina, con il supporto finanziario di una grande banca e una dotazione di almeno 100 miliardi di dollari.......
Vorrei far sommessamente notare che quello riportato da Brick non è il resoconto stenografico di una chiacchiera da bar, ma il parere di un economista di chiara fama, già direttore di Confindustria Palermo e direttore generale della Fondazione “Federico II". Certo, di qui a poter competere con i pareri autorevolmente espressi in questo forum, ce ne vuole…….

Lo stesso progetto della "Via della Seta" sarà certamente un'invenzione di Cusimano, così come sarà una "fesseria" l'attenzione dei cinesi per i porti della sponda europea del Mediterraneo. Per info, chiedere al Pireo.

Cusimano, questo visionario, parla di "occasione" per la Sicilia di divenire sede del porto di destinazione delle merci provenienti via mare dalla Cina. Che matto! E che matti i nostri governanti che, evidentemente, non hanno letto i pareri degli esperti di SSC, che ci hanno spiegato fino alla nausea che il ruolo di Rotterdam come hub europeo delle merci cinesi è indiscusso, indiscutibile e destinato all'eternità. Tanto che, al Forum sulla cooperazione internazionale Belt and Road di Pechino, hanno recentemente ribadito il ruolo, in tal senso, proprio dei porti italiani! Propendendo però, guarda caso, per i porti del nord, Trieste in testa. Il quale, poverino, non ha la capacità logistica necessaria e, da solo, non potrebbe farcela: ergo, c’è spazio per altri porti, se ampi e ben attrezzati (come potrebbe essere fra qualche anno, ad esempio, Augusta, alla luce del suo attuale Piano regolatore già esecutivo ed in parte realizzato)
Fonte? https://www.agi.it/estero/porti_e_fe...ws/2017-05-14/ (Dopodichè, prima di parlare di “falsità” o “fesseria”, contare fino a dieci….)

Irreale, perchè contrario al parere di “ gente esperta in materia qui dentro”… Certo, come pensare, addirittura, di far pervenire via terra, su appositi treni, i prodotti della Cina più interna. Che follia! Peccato che la cosa avvenga, ormai, da anni, destinazione Europa Centrale... E toccherà da settembre anche l’Italia settentrionale con cadenza (per il momento) settimanale.

Fonte: http://www.corriere.it/economia/17_g...?refresh_ce-cp

Una cosa, in tutto questo, è sicura: senza il Ponte sullo Stretto non solo si rinuncia a quest‘occasione (l’ennesima) ma l’intera portualità siciliana è destinata ad un ruolo del tutto marginale; le stesse programmazioni di sviluppo di porti come Augusta possono tranquillamente essere buttate nel cesso. Insieme ad esse, qualsiasi ipotesi di utilizzo delle ferrovie siciliane per il trasporto delle merci, con la conseguenza di dover rinunciare ad un effettivo rilancio delle stesse.

Last edited by Roberto.palermo; September 1st, 2017 at 02:22 AM.
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Old September 1st, 2017, 10:03 AM   #160
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Vorrei far sommessamente notare che quello riportato da Brick non è il resoconto stenografico di una chiacchiera da bar, ma il parere di un economista di chiara fama, già direttore di Confindustria Palermo e direttore generale della Fondazione “Federico II". Certo, di qui a poter competere con i pareri autorevolmente espressi in questo forum, ce ne vuole…….
Un mammasantissima locale che vuol far girare un po' di soldi. E che deve dire di diverso?
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Irreale, perchè contrario al parere di “ gente esperta in materia qui dentro”… Certo, come pensare, addirittura, di far pervenire via terra, su appositi treni, i prodotti della Cina più interna. Che follia! Peccato che la cosa avvenga, ormai, da anni, destinazione Europa Centrale... E toccherà da settembre anche l’Italia settentrionale con cadenza (per il momento) settimanale.
Bravo, io lo sapevo da due anni prima che uscisse la notizia. Che c'entra il treno col fantomatico ruolo meraviglioso e progressivo dell'hub di Augusta?
Quote:
Una cosa, in tutto questo, è sicura: senza il Ponte sullo Stretto non solo si rinuncia a quest‘occasione (l’ennesima) ma l’intera portualità siciliana è destinata ad un ruolo del tutto marginale; le stesse programmazioni di sviluppo di porti come Augusta possono tranquillamente essere buttate nel cesso. Insieme ad esse, qualsiasi ipotesi di utilizzo delle ferrovie siciliane per il trasporto delle merci, con la conseguenza di dover rinunciare ad un effettivo rilancio delle stesse.
Augusta é un progetto sovradimensionato ed inutile, il solito carrozzone.
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