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Old December 6th, 2014, 06:13 PM   #1
CRIME
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Borghi, centri storici e architetture varie nella provincia di Caserta

Viaggio alla scoperta della provincia di Caserta, tra borghi medievali, monasteri, chiese e centri storici.
Se l'alto Casertano è caratterizzato da piccoli paesi o piccole cittadine divisi da montagne, colline e tanta campagna, il basso Casertano è formato da grossi centri formado un grande agglomerato urbano fino a Napoli, ma che comunque presentano e conservano centri storici degni di nota.

Borgo medievale di Caserta Vecchia.

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il Vesuvio sulla costa fuma. Il vento porta zolfo e aroma. Il golfo ispira il poema di una sirena protagonista di questa odissea. Mi diede le note come dote con gli occhi come la notte pelle come latte mare come letto, ti canto questo sonetto, che tratta di un ritratto fatto ad una dea... mi devi credere...
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Old December 6th, 2014, 07:10 PM   #2
CRIME
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Si comincia col Borgo Medievale di Caserta Vecchia, sita a 401 metri in collina rispetto alla città di Caserta che si trova in pianura.

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Storia
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Casertavecchia sorge alle pendici dei mondi Tifatini ad una altezza di 401m, è facilmente raggiungibile da più punti, e dista dalla Reggia Vanvitelliana di Caserta, circa 10 Km in direzione Nord-Est.
Le origini del paese ancora oggi non sono certe, ma secondo alcuni scritti del monaco Benedettino Erchemperto che risalgono all'anno 861, si parla di un primo nucleo urbano, sulle montagne denominate Casahirta (dove casa sta per villaggio e hirta o erta per aspra, ripida, di difficile accesso).
Il Borgo originalmente edificato su un pre-esistente villaggio romano nel corso degli anni ha subito varie dominazioni.
Originalmente appartenne ai Longobardi nell'879 fu dato al Conte Pandulfo di Capua.
Nel secolo IX a seguito di vari eventi bellici, quali incursioni saracene e devastazioni di Capua, gli abitanti e il Clero si videro costretti a cercare rifugio in luoghi più sicuri, come quelli montani. E fu proprio in seguito a questi eventi che la popolazione aumento notevolmente, cosicché alla fine fu trasferita anche la sede vescovile.
Nel 1062 Casertavecchia venne occupata da Riccardo I di Aversa, e da qui ebbe inizio la dominazione Normanna che porto il paese al suo massimo splendore nell'anno 1100-1129 con la costruzione della attuale Cattedrale sotto l'episcopato di Rainulfo, e la sua consacrazione nell'anno 1153 al culto di San Michele Arcangelo.
Con alterne vicende altri feudatari successero a Riccardo I, finchè il Borgo non passo sotto la dominazione degli Svevi con Riccardo di Lauro (1232-1266), il quale ne accrebbe la fama e lo valorizzo fino a farlo giungere al suo massimo splendore e importanza anche in campo politico.
E pare che si debba proprio a Riccardo di Lauro la costruzione al castello della grande torre cilindrica superstite.
Nel 1442 il Borgo passa sotto la dominazione aragonese, e qui inizia la sua parabola discendente, Casertavecchia vede lentamente decadere la sua importanza, poichè la vita incomincia a svilupparsi in pianura. Restano a Casertavecchia solo il vescovo e il seminario, che continuano a dare una minima importanza al Borgo. Questo fino all'nno 1842, quando Papa Gregorio XVI ne sancì il definitivo trasferimento alla nuova Caserta.
In seguito con il dominio dei Borboni nell'Italia meridionale e la costruzione della reggia, il nuovo centro di ogni attività diventa Caserta e per forza di cose gli abitanti della vecchia cittadina dovettero spostarsi in pianura.
A ricordo ancora dello splendido passato che fu restano il Duomo, il campanile, i resti del castello e le strade dell'intero Borgo tutte in stile siculo-normanno.
fonte: http://www.casertavecchia.net/
il Borgo di Caserta Vecchia domina tutta la pianura che si estende dai monti Marsicani al Vesuvio, alla collina dei Camandoli, la zona dei Campi Flegrei fino alla costa Flegrea/Domiziana.

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Il borgo risulta panoramico in molti punti, di sera se si volge lo sguardo a Sud, sembra di vedere una sola è grande città.

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Il borgo vissuto da neanche 200 anime, ha come elemento caratterizzante sicuramente la particolare architettura del duomo

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Si entra nel borgo da una pineta, si arriva in un piazzale dove subito si viene colpiti da un vasto panorama. Nel mese si settembre si svolge la rassegna culturale di "settembre al Borgo". In questa foto dello scorso settembre, una gruppo Casertano di musica popolare, intratteneva i tanti ospiti presenti.

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il panorama fa da contorno in quasi ogni angolo del borgo.



si entra nelle stradine del borgo

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che si sviluppa intorno alla sua piazza principale e forse unica, la piazza del Duomo

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Si passa sotto alla particolare torre del campanile prima di arrivare in piazza

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Qui la vediamo di sera

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qui vediamo la cattedrale nel suo interno, durante uno spettaclo di musica classica con anche Enzuccio Avitabile. Spettacolo dello scorso "Settembre al Borgo.

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Altre stradine del borgo

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Le stradine sono quasi tutte lastricate.

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e molte arrivano in punti panoramici ai limiti del borgo

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Il borgo risulta in ottimo stato conservativo. Diciamo un 80%, mentre un 20% ricorda che anche da queste parti sono passati gli anni 70. Porcheria destinata a sparire visto il criterio attuale dei restauri.

Nel borgo infine, sono presenti tanti locali tra ristoranti e pizzerie. La particolarità del posto consigliata da mangiare è la "paposcia casertana", una sorta di pizza schiacciata, tipo panino, ripiena oltre a ovviamente la mozzarella di bufala.
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Old December 9th, 2014, 08:42 PM   #3
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Borgo Medievale di Vairano Patenora.

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L'esistenza del Castrum è documentata dall'epoca del sovrano normanno Guglielmo II (circa 1188), ma si suppone esistente già nei secoli IX e X. Nel 1193 il castello, difeso da Ruggero di Chieti, seppe resistere e scoraggiare definitivamente le offensive dell'esercito combinato di Enrico VI e di Roffredo dell'Isola (Vairanum acriter impugnans in nullo profecit). Nel 1437 Vairano fu saccheggiato dall'esercito del Patriarca Vitellesco mandato dal papa Eugenio VI. Nel 1461 i casali e il castello conobbero la furia distruttrice dell'esercito di Marino Marzano che lasciò Vairano, secondo le cronache dell'epoca, “depopulata et dehabitata”.

Tra il 1491 e il 1503 il Castello fu completamente ristrutturato ad opera del feudatario Innico II d'Avalos.

La fortezza è composta da 4 torri, di cui la più massiccia è detta torre “mastra”. L'interno è ormai completamente diruto, però ancora sono visibili la suddivisione dei piani, le cucine, le carceri e l'antica cisterna. Il borgo è circondato da mura intervallate da 14 torri. Tre porte consentono l'accesso al borgo: Porta Oliva, Porta di Mezzo o Mezzogiorno e Porta Castello o S. Andrea. All'interno è visitabile l'antica chiesa di S. Tommaso Apostolo (XIV sec.), mentre appena fuori delle mura, da poco restaurata, è ubicata la chiesa di S. Maria di Loreto (XVI sec.).
fonte:http://www.prolocovairanopatenora.it...o_patenora.htm


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Si arriva al Borgo di Vairano dopo qualche chilometro dal casello della'autostrada A1 uscita: Caianello. Con la Ferrovia: stazione Caianello/Vairano Scalo, linea Napoli/Cassino/Roma.
Appena arrivati nella zona nuova di Vairano Patenora sita in pianura, si vede il castello col borgo che domina dalla collinetta.

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Il borgo non è molto grande. Quello che domina la valle è il suo castello, che purtroppo si trova in cattivo stato di conservazione. Il paese dopo la seconda guerra modiale si espande a valle, lasciando il borgo sempre più disabitato e quindi abbandonato

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si arriva in un grande piazzale dove si ha tanto posto per lasciare la macchina. Poi bisogna continuare a piedi

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Porta Castello

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un vicolo che sale verso il castello

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tra i vicoli ogni tanto si aprono questi cortili a mo di terrazzo

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la parte che si sta recuperando

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ultimamente da queste parti, dopo un supremo restauro, ha aperto uno studio di un avvocato

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una delle tante gradinate che formano il Borgo.

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un passaggio sotto a una delle 14 torri che si intervallano sulle mure di cinta.

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usciti fuori dalle mure, il borgo contina fino a valle unendosi fino alla parte nuova. Ma a un certo punto si trova quello bel palazzetto in liberty

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altri palazzetti fuori le mura del Borgo

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qualcuno è ritornato a vivere nel borgo, forse altri non sono mai andati via. Lo frequento da oltre 10 anni perchè qui sono presenti un pub, un ristorante/pizzeria e un ristorante per cerimonie. In questi anni ho visto i lenti progressi di recupero. Anche in questo caso la "fortuna" di questo posto è, che essendo stato abbandonato dopo la seconda guerra, oggi appare integro. Senza storpiature, senza quella merda di case o palazzine fatte negli anni 70 come se ne trovano nella parte nuova, niente infissi di alluminio d'orato o finestre quadrate con le ornie in quel cesso di marmo per finire con la cosa più oscena in assoluto.... gli avvolgibili.
Le persone che oggi restaurano usano i criteri necessari riportando i fabbricati alle forme oginarie rispettandonel le architetture e materiali.

Un comitato lotta per il recupero del castello, che conserva un fascino enorme anche se sta rovinatissimo.

questo è il pud Davalos, dove ogni tanto andiamo a "scassarci" un grande panino con una bella birretta da oltre 10 anni.

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è tutto, al prossimo borgo.
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Old December 9th, 2014, 09:03 PM   #4
xFORZASUDx
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Il palazzo liberty è villa Ausiello.
Era una famiglia abbastanza importante. Un'Ausiello era podestà di Castellammare di Stabia e partecipò al varo dell'Amerigo Vespucci, il conte Luigi era il cugino di Enrico De Nicola ecc
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Old March 31st, 2015, 10:56 PM   #5
tanosmile
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Restauro del Castello svevo di Cosenza











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Last edited by tanosmile; March 31st, 2015 at 11:04 PM.
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Old April 1st, 2015, 03:27 AM   #6
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Interessante ma Cosenza è un po' distante dalla provincia di Caserta...
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Chi governa deve avere a cuore massimamente la bellezza della città per cagione e diletto e allegrezza dei forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini - Costituto Senese, 1309


[ Il sonno dell'ironia genera imbecilli ]
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Old April 1st, 2015, 06:55 AM   #7
tanosmile
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Originally Posted by Caustic View Post
Interessante ma Cosenza è un po' distante dalla provincia di Caserta...
Ah scusate, avevo letto solo borghi e centri storici (sulla app non visualizza tutti il titolo del thread). Dovremmo aprire un thread generale per tutta Italia, così come nel forum internazionale c'è il il thread " revitalization in your city"
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Old April 7th, 2015, 06:05 PM   #8
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uh, mi sono dimenticato di questo thread. Vedo nel mio archivio fotografico di quale borgo parlare....beh appena passata la pasqua, non posso non parlarvi di Sessa Aurunca.
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Old April 7th, 2015, 08:50 PM   #9
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SESSA AURUNCA



breve storia presa da wilipedia
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Sessa Aurunca è di antichissima origine come confermano tracce di insediamenti preistorici e le necropoli dell'VIII secolo a.C., epoca in cui qui risiedevano gli Aurunci, un antico popolo italico.
Sessa fu fortificata con mura ciclopiche che abbracciano una superficie di circa 1 ettaro: probabilmente questo era l'originario nucleo di Suessa, città preromana che aderiva a una federazione di città aurunche, nota come Pentapoli Aurunca. La superficie pare troppo esigua per un centro abitato e si ipotizza che le mura proteggessero solo un forte militare a difesa degli abitanti. Nel 337 a.C. la postazione fu abbandonata, sotto la pressione dei Sidicini, in favore della zona dell'attuale centro storico di Sessa.
Fu un centro importante degli Aurunci, ma nel IV secolo a.C. fu conquistato dai Romani che sconfissero nel 313 a.C. la Pentapoli Aurunca: vi si insediò allora una colonia di diritto latino, Suessa. Batté moneta dal 270 a.C. circa alla seconda guerra latina (219-202 a.C.). Divenne un ragguardevole centro militare, commerciale e agricolo e venne elevata a "municipium" nel 90 a.C.
La posizione vantaggiosa tra la Via Appia e la Via Latina ne fa un centro di produzione agricola, i cui prodotti possono essere trasportati verso Roma o verso Capua. Cicerone menziona Suessa come di un'importante città. Cesare distribuì le terre di Sessa fra i suoi veterani qui, per cui la città assume in alcuni testi il nome di Colonia Julia Felix Classica Suessa.

Teatro romano di Suessa
Nell'età imperiale Suessa conosce la sua massima espansione urbana: il centro abitato si estendeva su un'area quasi doppia rispetto a quella attuale e contava numerosi e importanti monumenti. Nel 2001 gli scavi hanno riportato alla luce il Teatro Romano, struttura che poteva contenere più di 3.500 spettatori con una scena di circa 30 metri di fronte e 15 di profondità; il teatro ha come cornice naturale la campagna con il golfo di Gaeta all'orizzonte. Presso la città sorse una villa, proprietà di Matidia.
Al declinare dell'Impero romano, Sessa - diocesi almeno dal V secolo - vive un periodo di decadenza.
Dopo essere stata interessata alle vicende storiche di Capua, Salerno, Benevento e Gaeta, riacquista parte della sua antica importanza verso il XII secolo. Tra il XIV e il XV secolo i Marzano, signori di buona parte di Terra di Lavoro e una delle più potenti famiglie del Regno di Napoli, fecero di Sessa la capitale dei loro feudi.
La signoria dei Marzano ebbe termine nel 1464 e Sessa per breve tempo è eretta in arciducato. Nel 1507 è concessa in feudo a Gonzalo Fernández de Córdoba, che aveva portato a termine la definitiva conquista del Regno di Napoli da parte di Ferdinando il Cattolico e ne aveva ottenuto il titolo di viceré. Apparteneva ad una delle più illustri famiglie di Spagna.
Agli inizi del XIX secolo in seguito agli avvenimenti che andavano scuotendo il Regno napoletano, Sessa si trovò priva di due pilastri della sua importanza: la nobiltà e gli ordini religiosi che sin dal XIII secolo, avevano formato uno dei cardini della vita cittadina. Conservò però la diocesi e mantenne un suo ruolo come centro importante della provincia di Terra di Lavoro.
La porta per accedere al quartiere medievale

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torrette di guardia lungo la cinta muraria

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le torrette sulle mure di cinta

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il liceo classico disegnato da Vanvitelli

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La villa comunale con la chiesa di san Giovanni

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Architettura nel quartiere medievale. Arco Catalano Durazzesco.

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ancora arco Catalano/Durazzesco

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una delle tante chiese presenti nel centro storico

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Ancora architettura dei portali del quartiere medievale.

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architetture varie dei palazzi

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stradine ai limiti del centro storico, dove in molti punti conserva ancora le mura di cinta.

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il palazzo Ducale, di origine Longobarda ma oggi ci appare nella sua veste Aragonese. Uno dei pochi castelli del Casertano ( e sono tanti) a essere in ottimo stato di conservazione.

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la bellissima cupola maiolicata della chiesa dell'Annunziata.

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Fine prima parte, è lunga la cosa.
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Old April 8th, 2015, 03:43 PM   #10
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Ci credo, Sessa insieme a Teano, è uno dei paesi più belli dell'alto casertano.
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Old April 8th, 2015, 08:44 PM   #11
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Sessa Auruca, seconda parte: La Cattedrale.


foto un po cesse, fatte col telefono.

La Basilica Cattedrale intitolata ai Santi Pietro e Paolo

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Di architettura Romanica, fa parte delle Basiliche Romaniche di stampo Cassinese presenti in prov di Caserta.

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realizzata a partire dal 1103

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La navata, chiusa dalla volta barocca. Il rifacimenti successivi alterano l'originale architetture della chiesa, lasciano una successione di stili molto interessante.


controfacciata

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una delle navate laterali, dove si può vedere la struttura originaria della chiesa anche nella copertura.

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Tra i pezzi forti della chiesa, sicuramente troviamo l'ambone risalente alla metà del 1200, assieme al maestoso portacero.

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sorretto da leoni, da notare anche la base del porta certo a destra.

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particolare.


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a destra dell'altare maggiore troviamo la cappella barocca

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dove troviamo una tela di Luca Giordano " la comunione degli apostoli"

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L'influenza Napoletana si vede anche nei marmi dell'altare, già influenzati dalla presenza a Napoli del Bergamasco Cosimo Fanzago.

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Mentre questa tela non ne ricordo l'autore.

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verso la sacrestia troviamo anche questo decreto del Re Ferdinando I di Borbone.

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entriamo in questo ambiente usato come come piccolo museo

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dove troviamo anche questo... no so di che si tratta,,, che roba è?.

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pezzo di un ciborio

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ritorniamo in chiesa, dove vediamo l'altare maggiore rialzato perchè sotto di esso si trova la cripta.

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e prima di uscire, non possono mancare un paio di scatti al bellissimo pavimento cosmatesco di recente restaurato che presenta un disegno abbastanza complesso con la prima rota che dovrebbe simboleggiare il passaggio dall'antico al nuovo Testamento.

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questa "ogdoade" mi pare di ricordare che riporta il simbolo numero della resurrezione di Cristo.

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usciti dalla chiesa di riprendono le stradine del centro storico. Particolare è la processione del venerdì Santo, molto antica, dove persone incappucciate portano i simulacri della passione di Cristo in processione che dura tantissimo, perchè in parte si svolge con due passi avanti e uno indietro. In vari punti dove passa la processione vengono accesi dei falò, mentre tutti i balconi e finestre della case si riempiono di lumini

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dove tre incappucciati si mettono assieme a cantare il Miserere, un passo del salmo di Davide

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